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Da martedì 15 settembre a sabato 3 ottobre sarò in vacanza. Durante questo periodo scriverò i commenti in maniera irregolare e parziale a seconda del tempo che avrò a disposizione e del luogo in cui mi troverò. Probabilmente apparirà l'analisi tecnica giornaliera - l'orario di pubblicazione potrebbe però essere diverso dal solito - invece che alle 08.30 il commento verrà pubblicato nel corso della giornata.
Questo servizio ridotto sarà gratuito - per tutta la durata della mia vacanza gli abbonamenti verranno sospesi e i giorni di assenza (18) verranno accreditati. Vi ringrazio della comprensione.


Commento del 18 settembre

Ondata di vendite a New York ma la maggior parte dei titoli regge l'urto

Ieri in apertura l'S&P500 é crollato a 3330 punti - una caduta di 55 punti rispetto alla debole chiusura di mercoledì. Da questo minimo l'indice ha più volte tentato di recuperare ma é ricaduto due volte toccando un minimo giornaliero a 3328 punti. Solo dopo le 21.00 l'indice é salito in maniera costante e sostenibile e ha chiuso a 3357.01 punti (-0.84%). Il ribasso é stato trascinato dai grandi titoli e come avviene di solito in questi casi il Nasdaq100 ha perso di più del resto del mercato (-1.48% a 11080 punti). Il giudizio tecnico sulla giornata é però nel complesso positivo. I Summation Index si sono mossi poco (NYSE in leggero calo, Nasdaq100 con una piccolo incremento) dando l'impressione che la borsa americana per ora non vuole scendere più in basso. Sui 3330 punti di S&P500, dove scorre anche la MM a 50 giorni sembra esserci un buon supporto. Il rapporto NH/NL a 332 su 649 mostra che la pressione di vendita é moderata. Crediamo di conseguenza che nelle prossime sedute avremo semplicemente dei movimenti distributivi sui 3350-3400 punti. Appaiono degli acquisti su settori trascurati come banche o energia o materie prime - bisogna tenere d'occhio questo sviluppo poiché é possibile che il tema crescita, seguito finora attraverso la tecnologia, possa essere sostituito dal tema value. Questo potrebbe anche aiutare le borse europee.
Ieri gli indici azionari europei sono scesi (Eurostoxx50 -0.54% a 3321 punti) ma le perdite erano moderate. Sembra proprio che l'Europa non voglia farsi coinvolgere da questa fase volatile della borsa americana. L'SMI svizzero (-0.31% a 10519 punti) resta sopra i 10500 punti e da l'impressione di voler riprendere il rialzo. Il comportamento in generale delle borse europee é costruttivo malgrado che finora non si delinea una nuova tendenza e un abbandono dei canali orizzontali validi da giugno.

Commento del 17 settembre

La FED non é onnipotente e passa la palla agli stimoli statali e fiscali

Ieri sera Jerome Powell non ha detto nulla di nuovo e chi si aspettava un colpo di bacchetta magica é rimasto deluso. L'S&P500 ha toccato un massimo a 3428 punti ma dopo le dichiarazioni del responsabile della FED é ridisceso a 3385.49 punti (-0.46%). Come pensavamo questo rimbalzo si sta esaurendo nel range 3400-3450 punti. Stamattina il future é a 3315 punti (-64 punti) - evidentemente anche gli investitori internazionali sono scettici.
Ieri le borse europee hanno ancora guadagnato qualche punto (Eurostoxx50 +0.04% a 3333 punti) e l'SMI svizzero si é assestato sopra i 10500 punti (+0.07% a 10527 punti). Oggi però le borse cadranno pesantemente (Eurostoxx50 alle 08.50 a 3289 punti) e quindi una discussione tecnica riguardante le probabilità di una rottura al rialzo é superflua.
È possibile che la seduta odierna segni la ripresa della correzione in America ma non siamo sicuri. I dati tecnici ieri erano costruttivi (i Summation Index sono saliti) malgrado la chiusura sul minimo giornaliero e la debolezza della tecnologia (Nasdaq100 -1.67% a 11247 punti). Ne riparliamo domani mattina.

Commento del 16 settembre

Seduta positiva che non cambia la situazione tecnica

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta moderatamente positiva (Eurostoxx50 +0.47% a 3332 punti). Questa però non ha cambiato la situazione tecnica - il trend resta neutro. Gli indici azionari europei non riescono ad uscire dal canale orizzontale - lo si vede bene dal comportamento dei due indici più vicini al limite superiore. Sia DAX (+0.18% a 13217 punti) che SMI (+0.22% a 10480 punti non riescono piì a fare sensibili progressi.
L'S&P500 é risalito nel range 3400-3500 punti - ha toccato un massimo a 3407 punti e ha chiuso a 3401.20 punti (+0.52%) con l'abituale solido contributo della tecnologia (Nasdaq100 +1.43% 11438 punti). Non sembra dover riprendere subito la correzione - per questo i dati sula partecipazione sono troppo buoni. Più probabile sono ora alcune sedute di distribuzione intorno ai 3400 punti.
Insomma - nulla di nuovo e finora le borse si sviluppano secondo le previsioni aggiornate nel commento del fine settimana.

Commento del 15 settembre

L'America risale rispettando i segnali tecnici - l'Europa é ferma

Ieri mattina le borse europee sono partite al rialzo. Già verso le 09.30 hanno toccato il massimo giornaliero e poi si sono sgonfiate. Hanno chiuso la sera praticamente invariate (Eurostoxx50 +0.03% a 3316 punti) ignorando l'ottima apertura a Wall Street. È evidente che la tendenza in Europa resta neutra - un rimbalzo in America trascinato dal settore tecnologico non ha conseguenze sulle borse del vecchio Continente.
La giornata in America é stata molto buona. Pensavamo che già la seduta di venerdì scorso dovesse essere positiva. Nell'analisi del fine settimana avevamo spiegato che la costellazione tecnica favoriva un inizio di settimana al rialzo - l'S&P500 doveva risalire in qualche seduta sopra i 3400 punti. Ieri ha effettuato il primo passo in questa direzione (S&P500 +1.27% a 3383.54 punti). L'indice é salito nella prima parte della seduta ed é riuscito a difendere buona parte dei guadagni fino alla chiusura. I maggiori impulsi sono venuti dal settore tecnologico (Nasdaq100 +1.72% a 11277 punti) con i soliti nomi in evidenza (NVidia +5.82%, Tesla +12.58%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5956 su 1384, NH/NL a 416 su 434 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 25.85 punti (-1.02) e il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.49. Sono tornati ad operare gli speculatori long che dovrebbero riuscire a far tornare il Nasdaq100 almeno a 11500 punti. Il Fear&Greed Index era a 59 punti (+1) - i Summation Index erano ancora in debole calo.
Queste seduta ha confermato la nostra previsione - si sta verificando un rimbalzo tecnico che dovrebbe far risalire l'S&P500 sopra i 3400 punti. Le borse europee non partecipano a questo movimento provocato soprattutto dai titoli tecnologici. Il rimbalzo in America questa volta non si limiterà ad una giornata ma dovrebbe essere sostenibile e durare qualche giorno.
Stamattina alle 09.00 il future sull'S&P500 é a 3383 punti (+11 punti).

Aggiornamento del 14 settembre

Inizia l'atteso rimbalzo in America - vedremo come segue l'Europa

Ci sono novità sulle società tecnologiche. Oracle dovrebbe rilevare TikTok al posto di Microsoft. Softbank intende vendere ARM Holding, il produttore inglese di semiconduttori per telefoni, a NVidia per 40 Mia di USD. Queste notizie vengono usate stamattina per spingere i futures americani al rialzo. Il future sull'S&P500 é a 3367 punti (+44 punti) - quello sul Nasdaq100 sta salendo del +1.7%.
Come spiegato nell'analisi del fine settimana sarà interessante vedere come si comportano le borse europee in questa fase - da un punto di vista puramente matematico dovrebbero attaccare il limite superiore del canale d'oscillazione valido da giugno. L'Eurostoxx50 alle 08.25 vale 3338 punti (+23 punti). Le borse europee apriranno in positivo ma come d'abitudine faticano a seguire una spinta di rialzo basata sulla tecnologia. Il future sull'SMI svizzero scende (!) di 18 punti.
La seduta odierna dovrebbe essere positiva anche se abbiamo l'impressione che l'ottimismo stamattina sia eccessivo. L'S&P500 (3341 punti) dovrebbe risalire in alcune sedute sopra i 3400 punti. Poi la correzione dovrebbe riprendere.
Stamattina salgono anche le borse asiatiche (Nikkei +0.65%, Shanghai +0.2%).
Sul fronte dei cambi e dei tassi d'interesse non ci sono movimenti di rilievo.

Commento del 12-13 settembre

La caduta degli dei e la rivincita degli europei

Mercoledì 2 settembre l'S&P500 (+0.05% a 3340.97 punti) ha toccato un record storico a 3588 punti. Questa é stata la fine di una rialzo iniziato a marzo e che a partire da fine giugno aveva subito un'accelerazione grazie al settore tecnologico. L'amore degli investitori nei leaders AGMAF (Apple, Google, Microsoft, Amazon e Facebook) attorniati da un gruppo di società di moda (Tesla, Netflix, NVidia) sembrava infinito. Questi dei della borsa venivano adorati e comperati senza riserve dagli speculatori long incuranti delle valutazioni fondamentali ormai assurde. Nel commento di una settimana fà avevamo visto che la borsa americana aveva cominciato a correggere -  due pessime sedute avevano fatto precipitare gli indici azionari con il risultato che la performance settimanale era stata negativa. La pausa del Labour Day non ha fatto cambiare idea agli investitori - martedì sono riprese le vendite e malgrado un rimbalzo mercoledì la performance di questa settimana di Wall Street é nuovamente decisamente negativa. Abbiamo assistito alla caduta degli dei - i leaders della tecnologia sono crollati trascinando il Nasdaq100 (-0.60% a 11087 punti) verso il baratro. Apple ha raggiunto il 2 settembre un massimo storico a 138 USD - venerdì l'azione ha toccato un minimo a 110 USD e ha chiuso a 112 USD (-1.31%) - questo esempio basta per dare un'idea della violenza e velocità della correzione.
La correzione non é finita - probabilmente segue la nostra previsione ciclica e deve continuare fino a metà ottobre. Per i rialzisti ci sono ancora poche notizie positive ma si intravvedono i primi sprazzi di luce - da mercoledì la pressione di vendita é diminuita - i volumi sono in calo e nuovi minimi a 30 giorni (NL) non aumentano. Pensiamo di conseguenza che la prossima settimana ci sarà un primo consistente rimbalzo - consistente poiché dovrebbe durare di più che una giornata. Ripetiamo però quanto dichiarato già più volte in precedenti commenti: la correzione finirà unicamente quando avremo ipervenduto e medio termine e pessimismo o panico negli indicatori di sentiment. La costellazione tecnica é ancora lontana da questa situazione. Sopra i 3400 punti l'S&P500 deve essere venduto.
Durante la correzione della borsa americana le borse europee si sono comportate bene. Avevamo discusso più volte il tema della correlazione tra America ed Europa. Da giugno la tendenza delle borse europee é neutra - gli indici azionari oscillano senza direzione in un canale orizzontale abbastanza ampio. Non avevano seguito il rialzo dell'America ed eravamo convinti che durante la correzione avrebbero mostrato forza relativa. Questo significa che la performance delle borse europee doveva essere migliore di quella della borsa americana - questo effetto é apparso in maniera evidente nelle ultime 5 sedute. Abbiamo però fatto un errore - avevamo escluso che le borse europee potessero salire mentre S&P500, Nasdaq100 e colleghi scendevano. Eravamo convinti che la correlazione dovesse restare positiva - le borse europee dovevano solo scendere meno della borsa americana. Invece settimana scorsa le borse europee si sono prese la rivincita - hanno guadagnato terreno mentre la tecnologia precipitava trascinando i listini americani verso il basso. Ora i grafici degli indici azionari europei sono costruttivi malgrado che non ci sia ancora nessuna rottura al rialzo dal canale orizzontale. L'America invece deve ancora correggere. Crediamo che nelle prossime settimane sia America che Europa debbano scendere assieme - d'altra parte c'é ancora troppa ingiustificata differenza nelle performance da inizio anno (DAX - 0.35%, Eurostoxx50 -11.46%, S&P500 +3.41%) - di conseguenza crediamo che l'Europa si comporterà meglio dell'America e gli indici dovrebbero poter difendere il canale orizzontale d'oscillazione valido da giugno.
Settimana scorsa abbiamo inizialmente fissato un obiettivo finale della correzione dell'S&P500 a 3200 punti. L'abbiamo in seguito abbasssato a 3100 punti. Oggi siamo incerti e rendiamo dipendente l'obiettivo dal prossimo rimbalzo. La prima spinta di ribasso é stata di 278 punti - ci aspettiamo nell'ambito di una correzione ABC una seconda spinta di ribasso di simili proporzioni. Se nel rimbalzo l'S&P500 risale sui 3400-3450 punti, il minimo finale dovrebbe situarsi sui 3170 punti. Questa é una stima - decisivi saranno però gli indicatori, specialmente quelli di sentiment. È probabile che i Summation Index comincino a salire prima che l'S&P500 tocchi il fondo - per ora continuano a scendere.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.69% a 3315 punti
DAX                         +2.80% a 13202 punti
SMI                          +2.82% a 10439 punti
FTSE MIB                  +2.21% a 19820 punti
S&P500                     -2.51% a 3340.97 punti
Nasdaq100                -4.60% a 11087 punti

La seduta di venerdì in Europa é stata senza storia. Gli indici sono oscillati stancamente intorno alla parità e hanno chiuso senza sostanziali variazioni (Eurostoxx50 +0.09% a 3315 punti, DAX -0.05% a 13202 punti, FTSE MIB +0.00% a 19820 punti e SMI +0.50% a 10439 punti). Spesso nel passato la borsa svizzera ha mostrato la strada alle altre borse europee muovendosi in anticipo. L'SMI da mesi oscilla tra i 10000 ed i 10500 punti (massimo di periodo a 10535 punti) - si trova adesso un 1% sotto questo livello. All'inizio di settimana prossima vedremo se ci sarà una rottura al rialzo. In teoria l'SMI non dovrebbe farcela - se però l'S&P500 rimbalza di un +2% anche l'SMI dovrebbe approfittarne. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3309 punti. 

Eravamo convinti che nel giorno dell'anniversario degli attentati dell'11 settembre la borsa americana avrebbe chiuso in positivo. L'S&P500 (+0.05% a 3340.97 punti) ci é riuscito ma di poco e con molta fatica. È stato nuovamente appesantito dalla tecnologia - il Nasdaq100 ha dovuto toccare un minimo 10945 punti prima di recuperare e chiudere a 11087 punti (-0.60%) - ha ancora perso 66 punti.
L'S&P500 ha aperto a 3362 punti e dopo una discesa tentennante a 3340 punti é salito a 3369 punti. Dopo le 17.00 sono però arrivate nuovamente le vendite che sono durate fino alle 20.00. L'S&P500 ha toccato un minimo a 3310 punti. Nelle ultime due ore é risalito a 3351 punti ed ha chiuso a 3340.97 punti con un simbolico guadagno di 2 punti. La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3568 su 3713, NH/NL a 177 su 1191 (meno di martedì!) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 26.87 punti (-2.84) - di solito VIX e S&P500 sono correlati negativamente - quando l'S&P500 scende la VIX aumenta. Spesso a settembre la VIX, giocata dagli investitori istituzionali che la usano per hedging, si é mossa in controtendneza prima dell'S&P500 - la caduta di venerdì della VIX é un segnale che probabilmente l'S&P500 all'inizio di settimana prossima deve salire. Il CBOE Equity put/call ratio era a 0.67 - la MM a 10 giorni é ancora a 0.53, quella a 20 giorni a 0.49. Ci vogliono quindi parecchi giorni di questo indicatore sopra i 0.60 prima che la dannosa speculazione al rialzo possa essere eliminata. Il Fear&Greed Index é a 58 punti (-1).
Venerdì il DJT é salito del +0.93% mentre il Russell2000 (RUT) ha perso il -0.70%. Ci sono ampie differenze tra settori. Non le discutiamo in dettaglio. Stiamo però seguendo da vicino il negletto settore dell'energia ìn attesa di un solido minimo. Ci prepariamo a comperare titoli come Exxon o Royal Dutch (o ENI in Italia) molto interessanti per il loro dividendo.
I nostri indicatori per individuare la tendenza di fondo della borsa americana sono misti (47.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 61.96). Non é una sorpresa. Dopo la correzione di settembre e ottobre ci aspettiamo borse positive fino a fine anno. Saranno però l'evoluzione della pandemia di Covid19, la sviluppo della recessione economica e il risultato delle elezioni presidenziali americane di novembre a determinare lo sviluppo dei mercati azionari fino a fine anno - l'analisi tecnica dovrà adattarsi.

Commento dell'11 settembre

Come pensavamo l'S&P500 distribuisce sui 3400 punti - sedute volatili

Ieri abbiamo avuto due conferme. La prima é che le borse europee non si lasciano coinvolgere dai forti movimenti di assestamento in America - ieri gli indici azionari si sono mossi poco e hanno chiuso praticamente invariati (Eurostoxx50 -0.27% a 3315 punti) al centro dei canali d'oscillazione validi da giugno - la tendenza resta a corto e medio termine neutra. La seconda é che la borsa americana ha terminato martedì la prima spinta di ribasso e ora seguono delle sedute volatili di assestamento e di distribuzione. Secondo noi l'S&P500 (-1.76% a 3339.19 punti) in questa fase doveva muoversi intorno ai 3400 punti con una salita al massimo a 3450 punti - ieri l'indice ha toccato un massimo a 3425 punti ed é sceso fino a 3329 punti - stamattina risale. La forte volatilità é provocata da operazioni speculative sui conosciuti titoli della tecnologia che durante le sedute si muovono di parecchi punti in percentuale - il resto del mercato é più tranquillo e stabile.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. Ieri l'Eurostoxx50 e i suoi colleghi (DAX -0.21% a 13208 punti, FTSE MIB +0.25% a 19820 punti) hanno fatto una pausa - probabilmente  hanno consolidato. Gli indici sono oscillati per tutta la giornata intorno alla parità, hanno toccato un massimo intorno alle 15.45 ed sono infine scesi la sera a causa di un inizio di seduta a New York al di sotto delle attese. Fino a quando l'Eurostoxx50 oscilla intorno ai 3300 punti, il DAX si muove sui 13000 punti, il FTSE MIB non si allontana dai 20000 punti e gli indicatori restano piatti, il trend é neutro. Non vediamo ancora l'inizio di una nuova tendenza.

Pensavamo che ieri anche la borsa americana avrebbe fatto una pausa di assestamento dopo il rally di mercoledì. Invece la tregua é durata solo fino alle 16.40 - poi sono ripartite le vendite e gli indici sono pesantemente caduti trascinati dai soliti titoli tecnologici. I minimi di martedì sono stati avvicinati e testati ma non sono stati superati al ribasso.
L'S&P500 ha aperto sui 3410 punti e nella prima ora l'indice é salito fino ai 3425 punti. Dopo le 16.40 sono ripartite le vendite e l'indice é sceso a balzi regolari fino ad un minimo a 3329 punti. Dopo le 20.30 c'é stato un rimbalzo di 20 punti. Sul finale l'S&P500 é ridisceso a 3339.19 punti (-1.76%). Ancora una volta le vendite hanno coinvolto particolarmente il Nasdaq100 (-2.12% a 11154 punti) mentre il resto del mercato era meno toccato (DJT -0.59%, RUT -1.23%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1853 su 5457, NH/NL a 297 su 864 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita di poco a 29.71 punti (+0.90), il CBOE Equity put/call ratio era ancora basso a 0.54 mentre il Fear&Greed Index é ripiombato a 59 punti (-7 punti). I Summation Index hanno accelerato la loro discesa.
A livello tecnico é cambiato poco. La borsa americana sta correggendo a medio termine e siamo ancora lontani da quella combinazione di ipervenduto e pessimismo o panico che normalmente termina una correzione di questo genere. La borsa americana deve ora distribuire sopra il primo supporto costituito dalle MM a 50 giorni prima di scendere più in basso.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3363 punti - la borsa americana mostra l'intenzione di voler ancora rimbalzare. L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3306 punti. Le borse europee devono trovare un compromesso tra la pessima seduta di ieri a New York e il rimbalzo mattutino. Apriranno con un lieve calo del -0.3%. Crediamo che oggi ripeteranno la seduta di ieri - poco movimento e chiusura poco lontano dal livello d'apertura.
Stamattina il Nikkei guadagna il +0.74% - Shanghai sta salendo del +0.7%. Anche le borse asiatiche non partecipano alla forte volatilità che contraddistinge da alcuni giorni le sedute americane. È giusto così.

Commento del 10 settembre

Robusto rimbalzo

Ieri c'é stato l'atteso rimbalzo tecnico. Sia le borse europee (Eurostoxx50 +1.76% a 3324 punti) che quella americana (S&P500 +2.01% a 3398.96 punti) hanno guadagnato parecchio terreno e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri. I moderati volumi di titoli trattati, inferiori a quelli osservati durante la caduta dei giorni precedenti, e la qualità del rimbalzo, concentrato sui titoli conosciuti e amati dagli speculatori (Apple +3.99%, Tesla +10.92%), ci dicono che probabilmente é solo un rimbalzo tecnico all'interno di una fase di ribasso a medio termine. Ieri abbiamo stimato che l'S&P500 poteva risalire fino ai 3400 punti - l'indice ha toccato un massimo a 3424 punti e ha chiuso a 3399 punti. In termine di punti il rimbalzo ha praticamente esaurito il suo potenziale - potrebbero però esserci bisogno alcune sedute volatili di distribuzione prima che la borsa americana ricominci a scendere - probababilmente in maniera più composta. Ieri il DAX (+2.07% a 13237 punti) e l'SMI svizzero (+1.52% a 10406 punti) si sono avvicinati al limite superiore del canale d'oscillazione in laterale valido da giugno. Potrebbe esserci una rottura al rialzo ma non pensiamo - fino a prova contraria un trend resta valido. Di conseguenza sembra che le borse europee possano salire ancora circa un +1.5% prima di essere respinte verso il basso.

Ieri mattina ci aspettavamo un rimbalzo. Dopo il crollo di martedì sera a New York e l'apertura ieri mattina in calo in Europa ci saremmo accontentati di una seduta europea in pari. La giornata é stata invece decisamente positiva con una chiusura vicino al massimo giornaliero e con un solido guadagno - questa é una piacevole sorpresa. Questa performance non cambia il trend che resta neutro. L'Eurostoxx50 (+1.76% a 3324 punti) continua ad oscillare intorno ai 3300 punti senza dare segnali particolari. Il DAX (+2.07% a 13237 punti) si é riavvicinato al bordo superiore delle Bollinger Bands che sono ormai strette e parallele. Si avvicina un movimento dinamico e liberatorio. Pensavamo che l'uscita dovesse essere al ribasso ma a questo punto la rottura al rialzo é possibile specialmente se il DAX resta sopra la MM a 50 giorni in ascesa. Il DAX mostra forza relativa. Il FTSE MIB (+2.02% a 19771 punti) continua ad oscillare intorno ai 20000 punti senza dare segnali particolari. Martedì l'SMI (+1.52% a 10406 punti) ha perso poco terreno. Ieri invece é riuscito a seguire da vicino il rialzo delle borse europee. L'SMI continua ad oscillare tra i 10000 ed i 10500 punti ma da alcuni giorni il suo comportamento é costruttivo. Non può continuare all'infinito ad muoversi in laterale. A breve ci sarà un tentativo di salita verso i 10500 punti - poi vedremo cosa succede - non escludiamo una rottura al rialzo...
Riassumendo le borse europee ieri si sono comportate bene. Il trend a corto e medio termine é neutro - l'intonazione di fondo é costruttiva. L'Europa non ha seguito l'America al rialzo ma per lo meno adesso non sembra farsi coinvolgere dalla correzione.

L'S&P500 ha aperto in forte rialzo a 3374 punti. Era nel range di martedì. All'inizio é sceso a 3366 punti di minimo ma questo ritracciamento é servito solo a prendere slancio. In seguito é salito ad ondate regolari fino a 3424 punti. Sui 3400 punti, ovvia resistenza, ha fatto una lunga pausa. Sul finale é ricaduto a 3398.96 punti (+2.01%). Il motore del rally é stata ovviamente la tecnologia (Nasdaq100 +2.96% a 11395 punti) e i suoi titoli più conosciuti. Il resto del mercato (DJT +1.48%, RUT +1.45%) ha seguito a distanza. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5483 su 1867, NH/NL a 237 su 602 (NL ancora abbastanza alti) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 28.81 punti (-2.65), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.62 e il Fear&Greed Index é balzato a 66 punti (+12 / incredibile!). I Summation Index erano ancora in calo.
Non crediamo che il rimbalzo possa durare solo una giornata - sullo slancio é probabile che gli indici provino a guadagnare qualche punto. Non sappiamo quando potrebbe partire la prossima spinta di ribasso - potrebbe anche esserci un perido di distribuzione di una decina di giorni. Chi é troppo investito e vuole vendere o chi vuole ancora andare short non dovrebbe aspettare troppo e farlo sui 3400-3450 punti di S&P500.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3406 punti (+6 punti). La giornata inizia in maniera promettente. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3337 punti (+13 punti) - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Oggi si riunisce la BCE per discutere la situazione economica e definire la politica monetaria. Le decisioni verranno comunicate alle 13.45 - la conferenza stampa della Lagarde seguirà alle 14.30. Non ci aspettiamo novità di rilievo. Se le borse stamattina salgono in attesa di notizie positive é probabile che in seguito si sgonfieranno. Per saldo pensiamo che oggi avremo una seduta moderatamente positiva con chiusura poco lontano dai livelli d'apertura.
Il Nikkei ha guadagnato il +0.82% - Shanghai é in pari.

Commento del 9 settembre

La prima spinta di ribasso é praticamente terminata - la correzione é appena cominciata

Ieri per il terzo giorno consecutivo la borsa americana é pesantemente caduta trascinata verso il basso dal settore tecnologico e da quel conosciuto gruppo di azioni speculative amate dalla folla dei piccoli investitori. Con Tesla (-21.06%) e Apple (-6.73%) in testa il Nasdaq100 é nuovamente crollato del -4.76% a 11068 punti. Ora l'indice tecnologico ha perso quanto aveva guadagnato nell'assurdo rally di agosto - dovrebbe cominciare a trovare solido terreno sotto i piedi malgrado che formalmente non sia ancora in ipervenduto (RSI a 41.53 punti). La MM a 50 giorni si trova a 11066 punti e dovrebbe per lo meno provocare un rimbalzo tecnico. L'S&P500 (-2.78% a 3331.84 punti) si trova in una situazione simile. Ieri sera ha chiuso sul minimo giornaliero e dovrebbe aver completato una spinta di ribasso - spesso dopo un crollo di tre sedute consecutive c'é una reazione positiva. Anche in questo caso i supporti sono vicini - la combinazione di MM a 50 giorni (3305 punti) e di bordo inferiore delle Bollinger Bands (3295 punti) dovrebbe costituire un supporto abbastanza solido da provocare un rimbalzo. Come al solito qualità, intensità e durata del rimbalzo ci diranno di quali forze dispongono attualmente rialzisti e ribassisti. In linea di massima sembra però che é iniziata una correzione a medio termine che ad ondate, secondo i cicli, dovrebbe durare fino a metà ottobre. I Summation Index ieri hanno continuato la loro discesa e non promettono nulla di buono - da settimane la maggior parte delle azioni era in calo e il mercato azionario era unicamente sostenuto dal settore tecnologico. Ora che i generali sono caduti é l'intero mercato azionario americano che sta scendendo - in questa prima fase AGMAF (Apple, Google, Microsoft, Amazon, Facebook) e colleghi (Tesla, Netflix, NVidia, ecc.) sono crollati mentre il resto ha solamente perso poco terreno. Pensiamo che dopo il rimbalzo la correzione continuerà in maniera più omogenea - questo significa che il calo sarà più lento ed ordinato con poca differenza tra Nasdaq, S&P500 e gli altri indici di riferimento (DJT -1.29%, RUT -2.00%) che normalmente usiamo per controllare il comportamento del resto del mercato.
Il rialzo iniziato a marzo é durato a lungo con consistenti guadagni - di conseguenza crediamo che ci vorra ipervenduto e soprattutto un pò di panico prima che la correzione sia terminata. Nei dati di ieri sul sentiment troviamo una certa apprensione ma ancora poco pessimismo e sicuramente non panico (VIX a 31.45 punti, +0.71 / CBOE Equity put/call ratio a 0.57).
In questa fase la tendenza delle borse europee a corto e medio termine é ancora neutra. Non é una sorpresa ma un effetto che avevamo ipotizzato in precedenti commenti - bisognerà vedere fino a quando e in quale misura le borse europee potranno sottrarsi all'influsso negativo di Wall Street - ne riparleremo durante il fine settimana.

Vi sarete accorti che avevamo accolto il balzo lunedì delle borse europee ieri con un certo riserbo e circospezione. La mancanza degli investitori americani ci aveva impedito di giudicate in maniera troppo positiva questa seduta di rialzo. In effetti ieri il vento é cambiato e dopo una buona apertura Eurostoxx50 (-1.41% a 3267 punti) e colleghi sono ricaduti. A seconda del mercato il calo é stato della metà del guadagno del giorno precedente (DAX -1.01% a 1968 punti) fino ad una perdita superiore (FTSE MIB -1.81% a 19380 punti). La differenza é in parte dovuta al cattivo comportamento del settore bancario (SX7E -2.39% a 61.39 punti). L'SMI (-0.46% a 10250 punti) come succede spesso in occasioni del genere si é salvato grazie ai suoi titoli difensivi.
Il cambio EUR/CHF é fermo a 1.0806. Ribadiamo che se il CHF non si rafforza non ci sono problemi gravi sui mercati finanziari. La correzione delle borse dovrebbe essere nel complesso moderata.

L'S&P500 ha aperto in forte calo a 3361 punti - malgrado questa caduta iniziale di una sessantina di punti era ancora nel range di venerdì. Nella  prima parte delle seduta l'indice é oscillato in un ampio canale senza una particolare tendenza - all'inizio é sceso a 3342 punti e in seguito ha toccato il massimo a 3378 punti. Solo dopo le 20.00 i venditori hanno ripreso il sopravvento. L'S&P500 é caduto fino a 3332 punti, si é risollevato, é ricaduto sul minimo a 3329 punti ed ha chiuso infine a 3331.84 punti (-2.78%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1650 su 5732, NH/NL 181 su 1283 (tanti ma meno di venerdì !) e volume relativo a 1.1. Considerando la pesante caduta degli indici i dati sulla partecipazione sono relativamente buoni - la pressione di vendita non sembra aumentare. Sono i soliti titoli che hanno fatto il rally di agosto e sono saliti troppo che adesso stanno crollando. Il resto si fa coinvolgere poco da questi caotici ed eccessivi movimenti. Il Fear&Greed Index é sceso a 54 punti (-5 punti) - é ancora sopra i 50 punti.  

Stamattina i mercati sono nervosi. Il future sull'S&P500 oscilla paurosamente. Alle 07.30 era in guadagno di 12 punti. Poi ha perso di colpo 20 punti - adesso si trova a 3331 punti (-4 punti). Il Nikkei ha perso il -1.04% - Shanghai scende del -1.3% - in generale le borse mondiali si muovono meno dell'America. L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 3253 punti (-14 punti) - le borse europee apriranno con perdite di circa il -0.4%. Pensiamo che stamattina dovrebbero ancora esserci delle vendite ma nel pomeriggio ci aspettiamo un recupero - potrebbe bastare per una chiusura in pari.

Commento dell'8 settembre

Seduta in Europa decisamente positiva con scarsi volumi - la caduta del Nasdaq100 non provoca un contagio

Temevamo che le turbolenze di venerdì a New York potessero avere ancora dei riflessi negativi sui mercati finanziari. Invece, almeno per quel che riguarda la giornata di ieri, é andata molto meglio di quanto ci eravamo immaginati. La caduta della tecnologia é stata apparentemente già archiviata e le borse si sono riprese con vigore. Ieri in America era un giorno di festa (Labour Day) e la borsa a New York era chiusa - di conseguenza non possiamo essere certi che in effetti la crisi é superata - i future americani hanno però lanciato dei segnali chiari - il future sull'S&P500 é salito mentre quello sul Nasdaq100 é sceso a causa della notizia riguardante Tesla resa nota venerdì dopo la chiusura dei mercati. Il calo é stato però ignorato.
Ieri la seduta in Europa si é svolta molto meglio del previsto. Gli investitori europei si sono concentrati sugli aspetti positivi vale a dire sul recupero degli indici americani nella seconda parte della seduta di venerdì. L'Eurostoxx50 (+1.64% a 3314 punti) ha aperto in guadagno ed é salito regolarmente fino alla chiusura - questa buona seduta riporta l'Eurostoxx50 al centro del range valido da giugno. Anche Il DAX (+2.01% a 13100 punti) ha chiuso vicino al massimo giornaliero con un forte guadagno. Il DAX é risalito al centro delle Bollinger Bands e resta sopra la MM a 50 giorni in debole aumento - malgrado il trend neutro il grafico é costruttivo. La performance del FTSE MIB (+1.79% a 19738 punti) lo piazza tra Eurostoxx50 e DAX - l'indice torna vicino a quei 20000 punti che costituiscono da mesi il livello di riferimento. La borsa italiana non é stata frenata dall'opaca seduta del settore bancario europeo (SX7E +0.32% a 62.89 punti) che ha compensato il rally di venerdì con una frenata. L'SMI svizzero (+1.43% a 10297 punti) ha seguito da vicino l'Europa - ha aperto in guadagno ed ha chiuso a ridosso del massimo giornaliero con un consistente guadagno.
Possiamo domandarci che valenza ha questa seduta con bassi volumi e con l'assenza degli investitori americani ma preferiamo goderci la buona performance. La tendenza delle borse europee resta neutra ma il rischio immediato di una rottura al ribasso é notevolmente diminuito. La settimana é iniziata bene. Ora bisogna osservare cosa ne pensano gli americani.

Stamattina il future sull'S&P500 ha ancora guadagnato terreno rispetto a ieri - si trova adesso a 3443 punti (+26 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +0.81% - Shanghai lo sta imitando con un +0.8%. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3322 punti - le borse europee apriranno nuovamente con una plusvalenza di circa il +0.2%. Pensiamo che sullo slancio stamattina riusciranno a salire ancora di qualche punto. Poi si fermeranno in attesa di vedere quali sono le intenzioni degli investitori americani.

Aggiornamento del 7 settembre

Prova di forza tra Softbank e i suoi avversari

Durante il fine settimana analisti e investitori hanno esaminato la strategia di Softbank e cercato di capire qual'é l'attuale situazione del mercato azionario e delle opzioni. Tra le molte congetture e speculazioni ci sono alcune certezze. È impossibile che Softbank abbia già chiuso tutte le sue posizioni long. La bolla speculativa si é formata in circa tre mesi mentre la correzione finora é durata due giorni - solo per una questione di volumi ci sono ancora miliardi di opzioni calls che devono essere vendute. Si calcola (Financial Times) che Softbank sieda ancora su un guadagno non realizzato di 4 Mia di USD. Al contrario chi ha venduto queste opzioni a Softbank ha ancora una perdita contabile di 4 Mia e farà di tutto per ridurla - tra questi due avversari si inseriscono le migliaia di investitori retail che negli scorsi mesi hanno seguito trend e momentum e hanno comperato speculativamente calls con pochi mezzi finanziari a disposizione. Questi sono in balia del mercato poiché non hanno mezzi per difendere le loro posizioni long e sono talvolta obbligati a vendere dai margin calls. Secondo noi si possono trarre due conclusioni. Poiché parte della sovraperformance del Nasdaq100 (performance 2020 +33.08% rispetto a S&P500 +6.07%) é dovuta ad una manipolazione del mercato é molto probable che nei prossimi mesi parte di questa differenza sparisca. Quanto é difficile dirlo ma non bisogna stupirsi se nell'ambito di un sano ribilanciamento questo gap si riduca ad un 10% dagli attuali 27%. La seconda conclusione é che il periodo di lenta salita degli indici azionari americani é finito e viene sostituita da sedute molto più volatili durante le quali gli speculatori cercheranno di ridurre i rischi riducendo le posizioni - sono molto nervosi poiché hanno poco tempo a disposizione (usano opzioni che scadono nell'arco di settimane) e vedono il valore del loro portafoglio oscillare del 10% da un ora all'altra. Ci prepariamo a giornate movimentate.

Stamattina alle 07.30 il future sull'S&P500 era a 3403 punti. Dopo una ventina di minuti era salito a 3410 punti - ora é ricaduto a 3400 punti (-16 punti). Malgrado che oggi l'America sia in festa (Labour Day) le borse sono nervose. Il Nikkei ha perso il -0.49% - Shanghai é in calo del -1.3%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3269 punti - le borse europee apriranno con un leggero guadagno. Gli investitori sono inquieti e quindi pensiamo che questa relativamente buona apertura verrà utilizzata per vendere. Ci aspettiamo stamattina un calo e poi un recupero e una stabilizzazione. Senza gli americani gli europei eviteranno di prendere iniziative e di conseguenza prevediamo una chiusura senza sostanziali variazioni. L'alternativa é che il panico prevalga. Il DAX (12842 punti) ha un evidente supporto fornito dalla MM a 50 giorni (12804 punti) e dal bordo inferiore delle BB (12708 punti). Se il DAX buca questi supporti e non recupera abbastanza velocemente l'odierna seduta potrebbe finire male.

Commento del 5-6 settembre

Dalle stelle alle stalle - la frode di Softbank

Secondo una serie di articoli pubblicati da Zerohedge, Financial Times e Bloomberg (ripresi poi dalla stampa internazionale) il conglomerato giapponese Softbank ha comperato negli scorsi mesi 4 Mia di USD di opzioni d'acquisto (calls) sui maggiori titoli tecnologici americani. Questo spiega almeno in parte il mistero dalla CBOE Equity put/call ratio da tre mesi costantemente troppo bassa e sotto la media di lungo periodo. Noi avevamo sempre parlato di speculatori long - non pensavamo che la causa di questa anomalia fosse un solo attore istituzionale. Ovviamente Softbank non é l'unico investitore ad essere long - molti investitori retail l'hanno copiato. Molti seguono il momentum e per ragioni legate al bench market non possono permettersi di essere sottoinvestiti e devono comperare. Molti investitori che agivano su base razionale e secondo parametri fondamentali che erano short titoli come Tesla sono stati costretti a coprire i short e comperare per contenere le perdite. Una volta che il rialzo é stato innescato da Softbank si é autoalimentato grazie al mito della tecnologia come settore vincente durante la pandemia da Coronavirus. Secondo noi però l'operato di Softbank é una frode in quanto costituisce una evidente e cosciente manipolazione del mercato. Vedremo come questa operazione verrà giudicata dalle autorità competenti e come finirà. Tra l'altro venerdì Standard&Poor ha deciso di non inglobare Tesla nell'S&P500. La società avrebbe sicuramente una capitalizzazione di borsa sufficiente e formalmente ha 4 trimestri consecutivi in guadagno, condizione necessaria per appartenere al'indice. S&P probabilmente é però della nostra opinione - gli utili di Tesla non dipendono dall'attività di produttore d'auto ma solo dalla vendita di certificati CO2 - questo modello di business non é sostenibile e S&P500 non ha voluto prendere il rischio di accogliere nell'indice una società che potrebbe tornare profondamente in perdita nei prossimi trimestri.
Il rialzo della borsa americana é continuato fino a mercoledì quando l'S&P500 (-0.81% a 3426.96 punti) ha toccato il record storico a 3588 punti e ha chiuso poco più in basso a 3580 punti. Il Nasdaq100 (-1.27% a 11622 punti) ha raggiunto i 12439 punti e mercoledì ha chiuso a 12420 punti. Fino a giovedì pomeriggio niente lasciava presupporre che il mercato dovesse a breve crollare. Venerdì il Nasdaq100 ha toccato un minimo a 11145 punti - sono 1294 punti sotto il record o il -10.40%. Quello che noi avevamo preannunciato come possibile vuoto d'aria di -3%/-5% si é rivelato un minicrash - questa però é unicamente una conseguenza dell'alta volatilità (Beta) di questo indice - l'S&P500 dal massimo di mercoledì al minimo di venerdì ha perso "solo" 238.48 punti o il -6.64%. Dalle performance settimanali vedete che il crollo é circoscritto alla tecnologia e alla borsa americana - le borse europee sono rimaste poco influenzate dagli avvenimenti e hanno osservato attonite le capriole di Wall Street. Le perdite settimanale in America ed Europa sono modeste. È però molto probabile che la spinta di rialzo in America iniziata a giugno sia terminata. Abbiamo inoltre l'impressione che la nostra previsione ciclica é giusta. Questa prevedeva una correzione da inizio settembre a metà ottobre e tendenzialmente un ribasso della tecnologia fino a fine anno (questa seconda previsione ci sembra ancora "incredibile" e preferiamo aspettare una conferma).

il 19 ottobre del 1987 a Wall Street c'era stato un crash conosciuto come il lunedì nero. Mi ricordo ancora gli avvenimenti della giornata - quell'anno lavoravo a New York e la sera ero ospite a cena da un cliente (si - non sono più giovane e ho già l'esperienza di parecchi crolli di borsa). La settimana precedente al crash c'erano state delle scosse di avvertimento con sedute molto volatili. Tutti avevano pensato che si trattasse solo di una breve e violenta correzione senza conseguenze. Vedo parecchi paralleli, soprattutto a livello psicologico tra il 1987 e la situazione attuale. Avevo l'intenzione oggi di emettere un crash warning (allarme di possibile crollo) per l'inizio di settimana prossima. Mi trattiene il fatto che la crisi sembra circoscritta al Nasdaq100 - gli altri mercati finanziari non sembrano colpiti dal problema.
Temiamo settimana prossima l'effetto contagio - tra giovedì e venerdì qualcuno ha perso parecchi soldi - chi investiva facendo debiti (margin) deve vendere per coprire le perdite e ripagare i prestiti. La bolla speculativa si é formata in almeno tre mesi - non crediamo che bastino due giorni per eliminarla. Venerdì il CBOE Equity put/call ratio é salito a 0.67 (sopra 0.60) e secondo le nostre regole ha dato un segnale di vendita sull'S&P500 - la MM a 20 giorni é ancora a 0.46. Crediamo che ci vorrà  un pò di ipervenduto (RSI a 30 punti - ora a 53.38 punti) e panico prima che la correzione sia definitivamente terminata. Settimana prossima potrebbe esserci un consolidamento poiché la prima parte della correzione é formalmente terminata. L'S&P500 venerdì é sceso a 3349 punti prima di risalire a 3426.96 punti (-0.81%). La prima zona di supporto a 3380-3400 punti é stata raggiunta. La volatilità VIX é caduta (!) a 30.75 punti (-2.85) - questo é un segnale di distensione. Il Nasdaq100 é sceso sul bordo inferiore del canale ascendente ed é rimbalzato. Infine, formalmente, la tendenza di fondo della borsa americana é ancora al rialzo con il 59.6% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 66.57 punti. L'aumento dei nuovi minimi a 30 giorni (NL a 1434 !!!) e il costante calo dei Summation Index ci dicono però che la pressione di vendita aumenta e di conseguenza nelle prossime settimane le borse dovrebbero scendere - c'é più rischio di ribasso che potenziale di rialzo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.66% a 3260 punti
DAX                         -1.46% a 12842 punti
SMI                          -0.11% a 10153 punti
FTSE MIB                  -2.27% a 19391 punti
S&P500                     -2.31% a 3426.96 punti
Nasdaq100                -3.11% a 11622 punti

Venerdì le borse europee hanno osservato con interesse gli avvenimenti in America ma si sono fatto coinvolgere solo marginalmente. Gli indici sono saliti la mattina e verso le 15.00 erano ancora in guadagno. L'S&P500 nella prima ora di contrattazioni ha perso più del 3% - le borse europee hanno risposto con un calo di circa la metà (Eurostoxx50 -1.66% a 3260 punti) - in fondo si sono comportate relativamente bene e hanno mostrato forza relativa. Il job report americano di agosto, pubblicato alle 14.30, ha fatto salire i tassi d'interesse con il risultato che il settore bancario, in controcorrente, ha guadagnato il +2.94% (SX7E a 62.69 punti). Questo ha permesso al FTSE MIB (-0.82% a 19391 punti) di contenere le perdita. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3291 punti (+31 punti rispetto alla chiusura ufficiale). Le borse europee da giugno oscillano in laterale in un largo canale orizzontale - la tendenza é neutra. Gli indici azionari europei negli ultimi tre mesi non hanno seguito la borsa americana al rialzo - non sembrano però troppo convolte nella correzione. Se come pensiamo nelle prossime settimane la borsa americana corregge é probabile che le borse europee possano sovraperformare perdendo meno terreno dell'America. È però decisamente improbabile che possano salire se l'America scende. A questo punto lo scenario più probabile diventa quello di una rottura al ribasso.

L'S&P500 ha aperto in positivo a 3479 punti. Subito però sono riapparse massiccie le vendite. L'Indice é sceso in verticale fino alle 16.40 quando ha toccato il minimo giornaliero a 3349 punti. Dopo una fase di formazione di base di circa un'ora l'indice é risalito a balzi fino a 3452 punti. Dopo le 21.30 ci sono state ancora delle vendite e l'S&P500 ha chiuso a 3426.96 punti (-0.81%). La notizia riguardante Tesla é arrivata dopo la chiusura - il future é sceso a 3415 punti. Il Nasdaq100 ha chiuso a 11622 punti (-1.27%) - nel dopo borsa il future é ricaduto a 11538 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa ma non pessima con A/D a 2824 su 4514, NH/NL a 193 su 1434 e volume relativo a 1.1. La tecnologia e i suoi big erano sotto pressione - il resto del mercato era relativamente stabile con alcuni raggi di luce (DJT +0.51%, RUT -0.61%, BKX (grandi banche americane) +2.18%). Gl indicatori di sentiment sono contraddittori. Il calo della VIX ci dice che questa fase turbolenta potrebbe essere finita - almeno per ora. L'aumento del CBOE Equity put/call ratio suggerisce che il calo deve nei prossimi giorni continuare. Il Fear&Greed Index é fermo a 59 punti (+1).
Nel suo complesso la borsa americana sembra all'inizio di una correzione moderata e all'inizio di un periodo di assorbimento di eccessi. In linea di massima ci aspettiamo una correzione a medio termine fino a circa 3200 punti di S&P500. L'S&P500 ha toccato un record storico mercoledì e sta correggendo da due giorni - é troppo presto per fare delle previsioni valide a medio termine e questa nostra stima deve ancora essere considerata come un'ipotesi di lavoro.
Lunedì in America si festeggia il Labour Day (festa del lavoro). La borsa a New York é chiusa ma i futures americani vengono trattati e le borse europee sono normalmente aperte. Domani potremmo avere un'idea più precisa di quello che si aspettano gli investitori alla ripresa delle contrattazioni a Wall Street.

Commento del 4 settembre

Breve correzione minore, correzione a medio termine o inversione di tendenza? - é troppo presto per una risposta sicura

Ieri, dopo un lungo rialzo e dopo parecchi giorni di eccessi, a New York c'é stato un pesante vuoto d'aria (S&P500 -3.51% a 3455.06 punti) con vendite massicce sui titoli della tecnologia (Nasdaq100 -5.23% a 11771 punti). Sapevamo che il rischio di un'ondata improvvisa di vendite era alto e ieri mattina avevamo parlato della strana debolezza di Apple (-8.01%) e Tesla (-9.02%) come possibile segno premonitore di un cedimento. Questi segnali però si erano presentati parecchie volte nelle ultime settimane senza che fosse successo nulla di grave. Una caduta come quella di ieri serve a compensare l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo e a riportare gli euforici speculatori long alla realtà. Non sappiamo ancora quali conseguenze potrebbe avere - dobbiamo per lo meno aspettare la chiusura settimanale per valutare i danni ed emettere una prima opinione. Potrebbe trattarsi di un semplice incidente di percorso, di una correzione minore o di una correzione più importante. Vi ricordiamo quello che avevamo scritto a proposito dei cicli nel commento del 2 settembre - é possibile che mercoledì il Nasdaq100 abbia toccato il massimo annuale.

Ieri fino alle 15.00 nulla lasciava presagire la catastrofe (scusate l'espressione forte...). Le borse europee avevano aperto in positivo ed erano baldanzosamente salite fino a metà giornata. L'Eurostoxx50 (-1.01% a 3304 punti) ha toccato un massimo a 3396 punti e sembrava in grado di superare i 3400 punti ed uscire finalmente al rialzo dal canale d'oscillazione. Nel pomeriggio veleggiava ancora sui 3380 punti. Poi con l'apertura a New York il vento é decisamente cambiato.
Evitiamo stamattina per ragioni di tempo ulteriori commenti sulla seduta europea che é solo un riflesso di quanto successo a Wall Street. Vi invitiamo a leggere i commenti serali che descrivono il fallimento della rottura al rialzo ed il triste ritorno nel trading range valido da giugno. Per il momento non abbiamo nulla da aggiungere.

L'S&P500 ha aperto in calo a 3564 punti - questo é stato il massimo giornaliero. Subito sono arrivate delle vendite massiccie e l'indice é crollato alle 17.15 fino a 3455 punti. Da qui c'é stato un primo rimbalzo che ha fatto risalire l'S&P500 a 3492 punti. In seguito la discesa é continuata ma in maniera più lenta e regolare - l'S&P500 ha toccato il minimo giornaliero a 3427 punti verso le 20.30 ed é poi rimbalzato a 3455.06 punti (-3.51%). Le vendite hanno travolto soprattutto il settore tecnologico - il Nasdaq100 ha toccato mercoledì un massimo storico a 12439 punti - ieri é crollato fino a 11662 punti ed ha chiuso a 11771 punti (-5.23%) - per quelli che erano speculativamente long si é trattato di una catastrofe e di un trauma che cambierà decisamente il loro atteggiamento - nel futuro dovranno essere più prudenti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1224 su 6170, NH/NL a 420 su 828 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é balzata a 33.60 punti (+7.03), il CBOE Equity put/call ratio era di 0.58 (valore neutro - non c'é ancora un passaggio da long a short...) e il Fear&Greed Index é caduto a 58 punti (-20).
Il crollo di ieri é stato veloce e brutale. Crediamo che ci sono ancora molti investitori long che devono vendere. Dopo un rimbalzo é molto probabile che gli indici debbano scendere più in basso. Se il Nasdaq100 torna sul bordo inferiore del canale ascendente deve raggiungere circa i 11300 punti. L'S&P500 ha buon supporto a 3380-3400 punti - la MM a 50 giorni scorre a 3382 punti. Una normale correzione dovrebbe far scendere questi due indici su questi livelli - sembra esserci ancora un -4% di potenziale di ribasso prima che questa fase sia terminata - in questo caso la tendenza di fondo resterebbe al rialzo. Vedremo nel frattempo come si sviluppano gli indicatori di partecipazione e di sentiment.

Stamattina la situazione é relativamente tranquilla. Mentre scrivevamo il future sull'S&P500 é rimasto sui 3446 punti (-15 punti). Le borse asiatiche sono in calo ma non crollano (Nikkei -1.11%, Shanghai -0.7%). L'Eurostoxx50 vale ora 3297 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Stamattina potrebbero ancora esserci delle vendite ma poi ci sarà un tentativo di rimbalzo. In seguito tutto dipende da New York. Crediamo che prima del lungo fine settimana del Labour Day ci siano ancora molti speculatori long che preferiranno abbandonare le loro scommesse e trascorrere questi giorni tranquillamente.
Il rialzo é durato troppo a lungo ed era decisamente troppo esteso. È molto probabile che debba apparire del pessimismo prima che la correzione sia terminata.

Commento del 3 settembre

Accelerazione al rialzo con VIX in aumento - questo é insolito e illogico

Ieri il rialzo ha coinvolto anche le borse europee (Eurostoxx50 +1.84% a 3337 punti). La tendenza in Europa é ancora neutra e i canali orizzontali nei quali gli indici oscillano da giugno sono ancora validi. Per il DAX (+2.07% a 13243 punti) quella di ieri é stata però la migliore chiusura giornaliera dal crash di marzo. Questa seduta non ha ancora cambiato il trend ma é stata indubbiamente costruttiva - speriamo che ci sia una continuazione verso l'alto e non sia il solito fuoco di paglia.
In America l'S&P500 (+1.54% a 3580.84 punti) e il Nasdaq/Nasdaq100 (+1.04% a 12420 punti) sono saliti su dei nuovi record storici. Sotto questo punto di vista non c'é niente di nuovo. Ci sono state delle vendite su Apple (-2.07%) e Tesla (-5.83%) ma la debolezza di questi due titoli é stata ampiamente compensata dal resto del listino. Apple e Tesla hanno finora trascinato il rialzo specialmente come simboli di una nuova era tecnologica - forse sono i primi a correggere e il resto deve seguire - non basta però una giornata di questo tipo per sostenere questa ipotesi che resta per ora una pura speculazione.
Ieri il rialzo ha goduto di buona partecipazione - la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4909 su 2405 - DJT (+1.19%) e RUT (+0.87%) sono saliti - solo il settore dell'energia era in calo. I Summation Index hanno smesso di scendere - si sono però semplicemente fermati praticamente in pari senza cambiare direzione.
Solo un fattore é cambiato nelle caratteristiche di questo trend. La volatilità VIX (26.57 punti, +0.45) sale invece che scendere come normalmente succede quando l'S&P500 guadagna terreno. Non abbiamo spiegazioni logiche - solo supposizioni - ne abbiamo già parlato nei giorni scorsi. L'aumento della volatilità rende le opzioni più care - spesso questo fenomeno si é verificato vicino a degli importanti cambiamenti di tendenza.
A livello di sentiment osserviamo troppo scetticismo tra gli analisti. Molti parlano come noi di bolla speculativa. Tanti stanno tentando di indovinare un top tirando linee a caso sui grafici o scoprendo astrusi paralleli col passato. La verità é che finora il trend sembra sano ed intatto - mai si é verificato un crash prima che ci siano state delle scosse di avvertimento. Solo un evento inatteso di grande portata come l'attentato al World Trade Center dell'11 settembre 2001 può provocare un crollo improvviso in un costante trend rialzista. Il rialzo in America ha molti punti deboli come il basso numero dei leaders (NH/NL a 629 su 531) ma il momentum é forte - gli indici devono prima fermarsi e distribuire - solo in seguito possono scendere. Siamo sicuri di poter individuare questa distribuzione - il problema é che non sappiamo quando e su quale livello la spinta si esaurirà. L'ipercomperato (RSI sull'S&P500 a 82.90 punti) non sembra costituire un serio problema.

La seduta in Europa é stata diversa dal solito - sono mancate le vendite pomeridiane. L'Eurostoxx50 ha aperto in positivo ed é salito con convinzione fino in tarda mattinata. Nel pomeriggio é scivolato verso il basso ma ha difeso buona parte dei guadagni fino alla chiusura. A fine giornata resta una solida plusvalenza di 53 punti che viene unicamente guastata dalla strana caduta del settore bancario (SX7E -1.19% a 60.84 punti). La debolezza delle banche ha frenato il FTSE MIB (+1.34% a 19858 punti). La seduta non ha cambiato il trend che resta neutro - é stata però indiscutibilmente costruttiva - aumentano le probabilità di un'uscita al rialzo dai canali orizzontali validi da giugno.
Il cambio EUR/USD é sceso a 1.1805 - probabilmente l'indebolimento dell'EUR ha contribuito al buon comportamento delle borse europee.

L'S&P500 ha aperto in gap up a 3540 punti. All'inizio é oscillato sul livello d'apertura e ha toccato un minimo a 3535 punti. Dopo un tentativo di rialzo l'indice alle 17.40 é ricaduto a 3538 punti. Da quel punto é solo salito fino al nuovo record a 3588 punti, Ha chiuso poco più in basso a 3580.84 punti (+1.54%). Abbiamo già parlato dei dati tecnici della giornata. Aggiungiamo che il CBOE Equity put/call ratio era come al solito basso a 0.40. Ricordiamo che una correzione o un cambiamento di tendenza potranno verificarsi solo se questo indicatore sale sopra i 0.60. Il Fear&Greed Index é salito a 78 punti (+1).
A fine giornata é rimasto aperto un gap di 9 punti - accelerazione o esaurimento? - la variante più probabile fino a prova contraria é accelerazione - la risposta arriverà nei prossimi giorni.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3572 punti (-7 punti) - oggi il rialzo sembra voler fare una pausa. Sarebbe normale che ci fosse un consolidamento prima del lungo fine settimana del Labour Day (lunedì prossimo in America é giorno di festa). L'Eurostoxx50 alle 08.45 vale 3345 punti - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.3%/+0.5%.
Ieri i dati sull'occupazione in America erano pessimi - in agosto si sono creati 428'000 nuovi posti di lavoro contro i 950'000 previsti dagli analisti. La ripresa economica é fiacca. La borsa é salita poiché questo dato deludente obbliga Stato e FED a continuare a sostenere l'economia ed i mercati finanziari con sussidi e iniezioni di liquidità. Fino a quando c'é droga a basso prezzo il party può continuare. È pazzesco ma queste sono le regole del gioco della borsa e vanno osservate.

Commento del 2 settembre

L'amore é cieco

Ieri le borse hanno nuovamente guadagnato terreno. L'Europa ha come al solito deluso con guadagni limitati a pochi punti. Stimolati dall'esempio dell'America gli indici azionari hanno aperto in positivo e come d'abitudine la mattina sono saliti. Nel pomeriggio invece si sono sgonfiati e la sera hanno salvato un modesto guadagno (Eurostoxx50 +0.15% a 3277 punti, DAX +0.22% a 12974 punti). La borsa italiana ha addirittura chiuso in calo (FTSE MIB -0.20% a 19595 punti) appesantita dal settore bancario (SX7E -0.47% a 6157 punti). C'é poco da dire - le borse europee restano a corto e medio termine in un trend neutro e non riescono a tenere il passo con l'America. Non é chiaro in quale direzione ci sarà una rottura e un uscita dal canale orizzontale valido da giugno. Il grafico del DAX é ancora costruttivo fino a quando l'indice resta sopra la MM a 50 giorni che sale lentamente. Quello dell'Eurostoxx50 non manda nessun segnale - l'indice é al centro del range assieme alle MM a 50 e 200 giorni ormai piatte. Il FTSE MIB sembra voler scendere ma dovrebbe poter difendere il supporto a 19000 punti specialmente se l'indice delle banche SX7E resta sopra i 60 punti.

Gli investitori americani sono decisamente innamorati della tecnologia e continuano a comperare incuranti delle stratosferiche valutazioni fondamentali e dell'ipercomperato (RSI a 79 punti). Ieri Apple ha ancora guadagnato il +3.98% - il peso di questa azione negli indici é talmente alto da trascinare il listino. S&P500 (+0.75% a 3526.65 punti) e Nasdaq100 (+1.50% a 12292 punti) hanno nuovamente toccato dei nuovi record storici. Ieri la partecipazione é stata buona ma i Summation Index sono ancora scesi e il rapporto NH/NL é peggiorato (NH/NL a 394 su 626) - il mercato é totalmente disequilibrato ma l'euforia (CBOE Equity put/call ratio a 0.40) può far salire gli indici senza pausa ancora per qualche giorno con risultati sorprendenti. Nella fase finale di un'accelerazione di tipo esaustivo guadagni giornalieri di un +2%/+3% sono possibili.
Secondo l'analisi ciclica (che però non prevedeva il crollo di marzo causato dal Coronavirus) il Nasdaq dovrebbe a giorni toccare il massimo annuale e poi tendenzialmente scendere fino a fine anno. È evidente che questo rialzo non può continuare in questa maniera e con questo ritmo - ci sono troppi pochi titoli al rialzo mentre il resto sta a guardare o é in ritardo. Per il momento però nulla conferma questa ipotesi ciclica. Sempre secondo i cicli la borsa americana in generale dovrebbe correggere a partire dalla prima decade di settembre fino a metà ottobre.
L'S&P500 ha aperto sul minimo giornaliero a 3495 punti. È salito sui 3510 punti dove é rimasto per gran parte della giornata. Dopo le 19.30 ha cominciato a lievitare e sul finale ha accelerato al rialzo e ha chiuso vicino al massimo giornaliero a 3526.65 punti (+0.75%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4357 su 2977 e volume relativo a 0.8. I guadagni erano distribuiti su tutto il listino (DJT +1.17%, RUT +1.07%) con alcuni settori deboli che non seguono (energia, banche). La volatilità VIX é scesa a 26.12 punti (-0.29) - il Fear&Greed Index é salito a 77 punti (+3 punti). Le caratteristiche di questo rialzo non cambiano.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3542 punti (+15 punti). Questo da l'intonazione alla giornata. Le borse europee apriranno in positivo - l'Eurostoxx50 vale 3297 punti (+20 punti). Scommettiamo che funziona tutto come al solito? Rialzo in Europa stamattina - ritracciamento nel pomeriggio. Apertura in positivo in America e chiusura sul massimo con un nuovo record storico. È pazzesco ma é così che funziona un trend. Fino a venerdì é probabile che non cambi nulla. Lunedì in America é festa (Labour Day) e gli investitori avranno tempo per riflettere e rendersi conto di quello che stanno combinando.

Commento del 1. settembre

Il Nasdaq100 sale - tutto il resto scende - le divergenze rimangono

Ieri é stata un'altra di quelle giornate strane che fanno scuotere il capo e sorridere gli investitori di lunga data. Dopo lo split un'orda di speculatori e piccoli investitori si sono buttati a comperare Apple (+3.39%) e Tesla (+12.57%!) incuranti delle valutazioni. Gli acquisti nel settore tecnologico hanno spinto il Nasdaq100 al rialzo (+0.96% a 12110 punti) malgrado che la maggior parte dei titoli abbia perso terreno (A/D a 44 su 56). Il peso di Apple e Amazon (+1.45%) nell'S&P500 ha permesso a questo indice di perdere solo 7 punti malgrado che in generale a New York la seduta sia stata negativa. I dati tecnici della giornata mostrano nuovamente una divergenza tra il comportamento dei maggiori indici e quello della maggioranza delle azioni. I Summation Index scendono - le divergenze a livello di partecipazione rimangono. A corto termine abbiamo una tecnologia ipercomperata e molti settori tradizionali ipervenduti. Come risolverà il mercato questo problema? - la differenza di performance é enorme e a breve deve diminuire. Secondo noi la variante più probabile é che il Nasdaq100 si fermi mentre il resto del mercato e specialmente il Russell2000 (-1.04%) salgono e recuperano terreno. La variante sarebbe una correzione generale della borsa americana - é quello che suggeriscono i cicli dalla prima decade di settembre fino a metà ottobre. Dipende se l'orda di speculatori che agisce costantemente al rialzo sul mercato delle opzioni (CBOE Equity put/call ratio a 0.45) lo permetterà.

Decisamente la situazione tra Europa e America é diversa. Da giugno l'Eurostoxx50 (-1.30% a 3272 punti) e i suoi colleghi non riescono più a sviluppare una tendenza. Gli indici oscillano a caso in laterale - l'Eurostoxx50 si muove tra i 3200 ed i 3400 punti. Ieri le premesse erano per una seduta positiva - l'Eurostoxx50 ha aperto in guadagno ed é rimasto a galla fino nel pomeriggio - poi é sceso e ha chiuso vicino al minimo giornaliero e con una perdita di 48 punti. Che contrasto con l'S&P500 che é salito su un nuovo record storico!
La tendenza a corto e medio termine in Europa resta neutra. Le borse europee non si muovono mentre la borsa americana passa da un record al successivo - cosa succederà se l'S&P500 si ferma o comincia a correggere? - probabilmente nulla di buono.
L'indice delle banche SX7E é crollato del -3.28% a 61.86 punti - vi ricordiamo la presenza del supporto intermedio a 60 punti che una settimana fà (venerdÌ) era servito da trampolino di lancio per un forte rimbalzo generale. Questo fattore é importante per la borsa italiana. Ieri il FTSE MIB (-1.04% a 19633 punti) ha avuto una prestazione opaca con un calo di 213 punti. L'unico aspetto positivo é che se il FTSE MIB scende fino ai 19000 punti si troverà probabilmente in ipervenduto e quindi dovrebbe rimbalzare. Bisogna tenere d'occhio il settore delle banche. Se l'indice SX7E (-3.28% a 61.86 punti) rompe il supporto a 60 punti la borsa italiana ne subirà le conseguenze. Il problema della borsa italiana é la composizione del listino - troppe banche e compagnie di pubblica utilità - mancano società tecnologiche e STM, società di semiconduttori francoitaliana, non basta a dare una spinta al mercato.

La seduta a New York é stata strana - specialmente a livello tecnico. Per quel che riguarda lo svolgimento é stata invece noiosa.
L'S&P500 ha aperto a 3505 punti é all'inizio é rimasto stabile. Per la chiusura in Europa c'é stato un vuoto d'aria e alle 17.30 l'S&P500 ha toccato il minimo a 3493 punti. È subito rimbalzato e per ore é nuovamente oscillato sui 3505 punti. Sul finale si é impennato fino al nuovo record storico a 3514.77 punti ed é ricaduto pesantemente a 3500.31 punti (-0.22%).
La seduta al NYSE é stata negativa (DJT -1.21%, RUT -1.04%) con A/D a 2412 su 4943, NH/NL a 380 su 397 e volume relativo a 0.95. I numeri si commentano da soli specialmente il mancato aumento dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) - sono veramente pochi titoli a sostenere i listini. A livello di sentiment notiamo il balzo della volatilità VIX a 26.41 punti (+3.45) - attraverso la VIX normalmente gli investitori istituzionali assicurano i portafogli - vanno long VIX per proteggersi da un calo dell'S&P500 - é evidente che opinione hanno sul mercato...

Stamattina non cambia nulla. Ritroviamo il future sull'S&P500 a 3504 punti (+5 punti). Il cambio EUR/USD ha toccato un massimo annuale a 1.1997 ed é ora a 1.1985. L'Eurostoxx50 vale 3289 punti (+17 punti)- le borse europee apriranno con un guadagno del +0.5%. Di solito salgono la mattina e si sgonfiano nel pomeriggio - probabilmente lo faranno anche oggi.
Questo periodo é veramente snervante - tecnologia a parte c'é poco da fare - ci sono delle folate settoriali in una o nell'altra direzione ma non si profilano tendenze sostenibili. La tecnologia e soprattutto i sui leaders sono in una bolla speculativa - comperare é troppo tardi e pericoloso poiché lo scoppio di una bolla é imprevedibile e doloroso - purtroppo é anche inevitabile - é solo una questione di tempo.

Aggiornamento del 31 agosto

Buffet compra il 5% di 5 trading company giapponesi - il Nikkei fa un balzo - il future sull'S&P500 sale di 13 punti - logico?!

La Berkshire Hathaway di Warren Buffett ha comperato negli ultimi 12 mesi il 5% delle più grandi compagnie di trading giapponesi. La partecipazione ha un valore di 6.2 Mia di USD - l'annuncio ha provocato un rialzo della borsa di Tokio - il Nikkei guadagna il +1.20%. L'onda si propaga. Il future sull'S&P500 sale a 3518 punti (+13 punti) - non é logico che la borsa americana debba salire perché qualcuno ha deciso di investire in Giappone ma i mercati finanziari funzionano così - si copiano a vicenda fino a quando qualcuno non decide di fare qualcosa d'altro - raramente sono gli europei - spesso sono gli americani ma per questo bisogna aspettare stasera.

Sono le 08.15 e i mercati si stanno assestando - il future sull'S&P500 é tornato a 3516 punti (+11 punti) e l'Eurostoxx50 vale 3330 punti (+15 punti). Le borse europee apriranno con un guadagno del +0.5%. Se si comportaranno come al solito saliranno ulteriormente stamattina e scenderanno nel pomeriggio. Dovrebbero chiudere in positivo - almeno questo é quello che fanno nelle ultime settimane di lunedì.
Tutti sono convinti che gli split di Tesla e Apple inciteranno nuovi investitori a comperare e che quindi anche oggi la borsa americana debba salire. Secondo noi c'é troppo consenso - se quello che appare nei media é vero tutti hanno già comperato e molti lo hanno fatto a margine (con calls o con dei crediti). Se tutti sono investiti chi dovrebbe ancora acquistare le azioni di queste due compagnie già terribilmente care?
Oggi in Gran Bretagna é un giorno di vacanza per le banche - in Europa mancheranno gli ordini di borsa degli anglosassoni - i volumi trattati in borsa saranno bassi. L'agenda economica non offre appuntamenti in grado di muovere i mercati finanziari.
Dall'Italia sono attesi dei dati interessanti - alle 10.00 il PIL del secondo trimestre e alle 11.00 il dato sull'inflazione ad agosto. I numeri confermeranno la recessione - le stime sono pessime (PIL -12.4%) e quindi gli investitori non dovrebbero essere sorpresi e reagire in maniera negativa.

Commento del 29-30 agosto

Il problema non é il trend ma l'economia e le valutazioni

L'S&P500 ha chiuso venerdì a 3508.01 punti (+0.67%) e ha toccato un nuovo record storico a 3509.53 punti. La performance da inizio anno é del +8.58%. La tecnologia, motore di questo rialzo, ha fatto ancora meglio: Il Nasdaq nel 2020 ha finora guadagnato il +30.35%, il Nasdaq100 spicca con un +37.73%. Da fine giugno il rialzo della borsa americana prosegue senza pause e senza correzioni intermedie degne di nota. Questo ha creato una situazione di ipercomperato ed eccesso di rialzo - la RSI giornaliera é a 79.26 punti (come sapete quando questo indicatore supera i 70 punti squilla un segnale d'allarme), quella settimanale é a 67.59 punti. La MM a 50 giorni scorre a  3258 punti, quella a 200 giorni é a 3083 punti - l'S&P500 é molto distante da queste due medie mobili. Il fatto che l'indice sale malgrado gli eccessi significa che il trend é forte - d'altra parte esiste un forte rischio di correzione. Un'eventuale correzione non dovrebbe però mettere in pericolo il rialzo di base visto che gli indicatori sono solidamente in positivo (70.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e Bullish Percent Index a 71.37 punti). Per l'analisi tecnica bisogna quindi essere long e ignorare le correzioni minori di un -3%-5%. Se l'economia stesse crescendo, anche di poco, e il P/E si aggirassero intorno alla media degli ultimi 20 anni di 25.7 non avremmo nessun problema a prevedere una continuazione del rialzo fino alla fine dell'anno. Il problema é che l'economia americana é in recessione e nessuno sa esattamente quanto robusta sarà la ripresa. Inoltre le azioni sono oscenamente care. Il Shiller P/E é a 32.2 mentre le stime di agosto degli analisti lo danno a 30.16 punti. È quindi logico che un'analista che lavora secondo dei criteri oggettivi e razionali ritiene che il rialzo deve essere vicino alla fine. Da settimane gli analisti, noi compresi, stanno cercando di individuare o prevedere un top - finora nessuno ci é riuscito - ovvio considerando dove sono arrivati gli indici venerdì. Gli indicatori di sentiment in questo periodo non ci aiutano. Sui mercati regna l'euforia e gli indicatori rispecchiano questa situazione. Il Fear&Greed Index é a 78 punti e segnala un'alta "avidità" - sappiamo però che l'indicatore ha ancora un margine di miglioramento (100). Da settimane il CBOE Equity put/call ratio (0.42) é troppo basso con la conseguenza che la media di lungo periodo si é spostata da 0.62 a 0.58. Le MM a 10 giorni (0.43) e a 20 giorni (0.44) ci mostrano che questa speculazione al rialzo non é più un eccesso temporaneo che viene solitamente corretto ma un situazione permanente che sostiene il rialzo. È un fenomeno raro - nel secolo scorso ci sono però già stati mesi di rialzo di borsa con caratteristiche simili. La costellazione tecnica attuale é quindi piuttosto insolita ma non anomala o impossibile - un mercato ipercomperato e in eccesso di rialzo può continuare a salire e investitori molto ottimisti possono restare irrazionalmente esuberanti per settimane se non mesi prima che ci sia una forte correzione o un crash e riportare dell'ordine. Gli esempi del passato si sommano - l'ultimo in ordine di tempo é l'esplosione delle criptovalute tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018.
Da settimane osserviamo la miserabile partecipazione al rialzo. Poche azioni trascinano gli indici verso l'alto. Questo problema strutturale rende il rialzo fragile e a rischio - pone le premesse per una correzione o un ribasso. Il rialzo può però continuare anche in questa maniera - é quello che sta succedendo da mesi con l'evidente massiccia forza relativa e sovraperformance del Nasdaq100. Non c'é una regola che ci dice con sicurezza quando il troppo é veramente troppo.
Le premesse monetarie e di liquidità sono ottimali - i tassi d'interesse sono bassi, la politica monetaria é espansiva, lo Stato si sta indebitando massicciamente per aiutare privati e società - non esiston valide alternative d'investimento alle azioni. Fino alle elezioni di novembre Donald Trump farà di tutto per sostenere l'economia, combattere un'eccessiva disoccupazione e impedire un calo delle borse. Tutti sono coscienti di questo fatto e sono convinti che almeno fino a fine anno niente possa opporsi ad un rialzo della borsa - di conseguenza sono tutti investiti e ci sono molti speculatori long. Cosa potrebbe andare male? Per ora nessuno vende ma c'é chi potrebbe cominciare a farlo - non tutti ignorano i fondamentali - se i tassi d'interesse salgono (reddito dell'USTBonds decennale a 0.74%) e le stime degli utili dell'S&P500 ristagnano (i risultati del terzo trimestre 2020 saranno ancora cattivi) molti investitori istituzionali o gestori partimoniali (secondo l'inchiesta settimanale tra gestori professionisti americani attivi (NAAIM) i portafogli sono 106.56% long!) potrebbero decidere che il rischio é eccessivo e i prezzi sono decisamente troppo alti.
Riassumendo la tendenza della borsa americana é al rialzo - malgrado un alto rischio di correzione é possibile che il rialzo possa continuare per settimane al ritmo attuale. Noi riteniamo che la borsa si trova in una bolla speculativa - nulla indica però che lo scoppio sia imminente. Attenzione alle notizie che riguardano i big (Apple, Amazon, Microsoft, Google, Facebook + (per la loro popolarità) Tesla, Netflix e NVidia). Se ci fosse una notizia pessima (tipo un'apertura di un'inchiesta su Tesla per manipolazione dei bilanci...) con una reazione decisamente negativa della borsa, l'umore potrebbe cambiare radicalmente e velocemente. Si fa presto a far cadere un idolo e a mettere in dubbio la credibilità di tutti gli altri. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.71% a 3315 punti
DAX                         +2.10% a 13033 punti
SMI                          -0.53% a 10164 punti
FTSE MIB                  +0.74% a 19841 punti
S&P500                     +3.26% a 3508.01 punti
Nasdaq100                +3.81% a 11995 punti

La seduta di venerdì non ha riservato sorprese e non ci ha detto nulla di nuovo. Le borse europee (Eurostoxx50 -0.47% a 3315 punti) sono scese completando una settimana deludente. Dopo il rally di lunedì é seguita una serie di sedute positive e negative che hanno solo mostrato l'incapacità degli indici azionari europei di seguire il rialzo della borsa americana. La tendenza resta neutra e non siamo in grado di dire se ci sarà una rottura al rialzo o al ribasso fuori dal canale orizzontale valido da giugno. Da mesi in Europa non succede più nulla di interessante. Anche la borsa svizzera (SMI -0.74% a 10164 punti) non é più in grado di seguire l'S&P500.
L'Eurostoxx50 da inizio anno perde il -11.47% - il DAX con un -1.63% si comporta meglio ma il divario con l'America rimane e non viene colmato. Pensavamo che lo sviluppo non potesse divergere ma se il trend in Europa resta neutro mentre le borse americane passano da un record al successivo la differenza di performance aumenterà. Non capiamo perché i tassi d'interesse negativi (reddito del Bund decennale a -0.406%) e la politica espansiva della BCE non hanno lo stesso effetto sulla borsa come in America - forse Donald Trump é meglio di Ursula van der Leyen...
Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3325 punti - pur considerando la buona seduta a New York le borse europee venerdì sono scese. 

A New York c'é stata la solita seduta di moderato rialzo con un nuovo record storico dell'S&P500. I dati sulla partecipazione erano meglio dei giorni precedenti ma i Summation Index continuano lentamente a scendere.
L'S&500 ha aperto a 3492 punti, È sceso a 3484 punti per la chiusura in Europa ed é poi salito fino alla chiusura a 3508.01 punti (+0.67%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5451 su 1869, NH/NL a 408 su 290 (NH praticamente invariati - roba da matti!) e volume relativo a 0.7. Questa volta le compere erano ben distribuite (DJT +1.04%, RUT +0.88%). La volatilità ha seguito l'abituale correlazione ed é scesa a 22.96 punti (-1.51).
Nell'immediato c'é un forte eccesso di rialzo (RSI e DSI). Lunedì é l'ultimo giorno del mese di agosto -   gli split di Tesla e Apple saranno effettivi abbassando notevolmente il prezzo delle azioni. Vedremo se questo verrà utilizzato per ulteriori acquisti o se invece l'effetto é già scontato e molti speculatori venderanno le azioni acquistate in più per sfruttare lo split.

Commento del 28 agosto

Una deludente Europa osserva passiva uno spumeggiante S&P500

Ieri le borse europee (Eurostoxx50 -0.77% a 3331 punti) hanno perso quello che avevano guadagnato il giorno prima. Questa deludente prestazione é un'ulteriore dimostrazione dell'incapacità degli indici azionari europei di abbandonare il canale orizzontale e il trend neutro validi da giugno. In America invece c'é stata un'altra seduta contraddittoria caratterizzata da nuovi massimi storici di S&P500 (+0.17% a 3484.55 punti) e Nasdaq/Nasdaq100 (-0.38% a 3501.38 punti). Seduta contraddittoria poiché malgrado i record sugli indici i dati mostrano che si é nuovamente trattato di una seduta tecnicamente negativa con A/D a 3549 su 3780. Anche il numero dei massimi a 30 giorni si rifiuta di aumentare (NH/NL a 400 su 436) mentre i Summation Index continuano lentamente a scendere. Per lo meno un giorno negativo per la tecnologia é stato compensato da un debole rialzo in altri settori (DJT +0.71%, RUT +0.28%).
Un esempio su tutti dimostra l'assurdità di questo mercato. Ieri il colosso della vendita al dettaglio Walmart ha annunciato di unirsi a Microsoft nell'operazione di acquisto della piattaforma video cinese Tiktok - é bastata questa notizia per far balzare il prezzo dell'azione del +4.54%. nel 1999 bastava aggiungere un .com al nome di una società perché il prezzo delle azioni salisse di colpo del +10%.
Polemiche a parte le borse europee sono passive e restano in un trend neutro. Non seguono il rialzo dell'America - non osiamo pensare a cosa potrebbe succedere se un giorno la borsa americana correggesse. I nuovi massimi storici dell'S&P500 confermano che la tendenza in America é al rialzo. Ieri la FED ha comunicato di voler cambiare i suoi obiettivi di inflazione - senza voler andare nel dattaglio della notizia e delle sue conseguenze economiche abbiamo visto che tassi d'interesse e cambi hanno accolto l'annuncio con indifferenza - dopo una violenta oscillazione c'é stato un assestamento senza variazioni rispetto a ieri. La borsa invece ha reagito positivamente almeno per quel che riguarda l'S&P500 - significa che i soliti investitori long non mollano la presa e continuano a comperare. Specialmente gli speculatori comprano costantemente calls (CBOE Equity put/call ratio a 0.38) nella convinzione che il mercato può solo salire. Per il momento hanno ragione - momentum e liquidità vincono contro ipercomperato (RSI sull'S&P500 a 77.31 punti) ed eccesso d'ottimismo (Fear&Greed Index a 76 punti, +1 punto).

La seduta in Europa é stata l'esatto opposto di quella di mercoledì. L'Eurostoxx50 (-0.77% a 3331 punti) ha aperto in pari, é sceso la mattina, ha recuperato nel pomeriggio ed é infine ricaduto vicino al minimo giornaliero. Per saldo é rimasta una deludente perdita di 25 punti che cancella i guadagni del giorno prima. Poco da dire - appena l'Eurostoxx50 rialza la cresta viene ricacciato verso il basso e verso i 3300 punti che costituiscono il centro del canale laterale valido da giugno. DAX (-0.71% a 13096 punti) e FTSE MIB (-1.44% a 19847 punti) si sono comportati in maniera simile. Il FTSE MIB ha seguito l'Eurostoxx50 con una seduta negativa. Il problema é che da alcuni giorni la borsa italiana accumula ritardo e mostra debolezza relativa. Nel panorama europee sembra una borsa che potrebbe rompere al ribasso sotto i 19000 punti - manca ancora parecchio ma consigliamo prudenza.
Anche l'indice delle banche europee SX7E é caduto del -1.06% a 62.43 punti. Pure ieri non ha seguito le banche americane (BKX in forte rialzo) ma l'Eurostoxx50. Da questo settore non possiamo più aspettarci impulsi decisivi.

La seduta a Wall Street é stata contrassegnata dal nuovo massimo storico dell'S&P500 a 3501.38 punti. L'indice ha raggiunto questo livello a metà giornata dopo un'apertura a 3480 punti. Dai 3501 punti c'é stata una caduta abbastanza forte fino ai 3468 punti - la successiva reazione ha fatto risalire l'indice a 3498 punti. Sul finale l'S&P500 é sceso a 3484,55 punti (+0.17%). Notiamo che la volatilità VIX é nuovamente aumentata (24.47 punti , +1.20) - evidentemente ci sono parecchi investitori che si aspettano ora una correzione delle borse - vedremo chi avrà ragione tra speculatori long e instituzionali con cauti hedging.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3506 punti (+20 punti). Per ora la risposta delle borse é evidente - si continua il rialzo. L'Eurostoxx50 vale 3342 punti - le borse europee aprono con un guadagno del +0.3%. Sembra che ormai solo l'S&P500 sale in solitaria visto che stamattina il Nikkei perde il -1.41%. Il guadagno di Shanghai (+1.40%) conta poco.
Facciamo molta fatica a comprendere le ragioni di chi ancora adesso compra America. Di solito la seduta di venerdì completa il trend settimanale e quindi oggi l'S&P500 dovrebbe salire. Ci sono però troppi segnali tecnici d'allarme e di instabilità per farci accettare tranquillamente questa ovvia previsione. 

Commento del 27 agosto

Borsa americana impazzita - nuovi record degli indici in una seduta tecnicamente negativa

Ieri sera la borsa americana si é involata e l'S&P500 (+1.02% a 3478.73 punti) e il Nasdaq100 (+2.13% a 11971 punti) hanno raggiunto dei nuovi massimi storici. Gli osservatori ritengono ovviamente che sia stata una seduta positiva. Per l'analisi tecnica e la maggior parte delle azioni quotate in America é stata invece una seduta negativa. L'A/D (rapporto tra titoli in guadagno e quelli in perdita) era di 3237 su 4067 - i Summation Index erano ancora in calo - solo 352 titoli dei circa 7200 quotati nelle varie borse americane hanno toccato un massimo a 30 giorni (NH). Questo malgrado che nelle ultime quattro sedute S&P500 e Nasdaq siano passati da un record al successivo. Il Russell2000, che raggruppa 2000 società di piccole e medie imprese (PMI), ha perso il -0.70%. Abbiamo a che fare con due mercati - un centinaio di azioni capitanate dai big 5 (Apple, Amazon, Microsoft, Google e Facebook) continuano a salire spinte dalla speculazione. Ogni notizia riguardante queste societa viene accolta con un'isterica reazione e con ulteriori massicci acquisti - lo abbiamo visto ieri sera con Facebook (+8.22%), Tesla (+6.42%) o Netflix (+11.61%). Ogni tanto questi speculatori pazzi e/o investitori inesperti scoprono un nuovo beniamino - ieri ha stata Salesforce (+26.04%) - la società ha presentato buoni risultati trimestrali ed é stata inclusa del DJ Industrial - un rally del 26% é però sconsiderato anche perché il balzo degli utili é stato provocato in gran parte da un credito fiscale. C'é un nugolo di investitori che non si cura dei fondamentali e che segue solo emozioni e momentum - finirà male ma per il momento questa é una formula vincente. Chi però non possiede questo ristretto gruppo di azioni in una fase di rialzo esplosivo sta perdendo soldi e questo é un problema - la soluzione di questa divergenza non può che essere turbolenta. C'é chi comincia a preoccuparsi - ieri sera la volatilità VIX é salita a 23.27 punti (+1.24) - visto che l'S&P500 é salito la VIX doveva scendere - c'é chi scommette su un aumento della volatlità. Tra l'altro anche la VXN (volatilità sul Nasdaq100) é salita a 32.10 (+2.99) - qui c'é qualcosa che non funziona e puzza di bruciato...

Facciamo un passo indietro e vediamo cosa é successo in Europa - come d'abitudine i vari indici che seguiamo si sono mossi assieme.
L'Eurostoxx50 (+0.81% a 3356 punti) ha aperto in pari e con larghe oscillazioni é lentamente salito fino a sera - ha chiuso sul massimo giornaliero con un consistente guadagno di 27 punti. Questa seduta positiva rilancia l'ipotesi di un attacco ai massimi di luglio. Se guardate i grafici vedete però che la partita é ancora aperta - gli indici restano ampiamente nel canale orizzontale e la sottoperformance nei confronti dell'America resta. Manca un settore forte in grado di provocare una rottura delle resistenze e trascinare un'eventuale rialzo. Gli indici restano disciplinatamente all'interno delle Bollinger Bands ancora orizzontali e parallele. I volumi di titoli trattati sono modesti. Il comportamento delle borse europee nelle ultime tre sedute ci rende cautamente ottimisti. L'esperienza degli ultimi mesi ci suggerisce però di attendere segnali chiari prima di dichiarare l'inizio di un nuovo trend.

Ieri l'imminenza del discorso di Jerome Powell davanti ai responsabili delle Banche Centrali ha scatenato gli acquisti. L'S&P500 ha aperto praticamente invariato a 3446 punti, é brevemente sceso fino a 3444 punti ed é salito costantemente fino alle 20.30 quando ha toccato il massimo e nuovo record storico a 3481.07 punti. C'é stata una correzione intermedia di una mezz'ora e l'S&P500 é sceso a 3468 punti ma sul finale é risalito a 3478.73 punti (+1.02%). Come spesso succede negli ultimi mesi il Nasdaq100 si é involato mentre il resto del mercato é stato a guardare (DJT -0.46%, RUT -0.70%, BKX (grandi banche) -1.65%). I volumi sono stati modesti (volume relativo a 0.75). Il CBOE Equity put/call ratio era come d'abitudine molto basso a 0.39. Il Fear&Greed Index é salito a 75 punti (+1).
Ricordiamo che fino a prova contraria la tendenza della borsa americana é al rialzo con un alto rischio di correzione. La maggior parte dei portfolio managers con cui parliamo é cosciente dei rischi e assicura le posizioni long con puts o stop loss piuttosto aggressivi. Con questa costellazione é probabile che se inizia una correzione non sarà una correzione minore di tre giorni e di un paio di punti in percentuale ma una correzione di medio termine. Ciclicamente il periodo fino alla prima decade di settembre é positivo. Per l'inizio di una sostanziale correzione sembra un pò presto.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3472 punti (-8 punti). L'Eurostoxx50 vale 3352 punti - le borse europee apriranno in pari. Il discorso di Jerome Powell é previsto alle 15.10 - fino a quel momento é probabile che nessuno prenda iniziative - al massimo ci saranno delle sporadiche prese di beneficio. Poi vedremo come gli investitori accoglieranno le dichiarazioni del capo della FED.

Commento del 26 agosto

Si ritorna al solito rialzo "tecnologico"

Ieri il risveglio delle borse europee (Eurostoxx50 -0.06% a 3329 punti) e la rotazione tra settori hanno nuovamente lasciato spazio all'abituale sovraperformance della tecnologia (Nasdaq100 +0.82% a 11721 punti). Purtroppo a livello tecnico non cambia niente. La tendenza a corto e medio termine delle borse europee resta neutra - gli indici sono poco distanti dai valori raggiunti ad inizio giugno. In America prosegue invece costante e regolare il rialzo trascinato dal settore tecnologico con i 5 big a tirare il plotone - ieri ci ha pensato Facebook (+3.47%) a condurre la volata. Gli indici sono formalmente in ipercomperato (RSI sopra i 70 punti) ma poiché la maggior parte dei titoli sono da giorni in calo (i Summation Index stano scendendo) ci stiamo avvicinando ad una situazione di ipervenduto a livello di singoli azioni. Per quel che riguarda gli indicatori di sentiment c'é un generale ottimismo (Fear&Greed Index a 74 punti, +2 punti) con una costante e irriducibile speculazione al rialzo da parte dei piccoli investitori privati (CBOE Equity put/call ratio a 0.42). Finora questo eccesso non ha provocato l'abituale correzione. In questa fase usare gli indicatori di sentiment per tentare di anticipare un calo della borsa non funzione - anche valori di DSI (Daily Sentiment Index) sopra i 90 punti non sono più una garanzia per una o più sedute negative. Fino a quando in questa costellazione tecnica non cambia qualcosa bisogna partire dal principio che il rialzo deve continuare malgrado un alto rischio di correzione. Ieri S&P500 e Nasdaq/Nasdaq100 hanno chiuso su dei nuovi record storici. 

Pensavamo che il rally di lunedì in Europa potesse continuare ancora qualche giorno sfociando in un serio attacco ai massimi di luglio - invece gli investitori europei hanno subito perso il coraggio. Gli indici azionari europei hanno aperto in positivo ed sono saliti fino alle 09.15 sul massimo giornalierto (Eurostox50 a 3375 punti / DAX a 13221 punti). Poi i compratori si sono ritirati e il breve party é finito. Le borse si sono sgonfiate ed sono tornate la sera in pari (Eurostoxx50 -0.06%, DAX -0.04% a 13061 punti). Nulla di grave ma l'impressione generale é deludente. Sono bastate le prime resistenze intermedie a rispedire gli indici verso il basso - le candela rosse sui grafici hanno minimo a massimo ascendenti e sono ancora costruttive - ci sembra però che le borse europee non hanno la forza per accelerare al rialzo. Anche l'indice delle banche ha deluso (SX7E +0.19% a 62.53 punti) - questo é strano - le azioni delle banche americane lunedì sera a Wall Street si sono involate e ieri i tassi d'interesse sull'EUR sono saliti. Le banche invece si sono mosse appena...Il FTSE MIB (-0.41% a 20030 punti) segue l'Eurostoxx50 con delle variazioni più ampie. Abbiamo già più volte spiegato questo effetto - ieri questo ha causato una perdita del FTSE MIB che torna tristemente sui 20000 punti. Ormai é da inizio giugno che siamo a questo punto e non si deliena una tendenza.

Ieri sembrava che Wall Street volesse fare una pausa. Nelle prime ore di contrattazione gli indici erano praticamente invariati. I maggiori movimenti riguardavano i titoli coinvolti nella riorganizzazione del Dow Jones Industrial. Da metà giornata sono però tornati i compratori. L'S&P500 ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3444.21 punti e ha chiuso poco più in basso a 3443.62 punti (+0.36%). Il Nasdaq100 ha contribuito a questo risultato con un +0.82% a 11721 punti. La seduta al NYSE é stata positiva (ma non di molto) con A/D a 4056 su 3241, NH/NL a 356 (troppo pochi!) su 367 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é scesa a 22.03 punti (-0.34). Il resto del mercato é stato a guardare (DJT -0.19%, RUT +0.17%). Il settore dell'energia é ricaduto (ETF Energy -1.40%) dopo il rialzo di lunedì - la colpevole é Exxon (-3.17%) che é stata esclusa dal DJ Industrial.

Stamattina il future sull'S&P500 é fermo a 3441 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3335 punti - le borse europee rispondono alla buona chiusura di ieri sera a Wall Street con un debole +0.2%. Dall'Asia non arrivano impulsi di rilievo (Nikkei -0.03%, Shanghai -1.4%). Prevediamo una seduta di tarda estate senza sostanziali variazioni.

Commento del 25 agosto

Il rialzo continua con un cambio di programma - più energia e finanza, meno tecnologia

Ieri é stata una giornata positiva per le borse mondiali. Sia in Europa (Eurostoxx50 +2.21% a 3331 punti) che in America (S&P500 +1.00% a 3431.28 punti) gli indici azionari hanno guadagnato terreno e hanno chiuso vicino o sui massimi giornalieri. Venerdì la dipendenza totale del mercato dalla tecnologia ci aveva preoccupato. Ieri invece il rialzo é stato sostenuto da parecchi settori in quella che l'analisi tecnici definisce come una sana rotazione tra settori. Alcuni annunci fanno credere che delle soluzioni per la cura e la prevenzione (vaccino) del Covid19 si avvicinano e gli investitori si sono buttati a comperare settori ciclici che finora erano stati trascurati (ETF Energy +2.75%, ETF Financial +2.39%). Questa storia riguardante la pandemia e la ripresa della crescita economica non é consistente, nuova e rilevante - importante é però la reazione degli investitori che usano qualsiasi scusa per comperare azioni. Evidentemente l'abbondante liquidità rende gli investitori insensibili alle eccessive valutazioni fondamentali - ci sono molti nuovi traders inesperti che credono a qualsiasi storia anche la più assurda - osserviamo lo stesso effetto già visto con il rialzo esplosivo del prezzo del Bitcoin nel 2017.

Le borse europee hanno avuto una seduta convincente. Hanno aperto in guadagno e sono salite fino in tarda mattinata quando le plusvalenze hanno abbondantemente superato il +2%. Nel pomeriggio gli indici sono oscillati in laterale e hanno un pò ritracciato ma sono riusciti a difendere buona parte dei guadagni fino alla chiusura. Per ora gli indici si muovono ancora nel range valida da giugno e quindi restano in un trend neutro a corto e medio termine. Ieri é però iniziato un nuovo tentativo di rottura al rialzo - non é possibile che l'Europa resti ferma all'infinito mentre a Wall Street si passa da un record storico al successivo. Da alcune settimane ne parliamo - se l'America non corregge é l'Europa che presto o tardi deve salire. Al momento non sappiamo se questo tentativo di rialzo avrà successo - i massimi di luglio sono ancora distanti un 2%-3%.

L'S&P500 ha aperto su un nuovo record storico a 3424 punti. All'inizio l'indice é sceso e verso le 17.00 ha raggiunto i 3414 punti. Poi però é ripartito al rialzo lasciando aperto un gap di 14 punti (in verità sono 13...). Questo gap attira il nostro interesse - può essere un gap da esaurimento o un gap da accelerazione. Nel primo caso é probabile che venga chiuso rapidamente e che rappresenti un segnale di esaurimento di trend. Nel secondo caso invece ci dice che questo rialzo ha ancora parecchia strada da fare. L'S&P500 a metà seduta é oscillato sui 3420 punti. Dopo le 21.00 é brevemente caduto sul minimo a 3413 punti ma poi c'é stata ancora una forte ondata d'acquisti e l'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo storico a 3431.28 punti. Per una volta la tecnologia ha sovraperformato pur guadagnando terreno (Nasdaq100 +0.61% a 11626 punti). Gli investitori si sono concentrati su settori ciclici come energia (ETF +2.75%) e finanza (EF +2.39%) o trasporti (DJT +1.90%). Naturalmente in un contesto del genere anche le PMI (RUT +1.03%) hanno avuto il loro spazio. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4870 su 2483, NH/NL a 371 su 587 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 22.37 punti (-0.17), il CBOE Equity put/call ratio era come al solito molto basso a 0.42 e il Fear&Greed Index é salito a 73 punti. Come vedete i dati non sono cambiati - il rapporto NH/NL resta orribile mentre i Summation Index continuano a scivolare verso il basso. Con la seduta di ieri l'S&P500 entra in ipercomperato visto che la RSI giornaliera é a 71.25 punti - il bordo superiore delle Bollinger Bands é a 3451 punti. L'S&P500 in questo rialzo ha dimostrato di avere la forza sufficiente per infischiarsene di queste barriere tecniche. Ad un certo momento tutti questi fattori negativi che si sommano avranno importanza. Quando non lo sappiamo - non sembra però oggi.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3442 punti (+14 punti). Questo ci dice che oggi avremo un'altra seduta positiva - almeno all'inizio. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3351 punti (+20 punti). Le borse europee apriranno con un guadagno di circa il +0.60%. Come ieri il cambio EUR/USD é fermo a 1.1810 mentre i tassi d'interesse sono invariati. Giovedì 27 e e venerdì 28 si incontrano i banchieri centrali - questo meeting virtuale sostituisce l'abituale riunione a Jackson Hole - molti analisti ed investitori si aspettano ulteriori segnali riguardanti la disponibilità della Banche Centrali a sostenere economia e mercati finanziari ad ogni costo.
Stamattina il Nikkei (+1.35%) ha seguito entusiasticamente le borse europee ed americana. Shanghai invece si muove controcorrente (-0.4%).

Aggiornamento del 24 agosto

Continua il periodo di bel tempo

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3406 punti (+14 punti). L'indice americano, sulla base del valore attuale del future, vale circa 3410 punti - balza sopra i 3400 punti e fa registare un nuovo record storico. Nel frattempo il Nikkei sale del +0.28% mentre Shanghai sta guadagnando il +0.25%. Il rialzo delle borse trascinato da Wall Street continua e per ora non appare nulla di nuovo. Gli analisti tecnici stanno usando tutti i registri per tentare di individuare un possibile massimo significativo e un'inversione di tendenza ma nessuno é in grado di presentare una soluzione convincente. In effetti é una situazione di intricata. Da una parte abbiamo un trend rialzista intatto - dall'altra abbiamo numerosi segnali d'allarme provenienti dagli indicatori di partecipazione e di sentiment che suggeriscono per lo meno prudenza e un alto rischio di correzione. Cosa fare se si é sotto investiti o si ha delle posizioni short aperte nel tentativo di anticipare un massimo significativo? Purtroppo non esiste una soluzione sicura e valida per tutti. Una correzione può iniziare oggi o solo tra un mese con indici un 5-10% sopra il livello attuale. Ogniuno deve agire secondo la propria propensione al rischio e secondo il proprio profilo d'investimento. L'importante però é non lasciarsi prendere dalle emozioni ed agire in maniera razionale. Da circa metà aprile il rialzo della tecnologia americana é costante - non ci sono correzioni e non ci sono accelerazioni di tipo esaustivo (se non su singoli titoli). Fino a quando non cambia qualcosa nelle caratteristiche di questo trend bisogna partire dal principio che il rialzo può continuare. Comprare adesso sembra tardi e molto rischioso - essere ancora long é però quello che suggerisce l'analisi tecnica.
L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3275 punti - le borse europee apriranno con un modesto guadagno del +0.5%. Il comportamento abituale prevede una breve continuazione al rialzo stamattina e un ritracciamento nel pomeriggio. Il cambio EUR/USD é stabile a 1.18 - i tassi d'interesse sono invariati. Prevediamo una chiusura poco lontana dai livelli d'apertura.

Commento del 22-23 agosto

Nell'interpretare e spiegare questo rialzo stiamo dimenticando un fattore decisivo

Nelle ultime settimane analisti fondamentali e tecnici hanno cercato di capire perché la borsa americana sta continuando a salire malgrado che l'economia si trovi ancora in recessione e le prospettive non sono per un rapido recupero. Normalmente prevale l'incredulità - tutti sono d'accordo sul fatto che la borsa americana é oscenamente cara. La valutazioni fondamentali delle azioni sono sotto tutti i punti di vista troppo alte. Parlare di progresso tecnologico, Intelligenza artificiale, robotica, diffusione del G5 che permetterà l'introduzione di applicazioni finora impensabili e via di seguito serve forse ad accendere la fantasia degli investitori e a fargli credere a tassi di crescita degli utili di certe imprese assolutamente irrealistici ma non basta a spiegare il rally dal minimo di marzo. Nel crash primaverile l'S&P500 ha toccato un minimo il 23 di marzo a 2191 punti - venerdì l'indice ha toccato un nuovo record storico a 3399.96 punti (+0.34%). Sotto tutti i punti di vista (intensità, regolarità, durata) questo rialzo non ha precedenti - può essere paragonato al periodo 1999-2000 anche per alcune caratteristiche tecniche ma l'accostamento é azzardato e non serve probabilmente per prevedere il futuro (significa che non bisogna pensare che nei prossimi mesi e anni si ripeterà il bear market del 2000-2002). C'é un fattore che secondo noi viene sottovalutato - la caduta dei tassi d'interesse. Mai nella storia recente degli Stati Uniti (per praticità partiamo dal 1960) i tassi d'interesse reali e soprattutto nominali sono stati così bassi. Ad inizio agosto il reddito dell'US Treasury Bond decennale ha toccato un minimo di lungo termine a 0.52%. Dopo una risalita a 0.71% venerdì il reddito é tornato a 0.64%. Molti analisti sostengono che i bassi tassi d'interesse non cambiano nulla al fatto che le azioni americane sono troppo care - in termini assoluti hanno ragione. In termini relativi e usando la psicologia si sbagliano e lo vediamo ogni giorno quando siamo chiamati a dare un consiglio d'investimento per un portafoglio conservativo o bilanciato. Quando i tassi d'interesse si avvicinano allo 0% le liquidità provenienti da obbligazioni in scadenza non vengono reinvestiti a reddito fisso. Semplicemente non fa senso. L'effetto dei bassi tassi d'interesse (decisivo é il fatto che dedotte spese ed imposte il reddito netto é nullo) non é immediato ma diluito nel tempo - più i tassi d'interesse stanno bassi e non ci sono prospettive di un loro sensibile aumento e più l'investitore può solo scegliere tra liquidità o azioni. L'alternativa sono immobili, metalli preziosi o altre varianti esotiche tipo criptovalute - questi sono già parecchio saliti di valore. La "sparizione" delle obbligazioni come veicolo d'investimento crea però enormi problemi agli investitori e ai gestori patrimoniali e genera un'enorme massa di liquidità (che non rende nulla o addirittura viene penalizzata con tassi d'interesse negativi) in cerca di valide soluzioni d'investimento.
A questo punto rispondere alla domanda del perché e chi compra ancora Apple (+5.15%) a 497 USD é semplice. Compra chi vuole un leader del mercato, chi preferisce possedere un'azione che rende il 0.66% ma può aumentare di valore e chi per ragioni di asset allocation (investitori istituzionali, fondi, ETF) non può permettersi di non avere questa azione in portafoglio che rappresenta il 7.28% dell'S&P500 e il 15.95% del Nasdaq100.
Non bisogna dimenticare l'aspetto psicologico. Se voi giocate alla roulette e continua ad uscire il nero non giocate il rosso malgrado che sapete che matematicamente la probabilità dei due eventi é la stessa. Preferite credere che la roulette sia truccata o che la fortuna é dalla vostra parte. Chi a marzo ha comperato Apple o Microsoft o Amazon o Google o Facebook o NVidia o Tesla ha guadagnato una fortuna e praticamente non ha mai avuto il dubbio che la sua scelta sia stata sbagliata - non c'é mai stata una correzione significativa.
Chi ha queste azioni non le vende - chi non le ha sente il bisogno impellente di comperarle e ogni giorno che passa si sente sempre di più uno stupido - il gioco sembra talmente facile, ovvio, semplice e sicuro!
Mai come ora il motto che il rialzo incita al rialzo é valido visto che non esistono alternative d'investimento. Non si può abbandonare la giostra fino a quando c'é la musica. Questo gioco può durare all'infinito - in teoria. In pratica il rialzo finirà quando tutti avranno comperato e non ci saranno più investitori short obbligati a chiudere poiché le perdite sono eccessive. Da settimane notiamo che questo momento si avvicina poiché sempre meno azioni partecipano al rialzo. In questo senso la seduta di venerdì é stata esemplare. L'S&P500 e il Nasdaq100 (+0.68% a 11555 punti) hanno toccato dei nuovi record storici. I dati sulla partecipazione erano però pessimi sia per quel che riguarda A/D (2439 su 4893) che i NH/NL (220 su 592). Lo stesso Nasdaq100 sembra in difficoltà - l'indice ha guadagnato il +0.68% con A/D a 40 su 60 - il 60% delle azioni dell'indice tecnologico erano in calo! Come spiegare allora l'incremento di 78 punti? Semplice - Apple ha guadagnato il +5.15% - rappresenta l'15.95% dell'indice - questo significa che il suo contributo é stato del +0.82%. Pazzesco - un'azione é praticamente bastata per fare salire il mercato. Purtroppo questa situazione può perdurare. L'ipercomperato e l'eccesso di rialzo segnalati da RSI, Bollinger Bands o distanze eccessive dalle medie mobili non bastano per prevedere l'inizio di una correzione o un'inversione di tendenza. Costituiscono solo una buona premessa.
È come osservare un edificio le cui fondamenta si stanno sbriciolando (Summation Index in calo) mentre contemporaneamente alcuni lavoratori continuano in cima a costruire. L'altezza dell'edificio aumenta ma tutti temono un crollo. Talvolta come in un castello di carte cadono solo alcuni piani superiori (correzione). Ogni tanto arrivano dei rinforzi che risanano le fondamenta - ci vuole del tempo (consolidamento) ma poi la costruzione può riprendere in altezza. Se invece non cambia nulla presto o tardi l'edificio crolla (crash). Il problema é che questa costruzione su fragili fondamenta può continuare per mesi specialmente quando i lavoratori non hanno altro da fare e possono solo costruire piani superiori sempre più piccoli e traballanti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.08% a 3259 punti
DAX                         -0.90% a 12764 punti
SMI                          +0.76% a 10232 punti
FTSE MIB                  -1.66% a 19695 punti
S&P500                     +0.72% a 3397.16 punti
Nasdaq100                +3.50% a 11555 punti

La seduta di venerdì é stata una copia dell'andamento della settimana fino a giovedì. Le borse europee hanno aperto in leggero guadagno, si sono difese fino a metà giornata e poi sono pesantemente cadute appena dall'America sono arrivati dei segnali negativi (dati sulla disoccupazione). Dopo le 15.00 hanno recuperato ma era troppo tardi. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3259 punti (-0.43%). Alle 22.00 valeva 3267 punti - malgrado la buona chiusura a New York la giornata per le borse europee é stata negativa. La tendenza a corto e medio termine é neutra ma il quadro tecnico si sta deteriorando.
L'Indice delle banche SX7E é sceso a 60.71 punti (-1.20%) - ha toccato un minimo a 59.99 punti. Il supporto a 60 punti ha retto questo primo tentativo di rottura. Non siamo più convinti che ci sarà nuovamente un sostenibile rimbalzo. In caso di rottura al ribasso abbiamo un segnale di vendita che potrebbe valere in generale per le borse europee.

La seduta a Wall Street ha lanciato segnali contrastanti. Ai nuovi record di S&P500 e Nasdaq100 si contrappongono dati tecnici del NYSE validi per una seduta negativa. La borsa avanza ma boccheggia in mancanza di ossigeno.
L'S&P500 ha aperto invariato a 3384 punti. All'inizio é sceso a 3379 punti e fino alle 18.00 é oscillato sulla parità. Dopo é salito fino ai 3400 punti e ha chiuso poco più in basso a 3397 punti. Come al solito il rialzo degli indici é stato provocato dalla tecnologia mentre il resto del mercato é rimasto a guardare o addirittura é sceso come nel caso del Russell2000 (RUT-0.76%). A livello di sentiment non é cambiato nulla (VIX a 22.54 punti (-0.18), CBOE Equity put/call ratio a 0.45 e Fear&Greed Index invariato a 70 punti). Gli speculatori long non demordono.
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 67.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 70.61. Per ora non abbiamo nessun segnale di vendita o di esaurimento di trend - fino a prova contraria in America conviene essere long.
Settimana scorsa l'oro (1939 USD/oncia) ha corretto dopo un massimo discendente - il cambio EUR/USD (1.1795) ha corretto dopo un top a 1.1965. Solo l'S&P500 e il Nasdaq/Nasdaq100 non correggono. Vi ricordiamo che settimana scorsa abbiamo fatto delle ipotesi riguardanti un possibile massimo significativo. Una di queste era un massimo in occasione della scadenza dei derivati di agosto di venerdì 21 - il massimo c'é stato - vediamo cosa succede settimana prossima... 

Commento del 21 agosto

La maggior parte delle azioni scende - l'S&P500 sale - il Nasdaq é inarrestabile

Alla "convincente" seduta di rialzo di mercoledì ieri in Europa é seguita una triste seduta di ribasso. L'Eurostoxx50 (-1.32% a 3274 punti) ha aperto in calo e non é mai riuscito a recuperare. Ha chiuso sulla parte inferiore del range giornaliero con una pesante perdita di 43 punti - molti di più di quelli che aveva guadagnato mercoledì. A livello tecnico non cambia nulla. Da giorni l'Eurostoxx50 scivola per saldo verso il basso - nulla di drammatico ma la borsa americana é su un record storico mentre quelle europee si trascinano senza spunti. Anche sugli altri indici europei non appare nulla di particolarmente positivo (DAX -1.14% a 12830 punti, FTSE MIB -1.44% a 19767 punti e SMI -0.78% a 10229 punti). Si parla molto di Covid19 come causa della debolezza relativa delle borse europee ma l'America sotto questo punto di vista é messa peggio. L'indice delle banche SX7E é crollato del -2.51% a 61.45 punti - le nostre speranze che questo settore potesse trascinare un recupero delle borse europee sono svanite - ricordiamo che sui 60 punti c'é un solido supporto. Il riassunto della situazione é presto fatto anche perché non appare nulla di nuovo. La tendenza a corto e medio termine é neutra. Da giugno le borse europee oscillano in laterale e molti investitori sono frustrati. Vedono il rialzo della borsa americana, leggono dei nuovi record dei titoli tecnologici e le loro azioni europee non si muovono. In molti casi le speranze di un recupero dopo il crollo di marzo provocato dalla pandemia stanno svanendo. Stranamente finora non c'é una reazione. L'Europa non segue l'America e la frustrazione non sfocia in un'ondata di vendite. La forza dell'EUR (EUR/USD a 1.1880) é da un punto di vista fondamentale inspiegabile. Non può essere un segno della crescita dell'economia europea considerando i dati economici e il comportamento della borsa. Probabilmente é una conseguenza dei flussi di liquidità e delle politiche più o meno espansive delle Banche Centrali e dei governi. Donald Trump in vista delle elezioni é molto più generoso con i suoi cittadini e le sue imprese. Vedremo alla fine chi pagherà il conto.

Ieri mattina avevamo sperato che nel monotono rialzo in America stesse per cambiare qualcosa. La seduta di ieri ha invece seguito l'abituale canovaccio. I 6 leaders della tecnologia (aggiungiamo doverosamente Tesla (+6.56%) al club malgrado che non appartenga all'S&P500) sono stati come al solito comperati e hanno guadagnato terreno. Il Nasdaq100 ha toccato un nuovo record storico a 11497 punti e ha chiuso a 11477 punti (+1.40%). Di riflesso anche l'S&P500 é salito a 3385.51 punti (+0.32%). La maggior parte delle azioni trattate in America é però scesa - per l'analisi tecnica si é trattato di una seduta decisamente negativa e i Summation Index continuano a scendere. Non sappiamo fino a quando questa divergenza negativa può perdurare. In genere non molto ed esistono solo due soluzioni: o la tecnologia e i magnifici 6 correggono oppure anche i settori finora trascurati e in difficoltà, rappresentati soprattutto dal Russell2000 (RUT -0.49%), devono "comportarsi meglio".
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3358 punti ed é salito regolarmente fino quasi alla chiusura quando ha toccato il massimo a 3390 punti. Ha chiuso poco più in basso a 3385.51 punti (+0.32%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2800 su 4486 (!), NH/NL a 229 (pochi - quanti e quali titoli permettono agli indici di toccare dei nuovi record?) su 491 (in sensibile aumento) e volume relativo a 0.6. In sottofondo c'é una certa pressione di vendita. La volatilità VIX é salita a 22.72 punti (+0.18) - questa é un'altra inspiegabile divergenza. Il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.46 - questa é ormai una costante - un gruppo di irriducibili speculatori long tiene in ostaggio la borsa con la compiacenza degli investitori istituzionali. Il Fear&Greed Index é risalito a 70 punti (+2).
Per l'analisi tecnica la situazione é chiara - la tendenza dei due maggiori indici azionari americani, S&P500 e Nasdaq, é al rialzo. Malgrado evidenti divergenze a livello di partecipazione e un eccesso di rialzo ed ottimismo la borsa non mostra l'intenzione di voler correggere. Questo sviluppo contrasta con la situazione economica. Fino a quando non cambia qualcosa nel trend o negli indicatori tecnici nessuno é in grado di prevedere quando e da quale livello può partire una correzione o un ribasso.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 3384 punti (+3 punti). Come é successo molto spesso nelle ultime settimane il future sull'S&P500 si ripresenta con un lieve guadagno e questo fornisce l'intonazione alla giornata. Oggi venerdì é l'ultimo giorno della settimana e scadono i derivati di agosto. È una scadenza minore - potrebbe corrispondere ad un massimo significativo della borsa americana (ieri l'S&500 si é fermato sotto i 3400 punti...). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3283 punti - recupera solo 9 punti (+0.3%). Oggi ci aspettiamo pochi movimentio e una chiusura vicina ai livelli d'apertura.
Anche le borse asiatiche sono ferme - il Nikkei ha guadagnato il +0.17% - Shanghai sta perdendo il -0.1%.
Teniamo d'occhio oro e cambio EUR/USD - l'ipotesi del top descritta ieri mattina é ancora valida.

Commento del 20 agosto

Possibile massimo significativo su S&P500, Nasdaq, oro e EUR/USD

Possiamo iniziare il commento odierno come quello di ieri - l'S&P500 (-0.44% a 3374.85 punti) e il Nasdaq100 (-0.70% a 11318 punti) hanno toccato dei nuovi massimi storici. Tra la seduta di martedì e quella di mercoledì ci sono però delle forti ed evidenti differenze. Martedì gli indici avevano chiuso in guadagno e vicini ai massimi giornalieri. Ieri hanno chiuso in perdita e poco sopra i minimi giornalieri. Non si può parlare di significativo reversal poiché mancano le caratteristiche principali - la perdita é modesta, la caduta dal massimo é moderata e i volumi sono rimasti bassi (volume relativo a 0.75). Non possiamo affermare che sta iniziando una correzione - prendiamo però nota del fatto che é cambiato qualcosa. Con interesse osserviamo che due altri mercati sembrano comportarsi alla stessa maniera. L'oro ha tentato di risalire sopra i 2000 USD/oncia - ha fatto registrare un massimo discendente ed é ricaduto a 1951 USD/oncia. La spinta di rialzo iniziata a giugno é completa ed é finita. Ora l'oro deve consolidare e correggere sopra i 1800 USD/oncia. Anche il cambio EUR/USD ha cambiato direzione. Martedì e mercoledì ci sono state ancora delle impennate sopra gli 1.1950 - lo sforzo é stato eccessivo e ieri il cambio ha perso 1 cts - lo ritroviamo stamattina a 1.1850. C'era un'evidente situazione di eccesso di rialzo e di ottimismo (questa frase vi ricorda qualcosa?) che ora viene compensata con una correzione.
Questi contemporanei segni di esaurimento su different mercati tra di loro correlati ci fanno credere che anche sulla borsa americana possa finalmente iniziare una correzione - per ora questa settimana l'S&P500 guadagna 2 punti - vedremo se entro venerdì avremo una performance negativa.

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta positiva (Eurostoxx50 +0.85% a 3317 punti) - tecnicamente non é cambiato molto visto che gli indici continuano a muoversi nel canale orizzontale valido da giugno. Più volte nelle scorse settimane abbiamo avuto sedute simile che però non hanno avuto una continuazione - ieri sera non abbiamo dato molto peso a questa seduta positiva e sembra che abbiamo avuto ragione visto che oggi si riparte nella direzione opposta.
L'Eurostoxx50 ha aperto in calo ma dopo una fase di incertezza é salito fino alla chiusura sul massimo a 3317 punti. Questa convincente seduta di rialzo non significa ancora niente poiché serve unicamente a compensare le perdite delle ultime tre sedute. L'Eurostoxx50 continua ad oscillare a caso intorno ai 3300 punti e la tendenza a corto e medio termine é neutra. DAX (+0.74% a 12997 punti) e FTSE MIB (+1.06% a 20055 punti) si sono comportati in maniera simile. L'SMI svizzero (+1.39% a 10310 punti) ha sovraperformato. È proseguita l'alternanza tra sedute negative e positive che provocano un oscillazione in laterale tra i 10000 ed i 10500 punti. Ieri lSMI ha convinto con una seduta giocata tutta al rialzo e una chiusura sul massimo giornaliero e con un consistente guadagno di 141 punti. Non pensiamo che stia cambiando qualcosa - anche mercoledì scorso c'era stata una seduta simile ma la spinta si era subito spenta nei giorni seguenti.

L'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 3399.54 punti - la barriera dei 3400 punti é stata sfiorata. Il Nasdaq100 ha fatto registrare un nuovo massimo storico a 11440 punti. Sotto questo punto di vista é evidente che il trend é al rialzo e la possibilità di una correzione é ancora solo un'ipotesi che necessita di conferme.
L'S&P500 ha aperto a 3392 punti e fino alle 20.00 si é mosso in pochi punti intorno a questo valore - ha toccato a metà giornata il record a 3399 punti. Dopo le 20.00 ci sono state due spinte di ribasso che hanno fatto cadere l'indice fino al minimo a 3369 punti. Un rimbalzo sul finale ha fatto risalire l'S&P500 a 3374.85 punti. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2657 su 4643, NH/NL a 354 su 324 (in aumento) e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é salita a 22.54 punti (+1.03), la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.43 ed il Fear&Greed Index é sceso a 68 punti (-2). I Summation Index sono in calo.
Nei giorni scorsi il DSI (Daily Sentiment Index) sulla volatilità era sceso più volte sui 10 punti - era probabile che dovesse esserci un'impennata della VIX. Ora bisogna vedere se questa seduta negativa é solo una breve reazione a questo eccesso di pessimismo o se invece, come ipotizziamo, é l'inizio di una correzione. Per poter parlare di correzione l'S&P500 deve per lo meno scendere sotto i 3330 punti e il CBOE Equity put/call ratio deve impennarsi sopra i 0.60. Finora quella di ieri é ancora solo una normale seduta negativa all'interno di un rialzo. I dati sul mercato delle opzioni mostrano che gli speculatori non demordono - anzi insistono - solo se si prendono una scoppola e si spaventano saranno obbligati a ritirarsi e vendere.

Stamattina c'é un cambiamento - invece che il solito guadagno di qualche punto l'S&P500 perde 16 punti a 3356 punti. Non eravamo più abituati ad iniziare la giornata con una indicazione negativa. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3276 punti (-41 punti). Le borse europee apriranno con un tuffo del -1.2%. Ci sarà un recupero o arriveranno ulteriori vendite? Considerando quanto successo ieri crediamo che stamattina le borse europee proveranno a salire - poi tutto dipenderà da quello che decideranno di fare gli americani. Da settimane gli speculatori long sono dalla parte giusta e riescono ogni volta a far continuare il rialzo - non ci sono ragioni particolari per cui non debbano riuscirci anche questa volta. Questo gioco però non può durare all'infinito - teniamo gli occhi aperti...

Commento del 19 agosto

Il divario tra Europa e America sta diventando troppo grande - deve cambiare qualcosa nei trend

L'S&P500 (+0.23% a 3389.78 punti) e il Nasdaq100 (+0.98% a 11399 punti) hanno toccato dei nuovi massimi storici. A metà marzo e nel pieno della crisi provocata dalla pandemia di Coronavirus non avrammo mai immaginato di ritrovare 5 mesi più tardi la borsa americana su questi livelli e in ottima forma - noi dal minimo del 23 marzo a 2191 punti ci aspettavamo un rimbalzo a 2800-3000 punti per fine anno. Abbiamo decisamente sottostimato questa spinta di rialzo. Da inizio anno l'S&P500 guadagna il +4.92%. Il contrasto con l'Europa  é clamoroso - nel 2020 l'Eurostoxx50 (-0.49% a 3289 punti) perde il -12.16%. Questa differenza, che ultimamente é in aumento, ci sembra in parte ingiustificata. Il cambio EUR/USD é passato da 1.12 a 1.19 e quindi é possibile che un 6% di differenza sia dovuto al cambio. Abbiamo l'impressione che il divario ora non dovrebbe più aumentare - al contrario potrebbe diminuire. Questo significa che le borse europee devono unirsi al rialzo dell'America - oppure, se come sembra la tendenza delle borse europee rimane neutra, che la borsa americana deve scendere. Sinceramente non abbiamo ancora una soluzione. Fate però attenzione poiché la situazione attuale non può perdurare.

Ieri le borse europee hanno ripetuto la seduta di lunedì. Hanno aperto in calo, sono salite la mattina e sono scese nel pomeriggio. Lunedì gli indici avevano chiuso senza sostanziali variazioni. Ieri hanno terminato la giornata in perdita (Eurostoxx50 -0.49% a 3289 punti, DAX -0.30% a 12881 punti, FTSE MIB -0.52% a 10168 punti e SMI -0.52% a 19845 punti). La situazione tecnica non cambia visto che gli indici restano ampiamente nei canali di oscillazioni validi da giugno. Molti investitori europei saranno però frustrati. Mentre in America si festeggiano nuovi record in Europa le borse marciano sul posto. Spesso la frustrazione induce gli speculatori con le mani deboli ad abbandonare le posizioni.

Abbiamo scritto all'inizio del commento che gli indici azionari americani S&P500 e Nasdaq/Nasdaq100 hanno toccato dei nuovi record storici. C'é però uno stridente contrasto con i dati tecnici secondo i quali la seduta é stata decisamente negativa. La ragione é semplice - i leaders della tecnologica sono sempre più isolati mentre i gregari (DJT -0.80% e RUT -0.99%) perdono terreno. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2792 su 4541, NH/NL a 353 (pochi!) su 299 (in aumento!) e volume relativo a 0.6. La volatilità VIX é salita a 21.51 punti (+0.16), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.46 mentre il Fear&Greed Index é invariato a 70 punti.
I Summation Index erano in leggero calo.
Insomma - record a parte a New York gli investitori avevano poco da festeggiare - per la maggioranza di loro é stata una giornata in perdita. I nuovi massimi storici degli indici sono però indiscutibili - la tendenza a corto e medio termine é al rialzo - il rischio di una correzione minore adesso é alto.
Gli investitori sono molto ottimisti per quel che riguarda la prospettive economiche del settore tecnologico - qualsiasi notizia viene onorata con un'ondata d'acquisti come ieri nel caso di Amazon (+4.09%). Il problema é che ormai le valutazioni fondamentali si sono staccate dalla realtà - il rialzo é solo legato a fattori di liquidità ed emozionali. Un pallone riempito d'aria può sgonfiarsi velocemente.

Stamattina il future sull'S&P50 guadagna 3 punti a 3390 punti - abbiamo la solita situazione di partenza. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3289 punti - le borse europee apriranno invariate. Il Nikkei ha guadagnato il +0.26% mentre Shanghai sta perdendo il -1%. Le premesse sono per un'altra seduta estiva con pochi volumi e senza sostanziali variazioni. Sappiamo che questa situazione non può perdurare - la volatilità é destinata ad aumentare - non sappiamo però quando.

Commento del 18 agosto

Seduta estiva - pochi movimenti e bassi volumi - solo la tecnologia continua a salire

Ieri i maggiori indici azionari europei (Eurostoxx50 +0.02% a 3305 punti) ed americani (S&P500 +0.27% a 3381.99 punti) hanno guadagnato qualche punto. È stata una tipica seduta estiva con bassi volumi di titoli trattati. Gli indici sono oscillati stancamente in pochi punti e hanno chiuso al centro del range giornaliero. Solo il settore tecnologico americano si é ancora distinto - gli speculatori retail hanno ancora comperato i soliti nomi (Tesla +11.20%!) facendo salire il Nasdaq100 (+1.11% a 11288 punti) su un nuovo massimo storico marginale a 11306 punti. A livello tecnico questa giornata non ci ha detto nulla di nuovo. Le borse europee sono in un trend neutro a corto e medio termine. La borsa americana sale ma solo grazie al settore tecnologico. Se togliessimo questo settore e i suoi 5 titoli più importanti anche il grafico dell'S&P500 sarebbe da due mesi piatto. Da giugno la maggior parte delle azioni non si muove - un passo in su e un passo in giù - ci sono state alcune vampate speculative ma senza continuità.

Il crash di marzo sta lentamente sparendo dai grafici a 6 mesi e l'impressione ora é che le borse europee sono in una fase di rialzo. Si tratta però di un'illusione ottica. Da due mesi non succede più nulla e anche la seduta di ieri si può archiviare senza grandi commenti. L'Eurostoxx50 ha chiuso invariato ed à in stallo sui 3300 punti. Ci sono delle rotazioni tra settori come mostra il calo del settore bancario (SX7E -1.34% a 62.36 punti) che settimana scorsa si era comportato relativamente bene. Per saldo però non si fanno progressi sostanziali.
La seduta del DAX (+0.15% a 12920 punti) si é svolta come da copione. Il DAX ha aperto in calo, é salito per mezz'ora e verso le 09.30 era sui 12940 punti - poi non é successo più nulla. Il DAX si é fermato al centro delle Bollinger Bands e i bassi volumi di titoli trattati mostrano il disinteresse degli investitori. Per l'analisi tecnica non c'é niente di nuovo da rilevare - calma piatta...
Il FTSE MIB (-0.39% a 19950 punti) ha subito le conseguenze della debolezza delle banche e ha chiuso in perdita sottoperformando l'Eurostoxx50. L'indice FTSE MIB é fermo sui 20000 punti.
L'SMI (+0.63% a 10288 punti) ha recuperato parte della perdita di venerdì ed é tornato al centro del range 10000-10500 punti. Per ora c'é poco da dire - da inizio giugno l'indice si muove in laterale in questo stretto range e per il momento non si profila nessuna rottura e accelerazione in una delle due direzioni. Ieri in Europa erano di moda nuovamente le azioni delle società farmaceutiche e l'SMI ne ha approfittato.

L'S&P500 ha aperto in guadagno a 3384 punti e a questo punto la seduta era già finita. L'indice é sceso a 3379 punti per colmare il gap con venerdì, é salito sul massimo a 3387 punti ed é poi oscillato stancamente in laterale fino alla chiusura a 3381.99 punti (+0.27%). In pratica l'indice si é mosso in soli 9 (!) punti con bassi volumi di titoli trattati - la candela sul grafico si vede appena.
Ci sono stati degli acquisti nel settore tecnologico e sui titoli dell'oro ma per il resto é regnato il disinteresse. L'azione di Tesla (+11.20% a 1835 USD) é salita su un nuovo massimo storico - la società capitalizza 336 Mia di USD - secondo noi questa é una pazzia. Mai Tesla riuscirà a vendere abbastanza auto per giustificare questo valore assurdo - riesce a malapena a concludere un trimestre in guadagno grazie ad acrobazie contabili ed ai sussidi statali.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4240 su 3120, NH/NL a 447 (miserabile!) su 263 e volume relativo a 0.65. La volatilità VIX é scesa a 21.35 punti (-0.70), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.49 mentre il Fear&Greed Index é fermo a 71 punti (-1).
La borsa americana é come un ciclista drogato che sta scalando un passo - la corsa continua ma i rischi di crollo sono alti poiché il motore non ha la struttura per sopportare a lungo lo sforzo. I gregari sono lontani e stanchi.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3378 punti (-1 punto). Questo ci dice già come si presenta la giornata. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3296 punti - le borse europee apriranno in leggero calo. Probabilmente avremo una ripetizione della seduta di ieri.
Oggi anche le borse asiatiche si sono fermate (Nikkei -0.20%, Shanghai +0.05%).

Aggiornamento del 17 agosto

Attesi pochi movimenti

Durante il fine settimana non é successo nulla di importante. Le proteste di piazza in Bielorussia contro il governo di Lukaschenko sono un avvenimento politico degno di nota ma non in grado di influenzare i mercati finanziari. In effetti stamattina il future sull'S&P500 sale a 3368 punti - l'S&P500 cash vale 3373 punti ed é quindi invariato rispetto a venerdì. Il future sul Nasdaq100 guadagna in percentuale qualcosa in più - significa che gli investitori non hanno ancora perso la voglia di favorire il settore tecnologico.
Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3300 punti - le borse europee apriranno in leggero calo. Probabilmente stamattina ci sarà un breve ondata d'acquisti e gli indici azionari europei passeranno in positivo. Poi, non essendoci ragioni concrete per un rialzo, le borse si fermeranno e forse ritracceranno. La settimana inizia con una tipica seduta estiva - pochi volumi e movimenti limitati.
Dall'Asia arrivano segnali misti. Il Nikkei ha perso il -0.83%. Shanghai sta guadagnando il +2.1%.

Commento del 15-16 agosto

La borsa americana é sui massimi storici - le borse europee da inizio giugno oscillano in laterale

In questa settimana non c'é stata una correzione della borsa americana. Venerdì l'S&P500 ha chiuso praticamente invariato a 3372.85 punti (-0.02%) - si é fermato a soli 21 punti dal massimo storico pre Covid19 del 19 febbraio 2020 a 3393 punti. Il Nasdaq100 ha raggiunto il record storico il 6 agosto 2020 a 11282 punti. È sceso lunedì e martedì ma poi gli investitori hanno ricominciato a comperare tecnologia e l'indice é risalito fino a 11271 e si é fermato venerdì a 11164 punti (-0.12%). La tendenza di fondo della borsa americana é indubbiamente al rialzo con il 74.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 73.20. Finora l'eccesso di rialzo, la spensieratezza ed ottimismo degli investitori e la costante speculazione long che notiamo nel mercato delle opzioni (CBOE Equity put/call ratio MM a 10 giorni a 0.45) non hanno provocato l'attesa e dovuta correzione della borsa americana. Questa situazione può perdurare. Con momentum in calo é possibile che il rialzo continui al piccolo trotto fino a quando improvvisamente questi fattori sommati scateneranno le prese di beneficio e un'ondata di vendite. Può succedere a partire da lunedì prossimo o solo tra alcune settimane. Nessuno lo sa con precisione - si possono solo fare delle ipotesi. Venerdì 21 scadono i derivati di agosto - potrebbe essere un valido punto tornante specialmente sulla volatilità VIX dove il DSI da giorni balla intorno ai 10 punti. Sembra poco probabile che l'S&P500 cominci a correggere senza aver tentato di superare il massimo di febbraio - mercoledì con il massimo giornaliero a 3387 punti ci siamo andati vicino. Oppure semplicemente una serie di notizie negative potrebbe incrinare la fiducia degli investitori e indurli a vendere visto che le valutazioni fondamentali sono stratosferiche. Come abbiamo spiegato venerdì nel commento sul Nasdaq100 ci sono azioni come Apple che hanno raddoppiato di valore malgrado che gli utili siano rimasti constanti. Semplicemente considerando che i tassi d'interesse offrono poche alternative all'investimento in azioni, gli investitori comprano in borsa le azioni di società solide, conosciute, con un buon dividendo e utili costanti. Giudicare quando la quotazione é troppo alta e deve scendere é molto difficile poiché molti fattori giocano un ruolo - in parte sono fattori non quantificabili come la psicologia e l'effetto del greggie. L'analisi tecnica può solo dirci quando il rischio di inversione di tendenza é alto o può confermare l'inizio di una fase negativa quando gli indici hanno già cominciato a scendere. Anticipare un top é estremamente difficile. Ora sappiamo che una correzione di un -5% é possibile e probabile - l'inizio di un ribasso é invece poco probabile considerando che le premesse monetarie e fiscali favoriscono un rialzo delle borse. Donald Trump, assecondato dalla FED che finanzia il deficit dello Stato, farà di tutto per arrivare all'appuntamento elettorale di novembre che economia in crescita, disoccupazione in calo e borsa in buona forma. Questo é anche quello che pensa la maggior parte degli investitori.
Le borse europee sembrano invece rassegnate a ristagnare sui livelli raggiunti ad inizio giugno. La ripresa economica dopo il lock down é asfittica mentre il numero di nuovi contagi da Covid19 ricomincia a salire. A nulla valgono i tassi d'interesse negativi (reddito del Bund decennale a -0.416%). C'é solo da domandarsi dove finisce la liquidità che da settimane defluisce dall'USD e affluisce sull'EUR. A maggio il cambio EUR/USD oscillava sui 1.08 - ora é a 1.1842. Probabilmente anche la rivalutazione dell'EUR ha bloccato le borse europee con due effetti. Da una parte frena le esportazioni europee che in USD sono più care a d'altra parte fà aumentare il valore delle azioni europee in USD. In fondo la moneta di calcolo della performance a livello mondiale é l'USD e grazie al rafforzamento dell'EUR il valore degli ETF in USD sale malgrado che gli indici non si muovono

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.61% a 3305 punti
DAX                         +1.79% a 12901 punti
SMI                          +0.95% a 10163 punti
FTSE MIB                  +2.62% a 20028 punti
S&P500                     +0.64% a 3372.85 punti
Nasdaq100                +0.22% a 11164 punti

La seduta di venerdì non ci ha detto nulla di nuovo. Le borse europee hanno confermato con una seduta decisamente negativa (Eurostoxx50 -1.13% a 3305 punti) la loro incapacita di riprendere il rialzo, inseguire l'America e abbandonare l'oscillazione in laterale sui famosi livelli dell'8 di giugno. Ormai gli indici sono bloccati all'interno delle Bollinger Bands orizzontati e parallele - le MM a 50 e 200 si sono appiattite. Le RSI sono sui 50 punti - i MACD non forniscono segnali stabili e significativi. Per ora non vediamo l'uscita da questa fase di stallo. Come pensavamo settimana scorsa le borse europee hanno sovraperformato ma la differenza non é importante e l'effetto é sparito dopo l'impennata di martedì e mercoledì. All'inizio c'é stata una rotazione tra settori con un rialzo dei titoli bancari (SX7E -0.64% a 63.21 punti - una settimana fà era a 60.85 punti) - questa situazione eccezionale é durata purtroppo solo 3 sedute.
Se l'America corregge é probabile che l'Europa seguirà - di conseguenza a breve vediamo più rischi verso il basso che potenziale di rialzo. Sembra però che nel periodo estivo e di vacanze gli investitori non abbiamo molta voglia di prendere iniziative. Venerdì i volumi di titoli trattati erano tra i più bassi dell'anno.

Gli indici azionari americani hanno chiuso praticamente invariati. Si sono mossi in pochi punti con scarsi volumi e hanno aperto a chiuso sullo stesso livello. Questo comportamente é tipico per sedute insignificanti.
L'S&P500 ha aperto a 3365 punti. È salito fino alle 20.00 quando ha toccato il massimo a 3378 punti. È sceso fino alle 21.48 quando ha toccato il minimo a 3361 punti. Con un discutibile rally finale che puzza di manipolazione l'S&P500 é risalito a 3372.85 punti (-0.02%). Anche il Nasdaq100 (-0.12% a 11164 punti) e il Russell2000 (RUT -0.12%) non hanno combinato nulla.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3218 su 4051, NH/NL a 321 su 247 e volume relativo a 0.6. La volatilità VIX si é fermata a 22.05 punti (-0.08) mentre il CBOE Equity put/call ratio é salito a 0.54. L'incremento di questo ratio potrebbe segnalare l'intenzione degli speculatori long di cambiare opinione - oppure potrebbe essere solo un caso - in ogni caso dobbiamo tenere d'occhio questo indicatore se comincia superare i 0.60. Il Fear&Greed Index é fermo a 72 punti. Il Summation Index sul NYSE é leggermente salito - quello sul Nasdaq é leggermente sceso.

Ora bisogna aspettare fino a lunedì. Se la borsa americana avesse una o due sedute negative tutti cominceranno a parlare di mancata rottura al rialzo e noteranno i massimi discendenti. In questo caso potrebbe esserci una correzione. Sulla base di quanto visto nelle ultime due sedute questo scenario correttivo sembra poco verosimile - la variante più probabile é quella di una settimana tranquilla con un'alternarsi di sedute moderatamente positive e negative. Ci vorrebbe un evento importante per destabilizzare questi mercati che si stanno addormentando nella calura estiva. Buon Ferragosto !

Commento del 14 agosto

L'Europa non ha né la voglia né la forza per salire. In America c'é solo Apple (+1.77%)

Ieri le borse europee sono scese. Dopo due convincenti sedute i compratori si sono già stancati e si sono ritirati lasciando spazio a sporadiche vendite. Nulla di grave - la conseguenza di questa giornata é però che le tendenze a corto e medio termine restano neutre.
In America si ricomincia a giocare la tecnologia (Nasdaq100 +0.18%) - per il resto é stata una giornata negativa malgrado che l'S&P500 (-0.20% a 2273.43 punti) abbia eguagliato il massimo di periodo. Purtroppo il comportamento degli indici non rispecchia più quello del mercato azionario in generale. 5 società (Apple, Microsoft, Amazon, Google, Facebook) rappresentano circa il 20% dell'S&P500 - se aggiungiamo Tesla abbiamo circa il 50% del Nasdaq100 - forse quando parliamo di settore tecnologico dovremmo riferirci al Nasdaq.
I dati della seduta a New York sono decisamente negativi con A/D a 2777 su 4526 e NH/NL a 351 (!) su 184. Malgrado ciò i maggiori indici si sono appena mossi - la dominanza di Apple (+1.77%) e colleghi é eccessiva.

La seduta in Europa é stata deludente. Quando finalmente l'Eurostoxx50 (-0.60% a 3342 punti) dava l'impressione di poter accelerare al rialzo e abbandonare il noioso trend neutro é arrivata la doccia fredda di questa seduta negativa. Questa perdita di 14 punti é modesta ma significativa visto che mercoledì sera l'S&P500 era salito su un nuovo massimo di periodo. Invece l'Europa non é riuscita a seguire l'America e l'Eurostoxx50 ha avuto questa seduta opaca durante la quale é oscillato svogliato in pochi punti e ha chiuso vicino al minimo malgrado una buona apertura a Wall Street. Anche il settore bancario (SX7E -1.78% a 63.62 punti) é stato travolto da prese di beneficio malgrado che i tassi d'interesse siano ancora saliti.
Nelle ultime due sedute il DAX (-0.50% a 12993 punti) aveva dato una dimostrazione di forza - era nato il dubbio che potesse uscire dal trend neutro e superare il massimo di luglio. La seduta negativa é deludente e interrompe bruscamente la serie di quattro sedute positiva. La perdita di 64 punti  non é importante - il DAX é però calato mentre l'S&P500 é salito su un nuovo massimo di periodo. La candela rossa sul grafico mostra che il DAX non aveva la forza e la voglia di seguire - probabilmente deve continuare ad ondeggiare al centro delle BB ormai piatte e parallele. Anche l'aumento dei tassi d'interesse (future sul Bund a 175.62 (-0.35%)) non ha avuto l'abituale effetto positivo sul DAX.
Anche il FTSE MIB italiano (-0.88% a 20257 punti) é tornato tristemente sui suoi passi. A questo punto sembra effettivamente che al FTSE MIB "piacciano" i 20000 punti e che la tendenza resta neutra. Senza le banche e le due società di pubblica utilità, ENI e ENEL, il FTSE MIB non va da nessuna parte.
L'SMI (-0.18% a 10260 punti) si é fermato tre i 10000 ed i 10500 punti. Nelle scorse sedute aveva dato l'impressione di voler per lo meno andare a testare la resistenza. Ieri si é sgonfiato malgrado che esistessero delle buone premesse per un'ulteriore seduta positiva. Siamo un pò delusi ma non sorpresi.

L'S&P500 ha aperto a 3372 punti é nella prima parte della giornata é salito a scatti fino ai 3387 punti. Il movimento é stato trascinato dal Nasdaq100 che stava guadagnando più dell'1% sfiorando il record storico. Poi sono arrivate le vendite e l'indice é ricaduto a 3363 punti. Sul finale ha recuperato fino ai 3373.43 punti (-0.20%). A parole sembra una giornata movimentata. In pratica l'indice si é mosso in soli 24 punti e ha aperto e chiuso sullo stesso livello.
A livello di sentiment non ci sono cambiamenti. La VIX é scesa a 22.13 punti (-0.15), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.46 e il Fear&Greed Index é tornato a 72 punti (-2 punti). I Summation Index sono saliti leggermente - sono praticamente fermi.

Stamattina il Nikkei sale del +0.17%. Shanghai sta guadagnando il +1.2%. Il future sull'S&P500 é a 3378 punti (+10 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.50 vale 3344 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Le premesse sono per una seduta in pari in Europa e di poco positiva in America. In America alle 14.30 verranno pubblicati i dati delle vendite al dettaglio a luglio - sulla base dei dati conosciuti sull'uso delle carte di credito potrebbe esserci una sorpresa negativa. In questo caso nel pomeriggio potrebbero esserci delle vendite.

Commento del 13 agosto

Il Nasdaq100 rimbalza del +2.5% grazie agli split di Apple (+3.32%) e Tesla (+13.12%)

Dopo tre giorni di correzione ieri era una giornata decisiva per la tecnologia - il Nasdaq100 poteva rimbalzare più o meno fortemente dal bordo inferiore del canale ascendente o rompere al ribasso e innescare una correzione generale della borsa americana. In termini di punti il verdetto é inappellabile - il Nasdaq100 (+2.59% a 11157 punti) ha aperto sul minimo e ha chiuso sul massimo giornaliero con un impressionante guadagno di 281 punti. Tesla (+13.12%) e Apple (+3.32%) hanno annunciato di voler splittare le loro azioni per la fine del mese di agosto e questo ha scatenato le compere. L'unico problema tecnico é che il rimbalzo é avvenuto con volumi di titoli trattati in calo e che sul Nasdaq i volumi sui titoli in calo erano superiori ai volumi sui titoli in guadagno. Di conseguenza questo balzo non sembra una ripresa del rialzo ma piuttosto un rimbalzo tecnico da un supporto. Non vogliamo però cercare di interpretare i dati in nostro favore - la nostra ipotesi di una correzione ieri ha preso un duro colpo. Le borse europee sono ancora riuscite a guadagnare terreno (Eurostoxx50 +0.93% a 3363 punti) dopo il rally di martedì e questo é un segnale di forza. L'S&P500 é salito su un nuovo massimo di periodo a 3387 punti e ha chiuso poco più in basso a 3380.35 punti (+1.40%). Sui grafici abbondano le candele verdi o bianche che mostrano una chiusura sopra il livello d'apertura - significa che durante la giornata hanno predominato gli acquisti. Facciamo fatica in mezzo a questi segnali positivi a trovare ancora qualcosa a sostegno di uno scenario toppish e correttivo. Evidentemente l'ipercomperato e gli eccessi di ottimismo e di speculazione al rialzo segnalati dagli indicatori di sentiment non bastano a fermare il treno in corsa.

In Europa ci aspettavamo una seduta di consolidamento - vale a dire una seduta in pari o in leggera perdita. Ieri sera eravamo perplessi - dopo il rally di martedì l'Eurostoxx50 ha ancora guadagnato 31 punti. Sul grafico ci sono due marcanti candele verdi che mostrano delle sedute dominate dai compratori. Gli altri indici azionari europei (DAX +0.86% a 13058 punti, FTSE MIB +1.13% a 120437 punti) si sono comportati alla stessa maniera e i grafici hanno il medesimo aspetto. La tendenza di base é ancora neutra ma ora non siamo più convinti che questo movimento in laterale debba continuare ancora per molto. Dopo questa dimostrazione di forza una rottura al rialzo é possibile anche perché la borsa americana non mostra molta voglia di correggere.  
Anche il cambio EUR/USD é risalito a 1.1830 - chi aveva già previsto un'inversione di tendenza adesso comincerà a diventare nervoso. Noi prevediamo un consolidamente sugli 1.18. La tendenza resta al rialzo.

L'intonazione positiva delle borse europee ha contagiato anche l'America (o viceversa). L'S&P500 ha aperto in calo a 3365 punti e all'inizio é ancora sceso a 3355 punti di minimo. Poi i rialzisti hanno preso l'iniziativa e non l'hanno più mollata fino alla chiusura. L'S&P500 é salito verso le 18.30 a 3382 (massimo di martedì) e poi ha corretto fino ai 3370 punti. In serata ha ripreso il rialzo e ha toccato un nuovo massimo di periodo a 3387 punti. Ha chiuso poco più in basso a 3380.35 punti (+1.40%). Con uno scenario ormai conosciuto da tempo il rialzo é stato trascinato dalla tecnologia e da alcune azioni di peso. Il resto del mercato é rimasto a guardare (DJT +0.43%, RUT +0.52%),. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4678 su 2666, NH/NL a 667 su 229 e volume relativo a 0.75 (basso!). La volatilità VIX é scesa a 22.28 punti (-1.75) - é tornata al livello di lunedì sera. Il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.47. Il Fear&Greed Index é risalito a 74 punti (+3 punti). I Summation Index sono saliti di poco.

Ora la borsa americana si ritrova nella posizione e situazione tecnica di lunedì sera con la differenza che c'é stato un tentativo fallito di rottura al ribasso sul Nasdaq100. A dire il vero c'é un'altra importante differenza che al momento non viene osservata né discussa - il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito a 0.69%. Questo normalmente é veleno per la borsa. Vedremo fino a quando gli indici possono salire di fronte ad indicatori tecnici troppo estesi e fondamentali ostili.

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 3363 punti (-6 punti). L'S&P500 vale circa 3368 punti (-12 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +1.83% - Shanghai é in pari. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3350 punti - le borse europee apriranno in calo (-0.4%). Se quello di ieri in America é stato unicamente un rimbalzo tecnico oggi dovremmo avere sul Nasdaq una seduta decisamente negativa.

Commento del 12 agosto

La tecnologia corregge, il settore bancario decolla, l'Europa sovraperforma e i tassi d'interesse salgono. Vince l'analisi tecnica.

Ieri é stata una giornata strana durante la quale ci sono stati parecchi movimenti significativi e tecnicamente importanti. La mattina le borse europee sono partite al rialzo con slancio e convinzione. Sinceramente questo balzo delle borse europee (Eurostoxx50 +2.22% a 3332 punti, DAX +2.04% a 12946 punti e FTSE MIB +2.84% a 20209 punti) ci ha sorpreso per la sua ampiezza. È però una logica conseguenza dei nostri ragionamenti del fine settimana. L'Europa doveva sovraperformare l'America - tra l'altro grazie al settore bancario (SX7E +4.06% a 64.57 punti). Poiché l'America non aveva ancora cominciato a correggere era ovvio che per sovraperformare l'Europa deve salire di più che l'America. La mattina gli indici azionari europei hanno aperto al rialzo e sono saliti fino a metà giornata quando hanno toccato il massimo giornaliero. Poi il rally si é fermato e c'é stato un ritracciamento. Le borse hanno chiuso con un forte guadagno che ci ricorda molto il balzo di lunedì 3 agosto. Ieri sera avevamo un dubbio - il rally era l'inizio di una spinta di rialzo che poteva far salire gli indici sopra i massimi di luglio? Ieri sera eravamo scettici. Non crediamo allo scenario del rialzo visto che secondo noi la previsione dell'inizio di una correzione in America a breve é ancora valido.

La seduta a Wall Street é stata molto divertente e ci ha dato parecchie soddisfazioni. Finalmente la tecnologica ha avuto una seduta decisamente negativa (Nasdaq100 -1.88%) - questa é la terza seduta negativa consecutiva e rappresenta per lo meno una correzione minore. I cinque big della tecnologia (Apple, Microsoft, Amazon, Google e Facebook) costituiscono il 21% dell'S&P500 (-0.80% a 3333.69 punti) - é logico quindi che anche questo indice abbia subito le conseguenze del calo del settore tecnologico. La nostra pazza ipotesi del fine settimana era che la tecnologia doveva scendere mentre le azioni della banche dovevano salire - la conferma assume un'ampiezza sorprendente visto che l'indice delle banche BKX ha guadagnato il +2.32% in una giornata negativa per la borsa americana. Guarda caso questo é avvenuto poiché i tassi d'interesse sono saliti (reddito dell'USTBonds decennale a 0.64%). Tutti questi movimenti sono delle evidenti e forti reazioni a degli eccessi di rialzo o di ribasso con troppo ottimismo o pessimismo. Lo stesso é avvenuto sul cambio EUR/USD (1.1725) o con l'oro (1884 USD/oncia e violenta caduta in due giorni di 170 USD dal massimo).

L'S&P500 ha aperto in gap up a 3374 punti e all'inizio é salito su un nuovo massimo di periodo a 3381 punti. Poi per ore non é successo niente - l'S&P500 é oscillato intorno al livello d'apertura fino alle 20.00. Improvvisamente c'é stata un'ondata di vendite che é durata fino alla chiusura. L'S&P500 é sceso fino a 3326 punti e ha chiuso a 3333.69 punti (-0.80%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2976 su 4365, NH/NL a 1572 su 220 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX come previsto é salita a 24.03 punti (+1.90). Il CBOE Equity put/call ratio é rimasto invece basso a 0.45 - strano. Il Fear&Greed Index é sceso a a 71 punti (-3 punti).
I Summation Index sono leggermente saliti.
Ora la borsa americana é sul filo del rasoio. Il Nasdaq100 ha supporto sui 10800 punti - questo é il bordo inferiore del canale ascendente. L'indice potrebbe avere terminato una correzione minore e potrebbe riprendere il rialzo. Oppure la correzione continua e coinvolge tutto il listino. Molto dipende dagli indicatori di sentiment. Gli speculatori long non demordono. Solo se questo gruppo di investitori finalmente decide di mollare la presa e vendere potrà esserci una correzione più importante. Per questo il CBOE Equity put/call ratio deve salire a 0.60-0.65 - finora non é ancora il caso. Vedremo se oggi i venditori di ieri riappariranno.

Stamattina il future sull'S&P500 risale a 3347 punti (+17 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.50 vale 3325 punti. Le borse europee apriranno il leggero calo (-0.2%). Stamattina torneranno in pari. Nel pomeriggio vedremo cosa decideranno di fare gli americani. Per noi il calo di ieri dell'S&P500 é assolutamente insufficiente per eliminare gli eccessi. Siamo convinti che in America deve esserci una sostanziale correzione. Non sappiamo però se parte adesso o se ci devono ancora essere alcuni giorni di distribuzione con una fibrillazione della VIX.
Dall'Asia provengono segnali misti. Il Nikkei ha perso il -0.41% - Shanghai guadagna il +0.6%.

Commento dell'11 agosto

La tecnologia corregge (Nasdaq100 -0.49%) - l'S&P500 (+0.27%) non ancora anche perché la VIX non sale 

Ieri l'Eurostoxx50 (+0.22% a 3259 punti) e l'S&P500 (+0.27% a 3360.47 punti) hanno guadagnato una manciata di punti. A prima vista questa sembra una seduta senza importanza. In effetti a livello tecnico é cambiato poco. Le ipotesi lanciate nel fine settimana hanno però avuto una prima conferma. La tecnologia ha continuato la correzione iniziata venerdì. In una giornata a Wall Street in generale positiva il Nasdaq100 ha perso il -0.49% a 11085 punti - ha toccato un minimo sotto gli 11000 punti a 10941 punti prima di riprendersi e contenere la perdite. Le azioni delle banche (BKX +1.06%) hanno guadagnato terreno mentre il reddito dell'USTBond decennale é salito a 0.59%. Non é però il settore finanziario ad aver brillato - sono soprattutto i settori industriali e dell'energia (ETF Energy +3.09%) ad aver permesso all'S&P500 di salire su un nuovo massimo di periodo.
La nostra previsione principale, l'inizio di una correzione sull'S&P500, per ora non si concretizza. Per il momento non ci sono cambiamenti a livello di sentiment. La volatilità VIX non é salita malgrado il DSI a 10 punti ma é scesa a 22.13 punti (-0.08). Dal mercato delle opzioni viene il solito messaggio - gli speculatori restano strenuamente long (CBOE Equity put/call ratio a 0.41). Il Fear&Greed Index é lievitato a 75 punti (+3 punti). Non cambiamo però opinione - i segnali di eccesso provenienti dagli indicatori di sentiment si sommano mentre l'S&P500 é ormai in ipercomperato (RSI a 69.79 punti). Questo situazione é insostenibile e a giorni deve esserci una reazione specialmente adesso che viene a mancare il sostegno della tecnologia.

Sulla giornata in Europa c'é poco da dire. Bisogna concedere agli investitori il merito di avere almeno tentato di fare qualcosa. La mattina le borse europee hanno provato a salire e alle 09.25 gli indici hanno toccato il massimo giornaliero. Poi sono scese e alle 10.45 gli indici hanno toccato il minimo un 1% più in basso. Visto che non si riusciva né ad accelerare al rialzo né ha al ribasso Eurostoxx50 e colleghi si sono rassegnati e hanno concluso un'altra seduta senza sostanziali variazioni. Gli indici dopo i tentativi mattutini sono oscillati in laterale e hanno salvato in chiusura degli insignificanti guadagni. Per l'analisi tecnica non cambia nulla.
Notiamo unicamente la buona performance del settore bancario - l'indice SX7E ha guadagnato il +1.97% a 62.05 punti. Questo ha avuto un influsso sulla borsa italiana. Il FTSE MIB (+0.69% a 19651 punti) si é comportato meglio dell'Eurostoxx50 - questo é dovuto alla buona performance delle banche e del settore delle imprese di pubblica utilità.

La seduta a New York é stata una copia di quella di venerdì. L'S&P500 é salito di poco - il Nasdsaq100 é sceso. Bene si sono comportati settori finora trascurati - il DJT ha guadagnato il +2.73%, il RUT é salito del 0.99%.
L'S&P500 ha aperto in guadagno a 3356 punti e dopo un'esitazione é caduto alle 17.00 sul minimo a 3335 punti. Poi ha recuperato, é tornato in pari, ha fatto una lunga pausa ed infine é salito fino ai 3363 punti. Ha chiuso poco più in basso a 3360.47 punti (+0.27%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4848 su 2480, NH/NL a 1427 (buono!) su 171 e volume relativo a 0.9. I Summation Index sono saliti - di poco ma sono saliti...

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3360 punti (+7 punti). Per ora non cambia nulla - sembra iniziare un'altra giornata positiva. L'Eurostoxx50 vale 3287 punti (+28 punti). Come ieri le borse europee apriranno con un guadagno del +0.8%. Probabilmente non andranno lontano. L'effetto positivo del calo dell'EUR (EUR/USD a 1.1730) si fa sentire.
Il Nikkei guadagno il +1.88% - Shanghai perde il -0.8%.

Aggiornamento del 10 agosto

Ancora una settimana di rialzi? Abbiamo i nostri dubbi.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 3253 punti (+8 punti). La settimana inizia ancora in maniera positiva.
Durante il fine settimana Donald Trump ha aggirato il Congresso e ha firmato una serie di ordini esecutivi per sostenere l'economia e creare una situazione favorevole alla propria rielezione a novembre. Con quattro ordini esecutivi il Presidente ha superato lo stallo dovuto al mancato accordo con i democratici in Parlamento. Tra le misure disposte dal capo della Casa Bianca c'é l'estensione dei sussidi di disoccupazione federali per 400 dollari a settimana (con un taglio di 200 dollari dall'attuale importo). Trump sta facendo esplodere il deficit pubblico che viene finanziato dalla FED - naturalmente la borsa adora questa politica che indebolisce l'USD e che aiuta l'economia e le imprese. I contribuenti presto o tardi saranno invitati alla cassa ma questo é un problema del futuro - nell'immediato la gente vede i soldi che affluiscono nelle loro tasche dallo Stato (un'entità astratta che stampa denaro dal nulla) ed é contenta.
Il future sull'S&P500 sale del +0.25% - quello sul Nasdaq100 é in pari. La differenza notata venerdì persiste. Questo inizio di settimana in positivo non nega la nostra ipotesi di una correzione della tecnologia e della borsa in generale. Volete un'altro dettaglio? - i futures sui USTBonds sono in calo - i tassi d'interesse sono in leggero aumento...

Sono le 08.30 - il future sull'S&P500 non si é mosso e l'Eurostoxx50 vale 3273 punti (+21). Le borse europee apriranno con un balzo del +0.6%/+0.7%. Vedremo se riusciranno a difendere questo guadagno fino a stasera.
Oggi la borsa giapponese é chiusa - Shanghai sta guadagnando il +1.2%.
In America la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese continua - mancano però nomi importanti in grado di scuotere i listini. L'agenda economica prevede numerosi dati economici interessanti - non pensiamo però che ci saranno sorprese rilevanti. Questo é un contesto ideale per l'analisi tecnica - senza influssi esterni pensiamo che gli aspetti tecnici avranno la possibilità di prendere il sopravvento.

Commento dell'8-9 agosto

Anche la tecnologia può correggere. La VIX é pronta per un balzo - l'S&P500 deve fare un tuffo

Una settimana fà non sapevamo se la correzione delle borse europee doveva continuare o se il rialzo dell'America sarebbe proseguito obbligando l'Europa a recuperare. La risposta é arrivata già lunedì. Le borse europee hanno avuto un forte rimbalzo dai supporti mentre a Wall Street c'é stata una della tante sedute positive trascinate dal settore tecnologico come abbiamo avuto negli ultimi mesi. La ritrovata correlazione positiva tra Europa e America ha funzionato per tutta la settimana - l'S&P500 (+0.06% a 3351.28 punti) é passato da un massimo di periodo al successivo mentre il Nasdaq100 ha toccato regolarmente un nuovo recordo storico. Dopo il rally di lunedì le borse europee si sono assestate e hanno avuto un'andamento altelenante alternando sedute moderatamente positive a sedute moderatamente negative. L'Europa ha terminato la settimana con una giornata di rialzo (Eurostoxx50 +0.38%) - gli indici azionari europei venerdì sono oscillati sulla parità fino nel pomeriggio e sono saliti sul finale chiudendo a ridosso del massimo giornaliero. La tendenza a corto e medio termine resta neutra - da inizio giugno le borse europee non riescono più a fare progressi - a giugno c'é stato un tentativo di correzione - a luglio é seguito un tentativo di accelerazione al rialzo - entrambi sono falliti - alla fine gli indici si sono fermati all'interno delle Bollinger Bands ormai orizzontali e piatte.
Fino a giovedì la tecnologia americana e gli AGMAF sembravano invincibili - venerdì c'é stato improvvisamente un cambiamento e un attacco di debolezza. In una seduta a Wall Street strutturalmente positiva (A/D a 4126 su 3175) il Nasdaq100 ha perso il -1.13% ed é sceso a 11139 punti con un minimo a 11044 punti. Possiamo fare due semplici osservazioni. La prima é che anche il Nasdaq100 può correggere e la seconda é che la seduta di venerdì ha cambiato qualcosa nel trend. La tecnologia improvvisamente é inciampata ma la sua giornata di debolezza é stata compensata da altri settori. Sembra che la sana rotazione tra settori sia in grado di salvare la borsa americana da una forte correzione - fino a quando? Avrete notato che usiamo il termine forte e c'é una ragione. Come già accennato in precedenti commenti la volatilità VIX é scesa molto in basso (22.21 punti, -0.44 punti) mentre il Daily Sentiment Index balla da giorni sui 10 punti. Tutti sono convinti che la VIX può solo continuare a scendere mentre l'S&P500 non può che salire (i due valori sono correlati negativamente). Questo significa che a breve la VIX deve avere un balzo mentre l'S&P500 deve fare una correzione minore. Ne abbiamo già parlato nel commento di venerdì sull'S&P500 - venerdì l'S&P500 (+0.06% a 3351.28 punti) non é salito ma non ha neanche iniziato a correggere. Probabilmente questa correzione minore é solo rimandata - é una faccenda di giorni e non di settimane.
La tendenza di fondo della borsa americana é saldamenta al rialzo con il 74.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 68.59 punti. Venerdì i Summation Index sono leggermente saliti - ormai da giorni questi indicatori non scendono più e questo riduce a breve le probabilità di un ribasso.
Riassumendo a breve deve esserci una correzione minore in America. Ci immaginiamo un calo di circa 150 punti dell'S&P500 - il Nasdaq100 dovrebbe cadere sui 10500 punti ma la caduta potrebbero essere anche più ampia. La forte e costante speculazione al rialzo che traspare dal mercato delle opzioni (CBOE Equity put/call ratio) si é concentrata soprattutto sui titoli tecnologici che in questa fase potrebbero e dovrebbero correggere parecchio di più dell'S&P500. Molto probabilmente le borse europee seguiranno una correzione in America. Abbiamo però un dubbio - le borse europee potrebbero questa volta correggere in percentuale meno di quella americana se il cambio EUR/USD scende. Venerdì c'é stato un reversal e dopo un massimo giovedì a 1.1916 il cambio é sceso venerdì a 1.1790. Teoricamente potrebbe esserci una ricaduta a 1.15. Questa differenza di un 3% potrebbe costituire la sovraperformance degli indici europei. Detto in termini semplici se l'S&P500 corregge del -5% l'Eurostoxx50 potrebbe solo scendere del -2% se contemporaneamente il cambio ricade a 1.15. Settimana prossima scopriremo cosa ne pensa il mercato di questa interessante teoria. Possiamo fin d'ora anticipare che questo calcolo matematico non corrisponderà alla realtà poiché ci sono altri fattori che giocano un ruolo come i Beta diversi o le differenze strutturali tra i vari indici con pesi diversi dati ai diffenti settori. Il principio però é valido - un indebolimento dell'EUR deve avvantaggiare le borse europee.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.47% a 3252 punti
DAX                         +2.94% a 12674 punti
SMI                          +0.62% a 10068 punti
FTSE MIB                  +2.22% a 19516 punti
S&P500                     +2.45% a 3351.28 punti
Nasdaq100                +2.14% a 11139 punti

Venerdì l'S&P500 ha aperto in calo a 3340 punti e fino a metà giornata é oscillato su questo livello. Poi vendite nel settore tecnologico hanno fatto cadere l'S&P500 a 3328 punti. Da questo minimo c'é stato un recupero fino a fine giornata, L'Indice ha toccato un massimo a 3352 punti e ha chiuso a 3351.28 punti (+0.06%). Come anticipato il calo del Nasdaq100 (-1.13% a 11139 punti) é stato compensato da altri settori come mostrano ad esempio DJT (+2.37%) e RUT (+1.59%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4126 su 3175, NH/NL a 846 (pochi) su 205 e volume relativo a 0.8. Il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.51 ma sta salendo - la MM a 10 giorni é a 0.47. Il Fear&Greed Index é scivolato a 72 punti (-2 punti).
Ad inizio agosto il reddito dell'USDTBond decennale ha toccato il minimo annuale a 0.52%. Ora sta risalendo - venerdì era a 0.57%. L'impressione é che il reddito ha toccato un minimo con estremo pessimismo e ora tecnicamente deve risalire da una situazione di ipervenduto. Questo sostanziale rimbalzo potrebbe contribuire alla correzione della borse e favorire a breve i settori finanziari comprese le azioni delle banche - venerdì l'indice settoriale americano BKX ha guadagnato il +3.16%.
L'ipotesi é quindi che la tecnologia americana deve correggere mentre deve esserci un rialzo delle azioni delle banche. Ci siamo presi un colpo di sole? Possibile - ma le prossime due settimane ci diranno se abbiamo ragione o torto.

Commento del 7 agosto

Ed é ancora la tecnologia (Apple +3.49%, Facebook +6.49%) a far salire gli indici in una giornata strutturalmente equilibrata

Stamattina sono in ritardo - cercherò di essere breve.
Ieri in Europa c'é stata una seduta negativa. Gli indici hanno aperto in positivo e sono saliti fino alle 09.30. Dopo mezz'ora di contrattazioni i compratori sono spariti e gli indici azionari sono nuovamente scivolati tristemente verso il basso. È questo il tipo di comportamento che ci induce a credere che l'Europa non ha la forza per seguire il rialzo dell'America. La tendenza a medio termine é neutra. L'Eurostoxx50 é sceso a 3240 punti (-0.86%). Dopo tre sedute positive c'era chi giudicava la nostra previsione di un trend neutro ancora per molto tempo piuttosto pessimistica. Questa seduta negativa malgrado il rialzo in America conferma invece lo scollamento e il fatto che i listini europei non riescono a salire più in alto. Il massimo di giugno rimane un massimo significativo a medio termine. Attenzione che la debolezza relativa dell'Europa rischia di trasformarsi in correzione o ribasso se l'America "molla". 
Anche il settore bancario é ricaduto (SX7E -0.80% a 61.08 punti) malgrado che il giorno prima le banche in America avessero guadagnato terreno. Come pensavamo il DAX (-0.54% a 12591 punti) si sta sistemando  al centro delle Bollinger Bands. Al rally di lunedi sono seguite tre sedute dall'esito altalenante e con modesti movimenti. Siamo in periodo di vacanze - i volumi sono in calo e non ci sono ragioni particolari per iniziare una nuova tendenza. A livello tecnico non appare nulla di nuovo - alla Germania mancano quei titoli tecnologici in grado di trascinare il listino - SAP non basta. Le azioni delle auto, tradizionale motore dell'economia tedesca, sono in cura intensiva. L'unica società tecnologica innovativa, Wirecard, é morta. Il FTSE MIB é caduto di 265 punti a 19475 punti (-1.34%). Questo pesante calo conferma che le ultime due sedute positive e di sovraperformance erano casuali e non avevano un significato particolare. Probabilmente nel periodo estivo abbiamo delle sedute con scarsi volumi e basta poco per fare muovere l'indice. Il risultato sono movimenti più ampi rispetto a quelli dell'Eurostoxx50 ma per saldo la performance e la tendenza sono le stesse. Anche l'SMI svizzero (-0.31% a 10067 punti) ha un andamento altalenante. Al balzo di lunedì sono seguite tre sedute negative. Ieri l'SMI é tornato a testare i 10000 punti con un minimo a 10015 punti. Osservando il grafico e il comportamento dei big dei settori alimentari e farmaceutica riteniamo più probabile che ci sia una rottura del supporto rispetto alla variante del rialzo verso un nuovo massimo sopra i 10500 punti. La borsa svizzera sembra stanca. Riuscirà il forte supporto a 10000 punti a reggere ancora una volta all'urto e mantenere l'SMI in un trend neutro? Abbiamo dei gustificati dubbi anche perché l'SMI sembra rassegnarsi a stare sotto le MM a 50 e 200 giorni.
Riassumendo le borse europee con questa seduta negativa hanno confermato l'impressione di non avere la forza per salire insieme all'America. Da mesi la tendenza di fondo é neutra e le MM a 50 e 200 giorni si stanno appiattendo. Questo comportamento non deve sorprendere. Se l'America non avesse i grandi titoli tecnologici (AGMAF) anche l'S&P500 sarebbe fermo ai livelli di giugno. Per il momento non si profila nessun cambiamento all'orizzonte. Crediamo che il cambio EUR/USD e l'oro sono su dei massimi intermedi - i tassi d'interesse USA sono invece su dei minimi. Vedremo come reagiranno le borse quando questi mercati correggeranno.

In America ci aspettavamo una seduta negativa. Invece abbiamo avuto la solita seduta di rialzo trascinata dai big della tecnologia. È vero che queste società approfittano della crisi e macinano utili - d'altra parte le azioni sono ora ipercomperate e oscenamente care. Presto o tardi ci deve essere un assestamento e in quel momento gli speculatori long saranno obbligati a chiudere le posizioni e vendere. Considerano la durata di questo periodo speculativo e gli eccessi (CBOE Equity put/call ratio ancora molto basso a 0.42) l'assestamento potrebbe essere violento e doloroso.
L'S&P500 ha aperto a 3325 punti e dopo una breve impennata é caduto sul minimo a 3318 punti. L'indice ha ballato un'oretta sui 3320 punti e poi é ripartito al rialzo. È salito costantemente fino ad un nuovo massimo di periodo a 3351 punti e ha chiuso poco più in basso a 3349.16 punti (+0.64%). Come anticipato nel titolo é stata la tecnologia e i suoi big (Nasdaq100 +1.27% a 11267 punti - nuovo record storico a 11282 punti) a causare il guadagno degli indici. La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3687 su 3602, NH/NL a 814 su 180 e volume relativo a 0.9. Notiamao che l'A/D sull'S&P500 era leggermente negativa mentre il rapporto NH/NL é peggiorato con un calo dei nuovi massimi a 30 giorni e un aumento dei nuovi minimi. A livello di sentiment la volatilità VIX é scesa a 22.65 (-0.34) mentre il Fear&Greed Index é salito a 74 punti (+4 punti). Stiamo passando dall'ottimismo ad una pericolosa euforia. C'é ancora qualcuno che dubita del rialzo? In ogni caso la maggior parte delle azioni marcia sul posto - il Russell2000 (RUT) ha perso il -0.10%. I Summation Index sano saliti ma di poco. La differenza sul grafico si vede appena.

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 3334 punti (-10) e questo calo sta dando l'intonazione alla giornata. L'Eurostoxx50 dovrebbe aprire invariato a 3240 punti. Il Nikkei ha perso il -0.39% - Shanghai é in calo del -0.9%. Normalmente l'ultima seduta della settimana completa il trend settimanale. Per logica dovremmo avere una seduta positiva. Alle 14.30 verrà però pubblicato il rapporto sul mercato del lavoro americano a luglio. Molti analisti credono che i numeri mostreranno un miglioramento ma confermeranno il fatto che non abbiamo una ripresa a V ma un lento recupero. La recessione non é ancora dietro le nostre spalle e questo confronto con la realtà potrebbe indurre parecchi investitori a prendere i guadagni e vendere. La seduta odierna potrebbe essere molto interessante e movimentata malgrado la calura estiva e il periodo di vacanze.

Commento del 6 agosto

Ogni giorno ci sono delle differenze ma il risultato é sempre lo stesso

Ieri c'é stata un'altra giornata di moderati rialzi. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +0.43% a 3268 punti. L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo di periodo a 3330 punti e ha chiuso a 3327.77 punti (+0.64%) con un guadagno di 21 punti. Gli analisti cercano disperatamente qualcosa di nuovo negli indicatori per poter individuare con anticipo l'inizio di una correzione o un'inversione di tendenza. Finora questi tentativi non hanno portato a nessun risultato concreto. Gli eccessi di rialzo rallentano il ritmo di salita degli indici americani ma non li fermano. Euroria e speculazione sembrano rafforzare e stabilizzare il movimento invece che scatenare quelle fasi di prese di beneficio che normalmente provocano delle correzioni. C'é un settore forte e leader - la tecnologia. Ieri il Nasdaq100 ha toccato un nuovo massimo storico a 11141 punti e ha terminato la seduta poco più in basso a 11125 punti (+0.26%). Quando la tecnologia rallenta e sembra affaticata, come ieri, ci sono subito altri settori a trascinare il listino. Ieri i buoni risultati trimestrali di Disney (+8.80%) e il risveglio del settore bancario hanno provocato un balzo del Dow Jones Industrial (+1.39%) e di conseguenza un'altra seduta positiva a Wall Street.
Riteniamo ormai inutile sottolineare le lievi differenze tecniche tra una seduta e la successiva poiché nel complesso non c'é nessun cambiamento. Il CBOE Equity put/call ratio (0.41) costantemente molto basso segnala unicamente la presenza incessante di speculazione al rialzo che non diminuisce di fronte a qualsiasi notizia negativa. Gli investitori continuano a comperare malgrado valutazioni fondamentali troppo alte - le azioni americane sono oscenamente care - molti preferiscono però questo alle obbligazioni (reddito dell'USTBond decennale al 0.55%) che in termini reali hanno reddito negativo o al contante che rischia di perdere di valore a causa del debito pubblico finanziato ormai solo con la stampa di nuovo denaro da parte delle Banche Centrali.
Insomma - il rialzo in America continua in maniera regolare e non siamo in grado di individuare la fine di questo movimento. Le borse europee non riescono a seguire l'America - da inizio giugno oscillano in laterale senza più fare sostanziali progressi. Ci si potrebbe domandare perché le borse europee non salgono visto che i tassi d'interesse non sono solo bassi ma addirittura negativi in termini nominali (reddito del Bund decennale a  -0.502%). Forse in Europa c'é troppa vecchia industria e troppe poche nuove tecnologie - forse gli Stati europei fanno troppo poco per sostenere l'economia privata rispetto agli Stati Uniti - forse al momento c'é troppa liquiditâ in USD in cerca di investimenti. Non lo sappiamo - vediamo unicamente che la tendenza delle borse europee é neutra mentre quella della borsa americana é moderatamente al rialzo. Al momento non appare a livello tecnico nulla in grado di cambiare questo stato di cose. Ciclicamente la prossima fase di ribasso é prevista solo con la fine dell'estate.

In Europa, dopo il forte rimbalzo di lunedì, ci aspettavamo una stabilizzazione e una diminuzione della volatilità giornaliera. Le ultime due sedute hanno confermato questa previsione. Malgrado i nuovi record in America le borse europee non decollano - Eurostoxx50 (+0.43% a 3268 punti) e colleghi rimangono bloccati in un trend neutro. Da inizio giugno non succede più nulla di importante. Nei commenti di lunedì sera abbiamo fissato dei canali di oscillazione che dovrebbero restare validi per parecchi giorni. Oggi non possiamo che confermare questa previsione. Non sembra che le borse europee abbiamo la forza per accelerare al rialzo e andare a caccia dell'America.

La seduta americana é stata senza storia e senza direzione. L'S&P500 si é mosso in soli 23 punti. Ha aperto a 3320 punti, ha toccato all'inizio il massimo a 3330 punti e poi é oscillato stancamente in laterale. Alle 21.48 era nuovamernte a 3320 punti. Un minirally sul finale ha fatto chiudere l'S&P500 a 3327.77 punti (+0.64%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5331 su 1988, NH/NL a 987 su 123 e volume relativo a 0.9. La buona seduta é stata completata dai balzi di DJTransportation (+1.28%) e Russell2000/RUT (+1.91%) - ogni volta che la tecnologia tira il fiato i compratori si spostano altrove. La volatilità VIX é scesa a 22.99 punti (-0.77%) - il Fear&Greed Index é salito a 70 punti (+3) - il sentiment continua a migliorare - difficile dire quando la linea tra ottimismo e pericolosa euforia verrà oltrepassata.
I Summation Index sono leggermente saliti - questo elimina una pericolosa divergenza e costituisce un elemento che conferma il trend rialzista.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3321 punti (+5). Con questo si potrebbe già terminare il discorso riguardante la seduta odierna - come al solito le borse non scenderanno. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3259 punti - le borse europee apriranno in leggero calo visto che rispetto alla chiusura di ieri in America non ci sono miglioramenti.
Il cambio EUR/USD (1.1895) rimane a ridosso del massimo annuale. L'oro (2043 USD/oncia) ha toccato ieri un nuovo record storico a 2055 USD e non corregge. Sembra che ci sia ancora abbondante liquidità a caccia d'investimenti - abbastanza per impedire un calo delle borse.

Breve commento del 5 agosto

Nulla di nuovo - nuovo massimo storico marginale del Nasdaq100

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta neutra e senza tendenza. Gli indici, con alcune eccezioni senza grande importanza, hanno chiuso al centro del range giornaliero e senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx (+0.19% a 3254 punti) ha guadagnato 6 punti - il DAX (-0.36% a 12600 punti) ne ha persi 47. Il settore bancario improvvisamente si é risvegliato (SX7E +2.33% a 61.44 punti) e questo ha permesso al FTSE MIB (+1.21% a 19614 punt) di fare un balzo di 235 punti. Dovrebbe però essere un effetto casuale e irripetibile. Rispetto al commento di ieri non ci sono a livello tecnico importanti cambiamenti.

La borsa americana ha invece avuto un'altra seduta positiva. Fino alle 20.40 gli indici sono oscillati stancamente in laterale. Poi c'é stata un'ondata d'acquisti che ha permesso agli indici di chiudere sul massimo giornaliero con moderati guadagni. Guadagni moderati ma significativi visto che l'S&P500 é salito sopra i 3300 punti e su un nuovo massimo di periodo (+0.36% a 3306.51 punti). Contemporaneamente il Nasdaq100, che per una volta non ha sovraperformato, ha toccato un nuovo massimo storico a 11097 punti (chiusura a 11096 punti, +0.38%). C'é stata nuovamente una sana rotazione tra settori. L'aumento dei prezzi di petrolio e gas naturale ha provocato un rally delle azioni del settore energia (ETF Energy +2.43%) e di riflesso del comparto delle PMI (RUT +0.69%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5126 su 2322, NH/NL a 704 (pochi) su 180 e volume relativo a 0.8. A livello di sentiment la volatilità VIX é scesa a 23.76 punti (-0.52) mentre il CBOE Equity put/call ratio é rimasto basso a 0.42. Al momento non appare nulla di nuovo. Il rialzo della borsa americana prosegue regolare e per ora non vediamo nessun segno evidente di esaurimento o di accelerazione. Il Nasdaq100 continua a muoversi nel canale ascendente - c'é la possibilità che si formi un doppio massimo sui 11070-11100 punti ma le probabilità di questo scenario toppish sono ancora scarse - dobbiamo però dare una qualche speranza ai ribassisti che a questo punto devono orami essere decisamente frustrati. Nessuna notizia sembra in grado di scuotere la fiducia degli investitori ed incitarli a prendere i guadagni.

Stamattina il prezzo dell'oro (2021 USD/oncia) ha toccato un nuovo record storico a 2029 USD/oncia. La storia propagata dei media é che la politica monetaria molto espansiva delle Banche Centrali e i deficit degli Stati insieme alla massa di debiti accumulati ormai oggettivamente impagabili stanno distruggendo la fiducia nella moneta cartacea. Gli investitori fanno di tutto per disfarsi dei soldi e comprano azioni e beni rifugio come l'oro. Questo spiega anche il rialzo interminabile delle borse che secondo questo scenario deve continuare in mancanza di alternative. In effetti nessuno sembra essere in grado di trovare uno scenario diverso. Banche Centrali e Stati non  possono più fare marcia indietro e la conguenza sarà la distruzione del valore della moneta - questo giustifica anche l'improvvisa sfiducia nei riguardi dell'USD e la salita del cambio EUR/USD a 1.1805.

L'Eurostoxx50 apre stamattina a 3272 punti (+18 punti) - ci prepariamo ad un'altra seduta positiva. Secondo i DSI (Daily Sentiment Index) sugli indici americani e sulla VIX é però molto probabile che oggi la borsa americana dopo un'apertura in positivo non riuscirà a fare ulteriori progressi. Ci deve essere una correzione minore in direzione dei 3280 punti di S&P500. Non sappiamo se inizierà oggi o solo domani.

Commento del 4 agosto

Il solito rialzo con i soliti titoli tecnologici (Microsoft +5.62%, Apple +2.52%)

Ieri le borse europee hanno concluso la correzione minore e sono ripartite al rialzo. Hanno quindi seguito l'America e non il contrario. L'Eurostoxx50 (+2.33% a 3248 punti) ha aperto in leggero guadagno ed é salito praticamente per tutta la giornata - alle 16.40 ha toccato il massimo a 3263 punti. Sul finale c'é stato un ritracciamento. Nel complesso é stata una buona seduta che non lascia dubbi - il ribasso di settimana scorsa é terminato sui supporti e gli indici azionari europei sono tornati nel range valido da giugno. Questa seduta positiva sembra però un rimbalzo con modesti volumi piuttosto che l'inizio di una fase di rialzo. Abbiamo l'impressione che il movimento laterale e la tendenza neutra continueranno - ci aspettiamo di conseguenza nei prossimi giorni un oscillare al centro delle Bollinger Bands che ormai sono orizzontali e parallele. Per l'Eurostoxx50 questo significa un movimento tra i 3200-3300 punti. È poco probabile che la spinta di rialzo di ieri possa continuare in maniera dinamica. Ci aspettiamo che l'eccitazione sparisca velocemente lasciando spazio ad una serie di sedute tranquille e senza sostanziali variazioni. Gli altri indici europei che analizziamo si sono comportati come l'Eurostoxx50 (DAX +2.71% a 12647 punti, FTSE MIB +1.51% a 19374 punti e SMI +2.24% a 10229 punti). Le differenze sono dovute ad alcuni movimenti più o meno intensi a livello settoriale.

In America c'é stata un'altra seduta positiva provocata dalla buona performance di un alcuni titoli della tecnologia. Per il resto il mercato non sta andando da nessuna parte come mostrano chiaramente i Summation Index in leggero calo. Da giugno la maggioranza delle azioni americani non si muovono - i guadagni degli indici sono causati unicamente dai titoli tecnologici che come in una staffetta si scambiano il compito di tirare il gruppo. Amazon, Google e Facebook si sono fermati e ci sono state delle prese di beneficio. Ieri ci hanno pensato Microsoft (+5.62%) e Apple (+2.52%) insieme ad alcuni titoli della biotecnologia (Biotechs +2.65%) a scaraventare il Nasdaq100 (+1.37% a 11055 punti) sopra gli 11000 punti e su un nuovo record storico (11085 punti).
L'S&P500 ha aperto a 3291 punti e ha chiuso a 3294.61 punti (+0.72%). Dopo l'apertura in gap up é quindi successo poco. L'indice si é mosso in soli 18 punti (3284-3302 punti) ha toccato un nuovo massimo di periodo a 3302 punti e ha chiuso con un solido guadagno di 23 punti. Indubbiamemnte si é trattato di una seduta di rialzo che conferma il trend - i dubbi riguardanti la partecipazione e l'eccesso di speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.44!) rimangono.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5222 su 2156, NH/NL a 683 (pochi!) su 322 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 24.28 punti (-0.18) mentre il Fear&Greed Index é salito a 67 punti (+2).
Il rialzo si basa su troppi pochi titoli e quindi é molto probabile che ora ci debba almeno essere un consolidamento - pensiamo che nei prossimi giorni il gap a 3280 punti di S&P500 debba essere colmato. D'altra parte c'é un settore molto forte come la tecnologia che é in grado di sostenere il mercato - inoltre c'é una buona rotazione tra settori (ieri RUT +1.78%) che dimostra la presenza di liquidità in cerca di temi d'investimento. Di conseguenza un ribasso é poco probabile. Gli eccessi possono sempre essere riassorbiti con delle improvvise correzioni minori di un -5% - questi vuoti d'aria sono imprevedibili e sono spesso provocati da notizie improvvise in momenti tecnicamente favorevoli.

Stamattina regna la calma e la stabilità. Da un'ora il future sull'S&P500 é fermo a 3289 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale 3262 punti - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.4% - probabilmente si fermeranno qui.
Il Nikkei ha guadagnato il +1.70% - Shanghai é in pari. Tassi d'interesse, cambi e oro sono fermi dopo giorni di movimenti dinamici.

Sono in vacanza e fino a domani pomeriggio ho degli ospiti. È possibile che tra oggi e domani il sito venga attualizzato in maniera irregolare. Mi scuso fin d'ora per eventuali ritardi o mancanze.

Aggiornamento del 3 agosto

I temi non cambiano

Stamattina il future sull'S&P500 é invariato a 3263 punti mentre quello sul Nasdaq100 guadagna il +0.4%. Durante il fine settimana gli investitori non hanno cambiato idea e giocano ancora i soliti temi. Dei buoni dati economici dal Giappone hanno stimolato le borse asiatiche che guadagnano terreno (Nikkei +2.24%, Shanghai +1.4%). Le borse europee invece sembrano sprofondare nella calura estiva e reagiscono poco ai vari impulsi provenienti da altre piazze finanziarie. Alle 08.40 l'Eurostoxx50 vale 3186 punti - l'indice guadagna 12 punti o il +0.4% - poco rispetto al rally di venerdì a Wall Street nelle ultime due ore di contrattazione. Non crediamo che oggi in Europa ci saranno ulteriori acquisti - temiamo piuttosto che dopo la buona apertura gli indici azionari si sgonfino e che avremo una seduta senza sostanziali variazioni. La spinta di rialzo sul cambio EUR/USD sembra in effetti finita - stamattina il cambio é a 1.1760 - un evidente ritracciamento rispetto al picco a 1.1908 di venerdì - il cambio segue la nostra previsione di un assestamento sull'obiettivo a 1.18. Questo "assestamento" potrebbe anche contagiare le borse europee.
Resta aperta la questione della tecnologia. Non sappiamo ancora se il Nasdaq100 si fermerà per la terza volta a 11000 punti e verrà respinto verso il basso - forse nel pomeriggio avremo qualche indicazione supplementare.

Commento del 1.-2 agosto

Borse disfunzionali - in America pochi titoli tengono in piedi un mercato barcollante

Settimana scorsa le borse europee hanno corretto e l'Eurostoxx50 ha perso il -4.12%. Malgrado la pesante caduta di giovedì, venerdì gli indici azionari non sono riusciti a rimbalzare - non sono in generale scesi sotto i minimi di giovedì ma hanno avuto un'altra seduta negativa. Questo é un segnale di debolezza. Gli indici azionari europeei non sono ipervenduti e la tendenza a corto termine é al ribasso - bisogna partire dal principio che il calo deve continuare. In genere esiste una stretta correlazione tra Europa ed America - non divergono praticamente mai - al massimo un continente é meglio dell'altro ma in genere le borse si muovono nella stessa direzione. Settimana scorsa invece la borsa americana é salita - e di parecchio - l'S&P500 ha guadagnato il +1.73% trascinato da pochi titoli del settore tecnologico (Nasdaq100 +4.03%). Questa divergenza é anomala e dovrebbe essere di breve durata. Saranno le borse europee a recuperare o sarà la borsa americana a precipitare e unirsi alla correzione europea? Sinceramente non abbiamo (ancora) una soluzione - in genere l'America conduce le danze e quindi in linea di massima riteniamo possibile che la correzione a corto termine dell'Europa é terminata e che settimana prossima ci sarà un sostanziale rimbalzo. L'analisi tecnica é però possibilista. Il rialzo in America poggia su pochi titoli che potrebbero aver finito a breve la spinta di rialzo con un'accelerazione esponenziale di tipo esaustivo. Raramente abbiamo visto a Wall Street una seduta decisamente positiva per quel che riguarda gli indici guida (S&P500 +0.77% a 3271.12 punti, Dow Jones Industrial +0.44% e Nasdaq +1.49%) e negativa secondo gli indicatori tecnici (A/D a 2739 su 4599, A/D a 419 (in calo) su 537 (in aumento). I Summation Index venerdì erano in calo a dimostrazione che la maggior parte delle azioni sta perdendo terreno. C'é un'incredibile concentrazione di capitalizzazione e di forza d'acquisto su un piccolo gruppo di azioni da noi conosciute come AGMAF (Apple, Google, Microsoft, Amazon, Facebook). Da quando noi abbiamo cominciato a parlare di questo gruppo la classifica é cambiata e ora bisognerebbe parlare di AAMGF - il dominio di questi colossi in termini di capitalizzazione e influsso sugli indici é però diventato ancora più schiacciante. Giovedì sera dopo la chiusura a Wall Street Apple, Amazon, Google e Facebook hanno pubblicato dei buoni risultati trimestrali superiori alle stime degli analisti. Venerdì il giudizio degli investitori é stato positivamente unanime ed euforico -  Apple (+10.47%), Facebook (+8.17%) e Amazon (+3.70%) hanno fatto decollare il Nasdaq100 (+1.77% a 10905 punti). Bisognerà però vedere se le stratosferiche valutazioni fondamentali e le accelerazioni al rialzo non inviteranno molti investitori a prese di beneficio e non invoglieranno gli speculatori long a chiudere le posizioni. Le candele rosse di venerdì sui grafici di Amazon e Facebook ci dicono per lo meno che dei dubbi e delle vendite ci sono.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -4.12% a 3174 punti
DAX                         -4.09% a 12313 punti
SMI                          -2.04% a 10005 punti
FTSE MIB                  -4.90% a 19091 punti
S&P500                     +1.73% a 3271.12 punti
Nasdaq100                +4.03% a 10905 punti

Venerdì le borse europee hanno aperto al rialzo e sono rimaste in positivo fino nel tardo pomeriggio. Solo dopo le 16.00 sono caduta in negativo e non si sono più risollevate. Il problema é che i futures europei non hanno neanche seguito il rally a Wall Street nelle ultime due ore di contrattazioni. L'Eurostoxx50 ha chiuso la seduta ufficiale a 3174 punti (-1.06%) e alle 22.00 valeva 3176 punti. Sembra che gli europei non credano al buon finale di seduta in America o che vogliano semplicemente ignorarlo. Insomma - tecnicamente sembra che la correzione sia destinanata a continuare indipendentemente dal comportamento della borsa americana. Questa conclusione ci sembra inverosimile ma scopriremo domani se é possibile che ci sia un'altra settimana divergente.

La seduta a New York non é stata strana solo a livello tecnico ma anche per quel che riguarda lo svolgimento. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 3260 punti e all'inizio é sceso. A metà giornata ha toccato il minimo a 3220 punti e poi fino alle 20.15 é saltellato poco sopra questo livello. Dai 3226 punti é poi iniziato un incredibile rally che é durato fino alla chiusura a 3271.12 punti (+0.77%). Ripetiamo - il settore che ha guadagnato era la tecnologia (Nasdaq100 +1,77% a 10905 punti) - il resto si é trascinato a parecchia distanza. Anche gli indici in guadagno erano strutturalemente deboli come mostrano gli A/D sull'S&P500 (236 su 264) e sul Nasdaq100 (55 su 45). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2738 su 4599 e NH/NL a 419 su 537. I volumi di titoli trattati erano nella media (volume relativo a 1.0). La volatilità VIX é scesa a 24.46 punti (-0.30), il CBOE Equity put/call ratio era basso (ma sale...) a 0.54 e il Fear&Greed Index ha guadagnato 1 punto a 65 punti. Il Russell2000 (RUT) ha perso il -0.98%.
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con in 63.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 65.21. Il reddito dell'USTB decennale é a 0.55% - il livello più basso dal 9 di marzo. Per un paragone osserviamo che il reddito del Bund tedesco decennale é a -0.528%. Il differenziale gioca in teoria a favore dell'USD ma in pratica si sta spostando in favore dell'EUR e questo in parte spiega la debolezza dell'USD e il rialzo del cambio EUR/USD. Il cambio ha toccato venerdì un massimo a 1.1908 e ha terminato la giornata a 1.1790. Con questo esaurimento il rialzo sembra per il momento finito.

Venerdì il Nasdaq100 é arrivato a 10905 punti (+1.77%). Quest'anno gli 11000 punti sono già stati superati due volte. Se all'inizio di settimana prossima il Nasdaq100 sullo slancio non riesce a superare stabilmente i 11000 punti é probabile che venga respinto con decisione verso il basso. Al momento questo ci sembra lo scenario più stuzzicante - ad istinto favoriamo la variante della correzione in America e della continuazione del calo delle borse europee. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica ha fornito venerdì un segnale di vendita a medio termine su Eurostoxx50 e DAX.
Aspettiamo però di vedere come si presenteranno i future domani mattina prima di fare una previsione non solo legata al nostro giudizio personale e in parte soggettivo ma anche sull'effettivo comportamento degli investitori.

Commento del 31 luglio

Se l'America non cede l'Europa ha completato una semplice correzione minore

Ieri mattina, dopo la pubblicazione del PIL tedesco nel secondo trimestre del 2020 (-10.1%, disoccupazione al 6.3%) le borse europee sono state travolte da un'ondata di vendite. Il dato era pessimo ma gli investitori avrebbero dovuto saperlo in anticipo - forse questa notizia é stata solo presa come scusa per vendere. L'Eurostoxx50 (-2.79% a 3208 punti) é precipitato fino a 3173 punti e poi é rimbalzato nel tardo pomeriggio e in serata grazie ai segnali positivi provenienti da Wall Street.
L'indice delle banche SX7E é crollato del -4.51% a 59.51 punti. Il supporto a 60-61 punti é stato bucato - potrebbe essere una falsa rottura al ribasso e un'occasione d'acquisto se oggi l'indice riapre e chiude sopra i 60 punti. In caso contrario é probabile che tutti i listini europei dovono continuare a scendere.
Il DAX (-3.45% a 12379 punti) é caduto costantemente fino alle 16.20 quando ha raggiunto il minimo a 12253 punti - poi é rimbalzato grazie al recupero della borsa americana. L'indice é arrivato nella forte zona di supporto costituita dalle MM a 50 e 200 giorni e dal bordo inferiore delle Bollinger Bands.
Il FTSE MIB (-3.28% a 19228 punti) é sceso praticamente per tutta la giornata. Ha chiuso poco sopra il minimo a 19116 punti. Il FTSE MIB sembra aver completato una correzione minore. Molti indici si sono fermati sulla MM a 50 giorni - il FTSE MIB l'ha rotta al ribasso e si é fermato poco sopra il supporto statico a 19000 punti. Non diamo troppo peso a questo segnale negativo poiché il FTSE MIB é un'indice secondario e meno importante - il segnale non é affidabile.
Anche il difensivo l'SMI é precipitato fino a 10007 punti punti ed é rimbalzato in serata grazie al buon comportamento della borsa americana. L'indice é arrivato nella forte zona di supporto costituita dalle MM a 50 e 200 giorni e dal supporto statico a 10000 punti.
Riassumendo le borse europee sembrano aver completato una correzione minore. Solo se anche l'America comincia a correggere Eurostoxx50 e colleghi scenderanno decisamente più in basso in quello che potrebbe diventare una correzione di medio termine. Lo potremo sapere con sicurezza solo stasera al termine della settimana.
Il cambio EUR/USD é balzato stamattina a 1.1890. Ha raggiunto l'obiettivo a 1.18 ma non sembra aver esaurito il rialzo. La forza dell'EUR comincia ad essere un problema per l'industria d'esportazione europea e dovrebbe essere una delle ragioni di preoccupazione per gli investitori e di debolezza della borsa.

Chi come noi pensava che la caduta delle borse europee avrebbe avuto conseguenze sulla borsa americana si é sbagliato. L'S&P500 ha aperto in calo a 3231 punti ed é sceso fino alle 16.20 quando ha toccato il minimo a 3204 punti. Ancora una volta il supporto a 3200 punti ha magicamente retto e ha rispedito i listini al rialzo. Grazie all'effetto trainante della tecnologia (Nasdaq100 +0.49% a 10715 punti) l'S&P500 é risalito a metà seduta a 3250 punti. Poi é oscillato tranquillo poco sotto questo livello fino alla chiusura a 3246.22 punti (-0.38%). Anche il resto del mercato ha perso poco terreno (DJT +0.01%, RUT -0.37%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2633 su 4659, NH/NL a 501 su 445 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita a 24.76 punti (+0.66), la CBOE Equity put/call ratio era come al solito bassa a 0.55 e il Fear&Greed Index é salito a 64 punti (+3). C'é poco da dire - il confronto con l'Europa non potrebbe essere più discordante - a Wall Street abbiamo avuto una seduta di poco negativa con la solita tecnologia a sovraperformare.
Anche i dati sul PIL americano nel secondo trimestre erano terribili (-32.9%!) - il reddito dell'USD Treasury Bond decennale é sceso al 0.55%. La borsa americana ha però deciso di ignorare la realtà economica e continuare a sognare con i suoi giganti delle tecnologia che macinano utili. Non possiamo che prenderne nota. 

Ieri sera Apple, Amazon, Google e Facebook hanno presentato dei buoni risultati trimestrali che hanno superato le stime degli analisti.
Stamattina il future sul Nasdaq100 guadagna il +0.90% - questo aiuta il future sull'S&P500 che sale a 3256 punti (+8 punti).
La risposta delle borse europee é deludente alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3217 punti (+9) - l'indice dovrebbe aprire tra mezz'ora con un guadagno del +0.2%.
Il Nikkei ha perso il -2.82% - Shanghai sta guadagnando il +0.4%.
Gli speculatori long sulla tecnologia in America continuano ad aver ragione e questo rafforza la loro convinzione di seguire la strategia vincente. Non pensiamo che a breve molleranno la presa. Di conseguenza ci sembra poco probabile che la borsa americana scenda e che le borse europee continuino a correggere. Chi ha posizioni short le può chiudere in pari e attendere tempi migliori.   

Commento del 30 luglio

Le borse europee (-0.10%) fanno la siesta - seduta in America migliore del previsto

Ieri sera non abbiamo scritto nessun commento tecnico riguardante gli indici azionari europei. Sinceramente dopo tre sedute senza sostanziali variazioni eravamo a corto di argomenti. Purtroppo succede spesso che in estate gli investitori diminuiscano la loro attività con la conseguenza che i volumi di titoli trattati sono bassi e i movimenti sono limitati. Malgrado ciò sedute come quella di ieri con tutti gli indici fermi (Eurostoxx50 -0.10%, DAX -0.10%, FTSE MIB -0.11%, SMI -0.04%) sono rare. Possiamo solo osservare che le borse europee non reagiscono al lievitare della borsa americana. Potrebbe essere una conseguenza della forza dell'EUR che in ogni caso fà aumentare il prezzo delle azioni europee in USD. Oppure questo deriva unicamente dal fatto che dall'Europa non provengono notizie particolari. In ogni caso per ora le borse europee non si muovono, la tendenza a corto termine é neutra e non si profila nessun sostanziale movimento all'orizzonte.
Solo il settore bancario europee é decisamente debole (SX7E -2.03% a 62.32 punti) - questo in generale é un segnale negativo - i prezzi delle azioni delle banche scendono quando le prospettive congiunturali sono sfavorevoli. L'indice ha un buon supporto a 60-61 punti - dovrebbe reggere e fornire una buona possibilità per un trade long - se il supporto cade saranno guai gravi per tutte le borse europee.

In America ci aspettavamo una seduta moderatamente positiva. È andata decisamente meglio del previsto. Ieri si é riunita la FED e come avviene solitamente Jerome Powell ha cercato di dare un quadro positivo della situazione assicurando il sostegno incondizionato della Banca Centrale a economia e mercati finanziari. Spesso in queste giornate la borsa sale e questo é avvenuto anche ieri malgrado che non ci fossero novità di rilievo.
L'S&P500 ha aperto al rialzo a 3232 punti. Dopo un breve ritracciamento fino ai 3217 punti l'indice é salito facendo delle lunghe pause fino alle 20.00. Dopo il comunicato della FED c'é stato un aumento della volatilità ma la direzione é rimasta la stessa. L'S&P500 ha toccato un massimo a 3264 punti e ha chiuso a 3258.44 punti (+1.24%). È stato imitato dal Nasdaq100 (+1.24% a 10662 punti). Il rialzo ha coinvolto tutto il listino (DJT +2.16%, RUT +2.10%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5658 su 1676, NH/NL a 708 su 330 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 24.10 punti (-1.34), la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.51 e il Fear&Greed Index é salito a 65 punti (+2). Il Summation Index sul NYSE é salito di poco, quello sul Nasdaq é sceso.
Siamo leggermente delusi e sconcertati dalla mancanza di momentum e trend - l'S&P500 sembra volersi fermare sopra i 3200 punti. Non riesce a fare sostanziali progressi e non corregge. Forse sarebbe meglio prendere un qualche giorno di vacanza. Il 1. agosto é la Festa nazionale svizzera - la citta di Zurigo é semivuota, le scuole sono chiuse, l'attività economica é ridotta e i negozi fanno i saldi.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3243 punti (-9 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3308 punti - le borse europee apriranno con un moderato guadagno di circa il +0.2% - poco se paragonato al balzo di ieri sera a Wall Street.
Il Nikkei ha perso il -0.28% - Shanghai é in pari.
Stasera é previsto un fuoco d'artificio - dopo la chiusura saranno pubblicati i risultati trimestrali di Apple, Amazon, Google e Facebook (risultati rinviati di un giorno). Dopo questi dati é probabile che il Nasdaq100 cominci a muoversi per uscire dal range 10400-11000 punti.
Fino a stasera alle 22.00 dovrebbe ancora regnare la calma.

Commento del 29 luglio

Restiamo in attesa di un temporale estivo per eliminare la canicola

Un trader in opzioni ha bisogno dei mercati con una tendenza per guadagnare - é una strategia operativa a corto termine. Il timing é importante poiché con il tempo, se il prezzo non cambia, l'opzione perde di valore. Se qualcuno é long e i mercati non si muovono deve velocemente prendere una decisione - o aspetta e perde qualcosa ogni giorno o vende. Per questa ragione siamo stupiti che finora l'eccesso di speculazione al rialzo segnalata dai bassi valori di CBOE Equity put/call ratio (ieri a 0.50) non abbia ancora provocato un'ondata di vendite di qualche giorno e una correzione. In fondo é da circa la prima decade di giugno che le borse oscillano in laterale. Fino a metà luglio la tecnologia, rappresentata dal Nasdaq100, aveva permesso alle borse di evitare questa correzione generale concentrando su di sé l'attività degli speculatori. Da due settimane però la festa é finita e siamo convinti che molti speculatori cominceranno ora a perdere la pazienza. Da giorni ogni volta che il rialzo sembra riprendere di vigore c'é una ricaduta che elimina le loro speranze di veloci guadagni. Lunedì la tecnologia sembrano in grado di involarsi (Nasdaq100 +1.82%) - ieri c'é stata una ricaduta (Nasdaq100 -1.33% a 10532 punti). Fino a quando durerà questa altalena? Molto probabilmente una decisione é imminente. L'indice é ritornato vicino al bordo inferiore del canale ascendente - tra oggi e domani verranno resi noti i risultati trimestrali di Facebook, Apple, Amazon e Google. "Vi preghiamo di allacciare le cinture di sicurezza..."

Ieri in Europa c'é stata un'altra seduta insignificante. L'Eurostoxx50 (+0.02% a 3303 punti) si é mosso in pochi punti e ha chiuso praticamente invariato. Gli indicatori sono neutri e il grafico é piatto - poco da dire. Il DAX (-0.03% a 12835 punti) si é comportato in maniera simile. L'indice é al centro delle Bollinger Bands che si stanno restringendo. La tendenza é neutra.
Il FTSE MIB (-0.59% a 19902 punti) per il terzo giorno consecutivo é sceso. Non crediamo che il FTSE MIB possa correggere in solitaria. Piuttosto questa é una conseguenza dell'effetto segnalato nei commenti del 20-22 luglio. Il FTSE MIB era salito più degli altri indici e ora sta ritornando al punto di partenza. La realtà é che, malgrado un grafico costruttivo, dalla prima decade di giugno il mercato non va da nessuna parte - é meglio fare vacanze che tentare di intravvedere un trend inesistente. C'é una divergenza negativa sulla RSI - l'indice ha toccato a luglio un nuovo massimo di periodo ma questo non é stato confermato dalla RSI che mostra un massimo discendente. Una moderata correzione nel range valido da giugno é la logica conseguenza. 
Riassumendo in Europa non si delinea nessuna tendenza. Da più di un mese gli indici azionari oscillano in laterale. Se però l'America correggerà le borse europee seguiranno.

A Wall Street fino alle 20.00 sembrava dovesse esserci una seduta come in Europa. Dopo un'apertura in calo e una discesa fino a 3222 punti l'S&P500 era risalito fino a 3243 punti. Poi però improvvisamente il mercato si é svegliato, c'é stata un'ondata di vendite e l'S&P500 é caduto fino al minimo giornaliero a 3216 punti. Ha chiuso poco sopra a 3218.44 punti (-0.65%) con una perdita di 21 punti che compensa gran parte del guadagno del giorno precedente. La tecnologia (Nasdaq100 -1.33% a 10532 punti) si é mossa di più del resto del mercato (p.e. RUT -1.00%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2460 su 4828, NH/NL a 465 su 239 e volume relativo a 0.7 (1.0 sul Nasdaq). La volatilità VIX é salita a 25.44 punti (+0.70) mentre il Fear&Greed Index é sceso a 62 punti (-3). I Summation Index erano in calo.
È stata una seduta di moderato ribasso senza aspetti particolari. L'unico problema é che il tentativo di rialzo di lunedì é fallito. Questo tentativo é stato probabilmente solo un rimbalzo dai 3200 punti. Ora per logica dovrebbe seguire un'ulteriore tentativo di rompere il supporto intermedio a 3200 punti.

Stamattina alle 06.30 il future sull'S&P500 era a 3206 punti - ora é risalito a 3215 punti (+2 punti). Sembra che gli europei non accettino un'apertura troppo negativa - l'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3299 punti. Le borse europee apriranno in calo del -0.2%. Probabilmente anche oggi avremo una seduta tranquilla, con scarsi volumi e senza sostanziali variazioni.
Il Nikkei ha perso il -1.15% - Shanghai guadagna il +1.8%.
I primi risultati dei big della tecnologia verranno pubblicati stasera dopo le 22.00. È improbabile che già oggi ci sia un'accelerazione al ribasso.

Commento del 28 luglio

Torna la speculazione al rialzo sul settore tecnologico

La seduta di ieri é stata caratterizzata dal ritorno della speculazione sul settore tecnologico. Basta guardare due azioni per rendersene conto - Apple +2.37% e Tesla +8.65%. In una giornata tranquilla e con scarsi volumi unicamente il Nasdaq100 (+1.82%) é decollato - per il resto é successo poco. Il nuovo massimo storico del prezzo dell'oro a 1981 USD/oncia ha provocato un'impennata dei prezzi delle azioni delle miniere d'oro. Questi titoli affollano la lista delle azioni che si trovano su un nuovo massimo a 30 giorni (NH a 488). Il resto del listino si muove in laterale senza particolari spunti - i Summation index sono neutri - quello sul NYSE é leggermente salito - quello sul Nasdaq é sceso.
L'S&P500 ha iniziato una fase di rialzo il 23 marzo dal minimo a 2191 punti, l'8 giugno ha superato i 3200 punti e ha toccato un massimo a 3233 punti - ieri ha chiuso a 3239.41 punti (+0.74%) - non bisogna essere degli specialisti per constatare che nell'ultimo mese e mezzo non é successo nulla di importante. A luglio le nostre ripetute previsioni di una correzione in direzione dei 3000 punti non hanno avuto riscontro - d'altra parte la tendenza di fondo rialzista non ha permesso all'indice di fare ulteriori sostenibili progressi.
Nel mercato delle opzioni c'é una persistente e potenzialmente pericolosa speculazione al rialzo - ieri sera il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente basso a 0.44. Periodicamente queste posizioni long devono essere chiuse - é nella natura di questo strumento finanziario a breve scadenza. Sembra però che i piccoli investitori retail non demordono e chiusa una posizione ne aprono subito un'altra - la speculazione si sposta rapidamente da un tema al successivo - adesso sono di moda i metalli preziosi e da alcuni giorni le monete virtuali (Bitcoin a 10900 USD). Le politiche monetarie delle Banche Centrali stanno distruggendo la fiducia nelle monete nazionali e l'aumento indiscriminato della massa monetaria diminuisce il valore intrinseco delle monete fiat - la reazione degli investitori é di comperare beni reali - al momento non sembrano esserci alternative alle azioni e ad alcuni beni rifugio come l'oro.

Ieri in Europa doveva essere una giornata tranquilla con pochi movimenti e una chiusura dei maggiori indici azionari senza sostanziali variazioni. Purtroppo é andata proprio così e oggi abbiamo poco da dire. Il calo dei tassi d'interesse sull'EUR ha provocato vendite sui titoli bancari (SX7E -2.08% a 63.53 punti) e questo spiega la perdita di 8 punti dell'Eurostoxx50 (-0.24% a 3302 punti). Il DAX ha chiuso invariato (+0.00% a 12838 punti). Il FTSE MIB (-0.28% a 20019 punti) ha imitato l'Eurostoxx50. L'SMI (+0.57% a 10272 punti) ci ha sorpreso in bene. Un guadagno di 58 punti non é importante ma l'indice sale mentre le borse europee sono ferme e non sembra avere l'intenzione di bucare la zona di supporto. La tendenza di fondo resta leggermente rialzista - non c'é ancora nessuna ragione concreta per abbandonare la borsa svizzera.
Il cambio EUR/USD si invola a 1.1730 (massimo a 1.1781). Non pensavamo che il cambio potesse salire sull'obiettivo a 1.18 senza prima correggere e consolidare ma evidentemente molti investitori sono stati presi in contropiede e devono inseguire il movimento o coprire posizioni short. Per anni abbiamo sentito la storia che l'EUR poteva solo indebolirsi e molti erano gli analisti che parlavano insistentemente di una cambio 1:1 con l'USD. Peccato che un eccesso di pessimismo deve essere sempre sostituito da un eccesso di ottimismo senza mai trovare un sano equilibrio.

L'S&P500 ha aperto invariato a 3217 punti. La borsa americana sembrava volersi comportare come quella europea e marciare sul posto. Invece la seduta é stata abbastanza movimentata. L'S&P500 é salito fino alle 16.40 a 3236 punti. Poi per un'ora é sceso ed é tornato a 3220 punti. In seguito c'é stato un lungo e regolare rialzo fino alla chiusura a 3239.41 punti (+0.74%). Come anticipato é stata la tecnologia a trascinare il movimento (Nasdaq100 +1.82% a 10674 punti). Le miniere d'oro (+4.99%) non hanno abbastanza peso negli indici per influenzarli in maniera sostanziale. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4794 su 2562, NH/NL a 488 su 347 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é scesa a 24.74 punti (-1.10) - il Fear&Greed Index é salito a 66 punti (+3).
Questa seduta ci dice che probabilmente lo scenario alternativo presentato ieri mattina é quello da seguire. Sono bastati due supporti a provocare un rimbalzo e questo significa che la pressione di vendita é modesta.
Stamattina le borse europee si risvegliano. Dopo la seduta opaca di ieri hanno voglia di imitare Wall Street e partono al rialzo. Alle 08.20 l'Eurostoxx50 vale 3309 punti - le borse europee apriranno con guadagni tra il +0.2% ed il +0.4%. Probabilmente si fermeranno qui fino nel pomeriggio - poi saranno gli americani a scegliere la musica.
Il future sull'S&P500 é a 3234 punti (+2 punti) - le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei -0.26%, Shanghai +0.40%). Oggi sono previsti i risultati trimestrali di alcune società di peso (Pfizer, McDonald, 3M, Altria / dopo la chiusura Amgen, AMD, Ebay) ma probabilmente bisognarà aspettare domani e i big della tecnologia per avere dei forti movimenti.

Aggiornamento del 27 luglio

Un evidente scenario alternativo

Nell'analisi del fine settimana abbiamo intenzionalmente evitato di discutere un ovvio scenario alternativo. Non volevamo confondere le idee ai nostri lettori e avevamo l'intenzione di dare il tempo di riflettere ed eventualmente prendere posizione sul nostro scenario principale.
Venerdì l'S&P500 é sceso sul primo supporto a 3200 punti ed é subito rimbalzato - ha chiuso 15 punti più in alto e al centro del range giornaliero - é stata una seduta negativa ma non dominata dai ribassisti. Il Nasdaq100 é sceso in apertura sotto il bordo inferiore del canale ascendente. Ha reagito e ha chiuso nuovamente all'interno del canale. Abbiamo quindi un supporto e un canale ascendente intatti. È possibile che non ci sia una rottura al ribasso - almeno non per il momento. Potrebbero esserci bisogno alcuni giorni ed un ritorno dell'S&P500 sui 3250-3260 punti prima che l'indice possa ripartire con slancio verso il basso e scendere decisamente sotto i 3200 punti. La correzione dell'S&P500 é solo ancora un'ipotesi senza conferme - la realtà é che l'indice si trova solo 65 punti sotto il massimo storico e non ha ancora dato un segnale di vendita.

Stamattina ritroviamo il cambio EUR/USD a 1.17 e il prezzo dell'oro é salito su un nuovo massimo storico in USD e in EUR. Entrambi i valori sono decisamente ipercomperati - questa é un'altra dimostrazione della forza attuale del momentum. Una volta lanciato un tema tutti gli investitori si buttano nella stessa direzione amplificando il movimento oltre ogni limite e logica. Il problema é che le correzioni che inevitabilmente seguono dopo i massimi sono poi brutali e dolorose specialmente per gli ultimi arrivati.

Stamattina ritroviamo le borse praticamente invariate. Il Nikkei ha perso il -0.27% - Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 é a 3214 punti (+10 punti) - il future sembra fare un balzo ma l'indice vale 3219 punti e quindi é solo 4 punti sopra la chiusura di venerdì. L'Eurostoxx50 alle 08.10 vale 3311 punti - le borse europee apriranno senza sostanziali variazioni. Oggi sono previsti pochi dati - sia dall'economia che dalle imprese. Pensiamo quindi che avremo una tipica seduta estiva e di periodo di vacanze. Pochi movimenti e pochi volumi - a fine giornata le variazioni sugli indici azionari dovrebbero essere trascurabili.

Commento del 25-26 luglio

I titoli della tecnologia reagiscono negativamente ai risultati trimestrali

A metà luglio é apparso un mercato azionario divergente - mentre il rialzo sulla maggior parte degli indici era continuato la tecnologia aveva cominciato a correggere e la performance settimanale del Nasdaq100 nel commento di settimana scorsa era stata negativa. La nostra ipotesi era che il resto del mercato avrebbe seguito e la correzione avrebbe coinvolto lentamente tutte le borse. All'inizio della settimana sembrava che questo calcolo fosse sbagliato. L'S&P500 (-0.62% a 3215.63 punti) e l'Eurostoxx50 (-1.80% a 3310 punti) erano saliti sopra i massimi dell'8 giugno (rispettivamente a 3233 e 3394 punti) facendo tornare formalmente la tendenza a medio termine al rialzo. Noi eravamo in attesa di conferme - avevamo preso nota della rottura al rialzo ma in linea di massima eravamo rimasti fedeli alla teoria della correzione visto che le debolezze tecniche a livello di partecipazione e sentiment erano rimaste.
L'S&P500 ha avuto mercoledì ancora una seduta positiva con un massimo a 3279 punti. Giovedì poco dopo l'apertura l'indice ha ancora toccato un nuovo massimo marginale di periodo a 3280 punti - poi il vento é cambiato. In Europa le vendite sono apparse ancora prima - l'Eurostoxx50 ha toccato il massimo di periodo martedì a 3451 punti - martedì é caduto una cinquantina di punti dal massimo e ha chiuso sul livello d'apertura - mercoledì é sceso, giovedì ha fatto una pausa e venerdì é caduto pesantemente. Le rotture al rialzo sono state negate con un rapido ritorno sotto i massimi di giugno. La performance settimanale degli indici azionari che analizziamo é negativa - di poco ma da metà settimana hanno prevalso le vendite e ora i ribassisti sembrano aver preso il controllo delle operazioni.
Oggi resta valida la previsione di una settimana fà - il Nasdaq100 (-0.92% a 10483 punti) dovrebbe scendere verso i 9800-10000 punti mentre l'S&P500 dovrebbe scivolare verso il basso fino ai 3100 punti. La correzione potrebbe essere anche più profonda poiché ci sembra strano che una volta i ribassisti non tentino un affondo - questo significa che invece che semplicemente eliminare l'ipercomperarto e l'ottimismo ci deve essere una volta una caduta fino all'ipervenduto di corto termine con un pò di pessimismo. Concretamente l'S&P500 dovrebbe una bucare la MM a 50 giorni (ora a 3104 punti) e tentare di raggiungere i 3000 punti, la RSI dovrebbe scendere verso i 30 punti (ora a 56.45 punti) e la CBOE Equity put/call ratio (ora a 0.60) dovrebbe salire verso i 0.70-0.80 con la MM a 10 giorni sopra i 0.61 (ora a 0.46 - 0.61 é la media di lungo periodo).
Crediamo che la correzione iniziata a metà settimana debba continuare poiché la reazione degli investitori ai risultati trimestrali é piuttosto negativa - questo vale sopratutto per la tecnologia e per i titoli di moda amati dai piccoli speculatori. I dati di Netflix, IBM, Microsoft, Tesla e da ultimo venerdì di Intel (-16.24%) sono stati accolti con vendite. La ragione non conta - le vendite sono arrivate indipendentemente dai risultati - se erano buoni erano prese di beneficio - se erano cattivi erano vendite di investitori delusi - la realtà é che la pressione di vendita é in aumento e potrebbe scaricarsi con una o due sedute da -3%. Non sembra però che si stia preparando un ribasso. Per questo il mercato é strutturalmente ancora troppo solido con una buona rotazione tra settori e Summation Index in stallo (venerdì quello sul NYSE era in pari, quello sul Nasdaq é sceso). La tendenza di fondo della borsa americana é ancora formalmente al rialzo con il 69.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 66.56.
Dopo la correzione non ci aspettiamo una ripresa del rialzo ma piuttosto borse senza direzione e in laterale fino alla fine dell'estate. La nostra previsione di un test dei minimi di marzo é ancora valida. A settembre-ottobre l'analisi ciclica prevede una fase di ribasso. Avremo il tempo di riparlarne - quello che é importante sapere adesso é che non conviene ancora comperare e aumenta la percentuale di azioni in portafoglio al massimo. Bisogna ancora essere prudenti ed aspettare.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.63% a 3310 punti
DAX                         -0.63% a 12838 punti
SMI                          -1.89% a 10218 punti
FTSE MIB                  -1.69% a 20075 punti
S&P500                     -0.28% a 3215.63 punti
Nasdaq100                -1.52% a 10483 punti

Le borse europee hanno festeggiato brevemente l'approvazione del Recovery Fund. Il rally é stato di breve durata e già mertedì a metà seduta le borse si sono sgonfiate e sono scese. Prevediamo nel futuro di rivedere le abitualio correlazione. Le borse europee dovrebbero seguire il ritmo dell'America. SMI e DAX dovrebbero tenere il passo e sovraperformare mentre le altre borse seguiranno l'Eurostoxx50 e saranno relativamente deboli. Insomma - le differenza accumulate da inizio anno dovrebbero rimere se non ampliarsi (performance 2020: SMI -3.79%, DAX -3.10%, Eurostoxx50 -11.60%, FTSE MIB -14.60%, CAC40 -17.09%, IBEX35 -23.61%).
Non abbiamo degli obiettivi concreti per la correzione in Europa. Ci immaginiamo però una discesa dell'Eurostoxx50 sui 3150 punti e del DAX sui 10200 punti( nel settore dove si trovano la MM a 50 giorni, la MM a 200 giorni ed il limite inferiore delle BB).
L'esito della riunione dei capi di Stato a Bruxelles ha avuto un forte impatto sul cambio EUR/USD salito venerdì a 1.1655. Il nostro obiettivo 2020 a 1.18 si avvicina. Prima però dovrebbe esserci una correzione verso gli 1.15 per assorbire l'eccesso di rialzo e di ottimismo.

La seduta venerdì a Wall Street é stata negativa ma non pessima. L'S&P500 (-0.62% a 3215.63 punti) ha perso 20 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero e sul livello d'apertura. L'unico problema é che é sceso praticamente tutto e solo il settore dei metalli preziosi e delle miniere d'oro é salito (DJT -0.34%, RUT 1.52%).
L'S&P500 ha aperto in calo a 3216 punti ed é oscillato durante la giornata tra i 3227 punti ed i 3200 punti (supporto intermedio e da tenere d'occhio all'inizio di settimana prossima) fino alla chiusura a 3215 punti. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1923 su 53,42, NH/NL a 357 su 314 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 25.84 punti (-0.24), la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.60 mentre il Fear&Greed Index é sceso s 63 punti (-5). Sembra che gli speculatori long cominciano ad avere dei dubbi. Il future sull'S&P500 ha chiuso in discount a 3203 punti.

A metà di settimana prossima i big della tecnologia (Apple, Amazon, Google, Facebook) pubblicheranno i risultati trimestrali. Noi siamo convinti che gli investitori si aspettano troppo da queste compagnie che non necessariamente avranno approfittato della pandemia da Covid-19. Crediamo in particolare che le spese di pubblicità online non siano aumentate come molti sperano. I dati sulle vendite in Cina da parte di Apple sono preoccupanti.
A febbraio di quest'anno, prima della crisi, l'azione di Amazon veleggiava sui 2150 USD - ora é a 3008 USD. Secondo noi lo spazio per delle delusioni é ampio e il potenziale di correzione notevole.

Commento del 24 luglio

Le borse possono anche scendere e gli speculatori sono improvvisamente dalla parte sbagliata

La seduta in Europa é stata senza storia. La mattina le borse hanno guadagnato terreno con due picchi alle 10.30 e alle 12.10. Nel pomeriggio però hanno prevalso le vendite e Eurostoxx50 (+0.03% a 3371 punti) e DAX (-0.00% a 13103 punti) hanno chiuso in pari. Gli indici azionari hanno provato a salire e non ci sono riusciti - ora potrebbero provare a scendere. Il FTSE MIB (-0.70% a 20454 punti) ha perso 144 punti a causa della debolezza del settore bancario (SX7E -1.27% a 65.45 punti). Dopo il rally di martedì mattina a seguito dell'approvazione del Recovery Fund ci sono state due sedute negative e ci sono tre candele rosse sul grafico (chiusura sotto il livello d'apertura - le vendite durante la giornata prevalgono). Non é un continuazione di rialzo entusiasmante - puzza piuttosto di correzione.

Pensavamo che anche la seduta in America sarebbe stata tranquilla e senza sostanziali variazioni degli indici - ci siamo sbagliati. I risultati trimestrali di Microsoft (-4.35%) e Tesla (-4.98%) sono stati presi come scusa per vendere. Non vogliamo giudicare i risultati per se stessi - ci interessa la reazione del mercato. Sembra evidente che il rialzo é esagerato e la pubblicazione degli utili é l'occasione per prendere dei guadagni. Questa idea sta prendendo piede. Se nei giorni precedenti prima dei risultati le azioni venivano comperate oggi si fa strada l'idea opposta - le azioni vengono vendute per paura di una reazione negativa. L'esempio é la caduta di Apple (-4.55%)
che renderà noti i sui risultati trimestrali il 30 luglio - sul grafico appare una preoccupante rottura al ribasso che interrompe per lo meno il rialzo.
L'S&P500 ha aperto invariato a 3274 punti. Fino alle 18.00 é successo poco - l'indice é oscillato tra i 3264 punti ed il massimo giornaliero e nuovo massimo di periodo a 3280 punti. Dopo le 18.00 c'é stata una forte spinta di ribasso che ha fatto cadere l'S&P500 alle 20.20 sul minimo a 3222 punti. In seguito l'indice é nuovamente oscillato in laterale sui 3225-3240 punti e ha chiuso a 3235.66 punti (-1.23%). Ieri i le vendite si sono concentrate nel settore tecnologico (Nasdaq100 -2.67% a 10540 punti) mentre il resto del mercato é rimasto a guardare (DJT -0.34%, RUT +0.00%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2724 su 4574, NH/NL a 888 su 192 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 26.08 punti (+1.76) e il Fear&Greed Index (che si muove con ritardo) é balzato a 68 punti (+3). Ieri gli speculatori long sono stati presi in contropiede e hanno subìto delle perdite. Non sono però ancora battuti in ritirata - il CBOE Equity put/call ratio era ancora relativamente basso a 0.53. Cosa faranno adesso? Se hanno la forza per reagire il Nasdaq100 potrebbe ancora una volta risalire. Crediamo però che questa volta prevarrà la prudenza - se parte degli speculatori long girano le posizioni e il p/c ratio supera i 0.60 avremo finalmente una sostanziale correzione del mercato. Finora il Nasdaq100 ha perso 430 punti in tre sedute malgrado che i piccoli investitori siano rimasti compratori - se cambiano idea prepariamoci ad un'alteriore caduta di 400-600 punti. In questo caso l'S&P500 scenderâ sui 3100 punti mantenendo la tendenza di fondo rialzista. In fondo dovrebbe solo essere una sana correzione intermedia.
Il Summation Index sul NYSE é salito - quello sul Nasdaq é sceso - le differenze sono insignificanti.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3215 punti (-12 punti) - L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3336 punti (-35 punti o -1.1%). Le borse europee apriranno in forte calo. Gli indici azionari saranno in grado di stabilizzarsi e recuperare o ci sarà un'ondata di vendite?
Presto o tardi tutti i problemi che sono stati ignorati nelle scorse settimane ritorneranno ad essere tema di discussione. Il Coronavirus é ancora presente, la disoccupazione aumenta e l'economia non uscirà dalla recessione molto velocemente. L'eccesso di ottimismo e la speculazione al rialzo verranno sotituiti da un certo pessimismo e prudenza con l'apertura di posizioni ribassiste. Improvvisamente le borse correggeranno - forse il movimento é iniziato ieri sera. Vediamo come termina la settimana....

Commento del 23 luglio

L'Eurostoxx50 nega la rottura al rialzo - Tesla e Microsoft presentano solidi risultati ma niente di più

La seduta di ieri ha fornito buoni argomenti sia ai rialzisti che ai ribassisti. Le borse europee hanno perso terreno e l'Eurostoxx50 (-1.02% a 3370 punti) ha negato la rottura al rialzo di martedì. L'S&P500 (+0.57% a 3276 punti) invece ha toccato un nuovo massimo di periodo a 3279 punti e ha chiuso vicino al massimo giornaliero con un solido guadagno di 18 punti. Nel frattempo il cambio EUR/USD (1.1580) si invola insieme al prezzo dell'oro (1870 USD/oncia) - questo sviluppo ci rallegra visto che siamo rialzisti su entrambi gli assets. Ad inizio 2020 avevamo fissato un obiettivo a 1.18 sul cambio EUR/USD e da circa un anno siamo positivi e long sull'oro.

L'euforia provocata del Recovery Fund ieri era già sparita. L'Eurostoxx50 (-1.02% a 3370 punti) ha perso 35 punti ed é tristemente tornato sotto il massimo di giugno a 3394 punti. Formalmente ha negato la rottura al rialzo e la tendenza a medio termine é neutra. Sul grafico appare un lungo triangolo ascendente. Questa costellazione grafica unita alla MM a 50 giorni in ascesa (linea blù) favorisce malgrado tutto il rialzo e non l'inizio di una correzione. DAX (-0.51% a 13104 punti) e FTSE MIB (-0.60% a 20598 punti) si sono comportati relativamente meglio. Hanno perso solo la metà dei punti che avevano guadagnato il giorno prima e sono rimasti ampiamente sopra il massimo di giugno. Non sono però riusciti sullo slancio a guadagnare ulteriore terreno e questo é deludente. È improbabile che possano salire in solitaria e quindi nel futuro deve esserci un riavvicinamento tra DAX e FTSE MIB al rialzo e Eurostoxx50 in un trend neutro. L'SMI (-0.05% a 10439 punti) ha marciato sul posto - questa seduta lascia la situazione tecnica invariata - malgrado che in un mese e mezzo l'indice abbia guadagnato solo un +2% il trend di base resta al rialzo senza nessun accenno di inizio di correzione.

La seduta a Wall Street é stata positiva grazie ad una spinta di rialzo nelle ultime due ore di contrattazioni. L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo di periodo a 3279 punti. Malgrado ciò i dati sulla partecipazione restano miserabili (NH/NL a 694 su 133, Summation Index solo leggermente positivi). La borsa americana sale al piccolo trotto senza convincere - però sale...
L'S&P500 ha aperto invariato a 3257 punti. Per ore l'indice é oscillato in laterale senza tendenza tra i 3255 ed i 3270 punti. Solo dopo le 20.00 i rialzisti hanno preso il controllo delle operazioni e l'S&P500 é salito a 3277 punti di massimo. Alla fine l'indice si é fermato a 3276.02 punti (+0.57%). La tecnologia si é sempre mossa con un leggero svantaggio e il Nasdaq100 era fino alle 20.00 in pari - sul finale l'indice tecnologico é salito a 10870 punti (+0.35%). Il resto del mercato non si é mosso (DJT -0.13%, RUT +0.18%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4205 su 3076, NH/NL a 694 su 133 e volume relativo a 0.8 (1.0 sul Nasdaq). La volatilità VIX é scesa a 24.32 punti (-0.52) mentre il CBOE Equity put/call ratio é sempre basso a 0.49. Il Fear&Greed Index é fermo a 65 punti.
Nel dopo borsa Microsoft e Tesla hanno pubblicato i risultati trimestrali. I dati di Microsoft erano buoni ma probabilmente gli investitori si aspettavano di più visto che l'azione nel dopo borsa era in calo. Tesla ha guadagnato nel trimestre 451 Mio - di questi 428 Mio sono costituiti da regulatory credit (diritti di emissione CO2 venduti ad altri produttori di auto) - negli ultimi 8 trimestri le entrate della società sono costanti - questo ci sembra veramente poco per giustificare lo stratosferico valore dell'azione. La borsa sembrava però soddisfatto di questo risultato che permette teoricamente alla società di essere ammessa nell'S&P500 - l'azione nel dopo borsa ha guadagnato il +5%.
Stamattina alle 07.45 il future sull'S&P500 era a 3267 punti. Adesso é balzato a 3274 punti (+9 punti) - si vede che gli europei sono rialzisti. Alle 08.20 l'Eurostoxx50 vale 3389 punti (+19 punti o +0.55%) - anche il DAX dovrebbe aprire con un guadagno di una cinquantina di punti. Gli eventi degli scorsi giorni (Recovery Fund - utili di importanti imprese americane) non hanno provocato né un'accelerazione al rialzo né una reazione negativa. Gli indici azionari continuano lentamente a lievitare mentre il sentiment resta improntato all'eccesso di ottimismo e di speculazione al rialzo. Da giorni questa situazione non cambia e non abbiamo ragioni concrete per credere che possa cambiare radicalmente nel prossimo futuro.
La borsa giapponese é chiusa per un giorno di festa - quella di Shanghai é in calo del -0.3%. Oggi non sono previsti appuntamenti importanti né sul fronte dei dati economici né su quello dei risultati trimestrali delle imprese. Prevediamo una seduta tranquilla con indici praticamente invariati o di poco positivi.

Commento del 22 luglio

Liquidità da mordi e fuggi

Ieri mattina le borse europee hanno festeggiato l'accordo sul Recovery Fund. L'Eurostoxx50 (+0.50% a 3405 punti) ha aperto al rialzo a 3430 punti e ha continuato la sua corsa fino a metà giornata quando ha toccato il massimo a 3451 punti. Questo é anche un nuovo massimo di periodo - fino a qui é stata una seduta positiva - poi sono iniziati i problemi. Nel pomeriggio l'Eurostoxx50 é sceso e ha chiuso sul minimo giornaliero e sotto il livello d'apertura (candela rossa). Abbiamo quindi segnali contrastanti - non un reversal. L'aspetto positivo della seduta in rialzo e del nuovo massimo di periodo é compensato dalla chiusura sul minimo giornaliero che ha cancellato 46 punti (circa l'1.3%) di guadagno.Gli altri indici europei si sono comportati in maniera simile (DAX +0.96% a 13171 punti, FTSE MIB +0.49% a 20723 punti). La borsa svizzera ha addirittura perso terreno. L'SMI (-0.26% a 10444 punti) ha aperto al rialzo a 10495 punti e ha continuato la sua corsa fino a metà giornata quando ha toccato il massimo a 10535 punti. Questo é anche un nuovo massimo di periodo. Nel pomeriggio l'SMI é sceso e ha chiuso sul minimo giornaliero, in perdita e sotto il livello d'apertura. L'A/D a 9 su 10 mostra che la borsa svizzera ha avuto tecnicamente una seduta neutra. I big dei settori alimentari e farmaceutica stanno però cedendo. Novartis (-1.92%) ha presentati risultati trimestrali deludenti con un calo della cifra d'affari. Il Covid lascia il segno anche su settori come la farmaceutica che nella narrativa degli analisti dovrebbero essere resistenti alla crisi.
La seduta di oggi é importante per decidere se il trend a medio termine é effettivamente al rialzo.

In America gli speculatori hanno nuovamente deciso di cambiare tema - hanno venduto i big della tecnologia (Nasdaq100 -1.08% a 10833 punti) e hanno comperato PMI (Russell2000 +1.33%) soprattutto nel settore dell'energia (ETF Energy +6.04%). Senza le 10 società tecnologiche l'S&P500 da aprile avrebbe marciato sul posto - la performance dei restanti 490 titoli é praticamente zero. Nell'immediato sembra che anche gli speculatori, sempre attivi (CBOE Equity put/call ratio a 0.39), si rendano conto del problema e usano qualsiasi impennata per prendere benefici e giocare brevemente altri temi. Per il momento sembra che gli investitori istituzionali stiano a guardare e questo impedisce delle sostanziali correzioni. Anche noi siamo confrontati giornalmente col problema - se vendiamo un'azione per prendere i guadagni non sappiamo cosa fare con la liquidità. Di conseguenza non vendiamo e aspettiamo lo sviluppo della situazione.
L'S&P500, stimolato dal rialzo in Europa, ha aperto in gap up e su un nuovo massimo di periodo a 3272 punti. Questa volta però il gap a 3258 punti é stato subito colmato. Dopo una breve impennata fino ai 3277 punti, l'indice ha perso una decina di punti ed é oscillato in laterale sopra i 3263 punti fino alle 21.00. Infine c'é stata una decisa spinta di ribasso che ha fatto cadere l'S&P500 a 3247 punti. Sul finale c'é stato un rimbalzo a 3257.30 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5133 su 2200, NH/NL a 1009 su 82 e volume relativo a 0.9 (1.2 sul Nasdaq). La volatilità VIX é salita (!) a 24.84 punti (+0.38), il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente molto basso a 0.39 mentre il Greed&Fear Index é rimasto a 65 punti.
Ancora questa settimana ci aspettiamo un aumento della volatilità VIX - questo dovrebbe provocare un calo dell'S&P500. Il primo evidente supporto é a 3200 punti.

Stamattina il future sull'S&P500 é fermo a 3251 punti. Le borse europee devono ancora scontare il calo nell'ultima ora di contrattazioni a Wall Street e apriranno in perdita. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3395 punti (-10 punti). La forza dell'EUR (EUR/USD a 1.1530) dovrebbe avere un effetto positivo e crediamo che stamattina le borse europee cercheranno di tornare in pari. Poi vedremo cosa decidono di fare gli americani. Dopo la chiusura a Wall Street sono attesi i risultati trimestrali di Microsoft e Tesla.

Commento del 21 luglio

Timide rotture al rialzo - il Nasdaq100 (+2.88%) ha un comportamento irrazionale e per noi imprevedibile

Partiamo dai dati della seduta di ieri a Wall Street. A/D a 3716 su 3581, NH/NL a 633 (in calo) su 181 (in aumento) e volume relativo a 0.7 (1.0 sul Nasdaq). La volatilità VIX é scesa a 24.46 punti (-1.22) mentre il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente basso a 0.45. Cosa si deduce dai numeri senza sapere cosa é successo sugli indici ? La seduta é stata neutra o equilibrata - con un portafoglio in azioni diversificato si doveva avere un numero praticamente uguale di azioni in guadagno e in perdita. Il rapporto nuovi massimi su nuovi minimi é peggiorato e quindi c'é un segmento di mercato particolarmente debole mentre ci sono pochi titoli che si comportano bene. La volatilità é scesa e di conseguenza l'S&P500 (+0.84% a 3251.84 punti) deve essere salito. Il settore trainante con pochi titoli di peso in forte guadagno non può essere che la tecnologia - ieri sera questo effetto é stato estremamente forte (Nasdaq100 +2.88% a 10952 punti) e per noi inatteso e inesplicabile. Molte azioni sono saliti senza notizie o ragioni apparenti - pura speculazione. Amazon ha guadagnato il +7.93% - questo corrisponde a 77 punti di indice! Tesla (+9.47%) e Microsoft (+4.30%) si sono fatte staccare di poco. Insomma - dopo una settimana di correzione é tornata rampante la speculazione long sul settore tecnologico. Solo questo spiega la rottura al rialzo dell'S&P500 su un nuovo massimo di periodo - la tendenza a medio termine torna al rialzo. Non possiamo che constatare questo segnale tecnico sottolineando contemporaneamente l'alto rischio che comporta un rialzo di tipo speculativo non sostenuto da una sufficiente partecipazione e con evidenti divergenze tecniche.
Se la tecnologia ha avuto un rally qualcosa d'altro deve aver perso - in effetti DJT (-1.57%) e Russell2000/RUT (-0.36%) sono scesi. Sembra che ormai l'economia americana in espansione si riduce alla tecnologia con qualche contorno (farmaceutica) mentre il resto, almeno per gli investitori, é in recessione.

La seduta in Europa é andata meglio del previsto. Dopo una fase iniziale di debolezza l'Eurostoxx50 (+0.68% a 3388 punti) ha recuperato e ha trascorso buona parte della giornata poco sopra la parità. Ieri sera grazie al buon esempio proveniente da New York l'Eurostoxx50 ha ripreso il rialzo e ha chiuso sul massimo giornaliero con un guadagno di 23 punti. L'indice é tornato così a ridosso del massimo dell'8 giugno a 3394 punti. Visto che gli altri indici che analizziamo hanno superato questo massimo intermedio dell'8 giugno é probabile che anche l'Eurostoxx50 ci riesca. Il potenziale di rialzo é però modesto e il rischio di correzioni alto. Il DAX (+0.99% a 13046 punti) ha superato i 13000 punti e ha chiuso su un nuovo massimo di periodo con un consistente guadagno di 127 punti. Formalmente riprende il rialzo di medio termine - l'ipercomperato e il bordo superiore delle BB impediranno però un'accelerazione e ulteriori spettacolari guadagni. Non convincono gli scarsi volumi che sono probabilmente una conseguenza del periodo estivo e di vacanze.
Il FTSE MIB (+0.99% a 20621 punti) ha guadagnato ancora terreno e come il DAX ha chiuso su un nuovo massimo di periodo con un guadagno di 202 punti.
Insomma - ieri si sono verificate numerose rotture sopra i massimi dell'8 giugno - anche l'Eurostoxx50 si appresta a seguire e a continuare il rialzo. Formalmente la tendenza di medio termine passa nuovamente da neutra a rialzista - questo segnale deve ancora essere confermato.

L'S&P500 ha aperto a 3227 punti. Dopo una caduta iniziale a 3215 punti l'indice é risalito rapidamente a 3236 punti. Poi il rialzo si é fatto più lento e tranquillo. L'indice é salito regolarmente fino a 3246 punti. Dopo le 21.15 c'é stata un'impennata sul massimo a 3258 punti e una discesa in chiusura a 3251.84 punti (+0.84%). La fascia di resistenza a 3233-3238 punti é stata nettamente superata grazie al contributo di alcuni titoli tecnologici di peso. L'A/D sull'S&P500 a 177/323 mostra chiaramente e drammaticamente questo insostenibile disequilibrio. Nei prossimi giorni o il resto del mercato segue o l'S&P500 deve correggere. Una ricaduta sotto i 3230 punti significherebbe una falsa rottura al rialzo con il probabile inizio di una correzione.

Ieri notte i rappresentanti dei Paesi dell'UE riuniti a Bruxelles hanno finalmente trovato un accordo sul budget e sul recovery Fund. Le borse reagiscono con un sospiro di sollievo. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3422 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +1%. Vedremo se continueranno a salire o se, sparita l'Euforia iniziale, scenderanno e chiuderanno in pari.
Il future sull'S&P500 é a 3264 punti (+19 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +0.73% - Shanghai é in pari.
Ieri sera IBM ha presentato dei risultati trimestrali deludenti (calo della cifra d'affari del -5.4%). Gli utili erano però superiori alle pessime previsioni degli analisti e l'azione guadagna il +5% - é così che funziona la borsa al momento.

Aggiornamento del 20 luglio

L'Europa dimentica la solidarietà

I leaders dei 27 Paesi dell'Unione Europea sono ancora riuniti a Bruxelles per discutere il budget a lungo termine dell'Unione e i dettagli del Recovery Fund. Doveva essere un incontro di due giorni - sono tre giorni che i politici discutono come spendere i soldi dei cittadini e non c'é ancora un accordo. Naturalmente chi deve contribuire al fondo cerca di diminuire le somme in gioco e invece chi dovrebbe approfittarne vuole che il fondo sia di 750 Mia, come suggerito all'inizio del meeting, e che l'utilizzo dei soldi non sia legato a condizioni. L'Europa funziona così: solidarietà sì - basta che gli altri facciano e paghino e io ne approfitti. L'esempio della ripartizione dei migranti dovrebbe aver insegnato a tutti che gli interessi nazionali vengono al di sopra di quelli dell'UE alla faccia dell'ideale europeo e dell'altruismo.

Intanto i mercati finanziari non sembrano farsi influenzare da questo scacco. Il cambio EUR/USD sale a 1.1460 - sembra che agli investitori non dispiaccia l'idea che non vengano buttati troppi soldi dalla finestra. Per lo meno l'EUR si rafforza.
Il future sull'S&P500 torna a 3200 punti (-14 punti). Più volte settimana scorsa questi 3200 punti sono serviti come punto di riferimento. Le borse europee non subiscono questo arretramento del future americano e apriranno praticamente invariate. Alle 08.10 l'Eurostoxx50 vale 3367 punti (+2 punti).
Stamattina il Nikkei marcia sul posto (+0.02%) mentre la borsa di Shanghai sta guadagnando il +2.3%.
Oggi non sono previsti dati economici di rilevo. Dopo la chiusura a Wall Street IBM pubblicherà i suoi risultati trimestrali.

Commento del 18-19 luglio

La tecnologia corregge ma il rialzo non si ferma

Settimana scorsa c'é stata finalmente una correzione del settore tecnologico e quindi del Nasdaq. La correzione é stata modesta e ha unicamente creato una strana divergenza visto che il resto della borsa americana ha guadagnato terreno. Abbiamo cercato nei grafici le ragioni della continuazione del rialzo dell'S&P500 (+0.28% a 3224.73 punti). Non ne abbiamo trovata una in particolare - si sono comportati bene (con rotture al rialzo su nuovi massimi di periodo) i Consumer Staples (consumi di base), i Materials, i Biotech e i Chemicals. Insomma il cedimento della tecnologia sembra unicamente un assorbimento di eccessi e non un'inversione di tendenza. Questa correzione minore di questo settore portante é stata facilmente assorbita da altri settori segno evidente che sta avvenendo una sana rotazione e non un abbandono della borsa da parte degli investitori.
Parliamo di continuazione del rialzo ma i progressi sono stati modesti e non decisivi. L'S&P500 durante la settimana ha di poco superato il massimo dell'8 giugno (3233 punti) migliorandolo marginalmente in due occasioni (lunedì a 3235 punti e mercoledì a 3238 punti). In seguito però l'indice non é riuscito a confermare la rottura al rialzo. Lo stesso vale in Europa - senza fare un elenco dettagliato ci sono indici che hanno superato di poco il massimo dell'8 giugno come il DAX (+0.35% a 12919 punti contro i 12913 punti dell'8 giugno) - l'Eurostoxx50 (+0.01% a 3365 punti), come indice di riferimento europeo é rimasto però sotto i 3394 dell'8 giugno.
Il rialzo delle borse é proseguito al piccolo tratto ma non c'é stata quella decisiva rottura al rialzo per poter parlare di un'abbandono del trend neutro valido da inizio giugno. Gli indici azionari stanno semplicemente lievitando in una situazione di eccesso di rialzo e con una persistente e pericolosa speculazione long. Non siamo in grado di dire quando ci sarà una correzione anche se sappiamo che esistono le premesse per un improvviso e violento vuoto d'aria di un -5%. Non appaiono invece segnali per un'inversione di tendenza e per un ribasso. Gli investitori sembrano poter convivere con il problema della pandemia da Covid 19 e con la recessione economica. Gli analisti e gli economisti propagano uno scenario positivo per il futuro ritenendo che il peggio é dietro le nostre spalle e lentamente stiamo tornando alla normalità. I programmi di stimolo economico lanciati da Stati e Banche Centrali sostengono questa narrativa e gli investitori, malgrado valutazioni fondamentali oscene e in parte irreali, non hanno alternative all'investimento in azioni. Per cambiare questa situazione e imporre alle borse un cammino diverso da quanto osservato nelle ultime settimane ci vorrebbe qualcosa di nuovo - per il momento non appare nulla, anche a livello di analisi tecnica, in grado di cambiare lo sviluppo dei mercati finanziari. In poche parole una correzione é molto probabile ma la tendenza di fondo delle borse dovrebbe restare al rialzo - questo viene confermato dai nostri due indicatori di riferimento - il 73.2% dei titoli americani é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 63.01 punti.
Nell'immediato futuro la correzione della tecnologia non sembra finita. Settimana scorsa il primo dei big Netflix (-6.52%) ha pubblicato dei risultati trimestrali inferiori alle eccessive attese degli investitori. Abbiamo visto cosa é stato il risultato. Pensiamo che questo non sarà un episodio isolato e che il Nasdaq100 (+0.18% a 10645 punti) nelle prossime due settimana debba ridiscendere sui 9800-10000 punti. Il calo della tecnologia può essere compensato da altri settori. Il risultato sull'S&P500 (+0.28% a 3224.73 punti) sarà probabilmente una marcia sul posto o al massimo una correzione fino ai 3100 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.10% a 3365 punti
DAX                         +2.26% a 12919 punti
SMI                          +1.76% a 10410 punti
FTSE MIB                  +4.08% a 20419 punti
S&P500                     +1.25% a 3224.73 punti
Nasdaq100                -1.76% a 10645 punti

Venerdì sono scadute le opzioni di luglio. Ci aspettavamo una seduta volatile e senza direzione e così é stato. Sia in Europa che in America gli indici azionari hanno aperto in leggero guadagno e hanno chiuso vicino ai livelli d'apertura e senza sostanziali variazioni. In pratica é stata una seduta senza direzione che non ci ha detto nulla di nuovo. Constatiamo unicamente che il Nasdaq100 (+0.18% a 10645 punti) ha assorbito senza danni la caduta di Netflix (-6.52%) - abbiamo quindi l'impressione che si stia verificando una correzione ma la pressione di vendita é modesta.

L'Eurostoxx50 ha aperto a 3370 punti, Ha toccato un massimo a 3375 punti all'inizio della seduta e un minimo a 3353 alle 10.00 - poi é semplicemente oscillato tra questi due livelli ed ha chiuso invariato e al centro del range a 3365 punti (+0.01%). Gli altri indici azionari si sono comportati in maniera simile. Insomma - la seduta in Europa é stata insignificante e non necessita di commenti.

L'S&P500 ha aperto a 3321 punti e dopo una fase interlocutoria é caduto fino ai 3205 punti - il supporto a 3200 punti non é stato avvicinato. Poi l'indice é risalito una ventina di punti é si é mosso per ore intorno ai 3220 punti. Sul finale si é impennato fino a 3233 punti (si é fermato sulla zona di resistenza a 3233-3238 punti) ed é ricaduto a 3224.73 punti (+0.28%). Ha chiuso sul livello d'apertura con un modesto guadagno di 9 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4503 su 2789, NH/NL a 674 (pochi) su 102 e volume relativo a 0.7 (1.0 sul Nasdaq). La volatilità VIX é scesa a 25.68 punti (-2.32), Il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.46 e il Fear&Greed Index é lievitato a 63 punti (+1 punto). A livello di sentiment rimane la persistente e a questo punto enigmatica speculazione al rialzo - normalmente questo eccesso deve provocare una breve e violenta correzione minore. Ora non succede niente - strano. È possibile che questa situazione di costante speculazione long venga riassorbita con una correzione più violenta o più lunga del solito.
Dagli altri mercati finanziari non arrivano segnali particolari. I tassi d'interesse sono stabili e la debolezza dell'USD (EUR/USD a 1.1430) non sembra causare problemi.
Iniziamo la settimana senza una precisa idea di cosa potrebbe succedere. Le borse potrebbero semplicemente continuare a lievitare - se gli indici non riescono a superare le resistenze dovrebbero però essere respinti verso il basso. Potrebbe anche iniziare una correzione minore ma per questo ci vorrà una ragione. C'é solo la scelta - dalla pandemia negli Stati Uniti che é fuori controllo ad un probabile fallimento del summit europeo a Bruxelles. La stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali in America prosegue - finora le reazioni sono miste e delle importati delusioni da parte delle aziende più importanti potrebbero provocare una breve ondate di vendite.

Commento del 17 luglio

Adesso che la tecnologia rientra nei ranghi non succede più niente

Ieri le borse europee (Eurostoxx50 -0.38% a 3365 punti) e americana (S&P500 -0.34% a 3215.57 punti) hanno avuto una seduta moderatamente negativa. Il problema é che questa giornata non ci fornisce nessun argomento d'analisi. Gli indici sono oscillati in laterale senza tendenza, hanno svolto in generale una seduta in trading range e hanno chiuso in mezzo al range senza importanti variazioni. Gli indicatori sono praticamente invariati e non abbiamo notato nessun movimento particolare. Anzi - in questa giornata l'analisi tecnica si é divertita a fornire segnali contrastanti e di scarsa importanza. In America il Summation Index sul NYSE é salito mentre quello sul Nasdaq é sceso - questo ci conferma che la tecnologia sta rientrando nei ranghi ma non ci da nessun elemento per prevedere il futuro. Restando in America il DJ Transportation é salito (+0.55%) in una giornata negativa - non vediamo però nulla di particolare in questo modesto movimento in controtendenza. Lo stesso vale per il moderato balzo del FTSE MIB italiano (+0.37%) che non ha la caratteristica di una rottura al rialzo. Insomma - se non avessimo l'obbligo di scrivere un commento ogni giorno stamattina avremmo semplicemente girato pagina. Il giudizio é semplice - seduta di poco negativa senza importanza o significato particolare.

L'S&P500 ha aperto in calo a 3205 punti. Come mercoledì l'indice é oscillato in laterale senza tendenza cambiando spesso direzione. Ha toccato più volte i 3200 punti (supporto) con un minimo a 3198 punti ed é salito in serata sul massimo a 3220 punti. Ha chiuso a 3115.57 punti (-0.34%). Ancora una volta la tecnologia ha sottoperformato (Nasdaq100 -0.70% a 10701 punti). Dopo il rally di mercoledì il Russell2000 si é subito calmato (-0.72%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2714 su 4578, NH/NL a 555 su 114 e volume relativo a 0.7 (1.0 sul Nasdaq). La volatilità VIX é stabile a 28.00 punti (+0.24), il CBOE Equity put/call ratio é salito a 0.47 (ma resta basso) e il Fear&Greed Index é fermo a 62 punti (invariato). La speculazione al rialzo é ancora forte e costante e oggi, giornata di scadenza delle opzioni di luglio, dovrebbe provocare una certa volatilità. La tensione sugli speculatori long sale. Da giorni non guadagnano mentre i big della tecnologia scivolano verso il basso. La pressione per chiudere le posizioni aumenta. Restiamo dell'opinione che ci deve ancora essere a breve un importante vuoto d'aria.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3203 punti (+9 punti). Il +9 non deve ingannare - l'S&P500 vale circa 3208 punti e quindi é in calo. La ragione sono i deludenti risultati di Netflix la cui azione nel dopo borsa é caduta del -11%. Il future é subito caduto e ora risulta in recupero. L'Eurostoxx50 alle 22.00 vale 3377 punti (+12 punti) - le borse auropee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Oggi ci aspettiamo una ripetizione della seduta di ieri ma con segno positivo. Questo significa pochi movimenti, oscillazione in laterale in un range ridotto e chiusura in positivo e poco distante dal livello d'apertura.
Le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei -0.32%, Shanghai +0.4%).

Commento del 16 luglio

Nessun segno di cedimento ma poche probabilità di accelerazione al rialzo

Ieri le borse europee hanno avuto un'ottima giornata e sono salite su un nuovo massimo mensile. L'Eurostoxx50 (+1.71% a 3378 punti) ha avvicinato il massimo dell'8 giugno a 3394 punti. Il DAX (+1.84% a 12930 punti) lo ha marginalmente superato. Al termine di una seduta del genere si ha tendenza a diventare euforici e prevedere una continuazione del rialzo. Invitiamo alla prudenza. Gli indici azionari europei in generale non hanno ancora superato il massimo di giugno e ieri sera la borsa americana malgrado i guadagni non ha convinto. Di conseguenza, fino a prova contraria, la tendenza resta neutra - oggi probabilmente Eurostoxx50 e colleghi verranno respinti verso il basso dalla resistenza di giugno e dai bordi superiori delle Bollinger Bands. Dei mercati che non riescono a superare questi livelli non sono dei mercati con una forte tendenza rialzista (come il Nasdaq100 negli ultimi tre mesi tanto per intenderci) ma sono dei mercati piuttosto neutri.
Gli indici azionari europei hanno chiuso ieri decisamente sopra il livello d'apertura (candele bianche o verdi), con un forte guadagno e a ridosso del massimo giornaliero - indubbiamente si tratta di una seduta positiva - non é ancora decisiva e secondo gli indicatori (una combinazione di moderato ipercomperato con momentum in calo e partecipazione neutra) non dovrebbe verificarsi un'accelerazione al rialzo.
La borsa svizzera costituisce un'eccezione. L'SMI (+1.95% a 10460 punti), con un balzo di 200 punti, ha rotto la resistenza sui 10300 punti che valeva da un mese e mezzo. L'SMI sembra riprendere il rialzo e se la rottura viene confermata nei prossimi giorni l'obiettivo é il massimo annuale a 11264 punti. L'obiettivo intermedio é a 10700 punti. Abbiamo solo un problema - degli indici azionari europei che analizziamo solo l'SMI mostra questa rottura al rialzo. O le altre borse seguono con un ritardo di qualche giorno o l'SMI ricadrà entro venerdì sotto i 10300 punti. Il cambio EUR/CHF é salito a 1.0780. L'indebolimento del CHF ha un effetto benefico sulla borsa. Il 5 giugno, una seduta prima del picco delle borse dell'8 giugno (!), il cambio era balzato fino a 1.0915 ma il movimento di era rivelato evanescente e non sostenibile. In pratica il cambio é subito ricaduto e in 4 sedute é tornato a 1.0650. Questa spinta di rialzo é partita da un consolidamento sui 1.06-1.0650 e quindi ha maggiori probabilità di far risalire il cambio fino a 1.10. Attenzione però che il CHF é fortemente influenzato dalla BNS. Restiamo dell'opinione che sul medio-lungo termine il cambio deve scivolare verso la parità e quindi a 1.09-1.10 bisogna vendere.

Anche la seduta a New York é stata positiva. Rispetto a quanto successo in Europa c'é però un'importante differenza. Dopo la buona apertura l'S&P500 (+0.91% a 3226.56 punti) non é più riuscito a fare progressi - l'indice é salito fino a 3138 punti di massimo ma é ricaduto senza poter confermare la salita su un nuovo massimo di periodo sopra la resistenza a 3233-3235 punti. Al contrario questa seduta ha rafforzato questa resistenza. Ieri si é nuovamente verificata un'impressionante e marcata rotazione tra settori. Ancora una volta la tecnologia ha sottoperformato (Nasdaq100 +0.11% a 10701 punti). Possiamo immaginarci come si sentono gli speculatori long abituati da mesi al fatto che la loro scommessa era vincente. Saranno frustrati e pronti a vendere al primo accenno di pericolo. Il CBOE Equity put/call ratio é ancora sceso a 0.38 ! Quest'anno solo una volta questo rapporto é sceso sotto i 0.40 - guarda caso era l'8 di giugno. In questo giorno il rialzo si é fermato e nelle tre successive seduta l'S&P500 ha corretto e ha perso il -7%.
Ieri la liquidità si é diretta verso le piccole e medie imprese (PMI) rappresentate dal Russell2000 (RUT +3.50%). Solo degli algoritmi possono agire in questo modo - hanno preso nota del fatto che la divergenza tra Nasdaq e Russell era eccessiva e la stanno correggendo. Questi movimenti dettati dai computer e non dai fondamentali o da investitori fisici fanno paura...
L'S&P500 ha aperto a 3230 punti e durante la giornata é oscillato a caso tra i 3238 ed i 3200 punti. I 3200 punti erano il massimo di martedì e sembrano essere diventati un livello rilevante.
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6149 su 1210, NH/NL a 743 su 83 e volume relativo a 1.0. Per un mercato che si trova sui massimi a 30 giorni il numero dei NH é miserabile e denota scarsa partecipazione. La volatilità VIX é scesa a 27.76 (-1.76) mentre il Fear&Greed Index é lievitato a 63 punti (+2). I Summation Index hanno fermato la loro discesa - ieri sono leggermente saliti.

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 3204 punti (-15 punti). Logicamente le borse europee aprirano in calo - alle 08.20 l'Eurostoxx50 vale 3360 punti (-18 punti). Le borse asiatiche sono deboli (Nikkei -0.80%, Shanghai -3.3%). Oggi di riunisce la BCE. Alle 13.45 venno rese note le decisioni - probabilmente i tassi d'interesse rimarranno invariati. Alle 14.30 sentiremo cosa ci racconta la Lagarde per cercare di dare fiducia ai mercati.
Seguiamo con interesse i risultati trimestrali delle imprese USA. Ieri i dati comunicati da Goldman Sachs erano eccellenti e hanno spinto il settore bancario. Oggi conosceremo prima dell'apertura gli utili di Bank of America e Morgan Stanley. Attenzione ai risultati di Netflix che verranno resi noti dopo la chiusura . Potrebbero dare una scossa al settore tecnologica che da giorni é stanco e "melancolico".

Commento del 15 luglio

Rotazione tra settori con la tecnologia che sottoperforma 

La seduta negativa di lunedì della borsa americana, con la pesante caduta del settore tecnologico, non ha finora dato inizio ad una sostanziale correzione. Ieri sera c'é stato un rialzo che ha permesso all'S&P500 (+1.34% a 3197.52 punti) di recuperare completamente la perdita del giorno precedente. Per il secondo giorno consecutivo la tecnologia ha sottoperformato (Nasdaq100 +0.82% a 10689 punti). Sembra quindi che si stia verificando una correzione sul settore tecnologico che a livello di mercato in generale viene compensata da altri settori. Gli investitori non stanno girando le spalle alla borsa ma stanno unicamente aggiustando le posizioni e correggendo gli eccessi. La tecnologia ha corso troppo in troppo poco tempo - si prendono quindi i guadagni nel settore tecnologico e li si reinveste in altri settori. Gli investitori devono però fare attenzione a cosa comperano poiché non si può solo vivere di fantasia. Ieri sono stati pubblicati i risultati trimestrali di alcuni colossi bancari e il calo degli utili (o le perdite) sono risultati considerevoli - la borsa ha reagito logicamente punendo il settore (BKX -1.62%) in una giornata di rialzo a Wall Street.
Continua a stupire la speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.43) che appare nel mercato delle opzioni. Come ci aspettavamo la caduta di lunedì é stata comperata e ieri c'é stata una reazione positiva - non possiamo chiamarla rimbalzo poiché i guadagni sono stati troppo forti e la partecipazione troppo buona per pensare che sia solo stato un debole ed evanescente rimbalzo. Gli acquisti di calls sono la logica conseguenza. È però strano che gli speculatori non siano diventati più prudenti dopo aver visto che il mercato non conosce solo una direzione. Pensiamo che nei prossimi giorni debba ancora esserci un importante vuoto d'aria.

La seduta in Europa é stata negativa ma poteva andare peggio. Le borse hanno aperto in forte calo impressionate dal reversal di lunedì sera in America. Nel corso della giornata c'é stato un recupero che però non é bastato a colmare le perdite iniziali. Eurostoxx50 (-0.85% a 3321 punti) e colleghi hanno chiuso sul massimo giornaliero e con una perdita minore del guadagno di lunedì. Dettagli a parte la tendenza é neutra e questa situazione di stallo comincia ad annoiarci.  

L'S&P500 ha aperto in calo a 3138 punti e nella prima ora di contrattazioni c'é ancora stata una fase di incertezza con una caduta fino ai 3127 punti. Poi lentamente i rialzisti hanno ripreso il controllo delle operazioni e l'indice é salito per il resto della giornata in maniera abbastanza regolare. L'S&P500 sul finale ha toccato un massimo a 3200 punti e ha chiuso a 3197.52 punti (+1.34%). Il Nasdaq100 ha fatto precchia fatica a risollevarsi (minimo a 10370 punti) ma infine é tornato in positivo (+0.82% a 10689 punti).
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5165 su 2181, NH/NL a 218 su 595 e volume relativo a 0.9. Con l'eccezione delle banche tutto il listino ha partecipato al movimento (DJT +1.71%, RUT +1.76%). La volatilità VIX é scesa a 29.52 punti (-2.67) mentre il Fear&Gredd Index é balzato a 62 punti (+8 punti).
L'S&P500 é bloccato da inizio giugno tra i 3000 ed i 3200 punti. Le borse europee seguono il suo cattivo esempio e da settimane oscillano in laterale senza tendenza. La Bollinger Bands si stanno restringendo. È probabile che si avvicini un movimento significativo con un'accelerazione di ampiezza paragonabile a quella del canale di oscillazione. Concretamente su l'S&P500 riuscisse a superare la resistanza a 3233-3235 punti dovrebbe poi salire fino ai 3400-3450 punti. Noi continuiamo a favorire la variante della correzione ma considerando la reazione di ieri sera a la situazione stamattina non possiamo escludere la variante positiva.

Ora il future sull'S&P500 é a 3209 punti (+25 punti). Il rialzo ieri sera a New York é continuato stamattina in Asia (Nikkei +1.59%, Shanghai -0.7%). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3355 punti (+34 punti, +1%).
Le premesse sono per una seduta positiva - la domanda é se le borse riusciranno a difendere i guadagni iniziali fino alla chiusura. Oggi non abbiamo nessuna idea in proposito. Nel pomeriggio vengono pubblicati i risultati trimestrali di altri colossi bancari come Goldman Sachs - ieri l'S&P500 ha assorbito senza problemi dei risultati deludenti. Forse bignerà aspettare domani per avere un'altra seduta movimentata - ci sarà la riunione della BCE e il primo colosso tecnologico, Netflix, renderà noti i risultati trimestrali.

Commento del 14 luglio

Key reversal day sul Nasdaq100 - improvvisamente cambiano le regole del gioco

Per settimane la borsa americana é salita grazie alla tecnologia. Il Nasdaq100 ha regolarmente sovraperformato in maniera evidente e massiccia il resto del listino. Nelle ultime due settimane questo movimento si é accentuato - il rialzo é continuato ed ha accelerato mentre l'S&P500 non riusciva a superare il massimo dell'8 giugno e le borse europee erano da inizio giugno in una tendenza neutra. Fino a ieri sera alle 20.00 tutto sembrava continuare come finora - la borsa americana era al rialzo e il Nasdaq100 stava guadagnando circa il +2% - nel corso della seduta aveva toccato un nuovo record storico a 11069 punti. Poi improvvisamente il vento é cambiato - Wall Street ed in particolare la tecnologia sono stati travolti da un'ondata di vendite. Il Nasdaq100 (-2.16% a 10602 punti) ha chiuso 470 punti più in basso, poco sopra il minimo giornaliero, con una forte perdita di 234 punti e con volumi di titoli trattati in aumento. Questa giornata ha tutte le caratteristiche di un key reversal day. Potrebbe segnare la fine del rialzo e l'inizio di una significativa correzione. La condizione é che oggi ci sia una continuazione verso il basso o al massimo un debole e poco convincente rimbalzo. In caso contrario é solo un'incidente di percorso o una normale reazione ad una situazione di ipercomperato e di eccessi di speculazione al rialzo. Avevamo previsto questo tipo di reazione alla fine dell'analisi del fine settimana - ora la faccenda diventa interessante...

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da dire. È stata decisamente positiva - l'Eurostoxx50 é salito a 3350 punti (+1.63%). Già ieri sera dopo la chiusura abbiamo però scritto che la tendenza restava neutra e che probabilmente gli indici sarebbero stati respinti verso il basso. Di conseguenza per oggi avevamo previsto una seduta negativa malgrado che la borsa americana stesse ancora guadagnando parecchio terreno. Gli indici azionari europei non riescono a superare i massimi di giugno e seguono a distanza la borsa americana. Se avevano del ritardo e mostravano debolezza relativa quando la borsa americana saliva potete immaginarvi cosa succederà quando a Wall Street inizierà una correzione.

L'S&P500 ha aperto a 3210 punti e all'inizio c'é stata una fase di incertezza con un minimo a 3203 punti, Dopo l'indice é salito in maniera abbastanza regolare e alle 19.30 ha toccato un massimo giornaliero a 3235 punti. Era 2 punti sopra il massimo dell'8 giugno a 3233 punti e formalmente aveva toccato un nuovo massimo per la fase di rialzo iniziata a marzo. I festeggiamenti sono stati di breve durata. Alle 20.00 sono arrivate le vendite. L'indice é caduto fino a 3149 punti e ha chiuso a 3155.22 punti (-0.94%). Anche sull'S&P500 c'é stato un key reversal day anche se meno pronunciato che sul Nasdaq - in effetti le vendite si sono concentrate sulla tecnologia (Amazon -3.00%, Microsoft -3.09%, Netflix -4.23%, Tesla -3.08%) mentre il resto del listino ha subito pochi danni.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2314 su 5034, NH/NL a 540 su 330 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 32.19 punti (+4.90), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.40 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 53 punti (-6). Ci stupisce il dato del mercato delle opzioni - evidentemente gli speculatori long non demordono. Questo rende probabile un rimbalzo seguito da un'altra pesante caduta.
I Summation Index sono ancora in calo.

Stamattina alle 07.45 il future sull'S&P500 era in pari - ora (08.45) é salito a 3165 punti (+16) - evidentemente gli europei stimano che i valori attuali sono troppo bassi. L'Eurostoxx50 vale ora 3308 punti - le borse europee apriranno in calo del -1.3%. Probabilmente stamattina tenteranno un recupero o si fermeranno sui valori d'apertura. Poi vedremo cosa decideranno di fare gli americani. Siamo convinti che i venditori di ieri sera riappariranno - entro venerdì il mercato delle opzioni deve subire uno scossone in maniera da ristabilire un mercato normale senza eccesso di speculazione.
Stamattina il Nikkei ha perso il -0.87% - Shanghai é in calo del -0.8.

Aggiornamento del 13 luglio

Se il presente é brutto immaginiamoci un futuro migliore

Goldman Sachs ha cambiato le stime per gli utili delle società dell'S&P500 (3185 punti). Per il 2020 sono state abbassate a 115 USD - per il 2022 sono state alzate a 188 USD. Facciamo un calcolo semplificato al massimo e prendiamo come riferimento un P/E di 20 (quello storico é a 17.1, la media degli ultimi 20 anni é a 25.5). In questo caso il valore attuale dell'S&P500 corrisponderebbe a 2300 punti. Usando gli utili 2022 il valore dovrebbe salire nel futuro a 3760 punti. Questo calcolo non serve a prevedere lo sviluppo dell'S&P500 - é troppo aleatorio. Nel passato il P/E si é mosso tra i 13 ed i 42. Inoltre utili in aumento e tassi d'interesse bassi giustificano P/E alti. Vogliamo solo mettere in risalto un fatto - il presente é brutto, reale ed acquisito. Il futuro é bello ma aletorio e legato a molte incognite. Alla fine del 2019 nessuno si aspettava che l'epidemia di Coronavirus in Cina si trasformasse in una pandemia mondiale con pesanti conseguenze sulla popolazione e sull'economia. Le borse vivono di sogni e di liquidità - lasciamole sognare sapendo che il risveglio potrebbe essere brutale.
Tra l'altro per il secondo trimestre del 2020 Goldman Sachs prevede un crollo del -44% degli utili. A partire da questa settimana verranno resi noti i risultati relativi a  questo trimestre. Vedremo se gli investitori preferiranno ignorarli o se invece si faranno impressionare negativamente dal forte calo delle entrate.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 3195 punti (+16 punti). La settimana inizia nuovamente con borse al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +2.22% - Shanghai sale del +1.3%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3343 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +1.4%.
Per l'analisi tecnica si presenta una situazione interessante. Il massimo dell'8 giugno sull'S&P500 é 3196 punti. Sulla base del future l'S&P500 vale ora circa 3200 punti - avremo una falsa rottura al rialzo seguita da un reversal o un gap up e un'accelerazione? Non lo sappiamo anche se ad istinto ci sembra molto improbabile che l'S&P500 possa superare di slancio i 3200 punti senza correggere e consolidare.
Questa settimana é contrassegnata da tre temi. Le sedute delle Banche Centrali (mercoledì BoJ e BoC, giovedì BCE), l'inizio ufficiale della stagione di pubblicazione dei risultati delle imprese americane del secondo trimestre 2020 e la scadenza delle opzioni di luglio venerdì. Avremo sicuramente una settimana volatile e ricca di sorprese.

Commento dell'11-12 luglio

TINA, irrazionale esuberanza e momentum investing - é impossibile prevedere quando la festa finirà

Le borse mondiali sono spinte al rialzo soprattutto dalla liquidità. Ogni consulente e gestore patrimoniale vive questa esperienza ogni giorno. Nessuno vuole comperare obbligazioni che rendono il -0.465% in EUR (reddito del Bund tedesco decennale) o il 0.65% in USD (reddito dell'US Treasury Bond decennale). Investimenti in immobili o materie prime sono possibili sono in maniera limitata - anche questi mercati sono molto cari. Gli Hedge Fund sono in difficoltà - non riescono più dare regolarmente performance positive e non forniscono una valida alternativa. Con borse in ebollizione é difficile restare inattivi e resistere alla tentazione di comperare qualcosa - c'é per lo meno la possibilità di investire in un titolo vincente e che approfitta della crisi provocata dal Coronavirus. Inoltre molte azioni di società solide e in settori difensivi rendono con il dividendo di più delle obbligazioni. L'effetto TINA (there is no alternative - non ci sono alternative) spinge fatalmente la liquidità verso i mercati azionari - la politica monetaria delle Banche Centrali assicura un flusso constante di nuova liquidità e fornisce un falso senso di sicurezza - molti sono convinti che la FED non lascerà mai cadere la borsa e che ha il potere ed i mezzi per farlo.
In pratica gli investitori sono obbligati a prendere enormi rischi per scarse prospettive di guadagno.
Il rialzo del settore tecnologico e di alcuni titoli ormai mitici nella fantasia degli investitori (Tesla +10.78% o Netflix +8.07%) mostra che é rinata quella irrazionale esuberanza che nel 2000 aveva portato allo scoppio della bolla di internet. Il successo di alcune compagnie come Amazon acceca gli investitori e gli fa dimenticare la realtà dei numeri - l'azione di Amazon (+0.55% a 3200 USD - nuovo massimo storico) ha un valore patrimoniale di 131 USD e sulla base degli utili 2019 é quotata con un P/E di 152. Amazon guadagna soprattutto con il cloud computing, dove ha forti concorrenti, e meno con le vendite al dettaglio via internet dove già possiede una posizione dominante. È difficile credere che la socità nei prossimi anni possa crescere a ritmi tali da giustificare le attuali stratosferiche valutazioni. L'industria di Wall Street, che approfitta di questa pazzia, partecipa e contribuisce alla festa generale. I target per le azioni di moda vengono costantemente aumentati mentre in occasione della pubblicazione dei risultati trimestrali le stime vengono mantenute basse in maniera che i risultati effettivi risultino superiori alle stime dando l'impressione della sorpresa positiva.
La gente compra le azioni apparentemente di successo poiché aumentano di valore e queste azioni aumentano di valore poiché la gente le compra. Questo investire seguendo la tendenza o momentum investing può continuare all'infinito e ben oltre i limiti di decenza indicati dall'analisi tecnica e fondamentale. Noi possiamo dire quando tecnicamente un rialzo é troppo esteso, quando un movimento é eccessivo, quando appaiono delle divergenze negative, quando ci sono dei rischi provocati da un indebolimento strutturale, quando c'é troppo ottimismo ed euforia. Non possiamo però prevedere quando la festa effettivamente finirà.
Sappiamo unicamente che siamo in territorio di alto rischio e che appaiono sintomi di forte ed insana speculazione. Se questa combinazione provocherà una correzione o un crash a partire da settimana prossima o unicamente tra alcuni mesi non lo sappiamo - dobbiamo procedere secondo il calcolo delle probabilità.

Settimana scorsa la sovraperformance della tecnologia ha assunto forme grottesche. In certi giorni il Nasdaq100 é salito mentre gli altri indici azionari sono scesi. Da inizio anno l'S&P500 perde il -1.42%, il Nasdaq guadagna il +18.33% mentre il Nasdaq100 decolla del +24.08%. La situazione é evidente - pochi titoli di peso e di moda trascinano gli indici ed i listini (guardate la performance!) - il resto si trascina stancamente e da inizio giugno non riesce più a fare progressi. Il calo dei Summation Index in America mostra che la maggior parte delle azioni é in perdita e questo provoca un esercito di investitori frustrati. Rimane solo un gruppo ben agguerrito di speculatori e di investitori di momentum che seguono i titoli di successo e le mode dell'istante. Si possono facilmente osservare le ondate di liquidità che si muovono da un tema al successivo. Da inizio luglio improvvisamente parlano tutti in maniera positiva della Cina. Da marzo la borsa era in recupero ma solo a luglio c'é stata una vera e propria esplosione al rialzo con l'indice Shanghai SSEC che é balzato in pochi giorni dai 3000 ai 3400 punti (non osiamo parlare di correlazione con il Nasdaq...). Da settimane il settore delle banche americane era al ribasso. Giovedì (-3.44%) avevamo segnalato una brutta rottura dei supporti. Settimana prossima le banche pubblicano i risultati trimestrali. Molti commentatori venerdì hanno cominciato a parlare del settore in termini positivi prevedendo utili superiori alle stime. Venerdì tutti si sono buttati sui titoli bancari e l'indice BKX ha guadagnato, senza motivi fondamentali evidenti, il +5.29%. Venerdì il settore finanziario ha salvato l'S&P500 (+1.05% a 3185.04 punti).
Abbiamo ora un trend rialzista sulla tecnologia (Nasdaq e Nasdaq100) mentre le altre borse che analizziamo sono in un trend neutro. La forza della tecnologia impedisce una correzione degli indici. Fino a quando? Purtroppo non lo sappiamo poiché i segnali d'allarme e di eccesso forniti dagli indicatori tecnici non corrispondono all'inizio di una correzione. In pratica questa situazione può persistere per settimane. Il Daily Sentiment Index sopra i 90 punti provoca delle sedute negative come quella di martedì ma non innesca una correzione. In questo caso il fatto che le borse salgano malgrado l'ipercomperato e l'euforia é un segnale di forza e non di debolezza imminente. È decisamente troppo tardi per comperare - non sappiamo se il timing per vendere é quello giusto.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.06% a 3296 punti
DAX                         +0.84% a 12633 punti
SMI                          +1.03% a 10230 punti
FTSE MIB                  +0.21% a 19767 punti
S&P500                     +1.76% a 3185.04 punti
Nasdaq100                +4.78% a 10836 punti

La seduta di venerdì é stata positiva. Sia in Europa (Eurostoxx50 +1.07%) che in America (S&P500 +1.05% a 3185.04 punti) gli indici azionari sono saliti e hanno chiuso vicino al massimo giornaliero con moderati guadagni. Questo ha permesso, specialmente in Europa, una chiusura settimanale con una performance positiva. Per tutti gli indici i massimi di giugno non sono stati migliorati e di conseguenza la tendenza a medio termine é neutra. Naturalmente la tecnologia costituisce l'eccezione.
Le premesse per l'inizio di una correzione sono ottimali - a questo scopo però il rialzo degli indici tecnologici deve terminare insieme alla malsana speculazione al rialzo che osserviamo sul mercato americano delle opzioni (CBOE Equity put/call ratio a 0.46, MM a 10g a 0.50). Settimana prossima scadono le opzioni di luglio - forse questo potrebbe provocare un'ondata di prese i beneficio. Per il resto non vediamo nulla che suggerisca la fine imminente di questo rialzo e di questa eccessiva speculazione.
Venerdì l'S&P500 ha aperto a 3152 punti e all'inizio c'é stata una fase di volatile incertezza con una caduta a 3136 punti. Dopo le 16.00 l'indice é salito e ad ondate regolari ha raggiunto in chiusura i 3185.04 punti (+1.05%). Per una volta il Nasdaq100 ha sottoperformato (+0.76% a 10836 punti) ma non in maniera significativa. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5055 su 2249, NH/NL a 285 su 505 e volume realtivo a 0.75. La volatilità VIX é scesa a 27.29 punti (-1.97) mentre il Fear&Greed Index é balzato a 59 punti (+6).
Per definizione la tendenza di fondo della borsa americana é debolmente al rialzo con il 65.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Pecent Index sul NYSE a 53.69 punti.

Da due giorni il DSI sul Nasdaq é sopra i 90 punti. Di conseguenza lunedì o martedì avremo una seduta negativa. Vedremo se in questa occasione i ribassisti avranno qualcosa da dire. Ci vorrebbe una seduta decisamente negativa (-2%/-3%) con volumi in aumento e chiusura sul minimo giornaliero per segnale l'inizio di una correzione degna di nota. In caso contrario é probabile che anche questo ritracciamento verrà comperato.  

Commento del 10 luglio

Secondo i dati tecnici le borse stanno correggendo - manca solo il Nasdaq100 all'appello

Ieri le borse europee hanno avuto la terza seduta negativa consecutiva (Eurostoxx50 -0.69% a 3263 punti) - questa é per definizione una correzione minore. Finora questa correzione intermedia non ha avuto conseguenze sul trend che resta neutro. Su base settimanale le borse europee sono però adesso in calo e se anche oggi gli indici azionari perdono terreno inizia ufficialmente una correzione a medio termine.
Se si guardano i dati tecnici anche la borsa americana sta correggendo. Ieri sera l'S&P500 ha perso il -0.56% a 3152.05 punti. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1934 su 5415, NH/NL a 424 su 1171 (!) e volume relativo a 0.9. Saltano all'occhio il sensibile aumento dei nuovi minimi a 30 giorni (NL) e l'incremento dei volumi di titoli trattati - evidentemente comincia ad esserci una certa pressione di vendita con alcuni settori chiave (grandi banche americane, BKX -3.44%) che barcollano. L'unico problema in un'ottica ribassista sono i famosi AGMAF (Apple, Google, Microsoft, Amazon +3.29% e Facebook). Il rialzo di questi titoli tecnologici continua ed il loro peso negli indici é talmente preponderante da sostenerli malgrado che la maggior parte delle azioni sia in calo - i Summation Index su NYSE e Nasdaq ieri sono ancora scesi. Le fondamenta però si stanno incrinando - ieri malgrado che il Nasdaq100, in controtendenza, sia riuscito a guadagnare ancora il +0.82% a 10754 punti (nuovo record storico a 10785 punti), l'A/D (54 su 46) mostrava un mercato praticamente in equilibrio. Ieri sera gli speculatori long sono rimasti fedeli alla loro convinzione e hanno continuato a comperare calls (CBOE Equity put/call ratio a 0.44). Questa scommessa però non può durare all'infinito. Quando questi speculatori decideranno di prendere i guadagni inizierà la correzione degli indici. Ci vuole solo una ragione per farlo.

Stamattina siamo in ritardo e non abbiamo tempo di commentare in maniera estesa la seduta in Europa. Vi invitiamo a leggere i commenti di ieri sera. In ogni caso la tendenza da inizio giugno é neutra e non é ancora chiaro in quale direzione ci sarà un'uscita dal canale orizzontale - gli indicatori sono possibilisti. La seduta odierna é importante visto che ci sono state tre sedute negative e termina la settimana. Una quarta seduta in calo con una performance settimanale decisamente negativa aprirebbe la strada verso il basso.

L'S&P500 ha aperto a 3179 punti e all'inizio é stato travolto dalle vendite. Verso le 17.30 é caduto a 3115 punti di minimo e questo ha condizionato la chiusura in Europa. Poi l'S&P500, sostenuto da pochi titoli tecnologici, é lentamente risalito fino a 3161 punti. Sul finale c'é stata una fibrillazione che ha fissato la chiusura a 3152.05 punti (-0.56%). La seduta é stata negativa (DJT -1.95%, RUT-2.00%) ma finora i danni sono trascurabili grazie al buon comportamento del Nasdaq. C'é da domandarsi fino a quando può persistere questa forte divergenza. La volatilità VIX é salita a 29.26 punti (+1.18%) - il Fear&Greed Index é lievitato a 53 punti (+1). Sembra che la maggior parte degli investitori é scettica e nervosa - solo i piccoli investitori privati continuano imperterriti a scommettere sulla tecnologia e finora hanno ragione.

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 3115 punti (-26 punti). L'Eurostoxx50 tra pochi minuti dovrebbe aprire sui 3242 punti (-21 punti). Vedremo se anche oggi le borse riusciranno a recuperare dopo questa debole apertura o se invece finalmente i venditori prenderanno il sopravvento.
Il Nikkei ha perso il -1.06% - Shanghai é in calo del -2%.
Settimana prossima inizia ufficialmente il periodo di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese americane. Ci saranno parecchie sorprese - positive e negative. La domanda é se gli utili riusciranno a giustificare le stratosferiche valutazioni delle azioni. Probabilmente no ma non sappiamo se questo sarà sufficiente a scuotere la fiducia degli investitori che guardano solo in un futuro che sperano migliore ignorando la pandemia di coronavirus e la recessione.

Commento del 9 luglio

Tendenza neutra su tutti i mercati mentre la tecnologia é in un mondo a sé stante

Se si analizzano i grafici degli indici azionari europei ed americani si vede in generale che da circa un mese oscillano in laterale senza tendenza. L'Eurostoxx50 (-1.07% a 3286 punti) girovaga sui 3200-3300 punti - l'S&P500 (+0.78% a 3169.94 punti) oscilla stancamente, con modesti volumi di titoli trattati, tra i 3000 ed i 3200 punti. Malgrado numerosi allarmi e tentativi di rottura nelle due direzioni finora non si é concretizzata una nuova sostenibile tendenza.
Solo la tecnologia americana rappresentata dal Nasdaq e soprattutto dal Nasdaq100 (+1.36% a 10666 punti) si muovono in un mondo a sé stante. Gli indici passano da un record al successivo e la tendenza a corto e medio termine é saldamente al rialzo. Questo settore concentra la maggior parte dei volumi di titoli trattati e attrae l'attenzione degli speculatori (CBOE Equity put/call ratio a 0.40 con i maggiori volumi di opzioni sui titoli tecnologici). Malgrado gli eccessi il rialzo continua senza correzioni intermedie degne di nota. Il Daily Sentiment Index é sopra i 90 punti mentre l'indice rimane sul bordo superiore del canale ascendente. Ovviamente questa situazione é estremamente pericolosa. Anche ieri i Summation Index di NYSE e Nasdaq (!) sono scesi - c'é un'evidente divergenza o discordanza tra il comportamento della maggior parte delle azioni e di quello degli indici azionari. C'é un gruppo di speculatori long che ogni giorno festeggia mentre la maggior parte degli investitori é frustrata poiché le quotazioni dei loro titoli non salgono. Chiaramente i prezzi delle azioni delle società tecnologiche salgono molto più velocemente del possibile incremento degli utili - questo significa che delle azioni care stanno diventando oscenamente care togliendo il sostegno dato ai prezzi dai fondamentali. Abbiamo un rialzo che si autoalimenta grazie all'euforia e alla liquidità. Nessuno osa più vendere e tentare di anticipare un massimo. Questo sviluppo può continuare fino a quando gli acquisti non si esauriranno per mancanza di ulteriori compratori o fino a quando un evento scuoterà la fiducia degli investitori inducendoli a prendere i guadagni e vendere - può succedere all'improvviso e considerando gli eccessi é probabile che la caduta sarà violenta e dolorosa. Nessuno sa quando arriveremo a questo punto - bisogna essere consapevoli delle possibilità e dei rischi.     

Le borse europee ieri sono scese per il secondo giorno consecutivo - l'Eurostoxx50 ha perso 35 punti e ha chiuso poco sopra il minimo giornaliero. Per il momento non sembra che l'Eurostoxx50 voglia correggere sostanzialmente - segue unicamente la tendenza neutra. Se l'America e la tecnologia non correggono questa fase di stallo può continuare. Non appare pressione di vendita - solo stanchezza. I volumi di titoli trattati sono modesti e sotto la media. DAX (-0.97% a 12494 punti) e FTSE MIB (-0.57% a 19899 punti) si comportano come l'Eurostoxx50. Negli ultimi due giorni il FTSE MIB ha perso meno dell'Eurostoxx50. C'é chi crede che l'Italia potrebbe approfittare dei programmi d'investimento europei per il rilancio economico. Pensiamo che questo sia solo un effetto psicologico e non crediamo che a medio termine la borsa italiana possa svilupparsi diversamente dalle altre borse europee. A livello di grafico ed indicatori le differenze sono minime e trascurabili.
Insomma - la situazione non cambia. La tendenza é neutra e per il momento gli indici azionari europei si muovono in laterale. Restiamo dell'opinione le borse europee dovrebbero correggere ma fino a quando il settore tecnologico sostiene i listini é improbabile che i venditori possano imporsi.

Pensavamo che la seduta negativa di martedì a Wall Street con chiusura sul minimo giornaliero dovesse avere un seguito. Invece ieri a New York sono subito riapparsi i compratori. Finora ogni ritracciamento viene comperato. La seduta é stata positiva con la solita e abituale sovraperformance dei titoli tecnologici.
L'S&P500 ha aperto in positivo a 3153 punti. All'inizio é salito fino a 3171 punti di massimo ma poi é ricaduto a 3136 punti di minimo in concomitanza con la chiusura in Europa (17.30). In seguito l'S&P500 ha recuperato e ha trascorso la seconda parte della giornata sui 3150 punti. Solo dopo le 21.00 ha ripreso il rialzo e ha chiuso a 3169.94 punti (+0.78%). Il resto del listino si é mosso in maniera simile (DJT +0.47%, RUT +0.81%). Solo la tecnologia si é distinta attirando la maggior parte dei volumi.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4600 su 2671, NH/NL a 365 su 720 (forte aumento dei NL !?) e volume relativo a 0.75. La volatilita VIX é scesa a 28.08 punti (-1.35) mentre il Fear&Greed Index é salito a 53 punti (+5).
Purtroppo sembra che il mercato possa continuare a comportarsi in questa maniera anche nel futuro. Una successione di sedute positive e negative con il risultato che l'S&P500 marcia sul posto mentre il Nasdaq sale. Da inizio anno la differenza di performance é eclatante: -1.88% contro +16.94%.

Stamattina le borse europee devono scontare due fattori. La buona seconda parte di seduta ieri sera a New York e il fatto che il future sull'S&P500 stamattina scende a 3155 punti (-8 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3307 punti (+31 punti) - le borse europee apriranno con guadagni del +1%. Nel frattempo le borsa asiatiche salgono (Nikkei +0.52%, Shanghai +1%).
Se la seduta si svolge come le precedenti é probabile che stasera le borse europee chiuderanno con modesti guadagni mentre la borsa americana cercherà di tornare in pari o addirittura di guadagnare ancora qualche punto.

Tra l'altro non é solo in Nasdaq a salire. Anche la borsa cinese da settimane é al rialzo - ne parleremo nei prossimi giorni cercando di capire se ci sono delle implicazioni per le borse europee ed americana.

Commento dell'8 luglio

Seduta negativa con chiusura nel range di lunedì - può significare qualsiasi cosa...

Ieri la seduta sia in Europa (Eurostoxx50 -0.85% a 3321 punti) che in America (S&P500 -1.08% a 3145.32 punti) é stata negativa. Non c'é però ancora nessun argomento concreto per sostenere l'ipotesi dell'inizio di una correzione. Gli indici azionari europei hanno aperto in calo e per tutta la giornata sono ondeggiati stancamente in laterale. Hanno chiuso al centro del range giornaliero con moderate perdite che compensano circa la metà dei guadagni del giorno precedente. Ieri sera non abbiamo scritto nessun commento poiché non avevamo nulla di concreto da dire. Questa seduta può significare qualsiasi cosa e fino a prova contraria deve essere considerata come una normale seduta negativa all'interno di una tendenza neutra. Dall'inizio di giugno le borse europee si muovono su questi livelli.
La seduta a Wall Street é stata un pò più interessante e lancia per lo meno un debole segnale di correzione visto che si é verificato un minireversal. Gli indici sono saliti nella prima parte della giornata e il Nasdaq100 (-0.75% a 10524 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 10704 punti. Poi sono arrivate le vendite - gli indici sono scesi e hanno chiuso sul minimo giornaliero con moderate perdite. Anche in questo caso la chiusura si é situata nel range di lunedì e le perdite hanno compensato solo circa la metà dei guadagni di lunedì. Abbiamo però per lo meno un reversal e una chiusura sul minimo che talvolta é un segnale d'inversione di tendenza. Abbiamo ripetuto più volte che la premessa per una correzione é un cedimento del settore leader, la tecnologia. Ieri il Nasdaq100 ha perso 80 punti ma ha ancora sovraperformato l'S&P500 (-1.08% a 3145.32 punti) - la condizione necessaria per la correzione non si é ancora concretizzata.

L'S&P500 ha aperto in calo a 3161 punti. All'inizio i rialzisti hanno fatto un ultimo tentativo e l'S&P500 é salito in due ondate fino alle 17.20 quando ha toccato il massimo a 3184 punti. Poi i ribassisti hanno preso il controllo delle operazioni e l'indice é sceso regolarmente fino alla fine. Ha toccato un minimo a 3143 punti e ha chiuso a 3145.32 punti. Le vendite hanno coinvolto tutto il listino (DJT -1.15%, RUT -1.86%). Notiamo la caduta del settore delle banche (BKX -3.26%) su un nuovo minimo a 30 giorni - abbiamo un buon candidato per prendere la leadership in una eventuale correzione di medio termine.
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1817 su 5509, NH/NL a 301 su 435 e volume relativo a 0.75 (più alto sul Nasdaq). La volatilità VIX é salita a 29.43 punti (+1.49), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.45 mentre il Fear&Greed Index é tornato a 48 punti (-4 punti). I Summation Index sono scesi - poco ma sono scesi e questo mostra che nel sottofondo il mercato é debole.
A livello di sentiment c'é ancora la tenace speculazione al rialzo sul settore tecnologico - é questa che permette la sovraperformance del settore e sostiene il listino. Appena questi speculatori si ritireranno avremo l'agognata correzione. Ci vuole una seduta negativa con una caduta del Nasdaq100 superiore a quella del resto del mercato. La chiusura ieri sera sul minimo é una buona premessa oggi per una continuazione del calo. Purtroppo sembra ancora mancare pressione di vendita poiché i volumi non aumentano.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3132 punti (-4 punti) - quello sul Nasdaq100 é in pari. L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3295 punti (-26 punti) - le borse europee devono scontare il finale di seduta a New York in calo e aprono stamattina con una perdita del -0.8%. Le borse asiatiche sono miste (Nikkei -0.78%, Shanghai +2%). Crediamo che stamattina le borse europee tenteranno un recupero. Poi vedremo cosa decideranno di fare gli americani. Settimana prossima inizia il periodo di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese - potrebbero esserci molte sorprese negative...

Commento del 7 luglio

La situazione non cambia - rialzo troppo esteso sostenuto dalla tecnologia

Pensavamo che ieri potesse cambiare qualcosa in questo rialzo - eravamo convinti che l'euforia in alcuni settori e l'eccesso di speculazione al rialzo avesse raggiunto i limiti massimi e che ora ci dovesse essere una reazione negativa. Invece la settimana é iniziata ancora con una seduta decisamente positiva sia in Europa (Eurostoxx50 +1.69% a 3350 punti) che in America (S&P500 +1.59% a 10604 punti). Il Nasdaq100 (+2.53% a 10604 punti) ha nuovamente sovraperformato e ha toccato un nuovo massimo storico a 10625 punti. L'ultima candela sul grafico si trova al di sopra del limite superiore del canale ascendente. L'unico aspetto differente dal solito é che gli indici azionari hanno chiuso vicino ai livelli d'apertura - significa che durante la giornata i rialzisti non hanno dominato ma sono unicamente riusciti a difendere i guadagni acquisiti - d'altra parte i ribassisti non osano più esporsi e tentare una reazione.
Siamo confrontati con un problema ricorrente - é facile trovare i minimi nei ribassi poiché appare un evidente panico ma molto difficile trovare i massimi nei rialzi - non si capisce mai quando il limite dell'eccitazione é stato raggiunto. Ora i DSI su S&P500 e Nasdaq sono sopra i 90 punti mentre il CBOE Equity put/call ratio é precipitato a 0.42. Nel 90% dei casi questo é sufficiente per provocare un sostanziale vuoto d'aria. Se però la tecnologia non cede sarà la solita correzione minore che verrà comperata.
I balzi di ieri sera di Tesla (+13.48%) e Amazon (+5.77%) mostrano chiaramente che gli investitori non seguono più una logica finanziaria ma solo il momentum. Sappiamo che questo tipo di movimento finisce sempre male - presto o tardi c'é un crollo quando le eccessive attese degli investitori vengono deluse - queste azioni sono ormai valuta per la perfezione. Sull'onda dell'entusiasmo però il rialzo può continuare ancora per un pò di tempo infliggendo parecchi danni a chi ha deciso di shortare troppo presto. In fondo il prezzo di un'azione corrisponde a quello che qualcuno é disposto a pagare e non tanto al valore patrimoniale o al reddito dell'azienda. In ogni caso l'utile futuro é unicamente una stima basata su parecchi fattori imponderabili.

Sulla seduta europea abbiamo poco da dire. Tutti gli indici azionari hanno guadagnato terreno in maniera uniforme - nessuno ha però ha superato i precedenti massimi di inizio giugno e quindi formalmente la tendenza a medio termine é ancora neutra.

L'S&P500 ha aperto in gap up a 3172 punti e per tutta la giornata é oscillato in laterale senza una chiara tendenza. Ha toccato un massimo a 3182 punti all'inizio e un minimo a 3152 punti in serata. Ha chiuso a 3179.72 punti (+1.59%). Il famoso gap del 10-11 giugno a 3182 punti é stato chiuso. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5349 su 2005, NH/NL a 491 su 226 e volume relativo a 0.7 (con volumi sopra la media sul Nasdaq). Notiamo che il numoro dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) non aumenta - sono solo pochi titoli della tecnologia a fare lievitare gli indici. Ieri però i Summation Index hanno frenato la loro discesa - hanno guadagnato leggermente.
La volatilità VIX é salita a 27.94 punti (+0.26) - evidentemente qualcuno pensa che ora la VIX debba muoversi al rialzo (e l'S&P500 al ribasso). Il Fear&Greed Index é salito a 52 punti (+2).
Abbiamo notato il balzo di Goldman Sachs (+5.05%) - questo non sembra però un segnale di rialzo sul settore bancario che ieri ha guadagnato come il resto del mercato (BKX +1.82%).

Riassumendo la settimana é iniziata con una seduta decisamente positiva. L'unico problema é che gli indici azionari hanno chiuso sul livello d'apertura - una continuazione verso l'alto sarebbe stata un signale rialzista - un ritracciamenteo ci avrebbe detto che i ribassisti erano in grado di prendere il controllo delle operazioni. Cosi invece siano nell'incertezza. Solo il Nasdaq100 é salito su un nuovo massimo storico. Per il resto la chiusura di ieri non corrisponde ad un nuovo massimo per questa fase di rialzo iniziata a marzo ma é indiscutibilmente un segnale costruttivo. È evidente che per ora la nostra previsione di una correzione é sbagliata.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3159 punti (-13 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.45 vale 3333 punti (-17 punti). Stamattina le borse europee apriranno in calo del -0.5%. Le premesse sono per una seduta negativa. Quando avremo una seduta decisamente negativa saremo in grado di stimare le forze dei ribassisti e potremo dire se l'ipotesi di una correzione é ancora consistente.

Aggiornamento del 6 luglio

Se la borsa sale quando tu pensi che deve correggere ricordati che il mercato ha ragione e tu hai torto

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3165 punti (+36 punti). Noi pensavamo che la settimana dovesse iniziare con una correzione e non capiamo le ragioni di questo balzo. Potrebbe essere una conseguenza del buon comportamento delle borse asiatiche (Nikkei +1.81%, Shanghai +5.4%!) o della notizia dell'acquisto di Dominion Energy (società di distribuzione di gas naturale) da parte della Berkshire Hathaway di Warren Buffett per 9.7 Mia di USD. In ogni caso le borse non si stanno comportando come ci eravamo immaginati noi e non bisogna fare l'errore di pensare che questa é solo un'anomalia temporanea. In questo momento il mercato ha ragione e noi abbiamo torto e quindi non dobbiamo insistere ma adattarci alle nuove condizioni. Questo significa in primo luogo non perseverare nell'errore e non aumentare le posizioni short. La domanda da porsi é se bisogna subito cambiare strategia o attendere lo sviluppo della situazione.
Per noi la risposta é evidente visto che le contrattazioni in Europa e in America non sono ancora cominciate. Inutile comperare adesso e chiudere le posizioni in perdita - guardiamo almeno cosa ne pensano gli investitori di questa inattesa forte apertura. Al momento l'S&P500 si trova solo una manciata di punti sopra il massimo di giovedì scorso. Basterebbe stamattina un modesto ritracciamento per trasformare un'apertura a Wall Street in gap up con un possibile nuovo massimo storico del Nasdaq100 in una probabile seduta in trading range.
Noi pensiamo che la borsa americana deve correggere perché nell'immediato c'é troppa euforia e troppa speculazione al rialzo specialmente nel settore tecnologico. Non diciamo che la borsa deve scendere perché si scontra con una resistenza o perché ci sono dei segnali di esaurimento di trend. Il fatto che stamattina il future sale non cambia questa situazione a livello di sentiment ma la rafforza. L'unico fattore che ci spaventa é il rischio di una auto alimentazione del trend - più il mercato sale in maniera irrazionale e più aumenta la convinzione dei long di essere nel giusto. Contemporaneamente nessuno osa più vendere e meno ancora andare short visto che un mercato che si comporta in maniera (per noi) illogica oggi lo può fare anche domani. Abbiamo già vissuto nel passato parecchie accelerazioni esponenziali di tipo esaustivo e sappiamo che possono durare di più di quanto normalmente ci si potrebbe aspettare e provocare un'irragionevole e sostanziale estensione del trend.
In poche parole qui bisogna fare attenzione poiché gli indicatori di sentiment che finora hanno funzionato molto bene in questo momento non sembrano fornire dei segnali affidabili. Se mettiamo da parte gli indicatori di sentiment il rialzo può continuare - gli altri indicatori sono in territorio neutro e permettono un'ulteriore salita degli indici azionari.

Sono le 08.15. La situazione é invariata. Il future sull'S&P500 é a 3165 punti e l'Eurostoxx50 vale 3361 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +2%. Siamo proprio incuriositi di sapere come chiudono stasera - non ci sembra possibile che possano chiudere sopra i livelli d'apertura.

Commento del 4-5 luglio

La tecnologia é in grado di far continuare il rialzo? Nell'immediato no - a medio termine é possibile

Settimana scorsa le borse dovevano rimbalzare. Come punto di partenza per il rimbalzo avevamo la massiccia zona di supporto sui 3000 punti di S&P500. Le borse europee dovevano seguire. Ci aspettavamo un debole rimbalzo fino ai 3040-3050 punti di S&P500 - invece c'é stata una serie di 4 sedute decisamente positive che ha fatto risalire l'S&P500 fino ai 3165 punti - il gap a 3185 punti é rimasto aperto. Il Nasdaq100 ha raggiunto giovedì un nuovo massimo storico a 10432 punti. L'S&P500 oscilla da un mese tra i 3000 e i 3200 punti - formalmente la tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 72.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 57.08. La tecnologia e il Nasdaq100 trascinano il rialzo - la tendenza di questo indice é a corto e medio termine al rialzo. Il grafico non lascia dubbi - da aprile il Nasdaq100 si muove all'interno di un canale rialzista largo 1600 punti. Più i limiti inferiore e superiore vengono toccati e rispettati e più il canale e la tendenza vengono rafforzati. La nostra ipotesi dell'inizio di una correzione a medio termine si scontra contro questo forte trend - da mesi i rialzisti hanno il controllo della situazione e malgrado un'indebolimento strutturale non appare nessun segnale di inversione di tendenza. Partendo da questa osservazione é facile difendere uno scenario rialzista. In fondo lo stesso vale per l'S&P500 che sembra consolidare come ha già fatto in precedenti occasioni - lo ha fatto in maniera simile tra metà aprile e metà maggio di quest'anno ad agosto dell'anno scorso. Dopo il consolidamento e alcuni tentativi infruttuosi di rompere i supporti la borsa americana é in seguito ripartita al rialzo. Potrebbe succedere anche questa volta. Riassumendo ci sono buoni argomenti per uno scenario rialzista.
Vediamo perché secondo noi ci sono buone probabilità che inizio una correzione a medio termine. I Summation Index stanno scendendo da circa due settimane. Ci sono varie scuole di pensiero per interpretare questo indicatore ma c'é un significato piuttosto semplice - il Summation Index mostra come si comportano le azioni in generale e se scendono significa che la maggior parte delle azioni sta perdendo terreno. In pratica solo una minoranza della azioni continua a salire mentre gli investitori frustrati stanno in media perdendo soldi malgrado che gli indici sono fermi o salgono. Evidentemente i Summation Index possono ricominciare a salire ma in questo momento segnalano una debolezza strutturale del mercato. Al di fuori della tecnologia e dei suoi sotto indici tipo la biotecnologia non vediamo nessun settore in grado di prendere il suo posto - per rendervene conto potete scorrere i grafici. Sappiamo quindi che se per una ragione o un'altra l'euforia sul settore tecnologico subisce una scossa e gli investitori cominciano a dubitare é probabile che la borsa nel suo complesso debba correggere.
Nelle ultime due sedute il Daily Sentiment Index sul Nasdaq era sopra i 90 punti - questo segnala un forte eccesso di ottimismo che a breve deve provocare un vuoto d'aria. La probabilità che la prossima settimana inizi con una correzione almeno minore é alta e questo scenario viene rafforzato dalla costante e perniciosa speculazione segnalata dal mercato delle opzioni - il CBOE Equity put/call ratio é sempre molto basso (giovedì a 0.51). Venerdì il future sull'S&P500 é sceso a 3115 punti (-13 punti) - sembra che la prossima settimana debba per lo meno iniziare con prese di beneficio.
Ora siamo praticamente sicuri che nei prossimi giorni deve esserci una breve correzione - potrebbe essere violenta e consistente (-3%). Purtroppo non siamo in grado di dire se questa correzione sarà la solita correzione a corto termine o se si tramuterà in una sostanziale correzione a medio termine. A questo scopo l'S&P500 deve cadere sotto i 3000 punti (mancano 130 punti o il -3.2%) e il Nasdaq100 deve bucare il limite inferiore del canale ascendente attualmente a circa 9900 punti (mancano 440 punti o il -4.3%).
Purtroppo l'analisi tecnica ha dei limiti - ciclicamente il mercato é pronto per una correzione e gli indicatori di momentum lanciano dei segnali di vendita. Questo però é un mercato dominato dalle emozioni e fino a quando chi specula al rialzo guadagna non ha ragioni concrete per cambiare la sua strategia.
Dopo la prima ondata del Covid19 é iniziata bruscamente una recessione. Ora con la ripertura dell'economia i dati economici stanno evidentemente migliorando. Ci sono solo due incognite - non sappiamo se la ripresa economica sarà abbastanza robusta da cancellare velocemente le conseguenze della pandemia - ne dubitiamo. Infine esiste la possibilità di una seconda ondata di Coronavirus - in molti Paesi europei si delinea questa variante. Di conseguenza crediamo che l'estremo ottimismo di molti investitori subirà nelle prossime settimane un contraccolpo. Lo scetticimo traspare in alcuni indicatori di sentiment - la volatilità VIX é scesa a 27.68 punti (-0.94) ma resta relativamente alta - il Fear&Greed Index a 50 punti é in territorio neutro. Solo i DSI e il mercato delle opzioni mostrano un eccesso di ottimismo e di speculazione al rialzo con un'irrazionale esuberanza su alcuni titoli di moda come Tesla o Amazon. Attenzione però perché le valutazioni sono stratosferiche - le azioni di queste compagnie sono valutate per la perfezione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.82% a 3294 punti
DAX                         +3.63% a 12528 punti
SMI                          +0.84% a 10125 punti
FTSE MIB                  +3.15% a 19726 punti
S&P500                     +4.02% a 3130.01 punti (in 4 sedute)
Nasdaq100                +5.00% a 10341 punti (in 4 sedute)

La seduta di venerdì é stata poco interessante. Ci ha unicamente detto che il rally settimanale si é concluso giovedì verso le 16.00. Venerdì ci sono state delle prese di beneficio e gli indici azionari europei hanno chiuso con moderate perdite (Eurostoxx50 -0.77% a 3294 punti) e vicini ai minimi giornalieri. Questa seduta negativa non significa però niente di particolare. Gli indici hanno perso un quarto di quanto avevano guadagnato giovedì - a prima vista é un semplice e logico ritracciamento. La borsa a New York era chiusa e l'assenza degli investitori americani si é fatta sentire. In mancanza di impulsi da Wall Street gli europei hanno fatto quello che fanno di solito in queste occasioni. Hanno giocato sulla difensiva evitando ulteriori acquisti e vedendo qualcosa per incassare i forti guadagni settimanali.

Spesso riceviamo delle indicazioni da altri mercati finanziari. Purtroppo in questo momento non ci sono segnali particolari. I cambi sono stabili (EUR/USD a 1.1245) e i tassi d'interesse, controllati dalla Banche Centrali, non si muovono. I prezzi delle materie prime stanno lievitando (petrolio WTI a 40.65 USD/barile) - é la logica conseguenza della ripresa congiunturale e di liquidità in cerca di sicurezza. Solo questo può spiegare la forza del CHF e il lento rialzo del prezzo dell'oro (USD 1775 oncia). Non appare niente di particolare che possa aiutarci a prevedere lo sviluppo delle borse nel futuro.

La prossima settimana deve iniziare con almeno una correzione minore. Vedremo se questa correzione assume le caratteristiche di una spinta di ribasso o se sarà solo un temporale estivo in grado di eliminare gli eccessi di ottimismo e la speculazione.

Commento del 3 luglio

Candele rosse sui grafici degli indici americani

Ieri le borse europee si sono finalmente accorte di aver durante la settimana accumulato troppo ritardo nei riguardi dell'America. Grazie alla buona chiusura a Wall Street di mercoledì sera e alle indicazioni positive provenienti dai futures ieri mattima gli indici azionari europei hanno aperto al rialzo e non si sono più fermati. Nel pomeriggio alle 14.30 un buon job report americano ha fornito ulteriori impulsi. Nel complesso é stata un'ottima seduta che ha superato di molto le nostre più rosee previsioni. Sinceramente questa seduta di forte rialzo ci ha sorpreso e stamattina non sappiamo cosa dire. Gli indici azionari europei, con l'Eurostoxx50 (+2.84% a 3320 punti) in testa, potrebbero ricominciare a salire dopo una fase di consolidamento ma non crediamo che questa sia la giusta interpretazione. Preferiamo però osservare l'ultima seduta della settimana prima di emettere un parere definitivo. Ieri l'Eurostoxx50 ha chiuso vicino al massimo giornaliero e su un nuovo massimo a 20 giorni - lo stesso vale per il DAX (+2.84% a 12608 punti) e per il FTSE MIB (+2.88% a 19886 punti) - nulla impedisce una continuazione a breve del rialzo se non un eventuale massimo significativo in America. Oggi la borsa americana é chiusa come anticipazione alla festa dell'Indipendenza. Senza gli americani i mercati finanziari mondiali si fermeranno. Avremo tempo nell'analisi del fine settimana di rianalizzare la situazione tecnica approfonditamente e vedere se l'ipotesi dell'inizio di una correzione di medio termine é ancora valida. Per il momento sembra di si.

Ieri alle 14.30 il rapporto sul mercato del lavoro americano a giugno é risultato migliore delle stime degli analisti. L'effetto psicologico non si é fatto attendere - i futures sono balzati verso l'alto. Non dimentichiamoci che questi dati riguardano il passato e sono in gran parte scontati nel rialzo della borsa da marzo. All'inizio della recessione le perdite di posti di lavoro sono state sottostimate - ora avviene il contrario.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 3155 punti e sullo slancio é salito fino a 3165 punti. Poi ci sono state delle prese di beneficio e l'indice é sceso a 3130 punti. A metà seduta l'S&P500 si é stabilizzato ed é oscillato intorno ai 3145 punti. Nell'ultima ora di contrattazioni l'indice é caduto fino al minimo a 3124 punti e ha chiuso a 3130.01 punti (+0.45%). Alla fine é rimasto un moderato guadagno di 14 punti e una candela rossa sul grafico risultato di una chiusura sotto il livello d'apertura. Il Nasdaq100 si é comportato in maniera simile - ha toccato un nuovo massimo storico a 10432 punti e ha chiuso a 10341 punti (+0.61%). Appaiono segnali di irrazionale euforia come il balzo del +7.95% di Tesla. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4658 su 2628, NH/NL a 418 su 157 e volume relativo a 0.75. I bassi volumi sono una conseguenza dell'odierna giornata di festa. Sul Nasdaq i volumi restano superiori alla media - un segno evidente del fatto che l'attenzione degli investitori e degli speculatori si concentra in questo settore. La volatilità VIX é scesa a 27.68 punti (-0.94) - il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.51, il Fear&Greed Index é salito di poco a 50 punti (+1). I Summation Index sono scesi di poco ma sono scesi...
Questa settimana il rialzo é stata superiore alle nostre attese. La situazione tecnica però non é cambiata in maniera sostanziale e le premesse per una correzione sono ideali. Non vogliamo farci influenzare dalle nostre posizioni short e cercare di trovare nei dati tecnici solo degli argomenti a sostegno della nostra tesi. Di conseguenza nel fine settimana cerceremo di giustificare uno scenario rialzista e vedremo che risultati avremo.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3135 punti (+6 punti) - gli europei sono ancora ottimisti e rialzisti. Crediamo che nel corso della giornata questo effetto sparirà e che gli indici azionari chiuderanno praticamente invariati. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3332 punti (+12 punti o +0.35%). Il Nikkei ha guadagnato il +0.66% - Shanghai é al rialzo del +1.6%.

Commento del 2 luglio

Mercati misti - solo i big della tecnologia sono ancora al rialzo e attirano gli speculatori

Ieri é stata una di quelle giornate che a seconda dell'umore o delle posizioni in portafoglio ha accontentato e scontentato un pò tutti.
I rialzisti si aggrappano alla tecnologia e vedono che il Nasdaq100 (+1.20% a 10279 punti) ha ancora guadagnato 122 punti e ha fatto registrare la miglior chiusura giornaliera della storia - sembra che basta giocare i soliti titoli (Amazon +4.35%) o comperare un leader dopo una correzione (Facebook venerdì -8.32%, ieri +4.62%) per guadagnare soldi. In Europa gli investitori si sono accontentati di comperare qualche titolo farmaceutico (la produzione di un vaccino contro il Covid-19 si avvicina) o alimentare con la conseguenza che l'SMI svizzero é salito (+0.44% a 1089 punti) mentre le borse europee in generale hanno perso qualche punto (Eurostoxx50 - 0.17% a 3228 punti).
I ribassisti notano che gli indici azionari europei non riescono più a fare progressi e a seguire gli Stati Uniti. Ieri hanno chiuso in perdita malgrado che la borsa americana abbia continuato la sua corsa. Anche la seduta a Wall Street ha frustrato molti investitori. il guadagno dell'S&P500 (+0.50% a 3115.86 punti) inganna poiché in generale ci sono stati più titoli in perdita che in guadagno. DJ Industrial (-0.30%), DJ Transportation (-0.21%) e Russell2000 (RUT -0.97%) hanno chiuso in calo. I Summation Index sono ancora scesi. La borsa americana sembra pronta per una correzione - se solo la fiducia incondizionata di molti investitori su pochi titoli della tecnologia venisse a mancare é probabile che gli indici comincerebbero a scendere.
A breve sul Nasdaq c'é la solita pericolosa combinazione di euforia (DSI sopra i 90 punti) e speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.46!). Oggi o lunedì prossimo ci deve essere un vuoto d'aria. Vedremo se questo sarà sufficiente ad obbligare i rialzisti a battere in ritirata e a rompere i supporti. Teniamo d'occho i 3000 punti di S&P500 e il bordo inferiore del canale ascendente sul Nasdaq100.

Ieri mattina un difetto tecnico ha bloccato la borsa di Francoforte (Xetra) per 3 ore - contemporaneamente anche il commercio dei derivati sull'Eurex non funzionava. Dopo le 11.30 le transazioni sono riprese con un tuffo dal quale l'Eurostoxx50 si é ripreso solo nel pomeriggio grazie agli impulsi positivi provenienti da New York. La seduta é stata volatile ma alla fine l'Eurostoxx50 (-0.17% a 3228 punti) ha chiuso in mezzo al range con una insignificante perdita di 6 punti. Notiamo il massimo giornaliero a 3250 punti che corrisponde esattamente al nostro obiettivo per questa spinta di rialzo. Anche il DAX ha chiuso in mezzo al range con una perdita di 50 punti che compensa la sovraperformance di martedì. Il massimo giornaliero é stato di 12391 punti - il DAX é rimasto bloccato qui per 3 ore e alla ripresa delle contrattazioni é caduto di colpo di 130 punti. Senza questa panne avrebbe raggiunto i 12400 punti che costituiscono il nostro obiettivo per questa spinta di rialzo.
Insomma - la seduta in Europa non ci ha detto nulla di nuovo. La tendenza a corto e medio termine é neutra e le borse attendono evidentemente nuovi impulsi che dovrebbero arrivare dagli Stati Uniti. Alcuni effetti tecnici e psicologici (window dressing, gli investimenti di inizio mese, l'avvicinarsi del lungo fine settimana della festa dell'Indipendenza americana) hanno sostenuto il mercato. Al più tardi all'inizio di settimana prossima questo effetto verrà a mancare.

L'S&P500 ha aperto il leggero guadagno a 3108 punti. Dopo un'ora di incertezza é caduto sul minimo a 3101 punti. Da qui é risalito sui 3115 punti ed é oscillato per ore intorno a questo valore. Sul finale c'é stata un'impennata sul massimo a 3128 punti. Lo sforzo é stato però eccessivo e negli ultimi minuti di contrattazioni c'é stata una caduta a 3015.86 punti (+0.50%). La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3472 su 3873, NH/NL a 293 su 205 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX (ricordiamoci che la VIX riguarda l'S&P500!) é scesa a 28.62 punti (-1.81) mentre il Fear&Greed Index é neutro a 49 punti (+ 1).
Vi ricordiamo che venerdì in America é giorno di festa - oggi per Wall Street é l'ultima seduta di contrattazioni della settimana. In tre sedute l'S&P500 ha guadagnato più di 100 punti - é probabile che prima del lungo fine settimana ci siano delle sporadiche prese di beneficio.

Stamattina alle 08.00 il future sull'S&P500 é a 3104 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale 3250 punti - le borse europee devono scontare il rialzo nella seconda parte della seduta di ieri sera a Wall Street e apriranno con un guadagno di circa il +0.6%. Pensiamo che stamattina proveranno a guadagnare ancora qualche punto. Crediamo però che stasera ritroveremo gli indici azionari europei sui livelli d'apertura o poco più in basso. Alle 14.30 verrà pubblicato il job report americano per il mese di giugno. I dati sull'occupazione hanno un forte impatto emotivo pur essendo dei numeri che riflettono il passato - é probabile che le borse reagiranno decisamente a dati lontani dalle stime degli analisti.
Le borse asiatiche sono al rialzo (Nikkei +0.11%, Shanghai +1.8%).

Commento del 1. luglio

La fine del semestre ha spinto le borse verso l'alto - pur sapendolo abbiamo sottovalutato questo effetto

Dal supporto a 3000 punti l'S&P500 (+1.54% a 3100.29 punti) doveva rimbalzare. Sapevamo che molto probabilmente la borsa avrebbe cercato di terminare il semestre il più in alto possibile e conoscevamo l'effetto positivo della festa dell'Indipendenza - normalmente la performance della borsa americana nella settimana prima di questa importante festa nazionale é positiva. Pensavamo però che un mercato strutturalmente indebolito non potesse rimbalzare di molto e ci eravamo immaginati una risalita dell'S&P500 sui 3040-3050 punti. Abbiamo sottovalutato questo movimento. Il rally di ieri sera a New York con una sospetta accelerazione sul finale non ha però cambiato la situazione tecnica a medio termine. I Summation Index stanno ancora scendendo e il CBOE Equity put/call ratio (0.52) é ancora troppo basso e denota una perniciosa speculazione al rialzo. Ieri sera gli acquisti degli investitori si sono concentrati sui soliti titoli mentre i volumi di titoli trattati sono nuovamente risultati al di sotto della media (volume relativo a 0.85). Oggi il prezzo dell'oro tocca un nuovo massimo annuale a 1784 USD/oncia - non a caso. Pensiamo che il rialzo di ieri sera a Wall Street sia stata unicamente un'aberrazione che verrà corretta in breve tempo. Restiamo dell'opinione che a luglio le borse devono svolgere una correzione a medio termine con un potenziale di ribasso fino al -10%.

La seduta in Europa si é svolta senza sorprese - gli indici hanno terminato la giornata misti - l'Eurostoxx50 é salito a 3234 punti (+0.06%). L'Eurostoxx50 é oscillato ampiamente (range di 39 punti) intorno alla parità e ha chiuso senza sostanziali variazioni e al centro del range giornaliero. Il DAX si é comportato in maniera simile con la differenza che il movimento si é sviluppato un +0.5% più in alto e l'indice ha chiuso a 12310 punti (+0.64%). In Europa l'effetto della chiusura semestrale é stato meno pronunciato e forse l'Eurostoxx50 non riuscirà a raggiungere l'obiettivo a 3250 punti - ieri sera alle 22.00 sulla base del future l'Eurostoxx50 valeva 3240 punti.

L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3048 punti. Nella prima ora e mezza di contrattazioni é salito a 3080 punti e in seguito é oscillato fino alle 21.00 intorno ai 3075 punti. Sul finale c'é stata un'accelerazione al rialzo e l'indice ha chiuso a 3100.29 punti (+1.54%) dopo aver toccato un massimo a 3111 punti. Gli acquisti come al solito si sono concentrati sulla tecnologia (Nasdaq100 +1.96% a 10156 punti, volume relativo a 1.05) con un'evidente irrazionale euforia su alcuni titoli di moda come Tesla (+6.98% e nuovo massimo storico). Il resto del mercato ha subito meno questo effetto di window dressing (DJT +1.33%, RUT +1.42%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5229 su 2097 e NH/NL a 231 su 255. La volatilità VIX é scesa a 30.43 punti (-1.35) mentre il Fear&Greed Index é stranamente scivolato a 48 punti (-1).
Stamattina il future sull'S&P500 scende a 3076 punti (-14 punti) - sembra che il mercato voglia subito correggere l'eccesso di ieri sera nell'ultima ora di contrattazioni. Questo non significa ancora niente per quel che riguarda l'inizio di una correzione. Crediamo che per questa settimana i giochi sono fatti. Forse nei prossimi due giorni ci saranno delle sporadiche vendite. Una nuova tendenza si delineerà però solo a partire da settimana prossima.
L'Eurostoxx50 alle 08.25 vale 3233 punti le borse europee apriranno senza sostanziali variazioni - ci aspettiamo una seduta come ieri nella quale gli indici azionari sono oscillati intorno alla parità.
Stamattina il Nikkei ha perso il -0.75% - Shanghai sta guadagnando il +0.9%.

Commento del 30 giugno

Come un treno che si muove puntuale sui binari

Ieri le borse hanno seguito il percorso segnato dall'analisi tecnica alla perfezione. L'S&P500 ha aperto al rialzo a 3020 punti. Prima ha dovuto completare la correzione ed é sceso alle 15.50 fino a 2999.74 punti di minimo. Dopo avere raggiunto esattamente il supporto a 3000 punti l'indice é rimbalzato. È risalito velocemente fino ai 3042 punti. Poi l'ascesa si é fatta più lenta - l'indice é arrivato verso le 19.40 a 3050 punti ed é ridisceso con calma a 3035 punti. Negli ultimi 10 minuti di contrattazioni l'S&P500 é stato catapultato verso l'alto da un'ultima ondata d'acquisti e ha chiuso sul massimo giornaliero a 3053.24 punti (+1.47%).
Il rimbalzo dai 3000 punti si é svolto come da manuale - facciamo ora un passo indietro.
La seduta in Europa é stata ovviamente positiva e gli indici si sono mossi mantenendo un occhio puntato su Wall Street. La borsa americana, come abbiamo visto, ha seguito il copione - l'S&P500 é ancora caduto fino a 2999 punti di minimo ma poi dal supporto a 3000 punti é partito l'atteso rimbalzo. Fino a quel momento gli indici azionari europei oscillavano sulla parità. Poi sono decollatati e  hanno chiuso vicino al massimo giornaliero con dei forti guadagni (Eurostoxx50 +0.87% a 3232 punti, DAX +1.18% a 12232 punti). Chi si aspettava un disastro dopo la pessima seduta di venerdì a Wall Street é rimasto deluso - deve affidarsi nel futuro all'analisi tecnica. Sullo slancio nei prossimi giorni le borse europee dovrebbero guadagnare ancora del terreno. Prevediamo per l'Eurostoxx50 ancora un progresso in direzione dei 3250 punti - il DAX potrebbe nuovamente salire sui 12400 punti - questa dovrebbe essere una buona occasione per vendere. Le borse europee sono ripartite al rialzo seguendo il filone della ripresa economica. Il FTSE MIB (+1.69% a 19447 punti) ne ha approfittato sotto due aspetti. Da una parte sono saliti i titoli ciclici. D'altra parte un aumento pur marginale dei tassi d'interesse ha nuovamente fomentato l'interesse sui titoli bancari (SX7E +3.24% a 63.17 punti). Una settimana fà avevamo previsto un movimento fino a fine mese tra i 19000 ed i 20000 punti con un'alta probabilità di una salita sulla parte superiore del range per la fine di giugno. Finora non abbiamo sbagliato anche perché oggi ci aspettiamo un'altra seduta positiva.  

Torniamo in America. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5475 su 1885, NH/NL a 200 su 456 e volume relativo a 0.8. Da giorni il volume di titoli trattati nelle sedute negative é più alto di quello nelle sedute positive. Sembra esserci più pressione di vendita che potere d'acquisto. Sul Nasdaq ci sono sempre volumi superiori alla media. La volatilità VIX é scesa a 31.78 punti (-2.95), il CBOE Equity put/call ratio é tornato a 0.55 e il Fear&Greed Index é salito a 49 punti (+3). I Summation Index sono ancora in calo. Notiamo infine l'anemico rimbalzo del settore bancario americano (BKX +1.43% dopo il -6.44% di venerdì scorso).
Finora il mercato si sviluppa come previsto. S&P500 e Nasdaq100 sono rimbalzati dai supporti. Il rimbalzo in termini di punti potrebbe essere finito. Sapete però che ci aspettavamo una borsa rialzista fino all'odierna fine del mese di giugno e che spesso la settimana prima della festa dell'Indipendenza di sabato 4 luglio (venerdì 3 luglio é anche una giornata di festa per permettere agli americani di avere un fine settimana prolungato) é positiva. Di conseguenza crediamo che l'S&P500 si fermerà sui 3050 punti (o poco più in alto) fino a giovedì sera. Pensiamo che ci aspettano alcune sedute volatili ma per saldo non dovrebbe cambiare molto. Delle impennate sopra i valori di chiusura di ieri dovrebbero essere utilizzate per aprire posizioni short a medio termine.

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 3041 punti (-6 punti) - fino alle 07.15 era sui 3055 punti - poi é sceso. Sembra che per gli europei l'aria é troppo rarefatta. Non hanno tutti i torti considerando che l'S&P500 é balzato di 28 punti negli ultimi 10 minuti della seduta. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3235 punti. Le borse europee apriranno praticamente invariate. Gli investitori devono digerire il rialzo di ieri. Stamattina dovrebbe esserci un ritracciamento ma poi ci aspettiamo che le borse salgano nuovamente. Prevediamo una seduta di poco positiva sia in Europa che in America.
Il Nikkei ha guadagnato il +1.33% - Shanghai sta salendo del +0.6%.

Aggiornamento del 29 giugno

Le emozioni predominano

Le borse vengono scrollate da notizie positive e negative. I movimenti dei prezzi delle azioni hanno per il momento poco a che fare con fattori razionali ma sono dettati dalle emozioni. Gli investitori istituzionali sono poco attivi. Sono sopratutto gli investitori privati e gli speculatori che muovono sul corto termine gli indici azionari. Di conseguenza sono le notizie del momento a provocare movimenti in una o nell'altra direzione e meno le prospettive economiche. In un contesto del genere bisogna seguire in prima linea i segnali provenienti dagli indicatori di sentiment. Nell'immediato c'é ancora troppa speculazione al rialzo. Per il resto traspare un certo pessimismo (VIX alta e Fear&Greed Index sotto i 50 punti) e cautela che dovrebbero impedire un sostenibile ribasso. La variante più probabile é quella di una correzione di medio termine.
Durante il fine settimana é fallita la società americana Chesapeake lasciando un buco di 7 Mia di USD. Cheasapeake é attiva nel campo dell'energia ed era in crisi da anni. Era però una di quelle azioni come Hertz (noleggio d'auto) amata dai piccoli speculatori per la sua volatilità. Il fallimento di Chesapeake, che azzera il valore delle azioni, dovrebbe essere un monito per questi speculatori. Si può perdere tutto il proprio investimento e la borsa non é un gioco che finisce sempre bene solo perché Stati e Banche Centrali intervengono a sostenerli in caso di crisi. Ci aspettiamo che nel futuro il CBOE Equity put/call ratio torni a comportarsi normalmente evitando i lunghi periodi con valori decisamente sotto la media.
Stamattina il future sull'S&P500 é fermo a 3006 punti (-1 punto). Mentre stavamo scrivendo é brevemente caduto a 2996 punti per poi risalire. Non sembra che il future voglia scendere decisamente più in basso - forse la nostra previsione di un rimbalzo a breve di una trentina di punti é corretta. L'Eurostoxx50 vale 3193 punti (-11 punti). Le borse europee devono scontare il finale di seduta negativo venerdì sera a Wall Street e apriranno con una minusvalenza del -0.3%. Restiamo dell'idea che dai 3000 punti l'S&P500 deve rimbalzare. Non sappiamo se lo farà salendo direttamente dalla chiusura di venerdì a 3009 punti o se invece deve ancora scendere una decina di punti a testare il supporto prima di reagire.
Sul fronte del Coronavirus non ci sono novità di rilievo.

Commento del 27-28 giugno

L'S&P500 punta ai 2800 punti ma prima dovrebbe rimbalzare

Una settimana fà eravamo convinti che l'S&P500 dovesse iniziare una correzione a medio termine - eravamo alla ricerca di conferme per questa ipotesi. Ci aspettavamo che il calo potesse cominciare lunedì dopo la scadenza dei derivati di giugno. L'alternativa era che la borsa cominciasse a scendere solo all'inizio del mese di luglio visto che fino alla fine del semestre l'effetto del window dressing avrebbe in linea di massima sostenuto il mercato evitando le vendite e favorendo acquisti sui titoli più performanti. Invece la soluzione si é situata nel mezzo. Fino a martedì é successo poco con la conseguenza che noi abbiamo cominciato a favorire la variante di luglio. Mercoledì c'é stata una pesante caduta senza prosecuzione al ribasso. La seduta di mercoledì é stata talmente negativa da provocare il giorno dopo una reazione positiva. Venerdì ci aspettavamo che dopo queste sedute turbolenti gli investitori ne avessero abbastanza e che ci sarebbe stata una seduta di pausa. Invece, complici il Coronavirus e Facebook (-8.32%), c'é stata ancora un'ondata di vendite che ha avuto come conseguenza di schiacciare le performance settimanali decisamente in negativo.
L'S&P500 (-2.42% a 3009.05 punti) ha chiuso poco sopra il massiccio supporto a 3000 punti. Il Nasdaq100 (-2.50% a 9849 punti) é caduto sul bordo inferiore del canale ascendente. Normalmente questi supporti dovrebbero reggere al primo tentativo di rottura e quindi all'inizio di settimana prossima dovrebbe esserci un rimbalzo. Pensiamo però che il rimbalzo dovrebbe essere anemico (fino a 3040 punti di S&P500) ed essere seguito da una spinta di ribasso piuttosto robusta e consistente. Il cuneo discendente sul grafico dell'S&P500 suggerisce come obiettivo i 2800 punti. Venerdì c'é stata una brutta rottura al ribasso di Facebook (-8.32%) e di Google (-5.45%). Anche Apple ha avuto una giornata pessima (-3.07%). Sembra che gli investitori comincino a girare le spalle alla tecnologia. Abbiamo l'impressione che anche gli speculatori long lentamente stiano mollando la presa (CBOE Equity put/call ratio a 0.74). Crediamo che questa volta la tecnologia non salverà il mercato. È anzi possibile che il Nasdaq100 trascini la correzione con perdite superiori a quelle dell'S&P500. Non siamo però ancora sicuri che la correzione si svilupperà in questa maniera - esistono degli indizi come la discesa ormai decisa dei Summation Index. Prima però dobbiamo osservare cosa succedere lunedì. Vogliamo vedere un debole rimbalzo. Un rimbalzo robusto di alcune sedute metterebbe in dubbio lo scenario della correzione a medio termine. Una discesa immediata e secca sotto i 3000 punti di S&P500 sarebbe un segnale che il mercato é ancora più debole di quanto pensiamo - in questo caso conviene allacciare le cinture di sicurezza.
Un ulteriore segnale negativo é il ribasso del settore bancario che venerdì ha avuto un'accelerazione in Europa (SX7E -2.42% a 61.19 punti) e soprattutto in America (BKX -6.44%). Questo ribasso é strettamente correlato al calo dei tassi d'interesse. Venerdì il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso al 0.64% (-0.04%). I tassi d'interesse scendono poiché gli investitori stanno lentamente abbandonando lo scenario di una ripresa economica a V. In questo caso una correzione delle borse sarebbe la logica conseguenza di una situazione economica molto difficile. Il forte rialzo delle borse dai minimi di marzo era stato provocato dall'idea che la crisi e la recessione provocati dal Coronavirus sarebbero stati passeggeri. Invece é ormai evidente che la pandemia non é stato un episodio fugace e dall'impatto limitato nel tempo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.99% a 3204 punti
DAX                         -1.96% a 12089 punti
SMI                          -2.19% a 10041 punti
FTSE MIB                  -2.52% a 19124 punti
S&P500                     -2.86% a 3097.74 punti
Nasdaq100                -1.59% a 9849 punti

Venerdì la giornata é iniziata bene. Le borse europee hanno aperto in guadagno e fino nel primo pomeriggio sono ancora riuscite a guadagnare qualche punto. Verso le 13.00 le plusvalenze si situavano tra il +1.2% ed +1.5% (massimo dell'Eurostoxx50 a 3273 punti - chiusura di giovedì a 3218 punti). Poi il vento é cambiato. Sotto la spinta proveniente dagli Stati Uniti gli indici azionari sono scesi fino a fine giornata. Le perdite sono state modeste (Eurostoxx50 -0.46% a 3204 punti, DAX -0.73% a 12089 punti) ma sufficienti per trasformare una settimana che sembrava concludersi senza sostanziali cambiamenti in una settimana decisamente negativa. A livello tecnico non ci sono ancora danni gravi - alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva ancora 3197 punti. È però evidente che se la borsa americana corregge anche le borse europee saranno costrette a scendere. Secondo l'analisi tecnica le tendenze a corto e medio termine sono ancora neutre e anche gli indicatori sono in territorio neutro (RSI sui 51-53 punti). Gli indici si trovano al centro delle Bollinger Bands.

In America operatori ed analisti si sono concentrati sulle notizie negative. I dati riguardanti il Coronavirus continuano a peggiorare e alcuni Stati reagiscono con misure che limitano i contatti sociali tra i cittadini - la riapertura dell'economia si trascina del tempo. Per varie ragioni i giganti del consumo hanno deciso di ridurre le spese per la pubblicità e i big della tecnologia come Facebook e Google hanno accusato il colpo. Le vendite hanno coinvolto tutto il settore tecnologico e una seduta che era iniziata bene si é trasformata in una Caporetto.
L'S&P500 ha aperto in calo a 3068 punti e all'inizio é ancora salito a 3073 punti. Poi i ribassisti hanno preso il controllo delle operazioni. Con una prima spinta di ribasso l'indice é sceso a 3020 punti ed é oscillato per ore intorno a questo valore. Dopo le 20.00 é sceso altri 20 punti e ha cominciato a combattere con il supporto a 3000 punti. L'S&P500 ha toccato un minimo a 3004 punti e ha chiuso a 3009.05 punti (-2.42%). Il Nasdaq100 lo ha imitato (-2.50% a 9849 punti) e ha decisamente abbandonato i psicologicamente importanti 10000 punti. Le vendite si sono distribuite in maniera omogenea su tutto il listino (DJT -2.16%, RUT -2.44%).
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1374 su 5986, NH/NL a 176 su 951 (ci aspettavamo di peggio) e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é salita a 34.73 punti (+2.51) mentre il Fear&Greed index é sceso a 45 punti (-4 punti).
Per definizione la tendenza di fondo della borsa americana é ancora al rialzo con il 63.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 53.72. 
A giugno il rialzo delle borse é entrato in stallo. La performance della borsa americana é negativa. Il calo di momentum ha provocato dei segnali di vendita su indicatori tipo i MACD. I convinti rialzisti cominciano ad avere dei dubbi - dovrebbero esserci delle vendite come conseguenza di prese di beneficio. Al contrario c'é chi ha liquidità e attende una correzione per comperare - per questi investitori il calo dai massimi non é ancora abbastanza ampio per spingerli ad agire. Le premesse anche a livello di sentiment sono ideali per una correzione a medio termine. Ora aspettiamo solo una rottura al ribasso...

Commento del 26 giugno

Rimbalzo con divergenze

Ieri mattina le borse europee hanno fatto ancora un tuffo di una mezz'ora. L'Eurostoxx50 (+0.71% a 3218 punti) é sceso fino a 3149 punti di minimo - noi avevamo stimato che la correzione doveva finire sui 3130 punti. Poi gli indici sono risaliti per un'ora e si sono stabilizzati poco sopra la parità fino all'apertura di New York. Quando era ormai chiaro che anche la borsa americana non voleva scendere più in basso le borse europee hanno ancora guadagnato qualche punto e hanno chiuso con moderati guadagni. Gli indici hanno recuperato meno di un terzo delle perdite di mercoledì ma per lo meno era evidente che non era iniziato un ribasso ma avevamo a che fare con una semplice correzione minore. Non sappiamo se la correzione é già finita. In teoria oggi doveva ancora esserci una seduta negativa e un test dei minimi. Ci avviciniamo perà alla fine del mese e e quella odierna é l'ultima seduta della settimana. Una valida e realistica alternativa e che le borse provino a lievitare ancora alcuni giorni per terminare il mese nella migliore posizione possibile. I portfolio managers vorranno far vedere di possedere le azioni "buone" vale a dire quelle che nel primo semestre hanno avuto una buona performance. Pensiamo quindi che la tecnologia e il Nasdaq100 (+0.99% a 10101 punti) avrannno ancora alcune sedute di rialzo che dovrebbero riportare l'indice a ridosso del massimo storico. Notiamo sempre una forte speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.54) mentre aumentano le divergenze - ieri i nuovi minimi a 30 giorni sul NYSE sono aumentati a 812 (!) mentre i Summation Index sono scesi. Crediamo che a luglio debba iniziare una correzione più importante che deve coinvolgere anche la tecnologia - ne parleremo nell'analisi del fine settimana.

Ieri tutte le borse europee sono risalite e hanno terminato la giornata in guadagno. La correlazione tra le varie borse é stretta e le performances sono simili ovunque con la conseguenza che tecnicamente tutti gli indici hanno un'aspetto simile. Solo l'SMI svizzero si distingue (+0.68% a 10089 punti) con una buona performance da inizio anno ed una volatilità inferiore agli altri indici - questa borsa resta da favorire in questo scenario economico e borsistico incerto.

In America avevamo previsto che la borsa avrebbe reagito con un rimbalzo e avevamo previsto una seduta di poco positiva. È andata meglio di quanto ci eravamo immaginati.
L'S&P500 ha aperto a 3045 punti e all'inizo é ancora sceso a 3024 punti. Poi é risalito sui 3050 punti dove é oscillato con calma fino alle 21.00. Nell'ultima ora di contrattazione l'S&P500 é ancora salito a 3086 punti e ha chiuso pco più in basso a 3083.76 punti (+1.10%). Tutti i settori hanno partecipato al movimento in maniera abbastanza omogenea (DJT +1.14%, RUT +1.70%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5142 su 2155, NH/NL a 202 su 812 (!) e volume relativo a 0.9 (sul Nasdaq era 1.2). La volatilità VIX é scesa a 32.22 punti (-1.62) e il Fear&Greed Index ha recuperato 2 punti a 49 punti.
Crediamo che l'S&P500 cercherà di terminare il mese di giugno sui 3100 punti. mancano tre sedute - non dovrebbe più succedere nulla di importante.

Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era a 3071 punti - ora é sceso a 3065 punti (-5 punti) - sembra che gli europei affrontino la giornata con circospezione. Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3252 punti - le borse europee devono scontare il buon finale di seduta ieri sera a Wall Street. È possibile che questa buona apertura (+1%) venga usata per delle vendite. Crediamo però che stasera ritroveremo gli indici azionari europei sui livelli d'apertura.
Per la seduta in America non abbiamo ancora ideee precise. Ne riparliamo alle 14.00.
La borsa cinese é ancora chiusa per ferie. Il Nikkei ha guadagnato il +1.13%.

Commento del 25 giugno

Sembra una correzione necessaria per ridurre gli eccessi e non l'inizio di un ribasso

Martedì c'era stato un rally delle borse giustificato da dati congiunturali migliori delle stime degli analisti. Gli investitori avevano giocato uno scenario di crescita economia ed il Nasdaq100 era salito su un nuovo record storico a 10306 punti. Ieri l'umore degli investitori é cambiato radicalmente - dall'ottimismo si é passati immediatamente al pessimismo causato dal diffondersi del Coronavirus negli Stati Uniti e in molti Paesi che finora hanno fatto troppo poco per combattere il virus come Brasile o India. Il risultato é stato che sull'Eurostoxx50 dal +1.76% di martedì  si é passati al -3.11% (3196 punti) di ieri. Questa volatilità ed incertezza sono sconcertanti. È difficile spiegare razionalmente come, sulla base di fattori conosciuti, la borsa possa decollare un giorno e cadere pesantemente il giorno dopo. È però possibile e normale quando la tendenza é neutra e gli investitori agiscono sulla base delle emozioni - troppi traders, troppi speculatori e troppi pochi investitori attivi sul mercato. 
Ieri gli indici azionari europei hanno aperto in moderato calo sul massimo giornaliero e hanno chiuso con pesanti perdite e sul minimo giornaliero (Eurostoxx50 -3.11% a 3196 punti, DAX -3.43% a 10094 punti e FTSE MIB -3.42% a 19163 punti). Questa caduta non ci stupisce nella sua ampiezza - ci sorprende unicamente nella tempistica. Ce l'aspettavamo lunedì dopo la scadenza dei derivati di giugno o all'inizio di luglio. Purtroppo spesso la borsa fa quello che nessuno si aspetta - noi ripetiamo per giorni che c'é un'eccesso di speculazione al rialzo che deve assorbito tramite una correzione minore - per giorni non succedere niente - poi improvvisamente la borsa sembra prendere coscienza di elementi per noi ovvi e conosciuti e reagisce con un'ondata di vendite a ciel sereno. Portroppo questi vuoti d'aria sono difficilmente prevedibili con precisione malgrado che ieri mattina abbiamo scritto "Abbiamo l'impressione che sul Nasdaq100 una minicorrezione é imminente - c'é troppa euforia e speculazione al rialzo - per logica la rottura al rialzo di ieri deve essere testata con una ricaduta per lo meno a 10100 punti se non sotto i 10000 punti. L'inizio di una correzione più importante o addirittura un ribasso sembrano prima della fine del mese una variante altamente improbabile". Ieri sera il Nasdaq100 ha chiuso a 10002 punti (-2.03%).
Una seduta decisamente negativa non cambia normalmente la situazione tecnica a medio termine. O per lo meno non basta una seduta per farci cambiare opinione. Non abbiamo nessun segnale di vendita e non vediamo ancora niente che potrebbe giustificare l'inizio di un ribasso. Partiamo dal principio che si tratta unicamente di una correzione minore di al massimo tre giorni. Questo signifca che oggi potrebbe e dovrebbe esserci ancora una seduta negativa ma le perdite saranno decisamente inferiori a quelle di ieri. I minimi del 15 giugno (Eurostoxx50 a 3054 punti) in questa fase non dovrebbero essere avvicinati. Stimiamo che l'Eurostoxx50 debba scendere fino ai 3130 punti e poi risalire per la fine del mese di giugno. Evitiamo però di comperare. Crediamo piuttosto che le forti oscillazioni delle ultime due settimane siano un periodo di distribuzione che dovrebbe sfociare in un ribasso a luglio. Se abbiamo ragione nei prossimi giorni dovrebbero apparire evidenti divergenze negative.
Per il portafoglio volevamo aprire posizioni short con l'S&P500 sui 3130-3150 punti. Purtroppo non l'abbiamo ancora fatto poiché pensavamo di avere tempo fino a fine mese. Ricordiamo che martedì l'S&P500 era salito fino a 3154 punti e aveva chiuso a 3131 punti. Ieri é caduto a 3050.33 punti (-2.59%). 

L'ondata di vendite é proseguita in America ma é stranamente terminata alle 17.40 quando gli indici azionari americani hanno toccato il fondo. Nella seconda parte della seduta c'é stato un modesto recupero. Niente di spettacolare ma per lo meno la pressione di vendita era sparita.
L'S&P500 ha aperto in moderato calo a 3110 punti e all'inizio é risalito a 3115 punti. Noi abbiamo pensato che sarebbe rimasto sopra i 3100 punti. Improvvisamente sono arrivati in forze i venditori senza che ci fosse stata una ragione particolare. L'S&P500 é sceso velocemente fino alle 17.50 quando ha toccato il minimo a 3032 punti. Poi é rimbalzato una trentina di punti ed é oscillato in laterale intorno ai 3150 punti fino alla chiusura a 3050.33 punti (-2.59%). Lo svolgimento di questa seduta é sconcertante. Non si capisce cosa effettivamente abbia scatenato le vendite e perché il crollo sia durato solo due ore - il minimo a 3132 punti non é stato ritestato. Sembra quasi che qualcuno abbia venduto massicciamente facendo scattare gli stop loss - terminata questa breve valanga di vendite provocata ad arte il mercato si é stabilizzato. Teoricamente la correzione dovrebbe durare due o tre giorni con ulteriori perdite di al massimo un 3% (supporto a 2970-3000 punti di S&P500 e a 9750-9800 punti di Nasdaq100). È però possibile che le borse tornino già a salire dopo un breve consolidamento sopra i minimi di ieri. I dati sul sentiment sostengono questa ipotesi.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 939 su 6435, NH/NL a 139 su 882 e volume relativo a 1.0 (i volumi sul Nasdaq sono superiori). La volatilità VIX é salita a 33.84 (+2.47), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.63 e il Fear&Greed Index é sceso a 47 punti (-5). Il mercato delle opzioni mostra che gli speculatori long non mollano la presa - mantengono il sostegno alla tecnologia come mostra ancora una volta il miglior comportamento del Nasdaq100 (-2.03% a 10002 punti) rispetto al resto del mercato (DJT -3.07%, RUT -3.45%). Fino a quando la tecnologia manterrà la sua forza relativa é poco probabile che possa svilupparsi una correzione a medio termine o un ribasso.
Ieri i Summation Index sono scesi - adesso hanno eliminato l'ipercomperato. Il comportamento nei prossimi giorni é molto importante. Se la tendenza a Wall Street resta al rialzo I Summation Index nei prossimi giorni devono fermarsi o risalire.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3032 punti (-16 punti) - é in calo ma teoricamente l'S&P500 resta sopra il minimo di ieri a 3032 punti. Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3194 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Stamattina ci aspettiamo ancora un'oretta di vendite ma poi dovrebbe seguire una stabilizzazione. Poi aspetteremo per vedere cosa decidono di fare gli americani.
Il Nikkei ha perso il -1.22% - la borsa cinese era chiusa.

Commento del 24 giugno

Candela rossa sull'S&P500 (+0.43% a 3131 punti) e il gap rimane aperto

Ieri le borse mondiali hanno avuto una seduta positiva. Una serie di fattori concomitanti ha permesso agli indici azionari europei di avere un'ottima giornata con forti guadagni (Eurostoxx50 +1.76% a 3298 punti). Il tutto però si é concentrato nella prima ora di contrattazioni (Eurostoxx50 alle 10.00 a 3305 punti) - poi le borse sullo slancio hanno ancora guadagnato qualche punto (Eurostoxx50 massimo a 3317 punti) che sono nuovamente andati persi nel pomeriggio. In America c'é stata la solita seduta moderatamente positiva con la tecnologia (Nasdaq100 +0.78% a 10209 punti, nuovo record storico a 10306 punti) a far la parte del leone. Anche ieri il rialzo é stato trascinato dai big della tecnologia come Apple (+2.13%) o Amazon (+1.86%). Indubbiamento la tecnologia é un settore interessante poiché approfitta della crisi provocata dal Coronavirus ed ha ottime prospettive di crescita nel futuro. È però evidente che il rialzo é stato troppo intenso e si é svolto in troppo poco tempo. Insomma - si é decisamente esagerato con il risultato che le valutazioni sono ormai stratosferiche. Combinando questi fattori con l'eccesso di ottimismo e la speculazione al rialzo si arriva ad una miscela esplosiva. Esplosiva sotto due punti di vista - come un tornado la tecnologia attira ormai l'interesse di tutti gli investitori e concentra la maggior parte dei volumi di titoli trattati - il rialzo si sta praticamente autoalimentando in uno stato di estasi che potrebbe far continuare il movimento ben oltre le più ottimistiche aspettative. D'altra parte quando un evento interromperà questa spirale virtuosa la caduta avverrà da altezze vertiginose - sarà veloce e brutale anche perché molti sono coscienti del problema e assicurano le posizioni con stop loss.
In ogni caso ieri il Nasdaq100 ha toccato un nuovo record storico a 10306 punti. La tendenza é al rialzo, é forte poiché é in grado di sfidare ipercomperato ed eccesso di rialzo e non ci sono evidenti resistenze. Nessuno é in grado di dire quando questo rialzo finirà ed é meglio non combatterlo.
L'S&P500 (+0.43% a 3131.29 punti) presenta un'altra immagine. L'indice ha guadagnato 13 punti ma ancora una volta non é riuscito a colmare il gap tra i 3155 ed i 3181 punti. Il massimo giornaliero é stato a 3154.90 punti (!) e poi c'é stata brusca caduta di 27 punti con il risultato che l'indice ha chiuso poco sopra il minimo giornaliero e la candela sul grafico é nuovamente rossa - é la quarta nelle ultime sei sedute. L'impressione é che l'S&P500 non riesce a salire più in alto. Se non sale significa che si ferma o scende. Noi restiamo dell'opinione che si fermerà intorno ai 3100 punti fino alla fine del mese. Ieri i Summation Index hanno nuovamente marciato sul posto - quello sul NYSE é sceso di poco, quello sul Nasdaq100 ha guadagnato qualcosa.

Stamattina non abbiamo ulteriori commenti sulla seduta in Europa. Quel poco che c'era da dire lo trovate nei commenti serali. L'alternanza di sedute positive e negative é destinata a continuare. Oggi sembra che le borse europee debbano nuovamente scendere.

L'S&P500 ha aperto in forte rialzo a 3142 punti. Dopo un'oscillazione sul livello d'apertura hanno nuovamente prevalso i compratori e l'indice é gradualmente salito sul massim giornaliero a 3154.90 punti. Dopo le 20.00 c'é stata una brusca caduta che ha fatto scendere l'indice in due ore a 3127 punti. Un rimbalzo in chiusura ha fatto risalire l'S&P500 a 3131.29 punti (+0.43%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4257 su 3015, NH/NL a 454 su 148 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é scesa a 31.37 punti (-0.40) mentre il CBOE Equity put/call ratio era troppo basso a 0.45. Il Fear &Greed Index é fermo a 52 punti.
Abbiamo l'impressione che sul Nasdaq100 una minicorrezione é imminente - c'é troppa euforia e speculazione al rialzo - per logica la rottura al rialzo di ieri deve essere testata con una ricaduta per lo meno a 10100 punti se non sotto i 10000 punti. L'inizio di una correzione più importante o addirittura un ribasso sembrano prima della fine del mese una variante altamente improbabile.

Stamattina il future sull'S&P500 é fermo a 3117 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 vale 3183 punti - le borse europee perderanno in apertura un -0.5%. Crediamo che nel corso della giornata ci saranno ulteriori vendite - in linea di massima ci aspettiamo una seduta moderatamente negativa con perdite inferiori al -1%.
L'oro ha toccato stamattina un nuovo massimo annuale a 1773 USD/oncia.

Commento del 23 giugno

Una serie di sedute moderatamente positive o negative - trend neutro fino a fine mese

La scadenza dei derivati di giugno non ha provocato un'inversione di tendenza. Il trend fino alla fine del mese é neutro con le differenze settoriali che conosciamo da settimane e caratterizzano il rialzo dai minimi di marzo - la tecnologia trascina e sostiene i listini. Ieri il Nasdaq100 ha guadagnato il +1.21% a 10130 punti con i soliti Apple (+2.62%) e Microsoft (+2.78%) in evidenza. Questa é la migliore chiusura giornaliera della storia del Nasdaq100 e si trova a pochi punti dal massimo storico assoluto a 10155 punti.

La seduta in Europa é stata moderatamente negativa. Questa però é solo una conseguenza della caduta della borsa americana venerdì sera - l'Europa doveva scontare questo movimento. Gli indici azionari europei hanno aperto con un tonfo dell'1%, hanno recuperato fino a metà giornata e hanno nuovamente ceduto terreno fino alla chiusura. Alla fine l'Eurostoxx50 si é fermato a 3241 punti (-0.84%) ed é stato imitato da DAX (-0.55% a 12263 punti) e FTSE MIB (-0.71% a 19478 punti). Non é apparsa pressione di vendita e gli indici hanno chiuso decisamente sopra i minimi del mattino. Si tratta quindi di una normale seduta negativa all'interno di un'oscillazione in laterale. A corto termine manca una tendenza e i movimenti degli indici sono casuali - sono solo provocati dalle notizie e dall'umore del momento. In Svizzera pensiamo che sia successa una cosa abbastanza stupida. Gli investitori avevano voglia di vendere qualcosa e hanno concentrato le vendite sull'SMI (-1.1% a 10151 punti) poiché venerdì era salito su un massimo di periodo. Hanno venduto dove avevano i maggiori guadagni e l'SMI ha perso più del resto dell'Europa. Crediamo che questo cedimento sia un caso ma aspettiamo di vedere cosa succede oggi per una conferma. Non crediamo che venerdì ci sia stata una falsa rottura al rialzo come premessa di un'inversione di tendenza. Si sta piuttosto verificando un consolidamento sopra i 10000 punti e la MM a 200 giorni.

In America lo svolgimento della seduta é stato l'esatto contrario di quanto osservato in Europa. La borsa americana ha aperto sul minimo e ha chiuso vicino al massimo con un moderato guadagno (S&P500 +0.65% a 3117.86 punti). I Summation Index si sono mossi appena (NYSE in leggero calo, Nasdaq praticamente invariato). La speculazione al rialzo persiste specialmente sulla tecnologia dove si concentrano i maggiori volumi di titoli trattati.
L'S&P500 ha aperto a 3092 punti ed é subito caduto sul minimo a 3079 punti. Poi é salito ad ondate fino al massimo a 3121 punti. Sui 3015 punti ha fatto una lunga pausa. Ha chiuso a 3117.86 punti (+0.65%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4248 su 3061, NH/NL a 343 su 413 (!) e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é scesa a 31.77 punti (-3.35), il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente molto basso a 0.47 mentre il Fear&Greed Index era invariato a 53 punti.
A corto termine non c'é una forte tendenza. Ad un certo momento l'eccesso di speculazione al rialzo deve nuovamente provocare un vuoto d'aria. Non sappiamo se questo succederà ancora nel mese di giugno. Considerando quanto successo ieri temiamo che questa correzione possa slittare al mese di luglio. Questo significa che l'S&P500 nei prossimi giorni dovrebbe muoversi sui 3100-3150 punti mentre il Nasdaq100 salirà su un nuovo massimo storico marginale. Se i Summation Index, come sembra e come noi prevediamo, continuano a distribuire é probabile che a luglio ci sia un'importante correzione a medio termine. Da un punto di vista operativo significa che sui 3130-3150 punti bisogna aprire con cautela posizioni short. Bisogna diventare aggressivamente short nel caso in cui ci fossero degli evidenti segnali negativi o divergenze.

Stamattina il future sull'S&P500 é invariato a 3109 punti (-1 punto). Le borse asiatiche sono in positivo (Nikkei +0.50%, Shanghai +0.1%). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3263 punti. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.7%. Crediamo che oggi avremo una seduta speculare rispetto a ieri. Le borse europee chiuderanno sui livelli d'apertura mentre la borsa americana dovrebbe avere una seduta negativa. Non ci aspettiamo però forti movimenti - le borse sembrano ora in cerca di nuovi stimoli ed orientazione.
Crediamo e temiamo che ad un certo momento la tecnologia diventerà decisamente troppo cara. Vedremo cosa succederà quando il leader della corsa avrà bisogno di un cambio per riposarsi.

Aggiornamento del 22 giugno

Il Covid19 non sparisce da solo - bisogna combatterlo e gli americani non lo fanno abbastanza

Leggendo i media durante il fine settimana si ha l'impressione che gli americani cominciano a subire la pressione del Coronavirus. Erano convinti che l'epidemia sarebbe sparita in breve tempo e che l'economia si sarebbe ripresa velocemente. Invece il numero degli infetti continua crescere e le conseguenze economiche sono pesanti. Nessuno sa esattamente quando arriverà il momento di voltare pagina e comincia a trasparire una certa preoccupazionea tutti i livelli.

Anche gli investitori sono allarmati. Venerdì l'S&P500 aveva chiuso in calo a 3097 punti. Il future nel dopo borsa era caduto a 3058 punti. Stamattina lo ritroviamo a 3075 punti (+16 punti) - significa che l'indice vale circa 3083 punti. Rispetto alla chiusura ufficiale perde 14 punti. Sono le 07.30. È troppo presto per avere delle indicazioni sull'apertura in Europa. Ci aspettiamo però un tuffo iniziale di un -1%. Sarà interessante osservare se a questo livello ci sarà chi compra o se invece ci saranno ulteriori vendite.
Noi pensiamo che fino a fine mese non si svilupperà una nuovo tendenza e quindi ci aspettiamo una seduta moderatamente negativa ma niente di speciale. Vediamo - spesso la prima seduta dopo una scadenza trimestrali di derivati riserva delle sorprese.
Le borse asiatiche marciano sul posto (Nikkei +0.07%, Shanghai +0.1%).

Commento del 20-21 giugno

Le borse sono all'apice di una parabola - cadono o distribuiscono

Il pilastro che sostiene le borse é la tecnologia. Il Nasdaq100 ha toccato il 10 giugno un massimo storico a 10155 punti - venerdì l'indice é nuovamente salito fino a 10121 punti e ha chiuso praticamente invariato a 10008 punti (-0.03%). Non esiste nessun elemento tecnico per poter dire che il Nasdaq100 deve ora iniziare un ribasso. Ci sono delle divergenze negative e c'é un evidente eccesso di ottimismo e di speculazione al rialzo (media mobile a 10 giorni della CBOE Equity put/call ratio a 0.52). Non sono però indizi sufficienti per poter affermare con convinzione che questo importante settore ha toccato un massimo significativo e definitivo a medio termine. Il Summation Index sul Nasdaq venerdì ha perso un punto - si sta ora muovendo in orizzontale - non sta ancora scendendo. È evidente che il rialzo dai minimi di marzo é stato troppo veloce, intenso ed é troppo esteso - non si può però ancora dire come questo eccesso verrà assorbito dal mercato. La nostra ipotesi resta quella dell'inizio di una correzione a medio termine tra adesso e la fine del mese di giugno - finora però non abbiamo né conferme né smentite. La seduta di venerdì non ci ha fornito ulteriori informazioni utili per risolvere questo problema. Nelle scorse settimane alcune volte gli oscillatori, come adesso, hanno segnalato un massimo a medio termine - le borse però invece che scendere decisamente si sono limitate a delle correzioni minori seguite da altre spinte di rialzo che hanno semplicemente riportato gli oscillatori sui massimi.
Due settimane fà le borse avevamo avuto un pesante vuoto d'aria (Eurostoxx50 -6.21%, S&P500 -4.78%). Settimana scorsa c'é stato un deciso recupero. In questo periodo la tecnologia ha continuato a sovraperformare e mostrare forza relativa. Lo stesso vale per l'SMI svizzero ed i suoi settori difensivi come farmaceutica o alimentari. Fino a quando non si delienea una modifica in questa situazione é poco probabile che cambi anche qualcosa a livello di tendenza di mercato che formalmente in America resta al rialzo: l'82.2% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 70.97 punti.
Settimana scorsa la BCE ha lanciato il nuovo programma di finanziamento delle banche europee TLTRO III. La richiesta é stata enorme. 742 banche hanno preso crediti per 1300 miliardi di EUR con scadenze tra 1 e 3 anni e tassi d'interesse tra il -0.5% e l'-1%. Cosa faranno le banche con questo denaro? Soprattutto sottoscrivere titoli di Stato (quali Stati offrono redditi positivi?) per i quali non sono tenute ad avere copertura in bilancio sotto forma di capitale proprio. La BCE sta foraggiando le banche europee e indirettamente finanziando i debiti pubblici di molti Stati europei. Queste operazioni sembrano però solamente in grado di "tenere in piedi la baracca" ma non di rilanciare l'economia europea o rendere più solidi e performanti gli Istituti bancari europei. Venerdì l'indice delle banche europee SX7E ha chiuso a 62.62 punti (-1.00%) - rispetto ad una settimana fa (62.35 punti) l'indice si é mosso appena. Questo non é un segnale costruttivo. L'innamoramento degli investitori per le azioni delle banche sta sparendo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +3.66% a 3269 punti
DAX                         +3.19% a 12330 punti
SMI                          +4.80% a 10266 punti
FTSE MIB                  +3.87% a 19618 punti
S&P500                     +1.86% a 3097.74 punti
Nasdaq100                +3.57% a 10008 punti

La seduta di venerdì é stata più movimentata del previsto. La mattina sembrava che le borse volessero salire e arrivare su un massimo settimanale in occasione della scadenza dei derivati di giugno. L'Eurostoxx50 (+0.59% a 3269 punti) ci é anche riuscito con un massimo a 3300 punti (guarda caso un numero intero..., ideale per eliminare derivati con questa base). Nel pomeriggio, come previsto, gli indici azionari si sono sgonfiati. Ci ha però pensato Apple a provocare un'inattesa ondata di vendite. La società ha deciso di richiudere i negozi in quatto Stati americani a causa dell'alto numero di infezioni da Coronavirus e le borse hanno reagito con un'ondata di vendite.
Le borse europee hanno chiuso in guadagno. Non bisogna però farsi ingannare. Venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3236 punti e quindi in effetti le borse hanno avuto una giornata negativa. Questo non cambia nulla alla performance settimanale. Le borse europee hanno recuperato circa la metà della perdita della settimana precedente. Ora hanno un ampio margine di manovra di circa un +3/-3% prima di dare ulteriori segnali. Un nuovo massimo di periodo significherebbe una ripresa del rialzo. Un nuovo minimo sotto i minimi del 15 giugno significherebbe correzione a medio termine. Abbiamo il sospetto che fino a fine mese ci muoveremo semplicemente tra questi due livelli.

Venerdì l'S&P500 ha aperto sul massimo a 3155 punti. Fino alle 18.00 é scivolato verso il basso fino a 3127 punti. Poi Apple ha provocato una veloce caduta fino a 3092 punti. Dopo un rimbalzo c'é stata ancora una discesa sul minimo a 3083 punti. Sul finale l'indice ha recuperato a 3097.74 punti (-0.56%).  Il future sull'S&P500 venerdì alle 22.45 é sceso a 3058 punti - non sappiamo se questo significa che lunedì ci sarà un'apertura debole o se questa ulteriore discesa é solo temporanea. Questo "buco" di un -1% nel dopo borsa é però preoccupante.
La scadenza dei derivati ha provocato forti volumi di titoli trattati (volume relativo a 1.5). Per il resto si é trattato di una seduta normale e moderatamente negativa con la tecnologia a sovraperformare ed il resto più debole (DJT -1.41%, RUT -0.59%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2808 su 4510 e NH/NL a 441 su 173. A livello di sentiment non ci sono sorprese (VIX a 35.12 (+2.18), CBOE Equity put/call ratio a 0.57, Fear&Greed Index a 52 punti (+1).
Notiamo solo nell'analisi dei COT che i Commercials hanno aumentato le già consistenti posizioni long. Questo tipo di investitori ha normalmente ragione almeno sul medio-lungo termine.

Riassumendo i segnali tecnici sono ancora misti e la nostra ipotesi della presenza di un massimo significativo a medio termine non può ancora essere né confermata né smentita. Ci affidiamo all'istinto e all'esperienza per tentare di prevedere cosa potrebbe succedere nelle prossime settimane. Crediamo che l'ecceso di speculazione al rialzo debba settimana prossima provocare ancora un breve vuoto d'aria e una correzione minore di un -2%/-3%. Fino a fine mese però non ci aspettiamo lo sviluppo di una nuova tendenza. Crediamo di conseguenza che fino a fine mese (mancano solo 7 sedute !) l'S&P500 si fermerà intorno ai 3100 punti. Nel frattempo crediamo che le divergenze negative dovrebbero aumentare mentre dovrebbe verificarsi un ulteriore deterioramento a livello strutturale. Questo sarà la premessa per una fase di ribasso. Non sappiamo se inizierà a luglio. Secondo la nostra analisi ciclica doveva esserci un ribasso a maggio-giugno e uno a settembre ottobre.

Commento del 19 giugno

Una insignificante seduta di pausa

Stamattina non abbiamo il tempo per scrivere il commento tecnico nella forma abituale. Per fortuna visto che c'é veramente poco da dire.

Ieri le borse, come avviene d'abitudine negli ultimi giorni prima di una scadenza trimestrale di derivati, si sono fermate. Le borse europee hanno avuto una seduta moderatamente negativa che costituisce un semplice ritracciamento - gli indici azionari hanno perso parte di quello che avevano guadagnato mercoledì di troppo. Il calo per l'Eurostoxx50 (-0.53% a 3250 punti) e il FTSE MIB (-0.51% a 19485 punti) é stato simile. Il DAX tedesco ha perso qualche punto in più a causa dello scandalo dei bilanci manipolati di Wirecard (-61.8%). Nei commenti serali abbiamo fornito qualche dettaglio supplementare. Per il resto vi rimandiamo all'analisi del fine settimana nella quale cercheremo di stabilire la road map per i prossimi mesi.

Anche la seduta a Wall Street é stata poco interessante e non fornisce spunti d'analisi. L'S&P500 si é mosso in soli 27 punti e ha chiuso praticamente invariato a 3115.34 punti (+0.06). Il Nasdaq100 ha sovraperformato (+0.29% a 10012 punti). È evidente che la tecnologia sta sostenendo tutto il listino e attira l'interesse degli investitori. I volumi sul Nasdaq sono da giorni superiori a quelli del resto del mercato (volume relativo a 0.7). È probabile che l'incessante speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.50) si concentri anche in questo settore. Per il resto c'é poco da dire - non ci sono stati cambiamenti negli indicatori.
I Summation Index sono in stallo. Quello sul NYSE era in leggero calo, quello sul Nasdaq ha guadagnato qualcosa.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 3114 punti (+16 punti). Sembra che gli investitori vogliano terminare la settimana con una seduta positiva. Il Nikkei ha guadagnato il +0.55% - Shanghai sta salendo del +1%. Alle 08.35 l'Eurostoxx50 vale 3279 punti. Le borse europee apriranno che un balzo del +0.9%. Pensiamo che possano salire (di poco) ancora stamattina e sgonfiarsi nel pomeriggio. La scadenza dei derivati é distribuita durante la giornata sui vari mercati e indici azionari. In prossimità della scadenza osserveremo un aumento della volatilità ma per saldo non ci aspettiamo grandi cambiamenti.

Commento del 18 giugno

Pausa fino alla scadenza dei derivati di giugno

Ieri il rimbalzo iniziato dai minimi di lunedì é terminato. Come d'abitudine le borse si stanno stabilizzando in attesa della scadenza dei derivati di giugno. In Europa, grazie alla buona apertura, le borse hanno chiuso in positivo (Eurostoxx50 +0.76% a 3267 punti). In America invece c'é stato l'atteso ritracciamento dopo tre sedute di forti rialzi (S&P500 -0.36% a 3113.49 punti). È però evidente che le borse si stanno calmando e le oscillazioni durante la giornata stanno diminuendo di intensità. Tra oggi e domani non dovrebbe più succedere nulla di importante. Bisogna domandarsi cosa potrebbe accadere in seguito. Noi partivamo dal principio che fino a fine mese la tendenza di fondo delle borse sarebbe rimasta al rialzo poiché prima della fine del semestre nessuno avrebbe avuto interesse a vendere. Al contrario chi aveva troppa liquidità avrebbe comperato per mostrare di non essere rimasto fuori dal rialzo iniziato dai minimi di marzo. Per il momento non abbiamo ragioni concrete per mettere in dubbio questo scenario. Ci disturba unicamente la tenace speculazione al rialzo che osserviamo sul mercato delle opzioni (CBOE Equity put/call ratio a 0.51). Non sappiamo fino a quando durerà la pazienza di questi speculatori long - l'S&P500 é sullo stesso livello del 3 giugno - in due settimane l'indice non ha fatto progressi. Se invece che salire settimana prossima l'S&P500 mostrerà segni di cedimento é probabile che gli speculatori molleranno la presa e cominceranno a vendere. Teniamo d'occhio la tecnologia (Nasdaq100 +0.33% a 9982 punti) - fino a quando questo settore mostrerà forza relativa e la tendenza restarà solidamente al rialzo come adesso é poco probabile che a Wall Street possa svilupparsi una fase di ribasso. Ieri i Summation Index hanno marciato sul posto - hanno guadagnato qualche punto ma l'incremento é trascurabile.

Ieri le borse europee nel complesso sono ancora salite. Sullo slancio l'Eurostoxx50 (+0.76% a 3267 punti) e il DAX (+0.54% a 12382 punti) hanno guadagnato ancora qualche punto. Gli indici sono però già saliti sul livello di chiusura alle 09.30 e per il resto della giornata hanno semplicemente fatto ampie oscillazioni intorno a questo valore. Per questa settimana il rialzo é probabilmente finito visto che ieri sera anche l'S&P500 si é fermato.
L'indice delle banche SX7E ha perso il -0.23% a 64.17 punti. Ieri gli investitori in Europa hanno nuovamente favorito i titoli difensivi a scapito dei titoli ciclici e rischiosi come quelli delle banche. La logica conseguenza la conosciamo - SMI su (+1.67% a 10202 punti) grazie ad alimentari (Nestlé +3.15%) e farmaceutici (Novartis +2.99%) e FTSE MIB giù (-0.20% a 19585 punti).

Ieri abbiamo osservato con interesse ed attenzione il comportamento dell'S&P500. L'indice già martedì era salito sull'obiettivo a 3120-3130 punti. Malgrado i forti guadagni delle precedenti tre sedute ci aspettavamo di conseguenza che l'indice fermasse la sua corsa. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 3136 punti. A balzi irregolari é sceso fino a 3112 punti ma dopo é risalito fino 3141 punti di massimo. Alle 20.00 era ancora sui 3140 punti e non sembrava voler cedere. Invece nelle ultime due ore di contrattazioni sono arrivate le vendite. L'indice é sceso fino ad un minimo a 3108 punti ed ha chiuso a 3113.49 punti (-0.36%). La perdita di 11 punti é insignificante. La spinta di rialzo si é però esaurita con una seduta in trading range e una candela rossa sul grafico. Fino a venerdì l'indice resterà vicino ai 3100 punti. Gli investitori continuano a credere ciecamente nella tecnologia (Nasdaq100 +0.33%) - il ritracciamento é stato più marcato in altri settori volatili e rischiosi come banche o energia (RUT -1.77%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2575 su 4741, NH/NL a 336 su 63 e volume relativo a 0.7 (i volumi sono stati decisamente più alti sul Nasdaq). La volatilità VIX si é fermata a 33.47 punti (-0.20) mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 51 punti (-0.20). Mentre questi due indicatori sono neutri la CBOE Equity put/call ratio mostra una strenua speculazione al rialzo (0.51).

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3088 punti (-18 punti). Alle 08.20 l'Eurostoxx50 vale 3241 punti (-26 punti9. Le borse europee apriranno con un tuffo del -0.8% che cancella i guadagni di ieri. Pensiamo che stasera ritroveremo gli indici sui livelli d'apertura. Il Nikkei ha perso il -0.44% - Shanghai é in pari.

Commento del 17 giugno

Degli scrolloni per eliminare gli speculatori in vista della scadenza di venerdì - adesso le borse si stabilizzano

Il rimbalzo iniziato settimana scorsa ieri ha avuto un'accelerazione. Pensavamo che l'S&P500 doveva tornare a 3120-3130 punti per la fine di giugno. Ieri ha toccato un massimo a 3153 punti e ha chiuso a 3124.74 punti (+1.90%). Evidentemente la spinta di rialzo a breve é più intensa di quanto si eravamo aspettati. Venerdì scadono i derivati di giugno - é una grande scadenza trimestrale. Il crollo di giovedì scorso e il rialzo che é seguito tra venerdì e ieri dovrebbe essere bastato per convincere tutti gli speculatori a chiudere la posizioni a scadenza giugno. Di conseguenza ora ci aspettiamo una diminuzione della volatilità giornaliera e un assestamento dell'S&P500 sui 3100-3130 punti.
Da tre giorni la borsa americana sale con decisione - quelle europee seguono a distanza anche se ieri sono in parte riuscite a colmare il ritardo (Eurostoxx50 +3.47% a 3245 punti). È evidente che i rialzisti hanno il trend dalla loro parte - non possiamo escludere che l'S&P500 possa salire ancora più in alto. Si sta però ripresentando una situazione di ipercomperato e di eccesso di fiducia. In particolare i DSI sono decisamente troppo alti e il CBOE Equity put/call ratio (0.45) é nuovamente troppo basso. C'é troppa speculazione al rialzo e se questi traders retail non hanno capito la lezione settimana scorsa significa che ne avranno bisogno una seconda. Non sappiamo però quanto dovremo aspettare per il prossimo vuoto d'aria. Nel frattempo la partecipazione continua ad essere modesta e I Summation Index non riescono più a fare sensibili progressi - ieri sono saliti ma di poco.
Riassumendo é possibile che sullo slancio le borse possano fare ancora dei marginali progressi. Gli indici americani potrebbero tentare di chiudere i gap lasciati aperti settimana scorsa - ieri li hanno in parte colmati. Il prossimo sostanziale movimento dovrebbe però essere al ribasso. È possibile che dovremo aspettare parecchi giorni prima che si sviluppi. Ci vuole maggiore distribuzione e più ottimismo.

Sulla giornata di ieri c'é poco da dire. Sia in Europa (Eurostoxx50 +3.47% a 3245 punti) che in America (S&P500 +1.90% a 3124.74 punti) é stata una giornata di rialzi. C'é stato un tuffo nel tardo pomeriggio quando la Cina ha annunciato la chiusura di scuole ed asili a Pechino per contrastare la diffusione di una seconda ondata di Coronavirus. Le borse si sono però rapidamente riprese - la notizia non ha guastato il buon umore degli investitori.
Le borse europee potrebbero tentare di recuperare le perdite di settimana scorsa e chiudere i gap - un buon esempio lo offre il DAX (+3.39% a 12315 punti) che sembra aver voglia di recuperare fino ai 12500 punti - ieri ha toccato un massimo a 12434 punti. In linea di massima però pensiamo che entro venerdì possa ancora succedere poco. Gli indicatori tecnici a breve non ci forniscono valide indicazioni - sono neutri e non c'é niente in posizione estrema - questo significa che non esiste la necessità immediata di un sostanziale movimento in una o nell'altra direzione.

L'S&P500 ha aperto in forte rialzo a 3146 punti. È lentamente salito fino a 3153 punti e verso le 16.30 é improvvisamente caduto a 3076 punti a causa delle notizie provenienti dalla Cina. Ha subito recuperato e si é stabilizzato sui 3130 punti. Sul finale é brevemente sceso a 3106 punti ed é rimbalzato a 3124.74 punti (+1.90%). Il rialzo ha coinvolto tutti i settori (Nasdaq100 +1.76% a 9949 punti), DJT +1.09%, RUT +2.30%) con i soliti Apple, Microsoft e Google a tirare la volata. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5834 su 1516, NH/NL a 391 su 28 e volume relativo a 1.0. I dati sul sentiment si sono mossi appena - solo il mercato delle opzioni mostra che gli speculatori continuano a puntare insistentemente sul long.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3122 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3251 punti (+6 punti). Le borse europee apriranno in leggero guadagno. Stamattina ci aspettiamo un tentativo di rialzo che dovrebbe rapidamente spegnersi. Dopo un ritracciamento ci aspettiamo indici praticamente in pari. Se non ci saranno ulteriori ragioni per comperare é probabile che nel pomeriggio in America ci siano prese di benefico dopo 3 ottime sedute.
Stamattina il Nikkei ha perso il -0.56% - Shanghai é in pari.

Commento del 16 giugno

In un mercato emozionale é difficile restare razionali

Stamattina sono arrabbiato con me stesso. Ieri mattina mi sono lasciato impressionare dal crollo avvenuto durante la notte che aveva fatto scendere il future sull'S&P500 a 2930 punti. Invece che credere alle mie analisi mi sono lasciato trascinare dalle emozioni secondo il principio che la borsa ha sempre ragione. Invece in questo caso chi ha venduto ha sbagliato. il mercato aveva torto - l'analisi tecnica era giusta. Non ho osato comperare al meglio e all'apertura ho messo dei limiti d'acquisto un -0.5% più in basso (concretamente a 11550 punti di DAX). Come risultato ho perso un'ottima occasione per andare long e fare un trade giornaliero di quasi un +3%. Peccato.

Lasciando perdere questo incidente iniziale la seduta di ieri si é svolta secondo le attese. Dopo la pessima apertura le borse hanno recuperato terreno. In Europa gli indici azionari hanno avuto bisogno un'ora per stabilizzarsi e cambiare direzione. Poi sono solo saliti e la sera hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri e con delle insignificanti variazioni. L'Eurostoxx50 é caduto fino ad un minimo a 3054 punti - decisamente sotto il supporto a 3100 punti. È risalito nel pomeriggio e ha toccato un massimo a 3153 punti. Ha chiuso a 3136 punti (-0.55%). La correzione minore iniziata settimana scorsa é definitivamente terminata con un'ultimo irrazionale tuffo. Il DAX si é comportato alla stessa maniera (-0.32% a 11911 punti). Il difensivo SMI (+0.47% a 9842 punti) ha guadagnato terreno grazie al sostegno dei titoli farmaceutici. Anche il FTSE MIB (+0.43% a 18969 punti) ha chiuso in guadagno malgrado che in Europa le azioni delle banche fossero ancora in difficoltà (SX7E -1.09%). Da alcuni giorni la borsa italiana mostra forza relativa.
Nei prossimi giorni le borse europee dovrebbero salire in maniera irregolare. Come preannunciato ci aspettiamo una performance settimanale positiva.

Naturalmente la nostra attenzione nel pomeriggio si é concentrata sugli Stati Uniti e sul comportamento dell'S&P500 intorno ai 3000 punti. Malgrado il recupero la mattina in Europa l'S&P500 alle 15.30 aveva ancora l'intenzione di aprire sotto questo supporto ed esisteva ancora la possibilità di ulteriori vendite e di un'altro vuoto d'aria - i 2930 punti del future toccati la mattina potevano essere un'indicazione che i ribassisti erano ancora in agguato. L'S&P500 ha aperto a 2982 punti ed é caduto a 2979 punti di minimo. Non ci sono state ulteriori vendite e al contrario, come suggeriva il comportamento dell'indice durante la seduta di venerdì scorso, i rialzisti hanno dominato. L'indice é risalito costantemente fino alle 20.00 quando la FED ha annunciato di voler estendere i suoi programmi di acquisti di obbligazioni (QE) anche alle obbligazioni di società private (corporate bonds). Dopo questo comunicato l'S&P500 si é impennato fino a 3079 punti di massimo. é scivolato a 3046 punti e sul finale é risalito a 3066.59 punti (+0.83%). Tutto il listino ha seguito (Nasdaq100 +1.17%, DJT +2.30%, RUT +2.30%). La seduta al NYSE é stata postiva con A/D a 5255 su 2096, NH/NL a 161 su 496 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 34.40 punti (-1.69), il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente basso a 0.51 (probabilmente la speculazione di é spostata sui derivati a scadenza settembre) e il Fear&Greed Index é scivolato a 53 punti (-1).
Non abbiamo bisogno di fare analisi approfondite. S&P500 e colleghi si stanno sviluppando come previsto nell'analisi del fine settimana - l'S&P500 sta solo salendo troppo velocemente verso i 3120 punti. Questo significa che adesso il cammino diventerà più accidentato.
Ieri i Summation Index hanno guadagnato leggermente terreno - praticamente sono in stallo.   

Stamattina alle 07.30 il future sull'S&P500 era a 3110 punti (+48 punti). Considerando lo sconto di 11 punti questo significa che l'S&P500 valeva 3121 punti - l'indice si trova già sul livello di guardia. Guarda caso ora é arretrato - alle 08.25 é a 3099 punti (+37 punti). L'Eurostoxx50 vale 3220 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +2.5%/+3%. Istintivamente ci sembra troppo.
Alle 14.30 sono attesi degli importanti dati economici dagli Stati Uniti riguardanti consumi e produzione industriale a maggio. Gli analisti si aspettano un robusto rimbalzo dopo il crollo di aprile. Vedremo se in effetti i dati sosterranno la narrativa della ripresa a V dell'economia. Secondo noi la borsa sta salendo troppo velocemente - ci prepariamo a dei passi indietro.
Stamattina il Nikkei ha guadagnato il +4.88% - Shanghai sta salendo del +1.3%.

Aggiornamento del 15 giugno

La settimana inizia con un tuffo inatteso - cosa significa?

Venerdì scorso l'S&P500 aveva più volte testato il supporto a 3000 punti. Dopo un caduta fino a 2984 punti era finalmente rimbalzato e aveva chiuso a 3041 punti (+1.31%). Questa settimana, con l'avvicinarsi della scadenza dei derivati di giugno, ci aspettiamo una stabilizzazione e per saldo una settimana moderatamente positiva. La nostra previsione di massima é quella di una salita a 3120 punti per la fine del mese. Non sapevamo cosa ci avrebbe aspettato stamattina - la variante più probabile era una continuazione del rimbalzo ma anche un qualsiasi movimento tra i 3000 ed i 3041 punti era possibile.
Da oggi ci riferiamo al future sull'S&P500 con scadenza settembre - ha circa 11 punti di sconto rispetto al cash. Sono le 07.30 e il future é a 2960 punti (-64 punti) - questo tuffo ci lascia perplessi. Dobbiamo rivedere le nostre previsioni?
Gli indicatori di sentiment mostrano chiaramente che abbiamo a che fare con un mercato dominato dalle emozioni e dalla speculazione. Mentre i grandi investitori sono relativamente tranquilli c'é una massa di piccoli investitori retail che hanno fatto del trading giornaliero la loro attività preferita. Sono i clienti della piattaforma Robinhood sulla quale si possono trattare le azioni, le opzioni e gli ETF americani gratuitamente e anche in frazioni. È un folto gruppo di persone senza conoscenze specifiche dei mercati finanziari che agisce ad istinto e a caso. Provocano a breve forti e irrazionali oscillazioni dei mercati. Sono questi investitori che hanno tenuto per giorni il CBOE Equity put/call ratio molto basso. Avevamo l'impressione che il minicrash di giovedì e le forti oscillazioni sui 3000 punti di S&P500 di venerdì fossero state sufficienti ad obbligarli a chiudere le posizioni a scadenza giugno. È però possibile che questa tempesta purificatrice non sia ancora terminata. Fino alla scadenza di venerdì ci sono ancora cinque sedute e normalmente i giochi si fanno tra lunedì e mercoledì. Forse ci vuole del panico per concludere questa correzione di corto termine - in questo caso una salita a 0.70 del CBOE Equity put/call ratio non basta - ci vuole un'impennata sopra i 0.80 per certificare la resa degli speculatori long.

Durante il fine settimana non é successo nulla di particolare - o almeno niente che secondo noi possa influenzare in maniera determinante lo sviluppo delle borse. Il numero di nuovi casi di Covid-19 negli Stati Uniti continua a salire ma non é una novità che gli americani non hanno la pandemia sotto controllo. Gli ultimi dati economici provenienti dalla Cina mostrano un aumento dell'attività economica ma non quella ripresa a V che molti si aspettavano. Nel frattempo il governo avvisa la popolazione che c'é un forte rischio che il virus torni a circolare nel Paese - a Shanghai ci sono stati alcuni casi e dei quartieri sono stati chiusi.

In questo clima di incertezza inizia la settimana. Il future sull'S&P500 é nel frattempo sceso a 2930 punti (-93 punti). È possibile e probabile che stamattina ci sia un rimbalzo dopo una pessima apertura. Se però l'obiettivo é di ripulire il mercato dagli ultimi speculatori é improbabile che fino all'apertura di New York ci possa esserci un recupero sostenibile.
Restiamo però dell'opinione che le borse stanno correggendo e non che é iniziata una fase di ribasso.
Alle 08.10 l'Eurostoxx50 vale 3059 punti (-94 punti). Chi ha ancora delle posizioni short deve pensare a dove chiuderle. Non sappiamo se conviene speculare su un crollo fino ai 3020 punti.

Commento del 13-14 giugno

Dopo tre tentativi di bucare i 3100 punti di S&P500 i ribassisti si ritirano - possibile e probabile top a medio termine

Settimana scorsa c'é stata l'attesa brutale, pesante e veloce correzione delle borse necessaria per assorbire l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo e per eliminare l'irrazionale e ingiustificata speculazione segnalata chiaramente dai persistenti bassi valori di CBOE Equity put/call ratio. In Europa il calo é iniziato già lunedì e dopo tre sedute negative c'é stata giovedì un'accelerazione e un crollo finale. In America invece la borsa ha aspettato fino a mercoledì per conoscere l'esito della riunione della FED - giovedì c'é infine stato un mini crash. Questo comportamento ci mostra che le circostanze giocano un ruolo per il timing. Avvenimenti, notizie importanti o scadenze possono spostare di alcuni giorni certi movimenti ormai dovuti o possono intensificarne l'ampiezza. Questa constatazione é importante per stabilire una road map per le prossime settimane.
La correzione ha eliminato gli eccessi di corto termine - a medio termine però il mercato azionario resta toppish ed esiste una forte probabilità che lunedì 8 giugno gli indici azionari abbiamo raggiunto degli importanti massimi significativi o dei top. Sui grafici degli indici americani sono apparsi dei doppi gap che sembrano rappresentare delle inversioni di tendenza - questo vale soprattuto se i gap nel rimbalzo iniziato venerdì non vengono chiusi - sull'S&P500 il gap é tra i 3130 ed i 3164 punti, per il Nasdaq100 é intorno ai 10000 punti. Tra giovedì e venerdì l'S&P500 ha tentato tre volte di bucare definitivamente il supporto a 3000 punti - l'ultimo tentativo ha fatto scendere l'S&P500 fino ad un minimo a 2984 punti ma poi l'indice é risalito a 3041 punti (+1.31%).
Risolti i problemi a corto termine bisogna ora vedere come il mercato assorbirà gli eccessi di medio termine. L'impressione é che la correzione non é terminata - gli oscillatori di medio termine non hanno ancora scaricato gli eccessi e il CBOE Equity put/call ratio a 10 giorni (0.48) ha appena cominciato a salire da livelli depressi. Per tentare di stabilire una road map bisogna vedere quali appuntamenti ci sono in calendario. Venerdì 19 giugno scadono i derivati di giugno - é una grande scadenze trimestrale. Lo scrollone di settimana scorsa dovrebbe aver obbligato la maggior parte degli speculatori ad abbandonare la partita e chiudere le posizioni. Di conseguenza settimana prossima ci aspettiamo un'assestamento. In teoria l'S&P500 potrebbe muoversi tra 3000 ed i 3100 punti. Non crediamo però che dopo tre tentativi falliti di rottura ci sarà ancora una discesa verso i 3000 punti. Favoriamo per settimana prossima una salita verso i 3100 punti. La prossima importante scadenza per i gestori patrimoniali é quella del 30 giugno. Molti, specialmente quelli che lavorano con delle performance fee, sono interessati a far chiudere le borse più in alto possibile. Crediamo di conseguenza che nelle prossime due settimane le borse avranno tentenza a lievitare - idealmente l'S&P500 dovrebbe risalire sui 3120-3130 punti. A questo punto vedremo come gli investitori si comportaranno di fronte all'evidente gap. Se il gap non viene chiuso é molto probabile che a luglio si scende. Questo é il nostro scenario preferito che prevede una correzione piuttosto profonda fino ai 2800-2900 punti. Preferiamo però non sviluppare ulteriormente questa ipotesi. Vogliamo prima vedere cosa succede settimana prossima per avere delle conferme. In particolare pensiamo che i Summation Index (venerdì sono calati) dovrebbero gentilmente scendere mentre l'S&P500 guadagnerà qualche punto. Questa sarebbe per noi la dimostrazione che strutturalmente la borsa si sta indebolendo, Questo deterioramento sarebbe la premessa ideale per una continuazione a medio termine della correzione.
L'unico dubbio che abbiamo riguarda la volatilità - settimana scorsa l'S&P500 si é mosso di 245 punti - é possibile che nelle prossime due settimana l'S&P500 oscilli "solo" tra i 3000+ punti e i 3130 punti? Considerando che adesso la volatilità VIX é a 36.09 punti (-4.70) abbiamo dei forti e giustificati dubbi.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -6.81% a 3153 punti
DAX                         -6.99% a 11949 punti
SMI                          -3.87% a 9796 punti
FTSE MIB                  -6.44% a 18888 punti
S&P500                     -4.78% a 3041.31 punti
Nasdaq100                -1.63% a 9663 punti

Venerdì la violenta correzione di corto termine é terminata. Vediamo cosa é successo e perché facciamo questa affermazione.
Giovedì sera l'S&P500 aveva chiuso sul minimo giornaliero a 3002 punti - alle 22.00 l'Eurostoxx50 era trattato sulla base dei futures a 3096 punti - il nostro obiettivo per la correzione era a 3100 punti.
Venerdì l'Eurostoxx50 ha aperto a 3135 punti, é velocemente sceso sul minimo a 3110 punti, é risalito nel pomeriggio ed ha chiuso a 3153 punti (+0.29%). Questo minimo ascendente (3110 punti) ci dice che probabilmente l'Eurostoxx50 non voleva scendere più in basso e che a 3100 punti c'é solido supporto. Anche nel dopo borsa, quando l'S&P500 ha toccato i 2984 punti, l'Eurostoxx50 é ridisceso "solo" a 3125 punti - alle 22.00 valeva nuovamente 3166 punti. Insomma - le borse europee hanno toccato per ora il fondo e rimbalzano - settimana prossima il rimbalzo deve continuare. Questo vale anche per il DAX (-0.18% a 11949 punti) malgrado la seduta negativa e per il FTSE MIB (+0.43% a 18888 punti). Durante la settimana l'SMI svizzero (-0.33% a 9796 punti) ha perso meno che le altre borse europee. Guadagna meno nei rialzi, perde meno nei ribassi e per saldo sovraperforma - per degli investitori conservativi e il miglior mercato sul quale restare investiti.

Venerdì era importante osservare come l'S&P500 si sarebbe comportato sui 3000 punti. Noi ci aspettavamo ancora un test del supporto seguito da un rimbalzo più sostenibile.
L'S&P500 ha aperto a 3075 punti a all'inizio é salito a 3088 punti di massimo. Poi sono riapparsi i venditori e l'indice é caduto a 3002 punti. È di nuovo rimbalzato a 3054 punti e a questo punto molti pensavamo che la correzione era finita. Invece c'é stata ancora un'ultima spinta di ribasso sulla quale gli ultimi speculatori long sono andati in panico. L'S&P500 é precipitato con gli ultimi stop loss fino ai 2984 punti di minimo prima di definitivamente recuperare e chiudere a 3041.31 punti (+1.31%).
Come osservato nelle ultime settimane di rialzo il Nasdaq100 (+0.78% a 9663 punti) ha sottoperformato  mentre gli acquisti si sono concentrati sui settori rischiosi come trasporti (DJT +2.74%) o PMI (RUT +2.32%).
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5995 su 1487, NH/NL a 91 su 209 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 36.09 punti (-4.70) - il Fear& Greed Index é salito a 54 punti (+2). Il CBOE Equity put/call ratio (0.71) necessita un discorso a parte. La MM a 10 giorni (0.48) ha appena cominciato a salire da livelli depressi. Nelle prossime settimane e mesi deve salire più in alto e questo dovrebbe corrispondere ad una fase di ribasso dell'S&P500 - nell'immediato però ci aspettiamo una pausa come a febbraio - il ratio dovrebbe stare una decina di giorni intorno al valore neutro a 0.63.
La tendenza di fondo della borsa americana é formalmente ancora al rialzo con l'83.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il bullish Percent Index sul NYSE a 71.48.

Settimana prossima il rimbalzo iniziato venerdì dovrebbe continuare. Ci aspettiamo però una salita irregolare e per saldo nelle prossime 5 sedute gli indici dovrebbero guadagnare poco terreno. Attendiamo ora lunedì per vedere come si presentano i mercati.
Chi ha posizioni short e non le ha chiuse nel minicrash di settimana scorsa può aspettare la prossima fase della correzione che dovrebbe iniziare al più tardi a luglio.
Chi desidera tornare short deve assolutamente farlo quando l'S&P500 sarà sui 3120 punti o più in alto.

Commento del 12 giugno

Vi é piaciuto il vuoto d'aria? - S&P500 -5.89% a 3002.10 punti

Ieri finalmente l'eccesso di speculazione al rialzo si é scaricato in un temporale estivo. Negli ultimi due giorni vi avevamo avvertito che troppi investitori retail avevano comperato eccessive posizioni long utilizzando il mercato delle opzioni. Con l'avvicinarsi della scadenza dei derivati di giugno questi calls dovevano essere venduti per realizzare i guadagni - la domanda era unicamente in quale maniera si sarebbe realizzata questa operazione. Purtroppo l'eccesso é stato eliminato nella maniera classica. Improvvisamente il future sull'S&P500 ha cominciato a scendere mentre nei media apparivano solo commenti negativi riguardanti la politica monetaria della FED e lo sviluppo della pandemia negli Stati Uniti. Naturalmente questa é solo una scusa - mercoledì sera Jerome Powell ha solamente ribadito quello che si sapeva da tempo e la propagazione del Coronavirus in America non cambia da un giorno all'altro. Ci voleva però una ragione per cominciare a vendere e il motivo é stato velocemente e puntualmente trovato. Questo ha forzato la mano agli speculatori che sono stati costretti a vendere. Le borse sono pesantemente cadute sia in Europa che in America. L'Eurostoxx50 ha terminato la seduta ufficiale a 3144 punti (-4.53%) ma ha continuato la sua corsa al ribasso nel dopo borsa - alle 22.00 si é fermato a 3096 punti - il nostro obiettivo a 3100 punti é stato raggiunto in una giornata. L'S&P500 ha aperto sul massimo a 3123 punti e lo sviluppo dell'indice durante la giornata é facile da descrivere - l'S&P500 é sceso in una linea retta dall'inizio alla fine - ha toccato un minimo a 2999 punti e ha chiuso poco sopra a 3002.10 punti (-5.89%). Ieri mattina abbiamo intuito che l'ipercomperato non sarebbe sparito con una semplice correzione di un -3%/-4% ma che la caduta sarebbe stata più pesante - vi avevamo avvisato. Abbiamo avuto ragione - forse con un pò di intuito e fortuna. Un eccesso da record come quello verificatosi sul mercato delle opzioni (CBOE Equity put/call ratio) doveva causare una reazione violenta e più ampia del solito.
La domanda che bisogna ora porsi é cosa succederà nei prossimi giorni. Abbiamo anticipato già qualcosa in precedenti commenti. La scadenza dei derivati di giugno prevista per venerdì prossimo 19 giugno condizionerà gli avvenimenti. Stamattina dovrebbe esserci un rimbalzo ma nel corso del pomeriggio o nella serata dovrebbe ancora esserci un tentativo di ribasso e un test dei minimi di ieri - crediamo di conseguenza che rivedremo i 3100 punti di Eurostoxx50 e i 3000 punti di S&P500 o ci andremo vicino. Non siamo in grado di dire se si verificherà un minimo ascendente o discendente - pensiamo unicamente che poi ci deve essere un assestamento su questi livelli. Partiamo dal principio che questo minicrash é solo una correzione e non l'inizio di un ribasso. Di conseguenza settimana prossima ci aspettiamo un recupero nel tentativo di far tornare le borse in vicinanza dei massimi per la fine del mese di giugno. Questa é ancora un'ipotesi che necessita di conferme. La caduta ieri ha rotto le linee di trend rialziste sui grafici ma a livello di indicatori non ha fatto eccessivi danni. È servita ad eliminare l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo. I Summation Index sono scesi ma di poco.

Non commentiamo ulteriormente la seduta in Europa. Abbiamo già analizzato l'andamento nelle analisi serali. L'euforia e la spensieratezza sono spariti in poche ore e hanno fatto posto alla cautela e alla ricerca della sicurezza. Abbiamo assistito al solito schema. I settori speculativi hanno subito pesanti perdite (SX7E -7.04% a 61.77 punti), il difensivo SMI svizzero (-3.14% a 9828 punti) ha perso meno delle altre borse europee, il future sul Bund é decollato e il CHF si é rafforzato.

Il ribasso é continuato in America e questa volta ha coinvolto anche la tecnologia (Nasdaq100 -5.01% a 9588 punti). Le perdite sono state più pesanti nel resto del mercato (DJT -7.72%, RUT -7.58%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 412 su 7130, NH/NL a 92 su 215 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é esplosa a 40.79 punti (+13.22), il Fear&Greed Index é caduto a 52 punti (-14 punti) e il CBOE Equity put/call ratio é stato finalmente alto a 0.70. Vedremo oggi se questo minicrash é stato abbastanza per eliminare la speculazione.

Stamattina i mercati sono volatili e rispecchiano il nervosismo degli investitori. Il future sull'S&P500 é risalito a 3042 punti (+32 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3132 punti. Deve scontare la pessima chiusura ieri sera a Wall Street e il rimbalzo di stamattina. Per saldo le borse europee apriranno in calo del -0.3%. Pensiamo che stamattina proveranno a risalire in positivo - nel pomeriggio ci aspettiamo un ritorno dei venditori.  Crediamo che gli indici azionari europei chiuderano con moderate perdite. Siamo ancora indecisi per quel che riguarda l'America - gli interessati possono leggere le analisi delle 14.00 sugli indici azionari americani con le previsioni per la seduta odierna.

Commento del 11 giugno

The last man standing

Ieri é sceso tutto - meno che la tecnologia (Nasdaq100 +1.27% a 10094 punti). Sia in Europa che in America il rialzo mostra delle crepe - ieri le borse hanno avuto una seduta moderatamente negativa. Niente di particolare - non c'era pressione di vendita e gli indici azionari hanno chiuso sensibilmente sopra i minimi giornalieri. Le divergenze a livello di partecipazione però aumentano (NH/NL a 458 su 43 / A/D sul Nasdaq100 a 51 su 49) mentre la situazione tecnica non cambia - gli indici restano ipercomperati ed in eccesso di rialzo con molto ottimismo a parecchia pericolosa speculazione al rialzo - anche ieri, malgrado il calo dell'S&P500 (-0.53% a 3190.14 punti), la volatilità VIX é rimasta invariata (27.57 punti) e il Fear&Greed Index (66 punti) non si é mosso. Gli speculatori long non mollano la presa (CBOE Equity put/call ratio a 0.45). Restiamo della ferma opinione che questo disequilibrio deve essere compensato tramite una veloce e pesante correzione - forse il vuoto d'aria preannunciato nei comment dei giorni scorsi (-3%/-4%) non basterà. L'unico dubbio che abbiamo é la tempistica. Nessuno ha interesse a provocare una caduta delle borse prima della fine del semestre. Lo scenario più probabile é quindi una "scrollata" (o un mini terremoto) nei prossimi giorni, una stabilizzazione in occasione della scadenza dei derivati di giugno prevista per venerdì 20 giugno e un ritorno sui massimi (ca. 3200 punti di S&P500) per fine mese.

Ieri in Europa c'é stata la terza seduta consecutiva negativa (Eurostoxx50 -0.81% a 3293 punti, DAX -0.70% a 12530 punti) e la situazione comincia a farsi interessante. Malgrado che manca ancora pressione di vendita il calo, per essere solo una correzione minore, doveva finire ieri. In tre sedute l'Eurostoxx50 e il DAX hanno perso meno di quanto hanno guadagnato nel rally di venerdì - questo favorisce l'ipotesi della correzione minore. Anche i deboli volumi suggeriscono che non bisogna preoccuparsi. Inoltre anche ieri gli indici hanno chiuso sensibilmente sopra il minimo giornaliero che é stato toccato a metà giornata. Insomma - l'impressione é che le borse europee stanno solo assorbendo l'ipercomperato - la seduta di oggi diventa però decisiva. Come ormai é abitudine l'indice delle banche SX7E (-1.98% a 66.45 punti) ha perso più che il resto del mercato. La concentrazione della speculazione in questo settore chiave ha fatto aumentare la volatilità.
Riassumendo le borse europee sembrano aver svolto una semplice correzione minore per assorbire l'ipercomperato. È però ovvio che se la borsa americana deve fare un tuffo per eliminare la speculazione, anche la correzione in Europa sarà più pesante. Facendo le dovute proporzioni é possibile che l'Eurostoxx50 debba ridiscendere fino ai 3100 punti prima di poter riprendere il rialzo e tornare a fine mese sui 3300 punti.

Ieri la seduta a Wall Street é stata condizionata dalla riunione della FED che si é conclusa alle 20.00. La Banca Centrale americana ha sottolineato il periodo difficile dell'economia americana che necessita di un suo intervento e di un costante apporto di liquidità a basso prezzo. Per i prossimi due anni la FED intende lasciare i tassi d'interesse invariati e di poco sopra lo 0%. Il programma di acquisto di obbligazioni conosciuto come QE continuerà a ritmo sostenuto anche perché il deficit dello Stato deve essere rifinanziato.
L'S&P500 ha aperto a 3211 punti e all'inizio é sceso fino ad un minimo a 3181 punti. Poi ha recuperato e fino alle 20.00 si é stabilizzato sui 3200 punti. Dopo il comunicato della FED la volatilità é aumentata e l'indice si é impennato fino ai 3223 punti per poi ricadere ad ondate fino ai 3190.14 punti (-0.53%). Gli speculatori long non si sono ritirati ma ormai si aggrappano all'ultimo uomo ancora in piedi - la tecnologia. Il Nasdaq100 ha guadagnato il +1.27% a 10094 punti con A/D a 51 su 49 - anche all'interno dell'indice sono ormai i pochi e conosciuti titoli (Apple +2.57%, Amazon +1.79%, Microsoft +3.71%) a tenere in piedi la baracca. Il resto del mercato sembra già in una correzione (DJT -2.51%, RUT -3.71%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2343 su 5141, NH/NL a 458 su 43 e volume relativo a 1.0. I Summation Index sono ancora saliti ma di poco.

Stamattina le borse sono in calo. Le vendite sono cominciate in Asia (Nikkei -2.79%, Shanghai -0.8%) e anche il future sull'S&P500 (3145 punti, -40 punti) é sotto pressione. Alle 08.20 l'Eurostoxx50 vale 3237 punti (-56 punti, -1.7%). Ci sarà un crollo o un recupero? Non lo sappiamo - dipende da cosa decide di fare la folla di speculatori retail aggrappata ai titoli tecnologici. Se questi prendono la fuga e il Nasdaq100 si insacca é probabile che oggi le perdite saranno massicce.
Bruce Willis (the last man standing) sopravvive fino alla fine del film. Deve però andarsene dalla cittadina senza soldi e senza donne lasciando dietro di sé una striscia di morti. Al Nasdaq100 potrebbe bastare un ritorno sui 9700 punti per ritrovare solido terreno.

Commento del 10 giugno

I ribassisti sono ancora deboli e disorganizzati - la rotazione tra settori favorisce nuovamente tecnologia e farmaceutica

Ieri i rialzisti hanno fatto una pausa e ci sono state delle prese di beneficio su alcuni settori speculativi. Ci sono state delle vendite e i maggiori indici azionari hanno perso terreno - abbastanza in Europa (Eurostoxx50 -1.35% a 3320 punti) e poco in America (S&P500 +0.66% a 9967 punti). Gli indici hanno però chiuso lontani dai minimi giornalieri e il calo non ha fatto nessuna danno tecnico. Non é apparsa pressione di vendita. Dobbiamo catalogare questa seduta come una normale seduta negativa all'interno di un rialzo intatto. C'é stata una sana rotazione tra settori che ha favorito i settori difensivi in Europa (SMI +0.32% a 10184 punti) e la tecnologia in America (Nasdaq100 +0.66% a 9967 punti). Gli indici Nasdaq Composite e Nasdaq100 hanno superato per la prima volta nella storia i 10000 punti. Nell'immediato c'é troppa euforia e troppa speculazione - un breve e violento vuoto d'aria di un -3%/-4% é nell'aria.

Le borse europee sono scese la mattina, sono rimbalzate e poi si é semplicemente fermate e si sono accodate a Wall Street. Hanno chiuso nella parte inferiore del range giornaliero. A fine giornata resta una perdita intorno al -1.5% (DAX -1.57% a 12618 punti, FTSE MIB -1.49% a 19930 punti). In due giorni gli indici azionari hanno ritracciato solo parte del rally di venerdì scorso. L'impressione é che si stia verificando una semplice correzione minore necessaria per assorbire l'ipercomperato. Il rialzo non sembra a rischio e finora non abbiamo nessun segnale particolare - la pressione di vendita é modesta.
In Europa abbiamo avuto due sedute negative. Nel caso di una correzione minore queste sedute possono essere al massimo tre. Bisogna cominciare a preoccuparsi solo nel caso in cui gli indici scenderanno per tutta la settimane cancellando il rally di venerdì scorso.

Anche in America ci sono state delle vendite come logica conseguenza dell'ipercomperato. L'S&P500 (-0.78% a 3207.18 punti) ha però difeso per il secondo giorno consecutivo i 3200 punti. I ribassisti sono deboli e disorganizzati - non riescono a fare pressione e le vendite sono solo delle prese di beneficio dopo giorni di forti rialzi. Finora non abbiamo segnali di vendita né divergenze negative. I Summation Index continuano a salire. Solo la forte speculazione long (CBOE Equity put/call ratio a 0.40), che non ha paragoni nella storia, ci preoccupa. Quando qualcosa scuoterà l'apparente incrollabile fiducia degli speculatori long ci sarà un'ondata di vendite di realizzo che potrebbe e dovrebbe scaricarsi in una breve valanga.
L'S&P500 ha aperto a 3198 punti. All'inizio c'é stato un tentativo di scendere più in basso - é finito a 3193 punti. C'é stata una forte reazione e poi é seguito un sali e scendi. L'S&P500 ha toccato un massimo a 3222 punti e ha chiuso a 3207 punti. Abbiamo notato un'evidente volontà di spingere gli indici Nasdaq sopra i 10000 punti e fare notizia. A questo scopo sono stati usati i due colossi Apple (+3.16% a Amazon (+3.04%). Il DSI sopra i 90 punti incita alla prudenza - sempre quando questo indicatore di cortissimo termine é rimasto alcuni giorni in territorio estremo c'é stata una violenta reazione negativa.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1977 su 5510, NH/NL a 606 su 41 e volume relativo a 0.9. I dati sulla partecipazione non convincono ma non sono ancora una ragione valida per essere pessimisti. La volatilità VIX é salita a 27.57 punti (+1.76) mentre il Fear&Greed Index é sceso a 66 punti (-1).

Stamattina il future sull'S&P500 risale a 3215 punti (+10 punti). Le borse asiatiche sono miste (Nikkei +0.15%, Shanghai -0.50%). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3339 punti (+19). Le borse europee apriranno con un guadagno del +0.6%. A breve ci aspettiamo una correzione della tecnologia - a breve significa ancora questa settimana. La reazione potrebbe iniziare dopo la seduta odierna della FED. Il comunicato con le decisioni del FOMC é atteso stasera alle 20.00. Di conseguenza prevediamo che oggi le borse europee riusciranno a difendere i guadagni iniziali. L'esito finale della seduta a Wall Street é invece imprevedibile.

Commento del 9 giugno

3 minuti, 3 ore, 3 giorni e 3 settimane - superato il normale si passa ai record

La "regola del 3", seguita dai survivalisti, statuisce che si può sopravvivere 3 minuti senza aria , 3 ore senza riparo, 3 giorni senza bere e 3 settimane senza mangiare. Naturalmente questi sono dei valori indicativi. Una persona normale senza allenamento specifico non riesce a trattenere il fiato per due minuti. Per la medicina si può vivere 15-20 giorni senza cibo, a seconda della corporatura, senza subire dei danni permanenti al corpo. La regola del 3 é però semplice e costituisce un buon punto di riferimento. Passati questi livelli ci si muove nell'estremo e poi si passa ai record. Stéphane Mifsud ha stabilito nel 2009 il record mondiale di apnea senza uso di ossigeno resistendo sott'acqua per 11minuti e 35 secondi - inutile aggiungere che é vivo e vegeto.
Con l'analisi tecnica possiamo esaminare come si comporta il mercato - normalmente i movimenti seguono dei valori di riferimento come la regola del 3 - si può stabilire se un trend é troppo esteso, se ci sono delle esagerazioni o dei problemi strutturali. Possiamo dire quando gli investitori sono entusiasti e speculativamente long - in questo caso tutti hanno già comperato e in mancanza di ulteriori acquisti sono poi le vendite a predominare e la borsa scende.
Ora sappiamo che gli indici azionari sono ipercomperati ed in forte eccesso di rialzo. Gli indici azionari dai minimi di marzo sono saliti molto e in troppo poco tempo - non possiamo fare paragoni con il passato poiché tutti i record di intensità e durata sono stati superati. Oltre tutto esiste un problema fondamentale - l'economia mondiale è in recessione mentre certi indici stanno toccando dei nuovi record storici (Nasdaq) o sono in guadagno da inizio anno (S&P500 +0.05%). È come se il record mondiale d'apnea fosse stato battuto da una donna minuta di 80 anni.
Le regole sembrano non valere e questa sembra essere la nuova regola. Possiamo ripetere ogni giorno che secondo l'analisi tecnica le borse devono per lo meno correggere ma in realtà gli indici azionari sembrano conoscere solo una direzione - il rialzo sembra non voler finire e gli indicatori si muovono in territori sconosciuti o in maniera assolutamente irrazionale. Esempi? Ieri il CBOE Equity put/call ratio era a 0.37 mentre la MM a 10 giorni é scesa a 0.47 - nelle statistiche non abbiamo mai visto dei valori così bassi che mostrano una forte, persistente e continua speculazione al rialzo. Al contrario quando l'S&P500 sale (+1.20% a 3232.39 punti) la volatilità dovrebbe scendere - invece ieri sera la VIX é salita a 25.81 punti (+1.29 punti).
Possiamo continuare a ripetere che il rialzo deve finire e deve seguire una correzione o un ribasso - insistendo presto o tardi avremo ragione. In realtà non sappiamo quando e dove si esaurirà questa spinta di rialzo - possiamo solo fare delle ipotesi e tentare d'indovinare. Spesso le scadenze trimestrali dei derivati costituiscono dei buoni punti tornanti - il prossimo appuntamento é il 19 di giugno.

Sulla giornata di ieri abbiamo poco da dire. Le borse europee hanno fatto una pausa muovendosi nel range delle due precedenti sedute (Eurostoxx50 -0.53% a 3366 punti). Prevalgono però ancora i segnali positivi. Il DAX (-0.22% a 12819 punti) ha toccato durante la seduta un nuovo massimo di periodo a 12913 punti e il FTSE MIB (+0.22% a 20231 punti) ha guadagnato terreno grazie al contributo del settore bancario (SX7E +1.97% a 70.45 punti). A metà maggio l'indice SX7E era a 48 punti e tutti odiavano le banche - ora gli investitori si strappano di mano le azioni delle banche che rispetto ai valori di bilancio sembrano sottovalutate. Una cosa é sicura - in mancanza di validi punti di riferimento dominano le emozioni.

L'S&P500 ha aperto a 3200 punti. Nella prima ora c'é stato un ritracciamento fino ai 3196 punti. Poi i compratori hanno ripreso il controllo delle operazione e l'indice é solo salito. Con un'accelerazione sul finale l'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero a 3232.39 punti (+1.20%). I critici fanno notare che la tecnologia sembra in difficoltà (Nasdaq100 +0.78%). Gli ottimisti dicono che non importa visto che Nasdaq e Nasdaq100 hanno toccato un nuovo record storico. Inoltre l'attuale debolezza relativa della tecnologia rappresenta una sana rotazione tra settori. Noi siamo realisti - gli indici salgono e il rialzo continua sfidando ipercomperato ed eccesso di rialzo. C'è una speculazioone rampante visto che gli investitori comprano anche le "schifezze" tipo le azioni di Hertz (+115.18%, società in Chapter 11, procedura di fallimento). Malgrado tutti i dubbi e le critiche rialzo é rialzo e fino a prova contraria la variante più probabile é che gli indici possano salire più in alto sfidando tutti i limiti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6040 su 1470, NH/NL a 2126 su 65 e volume relativo a 1.0. Abbiamo già citato gli indicatori di sentiment. Aggiungiamo il Fear&Greed Index salito a 68 punti (+2 punti).
I DSI sono sopra i 90 punti. Per l'analista tecnico non esistono dubbi - la seduta odierna deve essere negativa. Abbiamo però a che fare con un toro scatenato lanciato a piena corsa - é quindi meglio evitare di mettersi sulla sua strada. Togliendo i panni dell'analista tecnico e vestendo quelli del day trader evitiamo di andare short. Se alla roulette viene per 10 volte di fila il rosso non giochiamo il nero pur sapendo che le probabilità tra rosso e nero sono uguali - pensiamo piuttosto che la roulette é truccata.

Stamattina le borse sono miste e sembrano voler fare una pausa. Il future sull'S&P500 é a 3222 punti (-5 punti). Il Nikkei perde il -0.38% - Shanghai sale del +0.5%. Alle 08.45 l'Eurostoxx50 vale 3377 punti - le borse europee devono scontare il buon finale di seduta a Wall Street e aprono con una plusvalenza del +0.3%.
Ripetiamo - l'analista tecnico per oggi dice short - il trader dice meglio di no visto che il vento tira dalla parte opposta.

Commento del 5-8 giugno

Come preannunciato il servizio é sospeso fino a lunedì 8 giugno.
Il prossimo aggiornamento sarà il commento tecnico di martedì 9 giugno (ca. 08.30).
A tutti gli abbonati vengono accreditati 5 giorni di abbonamento.


Commento del 4 giugno

Irrazionale esuberanza? - gli investitori scommettono pesantemente su un futuro radioso

Ieri le borse sono nuovamente partite al rialzo - in Europa con slancio ed entusiasmo (Eurostoxx50 +3.50%) - in America con moderazione (S&P500 +1.36% a 3122.87 punti). Su tutti i mercati che seguiamo sono stati raggiunti dei nuovi massimi di periodo e gli indici hanno chiuso a ridosso dei massimi giornalieri. Ormai gli indici azionari hanno superato gli abituali limiti di un ipercomperato - in Europa le RSI giornaliere sono sopra i 72 punti. L'esempio più vistoso di una situazione di estrema speculazione ed euforia é il CBOE Equity put/call ratio - ieri sera era a 0.40 - il valore più basso degli ultimi 5 anni - bisogna risalire a giugno 2014 per trovare questo valore nelle statistiche. La situazione é paradossale visto che la pandemia di Coronavirus si sta ancora propagando nel mondo e miete migliaia di vittime - l'economia mondiale é in recessione. Gli investitori sono però convinti che la ripresa sarà veloce e completa - il Nasdaq da inizio anno guadagna il +7.92% - Nasdaq e Nasdaq100 sono a pochi punti da un nuovo record storico. In 50 sedute l'S&P500 ha guadagnato il +39.2% - il rally più intenso da quando abbiamo i dati a disposizione (1952). Gli investitori sono molto ottimisti e comprano in massa azioni malgrado le prospettive ancora incerte. Questa esuberanza é irrazionale ? Non si può dare una risposta poiché nessuno conosce il futuro - l'analisi tecnica mostra però che abbiamo a che fare con un rialzo eccezionale e molto esteso - gli indicatori di partecipazione, momentum e sentiment sono su valori estremamente alti. A noi questa situazione fa paura malgrado che finora gli indicatori tecnici mostrano che il rialzo é sano con una buona rotazione tra settori - i Summation Index continuano a salire - una correzione é possibile e probabile - un'inversione di tendenza nei prossimi giorni e un ribasso sono poco probabili se non interviene un fattore esterno e inatteso a sconvolgere gli equilibri.

Ieri sembrava che tutti volessero salire sul treno in corsa a tutti i costi. Praticamente dall'apertura gli indici hanno conosciuto solo una direzione ed é stato comperato di tutto indipendentemente dai fondamentali. Sembrava il primo giorno del Black Friday quando si spalancano le porte dei negozi e la massa di clienti si getta sulla merce scontata - veniva comprato di tutto basta che sembrasse a buon prezzo. Il balzo del +3.88% del DAX (12487 punti) é spiegabile solo con l'euforia provocata dal salvataggio da parte del governo tedesco di Lufthansa (+7.73%) e dal pacchetto di stimolo economico da 130 Mia di EUR ripartiti su due anni. Annotiamo criticamente che come al solito si aiutano le imprese caricando il fardello sul debito pubblico e quindi sul contribuente - sotto questo aspetto la borsa ha ragione - saranno soprattutto i cittadini a pagare per il Coronavirus e non le compagnie quotate in borsa.
Ieri abbiamo visto segnali di momentaneo esaurimento di trend - le candele sui grafici di DAX e Eurostoxx50 erano completamente al di fuori delle Bollinger Bands. È molto probabile che adesso ci debba essere una pausa di riflessione sotto forma di consolidamento e/o ritracciamento. Poi vedremo. Nelle scorse settimane abbiamo parlato spesso di correzione ma la corsa delle borse é continuata come se nulla fosse. Ora preferiamo vedere qualche segnale di debolezza e divergenze prima di esprimerci negativamente sul mercato.

Il rialzo é continuato in America. L'S&P500 ha aperto a 3101 punti e dopo una breve caduta a 3099 punti é salito fino a pochi minuti dalla chiusura ed ha toccato un nuovo massimo di periodo a 3030.94 punti. Sul finale é caduto a 3122.87 punti (+1.36%). La tecnologia guadagna ancora terreno (Nasdaq100 +0.49% a 9704 punti) ma fatica a tenere il passo. Gli investitori preferiscono comperare azioni otticamente a buon prezzo (DJT +3.35%, RUT +2.39%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5656 su 1780, NH/NL a 1755 su 70 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 25.66 punti (-1.18) - il Fear&Greed Index é salito a 61 punti (+3 punti).
I Summation Index salgono ancora ma sono a breve a fine corsa - la RSI sul NYSE Summation Index é a 90.20 punti. Teoricamente può salire fino a 100 punti ma sapete che valori sopra i 70 punti sono già un'esagerazione.

In generale questo rialzo é correlato positivamente con i tassi d'interesse e i cambi. Praticamente i tassi d'interesse di riferimento su USD e EUR stanno salendo mentre il cambio EUR/USD ha raggiunto i 1.1250. È molto probabile che uno di questi mercati cambi direzione prima delle borse dandoci un segnale di vendita. Conviene tenere d'occhio i mercato finanziari nel loro complesso per vedere quando ci sarà una reazione negativa.

Stamattina il Nikkei ha guadagnato solo il +0.36% - Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 scende a 3110 punti (-7 punti). L'Eurostoxx50 vale 3257 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.3%). Considerando i forti guadagni di ieri non bisogna stupirsi se stamattina si verifica una caduta di un -1%. Poi tutti si fermeranno in attesa di sapere cosa decideranno di fare gli americani. Prese di beneficio o ancora un colpetto di rialzo?

Avviso importante - venerdì 5 giugno devo andare all'ospedale e subirò un intervento chirurgico. Per alcuni giorni dovrò restare a letto. Penso di poter riprendere l'attività lunedì sera o martedì. Durante questi giorni il sito non verrà aggiornato - a tutti gli abbonati verrano accreditati i giorni di pausa.

Commento del 3 giugno

Evidentemente gli investitori sono in estasi e se ne infischiano dei nostri indicatori tecnici

Purtroppo ci sono dei periodi durante i quali gli indicatori tecnici non funzionano bene. Sono i periodi di rialzo quando i mercati sono ipercomperati, sono in eccesso di rialzo e gli investitori sono ottimisti e speculativamente long. Questa costellazione offre una buona premessa per una correzione o per un'inversione di tendenza ma non la garantisce. È una costellazione tecnica a doppio taglio poiché mostra una borsa forte che ha corso parecchio ma é difficile sapere se ha raggiunto il limite. Nei ribassi questo problema non esiste poiché rapidamente appare un facilmente identificabile panico che segnala la presenza di un minimo. In un rialzo invece c'é sempre un certo margine di manovra ed il fatto che il CBOE Equity put/call ratio (0.47) sia costantemente molto basso e segnali una forte speculazione al rialzo non implica necessariamente che questi investitori siano dalla parte sbagliata. Talvolta é il contrario - se questa situazione persiste vuol dire che ci sono abbastanza investitori sistematicamente e testardamente long da spingere il mercato al rialzo oltre i limiti segnalati dagli oscillatori. Insomma tutto questo serve a spiegare la continuazione del rialzo (Eurostoxx50 +2.63% a 3159 punti, S&P500 +0.82% a 3080.82 punti) malgrado che noi avevamo previsto una correzione. Una previsione é un calcolo delle probabilità - in questo caso é sbagliata. Ora sinceramente non sappiamo come procedere per il semplice fatto che la situazione tecnica non cambia - l'ipercomperato aumento, l'eccesso di rialzo aumenta e gli oscillatori stanno mostrando un'anomala estensione verso l'alto. L'umore degli investitori migliora ma resta a livello di ottimismo e non di euforia - la volatilità VIX é scesa a 26.84 punti (-1.39), la MM a 10 giorni della CBOE Equity put/call ratio é a 0.51 e il Fear&Greed Index é fermo a 58 punti.

Ier le borse europee e quella americana hanno avuto un'altra giornata di rialzo. Gli indici europei sono saliti fino a metà giornata e poi si sono assestati - non sono più scesi e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri con forti guadagni. Evidentemente c'é un ritorno di fiducia nell'economia europea visto che anche il cambio EUR/USD sale - stamattina é arrivato a 1.1210. Noi, dopo la rottura sopra gli 1.11, avevamo previsto una continuazione del rialzo fino a 1.12. Ora non sappiamo se il movimento può continuare. Vediamo però la correlazione tra indici azionari europei e EUR - se l'EUR continua a rafforzarsi é probabile che le borse europee possano continuare il rialzo malgrado l'ipercomperato. Ieri il DAX (+3.75% a 12021 punti - obiettivo massimo fissato il 28 maggio a 12000 punti) é uscito dal bordo superiore delle Bollinger Bands. Questo limite sale però di circa 150 punti al giorno e quindi il DAX può guadagnare in media un 1% al giorno e restare nelle bande.
L'SMI svizzero (+1.22% a 9951 punti) sale ma in questo periodo sottoperforma - é la logica conseguenza dell'orientamento difensivo di questo indice. Per il FTSE MIB (+2.42% a 18971 punti) vale esattamente il contrario - é favorito dai molti titoli bancari (SX7E +3.43% a 60.99 punti) o negletti contenuti nell'indice.
Noi possiamo dire quando questi effetti spariranno - non abbiamo più dei validi punti di riferimento.

Per lungo tempo sembrava che a Wall Street nessuno avesse voglia di prendere l'iniziativa - pensavamo finalmente che ci sarebbe stata una seduta calma e senza sostanziali variazioni. In effetti l'S&P500 ha aperto a 3062 punti e fino alle 21.30 é oscillato intorno a questo valore con minimo a 3051 e massimo a 3072 punti. Poi sul finale c'é stata un'accelerazione al rialzo di 17 punti e l'indice ha chiuso sul massimo giornaliero a 3080.82 punti (+0.82%). Il Nasdaq100 (+0.62% a 9657 punti) ha sottoperformato mentre il resto (DJT +1.88%, RUT +0.91%) é andato meglio. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5306 su 2091, NH/NL a 894 (pochi) su 66 e volume relativo a 0.75 (bassi volumi di titoli trattati). I Summation Index continuano lentamente a salire. 

Fino a dove può salire l'S&P500? Premettiamo che le nostre stime finora erano sbagliate - possiamo sbagliare ancora. Siamo però obbligati a tentare di dare una risposta. A maggio l'indice é oscillato tra i 2766 ed i 2954 punti prima di riprendere il rialzo. La rottura sopra i 3000 punti é stata simbolica. È una canale di 190 punti che fornisce un potenziale di rialzo di 190 punti a partire dai 2954 punti. In teoria, visto che il rialzo non si é finora fermato, può continuare fino ai 3150 punti circa (3144 punti).
Chi é short può aspettare e sperare o prendere la perdita e tentare di tornare short sui 3150 punti.

Stamattina la situazione non cambia - prevalgono i segnali positivi. Il future sull'S&P500 lievita a 3088 punti (+11 punti). L'Eurostoxx50 vale 3194 punti. Le borse europee apriranno nuovamente con un balzo del +1%. Normalmente dovremmo prevedere un ritracciamento e una chiusura leggermente in positivo. Questi però non sono tempi normali e una prosecuzione del rialzo é possibile.
Non guardiamo il calendario economico poiché i fondamentali non interessano a nessuno. Importano solo i programmi di stimolo economico degli Stati, le manovre espansive delle Banche Centrali e l'ottimismo degli investitori che si sono già buttati alle spalle la recessione provocata dal Coronavirus.

Avviso importante - venerdì 5 giugno devo andare all'ospedale e subirò un intervento chirurgico. Per alcuni giorni dovrò restare a letto. Penso di poter riprendere l'attività lunedì sera o martedì. Durante questi giorni il sito non verrà aggiornato - a tutti gli abbonati verrano accreditati i giorni di pausa.

Commento del 2 giugno

Indicatori tecnici praticamente invariati

Ieri, lunedì di Pentecoste, l'attività in Europa era ridotta. L'Eurostoxx50 (+0.90% a 3078 punti) ha trattato malgrado la giornata di festa in Germania, Svizzera ed alcuni Paesi europei cattolici. Le borse europee hanno però unicamente risposto al rimbalzo di venerdì sera a New York. Venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3071 punti - ieri si é fermato a 3078 punti al termina di una seduta senza spunti particolari. Le banche (SX7E +2.57% a 58.97 punti) hanno proseguito il loro spettacolare rialzo a corto termine e hanno trascinato con sé il FTSE MIB italiano (+1.79% a 18523 punti). Se l'America non corregge le borse europee continuaranno la loro corsa fino a quando l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo non saranno estremi. Per il momento RSI sui 62 punti e limiti superiori delle Bollinger Bands in salita permettono un certo margine di manovra.

Ieri sera speravamo di vedere apparire dei segni di debolezza in America. Invece c'é stata una semplice seduta di debole rialzo. L'S&P500 (+0.38% a 3055.73 punti) é rimasto sotto il massimo di giovedì a 3068 punti e il Nasdaq100 (+0.45% a 9598 punti) ha toccato i 9600 punti. Questi modesti cambiamenti non hanno influito in maniera determinante sugli indicatori tecnici. I Summation Index sono ancora saliti e questo significa semplicemente che la maggior parte dei titoli sta facendo progressi - é un segnale di un mercato finora in buona salute e che senza uno shock esterno non può partire in una fase di ribasso - può solo correggere.
L'S&P500 ha aperto a 3038 punti e dopo una caduta iniziale a 3031 punti é salito con una corta e una lunga ondata fino ai 3062 punti di massimo. Dopo le 19.40 l'indice é sceso a tentoni fino alla chiusura a 3055.73 punti (+0.38%). La tecnologia (Nasdaq100 +0.45%) si é mossa al rialzo grazie a Facebook (+3.03%) e colleghi e le PMI (RUT +0.8+%) hanno ancora mostrato una buona performance relativa. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5233 su 2203, NH/NL a 593 su 78 e volume relativo a 0.7. Il numero dei NH non aumenta in maniera convincente. La volatilità VIX é salita stranamente a 28.23 punti (+0.72) mentre il Fear&Greed Index é balzato a 58 punti (+6 punti). Salta all'occhio l'ulteriore valore molto basso del CBOE Equity put/call ratio a 0.46. Se gli speculatori al rialzo a breve non avranno soddisfazione é probabile che inizino le prese di beneficio.

Le borse non mostrano la minima intenzione di correggere. Potrebbero anche assorbire gli eccessi unicamente con un consolidamento ad alto livello. Chi come noi é posizionato al ribasso deve però aspettare alcuni giorni prima di gettare la spugna. Gli oscillatori non sono precisi e spostamenti di un paio di giorni rispetto al massimo teorico sono possibili e frequenti.

Stamattina le borse asiatiche sono ancora al rialzo (Nikkei +1.26%, Shanghai +0.14%). Il future sull'S&P500 scivola a 3047 punti (-7 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3119 punti  - non sappiamo se questo balzo é in parte causato del ritorno degli investitori tedeschi. Ci sembra un'apertura troppo buona e quindi stamattina ci aspettiamo un ritracciamento verso i 3100 punti. Poi vedremo cosa ci riservano gli investitori americani.
Il Covid19 sta sparendo in Europa ma si sta ancora espandendo e sta mietendo vittime nel resto del mondo. Nell'euforia provocata dalla riapertura in Occidente abbiamo l'impressione che le borse stanno sottovalutando le conseguenze economiche della pandemia.

Aggiornamento del 1. giugno

Le borse ignorano tutto e guardano solo verso un futuro migliore

Oggi, lunedì di Pentecoste, la borsa di Zurigo e quella di Francoforte sono chiuse. I futures sul DAX vengono trattati e di conseguenza anche l'Eurostoxx50. In Svizzera é un giorno di festa - pubblichiamo il commento tecnico in ritardo e in forma ridotta.
Il mondo é irrequieto. Durante il fine settimana, oltre alle solite notizie riguardanti la pandemia, abbiamo letto di disordini in vari Paesi. A Hong Kong si dimostra contro le nuove leggi cinesi che diminuiscono ulteriormente i diritti democratici e l'autonomia nel territorio. Negli Stati Uniti le gente protesta contro la violenza della polizia - a Minneapolis un afroamericano é stato ucciso da un poliziotto senza ragione - disordini si sono verificati in numerosi grandi centri urbani e davanti alla Casa Bianca provocando l'ira di Donald Trump.
Le borse sembrano però ignorare qualsiasi problema - si muovono secondo regole proprie che poco hanno a che fare con i valori fondamentali. Venerdì scorso l'S&P500 ha ritestato due volte il nuovo supporto a 3000 punti. I ribassisti hanno perso e i rialzisti hanno difeso il supporto provocando un rimbalzo fino ai 3048 punti. È probabile che il supporto venga nuovamente testato. Per il momento però i rialzisti hanno il controllo delle operazioni e i ribassisti devono riorganizzarsi e raccogliere nuove forze prima di riprovare un affondo.
Sono le 09.30. Il Nikkei ha guadagnato il +0.81%. Shanghai sta salendo del +2.2%. Il future sull'S&P500 é a 3052 punti (+9 punti). L'Eurostoxx50 é a 3100 punti. Crediamo che sui 3050-3060 punti l'S&P500 debba fermarsi e iniziare a correggere. Potrebbe già cominciare a scendere oggi - forse bisogna aspettare fino a domani. In ogni caso questa settimana ci aspettiamo un aumento della volatilità e maggiori movimenti nelle due direzioni - per saldo si dovrebbe scendere...

Commento del 30-31 maggio

Prima della fine del mese qualcuno non voleva vedere l'S&P500 sotto i 3000 punti - settimana prossima si corregge

Venerdì in Europa c'é stata una normale seduta negativa alla quale non é possibile dare un significato particolare. Gli indici hanno aperto in calo, sono scesi nella prima ora di contrattazioni, hanno recuperato fino alle 14.00 (l'Eurostoxx50 é tornato in pari!) e sono ricaduti nel pomeriggio influenzati da New York. Hanno chiuso sui minimi giornalieri (Eurostoxx50 -1.43% a 3050 punti) con delle perdite paragonabili ai guadagni del giorno precedenti. Per saldo la performance settimanale rimane ottima. Di conseguenza il calo di venerdì é finora insignificante. Non ha fatto danni e a livello tecnico non c'é nessun segnale particolare. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva nuovamente 3071 punti e quindi anche la chiusura sul minimo e la perdita di 44 punti possono essere ignorati. La borsa non può salire tutti i giorni e prese di beneficio al termine di una settimana di forti rialzi sono normali - non significa necessariamente che é la borsa sta correggendo. Questo non contraddice il titolo del commento di giovedì. L'ipotesi resta valida ma non c'é ancora nessuna prova a suo favore. 
Gli oscillatori confermano che venerdì molto probabilmente la borsa americana (S&P500 +0.48% a 3044.31 punti) ha raggiunto un massimo intermedio ed ora deve esserci una correzione - può essere una correzione minore o una correzione di medio termine. Ancora non lo sappiamo - i Summation Index stanno però ancora salendo e la tendenza di fondo é ancora al rialzo secondo i due nostri indicatori di riferimento (86.8% dei titoli sono sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE é a 67.86 punti). Questo massimo segnalato dagli oscillatori in America deve valere anche in Europa - purtroppo le borse europee non forniscono i dati necessari, specialmente sui volumi, per calcolare gli oscillatori. Di conseguenza dobbiamo pensare che le borse europee si trovano in una situazione simile di ipercomperato ed eccesso di rialzo solo grazie alla correlazione tra i due continenti e ad indicatori simili agli oscillatori come la RSI.
Settimana scorsa Eurostoxx50 e S&P500 sono riusciti a superare i 3000 punti. Questa può essere una rottura al rialzo definitiva o una falsa rottura alla quale deve seguire una correzione abbastanza importante. Vi avevamo detto che in ogni caso questi livelli doveva essere ritestati dall'alto e l'esito di questo test sarebbe stato decisivo. In questo senso la seduta a New York é stata per un analista tecnico estremamente interessante e ci ha fornito parecchie informazioni - vediamo cosa é successo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +4.98% a 3050 punti
SX7E (banche)          +9.58% a 57.49 punti
DAX                         +4.63% a 11586 punti
SMI                          +1.47% a 9831 punti
FTSE MIB                  +5.09% a 18197 punti
S&P500                     +3.01% a 3044.31 punti
Nasdaq100                +1.50% a 9555 punti

Venerdì il future sull'S&P500 mostrava che l'indice avrebbe aperto invariato. Al termine di una settimana movimentata pensavamo che nessuno avrebbe avuto interesse a muovere ulteriormente il mercato e ci aspettavamo una seduta tranquilla. Invece rialzisti e ribassisti si sono dati battaglia. L'S&P500 ha aperto a 3019 punti e all'inizio é salito fino a 3030 punti. Poi i ribassisti hanno attaccato in forze e sono riusciti in varie ondate a far cadere l'S&P500 fino a 2998 punti - questo é stato il primo test del supporto a 3000 punti. Poi c'é stato un rimbalzo e un combattimento di quasi tre ore - i rialzisti hanno imposto un recupero fino a 3029 punti e i ribassisti sono riusciti a schiacciare l'indice nuovamente fino ai 3002 punti. Dopo questo secondo test dei 3000 punti, che non é sfociato in un nuovo minimo giornaliero (=minimo ascendente), i ribassisti hanno capitolato e i rialzisti hanno festeggiato. Hanno velocemente fatto tornare l'S&P500 a 3040 punti. Dopo una pausa di un'ora c'é stata l'impennata finale a 3044.31 punti (+0.48%). Il massimo giornaliero é stato a 3048 punti - l'S&P500 é rimasto 20 punti sotto il massimo di giovedì a 3068 punti.
Evidentemente qualcuno, in questa ultima seduta del mese, aveva interesse a tenere l'S&P500 sopra i 3000 punti. Ora molti pensano che dopo questo doppio test del supporto il rialzo debba riprendere. Noi non siamo convinti - i dati tecnici smentiscono - la partecipazione era miserabile con A/D a 3856 su 3584, NH/NL a 303 su 122 e volume relativo a 1.1.  La seduta é stata praticamente neutra e il numero dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) é sceso drasticamente mentre quello dei nuovi minimi (NL) é aumentato. In effetti abbiamo assistito ad una corsa a due di S&P500 e Nasdaq100 (+1.47% a 9555 punti). Il resto del mercato si é mosso al ribasso (DJT -0.40% e RUT -0.47%). Il tutto puzza di manipolazione - sono stati spinti alcuni titoli di peso - la borsa in generale era debole e in calo.
La volatilità VIX é scesa a 27.51 punti (-1.08) e il Fear&Greed Index é salito a 52 punti - c'é parecchio ottimismo. Il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente basso a 0.58 (MM a 10 giorni a 0.52).
Riassumendo gli oscillatori ci dicono che gli indici azionari americani sono su un massimo intermedio e significativo. Il rialzo di venerdì puzza di imbroglio con dati sulla partecipazione che smentiscono il rialzo. C'é parecchio ottimismo e troppa speculazione al rialzo. Il test del supporto a 3000 punti di S&P500 non ci ha convinto - non sembra un test riuscito ma una messa in scena. Di conseguenza non crediamo che settimana prossima S&P500 e colleghi debbano continuare a salire ma che piuttosto ci sarà un ulteriore tentativo di ritorno sotto i 3000 punti. Considerando la costellazione generale é secondo noi possibile e probabile che ci sia una correzione più importante. Una caduta sotto i 3000 punti dovrà scatenare un'ondata di vendite. Prima di sviluppare scenari negativi é però meglio osservare le prime sedute di settimana prossima. Il Nasdaq100 (9555 punti) é poco lontano dal massimo storico a 9736 punti. Molti analisti parlano con insistenza di una resistenza a 9600 punti. I 3000 punti hanno risucchiato verso l'alto l'S&P500 - é possibile che lo stesso succeda con questo record del Nasdaq100.
Gli esempi del petrolio (USD 35.49 al barile WTI dopo che ad aprile il prezzo era caduto brevemente in negativo) e del cambio EUR/USD (improvvisamente sopra gli 1.10 a 1.1105) mostra che gli speculatori sono forti e capaci di tutto. Forse chi insiste ad essere long S&P500 (anche l'analisi dei COT mostra forti posizioni long dei Commercials) a breve ha ragione. La situazione a livello di sentiment é interessante. Tutti sono convinti che sopra i 3000 punti di S&P500 l'aria é rarefatta - d'altra parte nessuno si aspetta una ricaduta a testare i minimi di marzo. La borsa é fatta per sorprendere...

Lunedì di Pentecoste la borsa di Zurigo e quella di Francoforte sono chiuse. I futures sul DAX vengono trattati e di conseguenza anche l'Eurostoxx50. In Svizzera é un giorno di festa - lunedì mattina pubblichiamo il commento tecnico in ritardo e in forma ridotta.

Commento del 29 maggio

Reversal a Wall Street - forse l'attesa correzione é iniziata ieri sera

Sullo slancio della rottura al rialzo ieri il movimento é continuato e le borse europee hanno ancora guadagnato terreno. Gli indici azionari hanno chiuso vicino al massimo giornaliero con sostanziali guadagni (Eurostoxx50 +1.42% a 3094 punti e DAX +1.06% a 11781 punti). Ieri sera non avevamo niente di nuovo da segnalare. Secondo gli oscillatori il prossimo massimo intermedio a corto termine dovrebbe verificarsi oggi. A breve dovrebbe almeno iniziare una correzione di corto termine di circa un -3%. 
Ieri i tassi d'interesse sono rimasti fermi e l'indice delle banche SX7E (+0.13% a 59.58 punti) si é bloccato. in America é andata ancora peggio per le banche (BKX -3.40%) - un'altra dimostrazione che queste ventate speculative sono imprevedibili e purtroppo spesso evanescenti.
Il FTSE MIB (+2.46% a 18351 punti) ha superato il massimo del 30 aprile a 18302 punti e si é unito agli altri indici azionari europei che hanno ricominciato a salire. La rottura al rialzo di mercoledì di Eurostoxx50 e DAX ha avuto sullo slancio una logica continuazione e il FTSE MIB ha partecipato. I fondamentali per l'economia italiana sono terribili ma in questo momento gli investitori sono alla ricerca dei titoli rimasti indietro e otticamente a buon prezzo e in questo ambito l'Italia ha molto da offrire. Fino a quando l'Eurostoxx50 sale il FTSE MIB si muove con la corrente. Se l'Eurostoxx50 corregge il FTSE MIB sarà il primo mercato a cadere come un sasso.
Continua a d esserci una veloce e sconcertante rotazione tra settori. Quando ormai tutti pensavano che l'interesse sui titoli farmaceutici e difensivi fosse svanito ieri, come una marea, gli investitori sono tornati a comperare questi titoli e l'SMI svizzero si é involato (+2.16% a 9926 punti). Forse una conseguenza dell'indebolimento del CHF (EUR/CHF a 1.0672)? Evitiamo di razionalizzare - l'SMI sembra ripartire al rialzo e si avvicina all'obiettivo a 10000 punti. Vediamo se, come nel caso dell'S&P500 , c'é una rottura al rialzo sopra la MM a 200 giorni.
Riassumendo le borse europee hanno continuato il rialzo e non hanno dato nessun segno di debolezza. I maggiori indici hanno raggiunto dei nuovi massimi di periodo. Secondo noi adesso deve iniziare una correzione minore e i livelli di rottura al rialzo (i 3000 punti di Eurostoxx50 servono come riferimento) devono per lo meno essere ritestati dall'alto. La correzione potrebbe essere più importante ma per ora preferiamo non esporci troppo visto che alcuni giorni fà abbiamo sbagliato nell'individuare il massimo intermedio.
Il cambio EUR/USD é salito fino a 1.11. Negli scorsi mesi tutti erano positivi per il dollaro americano e molti pronosticavano ancora una volta la caduta del cambio sulla parità. Anche questa volta il sentiment pessimo ha provocato un movimento nella direzione opposta che é stato accentuato dal short covering una volta che il cambio ha superato gli 1.10. teoriacamente questo movimento dovrebbe continuare fino a 1.12. Cambio e borse europee sembrano andare a braccetto - l'apprezzamento dell'EUR sembra galvanizzare le borse europee. Teniamo di conseguenza d'occhio i cambi.

Fino a ieri sera alle 20.00 il rialzo é continuato anche in America - l'S&P500 ha raggiunto un nuovo massimo di periodo a 3068 punti. Noi avevevamo già prima rinunciato alle nostre idee di correzione. Visto che il mercato continuava lentamente a salire abbiamo rinunciato ad aumentare la nostra posizione short e alle 18.30 abbiamo spento il PC. Ogni tanto dovremmo avere maggiore fiducia nelle nostre analisi. Dopo le 20.00 i venditori hanno preso il sopravvento e il mercato ha cambiato direzione. L'S&P500 é caduto accelerando fino ai 3023 punti e ha chiuso a 3029.73 punti (-0.21%). La perdita di 6 punti é insignificante ma la candela rossa sul grafico ed il reversal sono indiscutibili. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2807 su 4601, NH/NL a 1244 su 66 e volume relativo a 0.9. Ancora ieri il numero dei nuovi massimi a 30 giorni non é aumentato malgrtado che l'S&P500 abbiamo toccato un massimo a 3068 punti, 32 punti sopra il massimo di mercoledì! Il sentiment é leggermente peggiorato (VIX a 28.59 punti, +0.97 / Fear&Greed Index a 50 punti, -3). Notiamo che gli speculatori long non mollano la presa - il CBOE Equity put/call ratio era ancora sotto la media a 0.54.
I Summation Index sono ancora saliti - di poco.

Ci avviciniamo alla fine del mese. Lunedì di Pentecoste la borsa di Zurigo e quella di Francoforte sono chiuse. I futures sul DAX vengono trattati e di conseguenza anche l'Eurostoxx50. Pensiamo che oggi le borse resteranno stabili. Prevediamo che settimana prossima i ribassisti tenteranno un affondo. Ripetiamo che non ci aspettiamo un ribasso - solo una correzione.

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 3024 punti (-13 punti). Le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei -0.29% / Shanghai +0.2%). L'Eurostoxx50 alle 08.25 vale 3065 punti (-29 punti). Le borse europee apriranno in calo dell'1% - dovrebbero fermarsi qui o addirittura recuperare qualche punto nel corso della giornata. L'EUR forte dovrebbe aiutare.

Commento del 28 maggio

I rialzisti mettono a segno una convincente rottura al rialzo - i ribassisti sono sulla difensiva e dubitano

Ieri Eurostoxx50 (+1.73% a 3051 punti) e S&P500 (+1.48% a 3036.13 punti) hanno superato i 3000 punti e hanno chiuso per la prima volta da marzo sopra questa barriera. Non ci aspettavamo questo movimento così netto e deciso - noi pensavamo che dovesse iniziare una correzione e finora ci siamo sbagliati. Non siamo ribassisti - la spinta di rialzo sembrava però eccessiva e stava perdendo i suoi leaders (tecnologia e settori difensivi) - sono stati i "gregari" o per meglio dire i settori negletti tipo le banche (SX7E +4.88% e BKX +6.68%) a permettere questa accelerazione. Ora i rialzisti hanno il momentum dalla loro parte - i ribassisti invece sono sulla difensiva poiché si trovano con delle posizioni in perdita e con il mercato che evidentemente non si comporta come si aspettavano. Noi ieri abbiamo inizialmente raddoppiato la posizione short sull'S&P500 a 3018 punti ma abbiamo ricoperto la metà a 2998 punti. Poi abbiamo aspettato e osservato il mercato. L'S&P500 é sceso fino a 2969 punti di minimo giornaliero ma poi ha cambiato direzione e ad ondate é salito fino alla chiusura sul massimo a 3036.13 punti (+1.48%). Noi non abbiamo più osato shortare un mercato che ovviamente voleva salire. Adesso non sappiamo se credere agli indicatori tecnici o se dobbiamo cedere all'evidenza del trend.
Da un punto di vista tecnico é cambiato poco. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5697 su 1775, NH/NL a 1212 su 143 e volume relativo a 1.0. Notiamo che il rapporto nuovi massimi su nuovi minimi a 30 giorni (NH/NL) é peggiorato rispetto a martedì (1290/88) malgrado il guadagno degli indici. I leaders sono in stallo e il Nasdaq100 (+0.55% a 9442 punti) non ha superato il massimo di martedì. Non sappiamo quanto può durare questa rotazione tra settori - é però evidente che dopo la rottura della resistenza psicologica dei 3000 punti sullo slancio ci sarà una continuaziona al rialzo. Ora chi é short deve decidere se resistere fino al prossimo massimo intermedio o se chiudere e provare a tornare short più in alto. Non esiste una risposta valida - possiamo solo dire che molto probabilmente, qualsiasi sia la tendenza per le prossime settimane, a breve la rottura deve essere ritestata dall'alto. Questo significa che, mal che vada, nei prossimi giorni Eurostoxx50 e S&P500 devono tornare sui 3000 punti. Poi possono continuare a correggere o ripartire al rialzo. Ancora non lo sappiamo.
Notiamo con interesse e sorpresa che il sentiment non cambia in maniera sostanziale. La volatilità VIX é scesa solo a 27.62 punti (-0.39) mentre il Fear&Greed Index é salito poco a 54 punti (+3). La volatilità del Nasdaq VXN é addirittura salita (29.52 punti, +0.10) insieme a quella del DAX (+1.33% a 11657 punti) VDAX (31.92 punti, +1.16). Cosa significa? Scetticismo? Forse nessuno crede a questa fase finale del rialzo e si aspetta un fallimento? Possibile - in questo caso i rialzisti avranno vita facile.
Il CBOE Equity put/call ratio era ancora basso a 0.51. La MM a 10 giorni é a 0.55. L'eccesso di speculazione al rialzo é evidente - potrebbero però ancora esserci una o due sedute come ieri prima che gli speculatori decidano che il gioco é durato troppo a lungo e comincino a vendere.
Riassumendo la rottura sopra i 3000 punti é stata convincente. I rialzisti sono fiduciosi e non mollano subito le presa. I ribassisti sono sulla difensiva e al massimo tengono le posizioni - é improbabile che le aumentino senza prima avere nuovi elementi a proprio favore. Al momento non vediamo nulla che possa rafforzare uno scenario ribassista. Gli indici entrano in territorio di ipercomperato e lottano con il bordo superiore delle Bollinger Bands - questo crea delle buona premesse per una correzione ma non la provoca. D'altra parte bisogna domandarsi se certi movimenti sono sostenibili - l'indice americano delle grandi banche ha guadagnato il +15% in due sedute (+8.62% e +6.68%) - può continuare così? La risposta é no anche perché Stati  e Banche Centrali non possono tutti i giorni varare manovre miliardarie (ieri l'UE ha creato un Recovery Fund da 750 Mia di EUR) per sostenere l'economia ed i mercati finanziari.

Possiamo dare un'idea di quanto potrebbero ancora salire le borse prima della prossima corrrezione. Graficamente l'S&P500 potrebbe salire fino ai 3080 punti - secondo gli oscillatori dovrebbe toccare questo obiettivo venerdì e poi ricadere.

Ieri sera abbiamo ampiamente commentato la seduta delle borse europee e la rottura al rialzo. Non sapevamo se questa rottura sarebbe stata definitiva - questo dipendeva dagli Stati Uniti e solo stamattina abbiamo una risposta.
Diamo un'occhiata al DAX (+1.33% a 11657 punti). La RSI é a 65.47 punti - il bordo superiore delle BB é a 11616 punti - sale adesso ogni giorno di 100-120 punti. La MM a 50 giorni é a 10307 punti - il DAX é 1350 punti più in alto e quindi é in eccesso di rialzo. Tutto questo ci dice che il rialzo é molto o troppo esteso - non esclude però la possibilità che il DAX salga fino a venerdì e fino 12000 punti. Rotta una diga l'acqua deve uscire fino a quando il livello non si é abbassato abbastanza... 

Non c'é niente di meglio che i prezzi per cambiare l'umore degli investitori. Ora che gli indici hanno superato i 3000 punti tutti diventeranno ottimisti e long mentre i ribassisti spariranno. La liquidità ed il short covering alimenteranno il rialzo per almeno qualche giorno. Nessuno - noi compresi - venderà controcorrente. A breve il short covering farà lievitare le borse ancora un paio di punti in percentuale. Poi arriverà il logico e abituale movimento di riflusso.

Stamattina il Nikkei ha guadagnato il +2.31% - Shanghai sale del +0.2%. Il future sull'S&P500 ha fatto il solito balzo notturno e si trova a 3050 punti (+14 punti) - secondo noi questo potrebbe essere il massimo giornaliero e quindi anche le borse europee hanno poche probabilità di salire più in alto dopo la buona apertura. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3084 punti - gli indici azionari europei apriranno con un ulteriore guadagno del +1%. Oggi alle 14.30 sono attesi alcuni dati economici americani importanti - riguardano il PIL, la disoccupazione e gli ordini per l'industria - constateremo che l'economia é in una profonda recessione. Forse qualcuno si domanderà se i prezzi delle azioni rispecchiano coerentemente questa situazione economica.

Oggi sono assente - i commenti tecnici sugli indici americani delle 14.00 non verranno pubblicati. Prossimo appuntamento stasera alle 19.00 con i commenti sulla seduta europea.

Commento del 27 maggio

3000 punti. Sono passati 50 giorni dai minimi di marzo - le MM cominciano a salire

Ieri sia l'Eurostoxx50 europeo (+0.94% a 2999 punti, massimo a 3009 punti) che l'S&P500 americano (+1.23% a 2991.77 punti, massimo a 3021 punti) hanno raggiunto i 3000 punti. Ammettiamo che quando il 23 di marzo l'S&P500 ha toccato il minimo annuale a 2191 punti mai ci saremmo aspettati di rivederlo già due mesi più tardi a 3000 punti. Inizialmente il nostro obiettivo era a 2800 punti. Negli ultimi giorni si era delineata questa rottura al rialzo dell'S&P500 - l'Eurostoxx50 invece aveva già raggiunto i 3023 punti il 30 aprile. Per le borse europee non si tratta in generale di una rottura al rialzo - solo il DAX tedesco (+1.00% a 11504 punti) sta lievitando.
I balzi degli indici avvengono a mercati chiusi. Anche ieri le borse europee hanno aperto praticamente sui massimi giornalieri e nel corso della giornata non sono riusciti a fare progressi - hanno però difeso con successo buona parte dei guadagni iniziali. L'S&P500 ha aperto sul massimo giornaliero a 3021 punti e chiuso sul minimo a 2991 punti - in America durante la seduta hanno prevalso le vendite. Gli speculatori long però non mollano la presa (CBOE Equity put/call ratio a 0.50) - é quindi probabile che ci sarà una lotta di alcuni giorni intorno ai 3000 punti prima che ci possa essere una correzione. In generale non appare pressione di vendita - il numero dei nuovi minimi a 30 giorni non aumenta (NL a 88) e i Summation Index stanno ancora salendo. Gli investitori sono ancora alla ricerca di temi d'investimento. Hanno messo da parte la tecnologia (Nasdaq100 -0.25% a 9390 punti) e si buttano sui settori disastrati come trasporti (DJT +5.02%) o banche (BKX +8.62%). "Mettere da parte" non significa però vendere - il rialzo semplicemente si ferma.
Nel complesso abbiamo quindi ancora dei mercati azionari al rialzo - la spinta é debole ma basta a compensare la mancanza di pressione di vendita. Di conseguenza é molto probabile che ora l'ottimismo e l'eccesso di speculazione al rialzo provochino una correzione minore - non é però (ancora) tempo di ribassi.  

Sono passati 50 giorni dai minimi di marzo. Le medie mobili a 50 giorni cominciano a scartare i valori di marzo e aggiungere gli alti valori di maggio. Le MM stanno cambiando direzione e cominciano a salire dal basso sostenendo gli indici azionari. Nell'analisi tecnica questo effetto fornisce segnali positivi - l'eccesso di rialzo diminuisce ed i supporti dinamici salgono. La voglia di vendere per realizzare forti benefici diminuisce. I cross delle diverse medie mobili su differenti spazi temporali forniscono segnali d'acquisto - la loro validità é dubbia ma a livello psicologico non sono da sottovalutare. L'impressione per molti é che la situazione sta migliorando e dovrebbe ulteriormente migliorare nel futuro. Non é vero ma per ora questo aiuta le operazioni long dei traders.

Ieri in Europa c'é stata una buona seduta. È stata una logica continuazione del rialzo di lunedì e una conseguenza del balzo del future sull'S&P500 durante la notte. Non abbiamo molto da aggiungere ai commenti serali. L'Europa segue l'America e gli indici non sono ipercomperati. Fino a quando Wall Street non corregge anche in Europa non ci sarà un'inversione di tendenza. Il potenziale di rialzo é modesto e il rischio di una correzione minore al momento é alto - crediamo che nei prossimi giorni c'é poco da guadagnare.

L'S&P500 ha aperto in forte gap up a 3021 punti e tutti sono rimasti col fiato sospeso in attesa di capire se il mercato avrebbe accelerato al rialzo o se l'S&P500 dopo questo sforzo si sarebbe sgonfiato e sarebbe tornato a 2980 punti per colmare il gap. Si é subito capito che il mercato tendeva verso la seconda soluzione. L'indice é immediatamente sceso e per ore si é poi stabilizzato sopra i 3000 punti con un massimo a 3015 punti. Dopo le 21.30 é caduto dai 3008 punti fino a 2988 punti e ha chiuso poco sopra i 2991.77 punti (+1.23%). Per una volta sono state delle vendite sui big della tecnologia a far sgonfiare il mercato. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5797 su 1670, NH/NL a 1290 su 88 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 28.01 punti (-0.15), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.50 e il Fear&Greed Index é salito di poco a 51 punti (+1).

Stamattina il future sull'S&P500 torna a 3011 punti (+16 punti). Questi balzi durante la notte ci insospettiscono - sembra che qualcuno abbia interesse a spingere l'S&P500 verso l'alto - questo potrebbe ritardare l'inizio della correzione.
Il Nikkei stamattina ha guadagnato ancora il +0.70% - Shanghai é in calo del -0.4%.
L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3013 punti - le borse europee apriranno sui massimi di ieri. Se anche oggi questo sarà il massimo giornaliero significa che non c'é più potere d'acquisto - alla prima occasione ci saranno quindi delle vendite in grado di far partire l'attesa correzione.

Commento del 26 maggio

Il giorno di festa viene usato per spingere l'S&P500 a 3000 punti

Pensavamo che ieri dopo la buona apertura le borse si sarebbero fermate. In America e in Gran Bretagna i mercati finanziari erano chiusi in occasione del Memorial Day. Normalmente in situazioni del genere gli investitori europei non prendono l'iniziativa e stanno a guardare. Ieri invece i bassi volumi e l'assenza di molti investitori sono stati usati dai traders per spingere il future sull'S&P500 al rialzo verso la barriera psicologica dei 3000 punti. Di riflesso gli indici azionari europei hanno seguito e la seduta in Europa é stata ottima considerando le premesse. L'Eurostoxx50 ha aperto a 2919 punti, vicino al minimo, e ha chiuso sul massimo a 2971 punti (+2.27%). Evidentemente all'interno del canale d'oscillazione tra i 2800 ed i 3000 punti una salita a 2971 punti era possibile - solo il timing ci ha sorpreso anche se avevamo intuito che poteva succedere qualcosa del genere e l'avevamo detto nel finale del commento del fine settimana. Restiamo dell'opinione, fino a prova contraria, che dal bordo superiore del canale d'oscillazione l'Eurostoxx50 deve ridiscendere - a decidere sarà però la borsa americana. Finora il DAX (+2.87% a 11391 punti) si era fermato sui 11200 punti prima di ricadere. La chiusura ieri rappresenta una rottura al rialzo e viene festeggiata dai rialzisti come una ripresa del trend. Noi non siamo così entusiasti anche perché l'Eurostoxx50 é rimasto ampiamente sotto i 3000 punti. Inoltre la mancanza degli investitori inglesi e americani era una buona occasione per una falsa rottura al rialzo. Infine é logico che il DAX si spinga sul bordo superiore delle Bollinger Bands considerando che l'S&P500 deve raggiungere i 3000 punti. Ieri sera il future sull'S&P500 era a 2988 punti e aveva ancora un certo margine di apprezzamento fino ai 3000 punti. Significa che oggi il DAX può ancora guadagnare un centinaio di punti.
Il FTSE MIB ha fatto un balzo del +2.98% a 17596 punti. In una giornata con pochi volumi e movimenti casauli la borsa italiana ha sovraperformato - non diamo molto peso a questo avvenimento. All'interno del canale d'oscillazione tra i 16500 (ca.) ed i 18000 punti una salita a 17316 punti é normale e possibile.
L'SMI (+1.40% a 9824 punti) si é mosso nella scia del movimento di rialzo delle borse europee. Farmaceutica ed alimentari hanno frenato mentre il resto del listino é salito trainato dall'esempio europeo. Restiamo dell'opinione, fino a prova contraria, che dai 10000- punti l'SMI deve ridiscendere.

Ieri la borsa di New York é rimasta chiusa in occasione del Memorial Day. Stamattina abbiamo una sorpresa che rientra però nella logica degli avvenimenti degli ultimi giorni. Il future sull'S&P500 é a 3008 punti (+55 punti). Ora la situazione si fa interessante. Il superamento dei 3000 punti farà notizia e molti investitori che siedono su troppa liquidità sentiranno il bisogno di rincorrere il rialzo. I pochi traders short dovranno comperare e chiudere le posizioni. Questo short covering sarà utilizzato dai traders long, che hanno avuto successo con la loro speculazione, per vendere. Quando inizierà questa correzione e da che livello? - siamo sicuri che la reazione inizierà ancora questa settimana - idealmente domani. Vendere adesso potrebbe però essere troppo presto. Finora l'S&P500 era salito fino a 2980 punti - oggi si formerà in apertura un gap di una trentina di punti. È accelerazione o esaurimento? Quando verrà chiuso?. Le prossime sedute rischiano di essere interessanti e divertenti. Guardate gli indicatori di sentiment e in particolare i puts/calls ratio...

Stamattina il Nikkei ha guadagnato il +2.63% - Shanghai sta salendo del +0.8%. L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3004 punti - anche questo indice europeo supera i 3000 punti. Noi stamattina cominciamo ad aprire posizioni short a corto termine - con calma però - le borse hanno voglia di salire e hanno il momentum che le sostiene. È più facile veleggiare con il vento in poppa che controvento.

Aggiornamento del 25 maggio

Memorial Day - senza l'America e la Gran Bretagna le borse europee si fermano

Lentamente si parla sempre meno di Covid19, di infetti e di decessi. Le misure che limitano la libertà di movimento dei cittadini ed i contatti sociali stanno gradatamente diminuendo e si torna ad una vita normale. Restano le conseguenze. C'é una recessione mondiale e un altissimo numero di disoccupati. La situazione é destinata a migliorare ma nessuno sa quanto tempo ci sarà bisogno per tornare al livello di vita di inizio anno e quali invece saranno i danni permanenti. Le borse scontano uno scenario ottimistico anche perché non esistono molte alternative d'investimento. Le Banche Centrali fanno di tutto per spingere i capitali verso i mercati azionari.
Da settimane l'incertezza blocca le borse. All'inizio sembrava chiaro chi fossero i vincenti ed i perdenti della crisi. Poi i vincenti (tecnologia, farmaceutica, alimentari) sono diventati ipercomperati e molto cari mentre i perdenti (trasporti, turismo, beni di lusso, ecc.) ipervenduti e a basso prezzo. Gli interventi degli Stati in soccorso dei rami economici in difficoltà hanno mischiato le carte in tavola anche perché ci sono crediti per tentare di risolvere a breve i problemi di liquidità che si incrociano a sostegni a fondo perso come quelli rappresentati dal lavoro a tempo ridotto. I mercati finanziari vengono sballottati da questa marea di flussi dl liquidità - nessuno sa quali sono i fondamentali economici a cui fare riferimento. La conseguenza é un'alta volatilità e incertezza e mercati che si muovono per ragioni emotive. Tecnicamente sono soprattutto gli indicatori di sentiment a condurre la danza.  

Dagli indicatori di sentiment traspare ora ottimismo - non é però a livelli eccessivi e non c'é di certo euforia. Crediamo quindi che la regolare oscillazione di aprile e maggio pessa essere sostituita da una lenta ed impercettibile salita. Questo significa che le oscillazioni diminuiranno di intensità e gli indici azionari avranno tendenza a lievitare. Le modeste e marginali rottura al rialzo potrebbero aumentare. Poi improvvisamente arriverà la prossima crisi quando l'ottimismo provocato dalla lenta sparizione della pandemia verrà sostituito dal pessimismo causato della catastrofica situazione economica. Questo processo dovrebbe trasparire a livello di indicatori tecnici con una distribuzione e con l'apparire di divergenze. In particolare i Summation Index dovrebbero scendere prima degli indici azionari. Ciclicamente é possibile che questo processo duri fino a fine giugno.

Per ora prepariamoci ad una correzione minore quando l'S&P500 (2955 punti) sarà sui 3000 punti.

Stamattina il Nikkei ha guadagnato il +1.64% - Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 sta guadagnado terreno - alle 08.15 é a 2969 punti (+16 punti). L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 2922 punti - ora é valutato 2937 punti. Le borse europee apriranno con un balzo del +1%. Probabilmente ci sarà all'inizio un pò di movimento con un modesto ritracciamento. Poi gli indici si fermeranno. Senza inglesi ed americani in Europa non succede niente.

Commento del 23-24 maggio

Scale e serpenti

Scale e serpenti è un gioco da tavolo tradizionale. Si tratta di un semplicissimo gioco di percorso piuttosto simile al gioco dell'oca. Il tabellone tradizionale di "scale e serpenti" rappresenta un percorso di forma bustofedica, solitamente costituito da 10 righe di 10 caselle. Il percorso è reso più complesso da un certo numero di "scale" e "serpenti" che attraversano il tabellone verticalmente, congiungendo due caselle di righe diverse. Analogamente a quanto avviene nel gioco dell'oca, i giocatori procedono del numero di caselle indicato dal lancio di un dado. Un segnalino che arriva in una casella posta "ai piedi" di una scala viene spostato alla casella in cima alla scala; viceversa, un segnalino che arriva in una casella con la bocca di un serpente "retrocede" fino alla coda.

In questo momento le borse si trovano in un percorso del genere. Due settimane fà gli indici sono caduti lungo un serpente. Una settimana fà hanno imboccato una scaletta. Nelle ultime 10 sedute per saldo non si sono mossi - sono risaliti di quanto erano scesi ed ora si ritrovano sul bordo superiore del canale orizzontale di oscillazione valido da aprile. Anche gli indicatori tecnici si trovano circa nella posizione in cui li avevamo lasciati due settimane fà. C'é una situazione di ipercomperato - non é però eccessiva e quindi a breve gli indici potrebbero salire ancora un pò più in alto prima di ricadere. C'é parecchio ottimismo (VIX a 28.16 punti, -1.37 / Fear&Greed Index a 50 punti, -2 punti) - non c'é però troppo ottimismo ed euforia. Questo vuol dire che le borse hanno ancora un margine di apprezzamento ma poco. Nell'immediato c'é troppa speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.57, MM a 5 giorni a 0.51). Di conseguenza pensiamo che settimana prossima l'S&P500 dovrebbe fare una correzione minore il cui obiettivo ideale si trova sui 2860 punti. Per il resto la tendenza di fondo delle borse é neutra - non si capisce ancora in quale direzione avverrà la rottura al di fuori del canale d'oscillazione. Dai minimi di marzo le borse sono salite e quindi fino a prova contraria la variante più probabile resta quella di una continuazione del movimento (l'81.7% delle azioni americane si trovano sopra la SMA a 50 giorni, il Bullish Percent Index sul NYSE é a 53.81 punti). Notiamo però un deterioramento a livello strutturale (troppi pochi NH - nuovi massimi a 30 giorni) e divergenze negative a livello di partecipazione. Riteniamo quindi che ad un certo momento deve svilupparsi una fase di ribasso - un'inversione di tendenza non sembra però imminente - i Summation Index salgono ancora lentamente.
Riassumendo le borse sono in una fase di stallo. L'S&P500 (+0.24% a 2955.45 punti) potrebbe ancora tentare di raggiungere i 3000 punti prima di cadere. Per il momento però gli indici non sembrano voler abbandonare questo ampio canale di circa un 7% (2800-3000 punti di S&P500 e Eurostoxx50) nel quel oscillano da settimane.
La tecnologia comincia a far fatica - il Nasdaq100 (+0.38% a 9414 punti) questa settimana ha guadagnato meno che l'S&P500. Ci vuole però un cedimento dei leader per provocare una correzione a medio termine e una fase di sostenibile e sostanziale ribasso. L'attesa potrebbe essere ancora lunga.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +4.86% a 2905 punti
SX7E (banche)          +4.79% a 52.46 punti
DAX                         +5.82% a 11073 punti
SMI                          +2.17% a 9689 punti
FTSE MIB                  +2.75% a 17316 punti
S&P500                     +3.20% a 2955.45 punti
Nasdaq100                +2.85% a 9414 punti

Come pensavamo venerdì é successo poco o niente. Prima del lungo fine settimana del Memorial Day (lunedì le borse di Londra e New York sono chiuse) nessuno ha voluto prendere l'iniziativa. La conseguenza sono state delle sedute tranquille e che si sono concluse senza sostanziali variazioni degli indici.
In Europa Eurostoxx50 (+0.02% a 2905 punti) e DAX (+0.07% a 11073 punti) hanno marciato sul posto. L'SMI (-1.04% a 9689 punti), che giovedì non ha trattato a causa dell'Ascensione, ha dovuto recuperare e scontare il calo che si era verificato giovedì in Europa. Il FTSE MIB (+1.34% 17316 punti) ha fatto invece un balzo estemporaneo che gli ha permesso di recuperare solo parte del ritardo accumulato in settimana.
Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 2922 punti.

Anche la seduta a New York é stata senza storia. L'S&P500 ha aperto praticamente invariato a 2946 punti e ha chiuso 10 punti più in alto a 2955.45 punti (+0.24%). Ha toccato nel primo pomeriggio un minimo a 2933 punti e un massimo sul finale a 2956 punti. L'impressione é che i rialzisti avevano voglia di farlo lievitare. Gli scarsi volumi (volume relativo a 0.6) mostrano lo scarso interesse dovuto al fatto che molti operatori erano già partiti per il lungo fine settimana. Il Nasdaq100 ha guadagnato il +0.38% a 9414 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4111 su 3251 e NH/NL a 428 su 122. A livello di indicatori non ci sono cambiamenti da segnalare. Venerdì sembrava che la borsa non volesse scendere - di conseguenza lo scenario più probabile é che all'inizio di settimana prossima provi ancora a salire. Molto però dipenderà da cosa succede nei prossimi tre giorni.
Restiamo dell'opinione che al più tardi dai 3000+ punti di S&P500 deve partire un'altra correzione intermedia di circa un -4%/-5%. È però uno scenario troppo ovvio che viene seguito da tutti i traders ed analisti tecnici. Temiamo una sorpresa.
Ne riparliamo lunedì mattina.

Commento del 22 maggio

Adesso parlano tutti di sentiment - il gioco é bello quando dura poco

Sempre più analisti osservano l'umore degli investitori per tentare di prevedere i movimenti delle borse. Ogni giorno notiamo qualcuno che comincia ad esaminare gli indicatori di sentiment e diventa "esperto" della materia. In effetti nelle scorse settimane questi indicatori hanno funzionato molto bene. Nel crash di marzo hanno indicato con precisione il minimo e nella fase attuale di oscillazione in laterale ci hanno aiutato ad individuare i massimi ed i minimi intermedi. Ci preoccupa però il fatto che troppi operatori ormai si muovono seguendo queste regole - da una parte questo é positivo poiché le previsioni sono giuste poiché tutti ci credono - se tutti cominciano a vendere quando la VIX (29.53 punti, +1.54) scende sotto un certo valore o quando il Fear&Greed Index (52 punti, invariato) torna sopra i 50 punti , l'S&P500 comincia a scendere (-0.78% a 2948.51 punti) e tutti sono convinti che gli indicatori "funzionano". Il gioco é però bello quando dura poco - quando la maggior parte dei traders capisce quali sono le regole valide per il momento cominciano ad anticipare i movimenti per posizionarsi prima della massa. A questo punto la capacità di previsione degli indicatori diminuisce fino a sparire - forse é per quello che l'S&P500 si é fermato a 2980 punti di massimo e non é riuscito a toccato i 3000 punti.
Per il momento gli indicatori di sentiment funzionano ancora - ieri il CBOE Equity put/call ratio era ancora (troppo) basso a 0.55 malgrado la seduta negativa. È probabile che la correzione minore prosegua. Noi nel frattempo partiamo già alla ricerca del prossimo indicatore efficace per prevedere le oscillazioni a corto termine di questo pazzo mercato che galleggia ignorando i fondamentali. 

Ieri le borse sono scese, sia in Europa (Eurostoxx50 -1.27% a 2905 punti) che in America (S&P500 -0.78% a 2948.51 punti). Non é una sorpresa - arrivati sui bordi superiori dei canali di oscillazione i maggiori indici azionari sono stati obbligati a ridiscendere dall'ipercomperato e dall'eccesso di ottimismo. È così fino a quando la tendenza di medio termine é neutra e gli indicatori non mostrano divergenze tali da giustificare una rottura in una o nell'altra direzione. Per ora non vediamo cambiamenti e i temi restano i soliti. La tecnologia continua a sovraperformare, la borsa italiana é relativamente debole e le azioni delle banche rimbalzando senza convinzione dai minimi mostrano che gli investitori temono la recessione, i fallimenti di molte imprese e l'eventuale insolvenza di alcuni Stati (o per lo meno un sensibile aumento degli spreads). I Summation Index in America salgono ancora stancamente. Fino a quando in questo quadro generale con cambierà qualcosa é difficile che l'Eurostoxx50 e l'S&P500 possano uscira dai 2800-3000 punti (buffo questo parallelismo tra i due maggiori indici!).

Mercoledì le borse europee avevano aperto sul minimi e chiuso sul massimo con guadagni intorno al +1.3%. Ieri hanno fatto il contrario. Hanno aperto in calo e sul massimo giornaliero e hanno chiuso vicino al minimo con perdite intorno al -1.3% (DAX -1.41% a 11065 punti). Per saldo dei due giorni é rimasto poco. In teoria il rally di lunedì deve ancora essere digerito e le borse a breve dovrebbero ancora correggere. In pratica oggi potrebbero semplicemente fermarsi in attesa di nuovi impulsi. Poiché sia andare long che andare short non porta a grandi risultati la logica conseguenza é che i traders stanno tranquilli in attesa di capire quale potrebbe essere il prossimo movimento significativo.

L'S&P500 ha aperto a 2970 punti e all'inizio c'é stato ancora un tentativo di migliorare il massimo a 2980 punti. L'indice si é fermato a 2978 punti di massimo e poi c'é stato il classico movimento nella direzione opposta che ha fatto cadere l'S&P500 a 2938 punti di minimo. Nella seconda parte della seduta l'indice é semplicemente oscillato intorno ai 2950 punti e ha chiuso a 2948 punti (-0.78%). Il Nasdaq100 si é comportato in maniera simile (-1.13% a 9378 punti). Le PMI (Russell 2000) hanno sorpreso in bene con un +0.05%. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3015 su 4371, NH/NL a 536 (troppo pochi!) su 76 e volume relativo a 0.75. Nei prossimi giorni ci aspettiamo una continuazione della correzione fino ai 2860 punti. Nessuno é in grado di dire se questo succederà già oggi (poco probabile considerando che mancano quasi 90 punti) o solo dopo il lungo fine settimana del Memorial Day.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 2920 punti (-16 punti). Il future é brevemente sceso s 2910 punti ed é rimbalzato - pensiamo quindi che stamattina non abbia voglia di scendere più in basso. L'Eurostoxx50 vale 2871 punti - le borse europee apriranno in calo del -1%.
In Cina il Congresso ha deciso di aumentare il proprio influsso su Hong Kong e diminuire l'autonomia del territorio - la borsa reagisce con un -5.6%. Anche alla borsa di Shanghai questa notizia non piace (-1.4%). Il Nikkei (-0.80%) segue l'America.
Le premesse sono per una seduta in Europa ed in America moderatamente negativa. Pensiamo che gli indici chiuderanno poco lontani dal livello d'apertura.

Commento del 21 maggio

Una corsa sull'ottovolante - siamo su un picco e ora si riscende - alla fine torneremo al punto di partenza

Oggi in Svizzera é un giorno di festa - Ascensione. La borsa é chiusa. Il nostro commento del mattino appare con ritardo e in forma ridotta.

Ieri le borse hanno guadagnato terreno. La seduta é andata meglio del previsto e alcuni indici azionari hanno toccato dei nuovi massimi marginali per questa spinta di rialzo. Gli indicatori tecnici restano però indifferenti - non mostrano la possibilità di un prolungamento del rialzo ma suggeriscono piuttosto una continuazione dell'oscillazione in laterale iniziata ad aprile. Questo significa che ora ci troviamo nella parte superiore del range e che di conseguenza é probabile che nei prossimi giorni si debba ridiscendere. In America a livello di oscillatori si profila lentamente una nuova situazione di ipercomperato proprio quando gli indicatori di sentiment mostrano ottimismo. Non sappiamo se questo ottimismo é eccessivo ma evidentemente c'é un sensibile cambiamento - la volatilità VIX é scesa a 27.99 punti (-2.54) mentre il Fear&Greed Index é tornato, per la prima volta dal crash di marzo, sopra i 50 punti a 53 punti (+5). Finalmente tutti gli indicatori che seguiamo regolamente hanno superato i nostri obiettivi. Per il terzo giorno consecutivo il CBOE Equity put/call ratio era basso e sotto i 0.50 - ieri era a 0.49. Questo eccesso di speculazione al rialzo deve essere corretto. Ieri l'S&P500 é salito fino a 2980 punti prima di tornare a 2971.61 punti (+1.67%). È possible che i traders provino a far salire l'indice fino ai 3000 punti prima di una brusca e rapida correzione - spesso queste barriere psicologiche hanno un'attrazione fatale. Lunedì prossimo in America é giorno di festa (Memorial Day) - la borsa di New York e di Londra saranno chiuse. Crediamo che i traders long cercheranno di chiudere le posizioni entro venerdì per evitare di entrare nel lungo fine settimana con posizioni speculative aperte. Idealmente l'S&P500 dovrebbe ridiscendere fino ai 2865 punti per colmare il gap di lunedì.

Ieri Eurostoxx50 (+1.37% a 2942 punti) e DAX (+1.34% a 11223 punti) si sono mossi in parallelo. Hanno aperto sul minimo e chiuso sul massimo. È stata una buona seduta che normalmente implica una continuazione verso l'alto. In pratica sarà l'America a decidere.
Il DAX é tornato sul bordo superiore del canale d'oscillazione e sul bordo superiore delle Bollinger Bands. È poco probabile che possa fare ancora sostanziali progressi.
La borsa italiana (FTSE MIB +1.05% a 17213 punti) segue a fatica. Continua sottoperformare il resto delle borse europee ed é un mercato da evitare. Ormai ci siamo stancati di ripeterlo.
L'SMI svizzero (+0.27% a 9790 punti) é in stallo - ormai la corsa di farmaceutica ed alimentari é finita.

L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2953 punti ed é salito alle 17.30 sul massimo a 2980 punti. Per il resto della giornata é successo poco. L'indice é ridisceso a 2962 punti ed é risalito a 2971.61 punti (+1.67%). Il Nasdaq100 é balzato su un netto nuovo massimo di periodo a 9485 punti (+2.00%). Pensavamo che la corsa della tecnologia e la sua forza relativa fossero finiti ma questa accelerazione al rialzo ha cancellato questa ipotesi. Inutile ricordare che fino a quando la tecnologia trascina e sostiene la borsa americana non ci sarà un ribasso ma solo correzioni di alcuni punti in percentuale.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6192 su 1277, NH/NL a 726 su 85 e volume relativo a 0.9. Notiamo il deludente aumento dei NH (nuovi massimi a 30 giorni) - troppi pochi titoli sostengono questo rialzo che é destinato ancora una volta a fallire.

Sono le 09.50. Il future sull'S&P500 é a 2950 punti (-18 punti). Le borse europee sono in calo - l'Eurostoxx50 sta perdendo 31 punti a 2911 punti (-1%). La corsa sull'ottovolante continua...

Commento del 20 maggio

I leaders sono stanchi

Martedì c'é stata la festa degli zombies. Ieri abbiamo osservato con maggiore attenzione come stavano i leaders. Alle 14.00 abbiamo pubblicato i commenti riguardanti gli indici azionari americani - la borsa di New York da mesi viene sostenuta e trascinata dalla tecnologia. Riprendiamo cosa abbiamo scritto a proposito del Nasdaq100: "Il Nasdaq100 (+1.96%) si é mosso al rialzo come il resto della borsa americana. Sono però apparsi due fattori interessanti. Per la prima volta da mesi la tecnologia ha decisamente sottoperformato (S&P500 +3.26%) - l'interesse per il settore sembra diminuire. Inoltre il Nasdaq100 non é riuscito ad accelerare al rialzo e chiudere su un nuovo massimo di periodo. Dopo un nuovo massimo marginale a 9367 punti l'indice é ricaduto a 9332 punti dando l'impressione che sui 9360 punti ci sia una resistenza importante. Il rialzo della tecnologia sembra incontrare delle difficoltà - forse é giunto alla fine malgrado che finora non ci sono motivi concreti per vendere. Ora il future é a 9325 punti (invariato). Il Nasdaq100 sembra voler svolgere una seduta in trading range. Malgrado che movimenti giornalieri superiori all'1% sono ormai diventati abituali oggi pensiamo che il Nasdaq100 chiuderà poco lontano dalla parità. Non vediamo ragioni per forti movimenti nelle due direzioni." Anche ieri sera il Nasdaq100 ha incontrato delle difficoltà e il risultato é stato un reversal day. L'indice é salito fino alle 20.50 quando ha toccato un nuovo massimo di periodo a 9442 punti - pensavamo a questo punto di esserci sbagliati. Poi però c'é stato un crollo e il Nasdaq100 ha chiuso sul minimo giornaliero a 9298 punti (-0.36%). La resistenza a 9360 punti ha ancora bloccato il rialzo e sul grafico appare una candela rossa con corpo in basso. Non si può parlare di key reversal day poiché la perdita (-33 punti) e i volumi troppo bassi non confermano. La netta impressione é però che a questo punto il rialzo del Nasdaq100 é giunto ad un punto morto. Lo stesso vale per l'SMI svizzero (+0.24% a 9764 punti) ed i suoi titoli farmaceutici e alimentari.

Le borse europee ha digerito il rally di lunedì con una seduta di pausa (Eurostoxx50 -0.32% a 2902 punti, DAX +0.15% a 11075 punti) che non ci dice nulla di particolare. La giornata é cominciata con un'ovvia continuazione del movimento di lunedì ma il tutto é terminato già poco dopo la buona apertura. Gli indicdi azionari sono stati vittima di prese di beneficio su alcuni settori di cui nessuno si fida molto come quello delle banche (SX7E -2.58% a 51.82 punti).
Per il FTSE MIB italiano (-2.11% a 17034 punti) la festa é finita già ieri. Il FTSE MIB ha confermato la sua debolezza relativa con una seduta negativa che cancella buona parte dei guadagni di lunedì ed elimina le speranze dei rialzisti. Il FTSE MIB non riesce a riagganciare il treno europeo e resta un mercato da evitare. Da fine marzo ormai l'indice non sta andando da nessuna parte. I 17000 punti ritornano regolarmente.

Anche in America ci aspettavamo una seduta tranquilla ed una chisuura senza sostanziali variazioni. Invece la seduta é stata abbastanza movimentata con segnali contrastanti. L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 2945 punti ma poi salito a balzi irregolari fino alle 20.50 quando ha toccato un massimo a 2964 punti. Dopo é caduto abbastanza pesantemente - le ragioni non contano - se una notizia negativa provoca un'ondata di vendite significa che il mercato era pronto per una reazione del genere. L'indice é precipitato in due ondate e ha chiuso sul minimo a 2922.94 punti (-1.05%). Anche in America il settore bancario era in difficoltà (BKX -3.53%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2522 su 4931, NH/NL a 601 su 62 e volume relativo a 0.8. Il numero dei NH resta basso e estremamente deludente. La volatilità VIX é salita a 30.53 punti (+1.23), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.46 (!) e il Fear&Greed Index é calato a 47 punti (-2). Ci sorprende l'ostinata speculazione al rialzo che appare nel mercato delle opzioni - ci sono troppi traders long - a breve ci saranno nuovamente dei violenti vuoti d'aria come ieri in chiusura.

Stamattina il future sull'S&P500 rimbalza a 2930 punti (+11 punti). L'Eurostoxx50 aprirà in calo di 11 punti (-0.3%) a 2891 punti. Prevediamo un'altra seduta senza sostanziali variazioni. Vendite di realizzo dopo il rally di lunedì sono più probabili che ulteriori acquisti.
Attenzione al calendario. Domani c'é la festa dell'Ascensione - la borsa svizzera é chiusa e in parti dell'Europa non si lavora. Più importante per le borse é però il Memorial Day di lunedì prossimo 25 maggio. La chiusura delle borse di Londra e New York indurrà molti traders a chiudere le posizioni rischiose entro questo venerdì.
Stamattina Nikkei (+0.79%) e Shanghai (-0.7%) completano il quadro di borse che nel breve si sono fermate.

Commento del 19 maggio

La festa degli zombies

Ieri gli investitori hanno preferito credere a tutte le notizie positive - il Coronavirus sparisce, un vaccino sarà presto messo a disposizione, i governi europei condotti da Merkel e Macron stanno preparando un mostruoso piano di rilancio economico e la vita tornerà a breve come é stata all'inizio dell'anno. Insomma - il Coronavirus é stato un brutto sogno che non lascerà tracce e gli investitori si sono buttati a comperare i morti viventi della borsa (zombies) come i trasporti (DJT +7,24%), le banche (BKX +7.90%) o le PMI (Russell2000 +6.10%). Questa volta anche l'Europa ha partecipato alla festa (Eurostoxx50 +5.10%).
Il rally ci ha sorpreso per la sua velocità ed intensità. Pensavamo che all'inizio di questa settimana dovessero esserci alcune sedute positive in grado di migliorare l'umore degli investitori e fare riaffiorare l'ottimismo. Non pensavamo che tutto potesse succedere nello spazio di alcune ore.
A livello tecnico non é cambiato nulla. Gli indici azionari europei sono tornati nella parte superiore del canale d'oscillazione valido da metà aprile. Giovedì scorso c'era stata una falsa rottura al ribasso. Forse nei prossimi giorni ci sarà un falsa rottura al rialzo. Non possiamo escluderlo. Lo scenario più probabile a medio termine é però quello di una rottura definitiva al ribasso. Lo sviluppo degli indicatori di partecipazione e sentiment favoriscono questa variante.

Ieri le borse europee hanno indiscutibilmente avuto una seduta decisamente positiva. Gli investitori hanno comperato a man bassa titoli ciclici e rischiosi - tutto quello che nel crash di marzo aveva subito i maggiori danni, le maggiori perdite e che finora nel rimbalzo erano rimasti indietro. I titoli difensivi hanno partecipato al movimento ma hanno sottoperformato (SMI +2.72% a 9740 punti). Sembra che per il momento gli investitori ne abbiano abbastanza di farmaceutica ed alimentari - anche la tecnologia improvvisamente non é più tra i leaders (Nasdaq100 +1.96%). Ieri gli indici azionari europei hanno chiuso sui massimi della giornata. Molto probabilmente ci deve essere, grazie al momentum, una breve continuazione della spinta e/o una distribuzione prima che l'euforia sparica e si possa tornare alla realtà. Questo significa che questa ventata di risk on durerà ancora qualche giorno - difficile dire quanto potenziale di rialzo c'é ancora. Guardando i grafici degli indici azionari europei e agli indicatori sul mercato americano sembra poco.

Il party é continuato in America ed é finito solo alle 21.45 quando l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo di periodo a 2868 punti. Il precedente massimo del 29 aprile é stato superato di 24 punti e questa rottura al rialzo ha aperto la strada verso l'alto fino alla barriera psicologica dei 3000 punti. Non manca molto (32 punti) ed é possibile che i traders possano provare un attacco. Molto dipende dalle informazioni e dall'umore della giornata. Secondo l'analisi tecnica il potenziale di rialzo é però scarso.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2934 punti. All'inizio ha ritracciato fino ai 2914 punti ma poi é salito fino alla chiusura in Europa quando ha raggiunto il livello dei 2956 punti. Per ore é oscillato in laterale e solo verso le 21.30 si é impennato fino al massimo a 2968 punti. Sul finale si é sgonfiato e ha chiuso a 2953.91 punti (+3.15%). La tecnologia (Nasdaq100 +1.96% a 9332 punti) improvvisamente ha frenato. Come detto gli acquisti si sono concentrati sui settori più colpiti dalla crisi del Coronavirus.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6472 su 1053, NH/NL a 713 su 77 e volume realtivo. Ci colpisce il basso numero di NH che suggerisce una mancanza di partecipazione al rialzo - i generali si sono fermati - le retrovie si avvicinano al fronte - cosa succederà una volta che l'esercito sarà riunito e fermo?
A livello di sentiment c'é stato un notevole miglioramento. La volatilità VIX é scesa a 29.30 punti (-2.59), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.47 (!) e il Fear&Greed Index é balzato di 10 punti a 49 punti. Non sappiamo se VIX e F&G Index possono ancora migliorare prima che si possa parlare di eccesso di ottimismo. Sicuramente però c'é nel mercato delle opzioni un eccesso di speculazione al rialzo che a breve deve provocare una correzione minore.
I Summation Index sono saliti. Un giorno positivo significa ancora poco - il grafico resta toppish.

Riassumendo la settimana doveva iniziare con un paio di sedute positive. C'é stato un rally di dimensioni consistenti. Gli indici si sono però mossi all'interno degli spazi (range) previsti e il quadro tecnico generale non é cambiato. Le borse rimangono in una fase di distribuzione con poco potenziale di rialzo a molti rischi di ribasso. Ribasso si - ma non subito.

Stamattina prevale ancora l'ottimismo. La spinta proviene dalle borse europee. Alle 07.30 il future sull'S&P500 era invariato e le borse europee sembravano voler aprire di poco in positivo. Adesso (08.20) il future sull'S&P500 é a 2952 punti (+4 punti) e l'Eurostoxx50 vale
2930 punti - le borse europee apriranno con un ulteriore guadagno del +0.6%. Il rally di ieri é irripetibile ma una breve e modesta continuazione della spinta di rialzo é probabile.
Il Nikkei ha guadagnato il +1.64% - Shanghai sta salendo del +0.7%.
Per ora le borse hanno voglia di salire e dimenticare il Coronavirus - questo atteggiamento viene confermato da prese di beneficio sui beni rifugio come oro, bitcoin o CHF. Vedremo quanto dura.

Aggiornamento del 18 maggio

Nuovo massimo storico dell'oro in EUR

Stamattina il prezzo dell'oro in EUR ha toccato un nuovo massimo storico a 1630 EUR/oncia. Non é una sorpresa - da metà dell'anno scorso siamo positivi sull'oro e la tendenza é evidentemente e solidamente al rialzo. Il movimento non é spettacolare ma regolare. Abbiamo spesso consigliato un investimento in questo bene difensivo. Cosa può significare questo rialzo? Ci sono due possibilità. La prima é che gli investitori si aspettano inflazione - questa ipotesi ci sembra poco probabile visto che l'economia é contraddistinta da un eccesso di offerta. La crisi provocata dal Coronavirus può tuttalpiù provocare una contrazione dei consumi e della domanda di beni e servizi in generale. Questo normalmente ha conseguenze negative su prezzi e salari e non il contrario. Pensiamo invece che l'enorme espansione della spesa e del debito pubblico cominci a causare una certo scetticismo nella capacità e volontà degli Stati di ripagare il debito. Questo significa sfiducia nella moneta che si concretizza nell'acquisto di beni reali o beni rifugio come l'oro.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 2878 punti (+31 punti). Come pensavamo le sedute positive di giovedì e venerdì scorso hanno un prosieguo. Pensiamo che questo nei prossimi giorni dovrebbe provocare ottimismo e una pericolosa speculazione al rialzo. Osserviamo come si sviluppa la situazione (in particolare gli indicatori di sentiment) prima di riaprire posizioni short.
L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 2815 punti - le borse europee riprenderanno le contrattazioni con un balzo del +1.6%. Vedremo se gli indici azionari europei riusciranno a difendere questo guadagno fino a stasera - ne dubitiamo.
Il Nikkei ha guadagnato il +0.45% - Shanghai sta salendo del +0.5% - niente di spettacolare ma un movimento nella buona direzione.

Le discussioni di analisti e investitori si concentrano ancora sul Coronavirus. Al momento regna l'ottimismo provocato dalla riapertura dell'economia e dall'impressione che la pandemia ha superato la fase peggiore. Molti si aspettano una ripresa economica stabile e robusta. Questo ci sembra uno scenario molto ottimistico. Temiamo una seconda ondata di infezioni o una ripresa anemica della congiuntura a causa delle misure sanitarie (social distancing) che impongono una attività ridotta e inducono i consumatori alla cautela. Vediamo molti rischi di delusioni e sorprese negative. 

Commento del 16-17 maggio

Deterioramento strutturale e scetticismo

Da circa un mese le borse oscillano in laterale. Il rimbalzo dai minimi di marzo ha esaurito il suo potenziale e la spinta di rialzo é terminata. Non ci sono però ancora le premesse tecniche per un ribasso. Un'inversione di tendenza, specialmente da rialzo a ribasso, é un processo che può durare delle settimane e non é l'evento di una giornata. Al momento le borse sono ancora sostenute da alcuni settori forti che vengono considerati come vincenti nella crisi provocata dal Coronavirus - come sapete questi settori sono soprattutto la tecnologia con tutto quello che riguarda il commercio on line e il telelavoro, la farmaceutica e i consumi di base / alimentari. Presto o tardi però la recessione comincerà ad incidere anche sugli utili di queste imprese. L'apparato produttivo é rimasto intatto - l'offerta di beni e servizi non dovrebbe sostanzialmente cambiare almeno potenzialmente. Il problema ci sarà a livello di domanda malgrado che gli Stati abbiano fatto di tutto per difendere i posti di lavoro e il reddito dei consumatori. Non tutti i Paesi al mondo hanno sistemi sociali così sviluppati come L'Europa , l'America o la maggior parte dei Paesi industrializzati. La gente ha meno soldi in tasca e con la crisi avrà tendenza a risparmiare di più e spendere di meno. Lentamente questo scenario si sta facendo strada anche in borsa - assistiamo ad un deterioramento strutturale simbolizzato dai Summation Index su NYSE e Nasdaq ormai in calo.
D'altra parte la situazione tecnica a livello di sentiment non cambia - gli investitori sono ancora scettici come mostrano la volatilità VIX a 31.89 punti (-0.72) e il Fear&Greed Index a 39 punti (+1). Non c'é ancora quell'ottimismo necessario per un'inversione di tendenza. C'é ancora troppa liquidità alla ricerca di investimenti redditizi e molti investitori che non credono in questo rialzo ed attendono il momento buono per comperare. Sono queste le persone che finora impediscono una stabile rottura al ribasso sotto i 2800 punti di S&P500. Le oscillazioni all'interno del canale di distribuzione sono provocate dagli speculatori - il comportamento di questo gruppo di investitori si può seguire sul mercato delle opzioni. Venerdì il CBOE Equity put/call ratio (questo é l'indicatori che seguiamo noi regolamente ma ci sono parecchie varianti come l'ISE call/put ratio o i vari ratio su indici americani ed europei o sulla volatilità) é sceso a 0.57. La media di lungo periodo é a 0.64. 0.57 significa che ci sono più call e meno put rispetto al normale - significa speculazione al rialzo. Alcuni giorni di valori bassi denotano un eccesso di speculazione al rialzo che spesso deve essere corretto con una o più sedute negative - in media una correzione minore dura due o tre giorni.
Riassumiamo la situazione tecnica. Le borse sono ancora bloccate nel canale d'oscillazione valido da metà aprile - finora non esistono le premesse per una continuazione del rialzo o per l'inizio di un ribasso. A livello di momentum e partecipazione notiamo un deterioramento e quindi riteniamo che il prossimo movimento significativo deve essere al ribasso. A breve lo scetticismo sostiene il mercato e dai 2863 punti di S&P500 (+0.39%) di venerdì é possibile che ci sia ancora un'estensione fino ai 2900+ punti.
A livello di portafoglio abbiamo chiuso le posizioni short a corto termine ma rimaniamo short a medio termine.
Se settimana prossima ci saranno alcune sedute positive, l'S&P500 torna sui 2900 punti e il CBOE Equity put/call ratio sarà alcuni giorni sui 0.50-0.58 punti, riapriremo delle posizioni short a corto termine.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -4.73% a 2770 punti
SX7E (banche)          -6.83% a 50.06 punti
DAX                         -4.03% a 10465 punti
SMI                          -1.89% a 9483 punti
FTSE MIB                  -3.37% a 16852 punti
S&P500                     -2.26% a 2863.70 punti
Nasdaq100                -0.73% a 9152 punti

Settimana scorsa c'é stata l'attesa correzione e ritorno degli indici azionari sul bordo inferiore del canale d'oscillazione. L'Europa dopo la caduta non é più stata capace di riprendersi. Specialmente la seduta di venerdì é stata deludente. L'Eurostoxx50 (+0.38% a 2770 punti) non é riusciuto a recuperare il distacco accumulato giovedì sull'America (-1.79% contro un +1.15% dell'S&P500) e ha chiuso nella parte inferiore del range giornaliero malgrado l'ulteriore buon comportamento dell'S&P500 (+0.39%). Il fatto che l'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 2786 punti serve poco a compensare la differenza. L'Europa segue l'America nei suoi movimenti ma continua ad accumulare distacco - é relativamente debole e per il momento non vediamo nessun cambiamento.

La borsa americana ha aperto in calo e noi pensavamo che avrebbe chiuso sul livello d'apertura visto che il giorno prima l'S&P500 era già riuscito a risalire di 86 punti dal minimo. Invece anche questa volta i rialzisti hanno avuto la meglio. L'S&P500 ha aperto a 2827 punti e dopo una caduta iniziale a 2816 punti di minimo e salito ad ondate irregolari e ha chiuso sul massimo a 2863.70 punti (+0.39%). La tecnologia ha sovraperformato (Nasdaq100 +0.64%) e questa volta anche le PMI (Russell2000 +1.57%) hanno sorpreso in bene. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4591 su 2792, NH/NL a 227 su 181 e volume relativo a 0.95.
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra - gli indicatori sono discordanti - il 60.9% dei titoli sono sopra la SMA  a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 40.38 punti.
Nell'analisi dei COT notiamo che i Commercials restano strenuamente long.
Per il momento gli investitori hanno poco da fare. In questo ambiente dominato dalla volatilità ma senza direzione solo i traders possono agire con successo. Giovedì si poteva andare long - probabilmente settimana prossima si potrà tornare short.

Commento del 15 maggio

Chi conosce la strada non si fa spaventare da una sbandata

Ieri molti hanno perso la testa e si sono lasciati prendere dal panico - specialmente in Europa. Noi avevamo previsto che l'Eurostoxx50 (-1.79% a 2760 punti) avrebbe terminato la correzione con un caduta sotto i 2800 punti - pensavamo che questo obiettivo poteva essere superato al ribasso visto che il DAX (-1.95% a 10337 punti) era invece ancora lontano dal suo obiettivo a 10300 punti. In ogni caso ci aspettavamo un minimo intermedio e avevamo previsto la chiusura delle posizioni short a corto termine in portafoglio. Eravamo quindi stupiti quando abbiamo visto che c'erano delle evidenti vendite da panico - l'Eurostoxx50 verso le 16.00 ha toccato un minimo giornaliero a 2708 punti - i maggiori indici azionari europei perdevano a quel punto più del 3%. Si trattava di un'evidente sbandata. Lo stesso vale per l'S&P500 che non doveva cadere di molto sotto i 2800 punti prima di risalire. Ieri alle 14.00, malgrado che il future indicasse una debole apertura, eravamo rimasti costruttivi e avevamo fatto una chiara previsione: "Malgrado una pesante caduta delle borse europee il future si rifiuta di scendere più in basso. Le premesse sono per una seduta in trading range. Ci aspettiamo una chiusura senza sostanziali variazioni o addirittura con un modesto guadagno. Un test del minimo a 2793 punti é possibile e dovrebbe rappresentare per i traders un'occasione d'acquisto." La seduta a New York é andata ancora meglio delle nostre previsioni. L'S&P500 é caduto fino a 2766 punti di minimo ma ha chiuso sul massimo a 2852.50 punti (+1.15%).
La previsione non cambia - conosciamo la strada. Ora non deve iniziare un ribasso - c'é stata una correzione a corto termine che ha fatto scendere gli indici sugli obiettivi - c'é stata una fugace falsa rottura al ribasso da panico - ora deve seguire un'altro periodo di distribuzione in laterale.

Abbiamo poca comprensione per gli investitori europei. Ieri hanno perso la testa. Gli indici azionari hanno aperto in calo e sono scesi a rotta di collo fino alle 16.00 accumulando perdite superiori al 3%. Un comportamento stupefacente (in senso negativo) che testimonia ancora una volta la dipendenza dell'Europa dall'America. Un reversal (cambiamento di direzione durante la giornata) non si realizza mai in Europa senza un evento particolare. Ci devono sempre pensare gl investitori americani a correggere il tiro. Stamattina l'Eurostoxx50 riaprirà sui 2800 punti - é evidente che chi ha venduto ieri pomeriggio ha sbagliato. Chi non ha una chiara strategia e non sa, in linea di massima, in quale situazione tecnica si trova il mercato, rischia di farsi prendere dal panico e fare degli errori.

L'S&P500 ha aperto a 2792 punti e all'inizio é caduto fino a 2768 punti di minimo. Noi avevamo comperato a 2782 punti e ammettiamo che eravamo piuttosto nervosi - abbiamo però tenuto la posizione e aspettato fiduciosi. Dopo le 16.00 il mercato si é lentamente ripreso e alle 17.15 l'S&P500 era risalito a 2816 punti. Le borse europee hanno recuperato un +1% dai minimi e hanno chiuso - purtroppo ancora con pesanti perdite. L'S&P500 ha proseguito la sua corsa e ad ondate é salito fino in chiusura a 2852.50 punti (+1.15%). Noi abbiamo chiuso il nostro long a 2832 punti - raramente parliamo dei nostri trade giornalieri - oggi lo descriviamo perché era basato unicamente sulla fiducia nell'esattezza dei segnali forniti dalla nostra analisi tecnica.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4222 su 3217, NH/NL a 115 su 1411 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 32.61 punti (-2.67), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.64 e il Fear&Greed Index si é fermato a 39 punti (invariato).
I Summation Index erano nuovamente in calo - questa é un'ipoteca sullo sviluppo del mercato azionario a medio termine. Probabilmente dopo un'altra fase di distribuzione sui 2800-2900 punti ci deve essere un'altra spinta di ribasso. Non siamo ancora sicuri.
Ieri la tecnologia ha seguito il mercato (Nasdaq100 +1.05% a 9094 punti). DJT (+0.48%) e Russell2000/RUT (+0.35%) hanno faticato. Abbiamo osservato la buona reazione del settore bancario sia in Europa (SX7E -0.71% a 50.22 punti - nuovo minimo storico marginale a 48.15 punti) che in America (BKX +3.92%).

Mancano pochi minuti all'apertura in Europa. Il future sull'S&P500 é invariato a 2847 punti. L'Eurostoxx50 vale 2791 punti. Le borse europe apriranno con guadagni di poco superiori all'1%. Pensiamo che per oggi ci fermiamo qui. Nell'analisi del fine settimana faremo il punto della situazione.

Commento del 14 maggio

Correzione a 2800 punti di S&P500 e 2800 punti di Eurostoxx50 praticamente completa - e adesso ?

La discesa degli indici azionari é più veloce del previsto.
Ieri l'Eurostoxx50 é sceso fino a 2805 punti di minimo e ha chiuso poco sopra a 2810 punti (-2.55%) - a fine aprile aveva toccato un massimo a 3034 punti. L'indice doveva correggere e ridiscendere a 2800 punti - stamattina aprirà in calo sui 2780 punti. L'obiettivo é stato raggiunto - potrebbe a breve scendere un pò più in basso poiché il DAX sembra avere ancora margine di manovra (-2.56% a 10542 punti - obiettivo a 10300 punti). In un contesto così incerto e volatile come quello attuale questi sono però solo dei dettagli.
Ieri sera l'S&P500 ha avuto un'altra pessima seduta - la seconda consecutiva. L'indice ha toccato un minimo a 2793 punti e sul finale é risalito a 2820.00 punti (-1.75%). Ha così raggiunto il nostro target a 2800 punti. A corto termine non dovrebbe scendere più in basso poiché gli indicatori di sentiment mostrano un rapido cambiamento d'umore e un riemergere di un netto pessimismo. Ora però che i Summation Index sono in calo e gli indicatori di momentum tipo il MACD danno segnali di vendita bisogna domandarsi cosa potrebbe succedere nelle prossime settimane. Non dimentichiamoci che presto o tardi dovrebbe esserci un test del minimo di marzo a 2191 punti. Al momento sono solo alcuni settori forti con la tecnologia in testa (Nasdaq100 -1.23% a 9000 punti) a "tenere in piedi la baracca". La nostra previsione di massima é quella di un'altra periodo di distribuzione sopra i minimi di ieri. Non sappiamo ancora quanto potrebbe durare - riteniamo però che il prossimo movimento significativo deve essere al ribasso. Questa é la logica conclusione di analisi economica, fondamentale e tecnica. L'unico dubbio é l'effetto TINA - gli investitori non sanno cosa comperare e le varie alternative (obbligazioni, azioni, materie prime, immobili, divise estere) hanno tutte prospettive negative. Molti comprano ancora azioni di società solide, redditizie e con buone prospettive di crescita malgrado che siano sopravvalutate.

Sulla seduta in Europa c'é poco da aggiungere rispetto ai commenti serali. Dopo il cedimento martedì sera a Wall Street era ovvio che ieri ci sarebbe stata una seduta negativa. Dopo una caduta iniziale c'é stata l'abituale lunga pausa in attesa di vedere come apriva New York. L'S&P500 alle 16.20 era già a 2800 punti e le borse europee hanno chiuso sui minimi giornalieri e con pesanti perdite. Come d'abitudine gli indici relativamente forti si sono comportati meglio del resto del mercato (SMI -1.05% a 9631 punti) mentre il settore bancario (SX7E -4.28% a 50.58 punti) ha subito un'altro crollo. Ci domandiamo cosa si aspettano gli investitori a livello economico per essere così pessimisti per il settore bancario. Spesso nel passato le crisi economiche e i ribassi delle borse sono state segnalate e precedute da un crollo delle azioni delle banche. L'SX7E ha supporto sul minimo storico a 48.60 punti. Da qui l'indice deve provare a risalire - magari dopo una falsa rottura al ribasso.

La seduta a New York é andata peggio di quanto ci eravamo immaginati. La correzione é più veloce e dinamica di quello che avevamo previsto - anche gli indicatori si stanno muovendo sensibilmente.
L'S&P500 ha aperto a 2865 punti a all'inizio é ancora salito a 2874 punti di massimo. Poi sono tornati i venditori e alle 16.20 l'indice é caduto sull'ovvio supporto a 2800 punti. Per ore é oscillato stancamente sopra questo livello e solo in tarda serata c'é stata una rottura al ribasso che é sfociata in un minimo a 2793 punti. Alla fine c'é stato il classico rimbalzo fino a 2820.00 punti (-1.75%). Le vendite hanno nuovamente colpito tutto il listino con l'abituale forza relativa della tecnologia e la caduta del settore delle PMI (RUT -3.32%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1220 su 6259, NH/NL a 173 su 1051 e volume relativo a 1.0. Il sentiment é decisamente peggiorato (VIX a 35.28 punti (+2.24), CBOE Equity put/call ratio a 0.72 e Fear&Greed Index a 38 punti (-1). La speculazione al rialzo é sparita ma non c'é ancora speculazione al ribasso. Ci aspettiamo di rivedere il p/c ratio sugli 0.80-0.85. Di conseguenza a breve non prevediamo un sostanziale rimbalzo ma piuttosto un saltellare sui 2800 punti di S&P500 con una breve puntata più in basso. Forse i traders cercheranno di far cadere ancora l'indice fino alla MM a 50 giorni (2721 punti) - ci vuole una decisa rottura del supporto per spaventare la gente e eliminare i piccoli speculatori long.

Stamattina regna una calma relativa che non é destinata a durare. Il future sull'S&P500 é a 2800 punti (-12 punti). Il Nikkei ha copiato Wall Street e ha perso il -1.74%. Shanghai é in calo del -0.8%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 2776 punti. Le borse europee apriranno in gap down - questa settimana stanno perdendo quasi il -5% - ad istinto ci sembra abbastanza considerando che sul fronte della pandemia e della recessione non ci sono novità di rilievo. Pensiamo di conseguenza che oggi le borse europee tenteranno un recupero - non pensiamo che questo basterà per una seduta positiva ma calcoliamo con una chiusura sui 2800 punti di Eurostoxx50.

Commento del 13 maggio

Finalmente gli oscillatori in calo provocano a NY una seduta decisamente negativa

La settimana é iniziata con qualche vendita. Lunedì in Europa abbiamo avuto una seduta moderatamente negativa (Eurostoxx50 -0.84%). Ieri invece é successo poco o niente (Eurostoxx50 +0.02% a 2884 punti) anche perché la borsa americana fino alla chiusura in Europa é rimasta relativamente stabile. Per quel che riguarda l'analisi tecnica la situazione generale é rimasta invariata. Ormai da circa un mese gli indici azionari europei oscillano in laterale accumulando ritardo nei riguardi dell'America. A breve non ci aspettiamo un'oscita dal canale orizzontale che si é formato nelle ultime 4 settimane. A fine aprile c'é stato un fallito tentativo di rottura al rialzo e adesso segue una discesa sul bordo inferiore vale a dire un ritorno sui minimi di aprile. Ci sono ancora alcuni settori forti come tecnologia, alimentari o farmaceutica che sostengono il mercato e impediscono un ribasso. Ovviamente in questo ambiente l'indice che si comporta meglio é ancora l'SMI svizzero (lunedì +0.25% e martedì +0.45%) - per ora non cambia nulla - i mercati con forza relativa continuano a sovraperformare.
L'Europa segue l'America - vediamo quindi cosa é successo ieri a Wall Street.

Lunedì c'é ancora stata una seduta positiva (S&P500 +0.17%). Il rialzo della tecnologia (Nasdaq100 +0.85%) sembrava inarrestabile. Ieri finalmente l'ipercomperato di medio termine ha fatto pagare il suo tributo. Come segnalato nell'analisi del fine settimana la borsa é ipercomperata ma non troppo e gli investitori sono ottimisti ma non troppo - questa costellazione dovrebbe impedire al mercato di fare ulteriori progressi e di tanto in tanto ci dovrebbe esserci una qualche seduta negativa provocata dagli eccessi di speculazione al rialzo. Al momento però mancano le premesse per un ribasso.
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2945 punti e ha chiuso sul minino a 2870.12 punti (-2.05%) con una pesante perdita di 60 punti . Questo seduta decisamente negativa ha spento le velleità dei rialzisti che pensavano di poter migliorare il massimo del 29 aprile a 2954 punti e ha dato inizio ad una correzione minore che nelle nostre stime deve far tornare l'S&P500 sui 2800-2820 punti.
Dopo l'apertura l'indice ha perso una quindicina di punti ed é poi oscillato sui 2930 punti fino alle 19.00. In seguito é scivolato verso il basso e solo dopo le 21.00 i venditori hanno preso decisamente l'iniziativa e hanno schiacciato l'S&P500 fino al minimo a 2869 punti. La tecnologia si é comportata ancora relativamente bene (Nasdaq100 -2.00% a 9112 punti) - le vendite hanno colpito tutto il listino (DJT -2.84%, RUT -3.46%). Di conseguenza la seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1757 su 5678, NH/NL a 653 su 375 e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é balzata a 33.04 punti (+5.47) e il Fear&Greed Index é ricaduto a 38 punti (-6 punti). Il CBOE Equity put/call ratio era invece neutro a 0.60. Questo fattore (speculatori ancora long) collegato ai modesti volumi ci dice che nei prossimi giorni la correzione dovrebbe continuare anche se in maniera irregolare (non aspettevi tre sedute a -2%!).
Il Summation Index sul NYSE scende - quello sul Nasdaq sta ancora salendo. Fino a quando la tecnologia "non molla" escludiamo che possa svilupparsi un ribasso.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2862 punti (+10) - nella notte é sceso fino a 2825 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 2850 punti - le borse europee apriranno in calo del -1%. Pensiamo che nel pomeriggio gli indici europei possano scendere più in basso poiché verosimilmente i venditori in America riappariranno nel corso della seduta. Il comportamento del future ci mostra che la strada verso il basso é aperta.
Il Nikkei ha perso il -0.49%. Shangai sta guadagnando il +0.3%. Le borse asiatiche si muovono poco e questo tende a confermare l'impressione che i mercati sono relativamente tranquilli.

Aggiornamento del'11 maggio

Breve sospensione del servizio

Oggi iniziano dei lavori di aggiornamento e ammodernamento al nostro sistema informatico che termineranno domani in giornata. Avevamo ancora un collegamento attraverso il vecchio cavo telefonico di rame la cui capacità di trasportare dati é limitata. Da domani useremo solo la fibra ottica. Per evitare complicazioni abbiamo deciso di sospendere l'aggiornamento del sito fino a domani in serata. Ci scusiamo dell'inconveniente. Il prossimo commento tecnico viene pubblicato mercoledì 13 maggio - come il solito verso le 08.30.
A tutti gli abbonati vengono accreditati due giorni di abbonamento.

Commento del 9-10 maggio

La differenza tra analisi tecnica, analisi fondamentale e realtà economica - é vietato razionalizzare

Venerdì alle 14.30 negli Stati Uniti é stato pubblicato il rapporto sul mercato del lavoro ad aprile. L'America ha perso 20.5 milioni di posti di lavoro al di fuori del settore agricolo e il tasso di disoccupazione é balzato al 14.7% - il Paese é in recessione. Tutti sono convinti che il peggio é alle spalle - la pandemia di Coronavirus é lentamente sotto controllo e l'attività economica é destinata a riprendere. Grazie all'aiuto della Banca Centrale (FED), che ha abbassato i tassi d'interesse e pompato liquidità nel sistema finanziario, e grazie ai programmi di sostegno e stimolo economico del Governo, si pensa che la recessione sarà di breve durata - possibile, ma in questo campo le opinioni divergono. La recessione é sicura e attuale - la successiva forte ripresa economica é invece ancora una teoria - la crescita potrebbe essere anemica e venire frenata dal ristagno dei consumi e dalla diminuzione del commercio internazionale. Molti economisti pensano che ci vorranno parecchi anni prima che il prodotto sociale lordo torni sul livello precedente alla crisi. Questa é la realtà economica.
Il 19 febbraio 2019 l'S&P500 ha toccato un massimo storico a 3378 punti. In quel momento l'Eurostoxx50 veleggiava sui 3850 punti. Poi c'é stato un crash. L'Eurostoxx50 ha toccato il minimo il 16 marzo a 2302 punti - l'S&P500 lo ha seguito 23 marzo con una caduta fino a 2191 punti. Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 2929.80 punti (+1.69%) - da inizio anno l'indice perde il -9.39% - il tecnologico Nasdaq100 guadagna il +5.58%! L'Eurostoxx50 é risalito a 2908 punti (+0.96%) - la performance 2020 é del -22.35%. La differenza tra Europa e America non si spiega anche perché l'Europa ha superato il picco di infezioni da Coronavirus e sta lentamente riaprendo mentre i contagi in America stanno ancora aumentando e abbandonare ora il lockdown sembra essere prematuro e pericoloso. Le borse scontano un rapido ritorno alla normalità e una redditività delle imprese, almeno in America, praticamente intatta. Sembra uno scenario molto ottimistico - secondo l'analisi fondamentale la borsa americana é oscenamente cara - quelle europee sono moderatamente sopravvalutate. L'unica ragione per comperare azioni é l'effetto TINA (there is no alternative - non ci sono alternative). In effetti l'US Treasury Bond decennale in USD rende il 0.69% - se non ci sono altri tagli di dividendi l'S&P500 rende attualmente il 2.03%. La situazione non é diversa in Europa dove il Bund decennale, che serve come obbligazione di riferimento per l'EUR, rende il -0.533%. Secondo l'analisi fondamentale le borse sono molto care e teoricamente esiste poco potenziale di rialzo e molti rischi verso il basso.
Ora bisogna vedere cosa ci dice l'analisi tecnica. Questo esercizio é difficile poiché in analisi tecnica esistono sempre fattori positivi e negativi. Un mercato in una fase di rialzo ha sempre indicatori di partecipazione e sentiment che migliorano - é difficile capire quando si é arrivati in una situazione di eccesso che presuppone la correzione o l'inversione di tendenza. Nel ponderare i vari fattori bisogna cercare di non lasciarsi influenzare dalla realtà economica e dall'esito dell'analisi fondamentale che nello specifico sono negativi e suggeriscono di vendere azioni.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.68% a 2908 punti
SX7E (banche)          -2.52% a 53.73 punti
DAX                         +0.39% a 10904 punti
SMI                          +0.37% a 9665 punti
FTSE MIB                  -1.42% a 17439 punti
S&P500                     +3.50% a 2929.80 punti
Nasdaq100                +5.76% a 9220 punti

Quando a marzo é iniziato il rimbalzo noi avevamo fissato un obiettivo indicativo per l'S&P500 a 2800 punti. Questo obiettivo rappresenta un ritracciamento del 50% dal massimo al minimo. Ora l'S&P500 é a 2929 punti e noi siamo leggermente irritati. Facciamo allora una prima annotazione - se si considera l'obiettivo successivo secondo Fibonacci, un ritracciamento del 61.8%, l'obiettivo sarebbe stato a 2932 punti. Il problema é che secondo le regole, se fossimo in un bear market, il ritracciamento doveva essere al massimo del 50%. Un ritracciamento del 62% significa invece che siamo in un bull market e il previsto test del minimo di marzo, che prevediamo ora in autunno, deve sfociare in un minimo ascendente.
Venerdì la seduta in Europa e in America é stata positiva. L'esito in Europa (Eurostoxx50 +1.69% a 2929 punti) é logico e non cambia sostanzialmente la situazione tecnica - alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 2914 punti. Da metà aprile le borse oscillano in laterale con una tendenza neutra. Non sembra che stia cambiando qualcosa e finora non c'é nessun segnale che suggerisca la ripresa del rialzo - i massimi del 30 aprile sembra essere dei massimi significativi e definitivi a medio termine. Ora gli indici sono tornati nella parte superiore del canale d'oscillazione - settimana prossima dovrebbero essere respinti verso il basso. Sappiamo però che l'Europa é correlata positivamente con l'America - in parole povere la segue nel bene e nel male. La differenza sta in una sovra- o sottoperformance ma non nella direzione del movimento. Se a Wall Street continua il rialzo é probabile che gli indici azionari europei seguiranno. Guardiamo quindi cosa é successo venerdì in America - l'esito della seduta é stato in parte sorprendente e ci ha messo in una difficile situazione - malgrado i nostri giustificati dubbi il rialzo sembra proseguire trascinato dal settore tecnologico - l'indice Nasdaq100 (+1.30% a 9220 punti) passa da un massimo al successivo e ha superato la resistenza a 9000 punti. Cercherà settimana prossima di chiudere il gap a 9400 punti?

Speravamo venerdì che la borsa americana reagisse in maniera negativa al terribile job report - speravano di vedere un reversal o che in mercato si inballasse o che apparissero delle divergenze negative. Invece dobbiamo ammettere che la borsa americana sembra in buona forma. L'S&P500 ha chiuso a 2929.80 punti (+1.69%), vicino al massimo giornaliero a 2932 punti e con un forte guadagno di 48 punti. Il Nasdaq100 é salito su un nuovo massimo di periodo a 9220 punti (+1.30%). Tutto il listino ha partecipato al rialzo (RUT +3.64%, DJTransportation +3.50%). Gli investitori comprano anche i settori disastrati come airlines (+7.28%) o energia (ETF Energy +4.56%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6069 su 1365, NH/NL a 734 su 79 e volume relativo a 0.75. Ci sembra di tornare a gennaio quando avevamo un mercato ipercomperato, in eccesso di rialzo e con investitori euforici - gli oscillatori mostravano la vicinanza di un massimo a medio termine ma la borsa continuava lentamente a salire senza segni di cedimento.
A livello di sentiment vediamo un miglioramento ma ancora nessun eccesso di ottimismo - la volatilità VIX é caduta a 27.98 punti (-3.46), il CBOE Equity put/call ratio é molto basso a 0.53 mentre il Fear&Greed Index é salito a 45 punti (+5). Due dei tre indicatori hanno raggiunto il nostro target - il Fear&Greed Index resta sotto le aspettative.
I Summation Index continuano a salire - questo é bullish - nell'immediato un ribasso é poco probabile.
La tendenza di fondo della borsa americana é formalmente al rialzo con il 69.4% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 66.36 punti.
A breve c'é un'evidente esagerazione con troppa speculazione - lo si vede dal numero degli Advances e dai relativi volumi - la speculazione appare nel mercato delle opzioni. È quindi probabile che la settimana inizi con una o due sedute negative. L'unico aspetto che ci disturba é la possibilità che l'S&P500 provi ad imitare il Nasdaq100 e venga attirato come una falena dalla luce vale a dire dal massimo del 29 aprile a 2954 punti (mancano solo 24 punti). Prima o dopo deve esserci almeno una correzione minore. Vedremo poi se questo é l'inizio dell'attesa moderata correzione di medio termine - dopo la seduta di venerdì abbiamo dei dubbi malgrado che questa dovrebbe essere la logica previsioni sulla base del top degli oscillatori di medio termine. Non é detto però che la borsa scenda subito e/o che prima non guadagni ancora del terreno.

Commento dell'8 maggio

La borsa americana lievita durante la notte - il sentiment non cambia

Ieri le borse hanno avuto un'altra giornata positiva. In Europa (Eurostoxx50 +1.30% a 2880 punti) questa seduta non ha cambiato la situazione tecnica - gli indici azionari hanno semplicemente recuperato le perdite di mercoledì e la piccola candela sui grafici si allinea con le due precedenti dando l'impressione di un mercato che marcia sul posto. In effetti da metà aprile le borse europee oscillano in laterale e si limitano a seguire a distanza, stancamente e svogliatamente, l'America. Ci sono delle differenze causate da settori forti o deboli rappresentati diversamente nei differenti mercati. La Svizzera (SMI +0.48% a 9618 punti) dipende maggiormente da alimentari e farmaceutica - ieri Novartis e Roche sono state vittima di prese di benefico e l'SMI ha sottpperformato. Lo stesso é successo in Italia (FTSE MIB +0.50% a 17245 punti) dove le azioni dei due colossi bancari hanno perso in controtendenza rispetto all'Europa (SX7E +1.34% a 53.03 punti). In linea di massimo però da settimane sta succedendo poco o niente e per ora non si profila all'orizzonte un radicale cambiamento della situazione.

In America l'S&P500 (+1.15% a 2881.19 punti) galleggia grazie soprattutto al sostegno della tecnologia. Ieri il Nasdaq100 ha raggiunto un nuovo massimo di periodo a 9101 punti (+1.30%) - Nasdaq100 e Nasdaq Comp. hanno una performance 2020 positiva. Il rialzo della tecnologia non accenna a finire anche perché non si intravvedono delle evidenti resistenze.
Stranamente da alcuni giorni i movimenti giornalieri vengono provocati dagli spostamenti dei futures durante la notte. Nel corso della seduta succede poco o niente. Ieri l'S&P500 ha aperto a 2883 punti - é salito a metà giornata su un massimo a 2901 punti ed é poi sceso fino ai 2876 punti. Ha chiuso infine a 2881.19 punti (+1.15%). Ha guadagnato 32 punti ma durante la seduta ne ha persi 2 e sul grafico appare semplicemente un piccolo doji.
Il sentiment stranamente non cambia e non migliora malgrado i progressi degli indici azionari - c'é ancora parecchio scetticismo. La volatilità VIX é scesa a 31.44 punti (-2.68 punti) mentre il CBOE Equity put/call ratio (0.59) e il Fear&Greed Index (41 punti) sono rimasti invariati rispetto a mercoledì. Nel mercato delle opzioni appare una certa malsana speculazione al rialzo - ieri l'ISE call/put ratio ha toccato il valore più alto dal 2017. Questo non significa però che la borsa é matura per un crollo. Sembra invece che i traders e gli speculatori seguano da giorni con successo una chiara strategia - stare long e muovere il mercato durante la notte spingendo i futures - questa operazione ha momentaneamente successo e potrebbe durare ancora qualche giorno fino a quando un evento obbligherà gli speculatori a chiudere i long provocando un'ondata di vendite. L'evento potrebbe essere l'odierna pubblicazione del job report di aprile.  
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5640 su 1766, NH/NL a 522 su 177 e volume relativo a 0.8. I Summation Index (NYSE e Nasdaq) sono entrambi saliti - hanno annullato il segnale negativo di ieri.

Stamattina il future sull'S&P500 ha fatto un ulteriore balzo e si trova a 2908 punti (+28 punti). L'Eurostoxx50 poco prima dell'apertura é vale 2902 punti. Le borse europee apriranno in guadagno di circa il +0.7%. Tutti pensano che il job report americano di aprile (previsto oggi alle 14.30) sarà terribile e questo obbligherà la FED a prendere in considerazione l'eventualità di tassi d'interesse negativi. Questa idea spinge la borsa al rialzo. Questa strategia ci sembra assurda ma preferiamo non razionalizzare e seguiamo i segnali forniti dall'analisi tecnica. A medio termine questa spita di rialzo iniziata a marzo é praticamente finita. Aspettiamo pazientemente un movimento nella direzione opposta - non dovrebbe essere un ribasso ma una lenta correzione in direzione dei 2800 punti di S&P500.
Per la statistica annotiamo che stamattina il Nikkei ha guadagnato il +2.56% - Shanghai sta salendo il +0.8%.

Commento del 7 maggio

Tecnologia e farmaceutica sostengono i listini - il resto scivola verso il basso

Ieri c'é stata ancora una seduta interlocutoria con le borse divise tra due correnti - la tecnologia (Nasdaq100 +0.61%) e la farmaceutica (SMI +0.63%) hanno goduto dei favori degli investitori. Per il resto hanno prevalso le vendite e i maggiori indici azionari europei (Eurostoxx50 -1.12% a 2843 punti) e americani (S&P500 -0.70% a 2848.42 punti) hanno perso terreno. Pochi settori forti non sono bastati a controbilanciare la moderata pressione di vendita e la seduta é stata in generale negativa. Ribadiamo però che non vediamo per il momento un rischio di ribasso. Gli indici stanno semplicemente oscillando in laterale in quello che sembra un movimento di distribuzione. Da circa metà aprile gli indici azionari sono fermi e non fanno progressi malgrado che formalmente si parla ancora di rialzo. Le borse devono riassorbire una situazione di ipercomperato a medio termine. La seduta di ieri sembra confermare la previsione di una lenta discesa nei prossimi giorni sui primi supporti - i livelli di riferimento sono i 2800-2820 punti di S&P500 e i 2800 punti di Eurostoxx50.

Le borse europee hanno aperto in calo. Fino all'apertura a New York hanno combinato poco o nulla muovendosi stancamente sui livelli d'apertura. È un problema conosciuto - senza stimoli da parte degli americani gli europei non prendono iniziative malgrado che molte notizie forniscano valide ragioni per muovere i listini. Dopo le 15.45 c'é stata un'ondata di vendite e gli indici hanno chiuso sui minimi giornalieri con moderate perdite. Il calo degli indici é stato omogeneo (DAX -1.15% a 10606 punti, FTSE MIB -1.31% a 17159 punti). Solo l'SMI svizzero é salito del +0.61 % a 8984 punti grazie alle plusvalenze di Roche, Novartis e Nestlé (farmaceutica e alimentari). L'A/D a 10 su 10 mostra però che in fondo si é trattato di una seduta neutra.  
La situazione tecnica non cambia - le borse stanno riassorbendo un ipercomperato di medio termine - non possono salire sopra i massimi di aprile ma d'altra parte non perdono molto in mancanza di pressione di vendita. Questa serie di sedute positive e negative senza sostanziali cambiamenti é destinata a continuare.

L'S&P500 ha aperto sul massimo giornaliero a 2891 punti. Ha subito perso una ventina di punti e poi é oscillato per quasi tutta al seduta intorno ai 2870 punti. Solo verso le 09.20 i traders si sono decisi per lo short e l'indice é caduto sul minimo a 2847 punti. Ha chiuso a 2848.42 punti (-0.70%). Come anticipato la tecnologia ha mostrato forza relativa mentre DJT (-1.43%) e Russell2000 (-0.82%) sono scesi. Il risultato é una seduta negativa al NYSE con A/D a 2452 su 4930, NH/NL a 368 su 281 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é salita di poco a 34.12 punti (+0.51), il CBOE Equity put/call ratio era abbastanza basso a 0.59 mentre il Fear&Greed INdex é sceso a 40 punti (-3). L'unico cambiamento importante appare sui Summation Index - quello sul NYSE é sceso (!) mentre quello del Nasdaq sale ancora. Non vogliamo diventare negativi solo sulla base del calo in una seduta ma come sapete questo é una sviluppo che aspettavamo da giorni. I Summation Index si devono accomiatare dai massimi prima che ci possa essere una fase di ribasso in borsa.

Stamattina non appare nulla di nuovo. Il future sull'S&P500 risale a 2858 punti (+25 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.50 vale 2850 punti. Ci aspettiamo una seduta senza sostanziali variazioni.
Oggi sono riprese le contrattazioni in Giappone - il Nikkei ha guadagnato il +0.28% - Shanghai sta perdendo il -0.3.
Il prezzo del petrolio (WTI) é risalito a 23 USD/barile. Questo é il tipico esempio di quello che può succedere quando tutti sono pessimisti, c'é panico e c'é un crash - dopo c'é un sostanziale rimbalzo. Il problema é capire fino a dove risalgono le quotazioni durante il rimbalzo - un pò come le borse tra metà marzo e adesso....
 
Commento del 6 maggio

Dopo una correzione segue un rimbalzo dai supporti - la situazione tecnica a medio termine non cambia

Ieri le borse europee ed americana hanno avuto una seduta positiva. L'Europa (Eurostoxx50 +2.11% a 2875 punti) ha seguito l'America che aveva già terminato la correzione lunedì in serata. Il recupero é poi continuato in America (S&P500 +0.90% a 2868.44 punti) ma sembra essere finito verso le 21.00 quando l'S&P500 ha toccato il massimo a 2898 punti. Nei prossimi giorni dovrebbe prevalere il ciclo ribassista a medio termine - questo non significa che deve iniziare un ribasso ma che gli indici azionari devono oscillare in laterale e scaricare l'ipercomperato di medio termine. I Summation Index stanno ancora salendo e garantiscono a breve una certa stabilità- non può iniziare un ribasso fino a quando la maggior parte delle azioni sta guadagnando terreno e gli indicatori di sentiment non segnalano un eccessivo ottimismo. Ieri sera la volatilità VIX é scesa a 33.61 punti (-2.36), il CBOE Equity put/call ratio e tornato ad essere basso a 0.59 mentre il Fear&Greed Index (44 punti) non si é mosso. Traspare ancora parecchio scetticismo.

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta decisamente positiva ma sono rimaste influenzate da New York e attaccate agli indici americani. Hanno aperto in forte rialzo grazie alla seduta positiva a Wall Street la sera prima e sono ancora salite nel tardo pomeriggio quando dall'America sono arrivati ulteriori impulsi positivi. In fondo non é successo nulla di sorprendente. Terminata una correzione minore non poteva che esserci un rimbalzo dal supporto. Tutti gli indici hanno guadagnato parecchio terreno con modesti volumi e  hanno chiuso sul massimo giornaliero. Hanno recuperato poco più della metà della perdita di lunedì. Non dovrebbero riprendere il rialzo ma fermarsi decisamente sotto i massimi di venerdì scorso e in seguito oscillare in laterale.

L'S&P500 ha aperto in gap up a 2871 punti. È salito ad ondate fino alle 21.00 e ha toccato un massimo a 2898 punti. Poi é caduto bruscamente fino ai 2863 punti e ha chiuso con un rimbalzo a 2868.44 punti (+0.90%). Il Nasdaq100 ha fatto ancora meglio - ha toccato un massimo marginale di periodo a 9031 punti e ha chiuso a 8930 punti (+1.09%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4558 su 2857, NH/NL a 482 su 97 e volume relativo a 0.9. Gli oscillatori di medio termine restano toppish. Nell'immediato vediamo poco spazio verso l'alto - ci aspettiamo nei prossimi giorni un ritorno dell'S&P500 a 2800-2820 punti.

Stamattina i mercati sono tranquilli. Il future sull'S&P500 sale a 2872 punti (+14 punti) - l'indice si trova nel range di ieri. Alle 08.05 l'Eurostoxx50 si trova a 2865 punti - le borse europee apriranno in calo poiché devono scontare la caduta dell'S&P500 nell'ultima ora di contrattazioni a New York. Oggi ci aspettiamo una seduta tranquilla nel range di ieri - le chiusure dovrebbero situarsi poco lontano dai livelli d'apertura.
La borsa giapponese é ancora chiusa - Shanghai ha ripreso le contrattazioni e sta guadagnando il +0.25%.

Oggi sono assente - non potrò pubblicare i commenti pomeridiani riguardanti gli indici azionari americani.

Commento del 5 maggio

L'S&P500 (+0.42% a 2842 punti) termina la correzione minore a 2797 punti - l'Europa segue docilmente

Nell'analisi del fine settimana eravamo giunti alla conclusione che l'S&P500 americano stava probabilmente svolgendo una correzione minore che l'avrebbe fatto scendere nella zona di supporto sui 2800 punti. In effetti, nel classico terzo giorno di correzione, ieri sera l'S&P500 é caduto fino ad un minimo a 2797 punti - poi ha recuperato. Noi nel commento pomeridiano eravamo costruttivi - malgrado una prevedibile pessima apertura avevamo previsto una chiusura sui 2810 punti e la possibilità che l'S&P500 sul finale salisse a colmare il gap a 2821 punti. È andata ancora meglio del previsto. La seduta é stata positiva e l'indice ha chiuso con un guadagno di 12 punti a 2842.74 punti (+0.42%). Ora la situazione tecnica é ingarbugliata. Settimana scorsa gli oscillatori di medio termine hanno raggiunto un massimo significativo a medio termine - ora devono scendere e scaricare l'ipercomperato. Poiché c'é stata solo una correzione minore e non é iniziata un ribasso l'ipercomperato deve scaricarsi in altra maniera - il rialzo non può riprendere come se nulla fosse e l'S&P500 a breve non può tornare sui 2950 punti. È quindi probabile che queste due forze contrastanti si bloccheranno a vicenda provocando una serie di sedute positive e negative con volatilità e ampi movimenti sui 2800-2900 punti.

Facciamo un passo indietro. La seduta in Europa é stata pessima. Dopo la debole apertura con una caduta iniziale superiore al 3% le borse europee sono rimaste inermi e non hanno mostrato una reazione particolare. Non ci sono state molte ulteriori vendite - non ci sono stati rimbalzi degni di nota. L'Europa si limita a osservare New York e segue docilmente i suoi movimenti. Non vale la pena analizzare approfonditamente gli indici azionari europei poiché non hanno vita propria. Quel poco che c'era da dire l'abbiamo scritto nei commenti serali anticipando la probabile fine della correzione e l'inizio di un movimento oscillatorio in laterale.
L'Eurostoxx50 ha aperto con un crollo a 2834 punti. Durante la giornata si é mosso tra i 2801 ed i 2840 punti. Ha chiuso a 2816 punti (-3.81%) con una pesante perdita di 111 punti. Probabilmente la correzione é finita sul supporto a 2800 punti. Lo stesso vale per il DAX (-3.64% a 10466 punti) e il supporto a 10200 punti.
Come d'abitudine i titoli difensivi hanno preservato l'SMI svizzero (-2.48% a 9390 punti) da perdite più cospicue.

L'S&P500 ha aperto con un tuffo a 2805 punti. All'inizio é caduto fino al minimo a 2797 punti. Dopo questa marginale rottura del supporto ha recuperato e alle 16.20 era nuovamente a 2824 punti. Poi per ore si é mosso sui 2820 punti imitando il medesimo movimento di venerdì scorso. Dopo le 20.40 ha deciso di continuare il rialzo. È salito sul massimo a 2844 punti e ha chiuso poco sotto a 2842 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3988 su 3419, NH/NL a 194 su 215 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é scesa a 35.97 punti (-1.22), la CBOE Equity put/call ratio era relativamente alta a 0.69 e il Fear&Greed Index era stabile a 44 punti (+1). I Summation Index stanno ancora salendo e questo é l'elemente che ci obbliga per il momento ad essere costruttivi e tiepidamente rialzisti.
A livello di settori notiamo il buon comportamento della tecnologia (Nasdaq100 +1.33% a 8834 punti), la caduta del settore trasporti (DJT -2.01%) come logica reazione all'annuncio di Warren Buffett di aver venduto le azioni delle compagnie aereee e il guadagno del Russell2000/RUT (+0.28%) che conferma la relativa buona giornata della borsa americana.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 2848 punti (+22 punti) e questo da l'intonazione alla giornata. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 2854 punti - le borse europee apriranno al rialzo del +1.2%. Come ieri ci aspettiamo un'oscillazione intorno al livello d'apertura.
Le borse asiatiche (Giappone e Cina) sono ancora chiuse per dei giorni di festa.

Aggiornamento del 4 maggio

Borse a due velocità

L'S&P500 da inizio anno perde il -12.38%. I 5 titoli più grandi, che provengono dal settore della tecnologia, guadagnano il +10% - sono Microsoft, Amazon, Apple, Google e Facebook - gli altri 495 titoli sono in calo del -13%. Parlare solo di S&P500 é di conseguenza un pò limitativo. In verità ci sono forti differenze di performance tra i vari settori - semplificando il mercato é diviso in due - settori tecnologici e difensivi e settori ciclici e aggressivi. Tecnologia e difensivi si sono comportati meglio perdendo meno nel crash e recuperando subito nel rimbalzo. Il resto del mercato fa più fatica - ha solo il vantaggio di salire di più nei momenti in cui gli investitori riprendono coraggio e prendono rischi comperando settori in crisi o che intuitivamente sono rimasti indietro. I traders possono giocare queste diverse correnti. Gli investitori devono resta con i titoli tecnologici e difensivi - in pratica bisogna possedere Nasdaq100 in America (-4.10% da inizio anno) e SMI (-9.30% da inizio anno) in Europa. 

Durante il fine settimana si sono moltiplicate le notizie positive sul fronte del Coronavirus e quelle negative sul fronte economico. Sempre più portfolio managers, preoccupati dalla recessione, incitano alla prudenza e si separano dalle azioni di società particolarmente toccate dalla crisi. Per esempio il noto investitore Warren Buffett ha venduto in aprile tutte le partecipazioni miliardarie che aveva in società aeree. Come pensavamo le borse iniziano la settimana con un'intonazione negativa. Il future sull'S&P500 alle 08.15 vale 2802 punti (-20 punti). Le borse europee devono scontare la pessima seduta di venerdì a New York e l'ulteriore calo di stamattina. L'Eurostoxx50 vale 2822 punti (-95 punti o ca -3.2%). Normalmente le sedute con perdite o guadagni superiori al 3% sono rare. Ad istinto sembra troppo tardi per vendere - eventualmente si può pensare se comperare qualcosa ma prima di vedere come si comporta il mercato all'apertura é meglio evitare qualsiasi operazione. In tempi di Coronavirus la volatilità é diventata molto alta e gli investitori perdono facilmente i nervi.
Per la cronaca le borse giapponese e cinesi sono chiuse.

Commento del 2-3 maggio

Correzione minore si - ribasso possibile, ma non sicuro

Trovare i minimi nei ribassi é relativamente semplice - c'é sempre panico. Individuare dei massimi intermedi o significativi nei rialzi é complicato - é difficile distinguera la fine differenza tra cauto ottimismo e euforia. Giovedì e venerdì (S&P500 -2.81% a 2830.71 punti) le borse hanno perso terreno. Questo calo é simile a quello del 20-21 aprile che era stata una correzione minore causata dal crollo del prezzo del petrolio. Siamo convinti che adesso le borse stanno per lo meno correggendo e lunedì dovrebbe esserci una terza seduta negativa. Non sappiamo però se dopo ci sarà ancora un tentativo di rialzo.
Gli indicatori di medio termine lanciano segnali discordanti. Secondo gli oscillatori la borsa americana deve trovarsi su un massimo significativo - questo però non significa che gli indici azionari debbano subito scendere e iniziare una fase di forte ribasso. Potrebbero anche muoversi in laterale ancora per una decina di giorni senza migliorare il massimo del 29-30 aprile. Questa ipotesi viene sostenuta da due fattori. I Summation Index stanno ancora salendo e normalmente dovrebbero cominciare a scendere con giorni di anticipo rispetto ai maggiori indici azionari americani - significa che il mercato si sta strutturalemte indebolendo aprendo la strada verso il basso. Durante il rialzo abbiamo visto un netto miglioramento del sentiment ma non abbiamo rilevato abbastanza ottimismo per giustificare un ribasso - al contrario giovedì e specialmente venerdì gli investitori sono subito passati sulla difensiva (VIX a 37.19 punti (+3.04), CBOE Equity put/call ratio a 0.82, Fear&Greed Index a 42 punti (-5)). Degli investitori troppo ottimisti dovrebbero invece ignorare questi vuoti d'aria e usarli per speculare al rialzo.
D'altra parte venerdì sui grafici abbiamo visto alcune allarmanti rotture sotto la linea di trend ascendente - ci preoccupano il Nasdaq Composite, gli indici Russell, i semiconduttori e le utilities. Insomma - sembra che molti leaders stanno abbandonando questo rialzo.
Riassumendo siamo convinti che nelle prossime settimane gli indici azionari americani ed europei devono tendenzialmente scendere. Abbiamo però l'impressione, sulla base degli indicatori di sentiment e di partecipazione, che la borsa non é ancora matura per iniziare una sostenibile fase di ribasso. Di conseguenza favoriamo la variante della correzione minore seguita da un'ulteriore fase di distribuzione sotto i massimi di fine aprile. In ogni caso consigliamo di essere sotto investiti in azioni e siamo contenti di avere delle posizioni short in portafoglio.
Come vedete dalle performance settimanali le borse stanno diventando selettive e non si muovono più in perfetto accordo. Ci sono delle evidenti differenze tra Paesi e settori. È quindi possibile sfruttare queste rotazioni e volatilità per interessanti transazioni long o short - settimana scorsa si poteva ad esempio giocare al rialzo il settore bancario europeo. È possibile che nei nostri commenti inseriremo dei consigli puntuali riguardanti determinati settori o situazioni particolari.
Teniamo in mente lo scenario a medio e lungo termine che mantiene la sua validità - nei prossimi mesi ci sarà ancora una caduta o un crash per testare i minimi di marzo. Già adesso sull'S&P500 si intravvede la formazione di una testa e spalle ribassista. Solo al termine di questa fase negativa varrà la pena di comperare azioni in un ottica di lungo termine.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +4.23% a 2917 punti *
SX7E (banche)          +9.71% a 55.12 punti *
DAX                         +5.08% a 10861 punti *
SMI                          +0.04% a 9629 punti *
FTSE MIB                  +4.93% a 17690 punti *                                                 * venerdì 1. maggio le borse europee erano chiuse
S&P500                     -0.21% a 2830.71 punti
Nasdaq100                -0.78% a 8718 punti

La seduta di venerdì a Wall Street é stata decisamente negativa. L'S&P500 ha aperto in forte calo e in gap down a 2860 punti. Per alcune ore é oscillato su questo livello con un massimo giornaliero a 2869 punti. A metà seduta é caduto a 2826 punti - in seguito si é assestato sui 2825 punti con un minimo a 2821 punti e solo sul finale é risalito a 2830.71 punti (-2.81%). Le vendite sono state scatenate dai deludenti risultati trimestrali di Amazon (-7.60%). Ovviamente il tecnologico Nasdaq100 era molto debole (-3.14% a 8718 punti) ma tutto il listino era in calo (DJTransportation -2.77%, Russell2000 -3.83%) con forti vendite nel comparto energia (ETF Energy -5.66%) malgrado l'aumento del prezzo del petrolio (19.78 USD/barile). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1135 su 6346, NH/NL a 181 su 118 e volume relativo a 0.9.
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra - i nostri indicatori sono contraddittori - il 43.9% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 69.85 punti.
L'S&P500 ha una forte zona di supporto intorno ai 2800 punti - questo era anche il nostro obiettivo originale del rimbalzo dal minimo del 23 marzo. Crediamo che a breve l'indice debba scendere su questa zona di supporto e poi risalire sui 2860 punti e continuare a distribuire. È però possibile che stia iniziato un ciclo ribassista a medio termine e che quindi questa zona di supporto non regga.
Le borse europee si limiteranno a seguire.

Purtroppo in questo momento non abbiamo uno scenario più preciso anche perché da altri mercati finanziari non vengono indicazioni univoche ed affidabili. Il mercato delle obbligazioni sembra in mano alle Banche Centrali - i tassi d'interesse non hanno tendenza e il reddito dell'USD Treasury Bond decennale in USD é fermo al 0.64%. Il Bund decennale in EUR rende invece il -0.586%.
Tutti gli investitori hanno un problema - non ci sono alternative alle azioni (TINA) e malgrado che certi beni rifugio sono in un lento ma costante rialzo (oro a 1700 USD/oncia) non c'é abbastanza mercato per accogliere tutta la liquidità.

Breve commento del 1. maggio

Incidente di percorso, correzione minore o reversal day ?

Oggi 1 . maggio é la festa del lavoro - la maggior parte delle borse europee é chiusa - in America i mercati finanziari sono aperti normalmente. Stamattina ci limitiamo ad un breve commento.
La seduta di ieri in Europa é stata pessima (Eurostoxx50 -2.61% a 2917 punti). Gli indici azionari hanno aperto sul massimo, sono scesi praticamente per tutta la giornata e hanno chiuso sui minimi con una forte perdita. Noi ci aspettavamo che in questi giorni si verificasse un massimo significativo a medio termine - la voglia di definire questo reversal day come l'inizio di una fase negativa é quindi grande. Non bisogna però cedere a questa tentazione - nel passato abbiamo più volte fatto degli errori poiché in ogni fase di rialzo ci sono delle sedute negative. Dichiarare subito che si é verificato un massimo senza avere delle conferme é scorretto. Preferiamo quindi riflettere, vedere cosa succede in America e aspettare il fine settimana prima di emettere un parere definitivo.
Ieri per il portafoglio abbiamo aperto delle posizioni short su Eurostoxx50 ( a 3000 punti) e DAX (a 11200 punti / -2.22% a 10861 punti). La nostra opinione é quindi evidente. Pensiamo che su questi livelli debba per lo meno iniziare una correzione minore. Questa previsione, malgrado la seduta nagativa di ieri e il buon inizio del trade, non é però ancora sicura.

Anche la seduta a New York é stata negativa almeno per quel che riguarda l'S&P500 (-0.92% a 2912.43 punti) e la borsa americana in generale. Il Nasdaq100 (+0.20% a 9000 punti) ha però guadagnato terreno e i Summation Index stanno ancora salendo. In genere i Summation Index cominciano a scendere prima del mercato. Pensiamo quindi che la borsa americana deve avere per lo meno ancora un sussulto prima di cominciare un ribasso.
L'S&P500 ha aperto a 2915 punti. È salito sul massimo a 2930 punti ed é sceso verso le 18.30 sul minimo a 2892 punti. È oscillato alcune ore intorno ai 2900 punti e sul finale é risalito a 2912.43 punti (-0.92%). Ha chiuso al centro del range giornaliero e con una moderata perdita - ha perso meno della metà di quanto aveva guadagnato mercoledì - l'impressione é quindi che si sia trattato di una normale seduta negativa -  non notiamo nulla di particolarmente negativo e non abbiamo nessun segnale di vendita.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1684 su 5776, NH/NL a 639 su 46 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita a 34.15 punti (+2.92), il CBOE Equity put/call ratio é subito balzato a 0.68 e il Fear&Greed Index é lievitato a 47 punti (+1).
Insomma - questa seduta negativa potrebbe essere insignificante, costituire l'inizio di una correzione minore o di un ribasso. Malgrado che sappiamo che stamattina il future sull'S&P500 scende a 2852 punti (-50 punti!) non crediamo che sia iniziato un ribasso e puntiamo sulla correzione minore. Pensiamo che all'inizio di settimana prossima debba ancora esserci un ultimo tentativo di rialzo e una risalita dell'S&P500 decisamente sopra i 2900 punti. In ogni caso non ci preoccupiamo poiché siamo short.

Ieri sera dopo la chiusura dei mercati Amazon e Apple hanno pubblicato dei risultati trimestrali mediocri. Probabilmente gli investitori si aspettavano qualcosa di meglio e oggi ci sono delle prese di beneficio. È normale - é quindi logico che i futures siano in calo. Bisogna però vedere nel pomeriggio come si comporta il mercato nel complesso - se le vendite riguardano solo il comparto tecnologico non é un problema. Questo significa che avremo solo una correzione minore provocata da prese di beneficio.
Stamattina il Nikkei ha perso il -2.84% - le borse cinesi sono chiuse. Il prezzo dell'oro é in calo - il future di giugno sul petrolio é risalito a 19.30 USD/barile - questi comportamenti non segnalano l'inizio di un ribasso delle borse - sono al contrario dei segnali costruttivi.

Commento del 30 aprile

C'é abbastanza ottimismo per l'atteso massimo significativo ?

È ovvio che per salire su un massimo significativo a medio termine e per avere un netto miglioramento a livello di sentiment ci vogliono delle sedute positive. Siamo stati però decisamente sorpresi dall'ampiezza e forza del rialzo e dai guadagni delle ultime sedute. Quando il 23 marzo dai 2193 punti di minimo era partito questo "sostanziale e sostenibile rimbalzo tecnico" noi avevamo fissato un obiettivo indicativo a 2800 punti di S&P500. Ieri sera l'indice ha toccato un massimo a 2954 punti e ha chiuso a 2939.51 punti (+2.66%). A nostra discolpa possiamo dire che avevamo sempre detto che questo obiettivo era indicativo e che decisivi erano gli indicatori di sentiment. L'errore di stima però é indiscutibile. Cerchiamo di trovare ora correttamente il massimo e indovinare la successiva spinta di ribasso.

Ieri le sedute in Europa (Eurostoxx50 +2.18% a 2996 punti) e in America sono state decisamente positive. Gli indici azionari europei hanno toccato dei nuovi massimi mensili e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri con forti guadagni. Gli indici azionari hanno raggiunto gli obiettivi (Eurostoxx50 a 3000 punti) o li hanno marginalmente superati (DAX +2.89% a 11107 punti - obiettivo a 11000 punti / FTSE MIB +2.21% a 18067 punti - obiettivo a 18000 punti). Pensavamo che gli obiettivi non sarebbero stati raggiunti ma questo errore di valutazione é una logica conseguenza delle previsioni troppo conservative riguardanti il rialzo in America. Avevamo detto che da un punto di vista tecnico gli indici potevano salire più in alto ma dovevano fermarsi poiché l'America si sarebbe fermata. Invece la corsa é continuata anche perché da certi settori come quello bancario (SX7E +5.14% a 58.33 punti) sono arrivate notizie positive e risultati trimestrali relativamente buoni.
Notiamo unicamente che l'SMI svizzero (-0.24% a 9865 punti) non riesce più a fare progressi. L'interesse degli investitori si é spostato dei settori difensivi come alimentari e farmaceutica a settori più a rischio come finanza o ciclici. Questa rotazione é normale nella seconda parte di un rialzo. Non sappiamo però se il rally dei settori a rischio é già finito o se deve continuare.
La tendenza a corto e medio termine é al rialzo - finora non abbiamo divergenze o segnali che indichino la vicinanza di un massimo significativo e non abbiamo segnali di vendita.

Anche la seduta a Wall Street é stata positiva. L'S&P500 ha aperto a 2917 punti, é brevemente sceso a 2912 punti di minimo e poi é salito fino a metà giornata a 2951 punti. Dopo un ritracciamento a 2934 punti é continuato a salire e ha raggiunto i 2954 punti di massimo. Vendite sul finale hanno fissato la chiusura a 2939.51 punti (+2.66%). I big della tecnologia si sono comportati molto bene (Nasdaq100 +3.52%) ma il rialzo ha coinvolto tutti i settori (DJT +2.63%, RUT +4.83%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6401 su 1112, NH/NL a 2158 su 21 e volume relativo a 1.1.
Ed ora guardiamo da vicini i dati sul sentiment. La volatilità VIX é scesa a 31.23 punti (-2.34), il CBOE Equit put/call ratio era molto basso a 0.53 mentre il Fear&Greed Index é salito a 46 punti (+4 punti). Solo il Fear&Greed Index non ha ancora raggiunto i livelli da noi auspicati. A corto termine c'é sicuramente abbastanza euforia per un massimo - questa affermazione viene confermata dai DSI. Non sappiamo se questo massimo sarà in effetti quel massimo a medio termine che noi aspettiamo e che dovrebbe rappresentare la fine del rimbalzo tecnico. C'é abbastanza ottimismo per tentare tra oggi e domani uno short - non siamo però sicuri adesso si verificherà un'inversione di tendenza anche se le probabilità sono decisamente in favore di questa ipotesi.
Attenzione che oggi é l'ultima seduta della settimana e del mese in Europa. In America si tratta anche domani e stasera dopo la chiusura a Wall Street verranno pubblicati i risultati trimestrali di Apple e Amazon !

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 2951 punti (+10 punti). Questo segnale positivo influisce su tutti i mercati. Il Nikkei guadagna il +2.14% - Shanghai sale del +1.5%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3016 punti - le borse europee apriranno in guadagno (+0.5%). Oggi é l'ultima seduta del mese in Europa e i gestori patrimoniali professionisti per non fare brutta figura devono far vedere di essere investiti - é quindi probabile che ulteriori acquisti provochino una seduta positiva.
Niente sembra ora poter indurre gli investitori a vendere - l'ottimismo prevale - il Coronavirus sembra un problema superato - a livello di sentiment le premesse per un massimo sono adesso quasi ottimali.

Commento del 29 aprile

Ancora nessun segnale che il rialzo é finito

Ieri le borse europee hanno avuto una normale seduta di rialzo. Il DAX (+1.27% a 10795 punti) ha toccato un nuovo massimo mensile - l'Eurostoxx50 (+1.73% a 2932 punti) l'ha sfiorato per 5 punti. Gli indici non sono però usciti in maniera significativa dal canale laterale di oscillazione delle ultime due settimane e si sono unicamente avvicinati ai nostri obiettivi massimi. Insomma - é stata una seduta positiva che da un punto di vista tecnico non ci ha detto nulla di nuovo. Le borse si stanno unicamente sviluppando secondo le previsioni e potrebbero questa settimana raggiungere l'atteso massimo significativo a medio termine. 

L'S&P500 americano ha aperto su un nuovo massimo di periodo a 2909 punti e ha chiuso a 2863.39 punti (-0.52%) vicino al minimo a 2860 punti e con una perdita di 15 punti. Considerando il volume di titoli trattati in aumento potrebbe sorgere il sospetto che possa trattarsi di un key reveral day anche perché il Nasdaq100 (-1.81% a 8677 punti) ha subito la stessa fine. Le probabilità di questo scenario negativo diminuiscono quando si guarda altri indici settoriali come il DJ Transportation (+1.08%) o il Russell2000 (+1.26%) che hanno terminato la giornata in guadagno. Il sospetto si rivela poi infondato quando si vede che stamattina alle 06.30 il future sull'S&P500 é risalito a 2902 punti (+35 punti). Il rialzo non é finito malgrado la seduta negativa di ieri sera.
Una seduta negativa che in realtà non lo é stata visto che le vendite hanno toccato solo i big della tecnologia. Per l'analisi tecnica la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4808 su 2938, NH/NL a 1614 su 27 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita di poco a
33.57 punti (+0.28), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.56 (!) mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 41 punti (-2). Insomma - per l'analisi tecnica é cambiato poco - il rialzo é intatto e le probabilità che nei prossimi giorni gli indici salgano su dei massimi significativi a medio termine sono inattate.

Stamattina devo uscire presto. Sono le 07.10 - il future sull'S&P500 é a 2898 punti (+31 punti). Il Nikkei non tratta (festa - Showa) mentre Shanghai guadagna il +0.4%. Stimo che le borse europee apriranno con moderati guadagni intorno al +0.3%. Vediamo se oggi appare qualcosa di nuovo o se avremo un'altra seduta più o meno positiva.

Commento del 28 aprile

Moderato ottimismo

Ieri l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo per questa fase di rialzo a 2878 punti e ha chiuso poco più in basso a 2878.48 punti (+1.47). Naturalmente, in vista di un massimo significativo, a noi interessava soprattutto lo sviluppo degli indicatori di sentiment. C'é stato un miglioramento. La volatilità VIX é scesa a 33.29 punti (-2.64 punti), il CBOE Equity put/call ratio é caduto a 0.58 ed il Fear&Greed Index é salito a 43 punti (+5 punti). Non possiamo però ancora dire che c'é abbastanza ottimismo e speculazione al rialzo per un'inversione di tendenza. Ci sono ancora troppi investitori che sono scettici e non credono nel rialzo. Notiamo solo che la tecnologia (Nasdaq100 +0.58% a 8837 punti) comincia a far fatica - l'aria comincia ad essere rarefatta.
In molti Paesi si abbandona il lockdown e la gente ricomincia a circolare liberamente per le strade. Le conseguenze di questa apertura si vedranno tra tre settimane - vedremo se in effetti la pandemia é superata o se invece avremo una seconda andata di contagi. Se la prossima gamba di ribasso sarà provocata dal Coronavirus é possibile che il periodo di distribuzione delle borse duri ancora un paio di settimane.

Anche la seduta in Europa é stata positiva. Eurostoxx50 (+2.60% a 2882 punti), DAX (+3.13% a 10660 punti) e FTSE MIB (+3.09% a 17380 punti) hanno guadagnato parecchio terreno e hanno chiuso sul massimo giornaliero. Gli indici restano però nel canale orizzontale di distribuzione e oscillano in laterale da circa due settimane senza fare progressi. Gli indici hanno annullato le perdite di venerdì scorso e sono tornati sui livelli di una settimana fà - a livello tecnico non ci sono sostanziali cambiamenti. I nostri obiettivi massimi per questa spinta di rialzo, che abbiamo ancora ripetuto nei commenti serali, non sono stati raggiunti e difficilmente nei prossimi giorni verranno superati. L'SMI (+1.38% a 9758 punti) ha guadagnato 133 punti e finalmente sembra uscire da sotto la MM a 50 giorni. La seduta poteva andare ancora meglio se non ci fosse stato lo stacco del dividendo di Nestlé (-2.21% / -2.36 CHF / dividendo di 2.70 CHF), che ha tolto un 0.5% di performance. La situazione tecnica però non cambia. La tendenza a corto termine é al rialzo ma restiamo in attesa di un massimo significativo. Il cambio EUR/CHF é salito a 1.0565 - l'indebolimento del CHF é un segnale positivo per i mercati finanziari europei.

La seduta a Wall Street é stata decisamente buone. Sembra finalmente che tutti si siano decisi a comperare - anche i settori che teoricamente sono più colpiti dalla crisi come trasporti (DJT +2.78%) e PMI (RUT +3.96%).
L'S&P500 ha aperto a 2857 punti - é brevemente sceso a 2852 punti di minimo ma poi é salito per quasi tutta la giornata toccando un massimo (nuovo massimo mensile) a 2887 punti. Ha chiuso a 2878.48 punti (+1.47%. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5855 su 1606, NH/NL a 1241 (!) su 48 e volume relativo a 0.85. I Summation Index continuano a salire ma lentamente sono in ipercomperato (RSI sul NYSE Summation Index a 75.18 punti).
La borsa americana si sta sviluppando come pensavamo e si sta dirigendo verso un massimo significativo per la metà/fine di questa settimana.

Stamattina si riprende dalla chiusura di ieri. Il future sull'S&P500 é a 2866 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale alle 08.20 2885 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Oggi dopo la chiusura a Wall Street Goggle e AMD pubblicheranno i risultati trimestrali - osserveremo con interesse la reazione delle borse - sell on good news? C'é troppo ottimismo sulla tecnologia...
Ieri Deutsche Bank (+12.67%) ha pubblicato risultati trimestrali relativamente buoni e tutto il settore ha reagito positivamente - l'indice SX7E é balzato del +4.77% a 52.71 punti e ha sovraperformato il resto del mercato. Noi, che settimana scorsa avevamo consigliato il settore bancario, abbiamo tirato un sospiro di sollievo.

Aggiornamento del 27 aprile

La gente e le borse hanno l'impressione che il peggio del Coronavirus é dietro le spalle

Ora parlano tutti della fine del lockdown e del ritorno alla normalità. Mentre il Coronavirus continua a contagiare persone e provocare decessi si ha l'impressione che il problema é lentamente sotto controllo. La gente guarda in avanti e gradualmente il pessimismo lascia spazio all'ottimismo - anche in borsa. Stamattina il future sull'S&P500 sale a 2852 punti (+23 punti) - questo segnale positivo fornisce l'intonazione di fondo all'inizio di questa settimana raccorciata.
La BOJ ha annunciato un nuovo capitolo del QE - comprerà in maniera illimitata titoli di Stato con l'obiettivo di mantenere il reddito vicino allo 0%. La borsa di Tokio reagisce con un balzo del +2.5%. Shanghai sta salendo del +0.4%.
Sono le 08.10 - l'Eurostoxx50 vale 2869 punti - le borse europee dovrebbero aprire con un forte guadagno del +2.1% - ad istinto ci sembra tanto - forse entro le 09.00 ci sarà ancora un ritracciamento. Le premesse sono però per una seduta positiva.
Questa settimana, secondo gli oscillatori, dovrebbe verificarsi un massimo significativo - vedremo se gli indicatori di sentiment confermeranno.

Commento del 25-26 aprile

Il sentiment migliora (VIX a 35.93 punti, -5.45) mentre le borse distribuiscono

La performance settimanale delle borse é stata negativa - questa é soprattutto la conseguenza del crollo del prezzo del petrolio (WTI a 16.94 USD/barile) e della pessima seduta di martedì. Solo l'SMI si é salvato - in Svizzera non ci sono società petrolifere - l'indice é dominato da farmaceutica ed alimentari. Nel frattempo però il sentiment migliora - non c'é ancora ottimismo - dopo due settimane di borse relativamente stabili e secondo noi in distribuzione gli investitori credono però che i mercati finanziari hanno superato la crisi provocata dal Coronavirus. Venerdì il primo indicatore di sentiment ha avvicinato il nostro valore di riferimento (vedi commento del 10-12 aprile) - la volatilità VIX é caduta a 35.93 punti (-5.45 punti) - naturalmente questo non basta per poter dire che un'inversione di tendenza é vicina e che a breve deve iniziare un ribasso. È solo un tassello di un quadro tecnico che lentamente si sta delineando. Dal 7-9 aprile la situazione tecnica é stabile e gli indici azionari non riescono più a fare progressi malgrado che la tendenza a medio termine (vale a dire dai minimi del 16-23 marzo) é al rialzo. Da quando l'S&P500 ha raggiunto i 2800 punti il rialzo si é fatto semplicemente più selettivo con una cosciente rotazione tra settori - si cerca di capire chi uscirà vincitore (tecnologia, consumi di base, farmaceutica) o perdente (turismo, ristorazione, tempo libero, trasporti, finanza, mercati emergenti, materie prime) dalla recessione. A livello di partecipazione notiamo un moderato deterioramento - rispetto a una o due settimane fà il numero dei nuovi massimi é in calo (640>794>509) mentre lievita il numero dei nuovi minimi (19>22>100) - nel frattempo l'S&P500 continua a girovagare intorno ai 2800 punti (2789>2874> venerdì a 2836.74 punti (+1.39)). Non vediamo però ancora niente che possa farci temere l'inizio di un ribasso - non abbiamo segnali di vendita - la fase di distribuzione potrebbe continuare. La violenta correzione di martedì ha influenzato lo sviluppo degli oscillatori ed ora il massimo dovrebbe teoricamente essere raggiunto martedì di settimana prossima. Questa scadenza é però indicativa - un massimo a medio termine può verificarsi giorni prima o dopo la scadenza ideale e dopo il massimo il mercato può continuare ancora per giorni a distribuire prima di cominciare a scendere.
Nessuno parla più di un test dei minimi di marzo - la nuovo teoria degli analisti é quella della ripresa a V. Tenete però in mente questo scenario perché in tutti i crash della storia c'é sempre stato a distanza di mesi un test del minimo - in alcuni casi il primo crash é stato solamente l'inizio di un bear market di notevoli dimensioni. Noi siamo convinti che nel corso dell'anno l'S&P500 scenderà nuovamente in direzione dei 2200 punti. Siamo invece costruttivi per quel che riguarda la fine del 2020.
Abbiamo letto uno studio produtto dal capo degli investimenti (CIO) dell'UBS. Lui ritiene che per fine anno l'S&P500 dovrebbe valere 2650 punti. Ha poi una variante positiva (2900 punti) e una negativa (2100 punti). Lasciando perdere il fatto che questo tipo di previsione é inutilizzabile (800 punti di range = ca. 30%) e potrebbe farla chiunque, concordiamo sul fatto che ora dai 2836 punti di S&P500 il potenziale residuo di rialzo é modesto mentre i rischi di ribasso sono considerevoli. Bisognare restare prudenti e sottoinvestiti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.74% a 2809 punti
SX7E (banche)          -2.00% a 50.24 punti
DAX                         -2.73% a 10336 punti
SMI                          +0.13% a 9625 punti
FTSE MIB                  -1.15% a 16858 punti
S&P500                     -1.32% a 2836.74 punti
Nasdaq100                -0.52% a 8786 punti

Venerdì la seduta é stata strana. Le borse europee hanno trascorso tutta la giornata in negativo e hanno chiuso con sensibili perdite (Eurostoxx50 -1.52% a 2809 punti). L'S&P500 é invece oscillato intorno alla parità fino a metà seduta e poi é salito fino alla chiusura - ha guadagnato 39 punti (+1.39% a 2836.74 punti) con un risultato finale diametralmente opposto a quello in Europa. Chi ha avuto ragione? Ovviamente l'America visto che l'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 2843 punti. Questo rende superflua ogni ulteriore analisi della seduta in Europa. La situazione tecnica non cambia e non c'é nulla di nuovo da segnalare.

L'S&P50o ha aperto a 2814 punti, é sceso con brevi balzi irregolari fino alle 17.10 sul minimo a 2791 punti ed é poi salito fino a fine giornata a 2842 punti. Ha chiuso poco più in basso a 2836.74 punti (+1.39%). È stata una buona giornata per tutto il listino (Nasdaq100 +1.68% a 8786 punti, DJTransportation +1.77%, Russell2000 +1.56) malgrado dati sulla partecipazione deludenti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4897 su 2496, NH/NL a 509 (pochi!) su 100 e volume relativo a 0.9. Il CBOE Equity put/call ratio era a 0.6, il Fear&Greed Index é scivolato a 39 punti (-1 punto). I Summation Index salgono regolarmente - il reddito dell'USTreasury Bond decennale é 0.60% (-0.01%).
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con indicatori contraddittori (30.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e Bullish Percent Index sul NYSE a 56.18). L'analisi dei COT mostra che i Commercials sono ancora long ma stanno diminuendo le posizioni. L'immagine generale é qualle di una mercato debolmente al rialzo che avanza come sulle sabbie mobili. Il momentum e la partecipazione sono in calo mentre gli investitori sono lentamente passati dal pessimismo ad un circospetto ottimismo con ancora molto scetticismo. La rotazione e la distribuzione potrebbero continuare ancora per giorni se non settimane. Solo quando gli investitori saranno decisamente ottimisti si completeranno le premesse per un'inversione di tendenza.
Settimana prossima parecchi big della tecnologia (Microsoft, Apple, Amazon, Facebook) pubblicano i risultati trimestrali. Molte società tecnologiche approfittano del lockdown che obbliga le persone a dipendere dalla rete. Pensiamo che queste società avranno risultati soddisfacenti che potrebbero a breve dare ulteriori impulsi al mercato - forse gli ultimi prima di un'inversione di tendenza.
Venerdì 1. maggio in occasione della Festa del lavoro la maggior parte delle borse europee sarà chiusa.

Commento del 24 aprile

Sintomi di stanchezza: la spinta di rialzo si affievolisce - nessun segnale di ribasso

Ieri in Europa c'é stata una seduta positiva (Eurostoxx50 +0.62%) grazie soprattutto al buon comportamento di alcuni settori come quello delle banche (SX7E +4.26% a 52.34 punti). La situazione tecnica però non cambia. Gli indici azionari europei erano arrivati sui livelli attuali già il 7 aprile e da parecchi giorni oscillano in laterale senza riuscire a fare sostanziali progressi. Dall'alto scendono le medie mobili (MM) a 50 giorni che come una cappa pesano sui mercati e sembrano spingere gli indici verso il basso. L'impressione generale é che le borse stanno distribuendo. Finora però non abbiamo segnali di vendita e malgrado che gli indicatori di partecipazione si stanno deteriorando per saldo la tendenza a medio termine é ancora al rialzo e il ciclo non sembra completo.
Trovate dei dettagli riguardanti i singoli indici azionari europei nei commenti serali. Mentre il DAX (+0.95% a 10513 punti) corre a braccetto con l'Eurostoxx50 la borsa italiana (FTSE MIB +1.47% a 17011 punti) dipende di più dal settore bancario mentre quella svizzera (SMI -0.05% a 9625 punti) é in balia di farmaceutica e alimentari.

La seduta a New York é stata condizionata dalla pubblicazione di alcuni dati economici e da alcune notizie particolari che hanno provocato degli scatti nelle due direzioni. A fine giornata l'S&P500 si é però fermato in pari (-0.05% a 2797.80 punti) e su qui 2800 punti che da settimane usiamo come punto di riferimento. Era il nostro obiettivo originale del rimbalzo iniziato dal minimo del 23 marzo a 2191 punti. Il 17 aprile l'indice sullo slancio é salito su un massimo di periodo a 2874 punti. Ora però l'S&P500 sembra voler seguire la MM a 50 giorni in lento calo (2818 punti).
L'S&P500 ha aperto in guadagno a 2811 punti. Fino alle 16.45 é salito fino al massimo giornaliero a 2844 punti. Poi lo svolgimento della seduta é stato irregolare con parecchi movimenti improvvisi nelle due direzioni - l'indice però per saldo é sceso e in serata ha toccato il minimo a 2794 punti. Ha chiuso poco sopra a 2797.80 punti (-0.05%). A livello settoriale c'é poco da segnalare - l'oro sale e di conseguenza salgono le azioni delle miniere d'oro che affollano la lista dei NH. Anche il petrolio ha continuato il rimbalzo e ha aiutato le azioni del settore (ETF Energy +3.23%). Per il resto non notiamo niente di particolare (Nasdaq100 -0.27% a 8641 punti, DJT +1.42% e RUT +1.04%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4358 su 3055, NH/NL a 608 su 80 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX si é fermata a 41.38 punti (-0.60), il CBOE Equity put/call ratio era praticamente neutro a 0.59 mentre il Fear&Greed Index é invariato a 40 punti. I Summation Index continuano lentamente a salire.
Riassumendo si é trattato di una seduta neutra e poco entusiasmante. La tendenza a medio termine é ancora al rialzo ma la spinta si affievolisce. Non abbiamo ancora nulla che possa suggerire l'imminenza di un ribasso.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2769 punti (-11 punti). Le borse europee devono scontare due effetti negativi - la discesa ieri sera dell'S&P500 nella seconda parte della seduta e il calo di stamattina. L'Eurostoxx50 vale ora 2805 punti (-47 punti). Le borse europee apriranno con un tonfo del -1.6%. Non sappiamo cosa potrebbe succedere oggi. Questa settimana ci sono state troppe notizie negative e abbiamo l'impressione che pochi hanno voglia di comperare azioni. Ci prepariamo ad una seduta decisamente negativa.
Stamattina il Nikkei ha perso il -0.86% - Shanghai é in calo del -1%.

Commento del 23 aprile

Il prezzo del petrolio rimbalza - le borse recuperano terreno

Il difficile nell'analisi tecnica é di non lasciarsi influenzare dalle notizie quando si interpretano i grafici e gli indicatori. Martedì sera il prezzo del petrolio stava precipitando nel nulla - il future di maggio era caduto fino a -40 USD/barile prima di risalire di poco in positivo. Gli articoli che spiegavano le ragioni del crollo e prevedevano che i prezzi del petrolio non potevano risollevarsi a causa dell'eccesso di domanda e della mancanza di luoghi per lo stoccaggio si moltiplicavano. L'analisi tecnica però ci diceva che questo era sicuramente a breve un forte eccesso di ribasso - il DSI era crollato a 3 punti (questo indicatore di sentiment si muove da 0 a 100 - non può andare in negativo!). E guarda caso... - il future di giugno che era sceso fino a 11.57 USD é risalito e si trova stamattina a 15.50 USD. Come conseguenza ieri il settore dell'energia in borsa ha recuperato terreno e ha trascinato dietro di sé tutti i listini che hanno tirato un sospiro di sollievo. Un'azione petrolifera come ENI ieri é rimbalzata del +4.87%.

Le sedute di ieri in Europa (Eurostoxx50 +1.56% a 2835 punti) e in America (S&P500 +2.29% a 2799.31 punti) sono state positive. Questo ha confermato che il ribasso di lunedì (solo USA) e martedi é stata unicamente una violenta correzione a corto termine - la tendenza a medio termine rimane al rialzo. Da giorni però le borse sembrano distribuire e un massimo significativo sembra vicino. Inizialmente avevamo detto che secondo gli oscillatori il massimo poteva verificarsi oggi - le correzioni intermedie però ritardano questo appuntamento che slitta adesso a settimana prossima. Il miglior metodo per individuare dei massimi in mercati irrazionali e dominati dalle emozioni sono però gli indicatori di sentiment. Conoscete i nostri strumenti: volatilità, rapporti put/call, vari indici come il Fear&Greed Index e le inchieste effettuate tra gli investitori. In maniera ausiliaria utilizziamo anche i Daily Sentiment Index (DSI), l'analisi dei COT o le previsioni degli analisti delle grandi case di investimenti. Per ora i dati sul sentiment mostrano un cauto ottimismo con molto scetticismo - solo quando avremo ottimismo il rimbalzo degli indici azionari dai minimi del 16-23 marzo sarà finito.

Ieri le borse europee sono rimbalzate. Dopo la pessima seduta di martedì eravamo rimasti costruttivi - non pensavamo però che già subito ci sarebbe stata una reazione così consistente. Non bisogna però subito entusiasmarsi - l'Eurostoxx50 (+1.56% a 2835 punti),  DAX (+1.61% a 10415 punti) e FTSE MIB (+1.91% a 16765 punti) hanno svolto una seduta in trading range e hanno recuperato circa (chi meno, chi più) la metà della perdita di martedì. La nostra previsione resta di conseguenza invariata - si continua a distribuire e una salita sopra gli obiettivi che abbiamo ancora ripetuto nei commenti serali é altamente improbabile.
L'indice delle banche SX7E é balzato del +3.00% a 50.20 punti. L'indice rimbalza dal supporto grazie a tassi d'interesse in aumento. Abbiamo l'impressione che il movimento potrebbe continuare e che nei prossimi giorni il settore bancario dovrebbe sorprendere in bene. A breve il sentiment su banche e tassi d'interesse é pessimo - é una premessa ideale per un sostanziale rimbalzo tecnico.

Il rialzo é continuato in America. L'S&P500 ha aperto in forte guadagno a 2787 punti. Con frequenti e brevi oscillazioni é tendenzialmente salito per tutta la giornata senza fare sensibili guadagni. Ha toccato un minimo poco dopo l'apertura a 2776 punti e un massimo prima della chiusura a 2815 punti. Ha chiuso a 2799.31 punti (+2.29%). I piccoli investitori hanno festeggiato lo scampato pericolo comperando la solita tecnologia (Nasdaq100 +3.11% a 8664 punti) mentre il resto del mercato ha arrancato dietro ai leaders (DJT -0.05%, RUT +1.39%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5364 su 2073, NH/NL a 395 su 65 e volume relativo a 0.9 (i volumi in calo ci dicono che la volatilità dovrebbe diminuire e il mercato diventare più stabile). La volatilità VIX é scesa a 41.98 punti (-3.43), il CBOE Equity put/call ratio era relativamente alto a 0.66 e il Fear&Greed Index é rimasto a 41 punti (+1). Gli obiettivi per questi indicatori in maniera che segnalino abbastanza ottimismo restano quelli indicati nel commento di Pasqua.
I Summation Index continuano lentamente a salire.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 2800 punti (+12 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 2854 punti - le borse europee apriranno con una plusvalenza del +0.7%. Ci prepariamo ad una seduta moderatamente positiva. Nei prossimi giorni il sentiment dovrebbe migliorare in maniera sostanziale - il fatto che il mercato ha superato velocemente la correzione dovuta al crollo del prezzo del petrolio darà a molti l'impressione che questo mercato é ormai inaffondabile.

Commento del 22 aprile

Seduta pessima che segna probabilmente la fine del rialzo ma non ancora l'inizio del ribasso

Stamattina devo uscire alle 07.00 per recarmi a Lugano - non posso di conseguenza scrivere il solito commento mattutino.

Le sedute di ieri in Europa (Eurostoxx50 -4.06% a 2791 punti) e in America (S&P500 -3.07% a 2736.56 punti) sono state pessime. Non crediamo però che si sia verificata l'attesa inversione di tendenza e che sia iniziato un ribasso. Crediamo piuttosto che si tratti di una violenta correzione a corto termine provocata dalla crisi del mercato del petrolio - le vendite si sono poi estese a tutto il settore delle materie prime. Il rialzo a medio termine non é completo e la correzione a breve rischia di prolungare il ciclo rialzista oltre la scadenza suggerita finora dagli oscillatori.
Gli indicatori di sentiment mostrano già troppo pessimismo per un ribasso dai livelli attuali (VIX 45.41 punti (+1.58), CBOE Equity put/call ratio a 0.69, Fear&Greed Index a 40 punti (-1). I Summation Index si sono fermati (NYSE) o stanno ancora salendo (Nasdaq).

Commento del 21 aprile

Il crollo del prezzo del petrolio é in buona parte un effetto momentaneo dell'eccesso d'offerta

Ieri le borse europee hanno guadagnato terreno (Eurostoxx50 +0.73% a 2909 punti). La borsa americana invece é scesa (S&P500 -1.79% a 2823.16 punti). La seduta a New York é finita male soprattutto a causa della caduta del prezzo del petrolio sotto i 10 USD al barile - in effetti il prezzo del future con scadenza maggio é crollato a 1.49 USD/barile (con un minimo a -40 USD)! L'impatto psicologico é stato importante e nella seconda parte della seduta gli indici sono solo scesi e hanno chiuso praticamente sul minimo giornaliero. Ovviamente le perdite maggiori sono state nel comparto energia (ETF Energy -3.12%). Quello che nessuno spiega é però che questo é un effetto temporaneo di un eccesso d'offerta a corto termine. Il prezzo del petrolio WTI con fornitura a settembre é sui 30 USD. Non vogliamo classificare questa seduta negativa come un semplice incidente di percorso senza importanza - la ragione del calo é però temporanea e molti settori si sono comportati relativamente bene. Non ci sembra che a Wall Street si sia verificata un'inversione di tendenza.

Ieri le borse europee si sono mosse in balia di quella americana. Hanno aperto al rialzo grazie alla buona chiusura venerdì sera a Wall Street, sono scese la mattina a causa degli inquietanti segnali mandati dai futures americani e sono salite la sera poiché nella prima parte della seduta le borsa americana ha recuperato terreno. Per saldo non c'é nulla di nuovo e abbiamo poco da aggiungere ai commenti serali sui singoli indici. Tranne il solito SMI svizzero (+1.79% a 9785 punti) nessun indice ha raggiunto un nuovo massimo mensile. La tendenza é ancora al rialzo con momentum in diminuzione.

L'S&P500 ha aperto in calo a 2830 punti. L'indice é salito fino a metà giornata a 2869 punti ed é sceso gentilmente in serata sul minimo a 2820 punti - ha chiuso poco sopra a 2823.16 punti (-1.20%). Come nei giorni precedenti il Nasdaq100 ha sovraperformato (-1.20% a 8726 punti). Questa volta anche il Russell2000 (-1.28%) si é comportato relativamente bene - forse le azioni delle piccole compagnie petrolifere sono talmente ipervendute che non possono scendere più in basso.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2054 su 5427, NH/NL a 711 su 66 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é balzata a 43.83 punti (+5.68), il CBOE Equity put/call ratio era stranamente basso a 0.55 mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 41 punti (-2). Abbiamo l'impressione che ci sono due gruppi d'investitori - i timorosi che temono un ulteriore crollo e subito si assicurano appena vedono un cedimento (VIX) e i traders che subito speculano al rialzo (p/c ratio) quando c'é un ingiustificato ritracciamento. Normalmente questa costellazione blocca il mercato.
I Summation Index stanno ancora salendo mentre indicatori di momentum come il MACD stanno lentamente ruotando. Crediamo di conseguenza che l'S&P500 stia formando un massimo significativo sui 2800+/2880 punti. Restiamo dell'opinione che sui livelli attuali bisogna vendere per anticipare una fase di ribasso che potrebbe provocare un test del minimo di marzo. Per ora però non abbiamo ancora nessun segnale di vendita, ci sono abbastanza settori forti (tecnologia, farmaceutica) in grado di sostenere il mercato e abbastanza scetticismo per alimentare il rialzo. Sembra che la fase di distribuzione debba durare ancora qualche giorno.

Stamattina alle 07.30 il future sull'S&P500 era a 2792 punti (-14 punti). Ora (08.30) é risalito a 2802 punti (-4 punti). Ieri sera le borse europee hanno chiuso quando l'S&P500 si aggirava sui 2860 punti - questo significa che adesso Eurostoxx50 e colleghi devono scontare questa differenza di 58 punti - l'Eurostoxx50 vale 2859 punti (-50 punti) - le borse europee apriranno con un tonfo del -1.7%. Questo mostra in maniera esemplare la conosciuta mancanza di indipendenza e iniziativa degli investitori europei - copiano e basta.
Le premesso sono per una seduta in Europa negativa. I risultati trimestrali di IBM ieri sera erano negativi - oggi prima dell'apertura dei mercati Intel comunicherà i suoi risultati - ulteriori notizie negative potrebbero pesare sul comparto tecnologico.

Aggiornamento del 20 aprile

Siamo stanchi di Coronavirus

Durante il fine settimana é nuovamente girato tutto intorno al Coronavirus. Le notizie riguardavano quasi unicamernte questo tema - lentamente la gente é stanca e comincia ad essere meno disciplinata nei contatti sociali.
Le borse hanno reagito alla pandemia con un crash - ora stanno cercando di ritrovare un livello d'acquilibrio. Non é facile poiché nessuno sa quanto sarà profonda e lunga la recessione. È anche difficile stimare le conseguenze della crisi sul patrimonio e la redditività delle imprese. Le borse sono sballottate tra pessimismo ed ottimismo - in questo periodo i migliori indicatori per giudicare l'umore degli investitori e prevedere i movimenti degli indici azionari sono quelli di sentiment. Gli investitori non sono più in panico, non sono pessimisti ma piuttosto prudenti e scettici - non c'é ancora ottimismo.

Stamattina alle 08.30 il future sull'S&P500 é a 2857 punti (-12 punti) - perde poco del guadagno di 75 punti di venerdì scorso. L'Eurostoxx50 vale 2910 punti - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.8%. Le premesse sono per una seduta moderatamente positiva. Come sapete secondo gli oscillatori la borsa dovrebbe salire ancora un pò fino a mercoledì - poi lentamente dovrebbe ricominciare a scendere. Questa é la teoria - in pratica saranno le notizie del momento e gli utili delle imprese a condizionare a breve i movimenti della borsa. Settimana scorsa sono state soprattutto banche a rendere noti i loro risultati trimestrali. Questa settimana sono di turno alcuni big della tecnologia come Intel, Netflix, SAP o IBM - sarà interessante...
Stamattina le borse asiatiche erano miste - il Nikkei ha perso il -1.15%. Shanghai sta guadagnando il +0.3%.

Commento del 18-19 aprile

Il matrimonio tra TINA (There is no alternative) e FED non entusiasma - ancora troppo scetticismo per un massimo

I dati economici pubblicati recentemente sono terribili - l'economia mondiale é in recessione mentre il numero dei disoccupati esplode. Gli utili delle imprese sono in forte calo. Il rimbalzo delle borse dai minimi del 16-23 marzo però prosegue. I fondi stanziati dagli Stati per ammorbidire l'impatto del Coronavirus sull'economia e le misure di stimolo lanciate dalle Banche Centrali servono per lo meno a far risalire le quotazioni delle azioni. Molti pensano che sarà il contribuente a pagare il prezzo della crisi e non le imprese. Molti politici danno l'impressione che si possa stampare denaro dal nulla senza che ci siano delle conseguenze negative. È però logico ed evidente che la recessione provoca delle perdite economiche considerevoli - é sorprendente che le borse sembrano voler ignorare questo fatto inconfutabile.
Le ragioni sono semplici - non ci sono alternative (TINA). I capitali sono obbligati a tornare sui mercati azionari perché, malgrado le alte valutazioni e le prospettiva a breve disastrose, le varianti sono ancora peggio. È inutile comprare obbligazioni che rendono un paio di punti in percentuale con un rischio di perdita del capitale mentre le azioni offrono un bene patrimoniale reale con la possibilità talvolta di un buon dividendo. Inoltre ci sono società che nella crisi fioriscono - l'esempio tipico é il gigante del commercio online Amazon che giovedì ha toccato un nuovo massimo storico. Poiché nessuno sa quanto lunga e profonda sarà la recessione e quali saranno le conseguenze sulla redditività delle imprese finora prevale la fiducia - gli Stati annunciano la fine delle misure restrittive riguardanti i movimenti della popolazione e l'impressione generale é che il picco della crisi é superato. Tutti sperano in un rapido ritorno alla normalità. Questa speranza a breve ha provocato un rialzo delle borse - settimana scorsa é stato il turno dell'America di godere di questa spinta provocata da un miglioramento delle prospettive. Questa però é una descrizione della situazione generale - gli indicatori tecnici ci raccontano qualcosa d'altro. Da settimana scorsa gli indicatori di sentiment in America sono migliorati di poco - con l'S&P500 a 2874.56 punti (+2.68%) eravamo convinti di vedere nei numeri dell'ottimismo - invece gli investitori sono ancora scettici e reticenti.
La volatilità VIX venerdì é scesa a 38.15 punti (-1.96) contro i 41.67 punti di una settimana fà - noi volevamo vedere un calo a 35 punti. Il CBOE Equity put/call ratio venerdì era a 0.60 - la MM a 10 giorni é a 0.66 - ancora troppo alta per segnalare speculazione al rialzo e un massimo significativo dell'S&P500. Il Fear&Greed Index a Pasqua era a 43 punti - venerdì era a 44 punti (+2 punti) - un cambiamento insignificante. Anche le inchieste effettuate tra le varie categorie di investitori (NAAIM, AAII o altre) mostrano che molti sono ancora sottoinvestiti e ribassisti.
Malgrado che l'S&P500 sia decisamente salito sopra l'obiettivo a 2800 punti questa spinta di rialzo non sembra ancora finita. Il ciclo rialzista secondo gli oscillatori di medio termine dovrebbe terminare la metà di settimana prossima. Le borse europee invece sono in stallo. Settimana scorsa hanno marciato sul posto e sembrano distribuire. Nel crash le borse europee avevano qualche giorno di anticipo rispetto all'America. Anche la diffusione del Coronavirus in America é in ritardo rispetto ad Asia e Europa. È quindi possibile (ed é quello che suggeriscono gli indicatori) che la prevista inversione di tendenza colpisca prima l'Europa che Wall Street.
Rispetto ad una settimana fà la situazione tecnica é rimasta praticamente uguale e i nostri consigli d'investimento non cambiano.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.16% a 2888 punti
SX7E (banche)          -8.31% a 51.27 punti
DAX                         +0.58% a 10625 punti
SMI                          +1.69% a 9612 punti
FTSE MIB                  -3.21% a 17055 punti
S&P500                     +3.04% a 2874.56 punti
Nasdaq100                +7.21% a 8832 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta di forti rialzi - l'Eurostoxx50 ha chiuso a 2888 punti (+2.70%). Il massimo del rimbalzo del minimo di marzo é però stato toccato martedì e nel resto della settimana le borse europee hanno avuto un andamento altalenante. Gli indici hanno chiuso al centro del range giornaliero - l'Eurostoxx50 ha toccato un massimo giornaliero a 2931 punti - alle 22.00 valeva 2909 punti.
Le borse europee reggono ma non riescono più a fare sensibili progressi. Il calo di momentum costituisce una buona premessa ad un'inversione di tendenza. Finora non abbiamo segnali di vendita - il nostro indicatore proprietario a medio termine basato sulla stocastica é però ancora su sell.
Le azioni delle banche hanno nuovamente avuto uno sviluppo disastroso - su base settimanale l'indice SX7E (+2.23% a 51.27 punti) ha perso il -8.31% con la conseguenza che anche il FTSE MIB (+1.71% a 17055 punti) é sceso e ha sottoperformato. All'inizio di settimana prossima ci aspettiamo un rimbalzo di questo comparto per la semplice ragione che questo é quello che é successo venerdì sera a Wall Street (BKX +8.40%). Le banche resteranno però probabilmente un settore perdente in questa crisi.
Vincenti invece sono i titoli difensivi dei settori alimentari e farmaceutica - l'SMI svizzero (+1.83% a 9612 punti) continua a comportarsi bene sia in termini assoluti che relativi. L'indice ha però davanti a sé una massiccia zona di resistenza a 10000 punti (+/-200 punti) che molto probabilmente bloccherà il rialzo.

Venerdì Donald Trump ha annunciato ai quattro venti che é giunto il momento di riaprire l'economia americana. La borsa ha reagito con un balzo di felicità (S&P500 +2.68% a 2874.56 punti). L'indice é però rimasto sotto il massimo del future del mattino (2885 punti) e a livello strutturale assistiamo ad un deterioramento - la partecipazione diminuisce.
L'S&P500 ha aperto a 2832 punti. Dopo una salita a 2861 punti é caduto due volte a 2830-2832 punti. Nella seconda parte della seduta é salito costantemente fino al massimo giornaliero e nuovo massimo per questa fase di rialzo a 2879 punti. Sul finale é ricaduto a 2874 punti. Questa volta gli investitori hanno messo da parte la tecnologia (Nasdaq100 +0.85% a 8832 punti) e hanno preferito altri settori depressi come energia (ETF Energy +10.62%)  o banche (BKX (+8.40). Di riflesso anche DJT (+3.16%) e RUT (+4.33%) si sono comportati bene.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6167 su 1302, NH/NL a 794 (troppo pochi!) su 22 e volume relativo a 1.05.
La tendenza di fondo della borsa americana é ancora incerta con indicatori contradditori - il 25.4% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 60.31. I Summation Index continuano a salire (bullish). L'analisi dei COT mostra che i Commercials continuano a comperare e sono long (bullish).
Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é a 0.65%. Non bisogna stupirsi che gli investitori preferiscano comperare azioni almeno fino a quando non sarà evidente che questa é una scelta rischiosa e probabilmente perdente.

In linea di massima non cambiamo la nostra previsione malgrado che gli indici azionari americani siano saliti più in alto di quanto avevamo stimato. Il rimbalzo dai minimi del 16-23 marzo é praticamente completo. Secondo i cicli dovrebbe terminare settimana prossima. Per ora però la tendenza a corto termine é ancora al rialzo e non abbiamo segnali di vendita - solo divergenze negative.

Commento del 17 aprile

Opening up America again - il balzo odierno delle borse potrebbe essere l'ultimo

Ieri in Europa c'é stato un anemico rimbalzo (Eurostoxx50 +0.15% a 2812 punti) - la reazione al crollo di mercoledì é stata deludente ma per lo meno non c'é stata la temuta continuazione verso il basso. Durante la giornata hanno prevalso le vendite e l'impressione generale é che il mercato si sta indebolendo - il ciclo rialzista però non é ancora terminato. I temi giocati dagli investitori non cambiano - anche ieri l'SMI svizzero (+1.28% a 9440 punti) si é comportato bene grazie ai settori farmaceutica ed alimentari mentre il settore bancario europeo (SX7E -1.08% a 50.15 punti) ha ancora fatto un passo verso il baratro costituito dal minimo storico a 48.65 punti.
DAX (+0.21% a 10301 punti) e FTSE MIB (+0.29% a 16768 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50 copiando altri temi d'investimento conosciuti e forniti dagli Stati Uniti - comperare tecnologia e vendere petroliferi. Stranamente le scelte degli investitori rispecchiamo uno scenario economico da recessione ma gli indici azionari continuano a salire - un comportamento contraddittorio (o divergenza) che deve presto o tardi sparire.

La seduta a New York é stata costruttiva (S&P500 +0.58% a 2799.55 punti). Il mercato mostra debolezze a livello di partecipazione ma per il momento la tendenza a medio termine é ancora al rialzo. Nel titolo abbiamo usato il condizionale poiché questo é d'obbligo. Una previsione non é mai sicura. Ieri Donald Trump ha annunciato l'imminente fine del lock down negli Stati Uniti usando lo slogan "opening up America again". Stamattina il future sull'S&P500 balza a 2881 punti (+93 punti). Bisognerebbe attendere la chiusura stasera e analizzare lo sviluppo degli indicatori prima di dare un segnale di vendita. Secondo noi però questo balzo sarà l'ultimo di questo rimbalzo iniziato il 23 marzo - oggi dovrebbe verificarsi quella combinazione di ipercomperato di medio termine e ottimismo che aspettiamo da giorni e che dovrebbe provocare l'inversione di tendenza. Guardate da vicino gli indicatori di sentiment e controllate se i valori si avvicinano a quelli segnalati nel commento del 10-12 aprile e che secondo noi sono necessari per indicare ottimismo e un massimo.

Malgrado dati economici terribili ieri l'S&P500 é oscillato in laterale in soli 41 punti - l'indice ha difeso il minimo di mercoledì e ha chiuso sul livello d'apertura e nella parte superiore del range giornaliero. Questo comportamento ci dice per lo meno che il mercato non ha ancora voglia di scendere.
L'S&P500 ha aperto a 2802 punti e all'inizio é sceso a 2765 punti di minimo. È risalito a 2806 punti di massimo ed é ricaduto a testare il minimo. Nella seconda parte della seduta é salito lentamente fino ai 2804 punti e ha chiuso poco più in basso a 2799.55 punti (+0.58%). Come nei giorni precedenti il mercato é stata trascinato da pochi titoli del settore tecnologico (Nasdaq100 +1.93% a 8757 punti) mentre DJT (-0.27%) e Russell2000/RUT (-0.50%) hanno perso terreno. Deboli erano ancora i settori energia e banche.
La seduta al NYSE é stata negativa (!) con A/D a 3263 su 4175, NH/NL a 467 su 118 e volume relativo a 1.0. A livello di partecipazione notiamo un netto indebolimento. La volatilità VIX é scesa a 40.11 punti (-0.73), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.59 (speculazione al rialzo!) e il Fear&Greed Index si é fermato a 42 punti (+1).
Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é a 0.61% (-0.02%) - i tassi d'interesse bassi e in calo lanciano un segnale di recessione e deflazione.

Sono le 08.35 e il future sull'S&P500 sta arretrando - si trova adesso a 2864 punti (+76 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +3.15% - Shanghai sale del +0.5%. L'Eurostoxx50 vale 2890 punti - le borse europee apriranno con un forte guadagno di circa il +2.8%. Saremmo sorpresi se gli indici azionari europei riuscissero a difendere queste plusvalenze fino a stasera ma in ogni caso a decidere sarà l'America nel pomeriggio.

Commento del 16 aprile

Seduta negativa ma nessuna inversione di tendenza - il ciclo rialzista di medio termine non é ancora completo

Ieri ho incontrato alcuni investitori in Ticino e sono tornato a casa tardi - non ho potuto scrivere i commenti serali riguardanti la seduta in Europa decisamente negativa (Eurostoxx50 -3.75% a 2808 punti). Malgrado che la presenza del Coronavirus é ancora palpabile gli investitori ritengono che ci avviciniamo alla fine della crisi. Non temono un'ulteriore crollo della borsa - non vogliono correre rischi e, considerando la situazione economica incerta, preferiscono non aumentare le posizioni azionarie - in generale però sono rilassati, tranquilli e relativamente ottimisti per quel che riguarda il futuro. Naturalmente questa é un'osservazione puntuala e limitata - secondo me questa attitudine riflette però perfettamente quanto osserviamo al momento in borsa. Tutti considerano che i minimi di marzo sono definitivi e che si é trattato di una tempesta in un bicchiere d'acqua dalla quale i portafogli si sono salvati con perdite contenute. Tutti però vogliono ora mantenere lo status quo ed evitare altre sorprese negative. Sospetto che al prossimo minimo segnale di pericolo tutti vorrano vendere ed evitare un secondo crash come quello di febbraio e marzo - sarà invece esattamente questo meccanismo a provocarlo.

Per l'analisi tecnica la caduta di ieri delle borse non sembra costituire un'inversione di tendenza. Non sembra che sia iniziata una fase di ribasso malgrado le pesanti perdite delle borse europee. L'impressione, almeno in America, é che ci sia stata una breve situazione di ipercomperato a corto termine che ha dovuto essere corretta. Il ciclo rialzista di medio termine non é ancora completo anche se teoricamente mancano solo una manciata di sedute al top. Dovrebbe ancora esserci una spinta di rialzo sopra i 2800 punti di S&P500 (-2.20% a 2783.36 punti). La nostra ipotesi di una distribuzione sui 2800 punti di S&P500 ha avuto ieri una conferma e restiamo della ferma opinione che qualsiasi impennata sopra questi livelli é un'occasione per vendere. Ci sono ancora alcuni giorni di tempo per farlo.
Abbiamo solo un dubbio riguardante le borse europee - queste hanno toccato il minimo annuale il 16 marzo mentre l'S&P500 ha raggiunto il minimo il 23 marzo a 2191 punti. Le borse europee nel ciclo hanno circa 5 giorni di anticipo sull'America - é quindi possibile che le borse europee abbiano già toccato il massimo di questo rimbalzo il 14 aprile - dovrebbero distribuire ancora qualche giorno ma non migliorare questi massimi che potrebbero essere definitivi. Usiamo molto il condizionale ma il concetto generale é evidente - a medio termine c'é poco (o più nessuno) potenziale di rialzo mentre ci sono forti e consistenti rischi di ribasso.

La seduta in Europa é stata deludente poiché le borse non hanno mai tentato di reagire e rimbalzare con convinzione. L'Eurostoxx50 ha aperto sul massimo a 2914 punti ed é sceso per tutta la giornata - ha toccato un minimo alle 17.25 a 2795 punti ed é rimbalzato in chiusura a 2808 punti (-3.75%). In una giornata l'indice ha perso i guadagni di una settimana e questo é preoccupante - sembra che i ribassisti sono a questo punto più forti e decisi dei rialzisti. Pensiamo che il mercato possa "reggere" ancora qualche giorno ma valori sopra i 2900 punti sembrano una buona occasione per vendere. Lo stesso vale per il DAX (-3.90% a 10279 punti) e i 10500 punti. Come al solito la borsa svizzera (SMI -2.29% a 9320 punti) si é difesa bene grazie alla buona performance relativa di alimentari e farmaceutica. Invece il FTSE MIB (-4.78% a 16719 punti) si é inabissato a causa del doppio crollo di banche e energia (ENI -6.38%).
Questa seduta non ci ha detto nulla di particolare. Il ribasso non sembra già cominciato - é solo evidente che quando le borse ricominceranno a scendere é probabile che le perdite in Europa saranno più pesanti che in America. L'estrema debolezza del settore bancario (SX7E -7.06% a 50.70 punti - minimo del 16 marzo a 48.65 punti!) é un motivo di forte preoccupazione.

La seduta in America é andata decisamente meglio - non solo perché le perdite in percentuale sono state minori ma anche perché dopo la debole apertura gli indici non sono scesi più in basso e nella tecnologia (Nasdaq100 -1.15% a 8592 punti) c'é un settore forte che sostinene il mercato e compensa la debolezza di energia (ETF Energy -4.70%) e banche (BKX -6.26%).
L'S&P500 ha aperto in calo a 2779 punti. Per parecchie ore é oscillato stancamente intorno a questo valore con un minimo a 2761 punti. C'é poi stata una salita alle 21.00 fino a 2801 punti e un ritorno in chiusura a 2783.36 punti (-2.20%). È stata una seduta tranquilla con un range di soli 40 punti e volume relativo a 0.95. Notiamo la caduta dell'indice Russell2000 (-4.31%) - L'impressione é che i ritardatari comprano ancora tecnologia mentre i primi ricominciano a vendere PMI.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1380 su 6104, NH/NL a 298 (!) su 49 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 40.84 punti (+3.08), il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente alto (0.70) mentre il Fear&Greed Index é ridisceso a 41 punti (-4).

Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era in calo a 2766 punti - ora la situazione é cambiata - il future sale a 2782 punti (+7 punti). Il Nikkei ha perso il -1.38% mentre Shanghai sale del +0.2%. L'Eurostoxx50 vale ora 2821 punti - le borse europee apriranno stamattina con un guadagno del +0.4% - pensiamo che nel corso della giornata dovrebbero salire più in alto ma non ci aspettiamo un recupero delle perdite di ieri.

Commento del 15 aprile

Il ritorno dei piccoli investitori che comprano Amazon (+5.2%), Apple (+5.05%) e Google (+4.24%)

Ieri é stata una giornata positiva. C'é stato un moderato rialzo in Europa (Eurostoxx50 +0.86% a 2918 punti) e un consistente balzo (S&P500 +3.06% a 2846.06 punti) in America. L'S&P500 ha nettamente superato i 2800 punti e subito sono arrivate le domande dei nostri lettori che chiedevano cosa stava succedendo. Da settimane ripetiamo che l'S&P500 poteva salire al massimo a 2800 punti ma avevamo sempre aggiunto che questo livello era solo indicativo - solo gli indicatori ci avrebbero detto quando gli indici sarebbero stati su dei massimi significativi. In una fase di rialzo il raggiungimento di un massimo é un affare di giorni - solo in un ribasso é possibile indovinare con precisione il minimo, come é successo il 21 marzo, grazie alla presenza di panico e divergenze positive.
Ieri abbiamo osservato alcuni sostanziali cambiamenti. Innanzitutto gli investitori privati hanno abbandonato le loro reticenze e sono tornati a comperare i loro vecchi amori - oltre ai nomi citati nel titolo notiamo anche i balzi di Tesla (+9.05%) e Netflix (+4.24%). Spesso gli investitori retail sono gli ultimi a saltare sul carro di un rimbalzo. La partecipazione era deludente e secondo noi rappresenta una divergenza negativa - il numero dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) é salito solo a 1082 - un mese fà l'S&P500 era a 2711 punti - ci aspettavamo un numero tra i 2000 ed i 3000. Infine notiamo un netto miglioramento del sentiment: la volatilità VIX é caduta a 37.76 punti (-3.41), il CBOE Equity put/call ratio é sceso a 0.58 (sotto i 0.60 per la prima volta in aprile) mentre il Fear&Greed Index é balzato a 45 punti (+8 / questo indicatore reagisce con ritardo poiché contiene indicatori "lenti" come il Summation Index o la distanza dalla MM a 125 giorni). Questo non significa che ieri l'S&P500 ha sicuramente toccato un massimo definitivo ma che siamo vicini a quella combinazione di fattori che normalmente provocano la fine di un rialzo. La tendenza a corto e medio termine é ancora al rialzo - non abbiamo nessun segnale di vendita. Però ieri abbiamo cominciato ad aprire posizioni short. Se si può operare nell'arco di parecchi giorni senza essere obbligati a vendere in un giorno preciso é giunto il momento di girare le posizioni - dal vendere azioni diminuendo i long passiamo gentilmente al vendere gli indici short.

Ieri la seduta in Europa é stata positiva ma le borse si sono limitate a copiare New York. Gli indici hanno aperto al rialzo, non hanno combinato nulla fino nel pomeriggio e si sono impennati sul finale. I maggiori indici hanno guadagnato circa l'1% ma ci saremmo aspettati qualcosa di più visto che le borse europee in questo rimbalzo hanno accumulato ritardo sull'America. La borsa italiana ha chiuso in perdita a causa di aspetti politici e al comportamento delle azioni delle banche. Per una spiegazione vi invitiamo a leggere i commenti serali sui vari indici. Non pensiamo che sia necessario fare analisi approfondie sulle borse europee - sarà in ogni caso l'America decidere quando si verificherà un'inversione di tendenza.

L'S&P500 ha aperto a 2811 punti. All'inizio é salito fino a 2843 punti ma poi é caduto verso le 17.15 sul minimo a 2805 punti. In seguito c'é stato un rialzo abbastanza costante fino ai 2851 punti di massimo e solo sul finale un ritracciamento ha fissato la chiusura a 2846.06 punti (+3.06%). La tecnologia (Nasdaq100 +4.31% a 8692 punti) ha costituito la forza trainante mentre DJ Transportation (+1.75%) e Russell2000 (RUT +2.09%) si sono fatti nettamente distanziare. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5629 su 1845, NH/NL a 1082 su 27 e volume relativo a 1.0.
È iniziata la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese. Ieri erano di turno due banche (JPMorgan -2.74% e Wells fargo -3.98%) che hanno deluso. Pensiamo che nelle prossime settimane l'epidemia di Coronavirus lentamente diminuirà mentre appariranno le pesanti conseguenze economiche della crisi. A questo punto gli investitori si spaventeranno e probabilmente ci sarà l'atteso tuffo a testare i minimi - questa é solo un'ipotesi - al momento nessuno sa esattamente cosa ci aspetta ma é evidente che in borsa dai livelli attuali esistono molti più rischi di ribasso che ulteriore potenziale di rialzo.

Stamattina riappaiono i venditori. Il future sull'S&P500 scende a 2823 punti (-20 punti) mentre il Nikkei perde il -0.45% e Shanghai é in calo del -0.60%. Le borse europee deludono - si concentrano sulle perdite di stamattina e non scontano il buon finale di seduta ieri sera a New York. L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 2905 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.4%). Le premesse sono per una seduta moderatamente negativa.

Commento del 14 aprile

Gli investitori cercano di separare il grano dalla pula

Ieri, lunedì di Pasqua, le borse europee sono rimaste chiuse. In America ci aspettavamo una seduta senza sostanziali variazioni. In effetti gli indici si sono mossi parecchio ma per saldo i vari movimenti si sono compensati. Ci spieghiamo - al calo dell''S&P500 (-1.01% a 2761.63 punti) si contrappone il guadagno del Nasdaq100 (+1.14% a 8332 punti). Raramente si vedono questi due indici muoversi in direzioni diverse. L'impressione é stata che dopo tre giorni di riflessione gli investitori hanno deciso di cominciare a fare delle scelte e a dividere i settori che potrebbero approfittare di questa crisi da quelli che ne usciranno perdenti. Nella tecnologia notiamo il balzo del leaders del commercio online Amazon (+6.17%) e della società Zoom (+9.16%) che produce il software che permette le conferenze video per computer. Anche Tesla (+13.60%) torna nei favori degli investitori. Il settore bancario (BKX -3.94%) é stato invece venduto a causa del fatto che molti temono un'ondata di fallimenti di piccole e medie imprese (RUT -2.78%) con ovvi risvolti sui crediti bancari. Insomma la seduta a New York é stata negativa ma con molti vincenti. Per saldo la situazione tecnica non é cambiata.

L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2775 punti. Nella prima parte della seduta l'indice é caduto sul minimo a 2721 punti ma poi ha recuperato e ha trascorso la parte centrale della giornata ad oscillare sui 2750 punti. Sul finale ha guadagnato ancora terreno e ha chiuso a 2761.63 punti (-1.01%) limitando le perdite. La seduta é stata negativa con A/D a 2411 su 5053, NH/NL a 551 su 25 e volume relativo a 0.95 (basso!). La volatilità VIX é scesa di poco a 41.17 punti (-0.50), il CBOE Equity put/call ratio era neutro (0.65) mentre il Fear&Greed Index é caduto a 36 punti (-6). I Summation Index continuano la loro scalata.
Riassumendo si é trattato di una seduta tra il chiaro e l'oscuro che si inserisce perfettamente nello scenario di una distribuzione sui 2800 punti di S&P500.

Stamattina il prezzo dell'oro ha toccato un nuovo massimo pluriennale (dal 2012) a 1725 USD/oncia. Questo corrisponde ad un nuovo record storico del prezzo in EUR a 1566 punti. Come sapete la tendenza di base e di lungo termine é da metà 2019 al rialzo e noi consigliamo di avere delle posizioni in portafoglio. Non ci aspettiamo un incremento spettacolare ma in un contesto economico come quello attuale l'oro é un investimento solido e sicuro che dovrebbe crescere di valore nel tempo.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 2793 punti (+33 punti). Il Nikkei é balzato del +3.13% mentre Shanghai sta guadagnando il +1.3%. Le borse europee apriranno al rialzo - l'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 2926 punti (+34 punti). Il rialzo a corto termine continua ma non aspettatevi troppo - prevediamo una chiusura sui livelli d'apertura.

Aggiornamento del 13 aprile

Una calma surreale

Abbiamo trascorso una Pasqua con chiese vuote e reparti di cure intense negli ospedali pieni. Nelle strade e nelle piazze da giorni c'é un silenzio surreale - é una calma che significa recessione. I governi nelle scorse settimane hanno stanziato miliardi per sostenere le imprese e l'economia e per impedire che la disoccupazione salisse a livelli esorbitanti. Esplode il debito pubblico che ormai viene finanziato direttamente dalla Banche Centrali. Al momento regna la speranza che l'epidemia di Coronavirus ha raggiunto il suo picco e che da adesso in avanti la situazione é destinata a migliorare. La crisi sta facendo però parecchi danni e noi dubitiamo che la successiva ripresa dell'attività economica farà sparire in breve tempo le conseguenze del virus a livello sociale. economico e politico.
Il rimbalzo delle borse dai minimi del 16-23 marzo é stato un regalo a tutti quelli che sono stati sorpresi dal crash con troppe azioni e troppo rischio nel portafoglio. Siamo convinti che dai 2800 punti di S&P500 non c'é praticamente più potenziale di rialzo mentre esistono forti e considerevoli rischi di ribasso. Siate consapevoli.

Oggi, lunedì di Pasqua, le borse europee restano chiuse. In Asia e negli Stati Uniti invece riprende l'attività normale. Stamattina il Nikkei ha perso il -2.33% - Shanghai é scesa del -0.49%. Sono le 10.00 - il future sull'S&P500 perde 35 punti a 2744 punti. Dopo il rialzo di settimana scorsa sembra che adesso ci debba essere per lo meno una pausa di consolidamento. Oppure - come pensiamo noi - inizia una fase di distribuzione. In ogni caso le premesse per la seduta odierna sono negative - non é una sorpresa.

Commento del 10-12 aprile - Pasqua

L'S&P500 raggiunge l'obiettivo massimo a 2800 punti mentre il sentiment é ancora improntato al pessimismo

In un bear market i rimbalzi dai minimi sono, secondo Fibonacci, di un 38% fino ad un 50% della precedente spinta di ribasso. Naturalmente questa non é una regola ferrea malgrado che molti analisti tecnici ne abbiano fatto una scienza poiché questi rapporti derivano da delle regole matematiche. Questi valori di riferimento sono però importanti a livello psicologico. Chi possedeva 100, ha visto scendere il valore del portafoglio a 80 e vuole assolutamente diminuire i rischi in una situazione di forte incertezza, decide a 90 di vendere. Si accontenta di diminuire la perdita del 50% per contemporaneamente eliminare la possibilità di un danno superiore. Un ritracciamento del 50% del crash di febbraio / marzo corrisponde sull'S&P500 a 2800 punti - giovedì l'indice ha toccato un massimo a 2818 punti e ha chiuso a 2789.82 punti (+1.45%). Prevediamo adesso un ribasso? No - molto probabilmente nei prossimi mesi le borse devono ancora fare un tuffo e ritestare i minimi di marzo - sembra però ancora troppo presto per un'inversione di tendenza. Gli indicatori di sentiment mostrano ancora troppo pessimismo e troppi analisti prevedono una seconda consistente spinta di ribasso - nelle inchieste effettuate tra i vari tipi di investitori ci sono ancora troppi bears mentre i bull faticano ad aumentare. Il Fear&Greed Index venerdì é balzato a 43 punti (+12 punti) - c'é quindi un netto miglioramento - non si può più parlare di panico ma non c'é ancora ottimismo. 
Alcuni settori della borsa si sono fermati e stanno sottoperformando - sono i settori difensivi che nel ribasso e nella prima fase di rimbalzo si erano comportati meglio - ci riferiamo a farmaceutica, alimentari e tecnologia. Grazie agli aiuti forniti dai governi e dalle Banche Centrali gli investitori credono di nuovo in un veloce superamento della crisi, riprendono coraggio e prendono nuovamente rischi. Ricomprano quello che nel crash era stato venduto all'impazzata - trasporti, banche, assicurazioni, settori ciclici come chimica , immobiliari (REIT's). La spinta fornita ai listini da questi settori in difficoltà (distressed) poggia su fondamentali molto incerti e potrebbe sparire all'improvviso. Secondo gli indicatori il rialzo a corto termine può però continuare malgrado che il potenziale sia decisamente modesto - abbiamo costantemente ripetuto che il massimo di questo rimbalzo verrà segnalato dagli indicatori e che non bisognava fissarsi su valori assoluti. Noi pensiamo che ora debba iniziare un periodo di distribuzione sui 2800 punti durante il quale ci sarà ancora un miglioramento degli indicatori di sentiment. La volatilità VIX (41.67 punti, -1.68%) può tornare sui 35 punti mentre il CBOE Equity put/call ratio (0.65) deve stare qualche giorno decisamente sotto i 0.60. Nel frattempo il Fear&Greed Index salirà sopra i 50 punti.  Molti penseranno che l'epidemia da Coronavirus sarà dietre le nostre spalle, gli economisti faranno mirabolanti previsioni di crescita per il secondo semestre del 2020 e gli analisti riparleranno di un S&P500 a 3000 punti. A quel punto l'S&P500 e le borse in generale saranno pronte per un'altra consistente spinta di ribasso. Il nostro consiglio é evidente - qui non si deve comperare ma vendere - noi settimana scorsa abbiamo ridotto considerevolmente le nostre percentuali di azioni in portafoglio - non abbiamo ancora aperto nessuna posizione short ma lo faremo appena gli indicatori suggeriranno la possibile presenza di un massimo significativo. Per ora non abbiamo nessun segnale in questa direzione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +8.63% a 2892 punti
SX7E (banche)          +11.32% a 55.92 punti
DAX                         +10.91% a 10564 punti
SMI                          +2.28% a 9452 punti
FTSE MIB                  +7.55% a 17621 punti
S&P500                     +12.10% a 2789.82 punti
Nasdaq100                +9.43% a 8238 punti

Le borse europee continuano a muoversi copiando quanto succede in America. Giovedì gli indici azionari europei hanno aperto al rialzo visto che la sera prima l'S&P500 era balzato del +3.41%. Nella prima ora di contrattazioni le borse sullo slancio sono ancora salite. Ci sono poi state le attese prese di beneficio e gli indici sono scesi fino a metà giornata. La buon apertura a Wall Street ha provocato ancora un'impennata e verso le 16.00 abbiamo visto i massimi giornalieri. Sul finale c'é stato un ritracciamento ma per saldo le borse europee hanno chiuso con solidi guadagni (Eurostoxx50 +1.46% 2892 punti, DAX +2.24% a 10564 punti e FTSE MIB +1.39% a 17621 punti). Solo l'SMI ha marciato sul posto (+0.22% a 9452 punti) per le conosciute ragioni. Il pacchetto di aiuti deciso dall'UE ha permesso all'Eurostoxx50 di salire nel dopo borsa a 2914 punti. Vi ricordiamo che il target a 2800 punti di S&P500 corrisponde secondo le stesse regole a 3080 punti Eurostoxx50 - evidentemente c'é una differenza. Teoricamente le borse europee hanno ancora un certo spazio di manovra.

Anche la seduta a New York é stata positiva. Appaiono però i primi evidenti segnali di frenata (Nasdaq100 +0.11% a 8238 punti).
L'S&P500 ha aperto a 2777 punti. È salito a 2812 punti, é sceso a 2778 punti e poi ha avuto una lunga fase positiva fino ai 2818 punti.  Dopo le 19.30 é sceso fino a 2762 punti di minimo ed é infine rimbalzato a 2789 punti (+1.45%). Il Russell2000 é balzato del +4.62% - adesso gli investitori comprano le azioni ancora ipervendute. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6179 su 1322, NH/NL a 640 su 19 e volume relativo a 1.3.
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra - i nostri indicatori sono contraddittori - solo il 15.4% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 68.23 punti. Questa discrepanza riflette la fortissima volatilità degli ultimi 30 giorni. La combinazione dei due indicatori é a corto termine bullish. I Summation Index salgono.
L'analisi dei COT mostra che i Commercials aumentano le posizioni long - il segnale é bullish.
Insomma - il rimbalzo sembra avere ancora della strada da percorrere almeno temporalmente. Il potenziale residuo di rialzo sembra estremamente modesto ma un'inversione di tendenza non sembra imminente. Questo significa che per settimana prossima ci aspettiamo una serie di sedute positive e negative senza grandi movimenti e con un saldo settimanale senza sostanziali variazioni. Adesso ci vuole una pausa di distribuzione.

Lunedì di Pasqua, 13 aprile, é festa in Europa dove le borse resteranno chiuse. In America invece si lavora normalmente e la borsa di New York é aperta.

Commento del 9 aprile

Malgrado il rialzo gli indicatori di sentiment mostrano ancora scetticismo

Ieri in Europa c'é stata una seduta neutra che non ci ha detto nulla di nuovo. Gli indici azionari europei hanno aperto in calo e hanno trascorso tutta la giornata in negativo. Hanno chiuso però sul massimo giornaliero e con una lieve ed insignificante perdita. Il gap di martedì é stato in buona parte colmato o addirittura chiuso come nel caso dell'Eurostoxx50 (-0.22% a 2851 punti).
In America ci aspettavamo una seduta simile solo in positivo - pensavamo che gli indici azionari americani passassero la giornata ad oscillare sopra la parità e chiudessero senza sostanziali variazioni. Ci siamo sbagliati - la seduta é stata decisamente positiva e gli indici hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri e sui massimi di martedì (S&P500 +3.41% a 2749.98 punti). Non pensavamo che i "problemi di digestione" fossero di così breve durata. La spinta é stata fornita soprattutto da energia (ETF Energy +6.67%) e banche (BKX +5.11%) - due settori che nel ribasso di marzo erano stati particolarmente venduti.

Ripetiamo da giorni che la fine del rimbalzo dai minimi del 16-23 marzo verrà mostrata dagli indicatori e non bisogna fissarsi su livelli assoluti - quelli da noi indicati servono solo come punti di riferimento. In questa fase dominata dalle emozioni gli indicatori di sentiment (umore) sono particolarmente importanti. Ce ne sono parecchi ma noi ci concentriamo su tre - volatilità, rapporti put/call e Fear&Greed Index. Nei primi due ci sono molte varianti poiché esiste un calcolo della volatilità per ogni indice - la VIX (43.35 punti, -3.35) é la volatilità dell'S&P500. Anche di rapporti put/call ce ne sono tanti - noi preferiamo il CBOE Equity put/call ratio (0.65) - prende in considerazione solo le azioni americane ed é quello con maggiori volumi - la media di lungo periodo é a 0.64 - valori estremi sopra il 0.90 o sotto il 0.50 mostrano eccessiva speculazione al ribasso o al rialzo. Il Fear&Greed Index (33 punti, +7)  é un paniere di 7 indicatori e comprende anche il mercato obbligazionario. Finora questi indicatori mostrano ancora pessimismo - é improbabile che il rimbalzo finisca con un simile scetticismo. Noi pensiamo però che il potenziale di rialzo della borsa americana sia ormai modesto - può ancora guadagnare un +2% in alcune sedute e nel frattempo il sentiment dovrebbe passare all'ottimismo. Anche i commenti nei media dovranno spiegare che la crisi é superata mentre gli analisti cominceranno a fissare target al rialzo (riappariranno nelle previsioni i 3000 punti di S&P500 ?!) invece che parlare di bear market e semplice rimbalzo tecnico. In quel momento saremmo pronti per un'inversione di tendenza.

La seduta in Europa é stata insignificante - ci concentriamo sulla seduta a New York che é stata più interessante e fornisce gli impulsi odierni alle borse europee.
L'S&P500 ha aperto in guadagno a 2694 punti e all'inizio é sceso a ritestare il minimo di martedì. Si é fermato a 2663 punti e poi é ripartito al rialzo. Verso le 17.30 era sui 2720 punti - su questo livello é oscillato nella parte centrale della giornata. Dopo le 20.00 ha ricominciato a salire, ha toccato un massimo a 2760 punti e ha chiuso poco sotto a 2749.98 punti (+3.41%). Il Nasdaq100 ha guadagnato il +2.24%, il DJT é salito del +3.65% ed il RUT é balzato del +4.61% - una logica conseguenza della buona giornata del settore energia. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6399 su 1085, NH/NL a 233 su 36 (da settimana prossima questo rapporto ricomincerà ad essere importante - guardate il grafico dell'S&P500 e osservate dov'era l'indice l'11/12 marzo!) e volume relativo a 1.0. Il forte calo dei volumi suggerisce che il rialzo sta perdendo di partecipazione.
La tendenza a corto termine é al rialzo e gli indicatori di medio termine mostrano che il movimento ha ancora della strada da fare. Crediamo che la borsa americana stia tentando di anticipare il picco di infezioni da Coronavirus in America. È previsto all'inizio di settimana prossima - in questo caso la spinta dovrebbe quasi essere alla fine.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 2747 punti (+12 punti) - questo come al solito fornisce l'impostazione alla seduta odierna. L'Eurostoxx50 alle 08.25 vale 2877 punti - le borse europee apriranno con un moderato guadagno del +0.9%. Oggi é l'ultima seduta prima del lungo fine settimana pasquale. Probabilmente gli indici saliranno ancora stamattina mentre nel pomeriggio ci aspettiamo prese di beneficio. Per saldo dovrebbe essere una seduta positiva a completamente di una buona settimana.
Il Nikkei stamattina si é fermato (-0.04%) mentre Shanghai sta guadagnando il +0.5%.

Commento dell'8 aprile

Problemi di digestione - niente di speciale

Ieri le borse hanno iniziato la giornata baldanzose. In Europa gli indici azionari sono saliti su un nuovo massimo a 30 giorni nella prima ora di contrattazioni. Poi si sono lentamente sgonfiati e hanno chiuso decisamente sotto i livelli d'apertura. Ovviamente la seduta é stata positiva (Eurostoxx50 +2.21% a 2857 punti) poiché gli europei dovevano ancora scontare il rally della sera prima a Wall Street (S&P500 +7.03%). La rottura al rialzo sopra il range di consolidamento delle precedenti otto sedute si é puntualmente verificata - non é stata però molto convincente ed é stata subito utilizzata per prese di beneficio. La tendenza a corto termine é al rialzo e molto probabilmente la spinta ha ancora potenziale. Ci avviciniamo però ad un massimo significativo a medio termine che deve essere usato per vendere. Cercate di farlo per tempo poiché la successiva inversione di tendenza potrebbe essere improvvisa e brutale. Quelli che abbiamo indicato nei giorni scorsi sono obiettivi massimi ed indicativi. Noi cercheremo di indovinare IL MASSIMO usando gli indicatori poiché questo un compito di questo sito,  Con mercati così volatili e dominati dalle emozioni sarà molto difficile - in effetti noi abbiamo cominciato a vendere ieri in giornata.
Per il resto abbiano poco da dire sulle seduta europea che é stata contraddistinta da un passaggio da risk off a risk on. Sono stati abbandonati i titoli difensivi (p.e. Nestlé, Roche e Novartis in calo, SMI "solo" +0.55%) mentre sono stati comperati i settori ipervenduti, ciclici e più rischiosi. Tra l'altro sembra che non affluisca nuova liquidità dal mercato ma che i traders si stiano semplicemente spostando da un settore all'altro - questo comportamento normalmente non provoca un rialzo duraturo.
Ulteriori commenti sui singoli indici li trovate nelle analisi serali.

La borsa americana ha aperto sul massimo e ha chiuso sul minimo. Dopo il balzo di lunedì (S&P500 +7.03%) il lieve calo di martedì (S&P500 -0.16% a 2659.41 punti ) é insignificante e non cambia la situazione tecnica. È però evidente che nell'immediato il mercato si é ancora una volta fermato per digerire i guadagni.
L'S&P500 ha aperto nuovamente in gap up a 2756 punti. Questa volta però il gap é stato colmato. L'indice é sceso a balzi fino alle 17.00 a 2690 punti. Per metà seduta é tornato a 2744 punti. A questo punto hanno prevalso le prese di beneficio. L'S&P500 é sceso fino alla chiusura a 2659.41 punti (-0.16%). Il Nasdaq100 (-0.40% a 8049 punti) ha perso qualcosa in più - DJT (+0.35%) e RUT (+0.03%) hanno invece guadagnato qualche punto. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4766 su 2702, NH/NL a 398 su 51 e volume relativo a 1.4 (piuttosto alto...). La volatilità VIX é salita a 46.70 punti (+1.46), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.65 (sulla media di lungo periodo) mentre il Fear & Greed Index é sceso a 26 punti (-2).
L'obiettivo di questa spinta di rialzo si situava tra i 2650 ed i 2800 punti - ieri l'S&P500 ha toccato un massimo a 2756 punti. L'indice non é ancora ipercomperato a medio termine e gli indicatori di sentiment mostrano ancora scetticismo. Pensiamo quindi che ci saranno ancora dei tentativi di rialzo - siamo però vicini alla fine.   

Stamattina alle 07.50 il future sull'S&P500 era in guadagno di quasi l'1% a 2671 punti. Ora (08.40) la situazione é nettamente cambiata. Il future scende a 2632 punti (-9 punti). Di conseguenza l'Eurostoxx50 dovrebbe aprire in calo a 2809 punti. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con perdite di circa il -1.5%/-1.7%. Dovrebbe esserci un test dall'alto delle vecchie fasce di resistenza (Eurostoxx50 2800 punti). In teoria il test dovrebbe aver successo e gli indici azionari europei dovrebbero chiudere sopra i livelli d'apertura.

Commento del 7 aprile

Seconda spinta di rialzo con obiettivo a 2650-2800 punti di S&P500 (2663 punti) - non dimentichiamo che é un rimbalzo

Alcune buone notizie dal fronte della pandemia di Coronavirus hanno fatto partire ieri la seconda spinta di rialzo. Sia in Europa (Eurostoxx50 +4.99% a 2796 punti) che in America (S&P500 +7.03% a 2663.68 punti) c'é stata una seduta di forti rialzi. Le borse hanno rotto sopra il range di consolidamento degli ultimi giorni - la rottura é netta negli Stati Uniti - in Europa si é solo delineata in serata ma diventerà definitiva oggi. Già il 26 marzo avevamo previsto che ci doveva essere un consolidamento e una seconda spinta di rialzo. Peccato che non l'abbiamo sfruttata con l'apertura di posizioni long - purtroppo tra giovedì e venerdì di settimana scorsa i segnali tecnici erano contraddittori e noi abbiamo dubitato della nostra stessa previsione e abbiamo preferito aspettare. Gli avvenimenti hanno poi scatenato all'improvviso la spinta di rialzo e ieri mattina era già troppo tardi per comperare a prezzi interessanti. Non dimentichiamoci però che le borse stanno solo rimbalzando dai minimi del 16 (Europa) - 23 marzo (America). Si tratta di un rimbalzo tecnico con due spinte di rialzo e con un obiettivo massimo sull'S&P500 a 2800 punti. L'obiettivo é indicativo - saranno gli indicatori a dirci quando le borse saranno su un massimo intermedio. A questo scopo dovremo avere ipercomperato a medio termine e soprattutto ottimismo -  al momento siamo ancora lontani da questo stato ma con giornate come quella di ieri potremmo arrivarci in alcuni giorni. Chi all'inizio del crash é rimasto bloccato con un portafoglio con troppe azioni deve cominciare a vendere adesso. Siamo in effetti convinti che nei prossimi mesi i minimi annuali verranno ritestati e a seconda dello scenario economico che si delineerà nelle prossime settimane il test potrebbe anche sfociare in nuovi minimi annuali decisamente inferiori a quelli di marzo. Concretamente a 2800 punti di S&P500 il potenziale ulteriore di rialzo é decisamente scarso e ridotto mentre il rischio di ribasso ridiventa alto e considerevole. 

La seduta di ieri non necessita molti commenti. Gli investitori hanno comperato tutto e gli indici azionari hanno chiuso sui massimi giornalieri. In Europa abbiamo assistito al solito passaggio radicale da risk off a risk on - i titoli difensivi si sono mossi poco (SMI +2.38% a 9462 punti) mentre i titoli a rischio e fino a venerdì negletti sono esplosi (SX7E +6.99% a 53.74 punti). Le conseguenze sugli indici sono state ovvie (Eurostoxx50 +4.99% a 2796 punti, DAX +5.77% a 10075 punti e FTSE MIB +4.00% a 17039 punti). È molto probabile che la spinta di rialzo abbia una continuazione - stamattina l'Eurostoxx50 dovrebbe riprendere le contrattazioni sui 2854 punti. A questo punto si pone la domanda dell'obiettivo - graficamente l'obiettivo teorico massimo é a 3080 punti di Eurostoxx50. Instintivamente ci sembra però troppo lontano.

La seduta a Wall Street é stata molto buona. L'S&P500 ha aperto con un gap up che puzza di accelerazione al rialzo (breakaway gap) e non si é più fermato fino alla chiusura a ridosso del massimo. L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2584 punti, é salito regolarmente e con sani ritracciamenti fino al massimo a 2676 punti e solo sul finale é ricaduto a 2663.68 punti (+7.03%). Tutto il listino ha partecipato al rialzo (Nasdaq100 +7.35% a 8081 punti, DJTransportation +7.29% e Russell2000/RUT +8.24%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6654 su 875, NH/NL a 233 su 70 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é scesa a 45.24 punti (-1.56), il CBOE Equity put/call ratio é sopra la media a 0.69 e il Fear&Greed Index é balzato a 32 punti (+11 punti) - l'umore degli investitori migliora ma l'intonazione di fondo resta improntata al pessimismo. I Summation Index hanno ricominciato a salire !

Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era invariato a 2644 punti - ora (08.30) é a 2676 punti (+32 punti). L'ondata di sollievo ha raggiunto anche l'Asia (Nikkei +2.01%, Shanghai +2%) e continuerà stamattina in Europa. L'Eurostoxx50 aprirà sui 2854 punti - questo significa che le borse europee apriranno in gap up con un guadagno di circa il +2%. Crediamo che per oggi é abbastanza - probabilmente stamattina ci sarà una breve estensione e poi ci saranno le prime prese di beneficio. Ci aspettiamo una chiusura sul livello d'apertura o più in basso - é possibile che gli indici provino a chiudere il gap d'apertura.

Aggiornamento del 6 aprile

La diffusione del Cornavirus rallenta e le borse reagiscono positivamente - lo scetticismo alimenta il rimbalzo

Molti, noi compresi, si aspettavano che durante il fine settimana il numero di persone infettate dal Cornavirus continuasse ad aumentare in maniera esponenziale. Invece, specialmente in Europa, l'epidemia rallenta ed il numero giornaliero di nuovi infetti si stabilizza e tende a diminuire. Gli Stati Uniti affrontano di petto la crisi e, come d'abitudine per questo Paese, passano da un estremo all'altro. Se a febbraio / marzo si tendeva a sottovalutare il problema ore le forze si concentrano a fermare l'epidemia ed i mezzi messi in campo sono imponenti. Le borse reagiscono positivamente a queste notizie - l'S&P500 alle 07.00 era a 2569 punti (+86 punti). Forse sta partendo la seconda spinta di rialzo all'interno del rimbalzo dal minimo del 23 marzo. Questa era la nostra ipotesi presentata il 26-27 marzo all'inizio del consolidamento. Negli ultimi giorni stavamo però perdendo la speranza in questo scenario positivo a corto termine.

Abbiamo aspettato un'ora per vedere come si comportavano i mercati alla chiusura in Asia e in preparazione all'apertura in Europa. Invece che sgonfiarsi il rialzo sembra prendere vigore. Alle 08.10 il future sull'S&P500 sale a 2578 punti (+96 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +4.17% - Shanghai é chiusa. L'Eurostoxx50 vale 2756 punti (+93 punti) - le borse europee apriranno con un balzo del +3.5%. La zona di resistenza a 2800 punti é troppo lontana. Per oggi si tratterà di vedere se gli indici azionari saranno in grado di difendere i guadagni iniziali. In caso affermativo é probabile che siamo all'inizio di una settimana prepasquale decisamente positiva che dovrebbe far salire l'S&P500 nel range 2650-2800 punti. Siamo tutti scettici sulle possibilità di rialzo di una borsa che deve combattere contro il Coronavirus e una recessione. Pessimismo e scetticismo sono i migliori carburanti per alimentare il rialzo - fino alla prossima situazione di ipercomperato a medio termine.
Venerdì Santo é una giornata di festa a livello mondiale - le borse in Europa e negli Stati Uniti saranno chiuse - abbiamo davanti a noi quatto sedute prima di una lunga pausa.

Commento del 4-5 aprile

Da sicurezza a rischio - da panico ad ottimismo

Da settimane siamo bloccati a casa. In Italia la quarantena nazionale (lock down) é stata imposta dal governo il 9 marzo. All'inizio abbiamo tutti fatto molta attenzione ed eravamo estremamente disciplinati. Adesso sta arrivando la primavera, splende il sole e molti prendono la scusa della spesa alimentare o di altre urgenze inderogabili per uscire e fare una passeggiata. Malgrado il pericolo si  comincia ad ignorare le regole (social distancing) semplicemente perché siamo stanchi e stufi.
In borsa sta succedendo la stessa cosa. C'é stato un crash iniziale quando ci si é resi conto del pericolo costituito dal Coronavirus per la salute pubblica e l'economia. Tra il 17 ed il 19 febbraio gli indici azionari erano sui massimi annuali che in alcuni casi corripondevano anche a dei massimi storici. Le borse europee ed americana sono precipitate fino a 16-23 marzo, poi sono rimbalzate e hanno consolidato. Da inizio anno le perdite sono pesanti (Eurostoxx50 -28.89%, S&P500 -22.97%). Da settimane però chi ha venduto ha liquidità e non sa cosa farsene. Se la liquidità é su un conto corrente presso una banca rischia di sparire nel caso in cui la banca facesse fallimento - considerando l'estrema debolezza degli indici settoriali (SX7E -3.52% a 50.23 punti / minimo storico a 48.65 punti) é un'eventualità da non scartare. Chi ha comperato obbligazioni di Stato non é in una situazione migliore - il Bund decennale in EUR rende il -0.435%, il rendimento dell'US Treasury Bond in USD é sceso a 0.62%. Lentamente gli investitori ricominciano a comperare azioni. Fanno una passeggiata primaverile considerando che vale la pena prendere dei rischi che in fin dei conti sembrano modesti. Dopo un primo forte rimbalzo da ipervenduto e da eccesso di ribasso gli acquisti sono diventati selettivi. Ci si rende conto che il settore alimentare é toccato poco dalla crisi, le società farmaceutiche potrebbero addirittura approfittarne e nel settore tecnologico, mentre esplode il fenomeno del telelavoro ed il traffico su internet, ci sono perle che corrispondono ai nostri requisiti (business solido e orientato al futuro, solidità patrimoniale, redditività e dividendo). Non é un caso che l'SMI svizzero, dominato da Nestlé, Roche e Novartis, da inizio anno perde "solo" il -12.95%.
Adesso l'S&P500 (-1.51% a 2488.65 punti) é in mezzo ad un largo range (2200-2650 punti) all'interno del quale può muoversi liberamente poiché non esistono barriere tecniche o chiari punti di riferimento fondamentali. Sono le emozioni a muovere il mercato e queste si fanno sballottare da notizie spettacolari ma che sul lungo termine influenzano poco o niente gli utili delle imprese - sono i tweet di Donald Trump, i numeri giornalieri di nuovi infetti o di decessi da Coronavirus (tutti seguiamo la curva e attendiamo il picco!) o le diatribe tra Russia ed Arabia Saudita che provoca oscillazioni giornaliero del prezzo del petrolio del 20-30%.
A corto termine il trend é incerto - c'é molto (troppo?) pessimismo e questo fattore favorisce la continuazione del rimbalzo dai minimi annuali di marzo. Gli indicatori di medio termine suggeriscono che il rimbalzo non é terminato poiché l'ipervenduto e l'eccesso di ribasso non sono ancora spariti. È però molto probabile che nelle prossime settimane i minimi annuali vengano ritestati. Perché? Perché in ogni crash o ribasso di dimensioni simili a quello attuale questo test é sempre avvenuto ed é sfociato raramente in minimi ascendenti e spesso in minimi discendenti. Inoltre all'attuale ciclo rialzista di medio termine deve seguire un ciclo ribassista che in teoria dovrebbe provocare un minimo a metà-fine  maggio.
Insomma - le borse sono ancora nel pieno della crisi provocata dal Coronavirus. Le conseguenze economiche non possono ancora essere valutate. L'attuale volatilità rispecchia questa incertezza. Al momento bisogna essere sotto investiti ma é inutile vendere ancora azioni tecnicamente forti. Gli investitori devono aspettare la prossima (secondo noi inevitabile) spinta di ribasso per comperare. A corto termine lo sviluppo é altamente incerto - salite dell'S&P500 sopra i 2650 punti e dell'Eurostoxx50 sopra i 2800 punti devono essere utilizzate per vendite di azioni in settori durevolmente toccati dalla crisi tipo turismo, restaurazione, trasporti, materie prime.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.41% a 2663 punti
SX7E (banche)          -13.17% a 50.23 punti
DAX                         -1.11% a 9525 punti
SMI                          +2.74% a 9242 punti
FTSE MIB                  -2.61% a 16384 punti
S&P500                    -1.51% a 2488.65 punti
Nasdaq100               -0.79% a 7528 punti

Una settimana fà la situazione tecnica era simile a quella odierna e noi avevamo evitato di fare previsioni di corto termine. Lo sviluppo era incerto e in effetti nelle ultime 5 sedute ci sono stati ampi movimenti (+/-3%/4%) ma per saldo gli indici si sono mossi relativamente poco. L'SMI svizzero, che da settimane definiamo come tecnicamente forte, ha guadagnato terreno mentre gli altri indici ne hanno perso. Fenomeni che abbiamo individuato da tempo come la forza relativa della tecnologia (Nasdaq100) o la preoccupante debolezza del settore bancario si sono ripetuti. Questi effetti sottolineano il desiderio degli investitori di evitare i rischi.
Se questo comportamento non cambia é più probabile che nei prossimi giorni le borse scivolino verso il basso rispetto ad una spinta di rialzo.

La seduta di venerdì in Europa non necessita di commenti. C'é stato un tuffo all'inizio della seduta e poi gli indici azionari non hanno più recuperato. L'Eurostoxx50 é sceso alle 09.25 a 2658 punti - ha chiuso a 2663 punti (-0.95%). È stato appesantito dal settore bancario (SX7E -3.52%). Il DAX ha fatto meglio (-0.47% a 9525 punti) mentre il FTSE MIB ha fatto peggio (-2.67% a 16384 punti). Non c'é ancora stata una rottura al ribasso sotto il range ci consolidamento ma l'impressione é quella di un scivolare verso il basso senza reazioni degne di nota da parte dei rialzisti. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 2656 punti.

La seduta a Wall Street é stata negativa ma poteva andare peggio considerando quanto visto una settimana fà. I dati riguardanti l'espansiono dell'epidemia da Cornavirus durante il fine settimana negli Stati Uniti saranno terribili.
L'S&P500 ha aperto a 2517 punti all'inizio é salito a 2538 punti. Poi a lente ondate irregolari l'indice é sceso fino alle 20.00 a 2460 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é risalito a 2488.65 punti (-1.51%). Il rialzo del prezzo del petrolio (WTI a 28.43 USD/barile, +3.02 USD, minimo pluriennale lunedì a 19.27 USD/barile !!!) non é bastato a spingere gli investitori a comperare.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1726 su 5710, NH/NL a 37 su 381 e volume relativo a 1.05. Il forte calo dei volumi rispetto ai giorni precedenti ci dice che si sta verificando un assestamento e che il calo di venerdì ha avuto scarsa partecipazione. La volatilità VIX é scesa a 46.80 punti (-4.11), il CBOE Equity put/call ratio era alto a 0.83 e il Fear&Greed Index era fermo a 21 punti.
I Summation Index si stanno appiattendo (NYSE in leggero calo, Nasdaq in lieve aumento).
La tendenza di fondo della borsa americana é al ribasso con il 6.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 37.45. L'analisi dei COT mostra che i Commercials sono tornati sostanzialmente long. Sapete che questi professionisti spesso sono dalla parte giusta.
Riassumendo lo sviluppo a corto termine é incerto - noi speriamo sulla base dei cicli e gli indicatori di sentiment che ci possa essere a breve ancora una spinta di rialzo e che l'S&P500 possa tornare sui 2650 punti o più in alto. A medio termine deve esserci un test dei minimi di marzo - questo significa che l'S&P500 deve tornare sui 2200 punti o cadere più in basso. Per la fine dell'anno siamo relativamente ottimisti. È troppo presto per fare delle previsioni ma almeno internamente noi siamo obbligati a sviluppare degli scenari. In quello pessimista l'S&P500 dovrebbe essere sui 2100 punti, In quello normale dovrebbe stabilizzarsi intorno ai 2600 punti. Abbiamo però anche una variante ottimista con un ritorno dell'S&P500 sui 3000 punti. Il range é troppo ampio e non può ancora essere utilizzato per delle decisioni d'investimento. Tra circa un mese saremo più precisi.

Commento del 3 aprile

Alla ricerca del prezzo giusto

Dopo la pesante caduta di mercoledì della borsa americana (S&P500 -4.41%) temevamo che ieri potesse esserci un'altra seduta negativa e che la strada verso il basso potesse riaprirsi. Invece la seduta é stata positiva. Le borse europee hanno faticato a lungo e nel primo pomeriggio sembravano voler rompere al ribasso sotto i range di consolidamento. Hanno però chiuso in positivo (Eurostoxx50 +0.31% a 2688 punti). Un rally del prezzo del petrolio scatenato da un tweet di Donald Trump ha poi permesso alla borsa americana di involarsi e di chiudere con sostanziali guadagni (S&P500 +2.28% a 2526.90 punti) e vicina al massimo giornaliero.
A corto termine la situazione é confusa e non siamo in grado di fare previsioni affidabili. Ci sono buoni argomenti sia per una prosecuzione del rimbalzo dal minimo del 23 marzo sia per una ricaduta a ritestare questo minimo.
Le borse resteranno volatili ancora per settimane per la semplice ragione che nessuno sa quale sarà la situazione economica alla fine di questa pandemia. I mercati finanziari sono alla ricerca del prezzo giusto e sono sballottati tra le differenti opinioni dei diversi protagonisti.
Ieri l'Eurostoxx50 (+0.31% a 2688 punti) poteva rompere al ribasso. Invece é rimasto nel range di consolidamento - la seduta é stata sorprendentemente tranquilla e l'Eurostoxx50 ha aperto e chiuso all'incirca sullo stesso livello - la discesa sotto i 2658 punti é stata di breve durata. L'indice ha guadagnato 8 punti ma considerando le notizie negative che vengono a getto da economia e pandemia é un risultato incoraggiante. Il DAX (+0.27% a 9570 punti si é comportato alla stessa maniera - la rottura sotto i 9450 punti é durata poco e l'indice ha velocemente recuperato e ha fine giornata ha guadagnato 26 punti - pochi ma abbastanza considerando le premesse negative. Il prezzo del petrolio é salito del 24% e ENI ha guadagnato il +6.93% - questo spiega la buona prestazione del FTSE MIB (+1.75% a 16834 punti) che sovraperforma anche le altre borse europee. L'indice continua a consolidare e la tendenza a corto termine é ancora incerta. La temuta rottura al ribasso non si é concretizzata. L'SMI svizzero continua a sorprendere in bene. Scende poco nei giorni negativi e sale abbastanza in quelli positivi. Il terzetto Nestlé, Novartis e Roche, che costituisce quasi il 56% dell'SMI, trascina l'indice. Il grafico é costruttivo e la tendenza al corto termine é al rialzo.
Riassumendo - seduta in Europa di poco positiva e situazione tecnica praticamente invariata rispetto a ieri. Non abbiamo abbastanza elementi per sostenere l'ipotesi della ripresa del rimbalzo e del rialzo. La posizione speculativa long sull'Eurostoxx50 a 2675 punti é stata stoppata in pari.

La seduta a New York é stata influenzata dal prezzo del petrolio in forte aumento. L'S&P500 ha aperto in pari a 2472 punti e all'inizio é caduto sul minimo a 2455 punti. Poi ha recuperato e alle 16.40 ha toccato il massimo a 2533 punti. Poi si é solo mosso tra questi due livelli. È ridisceso in maniera irregolare fino alla 20.20 ed é risalto sul finale a 2526.90 punti (+2.28%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4797 su 2621, NH/NL a 40 su 267 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é scesa a 50.91 punti (-6.15), il CBOE Equity put/call ratio é rimasto alto a 0.82 mentre il Fear&Greed Index era invariato a 22 punti.
Sinceramente in questa seduta troviamo sia segnali positivi che negativi. Anche leggendo i commenti dei nostri colleghi non troviamo nulla di convincente. Teniamo d'occhio i Summation Index che lentamente continuano a salire. Questo significa che a medio termine siamo ancora rialzisti - é però possibile che ci siano ancora dei vuoti d'aria seguiti da dei lenti recuperi. L'S&P500 potrebbe però semplicemente tornare sui 2650 punti prima di ricadere a testare i minimi annuali.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2487 punti (-29 punti). Come sapete questo da l'intonazione al resto dei mercati. Le borse europee apriranno in calo del -0.8% - l'Eurostoxx50 vale ora 2669 punti. Ci aspettiamo un'altra seduta relativamente tranquilla con una chiusura poco lontana dai livelli d'apertura.
Il Nikkei stamattina ha chiuso in pari (+0.01%) mentre Shanghai sta perdendo il -0.6%.

Commento del 2 aprile

L'ondata dell'epidemia colpisce l'America e Wall Street - l'S&P500 potrebbe ritestare in anticipo i minimi annuali

Ieri Donald Trump é passato dall'ottimismo al pessimismo - dopo avere per settimane sottovalutato il Coronavirus paragonandolo ad un'influenza stagionale ha improvvisamente cambiato registro e prevede che la pandemia in America ucciderà 200'000 americani. Queste dichiarazioni insieme ai numeri di infetti e decessi in fortissimo aumento hanno messo le borse nuovamente in ginocchio. L'Europa si é piegata al volere dell'America. La mattina il future sull'S&P500 si é presentato in forte calo e le borse europee hanno seguito. L'Eurostoxx50 (-3.83% a 2680 punti) ha aperto debole e dopo una mezz'ora é caduto sul minimo a 2663 punti. Per il resto della giornata é oscillato intorno a 2690 punti senza riuscire a risollevarsi ma senza scendere decisamente più in basso. Malgrado la mancanza di pressione di vendita durante la giornata siamo inquieti. L'Eurostoxx50, come DAX (-3.94% a 9544 punti) e FTSE MIB (-2.97% a 16545 punti) é sul bordo inferiore del range di consolidamento delle ultime 5 sedute. Se cade sotto i 2658 punti rischia di precipitare e ritestare il minimo annuale. Lo stesso vale per il DAX e i 9450 punti.
L'indice delle banche SX7E é precipitato del -4.34% a 51.98 punti - si é riavvicinato al minimo annuale e ultimo supporto a 48.65 punti. In tutte le crisi le banche hanno trascinato i listini verso il basso ed é questa la ragione per cui le analizziamo separatamente. L'estrema debolezza di questo comparto é un motivo di preoccupazione. Una rottura al ribasso e un nuovo minimo annuale nei prossimi giorni significa che molto probabilmente l'Eurostoxx50 deve fare la stessa fine. Il problema non sembra essere unicamente legato al pagamento dei dividendi. Anche in America (BKX -6.90%) notiamo lo stesso effetto. Il settore bancario riflette lo stato di salute dell'economia - se questo settore precipita é probabile che ci aspetti una profonda recessione strutturale e non solo un breve crollo della crescita economica di uno o due trimestri.

Ieri sera abbiamo lasciato in sospeso le previsioni riguardanti le borse europee rendendole dipendenti dalla chiusura a Wall Street. Purtroppo la seduta in America é stata pessima e ci sono solo pochi motivi di ottimismo.
L'S&P500 ha aperto in calo e in gap down a 2492 punti. All'inizio ha recuperato ed é tornato sopra i 2500 punti - ha raggiunto un massimo a 2522 punti. Poi però le vendite hanno preso il sopravvento. L'S&P500 é sceso in due lunghe ondate e ha raggiunto il minimo a 2447 punti. Solo sul finale é rimbalzato ed ha chiuso a 2470.50 punti (-4.41%) con una pesante perdita di 114 punti. Il crollo ha toccato tutto il listino (DJT -4.41%, RUT -7.03%!) compresa la tecnologia (Nasdaq100 -4.19& a 7486 punti). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 785 su 6751, NH/NL a 45 su 210 e volume relativo a 1.2. Notiamo il forte calo dei volumi di titoli trattati - spesso un calo con meno volumi dei giorni precedenti significa meno partecipazione e pressione di vendita. Forse l'S&P500 riesce a recuperare se ritorna velocemente sopra i 2500 punti - in caso contrario molto sembra suggerire l'inizio di un'altra possente spinta di ribasso. La nostra ipotesi di una continuazione del rimbalzo dal minimo del 23 marzo é appesa ad un filo ma ha ancora delle chances - ieri si é scatenata la cacofonia degli analisti che prevedono un ulteriore crollo della borsa - non abbiamo trovato nessun commento costruttivo - raramente il mercato crolla quando tutti credono che succederà. Questa impressione viene rafforzata dagli indicatori di sentiment che sono tornati a peggiorare (VIX a 57.06 punti (+3.52), CBOE Equity put/call ratio a 0.86 e Fear&Greed Index a 22 punti (-3). Insomma - grafico e indicatori di corto termine puntano verso il basso - volumi e sentiment danno segnali costruttivi - vediamo cosa succede oggi.

Stamattina c'é un rimbalzo - il future sull'S&P500 risale a 2489 punti (+41 punti) e l'Eurostoxx50 riprenderà le contrattazioni sui 2700 punti (+20 punti). Questo inizio di seduta positivo é un segnale costruttivo ma che va difeso. Se le borse europee riescono a stare in guadagno fino a stasera l'ipotesi di una continuazione del rimbalzo con una seconda spinta di rialzo riprende quota. Siamo cautamente ottimisti poiché ci sembra strano che i venditori di ieri spariscano senza lasciare traccia e ritentare un affondo. Chi ieri ha comperato Eurostoxx50 a 2675 punti assicura oggi la posizione con uno stop loss sul prezzo d'acquisto.
Per la cronaca il Nikkei ha perso solo il -1.37% mentre Shanghai sta guadagnando il +1.7%.

Commento del 1. aprile

Volatile ed erratica chiusura trimestrale - borse ancora in una fase di consolidamento

Ieri mattina le borse europee sono partite al rialzo ma la spinta é durata poco. Verso le 10.00 gli indici erano sui massimi giornalieri e ci sono rimasti un'oretta dando l'impressione che potesse esserci una rottura al rialzo. In effetti l'Eurostoxx50 (+0.77% a 2786 punti) era salito a 2827 punti - decisamente sopra i "nostri" 2800 punti - lo stesso vale per il DAX (+1.22% a 9935 punti) che era svettato a 10096 punti, quasi un 1% sopra i 10000 punti. Poi però i compratori si sono ritirati e lentamente sono riapparse le vendite. Gli indici sono scivolati fin verso le 14.30 e hanno poi recuperato in serata. Per saldo sono rimasti dei modesti guadagni - con l'unica eccezione dell'SMI (+1.50% a 9311 punti) gli indici azionari europei sono rimasti nel range di consolidamento delle precedenti 4 sedute e per il momento non vediamo ancora nessun segnale tecnico che la prosecuzione del rimbalzo dai minimi del 23 marzo é imminente. La forza relativa dell'SMI e la debolezza del settore bancario (SX7E -0.40% a 54.34 punti) suggeriscono invece il contrario - sono ancora i settori difensivi (alimentari, farmaceutica) a sovraperformare mentre quelli ciclici e finanziari sono in difficoltà. Le borse potranno salire più in alto solo quando si diffonderà un certo ottimismo riguardante il futuro e la possibilià di una ripresa della crescita economica nel terzo trimestre dell'anno.
Riassumendo non bisogna fidarsi del risultato di questa seduta - in fondo é stata un'altra seduta in trading range e di consolidamento. Era l'ultima seduta di un trimestre da infarto durante la quale molti hanno cercato di mettere ordine nel portafoglio. C'é stata molta volatilità ma nessuna direzione e il guadagno finale sembra casuale. Questo giudizio che abbiamo dato già ieri nei commenti serali é stata poi confermata dal comportamento della borsa americana.

La seduta in America é stata negativa. Nella prima parte della giornata gli indici sono oscillati intorno alla parità. Dopo sono scesi, l'S&P500 ha toccato un minimo a 2571 punti ed é rimbalzato sul finale a 2584.59 punti (-1.60%).
Salta all'occhio il netto calo dei volumi di titoli trattati - sembra più che altro che gli investitori fossero stanchi dopo un mese molto movimentato. Ci proccupa solo il miglioramento dei dati sul sentiment (VIX a 53.54 punti (-3.54), CBOE Equity put/call ratio a 0.7, Fear&Greed Index a 25 (invariato) in una giornata negativa. Sembra che gli investitori pensimo che ormai il peggio é alle spalle - forse ci vogliono ancora alcuni giorni di consolidamento e un bel vuoto d'aria per fargli cambiare idea e far tornare quel sano scetticismo necessario per la continuazione del rialzo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3245 su 4233, NH/NL a 92 su 76 (dati al momento senza valenza) e volume relativo a 1.4. Il Nasdaq100 (-0.96% a 7813 punti) ha sovraperformato l'S&P500 ma questa volta anche DJT (-0.75%) e RUT (-0.45%) si sono difesi bene. Questa più che altro é sembrata una seduta di assestamento e di aggiustamenti prima della scadenza trimestrale.
I Summation Index su NXSE e Nasdaq stanno lentamente salendo. Restiamo dell'opinione che dopo un consolidamento e un ritracciamento ci deve ancora essere una spinta di rialzo come continuazione del rimbalzo dal minimo del 23 marzo. Il massimo ieri sull'S&P500 é stato a 2641 punti - il nostro target per il rimbalzo era tra i 2650 ed i 2800 punti - speriamo di non sbagliarci e che il massimo di questo rimbalzo non sia già stato toccato ieri...

La giornata comincia male - il future sull'S&P500 é a 2488 punti (-81 punti) - l'unico aspetto positivo é che il future é da parecchio tempo su questo livello e non scende più in basso. Il Nikkei ha perso il -4.5% - Shanghai sta scendendo solo del -0.5%. L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 2686 punti  - perde 100 punti (quasi il -4%) rispetto a ieri. Non vediamo ragioni per una seduta pessima e quindi ci aspettiamo un recupero malgrado che la seduta sarà probabilmente decisamente negativa. Sui 2675 punti di Eurostoxx50 si potrebbe comperare e aprire una posizione speculativa long per sfruttare la prevista continuazione del rimbalzo. Dobbiamo però osservare le prime due ore di contrattazioni per prendere una decisione.

Commento del 31 marzo

Malgrado la seduta positiva il consolidamento non é ancora finito

Temevamo che l'effetto del lunedì, quando le borse si fanno spaventare dal forte aumento dei nuovi contagi da Coronavirus durante il fine settimana, provocasse ancora un'ondata di vendite. Invece per una volta ha prevalso il realismo. Le borse hanno semplicemente compensato le perdite ingiustificate di venerdì e i traders che hanno tentato di anticipare questo effetto sono risultati perdenti.
L'Eurostoxx50 (+1.35% a 2765 punti) é sceso la mattina fin verso le 10.00, ha recuperato in pari a metà seduta ed é oscillato in laterale fino alle 17.00. Solo sul finale di seduta grazie agli impulsi positivi provenienti da Wall Street é riuscito a guadagnare 37 punti e chiudere sul massimo giornaliero. Formalmente l'indice resta nel range delle precedenti tre sedute. È però evidente che con questa seduta positiva le premesse di una continuazione del rimbalzo, come da nostre previsioni, aumentano. Il settore bancario (SX7E -5.69% a 54.56 punti) ha frenato il rialzo. La BCE ha chiesto alle banche di non pagare dividendi quest'anno per preservare il capitale proprio. Molti investitori delusi hanno venduto - sono quelli che tenevano le azioni delle banche per il loro dividendo. Noi pensiamo che la mossa é un segnale positivo e in ogni caso il capitale per gli azionisti non é perso. Questa caduta é ingiustificata e costituisce un'occasione d'acquisto. Ne ha subito le conseguenze il FTSE MIB (+0.30% a 16872 punti) che é solo riuscito a chiudere con un modesto guadagno poiché é stato frenato dai titoli bancari in forte calo. Il DAX (+1.90% a 9816 punti) ha copiato l'Eurostoxx50 - é oscillato sulla parità fino nel tardo pomeriggio e poi, ispirato da Wall Street, é decollato e ha chiuso sul massimo giornaliero con un consistente guadagno di 183 punti. Tecnicamente non cambia nulla visto che l'indice resta nel range delle ultime tre sedute e formalmente continua a consolidare. È però evidente che questa seduta positiva aumenta le probabilità di una rottura al rialzo. L'SMI (+1.98% a 9174 punti) ha compensato la perdita di venerdì. Sul grafico appare la terza candela parallela che mostra in maniera evidente il consolidamento. L'SMI ha chiuso sul massimo giornaliero e le premesse per una rottura al rialzo e una continuazione del rimbalzo sono ottimali.
L'A/D a 13 su 7 era buona ma non convincente. Ci saremmo aspettati di meglio. Forse il consolidamento deve durare ancora qualche giorno.
Riassumendo le borse europee hanno avuto una seduta positiva ma sono rimaste nel range delle precedenti tre sedute. Formalmente il consolidamento é ancora valido ma é evidente che la chiusura sul massimo giornaliero suggerisce che la continuazione del rimbalzo dai minimi del 23 marzo é la variante più probabile. 

Le borse europee si sono fatte ispirare da quella americana. Il rialzo sul finale é stato causato dal buoncomportamento di Wall Street. Vediamo come é andata.
L'S&P50 ha aperto a 2578 punti e all'inizio é sceso a 2545 punti dando l'impressione di voler tornare in pari e fermarsi. Invece é salito e ha trascorso la parte centrale della giornata ad oscillare sui 2600 punti. Sul finale é salito fino sul massimo a 2631 punti e ha chiuso poco più in basso a 2626.65 punti (+3.35%). Si é trattato di una solida prestazione offuscata solo dai volumi in calo. La borsa é salita senza evidenti motivi e questo é un segnale di forza. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4940 su 2578, NH/NL a 81 su 102 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é scesa a 57.08 punti (-8.46), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.68 mentre il Fear&Greed index é salito di poco a 25 punti (+2 punti). Il mercato é stato trascinato da tecnologia (Nasdaq100 +3.96% a 7889 punti) e servizi sanitari / farmaceutica mentre il resto del listino ha arrancato (DJT +1.19%, RUT +2.33%).
L'S&P500 é risalito sul massimo di giovedì scorso. Formalmente sta ancora consolidando - le probabilità che il rimbalzo continui nei prossimi giorni sono alte. La borsa dovrà però trovare nuove motivazioni poiché il rimbalzo dei settori decisamente ipervenduti (tipo trasporti) ha esaurito la sua spinta. Confidiamo sulla tecnologia, sul settore bancario e su quello dell'energia.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2617 punti (+6 punti). Le borse difendono i guadagni di ieri. Il Nikkei ha perso il -0.88% - Shanghai sta guadagnando il +0.1%. Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 2791 punti - le borse europee apriranno con guadagni di quasi il +1%. Si troveranno però ancora nel settore di consolidamento. il comportamento dell'America sarà determinante per decidere se già oggi ci sarà una rottura al rialzo.

Aggiornamento del 30 marzo

La Cina rende ottimisti - gli Stati Uniti si preparano al peggio - le borse guardano nel futuro

In Cina la pandemia di Coronavirus sembra sotto controllo e la vita torna lentamente alla normalità. In Europa, malgrado l'alto numero di contagiati e di decessi, il picco sembra imminente - dopo il picco si prevede un miglioramento. Negli Stati Uniti l'ondata dell'infezione comincia a travolgere solo adesso la popolazione ed il sistema sanitario. Donald Trump si mostra ottimista e lascia agli esperti il compito di annunciare le cattive notizie. Le borse si muovono in questo scenario incerto che ondeggia paurosamente tra speranza e pessimismo. Noi temiamo che dopo il picco il Coronavirus non sparirà - ci saranno altre ondate che condizionaranno ancora per mesi la vita pubblica e il mondo del lavoro. I costi sono enormi e non quantificabili. Come reagiranno le borse ? In un contesto dominato dall'incertezza é meglio fidarsi dell'analisi tecnica che condensa il comporatamento e le previsioni della massa degli investitori in maniera oggettiva eliminando l'aspetto emozionale. Nell'immediato le borse devono consolidare. A corto termine ci deve essere una seconda spinta di rialzo all'interno del sostenibile e sostanziale rimbalzo iniziato settimana scorsa. A medio termine i minimi annuali devono essere ritestati. Gli investitori devono aspettare questo test prima di comperare.

Stamattina dopo aver letto le catastrofiche notizie provenienti dagli Stati Uniti riguardanti la diffusione del Coronavirus ci aspettavamo mercati in profondo rosso. Invece il future sull'S&P500 sale a 2541 punti (+17 punti). Probabilmente la nostra interpretazione riguardante la caduta di 60 punti dell'S&P500 venerdì sul finale di seduta é corretta. Il Nikkei ha perso il -1.57% - Shanghai é in calo del -0.9%. Temiamo però che nel corso della giornata prevalgano le vendite. La situazione stamattina dipende dall'Asia che vede la luce in fondo al tunnel. Adesso segue l'Europa che é ancora in pieno all'interno della crisi. Nel pomeriggio il testimone passerà all'America dove la situazione deve peggiorare drammaticamente prima di poter migliorare.
L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 2743 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni di circa il +0.5%. Saremmo contenti se gli indici azionari europei chiudessero stasera sui livelli d'apertura o poco più in basso. Il prezzo del petrolio scende stamattina ancora del -3.9% tornando ai prezzi del 2002 (20 USD/barile) - con premesse del genere é difficile che la borsa americana possa salire.
Durante il fine settimana l'Europa é passata all'ora estiva. La differenza con New York torna ad essere di 6 ore. Wall Street aprirà alle 15.30 e chiuderà alle 22.00.

Commento del 28-29 marzo

Take a walk on the wild side...

Una settimana fà le borse erano ancora in pieno crollo e noi stavamo disperatamente elencando i germogli primaverili (segnali tecnici positivi) e incitavamo all'ottimismo. Secondo noi un sostanziale e sostenibile rimbalzo tecnico era imminente. Abbiamo difeso questa previsione anche dopo l'ulteriore caduta di lunedì. Martedì le borse sono finalmente risorte e hanno continuato una possente spinta di rialzo fino a giovedì sera. Venerdì sia in Europa (Eurostoxx50 -4.18% a 2728 punti) che in America (S&P500 -3.37% a 2541.47 punti) la seduta é stata negativa - si é però trattato di una seduta in trading range che non ha guastato la performance settimanale che é ampiamente positiva. Per fortuna abbiamo chiuso le posizioni long in portafoglio in anticipo (venduto Eurostoxx50 a 2800 punti) e vicino ai massimi settimanali.
Adesso inizia un periodo di ampie e selvagge oscillazioni (walk on the wild side) che saranno molto difficili da prevedere nel dettaglio e con anticipo. Molto dipende in questa fase dallo sviluppo della pandemia di Coronavirus, dalla risposta dei governi e dalle cifre della crisi che verranno pubblicate. Non sempre la reazione dei mercati sarà logica come abbiamo visto giovedì - la borsa ha fatto un rally malgrado i terribili dati sul mercato del lavoro americano che hanno mostrato un'esplosione della disoccupazione. Bisognerà cercare di distinguere da movimenti dettati da fattori emotivi, reazioni tattiche dei traders e tendenze a corto e medio termine.
Facciamo un esempio. La spinta di rialzo tra martedì e giovedì era troppo estesa e quindi venerdì ci doveva essere un consolidamento (aspetto tecnico). Il consolidamento si é tramutato in una seduta negativa a causa di un'ondata di vendite nell'ultima mezz'ora di contrattazioni a Wall Street provocata dai traders - le cifre sui nuovi infetti da Coronavirus sono di lunedì sempre terribili (somma del fine settimana) e finore le sedute di lunedì sono sempre state negative a causa di questo effetto psicologico - i traders hanno provato ad anticipare questo movimento. Poiché le borse sono cadute venerdì é possibile che questa volta domani ci sia una sorpresa come effetto della copertura dei short. Il rimbalzo iniziato martedì però non é finito - secondo l'analisi tecnica dopo un consolidamento ci dovrebbe essere una seconda spinta di rialzo - ipervenduto e eccesso di ribasso non sono ancora stati compensati e il sentiment mostra ancora parecchio pessimismo. Lo scenario più probabile é quindi che anche la performance della prossima settimana sarà positiva dopo un inizio difficile. L'alternativa é che settimana prossima ci sia ancora un'ondata di panico e che i minimi annuali vengano subito ritestati - la probabilità ci sembra bassa ma visti i tempi eccezionali é una variante che non si può scartare.
Le strategie operative sono evidenti. Bisogna vendere se settimana prossima c'é ancora una spinta di rialzo e l'S&P500 si avvicina all'obiettivo massimo a 2800 punti. Bisogna invece comperare se l'S&P500 torna sui 2191 punti, minimo annuale del 23 marzo.
Questa fase di ampie e selvagge oscillazione dovrebbe durare dei mesi - in questo periodo finirà il bear market e si formerà una base per una fase di rialzo a medio termine. È probabile che i minimi di lunedì 23 marzo vengano ritestati ed é possibile che vengano peggiorati al ribasso. Nei crash del passato ci sono queste due varianti (minimi ascendenti o minimi discendenti) - c'é però sempre questo lungo periodo di formazione di base.

Gli investitori conservatori comprano solo quando la formazione della base sarà evidente. Chi vuole migliorare il suo portafoglio titoli deve vendere azioni tecnicamente deboli sui massimi delle oscillazioni e comperare azioni tecnicamente forti sui minimi. I traders possono divertirsi ad indovinare con anticipo le spinte di rialzo e ribasso ma non sarà facile anche perché il Cronavirus si sposta nel mondo ad ondate - ha colpito prima l'Asia, poi l'Europa con epicentro in Italia e solo adesso sta travolgendo gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Meglio muoversi in borsa solo quando gli indicatori sono in posizioni estreme e danno segnali affidabili.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +7.07% a 2728 punti
DAX                         +7.88% a 9632 punti
SMI                          +4.32% a 8996 punti
FTSE MIB                  +6.93% a 16822 punti
S&P500                    +10.26% a 2304.92 punti
Nasdaq100               +8.49% a 7588 punti

La giornata di venerdì non necessita di lunghi commenti e estese analisi . Doveva essere una seduta di consolidamento e in effetti é stata una seduta negativa ma in trading range e con volumi di titoli trattati in calo. Il ribasso é stato ampliato da un'ulteriore caduta del prezzo del petrolio (21.51 USD/barile WTI, -1.09 USD) che ha influito negativamente sul settore (ETF Energy -6.78%). Per il resto da un punto di vita tecnico non c'é nulla di nuovo. Solo sul mercato delle divise stupisce il ritorno del cambio EUR/USD a 1.1140. Noi eravamo scettici nei riguardi degli eccessivi movimenti fuori dal range 1.10-1.12 e finora abbiamo avuto ragione.

Venerdì l'S&P500 ha aperto in forte calo a 2543 punti. Dopo una discesa sul minimo a 2520 punti l'indice é salito ad ondate irregolari fino alle 20.25 quando ha toccato il massimo a 2615 punti. Sul finale é ricaduto a 2541.47 punti (-3.37%). L'S&P500 ha aperto e chiuso sullo stesso livello e la candela sul grafico é un lungo doji che mostra equilibrio ed incertezza. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1741 su 5863, NH/NL a 47 su 85 e volume relativo a 1.7. La volatilità VIX é salita a 65.54 punti (+4.54), il CBOE Equity put/call ratio é risalito a 0.70 mentre il Fear&Greed Index ha marciato sul posto (23 punti, +1). Gli investitori restano pessimisti - sarà questo scetticismo a provocare a corto termine la continuazione del rimbalzo iniziato martedì scorso.
I dati sulla tendenza di fondo sono contraddittori - il 6.1% dei titoli si trova sopra la SMA a 50 giorni (ancora forte eccesso di ribasso) mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é risalito a 50.81 punti.
I tassi d'interesse sono tornati a scendere ora che le Banche Centrali (FED e BCE) hanno ricominciato a comperare (reddito del Bund decennale a -0.477% / reddito dell'USTBond decennale a 0.72%, -0.11%). Ricordatevi che non ci sono molte alternative alle azioni. Cash ed obbligazioni sono investimenti difensivi che non proteggono contro una svalutazione delle monete. In una recessione i prezzi delle materie prime scendono. Lo stesso vale per il valore gli immobili. Crediamo che in fin dei conti vale la pena possedere azioni di compagnie con un solido patrimonio, un buon dividendo assicurato e un business sano e orientato al futuro. Non conviene vendere nel panico ma bisogna utilizzare questo bear market per accumulare buone azioni a prezzi di sconto. D'altra parte siamo convinti che questo bear market non é finito - siate prudenti !

Commento del 27 marzo

L'S&P500 non consolida ma sale a 2630 punti - gli obiettivi del rimbalzo sono a 2650 o 2800 punti...

Eravamo convinti che dopo il rally di martedì e la continuazione del rialzo mercoledì le borse dovessero fare un pausa di consolidamento prima di poter salire più in alto. Invece ieri la borsa americana ha fatto ancora un possente balzo - l'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero a 2630.07 punti (+6.24%). In precedenti commenti vi avevamo detto che l'obiettivo massimo indicativo di questo rimbalzo era a 2800 punti - l'alternativa era una salita a 2650 punti. Ci siamo quasi. Se vi ricordate abbiamo però fatto dipendere gli obiettivi dagli indicatori - fino a quando l'ipervenduto e l'eccesso di ribasso non saranno stati eliminati e gli investitori non avranno abbandonato lo scetticismo il rimbalzo poteva continuare. Abbiamo buone notizie - secondo gli indicatori questo rimbalzo ha ancora parecchia strada da percorrere specialmente a livello di tempo - nell'immediato però la prima spinta del minimo ha esaurito il suo potenziale.

Le borse europee hanno trascorso buona parte della giornata in negativo. Solo nel pomeriggio, con un occhio puntato su Wall Street, hanno recuperato e dopo le 16.30 sono passate in positivo. Hanno concluso la giornata con significativi guadagni e sul massimo giornaliero. Guardando cosa é successo in America le borse europee potevano fare ancora meglio ma sono state frenate dalla rivalutazione dell'EUR. Come pensavamo il cambio EUR/USD é tornato a 1.1040 e questo mostra come l'impennata a 1.1495 di inizio marzo e il crollo a 1.0636 di qualche giorno fà fossero delle semplici esagerazioni causate dalle turbolenze sui tassi d'interesse. Al momento i giochi si fanno altrove - il cambio dovrebbe assestarsi sui 1.10-1.12.
Pensavamo che la prima spinta di rialzo di questo rimbalzo dovesse finire sui 2800 punti di Eurostoxx50 (+1.70% a 2847 punti) e sui 10000 punti di DAX (+1.28% a 10001 punti). Ieri l'Eurostoxx50 ha decisamente superato questo livello ma non pensiamo che la nostra stima sia proprio sballata. Stamattina l'Eurostoxx50 riaprirà sui 2790 punti. Questa settimana il rimbalzo ha favorito le azioni che più avevano perso nel crash - evidentemente c'é stato un effetto di short covering e un tentativo di comperare quei titoli che otticamente sembravano più a buon prezzo e le azioni di società che approfitteranno del pacchetto di aiuti economici promessi dal governo (tipo Boeing che é rimbalzata 100% dal minimo in una manciata di sedute!). Da adesso in avanti il mercato tornerà ad essere più selettivo e favorire azioni e indici tecnicamente più forti e solidi.

La borsa americana ha sorpreso un pò tutti anche perché i dati sulla disoccupazione pubblicati alle 13.30 erano terribili - 3.3 milioni di americani hanno chiesto nell'ultima settimana (!) i sussidi disoccupazione. Il mercato azionario ha però ignorato questo dato scontato.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2500 punti e fino alle 16.40 é salito a balzi fino ai 2595 punti. Poi per ore é oscillato intorno a questo valore e solo sul finale si é impennato a 2630.07 punti (+6.24%). Anche ier la tecnologia ha sottoperformato (Nasdaq100 +5.72&) - questo effetto ha però colpito anche i trasporti (DJT +4.15%) mentre il Russell2000 (+6.30%) si é mosso col mercato.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6374 su 1172, NH/NL a 72 su 41 e volume relativo a 1.5. La volatilità VIX é scesa a 61.00 punti (-2.95) entre il CBOE Equity put/call ratio era di 0.58.
Il calo dei volumi e il p/C ratio sotto la media sono segni che la spinta perde forza e torna una certa speculazione al rialzo. È quindi probabile che ora l'S&P500 si fermi anche se normalmente, senza una ragione particolare, la seduta di venerdì completa il trend settimanale. Per logica la seduta odierna può essere negativa ma non dovrebbe sfociare in una pesante ricaduta.
I Summation Index stanno lentamente e stentatamente risalendo da livelli molto bassi - mostrano che questo rimbalzo ha ancora strada da fare.

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 2579 punti (-28 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +3.88% - Shanghai é ferma (+0.2%). L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale a 2791 punti - le borse europee apriranno in calo del -2%. Ieri la situazione di partenza era simile ma le borse hanno chiuso in guadagno. Vediamo se oggi il "miracolo" si ripete. Noi ci aspettiamo un recupero ma per saldo una seduta moderatamente negativa.

Commento del 26 marzo

Consolidamento - bisogna rimettere ordine e cominciare a distinguere tra vincitori e perdenti

Ieri sullo slancio del rally di martedì la borse hanno aperto ancora in positivo e hanno proseguito la loro corsa. Poi ci sono state delle prese di beneficio e gli indici azionari hanno chiuso in guadagno e al centro del range giornaliero. Il primo rally dal minimo causato da ipervenduto ed eccesso di ribasso é terminato e ora bisogna digerire questa nuova situazione. Questo significa che le borse devono consolidare un paio di giorni. La tendenza a corto termine é passata al rialzo e gli indicatori mostrano che il movimento di rialzo iniziato martedì deve continuare. Durante il consolidamento si trattarà di fare ordine e di capire quali società sono perdenti o vincenti durante la crisi. In certi settori si é evidentemente esagerato al ribasso memori di crisi precedenti. Abbiamo per esempio l'impressione che il settore bancario é meno toccato dal Coronavirus di quanto si pensi e negli ultimi anni le banche abbiano fatto parecchi progressi a livello di solidità patrimoniale.

L'Eurostoxx50 ha aperto a 2474 punti ed é salito fino alle 10.15 quando ha toccato il massimo a 2829 punti. Poi é ricaduto fino ai 2670 punti ed é risalito nel pomeriggio fino ai 2800 punti (+3.13%). Stamattina riprenderà le contrattazioni sui 2720 punti. Noi abbiamo consigliato di vendere a 2800 punti poiché pensiamo che l'indice debba consolidare sotto questo livello e finora sembra che abbiamo avuto ragione. L'Eurostoxx50 é andato meglio di DAX (+1.79% a 9874 punti) e FTSE MIB (+1.74% a 17243 punti) ma questo sembra essere solo un caso - la buona performance del settore bancario (SX7E +4.03% a 60.64 punti) non sembra essere il fattore decisivo. Per ora non riconosciamo un concetto chiaro in questi movimenti di assestamento. Sembra solo che eccessi nelle due direzioni vengono compensati - l'impressione é che siano i traders a provocare questi scossoni spostandosi velocemente da un settore all'altro in cerca di buone occasioni. Nei prossimi giorni questa volatilità a disordine dovrebbero diminuire.

La seduta a New York é andata come in Europa. Apertura forte, breve salita sullo slancio fornito dal rally di martedì, prime vendite, rialzo e prese di beneficio sul finale. Insomma - seduta positiva ma chiusura ben lontana dal massimo giornaliero. Sembra essere iniziato l'atteso consolidamento.
L'S&P500 ha aperto a 2445 punti a all'inizio é salito a 2501 punti. Poi é caduto a 2407 punti. Nella parte centrale della seduta é salito regolarmente e ha toccato un massimo a 2571 punti. Nelle ultime due ore ha distribuito un'oretta ed é infine sceso a 2474.56 punti (+1.15%). DJ Transportation (+2.44%) e Russell2000 (+1.26%) hanno partecipato al rialzo. Il Nasdaq100 ha invece perso il -1.11% a 7469 punti e questa é una sorpresa e un grattacapo. Potrebbe essere una conseguenza di una rotazione tra settori con traders a saltare dalla tecnologia ai settori con maggiore potenziale di rimbalzo a breve. In generale però la situazione tecnica del Nasdaq100 é migliore e crediamo che nel prossimo futuro debba ricominciare a sovraperformare.
Ieri i Summation Index di NYSE e Nasdaq sono leggermente saliti a conferma dell'inversione di tendenza a breve. La maggior parte delle azioni sta recuperando terreno.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5667 su 1877, NH/NL a 39 su 127 e volume relativo a 1.7. La volatilità VIX é salita a 63.95 punti (+2.28), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.65 mentre il Fear&Greed Index é salito a 17 punti (+4).
Ricordiamo che l'epidemia da Coronavirus in America é solo all'inizio - gli Stati Uniti hanno per lungo tempo sottovalutato il problema e solo negli ultimi giorni ahnno adottato con una certa disciplina le prescrizioni di social distancing. È probabile che i dati di contagi e decessi peggioreranno di molto per ancora almeno due settimane. Psicologicamente sarà difficile che la borsa possa salire prima che non si veda la luce in fondo al tunnel. Il rimbalzo di martedì e mercoledì é stata una reazione di sollievo e di speranza. Per salire più in alto ci vorrà qualcosa di più concreto.

Stamattina alle 07.30 il future sull'S&P500 era a 1437 punti - ora (08.30) é sceso ancora più in basso a 1422 punti (-46 punti). Oggi prevale nuovamente il pessimismo. Il Nikkei ha perso il -4.51% - Shanghai sale di poco (+0.6%). L'Eurostoxx50 vale 2720 punti - le borse europee apriranno con un tuffo del -2.8%. Non crediamo che debbano scendere decisamente più in basso. Ci aspettiamo una seduta negativa in trading range - il minimo ieri é stato a 2670 punti.
In linea di massima intendiamo tornare long nei prossimi giorni ma non abbiamo fretta. Appena il polverone provocato dai fortissimi movimenti delle ultime sedute si sarà posato avremo una visione più chiara.

Commento del 25 marzo

Il rimbalzo primaverile inizia col botto - sarà un rimbalzo sostanziale e sostenibile

Ieri finalmente é iniziato l'atteso rimbalzo - non dovrebbe trattarsi del solito fugace ed evanescente rimbalzo di una giornata che svanisce nelle giornate successive ma dovrebbe essere un sostenibile e sostanziale rimbalzo. La ragione é semplice - nelle scorse settimane le borse hanno esagerato e sull'onda delle emozioni gli indici sono scesi troppo in basso - tecnicamente avevamo una situazione di estremo ipervenduto ed eccesso di ribasso. Nessuno sa se le basse valutazioni dei giorni scorsi sono giustificate poiché tutto é successo troppo svelto - é stata una reazione istintiva dettata dal panico e ampliata da aspetti tecnici. Ora segue il periodo della speranza e vedrete che la retorica nei media cambierà velocemente. Seguendo l'esempio della Cina tutti penseranno che la pandemia di Coronavirus sarà superata in tempi brevi senza creare forti danni per quel che riguarda il numero delle vittime e l'economia. Ritorneranno i paragoni con le epidemie di influenza che ogni anno mietono vittime in tutto il mondo senza che per questo venga decretato il blocco totale dei movimenti della popolazione. Gli economisti metteranno in risalto le eccezionali misure di sostegno all'economia decise dai Governi e dalle Banche Centrali. Insomma - prima che arrivino le cifre della crisi (perdite, disoccupati, fallimenti) ci saranno alcune settimane di incertezza e di speranza. Ci sarà un rimbalzo che per definizione é una fase di rialzo a corto termine all'interno di un baer market che non é terminato.

Un rimbalzo secondo l'analisi tecnica ha delle regole. Non dovrebbe limitarsi al rally di ieri anche se gli eccessi odierni devono a breve essere riassorbiti con un ritracciamento. In linea di massima ci dovrebbe essere un rimbalzo di circa un +20% dal minimo o un ritracciamento di 1/3 fino a 1/2 del crash - potete fare i vostri calcoli. L'S&P500 (+9.38% a 2447.33 punti) ha toccato un massimo a 3393 punti il 19 febbraio e un minimo a 2191 punti martedì. È una discesa di 1202 punti - il 50% sono 601 punti. Se sommiamo questi 601 al minimo a 2191 punti arriviamo ad un obiettivo massimo a 2792 punti. Questa é la teoria che serve solo come punto di riferimento. Saranno gli indicatori a segnalarci quando saremo tornati su un massimo intermedio.
Siamo però convinti che dopo una pausa di consolidamento gli indici devono salire più in alto. Tutti gli indicatori mostrano che esiste parecchio spazio verso l'alto specialmente a livello temporale. Significa che il ritmo del rialzo diminuirà e che prima di essere nuovamente su un massimo intermedio potrebbe anche trascorrere un mese. Poi le borse dovrenno ridiscendere a testare i minimi annuali ma avremo il tempo per parlarne nel prossimo futuro. 

Ieri le borse hanno avuto una seduta di eccezionale e forte rialzo. Gli indici azionari sia in Europa (Eurostoxx50 +9.24% a 2715 punti) che in America (S&P500 +9.38% a 2447.33 punti) hanno chiuso sui massimi giornaliero con robusti guadagni. Poiché gli indicatori solo adesso stanno girando e forniscono segnali d'acquisto a breve termine é probabile che il movimento debba continuare. Notiamo miglioramenti su tutti fronti - non solo sui mercati azionari. Anche dei mercati obbligazionari, delle divise e delle materie prime vengono i soliti e tipici segnali di distensione come se la crisi fosse superata - non é il caso ma per il momento va bene così.

Evitiamo di analizzare la seduta in Europa che a parte l'ampiezza dei guadagni non ha nulla di particolare. Notiamo solo che gli investitori si sono buttati su settori e indici che nel crash avevano perso di più tralasciando in parte i settori difensivi. Attenzione che ieri si é comperato di tutto - nel futuro gli investitori diventeranno più selettivi tentando di scoprire i vincitori ed i perdenti. Per chi come noi segue gli indici questo processo non é molto importante ma osservarlo ci aiuterà a capire l'umore della folla.

L'S&P500 ha aperto a 2354 punti e all'inizio ha ancora avuto una fase di incertezza con una discesa sul minimo a 2344 punti. Poi c'é stata una prima spinta di rialzo che é finita a metà giornata a 2436 punti. Dopo un ritracciamento a 2364 punti c'é stata una seconda spinta fino alla chiusura a 2447.33 punti (+9.38%). Il Nasdaq100 ha sottoperformato (+7.80% a 7553 punti) mentre DJT (+12.49%) e RUT (+9.39%) hanno fatto la loro parte. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6798 su 801, NH/NL a 26 su 175 (adesso e per il prossimo futuro questi numeri non serviranno a niente poiché ci muoveremo nell'ampio range degli ultimi 30 giorni...) e volume relativo a 1.7. La volatilità VIX é ferma a 67.98 punti (+0.08), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.63 (neutro) mentre il Fear&Greed Index é salito a 13 punti (+8).
Questo rimbalzo finirà quando tornerà un certo ottimismo e ci sarà un ipercomperato di breve termine. Ci vorrà ancora un pò visto che ieri il Summation Index sul NYSE é ancora sceso mentre quello del Nasdaq100 ha avuto il primo debole movimento positivo dopo quasi un mese di caduta libera.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2459 punti (+21 punti). L'Eurostoxx50 vale alle 08.45 2780 punti. Molti investitori e traders sono stati sorpresi dal rimbalzo e devono inseguirlo. Dovrebbe quindi esserci una breve continuazione verso l'alto prima dell'inizio di un consolidamento. Chiudiamo a 2800 punti la posizione long sull'Eurostoxx50 aperta a 2400 punti. Torneremo long su un ritracciamento.
Per la cronaca stamattina il Nikkei é balzato del +8.13% - Shanghai sta guadagnando il +2.20%.

Commento del 24 marzo

Gli ottimisti trovano i germogli: Nasdaq100 +0.18%

A prima vista la settimana é iniziata male. Le borse sia in Europa (Eurostoxx50 -2.47% a 2485 punti) che in America (S&P500 -2.93% a 2237 punti) hanno avuto un'altra seduta decisamente negativa. Il ribasso continua a finora viene confermato, almeno negli Stati Uniti, da dei nuovi minimi annuali sui maggiori indici azionari. Noi però siamo alla ricerca di segnali positivi e anche ieri ne abbiamo trovati in abbondanza.
Le borse europee non hanno fatto registrare dei nuovi minimi annuali. Hanno chiuso lontano da minimi giornalieri e l'Eurostoxx50 ha difeso senza affanni la base a 2400 punti. Il DAX é brevemente caduto nuovamente sotto i 8500 punti (minimo a 8480 punti) facendo scattare il nostro ordine stop loss ma a fine giornata é tornato a 8741 punti (-2.10%). Per quel che riguarda l'operatività prendiamo nota del fatto che fissare dei limiti ore prima dell'inizio delle contrattazioni con mercati così volatili provoca spesso delle operazioni indesiderate ma purtroppo queste sono le regole del gioco. Visto quanto stava succedendo in Europa ieri noi siamo rimasti long sul DAX ma non faceva senso scrivere ancora qualcosa sul sito.
Ieri abbiamo notato che la borsa italiana (FTSE MIB -1.09% a 15559 punti) si é comportata meglio che il resto dell'Europa, le banche (SX7E -2.85% a 52.47 punti) si sono mosse in mezzo al plotone mentre improvvisamente sono stati venduti i titoli difensivi (SMI -5.37% a 8160 punti). L'impressione é che ci sono i primi acquisti su mercati e settori che hanno "perso troppo" mentre gli ultimi disperati venditori si sono liberati delle azioni che finora avevano ancora retto all'urto. Spesso questo succede in prossimità di un minimo significativo.
In generale le borse restano fortemente ipervendute e in eccesso di ribasso - gli investitori cominciano a non più reagire con panico alle pessime notizie che arrivano riguardanti il Coronavirus e l'economia. Le premesse per un sostenibile e sostanziale rimbalzo sussistono. Sostenibile significa che deve durare di più che un fugace rally giornaliero - finora delle furiose reazioni di un giorno e di un +10% é tutto quello che abbiamo avuto come rimbalzo. Sostanziale significa che dalla base attuale si potrebbe e dovrebbe risalire un +20%. Poi bisognerà vendere - lo abbiamo anche spiegato nel video di ieri pomeriggio.  

L'S&P500 é caduto su un nuovo minimo annuale a 2191 punti. Sono 104 punti sotto il precedente minimo. Anche DJ Industrial (-3.04%) Nasdaq e Nasdaq100 (+0.18% a 7006 punti) e NYSE Composite (-3.90%) hanno toccato dei nuovi netti minimi annuali. DJT (-1.96%) e Russell2000 (-1.13%) invece si sono semplicemente seduti sui precedenti minimi con marginali sforature. Questo spiega perchà i nuovi minimi a 30 giorni (NL) sono solo 1295 - se vi ricordate nei giorni scorsi abbiamo osservato valori di NL sui 3500 con un picco a 4200 - la pressione di vendita é moderata e in calo.
L'S&P500 ha aperto in gap down a 2260 punti. Durante la giornata ha fatto ampie oscillazioni tra i 2191 ed i 2300 punti e ha chiuso nalla parte inferiore del range a 2237.40 punti (-2.93%). Abbiamo notato con piacere la forza relativa della tecnologia e il guadagno del Nasdaq100 - é il nostro germoglio di questa seduta che nel complesso é stata negativa (A/D a 2380 su 5207, NH/NL a 15 su 1295 e volume relativo a 1.7). La volatilità VIX é scesa (!) a 61.59 punti (-4.45), il CBOE Equity put/call ratio (0.62) era sull media mentre il Fear&Greed Index é sceso a 5 punti (-3 punti) - gli investitori stanno abbandonando il panico malgrado che il ribasso continui.

Stamattina il vento cambia. Quando abbiamo cominciato a lavorare il future sull'S&P500 era a 2300 punti - ora (08.24) é a 2317 punti (+96 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +7.04% - Shanghai sta salendo del +2.3%. L'Eurostoxx50 vale 2579 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +3.8%. Nelle scorse settimane abbiamo visto spesso delle reazioni simili. La domanda é se questo é l'inizio dell'atteso sostanziale e sostenibile rimbalzo. Secondo noi si ma per avere conferme dobbiamo osservare cosa succede oggi - ne riparliamo domani mattina.

Commento del 23 marzo

Le borse rimbalzeranno quando la quarantena bloccherà l'aumento dei contagi

Stanotte il future sull'S&P500 é caduto su un nuovo minimo annuale a 2174 punti. Ora (08.00) si trova a 2210 punti (-78 punti). Negli Stati Uniti é scoppiata l'isteria da Coronavirus e alcuni Stati stanno implementando le misure di social distancing che in Europa esistono da quasi due settimane. Il numero dei contagiati da Coronavirus sta salendo in maniera esponenziale e questo come temevamo provoca ancora panico sui mercati finanziari e ulteriori vendite. Il picco di infezioni in Europa é previsto per questa settimana. Per questa ragione il ribasso in Europa finirà prima che in America - le difficoltà negli Stati Uniti freneranno la prima fase del rimbalzo ma non riusciranno ad impedirlo.
Vediamo questo effetto già stamattina. L'Eurostoxx50 vale alle 08.07 (bisogna specificare l'orario visto l'instabilità e l'alta volatilità dei mercati) 2429 punti - perde 120 punti rispetto alla chiusura di venerdì ma resta sopra la base a 2400 punti. Potrebbe ancora esserci un ulteriore vuoto d'aria ma questi a breve termine sono dei livelli d'acquisto e non di vendita.

Sono le 08.40 - abbiamo letto le ultime notizie e osservato lo sviluppo di un mercato che sta cercando di posizionarsi prima dell'apertura delle contrattazioni in Europa. Il Nikkei ha guadagnato il +2.02% - Shanghai sta perdendo il -3%. Il future sull'S&P500 non si é mosso di molto - é scivolato a 2203 punti (-85 punti). L'Eurostoxx50 vale 2414 punti - ha ancora perso qualche punto ma non cade sotto i minimi di settimana scorsa. Ci aspettiamo una seduta negativa con evidenti segnali di stabilizzazione. Se le nostre posizioni long fossero stoppate ci prepariamo a ricomprare un 1% più in basso.
Nel panico bisogna mantenere disciplina e nervi saldi. Stabilite con anticipo un piano delle operazioni e se il mercato si sviluppa diversamente dalle vostre (o nostre) attese non insistete a comperare ma fermatevi e state a guardare. Non possiamo escludere che ci siano ancora alcuni giorni di caduta libera e alta volatilità.

Commento del 21-22 marzo

Una gelata blocca la crescita dei germogli

Di fronte alla catastrofe umanitaria ed economica provocata dal Cornavirus si ha poco voglia di parlare di borse ed analisi tecnica - siamo tutti occupati con altri problemi. Cercherò quindi oggi di essere sintentico e di rubarvi il minor tempo possibile.
La seduta di venerdì é stata decisamente positiva in Europa (Eurostoxx50 +3.85% a 2548 punti) e fortemente negativa in America (S&P500 -4.34% a 2304.92 punti). Considerando lo spostamento d'orario é stata l'America ad aver detto l'ultima parola e ad essere quindi determinante. L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 2460 punti - rispetto alla chiusura di giovedì era praticamente in pari - questo significa che il guadagno di venerdì é stato spazzato via. Tra giovedì e venerdì, pur ribadendo che il trend era ancora ribassista, eravamo andati alla ricerca di segnali positivi o divergenze che indicassero la presenza di un minimo significativo a corto termine e il possibile inizio di un sostanziale e sostenibile rimbalzo - li abbiamo chiamati germogli primaverili. Ne abbiamo trovati parecchi - la buona notizia é che il crollo di venerdì a New York non li ha fatti morire. Una gelata ha bloccato la crescita ma la primavera avanza. L'ulteriore crollo di venerdì a Wall Street ha fatto registrare sugli indici azionari americani la peggiore chiusura giornaliera dell'anno - gli indici non hanno però toccato un nuovo minimo annuale - il record negativo spetta ancora alla seduta di mercoledì (S&P500 a 2280 punti).

Domenica scorsa avevamo previsto una settimana positiva - ci siamo sbagliati. Abbiamo avuto ragione solo per quel che riguarda l'SMI svizzero. Le borse europee hanno avuto una settimana altalenante - per saldo però l'Eurostoxx50 ha perso ancora 38 punti. L'errore é stato quello di sottovalutare l'impatto psicologico della diffusione del Coronavirus negli Stati Uniti. L'America é circa due settimane dietro all'Europa e all'Italia - settimana scorsa ha quindi semplicemente colmato questo ritardo in termini di performance. Da inizio anno l'Eurostoxx50 ha perso il -31.95% mentre l'S&P500 é sceso del -28.66%. Pensiamo che ora la correlazione ricomincerà a funzionare meglio.
Venerdì scadevano i derivati di marzo. Era una grande scadenza trimestrale. È probabile che venerdì ci siano stati parecchi movimenti imputabili a questa scadenza tecnica. Questo spiega il calo dell'SMI (-1.80% a 8623 punti - in Svizzera i derivati scadono la mattina all'apertura) mentre l'Eurostoxx50 (+3.85% a 2548 punti) e DAX (+3.70% a 8929 punti) sono saliti.

Venerdì gli indicatori di sentiment in America sono migliorati malgrado il crollo degli indici. La volatilità VIX é scesa a 66.04 punti (-5.96), il CBOE Equity put/call ratio (0.83) era alto ma non a livelli estremi e sotto il valore di giovedì e il Fear&Greed Index é salito a 8 punti (+1). Nel frattempo le inchieste effettuate tra le varie categorie di investitori mostrano un forte aumento dei bears e portafogli decisamente sottoinvestiti. Gli investitori sembrano quindi diventare resistenti alle cattive notizie e hanno troppa liquidità. Ora ci vogliono delle buone notizie per causare un riflusso - basterebbe per esempio un'appiattimento nelle curve del numero dei contagi da Coronavirus. Il picco in Europa é previsto per settimana prossima.

Restiamo convinti che le borse stanno facendo base (Eurostoxx50 sui 2400 punti - S&P500 nel range 2280-2400 punti) e stanno preparando un sostanziale e sostenibile rimbalzo in controtendenza. Temiamo solo la giornata di lunedì visto che in America durante il fine settimana il numero di nuovi contagi da Coronavirus é esploso e nel Paese sta scoppiando l'isteria.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.45% a 2548 punti
SX7E (banche)          -6.03% a 54.01 punti
DAX                         -3.28% a 8929 punti
SMI                          +3.06% a 8623 punti
FTSE MIB                  -1.39% a 15731 punti
S&P500                    -14.98% a 2304.92 punti
Nasdaq100               -12.52% a 6994 punti

Archiviamo senza grandi commenti la seduta di venerdì in Europa. L'Eurostoxx50 é salito a 2548 punti (+3.85%) ma nel dopo borsa é ridisceso a 2460 punti. Rimane sopra la base a 2400 punti - diciamo che semplicemente c'é stata una falsa partenza. Da martedì l'indice delle banche SX7E (+4.17% a 54.01 punti) ha cominciato a sovraperformare l'Eurostoxx50 - anche questo é un segnale costruttivo.

Venerdì a Wall Street ci aspettavamo una seduta di poco positiva. Invece c'é stato ancora un crollo a causa del diffondersi della pandemia negli Stati Uniti. Per l'analisi tecnica la seduta non é andata così male come indicano le perdite degli indici. Il numero dei nuovi minimi (NL a 623) é in netta diminuzione e alcuni settori si rifiutano di scendere più in basso (ETF Energy +0.98% malgrado la caduta del prezzo del petrolio a 22.63 USD/barile WTI, -3.28 USD, -12.66%). La pressione di vendita diminuisce e i Summation Index sembrano alla fine del ribasso con un evidente tentativo di cambiamento di tendenza. Vedremo lunedì se questo basterà ad arginare il panico.
L'S&P500 ha aperto a 2430 punti e all'inizio é salito fino a 2453 punti di massimo (ca. 16.00). In seguito é sceso a balzi irregolari fino al minimo a 2295 punti. Solo sul finale si é risollevato a 2304.92 punti (-4.34). Le vendite si sono distribuite in maniera omogenea (Nasdaq100 -4.04% a 6994 punti, DJT -3.40% (altro settore pessimo che improvvisamente mostra forza relativa) e RUT -4.24%).
La seduta al NYSE é stata negativa (ma non terribile) con A/D a 2854 su 4707, NH/NL a 25 su 623 e volume relativo a 2.0.
La tendenza di fondo della borsa americana é al ribasso con il 4.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 11.75. Questi numeri mostrano anche un fortissimo eccesso di ribasso sul corto termine.
Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso a 0.92% (-0.20%).
Tutte le massicce misure prese settimana scorsa da governi e Banche Centrali a favore dell'economia favoriscono e sostengono le imprese - penalizzano i cittadini che dovranno in seguito sopportare il debito contratto. Ad un certo punto l'effetto positivo di queste manovre supererà la paura di recessione e pandemia. Un sostanziale e sostenibile rimbalzo tecnico delle borse sarà la conseguenza. Secondo noi questo momento é vicino.

Commento del 20 marzo

I germogli primaverili spuntano dalla terra

Ieri sia le borse europee (Eurostoxx50 +2.86% 2454 punti) che quella americana (S&P500 +0.47% a 2409.39 punti) hanno guadagnato terreno. Non é stata una seduta spettacolare con forti guadagni ma é meglio così - preferiamo la formazione di una solida base che un rally effimero senza fondamenta e che si sgonfia al primo accenno di difficoltà. Il rimbalzo tecnico iniziato ieri ha le qualità per resistere al probabile aumento dei contagiati da Coronavirus e al netto peggioramento della congiuntura.

Le borse europee hanno chiuso sui massimi giornalieri. A metà seduta gli indici azionari sono ancora caduti in negativo segno che sui minimi c'é una battaglia tra ribassisti e rialzisti per prendere il sopravvento. Nel pomeriggio però i mercati europei, con lo sguardo puntato su New York, si sono risollevati. È ancora troppo presto per poter affermare con sicurezza che é iniziato l'atteso sostenibile e sostanziale rimbalzo. Ci sono però parecchi segnali in questo senso a partire dalle numerose candele verdi o bianche sui grafici che testimoniano di una chiusura sopra i livelli d'apertura. Un germoglio é spuntato dalla terra - é quello dell'SMI svizzero (+5.32% a 8782 punti) che é svettato sopra la base delle ultime tre sedute. Le premesse sono buone perché anche le altre borse europee seguano questo buon esempio. Un'ultima seduta settimanale positiva e una performance settimanale positiva sarebbero una conferma che adesso sul corto termine la tendenza é cambiata.

La seduta a New York é stata poco spettacolare. La volatilità sta diminuendo e i range giornalieri si restringono segno che nel mercato sta tornando un certo ordine.
L'S&P500 ha aperto in calo a 3379 punti e all'inizio é ancora caduto a 3319 punti di minimo. Poi ha recuperato a balzi irregolari ed incerti ed é arrivato in tarda serata sul massimo a 2467 punti. Sul finale é ricaduto a 2409.39 punti (+0.47%). Come d'abitudine la tecnologia ha sovraperformato (Nasdaq100 +1.58% a 7288 punti). La grande sorpresa é il robusto rimbalzo del Russell2000 (RUT +6.82%) - evidentemente il crollo di mercoledì era veramente eccessivo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5603 su 1988, NH/NL a 50 su 1363 (NL in forte calo!) e volume relativo a 1.7. La volatilità VIX é scesa a 72.00 punti (-4.45), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.88 mentre il Fear&Greed Index é lievitato a 7 punti (+2) - bisognerà fare parecchia strada prima che gli investitori ritrovino una certa fiducia.
Riassumendo questa seduta poco spettacolare ci é piaciuta. Finalmente i guadagni sembrano essere provocati da acquisti di investitori e non dalle spettacolari manovre dei traders o dalla copertura di short. Vediamo ancora parecchia speculazione (Tesla +18.39%) ma nel complesso il rialzo é stato modesto ma solido e potrebbe costituire l'inizio dell'atteso sostenibile rimbalzo - deve durare più di tre sedute.

Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era a 2428 punti (+39 punti) - adesso (08.45) é a 2456 punti (+67 punti). L'Eurostoxx50 vale  2568 punti (+114 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +4.5%. Siamo convinti che gli indici azionari europei riusciranno a difendere buona parte di questi guadagni fino a stasera. L'incognita resta l'America e le bizzarre dichiarazioni e decisioni del suo Presidente.
La borsa giapponese era chiusa per una giornata di festa. Shanghai sta salendo del +1.6%.

Commento del 19 marzo

Sabbie mobili e germogli primaverili

La valanga di vendite non sembra diminuire d'intensità. Anche ieri le borse hanno subìto pesanti perdite sia in Europa (Eurostoxx50 -5.72% a 2385 punti) che in America (S&P500 -5.18% a 2398.10 punti). In Europa i minimi di lunedì non sono stati superati al ribasso - una magra consolazione considerando l'ampiezza della perdita giornaliera e la peggiore chiusura giornaliera dell'anno. In America invece i maggiori indici azionari hanno fatto registrare dei nuovi minimi per questo crash. Evidentemente la tendenza di corto termine resta al ribasso e la strada verso il basso rimane aperta.
Il problema non sono le valutazioni o la probabile recessione economica - a questo punto nessuno sa quanto "vale" un'azione e si vende unicamente come reazione istintiva a causa del bisogno di liquidità. Le vendite generano vendite - saltano i limiti di vendita e gli stop loss. I margin call obbligano gli investitori che hanno comperato usando crediti lombardi a vendere. I prodotti derivati basati sulla vendita di put raggiungono le barriere e l'opzione di vendita viene utilizzata. Ci troviamo nelle sabbie mobili - più ci si muove e più si affonda in mancanza di una solida base. Noi siamo convinti che a breve deve svilupparsi un robusto e sostenibile rimbalzo in controtendenza. Ci vuole però un'iniezione di fiducia per indurre i venditori a fermarsi e i compratori a ritornare sul mercato considerando le quotazioni ridicole raggiunte da molte azioni.

Dal nostro osservatorio notiamo lentamente apparire dei segnali positivi - chiamiamoli germogli primaverili. Innanzitutto nel sottofondo la pressione di vendita sta calando - anche ieri il rapporto nuovi massimi su nuovi minimi a 30 giorni (47 su 2908) era pessimo ma decisamente meglio di lunedì 16 marzo (29 su 3569) e lunedì 9 marzo (36 su 3686) - in queste tre giornate gli indici erano caduti su dei nuovi minimi. Le vendite di azioni stanno ridiventando selettive - non si vende più tutto indiscriminatamente - ieri sono crollati settori come auto, compagnie aeree, energia e banche - hanno mostrato forza relativa farmaceutica, servizi sanitari, alimentari. Non é una sorpresa che l'SMI svizzero abbia perso solo il -1.82% (8338 punti). Malgrado l'ulteriore crollo delle borse il sentiment non peggiora più. Ieri la volatilità VIX é salita solo a 76.45 punti (+0.54), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.98 (alto ma non estremo) e il Fear&Greed Index si é fermato a 5 punti (invariato). La gente comincia ad abituarsi alla crisi - probabilmente non reagirà più con panico ad ulteriori misure restrittive della libertà individuale e all'aumento del numero di persone infette o decedute. Reagiranno invece positivamente a notizie incoraggianti come quella di stamattina che nella regione cinese di Wuhan non si é registrato nessun nuovo caso di infezione.
La nostra società supererà presto o tardi questa pandemia - si tratta solo di capire con quali e quanti danni. È però sicuro che adesso la reazione dei mercati finanziari é esagerata. È troppo tardi per vendere - chi ha nervi, liquidità ed é disposto a prendere dei rischi deve comperare. Gli investitori prima di comperare aspettano la formazione di una solida base. È probabile che dopo un sostanziale rimbalzo ci sia tra qualche settimana ancora un tuffo e un test del minimo. Non sappiamo ancora se il minimo di ieri sull'S&P500 a 2280 punti é definitivo - secondo noi però ci siamo vicini.

Non commentiamo la seduta in Europa. La situazione si sviluppa talmente rapidamente che le analisi sono obsolete ancora prima di scriverle. Gli interessati possono leggere i commenti serali sui singoli indici. Segnaliamo unicamente il rimbalzo intraday del FTSE MIB (-1.27% a 15120 punti) - mostra chiaramente come il trend può cambiare appena si propaga una notizia positiva.

La seduta a New York é stata deludente. Noi ci aspettavamo dopo l'apertura un recupero ed eventualmente una chiusura in pari. Il recupero c'é stato visto che l'S&P500 (-5.18% a 2398.10 punti) ha chiuso 118 punti sopra il minimo. Il problema é che prima é caduto decisamente più in basso di quanto ci eravamo immaginati (nuovo minimo annuale a 2280 punti).
La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 660 su 6960, NH/L a 47 su 2908 e volume relativo a 1.95. Anche ieri é sceso praticamente tutto - le differenze tra i vari settori sono però ridiventate ampie. L'impressione é che sui big cap le vendite stanno diminuendo. Il Nasdaq100 (-4.00% a 7175 punti) ha limitato le perdite. Il DJ Transportation era debole (-6.65%) ma il carnaio si é verificato sulle PMI (Russell2000 -10.42%) dove si teme un'ondata di fallimenti specialmente nel settore dell'energia. Ieri il prezzo del petrolio é caduto su un nuovo minimo a 18 anni (!) a 20.83 USD al barile WTI (-6.12 USD !!!).
Gli investitori vendono anche le obbligazioni di prima qualità e i tassi d'interesse di mercato stanno aumentando - il reddito dell'USTBond decennale é salito a 1.18% (+0.16%). Questi forti movimenti sui tassi d'interesse sconvolgono il mercato degli swaps e il terremoto coinvolge anche le divise. Ieri il cambio EUR/USD é caduto fino a 1.0878 - ora siamo a 1.0900.

Stamattina alle 06.30 il future sull'S&P500 era a 2305 punti (-95) - sembrava che dovessimo avere un'altra giornata catastrofica con un'apertura in Europa a -4%. Adesso (08.30) la situazione é radicalmente cambiata. Il future sull'S&P500 é risorto a 2392 punti (-9 punti) e l'Eurostoxx50 vale 2409 punti. Le borse europee apriranno con un leggero guadagno (+0.8%). Forse é iniziato l'atteso robusto e sostenibile rialzo in controtendenza - affrontiamo la seduta odierna con un certo ottimismo - peggio di così non può andare - di conseguenza può andare solo meglio - anche sul fronte del Coronavirus. Dopo il panico ci vuole un'iniezione di ottimismo.

Commento del 18 marzo

Battere il virus significa provocare una recessione - fake rally

Le economie occidentali chiudono i battenti. Per sconfiggere la propagazione esponenziale del Coronavirus la gente deve evitare i contatti. Tutti noi sappiamo cosa significa in pratica - si chiudono scuole, ristoranti, negozi e in generale tutti i luoghi di incontro. La conseguenza sarà una recessione - potrebbe durare solo un trimestre o durare molto di più. Seguiamo l'esempio della Cina che si trova da 30 a 60 giorni davanti a noi nella crisi- le misure più restrittive sono state solo adesso allentate per permettere alle persone di tornare al lavoro - la vita sociale e i movimenti dei cittadini sono ancora limitati.

Ieri le borse europee ad americana hanno avuto una seduta positiva. Si é però trattato di un rally effimero come reazione all'ipervenduto e all'eccesso di rialzo - lo si é visto bene a New York . All'inizio della seduta traders rialzisti e ribassisti aprono posizioni. Poi durante la seduta le notizie guidano le decisioni degli investitori. Alla fine della seduta i traders che hanno sbagliato direzione sono obbligati a chiudere e c'é un effetto di risucchio. Ieri si é visto il risultato. Mentre l'S&P500 faceva un balzo in chiusura e saliva a 2529.19 punti (+6.00%), il future si fermava un 2% più in basso.
Fino a quando la volatilità resta così alta il mercato é instabile. Fino a quando gli indici azionari fanne registrare dei nuovi minimi annuali (come ieri sera a Wall Street malgrado il balzo del +6% dell'S&P500) le borse sono formalmente al ribasso. In un ribasso ogni rimbalzo deve essere venduto fino a quando un rimbalzo non supera l'inizio della precedente spinta intermedia di ribasso.

Non fa molto senso analizzare la seduta di ieri in Europa (Eurostoxx50 +3.27% a 2530 punti) sapendo che stamattina le borse riapriranno con perdite superiori al -4%. Gli interessati possono leggere i brevi commenti che abbiamo scritto ieri sera. Avevamo preso nota della seduta positiva con molta circospezione. C'erano alcuni segnali costruttivi grazie ad alcune candele bianche o verdi sui grafici. La fragilità del movimento era però evidente. Non c'era nessuna ragione tecnica per comperare - si poteva solo sperare che ci fosse un serio tentativo di formazione di base se oggi le borse fossero state in grado di confermare i progressi di ieri. Non sarà il caso.

La seduta a Wall Street é stata positiva e ha lanciato alcuni segnali veramente costruttivi a livello di partecipazione. Il finale ha però lasciato l'amaro in bocca con questa enorme discrepanza tra cash e future. Ma andiamo con ordine.
L'S&P500 ha aperto a 2446 punti e nella prima mezz'ora di contrattazioni é caduto su un nuovo minimo annuale a 2367 punti. Da qui é risalito fino a metà giornata fino a 2553 punti. Poi é oscillato ampiamente tra questi due valori e ha chiuso con un breve rally a 2529.19 punti (+6%). Tutti i settori si sono comportati in maniera simile - la tecnologia ha mostrato la solita forza relativa (Nasdaq100 +6.46% a 7473 punti) malgrado il nuovo minimo annuale in apertura. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5116 su 2474, NH/NL a 52 su 2211 e volume relativo a 1.95. Avete notato la forte contrazione del numero dei nuovi minimi a 30 giorni (NL 2211)? Ieri erano 3569 - una settimana fà 3686 - ieri gli indici hanno toccato nuovi minimi annuali e per logica questo numero doveva essere più alto - intorno a 3800. Il forte calo significa che la partecipazione al ribasso é in forte diminuzione - una buona premessa per un soldo minimo intermedio. Chi ha nervi oggi può comperare (anche in Europa) quando l'S&P500 (o il future) saranno sui 2360-2380 punti.
C'é stato un miglioramento del sentiment (VIX a 75.91 punti (-6.78), CBOE Equity put/call ratio a 0.86, Fear&Greed Index a 5) ma gli investitori sono ancora in panico.
Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito a 1.02% (+0.29%). L'impennata dei tassi d'interesse spiega il rafforzamento dell'USD (cambio EUR/USD a 1.10.20). 

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2393 punti - secondo i sistemi é un calo di 92 punti (-3.7%) - in pratica l'S&P500 é 136 punti sotto la chiusura di ieri sera. L'unico vantaggio é che da ore il mercato é stabile (forse perché in limit down?). Le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei ha perso il -1.68%, Shanghai sta scendendo del -1.8%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 2418 punti (-112 punti, -4.5%). L'unico aspetto positivo é che l'apertura sarà sopra il minimo di ieri - potremmo quindi avere una seduta in trading range. Crediamo che anche oggi, malgrado che probabilmente avremo una seduta negativa, gli indici chiuderanno sopra i minimi di ieri.
Noi oggi comperiamo (Eurostoxx50 / DAX) e andiamo long - stimiamo che ci siano della buona probabilità che adesso inizi un rimbalzo consistente e sostenibile - significa una risalita a 2800-3000 punti di Eurostoxx50 in una decina di sedute. Non abbiamo però ancora nessun segnale d'acquisto e secondo l'analisi tecnica la tendenza é ancora saldamente al ribasso. Gli investitori devono ancora aspettare - gli amanti del rischio possono seguirci con disciplina (stop loss).

Commento del 17 marzo

Le misure delle Banche Centrali non hanno effetto - crash e nuovi minimi annuali - viene venduto tutto

È stata un'altra pessima giornata per i mercati finanziari mondiali. Le decisioni prese dalla FED di abbassare massicciamente i tassi d'interesse e riprendere il Quantitative Easing hanno avuto l'effetto di spaventare ulteriormente gli investitori che sono convinti di essere nel mezzo di una tempesta finanziaria di dimensioni storiche. E stato venduto di tutto: azioni, obbligazioni di qualsiasi emittente, metalli preziosi, materie prime, bitcoins. Il panico si sta impadronendo della gente che vende all'impazzata e senza riflettere. In una situazione del genere anche l'analisi tecnica non ha delle risposte e non siamo in grado di fare delle previsioni attendibili. I nostri indicatori mostrano un'eccezionale situazione di ipervenduto, eccesso di ribasso e panico puro. Nel 99% dei casi questo provoca dei rimbalzi più o meno ampi e sostenibili. Oggi si passa semplicemente da un minimo al successivo con balzi del -5.25% come nel caso ieri dell'Eurostoxx50 o del -11.98% come ha fatto la sera l'S&P500.
Ieri le borse europee ed americana hanno toccato dei nuovi minimi annuali - la strada verso il basso resta aperta.


Solo nel caso in cui apparissero dei segnali positivi tipo delle divergenze a livello di partecipazione o una reazione su un qualche mercato potremmo tentare di individuare l'inizio di un'inversione di tendenza. Finora però non vediamo nessuna segnale incoraggiante.

Ieri le borse europee sono precipitate fino alle 14.45. Poi hanno recuperato terreno cercando di imitare quanto stava succedendo a New York. Non é però servito per evitare delle pesanti perdite. Finora non ci sono cambiamenti. L'Eurostoxx50 ha perso il -5.25% a 2450 punti ed é stato imitato dal DAX (-5.31% a 8742 punti). L'SMI svizzero (-1.68% a 8227 punti) si é difeso meglio grazie ai titoli difensivi dei settori alimentari e farmaceutica. Il FTSE MIB (-6.10% a 14980 punti) invece ha perso qualcosa in più trascinato nel baratro dai titoli bancari. Ieri l'indice delle banche SX7E é caduto a 50.96 punti (-11.34 punti) - é il minimo storico.  A questi prezzi le azioni delle banche scontano una recessione, sconvolgimenti sui mercati finanziari e fallimenti di banche sistemiche - vedete voi...

Il ribasso é continuato in America. L'S&P500 ha aperto sui minimi dei giorni precedenti a 2490 punti. Non ha retto. All'inizio é caduto a 2402 punti. Dopo c'é stata una reazione che ha fatto risalire l'indice a metà seduta a 2562 punti. Notate la volatilità! In seguito hanno dominato nuovamente i venditori. L'S&P500 é sceso fino a 2381 punti di minimo e ha chiuso a 2386.13 punti (-11.98%). Il crash ha nuovamente travolto tutti i settori - dalla tecnologia (Nasdaq100 -12.19% a 7020 punti) ai trasporti (DJT -11.54%) fino alle PMI (RUT -14.27%). La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 584 su 7059, NH/NL a 29 su 3569 e volume relativo a 2.0. La pressione di vendita rimane enorme - solo il rapporto NH/NL non peggiora rispetto ad una settimana fà - magra consolazione - questo non basta per parlare di divergenza positiva. Il sentiment é pessimo - parlare di panico é ancora poco. La volatilità VIX é schizzata a 82.69 punti (+24.86), il CBOE Equity put/call ratio é alto a 1.10 e il Fear&Greed Index (3 punti, -2) resta incollato ai 0 punti.
Il reddito dell'USTBond decennale é sceso a 0.73% (-0.21%) come ovvia reazione alle misure prese dalla FED americana.
Il prezzo dell'oro é caduto a 1488 USD/oncia - vengono venduti anche i cosiddetti beni rifugio in cerca di liquidità.

Stamattina si profila un'altro tentativo di rimbalzo. Vedremo se sarà sostenibile. Alle 07.00 il future sul'S&P500 era a 2482 punti - ora (08.40) é a 2498 punti (+93 punti. Le borse asiatiche sono stabili - il Nikkei ha chiuso invariato (+0.06%) e anche a Shangahi (+0.3%) ci sono pochi movimenti. Ricordaimo che la borsa di Shanghai ha toccato il minimo annuale il 4 di febbraio. L'Eurostoxx50 vale ora 2548 punti - aprirà con un guadagno di circa 100 punti o il +4%. Non osiamo fare previsioni. Nelle ultime due settimane abbiamo già visto troppe sedute iniziate bene e finite male per poter scommettere che questa buona apertura avrà una continuazione verso l'alto...

Aggiornamento del 16 marzo

La settimana inizia ancora con un tuffo

Sono le 06.40 - il future sull'S&P500 é a 2555 punti (-128 punti, -4.8%). La borsa americana cancella buona parte del guadagno di venerdì (S&P500 +9.29%). La perdita potrebbe anche essere più pesante visto che il future é limit down - significa che il contratto é sospeso dalle contrattazioni quando scende del -5%. Le borse asiatiche stanno perdendo tra il -2.5% (Nikkei) e il -4% (Taiwan, India).
Non abbiamo ancora indicazioni precise ma stimiamo che le borse europee apriranno un -3%/-4% sotto il livello di chiusura di venerdì. Poco da dire - il panico da Coronavirus si diffonde e il bisogno di sicurezza spinge gli investitori a vendere alla disperata un pò tutto. Governi e Banche Centrali non sembrano in grado di riprendere il controllo della situazione e ridare ordine ai mercati finanziari.
Manca una leadership e proprio in questo momento appare chiaramente la debolezza dei governi occidentali a partire dagli Stati Uniti.
Oggi avremo un'altra seduta di forte incertezza e alta volatilità - le premesse sono per un'altra giornata di forti perdite ma considerando l'ipervenduto e il panico che già esiste sui mercati azionari dei forti rimbalzi tecnici sono possibili.

Commento del 14-15 marzo

Borse alla ricerca di un punto di riferimento - il bull market é formalmente finito - siamo in un bear market ?

È stata una settimana terribile e disastrosa. La paura del Coronavirus e delle sue conseguenze sulla salute pubblica e sull'economia mondiale hanno seminato il panico tra gli investitori che hanno venduto alla disperata. Gli indici azionari hanno avuto delle oscillazioni di ampiezza mai vista e su tutti i mercati azionari si sono registrate pesantissime perdite. Ci sono stati anche movimenti senza nessuna logica economica come l'aumento dei tassi d'interesse - il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito dai 0.74% di una settimana fà ai 0.94% di venerdì - c'é un evidente corsa alla liquidità che si esprime anche con vendite di obbligazioni di prima qualità. 
Il bull market iniziato a marzo del 2009 é formalmente finito visto che c'é stata una caduta superiore al 20% dal massimo storico del 19 febbraio (meno di un mese fà!). La domanda che bisogna porsi adesso é se iniziato un bear market. Se la risposta fosse positiva significa che le borse devono ancora scendere per mesi se non per anni e che tendenzialmente ogni rimbalzo deve essere venduto visto che ci aspettano una serie di massimi e minimi discendenti. Purtroppo é ancora troppo presto per dare una risposta definitiva anche perché nessuno sa con precisione quanti danni hanno fatto all'economia il Coronavirus ed il crash sui mercati finanziari. In particolare non possiamo ancora stimare se ci sarà un forte rallentamento congiunturale di alcuni trimestri o se invece é iniziata una recessione.
Non bisogna dimenticare che tutti gli investitori hanno dei problemi riguardante il deposito dei fondi. Settimana scorsa molti hanno venduto e hanno ora del contante - un credito in contocorrente corrisponde ad un debito di una banca nei nostri confronti. Se la banca fallisce questo credito finisce nella massa fallimentare. Se a breve la liquidità sembra un'ancora di salvezza c'é ora da domandarsi se questi soldi parcheggiati ad un tasso d'interesse del 0% o addirittura negativo sono al sicuro. Noi abbiamo l'impressione che possedere azioni di società solide da un punto di vista patrimoniale e con un buon dividendo assicurato può essere meglio che avere soldi su un conto corrente che possono evaporare in un fallimento o essere bloccati. Concretamente é meglio avere cash in conto corrente presso una banca europea o possedere azioni di un colosso farmaceutico (tipo Roche o Novartis) o alimentare (tipo Nestlé) che rendono intorno al 3%? La seconda variante é quasi da preferire - in questo caso é probabile che ci sarà un riflusso sui mercati azionari.  

Venerdì le borse sono rimbalzate dal minimo annuale (Eurostoxx50 +1.60% a 2586 punti, S&P500 +9.29% a 2711.02 punti) e sembra che abbiano toccato un minimo significativo. Il rimbalzo é stato abbastanza consistente da interrompere la spirale negativa descritta nel commento di venerdì 13 marzo. Questo vale anche per le borse europee visto che l'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 2706 punti.
La seduta positiva di venerdì sembra però solo un rally da sollievo. È una normale reazione a ipervenduto ed eccesso di ribasso. Non é ancora chiaro su quale livello le borse si stabilizzeranno prima che si delienei la prossima tendenza. È però sicuro che le borse cercheranno di anticipare gli avvenimenti. Malgrado che l'epidemia da Coronavirus si sta diffondendo, il numero di ammalati e di decessi sta aumentando e i governi inaspriscono le misure per limitare il contagio, é possibile che le borse a breve saliranno nell'ipotesi che il problema può essere controllato e la crisi verrà superata nell'arco di un paio di mesi.
È però evidente e indiscutibile che il quadro economico da metà gennaio é radicalmente cambiato. È inverosimile che le borse possano tornare sui massimi annuali. L'S&P500 ha toccato un massimo storico a 3393 punti - giovedì ha toccato un minimo annuale a 2478 punti - venerdì ha chiuso a 2711 punti. Ci sono parecchi metodi di analisi tecnica per poter calcolare qual'é il potenziale massimo di rimbalzo - in questo momento però questi metodi sono inaffidabile e il range dei risultati é troppo ampio. Come anticipato nel commento sull'S&P500 di venerdì pomeriggio crediamo che nei prossimi giorni o settimane l'S&P500 risalirà sui 3000 punti aiutato dalla tecnica (reazione ad ipervenduto, eccesso di ribasso e panico), dalla speranza che la crisi sarà di breve durata e dalle misure di stimolo e di sostegno all'economia adottate da governi e Banche Centrali. Su questo livello bisognerà vendere. Molto probabilmente invece bisognerà comperare nelle prossime settimane un test del minimo (2478 punti) specialmente se questo test verrà accompagnato da divergenze positive e da segnali costruttivi su altri mercati (divise, obbligazioni). Tra questi due livelli c'é un ampio margine di 520 punti che al momento costituisce ancora una zona grigia all'interno della quale l'indice può muoversi liberamente e dove non abbiamo ancora dei chiari punti di riferimento. Questo ovviamente vale anche per l'Europa.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -19.99% a 2586 punti
SX7E (banche)          -23.35% a 57.48 punti
DAX                         -20.01% a 9232 punti
SMI                          -14.06% a 8367 punti
FTSE MIB                  -23.32% a 15954 punti
S&P500                    -8.79% a 2711.02 punti
Nasdaq100               -6.27% a 7995 punti

Venerdì le borse europee hanno provato un rimbalzo che in parte é fallito. Verso le 13.00 molti indici azionari europei guadagnavano circa il +10%. Nel pomeriggio si sono sgonfiati e in chiusura le pluvalenze rimaste erano modeste - nel tardo pomeriggio certi indici hanno fatto registrare dei nuovi minimi annuali. Eurostoxx50 (+1.60% a 2586 punti) DAX (+0.77% a 9232 punti) e SMI (+1.17% a 8367 punti) hanno salvato pochi punti di guadagno. Il FTSE MIB (+7.12% a 15934 punti) ha fatto decisamente meglio. Forse perché agli investitori sono piaciute le radicali misure adottate dal governo, forse perché l'ipervenduto era veramente eccessivo forse perché l'indice é stato aiutato dal settore bancario (SX7E +3.33% a 57.48 punti). O semplicemente perché la borsa italiana ha chiuso prima. In ogni caso la perdita settimanale resta superiore al resto dell'Europa.
Non ci dilunghiamo su questa seduta. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 2706 punti. Lunedì inizia una nuova settimana e si ripartirà da questo valore come riferimento.

La seduta a New York é stata "bipolare". L'S&P500 ha aperto in guadagno (2624 punti) ma é sceso fino a metà seduta quando ha toccato un minimo a 2492 punti - solo 12 punti dal minimo annuale. Poi ha recuparato, si é assestato per ore sui 2580 punti e con un rally sul finale ha chiuso sul massimo giornaliero a 2711.02 punti e con un forte guadagno di 230 punti (+9.29%). Come al solito la tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 +10.07% a 7995 punti) ma tutto il listino ha partecipato al rally (DJT +9.37%, RUT +7.77%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6180 su 1401, NH/NL a 35 su 1828 (netto calo) e volume relativo a 2.0. La volatilità VIX é scesa a 57.83 punti (-17.64), il CBOE Equity put/call ratio era alto a 1.00 e il Fear&Greed Index resta bassissimo a 5 punti (+3 punti). Nel complesso la borsa resta ipervenduta con investitori in panico. Il rimbalzo di venerdì é stato eccessivo e lunedì può essserci un sensibile ritracciamento. Il quadro tecnico generale suggerisce però che questo rimbalzo deve avere una continuazione. La performance settimana prossima dovrebbe essere positiva anche se ci sarà un peggioramento sul fronte del Coronavirus - basta che non ci sia un notizia inattesa e veramente negativa a scuotere nuovamente i nervi degli investitori e scatenare un'altra ondata di panico e vendite irrazionali. 

Commento del 13 marzo

Crollo delle borse - tsunami di vendite da panico - i derivati intensificano il movimento

Ieri le borse sono state travolte dalla paura del Coronavirus e delle sue conseguenze per l'economia mondiale. Gli investitori sono in panico e vendono alla disperata. L'analisi tecnica non ha strumenti per poter prevedere la fine del crollo. Paragoni col passato non servono a prevedere il futuro poiché ogni crash ha caratteristiche e dinamiche diverse.
È quindi inutile che tentiamo di indovinare dove si fermerà la caduta. Possiamo solo dare alcune indicazioni di massima.

Ieri l'S&P500 ha perso il -9.51% a 2480.64 punti. È la seconda peggiore seduta della storia di Wall Street. Solo nel 1987 c'é stata una giornata con una perdita superiore. In termini di punti si tratta di un record storico. Per inciso nel 1987 ero a New York ed ho vissuto in prima persona questo crash. Ho quindi esperienza di situazioni del genere.

In genere dopo una seduta come quella di ieri c'é un rimbalzo di alcuni giorni. Il ribasso però non é finito. La probabilità di una ripresa a V é minima. Avviene solo nel caso in cui ci fossero delle misure a livello politico o monetario che possano cambiare radicalmente la situazione e provocare un sostanziale e duraturo cambiamento d'umore tra gli investitori. Nel caso attuale é poco probabile visto che le Banche Centrali non hanno margine di manovra e il Coronavirus non sparirà da un giorno all'altro.

Il ribasso ha subito un'accelerazione a causa dei derivati e per ragioni tecniche. Molti prodotti derivati hanno raggiunto la barriera e automaticamente le azioni o gli indici legati al prodotto vengono venduti. Questo provoca un'ulteriore caduta e l'esecuzione di altri ordini di vendita. Il ribasso praticamente si autoalimenta. Questa perversa spirale verso il basso viene interrotta unicamente quando c'é un sostanziale rimbalzo che allontana gli indici azionari sensibilmente dai minimi. Molti operatori che lavorano a margine sono obbligati a vendere poiché non hanno più le coperture necessarie. Molti prodotti finanziari prevedono perdite massime oltre le quali le posizioni vengono liquidate al meglio. Presto o tardi queste vendite tecniche devono finire con quello che definiamo come eccesso di ribasso ed esaurimento.

Ieri la volatilità VIX é salita a 75.47 punti (+21.57 punti) con un massimo giornaliero a 76.83 punti. Solo in un altro caso nella storia dei bear market (2008) la VIX é salita più in alto. Ogni record é fatto per essere migliorato ma evidentemente siamo su livelli di panico tali da alzare notevolmente la probabilità che siamo molto vicini all'esaurimento di questa spinta di ribasso.

Ieri sia le borse europee (Eurostoxx50 -12.40% a 2545 punti) che quella americana (S&P500 -9.51% a 2480.64 punti) hanno chiuso sui minimi giornalieri e annuali con pesantissime perdite e alti volumi di titoli trattati. Nessuno é in grado di dire se ci sarà una continuazione verso il basso o se invece sono stati raggiunti dei minimi significativi e definitivi. Sicuramente la molla é stata compremuta in maniera tale che a breve c'é poco spazio verso il basso e parecchio potenziale per un forte rimbalzo. Sicuramente non é il momento per vendere. Nessuno però sa ancora quali sono le conseguenze sul sistema finanziario del crollo di ieri. Dei fallimenti di banche non sono da escludere - almeno questo é quanto suggeriscono le ridicole valutazioni raggiunte dalle azioni di alcuni colossi bancari di importanza sistemica.

La seduta in Europa é stata pessima. Chi sperava che a New York le cose sarebbero andate meglio é rimasto deluso. È stato un disastro. L'S&P500 ha aperto in forte gap down a 2563 punti. L'indice ha trascorso gran parte della giornata ad oscillare intorno a 2540 punti. C'é stata un'impennata fino ai 2660 punti e una caduta sul finale a 2480.64 punti (-9.51%). Per tutta la giornata la pressione di vendita é rimasta costante e non ci sono stati rimbalzi convincenti.
Le perdite hanno travolto tutto il listino (Nasdaq100 -9.27% a 7263 punti, DJ Transportation -10.67%, Russell2000 -11.18%). I dati della giornata sono pessimi: A/D a 380 su 7255, NH/NL a 23 su 4220 e volume relativo a 2.0. Gli indicatori di sentiment mostrano un panico totale: VIX a 75.47 punti (+21.57), CBOE Equity put/call ratio a 1.28 e Fear&Greed Index a 2 (-2).
È stato venduto tutto alla disperata ricerca di liquidità e sicurezza. Anche i metalli preziosi e le criptovalute (un bagno di sangue con perdite superiori al -20%) sono stati venduti.
Questo effetto di liquidazione spiega anche l'assurdo aumento dei tassi d'interesse provocato da vendite di obbligazioni. Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito a 0.88% (+0.06%).

Stanotte il future sull'S&P500 é rimasto parecchie ore sui 2400 punti. Stamattina sta decollando e alle 09.00 vale 2583 punti (+115 punti). L'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 2655 punti - sono 110 punti più di ieri o il +4.33%. La seduta odierna sarà molto volatile. Le probabilità che si concluda con un guadagno delle borse é alta. Durante il fine settimana avremo il tempo di fare il punto della situazione.

Commento del 12 marzo

Borse che non rimbalzano sono molto deboli - le borse deboli hanno tendenza a scendere

Ieri é stata un'altra giornata deludente per quel che riguarda la probabilità che il ribasso sia finito. La mattina le borse europee hanno di nuovo provato a rimbalzare - hanno aperto in positivo e sono salite fin verso le 09.50. Poi si sono sgonfiate. I venditori hanno nuovamente prevalso anche grazie ai segnali negativi provenienti da New York. Gli indici azionari hanno chiuso la sera vicino ai minimi giornalieri e con leggere perdite. L'Eurostoxx50 é sceso a 2905 punti (-0.15% a 2905 punti) ed é stato imitato dal DAX (-0.35% a 10438 punti). Ci sono stati dei segnali positivi. L'indice delle banche SX7E é rimbalzato del +2.52% a 66.68 punti. Si tratta però ovviamente di un rimbalzo tecnico da ipervenduto. A un certo momento i venditori fanno una pausa ed alcuni coraggiosi comprano attirati dalle interessanti valutazioni fondamentali - non crediamo però che questo sia l'inizio di un rialzo. La fugace reazione del settore bancario ha aiutato il FTSE MIB italiano (+0.33% a 17928 punti). Il governo italiano affronta la crisi provocata dal Coronavirus con decisione e ha ottienuto l'appoggio di Bruxelles per un pacchetto straordinario di aiuti economici. Le notizie servono almeno per fermare la drammatica caduta del FTSE MIB. Finora però sembra solo che il FTSE MIB voglia fare una pausa. L'indice non rimbalza malgrado premesse ideali e quindi come investitore non é ancora arrivato il momento di comperare. Ci inquieta la debolezza dell'SMI svizzero (-0.47% a 9152 punti). Spesso un ribasso accelera quando gli investitori cominciano a vendere tutto indistintamente - anche i titoli difensivi contenuti nell'SMI.
Insomma - ieri le borse europee hanno perso un'altra occasione di rimbalzare da una situazione tecnica di ipervenduto e di eccesso di ribasso. Gli indici sono fermi sui minimi annuali e la strada verso il basso resta aperta. Ieri mattina avevamo riposto le nostre speranze nella borsa di New York che martedì sera era rimbalzata in modo conmvincente. Vediamo come é andata ieri.

Ieri la borsa americana ha cancellato i guadagni del giorno precedente. La seduta é stata speculare - il rialzo di martedì é stato annullato dal ribasso di mercoledì. Il rimbalzo dell'S&P500 dal minimo a 2734 punti é fallito e tutto quanto di positivo abbiamo osservato martedì é evaporato.
L'S&P500 ha aperto a 2800 punti e all'inizio ha ancora recuperato fino a 2825 punti. Poi ad ondate é sceso fino alle 20.30 quando ha toccato un minimo a 2707 punti. Sul finale é rimbalzato fino a 2760 punti ed ha chiuso a 2741.38 punti (-4.89%). Le vendite hanno travolto tutti i settori (Nasdaq100 -4.37% a 8006 punti, DJT -4.63%, RUT -6.41%) - in particolare quelli che il giorno prima era rimbalzati di più. La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 618 su 6972, NH/NL a 33 su 2627 e volume relativo a 1.9. Notate qualcosa ? I NL sono decisamente meno che lunedì (3686) malgrado che gli indici siano scesi più in basso (minimi discendenti). Significa che la pressione di vendita o la partecipazione al ribasso stanno diminuendo - dei traders coraggiosi possono provare a comperare nel crollo che si sta delienando stamattina.  
I dati sul sentiment sono peggiorati e mostrano panico: VIX a 53.90 punti (+6.60), CBOE Equity put/call ratio a 1.02 e Fear&Greed Index a 4 punti (-2).
Notiamo che il reddito dell'USTBonds decennale é ulteriormente salito a 0.82% (+0.06%) - questo é una reazione in generale costruttiva per i mercati finanziari e l'economia.

Stamattina la situazione é pessima. Il future sull'S&P500 stanotte é crollato fino a 2595 punti e non riesce a recuperare. Alle 08.35 é a 2614 punti (-126 punti). Specifichiamo l'ora poiché le borse sono molto volatili e ci sono forti movimenti nelle due direzioni. Le borse asiatiche sono in profondo rosso (Nikkei -4.41%, Shanghai -1.5%). Ripetiamo però che la borsa cinese sembra aver superato la crisi - la borsa di Shanghai é un 10% sopra il minimo toccato il 4 di febbraio. L'Eurostoxx50 vale 2693 punti - le borse europee apriranno in forte gap down, con una perdita di circa il -7% e su un nuovo minimo annuale. Evitiamo di fare previsioni per la giornata.
Personalmente credo che ci sarà ancora un'ondata di vendite nelle prima mezz'ora (esecuzione di ordini stop loss). Sui 2650-70 punti di Eurostoxx50 proverò ad andare long con una stop loss un -1% sotto il prezzo d'acquisto.
Buona fortuna a tutti e buon divertimento ai traders. Non prendete rischi se non siete in grado di sopportare le perdite nel caso in cui i mercati non si sviluppassero secondo le vostre attese.
Gli investitori aspettano e non comprano - i rischi sono ancora eccessivi.

Commento dell'11 marzo

Minimi discendenti in Europa. Possibile solido minimo in America - ci vuole un test riuscito per una conferma

Fino a quando un'indice continua a fare minimi discendenti é in un ribasso. Se invece un'indice rimbalza e il successivo minimo é superiore al precedente é possibile che la fase di ribasso sia terminata. Ieri mattina le borse europee sono rimbalzate. L'Eurostoxx50 (-1.66% a 2910 punti), che lunedì aveva chiuso a 2959 punti, é risalito ieri mattina verso le 11.50 su un massimo a 3068 punti. Nel pomeriggio sono però tornate le vendite che si sono imposte e l'indice ha chiuso nuovamente in perdita e vicino al minimo giornaliero. Il primo rimbalzo é fallito e sul grafico appare un minimo discendente. Nella tempesta si scorgono alcuni deboli raggi di sole. L'indice delle banche SX7E (-0.55% a 65.04 punti) ha fermato la sua caduta grazie ad una salita dei tassi d'interesse. Il cambio EUR/USD (1.1350), che nel crash é evidentemente correlato inversamente alle borse, é sceso. È quindi probabile che il rimbalzo da ipervenduto (RSI a 15.40 punti) é solo rimandato. Il DAX (-1.41% a 10475 punti) si é comportato alla stessa maniera. È salito la mattina su un massimo a 11032 punti ed é ricaduto nel pomeriggio facendo segnare un minimo discendente. L'aspetto positivo é l'incremento dei tassi d'interesse (future sul Bund a 177.13 (-0.61%). L'Italia é l'epicentro europeo della crisi dell'epidemia di Coronavirus - le notizie dal fronte peggiorano costantemente ed il governo ha inasprito le misure per limitare i movimenti e i contatti tra la popolazione con la conseguenza di provocare un'infarto all'economia. Non é quindi una sorpresa che le vendite si concentrano sul FTSE MIB (-3.28% a 17870 punti) che rimane sotto pressione. Anche in un rimbalzo l'indice é da evitare - probabilmente continuerà a sottoperformare.
Anche Il tentativo di rimbalzo dell'SMI (-0.00% a 9196 punti) é fallito su un massimo a 9576 punti. L'indice ha chiuso vicino al minimo giornaliero ma in pari - mostra quindi ancora la sua forza relativa rispetto al resto dell'Europa che é caduto in negativo. Formalmente l'SMI ha svolto una seduta in trading range - per lo meno un segno di stabilizzazione.
Riassumendo Il ribasso in Europa continua ed é confermato da minimi discendenti sui grafici. Le borse non riescono ad imbastire un rimbalzo sostenibile malgrado un forte ipervenduto, eccesso di ribasso e panico. Questo é un segnale di estrema debolezza da non sottovalutare. Potrebbe contagiare anche gli eventuali tentativi di rimbalzo su altri mercati.
Il Coronavirus é nato in Cina. Tra travolgendo ora l'Europa a partire dall'Italia e probabilmente si espanderà in tutto il mondo. La Cina sembra avere il contagio sotto controllo - l'economia sta ripartendo - la borsa di Shanghai ha smesso di scendere ad inizio febbraio. C'é da sperare che l'Europa e l'America seguano lo stesso percorso con circa un mese di ritardo.

Ieri anche la borsa americana é rimbalzata. La reazione dal minimo é stata però più convincente che in Europa. Gli indici non hanno fatto segnare dei nuovi minimi annuali e con un rally sul finale hanno chiuso sul massimo giornaliero e con forti guadagni (S&P500 +4.94% a 2882.23 punti). Si é indubbiamente trattato di un rimbalzo provocato da short covering e da acquisti sui settori più ipervenduti come banche ed energia. Ha però allontanato gli indici di molto dai minimi annuali e questo aumenta la probabilità che il prossimo tuffo provochi solo un minimo ascendente e una solida base. Insomma - questa seduta non é certamente l'inizio di un rialzo - é solo un rimbalzo tecnico. Pensiamo però che adesso ci sarà un tentativo di formazione di base sui 2750 punti di S&P500.
L'S&P500 ha aperto a 2846 punti ma non é riuscito a difendere questo balzo iniziale. L'indice é ricaduto a 2734 di minimo e poi é saltellato poco sopra questo livello fino alle 19.30. Poi dai 2773 punti é finalmente salito con costanza fino alla chiusura a 2882 punti. Gli acquisti si sono concentrati sui settori che nei giorni prima erano stati travolti dalle vendite (DJ Transportation +5.41%, banche BKX +7.31%) ma per fortuna anche la tecnologia ha primeggiato (Nasdaq100 +5.34%, semiconduttori SOX +6.31%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5524 su 2013, NH/NL a 56 su 1946 (in forte calo!) e volume relativo a 1.95 (rimbalzo con volumi!). La volatilità VIX é scesa a 47.30 punti (-7.16) mentre il CBOE Equity put/call ratio é sceso a 0.75 (é però ancora piuttosto alto).
Il reddito dell'USTBonds decennale é risalito a 0.76% (+0.22%).
Nel complesso il rimbalzo ieri sera a New York é stato convincente e potrebbe rappresentare la fine del ribasso. Dobbiamo però osservare la formazione di una solida base prima di poter credere che la prossima fase sostenibile sarà un rialzo. Ci proccupa l'aspetto psicologico (sentiment). Il contagio da Coronavirus in America é appena all'inizio e facciamo fatica ad immaginarci che il ribasso della borsa di New York sia già finito - evidentemente il timing é sbagliato se facciamo dei paragoni su quanto sta succedendo in Cina ed in Europa.

Stamattina il future sull'S&P500 ricade a 2796 punti (-70 punti) - questo determina l'intonazione della giornata. Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -2.27%, Shanghai al momento -1%). Le borse europee devono trovare un equilibrio tra la buona chiusura di ieri sera a Wall Street e la caduta stamattina. L'Eurostoxx50 decide di riprendere le contrattazioni sui 2944 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +1%. La situazione é instabile e anche oggi é impossibile fare delle previsioni. Non crediamo che la borsa americana voglia annullare i guadagni di ieri - la seduta é stata troppo convincente. Di conseguenza pensiamo che le borse europee chiuderanno in guadagno e che stasera S&P500 e colleghi limiteranno i danni ad un -1%/-2%.

Commento del 10 marzo

Dopo il crollo c'é un rimbalzo - qualità e durata del rimbalzo ci diranno come andiamo in avanti

In fondo sulla giornata di ieri c'é poco da dire. C'é stato un drammatico crollo delle borse che hanno terminato la giornata con pesanti perdite. L'unico aspetto positivo é che gli indici azionari non sono scesi molto più in basso rispetto alla pessima apertura. Per il resto i dati tecnici sono orribili e non necessitano di molti commenti. Le borse sono ora decisamente ipervendute e in eccesso di ribasso - gli investitori sono in panico. Gli indici azionari sono quindi pronti per un rimbalzo tecnico. Dovrebbe iniziare oggi. È possibile che i minimi di ieri siano anche i minimi annuali - lo potremo dire unicamente dopo aver visto qualità e durata del rimbalzo. È però certo che le borse non ripartono subito al rialzo ma che dopo un colpo del genere devono formare una base - questo processo durerà settimane se non mesi. Sconsigliamo quindi agli investitori di comperare. Solo i traders possono provare a speculare al rialzo.

L'Eurostoxx50 é sceso a 2959 punti (-8.45%). Visto che la crisi coinvolge due fronti, Coronavirus e petrolio, sono stati particolarmente venduti i settori dell'energia e quello bancario (SX7E -12.79% a 65.40 punti), che soffre sotto il peso di tassi d'interesse ulteriormente in calo e a causa del rischio di recessione. Questo spiega anche l'orribile performance del FTSE MIB (-11.17% a 18475 punti). L'SMI svizzero (-5.55% a 9196 punti) ha contenuto le perdite grazie ad alimentari (Nestlé -3.14%) e farmaceutica.

L'S&P500 é precipitato a 2746 punti.70 (-7.59%) con un minimo a 2734 punti - é sceso decisamente sotto il precedente minimo a 2855 punti e questo lascia la strada verso il basso aperta. L'indice ha aperto a 2765 punti, é salito a 2863 punti ma poi é ricaduto a 2734 punti. Nelle ultime ore é riuscito a recuperare solo fino ai 2746 punti. Le vendite hanno travolto tutti i settori (DJT -9.74%, RUT -9.37%) - hanno in parte risparmiato solo la tecnologia (Nasdaq100 -6.83% a 7948 punti e candela bianca sul grafico).
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 438 su 7195, NH/NL a 26 su 3686 e volume relativo a 2.0 - annotiamo questi dati che ci serviranno per giudicare il rimbalzo. Come detto gli investitori hanno venduto alla disperata banche (BKX -13.90%) e energia (ETF Energy -20.14%). Gli indicatori di sentiment hanno raggiunto livelli incredibili di panico: VIX a 54.46 punti (+12.52 punti / max a 62.12 punti), CBOE Equity put/call ratio a 1.12 e Fear&Greed Index a 3 punti (-4 punti). Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso a 0.55% (-0.16%)!

Stamattina le borse asiatiche sono in positivo. Il future sull'S&P500 sale a 2840 punti (+91 punti) ma é molto volatile. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +3%. Vedremo se gli indici riusciranno a difendere questi guadagni o se invece già oggi riappariranno i venditori. Non facciamo previsioni.
Oggi sono assente - i prossimi commenti vengono pubblicati stasera.

Aggiornamento del 9 marzo

Il prezzo del petrolio crolla del -30%! e trascina nel baratro le borse

La guerra dei prezzi scatenata dall'Arabia Saudita ha un influsso drammatico sulla quotazione del petrolio che precipita stamattina a 29 USD al barile (ca. -30%). Su borse già scosse ed indebolite dal Coronavirus questo evento ha un effetto dirompente. Su tutti i mercati ci sono forti movimenti e volatilità. I prezzi dei beni rifugio come quelli delle obbligazioni di prima qualità decollano. Tutto il resto invece scende a cominciare dal future sull'S&P500 che alle 07.00 é bloccato a 2818 punti (-145 punti, -4.90%, limit down!). Non é però ancora certo che le borse cadranno nel vuoto. Su alcuni mercati si vedono già delle reazioni. Il prezzo dell'oro é schizzato fino a 1703 USD/oncia ma ora é ricaduto a 1664 USD. Il cambio EUR/USD si é impennato fino a 1.1495 - ora é tornato a 1.1385.
Sulla base dell'esito della nostra analisi tecnica quella odierna potrebbe essere un'occasione d'acquisto. Comperare in un crash é però spesso una questione di fortuna specialmente se si tratta di indovinare il minimo. Nel caos assoluto i parametri e limiti tecnici non hanno nessuna valenza. Osserviamo la situazione e verso le 08.00 vedremo a che punto siamo.

Sono le 08.00. I futures americani sono fermi - bloccati dalla regola che sospende le contrattazioni dopo una caduta del -5%. Dobbiamo quindi riferirci ai futures europei. Le borse continuano a scendere. Il future sull'Eurostoxx50 perde ora il -7.2% - quello sul DAX é a -6.5%. L'Eurostoxx50 vale circa 3000 punti. Vendere o comperare? Non siamo in grado di dare un consiglio. Per vendere ci sembra troppo tardi. Comperare é troppo rischioso. L'apertura in gap down lascerà la maggior parte degli investitori con pesanti perdite senza aver avuto la possibilità di vendere. Molti avranno l'impressione di avere troppe azioni. Probabilmente gli indici azionari scenderemo più in basso prima di risalire. È possibile, e secondo l'analisi tecnica probabile, che tra oggi e domani venga toccato un minimo importante - non abbiamo però idea di dove potrebbe trovarsi.
Il Nikkei ha perso il -5.38% - Shanghai é in calo "solo" del -3%. Ricordiamoci che il petrolio e i suoi derivati a basso prezzo non ha solo risvolti negativi ma anche positivi. In un momento di crisi si abbasseranno i costi per molte imprese. 

Gli Stati Uniti durante il fine settimana sono passati all'orario estivo. Tra Europa e New York ci sono 5 ore di differenza invece che le abituali 6. La borsa a Wall Street apre oggi alle 14.30 invece che alle 15.30 e chiude con un'ora di anticipo alle 21.00.

Commento del 7-8 marzo

I virus vengono e vanno. Nuovi minimi annuali in Europa - performance settimanale positiva in America

Nessuno può sapere esattamente quali saranno le conseguenze dell'epidemia di Coronavirus sull'economia mondiale. È quindi meglio evitare di lasciarsi impressionare dalle analisi dei cosiddetti esperti. Molti prevedono, con argomenti più che logici, una recessione mondiale e quindi un baer market delle borse. Noi ci limitiamo ad osservare i segnali tecnici che lanciano i mercati finanziari. Possiamo sbagliarci ma almeno agiamo sulla base dell'opinione che hanno nel complesso gli investitori e gli operatori - spesso la massa ha ragione. Una settimana fà l'S&P500 ha toccato un minimo significativo a 2855 punti e avevamo previsto un rimbalzo fino ai 3050-3150 punti - questo sulla base di ipervenduto, eccesso di ribasso e soprattutto panico. Martedì l'S&P500 ha toccato un massimo giornaliero a 3136 punti - mercoledì ha concluso la seduta a 3130 punti. Tra mercoledì e giovedì abbiamo consigliato ai traders di vendere. Si é riusciti a vendere Eurostoxx50 a 3400 punti ma per i 3450 punti era già troppo tardi. Ci aspettavamo mercati molto volatili e instabili - in effetti giovedì e venerdì le borse sono nuovamente precipitate. Le borse europee hanno chiuso venerdì poco sopra i minimi giornalieri, su dei nuovi minimi annuali e con pesanti perdite - l'Eurostoxx50 é sceso a 3232 punti (-3.91%). La borsa americana invece dopo le 21.00 é rimbalzata - come una settimana fà l'S&P500 ha chiuso 72 punti sopra il minimo giornaliero a 2972.37 punti (-1.71%). Ha iniziato un nuovo rimbalzo e settimana prossima deve salire - considerando la posizione degli indicatori di momentum potrebbe avere lunedì e martedì ancora una fase di debolezza ma questi sono dettagli. 
Sull'esito di questa settimana si possono fare alcune considerazioni:
- La borsa americana ha avuto una performance positiva! I minimi di venerdì 28 febbraio non sono stati peggiorati.
- Le borse europee hanno avuto una performance decisamente negativa. Questa é una conseguenza dell'apprezzamento dell'EUR (EUR/USD da 1.1025 a 1.1285) e dell'influsso del Coronavirus che in Europa si sta diffondendo in maniera preoccupante. Gli investitori agiscono secondo una certa logica visto che vendono soprattuto le azioni di quei Paesi, come l'Italia, che sono particolarmente colpiti dall'epidemia.
- I tassi d'interesse sono scesi in Europa (reddito del Bund tedesco decennale a -0.714%) e sono precipitati in America (reddito dell'US Treasury Bond decennale a 0.74% / -0.18% solo venerdì). I mercati obbligazionari scontano una politica monetaria estremamente espansiva da parte delle Banche Centrali e una recessione, per lo meno temporanea. I redditi sono bassissimi - i corsi delle obbligazioni USA sono su dei massimi storici - il DSI (Daily Sentiment Index) sull'USTBond é a 98. È probabile che settimana prossima ci debba essere un rimbalzo dei redditi. È però evidente che i tassi d'interesse sono scesi molto più in basso di quanto ci eravamo immaginati e questo ci obbliga a rivedere il nostro scenario per l'intero 2020.
- Il prezzo del petrolio é precipitato venerdì a 41.28 USD/barile (WTI) (-4.62 USD, -10%). Questo é il risultato del previsto rallentamento economico ma anche di una guerra dei prezzi scatenata dall'Arabia Saudita. Sarà interessante osservare quali saranno le conseguenze sull'economia (deflazione) e sul comportamento dei consumatori che pagheranno meno per benzina e olio da riscaldamento.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.93% a 3232 punti
SX7E (banche)          -10.93% a 74.99 punti
DAX                         -2.93% a 11541 punti
SMI                          -0.96% a 9736 punti
FTSE MIB                  -5.39% a 20799 punti
S&P500                    +0.61% a 2972.37 punti
Nasdaq100               +0.81% a 8530 punti

Venerdì le borse europee sono ancora crollate - c'é poco da dire per indorare la pillola. L'Europa segue l'America ma mostra debolezza relativa e ha tendenza a sottoperformare. Questo effetto dovrebbe perdurare.
Notiamo venerdì la pesante perdita dell'SMI svizzero (-4.01% a 9736 punti) - potrebbe essere un segnale di temporaneo esaurimento del ribasso visto che gli investitori vendono ormai anche i titoli difensivi come alimentari e farmaceutica fortemente presenti in Svizzera. Notiamo inoltre la pessima performance settimanale del FTSE MIB (-3.50% a 20799 punti / performance settimanale -5.39%). Da inizio anno l'Eurostoxx50 ha perso il -13.70% - il FTSE MIB é sceso del -11.51% - questa caduta serve quindi solo a compensare una sovraperformance all'inizio dell'anno. Quando il Coronavirus comincerà a diffondersi in Europa come in Italia é probabile che le borse ricominceranno a muoversi in parallelo - pensiamo che questo debba già succedere a partire da settimana prossima.
Il settore bancario (SX7E -3.54% a 74.99 punti, performance settimanale -10.93%, RSI a 14.77 punti) é un disastro. Il minimo del 2012 é a 72 punti - sotto c'é il vuoto. Non sappiamo se questa é un'occasione d'acquisto o se é un segnale che l'economia sta entrando in una grave recessione. Ci sono azioni, come quella di UBS (CHF 9.87, dividendo USD 0.73, reddito ca.6.8%), che pagano dividendi del 6%-8%. Non é logico e questo ci preoccupa. Chi ha ragione? L'SX7E che crolla o gli altri indici azionari che finora reggono sotto l'urto del Coronavirus? Come si risolverà questa divergenza?
Noi stiamo comperando azioni di banche ma ammettiamo di essere piuttosto inquieti...

Venerdì la borsa americana si é risollevata dai minimi giornalieri e ha dato l'impressione di voler nuovamente iniziare un rimbalzo. Malgrado che l'S&P500 (-1.71% a 2972.37 punti) non sia sceso fino ai 2855 punti (minimo a 2900 punti) i dati sul sentiment sono peggiori che una settimana fà (VIX a 41.94 punti, +2.32 punti, massimo a 54.39 punti / CBOE Equity put/call a 0.89 / Fear&Greed Index a 7 punti (!), -2) e questa é una divergenza positiva. Il DJ Transportation (-0.61%) improvvisamente sovraperforma - la spinta di ribasso sembra esaurirsi. La borsa americana dovrebbe essere vicina ad una situazione di ipervenduto di medio termine e gli indicatori di momentum tipo MACD stanno preparando un bottom. Di conseguenza pensiamo che settimana prossima deve svilupparsi un rimbalzo più lento ma più sostenibile del precedente.
L'S&P500 ha aperto a 2933 punti e alle 16.50 é risalito a 2975 punti. Poi é sceso in due ondate a verso le 21.00 ha toccato il minimo a 2900 punti. Da qui si é risollevato fino a 2986 punti e ha chiuso a 2972.37 punti (-1.71%). Il Nasdaq100 (-1.63% a 8530 punti) ha seguito l'S&P500 - il Russell2000 (-2.00%) era più debole. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1420 su 6102, NH/NL a 78 su 2191 (meglio che una settimana fà) e volume relativo a 1.8.
La tendenza di fondo della borsa americana é al ribasso con il 16.5% dei titoli sotto la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 26.44 - i dati non migliorano.
Nell'analisi dei COT notiamo che i Commercials stanno comperando e vanno long - spesso questi investitori sul medio - lungo termine prendono delle buone decisioni.
Riassumendo a breve deve iniziare un'altro rimbalzo della borsa americana. Le borse europee devono seguire pur mantenendo debolezza relativa e sottoperformance. A medio termine ci aspettiamo in America selvagge e violente oscillazioni nel range di settimana scorsa - presto o tardi il minimo annuale dell'S&P500 a 2855 punti deve essere ritestato e un minimo discendente é possibile.
La crisi provocata dall'epidemia di Coronavirus durerà ancora settimane se non mesi. Il numero di contagiati e di decessi aumenterà considerevolmente prima di diminuire. Almeno psicologicamente il problema peserà ancora per parecchio tempo sui mercati finanziari. Le borse hanno però tendenza ad anticipare gli sviluppi futuri. È probabile che questa correzione finirà in concomitanza con il picco della malattia. Il numero dei nuovi infetti in Cina sta diminuendo (se ci si può fidare dei dati ufficiali)...
Ci sono però segnali (Bonds, SX7E, oro) che suggeriscono l'inizio di una recessione e di un bear market delle borse. Non bisogna sottovalutarli e si può comperare azioni solo se da questi mercati verranno segnali di scampato pericolo.

Commento del 6 marzo

Gli investitori corrono a destra e sinistra senza riflettere - tanta volatilità, poco trend

Al rally di mercoledì ieri é seguita una pesante caduta (S&P500 -3.39% a 3023.94 punti). Non é una sorpresa - ci aspettavamo volatilità e siamo convinti che presto o tardi il minimo a 2855 punti deve essere ritestato. Sappiamo che il numero di persone contagiate dal Coronavirus deve drammaticamente aumentare prima di diminuire e che questa epidemia durerà ancora dei mesi. L'unico aspetto che ci colpisce ogni volta in queste situazioni di crisi é la mancanza di costanza da parte degli investitori. Bisogna farsi un'opinione e mantenerla e non cambiare idea ogni giorno. Mercoledì tutti hanno comperato - ieri tutti hanno venduto. Qualsiasi cosa succeda le reazioni sono isteriche ed istintive. Cerchiamo di fare ordine. Tutti i movimenti che partono dai minimi di venerdì 28 febbraio sono dei rimbalzi tecnici. Nel caso in cui questi rimbalzi sono eccessivi o raggiungono gli obiettivi tecnici (come mercoledì sera a New York o giovedì mattina in Europa) i traders possono vendere per effettuare delle brevi operazioni short. Gli investitori possono stare a guardare ed osservare questo spettacolo - i 2855 punti di S&P500 verranno ritestato e contemporaneamente le borse europee, tecnicamente più deboli e sottoperformanti, toccherano dei nuovi minimi annuali. In quel momento si potrà comperare per sfruttare un sostenibile rialzo di medio termine. A questo momento mancano però ancora delle settimane. Probabilmente settimana prossima verrà toccato un'altro minimo intermedio e ci sarà un'altro rimbalzo tecnico - questo perché a medio termine si sta presentando una situazione di ipervenduto e gli investitori sono nuovamente in panico. Questo significa che secondo l'analisi tecnica oggi non é un giorno per vendere anche se molti ne avrebbero voglia.

Ieri le borse europee hanno aperto in positivo e l'Eurostoxx50 (-1.67% a 3363 punti) é ancora salito a 3438 punti di massimo. A ridosso dei 3450 punti di Eurostoxx50 le borse sono ripartire al ribasso. L'Eurostoxx50 é sceso fino all'apertura a New York a 3338 punti e poi ha recuperato 25 punti. Le borse europee faticano a rimbalzare e restano ipervendute - un cattivo segno.
Ci lascia molto perplessi il crollo del settore bancario (SX7E -3.89% a 77.74 punti) - con RSI a 16.64 (!) e MM a 200 a 90.30 punti l'indice é terribilmente ipervenduto e in eccesso di ribasso ma non reagisce anche perché i tassi d'interesse continuano a scendere. Spesso le crisi finanziarie europee sono state segnalate dalla debolezza del settore bancario - ci aspetta una recessione? A metà febbraio l'indice veleggiava sui 102 punti - una perdita del -25% in un mese é giustificata? Se le azioni delle banche non recuperano nei prossimi giorni le borse europee rischiano una caduta nel vuoto.
Per il resto c'é poco da dire - le caratteristiche di questi movimenti, in parte sconclusionati, non cambiano. L'SMI svizzero (-1.05% a 10143 punti) continua a sovraperformare mentre il FTSE MIB (-1.78% a 21554 punti) boccheggia. Dopo due giorni di rimbalzo il FTSE MIB é nuovamente crollato e ha chiuso sul minimo annuale (peggiore chiusura del 2020). Un'indice che non sale quando é ipervenduto e continua a mostrare debolezza relativa é da evitare. Probabilmente deve scendere (decisamente) più in basso prima di poter risalire.
Le azioni delle banche rimangono sotto pressione e lo spread sui titoli di Stato aumenta - puzza di crisi...
L'Europa continua a seguire docilmente gli Stati Uniti - vediamo cosa é successo a Wall Street.

Dopo il rally di mercoledì ieri ci aspettavamo un ritracciamento. Invece c'é stata una pesante caduta. L'S&P500 ha aperto male a 3053 punti e per alcune ore ha recuperato ed é risalito a 3083 punti. Poi però i venditori hanno preso il controllo delle operazioni e l'indice é sceso ad ondate sul minimo a 3000 punti, Da questa barriera psicologica c'é stato un rimbalzo fino a 3023.94 punti (-3.39%). Il capro espiatorio della giornata sono stati i trasporti (DJT -5.27%) - si teme il fallimento di numerose compagnie aeree. Le vendite hanno però colpito tutti i settori (Nasdaq100 -3.10% a 8671 punti, RUT -3.42%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1182 su 6312, NH/NL a 112 su 1335 e volume relativo a 1.5. Guardate come si comporta il Summation Index - é un pò che non guardiamo questo indicatore e riprenderemo il tema nell'analisi del fine settimana. È una delle ragioni per cui nelle prossime settimane ci aspettiamo la formazione di una base e non la continuazione del ribasso.
Gli investitori sono pessimisti e sull'orlo del panico come mostrano i dati sul sentiment - VIX a 39.62 punti (+7.63), CBOE Equity put/call ratio a 0.78 e Fear&Greed Index a 9 punti (-6).

Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é crollato a 0.92% (-0.10%) - é sceso molto più in basso di quanto ci eravamo immaginati. Gli investitori cercano disperatamente sicurezza e sono convinti che avremo un rallentamento congiuturale considerevole. Il termine recessione appare sempre più spesso nei commenti economici.

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 2985 punti (-30 punti). Le premesse sono per una seduta negativa - potrebbe ripetersi una giornata come una settimana fà. Il Nikkei ha perso il -2.72% - Shanghai scende del -1.2%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3290 punti. Le borse europee apriranno con perdite superiori al -2%. Cosa succederà oggi ? Caduta nel vuoto o stabilizzazione e recupero? Siamo costruttivi poiché non crediamo che i tassi d'interesse possano scendere più in basso - pensiamo che le borse chiuderanno in negativo ma sopra i livelli d'apertura.

Commento del 5 marzo

A caccia di dividendi - il rimbalzo in America ha esaurito il suo potenziale

Ieri in Europa c'é stata una seduta decisamente positiva (Eurostoxx50 +1.44%) - é il risultato della somma tra Wall Street in calo martedì sera, i segnali decisamente costruttivi di mercoledì mattina ed il buon inizio di seduta ieri pomeriggio in America. Istituzioni internazionali (Banca mondiale, Fondo monetario internazionale), governi e Banche Centrali stanno intervenendo a sostegno di economia e mercati finanziari e questo almeno a breve sta avendo un effetto positivo sulle borse ed offusca il problema costituito dall'epidemia di Coronavirus. A New York c'é stato nuovamente un rally (S&P500 +4.22% a 3130.12 punti) che ha superato le nostre più rosee previsioni per la giornata. In precedenti commenti avevamo scritto che l'S&P500, dal minimo di venerdì a 2855 punti, poteva rimbalzare fino ai 3050-3150 punti. Ora l'obiettivo é stato raggiunto e il potenziale sembra esaurito. Negli indicatori di sentiment traspare però ancora parecchio pessimismo - le borse non sembrano in procinto di iniziare un'altra consistente spinta di ribasso. Di conseguenza a breve lo scenario più probabile é una distribuzione sui 3150 punti di S&P500 e sui 3450 punti di Eurostoxx50.
Nell'analisi del fine settimana avevamo suggerito l'acquisto di azioni di buona qualità con un alto dividendo. Questa era la logica reazione al drammatico calo dei tassi d'interesse - il reddito dell'US Treasury Bonds si é stabilizzato a 1.02% (invariato) mentre in Bund tedesco decennale rende il -0.63%. Gli investitori hanno seguito questo ragionamento. Ieri sera l'indice DJ Utilities ha guadagnato il +5.57% - normalmente il settore delle società di pubblica utilità (utilities) é noioso e si muove poco. Le azioni però rendono bene e vengono adesso comperate a man bassa come alternativa alle obbligazioni. Notiamo questo effetto anche in Europa. Già lunedì sera avevamo parlato di ENEL - ieri l'azione é balzata del +5.57% !

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere rispetto a quanto scritto ieri sera. Si tratta evidentemente di un rimbalzo tecnico trascinato da titoli solidi e difensivi (farmaceutica, alimentare) e frenato dal settore bancario (SX7E -0.42% a 80.89 punti). La logica conseguenza é che indici come l'SMI svizzero (+1.62% a 10251 punti) sovraperformano mentre altri come il FTSE MIB italiano (+0.91% a 21946 punti) sottoperformano. Il plotone si muove però compatto e nella stessa direzione. In teoria le borse europee a corto termine hanno ancora spazio di manovre verso l'alto - per l'analisi tecnica il rimbalzo non sarebbe ancora finito. È però evidente che se l'America si ferma e distribuisce anche l'Europa docilmente si comporterà alla stessa maniera.
L'epidemia di Coronavirus nei prossimi giorni si svilupperà in maniera esponenziale con un numero crescente di persone contagiate e di decessi. Psicologicamente questo sarà un peso per le borse ed i mercati finanziari che temono una recessione. Dopo questo rimbalzo provocato dalla copertura degli short e da acquisti sporadici di azioni otticamente a buon prezzo é probabile che mancherà la motivazione per salire più in alto senza prove tangibili che il mondo occidentale é in grado ci contenere la pandemia. I segnali provenienti dalla Cina sono incoraggianti ma non c'é molto da fidarsi.

Ieri a New York ci aspettavamo una seduta positiva che fosse in grado di compensare buona parte delle perdite di martedì. Invece c'é stato un rally come quello di lunedì. Gli indici azionari hanno chiuso sui massimi giornalieri e con forti guadagni. In teoria sullo slancio gli indici potrebbero salire più in alto ma noi abbiamo fondati dubbi. È probabile che la serie regolare di sedute positive e negative continui e che quindi oggi la borsa americana debba scendere.
L'S&P500 ha aperto a 3065 punti e nella prima metà della seduta é oscillato in laterale tra i 3134 ed i 3170 punti. Poi é semplicemente salito fino alla chiusura sul massimo a 3130.12 punti (+4.22%). Tutti i settori hanno partecipato al rialzo (Nasdaq100 +4.13% a 8949, DJT +3.38%, RUT +3.04%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6155 su 1321, NH/NL a 142 su 556 e volume relativo a 1.45. La volatilità VIX é scesa a 31.99 punti (-4.83), il CBOE Equity put/call ratio (0.64) era sulla media di lungo periodo mentre il Fear&Greed Index é salito a 15 punti (+5). I dati sul sentiment sono migliorati ma segnalano ancora parecchio pessimismo.

Stamattina (08.15) il future sull'S&P500 cade a 3082 punti (-32 punti). Alle 06.30 era ancora a 3098 punti - evidentemente gli europei pensano che ieri sera a Wall Street il rally era esagerato. Il Nikkei ha guadagnato il +1.09% - Shanghai sta salendo del +2%. L'Eurostoxx50 vale 3436 punti. Le borse europee apriranno con un guadagno del +0.5%. Non sappiamo cosa potrebbe succedere oggi. Siamo però convinti che dopo i violenti movimenti degli scorsi tre giorni lentamente la volatilità dovrebbe diminuire e dovremmo assistere ad un assestamento sui livelli attuali.

Commento del 4 marzo

La FED riduce i tassi d'interesse del -0.50% - ampie oscillazioni come tentativo di formare base - ambiente per traders

Ieri mattina le borse europee hanno tentato di imitare l'America. Dopo l'apertura sono partite al rialzo - verso le 09.40 la spinta era già praticamente finita. Fino alle 16.00 gli indici sono rimasti sui massimi della giornata. C'é stata ancora un'impennata alle 16.00 dopo l'annuncio della FED ma poi ci sono state delle vendite e gli indici hanno chiuso vicino ai minimi con moderati guadagni. L'Eurostoxx50 alle 09.40 era a 3425 punti. A mezzogiorno era salito a 3431 punti. Nel pomeriggio é scivolato fino ai 3382 punti, si é impennato alle 16.00 sul massimo a 3448 punti e ha chiuso a 3372 punti (+0.99%). Gli altri indici si sono comportati in maniera simile. L'SMI svizzero (+1.37% a 10087 punti) ha sovraperformato grazie ai suoi titoli difensivi - il FTSE MIB (+0.43% a 21748 punti) a sottoperformato a causa dell'effetto Coronavirus e sotto il peso del settore bancario. Gli investitori fanno ragionamenti semplici e reagiscono in maniera istintiva. L'Italia é l'epicentro del contagio in Europa e quindi gli investitori evitano la borsa di questo Paese. I tassi d'interesse scendono e di conseguenze, seguendo la ben conosciuta correlazione, vendono la azioni delle banche (SX7E -1.37% a 81.23 punti). Il Bund tedesco e l'USTBond americano (reddito del decennale a 1.02% (-0.08)) sono talmente ipercomperati e il sentiment sui tassi é talmente negativo che a breve deve esserci un rimbalzo. Per i traders c'é un'ottima occasione long sulle azioni delle banche che a questo livello devono essere comperate.
Riassumendo le borse europee seguono a distanza la borsa americana. Gli investitori sembrano dare più credito alle capacità di ripresa dell'economia americana che a quella europea. Inoltre il rafforzamento dell'EUR penalizza le borse europee. Se però come pensiamo l'S&P500 é destinato a fare base facendo ampie oscillazioni intorno ai 3000 punti, l'Eurostoxx50 dovrebbe fare la stessa cosa intorno ai 3350 punti.

Dopo il rally di lunedì ieri la borsa americana ha nuovamente fatto un tonfo (S&P500 -2.81% a 3003.37 punti). L'annuncio improvviso della FED che ha ridotto i tassi d'interesse guida del -0.5% é stato contraproduttivo. Come sapete quest'anno gli operatori prevedevano tre riduzioni per un totale di -0.75%. La decisione della FED, annunciata fuori dai termini normali e superiore in ampiezza al previsto, puzza però di paura e disperazione. Dopo un balzo fino ai 3136 punti l'S&P500 é sceso fin verso le 20.00 quando ha toccato un doppio minimo a 2976 puntii. Solo sul finale ha recuperato e ha chiuso a 3003.37 punti. Ancora una volta le contrattazioni si sono concentrate sul settore tecnologico (Nasdaq100 -3.19% a 8594 punti). Le vendite però hanno coinvolto tutto il listino (DJ Transportation -2.90%, Russell2000/RUT -2.13%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2176 su 5323, NH/NL a 104 su 803 e volume relativo a 1.9. La volatilità VIX é salita a 36.82 punti (+3.40), il CBOE Equity put/call ratio era alto a 0.73 (ci aspettavamo di più) e il Fear&Greed Index rimane in cantina (10 punti, -3 punti).
Teniamoci pronti ad una serie di sedute positive e negative, molto volatili e con improvvisi cambiamenti di direzione. Gli investitori sono pessimisti e nervosi - le scenario di formazione di base con ricadute sui 2850 punti di S&P500 resta valido.

Come già detto il reddito dell'US Treasury Bond é caduto a 1.02% (-0.08%) - é decisamente ipervenduto con un sentiment pessimo - Un sostanziale rimbalzo tecnico é imminente. Un tasso d'interesse così basso significa che gli investitori vedono un rischio di recessione. Questo segnale non é da sottovalutare.

Il prezzo dell'oro come pensavamo é risalito a 1641 USD/oncia. Il crollo venerdì scorso non era un segnale di crash ma una normale correzione fino alla MM a 50 giorni. L'oro rimane in un bull market di lungo periodo. Il potenziale di rialzo in mancanza d'inflazione é modesto. È però un valido bene rifugio che é meglio tenere in portafoglio.

Il cambio EUR/USD é risalito a 1.1150 come conseguenza della diminuzione del differenziale dei tassi d'interesse tra USD e EUR. Il cambio é tornato nel vecchio range 1.10-1.12 e sembra destinato a restarci per qualche settimana se non mesi.

Stamattina c'é nuovamente un rimbalzo delle borse. Alle 07.15 il future sull'S&P500 era a 3036 punti- ora (08.15) e a 3046 punti (+49 punti). Il Nikkei é rimasto fermo (+0.08%) mentre Shanghai sale del +0.6%. L'Eurostoxx50 vale ora 3385 punti - le borse europee, che devono scontare la brutta chiusura ieri sera a Wall Street e reagire al balzo di stamattina del future, apriranno con un guadagno del +0.5%. Restiamo dell'idea che a breve c'é poco spazio di manovra sopra i 3400 punti di Eurostoxx50. Poco con borse molto volatili significa una quarantina di punti...

Breve commento del 3 marzo

Rimbalzo e assestamento

Sono le 06.30 - stamattina devo uscire alle 7 perché oggi sono in viaggio. Mi limito ad un breve commento anche perché la situazione si sta sviluppando come abbiamo descritto nel commento del fine settimana. La prima spinta di ribasso é finita e le borse si risollevano dai minimi. Per ora non ci sono sorprese se non che l'intensità del rimbalzo tecnico a New York (S&P500 +4.60% a 3090.23 punti) é stata superiore alle previsioni iniziali. Come nella discesa anche il rimbalzo é più veloce e dinamico di quanto ci eravamo immaginati.
La seduta in Europa é stata deludente (Eurostoxx50 +0.28% a 3338 punti) poiché dopo una buona apertura c'é ancora stato un tuffo ed alcuni indici sono scesi sotto i minimi di venerdì. Trovate i dettagli nei commenti di ieri sera. Dopo la convincente prestazione di Wall Street é però probabile che oggi le borse europee vogliano imitare l'America anche se con minore intensità a causa del forte apprezzamento dell'EUR (EUR/USD a 1.1150).

Ieri sera a Wall Street c'é stato un rally convincente con volumi e partecipazione. È stato però solo un rimbalzo tecnico e non é l'inizio di una rialzo a conclusione di una correzione a V. Ora però comincia il periodo di formazione di base e possiamo abituarci a vedere per un pò l'S&P500 oscillare ampiamente intorno ai 3000 punti.

Adesso il future sull'S&P500 é a 3062 punti (-2 punti) - l'indice difende i guadagni di ieri sera e questo é positivo.

Aggiornamento del 2 marzo

Dopo la prima reazione istintiva si cerca di capire l'effettiva portata del problema

L'epidemia di Coronavirus é iniziata a dicembre del 2019 in Cina. Per parecchio tempo i mercati finanziari hanno ignorato il problema. Noi abbiamo cominciato a parlarne il 21 gennaio - aspettavamo l'inizio di una correzione di medio termine e pensavamo che il diffondersi del Coronavirus sarebbe stato l'evento scatenante. Invece gli investitori per ancora un mese non sono si sono preoccupati delle conseguenze dell'epidemia. Solo settimana scorsa le borse sono crollate - tutti come prima reazione hanno venduto - prima si scappa e poi si valuta con calma la portato dell'evento. Venerdì questa prima ondata di vendite é terminata - ora si tratta di capire quanti danni provocherà effettivamente il Coronavirus. Purtroppo i media e molti cosiddetti analisti giocano con le emozioni - vengono descritti parecchi scenari catastrofici ma nessuno parte da dati concreti e si basa su un'analisi quantitativa. Probabilmente sarà la borsa col tempo a fornire il miglior termometro della situazione - i mercati finanziari, malgrado gli eccessi causati dalle emozioni, tendono ad anticipare in maniera corretta lo sviluppo dell'economia e della redditività delle imprese nel futuro. Al momento sappiamo che c'é un problema che causerà una diminuzione dell'attività economica. È molto probabile che governi e Banche Centrali interverranno per sostenere l'economia. I mercati scontano già per quest'anno tre diminuzioni dei tassi d'interesse guida da parte della FED statunitense. Vedremo se le differenti misure bastaranno a ridare fiducia a consumatori ed imprese. In questo momento la qualità dell'informazione data dai governi ai cittadini é importante e decisiva. Si tratta di assumere il comportamento corretto per ridurre la diffusione del contagio (igiene innanzitutto) e difendersi dalla malattia. Bisogna però evitare l'isterismo e dei comportamenti irrazionali. Per due colpi di tosse non bisogna subito correre al Pronto Soccorso degli ospedali e non c'é bisogno di chiudersi in casa e di riempire la cantina di scorte alimentari a lunga conservazione. 
Ma torniamo alle borse. Ora gli investitori dopo la prima fuga istintiva si prenderannno del tempo per valutare la situazione. Nessuno sa se questa caduta di 12-15% dai massimi di febbraio riflette in maniera corretta la portata del problema. Lo scopriremo nei prossimi giorni. Dobbiamo però prepararci a convivere con l'epidemia di Coronavirus per settimane se non mesi.

Stamattina i mercati sono relativamente tranquilli. La volatilità é in diminuzione. L'S&P500 riesce a difendere la chiusura di venerdì 100 punti sopra il minimo e vicino al massimo giornaliero - alle 08.00 é a 2968 punti (+17 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +0.95% - Shanghai sale del +3% dopo che il governo ha annunciato numerosi interventi a sostegno di economia ed imprese. L'Eurostoxx50 vale 3376 punti - le borse europee apriranno con delle plusvalenze di circa il  +1.4%. Il short covering potrebbe stamattina risucchiare gli indici verso l'alto ma non ne siamo sicuri. Il rimbalzo dovrà lottare contro una serie di notizie negative visto che il numero delle persone contagiate ed i decessi nel prossimo futuro aumenteranno.
Chi venerdì ha comperato Eurostoxx50 sui 3330 punti può vendere oggi sopra i 3400 punti.

Commento del 29 febbraio - 1. marzo

Le borse toccano il fondo - ora segue una fase di formazione di base con volatilità intorno ai minimi di venerdì

Mercoledì 19 febbraio l'S&P500 ha fatto registrare il massimo storico a 3393 punti. Una settimana f'à l'indice era ancora a 3337.75 punti e noi avevamo dichiarato che era cominciata una correzione - la borsa doveva scendere ma non sapevamo ancora se sarebbe stata una correzione minore o una correzione di medio termine fino alla MM a 200 giorni (3040-3050 punti). In effetti c'é stata una pesante, veloce e dinamica correzione che viene percepita come un crash. Venerdì l'S&P500 é caduto fino ai 2855 punti e ha chiuso a 2954.22 punti (-0.82%). La perdita settimana é del -11.49% - in analisi tecnica si parla di correzione in un bull market quando la perdita supera il -10% ma é inferiore al -20%. La pressione di vendita é stata enorme durante tutta la settimana e tutte le barriere tecniche sono ad una ad una cadute. In situazioni del genere gli indicatori di partecipazione e momentum ci dicono unicamente che le borse sono ipervendute e in eccesso di ribasso - non sono in grado di dire quando il crollo finirà e a che livello.
Nei nostri commenti tecnici abbiamo più volte ripetuto che solo gli indicatori di sentiment erano efficaci ed effettivi e potevano dirci quando le borse avevano toccato il fondo. Ci vuole del panico per segnalare che gli ultimi investitori stanno vendendo alla disperata e che probabilmente le vendite a breve si stanno esaurendo. Venerdì abbiamo rilevato panico - la volatilità VIX é esplosa a 49.48 punti di massimo prima di tornare in chiusura a 40.11 punti (+0.95) - il CBOE Equity put/call ratio é rimasto alto a 0.85 (MM a 10 giorni a 0.66 e in aumento) - il Fear&Greed Index é sceso a 10 punti (-3 punti). A completare il quadro di borse che a breve hanno esaurito la spinta di ribasso c'é stato il convincente rimbalzo dal minimo. L'&P500 é crollato a 2855 punti alle 16.00 - ha chiuso 100 punti più in alto a 2954.22 punti (-0.82%) - il future nel dopo borsa ha raggiunto i 2988 punti. Il Nasdaq100 é sceso fino a 8133 punti, ha brevemente bucato la MM a 200 giorni per poi risalire e chiudere in guadagno (!) del +0.30% a 8461 punti.
Tutto lascia presupporre che questa spinta di ribasso é terminata su un minimo intermedio. Come si prosegue? Lo scenario tipico prevede ora la formazione di una base con un iniziale rimbalzo tecnico provocato dalla copertura di short e da acquisti stimolati dalle interessanti valutazioni. Il rimbalzo può essere di un terzo fino a metà della precedente spinta di ribasso. Indicativamente pensiamo che l'S&P500 possa risalire sui 3050-3150 punti. Poi nelle prossime settimane il minimo di venerdì a 2855 punti verrà ritestato. Come dipende da parecchi fattori - innanzitutto dalla qualità, intensità e durata del rimbalzo iniziale. Potrebbe verificarsi un minimo discendente sotto i 2855 punti. A questo punto bisognerà comperare per sfruttare una fase di rialzo a medio termine.
Naturalmente lo svolgimento nel dettaglio dipenderà da come si diffonde l'epidemia di Coronavirus e da come il rischio verrà percepito dalla popolazione. Nelle prossime settimane i contagiati ed i decessi aumenteranno prima di diminuire. Questo provocherà un periodo di incertezza più o meno lungo durante il quale le borse saranno volatili e dovrebbero formare una base.
Per il momento partiamo dal principio che il nostro scenario generale per il 2020 sia ancora valido. Di conseguenza crediamo che il Coronavirus provocherà una temporanea diminuzione della crescita economica (o in certi paesi una moderata recessione) ma che non ci sarà un ciclo recessivo e che non é ancora iniziato un bear market. Possiamo sbagliarci - per questo conviene attendere il rimbalzo e il test del minimo prima di comperare - a quel punto gli indicatori tecnici si saranno assestati dopo la tempesta di questa settimana e avremo un quadro più preciso ed affidabile della situazione.
A corto termine non vale più la pena di vendere - eventualmente i traders possono provare delle operazioni long come abbiamo suggerito di fare venerdì. Chi é entrato nella correzione con un'esposizione eccessiva in azioni e non ha avuto il tempo di reagire deve aspettare la fine del rimbalzo per vendere qualcosa e diminuire i rischi. Chi vuole agire in maniera prudente può comperare azioni di buona qualità con un alto dividendo - dopo la correzione ce ne sono molte specialmente nel settore dell'energia. Il reddito dell'USTBond decennale in USD é sceso a 1.13% (-0.17% e evidente esagerazione al ribasso confermata dai dati sul sentiment) - il reddito del Bund tedesco decennale é caduto a -0.609% - azioni con dividendi sicuri di un 3%-5% sono a questo punto una buona alternativa d'investimento.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -12.39% a 3329 punti
DAX                         -12.44% a 11890 punti
SMI                          -11.52% a 9831 punti
FTSE MIB                  -11.26% a 21984 punti
S&P500                    -11.49% a 2954.22 punti
Nasdaq100               -10.42% a 8461 punti

Questa volta punto tralasciamo di fare l'abituale cronaca e analisi della giornata di venerdì. La seduta é stata pessima in Europa (Eurostoxx50 -3.66% a 3329 punti) e ancora negativa in America (S&P500 -0.82% a 2954.22 punti). Ci sono però parecchi segnali che suggeriscono la presenza di un minimo intermedio. Questi segnali sono apparsi a New York e comprendono anche altri mercati come quello delle divise, dei tassi d'interesse o dei metalli preziosi.

L'S&P500 ha aperto in forte gap down a 2903 punti. Dopo un breve tentativo di rimbalzo l'indice sprofondato alle 16.00 sul minimo a 2855 punti. Da qui c'é stato un possente recupero fino alle 17.45 a 2959 punti. In seguito l'S&P500 é ricaduto un'ottantina di punti, si é assestato sopra i 2882 punti e sul finale si é impennato fino ai 2954.22 punti (-0.82%). La tecnologia ha ripreso il suo classico ruolo trainante con sovraperformance e forza relativa (Nasdaq100 +0.30%). Il resto del mercato era invece ancora piuttosto debole (DJT -1.01%, RUT -1.43%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2110 su 5431, NH/NL a 77 su 3228 (!) e volume relativo superiore a 2.0. La tendenza di fondo della borsa americana é formalmente al ribasso (!) con il 14.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 29.83 - questo significa che esiste la possibilità che sia iniziato un bear market - se nel rimbalzo e consolidamento che si verificheranno nei prossimi giorni e settimane questi dati non migliorano decisamente bisognerà riflettere bene prima di comperare.
Venerdì il prezzo del petrolio é sceso a 44.76 USD/barile - i mercati sembrano già scontare una moderata recessione. Il prezzo dell'oro é sceso a 1584 USD/oncia - noi interpretiamo questo calo come un segnale di distensione poiché anche l'altro classico bene rifugio, il CHF, si é indebolito. Altri analisti giudicano il calo come un inizio di crollo generale dei mercati finanziari durante il quale viene venduta qualsiasi cosa in cerca di liquidità. Vedremo chi ha ragione.

Durante il fine settimana il Coronavirus rimane il tema di discussione principale. Come dimostrano gli scaffali vuoti nei supermercati la gente si sta facendo prendere dall'isteria. Washington ha dichiarato lo Stato di emergenza dopo che il numero dei contagiati negli Stati Uniti é salito a 24 (!) e c'é stato il primo decesso imputabile a questa malattia. Se con queste premesse la seduta di lunedì fosse positiva avremo un segnale veramente costruttivo per le borse.

Commento del 28 febbraio

In un crash le barriere tecniche non contano. Le borse andranno più giù, poi rimbalzeranno e si assesteranno - dove?

La paura del Coronavirus ha contagiato le borse che crollano. Anche ieri la seduta in Europa é stata pessima (Eurostoxx50 -3.40% a 3455 punti). In America é andata ancora peggio (S&P500 -4.42% a 2978.76 punti). Gli indici azionari hanno raggiunto quelli che noi consideravamo gli obiettivi massimi della correzione che dovevano essere toccati verso il 21 di marzo. La pressione di vendita é straordinaria e in aumento - le borse sono decisamente ipervendute e in eccesso di ribasso. Gli investitori sono in panico - la volatilità VIX é esplosa a 39.16 punti (+11.60 punti), il CBOE Equity put/call ratio é alto a 0.86 mentre il Fear&Greed Index é sprofondato a 13 punti (-8 punti). In una situazione del genere gli investitori si comportano in maniera irrazionale e le decisioni dipendono unicamente dalle emozioni - significa che le normali barriere tecniche tipo supporti o ipervenduto (le RSI sono sui 25 punti in Europa e sui 20 punti in America - vi ricordiamo che valori sotto i 30 punti significano ipervenduto) non contano molto. Sappiamo solo che la molla verso il basso si sta comprimendo - una volta toccato il fondo ci sarà un forte rimbalzo di parecchi punti in percentuale. Il problema é che nessuno sa dove potrebbe fermarsi questa eccezionale spinta di ribasso. Il riferimento fornito dalla media mobile a 200 giorni sull'S&P500 a 3046 punti é stato spazzato via ieri sera. Ora chi ha comperato S&P500 negli ultimi 200 giorni é generalmente in territorio negativo - si vendono facilmente titoli in guadagno - ci si separa più difficilmente da titoli in perdita. 

Come ieri non vale la pena commentare la seduta in Europa. Le borse sono scese ma stamattina cadranno ancora decisamente più in basso. Seguono l'America e fino a quando questa spirale verso il basso non viene interrotta é destinata ad autoalimentarsi. Notiamo unicamente che le vendite si concentrano ora sui big cap che nel rialzo erano stati favoriti dagli investitori. Questo é un segnale di rassegnazione e capitolazione. Non significa però che la fine del ribasso é imminente - questa situazione può persistere ancora per alcuni giorni. Ieri l'Eurostoxx50 (-3.40% a 3455 punti) é stato il peggiore dei quattro indici azionari europei che seguiamo regolarmente (DAX -3.19% a 12367 punti, SMI - 2.92% a 22799 punti e FTSE MIB -2.66% a 22799 punti). L'indice delle banche SX7E (-4.61% a 87.34 punti), solitamente campo di battaglia degli speculatori, ha fatto ancora peggio. Chi come noi pensa ad una posizione speculativa long può tenere d'occhio questo indice e magari provare a comperare stamattina.
Non crediamo che la svolta si concretizzerà in Europa - pensiamo piuttosto che il fondo, che verrà seguito da un forte rimbalzo, verrà toccato in America. Oppure ci sarà una forte reazione durante la notte e una mattina vedremo il future sull'S&P500 in guadagno del +3%. Guardiamo quindi cosa succede a New York.

Pensavamo che ieri sera l'S&P500 potesse fermarsi sui 3050 punti - ci siamo sbagliati - la seduta é andata ancora peggio delle più negative previsioni. L'S&P500 ha aperto in gap down a 3054 punti. All'inizio é caduto fino ai 3008 punti ma a metà seduta é tornato a 3097 punti di massimo - una volatilità incredibile. Nella seconda parte delle giornata l'indice é solo sceso e ha raggiunto in chiusura il minimo giornaliero a 2978.76 punti (-4.42%). La tecnologia ha perso ancora di più (Nasdaq100 -4.92% a 8436 punti) e i bignamini    degli investitori durante il rialzo (Tesla -12.81%, Apple -6.54%) sono stati abbandonati e venduti senza pietà. Le vendite hanno travolto tutto il listino (DJT -3.62%, RUT -3.54%). I dati della giornata sono terribile e paurosi: A/D a 914 su 6626, NH/NL a 73 su 3305 e volume relativo a 2.0 testimoniano di una eccezionale pressione di vendita.
Sugli altri mercati notiamo il calo modesto del reddito sull'US Treasury Bond decennale a 1.30% (-0.03%) e la debolezza dell'USD (EUR/USD a 1.10). La reazione del cambio deve servire da esempio. Il 20 febbraio il cambio ha toccato il minimo annuale a 1.0782 e una muta di analisti eccitati avevano già pronosticato un crollo sulla parità. L'EUR sembrava in caduta libera. Ora il cambio é risalito e probabilmente si fermerà sui 1.09-1.11 per settimane.

Normalmente il venerdì non é una giornata buona per un'inversione di tendenza. Spesso di venerdì prosegue e e si completa il trend settimanale. Vediamo come inizia la giornata. Il future sull'S&P500 é caduta stamattina fino a 2901 punti. Da circa un'ora sta risalendo - alle 08.30 é a 2930 punti (-26 punti). Il Nikkei ha perso il -3.67% - Shanghai é in calo del -3.8%. L'Eurostoxx50 vale 3330 punti - le borse europee apriranno con una perdita di circa il -3.00%. Noi siamo disposti a questo punto a prendere il rischio di comperare. Non abbiamo però nessuna segnale d'acquisto e chi ci segue lo fà a proprio rischio e pericolo. Ogni posizione long deve essere assicurata con stop loss sul minimo del future (p.e. Eurostoxx50 a 3302 punti) - buona fortuna!

Commento del 27 febbraio

L'epidemia e le borse devono peggiorare prima di migliorare - l'ipervenduto frena ma non provoca un sostanziale rimbalzo

Ieri le borse hanno accennato una timida reazione - l'ipercomperato di corto termine ha indotto alcuni investitori a comperare e ci sono stati indici azionari sia in Europa (Eurostoxx50 +0.14% a 3577 punti) che in America (Nasdaq100 +0.44% a 8873 punti) che hanno terminato la giornata in positivo. Si é però trattato di un rimbalzo tecnico - sicuramente non abbiamo ancora visto il minimo di questa correzione.
Per un solido minimo ci vuole del panico - il panico viene mostrato dagli indicatori di sentiment - questo é il miglior sistema per sapere quando saremo vicini alla fine del ribasso. Tutto il resto sono delle stime basate sui cicli o su una combinazione di supporti e indicatori di maomentum e partecipazione - questo comprende anche il nostro obiettivo a 3050 punti di S&P500. Per il momento non abbiamo visto nessun tipo di capitolazione - ci sono sempre investitori che comprano in maniera selettiva o che speculano al rialzo. Ieri il CBOE Equity put/call ratio é tornato a 0.65 (la media di lungo periodo é a 0.62 - 3 volte la deviazione standard é a 0.91) - é evidente che non c'é ancora panico.

Evitiamo stamattina di fare lunghe analisi sulla seduta in Europa che si é conclusa senza sostanziali variazioni. Già ieri sera abbiamo scritto che la correzione sarebbe continuata. Stamattina sappiamo che in apertura gli indici perderanno circa un -3% e cadranno su un minimo annuale. Ogni ulteriore commento é superfluo. Le oscillazioni giornaliere e le differenze di performance tra i vari indici dipendono dall'umore del momento. Ieri gli investitori hanno favorito l'Italia (FTSE MIB +1.44% a 23422 punti) rispetto alla Germania (DAX -0.12%). In mercati spinti dalle emozioni questa classifica può cambiare di giorno in giorno - per saldo però le differenze saranno trascurabili. Ieri gli investitori hanno ricomperato le banche (SX7E +0.31%) e questo ha aiutato il FTSE MIB. Oggi può essere il contrario.

La seduta a New York ha mostrato che la borsa non é ancora pronta per un sostanziale rimbalzo. Al massimo il calo viene frenato dall'ipervenduto e dall'eccesso di ribasso a cortissimo termine. L'S&P500 é sceso a 3116.39 punti (-0.38%) - la RSI é a 27.47 punti - il bordo inferiore delle Bollinger Bands é a 3148 punti - a 3045 punti scorre la MM a 200 giorni. Pensiamo che sui 3040-3100 punti ci debba essere un tentativo di formazione di base.
L'&P500 ha aperto a 3146 punti ed é salito fino ai 3182 punti verso le 16.45 - dopo una mezz'ora ha ricominciato a scendere e ad ondate verso le 19.30 é arrivato sui 3120 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é oscillato intorno a questo valore con un minimo a 3109 punti e una chiusura a 3116.39 punti (-0.38%). La tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 +0.44% a 8873 punti) mentre il resto del mercato ha fatto decisamente peggio (DJTransportation -2.19%, Russell200o/RUT -1.22). Questo spiega perché la seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 2446 su 5003, NH/NL a 91 (!) su 2018 e volume relativo a 1.5. La volatilità VIX é scesa di poco a 27.56 punti (-0.29). Per il momento c'é poco di nuovo da dire - la correzione continua - i movimenti giornalieri possono essere indovinati sulla base degli indicatori ma decisive sono le notizie del momento dal fronte del Coronavirus. Purtroppo c'é molta gente che fomenta il panico ingiustificato con notizie catastrofiche e troppo poche che riescono a valutare la situazione in maniera oggettiva. È evidente che l'epidemia deve peggiorare prima di migliorare e il numero di ammalati aumenterà nelle prossime settimane. Il rischio maggiore sembra però provenire dalla reazione incontrollata della gente spaventata che ruba i disinfettanti negli ospedali, porta mascherine inutili e fa scorte eccessive di alimentari. Ci vuole solo informazione, igiene e un comportmento consapevole. L'epidemia farà il suo corso come una qualsiasi epidemia d'influenza che l'anno scorso ha provocato in Svizzera circa 1500 decessi. Per il momento in Svizzera ci sono 2 persone contagiate da Coronavirus...

Stamattina presto il future sul'S&P500 era crollato a 3068 punti con un minimo stanotte a 3060 punti. Alle 08.10 é a 3079 punti (-30 punti). C'é un recupero. L'Eurostoxx50 vale 3492 punti - le borse europee apriranno con un tuffo del -2.4%. Sarà una pessima giornata ma considerando il forte ipervenduto potrebbe esserci entro stasera un recupero e una chiusura sopra il livello d'apertura.
Oggi sono assente - non potrà pubblicare i commenti sugli indici americani delle 14.00. Stasera farò il punto della situazione.
Non bisogna mai comperare nel panico - c'é un detto di borsa che dice "Non si deve tentare di afferrare al volo un coltello che sta cadendo".

Commento del 26 febbraio

Borse in caduta libera - bisogna restare oggettivi e tenere i nervi saldi

Ieri le borse hanno avuto un'altra seduta pessima con pesanti perdite. La correzione si sta sviluppando più velocemente e in maniera più dinamica del previsto. Cerchiamo però di tenere i nervi saldi e di non farci influenzare dal vociare nei media - concentriamoci sull'analisi tecnica. In mezzo ad una serie di dati terribili che confermano la forza della spinta di ribasso appaiono degli aspetti costruttivi che ci dicono che una stabilizzazione é imminente.
Ieri ci aspettavamo un rimbalzo tecnico - avevamo però anticipato che sarebbe stato difficile che l'Eurostoxx50 (-2.07% a 3572 punti) potesse risalire sopra i 3672 punti. In effetti il rimbalzo tecnico é durato solo 15 minuti e l'Eurostoxx50 ha toccato un massimo giornaliero a 3668 punti. Poi sono tornati i venditori e l'Eurostoxx50 é sceso continuamente fino alla chiusura. Ha perso altri 75 punti e si é appoggiato sulla MM a 200 giorni. Anche il rimbalzo tecnico del DAX (-1.88% a 12790 punti) é stato miserabile. Il DAX é risalito dopo l'apertura a 13132 punti. Poi il ribasso é ripreso e si é fermato solo alla chiusura delle contrattazioni. Il DAX é uscito dal bordo inferiore delle Bollinger Bands - la perdita giornaliera é in diminuzione assieme ai volumi di titoli trattati. Lunedì il FTSE MIB (-1.44% a 23090 punti) ha perso molto più terreno che le altre borse europee - é quindi abbastanza logico che ieri abbia sovraperformato per una sorta di compensazione. In Svizzera é stato scoperto il primo ammalato di Coronavirus - é un settantenne che vive in Ticino e che si é contagiato a Milano. Questa notizia ha provocato un aumento della pressione di vendita sull'SMI (-2.19% a 10478 punti) - sinceramente il comportamento degli investitori é assurdo, isterico e irrazionale. L'SMI é sceso di 234 punti e ha chiuso sul minimo giornaliero con un'altra pesante perdita. L'indice é passato dal massimo storico al minimo annuale in tre sedute.
A corto termine le borse europee sono ipervendute e dovrebbe stabilizzarsi. Uno scenario classico prevede però in seguito una seconda spinta di ribasso di ampiezza simile alla prima. In teoria la prima spinta di ribasso dovrebbe finire nel corso di questa settimana e dovrebbe esserci un rimbalzo più consistente ma visto che sono le emozioni a dominare é possibile che ci siano ancora una o due sedute con forti perdite prima di una reazione.
Facciamo ancora fatica a fissare degli obiettivi coerenti per questa correzione di medio termine. Le ragioni sono ovvie. L'Eurostoxx50 doveva cadere al massimo fino ai 3400 punti e la correzione secondo i cicli dovrebbe finire il 21 di marzo. È evidente che al ritmo attuale o la correzione finisce prima o l'indice deve cadere più in basso. Questo esempio vale per tutti gli indici.

La pressione di vendita é rimasta per tutta la giornata e anche la borsa di New York ne ha subito le conseguenze. L'S&P500 (-3.03% a 3128.21 punti) ha aperto sul massimo a 3247 punti ed é sceso praticamente per tutta la giornata. Ha toccato un minimo in tarda serata a 3118 punti ed ha chiuso poco più in alto a 3128 punti. È stata una seduta più che pessima con A/D a 932 su 6567, NH/NL a 130 su 2220 e volume relativo a 1.55. La volatilità VIX é balzata a 27.85 punti (+2.82) mentre la CBOE Equity put/call ratio era decisamente alta a 0.80. Il Fear&Greed Index é a 22 punti (-7 punti) - siamo in territorio di estrema paura.
È stata venduto praticamente tutto (DJT -4.27%, RUT -3.45%). La borsa é in caduta libera.
Cosa possiamo dire per rialzare il morale degli investitori ed evitare che cadano in depressione? Oltre all'ipervenduto (che costituisce una premessa per un rimbalzo ma non una garanzia) ci sono un paio di aspetti costruttivi. Il Nasdaq100 (-2.70% a 8834 punti) ha perso meno che l'S&P500 e ci sono stati sporadici acquisti selettivi su alcune società tecnicamente e fondamentalmente forti (Microsoft -1.65%, Amazon -1.82%). Il prezzo dell'oro (1644 USD/oncia) é invariato - non c'é corsa ai beni rifugio. Il rendimento dell'USTBonds decennale é sceso a 1.33% (-0.05%) - il sentiment ci dice che un minimo significativo é vicino ed imminente.
I mercati delle divise ignorano il tumulto che regna nei mercati azionari - il cambio EUR/USD é stabile a 1.0870 e anche il CHF (Franco Svizzero), tipico bene rifugio, non si apprezza.
È sicuramente troppo presto per comperare ma non ci sono ragioni per vendere indiscriminatamente nel panico.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3136 punti (+3 punti). Questo non significa molto visto che ieri mattina il future saliva quasi dell'1% e abbiamo visto cosa é poi successo. Almeno non iniziamo la giornata con un'altro crollo. Il Nikkei ha perso il -0.79% - Shanghai sta scendendo del -0.8%. L'Eurostoxx50 vale 3539 punti - le borse europee aprono con una perdita del -1%. Non crediamo che oggi debbano scendere decisamente più in basso - esistono le premesse per un recupero e una chiusura in pari. Ci vorrebbe però una notizia che dia un pò di conforto agli investitori e gli ricordino che il Coronavirus é una malattia virale contagiosa con una mortalità del 2%. È un problema e un rischio per la salute ma non provocherà l'estinzione della razza umana. L'isteria che constatiamo é eccessiva - é come se chiudessimo gli aeroporti perché c'é il rischio che un aereo precipiti o che non andassimo più a sciare perché c'é pericolo di valanghe.

Commento del 25 febbraio

Seduta catastrofica con più del 90% dei volumi al ribasso - per questo che oggi si rimbalza

Ieri le borse sono crollate. Non si é trattato di un crash ma poco ci manca - é solo una questione di percezione o definizione. Gli indici azionari hanno aperto in gap down e in forte calo - sono scesi ancora più in basso. I ribassisti hanno dominato facendo pressione per tutta la giornata - ci sono state delle pause e dei modesti rimbalzi intermedi ma tendenzialmente le borse sono scese per tutta la giornata e hanno chiuso vicino ai minimi giornalieri con pesanti perdite. Sui grafici appaiono delle lunghe e marcanti candele rosse. Avevamo scritto che in caso di correzione minore le borse europee dovevano scendere sui minimi di gennaio - questi obiettivi sono già stati raggiunti ieri sera (Eurostoxx50 -4.01% a 3648 punti, minimo a 3632 punti, minimo di gennaio a 3639 punti). L'S&P500 (-3.35% a 3225.89 punti) doveva scendere sulla MM a 50 giorni (3270-3275 punti). Ha invece aperto in gap down sotto questo livello ed é caduto fino al minimo di gennaio (3214 punti - minimo di ieri a 3214 punti!) prima di fermare la sua caduta e recuperare una decina di punti.
A questo punto  possiamo già fare alcune considerazioni e previsioni. È improbabile che la correzione sia già finita qui dopo una pessima seduta - di conseguenza crediamo che abbiamo a che fare con una correzione di medio termine come già descritto nell'analisi del fine settimana. Nei commenti di ieri sera abbiamo indicato dei possibili obiettivi finali per gli indici azionari europei. Dopo una seduta pessima come quella di ieri con più del 90% dei volumi sui titoli in calo é molto probabile che ci sia un rimbalzo tecnico - lo abbiamo anticipato ieri sera - trovìamo già stamattina una conferma visto che il future sull'S&P500 alle 08.00 é a 3255 punti (+29 punti).
Siamo perplessi poiché non capiamo questa reazione degli investitori. Il problema Coronavirus era conosciuto da tempo e noi già a metà gennaio avevamo previsto una correzione di medio termine. Invece dopo una correzione minore o intermedia a febbraio le borse avevamo continuato il rialzo e avevano raggiunto a metà di settimana scorsa dei nuovi massimi annuali o storici. Noi non potevamo che constatare questo dato di fatto continuando a criticare la miserabile partecipazione e a mostrare le diverse divergenze negative. Perché ieri gli investitori hanno perso i nervi e hanno venduto nel panico? Razionalmente le vendite dovevano già iniziare almeno un mese fà. Forse la spiegazione é semplice - ci sono molti più dilettanti di quanto si pensa e anche i professionisti si lasciano trasportare dalla corrente visto che ormai i fondamentali in questa pazza borsa contano poco.

Le borse europee hanno aperto in forte calo e nella prima mezz'ora di contrattazioni sono cadute a picco. Ricordiamoci di questo inizio di seduta - significa che quasi nessuno é riuscito a vendere prima che gli indici fossero già scesi di un -3% - molti investitori che sono intenzionati a vendere riappariranno nei prossimi giorni su questo livello (Eurostoxx40 a 3672 punti) - risalire fino a qui sarà facile - andare più in alto sarà difficile. La discesa si é poi appiattita - gli indici hanno toccato il minimo verso le 16.30. Poi si sono fermati senza riuscire a recuperare sensibilmente. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3632 punti e ha chiuso a 3648 punti (-4.01%). Il DAX (-4.01% a 13035 punti) lo ha copiato. In Italia, epicentro dell'epidemia europea di Coronavirus, le perdite sono state più pesanti (FTSE MIB -5.43%a 23427 punti). L'SMI (-3.58% a 10712 punti) ha perso meno grazie ad alimentari e farmaceutica.

Anche a Wall Street le perdite sono state pesanti. Gli indici hanno però toccato il minimo giornaliero a metà seduta e poi si sono stabilizzati. È probabile che ora ci sia un rimbalzo tecnico fino a circa 3270 punti di S&P500. La correzione deve però in seguito continuare. Finirà quando avremo ipervenduto a corto e medio termine, quando l'eccesso di rialzo sarà sparito e avremo avuto del panico. Il tutto potrebbe durare un mese.
L'S&P500 ha aperto in forte gap down a 3238 punti. È risalito fino a 3259 punti ed é caduto a metà seduta sul minimo a 3214 punti. In seguito ha recuperato fino ai 3252 punti e sul finale é caduto a 3225.89 punti (-3.58%). Ovviamente il Nasdaq100 (-3.88% a 9079 punti) ha perso di più ma anche anche DJT (-3.66%) e RUT (-3.01%) non sono stati da meno.
La seduta al NYSE é stata più che pessima con A/D a 1032 su 6508, NH/NL a 167 su 1726 e volume relativo a 1.5. I dati non necessitano commenti - chiunque vede i cambiamenti rispetto ai giorni scorsi. In particolare notiamo la differenza tra i NH/NL di questa spinta di ribasso rispetto a quelli della spinta di rialzo quando si veleggiava a 600 su 400. La volatilità VIX si é impennata a 25.03 punti (+7.95). Il CBOE Equity put/call ratio é alto a 0.70 ma ci aspettavamo di più.
Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso a 1.38% (-0.08%) - mmh...
 
Stamattina c'é una reazione. Sono le 08.40 - il future sull'S&P500 é a 3251 punti (+24 punti) - si é in parte sgonfiato ma resta ampiamente in positivo. L'Eurostoxx50 vale 3663 punti (+15 punti) - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.5% - poca cosa rispetto alle perdite di ieri ma almeno si risale. Teniamo d'occhio i 3672 punti.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -3.34% mentre Shanghai scende "solo" del -0.6%.

Aggiornamento del 24 febbraio

Il numero di persone contagiate dal Coronavirus é in forte aumento - le borse sono in forte calo

Stamattina nei media si parla solo del Coronavirus. I mercati finanziari reagiscono come era prevedibile - le borse scendono, i tassi d'interesse sulle obbligazioni di prima qualità sono in calo e il prezzo dell'oro si impenna.
Il future sull'S&P500 crolla a 3291 punti (-48 punti) e questo ci dice fin dall'inizio che oggi sarà una giornata difficile. In Giappone la borsa é chiusa (Compleanno del Kaiser) mentre Shanghai perde il -0.3%. In Europa l'impatto psicologico dei numerosi casi di Coronavirus in Italia é forte e i mercati azionari apriranno con un tuffo profondo. L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3728 punti. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con perdite di circa il -1.8%. Secondo noi nel corso della giornata la situazione non dovrebbe peggiorare. Ci aspettiamo nel pomeriggio in America un tentativo di recupero. Se però contro le nostre previsioni le borse europee dovessero continuare a scendere dopo la pessima apertura é meglio allacciare le cinture di sicurezza. Il minimo di febbraio sull'Eurostoxx50 é a 3640 punti - é l'obiettivo per una correzione minore. Per oggi é troppo lontano.

In Internet abbondano al momento gli specialisti di Coronavirus e tutti pensano di saper prevedere lo sviluppo della malattia e le conseguenze sull'economia mondiale. Notiamo che il solito nugolo di catastofisti stamattina é particolarmente attivo e rumoroso. Noi evitiamo di lasciarci coinvolgere da questa isteria e preferiamo analizzare oggettivamente le reazioni dei mercati finanziari - il vantaggio dell'analisi tecnica é quello di eliminare quelle emozioni che spingono molti a prevedere un crash delle borse anche se al momento non c'é nessun segnale in questo senso.

Commento del 22-23 febbraio

Correzione minore o correzione di medio termine con una caduta fino alla MM a 200 giorni ?

Circa un mese fà avevamo previsto l'inizio di una correzione di medio termine della borsa americana - una correzione di questo tipo implica per l'S&P500 un ribasso di almeno un mese con una perdita di circa il -10%. Questa previsione era basata sui cicli. Abbiamo sbagliato - c'é stata solo una correzione minore che ha fatto cadere l'S&P500 dai 3337 punti (coincidenza? - questa é la chiusura di questo venerdì!) del 21 maggio fino ai 3214 punti di minimo del 31 maggio. Dopo aver toccato la MM a 50 giorni l'S&P500 ha ripreso il rialzo che é proseguito fino al massimo storico di mercoledì 19 febbraio a 3393 punti. Ora siamo convinti che da una situazione di ipercomperato a corto e medio termine, eccesso di rialzo e di fiducia da parte degli investitori, é partita un'altra correzione. In linea di massima questa correzione dovrebbe essere minore e far scendere l'S&P500 settimana prossima fino ai 3270-3280 punti. È quello che abbiamo anticipato nei commenti tecnici a partire da giovedì. Abbiamo però un dubbio. È possibile che il ciclo si sia solo spostato di 30 giorni - in questo caso dobbiamo prepararci ad una correzione più profonda fino a circa 3050 punti. Oggi vedremo di valutare quali sono le probabilità che questa ipotesi si concretizzi.
Mettiamo però subito le cose in chiaro. Non stiamo parlando di valutare se la borsa a breve deve salire o scendere - le borse stanno correggendo e settimana prossima la discesa deve continuare. Quello che non sappiamo ancora é quanto profonda sarà la correzione. È troppo presto per dirlo considerando che la prima vera seduta negativa a Wall Street si é verificata solo venerdì (S&P500 -1.05% a 3337.75 punti) e unicamente questa seduta ha provocato la perdita settimanale (-1.25%). Non sappiamo se vale la pena giocare questa fase di mercato con delle posizioni short. Chi però vuole o deve comperare ha le due varianti a disposizione - nel caso di una correzione di medio termine crediamo che si verificherà il minimo annuale e che si presenterà un'ottima occasione d'acquisto per traders e investitori.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.06% a 3800 punti
DAX                         -1.20% a 13579 punti
SMI                          -0.16% a 11110 punti
FTSE MIB                  -0.38% a 24773 punti
S&P500                    -1.25% a 3337.75 punti
Nasdaq100               -1.84% a 9446 punti

La seduta di giovedì era terminata con consistenti perdite in Europa (Eurostoxx50 - 1.09%) - in America invece c'era stato un netto recupero dal minimo e l'S&P500 aveva chiuso 32 punti sopra il minimo giornaliero e con una perdita contenuta (-0.38%) - non era ancora chiaro se stesse iniziando una correzione - ci eravamo limitati a dichiarare la fine del rialzo.
Venerdì si é visto in maniera evidente che i ribassisti hanno preso decisamente l'iniziativa mentre i rialzisti non hanno più contrattaccato ma si sono limitati ad una difesa che puzza di preparazione ad una ritirata.
Le borse europee hanno aperto in calo (-0.2%) e hanno nuovamente chiuso con sensibili perdite - un rimbalzo dopo le 16.45, che é stato copiato da Wall Street, é solo servito a limitare i danni. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3816 punti, a metà seduta é risalito a 3827 punti e verso le 16.45 é caduto sul minimo a 3776 punti. Ha chiuso a 3800 punti (-0.59%) - alle 22.00 valeva 3793 punti.
Dopo due sedute negative gli indici azionari europei sono tornati al centro delle Bollinger Bands con RSI sui 52-56 punti. Hanno ancora spazio verso il basso. L'ampiezza della correzione dipenderà dall'America - nel caso di una correzione minore riteniamo che gli indici debba tornare sui livelli di fine febbraio. Il rimbalzo del cambio EUR/USD (1.0845) che é iniziato puntuale, dovrebbe amplificare le perdite. In una correzione si vendono prima i titoli dove ci sono maggiori guadagni e che si sono in precedenza comportati molto meglio creando degli eccessi di rialzo. È quindi logico che FTSE MIB (-1.22% a 24773 punti) e il settore bancario (SX7E -1.22% a 98.44 punti) venerdì abbiamo perso più dell'Eurostoxx50. Il DAX (-0.62% a 13579 punti) invece ha seguito l'Eurostoxx50 come un'ombra.
Gli indicatori di momentum (tipo MACD) stanno fornendo dei segnali di vendita. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica che usiamo per le operazioni a medio termine invece é ancora su long ma basterebbe un'altra giornata a -1% per passare su sell.
Preferiamo però concentrare la nostra analisi sulla borsa americana dove abbiamo più indicatori e i risultati dell'analisi tecnica sono più affidabili - l'Europa seguirà, docile e disciplinata... Vediamo cosa é successo venerdì a New York.

L'S&P500 ha aperto in calo a 3359 punti e fino alle 16.45 é sceso e in due ondate ha raggiunto i 3333 punti. Fino a metà seduta c'é stato un rimbalzo ma poi sono riapparsi i venditori e l'S&P500 é caduto alle 19.55 sul minimo a 3328 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni l'indice ha recuperato fino a 3337.75 punti (-1.05%). La perdita del tecnologico Nasdaq100 (-1.88% a 9446 punti) é stata più consistente con un forte calo dei big 5 (Apple, Microsoft, Amazon, Google, Facebook hanno tutti perso più del 2%!). Le vendite hanno coinvolto tutto il listino (DJT -1.12%, RUT -1.03%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2180 su 5197, NH/NL a 426 su 605 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 17.08 punti (+1.52) mentre il CBOE Equity put/call ratio é finalmente salito a 0.73.
Questa seduta negativa non costituisce un segnale di vendita - non ha nulla di particolare che la distigue da altre sedute negative. Il quadro generale é però decisamente di tipo correttivo. Il rialzo da inizio febbraio é stato costellato da divergenze negative a livello di partecipazione. Da metà gennaio i Summation Index scendono e il rally di inizio febbraio é solo servito a provocare una pausa. Questo significa che da metà gennaio la maggior parte dei titoli sta correggendo - molti investitori sono frustrati poiché hanno l'impressione che qualcosa non funziona - gli indici salgono ma loro perdono soldi. Spesso in questi casi la correzione coinvolge in seguito tutto il listino e anche gli ipercomperati titoli della tecnologia finalmente correggono. È quello che dovrebbe succedere nel prossimo futuro - il numero dei nuovi minimi a 30 giorni in netto aumento suggerisce che la pressione di vendita in sottofondo sta crescendo. La crisi provocata dal Coronavirus dovrebbe fornire la scusa ideale per la correzione delle borse. Se come sembra l'epidemia si trasformerà in pandemia é probabile che la correzione delle borse sarà pesante.
Da un punto di vista tecnico abbiamo solo un dubbio. Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso venerdì a 1.46% (-0.06%). Noi per quest'anno ci aspettavamo un'oscillazione tra gli 1.50% ed i 1.90%. Ora l'USTB é in eccesso di ribasso e tutti sono pessimisti. In teoria il reddito dovrebbe trovarsi su un minimo intermedio. Dovrebbe salire e se sale normalmente anche le borse recuperano. C'é quindi qualcosa che non funziona. Forse l'economia americana sta entrando in recessione e il reddito del Bond deve scendere decisamente più in basso. Non lo sappiamo - teniamo però d'occhio l'USTB per sapere come si svilupperà la correzione delle borse.

Commento del 21 febbraio

I ritracciamenti vengono ancora comperati - probabile correzione minore

Ieri fino alle 16.50 i mercati finanziari erano tranquilli e non stava succedendo nulla di particolare. Le borse europee erano in leggero calo mentre l'S&P500, dopo una debole apertura, aveva recuperato ed era in guadagno di un paio di punti (3389 punti). Poi improvvisamente é arrivata un'ondata di vendite - la ragione non é importante - ci interessano effetto e conseguenze. Le borse sono precipitate e gli indici azionari europei hanno chiuso sul minimo giornaliero con sensibili perdite (Eurostoxx50 -1.09% a 3823 punti). Sui grafici sono apparse delle marcanti candele rosse che probabilmente segnano la fine momentanea del rialzo. Normalmente una seduta del genere (forte perdita, chiusura sul minimo, volumi in aumento) é l'inizio di una correzione ma ieri sera abbiamo preferito aspettare l'esito della seduta a Wall Street prima di emettere un parere. La dipendenza dell'Europa dall'America é troppo grande per poterci immaginare una correzione in Europa senza l'America. Sulla base di un'oretta di vendite non si può annunciare un'inversione di tendenza.
Prima di passare all'America completiamo il quadro in Europa. Tutti gli indici azionari si sono comportati in maniera simile. Sono scesi di poco la mattina e hanno recuperato parte delle perdite tra le 15.30 e le 16.50 - poi c'é stata una secca caduta. Il DAX é sceso a 13664 punti (-0.91%), il FTSE MIB é caduto a 25080 punti (-1.56%) mentre l'SMI, dopo aver toccato per 6 punti un nuovo record storico, é tornato a 11154 punti (-0.96%). Le borse hanno perso quanto avevano guadagnato nelle due precedenti sedute - finora nulla di grave e nulla di significativo per quel che riguarda il trend. La frenata é però brusca e nell'immediato blocca il rialzo.

In America dopo il tuffo delle 16.50 la borsa ha recuperato. Malgrado la perdita finale dell'S&P500 (-0.38% a 3373.23 punti) la seduta nel complesso ha mandato parecchi segnali positivi. DJ Transportation (+0.82%) e Russell2000 (+0.21%) hanno guadagnato terreno, I Summation Index su NYSE e Nasdaq sono saliti e il rapporto A/D (646 su 475) non é peggiorato - soprattutto anche questo breve vuoto d'aria é stato comperato e questo dimostra che i rialzisti sono ancora agguerriti e pronti a difendere le posizioni. Abbiamo visto che basta poco per provocare un'ondata di vendite - gli investitori sono inquieti (VIX a 15.56 punti, +1.18) a vendono al primo accenno di pericolo. Sarà però difficile che i ribassisti possanno fare parecchi danni. Una correzione minore é possibile e probabile - qualcosa di peggio che faccia scendere l'S&P500 sotto la MM a 50 giorni (3270 punti) sembra poco probabile.
L'S&P500 ha aperto a 3380 punti e lentamente ha recuperato fino ai 3390 punti. Alle 16.50 é partita una spinta di ribasso che in poco più di mezz'ora ha fatto scendere l'indice fino a 3341 punti. In seguito c'é stato un lento e regolare recupero e l'S&P500 ha chiuso a 3373.23 punti. Ha perso circa quanto aveva guadagnato il giorno prima - il Nasdaq100 (-0.93% a 9627 punti) ha fatto la stessa cosa. Per quel che riguarda il rapporto A/D la seduta é stata positiva (3775 su 3599). Il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.51 - gli speculatori long non desistono.
Riassumendo questa seduta negativa ha rafforzato l'impressione che dei consistenti vuoti d'aria sono possibili in ogni momento. Ieri si é aperta la strada verso il basso fino ai 3341 punti. Non esistono però le premesse per una consistente correzione o un ribasso - i rialzisti sono ancora troppo forti ed agguerriti.

Stamattina c'é una sorpresa. Il future sull'S&P500 cade a 3350 punti (-19 punti). Si trova ancora ampiamente nel range di ieri. Questa caduta sta però influenzando negativamente l'apertura in Europa. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3810 punti. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con un gap down e una perdita del -0.3%. Avremo un venerdì nero? Visto quanto successo ieri sera a Wall Street non crediamo ma i nervi tesi degli investitori potrebbero giocare un brutto scherzo.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -0.39% - Shanghai guadagna il +0.3%. Dall'Asia arrivano segnali misti.

Il prezzo dell'oro sale stamattina su un nuovo massimo plurienale a 1610 USD/oncia. Il consolidamento sopra i 1550 USD é terminato e come previsto il rialzo ha ripreso vigore e continua. A medio lungo / termine bisogna essere long - una posizione in oro appartiene a qualsiasi portafoglio.

Commento del 20 febbraio

Grafici fantastici e partecipazione terribile - questo provoca un vago senso di disagio ed inquietudine...

Ieri c'é stata un'altra spinta di rialzo e le borse europee ed americana hanno raggiunto nuovi record annuali o storici. Gli indici europei hanno  chiuso sul massimo giornaliero con solidi guadagni. L'Eurostoxx50 ha aperto sul minimo a 3846 punti e ha chiuso sul massimo a 3865 punti (+0.75%) - la candela sul grafico é verde e corposa. Come sapete dei nuovi massimi di periodo sono una conferma inequivocabile e indiscutibile di rialzo. Gli indici non sono ipercomperati e in teoria a breve possono salire più in alto.
Il DAX (+0.79% a 13789 punti), malgrado che in Germania spirino venti di recessione, si é comportato come l'Eurostoxx50. Ha chiuso sul massimo giornaliero e vicino al massimo storico. Il DAX da alcuni giorni fatica a fare sensibili progressi ma l'indice sale e questa é l'unica cosa che conta. Fino a prova contraria il rialzo deve continuare. L'indice non é ipercomperato (RSI a 61.76 punti) e non é in eccesso di rialzo. All'interno delle Bollinger Bands ha spazio verso l'alto. Il FTSE MIB (+1.01% a 25477 punti) é balzato su un nuovo massimo annuale e chiude sul massimo giornaliero con un sostanziale guadagno. Continua a sovraperformare l'Eurostoxx50. Il nostro obiettivo grafico a 25200 punti é stato superato sullo slancio. Per ora non abbiamo idea di quando questa spinta potrebbe finire.
L'indice é ipercomperato ma considerando la forza della spinta questo é irrilevante. Come a novembre l'indice può continuare la sua corsa - non per molto ma per un pò... L'SMI svizzero (+1.05% a 11263 punti) continua a sorprendere in bene e ha fatto registrare un nuovo record storico. Niente sembra in grado di fermare questo rialzo. Ora l'SMI é nuovamente ipercomperato e in eccesso di rialzo. Il grafico mostra un'accelerazione che potrebbe sfociare in esaurimento di trend. Chi però osa ancora prevedere una correzione o un'inversione di tendenza?  Davanti ad un nuovo massimo storico é meglio tacere e prevedere una continuazione del trend.
Riassumendo le borse europee sono in ottima forma. Il rialzo continua e può teoricamente continuare poiché non appaiono ostacoli o divergenze. Sappiamo però che il rialzo dipende da due fattori - la borsa americana e il cambio EUR/USD. Vediamo a che punto siamo.
Il cambio EUR/USD si é stabilizzato come speravamo sugli 1.08 (stamattina a 1.0795) ma per ora non riesce ancora a rimbalzare. Ci vuole pazienza... Restiamo dell'opinione che questa gamba di ribasso é troppo estesa e un rimbalzo almeno fino a 1.09 é imminente. Il sentiment sull'EUR é pessimo - l'ottimismo sull'USD é eccessivo. Se la correlazione inversa continua a funzionare come dovrebbe un rimbalzo del cambio deve avere un influsso negativo sulle borse europee. Non necessariamente gli indici devono scendere. È possibile che il rally in America continui e che un apprezzamento dell'EUR venga unicamente compensato da una pausa delle borse europee.

Ieri a Wall Street ci aspettavamo una seduta positiva - é andata però ancora meglio del previsto. L'S&P500 ha toccato un nuovo evidente record storico a 3393.52 punti e ha chiuso a 3386.15 punti (+0.47%) con un guadagno di 16 punti. Da ottobre dell'anno scorso il grafico dell'S&P500 sembra una linea retta che punta all'infinito - l'indice si muove come su dei binari e solo alcuni incidenti di percoso come il Coronavirus hanno provocato delle brevi esitazioni o correzioni minori che sono subito state comperate. I grafici dei maggiori indici azionari americani sono fantastici e ci ricordano quelli dei fondi del noto finanziere Bernie Madoff
L'S&P500 ha aperto a 3382 punti e dopo una breve caduta sul minimo a 3378 punti é salito sui 3390 punti dove é rimasto ad oscillare per gran parte della giornata. Sul finale c'é stata un'impennata a 3393 punti e una discesa in chiusura a 3386 punti.
Gli altri indici hanno seguito - DJTransportation (+0.71%) e Russell2000/RUT (+0.54%) si sono comportati come l'S&P500 - il Nasdaq100 (+0.92% a 9718 punti) ha fatto come al solito meglio. Gli investitori comprano costantemente i soliti nomi (Apple +1.45%) e notiamo evidenti segni di irrazionale esuberanza (Tesla +6.88%, NVidia +6.11%). Il prezzo di un'azione dovrebbe rispecchiare il valore patrimoniale dell'azienda e gli utili previsti nel futuro - in fondo però il prezzo corrisponde unicamente a quello che gli investitori sono disposti a pagare - la fantasia non ha limiti e i fattori emozionali sono importanti. 
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4732 su 2611, NH/NL a 682 su 402 e volume relativo a 1.0. I dati sulla partecipazione sono miserabili e ci preoccupano - ormai da settimane la partecipazione é debole e questo rende il trend decisamente a rischio. Siamo preoccupati ed abbiamo un senso di disagio e inquietudine. L'esperienza ci insegna che qui c'é qualcosa che non va secondo il verso giusto e il rischio di sorprese negative é alto. Il Summation Index sul NYSE é ancora in calo.
La volatilità VIX é scesa a 14.38 punti (-0.45) - il CBOE Equity put/call ratio é ancora estremamente basso a 0.45. Il pendolo della speculazione é da troppo tempo in posizione estrema (long) - un movimento nella direzione opposta é inevitabile - é solo una questione di tempistica.
Riassumendo non possiamo che consigliare di restare long tenendo ben d'occhio le uscite d'emergenza che devono poter essere raggiunte in tempi brevi.

Stamattina il future sull'S&P500 é invariato a 3386 punti. Il Nikkei ha guadagnato il +0.34% - Shanghai sale del +1.8%. L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3857 punti - le borse europe apriranno in leggero calo (-0.2%). Sembra che oggi ci aspetti una giornata di pausa - gli indici dovrebbero terminare la seduta senza sostanziali variazioni.

Commento del 19 febbraio

La settimana é iniziata con un consolidamento - il record storico del Nasdaq100 basta a cacciare i dubbi

La seduta di lunedì in Europa era stata positiva (Eurostoxx50 +0.32%) - quella di martedì é invece terminata con una moderata perdita (Eurostoxx50 -0.43% a 3836 punti). Per saldo i due risultati si compensano. In entrambe le giornate gli indici azionari europei hanno fatto il movimento significativo all'inizio della seduta - durante la giornata si sono limitati ad oscillare in laterale e hanno chiuso al centro del range giornaliero. Considerando che la tendenza é al rialzo queste sedute devono essere considerate dei consolidamenti. La borsa italiana ha avuto due sedute decisamente positive - ieri il FTSE MIB ha guadagnato il +0.41% a 25223 punti. Intesa - San Paolo intende comperare UBI (+23.55%) - questa offerta d'acquisto ha stimolato il settore bancario e fatto salire il valore delle azioni - questo effetto positivo dovrebbe però velocemente svanire - non crediamo che la sovraperformance o forza relativa della borsa italiana sia un effetto permanente anche se la bassa valutazione fondamentale della borsa italiana costituisce un elemento di sostegno.
La seduta negativa di martedì in Europa non ha nulla di preoccupante. Semplicemente le borse non possono salire tutti i giorni.

Anche in America abbiamo avuto un calo degli indici che non ha lanciato nessun segnale negativo o di vendita. Al contrario - la borsa ha nuovamente recuperato dopo una iniziale discesa e gli indici hanno chiuso nella parte superiore del range giornaliero. Il Nasdaq100 (+0.06% a 9629 punti) é addirittura riuscito a chiudere in pari e ha toccato durante la giornata un nuovo record storico a 9647 punti - la tendenza rialzista é evidente e confermata. C'é però una sorpresa almeno per non chi non segue il listino da vicino - finora non é la tecnologia il migliore settore 2020 (Nasdaq100 +8.5%) ma i difensivi titoli delle società di pubblica utilità (utilities +9.3%). Questa é un'altra conseguenza dei tassi d'interesse bassi (reddito dell'USTB decennale a 1.55%) che spinge gli investitori a comperare qualsiasi cosa basta che offra un reddito migliore o la possibilità di un'apprezzamento più ampio.
L'S&P500 ha aperto a a 3371 punti e all'inizio é salito fino a 3375 punti di massimo. Poi é sceso fino alle 18.00 quando ha toccato il minimo a 3355 punti. In seguito l'indice si é mosso in questo range - é salito a balzi fino a 3374 punti é é tornato in chiusura a 3370.29 punti (-0.29%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3043 su 4341, NH/NL a 602 su 508 (rapporto pessimo per un mercato sui massimi storici) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 14.83 punti (+1.15) (segnale di nervosismo?) mentre il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.51.
La settimana di borsa a Wall Street é iniziata con una pausa che ha fatto calare gli indicatori di momentum. I Summation Index su NYSE e Nasdaq100 hanno ricominciato a scendere leggermente. Crediamo quindi che ora debba iniziare un breve consolidamento che potrebbe anche sfociare in una correzione minore. Facciamo questa affermazione pur sapendo che stamattina il future sull'S&P500 sale a 3378 punti (+9 punti). Per il resto della settimana c'é poco da aspettarsi dalla borsa americana e non bisogna stupirsi se venerdì sera ritroveremo l'S&P500 sui 3330-3350 punti.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha guadagnato il +0.89% - Shanghai sta perdendo il -0.3%. L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 3854 punti (+18 punti) - le borse europee aprirano con un balzo del +0.5. Se come pensiamo si ripete l'andamento delle ultime due sedute le borse europee dovrebbero chiudere sui livelli d'apertura.
 
Commento del 18 febbraio

Tutto tranquillo - seduta in Europa come previsto

Eccezionalmente oggi il commento tecnico non viene pubblicato.
Io sono ancora a Lugano - rientro domani su Zurigo.
Le borse europee hanno avuto una seduta positiva (Eurostoxx50 +0.32% a 3853 punti / DAX +0.29% a 13783 punti). Hanno però chiuso sui livelli d'apertura senza fornire nuove indicazioni tecniche.
La borsa americana é invece rimasta chiusa in occasione del Giorno del Presidente o Washington's Birthday.

Aggiornamento del 17 febbraio

Nulla di nuovo

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3389 punti (+8 punti). Il Nikkei ha perso il -0.69% - Shanghai sta guadagnando il +2.0%.
Oggi devo recarmi a Lugano per un funerale. Non potrò aggiornare il sito fino a stasera. Non dovrebbe essere un problema visto che in America é un giorno di festa (Washington's Birthday) e la borsa resta chiusa. Le borse europee trattano normalmente ma penso che dopo l'apertura i mercati semplicemente si fermeranno. È ancora presto per le prime indicazioni provenienti dall'Europa - stimo però che l'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 3852 punti. Avremo un'altra seduta moderatamente positiva.

Commento del 15-16 febbraio

Gioco d'azzardo - EBITDA

Venerdì sono stati pubblicati i dati sulla crescita del PIL nell'Unione Europa nell'ultimo trimestre del 2019. Nel complesso l'economia é cresciuta del +0.1%. Il PIL della Germania é ristagnato (+0.00%) mentre quello di Francia (-0.1%) e Italia (-0.3%) sono calati. Le stime per il 2020 sono state riviste al ribasso. L'economia europea non cresce ed é sull'orlo di una recessione. Perché le borse salgono e il DAX (-0.00% a 13744 punti) ha toccato venerdì un nuovo massimo storico? Una combinazione di liquidità e tassi d'interesse negativi (il reddito del Bund decennale é al -0.397) obbliga gli investitori a comperare azioni come unica alternativa - l'effetto del gregge e l'impressione che il rialzo sembra inarrestabile provoca questo comportamento degli investitori fondamentalmente irrazionale. Il rialzo può continuare? Secondo l'analisi tecnica la risposta é si - questo fase di rialzo iniziata a marzo del 2009 é una delle più lunghe della storia e mostre evidenti sintomi di eccesso. Non appaiono però stanchezza, segnali di esaurimento e di distribuzione. Credere che questa bolla speculativa debba scoppiare a breve unicamente perché questo é successo nel passato potrebbe non essere una buona idea. In America l'economia cresce, gli utili delle imprese aumentano (o almeno non diminuiscono) e i tassi d'interesse sono destinati a scendere - la FED dovrebbe abbassarli verso la metà di quest'anno. È ovvio che questo pazzo bull market non può continuare all'infinito. Se però qualcuno ci chiede se l'S&P5000 può salire fino ai 4000 punti la risposta deve essere affermativa. Il rialzo a corto termine é decisamente troppo esteso - basterebbe però una correzione di un -5% per eliminare l'ipercomperato e far diminuire gli eccessi a medio termine facendoli rientrare su livelli accettabili. A questo punto il rialzo potrebbe riprendere alimentato dalla politica monetaria delle Banche Centrali e dalle politiche fiscali e di spesa pubblica estremamente stimolanti di numerosi Paesi occidentali e della Cina.

Come ai tempi della bolla di internet che é scoppiata a marzo del 2000 notiamo che le imprese cominciano ad adottare sistemi di valutazione fantasiosi che vengono accettati dagli analisti finanziari e dalle autorità di sorveglianza come verità. Normalmente si guarda quello che un'azienda guadagna (utile netto) oggi e nel futuro e questi earnings (E) vengono capitalizzati per calcolare il valore futuro dell'azione. Oggigiorno però si parla di EBITDA -  earnings before interest, taxes, depreciation and amortization. In pratica si tolgono dai risultati gli interessi passivi, le tasse, le svalutazioni e gli ammortamenti partendo dal principio che quello che conta é solo quanto viene guadagnato sulla base dell'attività corrente. Tutto il resto - e sono solo spese o perdite - non conta. In questo modo i responsabili delle finanze delle imprese sono in grado di abbellire qualsiasi resultato facendolo apparire molto meglio della realtà. Gli investitori guardano solo la cifra finale e gli analisti finanziari lanciano grida di giubilo visto che, cifre manipolate o meno, il valore delle azioni sale. Come in ogni bolla speculativa che si rispetti i fondamentali vengono ignorati o vengono manipolati in maniera che le cifre in apparenza sostengano l'oscena sopravvalutazione del valore delle azioni. Tutto questo finirà male - può però ancora durare parecchio tempo e - ripetiamo - per ora l'analisi tecnica continua a dare luce verde.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.12% a 3841 punti
DAX                         +1.70% a 13744 punti
SMI                          +1.16% a 11128 punti
FTSE MIB                  +1.59% a 24867 punti
S&P500                    +1.58% a 3380.16 punti
Nasdaq100               +2.37% a 9623 punti

Una settimana fà eravamo convinti che le borse dovessero fermarsi e consolidare. Ci aspettavamo una correzione minore e una settimana negativa. Invece il rialzo é continuato in maniera regolare é stata una settimana positiva con nuovi record storici degli indici azionari. Ci sono state delle sedute negative ma le perdite erano modeste. Hanno prevalso le sedute positive malgrado che non ci siano stati degli strappi di rialzo con guadagni superiori all'1%. Ogni ritracciamento é stato comperato e gli indici sono sempre riusciti a recuperare dopo ogni tuffo provocato da una qualche notizia particolarmente negativa. Le borse, specialmente in America, restano ipercomperate e in eccesso di rialzo a corto e medio termine - gli investitori sono troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Queste condizioni normalmente dovrebbero bastare per provocare una correzione minore o di medio termine (-10%in uno o più mesi). Invece le borse hanno dimostrato di avere la forza necessaria per superare questi ostacoli o freni di natura tecnica. Negli indicatori tecnici non vediamo cambiamenti sostanziali e quindi possiamo solo aspettare per vedere se cambia qualcosa.
La crisi provocata dal Coronavirus peggiora mentre settimana prossima la FED intende ridurre i suoi interventi sul mercato repo. Il flusso di liquidità fornita dalla Banca Centrale diminuirà. Questo aumenta le probabilità di una correzione ma non fornisce nessuna certezza.

Venerdì l'Eurostoxx50 ha chiuso al centro del range giornaliero con una leggera perdita di 5 punti (-0.15% a 3841 punti). L'indice si é fermato 13 punti sotto il massimo annuale di mercoledì a 3854 punti. Non é ipercomperato e niente ancora si oppone ad una continuazione del rialzo anche se le premesse per una correzione restano ideali. DAX (-0.00% a 13744 punti) e FTSE MIB si sono comportati in maniera simile e si trovano nella stessa situazione tecnica. Nei commenti serali di martedì abbiamo indicato i target teorici su base grafica per questa spinta di rialzo. L'SMI svizzero (+0.33% a 11128 punti) é salito venerdì su un nuovo record storico. Ogni ulteriore commento é superfluo poiché sapete cosa significa. L'indice é in eccesso di rialzo (definito come distanza dalla MM a 50 o 200 giorni) ma non é ipercomperato (RSI a 68.04 punti). In teoria può salire ancora un centinaio di punti prima di essere obbligato a ritracciare o correggere.
Il rialzo delle borse europee viene favorito e sostenuto dalla debolezza dell'EUR (EUR/USD a 1.0830). Fino a quando il cambio scende é probabile che le borse salgano. Sapete che noi a breve ci aspettiamo un rimbalzo da ipervenduto.

L'S&P500 ha aperto e chiuso a 3380 punti - per saldo ha guadagnato 6 punti. Questa é la migliore chiusura giornaliera della storia poco sotto il massimo storico di giovedi a 3385 punti.
L'S&P500 ha aperto a 3380 punti. Dopo una fase volatile é caduto alle 20.15 sul minimo a 3366 punti. Ancora una volta ha recuperato e ha chiuso a 3380.16 punti. Come al solito il mercato é stato sostenuto dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.29% a 9623 punti) mentre trasporti (DJT -1.19%) e PMI (RUT -0.36%) erano in calo.
La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3599 su 3776, NH/NL a 595 su 408 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 13.68 punti (-0.47) mentre il CBOE Equity put7call ratio era basso a 0.58 (MM a 10 giorni a 0.50). Il quadro tecnico é sostanzialmente invariato. La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 59.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.73.

Lunedì 17 gennaio in America é un giorno di festa (Washington's Birthday) - la borsa resta chiusa. Le borse europee trattano normalmente ma dopo l'apertura si immobilizzeranno in mancanza di stimoli e indicazioni da Oltre Oceano.

Commento del 14 febbraio

Ogni ritracciamento viene comperato - per ora ci sono solo segnali di forza

Ieri mattina nei media c'era una miriade di commenti riguardanti la diffusione del Coronavirus e le conseguenze negative sull'economia della Cina e del mondo intero. Logicamente le borse hanno aperto con un tuffo. Nel corso della giornata però gli indici azionari hanno recuperato e la sera hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Anche questa volta delle notizie oggettivamente negative non sono state in grado di provocare un'ondata di vendite malgrado che le borse siano ipercomperate e in eccesso di rialzo. Questo é un evidente segnale di forza - ogni ritracciamento viene comperato.
Il nuovo massimo storico dell'S&P500 (-0.16% a 3373.94 punti) a 3385.09 punti é solamente un'ulteriore conferma della tendenza rialzista che sembra inarrestabile. Lo sarà fino a quando gli ultimi scettici avranno gettato la spugna e avranno deciso di comperare.

Tra specialisti é nata un'intensa discussione sulle conseguenze finanziarie delle operazioni effettuate dalla FED sul mercato repo. Molti mettono in dubbio l'espressione di "pompare liquidità nel sistema" e contestano il fatto che si tratti di una nuova edizione di QE. Secondo noi si tratta solo di una diatriba a livello accademico. In verità la FED compra USTreasury Bills a scadenza inferiore ad un anno e consegna in cambio liquidità - significa che le banche scambiano titoli di debito che rendono circa il 1.6% con liquidità depositata presso la FED che rende circa il +1.6% - la differenza é minima e non influisce sui tassi d'interesse a lungo termine. Ci sono però due aspetti da prendere in considerazione. Psicologicamente gli investitori sono convinti che qualsiasi cosa succeda la FED interverrà a salvare il mercato e i loro investimenti - questa sprona gli investitori a prendere rischi e gettarsi a capofitto nella borsa che offre l'unica opportunità di un sostanziale guadagno. Inoltre bisogna constatare che l'US Treasury Bond decennale rende il 1.65% - ha un reddito reale negativo - gli investitori stimano che le possibilità di una forte crescita dell'economia negli anni a venire sono scarse. Sono quindi coscenti che si prestano ad un gioco pericoloso poiché i fondamentali non sostengono le ricche valutazioni delle azioni.

Ieri Eurostoxx50 (-0.20% a 3845 punti) e S&P500 (-0.16% a 3373.94 punti) hanno perso qualche punto. Formalmente si é trattato di una seduta negativa. In pratica é stata una seduta che ha lanciato parecchi segnali positivi poiché le borse si sono dimostate resistenti e in grado di reagire a delle notizie pessime. Da un punto di vista tecnico questa giornata non ha cambiato nulla nella situazione di fondo. Cogliamo l'occasione per esplorare altri temi.
Il cambio EUR/USD é caduto su un nuovo minimo pluriennale a 1.0827 e si trova stamattina a 1.0835. Questa spinta di ribasso, che é partita ad inizio anno e ha subito un'accelerazione ad inizio febbraio, ci ha sorpreso. il cambio ha rotto il canale orizzontale con bordo inferiore a 1.10 e ha superato al ribasso il supporto fornito dal minimo 2019 a 1.087. Ora c'é una situazione di ipervenduto e deve verificarsi un rimbalzo. Se il cambio torna decisamente sopra gli 1.09 dovrebbe stabilizzarsi e fare base. Se invece avremo solo un debole rimbalzo fino a 1.0880 é probabile che in seguito il ribasso continui in direzione del minimo storico a 1.0340 di dicembre 2017. La debolezza dell'EUR aiuta la borse europee che per gli investitori in USD diventano attraenti - sia per un puro effetto di cambio sia per le conseguenze positive che un EUR debole possono avere sull'industria d'esportazione.
Da ottobre dell'anno scorso le borse salgono - i tassi d'interesse invece oscillano ma per saldo sono stabili. In Europa il QE mantiene una pressione al ribasso sui tassi d'interesse a lungo termine - in America invece questo effetto non c'é. I tassi d'interesse non salgono poiché gli investitori ritengono che la crescita economica resterà modesta e non ci sarà inflazione. Non sembra che gli investitori comprano azioni poiché vendono obbligazioni. È quindi liquidità che affluisce sul mercato azionario anche se questa immagine é in realtà una distorsione visto che ogni acquisto d'azioni corrisponde ad una vendita. È però evidente che c'é più domanda che offerta. Vedremo quando la percentuale d'azioni in portafoglio avrà raggiunto il limite massimo. 

Ieri l'S&P500 ha aperto in calo a 3365 punti - dopo una breve reazione fino a 3372 punti c'é stato un tuffo fino a 3360 punti di minimo. In seguito l'S&P500 é risalito ad ondate regolari fino alle 20.00 e ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 3385.09 punti. Sul finale si é sgonfiato e ha chiuso a 3373.94 punti (-0.16%). Questo comportamento é stato seguito da tutto il listino (Nasdaq100 -0.18%, DJ Trasportation -0.16%, Russell2000 +0.26%). La seduta al NYSE é stata moderatamente negativa con A/D a 3352 su 4035, NH/NL a 562 (pochissimi considerando i nuovi record storici di S&P500 e Nasdaq e il guadagno del RUT) su 389 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é lievitata a 14.15 punti (+0.41) mentre il CBOE Equity put/call ratio é basso a 0.55. Se il rialzo continua con questo ritmo l'S&P500 dovrebbe terminare il mese sui 3450 punti.

Stamattina il future sull'S&P050 é a 3385 punti (+7 punti)- questo ci dice già quale sarà l'intornazione della giornata. Il Nikkei ha perso il -0.59% - Shanghai sta salendo del +0.4%. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3848 punti - le borse europee apriranno senza sostanziali variazioni - probabilmente vedremo luce verde con uno sporadico +0.1%. Settimana scorsa venerdì ci sono state delle vendite e delle prese di beneficio al termine di una settimana di rialzo - pensiamo che anche oggi si ripeterà nel pomeriggio questo effetto.

Commento del 13 febbraio

La corsa continua...

Ieri abbiamo avuto un'altra seduta positiva con borse europee (Eurostoxx50 +0.75% a 3854 punti) ed americana nuovamente a caccia di record. I nuovi massimi annuali o storici degli indici azionari si succedono regolarmente e il grafico dell'S&P500 (+0.65% a 3379.45 punti) da ottobre dell'anno scorso é una linea retta che punta verso il cielo interrotta qua e la brevemente da correzioni intermedie provocate da crisi che in tempi normali avrebbero messo in ginocchio i mercati finanziari. Il Coronavirus, che sta bloccando l'economia cinese, rallentando il commercio internazionale e provocando crisi settoriali come quella del turismo, ha solo causato una correzione minore di 6 sedute e di circa 120 punti (-3.5%). Poi la corsa é ripresa come niente fosse. Per il momento non vediamo nulla che possa suggerire l'imminente fine di questo rialzo e non abbiamo nessun segnale d'inversione di tendenza. Le seduta positive si susseguono senza che ci siano sostanziali cambiamenti a livello di indicatori. Le borse restano ipercomperate e in eccesso di rialzo - gli investitori sono troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Fondamentalmente le azioni, specialmente in America, sono oscenamente care. Il rialzo però può continuare poiché ha dimostrato di avere la forza per rompere qualsiasi barriera tecnica e limite di durata. Malgrado che ogni calcolo razionale ci dice che nei prossimi 10 anni, per bene che vada, la performance dell'S&P500 deve essere intorno al 0%, gli investitori continuano a saltare sul carro in corsa. Nessuno é in grado di dire quando e dove il rialzo finirà - sappiamo quali tipi di eventi sono in grado di provocare la fine di questo bull market - fino a quando però non succede qualcosa é probabile che la festa continui.

Ieri le borse europee hanno aperto in guadagno, sono ulteriormente salite nel corso della giornata e hanno chiuso vicino al massimo. Nuovi massimi di periodo o storici confermano la tendenza rialzista. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3830 punti e ha chiuso sul massimo a 3854 punti (+0.75%). DAX (+0.89% a 13749 punti) e FTSE MIB (+0.70% a 24861 punti) si sono comportati alla stessa maniera.      
L'indice delle banche SX7E (+1.61% a 101.53 punti) ha confermato con una ottima prestazione le nostre più rosee previsioni. La barriera psicologica dei 100 punti é stato superata. Come ci eravamo aspettati nelle previsioni per il 2020 il settore bancario europeo comincia a sovraperformare. Solo l'SMI svizzero (-0.11% a 11089 punti) ha avuto una battuta d'arresto causata dai titoli difensivi (Nestlé -1.25% e farmaceutica in calo). Non c'é però motivo di preoccupazione - la mattina l'indice ha ancora fatto registrare un nuovo massimo storico marginale.
L'Europa ha dei margini di recupero nei riguardi dell'America - gli indici azionari hanno ancora dello spazio di apprezzamento prima di raggiungere gli obiettivi. Il rialzo però dipende ed é strettamente correlato con quello della borsa americana.

A Wall Street c'é stata un'altra seduta positiva e di calma surreale. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 3274 punti e si é mosso a caso tra i 3269 ed il nuovo record storico a 3381.47 punti (range di soli 12 punti!). Ha chiuso vicino al massimo a 3279.45 punti (+0.65%). Il Nasdaq100 (+1.00% a 9614 punti) ha ripreso la leadership. Anche gli altri indici hanno guadagnato terreno (DJT +0.92%, RUT +0.71%) - malgrado ciò il numero dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) non aumenta - questa debolezza strutturale non basta finora a bloccare la corsa della borsa americana. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4985 su 2401, NH/NL a 643 (maledettamente pochi !) su 313 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é caduta a 13.74 punti (-1.44) - la CBOE Equity put/call ratio era nuovamente bassa a 0.48. Ormai sembrano tutti long - chi é che compra ancora a questi livelli ?

Stamattina torna la paura del Coronavirus dopo che le autorità cinesi hanno corretto al rialzo le statistiche di contagiati e morti - ora i dati sembrano più realistici e preoccupano. Il future sull'S&P500 cala a 3366 punti (-13 punti). Il Nikkei ha perso il -0.14% - Shanghai sta scendendo del -0.7%. L'Eurostoxx50 vale alle 08.30 3837 punti (-17 punti) - le borse europee apriranno con minusvalenze dell'ordine del -0.4%. Vedremo se oggi ci saranno altre vendite o se questa debolezza verrà presa come un'occasione d'acquisto.
Non citiamo più gli avvenimenti importanti di una giornata (dati economici, risultati di imprese, ecc.) poiché al momento sembrano non influenzare il mercato. Qualsiasi cosa viene interpretata in maniera positiva e conferma l'irrazionale esuberanza e cecità degli investitori.

Commento del 12 febbraio

Nuovi massimi storici e massimi annuali - il rialzo continua ignorando le debolezze strutturali

La seduta di ieri é stata una conferma di quanto scritto il mattino. Malgrado tutto quando si può rilevare di dubbio e preoccupante in questo rialzo a livello tecnico, le borse continuano a salire indisturbate. Ieri é stato il turno degli europei di raggiungere dei nuovi massimi di periodo o storici - malgrado che l'economia tedesca ristagni con tassi di crescita poco superiori allo 0% il DAX (+0.99% a 13627 punti) ha fatto registrare un nuovo massimo storico. Dopo il balzo in apertura non é più successo molto - i guadagni a fine giornata sono però indiscutibile e rilevanti. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3820 punti, ha toccato un massimo a 3832 punti e ha chiuso a 3825 punti (+0.86%) - i movimenti importanti avvengono durante la notte tra chiusura e riapertura del giorno dopo - il trading giornaliero non é più un'attività lucrativa. Il rialzo a traino degli Stati Uniti sembra però non aver ancora raggiunto la sua fine.
Nei commenti serali abbiamo fissato degli obiettivi grafici per questa spinta di rialzo.

Anche la seduta a New York é stata positiva e l'S&P500 (+0.17% a3357.75 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 3375.63 punti. Ci sono però delle leggere differenze rispetto a precedenti sedute positive con nuovi record. La chiusura é stata lontana dal massimo e sui grafici appaiono candele rosse - la tecnologia non ha sovraperformato (Nasdaq100 +0.01% a 9517 punti). Queste non sono però delle differenze rilevanti che possono indicare la fine del rialzo.
L'S&P500 ha aperto a 3266 punti e dopo una breve caduta a 3261 punti é salito verso le 16.30 sul massimo a 3375 punti. Poi, come colpito da un attacco di stanchezza, é caduto ad ondate fino a 3352 punti. Sul finale ha recuperato a 3357.75 punti (+0.17%). Anche questa volta i nuovi recordo storici di S&P500 e Nasdaq100 non vengono confermati dalla partecipazione - il numero dei nuovi massimi a 30 giorni (650) é tragicamente basso confermando che il rialzo viene provocato solo da pochi titoli. Anche i volumi (volume relativo a 1.0) sono moderati - la borsa non festeggia - sale e basta.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5127 su 2272 e NH/NL a 650 su 355. La volatilità VIX é salita a 15.18 punti (+0.14) mentre il CBOE Equity put/call ratio resta strenuamente basso a 0.45. I Summation Index per lo meno hanno ricominciato a salire debolmente. La spinta di rialzo di febbraio mostra parecchie divergenze negative con massimi discendenti su parecchi indicatori di momentm e partecipazione - potremmo però cominciare a preoccuparci solo quando ci saranno delle sedute decisamente negative o una serie di sedute in calo con durata superiore ai tre giorni.
Il rialzo dell'S&P500 é talmente regolare da venir accompagnato dalle Bollinger Bands che salgono mantenendo una larghezza costante. Finora le ondate di rialzo e le correzioni minori si sono sviluppate da ottobre 2019 sempre all'interno delle bande. Ieri l'S&P500 ha toccato la banda superiore a 3374 punti. A breve é probabile che ci sia una pausa o un ritracciamento.

Ieri il cambio EUR/USD é sceso fino a 1.0892 - stamattina é di nuovo a 1.0910. Da inizio anno il cambio scende e ha bucato il supporto a 1.10. La tendenza a breve é al ribasso - la tendenza di fondo, a seconda delle regole utilizzate, é da neutra a debolmente al ribasso. Nei prossimi giorni é probabile che il cambio testi il minimo 2019 a 1.0879. Secondo noi il cambio dovrebbe rimbalzare e attestarsi intorno agli 1.10. Una rottura al ribasso é però possibile anche perché non riusciamo a spiegarci questa forza dell'USD. Il differenziale dei tassi d'interesse é praticamente costante. Il cambio EUR/CHF é sceso su un nuovo minimo di periodo a 1.0654. A questo punto bisogna chiedersi se il problema non é la forza del CHF (o dell'USD) quanto piuttosto la debolezza dell'EUR - l'UE negli ultimi mesi sembra un colosso dai piedi d'argilla e la Brexit non fa che confermare la fragilità del costrutto europeo.

Anche stamattina il future sull'S&P500 sale a 3365 punti (+8 punti) e condiziona i mercati. Il Nikkei ha guadagnato il +0.74% - Shanghai sta salendo del +0.9%. Alle 08.50 l'Eurostoxx50 vale 3835 punti - l'indice aprirà con un balzo di 10 punti su un nuovo massimo annuale marginale. Le borse europee inizieranno la giornata con guadagni di circa il +0.25%. Sembra che avremo un'altra seduta moderatamente positiva.

Commento dell'11 febbraio

Nuovi massimi storici su S&P500 e Nasdaq100 sono un segnale indiscutibile di rialzo - rialzo senza limiti ?

Malgrado che vediamo numerose debolezze tecniche il rialzo della borsa americana ieri é proseguito e sembra inarrestabile. Sinceramente non sappiamo se stamattina vale la pena fare l'analisi degli indicatori e fare delle considerazioni riguardanti la situazione tecnica del mercato visto che gli indici americani con dei nuovi massimi storici mandano segnali indiscutibili e inequivocabili di rialzo.
Non possiamo che inchinarci davanti all'evidenza dei fatti. Gli investitori, come ai tempi della bolla di internet, continuano a comperare tecnologia (Nasdaq100 +1.23% a 9516 punti) incuranti delle stratosferiche valutazioni e degli eccessi. Sembra che comperare sempre i soliti nomi (Amazon +2.63%, Google +2.00%, Microsoft +2.02%) sia una formula vincente contro la quale si schianta qualsiasi dubbio riguardante la mediocre partecipazione (NH/NL a 470 su 575) e l'eccesso di speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.46).
La liquidità, la cieca fiducia nella capacità della FED di sostenere i mercati finanziari e la consapovolezza che Trump farà di tutto a livello economico per assicurare la sua rielezione fanno marciare gli investitori in una sola direzione. Le crepe (Summation Index su NYSE e Nasdaq100 in calo) spariscono sotto una mano di vernice costituita da una monotona e costante serie di sedute positive interrotte ormai solamente da brevi ritracciamenti.
Finora i problemi tecnici che abbiamo identificato non fermano il rialzo - non servono neanche per prevedere una correzione. Dobbiamo quindi attendere che appaia qualcosa di nuovo prima di poter osar prevedere un'inversione di tendenza. L'Europa segue a distanza l'America ma segue - più per obbligo che per convinzione.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. Gli indici azionari hanno chiuso misti e senza sostanziali variazioni. Eurostoxx50 (-0.14% a 3793 punti) e DAX (-0.15% a 13494 punti) hanno perso qualche punto. L'SMI (+0.35% a 11039 punti) come al solito ha seguito l'S&P500 facendo registrare la migliore chiusura giornaliera della storia. Il FTSE MIB (+0.12% a 24507 punti) ha fatto un lieve progresso.   
Stamattina l'Eurostoxx50 aprirà sopra i 3820 punti e quindi su un nuovo massimo annuale.

In America l'S&P500 ha aperto in calo e sul minimo giornaliero a 3320 punti. Da quel momento i rialzisti hanno controllato le operazioni. Alle 16.45 l'indice era risalito a 3340 punti. Poi per ore si é mosso in laterale e in pochi punti. Dopo le 20.00 ha ripreso la scalata e con un'accelerazione sul fnale ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3352.26 punti - ha chiuso sul massimo a 3352.09 punti (+0.73%). Come al solito il rialzo é stato trascinato dalla tecnologia (Nasdaq100 +1.23% a 9516 punti).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4705 su 2729, NH/NL a 470 (assolutamente troppo pochi) su 575 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 15.04 punti (-0.43) mentre il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.46.

Stamattina la musica non cambia. La borsa di Tokio é chiusa - Shanghai sta guadagnando il +0.4%. Alle 08.15 il future sull'S&P500 é a 3361 punti (+8 punti). L'Eurostoxx50 vale 3820 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +0.7%. Prevedere qualcosa di diverso da una seduta moderatamente positiva sembra un'eresia.

Aggiornamento del 10 febbraio

Coronavirus contro liquidità delle Banche Centrali

Durante il fine settimana il tema principale trattato nei media é ancora il Coronavirus. L'epidemia si espande in Cina mentre i casi di contagio in Europa ed America sono ancora sporadici. Si discute sulle cifre ufficiali di malati e decessi pubblicate dalle autorità cinesi che sembrano volontariamente corrette al ribasso per evitare il panico. Sicuramente a breve ci saranno delle conseguenze negative sull'economia e sugli utili di imprese particolarmente dipendenti dal mercato cinese e dal suo apparato produttivo. Sarà però un effetto temporaneo e non duraturo. Le Banche Centrali continuano a combattere questa crisi iniettando ingenti quantità di liquidità. La PBOC lo fa per impedire un tracollo del mercato finanziario e per stimolare un'economia che si sta bloccando. La FED interviene ancora per stabilizzare il mercato repo in quello che ormai é l'inizio del QE4. La correlazione tra le spinte di rialzo della borsa americana e le operazioni della FED é strabiliante. Due settimana fà ha prevalso la paura del Coronavirus e le borse hanno corretto - settimana scorsa le autorità sanitarie sembravano in grado di contenere la pandemia e ha vinto la liquidità che ha provocato una sostanziale spinta di rialzo. Vedremo cosa succederà questa settimana visto che l'economia reale sembra in effetti soffrire. Solo due esempi - il prezzo del rame é in forte calo mentre il prezzo dei trasporti marini (Baltic Dry Index) é in caduta libera.

Stamattina i mercati sono nervosi e volatili. Per saldo però i cambiamenti rispetto a venerdì sono modesti. Il Nikkei ha perso il -0.6% - Shanghai sta guadagnando il +0.5%. Il future sull'S&P500 sale a 3332 punti (+6 punti) - stanotte é caduto fino a 3303 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3794 punti - le borse europee apriranno praticamente in pari (-0.1%). Non abbiamo un'idea precisa di quello che potrebbe succedere oggi - l'agenda economica non offre appuntamenti di grande interesse e nessuna impresa rilevante presenta oggi i suoi risultati trimestrali. Crediamo quindi di ritrovare stasera le borse vicino ai livelli d'apertura.

Commento del 8-9 febbraio

Da un rimbalzo si é passati ad un rialzo - segue un'altra correzione minore o qualcosa di peggio?

Secondo le nostre previsioni lunedì scorso doveva iniziare un rimbalzo tecnico all'interno di una correzione di medio termine. Evidentemente ci siamo sbagliati - non nella direzione del movimento ma nella sua intensità. Non c'é stato un modesto rimbalzo di due o tre giorni ma una vera e propria spinta di rialzo che ha permesso all'S&P500 (-0.54% a 3327.71 punti) giovedì di toccare un nuovo massimo storico a 3347.96 punti. Nuovi massimi annuali o storici in Europa e in America hanno cambiato le carte in tavola - non si può più parlare di correzione a medio termine malgrado che Eurostoxx50 (-0.18% a 3798 punti) e DAX (-0.45% a 13513 punti) non siano riusciti a superare i massimi annuali di gennaio. Ora non sappiamo ancora cosa aspettarci nei prossimi mesi. Se ci fosse stata a febbraio una vera e propria correzione di medio termine avevamo previsto in seguito una sostenibile fase di rialzo fino a circa metà aprile con nuovi massimi annuali marginali. Invece la borsa americana, secondo i nostri calcoli, é già tornata su quelli che dovrebbero essere i massimi del 2020 (performance 2020 dell'S&P500 fino a oggi del +3.00%) mentre appaiono delle evidenti divergente tecniche negative. La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 54.9% dei titoli sopra la SMA a 30 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.10. Nella correzione minore di fine gennaio di indici azionari americani più importanti sono rimasti sopra la MM a 50 giorni che da mesi serve come valido supporto. I maggiori indici europei invece sono in un trend neutro ed oscillano in laterale in un ampio canale (Eurostoxx50 3640-3800 punti). All'inizio di settimana prossima le borse devono scendere - i segnali forniti in questo senso dagli indicatori sono affidabili. Non sappiamo però se avremo una semplice correzione minore o una spinta di ribasso - l'errore di valutazione di una settimana fà ci rende prudenti. Se il mercato continua a comportarsi come nelle scorse settimane l'S&P500 dovrebbe al massimo scendere sui 3250 punti prima di risalire. Attenzione però che ciclicamente le borse dovrebbero essere in una fase negativa fino a fine mese. Di conseguenza se ci fosse una rottura e accelerazione sotto la MM a 50 giorni bisognerà fare molta attenzione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +4.33% a 3798 punti (SX7E +9.02% a 99.64 punti)
DAX                         +4.10% a 13513 punti
SMI                          +3.52% a 11001 punti
FTSE MIB                  +5.34% a 24478 punti
S&P500                    +3.17% a 3327.71 punti
Nasdaq100               +4.55% a 9401 punti

Le borse europee in generale sono salite fino a giovedì quando l'Eurostoxx50 ha toccato poco dopo l'apertura il massimo settimanale a 3806 punti. Nel frattempo l'SMI svizzero (-0.10% a 11001 punti) ha fatto registrare un nuovo massimo storico a 11061 punti. Solo venerdì c'é stata una battuta d'arresto e una seduta di poco negativa. Il DAX tedesco ha perso moderatamente terreno (-0.45% a 13513 punti) mentre gli altri indici azionari sono scesi solo di qualche punto. Il FTSE MIB (-0.05% a 24478 punti) ha ancora toccato un nuovo massimo annuale a 24523 punti prima di cedere e chiudere praticamente in pari.
L'Europa continua a restare indietro rispetto all'America - questo ritardo é in parte spiegabile con la differenza a livello di fondamentali - la crescita economica americana é ancora più forte di quella europea da dove arrivano preoccupati dati economici con un netto calo della produziona industriale. La pausa di venerdì secondo l'analisi tecnica non ha un significato particolare - gli indici non sono ancora ipercomperati. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3787 punti (-11 punti) mentre la borsa americana lanciava evidenti segnali di stanchezza. È quindi logico pensare che all'inizio di settimana prossima le borse europee debbano scendere. Vedremo se apparirà pressione di vendita oppure no. Non bisogna stupirsi se l'Eurostoxx50 torna su quei 3750 punti che ci accompagnano da ormai due mesi. Abbiamo voglia di tornare short per il portafoglio ma non abbiamo abbastanza elementi tecnici in favore di uno scenario ribassista per tentare questa avventura.
Notiamo l'ottima performance settimanale del settore bancario. L'indice SX7E é salito venerdì, in una giornata generalmente negativa e con tassi d'interesse in calo, a 99.64 punti (+1.16% / performance settimanale +9.02%). Vi ricordiamo che avevemo suggerito di comperare dal supporto a 91 punti. Sui 99.50 punti c'é una resistenza. Crediamo che a corto termine il rialzo dell'indice sia finito e che debba iniziare una correzione. Non bisogna però sottovalutare i segnali di forza. Se all'inizio di settimana prossima l'indice continua a salire ha via libera fino ai 104.50 punti.

Durante la scorsa settimana la borsa americana é salita mentre dagli indicatori tecnici abbiamo avuto divergenze e segnali negativi a livello di partecipazione. Non é quindi una sorpresa che venerdì la seduta a New York sia stata negativa. È invece piuttosto strano che l'S&P500 giovedì sia riuscito a toccare un nuovo massimo storico marginale a 3347.96 punti - la piccola star sul grafico era però un segnale di stanchezza e di possibile esaurimento. Crediamo che questa possa essere stata una falsa rottura al rialzo.
L'S&P500 ha aperto in calo a 3335 punti. È sceso e ha fatto brevemente base a 3326 punti - poi é risalito per la chiusura in Europa fino ai 3341 punti. Dopo é caduto regolamente fino ai 3322 punti di minimo. Dopo le 20.00 ha recuperato una decina di punti ed ha chiuso infine a 3327.71 punti (-0.54%). Una perdita di 18 punti alla fine di una settimana di forte rialzo non sembra essere un problema. Ha livello di partecipazione però la situazione é preoccupante. I nuovi massimi sono bassi e non aumentano - i nuovi minimi stranamente lievitano e i Summation Index ricominciano a scendere dopo una semplice pausa nel corso della settimana.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2097 su 5335, NH/NL a 344 (!) su 493 (!!!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 15.47 punti (+0.51) e la CBOE Equity put/call ratio era nuovamente bassa a 0.56 (MM a 10g a 0.55). La borsa americana ha nuovamente una costellazione tecnica ideale per una correzione mentre appaiono evidenti segnali di distribuzione e di cedimento strutturale (guardate ad esempio i semiconduttori / SOX).
La tecnologia e i pesi massimi del Nasdaq100 (-0.47% a 9401 punti) continuano a trascinare i listini al rialzo.
Siamo convinti che la rottura al rialzo di giovedì non avrà a breve una continuazione. È molto probabile che la prossima settimana sia negativa o al massimo in pari. Dopo l'errore di stima di settimana scorsa non osiamo prevedere un ribasso ma questa é un'eventualità da non scartare. Fino a quando gli indici americani restano sopra la MM a 50 giorni in ascesa la tendenza é al rialzo e non va combattuta. In caso di rottura al ribasso bisogna però fare molta attenzione e valutare la possibilità dell'apertura di posizioni short.

Commento del 6 febbraio

Devo nuovamente assentarmi alcuni giorni - fino a sabato non potrò aggiornare il sito.
Il prossimo commento sarà l'analisi del fine settimana che verrà pubblicata domenica prossima.
Mi scuso dell'inconveniente.
A tutti gli abbonati vengono accreditati 3 giorni di abbonamento.

Commento del 5 febbraio

Troppo forte per un rimbalzo - nuovo massimo storico del Nasdaq / Nasdaq100

Ieri le borse sono state catapultate verso l'alto da una potente ondata d'acquisti. Sia in Europa che in America gli indici hanno terminato la giornata con forti guadagni. L'Eurostoxx50 ha chiuso sul massimo giornaliero a 3732 punti (+1.94%). L'S&P500 non é riuscito a difendere il massimo giornaliero a 3306 punti ed é tornato a fine giornata 3297.59 punti (+1.50%) - si tratta ugualmente di un balzo di 48 punti. Ora siamo in difficoltà. Le borse europee possono essere considerate ancora all'interno di una correzione - Eurostoxx50 e DAX (+1.81% a 13281 punti) sono rimasti sotto la MM a 50 giorni. In America invece sembra essere ripreso il rialzo trascinato come al solito dalla tecnologia - Nasdaq (+2.10%) e Nasdaq100 (+2.28% a 9334 punti) hanno fatto registrare un nuovo record storico e questo come sapete é un segnale inequivocabile di rialzo. Non pensiamo però che la borsa riprenderà a salire come a gennaio. È più probabile che ci siano ancora parecchie sedute altalenanti prima che si instauri un nuovo trend sostenibile. Ci sono troppi segnali contraddittori e mancano ancora conferme a livello di partecipazione - i Summation Index di NYSE e Nasdaq sono ancora in calo anche se mostrano l'intenzione di formare base. Le ultime due sedute ci dicono che dobbiamo archiviare lo scenario di una correzione fino a fine mese con un obiettivo a 3000 punti di S&P500 - non é però ancora venuto il momento di comperare - l'instabilità a la serie di sedute positive a negative deve continuare.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. Gli indici hanno aperto in guadagno, sono balzati nella prima mezz'ora di contrattazioni e sono poi continuati a salire al piccolo trotto fino alla chiusura sul massimo giornaliero. Indubbiamente é stata una prestazione convincente che imprime delle lunghe candele bianche o verdi sui grafici. I massimi di venerdì sono stati superati e quindi non possiamo più parlare di semplice rimbalzo tecnico - si tratta di un vero e proprio contrattacco dei rialzisti che sono riusciti a recuperare parecchio terreno. I maggiori indici azionari europei sono nuovamente sui livelli di due mesi fà e si trovano al centro delle Bollinger Bands - é una situazione neutra ma che lascia i rialzisti in leggero vantaggio visto che hanno dominato le ultime due sedute.
Ieri FTSE MIB (+1.64% a 23844 punti) e SMI (+1.27% a 10800 punti) hanno leggermente sottoperformato ma la differenza é insignificante. Tutti i listini hanno partecipato compatti al rialzo.

L'ottimismo ha trascinato anche New York dove si moltiplicano acquisti che denotano irrazionale euforia (Tesla +13.73%). Come al solito gli investitori si sono buttati sulla tecnologia (Apple +3.30%, Microsoft +3.29%, Amazon +2.27%) mentre il patron di Amazon Bezos annuncia di aver venduto negli ultimi giorni azioni per quasi un miliardo e 800 milioni di USD.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 3285 punti ed ha continuato la sua corsa fino alle 17.50 quando ha raggiunto i 3304 punti. Poi il mercato si é calmato e l'S&P500 é oscillato per ore tra i 3300 ed i 3306 punti. Sul finale é ricaduto a 3297.59 punti (+1.50%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5482 su 1973, NH/NL a 549 su 441 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é caduta a 16.05 punti (-1.92) mentre il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.46.
Non troviamo in questa seduta punti deboli (DJT +1.82%, RUT +1.50%) - il mercato delle opzioni però denota un'eccessiva euforia e speculazione al rialzo - pensiamo quindi che sotto i 3300 punti di S&P500 ci debba essere una pausa e un ritracciamento. Vedremo se in questa fase i ribassisti ritroveranno forze e motivazione per un affondo.

Stamattina anche le borse asiatiche stanno salendo ma con meno slancio che Europa ed America (Nikkei +1.02%, Shanghai +1.2%). Il future sull'S&P500 perde 7 punti a 3292 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3720 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.3%. Se i rialzisti fanno sul serio dovrebbero oggi essere in grado di recuperare la perdita iniziale. Se invece hanno a breve esaurito le cartucce (come pensiamo noi) le borse dovrebbero terminare la giornata con moderate perdite.

Commento del 4 febbraio

Rimbalzo tecnico e seduta in trading range - il rimbalzo può muoversi nel range di venerdì

Ieri é iniziato l'atteso rimbalzo tecnico. Purtroppo non c'é stato ancora un tuffo iniziale e di conseguenza i traders non hanno avuto la possibilità di aprire posizioni long ad un livello interessante. Gli indici hanno subito aperto in guadagno e poi non sono più riusciti a fare consistenti progressi. A fine giornata abbiamo avuto modesti guadagni in Europa (Eurostoxx50 +0.56% a 3661 punti) e plusvalenze più consistenti in America (S&P500 +0.73% a 3248.92 punti). Gli indici si sono mossi nel range di venerdì scorso con volumi di titoli trattati in calo - in linea di massima questo sembra solo un rimbalzo tecnico. Stamattina (07.30) il future sull'S&P500 é a 3271 punti (+26 punti) - il rimbalzo deve quindi continuare almeno stamattina in Europa e nella prima parte della seduta a Wall Street. In questa fase l'S&P500 non deve risalire sopra i 3280 punti. Ci aspettiamo poi un'altra spinta di ribasso che idealmente deve permettere all'S&P500 di bucare la MM a 50 giorni che si trova adesso a 3214 punti.
Sulla seduta in Europa non c'é molto da dire. Nel commento del fine settimana avevamo notato che c'era un ipervenduto di cortissimo termine e che alcuni indici erano su importanti resistenze e sui bordi inferiori delle Bollinger Bands. Pensavamo quindi che doveva esserci un rimbalzo - magari dopo un ultimo tuffo lunedÌ mattina. Invece il tuffo é mancato e gli indici hanno subito aperto in positivo di un +0.3%. L'Eurostoxx50 (+0.56% a 3661 punti) ha aperto sui 3650 punti ed é ondeggiato su questo livello fino all'apertura di New York. Poi ha ancora guadagnato una decina di punti e ha chiuso con un modesto guadagno - specialmente se paragonato al calo di venerdì. La piccola candela verde sul grafico sparisce nell'ombra della grande candela rossa di venerdì - la reazione é stata scarsa e dopo l'apertura l'indice non ha più fatto sensibili progressi. L'indice delle banche SX7E (+0.54% a 91.88 punti) si é comportato come il resto del listino. Il supporto a 91 punti tiene (minimo a 91.20 punti). Come al solito é stata la borsa americana a dettare legge - gli europei non sembravano avere molta voglia di comperare come dimostra la stasi tra l'apertura in Europa e l'apertura a New York.
Il DAX (+0.4% a 13045 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (+0.96% a 23460 punti) si é comportato decisamente meglio. Probabilmente é una reazione al crollo di venerdì in parte ingiustificato. La reazione dell'SMI (+0.35% a 10665 punti) é stata timida e si é concretizzata solo quando l'indice é sceso sulla MM a 50 giorni. L'indice ha chiuso al centro del range giornaliero e poco sopra il livello d'apertura - gli acquisti erano sporadici. Crediamo che l'SMI debba distribuire una o due sedute sui 10600 punti prima di continuare la discesa.

Anche lo svolgimento delle seduta a New York suggerisce che si é trattato di un rimbalzo tecnico malgrado che i guadagni a fine giornata siano stati più ampi specialmente nel settore tecnologico (Nasdaq100 +1.50% a 9126 punti). Gli investitori sono ancora decisamente ottimisti e pronti a speculare al rialzo alla prima occasione. Assistiamo ad alcune assurde accelerazioni che ci ricordano molto la bolla speculativa di internet - ieri Tesla ha guadagnatoo il +19.89% e il grafico sembra puntare all'infinito come un fuoco d'artificio prima di scoppiare. Gli investitori hanno anche comperato Google (+3.61%) con l'idea che la società dopo la chiusura presentasse dei risultati trimestrali talmente buoni da provocare una sostanziale continuazione del rialzo - purtroppo questa volta gli é andata male.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3242 punti é é salito velocemente sul massimo a 3268 punti. Poi é ridisceso e verso le 18.00 era sui 3244 punti. A questo punto il mercato si é calmato e l'indice é semplicemente oscillato in laterale tra i 3246 ed i 3256 punti fino alla chiusura a 3248.92 punti (+0.73%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4788 su 2673, NH/NL a 281 su 812 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é scesa a 17.97 punti (-0.87). Il CBOE Equity put/call ratio é tornato ad essere basso (0.50) - gli speculatori long non mollano. Ci sorprende il balzo del RUT (+1.12%) che denota acquisti a livello istituzionale - forse questo rimbalzo ha ancora della strada da fare. IL DJT (+0.23%) invece é rimasto indietro. Come ci aspettavamo il reddito dell'USTBond decennale é risalito dal supporto a 1.50% (+.54%, +0.03%).
Nel complesso il mercato si é sviluppato come previsto. Abbiamo un rimbalzo di corto termine all'interno di una correzione di medio termine mentre la tendenza di base resta debolmente rialzista. Situazione complessa che genera una serie di sedute positive e negative - fino a fine febbraio quelle negative dovrebbero avere il sopravvento.

Stamattina anche le borse asiatiche rimbalzano. Il Nikkei ha guadagnato il +0.49% - Shanghai sale del +1.3%. Il future sull'S&P500 si sta in parte sgonfiando - alle 08.30 é a 3266 punti (+20 punti). L'Eurostoxx50 vale 3279 punti - le borse europee apriranno con guadagni del +0.5%/+0.6% - pensiamo di ritrovare gli indici stasera poco lontani dai livelli d'apertura.

Aggiornamento del 3 febbraio

Rimbalzo

Speravamo che oggi ci fosse ancora un tuffo prima dell'inizio di un rimbalzo. Invece sembra che le borse tenteranno un recupero sin dall'apertura. Il Nikkei sta chiudendo in calo dell'1% mentre Shanghai dopo parecchi giorni di pausa riprende le contrattazioni con un -8%. Il future sull'S&P500 sale alle 07.00 a 3244 punti (+20 punti) e quindi pensiamo che le borse europee apriranno in guadagno del +02.%/+0.3%. Vedremo dove ci porta questo rimbalzo tecnico...

Commento del 1-2 febbraio

Correzione a medio termine con accelerazioni al ribasso e rimbalzi - venerdì c'é stata un'accelerazione...

Questa settimana finalmente é iniziata la correzione di medio termine. Ufficialmente é cominciata con la pessima seduta di lunedì (Eurostoxx50 -2.82% / S&P500 -1.57%). A metà settimana c'é stato un importante rimbalzo che tra l'altro ha permesso al FTSE MIB italiano (-2.29% a 23237 punti) di toccato un nuovo massimo annuale a 24197 punti - la pesante caduta di venerdì ha però messo le cose in chiaro ed imposto performances settimanali decisamente negative. Il tema dominante sui mercati finanziari é il Coronavirus e le sue conseguenze sull'economia mondiale. A seconda delle notizie provenienti dalla Cina e in generale sulla diffusione della malattia la borsa reagisce più o meno emotivamente con delle ondate di vendite, delle accelerazioni al ribasso e dei rimbalzi. Noi partiamo dal principio che le borse avrebbero in ogni caso corretto anche senza questo problema. Il Coronavirus é solo stato l'elemento scatenante e la ragione di questo sviluppo altalenante. La nostra previsione di fondo era che le borse da metà gennaio dovevano svolgere una correzione di medio termine fino a fine febbraio e che l'S&P500, nostro indice di riferimento, doveva perdere un -10% e cadere sui 3000 punti. Finora lo sviluppo degli indicatori sostiene questo scenario. Venerdì molti indici azionari sono scesi sul bordo inferiore delle Bollinger Bands. L'S&P500 (-1.77% a 3225.52 punti - minimo a 3214 punti) si é fermato poco sopra la MM a 50 giorni (3211 punti) e sul bordo inferiore delle BB (3216 punti). È quindi possibile che sullo slancio la seduta di lunedì sia ancora negativa ma nel corso di settimana prossima dovrebbe esserci un rimbalzo o un breve rialzo di corto termine. Questo andamento altalenante sarà determinato sia dagli aspetti tecnici sia dalle notizie che mano a mano verranno rese note sui vari temi caldi (nell'ordine di importanza Coronavirus, Impeachement contro Donald Trump, risultati trimestrali delle imprese). Per fare terminare questa correzione ci vorrà però ipervenduto a medio termine e panico. Il panico deve apparire non solo negli indicatori di sentiment ma anche nel comportamento del mercato - devono apparire vendite in tutti i settori compresa la tecnologia (Nasdaq100 -1.58% aq 8991 punti) che finora continua a sovraperformare e mostrare forza relativa. Gli indicatori hanno ancora parecchia strada da fare prima di arrivare in questa situazione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.66% a 3640 punti
DAX                         -4.38% a 12982 punti
SMI                          -2.04% a 10627 punti
FTSE MIB                  -3.05% a 23237 punti
S&P500                    -2.12% a 3225.52 punti
Nasdaq100               -1.64% a 8991 punti

Venerdì le borse europee hanno aperto in positivo e sul massimo giornaliero. Hanno galleggiato fin verso le 10.30 ma poi sono cominciate a scendere e si sono fermate solo alla chiusura sul minimo giornaliero e con pesanti perdite. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3698 punti, ha ancora toccato un massimo a 3705 punti ma ha chiuso sul minimo a 3640 punti (-1.35%) con una perdita secca di 50 punti. Poco da dire - la giornata é stata dominata dai ribassisti ed é stato venduto praticamente tutto. Il DAX (-1.33% a 12982 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 ed é caduto sotto il bordo inferiore delle BB che si stanno allargando. Questo situazione di ipervenduto di brevissimo termine insieme al supporto fornito dal minimo annuale a 12948 punti dovrebbero permettere alla borsa tedesca di tirare il fiato alcuni giorni. Il FTSE MIB (-2.29% a 23237 punti), che nel corso della settimana aveva perso meno terreno, venerdì é crollato - probabilmente una forma di compensazione. L'SMI svizzero (-1-13% a 10627 punti) ha contenuto al perdite grazie al suo carattere difensivo - la correlazione con l'S&P500 americano continua a funzionare egregiamente.
Da inizio anno l'Eurostoxx50 perde il -2.78% - l'S&P500 finora ha perso solo il -0.16%. Sembra quindi che le borse europee siano più deboli di quella americana e quindi la correzione in Europa sarà più ampia e superiore ad un -10%. L'altra osservazione da fare é che il mese di gennaio si chiude in perdita - statisticamente il comportamento della borsa a gennaio determina l'esito annuale. Secondo questa regola dovremmo avere un'annata negativa. Noi prevediamo un 2020 senza sostanziali variazioni - forse la performance dell'S&P500 ci ha dato un buon punto di riferimento.

Anche la seduta a Wall Street é stata decisamente negativa. Ci sono però una serie di aspetti positivi che nel corso di settimana prossima provocheranno un rimbalzo tecnico - li vediamo in seguito.
L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 3276 punti e subito é stato travolto dalle vendite. Verso metà seduta l'indice é arrivato sui 3230 punti e qui si é fermato alcune ore ondeggiando in laterale. In seguito il ribasso é continuato ed é sfociato su un minimo annuale a 3214 punti. Nell'ultima mezz'ora di contrattazioni l'indice é risalito a 3225.52 punti (-1.77%). Le perdite hanno colpito anche il DJT (-2.46%) e il Russell2000 (-2.07%). Si é invece comportato meglio il Nasdaq100 aiutato dal balzo di Amazon (+7.38%) che ha presentato dei buoni risultati trimestrali. Le emozioni degli investitori retail si sono scaricate su Apple che ha perso il -4.43%.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1429 su 6051, NH/NL a 265 su 1550 e volume relativo a 1.4. La volatilità VIX é balzata a 18.84 punti (+3.35) mentre il CBOE Equity put/call ratio era alto a 0.74. La MM a 10 giorni é salita a 0.59 - dovrebbe raggiungere i 0.72-0.75 quando l'S&P500 toccherà il fondo della correzione. I Summation Index stanno decisamente scendendo e confermano il ribasso di medio termine. La tendenza di fondo della borsa americana é ora neutra con il 43.9% dei titoli sopra la SMA a 30 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.37. La RSI giornaliera sull'S&P500 é a 43.44 punti - quella settimanale é a 62.65 punti - l'ipervenduto a medio termine é ancora lontano.
Venerdì abbiamo osservato quattro fattori positivi.
- Sul finale c'é stata una netta reazione (+11 punti di S&P500) - ci sono ancora rialzisti pronti a comperare su quelli che considerano dei minimi di corto termine. Ci sono le forze necessarie per un rimbalzo tecnico.
- La tecnologia mostra ancora forza relativa - fino a quando questo settore non "mollerà" é probabile che ci saranno rimbalzi intermedi seguiti da altre spinte di ribasso.
- Il reddito dell'USTBond decennale é sceso a 1.51% (-0.06%). Sui 1.50% c'é un forte supporto. È probabile che da qui Bond e borse debbano rimbalzare.
- Venerdì i forti volumi suggeriscono un esaurimento a breve della spinta di ribasso. Il minimo a 3214 punti potrebbe venir ritestato ma in linea di massima dai 3200+ punti deve esserci un rimbalzo fino a 3330-3350 punti. Questa é una stima - molto dipende dalla posizione del minimo intermedio definitivo.

Riassumendo la tendenza a medio termine é al ribasso - le borse stanno correggendo. A corto termine ci deve essere un rimbalzo importante o significativo provocato da supporti e ipervenduto di cortissimo termine. Gli investitori devono restare short. I traders probabilmente possono comperare lunedì per una breve speculazione long - bisogna però vedere come si presentano i mercati lunedì mattina prima di prendere una decisione in merito.

Commento del 30 gennaio

A causa di un'assenza imprevista non potrò aggiornare il sito per alcuni giorni.
Il prossimo commento sarà l'analisi del fine settimana che verrà pubblicata domenica prossima.
Mi scuso dell'inconveniente.
A tutti gli abbonati vengono accreditati 3 giorni di abbonamento.

Commento del 29 gennaio

Sembra solo un robusto rimbalzo - la storia vera la racconta probabilmente il Russell2000 (-0.24%)

Ieri le borse hanno avuto una seduta decisamente positiva. La reazione al crollo di lunedì é stata immediata e robusta. Le borse europee hanno guadagnato circa il +1% (Eurostoxx50 +1.13% a 3719 punti) e in questa maniera hanno recuperato circa la metà delle perdite del giorno precedente. La mattina gli indici sono ciondolati in pari - solo nel pomeriggio e grazie all'esempio di Wall Street gli investitori hanno preso coraggio, hanno comperato e hanno fatto decollare gli indici azionari che hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri con volumi di titoli trattati in calo. Eurostoxx50, DAX (+0.90% a 13323 punti) e SMI (+0.99% a 10782 punti) si sono comportati alla stessa maniera. Il FTSE MIB (+2.61% a 24027 punti) invece ha mostrato un impressionante rally che lo ha fatto tornare in posizione neutra sui 24000 punti. Per questo indice torna a valere la debole tendenza rialzista di fondo.
Sugli altri mercati la situazione é ancora incerta. Quello di ieri sembra solo un robusto rimbalzo tecnico. L'Eurostoxx50 é rimasto sotto la MM a 50 punti confermando il segnale tecnico di vendita generato lunedì. Il DAX invece é riuscito a tornare sopra questa barriera. Anche il segnale di vendita a medio termine fornito lunedì dal nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica é stato annullato. Abbiamo quindi dei segnali tecnici contrastanti e contradditori. Probabilmente ci vuole la classica terza seduta per avere una situazione chiara.

Per un analista tecnico la seduta a Wall Street  é stata un vero piacere. È successo qualcosa che si trova in tutti i manuali ma che ieri non sembrava possibile. L'S&P500 é riuscito a colmare il gap di 23 punti che si era creato lunedì. Dopo questo esercizio "obbligato" può ora ricominciare a scendere - vedremo se lo farà.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 3260 punti e all'inizio é ricaduto a 3253 punti - sembrava dover svolgere una seduta in trading range. Invece é risalito fino ai 3277 punti e ha trascorso la parte centrale della seduta oscillando tra i 3272 ed i 3282 punti. Dopo le 20.00 é salito sul massimo giornaliero a 3285 punti e sul finale é ridisceso a 3276.24 punti (+1.01%). Il guadagno di 32 punti rappresenta una robusta reazione positiva. I volumi di titoli trattati in calo (volume relativo a 1.0) suggeriscono la possibilità che si tratti solo di un rimbalzo. La discesa di 9 punti sul finale sostiene questa ipotesi. S&P500 e Nasdaq100 (+1.55% a 9090 punti) restano però ampiamente sopra la MM a 50 giorni in ascesa e quindi formalmente la tendenza di fondo é ancora al rialzo. Forse il comportamento che più rispecchia la realtà é quello del Russell2000 / RUT che viene giocato soprattutto dagli investitori istituzionali e con 2000 società é l'indice con la base più larga e stabile. Ha perso lunedì "solo" il -1.09%  ma ieri ha continuato la discesa con un -0.24%.
Gli investitori che si fanno trascinare dalle emozioni, quelli privati, ieri hanno ricomperato Apple (+2.83%) e colleghi.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5375 su 2018, NH/NL a 287 su 418 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 16.28 punti (-1.95), il CBOE Equity put/call ratio é tornato ad essere (troppo) basso a 0.55.
Riassumendo riteniamo che la caduta di lunedì, provocata dalla paura del coronavirus, sia stata esagerata ma punti nella giusta direzione. Pensiamo che le borse stiano correggendo e debbano nei prossimi giorni ricominciare a scendere. Ci vuole panico e ipervenduto per terminare una correzione.
Per inciso ieri il reddito dell'USTBond decennale é risalito a 1.65% (+0.04), Il cambio EUR/CHF é lievitato a 1.0722 e il prezzo dell'oro é sceso a 1567 USD/oncia - sono stati rivenduti i beni rifugio - é una tipica reazione.

Ieri sera dopo la chiusura a Wall Street Apple ha presentato degli ottimi risultati trimestrali - stamattina il future sull'S&P500 reagisce con un +6 punti a 3284 punti. Il Nikkei ha guadagnato il +0.71% - Shanghai é ancora chiusa. Alle 08.35 l'Eurostoxx50 vale 3720 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Speriamo ora di vedere alcune sedute di distribuzione prima della continuazione della correzione. Nell'ambito di questo scenario ci aspettiamo oggi una seduta in Europa ed America senza sostanziali variazioni (o addirittura di poco negativa).

Commento del 28 gennaio

Una pesante caduta fa iniziare la correzione - non continuerà in maniera dinamica

Ieri tutti hanno visto le pesanti perdite delle borse sia in Europa (Eurostoxx50 -2.82% a 3677 punti) che in America (S&P500 -1.57% a 3243.63 punti). Tutti hanno osservato la caduta degli indici azionari europei sotto la media mobile (MM) a 50 giorni che dà ufficialmente inizio all'attesa correzione di medio termine. Pochi però hanno rilevato i dettagli che ci mostrano la resistenza dei rialzisti - questi dettagli ci dicono che probabilmente le borse non scenderanno in maniera dinamica ma ad ondate. Vi ricordiamo che noi ci aspettavamo un calo di circa il -10% dell'S&P500 fino alla fine di febbraio - la correzione é iniziata in ritardo ma speriamo che continui seguendo le previsioni.
Ma torniamo ai dettagli. Le borse europee hanno aperto male e sono sceso per tutta la giornata chiudendo sui minimi giornalieri e con pesanti perdite. Indubbiamente una pessima seduta dominata dai ribassisti che non offre nessun aspetto positivo. Sappiamo però che gli europei da soli non sono in grado di imbastire delle decenti reazioni e quindi non siamo stupiti di questo comportamento. Per trovare qualcosa di interessante bisogna andare in America. La prima cosa che ci é saltata all'occhio é stata la candela bianca sul grafico del Nasdaq100 (-2.07% a 8952 punti) - l'indice tecnologico ha chiuso sopra il livello d'apertura. E l'S&P500? L'indice ha aperto sui 3242 punti e durante la giornata é risalito fino ai 3258 punti - alla fine é tornato a 3243.63 punti (-1.57%) - non é riuscito a recuperare ma dopo la pessima apertura i ribassisti non sono più riusciti a fare progressi - il minimo giornaliero secondo grafico é a 3241 punti - i sistemi mostrano un minimo a 3234 punti che noi non vediamo. Ancora qualcosa? Il Russell2000 é sceso solo del -1.09% - significa che gli investitori istituzionali mantengono la calma. Ieri c'é stato del panico tra i piccoli investitori che posseggono ETF e i titoli a grande capitalizzazione - questi hanno venduto provocando le perdite sugli indici più importanti - questa volta neanche Apple (-2.94%) si é salvata. Altri segnali positivi ?  Ne vediamo tra gli indicatori ma non sono a questo punto ancora degni di nota.
Notiamo infine due aspetti interessanti. Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso a 1.61% (-0.09%). Una reazione importante che pone qualche domanda poiché c'é forte supporto in zona 1.50% - evidentemente il reddito non può scendere in questa maniera per parecchi giorni. È probabile che un rimbalzo sui Bonds corrisponda ad un rimbalzo della borsa. Infine ci domandiamo perché il CBOE Equity put/call ratio é salito solo a 0.64 - di poco sopra la media di lungo periodo - sembra che ancora molti comprino calls o evitino di comperare puts malgrado che la borsa sia in crisi - in ogni caso il mercato delle opzioni sembra scommettere su un rapido assestamento della borsa.
Ieri in America non abbiamo ancora avuto un segnale di vendita di medio termine. L'S&P500 é semplicemente tornato sul livello di inizio anno. Sui grafici é rimasto aperto un gap down. È probabile che ci sarà un tentativo di chiuderlo. Se il tentativo fallisce, come pensiamo, é probabile che la correzione debba continuare. A breve c'é un netto peggioramento degli indicatori di corto termine ed é probabile che già nel corso della settimana si presenterà una situazione di ipervenduto. Per assorbire l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo a medio termine ci vorrà però del tempo. Non crediamo che il rialzo possa riprendere come se nulla fosse - é poco probabile che il crollo di ieri sia solo un incidente provocato dal Coronavirus.

Stamattina l'S&P500 risale a 3261 punti (+22 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.50 vale 3695 punti (+22 punti / +0.60%). La giornata inizia con un rimbalzo e un tentativo di recupero. Pensiamo però che le borse europee non andranno lontano.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -0.55% - la borsa di Shanghai é ancora chiusa.
 
Aggiornamento del 27 gennaio

I mercati anticipano un rallentamento dell'economia dovuto al Coronavirus

Stamattina sta scendendo praticamente tutto - salgono solo i beni rifugio come le obbligazioni di prima qualità o l'oro. Gli investitori stanno prendendo il seria considerazione la possibilità che il Coronavirus possa avere un'impatto negativo sull'economia mondiale. Il segno più evidente é la caduta del prezzo del petrolio a 53 USD/barile (WTI, -2.3%).
Il future sull'S&P500 perde 32 punti a 3261 punti e questo ci da già un'idea di quanto ci aspetta stamattina. Il Nikkei ha perso il -2.03% mentre la borsa di Shanghai é chiusa. L'Eurostoxx50 apre a 3730 punti (-49 punti) - questo significa una perdita del -1.3% - probabilmente tutte le borse europee apriranno con una minusvalenza di questa ampiezza. Questa caduta iniziale non deve preoccupare più di quel tanto - importante sarà osservare cosa succederà durante la giornata. Un eventuale recupero sarebbe un fattore costruttivo che tende ad escludere la possibilità che le borse debbano svolgere una sostanziale correzione di medio termine. Se invece le borse continuano a scendere e neanche New York riuscirà a recuperare é molto probabile che sia finalmente iniziata quella correzione prevista dall'analisi tecnica.

Commento del 25-26 gennaio

Segnali di nervosismo e cedimento ma nessun segnale di vendita

Guardiamo prima di tutto come é stata nel complesso la settimana. Come vedete dalle performances settimanali non é andata male - mercoledì DAX, SMI e S&P500 hanno toccato dei nuovi massimi storici - venerdì il Nasdaq100 (-0.82% a 9147 punti) ha fatto segnare un nuovo record storico a 9272 prima di cedere e chiudere in negativo. Giovedì le borse europee hanno avuto un netto cedimento che é stato però compensato venerdì (Eurostoxx50 +1.13% a 3779 punti) dopo che la sera prima la borsa americana ha recuperato e chiuso in positivo dopo un pessimo inizio. Una prova in più che le borse europee seguone ciecamente e stupidamente il comportamento della borsa americana. La situazione é cambiato venerdì pomeriggio - tardi per le borse europee che hanno chiuso al centro del range giornaliero e difendendo buona parte dei guadagni accumulati il mattino. La seduta a New York é stata però decisamente negativa (S&P500 -0.90% a 3295.47 punti) e possiamo aspettarci che lunedì le borse europee seguiranno.
Riassumendo abbiamo avuto una settimana neutra con nuovi record storici che confermano la prosecuzione del trend rialzista. La caduta venerdì a New York dovuta alla diffusione nel mondo del Coronavirus, ha causato la performance settimanale negativa in America e potrebbe rappresentare l'atteso inizio della correzione. Il condizionale é d'obbligo poiché finora abbiamo osservato segnali di nervosismo e di cedimento strutturale ma non abbiamo ancora nessuna segnale di vendita. Al contrario, considerando la gravità delle notizie, la reazione della borsa americana può essere considerata come costruttiva. Gli indici hanno chiuso lontano dai minimi giornalieri e con perdite inferiori all'1% (Dow Jones -0.58%, S&P500 -0.90%, Nasdaq -0.93%, Nasdaq100 -0.82%, DJ Transportation -0.75). Gli indicatori di sentiment sono peggiorati, i tassi d'interesse sono scesi (reddito dell'USTBond decennale a 1.70%, -0.04%) e il prezzo dell'oro é salito (+10 USD a 1571 USD/oncia) - questa é la tipica costellazione che appare quando gli investitori temono una crisi. Per ora però non si é ancora visto nessun fuggi fuggi - al contrario gli investitori hanno ancora mostrato la voglia di comperare azioni di società che hanno pubblicato buoni risultati trimestrali come Intel (+8.13%).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.76% a 3779 punti
DAX                         +0.37% a 13576 punti
SMI                          +0.07% a 10849 punti
FTSE MIB                  -0.71% a 23969 punti
S&P500                    -1.03% a 3295.47 punti
Nasdaq100               -0.35% a 9147 punti

Non vogliamo perdere troppo tempo a commentare la seduta in Europa. Giovedì l'Eurostoxx50 ha perso il -0.87%. Considerando che la sera l'S&P500 ha guadagnato il +0.11% la reazione venerdì é stata forse più forte e migliore di quanto ci si poteva aspettare. In ogni caso una reazione simile (+1.13% a 3779 punti) non é quello che normalmente succede quando un mercato sta correggendo. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva però 3763 punti e quindi l'impressione generale non cambia. Da circa due mesi le borse europee, pur non facendo sostanziali progressi, sono e restano in una fase di rialzo. A corto termine il trend é neutro. Non c'é nessun segnale di vendita anche su quegli indici che mostrano debolezza relativa. Il DAX tedesco é il mercato più promettente (SMI a parte) - nella prima decade di novembre l'indice si aggirava sui 12300 punti - venerdì ha chiuso a 13576 punti (+1.41%) - un guadagno del +2% in 2 mesi non é proprio qualcosa che può far scatenare l'entusiasmo degli investitori.
Il timore che possa esserci una crisi sui mercati finaziari ha fato rafforzare il CHF e ha provocato un calo dei tassi d'interesse. Gli investitori conprano beni rifugio come il Bund tedesco il cui reddito in una settimana é sceso dal -0.219% a -0.339%. A subirne le conseguenze sono state le azioni delle banche - l'indice settoriale SX7E é sceso venerdì a 93.15 punti -0.11% - su base settimanale c'é un calo del -2.68%.

Venerdì sui grafici degli indici americani é apparsa una lunga candela rossa - al limite si potrebbe considerare questa seduta come un key reveral day - la perdite non sono però massicce e gli indici non hanno chiuso sui minimi giornalieri. Di conseguenza siamo ancora prudenti ed evitiamo di considerare questa giornata con l'inizio della correzione. Vediamo prima come inizia la prossima settimana. 
L'S&P500 ha aperto a 3333 punti ed é sceso regolarmente fino alle 20.20 quando ha toccato il minimo a 3281 punti. Poi é rimbalzato fino ai 3299 punti, é ricaduto a 3286 punti e in chiusura ha recuperato fino ai 3295.47 punti (-0.90%). Ci sono da fare alcune considerazioni. L'indice é caduto 52 punti dal massimo fino a 3281 punti - un netto minimo settimanale - in questa fase i ribassisti non hanno incontrato opposizione e questo é un segnale di debolezza. Il rimbalzo ha fatto risalire l'S&P500 fino ai 3299 punti - sembra che il supporto a 3300 punti é stato rotto e che ora valga come resistenza. L'indice ha chiuso 14 punti sopra il minimo - i ribassisti hanno vinto ma i rialzisti hanno dato segni di vita. Nel complesso i ribassisti hanno vinto una battaglia ma i rialzisti hanno ancora mostrato una convincente capacità di combattimento. I 3100 punti sono un livello importante e decisivo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1821 su 5625, NH/N a 593 su 946 (!) e volume relativo a 1.1 (ribasso con volumi in aumento!). La volatilità VIX é salita a 14.56 punti (+1.58) e il CBOE Equity put/call ratio é finalmente alto (0.70) e sopra la media di lungo periodo. I Summation Index sono in calo. Nel complesso questo é l'usuale comportamento degli indicatori durante una correzione - abbiamo però solo una seduta negativa con nessun segnale di vendita a medio termine. Il calo di venerdì potrebbe essere solo un incidente di percorso.
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 65.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish percent Index sul NYSE a 68.25. C'é un netto peggiorramento rispetto a settimana scorsa ma gli indicatori restano ampiamente sopra 50.
Nei commenti di settimana scorsa abbiamo più volte descritto come la borsa americana sia divisa in due gruppi - finora poche azioni, grandi e forti sostenevano il mercato compensando la pressione proveniente da tante azioni piccole e deboli (Russell2000 -1.32%). Venerdì il secondo gruppo ha cominciato a prevalere - il primo gruppo però ha ancora dato segni di vita con una evidente sovraperformance e forza relativa. Per permettere al mercato di correggere gli investitori devono cominciare a vendere i grandi nomi della tecnologia - venerdì l'hanno fatto a malicuore - vediamo se lunedì la pressione di vendita aumenta.
La spinta di ribasso verrebbe annullata da un ritorno dell'S&P500 sopra i 3300 punti.

Commento del 24 gennaio

L'America conduce il ballo

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta decisamente negativa - gli indici hanno chiuso sui minimi giornalieri con consistenti perdite e volumi in aumento. L'Eurostoxx50 é sceso a 3736 punti (-0.87%) - questa é la perdita più consistente dall'inizio dell'anno e sul grafico appare una lunga candela rossa. DAX (-0.94% a 13388 punti) e SMI (-0.74% a 10813 punti) si sono comportati alla stessa maniera. Il FTSE MIB stranamente si é salvato con un +0.00% a 23707 punti. L'Eurostoxx50 si é seduto sulla MM a 50 giorni che in questo momento costituisce supporto e la linea di riferimento per la tendenza rialzista. Una rottura sotto questa MM alla fine di una settimana costituisce un segnale di vendita e l'inizio ufficiale di una correzione di medio termine. Nei commenti serali abbiamo però avvertito - a decidere sarebbe stata la borsa americana che conduce il ballo - se S&P500 e colleghi non correggono l'Europa non corregge.
L'S&P500 (+0.11% a 3325.54 punti) ieri sera ha recuperato e ha chiuso in guadagno dopo una caduta fino ai 3301 punti - questo vuole dire che possiamo subito archiviare la discussione riguardante una possibile correzione delle borse europee che stamattina ripartiranno al rialzo. Da circa un mese però le borse europee oscillano stancamente in laterale senza fare sostanziali progressi - il discorso sulla correzione é solo rimandato.

L'S&P500 ha aperto in calo a 3311 punti ed é velocemente caduto a 3301 punti - il primo supporto a 3300 punti, che avevamo indicato nel commento pomeridiano, é stato avvicinato e testato con successo. L'indice é rimbalzato 15 punti ed é poi ridisceso alle 17.30 a 3304 punti. Da questo minimo ascendente é poi salito fino alla chiusura. Ha toccato un massimo a 3326 punti e ha chiuso a 3325.54 punti con un piccolo ma significativo guadagno di 3 punti (+0.11%). La borsa sembra inaffondabile - ogni tentativo di ribasso viene respinto. I ribassisti devono ormai essere frustrati e demoralizzati.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3576 su 3802, NH/NL a 554 su 980 (!!!) e volume relativo a 1.05. Considerando la buona performance della tecnologia (Nasdaq100 +0.31% 9217 punti), il balzo dei trasporti (DJT +1.31%) e la chiusura positiva del Russell2000 (+0.03%) i deboli dati sulla partecipazione sorprendono in negativo. Con questi numeri non stupisce il fatto che i Summation Index (NYSE e Nasdaq) sono in calo. La volatilità VIX é ferma a 12.98 punti (+0.07) e il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.54.
La borsa americana é divisa in due gruppi - una parte dobole che costituisce la maggioranza e sta avendo una moderata correzione - una parte forte con parecchie società ad alta capitalizzazione specialmente tecnologiche che continuano il rialzo. In genere un rialzo finisce quando tutto il listino é salito. Al momento non é il caso - sembra quasi che ci debba essere un consolidamento ad alto livello dell'S&P500 invece che una sostanziale correzione. La situazione però può cambiare velocemente anche perché un consolidamento assorbe lentamente ipercomperato e eccesso di rialzo ma non elimina l'euforia degli investitori. Ci vuole un ritorno al pessimismo per poter permettere una rialzo sano e sostenibile. Restiamo quindi dell'opinione che il prossimo movimento significativo deve essere al ribasso.

Stamattina il future sull'S&P500 lievita a 3328 punti (+2 punti) - questo ci dice quale sarà l'intonazione della giornata. Il Nikkei guadagna il 0.13%. La borsa di Shanhghai é chiusa per il Capodanno Cinese. Le borse europee devono scontare il recupero di ieri sera della borsa americana - apriranno di conseguenza in netto rialzo. L'Eurostoxx50 vale alle 08.30 3764 punti (+28 punti / +0.7%). Malgrado che la seduta sarà probabilmente positiva crediamo che parte di questi guadagni iniziali spariranno nel corso della giornata.

Commento del 23 gennaio

Nuovi massimi storici ma chiusure deboli e candele rosse sui grafici

Ieri mattina le borse sono nuovamente ripartite al rialzo. Il DAX (-0.30% a 13515 punti) verso le 09.30 ha toccato un nuovo massimo storico a 13640 punti. Nel primo pomeriggio é stato imitato dall'SMI svizzero (10960 punti - chiusura a 10895 punti , +0.10%) e l'S&P500 (+0.03% a 3321.75 punti) verso le 16.45 ha ancora fatto segnare un nuovo record storico a 3321.75 punti. Questi però sono stati gli ultimi sussulti prima della fine della festa. Tutte le borse si sono congedate dai massimi. Ha cominciato il DAX insieme all'Eurostoxx50 (-0.51% a 3769 punti). In serata hanno seguito gli indici della borsa americana. A fine giornata sono risultate delle perdite in Europa mentre in America gli indici hanno chiuso praticamente in pari. Sui grafici appaiono delle candele rosse - potrebbero significare esaurimento - potrebbero rappresentare una momentanea fine della spinta di rialzo - lo scopriremo oggi.
I nuovi massimi toccati ieri sono un segnale inequivocabile e indiscutibile di rialzo - bisogna partire dal principio che il movimento deve continuare. Vediamo però se scopriamo dei segnali di debolezza.
Da un mese l'Eurostoxx50 (-0.51% a 3769 punti) é in una fase neutra. I rialzisti che venerdì avevano festeggiato una rottura al rialzo sono frustrati. I ribassisti come noi (short a 3795 punti) non riescono a fare progressi. Possiamo solo prendere nota del fatto che un tentativo di rialzo é fallito e ci sono ora tre sedute consecutive negative - servono però solo a compensare il rally di venerdì scorso. Per saldo non stiamo andando da nessuna parte. La tendenza é formalmente al rialzo. L'indice delle banche SX7E (-0.66% a 93.78 punti) continua a soffrire il calo dei tassi d'interesse. Il trend é al ribasso e spesso nel passato la debolezza del settore bancario ha trascinato verso il basso tutto il listino. Consigliamo ovviamente prudenza e teniamo d'occhio i tassi d'interesse...
Il DAX (-0.30% a 13515 punti ha raggiunto un nuovo massimo storico a 13640 punti. Non é però riuscito a difendere questo record e a confermare la rottura al rialzo. L'indice é ridisceso all'interno delle Bollinger Bands e ha chiuso 125 punti più in basso e vicino al minimo giornaliero con una perdita di 40 punti. Potrebbe essere un reversal ma per questo la perdita non é abbastanza grande ed i volumi sono rimasti nella media. La tendenza del DAX é al rialzo ma l'indice non riesce a fare sostanziali progressi e non riesce a seguire la borsa americana - questa si chiama debolezza relativa e ci fà temere che il DAX cadrà appena l'America comincia a correggere.
In Italia (FTSE MIB -0.58% a 23706 punti) le dimissioni di Di Maio da capo del Movimento 5 Stelle hanno provocato qualche vendita e una sottoperformance della borsa italiana. Non é però successo nulla di grave visto che anche l'Eurostoxx50 era in calo. Abbiamo adesso tre sedute consecutive negative - la seduta di oggi é importante anche perché la MM a 50 giorni si avvicina. Una giornata negativa con una rottura del supporto potrebbe dare inizio ad una correzione. Finora la tendenza é ancora al rialzo anche se l'indice da ormai due mesi non riesce più a fare progressi.
L'SMI (+0.10% a 10895 punti) é balzato su un nuovo record storico a 10960 punti e poi si é sgonfiato. Ha salvato un magro guadagno di 10 punti. La candela sul grafico potrebbe rappresentare un momentaneo esaurimento ma per questo ci vorrebbe oggi una seduta decisamente negativa. Per ora abbiamo un rialzo solido ed un indice ipercomperato.

In America i maggiori indici hanno toccato nuovi record storici e hanno chiuso in pari. Considerando l'ipercomperato ed l'eccesso di rialzo questo é un segnale di forza. Gli indici hanno però chiuso lontano dai massimi e sui minimi giornalieri con pessimi dati sulla partecipazione. Ci sono quindi dei segnali di cedimento - vediamo se nei prossimi giorni appaiono delle conseguenze negative.
L'S&P500 ha aperto a 3330 punti. In due ondate é salito alle 16.45 sul nuovo record storico a 3337.77 punti. Poi é sceso abbastanza regolarmente e senza reazioni fino al minimo giornaliero a 3220 punti. Ha chiuso poco sopra a 3321.75 punti (+0.03%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3849 su 3522, NH/NL a 881 su 627 (nessun miglioramento malgrado i nuovi record degli indici - molti NL) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ferma a 12.91 punti (+0.06), il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.52 mentre il Fear&Greed Index sta scendendo ed é a 74 punti. La tecnologia (Nasdaq100 +0.24% a 9188 punti) resta il settore trainante. DJT (-0.68%) e RUT (-0.09%) ieri erano in calo.
Secondo l'analisi tecnica le premesse in America per una correzione sono ancora ideali.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3317 punti (-2 punti). Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.98%, Shanghai -2.7%). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3758 punti (-11 punti). Le borse europee apriranno con una perdita del -0.3%. Per ora non appare pressione di vendita e le borse europee scendono solo gentilmente in quella che sembra una correzione minore. Fino a quando l'America non molla la nostra correzione sostanziale di medio termine resta un miraggio.

Commento del 22 gennaio

Cash is trash -  i ritracciamenti vengono subito comperati

A Davos Ray Dalio, il miliardario americano fondatore di Bridgewater, uno dei fondi d'investimento più grandi e performanti al mondo, dichiara enfaticamente "cash is trash" - il contante é spazzatura. Secondo lui le Banche Centrali continueranno a pompare liquidità nel mercato distruggendo a lungo andare la fiducia nella moneta ed il valore del contante. Tutti vorranno possedere beni reali e il mercato azionario americano é destinato a salire in maniera esponenziale (melt up) poiché tutti vorranno saltare sul treno in corsa. Possibile - questa tesi appare ad intervalli regolari - l'ultima volta l'avevamo discussa a gennaio del 2018 e nelle previsioni per il 2018.

Ieri le borse si sono mosse in pochi punti ed hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Abbiamo veramente poco da dire a proposito di questa giornata che da un punto di vista tecnico non ha detto nulla di nuovo o particolare.
Le borse europee erano miste. L'Eurostoxx50 é scivolato a 3789 punti (-0.26%) ma ha chiuso sul massimo giornaliero - i due fattori si compensano. Il DAX (+0.05% a 13555 punti) ha guadagnato una manciata di punti mentre la borsa italiana ha avuto un'altra seduta negativa (FTSE MIB -0.65% a 23845 punti). L'SMI svizzero (+0.35% a 10884 punti) é salito su un nuovo record storico malgrado che i deludenti risultati trimestrali di UBS (-4.53%) abbiano provocato un'ondata di vendite e fatto crollare l'azione. Persino a livello europeo il settore bancario era in difficoltà (SX7E -0.47% a 94.40 punti) anche a causa del calo dei tassi d'interesse (Future sul Bund +0.32%).
La tendenza di fondo dei mercati azionari europei é ancora al rialzo - da circa un mese non riescono però più a fare progressi. Solo il DAX ha un grafico veramente costruttivo - il resto ondeggia stancamente in laterale - l'SMI segue l'S&P500.

In America gli indici hanno perso alcuni punti ma il calo é insignificante. L'S&P500 (-0.27% a 3320.79 punti) in giornata ha sfiorato il record storico - il Nasdaq100 (-0.08% a 9166 punti) l'ha nuovamente migliorato.
L'S&P500 si é mosso in soli 13 punti. Ha aperto e chiuso sullo stesso livello (3321 punti) e al centro del range giornaliero (3316-3329 punti) - lo svolgimento della seduta é neutrale.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2614 su 4853, NH/NL a 834 su 632 e volume relativo a 1.1. Notiamo il sensibile aumento dei NL causato probabilmente dal forte calo del settore delle PMI (Russell2000 -1.13%).
A livello di sentiment la volatilità VIX é balzata a 12.85 punti (+0.75) mentre il CBOE Equity put/call ratio a 0.59 é rimasto sotto la media di lungo periodo. Strano che la VIX si muove subito appena c'é un calo dell'S&P500 mentre il mercato delle opzioni resta sempre e strenuamente long.
I Summation Index sono flat - la maggior parte delle azioni faticano a guadagnare terreno. Vediamo invece che qualsiasi ritracciamento sulle azioni di moda viene comperato - ieri é stato il turno di Tesla (+7.19%) la cui azione dopo una correzione di 50 USD é prepotentemente tornata a far registrare un nuovo record.
Nel complesso in America non vediamo nessun segnale di cedimento malgrado la seduta negativa.

Stamattina basta dare un'occhiata al future sull'S&P500 (3334 punti, +15 punti) per sapere cosa ci aspetta. Il Nikkei ha guadagnato il +0.70% - Shanghai sale del +0.3%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3798 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +0.4%.
L'S&P500 nel pomeriggio dovrebbe aprire in gap up e su un nuovo massimo storico - no comment.

Commento del 21 gennaio

WEF e Coronavirus

Ieri la borsa americana era chiusa in occasione del Martin Luther King Day. Come previsto le borse europee si sono mosse poco e hanno chiuso senza sostanziali variazioni e con bassi volumi di titoli trattati. Da giorni i nostri commenti su queste sedute europee sono ormai laconici - si limitano ad una descrizione degli avvenimenti poiché per l'analisi tecnica c'é poco da dire. Da circa un mese le borse oscillano in laterale senza fare progressi. La tendenza di fondo é al rialzo almeno fino a quando gli indici restano sopra le MM (medie mobili) a 50 giorni in ascesa. Solo