Avviso a tutti i sottoscrittori

Il contenuto della zona clienti di questo sito é coperto dalla legge sui diritti d'autore italiana e svizzera. Può essere utilizzato liberamente a scopi personali ma non può essere riprodotto e pubblicato (in parte o totalmente) su altri mezzi d'informazione, blog o siti internet senza il permesso dell'autore.

Aggiornamento del 17 maggio

Speculazione ovunque

Nei vari social media si trovano dappertutto filmini e dichiarazioni di giovani investitori che stanno guadagnando una fortuna trattando criptocurrency o azioni di società distruttive con un futuro radioso ma ancora senza prodotti, fatturato e utili. In molti Paesi in via di sviluppo molte persone abbandonano il loro lavoro per dedicarsi a tempo pieno a questa lucrativa attività di trading. Pochi si rendono conto che questo periodo durerà poco e che il successo é effimero e unicamente il risultato di una malsana speculazione che terminerà male per la maggior parte dei piccoli investitori.
Segmenti del mercato hanno già corretto o sono già crollati come le SPAC. In generale pero i maggiori indici azionari di Stati Uniti ed Europa sono ancora vicini aì massimi annuali o storici. La festa potrebbe finire questa settimana o unicamente tra alcuni anni - nessuno lo sa con precisione. L'S&P500 ha terminato il 2020 a 3756 punti. Noi avevamo ad inizio anno constatato l'evidente volontà da parte dei Governi e delle Banche Centrali di voler favorire la crescita economica e sostenere i mercati finanziari. Per questa ragione, malgrado le elevate valutazioni fondamentali, avevamo previsto un anno di borsa da neutro a moderatamente positivo. Praticamente pensavamo che l'S&P500, se tutto andava bene, poteva terminare l'anno sui 3800-4000 punti. L'S&P500 (4232 punti) é adesso semplicemente troppo in alto - siamo molto scettici nei riguardi della possibilità di ulteriori sostanziali guadagni. In linea di massima ci aspettiamo un ribasso ad ondate fino ad ottobre fino a circa 3400-3600 punti - negli ultimi tre mesi dell'anno i cicli favoriscono invece la variante di una rialzo. Probabilmente questo scenario di correzione seguito da un moderato recupero é sbagliata poiché gli investitori hanno l'abitudine di esagerare in una direzione o nell'altra. Se ci sarà adesso qualcosa in grado di provocare un'inversione di tendenza dovrebbe esserci un forte ribasso che si concluderà solo con del panico come a marzo del 2020.
Nel corto termine bisogna osservare il supporto a 4125 punti di S&P500 - se l'indice terminasse una settimana decisamente sotto questo livello é probabile che la tendenza sia cambiata.

Stamattina il future ull'S&P500 é a 4162 punti (-6 punti). Le borse asiatiche sono miste (Nikkei -0.94%, Shanghai +0.7%). Alle 08.20 l'Eurostoxx50 vale 4026 punti (+9 punti) - le borse europee apriranno con dei leggeri guadagni. Durante il fine settimana Elon Musk ha nuovamente fatto delle dichiarazioni che hanno provocato una massiccia ondata di vendite sulle monete digitali - gli speculatori sono frustrati e di pessimo umore - non crediamo che oggi abbiano voglia di spingere le borse al rialzo. C'é già chi parla di correlazione tra Bitcoin e S&P500. Lasciando da parte queste discutibili teorie conoscete la nostra opinione - la seduta odierna dovrebbe essere negativa - a fine giornata vedremo che tipo di seduta abbiamo avuto. Sapete che secondo il ciclo annuale un ribasso potrebbe iniziare verso la metà di maggio...

Commento del 15-16 maggio

L'S&P500 torna sopra i 4125 punti - sembra aver svolto una semplice correzione se non fosse per i cicli negativi

Una settimana fà aspettavamo l'inizio di una fase di ribasso - il ciclo di lungo termine era già in calo da inizio maggio mentre quello annuale sarebbe diventato negativo a metà mese. La nostra ipotesi di un top sul Nasdaq era diventata più probabile con una caduta di 600 punti dal massimo storico di fine aprile ma non era ancora stata confermata.
Da lunedì a mercoledì la borsa americana é precipitata e l'S&P500 ha toccato un minimo a 4056 punti - l'indice si é salvato sopra la MM a 50 giorni ma la rottura del supporto a 4125 punti aveva generato nei nostri sistemi un segnale di vendita. Eravamo convinti che si fosse verificata un'inversione di tendenza. Giovedì e venerdì la borsa americana é risalita - l'S&P500 ha terminato la settimana a 4173.85 punti (+1.49%). L'indice ha recuperato 127 punti dal minimo e si trova nuovamente a soli 65 punti dal massimo storico - la performance settimanale é però negativa. Il grafico da l'impressione che la borsa americana ha svolto unicamente una delle tante correzioni minori che abbiamo già avuto quest'anno (fine gennaio, inizio febbraio, fine marzo). Sembra che la MM a 50 giorni sia ancora servita da supporto. Nelle precedenti occasioni l'S&P500 ha in seguito ripreso il rialzo verso un nuovo record storico. Le MM a 50 giorni e a 200 giorni salgono regolarmente. Anche questa volta é bastato un pò di pessimismo negli indicatori di sentiment per risvegliare la voglia di comperare. Sinceramente adesso non sappiamo se dobbiamo seguire questi segnali positivi forniti dagli indicatori di momentum e dal grafico o se invece bisogna credere ai cicli negativi. Il comportamento delle borse europee non ci aiuta a prendere una decisione. Gli indici azionari europei sono crollati martedì ma non hanno rotto nessun supporto e non hanno dato nessun segnale di vendita. L'Eurostoxx50 durante la settimana ha perso 17 punti ma le borse in generale si sono mosse intorno alla parità - al calo dell'Eurostoxx50 si contrappongono i guadagni di DAX e FTSE MIB - la borsa italiana ha approfittato dell'ulteriore spinta di rialzo del settore bancario. D'altra parte nessuna borsa ha fatto segnare un nuovo massimo annuale anche se alcuni alcuni indici (CAC40, IBEX) ci sono andati molto vicini. Formalmente da inizio aprile le borse europee sono ancora in un trend neutro - c'é un'oscillazione in laterale che in linea di massima rappresenta un consolidamento - finora però non c'é stata la ripresa del rialzo.
Riassumendo il rally della borsa americana tra giovedì e venerdì é stato troppo forte per essere un semplice rimbalzo tecnico. Speriamo che la prossima settimana inizi nuovamente con un tuffo ma sinceramente non ne siamo sicuri. Il momentum favorisce a breve il rialzo. Solo il Nasdaq100 (+2.16% a 13393 punti), risalendo a 13400 punti, sembra aver completato un rimbalzo tecnico che rispetta il livello ideale per un rimbalzo all'interno di una spinta di ribasso non completa. Se i cicli negativi hanno ragione e prevalgono, la borsa americana settimana prossima deve scendere trascinata verso il basso dalla tecnologia. Un nuovo record storico dell'S&P500 cancellerebbe invece l'ipotesi del top e del ribasso.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.42% a 4017 punti
SX7E (banche)          +3.75% a 97.46 punti
DAX                         +0.11% a 15416 punti
SMI                          -0.47% a 11120 punti
FTSE MIB                  +0.63% a 24766 punti
S&P500                     -1.39% a 4173.85 punti
Nasdaq100                -2.38% a 13393 punti

La seduta di venerdì non é per niente andata come speravamo. Pensavamo che dopo il rimbalzo di giovedì le borse sarebbero nuovamente scese. Invece sia in Europa (Eurostoxx50 +1.64% a 4017 punti) che a New York (S&P500 +1.49% a 4173.85 punti) c'é stata una seduta di rialzo con forti guadagni e una chiusura sul massimo giornaliero. Solo i modesti volumi non confermano la dominanza dei rialzisti. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 4039 punti - il massimo annuale risale al 19 aprile a 4040 punti. È possibile che le borse europee lunedì segnalino la fine del periodo di consolidamento con dei nuovi massimi annuali.

L'S&P500 ha aperto in gap up a 4145 punti e non é più sceso - il destino della seduta era già segnato con questa convincente apertura sopra il massimo di giovedì e sopra il supporto a 4125 punti. L'indice é regolarmente salito fino ai 4183 punti. Dopo le 21.00 il rialzo si é esaurito, l'indice é andato in laterale e ha chiuso a 4173.85 punti (+1.49%). Forse il ritracciamento é stato causato dal Nasdaq100 (+2.16% a 13393 punti) che é ricaduto sotto l'obiettivo a 14000 punti (rafforzato dalla MM a 50 giorni a 13402 punt). Se la seduta di martedì era stata dominata dai ribassisti quella di venerdì ha l'impronta dei rialzisti (A/D a 6795 su 1063, NH/NL a 433 su 318 e volume relativo a 0.8). La volatilità VIX é precipitata a 18.81 punti (-4.32), il CBOE Equity put7call ratio é sceso a 0.54 mentre il Fear&Greed Index é rimasto stranamente fermo a 40 punti). I Summation Index sono ancora in calo ma vicini ad un minimo intermedio. Secondo i nostri indicatori di riferimento la tendenza di fondo della borsa americana é debolmente al rialzo con il 53.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 67.07.
L'A/D nettamente squilibrato mostra un eccesso di rialzo nel cortissimo termine che normalmente deve essere compensato con una seduta negativa - pensiamo quindi che lunedì l'S&P500 possa scendere. Sarà però il future lunedì mattina a dirci quali saranno le intenzioni degli investitori.

Per inciso il grafico dell'oro (USD 1842 o EUR 1517 /oncia) é molto costruttivo e il prezzo sembra pronto a rompere al rialzo sopra la MM a 200 giorni con un primo obiettivo a 1950 USD/oncia. Spesso un rialzo dell'oro corrisponde ad un ribasso dell'USD.

Commento del 14 maggio

Robusto rimbalzo in America nel range del giorno precedente

Dopo la pessima seduta di mercoledì ieri a Wall Street, ieri doveva esserci una reazione. La reazione doveva permettere alle borse europee di recuperare dopo una pessima apertura. In linea di massima però ci aspettavamo che gli indici azionari europei (Eurostoxx50 +0.13% a 3952 punti) chiudessero con una perdita mentre quelli americani (S&P500 +1.22% a 4112.50 punti) dovevano risalire ma non di molto - pensavamo che al massimo l'S&P500 potesse tornare a 4100 punti. Il rimbalzo é stato più robusto del previsto - le borse europee hanno chiuso in positivo e circa un +2.5% sopra il minimo giornaliero - l'S&P500 é invece tornato sopra i 4100 punti. Per l'analisi tecnica non ci sono però stati cambiamenti significativi. Le borse europee non hanno ancora rotto al ribasso e non ci sono segnali di vendita malgrado che ieri sono stati toccati intraday dei nuovi minimi a 30 giorni - da giorni gli indici testano i supporti. In America é ancora valido il segnale di vendita generato mercoledì con la discesa dell'S&P500 sotto i 4125 punti - la tendenza di fondo sembra essere passata al ribasso specialmente sulla tecnologia (Nasdaq100 +0.82% a 13109 punti) che continua a sottoperformare.

Ieri nelle prime ore di contrattazioni le borse europee sono precipitate e l'Eurostoxx50 (+0.13% a 3952 punti) ha toccato poco dopo le 11.00 un nuovo netto minimo a 30 giorni a 3857 punti. Nel commento del mattino avevamo previsto che ci sarebbe stato un recupero nel pomeriggio - questo é stato più forte del previsto. L'Eurostoxx50 ha chiuso con un guadagno di 5 punti e nuovamente sopra il decisivo supporto a 3950 punti. L'Eurostoxx50 mostra segni di cedimento ma per ora non c'é nessuna rottura al ribasso e nessun segnale di vendita. Lo stesso vale per il DAX (+0.33% a 15199 punti) e per il FTSE MIB (+0.14% a 24486 punti - a fine giornata gli indici hanno chiuso sopra i decisivi supporti che si trovano rispettivamente a 14900-15000 punti e a 24000 punti.
La borsa svizzera era chiusa in occasione della festa dell'Ascensione.

L'S&P500 (+1.22% a 4112.50 punti) ha aperto in guadagno a 4089 punti - la seduta é stata volatile e con numerosi cambiamenti di direzione - l'indice si é mosso nel range del giorno precedente - ha però chiuso sopra il livello d'apertura con un robusto guadagno di 49 punti che corrisponde ad un ritracciamento superiore al 50% della perdita del giorno precedente.
Dopo l'apertura a 4089 punti, l'indice é salito a 4128 punti, é ricaduto a metà giornata a 4088 punti, é salito fino quasi alla chiusura a 4131 punti e si é fermato a 4112 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4913 su 2959, NH/NL a 182 su 1268 (in leggero aumento...) e volume relativo a 0.9. I dati sembrano quelli tipici di una seduta di rimbalzo. La volatilità VIX é precipitata a 23.13 punti (-4.46), il CBOE Equity put/call ratio era relativamente alto a 0.63 mentre il Fear&Greed Index é salito a 40 punti (+3 punti). I Summation Index sono in calo.
Non sappiamo cosa potrebbe succedere adesso poiché la borsa si sta comportando diversamente di quanto ci eravamo aspettati sulla base degli oscillatori. Ieri doveva esserci un debole rimbalzo mentre oggi il ribasso doveva proseguire in direzione dei 4000 punti di S&P500. Solo da questo livello doveva esserci un sostenibile rimbalzo di qualche giorno. Molto dipende da cosa succede oggi e da come le borse terminano la settimana. Malgrado che alle 08.25 il future sull'S&P500 sia a 4123 punti (+16 punti) la seduta odierna dovrebbe essere negativa. La prossima settimana dovrebbe poi iniziare con un tuffo dell'S&P500 in direzione dei 4000 punti e del Nasdaq100 verso i 12800 punti - qui dovrebbe esserci un primo minimo significativo a corto termine. Se invece oggi si sale dobbiamo rivedere totalmente il nostro scenario. Secondo il ciclo annuale la borsa americana avrebbe dovuto cominciare a scendere dopo la metà di maggio - é possibile che questa settimana volatile sia solamente un ultimo periodo di distribuzione.

Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3978 punti (+26 punti). Le borse europee apriranno con guadagni del +0.6% circa. Secondo noi non dovrebbero salire decisamente più in alto e cadere in negativo nel pomeriggio - vediamo...

Breve commento del 13 maggio - Ascensione

Segnale di vendita a medio termine sulla borsa americana

Ieri c'é stata l'attesa pesante caduta della borsa americana (S&P500 -2.14% a 4063.04 punti) alla quale ha partecipato tutto il listino (Nasdaq100 -2-62%, DJT -2.29%, RUT - 3.26%). L'S&P500 ha aperto a 4130 punti, é ancora brevemente salito a 4134 punti di massimo e poi ha cominciato a scendere. I ribassisti hanno dominato e le vendite sono durate per tutta la giornata. L'S&P500 é sceso regolarmente, ha toccato un minimo a 4056 punti ed é rimbalzato negli ultimi minuti di contrattazioni a 4063 punti. L'S&P500 ha definitivamente rotto il supporto a 4125 punti e ha dato un segnale di vendita a medio termine. Il Nasdaq ha confermato la nostra ipotesi di un doppio massimo e top. La tendenza di fondo é adesso al ribasso e secondo i cicli potrebbe durare fino ad ottobre. Naturalmente la borsa americana non scenderà continuamente - come nel rialzo ci saranno delle ondate con fasi di ribasso interrotte da dei rimbalzi tecnici. Prevediamo che il primo rimbalzo possa iniziare nei prossimi giorni (venerdì o lunedì prossimo) e potrebbe far risalire l'S&P500 sui 4100 punti. 
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1119 su 6779, NH/NL a 217 su 1148 e volume relativo a 1.0. Il rapporto A/D é pessimo - spesso dopo una seduta del genere c'é un primo debole ed anemico rimbalzo tecnico. I NL sono meno che ieri (!) - malgrado la pessima seduta la partecipazione al ribasso é in diminuzione - per questo prevediamo nei prossimi giorni un sostanziale rimbalzo.
La volatilità VIX é balzata a 27.59 (+5.75), il CBOE Equity put/call ratio à lievitato a 0.63, il Fear&Greed Index é sceso a 37 punti (-12). A breve c'é un pò di panico (VIX) - potrebbe però essere peggio prima di un solido minimo.

Le borse europee si sono comportate relativamente bene (Eurostoxx50 +0.03% a 3947 punti) e hanno osservato senza grandi emozioni la caduta che si stava verificando a New York. Non abbiamo nessun segnale di vendita e non é stato rotto nessun supporto. Potete leggere i nostri commenti serali per ulteriori dettagli. È possibile che sia iniziato un periodo di sovraperformance delle borse europee con una rotazione a scapito dell'America. Ne parleremo nel fine settimana.

Stamattina alle 08.45 il future sull'S&P500 é a 4069 punti (+10 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.50 vale 3910 punti - le borse europee apriranno con un tuffo del -1%. Stamattina ci aspettiamo ulteriori vendite. Nel pomeriggio dovrebbe esserci un recupero - avremo sicuramente una seduta negativa ma grazie ad un modesto rimbalzo tecnico a New York é possibile che la chiusura si situi sopra il livello d'apertura.
Tra venerdì e lunedì dovrebbe ancora esserci un'ultima spinta di ribasso per completare questa prima gamba di ribasso iniziata dal massimo del 7 maggio a 4238 punti di S&P500. Settimana prossima ci sarà un sostanziale rimbalzo.

Commento del 12 maggio

Rotazione tra settori - questa volta però non in positivo ma in negativo

Ieri la caduta iniziata lunedì sera a New York é continuata coinvolgendo inizialmente le borse asiatiche (Nikkei -3.08%) e poi quelle europee (Eurostoxx50 -1.92% a 3946 punti). Il testimone é in seguito tornato a Wall Street dove c'é stata una seconda seduta negativa (S&P500 -0.87% a 4152.10 punti). Abbiamo però osservato un effetto sorprendente. Finora si era solamente parlato di debolezza del settore tecnologico e mancanza di contagio sul resto del listino - sembrava che solo il Nasdaq dovesse correggere mentre il resto del mercato stava consolidando. Ieri sera la musica é cambiata - il Nasdaq100 é rimbalzato (-0.06% a 13351 punti) dopo essere precipitato fino a 13094 punti. Le vendite hanno improvvisamente travolto i leaders delle scorse settimane come mostra la pesante caduta del DJ Industrial (-1.36%) e del DJ Transportation (-1.39%). Questo significa che sta avvenendo una rotazione tra settori ma in senso negativo. All'inizio é stata venduta la tecnologia - ora i ribassisti cominciano a vendere altri settori facendo esplodere il numero dei nuovi minimi a 30 giorni (NH/NL a 171 su 1734 !!!). Questo potrebbe essere l'inizio di una seria correzione - per avere un chiaro segnale di vendita abbiamo però bisogno una chiusura giornaliera dell'S&P500 per lo meno sotto i 4125 punti - ieri l'indice ha toccato un minimo a 4111 punti ma poi é risalito e ha chiuso 41 punti più in alto. I ribassisti hanno messo a segno una stoccata ma non hanno dominato.

Le borse europee hanno copiato quanto successo a New York. L'Eurostoxx50 (-1.92% a 3946 punti) ha aperto con una caduta a 3958 punti e non é più riuscito a recuperare. Ha chiuso però 21 punti sopra il minimo giornaliero di 3917 punti. In questa maniera l'Eurostoxx50 ha testato i minimi di settimana scorsa e la MM a 50 giorni senza rompere al ribasso. Questo significa che il trend futuro é ancora incerto. Questo oscillazioni intorno ai 4000 punti possono essere sia consolidamento che distribuzione. Noi sulla base dei cicli favoriamo come sapete l'inizio di una fase negativa. Il DAX (-1.82% a 11119 punti) e il FTSE MIB (-1.64% a 24396 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50 - ci sono delle leggere differenze riguardanti i livelli di riferimento ed i supporti (leggete a questo riguardo i commenti serali) ma in linea di massima la previsione tecnica é la stessa - la correzione o il ribasso sono degli scenari che stanno prendendo corpo ma non c'é ancora nessun segnale di vendita. Bisogna però valutare la possibilità di una sostanziale discesa degli indici azionari nelle prossime settimane e non credere che l'attuale debolezza sia una buona opportunità d'acquisto in vista di una continuazione del rialzo. I rischi sembrano essere al ribasso.

L'S&P500 ha aperto sui 4141 punti ed ha chiuso 11 punti più in alto a 4152 punti. A prima vista sembra che non sia successo nulla di speciale. I movimenti all'interno dell'indice sono però stati violenti. Il Nasdaq100 ha recuperato un 2% dal minimo - mentre i titoli tecnologici risalivano gli investitori hanno cominciato a vendere altri settori che sembrano aver corso troppo come energia, trasporti o finanziari. Sarà interessante osservare se questa rotazione porterà ad una rottura dei supporti e all'inizio di una fase negativa come suggeriscono i cicli.
L'S&P500 ha aperto a 4141 punti e dopo una fase di incertezza é precipitato fino a 4111 punti di minimo. Poi é risalito e verso le 17.30 si é attestato sui 4145 punti. Infine é oscillato intorno a questo valore fino alla chiusura a 4152.10 punti (-0.87%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2495 su 5337, NH/NL a 171 su 1734 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX si é impennata a 21.84 punti (+2.18), il CBOE Equity put/call ratio e salito di poco a 0.57 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 49 punti (-2). Non appare ancora pessimismo - solo un pò di inquietudine tra gli investitori istituzionali che giocano normalmente la VIX per assicurare i portafogli.
I Summation Index sono in calo.
Ieri la pressione di vendita é aumentata ma non in maniera decisiva. È possibile che ci siano ancora alcuni giorni di indecisione con larghe oscillazioni tra i 4110 ed i 4190 punti di S&P500 prima di un tentativo di rottura al ribasso. Secondo la nostra analisi tecnica il tentativo dovrebbe avere successo. Negli ultimi mesi abbiamo però spesso sbagliato nel predire le correzioni e quindi aspettiamo una rottura definitiva dei supporti prima di dare dei segnali di vendita.

Stamattina il future sull'S&P500 é 4130 punti (-16 punti). È in calo ma in recupero dal minimo stanotte a 4110 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale a 3932 punti (-14 punti). Le borse europee apriranno in calo ma sopra i minimi di ieri - non crediamo che stamattina scenderanno decisamente più in basso.
Il Nikkei ha nuovamente perso il -1.61% - Shanghai sta guadagnando il +0.6%.
Domani in Svizzera é un giorno di festa (Ascensione). Noi pubblicheremo i commenti normalmente ma in forma ridotta.

Commento dell'11 maggio

Il Nasdaq100 (-2.63%) ha definitivamente un problema - rottura al ribasso

Ieri fino alle 20.00 sembrava che dovessimo avere un tranquillo lunedì senza sostanziali variazioni degli indici azionari. L'Eurostoxx50 aveva chiuso a 4023 punti (-0.27%). L'indice europeo aveva perso una decina di punti e non era riuscito ad attaccare il massimo annuale malgrado che mancassero pochi punti. Le borse europee però avevano chiuso miste senza fornire nessun segnale particolare. Il DAX (+0.00% a 15400 punti) si era fermato mentre il FTSE MIB (+0.78% a 24802 punti) era riuscito a guadagnare 190 punti grazie alla forza del settore bancario (SX7E +2.24%). Insomma - in Europa avevamo avuto una seduta senza direzione che seguiva i temi conosciuti - debolezza nei settori difensivi (alimentare, farmaceutica) e forza in settori ciclici come banche, auto o chimica.

Anche in America la prima parte della seduta non ha riservato sorprese. L'S&P500 oscillava intorno alla parità mentre un calo del Nasdaq100 sembrava essere solo un attacco di debolezza del settore tecnologico (AGMAF e Tesla con perdite finali superiori al -2%) - la pressione di vendita non si allargava ad altri settori. Dopo le 20.00 invece é cominciato a scendere un pò tutto - ufficialmente gli investitori hanno paura dell'inflazione - in pratica, come sapete, il problema del Nasdaq100 era nell'aria da tempo. L'S&P500 é caduto dai 4225 punti delle 20.00 fino alla chiusura sul minimo giornaliero a 4188 punti (-1.04%). Il Nasdaq100 (-2.63% a 13359 punti) é precipitato su un nuovo minimo mensile ed é di poco sceso sotto la MM a 50 giorni. Abbiamo un segnale di vendita a corto termine sulla borsa americana. Potrebbe trattarsi dell'ennesima correzione minore. Se invece l'S&P500 scende decisamente sotto i 4125 punti é probabile che sia iniziato quel periodo negativo segnalato dai cicli che potrebbe accompagnarci fino ad ottobre. Nei prossimi giorni dobbiamo osservare fino a dove scendono gli indici e soprattutto come si comporta il mercato - finora qualsiasi correzione minore é stata comperata - se invece vedremo che i rimbalzi giornalieri verranno venduti sapremo che il problema é più grave che una semplice debolezza relativa del settore tecnologico.

L'S&P500 ha aperto in pari a 4233 punti e fino alle 20.00 é oscillato tra i 4220 ed i 4236 punti - sembrava una tranquilla seduta senza direzione e in trading range - nessuno sembrava preoccuparsi del fatto che il Nasdaq100 stesse perdendo un -1%. Poi improvvisamente la pressione di vendita é apparso su tutto il listino - l'S&P500 con due ondate ed una pausa intermedia a 4200 punti é caduto fino ai 4188.43 punti (-1.04%). Non solo la tecnologia era in difficoltà (Nasdaq100 -2.63%) - anche il Russell2000 (RUT -2.59%) é stato venduto. Probabilmente avremo una correzione generale della borsa quando e se i settori forti (DJIndustrial -0.10%, DJTransportation -0.09%) cominceranno a cadere.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2022 su 5811, NH/NL a 1215 su 956 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 19.66 punti (+2.97), il CBOE Equity put/call ratio é lievitato a 0.59 mentre il Fear&Greed Index é sceso 4 punti a 51 punti.
I Summation Index sono in calo - il reddito dell'USTreasury Bond decennale é salito a 1.63% (+0.03%).
Evitiamo di gridare alla correzione dopo un giorno negativo - notiamo pero che il Nasdaq100 sta cedendo come previsto. Nasdaq Composite e Nasdaq100 sembrano aver completato completato il top e la nostra ipotesi di un ribasso trascinato da questo settore ottiene un'ulteriore conferma. I cicli sono negativi e come sapete pensavamo che la borsa americana potesse cominciare a scendere all'inizio di maggio (ciclo di lungo termine) o alla metà di maggio (ciclo annuale). È quindi possibile che venerdì 7 maggio l'S&P500 abbia toccato il suo massimo annuale definitivo.

Stamattina non ripartiamo con un rimbalzo ma con una caduta più in basso. Il future sull'S&P500 é a 4166 punti (-17 punti). Alle 08.45 l'Eurostoxx50 vale 3972 punti (-1%). Vedremo se stamattina le borse europee tenteranno di chiudere il gap down d'apertura o se invece la pressione di vendita aumenterà. Crediamo che una seria correzione deve cominciare con i potenziali venditori che vedono gli indici sgretolarsi sotto i loro piedi e devono inseguirli per riuscire a vendere.
Per la cronaca stamattina il Nikkei ha perso il -3.08%.

Aggiornamento del 10 maggio

Ci stiamo abituando e non prendiamo in considerazione altre possibilità

Nei media si discute solo del rialzo delle borse, dei prezzi delle materie prime e delle valute digitali. Tutti sono convinti che i prezzi dei beni reali (o virtuali) possano solo salire poiché vengono sostenuti dalla liquidità, dai bassi tassi d'interesse e dalla volontà dei governi e delle Banche Centrali. Nessuno si pone la domanda fino a quando tutto questo fa senso. Se l'economia cresce sul lungo termine ad un ritmo del +1.5% non é possibile che il prezzo delle azioni cresca tutti gli anni del +20%/30% - é evidente ed assodato che al momento le azioni sono molto care. Eppure tutti continuano a comperare. L'evidenza del rialzo sconfigge la logica della matematica finanziaria.
Stamattina ritroviamo gli indici azionari in positivo - il future sull'S&P500 é a 4231 punti (+6 punti). Anche questa settimana inizia con nuovi record storici. Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 4039 punti (1 punto dal massimo annuale) - le borse europee apriranno con un leggero guadagno del +0.15%. Al momento nulla sembra turbare il bull market - i rialzisti sono euforici e continuano ad alzare i loro target - i ribassisti non osano più parlare e preferiscono evitare di esprimere opinioni che alla luce dei fatti si rivelano da più di un anno sbagliate. Fino a quando nei mercati non appare qualcosa di nuovo anche noi non possiamo che prevedere prezzi delle azioni in aumento - teniamo però d'occhio la tecnologia....

Commento dell'8-9 maggio

Nuovo massimi storici di S&P500, DJI e DJT - la tecnologia é relativamente debole e sottoperforma

Anche questa settimana si sono verificati dei nuovi massimi storici su numerosi indici azionari americani. L'S&P500 ha toccato venerdì i 4238.04 punti e ha chiuso a 4232.60 punti (+0.74%) - il precedente massimo del 29 aprile é stato migliorato di 20 punti. Come sapete dei nuovi record storici sono una conferma indiscutibile e inequivocabile di rialzo - il 60.5% delle azioni americane é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 72.87 punti. Da alcune settimane segnaliamo la debolezza relativa del settore tecnologico e il 25 aprile abbiamo lanciato l'ipotesi che il Nasdaq Composite e il Nasdaq100 (+0.78% a 13719 punti) abbiano raggiunto ad aprile un massimo significativo e possibile massimo annuale. Finora questa ipotesi é ancora valida - in questa settimana il Nasdaq100 (+0.78% a 13719 punti) ha avuto una performance negativa (-1.02%) e venerdì sembra aver completato l'atteso rimbalzo tecnico fino ai 13800 punti (massimo giornaliero a 13814 punti). Pensavamo che la debolezza del settore tecnologico potesse contagiare il resto del listino ma finora ci siamo sbagliati. Secondo i cicli la borsa americana (rappresentata dall'S&P500) poteva cominciare a scendere da inizio maggio seguendo i cicli di lungo periodo oppure poteva "reggere" ancora per un paio di settimane e cominciare a scendere solo a partire da metà maggio seguendo il ciclo annuale. Il nuovo massimo storico marginale di venerdì non può ancora essere considerato come un'accelerazione al rialzo - la previsione che la borsa americana scenderà a partire da metà maggio é ancora valida anche se in questo momento sembra appesa ad un filo poiché il momentum é chiaramente dalla parte dei rialzisti. Un'ipotesi va però difesa fino a quando non viene confutata dai fatti. Se settimana prossima l'S&P500 continua a salire, il Nasdaq100 termina una seduta decisamente sopra i 13800 punti e gli indici azionari europei salgono su dei nuovi massimi annuali (i record risalgono alla metà di aprile) saremmo obbligati ad abbandonare l'ipotesi del top - in questo caso il rialzo potrà continuare e noi saremo obbligati ad andare a cercare altre possibilità per un massimo definitivo. Al momento la situazione tecnica di base non cambia - notiamo evidenti divergenze negative a livello di partecipazione ma questa sindrome esiste da settimane e non sembra in grado di provocare un'inversione di tendenza.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.50% a 4034 punti
SX7E (banche)          +2.22% a 93.93 punti
DAX                         +1.34% a 15399 punti
SMI                          +1.37% a 11173 punti
FTSE MIB                  +1.95% a 24612 punti
S&P500                     +1.23% a 4232.60 punti
Nasdaq100                -1.02% a 13719 punti

Questa settimana le borse europee hanno recuperato quanto avevano perso nelle due precedenti settimane. Sembra che quello che gli investitori temano di più é un aumento dei tassi d'interesse. In effetti le borse sono andate a picco martedì dopo che Janet Yellen aveva ventilato la possibilità che le misure di stimolo del Governo stessero surriscaldando l'economia e che forse la FED avrebbe dovuto alzare leggermente il costo del denaro. I dati sul mercato del lavoro pubblicati venerdì erano invece nettamente inferiori alle previsioni per quel che riguarda il numero di nuovi jobs creati nel mese di aprile. Questo conferma che la ripresa economica non é così dinamica come si pensava, ha allontanato lo spettro di un aumento dei tassi d'interesse e ha fatto decollare le borse. Venerdì l'Eurostoxx50 (+0.87% a 4034 punti) ha chiuso sul massimo giornaliero e a soli 6 punti dal massimo annuale del 19 aprile. Gli altri indici azionari si sono comportati in maniera simile (DAX +1.34% a 15933 punti, FTSE MIB +0.48% a 24612 punti e SMI +1.37% a 11173 punti).
La tendenza di fondo delle borse europee resta al rialzo - gli indici azionari si trovano sopra le MM a 50 e 200 giorni in ascesa. Il rialzo é in netta perdita di momentum - gli indici da inizio aprile hanno fatto solo marginali progressi. Finora però qualsiasi ritracciamento é stato comperato e qualsiasi segnale di vendita, anche a corto termine, é stato immediatamente cancellato. Le borse europee rimangono strettamente correlate a quella americana e non appare nulla che possa suggerire che possa esserci uno scollamento. Le borse europee seguono gli stessi temi di Wall Street - vengono comperati settori ciclici, energia, banche. Per questa ragione il difensivo SMI svizzero sta sottoperformando. Finora non c'é però nessun importante settore o segmento di mercato in una fase di ribasso. Fino a prova contraria il rialzo può continuare.

Venerdì il job report di aprile é stato accolto positivamente dai mercati azionari. L'S&P500 ha aperto invariato a 4201 punti ed é subito partito al rialzo - ha superato di slancio il massimo storico a 4218 punti e alle 16.20 ha raggiunto i 4236 punti. Poi per ore é oscillato in laterale tra i 4124 punti ed i 4138.04 punti. Sul finale é ricaduto a 4132.60 punti (+0.74%). Il Nasdaq100 (+0.78%) ha seguito senza sovraperformare - i maggiori impulsi sono arrivati dal DJT (+1.39%) e dal Russell2000/ RUT (+1.35%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5874 su 1940, NH/NL a 365 (pochi NH!) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é crollata a 16.69 punti (-1.70), il CBOE Equity put/call ratio é neutro a 0.51 mentre il Fear&Greed Index é salito a 55 punti (+4 punti). Gli investitori sono piuttosto ottimisti ma non euforici. Il Summation Index sul NYSE é salito - quello sul Nasdaq é sceso.
Nel complesso é stata una buona seduta e i nuovi record storici confermano che la tendenza é al rialzo. Tranne che per i cicli negativi niente ci dice che gli indici debbano correggere o cambiare direzione. Siamo unicamente convinti che la sottoperformance del settore tecnologico continuerà. Vedremo se i molti settori ciclici che da parecchi mesi salgono senza sosta (energia, materie prime, materiali, banche, ecc.) potranno continuare ad apprezzarsi e compensare la debolezza del Nasdaq100. Non dimentichiamo che secondo tutti i parametri la borsa americana é oscenamente cara.

Un breve commento sulle criptodivise che continuano a crescere di prezzo ad un ritmo esponenziale. Questi divise non hanno nessun valore intrinseco quindi possono essere trattate a qualsiasi prezzo - questo é un vantaggio e parla in favore di una continuazione del rialzo. È però evidente che si tratta di una bolla speculativa che terminerà con un crollo. Come detto più volte in passato fino a quando la gente ci crede e c'é domanda il fatto che l'offerta é limitata crea le premesse per un rialzo esplosivo. Il bitcoin é stato creato nel 2009 e fino ad oggi (dopo 12 anni) non si é imposto come mezzo di pagamento ma solo come veicolo di speculazione e mezzo per aggirare le restrizioni di esportazione di capitali ed evadere il fisco.
I paralleli con la bolla speculativa dei tulipani del 1600 in Olanda sono evidenti.
Dall'inizio di questa mania migliaia di monete virtuali sono sparite poiché non più trattate e senza valore. Probabilmente questo succederà anche con Bitcoin, Ethereum e il resto. Il prezzo di queste monete virtuali sopravvissute potrebbe però ancora decuplicare più volte prima di crollare. Chi si getta in questa avventura deve essere cosciente dei rischi - il potenziale di guadagno é però ancora gigantesco.
Personalmente mi disturba un aspetto - il Bitcoin e le altre divise digitali vengono sempre raffigurate come delle monete d'oro. In fondo é una truffa poiché esistono solo in una blockchain e sono puramente virtuali. Se sparicono da una memoria digitale sono perse per sempre. Non c'é niente di fisico.

Commento del 7 maggio

Mi assento un paio di giorni - devo uscire presto e mi limito ad un breve commento

Ieri in Europa c'é stata una seduta volatile con numerosi cambiamenti di direzione. L'Eurostoxx50 (-0.08% a 3999 punti) ha chiuso al centro del range giornaliero con una insignificante perdita di 3 punti. DAX (+0.17% a 15196 punti, FTSE MIB (+0.13% a 24495 punti) e SMI (+0.02% a 11111 punti) si sono comportati alla stessa maniera e hanno terminato la giornata praticamente invariati. Gli indici si sono stabilizzati sopra i supporti. Per l'analisi tecnica non c'é nulla di nuovo.

La borsa americana si é comportata alla stessa maniera fino alle 20.40. L'S&P500 ha aperto a 4166 punti - c'é poi stato un sali e scendi senza una direzione precisa con un minimo a 4147 punti e un massimo intermedio a 4183 punti alle 17.45. Poi l'indice é scivolato verso il basso e alle 20.40 era in pari a 4168 punti. Infine c'é stato un rally innescato dalla tecnologia - nel commento delle 14.00 sul Nasdaq100 avevamo previsto questa reazione che si é verificata con alcune ore di anticipo. L'S&P500 é decollato e ha chiuso a 4201.62 punti (+0.82%) ed é stato seguito a ruota dal Nasdaq100 (+0.82% a 13613 punti). Il resto del listino ha seguito a distanza (DJT +0.54%, RUT +0.00%). La seduta al NYSE é stata solo moderatamente positiva (A/D a 4266 su 3522) con un preoccupante aumento dei nuovi minimi a 30 giorni (NH/NL a 729 su 1161). A livello di sentiment non ci sono sorprese (VIX a 18.39 punti (-0.76), CBOE Equity put/call ratio a 0.57 e Fear&Greed Index fermo a 51 punti.
I Summation Index sono in calo - quello sul NYSE di poco.
L'S&P500 ha riconquistato i 4200 punti e si trova nuovamente a soli 18 punti dal massimo storico. DJ Industrial (+0.93%) e DJ Transportation (+0.54%) hanno toccato ieri un nuovo massimo storico. Malgrado i problemi a livello di partecipazione la borsa americana continua il rialzo - l'S&P500 sale malgrado che questa volta la tecnologia non trascini il movimento ma si limiti a seguire.

Stamattina alle 08.00 ritroviamo il future sull'S&P500 a 4198 punti (+4 punti). Il Nasdaq100 potrebbe rimbalzare fino ai 13700-13800 punti. Sembra che oggi avremo ancora una seduta moderatamente positiva. Alle 14.30 verrà pubblicato il rapporto sullo stato del mercato del lavoro americano ad aprile. Vedremo se i dati daranno una spinta al mercato oppure no.

Commento del 6 maggio

Rally in Europa che annulla il segnale di vendita - la situazione tecnica rimane precaria e instabile

Le borse europee hanno avuto una seduta di forte rialzo (Eurostoxx50 +1.99% a 4002 punti). È stata una reazione a quanto successo il giorno prima in America. Tutti pensavano che la borsa americana stesse precipitando e si erano affrettati a vendere. Invece gli indici azionari americani hanno recuperato terreno nella seconda parte della seduta di martedì e ieri gli indici azionari europei si sono affrettati a copiare l'esempio e sono ripartiti con slancio nella direzione opposta. Noi pensavamo che le borse europee potessero recuperare circa la metà della perdite del giorno precedente e che di conseguenza dovessero salire di un +1%. Invece il rialzo é durato per tutta la giornata e la seduta é stata speculare rispetto a quella di martedì. Le borse europee hanno chiuso sul massimo giornaliero e con guadagni intorno al +2% (DAX +2.12% a 15170 punti, FTSE MIB +2.03% a 24463 punti). In questa maniera gli indici sono tornati sopra i supporti e hanno formalmente annullato il segnale di vendita. Ora tecnicamente siamo al punto di partenza - la tendenza di fondo é al rialzo ma i cicli favoriscono l'inizio di una fase negativa. Questa nervosa oscillazione di poco sopra i supporti potrebbe durare fino a metà mese. Nelle ultime due settimane abbiamo notato che le borse non riescono più a fare sostanziali progressi. Martedi abbiamo osservato che al minimo segnale di pericolo gli investitori vendono e sono in grado di far cadere facilmente gli indici di alcuni punti in percentuale, sotto i supporti e sotto i limiti inferiori delle Bollinger Bands. Il rischio di improvvisi e sostanziali vuoti d'aria é considerevole.

Ieri la borsa americana avrebbe dovuto continuare il rimbalzo di martedì - l'S&P500 doveva far vedere di essere capace di tornare sui 4200 punti. Invece questa dimostrazione di forza é fallita. L'S&P500 é risalito alle 18.00 fino al massimo giornaliero a 4189 punti. Poi però é ricaduto in pari (+0.07% a 4167.59 punti) ed é tornato più vicino al supporto (4125 punti) che al record storico a 4218 punti. Ancora una volta la tecnologia ha mostrato debolezza relativa (Nasdaq100 -0.30% a 13503 punti) e il Nasdaq100 non é riuscito a cancellare il segnale di vendita generato martedì con la caduta sotto il supporto a 13700-13800 punti. I Summation Index sono in calo. La situazione tecnica rimane precaria ed instabile. Pensiamo che la debolezza del settore tecnologico potrebbe contagiare tutto il listino appena l'isteria riguardante il rischio d'inflazione, che sostiene settori come energia, materiali di base o finanziari, sparirà. Per lo meno in questo momento il mercato delle obbligazioni (USTBond decennale a 1.59% (-0.02%)) non sembra credere a questo scenario.
L'S&P500 ha aperto al rialzo a 4182 punti. All'inizio l'indice é ridisceso fino ai 4161 punti ma poi i rialzisti sono tornati alla carica e hanno fatto risalire l'indice fino ai 4187 punti. Dopo le 18.00 la spinta si era esaurita, l'indice ha perso una decina di punti, é oscillato in laterale qualche ora ed é infine caduto a 4167.59 punti (+0.07%). Come martedì la tecnologia era debole mentre si sono difesi bene DJI (+0.29%) e DJT (+0.09%). La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 4141 su 3665, NH/NL a 673 su 583 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 19.15 punti (-0.33), Il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente basso a 0.46 mentre il Fear&Greed Index é rimasto a 51 punti (=). Gli investitori si sono rilassati dopo lo spavento di martedì.
Noi crediamo che la caduta di martedì sia solo un sintomo di una situazione tecnica che si sta deteriorando - lentamente la rotazione tra settori sta diminuendo poiché ormai é salito tutto e non si sa più cosa comperare. Tutti hanno vissuto sulla propria pelle il crollo di uno o più "eroi" del passato (ieri é stato il caso di Peloton (-14.56%)) e sembra difficile che si possa ricreare quello stato di euforia necessario per far accelerare gli indici al rialzo.

Stamattina il future sull'S&P500 é 4162 punti (+2 punti) - l'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3996 punti (-6 punti). Le borse europee apriranno in leggero calo. Crediamo che stamattina proveranno a tornare in positivo. Poi si fermeranno. Crediamo che oggi avremo una seduta senza sostanziali variazioni o una seduta moderatamente negativa - prima dell'importante rapporto sul mercato del lavoro americano ad aprile previsto domani alle 14.30 gli investitori saranno prudenti.

Commento del 5 maggio

Rottura al ribasso e segnale di vendita in Europa - l'America non conferma

Dopo giorni di calma e di sedute insignificanti ieri finalmente le borse si sono mosse - al ribasso. A provocare l'ondata di vendite sono state alcune dichiarazioni di Janet Yellen che ha parlato di rischio di surriscaldamento dell'economia e necessità di alzare "un pochino" i tassi d'interesse per evitare il problema. Nella tarda serata la Yellen ha fatto marcia indietro rimangiandosi l'affermazione che i programmi di stimolo di Joe Biden possano surriscaldare l'economia. Fino alle 13.20 le borse europee erano tranquille e praticamente invariate. Poi i mercati azionari sono stati travolti da un'ondata di vendite che é proseguita fin verso le 18.00. Abbastanza quindi per far cadere in ginocchio le borse europee ma non quella americana.

In Europa abbiamo finalmente avuto l'attesa seduta decisamente negativa con chiusura sul minimo giornaliero. L'Eurostoxx50 (-1.89% a 3924 punti) ha perso 76 punti e ha chiuso sotto il supporto a 3950 punti dando un segnale di vendita.
Ieri sera abbiamo commentato in questa meniera gli avvenimenti: "Adesso bisogna vedere se stasera l'S&P500 conferma questo segnale di vendita. In teoria domani dovrebbe esserci per lo meno un rimbalzo fino ai 3950 punti - se questo rimbalzo venisse a mancare allacciate le cinture di sicurezza. Se il rimbalzo fa tornare a fine seduta l'Eurostoxx50 sopra i 3950 punti abbiamo avuto oggi un semplice incidente di percorso e una falsa rottura al ribasso. Avrete capito che la seduta di domani é decisiva."
È appurato che le tendenze si decidono a New York ma prima di passare ad analizzare quanto successo a Wall Street guardiamo cosa hanno combinato le altre borse europee. Il DAX (-2.49% a 14856 punti) é precipitato di 380 punti e ha terminato la seduta sotto il supporto a 15000 punti - anche per questo indice abbiamo un segnale di vendita. Infine il FTSE MIB (-1.81% a 23977 punti) é caduto di  442 punti e ha chiuso marginalmente sotto il supporto a 24000 punti. In questo caso il segnale di vendita é debole. L'SMI (-1.33% a 10970 punti) é sceso "solo" di 148 punti e ha chiuso sotto il decisivo supporto a 11000 punti. L'SMI perde molto meno che le altre borse europee - il carattere difensivo dell'SMI ha frenato la caduta. Il prossimo supporto e obiettivo di una fase di ribasso é a 10600 punti.
L'indice delle banche SX7E ha perso solo il -1.14% a 91.03 punti. L'indice mostra forza relativa in una giornata di borsa pessima e con tassi d'interesse di mercato in calo - questo é un segnale molto costruttivo.
Il cambio EUR/USD é ricaduto a 1.2020. A corto termine c'é un evidente supporto a 1.20 - secondo noi dovrebbe essere rotto dopo qualche tentativo.
Riassumendo le borse europee sono cadute al primo segnale di pericolo. È una reazione tipica ad una situazione di eccesso - tutti temono la correzione e vendono appena c'é un cedimento. C'é però poco da fidarsi degli europei che hanno dimostrato nel passato di avere i nervi fragili e di dipendere troppo da quanto sta succedendo a New York. Dopo il rimbalzo odierno potremo fare il punto della situazione e potremo dire se i segnali di vendita sono validi oppure no. Non basta una seduta negativa (specialmente in Europa) per poter con sicurezza dichiarare che é iniziata una correzione.

In effetti la borsa americana é caduta solo fino alle 18.00 - poi ha recuperato. L'S&P500 (-0.67% a 4164.66 punti) é sceso fino a 4128 punti di minimo ma é risalito 36 punti dal minimo chiudendo con una moderata perdita. Ricordiamo che noi abbiamo indicato un decisivo supporto a 4125 punti - l'indice doveva terminare una seduta sotto questo livello per dare un segnale di vendita. Il supporto non é stato rotto - neanche nel corso della seduta. Le vendite si sono concentrate nello strutturalmente debole settore tecnologico (Nasdaq100 -1.85% a 13544 punti, Apple -3.54%) mentre altri settori sono risultati immuni. Il DJ Industrial (+0.04%), il DJT (+0.04%) e settori come banche o materiali hanno guadagnato terreno.
L'S&P500 ha aperto in forte calo a 4174 punti e fino alle 18.00 é sceso ad ondate regolari e ha raggiunto un minimo a 4127 punti. Poi l'indice é lentamente e costantemente risalito fino a 4154 punti. Sul finale c'é stata un'impennata fino a 4164.66 punti (-0.67%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa (complice il Russell2000 in netto calo (-1.28%)) con A/D a 2436 su 5391, NH/NL a 568 su 876 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 19.48 punti (+1.17), il CBOE Equity put/call ratio era più alto del solito a 0.56 e il Fear&Greed Index é sceso a 51 punti (-3). In generale gli indicatori di sentiment sono peggiorati - mostrano una leggera inquietudine ma nessun pessimismo. I Summation Index sono leggermente scesi.
Insomma - a New York c'é stata una normale seduta negativa che non sembra rappresentare l'inizio di un ribasso. Solo il Nasdaq1000 ha fornito un debole segnale di vendita - debole poiché l'indice ha chiuso 150 punti sopra il minimo giornaliero e potrebbe già aver completato una correzione minore fino alla MM a 50 giorni.
Bisogna ora osservare come si svolge l'odierno rimbalzo. Per il momento non sembra che bisogna affrettarsi a vendere. Il supporto a 4125 punti di S&P500 resta determinante e finora non é in pericolo - la pressione di vendita é ancora moderata e limitata al settore tecnologico. Solo se ci fosse un contagio ci sarebbe da preoccuparsi.

Stamattina il future sull'S&P500 si trova a 4164 punti (+6 punti). Le borse in Giappone e Cina sono ancora chiuse. Il cambio EUR/USD scende nuovamente a 1.20 - pensiamo che una rottura sotto gli 1.20 possa avere conseguenze negative sulle borse.
L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 3950 punti (+26 punti). Le borse europee riapriranno con guadagni di circa il +0.6% e intorno ai supporti. Pensiamo che stamattina dovrebbero provare a salire più in alto (fino a +1%). Il pomeriggio invece potrebbe riservare sorprese negative. La caduta di ieri ha sicuramente lasciato un segno - chi é troppo esposto long cercherà di usare il rimbalzo per vendere. Le vendite di ieri non sono casuali - le dichiarazioni della Yellen sono state unicamente una scusa per delle prese di beneficio che erano dovute da tempo. L'ipotesi che stia iniziando una correzione é ancora valida - é però possibile che ci vogliano ancora alcuni giorni altalenanti prima che la nuova tendenza si imponga.

Commento del 4 maggio

La mattina si compra - la sera si vende

Il mese di maggio é iniziato con una seduta positiva sia in Europa (Eurostoxx50 +0.64% a 4000 punti) che in America (S&P500 +0.27% a 4192.66 punti). Gli indici non hanno però provato a migliorare i massimi annuali o storici e nella seconda parte della giornata hanno prevalso le vendite - gli indici hanno chiuso lontani dai massimi giornalieri. Sembra mancare il potere d'acquisto per salire più in alto - é quindi possibile che il movimento laterale delle ultime due settimane sia distribuzione e non consolidamento e accumulazione. In questo momento però non c'é pressione di vendita. Non é ancora possibile prevedere se avremo un'accelerazione al rialzo o al ribasso. Malgrado che le Bollinger Bands molto strette significano che probabilmente un movimento significativo é imminente i cicli ci dicono che questa fase di incertezza potrebbe durare fino a metà mese. Noi favoriamo la variante dell'inizio di una correzione o di un ribasso fino ad ottobre - questa é la soluzione che sembrano suggerire le divergenze a livello di partecipazione e i cicli di lungo termine e annuali. Ieri il Nasdaq100 (-0.44% a 13799 punti) si é seduto sul primo supporto a 13800 punti - questo é il primo indice che potrebbe dare un segnale di vendita a corto termine.

Dopo due sedute negative l'Eurostoxx50 (+0.64% a 4000 punti) ieri é risalito con moderati volumi di trattati. L'indice ha chiuso al centro del range giornaliero. Questa seduta ci dice che le borse europee non sono ancora pronte per una rottura ed accelerazione al ribasso. Forse si é trattato della solita seduta positiva di inizio mese quando la nuova liquidità affluita sui conti risparmio deve essere investita. Il DAX (+0.66% a  15236 punti) ha evitato di testare il bordo inferiore delle BB e si é comportato come l'Eurostoxx50 - rally nella prima ora di contrattazioni, calo fino a mezzogiorno, recupero fino alle 14.00 e lento calo fino alla chiusura. Il FTSE MIB (+1.15% a 24420 punti) si é comportato relativamente meglio - probabilmente questa é una conseguenza del fatto che la borsa italiana aveva alle spalle quattro sedute negative e non solo due.
Con tassi d'interesse invariati ieri le banche hanno sottoperformato (SX7E +0.21% a 92.08 punti).
Malgrado questa seduta positiva non vediamo le premesse per una continuazione a breve del rialzo. Crediamo piuttosto che durante la settimana ci sarà un tentativo di scendere sotto i minimi di aprile.

La borsa americana ha avuto una seduta positiva (A/D a 4796 su 3035, NH/NL a 758 su 347 e volume relativo a 0.9). L'S&P500 (+0.27% a 4192.66 punti) però non é però riuscito a difendere i guadagni iniziali ed ha chiuso 4 punti sopra il minimo giornaliero con un magro bottino di 11 punti. Il Nasdaq100 é sceso del -0.44%. Non si può parlare di conseguenza di ripresa del rialzo ma piuttosto di una seduta di pausa che non soddisfa nessuno.I Summation Index praticamente non si sono mossi.
L'SP500 ha aperto in positivo a 4204 punti. All'inizio é salito a 4209 punti - poi ha cambiato direzione a fino alle 17.30 é sceso a 4193 punti. In seguito é lentamente risalito e alle 21.00 ha nuovamente raggiunto i 4203 punti. Sul finale é ricaduto a 4188 punti e ha chisuo a 4193 punti. Gli indicatori di sentiment si sono mossi poco e in maniera disordinata (VIX a 18.31 punti (-0.30), CBOE Equity put/call ratio a 0.51 e Fear&Greed Index a 54 punti (-2)). Il reddito dell'USTBond decennale é sceso a 1.63% (-0.02%). Il prezzo del petrolio é salito del +2%. Decisamente questa seduta ha lanciato segnali discordanti e non ci fornisce nessun elemento valido per poter prevedere la direzione del prossimo movimento significativo.

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 4178 punti (-7 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3999 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. L'agenda economica non offre appuntamenti di grande interesse. La stagione di pubblicazione dei risulati delle imprese americane prosegue - oggi il nome più importante é la farmaceutica Pfizer - non ci sono però più società in grado da sole di muovere i listini. Dopo il balzo di ieri é probabile che oggi avremo una seduta leggermente negativa.

Aggiornamento del 3 maggio

Covid-19, inflazione e cryptovalute

Durante il fine settimana i temi discussi nella stampa internazionale sono rimasti i soliti.
Mentre in Europa si fanno lenti progressi contro il Covid19 grazie ai vaccini, l'India viene travolta da un'ondata di nuove infezioni - il numero dei decessi aumenta in maniera esponenziale. I Paesi in via di sviluppo sono in una profonda crisi sanitaria ed economica.
In America stanno salendo i prezzi di case, energia e di molti beni di prima necessità - si discute se i dati riguardanti l'inflazione corrispondano alla realtà. I tassi d'interesse sembrano troppo bassi e molti ritengono che la politica monetaria della FED sia troppo accomodante. Noi pensiamo che a breve i tassi d'interesse di mercato debbano salire spingendo al rialzo l'USD. Per il momento non ci sono conseguenze sulla borsa americana - l'umore degli investitori potrebbe però cambiare rapidamente.
Nel frattempo spregiudicati investitori e speculatori continuano a spingere i prezzi delle monete digitali al rialzo. La notizia del giorno é che l'Ethereum, la seconda moneta digitale per capitalizzazione dopo il Bitcoin, ha superato i 3000 USD e ha toccato un nuovo record storico a 3106 USD. Considerando che il valore intrinseco di queste monete é nullo (provate stamattina ad andare a fare la spesa al supermercato e chiedete se é possibile pagare in Ethereum) l'aumento di valore di questi assets virtuali é un segno dei tempi.
Da due settimane il rialzo delle borse é in stallo - vedremo come usciremo da questa fase di apparente consolidamento. La tendenza dei mercati azionari in generale é al rialzo. I cicli suggeriscono che il rischio di una correzione o un ribasso sono alti.

All'inizio di questa settimana ci sono tre giorni di festa sia in Giappone che in Cina. I mercati finanziari mondiali devono fare a meno degli investitori asiatici. Stamattina il future sull'S&P500, che é il contratto che fornisce l'intonazione alle borse, sale a 4183 punti (+9 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3976 punti (+2 punti). Le borse europee apriranno con leggeri guadagni (DAX +0.2%). Sui mercati azionari non ci sono novità di rilievo. Sembra che avremo un'altra seduta tranquilla e senza sostanziali variazioni.

Commento del 1-2 maggio

Le borse sono in stallo - i cicli sono ostili - malgrado l'assenza di segnali di vendita bisogna essere prudenti

Questa settimana i rialzisti sono rimasti delusi mentre i ribassisti hanno tirato un sospiro di sollievo. Si sapeva che i risultati trimestrali dei big della tecnologia sarebbero stati da buoni a ottimi e che la crescita dell'economia nel primo trimestre del 2021 era stata molto robusta (PIL +6.4%). Molti pensavano che la pubblicazione dei dati avrebbe provocato un'accelerazione al rialzo della borsa americana. In effetti gli utili record delle sei più grandi società tecnologiche americane, Apple, Microsoft, Amazon, Google e Facebook e Tesla sono stati onorati solo in parte dagli investitori - le reazioni dei prezzi delle azioni sono state miste con la conseguenza che malgrado dei nuovi massimi storici marginali, sia Nasdaq Composite che Nasdaq100 hanno terminato la settimana con una perdita. L'ipotesi che abbiamo presentato una settimana fà di un doppio massimo o una falsa rottura al rialzo é ancora valida.
Joe Biden ha presentato un nuovo programma di stimolo economico - dopo quello dedicato a combattere gli effetti negativi della pandemia e quello per le infrastrutture é arrivato un piano da 2300 Mia di USD per sostenere le famiglie e aumentare la spesa sociale. Vi ricordate le regole europee del trattato di Maastricht? Prevedevano che il deficit annuale di uno Stato non potesse superare la soglia del 3% - in questo momento gli Stati Uniti si stanno indebitando ad un ritmo annuo del 19% (!) del PIL. Se non ci fosse la FED a finanziare il debito stampando moneta gli Stati Uniti avrebbero da tempo fatto la fine del Venezuela. Le cifre ci fanno però capire che siamo di fronte al più grande esperimento monetario e di spesa pubblica della storia il cui esito é altamente incerto. I rischi sono inflazione, svalutazione e un sistema finanziario e sociale fuori controllo. Già adesso i prezzi delle materie prime e dei beni reali stanno esplodendo mentre circa un terzo della popolazione americana vive grazie ai soldi versati dello Stato - molti preferiscono incassare gli assegni provenienti dal governo piuttosto che andare a lavorare. Molte imprese cercano disperatamente collaboratori mentre la disoccupazione resta ancora molto alta.
Vedremo cosa succederà quando questa spinta eccezionale finirà e il Paese ritornerà alla normalità. Se le spese e gli investimenti non avranno creato un  circolo virtuoso di crescita economica restaranno solo grandi disuguaglianze, molta gente disillusa ed una immensa montagna di debiti.
Da inizio aprile gli indici azionari non riescono più a fare sostanziali progressi. Le performances delle ultime due settimane sono leggermente negative. Possiamo parlare di borse in stallo. La tendenza di fondo resta al rialzo poiché gli indici sono sopra le MM a 200 e 50 giorni in crescita. In America il 59.2% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 75.15 punti. Bisogna quindi partire dal principio che questa pausa sia un periodo di consolidamento e che nel futuro del borse continueranno a salire. A maggio però iniziano statisticamente i 6 mesi peggiori dell'anno. Il ciclo di lungo periodo é già in calo mentre il ciclo annuale mostra che le borse potrebbero ancora "reggere" fino a metà maggio ma poi dovrebbero scendere (e di parecchio) fino ad ottobre.
Non abbiamo ancora nessun segnale di vendita - nei commenti giornalieri abbiamo ripetutamente avvisato che la rottura dei primi supporti, relativamente vicini, potrebbero far precipitare la situazione. A breve sembra che i tassi d'interesse sia sull'EUR che sull'USD debbano salire - intanto l'USD dovrebbe rafforzarsi e ci aspettiamo che il cambio EUR/USD torni a 1.18. Forse sarà questo a far partire una fase di ribasso delle borse. Quando le borse cominceranno a scendere (se lo faranno come prevediamo noi) anche i tassi d'interesse dovrebbero di nuovo calare. Non chiedeteci cosa potrebbe provocare questa inversione di tendenza poiché non lo sappiamo - lo scenario é però consistente. È possibile che la ripresa economica sarà inferiore alle attese, che una nuova variante del Covid19 faccia nuovamente ripartire la pandemia o che ci sia un qualche nuovo evento in grado di destabilizzare l'economia mondiale - viste le numerosi tensioni internazionali e le bombe vaganti tipo Archegos c'é solo l'imbarazzo della scelta.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.96% a 3974 punti
SX7E (banche)          +7.51% a 91.89 punti
DAX                         -0.94% a 15136 punti
SMI                          -1.59% a 11022 punti
FTSE MIB                  -1.00% a 24141 punti
S&P500                     +0.02% a 4181.17 punti
Nasdaq100                -0.58% a 13860 punti

Settimana scorsa nelle borse europee ed americana abbiamo avuto una serie di sedute di poco negative o positive. Gli indici si sono mossi poco e le borse hanno reagito con un'alzata di spalle ai numerosi dati economici e agli utili delle imprese americane. Le azioni delle singole imprese si sono mosse violentemente dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali ma il mercato nel suo insieme é rimasto fermo. Questa pausa ad alto livello (l'S&P500 ha toccato giovedì un nuovo record storico marginale a 2418 punti) ha permesso alle borse di assorbire parte del'ipercomperato di corto termine - inoltre gli investitori sono diventati più prudenti come mostrano la VIX salita a 18.61 punti (dai 17.33 di una settimana fà), il CBOE Equity put/call ratio lievitato a 0.59 (da 0.39) e il Fear&Greed Index sceso a 56 punti (da 61 punti). Nel sottofondo aumenta la pressione di vendita (il numero dei NL sta crescendo) ma finora non ci sono sostanziali conseguenze negative. Ripetiamo - fino a prova contraria (tipo una pessima seduta con chiusura sul minimo e volumi di titoli trattati in forte aumento) o fino alla rottura dei primi supporti bisogna partire dal principio che le borse stanno unicamente consolidando prima di riprendere il rialzo.
Venerdì sia in Europa (Eurostoxx50 -0.55% a 3974 punti) che in America (S&P500 -0.72% a 4181.17) la seduta é stata negativa. Questa seduta non ha però cambiato il quadro tecnico generale - in particolare l'S&P500 é risalito dopo aver raggiunto la prima zona di supporto a 4170-4175 punti - sembra che i venditori non siano in grado di prendere l'iniziativa e dominare. Da mesi sul grafico non c'é una lunga e marcante candela rossa con chiusura sul minimo giornaliero.
L'S&P500 ha aperto a 4188 punti e nella prima ora é risalito a 4196 punti. Poi é lentamente sceso ad ondate fino a i 4174 punti. Dopo le 20.00 ha recuperato ed ha chiuso a 4181 punti con una perdita di 30 punti. Il range giornaliero é di soli 24 punti. Tutti i maggiori indici sono scesi (Nasdaq100 -0.78% a 13860 punti, DJT -0.47%, RUT - 1.65) - ovviamente la seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2161 su 5618, NH/NL a 458 su 375 e volume relativo a 1.0. I Summation Index sono adesso in calo. Il reddito dell'USTBond decennale é invariato a 1.65%.
Il cambio EUR/USD venerdì é pesantemente caduto a 1.2020 - c'é stato l'atteso cambiamento di tendenza a corto termine che dovrebbe riportare il cambio intorno a 1.18.
Insomma - la seduta di venerdì ha visto un arretramento generale delle borse - non abbiamo però nessun elemento per poter dire che questo é l'inizio di una fase negativa.
Vediamo come inizia il nuovo mese - secondo la nostra previsione le borse potrebbero scendere da subito o continuare ad oscillare in laterale, come hanno fatto da metà aprile, ancora per due settimane. Secondo i cicli annuali prevediamo un ribasso a partire da metà maggio fino a metà ottobre. Non bisogna però ancora andare contro la tendenza dominante che fino a prova contraria é al rialzo. Concretamente é meglio evitare adesso acquisti di azioni e bisogna tenere la mano pronta a schiacciare il pulsante d'uscita e di vendita.

Commento del 30 aprile

Nuovi record storici in America - l'Europa traballa

Ieri l'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 4218.78 punti e ha chiuso poco più in basso a 4211.47 punti (+0.68%) con un guadagno di 28 punti. La tendenza della borsa americana é indiscutibilmente al rialzo. La tecnologia fatica a tenere il passo - il Nasdaq100 ha toccato un nuovo record storico marginale a 14073 punti - ha però chiuso 100 punti più in basso (+0.49% a 13970 punti) senza confermare la rottura al rialzo. La partecipazione resta debole. Diciamo che al momento i grafici trionfano sugli indicatori - mentre i primi parlano solo di rialzo i secondi invitano alla prudenza poiché da settimane mostrano divergenze negative specialmente a livello di partecipazione e in particolare nel settore tecnologico. Temiamo che l'aumento dei tassi d'interesse (reddito dell'USTBond decennale a 1.65%, +0.02%) possa presto o tardi mettere in difficoltà il mercato azionario ma al momento non vediamo nessuna valida ragione per prevedere un top e un'inversione di tendenza.

Abbiamo iniziato il commento parlando della borsa americana poiché é questa che conduce il ballo. Ieri in Europa c'é stata una seduta negativa (Eurostoxx50 -0.45% a 3997 punti) che contrasta con quanto visto a Wall Street. Il problema é che la debolezza in Europa é apparsa già all'apertura dei mercati. Da giorni prevedevamo che ci sarebbe stato a breve un movimento importante con un'accelerazione in una o nell'altra direzione. Ora sembra che la rottura debba avvenire al ribasso.
Le premesse la mattina erano per una seduta positiva. Dopo la buona apertura però le borse europee non sono più riuscite a fare progressi. L'Eurostoxx50 é caduto in negativo nel pomeriggio. La perdita di 18 punti é modesta. Preoccupa però il fatto che l'Eurostoxx50 invece che attaccare il massimo annuale é caduto dopo una serie di 6 sedute dove o é salito o ha marciato sul posto. La tendenza é al rialzo e tutti si aspettano che l'Eurostoxx50 salga. Spesso però il mercato non segue il consenso ma fa esattamente l'opposto. Se il supporto a 3950 punti venisse rotto sarebbero guai. Il DAX (-0.90% a 15154 punti) ha aperto in positivo ma poi é sceso praticamente per tutta la giornata e ha chiuso vicino al minimo con una vistosa perdita di 138 punti. Se l'indice scende sotto i 15000 punti deve iniziare una correzione poiché molti analisti tecnici avranno un segnale di vendita. Sarà un segnale da non trascurare perché come preannunciato ora deve esserci un movimento rapido e significativo. I tassi d'interesse in aumento hanno spinto l'indice delle banche SX7E (+1.16% a  91.87 punti) ancora al rialzo. Attenzione però che il settore non può muoversi per tanto in controtendenza rispetto all'Eurostoxx50. Se l'Eurostoxx50 comincia a cadere (e non scendere dolcemente come ieri) anche il SX7E verrà trascinato verso il basso.
Il FTSE MIB (-0.74% a 24278 punti) ha vistosamente perso terreno malgrado il buon comportamento del settore bancario. L'ovvio importante supporto sul FTSE MIB si trova a 24000 punti.
Riassumendo ieri le borse europee hanno ignorato i segnali costruttivi provenienti dall'America ed hanno avuto una seduta negativa. Può essere solo un problema temporaneo - al momento non abbiamo nessuna segnale di vendita. Bisogna però monitorare con attenzione lo sviluppo della situazione. Finora abbiamo giudicato il movimento laterale da metà aprile come un consolidamento che doveva terminare con una ripresa del rialzo. Ieri però gli indici sono scesi e si sono pericolosamente avvicinati ai supporti proprio quando si avvicina il momento in cui deve esserci una decisiva rottura al rialzo o al ribasso. Questo attacco di debolezza in concomitanza con tassi d'interesse in sensibile aumento ci preoccupa.

L'S&P500 ha aperto sul nuovo massimo storico a 4218 punti. L'indice é caduto in due ondate fino alle 18.05 quando ha toccato il minimo giornaliero a 4176 punti. Il gap up in apertura é stata in questa maniera colmato. Poi l'S&P500 é ripartite al rialzo e con un movimento regolare é risalito fino ai 4215 punti. Sul finale é sceso a 4211.47 punti (+0.68%). La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3961 su 3837, NH/NL a 1060 su 205 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 17.61 punti (+0.33), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.47 e il Fear&Greed Index é balzato a 66 punti (+5). I Summation Index sono saliti.
Malgrado gli ottimi risultati trimestrali Apple (-0.07%) ha marciato sul posto. Solo Facebook (+7.30%) ha reagito con un balzo ai convincenti risultati. In generale abbiamo l'impressione che molti dati positivi siano già scontati nelle attuali quotazioni stratosferiche delle azioni. Anche il forte aumento del PIL americano (+6.4%) non ha scatenato un rally ma é stato onorato solo con una seduta moderatamente positiva.
Dubbi a parte i nuovi record storici sono un segnale indiscutibile di rialzo e fino a prova contraria bisogna partire dal principio che gli indici saliranno più in alto.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4192 punti (-11 punti). L'Eurostoxx50 vale 3997 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate e non sembrano avere l'intenzione di recuperare le perdite di ieri. Ci vorrebbe oggi un guadagno del +0.5% per evitare che la performance settimanale sia negativa.
Ieri sera dopo la chiusura a Wall Street Amazon ha presentato dei buoni risultati trimestrali - nel dopo borsa l'azione ha guadagnato il +2%. Adesso tutti i big della tecnologia hanno pubblicato i loro utili trimestrali - bisogna osservare con attenzione come si comporta il Nasdaq100 nei prossimi giorni - malgrado ottimi dati la chiusura del 16 aprile é ancora la migliore della storia. La nostra ipotesi del doppio massimo é ancora valida.

Commento del 29 aprile

Joe Biden spende - la FED finanzia il debito e tiene bassi i tassi d'interesse - le imprese macinano utili

Dopo il pacchetto di aiuti Covid-19 da 1900 Mia. di USD e il programma di investimento in infrastrutture da 2300 Mia di USD Joe Biden ha annunciato ulteriori uscite aggiuntive per 1800 Mia di USD in spese sociali per aiutare le famiglie americane. Jerome Powell e la FED finanziano il mostruoso deficit continuando a mantenere i tassi d'interesse di riferimento a 0% e acquistando 120 Mia di titoli di Stato ogni mese. In un mondo dove tutti vivono al di sopra delle proprie possibilità spendendo dei soldi che non esistono le imprese macinano utili - lo ha dimostrato ieri sera anche Apple presentando dopo a chiusura a Wall Street degli ottimi risultati trimestrali. Malgrado che ieri sera l'S&P500 (-0.08% a 4183.18 punti) abbia marciato sul posto niente sembra in grado di turbare il rialzo delle borse. L'analisi tecnica non può che confermare la tendenza rialzista sancita da un nuovo massimo storico dell'S&P500 a 4201.53 punti. La partecipazione miserabile (NH/NL a 817 (!) su 182) e il momentum in calo sembrano non interessare a nessuno.

Per la quarta seduta consecutiva le borse europee si sono mosse in pochi punti senza direzione e hanno chiuso senza sostanziali variazioni (Eurostoxx50 +0.08% a 4015 punti, DAX +0.28% a 15292 punti, FTSE MIB -0.06% a 24459 punti). Il momentum é in calo, le Bollinger Bands si stanno restringendo, sui grafici appaiono delle costellazioni tecniche tipo dei triangoli orizzontali che presuppongono l'imminenza di un movimento significativo. Di solito dopo una pausa di questo tipo le borse ricominciano a muoversi in direzione del trend dominante che attualmente é al rialzo. I segnali negativi mandati del Nasdaq non sono però spariti e ieri il Nasdaq100 ha perso il -0.42% a 13901 punti. Di conseguenza l'accelerazione al rialzo non é ancora un dato di fatto.

L'S&P500 ha aperto a 4191 punti e fino alle 20.00 é oscillato a caso tra 4184 e 4196 punti. Dopo la conclusione della riunione della FED e durante la conferenza stampa di Jerome Powell l'indice si é impennato fino ad un nuovo massimo storico a 4201 punti ma poi é ricaduto a 4183.18 punti (-0.08%). Il 16 aprile l'indice aveva toccato i 4191 punti - nel frattempo non ha fatto progressi.
Anche gli altri indici si sono mossi poco (DJT -0.16%, RUT +0.13%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4447 su 3316, NH/NL a 817 su 182 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 0.43, il CBOE Equity put/call ratio é stabile a 0.43 mentre il Fear&Greed Index é lievitato a 61 punti (+2). I Summation Index stanno lentamente salendo.
Ieri sera l'S&P500 ha chiuso in calo, sul minimo giornaliero e 18 punti sotto il massimo giornaliero - non possiamo però parlare di segnale negativo o reversal - é stata semplicemente una seduta neutra senza significato particolare.

I buoni risultati trimestrali di Apple e Facebook fanno salire il future sul Nasdaq100 del +0.8%. Di riflesso il future sull'S&P500 sale a 4198 punti (+22 punti). L'Eurostoxx50 vale 4022 punti (+7 punti) - le borse europee apriranno con un guadagno di circa il +0.2%. Niente di entusiasmante e nessuna accelerazione - probabilmente avremo però una seduta di moderato rialzo.
Alle 14.30 é previsto il dato sulla crescita economica (PIL) negli Stati Uniti nel primo trimestre dell'anno - la stima degli analisti é a +6.1%. Sicuramente il dato non deluderà gli investitori.

Commento del 28 aprile

Google fantastica - Microsoft delude - gli effetti si compensano

La seduta di ieri é stata semplicemente una brutta copia di quella di lunedì. Brutta perché invece che guadagnare qualche punto sia le borse europee (Eurostoxx50 -0.22% a 4012 punti) che quella americana (S&P500 -0.02% a 4186.72 punti) hanno chiuso con delle leggere perdite. Gli indici azionari si sono nuovamente mossi in pochi punti intorno al livello d'apertura e hanno chiuso senza sostanziali variazioni e con modesti volumi di titoli trattati. A livello tecnico non c'é molto da dire - dopo un periodo di pausa spesso ci sono però dei forti movimenti dinamici per uscire dal trading range - molti grafici mostrano che questa pausa, che finora sembra essere di consolidamento e di assorbimento dell'ipercomperato, si avvicina alla fine. 

C'é sempre poco da commentare quando durante una giornata un indice si muove senza direzione in pochi punti e chiude senza sostanziali variazioni. La perdita di ieri in Europa (Eurostoxx50 -0.22%, DAX - 0.31% e FTSE MIB -0.17%) compensa il guadagno di lunedì e gli l'indici sono ancora dove si trovavano giovedì scorso. Dopo una pausa di questo tipo é poco probabile che il mercato ricominci a salire lentamente e moderatamente seguendo il trend - in genere c'é un'accelerazione in una o nell'altra direzione. La variante più probabile é il rialzo - la più pericolosa é un ribasso che potrebbe essere violento e veloce poiché nessuno se l'aspetta.
Sul grafico del DAX si vede che le Bollinger Bands si stanno restringendo mentre l'indice si chiude in un triangolo orizzontale che sembra vicino alla fine.L'impressione é che gli investitori abbiano ancora bisogno una manciata di sedute per decidere, sulla base degli utili delle imprese e dei dati economici, cosa conviene fare. Siamo convinti che il mese di maggio sarà diverso da quello di aprile.

L'S&P500 ha aperto in leggero guadagno a 4190 punti. Si é mosso tra un minimo a 4176 punti e un massimo di 4193 punti (range di 17 punti) e ha chiuso invariato a 4186.72 punti (-0.02%). Sulla tecnologia abbiamo osservato delle prudenti prese di beneficio (Nasdaq100 -0.47%). il DJ Transportation (+1.44%) ha fatto registrare un nuovo record storico. La seduta al NYSE é stata moderatamente negativa con A/D a 3598 su 4166, NH/NL a 792 su 164 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é rimasta stabile a 17.56 punti (-0.08), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.50 mentre il Fear&Greed Index é fermo a 59 punti (+1).
Ieri sera dopo la chiusura una serie di importanti società tecnologiche tra cui Microsoft e Google ha presentato i risultati trimestrali. Quelli di Google erano ottimi e l'azione nel dopo borsa é decollata - quelli di Microsoft erano buoni ma gli investitori si aspettavano di più e l'azione é caduta. Gli effetti si compensano - il future sul Nasdaq100 stamattina é invariato. Pensiamo che ci sono molti traders long che si aspettavano una decisa spinta di rialzo grazie ai buoni risultati dei big della tecnologia - se vedono che il mercato non si muove potrebbero decidere di mollare la presa e vendere. Pensiamo che prima di prendere una simile decisione aspetteranno per lo meno di conoscere i dati di Apple previsti stasera dopo la chiusura a Wall Street.

Stamattina i mercati finanziari sono nuovamente fermi e tranquilli. il future sull'S&P500 é a 4183 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4114 punti (+2 punti). Le borse europee apriranno in leggero guadagno - sembra che anche la terza seduta di questa settimana sarà come le due precedenti e non ci saranno movimenti rilevanti.
Oggi si riunisce la FED per discutere la situazione economica e la politica monetaria. L'esito della riunione verrà comunicato alle 20.00. Alle 20.30 seguirà la conferenza stampa di Jerome Powell. Non crediamo che ci saranno novità di rilievo ma come sapete quando il più potente presidente di una Banca Centrale parla é meglio ascoltare.

Commento del 27 aprile

Tesla é un trader, non un produttore d'auto

La settimana é iniziata sia in Europa (Eurostoxx50 +0.19% a 4020 punti) che in America (+0.18% a 4187.62 punti) con una seduta leggermente positiva. Gli indici si sono mossi poco con modesti volumi di titoli trattati. Le borse sembravano a corto di argomenti o in attesa di nuovi impulsi. Dopo la chiusura a New York Tesla ha pubblicato i risultati trimestrali. Il guadagno per azione ha superato le stime degli analisti - il resto (entrate, cash flow, margini, liquidità) era più o meno come previsto. L'unico problema é che Tesla non guadagna producendo e vendendo auto elettriche - i sui utili derivano unicamente dalla vendita di certificati CO2 ad altre compagnie e (novità) dal trading con bitcoins che in questo trimestre ha generato un reddito di 100 Mio di USD. Questo é il sistema che tiene in piedi questo bull market - non é di certo un modello di crescita economica sostenibile che genera ricchezza e posti di lavoro. Chi compra le azioni di Tesla non si interessa a questi dettagli - ai traders interessano solo la narrativa, le emozioni ed il trend. I fondamentali sono qualcoso di complicato e superfluo - le borse salgono e ricompensano questo tipo di società "distruttive".

La giornata di ieri in borsa non necessita di grandi commenti - l'Eurostoxx50 si é mosso in soli 22 punti - l'S&P500 é oscillato in 12 punti - abbiamo avuto una seduta tranquilla e senza direzione. I guadagni a fine giornata sono trascurabili - mostrano unicamente che nel dubbio le borse preferiscono guadagnare qualche punto anche perché i risultati delle imprese in questo trimestre di ripresa economica non possono che essere buoni. Buoni e superiori alle stime degli analisti di Wall Street che stanno facendo il solito gioco - tengono le stime basse in maniera da poter esultare al momento della comunicazione dei dati effettivi e spingere le azioni al rialzo.
Eurostoxx50 e DAX (+0.11% a 15296 punti) hanno guadagnato qualche punto. L'indice delle banche SX7E é balzato del +2.70% a 87.78 punti. Ieri il settore si é comportato molto bene malgrado che i tassi d'interessi erano invariati - forse c'é un certo ottimismo visto che si ricomincia a parlare del Recovery Plan che dovrebbe rilanciare la crescita economica europea. La forza del settore bancario ha sostenuto il FTSE MIB (+0.52% a 24513 punti) - un effetto che conosciamo bene. In Italia, uno dei Paesi che più approfitta del Recovery Plan, il governo Draghi ha trasmesso i dettagli del piano di investimenti al Parlamento per la ratifica. Logico che in Italia regni un certo entusiasmo malgrado le critiche dei soliti scettici.
Gli indici azionari europei sono tornati a ridosso dei massimi annuali del 16-19 aprile. Questi massimi non sono stati ancora migliorati. L'impressione però é che il capitolo correzione potrebbe già essere terminato - fino a prova contraria la tendenza é al rialzo con un latente rischio di forti vuoti d'aria poiché senza correzioni c'é sempre un eccesso da compensare.

La seduta a Wall Street si é aperta con lieve balzo dell'S&P500 a 4187 punti - a questo punto la giornata era già praticamente finita visto che per il resto della giornata l'indice si é semplicemente mosso in 12 punti interno a questo valore. Poco dopo le 21.00 l'indice ha toccato un nuovo record storico marginale a 4194.19 punti e in chiusura é tornato a 4187.62 punti (+0.18%). Bene si sono comportati la tecnologia (Nasdaq100 +0.61% a 14026 punti) e le PMI (RUT +1.15%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5189 su 2603, NH/NL a 114 su 124 e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é salita a 17.64 punti (+0.31), il CBOE Equity put/call ratio era relativamente basso a 0.43 e il Fear&Greed Index é sceso a 58 punti (-3 punti). I Summation Index sono saliti. A livello tecnico non ci sono cambiamenti di rilievo. La tendenza é al rialzo - da oggi fino a giovedì verrano resi noti i risultati trimestrali dei 5 big della tecnologia AGMAF - la reazione della borsa servirà a confermare il trend o a provocare l'inizio di una correzione - l'ipotesi del doppio massimo sul Nasdaq é ancora valida.

Stamattina non cambia nulla - ritroviamo il future sull'S&P500 a 4187 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.25 vale 4019 punti - le borse europee apriranno in pari. Microsoft e Google pubblicheranno i risultati trimestrali stasera dopo la chiusura dei mercati americani. Fino a quel momento non dovrebbe succedere nulla di importante.

Aggiornamento del 26 aprile

Gli analisti litigano

Stamattina ritroviamo i mercato finanziari allo stesso punto di come li avevamo lasciati venerdì sera. Il future sull'S&P500 é a 4172 punti (+1 punto). Il Nikkei ha guadagnato il +0.42% mentre Shanghai sta perdendo il -0.5%. I cambi, i tassi d'interesse ed i prezzi dei metalli preziosi sono praticamente invariati. Alle 08.15 l'Eurostoxx50 vale 4013 punti - le borse europee apriranno in pari. Pensiamo che stamattina le borse europee proveranno a guadagnare qualche punto per cercare di imitare quanto é successo venerdì a Wall Street. La spinta dovrebbe però essere modesta ed esaurirsi in un paio d'ore. Al momento non vediamo nessuna ragione particolare per un movimento importante della borsa americana - i risultati trimestrali di Tesla verranno pubblicati solo dopo la chiusura.
Gli analisti litigano a colpi di grafici ed indicatori. Chi lavora con i grafici vede sopratutto tendenze rialziste ed invoca l'accelerazione - finora per non c'é nessuna segnale di melt-up - la tendenza di S&P500 e colleghi é al rialzo ma l'inclinazione del movimento non sta aumentando - le linee di trend che limitano superiormente i grafici non vengono violate. Gli analisti fondamentali e chi da parecchio peso agli indicatori di partecipazione prevedono invece la fine del bull market e si aspettano a maggio un crollo della borsa. Le analisi sono entrambe corrette - le conclusioni però divergono e quindi il mercato dimostrerà che qualcuno ha torto. Un rialzo normalmente si sviluppa con delle fasi positive e delle correzioni intermedie - é probabile che anche questa volta lo sviluppo futuro non si sposterà di molto da questo scenario abituale lasciando tutti un pò delusi. Per fare notizia e attirare l'attenzione degli investitori (e clienti) bisogna però prevedere qualcosa di speciale - non bisogna essere sorpresi se i titoli delle analisi mettono spesso in evidenza eventi eccezionali. 
Probabilmente oggi non succederà nulla di importante.

Commento del 24-25 aprile

Borsa americana in fibrillazione - per vedere la correzione ci vuole la lente di ingrandimento...

Nell'analisi del fine settimana del 18 aprile avevamo constatato che la tendenza delle borse era ancora solidamente al rialzo - la maggior parte degli indici azionari aveva raggiunto dei nuovi massimi annuali o storici. Secondo l'analisi tecnica in quel momento le borse erano ipercomperate e in eccesso di rialzo non solo a corto ma anche a medio termine. Malgrado la forza del trend e l'impressione che si stesse verificando un'accelerazione avevamo (nuovamente) ipotizzato l'inizio di una correzione. Quello che é seguito é stato un andamento altalenante che ha l'aspetto di una fibrillazione - c'é stata una serie di sedute decisamente negative e positive intorno ad importanti livelli di supporto / resistenza (p.e. 13800 punti di Nasdaq100) che ha provocato sia segnali di vendita che segnali d'acquisto a corto termine. Sorprende la mancanza di continuità - dopo le prime due sedute negative (lu e ma) eravamo convinti che fosse iniziata una correzione - minore ed intermedia o più importante e a medio termine - ma almeno una correzione con un certo potenziale di ribasso (4090 punti di S&P500). Invece tra mercoledì e venerdì c'é stato un su e giù con sedute dall'andamento e risultati completamente opposti che hanno disorientato anche i traders più esperti. Per saldo durante la settimana gli indici sono scesi e quindi in teoria abbiamo a che fare con una correzione. In America però le perdite sono talmente contenuto che ci vuole la lente d'ingrandimento per vedere il calo sul grafico. La seduta di venerdì a Wall Street é stata decisamente positiva (S&P500 +1.09% a 4180.17 punti) - l'S&P500 ha fatto registrare un nuovo massimo storico a 4194.17 punti e si é fermato 14 punti più in basso con un forte guadagno di 45 punti. La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo (59.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percend Index sul NYSE a 71.51) e quindi lo scenario più probabile é che le borse ricomincino settimana prossima a salire chiudendo il capitolo correzione con un semplice ritracciamento o consolidamento che ha permesso ai mercati di assorbire per lo meno parte dell'ipercomperato di corto termine.
Non siamo però ancora disposti ad abbandonare la variante correzione perché dal settore tecnologico arrivano segnali discordanti - da settimane osserviamo divergenze negative su Nasdaq Composite / Nasdaq100 e il quadro tecnico a medio termine continua a non convincere. È possibile che si stia verificando un doppio massimo sul Nasdaq Comp rispettivamente una falsa rottura al rialzo sul Nasdaq100. Questo significa che settimana prossima gli indici potrebbero ripartire al ribasso e dare un segnale di vendita - osserviamo con attenzione i 13800 punti di Nasdaq100 (+1.30% a 13941 punti) e sopratutto i 13500 punti per un segnale di vendita definitivo.
Da dove viene questo pessimismo che osservando il grafico sembra ingiustificato? Prima di tutto la tecnologia mostra ancora debolezza relativa rispetto all'S&P500 - la correzione di metà febbraio / inizio marzo ha strutturalmente indebolito questo settore che da due mesi sottoperforma. Il price momentum é in calo (per gli interessati questo lo si vede con l'indicatore ROC). La partecipazione al rialzo é da settimane debole e suboptimale - lo si vede nei rapporti A/D, NH/NL e sul Bullish Percent Index. Il Bullish Percent Index sul Nasdaq Comp é a 59.96 - a febbraio era sopra gli 80 punti. In assoluto il Nasdaq si comporta bene grazie al Nasdaq100 e agli AGMAF. È però troppo poco - il rialzo posa su fondamenta fragili e si avvicina il momento della verità. Settimana prossima Apple, Microsoft, Amazon, Google, Facebook e Tesla presenteranno i risultati trimestrali. Tra qualche giorno sapremo se la tecnologia ha ancora la forza per spingere al rialzo i listini americani o se invece, come sospettiamo, ci sarà effettivamente una caduta e una correzione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.49% a 4013 punti
SX7E (banche)          -3.00% a 85.47 punti
DAX                         -1.17% a 15279 punti
SMI                          -0.55% a 11200 punti
FTSE MIB                  -1.45% a 24386 punti
S&P500                     -0.13% a 4180.17 punti (nuovo massimo storico a 4194 punti)
Nasdaq100                -0.71% a 13941 punti

Stranamente le borse europee venerdì hanno marciato sul posto (Eurostoxx50 -0.04%) e non hanno seguito l'America al rialzo. Non é stato un problema di differenze d'orario o di rialzo ritardato a Wall Street. Alle 16.50 l'S&P500 era già a 4184 punti. Semplicemente sembrava che le borse europee non avessero più forza per salire e sono rimaste a guardare. La prova é che alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 4010 punti (-3). Forse si é verificato l'effetto di compensazione sul cambio che abbiamo già spesso osservato nel passato. Il cambio EUR/USD é salito a 1.21 e questa forza dell'EUR (ca. +0.7%) fa la differenza. In USD la performance delle borse in Europa ed in America é praticamente uguale. È evidente che lo sviluppo futuro delle borse europee continua dipendere dagli Stati Uniti. Fino a prova contraria la tendenza delle borse europee é al rialzo.
I tassi d'interesse salgono anche in Europa. Il reddito del Bund decennale é salito dai -0.57% di inizio anno agli attuali -0.25%. Si tratta ancora di interessi negativi che tendono a spostare la liquidità dal reddito fisso alla borsa. Il reddito da dividendi dell'Eurostoxx50 é attualmente di circa il 3.2%. Da questo punto di vista in Europa é più interessante investire in azioni che in obbligazioni - il vantaggio sta però diminuendo. In America é l'opposto - l'S&P500 rende l'1.38% mentre il reddito dell'US Treasury Bond decennale é a 1.58%.   

Dopo la seduta negativa di giovedì pensavamo che venerdì a New York ci sarebbe stato almeno un ulteriore tentativo di ribasso. Invece la borsa é salita dall'apertura fino alle 21.40 - solo sul finale c'é stato un ritracciamento. L'S&P500 ha aperto praticamente in pari a 4138 punti. Subito é partito al rialzo e alle 16.50 era già a 4184 punti. Poi per ore il mercato si é fermato e l'S&P500 é oscillato in una manciata di punti. Sul finale c'é stata un'impennata fino a 4194 punti - negli ultimi 20 minuti delle vendite hanno fatto scendere l'indice a 4180.17 punti (+1.09%). È stata una seduta decisamente positiva (A/D a 6172 su 1606, NH/NL a 743 su 145) con la partecipazione omogenea di quasi tutti i settori (Nasdaq100 +1.30%, DJT +1.42% (nuovo massimo storico), RUT +1.76%). La volatilità VIX é ricaduta a 17.33 punti (-1.38 / torna tra i 16 ed i 18.50 punti), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.39 e il Fear&Greed Index é salito a 61 punti (+2). Gli indicatori di sentiment mostrano ottimismo ma c'é parecchio margine per un miglioramento.
I Summation Index sono saliti.
A prima vista questa seduta positiva cancella i segnali negativi della settimana e rimette in corsa il rialzo - sembra che gli indici settimana prossima debbano continuare a salire. Non ci sono abbastanza elementi negativi per indurci a speculare al ribasso.
La situazione tecnica del Nasdaq Composite però non ci piace. Come bisogna tradurre questa valutazione ambigua in una strategia operativa? Un esempio : un trader può essere long Nasdaq100 (idealmente ha comperato venerdì quando l'indice é salito sopra i 13800 punti o ha aspettato la chiusura per avere un segnale chiaro e lo ha fatto sui 13940 punti). All'inizio mette uno stop loss poco sotto i 13800 punti - se l'indice sale sposta lo stop loss sul livello d'acquisto. Vende short solo se l'indice rompe la linea di trend ascendente dai minimi di marzo - questa si trova ora sui 13500 punti (in crescita). Buona fortuna e attenzione ai risultati trimestrali dei big della tecnologia...

Commento del 23 aprile

I ribassisti contrattaccano e ribaltano la situazione in loro favore - Nasdaq100 (-1.24% a 13762 punti) sotto i 13800 punti

Ieri sera verso le 19.00 l'amministrazione di Joe Biden ha comunicato i dettagli della proposta di aumento delle imposte. Limposizione fiscale delle imprese deve aumentare a circa il 28% e questo lo si sapeva da tempo - da quando Biden aveva annunciato il suo piano di investimenti in infrastrutture. La borsa americana ieri sera ha però reagito negativamente. Fino a qual momento gli indici azionari erano saliti. Le borse europee avevano continuato il rimbalzo iniziato mercoledì (Eurostoxx50 +0.97% a 4014 punti) mentre l'S&P500 dopo un'apertura in calo era tornato in positivo e si trovava sui 4179 punti. In un'ora l'S&P500 é caduto di 56 punti a 4123 punti di minimo. Dopo le 20.00 ha recuperato una decina di punti e ha chiuso a 4134.98 punti (-0.92%). L'indice ha perso quello che aveva guadagnato mercoledì - in teoria torniamo alla casella di partenza. In pratica ci sono due importanti differenze che danno un vantaggio ai ribassisti. I rialzisti sono stati presi in contropiede ed ora i ribassisti hanno il momentum in loro favore. Inoltre il Nasdaq100 (-1.24% a 13762 punti) é caduto sotto il supporto a 13800 punti e ha dato un segnale tecnico di vendita - la tecnologia sarebbe il settore più colpito da un aumento delle imposte. La rottura al ribasso non é ancora definitiva - 38 punti sono pochi e le ultime tre candele sul grafico sono praticamente parellele - i minimi di mercoledì e giovedì sono quasi gli stessi - l'indice ha chiuso 50 punti sopra il minimo. La seduta odierna dovrebbe però fornire chiarezza. Se l'America chiude in positivo stiamo avendo un semplice consolidamento - se invece l'S&P500 scende e cade sotto i 4100 punti é probabile che la correzione sia appena agli inizi e debba proseguire.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. Raramente le borse europee prendono l'iniziativa - in genere si limitano a copiare quanto sta succedendo in America e la giornata di ieri non é stata un'eccezione. Gli indici hanno aperto in positivo e sono lentamente saliti per tutta la giornata chiudendo vicino ai massimi giornalieri e con dei consistenti guadagni. Oggi cambieranno nuovamente direzione - sarà unicamente interessante vedere se dopo l'apertura in calo si fermano o se invece le vendite si intensificano. Finora la settimana é stata di poco negativa e il comportamento degli indici assomiglia ad un semplice consolidamento per assorbire l'ipercomperato.

Come descritto nell'introduzione l'ondata di vendite in America é durata solo un'ora. In seguito la borsa si é stabilizzata, é rimbalzata ma non é riuscita a recuperare. Le perdite a fine giornata sono importanti soprattuto nell'importante settore tecnologico. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3034 su 4712, NH/NL a 640 su 179 e volume relativo a 0.95. A livello di partecipazione i dati sono relativamente buoni - l'A/D é negativa ma non pessima e il numero dei NL é nettamente diminuito come conseguenza della forza relativa del Russell2000 (RUT -0.31%). Sappiamo però che al momento la tecnologia é determinante - se il Nasdaq100 comincia a scendere trascinerà il resto verso il basso.
La volatilità VIX é balzata a 18.71 punti (+1.21), il CBOE Equity put/call ratio é più alto a 0.52 mentre il Fear&Greed Index é sceso di poco a 52 punti (-2). I Summation Index scendono.
Insomma - con questa seduta negativa si riapre la strada verso il basso e noi tiriamo un sospiro di sollievo. Malgrado il rialzo di mercoledì avevamo continuato a difendere l'ipotesi della correzione. Finora però é successo poco se non un'altalena e un susseguirsi di sedute negative e positive. Speriamo che l'ultima seduta della settimana porti un pò di chiarezza e confermi lo scenario della correzione.

Stamattina il future sull'S&P500 é praticamente invariato a 4128 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3999 punti (-15). In genere le borse europee, in situazioni paragonabili, tentano la mattina di colmare la perdita iniziale. Poi vedremo cosa decideranno di fare gli americani. Ieri sera Intel ha pubblicato dei risultati che non hanno soddisfatto le eccessive aspettative degli investitori - l'azione nel dopo borsa ha perso il -2%. Le monete digitali (Bitcoin), che mostrano l'appetito al rischio degli speculatori, perdono nelle ultime 24 ore circa il -10%. L'impressione generale é che l'euforia sta lasciando spazio ad una certa prudenza e questo significa che le borse potrebbero questa volta veramente correggere.

Commento del 22 aprile

La borsa americana cancella l'impulso ribassista - la correzione potrebbe essere solo un consolidamento

Ieri sia le borse europee (Eurostoxx50 +0.91% a 3976 punti) che quella americana (S&P500 +0.93% a 4173.42 punti) sono salite. La seduta positiva in Europa aveva l'aspetto di un rimbalzo anche perché gli indici hanno recuperato solo circa la metà della perdita del giorno precedente. Invece la reazione positiva in America é stata più robusta e convincente. Gli indici non hanno solo compensato la perdità di martedì ma anche buona parte di quella di lunedì. Per saldo questa settimana l'S&P500 é in calo di appena 12 punti - inoltra la reazione ieri é sembrata più forte e convincente della tentennante discesa delle due precedente sedute. Ieri l'S&P500 ha aperto sul minimo a 4127 punti ed é salito con delle pause praticamente per tutta la giornata, Ha chiuso due punti sotto il massimo giornaliero a 4173.42 punti (+0.93%). Gli acquisti hanno coinvolto tutto il listino (Nasdaq100 +0.91%, DJT +0.98%, RUT +2.35%) malgrado che l'azione di riferimento della giornata (Netflix -7.40%) sia precipitata dopo aver pubblicato dei risultati trimestrali deludenti.
Riassumendo tra lunedì e martedì avevamo avuto l'impressione che fosse iniziata una correzione anche perché il calo era cominciato puntuale in occasione del massimo del ciclo a medio termine. Malgrado che gli indici americani non avessero dato nessun segnale di vendita pensavamo che la discesa potesse accelerare e ci eravamo fidati del segnale d'acquisto fornito dalla volatilità VIX (17.50 punti, -1.18) che aveva superato la resistenza a 18.50 punti. La positiva seduta di mercoledì ha invece cancellato l'impulso ribassista e ora ci ritroviamo alla casella iniziale. La costellazione tecnica continua a favorire lo sviluppo di una correzione intermedia - il primo tentativo di ribasso é però miseramente fallito e bisogna domandarsi se i ribassisti hanno ancora abbastanza forze e motivazione per imporsi.

Non facciamo lunghi commenti sulla seduta in Europa che ieri sera abbiamo classificato come possibile rimbalzo. La ragione é semplice - per essere un rimbalzo oggi le borse dovevano nuovamente scendere - invece sembra che stamattina gli indici apriranno con un guadagno del +0.7%. Possiamo paragonare l'Europa all'America con l'unica differenza che l'Europa segue l'America con alcune ore di ritardo. Non sappiamo se le borse europee stanno ancora correggendo o semplicemente consolidando prima di continuare a salire. La caduta di lunedì e martedì ha eliminato buona parte dell'ipercomperato di corto termine e questo riapre la strada verso l'alto. Ci sarebbe ancora dell'eccesso di rialzo da compensare con una sana discesa fino alle MM a 50 giorni ma sappiamo che se un rialzo é forte questa fase di assorbimento non é necessaria. Insomma - favoriamo ancora la variante della correzione intermedia ma a questo punto non possiamo escludere che il rialzo continui e che questa settimana, tra il calo di lunedì e martedì e il rimbalzo di mercoledì e giovedÌ (?) ci sia solo una pausa di consolidamento.

Come spiegato nell'introduzione la seduta a Wall Street é stata decisamente di rialzo con una salita dall'apertura in leggero calo fino alla chiusura un +1% più in alto. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6541 su 1282, NH/NL a 564 su 628 (ancora tanti ma in netta diminuzione) e volume relativo a 0.85. Il CBOE Equity put/call ratio é stabile a 0.43 mentre il Fear&Greed Index é balzato a 58 punti (+11 punti). Il Summation Index sul NYSE era praticamente invariato - quello sul Nasdaq é ancora in discesa. La partecipazione resta il tallone d'Achille di questo rialzo ma sta migliorando.
Adesso l'S&P500 é di nuovo a soli 18 punti dal massimo storico - al Nasdaq100 (+0.91% a 13935 punti) mancano 115 punti al record. Nuovi massimi significherebbero che la "correzione" é terminata e il rialzo riprende vigore. Fino a questo punto favoriamo però la variante della correzione e ci aspettiamo che l'S&P500 cada nelle prossime sedute sui 4090 punti. Facciamo questa previsione malgrado che stamattina il future sull'S&P500 é invariato a 4164 punti.

Oggi si riunisce la BCE per discutere la situazione economica e decidere eventuali cambiamenti nella politica monetaria. Il comunicato finale é previsto alle 13.45 - alle 14.30 seguira la conferenza stampa di Christine Lagarde. Non ci aspettiamo novità - la responsabile della BCE condurrà la solita guerra verbale assicurando un appoggio incondizionato ai mercati finanziari - l'effetto potrà solo essere neutro o positivo.

Commento del 21 aprile

Quest'anno tutte le correzioni sono state inferiori alle nostre previsioni - siamo quindi prudenti...

Ieri finalmente é apparsa pressione di vendita e adesso é evidente che le borse stanno correggendo. Le perdite in Europa sono state massicce (Eurostoxx50 -1.98% a 3940 punti). In America invece l'S&P500 (-0.68% a 4134.94 punti) ha contenuto le perdite - ha recuperato 16 punti dal minimo a 4119 punti toccato verso le 17.30. Il Nasdaq100 (-0.71% a 13809 punti) si é salvato in chiusura sopra il determinante supporto a 13800 punti. Se fossimo in tempi normali ora dovrebbe esserci una correzione di medio termine con un potenziale di ribasso tra un -5% ed un -10%. Da inizio anno però qualsiasi correzione si é fermata prima dei livelli che noi avevamo previsto. Prima di ricominciare a salire gli indici azionari non sono scesi in ipervenduto e non c'é stato panico. Di conseguenza questa volta siamo prudenti. Venerdì scorso l'S&P500 ha toccato un massimo storico a 4191 punti e ieri sera si é fermato solo 56 punti più in basso - é appena un -1.33%. Potrebbe anche solo esserci una breve correzione minore di tre sedute - in questo caso tra oggi e domani in giornata gli indici potrebbero già aver esaurito il potenziale di ribasso. Consigliamo però di attendere e osservare attentamente cosa succede - la maggior parte degli investitori si aspetta che il rialzo riprenda a breve e pochi hanno assicurato le posizioni contro possibili pesanti cadute (lo si vede dal mercato delle opzioni e dall'analisi dei COT). Se il calo accelerasse o se gli indici continuassero a scendere per parecchi giorni é possibile che ad un certo momento ci sia una possente ondata di vendite da parte di chi é esposto speculativamente al rialzo e non ha più i soldi per coprire le posizioni (il caso di Archegos deve servire da lezione).
Insomma - non ci aspettiamo molto da questa correzione che nasce come correzione minore e intermedia. Vediamo però parecchia debolezza a livello di partecipazione (NH/NL a 412 su 1210, Summation Index in calo) e gli indici sono ancora lontani dai primi solidi supporti. È meglio non sottovalutare il minaccioso messaggio lanciato dalle consistenti candele rosse apparse ieri sui grafici.

Ieri le borse europee hanno chiuso sul minimo giornaliero, con una pesante perdita e con volumi di titoli trattati in aumento. Sul grafico, per la prima volta da febbraio, appaiono delle marcanti candele rosse. È iniziata l'attesa correzione. Secondo una prima valutazione dovrebbe trattarsi di una correzione minore con i seguenti obiettivi indicativi: Eurostoxx50 a circa i 3850 punti, DAX (-1.55% a 15129 punti) a 14500 punti e FTSE MIB (-2.44% a 24088 punti) a 23500 punti. Dopo un lungo e costante rialzo questo tuffo ha il vantaggio di eliminare l'ipercomperato velocemente - la correzione potrebbe finire già questa settimana. 
L'indice delle banche SX7E é crollato del -3.86% a 85.70 punti. Sembra che il lungo periodo trascorso sugli 88 punti sia stata distribuzione. In questo caso il primo obiettivo della correzione si situa sugli 82 punti anche se purtroppo l'obiettivo più probabile si trova decisamente più in basso a 75 punti.

L'S&P500 ha aperto sui 4154 punti e all'inizio é ancora salito a 4159 punti. Poi le vendite hanno preso decisamente il sopravvento e l'indice é caduto fino alla chiusura in Europa a 4119 punti. Poi ha recuperato e per ore é ampiamente oscillato intorno ai 4130 punti. Sul finale si é impennato a 4137 punti e ha chiuso a 4134.94 punti (-0.68%). Il Russell2000 (-1.96%) era molto debole mentre il DJT ha guadagnato il +0.65%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1839 su 5980, NH/NL a 412 su 1210 (!) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 18.68 punti (+1.39) - finalmente la VIX parte al rialzo e supera la resistenza. Il CBOE Equity put/call ratio (0.48) si é mosso appena mentre Il Fear&Greed Index é sceso a 47 punti (-10).

Ieri sera dopo la chiusura Netflix ha presentato risultati trimestrali inferiori alle attese - in particolare il numero dei nuovi abbonati era decisamente inferiore alle stime e l'azione nel dopo borsa ha perso il -9%. Settimana prossima verranno comunicat i risultati trimestrali dei big della tecnologia. Questo sarà probabilmente il momento decisivo - se i dati deludono la correzione potrebbe continuare a medio termine - se invece gli utili saranno superiori alle ambiziose stime degli analisti é probabile che il rialzo riprenda trascinato dalla tecnologia.

Stamattina il future sull'S&P500 é invariato a 4126 punti. Le borse europee apriranno in guadagno (Eurostoxx50 a 3960 punti, +20 punti) - questa é la logica reazione alla forte perdite di ieri e al fatto che dopo le 17.30 l'S&P500 é risalito. Vedremo se nel corso della giornata riappariranno i venditori.

Commento del 20 aprile

Seduta moderatamente negativa senza pressione di vendita

Quando gli indici azionari chiudono sui minimi giornalieri con sostanziali perdite e con volumi di titoli trattati in aumento, tutti i settori sono in calo, il numero dei nuovi minimi a 30 giorni é in sensibile aumento ed i volumi si concentrano sui titoli in perdita parliamo di pressione di vendita. La pressione di vendita é necessaria per far scendere il mercato in maniera sostenibile e sostanziale nell'arco di più giorni e provocare una correzione. Ieri sia in Europa (Eurostoxx50 -0.32% a 4019 punti) che in America (S&P500 -0.53% a 4163.26 punti) abbiamo avuto una seduta negativa senza pressione di vendita. L'impressione é che questa é stata una semplice seduta negativa necessaria a cortissimo termine per assorbire parte degli eccessi - non abbiamo nessun elemento a sostegno dell'ipotesi che stia iniziando una correzione.

Ieri mattina molti indici azionari europei hanno fatto registrare dei nuovi massimi annuali. L'Eurostoxx50 (-0.32% a 4019 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale marginale a 4040 punti. È rimasto sui 4035 punti fino all'apertura a New York e solo quando gli indici azionari americani sono scesi é passato in negativo. Ha chiuso con una perdita di 13 punti che non ha nessun significato particolare. Non possiamo di certo definire questa seduta come un reversal day. Non c'é nessun segnale di inizio di correzione.
Lo stesso vale per il DAX (-0.59% a 15368 punti) che in apertura ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 15501 punti. È poi sceso ed é rimasto sui 14430 punti fino all'apertura a New York - solo quando gli indici azionari americani sono scesi é passato decisamente in negativo. La chiusura nel range di venerdì con una perdita di 91 punti non ha dato nessun segnale di vendita.
Il FTSE MIB (-0.21% a 24691 punti) ha semplicemente perso 52 punti - grazie alla forza relativa del settore bancario la borsa italiana ha limitato le perdite. L'indice delle banche europee SX7E é salito del +1.16% a 89.14 punti grazie ad un aumento dei tassi d'interesse di mercato - la solita storia...
Insomma - in Europa abbiamo avuto una seduta negativa ma questo sembra solo un caso - in un rialzo non si può pensare che gli indici possano solo e unicamente salire tutti i giorni.

Ogni giorno analizziamo lo svolgimento della seduta a Wall Street. Lo scopo di questo esercizio é di tentare di capire come sono distribuite le forze tra rialzisti e ribassisti, come si comportano i due gruppi e quali mezzi sono disposti a mettere in campo. Ieri hanno vinto i ribassisti visto che l'S&P500 (-0.53% a 4163.26 punti) ha perso 22 punti. L'indice ha però chiuso lontano dal minimo giornaliero (4150 punti) che é stato toccato a metà seduta (18.40). La discesa sul minimo é stata tentennante e l'indice ha trascorso la maggior parte della seduta sui 4160 punti. In chiusura, il momento dove appaiono gli investitori istituzionali, l'indice é salito a 3163 punti. Insomma - sembra che i ribassisti hanno vinto una scaramuccia ma non abbiano l'intenzione di attaccare in maniera massiccia. I ribassisti si sono difesi con ordine e in maniera efficace.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2211 su 5565, NH/NL a 531 su 809 (tanti però...) e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é balzata a 17.29 punti (+1.04), il CBOE Equity put/call ratio é rimasto stabile a 0.45 mentre il Fear&Greed Index é lievitato a 55 punti (+1). Il Summation Index sul NYSE é lievemente sceso - il calo di quello del Nasdaq é stato più pronunciato.
Osserviamo le solite divergenze a livello di partecipazione - nelle ultime due settimane avevamo lo stesso effetto e la borsa ha ignorato il problema. Non possiamo pensare che adesso possa comportarsi diversamente.
Ai sostenitori dell'ipotesi dell'inizio di una correzione quanto successo ieri é piaciuto - ci vuole però per lo meno un'altra seduta di questo tipo prima di poter pensare di avere ragione. Teniamo sempre d'occhio i 13800 punti di Nasdaq100 (-0.95% a 13907 punti).

Stamattina il future sull'S&P500 risale a 4164 punti (+8 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 4021 punti - le borse europee arpriranno in leggero guadagno. Ieri sera dopo la chiusura IBM ha presentato dei buoni risultati trimestrali e l'azione ha guadagnato terreno. Oggi sono attesi i dati di Netflix. Se la tecnologia fornisce risultati convincenti e gli investitori reagiscono positivamente e non con prese di beneficio sarà difficile che la borsa possa correggere.

Aggiornamento del 19 aprile

Nella fase finale di un bull market tutto sembra perfetto

Come d'abitudine durante il fine settimana abbiamo letto cosa scrivono i nostri colleghi analisti tecnici e fondamentali. Sembra che arriviamo tutti alla medesima conclusione. I mercati azionari, specialmente negli Stati Uniti, sono oscenamente cari e si osservano molti indizi di irrazionale esuberanza ed eccessiva speculazione. I grafici però puntano verso l'alto e finora qualsiasi tentativo di prevedere un top o una sostanziale correzione sono miseramente falliti. Malgrado che molti si rendono conto del pericolo nessuno può permettersi di abbandonare la festa e restare a guardare. Tutti sono convinti di poter vendere in tempo - o per lo meno hanno guadagnato talmente bene che sono incuranti della possibilità di perdere un paio di punti in percentuale nel caso di una correzione. Ormai sembra accertato che i Governi e le Banche Centrali faranno di tutto per tenere bassi i tassi d'interesse ed impedire qualsiasi crisi dei mercati finanziari. Qualsiasi crollo sembra gestibile dalle Banche Centrali che sono disposte a comperare tutto quello che potrebbe essere venduto - azioni comprese come mostra bene l'esempio della BoJ.
Sinceramente non abbbiamo argomenti validi per confutare questa teoria - ci domandiamo però perché bisogna pagare ancora le tasse visto che le spese dello Stato possono essere finanziate dalle Banche Centrali....

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4167 punti (-8 punti) - questo ci dice già quale sarà l'intonazione della giornata. Il Nikkei ha chiuso in pari - Shanghai sta guadagnando il +1.5%. L'Eurostoxx50 alle 08.40 é a 4035 punti (+2) - le borse europee apriranno praticamente invariate. Potrebbe ripetersi lo svolgimento della scorsa settimana - alcune sedute con pochi movimenti e pochi volumi con in mezzo una o due sedute positive in grado di far salire entro venerdì gli indici del solito +1%/+2%.

Commento del 17-18 aprile

Speculazione rampante

I mercati finanziari sono ormai dominati dalla speculazione infiammata dalla liquidità abbondante a prezzo zero. Questa settimana abbiamo osservato attoniti il decollo della moneta digitale Dogecoin e analizzato la valutazione di Hometown International. Dogecoin é una moneta digitale nata per scherzo che raffigura un cane, figura immaginaria (meme) di internet. La moneta non serve a nulla - ce ne sono poche e sono concentrate nelle mani di pochi proprietari. Viene sostenuta da Elon Musk che assieme ad altre figure conosciute (influencers) incita all'acquisto - poca offerta e parecchia domanda fanno salire il prezzo alle stelle senza una ragione particolare. Hometown International  possiede unicamente un piccolo negozio di alimentari che negli ultimi due anni ha fatturato circa 30000 EUR. Il proprietario del negozietto é l'azionista di maggioranza e direttore generale della società. Non si sa per quale ragione ma a febbraio la capitalizzazione della società quotata in borsa ha raggiunto i 113 Mio di USD. Come ai tempi della bolla di internet oggi basta creare qualcosa e lanciarlo come moda in rete - viene comperato da una banda di speculatori incurante dei fondamentali e dai fondi hedge che seguono trend e momentum - a questo punto l'asset può raggiungere qualsiasi valore - come nella tulipomania del 1600 quando un singolo bulbo poteva valere quando una casa nel centro di Amsterdam.

Settimana scorsa le borse sono ancora salite. Gli investitori passano rapidamente da un tema all'altro ma non abbandonano il mercato. C'é solamente una rotazione tra settori. Ogni settimana le Banche Centrali comperano miliardi di obbligazioni - altri miliardi di titoli a reddito fisso scadono e vengono ripagati. Gli investitori si trovano in mano liquidità e non sanno cosa fare - o comperano azioni o aspettano. Nel primo caso alimentano il rialzo delle borse - nel secondo caso subiscono la pressione da parte delle banche che non vogliono liquidità sui conti sulla quale pagano interessi passivi. C'é una costante pressione che sposta capitali dalla liquidità al mercato azionario o su qualsiasi altro bene che cresce di valore. Venerdi sono state riscoperte le borse europee - il DAX (+1.34% a 15459 punti) ha toccato un nuovo record storico - l'Eurostoxx50 (+0.99% a 4033 punti) ha raggiunto un nuovo massimo annuale. Sapete che certi indici comprendono i dividendi (DAX) mentre in altri casi l'indice viene calcolato sulla base dei prezzi dell'azione senza comprendere i dividendi (Eurostoxx50, SMI, FTSE MIB) - questo spiega in parte la differenza di performance sul lungo termine. Calcolando che l'Eurostoxx50 ha pagato nel 2020 quasi il 4% di dividendo questo effetto non é trascurabile - non é però il tema dell'odierna analisi. Spiega però in parte la "sovraperformance" del DAX.
Nuovi massimi di periodo sono una conferma del trend e un segnale indiscutibile. Le borse proseguono il rialzo ignorando gli eccessi e le divergenze. Non siamo in grado di dire quando questo bull market finirà. In questo momento appaiono però tutti sintomi che definiscono la fase finale. Accelerazione, speculazione e nessun rispetto dei limiti tecnici e dei valori fondamentali. Seguendo trend e momentum questo movimento può continuare ancora per dei mesi con risultati sorprendenti. Noi forse riusciremo a dire quando il movimento é alla fine - spesso in questo caso appaiono massiccie divergenze. Finora però a livello tecnico non c'é nulla di nuovo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.36% a 4033 punti (nuovo massimo annuale)
SX7E (banche)          +0.75% a 88.12 punti
DAX                         +1.48% a 15459 punti (nuovo massimo storico)
SMI                          +0.22% a 11263 punti (nuovo massimo annuale)
FTSE MIB                  +1.29% a 24744 punti
S&P500                     +1.37% a 4185.47 punti (nuovo massimo storico)
Nasdaq100                +1.42% a 14041 punti (nuovo massimo storico)

Vedete che settimana scorsa gli indici azionari sono nuovamente lievitati su nuovi record. I guadagni si sono concretizzati in una giornata - giovedì in America (S&P500 +1.11%) e venerdì in Europa (Eurostoxx50 +0.99%). Per il resto é stata una settimana tranquilla con scarsi movimenti e modesti volumi. Gli indici restano strenuamente ipercomperati e in eccesso di rialzo - la volatilità VIX non parte al rialzo (come avevamo previsto noi) e si é adagiata sui 16 punti (16.25 punti, -0.32). La partecipazione al rialzo resta bassa e suboptimale. Per ora tutti questi "problemi" tecnici non provocano correzioni o rallentamenti. Il nostro compito si limita ad osservare il rialzo e annunciare eventuali rischi o cambiamenti nel trend - per il resto siano disarmati poiché le caratteristiche speculative del rialzo hanno tolto efficacia ai nostri strumenti tecnici.

Venerdì l'S&P500 ha aperto in gap up a 4182 punti. All'inizio é sceso per colmare il gap. Ha toccato un minimo a 4170 punti, é rimbalzato a 4182 punti e si é fermato per ore intorno ai 3178 punti. Sul finale c'é stata la solita impennata su un nuovo record storico (4191.31 punti) e il ritracciamento in chiusura a 4185.47 punti (+0.36%). Gli acquisti erano distribuiti su tutti i settori (Nasdaq100 +0.11% a 14041 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4215 su 3566, NH/NL a 793 su 786 (pochi NH, tanti NL considerando i nuovi massimi sugli indici) e volume relativo a 0.9. Il CBOE Equity put/call ratio era a 0.44 mentre il Fear&Greed Index é balzato a 59 punti (+8). Il Summation Index sul NYSE é salito, quello sul Nasdaq é ancora in calo.
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 58.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 75.00.
Ora le borse non sono solo ipercomperate a corto termine ma anche a medio termine. Vedremo settimana prossima se anche questo segnale di eccesso viene ignorato.
Finora le reazioni alla pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese sono miste. Le azioni della banche, protagoniste settimana scorsa, sono salite o sono rimaste ferme. Seguiamo con interesse i dati che potrebbero causare sorprese.

Commento del 16 aprile

Nuovi massimi storici mentre i dati sulla partecipazione restano discordanti

Ieri abbiamo avuto un'altra seduta di rialzo. In Europa l'Eurostoxx50 é salito a 3993 punti (+0.43%). Il guadagno di 17 punti é modesto - l'Eurostoxx50 però ha raggiunto un nuovo massimo annuale a 3997 punti e ha chiuso vicino al massimo e questo é un segnale indiscutibile di rialzo. Da inizio settimana l'indice é salito di 15 punti - non c'é ragione per entusiasmarsi. L'indice però sale malgrado l'ipercomperato e questo é un segnale di forza.
La borsa americana ha guadagnato ancora terreno trascinata dalla tecnologia (Nasdaq100 +1.61% 14026 punti). L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 4173.49 punti. In fondo potremmo chiudere qui questo commento tecnico. Malgrado dubbi ed eccessi i nuovi massimi confermano il trend rialzista. Questo mercato ha però un problema irrisolto. La partecipazione é modesta - il numero di nuovi massimi a 30 giorni (607) é basso e non aumenta - il numero di nuovi minimi (NL a 629) resta relativamente alto e mostra che ci sono dei segmenti di mercato deboli. DJT (+0.38%) e RUT (+0.42%) seguono a fatica distanziati. Ieri la maggior parte dei volumi sul Nasdaq si é concentrata sui titoli in calo - per questa ragione il Summation Index continua a scendere. Non é quindi un mercato in cui bisogna continuare a comperare ma un mercato in cui bisogna ovviamente restare long seguendo il trend ma mantenendo un'estrema prudenza con una chiara disciplina. Bisogna avere una strategia d'uscita - non sulla carta me inserita nei sistemi con degli stop loss. Lo scenario più probabile é una continuazione del rialzo ma il rischio di un improvviso e sostanziale vuoto d'aria é alto.

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere rispetto ai commenti serali. DAX (+0.30% a 15255 punti) e SMI (+0.38%) hanno guadagnato qualche punto senza raggiungere dei nuovi massimi. Il FTSE MIB (-0.19% a 24528 punti) é stato vittima del calo dei tassi d'interesse che ha pesato sul settore bancario ed sulle utilities. Le differenze tra i vari indici sono però contenute e insignificanti.
L'indice delle banche SX7E ha perso il -1.39% a 86.83 punti. Per il momento questo é un settore senza tendenza e da evitare.
Il cambio EUR/USD scende a 1.1965 dopo aver sfiorato gli 1.20. Questa é una resistenza che si é formata a marzo e potrebbe bloccare il rimbalzo dal minimo annuale a 1.1704. Siamo però ancora a livello di ipotesi - non abbiamo ancora un'idea chiara sulla tendenza a medio termine.

L'S&P500 si é nuovamente mosso in pochi punti ma a livelli stratosferici. L'indice ha aperto a 4153 punti, é brevemente sceso a 4150 punti é poi é lentamente salito sui 4165 punti. Per ore é oscillato intorno a questo valore. Sul finale si é impennato a 4173 punti e ha chiuso poco più in basso a 4170.42 punti (+1.11%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4962 su 2855 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 16.57 punti (-0.42), il CBOE Equity put/call ratio é stabile a 0.48 mentre il Fear&Greed Index é neutro a 51 punti (+1). Malgrado le divergenze a livello di partecipazione la borsa americana trova sempre argomenti per salire malgrado l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo. È straordinario considerando che il resto delle borse mondiali non riesce a seguire il ritmo di crescita della borsa americana - la performance della borsa cinese da inizio anno é negativa.

Stamattina c'é un lieve cambiamento. Abbiamo cominciato a scrivere con il future sull'S&P500 a 4158 punti - ora (08.35) é a 4155 punti (-7 punti). Di solito prima dell'apertura in Europa sale - oggi scende. L'Eurostoxx50 vale 3995 punti - le borse europee apriranno con un lieve guadagno. Oggi é l'ultima seduta della settimana. Raramente, senza una ragione specifica, la seduta del venerdì é diversa rispetto al resto della settimana. Pensiamo di conseguenza che oggi avremo una giornata tranquilla e che gli indici chiuderanno poco distanti dal livello d'apertura.

Commento del 15 aprile

Di nuovo un mercato con doppia personalità (Nasdaq100 -1.30% / Russell2000 +0.84%)

Ieri fin verso le 20.00 non é successo nulla di importante - i mercati finanziari erano letargici, le borse europee avevano chiuso praticamente invariate e l'S&P500 era in pari dopo aver toccato un nuovo record storico a 4151 punti. L'attenzione degli operatori era focalizzara sulla prima quotazione di Coinbase, una piattaforma per investire in monete digitali come il bitcoin. L'azione ha aperto ad un livello stratosferico ma nel corso della serata ha perso di valore e ha chiuso -14% sotto il livello d'apertura. Forse é questa la ragione delle vendite nelle ultime due ore di contrattazioni a Wall Street. L'S&P500 ha perso 17 punti e ha chiuso a 4124.66 punti (-0.41%) - per la prima volta da giorni sul grafico appare una candela rossa che sembra interrompere a breve l'interminabile rialzo. Vedremo oggi se si tratta solo di un incidente di percorso o dell'inizio di una correzione minore. La prima impressione é che si unicamente trattato di una normale seduta negativa all'interno di una fase di rialzo - le vendite hanno colpito sopratutto la tecnologia mentre le PMI sono rimbalzate facendo riapparire il carattere ambivalente di questo mercato azionario. La rotazione tra settori continua e la debolezza della tecnologia é stata subito compensata da acquisti in settori ciclici come energia e materiali di base.

Sulla seduta di borsa in Europa c'é poco da dire - l'encefalogramma di questo mercato é piatto. Anche ieri Eurostoxx50 (+0.23% a 3976 punti) e colleghi (DAX -0.17% a 15209 punti, FTSE MIB -0.10% a 24574 punti) si sono mossi poco e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Fino a prova contraria il trend é al rialzo - questo significa che potrebbe esserci un breve vuoto d'aria per compensare l'ipercomperato ma poi gli indici azionari dovrebbero continuare a salire.
L'indice della banche SX7E ha guadagnato il +0.84% a 88.05 punti grazie ad un aumento dei tassi d'interesse di mercato - questi 88 punti cominciano ad essere ossessionanti.

Il cambio EUR/USD balza a 1.1975. Il cambio é risalito sopra le MM a 50 e 200 giorni - la fase di ribasso che é culminata a fine marzo sul minimo a 1.1704 é finita. Lo sviluppo a medio termine é ora altamente incerto - al momento non siamo ancora in grado di dare indicazioni precise e fondate.

Come anticipato la seduta a Wall Street é stata insignificante fino alle 20.00. Poi sono arrivate delle vendite che hanno provocato una caduta del Nasdaq e di riflesso dell'S&P500. Nel complesso si é però trattato di una seduta neutra ed equilibrata (NH/NL a 4370 su 3391, NH/NL a 533 su 326, volume relativo a 0.85) che non ha cambiato la situazione tecnica.
L'S&P500 ha aperto a 4139 punti e all'inizio é salito su un nuovo massimo storico a 4151 punti. Lentamente l'indice é sceso ma poco prima delle 20.00 si trovava ancora a 4141 punti. Poi é caduto ad ondate fino a 4120 punti ed é rimbalzato a 4124.66 punti (-0.41%). La volatilità VIX é salita di poco a 16.99 punti (+0.34), Il CBOE Equity put/call ratio é invariato a 0.43 e il Fear&Greed Index é neutro a 49 punti (-2). Il Summation Index sul NYSE é leggermente salito - quello sul Nasdaq continua a scendere.

Stamattina il future sull'S&P500 risale a 4128 punti (+10 punti). Il Nikkei si é fermato (+0.07%) - Shanghai perde il -0.6% (da inizio anno l'indice é sceso del -2%!). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3981 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.15%). In Europa avremo probabilmente un'altra seduta tranquilla che dovrebbe concludersi senza sostanziali variazioni. Sarà interessante osservare nel pomeriggio se in America riappariranno i venditori.

Commento del 14 aprile

Il Nasdaq100 sceglie la variante del nuovo massimo storico

In Europa abbiamo avuto un'altra seduta tranquilla - gli indici azionari si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso praticamente invariati (Eurostoxx50 +0.13% a 3967 punti). Da una parte sembra che le borse europee non riescano a tenere il passo con gli Stati Uniti - d'altra parte non correggono malgrado un'evidente situazione di ipercomperato e di eccesso di rialzo. Da 5 o 6 giorni (a seconda dell'indice) le borse europee sono in stallo - dopo l'ultimo balzo di martedì 6 aprile (massimo dell'Eurostoxx50 a 3988 punti) non ci sono più stati progressi e sui grafici appare una serie più o meno uniforme di piccole candele parallele. È possibile che questa serie prosegua e che gli indici possano ancora lentamente salire fino a quando l'America non corregge. Poi ci sarà un'improvviso vuoto d'aria per compensare gli eccessi. Al momento non appare però nulla in grado di provocare un'inversione di tendenza e un ribasso.

Da giorni la borsa americana sale trascinata da un gruppo circoscritto di titoli tecnologici. Non sapevamo se il Nasdaq100 (+1.21% a 13986 punti) avrebbe provato a salire su un nuovo record storico e se si sarebbe fermato prima visto che apparivano delle evidenti divergenze a livello di partecipazione. Come spesso succede la tendenza ha avuto la meglio e ieri sera il Nasdaq100 ha raggiunto un nuovo massimo storico. Le divergenze però sono rimaste. Il rapporto NH/NL sul Nasdaq (197 su 579) é lievemente peggiorato invece che migliorare e il Summation Index continua a scendere. Basta però la forza relativa dei leaders (Apple +2.43%) per far salire gli indici. Ora abbiamo nuovamente un listino diviso in due - il DJTransportation (-0.71%) e il Russell2000 (-0.22%) sono nuovamente deboli. Si ripresenta l'annosa questione - ci sarà nuovamente una sana rotazione tra settori e una staffetta tra settori ciclici e tecnologia o finalmente il mercato é destinato a correggere nel suo complesso? Finora ha sempre vinto la variante della rotazione tra settori e per saldo l'S&P500 passa da un record storico al successivo - poiché nei dati tecnici non appare nulla di diverso rispetto agli scorsi mesi dobbiamo partire dal principio che la borsa non é ancora arrivata su un top e non é ancora matura per una sostanziale correzione.
L'S&P500 ha aperto a 4127 punti e dopo un lieve calo iniziale a 4124 punti é risalito sui 4130 punti. L'indice é oscillato su questo livello fino alle 21.10. Poi é arrivata la solita spinta di rialzo - l'S&P500 é salito con regolarità fino a 4148 punti e solo dopo le 21.10 é sceso a 4141.59 punti (+0.33%). Il guadagno di 13 punti é modesto ma il nuovo record storico é innegabile - il trend resta saldamente al rialzo.
La seduta al NYSE é stata di poco positiva con A/D a 4055 su 3752, NH/NL a 456 su 788 (!) e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é scesa a 16.65 (-0.26), il CBOE Equity put/call ratio é basso a 0.44 mentre il Fear&Greed Index é neutro a 51 punti (-3). È sorprendente che il Fear&Greed Index sia a 51 punti malgrado i nuovi record di molti indici tra cui l'S&P500 e il Nasdaq100. Questo si spiega con la debole partecipazione (strength and breadth) - investitori euforici comprano tutto - qui invece gli acquisti sono molto selettivi come se gli investitori non si fidassero più del mercato ma solo di alcuni leaders. Ripetiamo il nostro avvertimento - questo rialzo poggia su deboli fondamenta.

Il rialzo sarà fragile ma prosegue implacabile - stamattina il future sull'S&P500 é a 4136 punti (+3 punti). Il Nikkei guadagna il +0.35% - Shanghai perde il -0.6%. Ieri negli Stati Uniti sono stati pubblicati i dati sull'inflazione che erano superiori alle stime degli analisti. Il reddito dell'US Treasury Bond é però sceso a 1.64% (-0.05%) - una reazione che sfida la logica. Ormai il mercato obbligazionario é talmente manipolato dalle Banche Centrali che non ci si può più fidare. L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3979 punti (+12 punti / +0.3%) - la reazione delle borse europee é tiepida - gli indici apriranno in guadagno ma nuovamente sotto i massimi annuali. Ci aspettiamo una chiusura sui livelli d'apertura.

Commento del 13 aprile

Aumentano i nuovi minimi a 30 giorni, specialmente sul Nasdaq

Ieri é stata una giornata tranquilla sia in Europa che in America. La maggior parte degli indici azionari ha chiuso con delle leggere perdite - una logica conseguenza dell'ipercomperato. Ci sono state delle sporadiche vendite ma non é apparsa pressione di vendita - i volumi di titoli trattati erano bassi (in America il volume relativo era di 0.7) e l'impressione é stata che in mancanza di ulteriori ragioni per comperare hanno prevalso delle vendite di realizzo. Notiamo il sensibile peggioramento dei rapporti NH/NL - al NYSE (30 giorni) sono stati 202 su 570 - sono valori anomali considerando che ieri sera l'S&P500 (-0.02% a 4127.99 punti) ha toccato un nuovo record storico a 3131.76  punti. La ragione principale di questa debolezza strutturale é l'ulteriore calo del Russell2000 (-0.43%). Il problema non risiede solo nelle piccole e medie imprese. Anche il rapporto NH/NL del Nasdaq (202 / 570) mostra un preoccupante aumento dei nuovi minimi. Il Summation Index sul NYSE é leggermente salito - quello sul Nasdaq é sceso. I dati sulla partecipazione del Nasdaq costituiscono una netta divergenza rispetto al fatto che il Nasdaq100 é solo una cinquantina di punti dal massimo storico. Come sapete questo tipo di divergenze può risolversi in due maniere - o la partecipazione migliora o il Nasdaq deve correggere.

Ieri le borse europee sono oscillate in laterale in una seduta senza direzione. Gli indici hanno chiuso vicono ai minimi giornalieri ma le perdite a fine giornata sono modeste. Era ovvio che presto o tardi dovesse anche esserci una seduta negativa - é successo a metà di settimana scorsa e nuovamente ieri. L'Eurostoxx50 (-0.43% a 3962 punti) e il DAX (-0.13% a 15215 punti) devono riassorbire l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo e quindi salgono a fatica e ogni tanto hanno bisogno di prendere il fiato con una seduta come quella di lunedì. Non é apparsa pressione di vendita - il mercato azionario europeo sembrava semplicemente stanco e ci sono state delle sporadiche vendite durante una seduta calma, con pochi movimenti e scarsi volumi.
A livello tecnico non é cambiato niente.

L'S&P500 ha aperto praticamente invariato a 3124 punti. Sembrava una giornata durante la quale nessuno aveva voglia di prendere risci ed operare. Gli indici sono oscilalti in pochi punti e senza una chiara tendenza. L'S&P500 si é mosso tra i 4114 ed i 4131 punti e ha chisuo a 4128 punti (-0.02%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3188 su 4587. La volatilità VIX é salita leggermente a 16.91 punti (+0.22), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.48 mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 54 punti (-6). Ipercomperato ed eccesso di rialzo hanno bloccato il rialzo - per ora però il mercato non mostra l'intenzione di correggere.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a  4116 punti (-4 punti). Alle 08.15 l'Eurostoxx50 vale 3966 punti (+4 punti). Le borse europee apriranno in leggero guadagno. Sembra che oggi avremo una seduta calma e che gli indici si muoveranno in pochi punti.

Aggiornamento del 12 aprile

Battuta d'arresto

La settimana inizia con una battuta d'arresto. Vivo in un villaggio nella campagna tra Zurigo e Zugo a 700 m di altitudine - stamattina la temperatura é caduta nuovamente a zero gradi e nevica - l'inverno fa ancora una breve apparizione.
Le borse si comportano in maniera simile. Il Nikkei a pochi minuti dalla chiusura perde il -0.7% - Shanghai é in calo del -1%. Il future sull'S&P500 é a 4107 punti (-12 punti).
Ieri sera Jerome Powell é apparso alla televisione CBS in un'attesa intervista di 60 minuti. Il responsabile della FED non ha detto nulla di nuovo - prevede una forte crescita economica e ritiene che il Covid19 potrebbe ancora costituire un pericolo - consiglia vaccinazioni e distanza sociale. Le sue dichiarauzioni non hanno influenzato i mercati finanziari.
Stamattina abbiamo scorso i siti di molti nostri colleghi - notiamo che nessuno osa più essere negativo e molti hanno alzato i loro target - appare sempre più spesso un'obiettivo a 4400 punti di S&P500.
Questo é il risultato di un'ovvia constatazione - i grafici puntano verso l'alto e non appare nulla che potrebbe segnalare problemi all'orizzonte e l'imminenza di un'inversione di tendenza - citando una mia collega "everything looks good".
Grafici e indicatori mandano due segnali contrastanti - secondo i nostri indicatori adesso la borsa americana é su un massimo intermedio e dovrebbe esserci una correzione minore all'interno di un rialzo intatto. Vediamo - stamattina per lo meno non iniziamo la giornata con il solito guadagno di una decina di punti dell'S&P500.

Commento del 10-11 aprile


Per quanto tempo un mercato può ignorare i fondamentali? Fino a quando durerà questo bull market? Nessuno é in grado di dare una risposta - molti tentano da anni di individuare il top ma nessuno ci riesce e nessuno ci riuscirà - probabilmente quando l'S&P500 (+0.77% a 4128.80 punti) avrà raggiunto il massimo definitivo non ce ne renderemo conto se non dopo mesi. La prima correzione verrà presa come un'occasione d'acquisto e solo dopo il secondo tuffo cominceranno a sorgere i primi dubbi che la festa é finita. Siamo unicamente sicuri che il mercato azionario, specialmente quello americano, é in una bolla speculativa e chi compra adesso deve prepararsi ad un rendimento totale nei prossimi 10 anni negativo. Il P/E dell'S&P500 é attualmente sui 42 mentre il valore di lungo termine é sui 14/16 - in genere quando il P/E supera i 20 i fondamentalisti cominciano ad agitarsi e lanciano i primi segnali d'allarme.
Bisogna fare attenzione - il mercato é ora dominato unicamente dalla liquidità e dalle emozioni. La liquidità può sparire velocemente e l'umore degli investitori può cambiare di colpo a causa di un evento inatteso. Se il mercato non ha il sostegno dei fondamenti la caduta dal massimo sarà rovinosa e inevitabile - ad un eccesso di rialzo segue sempre un eccesso di ribasso. In questo momento il rialzo a Wall Street ha tutte le caratteristiche di una fase finale di un bull market - era più o meno nelle stesse condizioni a febbraio dell'anno scorso e all'inizio della pandemia. Il Covid19 e la risposta coordinata di Stati e Banche Centrali hanno salvato il bull market - senza il virus non ci sarebbe stata una ragione per la reazione senza precedenti delle autorità politiche e monetarie - il bull market sarebbe finito con un'accelerazione esaustiva e poi il bear market avrebbe fatto il suo corso. Al momento sembra che al bull market manchi ancora l'ultima fase di mania e irrazionale esuberanza - normalmente dura pochi mesi. Attenzione però che non c'é nessuna garanzia - la più grande bolla speculativa della storia recente delle borse é quella che si é verificata in Giappone del 1989 - il Nikkei nel 1989 ha raggiunto i 38957 punti e quel punto aveva un P/E di 65 ! Il successivo bear market é finito solo nel 2009 a 7055 punti. Oggi dopo più di 30 anni il Nikkei veleggia sui 30000 punti - chi ha comperato sul top e ancora in perdita. Se l'America si comporta in maniera simile l'S&P500 può ancora salire per anni - non crediamo però che sarà il caso visto il carattere decisamente speculativo e irrazionale che sta assumendo il rialzo in questo 2021. È però possibile, sulla base dei nostri modelli, che fino a fine maggio l'S&P500 salga accelerando fino ai 4400-4600 punti.

Settimana scorsa abbiamo assistito al ritorno dei big della tecnologia. Anni fà abbiamo creato l'acronimo AGMAF che riunisce le 5 società con la maggior capitalizzazione del Nasdaq100 - ai tempi le avevamo ordinate per capitalizzazione - erano Apple, Google, Microsoft, Amazon e Facebook. Ad oggi la classifica é cambiato poco - Apple resta la più grande, Facebook é la più piccola - le altre tre si scambiano regolarmente la posizione - queste 5 società rappresentano circa il 21% dell'S&P500 e il 45% del Nasdaq100. Nel titolo del commento odierno vedete la performance settimanale di queste 5 società - da sole hanno praticamente trascinato e provocato la continuazione del rialzo e permesso all'S&P500 di raggiungere un nuovo massimo storico a 4129.48 punti. Dopo una rotazione tra settori che ha toccato la farmaceutica, i ciclici (industria, chimica, metalli), i petroliferi (energia) e le banche gli investitori sono tornati ai vecchi amori - non sapendo più cosa comperare hanno riscoperto la tecnologia che offre sul lungo termine la garanzia di successo. O almeno questa é la nostra interpretazione. Le prime sedute dopo Pasqua e all'inizio del mese di aprile dovevano essere positive. Dovrebbero rappresentare la fase iniziale di una spinta di rialzo di medio termine fino a metà / fine maggio. La settimana si é svolta secondo la previsione - l'unica differenza rispetto alle nostre stime é stata la performance della borsa americana superiore alle aspettative - pensavamo che l'S&P500 dovesse fermarsi sui 4100 punti e consolidare - invece venerdì ha proseguito la sua corsa. Ora esistono le premesse ideali per un'altra correzione intermedia e minore - gli indici sono ipercomperati e in eccesso di rialzo - gli oscillatori sono su dei massimi - gli investitori sono molto ottimisti. Per l'analisi tecnica settimana prossima deve iniziare una correzione di circa 150 punti di S&P500 (-3%/-4%). Se però come temiamo il bull market é nella sua fase finale di accelerazione i limiti tecnici verranno semplicemente ignorati - gli indici possono continuare a salire imperterriti saltando le resistenze solitamente imposti dagli indicatori tecnici. In un caso del genere, a dire il vero piuttosto raro, i nostri strumenti non servono a niente se non che a confermare il trend. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.83% a 3978 punti
SX7E (banche)          -0.96% a 87.46 punti
DAX                         +0.84% a 15234 punti
SMI                          +1.08% a 11238 punti
FTSE MIB                  -1.14% a 24429 punti
S&P500                     +2.71% a 4128.80 punti (nuovo massimo storico)
Nasdaq100                +3.87% a 13845 punti

Nella scorsa settimana le borse europee hanno ancora guadagnato un pò di terreno - hanno fatto molta fatica e si sono trascinate dietro la borsa americana. I guadagni giornalieri sono stati inferiori all'1%, gli indici hanno spesso chiuso sotto il livello d'apertura e mai sul massimo giornaliero. Insomma - é stata una settimana di moderato rialzo (con l'eccezione dell'Italia e della Spagna) con nuovi massimi annuali o storici marginali - gli indici hanno lottato contro l'ipercomperato ma non hanno corretto perché l'America l'ha impedito. Il settore bancario, spesso determinante per la buona salute del mercato, é da settimane fermo. Ci sono per lo meno buone premesse per una correzione intermedia - senza correzione il rialzo può solo proseguire lentamente e continua ad esserci il pericolo latente di un importante vuoto d'aria - le MM a 50 giorni scorrono un 5%/6% più in basso.

La seduta di venerdì a Wall Street é stata un pò strana. Strutturalmente é stata una seduta neutra (A/D a 3933 su 3838 / NH/NL a 413 su 344) con bassi volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.75). La maggior parte dei titoli non si é mossa - la performance media delle azioni trattate al NYSE é stata del +0.05%. Solo l'S&P500 (+0.77%) e il Nasdaq100 (+0.63%) hanno guadagnato terreno grazie ad un inesplicabile rally negli ultimi 50 minuti della seduta. Il Russell2000 ha marciato sul posto (+0.04%) - la performance settimanale é negativa (-0.40%). L'S&P500 ha aperto invariato a 4097 punti. È salito lentamente fino a 4110 punti e poi si é fermato. Alle 21.10 era a 4108 punti e infine é decollato - ha toccato un nuovo massimo storico a 4129.48 punti e ha chiuso a 4128.80 punti (+0.77%).
La volatilità VIX é ancora scesa a 16.69 punti (-0.26), il CBOE Equity put/call ratio é salito a 0.50 mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 60 punti (-2). La debolezza del Russell2000 crea del disordine a livello di sentiment.
I Summation Index sono saliti - la tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 58.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 73.63 punti. Malgrado gli eccessi, che adesso idealmente dovrebbero essere compensati con una correzione minore, il rialzo a medio termine può continuare.

Il reddito dell'USTBond decennale é a 1.67% e rimane vicino al massimo annuale a 1.74%. È probabile che nei prossimi mesi ci sarà dell'inflazione (i prezzi al consumo dovrebbero a maggio salire del 3% per un effetto di recupero dopo la pandemia) e i tassi d'interesse di mercato dovrebbero ulteriormente lievitare. Vedremo se questo avrà un effetto negativo sul prezzo delle azioni come é successo tra metà febbraio e inizio marzo con la tecnologia.

Sta iniziando il periodo di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese - da mercoledì prossimo arriveranno i primi numeri importanti. Sono di turno le grandi banche con mercoledì JPMorgan e Walls Fargo, giovedì Bank of America e Citigroup (e Pepsico), venerdì Morgan Stanley. Dopo la recessione provocata dalla pandemia gli analisti si aspettano che in media gli utili delle società dell'S&P500 siano saliti del +28% - le buone notizie dovrebbero alimentare l'ottimismo degli investitori.
Al momento non appare nulla all'orizzonte in grado di fare deragliare le borse. 

Commento del 9 aprile

La rotazione tra settori sembra arrivare alla fine

Mentre il rialzo delle borse prosegue la rotazione tra settori mostra che gli investitori non sanno più cosa comperare. I tassi d'interesse non salgono più e i titoli finanziari si sono fermati. L'indice delle banche europee SX7E (-0.88% a 88.04 punti) ondeggia da settimane intorno a 88 punti. Il prezzo del petrolio é fermo da metà marzo sui 60 USD al barile - il rally de settore energia é terminato. In Europa gli investitori ricominciano a comperare alimentari o farmaceutica - per questa ragione l'SMI svizzero (+0.71% a 11206 punti) si é involato mentre le borse europee sembrano in stallo. In America solo il Nasdaq100 (+1.04% a 13758 punti) sembra avere ancora del potenziale di rialzo - i big della tecnologia (Apple +1.92%) permettono anche all'S&P500 (+0.42% a 4097.17 punti) di toccare un nuovo massimo storico ma il mercato sembra stanco. Il rapporto NH/NL (402 su 351) non migliora e non mostra una sana partecipazione. Insomma - la liquidità affluisce continuamente sul mercato azionario e il trend resta chiaramente al rialzo - il comportamento degli investitori mostra però che lentamente non sanno più cosa comperare - anche gli speculatori diventano meno aggressivi (CBOE Equity put/call ratio a 0.45). C'é un aspetto che é poco chiaro e sul quale le opinioni degli esperti divergono. Sono tutti investiti o restano ancora molti scettici che siedono su della liquidità e sono sotto pressione perché il mercato gli sta "sfuggendo" al rialzo ? Difficile da dire poiché d'altra parte anche il margin debt (le operazioni long effettuate a credito) sono su un massimo storico. C'é chi come il fondo Archegos sta speculando al rialzo a leva e se ad un certo momento la borsa corregge dovrà vendere accentuando il movimento di ribasso. Non si capisce se per saldo c'é ancora potere d'acquisto.

Grazie ai segnali positivi provenienti da Wall Street ieri mattina le borse europee hanno aperto al rialzo. L'Eurostoxx50 (+0.53% a 3977 punti) ha esordito con un balzo fino a 3976 punti. Poi l'indice si é nuovamente fermato lottando contro l'ipercomperato. Questa altalena (una seduta negativa e una positiva con un nuovo massimo marginale) può continuare ancora qualche giorno fino a quando la borsa americana non deciderà di nuovamente correggere. Fino a quel momento l'Eurostoxx50 può ancora guadagnare una decina di punti. 
Anche il DAX (+0.17% a 15202 punti) ha aperto in positivo a 15236 punti. Poi non é più riuscito a fare progressi e ha chiuso poco più in basso con un modesto guadagno. La RSI é a 75 punti e le ultime tre candele sul grafico sono rosse e sul bordo superiore delle BB. Difficilmente potrà salire più in alto senza consolidare. Mentre le borse europee sono riuscite ancora a guadagnare qualche punto il FTSE MIB (-0.66% a 24576 punti) é sceso e ha chiuso vicino al minimo giornaliero. Potrebbe solo essere un problema settoriale e temporaneo. Ieri auto (Stellantis -2.37%) e banche (UCG -3.36%, ISP -1.63%) non hanno goduto dei favori degli investitori e la borsa italiana é stata particolarmente penalizzata. Non crediamo che questo sia l'inizio di una correzione o di un periodo di sottoperformence della borsa italiana.
Riassumendo le borse europee fanno molta fatica a fare ulteriori progressi ma fino a quando il rialzo della borsa amerciana prosegue imperterrito non c'é rischio di una sostanziale correzione.

Come pensavamo l'S&P500 (+0.42% a 4097.17 punti) é ancora riuscito a salire grazie al contributo della tecnologia (Nasdaq100 +1.04% a 13758 punti). Lo svolgimento della seduta é stato da manuale. L'S&P500 ha aperto in gap up a 4093 punti. All'inizio é caduto in due brevi ondate fino a 4082 punti e ha colmato il gap. Poi é salito fino a metà giornata a 4095 punti. Infine si é fermato - é oscillato per ore tra i 4092 ed i 4098 punti e ha chiuso a 4097.17 punti (+0.42%). È mancato solo il record a 4100 punti e il successivo ritracciamento - arriveranno oggi.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5349 su 2434, NH/NL a 402 su 351 (!?) e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é scesa a 16.95 punti (-0.21) mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 62 punti (-1). Gli indicatori di sentiment lanciano segnali contrastanti. Siamo sembra in attesa di un'impennata della VIX che é scesa troppo in basso. I Summation Index sono saliti.
Per ora nulla mostra che il rialzo ha dei seri problemi. Gli indici possono continuare a salire malgrado l'eccesso di rialzo e la debole partecipazione. Gli oscillatori mostrano però che il mercato é su un massimo intermedio e quindi ci aspettiamo che settimana prossima ci sia un'altra correzione minore.

Stamattina il future sull'S&éP500 é fermo a 4091 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3978 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Pensiamo che oggi non succederà nulla di importante.

Commento dell'8 aprile

Pausa di consolidamento - il Nasdaq100 a breve ha ancora del potenziale di rialzo

Ieri abbiamo avuto una giornata tranquilla. Le borse si sono mosse in pochi punti e hanno chiuso praticamente invariate. C'era bisogno una pausa dopo il rally di lunedì in America e il rialzo di martedì mattina in Europa. Gli indici azionari europei sono a breve decisamente ipercomperati e in eccesso di rialzo. Faranno molta fatica a fare ulteriori progressi. In America invece il Nasdaq100 (+0.28% a 13616 punti) sembra avere ancora del potenziale e dovrebbe tentare ancora questa settimana di salire sul massimo storico di metà febbraio - questo significa che l'S&P500 (+0.15% a 4079.95 punti) entro venerdì dovrebbe raggiungere i 4100 punti. A questo punto le borse saranno nuovamente mature per la prossima correzione intermedia.

Le borse europpee hanno fatto una pausa necessaria per assorbire l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo. L'Eurostoxx50 (-0.34% a 3956 punti) ha perso 10 punti e la candela sul grafico é rossa segnalando che ieri hanno prevalso le vendite. Il gap di martedì é stato quasi colmato. Lo scenario ideale sarebbe ora una discesa fino a 3948 punti per chiudere il gap e permettere alla RSI di tornare sotto i 70 punti. Poi il rialzo dovrebbe riprendere - America permettendo.
Il DAX (-0.24% a 15176 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. L'indice ha perso 36 punti e la candela sul grafico é tornata all'interno delle BB. Il gap di martedì é stato quasi colmato. Il DAX dovrebbe idealmente scendere fino a 15110 punti per chiudere il gap.
Martedì il FTSE MIB (-0.08% a 24740 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale a 24939 punti ed é poi ricaduto. L'indice a breve é ipercomperato e in eccesso di rialzo - comincia a fare fatica a fare ulteriori progressi e deve consolidare. Il trend rialzista non sembra a rischio ma abbiamo l'impressione che ora debba esserci una pausa e un ritracciamento sui 24500 punti. Questo moderato calo sarebbe utile e ideale per eliminare gli eccessi. Lo spread sui titoli di Stato é risalito sopra i 100 punti - questo per ora non sembra disturbare il mercato azionario.
L'indice delle banche approfitta di tassi d'interesse stabili per guadagnare qualche frazione di punto (SX7E +0.33% a 88.82 punti). È circa un mese però che l'indice non si stacca dagli 88 punti e non riesce più a fare progressi. Non é un segnale positivo per l'Eurostoxx50.
Il cambio EUR/USD é salito fino a 1.1914 ed é poi ricaduto a 1.1885. Il rimbalzo potrebbe essere terminato qui a contatto con la MM a 200 giorni.

Anche la seduta a New York é stata senza storia. I maggiori indici si sono mossi poco e i volumi di titoli trattati erano bassi (volume relativo a 0.7 !). Come spesso abbiamo visto nelle scorse settimane il mercato si é diviso in due. La tecnologia (Nasdaq100 +0.28% a 13616 punti) ha sostenuto il mercato e ha permesso all'S&P500 (+0.15% a 4079.95 punti) di "galleggiare". Invece l'indice delle PMI (Russell2000 / RUT -1.60%) ha subito forti perdite. La conseguenza é stata una seduta strutturalmente negativa (A/D a 266 su 5091) con un rapporto NH/NL (308 su 266) sorprendentemente debole considerando che l'S&P500 é a 6 punti dal massimo storico. A livello di sentiment notiamo la caduta della volatilità VIX a 17.16 (-0.96) - siamo convinti che nei prossimi giorni la VIX deve salire facendo partire una correzione dell'S&P500 - questo potrebbe però succedere solo settimana prossima e quando l'indice avrà toccato i 4100 punti. Il CBOE Equity put/call ratio era a 0.47 - il Fear&Greed Index é sceso di poco a 63 punti (-1). Stranamente il Summation Index sul NYSE é salito mentre quello sul Nasdaq é sceso - inattesa divergenza che dobbiamo tenere d'occhio.

Stamattina le borse asiatiche marciano sul posto (Nikei -0.07%, Shanghai +0.15%). Il future sull'S&P500 sale a 3988 punti (+18 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3971 punti (+15 punti / +0.4%). Pensiamo che la seduta sia già finita qui - ci aspettiamo dei movimenti sul livello d'apertura e una seduta in Europa moderatamente positiva. L'S&P500 stasera potrebbe toccare i 4100 punti - questo record potrebbe rappresentare a breve un massimo significativo.

Commento del 7 aprile

Dopo il rally di inizio trimestre le borse si fermano per assorbire gli eccessi

Lunedì 5 aprile le borse europee erano ancora chiuse - la borsa americana ha sorpreso un pò tutti con un balzo dell'S&P500 del +1.58% a 4076.82 punti. Ieri le borse europee hanno seguito a fatica - hanno aperto in positivo e in mattinata sono riuscite a guadagnare ancora qualche punto restando però bel lontane dalla prestazione degli americani. Nel pomeriggio di indici azionari europei sono scesi e hanno chiuso sotto il livello d'apertura e con un moderato guadagno (Eurostoxx50 +0.62% a 3970 punti). Non é stata una giornata entusiasmante ma malgrado questa prestazione opaca che lascia delle candele rosse sui grafici i maggiori indici azionari hanno toccato dei nuovi massimi storici (DAX +0.70% a 15212 punti) o annuali (Eurostoxx50, FTSE MIB +0.21% a 24761 punti). Questi nuovi massimi confermano che il trend é al rialzo. Ora gli indici sono decisamente ipercomperati (RSI sopra i 75 punti) e in eccesso di rialzo (candele sopra il bordo superiore delle Bollinger Bands e di molto sopra le MM a 50 giorni). È probabile che adesso ci sia una pausa di consolidamento. Questa pausa é anche giusticata dal fatto che gli acquisti di inizio trimestre dovrebbero essere quasi finiti.

Ieri sullo slancio la borsa americana é riuscita a guadagnare ancora qualche punto. L'S&P500 verso le 18.00 ha toccato un nuovo massimo storico a 4088.23 punti. In seguito ci sono state delle logiche prese di beneficio e l'indice é ridisceso sul livello d'apertura e ha chiuso a 3073.94 punti (-0.10%). Questo leggero calo appare su tutti gli indici (Nasdaq100 -0.14% a 13578 punti, DJT -0.32%, RUT -0.25%). Le borse hanno semplicemente bisogno di digerire i guadagni delle precedenti sedute - non appare pressione di vendita - i volumi di titoli trattati sono modesti (volume relativo a 0.8). L'unico aspetto preoccupante é il numero dei nuovi massimi (NH a 560) che non aumenta e ristagna a bassi livelli. Fino a quando però non ci sono settori deboli in grado di mettere in difficoltà il mercato (NL a 120), il rialzo può continuare. Per il resto é stata una seduta neutra (NH/NL a 4005 su 3759) che ha lasciato gli indicatori di sentiment praticamente invariati (VIX a 18.12 punti (+0.21), CBOE Equity put/call ratio a 0.41 e Fear&Greed Index a 64 punti (invariato). I Summation Index sono saliti.

L'unico aspetto veramente interessente delle ultime due sedute é il calo dei tassi d'interesse sull'USD (reddito dell'USTBonds a 1.67%, -0.06%) e l'apparente inversione di tendenza sul cambio EUR/USD (1.1870). Sembra che i 1.1704 di fine marzo siano stati un minimo significativo. Il fatto non ci disturba visto che secondo noi quest'anno il cambio doveva assestarsi intorno a 1.18. Il recupero dell'EUR sembra però eliminare la forza relativa delle borse europee. Il rimbalzo dovrebbe fermarsi intorno a 1.19.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 4065 punt (+1 punto). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3968 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate e per oggi non ci aspettiamo una seduta di rialzo - la scelta é tra una seduta di consolidamento o un moderato calo. Anche dall'Asia non arrivano segnali particolari - il Nikkei ha guadagnato il +0.12%, Shanghai sta perdendo il -0.3%.

Aggiornamento del 5 aprile - 11.00

Aprile é statisticamente il miglior mese dell'anno

Oggi, lunedì di Pasqua, le borse europee sono ancora chiuse. In Asia il Nikkei ha guadagnato il +0.79% - in Cina é una giornata di festa. In India le infezioni da Coronavirus aumentano nuovamente in maniera esponenziale e la borsa reagisce con un -1.8%.
A New York avremo una normale seduta di borsa - al momento il future sull'S&P500 é a 4028 punti (+18 punti) - l'indice secondo questa indicazione dovrebbe aprire in gap up e su un nuovo massimo storico a 4038 punti.
Gli economisti prevedono che negli Stati Uniti la crescita economica ad aprile e nel secondo trimestre dell'anno sarà esplosiva grazie agli stimoli combinati provenienti dallo Stato e dalla FED. Grazie all'intenso e efficiente programma di vaccinazioni la pandemia sembra essere sotto controllo e questo permette l'apertura dell'economia - il morale della popolazione migliora e ripartono i consumi. Statisticamente per i mercati azionari il mese di aprile é il migliore dell'anno e dei buoni risultati trimestrali delle imprese aiuteranno a stimolare la fantasia degli investitori. Non bisogna però dimenticare che la borsa é proiettata nel futuro - non si muove sulla base di quanto sta succedendo ora ma di quello che avverrà nei prossimi mesi o anni. Molti pensano che l'attuale forte crescita sia solo un fuoco di paglia - dopo torneremo ad una crescita economica asfittica e riaffiorerà il problema della deflazione. Il rialzo dei tassi d'interesse dovrebbe essere solo temporaneo. La borsa non ha reagito all'annuncio di Joe Biden di voler alzare le tasse alle imprese - questa misura vale circa 200 fino a 300 punti di S&P500 (in meno).
Nessuno prevede che nelle prossime settimana l'S&P500 possa scendere - la domanda che tutti si pongono é solo quella dell'entità dei guadagni - c'é chi parla di accelerazione esplosiva fino a 3400 punti di S&P500 e chi invece pensa che il potenziale di rialzo sia modesto poiché gli investitori sono già troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. L'analisi tecnica conferma il rialzo e non fornisce nessun elemento che possa farci temere che il movimento é alla fine o che addirittura possa verificarsi a breve un'inversione di tendenza. L'ipercomperato sembra in grado in qualsiasi momento di provocare delle correzioni minori di lieve entità ma nulla di più serio.

Domani mattina, a causa di un'assenza imprevista, non potremo pubblicare il solito commento tecnico che in ogni caso riguarderebbe solo la giornata di borsa in America. Ci scusiamo del'inconveniente.

Commento del 3-4 aprile

Nuovi massimi e S&P500 sopra i 4000 punti confermano il rialzo

La correzione di marzo é terminata in anticipo giovedì 25 e nella settimana appena trascorsa le borse sono unicamente salite (con una pausa in Europa mercoledì) - gli indici azionari europei e americani di riferimento sono passati da un record annuale o storico al successivo. La fase di rialzo che doveva seguire alla correzione di marzo é già cominciata e il trend viene confermato da una serie di minimi e massimi ascendenti - nelle varie correzioni intermedie che ci sono state da inizio anno Eurostoxx50 (+0.68% a 3946 punti) e S&P500 (+1.18% a 4019.87 punti) non sono mai scesi sotto il minimo della precedente correzione. Ovviamente i fondamentalisti hanno un problema poiché specialmente la borsa americana é oscenamente cara - gli investitori hanno perso il contatto con la realtà e comprano azioni solamente poiché pensano nel futuro di poterle vendere a qualcun altro ad un prezzo superiore e non perché ritengono che i guadagni presenti e futuri della società giustifichino valutazioni superiori. È però sbagliato tentare di indovinare un massimo definitivo o prevedere la fine del bull market unicamente sulla base di questi elementi fino a quando l'analisi tecnica mostra che il mercato resta strutturalmente robusto con un costante afflusso di liquidità. Eccessi di rialzo e ottimismo possono in ogni momento provocare delle correzioni più o meno profonde - questi problemi non sono però sufficienti per causare una radicale inversione di tendenza.
Nell'immediato é probabile che debba verificarsi un'altro consolidamento. Spesso le prime sedute di un nuovo trimestre sono positive e quest'anno l'effetto é stato intensificato dalla fine di una correzione che ha invogliato gli acquisti e dal nuovo piano di investimenti di Joe Biden da 2250 Mia. Inoltre la barriera psicologica dei 4000 punti di S&P500 ha fatalmente risucchiato il mercato verso l'alto. All'inizio di settimana prossima questi effetti svaniranno e il mercato si troverà in eccesso di rialzo e troppo lontano da qualsiasi logico supporto. La volatilità VIX é scesa giovedì a 17.33 punti (-2.07 punti) e questo ulteriore crollo era quello che ci voleva per passare da un segnale di ottimismo sull'S&P500 a quello di euforia. È molto probabile che ora la VIX debba risalire obbligando l'S&P500 a scendere. Pensiamo però che avremo unicamente un calo di una sessantina di punti prima della ripresa del rialzo. È ancora poco chiaro come si comporteranno in questa fase i tassi d'interesse e come reagirà la borsa. Venerdì il reddito dell'USTBond decennnale é nuovamente salito a 1.72% ma questa volta le borse hanno ignorato questo elemento solitamente negativo. Venerdì il future sull'S&P500 (4019 punti) é salito a 4027 punti e questo corrisponde ad un valore di indice cash di circa 4036 punti - lo stesso vale per il Nasdaq100 (13329 punti) il cui future é salito a 13347 punti.
Insomma - il rialzo di medio termine di aprile - maggio é iniziato e verrà psicologicamente sostenuto da un miglioramento dei dati fondamentali come abbiamo visto venerdì con il report sul mercato del lavoro americano a marzo (creazione di 916'000 nuovi posti di lavoro). I mercati sembrano immuni all'aumento delle attese di inflazione e all'incremento dei tassi d'interesse. Le Banche Centrali non perdono occasione per ribadire la loro intenzione e capacità di voler mantenere i tassi d'interesse molto bassi ancora per un lungo periodo di tempo. I Governi spendono miliardi in programmi di sostegno all'economia colpita dal Covid19 e in piani di investimento per rilanciare la crescita - non si preoccupano del debito che si sta accumulando e tutti pensano che il debito non é un problema poiché non verrà mai ripagato e può essere rifinanziato grazie alla copiacenza delle Banche Centrali. Questo assurdo nirvana sarà probabilmente in grado di far salire le borse ancora per qualche mese anche perché quando si vendono azioni o assets speculativi con le monete digitali non si sa cosa comperare d'altro. Le banche fanno pressione con tassi d'interesse negativi e continua proposte d'investimento per spingere tutti nel pentolone dei mercati borsistici. L'esempio del collasso del fondo Archegos mostra però che basta poco per destabilizzare un sistema fondamentalmente fragile e con troppa speculazione a margine. Bisogna essere long tenendo un paracadute a portata di mano - ogni investitore a questo punto dovrebbe programmare una strategia d'uscita.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.05% a 3946 punti (nuovo massimo annuale)
SX7E (banche)          +0.57% a 88.31 punti
DAX                         +2.43% a 15107 punti (nuovo massimo storico)
SMI                          +0.01% a 11118 punti
FTSE MIB                  +1.30% a 24710 punti (nuovo massimo annuale)
S&P500                     +1.14% a 4019.87 punti (nuovo massimo storico)
Nasdaq100                +2.70% a 13329 punti

Sull'ultima seduta della settimana, quella di giovedì, c'é in fondo poco da dire. Gli indici sono saliti e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri e su dei nuovi record. Tecnicamente ci sono degli evidenti eccessi come mostra in maniera esemplare il DAX - RSI a 74.94 punti e indice sul bordo superiore delle Bollinger Bands sono un segnale inequivocabile di surriscaldamento. Basta però una pausa o un breve ritracciamento per assorbire questi eccessi e permettere in seguito al mercato di continuare la sua corsa. Al momento non vediamo nulla in grado di provocare un'inversione di tendenza - il ciclo favorisce ora una continuazione del rialzo fino a metà / fine maggio.

Anche la seduta a New York é stata positiva. L'S&P500 ha avuto un'ultima esitazione quando é arrivato a contatto dei 4000 punti. Ha aperto a 3999 punti e all'inizio é ancora dovuto scendere a 3992 punti per colmare il gap e prendere la rincorsa. Poi é salito costantemente e regolarmente fino alle 21.40 quando ha raggiunto i 3410 punti. C'é infine stata un'impennata finale a 3419.87 punti (+1.18). Il rialzo é stato trascinato dal Nasdaq100 (+1.82% a 13329 punti) che ha passato la fascia di resistenza a 13200-13300 punti chiudendo il capitolo correzione. Il Russell2000 (+1.50%) si é mosso nella corrente. Il risultato é stata una seduta decisamente positiva con A/D a 6163 su 1644, NH/NL a 334 (pochi ?!) su 75 e volume relativo a 0.85. Il CBOE Equity put/call ratio era a 0.42 - il Fear&Greed Index é balzato a 58 punti (+7). I Summation Index hanno cambiato direzione e cominciano timidamente a salire. La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 56.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 70.23. I mercati finanziari sono esuberanti e anche il prezzo del petrolio, dei metalli preziosi e delle monete digitali stanno salendo.
Insomma - le borse giocano la carta del boom economico e al momento anche l'analisi tecnica conferma il rialzo. Fino a quando la musica suona nessuno ha voglia di abbandonare la festa malgrado l'ora tarda, la stanchezza e l'eccessivo consumo di alcoolici (e prodotti stimolanti di varia natura...).

Commento del 1. aprile

Nuovo faticoso record storico dell'S&P500

Ieri sera Joe Biden ha rivelato i dettagli del suo piano di investimenti per rilanciare sul lungo termine la crescita economica negli Stati Uniti. Il Presidente intende spendere 2250 Mia in 8 anni rifinanziando la spesa attraverso un aumento delle imposte alle imprese e ai cittadini con redditi superiori ai 400'000 USD. La borsa é salita prima del discorso di Joe Biden - l'S&P500 ha raggiunto un nuovo record storico a 3994.41 punti. Il piano non ha scatenato l'entusiasmo degli investitori e ha deluso i traders che vedevano i 4000 punti a portata di mano. L'S&P500 é caduto nell'ultima mezz'ora di contrattazioni e ha chiuso sul livello d'apertura a 3972.89 punti - un guadagno di 14 punti ma una discesa di 22 punti dal massimo. Nel frattempo il reddito dell'USTBond decennale é salito a 1.74% (+0.01%) - vedrete che prossimamente si ricomincerà a parlare insistentemente di inflazione. La tendenza delle borse mondiali é al rialzo e la maggior parte degli analisti prevedono ora una continuazione del trend almeno fino a maggio. A noi non piace il fatto che la correzione di marzo é praticamente venuta a mancare specialmente in Europa e sull'S&P500 - hanno invece corretto Russell2000 e Nasdaq100. Le borse iniziano il mese di aprile in ipercomperato e con investitori parecchio ottimisti e speculativamente esposti al rialzo. Malgrado questi freni il rialzo può continuare - sarebbe però meglio che ci fosse almeno un consolidamento per permettere al mercato di salire su basi solide. In caso contrario si potranno verificare delle improvvise e violente correzioni intermedie. Vediamo un problema specialmente per il settore tecnologico che viene attaccato su due fronti - dall'aumento dei tassi d'interesse e dal previsto incremento delle tasse previsto dal budget di Joe Biden.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. Ieri il rialzo ha fatto una pausa - gli indici hanno chiuso praticamente invariati. Non é una sorpresa considerando l'ipercomperato e il recupero del cambio EUR/USD (1.1720). L'Eurostoxx50 (-0.18% a 3919 punti), il DAX (-0.00% a 15008 punti) e il FTSE MIB (+0.05% a 24648 punti) si sono mossi in pochi punti. Nessuno probabilmente aveva voglia di rovinare una buona fine di trimestre. Oggi la musica potrebbe cambiare - é l'ultima seduta prima della pausa Pasquale....

La seduta a Wall Street é stata positiva. L'S&P500 ha aperto al rialzo a 3971 punti ed é salito in maniera regolare fino alle 19.15 quando ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 3994 punti. In seguito l'indice é sceso ma alle 21.30 era ancora a 3988 punti. Solo sul finale é caduto e ha chiuso a 3972.89 punti (+0.36%). Il rialzo é stato sostenuto dai grandi nomi della tecnologia (Nasdaq100 +1.51% a 13091 punti) ma anche il Russell2000 (+1.13%) ha fatto la sua parte. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4799 su 2976, NH/NL a 254 su 140 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 19.40 punti (-0.21), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.42 mentre il Fear&Greed Index é risalito a 51 punti (+6 punti). I Summation Index sono ancora leggermente scesi ma sembrano vicini al fondo.
La situazione tecnica é confusa poiché nell'immediato non abbiamo segnali chiari mentre a medio termine la borsa americana possiede le premesse tecniche per proseguire il rialzo. Ci piacerebbe vedere ancora una correzione minore di un centinaio di punti di S&P500 - il Nasdaq100 fino a quando non supera stabilmente i 13200 punti é ancora formalmente in una fase di correzione con obiettivo minimo a 12500 punti. Abbiamo davanti a noi la lunga pausa pasquale e normalmente prima dovrebbero esserci delle vendite di realizzo. D'altra parte spesso un nuovo semestre inizia con degli acquisti provocati dalla liquidità affluita sui conti dei sistemi pensionistici. Insomma - affrontiamo le prossime sedute nella completa incertezza - sembra che la borsa voglia salire ma il diffuso ottimismo ci rende sospettosi e vediamo un concreto rischio di un vuoto d'aria.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3972 punti (+5 punti). Dall'Asia arrivano segnali positivi (Nikkei +0.72%, Shanghai +0.6%). Alle 08.40 l'Eurostoxx50 vale 3931 punti (+12 punti) - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.3%. Sembra che oggi avremo una seduta moderatamente positiva. Tranne il nostro razionalmente ingiustificato senso di inquietudine non c'é nulla che si oppone ad una seduta di nuovi massimi storici o annuali.

Domani, venerdì 2 aprile le borse europee, quella americana così come la maggior parte delle borse mondiali sono chiuse in occasione del venerdì Santo. In America alle 14.30 verrà pubblicato l'importante rapporto sul mercato del lavoro a marzo - sono aperti i mercati obbligazionari e si trattano i futures sugli indici.
Lunedì di Pasqua le borse europee saranno chiuse mentre a Wall Street ci sarà una normale seduta.
Il nostro prossimo commento tecnico  / analisi del fine settimana verrà pubblicato sabato 3 aprile.

Commento del 31 marzo

Nuovi massimi in Europa e consolidamento in America - logico visto che il cambio EUR/USD cade a 1.17

Ieri le borse europee hanno continuato il rialzo - il DAX (+1.29% a 15008 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 15029 punti - come sapete questo é un segnale indiscutibile - qui si tratta unicamente di capire quando e dove la tendenza potrebbe finire. Valori di RSI nettamente sopra i 70 punti segnalano ipercomperato ma non costituiscono una garanzia che un massimo significativo é vicino ed imminente. Questo indicatore mostra anche che il trend é robusto e in grado di superare le abituali barriere tecniche. C'é un'evidente correlazione tra la forza delle borse europee e il calo del cambio EUR/USD (1.17) - il nostro obiettivo grafico si situa a 1.16 e quindi per logica il rialzo delle borse europee può proseguire alla condizione che dall'America non arrivino segnali decisamente negativi.
A New York l'S&P500 (-0.32% a 3958.55 punti) ha perso 12 punti in una seduta senza direzione e con modesti volumi di titoli trattati. C'é stato un rimbalzo del Russell2000 (RUT +1.72%) a conferma del fatto che al momento il mercato ha due facciate. Solo venerdì scorso c'é stato un rialzo generalizzato. Se no abbiamo sempre delle sedute con forti differenze tra settori in perdita e settori in guadagno come se ci fosse un greggie di speculatori che si sposta velocemente da un tema all'altro. L'implosione del fondo hedge Archegos mostra che non tutti gli speculatori hanno la mano felice e probabilmente c'é anche chi sta subendo delle pesanti perdite malgrado che gli indici sono vicini ai massimi storici. Questo é anche il messaggio lanciato dai Summation Index che anche ieri sono scesi. Questa speculazione a leva é favorita dai bassi tassi d'interesse. Sembra però che il gioco si avvicina alla fine - é bastata una correzione minore per mettere in difficoltà quegli speculatori long che non hanno riserve e agiscono con leve superiori al 10 (secondo la stampa Archegos lavorava con leve tra 3 e 8 - secondo noi visto che il fondo valeva 10 Mia di USD e le perdite delle banche si aggirano sugli 8 Mia di USD la leva doveva essere decisamente superiore a 10). Bisogna fare attenzione perché questo mercato é molto vulnerabile e instabile.

Ieri le borse europee ci hanno sorpreso con una seduta decisamente positiva - l'accelerazione fà sorgere il dubbio che ci sia una certa irrazionale euforia. Sembra che gli investitori internazionali abbiano deciso di comperare Europa approfittando del fatto che l'EUR continua a perdere di valore. È una situazione un pò assurda - il cambio EUR/USD scende poiché gli investitori credono di  più nella ripresa americana che in quella europea e il differenziale dei tassi d'interesse si muove in favore dell'USD. Le borse europee sono evidentemente in una fase di rialzo - l'Eurostoxx50 (+1.12% a 3926 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale a 3929 punti e ha chiuso vicino al massimo con un guadagno di 45 punti. Ora, secondo il RSI a 73.22 punti, l'indice é nuovamente ipercomperato. Temiamo che l'Eurostoxx50 possa essere vicino ad un massimo significativo - tutto dipende da come si svolge il prossimo inevitabile consolidamento. DAX e FTSE MIB (+0.88% a 24636 punti) si trovano in una situazione tecnica simile - questo mostra che gli acquisti toccano tutto il continente senza distinzioni.

L'S&P500 ha aperto a 3960 punti e ha chiuso a 3958.55 punti (-0.32%). Sul grafico appare una seconda candela con poco corpo - durante la giornata il mercato é senza direzione e sembra voler consolidare. Lunedì il Russell2000 era crollato del -2.83% - ieri é rimbalzato del +1.72% senza ragioni apparenti - non c'é molta logica in questi movimenti se non quella della speculazione. Il Nasdaq100 (-0.53% a 12896 punti) sembra invece voler seguire tranquillamente l'S&P500. Questa é però solo un'impressione basata su alcune sedute. Il grafico mostra un cuneo discendente che invoglia all'accelerazione al ribasso - il supporto é sui 12800 punti. Se l'indice chiude una seduta sotto questo livello dovrebbe poi continuare a correggere fino ai 12000 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4620 su 3156, NH/NL a 169 su 561 (deterioramento!) e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é ridiscesa a 19.61 punti (-1.13), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.48 mentre il Fear&Greed Index é rimasto stabile a 45 punti (+1). Il reddito dell'USTBond decennale é fermo a 1.73%. In America si riaccende la discussione relativa al rischio di inflazione visto che Joe Biden intende alzare le tasse e lanciare un piano d'investimento in infrastrutture da 3'000 Mia di USD. Gli Stati Uniti (e non solo loro) stanno decisamente esagerando con il debito...  

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3944 punti (-3 punti). Il Nikkei ha perso il -0.86% - Shanghai é in calo del -0.4%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3918 punti (-11 punti). Le borse europee apriranno con una leggera perdita del -0.3%. Stamattina potrebbe esserci un tentativo di tornare in pari. Crediamo però che nel corso della giornata ci saranno delle vendite di realizzo visto che si avvicina la lunga pausa di Pasqua. Un rimbalzo del cambio EUR/USDF dagli 1.17 dovrebbe alimentare il ritracciamento.
Stamattina bisognerà anche guardare i dati sulla disoccupazione in Germania (08.55) e sull'inflazione in Europa (11.00). Lo scenario dipinto attualmente dai mercati finanziari (fine della pandemia e forte crescita economica senza inflazione) si sembra troppo ottimistico e dovrebbe presto o tardi scontrarsi con la realtà dei fatti (e dei dati economici).

Commento del 30 marzo

Seduta negativa a Wall Street senza conseguenze per l'S&P500

Se ieri sera qualcuno guardava i dati tecnici della giornata di borsa in America avrebbe sicuramente detto che gli indici erano caduti. In effetti l'A/D a 1944 su 5892 e un aumento dei NL (nuovi minimi a 30 giorni) da 291 a 464 sono un segnale indiscutibile di debolezza. Inoltre i Summation Index su NYSE e Nasdaq continuano a scendere - questo significa che la maggior parte dei titoli sta perdendo terreno e che molti investitori stanno seduti su posizioni in perdita. Si é poi stupiti quando si vede che l'S&P500 ha perso solo 3 punti a 3971.09 punti (-0.09%) e anche il Nasdaq100 (-0.10% a 12965 punti) sta marciando sul posto. Cosa é successo ? Il settore delle piccole e medie imprese (PMI) concentrato nel Russell2000 (RUT -2.83%) é crollato, continua a correggere e sembra voler accelerare al ribasso. Insomma - a New York abbiamo una borsa con due facciate - una buona e una cattiva. Bisogna vedere quale prevarrà nelle prossime settimane. Siamo leggermente preoccupati perché anche il grafico del Nasdaq100 non é entusiasmante...

Le borse europee invece sono salite in maniera omogenea tra nuovi massimi storici (DAX +0.47% a 14817 punti) ) e nuovi massimi annuali. L'Eurostoxx50 (+0.42% a 3882 punti) ha guadagnato 19 punti ed é salito su un nuovo massimo annuale a 3890 punti. La tendenza é al rialzo con il problema che senza una dovuta correzione l'indice é ipercomperato e vulnerabile. Questo significa che può continuare a salire in maniera moderata frenato dagli eccessi o può improvvisamente correggere senza preavviso. Questa settimana prima di Pasqua é corta visto che venerdì Santo le borse sono in generale chiuse - potrebbero ancora esserci delle sorprese negative.
La crisi del fondo americano Archegos ha provocato delle perdite ad alcune banche europee. Nel dubbio é stato venduto tutto il settore (SX7E -1.29% a 86.68 punti) malgrado un aumento dei tassi d'interesse di mercato. Per questa ragione il FTSE MIB (+0.12% a 24421 punti ha sottoperformato le altre borse europee. L'SMI svizzero (-0.24% a 11089 punti) ha invece perso 27 punti. Dopo lo scandalo del fondo Greensill Credit Suisse (-13.83%) é pesantemente coinvolta anche nelle crollo del fondo hedge Archegos - gli investitori stanno perdendo la fiducia in questa banca che da anni é in crisi. La colpa é del management e del CdA che sono degli incapaci. Le vendite delle azioni delle banche (anche UBS (-3.90%) é stata toccata dal fenomeno) hanno pesato sull'SMI. Per fortuna il peso del settore finanziario nell'indice é ormai modesto dopo anni di ridimensionamenti e difficoltà. L'A/D a 13 su 7 é positiva ma le pesanti perdite sui titoli bancari hanno zavorrato l'indice.

La seduta a Wall Street é stata movimentata mentre informazioni e speculazioni riguardanti la liquidazione del fondo Archegos si rincorrevano. L'S&P500 ha aperto in calo a 3960 punti. È salito a 3972 punti per poi cadere alle 17.00 a 3943 punti di minimo. Poi c'é stata una fase positiva e volatile - l'indice é risalito alle 19.00 a 3979 punti. Alla fine il mercato si é calmato. L'S&P500 ha ancora toccato un massimo a 3981 punti e ha chiuso praticamente invariato a 3971 punti. I dati sul sentiment sono sorprendenti. La volatilità VIX (che riguarda l'S&P500) é balzata a 20.74 punti (+1.88), il CBOE Equity put/call ratio é relativamente alto a 0.51 mentre il Fear&Greed Index scende a 44 punti (-6). Appaiono segnali di inquietudine malgrado che l'S&P500 é a pochi punti dal massimo storico - strano.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3960 punti (+1 punto). Le borse asiatiche sono in positivo ma non di molto (Nikkei +0.16%, Shanghai +0.5%). L'Eurostoxx50 alle 08.50 vale 3901 punti (+19 punti / +0.5%). Le borse europee continuano tranquilllamente il rialzo. È soprendente - ad inizio anno nessuno aveva puntato sull'Europa come mercato azionario sul quale investire in questo 2021 anche perché la pandemia e la recessione sembrano ancora avere il sopravvento.

Aggiornamento del 29 marzo

Il rally di venerdì sera evapora...

Durante il fine settimana si é scoperto che le vendite di venerdì riguardanti le azioni di società cinesi quotate a New York e di azioni di colossi delle comunicazioni americani come Viacom (-27.31%) sono state provocate dal fondo Archegos che é stato obbligato a vendere azioni poiché le sue posizioni nei riguardi di banche e brokers erano scoperte. Credit Suisse e Nomura annunciano stamattina di aver subito perdite significative a causa delle operazioni di questo fondo - non é chiaro cosa sta succedendo ma il future sull'SP500 cade a 3937 punti (-27 punti) e cancella buona parte dello strano rally di venerdì sera. Si vocifera che il fondo deve ancora vendere alcune decine di miliardi di azioni e sui mercati finanziari c'é un certo nervosismo.
La nave container Evergiven non é più incagliata, galleggia e i motori funzionano normalmente - il canale di Suez nelle prossime ore sarà nuovamente navigabile. Le borse di Tokio (Nikkei +0.53%) e Shanghai (+0.3%) approfittano della notizia positiva per il commercio mondiale.
Durante il fine settimana l'Europa é passata all'orario estivo spostando le lancette dell'orologio in avanti di un'ora. La differenza d'orario con New York é tornata ad essere di 6 ore - la borsa americana apre nuovamente alle 15.30 e chiude alle 22.00.
Vediamo ora se il problema creato dalle difficoltà del fondo Archegos sono serie e in grado di influenzare i mercati finanziari - fino a quando non avremo informazioni precise prevarrà l'incertezza e ci saranno delle vendite. Venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3891 punti - stamattina alle 08.20 vale 3871 punti - guadagna ancora 5 punti (+0.15%) rispetto alla chiusura ufficiale di venerdì sera.
Sul fronte dei cambi, dei prezzi delle materie prime e dei tassi d'interesse non ci sono movimenti rilevanti.

Commento del 27-28 marzo

L'ultima ora e dieci minuti della seduta a Wall Street mi ha lasciato basito...

Fino a giovedì era evidente che l'S&P500 americano stava correggendo. Dal massimo storico del 17 marzo a 3983.87 punti l'indice era sceso fino ad un minimo a 3853 punti ed era rimbalzato. Venerdì alle 19.50 l'S&P500 era tornato a 3918 punti - era nuovamente sopra la MM a 50 giorni e 5 punti sopra la chiusura del venerdì precedente - sarebbe bastata la solita ondata di vendite sul finale di seduta per avere una performance settimanale negativa. Invece la borsa improvvisamente é decollata lasciandoci basiti. In un'ora l'indice é salito a razzo fino a 3978 punti e ha chiuso poco più in basso a 3874.54 punti (+1.66%). Questo movimento ha coinvolto tutti i settori (DJT +2.30%, Nasdaq100 +1.55%, RUT +1.76%) ed é avvenuto malgrado un aumento dei tassi d'interesse (reddito dell'USTBond a 1.67%, +0.04%). Improvvisamente il mercato sembra aver ricominciato a credere ad uno scenario di forte crescita economica e ha dimenticato che l'aumento dei tassi d'interesse può essere negativo per i bilanci delle società tecnologiche. A prima vista tutto questo ha una logica. Se si va nei dettagli sorge però un certo senso di inquietudine. Il movimento di rialzo é partito dalla volatilità VIX (18.86 punti, -0.95) che é stata spinta verso il basso dagli investitori istituzionali - questa potrebbe essere una manipolazione del mercato in vista della chiusura del trimestre. 2I titoli più speculativi della cosiddetta economia distruttiva sono però stati venduti con Tesla (-3.39%) in testa. Insieme a questi titoli sono scese le azioni dei titoli più shortati amati dai piccoli speculatori long e le SPAC (veicoli di investimento "vuoti" in cerca di "vittime"). Infine sono state anche vendute le azioni di società cinesi quotate negli Stati Uniti.
Insomma - la seduta é stata molto strana e sembra che i tradizionali investitori istituzionali si siano presi una rivincita contro gli  speculatori e gli investitori che seguono il momentum e quelli che si muovono sul mercato delle opzioni. La domanda da porsi é se questo nuovo paradigma é una tendenza sostenibile o solo un evento passeggero che sparirà per la fine del mese di marzo.
Già giovedì sera evavamo esaminato l'ipotesi che la correzione fosse finita e l'avevamo rigettata per la semplice ragione che non avevamo nessun elemento tecnico a sostegno della possibilità che i 3853 punti di S&P500 potessero essere il minimo definitivo della correzione intermedia. Oggi siamo allo stesso punto anche se il rally di venerdì sera sposta le probabilità decisamente in favore di una ripresa del rialzo. Ci vuole però un nuovo record storico dell'S&P500 e un ritorno del Nasdaq100 (+1.55% a 12979 punti) sopra i 13200-13300 punti per essere sicuri che la correzione é terminata. Oscillatori e indicatori sono ancora possibilisti. Secondl gli oscillatori la correzione doveva terminare unicamente verso la metà di settimana prossima. I Summation Index sono ancora in calo e gli indici azionari europei sono già nuovamente ipercomperati. A prima vista non sembra che a corto termine le borse abbiano molto potenziale di rialzo. Le correzioni hanno il vantaggio di eliminare le mani deboli e la speculazione riportando il rialzo su solide basi. Quando invece le correzioni terminano troppo presto senza aver creato questi presupposti il successivo rialzo deve immediatamente combattere contro parecchi ostacoli tecnici ed é a rischio di fallimento.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.77% a 3866 punti
SX7E (banche)          -0.61% a 87.81 punti
DAX                         +0.88% a 14749 punti
SMI                          +1.36% a 11116 punti
FTSE MIB                  +0.80% a 24393 punti
S&P500                     +1.57% a 3974.54 punti
Nasdaq100                +0.87% a 12979 punti

Le borse venerdì sembravano aver voglia di buttarsi la correzione alle spalle e di voler riprendere il rialzo. La seduta é stata positiva sia in Europa (Eurostoxx50 +0.89% a 3866 punti) che in America. Con due sedute positive gli indici azionari hanno praticamente eliminato l'effetto negativo di 4-5 sedute di scivolata verso il basso e questo in generale é un segnale che i rialzisti sono più forti dei ribassisti.
Venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3891 punti, il DAX (+0.87% a 14749 punti) 14851 punti. Questi valori teorici corrispondono rispettivamente ad un nuovo massimo storico ed un nuovo massimo annuale. È evidente che la correzione per le borse europee é stata solamente un consolidamento e se questi valori lunedì mattina verranno confermati le borse europee stanno riprendendo il rialzo favorite dalla debolezza dell'EUR nei riguardi dell'USD (EUR/USD a 1.1795 con un minimo annuale a 1.1762).

Come anticipato la seduta a New York é stata strana. L'S&P500 ha aperto a 3925 punti e fino alle 19.50 é oscillato in laterale tra i 3943
ed i 3917 punti. Verso le 19.00 ci sono stati due brevi tentativi di rottura al ribasso con un doppio minimo. Poi la borsa é decollata con il risultato che conoscete. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5713 su 2071, NH/NL a 367 su 291 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ricaduta a 18.86 punti (-0.95), il CBOE Equity put/call ratio era piuttosot alto a 0.58 (cosa sta succedendo ai piccoli speculatori long?) mentre il Fear&Greed Index é balzato a 52 punti (+12 punti!). A breve (DSI) sembra esserci parecchia euforia e questo ci fà dubitare della sostenibilità del rally iniziato venerdì sera.
I Summation Index sono ancora in calo - la tendenza di fondo della borsa americana é formalmente al rialzo con il 51.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 65.81.
Insomma - il semaforo é tornato sul verde ma sotto lampeggia ancora una luce gialla - a cosa si riferisce? - possiamo attraversare l'incrocio senza rischiare di farci travolgere o di trovare un pedone in mezzo alla careggiata? Lunedì mattina dovremmo saperlo con certezza. Mercoledì 31 marzo finisce il trimestre - é possibile che gli investitori istituzionali cerchino di far salire il mercato fino a questa data - se però non riescono a provocare un'accelerazione sopra i simbolici 4000 punti di S&P500 temiamo che possa esserci un'altra correzione dietro l'angolo.

Commento del 26 marzo

Reazione d'orgoglio del Russell2000 (+2.29%)

Ieri ci aspettavamo che dopo una pessima apertura la borsa americana avrebbe tentato un recupero - almeno per colmare il gap d'apertura fino ai 3889 punti di S&P500. In effetti l'S&P500 ha iniziato le contrattazioni a 3873 punti e dopo alcuni minuti di indecisione é sceso fino alle 16.00 quando ha toccato il minimo giornaliero a 3853 punti. A questo punto l'indice era sotto la MM a 50 giorni a 3870 punti. Da qui é iniziata la reazione che però é stata più forte di quanto ci eravamo immaginati. L'indice é risalito fino a metà seduta a 3901 punti e poi si é fermato e ha ritracciato. I rialzisti sono però successivamente ripartiti all'attacco - probabilmente c'é stato parecchio short covering sul Russell2000 (+2.29%) dopo una serie di sedute pessime che avevano fatto cadere l'ndice in alcuni giorni di più del -10%. Con una seconda spinta di rialzo l'S&P500 é risalito fino a 3919 punti di massimo e solo sul finale é ricaduto a 3909.52 punti (+0.52%). Insomma - ci aspettavamo per saldo una seduta con una perdita di una ventina di punti ed invece abbiamo un guadagno di 20 punti e una candela bianca sul grafico che fa tornare subito l'indice sopra la MM a 50 giorni in ascesa. Possibile che la correzione sia terminata qui? Tutto é possibile visto che l'analisi tecnica é strettamente legata al calcolo delle probabilità. Diciamo però che é poco probabile visto che finora si é visto ben poco pessimismo (Fear&Greed Index a 40 punti, invariato) e non abbiamo nessun elemento tecnico a sostegno di questa tesi. I Summation Index sono ancora in calo e soprattutto gli investitori non hanno ancora preso una decisione tra scenario deflattivo o inflattivo. Crediamo che il reddito dell'UST Bond decennale (1.63%) debba ancora salire verso il 2% e provocare un'ultimo tonfo del Nasdaq100 (-0.14% a 12780 punti) che ieri sera non ha brillato.

Nei giorni scorsi ci siamo lamentati che l'Eurostoxx50 (-0.00% a 3832 punti) aveva terminato la seduta senza sostanziali variazioni e questo non ci dava molti spunti di analisi. Ieri sera l'Eurostoxx50 ha chiuso in pari e veramente c'é poco da commentare. Notiamo unicamente che dopo le 12.00 ci sono state delle vendite e l'indice é sceso fino ad un minimo a 3784 punti (-1.2%!). Dopo l'apertura a New York l'indice ha recuperato e questo é un segnale di forza. Abbiamo l'impressione che la forza relativa delle borse europee é una conseguenza dell'indebolimento dell'EUR rispetto all'USD. Questo però non cambia nulla al fatto che le borse europee stanno semplicemente consolidando e non correggendo. Ripetiamo - é possibile che questa pausa permetta alle borse europee di assorbire l'ipercomperato. Favoriamo ancora una discesa sui 3750 punti di Eurostoxx50 prima della ripresa del rialzo ma é possibile che questa correzione minore venga a mancare e venga semplicemente sostituita da un consolidamento con EUR debole.
Lo stesso discorso vale per il DAX (+0.08% a 14621 punti) e per il FTSE MIB (+0.04% 24218 punti).
L'SMI (+0.32% a 11098 punti) é riuscito a guadagnare ancora qualche punto grazie al fatto che al momento gli investitori favoriscono nuovamente i titoli value, come alimentari o farmaceutica, alle speculazioni sulle società che hanno teoricamente ritmi di crescita e potenziale illimitati ma non guadagnano un soldo.

La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5373 su 2360, NH/NL a 151 su 1309 e volume relativo a 0.95. Notiamo il forte aumento dei nuovi minimi a 30 giorni. La volatilità VIX é ricaduta a 19.81 punti (-1.39) mentre il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente piuttosto alto a 0.58. Non rileviamo niente in questi dati che possa suggerire la presenza di un minimo intermedio. Nessun indice é rimbalzato da un rilevante supporto. Secondo gli oscillatori la correzione dovrebbe continuare almeno fino a metà di settimana prossima. Di conseguenza non pensiamo che dal minimo di ieri a 3853 punti di S&P500 possa svilupparsi una sostenibile spinta di rialzo. Pensiamo piuttosto che nei prossimi giorni questo minimo debba essere rivisitato.

Stamattina alle 08.50 il future sull'S&P500 é a 3915 punti (+14 punti). L'Eurostoxx50 é a 3856 punti (+24 punti). Le borse europee apriranno con un balzo del +0.6%/+0.8%. Sullo slancio é probabile che proveranno a guadagnare ancora qualche punto. Poi torneranno al punto di partenza e aspetteranno indicazioni da New York.
Il Nikkei ha guadagnato il +1.56% - Shanghai sale del +0.6%. Sembra che le borse vogliano terminare la settimana con una seduta (moderatamente) positiva.

Commento del 25 marzo

L'America corregge - l'Europa é per lo più indifferente

La giornata di ieri é stata una copia di quella di martedì con la differenza che questa volta le vendite a Wall Street hanno travolto anche il Nasdaq100 (-1.68%). In Europa c'é stata un'altra seduta senza sostanziali variazioni sui maggiori indici azionari (Eurostoxx50 +0.14% a 3832 punti). Il calo di martedì a New York ha provocato un'apertura in calo ma le borse europee hanno velocemente recuperato - nel pomeriggio non é più successo nulla di importante. L'Europa sembra immune ed indifferente alle turbolenze in Asia e in America.
La seduta a Wall Street é iniziata come previsto vale a dire con un rimbalzo - l'S&P500 é risalito fino a 3942 punti contro la nostra stima di 3930 punti. Poi però si é ripetuto quanto già successo martedì - é apparsa pressione di vendita e da metà giornata gli indici sono scesi con un'accelerazione sul finale che ha provocato una chiusura sul minimo giornaliero e con pesanti perdite sul Russell2000 (-2.35%). Questa volta anche la tecnologia ha subito danni (Nasdaq100 -1.68%) malgrado che i tassi d'interesse siano rimasti stabili (reddito dell'USTBond decennale a 1.62%, -0.01%). Ci sono buone e cattive notizie. La cattiva é che la correzione sta guadagnando in momentum e partecipazione e quindi é molto probabile che gli indici debbano scendere sensibilmente più in basso. La buona é che gli oscillatori stanno scendendo velocemente mentre gli investitori stanno diventando pessimisti (Fear&Greed Index 40 punti, -9 punti). È quindi possibile che un minimo significativo venga raggiunto verso fine mese a che ad aprile possa partire una spinta di rialzo. Questo é quanto suggerisce l'analisi tecnica dei mercati azionari. Non sappiamo ancora come si inserisce lo sviluppo dei tassi d'interesse in questo scenario. La correzione delle borse doveva avvenire insieme ad un'impennata del reddito dell'USTBonds in direzione del 2% - invece adesso le borse scendono per conto loro solo a causa dell'ipercomperato e dell'eccesso di ottimismo che devono essere compensati ed assorbiti.

Sull'Europa c'é poco da dire. Anche la seduta di ieri é stata senza spunti e non fornisce elementi d'analisi. L'Eurostoxx50 (+0.14% a 3832 punti), e in generale le borse europee (DAX -0.35%, FTSE MIB +0.39%), é caduto nei primi 5 minuti di contrattazioni ma poi ha recuperato e dopo le 10.00 ha veleggiato intorno alla parità. Sembra che le borse europee vogliano ignorare le correzioni settoriali che stanno avvenendo in America. L'inpressione é che si sta verificando un semplice consolidamento che non dovrebbe sfociare una una correzione ma piuttosto in un modesto ritracciamento di un paio di punti in percentuale - qualcosa simile a quanto successo a febbraio.

Il cambio EUR/USD cade a 1.1820 con un nuovo minimo annuale a 1.1804... La rottura al ribasso é ancora marginale ma la strada verso l'obiettivo a 1.16 sembra aperta anche perché la MM a 200 non serve più da supporto.

L'S&P500 ha aperto al rialzo a 3928 punti. Nella prima ora l'indice ha marciato sul posto ma poi con nostra sorpresa c'é stata ancora una lieve spinta di rialzo e l'indice alle 16.00 ha raggiunto i 3940 punti. Dopo però sono arrivate lentamente ma inesorabilmente le vendite. L'indice é sceso alle 19.20 fino a 3928 punti e poi é caduto come un sasso fino alle chiusura a 3989.14 punti (-0.55%). Questa volta sia tecnologia (Nasdaq100 -1.68% a 12798 punti) che PMI (RUT -2.35%) erano sotto pressione. Si sono salvati il settore energia (ETF Energy +2.51% / il blocco del canale di Suez ha provocato un temporaneo incremento del prezzo del petrolio) e quello dei trasporti (DJT +1.04%). La seduta al NYSE é stata nuovamente decisamente negativa con A/D a 2396 su 5381, NH/NL a 175 su 733 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 21.20 punti (+0.90) e il CBOE Equity put/call ratio (0.57) comincia ad essere sopra la media di lungo periodo. L'umore degli investitori peggiora in maniera vistosa. I Summation Index sono in calo.
Insomma - la correzione prosegue come da copione. Dal massimo del 16 marzo il Russell2000 ha perso circa il -10% - la caduta non può continuare a questo ritmo per parecchio tempo anche perché questo non sembra l'inizio di un ribasso ma una correzione. Dobbiamo però osservare delle vendite da panico prima di poter pensare che la discesa é alla fine - pensiamo che questo possa rispecchiarsi in una impennata del CBOE Equity put/call ratio sopra i 0.70. L'alternativa potrebbe essere una salita della volatilità sul Russell2000 (ora a 33.52 punti) decisamente sopra i 40 punti.

Ora il future sull'S&P500 é a 3886 punti (+6 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +1.14% - Shanghai é in pari (-0.10%). L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3818 punti - come ieri le borse europee apriranno con un modesto calo del -0.3%. Per il terzo giorno consecutiva potrebbe ripetersi la stessa seduta - recupero la mattina, apertura a New York alle 14.30 in guadagno e ritorno dei venditori dopo le 16.00.

Commento del 24 marzo

Crollo del Russell2000 (-3.58%) - gli speculatori perdono la capacità di spingere il mercato al rialzo

Ieri a Wall Street c'é stato un improvviso vuoto d'aria e dopo le 19.30 l'S&P500 (-0.76% a 3910.52 punti) é caduto dai 3936 punti fino al minimo a 3901 punti. L'indice é rimbalzato sul finale e ha chiuso a 3910 punti. Questa volta non é stata la tecnologia a provocare il ribasso ma le PMI raggruppate nel Russell2000 (RUT -3.58%). Questo indice é crollato trascinato verso il basso dai settori energia e finanza. Avrete forse notato che lunedì il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.39 - questo valore mostra una forte speculazione al rialzo. Nella fase di rialzo da novembre a febbraio un valore del genere mostrava che gli speculatori long stavano spingendo il mercato - spesso avevano successo e nei giorni successivi la borsa saliva. Ora invece sembra che abbiano perso il controllo delle operazioni. L'eccesso di speculazione provoca adesso una reazione negativa. Gli incitamenti a comperare qualsiasi cosa lanciati sui social media non hanno più l'effetto sperato - forse perché, considerando le difficoltà del settore tecnologico (Nasdaq100) da metà febbraio, ci si é resi conto che il mercato non conosce solo una direzione - il gregge dei piccoli speculatori sta diventando più prudente. Questo é anche il senso del segnale mandato dai Summation Index che ieri sono nuovamente scesi. Questi indicatori mostrano come si comporta la maggior parte delle azioni. Se scendono é difficile possedere un titolo che guadagna. Se scendono mentre gli indici salgono significa che pochi titoli sostengono il rialzo é che c'é una folta schiera di investitori frustrati pronti a voltare le spalle alla borsa. Ma torniamo agli avvenimenti di ieri sera. Finalmente c'é stata una seduta negativa che sembra confermare la nostra previsione di una correzione intermedia. A questo scopo però ci vorrebbe oggi una continuazione verso il basso. Finora c'é un certo deterioramento degli indicatori ma nessun segnale di vendita. Gli indici hanno però "girato" quando e dove avevamo pensato e questo é un fatto incoraggiante. Anche il Nasdaq100 (-0.52% a 13017 punti) ha avuto una seduta negativa malgrado tassi d'interesse in calo. L'indice é rimasto sotto i 13300 punti e sotto la MM a 50 giorni e sembra aver ripreso la correzione iniziata a metà febbraio dai 13879 punti).

La seduta in Europa é stata insignificante. I maggiori indici azionari hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Da due giorni le borse europee non vanno da nessuna parte. La scivolata verso il basso dell'Eurostoxx50 (-0.18%) é impercettibile - non abbastanza per parlare di correzione. Anche il DAX (+0.03% a 14662 punti) ha marciato sul posto vittima di una rotazione tra settori. Ieri ci sono state prese di beneficio sulle azioni automobilistiche e sono stati comperati titoli difensivi come utilities o farmaceutica. Questo é per il momento un mercato senza spunti e senza direzione. Gli indici europei potrebbero anche eliminare l'ipercomperato in questa maniera - un consolidamento e un modesto ritracciamento.

Il cambio EUR/USD é caduto a 1.1840 - l'attacco al minimo annuale previsto una settimana fà si sta realizzando. Una rottura sotto gli 1.1830 attiverebbe un obiettivo a 1.16.

Ma torniamo a Wall Street - il mercato che fa tendenza. L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 3933 punti - per ore l'indice é oscillato a caso in una ventina di punti. È sceso fino ai 3928 punti, é salito su un massimo a 3949 punti e un'ora e mezza prima della chiusura era ancora a 3936 punti. Poi le vendite che stavamo colpendo il Russell2000 si sono intensificate coinvolgendo tutto il listino. L'S&P500 é caduto sul minimo a 3901 punti ed é rimbalzato fino a 3910.52 punti (-0.76%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1159 su 6668, NH/NL a 225 su 593 e volume relativo a 1.0. Spesso dopo una seduta così negativa a livello di partecipazione (pessimo A/D e volumi su A/D) c'é un debole rimbalzo. Se oggi la borsa non rimbalza significa che la pressione di vendita é dominante. La volatilità VIX é balzata a 20.30 punti (+1.42), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.44 e il Fear&Greed Index é sceso a 49 punti (-5). Se come pensiamo é iniziata una correzione ha ancora parecchia strada da percorrere visto che gli indicatori di sentiment sono in territorio neutro - non c'é ancora nessun segnale di pessimismo.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3901 punti (+1 punto). Il Nikkei ha perso il -2.04% - Shanghai é in calo del -1.60%. L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3813 punti (-14 punti). Le borse europee sono ancora immuni ai segnali negativi provenienti da Asia e Stati Uniti. Gli indici azionari europei apriranno con una modesta perdita del -0.3%. Ci interessa molto vedere cosa succede oggi. La caduta di ieri a Wall Street potrebbe solo essere un incidente senza conseguenze. Dalla seduta di oggi ci aspettiamo una conferma dell'inizio della correzione. Se invece l'S&P500 rimbalza sopra i 3930 punti dovremo rivedere questa previsione.

Commento del 23 marzo

La borsa americana gira a vuoto

L'S&P50 era salito il 16 febbraio a 3950 punti di massimo. Ieri l'indice ha toccato un massimo giornaliero a 3955 punti e ha chiuso 15 punti più in basso a 3940.59 punti (+0.70%) con un guadagno di 27 punti. Quella che a prima vista sembra una seduta positiva é stata per l'analisi tecnica una seduta a partecipazione negativa (A/D a 3463 su 4292) dovuta al cedimento del Russell2000 (RUT -0.91%). È un fatto matematico. Non bisogna dimenticare che il Nasdaq100 (+1.70% a 13086 punti) contiene 100 azioni, l'S&P500 ha 500 membri mentre il Russell2000 raccoglie le azioni di 2000 piccole e medie imprese. Avrete già capito che ieri é stata una seduta di rialzo per la tecnologia e una di ribasso per le PMI e i settori di energia e banche. La conosciuta e seguitissima correlazione con i tassi d'interesse di mercato ha nuovamente funzionato a meraviglia - il reddito dell'USTBond decennale é sceso a 1.69% (-0.05%). La seduta di ieri non ha per niente convinto a livello di partecipazione - l'A/D era deludente (348 su 219) mentre i Summation Index sono in calo. Insomma - la costellazione tecnica sembra confermare l'imminente inizio di una correzione intermedia e non bisogna lasciarsi disturbare del guadagno dell'S&P500 che era preventivato. Come preannunciato ieri mattina le statistiche ci dicono che il lunedì dopo la scadenza dei derivati di marzo e dopo la riunione della FED la seduta a Wall Street é di solito positiva.

Ieri sera non abbiamo scritto nessun commento riguardante la seduta in Europa. La ragione é semplice. Non é successo nulla di rilevante e non sapevamo cosa scrivere.
Le borse europee hanno aperto in calo ma hanno subito recuperato e dalle 11 in avanti sono semplicemente oscillate stancamente in laterale intorno alla parità. L'Eurostoxx50 (-0.08% a 3833 punti) ha chiuso praticamente in pari. Il DAX (+0.25% a 14657 punti) ha ancora guadagnato qualche punto grazie al settore auto (VW +7.29%). Questi movimenti sono assurdi sia per la loro intensità che motivazione. Per mesi i mercati sono stati a guardare mentre la capitalizzazione di Tesla superava di gran lunga quella sommate delle maggiori case automobilistiche mondiali. Poi ci si é resi conto che tutti stanno producendo delle buone auto elettriche e che tutti i costruttori tradizionali stanno conquistando quote del mercato dell'auto elettrica. Improvvisamente c'é stato in borsa un movimento a valanga - non é stato un lento riflusso ma un vero e proprio tsunami - ad inizio anno l'azione di Volkswagen era a 148 EUR - il 17 febbraio era lievitata a 161 EUR - poi c'é stata l'accelerazione e ieri l'azione ha raggiunto i 237 EUR. È come se VW avesse scoperto da un giorno all'altro l'auto elettrica e che questo "nuovo prodotto" fosse in grado di raddoppiare l'utile della società in un paio di mesi. L'eccitazione si sta estendendo a tutto il settore dell'auto europeo - ieri anche Porsche (+8.92%) e Ferrari (+4.88%) hanno goduto dei favori degli investitori. Sono delle borse pazze - qualcuno comincia ad urlare "auto" e se l'idea piace e cominciano ad esserci dei movimenti improvvisamente tutti corrono a comperare anche se ormai i prezzi non giustificano minimamente una decisione d'acquisto.
Per una qualche strana ragione ieri anche il settore farmaceutico ha ritrovato i favori degli investitori. Ne ha approfittato l'SMI (+0.74% a 11048 punti) per superare inaspettatamente gli 11000 punti e toccare un nuovo massimo annuale.

Sulla seduta a Wall Street abbiamo ancora poco da dire. L'S&P500 ha aperto in leggero guadagno a 3915 punti ed é salito regolarmente fino alle 20.00 quando ha toccato il massimo a 3955 punti. Poi é sceso fino alla chiusura a 3940 punti (+0.70%). Il movimento é stato trascinato dai grandi nomi della tecnologia (Nasdaq100 +1.70%). I dati sul sentiment sono interessanti. La volatilità VIX é caduta a 18.88 punti (-2.07), il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente molto basso a 0.39 mentre il Fear&Greed Index é salito a 54 punti (+1 punto). Molti sono convinti che l'S&P500 é partito alla conquista dei 4000 punti. Vedremo se avranno ragione - se però tutti hanno già comperato per approfittare di questa accelerazione mancheranno ulteriori compratori e l'S&P500 invece che salire scenderà.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3922 punti (-8 punti). Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.61%, Shanghai -0.9%). L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3816 punti (-17 punti) - le borse europee apriranno in calo del -0.4%. Al momento le indicazioni fornite dai mercati sono insufficienti per poter parlare di seduta negativa. Conoscete però la nostra opinione - oggi i venditori dovrebbero lentamente farsi avanti....

Aggiornamento del 22 marzo

Per ridurre l'inflazione bisogna diminuire i tassi d'interesse... (secondo l'Erdoganomics)

Settimana scorsa il governatore della Banca Centrale turca ha alzato a sorpresa il tasso d'interesse di riferimento sulla Lira Turca del 2% con l'obiettivo di difendere il corso della moneta e contenere l'inflazione. La mossa non é piaciuta al Presidente Erdogan che lo ha licenziato. In due anni questo é il quarto governatore che viene eliminato per non aver seguito le direttive di politica economica del Presidente secondo il quale per contenere l'inflazione bisogna abbassare il costo del denaro e non diminuirlo. Insomma - secondo Erdogan le teorie economiche sono sbagliate. La reazione dei mercati non si é fatta attendere - durante il fine settimana la Lira Turca ha perso circa il -15% rispetto all'USD. La Turchia é sull'orlo del collasso economico con un'inflazione galoppante e una disoccupazione che secondo le stime raggiunge il 30%. Il peso della Turchia nell'economia mondiale é trascurabile - una crisi economica non dovrebbe destabilizzare i mercati finanziari. Se la Turchia fosse occupata a risolvere i problemi interni ci potrebbero anche essere dei risvolti positivi. Il paese non avrebbe più il tempo e le risorse per immischiarsi in parecchi conflitti regionali - soprattutto in Siria e Irak.
La Turchia é alle porte dell'Europa ed é un importante partner commerciale - le difficoltà turche potrebbero avere risvolti negativi sulle numerose società con interessi economici nel Paese.
Turchia a parte il fine settimana non ha offerto novità di rilievo. Il future sull'S&P500 é stamattina a 3894 punti (-5 punti). Secondo le statistiche il lunedì che segue la riunione della FED e la scadenza dei derivati di marzo é una seduta positiva. Vediamo se la giornata odierna segue le tradizioni. Un rimbalzo oggi dovrebbe costituire per i traders un'occasione di vendita in vista della correzione che dovrebbe svilupparsi nel corso della settimana. Stamattina il Nikkei ha perso il -2.07% - Shanghai sta guadagnando il +1.1%. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3829 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Alle 14.00 Jerome Powell terrà un discorso ma non pensiamo che dirà qualcosa di diverso o nuovo rispetto a settimana scorsa.

Commento del 20-21 marzo

La prova di forza tra FED e mercati fa salire i tassi d'interesse e correggere le borse 

Il reddito dell'US Treasury Bond decennale continua a salire - venerdì ha raggiunto gli 1.74% (+0.03%). L'aumento dei tassi d'interesse é una scusa per una correzione intermedia della borsa americana specialmente nel settore tecnologico che é il più sensibile a questo incremento. La Banca Centrale americana ha più volte dichiarato la sua intenzione di voler mantenere i tassi d'interesse di riferimento vicini allo 0% ancora per un lungo periodo di tempo - mercoledì Jerome Powell ha affermato di non prevedere aumenti fino al 2023. D'altra parte l'inflazione e le aspettative d'inflazione in America aumentano - si situano al momento intorno al 2.2% e questo significa che i tassi d'interesse reali sono negativi. Abbiamo ampiamente discusso questo tema nelle nostre previsioni per il 2021. Gli investitori non hanno interesse a possedere obbligazioni con un reddito reale negativo specialmente quando vedono che i tassi d'interesse di mercato salgono e il valore delle obbligazioni scende. La guerra verbale e le assicurazioni della FED non bastano - é probabile che gli investitori vendano obbligazioni e che il tasso d'interesse continui a salire fino a quando la FED non annuncerà misura concrete per stoppare questo sviluppo. I previsti acquisti di obbligazioni per 120 Mia di USD nell'ambito del QE non bastano considerando che il programma di stimolo economico del governo da 1900 Mia di USD deve essere finanziato attraverso il debito e l'emissione di obbligazioni del Tesoro. Fino a quando durerà questa prova di forza? Nessuno é in grado di dirlo ma ci sono alcuni elementi da considerare che possono aiutarci a fare una stima.
Il reddito reale sugli investimenti a reddito fisso in USD é negativo ma il saldo é in diminuzione. Pensiamo che in ogni caso i mercati siano pronti ad accettare un reddito reale nullo - questo significa che il reddito dell'USTB decennale potrebbe salire fino al 2%-2.25%.
I Bond sono adesso ipervenduti e il DSI é molto basso - I Bond probabilmente non possono scendere molto più in basso prima che ci sai una sostanziale reazione positiva. Giudichiamo che dagli attuali 1.74% il reddito possa ancora lievitare in direzione dei 2% ma non molto più in alto.
Il reddito da dividendo dell'S&P500 é adesso all'1.49% -  lentamente comincia ad esserci un certo interesse a comperare obbligazioni che competono con i dividendi delle azioni.
Al termine della riunione di mercoledì scorso la FED non ha voluto affrontare direttamente il problema giustificando la sua posizione con il fatto che la spinta inflazionistica dovrebbe essere moderata e di breve durata. Non pensiamo che nell'arco dei prossimi giorni sia disposta a cambiare opinione. Crediamo di conseguenza che la prova di forza tra FED e mercati possa durare ancora alcune settimane - il lasso di tempo ideale e necessario per una correzione minore delle borse.
Riassumendo crediamo che il reddito dell'USTBond decennale debba salire lentamente e ad ondate (considerando che il Bond é già ipervenduto) fino al 2%. Nel frattempo la borsa americana dovrebbe svolgere una salutare correzione per eliminare l'ipercomperato e parte dell'eccesso di ottimismo. In questa fase l'S&P500 (3913 punti) potrebbe tornare sui 3700-3800 punti (usando differenti metodi arriviamo a diversi obiettivi tra questi due valori) mentre il Nasdaq100 (12867 punti) potrebbe cadere fino a 12000 punti. Secondo i cicli a questa correzione minore ed intermedia dovrebbe seguire un'ultima possente spinta di rialzo fino a giugno.
I nostri indicatori tecnici sostengono questa previsione.
Sulla base di questo scenario per la borsa americana come potrebbero comportarsi le borse europee che finora hanno ignorato il calo dei titoli tecnologici americani ? Su questo punto siamo incerti. Le borse europee sono fondamentalmente meno care di quella americana - i tassi d'interesse in Europa stanno salendo meno - il reddito del Bund decennale é ancora a -0.288%. Le borse europee salgono grazie ai settori ciclici e finanziari - entrambi non si trovano nell'epicentro della correzione. Al contrario - le banche approfittano dell'aumento dei tassi d'interesse di mercato. Molto dipende degli aspetti psicologici - se gli investitori si spaventano e gli indicatori di sentiment non passano solo dall'ottimismo allo scetticismo ma arrivano a segnalare panico, la correzione coinvolgerà tutto il listino borse europee comprese. In linea di massima però non pensiamo che una correzione di un -5% possa scatenare il panico e quindi riteniamo che le borse europee verrannno meno colpite dal fenomeno. Gli indici potrebbero limitarsi, come già precedentemente annunciato, a scendere sui livelli dove si é verificata la rottura al rialzo di marzo - sono i 3750 punti di Eurostoxx50 (3837 punti) e i 14200 punti di DAX (14621 punti). 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.10% a 3837 punti
SX7E (banche)          -0.53% a 88.35 punti
DAX                         +0.82% a 14621 punti
SMI                          +1.18% a 10967 punti
FTSE MIB                  +0.36% a 24199 punti
S&P500                     -0.77% a 3913.10 punti
Nasdaq100                -0.54% a 12867 punti

La scadenza dei derivati di marzo non ha provocato volatilità. Se trascuriamo gli alti volumi di titoli trattati la seduta di venerdì si é svolta nella calma e gli indici hanno chiuso poco lontano dai livelli d'apertura. Le borse europee dovevano scontare la pessima chiusura di giovedì a New York e hanno aperto in calo. Durante la giornata gli indici sono oscillati in laterale e non sono riusciti a recuperare. Il risultato é stata una seduta negativa ma che non ha fatto danni. Il DAX (-1.05% a 14621 punti) ha toccato giovedì un nuovo massimo storico L'Eurostoxx50 (-0.79% 3837 punti) ha perso 30 punti e ha raggiunto giovedì un nuovo massimo annuale. Non si può ancora parlare di inizio di correzione anche perché le performances settimanali sono positive. Gli indici sono però ipercomperati e quindi dovrebbero ora scendere.

L'S&P500 (-0.06% a 3913.10 punti) ha perso 2 punti e questo ci dice già che non é successo molto. L'indice inizialmente é ancora sceso a 3886 punti di minimo - dopo la caduta di giovedì c'é stata quindi una continuazione verso il basso con una candela sul grafico con massimo e minimo discendenti che puzza di correzione. Il Nasdaq100 (+0.61% a 12867 punti) é rimbalzato ma questo non deve sorprendere visto che l'indice giovedì era crollato del -3.13%. La seduta al NYSE é stata di poco positiva con A/D a 4716 su 3012, NH/NL a 362 su 244 e volume relativo a 1.8 (causato dalla scadenza dei derivati). La volatilità VIX é scesa a 20.95 punti (-0.63), il CBOE Equity put/call ratio é salito leggermente a 0.51 (i traders long stanno perdendo il coraggio?) mentre il Fear&Greed Index é sceso a 53 punti (-2). I Summation Index erano in calo.
Riassumendo la correzione é appena iniziata e venerdì la borsa si é fermata per occuparsi delle operazioni di chiusura dei derivati di marzo. Settimana prossima gli oscillatori cominceranno a scendere facendo pressione tecnica sui listini. Ci aspettiamo una discesa spalmata su parecchie giornate con sedute negative intercalate da rimbalzi secondo il ritmo dettato dallo sviluppo dei tassi d'interesse.

Commento del 19 marzo

A Wall Street é iniziata la correzione intermedia

Ieri c'é stato nuovamente uno scollamento tra Europa (Eurostoxx50 +0.46% a 3867 punti) e America (S&P500 -1.48% a 3915.46 punti). Le borse europee hanno continuato tranquillamente il rialzo e sembrano voler rispettare la regola di un massimo in occasione della scadenza dei derivati di marzo. Forse però questo é solamente la conseguenza del fatto che le vendite a Wall Street sono cominciate solo verso le 17.00 e in quel momento l'S&P500 era ancora sui 3963 punti - l'Europa non ha fatto in tempo a scontare il successivo calo della borsa americana . Inoltre bisogna considerare quali sono i settori dove si sta verificando la correzione causata da un aumento preoccupante dei tassi d'interesse - in effetti il reddito dell'USTBond decennale é salito a 1.71% (+0.08%). Mentre settori ben rappresentati in Europa come quello della banche ne approfittano e salgono ancora (SX7E +2.33% a 90.91 punti), ieri sono precipitati la tecnologia (Nasdaq100 -3.13%) e il settore dell'energia (ETF Energy -4.49%) che come avevamo detto più volte era salito troppo. Inoltre sta avvenendo un riequilibrio nel settore automobilistico. Era ormai evidente che le valutazioni dei costruttori di auto elettriche come Tesla (-6.93%) erano assurde mentre i costruttori tradizionali stanno investendo con successo miliardi per adattarsi alle nuove esigenze del mercato - di questo effetto ne sta approfittando il DAX tedesco (+1.23% a 14775 punti) che ha nel listino parecchie case automobilistiche di rango mondiale (VW, Daimler (+4.80%), BMW). Insomma - secondo gli oscillatori e gli indicatori di sentiment nella seconda parte di questa settimana doveva iniziare una correzione. Era possibile che gli indici salissero fino all'odierna scadenza dei derivati di marzo ma la correzione poteva partire anche prima visto che le operazioni di reporting avvengono a metà settimana. Sembra che l'evento scatenante sia stata la riunione della FED di mercoledì - i mercati non credono che la Banca Centrale americana sia in grado di tenere sotto controllo i tassi d'interesse sull'USD a lungo termine e stanno andando a vedere dove si situa la soglia di "dolore". È possibile che questa prova di forza duri parecchi giorni e spinga il reddito del Bond decennale verso il 2% - in questa fase le borse dovrebbero correggere trascinate dalla tecnologia. Il Nasdaq100 potrebbe cadere fino a 12000 punti. 

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da dire. Le borse hanno aperto in positivo e la mattina hanno combinato poco o niente. Nel primo pomeriggio gli indici sono saliti e hanno toccato il massimo giornaliero verso le 17.00. L'impressione é che gli acquisti pomeridiani provengano dall'America. Dopo le 17.00 le borse si sono sgonfiate ma in mezz'ora gli indici sono scesi poco e hanno chiuso con guadagni da moderati (Eurostoxx50 +0.46% a 3867 punti, FTSE MIB +0.33% a 24460 punti, SMI +0.47% a 10973 punti) a forti (DAX +1.23% a 14775 punti). Gli indici hanno toccato dei nuovi massimi annuali o storici a conferma del trend rialzista. Vedremo ora come le borse europee reagiranno alla correzione in America. Fino a quando la correzione tocca solo settori come tecnologia o energia é probabile che gli effetti negativi sui listini europei saranno modesti. Riprendiamo l'argomento durante il fine settimana valutando quale potrebbe essere l'effetto contagio.

Ieri fino alle 17.00 la borsa americana era tranquilla e si stava profilando una seduta moderatamente negativa causata da un calo della tecnologia. Poi la pressione al rialzo sui tassi d'interesse é aumentata insieme alle vendite nel settore tecnologico. Inoltre il prezzo del petrolio é crollato del -7% causando un'ondata di prese di beneficio sulle azioni delle società del settore. Nasdaq100 (-3.13%) e Russell2000/RUT (-2.94%) sono precipitati e l'S&P500 non ha potuto evitare i danni. L'indice ha aperto in calo a 3955 punti e fino alle 17.00 é oscillato tra i 3945 ed i 3969 punti. In seguito c'é stata una possente spinta di ribasso e dai 3969 punti l'indice é caduto fino al minimo giornaliero a 3910 punti. Sul finale é rimbalzato a 3915.46 punti (-1.48%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1412 su 6398, NH/NL a 723 su 178 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita, come previsto da giorni, a 21.58 punti (+2.35), il CBOE Equity put/call ratio é lievitato a 0.47 mentre il Fear&Greed Index é sceso solo a 55 punti (-3). I Summation Index sono nuovamente in calo. Vedremo ora come prosegue questa correzione. Gli investitori osservano da vicino i tassi d'interesse e valutano qualsiasi segnale congiunturale in grado di muoverli. Oggi le borse saranno occupate con la scadenza dei derivati di marzo - non sono previsti dati economici in grado di muovere il mercato.

Il future sull'S&P500 é sceso stamattina sotto i 3900 punti ma ora é risalito a 3915 punti (+8 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3845 punti (-22 punti). Crediamo che fino alle 12.00 le borse europee tenteranno un recupero - nel pomeriggio le cose potrebbero cambiare con il ritorno sul mercato degli investitori americani. La correlazione é semplice - se i tassi d'interesse sull'USD salgono la borsa americana scende. Il differenziale dei tassi d'interesse tra USD e EUR si sta da settimane muovendo in favore della moneta americana - questo spiega la forza dell'USD (EUR/USD a 1.1930). Il trend potrebbe continuare causando una caduta fino a 1.16. Un decisivo supporto é a 1.1830-1.1850.

Commento del 18 marzo

La FED non ci convince - tiepida risposta della borsa

Ieri sera la Banca Centrale americana, al termine della sua riunione periodica, ha lasciato i tassi d'interesse di riferimento invariati e continua a comperare titoli di Stato e obbligazioni (QE) al ritmo di 120 Mia al mese. Jerome Powell ritiene che i tassi d'interesse ufficiali resteranno vicino allo 0% almeno fino al 2023. La FED non teme una spinta inflazionistica - pensa che la crescita indotta dal programma di stimolo economico sarà robusta e potrebbe provocare un aumento dei prezzi per alcuni trimestri - non vede però la necessità di contrastare questo effetto con un aumento del costo del denaro. Insomma - la FED tenta di vendere lo scenario di una robusta crescita economica con tassi d'interesse bassi e nessun rischio d'inflazione se non temporaneo. Ieri le borse hanno accolto positivamente ma senza entusiasmo questa versione. Il reddito dell'USTBond decennale, che durante la seduta era salito a 1.69%, é ridisceso a 1.63% (+0.01%). L'S&P500, che aveva atteso il comunicato della FED oscillando sui 3945 punti, é balzato su un nuovo record storico a 3983.87 punti per poi chiudere a 3974.12 punti (+0.29%) con un magro bottino di 11 punti.   

Oggi le borse europee dovevano fermarsi in attesa di conoscere le decisioni di politica monetaria della FED che sono state rese note la sera alle 19.00, e quindi dopo la chiusura dei mercati finanziari europei. L'Eurostoxx50 (-0.03% a 3849 punti) si é mosso in pochi punti e ha chiuso praticamente invariato. C'é poco da dire - la candela sul grafico si vede appena - la seduta non fornisce elementi d'analisi.
Questo vale anche per il DAX (+0.27% a 14596 punti) con la differenza che questo indice ha chiuso con un leggero guadagno causato da acquisti sui titoli automobilistici (VW +11.04%, BMW +6.16%).
Insomma - gli indici azionari europei sono generalmente ipercomperati -  se l'America come pensiamo nei prossimi giorni comincia a correggere é molto probabile che l'Europa questa volta seguirà.

La seduta a Wall Street non ci ha detto nulla di nuovo. In fondo l'esito della riunione della FED é stato un non evento che ha bloccato il mercato fino alle 19.00 ma che in fondo non ha provocato scompiglio. L'S&P500 ha aperto a 3948 punti e fino alle 19.00 é oscillato a caso tra i 3935 ed i 3951 punti. Poi dopo il comunicato della Banca Centrale c'é stata una spinta di rialzo che in ondate nervose ha fatto salire l'indice fino ad un nuovo record storico marginale a 3983.87 punti. Nell'ultima ora di contrattazioni l'indice é scivolato verso il basso e ha chiuso a 3974.12 punti (+0.29%). L'entusiasmo degli investitori é durato solo un'ora e ha provocato un rally di una quarantina di punti - poco. Gli acquisti si sono distribuiti su tutti i settori (Nasdaq100 +0.38% a 13202 punti, RUT +0.73%). Notiamo che il Nasdaq100 non ha superato la barriera dei 13200 punti ed é quindi ancora vulnerabile ad una spinta di ribasso e ad una continuazione della correzione iniziata dal massimo del 16 febbraio a 13879 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4928 su 2780, NH/NL a 499 su 138 e volume relativo a 1.0. I dati sulla partecipazione sono mediocri e deludenti considerando i nuovi record degli indici. La volatilità VIX é scesa a 19.23 punti (-0.56), il CBOE Equity put/call ratio era invariato a 0.44 mentre il Fear&Gred Index é lievitato a 58 punti (+2 punti). La borsa americana si dirige puntualmente verso il massimo significativo che dovrebbe essere raggiunto in questi giorni in concomitanza con la scadenza dei derivati di marzo.

Stamattina ritroviamo il future di giugno sull'S&P500 a 3965 punti (+1 punto) - a causa del discount questo corrisponde ad un valore dell'indice cash a 3974 punti. Le borse asiatiche hanno seguito il rialzo di ieri sera a Wall Street (Nikkei +1.01%, Shanghai +0.5%). L'Eurostoxx50 alle 08.25 vale 3874 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.6%. Oggi ci saranno le ultime operazioni di reporting prima della scadenza dei derivati di domani. Potrebbero esserci dei movimenti veloci ed incomprensibili, Per saldo pensiamo che stasera le borse europee si fermeranno vicine ai livelli d'apertura. Dopotutto parliamo di nuovi record storici (DAX) o annuali (Eurostoxx50 e FTSE MIB).
Oggi sono attesi i discorsi di alcuni membri della BCE tra cui Christine Lagarde alle 09.00. Alle 13.00 la BoE comunicherà la sua valutazione sullo stato dell'economia britannica e le sue decisioni di politica monetaria.

Commento del 17 marzo

VIX a 19.79 punti - massimo dell'S&P500 imminente

Ieri abbiamo avuto una normale seduta che ha seguito il trend. Le borse europee hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri e sui massimi annuali con moderati guadagni (Eurostoxx50 +0.55% a 3851 punti) mentre l'S&P500 ha terminato la seduta senza sostanziali variazioni (S&P500 -0.16% a 3962.71 punti) dopo aver toccato un nuovo massimo storico a 3981 punti. Abbiamo notato che la volatilità VIX (19.79 punti, -0.24) é scesa sotto la barriera psicologica dei 20 punti. Secondo i dati sul sentiment (DSI) di questo indicatore c'é adesso molto pessimismo - tutti pensano che la VIX possa solo scendere. Crediamo che sia arrivato il momento per un'impennata che deve corrispondere all'inizio di una correzione dell'S&P500. Forse dovremo ancora aspettare qualche giorno poiché gli oscillatori mostrano che al top possono mancare ancora una o due sedute - inoltre la scadenza dei derivati di marzo é solo venerdì. D'altra parte non bisogna sottovalutare i primi segni di cedimento - vi avevamo detto che la correzione sarebbe partita dai settori più di moda negli ultimi mesi e che il più toccato sarebbe stato l'indice Russell2000 - ieri il RUT é sceso del -1.72%...

Le borse europee si dirigono tranquillamente verso la scadenza dei derivati di marzo che dovrebbe corrispondere ad un massimo intermedio. L'Eurostoxx50 (+0.55% a 3851 punti) partecipa a questo movimento che viene favorito dalla liquidità in cerca di investimenti con buone prospettive. La borse vivono nell'attesa di una forte crescita economica causata dai piani di stimolo lanciati dai governi e sostenuti dalle Banche Centrali. Purtroppo probabilmente avremo solo una forte fiammata congiunturale di qualche trimestre ma questo per ora basta a spingere le borse al rialzo.
Il DAX (+0.66% a 14557 punti) ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 14601 punti sostenuto dal settore automobilistico che ha un forte peso. Lentamente gli investitori si rendono conto che il mercato delle auto elettriche non appartiene solo a Tesla. Anche gli altri produttori stanno investendo miliardi per conquistare questa nuova fetta di mercato. In questo momento gli investitori favoriscono Volkswagen (+6.71%) ma anche le azioni degli altri big del settore guadagnano terreno e questo spinge il DAX al rialzo.
Anche il FTSE MIB (+0.50% a 24261 punti) si é accodato alle altre borse europee.
In Europa la situazione tecnica é invariata. Aspettiamo il ritracciamento sui livelli di rottura di settimana scorsa. La tendenza di fondo é al rialzo ma questa volta gli indici azionari europei non scapperanno alla correzione minore che si delinea sulla borsa americana.

Il cambio EUR/USD scivola a 1.1900. L'impressione é che si sta verificando un tentativo di scendere sotto gli 1.1835 e sotto la MM a 200 giorni. Crediamo che il cambio possa in effetti scendere su un nuovo minimo annuale e cadere velocemente fino a 1.16.

In America abbiamo assistito alla solita seduta a correnti alternate. Il Nasdaq100 ha guadagnato il +0.53% a 13152 punti ed é tornato sulla MM a 50 giorni. RUT (-1.72%) e DJT (-1.56%) sono invece scesi. L'S&P500 si é fermato nel mezzo (-0.16% a 3962.71 punti).
L'S&P500 ha aperto a 3972 punti, é salito sul nuovo massimo storico a 3981 punti per poi cadere ad ondate fino ai 3953 punti di minimo. Sul finale é risalito a 3962 punti. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 2338 su 5411, NH/NL a 588 (pochi!) su 82 e volume relativo a 0.95. Il CBOE Equity put/call ratio era a 0.43 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 56 punti. Il Summation Index sul NYSE é salito mentre quello su Nasdaq é sceso (!). C'é una divergenza negativa che dobbiamo osservare con attenzione - può essere un episodio isolato o un problema strutturale che può provocare una continuazione della correzione del Nasdaq100 ora che l'obiettivo massimo di un rimbalzo é stato raggiunto.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3951 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3846 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.1%/-0.2%). Oggi l'attenzione degli investitori é concentrata sull'esito della riunione della FED. Ci si aspetta che Jerome Powell annunci delle misure volte a contrastare l'aumento dei tassi d'interesse a lungo termine. L'annuncio é previsto alle 19.00. Pensiamo quindi che le borse europee chiuderanno oggi senza sostanziali variazioni. Wall Street rimarra tranquilla in attesa fino alle 19.00 - poi ci saranno ancora due ore di contrattazioni per mostrare cosa si pensa delle misure della FED. Considerando l'imminente scadenza dei derivati di marzo potrebbe scatenarsi il putiferio.

Commento del 16 marzo

Massimo intermedio in occasione della scadenza dei derivati di marzo

Ieri le borse europee hanno marciato sul posto (Eurostoxx50 -0.09% a 3829 punti) mentre l'S&P500 (+0.65% a 3968.94 punti) si é involato verso un nuovo massimo storico grazie alla spinta fornita dalla tecnologia (Nasdaq100 +1.12% a 13082 punti). Questa é la logica conseguenza del calo dei tassi d'interesse di mercato sia in EUR che in USD. In Europa sono scesi i titoli bancari (SX7E -1.23% a 87.73 punti) - in America c'é stato un calo nel settore bancario (BKX -0.83%) e dell'energia (ETF Energy -1.14%) ma questo é stato più che compensato dalla buona performance della tecnologia. Quando certi meccanismi entrano nella mente degli investitori si ripetono per settimane o mesi prima che il mercato non si inventa una nuova storia. Ora gli occhi degli investitori sono puntati sul reddito dell'USTBond decennale (1.62%, -0.02%) e secondo il movimento di questa obbligazione di riferimento si muovono anche i settori considerati come sensibili ai tassi d'interesse.
In ogni caso il comportamento del mercato rispetta in questo momento la previsione. La tendenza é al rialzo e abitualmente la scadenza trimestrale dei derivati avviene su un massimo o su un minimo significativo. In questo caso non avremo ovviamente un massimo. Poiché normalmente le posizioni in derivati vengono chiuse alcuni giorni prima della scadenza é probabile che il massimo si debba verificare intorno a mercoledì - almeno questo é quanto suggeriscono gli oscillatori.
Ieri c'é stata un netto miglioramento degli indicatori di sentiment (Fear&Greed Index a 67 punti, +8). La volatilità VIX é ulteriormente scesa a 20.03 punti (-0.66) - il DSI (indicatore a pagamento) sulla VIX é molto basso - é probabile che a breve ci debba essere una reazione sotto forma di un'impennata della volatilità e un calo dell'S&P500. Facciamo quindi attenzione a quanto viene discusso tra analisti ed investitori - ad un certo momento emergerà un tema che verrà identificato come problematico per la borsa e verrà scelto come scusa per correggere. Potrebbe essere l'intenzione di Joe Biden di alzare le tasse per cercare di ridurre l'immenso debito pubblico.

Le borse europee stanno semplicemente consolidando. Non sembrano avere l'intenzione di svolgere il classico ritracciamente fino al livello su cui si é verificata settimana scorsa la rottura al rialzo (Eurostoxx50 a 3750 punti / DAX a 14200 punti). La seduta di ieri si é conclusa  con un nulla di fatto (Eurostoxx50 -0.09% a 3929 punti) ed é tecnicamente insignificante. È improbabile che prima della scadenza trimestrale dei derivati di marzo di venerdì possa iniziare una correzione intermedia.
Nei prossimi giorni gli indici azionari europei dovrebbero riuscire a guadagnare ancora qualche punto - questo in attesa della prossima correzione intermedia a Wall Street che potrebbe iniziare nella seconda parte di questa settimana. Pensiamo che il massimo verrà toccato mercoledì ma fino a settimana prossima non dovrebbe apparire pressione di vendita.

In America pensavamo che questa settimana l'S&P500 poteva salire su un nuovo massimo storico marginale sui 3960 punti. Questa ottimistica previsione é già stata superata. Ieri l'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 3970.08 punti e ha chiuso a ridosso del massimo a 3968.94 punti (+0.65%). È stata una seduta di moderato e solido rialzo con buona partecipazione e Summation Index in aumento. Gli investitori sono attirati dagli obiettivi a numeri interi e spesso in vicinanza di questi traguardi gli indici vengono risucchiati verso l'alto. Pensiamo quindi che questa settimana l'S&P500 possa ancora raggiungere i 4000 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4954 su 2827, NH/NL a 1019 su 69 (relativamente pochi NH contro NL praticamente assenti) e volume relativo a 1.0. Gli speculatori sono ancora convinti long (CBOE Equity put/call ratio a 0.38). Si vocifera che buona parte dei sussidi alle famiglie previsti dal piano di sostegno economico di Biden da 1.9 Mia di USD andranno a finire in borsa...

Stamattina le borse asiatiche copiano l'America (Nikkei +0.52%, Shanghai +0.8%). Il future scadenza giugno sull'S&P500 é 3962 punti (+4 punti). Le borse europee devono scontare la buona chiusura ieri sera a Wall Street e l'incremento del future americano stamattina. Apriranno quindi con guadagni di circa il +0.5% (Eurostoxx50 a 3844 punti).
Avrete notato che l'America é già passata all'orario estivo. Gli importanti dati sulle vendite al dettaglio verranno resi noti alle 13.30 orario europeo (invece che le solite 14.30). Secondo la ben informata BoA potrebbe esserci una sorpresa negativa. Non pensiamo che dopo la buona apertura oggi le borse europee possano salire più in alto - non ci stupirebbe un'altra chiusura in pari.
Per quel che riguarda lo sviluppo dei tassi d'interesse tutti sono in attesa delle decisioni di domani della FED - ci si aspetta che la Banca Centrale decida delle misure per controllare i tassi d'interesse di lungo termine.

Commento del 15 marzo

Wall Street a corrente alternata - i tassi d'interesse salgono (reddito dell'USTBond decennale  a 1.64%)

Una settimana fà eravamo convinti che la correzione della borsa americana iniziata a metà febbraio non fosse ancora finita. Pensavamo che dopo un rimbalzo dovesse esserci ancora una seconda spinta di ribasso che coinvolgesse i settori ciclici e le borse europee. Invece già lunedì sera, dopo una seduta di forte rialzo in Europa, ci siamo accorti di esserci sbagliati. L'Eurostoxx50 e i suoi colleghi europei hanno accelerato al rialzo e hanno abbandonato la tendenza neutra (o debolmente rialzista) valida da novembre dell'anno scorso e hanno riagganciato la borsa americana al rialzo. Adesso i guadagni da inizio anno (performance 2021 ad oggi) sono nuovamente solidi sia per l'Europa (Eurostoxx50 +7.90%) che per l'America (S&P500 +4.99%).
Tutti si sono resi conto che i tassi d'interesse stanno salendo. Da una parte questo é un segnale positivo poiché significa che la ripresa economica sarà robusta. L'aumento del costo del denaro sta però mettendo in difficoltà i settori sensibili all'aumento dei tassi d'interesse come la tecnologia. Il Nasdaq100 (-0.88% a 12937 punti) sta formalmente ancora correggendo malgrado che la performance settimanale sia stata positiva. Altri settori avantaggiati dall'aumento dei tassi d'interesse, come banche o assicurazioni, stanno invece sovraperformando. Il mercato azionario americano si muove quindi con correnti alternate e contrapposte. Avrete notato che la corsa del Russell2000 continua (PMI - ciclico, performance 2021 +19.20%) mentre altri settori come tecnologia, farmaceutica o consumi di base faticano a seguire. Molto probabilmente fino a quando i tassi d'interesse saliranno questo comportamento della borsa non cambierà. Poi i tassi d'interesse si fermeranno e avranno una correzione - in questa fase la tecnologia probabilmente ricomincerà a trascinare il rialzo della borsa americana nella fase finale. Avevamo previsto che dopo la correzione di marzo la borsa americana sarebbe salita fino a giugno - questo ciclo non cambia - l'unica differenza é che probabilmente la correzione delle S&P500 (+0.10% a 3943.34 punti) é finita sul minimo del 4 marzo a 3723 punti e che le borse europee non hanno partecipato a questo fase negativa.

Gli indicatori mostrano che le borse mondiali sono adesso in un trend rialzista. A corto termine dovrebbe verificarsi un massimo intermedio questa settimana e questo significa che deve seguire a breve una correzione minore. Finora la combinazione tra oscillatori e indicatori di sentiment ci aveva aiutato a individuare queste correzioni con precisione. Ora questo diventa più difficile poiché gli indicatori di sentiment mandano segnali contraddittori. Questo dipende dal mercato di riferimento dei vari tipi di investitori. Chi investiva in tecnologia é perplesso e non molto ottimista - le varie spinta intermedie di ribasso delle ultime settimane hanno scalfito la fiducia di questi traders - per intenderci bene chi possiede Tesla comincia ad avere dei dubbi che l'azione possa solo salire. Gli speculatori, concentrati nel mercato delle opzioni (CBOE Equity put/call ratio a 0.44) seguono il momentum - sono ancora long e ottimisti. A breve la volatilità VIX (20.69 punti, -1.22) é scesa sul limite inferiore del canale di oscillazione degli ultimi mesi. Il DSI troppo basso mostra che scendere più in basso sarà molto difficile mentre é molto probabile che ci sia ora una spinta di rialzo sulla VIX. Come sapete, grazie alla correlazione negativa, questo significa che deve esserci una correzione intermedia dell'S&P500. La VIX segnala una certa euforia nel cortissimo termine.

Le borse europee sono salite nelle prime quattro sedute della settimana. Venerdì c'é stata una seduta negativa - l'Eurostoxx50 é sceso a 3833 punti (-0.32%). Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva nuovamente 3850 punti. Possiamo di conseguenza ignorare questa seduta formalmente negativa.

L'S&P500 ha toccato giovedì 11 marzo un nuovo record storico marginale a 3960.27 punti. Venerdì, dopo una debole apertura, l'indice ha recuperato e ha chiuso vicino al massimo giornaliero a 3943.34 punti (+0.10%). L'aumento del reddito dell'USTBond decennale a 1.64% (+0.10%) ha provocato delle vendite nel settore tecnologico (Nasdaq100 -0.88% a 12937 punti) ma questo effetto negativo é stato compensato da guadagni in altri comparti (DJT +0.96%, RUT +0.61%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4227 su 3473, NH/NL a 1149 su 51 e volume relativo a 0.9. Gli scarsi volumi e la debole rottura al rialzo di giovedì ci fanno credere che a breve c'é poco spazio di manovra. L'S&P500 dovrebbe salire ancora sui 3950-3960 punti prima di dover nuovamente correggere.
Notiamo che i Summation Index ricominciano a salire. Questo indicatore ci dice come si sta comportando la maggior parte delle azioni. Quando i Summation Index salgono é più facile per gli investitori avere delle azioni che stanno guadagnando terreno. Se gli indici salgono mentre i Summation Index scendono significa che il rialzo é trascinato da pochi titoli ed é di consegenza fragile anche perché gli investitori sono frustrati - pochi possiedono i titoli "giusti".
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 63.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent lndex sul NYSE a 73.44. Il Bullish Percent Index sull'energia é a 100 - venerdì l'ETF Energy ha guadagnato il +0.21% malgrado un calo del prezzo del petrolio (65.61 USD/barile, -0.41) - notiamo euforia e pensiamo che la prossima correzione coinvolgerà pesantemente questo settore.

Stamattina i mercati asiatici sono misti. Il Nikkei guadagna il +0.17% - Shanghai é in calo del -1%. Il future di giugno sull'S&P500 (ha un discount di 9 punti) é salito stanotte fino a 3947 punti. Adesso é a 3927 punti (- 5 punti). L'Eurostoxx50 vale 3836 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno.
Da oggi cominciamo ad usare come riferimento i futures che scadono a giugno - in effetti venerdì 19 ci sarà la grande scadenza trimestrale dei derivati di marzo. Spesso in questa occasione le borse si trovano su dei minimi o massimi significativi o su dei punti tornanti. Questa volta crediamo che verso la metà di questa settimana ci sarà un massimo intermedio.

Commento del 13-14 marzo

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +4.46% a 3833 punti
SX7E (banche)          +2.05% a 88.82 punti
DAX                         +4.18% a 14502 punti
SMI                          +2.19% a 10839 punti
FTSE MIB                  +5.00% a 24113 punti
S&P500                     +2.64% a 3943.34 punti
Nasdaq100                +2.12% a 12937 punti

Informazione

Domani mattina vado in ospedale per un intervento chirurgico di lieve entità. Devo fare una pausa di tre giorni. Tra venerdì 12 marzo a domenica 14 marzo il sito non verrà aggiornato. Mi scuso dell'inconveniente. Agli abbonati vengono accreditati tre giorni di abbonamento.
Michele Bernasconi

Commento dell'11 marzo

Nuovo periodo di rialzo in Europa

Per il terzo giorno consecutivo le borse europee hanno guadagnato terreno. Gli indici azionari passano da un record al successivo - o si tratta di un nuovo massimo annuale come nel caso dell'Eurostoxx50 (+0.89% a 3819 punti) o di un nuovo massimo storico come nel caso del DAX (+0.71% a 14540 punti). Sui grafici sono apparse tre candele bianche consecutive e piene - un segno che c'é una robusta forza d'acquisto che parte la mattina e prosegue durante la giornata. Come si vede bene sul grafico del DAX le candele hanno sorpassato il bordo superiore delle Bollinger Bands e le stanno facendo allargare - il trend sembre essere più forte dei limiti tecnici. Pensavamo che dopo il rally di lunedì ci sarebbe stato un calo di momentum ed invece ieri il guadagno giornaliero é stato superiore a quello di martedì. Insomma - dopo che da mesi le borse europee oscillavano in laterale sembra che improvvisamente l'interesse degli investitori internazionali si sia spostato in Europa. Considerando il lungo periodo di consolidamento questa spinta di rialzo potrebbe avere parecchio potenziale. Nei prossimi giorni dovrebbe esserci un ritracciamento per testare dall'alto le vecchie resistenze. Partiamo dal principio che questo test avrà successo poiché le premesse tecniche e fondamentali sono buone.

Ieri l'Eurostoxx50 (+0.89% a 3819 punti) e il DAX (+0.71% a 14540 punti) hanno ripetuto la seduta di martedì - apertura sul minimo e chiusura sul massimo con un sostanziale guadagno. Ci sono adesso sul grafico tre candele bianche consecutive che confermano il nuovo trend rialzista. Ora deve esserci un ritracciamento che deve convalidare la rottura al rialzo. L'Eurostoxx50 potrebbe ridiscendere fino ai 3750 punti. Il DAX potrebbe al massimo tornare a 14200 punti. È raro che per tre giorni consecutivi il DAX resta sopra il bordo superiore delle BB - questo succede normalmente dopo un minimo e all'inizio di un rialzo dinamico - non ce l'aspettavamo come accelerazione su un nuovo record storico - attenzione poiché questo significa che il movimento ha forza e non si lascia impensierire dalla correzione di settori come quello bancario o delle assicurazioni.
Anche il FTSE MIB (+0.46% a 23926 punti) ha avuto un'altra seduta di rialzo e ha raggiunto un nuovo massimo annuale. La rottura e accelerazione al rialzo sembrano validi. Dopo tre sedute positive si delinea a cortissimo termine una situazione di eccesso che deve essere compensata con un breve consolidamento. In questa fase il FTSE deve restare sopra i 23600 punti per confermare il nuovo trend rialzista.
Insomma - durante la correzione della borsa americana, che ha coinvolto soprattutto la tecnologia, l'Europa é stata a guardare. Adesso gli acquisti trascinano anche i mercati europei al rialzo. Considerando il ritardo accumulato con l'America questo movimento potrebbe stupire per durata ed ampiezza. Dopo tre giorni di rialzo é ancora troppo presto per fare delle previsioni. Con una chart point&figure é però possibile fissare degli obiettivi grafici calcolati sull'ampiezza della base. Lo faremo prossimamente.

Anche la seduta in America é stata positiva - l'S&P500 é salito a 3898.81 punti (+0.60%). La prestazione di Wall Street é stata però meno convincente di quella europea. L'S&P500 ha chiuso sul livello d'apertura dopo un'oscillazione in laterale senza direzione. L'indice é teoricamente rimasto sotto la linea di trend discendente - c'é stata unicamente una rottura durante la giornata rientrata per la chiusura. Il Nasdaq100 (-0.33% a 12752 punti) non é riuscito a fare ulteriori progressi dopo i fuochi d'artificio del rimbalzo di martedì. Nel complesso però l'intornazione é rialzista grazie anche al nuovo massimo storico del Dow Jones Industrial.
L'S&P500 ha aperto in guadagno a 3902 punti. Per tutta la giornata é oscillato in laterale cambiando direzione più volte. Ha toccato un minimo a 3885 punti e un massimo a 3917 punti e ha chiuso a 3898.81 punti (+0.60%). È un mercato di flussi e riflussi - al calo della tecnologia si contrappongono i balzi di banche (+2.50%) e energia (+2.53%) e ad approfittarne é stato il Russell2000 (RUT +1.81%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5558 su 2167, NH/NL a 919 su 94 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 22.56 punti (-1.47) - il DSI si avvicina ai 10 punti e quindi a breve ci aspettiamo un aumento della volatilità. Questo significa che l'S&P500 deve nuovamente correggere prima di poter raggiungere un nuovo massimo storico. Il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.42 mentre il Fear&Greed Index é salito di poco a 51 punti (+1 punto).
C'é un cambiamento a livello di Summation Index - come preannunciato ieri nel commento sull'S&P500 quello sul NYSE é salito - quello sul Nasdaq é ancora in calo.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 3922 punti (+25 punti). Tutti parlano del piano di stimolo economico da 1900 Mia di USD degli americani e degli effetti positivi che ci saranno per l'economia americana e mondiale. Il bombardamento mediatico é martellante ed é improbabile che in una situazione del genere qualcuno abbia voglia di vendere. Malgrado questa premessa riteniamo che oggi sia la giornata ideale per l'inizio di una correzione intermedia - finora i mercati ci danno torto - l'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3831 punti (+11 punti). Qualcuno vuole scommettere con noi che la seduta in Europa sarà negativa? - in questo caso partite col vantaggio del trend e di un guadagno iniziale del +0.3%. Il Nikkei ha guadagnato il +0.60% - Shanghai sta salendo del +2.3%.
Oggi si riunisce la BCE - alle 13.45 ci sarà il comunicato finale - alle 14.30 seguirà la conferenza stampa di Christine Lagarde.

Commento del 10 marzo

La risurrezione del Nasdaq100 (+4.03%)

Negli ultimi giorni avevamo segnalato che il Nasdaq100 era ipervenduto e maturo per un sostanziale rimbalzo - il movimento doveva partire in concomitanza con un calo dei tassi d'interesse di mercato (reddito dell'USTBonds decennale a 1.55%, -0.04%). Ieri finalmente questo rimbalzo si é verificato e come spesso succede negli ultimi tempi l'ampiezza della reazione ha superato anche le nostre più ottimistiche aspettative. Avevamo previsto che il Nasdaq100 poteva risalire sui 12800 punti - non pensavamo però che questo potesse succedere in alcune ore di contrattazioni (Nasdaq100 +4.03% a 12794 punti, massimo giornaliero a 12868 punti). Queste ondate di acquisti sono puramente speculative e purtroppo non sono sostenibili - nessuno può credere che l'aumento dell'azione di Tesla del +19.64% sia in qualche modo in relazione con l'attività economica e i risultati della società - nessuno può pensare che il rialzo possa continuare in questa maniera. Le borse sono ormai diventati dei casinò dove società capitalizzate a 700 Mia di USD possono cambiare di valore di un +/-10% in alcune ore - é economicamente assurdo. Polemiche a parte ieri c'é stata una seduta di rialzo sia in Europa (Eurostoxx50 +0.61% a 3786 punti) che in America (S&P500 +1.42% a 3875.44 punti). Ora bisogna vedere se le rotture al rialzo in Europa e i nuovi segnali positivi in America possono avere una continuazione o se ancora una volta si tratta di una falsa partenza.

Ieri in Europa c'é stata una continuazione al rialzo che a prima vista conferma l'accelerazione di lunedì e il nuovo trend rialzista. Attenzione però che spesso queste rotture durano al massimo tre giorni con guadagni giornalieri in calo - poi segue la caduta e il test del livello di rottura che per l'Eurostoxx50 (+0.61% a 3786 punti) e per il DAX (+0.40% a 14438 punti) si trovano rispettivamente sui 3750 punti e 14200 punti. È quindi ancora troppo presto per cantare vittoria.
La candela di ieri sul grafico di molti indici é completamente sopra il bordo superiore delle Bollinger Bands - un evento raro. O il mercato si ferma e aspetta che le BB si allargano o gli indici ricadono a breve nelle BB.
Il FTSE MIB (+0.57% a 23816 punti) sta seguendo le altre borse europee e ieri ha raggiunto un nuovo massimo annuale. In teoria questo potrebbe essere l'inizio di una nuovo spinta di rialzo a corto termine o la continuazione del debole rialzo di fondo valido da novembre dell'anno scorso. Vale però quanto scritto a proposito di Eurostoxx50 e DAX - é ancora troppo presto per parlare di spinta di rialzo sostenibile.

L'S&P500 ha aperto in forte guadagno a 3860 punti. Il grafico della seduta é una parabola con apice verso le 20.00 a 3903 punti e chiusura dopo una caduta finale a 3875.44 punti (+1.42%). Come anticipato gli acquisti si sono concentrati sui pesi massimi della tecnologia - il resto del mercato ha seguito a distanza (DJT +0.48%, RUT +1.91%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5527 su 2223, NH/NL a 734 su 92 e volume relativo a 1.05. Naturalmente questa seduta ha fatto migliorare gli indicatori di momentum e partecipazione - ci sono elementi a sostegno della possibilità della ripresa del rialzo. Noi notiamo però che il grafico dell'S&P500 é ancora negativo poiché la linea di trend discendente é ancora valida. Il Nasdaq100 é tornato a 12800 punti - era l'obiettivo del rimbalzo e niente di più. Infine i dati sul sentiment (VIX a 24.03 punti (-1.44), CBOE Equity put/call ratio a 0.42, Fear&Greed Index a 50 punti (+1)) mostrano che gli investitori sono già nuovamente più ottimisti. Probabilmente la correzione a medio termine non é finita. Non si sta però svolgendo in maniera dinamica come pensavamo ma in maniera strisciante e ad ondate. Potrebbe quindi durare più del previsto - per un solido minimo ci vuole pessimismo e un pò di panico.

Stamattina ritroviaamo il future sull'S&P500 a 3866 punti (-7 punti). Il Nikkei (+0.03%) e Shanghai (in pari) marciano sul posto. L'Eurostoxx50 vale 3782 punti - le borse europee apriranno in leggero calo. Alle 14.30 in America verrà pubblicato l'indice dei prezzi al consumo di febbraio - questo dato riguardante l'inflazione riaccenderà la discussione sui tassi d'interesse e probabilmente darà l'impulso al mercato. Fino nel primo pomeriggio ci aspettiamo borse senza direzione e praticamente invariate.

Commento del 9 marzo

Divergenza tra Europa (DAX +3.31%) ed America (Nasdaq100 -2.91%)

Ieri abbiamo avuto una sorpresa. La normale correlazione tra America ed Europa é saltata in maniera sostanziale ed evidente mettendo in dubbio uno degli elementi del nostro scenario di base. Detto semplicemente la correzione a New York doveva questa settimana cambiare caratteristiche ed essere meno tecnologica e più ciclica - la correzione americana inoltre doveva coinvolgere maggiormente l'Europa. Invece i tassi d'interesse sull'USTBonds decennale ieri sono ancora saliti a 1.59%, il Nasdaq100 é nuovamente precipitato (-2.91% a 12299 punti) con modesti effetti negativi sull'S&P500 (-0.54% a 3821.35 punti) e le borse europee si sono involate verso nuovi massimi annuali (Eurostoxx50 +2.55% a 3763 punti) o storici (DAX +3.31% a 3763 punti).
Ora ci troviamo in una situazione strana ed inattesa. La tendenza delle borse europee sembra passare al rialzo mentre l'America é ancora in una correzione. I Bonds in America e la tecnologia sono però ipervenduti e devono a breve rimbalzare - non sappiamo con quale effetto sul resto dei listini visto che i segnali sono discordanti e contraddittori. Non sappiamo se quando ci sarà il rimbalzo della tecnologia l'S&P500 si involerà verso un nuovo record storico o se invece, come pensiamo noi, ci sarà una rotazione tra settori e la correzione comincerà a coinvolgere i settori ciclici come energia o banche. Invece che subito cambiare opinione sulla base dei segnali lanciati dalla seduta di ieri, preferiamo aspettare l'esito delle prossime sedute - in particolare dobbiamo vedere se le numerose rotture al rialzo osservate ieri in Europa verranno confermate o se invece ci sarà un reversal. Nei prossimi giorni l'Eurostoxx50 (3763 punti) può confermare il rialzo restando sopra i 3750 punti o negarlo tornando sui 3700 punti. Lo stesso vale per il DAX - i 14200 punti sono il livello decisivo.
Tra questi movimenti disordinati delle borse si inserisce il cambio EUR/USD che é sceso a 1.1860. Il rafforzamento dell'USD e l'indebolimento dell'EUR rendono più attraenti i listini europei per chi investe con moneta di riferimento USD - questo spiega in parte la migliore performance delle borse europee.

Ieri le borse europee hanno chiuso sui massimi giornalieri con forti guadagni. È stata un'ottima prestazione che puzza di rottura al rialzo - potrebbe rappresentare la fine del lungo trend neutro valido da inizio anno. Aspettiamo una conferma.

L'S&P500 ha aperto in leggero guadagno a 3843 punti. Dopo un'inizio di seduta tentennante l'indice é salito ad ondate irregolari fino ai 3881 punti. Dopo le 19.15 é sceso e con un'accelerazione sul finale é ricaduto a 3819 punti. Ha chiuso a 3821.35 punti (-0.54%) con una perdita di 20 punti. Come detto é stata nuovamente la tecnologia a pesare sui listini mentre il resto si é comportato relativamente bene (DJT +0.68%, RUT +0.49%). La seduta al NYSE é stata per saldo neutra ed equilibrata con A/D a 3926 su 3808, NH/NL a 1133 su 267 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é salita a 25.47 punti (+0.81), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.45 mentre il Fear&Greed Index (49 punti, -2) é praticamente invariato e neutro.
Vedete nei dati che in America ci sono due correnti contrapposte che praticamente si annullano e si compensano - gli investitori abbandonano la tecnologia e comprano settori ciclici. Questo movimento é molto esteso come mostra l'eccesso di ribasso sul Nasdaq100 a corto termine. Aspettiamo ora un movimento di riflusso per cercare di capire per saldo quale corrente é più forte.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3841 punti (+22 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +0.99% mentre Shanghai perde nuovamente il -1.8%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3760 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Dopo i forti guadagni di ieri e la seduta mista a New York ci aspettiamo stamattina in Europa delle prese di beneficio specialmente se il cambio EUR/USD torna a salire. Nel pomeriggio vedremo come il Nasdaq100 rimbalzerà dal supporto sui 12200-12300 punti.

Aggiornamento dell'8 marzo

L'approvazione del piano di stimolo economico da 1900 Mia di USD non scatena un rally...

Venerdì sera il Senato americano ha approvato il piano da 1.900 mia di USD dell'amministrazione Biden per stimolare l'economia americana e compensare le perdite provocate dal Covid19. Molti investitori ed analisti si aspettavano che la notizia provocasse un rally della borsa. Finora la reazione dei mercati é deludente - i tassi d'interesse salgono e il future sull'S&P500, dopo una breve impennata fino a 3866 punti, scende alle 07.30 a 3825 punti (-13 punti).
Stamattina preoccupano i mercati azionari asiatici. Mentre il Nikkei perde "solo" il -0.42% gli indici cinesi sono in forte calo - Shanghai sta scendendo del -2.3%. Nel frattempo (08.30) il future sull'S&P500 é sceso a 3818 punti (-21 punti). È evidente che la settimana non inizia con una continuazione del rimbalzo di venerdì. L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3714 punti - stamattina dovrebbe riprendere le contrattazioni sui 3692 punti. Le borse europee apriranno con un guadagno del +0.6%. Stamattina ci saranno ancora delle vendite - poi ci aspettiamo un leggero recupero in attesa ci capire quali sono le intenzioni degli americani. La nostra opinione non cambia rispetto a quanto previsto nell'analisi del fine settimana.

Commento del 6-7 marzo

Grazie al rimbalzo la performance settimanale é positiva - la correzione a medio termine non é finita

Dopo tre sedute in profondo rosso venerdì a Wall Street c'é stato l'atteso rimbalzo. Anche questa volta abbiamo sottovalutato l'ampiezza del movimento - pensavamo che l'S&P500 dovesse risalire a 3820 punti ed invece la possente spinta di rialzo ha catapultato  l'S&P500 (+1.95% a 3841.95 punti) fino ad un massimo giornaliero a 3851 punti. Le due sedute di rialzo di lunedì e venerdì hanno superato con i loro guadagni le pesanti perdite delle 3 sedute da martedì a giovedì - per saldo la performance settimanale dell'S&P500 é positiva. A livello di punti il rally di venerdì ha esaurito a corto termine il potenziale di rimbalzo. Probabilmente però ci vorranno ancora alcune sedute di distribuzione prima che le borse cambino nuovamente direzione e ricomincino a correggere. Restiamo dell'opinione che la correzione a medio termine non é finita poiché sul minimo di giovedì a 3723 punti non abbiamo visto niente che potrebbe suggerire la presenza di un solido minimo definitivo a medio termine.
Questa correzione ha un risvolto inatteso. Sta coinvolgendo soprattutto i settori tecnologici concentrati nel Nasdaq100 (+1.64% a 12668 punti) che anche questa settimana, come le due precedenti, ha perso parecchio terreno. Ci sono invece altri settori ciclici come energia o banche che nelle ultime settimane hanno continuato tranquillamente il rialzo - vengono favoriti dalla ripresa economica e il rialzo dei tassi d'interesse (reddito dell'USTBonds decennale a 1.56%) non li disturba. In certi casi li favorisce addirittura - le banche in un periodo di aumento dei tassi d'interesse riescono a migliorare lo spread sui crediti (differenza tra il tasso d'interesse applicato ai clienti e costi di rifinanziamento) in loro favore.  
A breve gli USTBonds sono ipervenduti e gli investitori sono estremamente pessimisti - ci deve essere un rimbalzo sui Bonds che significa tassi d'interesse di mercato in calo. Gli investitori hanno un problema - non sanno decidere se un rialzo dei tassi d'interesse é positivo o negativo per la borsa - gli ottimisti vedono una forte crescita economica mentre i pessimisti sottolineano gli effetti negativi del rialzo dei tassi sulla congiuntura e sui bilanci delle imprese indebitate. Noi crediamo che ora debba verificarsi un'onda di riflusso - i tassi d'interesse sono saliti troppo in troppo poco tempo senza una effettiva ragione - l'inflazione é ancora un miraggio. Crediamo che la seconda parte della correzione colpirà maggiormente i settori ciclici mentre la tecnologia dovrebbe mostrare nuovamente forza relativa. Per logica a questa fase dovrebbero partecipare anche le borse europee che da inizio anno oscillano stancamente in laterale. Il restringimento delle Bollinger Bands (vedi DAX) é un avvertimento - un sostanziale movimento si avvicina e l'analisi tecnica favorisce decisamente la variante della spinta di ribasso.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.91% a 3669 punti
SX7E (banche)          +3.75% a 87.03 punti
DAX                         +0.97% a 13920 punti
SMI                          +0.81% a 10607 punti
FTSE MIB                  +0.51% a 22965 punti
S&P500                     +0.81% a 3841.95 punti
Nasdaq100                -1.86% a 12668 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta decisamente negativa ma possiamo chiudere già qui la discussione poiché un'analisi approfondita é superflua. Alle 17.30 l'S&P500 si trovava sul minimo giornaliero a 3730 punti e il rimbalzo non era ancora partito - le borse europee hanno chiuso ufficialmente con l'America ancora in forte calo. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3714 punti - questo significa che questa seduta negativa praticamente non esiste. A corto termine il trend in Europa é neutro mentre la tendenza di fondo resta debolmente rialzista. Ci sono settori in rialzo come le banche (SX7E +0.66% a 87.03 punti). Nel corso di settimana prossima la situazione dovrebbe cambiare.
Il cambio EUR/USD é sceso venerdì sul minimo annuale a 1.1915. Stranamente nessuno parla di questo ampio movimento e delle conseguenze dell'indebolimento dell'EUR. Non dimentichiamo che per gli investitori che ragionano in USD le azioni europee stanno perdendo di valore a causa dei cambi e quindi gli indice stanno per loro correggendo. Da inizio anno é pur sempre una differenza superiore al 3%...

I dati sul mercato del lavoro americano pubblicati alle 14.30 erano molto buoni (379'000 nuovi posti di lavoro contro gli attesi 182'000) e all'inizio la borsa ha reagito nuovamente in maniera negativa visto che i tassi d'interesse sono salito. L'S&P500 ha aperto a 3805 punti e fino alle 17.30 é sceso e ha toccato un minimo a 3730 punti. Poi finalmente l'eccesso di ribasso ha avuto la meglio ed é iniziato il short covering. L'S&P500 é salito fino a 3851 punti e solo sul finale é tornato a 3841.95 punti (+1.95%). Praticamente tutti i settori hanno partecipato al rally (DJT +3.09%, RUT +2.11%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5691 su 2020, NH/NL a 600 su 1998 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é precipitata a 24.66 punti (-3.91), la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.60 (i traders si sono finalmente spaventati) e il Fear&Greed Index é balzato a 59 punti (+11 punti).
I Summation Index sono ancora in calo.
La tendenza di fondo della borsa americana debolmente al rialzo con il 51.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.05.

Pensiamo che settimana prossima debba succedere qualcosa che metterà in dubbio lo scenario della forte ripresa economica congiunturale. I Bonds sono ipervenduti - petrolio e rame e in generale i prezzi delle materie prime (escluso i metalli preziosi) sono ipercomperati - ci deve essere una correzione. La borse dovrebbero ricominciare a scendere fino alla terza settimana di marzo verso un minimo definitivo a medio termine. In generale non siamo per niente pessimisti - dopo la correzione ci aspettiamo un periodo di rialzo di circa tre mesi durante il quale l'S&P500 dovrebbe superare i 4000 punti.

Commento del 5 marzo

Pessima seduta a Wall Street - abbastanza per un rimbalzo ma non per un solido minimo definitivo
L'Europa non segue la correzione dell'America

Ieri alle 18.05 Jerome Powell si é fatto intervistare dal Wall Street Journal. L'attesa era enorme. Tutti volevano sapere se la FED era preoccupata dal rialzo dei tassi d'interesse e come intendeva affrontare questo problema. Jerome Powell non ha detto nulla di nuovo. La FED ha come obiettivo la piena occupazione e giudica in maniera benigna un temporaneo aumento dell'inflazione sopra l'obiettivo del 2%. La FED non intende per ora cambiare nulla nella propria politica monetaria. Gli investitori e gli analisti si aspettavano di più - pensavano che Powell avrebbe annunciato misure concrete. Di conseguenza i tassi d'interesse sono saliti (reddito dell'UTBonds decennale a 1.54%), il dollaro americano si é rafforzato (EUR/USD a 1.1950) e la borsa americana é nuovamente crollata (S&P500 -1.34% a 3768.47 punti) trascinata verso il basso dalla tecnologia (Nasdaq100 -1.73%). La seduta a New York é stata estremamente volatile - evitiamo per ragioni di tempo di descrivere i vari passaggi da ottimismo a pessimismo con rally intermedi e tuffi impressionanti. Passiamo direttamente alle conclusioni. A corto termine c'é abbastanza ipervenduto per un sostanzaile rimbalzo che potrebbe partire gia oggi - molto però dipende dal report sul mercato del lavoro americano a febbraio atteso alle 14.30. Se la borsa non rimbalzo oggi lo farà all'inizio di settimana prossima specialmente se stasera gli indici restano sopra i minimi di ieri sera (S&P500 a 3723 punti, Nasdaq100 a 12314 punti). Su certi settori (semiconduttori / SOX) o titoli molto speculativi abbiamo visto del panico - alcuni titoli come Google o Facebook sono invece già saliti in controtendenza. Questi sono sintomi di un imminente rimbalzo. A medio termine però il calo non sembra ancora finito. Gli oscillatori di medio termine e il ciclo ci dicono che la borsa americana potrebbe ancora scendere fino alla terza settimana di marzo. Ieri non abbiamo visto panico generale negli indicatori di sentiment - la volatilità é salita di poco a 28.57 punti (+1.90), Il CBOE Equity put/call ratio (0.54) é salito unicamente di poco sopra la media di lungo periodo a 0.53 e il Fear&Gredd Index a 48 punti (-4 punti) é di poco sotto il valore neutro. Insomma - a breve avremo un rimbalzo ma la correzione non é ancora finita. Il rimbalzo della borsa deve essere accompagnato da un rimbalzo dei USTBond rispettivamente un calo, almeno momentaneo, dei tassi d'interesse. Il DSI sui Bonds é a 9 punti - sapete che un valore sotto i 10 punti é raro, segnala un forte pessimismo e garantisce che a breve deve esserci una reazione.

Le borse europee sono state sballottate dagli avvenimenti americani ma hanno chiuso senza vistosi cambiamenti (Eurostoxx50 -0.21% a 3704 punti). A dire il vero siamo sorpresi - non c'é l'abituale correlazione tra Europa ed America. Questo si può spiegare in due maniere. Le borse europee a fine 2020 non avevano partecipato al rialzo e quindi é logico che non partecipino al ribasso. Inoltre in America é soprattutto la tecnologia che sta mettendo in ginocchio il mercato - questo settore é meno presente e dominante in Europa. Crediamo però che la seconda parte della correzione debba coinvolgere maggiormente l'S&P500 e quindi ci aspettiam che anche le borse europee prossimamente si muoveranno decisamente verso il basso. Per il momento il trend in Europa é neutro e niente suggerisce che ci possa essere un movimento di rialzo malgrado il nuovo record storico del DAX di mercoledì.

Il prezzo dell'oro é sceso sotto i 1700 USD/oncia. La tendenza a corto termine é al ribasso e molti temono un crollo. Noi siamo costruttivi e abbiamo comperato Barrick Gold (GOLD). L'oro é ipervenduto (RSI a 26 punti) mentre da 4 giorni i prezzi delle azioni delle miniere d'oro non scendo più o salgono. Questa é una divergenza positiva - crediamo che si stia preparando un'inversione di tendenza.

Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era a 3762 punti. Con la debole apertura delle borse europee é ancora sceso a 3739 punti ma ora (13.30) é risalito a 3773 punti (+7 punti). Il rimbalzo é nei blocchi di partenza - i dati attesi alle 14.30 potrebbero dare il via libera.

Commento del 4 marzo

La borsa reagisce in maniera irrazionale ai dati sull'occupazione USA - le emozioni dominano - Wall Street sta correggendo

Ieri mattina sembrava che le borse dovessero avere una seduta positiva. Senza grandi clamori il DAX (+0.29% a 14080 punti) era salito su un nuovo massimo storico a 14185 punti - pochi se ne sono accorti poiché l'indice da inizio anno guadagna solo il +2.63%. Alle 14.15 la situazione é cambiata radicalmente. L'ADP ha pubblicato il numero di nuovi impieghi creati a febbraio nell'economia americana al di fuori del settore agricolo. I 117'000 nuovi posti di lavoro erano nettamente inferiori alla stima degli analisti di 177'000. Questo dato deludente ha provocato una reazione irrazionale sui mercati finanziari. I tassi d'interesse sull'USD sono tornati a salire (USTBond decennale a 1.47%) e la borse é andata a picco (S&P500 -1.31% a 3819.72 punti) trascinata dalla tecnologia (Nasdaq100 -2.88% a 12683 punti). Si potrebbe spiegare questa reazione per assurdo - se la ripresa economica é così anemica la FED sarà nuovamente obbligata ad intervenire e le ulteriori misure di stimolo non possono che surriscaldare l'economia e creare inflazione. In ogni caso si vede come la borsa reagisce ora in maniera molto emozionale e nervosa. Se alcuni mesi fà tutte le notizie venivano viste in maniera positiva ora comincia a succedere il contrario. Non possiamo che interpretare questi ampi movimenti come distribuzione - la correzione della borsa americana sembra solo all'inizio malgrado che il Nasdaq100 abbia già perso 1200 punti dal massimo del 16 febbraio (ca. -9%) e si avvicini velocemente all'obiettivo primario a 12000 punti.

Ieri mattina le borse europee sono salite e i maggiori indici hanno raggiunto guadagni di circa il +1%. L'Eurostoxx50 (+0.14% a 3712 punti) verso le 10.15 ha toccato un massimo a 3742 punti. Poi lentamente sono arrivate le vendite. Gli indici sono scivolati verso il basso, sono caduti insieme all'America dopo le 14.15 e hanno recuperato sul finale. L'Eurostoxx50 ha chiuso con un leggero guadagno di 5 punti. Il massimo annuale del 15 febbraio é stato egualizzato - d'altra parte non si é verificata una rottura al rialzo e l'indice ha chiuso decisamente più in basso. I segnali si annullano a vicenda e per saldo la tendenza resta neutra con un'intonazione di fondo rialzista visto che l'indice é ancora sopra le MM a 50 e 200 giorni. Questo vale anche per il DAX (+0.29% a 14080 punti).
La seduta del FTSE MIB (-0.16% a 23046 punti) é terminata con una leggera perdita di 36 punti. Il FTSE MIB si é comportato come le altre borse europee con una salita la mattina, un forte calo nel pomeriggio e un recupero sul finale. Anche ieri però il FTSE MIB ha mostrato debolezza relativa nei riguardi dell'Eurostoxx50 (+0.14%) malgrado la buona performance del settore bancario (SX7E +2.36% a 87.12 punti). Uno o due giorni di sottoperformance possono essere un caso - se la debolezza si ripete per parecchi giorni c'é un problema.

Il future sull'S&P500 ieri mattina era salito a 3911 punti. Come spiegato i dati sul mercato del lavoro delle 14.15 hanno cambiato radicalmente la situazione. L'indice ha aperto alle 15.30 sul massimo 3874 punti e con ampie ondate é sceso fino alla chiusura sul minimo a 3819.72 punti (-1.31%). Le vendite si sono concentrate sui grandi nomi della tecnologia mentre energia e banche hanno ancora guadagnato terreno. Questo spiega il comportamento relativamente buono del Russell2000 (-1.06%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2765 su 4951, NH/NL a 792 su 939 e volume relativo a 1.05 (0.9 sul Nasdaq). La volatilità VIX é salita a 26.67 punti (+2.57), il CBOE Equity put/call ratio é di nuovo sopra 0.40 (0.48) e il Fear&Greed Index é caduto a 52 punti (-9 punti). I Summation Index sono ancora in calo.
Ora siamo convinti che la borsa americana sta distribuendo e in alcuni settori sta già correggendo. Il nervosismo e l'alta volatilità sono tipiche di questa fase dove prevalgono le emozioni. Stasera alle 18.05 é previsto un discorso di Jerome Powell durante il quale dovrebbe annunciare nuove misure per tenere i tassi d'interesse sotto controllo. La borsa potrebbe reagire con violenza - un possibile rally dell'S&P500 deve essere venduto.

Sono le 08.50. Il future sull'S&P500 é a 3810 punti (-6 punti) - l'Eurostoxx50 vale 3690 punti (-22 punti). Le borse asiatiche stamattina erano in calo (Nikkei -2.16%, Shanghai -2%). Tutti sono in attesa delle decisioni della FED - probabilmente stamattina le borse europee saliranno leggermente per colmare parte delle perdite iniziali. Poi i mercati si fermeranno fino a stasera alle 18.00.

Commento del 3 marzo

Come le maree

Da alcuni giorni la borsa americana viene mossa dai traders che a seconda dell'umore della giornata comprano o vendono gli stessi titoli provocando dei movimenti sugli indici superiori al solito. Basta guardare quanto succcesso ieri su Tesla (-4.45%) o Zoom (-9.00%), due azioni che abbiamo citato nel commento di ieri, per avere una conferma. Dopo il rally di lunedì ieri l'S&P500 é ricaduto a 3870.29 punti (-0.81%). Per lo meno sembra che la spinta di lunedì non costituisca l'inizio di una fase di rialzo ma debba piuttosto essere vista come una fase di distribuzione. L'inizio di marzo non é come l'inizio di febbraio.

Le borse europee ieri hanno marciato sul posto. Sono salite la mattina e scese nel pomeriggio - a fine giornata gli indici più importanti hanno chiuso con leggere variazioni. Dopo la buona seduta di lunedì ieri l'Eurostoxx50 (+0.03% a 3707 punti) si é fermato. Si é mosso in pochi punti e ha chiuso praticamente invariato e al centro del range giornaliero. Purtroppo questa seduta non ci fornisce argomenti d'analisi - conferma piuttosto il trend neutro. Per il DAX (+0.19% a 14039 punti) vale lo stesso ragionamento.
Sugli indici cosiddetti minori ci sono stati dei movimenti più ampi. Mentre le borse europee hanno chiuso in leggero guadagno il FTSE MIB (-0.78% a 23083 punti) é caduto in maniera vistosa, ha perso 181 punti e ha chiuso sul minimo giornaliero. Debolezza temporanea o la borsa italiana ha un problema? Per ora non possiamo dirlo visto che dal grafico non traspare nulla di particolare. L'SMI (+1.03% a 10817 punti) ha avuto un'altra buona seduta con l'aggiunta che il mercato azionario svizzero ha nettamente sovraperformato l'Europa. Una conseguenza dell'indebolimento del CHF (EUR/CHF a 1.1040) o forse gli acquisti di inizio mese? L'indice resta nel range 10600-11000 punti. L'analista tecnico vede sul grafico tre possibilità - un canale discendente, un canale orizzontale o un rialzo che con questa spinta deve far salire l'SMI direttamente su un nuovo massimo annuale. La decisione cadrà nelle prossime due o tre sedute.La variante del rialzo é la meno probabile.

La seduta a New York invece é stata decisamente negativa. L'S&P500 (-0.81% a 3870.29 punti) ha chiuso vicino al minimo giornaliero a causa di un'ondata di vendite sul finale (-32 punti) - come venerdì scorso. Si dice che in chiusura agiscono le mani forti costituite dagli investitori istituzionali. Nella somma delle due prime sedute della settimana hanno prevalso i rialzisti - molto probabilmente ci sarà ora un tentativo di far salire l'S&P500 stabilmente sopra i 3900 punti piuttosto che una discesa sotto i 3800 punti. Se però il tentativo fallisce la prossima spinta decisiva sarà al ribasso.
L'S&P500 ha aperto in leggero guadagno a 3904 punti. L'indice é sceso fino alle 17.40 quando ha toccato il minimo a 3868 punti. Poi é risalito fino ai 3802 punti ed é ridisceso in chisura a 3870 punti - una giornata volatile con bassi volumi sul Nasdaq - i traders si sono divertiti specialmente giocando al ribasso sulla tecnologia (Nasdaq100 -1.68%) e sul Russell2000 (-1.93%) - é evidente che molti investitori hanno giudicato il balzo di lunedì come esccessivo. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2499 su 5203, NH/NL a 430 su 429 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita di poco a 24.10 punti (+0.75), il CBOE Equity put/call ratio é lievitato a 0.44 e il Fear&Greed Index é sceso a 61 punti (-5 punti). I Summation Index sono in calo.
Questa seduta ha relativizzato il rialzo di lunedì e ha tolto parecchia forza a questa spinta. Sembra che adesso avremo alcuni giorni di oscillazione tra i 3800 ed i 3900 punti - vedremo se si tratta di distribuione (come pensiamo noi) o di accumulazione. 
 
Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3892 punti (+24 punti) - la giornata inizia in maniera positiva. L'Eurostoxx50 vale 3728 punti (+0.60%). Non crediamo che oggi le borse possano andare decisamente più in alto - per l'Eurostoxx50 sarebbe la terza seduta consecutiva positiva. Pensiamo che l'S&P500 debba essere nuovamente respinto verso il basso dai 3900 punti - crediamo che la seduta sarà moderatamente positiva ma le borse europee dovrebbero chiudere sotto i livelli d'apertura.
Le borse asiatiche stamattina si sono riprese - il Nikkei ha guadagnato il +0.51% - Shanghai sta salendo del +2%.

Commento del 2 marzo

Investitori iperattivi e sovraeccitati

Secondo le previsioni ieri doveva esserci un moderato rimbalzo - ci aspettavamo che verso la metà di questa settimana l'S&P500 risalisse dai 3811 punti di venerdì fino a 3850-3880 punti. L'S&P500 ha invece toccato un massimo giornaliero a 3914 punti e ha chiuso a 3901.82 punti (+2.28%) con un guadagno di 90 punti e modesti volumi di titoli trattati. Il rimbalzo, se di rimbalzo si tratta, ha già superato in una giornata le nostre più ottimistiche previsioni. Evidentemente stamattina siamo perplessi - questo rally non corrisponde per niente all'immagine che avevamo davanti agli occhi di un mercato che rimbalza debolmente prima di ricominciare a correggere. D'altra parte questa seduta non sembra rappresentare l'inizio di un'ulteriore spinta di rialzo - il Nasdaq100, malgrado il guadagno del +2.89%, ha il volume più basso dell'anno di titoli trattati. Gli investitori sembrano aver semplicemente comperato le azioni di moda che avevano precedentemente corretto (p.e. Apple +5.39%, Tesla +6.36%, Zoom +9.65%) senza apparentemente riflettere se questo fa senso sulla base dei fondamentali. L'esempio più evidente é stato il balzo del settore dell'energia (ETF Energy +2.60%) malgrado che il prezzo del petrolio fosse sceso del -1.40%. Inoltre preoccupa il fatto che, negli indicatori di sentiment, dalla prudenza osservata venerdì siamo nuovamente passati ad una preoccupante esuberanza - gli investitori sono di nuovo decisamente ottimisti (Fear&Greed Index a 66 punti, +18 punti!) e speculativamente orientati al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.38). Quando il mercato azionario fa qualcosa che secondo noi é "strano" o "inatteso" preferiamo sempre aspettare uno o due giorni prima di emettere un parere definitivo su quanto accaduto ed eventualmente correggere le nostre previsioni a breve.

Già durante la seduta in Europa ci siamo accorti che le cose non stavano andando come pensavamo. Anche in Europa ieri doveva iniziare un rimbalzo di portata limitata. Invece c'é stata un'imperiosa spinta di rialzo con modesti volumi di titoli trattati. L'Eurostoxx50 (+1.93% a 3706 punti) ha chiuso con un guadagno di 69 punti e a ridosso del massimo giornaliero. Le perdite delle ultime due sedute sono state cancellate con un colpo di spugna. Questa seduta sembra negare lo scenario di una correzione e riportare l'Eurostoxx50 per lo meno in un trend neutro. Questi rapidi e radicali cambiamenti d'umore e di direzione sono sconvolgenti e irrazionali. Il rialzo ha coinvolto in maniera omogenea tutti i mercati (DAX +1.64% a 14012 punti, FTSE MIB +1.82% a 23264 punti) e tutti i settori, anche quelli difensivi ben rappresentati nell'SMI svizzero (+1.75% a 10706 punti). L'indice delle banche SX7E (+1.10% a 84.80 punti) é salito meno che il resto del mercato. Questo é dovuto al calo dei tassi d'interesse. Presto o tardi i mercati devono decidere se giocare lo scenario della forte crescita economica con inflazione o quello dell'espansione congiunturale di un qualche trimestre senza inflazione. In entrambi i casi le azioni sono troppo care - abbiamo visto settimana scorsa che lo scenario preferito di una forte crescita economica senza inflazione e con tassi d'interesse stabili e molto bassi non é consistente.
Il cambio EUR/USD scende a 1.2025. Anche a livello dei cambi non si riesce più a riconoscere una logica nei movimenti disordinati intorno a 1.20. La MM a 50 giorni comincia a scendere - quella a 200 giorni continua a salire e fornisce ipotetico supporto ma solo a 1.18.

L'S&P500 ha già aperto in forte rialzo a 3869 punti. Gli investitori hanno nuovamente interpretato la discesa dell'S&P500 di settimana scorsa a 3800 punti (minimo a 3789 punti) come una correzione minore completa e grazie alla motivazione fornita dal calo dei tassi d'interesse sono ripartiti alla carica. L'S&P500 é prima ridisceso a 3865 punti e poi é partita una prima lunga onda di rialzo. L'indice é lentamente e regolarmente salito sui 3900 punti ed é poi scivolato a 3889 punti. Da qui é partita una seconda onda con apice a 3914 punti e fine (chiusura) a 3901.82 punti (+2.38%). Abbiamo già citato il Nasdaq - anche il Russell2000 (+3.37%) ha fatto la sua parte. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6470 su 1284, NH/NL a 586 su 206 (nulla di speciale) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 23.35 punti (-4.60) - i Summation Index sono ancora in calo.
Insomma questa seduta di forte rialzo non fornisce ancora un'indicazione chiara riguardante il trend. La variante della correzione a medio termine resta la nostra favorita malgrado che ora ci sia di fianco un punto di domanda. Pensiamo e speriamo ora di avere un paio di sedute di consolidamento - queste dovrebbero fornirci le informazioni necessarie per interpretare correttamente le intenzioni degli investitori malgrado che a breve si stanno comportando in maniera nevrastenica. 

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3886 punti (-12 punti) - questo conferma le statistiche che ci dicono che dopo una seduta di forte rialzo come quella di ieri spesso c'é una seduta moderatamente negativa di consolidamento. L'Eurostoxx50 vale 3697 punti (-9 punti) - le borse europee apriranno in leggero calo. Stamattina dovrebbero provare a tornare il pari. Poi cercheranno nuovi impulsi - potrebbero trovarli nei dati sull'inflazione nell'UE previsti alle 11.00.
Le borse asiatiche stamattina non seguono l'esempio di New York e sono in calo - il Nikkei perde il -0.86% - Shanghai é in calo del -1.2%.

Aggiornamento del 1. marzo

Si inizia con il rimbalzo...

Stamattina i futures sui Bonds salgono, i tassi d'interesse scendono ed il sole ritorna a splendere sui mercati finanziari - anche il Bitcoin, che domenica aveva dato segni di cedimento, sta guadagnado terreno. Il future sull'S&P500 sale a 3845 punti (+35 punti) - é già sulla buona strada per raggiungere i 3850- 3880 punti che abbiamo indicato domenica come possibile obiettivo di un rimbalzo di alcuni giorni. Per evitare le solite domande degli abbonati precisiamo che queste sono sempre delle indicazioni di massima che possono venire leggermentte adattate a secondo le informazioni del momento. Sapete però quali sono i temi caldi da seguire: tassi d'interesse e piano di rilancio economico da 1900 Mia negli Stati Uniti che dovrebbe essere approvato dal Congresso durante questa settimana. Il tutto viene poi condito dai dati economici che mano a mano verranno pubblicati nel corso della settimana.
Bisogna poi fare attenzione se ci sono dei movimenti discordanti - stamattina non vediamo nulla di strano - i prezzi del petrolio, del rame e dei metalli preziosi sono tornati a salire.
Alle 08.20 l'Eurostoxx50 vale 3667 punti (+31 punti) - le borse europee apriranno con plusvalenze di circa il +0.8%/+1.0%. Sullo slancio stamattina gli indici azionari europei saliranno più in alto. Poi si fermeranno in attesa di sapere quali sono le intenzioni degli americani. Nel pomeriggio ci aspettiamo una stabilizzazione ad alto livello. Ulteriori acquisti sono possibili ma dovrebbero essere limitati - non pensiamo che già oggi i ribassisti proveranno un affondo. Restiamo però dell'opinione che il rimbalzo deve essere utilizzato per vendere - la correzione di marzo é solo agli inizi.

Commento del 27-28 febbraio

Il reddito dell'USTBonds decennale ricade a 1.44% (-0.10%) - rimbalzo a breve ma in seguito la correzione deve continuare

Si supponeva che la FED americana fosse in grado di tenere i tassi d'interesse sotto controllo e che la fenomenale ripresa economica che deve seguire alla recessione provocata dalla pandemia potesse verificarsi senza spinte inflazionistiche. Per settimane le borse hanno ignorato il rialzo esplosivo dei prezzi delle materie prime come petrolio o rame. Questo non era considerato come un problema ma una buona ragione per comperare azioni dei settori dell'energia o delle materie prime. Improvvisamente settimana scorsa ci si é invece resi conto che esiste un dilemma - non può esserci crescita economica senza un aumento del costo del denaro e quest'ultimo é un problema per i mercati azionari. Specialmente perché i prezzi delle azioni scontano un forte incremento degli utili delle imprese ma non scontano un aumento dei tassi d'interesse. Insomma - non si può avere l'uovo e la gallina e quando il reddito dell'US Treasury Bonds ha raggiunto la soglia critica dell'1.5% (che guarda caso era stata con mesi di anticipo indicata da molti analisti noi compresi - vedi commento tecnico del 9-10 gennaio) le borse hanno reagito con un'ondata di vendite. Le perdite più forti si sono verificate nel settore tecnologico che secondo la narrativa é più sensibile alle variazioni del costo del denaro. Nuturalmente questo é in parte assurdo e ingiustificato - il reddito dell'USTBonds é salito dai 0.65% di settembre 2020 fino agli 1.34% di una settimana fà senza che nessuno battesse ciglio - al contrario la borsa continuava a salire e passare da un record storico al successivo. L'aumento dei tassi era invece una buona ragione per comperare le azioni delle banche. Improvvisamente però molti hanno cominciato a parlare di inflazione e quando il reddito dell'USTB decennale ha superato l'1.5% é scoppiato il putiferio. Come diciamo spesso una volta che le premesse tecniche per una corrrezione sono ideali ci vuole solo una scusa per scatenare le vendite. Le borse questa settimana sono scese - in Europa (Eurostoxx50 -2.07%) meno che in America (S&P500 -2.45%). Del rialzo da inizio anno non resta però più tanto (DAX +0.49%, Eurostoxx50 +2.36%, S&P500 +1.47%, Nasdaq +2.36%). La fiducia dei rialzisti é stata scossa nelle fondamenta e molto probabilmente a metà febbraio si é verificato un massimo significativo. Malgrado che l'S&P5000 abbia in tre sedute testato con successo il supporto sui 3800 punti (supporto statico + MM a 50 giorni) non crediamo che ci sia solo stata una correzione minore e che la borsa americana possa tranquillamente riprendere il rialzo. Sia gli indicatori di medio termine che quelli sul sentiment puntano in un'altra direzione. La variante favorita anche dai cicli é quella di una correzione di medio termine che dovrebbe terminare nella terza settimana di marzo. Come aveva correttamente indicato il DSI (Daily Sentiment Index) sui Bonds venerdì si é verificato un rimbalzo - i futures sui USTBonds sono risaliti (anche quelli sul Bund! - il "problema" é anche europeo), i tassi d'interesse sono ridiscesi e il Nasdaq100 (+0.63% a 12909 punti) é rimbalzato. L'S&P500 invece ha avuto ancora una seduta negativa (-0.48% a 3811.15 punti) e ha chiuso nella parte inferiore del range giornaliero con una caduta di 40 punti nell'ultima ora di contrattazioni. È possibile che la prossima settimana inizi ancora con un breve tuffo delle borse - forse l'S&P500 deve ancora scendere sotto i 3800 punti a causa dei molti speculatori obbligati a vendere a causa dei margin calls causati dalla debole chiusura di venerdì. Pensiamo però che il temporaneo calo dei tassi d'interesse debba a breve provocare un rimbalzo delle borse - concretamente l'S&P500 potrebbe tornare a metà di settimana prossima sui 3850-3880 punti. Questo eventuale rimbalzo deve però essere venduto. In seguito la correzione a medio termine deve fare il suo corso e far scendere l'S&P500 decisamente più in basso. La ragione? A dire il vero non importa ma potrebbe essere sia essere un'ulteriore impennata dei tassi d'interesse che la delusione nel caso in cui il piano di stimolo economico di 1900 Mia di USD dell'amministrazione Biden non venisse approvato (o venisse edulcorato) dal Congresso. Fino a dove potrebbe cadere l'S&P500? Possiamo solo fare delle ipotesi. La prima spinta di ribasso é stata di circa 150 punti. Nell'ambito di una classica correzione ABC la seconda spinta potrebbe essere di ampiezza simile dopo un rimbalzo di una cinquantina di punti - arriviamo ad un obiettivo sui 3700 punti. Temiamo però che le vendite, finora concentrate nei settori più speculativi, debbano estendersi al resto del listino. La pressione di vendita deve aumentare e gli investitori devono passare dall'attuale lieve inquietudine (Fear&Greed Index a 48 punti, -10 punti) al pessimismo con un breve passaggio al panico. In questo caso il potenziale massimo di ribasso é a 3500 punti dove si troverà tra un paio di settimane la MM a 200 giorni. Le borse europee dovrebbero seguire docilmente - sulla base di quanto osservato settimana scorsa é possibile che le perdite in Europa saranno più contenute. Gli eccessi di rialzo sono più pronunciati in America é sarebbe logico che la borsa americana corregga di più.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.07% a 3636 punti
SX7E (banche)          +1.42% a 83.88 punti
DAX                         -1.48% a 13786 punti
SMI                          -1.71% a 10522 punti
FTSE MIB                  -1.24% a 22848 punti
S&P500                     -2.45% a 3811.15 punti
Nasdaq100                -4.94% a 12909 punti

Venerdì le borse europee hanno seguito come d'abitudine i segnali provenienti dagli Stati Uniti. Gli indici hanno aperto in calo e sono subito precipitati sui minimi giornalieri. Poi hanno recuperato quasi tutte le perdite ma sono ricaduti nel pomeriggio dopo la debole apertura a Wall Street. Infine si sono "attaccati" all'America e sono risaliti moderatamente fino alla chiusura. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3636 punti (-1.33%) con un minimo a 3622 punti. Alle 22.00 l'indice valeva 3643 punti. Finalmente anche il settore bancario (SX7E -2.16% a 83.88 punti) ha sentito la forza di gravità - la performance settimanale é però positiva!
In Europa vengono ancora comperati i settori ciclici - le prese di beneficio sono arrivate solo venerdì. In un contesto del genere é evidente che il difensivo SMI svizzero (-1.28% a 10522 punti) continua soffrire.
Nelle prossime settimane riteniamo che le borse europee resteranno molto volatili - sarà importante non perdere di vista la tendenza di fondo. Da inizio anno gli indici azionari europei oscillano in laterale. Ci sono le prime rottura sotto le MM a 50 giorni in ascesa. Evitiamo di fisare degli obiettivi per questa correzione poiché, come in America, il range tra la variante migliore e quella peggiore é troppo ampio. Speriamo dopo aver osservato il rimbalzo che dovrebbe verificarsi all'inizio di settimana prossima di poter fare una stima affidabile. Più il rimbalzo sarà anemico e più la correzione sarà profonda.

La seduta di venerdì a Wall Street e andata secondo i piani fino alle 21.50 - il crollo sul finale ci ha sorpreso e non sappiamo cosa significhi. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 3846 punti ma all'inizio é ancora sceso e si é verificata l'attesa marginale rottura del supporto a 3800 punti. L'indice é crollato alle 16.30 a 3789 punti di minimo. Poi é risalito ad ondate fino a metà giornata a 3861 punti. Dopo un'ulteriore calo di una trentina di punti e una risalita a 3851 punti alle 21.50 c'é stata la caduta finale a 3811.15 punti (-0.48%). A livello settoriale gli investitorti sono andati alla disordinata ricerca di vincitori e perdenti (DJT -0.31%, RUT +0.04%, Nasdaq100 +0.63%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2681 su 5004, NH/NL a 183 su 717 e volume relativo a 1.2 (0.9 sul Nasdaq). La volatilità VIX é scesa (!) a 27.95 punti (-0.94) mentre Il CBOE Equity put/call ratio si é finalmente mosso al rialzo (0.63). I Summation Index continuano a scendere.
Vediamo ora come inizia la settimana entrante - oggi, domenica, i prezzi delle criptovalute sono in calo - il Bitcoin perde il -3%. Spesso questo significa che lunedì le borse apriranno in calo.

Il prezzo dell'oro é caduto a 1734 USD/oncia. Si é verificata una evidente e proccupante rottura al ribasso di cui non capiamo le ragioni. A breve l'oro é ipervenduto (RSI a 29.13) - potrebbe rimbalzare fino a 1760-1770 USD e salvare la base per un successivo rialzo. La tendenza di fondo sembra però passare al ribasso e questa é una cattiva notizia per i rialzisti come noi. Vi terremo aggiornati sullo sviluppo della situazione. In generale in periodi di inflazione il prezzo dell'oro aumenta. Il calo attuale del prezzo contraddice la narrativa della spinta inflazionistica...

Commento del 26 febbraio

Improvvisamente i tassi d'interesse diventano importanti - il rally di mercoledì era solo un rimbalzo?

Martedì l'S&P500 era precipitato fino a 3805 punti ma poi era risorto e aveva terminato la giornata in positivo a 3881 punti (+0.13%). Mercoledì i rialzisti erano ancora riusciti ad imporsi e a far salire l'S&P500 a 3925 punti (+1.14%). Ovviamente ieri mattina eravamo perplessi. Dopo questo doppio colpo non davamo i ribassisti ancora per spacciati ma pensavamo che avessero bisogno alcuni giorni per riorganizzarsi. Nel pomeriggio nel commento sul Nasdaq100 avevamo spiegato nel dettaglio la situazione tecnica di un mercato messo alle corde dal rialzo dei tassi d'interesse. Ieri sera il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito sopra gli 1.50% (1.54%, +0.16%) e improvvisamente il mercato ha preso nota di questo pericolo e ha reagito violentemente. La reazione é stata lenta - dopo un'apertura in calo l'S&P500 é ancora risalito in pari a 3925 punti. Poi é crollato trascinato verso il basso sia dalla tecnologia (Nasdaq100 -3.56%) che dal Russell2000 (-3.69%). L'S&P500 é precipitato fino a 3814 punti di minimo ed ha chiuso a 3829.34 punti (-2.45%) - l'indice é rimasto sopra il minimo di martedì a 3805 punti e sopra la MM a 50 giorni. Non pensiamo però che la discesa sia finita qui. La ragione é semplice e potete già intuirla se leggete regolarmente i nostri commenti. Gli indicatori di sentiment mostrano ancora troppo ottimismo. La volatilità VIX é salita a 28.89 punti (+7.55 punti) e questo mostra un certo nervosismo. Il Fear&Greed Index é però ancora sopra i 50 punti (58 punti, -5 punti) e il CBOE Equity put/call ratio a 0.47 é ancora piuttosto basso e mostra che gli speculatori long non demordono. A breve (oggi o all'inizio di settimana prossima) ci sarà un rimbalzo poiché alcuni indici e settori sono ipervenduti e perché ci aspettiamo un calo dei tassi d'interesse causato da un eccesso di pessimismo sui Bonds (DSI troppo basso) - l'impennata di ieri sera ha tutto l'aspetto di un esaurimento. Fino a quando però non ci sarà un pò di pessimismo e panico tra gli speculatori é probabile che questa correzione debba continuare.

Non perdiamo troppo tempo a commentare ed analizzare la seduta in Europa che é stata moderatamente negativa (Eurostoxx50 -0.56% a 3685 punti). Le borse europee hanno chiuso quando il calo a New York era appena cominciato e quindi stamattina apriranno decisamente più in basso con perdita iniziali (stima delle 08.00) di circa il -1.60%. Finora la nostra opinione é stabile - le borse europee sono in una tendenza neutra con un concreto rischio di correzione a medio termine. Abbiamo sempre detto e ripetuto però che lo sviluppo della situazione dipendeva dagli Stati Uniti - se l'America corregge l'Europa segue - passiamo quindi subito ad analizzare quanto successo a Wall Street.

La seduta in America é stata negativa ma per l'analisi tecnica non pessima. L'S&P500 all'inizio é salito fino a 3925 punti e poco prima della chiusura é crollato a 3814 punti - é una differenza di 111 punti tra massimo e minimo. Ha chiuso con un rimbalzo a 3829.34 punti (-2.45%). Le vendite hanno travolto tutti i settori e particolarmente quelli che erano saliti parecchio nelle ultime settimane - nella tecnologia abbiamo assistito a dei veri e propri crash (indice dei semiconduttori SOXX -5.70%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 805 su 6953, NH/NL a 808 su 450 e volume relativo a 1.1. Su questi numeri due osservazioni - spesso quando il rapporto A/D é cosÌ negativo (10/90) c'é un rimbalzo a breve - il numero dei nuovi minimi (NL a 450) é decisamente inferiore rispetto a martedì (900) e questo significa che il crollo si concentra su pochi titoli. Pensiamo quindi che dopo una rottura marginale sotto i 3800 punti l'S&P500 debba nuovamente rimbalzare - il rimbalzo deve coincidere con un calo dei tassi d'interesse. Le caratteristiche del rimbalzo ci diranno come prosegue la correzione. Tenete d'occhio i tanti indicatori di sentiment! - noi ne citiamo sempre solo 3 ma esistono parecchi dati per misurare il polso del mercato. Prossimamente faremo una lista.
I Summation Index continuano a scendere.

Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era a 3823 punti. Nel frattempo é sceso fino a 3802 punti e si trova ora a 3811 punti (-16 punti) - c'é parecchio nervosismo e volatilità. Il Nikkei ha perso il -3.99%. Shanghai é in calo del -2.1%. Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3638 punti (-47 punti). La giornata inizia con un tuffo - come finirà? Crediamo che molti penseranno che questa é un occasione d'acquisto. Certi titoli di moda come Tesla (-8.06%) hanno già perso un -25% dal massimo 2021. Ci sarà quindi un rimbalzo.
Nell'analisi del fine settimana cercheremo di definire lo svolgimento della correzione - si tratterà di capire se conviene alla fine della correzione comperare o se invece il massimo di metà febbraio a 3950 punti di S&P500 é stato il massimo definitivo del bull market.

Commento del 25 febbraio

Nuovo record storico del DJ Industrial - il rialzo mostra i muscoli

Ieri ci aspettavamo che il rimbalzo iniziato martedì avesse una breve e limitata continuazione. Invece c'é stata una seduta di rialzo sia in Europa (Eurostoxx50 +0.46% a 3706 punti) che negli Stati Uniti (S&P500 +1.14% a 3925.43 punti). Specialmente a Wall Street i rialzisti hanno dominato con forti guadagni sugli indici e una chiusura sul massimo giornaliero. Il saldo settimanale dell'S&P500 é nuovamente positivo spazzando via tutti gli sforzi dei ribassisti delle prime due sedute della settimana. L'indice Dow Jones Industrial ha fatto registrare un nuovo record storico - l'S&P500 é nuovamente 25 punti dal record vale a dire meno dell'1%. Si può ancora ipotizzare la correzione a medio termine? Le probabilità diminuiscono malgrado che le premesse a livello tecnico restano ideali. Il calo di martedì dell'S&P500 fino ai 3805 punti e la MM a 50 giorni può essere però visto come un test riuscito del trend rialzista e questo mette il vento nelle vele del rialzo mentre mortifica i ribassisti. Ieri due nostri colleghi, un australiano ed un americano, hanno gettato la spugna - hanno affermato che é inutile fare previsioni contrarie alla politica monetaria della FED. Fino a quando le Banche Centrali continueranno a pompare liquidità nel sistema un forte calo delle borse é impossibile - in effetti la correlazione tra rialzo e espansione della massa monetaria é evidente. Resta il problema della forte divergenza tra borsa ed economia - la bolla speculativa é evidente - tutti sono però convinti che Governi e Banche Centrali hanno il controllo della situazione e possono impedirne lo scoppio. Hanno ragione fino a prova contraria...

Le borse europee hanno avuto una seduta di moderato rialzo che ha eliminato a breve il rischio di una rottura dei primi supporti. Gli indici sono tornati sui livelli di una decina di giorni fà. Da parecchie sedute l'Eurostoxx50 (+0.46% a 3706 punti) girovaga intorno ai 3700 punti. Ieri sera l'Eurostoxx50 ha chiuso vicino al massimo giornaliero, con un guadagno di 16 punti e nuovamente a ridosso di questo valore. Abbiamo poco da dire - la tendenza a corto termine é neutra e fino a prova contraria la tendenza di fondo é debolmente rialzista visto che l'indice lievita sopra le MM a 50 e 200 giorni in leggera ascesa. L'ipotesi della correzione resta nell'aria ma finora non ci sono elementi concreti per confermare questa previsione. DAX e FTSE MIB si trovano in una situazione tecnica simile con livelli di riferimento rispettivamente a 14000 punti e 23000 punti.  
I tassi d'interesse sono ancora saliti e la seduta in borsa é stata positiva. La logica conseguenza é che il settore bancario (SX7E) ne ha nuovamente approfittare per balzare del +1.36% a 84.90 punti. Energia e finanza sono i due settori di moda del momento.
Anche l'SMI svizzero (+1.12% a 10727 punti) ha avuto sorprendentemente una seduta ottima. Il supporto a 10600 punti é servito da trampolino di lancio per un convincente rimbalzo. L'SMI é tornato al centro del range 10600-11000 e conferma la tendenza neutra. Resta però sotto la MM a 50 giorni - la seduta di oggi dovrebbe essere decisiva per determinare il trend a medio termine.

L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 3875 punti - nulla sembrava indicare che potesse esserci una forte spinta di rialzo anche perché fino alle 16.00 l'indice é ancora sceso fino ai 3859 punti. Poi però sono arrivati gli acquisti e l'indice é salito in maniera convincente e dinamica fino alle 19.30 quando ha raggiunto i 3926 punti. Ha questo punto il mercato si é fermato. L'S&P500 si é mosso in laterale, ha ancora toccato un massimo giornaliero a 3928 punti e ha chiuso a 2925.43 punti (+1.14%). Il Nasdaq100 all'inizio é stato ancora travolto dalle vendite ma poi si é unito al rialzo pur sottoperformando (+0.81% a 13302 punti). Il leader della giornata é stato nuovamente il Russell2000 (+2.38%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5820 su 1880, NH/NL a 1174 su 146 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é scesa a 21.34 punti (-1.77), Il CBOE Equity put/call ratio é nuovamente molto basso a 0.35 e il Fear&Greed Index é balzato a 63 punti (+6). I Summation Index sono ancora in leggero calo.
Bisogna ora porsi una domanda - il tonfo di martedì é stato solo un insignificante incidente di percorso o un sintomo di cedimento? Non lo sappiamo ma ci ripromettiamo di riprendere l'argomento durante il fine settimana dopo aver osservato e analizzato l'andamento delle ultime due sedute della settimana.

Stamattina il Nikkei ha guadagnato il +1.67% - Shanghai sale del +0.6%. Il future sull'S&P500 era alle 07.30 a 3931 punti - un'ora più tardi si trova a 3926 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale 3721 punti - le borse europee devono ancora scontare il buon finale di seduta ieri sera a Wall Street e apriranno con un guadagno di circa il +0.4%. Pensiamo che stamattina le borse si fermeranno sui livelli d'apertura - forse ci saranno delle prudenti prese di beneficio. Nel pomeriggio molto dipenderà dai dati economici e dai relativi movimenti dei tassi d'interesse. Il DSI (Daily Sentiment Index) mostra che i Bonds americani dovrebbero essere vicino ad un minimo intermedio ed i tassi d'interesse su un massimo.

Commento del 24 febbraio

Un pareggio con tanti gol

Ieri rialzisti e ribassisti si sono dati battaglia. Entrambi sono riusciti ad imbastire delle azioni spettacolari e possono vantarsi di avere dominato per parte della giornata. I ribassiti sono riusciti a schiacciare l'Eurostoxx50 (-0.29% a 3689 punti) in tarda mattinata fino ai 3643 punti - nel pomeriggio dopo l'apertura hanno fatto precipitare l'S&P500 (+0.13% a 3881.37 punti) fino ad un minimo a 3805 punti. La reazione dei rialzisti é stata però rabbiosa ed efficace. A fine seduta gli indici azionari hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Chi ha preso libero per godersi la bella giornata primaverile non nota a prima vista niente di questo scontro che ha coinvolto soprattutto i traders. Le conseguenze appaiono però a livello tecnico - il numero dei nuovi minimi a 30 giorni (NL a 900) é aumentato considerevolmente e la fiducia dei rialzisti di poter dominare a piacimento la situazione é stata scossa nelle fondamenta - la strada verso il basso si é aperta. Queste sembrano le prime scosse di avvertimento di un terremoto di maggiore importanza.

La seduta in Europa é stata insolita poiché si é verificato uno scollamento rispetto ai movimenti a Wall Street. Non riusciamo ancora a interpretare quanto sta succedendo. Ci spieghiamo - l'Eurostoxx50 (-0.29% a 3689 punti) ha aperto invariato a 3698 punti e come pensavamo all'inizio é salito a 3708 punti. Il rialzo iniziale é stato però molto più breve di quanto ci eravamo aspettati. Il successivo affondo dei ribassisti é stato questa volta impressionante. L'Eurostoxx50 é sceso regolarmente e senza rimbalzi degni di nota fino alle 11.35 quando ha toccato il minimo a 3643 punti (65 punti dal massimo - sono tanti). L'indice ha poi recuperato e la reazione alla debole apertura a Wall Street é stata sorprendentemente moderata. Invece di un ulteriore crollo l'Eurostoxx50 é sceso ancora dai 3780 punti fino ai 3653 punti (minimo ascendente) e poi é risalito fino alla chiusura a 3689 punti. Rispetto all'America l'Europa si é comportata meglio - l'azione dei ribassisti la mattina é stata però massiccia e dominante. Ora abbiamo nuovamente segnali contrastanti - una perdita di 10 punti contro una candela sul grafico che corrisponde ad un hammer invertito (chiusura lontana dal minimo, sul massimo e sul livello d'apertura) e che é un segnale molto costruttivo. Per saldo l'Eurostoxx50 scivola verso il basso ma le perdite sono così modeste che si fatica a parlare di correzione. I colpi di ribasso però si susseguono e diventano più forti. L'ipotesi della correzione a medio termine prende corpo. DAX (-0.61% a 13864 punti) e FTSE MIB (-0.30% a 22939 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50.
Lunedì a New York le banche hanno guadagnato terreno e ieri i tassi d'interesse in Europa sono saliti - le azioni delle banche hanno preso questi spunti per una seduta positiva. Potrebbe essere l'ultima visto che ci aspettiamo a breve una reazione negativa sui tassi d'interesse e pensiamo che la correzione delle borse dovrebbe guadagnare in velocità e partecipazione.
L'SMI svizzero (-0.83% a 10609 punti) si é salvato in extremis sopra i 10600 punti ma l'impressione generale é negativa. Il listino si sta indebolendo su tutti i fronti mentre anche il CHF perde terreno. Sembra quasi che gli investitori internazionali si siano stufati della Svizzera, dei suoi titoli difensivi e noiosi e dei tassi d'interesse negativi. Forse però sono gli svizzeri a vendere tartassati dai tassi d'interesse negativi che le banche cominciano ad applicare sui conti correnti anche degli investitori privati e retail. In ogni caso l'impressione é che la correzione non finisce qui. Il problema dell'SMI sono i 3 big (Nestlé, Novartis, Roche) che continuano a scivolare verso il basso.

L'S&P500 ha aperto in gap down a 3845 punti e all'inizio é precipitato fino a 3805 punti - la MM a 50 giorni a 3796 punti era a portata di mano. L'indice é rimbalzato e alle 17.00 é tornato a 3866 punti. Fino a metà seduta l'indice é ancora scivolato a 3834 punti ma in seguito i rialzisti hanno preso coraggio e il controllo delle operazioni. L'S&P500 é risalito a 3896 punti di massimo (91 punti sopra il minimo!) e ha chiuso a 3881.37 punti (+0.13%). Nessuno dopo l'apertura si sarebbe aspettato una chiusura in positivo. Il Nasdaq100 (-0.22% a 13194 punti) ha ancora perso terreno - le vendite si sono però spostate su altri settori (Russell2000 -0.88%). La seduta al NYSE é stata negativa (ma non terribile) con A/D a 2889 su 4791, NH/NL a 760 su 900 e volume relativo a 1.1. I Summation Index continuano a scivolare verso il basso. I dati sul sentiment sono rimasti sorprendentemente stabili. La VIX é scesa (!) a 23.11 punti (-0.34), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.44 mentre il Fear&Greed Index é sceso di poco a 57 punti (-1).

Stamattina verso le 07.20 il future sull'S&P50 era sceso a 3852 punti - ora ha recuperato e si trova a 3866 punti (-11 punti) - il nervosismo e la volatilità intraday aumentano. Il Nikkei ha perso l'1.61% - Shanghai é in calo del -2%. L'Eurostoxx50 vale 3684 punti. Le borse europee apriranno in leggero calo. All'inizio dovrebbero cercare di tornare in pari. Poi vedremo - é poco probabile che avremo una seduta tranquilla. Ieri sera i rialzisti hanno dominato - pensiamo che ora tocchi ai ribassisti di fare un tentativo.

Commento del 23 febbraio

La pesante caduta della tecnologia non spaventa gli investitori

Ieri il Nasdaq100 ha perso il -2.63%. Gli investitori sono però rimasti indifferenti a questa pesante caduta - gli indicatori di sentiment si sono mossi di poco e segnalano ancora ottimismo. In generale la seduta a New York é stata solo moderatamente negativa - i settori portanti degli ultimi 10 giorni sono ancora stati comperati (DJTransportation +0.81%, ETF Energy +3.46%, Banche BKX +1.40%) seguendo la narrativa della ripresa economica con rischio di inflazione. A completare il quando c'é stato l'aumento del reddito dell'USTreasury Bond decennale a 1.37% (+0.03%). Il cedimento di un importante segmento del mercato come la tecnologia é un buon preludio ad una correzione generale delle borse. Fino a quando però si verifica una sana rotazione tra settori e gli investitori restano tranquilli il potenziale di ribasso é modesto.

Le borse europee sono state sballottate dai segnali contrastanti provenienti dagli Stati Uniti dove la tecnologia era in perdita mentre altri settori come finanziari e petrolio erano in guadagno. La mattina l'Eurostoxx50 (-0.37% a 3699 punti) é precipitato fino a 3660 punti. Poi ha recuperato e la sera ha chiuso sul massimo giornaliero a 3699 punti che significa una perdita di 14 punti. Abbiamo quindi una seduta negativa contro un comportamento dell'indice durante la giornata costruttivo. Per saldo l'impressione resta quella di un mercato neutro e dipendente dagli Stati Uniti. Il DAX (-0.31% a 13950 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 con un tuffo la mattina fino a 13802 punti e un successivo recupero fino a 13975 punti. L'indice ha chiuso vicino al massimo giornaliero a 13950 punti che significa una perdita di 43 punti.
Il FTSE MIB (-0.55% a 23009 punti) ha copiato il comportamento costruttivo degli indici azionari europei - l'unico problema é che l'indice italiano ha perso di più dell'Eurostoxx50 (-0.37%). Questa debolezza relativa conferma il fatto che l'effetto Draghi é sparito.
Fino a prova contraria la tendenza di fondo é neutra. 
L'SMI svizzero (-0.07% a 10697 punti) ha chiuso in pari. In genere c'é poco da dire quando una seduta termina senza sostanziali variazioni. La candela odierna sul grafico ha massimo e minimo discendenti - questo corrisponde a ribasso. L'indice ha però chiuso vicino al massimo e la candela é bianca - il supporto e obiettivo a 10600 punti é stato praticamente raggiunto (minimo a 10610 punti) e ha provocato un sostanziale rimbalzo. È possibile che l'SMI si fermi semplicemente ancora per settimane tra i 10600 ed i 11000 punti. Per esserne sicuri bisogna osservare il prossimo test del supporto che dovrebbe avvenire ancora questa settimana.

L'S&P500 ha aperto debole a 3880 punti e subito é caduto sul minimo a 3874 punti. Dopo un rimbalzo a 3890 punti il minimo é stato testato con una discesa a 3877 punti. L'indice é risalito fino a 3885 punti e dopo la chiusura in Europa c'é stata una fase di rialzo fino a 3902 punti di massimo. Nelle ultime due ore di contrattazioni l'S&P500 é tristemente sceso fino alla chiusura a 3876.50 punti (-0.77%). Malgrado la caduta del Nasdaq100 (-2.63% a 13223 punti) e dei suoi pesi massimi AGMAF + Tesla (-8.55%) la seduta al NYSE é stata solo moderatamente negativa con A/D a 3140 su 4574, NH/NL a 1057 (tanti!) su 384 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é salita di poco a 23.45 punti (+1.40), il CBOE Equity put/call ratio é rimasto basso a 0.43 mentre il Fear&Greed Index si é appena mosso (58 punti, -1). Nel complesso la seduta é andata meglio di quanto potrebbero suggerire i due maggiori indici S&P500 e Nasdaq100. Abbiamo in questo momento un settore debole (tecnologia) in grado di provocare una correzione di medio termine. La domanda adesso é se il resto del mercato seguirà oppure no. Per avere una risposta ci vorranno alcuni giorni visto che il Nasdaq100 sta arrivando sul supporto a 13100 punti e deve ancora rimbalzare prima di tentare una rottura al ribasso.

Stamattina il future sull'S&P500 risale a 3890 punti (+16 punti). Alle 08.40 l'Eurostoxx50 vale 3701 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno. Per logica stamattina proveranno a salire più in alto - poi si fermeranno in attesa di saper cosa intendono fare gli americani. Oggi la borsa giapponese era chiusa - la borsa di Shanghai é in calo del -0.2% e non reagisce dopo la caduta di ieri.
Il cambio EUR/USD é salito a 1.2170. Ora dovrebbe fermarsi e ricadere. La situazione é interessante poiché la debolezza dell'USD favorisce il rialzo dei prezzi delle materie prime e dell'oro. Se l'USD invece si rafforza potrebbero esserci conseguenze negative sui prezzi delle materie prime e tutta la discussione riguardante una possibile spinta inflazionistica dovrebbe affievolirsi.

Commento del 22 febbraio

Aumenta il nervosismo

Durante il fine settimana parecchi analisti, commentatori e grandi investitori si sono espressi sull'attuale situazione dei mercati finanziari. Le opinioni come al solito divergono - l'unica cosa che si nota é l'inquietudine e il nervosismo. Tutti si rendono conto che il rialzo é insostenibile e che non é possibile che la borsa salga all'infinito spinta da una ripresa farlocca basata sui debiti. I tassi d'interesse non possono restare troppo tempo vicini allo 0% o addirittura in negativo. C'é chi, con buoni argomenti, prevede l'inizio di una ciclo inflazionistico. Noi non siamo in grado di giudicare l'esattezza di queste previsioni. Ci interessa però un fattore - gli investitori devono nelle prossime settimane abbandonare il nirvana nel quale si trovano da mesi - gli indicatori di sentiment non possono restare ancora per parecchio tempo sui livelli attuali che mostrano investitori molto ottimisti e decisamente orientati speculativamente al rialzo. Non sappiamo quale sarà il movente ma ci aspettiamo che a breve VIX e colleghi comincino a lievitare e preannunciare una correzione simile a quella avuta un'anno fà. In poche parole manteniamo la previsione di una correzione a medio termine.

Stamattina il Nikkei ha guadagnato il +0.4% - Shanghai é in calo del -1.4%. Il future sull'S&P500 alle 08.30 é a 3877 punti (-25 punti). L'Eurostoxx50 vale 3691 punti - le borse europee apriranno in calo di circa il -0.6%. Questo é un cambiamento - eravamo abituati a degli inizi di settimana contrassegnati da una seduta positiva. Vediamo se oggi appare della pressione di vendita o se invece come al solito ci sarà nel pomeriggio un recupero.

Commento del 20-21 febbraio

La pausa permette di assorbire gli eccessi di corto termine - il quadro tecnico a medio termine é invariato

Nella settimana appena trascorsa l'Eurostoxx50 (+0.48%) ha guadagnato terreno. La performance positiva del'indice europeo di riferimento é stata possibile grazie al buon comportamento di alcuni mercati come Francia (CAC40 +1.23%) Spagna (IBEX +1.20%) o Portogallo (PSI20 +1.95%) - a livello settoriale spicca il rialzo del settore bancario (SX7E +3.79%). A rovinare il bilancio ci hanno pensato gli altri "nostri" indici, DAX, SMI e FTSE MIB che invece hanno perso terreno. Nel complesso é stata una settimana mista e praticamente neutra con un'alternanza di sedute positive e negative. I balzi di lunedì e venerdì (Eurostoxx50 +0.88% a 3713 punti) hanno sovrastato le sedute di martedì, mercoledì e giovedÌ moderatamente negative. Non é mai apparsa pressione di vendite - nelle sedute negative gli indici si sono limitati a scivolare verso il basso. Per il DAX si può parlare di correzione minore - per l'Eurostoxx50 si può dire che il rialzo ha perso di slancio ed é in stallo. L'impressione generale é che le borse stiano facendo semplicemente una pausa e si sta verificando un'ulteriore rotazione tra settori con vendite sui settori difensivi e acquisti sui settori ciclici. Vale ancora la narrativa della ripresa economica con rischio di inflazione - durante la settimana i tassi d'interesse di mercato sono saliti e questo in borsa ha favorito i settori finanziari.
In America domenica scorsa eravamo convinti che la settimana del Washington Birthday sarebba stata negativa come suggerito dalle statistiche. Inoltre gli oscillatori ci avevano detto che gli indici dovevano trovarsi su dei massimi intermedi e quindi una discesa dal massimo era la logica conseguenza. Abbiamo avuto ragione ma con molta fatica (&P500 -0.71%) - gli indici sono scesi senza convinzione e nelle 4 sedute di questa settimana raccorciata i rialzisti hanno fatto vedere di essere ancora vivi e vegeti e in grado di dominare gli avvenimenti. Questo calo ha permesso di ridurre gli eccessi di corto termine. A medio termine però la borsa americana resta ipercomperata, in eccesso di rialzo e con investitori troppo ottimisti e speculativamento orientati al rialzo. Le premesse per una correzione a medio termine restano ideali e questa variante viene favorita dai cicli. Adesso sia rialzisti che ribassisti hanno lentamente un problema poiché da circa due settimana l'S&P500 non va da nessuna parte - i traders che si erano abituati a guadagnare ogni giorni sono lentamente frustrati dalle leggere perdite che si accumulano nelle ultime sedute (i Summation Index sono in calo) mentre i ribassisti non riescono a organizzare un attacco serio e non riescono a far partire una correzione degna del suo nome (-5%/-10%). È poco probabile che l'S&P500 continui per parecchio tempo a ballare sui 3900 punti anche se  é possibile che ci sia ancora una settimana di pausa. Al momento solo la tecnologia mostra debolezza - il numero dei nuovi minimi sul Nasdaq comincia a lievitare, gli indici sottoperformano e i big (AGMAF+T) marciano sul posto. I traders preferiscono continuare a giocare le azioni delle società del Russell2000 (venerdì +2.05%, performance settimanale -1.12%) che sono più volatili e facilmente manipolabili. Crediamo che qui si trovi la chiave di lettura di questo mercato - se ad un certo momento e per una ragione qualsiasi gli speculatori long (CBOE Equity pu/call ratio ancora basso a 0.43) decidono di abbandonare la partita potrebbe partire una veloce e profonda correzione paragonabile a quella di un anno fà. Il problema é che non ne vediamo la ragione - l'unico apparente pericolo proviene dai tassi d'interesse - il reddito dell'USTBond decennale é salito a 1.34% (+0.05). Come già anticipato crediamo che la soglia di dolore si trovi a 1.5%.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.48% a 3713 punti
SX7E (banche)          +3.79% a 82.70 punti
DAX                         -0.40% a 13993 punti
SMI                          -1.61% a 10704 punti
FTSE MIB                  -1.17% a 23136 punti
S&P500                     -0.71% a 3906.71 punti
Nasdaq100                -1.64% a 13580 punti

Venerdì le borse europee hanno semplicemente seguito disciplinate i segnali provenienti da Wall Street. Giovedì sera la borsa americana aveva chiuso in forte recupero e vicino al massimo giornaliero - di riflesso c'é stata un'apertura positiva venerdì mattina in Europa. Durante la giornata gli indici azionari europei sono saliti insieme ai futures americani. La logica conseguenza é stata una seduta moderatamente positiva (Eurostoxx50 +0.88% a 3713 punti) e una chiusura vicino massimo giornaliero. Quando l'S&P500 é sceso le borse europee erano chiuso e non hanno partecipato al calo - l'Eurostoxx50 però alle 22.00 valeva 3706 punti. L'SMI svizzero, come unica eccezione tra i "nostri" indici é sceso (-0.12% a 10704 punti) - potete intuirne la ragione - é stato il calo delle azioni dei settori alimentare e farmaceutico a premere sull'indice in una giornata se no strutturalmente positiva (A/D a 12 su 8).
Gli indici hanno toccato il massimo lunedì - per l'Eurostoxx50 si é trattato di un nuovo massimo annuale - per il DAX invece di un massimo discendente. La tendenza di fondo in Europa é da neutra a leggermente rialzista. A breve prevale un'intonazione da correzione minore.

L'S&P500 ha aperto al rialzo a 3924 punti. Fino alle 16.30 l'indice é salito a tentoni e ha raggiunto un massimo a 3930 punti. Poi é sceso in tre ondate fino ai 3903 punti. Sul finale é rimbalzato a 3906.71 punti (-0.19%). La tecnologia (Nasdaq100 -0.41% a 13580 punti) ha fatto peggio - il Russell2000 (RUT +2.05%) é andato molto meglio. Il risultato é che la seduta é NYSE é stata strutturalmente positiva con A/D a 5181 su 2441, NH/NL a 692 su 149 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 22.05 punti (-0.44), il CBOE Equity put/call ratio era ancora basso a 0.43 mentre il Fear&Greed Index é rimasto stabile a 58 punti (-1).
La tendenza di fondo della borsa americana é saldamente al rialzo con il 79.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 76.06 punti.
La borsa americana sta consolidando - per saldo durante la settimana gli indici sono scesi e quindi si può parlare di correzione minore. Se la borsa é - come sostengono in molti - nella fase finale di un rialzo che dovrebbe sfociare in un top definitivo, non dovrebbe ora fermarsi ma accelerare al rialzo. Di conseguenza ci aspettiamo a breve una decisione tra le due varianti - una continuazione esplosiva del rialzo o una correzione di medio termine. Noi favoriamo la seconda variante anche perché vediamo che ormai i dati sul sentiment non scendono più. La maggior parte degli investitori crede in maniera convinta e incrollabile, che la borsa può solo salire. Normalmente questo é il momento in cui succede esattamente l'opposto.

Commento del 19 febbraio

Un'altra seduta di poco negativa - é poco probabile che la correzione continui in questa maniera

Ieri le borse europee (Eurostoxx50 -0.51% a 3681 punti) e quella americana (S&P500 -0.44% a 3913.97 punti) hanno avuto una seduta moderatamente negativa. Non appare pressione di vendita, i volumi di titoli trattati sono costanti, il numero dei nuovi minimi a 30 giorni (NL a 239) non aumenta e gli indici chiudono la sera lontani dai minimi giornalieri. Insomma - le borse scivolano verso il basso in quella che finora deve essere catalogata come una correzione minore o consolidamento. Non pensiamo che il movimento possa continuare in questa maniera e questo ha ragioni psicologiche e tecniche. Chi era abituato a giocare al rialzo e guadagnare soldi in poco tempo ora sta perdendo qualcosa ogni giorno - é probabile che ad un certo momento si stufi e chiuda le posizioni ancora aperte in attesa di tempi migliori. Questo dovrebbe provocare un tuffo di un paio di giorni ed un'impennata degli indicatori di sentiment che per ora si sono appena mossi dai minimi (VIX e CBOE Equity put/call ratio) o dai massimi (Fear&Greed Index). Per i traders i fattori tempo e timing sono importanti - ogni giorno che trascorre senza un movimento significativo fa diminuire il valore delle opzioni dipendenti dal tempo - il premio diminuisce. Questo mette pressione sui traders e li obbliga a prendere una decisione. Se il trader é long (come dovrebbero essere la maggior parte dei traders visto che da settimane il CBOE Equity put/call ratio é molto basso) e i mercati sono vicino ai massimi l'unica possibile decisione é quella di vendere.
Insomma - se in tempi brevi il calo non finisce e il rialzo non riprende é probabile che si verifichi un'accelerazione al ribasso. Questo scenario diventa ogni giorno più probabile visto che l'attuale scivolata sta facendo peggiorare gli indicatori che cominciano a mandare sporadici segnali di vendita - questo riguarda specialmente gli indicatori di momentum. I Summation Index da due giorni scendono - di poco ma scendono. Questo in parole povere significa che la maggior parte delle azioni sta perdendo terreno - sta diventando difficile trovare delle azioni che stanno salendo di valore. Gli analisti cominciano ad arrampicarsi sui vetri quando si tratta di trovare nuovi temi d'investimenti - adesso dalle banche arrivano proposte per investimenti sostenibili e legati ai temi della svolta energetica. La storia però é già vecchia e i prezzi delle azioni promettenti sono già stratosferici.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire - la correzione strisciante continua e per ora non appare nulla di nuovo. Malgrado il forte calo della borsa americana in serata l'Eurostoxx50 (-0.51% a 3681 punti) é sceso solo di 19 punti e ha chiuso sul livello già raggiunto a mezzogiorno. La correzione potrebbe finire sui 3650 punti o sulla MM a 50 giorni che si trova una cinquantina di punti più in basso. Non c'é fretta a comperare - la correzione a medio termine é ancora una valida alternativa. 
Ieri a Francoforte é girata la voce che Volkswagen (+4.63%) intende scorporare Porsche e piazzarla in borsa - un'operazione simile a quella compiuta da Fiat con Ferrari. Questo ha spinto al rialzo il settore automobilistico e ha impedito che il DAX (-0.16% a 13886 punti) scendesse più in basso in una giornata negativa per le borse europee. A livello tecnico non cambia nulla - la correzione minore sul DAX continua.
Il FTSE MIB (-1.11% a 22921 punti) é decisamente ricaduto sotto i 23000 punti e il verdetto é chiaro. Niente rottura al rialzo e tutt'al più la tendenza é neutra con livello di riferimento sui 22500 punti. Il bonus Draghi é sparito ed ora la borsa italiana rientra nei ranghi in attesa che il nuovo Governo faccia i miracoli che tutti si aspettano. Attenzione che neanche Mario Draghi ha la bacchetta magica specialmente con un Parlamento di delusi che aspetta solo l'occasione per una rivincita. Quanto ci metterà Matteo Renzi per ricominciare a tramare contro un Governo nel quale ha perso uno dei "suoi" due ministri? Lui che dall'alto del suo 3% di lettori pretende di condizionare la politica italiana? Vedrete che la calma ed armonia attuale dureranno poco... L'appoggio massiccio al governo apparso durante il voto di fiducia al Parlamento é solo di facciata. 
Anche la borsa svizzera da segni di cedimento. I deludenti risultati trimestrali di Credit Suisse (-3.23%) hanno fatto pressione sul comparto bancario. Neanche Nestlé ha brillato (-1.12%, cifra d'affari in calo) e la logica conseguenza é stata un'altra seduta decisamente negativa. L'SMI (-0.85% a 10717 punti) é arrivato di slancio sulla MM a 50 giorni e ha chiuso sul minimo giornaliero. Considerando che i venditori hanno preso il sopravvento e il momentum aumenta é probabile che l'SMI debba cadere a breve fino ai 10600 punti.

In America dei preoccupanti dati sulla disoccupazione hanno provocato un'iniziale ondata di vendita. L'S&P500 ha aperto in calo a 3901 punti e dopo una pausa di mezz'ora su questo livello é caduto alle 16.30 fino ai 3885 punti di minimo. C'é stato un rimbalzo di una quindicina di punti ed una pausa di alcune ore. Poi l'S&P500 é lentamente risalito fino ai 3922 punti ed é caduto sul finale a 3913.97 punti (-0.44%). L'indice ha perso 17 punti ma ha chiuso nella parte superiore del range giornaliero e durante la seduta i rialzisti sono stati maggiormente attivi. Per usare il linguaggio calcistico hanno avuto un maggiore controllo di palla. Per ora i ribassisti riescono a mettere assegno dei brevi affondi ma non dominano.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1764 su 5884, NH/NL a 292 su 236 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita 22.49 punti (+0.99), il CBOE Equity put/call ratio é lievitato a 0.51 (un cambiamento!) e il Fear&Greed Index é sceso a 59 punti (-7).

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3905 punti (-4 punti). Indubbiamente questa settimana la musica é cambiato - il future non si presenta più con solidi guadagni ma praticamente invariato - l'ipercomperato segnalato dagli oscillatori fa effetto.
Il Nikkei perde il -0.72% - Shanghai guadagna il +0.7%. L'Eurostoxx50 alle 08.10 vale 3687 punti - le borse europee devono ancora rispecchiare il recupero della borsa americana nella seconda parte della seduta. Aprono stamattina con lievi guadagni (+0.2%). Oggi é l'ultima seduta di una settimana di debole correzione. Ci aspettiamo che il quadro venga completato da un'altra seduta moderatamente negativa.

Commento del 18 febbraio

Manca pressione di vendita

Ieri l'S&P500 ha chiuso praticamente in pari (-0.03% a 3931.33 punti). I ribassisti hanno perso un'altra occasione per mettere a segno un affondo e provocare insicurezza tra i rialzisti. Si rafforza l'impressione che le borse stiano solamente consolidando prima di riprendere il rialzo. Non tutti i mercati si trovano però nella stessa situazione. Il DAX tedesco (-1.10% a 13909 punti) guadagna da inizio anno solo il +1.39% e la tendenza di fondo del mercato azionario tedesco può essere difficilmente definita come rialzista malgrado che le MM a 50 e 200 giorni stiano ancora salendo. Lo stesso discorso vale per l'SMI svizzero (-0.90% a 10809 punti) che da inizio anno oscilla senza una chiara tendenza tra i 10600 e gli 11000 punti. Insomma - solo parte dei mercati finanziari partecipano alla festa che si verifica soprattutto in America ed in Asia. Le borse vengono trascinate dalla liquidità e da molta fantasia - le azioni che salgono maggiormente vengono spinte da mode e hanno la caratteristica di non poter essere valutate da un punto di vista fondamentale poiché non hanno una lunga storia aziendale fatta di cifre d'affari e utili. Qualcosa che non ha un valore (tra l'altro questo vale anche per il Bitcoin) può assumere qualsiasi valore basta che si crei abbastanza interesse e domanda con una bella storia a fare da supporto. È possibile che questa mania duri ancora parecchio tempo malgrado gli avvertimenti di numerosi economisti ed analisti che la situazione non é sostenibile. In costellazioni di questo tipo conviene seguire per corti periodi la corrente o puntare su settori sottovalutati e trascurati in attesa che vengano riscoperti. Consigliamo caldamente in questo momento di dare un'occhiata alle miniere d'oro e ad azioni come Barrick Gold (-4.01% a 20.83 USD).

Ieri l'Eurostoxx50 (-0.71% a 3699 punti) ha perso 26 punti ed é tornato sul livello di chiusura di venerdì scorso. L'impressione sulla base dello sviluppo degli indicatori e dello svolgimento della seduta é però che l'Eurostoxx50 sta unicamente svolgendo una correzione minore che dovrebbe riportarlo in alcune seduta sui 3650 punti. Non vediamo apparire pressione di vendita e l'indice scivola solo verso il basso influenzato negativamente da New York. Finora però non abbiamo nessun segnale di vendita a medio termine - il mercato deve solamente assorbire gli eccessi. Il DAX (-1.10% a 13909 punti) ha perso 155 punti ed é tornato tristemente al centro delle BB. Ripetiamo che non vediamo apparire pressione di vendita e l'impressione generale é che l'indice deve unicamente correggere nel range 13500-14200 punti. La tendenza di fondo é neutra e senza la borsa tedesca é difficile che i listini europei possano andare lontano.
Anche il FTSE MIB (-1.12% a 23178 punti) ha avuto una seduta negativa. Dopo questo calo di 262 punti i 23000 punti assumono un valore decisivo. Se il FTSE MIB nei giorni scorsi ha rotto al rialzo ed ha iniziato una fase positiva a medio termine l'indice non deve cadere sotto questo livello. In caso contrario l'impennata sopra i 23000 punti causata dall'euforia legata alla figura di Mario Draghi dovrà essere catalogata come una falsa rottura al rialzo, In questo secondo scenario, che oggi sembra più probabile, la tendenza di fondo della borsa italiana viene confermata come neutra e a medio termine c'é poco da aspettarsi. Probabilmente gli investitori aspettaranno le prime mosse del nuovo governo prima di decidere se la fiducia riposta nel nuovo Premier é giustificata.

Notiamo che il cambio EUR/USD segue la previsione e scende a 1.2040. Dopo il rimbalzo a 1.2150 doveva seguire una spinta di ribasso e il cambio dovrebbe tornare sotto gli 1.20 e testare il minimo annuale.

A New York ci sono state delle prese di beneficio nei settori che hanno corso troppo (Nasdaq100 -0.54% a 13699 punti e Russell2000 -0.74%) ma nel complesso i ribassisti non sono riusciti a combinare molto. L'S&P500 ha chiuso invariato a 3931.33 punti (-0.03%). Per chi come noi é in attesa dell'inizio di una correzione é stata una giornata deludente.
L'S&P500 ha aperto in calo a 3905 punti , é sceso a 3900 punti, é rimbalzato a 3922 punti ed ha poi ritentato di bucare la barriera psicologica a 3900 punti. Dopo un minimo ascendente a 3903 punti i ribassiti hanno abbandonato il campo. L'S&P500 é salito regolarmente fino alla chiusura a 3931 punti. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2866 su 4761, NH/NL a 624 (!) su 213 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é rimasta ferma a 21.50 punti (+0.04), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.39 e il Fear&Greed Index é sceso a 66 punti (-5 punti). A livello di indicatori c'é un cambiamento - i Summation Index sono scesi.
Nel complesso sembra che sia iniziata una fase di consolidamento - questo significa che per parecchi giorni le borse non saliranno più. Sembra però che i ribassisti non riescano ad trovare motivi per creare una certa pressione di vendita. L'impressione é che c'é poco spazio verso il basso - qualsiasi ritracciamento viene subito comperato.

Stamattina verso le 07.30 il future sull'S&P500 era a 3920 punti - ora é scivolato a 3915 punti (-12 punti).  Sembra che anche oggi le borse non hanno l'intenzione di salire - probabilmente avremo un'altra seduta di consolidamento e leggermente negativa. L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3996 punti (-3 punti). Il Nikkei ha perso il -0.19% - Shanghai sta guadagnado il +0.5%.

Commento del 17 febbraio

La borsa americana ferma la sua corsa - non mostra ancora l'intenzione di correggere

Oggi sono in viaggio - il commento é sintentico - mi scuso per l'inconveniente.
Ieri le borse europee hanno avuto una seduta di poco negativa (Eurostoxx50 -0.21% a 3726 punti). È stata una logica reazione al rialzo di lunedì - i mercati europei hanno dovuto adattarsi alla borsa americana che dopo la giornata di festa ha avuto una seduta di pausa (S&P500 -0.06% a 3932.59 punti). Sia in Europa che in America non é apparsa pressione di vendita - le perdite sono modeste e a livello tecnico non é apparso nulla di nuovo. Non siamo in grado di dire se questo é l'inizio di una correzione ma a prima vista sembra di no. Ci sono state unicamente delle prese di beneficio su settori che ultimamente hanno corso troppo (RUT -0.72%) e delle sane rotazioni tra settori. L'aumento dei tassi d'interesse sia in Europa che in America (reddito dell'USTBonds decennale a 1.30%, +0.10%) ha favorito il settore bancario (BKX +2.95%) - l'ondata di freddo che sta colpendo gli Stati Uniti ed in particolare il Texas ha fatto lievitare i prezzi dell'energia (petrolio, gas naturale, benzina, olio da riscaldamento) e ha fatto salire le azioni delle società del settore (ETF Energy +2,51%). Insomma - non sembra che le borse stiano preparando un'inversione di tendenza - non appaiono forti divergenze e i Summation Index in America continuano a salire. Probabilmente le borse devono unicamente fare una pausa ed assorbire gli eccessi.
Per un commento sulla seduta in Europa vi rimandiamo ai commenti tecnici sui singoli indici che abbiamo pubblicato ieri in serata.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 3948 punti e dopo circa un'ora é salito sul nuovo massimo storico a 3950.43 punti. Come sapete un nuovo massimo é un segnale inequivocabile di rialzo. Poi sono arrivate delle vendite e a metà seduta l'S&P500 ha toccato il minimo giornaliero a 3823 punti. Poi é rimbalzato, si é stabilizzato per ore sui 3935 punti ed é infine sceso a 3932.59 punti (-0.06%). Il Nasdaq100 (-0.24% a 13773 punti) lo ha imitato.
La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3870 su 3793, NH/NL a 1337 su 145 e volume relativo a 1.0. Come pensavamo la VIX é rimbalzata dal supporto a 20 punti (21.46 punti, +1.49). Il CBOE Equity put/call ratio era a 0.42. Il Fear&Greed Index é salito a 71 punti (+8). A livello di sentiment c'é certamente troppo ottimismo. Ci vorrebbe una notizia negativa per scuotere la fiducia degli investitori e provocare un'ondata di vendite. La correzione a medio termine é ancora una variante da non scartare ma se non appare qualcosa di nuovo é difficile che si verifichi un'inversione di tendenza. Il rialzo é troppo stabile.
Stamattina alle 07.30 il future sull'S&P500 é a 3930 punti (+2 punti) - probabilmente anche oggi avremo una seduta di pausa - sembra che le borse vogliano semplicemente consolidare.

Commento del 16 febbraio

L'Europa si sveglia

Lunedì la borsa americana era chiusa in occasione del President's Day (o Washington Birthday). In genere in giornate del genere le borse europee si fermano dopo l'apertura e il risultato é una giornata noiosa e senza direzione. Ieri c'é stato qualcosa di diverso malgrado che i volumi di titoli trattati siano stati bassi rispecchiando l'assenza degli investitori americani. Gli europei hanno comperato e in linea di massima é stata una seduta di rialzo con la leadership del settore finanziario. Molti indici azionari hanno raggiunto dei nuovi massimi annuali e questo potrebbe rappresentare l'inizio di una nuova gamba di rialzo a medio termine. La condizione é che oggi questa rottura al rialzo venga confermata.

Siamo sorpresi in positivo da questa seduta di rialzo dell'Eurostoxx50 (+1.04% a 3734 punti). Le borse europee hanno approfittato della giornata di festa in America per salire in solitaria e questo é inusuale - l'Eurostoxx50 ha aperto in guadagno e sul minimo giornaliero ed é salito tranquillamente fino a sera per chiudere vicino al massimo e nuovo massimo annuale. Il netto rialzo dei tassi d'interesse negli scorsi giorni ha favorito il settore bancario (SX7E +2.91% a 82.00 punti) - l'indice SX7E ha rotto al rialzo sopra la zona di resistenza a 79-79.50 punti. Se in generale non si tratta di una falsa rottura al rialzo delle borse europee (lo scopriremo oggi) é probabile che l'Eurostoxx50 abbia iniziato una nuova fase di rialzo a medio termine al termine di un lungo consolidamento.
Anche il DAX (+0.42% a 14109 punti) ha avuto una seduta positiva. Al contrario dell'Eurostoxx50 ha però aperto e chiuso sullo stesso livello senza migliorare il massimo annuale. È stata quindi una seduta di guadagni e con modesti volumi che non fornisce però ancora segnali decisivi riguardanti il trend.
Il future sul Bund é caduto 175.24 (-0.31%) - é la seconda seduta con il Bund molto debole. Improvvisamente anche in Europa si parla di crescita economica ed inflazione - i tassi d'interesse salgono stimolando le azioni del settore finanziario. Difficile dire se si tratta unicamente di un fuoco di paglia come suggeriscono i fondamentali. I grafici mostrano rotture al ribasso sui Bonds e al rialzo sulle azioni di banche e assicurazioni. È quindi meglio non sottovalutare il movimento.
Il FTSE MIB (+0.83% a 23604 punti) ha aperto in guadagno ed é oscillato tranquillamente sul livello d'apertura che costituisce un nuovo massimo annuale. È possibile che il FTSE MIB abbia iniziato una nuova fase di rialzo a medio termine al termine di un lungo consolidamento. Graficamente il prossimo obiettivo é sui 24500 punti.
In una giornata in generale positiva per le borse europee anche l'SMI svizzero (+0.56% a 10941 punti) é riuscito a guadagnare terreno. Non sono stati però i titoli difensivi a performare bene ma quelli dei settori finanziario (banche, assicurazioni) e ciclici (p.e. cemento). In mancanza di una chiara e stabile leadership abbiamo ancora fondati dubbi sulla possibilità dell'SMI di superare gli 11000 punti. Visto come si comportano le borse europee é però un'eventualità che non possiamo più ignorare.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3951 punti (+20) - é un paio di punti sopra il livello di ieri sera. Le borse asiatiche sono al rialzo - il Nikkei ha guadagnato il +1.28% - la borsa di Shanghai é ancora chiusa. Statisticamente la settimana che segue la festa del Washington Birthday a Wall Street é moderatamente negativa. Secondo i nostri oscillatori l'S&P500 é su un massimo intermedio e deve in una qualche maniera correggere e assorbire gli eccessi. Vediamo come reagisce oggi il mercato prima di cambiare opinione e abbracciare senza riserve lo scenario di un rialzo finale di alcuni mesi con un'accelerazione di tipo esaustivo.

Aggiornamento del 15 febbraio

VIX a 19.97 punti - non sembra una rottura al ribasso

Venerdì scorso la volatilità VIX, che come sapete é inversamente correlata con l'S&P500 americano, é scesa sotto la barriera psicologica e supporto a 20 punti. Non abbiamo commentato questo fatto nell'analisi del fine settimana. Un abbonato ci ha domandato spiegazioni e ha chiesto se questa rottura non sia significativa e non sia l'inizio di un ribasso che potrebbe portare la VIX nei prossimi mesi nuovamente sui 10 punti. Questo avrebbe come conseguenza che l'S&P500 é destinato a continuare il rialzo ancora per parecchio tempo. Non diamo troppo peso a questa discesa della VIX - ci aspettiamo al contrario una salita a breve di questo indicatore e pensiamo che questa é solo una marginale e insignificante lesione del supporto o una falsa rottura al ribasso. È possibile che nei prossimi mesi la VIX debba scendere più in basso ma siamo convinti che questo primo tentativo sarà un fallimento.
Stamattina non appare nessuna segno di correzione. Al contrario - il future sull'S&P500 sale a 3946 punti (+15 punti) e teoricamente domani l'S&P500 aprirà nuovamente in gap up e sui un nuovo record storico. Siamo perplessi - sulla base dei nostri indicatori e previsioni crediamo che l'S&P500 non debba salire a breve più in alto. Oggi la borsa americana é chiusa in occasione del President's Day (o Washinghton Birthday). Vediamo domani come si presenta il mercato. Se l'S&P500 confermasse la salita su un nuovo record storico sui 3950 punti dobbiamo rivedere il nostro scenario e ripescare la variante del blow-off.

Stamattina i commentatori festeggiano la salita del Nikkei (+1.91%) sopra i 30000 punti - pochi ricordano dove si trovava questo indice 31 anni fà. La borsa di Shanghai é chiusa (Festa di primavera). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3717 punti (+23 punti) - le borse europee apriranno con guadagni del +0.6% - per noi vale lo stesso discorso fatto per l'S&P500.
Dal fronte della pandemia provengono segnali contrastanti. Mentre in Israele grazie alle vaccinazioni il problema sembra essere sotto controllo gli europei hanno paura delle mutazioni e di una terza ondata di infezioni. In Italia una delle prime decisioni del Governo é stata quella di prolungare la chiusura delle stazioni sciistiche fino al 5 di marzo - in questa maniera la stagione é già praticamente finita. Anche in Svizzera il Governo é contrario ad una riapertura dell'economia malgrado gli appelli dei Cantoni e delle associazioni di categoria. 
In America un'ondata di gelo polare ha fatto aumentare in maniera sproporzionata i consumi di energia - il prezzo del petrolio sale stamattina del +2% mentre in certe zone degli Stati Uniti i prezzi dell'energia elettrica sono decuplicati. Ovviamente questi sono effetti di breve durata ma i sintomi sono chiari - se vogliamo nel futuro passare dai combustibili fossili all'era dell'energia elettrica dobbiamo aumentare la produzione di elettricità e ammodernare la rete di distribuzione. Sono necessari investimenti miliardari. In questo contesto l'energia nucleare potrebbe ritornare d'attualità poiché non provoca emissioni di CO2.

Commento del 13-14 febbraio

La fase che precede lo scoppio di una bolla speculativa é imprevedibile


Tutti i dati fondamentali dei mercati azionari, specialmente quelli della borsa americana, concordano nel dire che si é formata una bolla speculativa. L'attuale rialzo é insostenibile e presto o tardi deve finire. Purtroppo é praticamente impossibile prevedere quando il rialzo finirà con un'accelerazione finale di tipo esaustivo. Abbiamo esaminato parecchi esempi nel passato - le caratteristiche della fase finale sono simili ma mai uguali. Guardate ad esempio il Nikkei225 della borsa giapponese. Già nel 1988, dopo la forte correzione generale delle borse mondiali dell'ottobre del 1987, il rialzo sembrava esagerato e vicino alla fine. Invece il Nikkei ha continuato la sua corsa fino al 29 dicembre del 1989 quando ha toccato un record storico a 38957 punti. Notiamo che oggi il Nikkei vale 29520 punti - dopo 32 anni l'indice non ha ancora recuperato le perdite - pensiamo che la borsa americana rischia di fare la stessa fine ma questa é musica di un futuro così lontano che noi non saremo più qui a commentare. La correzione di ottobre 1987 é paragonabile a quella di marzo 2020 - il Nikkei ha raggiunto il top due anni più tardi. Significa che l'S&P500 (+0.47% a 3934.83 punti) può proseguire il rialzo fino a metà dell'anno prossimo? Questo tipo di paragoni temporali non fa senso. Vedete però che la corsa dell'S&P500 può continuare poiché la fase finale di un rialzo di questo tipo non ha più nessun rapporto con la realtà dei fondamentali e può portare a dei risultati sorprendenti, inattesi e pirotecnici. Il problema é che non partecipare a questa fase finale per paura del successivo crollo puù essere doloroso sia psicologicamente che in termini pecuniari - l'S&P500 può ancora salire un +10%/+20% dai livelli attuali. In contrapposizione c'é un secondo problema - tutti sono convinti di essere in grado di individuare il top e di riuscire a vendere in tempo prima del successivo crollo. Anche questa pretesa é sbagliata - molto probabilmente la prima caduta dal top verrà interpretata come semplice correzione e occasione per comperare. Insomma - gestire questa situazione é molto difficile specialmente adesso poiché non esistono alternative - o si comprano azioni e si partecipa al ballo fino a quando la musica finirà o si resta in contanti e in termini reali si perdono soldi ogni giorno che passa.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.09% a 3695 punti
SX7E (banche)          +2.65% a 79.68 punti
DAX                         -0.05% a 14049 punti
SMI                          +1.16% a 10880 punti
FTSE MIB                  +1.42% a 23410 punti
S&P500                     +1.23% a 3934.83 punti
Nasdaq100                +1.50% a 13807 punti

Settimana scorsa ci aspettavamo che le borse salissero su un massimo significativo verso la metà della settimana - poi doveva iniziare una correzione che poteva spaziare dal semplice consolidamento alla correzione di medio termine fino a metà o fine marzo. Purtroppo non é andata esattamente secondo i piani. Alla seduta positiva di lunedì sono seguite due sedute leggermente negative che hanno fatto slittare il massimo di un paio di giorni. Giovedì e venerdì ci sono state altre due sedute di moderato rialzo (Eurostoxx50 +0.65% a 3695 punti / S&P500 +0.47% a 3934.83 punti) e sembra che il massimo sia stato raggiunto venerdì con una breve impennata in chiusura a New York. La prevista correzione deve iniziare settimana prossima e in precedenti commenti abbiamo già descritto alcune varianti di come potrebbe svilupparsi questa fase. Potrebbe esserci un semplice consolidamento - se invece comincia ad apparire pressione di vendita, ci sono un paio di sedute con sensibili perdite e chiusura sui minimi giornalieri (candele rosse) e venissero rotti dei supporti intermedi é possibile che avremo una correzione a medio termine. Il problema é che una correzione di questo tipo costituirebbe un'interruzione della fase finale del rialzo che deve portare allo scoppio della bolla speculativa - questa fase finale deve essere esponenziale e senza correzioni intermedie. Insomma - dobbiamo vedere cosa succede nelle prime sedute di  settimana prossima per poter prevedere come le borse assorbiranno l'ipercomperato. Secondo noi, bolla speculativa a parte, dovrebbe esserci una correzione di medio termine di tipo ciclico.

Venerdì le borse sono salite sia in Europa che in America. L'Eurostoxx50 (+0.65% a 3695 punti) ha raggiuinto un nuovo massimo annuale. L'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 3937.23 punti e ha chiuso poco più in basso a 3934.83 punti (+0.47%). Entrambi gli indici hanno chiuso vicino al massimo giornaliero - questa chiusura insieme ai nuovi massimi sono dei segnali indiscutibili di rialzo. Ora c'é una situazione che si é presentata molto spesso negli ultimi 10 mesi - le borse sono in eccesso di rialzo con modesta partecipazione ed investitori molto ottimisti. Finora ci sono state solo alcune correzioni minori (-3%/-5%) ma nulla di più grave. È una caratteristica di un bull market di reagire poco all'ipercomperato.
La performance settimana é di poco superiore al +1% - poco rispetto al rally della settimana precedente - il momenum é in calo.

Venerdì l'S&P500 ha aperto in calo a 3909 punti ma velocemente é tornato in pari ed é rimasto parecchio tempo sui 3915-3922 punti. La seduta sembrava dover terminare nella calma e in pari ma dopo le 21.30 c'é stata ancora un'impennata e una chiusura con 18 punti di guadagno a 3934 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4583 su 2937. NH/NL a 784 (troppo pochi!) su 100 e volume relativo a 0.7 (1.05 sul Nasdaq). La scarsa partecipazione e i modesti volumi rendono il rialzo fragile ma non sono una garanzia per un'inversione di tendenza. I Summation Index sono saliti - la tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con l'84.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 78.32. Si parla molto di tecnologia - il settore trainante da inizio anno é però quello delle piccole e medie imprese (PMI) raggruppate nel Russell2000 - da inizio anno questo indice é salito del +15.85% contro il +4.76% dell'S&P500.
Ora le borse devono correggere - secondo gli indicatori avremo probabilmente solo un consolidamento o una correzione minore di un paio di punti in percentuale. Solo i cicli favoriscono una correzione a medio termine. Vediamo come inizia la nuova settimana.

Commento del 12 febbraio

Seduta in trading range

Dopo che martedì e mercoledì le borse europee erano scese ieri sono rimbalzate (Eurostoxx50 +0.64% a 3671 punti) e hanno recuperato buona parte delle perdite delle due precedenti sedute. I movimenti sono però modesti - non sono sedute dove appaiono una particolare forza d'acquisto o pressione di vendita. Le borse stanno semplicemente facendo una pausa e imitano quanto succede in America. Rispetto agli Stati Uniti però l'Europa vaccina meno e spende meno soldi per stimolare l'economia. È quindi logico, almeno a livello psicologico, che la borsa americana continui a sovraperformare quelle europee. Inoltre la maggior parte delle aziende tecnologiche e quelle delle cosiddette tecnologie distruttive, che al momento attirano l'attenzione degli investitori e provocano tanto entusiasmo, non si trovano in Europa.
L'Eurostoxx50 ha guadagnato 23 punti ma sostanzialmente ha solo svolto una seduta nel range del giorno precedente senza fornire segnali particolari. Il DAX (+0.77% a 14040 punti) si é comportato alla stessa amniera. La variante più probabile resta quella della correzione minore in un trend di base neutro. A breve bisogna guardare verso il basso e non verso l'alto...
Il FTSE MIB (+0.18% a 23307 punti) ha marciato sul posto. Ha svolto una seduta in trading range e ha chiuso con un leggero guadagno di 42 punti. Ha sottoperformato il resto delle borse europee confermando la nostra impressione che il rally provocato dalla scelta di Mario Draghi come prossimo capo del Governo é terminato. Ora gli investitori vogliono dei fatti prima di prendere ulteriori decisioni. Lasciate da parte le emozioni adesso si parla di programma di governo e di ministri - le cose si complicano come normalmente avviene quando si tratta di dividere la torta.

Anche a New York abbiamo avuto una seduta senza direzione. La buona performance del settore tecnologico (Nasdaq100 +0.58% a 13734 punti) ha permesso ai maggiori indici di guadagnare qualche punto. I massimi del giorno precedente non sono stati superati - anche in America abbiamo avuto una seduta in trading range che non offre ulteriori elementi per determinare il trend a corto termine. L'S&P500 ha aperto a 3920 punti e all'inizio é ancora salito a 3926 punti di massimo - come mercoledì l'indice non é riuscito a salire più in alto ma é stato colpito dalle vendite. Dopo una pausa sui 3920 punti l'indice é sceso verso le 18.00 sul minimo a 3890 punti. In seguito con due spinte di rialzo ha recuperato fino alla chiusura a 3916.38 punti (+0.17%). La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3800 su 3732, NH/NL a 954 su 92 e volume relativo a 0.9 (1.7 sul Nasdaq). La volatilità VIX é scesa a 21.25 punti (-0.74), il CBOE Equity put/call ratio é basso a 0.38 e il Fear&Greed Index é sceso a 58 punti (-5 punti).
Nelle ultime tre sedute l'S&P500 é sempre partito bene ma non ha più fatto pregressi - é stato bloccato da sporadiche vendite e ha chiuso leggermente sotto il livello d'apertura. Gli oscillatori mostrano che l'indice é su un massimo significativo e che ora deve correggere. La correzione potrebbe essere un semplice consolidamento di qualche giorno o una correzione importante a medio termine come suggeriscono i cicli. Riprendiamo l'argomento nell'analisi del fine settimana.

Il cambio EUR/USD é salito a 1.2150 e si trova adesso a 1.2125 - l'obiettivo del rimbalzo é stato raggiunto. Adesso arriva la parte più difficile che prevede una ricaduta sotto gli 1.20 verso un nuovo minimo annuale.

Stamattina alle 08.15 il future sull'S&P500 é a 3903 punti (-9 punti). Per la prima volta da giorni l'S&P500 si presenta in calo - forse sta cambiando qualcosa. Il Nikkei ha perso il -0.15% - le borse cinesi sono chiuse. L'Eurostoxx50 vale 3661 punti (-10 punti) - le borse europee apriranno in leggero calo. In linea di massima ci aspettiamo una seduta moderatamente negativa - non vediamo nulla nell'agenda economica che potrebbe stimolare le vendite e causare un marcato calo dei listini.

Commento dell'11 febbraio

Stop

La corsa delle borse é per il momento finita. Ieri per il secondo giorno consecutivo le borse hanno marciato sul posto e la maggior parte degli indici azionari europei (Eurostoxx50 -0.35% a 3648 punti) ed americani (S&P500 -0.03% a 3909.88 punti) hanno perso qualche punto. L'S&P500 ha ancora toccato poco dopo l'apertura un nuovo record storico a 3931.50 punti - dopo il balzo iniziale sono però arrivate le vendite e l'indice é caduto di 46 punti prima di stabilizzarsi e recuperare. Gli speculatori long hanno perso lo slancio e stanno diventando più prudenti. Stamattina il future guadagna nuovamente 5 punti - non si vedono però più i forti guadagni delle ultime 6-7 sedute quando la corsa della borsa americana sembrava inarrestabile. Per il momento questa pausa sembra unicamente un consolidamento con volumi in calo - la tendenza in America é ancora solidamente al rialzo. Le premesse tecniche per una sostanziale correzione sono però ideali - manca una evidente ragione per vendere ma forsa apparirà all'improvviso come é successo un anno fà.

Per il secondo giorno consecutivo l'Eurostoxx50 (-0.35% a 3648 punti) ha perso una decina di punti. Per ora il calo é modesto e non appare pressione di vendita. Sembra essere una semplice correzione minore che tipicamente dovrebbe far tornare l'Eurostoxx50 sulla MM a 50 giorni. Attenzione però se improvvisamente c'é una seduta con una forte perdita, chiusura sul minimo giornaliero e volumi in aumento - in questo caso la probabilità di una forte correzione favorita da una costellazione tecnica ideale a questo scopo diventerebbe molto probabile. Sul grafico del DAX (-0.56% a 13933 punti) é apparsa la terza candela rossa consecutiva e l'indice é tornato esattamente sul livello raggiunto una settimana fà.
I programmi europei di vaccinazione non avanzano e molti Paesi prolungano le misure di chiusura dell'economia e di riduzione della libertà di movimento dei cittadini. Abbiamo l'impressione che comincia a farsi strada il dubbio che la fine della pandemia e la successiva ripresa economica potrebbero essere una strada in salita con un esito finale al di sotto delle aspettative. 
Non bisogna stupirsi se con prospettive di questo tipo il difensivo SMI svizzero (+0.20% a 10825 punti) torna a sovraperformare.
Nel complesso le borse europee sono in stallo. Gli indici stanno scivolando verso il basso senza pressione di vendita in quella che finora sembra una semplice correzione minore o consolidamento. Fino a quando l'America non da segni di cedimento non bisogna temere nulla di peggio.

L'S&P500 ha aperto in gap up a 3929 punti ed é subito salito sul nuovo massimo storico a 3931.50 punti. Poi é sceso in due ondate fino al minimo giornaliero a 3885 punti. Prontamente é rimbalzato a 3909 punti e tra le 17.00 e le 20.30 é semplicemente oscillato stancamente intorno a questo livello. Poi si é ancora impennato fino ai 3919 punti per scendere in chiusura a 3909.88 punti (-0.03%). Improvvisamente sembra che le forze di rialzisti e ribassisti si equivalgono - neanche a livello di settori ci sono grandi differenze (DJT -0.04%, RUT -0.72%). La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3640 su 3904, NH/NL a 1354 su 50 e volume relativo a 0.95 (1.6 sul Nasdaq). La volatilità VIX é salita a 21.99 punti (+0.3&), il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.37 e il Fear&Greed Index é scivolato a 63 punti (-2). I Summation Index sono saliti.
Insomma - per il secondo giorno consecutivo ai rialzisti sono mancati gli argomenti e le narrative per spingere gli indici più in alto. Il momentum é in calo e questo offre delle possibilità ai ribassisti. Non appare però pressione di vendita e quindi fino a prova contraria si tratta unicamente di un consolidamento all'interno di un interminabile rialzo. Le premesse tecniche per una correzione rimangono ideali. Gli oscillatori ci dicono che gli indici sono su dei massimi intermedi - vediamo cosa succede...

Stamattina alle 08.20 il future sull'S&P500 é a 3910 punti (+7 punti). L'Eurostoxx50 vale 3651 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno. Pensiamo che stamattina proveranno a recuperare le perdite di ieri. Poi dovrebbero fermarsi. Crediamo che nel pomeriggio torneranno al punto di partenza poiché abbiamo l'impressione che il consolidamento a New York debba per lo meno durare qualche giorno.

Commento del 10 febbraio

Primi segnali di stanchezza

Ieri le borse si sono mosse in pochi punti - gli indici azionari europei (Eurostoxx50 -0.12% a 14011 punti) ed americani (S&P500 -0.11% a 3911.23 punti) hanno chiuso senza sostanziali variazioni e con modesti volumi di titoli trattati. Le borse europee non riescono a riprendere il rialzo - malgrado che nei giorni scorsi molti indici abbiano toccato dei nuovi massimi annuali la tendenza di medio termine resta neutra. L'S&P500 ha raggiunto un nuovo record storico a 3818.35 punti. Per l'analisi tecnica la tendenza é al rialzo e i numerosi eccessi non vengono compensati attraverso delle normali correzioni intermedie. In mancanza di correzioni minori é probabile che ad un certo momento si verifichi una correzione più importante e di medio termine - attualmente la costellazione tecnica é paragonabile a quella di un anno fà prima che la pandemia provocasse il crash di febbraio-marzo.

In Europa c'é poco da dire su una seduta noiosa alla fine della quale gli indici si sono mossi poco. L'Eurostoxx50 si é nuovamente mosso in soli 21 punti. La candela odierna sul grafico si vede appena. Possiamo solo dire che il rialzo si é fermato - se questo é un consolidamento o l'inizio di una correzione non lo sappiamo. Dopo il minireversal di lunedì il DAX (-0.34% a 14011 punti) ha avuto una seduta negativa e sul grafico appare una seconda candela rossa. Le perdite e i volumi sono troppo bassi per poter dare peso a questo calo. La spinta di rialzo a corto termine sembra però essersi esaurita dopo una falsa rottura al rialzo. In Italia (FTSE MIB -0.54% a 23300 punti) sembra che il rally provocato dalla designazione di Mario Draghi a probabile nuovo capo di un Governo tecnico sia finito. Ci sono state delle vendite e sul grafico é apparsa la prima candela rossa del mese. L'indice ha perso solo 125 punti - però c'é un cambiamento. Crediamo che a breve il FTSE MIB debba tornare sui 22000-22500 punti. Attenzione che il mercato é dominato dalle emozioni e quindi non segue la logica ma le notizie della giornata. Se la formazione del governo incontrasse delle difficoltà potrebbe subito esserci un'ondata di vendite provocata dai delusi.
Anche il rialzo del settore bancario (SX7E -0.62% a 78.21 punti) é momentaneamente finito. La resistenza sui 79 punti ha bloccato il movimento. Il cambio EUR/USD é risalito a 1.2125 - il rimbalzo dovrebbe bloccarsi al più tardi a 1.2150 - poi il cambio deve ricominciare a scendere.

L'S&P500 ha svolto una seduta senza direzione - si é mosso in soli 16 punti e ha chiuso quasi invariato (-0.11% a 3911,23 punti) al centro del range giornaliero. Ha toccato un nuovo record storico a 3918.35 punti e questo basta per poter dire che la tendenza resta indiscutibilmente al rialzo. La debole partecipazione sia a livello di NH (NYSE 1391) che per quel che riguarda i volumi (volume relativo a 0.8) non sembrano essere un problema. Secondo gli oscillatori l'indice é su un massimo intermedio - vedremo che tipo di correzione seguirà - potrebbe unicamente verificarsi un consolidamento ad alto livello.
La tecnologia (Nasdaq100 -0.06% a 13687 punti) si é fermata come l'S&P500. Ieri é stato nuovamente il settore delle PMI (Russell2000 +0.40%) a permettere alla borsa americana di avere una seduta positiva (A/D a 4514 su 3014). A livello di sentiment la situazione non cambia in maniera importante (VIX a 21.63, +0.39 / Fear&Greed Index a 65 punti, +9). La speculazione long (CBOE Equity put/call ratio a 0.36!) resta la forza propulsiva di questo rialzo. I Summation Index sono ancora saliti.

Stamattina la situazione non cambia. Il future sull'S&P500 (3919 punti +14 punti) si ripresenta in guadagno e su un nuovo massimo storico. Le borse asiatiche continuano a guadagnare terreno (Nikkei +0.19%, Shanghai +1.4%). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3674  punti (+13 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Stasera dovrebbero chiudere poco lontano dal livello d'apertura.

Commento del 9 febbraio - 12.00

Potrebbe ancora esserci una correzione a medio termine prima di un rialzo finale

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta leggermente positiva ma senza direzione. L'Eurostoxx50 (+0.27% a 3665 punti) ha guadagnato 10 punti e ha toccato un nuovo massimo annuale marginale a 3681 punti. Durante la giornata é oscillato in soli 20 punti. Il DAX ha aperto sul massimo giornaliero e ha chiuso sul minimo praticamente in pari (+0.02% a 14059 punti). I nuovi massimi confermano la tendenza positiva a corto termine - non é ancora invece sicuro che la tendenza a medio termine sia al rialzo. La spinta é decisamente fiacca e le rotture sopra i precedenti massimi marginali.
La borsa americana invece ha ancora guadagnato terreno e i maggiori indici hanno raggiunto dei nuovi record storici (S&P500 +0.74% a 3915.59 punti) chiudendo sui massimi giornalieri. La tendenza é indiscutibilmente long.
Il problema in generale é che questo rialzo ha caratteristiche sempre più speculative mentre le divergenze a medio termine aumentano specialmente a livello di partecipazione - adesso anche la tecnologia fatica mentre a tirare la volata sono rimaste le PMI del Russell2000 (+2.53%) la cui redditività futura é un mistero. Inoltre l'aumento dei tassi d'interesse (USTBond decennale a 1.19% (+0.04)) comincia a preoccupare quegli analisti che ancora lavorano con i fondamentali - ovviamente se il costo del denaro aumenta le azioni diventano meno attrattive sotto diversi punti di vista. Ciclicamente la borsa americana doveva correggere fino alla fine di marzo - esiste quindi la possibilità che questa settimana inizi ancora una correzione a medio termine prima di un ultimo rialzo primaverile ed estivo.  Secondo gli oscillatori la borsa americana é vicina ad un massimo intermedio - vedremo se assorbirà questo eccesso con una semplice pausa di consolidamento e se ci sarà un calo pronunciato. Possiamo solo dire che il quadro tecnico generale assomiglia molto a quello di un anno fà all'inizio della pandemia...

Ieri l'Eurostoxx50 (+0.27% a 3665 punti) ha chiuso esattamente sul livello d'apertura con un lieve guadagno di 10 punti. L'indice si é mosso a caso e senza una precisa direzione tra i 3361 ed i 3381 punti. L'Eurostoxx50 sembra voler fare una pausa - non é chiaro cosa questo significhi. In linea di massima bisogna partire dal principio che nei prossimi giorni l'indice proverà a migliorare l'odierno massimo annuale. Il fatto che la spinta di rialzo si stia indebolendo non vuole ancora significare che si debba verificare un'inversione di tendenza. Il DAX (+0.02% a 14059 punti) ha chiuso in pari e sul minimo giornaliero. Ha aperto salendo sul massimo e nuovo massimo annuale a 14169 punti. L'indice sembra aver fatto una falsa rottura al rialzo ed é stato respinto verso il basso dal bordo superiore delle BB. Normalmente questa é una debole resistenza che viene rispettata unicamente da un debole trend rialzista. Anche dal DAX, come dall'Eurostoxx50, non vengono segnali di forza particolari. Il rialzo sembra in stallo - non c'é però nessun segnale o indizio che sia finito.
La borsa italiana (FTSE MIB +1.48% a 23425 punti) é ancora salita trascinata dall'effetto Mario Draghi. Tutti pensano che Draghi sarà in grado di salvare il Paese e rilanciare la crescita economica. Si dimentica che una persona da sola non é in grado di opporsi ad un sistema. Quello di Draghi sarà un governo tecnico a tempo che durerà al massimo fino alla fine della legislatura vale a dire nel 2023. Poi i partiti riprenderanno il potere e probabilmente si tornerà alle vecchie abitudini - usare lo Stato per i propri interessi personali e di quello dei propri clienti ed elettori. Il rialzo é però giustificato poiché la gestione oculata di alcuni importanti dossier potrebbe dare veramente degli impulsi importanti all'economia e alla società italiana. Il rialzo e la sovraperformance della borsa italiana possono continuare. Il FTSE MIB non potrà però muoversi in controtendenza. Vedremo quanto dura il rialzo della borsa italiana. Probabilmente le prime tensioni ci saranno già in occasione della scelta dei ministri e della presentazione del programma di governo.

L'S&P500 ha guadagnato ancora 28 punti e ha chiuso con un'impennata su un nuovo record storico. I rialzisti hanno il controllo della situazione e non sembra che siano stanchi o indecisi.
L'S&P500 ha aperto a 3892 punti e subito é salito e dopo una mezz'ora era già a 3905 punti. Poi per ore é oscillato tra i 3895 e i 3905 punti. Solo nell'ultima mezz'ora di contrattazioni c'é stata una spinta fino ai 3915.59 punti (+0.74%). Per una volta gli AGMAF e la tecnologia in generale hanno sottoperformato (Nasdaq100 +0.67%) mentre il Russell2000 (+2.53%) ha dato spettacolo. I tre indici hanno raggiunto un nuovo record storico. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6176 su 1408, NH/NL a 1473 su 46 e volume relativo a 0.9 (1.4 sul Nasdaq100). Dagli indicatori di sentiment sono arrivati segnali strani visto che la VIX é salita a 21.24 punti (+0.37) mentre il Fear&Gred Index é sceso s 56 punti (-4).
Per il secondo giorno consecutivo il DSI sul Nasdaq é a 91 punti. A breve deve esserci un vuoto d'aria - vedemo se avremo unicamente una seduta decisamente negativa o se inizia una correzione come suggeriscono gli oscillatori.

Siamo a metà giornata - le borse europee sono in calo (-0.2%/-0.4%) mentre il future sull'S&P500 é a 3903 punti (-4 punti). Finora la seduta é leggermente negativa e non appare pressione di vendita. Pensiamo che avremo quindi solo una seduta moderatamente negativa.

Aggiornamento dell'8 febbraio

La palla del rialzo continua a rimbalzare da un mercato all'altro

Durante il fine settimana l'attenzione negli Stati Uniti si é concentrata sul Super Bowl - la finale del calcio americano. Si é parlato ancora di Covid19 e di politica ma non c'é nulla di nuovo. È quindi logico che il nuovo record storico della borsa americana di venerdì sia servito per far ripartire stamattina le borse asiatiche al rialzo - il Nikkei é salito del +2.12% mentre Shanghai sta guadagnando il +1%. In rete gli analisti fanno a gara a fissare nuovi obiettivi astronomici per l'S&P500 - nessuno é in grado di giustificare su base fondamentale questi obiettivi che vanno dai 4100 ai 4500 punti. È però fuori dubbio che rialzisti ed ottimisti hanno dalla loro il trend e il momentum. C'é decisamente tanta euforia e speculazione ma nessuno é in grado di dire quando sarà troppa e il limite sarà raggiunto.
Alle 08.30 il future sull'S&P500 é a 3894 punti (+13 punti) - sulla base di questa indicazione l'S&P500 dovrebbe aprire in gap up e su un nuovo record storico. L'Eurostoxx50 vale 3674 punti (+19 punti) - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.6%. Non crediamo che questo ritmo di salita sia sostenibile - oggi ci aspettiamo una chiusura dei gap d'apertura e crediamo che stasera le borse chiuderanno praticamente in pari.

Commento del 6-7 febbraio

Una crescita finanziata dal debito e basata sui consumi e non sugli investimenti - festa a breve e poi ?

È stata una di quelle settimane al termine delle quali bisogna domandarsi se l'analisi tecnica ha in effetti la capacità di predire il futuro sviluppo delle borse. Venerdì 29 gennaio l'S&P500 aveva chiuso a 3714 punti dopo aver toccato il minimo annuale a 3694 punti. Sulla base di indicatori e grafici le borse stavano correggendo e dovevano scendere più in basso. Noi avevamo unicamente previsto un rimbalzo tecnico fino ai 3740 punti prima della ripresa del ribasso. Non eravano gli unici a fare questa previsione - praticamente tutti gli analisti tecnici si aspettavano una continuazione del ribasso in direzione almeno dei 3600 punti - anche l'analisi ciclica confermava questo scenario con mercati tendenzialmente deboli fino a fine marzo. Invece ci siamo sbagliati e non di poco ma totalmente. La settimana é stata contraddistinta da 5 sedute di rialzo e una performance fenomenale. L'S&P500 (+0.39% a 3886.83 punti) ha toccato venerdì un nuovo record storico a 3894.56 punti. Ora ci troviamo nella situazione opposta rispetto ad una settimana fà. I nuovi massimi annuali (Eurostoxx50 +0.37% a 3655 punti) o storici praticamente su tutti gli indici azionari sia in Europa che negli Stati Uniti lasciano aperta la strada verso l'alto. La tendenza é al rialzo e nessun indicatori é in posizione estrema - é improbabile che le borse venerdì siano arrivate su un massimo significativo. A brevissimo termine ci sono degli evidenti segnali di eccesso (DSI troppo alto su Nasdaq e troppo basso su VIX) - é probabile che la prossima settimana inizi con un modesto ritracciamento. Ormai però tutti stanno abbracciando la teoria del melt up o accelerazione finale di tipo esaustivo che abbiamo presentato nel commento del 9-10 gennaio.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +5.01% a 3655 punti
SX7E (banche)          +9.77% a 77.62 punti
DAX                         +4.64% a 14056 punti
SMI                          +1.55% a 10755 punti
FTSE MIB                  +7.00% a 23083 punti
S&P500                     +4.65% a 3886.83 punti
Nasdaq100                +5.25% a 13603 punti

Venerdì la seduta é stata moderatamente positiva sia in Europa (Eurostoxx50 +0.37% a 3655 punti) che in America (S&P500 +0.39% a 3886.83 punti).
Le borse europee hanno aperto e chiuso sullo stesso livello e al centro del range giornaliero con modesti volumi di titoli trattati. Non c'é molto da dire - le borse europee stanno seguendo gli Stati Uniti. Questa settimana c'é stato in più l'effetto Mario Draghi che ha aiutato la borsa italiana (FTSE MIB +0.80% a 23083 punti) e il settore bancario europeo (SX7E +1.90% a 77.92 punti). L'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo massimo annuale marginale, il DAX tedesco (-0.03% a 14056 punti) l'ha mancato per 17 punti mentre il FTSE MIB l'ha nettamente superato - nel complesso la tendenza delle borse europee é ancora formalmente neutra e tendenzialmente sottoperformano ancora l'America. Da inizio anno l'Eurostoxx50 ha guadagnato il +2.90% contro il +3.48% dell'S&P500, il +7,51% del Nasdaq e il +12.94% del Russell2000. È evidente in quali mercati é meglio essere investiti. Le valutazioni fondamentali contano poco - l'importante sembra essere l'ampiezza dello stimolo economico - i 1900 Mia di USD previsti dalla nuova amministrazione americana di Joe Biden corrispondono al 9% del PIL! In confronto i soldi del Recovery Fund europeo sono spiccioli che vengono spesi troppo lentamente. Purtroppo la maggior parte di questi soldi andranno direttamente nelle tasche dei cittadini per coprire le perdite causate dal Covid19 e per stimolare i consumi interni. Il loro effetto sarà di corta durata - una fiammata congiunturale. Per far crescere l'economia in maniera sostenibile ci vogliono investimenti in infrastrutture e nell'apparato produttivo.

Venerdì alle 14.30 é stato pubblicato il rapporto sul mercato del lavoro americano a gennaio. L'economia americana ha creato meno posti di lavoro del previsto - la reazione della borsa é stata positiva. Il ragionamento é che dati economici negativi obbligano il Governo e la Banca Centrale a programmi di stimolo sempre più robusti - quando una borsa é al rialzo seguendo una certa narrativa qualsiasi informazione viene interpretata in maniera da inserirsi in questo scenario di massima.
L'S&P500 ha aperto su un nuovo massimo storico a 3889 punti. All'inizio é sceso a 3874 punti e ha quasi colmato il gap con il giorno precedente. Poi é ripartito al rialzo e a metà seduta ha toccato il nuovo record storico a 3894 punti. Sul finale l'indice é tornato a 3887 punti. Ancora una volta il Russell2000 (+1.40% e nuovo massimo storico) ha fatto faville - non venite a dirmi che il settore delle PMI patisce durante la pandemia.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5366 su 2132, NH/NL a 1013 (pochi!) su 60 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 20.87 punti (-0.90), il CBOE Equity put/call ratio é basso a 0.42 e il Fear&Greed Index é fermo a 60 punti (=). I Summation Index sono saliti. La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con l'83.50% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE 72.95 punti.
Al momento nulla sembra in grado di bloccare il rialzo della borsa americana malgrado che sia oscenamente cara. L'unico pericolo potrebbe provenire dai tassi d'interesse se il reddito dell'US Treasury Bond decennale continuasse a salire - crediamo che i primi segnali d'allarme dovrebbero arrivare se il reddito dagli attuali 1.19% (massimo annuale) salisse a 1.50%.

Il cambio EUR/USD ha toccato un minimo a 1.1952 e venerdì é risalito a 1.2050. Almeno in questo compartimento la nostra analisi era perfetta. Questo ci risolleva un pò il morale.

Una settimana fà tutti prevedevano una continuazione della correzione. Questa settimana il consenso prevede una continuazione del rialzo. Noi non abbiamo argomenti validi per prevedere qualcosa di diverso se non un breve ritracciamento all'inizio della settimana. Ci sbaglieremo ancora una volta ?

Commento del 5 febbraio

Solito rialzo con modesta pertecipazione e troppa speculazione

Ieri le borse, sia in Europa (Eurostoxx50 +0.90%) che in America (S&P500 +1.09% a 3871.74 punti) hanno nuovamente guadagnato terreno. Questa settimana ci sono state solamente sedute positive. Di conseguenza il discorso correzione, valido una settimana fà, é definitivamente chiuso - quello che poteva essere unicamente un rimbalzo ha superato la durata di tre sedute. Tra gli indici europei solo il FTSE MIB (+1.65% a 22900 punti) ha superato il massimo di gennaio e ha toccato un nuovo massimo annuale. La borsa italiana sta però vivendo un momento particolare grazie all'effetto Mario Draghi - non può essere presa come punto di riferimento. La tendenza delle borse europee é ancora neutra. L'S&P500 ha toccato un nuovo record storico marginale a 3872.42 punti. Anche il Russell2000 (+1.98% a 2202 punti) ha raggiunto un nuovo massimo storico. Malgrado che le rotture non siano convincenti la tendenza della borsa americana é al rialzo. Il trend ha le solite caratteristiche - gode di scarsa partecipazione (NH a 822) e secondo gli oscillatori gli indici sono nuovamente in ipercomperato. Gli investitori tornano ad essere troppo ottimisti (VIX a 21.77 punti, -1.14) e speculativamente orientati al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.41). A breve e sullo slancio la borsa americana può salire più in alto e poi dovrà nuovamente correggere. Questo crea il tipico svolgimento di una rialzo con ondate e minimi e massimi ascendenti. Poiché la borsa sale molto più velocemente degli utili delle imprese tutti si aspettano prima o poi una correzione più importante che non arriva mai. Il mare di liquidità creato dalle Banche Centrali mantiene costante la pressione d'acquisto. Noi siamo giornalmente confrontati col problema - troppi clienti con troppa liquidità, tassi d'interesse negativi e banche che propongono incessantemente investimenti in azioni come unica altenativa. Per ora in effetti non sembrano esserci varianti a questo spirale virtuosa (fino a quando le borse salgono...). C'é solo un problema - le azioni sono molto care.

L'Eurostoxx50 (+0.90% a 3642 punti) ha guadagnato altri 30 punti - ha chiuso vicino al massimo giornaliero e a ridosso del massimo di gennaio. Non sappiamo se l'indice sarà in grado di rompere al rialzo - in questo momento però questa é la variante più probabile poiché a breve il trend é indiscutibilmente al rialzo e nessun indicatore é su posizioni talmente estreme da rendere impossibile un'estensione del movimento. Per il DAX (+0.91% a 14060 punti) vale lo stesso discorso.
In Italia domina la politica. Nessun partito é in grado di mettere in discussione la figura carismatica di Mario Draghi. Nessuno ha la forza per imporre elezioni anticipate e in ogni caso i partiti attualmente al governo non hanno il minimo interesse a sbarrargli la strada - tutti vogliono terminare la legislatura. Di conseguenza é molto probabile che all'inizio di settimana prossima Draghi possa presentare un Governo e ottenere la fiducia delle Camere. Gli investitori italiani e internazionali sono felici e la borsa festeggia. Vedremo fino a quando durerà questa esuberanza. Draghi é un banchiere e non un politico - sarà un ottimo gestore delle Res Publica ma verrà messo da parte alla prima occasione poiché andrà a toccare gli interessi di troppa gente. Ieri il FTSE MIB (+1.65% a 22900 punti) ha guadagnato 372 punti ed é salito su un nuovo massimo annuale. Il trend é al rialzo - fino a quando dura...
Ieri anche il difensivo SMI svizzero (+0.79% a 10861 punti) ha partecipato al rialzo delle borse europee. Difficile capire la ragione che spinge gli investitori un giorno a vendere e il giorno successivo a comperare le stesse azioni. Ieri i titoli farmaceutici sono stati nuovamente comperati (ROG +2.23%) e l'effetto sull'SMI é ovvio.

Il cambio EUR/USD (1.1965) é caduto fino a 1.1952 mentre i prezzi dei metalli preziosi, inversamente correlati all'USD, crollano. Abbiamo consigliato di chiudere eventuali short ma é troppo presto per aprire posizioni long. L'USD Index, attualmente a 91.50, sembra poter salire a 92 punti. È difficile dire quale livello tecnico é decisivo visto che sono coinvolte parecchie divise. 

A Wall Street c'é stata un'altra seduta positiva. Gli indici hanno aperto in leggero guadagno e sono saliti fino alla chiusura sul massimo - i ribassisti non si sono fatti  vedere. Nessuno osa più vendere. Joe Biden propone un mostruoso piano di stimoli economici da 1900 Mia di USD coronato da pagamenti diretti ai cittadini di migliaia di USD e proposte insane come quella di eliminare i debiti degli studenti. In mezzo a questo tsunami di soldi nessuno osa più mettere in dubbio una ripresa economica drogata. Qualsiasi notizia viene interpretata in maniera positiva. Se secondo i dati la congiuntura va male é sicuro che il Governo e la Banca Centrale interverranno in maniera sempre più massiccia. Se secondo i dati la congiuntura va relativamente bene é una conferma che l'economia é sulla buona strada.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3840 punti ed é salito fino alle 17.00 a 3856 punti. Poi la corsa ha rallentato e l'S&P500 era alle 21.50 a 3860 punti. Sul finale c'é stata la caccia al record - l'indice si é impennato e ha chiuso a 3871.74 punti (+1.09%).
La seduta al NYSE à stata positiva con A/D a 5517 su 1970, NH/NL a 822 su 89 e volume relativo a 1.0. La VIX é scesa a 21.77 punti (-1.14), la CBOE Equity put/call ratio era a 0.41 e il Fear&Greed Index é salito a 60 punti (+3 punti). Sugli indicatori di sentiment c'é ancora margine di miglioramento. I Summation Index sono  saliti.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3873 punti (+9 punti). Alle 08.30 L'Eurostoxx50 vale 3653 punti (+11 punti). Alle 14.30 é atteso il rapporto sul mercato del lavoro USA a gennaio. La disoccupazione sarà ancora molto alta ma probabilmente meglio del previsto - vedremo come le borse reagiranno a questi segnali misti. Dopo 4 sedute positive é probabile che oggi le borse non cambino direzione - la variante più probabile é quella di un'ultima seduta moderatamente positiva.

Commento del 4 febbraio

Il rimbalzo é finito - adesso vale la tendenza di fondo rialzista o si ricomincia a correggere?

Odiamo i titoli dei commenti che finiscono con un punto di domanda - i nostri abbonati vogliono risposte e non quesiti. Purtroppo oggi non possiamo farne a meno poiché, come anticipato ieri mattina, il rimbalzo é stato talmente forte da annullare l'impulso ribassista di settimana scorsa. D'altra parte l'S&P500 (+0.10% a 3830.17 punti), malgrado i guadagni delle ultime tre sedute, non ha raggiunto un nuovo massimo storico - ieri ha toccato i 3847 punti mentre il record del 26 gennaio é a 3870 punti. Formalmente nessun indice ha ripreso il rialzo - neanche il forte Nasdaq100 (-0.40% a 13402 punti) che ieri ha approfittato di un balzo straordinario di Google (+7.40%) dopo la pubblicazione di ottimi risultati trimestrali. Gli indicatori sembrano nuovamente segnare bel tempo - i Summation Index hanno ricominciato timidamente a salire. Questo però non é ancora abbastanza per poter parlare di rialzo.

Ieri in Europa le borse hanno nuovamente guadagnato terreno (Eurostoxx50 +0.54% a 3609 punti). Questa terza terza seduta di rialzo, che teoricamente potrebbe a breve concludere il rimbalzo, é stata diversa dalla due precedenti. L'Eurostoxx50, e con lui la maggior parte degli indici azionari europei, ha aperto salendo direttamente sul massimo giornaliero a 3632 punti. Ha chiuso in mezzo al range giornaliero con un moderato guadagno di 17 punti - dopo la buona apertura non é più riuscito a fare progressi e la spinta di rialzo si é esaurita. Oggi l'indice dovrebbe scendere - a questo punto vedremo quali sono le forze dei ribassisti e se c'é abbastanza pressione di vendita per tornare sui minimi di settimana scorsa.
Il FTSE MIB (+2.09% a 22527 punti) ha avuto un'ottima giornata e ha sovraperformato il resto delle borse europee - la situazione tecnica però non é ancora cambiata. Mario Draghi é salito al Colle e ha accettato la proposta di Mattarella di tentare di formare un governo tecnico con un largo appoggio di forze politiche. Il fatto che Draghi abbia accettato con riserve e che la nuova maggioranza é tutt'altro che scontata non ha impedito agli investitori di accogliere la notizia con entusiasmo. Il FTSE MIB é salito a metà giornata fino a 22737 punti e poi si é sgonfiato - ha chiuso sul livello d'apertura con un forte guadagno di 461 punti - grazie all'effetto Draghi il FTSE MIB sovraperforma nettamente le altre borse europee. Questa terza terza seduta di rialzo dovrebbe teoricamente a breve concludere il rimbalzo. Vedremo in pratica quanto dura la festa. L'indice delle banche europee SX7E é salito del +1.15% a 74.18 punti. Grandi protagoniste sono state le azioni delle banche italiane. Da una parte UCG (+4.18%) e ISP (+4.29%) sono tra i pochi titoli che comprano anche gli investitori stranieri. D'altra parte si vede come sono stati comprati i titoli italiani dell'Eurostoxx50. L'ipotesi che Mario Draghi possa diventare Presidente del Governo in Italia ha sostenuto il settore bancario sulla base dello strano ragionamento che l'ex presidente della BCE avrà un occhio di riguardo per il settore. Abbiamo fondati dubbi che un governo tecnico possa risolvere i problemi dell'Italia. Tutti i tentativi nella storia (Ciampi, Dini, Monti) sono naufragati a causa della litigiosità dei partiti a cui non piace farsi da parte per il bene del Paese. Speriamo bene poiché tra pandemia, gestione della ripresa economica e Recovery Fund c'é molto da fare e in fretta.

Il cambio EUR/USD ha toccato un minimo a 1.2003 e rimbalza stamattina a 1.2010. Dovrebbe esserci una falsa rottura del supporto prima che possa svilupparsi un sostanziale rimbalzo. Chiudete a breve eventuali posizioni short in caso di caduta sugli 1.1980.  

La seduta a New York é stata neutra, senza direzione e si é conclusa con un nulla di fatto. L'S&P500 ha colmato il gap del 27 gennaio ma per il resto non c'é nulla di particolare da segnalare se non che il rimbalzo é terminato.
L'S&P50 ha aperto a 3830 punti e dopo una breve impennata a 3841 punti é caduto verso le 16.30 sul minimo a 3817 punti. Da qui é lentamente e costantemente salito fino al massimo a 3847 punti. Sul finale é ricaduto a 3830.17 punti (+0.10%). Il Nasdaq100 ha perso qualche punto - probabilmente una conseguenza dell'euforia a corto termine (DSI a 88 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4659 su 2807, NH/NL a 526 su 87 e volume relativo a 0.90 (1.2 sul Nasdaq). La volatilità VIX é caduta a 22.91 punti (-2.65), il CBOE Equity put/call ratio é leggermente salito a 0.43 e il Fear&Greed Index é rimasto stabile a 57 punti (-1 punto).
La questione é ora se gli indici saliranno su un nuovo record storico riaprendo la strada verso l'alto e se invece ricadranno nel range di gennaio - noi favoriamo la seconda variante.

Stamattina il future sull'S&P500 é invariato a 3823 punti. Le borse asiatiche sono in calo (NIkkei-1.06%, Shanghai -0.4%). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3607 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. I rialzisti fannno una pausa - vediamo se i ribassisti sfrutteranno l'occasione per un affondo.

Commento del 3 febbraio

Si torna indietro di una settimana

Ieri le borse hanno ripetuto l'ottima seduta di rialzo di lunedì. In questa maniera gli indici sono ritornati sul livello dove si trovavano una settimana fà e hanno formalmente annullato l'impulso ribassista che aveva fatto scendere venerdì l'S&P500 (+1.39% a 3826.31 punti) a 3694 punti. Scriviamo formalmente poiché la situazione dopo due sedute decisamente positive non é ancora chiara. A seconda degli indicatori che si preferisce usare e dell'arco temporale prevalgono i segnali positivi a corto termine o quelli negativi a medio termine. È evidente che a breve i rialzisti hanno il vento in poppa. D'altra parte i motivi, sia tecnici che fondamentali, che hanno fatto cadere le borse nel mese di gennaio non sono spariti nel nulla. La borsa americana torna lentamente ad essere ipercomperata e riappare l'ottimismo tra gli investitori (Fear&Greed Index a 58 punti, +13 punti) con l'eccezione dei piccoli speculatori di Robinhood che ieri sono stati massacrati (GME -60.00%, AMC - 42.10%).

Le borse europee (Eurostoxx50 +1.69% a 3590 punti) hanno avuto una seconda seduta di rialzo simile a quella di lunedì. In questa maniera hanno cancellato la caduta che si era verificata tra mercoledì e venerdì di settimana scorsa. Ieri sera l'Eurostoxx50 ha chiuso a 3590 punti con un guadagno di 60 punti e 2 punti sotto la chiusura di una settimana fà. Ovviamente questo rialzo, che non osiamo più chiamare rimbalzo, ha eliminato il segnale ribassista e di correzione e ha riportato l'indice in un trend neutro. A corto termine sono i rialzisti a condurre la danza ed é possibile che a breve l'indice possa salire più in alto. I veloci e profondi cambiamenti di sentiment ci dicono che probabilmente l'Eurostoxx50 non sarà in grado di salire su un nuovo massimo annuale - considerando però che abbiamo sbagliato nel valutare questa spinta di rialzo a cortissimo termine é meglio osservare cosa succede oggi prima di arrivare a conclusioni affrettate. Ieri anche l'indice delle banche SX7E (+3.41% a 73.34 punti) é risorto - il tema dominante, almeno nella retorica, torna ad essere crescita economica e inflazione.
Il cambio EUR/USD é sceso ieri fino a 1.2011 ed é stamattina a 1.2040. Si sta verificando l'atteso test del supporto psicologico a 1.20 - é probabile che al primo tentativo di rottura si verifichi un rimbalzo a 1.21.

Il rialzo é proseguito a Wall Street. L'S&P500 ha superato di slancio e con un gap up i 3800 punti ed é salito verso le 18.00 a 3840 punti. Poi per ore si é mosso appena ed é oscillato in laterale e in pochi punti toccando un massimo giornaliero a 3843 punti. Sul finale é ridisceso a 3426.31 punti (+1.39%). Non siamo in grado di dire cose significa il gap up che si é verificato anche sul Nasdaq. Poiché non sembra esaurimento temiamo che possa essere una semplice accelerazione. Gli investitori hanno ricominciato a comperare tecnologia (Nasdaq100 +1.56% a 13456 punti) ridando il loro "amore" anche a società che hanno deluso le attese pubblicando risultati trimestrali inferiopri alle attese (Tesla +3.93%). I lievi ritracciamenti che hanno seguito l'annuncio sono stati presi come occasioni d'acquisto. È possibile che gli acquisti degli ultimi due giorni siano legati all'effetto di inizio mese - gli americani stanno forse investendo gli assegni del governo in borsa e in opzioni calls? In questo caso la spinta rialzista dovrebbe svanire oggi durante la giornata.
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5710 su 1787, NH/NL a 508 su 69 (entrambi bassi) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 25.56 punti (-4.68), il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.40 e il Fear&Greed Index é balzato a 58 punti (+13). I Summation Index sono ancora leggermente scesi - il calo dovrebbe però terminare a breve se gli indici non ricominciano decisamente a scendere.
Il sentiment cambia radicalmente in poche sedute - questo succede normalmente quando le borse indecise si muovono in laterale in un ampio range. In questo caso le borse europee e quella americana non dovrebbero riuscire a toccare nuovi massimi annuali ma dovrebbero essere a breve respinte verso il basso.

Ieri sera Google e Amazon hanno presentato degli ottimi risultati trimestrali. Il future sull'S&P500 sale stamattina a 3837 punti (+18 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3617 punti - le borse europee apriranno con un ulteriore balzo del +0.7%. Nelle ultime due sedute abbiamo sottovalutato la spinta di rialzo - oggi preferiamo non fare previsioni. Ricordiamo però che un rimbalzo normalmente non dura più di tre giorni.
 
Commento del 2 febbraio

I rialzisti tentano l'ultima carta e comprano i titoli che oggi comunicheranno i risultati trimestrali (GOOG +3.57%, AMZN +4.26%)

Ieri le borse sono rimbalzate. Normalmente in un rimbalzo gli indici recuperano circa la metà della precedente spinta di ribasso. Ieri la reazione delle borse é stata superiore alle aspettative e alla norma. C'é da domandarsi se in effetti la tendenza é al ribasso o se al contrario le borse stanno semplicemente tornando nel trading range di gennaio. Non siamo ancora in grado di dare una risposta sicura. Fino a prova contraria le borse stanno correggendo e nei prossimi giorni gli indici devono ricominciare a scendere. Ieri gli indici di riferimento sono semplicemente tornati all'interno delle Bollinger Bands e la seduta é stata caratterizzata da volumi in calo - come spesso avviene nel caso di un rimbalzo. Gli indici azionari europei hanno però annullato il segnale di vendita che avevamo avuto venerdì scorso sul nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica.

Ieri l'Eurostoxx50 é risalito a 3530 punti (+1.42%). Gli altri indici si sono mossi in maniera simile (DAX +1.41%, FTSE MIB +1.17%, SMI +1.44%). Il problema di questi rimbalzi (ieri, martedÌ e giovedì scorsi) é che sono più forti del previsto - o almeno così consistenti da mettere in dubbio la correzione. Almeno ieri i volumi di titoli trattati erano in netto calo e questo é tipico di un rimbalzo tecnico. Stranamente tutti i maggiori indici azionari europei hanno guadagnato alla stessa maniera - non ci sono differenze tra Paesi come se il movimento si fosse sviluppato sugli indici. L'Eurostoxx50 ha guadagnato oggi 51 punti e ha chiuso vicino al massimo giornaliero. Sullo slancio oggi potrebbe guadagnare ancora una ventina di punti ma dopo dovrebbe ricominciare a scendere.

A New York gli investitori hanno ricominciato a comperare tecnologia (Nasdaq100 +2.50% a 13248 punti) sperando che stasera i due colossi Google (+3.57%) e Amazon (+4.26%) che pubblicheranno i risultati trimestrali dopo la chiusura dei mercati possano dare ulteriore slancio al settore. Non si può escludere questa possibilità considerando come i buoni dati di Microsoft (+3.32%) di settimana scorsa sono stati onorati. Gli investitori sembrano anche perdonare i loro beniamini quando presentano dei risultati sotto le attese (Tesla +5.83%).
L'S&P500 ha aperto in forte guadagno a 3754 punti. All'inizio é ancora caduto a 3725 punti ma poi é risalito ad ondate diminuendo mano a mano il ritmo di salita ed é arrivato a 3784 punti di massimo. Sul finale é ridisceso a 3773.86 punti (+1.61%).
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6051 su 1479, NH/NL a 311 su 396 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 30.24 punti (-2.85), il CBOE Equity put/call ratio é tornato basso a 0.40 e il Fear&Greed Index é balzato a 45 punti (+10). I veloci e radicali cambiamenti d'umore degli investitori sono sorprendenti e denotano una certa instabilità.
Noi pensavamo che l'S&P500 dovesse risalire a 3740 punti - l'indice ha superato questo livello di una quarantina di punti. Non deve tornare sopra i 3800 punti - in caso contrario dobbiamo rivedere il nostro scenario a breve.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 3784 punti (+18 punti). L'ottimismo di ieri é continuato stamattina in Asia (Nikkei +0.97%, Shanghai +0.80%) e le borse non hanno ancora cambiato direzione. Anche le borse europee apriranno al rialzo - l'Eurostoxx50 alle 08.45 vale 3554 punti (+24 punti). Settimana scorsa la borsa americana era caduta prima della pubblicazione dei risultati di Apple, Facebook e Tesla. Vediamo se oggi nel corso della giornata succede lo stesso.

Il cambio EUR/USD cade a 1.2065 - é sul minimo annuale - é ora che ci sia un attacco della barriera psicologica a 1.20.

Aggiornamento del 1. febbraio

Da Gamestop all'argento (+8.7%) - non dimentichiamo i risultati trimestrali

Durante il fine settimana non sono arrivate notizie di possibili fallimenti tra le parti coinvolte nella battaglia tra speculatori retail long e Hedge Funds short. Alcuni protagonisti hanno subito pesanti perdite - il fondo Melvin Capital ha perso il -50% del suo valore. Il sistema finanziario sembra però stabile e quindi stamattina si riparte come atteso vale a dire con un rimbalzo. Il future sull'S&P500 é a 3722 punti (+17 punti). Questo significa che l'S&P500 vale circa 3729 punti e si trova già vicino alla zona obiettivo a 3730-3740 punti.
L'ondata speculativa sembra spostarsi sul mercato dell'argento - un metallo con un flottante abbastanza ristretto e con forti posizioni short - ha le stesse caratteristiche delle azioni spinte settimana scorsa al rialzo dagli speculatori. Potrebbe iniziare un'altro short squeeze anche se abbiamo i nostri dubbi - il mercato dei metalli preziosi ha regole e partecipanti diversi di quello delle azioni - già i fratelli Hunt all'inizio degli anni 80 hanno provato a controllare il mercato ma la storia é finita molto male.
Non bisogna dimenticare che queste storie affascinano la fantasia degli investitori ma le tendenze vengono determinate da altri fattori. Continua in America la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese. Martedì saranno comunicati i dati di  Amazon e Google - nel corso della settimana avremo anche i risultati di alcuni colossi della farmaceutica (Pfizer, Merck) e dell'energia come Exxon. Vedremo se i rialzi di questi settori sono giustificati.

Sono le 08.30 e la situazione di partenza é leggermente cambiata - il future sull'S&P500 sale a 3738 punti (+33 punti). L'Eurostoxx50 vale 3520 punti (+39 punti). Le borse europee rimbalzano e tentano di compensare le perdite di venerdì. Pensiamo che stamattina potrebbero salire più in alto ma non riusciranno a recuperare completamente. La seduta odierna sarà positiva ma probabilmente questa sarà per i traders una buona occasione per vendere - venerdì gli indici azionari dovrebbero trovarsi più in basso.

Commento del 30-31 gennaio

Cambiamento d'umore

La spinta di rialzo iniziata a novembre doveva terminare nella prima settimana di gennaio. Poi doveva cominciare una correzione. Questa era la nostra previsione a fine 2020. Ad un mese di distanza possiamo fare un primo bilancio. Le borse europee in generale (p.e. Eurostoxx50 e DAX) hanno toccato il massimo annuale l'8 di gennaio - non hanno subito cominciato a correggere perché il rialzo in America é continuato e questo ha sostenuto i listini europei. L'S&P500 (-1.93% a 3714.24 punti) ha toccato un massimo annuale e nuovo record storico martedì 26 gennaio a 3870 punti. Questo ritardo é stato causato dai titoli tecnologici - il Summation Index sul NYSE stava già scendendo da metà dicembre e mostrava una divergenza negativa. La correzione a Wall Street é iniziata solo questa settimana e all'improvviso. C'é stato un radicale cambiamento d'umore che ha provocato prese di beneficio e un'ondata di vendite che ha coinvolto tutti i i settori. Gli investitori hanno reagito negativamente ai risultati trimestrali di molte società - la goccia che ha fatto traboccare il vaso sono stati i dati forniti da Apple, Tesla a Facebook. Il conflitto che oppone gli investitori retail che stanno comperando i titoli shortati dagli Hedge Fund ha poi aggiunto un fattore di incertezza e nervosismo. I pazzeschi rialzi delle azioni al centro dello scontro, prima tra tutte GameStop, hannno fatto guadagnare miliardi a migliaia di piccoli investitori ma hanno anche fatto perdere le corrispettive somme ad alcuni Hedge Funds. Sui mercati aleggia il dubbio che possa ripetersi il fallimento di una grande istituzione finanziaria come ai tempi della Lehman (2008). Venerdì il broker Robinhood, attraverso il quale passano la maggior parte degli ordini riguardante queste transazioni, ha dovuto ricevere un'infusione di 1 Mia di USD per rispettare le prescrizioni di legge riguardante il capitale proprio in relazione al volume delle transazioni. La correzione a New York é quindi più che altro un'assorbimento degli eccessi unito ad un cambiamento d'umore (sentiment) atteso da tempo - per esemplificare il tutto con un indicatore possiamo guardare il Fear&Greed Index (é un basket di 7 diversi indicatori di sentiment) che nell'ultima settimana é passato  da 69 a 35 punti. 
Ora abbiamo a livello tecnico un problema di coerenza negli obiettivi. Ciclicamente le borse dovrebbero scendere fino a metà marzo. L'S&P500 é sceso dal massimo martedì a 3870 punti fino alla chiusura di venerdì a 3714 punti di 156 punti - il nostro obiettivo, che abbiamo già indicato nel commento di giovedi pomeriggio, si situa a 3600 punti. Non é molto logico che un'indice che ha perso 156 punti in tre sedute debba ancora perderne solo 114 nelle prossime 5 a 6 settimane. Uno dei due parametri, o entrambi, sono sbagliati. L'importante per ora é sapere che le borse stanno correggendo e gli indici devono scendere più in basso. Ad un certo momento dovremo cambiare e adattare la nostra previsione - abbassando l'obiettivo o accorciando il periodo. Sapete che per terminare sicuramente una correzione ci vuole ipervenduto, eccesso di ribasso e pessimismo. Manca ancora parecchio prima di raggiungere questa costellazione tecnica - alcuni indicatori come il CBOE Equity put/call ratio (0.58) si sono appena mossi e sono ancora in campo positivo. Venerdì l'S&P500 ha raggiunto la zona di supporto costituita dal supporto statico a 3700 punti, dal livello inferiore delle Bollinger Bands (3699 punti) e dalla MM a 50 giorni (3716 punti). È probabile che da questo livello l'S&P500 all'inizio di settimana prossima debba rimbalzare come lo hanno fatto giovedì le borse europee. La premessa in ogni caso é che durante il fine settimana non succeda qualcosa di estremamente negativo in grado di scatenare il panico tra gli investitori.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.36% a 3481 punti
SX7E (banche)          -4.95% a 70.41 punti
DAX                         -3.18% a 13432 punti
SMI                          -3.11% a 10591 punti
FTSE MIB                  -2.34% a 21572 punti
S&P500                     -3.31% a 3714.24 punti
Nasdaq100                -3.30% a 12925 punti

Venerdì una seduta decisamente negativa ha confermato lo svolgimento di una correzione che il rimbalzo di giovedì aveva messo in dubbio. Sia In Europa (Eurostoxx50 -2.13% a 3481 punti) che in America (S&P500 -1.93% a 3714.24 punti) gli indici hanno aperto in calo e hanno chiuso sui minimi giornalieri e con sostanziali perdite. I volumi di titoli trattati erano alti. Finalmente anche la borsa americana sta cominciando a scendere e questo permette anche alle borse europee di accelerare al ribasso dopo che nelle ultime due settimane c'era solo stata una correzione strisciante con perdite limitate.
Notiamo che ora viene venduto di tutto - in Europa anche il difensivo SMI svizzero (-2.38% a 10591 punti) é sotto pressione.
Sulla base di un'analisi grafica gli obiettivi per questa correzione si situano a circa 3350 punti di Eurostoxx50 e a 12800-13000 punti di DAX. Notiamo con sorpresa che questi obiettivi corrispondono ai limiti d'acquisto che avevamo fissato a dicembre per il portafoglio - sembra che in poco più di un mese non é cambiato nulla. Una correzione in un rialzo serve ad eliminare gli eccessi - più il trend rialzista é forte e meno gli indicatori devono scendere prima che questa fase sia terminata. In questo periodo durante il quale i fondamentali contano poco bisognerà tenere soprattutto d'occhio gli indicatori di sentiment per vedere quando apparirà abbastanza pessimismo per un solido minimo. A novembre e dicembre erano soprattutto gli speculatori long negli Stati Uniti a condurre il ballo. Il CBOE Equity put/call ratio era costantemente sui 0.40. Venerdì é balzato a 0.58 e finalmente anche la MM a 10 giorni sta salendo (0.42) e segnala il cambiamento d'umore. Come in precedenti occasioni stimiamo che questo indicatore (con la MM a 10 giorni) debba salire sugli 0.56 prima che la correzione sia terminata,

L'S&P500 venerdì ha aperto in calo a 3761 punti. La seduta é stata movimentata. L'S&P500 é sceso a 3745 punti, é salito sul massimo a 3775 e poi é sceso fino a metà seduta sul minimo a 3694 punti. Ad ondate irregolari é rimontato fino ai 3740 punti ma sul finale é tristemente ricaduto a 3714.24 punti (-1.93%). Nel dopo borsa il future ha chiuso a 3696 punti. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1628 su 5842, NH/NL a 219 su 672 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é salita a 33.09 (+2.88) - é rimasta sotto il valore di mercoledì a 37.21 punti. I Summation Index sono decisamente scesi. Le vendite hanno coinvolto tutti i settori (Nasdaq100 -2.09%, DJTransportation -2.56%, RUT -1.56%).
La tendenza di fondo della borsa americana é ancora al rialzo ma si é parecchio indebolita. Il 60.8 dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent sul NYSE é a 66.48.
Un'ultima osservazione: il nostro indicatore proprietario basata sulla stocastica ha dato venerdì un segnale di vendita a medio termine su Eurostoxx50 e DAX. Il segnale deve ancora essere confermato ma é un tassello in più del puzzle che compone la correzione.

La settimana dovrebbe iniziare con un moderato rimbalzo in America. L'S&P500 potrebbe risalire a 3730-3740 punti. Poi dovrebbe tentare nuovamente di rompere il supporto sui 3700 punti - deve riuscirci entro la fine della settimana.

Commento del 29 gennaio

Mare mosso - adesso si balla...

La battaglia che si sta svolgendo negli Stati Uniti tra investitori retail che speculano long e gli Hedge Funds che sono short su certe azioni come GME (-44.29%) o AMC (-56.63%) sta diventando violenta e comicia a coinvolgere la legge e gli avvocati. Citando non molto precisate turbulenze di mercato, anomalie e rischi i brokers, partendo da Robinhood, hanno vietato l'acquisto di queste azioni ai loro clienti. È evidente che i grandi investitori (Hedge Funds), che stanno perdendo miliardi di USD, sono intervenuti presso i brokers per stoppare l'attacco dei piccoli investitori retails. I brokers non hanno seguito le leggi ma i loro interessi personali prendendo delle decisioni in favore dei loro clienti più remunerativi che sono in parte anche loro azionisti. I piccoli hanno reagito a questo sopruso con delle denunce presso i tribunali. Subito sono intervenuti i politici promettendo inchieste e chiedendo giustizia. Tutto questo provoca una forte volatilità e nervosismo - c'é il rischio che una qualche istituzione resti senza liquidità e possa fallire. Per i mercati in generale questo significa che i movimenti a corto termine diventano caotici e difficilmente prevedibili. Molto dipende dalle informazioni e dalle decisioni che vengono prese riguardanti la battaglia in corso. Ieri questo ha causato uno spostamento di alcune ore sulla tabella di marcia. L'atteso rimbalzo é partito già la mattina in Europa e non il tardo pomeriggio in America come pensavamo noi. La situazione tecnica di base però non cambia - le borse devono svolgere una correzione a corto termine all'interno di un rialzo che sembra ancora intatto. A breve gli indici azionari devono scendere più in basso.

La volatilità e l'incertezza provocano dei movimenti di mercato che a prima vista fanno poco senso. Ieri ci aspettavamo un rimbalzo. Per logica però doveva iniziare nel pomeriggio dopo una debole apertura a New York. La mattina le borse europee hanno aperto in calo e sono scese fin verso le 10.30. L'Eurostoxx50 (+0.58% a 3557 punti) ha esordito a 3519 punti ed é caduto fino a 3473 punti di minimo. Già in mattinata però le borse sono risalite insieme ai futures americani. Alle 15.45 l'Eurostoxx50 era tornato a 3560 punti. Successivamente si é presentato un problema o un'anomalia. La borsa americana é partita baldanzosa al rialzo mentre le borse europee si sono fermate e sono rimaste a guardare. Il risultato finale é stato in effetti un rimbalzo e una seduta moderatamente positiva. Il comportamento del mercato é però illogico e a questo punto dopo questo sali e scendi non sappiamo più a cosa credere - non é chiaro quale movimento e quali segnali sono rilevanti ai sensi dell'analisi tecnica. Sono importanti le candele bianche/verdi e le sedute positive o sono più rilevanti i minimi discendenti e gli indicatori che mostrano una crescente debolezza? In linea di massima pensiamo che il mercato debba continuare a correggere.

La seduta a Wall Street é stata movimentata - non solo per quel che riguarda gli avvenimenti descritti nella prima parte del commento - bisognava anche osservare come il mercato reagiva agli utili trimestrali. In questo caso la risposta degli investitori é stata logica e razionale. Hanno ancora comperato Microsoft (+2.59%) mentre hanno venduto Apple (-3.50%) e Tesla (-3.32%) che non hanno confermato gli ambiziosi obiettivi fissati dagli analisti.
Il future sull'S&P500 ha toccato la mattina verso le 10.30 un minimo a 3707 punti (!). Da qui é risalito insieme alle borse europee e l'S&P500 nel pomeriggio ha infine aperto a 3778 punti. Dopo un breve tuffo a 3775 punti l'indice é salito ad ondate fino a metà seduta quando ha raggiunto il massimo a 3830 punti (circa 120 punti sopra il minimo teorico del mattino !!!). Poi lentamente il rialzo si é sgonfiato e con una parabola l'indice é ridisceso a 3787.38 punti (+0.98%). Il Russell2000 (-0.10%) ha subito le conseguenze dei divieti d'acquisto imposti da Robinhood e colleghi. Il Nasdaq100 (+0.68% a 13201 punti) e il DJT (+1.04%) hanno invece seguito l'S&P500.
Per saldo la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4713 su 2759, NH/NL a 309 su 345 e volume realtivo a 1.4 (!). La volatilità VIX é caduta a 30.21 punti (-7.00), il CBOE Equity put/call ratio era fermo a 0.4 e il Fear&Greed Index é lievitato a 41 punti (+1 punto).
I Summation Index adesso sono decisamente in calo.
Per l'analisi tecnica adesso c'é un problema. I grafici e gli indicatori considerano solo quanto succede sugli indici e non considerano i movimenti del future. Ufficialmente ieri l'S&P500 ieri ha aperto a 3755 punti ma non é vero - questo valore era calcolato prima che tutti i titoli iniziassero a trattare. In effetti il minimo giornaliero era sui 3775 punti mentre il minimo calcolato sulla base del future é sui 3714 punti (7 punti di differenza tra future e cash). Le differenze sono rilevanti. Il quadro generale é però indiscutibile. La borsa americana sta correggendo e molto probabilmente gli indici devono scendere più in basso. In fondo ieri hanno unicamente svolto una seduta in trading range.

Stamattina alle 07.20 il future sull'S&P500 era a 3732 punti (minimo a 3725 punti) - mentre stavamo scrivendo é risalito fino a 3751 punti. Ora (08.30) é a 3736 punti (-43 punti). I mercati sono deboli e nervosi. L'Eurostoxx50 vale 3516 punti (-41 punti). Le borse europee aprirano con un tuffo di circa il -1.1%. Oggi avremo una seduta negativa ma probabilmente in trading range. Nel fine settimana avremo tempo per fare un'analisi approfondita e fissare degli obiettivi precisi per la correzione.
Stamattina il Nikkei ha perso il -1.89% - Shanghai é in calo del -0.6%.

Commento del 28 gennaio

Finalmente una seduta decisamente negativa - oggi probabilmente c'é un rimbalzo da un minimo discendente

Ieri ci aspettavamo una seduta di pausa prima dei risultati trimestrali dei big della tecnologia. Invece - come spesso succede - le borse sono state travolte da un'ondata di vendite malgrado la pubblicazione di ottimi utili trimestrali di Microsoft e prima di conoscere i risultati di Apple (ottimi), Facebook (buoni) e Tesla (deludenti). È inutili discutere quali siano state le causa di questo improvviso crollo - molti danno la responsabilità alle dichiarazioni di Jerome Powell in serata. La realtà é che da settimane le borse covavano questa correzione partita da una situazione di eccesso di rialzo, di euforia e di debole partecipazione. Il problema a livello tecnico é come al solito indovinare il timing. Anche questa volta purtroppo siamo stati leggermente sorpresi - pensavamo che potesse esserci ancora una seduta positiva sul Nasdaq100 prima della reazione negativa.
L'Eurostoxx50 ha perso il -1.57% a 3536 punti - stamattina scenderà più in basso. L'S&P500 ha perso 98 punti a 3750.77 punti (-2.57%). La situazione é paragonabile a quella di settembre del 2020 e ci aspettiamo che la correzione si sviluppi in maniera simile. Questo significa che avremo una correzione minore di tipo ABC che dovrebbe far tornare l'S&P500 sui 3600 punti. Questa é solo una stima ed é prematura visto che c'é stata solo una seduta decisamente negativa. La lunga candela rossa sul grafico mostra però che almeno a corto termine qualcosa é cambiato. Tra l'altro le performances da inizio anno di Eurostoxx50 (-0.46%) e S&P500 (-0.14%) sono ora negative. La tendenza di fondo delle borse é ancora al rialzo ma dobbiamo renderci conto che questo concetto é relativo. Chi non ha comperato tecnologia o speculato con le piccole e medie imprese di alcuni settori particolari nel 2021 sta perdendo soldi.

Lunedì le borse europee sono cadute - martedì sono risalite e hanno compensato le perdita di lunedì. Ieri c'é stato un'altro tuffo e ieri sera si poteva copiare e ripetere il commento di lunedì. L'unica differenza é che un capitombolo può essere un semplice incidente - due cadute di questo tipo sono invece un sintomo di debolezza che sembra aprire definitivamente la strada verso il basso.
L'Eurostoxx50 (-1.57% a 3536 punti) ha chiuso con una pesante perdita di 51 punti - ha toccato un nuovo minimo annuale a 3502 punti - ha però chiuso lontano dal minimo giornaliero segno che i rialzisti hanno ancora qualcosa da dire. Il DAX (-1.81% a 13620 punti) e il FTSE MIB (-1.47% a 21662 punti) si sono comportti in maniera simile all'Eurostoxx50 - anche questi indici hanno raggiunto un nuovo minimo annuale. Pessima giornata anche per l'indice delle banche SX7E (-2.78% a 70.76 punti) che si avvicina velocemente al supporto a 70 punti. Il cambio EUR/USD cade a 1.2100 - da settimane spieghiamo che una correzione delle borse deve corrispondere ad un calo del cambio EUR/USD - la correlazione é evidente.
In generale non pensiamo che si stia verificando un'inversione di tendenza - favoriamo decisamente la variante della correzione. Pensiamo che le borse europee possano scendere ancora un -3%/-4% fino ad una situazione di ipervenduto a corto termine e pessimismo. Potremo confermare questa previsione il fine settimana.

Il ribasso iniziato in Europa é proseguito negli Stati Uniti. L'S&P500 ha aperto in calo a 3800 punti. Ha subito rotto questo primo supporto ed é caduto a 3767 punti. Poi ha recuperato fino ai 3810 punti, é sceso a metà seduta a 3772 punti, é nuovamente rimbalzato a 3798 punti. Non é più riuscito a tornare sopra i 3800 e la conseguenza é stata una successiva caduta a 3736 punti di minimo. Sul finale l'indice é tornato a 3750.77 punti (-2.57%). Ci sono state delle vendite in tutti i settori (Nasdaq100 -2.80%, DJT -2.90%, RUT -1.91%) Per questa ragione la seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1181 su 6338, NH/NL 553 su 1064 (!) e volume relativo a 1.5. I Summation Index sono scesi.
Siamo impressionati dal notevole cambiamento negli indicatori di sentiment. La volatilità VIX é balzata a 37.21 punti (+14.19), la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.40 e il Fear&Greed Index é crollato a 42 punti (-22). Il p/c ratio mostra però che gli speculatori long sono ancora forti ed attivi - stanno dando battagli agli Hedge Fund short e per ora vincono. Pensiamo quindi che questo scontro debba ancora provocare dopo la correzione un'ultima fase di rialzo al termine della quale anche gli ultimi shortisti saranno eliminati e tutti saranno completamente investiti. In quel momento potrebbe esserci un crash - fino a questo punto mancano però ancora settimane se non mesi.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3722 punti (-22 punti). Pensiamo che l'S&P500 potrebbe ancora scendere fino ai 3700 punti prima di un forte rimbalzo - questo potrebbe già succedere durante la seduta odierna. Stamattina però prevarranno ancora le vendite. L'Eurostoxx50 vale 3502 punti - le borse europee apriranno con una perdita del -1%. Nel corso della giornata scenderanno più in basso - poi vedremo se l'atteso recupero che dovrebbe iniziare a Wall Street comincerà abbastanza presto da coinvolgere anche i listini europei.

Commento del 27 gennaio

Gli europei fannno marcia indietro - gli americani si fermano in attesa dei risultati dei big tech

Ieri le borse europee sono rimbalzate dai supporti (Eurostoxx50 +1.12% a 3592 punti) - visto che in America il rialzo sembrava tranquillamente proseguire gli europei hanno pensato che non fosse necessario continuare a correggere e hanno fatto marcia indietro. L'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 3870.90 punti ma ha chiuso con una leggera perdita di 5 punti a 3849.62 punti (-0.15%). Gli americani non hanno preso iniziative e hanno preferito aspettare i risultati dei colossi della tecnologia prima di decidere se continuare a comperare titoli già molto cari. Dopo la chiusura Microsoft ha presentato dei risultati trimestrali eccellenti - l'azione é balzata ufficiosamente del +7%. Per ora sembra che ci siano ancora abbastanza titoli al rialzo per sostenere dei listini lentamente a corto di carburante - I Summation Index ieri sono scesi in una seduta nel complesso negativa.

Ieri in Europa ci aspettavamo un debole rimbalzo dopo che lunedì l'Eurostoxx50 (+1.12% a 3592 punti) e il DAX (+1.66% a 13871 punti) erano scesi sulla zona di supporto. La seduta é andata meglio del previsto. L'Eurostoxx50 é salito di 45 punti - il DAX ha guadagnato 227 punti - in questa maniera gli indici hanno compensato quasi tutta la perdita di lunedì annullando l'impulso ribassista. L'Eurostox50 e il DAX sono tornati nel range di gennaio e le MM a 50 giorni ormai piatte mostrano in maniera esemplare che la tendenza a corto termine é neutra. Da inizio dicembre le borse europee non riescono più a fare sensibili progressi malgrado che la tendenza di fondo resta al rialzo. Fino a quando la borsa americana non corregge non lo faranno neanche le borse europee.
Il FTSE MIB (+1.16% a 21987 punti) si é comportato come le altre borse europee malgrado che Giuseppe Conte abbia presentato le dimissioni - gli investitori non danno molto peso alla crisi politica italiana - una dimostrazione in più della fiducia estrema che pongono nella BCE e nella sua capacità di poter compensare qualsiasi problema dei mercati finanziari con un mare di liquidità. D'altra parte pochi credono che si andrà ad elezioni anticipate - gli attuali partiti di governo hanno solo da perdere in un simile caso e faranno di tutto per trovare una nuova coalizione a sostegno di un ulteriore governo di centro sinistra.

L'S&P500 ha aperto su un nuovo massimo storico a 3870.90 punti. L'indice però non ha più avuto la forza per salire più in alto. È sceso ad ondate fino alle 18.00 sul minimo giornaliero a 3847 punti. Poi é risalito lentamente fino ai 3860 punti e sul finale si é sgonfiato e ha chiuso a 3849.62 punti (-0.15%). È stata una seduta senza direzione contrassegnata solo da speculazioni su singoli titoli. I traders si organizzano in rete ed attaccano in branco singoli titoli (GME) facendoli esplodere al rialzo - é un puro gioco al massacro tra rialzisti e ribassisti senza nessuna rapporto con i fondamentali della società - le borsa é ormai diventata un luogo dove si combattono gli adolescenti abituati ai giochi elettronici - i soldi sono solo uno stimolo supplementare.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 2941 su 4507, NH/NL a 739 su 244 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 23.02 punti (-0.17), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.40 e il Fear&Greed Index é scivolato a 62 punti (-4).
La situazione tecnica non cambia - il rialzo si é nuovamente concentrato sulla tecnologia - i temi "ripresa economica", "rialzo dei prezzi delle materie prime" e  inflazione" sono passati in secondo piano come mostrano i cali di DJTransportation (-1.61%) e Russell2000 (-0.62%).  Stasera dopo la chiusura Apple, Tesla e Facebook presentano i risultati trimestrali - vediamo se cambia qualcosa.    

Stamattina il future sull'S&P500 é fermo a 3842 punti. Microsoft riesce solo a far salire il future sul Nasdaq100 del +0.5%. Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3592 punti - le borse europee apriranno invariate. Crediamo che oggi avremo un'altra seduta di pausa - le borse dovrebbero muoversi poco e chiudere praticamente invariate.

Commento del 26 gennaio

Uno strano vuoto d'aria senza apparenti conseguenze

Ieri l'S&P500 ha aperto al rialzo a 3853 punti e fino alle 16.45 é tranquillamente salito fino a 3859 punti di massimo. Poi é arrivata un'improvvisa e violenta ondata di vendite e l'S&P500 in un quarto d'ora é crollato a 3797 punti - un tonfo di circa 60 punti in pochi minuti. Il mercato si é poi lentamente risollevato e dopo un paio d'ore l'S&P500 é tornato a 3846 punti - é rimasto su questo livello fino alle 21.30. Sul finale c'é stata ancora una spinta di rialzo e l'S&P500 ha chiuso a 3855.36 punti (+0.36%). Questo tonfo non ha fatto danni a livello tecnico - ha però sicuramente influenzato a livello psicologico gli speculatori che si sono resi conto che il mercato é vulnerabile. Un giorno si verificherà l'opposto di quanto sta succedendo adesso. In effetti la nuova moda degli speculatori é di comperare le azioni più shortate dagli hedge funds e obbligarli a comperare e coprire le posizioni short provocando delle incredibili accelerazioni di tipo esponenziale. L'esempio tipico e molto discusso negli scorsi giorni é quello di GameStop (GME). Un giorno succederà la stessa cosa con il folto gruppo di speculatori retail che ogni giorno da mesi comperano calls (CBOE Equity put/call ratio a 0.38). Il Margin Debt nel 2020-2021 é salito a livelli stratosferici e crea le premesse ideali per un crash di ampie proporzioni. Presto o tardi questo denaro preso a prestito per comperare azioni a leva deve essere ripagato - quando il mercato azionario americano comincerà a scendere rischia di farlo a valanga. Tecnicamente questo momento non sembra ancora vicino anche se la caduta di ieri sembra una di quelle lievi scosse telluriche che precedono un terremoto vero e proprio.

In Europa la settimana é iniziata a sorpresa con un capitombolo. A sorpresa poiché ieri mattina l'Eurostoxx50 ha aperto in guadagno a 3614 punti. L'indice (e in generale le borse europee) ha però subito cominciato a scendere ed é caduto alle 17.10 sul minimo a 3540 punti - 61 punti sotto il massimo. Questo significa reversal e una lunga candela rossa sul grafico che sembra aprire la strada verso il basso. C'é ancora la possibilità che il supporto statico rafforzato dalla MM a 50 giorni sui 3550 punti regga e l'indice torni nel range di gennaio. I segnali di debolezza sono però adesso evidenti e il rischio di correzione diventa concreto - ci vuole solo un pò di collaborazione da parte dell'America. Sull'Europa si addensano parecchie nuvole nere - dal probabile rinvio della ripresa economica insieme al prolungarsi della recessione, alla crisi politica italiana che malgrado il sostegno della BCE potrebbe far riesplodere la crisi del debito. Inoltre la pandemia di Coronavirus sembra nuovamente sfuggire al controllo delle autorità sanitarie - i politici si affrettano a inasprire le misure che limitano i movimenti dei cittadini e l'attività economica. Anche il DAX (-1.66% a 13644 punti) ha perso parecchio. L'indice é caduto alle 17.10 sul minimo a 13600 punti - 344 punti (!) sotto il massimo. Questa é la peggiore chiusura giornaliera del 2021. Anche il DAX ha un supporto statico rafforzato dalla MM a 50 giorni sui 13500 punti - potrebbe reggere e aiutare il DAX a rimbalzare. Anche il limite inferiore delle BB (13591 punti) potrebbe bastare a contenere il movimento dell'indice. La variante più probabile diventa però una definitiva rottura al ribasso.
Il grafico con l'aspetto più preoccupante é quello del FTSE MIB (-1.60% a 21736 punti). In Italia si parla insistentemente delle dimissioni di Giuseppe Conte e di una crisi di governo che arriva al momento sbagliato. Con queste premesse c'é da stupirsi (in bene) che in una giornata dove le borse europee sono cadute e il settore bancario é crollato il FTSE MIB ha perso come la maggior parte degli indici azionari europei e non di più. Ieri però il FTSE MIB ha rotto il supporto effimero fornito dalla MM a 50 giorni e chiude sul minimo del 2021. La strada verso il basso é aperta...
L'indice delle banche SX7E é crollato del -3.75% a 71.30 punti. Il risultato é logico - ieri tutto parlava in sfavore delle banche - il trend ribassista apparso settimana scorsa, il calo dei tassi d'interesse e la recessione sottolineata stasera da Christine Lagarde. A 70 punti c'é un solido supporto - é ancora distante.

Torniamo a New York. Malgrado l'incidente di percorso e il vuoto d'aria é stata una seduta positiva per i maggiori indici. L'S&P500 (+0.36% a 3855.36 punti) ha recuperato la perdita di venerdì mentre il Nasdaq100 (+0.87% a 13483 punti) ha raggiunto un nuovo massimo storico. Gli investitori continuano a puntare sui colossi della tecnologia (Apple +2.77%, Tesla +4.03%) convinti che nei prossimi giorni presenteranno ottimi risultati trimestrali. Il resto del mercato però ha marciato sul posto (DJT -0.05%, RUT -0.25%). La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3526 su 3926, NH/NL a 1065 su 375 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é balzata a 23.19 punti (+1.28), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.38 e il Fear&Greed Index é sceso a 66 punti (-3).
Nella seduta di ieri ogniuno trova argomenti a sostegno delle proprie tesi. I rialzisti osservano il convincente recupero dal minimo e la chiusura dell'S&P500 in guadagno e a ridosso del massimo storico. I ribassisti dicono che in un mercato sano non dovrebbero esserci dei crolli di 60 punti senza ragioni particolari. Noi ci limitamo ad analizzare la situazione tecnica che per ora non cambia in maniera significativa. I Summation Index sono leggermente scesi.

Stamattina alle 08.50 ritroviamo il future sull'S&P500 a 3828 punti (-20 punti). L'Eurostoxx50 vale 3548 punti (-5 punti). Le borse europee apriranno in leggero calo. Stamattina proveranno ad imitare l'America e cercheranno di recuperare parte della perdita di ieri.
Poi vedremo se i traders americani punteranno ancora sulla tecnologia o aspetteranno adesso di vedere come sono i risultati trimestrali - oggi dopo la chiusura é il turno di Microsoft e AMD.
Stamattina il Nikkei ha perso il -0.96% - Shanghai é in calo del -1.5%. Anche in Asia il rialzo si ferma...

Aggiornamento del 25 gennaio

Apple - Microsoft - Facebook - Tesla - AMD - McDonald’s - Starbucks - American Airlines - Southwest Airlines - Boeing - Caterpillar - General Electric - Johnson & Johnson - Visa - Mastercard - American Express - Chevron

Questa settimana la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese americane entra nel vivo - nel titolo abbiamo indicato solo una selezione delle società più importanti. Martedì e mercoledì sono attesi i risultati di quattro big della tecnologia (includiamo Tesla visto che il suo successo non é dato dal motore elettrico ma dal concetto di auto computerizzata) e questo ha causato nelle scorse sedute il rialzo del Nasdaq100. Gli investitori hanno imparato il gioco - prima della comunicazione dei numeri le stime degli analisti vengono abbassate con la conseguenza che i dati effettivi sono poi migliori delle attese. Normalmente l'azione reagisce con un'impennata alla "buona notizia" e i traders long incassano la vincita. Vedremo se anche questa volta l'operazione finisce in questa maniera o l'eccessivo front running non rovina la festa.

Il fine settimana é trascorso nella calma. Il mondo si sta abituando alla sparizione dalla scena di Donald Trump - tutti sembrano apprezzare la tranquillità e il ritorno a toni più civili.
Stamattina presto il future sull'S&P500 era a 3850 punti - ora é a 3849 punti (+15 punti). Il future sale ma non continua a guadagnare terreno prima dell'apertura in Europa come succedeva settimana scorsa. Il Nikkei guadagna il +0.67% - Shanghai sale del +0.5%. La settimana inizia nuovamente con un'intonazione positiva. Alle 08.15 l'Eurostoxx50 vale 3615 punti (+13 punti) - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.3% - poco ma siamo abituali allo scarso entusiasmo dei nostri mercati azionari.

Commento del 23-24 gennaio

Può continuare così? Secondo l'analisi fondamentale no - secondo l'analisi tecnica per il momento si

Settimana scorsa ci aspettavamo che la correzione minore iniziata l'11 di gennaio dovesse continuare. Invece la borsa americana é ancora riuscita a guadagnare terreno grazie alla riscossa degli AGMAF (Apple, Google, Microsoft, Amazon, Facebook). I big della tecnologia sono ripartiti in maniera dinamica al rialzo e hanno trascinato il listino a Wall Street.
Nel 2020 l'S&P500 ha guadagnato in totale il +18.4%. Gli AGMAF + Netflix sono saliti del +55%. Il contributo di questi titoli alla performance dell'S&P500 é stata del +14.35% - gli altri 494 titoli hanno fatto lievitare l'indice del +4.05%. Una simile discrepanza é normale ? - certamente no. Può ripetersi quest'anno? - la logica risposta sarebbe no anche perché queste società sono ormai dominanti in un mercato lentamente saturo e molto competitivo e quindi non possono più crescere a questi ritmi. Se vediamo le performance degli indici azionari americani di settimana scorsa sembra però ancora possibile. Gli investitori hanno una fidiucia illimitata e incondizionata nella capacità di queste società di macinare utili in continua crescita esponenziale.
Quando un indice come il Nasdaq100 guadagna il +4.39% in una settimana e tocca una serie di nuovi massimi storici é logico che i grafici e gli indicatori mancano solo segnali positivi. Estrapolando il trend le azioni delle società tecnologiche sembrano poter solo salire. Ovviamente dopo un rally del genere si crea una situazione di ipercomperato, di eccesso di rialzo e di entusiasmo tra gli investitori. Normalmente questi eccessi devono essere compensati tramite una correzione - da mesi però questo non succede e noi possiamo solo constatare attoniti questo dato di fatto. Gli investitori sono disposti a prendere dei rischi enormi e a livelli mai visti nella storia a causa delle condizioni create dall'azione coordinata dei governi e delle banche centrali. I mercati finanziari sono innondati da liquidità a basso prezzo e gli investitori sono praticamente obbligati a comperare azioni poiché gli investimenti a reddito fisso (liquidità e obbligazioni) non rendono più niente. Inoltre c'é una generazioni di investitori che non considera i fondamentali e si muove in borsa come se si trovasse in un divertente gioco elettronico con il quale si guadagna facilmente soldi senza fare fatica. Ci ricorderemo di questo periodo come uno dei più pazzi ed irrazionali della storia dei mercati finanziari. Sicuramente questa bolla finanziaria di dimensioni globali e monumentali ad un certo momento scoppierà - il problema é che nessuno sa quando e perché. Al momento noi non vediamo nessun cambiamento all'orizzonte - da mesi la situazione tecnica a medio e lungo termine é praticamente invariata. Per l'analisi tecnica questo rialzo può continuare. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.08% a 3602 punti
SX7E (banche)          -2.91% a 74.08 punti
DAX                         +0.63% a 13874 punti
SMI                          +0.49% a 10930 punti
FTSE MIB                  -1.31% a 22088 punti
S&P500                     +1.94% a 3841.47 punti
Nasdaq100                +4.39% a 13366 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta leggermente negativa - l'Eurostoxx50 ha chiuso a 3602 punti (-0.44%), 3 punti sopra il livello raggiunto 7 giorni prima. Durante la settimana gli indici si sono mossi poco e e quasi tutte le sedute sono state senza una precisa direzione. Le differenze al termine delle giornate sono state tutte inferiori all'1% - le borse europee sono in stallo e non reagiscono più ai segnali di rialzo provenienti da Wall Street. Il FTSE MIB (-1.52% a 22088 punti) é l'unico dei nostri indici azionari con una performance settimanale negativa - sicuramente una conseguenza dell'incertezza politica che sta facendo lievitare lo spread sui titoli di Stato. Malgrado l'aiuto fornito dalla BCE che compra i titoli di Stato nell'ambito del QE ed impedisce un'impennata dei tassi d'interesse gli investitori internazioneli cominciano a mostrare una certa intolleranza nei riguardi delle capriole politiche italiane che si ripercuotono sull'economia. Il FTSE MIB sembra voler correggere e si é appoggiato sulla MM a 50 giorni - una rottura al ribasso sembra inevitabile. Speriamo che l'Italia non diventi l'epicentro di una nuovo crisi economica e finanziaria. Per ora non sembra ma é meglio osservare da vicino lo sviluppo della situazione ed essere prudenti.
Dal massimo dell'8 gennaio le borse europee hanno iniziato una correzione strisciante. Per ora sono scese poco poiché la buona performance della borsa americana l'ha impedito. Attenzione però che l'effetto combinato di gravità e possibile correzione anche in America potrebbe creare le premesse per una sostanziale accelerazione al ribasso.

In America la borsa lunedì era chiusa - ci sono state solo 4 sedute. L'S&P500 é salito parecchio martedì e mercoledì, giovedì si é fermato, venerdì é sceso (-0.30% a 3841.47 punti). Il Nasdaq100 é salito fino a giovedì e solo venerdì é sceso (-0.30% a 13366 punti) come l'S&P500. Giovedì gli indici hanno toccato dei nuovi record storici - di conseguenza possiamo solo parlare di rialzo come viene confermato dagli indicatori che usiamo per determinare il trend di base - l'83.9% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 78.62. La seduta negativa di venerdì non ha ancora nessun significato particolare. Mostra unicamente che gli investitori si muovono come un greggie di pecore compatto da una parte all'altra senza una logica o costanza - le emozioni e il momentum dominano e un'azione che é stata comperata per settimane può cadere improvvisamente in disgrazia ed essere lasciata cadere come un appestato (IBM -9.91%, Intel -9.29%).
C'é stata la solita rotazione tra settori - le prese di beneficio sulla tecnologia sono state compensate da acquisti sulle PMI (Russell2000 +1.28%). L'S&P500 ha aperto in calo a 3836 punti, é salito a 3845 punti ed é caduto sul minimo a 3830 punti. Per le 18.00 é tornato a 3849 punti e poi é oscillato su questo livello fino alle 21.40 quando con una breve impennata ha toccato i 3852 punti. Sul finale é caduto a 3841.47 punti (-0.30%). La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3822 su 3608, NH/NL a 610 su 307 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 21.91 punti (+0.59), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.40 e il Fear&Greed Index é salito a 69 punti (+6 punti) - gli indicatori di sentiment sono contraddittori ma il quadro generale mostra sempre investitori ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Ci sono molti indicatori di sentiment - non solo questi 3 - da settimane non allarghiamo il discorso poiché non ne vale la pena - l'euforia provoca delle brevi correzioni minori ed intermedie e nient'altro.
I Summation Index sono piatti - quello sul NYSE é leggermente sceso - quello sul Nasdaq é leggermente salito.

La borsa americana non vuole correggere - gli investitori trovano costantemente una ragione per comperare saltando da un tema all'altro. Le borse europee mostrano debolezza relativa - sono in stallo ma non scendono poiché vengono sostenute dai segnali provenienti da Wall Street. Per ora la musica non cambia.

Commento del 22 gennaio

Il rialzo si é fermato ma gli speculatori sono ancora a caccia di prede

Ieri le borse sia in Europa (Eurostoxx50 -0.16% a 3618 punti) che in America (S&P500 +0.03% a 3861.45 punti) hanno marciato sul posto. All'inizio della seduta gli indici europei si sono ancora impennati ma dopo la prima ondata d'acquisti sono tristemente scivolati verso il basso e hanno chiuso vicino ai minimi giornalieri - si potrebbe quasi parlare di reversal ma evitiamo di definire questa seduta come un possibile cambiamento di direzione poiché i segnali in questo senso sono insufficienti. La borsa americana é vissuta ancora di tecnologia (Intel +6.46%, Apple +3.67%) e il Nasdaq100 (+0.81% a 13405 punti) ha ancora guadagnato 108 punti salendo su un nuovo record storico. Questo ha permesso anche all'S&P500 di toccare un nuovo massimo storico marginale a 3861.45 punti. I dati alla fine della giornata mostrano però che strutturalmente si é trattato di una seduta negativa causata dalla debolezza del settore delle PMI (RUT -0.89%). Lentamente sembra che i rialzisti siano a corto di argomenti. Questo non significa ancora che le borse devono scendere - sarà però impossibile a breve continuare a salire con questo ritmo - quello che vogliamo dire con questa affermazione é che la spinta di rialzo partita in America ad inizio novembre é praticamente finita. 

Considerando l'ottima seduta mercoledì a Wall Street i nuovi massimi storici della borsa americana ieri dall'Europa ci si poteva aspettare di più. L'Eurostoxx50 ha aperto in guadagno e sul massimo giornaliero (3649 punti) e ha chiuso vicino al minimo (3616 punti) con una leggera perdita. Evitiamo di parlare di reversal e di correzione. È però evidente che le borse europee non riescono a seguire l'America al rialzo. Il DAX tedesco (-0.11% a 13906 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 - il massimo annuale risale all'8 di gennaio e da inizio anno l'indice non riesce più a fare sensibili progressi. Il rialzo in Europa é in stallo.
L'indice delle banche SX7E ha perso il -0.63% a 75.65 punti malgrado un aumento dei tassi d'interesse di mercato. Un segnale negativo e preoccupante... La borsa italiana si é comportata alla stessa maniera ma il FTSE MIB (-0.98% a 22429 punti) ha perso decisamente di più. Ieri c'é stato un segnale di sfiducia nei riguardi della borsa italiana - forse una conseguenza dell'instabilità politica. A livello tecnico non vediamo ancora differenze tra Italia ed Europa. Vedremo quale indice testerà per primo la MM a 50 giorni - il test é inevitabile visto che gli indici si muovono in laterale mentre le MM salgono.
L'SMI svizzero (-0.30% a 10913 punti), che a breve si sta comportando come l'SP500 americano, ha toccato un nuovo massimo marginale a 11004 punti e poi ha cambiato direzione e ha chiuso con una perdita di 32 punti che lascia una lunga candela rossa sul grafico. Non definiamo questa seduta come un reversal - é prematuro. C'é però il rischio che la spinta di rialzo si sia esaurita. Vediamo se oggi inizia l'attesa correzione a 10600 punti. Ricordiamo che il massimo storico é a 11270 punti.

L'S&P500 ha svolto una seduta senza una chiara direzione e si é mosso in soli 16 punti. L'indice ha aperto a 3857 punti, é caduto a metà seduta a 3845 punti, é salito dopo le 21.00 a 3861 punti e ha infine chiuso a 3853.07 punti (+0.03%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3001 su 4416, NH/NL a 771 (troppo pochi) su 214 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 21.32 punti -0.26), il CBOE Equity put/call ratio era sul solito livello (0.40) mentre il Fear&Greed Index é sceso a 63 punti (-2 punti). Il grafico dei Summation Index é piatto - ieri entrambi gli indici sono leggermente scesi.
Ieri l'ETF Energy ha perso il -3.38%. In generale sembra che gli speculatori long siano ancora convinti della loro strategia (seguire semplicemente il momentum ignorando i fondamentali) ma non sanno più cosa comperare. La pressione psicologica data dalla liquidità che non rende niente é forte. L'esempio del Bitcoin mostra però che la borsa conosce ancora due direzioni e non solo una - l'8 gennaio il prezzo ha raggiunto i 42000 USD - ieri é brevemente sceso sotto i 30000 USD. Ogni bull market vive delle fasi negative.

Stamattina c'é un cambiamento - il future sull'S&P500 é a 3830 punti (-16 punti) e non risale come avviene abitualmente quando si avvicina l'apertura delle borse europee. Alle 08.40 l'Eurostoxx50 vale 3604 punti (-12 punti) - le borse europee apriranno in leggero calo. Le borse asiatiche sono in negativo (Nikkei -0.44, Shanghai -0.4%). I mercati sembrano stanchi - le premesse sono per una seduta moderatamente negativa.

Commento del 21 gennaio

Gli AGMAF si involano con Netflix (+16.85%) - le borse europee seguono a distanza e con fatica

Ieri la borsa americana ha festeggiato il nuovo Presidente degli Stati Uniti Joe Biden - i maggiori indici azionari sono decollati e hanno raggiunto dei nuovi massimi storici (S&P500 +1.39% a 3851.85 punti). In generale é stata una seduta positiva ma non eccezionale - gli acquisti si sono concentrati su pochi titoli specialmente nel settore tecnologico. I pesi massimi della tecnologia (AGMAF) hanno guadagnato più del 2% con Google (+5.36%) nuovamente in evidenza. Sappiamo che quando gli amanti della tecnologia si scatenano anche Apple (+3.29%) deve essere della partita. L'euforia sembra essere partita da Netflix (+16.85%) i cui guadagni trimestrali erano inferiori alle stime degli analisti - il forte aumento dei nuovi abbonati é però bastato a far sognare i fans dello streaming online.
A livello di partecipazione ci sono molti punti di domanda. Dalla sottoperformance del settore delle PMI (Russell2000/RUT +0.44%) al calo del settore dei semiconduttori (-0.36%) fino alla caduta del settore bancario (BKX -1.79%). È però evidente che il rialzo continua e l'ipotesi di una correzione é sbagliata - l'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 3859.75 punti - il Nasdaq100 ha stupito con un'apertura in gap up, un nuovo record a 13332 punti e un forte guadagno di 300 punti (+2.31%). Per noi che ci aspettavamo solo una seduta di moderato rialzo si tratta evidentemente di uno smacco. A questo punto, tornando al commento del 9-10 gennaio, sembra che la borsa stia seguendo l'alternativa dell'accelerazione finale di tipo esaustivo - allacciate le cinture di sicurezza e tenetevi forte.

Le borse europee stanno tentando di seguire l'America ma fanno fatica e si fanno distanziare. Gli indici hanno aperto ieri al rialzo e sono saliti fino alle 09.45. A quel punto la spinta si é esaurita e fino nel pomeriggio non é successo più nulla. Ci sono state delle sporadiche vendite e gli indici hanno perso la metà dei guadagni della mattina - l'intonazione é però rimasta costruttiva. A pomeriggio inoltrato sono tornati i compratori stimolati da quanto stava succedendo a New York. Gli indici sono nuovamente saliti ma si sono ancora sgonfiati dopo le 16.00. A fine giornata sono rimasti dei moderati guadagni (Eurostoxx50 +0.80% a 3624 punti) che riportano le borse europee sui livelli di una settimana fà. Non c'é correzione me neanche ripresa del rialzo - finora bisogna parlare di consolidamento.
Peccato - da un punto di vista fondamentale le borse europee sono più interessanti di quella americana. Manca però quella componente speculativa e fantasiosa che contraddistingue gli Stati Uniti - mancano le grandi e dominanti società tecnologiche - manca un mercato efficiente delle opzioni - manca liquidità in borsa - mancano research e siti d'informazione finanziaria.

Pensavamo che la seduta a Wall Street, seguendo le tradizioni, dovesse essere moderatamente positiva, Visto che gli indici erano nuovamente ipercomperati e in eccesso di rialzo non pensavamo che potesse ancora esserci una seduta pirotecnica come il fuoco d'artificio che a Washington ha salutato Joe Biden.
L'S&P500 ha aperto a 3821 punti e tendenzialmente é salito senza rilevanti ritracciamenti fino al massimo a 3859.75 punti. Solo sul finale l'indice é ricaduto a 3851.85 punti (+1.39%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4763 su 2677, NH/NL a 1096 (pochi) su 139 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 21.58 punti (-1.66), Il CBOE Equity put/call ratio é basso a 0.40 e il Fear&Greed Index é balzato a 69 punti (+18 punti). I Summation Index sono leggermente saliti.
La situazione tecnica é simile a quella che c'era alla chiusura del 7 di gennaio. Sullo slancio oggi l'S&P500 potrebbe guadagnare ancora una decina di punti per poi fermarsi nuovamente una decina di giorni a consolidare.
Bisogna però adattarsi alla realtà. Malgrado premesse tecniche ideali questa borsa non vuole scendere. Fino a qundo non cambierà qualcosa bisogna partire dal principio che ipercomperato, eccesso di rialzo ed euforia non sono elementi sufficienti per provocare un'inversione di tendenza.

Stamattina alle 08.40 il future sull'S&P500 é a 3855 punti (+10 punti) e l'Eurostoxx50 vale 3639 punti (+15 punti / +0.4%). Le borse europee continuano a fare fatica a seguire il ritmo d'ascesa imposto dalla borsa americana. Oggi si riunisce la BCE per discutere la politica monetaria. Le decisioni verranno rese note alle 13.45, La conferenza stampa di Christine Lagarde seguirà alle 14.30. Non pensiamo che questo evento avrà influsso sulle borse - la BCE sta già schiacciando al massimo il pedale sull'acceleratore. Il problema é che l'economia in recessione non sa cosa farsene dei crediti a tassi d'interesse che si avvicinano allo 0%.

Commento del 20 gennaio

C'é da scuotere la testa

Ieri Goldman Sachs (-2.26%) e Bank of America (-0.73%) hanno presentato dei risultati trimestrali ottimi e superiori alle stime degli analisti - in una seduta di rialzo per la borsa americana (S&P500 +0.81% a 3798.81 punti) le azioni sono scese. Ieri sera dopo la chiusura l'utile trimestrale comunicato da Netflix era decisamente sotto le attese - il numero degli abbonati é però salito e l'azione nel dopo borsa ha guadagnato il +7%. C'é da scuotere la testa - qui non si ha a che fare con un comportamento razionale condizionato dai numeri ma con amore - gli investitori odiano le banche e credono ciecamente nelle società della new economy. Probabilmente queste società potevano comunicare qualsiasi cosa che il risultato sul prezzo dell'azione sarebbe stato lo stesso.
Janet Yellen ha parlato davanti alla commissione del Senato incaricata di confermare la sua nomina - gli investitori non hanno reagito logicamente alle sue affermazioni - malgrado che i tassi d'interesse non si siano mossi (USTBond decennale a 1.10%, -0.01%) l'USD si é indebolito (EUR/USD a 1.2145).
Il premio Nobel per l'economia Paul Krugman afferma che non bisogna preoccuparsi per l'aumento esplosivo del debito pubblico - prende ad esempio gli anni dopo la seconda guerra mondiale e mostra che il rapporto PIL/debito é sceso malgrado che il debito in assoluto sia salito - questo perché l'economia era cresciuta in maniera dinamica grazie allo stimolo fornito dalla spesa pubblica. La realtà dell'ultimo decennio mostra che questo sviluppo é irrealistico. Questa ideologia é pericolosa - Krugman afferma espressamente che questo debito non deve essere ripagato e non sarà mai ripagato - si fà credere alla gente che fare debiti é necessario e non ha conseguenze negative - chi vive sulla base di quanto guadagna e risparmia per il futuro é uno stupido.
La finanza vive in un mondo a sé nella credenza che lo Stato possa continuare a spendere soldi indebitandosi all'infinito senza costi visto che i tassi d'interesse rimarranno bassi ancora per decenni. Intanto la borsa diverge sempre di più dalla realtà. Sarà interessante vedere come andrà a finire.

Ieri é stata una seduta un pò strana visto che la borsa americana ha riaperto dopo una giornata di festa e c'é stato un aggiustamento con i mercati che erano aperti lunedì. Il risultato é stata una seduta di poco negativa in Europa (Eurostoxx50 -0.20% a 3595 punti) e un rialzo a Wall Street (S&P500 +0.81% a 3798.91 punti).
La seduta negativa in Europa ha come conseguenza che le borse europee marciano sul posto. Come spiegato nei commenti serali il rialzo di lunedì e il calo di ieri praticamente si annullano. Da inizio anno gli indici azionari europei si sono mossi appena. Malgrado che formalmente la tendenza sia ancora al rialzo la caduta di momentum provoca dei segnali di vendita su indicatori come il MACD. Il quadro generale é però neutro con indici in mezzo alle Bollinger Bands, medie mobili in appiattimento e indicatori che ritornano su livelli di equilibrio. Il vantaggio di questa pausa é che l'ipercomperato sta diminuendo senza che si verifichi una vera e propria correzione. L'Eurostoxx50 si é mosso in pochi punti e ha chiuso praticamente invariato - da inizio anno guadagna il +1.2% - poco per poter parlare di rialzo. Ci rendiamo conto che l'Eurostoxx50 e in generale le borse europee seguono a ruota la borsa americana. È quindi inutile fare delle analisi approfondite sull'Europa visto che gli europei non decidono niente. Peccato perché da un punto di vista fondamentale le azioni europee sono più attraenti. Wall Street ha però un marketing decisamente migliore con maggiori informazioni riguardanti il mercato - in Europa si fa fatica trovare i dati di base come il PE ed il reddito da dividendo dell'Eurostoxx50 - provare per credere...

La borsa americana ha subito mostrato l'intenzione di voler cancellare le perdite di venerdì scorso. L'S&P500 ha aperto in forte rialzo a 3797 punti. All'inizio é sceso e in due ondate é arrivato sul minimo a 3780 punti. Poi é risalito e alle 19.30 sui trovava a 3801 punti. In seguito l'indice si é stabilizzato e si é mosso solo in laterale con un massimo a 3804 punti. Ha chiuso a 3798.91 punti (+0.81%). Gli acquisti hanno coinvolto praticamente tutto il listino (Nasdaq100 +1.50% a 12996 punti, RUT +1.32%) e gli indici hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri con volumi di titoli trattati nella media (volume relativo a 1.0). Si é trattato di una buona seduta (A/D a 5181 su 2281, NH/NL a 1052 su 203) che ha cancellato l'impressione negativa e le perdite di venerdì. I dati sul sentiment sono migliorati (VIX a 23.24 punti (-1.10 punti), CBOE Equity put/call ratio a 0.37, Fear&Greed Index a 61 punti +1 punto). Il Summation Index sul NYSE non si é mosso, quello sul Nasdaq é salito di poco. 

Oggi ci sarà la cerimonia di insediamento alla Casa Bianca del nuovo Presidente americano Joe Biden. Statisticamente oggi dovrebbe esserci una seduta moderatamente positiva. Il future sull'S&P500 é a 3800 punti (+9 punti) e sembra voler confermare questa tradizione. L'Eurostoxx50 alle 08.15 é a 3608 punti (+13 punti) - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.3%/+0.4%. Stamattina cercheranno di salire più in alto per imitare l'andamento a Wall Street ieri sera. Dovrebbero presto fermarsi e pensiamo che stasera chiuderanno con moderati guadagni. Torna a farsi sentire l'effetto USD - quando il cambio EUR/USD sale le borse europee sottoperformano.
Il Nikkei ha perso il -0.38% - Shanghai sta guadagnando il +0.4%.
La luna di miele tra Wall Street e il nuovo Presidente democratico dovrebbe essere di breve durata...

Commento del 19 gennaio

Inizio di settimana senza scossoni e meglio del previsto

Ieri in America era un giorno di festa per ricordare la nascita di Martin Luther King. Come spesso succede in queste occasioni le borse europee, senza le indicazioni e gli ordini provenienti dagli Stati Uniti, si sono mosse poco e i volumi di titoli trattati erano bassi. Non si può dare molto peso all'esito di questo tipo di sedute ma diamo ugualmente un'occhiata a quanto successo.

La seduta é andata meglio di quanto suggerivano la mattina presto le indicazioni fornite dai futures - per una volta gli operatori delle banche che fanno mercato si sono sbagliati poiché si aspettavano un'apertura debole. Per esempio in preborsa l'Eurostoxx50 (+0.09% a 3602 punti) era trattato sui 3574 punti. Invece dopo l'apertura l'indice si é subito trovato sui 3590 punti - per il resto della giornata si é mosso stancamente tra i 3584 ed i 3603 punti ed ha chiuso sul massimo e praticamente invariato. Sulla base degli indicatori é una seduta neutra che non ci dice nulla di nuovo. DAX (+0.44% a 13848 punti) e FTSE MIB (+0.53% a 22498 punti) hanno fatto ancora meglio - strano che ci sia questa differenza rispetto all'Eurostoxx50 ma - come anticipato - si é trattato di una seduta diversa dal normale dove bastavano alcuni titoli al rialzo spinti da notizie particolari a fare la differenza.
Il comportamento del mercato durante la giornata é stato costruttivo. I volumi di titoli trattati erano circa la metà del solito. I futures americani durante la giornata sono lievitati e questo ha ridato un pò di fiducia agli investitori europei che hanno comperato qualcosa a caso. L'indice delle banche SX7E ha guadagnato il +0.97% a 77.04 punti. Quanto i tassi d'interesse salgono le banche fanno meglio del resto del mercato (come ieri) - in caso contrario fanno peggio.
Il cambio EUR/USD é stamattina a 1.2095 - ieri ha toccato un minimo annuale a 1.2053 passando sotto la MM a 50 giorni - la tendenza a corto termine é al ribasso. Stimiamo che il cambio debba scendere nei prossimi giorni a 1.19.
Oggi comincia ufficialmente la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese americane. Nella prima settimana sono soprattutto le banche a presentare i loro dati - oggi per esempio é il turno di Bank of America e Goldman Sachs. La lista é però lunga con nomi di spicco. Halliburton é importante poiché darà indicazioni sullo stato di salute dell'industria petrolifera che ultimamente é di moda. Dopo la chiusura verranno comunicati i risultati di Netflix - uno dei titoli simbolo della New Economy e in teoria una società vincente nei tempi della pandemia.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3788 punti (+25 punti). Ovviamente questo guadagno influenza l'apertura delle borse europee. L'Eurostoxx50 vale 3621 punti (+0.5%). Pensiamo che questa plusvalenza resterà fino a stasera. Domani c'é la cerimonia di insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca e tradizionalmente le borse non scendono in questa giornata. Probabilmente gli investitori festeggeranno l'uscita di scena di Donald Trump sperando in tempi migliori.
Stamattina le borse asiatiche sono miste - il Nikkei ha guadagnato il +1.39% - Shanghai é in calo del -0.8%.

Aggiornamento del 18 gennaio

Martin Luther King Day - risultati trimestrali - Inauguration Day di Joe Biden

Oggi in America é un giorno di festa - si ricorda la figura di Martin Luther King. La borsa a New York é chiusa e come al solito in simili occasioni le borse mondiali dopo l'apertura si muoveranno poco poiché mancano le indicazioni provenienti dal più importante mercato finanziario. Stamattina si ripropone lo schema della fine di settimana scorsa. Il future sull'S&P500 scende a 3750 punti (-11 punti) mentre il cambio EUR/USD scivola a 1.2075. L'Eurostoxx50 alle 08.45 vale 3573 punti (-26 punti). Le borse europee apriranno con un tuffo del -0.70% - Stasera le ritroveremo poco lontane dal livello d'apertura.
Questa settimana inizia il periodo di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese. Crediamo che ci saranno più sorprese negative che positive visto che le attese degli investitori sono alte e c'é troppo ottimismo. Se questa impressione é corretta probabilmente come reazione ci saranno più vendite che acquisti. Mercoledì 20 gennaio ci sarà la cerimonia di insediamento alla Casa Bianca del nuovo Presidente degli Stati Uniti Joe Biden. È un giorno importante con una forte valenza simbolica - dopo 4 anni di turbolenze l'America gira pagina - é una festa che Wall Street non vorrà rovinare - la borsa si comporterà "bene".
Nel complesso si delinea una settimana moderatamente negativa. Vedremo dove ci porterà questa correzione.

Commento del 16-17 gennaio

Modesta correzione - solo i futures raccontano qualcosa d'altro

Dopo il massimo storico dell'S&P500 (-0.72% a 3768.25 punti) dell'8 gennaio a 3826 punti settimana scorsa doveva iniziare una correzione - poteva essere una correzione minore fino ai 3750 punti o una normale correzione di medio termine fino ai 3500-3600 punti. La correzione della borsa doveva avvenire assieme ad un calo del cambio EUR/USD - una settimana fà era a 1.2220 - venerdì ha chiuso a 1.2080. Finora tutto si sta svolgendo come da copione. Il problema é che non appare pressione di vendita. Solo venerdì c'é stata una seduta decisamente negativa sia in Europa (Eurostoxx50 -1.15% 3599 punti) che in America. Gli indici hanno però chiuso lontani dai minimi giornalieri e l'umore degli investitori resta buono. Gli indicatori di sentiment sono peggiorati di poco e restano su dei livelli che mostrano ottimismo (Fear&Greed Index a 60 punti, -7 punti). I Summation Index si muovono in laterale - venerdì sono leggermente scesi. La tendenza di fondo della borsa americana resta saldamente al rialzo con l'83.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 79.27 punti. C'é una buona rotazione tra settori che denota la volontà da parte degli investitori di non abbandonare la borsa. L'impressione generale dopo 5 sedute di correzione é che non si sta verificando un'inversione di tendenza - non sembra che debba esserci una sostanziale correzione ma solo una correzione minore - gli investitori e soprattutto gli speculatori sembrano solamente raccorgliere le forze prima di tornare alla carica.
L'unico dubbio viene istigato dal comportamento del mercato dei future - l'S&P500 ha chiuso venerdì a 3768 punti mentre il future é caduto alle 22.45 a 3746 punti - considerando la differenza di circa 7 punti tra future e contante significa che l'S&P500 nel dopo borsa é sceso ancora 15 punti e si é riavvicinato al minimo giornaliero a 3749 punti. Questo corrisponde ad una seduta decisamente negativa con chiusura sul minimo giornaliero e volumi di titoli trattati in aumento - suona come l'inizio di un ribasso nevvero ?

Joe Biden ha presentato il suo nuovo piano di spese da 1900 Mia, di USD per combattere gli effetti negativi del Covid 19 e rilanciare la crescita economica. Finanzia la spesa con il debito e con l'emissione di obbligazioni del Tesoro. I mercati finanziari hanno reagito alla notizia con un rafforzamento dell'USD e un leggero aumento del reddito dei titoli di Stato (reddito dell'USTBond decennale a 1.11%). È evidente che gli investitori pensano che la FED capitanata da Jerome Powell continuerà a comperare i titoli di Stato che non verrannno assorbiti dal mercato mantenendo i tassi d'interesse molto bassi, L'America sceglie la via seguita finora che ha un forte rischio di inflazione. È possibile che questa politica monetaria e della spesa pubblica contribuisca ad infuocare ulteriormente le borse che già si muovono su livelli stratosferici ignorando i rischi. Il party può durare ancora parecchio tempo - almeno fino a quando le Banche Centrali comperano tutto.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.25% a 3599 punti
SX7E (banche)          -2.43% a 76.30 punti
DAX                         -1.86% a 13787 punti
SMI                          +0.73% a 10877 punti
FTSE MIB                  -1.81% a 22381 punti
S&P500                     -1.48% a 3768.25 punti
Nasdaq100                -2.30% a 12803 punti

La seduta di venerdì é stata la peggiore della settimana.
In Europa abbiamo avuto una seduta decisamente negativa che sembra aprire la strada verso il basso. Sui grafici appaiono delle lunghe candele rosse con un corpo consistente - i volumi di titoli trattati erano in aumento. Non abbiamo però ancora segnali di vendita a medio termine. Dobbiamo catalogare il movimento come una correzione minore che potrebbe far tornare gli indici sulle MM a 50 giorni - é chiaro che questo fa male visto che lo spazio verso il basso é ancora di un - 2%/-3%. L'Eurostoxx50 (-1.15% a 3599 punti) dovrebbe ridiscendere sui 3500-3550 punti mentre il DAX (-1.44% a 13787 punti) dovrebbe rivedere i 13200-13400 punti. Si tratterebbe però semplicemente di tornare sui livelli di fine novembre - inizio dicembre 2020. In questo momento le RSI sono sui 55 punti - sarebbe auspicabile una discesa sui 30-40 punti per eliminare l'ipercomperato.
Solo una domanda resta ancora senza risposta - come reagiranno tutti quegli speculatori long che da mesi comprano calls e guadagnano?  Getteranno la spugna vendendo alla disperata provocando un'accelerazione al ribasso o coglieranno l'occasione della correzione minore per ripartire con rinnovato slancio al rialzo? Prevedere la psicologia degli investitori é difficile - i dati provenienti dall'America mostrano che finora prevale l'ottimismo - i guadagni accumulati dagli speculatori negli scorsi mesi dovrebbero essere sufficienti per assorbire le perdite di una correzione minore senza farsi prendere dal panico.

Anche la seduta a New York é stata negativa. Le vendite si sono però concentrate nella prima ora di contrattazioni. Poi é tornata la calma e gli indici sono risaliti riducendo le perdite. L'unica differenza rispetto ai giorni precedenti é che é stato venduto di tutto - anche tecnologia (Nasdaq100 -0.73% a 12803 punti) e PMI (RUT -1.49%).
L'S&P500 ha aperto a 3784 punti e nella prima mezz'ora non é successo niente - l'indice ha toccato un massimo a 3788 punti. Dopo le 16.00 i ribassisti hanno lanciato il loro attacco e in due ondate l'S&P500 é crollato alle 16.22 fino a 3749 punti. L'indice é poi lentamente tentennando risalito fino a 3784 punti. Solo sul finale é ridisceso a 3768.25 punti (-0.72%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2025 su 5387, NH/NL a 619 (!) su 270 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita (poco) a 24.34 punti (+1.09), mentre il CBOE Equity put/call ratio era ancora relativamente basso a 0.45. Gli investitori non si sono lasciati impressionare più di quel tanto da questa seduta negativa.

Lunedì la borsa americana é chiusa in occasione del Martin Luther King Day. Avremo quindi una giornata di pausa durante la quale le borse europee saranno lasciate a loro stesse. Venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3592 punti. È quindi possibile e probabile che lunedì le borse europee saranno ancora in calo.
In linea di massima ci aspettiamo ancora una settimana di moderata correzione. Se come pensiamo la pressione di vendita non aumenterà, verso la fine del mese di gennaio bisognerà aver chiuso posizioni short ed essere pronti ad andare long.

Commento del 15 gennaio

I ribassisti escono allo scoperto - insolita reazione ai piani di Biden

Ieri fino alle 20.00 la giornata era trascorsa nella calma e senza novità di rilievo. Le borse europee avevano chiuso con moderati guadagni (Eurostoxx50 +0.69% a 3641 punti) e l'S&P500 stava guadagnando 7 punti. Gli speculatori si stavano divertendo a giocare con le azioni del Russell2000 (+2.05% e nuovo massimo storico) che stava guadagnando più del 2%. Poi Joe Biden ha presentato il suo pacchetto congiunturale da 1900 Mia. di USD e la reazione dei mercati é stata diversa dal solito. Invece che festeggiare le borse sono scese (S&P500 -0.38% a 3795.54 punti) e i tassi d'interesse sono saliti (reddito dell'USTBond decennale a 1.15%, +0.05%). I piani di Biden sono ambiziosi e sicuramente non hanno deluso gli investitori - come si può interpretare questa reazione? Probabilmente c'era troppo ottimismo e troppa speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.36) - praticamente tutti hanno già comperato in previsione di buone notizie ed ora mancano ulteriori acquisti. Forse diamo troppo peso a questo moderato calo ma sappiamo che stamattina alle 07.00 il future é a 3790 punti (-21 punti) e quindi il calo di ieri sul finale di seduta sta avendo una continuazione verso il basso. Vediamo se oggi i ribassisti prendono l'iniziativa o se invece ci sono solo delle sporadiche prese di beneficio. Le borse si trovano sui livelli di una settimana fà e quindi sono semplicemente ferme.

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da dire e da aggiungere rispetto a quanto scritto nei commenti serali. L'Eurostoxx50 (+0.69% a 3641 punti) é salito grazie agli stessi temi che stanno entusiasmando la borsa di New York - titoli ciclici e tecnologici. Il FTSE MIB é sceso (-0.47% a 22637 punti) probabilmente a causa della crisi politica. Poiché la BCE tiene sotto controllo i tassi d'interesse sui titoli di Stato le conseguenze sono contenute. Il DAX (+0.35% a 13988 punti) ha faticato ma ha guadagnato qualche punto grazie alle azioni delle società automobilistiche. L'SMI svizzero (+0.04% a 10850 punti) ha marciato sul posto. Per l'analisi tecnica non c'é nulla di nuovo anche perché gli indici dopo un pò di su e giù sono nuovamente sui livelli di una settimana fà. Eravamo abituati a sedute con movimenti superiori all'1% - adesso dobbiamo accontentarci di spostamenti di pochi punti. Restiamo in attesa di una correzione provocata da ipercomperato ed eccesso di rialzo ed ottimismo - al momento però il mercato sembra voglia semplicemente consolidare.

Anche la seduta a Wall Street non ci ha detto nulla di nuovo. Il calo sul finale é tecnicamente ancora irrilevante e non appare a livello di indicatori e nei numeri della seduta.
L'S&P500 ha aperto in positivo a 3816 punti ed é salito sul massimo a 3823 punti. In seguito é lentamente sceso e alle 20.15 era nuovamente a 3816 punti. Dopo il discorso di Joe Biden c'é stata una caduta fino a 3792 punti e l'indice ha infine chiuso a 3795.54 punti (-0.38%). Il Nasdaq100 era in calo (-0.58% a 12898 punti) - gli acquisti si sono concentrati sul DJT (+1.09%) e soprattutto sul Russell2000 (+2.05%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5127 su 2278, NH/NL a 1353 su 123 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita a 23.25 punti (+1.04%), il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.36 e il  Fear&Greed Index é scivolato a 67 punti (-3 punti). I Summation Index sono saliti. A parte il calo dell'S&P500 sul finale di seduta non ci sono novità di rilievo. La maggior parte degli operatori é convinta che il rialzo deve continuare e gli speculatori insistono nel comperare calls in attesa di prezzi costantemente in ascesa.

Stamattina presto il future sull'S&P500 é sceso fino a 3765 punti. Adesso é risalito a 3775 punti (-16 punti). Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3621 punti (-20 punti). Le borse europee apriranno con un calo del -0.5%/-0.6%. Vedremo se come al solita stamattina cercheranno di tornare in pari o se invece i ribassisti proveranno a prendere l'iniziativa. Molto probabilmente dovremmo aspettare nel pomeriggio il ritorno degli operatori americani per capire se é giunto il momento delle prese di beneficio o se invece abbiamo a che fare con un semplice ritracciamento di nessuna importanza.
Dall'Asia non giungono segnali particolari - il Nikkei ha perso il -0.62% - Shanghai é in pari.

Commento del 14 gennaio

Sembra consolidamento, non distribuzione

Abbiamo avuto un'altra seduta senza direzione che si é conclusa sia in Europa (Eurostoxx50 +0.12% a 3616 punti) che in America (S&P500 +0.23% a 3809.84 punti) senza sostanziali variazioni. Noi pensavamo che questa settimana dovesse iniziare una correzione - normalmente correzione significa ribasso. In questo caso si trattava di assorbire dell'ipercomperato a corto e medio termine e dell'eccesso di rialzo - inoltre doveva sparire almeno parte dell'euforia. Questa fase all'interno di un bull market può anche risolversi con un consolidamento ad alto livello - ci sono prese di beneficio sui settori che hanno corso troppo ma gli investitori non abbandonano la borsa - investono semplicemente in altri settori che sembrano rimasti indietro o ancora a prezzi interessanti - avviene quella che chiamiamo rotazione tra settori. È difficile distinguere tra consolidamento, che presuppone una successiva continuazione del rialzo, da distribuzione, che precede la correzione vera e propria con una discesa degli indici. In caso di incertezza bisogna partire dal principio che riapparirà il trend dominante e che quindi dopo la pausa le borse ricominceranno a salire. Al momento non vediamo segni di distribuzione come un calo dei Summation Index o un aumento dei nuovi minimi (NL). Non ci sono sedute con chiusura sui minimi giornalieri e con volumi in aumento. Non ci sono settori particolarmente deboli in grado di trascinare la borsa verso il basso. Se nei prossimi giorni non cambia qualcosa temiamo che il rialzo debba riprendere senza una sana e sostanziale correzione delle borse.

In Europa abbiamo avuto la terza seduta consecutiva di pausa e di marcia sul posto degli indici azionari. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3615 punti, é oscillato a caso tra i 3599 ed i 3624 punti e ha chiuso sul livello d'apertura a 3616 punti con un insignificante guadagno di 4 punti. Dopo giorni di rialzi i tassi d'interesse di mercato sull'EUR sono scesi e questo ha obbligato, secondo logica, le azioni delle banche a scendere (SX7E -0.83% a 77.78 punti). In generale non vediamo movimenti significativi e abbiamo l'impressione che dopo il party di novembre e dicembre gli investitori siano a corto di idee. Anche sul DAX (+0.11% a 13939 punti) e sul FTSE MIB (+0.43% a 22743 punti) non succede nulla di importante. Gli indici azionari sono praticamente sugli stessi livelli di una settimana fà.

L'S&P500 (+0.23% a 3809.84 punti) ha guadagnato 8 punti grazie alla buona performance di qualche titolo tecnologico (Nasdaq100 +0.63% a 12973 punti). A confermare la rotazione tra settori ci ha pensato il Russell2000 che dopo il nuovo record di martedì ieri é sceso (-0.75%). Gli speculatori sono ancora a caccia di nuove "vittime" - ieri la notizia che Intel cambia il CEO ha provocato un balzo del +6.97% dell'azione. L'S&P500 ha aperto a 3805 punti. All'inizio é sceso a 3791 punti ma poi é risalito ad ondate fino a 3821 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é ridisceso a 3809 punti chiudendo poco sopra il livello d'apertura. Sul grafico appare un'altra piccola candela  con un minuscolo corpo nel mezzo - un chiaro segno di equilibrio ed indecisione.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3299 su 4112, NH/NL a 927 su 128 e volume relativo a 0.95 (1.5 sul Nasdaq). La volatilità VIX é scesa a 22.21 punti (-1.12), il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente molto basso a 0.32 e il Fear&Greed Index é lievitato a 70 punti (+1). I Summation Index sono leggermente saliti.   
Insomma - il mercato assorbe lentamente gli eccessi - gli investitori restano molto ottimisti. Una discesa degli indici nell'ambito della correzione resta ancora lo scenario più probabile. L'alternativa di una pausa di consolidamento di parecchi giorni é però la variante che in questo momento, dopo tre sedute di pausa, aumenta di probabilità.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3809 punti (+5 punti) - anche oggi sembra che le borse staranno tranquille. L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3630 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.3%). Gli investitori sono stufi di sentir parlare di Donald Trump e della pandemia di Covid19. Ci vuole qualcosa d'altro per muovere le borse. Si vocifera che Joe Biden intenda lanciare un nuovo programma di investimenti e incentivi fiscali da 2000 Mia di USD. Questa notizia potrebbe bastare per far lievitare le borse - nel passato i mercati hanno reagito sempre in maniera positiva a queste piogge di denaro anche se ci vogliono sempre più soldi per provocare delle reazioni sempre di minore portata.

Commento del 13 gennaio

Calma piatta

Ieri é stata una giornata tranquilla al termine della quale gli indici azionari europei (Eurostoxx50 -0.23% a 3612 punti) e americani (S&P500 +0.04% a 3801.19 punti) hanno generalmente chiuso senza sostanziali variazioni. Le sedute iniziano da giorni con un timido tentativo di rialzo al quale segue una spinta di ribasso. I due movimenti finiscono però rapidamente e al termine della giornata gli indici si ritrovano sul livello d'apertura lasciando sui grafici delle piccole candele con un misero corpo. Queste sedute non danno segnali particolari e non muovono gli indicatori in maniera significativa - la situazione tecnica non cambia anche se l'ipercomperato, grazie alla pausa, viene lentamente riassorbito.
Vi domanderete dove sono spariti gli speculatori che movimentavano la scena negli scorsi mesi. Ci sono sempre e sono ancora parecchio attivi come mostra il CBOE Equity put/call ratio a 0.34. C'é una nuovo moda - non si giocano più i titoli del Nasdaq100 (-0.08% a 12892 punti) e delle tecnologie distruttive ma si comprano i titoli legati al tema dell'inflazione come quelli delle materie prime e dell'energia (USA - ETF Energy +3.49%) - naturalmente i titoli speculativi non sono quelli delle multinazionali del petrolio ma di quella miriade di piccole imprese concentrate nel Russell2000 che ieri sera ha toccato un nuovo record storico (+1.77% a 2128 punti) - vedremo fino a quando durerà questa ulteriore pazzia - non molto considerando che a marzo dell'anno scorso l'indice era poco sopra i 1000 punti.

La seduta di ieri in Europa é stata una copia di quella di lunedì. L'unica differenza é che la perdita a fine giornata era inferiore e i volumi di titoli trattati sono aumentati. La situazione tecnica é invariata. Restiamo dell'opinione che il mercato dovrebbe correggere ma non abbiamo ancora abbastanza argomenti per confermare questa tesi.
L'SMI svizzero (+0.04% a 10875 punti) ha ancora guadagnato qualche punto é ha praticamente raggiunto l'obiettivo a 10900 punti.

L'S&P500 ha aperto a 3802 punti. È salito a 3810 punti e poi é caduto alle 18.15 sul minimo giornaliero a 3776 punti. Poi l'indice ha recuperato fino alla chiusura a 3801.19 punti (+0.04%). Malgrado il range di 34 punti é stata una seduta poco spettacolare. La caduta nella prima parte delle giornata  ha fatto scendere l'indice 13 punti sotto il minimo di lunedì ma questo é tutto quello che sono riusciti a fare i ribassisti - poco. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5351 su 2041, NH/NL a 1294 su 183 e volume relativo a 1.0 (1.5 sul Nasdaq). La volatilità VIX é scesa a 23.33 punti (-0.73) e il Fear&Greed Index é salito a 69 punti (+4) - nulla di sorprendente. I Summation Index sono leggermente saliti.
Constatiamo che finora l'ipercomperato viene riassorbito con un semplice consolidamente. Non significa ancora che il mercato non deve correggere - avremmo però preferito vedere maggiore pressione di vendita. Fino a quando il volo del Russell2000 continua e gli speculatori long non demordono é improbabile che la borsa americana nel suo complesso possa correggere sostanzialmente.

Il future sull'S&P500 é a 3800 punti (+5 punti) - questo fornisce l'impostazione della giornata che si presenta nuovamente tranquilla a con pochi movimenti. Il Nikkei sale del +1.04% - Shanghai é in calo del -0.3%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3612 punti. Le borse europee apriranno invariate. Forse gli investitori nel futuro si occuperanno maggiormente di economia e meno di politica e pandemia. In questo caso l'agenda economia odierna offre un menù interessante - alle 10.00 parlerà Christine Lagarde e nel corso della giornata verranno pubblicati parecchi dati rigurdanti produzione industriale, inflazione e riserve petrolifere.

Commento del 12 gennaio

Seduta negativa senza un significato particolare

La settimana é iniziata in sordina. Gli indici azionari hanno perso qualche punto ma se tralasciamo i big della tecnologia americana (Nasdaq100 -1.55% a 12902 punti) non é successo nulla di speciale - in ogni caso niente che potrebbe far presagire l'inizio di una sostanziale correzione. Gli indici azionari, sia in Europa (Eurostoxx50 -0.67% a 3620 punti) che in America (S&P500 -0.66% a 3799.61 punti), hanno aperto in calo, sono oscillati durante la giornata in pochi punti e hanno chiuso con moderate perdite, poco lontani dai livelli d'apertura e verso il centro del range giornaliero. In poche parole non é apparsa una particolare pressione di vendita - i volumi di titoli trattati erano in calo. Questa seduta può essere una normale seduta negativa all'interno di un rialzo intatto o l'atteso inizio della correzione - semplicemente é troppo presto per dirlo e gli indicatori non ci forniscono dei validi elementi d'analisi.

Sui grafici delle borse europee appaiono solo delle piccole candele rosse. La seduta é stata negativa poiché gli indici hanno perso terreno - durante la giornata però rialzisti e ribassisti si sono equivalsi e per ora dobbiamo classificare la giornata come un semplice consolidamento che permette di assorbire dell'ipercomperato e calmare un pò l'eccitazione degli speculatori al rialzo. L'Eurostoxx50 (-0.67%) ha chiuso poco sotto il livello d'apertura, al centro del range giornaliero e con una perdita di 23 punti che compensa semplicemente il guadagno di venerdì. Gli altri indici (DAX -0.80% a 13936 punti, FTSE MIB -0.32% a 22722 punti) lo hanno imitato. Solo la borsa svizzera si é mossa fuori dal plotone. L'SMI (+0.67% a 10870 punti) ha guadagnato ancora 72 punti, ha fatto segnare un nuovo massimo di periodo e si é avvicinato all'obiettivo teorico a 10900 punti segnalato alcuni giorni fà. Le borse europee in generale sono scese - il movimento positivo del mercato svizzero suggerisce che non c'é ancora un problema e che probabilmente il calo dell'Eurostoxx50 e colleghi é casuale. In Svizzera sono stati i titoli farmaceutici (Roche +3.70%) a fare la differenza.

Anche la seduta a Wall Street é stata senza storia. L'S&P500 ha aperto a 3797 punti e ha chiuso a 3799.61 punti (-0.66%). Si é mosso tra i 3789 ed i 3818 punti nel range di venerdì. DJTransportation (-0.05%) e Russell2000/RUT (-0.03%) hanno marciato sul posto. Ci sono state delle vendite sopratutto sui grandi nomi della tecnologia. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3000 su 4393, NH/NL a 756 (forte calo!) su 210 e volume relativo a 0.95 (1.45 sul Nasdaq). La volatilità VIX é balzata a 24.08 punti (+2.52), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.41 mentre il Fear&Greed Index é caduto a 65 punti (-6). La reazione dei dati sul sentiment é sproporzionata - sembra che gli investitori cambino subito umore e si innervosiscano appena c'é un accenno di ribasso.
Il Summation Index sul NYSE é salito - quello sul Nasdaq é sceso. Anche qui - segnali misti.

Insomma - c'é poco da dire su questa seduta negativa. Per ora vediamo solo delle prese di beneficio sui titoli più speculativi ma nessuna particolare pressione di vendita. Il cambio EUR/USD é sceso a 1.2150 e il reddito dell'USTBond decennale é salito a 1.15. Divise e tassi d'interesse si muovono come previsto - le conseguenze sulle borse sono modeste.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3798 punti (+6 punti). I mercati sono tranquilli e poco mossi.
Il Nikkei é fermo (+0.09%) - Shanghai sta guadagnando il +2.1%. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3625 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni (+0.2%). Le borse sono in attesa di nuovi stimoli - fino a quando Joe Biden non prenderà il potere negli Stati Uniti il 20 gennaio é difficile che ci sia qualcosa di nuovo in grado di scuotere i mercati. Ormai della pandemia di Coronavirus se n'é parlato fin troppo - siamo però sorpresi dell'ottimismo dei mercati - malgrado i vaccini si vorrà parecchio tempo prima di tornare alla normalità e nel frattempo i danni arrecati ad economia e società sono profondi.

Aggiornamento dell'11 gennaio

L'ipotesi dell'esplosione non é nuova

Durante il fine settimana ci sono arrivate alcune richieste di chiarimenti riguardanti l'ipotesi dell'accelerazione finale di tipo esaustivo. È bastato nel commento del fine settimana citare un possibile obiettivo a 3400-3500 punti di S&P500 per provocare una reazione tra i nostri abbonati. Questa teoria non é nuova - ne avevamo già parlato un anno fà ma poi il Covid 19 aveva eliminato le premesse per questo movimento. Tutte le bolle speculative finiscono in questa maniera e purtroppo tutte le bolle speculative non terminano con un assestamento ad alto livello ma con uno scoppio. Nelle scorse settimane parecchi analisti hanno ripreso questo tema e noi abbiamo semplicemente analizzato la possibilità che questo scenario sia realizzabile e provato ad inserirlo nei nostri modelli ciclici. Possiamo confermare che il comportamento degli investitori negli ultimi mesi presenta quell'irrazionalità e eccitazione necessaria per un'esplosione di questo tipo. Molto probabilmente siamo già a metà di questo percorso. Questo però non é il nostro scenario favorito per il 2021 e in ogni caso bisogna osservare come si sviluppa l'imminente correzione prima di poter prendere una decisione. Tra novembre, dicembre e la prima settimana di gennaio hanno giocato i rialzisti - ora i ribassisti avranno la possibilità di mostrare le loro forze ed intenzioni. Se non riusciranno a provocare una sostanziale correzione é probabile che alla fine la spunteranno i rialzisti che partiranno per l'assalto finale.

Durante il fine settimana nei media hanno ancora primeggiato Donald Trump (e l'assalto al Campidoglio) e la pandemia. Sui mercati osserviamo alcuni movimenti interessanti. Il Bitcoin, dopo l'accelerazione delle scorse settimane che aveva fatto salire le quotazioni venerdì sui 42000 USDD crolla stamattina a 33000 USD - una dimostrazione che quando un rally é troppo esteso e speculativo può esserci una correzione pesante, veloce e dolorosa. Il cambio EUR/USD scende a 1.2190. Il future sull'S&P500 é a 3795 punti (-21 punti) - sembra diventare una tradizione che la prima seduta della settimana é diversa dalla conclusione della precedente. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3628 punti - le borse europee apriranno con una perdita del -0.5%. Questo debole inizio di seduta non significa ancora niente. Sarà importante osservare se le vendite si intensificano o se la debole apertura verrà subito comperata.
La borsa giapponese é chiusa - Shanghai é in calo del -1%.

Commento del 9-10 gennaio

Correzione impercettibile ed esplosione o correzione profonda ed ultimo modesto tentativo di rialzo?

Ci aspettavamo che il rialzo di novembre e dicembre proseguisse anche all'inizio del 2021. La spinta doveva però esaurirsi nel corso della settimana e l'S&P500 doveva fermarsi sui 3750 punti o salire al massimo ancora un +1% (significa un target a 3793 punti). In effetti l'S&P500 ha toccato venerdì un nuovo record storico a 3826.69 punti e ha chiuso poco più in basso a 3824.68 punti (+0.55%). Il fatto che l'indice sia salito fino a venerdì non é un problema - dopo la caduta di lunedì avevamo subito detto che il massimo segnalato dagli oscillatori sarebbe slittato di qualche giorno. Questo non mette in discussione la nostra previsione di un massimo significativo al quale deve seguire una correzione. Il problema é che l'indice é salito decisamente di più di quanto ci eravamo aspettati con una buona partecipazione e rotazione tra settori. È evidente che la speculazione non accenna a diminuire - anzi sta diventando più aggressiva più i traders hanno successo con la loro strategia long sul mercato delle opzioni. Abbiamo assistito ad un'accelerazione del Russell2000 (performance settimanale +5.75%!) e di alcuni titoli sui quali si accanisce la fantasia degli investitori retail come Tesla (venerdì +7.84%). A questo punto sorge il dubbio che la borsa stia preparando l'esplosione finale di questo lungo bull market.
Questo significa che la correzione che deve iniziare settimana prossima sarà debole e modesta - potrebbe limitarsi ad un consolidamento di una decina di giorni dell'S&P500 sui 3750-3800 punti. A questo potrebbe seguire un'accelerazione finale di tipo esaustivo con un target sui 4400-4500 punti per marzo-aprile. Da un punto di vista fondamentale questa variante é assurda ma trova la sua giusticicazione nella storia - ogni bull market é finito con valutazioni stratosferiche e speculazione rampante. Il comportamento degli investitori negli ultimi due mesi sembra suggerire che il party possa finire in questa maniera. La premessa - ripetiamo - é che la prossima correzione sia insoddisfacente - l'ipercomperato deve diminuire di poco (le RSI resteranno sopra i 50 punti, gli indici non scenderanno fino alle MM 50 giorni e gli investitori resteranno ottimisti / discesa del Fear&Greed Index sui 50 punti). L'alternativa é che ora c'é una normale correzione intermedia con una discesa dell'S&P500 sui 3500-3600 punti. In questo caso dopo ci sarà unicamente un ultimo tentativo di rialzo e l'S&P500 toccherà a marzo aprile "solo" un nuovo massimo storico marginale.
Insomma - siamo curiosi di vedere come inizia la nuova settimana e come si svilupperà la correzione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.60% a 3645 punti
SX7E (banche)          +5.10% a 78.20 punti
DAX                         +2.41% a 14049 punti
SMI                          +0.88% a 10798 punti
FTSE MIB                  +2.52% a 22794 punti
S&P500                     +1.83% a 3824.68 punti
Nasdaq100                +1.68% a 13105 punti

Joe Biden entrerà in carica il 20 gennaio. Il partito democratico, dopo le elezioni in Georgia, ha ora la maggioranza sia nella Camera dei Rappresentati che al Senato. Il nuovo Presidente ha già annunciato l'intenzione di fissare un programma di investimenti trillionario per rilanciare la crescita economica - é riemerso il progetto di versare 2000 USD a ogni cittadino per sostituire le perdite create dalla pandemia e sostenere i consumi. La borsa é come al solito entusiasta al pensiero di questa pioggia di denaro. C'é solo una preoccupazione legata al rifinanziamento del debito come mostrano i tassi d'interesse in aumento (reddito sull'USTBond decennale a 1.13%!). L'aumento dei prezzi delle materie prime e acquisti nel settore industriale mostrano che gli investitori credono al successo di questa politica.
La settimana si é conclusa con una seduta di rialzo che ha permesso sia alle borse europee (Eurostoxx50 +0.62% a 3645 punti) che a quella americana (S&P500 +0.55% a 3824.68 punti) di toccare dei nuovi massimi. Questo é un segnale indiscutibile che la tendenza é al rialzo. Per ora non abbiamo segnali di vendita o d'inversione di tendenza. Gli indici sono però nuovamente ipercomperati e in eccesso di rialzo. Secondo gli oscillatori venerdì le borse dovrebbero trovarsi su un massimo ciclico. Le statistiche favoriscono dopo il rally di inizio anno l'inizio di una correzione. Da ultimo durante la settimana gli investitori sono ridiventati molto ottimisti (il Fear&Greed Index é passato in una settimana da 51 a 71 punti) e speculativamente orientati al rialzo. Normalmente a questo punto, malgrado che la spinta di rialzo sia possente, dovrebbe esserci per lo meno una pausa di consolidamento e un ritracciamento.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. La dipendenza dall'America é palese - si può quasi parlare di vassallaggio. Gli indici hanno aperto con un balzo e poi si sono fermati. Hanno chiuso sotto il livello d'apertura (candele rosse sui grafici) e con modesti guadagni. La buona seduta a Wall Street ha influito sulle borse europee solo nel dopo borsa. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3655 punti contro la chiusura ufficiale a 3645 punti (+0.62%).

L'S&P500 ha aperto su un nuovo record storico a 3823 punti. Poi la seduta ha avuto uno svolgimento irregolare con una discesa a 3802 punti, un recupero a 3814 punti seguito da una lunga pausa, un'improvviso vuoto d'aria fino a 3783 punti e un rally finale a 3826 punti. L'indice ha chiuso a 3824.68 punti - vicino al massimo e con un solido guadagno di 21 punti. Come giovedì é stata nuovamente la tecnologia a trascinare il listino (Nasdaq100 +1.28%) mentre il Russell2000 ha dato segni di stanchezza (-0.25%). La debolezza del settore delle PMI ha influito sui dati della giornata che non sono brillanti (A/D a 3800 su 3558, NH/NL a 1146 su 145 e volume relativo a 1.0). La volatilità VIX é scesa a 21.56 punti (-0.81), il CBOE Equity put/call ratio é salito a 0.44 e il Fear&Greed Index é balzato a 71 punti (+5 punti) - nel complesso i dati sul sentiment mostrano investitori pericolosamente euforici.
I Summation Index sono saliti ma di poco.
La tendenza di fondo della borsa americana é saldamente al rialzo con l'86.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 78.68 punti.
Durante la settimana abbiamo notato un deciso aumento dei tassi d'interesse di mercato specialmente sull'USD. Sapete che all'inizio un aumento é un segnale positivo poiché mostra che gli investitori credono alla crescita economica - superati determinati valori l'incremento dei tassi d'interesse diventa però veleno poiché fà temere un cambiamento della politica monetaria e permette al mercato a reddito fisso di fare nuovamente concorrenza alle azioni. Vedremo dove si trova la soglia del dolore - secondo noi é circa a 1.5% (USTB decennale).  
Il cambio EUR/USD é ridisceso a 1.2220 dopo un picco a 1.2349 - restiamo dell'opinione che la correzione delle borse deve essere correlata ad un calo del cambio - abbiamo venduto (shortato) EUR sopra gli 1.22.

Commento dell'8 gennaio

Ma siete tutti matti...- é tutta gente senza know-how

Ieri sera alle 17.00 quando l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 3810 punti ho esclamato - ma questi sono tutti matti! Premetto che se qualcuno compra l'S&P500 a 3800 punti e per fine anno questo si trova a 4000 punti significa che la decisione era giusta - il prezzo é il fattore decisivo. Mi piacerebbe però sapere se queste persone hanno fatto alcune riflessioni e si sono chieste come e quanto devono crescere l'economia e gli utili delle imprese per giustificare un valore simile del mercato? A questo riguardo abbiamo alcune cifre - le stime degli analisti per gli utili delle società dell'S&P500 sono a 170 USD per il 2021 e a 200 USD per il 2022. Questo significa che il P/E é superiore a 20 che é storicamente uno dei livelli più alti mai raggiunti dal mercato. Sappiamo però che in questo momento i fondamentali non contano nulla - il rialzo viene alimentato dalla liquidità e dall'ottimismo e di questi per ora ce ne sono in abbondanza.

Noi ci aspettavamo che durante la prima settimana di gennaio le borse salissero spinte dalla liquidità affluita sui conti risparmio che deve essere investita. La statistica e i cicli parlano in favore di questa previsione. Non pensavamo però che dopo il rialzo di novembre e dicembre le borse potessero fare ancora progressi di questa ampiezza.
Ieri le borse europee hanno avuto una seduta moderatamente positiva (Eurostoxx50 +0.31% a 3622 punti). Il rialzo non é stato spettacolare ma sufficiente per permettere agli indici di toccare dei nuovi massimi di periodo o storici (DAX +0.55% a 13968 punti). Ora gli indici sono nuovamente ipercomperati e in eccesso di rialzo - stanno spingendo verso l'alto i bordi superiori delle BB e in parte si trovano sopra questo livello. Da una parte questo significa che la spinta di rialzo é possente - dall'altra sappiamo che il movimento é molto esteso e a rischio di correzione. Il cambio EUR/USD é ridisceso a 1.2260 e non riesce più a fare progressi - come sapete ci aspettavamo che i due mercati (borsa e divise) toccassero assieme un massimo significativo e cominciassero a correggere. Oggi, nell'ultima seduta della settimana, dovremmo avere un'ultima seduta positiva - almeno questa é l'abitudine al termine di una settimana di rialzi. Poi vedremo se l'euforia lascerà lo spazio alla razionalità.

In America ci aspettavamo una seduta di pausa. Invece c'é stata ancora una seduta di rialzo alla quale stavolta ha partecipato anche la tecnologia (Nasdaq100 +2.50% a 12939 punti e nuovo massimo storico marginale). Lo scenario giocato dalle borse ci sembra inverosimile (forte crescita dell'economia, aumento dei prezzi delle materie prime, inflazione, aumento dei redditi delle obbligazioni (USTBond decennale a 1.08%) ma non possiamo che prenderne nota.
L'S&P500 ha aperto in positivo a 3776 punti e dopo una pausa é salito fino alle 17.00 quando ha raggiunto i 3810 punti. Poi fino alla chiusura non é successo più nulla di importante. L'S&P500 é oscillato in laterale tra i 3796 ed i 3810 punti, ha toccato un nuovo massimo storico a 3811.55 punti e ha chiuso a 3803.79 punti (+1.48%). L'azione di Tesla ha ancora guadagnato il +7.94% rendendo il suo CEO e maggiore azionista Elon Musk l'uomo più ricco del mondo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5314 su 2086, NH/NL a 1483 su 125 e volume relativo a 1.0 (1.5 sul Nasdaq). La volatilità VIX é scesa a 22.37 punti (-2.70), il CBOE Equity put/call ratio resta molto basso a 0.38 e il Fear&Greed Index é balzato a 66 punti (+7) - l'ottimismo degli investitori torna a sfiorare i livelli di guardia. I Summation Index sono leggermente saliti.
Ritroviamo una ben conosciuta costellazione tecnica - c'é ipercomperato ed eccesso di rialzo - c'é troppo ottimismo e molta speculazione - non ci sono ancora segnali di vendita o forti divergenze malgrado che secondo i cicli, le statistiche e gli oscillatori oggi le borse dovrebbero trovarsi su un massimo significativo.

Stamattina la musica non cambia. Il future sull'S&P500 é a 3814 punti (+18 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 3651 punti (+29 punti, +0.8%). Il Nikkei ha guadagnato il +2.17% - Shanghai é in calo del -0.2%. Oggi sono attesi numerosi dati economici - dovrebbero mostrare che la ripresa congiunturale é in stallo e che la disoccupazione ricomincia ad aumentare - ma questi numeri rappresentano il passato mentre la borsa guarda ad un futuro radioso...

Commento del 7 gennaio

Giornata caotica negli Stati Uniti - nuovi record storici su DAX e S&P500

Le borse hanno reagito positivamente alla notizia che i democratici hanno conquistato i due seggi al Senato della Georgia. In questa maniera Joe Biden potrà concretizzare la sua agenda politica con riforme legislative che potranno facilmente essere approvate dal Congresso. Gli investitori si aspettano ulteriori misure fiscali che dovrebbero favorire le piccole e medie imprese (PMI) - questo spiega il rally del Russell2000 (+3.98%). Invece molti prevedono difficoltà per i big della tecnologia (Nasdaq100 -1.40%) verso cui i democratici sono ostili e da tempo vorrebbero spezzare le loro posizioni di monopolio. I disordini a Washington, con i sostenitori di Trump che per protesta hanno invaso il Parlamento, hanno provocato sul finale di sedute un'ondata di vendite che ha fatto calare gli indici azionari di quasi l'1% dal massimo. Tecnicamente c'é una situazione simile a quella di lunedì dove un key reversal day é stato messo in dubbio dalla chiusura decisamente sopra i minimi giornalieri. Ieri la chiusura lontano dal massimo ha offuscato il rialzo e il nuovo record storico dell'S&P500 (+0.57% a 3748.14 punti) a 3783.04 punti. In linea di massima é stata però una seduta prevalentemente positiva che si inserisce perfettamente nel nostro scenario di un massimo significativo verso la fine di questa settimana. L'unico problema é che gli indici stanno salendo più di quanto ci eravamo aspettati e i nuovi massimi storici di DAX (+1.76% a 13892 punti) e S&P500 (+0.57% a 3748.14 punti) lasciano aperta la strada verso l'alto almeno fino a quando non ci saranno chiari segni di esaurimento.

I mercati finanziari europei si sono fatti contagiare dall'America e dal generale ottimismo che regna sui mercati. Le borse hanno reagito con un rally di dimensioni inattese alle notizie provenienti dalla Georgia e al lievitare dei futures americani. L'Eurostoxx50 (+1.78% a 3611 punti) ha chiuso con un guadagno di 71 punti e su un nuovo massimo di periodo. Il DAX tedesco (+1.76% a 13892 punti) ha addirittura toccato un nuovo record storico a 13919 punti malgrado che molti analisti prevedano la fine del predominio tedesco sul mercato dell'automobile. Non sappiamo se questo mette in discussione lo scenario di una correzione a partire dalla prima decade di gennaio - ci aspettavamo una salita moderata fino a giovedì o venerdì e non un balzo di queste dimensioni con buona partecipazione e forti volumi. Abbiamo a che fare con reazioni evidentemente speculative e di irrazionale euforia come il balzo dell'indice delle banche SX7E (+5.56% a 77.69 punti) galvanizzato dalle buone prospettive economiche e da un aumento dei tassi d'interesse di mercato.
L'Europa tira anche un sospiro di sollievo ora che le trattative sulla Brexit sono giunte a lieto fine - da giorni la borsa di Londra (FTSE 100 +3.47%) festeggia con un rally l'accordo.
Le borse sembrano però aver scontato tutte le notizie positive e il tradizionale rialzo di inizio anno dovrebbe giungere alla fine. Gli indici sono generalmente ipercomperati a corto e medio termine.

L'S&P500 ha aperto in calo a 3710 punti. Questo però é stato il minimo giornaliero. I rialzisti hanno subito preso il controllo delle operazione e l'S&P500 é salito in maniera regolare fino alle 20.15 quando ha toccato il nuovo record storico a 3783 punti. I disordini a Washington hanno in seguito provocato delle vendite e l'indice é sceso a balzi irregolari fino a 3748.14 punti (+0.57%). Come anticipato il mercato é stato scosso da correnti contrapposte con i forti guadagni del Russell2000 (+3.98%) e le perdite della tecnologia Nasdaq100 -1.40%). Notiamo che l'aumento dei tassi d'interesse (reddito dell'USTBonds decennale a 1.04%) ha provocato un forte rialzo del settore bancario (BLX +6.82%) - vedremo fino a quando l'aumento del costo del denaro verrà accolto in maniera positiva dai mercati.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4962 su 2456, NH/NL a 1679 (buono grazie all'impennata dei Russell) su 176 e volume relativo a 1.3 (1.6 sul Nasdaq). La volatilità VIX é scesa a 25.07 punti (-0.27), il CBOE Equity put/call ratio é nuovamente molto basso a 0.39 e il Fear&Greed Index é salito a 59 punti (+6 punti). I Summation Index sono leggermente saliti. Dati e indicatori non mostrano debolezze e non sembra che il rialzo debba fermarsi - solo l'aspetto ciclico e stagionale favorisce l'inizio di una correzione a partire dalla fine di questa settimana.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 3767 punti (+27 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.25 vale 3634 punti (+25 punti, ca. +0.7%). Sembra che anche oggi avremo una seduta di moderato rialzo. Se le borse si avvicinano ad un massimo significativo oggi dovrebbero tentennare e non dovrebbero più riuscire a fare sostanziali progressi.
Per la cronaca le borse asiatiche salgono (Nikkei +1.6%, Shanghai +0.7%). Questa generale euforia mentre noi siamo ancora bloccati a casa dalla pandemia e dai lockdown decretati dai vari governi europei é una stridente contraddizione.

Commento del 6 gennaio

Un giorno giù e un giorno su - per l'analisi tecnica una situazione di patta

Le borse europee seguono l'America. Ieri mattina hanno scontato il calo a New York di lunedì e sono scese. Nel pomeriggio, copiando quanto stava succedendo a Wall Street, hanno recuperato ma questo non é bastato per salvare la giornata. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3547 punti (-0.46%) con una moderata perdita di 16 punti che compensa il guadagno del giorno precedente. Le borse europee sono in stallo e non riescono più a fare sostanziali progressi. Malgrado il calo di momentum non danno ancora l'impressione di voler correggere. Gli indicatori sono misti e non danno nessun segnale particolare.

Dopo il capitombolo di lunedì ieri a New York c'é stata una seduta positiva e in trading range. Noi questa settimana ci aspettavamo ancora una reazione positiva e una distribuzione sui 3700-3725 punti. L'S&P500 ha soddisfatto le nostre attese con una chiusura a 3726.86 punti (+0.71%). Il guadagno di 26 punti compensa solo parte della perdita di 56 punti del giorno precedente. Per quel che riguarda la partecipazione però la prestazione é stata convincente - il balzo del Russell2000 (+1.71%) ha irrobustito strutturalmente il mercato nel suo complesso.
L'S&P500 ha aperto a 3704 punti e dopo una breve salita a 3719 punti é sceso sul minimo a 3695 punti. Il temuto secondo attacco dei ribassisti non si é verificato. L'indice é poi salito abbastanza regolarmente fino al massimo a 3737 punti. Dopo le 20.00 il mercato é oscillato senza direzione e l'S&P500 ha chiuso a 3726.86 punti (+0.71%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5604 su 1804 (speculare e molto meglio rispetto a lunedi), NH/NL a 699 (come lunedì!) su 279 e volume relativo a 1.0 (1.5 sul Nasdaq). La volatilità VIX é scesa a 25.34 punti (-1.63), il CBOE Equity put/call ratio é stabile a 0.45 e il Fear&Gred Index é a 53 punti (+1). I Summation Index sono ancora leggermente scesi.
Questa seduta positiva ci mostra che il mercato non é ancora pronto per scendere e deve probabilmente distribuire ancora qualche giorno.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Il Nikkei perde il -0.38% - Shanghai sta salendo del +0.6%. Il future sull'S&P500 alle 07.30 era a 3707 punti - ora (08.30) e a 3717 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 vale 3577 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +0.8%. Stamattina non andranno più in alto. Poi vedremo come la borsa americana reagirà all'esito dell'elezione al Senato dei rappresentanti per la Georgia.

Buona Epifania!

Commento del 5 gennaio

Key reversal day - fine del rialzo

L'incertezza che circonda l'esito dell'elezione dei rappresentanti al Senato americano per la Georgia ha secondo i media scatenato un'ondata di vendite in borsa che ha fatto precipitare l'S&P500 (-1.48% a 3700.65 punti) di più di 100 punti in poche ore. Ovviamente questa é solo una scusa - da giorni esistevano le premesse tecniche per questa caduta che costituisce una benefica purificazione di un eccesso di rialzo e di speculazione. Formalmente si é trattato molto probabilmente di un key reversal day. L'S&P500 ha aperto su un nuovo massimo storico a 3769.99 punti, é sceso fino a metà seduta a 3662 punti ed ha in seguito recuperato ad ondate fino ai 3700 punti. Abbiamo quindi tre delle quattro componenti che costituiscono il key reversal day - apertura in positivo, pesante perdita finale e volumi di titoli trattati in forte aumento e sopra la media (volume relativo a 1.1). Manca la chiusura sul minimo giornaliero - in effetti l'indice ha chiuso 38 punti sopra il minimo - sono tanti e mostrano che i rialzisti hanno ancora voce in capitolo.
Secondo noi questa seduta segna la fine del rialzo di novembre e dicembre - pensavamo che questa settimana potesse essere ancora moderatamente positiva - secondo gli oscillatori la borsa americana doveva toccare un massimo a metà settimana. Gli avvenimenti politici hanno anticipato il termine di un paio di giorni. Considerando l'andamento di questa seduta non pensiamo che debba esserci un'immediato calo di parecchi punti in percentuale. Probabilmente ci saranno alcuni giorni di distribuzione sui 3700-3725 punti prima che la correzione possa svilupparsi. Per il momento lo scenario più probabile é una correzione di una decina di giorni che faccia ridiscendere l'S&P500 sulla MM a 50 giorni attualmente a 3600 punti. 

Le borse europee come d'abitudine hanno seguito a distanza l'America. Gli indici sono saliti la mattina e sono scivolati verso il basso nel pomeriggio con un'accelerazione in serata. Hanno chiuso in maniera omogenea con moderati guadagni. L'Eurostoxx50 é salito fino a 3609 punti e alle 15.00 era ancora a 3602 punti. Infine é caduto a 3564 punti (+0.33%) salvando un magro bottino di 11 punti. L'indice non si allontana di molto dai 3650 punti. Le borse europee hanno reagito in maniera abbastanza compassata alla caduta a New York. Evidentemente le borse europee non possono ignorare una correzione della borsa americana ma sembrano in grado di non lasciarsi coinvolgere eccessivamente.

L'S&P500 ha aperto su un nuovo massimo storico a 3770 punti e questo é un evidente segnale positivo che finora non abbiamo sottolineato - la tendenza é ancora al rialzo malgrado i segnali di top e correzione. Il calo fino ai 3662 punti di minimo é stato dinamico e costante - é emersa una pressione di vendita che non si vedeva da mesi e ha fatto aumentare di parecchio il numero di nuovi minimi a 30 giorni (NL a 648). Inoltre c'é stato un forte aumento della volatilità VIX (26.97 punti, +4.22) come se gli investitori reagissero immediatamente al minimo segno di cedimento. La seduta al NYSE é stata negativa (ma non pessima) con A/D a 2629 su 4782, NH/NL a 701 su 648 e volume relativo a 1.1. La CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.47 (gli speculatori sembrano aver preso il vuoto d'aria come un'occasione d'acquisto) mentre il Fear&Greed Index é stabile a 52 punti (+ punto). I Summation Index sono nuovamente scesi.
Non si può subito vendere sulla base di un segnle parziale e non confermato e dopo solo una seduta negativa - potrebbe anche essere stato solo un'incidente di percorso. L'impressione é però che la festa di fine 2020 é finita.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3697 punti (+5 punti). Le borse asiatiche ignorano il tonfo a Wall Street (Nikkei -0.37%, Shanghai +0.7%). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3661 punti. Le borse europee apriranno in leggero calo (-0.1%) - non si lasciano influenzare molto dal calo dell'S&P500 e preferiscono focalizzarsi sul recupero nella seconda parte delle seduta e sul segnale positivo fornito stamattina dal future. Vedremo se hanno ragione nell'ignorare gli scricchiolii provenienti dall'America.

Aggiornamento del 4 gennaio

Effetto liquidità

Il nuovo anno inizia come da copione. La liquidità affluita sui conti risparmio legati alla previdenza sociale deve essere investita e questo provoca un'ulteriore ondata di acquisti. Il future sull'S&P500 sale a 3761 punti (+12 punti). L'effetto dovrebbe durare solo alcuni giorni e se qualcuno deve per una ragione o per un'altra comperare non é il momento giusto. È molto probabile che nei prossimi mesi si presenteranno delle occasioni migliori. Per ora però sono ancora i temi e la tendenza del 2020 a dominare.
Sul fronte politico ed economico non ci sono notizie di rilievo. Le prime pagine dei media sono ancora occupate dal tema pandemia-vaccinazioni mentre negli Stati Uniti si aspettano con trepidazioni i risultati domani dell'elezione dei rappresentanti della Georgia al Senato. È in gioco la maggioranza alla Camera - una vittoria dei democratici permetterebbe a Joe Biden di governare per 2 anni con il sostegno delle due Camere - questo gli permetterebbe di fare approvare parecchi progetti legislativi importanti per dare un'impronta alla sua presidenza.
Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3580 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.3%. Stamattina gli indici dovrebbero salire ancora qualche punto ma presto si fermeranno. Nel pomeriggio il rialzo potrebbe sgonfiarsi - dipende cosa decideranno di fare gli americani. Malgrado l'affetto liquidità la borsa americana sembra aver corso già tanto - forse troppo.

Commento del 2-3 gennaio

Più un asset era speculativo e privo di valore intrinseco e meglio ha performato tra novembre e dicembre

Nell'ultima seduta del 2020 l'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 3760.20 punti e ha chiuso poco più in basso a 3756.07 punti (+0.64%) con un guadagno di 24 punti. In questa maniera ha completato un'altra settimana positiva che conferma la tendenza di base rialzista della borsa americana (83.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e Bullish Percent Index sul NYSE a 74.84 punti). Le borse europee settimana scorsa hanno nuovamente sottoperformato ma ricordiamo ancora una volta l'effetto perverso dei cambi. Se calcoliamo tutte le performances nella stessa moneta vedrete che le differenze di base tra Europa e America non sono così grandi - il DAX nel 2020 ha guadagnato il +3.54% - se a questo aggiungiamo la rivalutazione dell'EUR sul USD del +8.89% arriviamo ad un risultato in USD di +12.43%. Fino ai +16.26% dell'S&P500 non manca molto.

Sappiamo che i titoli con i maggiori guadagni provengono spesso dal settore tecnologico. Sono anche dei titoli spinti dalla fantasia e dalla speculazione che non hanno un chiaro valore intrinseco. Se l'avessero ci sarebbe un punto di riferimento che impedirebbe al prezzo dell'azione di salire in maniera incontrollata. Quando invece si comincia a parlare di Intelligenza articiale, tecnologie distruttive o economia di scala tutto sembra possibile - grazie al momentum, all'alta liquidità e alla limitata offerta i prezzi delle azioni salgono in maniera astronomica - molti conoscono l'esempio di Tesla ma chi vuole studiare il fenomeno deve leggere la storia di AKR Invest e seguire i suoi investimenti come lo fanno migliaia di piccoli investitori. L'esponenziale sviluppo di questa società che investe quasi esclusivamente in nuove tecnologie é il segno dei tempi.

Ma torniamo all'analisi tecnica. A dicembre le borse hanno ridotto l'ipercomperato poiché il ritmo di salita del mercato é diminuito rispetto a novembre. Questo ha anche permesso alle MM di salire e riavvicinarsi agli indici - l'eccesso di rialzo é calato allontanandosi da livelli eccessivi e decisamente pericolosi. Anche a livello di sentiment abbiamo osservato un lento ritorno alla calma - gli investitori restano decisamente ottimisti ma non sono più euforici (Fear&Greed Index a 51 punti, +1 punto). Questo significa che a corto termine non c'é più un immediato bisogno di correggere. In teoria il rialzo potrebbe continuare nelle prime settimane del 2021. Ci sono però due aspetti da considerare.
Il primo é il fattore ciclico. Spesso il rally di Natale e di fine d'anno si esaurisce all'inizio dell'anno successivo dopo alcuni di giorni di acquisti provocati dalla liquidità affluita sui conti risparmio (sistemi previdenziali e casse pensioni) e che deve essere investita. Questa spinta dovrebbe esaurirsi nel corso di settimana prossima e poi dovrebbe esserci una prima correzione più o meno importante.
Il secondo aspetto é un evidente deterioramente della partecipazione. I Summation Index sono da giorni in calo - i nuovi massimi degli indici non vengono sostenuti da un buon rapporto A/D - il numero dei nuovi massimi a 30. 90 e 180 giorni é basso e non aumenta (NH a 463). Insomma i titoli che fanno salire gli indici sono pochi e se non si verifica un'ulteriore rotazione tra settori é probabile che presto a tardi I titoli "deboli" prevalgano obbligano gli indici ad una sostanziale correzione. I problema di questo deterioramento a livello di partecipazione é che c'é spesso bisogno abbastanza tempo (settimane) prima che affiori l'effetto negativo.

Riassumendo pensiamo che la borsa americana settimana prossima dovrebbe fermarsi sui 3750 punti di S&P500 - magari sullo slancio potrebbe guadagnare ancora un 1%. Dopo dovrebbe esserci una correzione minore - sia per eliminare gli eccessi sia per rispettare l'aspetto stagionale. Temiamo che per una correzione più importante (-10%/-20%) bisognerà aspettare i mesi di febbraio e marzo. Per esserne sicuri bisognerà vedere come inizia l'anno. Nei primi tre mesi del 2021 non c'é praticamente potenziale di rialzo mentre esiste un rischio di una sostanziale correzione di almeno un -10%.
In questa fase le borse europee potrebbero sovraperformare poiché ci aspettiamo un rafforzamento dell'USD e un indebolimento dell'EUR. Concretamente prevediamo un calo del cambio EUR/USD a 1.19. Come suggerito più volte a dicembre abbiamo venduto EUR sopra gli 1.22.

Le performance settimanali (3 sedute in Europa, 4 sedute in America) degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.80% a 3571 punti
SX7E (banche)          -1.25% a 74.21 punti
DAX                         +0.97% a 13718 punti
SMI                          +2.80% a 10703 punti
FTSE MIB                  +0.46% a 22233 punti
S&P500                     +1.43% a 3756.07 punti
Nasdaq100                +1.39% a 12888 punti

Giovedì 31 dicembre a New York c'é stata una seduta normale mentre buona parte delle piazze finanziarie europee erano già chiuse. Ci aspettavamo una seduta tranquilla e senza sostanziali movimenti. In effetti fino alle 20.00 non é successo nulla di importante. Solo nelle ultime due ore di contrattazioni c'é stata un'ondata finale d'acquisti. L'S&P500 é salito dai 3730 punti fino ai 3760 punti e ha chiuso a 3756.07 punti (+0.64%). Gli investitori hanno festeggiato in maniera loro una buona annata.
La tecnologia ha seguito l'S&P500 (Nasdaq100 +0.33% a 12888 punti) mentre l'indice delle PMI Russell2000 (-0.26%) ha perso terreno - il calo di quest'ultimo indice delle ultime sedute del 2020 é una ragione supplementare per prevedere una correzione minore della borsa americana all'inizio del 2021.
La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 4000 su 3361, NH/NL a 463 su 315 e volume relativo a 0.6 (1.0 sul Nasdaq). la volatilità VIX é rimasta ferma a 22.75 punti (.0.02) mentre il CBOE Equity put/call ratio é livitato a 0.56 (MM a 10 giorni a 0.45). L'aumento del put/call ratio da livelli depressi avviene spesso prima di una correzione - in questo caso non siamo sicuri se bisogna seguire questo segnale visto che le ultime sedute prima della fine dell'anno sono spesso anomale.
Riassumendo prima della fine dell'anno ci sono state delle accelerazioni eccessive sia in borsa che su altri mercati (divise, criptovalute) che doveo essere corrette all'inizio del 2021. Le borse non sembrano però tecnicamente pronte per una correzione più importante. Ci vuole prima un periodo di distribuzione.

Commento del 1. gennaio 2021

Le performance annuali (2020) degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -4.72% a 3571.59 punti
SX7E                        -23.26% a 74.21 punti
DAX                         +3.54% a 13718 punti
SMI                          +0.82% a 10703 punti
FTSE MIB                  -5.41% a 22233 punti
S&P500                    +16.16% a 3756.07 punti
Nasdaq100               +47.58% a 12888 punti
Nikkei                      +16.01%
Shanghai                  +12.57%

EUR/USD a 1.2215 (+8.89%)
EUR/CHF a 1.0815 (-0.40%)
Oro a 1898 USD/oncia - 1554 EUR/oncia
Petrolio (WTI) a 48.52 USD/barile
Reddito USTBond decennale (USD) a 0.93%
Reddito Bund decennale (EUR) a -0.572%

Commento del 31 dicembre

Seduta tranquilla di fine d'anno

Ieri gli indici azionari si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso praticamente invariati con bassi volumi di titoli trattati. Per la maggior parte delle piazze finanziarie europee si é trattato dell'ultima seduta dell'anno. Ci sono ancora state delle transazioni legate al window dressing ma nella maggior parte dei casi i giochi erano già fatti e l'attività é stata modesta.
Le borse europee, come il giorno prima, hanno aperto al rialzo e hanno chiuso con delle leggere perdite (Eurostoxx50 -0.27% a 3571 punti, DAX -0.31% a 13718 punti e FTSE MIB -0.12% a 22232 punti). Si é trattato di una seduta in trading range con un'ampiezza inferiore all'1%. Malgrado il calo delle ultime due sedute la settimana é positiva grazie al balzo di lunedì. Oggi si tratta unicamente su alcune piazze di minor importanza - in alcuni Paesi (p.e. Gran Bretagna, Olanda, Belgio) la seduta si concluderà verso le 12.30. I "nostri" quattro indici hanno terminato l'anno. Faremo un commento più approfondito nell'analisi del fine settimana del 2-3 gennaio 2021. Questo ci porta anche al prossimo tema - le previsioni per il 2021. Il 2020 ci ha mostrato quanto sia difficile e aleatorio fare delle previsioni. La pandemia, la risposta degli Stati e delle Banche Centrali e la reazione dei mercati finanziari erano all'inizio dell'anno imprevedibili - abbiamo dovuto procedere a tentoni adattando regolarmente i nostri scenari. Per l'anno prossimo ci limiteremo ad una descizione generale della situazione e a delle previsioni di massima. Abbiamo già anticipato parecchi temi nelle analisi del fine settimana di novembre e dicembre.
Chi ha tempo rilegga le previsioni per il 2020 - specialmente l'introduzione é corrette e ancora d'attualità. Governi e Banche Centrali hanno reagito come da copione alla pandemia. Per il resto invece il Covid 19 ha cambiato radicalmente la situazione economica rendendo le nostre previsioni per le borse carta straccia.

Ieri anche la seduta a Wall Street é stata senza storia. L'S&P500 si é mosso in soli 14 punti nel range del giorno precedente. Ha chiuso a 3732.04 punti (+0.13%) con un misero guadagno di 5 punti. Il Russell2000 (+1.05%) é rimbalzato dopo la pesante caduta di martedì. Il Nasdaq100 (+0.01% a 12845 punti) ha marciato sul posto. La conseguenza di questa seduta apatica é evidente - a livello tecnico non c'é nulla di nuovo. I Summation Index continuano il loro lento calo - l'ipercomperato é diminuito mentre l'euforia di novembre e inizio dicembre é sparita (Fear&Greed Index neutro a 50 punti, -2 punti). Secondo i cicli e gli indicatori di momentum a gennaio dovrebbe esserci una correzione. Prima però ci saranno ancora alcune sedute positive causate dai tradizionali acquisti di inizio anno. L'S&P500 dovrebbe però faticare a migliorare il record storico a 3756 punti.
La seduta di ieri al NYSE é stata positiva con A/D a 5219 su 2132, NH/NL a 427 su 204 e volume relativo a 0.7 (1.1 sul Nasdaq).
La volatilità VIX é scesa a 22.77 punti (-0.31) mentre il CBOE Equity put/call ratio  stabile a 0.47 (ricordiamo che la media di lungo periodo é a 0.6).

Il future sull'S&P500 é invariato a 3724 punti - oggi a New York avremo una seduta di durata normale. Probabilmente però gli indici si muoveranno appena e i volumi saranno molto bassi. Ieri sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3555 punti (-16 punti).
Stamattina la borsa giapponese era chiusa - Shanghai sta guadagnando il +1.7%.

Il cambio EUR/USD sale a 1.23 - il nostro obiettivo grafico é a 1.24. Siamo però convinti che il cambio si trova vicino ad un massimo significativo - rispettivamente l'USD Index deve essere su un minimo. Nella prima parte del 2021 dovremmo assistere ad un recupero dell'USD.

Auguriamo ai nostri lettori una tranquilla e felice festa di fine Anno e un buon 2021 - non può che essere migliore del 2020 almeno per quel che riguarda la nostra qualità di vita.

Commento del 30 dicembre

Segnali di stanchezza

Ieri le borse sono nuovamente partite con entusiasmo al rialzo. Sia in Europa che in America però la festa é durata poco. Gli indici azionari europei hanno toccato il massimo giornaliero verso le 09.50 e per il resto della giornata sono scivolati verso il basso. L'S&P500 in apertura ha fatto segnare un nuovo record storico a 3756.12 punti - poi sono arrivate le vendite soprattutto nel settore delle PMI (Russell2000 -1.85%) - gli indici sono scesi fino a metà giornata e non sono più riusciti a salire. A fine giornata le borse hanno chiuso miste e senza sostanziali variazioni (Eurostoxx50 +0.17% a 3581, S&P500 -0.22% a 3727.04 punti). Sui grafici appaiono però delle candele rosse che molti analisti tecnici si sono già affrettati a definire dei key reversal day - per noi mancano le premesse per un segnale d'inversione di tendenza poiché i volumi erano modesti e poco superiori a quelli di martedì e il calo dal massimo non é stato abbastanza pronunciato. Ci sono però evidenti segnali di stanchezza anche a livello di indicatori - i Summation Index scendono mentre il rapporto NH/NL (363 su 440) sembra quello di un periodo di ribasso e non di rialzo. Gli effetti stagionali dovrebbero però permettere agli indici azionari di fermarsi e di non subire la forza di gravità. Pensiamo che una correzione importante dovrebbe iniziare solo dopo la prima settimana di gennaio.

Le borse europee hanno aperto con un balzo del +0.5% e sono ancora salite per quasi un'ora. Non sono però riuscite a difendere i guadagni iniziali. Alle 09.50 l'Eurostoxx50 (e con lui la maggior parte degli indici azionari europei) ha toccato un nuovo massimo di periodo a 3603 punti. Per il resto della giornata l'indice é scivolato verso il basso e ha chiuso vicino al minimo giornaliero e praticamente invariato (+0.17% a 3581 punti). DAX (-0.21% a 13761 punti) e FTSE MIB (-0.13% a 22259 punti) si sono comportati in maniera simile terminando però la seduta con una perdita. Non si può parlare di reversal day poiché mancano i volumi in forte aumento e normalmente a questo scopo ci vorrebbe una seduta decisamente negativa. Sembra però che salire più in alto sarà difficile - se non si sale ci si ferma o si scende. Preferiamo non fare previsioni basandoci sull'esito di queste ultime sedute prima della fine dell'anno - spesso sono sedute anomale dominate dalle operazioni di chiusura della contabilità e dal window dressing. Manteniamo però l'opinione espressa ieri. A breve la tendenza é ora neutra e la prossima fase dovrebbe essere una sostanziale correzione a partire dalla prima decade di gennaio. L'indice delle banche (SX7E -0.44% a 74.52 punti) ha continuato la sua discesa. Una correzione fino al prossimo supporto a 70 punti e possibile. Mentre le borse europee dopo un iniziale rialzo si sono sgonfiate, l'SMI (+0.74% a 10682 punti) ha avuto un'altra seduta decisamente positiva con chiusura sul massimo giornaliero. Non é chiaro quali sono le ragioni di questa improvvisa ondata d'acquisti ma l'SMI ha superato la resistenza a 10600 punti e si apre la strada fino ai 10900 punti. Forse gli operatorti stanno anticipando l'abituale rally di inizio anno che in Svizzera ha tradizione. La liquidità affluisce sui conti risparmio del 2. pilastro e deve essere investita. Spesso le prime 3-4 sedute dell'anno nuovo sono positive e l'SMI sovraperforma le altre borse europee.

L'S&P500 é riuscito ad aprire in gap up e a far segnare un nuovo record storico a 3756.12 punti. Subito però sono arrivate le vendite e a brevi ondate l'indice é sceso a metà seduta a 3724 punti. Da questo momento non é successo più nulla di importante. L'indice ha toccato un minimo a 3723 punti, é rimbalzato a 3734 punti e ha chiuso in calo a 3727.04 punti (-0.22%). I 3750 punti sono stati raggiunti e per le prossime sedute é probabile che l'indice si muova sui 3700-3750 punti.
Mentre il tecnologico Nasdaq100 (+0.04% a 12843 punti) ha guadagnato ancora qualche punto DJTransportation (-0.75%) e RUT (-1.85%) erano in calo con la conseguenza che i dati sulla partecipazione si stanno decisamente deteriorando. La seduta L NYSE é stata negativa con A/D a 2337 su 5041, NH/NL a 363 su 440 e volume relativo a 0.7 (1.1 sul Nasdaq). La volatilità VIX é salita a 23.08 punti (+1.38), il CBOE Equity put/call ratio é fermo a 0.45 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 52 punti (-2).
Nel complesso sembra che il rialzo perda di forza e deve fermarsi - non ci sono però ancora segnali di vendita o di inversione di tendenza.

Stamattina le borse asiatiche sono miste - il Nikkei perde il -0.45% - Shanghai guadagna il +1%. Il future sull'S&P500 sale a 3735 punti (+15 punti). L'Eurostoxx50 vale 3580 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate e probabilmente fino a stasera non si muoveranno di molto. Oggi per la maggior parte delle borse europee é l'ultima seduta dell'anno - questo vale in particolare per i nostri quattro indici azionari. Domani si tratta ancora a New York prima della pausa di Capodanno.

Commento del 29 dicembre

Russell2000 (-0.38%) e Summation Index in calo - godiamoci il rally di fine anno poiché dura poco

Ieri le borse sono salite con bassi volumi di titoli trattati. La gran parte dei guadagni si é concretizzata all'apertura dei mercati - durante la seduta é successo poco o niente. L'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 3740.51 punti - ha chiuso poco più in basso a 3735.36 punti (+0.87%). La spinta é arrivata dai giganti della tecnologia (Apple +3.58%, Amazon +3.51%, Facebook +3.59%) - il resto del mercato era di poco in positivo con la conseguenza che i Summation Index stanno scendendo togliendo le fondamenta a questo rialzo. Questa seduta positiva é stata causata dal window dressing di fine anno - non significa che il rialzo é destinato a continuare.

Le sedute prima della fine dell'anno, con pochi operatori presenti e bassi volumi di titoli trattati, sono talvolta strane - ieri ne abbiamo un esempio. Grazie alle buone notizie provenienti dagli Stati Uniti (approvazione del piano di stimoli economici) e da Gran Bretagna - UE (accordo sulla Brexit) le borse europee hanno aperto in forte rialzo. Poi la seduta era praticamente finita - l'Eurostoxx50 (+0.91% a 3575 punti) si é mosso in soli 22 punti e ha chiuso sul livello d'apertura. Sul grafico appare un'altra candela abbandonata nel nulla. Abbiamo visto come é andato a finire il precedente tentativo di accelerazione al rialzo del 17 dicembre. Probabilmente anche questa volta finirà così anche se l'Eurostoxx50 potrebbe rimanere sul livello raggiunto ieri fino a mercoledì sera, ultimo giorno di contrattazioni in Europa del 2020. Malgrado la chiusura giornaliera su un nuovo massimo di periodo (marginale) riteniamo che la tendenza a medio termine é ancora neutra. Evitiamo di confermare un segnale d'acquisto frutto evidente di una seduta anomala.
DAX (+1.49% a 13790 punti) e FTSE MIB (+0.72% a 22288 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50. Sul grafico del DAX appare una piccola candela isolata sopra il bordo superiore delle BB - questa rottura al rialzo é dubbia e difficilmente sostenibile. Il FTSE MIB ha chiuso di poco sotto il livello d'apertura e ha sottoperformato le altre borse europee. Non diamo però importanza a questa leggera debolezza che può essere casuale. Può dipendere dalla cattiva prestazione delle azioni delle banche (SX7E -0.40%) o semplicemente dal fatto che nelle ultime due sedute l'indice é corso troppo. La tendenza a medio termine é ancora neutra e pensiamo che l'indice dovrebbe continuare a muoversi intorno ai 22000 punti fino alla prossima correzione generale delle borse che partirà intorno al 10 gennaio dell'anno prossimo.
Il cambio EUR/USD é stabile a 1.2240 - a 1.2250 sembra esserci una solida resistenza.

Anche la seduta a New York é iniziata con un balzo degli indici senza un grande seguito. L'S&P500 ha aperto su un nuovo record a 3727 punti. Per un'ora é rimasto fermo e poi é lentamente salito fino a 3740.51 punti, nuovo massimo storico. Infine é tornato a 3735 punti. Durante la seduta l'indice si é mosso in soli 14 punti! Malgrado i nuovi record di S&P500 e Nasdaq100 (+1.00% a 12838 punti) i dati della giornata non sono entusiasmanti. La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 4010 su 3382, NH/NL a 871 (pochi!) su 267 e volume relativo a 0.7. La volatilità VIX é salita contro logica a 21.70 punti (+0.17), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.44 mentre il Fear&Greed Index é rimasto fermo a 54 punti.
Ieri gli indici sono saliti con pochi titoli e pochi volumi - il Russell2000 é sceso (-0.38%) - é improbabile che il rialzo possa continuare con queste premesse e in questa maniera - la spinta dovrebbe però bastare fino a fine anno.

Stamattina il Nikkei (+2.66%) ha seguito le borse europee ed americana con entusiasmo. La Cina invece (-0.54%) é in difficoltà a causa dello sconcerto provocato dall'attacco del Governo al gigante del commercio Alibaba. Il future sull'S&P500 sale a 3744 punti (+0.45%). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3593 punti (+18 punti, +0.5%). Le borse europee apriranno in positivo. Come ieri non pensiamo che possano fare ulteriori progressi. Se fosse una giornata normale saremmo convinti che adesso l'Eurostoxx50 dovrebbe ricadere a 3550 punti. Prima della fine dell'anno é però improbabile che ci siano abbastanza vendite per un simile ritracciamento.

Aggiornamento del 28 dicembre

Trump firma - la borsa sale - window dressing

Donald Trump ha firmato il piano di stimolo economico americano da 800 Mia. di USD. La borsa ovviamente ha reagito con un balzo di gioia - il future sull'S&P500 si trova a 3719 punti (+24 punti). Normalmente questo effetto positivo dura poco - questa volta invece l'entusiamo potrebbe durare fino a giovedì quando, borsisticamente parlando, si chiuderà il 2020. Prima della fine dell'anno ci saranno le operazioni di chiusura annuale - il window dressing dovrebbe in quest'anno positivo provocare ancora qualche acquisto da parte di chi é sotto investito. I gestori devono abbellire i loro portafogli - compreranno titoli vincenti e venderanno titoli perdenti. D'altra parte i portafogli devono essere ribilanciati e adattati ai profili d'investimento (asset allocation) - poiché le azioni sono salite di valore molto di più delle obbligazioni potrebbero esserci delle vendite sui maggiori indici e degli acquisti di obbligazioni. Abbiamo però l'impressione che questo ribilanciamento sia già avvenuto a novembre e dicembre - dovrebbero quindi prevalere gli acquisti di azioni. Lo stesso vale per il cambio EUR/USD - qualsiasi impennata sui 1.2250-1.24 (obiettivo) deve essere venduta poiché il ribasso dell'USD Dollar Index sembra essere alla fine. Pensiamo che il 2021 inizierà con un ritorno sugli 1.20.
Stamattina le borse asiatiche sono in positivo - il Nikkei ha guadagnato il +0.74%, Shanghai sale solo di pochi punti (+0.1%). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3571 punti (+32 punti). Dopo la lunga pausa natalizia le borse europee riapriranno con un balzo del +0.9% - dubitiamo che oggi possano salire più in alto. Le ultime sedute dell'anno sono pero imprevedibili poiché molti operatori sono assenti e i volumi sono scarsi - questo lascia molto spazio di manovra agli speculatori che si possono divertire a manipolare il mercato come sta accadendo per il Bitcoin. I traders si rallegrano - gli altri é meglio che stiano a guardare.

Commento del 26-27 dicembre

Un dicembre tutto sommato poco entusiasmante

La settimana prima di Natale é stata movimentata ma per saldo gli indici azionari si sono mossi appena. In Europa sulle maggiori piazze finanziarie ci sono state tre sedute (lunedì-mercoledì) mentre in America le seduta sono state quattro anche se l'ultima, quella di giovedì, é stata raccorciata di tre ore con la conseguenza che i volumi di titoli trattati erano tra i più bassi dell'anno (volume relativo a 0.4). Venerdì 4 dicembre l'S&P500 aveva per la prima volta nella sua storia sfiorato i 3700 punti - giovedì 24 dicembre ha chiuso a 3703.06 punti (-0.19%) - evidentemente del famoso rialzo di dicembre si é visto poco. Una settimana fà erano scaduti i derivati di dicembre e le borse si trovavavno ciclicamente su un punto tornante. Tesla faceva la sua entrata nell'S&P500. Noi avevamo preso in considerazione la possibilità che i 3726 punti (record storico del 18 dicembre) potessero essere un massimo significativo - finora abbiamo avuto ragione.
La pausa delle ultime tre settimane ha permesso alle borse di eliminare buona parte dell'ipercomperato. Anche l'eccesso di rialzo é diminuito visto che nel frattempo le MM a 200 e 50 giorni sono salite riavvicinandosi dal basso agli indici. L'euforia é diminuita - resta un diffuso ottimismo (Fear&Greed Index a 54 punti, -3 punti) che però non é più pericoloso - le borse possono convivere con questa fiducia degli investitori che potrebbe ancora spingere gli indici verso l'alto. Dopo 9 mesi di rialzo una sostanziale correzione sarebbe sana e benvenuta - non é però più necessaria né molto probabile sulla base degli indicatori tecnici - é la variante più probabile a partire dalla prima decade di gennaio dell'anno prossimo sulla base dell'analisi ciclica. Non dimentichiamo che la borsa americana su base fondamentale é oscenamente cara. Teoricamente per i prossimi dieci anni la performance totale dell'S&P500, compresi i dividendi,  dovrebbe essere sullo 0%- ciò non esclude la possibilità a breve che il rialzo possa continuare.
Le borse europee arrancano - i progressi da inizio giugno sono modesti - l'Eurostoxx50 da inizio anno perde ancora il -5.50%. Una performance deludente se messa a confronto con quella dell'S&P500 (+14.62%). Parte di questa differenza viene compensata dalla rivalutazione dell'EUR (o per meglio dire dalla svalutazione dell'USD). Il resto é una conseguenza delle prospettive di crescita economica che in America sono migliori grazie all'azione coordinata di Stato e Banca Centrale.
Fino alla prima decade di gennaio le borse dovrebbero marciare sul posto - pensiamo che scenderanno settimana prossima per risalire nella prima settimana di gennaio. Poi temiamo che agli investitori non basteranno i programmi di stimolo economico ed i vaccini - le ottimistiche prospettive si scontreranno con la realtà economica e a questo punto potrebbero essere dolori.

Le performance settimanali (3 sedute in Europa, 4 sedute in America) degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.18% a 3539 punti
SX7E (banche)          +0.87% a 75.15 punti
DAX                         -0.32% a 13587 punti
SMI                          -1.06% a 10411 punti
FTSE MIB                  +0.70% a 22130 punti
S&P500                     -0.19% a 3703.06 punti
Nasdaq100                -0.21% a 12711 punti

Sulle sedute prima di Natale c'é poco da dire. L'impressione é che gli indici azionari si sono mossi a caso con scarsi volumi. Gli investitori hanno lasciato campo libero agli speculatori che si sono divertiti a saltare da un settore all'altro. A livello di indicatori e di situazione tecnica é cambiato ben poco.

Giovedì l'S&P500 si é mosso in soli 14 punti e ha chiuso praticamente invariato a 3703.06 punti (+0.35). Il Nasdaq100 (+0.46% a 12711 punti) si é comportato alla stessa maniera. Il Russell2000 (-0.16%), che mercoledì aveva sovraperformato, é invece stato vittima di prese di beneficio. Abbiamo l'impressione che la prossima correzione colpirà principalmente questo indice che é salito troppo. Questa ipotesi deriva dal fatto che i Summation Index sono in stallo e stanno ruotando verso il basso (NYSE).
La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3766 su 3522, NH/NL a 471 su 151 e volume relativo a 0.4. La volatilità VIX é scesa a 21.53 punti (-1.78) mentre il CBOE Equity put/call ratio era stranamente alto a 0.54. La sensazione é che la borsa sta entrando nel letargo invernale.
La tendenza di fondo della borsa americana resta solidamente al rialzo con l'84.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 76.21 punti. Crediamo che nelle prossime due settimane dovremmo assistere ad un sensibile deterioramento di questi indicatori come premessa per una sostenibile correzione di medio termine. Vedremo.
A dicembre la situazione tecnica delle borse europee é migliorata. Sembra che nell'anno prossimo potrebbbero recuperare perte del distacco accumulato nei riguardi dell'America anche grazie alla fine del rialzo del cambio EUR/USD. Avremo il tempo di riparlarne all'inizio dell'anno prossimo. Un rialzo in Europa insieme ad una correzione negli Stati Uniti é uno scenario improbabile. L'adattamento deve avvenire in altra maniera (sovraperformance).

Commento del 24 dicembre

Succedono cosa strane

Ieri fino alle 21.30 la seduta a New York era trascorsa nella calma. Gli indici azionari erano lievitati e l'S&P500 si trovava a 3703 punti (+16 punti). Poi improvvisamente S&P500 e Nasdaq sono caduti come sassi. Alle 22.00 l'S&P500 ha chiuso 13 punti più in basso, praticamente invariato e sul minimo giornaliero a 3690.01 punti (+0.07%). Il Nasdaq100 é sceso a 12653 punti (-0.51%). Si può dire che sono cose che succedono - é vero. Nel frattempo però il Russell2000 ha guadagnato il +0.87% e non ha partecipato alla discesa finale del mercato. Inusuali sono anche i volumi di titoli trattati concentrati sul Nasdaq (volume relativo a 1.6) mentre sull'S&P500 ci sono stati gli abituali bassi volumi di una seduta prenatalizia (volume relativo a 0.7). Nulla di male - in fondo i movimenti sono contenuti - l'S&P500 ha marciato sul posto. Non si può però dare troppo peso alle informazioni tecniche provenienti da queste sedute - osserviamo che ci sono delle manipolazioni che rendono le sedute anomale e ne prendiamo nota.

Veramente siamo rimasti sorpresi dal rialzo in Europa. Con bassi volumi di titoli trattati l'Eurostoxx50 (+1.19% a 3539 punti) ha ancora guadagnato 45 punti e ha chiuso vicino al massimo giornaliero. Con questo guadagno l'indice ha cancellato il crollo di lunedì e adesso siamo al punto di partenza. A cosa credere? Alla caduta di lunedì o al rialzo delle ultime due sedute? Sapevamo che prima di Natale il mercato poteva avere delle mosse inattese ma per lo meno ci saremmo aspettati una certa costanza. La caduta di lunedì ha eliminato l'ipercomperato - é però possibile che questa ondata di vendite sia solo stata un'anomalia? Siamo perplessi e in nostri indicatori sono confusi. In linea di massima favoriamo ancora lo scenario di una stabilizzazione dell'Eurostoxx50 sui 3500 punti fino a fine anno. Dobbiamo abbandonare questo scenario solo in caso di un inatteso nuovo massimo di periodo. Lo stesso vale per il DAX (+1.26% a 13587 punti) che ha praticamente chiuso il gap di lunedì ed é tornato sul bordo superiore delle Bollinger Bands. Anche il FTSE MIB (+1,31% a 22130 punti) si trova nella medesima situazione tecnica avendo annullato l'impulso di ribasso di lunedì.
L'indice delle banche SX7E (+2.82% a 74.84 punti) ha partecipato alla festa. In America la FED ha permesso alle banche di pagare nuovamente  bonus, dividendi e di riacquistare azioni proprie. I prezzi delle azioni salgono a razzo (BKX +2.89%) e le azioni delle banche europee, non si sa bene sulla base di quale ragionamento, seguono a ruota - la borsa funziona così...
Il cambio EUR/USD é risalito a 1.2205. Abbiamo l'impressione che si stia formando un top sui 1.22-1.2250. Il prossimo movimento significativo deve essere in direzione degli 1.20 - come reagirà la borsa ? Normalmente dovrebbe indebolirsi ma in queste giornate a cavallo di Natale é meglio non fidarsi delle abituali correlazioni.

Come anticipato l'S&P500 ha chiuso praticamente invariato a 3690.01 punti (+0.07%). Malgrado la caduta sul finale l'indice si é mosso in soli 21 punti - nulla di particolare. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5003 su 2312, NH/NL a 837 su 172 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 23.31 punti (-0.92), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.41 e il Fear&Greed Index é sceso a 57 punti (-2). L'ottimismo sta diminuendo senza che la borsa corregga. Strano che gli speculatori long non mollino la presa - molto probabilmente é perché sono ora attivi sul Russell2000 e non sui big della tecnologia.
I Summation Index erano misti - quello sul NYSE é leggermente sceso - quello sul Nasdaq é salito di poco.

Oggi é l'ultima seduta prima di Natale - le contrattazioni riprenderanno lunedì 28 dicembre.
Stamattina il future sull'S&P500 é a 3687 punti (+6 punti). Le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei +0.54%, Shanghai -0.6%). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3540 punti (+1). Le borse europee (le poche aperte) apriranno invariate - oggi non dovrebbero muoversi più visto che molti operatori sono assenti e molti investitori hanno altro da fare (giustamente) che occuparsi di borsa.
Il prossimo commento tecnico verrà pubblicato domenica 27 dicembre.

Commento del 23 dicembre

Pausa natalizia prima del window dressing di fine anno

Ieri il rimbalzo iniziato lunedì é finito dopo mezz'ora di contrattazioni in Europa. Dopo le borse sono passate al tema "Natale" e si sono fermate oscillando in laterale con modesti volumi di titoli trattati. Questo effetto l'abbiamo osservato sia in Europa, dove gli indici hanno chiuso sui livelli raggiunti la mattina verso le 09.30, sia in America dove gli indici hanno chiuso praticamente invariati e sui livelli d'apertura. Ora é probabile che nelle prossime sedute non succeda più nulla di importante. Per noi si tratterà di capire se in questa fase le borse stanno consolidando o distribuendo. Per il momento l'impressione é che le borse stanno consolidando - l'ipercomperato sta diminuendo e l'euforia sta calando tornando ad essere ottimismo (Fear&Greed Index a 59 punti (-4)). In questo caso verso fine mese dovrebbe ancora esserci una modesta spinta di rialzo provocata dal window dressing - queste sono le operazioni legate alla chiusura dei portafogli di fine anno - ci sono effetti fiscali e effetti di liquidità. Ne parleremo ancora in seguito ma in generale questo assestamento provoca un movimento nella direzione del trend dominante o per meglio dire del trend che ha contraddistinto l'anno.

Ieri le borse europee e l'Eurostoxx50 (+1.42% a 3497 punti) hanno recuperato circa la metà della perdita di lunedì. L'Eurostoxx50 ha continuato il rimbalzo iniziato lunedì a metà seduta - ha aperto in positivo e verso le 09.35 era a ridosso dei 3500 punti. Per il resto della giornata é successo poco. Noi ci aspettavamo che l'indice riperdesse parte dei guadagni ed invece si é semplicemente fermato. Formalmente ha svolto una seduta in trading range. Pensiamo che ora la volatilità diminuirà a tutti penseranno più alla pausa natalizia che alla borsa. Non sappiamo se ci sarà ancora una discesa verso i 3350 punti o se invece l'indice si stabilizza semplicemente qui o poco più in basso. Ci sembra strano che l'ondata di vendite sia durata solo qualche ora ma intorno a Natale tutto é possibile.
DAX (+1.30% a 13418 punti) e FTSE MIB (+2.03% a 21844 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50. La borsa italiana é stata favorita dal forte rimbalzo del settore bancario europeo SX7E (+2.06% a 72.79 punti).
Il cambio EUR/USD é sceso a 1.2180. Questa é l'unica nota stonata della giornata. Il calo del cambio dovrebbe corrispondere ad una discesa delle borse. Invece l'USD sembra volersi rafforzare senza conseguenze per i prezzi delle azioni. Questa mancanza di correlazione ci sorprende ma forse c'é solo uno slittamento temporale o la differenza non é abbastanza grande da lasciare il segno.

La seduta a New York é stata senza storia e stranamente tranquilla dopo le turbolenze delle precedenti sedute. I volumi di titoli trattati erano in calo (volume relativo a 0.90) e gli speculatori long, ancora parecchio attivi (CBOE Equity put/call ratio a 0.37) si sono ancora concentrati sul Russell2000 (+0.99%) tralasciando i vecchi amori come tecnologia (Nasdaq100 +0.21% a 12717 punti) o Tesla (-1.46%).
L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 3691 punti e dopo una fase di incertezza é salito sul massimo giornaliero a 3698 punti. Per metà seduta é ricaduto sul minimo a 3676 punti. Alle 20.00 l'indice erano nuovamente a 3697 punti per sgonfiarsi sul finale a 3687.26 punti (-0.21%). La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3498 su 3840, NH/NL a 762 su 330 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 24.23 punti (-0.93). I Summation Index sono leggermente scesi.  

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3680 punti (+3 punti). Le borse asiatiche sono in positivo (Nikkei +0.33%, Shanghai +0.7%). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3505 punti (+8 punti) - le borse europee apriranno con un modesto guadagno del +0.2%. Pensiamo che nelle prossime due sedute non ci saranno più movimenti importanti e ci aspettiamo un assestamento sui livelli attuali.

Commento del 22 dicembre

La paura della mutazione del Covid scatena un'ondata di vendite quando le premesse tecniche erano ideali

Ieri c'erano tutti gli ingredienti per una giornata da cardiopalma e le borse non ci hanno deluso. Venerdì erano scaduti i derivati di dicembre su un massimo intermedio (almeno in America) e le borse erano su un punto tornante. Il Congresso americano ha approvato il nuovo piano di stimoli economici da 900 Mia di USD. Tesla veniva inglobata nell'S&P500 e le conseguenze di questa operazione di ribilanciamento erano ancora incerte. Infine in Gran Bretagna é apparsa una mutazione del Covid 19 che sembra essere decisamente più contagiosa della versione di base - il ministro della sanità inglese ha definito la situazione nel suo Paese "fuori controllo".
La giornata é quindi iniziata con un'ondata di vendite ed un crollo delle borse europee che hanno perso sui maggiori indici circa il -4% prima di recuperare. La sera l'Eurostoxx50 ha chiuso a 3448 punti (-2.74%). La forte volatilità ha contagiato anche Wall Street. I futures la mattina sono precipitati insieme alle borse europee. Durante la seduta però la borsa americana é risalita e a fine giornata le perdite erano modeste - l'S&P500 ha chiuso a 3694.92 punti (-0.39%). Questa perdita di soli 14 punti non deve però ingannare - durante la giornata i movimenti sono stati impressionanti. Basta guardare l'esempio del Russell2000 (+0.02%) per rendersene conto - il future si é mosso tra i 1878 ed i 1992 punti - sono 114 punti o un range del 6% - impressionante! 
Questa seduta ha lanciato segnali contrastanti - da una parte sembra aprirsi la strada verso il basso - d'altra parte il convincente recupero dai minimi ci mostra che i rialzisti hanno ancora il controllo delle operazioni. A livello tecnico questo tuffo ha fatto ancora pochi danni. La situazione sta però cambiando.

Settimana scorsa avevamo più volte espresso dei dubbi sulla capacità delle borse europee di poter accelerare al rialzo ed eravamo rimasti scettici anche di fronte al nuovo massimo di periodo di venerdì. In effetti venerdì c'é stato un massimo intermedio. Il punto tornante ha scatenato un'ondata di vendite favorita dalle buone premesse tecniche e dalle pessime notizie sul fronte della pandemia. L'Eurostoxx50 (-2.74% a 3448 punti) ha aperto in forte perdita e in gap down, é crollato fino alle 11.30 su un minimo a 3401 punti e poi ha lentamente recuperato. È rimasta una consistente perdita di 97 punti. È difficile valutare se una seduta di questo tipo é l'inizio di un ribasso o solo un'incidente di percorso. La chiusura lontana dal minimo e la buona tenuta del cambio EUR/USD fanno pendere i nostri favori in direzione della correzione minore che sul minimo ha già esaurito buona parte del potenziale di ribasso. Nei prossimi giorni l'Eurostoxx50 potrebbe ancora tentare un affondo in direzione dei 3350 punti. In linea di massima però pensiamo che la tendenza dominante é ancora neutra e che l'indice fino a fine anno tenderà stabilizzarsi sui 3450 punti.
Il DAX (-2.82% a 13246 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Ha aperto in negativo e la mattina é crollato su un minimo a 13060 punti - poi é risalito. Notiamo che la caduta si é fermata sul bordo inferiore delle Bollinger Bands. La perdita a fine giornata é stata di 384 punti malgrado una chiusura la centro del range giornaliero. Nei prossimi giorni il DAX potrebbe ancora scendere fino a 12930-13000 punti. La tendenza dominante é probabilmente ancora neutra e l'indice nelle prossime settimane dovrebbe fermarsi sui 13200-13400 punti.
Anche sul grafico del FTSE MIB (-2.57% a 21410 punti) é apparsa una lunga candela persa nel vuoto con un piccolo corpo rosso al centro. Nei prossimi giorni il FTSE MIB dovrebbe ancora cadere sui 20700-21000 punti. Poi dovrebbe fermarsi intorno ai 21500 punti.
Insomma - la caduta delle borse europee ha eliminato per il momento la possibilità di una ripresa del rialzo. Torna a dominare, come pensavamo, la tendenza neutra valida da mesi. Il tonfo di ieri non sembra l'inizio di una fase di ribasso ma va solo considerata come correzione minore non ancora completa.

La borsa america é caduta nella prima ora di contrattazioni restano però ampiamente sopra i livelli minimi raggiunti la mattina dai future. Dopo le 16.30 gli indici sono risaliti in maniera costante e convincente e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri. A fine giornata sono rimaste delle modeste perdite. Ci sono però dei segnali tecnici preoccupanti. I Summation Index cominciano a scendere e il numero dei nuovi minimi a 30 giorni (NL) é salito di molto a 654. Sembra quindi esserci un deterioramento a livello di partecipazione e affiora della pressione di vendita. Dobbiamo seguire con attenzione lo sviluppo della situazione. Per ora non abbiamo nessun segnale di vendita.
L'S&P500 ha aperto a 3665 punti. Dopo una breve salita a 3678 punti l'indice alle 16.30 é caduto sul minimo a 3636 punti. È risalito fino alle 20.30 a 3702 punti e dopo un tuffo di una ventina di punti ha chiuso a 3694.92 punti. Più o meno tutto il mercato azionario si é mosso in maniera compatta (DJT -0.64%, Nasdaq100 -0.37%, RUT +0.02%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2508 su 4863, NH/NL a 481 su 654 e volume relativo a 1.0. A livello di sentiment in mezzo all'ottimismo appare una certa prudenza e inquietudine - la VIX é balzata a 25.16 punti (+3.59), la CBOE Eqity put/call ratio era a 0.47 mentre il Fear&Greed Index é fermo a 63 punti.
A dire il vero il tuffo di ieri a Wall Street sembra a prima vista solo un'incidente di percorso - considerando la forza della reazione dal minimo e le modeste perdite é difficile parlare di correzione. Osserviamo però un deterioramento a livello di indicatori che dobbimaoo nei prossimi giorni monitorare con attenzione. Potrebbe nelle prossime settimane sfociare una una sostanziale correzione a medio termine.

Poco prima dell'apertura delle borse europee il future sull'S&P500 é a  3775 punti (-10 punti) mentre l'Eurostoxx50 vale 3469 punti (+21 punti). Oggi in Europa ci sarà una continuazione del rimbalzo iniziato ieri a metà giornata. Crediamo però che gli indici non salirano di molto e che già durante la giornata lo slancio iniziale si smorzerà e riappariranno i venditori. Non crediamo che la crisi sia finita qui.

Aggiornamento del 21 dicembre

Un programma di stimolo economico da 900 Mia di USD

Durante il fine settimana il Congresso americano ha finalmente approvato l'atteso programma di stimolo economico da 900 Mia di USD.
Adesso gli investitori hanno ottenuto tutto quello che speravano: soldi per l'economia e vaccini per la popolazione. Questi due temi avevano dominato nelle ultime settimane e provocato il rialzo di novembre e dicembre delle borse e l'indebolimento dell'USD. Ora l'effetto di questi eventi sulle borse dovrebbe sparire poiché é già scontato nelle attuali valutazioni. Vedremo se ci sarà un'ondata di vendite da prese di beneficio o semplicemente una pausa di consolidamento ad alto livello necessaria per assorbire gli eccessi. Sarà anche interessanto osservare come l'S&P500 ingloberà Tesla e come gli investitori opereranno per ribilanciare i portafogli e adattarli alla nuova composizione dell'indice.
Stamattina il future sull'S&P50 scende a 3694 punti (-12 punti). Sembra per lo meno che la prima reazione all'approvazione del piano di stimolo economico non sia un rally di entusiasmo. Anche l'USD si rafforza. Il Nikkei giapponese ha perso il -0.18% - Shanghai sale del +0.7%. L'Eurostoxx50 alle 08.25 vale 3478 punti (-67 punti). Le borse europee apriranno con un tonfo del -1.8%. Probabilmente pesano negativamente le proccupanti notizie relative alla diffusione del Covid19. La situazione sembra dover decisamente peggiorare  prima di poter migliorare. In certi Paesi come la Gran Bretagna il virus sembra fuori controllo.

Commento del 19-20 dicembre

Wall Street celebra la scadenza dei derivati di dicembre con dei massimi storici - Tesla (+5.96%) segnala simbolicamente un top

La FED americana, insieme alle altre Banche Centrali, continua a pompare liquidità nei mercati finanziari e ribadisce che i tassi d'interesse di riferimento rimarranno vicini allo 0% ancora per parecchio tempo. L'USTreasury Bond decennale rende il 0.95% - Il Bund tedesco decennale ha un reddito negativo del -0.576%. Gli investitori sfuggono il mercato obbligazionario poiché non offre nessuna prospettiva di guadagno - non si rendono conto che in questa maniera hanno ridotto anche il mercato azionario nello stesso stato. Si possono impostare i calcoli in decine di maniere diverse ma il risultato é sempre lo stesso - anche la performance dell'S&P500 nell'arco dei prossimi anni, calcolata come variazione dei prezzi delle azioni più i dividendi, é vicina allo 0%. Questo non esclude la possibilità che a breve un mercato oscenamente caro continui a salire - i nuovi massimi storici fanno perdere il contatto con la realtà e creano l'euforia indispensabile per comperare ancora a questi prezzi - le istituzioni finanziarie contribuiscono a questo festa con previsioni sempre più alte e fantasiose.
Lunedì Tesla verrà inglobata nell'S&P500 - l'azione venerdì é ancora balzata del +5.96% a 695 USD - la società ha una capitalizzazione di 677 Mia di USD e rappresenta circa il 1.5% dell'indice - guadagna 525 Mio di USD all'anno grazie soprattutto alla vendita di certificati CO2 a terzi. Ha un P/E di 1376. Tutti gli ETF, fondi ed investitori legati all'S&P500 come Benchmark devono vendere l'1.5% di azioni dell'indice e comperare Tesla per adattarsi. Parte di questa operazione é già avvenuta - parte invece é stata preceduta da una massiccia speculazione che ha comperato in anticipo azioni e opzioni call su Tesla per sfruttare l'effetto. Prendete nota di questa data poiché potrebbe rappresentare il top definitivo di Tesla e del mercato azionario americano in generale.
È un dato di fatto che il rialzo delle borse continua malgrado l'ipercomperato, l'eccesso di rialzo e di ottimismo da parte degli investitori. Non possiamo che ripetere che questa costellazione tecnica é a doppio taglio - quando si presenta significa che abbiamo a che fare con un forte e solido rialzo - d'altra parte si delineano le condizioni ideali per delle significative correzioni. Il mercato segue poi due cammini - o continua a salire lentamente ed inesorabilmente per settimane o mesi o correggere improvvisamente di un -5% / - 10%. Spesso non é l'analisi tecnica a decidere cosa deve succedere ma un evento improvviso e inatteso. L'analisi tecnica può individuare dei punti tornati dove l'inversione di tendenza é più probabile che in altri momenti. Il tutto é però sempre legato al calcolo delle probabilità. Se giocate alla roulette la probabilità che arrivi il rosso per 10 volte di fila é infima - però, dopo 10 volte che la pallina si é fermata sul rosso, la probabilità che nella prossima tornata appaia ancora il rosso é praticamente del 50%. L'esempio non é calzante poiché in borsa, per la sua natura, ci sono più sedute positive che negative visto che gli indici sul lungo termine salgono e le discese sono più violente e dinamiche che le salite. L'esempio però serve a spiegare l'effetto psicologico e del calcolo delle probabilità sul rialzo.
Venerdì é stato raggiunto un punto tornante. La costellazione tecnica é ideale per una correzione. Il problema é che la statistica non sostiene l'ipotesi della correzione. Nel periodo tra Natale, fine anno ed inizio dell'anno nuovo per ragioni fiscali e di liquidità pochi in una fase di rialzo vendono mentre alcuni sono obbligati a comperare per non presentarsi alla chiusura annuale sottoinvestiti. Considerando tutti questi fattori crediamo che l'S&P500 consoliderà sui 3700 punti fino a fine anno per poi tentare nella prima settimana del 2021 di salire su un nuovo massimo storico a 3750 punti. Poi dovrebbe iniziare l'attesa fase negativa con obiettivo a 3400 punti di S&P500.
Per l'analisi tecnica c'é oggi un solo settore che andrebbe comperato - é quello delle miniere d'oro. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.72% a 3545 punti
SX7E (banche)          +0.63% a 74.50 punti
DAX                         +3.94% a 13630 punti
SMI                          +1.27% a 10523 punti
FTSE MIB                  +1.26% a 21976 punti
S&P500                     +1.25% a 3709.41 punti
Nasdaq100                +2.93% a 12738 punti

La seduta di venerdì é stata tipica per una giornata di scadenza trimestrale dei derivati su indici azionari e azioni. Ci sono stati volatilità e alti volumi - per saldo gli indici si sono mossi poco. In Europa, dove le scadenze erano distribuite durante la giornata, c'é stata dapprima  un'impennata alla quale hanno seguito delle vendite e l'Eurostoxx50 é sceso a 3545 punti (-0.42%). Notiamo che l'indice é tornato sotto i 3550 punti. Anche il DAX (-0.27% a 13650 punti) ha perso qualche punto dopo aver toccato un nuovo massimo di periodo a 13774 punti - l'indice sta scendendo a chiudere il gap di giovedì e sta tornando all'interno delle Bollinger Bands. L'impressione é che le borse europee non riescono ad accelerare al rialzo e dovrebbero riprendere il trend neutro. I maggiori indici dovrebbero perdere un -2% e poi stabilizzarsi fino alla fine dell'anno.
Come spiegato in precedenti commenti i DSI su valori estremi segnalano un massimo di corto termine su Nasdaq100, un minimo sulla VIX ed un minimo sull'USD Index (rispettivamente un massimo sul cambio EUR/USD). Se la conosciuta correlazione tra borse americane, borse europee e cambi continua funzionare questo scenario é coerente con quello per la borsa americana. 

In America abbiamo registrato dei nuovi record storici sugli indici ed una seduta negativa. L'S&P500 ha toccato in apertura un nuovo massimo storico marginale a 3726.70 punti e ha chiuso a 3709.41 punti (-0.35%) con una perdita di 13 punti. L'indice ha chiuso lontano dal minimo giornaliero a 3685 punti che ha toccato alle 20.30. Sul finale c'é stato un mini rally di 24 punti che mostra come i rialzisti sono vivi e vegeti.
La seduta é stata negativa con A/D a 2812 su 4524, NH/NL a 1148 su 217, e volume relativo a 1.6. L'aumento dei nuovi massimi (NH) é modesto e causato dall'impennata iniziale - i forti volumi dipendono dalla giornata di scadenze tecniche e non da un significato particolare al calo degli indici che é stato modesto e generale (Nasdaq100 -0.115, DJ Transportation -0.58%, Russell2000 -0.41%).
Il Summation Index sul NYSE é leggermentre calato - quello sul Nasdaq é salito di poco.
I dati sul sentiment non si sono mossi in maniera significativa (VIX a 21.57 punti (-0.36), CBOE Equity put/call ratio a 0.46 e Fear&Greed Index a 63 punti (-8). La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con l'84.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 77.46 punti.
Riassumendo malgrado gli eccessi non appaiono segnali di vendita e non ci sono importanti divergenze che possono farci temere un calo improvviso e sostanziale delle borse. Il potenziale di rialzo sul corto termine é scarso - al massimo potrebe esserci ancora un tentativo di far salire l'S&P500 a 3750 punti.
Il Congresso americano dovrebbe approvare un nuovo piano di aiuti economici da 800 Mia di USD. Dopo questa ultima seduta positiva non vediamo più nulla che possa alimentare l'entusiasmo degli investitori mentre ci sono alcune incognite e problemi non ancora scontati dai mercati. Il punto tornate e l'effetto Tesla potrebbero provocare alcune sedute negative ma non ci aspettiamo proprio adesso nel periodo natalizio un calo importante.
Comperare borse molto care non é mai stata una buona idea sul lungo termine - é meglio gettare lo sguardo dove le valutazioni sono ancora interessanti come nei mercati emergenti.

Commento del 18 dicembre

La scadenza dei derivati di dicembre avviene su un massimo

Ieri é stata ancora una seduta di rialzo sia in Europa (Eurostoxx50 +0.50% a 3560 punti) che in America (S&P500 + 0.58% a 3722.48 punti). Gli indici azionari americani hanno fatto registrare una serie di nuovi record storici. Gli investitori ignorano i decessi da Covid 19 e i segnali d'allarme mandati dall'analisi fondamentale e tecnica e per il momento seguono unicamente il mantra dei programmi di stimolo economico dei Governi - la liquidità a basso prezzo fornita illimitatamente dalle Banche Centrali fa perdere la testa alla gente che compra qualsiasi cosa pur di non possedere obbligazioni senza reddito o liquidità che tende a perdere di valore - più si fanno debiti e più il valore intrinseco della moneta diminuisce. Non é un caso che il cambio EUR/USD ha toccato un massimo a 1.2272 - quest'anno gli Stati Uniti stannno facendo esplodere il debito pubblico e il Congresso sta preparando un nuovo piano di spesa da 800 Mia di USD.
È quindi logico che finora la borsa non trova motivo per correggere malgrado l'eccessi di rialzo e di ottimismo. Spesso la scadenza trimestrale dei derivati corrisponde ad un massimo o un minimo significativo e ad un punto tornante. È quindi probabile che l'odierna seduta ponga fine almeno per il momento al rialzo.

L'Eurostoxx50 (+0.50% a 3560 punti) sta salendo verso un nuovo massimo di periodo in concomitanza con la scadenza dei derivati di dicembre. Questo era uno dei possibili scenari presentati nell'analisi del fine settimana e che permette momentaneamente all'Eurostoxx50 di superare marginalmente i 3550 punti. A breve i DSI ci dicono che le borse americane sono su un massimo intermedio insieme al cambio EUR/USD. Oggi o al più tardi lunedì deve esserci un ritracciamento. Poi vedremo cosa resta di questa rottura al rialzo.
Sul DAX (+0.75% a 13667 punti) la scadenza dei derivati di dicembre insieme all'euforia causata dall 'atteso programma di stimolo economico americano sta giocando brutti scherzi come la piccola candela rossa sul grafico abbandonata nel nulla. È molto probabile che il gap venga colmato. Probabilmente già oggi pomeriggio. Poi vedremo come l'indice assorbe questo eccesso. O ricade sui 12300 punti e riprende il trend neutro, o consolida semplicemente sui 13500-13600 punti e aspetta di essere nuovamente all'interno delle Bollinger Bands per poi ricominciare a salire.
Il FTSE MIB (+0.12% a 22012 punti) ha guadagnato 25 punti - per l'analisi tecnica vale quanto detto nei giorni precedenti visto che l'indice ha nuovamente sottoperformato le altre borse europee e ha chiuso vicino al minimo giornaliero. 
Per il secondo giorno consecutivo il difensivo SMI (+0.80% a 10540 punti) é stato spinto da una possente spinta di rialzo. In due sedute l'indice ha cancellato quasi un mese di scivolata verso il basso e questo é un segnale positivo. Per poter parlare di rialzo  l'SMI deve però superare i 10600 punti e questo sviluppo non é per niente ovvio né scontato visto che riappaiono eccesso di rialzo e ipercomperato. Sappiamo cosa c'é bisogno per far salire l'SMI - farmaceutica e Nestlé. Da due giorni questi titoli mostrano forza relativa.
Insomma - dopo settimane di oscillazione in laterale le borse europee danno segni di forza e mostrano la voglia di partecipare al rialzo della borsa americana. Questa movimento é però debole e tardivo - avviene quando la borsa americana sembra essere vicina ad un massimo significativo - da l'impressione di essere unicamente una conseguenza del risucchio provocato dalla scadenza odierna dei derivati di dicembre. Non é quindi il momento per comperare.

Il cambio EUR/USD (1.2250) é salito su un nuovo massimo annuale a 1.2272. Da inizio anno siamo rialzisti sull'EUR ma questo movimento sta superando anche le nostre più rosee aspettative. Il DSI sull'USD Index segnala l'imminenza di un minimo che deve significare un massimo sul cambio EUR/USD.

Anche la seduta in America é stata positiva - gli indici hanno aperto sui massimi e non sono più scesi - sono oscillati in laterale e hanno chiuso sui livelli d'apertura con moderati guadagni e nuovi record storici. A livello tecnico non cambia nulla - gli indicatori si muovono appena e non forniscono nuovi segnali. In particolare i dati sul sentiment (VIX a 21.93 punti (-0.57), CBOE Equity put/call ratio a 0.37 e Fear&Greed Index a 71 punti (+2)) mostrano costantemente l'immagine di investitori troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. I piccoli investitori continuano a comperare call e probabilmente invece che fare una pausa chiudendo le positioni di dicembre hanno unicamente rilanciato e prolungato le scommesse.
L'S&P500 ha aperto con una salita sul nuovo record storico a 3725.12 punti. Poi é oscillato a caso tra questo livello e i 3710 punti e ha chiuso a 3722.48 punti (+0.58). Malgrado che da giorni il DSI sul Nasdaq100 é sopra i 90 punti l'indice é ancora salito a 12752 punti (+0.66%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5145 su 2166, NH/NL a 985 (non aumenta?!) su 168 e volume relativo a 0.9. I Summation Index sono leggermente saliti.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3707 punti (-5 punti). Oggi ci sarà una pausa in attesa che scadano i derivati di dicembre - le scadenze (futures e opzioni su indici e azioni) sono distribuite durante la giornata - provocheranno forse volatilità ma nessun forte cambiamento. Sarà interessante osservare cosa succede dopo la scadenza. Inizia per primo l'SMI svizzero.
L'Eurostoxx50 vale 3551 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%).
L'approvazione dell'atteso pacchetto di stimoli economici da parte del Congresso sembra una questione di ore - sell on good news?

Commento del 17 dicembre

La FED é pronta ad agire - questo basta per un nuovo record storico del Nasdaq/Nasdaq100

Ieri le borse sono ancora salite. Con poche eccezioni (p.e. banche in Europa (SX7E -1.32%) o PMI in America (RUT -0.36%)) gli indici azionari hanno ancora guadagnato terreno grazie al sostengno incondizionato di Banche Centrali e politica all'economia e soprattuto ai mercati finanziari. In Europa ci sono dei tentativi di rottura al rialzo e di uscita dall'oscillazione laterale che blocca gli indici da mesi. Il DAX é balzato del +1.52% a 13566 punti, é nettamente uscito sopra il bordo superiore delle Bollinger Bands e ha toccato un nuovo massimo da marzo. L'S&P500 (+0.18% a 3701.17 punti) ha avvicinato il record storico di 3712 punti - il Nasdaq100 (+0.57% a 12668 punti) non ha solo avvicinato il precedente record ma lo ha anche superato di una quarantina di punti. È quindi evidente che per il momento la tendenza delle borse resta al rialzo e che gli indici vogliono arrivare alla scadenza dei derivati di dicembre di domani su un massimo. I mercati però non sono in perfetta forma - i Summation Index sono fermi, i NH non aumentano e sono piuttosto bassi, i DSI sono troppo alti. Non crediamo che gli indici possano salire più in alto - vedremo se ci sarà una correzione causata dagli eccessi di rialzo e di ottimismo. A furia di ripeterlo presto o tardi avremo ragione - scusate l'autoironia ma ogni tanto bisogna essere realisti.
I cambi giocano un ruolo da non sottovalutare. C'é una evidente correlazione tra il rialzo del cambio EUR/USD (nuovo massimo annuale a 1.2235) e il rialzo delle borse - specialmente quella americana che approfitta dell'USD debole. È probabile che si verificherà un top contemporaneo su questi due mercati.

La seduta in Europa ha mandato segnali poco chiari. Mentre il DAX sembra voler accelerare al rialzo e iniziare una nuovo spinta di rialzo, l'Eurostoxx50 (+0.61% a 3543 punti) é ancora vicino ai 3500 punti e non supera i 3550 punti. Anche il FTSE MIB (+0.23% a 21986 punti) non convince e ieri non é riuscito a confermare la brillante prestazione del giorno prima. Potete constatare queste leggere differenze leggendo i commenti serali. È ovvio che per il momento le borse europee non vogliono scendere e non c'é nessun accenno di correzione se non qualche modesto ritracciamentre di 3 o 4 sedute. Non sembra però neanche esserci abbastanza forza d'acquisto per una sostanziale continuazione del rialzo.

La seduta a Wall Street é stata all'insegna della FED. La Banca Centrale americana ha comunicato le sue decisioni alle 20.00. Ci sono state parecchie osservazioni riguardanti deflazione e inflazione ma quello che gli investitori volevano era un impegno a sostenere le borse e su questo tema hanno avuto ampie assicurazioni da parte di Jerome Powell. Questo non ha scatenato gli acquisti ma ha permesso all'S&P500 di guadagnare qualche punto e chiudere a 3701.17 punti (+0.17%) con un guadagno di 8 punti. Precedentemente l'indice si era semplicemente mosso intorno al livello d'apertura di 3696 punti - durante la seduta é oscillato in soli 23 punti (3688-3711 punti). I dati della seduta non sono entusiasmanti e mostrano giornata mista con chiari e scuri. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3505 su 3801, NH/NL a 914 (pochi e non aumentano) su 156 e volume relativo a 0.9. I dati sul sentiment erano praticamente invariati (VIX a 22.50 punti (-0.39), CBOE Equity put/call ratio a 0.42, Fear&Greed Index a 69 punti). I giochi prima della scadenza dei derivati di dicembre sono fatti - é probabile che fino a venerdì l'S&P500 si fermerà sui 3700 punti.
Poi vedremo - gli speculatori long non sembrano avere l'intenzione di mollare la presa.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3711 punti (+17 punti) - l'S&P500 vale circa 3718 punti e si trova teoricamente su un nuovo massimo storico. L'Eurostoxx50 vale 3558 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Secondo noi stamattina si fermeranno qui - crediamo che nel pomeriggio l'entusiasmo in America scemerà e che gli indici americani chiuderanno in pari - vedremo se questo obbligherà anche l'Europa a tornare nel pomeriggio sui suoi passi.

Commento del 16 dicembre

Tutti aspettano le misure di sostegno della FED (stasera) e del Congresso

Ieri le borse sono nuovamente salita in maniera coordinata e generalizzata. Sia in Europa (Eurostoxx50 +0.50% a 3521 punti) che in America (S&P500 +1.29% a 3694.62 punti) la seduta é stata positiva. Gli investitori hanno comperato nella convinzione che dalla riunione di stasera della FED usciranno nuove misure di stimolo monetario e che il pacchetto di aiuti economici discusso al Congresso verrà approvato a breve. Per l'analisi tecnica é stata un'ottima seduta specialmente in America dove praticamente tutti i settori hanno guadagnato terreno e i Summation Index sono saliti. Sono sparite le divergenze a livello di partecipazione - restano l'eccesso di ottimismo e di speculazione al rialzo che però sussistono da settimanae senza che ci siano delle concrete reazioni negative.

Come lunedì anche ieri le borse europee sono subito partite al rialzo. La differenza é che dopo non sono più scese e hanno trascorso la giornata ad oscillare sui livelli raggiunti la mattina verso le 10.00.
L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 3528 punti e ha chiuso a 3521 punti (+0.50%). A livello tecnico é cambiato poco visto che l'indice rimane nel range delle ultime tre settimane e vicino ai 3500 punti. Poiché parte dell'ipercomperato é stato riassorbito un massimo marginale sopra i 3550 punti a breve é possibile - dopo però l'Eurostoxx50 deve ricadere.
L'indice delle banche SX7E é nuovamente balzato del +2.20% a 76.51 punti - la BCE ha permesso alle banche europee di pagare nuovamente a determinate condizioni dividendi e bonus. Questo segnale positivo ha provocato il rally delle ultime due sedute - ora l'effetto deve esaurirsi. Notiamo però che in generale le borse tendono a reagire alle notizie positive e ignorano quelle negative. Questo é un comportamento tipico di un mercato al rialzo - l'umore può cambiare improvvisamente ma per ora questa é l'impostazione di fondo.
Il DAX (+1.06% a 13362 punti) ha avuto una seconda seduta positiva e di sovraperformance. Questo é un segnale positivo ma fino a prova contraria l'indice é bloccato sui 13200-13300 punti. La tendenza é ancora neutra - la nostra opinione potrebbe cambiare unicamente se il DAX riuscisse a svettare sopra il limite superiore delle BB (13424). Per ora sembra solo che il DAX debba tornare in ipercomperato prima di ricadere.
Dopo una serie di candele rosse ieri il FTSE MIB (+0.81% a 21935 punti) ha avuto una seduta convincente con una lunga candela verde sul grafico. Ha chiuso sul massimo giornaliero e con un guadagno di 175 punti. L'impressione é che l'indice ha terminato una fase correttiva. Non si può però ancora dire se intende ripartire al rialzo o semplicemente fermasi sui 21500-22500 punti fino alla fine dell'anno. In questa settimana bisogna fare attenzione poiché la scadenza dei derivati di dicembre di venerdì può provocare delle sedute decisamente positive o negative senza che per questo si delinei un trend. 

In una giornata all'insegna dell'ottimismo anche l'S&P500 ha aperto in netto rialzo a 3676 punti. Fino alle 17.00 c'é stata una moderata discesa fino a 3659 punti ma poi sono tornati i compratori e l'indice é salito regolarmente fino alle 19.00 quando ha raggiunto i 3690 punti. Qui c'é stata una lunga pausa e solo sul finale c'é stata un'ultima impennata a 3694.62 punti (+1.29%). Come anticipato tutti i settori hanno partecipato al rialzo - gli investitori hanno riscoperto vecchi amori come Apple (+5.01%) o sono andati alla ricerca di perle nascoste nel Russell2000 (+2.40%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5772 su 1571, NH/NL a 823 (pochi...) su 212 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 22.89 punti (-1.83), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.43 e il Fear&Greed Index é a 69 punti.
Le premesse restano ideali per una correzione. La tendenza di fondo é però solidamente al rialzo e le statistiche ci dicono che il periodo fino alla prima decade di gennaio é di solito positivo. Il potenziale di rialzo ci sembra modesto viste che le valutazioni fondamentali sono oscenamente alte e gli indici sono molto lontani dalle MM a 200 giorni. C'é quindi la possibilità che ci siano dei brevi vuoti d'aria ma il rischio di sostanziali ribassi é basso.

Stamattina il future (marzo) sull'S&P500 é invariato a 3687 punti. L'Eurostoxx50 vale 3533 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.3%. Stamattina potrebbero guadagnare ancora qualche punto. Poi i mercati si fermeranno in attesa del comunicato della FED previsto stasera alle 20.00 al termine della riunione.

Commento del 15 dicembre

Scosse di assestamento o preludio di un terremoto?

Ieri le borse hanno aperto al rialzo e nel corso della seduta hanno cambiato direzione e chiuso vicino ai minimi giornalieri. Per le borse europee questo ha ancora significato una seduta moderatamente positiva - l'Eurostoxx50 ha finito la giornata a 3504 punti (+0.52%). L'S&P500 ha invece completato la quarta seduta negativa consecutiva con una discesa a 3647.49 punti (-0.44%). A New York l'esito finale é stato misto e inusuale - mentre l'S&P500 ha perso terreno il Nasdaq100 (+0.70% a 12462 punti) e il Russell2000 (+0.11%) sono saliti. I Summation Index non salgono più - quello sul NYSE é leggermente sceso mentre quello sul Nasdaq100 era invariato.
Non siamo in grado di dire se questa strana seduta é stata solo causata dalle abituali scosse di assestamento che si verificano prima di una grande scadenza trimestrale di derivati. Finora non appare pressione di vendita (i NL non aumentano) e vediamo solo prese di beneficio su settori che sono molto saliti nelle scorse settimane sotto la spinta della speculazione (energia, banche). È però evidente che il mercato si sta strutturalmente indebolendo malgrado che la partecipazione al rialzo (A/D cumulati) sia ancora buona. L'impressione generale é che le borse, specialmente quella americana, stanno riassorbendo il rally di novembre - una correzione é possibile e probabile visto che gli investitori sono ancora troppo ottimisti. Per il momento però dobbiamo escludere il ribasso.

Ieri in Europa é stata un'altra di quelle giornate da bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Lo si vede bene sull'Eurostoxx50 (+0.52% a 3504 punti). L'indice ha guadagnato 19 punti ma ha chiuso sul minimo giornaliero dopo aver toccato un massimo a metà giornata a 3531 punti. Ormai da parecchi giorni l'Eurostoxx50 girovaga intorno ai 3500 punti - non sale sostanzialmente più in alto e non corregge. Una breve correzione di un 200 punti sarebbe necessaria per riassorbire gli eccessi ma non é obbligatoria.
Il DAX (+0.83% a 13223 punti) ha guadagnato 108 punti ma ha aperto e chiuso circa sullo stesso livello - un tentativo di rialzo é fallito. È stata quindi una seduta positiva ma non c'é ragione per entusiasmarsi. Restiamo dell'opinione che il prossimo movimento significativo, che non dovrebbe essere lontano considerando l'ampiezza delle Bollinger Bands, sarà verso il basso.
Il FTSE MIB (+0.27% a 21759 punti) é salito di 57 punti ma per l'analisi tecnica questa é l'unica notizia positiva della giornata. Il FTSE MIB ha infatti sottoperformato le altre borse europee e ha chiuso sul minimo giornaliero e sotto il livello d'apertura (candela rossa). L'impressione resta quella di una correzione strisciante che non é ancora conclusa e potrebbe subire un'accelerazione.
Naturalmente le borse europee rimangono dipendenti dall'America - vediamo cosa é successo a Wall Street.

L'S&P500 ha aperto in forte rialzo a 3686 punti. Molti analisti pronosticavano già un attacco ai 3700 punti e al massimo storico. Invece l'S&P500 é ancora salito fino ai 3697 punti e dopo le 16.30 ha cominciato a scendere. Il calo é stato abbastanza regolare e poco prima della chiusura l'indice ha toccato il minimo a 3645 punti - ha chiuso a 3647.49 punti (-0.44%) con una discesa di 50 punti dal massimo senza significativi rimbalzi. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 2937 su 4375, NH/NL a 994 su 248 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 24.72 punti (+1.41) mentre il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.40. Il Fear&Gred Index non é stato pubblicato. Sembra che la speculazione long non demorda mentre la scadenza di venerdì si avvicina. Vedremo se oggi gli speculatori getteranno la spugna o continueranno a comperare. Finora sembrano essere molto bravi nel cambiare il cavallo in corsa - ieri hanno nuovamente giocato la tecnologia - fino a quando ci sarà una scommessa vincente é poco probabile che si ritirino.

Stamattina il future sull'S&P500 risale a 3650 punti (+10). È strano che questo scenario si ripete da giorni. Il future sale la mattina e scende in serata durante la seduta ufficiale a Wall Street. L'Eurostoxx50 alle 08.45 é praticamente invariato a 3505 punti. Le borse asiatiche marciano sul posto (Nikkei -0.17%, Shanghai -0.06%). Pensiamo che oggi le prese di beneficio toccheranno la tecnologia - vediamo come reagisce il resto del mercato.

Aggiornamento del 14 dicembre

Borse in bilico tra la seconda ondata e un futuro migliore

Tra gli analisti si é scatenata una diatriba riguardante le conseguenze del Coronavirus. C'é chi osserva con attenzione i danni provocati dalla pandemia e ne esamina le conseguenze specialmente a livello di debito pubblico e disoccupazione, Altri invece guardano solo al periodo che seguirà la scomparsa del virus e si concentrano sulla crescita che ci sarà nel 2021 grazie alle misure di stimolo monetario e fiscale messe in campo dai Governi e dalle Banche Centrali. In genere questi economisti ottimisti sono gli stessi che a marzo avevano pronosticato una profonda recessione e un crollo del PIL del -30% - il sensazionalismo paga. Noi abbiamo l'impressione che si dimenticano troppo velocemente gli aspetti negativi della crisi che non spariranno nel nulla. La convinzione é che fare debiti non ha conseguenze poiché gli Stati non devono ripagarli e le obbligazioni di Stato possono rimanere congelate all'infinito nei bilanci delle Banche Centrali o addirittura essere improvvisamente cancellati come suggeriscono gli adepti della Modern Monetary Theory (MMT). Si pensa quindi che i costi economici e sociali della crisi spariranno nel nulla - non é vero. Le borse con il rialzo degli ultimi mesi scontano già la crescita e gli utili di un un futuro radioso e migliore - abbiamo l'impressione che c'é troppo ottimismo - nelle cifre, nelle previsioni di crescita e nella capacità di economia e consumi di riprendere a correre come se nulla fosse. Queste considerazioni ci servono però a poco se si tratta di prevedere lo sviluppo delle borse nelle prossime settimane. A lungo termine crediamo però di trovarci alla fine di un ciclo di prosperità e non all'inizio di un periodo di crescita esplosiva.

Stamattina le borse ripartono con ottimismo. Il future sull'S&P500 é a 3672 punti (+18 punti). Le borse asiatiche sono in guadagno (Nikkei +0.30%, Shanghai +0.6%). L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3507 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +0.6%.
Oggi negli Stati Uniti i Grandi Elettori voteranno ed eleggeranno ufficialmente Joe Biden a presidente degli Stati Uniti. Per l'America dovrebbe essere una giornata positiva che vede il Paese voltare pagina dopo gli ultimi controversi 4 anni. Non pensiamo che le borse accoglieranno la notizia negativamente - la seduta odierna é destinata a chiudersi con una plusvalenza.

Commento del 12-13 dicembre

Tutti si aspettano che le borse a dicembre salgano

Nella storia qualsiasi bolla speculativa é stata provocata da una politica monetaria eccessivamente espansiva con tassi d'interesse troppo bassi per un periodo troppo lungo. Questo principio vale anche per l'attuale situazione - non abbiamo solo borse estremamente care e su massimi storici mentre la maggior parte delle economie mondiali sono in recessione, ma anche redditi negativi per trillioni di obbligazioni di Stato. Tutti sono convinti che qualsiasi crisi può essere superata grazie agli interventi coordinati degli Stati e delle Banche Centrali. Facendo debiti e pompando liquidità all'infinito si può creare ricchezza dal nulla. Gli analisti e gli operatori pensano che non esiste un'alternativa e che non possiamo che continuare su questa strada poiché cambiare direzione sarebbe troppo pericoloso e doloroso. Come mostra l'esempio del Giappone gli investitori sono convinti che le istituzioni compreranno sempre obbligazioni (QE) tenendo i tassi d'interesse vicini allo 0% e che in caso di bisogno compreranno anche azioni per impedire un crollo delle borse che distruggerebbe i risparmi e farebbe crollare i sistemi pensionistici.
Pochi tentano di dare una risposta ad una inevitabile domanda - quando finirà questa pazzia e come.
Poiché la FED americana, insieme alle altre banche centrali, é intenzionata a mantenere i tassi d'interesse vicini allo 0% per un lungo periodo di tempo cosa altro potrebbe fare scoppiare questa bolla speculativa? Probabilmente il meccanismo si inceppperà quando la liquidità non affluirà più nell'economia reale e non sarà più in grado di stimolare la crescita economica. Un ruolo determinante viene giocato del settore bancario. Se i crediti delle banche non crescono più significa che l'economia non assorbe più la liquidità - nel passato sempre, quando si é verificata questa situazione, i prezzi delle azioni sono crollati.
Cosa potrebbe causare questo effetto?
1. L'inflazione aumenta obbligando la FED ad alzare i tassi d'interesse.
2. I bassi tassi d'interesse sostengono investimenti improduttivi e mantengono in vita artificialmente società obsolete e in perdita  impedendo un sano rinnovamento dell'economia. Questo, insieme a un volume eccessivo di debiti inesigibili, presto o tardi sfocia in un aumento dei fallimenti e dei default. Le banche anticipano questa situazione o reagiscono inasprendo le condizioni per concedere dei prestiti.
3. Uno shock esterno provoca una caduta della domanda e alta disoccupazione. Anche in questo caso le banche reagiranno con una politica creditizia più restrittiva.
Non é un caso che gli Stati durante la pandemia sono intervenuti garantendo i crediti alle imprese. Dovevano assicurarsi che la liquidità dalle banche continuasse ad affluire nell'economia reale a bassi costi.
Negli Stati Uniti Jerome Powell ha dichiarato che la FED é disposta a tollerare un'inflazione più alta - non dovrebbe reagire alzando i tassi d'interesse e ha gli strumenti per tenere la curva dei tassi d'interesse piatta.
In America si calcola che circa il 16% delle società quotate sono degli Zombies - vale a dire società che senza il sostegno dello Stato e dei bassi tassi d'interesse sarebbero fallite da tempo. Queste società non sembrano però costituire a breve un pericolo per l'economia - frenano unicamente l'innovazione e la crescita economica.
Il rischio maggiore al momento sembrano una diminuzione della domanda aggregata e la disoccupazione. I dati di novembre mostrano che negli Stati Uniti ci sono 19 milioni di disoccupati ufficiali - contando le persone non considerate nelle statistiche il tasso di disoccupazione reale dovrebbe aggirarsi sul 10%. Detto semplicemente il problema é che i disoccupati non guadagnano e non spendono. Le banche hanno notevolmente rinforzato gli standard per concedere crediti. La crescita dei crediti bancari é diminuita ed é attualmente del 3.6% - se scende a zero significa che la liquidità pompata dalla FED non é più in grado di creare artificialmente crescita economica. A questo punto le borse crolleranno - potrebbe essere una questione di settimane o mesi. In ogni caso Governi e Banche Centrali si muovono sul filo del rasoio. Il rialzo infinito delle borse é un'illusione.

Abbandoniamo i temi di economia generale e torniamo all'attualità e all'analisi tecnica.
Settimana scorsa le borse sono scese - le performance settimanali sono negative. È venuta a mancare la forza d'acquisto - poiché non c'é pressione di vendita le minusvalenze sono modeste. Le borse europee sono sceso soprattutto venerdì (Eurostoxx50 -1.04%) mentre la borsa americana é scivolata verso il basso a partire da mercoledì quando l'S&P500 (-0.13% a 3663.46 punti) ha ancora toccato un record storico a 3712 punti. La borsa americana resta in eccesso di rialzo con investitori troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. È possibile e probabile che prima della grande scadenza dei derivati di venerdì 18 dicembre gli speculatori long siano obbligati a chiudere le posizioni realizzando i guadagni - questo dovrebbe provocare ancora una slavina di modeste dimensioni (-2%/-3% ?). In seguito lo sviluppo é incerto. In genere il periodo fino alla prima decade di gennaio é positivo - la maggior parte degli investitori si aspetta il classico rally di Natale e di fine anno. Noi crediamo che il rialzo di dicembre si sia già verificato a novembre. Tutti sono convinti che il Coronavirus appartiene già al passato. Invece la seconda ondata di infezioni sta obbligando molti Paesi ad un lockdown e molto probabilmente con le vaccinazioni raggiungeremo un grado di copertura abbastanza alto (60%-70%) da eliminare il virus solo nella seconda metà del 2021. Si sottovalutano i danni che il virus farà ancora per i prossimi 6-12 mesi. Secondo noi una correzione ideale delle borse deve far scendere gli indici in ipervenduto e creare un certo scetticismo o pessimismo. Siamo convinti che la prossima fase deve essere una discesa dell'S&P500 sui 3400 punti. Non sappiamo se ci sarà una correzione rapida come quelle di settembre o ottobre o un scivolare verso il basso di settimane. Le borse europee mostrano debolezza relativa e devono seguire la borsa americana verso il basso. Pochi hanno notato che le ultime misure di politica monetaria adottate dalla BCE giovedì sono state accolte dai mercati con un'alzata di spalle. L'aumento del QE di 500 Mia di EUR é il nuovo normale - sono finiti i tempi in cui gli annunci della BCE di una riduzione dei tassi d'interesse, di nuovi prestiti agevolati alle banche (TLTRO) o di un aumento degli interventi sul mercato obbligazionario (QE) provocavano un rally delle borse di alcuni giorni e di alcuni punti in percentuale.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.51% a 3485 punti
SX7E (banche)          -6.14% a 74.03 punti
DAX                         -1.39% a 13114 punti
SMI                          +0.26% a 10391 punti
FTSE MIB                  -2.15% a 21702 punti
S&P500                     -0.96% a 3663.46 punti
Nasdaq100                -1.22% a 12375 punti

Venerdì i ribassisti hanno tentato un affondo ma non sono riusciti a fare molti progressi. Gli indici sia in Europa che in America hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri dopo aver toccato dei nuovi minimi settimanali. Nel breve sembra che i venditori prevalgano ma non dominano.
L'Eurostoxx50 é sceso a metà giornata fino a 3461 punti e ha chiuso a 3485 punti (-1.04%). Le altre borse europee (DAX -1.36% a 13114 punti e FTSE MIB -0.97% a 21702 punti) si sono comportate in maniera simile. A breve gli indici dovrebbero scendere più in basso ma non sembra esserci molta pressione di vendita. Gli indici reagiscono con rimbalzi già sui primi ostacoli come supporti intermedi (3460-3470 punti di Eurostoxx50) o bordi inferiori delle Bollinger Bands (vedi DAX). In genere se il mercato decide veramente di scendere queste prime barriere vengono spazzate via con facilità.
Le posizioni short del portafoglio aperte in Europa l'11 novembre (!) su Eurostoxx50 (3460 punti) e DAX (13205 punti) sono nuovamente praticamente in pari.

In America la seduta si é conclusa con delle leggere perdite. Gli indici hanno però chiuso vicino al massimo giornaliero e sopra il livello d'apertura - le candele sui grafici sono bianche. Rialzisti e ribassisti si equivalgono - l'S&P500 (-0.13% a 3663.46 punti) a metà seduta ha toccato il minimo settimanale a 3633 punti - indicatori di momentum come il MACD forniscono dei deboli (e poco affidabili) segnali di vendita.
L'S&P500 ha aperto in calo a 3651 punti, é risalito a 3659 punti ed é sceso fino a metà seduta a 3633 punti. Poi é salito fino a poco prima della chiusura. Ha toccato un massimo a 3665 punti ed ha chiuso a 3663 punti. Il Nasdaq100 lo ha imitato (-0.21% a 12375 punti). Il Russell2000 (-0.57%) ha perso qualcosa in più con prese di beneficio su energia e banche.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2632 su 4665, NH/NL a 705 su 213 (non aumentano...) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 23.31 punti (+0.79), il CBOE Equity put/call ratio era più alto a 0.50 (finalmente appare una certa circospezione) e il Fear&Greed Index si é fermato a 76 punti (-2). I Summation Index erano ancora di pochissimo in crescita.
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con l'83.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 76.53 punti.
Nelle prossime 5 sedute ci aspettiamo un aumento della volatilità giornaliera provocato dalla chiusura delle posizioni in derivati a scadenza dicembre. Favoriamo decisamente la variante della correzione pur sapendo che le statistiche sono contro. In genere da metà dicembre c'é il rialzo di Natale e fine anno e spesso alla scadenza dei derivati gli indici si trovano su minimi o massimi intermedi. Per un minimo intermedio ci vorrebbe una discesa sui 3540 punti (-123 punti) - per un massimo intermedio basterebbe una salita marginalmente sopra i 3712 punti (+50 punti). Mentre gli indicatori di partecipazione e momentum lasciano aperte le due varianti gli indicatori di sentiment favoriscono decisamente l'ipotesi della correzione.
Ne riparliamo lunedì mattina.

Commento dell'11 dicembre

Le borse sembrano stare bene dove sono

Ieri le borse hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Sia in Europa (Eurostoxx50 -0.19% a 3522 punti) che in America (S&P500 -0.13% a 3668.10 punti) i tentativi di muovere il mercato da parte dei rialzisti che dei ribassisti sono stati subito respinti e gli indici sono oscillati tranquillamente intorno alla parità. Le borse europee non hanno reagito né alla debole seduta a New York del giorno prima né alle nuove iniziative della BCE che ha aumentato di 500 Mia di EUR i suoi interventi sul mercato obbligazionario nell'ambito del QE. Nei prossimi due anni la BCE comprerà praticamente tutte le obbligazioni emesse dagli Stati per finanziare il debito pubblico e fornirà al sistema bancario ampia liquidità a prezzi irrisori. Non sembra però che nell'economia in ristagno ci sia richiesta di crediti.
A livello tecnico la situazione é stabile - gli indici azionari sono ancora in ipercomperato e gli investitori sono troppo ottimisti - il mercato non sembra però intenzionato ad assorbire questi eccessi tramite una seria correzione. Finora c'é unicamente una pausa ad alto livello - a questo punto é possibile che fino a venerdì prossimo, giorno di scadenza dei derivati di dicembre, ci sia un aumento della volatilità ma che per saldo ci muoveremo poco dai livelli attuali.  

La seduta di borsa in Europa é stata relativamente tranquilla con borse ferme in positivo la mattina e un calo nel pomeriggio seguito da un recupero. A fine giornata sono rimaste delle leggere e insignificanti perdite - i dettagli li trovate nei commenti serali. Considerando la caduta di mercoledì della borsa americana ieri ci si poteva aspettare di peggio. L'Eurostoxx50 (-0.19% a 3522 punti) non sale e non scende - non corregge e non riprende il rialzo. Il grafico é ancora costruttivo ma l'eccesso di rialzo rendono probabile una correzione fino alla MM a 50 giorni. Insomma - può esserci un breve vuoto d'aria di un 200 punti o l'Eurostoxx50 resta fino a fine anno su questo livello. Gli altri indici azionari europei si trovano in situazioni simili con delle sfumature dipendenti dalle caratteristiche settoriali degli indici (più industria in Germania, più alimentari e farmacutica in Svizzera, più banche in Italia).

Ieri a New York é apparsa una costellazione insolita visto che l'S&P500 (-0.13%) é sceso mentre sia Nasdaq100 (+0.30% a 12401 punti) che Russell2000/RUT (+1.08%) sono saliti. Non sembra però che questo effetto sia rilevante per la tendenza. Dopo la spinta di ribasso di mercoledì ieri il Nasdaq100 é rimbalzato e questo rende probabile una semplice correzione ABC. In questo caso avremo ancora una o due sedute di pausa seguite poi settimana prossima da una o due sedute negative.
L'S&P500 ha aperto a 3656 punti e all'inizio é caduto a 3645 punti. Se questo minimo i ribassisti avevano già finito le munizioni. L'S&P500 per le 16.15 é risalito a 3674 punti e per il resto della giornata é oscillato in laterale tra i 3678 e i 3659 punti. Ha chiuso con una una perdita di 4 punti a 3668.10 punti (-0.13%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4486 su 2788, NH/NL a 816 su 231 e volume realtivo a 1.0. La volatilità VIX é salita leggermente a 22.52 punti (+0.25) mentre il CBOE Equity put/call ratio era fermo a 0.40. I Summation Index non salgono più - ieri c'erano dei minimi guadagni.

Stamattina il future sull'S&P500 é invariatop a 3668 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.45 vale 3515 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.2%. Probabilmente avremo una seduta tranquilla - gli indici si muoveranno poco e chiuderanno stasera senza sostanziali variazioni. Le borse non sembrano farsi influenzare dall'ipotesi ormai concreta di una Brexit senza accordo tra Regno Unito e UE.

Commento del 10 dicembre

Almeno il Daily Sentiment Index (DSI) funziona...

Da giorni il rialzo della borsa americana continuava malgrado l'ipercomperato, l'eccesso di rialzo e l'euforia. Nei commenti sul Nasdaq100 di martedì e mercoledì avevamo segnalato che il Daily Sentiment index stava salendo sopra la barriera dei 90 punti. Martedì sera questo indicatore di corto termine usato dai traders era salito a 91 punti e noi abbiamo avvisato che doveva verificarsi a breve una caduta del Nasdaq100. Almeno questo indicatore non ci ha delusi e ha funzionato egregiamente. Ieri il Nasdaq100 ha perso il -2.14% a 12364 punti. Il DSI non serve però a prevedere le correzioni a medio termine - il suo orizzonte temporale si limita alla manciata di sedute. Ieri l'S&P500 é sceso a 3672.82 punti (-0.79%) ma prima ha toccato un nuovo record storico a 3712.39 punti. È difficile parlare male di un indice quando tocca un nuovo massimo malgrado che la seduta di ieri potrebbe essere un key reversal day. I volumi di titoli trattati sono in effetti aumentati - l'indice non ha però chiuso sul minimo giornaliero e nel complesso la borsa americana si é ancora comportata bene con guadagni nei settori dell'energia e delle banche. I Summation Index sono ancora saliti.
Il calo di ieri dovrebbe però avere una continuazione - dobbiamo vedere se nei prossimi giorni le vendite coinvolgono anche il resto del mercato e cominciano a fare dei danni tecnici ìncrinando la fiducia degli investitori.

Ieri la seduta in Europa é stata mista con guadagni sul DAX (+0.47% a 13340 punti) e perdite sul FTSE MIB (-0.38% a 21969 punti). L'Eurostoxx50 (+0.09% a 3529 punti) ha iniziato la giornata con un tentativo di rialzo ed é sfociato su un nuovo massimo di periodo a 3557 punti. È stata una vittoria di Pirro. La sera l'Eurostoxx50 ha chiuso sul minimo giornaliero con un magro bottino di 3 punti. Questo dimostra che non c'é forza d'acquisto e che le borse europee restano dipendenti dall'America. Per l'analisi tecnica non cambia nulla. Le borse europee sono in stallo.

L'S&P500 ha aperto in guadagno a 3707 punti e sullo slancio é salito su un nuovo massimo storico a 3712.39 punti. Poi é sceso regolarmente fino a metà giornata quando ha toccato i 3661 punti. Dopo un breve rimbalzo ha ritestato il minimo con una discesa a 3660 punti. Infine é risalito a 3672.82 punti (-0.79%). Come anticipato le vendite si sono concentrate sui big della tecnologia ma anche il Russell2000 (-0.82%) ha dovuto cedere terreno. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2670 su 4804, NH/NL a 1292 su 204 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita secondo logica a 22.27 punti (+1.59%), il CBOE Equity put/call ratio é lievitato a 0.42 (resta però basso) e il Fear&Greed Index é sceso a 80 punti (-2). Gli investitori non sembrano spaventati da questo vuoto d'aria. Per questo pensiamo che il calo non debba fermarsi qui pur senza avere ancora elementi per poter prevedere una sostanziale correzione.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3669 punti (-3 punti) - non rimbalza e non scende decisamente più in basso - l'indice teoricamente é sopra il minimo di ieri. Il Nikkei ha perso il -0.23% - Shanghai é in pari. Oggi si riunisce la BCE per discutere la politica monetaria. Sono attese ulteriori misure di stimolo con un aumento del QE - vedremo se i mercati accoglieranno la notizia in maniera positiva come un ulteriore sostegno o in maniera negativa intepretando la mossa come un atto di disperazione.
Alle 08.25 l'Eurostoxx50 vale 3526 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate - stamattina non dovrebbero muoversi. Alle 13.45 la BCE comunicherà le sue decisioni - alle 14.30 seguirà la conferenza stampa d Christine Lagarde.
 
Commento del 9 dicembre

Pausa in Europa - modesto rialzo in America - la situazione tecnica non cambia

Ieri le borse europee hanno nuovamente marciato sul posto. Quando era stata annunciata la scoperta del primo vaccino di Pfizer, il 9 novembre, l'Eurostoxx50 era balzato fino a 3442 punti - ieri l'indice ha chiuso a 3525 punti (-0.12%). I guadagni nell'ultimo mese sono modesti ma indiscutibili. Le borse europee non correggono - d'altra parte non riescono più a fare sensibili progressi e lottano contro l'eccesso di rialzo e fondamentali in deterioramento. La droga monetaria della BCE riesce a far scendere il reddito delle obbligazioni decennali del Portogallo in negativo (!) ma non é sufficiente a far decollare le borse. Sembra che l'aria calda non basti per gonfiare artificialmente il valore delle azioni delle compagnie europee.
Invece la borsa americana continua a vivere di sogni - invece che osservare il disgregamento della società, l'aumento delle persone senza lavoro e senza reddito e l'incremento delle infezioni da Coronavirus i traders sognano di vaccini miracolosi e di piani di salvataggio statali che distribuiscono soldi gratuiti e praticamente illimitati a imprese e privati. Solo così si può spiegare l'irrazionale euforia che fa lievitare costantemente gli indici azionari che passano da un record al successivo. Ieri l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 3708.45 punti e ha chiuso a 3702.25 punti (+0.28%). Il guadagno di 10 punti é modesto - é però evidente che la borsa é in grado di continuare la sua corsa malgrado i segnali d'allarme lanciati dall'analisi tecnica e fondamentale. I nostri indicatori di sentiment sono tutti in territorio estremo e segnalano un pericoloso eccesso di ottimismo.  

Sulla seduta in Europa c'é veramente poco da dire. Le borse sono scese la mattina ma hanno recuperato nel pomeriggio. Hanno infine chiuso senza sostanziali variazioni. Ormai anche tra DAX (+0.06% a 13278 punti) e FTSE MIB (-0.24% a 22053 punti) la differenza é poca anche perché la spinta di rialzo sul settore bancario sembra essersi esaurita (SX7E -0.36% a 76.79 punti). Domani si riunisce la BCE e dovrebbe decidere un ulteriore aumento del QE di 500 Mia di EUR. L'economia però non sembra avere un problema di liquidità ma di redditività.

A Wall Street sono stati ancora i rialzisti ad avere il controllo delle operazioni. Questa volta i traders hanno concentrato la loro attività sulle PMI (Russell2000 +1.40%) anche se l'intonazione positiva ha coinvolto tutto il mercato. L'S&P500 ha aperto in calo a 3679 punti e dopo un minimo a 3678 punti é costantemente salito fino alle 20.30 quando ha toccato il nuovo record storico (subito annunciato da Donald Trump con un tweet) a 3708.45 punti. Sul finale l'indice é sceso a 3702.25 punti (+0.28%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4966 su 2477, NH/NL a 1023 (pochi!) su 136 e volume relativo a 0.95. I dati sul sentiment non cambiano (VIX a 20.68 punti (-0.62), CBOE Equity put/call ratio a 0.38, Fear&Greed Index a 82 punti (-6)).
I Summation Index sono ancora saliti.
Sembra inutile focalizzare l'attenzione sulle debolezze strutturali del mercato e sugli eccessi poiché questi problemi tecnici non sembrano in grado di bloccare il trend. Ci vuole qualcosa d'altro e fino a quando non appare un cambiamento é probabile che il rialzo possa continuare.  

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3709 punti (+7). Le borse asiatiche forniscono segnali contrastanti (Nikkei +1.33%, Shanghai -1.10%). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3545 punti - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.6%. Speriamo che possano mantenere questo guadagno fino a stasera.
Sembra che avremo un'altra seduta di leggero rialzo...

Commento dell'8 dicembre

Seduta negativa senza apparenti conseguenze

Ieri la seduta sia in Europa (Eurostoxx50 -0.26% a 3530 punti) che in America (S&P500 -0.19% a 3691.96 punti) é stata leggermente negativa. L'S&P500 ha svolto una seduta tecnicamente neutra in trading range - il Nasdaq100 (+0.54% a 12596 punti) é salito su un nuovo massimo storico marginale. Questa seduta non ha cambiato la situazione tecnica - gli indici sono scesi poco e senza pressione di vendita. È impossibile dire se si tratta dell'inizio di una correzione o di una semplice seduta di consolidamento all'interno del rialzo. Possiamo solo constatare che per ora non appiaiono significative divergenze e i Summation Index stanno ancora salendo. La speculazione long (CBOE Equity put/call ratio a 0.37) rende il trend fragile - i traders dovranno entro il 18 dicembre chiudere le loro scommesse. È possibile che dopo un paio di giorni di pausa nel rialzo decidano di vendere e realizzare i guadagni provocando una breve ma importante valanga.

L'Eurostoxx50 (-0.26% a 3530 punti) ha chiuso con una perdita di 9 punti ma sul massimo giornaliero. DAX (-0.21% a 13271 punti) e FTSE MIB (-0.32% a 22107 punti) si sono comportati in maniera simile. La seduta ha mandato segnali contrastanti. Gli indici azionari europei sono in stallo e dal 9 novembre non fanno significativi progressi. Finora però non vogliono correggere specialmente perché la borsa americana é ancora al rialzo.

In America continua la veloce rotazione tra settori che permette agli indici a turno di far segnare nuovi record storici. Ieri il Russell2000 si é fermato (-0.06%) e a prendere il testimone ci ha pensato la tecnologia (Nasdaq100 +0.54%). La fase attuale assomiglia molto a quella di agosto - sappiamo cosa é successo a settembre...
L'S&P500 ha aperto a 3692 punti e lentamente é salito fino a 3697 punti per poi ridiscendere gradatamente a 3678 punti. Sul finale l'indice é risalito a 3691 punti. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3111 su 4343, NH/NL a 1133 su 113 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 21.30 punti (+0.51), il CBOE Equity put/call ratio é rimasto basso a 0.37 e il Fear&Greed Index si é mosso appena (88 punti, -1). I Summation Index sono ancora saliti.
Insomma - a prima vista questa sembra una semplice seduta di consolidamento e non una seduta di inizio di correzione. Non abbiamo segnali di vendita o significativi cambiamenti a livello di indicatori tecnici.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3678 punti (-12 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3522 punti - come ieri la seduta inizia con delle leggere perdite. Sembrano lentamente mancare i motivi per ulteriori acquisti ma per ora nessuno sembra intenzionato a vendere. Vedremo quando ci muoveremo da questa situazione di stallo segnalata idealmente dalle strette Bollinger Bands sui grafici degli indici azionari europei. Anche dalle borse asiatiche non provengono segnali particolari - Il Nikkei scende del -0.2% - Shanghai é in calo del -0.3%. La Bank of Japan é diventata il maggiore possessore di azioni giapponesi con un portafoglio di 434 miliardi di USD - viviamo in tempi pazzeschi.

Aggiornamento del 7 dicembre

Covid 19 e recessione contro vaccini e crescita economica

Durante il fine settimana si é continuato a discutere della pandemia. Mentre il numero di persone testate positivamente continua crescere in Europa e negli Stati Uniti, l'arrivo dei vaccini e la liberazione da questo incubo sembra imminente. Purtroppo la situazione non é così evidente come si potrebbe credere sulla base del rialzo delle borse. Esperti esprimono dubbi sull'efficacia dei vaccini, sulle reazioni allergiche e sugli effetti negativi a lungo termine. Se la percentuale di vaccinati all'interno della popolazione non sarà abbastanza alta il virus continuerà a circolare e non potrà essere eliminato definitivamente. Mentre la gente si prepara a trascorrere il Natale in casa limitando al massimo i contatti sociali i trader scommettono massicciamente su un futuro decisamente migliore.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3689 punti (-8 punti). Il future conferma la buona seduta di venerdì scorsa ma non riesce a fare ulteriori progressi. La settimana inizia con un consolidamento. L'Eurostoxx50 alle 08.25 vale 3527 punti (-12 punti, -0.35%). Le borse europee apriranno in leggero calo. Nelle ultime sedute l'Europa ha sembre tentato di recuperare e copiare l'andamento dell'America nella precedente seduta. Seguendo questo esempio stamattina gli indici azionari europei dovrebbero salire e tornare in pari mentre il future sull'S&P500 dovrebbe lievitare di qualche punto. Una differenza in negativo rispetto a questo scenario potrebbe significare che la settimana sarà diversa dal solito.
Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.76%, Shanghai -0.8%).

Commento del 5-6 dicembre

I calls e gli speculatori tengono vivo il rialzo a Wall Street - Europa in stallo

Gli investitori stanno giocando uno scenario pericoloso. Sono convinti che i vaccini saranno efficaci, conterranno a partire dall'inizio dell'anno nuovo la diffusione del Covid 19 e saranno in grado di evitare un'ulteriore circolazione del virus o addirittura di eliminarlo. La domanda é se questo basterà per far tornare l'economia in tempi brevi alla normalità - secondo noi non sarà il caso.
In America il debito federale si avvicina al 128% del PIL e continua a crescere. Nel futuro lo Stato dovrà ancora stimolare la fragile ripresa economica tramite l'espansione della spesa pubblica e una politica fiscale accomodante. La Banca Centrale (FED) continua a espandere il suo bilancio comperando i titoli di debito (USTreasury Bills e Bonds) che vengono emessi dal Tesoro.
Tutti sono sicuri che i tassi d'interesse ultra bassi sono probabilmente destinati a restare per parecchi anni.
Se il massiccio debito federale, il QE e i tassi d'interesse troppo bassi non causeranno un aumento dell'inflazione incoraggeranno le autorità a proseguire ulteriormente su questo cammino e questo presto o tardi avrà conseguenze disastrose. Più ci muoviamo in questa direzione e più il periodo di assorbimento di questa distorsione sarà lungo e doloroso. Il problema é che nell'immediato nessun ha interesse a cambiare qualcosa per paura delle inevitabili conseguenze negative.
È previsto che la diccupazione resterà alta e che la crescita del PIL resterà bassa. Il rapporto sul mercato del lavoro americano a novembre pubblicato venerdì era pessimo - la ripresa economica sta rallentando e si creano troppi pochi posti di lavoro per riassorbire la disoccupazione creatasi con la recessione provocata dalla pandemia. Le borse hanno reagito con un balzo di gioa (l'S&P500 +0.88% a 3699.12 punti - nuovo record storico) nella convinzione che i pessimi dati di venerdì obbligheranno i politici a decidere un nuovo pacchetto miliardario di stimoli economici di cui approfitteranno soprattutto le imprese.
Molte compagnie che in tempi normali sarebbero destinate a fallire vengono tenute in vita dagli aiuti statali e dal denaro a bassissimo costo. Il livello di indebitamento di queste compagnie e del settore immobiliare a scopi commerciali é eccessivo e insostenibile - questo continuerà a frenare il rinnovamente dell'economia e la crescita economica.
La conseguenza di questi fattori per la borsa é che tutti si aspettano che le azioni rimangano decisamente sopravvalutate considerando gli utili attuali e futuri. La borsa si é nettamente scostata dalla realtà.
Molti ritengono che la politica monetaria di Stati Uniti ed Europa seguirà l'esempio di quella del Giappone dove i tassi d'interesse sono vicini allo 0% dal 1996. Se in Giappone questo ha più o meno funzionato finora senza inflazione anche gli altri Paesi occidentali possono mantenere una politica monetaria espansiva all'infinito. Forse gli analisti hanno ragione - non abbiamo argomenti validi per sostenere il contrario. Notiamo però che il Nikkei ha toccato un massimo storico a 38957 punti a dicembre del 1989. Ora si trova a 26751 punti e nel 2009 era poco sopra i 7000 punti. Il Giappone ha avuto due decenni di stagnazione economica e il futuro non sembra offrire migliori prospettive. La borsa americana invece passa da un record al successivo. Si é formato un gap tra mercati finanziari e realtà economica che deve presto o tardi essere colmato.   

Questa premessa economica ha però poco influsso sullo sviluppo a breve delle borse. Abbandoniamo quindi l'analisi fondamentale ed economica per tornare nel campo a noi più congeniale dell'analisi tecnica.
Settimana scorsa il rialzo della borsa americana é proseguito mentre le borse europee hanno marciato sul posto. La differenza di performance tra S&P500 (+1.67%) e Eurostoxx50 (+0.33%) é in parte spiegabile che la svalutazone dell'USD - il cambio EUR/USD é passato da 1.1965 a 1.2120 (+1.30%). È evidente che la combinazione tecnica di ipercomperato, eccesso di rialzo ed euforia non basta in questo momento per fermare il rialzo e imporre una correzione o un'inversione di tendenza. Quasi tutti gli indicatori di sentiment sono in posizioni estreme e molti parametri di valutazione della borsa americana mostrano che la sopravvalutazione ha raggiunto livelli storici. Trend e partecipazione però continuano a sostenere l'ipotesi che il rialzo può continuare. Ci proccupa il fatto che i generali stanno abbandonando le truppe - venerdì S&P500 e Nasdaq100 (+0.49% a 12528 punti) hanno toccato nuovi record storici malgrado che Apple, Amazon e Facebook fossero in perdita mentre Microsoft e Google fossero di poco in positivo. I solidi rialzi di settori ciclici come banche o energia così come l'aumento dei prezzi di molte materie prime, con il rame in prima linea, mostrano chiaramente che i mercati si aspettano una robusta ripresa economica con un (moderato) aumento dei tassi d'interesse (reddito dell'USTBond decennale a 0.97 - stime ad un anno sulla base dei futures a 1.5%). Questo quadro é univoco e non appaiono divergenze. In teoria quindi il rialzo può proseguire e il semaforo dell'analisi tecnica fornisce luce verde con luce gialla lampeggiante. Questo significa che il rischio di un importante vuoto d'aria é alto - é però possibile che ancora per settimane non succeda niente e che il lento rialzo continui con costanti nuovi massimi storici marginali. La statistica ci dice che normalmente il mese di dicembre é favorevole alle borse.
I dati mostrano che la forza propulsiva del rialzo proviene dal mercato delle opzioni (CBOE Equity put/call ratio a 0.39, MM a 10 giorni a 0.40) con un forte aumento degli ordini provenienti dai piccoli investitori. Quest'attività speculativa effettuata a leva può cambiare direzione improvvisamente e senza preavviso. Nessuno é in grado di stabilire quando e dove il limite di questa speculazione é raggiunto specialmente quando le emozioni giocano un ruolo preponderante e gli speculatori long ottengono costantemente dal mercato la conferma attraverso i guadagni che la loro strategia é corretta.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.33% a 3539 punti
SX7E (banche)          +4.39% a 78.88 punti
DAX                         -0.28% a 13299 punti
SMI                          -1.30% a 10364 punti
FTSE MIB                  -0.78% a 22178 punti
S&P500                     +1.67% a 3699.12 punti
Nasdaq100                +2.20% a 12528 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta positiva. Non sono però riuscite a colmare il distacco con l'America e si sono limitate a seguire passivamente, copiandoli, gli avvenimenti a Wall Street. L'Eurostoxx50 ha chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo da marzo a 3539 punti (+0.63%). Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3540 punti. Malgrado i deboli guadagni anche il rialzo in Europa continua lento ed inesorabile.

La seduta a Wall Street é stata molto buona con guadagni in tutti i settori. Solo i big della tecnologia non hanno seguito - vedremo nel futuro se questo é un problema. I dati sul mercato del lavoro erano deludenti ma questo ha unicamente spinto gli investitori a comperare nella convinzione che la precaria situazione obbligherà lo Stato ad intervenire con un programma di stimolo economico.
L'S&P500 ha aperto al rialzo a 3677 punti e per le 16.45 era già salito a 3693 punti. Poi per ore é oscillato in laterale tra i 3688 ed i 3693 punti. Negli ultimi 20 minuti della seduta c'é stata ancora una impennata fino alla chiusura a 3699.12 punti (+0.88%). Tutti i settori hanno seguito - in particolare le PMI (Russell2000 +2.37%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5886 su 1580, NH/NL a 1371 su 98 (pochi NH ma in aumento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 20.79 punti (-0.49), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.39 e il Fear&Greed Index é tornato a 89 punti (+4).
I Summation Index sono ancora saliti. La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con l'85.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 76.62 punti. Per il momento a livello tecnico non appare nulla che possa farci presupporre l'inizio di una correzione malgrado che le premesse siano ottime.
Il venerdì 18 dicembre scadono i derivati del mese - sarà una grande scadenza trimestrale prima della fine dell'anno. È molto probabile che con parecchi giorni di anticipo gli speculatori cercheranno di chiudere le posizioni. Quando? Difficile dirlo - tutti vogliono restare fino alla fine della festa ma nessun vuole rimanere imbottigliato quando si tratterà di andarsene.
Vediamo come inizia la nuova settimana - venerdì il future sull'S&P500 ha chiuso a 3690 punti - questo significa che molti dubitano sulla validità dell'ultima impennata.
Teniamo d'occhio il CBOE Equity put/call ratio. Un sensibile aumento vuole dire che la folla sta cominciando a dirigersi verso l'uscita.

Commento del 4 dicembre

Accenno di correzione in Europa - debole rialzo in America - la differenza é costituita dal cambio EUR/USD.

Ieri l'S&P500 (-0.06% a 3666.72 punti) ha toccato un nuovo record storico a 3682.73 punti. Nell'ultima mezz'ora di contrattazioni ha però ceduto, é caduto fino ai 3657 punti e ha chiuso invariato. Nel complesso la seduta é stata positiva e conferma un trend rialzista che combatte contro l'ipercomperato. Le borse europee invece sono tristemente scivolate verso il basso (Eurostoxx50 -0.12% a 3517 punti). Non hanno mai dato la sensazione di volere o potere seguire l'America. In mancanza di pressione di vendita prevalgono le prese di beneficio. Gli indicatori di momentum stanno ruotando e danno l'impressione che stia iniziando una correzione. Questa é già partita ed é evidente sull'SMI svizzero (-0.89% a 10342 punti). Se però l'America non corregge anche l'Europa non scende di molto. La differenza di performance tra i due continenti viene compensata dai cambi. La borsa americana viene favorita dall'indebolimento dell'USD - rispettivamente le borse europee in USD sono ancora al rialzo. È però improbabile che questo effetto possa durare a lungo. Da inizio novembre il cambio é salito da 1.16 agli attuali 1.2155. Movimenti di questa ampiezza sono poco frequenti e raramente durano più di un mese. È probabile che a breve il cambio debba fermarsi e assestarsi.

L'Eurostoxx50 (-0.12%) e in generale le borse europee hanno ripetuto la seduta di mercoledì. Hanno recuperato quando la borsa americana é salita ma, tranne delle eccezzioni (FTSE MIB +0.16% a 22007 punti) non sono mai riuscite a passare in guadagno.
Da giorni l'Eurostoxx50 é in stallo sopra i 3500 punti mentre da due giorni il DAX (-0.45% a 13252 punti) scivola verso il basso in quella che potrebbe essere una correzione minore o l'inizio di una correzione a medio termine. Gli indicatori di momentum si avvicinano ad un segnale di vendita. Eurostoxx50 e DAX hanno solo bisogno un colpetto per cadere - il segnale dovrebbe arrivare dall'America ma non arriva.

Ieri sembrava che a Wall Street dovesse esserci l'ennesima seduta di moderato rialzo. Ad un'ora dalla chiusura tutti gli indici più importanti erano in guadagno. Un'ondata di vendita sul finale ha costretto l'S&P500 ad una chiusura in pari. Nel complesso però la seduta é stata buona con un nuovo record storico marginale dell'S&P500.
L'S&P500 ha aperto a 3669 punti e all'inizio é salito fino a 3681 punti. È seguita una lenta lunga discesa fino ai 3671 punti. Ad una impennata fino al nuovo massimo storico a 3682.73 punti é seguita una caduta fino al minimo a 3657 punti. L'indice ha infine chiuso a 3666.72 punti (-0.06%). Il Nasdaq100 (+0.09% a 12467 punti) si é comportato in maniera simile. Nell'ambito della conosciuta rotazione tra settori il Russell2000 (+0.58%) ha sovraperformato con la conseguenza che i dati sulla partecipazione sono migliorati.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4772 su 2654, NH/NL a 936 (pochi ma in aumento) su 94 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ancora salita a 21.28 punti (+0.11%), il CBOE Equity put/call ratio e incredibilmente basso a 0.35 (ci sono solo speculatori long?) e il Fear&Greed Index é scivolato a 85 punti (-2).
La situazione tecnica nel complesso non cambia. Gli indici azionari sono ipercomperati, in eccesso di rialzo e gli investitori sono troppo ottimisti se non euforici. La borsa americana é sopravvalutata sotto tutti i punti di vista. Finora pero il trend é al rialzo e non appaiono segnali di vendita o di inversione di tendenza.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3671 punti (+6 punti). Pochi minuti prima dell'apertura l'Eurostoxx50 vale 3511 punti (-6 punti). Le borse europee apriranno nuovamente in leggero calo e non riescono a seguire l'America al rialzo. Anche le borse asiatiche marciano sul posto (Nikkei -0.22%, Shanghai +0.1%). Oggi l'attenzione degli investitori si concentra sui dati del mercato del lavoro americano a novembre attesi alle 14.30. Fino a quel momento dovrebbe succedere poco. Poi vedremo se le borse decideranno nuovamente di ignorare la realtà di un'economia ancora in recessione.

Commento del 3 dicembre

Calo di momentum

Ieri il rialzo ha fatto una pausa. Per l'Europa questo ha significato una seduta leggermente (Eurostoxx50 -0.11% a 3521 punti) o moderatamente (DAX -0.52% a 13313 punti é FTSE MIB -0.58% a 21972 punti) negativa. In America invece abbiamo avuto una seduta in trading range senza nuovi record storici e leggeri guadagni (S&P500 +0.18%). Logicamente questa seduta non ha causato cambiamenti significativi a livello tecnico. La pausa con mercati ipercomperati provoca un'immediata rotazione degli indicatori di momentum - il MACD si avvicina in molti casi ad un debole segnale di vendita - non é però abbastanza per poter prevedere uno sviluppo negativo nel prossimo futuro. Strutturalmente il rialzo in America si sta indebolendo - il numero di nuovi massimi a 30 giorni (NH a 555) é troppo basso considerando la posizione degli indici azionari americani a ridosso dei massimi storici. I Summation Index faticano a fare ulteriori progressi - però continuano lentamente a salire. I dati sul sentiment sono fermi su livelli che segnalano euforia (Fear&Greed Index a 87 punti, +2 punti). Le borse però non mostrano ancora l'intenzione di voler correggere o di voler cambiare tendenza - non appare pressione di vendita e finora qualsiasi ritracciamento viene comperato. Ieri sera a Wall Street dopo una debole apertura gli indici hanno recuperato e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri - é il comportamento degli investitori durante la seduta che ci interessa e non l'esito finale. In questo caso é evidente che durante la giornata sono stati i compratori ad avere il controllo delle operazioni.

Le borse europee hanno trascorso tutta la giornata in territorio negativo oscillando a caso in pochi punti (Eurostoxx50 p.e. si é mosso in soli 21 punti). Gli investitori hanno tenuto d'occhio i futures americani e si sono comportati di conseguenza. Gli indici sono scesi fino nel pomeriggio e hanno recuperato quando la borsa americana é salita dopo l'apertura. In questo momento la correlazione tra America ed Europa é stretta. La sottoperformance dell'Europa sembra essere solo una conseguenza matematica del cambio - l'EUR si rafforza contro USD e quindi la performance delle borse europee in USD é migliore e corrisponde ai movimenti dell'S&P500 americano.
La situazione tecnica non cambia - debole rialzo con modesto potenziale e contemporaneamente alto rischio di un'improvvisa e sostanziale correzione. Alto rischio non significa alta probabilità.

In America c'é stata una seduta in trading range che si é conclusa senza sostanziali variazioni degli indici. L'apertura sul minimo giornaliero e la chiusura sul massimo giornaliero ci dicono però che l'intonazione resta positiva,
L'S&P500 ha aperto a 3645 punti e dopo una pausa con minimo a 3644 punti é partito al rialzo. Per la chiusura in Europa era nuovamente sui 3666 punti. Poi é sceso lentamente a 3657 punti ed é risalito a 3670 punti di massimo. Ha chiuso a 3669.01 punti (+0.18%). Il mercato si é mosso in maniera omogenea (Nasdaq100 +0.01% a 12456 punti / Russell2000 +0.11%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4226 su 3225, NH/NL a 555 su 130 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é nuovamente salita a 21.17 punti (+0.40), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.40 e il Fear&Greed Index é lievitato a 87 punti (+2 punti). Come pensavamo la VIX sta crescendo - l'S&P500 però non rispetta l'abituale correlazione e invece che scendere da due giorni sale.
La borsa non reagisce neanche negativamente all'aumento dei tassi di interesse di mercato (reddito dell'USTBond decennale a 0.95%). La correzione dell'oro é terminata con il ritorno del prezzo sopra i 1800 USD/oncia. Adesso l'oro é a 1833 USD. In parte questa é sicuramente una reazione al deprezzamento dell'USD. L'oro sarà ufficialmente nuovamente al rialzo a medio termine se riuscirà a salire di prezzo anche in caso di un apprezzamento dell'USD.

Stamattina le borse sono tranquille e poco mosse. Il future sull'S&P500 alle 08.40 é a 3665 punti (-2 punti). Il Nikkei si é fermato (+0.03%) - Shanghai é in leggerop calo (-0.2%). L'Eurostoxx50 vale 3518 punti (-3 punti) - le borse europee apriranno praticamente invariate.
Le borse non sembrano più reagire alle notizie riguardanti il Covid19 e i vaccini. L'interesse degli investitori comincia a spostarsi sui dati economici e i programmi di stimolo congiunturale. Le borse scontano già un'economia post Coronavirus che ricomincia a correre a tutto vapore. Il rischio di delusioni é grande.

Commento del 2 dicembre

Nuovi record storici in America - l'Europa fatica a seguire

Ieri é stata ancora una giornata di rialzo per le borse mondiali. A New York i maggiori indici azionari hanno fatto registrare dei nuovi record storici (S&P500 +1.13% a 3662.45 punti). In Europa invece c'é stata una seduta positiva ma le borse faticano a seguire (Eurostoxx50 +0.94% a 3525 punti). Parte della differenza é spiegabile con l'apprezzamento dell'EUR - il cambio EUR/USD ha superato la barriera degli 1.20 ed é balzato stamattina a 1.2075. Gli Stati Uniti con il duo Yellen (Tesoro) / Powell (FED) prevedono di seguire una politica fiscale e monetaria estremamente espansiva. In attesa di questa ulteriore ondata di liquidità gli investitori comprano azioni e vendono USD.
A livello tecnico cominciano ad apparire i primi segnali che il trend si sta indebolendo e rischia di cambiare. Ieri i NH a 30 giorni al NYSE erano solo 840 - un numero ridicolmente basso considerando i nuovi record storici degli indici (compreso Nasdaq100 +1.52% a 12455 punti). I Summation Index sono ancora saliti ma matematicamente dovrebbero essere vicini all'apice. A livello di sentiment appare improvvisamente una carta cautela che spesso si concretizza in vicinanza di un top delle borse. La volatilità VIX é salita a 20.77 punti (+0.20) mentre il Fear&Greed Index é sceso a 85 punti (-3 punti) - lo sviluppo di questi indicatori contrasta con la seduta positiva a Wall Street. Non sapendo più cosa comperare gli investitori si sono buttati sui nomi classici come Apple (+3.08%) e i soliti AGMAF (+ Tesla +3.02%).
La rotazione tra settori sembra terminata (Russell2000/RUT +0.89%).

Ieri l'Eurostoxx50 (+0.94% a 3525 punti) ha guadagnato quanto aveva perso lunedì. Si torna al punto di partenza con una borsa ipercomperata che finora non vuole correggere. Notiamo che malgrado i nuovi record storici a New York l'Europa non riesce a fare di meglio - c'é da preoccuparsi - dobbiamo domandarci cosa succederà appena in America ci sarà una fase negativa. Da inizio anno l'Eurostoxx50 perde il -6% - l'S&P500 guadagna il +13% - la differenza testimonia di una cronica debolezza relativa. È tornato l'entusiasmo sul settore bancario (con l'eccezione di Unicredit -8.02%). L'indice SX7E (+2.60% a 75.79 punti) ha però solo recuperato come l'Eurostoxx50 e compensa la perdita di lunedì. Gli speculatori non demordono.
Il DAX (+0.69% a 13382 punti) ha svolto una seduta in trading range. Il guadagno di 91 punti é positivo ma non entusiasmante considerando la raffica di record storici a Wall Street. Malgrado ciò questa é la migliore chiusura giornaliera da inizio marzo che conferma la tendenza di fondo rialzista. Da inizio novembre i progressi sono modesti ma indiscutibili. L'ipercomperato non sfocia in una correzione anche perché finora l'America "non molla". Il FTSE MIB (+0.18% a 22099 punti) é rimasto bloccato dal crollo di Unicredit . Formalmente é stata una seduta in trading range che non cambia la situazione tecnica e non fornisce segnali tecnici particolari.
L'SMI svizzero (-0.26% a 10449 punti) é fermo da mesi. Sembra inutile tentare di identificare un trend. In questa fase di mercato post Covid 19 l'SMI non possiede le azioni "giuste". Viene bloccato dalla debolezza relativa dei settori alimentare e farmaceutica. Non vediamo un'uscita dal range 10000-10600 punti. A breve é probabile che l'indice continui la sua correzione strisciante in direzione dei 10200-10300 punti.
Insomma - le borse europee salgono lentamente seguendo a distanza la borsa americana. Una correzione o un'inversione di tendenza dipendono unicamente dalle decisioni prese a Wall Street.

L'S&P500 ha aperto con un balzo a 3656 punti. C'é stata una prosecuzione del rialzo fino ai 3675 punti seguita da una lunga fase neutra con un'oscillazione sui 3668 punti. Sul finale c'é stata un'impennata fino al nuovo record storico a 3678.45 punti e una caduta fino alla chiusura a 3662.45 punti (+1.13%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5020 su 2470, NH/NL a 840 su 66 e volume relativo a 1.0. A livello di sentiment notiamo ancora il CBOE Equity put/call ratio molto basso a 0.37.
In fondo c'é poco da dire - il rialzo é decisamente troppo esteso ma per il momento non affiora pressione di vendita. Se la situazione non cambia rischiamo di avere una serie di brevi ritracciamenti seguiti da nuovi massimi storici marginali.

Stamattina a pochi minuti dall'apertura in Europa il future sull'S&P500 é a 3654 punti (-6 punti). L'Eurostoxx50 vale 3518 punti (-7 punti). Le borse asiatiche marciano sul posto (Nikkei +0.05%, Shanghai -0.07%). Malgrado i toni trionfalistici della stampa specializzata che celebra i nuovi record della borsa americana gli indici sono stamattina sullo stesso livello di ieri mattina. Ribadiamo il concetto di mercati ipercomperati e in eccesso di rialzo che difficilmente riusciranno a fare ulteriori sensibili progressi. Il trend finora é però al rialzo - il rischio di una sostanziale e improvvisa correzione é alto. Raccomandiamo prudenza.

Commento del 1. dicembre

Seduta negativa ancora senza un significato particolare

Ieri sia in Europa (Eurostoxx50 -1.00% a 3492 punti) che in America (S&P500 -0.46% a 3621.63 punti) c'e stata una seduta negativa con alti volumi di titoli trattati. Probabilmente dopo la pausa del Thanksgiving c'erano parecchi ordini pendenti e questo spiega l'aumento dei volumi. Gli indici azionari europei hanno chiuso vicino ai minimi giornalieri dopo un minireversal. In effetti dopo una debole apertura le borse europee avevano recuperato terreno e verso le 15.00 erano in positivo e sul massimo giornaliero. Poi é arrivata la debole apertura a Wall Street a rovinare la giornata. Come anticipato ieri sera questa seduta negativa finora non ha un significato particolare - non c'é nessun segnale di vendita. Avrebbe avuto una valenza se oggi ci sarebbe stata una continuazione verso il basso - non sembra però il caso. Resta quindi una semplice seduta negativa all'interno di una fase di rialzo che sembra non voler finire malgrado che le borse sono ipercomperate e gli investitori sono troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo.

L'S&P500 ha aperto in calo a 3630 punti e all'inizio é caduto fino a 3594 punti - questo é stato il minimo giornaliero - l'ondata di vendite é velocemente evaporata e ad ondate l'indice é risalito fino alla chiusura a 3621.63 punti (-0.46%). L'indice ha chiuso quindi lontano dal minimo giornaliero e sui grafici appaiono delle piccole candele senza corpo a testimoniare una seduta senza direzione.
Ancora una volta la tecnologia ha sovraperformato (Nasdaq100 +0.08%) mentre le (poche) vendite si sono ancora concentrate sul Russell2000 (-1.91%) e sul settore energia (ETF Energy -5.53%) che avevano particolarmente approfittato della precedente ondata d'acquisti provocata dall'avvento dei vaccini.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2189 su 5299, NH/Nl a 798 su 87 e volume relativo a 1.5. La volatilità VIX é scesa contro logica a 20.57 (-0.27), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.43 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 88 punti (-4 punti). I Summation Index sono saliti.
Nel complesso si é trattato di una seduta negativa senza una particolare pressione di vendita e senza segnali tecnici di rilievo. La situazione non cambia - il trend é al rialzo ma lo spazio verso l'alto é limitato. C'é un sostanziale rischio che si verifichi improvvisamente una forte correzione ma per il momento é evidente che qualsiasi ritracciamento viene comperato.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3653 punti (+30 punti). Nei media si ricomincia a parlare dell'effetto dei vaccini e sulla necessità negli stati Uniti di un programma di stimolo economico. Ottimi dati sulla produzione cinese hanno fatto fare un balzo alle borse asiatiche (Nikkei +1.34%, Shanghai +1.7%) e l'effetto si fa sentire anche sui mercati finanziari occidentali. L'Eurostoxx50 alle 08.50 vale 3515 punti (+23 punti). Le borse europee apriranno al rialzo (+0.6%). Vedremo se riusciranno a tenere questa guadagno fino a stasera.
L'S&P500 vale adesso di più del massimo storico del 9 novembre a 3646 punti. Attenzione alla possibile falsa rottura al rialzo...

Aggiornamento del 30 novembre

Oggi appare parecchio rosso...

Durante il fine settimana non é successo nulla di particolare. Nei media predominano le notizie riguardanti la salute di Joe Biden (si é slogato una caviglia) e sullo svolgimento del lungo fine settimana del Thanksgiving. Gli analisiti sottolineano l'aumento delle vendite on line durante il Black Friday del 21.7% - passa invece inosservato il calo di quasi il 50% delle vendite nei grandi magazzini e nei shopping malls. Le cifre definitive dovrebbero dipingere un quando fosco sull'inizio della stagione natalizia per i consumi americani. Naturalmente il Covid 19 riempie ancora le pagine dei giornali ma su questo fronte non si delinea nulla di nuovo - la curva dei contagi in America continua a crescere mentre in Europa si sta appiattendo. Sembra troppo poco per poter tornare alla normalità entro Natale - i settori del turismo e della restaurazione piangono.
Il future sull'S&P500 alle 08.10 é a 3610 punti (-26 punti). È sceso fino a 3603 punti e poi é risalito. L'USD si indebolisce (1.1960) insieme al prezzo dei metalli preziosi e del petrolio (-2.00%). Sugli schermi appare parecchio rosso con numerosi mercati in calo.
L'Eurostoxx50 al momento vale 3508 punti (-19 punti). Le borse europee apriranno in calo del -0.5% / -0.6%. Stamattina tenteranno un recupero. Poi nel pomeriggio vedremo cosa intendono fare gli americani.
Le borse asiatiche sono deboli - il Nikkei ha perso il -0.79%, Shanghai é in calo del -0.5%.
Durante la settimana verranno pubblicati parecchi dati economici - dopo le emozioni provocate dalle elezioni americane e dall'avvento dei vaccini si tratterà di fare i conti con la realtà economica. Dovrebbero sorgere i primi dubbi - non tutto sta andando così bene da giustificare i nuovi record delle borse.

Commento del 28-29 novembre

Fear&Greed Index a 92 punti - c'é abbastanza euforia?

Durante la settimana della Festa del Ringraziamento le borse hanno rispettato la tradizione e le statistiche e sono salite. Noi pensavamo che la correzione minore iniziata il 16 novembre potesse continuare ma non eravamo sicuri e avevamo presentato lo scenario alternativo del rialzo di Thanksgiving che in fin dei conti si é realizzato. Cosa é cambiato in una settimana? - in fondo poco. Gli indici azionari sono nuovamente ipercomperati e l'ottimismo di una settimana fà (Fear&Greed Index a 62 punti) si é ormai trasformato in euforia (F&G Index a 92 punti) che secondo noi é in parte irrazionale e decisamente pericolosa. Il rischio di sostanziali vuoti d'aria é ora considerevole mentre il potenziale di rialzo é modesto. Fino a prova contraria però é il trend che vince. Questo significa che la variante più probabile é una continuazione del rialzo ma in mancanza di potenziale é molto probabile che se gli indici riescono a fare ancora progressi questi saranno modesti e marginali. Se però parte una correzione bisogna fare attenzione poiché questa volta difficilmente avremo una correzione minore. Siamo troppo in alto e se le borse cominciano a ruzzolare rischiano di cadere pesantemente. L'S&P500 si é fermato venerdì a 3536.35 punti (+0.24) - questa é la migliore chiusura della storia ma resta ancora il massimo del 9 novembre a 3646 punti da migliorare. Vi ricordiamo che in questi casi raramente ci si ferma su una resistenza o un supporto - come abbiamo visto settimana scorsa sull'oro (1787 USD/oncia - supporto a 1800 punti) il mercato gira prima o solo dopo una falsa rottura al rialzo o al ribasso. Lunedì o la borsa parte subito con decisione verso il basso o avremo sicuramente una continuazione del rialzo sopra i 3646 punti.
Ci aspettano però settimane difficili poiché il mercato deve confrontarsi con la realtà di una recessione e di una pandemia che non é ancora sparita. Pochi sembrano rendersi conto che l'avvento dei vaccini ridurrà la propagazione del virus ma non lo farà sparire se non ci sarà una percentuale abbastanza alta di vaccinati nella popolazione. Le democrazie occidentali non prevedono l'obbligo e sembra che la percentuale degli scettici e dei negazionisti é abbastanza alta per impedire che la malattia venga definitivamente eliminata in poco tempo. Rischiamo di dover convivere con il Covid 19 ancora per anni. Le borse nelle ultime settimane sono salite a causa della scoperta dei vaccini, dell'elezione di Joe Biden a Presidente degli Stati Uniti e ad alcune sue interessanti decisioni politiche come la scelta di Janet Yellen per la posizione di ministro delle finanze. Basterà però la marea di liquidità a basso prezzo a far proseguire il rialzo delle borse? Noi ne dubitiamo fortemente. La partecipazione é modesta (venerdì NH a 885) e gli indicatori di sentiment sono a livelli stratosferici. Restiamo dell'opinione che per fine anno l'S&P500 dovrebbe tornare sui 3400 punti. Ovviamente il calo coinvolgerà anche le borse europee poco propense a sviluppare una vita propria.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.74% a 3527 punti
SX7E (banche)          +6.15% a 75.56 punti
DAX                         +1.51% a 13335 punti
SMI                          +0.05% a 10501 punti
FTSE MIB                  +2.97% a 22352 punti
S&P500                     +2.27% a 3638.35 punti
Nasdaq100                +2.95% a 12258 punti

La seduta di venerdì é stata positiva sia in Europa (Eurostoxx50 +0.48% 3527 punti) che in America (S&P500 +0.24% a 3638.35). Come previsto é stata una giornata tranquilla con pochi movimenti e  bassi volumi di titoli trattati.
Le borse europee venerdì hanno ancora giocato lo scenario post Covid come mostra la buona performance del settore bancario (SX7E +1.15% a 75.56 punti) o della borsa italiana (FTSE MIB +0.68% a 22352 punti). È stata una buona giornata dove non é apparso nessun elemento di debolezza che potrebbe indurci a credere che le borse a breve devono scendere. Gli indici azionari sono ipercomperati ma questo non sembra poter fermare la loro progressione. In generale venerdì sono stati toccati dei nuovi massimi di periodo - i guadagni settimanali sono stati realizzati soprattutto nella seduta di martedì (Eurostoxx50 +1.30%) mentre nel resto della settimana é successo poco. Finora però i venditori sono assenti e gli indici continuano lentamente a lievitare in maniera poco spettacolare ma costante.

Venerdì, mentre i consumatori si sono buttati sugli acquisti di Natale approfittando delle offerte del Black Friday, a New York c'é stata una seduta accorciata di 3 ore - la borsa ha chiuso alle 13.00.
È ovvio che in una giornata del genere i movimenti sono contenuti e i volumi di titoli trattati sono bassi. L'S&P500 ha aperto a 3640 punti. Fino a metà seduta é salito sul massimo a 3644  punti (ha sfiorato il massimo storico a 3646 punti!) ed é poi ridisceso sul minimo a 3629 punti (range giornaliero di soli 15 punti!). Alla fine é risalito a 3638.35 punti (+0.24%). Anche venerdì é proseguito il recupero del settore tecnologico - il Nasdaq100 é balzato a 12258 punti (+0.87%) con volumi decisamente sopra la media della giornata (volume relativo a 0.9). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4529 su 2870, NH/NL as 885 su 41 e volume relativo a 0.5. I Summation Index sono saliti.
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con l'85.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 76.93 punti. Nel complesso i dati tecnici escludono la possibilità che inizi una sostenibile fase di ribasso. Tutti gli investitori, i traders e gli speculatori sembrano però positionati long - questo appare nel mercato dei futures (analisi dei COT) nel mercato delle opzioni (CBOE Equity put/call ratio a 0.41, MM a 10 giorni a 0.43 - CBOE VIX put/call ratio a 1.88) e nelle inchieste effettuate tra i vari tipi di investitori (p.e. NAAIM - portfoglio long al 106.74% !). È lentamente ora che questa irrazionale euforia sparica facendo tornare le borse alla realtà e su livelli più realistici. Le correzioni a dicembre sono statisticamente rare ma visto che finora la correzione di novembre e quella post elettorale sono mancate é possibile che per una sorta di compensazione la caduta arrivi quando più nessuno se l'aspetta.

Commento del 27 novembre

Senza gli americani gli europei non osano muoversi

Ieri la borsa americana é rimasta chiusa in occasione della Festa del Ringraziamento (Thanksgiving). Dagli Stati Uniti arrivano normalmente in Europa due effetti. Da una parte gli ordini di borsa degli investitori americani sui mercati europei e d'altra parte nel pomeriggio le indicazioni sullo sviluppo del mercato. Senza questi impulsi le borse europee sono perse e normalmente si fermano. La seduta di giovedì in Europa ha rispettato questo schema.
 
In effetti c'é stata una tipica seduta da borsa americana chiusa - gli indici azionari europei si sono mossi poco e hanno chiuso praticamente invariati con bassi volumi di titoli trattati. L'Eurostoxx50 (-0.03% a 3511 punti) ha marciato sul posto, il DAX (-0.02% a 13286 punti) ha perso 3 punti. Il settore bancario (SX7E -1.20% a 74.70 punti) é rimasto vittima del riflusso descritto nel commento tecnico di ieri mattina. Lo stesso vale in parte per la borsa italiana. In una giornata del genere é ovvio che indici come il FTSE MIB (-0.46% a 22201 punti) approfittano per ritracciare - la borsa italiana ha perso solo parte del guadagno in eccesso conseguito mercoledì.  Considerando anche la debolezza del settore bancario europeo si é trattato di una buona prestazione che mantiene la forza relativa dell'indice. La RSI é scesa a 75.72 punti - l'ipercomperato é diminuito ma é ancora eccessivo.
Per quel che concerne l'analisi tecnica non c'é nulla da segnalare.

Tra mercoledì e giovedì Il Bitcoin ha subito un tracollo dopo una lunga e straordinaria fase di rialzo. Tra le urla di giubilo dei media il Bitcoin ha toccato mercoledì un massimo a 19488 USD. A settembre veleggiava ancora sui 10000 USD. Giovedì é caduto fino a 16270 USD e stamattina si stabilizza sui 17200 USD. Questo conferma il fatto che il Bitcoin é un asset altamente speculativo e manipolato. Ne parliamo raramente poiché non lo consideriamo una moneta o un bene d'investimento ma unicamente un oggetto di speculazione che può guadagnare o perdere il 50% in poco tempo. È però interessante osservare come reagisce un mercato al termine di una fase di rialzo quando c'é euforia, ipercomperato e eccesso di rialzo. La correzione é improvvisa, veloce e brutale.

Stamattina alle 08.15 il future sull'S&P500 é a 3631 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale 3514 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Oggi la borsa americana sarà aperta. Avremo però una seduta raccorciata e all'interno di un lungo fine settimana durante il quale gli americani si dedicano piuttosto agli acquisti per Natale (Black Friday) che alla borsa. Avremo probabilmente una seduta tranquilla con scarsi volumi. Da lunedì si ricomincia a trattare normalmente - le statistiche delle cifre d'affari durante questi importanti giorni per il settore delle vendite al dettaglio daranno l'intonazione alle prossime sedute.

Commento del 26 novembre

Riflusso ma non deflusso - Thanksgiving

Ieri é stata una giornata tranquilla. Le borse si sono mosse in pochi punti e hanno chiuso praticamente invariate sia in Europa (Eurostoxx50 +0.11% a 3512 punti) che in America (-0.16% a 3629.65 punti).
Oggi sono assente - scrivo questo commento in forma sintetica alle 07.00 - la borsa americana é chiusa in occasione della Festa dell'Indipendenza (Thanksgiving) - é quindi probabile che anche oggi non succeda nulla di importante.

Prima della pausa dettata dal Thanksgiving americano le borse europee si sono fermate. L'Eurostoxx50 (+0.11% a 3512 punti) ha guadagnato 4 punti - ancora una volta la borsa italiana ha sovraperformato (FTSE MIB +0.72% a 22303 punti). Fino a quando questo volo può continuare? Già nel passato abbiamo vissuto situazioni simili - quando la massa decide di comperare Italia l'indice si muove come un tappo di champagne poiché la capitalizzazione é bassa e i titoli che possono essere comperati dagli investitori istituzionali sono pochi. Attenzione però che quello che sale troppo scende poi con la stessa forza e velocità. La RSI é a 78.28 punti - l'indice é decisamente ipercomperato ma sappiamo che questa situazione può persistere per settimane. La RSI così alta é anche un riflesso della forza della spinta di rialzo.

La seduta a Wall Street é stata senza storia. L'S&P500 ha aperto a 3631 punti, é sceso sul minimo a 3617 punti, é salito in maniera lenta e irregolare fino al massimo a 3635 punti e ha chiuso a 3629.65 punti (-0.16%). Abbiamo osservato, come martedì, un riflusso dai settori ciclici (ETF Energy -2.33% o Russell2000 -0.46%) alla tecnologia (Nasdaq100 +0.60%). Ovviamente i traders non cercano delle idee di investimento ma si muovono solamente tra i settori. La tecnologia sembrava rimasta indietro ed é stata comperata mentre ci sono state delle prese di beneficio sui settori che hanno corso troppo. Si é comperato p.e. un pò di Amazon (+2.15%) prima dell'orgia consumistica del Black Friday. Si é trattato però di una semplice rotazione e non di un deflusso.
L'ottimismo resta alle stelle come mostra il Fear&Greed Index salito a 91 punti (+3)! Anche la speculazione long su azioni (CBOE Equity put/call ratio a 0.40) e short su VIX (21.25 punti (-0.39) / CBOE VIX put/call ratio a 1.91) non demorde. L'euforia deve presto o tardi provocare un sostanziale vuoto d'aria ma prima che questo si verifichi potrebbero ancora esserci alcuni giorni di festa.
I Summation Index sono ancora saliti - per ora non appare nessun segno che la borsa voglia correggere.

Stamattina il future sull'S&P500 risale a 3634 punti (+7 punti). Il cambio EUR/USD lievita a 1.1935. Il prezzo dell'oro (18010 USD/oncia) rimbalza dal supporto - in Europa, secondo le prime indicazioni, avremo ancora una seduta moderatamente positiva (ca. +0.2%).

Commento del 25 novembre

Euforia e momentum contro ipercomperato e fondamentali traballanti

Ieri gli investitori avevano in mente solo una cosa - comperare tutte quelle azioni che non sono ancora tornate sui livelli di marzo e che al momento salgono tutti i giorni con performance inaudite - questo spiega l'ulteriore balzo del settore energia (ETF Energy +5.14%) o il rally del settore bancario (SX7E europeo +4.66% e BKX americano +5.32%). Poco importa se questi settori salgono a razzo da inizio novembre e che ormai si sono scollati dai valori fondamentali - adesso il Russell2000 (+1.94%) é più caro del Nasdaq100 se si considerano gli utili (P/E). Molti investitori retail hanno l'impressione di perdere un'occasione e salgono sul treno in corsa seguendo il momentum - non si compra un'idea di investimento sulla base dei fondamentali ma si compra quello che sale e viene spinto dagli speculatori tramite il mercato delle opzioni (CBOE Equity put/call ratio a 0.38). Si sta verificando quello che era già successo a settembre sul Nasdaq100 - abbiamo visto come é andata a finire. Vi ricorderete però che eravamo in grave difficoltà poiché non riuscivamo a comperare un indice molto caro, già ipercomperato, in eccesso di rialzo e con un evidente movimento speculativo alimentato dall'euforia. È difficile indovinare quando un rialzo di questo tipo si avvicina alla fine - non si sa mai quanto il troppo é veramente troppo e tutti hanno comperato - il balzo del Fear&Greed Index a 88 punti (+13 punti) ci dice però che adesso siamo in zona di alto pericolo.

La seduta in Europa ha ricalcato quella di lunedì con la differenza che dopo la buona apertura non c'é stato un ritorno al punto di partenza. Al contrario gli indici azionari (Eurostoxx50 +1.30% a 3508 punti) hanno guadagnato ancora qualche punto e hanno chiuso vicino al massimo giornaliero con un consistente guadagno. Gli indici sembrano voler accelerare al rialzo in un movimento che segue il momentum generale. Finora però il massimo del 9 novembre serve ancora come punto di riferimento ed é stato decisamente superato solo dal FTSE MIB (+2.04% a 22145 punti). Ci preoccupa unicamente l'euforia e l'evidenza che molti investitori non sanno cosa stanno comperando e a che prezzi. Le borse si sta scostando decisamente dalla realtà e questo é molto pericoloso. L'Eurostoxx50, il DAX (+1.26% a 13292 punti) e il FTSE MIB (RSI a 77.17 punti) sono nuovamente ipercomperati e gli investitori sono eccitati e speculativamente esposti long. La variante più probabile é una continuazione del rialzo - ad un certo momento ci sarà un pesante vuoto d'aria ma se questo succede domani o solo a dicembre non lo sappiamo.
L'indice delle banche SX7E ha fatto un rally del +4.66% a 75.74 punti - questa é un'irrazionale esuberanza contro la quale l'analisi tecnica é impotente. Prima della crisi causata dalla pandemia l'indice veleggiava sui 90-100 punti - ad inizio novembre era sui 54 punti. Fino a 90 punti non ci sono più resistenze e la fantasia legata alla speculazione ha un ampio margine di manovra.

Anche la seduta a New York é stata decisamente positiva (S&P500 +1.62% a 3635.41 punti). C'é stata però una differenza che é apparsa nel corso della giornata. Gli investitori hanno comperato anche la tecnologia (Nasdaq100 +1.46%) mentre il rialzo del Russell2000 (+1.94%) ha cominciato a rallentare. Vedremo se questo atteso riflusso sul comparto tecnologico significherà come pensiamo la fine di questa spinta di rialzo.
L'S&P500 ha aperto a 3603 punti e all'inizio é sceso a 3594 punti di minimo. Poi c'é stata una spinta di rialzo e l'indice ha raggiunto verso le 18.00 i 3637 punti. A questo punto l'S&P500 si é fermato mentre lentamente é iniziato lo spostamento dell'interesse da Russell2000 a Nasdaq100. L'S&P500 é oscillato fino alla chiusura tra i 3628 ed i 3642 punti. Ha chiuso a 3635.41 punti (+1.62%).
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5619 su 1867, NH/NL a 2022 su 148 e volume relativo a 1.2. La volatilità VIX é scesa a 21.64 punti (-1.02). I Summation Index continuano stabilmente a salire.

Malgrado che questo rialzo fondamentalmente faccia poco senso ed é basato sopratutto su attese di un futuro migliore ed emozioni il trend specialmente in America é indiscutibile. È poco probabile che a breve ci sia un'inversione di tendenza. Una correzione sarebbe invece necessaria ed é la variante favorita secondo gli indicatori tecnici. Il trend a corto termine é al rialzo ma il movimento é troppo esteso - le borse europee faticano a seguire l'America. Il massimo storico sull'S&P500 a 3646 punti é però a portata di mano e nessuno osa ancora opporsi a questo fiume in piena.

Stamattina alle 08.30 il future sull'S&P500 é 3638 punti (+5 punti). Le borse asiatiche sono miste (Nikkei +0.50%, Shanghai -1.2%). L'Eurostoxx50 vale 3516 punti (+8 punti) - le borse europee apriranno con un leggero guadagno.
Domani in America é giorno di festa (Thanksgiving) - é probabile che oggi molti operatori abbandonino il posto di lavoro con anticipo. Prevediamo una seduta relativamente tranquilla e senza sostanziali variazioni.

Commento del 24 novembre

Continua la rotazione post Covid 19 - Russell2000 +1.85% / Apple -2.97%

Ieri mattina le borse europee sono partite al rialzo ma a fine giornata sono tornate al punto di partenza (Eurostoxx50 -0.13% a 3463 punti). In America é successo il contrario. Dopo una prima ondata di vendite il mercato si é risollevato con acquisti concentrati sulle PMI (Russell2000 +1.85%) e su quei settori che più avevano sofferto nella pandemia (ETF Energy +7.07%). Parte di questa rotazione é anche dovuta all'ormai certo passaggio di poteri da Trump a Biden. La liquidità continua a defluire dalla tecnologia (Nasdaq100 -0.00%). Per saldo la seduta a New York é stata positiva (S&P500 +0.56% a 3577.59 punti) rispettando la tradizione che vede la borsa americana salire prima di Thanksgiving. Difficilmente l'S&P500 supererà di molto i 3600 punti - a breve (indicatori DSI) c'é un pò di dannosa euforia che obbligherà l'S&P500 a ritracciare.
Il prezzo dell'oro é sceso a 1829 USD/oncia. Stranamente nessuno ne parla. L'oro sembra vicino alla fine della lunga correzione iniziata ad agosto dal massimo storico a 2075 USD/oncia. Graficamente la correzione sarebbe terminata sui 1800 USD. Si può comperare sui livelli attuali. La tendenza di lungo termine é al rialzo - l'oro é in un bull market.

Le borse europee sono partite baldanzose al rialzo e verso le 09.30 stavano guadagnando più dell'1% - l'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo massimo di periodo a 3506 punti. Poi lentamente il vento é cambiato - gli indici sono scesi a balzi fino a sera e hanno chiuso vicino al minimo giornaliero con lievi perdite. Non si può parlare di reversal ma però l'impressione é che c'é una fallita rottura al rialzo. Da circa due settimane l'Eurostoxx50 non fa progressi sostanziali e oscilla in laterale. Ci vuole una correzione per eliminare l'ottimismo in eccesso. DAX (+0.08% a 13127 punti) e FTSE MIB (-0.02% a 21701 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50. A livello tecnico ci sono delle differenze come in America - il FTSE MIB assomiglia al Russell2000 e approfitta del buon comportamento dei titoli finanziari.
L'indice delle banche SX7E é salito del +1.67% a 72.37 punti. La continuazione del rialzo ci sorprende ma é comprensibile visto che vediamo questo tipo di comportamento un pò dappertutto. Si comprano i settori finora peggiori e si vendono i settori che dopo marzo si erano comportati meglio. Per saldo i grandi indici azionari non si muovono perché c'é una rotazione ma non un ulteriore afflusso di liquidità.

A New York i movimenti di liquidità tra i vari settori provocano delle sedute volatili nelle quali manca l'abituale correlazione. Questo movimento di assestamento e adattamento alle nuove condizioni (arrivo dei vaccini, Joe Biden alla Presidenza degli Stati Uniti) dovrebbe però avvicinarsi alla fine. La fine verrà segnalata da un movimento di riflusso. Avremo improvvisamente un rimbalzo del Nasdaq e contemporaneamente una o più giornate di sottoperformance del Russell2000.
L'S&P500 ha aperto a 3578 punti. All'inizio é salito a 3589 punti di massimo ma poi é caduto sul minimo a 3552 punti. Dopo due ore di contrattazioni il minimo ed il massimo giornaliero erano stati fissati - il resto é solo trading. L'indice é risalito lentamente fino alle 20.50 ed ha accelerato fino a 3585 punti. Sul finale é ricaduto a 3577.59 punti (+0.56%). Il Nasdaq100 ha marciato sul posto malgrado la buona prestazione di Tesla (+6.58%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5305 su 2148, NH/NL a 1363 su 131 e volume relativo a 1.0 (decisamente più alto sul Nasdaq). La volatilità VIX é scesa a 22.66 punti (-1.04) - la VIX é scesa troppo in basso e nei prossimi giorni ci aspettiamo un rimbalzo - questo significa che l'S&P500 deve ricadere. L'eccesso di ottimismo é confermato dal balzo del Fear&Greed Index a 75 punti (+12 punti). Il CBOE Equity put/call ratio resta molto basso a 0.42. I Summation Index continuano a salire.
Insomma - la borsa americana lievita grazie al compartimento delle PMI - la partecipazione é buona e un ribasso é improbabile. A breve torna una situazione di ipercomperato mentre l'eccesso di ottimismo non é mai sparito. È probabile che l'S&P500 tenti di risalire a 3600 punti per poi ricominciare a correggere.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 3602 punti (+26 punti). L'Eurostoxx50 vale 3492 punti (+29 punti) - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.8%/+0.9%. Difficilmente saliranno più in alto. Potrebbero fermarsi qui o sgonfiarsi come ieri.

Aggiornamento del 23 novembre

Ricordiamoci che le azioni americane sono molto care

Noi ci occupiamo soprattutto di analisi tecnica. Di tanto in tanto usiamo anche l'analisi fondamentale per vedere se le valutazioni sono storicamente alte o basse. La combinazione ideale é quella di essere investiti in un mercato rialzista e fondamentalmente a buon mercato. Da anni invece i bassi tassi d'interesse hanno convogliato gli investitori nel campo azionario - le azioni, specialmente quelle americane, sono molto care. Si può argomentare che é meglio possedere azioni che rendono il 1.65% (dividendi dell'S&P500) piuttosto che obbligazioni che rendono il 0.83% (US Treasury Bond decennale). Molti però in questa maniera eliminano dal loro calcolo la componente di rischio che nel caso del mercato azionario molto caro in una fase recessiva é estremamente alto.
L'analisi tecnica ci dice che la tendenza di fondo delle borse mondiali é al rialzo e a breve non sembra esserci un rischio di ribasso - attenzione però che le alte valutazioni lasciano aperto parecchio spazio verso il basso malgrado che tutti sono convinti che la politica e le Banche Centrali sono in grado di far continuare questo bull market all'infinito. Inoltre se é il differenziale dei tassi d'interesse a convogliare la liquidità sul mercato azionario c'é una evidente dipendenza delle borse dai livello dei tassi d'interesse - se il costo del denaro inaspettatamente sale le regole del gioco, al momento favorevoli alle azioni, potrebbero velocemente e drammaticamente cambiare.
Stamattina alle 08.20 il future sull'S&P500 é a 3574 punti (+19 punti). Un'ora fà era ancora a 3565 punti - sembra che le borse hanno voglia di salire. L'Asia sta dando il buon esempio (Giappone chiuso (festa del lavoro), Shanghai +1.1%). L'Eurostoxx50 vale 3486 punti (+19 punti). Le borse europee apriranno con un guadagno del +0.55%. Non crediamo che possano andare più in alto malgrado che le premesse sono per una seduta positiva.

Commento del 21-22 novembre

Doveva essere una settimana di correzione - é stata una settimana di pausa (e di distribuzione?)

Dopo due settimane di forti rialzi nel commento del 14-15 novembre avevamo previsto l'inizio di una correzione. Secondo noi la correzione era necessaria per riassorbire l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo e sarebbe stata facilitata un evidente ottimismo che a breve doveva fare esaurire la spinta in mancanza di ulteriori compratori.
Non c'é stata una correzione ma una marcia sul posto con un'ulteriore rotazione tra settori. Investitori e speculatori hanno ancora comperato quei settori che durante la crisi causata dal Covid 19 avevano più sofferto. Una serie di società farmaceutiche, con in testa Pfizer e Moderna, dicono avere pronto un vaccino efficace e questo dovrebbe permettere tra alcuni mesi di contenere la pandemia. Per il momento però il numero delle persone che si infettano con il virus in Europa ed in America continua ad aumentare ed obbliga i governi a reagire con dei lock down di cui non si conoscono le conseguenze economiche e sociali. Sembra però evidente che questo problema ci accompagnerà almeno fino a primavera dell'anno prossimo. Poi bisognerà vedere se una percentuale abbastanza alta della popolazione accetterà di farsi vaccinare in maniera da bloccare la propagazione del virus.
Gli investitori sono però relativamente ottimisti come dimostra la lenta migrazione di liquidità dai settori difensivi come alimentari, farmaceutica o tecnologia in settori più ciclici come banche o energia. Questa rotazione tra settori ha creato anche delle differenze di performance tra indici azionari che normalmente sono strettamente correlati. L'esempio più lampante é il rally del settore bancario che ha aiutato la borsa italiana a sovraperformare l'Eurostoxx50. Questa rotazione tra settori sta però rallentando e dovrebbe essere praticamente finita. Ormai i temi "lockdown" contro "vaccino" sono stati abbondantemente sfruttati e i giochi dovrebbero essere fatti. La pausa delle ultime 9 sedute, che hanno seguito l'incredibile balzo provocato dal primo annuncio di Pfizer del 9 novembre, hanno permesso di riassorbire parte dell'ipercomperato. Ora ci sono due possibilità. O c'é ancora una modesta spinta di rialzo con la conseguenza che le borse saranno nuovamente ipercomperate oppure la correzione continua in direzione del nostro obiettivo di riferimento a 3400 punti di S&P500. Noi favoriamo la variante della continuazione della correzione per due ragioni.
La prima é il comportamento della borsa americana durante le sedute. Lunedì l'annuncio di Moderna ha provocato una seduta decisamente positiva (+1.16%) - é stata però l'unica della settimana e l'indice non é riuscito a superare il massimo storico del lunedì precedente e ha chiuso parecchio sotto il livello indicato dal future nel proborsa - la notizia é stata venduta. Le sedute di martedì (-0.48%), mercoledì (-1.16%) e venerdì (-0.66%) sono state negative. Quella di giovedì era positiva (+0.39%) ma sembra che sia stata causata solo da un'onda di riflusso sui big della tecnologia.
La seconda ragione é di tipo tecnico. Gli indicatori di sentiment durante la settimana o sono rimasti invariati (VIX a 23.70 punti) o sono migliorati (MM a 10 giorni del CBOE Equity put/call ratio a 0.46, Fear&Greed Index a 62 punti). Anche le inchieste effettuate tra i vari gruppi di investitori mostrano un miglioramente dell'umore e dell'esposizione long.
C'é solo un problema legato al calendario. Giovedì 26 novembre in America c'é la Festa del Ringraziamento (Thanksgiving) - la borsa é chiusa. Venerdì iniziano le feste natalizie con il primo giorno di grandi acquisti - nel tradizionale Black Friday i grandi magazzini attirano le masse di consumatori con incredibili ribassi - la borsa sarà aperta ma i volumi saranno bassi poiché molti investitori e operatori saranno in vacanza. Statisticamente le sedute prima del Thanksgiving sono positive - la gente si avvicina con ottimismo alla festa più importante dell'anno per gli americani. Venerdì in genere la borsa é ferma. Poi molto dipende dall'esito del Black Friday - l'anno scorso il mese di dicembre era iniziato con un tuffo del -2%.
Vediamo quindi come inizia la prossima settimana. Venerdì l'S&P500 ha chiuso sul minimo e con una perdita di 24 punti - spesso dopo una seduta del genere c'é una continuazione verso il basso. Se però lunedì il future sull'S&P500 si presenta ampiamente in positivo é probabile che venga rispettata la tradizione e che l'S&P500 fino a mercoledì torni sopra i 3600 punti. Poi ci sarà nuovamente una costellazione favorevole ad una correzione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.04% a 3467 punti
SX7E (banche)          +4.00% a 71.18 punti
DAX                         +0.46% a 13137 punti
SMI                          +0.03% a 10495 punti
FTSE MIB                  +3.84% a 21707 punti
S&P500                     -0.77% a 3557.54 punti
Nasdaq100                -0.26% a 11906 punti

Settimana scorsa l'Europa ha seguito e copiato l'America. Non é quindi una sorpresa se la seduta di venerdì (Eurostoxx50 +0.45% a 3467 punti) sia stata positiva. L'esito rispecchia la buona chiusura di giovedì a New York e il fatto che venerdì fino a metà seduta (18.00) la borsa americana era praticamente in pari. Le borse europee si sono comportate in generale meglio e hanno assorbito ben poco dell'ipercomperato (RSI su base settimanale praticamente invariate). Ci aspettiamo però che questa sovraperformance sia ora finita e che la correlazione con l'America torni ad essere normale. Anche il FTSE MIB (+0.79% a 21707 punti) dovrebbe rientrare nei ranghi insieme al settore bancario.

Venerdì l'S&P500 ha aperto a 3578 punti e fino alle 20.00 si é comportato secondo copione. Nell'ultima seduta della settimana e nella giornata di scadenza dei derivati di novembre doveva esserci volatilità ma per saldo pochi cambiamenti. In effetti l'S&P500 per ore é oscillato strancamente tra i 3567 ed i 3581 punti. Alla fine però ci sono state due spinte di ribasso - l'S&P500 é sceso a 3561 punti, é rimbalzato a 3573 punti ed é infine caduto a 3557.54 punti (-0.68%). Pensiamo che questo sia stato un movimento di assestamento dovuto alle scadenza delle opzioni visto che il Nasdaq100 (-0.66% a 11906 punti) ha seguito mentre il Russell2000 (+0.07%) ha ignorato la faccenda.
La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3595 su 3762, NH/NL a 637 su 101 e volume relativo a 0.95. I Summation Index sono saliti. Secondo i nostri indicatori la tendenza di fondo e dominante é al rialzo  (80.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e Bullish Percent Index sul NYSE a 73.65).
L'impressione é quindi che se c'é una correzione questa dovrebbe essere minore. Dopo che l'S&P500 avrà raggiunto l'obiettivo a 3400 punti può stabilizzarsi su questo livello o riprendere il rialzo fino a fine anno. Secondo i nostri modelli statistici l'S&P500 doveva terminare l'anno sui 3400 punti. Secondo l'analisi tecnica a medio termine invece dovrebbe essere più in alto. Al momento nulla a livello tecnico sostiene la possibilità che possa verificarsi un ribasso.

Commento del 20 novembre

La scadenza dei derivati di novembre blocca il mercato

Da alcuni giorni le borse sono senza direzione. Non solo perché non ci sono delle sedute consecutive di rialzo o di ribasso ma anche perché durante la giornata gli indici si muovono a caso e in un range limitato. Anche ieri é successa la stessa cosa con la conseguenza che non possiamo parlare di giornata positiva o negativa.
La mattina le borse europee hanno scontato con una debole apertura la caduta della borsa americana mercoledì sera nell'ultima ora di contrattazioni. Poi si sono fermate e sono oscillate in pochi punti - questo significa che é mancata una direzione e soprattutto che non c'era pressione di vendita. La sera gli indici azionari hanno chiuso poco lontano dai livelli raggiunti verso le 10.00 del mattino e con una moderata perdita (Eurostoxx50 -0.87% a 3452 punti). La correzione da noi auspicata si limita finora ad una pausa ad alto livello. Restiamo convinti che ci vuole una spinta di ribasso di qualche giorno per eliminare l'ottimismo e riportare il mercato su basi più solide. Purtroppo c'é poco da aspettarsi dall'Europa - i segnali tecnici riflettono gli avvenimenti in America. A condurre la danze é come al solito Wall Street.

La borsa americana si é comportata in maniera apposta di quelle europee. Ha aperto male ma é subito salita e ha chiuso in guadagno e vicino al massimo giornaliero. Mercoledì la borsa era caduta per via della paura delle conseguenze della pandemia - ieri gli investitori sono tornati a comperare i titoli tecnologici che approfittano dei lockdown (Nasdaq100 +0.76% a 11985 punti). Questo muoversi tra i due temi (Covid 19 o ripresa economica dopo l'arrivo dei vaccini) fa fluttuare la borsa e crea una rotazione tra settori. Impedisce però anche una sana correzione. Questa é forse anche la conseguenza dell'odierna scadenza dei derivati di novembre. In questo caso oggi avremo una seduta volatile ma con indici praticamente fermi e le vendite arriveranno solo settimana prossima.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3548 punti e nelle prime ore é salito assestandosi sui 3560 punti. Solo dopo le 20.00 c'e stata ancora un'impennata fino ai 3585 punti. Alla fine l'S&P500 si é fermato a 3581.87 punti (+0.39%). I dati tecnici non dicono nulla di particolare - la seduta é stata positiva con A/D a 4933 su 2449, NH/NL a 483 su 144 e volume relativo a 0.95 (più alto sul Nasdaq con TRIN estremamente basso a 0.19). La volatilità VIX é scesa a 23.11 punti (-0.73), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.43 mentre il Fear&Greed Index é lievitato a 65 punti (+2). I Summation Index sono ancora saliti.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei -0.42%, Shanghai +0.4%). Il future sull'S&P500 é a 3564 punti (-16 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3450 punti - le borse europee apriranno invariate. Probabilmente oggi non succederà nulla - é meglio non perdere troppo tempo davanti agli schermi e occuparsi d'altro che di borsa.

Commento del 19 novembre

Prima del vaccino ci saranno ancora parecchi mesi di Covid 19

Ieri fino alle 21.10 era ancora tutto tranquillo. Le borse europee avevano chiuso in positivo (Eurostoxx50 +0.39% a 3482 punti) senza fornire nessun elemento a sostegno dell'ipotesi della correzione. Anche in America fino a quel punto non era successo nulla di rilevante. L'S&P500 si trovava a 3604 punti - poco sotto la chiusura di martedì. Poi il governatore di New York Cuomo ha annunciato un nuovo lockdown e la chiusura delle scuole per combattere il diffondersi della pandemia nella metropoli - la borsa non ha apprezzato la notizia e ci sono state delle vendite. L'S&P500 é caduto fino a 3567.79 punti (-1.16%). Non siamo in grado di dire se questo é l'atteso inizio della correzione oppure un semplice incidente di percorso. Però questo é esattamente il tipo di notizia che ci aspettavamo per scuotere la fiducia degli investitori.
La borsa si comporta come se il Covid 19 appartenesse già al passato ma non é il caso - il virus circola ancora e fà danni sia alle persone che all'economia. Non sparirà senza lasciare tracce. Ricordiamo che un vaccino funziona per contenere la diffusione del virus solamente se una parte rilevante della popolazione accetta di farsi vaccinare - a seconda della contagiosità la percentuale necessaria può raggiungere l'80%. Questo finora per il Covid 19 non sembra il caso - secondo i sondaggi solo il 15% delle persone vuole subito farsi vaccinare mentre circa il 50% é disposta in linea di massima a farlo. Non sarà abbastanza per eliminare il problema.

In Europa le borse hanno aperto con un breve e limitato tuffo ma poi sono lentamente risalite e la sera hanno chiuso con moderati guadagni e vicino al massimo giornaliero (Eurostoxx50 +0.39% a 3482 punti, DAX +0.52% a 13201 punti). Nelle ultime 5 sedute le borse europee hanno guadagnato ben poco terreno - fatichiamo a parlare di rialzo. Le borse salgono marginalmente sfidando l'ipercomperato - é evidente che finora non intengono correggere. Non possiamo che aspettare poiché gli indicatori non cambiano e ci dicono che la variante più probabile resta quella della correzione. Finora le poche prese di beneficio vengono subito seguite da ulteriori acquisti - dobbiamo attendere un evento negativo per veder riapparire i venditori ed innescare la correzione. Può succedere oggi o solo tra qualche giorno da livelli di poco superiori agli attuali.

In America la giornata é trascorsa tranquillamente fino alla notizia riguardante New York. L'S&P500 ha aperto invariato a 3608 punti, é oscillato senza direzione tra i 3592 e i 3619 punti e dopo le 21.00 era sui 3604 punti. Poi é semplicemente sceso fino alla chiusura a 3567.79 punti (-1.16%). Tesla (+10.20%) ha ancora sostenuto il Nasdaq100 (-0.69% a 11894 punti)-. Per il resto le vendite erano distribuite su tutto il listino. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2503 su 4894, NH/NL a 1276 su 106 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita a 23.84 punti, il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.42 mentre il Fear&Greed Index é swceso a 63 punti (-4). I Summation Index sono ancora saliti.
Insomma - la caduta ieri sera sul finale non significa ancora nulla. A prima vista sembra unicamente una normale seduta negativa senza un significato particolare. Solo se oggi ci fosse una continuazione verso il basso invece dei soliti acquisti dopo un ritracciamento potremmo cominciare seriamente a parlare di correzione.

Stamattina regna la calma. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei -0.36%, Shanghai +0.5%). Il future sull'S&P500 é a 3572 punti (+7 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3462 punti (-20 punti) - le borse europee apriranno in calo del -0.5%. Ora sarà importante osservare se da questa debole apertura le borse saranno in grado di recuperare o se invece i venditori riusciranno a prendere il sopravvento.
Noi siamo convinti che la prossima fase é una correzione e pensiamo che l'S&P500 debba ridiscendere sui 3400 punti per fine mese.

Commento del 18 novembre

Segni di stanchezza

Ieri le borse europee hanno marciato sul posto (Eurostoxx50 +0.07% a 3468 punti) mentre l'S&P500 (-0.48% a 3609.53) ha perso 17 punti in una gionata per la borsa americana nel complesso neutra (A/D a 3934 su 3458). La notizia che Tesla da dicembre farà parte dell'S&P500 ha fatto salire l'azione del +8.21% ma non é riuscita a far fare progressi al settore tecnologico - anche il Nasdaq100 (-0.30%) ha perso qualche punto. Le borse danno segni di stanchezza e stanno preparando una di quelle improvvise e veloci correzioni come ci sono state quest'anno a giugno e a settembre.

La seduta di ieri in Europa ci ha detto ben poco a livello tecnico. Gli indicatori non si sono praticamente mossi. I maggiori indici sono scivolati verso il basso fino all'apertura a New York. Hano toccato il minimo giornaliero verso le 16.00 e poi hanno recuperato seguendo le indicazioni provenienti da Wall Street. Hanno chiuso sui livelli d'apertura e quasi invariati - sui grafici appaiono dei piccoli doji star che significano pausa ed indecisione - possono essere un segnale che si prepara un'inversione di tendenza ma per questo oggi deve esserci una caduta simile al balzo di lunedì. Mentre le borse europee non si sono mosse il FTSE MIB (+0.55% a 21435 punti) ha guadagnato altri 118 punti. È già successo in passato che questo mercato di nicchia con bassa capitalizzazione e modesti volumi a fatto per qualche giorno corsa a sé. La borsa italiana non potrà però continuare a salire se le borse europee cominciano a scendere. L'indice é decisamente ipercomperato e pronto per correggere - non siamo sicuri che debba scendere di molto ma siamo convinti che é assurdo e pericoloso tentare a questo punto di rincorrere il rialzo.

Anche la seduta a New York non ha fornito nuovi spunti di analisi. L'S&P500 si é mosso in soli 35 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero con una modesta perdita di 17 punti. Il calo é stato compensato dai guadagni in altri settori (DJT +0.33%, RUT +0.37%) con la conseguenza che non si può parlare di seduta negativa (A/D a 3934 su 3458, NH/NL a 974 su 121 e volume relativo a 1.0).
L'S&P500 ha aperto a 3605 punti. All'inizio é sceso a 3588 punti e ha colmato il gap di lunedì. Poi é lentamente risalito a balzi irregolari fino a 3623 punti. Sul finale é ricaduto a 3605 punti e ha chiuso a 3609.53 punti (-0.48%).
A livello di sentiment la situazione é invariata (VIX a 22.71 punti (+0.26), CBOE Equity put/call ratio a 0.49 e Fear&Greed Index a 67 punti (-4). I Summation Index sono ancora saliti. 
La fase di distribuzione intorno ai 3600 punti di S&P500 può durare ancora qualche giorno.

Stamattina alle 07.30 il future sull'S&P500 era a 3588 punti - ora (08.30) é risalito a 3594 punti (-12 punti). L'Eurostoxx50 vale 3461 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Probabilmente oggi avremo una ripetizione della seduta di ieri.

Commento del 17 novembre

Al Moderna Day segue un Tesla Day ? - per l'azione forse si ma non per la borsa

Ieri la società farmaceutica Moderna ha comunicato di avere un vaccino contro il Covid 19 più efficace e meglio conservabile di quello di Pfizer. La notizia era attesa e l'effetto sulla borsa é stato positivo ma moderato. Gli indici azionari (Eurostoxx50 +0.99% a 3466 punti, S&P500 +1.16% a 3626.91 punti) sono saliti ma non con lo slancio di una settimana fà. I massimi di settimana scorsa non sono stati superati in maniera sostenibile. Si é nuovamente vista la rotazione tra settori - gli investitori partono dal principio che il problema Coronavirus verrà presto risolto tramite una vaccinazione di massa dei cittadini e comperano quei settori che più avevamo sofferto (e stanno ancora soffrendo) durante la crisi economica causata dai lockdown. Per il momento anche i settori un tempo favoriti come la tecnologia (Nasdaq100 +0.63% a 12013 punti) vengono comperati - é solo che invece che sovraperformare ora stanno sottoperformando.
Queste notizie psicologicamente molto positive provocano un'estensione del rialzo ma non cambiano la situazione tecnica - le borse restano ipercomperate e in eccesso di rialzo con investitori troppo ottimisti e speculativamente orientati long. Ora deve esserci una sana correzione anche perché ci sono molti problemi sul tappeto ancora insoluti. Ci riferiamo all'esito definitivo delle elezioni americane e alle conseguenze sanitarie ed economiche della seconda ondata di infezioni da Coronavirus. Non crediamo che le economie mondiali potranno superare la recessione senza danni - ci saranno delle conseguenze durature come mostrano le colonne di auto negli Stati Uniti di persone che pazientemente aspettano la distribuzione gratuita di cibo. Molti disoccupati non troverano più un lavoro - molte aziende falliranno. La nostra soggettiva impressione é che le borse si stanno staccando dalla realtà economica e sociale dei Paesi.

Ieri il rally di una settimana fà in Europa non si é ripetuto. Malgrado che la società farmaceutica Moderna abbia comunicato di avere un secondo efficace vaccino le borse si sono fermate sui livelli d'apertura. L'Eurostoxx50 (+0.99% a 3466 punti) ha avuto un balzo alle 12.45 quando la notizia é stata pubblicata ma poi é ridisceso e ha chiuso sul livello d'apertura e al centro del range giornaliero. Ovviamente il guadagno di 34 punti é un segnale positivo - l'indice però non ha superato in maniera sostenibile il massimo di settimana scorsa e mantiene un comportamento distributivo. È ora che cominci a scendere...
Il DAX tedesco (+0.47% a 13138 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (+1.98% a 21317 punti) invece si é comportato meglio delle altre borse europee - ha superato i 21000 punti e sembra formalmente essere passato in una fase rialzista. Poiché l'Eurostoxx50 non da lo stesso segnale preferiamo non lasciarci entusiasmare da questa rottura al rialzo e restiamo prudenti - continuiamo a favorire lo scenario della correzione. L'SMI (+0.90% a 10586 punti) si é comportato relativamente bene con acquisti su banche, assicurazioni e settori ciclici. Hanno frenato invece i settori difensivi. L'SMI é ora sul bordo superiore del canale di oscillazione 10000-10600 punti che é valido da mesi. In Svizzera non c'é una forte rotazione tra settori - alimentari e farmaceutica si sono fermati e l'SMI sale grazie al resto. Questa buona partecipazione dovrebbe permettere una rottura al rialzo ma non un sostenibile movimento. Concretamente pensiamo che l'SMI possa salire ancora un 100-200 punti ma poi verrà bloccato dall'ipercomperato e dovrà correggere. Insomma - una ripetizione al contrario di quanto successo a fine ottobre.

L'S&P500 ha guadagnato 41 punti a 3626.91 punti (+1.16%) - ha chiuso a ridosso del massimo giornaliero - non ha però superato il record storico a 3646 punti di settimana scorsa.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 3608 punti. Dopo una fase di indecisione é sceso sul minimo a 3600 punti ed é salito alle 17.20 sul massimo a 3628 punti. Nella seconda parte della giornata é nuovamente scivolato fino a 3603 punti, ha recuperato e si é impennato in chiusura a 2627 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5885 su 1570, NH/NL a 1502 (pochi) su 99 e volume realtivo a 1.1. La volatilità VIX é scesa a 22.45 punti (-0.65), il CBOE Equity put/call ratio era estremamente basso a 0.43 e il Fear&Greed Index é balzato a 71 punti (+12)! I Summation Index sono ancora saliti.
Riassumendo il rialzo continua trascinato dai settori ciclici (DJT +2.55%, RUT +2.27%) mentre la tecnologia frena (Nasdaq100 +0.63%).
Il mercato é tecnicamente maturo per una importante correzione.

Ieri sera é stato annunciato che Tesla verrà inclusa nell'S&P500 - la notizia farà oggi balzare l'azione. Non crediamo però che l'effetto positivo si rifletterà su tutto il listino.
Stamattina le borse asiatiche sono miste (Nikkei +0.42%, Shanghai -0.2%)- Il future sull'S&P500 é a 3608 punti (-15 punti). L'eurostoxx50 vale 3458 punti (-8 punti). Le borse europee apriranno di poco in negativo (-0.2%). Seduta di pausa o di ribasso? Non si può ancora dire - noi crediamo che sia giunto il momento delle prese di beneficio e quindi speriamo di vedere una seduta con una chiusura decisamente inferiore ai livelli attuali.

Aggiornamento del 16 novembre

Guardando le borse sembra che i vaccini risolveranno i problemi del mondo...

In Asia le maggiori economie della regione (14 Paesi) con in testa la Cina e il Giappone hanno sottoscritto un accordo di libero scambio commerciale. Unico assente di peso l'India che temeva un'eccessiva concorrenza sul mercato interno. La notizia ha fatto salire le borse della regione. Il Nikkei ha guadagnato il +2.05% - Shanghai sta salendo del +1.1%. Ovviamente nella scia anche il future sull'S&P500 guadagna terreno - alle 08.20 si trova a 3612 punti (+30 punti). In America si preferiscono ignorare i problemi legati all'elezione del Presidente, ancora contestata da Donald Trump, e alla diffusione del Covid 19. I mercati finanziari sembrano guardare unicamente ad un futuro radioso quando i vaccini avranno fatto sparire la pandemia e l'economia ricomincerà a correre a pieno regime.
Da una parte i livelli raggiunti dalla borsa americana ci sembrano decisamente eccessivi. D'altra parte abbiamo comprensione per le scelte d'investimento che favoriscono le azioni alle obbligazioni. Meglio comperare qualcosa di rischioso ma che può dare un guadagno piuttosto che essere condannati a vedere con sicurezza il valore del proprio partimonio ristagnare per anni. Tutti in ogni caso hanno l'impressione di essere in grado di uscire dalla borsa prima di un eventuale crollo.
Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3471 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +1.1%. Finora non sembra che l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo siano in grado di fermare la corsa delle borse.

Commento del 14-15 novembre

Grafici bullish - indicatori toppish

Lunedì la società farmaceutica Pfizer ha comunicato di aver scoperto un vaccino efficace contro il Covid 19 - la notizia la fatto schizzare verso l'alto le borse e ha prolungato il rialzo partito con le elezioni negli Stati Uniti. Venerdì gli indici azionari hanno chiuso sui livelli d'apertura di lunedì - le candele settimanali sui grafici hanno poco corpo - dopo il balzo in apertura lunedì le borse non hanno più fatto sostanziali progressi. Venerdì l'S&P500 (+1.36% a 3585.15 punti) ha fatto registrare la migliore chiusura giornaliera della storia - il record precedente risaliva al 2 settembre quando l'S&P500 aveva toccato un massimo a 3588 punti e aveva chiuso a 3580.84 punti. Lunedì l'S&P500 ha toccato un nuovo recordo storico a 3645.99 punti. Con tutti questi massimi storici e di periodo é ovvio che i grafici puntano al rialzo - gli indicatori di partecipazione e momentum fannno però sorgere parecchi dubbi sulla sostenibilità del movimento. Concretamente le borse sembrano ora su un massimo di periodo e stanno da mercoledì distribuendo. Attendiamo l'inizio di una correzione. Per questa previsione ci basiamo soprattutto sui nostri oscillatori e sugli indicatori di sentiment che mostrano una situazione radicalmente diversa rispetto alle elezioni del 2016. Nel 2016 si era partiti da un forte pessimismo che era sparito solo lentamente e nel corso di settimane mentre le borse salivano. Ora invece si é partiti da una situazione di relativo pessimismo ma l'umore é radicalmente cambiato in poche sedute - ora sul mercato delle opzioni c'é una massiccia speculazione al rialzo sulle azioni e al ribasso sulla volatilità VIX (23.10 punti, -2.25 punti). Inoltre le inchieste effettuate settimanalmente tra i vari tipi di investitori (NAAIM, AAII) ) mostrano che tutti sono già fortemente investiti e sono bullish - bisogna domandarsi chi potrebbe ancora comperare per spingere gli indici più in alto.
Malgrado che giovedì le borse sembrano solo aver avuto un ritracciamento tecnico da ipercomperato e la seduta di venerdì sia stata in America decisamente positiva siamo convinti che settimana prossima comincerà ad apparire una certa debolezza e che la performance delle prossime 5 sedute sarà negativa. Dopo due settimane di forti rialzi questo non deve sorprendere. L'ampiezza e durata della correzione ci diranno cosa succederà fino a fine anno. Nelle ultime due settimana abbiamo visto che gli investitori ignorano le cattive notizie mentre onorano con entusiamo quelle buone. Questo normalmente é il comportamento di un mercato che ha voglia di rialzo. I Summation Index, che continuano a salire, confermano questa impostazione. Di conseguenza parliamo ora di correzione e non di ribasso - dopo la correzione di aspettiamo in linea di massima una stabilizzazione dell'S&P500 sui 3400 punti e dell'Eurostoxx50 (+0.11% a 3432 punti) sui 3200 punti. Non possiamo escludere in seguito una ripresa del rialzo ma per il momento questa variante non gode della nostra preferenza.
Questa settimana il Nasdaq100 (big cap della tecnologia) é sceso mentre più o meno tutto il resto é salito. Questo debolezza relativa può essere interpretata in due maniere contrapposte. Gli ottimisti parlano di sana rotazione e mercato forte che riesce a salire malgrado il calo di questo importante settore. I pessimisti dicono che il rialzo di Wall Street non può continuare senza dei leaders e senza la tecnologia. Noi per il momento diamo ragione agli ottimisti poiché le cifre parlano in loro favore. Il Nasdaq100 (+0.93% a 11937 punti) deve però riuscire a chiudere una seduta sopra i 12100 punti. In caso contrario un doppio massimo discendente lo condannerà e in questo caso il Nasdaq100 diventerà il leader di una spinta di ribasso e non solo un settore con debolezza relativa.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +7.12% a 3432 punti
SX7E (banche)          +20.00% a 68.44 punti
DAX                         +4.78% a 13076 punti
SMI                          +1.65% a 10492 punti
FTSE MIB                  +6.21% a 20903 punti
S&P500                     +2.16% a 3585.15 punti
Nasdaq100                -1.27% a 11937 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta di poco positiva (Eurostoxx50 +0.11% a 3432 punti) che non ci dice nulla di nuovo. Dopo la caduta di giovedì non c'é stata una continuazione verso il basso - questo conferma la mancanza di pressione di vendita. Si é trattato di una seduta neutra senza un significato particolare. Notiamo unicamente che nel dopo borse le borse europee hanno copiato la buona seduta a Wall Street - alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3448 punti. Come al solito sarà l'America a decidere se ci sarà una correzione e in caso affermativo di quale tipo. Nel commento di venerdì mattina vi abbiamo spiegato cosa ci aspettiamo e perché.

Le seduta a Wall Street é stata decisamente positiva e purtoppo meglio di quanto ci sarebbe piaciuto vedere. Gli indici sono saliti di più di quanto erano scesi giovedì. Poiché i massimi di lunedì non sono stati né attaccati né migliorati non si può parlare di continuazione del rialzo. Non si può neanche parlare di correzione poiché non c'é nessun segnale di vendita - l'abbiamo già detto dopo la seduta negativa di giovedì. Parliamo di distribuzione poiché questo é quanto ci aspettavamo ora ed é quello che mostrano gli indicatori di partecipazione - i NH non aumentano e i volumi sui titoli in guadagno sono percentualmente inferiori al numero dei titoli che salgono rispetto al totale. Il nostro scenario correttivo può essere messo in dubbio solo se all'inizio di settimana prossima gli indici salissero sopra i massimi di lunedì.
L'S&P500 ha aperto a 3560 punti. Per le prime ore é oscillato intorno a questo valore con un minimo a 3552 punti. Poi c'é stato un rialzo con un'accelerazione che é sfociata in un massimo a 3593.66 punti. Sul finale l'indice é ricaduto a 3585.15 punti (+1.36%). L'indice é stato frenato dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.93%) mentre DJT (+2.08() e RUT (+2.08%) si sono comportati meglio.
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5978 su 1418, NH/NL a 560 su 98 e volume relativo a 0.95. Il Fear&Greed Index (che riassume 7 indicatori del mercato azionario e obbligazionario) é salito a 59 punti (+4 punti). Il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.50.
Riassumendo la borse dovrebbero ora correggere ma finora non abbiamo molti elementi in favore di questa tesi. Tra giovedì e venerdì le borse hanno fatto una pausa e si sono fermate sotto i massimi di lunedì. Gli investitori hanno riposto molte speranze nella società farmaceutica Moderna che lunedì dovrebbe pubblicare i risultati delle sue ricerche cliniche. Molti si aspettano che Moderna sarà in grado di presentare un nuovo vaccino efficace da affiancare a quello di Pfizer. Molti sperano che domani lunedì si ripeta il rally di lunedì scorso. La notizia ci sembra però ampiamente scontata. Chi é speculativamente long vorrà realizzare i suoi guadagni e non essendoci più nessuno in attesa di salire sul treno in corsa é probabile che l'effetto sarà negativo.
Per ora il Coronavirus imperversa in Europa ed America é non escludiamo che il tema dominante settimana prossima sarà il lockdown e i relativi danni economici. Il discorso relativo alla successiva ripresa economica potrebbe passare in secondo piano.

Commento del 13 novembre

Il primo giorno di correzione é un semplice ritracciamento da ipercomperato con volumi in calo 

Questa settimana, dopo tre sedute di rialzo, ieri c'é stata una seduta negativa sia in Europa (Eurostoxx50 -1.13% a 3428 punti) che in America (S&P500 -1.00% a 3537.01 punti). Secondo gli oscillatori un massimo significativo doveva essere raggiunto a metà settimana ma come sapete queste sono solamente delle finestre temporali - il massimo può verificarsi un paio di giorni prima o dopo - probabilmente é solo un caso che proprio ieri gli indici sono scesi. L'impressione della giornata é però che ci sono semplicemente state delle prese di beneficio e quindi un consolidamento. È apparsa una certa stanchezza e non una vera e propria pressione di vendita: gli indici non hanno chiuso sui minimi, i nuovi minimi a 30 giorni (NL) non sono aumentati, i volumi di titoli trattati erano in calo rispetto al resto della settimana e modesti. Insomma la correzione non é iniziata con un colpo di ribasso ma con una semplice scivolata verso il basso che può avere diversi significati. È possibile che ci sia ancora una breve spinta di rialzo anche perché la tecnologia americana mostra nuovamente forza relativa e se la tecnologia non "molla" é difficile che l'S&P500 prende decisamente la via verso sud. Inoltre gli investitori fanno spesso dei ragionamenti molto semplici e triviali. Hanno visto che lunedì l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico e sono convinti che anche l'amato Nasdaq100 (-0.55% a 11827 punti) debba comportarsi alla stessa maniera. Pensiamo quindi che gli investitori retail continueranno a spingere l'indice verso l'alto fino a quando non avranno esaurito le loro forze. È possibile che il Nasdaq100 tenti un'ultima volta di salire sui 12300 punti prima cedere definitivamente alle forze che impongono la correzione.

Ieri le borse europee puntuali hanno cominciato a correggere. Non pensiamo che da adesso gli indici devono solo scendere - al contrario. Il calo con bassi volumi di titoli trattati sembra unicamente un ritracciamento causato dall'ipercomperato rispettivamente da prese di beneficio. Per un ribasso sostenibile ci vuole pressione di vendita e ieri questa mancava - l'Eurostoxx50 (-1.13% a 3428 punti) ha aperto in calo ed é scivolato verso il basso fino alle 14.15 - poi si é stabilizzato ed é semplicemente oscillato in laterale. DAX (-1.24% a 13053 punti) e FTSE MIB (-0.83% a 20817 punti) si sono comportati in maniera simile e si trovano nella medesima situazione tecnica. Di conseguenza ad istinto crediamo che si sarà una fase di distribuzione di alcuni giorni prima che le borse europee prendano decisamente la strada verso sud. Come indicato ieri sera l'obiettivo ideale della correzione per l'Eurostoxx50 si situa sui 3200 punti.
Ieri sera nel commento sull'SMI abbiamo spiegato come stimiamo questi obiettivi: "Come spesso succede quando le borse europee scendono l'SMI svizzero ha smorzato la caduta grazie ai suoi settori difensivi. Temiamo che fino a fine anno l'SMI rimanga semplicemente catturato nel range 10000-10600 punti. Partendo dal presupposto che la tendenza di fondo é neutra ora l'SMI dovrebbe ritracciare il 50% del rally dal minimo di fine ottobre. Su 1100 punti deve perderne 550 - significa che l'obiettivo ideale di una correzione é a 10050 punti circa. Evitiamo di fare i farmacisti poiché non serve..." L'ampiezza del ritracciamento dipende dal trend dominate. Se il trend é al rialzo il ritracciamento può essere solo di 1/3 mentre se il trend é al ribasso la caduta raggiunge i 2/3. Queste sono delle regole di base. Poi molto dipende da dove si situano supporti e resistenze e dal comportamento dei maggiori mercati di riferimento.

Anche la seduta a New York é stata negativa ma la borsa americana ha fatto fatica a scendere - nelle prime ore l'S&P500 ha provato a tornare in pari grazie al sostegno dei big delle tecnologia che erano in guadagno. Dopo la chiusura in Europa le vendite sono però  arrivate anche in America.
L'S&P500 ha aperto a 3555 punti e nelle prime ore é oscillato tra un minimo a 3552 ed un massimo a 3569 punti. Solo a metà giornata é sceso decisamente e ad ondate ha raggiunto un minimo a 3518 punti. Sul finale si é risollevato fino a 3537.01 punti (1.00%). La tecnologia ha mostrato, come il giorno precedente, forza relativa (Nasdaq100 -0.55% a 11827 punti). Per il resto le vendite sono state distribuite su tutto il listino con preferenza sui settori ciclici che erano rimbalzati nelle prime tre sedute della settimana (DJT -1.40%, RUT -1.64%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1829 su 5597, NH/NL a 342 su 111 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 25.32 punti (+1.90 punti) ma questo ha solo accentuato la speculazione al ribasso (CBOE VIX put/call ratio a 1.54). La CBOE Equity put/call ratio era a 0.52 - il Fear&Greed Index é sceso a 55 punti ! I Summation Index sono ancora leggermente saliti.
Insomma - questa sembra una normale seduta negativa senza un particolare significato. Dovrebbe essere l'ainizio dell'attesa correzione ma non abbiamo nessuna conferma a riguardo.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 3541 punti (+8 punti), L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3410 punti - le borse europee apriranno con delle perdite di circa il -0.5%. Non abbiamo una visione particolare per questa giornata - per noi le borse stasera potrebbero chiudere sui valori attuali.

Commento del 12 novembre

Onda di riflusso

Ieri la seduta é stata positiva sia in Europa (Eurostoxx50 +0.72% a 3467 punti) che in America (S&P500 +0.77% a 3572.66 punti). Questo fatto non é una sorpresa - se verso la metà di questa settimana le borse dovevano salire su un massimo significativo prima di correggere é evidente che per raggiungere un massimo ci vogliono delle sedute di rialzo. È più interessante osservare come si sta svolgendo questo movimento. All'inizio della settimana gli investitori hanno scontato la scoperta di Pfizer di un vaccino efficace contro il Coronavirus. Hanno venduto tecnologia e comperaro le azioni di quelle società che più avevano sofferto della crisi provocata dalla pandemia. Ieri c'é stata un'onda di riflusso - nei settori ciclici ci sono state delle prese di beneficio mentre é nuovamente decollato il Nasdaq100 (+2.31% a 11892 punti) spinto dai big della tecnologia. Raramente nelle ultime settimane tutto il listino si muove al rialzo in maniera sincrona. Invece che esserci un flusso costante di liquidità che entra sul mercato azionario ci sono piuttosto delle rotazioni con investitori che si spostano da un settore all'altro. Normalmente questo non provoca un rialzo costante ma piuttosto un rialzo ad undate con parecchie correzioni intermedie più o meno ampie. Gli oscillatori e gli indicatori di sentiment (Fear&Greed Index a 66 punti (+6 punti)) mostrano che adesso le borse dovrebbero essere su un massimo intermedio - deve iniziare una correzione. Senza un evento scatenante é probabile che l'inizio della correzione sia diluito su alcune sedute.

Ieri le borse europee hanno guadagnato ancora qualche punto. Dopo l'apertura in positivo non hanno però più fatto sostanziali progressi - in pratica si sono fermate come mostrano le candele sui grafici con poco corpo. L'Eurostoxx50 (+0.72% a 3467 punti) ha superato il massimo di luglio e quella di ieri é la migliore chiusura da marzo. Questo comportamento é costruttivo ma non significa ancora una rottura al rialzo e un segnale d'acquisto per un rialzo di medio termine poiché la maggior parte degli indici europei, come il DAX tedesco (+0.40% a 13216 punti) non hanno dato questo segnale. L'ipercomperato (RSI sui 70 punti) suggerisce che la variante più probabile é l'inizio di una correzione specialmente se, come pensiamo, l'America darà il cattivo esempio.
Ieri per il portafoglio abbiamo aperto delle posizioni short a corto termine più o meno sui livelli di chiusura.

In America dopo due giorni di vendite piuttosto massicce gli investitori hanno deciso di comperare nuovamente i big della tecnologia. Semplicemente il calo sembrava eccessivo e il Nasdaq100 (+2.32% a 11892 punti) dal primo solido supporto a 11500 punti non ha resistito alla tentazione di rimbalzare e andare a colmare il gap di martedì. Senza questo fattore la borsa americana avrebbe fatto semplicemente una pausa (p.e. RUT -0.00%).
L'S&P500 ha aperto a 3565 punti e dopo una fase di indecisione con una discesa a 3557 punti di minimo giornaliero sono riapparsi i compratori. L'indice é salito abbastanza regolarmente fino alle 19.40 e fino ad un massimo a 3581 punti e poi é sceso nuovamente a 3559 punti. Sul finale si é assestato a 3572.66 punti (+0.77%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4170 su 3219, NH/NL a 703 (pochi) su 108 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 23.45 punti (-1.35) mentre il CBOE put/call ratio sulla VIX é balzato a 1.25 (molto alto) - vi invitiamo a leggere il commento di ieri sull'S&P500 dove parliamo del DSI sulla VIX e della previsione di una imminente impennata della volatilità. Il mercato delle opzioni conferma il segnale del DSI. Il CBOE Equity put/call ratio era a 0.45 - gli speculatori long non demordono ed é logico visto che finora hanno ragione. I Summation Index sono saliti.
Attenzione al reddito dell'USTreasury Bond decennale che é salito a 0.98%. Ad inizio agosto aveva toccato un minimo a 0.52%. Presto o tardi gli algoritmi decideranno che il rialzo dei tassi d'interesse é dannoso per le azioni e cominceranno a vendere. Quando? Difficile dirlo ma sicuramente se la barriera dell'1% cade la notizia diventerà tema di discussione.

Stamattina appaiono timidamente i primi segnali negativi. Il future sull'S&P500 scende alle 08.15 a 3550 punti (-17 punti). L'Eurostoxx50 vale 3450 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.5%. Non pensiamo che oggi ci saranno parecchie vendite. Probabilmente avremo una breve distribuzione e questo significa che i primi tuffi verso il basso verranno comperati. Stamattina si potrebbe cadere di un -1% ma in linea di massima ci aspettiamo dopo un recupero e una chiusura di poco negativa.

Commento dell'11 novembre

Le borse sono praticamente su un massimo intermedio

Ieri le borse hanno nuovamente cercato di scontare la scoperta da parte di Pfizer di un efficace vaccino contro il Covid 19. Gli investitori sono alla ricerca di quelle società che dovrebbero approfittare della ripresa economica e vendono le azioni di quelle società che hanno approfittato della pandemia ed ora sembrano troppo care. Questo spiega la continuazione del rialzo delle borse europee (Eurostoxx50 +1.02% a 3442 punti), la forza del settore delle piccole e medie imprese (PMI) negli Stati Uniti (RUT +1.88%) e le prese di benefico sulla tecnologia (Nasdaq100 -1.74% a 11624 punti). Ora questi movimenti di assestamento, che sono stati rapidi e violenti, dovrebbero essere finiti. La fine dovrebbe essere sancita da una scossa nella direzione opposta come sta già avvenendo in Svizzera - concretamente dopo una pesante caduta ci aspettiamo che la tecnologia rimbalzi e permetta all'S&P500 (-0.14%), che si é dovuto barcamenare tra due spinte contrapposte, di salire su un massimo significativo. A corto termine le borse sono ora ipercomperate, in eccesso di rialzo e gli investitori hanno cambiato radicalmente d'umore passando decisamente nel campo dell'ottimismo (Fear&Greed Index a 58 punti (+4 punti). Gli oscillatori in America mostrano che gli indici azionari sono puntuali all'appuntamento e dovrebbero oggi o domani salire su un massimo a corto termine - al massimo deve seguire una correzione più o meno intensa. Il momentum del rialzo é molto forte - é poco probabile che la correzione inizi con un tonfo. In questi casi prima il rialzo deve fermarsi, dovono esserci una o due sedute di distribuzione e poi devono arrivare le vendite. Ovviamente le notizie influenzano questo scenario di base e non sono prevedibili in anticipo con l'analisi tecnica. Se per esempio Donald Trump concedesse a Joe Biden la vittoria nelle elezioni presidenziali americane é probabile che il rialzo avrà una breve estensione - il rally di lunedì ha cancellato in America le resistenze e non si può stimare dove potrebbe esaurirsi la spinta di rialzo. In Europa ci sono i massimi di luglio che possono essere usati come punto di riferimento.

Le borse europee hanno avuto una seduta di rialzo. L'Eurostoxx50 é salito a 3442 punti (+1.02%). L'obiettivo teorico di questa spinta di rialzo é a 3450 punti ma sullo slancio é possibile che l'indice salga marginalmente più in alto. Anche in Europa ci sono delle differenze. Vengono comperate le borse di quei Paesi che finora hanno maggiormente sofferto a causa delle pandemia (Spagna IBEX +3.38%, Austria ATX +3.43%, Belgio BEL +3.86%). Oppure gli speculatori si buttano a comperare settori negletti come quello delle banche (SX7E +6.13% a 68.94 punti). Secondo grafici ed indicatori questa spinta di rialzo dovrebbe però essere praticamente finita. La Svizzera serve da esempio (SMI -0.55% a 10360 punti). Altri dettagli li trovate nei commenti serali.

L'S&P500 ha marciato sul posto - non solo per il fatto che ha perso solo 5 punti ma anche perché ha aperto e chiuso sullo stesso livello e per tutta la giornata é ondeggiato senza direzione in un range di 46 punti. Ha aperto a 3548 punti, é sceso sul minimo a 3511 punti ed é salito a meta giornata sul massimo a 3557 punti. Poi le oscillazioni sono diminuite e l'S&P500 ha chiuso a 3545.53 punti (-0.14%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4692 su 2720, NH/NL a 1079 su 300 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é scesa a 24.80 punti (-0.95) e il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.52.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3555 punti (+14 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3460 punti. Le premesse sono per un'altra seduta di rialzo - potrebbe eessere l'ultima prima dell'inizio di una correzione.
Il Nikkei é ancora salito del +1.78% - Shanghai invece sta cedendo il -0.5%.
I dati economici mostrano che le economie stanno recuperando dopo lo shock del lockdown di marzo. Molti sperano che il vaccino risolva tutti i problemi. Non sarà però né veloce né semplice.

Commento del 10 dicembre

Una notizia influenza a breve la direzione dei mercati - gli investitori devono scontarla e le borse devono assestarsi

Ieri verso le 13.00 la società farmaceutica Pfizer ha annunciato di aver scoperto un vaccino contro il Covid 19 con un'efficacia del 90% - i mercati azionari sono esplosi al rialzo. Il future sull'S&P500 é balzato verso le 14.00 fino a 3667 punti e l'indice (+1.17% a 3550.50 punti) é salito durante la seduta su un nuovo massimo storico a 3646 punti. Gli investitori hanno cercato immediatamente di implementare le conseguenze di questa notizia dirompente - in generale hanno comperato azioni ma ci sono anche state delle decisioni sorprendenti. Per esempio le società tecnologiche (Nasdaq100 -2.16% a 11830 punti), che approfittavano della pandemia, sono state vendute (Amazon -5.06%). Sono stati venduti gli assets difensivi come oro, obbligazioni di Stato (il reddito dell'USDTBonds decennale é salito a 0.96%) o franco svizzero. Sono state invece comperate in maniera massiccia le azioni di quelle società che più avevano sofferto negli scorsi mesi. Per esempio l'indice delle PMI americane Russell2000 é stato bloccato dopo un rialzo iniziale del +7% e ha terminato la giornata con un guadagno del +3.70%. I guadagni nel settore delle banche (BKX +14.28%, SX7E +13.90%) o in quello dell'energia (ETF Energy +14.28%) non hanno una razionale spiegazione. Avrete notato che l'euforia iniziale é in parte rientrata. La borsa americana ha chiuso lontana dai massimi giornalieri. Ora é difficile emettere un giudizio tecnico su questa giornata indubbiamente anomala. Come interpretare il nuovo massimo storico dell'S&P500? - inizio di una nuova fase di rialzo? - falsa rottura al rialzo?. Oppure che dire del reversal del Nasdaq100 che é sceso 450 punti dal massimo e ha chiuso sul minimo giornaliero con una perdita di 260 punti? In teoria questo é un segnale d'inversione di tendenza ma considerando la giornata evitiamo di dichiararlo come tale.
Insomma - rinunciamo oggi di fare un commento tecnico ed elaborare nuove previsioni poiché il rischio di sbagliare é alto. I mercati devono prima scontare la notizia, ritrovare equilibrio e assestarsi. Poi saremo in grado di dire in che direzione andremo dai livelli raggiunti ieri sera dalle borse. In linea di massima però la notizia di un vaccino contro il Coronavirus era attesa e non cambierà in maniera determinante l'andamento dell'economia e dei mercati finanziari. L'euforia osservata ieri é destinata a rientrare. Bisogna però attendere una o due sedute per poter dire con una certa sicurezza quali sono le conseguenze durature. In linea di massima la previsione di un massimo intermedio a metà settimana non cambia - gli indicatori, specialmente a livello di sentiment, continuano a puntare in questa direzione.

Le borse europee hanno avuto una seduta di forte rialzo (Eurostoxx50 +6.36% a 3407 punti). La reazione in Europa é paragonabile a quella del settore delle PMI americane. Abbiamo osservato un'accelerazione al rialzo, il netto superamento delle MM a 50 e 200 giorni e il raggiungimento del limite superiore del canale d'oscillazione valido da giugno. Con questo rally le borse europee non hanno però fatto ancora nulla di particolare - sono risalite sui livelli massimi visti negli scorsi mesi e a corto termine sono ipercomperate. È possibile che questa giornata rappresenti l'inizio di una fase di rialzo - non ci sono però conferme e noi non siamo per niente convinti.

L'S&P500 ha aperto su un nuovo massimo storico a 3646 punti. All'inizio é sceso a 3598 punti ed é poi risalito a metà seduta a 3626 punti. In seguito hanno predominato le vendite. L'indice é scivolato verso il basso ed ha accelerato la sua caduta dopo le 21.15. Ha chiuso sul minimo giornaliero a 3550.50 punti (+1.17%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5234 su 2255, NH/NL a 2308 su 286 e volume relativo a 1.6. La volatlità VIX é salita (!) a 25.75 punti (+0.89), il CBOE Equity put/call ratio era estremamente basso a 0.37 e il Faer&Greed Index é balzato a 54 punti (+14). I Summation Index sono saliti.
La seduta ha lanciato segnali contrastanti. In generale gli indici hanno guadagnato terreno e questo é positivo. Le chiusura lontane dai massimi e il reversal sul Nasdaq suggeriscono però prudenza.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3542 punti (-2 punti). Le borse sono instabili e i mercati sono volatili. L'Eurostoxx50 vale 3402 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Crediamo che l'S&P500 rifletta correttamente la situazione - é salito ieri del +1.17% e stamattina é fermo. In paragone le borse europee hanno esagerato.

Aggiornamento del 9 novembre

Wall Street abbraccia Joe Biden

Durante il fine settimana la finanza di Wall Street ha abbracciato Joe Biden. Ho letto solamente articoli che spiegavano perché l'elezione di Joe Biden a Presidente degli Stati Uniti é positiva per l'America, per la sua economia e per il mercati finanziari. Non mi ricordo di aver sentito tutti questi elogi prima della votazione - mi sembra che tutti preferiscono ora schierarsi con il vincitore. È probabile che le lodi dei media servano a far proseguire il rally di settimana scorsa ancora un paio di giorni - come suggerisce l'analisi tecnica - la resistenza costituita dalla linea di trend discendente sui grafici dell'S&P500 e del Nasdaq100 non é un ostacolo insormontabile.

Stamattina gli investitori sembrano trascinati dall'entusiamso - forse troppo. Ci viene in mente quanto successo una settimana fà quando le borse europee avevano aperto con un tuffo del -2% per poi cambiare direzione...
Il future sull'S&P500 alle 08.20 é a 3556 punti (+56 punti). L'Eurostoxx50 vale 3264 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +2%. L'apertura ci sembra eccessivamente buona ma l'intonazione positiva dei mercati viene confermata dai cambi (EUR/USD a 1.1880) e dai tassi d'interesse in calo. È quindi meglio non tentare di opporsi alla corrente anche se stasera ci aspettiamo una chiusura sotto i livelli d'apertura. Ci vogliono un paio di giorni per far passare la sbornia post elettorale.

Commento del 7-8 novembre

Una settimana le borse eravane ipervendute - ora non sono ipercomperate - chill out

La pandemia ed le elezioni negli Stati Uniti hanno provocato nelle ultime due settimane una forte volatilità. Prima c'é stato un'inatteso crollo - poi da lunedì di questa settimana c'é stata una possente spinta di rialzo che ha superato nella sua ampiezza tutte le previsioni. Una settimana fà aveva annnunciato un rimbalzo tecnico e l'inizio di una fase di rialzo a medio termine. Non ci aspettavamo un rally di dimensioni storiche (secondo migliore rialzo post elettoraler della storia). Un errore é stato sicuramente quello di voler scovare le ragioni del movimento e sulla base di questa interpretazione degli avvenimenti di voler prevedere le oscillazioni a breve. La borsa é salita infischiandosene della politica. All'inizio sembrava che Donald Trump potesse vincere - la borsa é salita. Poi pian pianino si é concretizzata l'elezione di Joe Biden a nuovo Presidente degli Stati Unti - la borsa é salita. Adesso i commentatori dicono che la borsa é salita poiché c'é una situazione di patta con un Presidente democratico e un Senato repubblicano. Forse era meglio dimenticare questi aspetti e limitarsi ad osservare i grafici e gli indicatori tecnici. I gap up da accelerazione e il superamento sulla slancio delle MM a 50 giorni erano un chiaro sintomo di forti acquisti - l'ottima performance del settore tecnologico un segno che poteva esserci una di quelle situazioni di massici acquisti speculativi che quest'anno più volte hanno sorpreso per la loro durata e intensità. Secondo noi l'S&P500 doveva salire tra novembre e dicembre sui 3500-3520 punti e poi tornare sui 3400 punti. Giovedì l'indice ha toccato un massimo a 3529 punti e venerdì ha chiuso a 3509.44 punti (-0.03%). Sui grafici dell'S&P500 e del Nasdaq100 noi abbiamo inserito una linea di trend discendente e abbiamo ipotezzato che il rialzo debba terminare su queste resistenze ed essere seguito da una correzione. Oggi dobbiamo leggermente modificare questo scenario. Gli indici azionari, malgrado il rally di settimana scorsa, non sono impercomperati e secondo gli oscillatori un massimo a corto termine verrà raggiunto solo a metà di settimana prossima. Sui grafici di parecchi settori leaders (come Health Care, Materials o Semis) abbiamo osservato delle rottura al rialzo sia sopra le linee di trend che sopra i massimi del 12 ottobre o i massimi del 2 settembre. Di conseguenza pensiamo che sullo slancio il rialzo possa avere una breve estensione. Ricordiamoci che la variante più probabile é sempre una continuazione del trend rispetto all'inversione di tendenza. L'inversione di tendenza può essere prevista e si verifica quando ci sono tre componenti: ipercomperato e/o ecceso di rialzo, resistenze e eccesso di ottimismo o euforia. Al momento vediamo che andiamo in questa direzione ma questa combinazione non c'é ancora. Infine il test di una resistenza (o un supporto) raramente sfocia in un raggiungimento preciso della stessa - o il mercato gira prima (come é avvenuto una settimana fà sul supporto a 3200 punti) o solo dopo una falsa rottura al rialzo (o al ribasso).
Di conseguenza la variante più probabile a questo punto é una modesta continuazione del rialzo ancora per un paio di giorni seguita ad alcune sedute di distribuzione necessarie per diminuire il momentum e permettere a tutti di abbracciare il rialzo post elettorale. Poi ci sarà una correzione più o meno intensa. Tornando a razionalizzare siamo convinti che gli Stati Uniti devono ancora fare i conti con la seconda ondata di Covid 19 - da loro arriverà in ritardo rispetto all'Europa e rischia di essere ancora peggiore considerando i festeggiamenti elettorali. Improvvisamente le borse si renderanno conto che con l'elezione di Joe Biden i problemi più immediati degli Stati Uniti non sono risolti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +8.31% a 3204 punti
SX7E (banche)          +6.34% a 57.03 punti
DAX                         +7.99% a 12480 punti
SMI                          +7.67% a 10322 punti
FTSE MIB                  +9.69% a 19681 punti
S&P500                     +7.32% a 3509.44 punti
Nasdaq100                +9.39% a 12091 punti

La seduta di venerdì é stata di scarso interesse. Come era logico pensare dopo il dinamico rialzo post elettorale le borse si sono fermate e hanno fatto una pausa.
In Europa la seduta é stata leggermente negativa (Eurostoxx50 -0.36% a 3204 punti). Gli indici hanno svolto una seduta in trading range e hanno chiuso al centro del range giornaliero. Dopo il party é giunto il momento di darsi una calmata e rilassarsi - chill out.
Notiamo che anche in questa settimana l'Europa ha seguito fedelmente l'America malgrado che l'evento dominante fossero le elezioni americane. In Europa non é successo nulla in grado di spiegare il rialzo delle borse.
A New York sembrava che la seduta potesse essere decisamente negativa. Invece a fine giornata l'S&P500 (-0.03% a 3509.44 punti) ha chiuso praticamente in pari mentre il Nasdaq100 ha ancora guadagnato una decina di punti (+0.11% a 12091 punti).
L'S&P500 ha aperto a 3504 punti e all'inizio é sceso fino a 3484 punti. Dopo questa reazione negativa a contatto con la resistenza i compratori si sono rifatti vivi. L'indice é risalito ad ondate e ha trascorso la parte centrale della seduta sui 3505 punti. Sul finale c'é stato ancora un tentativo di rialzo dai 3499 ai 3521 punti ma negli ultimi minuti l'S&P500 é ricaduto a 3509 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa (!) con A/D a 3054 su 4348, NH/NL a 668 su 250 e volume relativo a 0.95. La seduta negativa é stata provocata dalla deludente performance del Russell2000 (RUT -0.96%). La volatilità VIX é caduta a 24.86 punti (-2.72), il CBOE Equity put/call ratio era molto basso a 0.41, il Fear&Greed Index é rimasto fermo a 40 punti (-1). Nel complesso vediamo che l'umore degli investitori in una settimana é cambiato radicalmente - non siamo però ancora a livello di pericoloso ottimismo. I Summation Index sono ancora saliti.
Gli indicatori che usiamo per determinare la tendenza di fondo in una settimana si sono rimbaltati (63.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e Bullish Percent Index sul NYSE a 56.76) - da ribasso si é subito passati a rialzo.

La festa delle borse scatenata dalle elezioni americane si avvicina alla fine - dopo la musica assordante e le danze é arrivato il momento di rilassarsi (come dicono i giovani - "chill out"). Non é però ancora ora di tornare a casa e alla realtà di tutti i giorni.

Commento del 6 novembre

Dopo tre balzi con chiusure in calo la spinta di rialzo in America é completa

Malgrado che negli Stati Uniti non si sa ancora chi sarà il prossimo Presidente ieri le borse hanno nuovamente festeggiato con una ulteriore seduta di forti rialzi. Se la seduta positiva di lunedì si poteva ancora considerare un semplice rimbalzo da ipervenduto le tre successive sono da catalogare come un rally post elettorale. In America abbiamo avuto tre sedute dall'andamento simile. Spinti dai futures gli indici azionari hanno aperto al rialzo e in gap up, hanno raggiunto il massimo giornaliero a metà seduta (o nelle prime due ore di contrattazioni) e hanno chiuso decisamente sotto il massimo giornaliero. Sui grafici appaiono delle lunghe candele bianche con il corpo nella parte inferiore. Con queste tre accelerazioni la spinta di rialzo generata dalle elezioni americane dovrebbe essere completa. Come anticipato ieri sera nel commento sull'Eurostoxx50 ora deve esserci una pausa che verrà sancita da una seduta negativa. Considerando la forza del momentum é poco probabile che avremo una seduta decisamente negativa - sarà però una giornata diversa dalle precedenti con delle prese di beneficio. Ieri l'SMI svizzero (+0.19%) e i titoli farmaceutici hanno dato il buon esempio.
Naturalmente dobbiamo porci la domanda di cosa potrebbe succedere in seguito. Noi pensavamo che l'S&P500 nel rialzo di medio termine di novembre potesse salire a 3500-3520 punti. L'indice ha toccato ieri i 3529 punti di massimo e ha chiuso a 3510.45 punti (+1.95%). Preferiamo attendere la fine della settimana prima di dare una risposta definitiva. Abbiamo però fornito i primi elementi nel commento pomeridiano sull'S&P500. Se la linea di trend discendente sul grafico venisse rotta al rialzo é probabile che l'S&P500 tenterà di salire fino al massimo storico. Noi pensiamo che il primo tentativo di rottura fallirà - sarà la successiva correzione a darci le indicazioni per il futuro.

Per il quarto giorno consecutivo le borse europee hanno avuto una seduta di forte rialzo. Nessuno riesce a spiegare in maniera razionale perché bisogna comperare - sicuramente non é in grado di dirlo chi settimana scorsa ha venduto. La situazione economica e sul fronte della pandemia non é cambiata. Settimana scorsa tutti volevano vendere e ora tutti vogliono comperare inseguendo i futures americani che durante la notte decidono da quale livello bisogna riprendere le contrattazioni. L'Eurostoxx50 (+1.72% a 3215 punti) é tornato su quei 3200-3250 punti che servono ormai da giugno come punto di riferimento. Secondo la nostra stima il rialzo di corto termine dovrebbe essere completo e l'Eurostoxx50 dovrebbe assestarsi. Potrebbe teoricamente salire ancora un pò più in alto poiché gli indicatori tecnici mostrano che esiste ancora spazio verso l'alto fino all'ipercomperato. Sulla base di quanto vediamo in America, che é la piazza finanziaria che decide, il rally dovrebbe però essere terminato. Oggi deve quindi esserci una seduta negativa per sancire la fine del rialzo e la ripresa dell'oscillazione in laterale. il DAX (+1.98% a 12568 punti) e il FTSE MIB (+1.93% a 19731 punti) si comportano in questa fase come l'Eurostoxx50 e non ci sono sostanziali differenze a livello di analisi tecnica. Notiamo che le MM a 50 e 200 giorni sono in calo - l'intonazione di fondo delle borse europee é leggermente negativa. Da luglio si susseguono massimi e minimi discendenti.

L'S&P500 ha nuovamente aperto in gap up a 3498 punti. All'inizio é salito a 3529 punti di massimo per poi scendere nuovamente a 3498 punti. Un secondo tentativo di rialzo si é fermato a 3529 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni l'indice é scivolato verso il basso e ha chiuso a 3510.45 punti (+1.95%). Questa volta il rialzo ha coinvolto tutto il listino (Nasdaq100 +2.55%, DJT "2.44%, RUT +2.78%). La conseguenza é che a livello di partecipazione é stata un'ottima giornata con A/D a 6170 su 1271, NH/NL a 815 su 143 e volume relativo a 1.0. I dati sul sentiment si sono sviluppati come ci si poteva attendere in una seduta di rialzo (VIX a 27.58 punti (-1.99), CBOE Equity put/call ratio a 0.44 e Fear&Greed Index a 41 punti (+5). Non appaiono ottimismo o euforia ma il cambio d'umore é evidente.
I Summation Index sono saliti. Gli oscillatori non sono ancora su un massimo a corto termine ma potrebbero raggiugerlo all'inizio di settimana prossima con una semplice marcia sul posto dell'S&P500 di alcuni giorni.
Dopo una settimana di rialzi é giunto il momento di fare una pausa anche perché gli indici americani sono sulle resistenze.

Stamattina agli europei non piace un'apertura negativa. Il future sull'S&P500 alle 07.30 era a 3480 punti - ora é risalito a 3491 punti (-13 punti). L'Eurostoxx50 vale 3198 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.5%. Crediamo che stamattina proveranno a tornare in pari. Poi vedremo cosa decideranno di fare gli americani. Dopo 4 sedute di rialzo e prima del fine settimana dovrebbero prevalere le prese di beneficio. Questa settimana si é parlato poco nei media dei risultati delle imprese, della situazione delle economie ancora alle prese con le conseguenze negative del Coronavirus e delle riunioni delle Banche Centrali. Passato il tornado delle elezioni americane si tornerà ad esaminare i fondamentali. A questo punto sarà difficile spiegare perché le borse devono salire - il sollievo post elettorale non basta per sostenere un sostenibile rialzo a medio termine.

Commento del 5 novembre

Un rally malsano che esaurisce il potenziale di rialzo a medio termine

Mentre la corsa alla Casa Bianca é ancora aperta le borse hanno deciso di festeggiare. Forse é solo un rally di sollievo - finalmente si é votato e si può voltare pagina. I politologi americani hanno sbagliato le loro previsioni facendo ancora peggio degli analisti finanziari che avevano predetto una borsa debole in caso di una vittoria di Joe Biden o di un risultato incerto. L'analisi tecnica con i suoi indicatori non reagisce abbastanza svelto per seguire questi repentini cambiamenti d'umore. Possiamo solo seguire lo sviluppo della situazione e preparare uno scenario per il futuro quando questi nervosi e in parte irrazionali movimenti saranno terminati e ci sarà stato un assestamento. Noi pensavamo che dopo le elezioni dovesse esserci un rialzo di medio termine. Invece già lunedì c'é stato un rally che ha praticamente esaurito il potenziale di rialzo. Ieri sera l'S&P500 é salito a 3443.44 punti (+2.20%) con un massimo giornaliero a 3486 punti. Noi pensavamo che nelle prossime settimane l'S&P500 potesse risalire sui 3500-3520 punti ed assestarsi per fine anno sui 3400 punti. Ora abbiamo un problema poiché gli indici azionari sono saliti troppo velocemente troppo in alto. Invece che un moderato e stabile rialzo deve succedere qualcosa d'altro - potrebbe esserci una veloce e brutale correzione quando si saprà in effetti chi ha vinto le elezioni. Il rally di ieri sera a New York era malsano con poca partecipazione - gli acquisti si sono concentrati sulla tecnologia (Nasdaq100 +4.40% a 11777 punti) e sui soliti titoli favoriti dalla massa degli investitori (AGMAF) mentre il resto del listino é stato decisamente trascurato (Russell2000/RUT +0.05%). Alcuni settori sono stati venduti (DJT -1.45%, BKX -5.03%). Non si capisce quale ragionamento sta alla base di queste decisioni d'investimento. Ieri sembrava che la borsa stesse speculando su una vittoria di Donald Trump - oggi che sembra essere Joe Biden a prevalere le borse non sembrano voler far marcia indietro. Forse é meglio non razionalizzare e tentare di capire cosa sta succedendo. Facciamo il nostro lavoro - analizziamo grafici ed indicatori e cerchiamo di capire come questo movimento potrebbe proseguire.

La seduta di ieri é iniziata male - il vento é però velocemente cambiato. La nostra ipotesi di una seduta di pausa con delle prese di beneficio si é però rivelata a fine giornata sbagliata. In effetti c'é stato un ritracciamento iniziale ma solo in Europa ed é durato pochi minuti. L'Eurostoxx50 (+2.01% a 3161 punti) ha aperto dalla chiusura di martedì a 3098 punti con una caduta fino a 3043 punti (in preborsa é precipitato fino a 3012 punti!) ma poi é subito ripartito al rialzo é ha avuto una lunga cavalcata che é terminata solo la sera sul massimo giornaliero e con un solido guadagno di 63 punti. Vediamo che le emozioni e la speculazione hanno dominato - i nostri indicatori di medio termine funzionano bene - quelli a corto termine sono invece impazziti e non sono in grado di seguire questo movimento.
Adesso l'Eurostoxx50, e in generale gli indici azionari europei, ha cancellato il ribasso di settimana scorsa ed é tornato nel canale orizzontale valido da giugno. Potrebbe sullo slancio continuare a salire visto che malgrado l'evidente esagerazione l'indice non é ipercomperato e non c'é euforia. Ci vorranno alcuni giorni per capire su quale livello il mercato intende assestarsi. Poi si potrà operare con calma. Sembra inutile tentare di prevedere lo sviluppo nei prossimi giorni sulla base dei risultati delle elezioni americane. È evidente che gli investitori non stanno comperando a causa della vittoria di uno o dell'altro candidato ma solo perché passato questo termine che bloccava la vita politica americana si può guardare in avanti. C'é solo da domandarsi quanti di questi acquisti sono degli investimenti duraturi e quanti sono solo delle speculazioni di corto termine.

Il rialzo é proseguito in America. A prima vista anche la seduta a Wall Street é stata decisamente positiva visto che l'S&P500 (+2.20% a 3443.44 punti) ha guadagnato 74 punti. I dati tecnici della giornata non sono però molto convincenti.
L'S&P500 ha già aperto a 3427 punti e dopo una discesa a 3405 punti é partito al rialzo. Ha toccato a metà giornata un massimo a 3486 punti ed é infine lentamente ridisceso a 3443 punti - durante la seduta ha guadagnato "solo" 16 punti con un'A/D negativa a 235 su 265! La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 4233 su 3193, NH/NL a 491 su 255 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é precipitata a 29.57 punti (-5.98), il CBOE Equity put/call ratio era molto basso a 0.45 mentre il Fear&Greed Index é salito a 36 punti (+4). I dati sul sentiment mostrano che chi temeva un crollo si é ritirato (VIX), gli speculatori long avevano ragione ed insistono (p/c ratio) mentre in generale c'é ancora un certo pessimismo (Fear&Greed Index sotto i 50 punti). Questa costellazione é ideale per una breve continuazione del rally seguita da una correzione ed un assestamento. Azzardiamo una previsione malgrado che gli indicatori tecnici ci aiutano poco - decidiamo sopratutto sulla base dei grafici e del comportamento degli indici durante la seduta (partenza a razzo seguita da una lenta e moderata discesa e chiusura lontana dal massimo giornaliero). Crediamo che oggi ci deve ancora essere una spinta di rialzo - il massimo di ieri (3486 punti) dovrebbe essere marginalmente superato ma il guadagno a fine giornata dovrebbe essere modesto. Dopo tre giorni il rally elettorale dovrebbe essere finito. Poi vedremo che tipo di correzione seguirà.

Stamattina alle 08.40 il future sull'S&P500 é a 3475 punti (+40 punti). Teoricamente l'S&P500 si trova poco sotto il massimo di ieri. L'Eurostoxx50 vale 3190 punti - le borse europee apriranno con un ulteriore balzo tra +1%. Il rialzo dovrebbe essere praticamente alla fine. Stamattina potrebbero ancora esserci degli acquisti ma poi prevediamo un ritorno alla calma. Probabilmente la seduta sarà positiva ma crediamo che ritroveremo stasera gli indici poco lontani dal livello d'apertura.
Per il portafoglio non siamo riusciti ad aprire posizioni long a medio termine dove speravamo poiché il rialzo é partito prima del previsto. Ora pensiamo di andare short a corto termine prendendo come punto di riferimento i 3500 punti di S&P500.

Commento del 4 novembre

Le scommesse long dei traders devono adesso essere chiuse

Per il secondo giorno consecutivo le borse hanno avuto un robusto rialzo. Da una parte questa é una conseguenza del forte ipervenduto di fine settimana scorsa che é servito da trampolino di lancio. D'altra parte é molto probabile che molti traders si siano posizionati long prima delle elezioni americane sperando che si ripeta il rally di 4 anni fà. Sia le borse europee che quella americana dovrebbero aver completato il rimbalzo dai minimi con la chiusura del gap di settimana scorsa. Ora deve seguire un consolidamento - i traders devono chiudere le loro scommesse long e chi sperava in un risultato diverso in America sarà deluso e venderà. Crediamo che le borse debbano perdere circa la metà dei guadagni delle ultime due sedute prima di ricominciare lentamente a salire.

Le borse europee hanno avuto un'altra seduta di rialzo che hanno concluso sui massimi giornalieri e con guadagni intorno al +2.6%. L'Eurostoxx50 (+2.62% a 3098 punti) ha ripetuto la seduta di lunedì e dovrebbe avere completato il rimbalzo tecnico arrivando nuovamente sul vecchio supporto e ora resistenza a 3100 punti. Gli altri indici europei si trovano in una situazione simile - i dettagli li trovate nei commenti serali. Ancora non sappiamo se gli indici azionari devono fare una pausa e consolidare o se invece devono ridiscendere e testare i minimi di settimana scorsa. Molti investitori si sarano resi conto che il ribasso di settimana scorsa era eccessivo e nessuno dovrebbe più lasciarsi travolgere dal panico. Se dovessimo azzardare una previsione senza conoscere l'esito definitivo delle elezioni americane diremmo che l'Eurostoxx50 deve ridiscendere sui 3000 punti, fare base e poi ripartire lentamente verso l'alto.
Lasciano brevemente da parte queste oscillazioni dettate dalle emozioni il segnale lanciato dall'analisi tecnica é chiaro - i minimi di settimana scorsa sono dei validi minimi a medio termine. Potrebbero essere ritestati visto che il rally delle ultime due sedute ha molte componenti speculative e assomiglia ad un rimbalzo tecnico. Superate queste turbolenze le borse però dovrebbero per le prossime settimane salire.

Anche la seduta a New York é stata positiva. Gli investitori americani sono stati però più prudenti. L'S&P500 ha chiuso 20 punti sotto il massimo giornaliero. C'é chi si rende conto che dopo le elezioni i problemi attuali dell'economia americana non spariranno nel nulla.
L'S&P500 ha aperto a 3343 punti e dopo una breve caduta a 3336 punti di minimo é velocemente salito fino a 3385 punti. Dopo un ritracciamento c'é stata un'ultima ondata di acquisti e l'indice ha toccato il massimo a 3389 punti. C'é stata poi una lunga discesa di 25 punti seguita da un'ulteriore impennata a 3385 punti. Sul finale delle vendite hanno fatto cadere l'S&P500 a 3369.16 punti (+1.78%). Il Nasdaq100 (+1.76% a 11279 punti), settore teoricamente favorito da una vittoria di Trump, ha seguito l'S&P500.
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6256 su 1191, NH/NL a 579 su 213 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 35.55 punti (-1.58), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.45 e il Fear&Greed Index é balzato a 32 punti (+7 punti!).
I Summation Index sono saliti. È evidente che a breve i traders stanno speculando long - passate le elezioni la maggioranza si aspetta un rialzo - vediamo se hanno ragione.

Stamattina alle 08.50 l'esito delle elezioni americane é ancora incerto. Repubblicani e Democratici si equivalgono e Donald Trump sta recuperando il distacco iniziale da Joe Biden. Gli europei sono delusi. Il future sull'S&P500 stanotte é salito a 3429 punti - alle 07.30 era a 3372 punti - ora é caduto a 3338 punti (-23 punti). L'Eurostoxx50 dovrebbe iniziare le contrattazioni sui 3034 punti. Le borse europee apriranno in calo del -2%. Ci prepariamo ad una seduta molto volatile anche se pensiamo che stasera gli indici non si troveranno molto lontani dai valori attuali.

Commento del 3 novembre

Propendiamo per il rimbalzo e non per l'inizio di una sostenibile fase di rialzo

Ieri sia le borse europee che quella americana hanno avuto una seduta positiva. In Europa la reazione dopo l'ondata di vendite di settimana scorsa é stata più forte - l'Eurostoxx50 é salito a 3019 punti (+2.07%) - questa é un'ovvia conseguenza della marcata situazione di ipervenduto discussa nell'analisi del fine settimana. In America invece i guadagni in percentuale sono stati minori - l'S&P500 ha recuperato fino a 3310.24 punti (+1.23%) ed é stato frenato dalla debolezza relativa del settore tecnologico (Nasdaq100 +0.29% a 11084). Non siamo in grado di dire con sicurezza se questo é l'inizio di un sostanziale rialzo o se invece si é solo trattato di un rimbalzo tecnico. Sulla base dei dati sulla partecipazione propendiamo per il rimbalzo tecnico. Questo significa che a breve un tuffo a testare i minimi di settimana scorsa é ancora possibile. I dati sul sentiment in America (Fear&Greed Index a 25 punti, -5 punti) ci dicono però che c'é parecchio scetticismo e quindi per gli indici azionari c'é poco spazio verso il basso. Nelle prossime settimane é probabile che vedremo l'S&P500 sopra i livelli di ieri. Bisogna solo indovinare il momento giusto per comperare - speriamo che non ci sia sfuggito.

Ieri le borse europee, secondo noi, hanno svolto un rimbalzo tecnico da ipervenduto. L'Eurostoxx50 (+2.07% a 3019 punti), DAX (+2.02% a 11788 punti e FTSE MIB (+2.55% a 18400 punti) hanno chiuso vicino al massimo giornaliero e con un forte guadagno. Le elezioni che si tengono oggi negli Stati Uniti sono un fattore di forte incertezza e instabilità. Considerando i volumi e le caratteristiche della partecipazione crediamo che si tratti solo di un rimbalzo. Oggi potrebbe e dovrebbe esserci una continuazione verso l'alto per (tentare di) colmare il gap di settimana scorsa. Poi però ci aspettiamo una pausa o una ricaduta.
L'SMI (+2.13% a 9791 punti) ha seguito il rally delle borse europee. Questo ci lascia perplessi poiché nei rimbalzi i settori difensivi e conservativi, ben rappresentati nell'SMI, normalmente sottoperformano.

L'S&P500 ha guadagnato 40 punti - ha però chiuso poco sopra il livello d'apertura é non é riuscito a difendere i guadagni iniziali - l'indice si é fermato 20 punti sotto il massimo giornaliero a 3330 punti. Nel complesso é stata una buona seduta che però ha cambiato poco gli indicatori di partecipazione. È svanita la pressione di vendita ma manca una leadership in grado di sostenere un rialzo. La tecnologia sembra in difficoltà e non bastano le piccole e medie imprese (RUssell2000/RUT +1.96%) a trascinare il listino.
L'S&P500 ha aperto a 3308 punti. Dopo un breve ritracciamento é salito a 3330 punti di massima. Poi per ore é scivolato verso il basso ad ondate e ha raggiunto il minimo a 3279 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é risalito a 3310.24 punti (+1.23% ). Il gap sopra i 3342 punti resta aperto - crediamo che il rimbalzo si fermerà qui e poi ci sarà una ricaduta.
I dati sul sentiment mostrano un pò di pessimismo (VIX a 37.13 punti (-0.89), CBOE EQuity put/call ratio a 0.62). I Summation Index continuano a scendere - sapete che spesso cominciano a salire prima che in borsa inizi un rialzo.

Sono le 08.40 - il future sull'S&P500 é a 3319 punti (+19). L'Eurostoxx50 vale 3050 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +1%. Stamattina dovrebbero guadagnare ancora qualche punto. Poi i mercati si fermeranno e gli investitori aspetteranno il risultato delle elezioni americane. Vi ricordiamo che oggi non si decide unicamente quale sarà il prossimo Presidente degli Stati Uniti. Vengono anche rinnovate le Camere - vengono eletti tutti i membri della Camera dei Rappresentati (435) e 35 membri su 100 del Senato.

Aggiornamento del 2 novembre

Settimana movimentata

Durante il fine settimana i temi che hanno dominato nei media sono stati i soliti - elezioni negli Stati Uniti e Coronavirus. Non c'é però nulla di nuovo e quindi stamattina i mercati finanziari sono poco mossi.
Il future sull'S&P500 alle 07.45 é a 3272 punti (+7 punti) - il buon finale di seduta di venerdì viene confermato. Il cambio EUR/USD scivola a 1.1635 - normalmente se il cambio si indebolisce la giornata di borsa non é molto buona - vediamo...
Questa settimana ci saranno parecchi eventi in grado di scuotere i mercati. Prima di tutto avremo martedì le elezioni presidenziali americane - speriamo mercoledì mattina di avere un esito chiaro sul quale ci si può orientare - bisognerebbe evitare settimane di incertezza prima di avere un risultato definitivo - questo potrebbe spaccare un Paese dove ci sono già forti tensioni. Mercoledì si riunisce la FED - giovedì seguirà la Bank of England (BoE). Venerdì verrà pubblicato negli Stati Uniti l'importante rapporto sul mercato del lavoro ad ottobre. Infine non bisogna dimenticare che la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese continua - abbiamo visto settimana scorsa sulla base dei balzi delle azioni delle società dei big della tecnologia che la reazione degli investitori può essere violenta.

Alle 08.20 il future sull'S&P500 é tornato a 2968 punti (+4 punti) e le borse europee apriranno praticamente invariate. Il Nikkei ha guadagnato il +1.39% mentre Shanghai marcia sul posto. Sembra che oggi avremo una seduta di pausa prima delle elezioni americane. In teoria le borse europee sono talmente ipervendute che dovrebbero tentare oggi un recupero. Abbiamo però l'impressione che nessuno ha voglia di comperare all'inizio di una settimana così incerta e densa di avvenimenti.

Commento del 31 ottobre - 1. novembre

L'analisi tecnica é stata sconfitta dal Coronavirus - la correzione sembra vicino alla fine ma non é completa

Una settimana fa pensavamo che la correzione minore iniziata il 13 ottobre fosse finita poco sopra gli obiettivi. Gli oscillatori di corto termine mostravano che l'S&P500 (-1.21% a 3269.96 punti) poteva essere su un minimo intermedio al quale doveva seguire una moderata spinta di rialzo fino ad inizio novembre. In corrispondenza delle elezioni americani il ciclo rialzista di medio termine iniziato il 24-25 settembre poteva essere completo e per logica doveva seguire una fase di ribasso. Fino a fine anno valeva però (e vale tutt'ora!) il nostro scenario principale che vedeva un S&P500 ondeggiare sui 3400 punti. Questo significa che delle ampie oscillazioni nel range 3200-3550 punti sono possibili ma tendenzialmente l'indice non dovrebbe staccarsi di molto dai 3400 punti.
Oggi sappiamo che la previsione di domenica scorsa era sbagliata e ne conosciamo anche le ragioni (seconda ondata di Coronavirus con il rischio di un ulteriore lockdown, rinvio negli Stati Uniti del programma di stimolo economico). C'é stata una settimana di forte ribasso che non siamo stati in grado di anticipare né prevedere nella sua ampiezza. Lunedì sera ci siamo subito resi conto che la situazione non si stava sviluppando come previsto ma solo a metà settimana abbiamo indicato i possibili obiettivi a 2900 punti di Eurostoxx50 (-0.06% a 2958 punti - minimo settimanale a 2920 punti) e a 3100 punti di S&P500 (-1.21% a 3269.96 punti - minimo settimanale a 3234 punti) - troppo tardi. Questa settimana ha evidenziato una delle debolezze dell'analisi tecnica - facciamo delle previsioni analizzando i mercati e questi rispecchiano il comportamento della massa degli investitori - quando questi ultimi vengono sorpresi da un evento inatteso o reagiscono in maniera anomala anche l'analisi tecnica é in difficoltà - lavoriamo costantemente con il calcolo delle probabilità e talvolta non é la variante più probabile che si verifica - semplicemente c'é una percentuale d'errore che va costantemente considerata. Per questo lunedì sera rispettivamente martedì mattina abbiamo preferito aspettare e abbiamo rinunciato ad aprire posizioni - troppa incertezza.
Abbiamo avuto una pessima settimana di borsa con una forte spinta di ribasso che assomiglia nella sua parte iniziale al ribasso di marzo. Questa spinta di ribasso ha scombinato i cicli e ha provocato un netto deterioramente della struttura del mercato - ora il trend di base della borsa americana é al ribasso con il 26.4% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 47.97. Questo non significa che la borsa nelle prossime settimane deve continuare a scendere - noi interpretiamo questi dati come una conferma dell'ipotesi che il massimo storico dell'S&P500 del 2 settembre a 3588 punti é definitivo. Probabilmente anche il massimo del 12 ottobre a 3549 punti non verrà più migliorato. Tra gli attuali 3270 punti e i 3400-3500 punti c'é però ancora parecchio margine di manovra - cerchiamo di capire come la borsa americana potrebbe sfruttare questo spazio a disposizione.
Sul corto termine é possibile che il ribasso sia finito venerdì ma non siamo sicuri - in Europa gli indici azionari sono decisamente ipervenduti (RSI tra i 24.74 (DAX) e i 29.95 punti (FTSE MIB)) ma finora non abbiamo visto panico. Le volatilità (VDAX, VSTOXX) non sono salite molto - sono addirittura rimaste sotto i valori di metà giugno. In America invece abbiamo il contrario - i dati sul sentiment venerdì hanno finalmente mostrato del panico (VIX a 38.02 punti (+0.43), CBOE Equity put/call ratio a 0.77 e Fear&Greed Index a 30 punti (-2)) ma gli indici non sono ancora ipervenduti (RSI sui 37-39 punti) e non hanno attaccato i minimi di settembre. Temiamo di conseguenza che settimana prossima possano ancora esserci una o due sedute di ribasso a Wall Street. Non sappiamo esattamente cosa potrebbe succedere nel frattempo in Europa visto che Eurostoxx50 e colleghi tra mercoledì e venerdì hanno dato chiari segnali di tentativo di formazione di base - praticamente abbiamo avuto tre sedute con gli stessi minimi giornalieri. È però evidente che se a Wall Street la borsa resta debole ancora per un paio di giorni é poco probabile che le borse europee possano partire al rialzo - al massimo si fermano.
Dopo le elezioni presidenziali americane (martedì 3 novembre) dovrebbe iniziare una fase di rialzo. Il ciclo é cambiato - settimana prossima invece che un massimo a medio termine avremo probabilmente un minimo sia a corto che a medio termine - dai 3200 punti l'S&P500 dovrebbe risalire fino a fine anno sui 3400 punti. Siamo convinti che l'esito delle elezioni sarà irrilevante. Sia Trump che Biden e sia Repubblicani che Democratici lanceranno un programma di spese pubbliche e di sostegno all'economia finanziato dal debito e di conseguenza dalla FED che si occuperà di fornire la necessaria liquidità a basso prezzo. Una vittoria di Joe Biden, che teoricamente dovrebbe essere fiscalmente meno conciliante nei riguardi delle grandi imprese, potrebbe provocare un paio di giorni di vendite ma in linea di massima crediamo che l'identità del prossimo Presidente degli Stati Uniti non cambierà il corso dei mercati finanziari nei prossimi mesi.
Non pensiamo però che avremo un forte e dinamico rialzo - il ribasso delle ultime due settimane ha fatto parecchi danni tecnici - I Summation Index sono ancora in calo. La tendenza di fondo della borsa americana é passata al ribasso e quindi bisognerà accontentarsi di un ritorno dell'S&P500 sui 3400 punti - restiamo della ferma opinione che in questo periodo la tecnologia (Nasdaq100) é destinata a sottoperformare.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -7.52% a 2958 punti
SX7E (banche)          -6.99% a 53.41 punti
DAX                         -8.61% a 11556 punti
SMI                          -4.36% a 9587 punti
FTSE MIB                  -6.96% a 17943 punti
S&P500                     -5.64% a 3269.96 punti
Nasdaq100                -5.47% a 11053 punti

Venerdì le borse europee hanno continuato a seguire gli Stati Uniti. Hanno aperto in calo a causa della reazione negativa del future sull'S&P500 ai risultati trimestrali dei 4 big della tecnologia americana. Dopo il tuffo iniziale si sono però velocemente stabilizzate, gli indici sono oscillati in laterale e hanno chiuso misti e sopra il livello d'apertura. L'Eurostoxx50 si é fermato a 2958 punti (-0.06%). Il FTSE MIB (+0.40% a 17943 punti) ha approfittato del rimbalzo del settore bancario - l'indice SX7E é risalito a 53.41 punti (+2.01%) dopo un minimo giornaliero a 51.83 punti. I traders che hanno provato ad andare long si sono evidentemente buttati su questo martoriato e debole settore.
Le borse europee sono cadute fino a mercoledì - giovedì e venerdì hanno fatto base. I minimi giornalieri delle ultime tre sedute sono vicini. È possibile che da questa base gli indici azionari ripartano al rialzo - non siamo convinti poiché non abbiamo rilevato una combinazione chiara ed ideale di ipervenduto, eccesso di ribasso e panico. Inoltre ci sembra che la situazione sul fronte della pandemia stia ulteriormente peggiorando. Questa volta una recessione sembra inevitabile e ci dovrebbe almeno essere uno sviluppo a W del PIL (doppio tuffo). A maggio gli indici azionari erano più in basso di adesso. Chi vuole può provare a comperare - noi aspettiamo segnali più affidabili.

Venerdì la borsa americana ha avuto una seduta di ribasso che ha cancellato il rimbalzo di giovedì. Gli indici azionari hanno toccato dei nuovi minimi mensili (segnale negativo) ma hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri (segnale positivo). Abbiamo osservato del panico ma non sappiamo se il livello raggiunto sugli indicatori di sentiment é sufficiente per stabilire un solido minimo.
Ricordiamo che le elezioni costituiscono un elemento di incertezza sul quale i traders cercheranno di giocare. Molti credono che una volta sparita l'incertezza le borse in eccesso di ribasso avranno tendenza a rimbalzare con forza.
L'S&P500 ha aperto debole a 3304 punti e all'inizio é sceso a balzi fino ai 3240 punti. Fino a metà seduta c'é stato un recupero ma poi l'indice é ancora sceso sul minimo a 3234 punti. Solo nell'ultima ora i rialzisti hanno preso l'iniziativa e l'S&P500 é tornato a 3270 punti. Alla fine é rimasta una perdita di 40 punti. Il Nasdaq100 ha perso il -2.62% a 11053 punti. Solo Google (+3.80%) ha convinto gli investitori - Apple, Amazon e Facebook invece, dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali, hanno perso più del 5%.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1972 su 5453, NH/NL a 157 su 1228 (meno di mercoledì e giovedì !) e volume relativo a 1.1. Sorprende in positivo il numero dei NL che non aumenta malgrado che anche DJT (-0.69%) e RUT (-1.48%) abbiamo avuto una cattiva giornata.
Non sappiamo se il fatto che venerdì sia stata l'ultima seduta del mese di ottobre abbia giocato un ruolo (window dressing). È possibile che il balzo del +1% nel finale di seduta sia imputabile a questo effetto. In questo caso questo guadagno verrà subito cancellato. Lo scopriremo domani mattina.

Commento del 30 ottobre

Il primo rimbalzo viene venduto - ultima spinta di ribasso

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta di consolidamento (Eurostoxx50 -0.12% a 2960 punti). Si può interpretare questa seduta anche come un debole rimbalzo visto che gli indici sono scesi fino alle 14.45 per poi risalire sul finale. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 2920 punti ed ha chiuso 40 punti più in alto. Il rimbalzo é poi continuato in America - l'S&P500 ha chiuso a 3310.11 punti (+1.19%) dopo essere salito nuovamente a 3341 punti. Il commento odierno potrebbe finire con la previsione che abbiamo pubblicato ieri alle 14.00 nel commento tecnico sull'S&P500: "Normalmente dopo una seduta del genere c'é un rimbalzo - di solito il primo rimbalzo viene venduto - vediamo un solido supporto sui 3200-3220 punti." Stamattina il future sull'S&P500 é già sceso a 3226 punti - oggi avremo ancora una seduta negativa. O per lo meno l'apertura in Europa sarà molto debole. È possibile che oggi ci sia l'ultima spinta di ribasso prima di un sostenibile rimbalzo che potrebbe anche tramutarsi in un rialzo di corto o medio termine a seconda dell'esito delle elezioni presidenziali americani di inizio di settimana prossima. In ogni caso oggi verrà toccato un minimo significativo. Già ieri mattina abbiamo indicato l'obiettivo sull'Eurostoxx50 a 2900 punti - alle 08.25 l'indice vale 2912 punti.

Ieri le borse europee hanno chiuso senza sostanziali variazioni. l'Eurostoxx50 (-0.12% a 2960 punti) e il FTSE MIB (-0.14% a 17872 punti) hanno marciato sul posto. Il DAX (+0.32% a 11598 punti) ha guadagnato qualche punto ma questo non é una sorpresa visto il crollo e la sottoperformance del giorno precedente. L'SMI svizzero (-0.65% a 9556 punti) ha ancora perso 62 punti e ha continuato il suo ribasso. Ha fatto ancora peggio delle borse europee e questo é tutto dire. La banca Credit Suisse ha pubblicato dei risultati trimestrali deludenti - l'azione ha perso il -5.56% e ha depresso un listino già debole dopo il crollo di mercoledì.
Ieri nei commnti serali abbiamo presentato due varianti - un consolidamento di un qualche giorno o un'ultima spinta di ribasso per esaurire questa ondata di vendite da panico. Ieri abbiamo favorito la seconda variante basandoci sulla deludente prestazione degli indici azionari durante la giornata. Delle borse che non reagiscono malgrado una evidente e notevole situazione di eccesso di ribasso sono borse deboli che devono ancora scendere prima di trovare una solida base.

La borsa americana ha tentato un rimbalzo. Il movimento é stato abbastanza convincente fino a 8 minuti dalla chiusura quando l'S&P500 era ancora a 3330 punti. Sul finale c'é stata però un'ondata di vendite che ha fatto ridiscendere l'indice a 3310.11 punti (+1.19%) e ha mostrato come ci sono ancora troppo mani deboli o speculatori long che scappano alla prima occasione. Gli acquisti si sono concentrati sui big della tecnologia che la sera avrebbero pubblicato i risultati trimestrali - di conseguenza il Nasdaq100 ha guadagnato il +1.87% a 11350 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5174 su 2231, NH/NL a 162 su 1445 e volume relativo a 1.1. Notiamo una leggera e probabilmente momentanea diminuzione della pressione di vendita con un sensibile calo dei NL e dei volumi. La volatilità VIX é scesa a 37.59 punti (-2.69), il CBOE Equity put/call ratio era piuttosto neutro a 0.52 ed il Fear&Greed Index é rimasto stabile a 32 punti. I Summation Index sono ancora scesi.
Dopo il crollo di mercoledì c'é stato l'atteso rimbalzo sotto forma di una seduta in trading range. La spinta di ribasso non é però completa. Le vendite potrebbero esaurirsi oggi se ci fosse un'ultima pessima seduta con panico e discesa degli indici sui supporti.

Mancano pochi minuti all'apertura delle borse europee. L'Eurostoxx50 vale 2915 punti - il future sull'S&P500 é risalito a 3245 punti (-57 punti). Le borse aprono molto basse e probabilmente a qualcuno verrà in mente di comperare. Pensiamo però che debba ancora esserci un'ultima ondata di vendite a completare una pessima settimana. Meglio indossare la mascherina...

Commento del 29 ottobre

"Lockdown!" fa partire un ribasso come a marzo - sarà però diverso. L'analisi tecnica non può prevedere un panico improvviso.

Ieri le borse hanno subito un minicrash. C'é stata una possente ondata di vendite e gli indici azionari sono scesi praticamente per tutta la seduta e hanno chiuso sui minimi giornalieri e con pesanti perdite (SMI -2.72% fino a DAX -4.17%). I volumi di titoli trattati sono stati molto alti e gli indicatori di sentiment hanno mostrato che gli investitori sono stati presi dal panico - il Fear&Greed Index, che raccoglie 7 differenti indicatori, é crollato dai 47 punti di martedì a 33 punti (-14 punti) - ovviamente può scendere più in basso - questa caduta rappresenta però un radicale cambiamento d'umore. La seconda ondata della pandemia di Coronavirus si sta diffondendo in tutto il mondo e particolarmente in Europa dove i governi hanno introdotto nuove misure per ridurre i contatti tra i cittadini. È tornato ad aleggiare il termine lockdown e gli investitori, memori di quanto successo a marzo, sono corsi verso l'uscita. Lo hanno fatto più velocemente che a marzo - molto probabilmente perché pensano di avere imparato qualcosa e tutti desideravano essere i primi a vendere. La conseguenza é che la spinta di ribasso é stata più forte e violenta. In analisi tecnica usiamo i termini di partecipazione e momentum e ieri abbiamo osservato livelli record. Le candele sui grafici sono nettamente sotto il livello inferiore delle Bollinger Bands che faticano a seguire. Tutti ora si aspettano una ripetizione delo scenario di marzo - giugno. La seconda ondata di infezioni prima o dopo diminuirà, arriverà un vaccino e con il ritorno della primavera il virus verrà sconfitto. Nel frattempo i Governi avranno varato nuove misure a sostegno dell'economia. Gli investitori suppongono che dopo un crollo iniziale delle borse ci sia un recupero. Di conseguenza pensiamo che le borse scenderanno meno che a marzo e che compratori cercheranno di anticipare la fine della correzione. Crediamo che questa volta la discesa sarà ad ondate più ampie e stimiamo che gli indici si assesteranno sui livelli di inizio maggio - non manca molto (Eurostoxx50 sui 2900 punti). 

Ieri le borse sono ancora crollate e gli indici azionari europei (Eurostoxx50 -3.49% a 2963 punti) hanno chiuso nuovamente sui minimi giornalieri e con pesanti perdite. Quando gli investitori presi dal panico vendono in massa oscillatori, supporti e ipervenduto non servono a nulla - questi livelli di riferimento vengono spazzati via e gli indici precipitano nel vuoto. L'analisi tecnica ha pochi mezzi per prevedere in anticipo questi crolli - si vedono arrivare i problemi ma non si sa mai quanto gravi siano. In genere ci si riferisce a situazioni analoghe del passato ma ogni volta c'é qualcosa di nuovo. Questa spinta di ribasso é possente e paragonabile a quella di marzo - sarà però diversa. L'accelerazione al ribasso é nella fase iniziale più veloce e dinamica che a marzo. Tutti però sanno che poi gli indici risaliranno e quindi molti correranno all'improvviso a comperare probabilmente molto prima che gli indici testino i minimi di marzo. Abbiamo visto panico con volumi in forte aumento - c'é un'evidente eccesso di ribasso. Oggi le borse dovrebbe consolidare visto che le misure prese dai governi europei contro la seconda ondata della pandemia sono ormai conosciute. L'incertezza diminuisce a permette agli investitori di agire con maggiore riflessione e cognizione di causa.

Ieri anche la borsa americana ha avuto una pessima seduta. Le vendite partite in Europa sono continuate anche a Wall Street e per tutta la serata. L'S&P500 ha chiuso sul minimo giornaliero a 3271.03 punti (-3.53%). L'indice ha aperto in netto gap down a 3327 punti, é risalito nella prima ora fino ai 3342 punti di massimo e poi é sceso sotto i 3300 punti. Dalle 15.30 fino alle 20.40 l'indice é oscillato in laterale con ampi movimenti intorno ai 3290 punti - negli ultimi 40 minuti di contrattazioni hanno nuovamente predominato le vendite e l'S&P500 é caduto fino ai 3268 punti per chiudere infine a 3271 punti. È stato venduto tutto indistintamente - sono scesi sia Nasdaq100 (-3.93% a 11142 punti) che DJ Transportation (-4.25%) e Russell2000 (-2.97%). La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 738 su 6730, NH/NL a 97 su 1775 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX si é impennata a 40.28 punti (+6.93) e il CBOE Equity put/call ratio era relativamente alto a 0.63. I Summation Index sono decisamente scesi.
Dopo una giornata del genere spesso c'é un tentativo di rimbalzo. Alle 07.30 il future sull'S&P500 era a 3308 punti - ora sono le 08.35 e il future é a 3286 punti (+23 punti). Evidentemente gli europei sono impauriti e sfruttano già la prima possibilità per vendere qualcosa. Pensiamo che questa ultima ondata di vendite debba esaurirsi stamattina nella prima ora di contrattazioni. Poi dovrebbe iniziare un rimbalzo - l'ampiezza e la qualità del rimbalzo ci daranno delle indicazioni valide per stimare la continuazione della ribasso di medio termine.
Oggi dopo la chiusura a New York (21.00) Apple, Amazon, Google e Facebook presenteranno i loro risultati trimestrali. Vedremo se i big della tecnologia saranno in grado di ridare fiducia agli investitori.

Commento del 28 ottobre

Brutta rottura al ribasso in Europa - seduta mista e in trading range in America

Ieri l'Eurostoxx50 (-1.12% a 3070 punti) e le borse europee in generale dovevano per lo meno rimbalzare. Invece l'Eurostoxx50 ha perso altri 35 punti e ha chiuso nuovamente con una rilevante perdita e sul minimo giornaliero. Questa situazione non ci piace e ci ricorda marzo - gli indici azionari europei sembrano accelerare al ribasso - l'Eurostoxx50 ha rotto l'ultimo supporto a medio termine a 3100 punti. Secondo i segnali tecnici provenienti da New York ieri bisognava comperare ma ammettiamo che non abbiamo avuto il coraggio per farlo. Forse il ribasso di medio termine, che doveva cominciare a novembre, é iniziato prima del previsto - questa ipotesi non ci piace e non troviamo conferme negli indicatori ma dobbiamo ammettere che ieri la seduta non é per niente andata come speravamo. Su tutti i grafici degli indici azionari europei vediamo delle rotture al ribasso con delle costanti uscite sotto il bordo inferiore delle Bollinger Bands che si stanno rapidamente aprendo. Ieri anche il defensivo SMI (-0.98%) a 9887 punti ha perso parecchio terreno ed ha abbandonato il supporto a 10000 punti che era valido da fine giugno. Anche il settore bancario europei ha mollato gli ormeggi (SX7E -3.27% a 54.64 punti).
Insomma - ci aspettavamo una seduta di consolidamento - possibilmente con modesti guadagni sugli indici. Invece la seduta é stata nuovamente decisamente negativa e si sommano i segnali di vendita a medio termine. Siamo titubanti poiché non sappiamo se questa settimana ci sarà ancora un breve rialzo da ipervenduto come avevamo inizialmente previsto o se invece il ribasso di medio termine che doveva iniziare solo a novembre é già cominciato. Purtroppo l'America questa volta non ci auta a prendere una decisione.

In effetti ieri da Wall Street sono arrivati segnali misti. Di base la seduta é stata negativa - l'S&P500 (-0.30% a 3390.68 punti) ha chiuso con una perdita di 10 punti e vicino al minimo giornaliero. Si é però mosso a caso nel range del giorno precedente mentre l'indice tecnologico Nasdaq100 (+0.82% a 11598 punti) ha brillato con una buona prestazione in controtendenza. Formalmente é stata quindi una seduta di consolidamento che non ha cambiato il quadro tecnico in maniera sostanziale - i dati della seduta erano negativi, i dati sulla partecipazione sono migliorati mentre gli indicatori di sentiment hanno lanciato segnali contraddittori con un incremento della volatilità VIX (33.35 punti, +0.89) e un miglioramente del Fear&Greed Index a 47 punti (+3). Insomma - ce n'era per tutti i gusti e a seconda di quello che si voleva trovare si ha un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
L'S&P500 ha aperto praticamente invariato a 3400 punti e per tutta al giornata si é mosso a caso tra i 3388 punti e i 3409 punti - ha chiuso a 3390.68 punti (-0.30%). In fondo si é mosso in soli 21 punti e nel range di lunedì - una giornata tranquilla.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2590 su 4781, NH/NL a 229 su 685 e volume relativo a 1.0. DJT (-1.49%) e RUT (-0.92%) sono scesi - hanno guadagnato soprattutto i big della tecnologia.
I Summation Index sono in calo.

Stamattina il future sull'S&P500 cade a 3358 punti (-25 punti) e questo sta dando un'intonazione decisamente negativa alla giornata. Anche i cambi cominciano a reagire (EUR/USD a 1.1775). C'é troppa incertezza concernente il Coronavirus e le conseguenze della seconda ondata e sull'esito dell'elezione presidenziale americana. L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3018 punti (-52 punti). Le borse europee apriranno con una caduta del -1.6%. Non sappiamo come gestire la situazione poiché i segnali provenienti dall'analisi tecnica differiscono da quanto vediamo. Tecnicamente le borse sono ancora relativamente solide - non ci sono le premesse per un crollo. Ovviamente però c'é una forte ondata di vendite alla quale é meglio non opporsi - di conseguenza evitiamo di comperare. Temiamo che in questa occasione l'analisi tecnica sia in ritardo e solo nei prossimi giorni gli indicatori mostreranno quel peggioramento che osserviamo già oggi sui grafici.

Commento del 27 ottobre

Il Fear&Greed Index crolla a 44 punti (-24 punti) - correzione finita sugli obiettivi?

Da alcune settimane le sedute di lunedì riservano delle sorprese. Ieri le borse mondiali sono state travolte da un'ondata di vendite. Il numero di nuovi infetti da Coronavirus aumenta esponenzialmente e riappare lo spettro del lockdown che a marzo aveva fatto crollare i listini di tutto il mondo. In America Repubblicani e Democratici non sono stati in grado di varare un nuovo pacchetto di stimoli economici prima delle elezioni presidenziali - la delusione é palpabile - dopo le elezioni i rapporti di forza nelle Camere saranno cambiati ed é probabile che le trattative debbano ricominciare dall'inizio con consequente perdita di tempo.

Le borse europee sono pesantemente cadute dopo l'apertura, si sono stabilizzate fino a metà giornata e poi hanno continuato a scendere quando ci si é accorti che dall'America non sarebbe venuto nessun aiuto. A fine giornata gli investitori hanno perso ogni speranza di recupero e con un tuffo finale gli indici azionari hanno chiuso sul minimo giornaliero e con forti perdite. L'Eurostoxx50 é sceso a 3105 punti (-2.93%) - il nostro obiettivo originale a 3100 punti é stato praticamente raggiunto. Il DAX ha fatto ancora peggio con un tonfo a 12177 punti (-3.71%) - a contribuire alla pessima giornata ci hanno pensato i risultati trimestrali del colosso del software SAP (-21.83%) che hanno messo un grosso punto di domanda sulla redditività della tecnologia - non tutte le socieà approfittano della crisi provocata dal Coronavirus - molte sono vittima del rallentamento economico. Il FTSE MIB (-1.76% a 18985 punti) ha contenuto le perdite grazie a Fiat (+0.72%) e alla performance relativamente buona delle azioni delle banche (SX7E -1.64% a 56.49 punti). Come ci si poteva aspettare in una giornata del genere l'SMI svizzero ha perso poco (-0.38% a 9985 punti) poiché i titoli difensivi (alimentari e farmaceutica) hanno frenato la caduta.
Avevamo calcolato, sulla base degli oscillatori, che la correzione doveva terminare intorno a venerdì scorso. Avevamo pensato che fosse finita giovedì scorso sopra gli obiettivi. Sembra invece che sia finita ieri sugli obiettivi con un pò di panico e ipervenduto (RSI sul DAX a 32.79 punti - il livello più basso da inizio aprile / il corpo della candela sul grafico é completamente al di fuori del bordo inferiore delle Bollinger Bands).

A causa del ritorno all'orario invernale in Europa ieri la borsa di New York ha aperto alle 14.30 (orario europeo). L'S&P500 ha aperto in gap down e nella prima ora di contrattazioni é risalito fino a 3441 punti per colmare il gap. Poi i venditori hanno preso il controllo delle operazioni e fino alle 18.30 sono riusciti a far scendere l'indice fino a 3364 punti di minimo. Dopo un forte rimbalzo fino ai 3394 punti c'é stata una pausa di circa un'ora. Sul finale l'S&P500 é ancora salito e ha chiuso a 3400.97 punti (-1.86%). Il nostro obiettivo della correzione minore di ottobre era a 3400 punti e l'indice é sceso decisamente più in basso. Questo ci lascia per il momento in dubbio sulla continuazione del movimento durante la settimana. In teoria fino a venerdì l'S&P500 dovrebbe tendenzialmente salire ma questa caduta ha fatto dei danni tecnici. In effetti la seduta é stata decisamente negativa con A/D a 1052 su 6411, NH/NL a 208 su 715 e volume relativo a 1.0. È stato venduto quasi tutto con un repentino cambiamento d'opinione (DJT -2.32%, RUT -2.15%, ETF Energy -3.59%!). La volatilità VIX é esplosa a 32.46 punti (+4.91), Il CBOE Equity put/call ratio era a 0.59 e il CBOE VIX put/call ratio era a 2.96 (molto alto!). Molti scommettono ora su un calo della VIX - vedremo se hanno ragione. Il cambiamento più radicale si é visto sul Fear&Greed Index che é passato dai 67 punti di venerdì (ottimismo) ai 44 punti (-15 punti!) di ieri ( pessimismo). I Summation Index sono scesi.
Riassumendo ieri si é visto un pò di panico e c'é stata una buona reazione sul minimo con un ritorno al vecchio supporto. Questo potrebbe significare che la correzione é finita con un leggero ritardo e con una marginale e fugace rottura del supporto. I dati della giornata sono però pessimi e non sappiamo quanta forza d'acquisto é rimasta - non siamo in grado di stimare fino a dove potrebbe ora risalire l'S&P500 - potrebbe anche solo fermarsi poco sopra i 3400 punti.
Noi eravamo ancora short sul future e abbiamo chiuso (comperato) a 3395 punti - siamo poi andati long a 3378 punti e abbiamo rivenduto stamattina a 3408 punti - adesso stiamo a guardare... 

Adesso (08.30) il future sull'S&P500 é a 3401 punti (+8 punti). L'Eurostoxx50 vale 3414 punti (+11 punti) - le borse europee apriranno con un magro guadagno del +0.4% - poco se paragonato alla perdita di ieri. Stamattina le borse asiatiche erano poco mosse e hanno chiuso praticamente in pari. Pensiamo che oggi debba esserci una seduta di consolidamento - dopo la positiva apertura potrebbero ancora esserci dei modesti guadagni ma temiamo che la seduta di ieri abbia lasciato il segno e impedisca agli investitori di comperare con convinzione. La maggior parte degli investitori preferirà aspettare per cercare di capire cosa sta succedendo.

Aggiornamento del 26 ottobre

Settimana importante per la tecnologia

Tra martedì (Microsoft) e giovedì (Apple, Amazon, Google e Facebook), i big del Nasdaq100 pubblicano i risultati trimestrali. Le attese sono alte e la possibilità di delusioni é concreta - basta guardare cosa é successo settimana scorsa con Netflix, IBM o Intel.
Per il resto la settimana inizia con i soliti temi - pandemia e elezioni presidenziali americane. Gli investitori affrontano i prossimi giorni con prudenza visto che le nuove infezioni da Coronavirus aumentano in maniera esponenziale e la gara per la conquista della Casa Bianca é ancora incerta.

Alle 08.10 il future sull'S&P500 scende a 3424 punti (-27 punti). È il minimo della giornata - gli europei stanno vendendo. Non ci aspettavamo un'apertura così debole anche se sapevamo che un test dei minimi di settimana scorsa (S&P500 a 3415 punti) era ancora possibile. Il Nikkei é sceso del -0.09% - Shanghai sta perdendo il -0.8%. L'Eurostoxx50 vale 3150 punti - le borse europee aprono molto deboli (ca. -1.5%). Sembra che la possibilità di un lockdown e una ripetizione del crollo delle borse di marzo facciano paura. Se l'Eurostoxx50 cadesse fino ai 3100 punti si presenterebbe probabilmente un'insperata occasione d'acquisto per un trade long.

Commento del 24-25 ottobre

Troppo ottimismo e la debolezza relativa della tecnologia creano le premesse per un ribasso a novembre

Settimana scorsa la correzione minore é continuata fino a giovedì quando l'Eurostoxx50 (+0.87% a 3198 punti) ha toccato un minimo a 3135 punti e l'S&P500 (+0.34% a 3465.39 punti) é sceso fino a 3415 punti. Poi le borse si sono risollevate e grazie alla buona seduta di venerdì hanno ridotto le perdite settimanali. È difficile stimare nel dettaglio l'andamento di queste correzioni intermedie nelle quali si mischiano tendenze opposte su vari orizzonti temporali. Speravamo di poter comperare sui 3100 punti di Eurostoxx50 e sui 3400 punti di S&P500 ma gli indici hanno cambiato direzione prima di questi livelli e durante una seduta senza darci il tempo di poter andare long sul portafoglio che, secondo le regole, fornisce delle indicazioni solo una volta al giorno prima dell'apertura dei mercati. Ora é riapparso il ciclo rialzista di medio termine iniziato dal minimo del 24 settembre. Secondo gli oscillatori dovrebbe dare il suo influsso positivo fino all'inizio di novembre. Non crediamo però che gli indici possano ancora salire molto dai livelli raggiunti venerdì. Questo per due ragioni. La prima é che c'é già troppo ottimismo - gli indicatori di sentiment, specialmente il Fear&Greed Index (68 punti, +5 punti) mostrano che gli investitori scontano già uno scenario idilliaco nel quale il Coronavirus deve sparire a breve (sia perché la seconda ondata sembra provocare meno ricoveri in ospedale sia per l'arrivo del vaccino), il governo stanzia nuovamente trillioni di stimoli economici e l'economia ricomincia velocemente a crescere come all'inizio del 2020 dando lavoro a tutti. La seconda ragione é puramente tecnica - riteniamo possibile che i massimi storici del 2 settembre in America (S&P500 a 3588 punti) siano definitivi. In questo caso i massimi successivi devono essere discendenti.  Il prossimo massimo deve essere inferiore al massimo del 12 ottobre a 3549 punti. Idealmente, seguendo la linea di trend, l'S&P500 dovrebbe raggiungere intorno al 4 di novembre un massimo a 3500-3520 punti e poi iniziare un ribasso. Questa é un'ipotesi - per confermarla abbiamo bisogno di osservare lo sviluppo degli indicatori nella prossima manciata di sedute. Devono apparire delle divergenze a livello di partecipazione mentre l'umore degli investitori continua a migliorare - vedremo. Finora abbiamo solo un primo indizio - la tecnologia ha perso la sua aurea di invincibilità e i buoni risultati trimestrali non vengono più accolti con balzi dei prezzi delle azioni e consigli d'acquisto ma con prese di beneficio.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.44% a 3198 punti
SX7E (banche)          +3.38% a 57.43 punti
DAX                         -2.04% a 12645 punti
SMI                          -1.80% a 10023 punti
FTSE MIB                  -0.54% a 19285 punti
S&P500                     -0.53% a 3465.39 punti
Nasdaq100                -1.35% a 11692 punti

La seduta di venerdì é stata positiva sia in Europa che in America. Non c'é molto da dire visto che questa reazione si era delineata nelle seduta di giovedì e l'avevamo ampiamente prevista. Non é stata una giornata di forti rialzi e a sprazzi si sono anche viste delle vendite. Le borse europee hanno toccato il massimo nel pomeriggio, sono scese durante le prime ore di contrattazione a New York e hanno recuperato qualche punto sul finale. Alla fine gli indici hanno chiuso abbastanza lontani dai massimi e con delle moderate plusvalenze - é stata una buona seduta ma non entusiasmante - non é stato l'abituale rally che segue la fine di una forte correzione.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 3463 punti. Non é continuato a salire ed é invece sceso ad balzi irregolari fino a metà giornata quando ha toccato il minimo a 3440 punti. Poi, in maniera altrettanto irregolare é salito fino alla chiusura, poco sopra il livello d'apertura, a 3465.39 punti (+0.34%). Gli acquisti sono stati diffusi (Nasdaq100 +0.25% a 11692 punti, DJ Transportation +1.12%, Russell2000/RUT +0.63%). Ovviamente la seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 4810 su 2530, NH/NL a 912 su 194 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 27.55 punti (-0.56), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.53 mentre il Fear&Greed Index é salito a 68 punti (+5). Anche le inchieste condotte tra i vari tipi di investitori mostrano un netto aumento dell'ottimismo e delle positioni long.
I Summation Index sono leggermente saliti - secondo i nostri indicatori la tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 60.6% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.30.
Il quadro tecnico generale per la borsa americana é piuttosto positivo. Malgrado la nostra previsione del'inizio di un ribasso a novembre evitiamo quindi di aprire posizioni short in maniera aggressiva - fino a prova contraria vale lo scenario presentato regolarmente negli scorsi mesi. Fino a fine anno l'S&P500 dovrebbe oscillare in laterale e il Nasdaq sottoperformare. È poco probabile che ci siano nuovamente delle correzioni come a marzo o settembre.

Come anticipato vogliamo oggi discutere l'aumento dei tassi d'interesse. In America stanno salendo da agosto - in Europa é invece un fenomeno recente (una settimana). Probabilmente questo movimento ha contribuito al rally delle azioni delle banche (SX7E e BKX). Perché salgono i tassi d'interesse? Potrebbe essere una conseguenza dell'atteso pacchetto di stimoli economici previsto negli Stati Uniti - l'indebitamento dello Stato sta esplodendo e la FED non riesce più a compensare l'aumento dell'offerta di USTBonds e Bills. D'altra parte l'aumento del prezzo del denaro può anche essere una conseguenza del fatto che gli investitori si aspettano una forte crescita economica o inflazione. Quest'ultima ragione ci sembra a prima vista inverosimile ma dobbiamo ammettere che ci sono alcuni segnali strani che confermano questa ipotesi: a caso citiamo l'aumento dei prezzi delle materie prime con in testa il rame, il nuovo massimo storico dell'indice dei ristoranti (!) americani, l'aumento dei prezzi delle case unifamigliari e l'esplosione del numero delle transazioni immobiliari, l'incremento del traffico aereo internazionale. Malgrado la seconda ondata di Covid 19 l'economia mondiale sta crescendo e vediamo molte scommesse riguardanti un rapido ritorno alla normalità. In genere la verità sta nel mezzo - tra la catastrofe di una recessioni con molti fallimenti e disoccupazione e l'idea di un'economia che cresce a ritmi pre crisi ci sarà un compromesso.
Insomma - non bisogna credere che ci debba esserci un crollo delle borse perché la pandemia da Coronavirus continua ad imperversare creando parecchio pessimismo. I dati economici e l'analisi tecnica mandano al momento un messaggio diverso - cauto ottimismo.
Settimana prossima le borse dovrebbero salire - poi aspetteremo l'esito delle elezioni presidenziali americane (martedì 3 novembre).

Commento del 23 ottobre

I minimi di ieri sono sufficienti per concludere la correzione - l'ottimismo impedisce un sostanziale rialzo

Ieri le borse, sia in Europa che in America, hanno fatto un tuffo nella prima ora di contrattazioni e hanno raggiunto dei nuovi minimi per questa fase di correzione a corto termine. Questa ondata di vendite non aveva ragioni razionali - é stata solo provocata dalla paura del Coronavirus e dalle sue conseguenze. Dai minimi c'é stato un sostanziale rimbalzo e sui grafici appaiono della candele bianche con un corpo in alto. Significa che dopo il breve panico iniziale i compratori hanno preso il controllo delle operazioni e gli indici hanno chiuso sopra i livelli d'apertura, lontani dai minimi e a ridosso dei massimi giornalieri. In Europa la seduta é stata praticamernte in pari (Eurostoxx50 -0.29% a 3171 punti) - in America moderatamente positiva (S&P500 +0.52% a 3453.49 punti). L'Eurostoxx50 é sceso fino a 3135 punti  contro il nostro obiettivo di riferimento a 3100 punti. L'S&P500 doveva cadere a 3400 punti - si é fermato a 3415 punti. Questi minimi dovrebbero essere sufficienti per concludere la correzione anche perché gli oscillatori non ci danno più molto tempo - potrebbero esserci ancora una o due sedute negative - questo significa che i minimi possono essere ritestati ma molto probabilmente gli indici non scenderanno più in basso se non marginalmente. L'unico problema é che gli indicatori di sentiment mostrano ancora ottimismo - questo significa che alla successiva spinta di rialzo mancherà l'appoggio fornito abitualmente dal short covering e dallo scetticismo di chi é rimasto fuori.

L'Eurostoxx50 ha perso altri 9 punti e quindi dopo un esame superficiale ieri sera si poteva pensare che la seduta era stata negativa e che la correzione continuava. Invece ieri l'Eurostoxx50 si é comportato piuttosto bene e potrebbe aver terminato la correzione dopo un minireversal e un pò di panico. La mattina l'indice é precipitato fino a 3135 punti di minimo (ca. -1.40%) - poi però ha recuperato, nel primo pomeriggio é tornato in pari e solo una debole apertura a New York l'anno fatto riscendere sul finale. Se rileggete i commenti dei due precedenti giorni vedrete che ci sono tutte le componenti per la fine della correzione. Potrebbero ancora esserci una o due sedute di consolidamento con un test del minimo ma crediamo che da adesso l'Eurostoxx50 dovrebbe tendenzialmente risalire verso i 3250-3300 punti, il DAX (-0.12% a 12543 punti) potrebbe tornare verso i 13000 punti e il FTSE MIB recuperare fino ai 19500-19750 punti per l'inizio di novembre.

L'andamento della seduta a New York ha ricalcato quanto successo in Europa. L'S&P500 ha aperto a 3445 punti e dopo una breve fase di incertezza si é tuffato fino ai 3415 punti. Poi ha recuperato ad ondate irregolari e con numerose correzioni intermedie fino ad un massimo a 3460 punti. Sul finale é ricaduto a 3453.49 punti (+0.52%). Questa seduta é stata però decisamente differente dal solito - la tecnologia ha frenato (Nasdaq100 -0.02% a 11662 punti) mentre a trascinare il listino ci hanno pensato settori negletti e ciclici come banche (BKX +3.73%) e energia (ETF Energy +4.13%) - questo non deve essere una sorpresa per i nostri abbonati.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4761 su 2608, NH/NL a 742 su 373 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 28.11 punti (-0.54), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.48 e il Fear&Greed Index é salito a 63 punti (+6).
I Summation Index si sono mossi appena - quello sul NYSE é lievitato, quello sul Nasdaq é sceso.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3442 punti (-7 punti). Questo fornisce ai mercati un'intonazione negativa. L'Eurostoxx50 alle 08.45 vale 3167 punti - le borse europee apriranno in leggero calo. Le premesse sono per una seduta in trading range e senza sostanziali variazioni.
Guardate lo sviluppo del reddito dell'USTBond americano decennale. I tassi d'interesse da inizio agosto stanno salendo. Nell'analisi del fine settimana discuteremo le cause e le implicazioni per i mercati finanziari.

Commento del 22 ottobre

La correzione minore si avvicina alla fine - non inizia un ribasso - piuttosto si presenta un'occasione d'acquisto

Ieri le borse europee sono state travolte dal timore che il Covid 19 possa provocare ancora un lockdown con ulteriori gravi danni per l'economia. L'effetto della pandemia é però già stato in gran parte scontato dalle borse e questi vuoti d'aria sono soprattutto legati alla psicologia - non crediamo che possa iniziare una spinta di ribasso. Almeno questo é quanto suggerisce l'analisi tecnica. È più probabile che la correzione minore iniziata il 12 ottobre si stia avvicinando alla fine. Non possiamo escludere ancora una o due sedute negative anche perché l'S&P500 (-0.22% a 3435.56 punti) non ha ancora raggiunto l'obiettivo a 3400 punti e il sentiment é ancora troppo buono. In linea di massima però ora si presenta un'occasione d'acquisto per un sostanziale rimbalzo fino ad inizio novembre.

Il Covid 19 si diffonde in Europa e l'inquietudine e il pessimismo cominciano a serpeggiare tra gli investitori. Ieri le borse europee sono state travolte da un'ondata di vendite (Eurostoxx50 -1.46% a 3180 punti) - é stato venduto un pò tutto senza distinzione tra titoli difensivi o ciclici. Non crediamo che si verificherà un'accelerazione al ribasso - crediamo piuttosto che gli indici azionari europei debbano testare i minimi dei mesi scorsi e poi ritornare nel canale orizzontale valido da giugno. Questo significa che oggi e domani gli indici azionari europei potrebbero ancora cadere più o meno pesantemente - l'Eurostoxx50 potrebbe marginalmente scendere sotto i 3100 punti - questa però, almeno per le prossime due settimane, sarà una buona occasione per un'operazione long.
Ieri sera l'Eurostoxx50 ha chiuso sul minimo giornaliero con una pesante perdita di 47 punti - sul grafico é apparsa una lunga candela rossa - questo implica a breve una continuazione verso il basso fino ad un supporto o all'ipervenduto. Più o meno tutti gli indici ieri si sono comportati alla stessa maniera (DAX -1.41% a 12557 punti, FTSE MIB -2.03% a 19085 punti) e si trovano nella stessa situazione tecnica. Bisogna aspettare segnali di eccesso di ribasso (rotture marginali sotto i supporti, uscita dal bordo inferiore delle Bolllinger Bands, RSI sotto i 30 punti) prima di comperare. Soprattutto bisogna osservare quanto succede a Wall Street - una seduta positiva in America avrà immediati effetti benefici sull'Europa specialmente se avremo sugli oscillatori una situazione di ipervenduto.

La seduta a Wall Street é stata volatile e senza direzione. Sembrava che i politici impegnati nelle trattative sul pacchetto di stimoli economici passassero più tempo a scrivere Tweets che a discutere tra di loro. Notizie contrastanti hanno fatto oscillare il mercato ma a fine giornata le variazioni sono state insignificanti. La seduta é stata negativa e questo significa che la correzione minore continua e probabilmente non é finita.
L'S&P500 ha aperto invariato a 3444 punti all'inizio é salito a 3464 punti di massimo e poi é caduto a 3433 punti di minimo. Una volta fissato il range giornaliero l'S&P500 si é divertito a muoversi a caso. È rimbalzato, é ricaduto a 3434 punti, é salito ad ondate irregolari a 3457 punti ed é infine caduto a 3435.56 punti (-0.22%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2639 su 4694, NH/NL a 535 su 380 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa (!) a 28.65 punti (-0.70), il CBOE Equity put/call ratio era meno basso del solito a 0.50 e il Fear&Greed Index é scivolato a 57 punti (-1 punto). Da alcuni giorni la VIX si muove in maniera indipendente dall'S&P500 - strano - sembra che il mercato delle opzioni stia condizionando la VIX e non viceversa.
Ieri le vendite sono state diffuse (DJT -1.14%, RUT -0.86%) - I Summation Index sono ancora scesi. Probabilmente ci vuole una forma di esaurimento (come una seduta decisamente negativa o una rottura sotto i 3400 punti seguita da un reversal) per concludere questa correzione strisciante. Oppure ci vorrebbe una notizia veramente positiva - la politica in questo momento non sembra in grado di concretizzare qualcosa - in vista delle elezioni l'ambiente sembra avvelenato e incapace di fare dei compromessi.

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 3416 punti (-16 punti). Alle 08.10 l'Eurostoxx50 vale 3167 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.4%. Pensiamo che come al solito stamattina tenteranno un recupero. Poi dovrebbero ricadere sui livelli d'apertura ed attendere le indicazioni provenienti dagli Stati Uniti.
Le borse asiatiche seguono le borse occidentali - il Nikkei perde il -0.67% - Shanghai é in calo del -0.4%.
Il cambio EUR/USD é a 1.1850 - la debolezza dell'USD sembra avere un influsso benefico sulla borsa americana. Wall Street sovraperforma l'Europa quando il cambio sale.

Commento del 21 ottobre

Movimenti a caso in un mercato neutro

Quando un mercato é neutro e si scontrano una correzione di corto termine con un debole trend rialzista di medio termine il risultato sono delle sedute con movimenti a caso dettati dalle notizie del momento.

Ieri le borse europee sono oscillate a caso in un range di pochi punti. Sono rimaste vittima della caduta a Wall Street venerdì sera. Incassato il colpo con una discesa nella prima mezz'ora di contrattazioni non sono più riuscite a combinare nulla se non stare a guardare e attendere lo sviluppo degli avvenimenti. Gli indici azionari hanno chiuso la sera con moderate perdite che non hanno cambiato la situazione tecnica. L'Eurostoxx50 (-0.45% a 3227 punti) si allontana di poco dal valore di riferimento a 3250 punti. In una giornata in generale negativa e dominata da stanchezza e smotivazione l'indice delle banche SX7E é salito ancora del +1.54% a 56.88 punti - i buoni risultati trimestrali di UBS (+2.65%) hanno stimolato il settore. Non crediamo che sia iniziato un rialzo sostenibile. La buona giornata del settore bancario é bastata a far salire il FTSE MIB (+0.56% a 19482 punti) in controtendenza.
In generale pensiamo che la seconda ondata di Coronavirus bloccherà i listini europei già poco propensi ad assumere una tendenza - in alcuni casi come in Irlanda verrà nuovamente introdotto un lockdown dall'effetto negativo sia sull'economia che sulla psicologia degli investitori.

La seduta a Wall Street é stata influenzata dalle notizie provenienti dalla politica. I Democratici avevano fissato un termine ieri sera per raggiungere un compromesso con i Repubblicani per l'atteso pacchetto trillionario di aiuti economici. L'accordo non é stato raggiunto e il termine é stato spostato. L'alternanza di notizie contraddittorie da Washington ha provocato una seduta volatile con varie vampate di decine di punti di S&P500 (+0.47% a 3443.12 punti) nelle due direzioni. Alla fine l'indice si é fermato a pochi punti dal livello d'apertura e con un moderato guadagno di 16 punti risultato di un rimbalzo dopo la pessima seduta di venerdì.
L'S&P500 ha aperto a 3448 punti, é sceso a 3435 punti di minimo ed é salito ad ondate irregolari a 3476 punti di massimo. Nelle ultime due ore di contrattazioni é ridisceso e ha chiuso a 3243 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4784 su 2573, NH/NL a 552 su 262 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita contro logica a 29.35 punti (+0.17). Per il resto non c'é niente di nuovo. Manca pressione di vendita e verso il basso l'S&P500 sembra bene assicurato dai 3400 punti. La tecnologia (Nasdaq100 +0.37% a 11677 punti) non riesce più a sovraperformare.
I Summation Index sono nuovamente leggermente scesi malgrado la seduta positiva.

Le prospettive di un ulteriore indebitamento degli Stati Uniti indeboliscono l'USD - il cambio EUR/USD sale a 1.1850. Normalmente un calo dell'USD aiuta la borsa americana. Non crediamo che ora il cambio debba involarsi - dovrebbe restare vicino agli 1.18 con resistenza a 1.20. A breve però la lievitazione del cambio potrebbe permettere alla borsa americana di guadagnare ancora qualche punto.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 3453 punti (+21 punti). Gli europei hanno visto la seduta positiva a New York e vogliono imitare gli americani. Di conseguenza almeno all'inizio di indici europei saliranno. L'Eurostoxx50 alle 08.20 é a 3243 punti (+16 punti / ca. +0.5%). Ci prepariamo ad un'altra seduta con chiusura vicina ai livelli d'apertura. 
Ieri sera dopo la chiusura a Wall Street Netflix ha presentato dei risultati trimestrali inferiori alle attese - l'azione nel dopo borsa ha perso circa il -6%.

Commento del 20 ottobre

C'é chi si diverte a muovere i big del Nasdaq100

Ieri gli investitori sono stati presi in contropiede. La giornata era iniziata bene con un'apertura in Europa in netto rialzo. La festa però é durata poco - 10 minuti per la precisione. Già alle 09.10 gli indici azionari europei hanno raggiunto il massimo giornaliero e poi sono tristemente scivolati verso il basso fino nel pomeriggio. Wall Street non é riuscita a risollevare le sorti della giornata. Le borse europee sono debolmente rimbalzate alcune volte ma alla fine hanno chiuso vicine ai minimi giornalieri e con moderate perdite. Nulla di particolare - l'Eurostoxx50 é sceso a 3235 punti (-0.32%) ed é stato imitato dal DAX (-0.42% a 12854 punti) e dal FTSE MIB (-0.22% a 10184 punti). È solo che chi si aspettava una reazione positiva dopo il calo di venerdI é rimasto deluso. Tecnicamente non cambia nulla - la tendenza resta neutra e non abbiamo nessun segnale particolare. Sui grafici é apparsa una candela rossa con minimo e massimo ascendenti. Come pensavamo le borse continuano ad oscillare a caso in laterale mandando segnali contraddittori e non si deliena un nuovo trend. 

La seduta in America é stata decisamente negativa e questo ci ha sorpreso. Pensavamo di avere una seduta del genere settimana scorsa e non adesso che ci eravamo abituati a questa strana correzione strisciante. Le vendite si sono concentrate sui big della tecnologia e hanno contagiato anche il resto del listino. Abbiamo l'impressione che qualcuno si diverta di tanto in tanto a muovere quella manciata di titoli determinanti per influenzare l'umore degli investitori. L'ultima volta era stato lunedì scorso quando il Nasdaq100 dal nulla era balzato del +3.09% - poi era iniziata la correzione. Pensiamo che questa volta succederà la stessa cosa. Il Nasdaq100 (-1.84% a 11634 punti) dovrebbe scendere a 11500 punti e l'S&P500 (-1.63% a 3426.92 punti) dovrebbe seguirlo con una caduta fino ai 3400 punti. Poi però dovrebbe esserci una stabilizzazione e un recupero.
L'S&P500 ha aperto a 3500 punti ed é ancora salito a 3502 punti di massimo. Poi, come in Europa, i venditori hanno preso il sopravvento e l'indice é regolarmente sceso per tutta la giornata. Ha toccato un minimo a 3420 punti e con un lieve rimbalzo sul finale ha chiuso a 3526.92 punti (-1.63%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1778 su 5615, NH/NL a 695 su 256 (lieve aumento dei NL) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX ha seguito le regole ed é salita a 29.18 punti (+1.77) - il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.43 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 59 punti (-3).
C'é un cambiamento importante - i Summation Index sono leggermente scesi. Il fatto che hanno terminato la loro ascesa significa probabilmente che la fase di rialzo iniziata a settembre ha praticamente esaurito il suo potenziale.
Questa seduta negativa non cambia la nostra previsione fino a fine mese - al contrario la conferma - ci aspettiamo una serie di sedute positive e negative con parecchia volatilità e cambiamenti di direzione. Per saldo però l'S&P500 non dovrebbe staccarsi di molto dai 3450 punti.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 3435 punti (+13) - un'ora fà era ancora a 3429 punti - sembra che gli europei iniziano la giornata con un certo ottimismo. L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3227 punti - la caduta ieri sera a Wall Street lascia il segno. Probabilmente le borse europee cercheranno stamattina di tornare in pari. Poi però ci aspettiamo che riappaiano i venditori...
Guardate come le azioni delle società tecnologiche reagiscono alla pubblicazione degli utili trimestrali. Ieri sera dopo la chiusura IBM ha perso terreno. Oggi é il turno di Netflix e Texas Instrument.

Aggiornamento del 19 ottobre

La gazzarra dei politici americani lascia la borsa indifferente - si aspettano i fatti

Durante il fine settimana siamo stati travolti da una valanga di notizie riguardanti la diffusione della pandemia in Europa e le imminenti elezioni negli Stati Uniti. Per le borse non c'é nulla di nuovo. Il Coronavirus in Europa e l'arrivo della seconda ondata di infezioni sono dei fatti scontati e i litigi politici americani lasciano tutti indifferenti poiché fino ad inizio novembre la situazione é bloccata. Secondo noi non verrà deciso nessun pacchetto di stimoli economici poiché nessuno vorra concedere all'avversario il merito di aver distribuito soldi ai cittadini. Non é quindi una sorpresa se stamattina le borse europee aprianno in leggero guadagno - alle 08.40 l'Eurostoxx50 vale 3255 punti (+10 punti). Intanto il future sull'S&P500 sale a 3485 punti (+25 punti) e compensa la strana caduta nell'ultima mezz'ora di contrattazioni di venerdì provocata dalla scadenza tecnica dei derivati di ottobre.
Ci prepariamo ad una serie di sedute volatili che per saldo non ci porteranno da nessuna parte. Più che altro questa settimana andremo alla ricerca di segnali di distribuzione - soprattutto ci aspettiamo che le azioni delle società tecnologiche mostrino debolezza relativa.
Attenzione ai risultati trimestrali delle imprese americane. Tra martedì e giovedì avremo i risultati di Tesla, Intel e Netflix e potremo osservare come la borsa reagisce ai numeri.
Oggi pensiamo che dopo la buona apertura le borse europee non andranno lontano. L'S&P500 non dovrebbe riuscire a risalire sopra i 3500 punti - avremo quindi una seduta moderatamente positiva con chiusura poco lontano dai livelli d'apertura.
Stamattina il Nikkei ha guadagnato il +1.11% - questo segnale positivo viene annullato dal calo di Shanghai (-0.7%).
Nelle ultime tre settimane lunedì c'é sempre stata una seduta decisamente positiva - vediamo se oggi questo effetto si ripete - in ogni caso evitiamo di andare short in apertura...

Commento del 17-18 ottobre

Correzione minore in un ciclo rialzista - ne risulta un movimento irregolare in laterale prima di una spinta di ribasso

Una settinana fà avevamo previsto l'inizio di una correzione minore - di conseguenza la performance settimanale doveva essere negativa. Non tutto é andato come ci eravamo immaginati. Promesse elettorali in America e pandemia in Europa hanno in parte sconvolto i segnali provenienti dall'analisi tecnica e provocato delle deviazioni dal cammino segnato. Lunedì c'é stato un rally inatteso trascinato dai grandi titoli tecnologici americani. La correzione é quindi iniziata con un giorno di ritardo e da un livello superiore al previsto. L'S&P500 é poi sceso per tre sedute consecutive e venerdì si é fermato (+0.01% a 3483.81 punti) - la performance settimanale é risultata di poco positiva grazie ad un'unica seduta di rialzo. In Europa giovedì c'é stato un crollo quando si é constatata una crescita esponenziale dei nuovi contagi da Coronavirus. Sono tornati ad aleggiare gli spettri della catastrofica situazione sanitaria e del lockdown di marzo e gli investitori hanno reagito con un'ondata di vendite. Venerdì però tutti si sono accorti di aver esagerato dopo che la sera prima la borsa americana aveva reagito positivamente dopo una pessima apertura. Eurostoxx50 (+1.38% a 3245 punti) e colleghi sono rimbalzati compensando circa due terzi delle perdite del giorno precedente. La performance delle borse europee al termine di questa settimana altalenante é stata negativa.
Questa descrizione degli avvenimenti settimanali ci serve per fare il punto della situazione. C'é stata l'attesa correzione minore. Il risultato e i movimenti giornalieri sono però stati influenzati da alcuni effetti: short covering sui big della tecnologia americana, coronavirus in Europa, promesse in America (tipiche di un periodo pre elettorale) di un nuovo pacchetto di aiuti economici e non da ultimo la scadenza dei derivati di ottobre. Parte dell'ipercomperato di corto termine é stato eliminata. Il ciclo rialzista di medio termine iniziato il 24 settembre non é però ancora finito. Secondo gli oscillatori dovrebbe terminare a fine mese. Questo fa senso - il 3 novembre si terranno le elezioni presidenziali statunitensi. È poco probabile che prima di questa scadenza ci siano degli sconvolgimenti in borsa. Settimana prossima dovrebbe continuare il confronto tra una correzione a corto termine e un ciclo rialzista di medio termine che si avvicina alla fine. Il risultato dovrebbe essere una serie di sedute volatili e senza direzione con numerosi cambiamenti di fronte. Per saldo pensiamo che l'S&P500 non dovrebbe spostarsi di molto dai 3450 punti e l'Eurostoxx50 dovrebbe proseguire la sua oscillazione intorno ai 3250 punti. In un mercato con spinte divergenti e trend tendenzialmente neutri dovrebbero essero le notizie puntuali a provocare dei movimenti giornalieri. Bisognerà prestare molta attenzioni ai risultati trimestrali delle imprese USA e ai sondaggi riguardanti l'esito delle elezioni americane.
Questa settimana il Nasdaq100 ha guadagnato il +1.08% e ha sovraperformato gli altri indici. Questo é però dovuto unicamente al misterioso rally di lunedì (+3.09%) che puzza molto di manipolazione effettuata attraverso il mercato delle opzioni. Venerdì il Nasdaq100 ha ceduto il -0.39% a 11852 punti. Restiamo dell'opinione che fino a fine anno il settore della tecnologia dovrebbe sottoperformare e che il massimo storico del 2 settembre a 12439 punti é definitivo. Crediamo che il 12 ottobre si é verificato un massimo discendente (12204 punti) che nei prossimi mesi non dovrebbe più essere superato - la tendenza fino a fine anno dovrebbe essere al ribasso. Sconsigliamo quindi di comperare adesso i big della tecnologia (AGMAF) facendosi tentare da valutazioni otticamente attraenti (p.e. Apple é il 13.7% sotto il massimo storico). Non siamo ancora sicuri che valga la pena shortare questo indice che non ha ancora dato nessun segnale di vendita.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.84% a 3245 punti
DAX                         -1.09% a 12909 punti
SMI                          -1.09% a 10207 punti
FTSE MIB                  -1.05% a 19389 punti
S&P500                     +0.19% a 3483.81 punti
Nasdaq100                +1.08% a 11852 punti

Come anticipato venerdì in Europa c'é stato un rimbalzo. Gli indici azionari hanno aperto al rialzo rispecchiano la buona chiusura a New York della sera prima. Poi hanno atteso fino alle 15.30 per vedere cosa succedeva a Wall Street. La seduta in America é iniziata bene e le borse europee hanno fatto ulteriori progressi - hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri con guadagni di circa il +1.6%. Gli indici sono tornati ampiamente all'interno dei range validi da giugno - si trovano in generale al centro delle Bollinger Bands e vicino alle MM a 50 giorni tendenzialmente piatte - le RSI sono a 46-50 punti. Tutto questo conferma il trend neutro - le borse europee oscillano da mesi in laterale e non si profila una rottura in nessuna direzione. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3245 punti - alle 22.00 valeva 3246 punti - la debole chiusura a Wall Street non ha lasciato il segno.

La seduta a New York é stata per un analista tecnico molto interessante. Avevamo previsto una seduta senza sostanziali variazioni e abbiamo avuto ragione. Il cammino é stato però accidentato. L'S&P500 ha aperto a 3498 punti mostrando rispetto per la resistenza a 3500 punti. All'inizio é sceso a prendere slancio é poi ci sono state alcune spinte di rialzo e l'indice é salito inaspettatamente fino a 3515 punti. Poi é ridisceso ma ha rispettato per ore il livello dei 3500 punti. Dopo le 20.00 é salito e ha raggiunto i 3507 punti. Solo alle 21.00 sono finalmente arrivate le vendite e l'S&P500 é caduto a 3480 punti. Ha chiuso invariato a 3483.81 punti (+0.01%). Malgrado che gli altri indici abbiano perso terreno (Nasdaq100 -0.39% a 11852 punti, DJT -1.27%, RUT -0.31%) la seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3406 su 3936, NH/NL a 724 su 140 e volume relativo a 0.95. I dati sul sentiment sono interessanti. La volatilità VIX é secondo logica salita a 27.41 punti (+1.01) ma il CBOE put/call ratio sulla VIX era altissimo a 3.48 - c'é chi scommette a breve su una caduta della VIX. La CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.45 mentre il Fear&Greed Index é salito a 62 punti (+3).
I Summation Index sono ancora saliti - quello sul NYSE di poco - settimana prossima potrebbe verificarsi un'inversione di tendenza.
Gli indicatori mandano segnali contraddittori - una situazione tipica di un mercato dove differenti cicli e tendenze si stanno scontrando e probabilmente annullando a vicenda.
La tendenza di fondo della borsa americana é debolmente al rialzo con il 59.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 63.08 punti.
Settimana prossima la correzione di corto termine dovrebbe continuare ma non sappiamo con quali risultati. Potrebbe esserci ancora una settimana altalenante con indici per saldo a marciare sul posto. Al massimo ci aspettiamo una caduta dell'S&P500 a 3400 punti. Verso l'alto i massimi di lunedì scorso (S&P500 a 3549 punti) non dovrebbero essere superati. L'Europa dovrebbe seguire l'America - non sappiamo se lo farà sotto- o sovraperformando.  Crediamo che la reazione dei governi all'impennata dei nuovi contagi sarà determinante. Delle misure molto severe per ridurre i contatti tra la popolazione potrebbero spaventare gli investitori e provocare un'altra seduta simile a quella di giovedì. I tassi d'interesse in Europa sono da inizio settembre in forte calo - é evidente che gli investitori non credono in una rapida ripresa economica. Alla speranza dell'estate si sta sostituendo una certa rassegnazione. Il Covid 19 condizionerà la nostra vita almeno fino alla fine dell'inverno nel 2021.

Abbiamo dimenticare di menzionare un'ovvia conseguenza della nostra analisi. Se a fine ottobre / inizio novembre finisce un ciclo rialzista di medio termine deve in seguito iniziare un ribasso...

Commento del 16 ottobre

Correzione minore

Ieri ci aspettavamo che la correzione iniziata martedì continuasse e avevamo identificato dei rischi di accelerazione al ribasso causati dalla crescita esponenziale dei nuovi casi di Coronavirus in Europa e dalla vicina scadenza dei derivati di ottobre in America. In effetti l'Europa é stata travolta da un'ondata di vendite e gli indici sono pesantemente caduti - l'Eurostoxx50 é sceso a 3192 punti (-2.46%). A Wall Street invece abbiamo solo avuto una seduta moderatamente negativa - l'S&P500, dopo una caduta iniziale a 3440 punti ha recuperato terreno e ha chiuso a 3483.34 punti (-0.15%) con una perdita di soli 5 punti. La candela bianca sul grafico ha minimo e massimo discendenti e la borsa americana sta formalmente ancora correggendo - é però evidente che la pressione di vendita é bassa e non aumenta.

Abbiamo poco da aggiungere ai commenti serali sulla giornata in Europa. La seduta é stata indiscutibilmente pessima. Gli indici hanno aperto in gap down, sono continuati a scendere e hanno chiuso vicino ai minimi giornalieri con forti perdite. Durante la giornata non si é visto un convincente tentativo di reazione. Gli indici azionari hanno però chiuso sui livelli del 1. ottobre. Questo calo ha semplicemente cancellato i guadagni della prima metà del mese e gli indici sono tornati al punto di partenza. Niente di sorprendente per dei mercati che sono in una tendenza neutra. Nessun indice é a rischio di rottura al ribasso. Solo l'SMI svizzero (-2.18% a 10067 punti) é vicino al supporto a 10000 punti. Il calo di ieri dovrebbe però essere puntuale e non l'inizio di un trend - é stato in parte provocato dai deludenti risultati di Roche (-3.21%) nel settore puramente farmaceutico - questo ha influenzato anche la performance di Novartis (-2.44%) - in Svizzera, quando questi due colossi balcollano tutto il listino segue e una perdita di 224 punti é l'ovvia conseguenza.

All'inizio anche la borsa americana aveva dato l'impressione di voler cadere. Gli indici hanno aperto sui minimi giornalieri con sensibili perdite (S&P500 -47 punti). Subito però sono riapparsi i compratori e la borsa ha recuperato. A fine giornata abbiamo avuto una seduta negativa ma certamente migliore di quanto si poteva pensare dopo aver visto cosa era successo in Europa.
L'S&P500 ha aperto a 3441 punti e subito é risalito a 3465 punti. Dopo questo prima convincente reazione il rialzo si é fatto più lento e irregolare. L'indice é salito fino a 3489 punti e ha chiuso a 3483.34 punti (-0.15%). Gli oscillatori hanno messo maggiore pressione sul Nasdaq100 (-0.72% a 11898 punti). Donald Trump ha twittato tutta la giornata parlando di stimolo economico e il Russell2000 (+1.06%) ha colto il messaggio. La seduta al NYSE é stata di conseguenza equilibrata con A/D a 3713 su 3637, NH/NL a 414 su 255 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é invariata a 26.40 punti, il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.46 mentre il Fear&Greed Index é salito a 59 punti (+4). Nel complesso la seduta ha confermato che in America si sta svolgendo una correzione minore. Non vediamo rischio di ribasso anche perché i Summation Index continuano a salire. Deve unicamente essere riassorbito l'ipercomperato di corto termine.

Stamattina il future sull'S&P500 é fermo a 3475 punti. L'Eurostoxx50 vale 3218 punti (+26 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.7%. Oggi scadono i derivati di ottobre. Ci aspettiamo una certa volatilità durante la giornata ma in linea di massima la chiusura stasera dovrebbe situarsi sui livelli d'apertura o poco più in basso. Il recupero ieri sera a New York ci sembra eccessivo e pensiamo che oggi avremo ancora una seduta negli Stati Unti moderatamente negativa. Non sappiamo se questo influenzerà già negativamente il finale di seduta europeo.
Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei -0.41%, Shanghai + 0.10%).


Commento del 15 ottobre

Mentre in Europa il numero dei positivi al Coronavirus sale esponenzialmente le borse correggono

Ieri, con risultati alterni, c'é stata la seconda giornata di correzione delle borse mondiali. Sugli indici di riferimento il calo é stato moderato (Eurostoxx50 -0.18% a 3273 punti, S&P500 -0.66% a 3488.67 punti). Parliamo di risultati alterni poiché non tutto é sceso per due giorni. Ieri per esempio DAX (+0.07% a 13028 punti) e FTSE MIB (+0.25% a 19607 punti) hanno guadagnato qualche punto mentre per il Nasdaq100 (-0.81% a 11985 punti) si é trattato della prima vera seduta di ribasso. Finora gli indici scendono con scarsi volumi - non c'é pressione di vendita - questo comportamento conferma l'ipotesi della correzione minore. La situazione potrebbe però cambiare nei prossimi giorni. Sui grafici degli indici americani ci sono ancora dei gap da colmare e finora a livello di sentiment non c'é stato nessun significativo spostamento in direzione pessimismo. Gli investitori hanno solo mostrato una certa cautela abbandonando l'eccessivo ottimismo - la volatilità VIX é salita a 26.40 punti (+0.33) e il Fear&Greed Index é sceso a 55 punti (-4 punti, resta però ampiamente sopra i 50 punti). La speculazione long sul mercato delle opzioni (CBOE Equity put/call ratio a 0.47) é però ancora rampante. I traders hanno sicuramente in mente cosa é successo ad inizio settembre e probabilmente questa volta saranno più prudenti. I derivati di ottobre scadono venerdì. È possibile che chi vede adesso i suoi guadagni liquefarsi preferisca salvare il salvabile e vendere. È quindi possibile che oggi o domani ci sia ancora una seduta decisamente negativa prima di una stabilizzazione. In ogni caso, anche se abbiamo solo a che fare con una correzione minore, questa non sembra terminata.

Sui grafici la correzione si vede appena - é poca cosa rispetto alla spinta di rialzo iniziata il 24-25 settembre. Come abbiamo spiegato ieri sera é difficile dire fino a dove gli indici azionari europei potrebbero scendere. Con un trend di base neutro é impossibile stimare l'ampiezza delle oscillazioni. Sappiamo che esiste un solido supporto sui limiti inferiori dei canali d'oscillazione e che sicuramente ipervenduto e panico sono in grado di concludere una correzione. Molto probabilmente però non verrà raggiunto nessuno dei due limiti. Visto che l'intonazione di fondo della borsa americana é ancora rialzista é probabile che la correzione serva solo ad eliminare l'ipercomperato e che di conseguenza sia di tipo minore e si fermi prima. Concretamente, se dobbiamo fare una stima, crediamo che l'S&P500 debba tornare dagli attuali 3488 punti a 3400 punti e poi stabilizzarsi e oscillare in laterale fino a fine mese. Per esserne sicuri dobbiamo però esaminare la chiusura settimanale.

L'S&P500 ha aperto in leggero guadagno a 3515 punti e all'inizio é ancora salito fino a 3528 punti. Poi sono riapparse le vendite e a metà giornata l'indice é caduto a 3482 punti. Su questo livello é oscillato in laterale per ore toccando un minimo a 3480 punti. Sul finale c'é stata ancora un'impennata fino a 3500 punti e una caduta negli ultimi minuti della seduta a 3488.67 punti (-0.66%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2522 su 4835, NH/NL a 636 su 139 e volume relativo a 0.9. I Summation Index continuano a salire.
La borsa sembra scontare uno scenario economico piuttosto positivo nel quale le imprese assorbono senza danni la recessione causata dalla pandemia. Ci sembra che tutti danno per scontato uno scenario nel quale un vaccino arriverà velocemente a sconfiggere il Coronavirus e l'economia tornerà l'anno prossimo a crescere come a fine 2019. Noi temiamo invece che la crisi sia strutturale e che il Covid19 abbia solo scatenato una recessione ciclica che era già nell'aria. A 3500 punti l'S&P500 ci sembra per lo meno un 20% sopravvalutato. Di conseguenza vediamo più rischi di ribasso che potenziale di rialzo. Saremmo disposti a tornare long solo se ci fosse una seria correzione con ipervenduto e panico - idealmente l'S&P500 dovrebbe scendere sotto il minimo di settembre (3209 punti) poiché quella correzione é secondo i principi tecnici incompleta. Per ora però non vediamo le premesse tecniche per un ribasso del genere - forse ci saranno dopo le elezioni...

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3465 punti (-15 punti). L'Eurostoxx50 vale 3244 punti (-19 punti). Le borse europee apriranno con un calo del -0.6%. Ci sarà un recupero o invece nel corso della giornata la pressione di vendita aumenterà? Psicologicamente la variante negativa é più probabile ora che in Europa la propagazione del Coronavirus obbligherà i governi a reintrodurre misure restrittive.
Oggi potrebbe verificarsi un'accelerazione al ribasso.
A livello di cambi, tassi d'interesse e prezzi dei beni rifugio non ci sono movimenti significativi. I mercati non sembrano prepararsi ad una crisi. Stamattina il Nikkei ha perso il -0.51% - Shanghai é praticamente in pari.

Commento del 14 ottobre

Dall'Europa non si cava un ragno dal buco - in America seduta di pausa e in trading range

Nei giorni scorsi sembrava che le borse europee si stessero risvegliando e fossero in grado di seguire l'America al rialzo. La tendenza di fondo per l'analisi tecnica era ancora neutra ma gli indici azionari si stavano dirigendo con decisione verso il bordo superiore dei canali d'oscillazione validi da giugno. La seduta di ieri é stata una delusione e ha bruscamente interrotto il rialzo a corto termine. La caduta degli indici in una giornata di per se insignificante e le marcanti candele rosse sui grafici hanno fatto cadere le braccia ai più ottimisti e ci hanno fatto mancare la voglia ieri sera di scrivere un amaro commento.
L'Eurostoxx50 é sceso a 3279 punti (-0.57%) - ha perso solo 19 punti ma si é riallontanato dalla prima resistenza a 3300 punti senza tentare un attacco. La caduta del DAX (-0.91% a 13019 punti) é stata più pesante - l'indice sta tornando al centro delle BB e si é adagiato sulla MM a 50 giorni praticamente piatta. Il FTSE MIB é sceso (-0.81% a 19558 punti) prima di raggiungere la barriera dei 20000 punti. L'SMI infine é di nuovo al centro del range 10100-10600 punti che lo tiene bloccato da metà giugno.
Insomma - a livello tecnico non cambia nulla e per investire ora in Europa si deve avere molta pazienza poiché nel prossimo futuro bisogna avere parecchia fortuna e indovinare il settore giusto per guadagnare qualcosa. Lo può confermare chi tenta l'avventura nel settore bancario (SX7E -3.46% a 55.59 punti).

Al calo delle borse europee ha contribuito una seduta negativa in America. Nulla di grave ma l'ipercomperato di corto termine fa effetto e obbliga gli indici ad arretrare. Solo la tecnologia (Nasdaq100 -0.04% a 12083 punti) gode ancora dell'appoggio degli investitori. L'S&P500 ha aperto invariato a 3534 punti  e fino alle 20.30 é sceso al balzi irregolari fino ai 3500 punti. Poi é rimbalzato fino ai 3524 punti ed é sceso sul finale a 3511.93 punti (-0.63%). Si é trattato di una seduta in trading range durante la quale rialzisti e ribassisti si sono alternati nel cercare il dominio. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2366 su 5040, NH/NL a 674 su 134 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 26.07 punti (+1.00), la CBOE Equity put/call ratio é ancora molto bassa a 0.39 mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 59 punti (-1).
I Summation Index continuano a salire.
Quello di ieri sembra l'inizio dell'attesa correzione minore. Manca pressione di vendita e dopo il forte rialzo delle precedenti 4 sedute il mercato ha bisogno di assorbire i guadagni. C'é di nuovo la speculazione al rialzo come ad agosto - anche questa volta ad un certo momento gli speculatori long molleranno la presa e ci sarà un violento vuoto d'aria. Nessuno però sa quanto il mercato dovrà salire prima di cadere. Noi pensiamo che i massimi di settembre sugli indici non verranno migliorati. Di conseguenza non c'é molto spazio di manovra...

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3513 punti (+8 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3279 punti - le borse europee apriranno invariate. Pensiamo che anche il Nasdaq100 debba correggere e quindi ci aspettiamo ancora alcune sedute moderatamente negative. Sotto questa ottica non crediamo che oggi le borse europee possano partire al rialzo.
Ieri sera Apple ha perso il -2.65% - la presentazione del nuovo iPhone 12 adatto alla tecnologia 5G non ha sorpreso nessuno ed é un logico e atteso progresso tecnologico. Gli investitori si aspettano miracoli dalle società tecnologiche e le delusioni sono dietro l'angolo.

Commento del 13 ottobre

Il short covering sul Nasdaq100 (+3.09%) batte la gravità degli oscillatori

Stanotte Apple presenterà i suoi nuovi prodotti e gli esperti parlano già dell'inizio di un nuovo super ciclo come era stato il caso per l'iPhone. Questa ipotesi ha scatenato ieri gli acquisti sull'azione che dopo la correzione di settembre si era assestata un 20% sotto il massimo storico. Il balzo di Apple (+6.35%) ha fatto lievitare gli indici. La conseguenza é stata che chi era speculativamente short sui futures del Nasdaq100 é stato costretto a coprire le posizioni e comperare. Durante il fine settimana avevamo notato l'enorme posizione short su questo contratto ma non l'avevamo segnalata poiché questa é una situazione che può perdurare per mesi senza turbare l'andamento delle borse. Il short covering ha battuto la forza di gravità causata dagli oscillatori - concretamente il massimo a corto termine segnalato dagli oscillatori si é spostato più in alto ma dovrebbe a breve ugualmente far sentire il suo effetto. Il short covering sul Nasdaq100 ha provocato un rally dei suoi maggiori rappresentanti - quelli che noi chiamiamo AGMAF (Apple +6.35%, Google +3.56%, Microsoft +2.59%, Amazon +4.75%, Facebook +4.27%). Difficile dire se questo effetto si é esaurito con il rally di ieri sera. Il gap d'apertura e la candela bianca sul grafico dell'S&P500 competamente al di fuori del bordo superiore delle Bollinger Bands ci dicono che un esaurimento é possibile e probabile. Quest'anno ci sono state due occasioni simile e in entrambi i casi é subito iniziata una correzione senza che prima ci sia stata una fase di distribuzione. L'ultima candela di questo tipo é quella del 2 settembre quando si é verificato il massimo storico a 3588 punti di S&P500.

In confronto all'America la prestazione delle borse europee é stata opaca. Gli indici azionari hanno seguito stancamente e a distanza gli avvenimenti a Wall Street. A fine giornata i guadagni sono stati moderati (Eurostoxx50 +0.76% a 3298 punti, DAX +0.67% a 13138 punti, FTSE MIB +0.63% a 19718 punti e SMI +0.43% a 10364 punti). Ovviamente questa seduta positiva ha fatto migliorare gli indicatori tecnici ma non c'é stata nessuna rottura al rialzo e non c'é nessun segnale d'acquisto a medio termine. La tendenza di fondo resta neutra e gli indici sono ancora bloccati nel canale orizzontale valido da giugno. Alcuni indici hanno superato la MM a 50 giorni ma questo non costituisce ancora un elemento a favore della continuazione del rialzo anche se a breve esiste ancora spazio per salire un +2%.

Gli indici azionari americani hanno aperto in gap up e questo ha fatto scattare lo short covering. L'S&P500 ha esordito a 3500 punti ed é salito regolarmente fino alle 20.30 quando ha toccato il massimo giornaliero a 3549 punti. Poi l'indice é sceso ed ha chiuso a 3534.22 punti (+1.64%) con un forte guadagno di 57 punti. Ricordiamo che i big della tecnologia sono anche contenuti nell'S&P500 e malgrado il peso minore nell'indice sono in grado di influenzarlo in maniera determinante. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4886 su 2481, NH/NL a 1250 (in calo rispetto ai 1377 di venerdì!) su 93 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é lievitata (!) a 25.07 punti (+0.07), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.41 e il Fear&Greed Index é salito a 60 punti (+5). I dati sulla volatilità (comprese le opzioni) suggeriscono che gli speculatori si preparano ora ad una pausa - vedremo se sarà consolidamento o distribuzione.
I Summation Index sono saliti.

Nel complesso la seduta di ieri é stata un duro colpo per le nostre previsioni che almeno per il momento si sono rivelate sbagliate - non é iniziata una correzione minore e la tecnologia non sembra voler sottoperformare
- al contrario il Nasdaq100 con una splendida prestazione si ripropone come leader della borsa americana.
Non sappiamo ancora cosa significano i vari gap up sui grafici - accelerazione o esaurimento? Nel primo caso i gap non verranno colmati ed é probabile che il rialzo con delle pause duri fino a fine mese sfociando in nuovi massimi storici su S&P500 e Nasdaq. Nel secondo caso invece adesso il rialzo deve fermarsi e deve iniziare una correzione - in questa variante i massimi di ieri devono costituire un massimo di periodo e rappresentare un massimo discendente rispetto ali massimi storici di settembre.
Fino a domenica noi eravamo decisamente in favore del secondo scenario - ammettiamo che stamattina abbiano seri e fondati dubbi.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3517 punti (-15 punti). Almeno all'inizio della giornata sembra che le borse abbiano problemi di digestione dopo la scorpacciata di ieri. L'Eurostoxx50 alle 08.50 vale 3295 punti - le borse europee aprono senza sostanziali variazioni. Non osiamo prevedere una seduta negativa - preferiamo osservare lo svolgimento della giornata e fare stasera un consuntivo.

Aggiornamento del 12 ottobre

Più sport che pandemia, economia e politica

Durante il fine settimana si é parlato più di sport che di pandemia, economia e politica. La gente affronta il Covid19 con rispetto ma senza più paura - una nuova chiusura totale delle attività sembra fuori discussione. Non é quindi una sorpresa se stamattina i mercati finanziari riaprono come li avevamo lasciati venerdì. Alle 08.30 il future sul'S&P500 é a 3481 punti (+8 punti) mentre l'Eurostoxx50 vale 3285 punti (+12 punti). Le borse europee devono ancora scontare il buon finala di seduta venerdì a New York e aprono con guadagni di circa il +0.4%. Il cambio EUR/USD (che ultimamente saliva insieme alla borsa americana) é fermo a 1.1820 e i tassi d'interesse sono praticamente invariati. Per il momento sembra che avremo una seduta di moderati rialzi. Oggi sono attesi numerosi discorsi di membri delle Banche Centrali - la rappresentante più importante é la respnsabile della BCE Lagarde che parlerà alle 13.00. Non pensiamo però che le autorità monetarie abbiano qualcosa di nuovo da dire. Se caso le notizie in grado di muovere i mercati nelle prossime settimane arriveranno da politica ed economia.

Commento del 10-11 ottobre

Trump, Democratici e Repubblicani fanno a gara a chi la spara più grossa

Negli Stati Uniti la campagna elettorale in vista della votazione di inizio novembre é entrata nella fase finale e i candidati alle Presidenza stanno combattendo senza esclusione di colpi (bassi). Entrambi stanno promettendo l'impossibile all'elettorato - in particolare Democratici e Repubbicani, Biden e Trump prevedono un programma di stimoli economici di trillioni di USD e ognuno accusa gli avversari di non spendere abbastanza. Gli investitori sono inebriati all'idea di questa pioggia di spese statali e sussidi e dopo la battura d'arresto di martedì (S&P500 -1.40%), dovuta alle iniziali reticenze di Donald Trump, tra mercoledì e venerdì (S&P500 +1.74%, +0.80% e +0.88% a 3477.13 punti) hanno ricominciato a comperare a piene mani incuranti dello stato attuale dell'economia e delle alte valutazioni fondamentali delle azioni. Venerdì la notizia che AMD intende rilevare Xilinx (+14.11%) per circa 30 Mia di USD ha nuovamente spinto il settore dei semiconduttori e la tecnologia in generale al rialzo (Nasdaq100 +1.51% a 11725 punti).
Abbiamo di conseguenza avuto una settimana positiva che ha chiuso definitivamente il capitolo della correzione di settembre-inizio ottobre. La domanda é ora dove ci porterà questa spinta di rialzo. La seduta di venerdì é stata migliore di quanto ci eravamo aspettati e ha causato la netta rottura al rialzo del Nasdaq100 sopra la resistenza a 11500 punti. Graficamente S&P500 e Nasdaq hanno ora via libera fino al massimo storico - segnaliamo a chi non se ne fosse accorto che venerdì il DJ Trasportation ha toccato un nuovo record storico malgrado la profonda crisi che travolge il settore - evidentemente i sostegni statali sono in grado di piegare la realtà economica e proiettare le valutazioni delle azioni a livelli assurdi.
Critiche a parte la situazione tecnica fondamentale é migliorata sia in Europa che in America. Gli indici azionari europei sono ancora nel canale laterale valido da giugno e la tendenza é di conseguenza ancora neutra. L'Europa segue l'America e quindi ulteriori progressi dell'Eurostoxx50 (+0.53% a 3273 punti) in direzione del limite superiore del canale e della zona di resistenza a 3350-3400 dipendono dal comportamento di Wall Street.
In America c'é adesso secondo gli oscillatori una situazione di ipercomperato a corto termine. All'inizio di settimana prossima dovrebbe iniziare una correzione minore. Gli indicatori di sentiment confermano questa previsioni - specialmente sul mercato delle opzioni, dove si concentrano le speculazioni responsabili delle oscillazioni a breve, c'é un eccesso di posizioni long sulle azioni (CBOE Equity put/call ratio a 0.44) e di posizioni short sulla volatilità VIX (25.00 punti -1.36 / CBOE VIX put/call ratio a 2.06). Tutti sono convinti che fino alle elezioni la borsa debba solo salire poiché le autorità politiche e monetarie sentono il bisogno di spingere i mercati al rialzo per creare delle premesse favorevoli all'elezioni dei loro candidati. Nessuno vuole apparire come responsabile di una caduta delle borse che possa essere un segnale di scetticismo nei riguardi delle loro scelte economiche e politiche.
D'altra parte un eccesso é un eccesso. Significa che gli indici azionari sono saliti troppo in alto e che già tutti sono investiti long pensando che la festa deve continuare. A breve, in mancanza di ulteriori acquisti, dovrebbero prevalere le prese di beneficio. Settimana prossima inizia la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese americane. Tra martedì e giovedì saranno di turno le banche. Pensiamo che questo evento potrebbe scatenare le vendite. Sul grafico dell'S&P500 ci sono parecchi gap che aspettano di essere colmati - il nostro obiettivo ideale sull'S&P500 per una correzione minore restano i 3300 punti. Siamo però realisti - trend e momentum puntano ancora al rialzo e dai 3477 punti ci sono 177 punti (-5%) prima di arrivare a 3300 punti - sembrano troppi... La MM a 50 giorni scorre adesso a 3380 punti - questo sembra essere un valido obiettivo alternativo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.58% a 3273 punti
DAX                         +2.85% a 13051 punti
SMI                          +0.66% a 10320 punti
FTSE MIB                  +2.79% a 19595 punti
S&P500                     +3.84% a 3477.13 punti
Nasdaq100                +4.17% a 11725 punti

Venerdì ci aspettavamo una seduta di pausa. C'é stata invece una seduta di rialzo con modesta partecipazione (NYSE up volume 46% /down volume 52%). In fondo questo non é male poiché rende evidente la situazione di ipercomperato a corto termine in America.
L'Europa come al solito di sua volontà non ha combinato nulla - alle 13.00 i maggiori indici azioni erano in calo (DAX, FTSE MIB) o praticamente in pari (Eurostoxx50). Nel pomeriggio la borsa americana é salita e l'Europa ha seguito a distanza. DAX (+0.07% a 13051 punti) e FTSE MIB (+0.07% a 11725 punti) hanno chiuso in pari lasciando la situazione tecnica invariata. L'Eurostoxx50 ha chiuso vicino al massimo giornaliero con un moderato guadagno (+0.53% a 3273 punti) - la ragione di questa comportamento migliore sembra essere unicamente il bisogno di allineare la performance settimanale a quella degli altri indici - talvolta le ragioni per certi movimenti sono veramente stupide. In Svizzera é bastato il balzo di Roche (+1.81%) a far guadagnare 50 punti all'SMI (+0.48% a 10320 punti).
L'S&P50o ha aperto in gap up e ancora una volta il gap non é stato colmato.  L'indice all'inizio é sceso solo a 3458 punti di minimo per poi ripartire al rialzo e raggiungere un massimo alle 18.00 a 3482 punti. Nel resto della giornata non é successo più niente d'importante. L'S&P500 é lentamente ridisceso a 3471 punti e con un balzo negli ultimi minuti ha chiuso a 3477.13 punti (+0.88%). Gli acquisti erano distribuiti su tutti i settori (DJT +0.84%, RUT +0.55%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4472 su 2860, NH/NL a 1377 (una novantina in più che giovedì - poco) su 84 e volume relativo a 0.9. I Summation Index sono ancora saliti. Il Fear&Greed Index é lievitato a 55 punti (+2). La tendenza di fondo della borsa americana é debolmente al rialzo con il 63.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percenti Index a 62.02. Vedremo come si sviluppano questi indicatori nella prossima correzione minore. Se come pensiamo non scendono sotto i 50 punti é probabile che fino a fine anno dobbiamo escludere la possibilità di un ribasso. Vi ricordiamo la nostra ipotesi di base - S&P500 per mesi in laterale sui 3300-3400 punti mentre il Nasdaq dovrebbe tendenzialmente sottoperformare e scendere.
Ed ora vediamo come inizia la prossima settimana - nei commenti di domenica nei media investitori e analisti sono ottimisti. Siamo sempre nervosi quando prevediamo qualcosa in contrasto con l'opinione della maggioranza. Alla fine é il mercato ad avere ragione.

Commento del 9 ottobre

Il rialzo prosegue con nuovi participanti - il Nasdaq100 sottoperforma

Ieri le borse hanno avuto un'altra buona e tranquilla giornata. Le discussioni girano attorno al pacchetto di stimoli fiscali promesso dai politici americani e con questa carota che penzola davanti al naso gli asini si muovono. Tranne per alcuni veloci ed estemporanei vuoti d'aria gli indici azionari sono saliti regolarmente e hanno chiuso con una solida prestazione sia in Europa (Eurostoxx50 +0.69% a 3255 punti) che in America (S&P500 +0.80% a 3446.83 punti). È difficile dire quando questa spinta di rialzo potrebbe terminare poiché non ci sono delle vere resistenze nelle vicinanze. Al contrario l'S&P500, ora che ha superato la zona di resistenza sui 3400-3410 punti, ha graficamente via libera fino al massimo storico a 3588 punti. Difficilmente però potrà raggiungere questo livello poiché a breve si presenta sugli oscillatori una situazione di ipercomperato. Inoltre é velocemente riapparso un certo ottimismo specialmente sul mercato delle opzioni. Troppi investitori speculano short sulla volatilità VIX (26.36 punti, -1.70), che come sappiamo é inversamente correlata all'S&P500, o sono sono speculativamente long sulle azioni (CBOE Equity put/call ratio a 0.39). L'unica domanda che otterrà una risposta nei prossimi giorni é quando partirà la prossima spinta di ribasso, da che livello e con quale obiettivo. Stamattina le borse sembrano ancora voler partire con un'impostazione positiva nell'ultima seduta della settimana.

Sulla seduta in Europa c'é poco da aggiungere. Le borse europee si muovono assieme alla borsa americana e nessuno sembra interessarsi molto ai fondamentali economici o alla seconda ondata di Covid 19 che rischia di bloccare nuovamente le attività. Eurostoxx50 e colleghi aprono sulla base di quanto hanno fatto gli americani il giorno prima, oscillano nella parte centrale della seduta (normalmente prima in senzo contrario all'apertura) e poi nel pomeriggio ricominciano a seguire New York - prima con un occhio ai futures e dalle 15.30 guardando il mercato. Questo significa che ieri pomeriggio l'Eurostoxx50 era sul livello d'apertura, é prima salito ed é poi sceso seguendo il breve vuoto d'aria dell'S&P500 alle 17.30. Per saldo in Europa abbiamo avuto una seduta positiva su tutti i fronti. Questa però non ha cambiato la situazione tecnica. Al contrario - poiché negli ultimi giorni gli indici sono saliti discostandosi dal centro dei canali d'oscillazione aumenta ora la probabilità che la prossima spinta di un -3%/-5% sia al ribasso.

L'S&P500 ha aperto in gap up a 3436 punti. Il gap é stato colmato con una breve caduta a 3428 punti in concomitanza con la chiusura in Europa. Poi l'indice é salito in maniera regolare e ha chiuso sul massimo giornaliero a 3446.83 punti (+0.80%). Notiamo con interesse che la tecnologia, rappresentata dal Nasdaq100 (+0.41% a 11550 punti) ha sottoperformato - come ripetiamo da giorni sembra proprio che i tempi della leadership della tecnologia e dei suoi big AGMAF siano terminati. Pensiamo che la prossima spinta di ribasso sarà trascinata da questo settore ancora predominante - é il settore più grande dell'S&P500 e non sarà certo la ritrovata forza del settore energia (ETF Energy +3.75%) a compensare.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5640 su 1726, NH/NL a 1283 su 80 e volume relativo a 0.9. Notiamo scorrendo la lista dei NH che mancano i soliti nomi altisonanti. Ci sono tante PMI, semiconduttori e azioni cinesi - il rialzo ha nuovi partecipanti.
Il Fear&Greed Index é lievitato a 53 punti (+3 punti) mentree i Summation Index continuano a salire anche grazie alla ritrovata forza del Russell2000 (+1.03%) che dal 24 settembre ha guadagnato circa il +11%.
A corto termine il trend in America é al rialzo mentre a medio termine lo sviluppo é incerto e la tendenza sembra dover restare neutra. Questo significa che a breve la borsa americana dovrebbe ridiscendere. L'S&P500 ha raggiunto il bordo superiore delle BB - per logica, se il trend é neutro, potrebbe ora ricadere sul bordo inferiore a 3242 punti - a noi basterebbero i 3300 punti.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 3446 punti (+9 punti). Un'ora fà era più in alto (3453 punti). Alle 08.50 l'Eurostoxx50 vale 3259 punti. Le borse europee aprirano in leggero guadagno (+0.1%). L'inizio di giornata é positivo ma sembra mancare di entusiasmo. Al termine di una settimana di rialzo non bisogna stupirsi se oggi le borse faranno una pausa. Potrebbe anche esserci una sorpresa negativa. Ne riparliamo alle 14.00 nei commenti sugli indici americani.

Commento dell'8 ottobre

Stimolo si, stimolo no - borsa su e borsa giù

Le borse europee non si lasciano coinvolge dalla frenesia della borsa americana e non seguono le sue capriole. Ieri con una calma sorprendente si sono mosse in un range di pochi punti e hanno chiuso praticamente invariate al centro del range giornaliero. Le candele sui grafici si vedono appena nascoste tra le MM a 50 (DAX +0.17% a 12928 punti) o 200 giorni (Eurostoxx50 +0.00% a 3233 punti) ormai piatte (DAX) o in leggero calo (Eurostoxx50 e FTSE MIB). A livello tecnico la situazione non cambia. La tendenza degli indici azionari europei é neutra e gli indici stessi si trovano poco distanti dal livello raggiunto ad inizio giugno - praticamente l'estate é trascorsa senza movimenti sostanziali e a breve non si intravvede un cambiamento. Gli indicatori sono ormai piatti in posizione centrale e neutra.

La borsa americana invece viene scossa dalle notizie provenienti dal fronte politico. Al momento sembra che tutto dipenda da un nuovo pacchetto di stimoli economici in discussione tra Repubblicani e Democratici. Martedì Donald Trump aveva interrotto le trattative provocando una pesante caduta della borsa. Ieri i politici si sono affrettati nel dichiarare che l'approvazione del pacchetto é solo rimandata - in chiaro clima pre elettorale tutti hanno promesso somme astronomiche per sostenere la crescita economica. Ora che la FED é disposta a finanziare qualsiasi deficit pubblico tutti sono propensi a spendere a piene mani il denaro dei contribuenti che sembra poter essere creato dal nulla.

Il risultato ieri é stata una seduta di forte rialzo e speculare rispetto a martedì. Queste forti oscillazioni fanno impazzire gli indicatori di cortissimo termine. Usando però medie mobili o dati settimanali si riesce ad avere un quadro oggettivo della situazione. Martedì l'S&P500 aveva raggiunto un massimo a 3431 punti prima di cadere a 3361 punti (-1.40%). Ieri l'S&P500 é risalito a 3419.45 punti (+1.74%) e ha toccato un massimo giornaliero a 3426 punti. Finora l'indice si stacca di poco da quei 3400 punti che dovevano costituire il livello di distribuzione a metà settimana. Gli oscillatori ci dicevano che nella seconda parte della settimana la borsa doveva ridiscendere - le capriole delle ultime sedute hanno probabilmente rimandato questa fase di uno o due giorni.
L'S&P500 ha aperto a 3400 punti e nella prima parte della seduta é oscillato intorno a questo valore con un minimo a 3384 punti. Poi ci sono stati ulteriori acquisti che hanno fatto lievitare l'indice fino ai 3426 punti. Sul finale ci sono state delle prese di beneficio dei traders long e l'S&P500 ha chiuso a 3419.45 punti (+1.74). Praticamente tutti i settori hanno partecipato al rialzo - il Nasdaq100 ha guadagnato il +1.87 a 11503 punti. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5875 su 1520, NH/NL a 878 (pochi!?) su 118 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 28.06 punti (ci sono forti scommesse al ribasso sulla VIX nel mercato delle opzioni), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.42 e il Fear&Greed Index é tornato a 51 punti (+7).
I Summation Index salgono - il reddito dell'USTBond decennale é salito a 0.81% (+0.05%) - vedrete che nei prossimi giorni si comincerà a parlarne e ci saranno discussioni riguardanti il rischio di inflazione o sulla difficoltà di rifinanziare un debito pubblico ormai fuori controllo.
Nell'immediato i rialzisti hanno il controllo della situazione anche grazie alla compiacenza della politica che sta facendo di tutto per ingraziarsi gli elettori. È probabile che sullo slancio l'S&P500 possa salire più in alto. Per logica ci deve essere almeno un tentativo da parte del Nasdaq100 (11503 punti) di sfondare la resistenza a 11500 punti. Non sappiamo se le previste vendite si verificheranno ancora questa settimana o slitteranno all'inizio di settimana prossima.

La pandemia di Coronavirus sta vivendo una seconda forte ondata di contagi. Per il momento non se ne parla come un possibile ulteriore rischio per l'economia. In molti paesi però si torna a restringere la libertà dei cittadini ed imporre misure di distanziamento sociale. Vedremo fino a quando le borse ignoreranno il problema.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 3425 punti (+18). Anche oggi le borse europee si rifiutano di seguire con convinzione - l'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3250 punti (+17 punti). Le borse europee apriranno con guadagni del +0.5%. Si comporteranno come hanno solitamente fatto negli ultimi giorni? - in questo caso saliranno stamattina e scenderanno nel pomeriggio. Per saldo le plusvalenze stasera saranno modeste.

Commento del 7 ottobre

Trump blocca le trattative sullo stimolo economico e la borsa inciampa - meglio fare attenzione...

Ieri fino alle 20.45 sembrava tutto in ordine. La seduta in Europa si era svolta secondo le premesse e la logica e gli indici avevano guadagnato terreno - l'Eurostoxx50 era salito 3233 punti (+0.41%) anche grazie al robusto sostegno del settore bancario (SX7E +4.59% a 57.85 punti). L'unico segnale negativo era arrivato dalla borsa svizzera. L'SMI aveva perso 70 punti (-0.68% a 10233 punti). Questa caduta dell'SMI é leggermente inquitante e mette un'ombra sui listini europei. Se l'SMI scende significa che i titoli difensivi come alimentari e farmaceutica sono in calo. Spesso questi cominciano a scendere prima del resto del mercato. Da agosto la MM a 200 giorni, ora a 10109 punti, costituisce per l'SMI supporto. Vediamo se nei prossimi giorni il calo dell'SMI si ferma li. In caso contrario l'inquietudine si trasformerà in preoccupazione. Non dimentichiamo però che l'SMI resta ampiamente nel range 10000-10600 punti.
Per il resto c'é poco da dire - malgrado la seduta positiva la situazione tecnica degli indici azionari europei non é cambiata - la tendenza resta neutra e non abbiamo notato progressi tali per poter parlare di rialzo.

Nel pomeriggio l'S&P500 aveva aperto invariato a 3408 punti. Fino alle 17.50 l'indice era oscillato senza direzione toccando un minimo a 3397 punti. Poi i compratori avevano preso il sopravvento e l'S&P500 era salito fino ad un massimo a 3431 punti. Verso le 20.45 Donald Trump ha annunciato a sorpresa di aver deciso di sospendere le trattative con i Democratici per un nuovo pacchetto di aiuti statali. Gli investitori speravano in questa ulteriore pioggia di miliardi e questa era la ragione del rialzo degli ultimi giorni. Ovvia quindi la reazione negativa. La borsa é stata travolta dalle vendite. In alcune ondate l'S&P500 é caduto fino a 3354 punti e solo sul finale si é risollevato a 3360.95 punti (-1.40%). Le vendite hanno colpito tutti i settori indistintamente - anche la tecnologia (Nasdaq100 -1.89% a 11291 punti). La conseguenza é che la seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2605 su 4752, NH/NL a 1198 su 127 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 29.48 punti (+1.82), il CBOE Equity put/call ratio é rimasto stranamente basso a 0.46 mentre il Fear&Greed Index é rimasto stabile a 44 punti (-1 punto).
È prematuro trarre delle conclusioni da poco più di un'ora di vendite. Ricordiamo però che questo calo corrisponde in linea di massima alle nostre previsioni. Pensavamo che le vendite dovevano iniziare verso la metà della settimana e sarebbero state provocate da un aumento dei tassi d'interesse (reddito dell'USTBond decennale a 0.76% (-0.02%)) - invece ci ha pensato Donald Trump a prendere la borsa in contropiede. Tecnicamente c'erano le premesse per un ritorno dell'S&P500 entro venerdì a 3300 punti e di conseguenza non abbiamo ragioni per scostarci da questa previsione.
Ieri l'S&P500 é ricaduto sotto la MM a 50 giorni a 3368 punti. Stamattina sembra aver voglia di rimbalzare - il future alle 08.20 é a 3366 punti (+13 punti). Secondo noi nei prossimi giorni il calo deve continuare. Teoricamente non c'é però abbastanza spazio verso il basso e praticamente non c'é ancora abbastanza pressione di vendita per aprire posizioni short. Di conseguenza per ora é meglio restare a guardare.

Alle 08.25 l'Eurostoxx50 vale 3326 punti (-7 punti). Le borse europee prendono alla leggera la caduta di ieri sera a Wall Street. I maggiori indici apriranno con una perdita del -0.3%. Pensiamo che durante la giornata molti potrebbero rivedere questa posizione ed assumere un atteggiamento più cauto - prevediamo una seduta negativa con una chiusura sotto ìl livello d'apertura.

Commento del 6 ottobre

Donald Trump torna alla Casa Bianca - le borse sperano nello stimolo economico - rally evanescente

Venerdì la borsa americana era caduta dopo la notizia che Donald Trump aveva contratto il Covid19 ed era stato ricoverato in ospedale. Ieri l'S&P500 ha guadagnato il +1.80% a 3408.63 punti quando si é saputo che il Presidente stava bene e sarebbe già tornato alla Casa Bianca. Nel frattempo il Congresso prepara un nuovo pacchetto di stimoli economici che dovrebbe aiutare popolazione ed imprese a superare la crisi. Queste notizie hanno provocato sia in Europa (Eurostoxx50 +0.92% a 3220 punti) che in America una seduta decisamente positiva. Non crediamo però che questa seduta sia l'inizio di una sostenibile spinta di rialzo - crediamo piuttosto che si tratti di una spinta evanescente che dovrebbe smorzarsi e sparire nel corso della settimana. L'impressione é che gli investitori reagiscono meccanicamente alle notizie e si muovono tra settori speculando ma senza prendere delle vere decisioni d'investimento. Se la borsa parte al rialzo i piccoli comprano valori sicuri come Apple (+3.08%) - altri vedono che i tassi d'interesse salgono (reddito dell'EU Treasury Bond a 0.78%) e automaticamente comprano banche (BKX in America +3.08%, SX7E in Europa +2.14). Oppure quando il mercato si muove c'é chi sceglie di comperare i settori deboli e dimenticati come petrolio e energia (ETF Energy +3.00%). Questi movimenti avvengono però con modesti volumi, senza una vera leadership e senza una forte espansione dei nuovi massimi - di conseguenza pensiamo che l'S&P500 é destinato a fermarsi intorno ai 3400 punti e non dovrebbe salire decisamente più in alto. I Summation Index su NYSE e Nasdaq stanno salendo - questo é un segnale positivo e ci dice che la maggior parte dei titoli sta guadagnando terreno. Questa é una conseguenza del fatto che il rialzo non é provocato solo da pochi titoli della tecnologia ma ha una maggiore partecipazione a livello di PMI (Russel2000 +2.77%) - non crediamo però che questo cambi la costellazione tecnica generale - la differenza dovrebbe unicamente essere a livello di forza relativa tra indici azionari - concretamente pensiamo che i tempi dei rally in solitaria del Nasdaq100 (+2.25% a 11509 punti) siano passati.

Ieri gli indici azionari europei hanno chiuso sul massimo giornaliero con guadagni intorno al +1%. Da mesi l'Eurostoxx50 (+0.92% a 3220 punti) oscilla in laterale senza una chiara tendenza. Ieri l'Eurostoxx50 ha guadagnato 29 punti e ha chiuso sul massimo giornaliero e di nuovo sopra quei 3200 punti che ormai non hanno più nessuna valenza tecnica - servono solo come punto di riferimento. Le borse europee hanno seguito le indicazioni provenienti da Wall Street - potrebbe esserci oggi una breve continuazione verso l'alto ma in linea di massima ci aspettiamo che questa spinta si esaurisca entro metà settimana. Ci interessa solo osservare se l'Eurostoxx50 riesce a risalire sopra le MM a 50 e 200 giorni in calo - non crediamo ma siamo disposti a lasciarci sorprendere. Il DAX (+1.10% a 12828 punti) ha compensato la perdita delle ultime tre sedute ed é tornato vicino alla MM a 50 giorni ormai piatta (12885 punti) e al centro delle Bollinger Bands. La tendenza resta neutra ed é evidente che il DAX non riesce a sviluppare un trend sostenibile. Anche ieri la risposta al rialzo in America é stata tiepida. Il FTSE MIB (+1.06% a 19265 punti) si é comportato come le altre borse europee. Vale il commento fatto sull'Eurostoxx50 con particolare riferimento alle medie mobili (MM). Se venisse aiutato dal settore bancario il FTSE MIB potrebbe risalire a breve fino ai 20000 punti ma é molto probabile che la sua rimonta finisca lì.
Nel complesso le borse europee hanno avuto una buona giornata che ha eliminato a breve la possibilità di una continuazione della correzione. Gli indici sono tornati ampiamente nel canale d'oscillazione valido da giugno e la tendenza resta neutra.

Fin dal mattino la borsa americana, tramite i futures, mostrava l'intenzione di risalire e compensare le perdite di venerdì. È andata meglio del previsto grazie all'effetto psicologico creato dal ritorno sulla scena di Donald Trump. Le azioni delle società farmaceutiche che producono il cocktail di medicinali somministrati al Presidente sono tutte salite (p.e. Regeneron +7.03%)!
L'S&P500 ha aperto a 3378 punti e dopo una discesa iniziale a 3367 punti é salito a metà giornata fino alla soglia dei 3400 punti. Per ore é oscillato sui 3395 punti. Alle 20.00 é sceso a 3385 punti per prendere slancio e infine é balzato sopra i 3400 punti e ha raggiunto il massimo a 3409 punti. Ha chiuso a 3408.63 punti (+1.80%). Gli acquisti si sono distribuiti su tutto il listino e la tecnologia ha fatto la sua parte (Nasdaq100 +2.25% a 11509 punti). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5887 su 1534, NH/NL a 896 su 128 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é stranamente salita a 27.96 punti (+0.33), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.49 mentre il Fear&Greed Index é risalito a 45 punti (+5). Nel complesso é stata una buona seduta che manca però ancora delle componenti per un sostenibile rialzo.

Stamattina il future sull'S&P500 é fermo a 3392 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3226 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni (ca. +0.2%). Ci aspettiamo in iniziale ritracciamento e poi una salita fino a metà giornata quando le plusvalenze potrebbero raggiungere un +0.5%. Poi vedremo come si comporteranno gli americani. Potrebbe ancora esserci una breve continuazione del rialzo di ieri oppure inizierà già una pausa sui 3400 punti di S&P500. Il gap a 3307 punti é rimasto aperto e abbiamo il sospetto che verrà colmato entro venerdì.
Stamattina il Nikkei ha guadagnato il +0.51% - Shanghai sta perdendo il -0.2%. Dalle borse asiatiche non arrivano segnali particolari.

Aggiornamento del 5 ottobre

La salute di Donald Trump migliora - le probabilità di una sua rielezione peggiorano

Il bollettino medico riguadante Donald Trump é incoraggiante i suoi medici dicono che già oggi potrebbe lasciare l'ospedale e continuare le cure alla Casa Bianca. Nel frattempo nei sondaggi Joe Biden ha aumentato a 10 punti il vantaggio su Donald Trump - ad un mese dalle elezioni a Presidente degli Stati Uniti la differenza sembra incolmabile.
Il future sull'S&P500 sale a 3358 punti (+18 punti) - i mercati finanziari iniziano la nuova settimana con un'intonazione positiva. Non é una sorpresa considerando la buona seduta di venerdì almeno per quel che riguarda l'aspetto tecnico. La risposta dei mercati alle buona notizie é però tipida - l'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3209 punti (+19 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.6% - dovrebbero stamattina guadagnare ancora qualche punto ma non ci aspettiamo un lunedì come nelle scorse 3 settimane quando ci sono stati differenze superiori al 2%. In linea di massima ci aspettiamo una settimana relativamente tranquilla con movimenti all'interno del range di settimana scorsa.

Commento del 3-4 ottobre

La caduta del Nasdaq100 sembra preparare un tendenziale ribasso dei big (AGMAF e TNN) fino a fine anno

I livelli importanti per capire se la borsa americana, e di riflesso quelle europee, era ancora in una correzione, erano i 3340 punti di S&P500 (-0.96% a 3348.44 punti), la sua MM a 50 giorni attualmente a 3361 punti e i 11500 punti di Nasdaq100 (-2.83% a 11255 punti). Alla fine di questa settimana ci troviamo confrontati con una situazione incerta sia a livello di grafici che a livello di indicatori. Lunedì c'é stato un forte rialzo e fino a giovedì sembrava che le borse volessero sposare la variante della fine della correzione - in questo caso la tendenza delle borse europee sarebbe tornata neutra negando la rottura al ribasso (simbolicamente segnalata dalla discesa dell'Eurostoxx50 (-0.10% a 3191 punti) sotto i 3200 punti) e quella della borsa americana al rialzo malgrado che non vedessimo abbastanza forza d'acquisto per un ritorno ai massimi annuali. La seduta di venerdì ha cambiato in parte le carte in tavola e ci troviamo ora di fronte ad un classico dilemma di una singola seduta negativa di cui non conosciamo ancora il reale significato. In ogni caso la performance settimanale degli indici azionari europei ed americani é stata positiva - non abbastanza però per chiudere definitivamente il capitolo della correzione. Dobbiamo ammettere che gli indicatori in America stanno migliorando e sta emergendo una nuovo leadership - la borsa non sembra più dipendere completamente dal settore tecnologico, vengono comperati altri settori e a livello di partecipazione c'é un cambiamento. I Summation Index hanno smesso di scendere e cominciano timidamente a salire - venerdì, malgrado la seduta negativa, questi indicatori sono migliorati mostrando che la maggioranza dei titoli ora sta guadagnando terreno. Per il resto i segnali tecnici sono poco chiari - c'é un generale lieve pessimismo (Fear&Greed Index a 40 punti (-1)) ma nella correzione non c'é mai stato un chiaro pessimismo o panico. Abbiamo avuto intorno al 23-24 di settembre una situazione di ipervenduto a corto termine che é nel frattempo sparita. Non c'é mai stata da inizio settembre una situazione di ipervenduto a medio termine in grado di segnalare efficacemente un possibile minimo definitivo. Insomma - le due varianti sono ancora possibili - la correzione potrebbe riprendere e far scendere l'S&P500 come previsto a 3170 punti per la metà di ottobre oppure la correzione é finita ma invece che ad una ripresa del rialzo dobbiamo prepararci ad una lunga fase di incertezza con ampi movimenti in laterale.
Rilanciamo l'ipotesi già citata nel commento tecnico del 5-6 settembre di un lento calo del Nasdsaq fino a fine anno. È possibile che la cavalcata vincente di questo settore sia terminata e che ora l'S&P500 si stabilizzi per mesi sui 3300-3500 con una rotazione tra settori. Molti settori sembrano ipervenduti e pronti ad un cambiamento di tendenza di fondo - osserviamo ancora con interesse il comportamento del settore energetico che venerdì é salito malgrado un'ulteriore caduta del prezzo del petrolio (WTI a 37.05 USD, -1.67 USD). Un settore che si comporta bene malgrado pessime notizie é un settore che mostra forza e che nei prossimi mesi potrebbe comportarsi relativamente bene.
 
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.72% a 3191 punti
DAX                         +1.76% a 12689 punti
SMI                          +0.35% a 10252 punti
FTSE MIB                  +1.96% a 19064 punti
S&P500                     +1.52% a 3348.44 punti
Nasdaq100                +0.94% a 11255 punti

Venerdì le borse europee sono rimaste a guardare. Hanno sommato il rialzo di giovedì sera a Wall Street al calo dei futures americani al mattino e il risultato é stata una seduta senza direzione e senza sostanziali variazioni (Eurostoxx50 -0.10% a 3191 punti). Praticamente dopo il rally di lunedì c'é stato nel resto della settimana un lento ritracciamento. Le performance settimanali sono positive ma il comportamento del mercato non é stato per niente convincente. L'Eurostoxx50 (3191 punti) é marginalmente sotto i 3200 punti, il DAX (12689 punti) é nella parte inferiore del range degli ultimi mesi e sotto la MM a 50 giorni. Le MM a 50 giorni cominciano lentamente a scendere su tutti i grafici. Riassumendo le borse europee si muovono in maniera incerta tra un trend neutro e un lieve ribasso di medio termine. Chi é short può attendere lo sviluppo degli avvenimenti poiché a breve non si vede come le borse europee possano partire in maniera sostenibile al rialzo. Chi vuole comperare avrà probabilmente delle migliorio occasioni nelle prossime settimane. Per ora non abbiamo ragioni concrete per cambiare la previsione di una correzione dell'Eurostoxx50 fino a 3000 punti anche se istintivamente questo obiettivo sembra troppo basso. Gli altri indici dovrebbero muoversi di riflesso - chi meglio (DAX), chi peggio (FTSE MIB).
La seduta a Wall Street é stata tecnicamente molto interessante. Venerdì il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di essere stato testato positivo al Coronavirus. La notizia ha avuto ovviamente ripercussioni negative ma nel complesso la borsa si é comportata meglio del previsto - gli indici hanno chiuso sopra i livelli d'apertura (candele bianche sui grafici) e nettamente sopra le prime indicazioni fornite dai future. Venerdì é stata una pessima giornata per i big della tecnologia (Nasdaq100 -2.83% a 11255 punti) - le vendite a Wall Street si sono concentrate sui 5 famosi big Apple (-3.23%) Google (-2.17%) Microsoft (-2.95%) Amazon (-2.99%) e Facebook (-2.51%). Insieme alle azioni di queste compagnie sono crollate anche quelle delle società amate dagli speculatori - ci riferiamo a Tesla (-7.38%) NVidia (-4.06%) e Netflix (-4.63%). Il resto del mercato si é comportato relativamente bene (S&P500 -0.96% a 3348.44 punti) considerando la notizia della malattia di Donald Trump. Questa forte differenza tra tecnologica e resto del mercato é una novità specialmente perché senza il crollo dei big probabilmente l'S&P500 avrebbe chiuso praticamente in pari. Non abbiamo quindi avuto un Nasdaq100 di poco peggio del resto ma un Nasdaq molto debole mentre il resto é rimasto fermo o ha addirittura guadagnato terreno (DJT +0.77%, Russell2000/RUT +0.53%).
L'S&P500 ha aperto a 3334 punti dopo che il future la mattina in Europa era sceso fino a 3000 punti. L'indice all'inizio é salito ma a metà giornata ha avuto una fase di debolezza ed é caduto sul minimo a 3323 punti. Rapidamente ha recuperato ed é salito sul massimo a 3369 punti. Sul finale é sceso a 3348.44 punti (-0.96%). In fondo l'S&P500 si é mosso a caso e in laterale in soli 46 punti. La seduta al NYSE é stata di poco positiva (!) con A/D a 3760 su 3567, NH/NL a 398 su 465 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é lievitata a 27.63 punti (+0.93) e il CBOE Equity put/call ratio era a 0.54. Non sembra che la malattia di Donald Trump sia in grado di provocare un ribasso - la reazione del mercato é stata negativa ma cauta e costruttiva a livello di partecipazione.
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 39.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 53.80.
In linea di massima difendiamo ancora lo scenario correttivo unicamente perché non abbiamo ancora abbastanza motivi per cambiarlo. L'S&P500 il 24 settembre ha toccato un minimo a 3209 punti - il nostro obiettivo era a 3100-3200 punti con un obiettivo ideale a 3170 punti. È possibile che la correzione sia terminata - non abbiamo però abbastanza elementi tecnici per proporre uno scenario rialzista. Vediamo cosa succede all'inizio di settimana prossima e in particolare osserviamo se si ripete l'insolita seduta di venerdì con borsa americana abbastanza buona malgrado una pessima tecnologia. Forse il regno degli AGMAF é al tramonto.

Commento del 2 ottobre

Donald Trump positivo al Coronavirus - la borsa fa un tuffo ma non dovrebbe cambiare rotta

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta con poche variazioni (Eurostoxx50 +0.02% a 3194 punti) mentre la borsa americana é ancora riuscita a guadagnare terreno. L'S&P500 ha chiuso con un guadagno di 17 punti - ha toccato un nuovo massimo per questa spinta di rialzo a 3397 punti e ha chiuso a 3380.80 punti (+0.53%), nuovamente sopra la MM a 50 giorni. I dati tecnici della giornata sono solidi ma non entusiasmanti - l'impressione forniuta dall'analisi tecnica é da una parte che la correzione iniziata a settembre potrebbe essere finita, d'altra parte non sembra esserci abbastanza potere d'acquisto e partecipazione per permettere all'S&P500 di tornare sui massimi annuali. Bisogna però attendere la chiusura settimanale per poter esaminare a fondo e con calma gli indicatori di medio termine e poter fare un'analisi approfondita ed eventualmente rivedere le nostre previsioni.

Donald Trump ha annunciato di essere stato testato positivo al Coronavirus. Ovviamente oggi la notizia ha delle conseguenze negative sui mercati finanziari poiché crea incertezza. Non crediamo però che possa cambiare la tendenza dei mercati specialmente se la malattia non avesse conseguenza decisamente negative sulla salute del Presidente. Ricordiamoci che la politica ha un'influsso modesto sulla borsa se non ci sono delle ripercussioni a livello economico. Naturalmente bisogna aspettare lo sviluppo della situazione prima di poter fare delle provisioni fondate ma in linea di massima ci aspettimao, dopo un tuffo di un paio di punti in percentuale, una rapida stabilizzazione. Oggi non conviene innervosirsi né tanto meno farsi prendere dal panico - la migliore strategia é attendere e non prendere iniziative.

Commento del 1. ottobre

Ribasso in Europa, rialzo in America - dati tecnici contraddittori

Ieri é stata una giornata strana con andamenti divergenti e segnali contrastanti. Le borse europee hanno rispettato le previsioni. Hanno avuto una seduta negativa ma le perdite sono state modeste. L'Eurostoxx50 (-0.64% a 3193 punti) é ricaduto sotto i 3200 punti. Le banche (SX7E +0.63% a 54.50 punti) si sono comportate relativamente bene. Non appare pressione di vendita e l'impressione é che gli indici azionari europei hanno l'intenzione di continuare ad oscillare in laterale. Probabilmente la tendenza di fondo é neutra - fa stato la chiusura settimanale - ne riparliamo nell'analisi del fine settimana.
Ieri mattina il future sull'S&P500 era in calo dell'1% - nel corso della giornata il future ha recuperato terreno e all'apertura della borsa alle 15.30 guadagnava un paio di punti. Le premesse erano cambiate - se all'inizio pensavamo che l'S&P500 dovesse scendere a 3300 punti per colmare il gap ora sembrava che dovesse esserci una seduta in trading range. Invece la seduta é stata decisamente positiva - l'S&P500 é salito per buona parte della giornata e ha toccato un massimo verso le 20.00 a 3393 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é ricaduto fino a 3345 punti (!) ed ha chiuso a 3363.00 punti (+0.83%). Il Congresso americano sta preparando un nuovo pacchetto di stimoli economici e la volatilità di questa seduta dipende dalle notizie contraddittorie provenienti dal fronte politico riguardanti questo progetto. Non bisogna però razionalizzare. A livello tecnico notiamo una caduta di 48 punti dal massimo (significa che il mercato é fragile con ampie possibilità per vuoti d'aria) e una rottura sopra la MM a 50 giorni a 3357 punti - la rottura é avvenuta sia con un massimo 36 punti più in alto e sia con la chiusura 6 punti sopra questo livello. La rottura potrebbe essere definitiva.
La seduta al NYSE é stata positiva (A/D a 4196 su 3149, NH/NL a 317 su 242, volume relativo a 1.0) ma i dati tecnici sono praticamente invariati. Il Summation Index sul NYSE é sceso, quello sul Nasdaq é salito. Gli indicatori di sentiment non si muovono (VIX a 26.37 punti (+0.10), CBOE Equity put/call ratio a 0.45, Fear&Greed Index a 45 punti (+1)). Il Nasdaq100 ha guadagnato il +0.84% a 11418 punti - le PMI (RUT +0.2%) seguono sempre a distanza e questo non sostiene l'ipotesi di una robusta ripresa economica.
Riassumendo la borsa americana lancia segnali piuttosto positivi ma non é ancora sicuro che abbia terminato la correzione - l'S&P500 si trova praticamente allo stesso posto come all'8 di settembre. Ieri era la fine di settembre ed é possibile che qualcuno abbia avuto interesse a migliorare il saldo trimestrale. Vediamo come finisce la settimana e poi facciamo un consuntivo.
Stamattina alle 09.30 il future sull'S&P500 é in forte rialzo (3381 punti, +29 punti). L'Eurostoxx50 é risalito a 3320 punti. Istintivamente crediamo che ci sia troppo ottimismo e ci aspettiamo stasera una chiusura sotto i livelli attuali.

Commento del 30 settembre

L'S&P500 si ferma - deve scendere a 3300 punti e colmare il gap 

La seduta di ieri é stata negativa e noi abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Se il rialzo di lunedì fosse continuato per tutta la giornata avremmo veramente avuto un problema con il nostro scenario correttivo. Invece dopo un buon inizio le borse si sono sgonfiate e sui grafici appaione delle candelle rosse con poco corpo - i volumi di titoli trattati sono stati modesti. Pensiamo di conseguenza che ora le borse debbano semplicemente compensare l'eccessivo rally di lunedì e poi fermarsi e distribuire con alcune sedute volatili ma senza direzione.
L'Eurostoxx50 é sceso a 3214 punti (-0.28%). La perdita é modesta ma per noi importante - l'indice si riavvicina ai 3200 punti e secondo le prime indicazioni (3180 punti) dovrebbe stamattina ricadere sotto questa barriera. Questo significa che il segnale di vendita a medio termine non é stato annullato - pur essendoci poca pressione di vendita bisogna prevalentemente ancora guardare verso il basso. L'indice delle banche SX7E é caduto del -2.41% a 54.16 punti - una dimostrazione in più che non bisogna mai fidarsi degli evidenti rimbalzi tecnici da ipervenduto - bisognerà comperare questi settori deboli (banche, energia) unicamente quando si sarà formata una base o quando il ribasso si esaurirà con un'accelerazione e panico.
L'S&P500 ha aperto in positivo ed é ancora salito a 3358 punti di massimo. Poi però é sceso ed ha chiuso a 3335.47 punti (-0.48%). La perdita di 16 punti é poca cosa se messa in rapporto con il guadagno di 53 punti del giorno prima ma l'indice é rimasto sotto la MM a 50 giorni e questo é il fattore per noi importante. La seduta al NYSE é stata negativa (A/D a 2970 su 4364, NH/NL a 302 su 289) ma senza aspetti particolari - i volumi erano bassi (volume relativo a 0.75). A livello di sentiment non ci sono cambiamenti importanti (VIX a 26.27 punti, CBOE Equity put/call ratio a 0.49, Fear&Greed Index a 44 punti!). Il Nasdaq100 (-0.36% a 11323 punti) ha perso come il resto del mercato. Il Summation Index sul NYSE é sceso. quello sul Nasdaq era praticamente in pari.
La borsa americana non é riuscita a continuare il rialzo - come pensavamo si é fermata ed ora deve tornare sui suoi passi - concretamente l'S&P500 deve scendere a 3300 punti e colmare il gap di lunedì. Poi dovremo aspettare - la borsa americana non sembra ancora pronta per sviluppare l'attesa spinta di ribasso finale che dovrebbe concludere la correzione.
Stamattina il future sull'S&P500 é a 3302 punti (-32 punti). La premesse sono per una seduta negativa. Non pensiamo però che ci sarà un netto peggioramento rispetto alla debole apertura.

Commento del 29 settembre

Seduta positiva che supera di molto le nostre aspettative - oggi l'S&P500 deve fermarsi

Ieri ci aspettavamo che le borse europee seguissero il rimbalzo della borsa americana di giovedì e venerdì scorsi e che a Wall Street ci fosse una breve e modesta continuazione verso l'alto. La seduta é stata invece decisamente positiva. Le borse europee si sono involate (Eurostoxx50 +2.75% a 3223 punti) e gli indici sono tornati nel canale di oscillazione che era stato valido da giugno fino a metà settembre. In particolare l'Eurostoxx50 é tornato sopra i 3200 punti e sembra voler annullare il segnale di vendita a medio termine. L'S&P500 ha aperto in gap up e ha chiuso vicino al massimo giornaliero a 3351.60 punti (+1.61%) con un forte guadagno di 53 punti. L'indice ha così raggiunto e marginalmente superato l'obiettivo massimo per un rimbalzo a 3340 punti e si é fermato a soli 2 punti dalla MM a 50 giorni. Il rialzo a New York ha goduto di buona partecipazione (A/D a 6086 su 1317 punti) - praticamente tutti i settori hanno guadagnato terreno (DJT +1.52%, RUT +2.40%), non solo la tecnologia (Nasdaq100 +1.91% a 11364 punti). Solo i volumi di titoli trattati sono rimasti sotto la media (volume relativo a 0.9). A livello di sentiment i dati non sorprendono. La volatilità VIX é scesa di poco a 26.19 punti (-0.19) mentre gli speculatori long sono euforici ed esposti in maniera massiccia (CBOE Equity put/call ratio a 0.45) - in tempi normali 0.45 avrebbe rappresentato un eccesso e garantito una reazione negativa - oggi invece valori così bassi sembrano favorire una continuazione del rialzo. Il Fear&Greed Index é tornato a 50 punti. I Summation Index sono saliti. Siamo perplessi poiché il quadro generale mostra una seduta molto forte e favorisce una ripresa del rialzo - questa seduta non ha niente del rimbalzo tecnico e di conseguenza dobbiamo seriamente esaminare l'ipotesi che giovedì scorso la correzione sia terminata a 3209 punti di S&P500.
Stamattina alle 07.10 il future sull'S&P500 é a 3360 punti (+14 punti) - sembra quindi che oggi debba ancora esserci una seduta positiva. Noi siamo ancora scettici e siamo disposti a dare ancora una possibilità allo scenario correttivo. La condizione é però che oggi l'S&P500 si fermi e non chiuda sopra la MM a 50 giorni a 3353 punti. Vediamo cosa succede - la giornata é lunga.

Commento del 26-27 settembre

Fino a quando nessun indice torna stabilmente sopra la MM a 50 giorni le borse devono continuare a correggere

La seduta di giovedì é stata mista con borse europee in moderato calo (Eurostoxx50 -0.64%) e borsa americana in guadagno (S&P500 +0.30% a 3246.59 punti) dopo che l'S&P500 aveva fatto registrare un nuovo minimo mensile a 3209 punti. Abbiamo archiviato questa seduta senza commenti - giovedì mattina avevamo scritto che sul corto termine la borsa americana era ipervenduta e quindi l'inizio di un rimbalzo era la logica conseguenza. Pensavamo però che l'S&P500 si sarebbe fermato a 3250 punti. Il rialzo di venerdì é stato di conseguenza una sorpresa (S&P500 +1.60% a 3298.46 punti) non tanto per la direzione del movimento quanto per la sua ampiezza. Vale quindi la pena analizzare la seduta di venerdì nel dettaglio. Anticipiamo che per ora non sembra che il minimo di giovedì sia definitivo e che la correzione sia terminata. Il rally di venerdì deve ancora essere classificato come rimbalzo tecnico da ipervenduto. Gli indici, e questo vale anche per il Nasdaq100 (+2.34% a 11151 punti), si sono mossi nel range settimanale, non hanno superato nessuna resistenza e non hanno dato nessun segnale d'acquisto. Solo se un'indice superasse stabilmente la MM a 50 giorni potremmo dover rivedere la nostra opinione. La chiusura venerdì vicino al massimo giornaliero ci dice che probabilmente questa spinta di rialzo iniziata giovedì sera potrebbe continuare lunedì. Il Nasdaq100 (11151 punti) si trova a soli 73 punti dalla MM a 50 giorni (11224 punti) - una seduta positiva lunedì metterebbe in dubbio la nostra previsione di una fine della correzione verso la metà di ottobre sui 3170 punti di S&P500. Siamo però fermamente convinti che una correzione di medio termine di questo tipo non possa terminare senza pessimismo o panico. Finora a livello di sentiment abbiamo visto un passaggio dall'ottimismo alla cautela ma nessun indicatore é arrivato a livello di pessimismo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -4.47% a 3137 punti
DAX                         -4.93% a 12469 punti
SMI                          -3.06% a 10216 punti
FTSE MIB                  -4.23% a 18698 punti
S&P500                     -0.63% a 3298.46 punti
Nasdaq100                +1.96% a 10936 punti

La seduta di venerdì in Europa é stata negativa e preoccupante. Gli indici hanno toccato a metà giornata un nuovo minimo mensile (Eurostoxx50 a 3097 punti) e sono risaliti nel pomeriggio grazie ai segnali positivi provenienti da New York. Gli indici hanno però chiuso in calo (Eurostoxx50 -0.71% a 3137 punti) e le candele sui grafici sono rosse. Solo le chiusura lontane dai minimi giornalieri ci dicono che le borse europee devono probabilmente seguire il rimbalzo a New York - alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3165 punti. L'unica eccezione della giornata é stato l'SMI svizzero che ha guadagnato il +0.05% a 10216 punti. Abbiamo più volte discusso la forza relativa di questo indice che resta in un trend neutro nel canale 10000-10500 punti - oggi non aggiungiamo altro visto che regolarmente la borsa svizzera conferma le nostre previsioni con una convincente sovraperformance.
L'indice delle banche europee SX7E é ricaduto a 52.98 punti (-1.69%). Lo Stoxx Europe 600  Banks ha toccato un nuovo minimo storico. La debolezza di questo settore rispecchia le previsioni economiche degli investitori - tassi d'interesse negativi, deflazione e recessione sono veleno per le banche. È estremamente improbabile che ci possa essere un rialzo delle borse europee senza questo settore. Fino a quando le azioni delle banche scendono é molto probabile che la correzione delle borse europee debba continuare. Per ora nulla suggerisce la possibilità che gli indici bancari abbiano toccato il fondo.

Venerdì l'S&P500 ha aperto in leggero calo a 3240 punti. Fino alle 16.30 l'indice é oscillato in laterale e ha toccato un minimo a 3228 punti. Poi i rialzisti hanno preso il controllo delle operazioni. L'S&P500 é salito ad ondate fino alle 21.20 quando ha toccato il massimo a 3306 punti. Sul finale é ridisceso a 3298 punti (+1.60%). I traders hanno ricominciato a comperare i conosciuti nomi della tecnologia come Apple (+3.75%) o Tesla (+5.04%) - la logica conseguenza é che il Nasdaq100 ha guadagnato il +2.34% a 11151 punti. Il rialzo ha goduto di buona partecipazione (DJT +1.37%, RUT +1.59%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5256 su 2033, NH/NL a 95 su 668 e volume relativo a 0.9. A livello di sentiment c'é stato un miglioramento - la volatilità VIX é caduta a 26.38 punti (-2.13), il CBOE Equity put/call ratio era abbastanza basso a 0.56 e il Fear&Greed Index si é stabilizzato a 48 punti.
Durante questa settimana i traders long hanno avuto successo - il Nasdaq100 per saldo ha guadagnato nelle ultime 5 sedute il +1.96%. È possibile che questo buon risultato dia fiducia ai traders - potrebbero continuare la loro azione anche settimana prossima specialmente se l'ipervenduto di corto termine non é ancora stato riassorbito. Concretamente quello che temiamo é una continuazione del rimbalzo fino ai 3340 punti di S&P500 - in linea di massima però lo scenario di una correzione fino a metà di ottobre non dovrebbe cambiare.
I Summation Index continuano a scendere e la tendenza di fondo della borsa americana é ora, secondo i nostri due indicatori di riferimento (24.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percenti Index sul NYSE a 48.52 punti) debolmente al ribasso.

Riassumendo lo scenario ideale per settimana prossima sarebbe una breve continuazione del rimbalzo lunedì e poi una ripresa del ribasso. La variante é che la spinta di rialzo iniziata giovedì sera a New York abbia una continuazione superiore alle nostre stime. In questo caso l'S&P500 potrebbe risalire a 3340 punti e il Nasdaq100 tornare a circa 11400 punti. A questo punto il Nasdaq100 sarebbe nuovamente sopra la MM a 50 giorni - pensiamo però che fino a quando resta sotto i 11500 punti la previsione di una correzione delle borse mondiali resta valida. Dobbiamo controllare settimana prossima come si sviluppano gli indicatori specialmente a livello di partecipazione - teniamo d'occhio i Summation Index!

Il cambio EUR/USD é sceso a 1.1630. Pensavamo che dovesse consolidare sopra 1.17 ma ci siamo sbagliati. La correzione dell'oro (1860 USD/oncia), che é inversamente correlato all'USD, non sembra finita. Questo significa che a breve il cambio EUR/USD deve scendere più in basso. Questo fa senso poiché la correzione delle borse va a braccetto con la correzione del cambio. Non abbiamo un'idea precisa sull'ampiezza della correzione del cambio EUR/USD ma ad intuito gli 1.15 ci sembrano un valido obiettivo e supporto.
Notiamo che il cambio EUR/CHF é stabile a 1.0804. Il CHF, tipica moneta rifugio, non si rafforza. Questo ci dice che per ora nessuno prevede una forte crisi del sistema finanziario europeo.

Commento del 25 settembre

Pausa sui 3200-3250 punti di S&P500...

Oggi nessun commento.

Commento del 24 settembre

Pesante caduta a Wall Street - i dati sul sentiment mostrano che ci sono ancora troppi speculatori sono long

Ieri le borse europee si sono semplicemente adattate in ritardo a quanto succede in America. Martedì sera c'era stato un rimbalzo e l'S&P500 aveva guadagnato il +1.05%. Ieri l'Eurostoxx50 é salito la mattina ed é sceso nel pomeriggio - per saldo é rimasto un guadagno del +0.51% che ha fatto risalire l'indice a 3180 punti. Il vecchio supporto a 3200 punti non é stato ripreso malgrado il massimo giornaliero a 3220 punti. Stamattina alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3142 punti - é quindi evidente che la correzione continua. Ci preoccupa il settore bancario (SX7E -1.63% a 53.67 punti) - spesso il crollo delle azioni delle banche ha preceduto una caduta generale delle borse ed é stato sintomo di una crisi finanziaria. In questo caso però i beni rifugio come oro o CHF non mandano i soliti segnali d'allarme.
La seduta a New York é stata pessima. Gli indici hanno aperto sul massimo e sono scesi praticamente per tutta la giornata chiudendo sul minimo e con pesanti perdite. L'unico aspetto positivo e che i maggiori indici non hanno toccato un nuovo minimo mensile. Temiamo però che questo sia solo una questione di tempo poiché i dati sul sentiment sono ancora troppo buoni.
L'S&P500 é sceso a 3236.02 punti (-2.37%) con l'atteso robusto contributo del Nasdaq100 (-3.15% a 10833 punti). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 848 su 6549, NH/NL a 130 su 1453 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 28.58 punti (+1.72), il CBOE Equity put/call ratio era stranamente basso a 0.51 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 46 punti. La situazione é evidente. Gli investitori non credono ancora ad un mercato al ribasso e ci sono ancora troppi speculatori long che cercano di rifarsi giocando al rialzo i grand nomi della tecnologia. Solo quando questi speculatori molleranno la presa potrà verificarsi un solido minimo - tecnicamente questo significa uno o due giorni di put/call ratio sui 0.80 - sarebbe ancora meglio se ci fosse un'impennata sopra 1.0.
Sul corto termine sembra che la borsa americana sia ora ipervenduta. È quindi possibile che per alcuni giorni l'S&P500 saltelli sopra i 3200-3250 punti - poi dovrebbe esserci il tuffo finale - vi ricordiamo che ciclicamente il momento ideale per la fine della correzione é metà ottobre.

Commento del 23 settembre

Rimbalzo tecnico malgrado i forti acquisti sui titoli tecnologici (AGMAF)

Dopo il crollo di lunedì ieri c'é stato un rimbalzo tecnico. Le borse europee si sono appena risollevate (Eurostoxx50 +0.10% a 3164 punti, DAX +0.41% a 12594 punti). Se non c'era l'America molto probabilmente avrebbero seguito il settore bancario (SX7E -0.62% a 54.56 punti) al ribasso. L'Eurostoxx50 é oscillato per mesi tra i 3200 ed i 3400 punti. Indicativamente, ora che si é verificata una rottura al ribasso, potrebbe in questa correzione scendere fino a 3000 punti. Malgrado che certe valutazioni sembrano interessanti non é ancora giunto il momento di comperare.
La borsa americana é rimbalzata con maggiore convinzione. Ci sono stati degli acquisti sui famosi titoli tecnologici e di internet come Amazon (+5.69%) e l'indice Nasdaq100 ha guadagnato il +1.87% a 11186 punti. L'indice sta ritestando dal basso la MM a 50 giorni - il test dovrebbe fallire e a breve la correzione dovrebbe riprendere. I Summation Index continuano a scendere - l'impressione é però che siano ipervenduti e che quindi dovrebbe ora esserci una fase di distribuzione - ci aspettiamo alcune sedute volatili durante le quali l'S&P500 (+1.05% a 3315.57 punti) dovrebbe oscillare intorno ai 3300 punti con un massimo a 3350 punti. È però sempre difficile stimare nel dettaglio lo svolgimento di una correzione. Possiamo solo dire quando probabilmente é finita e finora non abbiamo nessun segnale in questa direzione. I modesti volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.85) e i dati sulla partecipazione ci dicono che ieri c'é stato solo un rimbalzo tecnico.
A livello di sentiment la situazione non cambia (VIX a 26.86 punti (-0.92), CBOE Equity put/call ratio a 0.55, Fear&Greed Index 52 punti) gli indicatori non mostrano nessun panico - si muovono a livello neutro. Il mercato delle opzioni sembra essere in grado di prevedere in anticipo i movimenti a breve - lunedì sera i segnali erano bullish e ieri il Nasdaq100 si é involato - ieri erano neutri e questo suggerisce l'ipotesi di una seduta odierna senza sostanziali variazioni.
EUR e oro stanno correggendo - non vediamo i presupposti per un'inversione di tendenza e crediamo che il trend dominante é ancora al rialzo.

Commento del 22 settembre

La correzione continua in maniera inattesa - crolla l'Europa mentre sale la tecnologia (Nasdaq100 +0.39%) ritrova vigore

Ieri le borse europee sono state travolte da un'ondata di vendite e gli indici azionari hanno chiuso sui minimi giornalieri con pesanti perdite (Eurostoxx50  -3.74% a 3161 punti). Si é verificata una rottura al ribasso e gli indici sono usciti dal canale di oscillazione valido da giugno. L'uscita dal bordo inferiore delle BB mostra che la pressione di vendita é forte - é probabile che le borse europee debbano scendere decisamente più in basso. Il settore bancario (SX7E -6.30% a 54.90 punti) é in gravi difficoltà e ha definitivamente perso il supporto a 60 punti.
La seduta in America é a andata meglio malgrado che l'S&P500 (-1.16% a 3281.06 punti) abbia perso 38 punti. Ci sono stati degli acquisti sui maggiori titoli tecnologici che hanno salvato la situazione. La correzione però non é finita. I dati sul sentiment (VIX a 27.78 punti (+1.95), CBOE Equity put/call ratio a 0.49 e Fear&Greed Index a 51 punti) mostrano chiaramente che non c'é ancora quel pessimismo necessario per un solido minimo. L'obiettivo finale della correzione resta sui 3100-3200 punti con un obiettivo ideale a 3170 punti. Il minimo ieri é stato di 3229 punti.

Commento del 19-20 settembre

C'é ipervenduto, panico e capitolazione? No - di conseguenza la correzione non é finita

La settimana é iniziata con un consistente rimbalzo che é finito mercoledì pomeriggio. Le sedute di giovedì e venerdì sono poi state di ribasso con il risultato che la performance settimanale della maggior parte degli indici azionari (l'SMI svizzero si é salvato grazie ai suoi titoli farmaceutici) é stata negativa. Venerdì alle 19.30 l'S&P500 ha raggiunto un nuovo minimo mensile a 3292 punti prima di rimbalzare e chiudere a 3319.47 punti (-1.12%). L'indice però, per la prima volta da maggio, ha chiuso sotto la media mobile a 50 giorni a 3343 punti. Per molti questo costituisce un segnale di vendita a medio termine. La correzione della borsa americana prosegue come da copione e questa settimana anche l'Europa ha seguito Wall Street pur mantenendo una certa forza relativa - la differenza é stata fatta come sappiamo dalla tecnologia. Come andiamo ripetendo da tempo questa correzione finirà quando avremo una combinazione di ipervenduto e pessimismo se non panico. La RSI sull'S&P500 é a 42.75 punti, il bordo inferiore delle BB (in calo) é a 3283 punti, la MM a 200 giorni é a 3103 punti - non possiamo parlare di ipervenduto. Venerdì la volatilità VIX é scesa a 25.83 punti (-0.63), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.63 mentre il Fear&Greed Index é ancora a 52 punti - gli investitori nelle ultime due settimane sono diventati forse più cauti ma sicuramente non pessimisti. I Summation Index venerdì hanno ricominciato a scendere. La seduta di venerdì a New York aveva però due aspetti positivi - gli alti volumi di titoli trattati (volume relativo a 1.5) e il forte rimbalzo dal minimo. A cortissimo termine abbiamo quindi notato una certa capitolazione che all'inizio di settimana prossima dovrebbe provocare un ulteriore rimbalzo di qualche seduta. Come preannunciato la correzione non é più violenta e dinamica come ad inizio settembre ma é moderata e intercalata da pause e sostanziali rimbalzi. Nulla a livello tecnico suggerisce però la possibilià che sia finita e finora non possiamo che mantenere invariati gli obiettivi fissati una settimana fà.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.97% a 3293 punti
DAX                         -0.66% a 13116 punti
SMI                          +0.95% a 10539 punti
FTSE MIB                  -1.49% a 19524 punti
S&P500                     -0.64% a 3319.47 punti
Nasdaq100                -1.36% a 10936 punti

Sulle borse europee c'é poco da dire. Da giugno oscillano in laterale. Il DAX (-0.70% a 1316 punti) si comporta meglio dell'Eurostoxx50 (-0.71% 3293 punti) che non riesce a staccarsi dai 3300 punti. Il FTSE MIB (-1.09% a 19524 punti) é leggermente più debole e fatica a restare vicino ai 20000 punti. Come abbiamo più volte ripetuto l'indice da avere in Europa é l'SMI svizzero (+0.19% a10539 punti) - non solo perché da inizio anno é quasi in pari (performance 2020 -0.73% / il DAX perde il -1%) ma anche perché in caso di una forte correzione generale delle borse molto probabilmente perderà molto meno terreno.
Il trend delle borse europee a corto e medio termine é ancora neutro e non appare una nuova tendenza malgrado il lievitare del DAX (MM a BB salgono leggermente) e la marginale rottura al rialzo dell'SMI.

La seduta di venerdì a New York si può dividere in due parti dall'andamento simile ma opposto. L'S&P500 ha aperto praticamente sul massimo a 3362 punti. È sceso regolarmente fino alle 19.30 quando ha toccato il minimo a 3292 punti. La rottura sotto i 3300 punti é durata pochi minuti. L'indice é risalito altrettanto regolarmente fino a 3328 punti - sul finale c'é stato un ritracciamento e l'indice ha chiuso a 3319.47 punti (-1.12%). Il Nasdaq100 é caduto del -1.30% a 10936 punti ma ci sono state delle eccezioni di rilievo come Tesla (+4.42%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2561 su 4769 ma il rapporto NH/NL era straordinariamente buono con 493 su 627. Pochi titoli scendono ancora mentre certi settori sviluppano forza relativa (RUT -0.38%). Sembra che la liquidazione delle posizioni speculative long ha coinvolto soprattutto i grandi titoli tecnologici.
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 48.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.11. Venerdì sono scaduti i derivati di settembre - era una grande scadenza trimestrale e questo spiega gli alti volumi di titoli trattati. Spesso in questa occasione si verifica un minimo o un massimo intermedio. È possibile che i 3292 punti siano un minimo e che settimana prossima la borsa americana debba risalire trascinando dietro di sé le borse europee. Non stupitevi se rivediamo i 3400 punti prima di cadere più in basso.

Commento del 18 settembre

Ondata di vendite a New York ma la maggior parte dei titoli regge l'urto

Ieri in apertura l'S&P500 é crollato a 3330 punti - una caduta di 55 punti rispetto alla debole chiusura di mercoledì. Da questo minimo l'indice ha più volte tentato di recuperare ma é ricaduto due volte toccando un minimo giornaliero a 3328 punti. Solo dopo le 21.00 l'indice é salito in maniera costante e sostenibile e ha chiuso a 3357.01 punti (-0.84%). Il ribasso é stato trascinato dai grandi titoli e come avviene di solito in questi casi il Nasdaq100 ha perso di più del resto del mercato (-1.48% a 11080 punti). Il giudizio tecnico sulla giornata é però nel complesso positivo. I Summation Index si sono mossi poco (NYSE in leggero calo, Nasdaq100 con una piccolo incremento) dando l'impressione che la borsa americana per ora non vuole scendere più in basso. Sui 3310-3330 punti di S&P500, dove scorre anche la MM a 50 giorni sembra esserci un buon supporto. Il rapporto NH/NL a 332 su 649 mostra che la pressione di vendita é moderata. Crediamo di conseguenza che nelle prossime sedute avremo semplicemente dei movimenti distributivi sui 3300-3400 punti. Appaiono degli acquisti su settori trascurati come banche o energia o materie prime - bisogna tenere d'occhio questo sviluppo poiché é possibile che il tema crescita, seguito finora attraverso la tecnologia, possa essere sostituito dal tema value. Questo potrebbe anche aiutare le borse europee.
Ieri gli indici azionari europei sono scesi (Eurostoxx50 -0.54% a 3321 punti) ma le perdite erano moderate. Sembra proprio che l'Europa non voglia farsi coinvolgere da questa fase volatile della borsa americana. L'SMI svizzero (-0.31% a 10519 punti) resta sopra i 10500 punti e da l'impressione di voler riprendere il rialzo. Il comportamento in generale delle borse europee é costruttivo malgrado che finora non si delinea una nuova tendenza e un abbandono dei canali orizzontali validi da giugno.

Commento del 17 settembre

La FED non é onnipotente e passa la palla agli stimoli statali e fiscali

Ieri sera Jerome Powell non ha detto nulla di nuovo e chi si aspettava un colpo di bacchetta magica é rimasto deluso. L'S&P500 ha toccato un massimo a 3428 punti ma dopo le dichiarazioni del responsabile della FED é ridisceso a 3385.49 punti (-0.46%). Come pensavamo questo rimbalzo si sta esaurendo nel range 3400-3450 punti. Stamattina il future é a 3315 punti (-64 punti) - evidentemente anche gli investitori internazionali sono scettici.
Ieri le borse europee hanno ancora guadagnato qualche punto (Eurostoxx50 +0.04% a 3333 punti) e l'SMI svizzero si é assestato sopra i 10500 punti (+0.07% a 10527 punti). Oggi però le borse cadranno pesantemente (Eurostoxx50 alle 08.50 a 3289 punti) e quindi una discussione tecnica riguardante le probabilità di una rottura al rialzo é superflua.
È possibile che la seduta odierna segni la ripresa della correzione in America ma non siamo sicuri. I dati tecnici ieri erano costruttivi (i Summation Index sono saliti) malgrado la chiusura sul minimo giornaliero e la debolezza della tecnologia (Nasdaq100 -1.67% a 11247 punti). Ne riparliamo domani mattina.

Commento del 16 settembre

Seduta positiva che non cambia la situazione tecnica

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta moderatamente positiva (Eurostoxx50 +0.47% a 3332 punti). Questa però non ha cambiato la situazione tecnica - il trend resta neutro. Gli indici azionari europei non riescono ad uscire dal canale orizzontale - lo si vede bene dal comportamento dei due indici più vicini al limite superiore. Sia DAX (+0.18% a 13217 punti) che SMI (+0.22% a 10480 punti non riescono piì a fare sensibili progressi.
L'S&P500 é risalito nel range 3400-3500 punti - ha toccato un massimo a 3407 punti e ha c