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Commento del 7 aprile

Seconda spinta di rialzo con obiettivo a 2650-2800 punti di S&P500 (2663 punti) - non dimentichiamo che é un rimbalzo

Alcune buone notizie dal fronte della pandemia di Coronavirus hanno fatto partire ieri la seconda spinta di rialzo. Sia in Europa (Eurostoxx50 +4.99% a 2796 punti) che in America (S&P500 +7.03% a 2663.68 punti) c'é stata una seduta di forti rialzi. Le borse hanno rotto sopra il range di consolidamento degli ultimi giorni - la rottura é netta negli Stati Uniti - in Europa si é solo delineata in serata ma diventerà definitiva oggi. Già il 26 marzo avevamo previsto che ci doveva essere un consolidamento e una seconda spinta di rialzo. Peccato che non l'abbiamo sfruttata con l'apertura di posizioni long - purtroppo tra giovedì e venerdì di settimana scorsa i segnali tecnici erano contraddittori e noi abbiamo dubitato della nostra stessa previsione e abbiamo preferito aspettare. Gli avvenimenti hanno poi scatenato all'improvviso la spinta di rialzo e ieri mattina era già troppo tardi per comperare a prezzi interessanti. Non dimentichiamoci però che le borse stanno solo rimbalzando dai minimi del 16 (Europa) - 23 marzo (America). Si tratta di un rimbalzo tecnico con due spinte di rialzo e con un obiettivo massimo sull'S&P500 a 2800 punti. L'obiettivo é indicativo - saranno gli indicatori a dirci quando le borse saranno su un massimo intermedio. A questo scopo dovremo avere ipercomperato a medio termine e soprattutto ottimismo -  al momento siamo ancora lontani da questo stato ma con giornate come quella di ieri potremmo arrivarci in alcuni giorni. Chi all'inizio del crash é rimasto bloccato con un portafoglio con troppe azioni deve cominciare a vendere adesso. Siamo in effetti convinti che nei prossimi mesi i minimi annuali verranno ritestati e a seconda dello scenario economico che si delineerà nelle prossime settimane il test potrebbe anche sfociare in nuovi minimi annuali decisamente inferiori a quelli di marzo. Concretamente a 2800 punti di S&P500 il potenziale ulteriore di rialzo é decisamente scarso e ridotto mentre il rischio di ribasso ridiventa alto e considerevole. 

La seduta di ieri non necessita molti commenti. Gli investitori hanno comperato tutto e gli indici azionari hanno chiuso sui massimi giornalieri. In Europa abbiamo assistito al solito passaggio radicale da risk off a risk on - i titoli difensivi si sono mossi poco (SMI +2.38% a 9462 punti) mentre i titoli a rischio e fino a venerdì negletti sono esplosi (SX7E +6.99% a 53.74 punti). Le conseguenze sugli indici sono state ovvie (Eurostoxx50 +4.99% a 2796 punti, DAX +5.77% a 10075 punti e FTSE MIB +4.00% a 17039 punti). È molto probabile che la spinta di rialzo abbia una continuazione - stamattina l'Eurostoxx50 dovrebbe riprendere le contrattazioni sui 2854 punti. A questo punto si pone la domanda dell'obiettivo - graficamente l'obiettivo teorico massimo é a 3080 punti di Eurostoxx50. Instintivamente ci sembra però troppo lontano.

La seduta a Wall Street é stata molto buona. L'S&P500 ha aperto con un gap up che puzza di accelerazione al rialzo (breakaway gap) e non si é più fermato fino alla chiusura a ridosso del massimo. L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2584 punti, é salito regolarmente e con sani ritracciamenti fino al massimo a 2676 punti e solo sul finale é ricaduto a 2663.68 punti (+7.03%). Tutto il listino ha partecipato al rialzo (Nasdaq100 +7.35% a 8081 punti, DJTransportation +7.29% e Russell2000/RUT +8.24%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6654 su 875, NH/NL a 233 su 70 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é scesa a 45.24 punti (-1.56), il CBOE Equity put/call ratio é sopra la media a 0.69 e il Fear&Greed Index é balzato a 32 punti (+11 punti) - l'umore degli investitori migliora ma l'intonazione di fondo resta improntata al pessimismo. I Summation Index hanno ricominciato a salire !

Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era invariato a 2644 punti - ora (08.30) é a 2676 punti (+32 punti). L'ondata di sollievo ha raggiunto anche l'Asia (Nikkei +2.01%, Shanghai +2%) e continuerà stamattina in Europa. L'Eurostoxx50 aprirà sui 2854 punti - questo significa che le borse europee apriranno in gap up con un guadagno di circa il +2%. Crediamo che per oggi é abbastanza - probabilmente stamattina ci sarà una breve estensione e poi ci saranno le prime prese di beneficio. Ci aspettiamo una chiusura sul livello d'apertura o più in basso - é possibile che gli indici provino a chiudere il gap d'apertura.

Aggiornamento del 6 aprile

La diffusione del Cornavirus rallenta e le borse reagiscono positivamente - lo scetticismo alimenta il rimbalzo

Molti, noi compresi, si aspettavano che durante il fine settimana il numero di persone infettate dal Cornavirus continuasse ad aumentare in maniera esponenziale. Invece, specialmente in Europa, l'epidemia rallenta ed il numero giornaliero di nuovi infetti si stabilizza e tende a diminuire. Gli Stati Uniti affrontano di petto la crisi e, come d'abitudine per questo Paese, passano da un estremo all'altro. Se a febbraio / marzo si tendeva a sottovalutare il problema ore le forze si concentrano a fermare l'epidemia ed i mezzi messi in campo sono imponenti. Le borse reagiscono positivamente a queste notizie - l'S&P500 alle 07.00 era a 2569 punti (+86 punti). Forse sta partendo la seconda spinta di rialzo all'interno del rimbalzo dal minimo del 23 marzo. Questa era la nostra ipotesi presentata il 26-27 marzo all'inizio del consolidamento. Negli ultimi giorni stavamo però perdendo la speranza in questo scenario positivo a corto termine.

Abbiamo aspettato un'ora per vedere come si comportavano i mercati alla chiusura in Asia e in preparazione all'apertura in Europa. Invece che sgonfiarsi il rialzo sembra prendere vigore. Alle 08.10 il future sull'S&P500 sale a 2578 punti (+96 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +4.17% - Shanghai é chiusa. L'Eurostoxx50 vale 2756 punti (+93 punti) - le borse europee apriranno con un balzo del +3.5%. La zona di resistenza a 2800 punti é troppo lontana. Per oggi si tratterà di vedere se gli indici azionari saranno in grado di difendere i guadagni iniziali. In caso affermativo é probabile che siamo all'inizio di una settimana prepasquale decisamente positiva che dovrebbe far salire l'S&P500 nel range 2650-2800 punti. Siamo tutti scettici sulle possibilità di rialzo di una borsa che deve combattere contro il Coronavirus e una recessione. Pessimismo e scetticismo sono i migliori carburanti per alimentare il rialzo - fino alla prossima situazione di ipercomperato a medio termine.
Venerdì Santo é una giornata di festa a livello mondiale - le borse in Europa e negli Stati Uniti saranno chiuse - abbiamo davanti a noi quatto sedute prima di una lunga pausa.

Commento del 4-5 aprile

Da sicurezza a rischio - da panico ad ottimismo

Da settimane siamo bloccati a casa. In Italia la quarantena nazionale (lock down) é stata imposta dal governo il 9 marzo. All'inizio abbiamo tutti fatto molta attenzione ed eravamo estremamente disciplinati. Adesso sta arrivando la primavera, splende il sole e molti prendono la scusa della spesa alimentare o di altre urgenze inderogabili per uscire e fare una passeggiata. Malgrado il pericolo si  comincia ad ignorare le regole (social distancing) semplicemente perché siamo stanchi e stufi.
In borsa sta succedendo la stessa cosa. C'é stato un crash iniziale quando ci si é resi conto del pericolo costituito dal Coronavirus per la salute pubblica e l'economia. Tra il 17 ed il 19 febbraio gli indici azionari erano sui massimi annuali che in alcuni casi corripondevano anche a dei massimi storici. Le borse europee ed americana sono precipitate fino a 16-23 marzo, poi sono rimbalzate e hanno consolidato. Da inizio anno le perdite sono pesanti (Eurostoxx50 -28.89%, S&P500 -22.97%). Da settimane però chi ha venduto ha liquidità e non sa cosa farsene. Se la liquidità é su un conto corrente presso una banca rischia di sparire nel caso in cui la banca facesse fallimento - considerando l'estrema debolezza degli indici settoriali (SX7E -3.52% a 50.23 punti / minimo storico a 48.65 punti) é un'eventualità da non scartare. Chi ha comperato obbligazioni di Stato non é in una situazione migliore - il Bund decennale in EUR rende il -0.435%, il rendimento dell'US Treasury Bond in USD é sceso a 0.62%. Lentamente gli investitori ricominciano a comperare azioni. Fanno una passeggiata primaverile considerando che vale la pena prendere dei rischi che in fin dei conti sembrano modesti. Dopo un primo forte rimbalzo da ipervenduto e da eccesso di ribasso gli acquisti sono diventati selettivi. Ci si rende conto che il settore alimentare é toccato poco dalla crisi, le società farmaceutiche potrebbero addirittura approfittarne e nel settore tecnologico, mentre esplode il fenomeno del telelavoro ed il traffico su internet, ci sono perle che corrispondono ai nostri requisiti (business solido e orientato al futuro, solidità patrimoniale, redditività e dividendo). Non é un caso che l'SMI svizzero, dominato da Nestlé, Roche e Novartis, da inizio anno perde "solo" il -12.95%.
Adesso l'S&P500 (-1.51% a 2488.65 punti) é in mezzo ad un largo range (2200-2650 punti) all'interno del quale può muoversi liberamente poiché non esistono barriere tecniche o chiari punti di riferimento fondamentali. Sono le emozioni a muovere il mercato e queste si fanno sballottare da notizie spettacolari ma che sul lungo termine influenzano poco o niente gli utili delle imprese - sono i tweet di Donald Trump, i numeri giornalieri di nuovi infetti o di decessi da Coronavirus (tutti seguiamo la curva e attendiamo il picco!) o le diatribe tra Russia ed Arabia Saudita che provoca oscillazioni giornaliero del prezzo del petrolio del 20-30%.
A corto termine il trend é incerto - c'é molto (troppo?) pessimismo e questo fattore favorisce la continuazione del rimbalzo dai minimi annuali di marzo. Gli indicatori di medio termine suggeriscono che il rimbalzo non é terminato poiché l'ipervenduto e l'eccesso di ribasso non sono ancora spariti. È però molto probabile che nelle prossime settimane i minimi annuali vengano ritestati. Perché? Perché in ogni crash o ribasso di dimensioni simili a quello attuale questo test é sempre avvenuto ed é sfociato raramente in minimi ascendenti e spesso in minimi discendenti. Inoltre all'attuale ciclo rialzista di medio termine deve seguire un ciclo ribassista che in teoria dovrebbe provocare un minimo a metà-fine  maggio.
Insomma - le borse sono ancora nel pieno della crisi provocata dal Coronavirus. Le conseguenze economiche non possono ancora essere valutate. L'attuale volatilità rispecchia questa incertezza. Al momento bisogna essere sotto investiti ma é inutile vendere ancora azioni tecnicamente forti. Gli investitori devono aspettare la prossima (secondo noi inevitabile) spinta di ribasso per comperare. A corto termine lo sviluppo é altamente incerto - salite dell'S&P500 sopra i 2650 punti e dell'Eurostoxx50 sopra i 2800 punti devono essere utilizzate per vendite di azioni in settori durevolmente toccati dalla crisi tipo turismo, restaurazione, trasporti, materie prime.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.41% a 2663 punti
SX7E (banche)          -13.17% a 50.23 punti
DAX                         -1.11% a 9525 punti
SMI                          +2.74% a 9242 punti
FTSE MIB                  -2.61% a 16384 punti
S&P500                    -1.51% a 2488.65 punti
Nasdaq100               -0.79% a 7528 punti

Una settimana fà la situazione tecnica era simile a quella odierna e noi avevamo evitato di fare previsioni di corto termine. Lo sviluppo era incerto e in effetti nelle ultime 5 sedute ci sono stati ampi movimenti (+/-3%/4%) ma per saldo gli indici si sono mossi relativamente poco. L'SMI svizzero, che da settimane definiamo come tecnicamente forte, ha guadagnato terreno mentre gli altri indici ne hanno perso. Fenomeni che abbiamo individuato da tempo come la forza relativa della tecnologia (Nasdaq100) o la preoccupante debolezza del settore bancario si sono ripetuti. Questi effetti sottolineano il desiderio degli investitori di evitare i rischi.
Se questo comportamento non cambia é più probabile che nei prossimi giorni le borse scivolino verso il basso rispetto ad una spinta di rialzo.

La seduta di venerdì in Europa non necessita di commenti. C'é stato un tuffo all'inizio della seduta e poi gli indici azionari non hanno più recuperato. L'Eurostoxx50 é sceso alle 09.25 a 2658 punti - ha chiuso a 2663 punti (-0.95%). È stato appesantito dal settore bancario (SX7E -3.52%). Il DAX ha fatto meglio (-0.47% a 9525 punti) mentre il FTSE MIB ha fatto peggio (-2.67% a 16384 punti). Non c'é ancora stata una rottura al ribasso sotto il range ci consolidamento ma l'impressione é quella di un scivolare verso il basso senza reazioni degne di nota da parte dei rialzisti. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 2656 punti.

La seduta a Wall Street é stata negativa ma poteva andare peggio considerando quanto visto una settimana fà. I dati riguardanti l'espansiono dell'epidemia da Cornavirus durante il fine settimana negli Stati Uniti saranno terribili.
L'S&P500 ha aperto a 2517 punti all'inizio é salito a 2538 punti. Poi a lente ondate irregolari l'indice é sceso fino alle 20.00 a 2460 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é risalito a 2488.65 punti (-1.51%). Il rialzo del prezzo del petrolio (WTI a 28.43 USD/barile, +3.02 USD, minimo pluriennale lunedì a 19.27 USD/barile !!!) non é bastato a spingere gli investitori a comperare.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1726 su 5710, NH/NL a 37 su 381 e volume relativo a 1.05. Il forte calo dei volumi rispetto ai giorni precedenti ci dice che si sta verificando un assestamento e che il calo di venerdì ha avuto scarsa partecipazione. La volatilità VIX é scesa a 46.80 punti (-4.11), il CBOE Equity put/call ratio era alto a 0.83 e il Fear&Greed Index era fermo a 21 punti.
I Summation Index si stanno appiattendo (NYSE in leggero calo, Nasdaq in lieve aumento).
La tendenza di fondo della borsa americana é al ribasso con il 6.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 37.45. L'analisi dei COT mostra che i Commercials sono tornati sostanzialmente long. Sapete che questi professionisti spesso sono dalla parte giusta.
Riassumendo lo sviluppo a corto termine é incerto - noi speriamo sulla base dei cicli e gli indicatori di sentiment che ci possa essere a breve ancora una spinta di rialzo e che l'S&P500 possa tornare sui 2650 punti o più in alto. A medio termine deve esserci un test dei minimi di marzo - questo significa che l'S&P500 deve tornare sui 2200 punti o cadere più in basso. Per la fine dell'anno siamo relativamente ottimisti. È troppo presto per fare delle previsioni ma almeno internamente noi siamo obbligati a sviluppare degli scenari. In quello pessimista l'S&P500 dovrebbe essere sui 2100 punti, In quello normale dovrebbe stabilizzarsi intorno ai 2600 punti. Abbiamo però anche una variante ottimista con un ritorno dell'S&P500 sui 3000 punti. Il range é troppo ampio e non può ancora essere utilizzato per delle decisioni d'investimento. Tra circa un mese saremo più precisi.

Commento del 3 aprile

Alla ricerca del prezzo giusto

Dopo la pesante caduta di mercoledì della borsa americana (S&P500 -4.41%) temevamo che ieri potesse esserci un'altra seduta negativa e che la strada verso il basso potesse riaprirsi. Invece la seduta é stata positiva. Le borse europee hanno faticato a lungo e nel primo pomeriggio sembravano voler rompere al ribasso sotto i range di consolidamento. Hanno però chiuso in positivo (Eurostoxx50 +0.31% a 2688 punti). Un rally del prezzo del petrolio scatenato da un tweet di Donald Trump ha poi permesso alla borsa americana di involarsi e di chiudere con sostanziali guadagni (S&P500 +2.28% a 2526.90 punti) e vicina al massimo giornaliero.
A corto termine la situazione é confusa e non siamo in grado di fare previsioni affidabili. Ci sono buoni argomenti sia per una prosecuzione del rimbalzo dal minimo del 23 marzo sia per una ricaduta a ritestare questo minimo.
Le borse resteranno volatili ancora per settimane per la semplice ragione che nessuno sa quale sarà la situazione economica alla fine di questa pandemia. I mercati finanziari sono alla ricerca del prezzo giusto e sono sballottati tra le differenti opinioni dei diversi protagonisti.
Ieri l'Eurostoxx50 (+0.31% a 2688 punti) poteva rompere al ribasso. Invece é rimasto nel range di consolidamento - la seduta é stata sorprendentemente tranquilla e l'Eurostoxx50 ha aperto e chiuso all'incirca sullo stesso livello - la discesa sotto i 2658 punti é stata di breve durata. L'indice ha guadagnato 8 punti ma considerando le notizie negative che vengono a getto da economia e pandemia é un risultato incoraggiante. Il DAX (+0.27% a 9570 punti si é comportato alla stessa maniera - la rottura sotto i 9450 punti é durata poco e l'indice ha velocemente recuperato e ha fine giornata ha guadagnato 26 punti - pochi ma abbastanza considerando le premesse negative. Il prezzo del petrolio é salito del 24% e ENI ha guadagnato il +6.93% - questo spiega la buona prestazione del FTSE MIB (+1.75% a 16834 punti) che sovraperforma anche le altre borse europee. L'indice continua a consolidare e la tendenza a corto termine é ancora incerta. La temuta rottura al ribasso non si é concretizzata. L'SMI svizzero continua a sorprendere in bene. Scende poco nei giorni negativi e sale abbastanza in quelli positivi. Il terzetto Nestlé, Novartis e Roche, che costituisce quasi il 56% dell'SMI, trascina l'indice. Il grafico é costruttivo e la tendenza al corto termine é al rialzo.
Riassumendo - seduta in Europa di poco positiva e situazione tecnica praticamente invariata rispetto a ieri. Non abbiamo abbastanza elementi per sostenere l'ipotesi della ripresa del rimbalzo e del rialzo. La posizione speculativa long sull'Eurostoxx50 a 2675 punti é stata stoppata in pari.

La seduta a New York é stata influenzata dal prezzo del petrolio in forte aumento. L'S&P500 ha aperto in pari a 2472 punti e all'inizio é caduto sul minimo a 2455 punti. Poi ha recuperato e alle 16.40 ha toccato il massimo a 2533 punti. Poi si é solo mosso tra questi due livelli. È ridisceso in maniera irregolare fino alla 20.20 ed é risalto sul finale a 2526.90 punti (+2.28%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4797 su 2621, NH/NL a 40 su 267 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é scesa a 50.91 punti (-6.15), il CBOE Equity put/call ratio é rimasto alto a 0.82 mentre il Fear&Greed Index era invariato a 22 punti.
Sinceramente in questa seduta troviamo sia segnali positivi che negativi. Anche leggendo i commenti dei nostri colleghi non troviamo nulla di convincente. Teniamo d'occhio i Summation Index che lentamente continuano a salire. Questo significa che a medio termine siamo ancora rialzisti - é però possibile che ci siano ancora dei vuoti d'aria seguiti da dei lenti recuperi. L'S&P500 potrebbe però semplicemente tornare sui 2650 punti prima di ricadere a testare i minimi annuali.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2487 punti (-29 punti). Come sapete questo da l'intonazione al resto dei mercati. Le borse europee apriranno in calo del -0.8% - l'Eurostoxx50 vale ora 2669 punti. Ci aspettiamo un'altra seduta relativamente tranquilla con una chiusura poco lontana dai livelli d'apertura.
Il Nikkei stamattina ha chiuso in pari (+0.01%) mentre Shanghai sta perdendo il -0.6%.

Commento del 2 aprile

L'ondata dell'epidemia colpisce l'America e Wall Street - l'S&P500 potrebbe ritestare in anticipo i minimi annuali

Ieri Donald Trump é passato dall'ottimismo al pessimismo - dopo avere per settimane sottovalutato il Coronavirus paragonandolo ad un'influenza stagionale ha improvvisamente cambiato registro e prevede che la pandemia in America ucciderà 200'000 americani. Queste dichiarazioni insieme ai numeri di infetti e decessi in fortissimo aumento hanno messo le borse nuovamente in ginocchio. L'Europa si é piegata al volere dell'America. La mattina il future sull'S&P500 si é presentato in forte calo e le borse europee hanno seguito. L'Eurostoxx50 (-3.83% a 2680 punti) ha aperto debole e dopo una mezz'ora é caduto sul minimo a 2663 punti. Per il resto della giornata é oscillato intorno a 2690 punti senza riuscire a risollevarsi ma senza scendere decisamente più in basso. Malgrado la mancanza di pressione di vendita durante la giornata siamo inquieti. L'Eurostoxx50, come DAX (-3.94% a 9544 punti) e FTSE MIB (-2.97% a 16545 punti) é sul bordo inferiore del range di consolidamento delle ultime 5 sedute. Se cade sotto i 2658 punti rischia di precipitare e ritestare il minimo annuale. Lo stesso vale per il DAX e i 9450 punti.
L'indice delle banche SX7E é precipitato del -4.34% a 51.98 punti - si é riavvicinato al minimo annuale e ultimo supporto a 48.65 punti. In tutte le crisi le banche hanno trascinato i listini verso il basso ed é questa la ragione per cui le analizziamo separatamente. L'estrema debolezza di questo comparto é un motivo di preoccupazione. Una rottura al ribasso e un nuovo minimo annuale nei prossimi giorni significa che molto probabilmente l'Eurostoxx50 deve fare la stessa fine. Il problema non sembra essere unicamente legato al pagamento dei dividendi. Anche in America (BKX -6.90%) notiamo lo stesso effetto. Il settore bancario riflette lo stato di salute dell'economia - se questo settore precipita é probabile che ci aspetti una profonda recessione strutturale e non solo un breve crollo della crescita economica di uno o due trimestri.

Ieri sera abbiamo lasciato in sospeso le previsioni riguardanti le borse europee rendendole dipendenti dalla chiusura a Wall Street. Purtroppo la seduta in America é stata pessima e ci sono solo pochi motivi di ottimismo.
L'S&P500 ha aperto in calo e in gap down a 2492 punti. All'inizio ha recuperato ed é tornato sopra i 2500 punti - ha raggiunto un massimo a 2522 punti. Poi però le vendite hanno preso il sopravvento. L'S&P500 é sceso in due lunghe ondate e ha raggiunto il minimo a 2447 punti. Solo sul finale é rimbalzato ed ha chiuso a 2470.50 punti (-4.41%) con una pesante perdita di 114 punti. Il crollo ha toccato tutto il listino (DJT -4.41%, RUT -7.03%!) compresa la tecnologia (Nasdaq100 -4.19& a 7486 punti). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 785 su 6751, NH/NL a 45 su 210 e volume relativo a 1.2. Notiamo il forte calo dei volumi di titoli trattati - spesso un calo con meno volumi dei giorni precedenti significa meno partecipazione e pressione di vendita. Forse l'S&P500 riesce a recuperare se ritorna velocemente sopra i 2500 punti - in caso contrario molto sembra suggerire l'inizio di un'altra possente spinta di ribasso. La nostra ipotesi di una continuazione del rimbalzo dal minimo del 23 marzo é appesa ad un filo ma ha ancora delle chances - ieri si é scatenata la cacofonia degli analisti che prevedono un ulteriore crollo della borsa - non abbiamo trovato nessun commento costruttivo - raramente il mercato crolla quando tutti credono che succederà. Questa impressione viene rafforzata dagli indicatori di sentiment che sono tornati a peggiorare (VIX a 57.06 punti (+3.52), CBOE Equity put/call ratio a 0.86 e Fear&Greed Index a 22 punti (-3). Insomma - grafico e indicatori di corto termine puntano verso il basso - volumi e sentiment danno segnali costruttivi - vediamo cosa succede oggi.

Stamattina c'é un rimbalzo - il future sull'S&P500 risale a 2489 punti (+41 punti) e l'Eurostoxx50 riprenderà le contrattazioni sui 2700 punti (+20 punti). Questo inizio di seduta positivo é un segnale costruttivo ma che va difeso. Se le borse europee riescono a stare in guadagno fino a stasera l'ipotesi di una continuazione del rimbalzo con una seconda spinta di rialzo riprende quota. Siamo cautamente ottimisti poiché ci sembra strano che i venditori di ieri spariscano senza lasciare traccia e ritentare un affondo. Chi ieri ha comperato Eurostoxx50 a 2675 punti assicura oggi la posizione con uno stop loss sul prezzo d'acquisto.
Per la cronaca il Nikkei ha perso solo il -1.37% mentre Shanghai sta guadagnando il +1.7%.

Commento del 1. aprile

Volatile ed erratica chiusura trimestrale - borse ancora in una fase di consolidamento

Ieri mattina le borse europee sono partite al rialzo ma la spinta é durata poco. Verso le 10.00 gli indici erano sui massimi giornalieri e ci sono rimasti un'oretta dando l'impressione che potesse esserci una rottura al rialzo. In effetti l'Eurostoxx50 (+0.77% a 2786 punti) era salito a 2827 punti - decisamente sopra i "nostri" 2800 punti - lo stesso vale per il DAX (+1.22% a 9935 punti) che era svettato a 10096 punti, quasi un 1% sopra i 10000 punti. Poi però i compratori si sono ritirati e lentamente sono riapparse le vendite. Gli indici sono scivolati fin verso le 14.30 e hanno poi recuperato in serata. Per saldo sono rimasti dei modesti guadagni - con l'unica eccezione dell'SMI (+1.50% a 9311 punti) gli indici azionari europei sono rimasti nel range di consolidamento delle precedenti 4 sedute e per il momento non vediamo ancora nessun segnale tecnico che la prosecuzione del rimbalzo dai minimi del 23 marzo é imminente. La forza relativa dell'SMI e la debolezza del settore bancario (SX7E -0.40% a 54.34 punti) suggeriscono invece il contrario - sono ancora i settori difensivi (alimentari, farmaceutica) a sovraperformare mentre quelli ciclici e finanziari sono in difficoltà. Le borse potranno salire più in alto solo quando si diffonderà un certo ottimismo riguardante il futuro e la possibilià di una ripresa della crescita economica nel terzo trimestre dell'anno.
Riassumendo non bisogna fidarsi del risultato di questa seduta - in fondo é stata un'altra seduta in trading range e di consolidamento. Era l'ultima seduta di un trimestre da infarto durante la quale molti hanno cercato di mettere ordine nel portafoglio. C'é stata molta volatilità ma nessuna direzione e il guadagno finale sembra casuale. Questo giudizio che abbiamo dato già ieri nei commenti serali é stata poi confermata dal comportamento della borsa americana.

La seduta in America é stata negativa. Nella prima parte della giornata gli indici sono oscillati intorno alla parità. Dopo sono scesi, l'S&P500 ha toccato un minimo a 2571 punti ed é rimbalzato sul finale a 2584.59 punti (-1.60%).
Salta all'occhio il netto calo dei volumi di titoli trattati - sembra più che altro che gli investitori fossero stanchi dopo un mese molto movimentato. Ci proccupa solo il miglioramento dei dati sul sentiment (VIX a 53.54 punti (-3.54), CBOE Equity put/call ratio a 0.7, Fear&Greed Index a 25 (invariato) in una giornata negativa. Sembra che gli investitori pensimo che ormai il peggio é alle spalle - forse ci vogliono ancora alcuni giorni di consolidamento e un bel vuoto d'aria per fargli cambiare idea e far tornare quel sano scetticismo necessario per la continuazione del rialzo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3245 su 4233, NH/NL a 92 su 76 (dati al momento senza valenza) e volume relativo a 1.4. Il Nasdaq100 (-0.96% a 7813 punti) ha sovraperformato l'S&P500 ma questa volta anche DJT (-0.75%) e RUT (-0.45%) si sono difesi bene. Questa più che altro é sembrata una seduta di assestamento e di aggiustamenti prima della scadenza trimestrale.
I Summation Index su NXSE e Nasdaq stanno lentamente salendo. Restiamo dell'opinione che dopo un consolidamento e un ritracciamento ci deve ancora essere una spinta di rialzo come continuazione del rimbalzo dal minimo del 23 marzo. Il massimo ieri sull'S&P500 é stato a 2641 punti - il nostro target per il rimbalzo era tra i 2650 ed i 2800 punti - speriamo di non sbagliarci e che il massimo di questo rimbalzo non sia già stato toccato ieri...

La giornata comincia male - il future sull'S&P500 é a 2488 punti (-81 punti) - l'unico aspetto positivo é che il future é da parecchio tempo su questo livello e non scende più in basso. Il Nikkei ha perso il -4.5% - Shanghai sta scendendo solo del -0.5%. L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 2686 punti  - perde 100 punti (quasi il -4%) rispetto a ieri. Non vediamo ragioni per una seduta pessima e quindi ci aspettiamo un recupero malgrado che la seduta sarà probabilmente decisamente negativa. Sui 2675 punti di Eurostoxx50 si potrebbe comperare e aprire una posizione speculativa long per sfruttare la prevista continuazione del rimbalzo. Dobbiamo però osservare le prime due ore di contrattazioni per prendere una decisione.

Commento del 31 marzo

Malgrado la seduta positiva il consolidamento non é ancora finito

Temevamo che l'effetto del lunedì, quando le borse si fanno spaventare dal forte aumento dei nuovi contagi da Coronavirus durante il fine settimana, provocasse ancora un'ondata di vendite. Invece per una volta ha prevalso il realismo. Le borse hanno semplicemente compensato le perdite ingiustificate di venerdì e i traders che hanno tentato di anticipare questo effetto sono risultati perdenti.
L'Eurostoxx50 (+1.35% a 2765 punti) é sceso la mattina fin verso le 10.00, ha recuperato in pari a metà seduta ed é oscillato in laterale fino alle 17.00. Solo sul finale di seduta grazie agli impulsi positivi provenienti da Wall Street é riuscito a guadagnare 37 punti e chiudere sul massimo giornaliero. Formalmente l'indice resta nel range delle precedenti tre sedute. È però evidente che con questa seduta positiva le premesse di una continuazione del rimbalzo, come da nostre previsioni, aumentano. Il settore bancario (SX7E -5.69% a 54.56 punti) ha frenato il rialzo. La BCE ha chiesto alle banche di non pagare dividendi quest'anno per preservare il capitale proprio. Molti investitori delusi hanno venduto - sono quelli che tenevano le azioni delle banche per il loro dividendo. Noi pensiamo che la mossa é un segnale positivo e in ogni caso il capitale per gli azionisti non é perso. Questa caduta é ingiustificata e costituisce un'occasione d'acquisto. Ne ha subito le conseguenze il FTSE MIB (+0.30% a 16872 punti) che é solo riuscito a chiudere con un modesto guadagno poiché é stato frenato dai titoli bancari in forte calo. Il DAX (+1.90% a 9816 punti) ha copiato l'Eurostoxx50 - é oscillato sulla parità fino nel tardo pomeriggio e poi, ispirato da Wall Street, é decollato e ha chiuso sul massimo giornaliero con un consistente guadagno di 183 punti. Tecnicamente non cambia nulla visto che l'indice resta nel range delle ultime tre sedute e formalmente continua a consolidare. È però evidente che questa seduta positiva aumenta le probabilità di una rottura al rialzo. L'SMI (+1.98% a 9174 punti) ha compensato la perdita di venerdì. Sul grafico appare la terza candela parallela che mostra in maniera evidente il consolidamento. L'SMI ha chiuso sul massimo giornaliero e le premesse per una rottura al rialzo e una continuazione del rimbalzo sono ottimali.
L'A/D a 13 su 7 era buona ma non convincente. Ci saremmo aspettati di meglio. Forse il consolidamento deve durare ancora qualche giorno.
Riassumendo le borse europee hanno avuto una seduta positiva ma sono rimaste nel range delle precedenti tre sedute. Formalmente il consolidamento é ancora valido ma é evidente che la chiusura sul massimo giornaliero suggerisce che la continuazione del rimbalzo dai minimi del 23 marzo é la variante più probabile. 

Le borse europee si sono fatte ispirare da quella americana. Il rialzo sul finale é stato causato dal buoncomportamento di Wall Street. Vediamo come é andata.
L'S&P50 ha aperto a 2578 punti e all'inizio é sceso a 2545 punti dando l'impressione di voler tornare in pari e fermarsi. Invece é salito e ha trascorso la parte centrale della giornata ad oscillare sui 2600 punti. Sul finale é salito fino sul massimo a 2631 punti e ha chiuso poco più in basso a 2626.65 punti (+3.35%). Si é trattato di una solida prestazione offuscata solo dai volumi in calo. La borsa é salita senza evidenti motivi e questo é un segnale di forza. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4940 su 2578, NH/NL a 81 su 102 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é scesa a 57.08 punti (-8.46), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.68 mentre il Fear&Greed index é salito di poco a 25 punti (+2 punti). Il mercato é stato trascinato da tecnologia (Nasdaq100 +3.96% a 7889 punti) e servizi sanitari / farmaceutica mentre il resto del listino ha arrancato (DJT +1.19%, RUT +2.33%).
L'S&P500 é risalito sul massimo di giovedì scorso. Formalmente sta ancora consolidando - le probabilità che il rimbalzo continui nei prossimi giorni sono alte. La borsa dovrà però trovare nuove motivazioni poiché il rimbalzo dei settori decisamente ipervenduti (tipo trasporti) ha esaurito la sua spinta. Confidiamo sulla tecnologia, sul settore bancario e su quello dell'energia.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2617 punti (+6 punti). Le borse difendono i guadagni di ieri. Il Nikkei ha perso il -0.88% - Shanghai sta guadagnando il +0.1%. Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 2791 punti - le borse europee apriranno con guadagni di quasi il +1%. Si troveranno però ancora nel settore di consolidamento. il comportamento dell'America sarà determinante per decidere se già oggi ci sarà una rottura al rialzo.

Aggiornamento del 30 marzo

La Cina rende ottimisti - gli Stati Uniti si preparano al peggio - le borse guardano nel futuro

In Cina la pandemia di Coronavirus sembra sotto controllo e la vita torna lentamente alla normalità. In Europa, malgrado l'alto numero di contagiati e di decessi, il picco sembra imminente - dopo il picco si prevede un miglioramento. Negli Stati Uniti l'ondata dell'infezione comincia a travolgere solo adesso la popolazione ed il sistema sanitario. Donald Trump si mostra ottimista e lascia agli esperti il compito di annunciare le cattive notizie. Le borse si muovono in questo scenario incerto che ondeggia paurosamente tra speranza e pessimismo. Noi temiamo che dopo il picco il Coronavirus non sparirà - ci saranno altre ondate che condizionaranno ancora per mesi la vita pubblica e il mondo del lavoro. I costi sono enormi e non quantificabili. Come reagiranno le borse ? In un contesto dominato dall'incertezza é meglio fidarsi dell'analisi tecnica che condensa il comporatamento e le previsioni della massa degli investitori in maniera oggettiva eliminando l'aspetto emozionale. Nell'immediato le borse devono consolidare. A corto termine ci deve essere una seconda spinta di rialzo all'interno del sostenibile e sostanziale rimbalzo iniziato settimana scorsa. A medio termine i minimi annuali devono essere ritestati. Gli investitori devono aspettare questo test prima di comperare.

Stamattina dopo aver letto le catastrofiche notizie provenienti dagli Stati Uniti riguardanti la diffusione del Coronavirus ci aspettavamo mercati in profondo rosso. Invece il future sull'S&P500 sale a 2541 punti (+17 punti). Probabilmente la nostra interpretazione riguardante la caduta di 60 punti dell'S&P500 venerdì sul finale di seduta é corretta. Il Nikkei ha perso il -1.57% - Shanghai é in calo del -0.9%. Temiamo però che nel corso della giornata prevalgano le vendite. La situazione stamattina dipende dall'Asia che vede la luce in fondo al tunnel. Adesso segue l'Europa che é ancora in pieno all'interno della crisi. Nel pomeriggio il testimone passerà all'America dove la situazione deve peggiorare drammaticamente prima di poter migliorare.
L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 2743 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni di circa il +0.5%. Saremmo contenti se gli indici azionari europei chiudessero stasera sui livelli d'apertura o poco più in basso. Il prezzo del petrolio scende stamattina ancora del -3.9% tornando ai prezzi del 2002 (20 USD/barile) - con premesse del genere é difficile che la borsa americana possa salire.
Durante il fine settimana l'Europa é passata all'ora estiva. La differenza con New York torna ad essere di 6 ore. Wall Street aprirà alle 15.30 e chiuderà alle 22.00.

Commento del 28-29 marzo

Take a walk on the wild side...

Una settimana fà le borse erano ancora in pieno crollo e noi stavamo disperatamente elencando i germogli primaverili (segnali tecnici positivi) e incitavamo all'ottimismo. Secondo noi un sostanziale e sostenibile rimbalzo tecnico era imminente. Abbiamo difeso questa previsione anche dopo l'ulteriore caduta di lunedì. Martedì le borse sono finalmente risorte e hanno continuato una possente spinta di rialzo fino a giovedì sera. Venerdì sia in Europa (Eurostoxx50 -4.18% a 2728 punti) che in America (S&P500 -3.37% a 2541.47 punti) la seduta é stata negativa - si é però trattato di una seduta in trading range che non ha guastato la performance settimanale che é ampiamente positiva. Per fortuna abbiamo chiuso le posizioni long in portafoglio in anticipo (venduto Eurostoxx50 a 2800 punti) e vicino ai massimi settimanali.
Adesso inizia un periodo di ampie e selvagge oscillazioni (walk on the wild side) che saranno molto difficili da prevedere nel dettaglio e con anticipo. Molto dipende in questa fase dallo sviluppo della pandemia di Coronavirus, dalla risposta dei governi e dalle cifre della crisi che verranno pubblicate. Non sempre la reazione dei mercati sarà logica come abbiamo visto giovedì - la borsa ha fatto un rally malgrado i terribili dati sul mercato del lavoro americano che hanno mostrato un'esplosione della disoccupazione. Bisognerà cercare di distinguere da movimenti dettati da fattori emotivi, reazioni tattiche dei traders e tendenze a corto e medio termine.
Facciamo un esempio. La spinta di rialzo tra martedì e giovedì era troppo estesa e quindi venerdì ci doveva essere un consolidamento (aspetto tecnico). Il consolidamento si é tramutato in una seduta negativa a causa di un'ondata di vendite nell'ultima mezz'ora di contrattazioni a Wall Street provocata dai traders - le cifre sui nuovi infetti da Coronavirus sono di lunedì sempre terribili (somma del fine settimana) e finore le sedute di lunedì sono sempre state negative a causa di questo effetto psicologico - i traders hanno provato ad anticipare questo movimento. Poiché le borse sono cadute venerdì é possibile che questa volta domani ci sia una sorpresa come effetto della copertura dei short. Il rimbalzo iniziato martedì però non é finito - secondo l'analisi tecnica dopo un consolidamento ci dovrebbe essere una seconda spinta di rialzo - ipervenduto e eccesso di ribasso non sono ancora stati compensati e il sentiment mostra ancora parecchio pessimismo. Lo scenario più probabile é quindi che anche la performance della prossima settimana sarà positiva dopo un inizio difficile. L'alternativa é che settimana prossima ci sia ancora un'ondata di panico e che i minimi annuali vengano subito ritestati - la probabilità ci sembra bassa ma visti i tempi eccezionali é una variante che non si può scartare.
Le strategie operative sono evidenti. Bisogna vendere se settimana prossima c'é ancora una spinta di rialzo e l'S&P500 si avvicina all'obiettivo massimo a 2800 punti. Bisogna invece comperare se l'S&P500 torna sui 2191 punti, minimo annuale del 23 marzo.
Questa fase di ampie e selvagge oscillazione dovrebbe durare dei mesi - in questo periodo finirà il bear market e si formerà una base per una fase di rialzo a medio termine. È probabile che i minimi di lunedì 23 marzo vengano ritestati ed é possibile che vengano peggiorati al ribasso. Nei crash del passato ci sono queste due varianti (minimi ascendenti o minimi discendenti) - c'é però sempre questo lungo periodo di formazione di base.

Gli investitori conservatori comprano solo quando la formazione della base sarà evidente. Chi vuole migliorare il suo portafoglio titoli deve vendere azioni tecnicamente deboli sui massimi delle oscillazioni e comperare azioni tecnicamente forti sui minimi. I traders possono divertirsi ad indovinare con anticipo le spinte di rialzo e ribasso ma non sarà facile anche perché il Cronavirus si sposta nel mondo ad ondate - ha colpito prima l'Asia, poi l'Europa con epicentro in Italia e solo adesso sta travolgendo gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Meglio muoversi in borsa solo quando gli indicatori sono in posizioni estreme e danno segnali affidabili.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +7.07% a 2728 punti
DAX                         +7.88% a 9632 punti
SMI                          +4.32% a 8996 punti
FTSE MIB                  +6.93% a 16822 punti
S&P500                    +10.26% a 2304.92 punti
Nasdaq100               +8.49% a 7588 punti

La giornata di venerdì non necessita di lunghi commenti e estese analisi . Doveva essere una seduta di consolidamento e in effetti é stata una seduta negativa ma in trading range e con volumi di titoli trattati in calo. Il ribasso é stato ampliato da un'ulteriore caduta del prezzo del petrolio (21.51 USD/barile WTI, -1.09 USD) che ha influito negativamente sul settore (ETF Energy -6.78%). Per il resto da un punto di vita tecnico non c'é nulla di nuovo. Solo sul mercato delle divise stupisce il ritorno del cambio EUR/USD a 1.1140. Noi eravamo scettici nei riguardi degli eccessivi movimenti fuori dal range 1.10-1.12 e finora abbiamo avuto ragione.

Venerdì l'S&P500 ha aperto in forte calo a 2543 punti. Dopo una discesa sul minimo a 2520 punti l'indice é salito ad ondate irregolari fino alle 20.25 quando ha toccato il massimo a 2615 punti. Sul finale é ricaduto a 2541.47 punti (-3.37%). L'S&P500 ha aperto e chiuso sullo stesso livello e la candela sul grafico é un lungo doji che mostra equilibrio ed incertezza. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1741 su 5863, NH/NL a 47 su 85 e volume relativo a 1.7. La volatilità VIX é salita a 65.54 punti (+4.54), il CBOE Equity put/call ratio é risalito a 0.70 mentre il Fear&Greed Index ha marciato sul posto (23 punti, +1). Gli investitori restano pessimisti - sarà questo scetticismo a provocare a corto termine la continuazione del rimbalzo iniziato martedì scorso.
I dati sulla tendenza di fondo sono contraddittori - il 6.1% dei titoli si trova sopra la SMA a 50 giorni (ancora forte eccesso di ribasso) mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é risalito a 50.81 punti.
I tassi d'interesse sono tornati a scendere ora che le Banche Centrali (FED e BCE) hanno ricominciato a comperare (reddito del Bund decennale a -0.477% / reddito dell'USTBond decennale a 0.72%, -0.11%). Ricordatevi che non ci sono molte alternative alle azioni. Cash ed obbligazioni sono investimenti difensivi che non proteggono contro una svalutazione delle monete. In una recessione i prezzi delle materie prime scendono. Lo stesso vale per il valore gli immobili. Crediamo che in fin dei conti vale la pena possedere azioni di compagnie con un solido patrimonio, un buon dividendo assicurato e un business sano e orientato al futuro. Non conviene vendere nel panico ma bisogna utilizzare questo bear market per accumulare buone azioni a prezzi di sconto. D'altra parte siamo convinti che questo bear market non é finito - siate prudenti !

Commento del 27 marzo

L'S&P500 non consolida ma sale a 2630 punti - gli obiettivi del rimbalzo sono a 2650 o 2800 punti...

Eravamo convinti che dopo il rally di martedì e la continuazione del rialzo mercoledì le borse dovessero fare un pausa di consolidamento prima di poter salire più in alto. Invece ieri la borsa americana ha fatto ancora un possente balzo - l'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero a 2630.07 punti (+6.24%). In precedenti commenti vi avevamo detto che l'obiettivo massimo indicativo di questo rimbalzo era a 2800 punti - l'alternativa era una salita a 2650 punti. Ci siamo quasi. Se vi ricordate abbiamo però fatto dipendere gli obiettivi dagli indicatori - fino a quando l'ipervenduto e l'eccesso di ribasso non saranno stati eliminati e gli investitori non avranno abbandonato lo scetticismo il rimbalzo poteva continuare. Abbiamo buone notizie - secondo gli indicatori questo rimbalzo ha ancora parecchia strada da percorrere specialmente a livello di tempo - nell'immediato però la prima spinta del minimo ha esaurito il suo potenziale.

Le borse europee hanno trascorso buona parte della giornata in negativo. Solo nel pomeriggio, con un occhio puntato su Wall Street, hanno recuperato e dopo le 16.30 sono passate in positivo. Hanno concluso la giornata con significativi guadagni e sul massimo giornaliero. Guardando cosa é successo in America le borse europee potevano fare ancora meglio ma sono state frenate dalla rivalutazione dell'EUR. Come pensavamo il cambio EUR/USD é tornato a 1.1040 e questo mostra come l'impennata a 1.1495 di inizio marzo e il crollo a 1.0636 di qualche giorno fà fossero delle semplici esagerazioni causate dalle turbolenze sui tassi d'interesse. Al momento i giochi si fanno altrove - il cambio dovrebbe assestarsi sui 1.10-1.12.
Pensavamo che la prima spinta di rialzo di questo rimbalzo dovesse finire sui 2800 punti di Eurostoxx50 (+1.70% a 2847 punti) e sui 10000 punti di DAX (+1.28% a 10001 punti). Ieri l'Eurostoxx50 ha decisamente superato questo livello ma non pensiamo che la nostra stima sia proprio sballata. Stamattina l'Eurostoxx50 riaprirà sui 2790 punti. Questa settimana il rimbalzo ha favorito le azioni che più avevano perso nel crash - evidentemente c'é stato un effetto di short covering e un tentativo di comperare quei titoli che otticamente sembravano più a buon prezzo e le azioni di società che approfitteranno del pacchetto di aiuti economici promessi dal governo (tipo Boeing che é rimbalzata 100% dal minimo in una manciata di sedute!). Da adesso in avanti il mercato tornerà ad essere più selettivo e favorire azioni e indici tecnicamente più forti e solidi.

La borsa americana ha sorpreso un pò tutti anche perché i dati sulla disoccupazione pubblicati alle 13.30 erano terribili - 3.3 milioni di americani hanno chiesto nell'ultima settimana (!) i sussidi disoccupazione. Il mercato azionario ha però ignorato questo dato scontato.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2500 punti e fino alle 16.40 é salito a balzi fino ai 2595 punti. Poi per ore é oscillato intorno a questo valore e solo sul finale si é impennato a 2630.07 punti (+6.24%). Anche ier la tecnologia ha sottoperformato (Nasdaq100 +5.72&) - questo effetto ha però colpito anche i trasporti (DJT +4.15%) mentre il Russell2000 (+6.30%) si é mosso col mercato.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6374 su 1172, NH/NL a 72 su 41 e volume relativo a 1.5. La volatilità VIX é scesa a 61.00 punti (-2.95) entre il CBOE Equity put/call ratio era di 0.58.
Il calo dei volumi e il p/C ratio sotto la media sono segni che la spinta perde forza e torna una certa speculazione al rialzo. È quindi probabile che ora l'S&P500 si fermi anche se normalmente, senza una ragione particolare, la seduta di venerdì completa il trend settimanale. Per logica la seduta odierna può essere negativa ma non dovrebbe sfociare in una pesante ricaduta.
I Summation Index stanno lentamente e stentatamente risalendo da livelli molto bassi - mostrano che questo rimbalzo ha ancora strada da fare.

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 2579 punti (-28 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +3.88% - Shanghai é ferma (+0.2%). L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale a 2791 punti - le borse europee apriranno in calo del -2%. Ieri la situazione di partenza era simile ma le borse hanno chiuso in guadagno. Vediamo se oggi il "miracolo" si ripete. Noi ci aspettiamo un recupero ma per saldo una seduta moderatamente negativa.

Commento del 26 marzo

Consolidamento - bisogna rimettere ordine e cominciare a distinguere tra vincitori e perdenti

Ieri sullo slancio del rally di martedì la borse hanno aperto ancora in positivo e hanno proseguito la loro corsa. Poi ci sono state delle prese di beneficio e gli indici azionari hanno chiuso in guadagno e al centro del range giornaliero. Il primo rally dal minimo causato da ipervenduto ed eccesso di ribasso é terminato e ora bisogna digerire questa nuova situazione. Questo significa che le borse devono consolidare un paio di giorni. La tendenza a corto termine é passata al rialzo e gli indicatori mostrano che il movimento di rialzo iniziato martedì deve continuare. Durante il consolidamento si trattarà di fare ordine e di capire quali società sono perdenti o vincenti durante la crisi. In certi settori si é evidentemente esagerato al ribasso memori di crisi precedenti. Abbiamo per esempio l'impressione che il settore bancario é meno toccato dal Coronavirus di quanto si pensi e negli ultimi anni le banche abbiano fatto parecchi progressi a livello di solidità patrimoniale.

L'Eurostoxx50 ha aperto a 2474 punti ed é salito fino alle 10.15 quando ha toccato il massimo a 2829 punti. Poi é ricaduto fino ai 2670 punti ed é risalito nel pomeriggio fino ai 2800 punti (+3.13%). Stamattina riprenderà le contrattazioni sui 2720 punti. Noi abbiamo consigliato di vendere a 2800 punti poiché pensiamo che l'indice debba consolidare sotto questo livello e finora sembra che abbiamo avuto ragione. L'Eurostoxx50 é andato meglio di DAX (+1.79% a 9874 punti) e FTSE MIB (+1.74% a 17243 punti) ma questo sembra essere solo un caso - la buona performance del settore bancario (SX7E +4.03% a 60.64 punti) non sembra essere il fattore decisivo. Per ora non riconosciamo un concetto chiaro in questi movimenti di assestamento. Sembra solo che eccessi nelle due direzioni vengono compensati - l'impressione é che siano i traders a provocare questi scossoni spostandosi velocemente da un settore all'altro in cerca di buone occasioni. Nei prossimi giorni questa volatilità a disordine dovrebbero diminuire.

La seduta a New York é andata come in Europa. Apertura forte, breve salita sullo slancio fornito dal rally di martedì, prime vendite, rialzo e prese di beneficio sul finale. Insomma - seduta positiva ma chiusura ben lontana dal massimo giornaliero. Sembra essere iniziato l'atteso consolidamento.
L'S&P500 ha aperto a 2445 punti a all'inizio é salito a 2501 punti. Poi é caduto a 2407 punti. Nella parte centrale della seduta é salito regolarmente e ha toccato un massimo a 2571 punti. Nelle ultime due ore ha distribuito un'oretta ed é infine sceso a 2474.56 punti (+1.15%). DJ Transportation (+2.44%) e Russell2000 (+1.26%) hanno partecipato al rialzo. Il Nasdaq100 ha invece perso il -1.11% a 7469 punti e questa é una sorpresa e un grattacapo. Potrebbe essere una conseguenza di una rotazione tra settori con traders a saltare dalla tecnologia ai settori con maggiore potenziale di rimbalzo a breve. In generale però la situazione tecnica del Nasdaq100 é migliore e crediamo che nel prossimo futuro debba ricominciare a sovraperformare.
Ieri i Summation Index di NYSE e Nasdaq sono leggermente saliti a conferma dell'inversione di tendenza a breve. La maggior parte delle azioni sta recuperando terreno.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5667 su 1877, NH/NL a 39 su 127 e volume relativo a 1.7. La volatilità VIX é salita a 63.95 punti (+2.28), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.65 mentre il Fear&Greed Index é salito a 17 punti (+4).
Ricordiamo che l'epidemia da Coronavirus in America é solo all'inizio - gli Stati Uniti hanno per lungo tempo sottovalutato il problema e solo negli ultimi giorni ahnno adottato con una certa disciplina le prescrizioni di social distancing. È probabile che i dati di contagi e decessi peggioreranno di molto per ancora almeno due settimane. Psicologicamente sarà difficile che la borsa possa salire prima che non si veda la luce in fondo al tunnel. Il rimbalzo di martedì e mercoledì é stata una reazione di sollievo e di speranza. Per salire più in alto ci vorrà qualcosa di più concreto.

Stamattina alle 07.30 il future sull'S&P500 era a 1437 punti - ora (08.30) é sceso ancora più in basso a 1422 punti (-46 punti). Oggi prevale nuovamente il pessimismo. Il Nikkei ha perso il -4.51% - Shanghai sale di poco (+0.6%). L'Eurostoxx50 vale 2720 punti - le borse europee apriranno con un tuffo del -2.8%. Non crediamo che debbano scendere decisamente più in basso. Ci aspettiamo una seduta negativa in trading range - il minimo ieri é stato a 2670 punti.
In linea di massima intendiamo tornare long nei prossimi giorni ma non abbiamo fretta. Appena il polverone provocato dai fortissimi movimenti delle ultime sedute si sarà posato avremo una visione più chiara.

Commento del 25 marzo

Il rimbalzo primaverile inizia col botto - sarà un rimbalzo sostanziale e sostenibile

Ieri finalmente é iniziato l'atteso rimbalzo - non dovrebbe trattarsi del solito fugace ed evanescente rimbalzo di una giornata che svanisce nelle giornate successive ma dovrebbe essere un sostenibile e sostanziale rimbalzo. La ragione é semplice - nelle scorse settimane le borse hanno esagerato e sull'onda delle emozioni gli indici sono scesi troppo in basso - tecnicamente avevamo una situazione di estremo ipervenduto ed eccesso di ribasso. Nessuno sa se le basse valutazioni dei giorni scorsi sono giustificate poiché tutto é successo troppo svelto - é stata una reazione istintiva dettata dal panico e ampliata da aspetti tecnici. Ora segue il periodo della speranza e vedrete che la retorica nei media cambierà velocemente. Seguendo l'esempio della Cina tutti penseranno che la pandemia di Coronavirus sarà superata in tempi brevi senza creare forti danni per quel che riguarda il numero delle vittime e l'economia. Ritorneranno i paragoni con le epidemie di influenza che ogni anno mietono vittime in tutto il mondo senza che per questo venga decretato il blocco totale dei movimenti della popolazione. Gli economisti metteranno in risalto le eccezionali misure di sostegno all'economia decise dai Governi e dalle Banche Centrali. Insomma - prima che arrivino le cifre della crisi (perdite, disoccupati, fallimenti) ci saranno alcune settimane di incertezza e di speranza. Ci sarà un rimbalzo che per definizione é una fase di rialzo a corto termine all'interno di un baer market che non é terminato.

Un rimbalzo secondo l'analisi tecnica ha delle regole. Non dovrebbe limitarsi al rally di ieri anche se gli eccessi odierni devono a breve essere riassorbiti con un ritracciamento. In linea di massima ci dovrebbe essere un rimbalzo di circa un +20% dal minimo o un ritracciamento di 1/3 fino a 1/2 del crash - potete fare i vostri calcoli. L'S&P500 (+9.38% a 2447.33 punti) ha toccato un massimo a 3393 punti il 19 febbraio e un minimo a 2191 punti martedì. È una discesa di 1202 punti - il 50% sono 601 punti. Se sommiamo questi 601 al minimo a 2191 punti arriviamo ad un obiettivo massimo a 2792 punti. Questa é la teoria che serve solo come punto di riferimento. Saranno gli indicatori a segnalarci quando saremo tornati su un massimo intermedio.
Siamo però convinti che dopo una pausa di consolidamento gli indici devono salire più in alto. Tutti gli indicatori mostrano che esiste parecchio spazio verso l'alto specialmente a livello temporale. Significa che il ritmo del rialzo diminuirà e che prima di essere nuovamente su un massimo intermedio potrebbe anche trascorrere un mese. Poi le borse dovrenno ridiscendere a testare i minimi annuali ma avremo il tempo per parlarne nel prossimo futuro. 

Ieri le borse hanno avuto una seduta di eccezionale e forte rialzo. Gli indici azionari sia in Europa (Eurostoxx50 +9.24% a 2715 punti) che in America (S&P500 +9.38% a 2447.33 punti) hanno chiuso sui massimi giornaliero con robusti guadagni. Poiché gli indicatori solo adesso stanno girando e forniscono segnali d'acquisto a breve termine é probabile che il movimento debba continuare. Notiamo miglioramenti su tutti fronti - non solo sui mercati azionari. Anche dei mercati obbligazionari, delle divise e delle materie prime vengono i soliti e tipici segnali di distensione come se la crisi fosse superata - non é il caso ma per il momento va bene così.

Evitiamo di analizzare la seduta in Europa che a parte l'ampiezza dei guadagni non ha nulla di particolare. Notiamo solo che gli investitori si sono buttati su settori e indici che nel crash avevano perso di più tralasciando in parte i settori difensivi. Attenzione che ieri si é comperato di tutto - nel futuro gli investitori diventeranno più selettivi tentando di scoprire i vincitori ed i perdenti. Per chi come noi segue gli indici questo processo non é molto importante ma osservarlo ci aiuterà a capire l'umore della folla.

L'S&P500 ha aperto a 2354 punti e all'inizio ha ancora avuto una fase di incertezza con una discesa sul minimo a 2344 punti. Poi c'é stata una prima spinta di rialzo che é finita a metà giornata a 2436 punti. Dopo un ritracciamento a 2364 punti c'é stata una seconda spinta fino alla chiusura a 2447.33 punti (+9.38%). Il Nasdaq100 ha sottoperformato (+7.80% a 7553 punti) mentre DJT (+12.49%) e RUT (+9.39%) hanno fatto la loro parte. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6798 su 801, NH/NL a 26 su 175 (adesso e per il prossimo futuro questi numeri non serviranno a niente poiché ci muoveremo nell'ampio range degli ultimi 30 giorni...) e volume relativo a 1.7. La volatilità VIX é ferma a 67.98 punti (+0.08), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.63 (neutro) mentre il Fear&Greed Index é salito a 13 punti (+8).
Questo rimbalzo finirà quando tornerà un certo ottimismo e ci sarà un ipercomperato di breve termine. Ci vorrà ancora un pò visto che ieri il Summation Index sul NYSE é ancora sceso mentre quello del Nasdaq100 ha avuto il primo debole movimento positivo dopo quasi un mese di caduta libera.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2459 punti (+21 punti). L'Eurostoxx50 vale alle 08.45 2780 punti. Molti investitori e traders sono stati sorpresi dal rimbalzo e devono inseguirlo. Dovrebbe quindi esserci una breve continuazione verso l'alto prima dell'inizio di un consolidamento. Chiudiamo a 2800 punti la posizione long sull'Eurostoxx50 aperta a 2400 punti. Torneremo long su un ritracciamento.
Per la cronaca stamattina il Nikkei é balzato del +8.13% - Shanghai sta guadagnando il +2.20%.

Commento del 24 marzo

Gli ottimisti trovano i germogli: Nasdaq100 +0.18%

A prima vista la settimana é iniziata male. Le borse sia in Europa (Eurostoxx50 -2.47% a 2485 punti) che in America (S&P500 -2.93% a 2237 punti) hanno avuto un'altra seduta decisamente negativa. Il ribasso continua a finora viene confermato, almeno negli Stati Uniti, da dei nuovi minimi annuali sui maggiori indici azionari. Noi però siamo alla ricerca di segnali positivi e anche ieri ne abbiamo trovati in abbondanza.
Le borse europee non hanno fatto registrare dei nuovi minimi annuali. Hanno chiuso lontano da minimi giornalieri e l'Eurostoxx50 ha difeso senza affanni la base a 2400 punti. Il DAX é brevemente caduto nuovamente sotto i 8500 punti (minimo a 8480 punti) facendo scattare il nostro ordine stop loss ma a fine giornata é tornato a 8741 punti (-2.10%). Per quel che riguarda l'operatività prendiamo nota del fatto che fissare dei limiti ore prima dell'inizio delle contrattazioni con mercati così volatili provoca spesso delle operazioni indesiderate ma purtroppo queste sono le regole del gioco. Visto quanto stava succedendo in Europa ieri noi siamo rimasti long sul DAX ma non faceva senso scrivere ancora qualcosa sul sito.
Ieri abbiamo notato che la borsa italiana (FTSE MIB -1.09% a 15559 punti) si é comportata meglio che il resto dell'Europa, le banche (SX7E -2.85% a 52.47 punti) si sono mosse in mezzo al plotone mentre improvvisamente sono stati venduti i titoli difensivi (SMI -5.37% a 8160 punti). L'impressione é che ci sono i primi acquisti su mercati e settori che hanno "perso troppo" mentre gli ultimi disperati venditori si sono liberati delle azioni che finora avevano ancora retto all'urto. Spesso questo succede in prossimità di un minimo significativo.
In generale le borse restano fortemente ipervendute e in eccesso di ribasso - gli investitori cominciano a non più reagire con panico alle pessime notizie che arrivano riguardanti il Coronavirus e l'economia. Le premesse per un sostenibile e sostanziale rimbalzo sussistono. Sostenibile significa che deve durare di più che un fugace rally giornaliero - finora delle furiose reazioni di un giorno e di un +10% é tutto quello che abbiamo avuto come rimbalzo. Sostanziale significa che dalla base attuale si potrebbe e dovrebbe risalire un +20%. Poi bisognerà vendere - lo abbiamo anche spiegato nel video di ieri pomeriggio.  

L'S&P500 é caduto su un nuovo minimo annuale a 2191 punti. Sono 104 punti sotto il precedente minimo. Anche DJ Industrial (-3.04%) Nasdaq e Nasdaq100 (+0.18% a 7006 punti) e NYSE Composite (-3.90%) hanno toccato dei nuovi netti minimi annuali. DJT (-1.96%) e Russell2000 (-1.13%) invece si sono semplicemente seduti sui precedenti minimi con marginali sforature. Questo spiega perchà i nuovi minimi a 30 giorni (NL) sono solo 1295 - se vi ricordate nei giorni scorsi abbiamo osservato valori di NL sui 3500 con un picco a 4200 - la pressione di vendita é moderata e in calo.
L'S&P500 ha aperto in gap down a 2260 punti. Durante la giornata ha fatto ampie oscillazioni tra i 2191 ed i 2300 punti e ha chiuso nalla parte inferiore del range a 2237.40 punti (-2.93%). Abbiamo notato con piacere la forza relativa della tecnologia e il guadagno del Nasdaq100 - é il nostro germoglio di questa seduta che nel complesso é stata negativa (A/D a 2380 su 5207, NH/NL a 15 su 1295 e volume relativo a 1.7). La volatilità VIX é scesa (!) a 61.59 punti (-4.45), il CBOE Equity put/call ratio (0.62) era sull media mentre il Fear&Greed Index é sceso a 5 punti (-3 punti) - gli investitori stanno abbandonando il panico malgrado che il ribasso continui.

Stamattina il vento cambia. Quando abbiamo cominciato a lavorare il future sull'S&P500 era a 2300 punti - ora (08.24) é a 2317 punti (+96 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +7.04% - Shanghai sta salendo del +2.3%. L'Eurostoxx50 vale 2579 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +3.8%. Nelle scorse settimane abbiamo visto spesso delle reazioni simili. La domanda é se questo é l'inizio dell'atteso sostanziale e sostenibile rimbalzo. Secondo noi si ma per avere conferme dobbiamo osservare cosa succede oggi - ne riparliamo domani mattina.

Commento del 23 marzo

Le borse rimbalzeranno quando la quarantena bloccherà l'aumento dei contagi

Stanotte il future sull'S&P500 é caduto su un nuovo minimo annuale a 2174 punti. Ora (08.00) si trova a 2210 punti (-78 punti). Negli Stati Uniti é scoppiata l'isteria da Coronavirus e alcuni Stati stanno implementando le misure di social distancing che in Europa esistono da quasi due settimane. Il numero dei contagiati da Coronavirus sta salendo in maniera esponenziale e questo come temevamo provoca ancora panico sui mercati finanziari e ulteriori vendite. Il picco di infezioni in Europa é previsto per questa settimana. Per questa ragione il ribasso in Europa finirà prima che in America - le difficoltà negli Stati Uniti freneranno la prima fase del rimbalzo ma non riusciranno ad impedirlo.
Vediamo questo effetto già stamattina. L'Eurostoxx50 vale alle 08.07 (bisogna specificare l'orario visto l'instabilità e l'alta volatilità dei mercati) 2429 punti - perde 120 punti rispetto alla chiusura di venerdì ma resta sopra la base a 2400 punti. Potrebbe ancora esserci un ulteriore vuoto d'aria ma questi a breve termine sono dei livelli d'acquisto e non di vendita.

Sono le 08.40 - abbiamo letto le ultime notizie e osservato lo sviluppo di un mercato che sta cercando di posizionarsi prima dell'apertura delle contrattazioni in Europa. Il Nikkei ha guadagnato il +2.02% - Shanghai sta perdendo il -3%. Il future sull'S&P500 non si é mosso di molto - é scivolato a 2203 punti (-85 punti). L'Eurostoxx50 vale 2414 punti - ha ancora perso qualche punto ma non cade sotto i minimi di settimana scorsa. Ci aspettiamo una seduta negativa con evidenti segnali di stabilizzazione. Se le nostre posizioni long fossero stoppate ci prepariamo a ricomprare un 1% più in basso.
Nel panico bisogna mantenere disciplina e nervi saldi. Stabilite con anticipo un piano delle operazioni e se il mercato si sviluppa diversamente dalle vostre (o nostre) attese non insistete a comperare ma fermatevi e state a guardare. Non possiamo escludere che ci siano ancora alcuni giorni di caduta libera e alta volatilità.

Commento del 21-22 marzo

Una gelata blocca la crescita dei germogli

Di fronte alla catastrofe umanitaria ed economica provocata dal Cornavirus si ha poco voglia di parlare di borse ed analisi tecnica - siamo tutti occupati con altri problemi. Cercherò quindi oggi di essere sintentico e di rubarvi il minor tempo possibile.
La seduta di venerdì é stata decisamente positiva in Europa (Eurostoxx50 +3.85% a 2548 punti) e fortemente negativa in America (S&P500 -4.34% a 2304.92 punti). Considerando lo spostamento d'orario é stata l'America ad aver detto l'ultima parola e ad essere quindi determinante. L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 2460 punti - rispetto alla chiusura di giovedì era praticamente in pari - questo significa che il guadagno di venerdì é stato spazzato via. Tra giovedì e venerdì, pur ribadendo che il trend era ancora ribassista, eravamo andati alla ricerca di segnali positivi o divergenze che indicassero la presenza di un minimo significativo a corto termine e il possibile inizio di un sostanziale e sostenibile rimbalzo - li abbiamo chiamati germogli primaverili. Ne abbiamo trovati parecchi - la buona notizia é che il crollo di venerdì a New York non li ha fatti morire. Una gelata ha bloccato la crescita ma la primavera avanza. L'ulteriore crollo di venerdì a Wall Street ha fatto registrare sugli indici azionari americani la peggiore chiusura giornaliera dell'anno - gli indici non hanno però toccato un nuovo minimo annuale - il record negativo spetta ancora alla seduta di mercoledì (S&P500 a 2280 punti).

Domenica scorsa avevamo previsto una settimana positiva - ci siamo sbagliati. Abbiamo avuto ragione solo per quel che riguarda l'SMI svizzero. Le borse europee hanno avuto una settimana altalenante - per saldo però l'Eurostoxx50 ha perso ancora 38 punti. L'errore é stato quello di sottovalutare l'impatto psicologico della diffusione del Coronavirus negli Stati Uniti. L'America é circa due settimane dietro all'Europa e all'Italia - settimana scorsa ha quindi semplicemente colmato questo ritardo in termini di performance. Da inizio anno l'Eurostoxx50 ha perso il -31.95% mentre l'S&P500 é sceso del -28.66%. Pensiamo che ora la correlazione ricomincerà a funzionare meglio.
Venerdì scadevano i derivati di marzo. Era una grande scadenza trimestrale. È probabile che venerdì ci siano stati parecchi movimenti imputabili a questa scadenza tecnica. Questo spiega il calo dell'SMI (-1.80% a 8623 punti - in Svizzera i derivati scadono la mattina all'apertura) mentre l'Eurostoxx50 (+3.85% a 2548 punti) e DAX (+3.70% a 8929 punti) sono saliti.

Venerdì gli indicatori di sentiment in America sono migliorati malgrado il crollo degli indici. La volatilità VIX é scesa a 66.04 punti (-5.96), il CBOE Equity put/call ratio (0.83) era alto ma non a livelli estremi e sotto il valore di giovedì e il Fear&Greed Index é salito a 8 punti (+1). Nel frattempo le inchieste effettuate tra le varie categorie di investitori mostrano un forte aumento dei bears e portafogli decisamente sottoinvestiti. Gli investitori sembrano quindi diventare resistenti alle cattive notizie e hanno troppa liquidità. Ora ci vogliono delle buone notizie per causare un riflusso - basterebbe per esempio un'appiattimento nelle curve del numero dei contagi da Coronavirus. Il picco in Europa é previsto per settimana prossima.

Restiamo convinti che le borse stanno facendo base (Eurostoxx50 sui 2400 punti - S&P500 nel range 2280-2400 punti) e stanno preparando un sostanziale e sostenibile rimbalzo in controtendenza. Temiamo solo la giornata di lunedì visto che in America durante il fine settimana il numero di nuovi contagi da Coronavirus é esploso e nel Paese sta scoppiando l'isteria.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.45% a 2548 punti
SX7E (banche)          -6.03% a 54.01 punti
DAX                         -3.28% a 8929 punti
SMI                          +3.06% a 8623 punti
FTSE MIB                  -1.39% a 15731 punti
S&P500                    -14.98% a 2304.92 punti
Nasdaq100               -12.52% a 6994 punti

Archiviamo senza grandi commenti la seduta di venerdì in Europa. L'Eurostoxx50 é salito a 2548 punti (+3.85%) ma nel dopo borsa é ridisceso a 2460 punti. Rimane sopra la base a 2400 punti - diciamo che semplicemente c'é stata una falsa partenza. Da martedì l'indice delle banche SX7E (+4.17% a 54.01 punti) ha cominciato a sovraperformare l'Eurostoxx50 - anche questo é un segnale costruttivo.

Venerdì a Wall Street ci aspettavamo una seduta di poco positiva. Invece c'é stato ancora un crollo a causa del diffondersi della pandemia negli Stati Uniti. Per l'analisi tecnica la seduta non é andata così male come indicano le perdite degli indici. Il numero dei nuovi minimi (NL a 623) é in netta diminuzione e alcuni settori si rifiutano di scendere più in basso (ETF Energy +0.98% malgrado la caduta del prezzo del petrolio a 22.63 USD/barile WTI, -3.28 USD, -12.66%). La pressione di vendita diminuisce e i Summation Index sembrano alla fine del ribasso con un evidente tentativo di cambiamento di tendenza. Vedremo lunedì se questo basterà ad arginare il panico.
L'S&P500 ha aperto a 2430 punti e all'inizio é salito fino a 2453 punti di massimo (ca. 16.00). In seguito é sceso a balzi irregolari fino al minimo a 2295 punti. Solo sul finale si é risollevato a 2304.92 punti (-4.34). Le vendite si sono distribuite in maniera omogenea (Nasdaq100 -4.04% a 6994 punti, DJT -3.40% (altro settore pessimo che improvvisamente mostra forza relativa) e RUT -4.24%).
La seduta al NYSE é stata negativa (ma non terribile) con A/D a 2854 su 4707, NH/NL a 25 su 623 e volume relativo a 2.0.
La tendenza di fondo della borsa americana é al ribasso con il 4.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 11.75. Questi numeri mostrano anche un fortissimo eccesso di ribasso sul corto termine.
Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso a 0.92% (-0.20%).
Tutte le massicce misure prese settimana scorsa da governi e Banche Centrali a favore dell'economia favoriscono e sostengono le imprese - penalizzano i cittadini che dovranno in seguito sopportare il debito contratto. Ad un certo punto l'effetto positivo di queste manovre supererà la paura di recessione e pandemia. Un sostanziale e sostenibile rimbalzo tecnico delle borse sarà la conseguenza. Secondo noi questo momento é vicino.

Commento del 20 marzo

I germogli primaverili spuntano dalla terra

Ieri sia le borse europee (Eurostoxx50 +2.86% 2454 punti) che quella americana (S&P500 +0.47% a 2409.39 punti) hanno guadagnato terreno. Non é stata una seduta spettacolare con forti guadagni ma é meglio così - preferiamo la formazione di una solida base che un rally effimero senza fondamenta e che si sgonfia al primo accenno di difficoltà. Il rimbalzo tecnico iniziato ieri ha le qualità per resistere al probabile aumento dei contagiati da Coronavirus e al netto peggioramento della congiuntura.

Le borse europee hanno chiuso sui massimi giornalieri. A metà seduta gli indici azionari sono ancora caduti in negativo segno che sui minimi c'é una battaglia tra ribassisti e rialzisti per prendere il sopravvento. Nel pomeriggio però i mercati europei, con lo sguardo puntato su New York, si sono risollevati. È ancora troppo presto per poter affermare con sicurezza che é iniziato l'atteso sostenibile e sostanziale rimbalzo. Ci sono però parecchi segnali in questo senso a partire dalle numerose candele verdi o bianche sui grafici che testimoniano di una chiusura sopra i livelli d'apertura. Un germoglio é spuntato dalla terra - é quello dell'SMI svizzero (+5.32% a 8782 punti) che é svettato sopra la base delle ultime tre sedute. Le premesse sono buone perché anche le altre borse europee seguano questo buon esempio. Un'ultima seduta settimanale positiva e una performance settimanale positiva sarebbero una conferma che adesso sul corto termine la tendenza é cambiata.

La seduta a New York é stata poco spettacolare. La volatilità sta diminuendo e i range giornalieri si restringono segno che nel mercato sta tornando un certo ordine.
L'S&P500 ha aperto in calo a 3379 punti e all'inizio é ancora caduto a 3319 punti di minimo. Poi ha recuperato a balzi irregolari ed incerti ed é arrivato in tarda serata sul massimo a 2467 punti. Sul finale é ricaduto a 2409.39 punti (+0.47%). Come d'abitudine la tecnologia ha sovraperformato (Nasdaq100 +1.58% a 7288 punti). La grande sorpresa é il robusto rimbalzo del Russell2000 (RUT +6.82%) - evidentemente il crollo di mercoledì era veramente eccessivo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5603 su 1988, NH/NL a 50 su 1363 (NL in forte calo!) e volume relativo a 1.7. La volatilità VIX é scesa a 72.00 punti (-4.45), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.88 mentre il Fear&Greed Index é lievitato a 7 punti (+2) - bisognerà fare parecchia strada prima che gli investitori ritrovino una certa fiducia.
Riassumendo questa seduta poco spettacolare ci é piaciuta. Finalmente i guadagni sembrano essere provocati da acquisti di investitori e non dalle spettacolari manovre dei traders o dalla copertura di short. Vediamo ancora parecchia speculazione (Tesla +18.39%) ma nel complesso il rialzo é stato modesto ma solido e potrebbe costituire l'inizio dell'atteso sostenibile rimbalzo - deve durare più di tre sedute.

Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era a 2428 punti (+39 punti) - adesso (08.45) é a 2456 punti (+67 punti). L'Eurostoxx50 vale  2568 punti (+114 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +4.5%. Siamo convinti che gli indici azionari europei riusciranno a difendere buona parte di questi guadagni fino a stasera. L'incognita resta l'America e le bizzarre dichiarazioni e decisioni del suo Presidente.
La borsa giapponese era chiusa per una giornata di festa. Shanghai sta salendo del +1.6%.

Commento del 19 marzo

Sabbie mobili e germogli primaverili

La valanga di vendite non sembra diminuire d'intensità. Anche ieri le borse hanno subìto pesanti perdite sia in Europa (Eurostoxx50 -5.72% a 2385 punti) che in America (S&P500 -5.18% a 2398.10 punti). In Europa i minimi di lunedì non sono stati superati al ribasso - una magra consolazione considerando l'ampiezza della perdita giornaliera e la peggiore chiusura giornaliera dell'anno. In America invece i maggiori indici azionari hanno fatto registrare dei nuovi minimi per questo crash. Evidentemente la tendenza di corto termine resta al ribasso e la strada verso il basso rimane aperta.
Il problema non sono le valutazioni o la probabile recessione economica - a questo punto nessuno sa quanto "vale" un'azione e si vende unicamente come reazione istintiva a causa del bisogno di liquidità. Le vendite generano vendite - saltano i limiti di vendita e gli stop loss. I margin call obbligano gli investitori che hanno comperato usando crediti lombardi a vendere. I prodotti derivati basati sulla vendita di put raggiungono le barriere e l'opzione di vendita viene utilizzata. Ci troviamo nelle sabbie mobili - più ci si muove e più si affonda in mancanza di una solida base. Noi siamo convinti che a breve deve svilupparsi un robusto e sostenibile rimbalzo in controtendenza. Ci vuole però un'iniezione di fiducia per indurre i venditori a fermarsi e i compratori a ritornare sul mercato considerando le quotazioni ridicole raggiunte da molte azioni.

Dal nostro osservatorio notiamo lentamente apparire dei segnali positivi - chiamiamoli germogli primaverili. Innanzitutto nel sottofondo la pressione di vendita sta calando - anche ieri il rapporto nuovi massimi su nuovi minimi a 30 giorni (47 su 2908) era pessimo ma decisamente meglio di lunedì 16 marzo (29 su 3569) e lunedì 9 marzo (36 su 3686) - in queste tre giornate gli indici erano caduti su dei nuovi minimi. Le vendite di azioni stanno ridiventando selettive - non si vende più tutto indiscriminatamente - ieri sono crollati settori come auto, compagnie aeree, energia e banche - hanno mostrato forza relativa farmaceutica, servizi sanitari, alimentari. Non é una sorpresa che l'SMI svizzero abbia perso solo il -1.82% (8338 punti). Malgrado l'ulteriore crollo delle borse il sentiment non peggiora più. Ieri la volatilità VIX é salita solo a 76.45 punti (+0.54), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.98 (alto ma non estremo) e il Fear&Greed Index si é fermato a 5 punti (invariato). La gente comincia ad abituarsi alla crisi - probabilmente non reagirà più con panico ad ulteriori misure restrittive della libertà individuale e all'aumento del numero di persone infette o decedute. Reagiranno invece positivamente a notizie incoraggianti come quella di stamattina che nella regione cinese di Wuhan non si é registrato nessun nuovo caso di infezione.
La nostra società supererà presto o tardi questa pandemia - si tratta solo di capire con quali e quanti danni. È però sicuro che adesso la reazione dei mercati finanziari é esagerata. È troppo tardi per vendere - chi ha nervi, liquidità ed é disposto a prendere dei rischi deve comperare. Gli investitori prima di comperare aspettano la formazione di una solida base. È probabile che dopo un sostanziale rimbalzo ci sia tra qualche settimana ancora un tuffo e un test del minimo. Non sappiamo ancora se il minimo di ieri sull'S&P500 a 2280 punti é definitivo - secondo noi però ci siamo vicini.

Non commentiamo la seduta in Europa. La situazione si sviluppa talmente rapidamente che le analisi sono obsolete ancora prima di scriverle. Gli interessati possono leggere i commenti serali sui singoli indici. Segnaliamo unicamente il rimbalzo intraday del FTSE MIB (-1.27% a 15120 punti) - mostra chiaramente come il trend può cambiare appena si propaga una notizia positiva.

La seduta a New York é stata deludente. Noi ci aspettavamo dopo l'apertura un recupero ed eventualmente una chiusura in pari. Il recupero c'é stato visto che l'S&P500 (-5.18% a 2398.10 punti) ha chiuso 118 punti sopra il minimo. Il problema é che prima é caduto decisamente più in basso di quanto ci eravamo immaginati (nuovo minimo annuale a 2280 punti).
La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 660 su 6960, NH/L a 47 su 2908 e volume relativo a 1.95. Anche ieri é sceso praticamente tutto - le differenze tra i vari settori sono però ridiventate ampie. L'impressione é che sui big cap le vendite stanno diminuendo. Il Nasdaq100 (-4.00% a 7175 punti) ha limitato le perdite. Il DJ Transportation era debole (-6.65%) ma il carnaio si é verificato sulle PMI (Russell2000 -10.42%) dove si teme un'ondata di fallimenti specialmente nel settore dell'energia. Ieri il prezzo del petrolio é caduto su un nuovo minimo a 18 anni (!) a 20.83 USD al barile WTI (-6.12 USD !!!).
Gli investitori vendono anche le obbligazioni di prima qualità e i tassi d'interesse di mercato stanno aumentando - il reddito dell'USTBond decennale é salito a 1.18% (+0.16%). Questi forti movimenti sui tassi d'interesse sconvolgono il mercato degli swaps e il terremoto coinvolge anche le divise. Ieri il cambio EUR/USD é caduto fino a 1.0878 - ora siamo a 1.0900.

Stamattina alle 06.30 il future sull'S&P500 era a 2305 punti (-95) - sembrava che dovessimo avere un'altra giornata catastrofica con un'apertura in Europa a -4%. Adesso (08.30) la situazione é radicalmente cambiata. Il future sull'S&P500 é risorto a 2392 punti (-9 punti) e l'Eurostoxx50 vale 2409 punti. Le borse europee apriranno con un leggero guadagno (+0.8%). Forse é iniziato l'atteso robusto e sostenibile rialzo in controtendenza - affrontiamo la seduta odierna con un certo ottimismo - peggio di così non può andare - di conseguenza può andare solo meglio - anche sul fronte del Coronavirus. Dopo il panico ci vuole un'iniezione di ottimismo.

Commento del 18 marzo

Battere il virus significa provocare una recessione - fake rally

Le economie occidentali chiudono i battenti. Per sconfiggere la propagazione esponenziale del Coronavirus la gente deve evitare i contatti. Tutti noi sappiamo cosa significa in pratica - si chiudono scuole, ristoranti, negozi e in generale tutti i luoghi di incontro. La conseguenza sarà una recessione - potrebbe durare solo un trimestre o durare molto di più. Seguiamo l'esempio della Cina che si trova da 30 a 60 giorni davanti a noi nella crisi- le misure più restrittive sono state solo adesso allentate per permettere alle persone di tornare al lavoro - la vita sociale e i movimenti dei cittadini sono ancora limitati.

Ieri le borse europee ad americana hanno avuto una seduta positiva. Si é però trattato di un rally effimero come reazione all'ipervenduto e all'eccesso di rialzo - lo si é visto bene a New York . All'inizio della seduta traders rialzisti e ribassisti aprono posizioni. Poi durante la seduta le notizie guidano le decisioni degli investitori. Alla fine della seduta i traders che hanno sbagliato direzione sono obbligati a chiudere e c'é un effetto di risucchio. Ieri si é visto il risultato. Mentre l'S&P500 faceva un balzo in chiusura e saliva a 2529.19 punti (+6.00%), il future si fermava un 2% più in basso.
Fino a quando la volatilità resta così alta il mercato é instabile. Fino a quando gli indici azionari fanne registrare dei nuovi minimi annuali (come ieri sera a Wall Street malgrado il balzo del +6% dell'S&P500) le borse sono formalmente al ribasso. In un ribasso ogni rimbalzo deve essere venduto fino a quando un rimbalzo non supera l'inizio della precedente spinta intermedia di ribasso.

Non fa molto senso analizzare la seduta di ieri in Europa (Eurostoxx50 +3.27% a 2530 punti) sapendo che stamattina le borse riapriranno con perdite superiori al -4%. Gli interessati possono leggere i brevi commenti che abbiamo scritto ieri sera. Avevamo preso nota della seduta positiva con molta circospezione. C'erano alcuni segnali costruttivi grazie ad alcune candele bianche o verdi sui grafici. La fragilità del movimento era però evidente. Non c'era nessuna ragione tecnica per comperare - si poteva solo sperare che ci fosse un serio tentativo di formazione di base se oggi le borse fossero state in grado di confermare i progressi di ieri. Non sarà il caso.

La seduta a Wall Street é stata positiva e ha lanciato alcuni segnali veramente costruttivi a livello di partecipazione. Il finale ha però lasciato l'amaro in bocca con questa enorme discrepanza tra cash e future. Ma andiamo con ordine.
L'S&P500 ha aperto a 2446 punti e nella prima mezz'ora di contrattazioni é caduto su un nuovo minimo annuale a 2367 punti. Da qui é risalito fino a metà giornata fino a 2553 punti. Poi é oscillato ampiamente tra questi due valori e ha chiuso con un breve rally a 2529.19 punti (+6%). Tutti i settori si sono comportati in maniera simile - la tecnologia ha mostrato la solita forza relativa (Nasdaq100 +6.46% a 7473 punti) malgrado il nuovo minimo annuale in apertura. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5116 su 2474, NH/NL a 52 su 2211 e volume relativo a 1.95. Avete notato la forte contrazione del numero dei nuovi minimi a 30 giorni (NL 2211)? Ieri erano 3569 - una settimana fà 3686 - ieri gli indici hanno toccato nuovi minimi annuali e per logica questo numero doveva essere più alto - intorno a 3800. Il forte calo significa che la partecipazione al ribasso é in forte diminuzione - una buona premessa per un soldo minimo intermedio. Chi ha nervi oggi può comperare (anche in Europa) quando l'S&P500 (o il future) saranno sui 2360-2380 punti.
C'é stato un miglioramento del sentiment (VIX a 75.91 punti (-6.78), CBOE Equity put/call ratio a 0.86, Fear&Greed Index a 5) ma gli investitori sono ancora in panico.
Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito a 1.02% (+0.29%). L'impennata dei tassi d'interesse spiega il rafforzamento dell'USD (cambio EUR/USD a 1.10.20). 

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2393 punti - secondo i sistemi é un calo di 92 punti (-3.7%) - in pratica l'S&P500 é 136 punti sotto la chiusura di ieri sera. L'unico vantaggio é che da ore il mercato é stabile (forse perché in limit down?). Le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei ha perso il -1.68%, Shanghai sta scendendo del -1.8%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 2418 punti (-112 punti, -4.5%). L'unico aspetto positivo é che l'apertura sarà sopra il minimo di ieri - potremmo quindi avere una seduta in trading range. Crediamo che anche oggi, malgrado che probabilmente avremo una seduta negativa, gli indici chiuderanno sopra i minimi di ieri.
Noi oggi comperiamo (Eurostoxx50 / DAX) e andiamo long - stimiamo che ci siano della buona probabilità che adesso inizi un rimbalzo consistente e sostenibile - significa una risalita a 2800-3000 punti di Eurostoxx50 in una decina di sedute. Non abbiamo però ancora nessun segnale d'acquisto e secondo l'analisi tecnica la tendenza é ancora saldamente al ribasso. Gli investitori devono ancora aspettare - gli amanti del rischio possono seguirci con disciplina (stop loss).

Commento del 17 marzo

Le misure delle Banche Centrali non hanno effetto - crash e nuovi minimi annuali - viene venduto tutto

È stata un'altra pessima giornata per i mercati finanziari mondiali. Le decisioni prese dalla FED di abbassare massicciamente i tassi d'interesse e riprendere il Quantitative Easing hanno avuto l'effetto di spaventare ulteriormente gli investitori che sono convinti di essere nel mezzo di una tempesta finanziaria di dimensioni storiche. E stato venduto di tutto: azioni, obbligazioni di qualsiasi emittente, metalli preziosi, materie prime, bitcoins. Il panico si sta impadronendo della gente che vende all'impazzata e senza riflettere. In una situazione del genere anche l'analisi tecnica non ha delle risposte e non siamo in grado di fare delle previsioni attendibili. I nostri indicatori mostrano un'eccezionale situazione di ipervenduto, eccesso di ribasso e panico puro. Nel 99% dei casi questo provoca dei rimbalzi più o meno ampi e sostenibili. Oggi si passa semplicemente da un minimo al successivo con balzi del -5.25% come nel caso ieri dell'Eurostoxx50 o del -11.98% come ha fatto la sera l'S&P500.
Ieri le borse europee ed americana hanno toccato dei nuovi minimi annuali - la strada verso il basso resta aperta.


Solo nel caso in cui apparissero dei segnali positivi tipo delle divergenze a livello di partecipazione o una reazione su un qualche mercato potremmo tentare di individuare l'inizio di un'inversione di tendenza. Finora però non vediamo nessuna segnale incoraggiante.

Ieri le borse europee sono precipitate fino alle 14.45. Poi hanno recuperato terreno cercando di imitare quanto stava succedendo a New York. Non é però servito per evitare delle pesanti perdite. Finora non ci sono cambiamenti. L'Eurostoxx50 ha perso il -5.25% a 2450 punti ed é stato imitato dal DAX (-5.31% a 8742 punti). L'SMI svizzero (-1.68% a 8227 punti) si é difeso meglio grazie ai titoli difensivi dei settori alimentari e farmaceutica. Il FTSE MIB (-6.10% a 14980 punti) invece ha perso qualcosa in più trascinato nel baratro dai titoli bancari. Ieri l'indice delle banche SX7E é caduto a 50.96 punti (-11.34 punti) - é il minimo storico.  A questi prezzi le azioni delle banche scontano una recessione, sconvolgimenti sui mercati finanziari e fallimenti di banche sistemiche - vedete voi...

Il ribasso é continuato in America. L'S&P500 ha aperto sui minimi dei giorni precedenti a 2490 punti. Non ha retto. All'inizio é caduto a 2402 punti. Dopo c'é stata una reazione che ha fatto risalire l'indice a metà seduta a 2562 punti. Notate la volatilità! In seguito hanno dominato nuovamente i venditori. L'S&P500 é sceso fino a 2381 punti di minimo e ha chiuso a 2386.13 punti (-11.98%). Il crash ha nuovamente travolto tutti i settori - dalla tecnologia (Nasdaq100 -12.19% a 7020 punti) ai trasporti (DJT -11.54%) fino alle PMI (RUT -14.27%). La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 584 su 7059, NH/NL a 29 su 3569 e volume relativo a 2.0. La pressione di vendita rimane enorme - solo il rapporto NH/NL non peggiora rispetto ad una settimana fà - magra consolazione - questo non basta per parlare di divergenza positiva. Il sentiment é pessimo - parlare di panico é ancora poco. La volatilità VIX é schizzata a 82.69 punti (+24.86), il CBOE Equity put/call ratio é alto a 1.10 e il Fear&Greed Index (3 punti, -2) resta incollato ai 0 punti.
Il reddito dell'USTBond decennale é sceso a 0.73% (-0.21%) come ovvia reazione alle misure prese dalla FED americana.
Il prezzo dell'oro é caduto a 1488 USD/oncia - vengono venduti anche i cosiddetti beni rifugio in cerca di liquidità.

Stamattina si profila un'altro tentativo di rimbalzo. Vedremo se sarà sostenibile. Alle 07.00 il future sul'S&P500 era a 2482 punti - ora (08.40) é a 2498 punti (+93 punti. Le borse asiatiche sono stabili - il Nikkei ha chiuso invariato (+0.06%) e anche a Shangahi (+0.3%) ci sono pochi movimenti. Ricordaimo che la borsa di Shanghai ha toccato il minimo annuale il 4 di febbraio. L'Eurostoxx50 vale ora 2548 punti - aprirà con un guadagno di circa 100 punti o il +4%. Non osiamo fare previsioni. Nelle ultime due settimane abbiamo già visto troppe sedute iniziate bene e finite male per poter scommettere che questa buona apertura avrà una continuazione verso l'alto...

Aggiornamento del 16 marzo

La settimana inizia ancora con un tuffo

Sono le 06.40 - il future sull'S&P500 é a 2555 punti (-128 punti, -4.8%). La borsa americana cancella buona parte del guadagno di venerdì (S&P500 +9.29%). La perdita potrebbe anche essere più pesante visto che il future é limit down - significa che il contratto é sospeso dalle contrattazioni quando scende del -5%. Le borse asiatiche stanno perdendo tra il -2.5% (Nikkei) e il -4% (Taiwan, India).
Non abbiamo ancora indicazioni precise ma stimiamo che le borse europee apriranno un -3%/-4% sotto il livello di chiusura di venerdì. Poco da dire - il panico da Coronavirus si diffonde e il bisogno di sicurezza spinge gli investitori a vendere alla disperata un pò tutto. Governi e Banche Centrali non sembrano in grado di riprendere il controllo della situazione e ridare ordine ai mercati finanziari.
Manca una leadership e proprio in questo momento appare chiaramente la debolezza dei governi occidentali a partire dagli Stati Uniti.
Oggi avremo un'altra seduta di forte incertezza e alta volatilità - le premesse sono per un'altra giornata di forti perdite ma considerando l'ipervenduto e il panico che già esiste sui mercati azionari dei forti rimbalzi tecnici sono possibili.

Commento del 14-15 marzo

Borse alla ricerca di un punto di rifermento - il bull market é formalmente finito - siamo in un bear market ?

È stata una settimana terribile e disastrosa. La paura del Coronavirus e delle sue conseguenze sulla salute pubblica e sull'economia mondiale hanno seminato il panico tra gli investitori che hanno venduto alla disperata. Gli indici azionari hanno avuto delle oscillazioni di ampiezza mai vista e su tutti i mercati azionari si sono registrate pesantissime perdite. Ci sono stati anche movimenti senza nessuna logica economica come l'aumento dei tassi d'interesse - il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito dai 0.74% di una settimana fà ai 0.94% di venerdì - c'é un evidente corsa alla liquidità che si esprime anche con vendite di obbligazioni di prima qualità. 
Il bull market iniziato a marzo del 2009 é formalmente finito visto che c'é stata una caduta superiore al 20% dal massimo storico del 19 febbraio (meno di un mese fà!). La domanda che bisogna porsi adesso é se iniziato un bear market. Se la risposta fosse positiva significa che le borse devono ancora scendere per mesi se non per anni e che tendenzialmente ogni rimbalzo deve essere venduto visto che ci aspettano una serie di massimi e minimi discendenti. Purtroppo é ancora troppo presto per dare una risposta definitiva anche perché nessuno sa con precisione quanti danni hanno fatto all'economia il Coronavirus ed il crash sui mercati finanziari. In particolare non possiamo ancora stimare se ci sarà un forte rallentamento congiunturale di alcuni trimestri o se invece é iniziata una recessione.
Non bisogna dimenticare che tutti gli investitori hanno dei problemi riguardante il deposito dei fondi. Settimana scorsa molti hanno venduto e hanno ora del contante - un credito in contocorrente corrisponde ad un debito di una banca nei nostri confronti. Se la banca fallisce questo credito finisce nella massa fallimentare. Se a breve la liquidità sembra un'ancora di salvezza c'é ora da domandarsi se questi soldi parcheggiati ad un tasso d'interesse del 0% o addirittura negativo sono al sicuro. Noi abbiamo l'impressione che possedere azioni di società solide da un punto di vista patrimoniale e con un buon dividendo assicurato può essere meglio che avere soldi su un conto corrente che possono evaporare in un fallimento o essere bloccati. Concretamente é meglio avere cash in conto corrente presso una banca europea o possedere azioni di un colosso farmaceutico (tipo Roche o Novartis) o alimentare (tipo Nestlé) che rendono intorno al 3%? La seconda variante é quasi da preferire - in questo caso é probabile che ci sarà un riflusso sui mercati azionari.  

Venerdì le borse sono rimbalzate dal minimo annuale (Eurostoxx50 +1.60% a 2586 punti, S&P500 +9.29% a 2711.02 punti) e sembra che abbiano toccato un minimo significativo. Il rimbalzo é stato abbastanza consistente da interrompere la spirale negativa descritta nel commento di venerdì 13 marzo. Questo vale anche per le borse europee visto che l'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 2706 punti.
La seduta positiva di venerdì sembra però solo un rally da sollievo. È una normale reazione a ipervenduto ed eccesso di ribasso. Non é ancora chiaro su quale livello le borse si stabilizzeranno prima che si delienei la prossima tendenza. È però sicuro che le borse cercheranno di anticipare gli avvenimenti. Malgrado che l'epidemia da Coronavirus si sta diffondendo, il numero di ammalati e di decessi sta aumentando e i governi inaspriscono le misure per limitare il contagio, é possibile che le borse a breve saliranno nell'ipotesi che il problema può essere controllato e la crisi verrà superata nell'arco di un paio di mesi.
È però evidente e indiscutibile che il quadro economico da metà gennaio é radicalmente cambiato. È inverosimile che le borse possano tornare sui massimi annuali. L'S&P500 ha toccato un massimo storico a 3393 punti - giovedì ha toccato un minimo annuale a 2478 punti - venerdì ha chiuso a 2711 punti. Ci sono parecchi metodi di analisi tecnica per poter calcolare qual'é il potenziale massimo di rimbalzo - in questo momento però questi metodi sono inaffidabile e il range dei risultati é troppo ampio. Come anticipato nel commento sull'S&P500 di venerdì pomeriggio crediamo che nei prossimi giorni o settimane l'S&P500 risalirà sui 3000 punti aiutato dalla tecnica (reazione ad ipervenduto, eccesso di ribasso e panico), dalla speranza che la crisi sarà di breve durata e dalle misure di stimolo e di sostegno all'economia adottate da governi e Banche Centrali. Su questo livello bisognerà vendere. Molto probabilmente invece bisognerà comperare nelle prossime settimane un test del minimo (2478 punti) specialmente se questo test verrà accompagnato da divergenze positive e da segnali costruttivi su altri mercati (divise, obbligazioni). Tra questi due livelli c'é un ampio margine di 520 punti che al momento costituisce ancora una zona grigia all'interno della quale l'indice può muoversi liberamente e dove non abbiamo ancora dei chiari punti di riferimento. Questo ovviamente vale anche per l'Europa.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -19.99% a 2586 punti
SX7E (banche)          -23.35% a 57.48 punti
DAX                         -20.01% a 9232 punti
SMI                          -14.06% a 8367 punti
FTSE MIB                  -23.32% a 15954 punti
S&P500                    -8.79% a 2711.02 punti
Nasdaq100               -6.27% a 7995 punti

Venerdì le borse europee hanno provato un rimbalzo che in parte é fallito. Verso le 13.00 molti indici azionari europei guadagnavano circa il +10%. Nel pomeriggio si sono sgonfiati e in chiusura le pluvalenze rimaste erano modeste - nel tardo pomeriggio certi indici hanno fatto registrare dei nuovi minimi annuali. Eurostoxx50 (+1.60% a 2586 punti) DAX (+0.77% a 9232 punti) e SMI (+1.17% a 8367 punti) hanno salvato pochi punti di guadagno. Il FTSE MIB (+7.12% a 15934 punti) ha fatto decisamente meglio. Forse perché agli investitori sono piaciute le radicali misure adottate dal governo, forse perché l'ipervenduto era veramente eccessivo forse perché l'indice é stato aiutato dal settore bancario (SX7E +3.33% a 57.48 punti). O semplicemente perché la borsa italiana ha chiuso prima. In ogni caso la perdita settimanale resta superiore al resto dell'Europa.
Non ci dilunghiamo su questa seduta. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 2706 punti. Lunedì inizia una nuova settimana e si ripartirà da questo valore come riferimento.

La seduta a New York é stata "bipolare". L'S&P500 ha aperto in guadagno (2624 punti) ma é sceso fino a metà seduta quando ha toccato un minimo a 2492 punti - solo 12 punti dal minimo annuale. Poi ha recuparato, si é assestato per ore sui 2580 punti e con un rally sul finale ha chiuso sul massimo giornaliero a 2711.02 punti e con un forte guadagno di 230 punti (+9.29%). Come al solito la tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 +10.07% a 7995 punti) ma tutto il listino ha partecipato al rally (DJT +9.37%, RUT +7.77%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6180 su 1401, NH/NL a 35 su 1828 (netto calo) e volume relativo a 2.0. La volatilità VIX é scesa a 57.83 punti (-17.64), il CBOE Equity put/call ratio era alto a 1.00 e il Fear&Greed Index resta bassissimo a 5 punti (+3 punti). Nel complesso la borsa resta ipervenduta con investitori in panico. Il rimbalzo di venerdì é stato eccessivo e lunedì può essserci un sensibile ritracciamento. Il quadro tecnico generale suggerisce però che questo rimbalzo deve avere una continuazione. La performance settimana prossima dovrebbe essere positiva anche se ci sarà un peggioramento sul fronte del Coronavirus - basta che non ci sia un notizia inattesa e veramente negativa a scuotere nuovamente i nervi degli investitori e scatenare un'altra ondata di panico e vendite irrazionali. 

Commento del 13 marzo

Crollo delle borse - tsunami di vendite da panico - i derivati intensificano il movimento

Ieri le borse sono state travolte dalla paura del Coronavirus e delle sue conseguenze per l'economia mondiale. Gli investitori sono in panico e vendono alla disperata. L'analisi tecnica non ha strumenti per poter prevedere la fine del crollo. Paragoni col passato non servono a prevedere il futuro poiché ogni crash ha caratteristiche e dinamiche diverse.
È quindi inutile che tentiamo di indovinare dove si fermerà la caduta. Possiamo solo dare alcune indicazioni di massima.

Ieri l'S&P500 ha perso il -9.51% a 2480.64 punti. È la seconda peggiore seduta della storia di Wall Street. Solo nel 1987 c'é stata una giornata con una perdita superiore. In termini di punti si tratta di un record storico. Per inciso nel 1987 ero a New York ed ho vissuto in prima persona questo crash. Ho quindi esperienza di situazioni del genere.

In genere dopo una seduta come quella di ieri c'é un rimbalzo di alcuni giorni. Il ribasso però non é finito. La probabilità di una ripresa a V é minima. Avviene solo nel caso in cui ci fossero delle misure a livello politico o monetario che possano cambiare radicalmente la situazione e provocare un sostanziale e duraturo cambiamento d'umore tra gli investitori. Nel caso attuale é poco probabile visto che le Banche Centrali non hanno margine di manovra e il Coronavirus non sparirà da un giorno all'altro.

Il ribasso ha subito un'accelerazione a causa dei derivati e per ragioni tecniche. Molti prodotti derivati hanno raggiunto la barriera e automaticamente le azioni o gli indici legati al prodotto vengono venduti. Questo provoca un'ulteriore caduta e l'esecuzione di altri ordini di vendita. Il ribasso praticamente si autoalimenta. Questa perversa spirale verso il basso viene interrotta unicamente quando c'é un sostanziale rimbalzo che allontana gli indici azionari sensibilmente dai minimi. Molti operatori che lavorano a margine sono obbligati a vendere poiché non hanno più le coperture necessarie. Molti prodotti finanziari prevedono perdite massime oltre le quali le posizioni vengono liquidate al meglio. Presto o tardi queste vendite tecniche devono finire con quello che definiamo come eccesso di ribasso ed esaurimento.

Ieri la volatilità VIX é salita a 75.47 punti (+21.57 punti) con un massimo giornaliero a 76.83 punti. Solo in un altro caso nella storia dei bear market (2008) la VIX é salita più in alto. Ogni record é fatto per essere migliorato ma evidentemente siamo su livelli di panico tali da alzare notevolmente la probabilità che siamo molto vicini all'esaurimento di questa spinta di ribasso.

Ieri sia le borse europee (Eurostoxx50 -12.40% a 2545 punti) che quella americana (S&P500 -9.51% a 2480.64 punti) hanno chiuso sui minimi giornalieri e annuali con pesantissime perdite e alti volumi di titoli trattati. Nessuno é in grado di dire se ci sarà una continuazione verso il basso o se invece sono stati raggiunti dei minimi significativi e definitivi. Sicuramente la molla é stata compremuta in maniera tale che a breve c'é poco spazio verso il basso e parecchio potenziale per un forte rimbalzo. Sicuramente non é il momento per vendere. Nessuno però sa ancora quali sono le conseguenze sul sistema finanziario del crollo di ieri. Dei fallimenti di banche non sono da escludere - almeno questo é quanto suggeriscono le ridicole valutazioni raggiunte dalle azioni di alcuni colossi bancari di importanza sistemica.

La seduta in Europa é stata pessima. Chi sperava che a New York le cose sarebbero andate meglio é rimasto deluso. È stato un disastro. L'S&P500 ha aperto in forte gap down a 2563 punti. L'indice ha trascorso gran parte della giornata ad oscillare intorno a 2540 punti. C'é stata un'impennata fino ai 2660 punti e una caduta sul finale a 2480.64 punti (-9.51%). Per tutta la giornata la pressione di vendita é rimasta costante e non ci sono stati rimbalzi convincenti.
Le perdite hanno travolto tutto il listino (Nasdaq100 -9.27% a 7263 punti, DJ Transportation -10.67%, Russell2000 -11.18%). I dati della giornata sono pessimi: A/D a 380 su 7255, NH/NL a 23 su 4220 e volume relativo a 2.0. Gli indicatori di sentiment mostrano un panico totale: VIX a 75.47 punti (+21.57), CBOE Equity put/call ratio a 1.28 e Fear&Greed Index a 2 (-2).
È stato venduto tutto alla disperata ricerca di liquidità e sicurezza. Anche i metalli preziosi e le criptovalute (un bagno di sangue con perdite superiori al -20%) sono stati venduti.
Questo effetto di liquidazione spiega anche l'assurdo aumento dei tassi d'interesse provocato da vendite di obbligazioni. Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito a 0.88% (+0.06%).

Stanotte il future sull'S&P500 é rimasto parecchie ore sui 2400 punti. Stamattina sta decollando e alle 09.00 vale 2583 punti (+115 punti). L'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 2655 punti - sono 110 punti più di ieri o il +4.33%. La seduta odierna sarà molto volatile. Le probabilità che si concluda con un guadagno delle borse é alta. Durante il fine settimana avremo il tempo di fare il punto della situazione.

Commento del 12 marzo

Borse che non rimbalzano sono molto deboli - le borse deboli hanno tendenza a scendere

Ieri é stata un'altra giornata deludente per quel che riguarda la probabilità che il ribasso sia finito. La mattina le borse europee hanno di nuovo provato a rimbalzare - hanno aperto in positivo e sono salite fin verso le 09.50. Poi si sono sgonfiate. I venditori hanno nuovamente prevalso anche grazie ai segnali negativi provenienti da New York. Gli indici azionari hanno chiuso la sera vicino ai minimi giornalieri e con leggere perdite. L'Eurostoxx50 é sceso a 2905 punti (-0.15% a 2905 punti) ed é stato imitato dal DAX (-0.35% a 10438 punti). Ci sono stati dei segnali positivi. L'indice delle banche SX7E é rimbalzato del +2.52% a 66.68 punti. Si tratta però ovviamente di un rimbalzo tecnico da ipervenduto. A un certo momento i venditori fanno una pausa ed alcuni coraggiosi comprano attirati dalle interessanti valutazioni fondamentali - non crediamo però che questo sia l'inizio di un rialzo. La fugace reazione del settore bancario ha aiutato il FTSE MIB italiano (+0.33% a 17928 punti). Il governo italiano affronta la crisi provocata dal Coronavirus con decisione e ha ottienuto l'appoggio di Bruxelles per un pacchetto straordinario di aiuti economici. Le notizie servono almeno per fermare la drammatica caduta del FTSE MIB. Finora però sembra solo che il FTSE MIB voglia fare una pausa. L'indice non rimbalza malgrado premesse ideali e quindi come investitore non é ancora arrivato il momento di comperare. Ci inquieta la debolezza dell'SMI svizzero (-0.47% a 9152 punti). Spesso un ribasso accelera quando gli investitori cominciano a vendere tutto indistintamente - anche i titoli difensivi contenuti nell'SMI.
Insomma - ieri le borse europee hanno perso un'altra occasione di rimbalzare da una situazione tecnica di ipervenduto e di eccesso di ribasso. Gli indici sono fermi sui minimi annuali e la strada verso il basso resta aperta. Ieri mattina avevamo riposto le nostre speranze nella borsa di New York che martedì sera era rimbalzata in modo conmvincente. Vediamo come é andata ieri.

Ieri la borsa americana ha cancellato i guadagni del giorno precedente. La seduta é stata speculare - il rialzo di martedì é stato annullato dal ribasso di mercoledì. Il rimbalzo dell'S&P500 dal minimo a 2734 punti é fallito e tutto quanto di positivo abbiamo osservato martedì é evaporato.
L'S&P500 ha aperto a 2800 punti e all'inizio ha ancora recuperato fino a 2825 punti. Poi ad ondate é sceso fino alle 20.30 quando ha toccato un minimo a 2707 punti. Sul finale é rimbalzato fino a 2760 punti ed ha chiuso a 2741.38 punti (-4.89%). Le vendite hanno travolto tutti i settori (Nasdaq100 -4.37% a 8006 punti, DJT -4.63%, RUT -6.41%) - in particolare quelli che il giorno prima era rimbalzati di più. La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 618 su 6972, NH/NL a 33 su 2627 e volume relativo a 1.9. Notate qualcosa ? I NL sono decisamente meno che lunedì (3686) malgrado che gli indici siano scesi più in basso (minimi discendenti). Significa che la pressione di vendita o la partecipazione al ribasso stanno diminuendo - dei traders coraggiosi possono provare a comperare nel crollo che si sta delienando stamattina.  
I dati sul sentiment sono peggiorati e mostrano panico: VIX a 53.90 punti (+6.60), CBOE Equity put/call ratio a 1.02 e Fear&Greed Index a 4 punti (-2).
Notiamo che il reddito dell'USTBonds decennale é ulteriormente salito a 0.82% (+0.06%) - questo é una reazione in generale costruttiva per i mercati finanziari e l'economia.

Stamattina la situazione é pessima. Il future sull'S&P500 stanotte é crollato fino a 2595 punti e non riesce a recuperare. Alle 08.35 é a 2614 punti (-126 punti). Specifichiamo l'ora poiché le borse sono molto volatili e ci sono forti movimenti nelle due direzioni. Le borse asiatiche sono in profondo rosso (Nikkei -4.41%, Shanghai -1.5%). Ripetiamo però che la borsa cinese sembra aver superato la crisi - la borsa di Shanghai é un 10% sopra il minimo toccato il 4 di febbraio. L'Eurostoxx50 vale 2693 punti - le borse europee apriranno in forte gap down, con una perdita di circa il -7% e su un nuovo minimo annuale. Evitiamo di fare previsioni per la giornata.
Personalmente credo che ci sarà ancora un'ondata di vendite nelle prima mezz'ora (esecuzione di ordini stop loss). Sui 2650-70 punti di Eurostoxx50 proverò ad andare long con una stop loss un -1% sotto il prezzo d'acquisto.
Buona fortuna a tutti e buon divertimento ai traders. Non prendete rischi se non siete in grado di sopportare le perdite nel caso in cui i mercati non si sviluppassero secondo le vostre attese.
Gli investitori aspettano e non comprano - i rischi sono ancora eccessivi.

Commento dell'11 marzo

Minimi discendenti in Europa. Possibile solido minimo in America - ci vuole un test riuscito per una conferma

Fino a quando un'indice continua a fare minimi discendenti é in un ribasso. Se invece un'indice rimbalza e il successivo minimo é superiore al precedente é possibile che la fase di ribasso sia terminata. Ieri mattina le borse europee sono rimbalzate. L'Eurostoxx50 (-1.66% a 2910 punti), che lunedì aveva chiuso a 2959 punti, é risalito ieri mattina verso le 11.50 su un massimo a 3068 punti. Nel pomeriggio sono però tornate le vendite che si sono imposte e l'indice ha chiuso nuovamente in perdita e vicino al minimo giornaliero. Il primo rimbalzo é fallito e sul grafico appare un minimo discendente. Nella tempesta si scorgono alcuni deboli raggi di sole. L'indice delle banche SX7E (-0.55% a 65.04 punti) ha fermato la sua caduta grazie ad una salita dei tassi d'interesse. Il cambio EUR/USD (1.1350), che nel crash é evidentemente correlato inversamente alle borse, é sceso. È quindi probabile che il rimbalzo da ipervenduto (RSI a 15.40 punti) é solo rimandato. Il DAX (-1.41% a 10475 punti) si é comportato alla stessa maniera. È salito la mattina su un massimo a 11032 punti ed é ricaduto nel pomeriggio facendo segnare un minimo discendente. L'aspetto positivo é l'incremento dei tassi d'interesse (future sul Bund a 177.13 (-0.61%). L'Italia é l'epicentro europeo della crisi dell'epidemia di Coronavirus - le notizie dal fronte peggiorano costantemente ed il governo ha inasprito le misure per limitare i movimenti e i contatti tra la popolazione con la conseguenza di provocare un'infarto all'economia. Non é quindi una sorpresa che le vendite si concentrano sul FTSE MIB (-3.28% a 17870 punti) che rimane sotto pressione. Anche in un rimbalzo l'indice é da evitare - probabilmente continuerà a sottoperformare.
Anche Il tentativo di rimbalzo dell'SMI (-0.00% a 9196 punti) é fallito su un massimo a 9576 punti. L'indice ha chiuso vicino al minimo giornaliero ma in pari - mostra quindi ancora la sua forza relativa rispetto al resto dell'Europa che é caduto in negativo. Formalmente l'SMI ha svolto una seduta in trading range - per lo meno un segno di stabilizzazione.
Riassumendo Il ribasso in Europa continua ed é confermato da minimi discendenti sui grafici. Le borse non riescono ad imbastire un rimbalzo sostenibile malgrado un forte ipervenduto, eccesso di ribasso e panico. Questo é un segnale di estrema debolezza da non sottovalutare. Potrebbe contagiare anche gli eventuali tentativi di rimbalzo su altri mercati.
Il Coronavirus é nato in Cina. Tra travolgendo ora l'Europa a partire dall'Italia e probabilmente si espanderà in tutto il mondo. La Cina sembra avere il contagio sotto controllo - l'economia sta ripartendo - la borsa di Shanghai ha smesso di scendere ad inizio febbraio. C'é da sperare che l'Europa e l'America seguano lo stesso percorso con circa un mese di ritardo.

Ieri anche la borsa americana é rimbalzata. La reazione dal minimo é stata però più convincente che in Europa. Gli indici non hanno fatto segnare dei nuovi minimi annuali e con un rally sul finale hanno chiuso sul massimo giornaliero e con forti guadagni (S&P500 +4.94% a 2882.23 punti). Si é indubbiamente trattato di un rimbalzo provocato da short covering e da acquisti sui settori più ipervenduti come banche ed energia. Ha però allontanato gli indici di molto dai minimi annuali e questo aumenta la probabilità che il prossimo tuffo provochi solo un minimo ascendente e una solida base. Insomma - questa seduta non é certamente l'inizio di un rialzo - é solo un rimbalzo tecnico. Pensiamo però che adesso ci sarà un tentativo di formazione di base sui 2750 punti di S&P500.
L'S&P500 ha aperto a 2846 punti ma non é riuscito a difendere questo balzo iniziale. L'indice é ricaduto a 2734 di minimo e poi é saltellato poco sopra questo livello fino alle 19.30. Poi dai 2773 punti é finalmente salito con costanza fino alla chiusura a 2882 punti. Gli acquisti si sono concentrati sui settori che nei giorni prima erano stati travolti dalle vendite (DJ Transportation +5.41%, banche BKX +7.31%) ma per fortuna anche la tecnologia ha primeggiato (Nasdaq100 +5.34%, semiconduttori SOX +6.31%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5524 su 2013, NH/NL a 56 su 1946 (in forte calo!) e volume relativo a 1.95 (rimbalzo con volumi!). La volatilità VIX é scesa a 47.30 punti (-7.16) mentre il CBOE Equity put/call ratio é sceso a 0.75 (é però ancora piuttosto alto).
Il reddito dell'USTBonds decennale é risalito a 0.76% (+0.22%).
Nel complesso il rimbalzo ieri sera a New York é stato convincente e potrebbe rappresentare la fine del ribasso. Dobbiamo però osservare la formazione di una solida base prima di poter credere che la prossima fase sostenibile sarà un rialzo. Ci proccupa l'aspetto psicologico (sentiment). Il contagio da Coronavirus in America é appena all'inizio e facciamo fatica ad immaginarci che il ribasso della borsa di New York sia già finito - evidentemente il timing é sbagliato se facciamo dei paragoni su quanto sta succedendo in Cina ed in Europa.

Stamattina il future sull'S&P500 ricade a 2796 punti (-70 punti) - questo determina l'intonazione della giornata. Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -2.27%, Shanghai al momento -1%). Le borse europee devono trovare un equilibrio tra la buona chiusura di ieri sera a Wall Street e la caduta stamattina. L'Eurostoxx50 decide di riprendere le contrattazioni sui 2944 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +1%. La situazione é instabile e anche oggi é impossibile fare delle previsioni. Non crediamo che la borsa americana voglia annullare i guadagni di ieri - la seduta é stata troppo convincente. Di conseguenza pensiamo che le borse europee chiuderanno in guadagno e che stasera S&P500 e colleghi limiteranno i danni ad un -1%/-2%.

Commento del 10 marzo

Dopo il crollo c'é un rimbalzo - qualità e durata del rimbalzo ci diranno come andiamo in avanti

In fondo sulla giornata di ieri c'é poco da dire. C'é stato un drammatico crollo delle borse che hanno terminato la giornata con pesanti perdite. L'unico aspetto positivo é che gli indici azionari non sono scesi molto più in basso rispetto alla pessima apertura. Per il resto i dati tecnici sono orribili e non necessitano di molti commenti. Le borse sono ora decisamente ipervendute e in eccesso di ribasso - gli investitori sono in panico. Gli indici azionari sono quindi pronti per un rimbalzo tecnico. Dovrebbe iniziare oggi. È possibile che i minimi di ieri siano anche i minimi annuali - lo potremo dire unicamente dopo aver visto qualità e durata del rimbalzo. È però certo che le borse non ripartono subito al rialzo ma che dopo un colpo del genere devono formare una base - questo processo durerà settimane se non mesi. Sconsigliamo quindi agli investitori di comperare. Solo i traders possono provare a speculare al rialzo.

L'Eurostoxx50 é sceso a 2959 punti (-8.45%). Visto che la crisi coinvolge due fronti, Coronavirus e petrolio, sono stati particolarmente venduti i settori dell'energia e quello bancario (SX7E -12.79% a 65.40 punti), che soffre sotto il peso di tassi d'interesse ulteriormente in calo e a causa del rischio di recessione. Questo spiega anche l'orribile performance del FTSE MIB (-11.17% a 18475 punti). L'SMI svizzero (-5.55% a 9196 punti) ha contenuto le perdite grazie ad alimentari (Nestlé -3.14%) e farmaceutica.

L'S&P500 é precipitato a 2746 punti.70 (-7.59%) con un minimo a 2734 punti - é sceso decisamente sotto il precedente minimo a 2855 punti e questo lascia la strada verso il basso aperta. L'indice ha aperto a 2765 punti, é salito a 2863 punti ma poi é ricaduto a 2734 punti. Nelle ultime ore é riuscito a recuperare solo fino ai 2746 punti. Le vendite hanno travolto tutti i settori (DJT -9.74%, RUT -9.37%) - hanno in parte risparmiato solo la tecnologia (Nasdaq100 -6.83% a 7948 punti e candela bianca sul grafico).
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 438 su 7195, NH/NL a 26 su 3686 e volume relativo a 2.0 - annotiamo questi dati che ci serviranno per giudicare il rimbalzo. Come detto gli investitori hanno venduto alla disperata banche (BKX -13.90%) e energia (ETF Energy -20.14%). Gli indicatori di sentiment hanno raggiunto livelli incredibili di panico: VIX a 54.46 punti (+12.52 punti / max a 62.12 punti), CBOE Equity put/call ratio a 1.12 e Fear&Greed Index a 3 punti (-4 punti). Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso a 0.55% (-0.16%)!

Stamattina le borse asiatiche sono in positivo. Il future sull'S&P500 sale a 2840 punti (+91 punti) ma é molto volatile. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +3%. Vedremo se gli indici riusciranno a difendere questi guadagni o se invece già oggi riappariranno i venditori. Non facciamo previsioni.
Oggi sono assente - i prossimi commenti vengono pubblicati stasera.

Aggiornamento del 9 marzo

Il prezzo del petrolio crolla del -30%! e trascina nel baratro le borse

La guerra dei prezzi scatenata dall'Arabia Saudita ha un influsso drammatico sulla quotazione del petrolio che precipita stamattina a 29 USD al barile (ca. -30%). Su borse già scosse ed indebolite dal Coronavirus questo evento ha un effetto dirompente. Su tutti i mercati ci sono forti movimenti e volatilità. I prezzi dei beni rifugio come quelli delle obbligazioni di prima qualità decollano. Tutto il resto invece scende a cominciare dal future sull'S&P500 che alle 07.00 é bloccato a 2818 punti (-145 punti, -4.90%, limit down!). Non é però ancora certo che le borse cadranno nel vuoto. Su alcuni mercati si vedono già delle reazioni. Il prezzo dell'oro é schizzato fino a 1703 USD/oncia ma ora é ricaduto a 1664 USD. Il cambio EUR/USD si é impennato fino a 1.1495 - ora é tornato a 1.1385.
Sulla base dell'esito della nostra analisi tecnica quella odierna potrebbe essere un'occasione d'acquisto. Comperare in un crash é però spesso una questione di fortuna specialmente se si tratta di indovinare il minimo. Nel caos assoluto i parametri e limiti tecnici non hanno nessuna valenza. Osserviamo la situazione e verso le 08.00 vedremo a che punto siamo.

Sono le 08.00. I futures americani sono fermi - bloccati dalla regola che sospende le contrattazioni dopo una caduta del -5%. Dobbiamo quindi riferirci ai futures europei. Le borse continuano a scendere. Il future sull'Eurostoxx50 perde ora il -7.2% - quello sul DAX é a -6.5%. L'Eurostoxx50 vale circa 3000 punti. Vendere o comperare? Non siamo in grado di dare un consiglio. Per vendere ci sembra troppo tardi. Comperare é troppo rischioso. L'apertura in gap down lascerà la maggior parte degli investitori con pesanti perdite senza aver avuto la possibilità di vendere. Molti avranno l'impressione di avere troppe azioni. Probabilmente gli indici azionari scenderemo più in basso prima di risalire. È possibile, e secondo l'analisi tecnica probabile, che tra oggi e domani venga toccato un minimo importante - non abbiamo però idea di dove potrebbe trovarsi.
Il Nikkei ha perso il -5.38% - Shanghai é in calo "solo" del -3%. Ricordiamoci che il petrolio e i suoi derivati a basso prezzo non ha solo risvolti negativi ma anche positivi. In un momento di crisi si abbasseranno i costi per molte imprese. 

Gli Stati Uniti durante il fine settimana sono passati all'orario estivo. Tra Europa e New York ci sono 5 ore di differenza invece che le abituali 6. La borsa a Wall Street apre oggi alle 14.30 invece che alle 15.30 e chiude con un'ora di anticipo alle 21.00.

Commento del 7-8 marzo

I virus vengono e vanno. Nuovi minimi annuali in Europa - performance settimanale positiva in America

Nessuno può sapere esattamente quali saranno le conseguenze dell'epidemia di Coronavirus sull'economia mondiale. È quindi meglio evitare di lasciarsi impressionare dalle analisi dei cosiddetti esperti. Molti prevedono, con argomenti più che logici, una recessione mondiale e quindi un baer market delle borse. Noi ci limitiamo ad osservare i segnali tecnici che lanciano i mercati finanziari. Possiamo sbagliarci ma almeno agiamo sulla base dell'opinione che hanno nel complesso gli investitori e gli operatori - spesso la massa ha ragione. Una settimana fà l'S&P500 ha toccato un minimo significativo a 2855 punti e avevamo previsto un rimbalzo fino ai 3050-3150 punti - questo sulla base di ipervenduto, eccesso di ribasso e soprattutto panico. Martedì l'S&P500 ha toccato un massimo giornaliero a 3136 punti - mercoledì ha concluso la seduta a 3130 punti. Tra mercoledì e giovedì abbiamo consigliato ai traders di vendere. Si é riusciti a vendere Eurostoxx50 a 3400 punti ma per i 3450 punti era già troppo tardi. Ci aspettavamo mercati molto volatili e instabili - in effetti giovedì e venerdì le borse sono nuovamente precipitate. Le borse europee hanno chiuso venerdì poco sopra i minimi giornalieri, su dei nuovi minimi annuali e con pesanti perdite - l'Eurostoxx50 é sceso a 3232 punti (-3.91%). La borsa americana invece dopo le 21.00 é rimbalzata - come una settimana fà l'S&P500 ha chiuso 72 punti sopra il minimo giornaliero a 2972.37 punti (-1.71%). Ha iniziato un nuovo rimbalzo e settimana prossima deve salire - considerando la posizione degli indicatori di momentum potrebbe avere lunedì e martedì ancora una fase di debolezza ma questi sono dettagli. 
Sull'esito di questa settimana si possono fare alcune considerazioni:
- La borsa americana ha avuto una performance positiva! I minimi di venerdì 28 febbraio non sono stati peggiorati.
- Le borse europee hanno avuto una performance decisamente negativa. Questa é una conseguenza dell'apprezzamento dell'EUR (EUR/USD da 1.1025 a 1.1285) e dell'influsso del Coronavirus che in Europa si sta diffondendo in maniera preoccupante. Gli investitori agiscono secondo una certa logica visto che vendono soprattuto le azioni di quei Paesi, come l'Italia, che sono particolarmente colpiti dall'epidemia.
- I tassi d'interesse sono scesi in Europa (reddito del Bund tedesco decennale a -0.714%) e sono precipitati in America (reddito dell'US Treasury Bond decennale a 0.74% / -0.18% solo venerdì). I mercati obbligazionari scontano una politica monetaria estremamente espansiva da parte delle Banche Centrali e una recessione, per lo meno temporanea. I redditi sono bassissimi - i corsi delle obbligazioni USA sono su dei massimi storici - il DSI (Daily Sentiment Index) sull'USTBond é a 98. È probabile che settimana prossima ci debba essere un rimbalzo dei redditi. È però evidente che i tassi d'interesse sono scesi molto più in basso di quanto ci eravamo immaginati e questo ci obbliga a rivedere il nostro scenario per l'intero 2020.
- Il prezzo del petrolio é precipitato venerdì a 41.28 USD/barile (WTI) (-4.62 USD, -10%). Questo é il risultato del previsto rallentamento economico ma anche di una guerra dei prezzi scatenata dall'Arabia Saudita. Sarà interessante osservare quali saranno le conseguenze sull'economia (deflazione) e sul comportamento dei consumatori che pagheranno meno per benzina e olio da riscaldamento.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.93% a 3232 punti
SX7E (banche)          -10.93% a 74.99 punti
DAX                         -2.93% a 11541 punti
SMI                          -0.96% a 9736 punti
FTSE MIB                  -5.39% a 20799 punti
S&P500                    +0.61% a 2972.37 punti
Nasdaq100               +0.81% a 8530 punti

Venerdì le borse europee sono ancora crollate - c'é poco da dire per indorare la pillola. L'Europa segue l'America ma mostra debolezza relativa e ha tendenza a sottoperformare. Questo effetto dovrebbe perdurare.
Notiamo venerdì la pesante perdita dell'SMI svizzero (-4.01% a 9736 punti) - potrebbe essere un segnale di temporaneo esaurimento del ribasso visto che gli investitori vendono ormai anche i titoli difensivi come alimentari e farmaceutica fortemente presenti in Svizzera. Notiamo inoltre la pessima performance settimanale del FTSE MIB (-3.50% a 20799 punti / performance settimanale -5.39%). Da inizio anno l'Eurostoxx50 ha perso il -13.70% - il FTSE MIB é sceso del -11.51% - questa caduta serve quindi solo a compensare una sovraperformance all'inizio dell'anno. Quando il Coronavirus comincerà a diffondersi in Europa come in Italia é probabile che le borse ricominceranno a muoversi in parallelo - pensiamo che questo debba già succedere a partire da settimana prossima.
Il settore bancario (SX7E -3.54% a 74.99 punti, performance settimanale -10.93%, RSI a 14.77 punti) é un disastro. Il minimo del 2012 é a 72 punti - sotto c'é il vuoto. Non sappiamo se questa é un'occasione d'acquisto o se é un segnale che l'economia sta entrando in una grave recessione. Ci sono azioni, come quella di UBS (CHF 9.87, dividendo USD 0.73, reddito ca.6.8%), che pagano dividendi del 6%-8%. Non é logico e questo ci preoccupa. Chi ha ragione? L'SX7E che crolla o gli altri indici azionari che finora reggono sotto l'urto del Coronavirus? Come si risolverà questa divergenza?
Noi stiamo comperando azioni di banche ma ammettiamo di essere piuttosto inquieti...

Venerdì la borsa americana si é risollevata dai minimi giornalieri e ha dato l'impressione di voler nuovamente iniziare un rimbalzo. Malgrado che l'S&P500 (-1.71% a 2972.37 punti) non sia sceso fino ai 2855 punti (minimo a 2900 punti) i dati sul sentiment sono peggiori che una settimana fà (VIX a 41.94 punti, +2.32 punti, massimo a 54.39 punti / CBOE Equity put/call a 0.89 / Fear&Greed Index a 7 punti (!), -2) e questa é una divergenza positiva. Il DJ Transportation (-0.61%) improvvisamente sovraperforma - la spinta di ribasso sembra esaurirsi. La borsa americana dovrebbe essere vicina ad una situazione di ipervenduto di medio termine e gli indicatori di momentum tipo MACD stanno preparando un bottom. Di conseguenza pensiamo che settimana prossima deve svilupparsi un rimbalzo più lento ma più sostenibile del precedente.
L'S&P500 ha aperto a 2933 punti e alle 16.50 é risalito a 2975 punti. Poi é sceso in due ondate a verso le 21.00 ha toccato il minimo a 2900 punti. Da qui si é risollevato fino a 2986 punti e ha chiuso a 2972.37 punti (-1.71%). Il Nasdaq100 (-1.63% a 8530 punti) ha seguito l'S&P500 - il Russell2000 (-2.00%) era più debole. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1420 su 6102, NH/NL a 78 su 2191 (meglio che una settimana fà) e volume relativo a 1.8.
La tendenza di fondo della borsa americana é al ribasso con il 16.5% dei titoli sotto la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 26.44 - i dati non migliorano.
Nell'analisi dei COT notiamo che i Commercials stanno comperando e vanno long - spesso questi investitori sul medio - lungo termine prendono delle buone decisioni.
Riassumendo a breve deve iniziare un'altro rimbalzo della borsa americana. Le borse europee devono seguire pur mantenendo debolezza relativa e sottoperformance. A medio termine ci aspettiamo in America selvagge e violente oscillazioni nel range di settimana scorsa - presto o tardi il minimo annuale dell'S&P500 a 2855 punti deve essere ritestato e un minimo discendente é possibile.
La crisi provocata dall'epidemia di Coronavirus durerà ancora settimane se non mesi. Il numero di contagiati e di decessi aumenterà considerevolmente prima di diminuire. Almeno psicologicamente il problema peserà ancora per parecchio tempo sui mercati finanziari. Le borse hanno però tendenza ad anticipare gli sviluppi futuri. È probabile che questa correzione finirà in concomitanza con il picco della malattia. Il numero dei nuovi infetti in Cina sta diminuendo (se ci si può fidare dei dati ufficiali)...
Ci sono però segnali (Bonds, SX7E, oro) che suggeriscono l'inizio di una recessione e di un bear market delle borse. Non bisogna sottovalutarli e si può comperare azioni solo se da questi mercati verranno segnali di scampato pericolo.

Commento del 6 marzo

Gli investitori corrono a destra e sinistra senza riflettere - tanta volatilità, poco trend

Al rally di mercoledì ieri é seguita una pesante caduta (S&P500 -3.39% a 3023.94 punti). Non é una sorpresa - ci aspettavamo volatilità e siamo convinti che presto o tardi il minimo a 2855 punti deve essere ritestato. Sappiamo che il numero di persone contagiate dal Coronavirus deve drammaticamente aumentare prima di diminuire e che questa epidemia durerà ancora dei mesi. L'unico aspetto che ci colpisce ogni volta in queste situazioni di crisi é la mancanza di costanza da parte degli investitori. Bisogna farsi un'opinione e mantenerla e non cambiare idea ogni giorno. Mercoledì tutti hanno comperato - ieri tutti hanno venduto. Qualsiasi cosa succeda le reazioni sono isteriche ed istintive. Cerchiamo di fare ordine. Tutti i movimenti che partono dai minimi di venerdì 28 febbraio sono dei rimbalzi tecnici. Nel caso in cui questi rimbalzi sono eccessivi o raggiungono gli obiettivi tecnici (come mercoledì sera a New York o giovedì mattina in Europa) i traders possono vendere per effettuare delle brevi operazioni short. Gli investitori possono stare a guardare ed osservare questo spettacolo - i 2855 punti di S&P500 verranno ritestato e contemporaneamente le borse europee, tecnicamente più deboli e sottoperformanti, toccherano dei nuovi minimi annuali. In quel momento si potrà comperare per sfruttare un sostenibile rialzo di medio termine. A questo momento mancano però ancora delle settimane. Probabilmente settimana prossima verrà toccato un'altro minimo intermedio e ci sarà un'altro rimbalzo tecnico - questo perché a medio termine si sta presentando una situazione di ipervenduto e gli investitori sono nuovamente in panico. Questo significa che secondo l'analisi tecnica oggi non é un giorno per vendere anche se molti ne avrebbero voglia.

Ieri le borse europee hanno aperto in positivo e l'Eurostoxx50 (-1.67% a 3363 punti) é ancora salito a 3438 punti di massimo. A ridosso dei 3450 punti di Eurostoxx50 le borse sono ripartire al ribasso. L'Eurostoxx50 é sceso fino all'apertura a New York a 3338 punti e poi ha recuperato 25 punti. Le borse europee faticano a rimbalzare e restano ipervendute - un cattivo segno.
Ci lascia molto perplessi il crollo del settore bancario (SX7E -3.89% a 77.74 punti) - con RSI a 16.64 (!) e MM a 200 a 90.30 punti l'indice é terribilmente ipervenduto e in eccesso di ribasso ma non reagisce anche perché i tassi d'interesse continuano a scendere. Spesso le crisi finanziarie europee sono state segnalate dalla debolezza del settore bancario - ci aspetta una recessione? A metà febbraio l'indice veleggiava sui 102 punti - una perdita del -25% in un mese é giustificata? Se le azioni delle banche non recuperano nei prossimi giorni le borse europee rischiano una caduta nel vuoto.
Per il resto c'é poco da dire - le caratteristiche di questi movimenti, in parte sconclusionati, non cambiano. L'SMI svizzero (-1.05% a 10143 punti) continua a sovraperformare mentre il FTSE MIB (-1.78% a 21554 punti) boccheggia. Dopo due giorni di rimbalzo il FTSE MIB é nuovamente crollato e ha chiuso sul minimo annuale (peggiore chiusura del 2020). Un'indice che non sale quando é ipervenduto e continua a mostrare debolezza relativa é da evitare. Probabilmente deve scendere (decisamente) più in basso prima di poter risalire.
Le azioni delle banche rimangono sotto pressione e lo spread sui titoli di Stato aumenta - puzza di crisi...
L'Europa continua a seguire docilmente gli Stati Uniti - vediamo cosa é successo a Wall Street.

Dopo il rally di mercoledì ieri ci aspettavamo un ritracciamento. Invece c'é stata una pesante caduta. L'S&P500 ha aperto male a 3053 punti e per alcune ore ha recuperato ed é risalito a 3083 punti. Poi però i venditori hanno preso il controllo delle operazioni e l'indice é sceso ad ondate sul minimo a 3000 punti, Da questa barriera psicologica c'é stato un rimbalzo fino a 3023.94 punti (-3.39%). Il capro espiatorio della giornata sono stati i trasporti (DJT -5.27%) - si teme il fallimento di numerose compagnie aeree. Le vendite hanno però colpito tutti i settori (Nasdaq100 -3.10% a 8671 punti, RUT -3.42%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1182 su 6312, NH/NL a 112 su 1335 e volume relativo a 1.5. Guardate come si comporta il Summation Index - é un pò che non guardiamo questo indicatore e riprenderemo il tema nell'analisi del fine settimana. È una delle ragioni per cui nelle prossime settimane ci aspettiamo la formazione di una base e non la continuazione del ribasso.
Gli investitori sono pessimisti e sull'orlo del panico come mostrano i dati sul sentiment - VIX a 39.62 punti (+7.63), CBOE Equity put/call ratio a 0.78 e Fear&Greed Index a 9 punti (-6).

Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é crollato a 0.92% (-0.10%) - é sceso molto più in basso di quanto ci eravamo immaginati. Gli investitori cercano disperatamente sicurezza e sono convinti che avremo un rallentamento congiuturale considerevole. Il termine recessione appare sempre più spesso nei commenti economici.

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 2985 punti (-30 punti). Le premesse sono per una seduta negativa - potrebbe ripetersi una giornata come una settimana fà. Il Nikkei ha perso il -2.72% - Shanghai scende del -1.2%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3290 punti. Le borse europee apriranno con perdite superiori al -2%. Cosa succederà oggi ? Caduta nel vuoto o stabilizzazione e recupero? Siamo costruttivi poiché non crediamo che i tassi d'interesse possano scendere più in basso - pensiamo che le borse chiuderanno in negativo ma sopra i livelli d'apertura.

Commento del 5 marzo

A caccia di dividendi - il rimbalzo in America ha esaurito il suo potenziale

Ieri in Europa c'é stata una seduta decisamente positiva (Eurostoxx50 +1.44%) - é il risultato della somma tra Wall Street in calo martedì sera, i segnali decisamente costruttivi di mercoledì mattina ed il buon inizio di seduta ieri pomeriggio in America. Istituzioni internazionali (Banca mondiale, Fondo monetario internazionale), governi e Banche Centrali stanno intervenendo a sostegno di economia e mercati finanziari e questo almeno a breve sta avendo un effetto positivo sulle borse ed offusca il problema costituito dall'epidemia di Coronavirus. A New York c'é stato nuovamente un rally (S&P500 +4.22% a 3130.12 punti) che ha superato le nostre più rosee previsioni per la giornata. In precedenti commenti avevamo scritto che l'S&P500, dal minimo di venerdì a 2855 punti, poteva rimbalzare fino ai 3050-3150 punti. Ora l'obiettivo é stato raggiunto e il potenziale sembra esaurito. Negli indicatori di sentiment traspare però ancora parecchio pessimismo - le borse non sembrano in procinto di iniziare un'altra consistente spinta di ribasso. Di conseguenza a breve lo scenario più probabile é una distribuzione sui 3150 punti di S&P500 e sui 3450 punti di Eurostoxx50.
Nell'analisi del fine settimana avevamo suggerito l'acquisto di azioni di buona qualità con un alto dividendo. Questa era la logica reazione al drammatico calo dei tassi d'interesse - il reddito dell'US Treasury Bonds si é stabilizzato a 1.02% (invariato) mentre in Bund tedesco decennale rende il -0.63%. Gli investitori hanno seguito questo ragionamento. Ieri sera l'indice DJ Utilities ha guadagnato il +5.57% - normalmente il settore delle società di pubblica utilità (utilities) é noioso e si muove poco. Le azioni però rendono bene e vengono adesso comperate a man bassa come alternativa alle obbligazioni. Notiamo questo effetto anche in Europa. Già lunedì sera avevamo parlato di ENEL - ieri l'azione é balzata del +5.57% !

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere rispetto a quanto scritto ieri sera. Si tratta evidentemente di un rimbalzo tecnico trascinato da titoli solidi e difensivi (farmaceutica, alimentare) e frenato dal settore bancario (SX7E -0.42% a 80.89 punti). La logica conseguenza é che indici come l'SMI svizzero (+1.62% a 10251 punti) sovraperformano mentre altri come il FTSE MIB italiano (+0.91% a 21946 punti) sottoperformano. Il plotone si muove però compatto e nella stessa direzione. In teoria le borse europee a corto termine hanno ancora spazio di manovre verso l'alto - per l'analisi tecnica il rimbalzo non sarebbe ancora finito. È però evidente che se l'America si ferma e distribuisce anche l'Europa docilmente si comporterà alla stessa maniera.
L'epidemia di Coronavirus nei prossimi giorni si svilupperà in maniera esponenziale con un numero crescente di persone contagiate e di decessi. Psicologicamente questo sarà un peso per le borse ed i mercati finanziari che temono una recessione. Dopo questo rimbalzo provocato dalla copertura degli short e da acquisti sporadici di azioni otticamente a buon prezzo é probabile che mancherà la motivazione per salire più in alto senza prove tangibili che il mondo occidentale é in grado ci contenere la pandemia. I segnali provenienti dalla Cina sono incoraggianti ma non c'é molto da fidarsi.

Ieri a New York ci aspettavamo una seduta positiva che fosse in grado di compensare buona parte delle perdite di martedì. Invece c'é stato un rally come quello di lunedì. Gli indici azionari hanno chiuso sui massimi giornalieri e con forti guadagni. In teoria sullo slancio gli indici potrebbero salire più in alto ma noi abbiamo fondati dubbi. È probabile che la serie regolare di sedute positive e negative continui e che quindi oggi la borsa americana debba scendere.
L'S&P500 ha aperto a 3065 punti e nella prima metà della seduta é oscillato in laterale tra i 3134 ed i 3170 punti. Poi é semplicemente salito fino alla chiusura sul massimo a 3130.12 punti (+4.22%). Tutti i settori hanno partecipato al rialzo (Nasdaq100 +4.13% a 8949, DJT +3.38%, RUT +3.04%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6155 su 1321, NH/NL a 142 su 556 e volume relativo a 1.45. La volatilità VIX é scesa a 31.99 punti (-4.83), il CBOE Equity put/call ratio (0.64) era sulla media di lungo periodo mentre il Fear&Greed Index é salito a 15 punti (+5). I dati sul sentiment sono migliorati ma segnalano ancora parecchio pessimismo.

Stamattina (08.15) il future sull'S&P500 cade a 3082 punti (-32 punti). Alle 06.30 era ancora a 3098 punti - evidentemente gli europei pensano che ieri sera a Wall Street il rally era esagerato. Il Nikkei ha guadagnato il +1.09% - Shanghai sta salendo del +2%. L'Eurostoxx50 vale 3436 punti. Le borse europee apriranno con un guadagno del +0.5%. Non sappiamo cosa potrebbe succedere oggi. Siamo però convinti che dopo i violenti movimenti degli scorsi tre giorni lentamente la volatilità dovrebbe diminuire e dovremmo assistere ad un assestamento sui livelli attuali.

Commento del 4 marzo

La FED riduce i tassi d'interesse del -0.50% - ampie oscillazioni come tentativo di formare base - ambiente per traders

Ieri mattina le borse europee hanno tentato di imitare l'America. Dopo l'apertura sono partite al rialzo - verso le 09.40 la spinta era già praticamente finita. Fino alle 16.00 gli indici sono rimasti sui massimi della giornata. C'é stata ancora un'impennata alle 16.00 dopo l'annuncio della FED ma poi ci sono state delle vendite e gli indici hanno chiuso vicino ai minimi con moderati guadagni. L'Eurostoxx50 alle 09.40 era a 3425 punti. A mezzogiorno era salito a 3431 punti. Nel pomeriggio é scivolato fino ai 3382 punti, si é impennato alle 16.00 sul massimo a 3448 punti e ha chiuso a 3372 punti (+0.99%). Gli altri indici si sono comportati in maniera simile. L'SMI svizzero (+1.37% a 10087 punti) ha sovraperformato grazie ai suoi titoli difensivi - il FTSE MIB (+0.43% a 21748 punti) a sottoperformato a causa dell'effetto Coronavirus e sotto il peso del settore bancario. Gli investitori fanno ragionamenti semplici e reagiscono in maniera istintiva. L'Italia é l'epicentro del contagio in Europa e quindi gli investitori evitano la borsa di questo Paese. I tassi d'interesse scendono e di conseguenze, seguendo la ben conosciuta correlazione, vendono la azioni delle banche (SX7E -1.37% a 81.23 punti). Il Bund tedesco e l'USTBond americano (reddito del decennale a 1.02% (-0.08)) sono talmente ipercomperati e il sentiment sui tassi é talmente negativo che a breve deve esserci un rimbalzo. Per i traders c'é un'ottima occasione long sulle azioni delle banche che a questo livello devono essere comperate.
Riassumendo le borse europee seguono a distanza la borsa americana. Gli investitori sembrano dare più credito alle capacità di ripresa dell'economia americana che a quella europea. Inoltre il rafforzamento dell'EUR penalizza le borse europee. Se però come pensiamo l'S&P500 é destinato a fare base facendo ampie oscillazioni intorno ai 3000 punti, l'Eurostoxx50 dovrebbe fare la stessa cosa intorno ai 3350 punti.

Dopo il rally di lunedì ieri la borsa americana ha nuovamente fatto un tonfo (S&P500 -2.81% a 3003.37 punti). L'annuncio improvviso della FED che ha ridotto i tassi d'interesse guida del -0.5% é stato contraproduttivo. Come sapete quest'anno gli operatori prevedevano tre riduzioni per un totale di -0.75%. La decisione della FED, annunciata fuori dai termini normali e superiore in ampiezza al previsto, puzza però di paura e disperazione. Dopo un balzo fino ai 3136 punti l'S&P500 é sceso fin verso le 20.00 quando ha toccato un doppio minimo a 2976 puntii. Solo sul finale ha recuperato e ha chiuso a 3003.37 punti. Ancora una volta le contrattazioni si sono concentrate sul settore tecnologico (Nasdaq100 -3.19% a 8594 punti). Le vendite però hanno coinvolto tutto il listino (DJ Transportation -2.90%, Russell2000/RUT -2.13%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2176 su 5323, NH/NL a 104 su 803 e volume relativo a 1.9. La volatilità VIX é salita a 36.82 punti (+3.40), il CBOE Equity put/call ratio era alto a 0.73 (ci aspettavamo di più) e il Fear&Greed Index rimane in cantina (10 punti, -3 punti).
Teniamoci pronti ad una serie di sedute positive e negative, molto volatili e con improvvisi cambiamenti di direzione. Gli investitori sono pessimisti e nervosi - le scenario di formazione di base con ricadute sui 2850 punti di S&P500 resta valido.

Come già detto il reddito dell'US Treasury Bond é caduto a 1.02% (-0.08%) - é decisamente ipervenduto con un sentiment pessimo - Un sostanziale rimbalzo tecnico é imminente. Un tasso d'interesse così basso significa che gli investitori vedono un rischio di recessione. Questo segnale non é da sottovalutare.

Il prezzo dell'oro come pensavamo é risalito a 1641 USD/oncia. Il crollo venerdì scorso non era un segnale di crash ma una normale correzione fino alla MM a 50 giorni. L'oro rimane in un bull market di lungo periodo. Il potenziale di rialzo in mancanza d'inflazione é modesto. È però un valido bene rifugio che é meglio tenere in portafoglio.

Il cambio EUR/USD é risalito a 1.1150 come conseguenza della diminuzione del differenziale dei tassi d'interesse tra USD e EUR. Il cambio é tornato nel vecchio range 1.10-1.12 e sembra destinato a restarci per qualche settimana se non mesi.

Stamattina c'é nuovamente un rimbalzo delle borse. Alle 07.15 il future sull'S&P500 era a 3036 punti- ora (08.15) e a 3046 punti (+49 punti). Il Nikkei é rimasto fermo (+0.08%) mentre Shanghai sale del +0.6%. L'Eurostoxx50 vale ora 3385 punti - le borse europee, che devono scontare la brutta chiusura ieri sera a Wall Street e reagire al balzo di stamattina del future, apriranno con un guadagno del +0.5%. Restiamo dell'idea che a breve c'é poco spazio di manovra sopra i 3400 punti di Eurostoxx50. Poco con borse molto volatili significa una quarantina di punti...

Breve commento del 3 marzo

Rimbalzo e assestamento

Sono le 06.30 - stamattina devo uscire alle 7 perché oggi sono in viaggio. Mi limito ad un breve commento anche perché la situazione si sta sviluppando come abbiamo descritto nel commento del fine settimana. La prima spinta di ribasso é finita e le borse si risollevano dai minimi. Per ora non ci sono sorprese se non che l'intensità del rimbalzo tecnico a New York (S&P500 +4.60% a 3090.23 punti) é stata superiore alle previsioni iniziali. Come nella discesa anche il rimbalzo é più veloce e dinamico di quanto ci eravamo immaginati.
La seduta in Europa é stata deludente (Eurostoxx50 +0.28% a 3338 punti) poiché dopo una buona apertura c'é ancora stato un tuffo ed alcuni indici sono scesi sotto i minimi di venerdì. Trovate i dettagli nei commenti di ieri sera. Dopo la convincente prestazione di Wall Street é però probabile che oggi le borse europee vogliano imitare l'America anche se con minore intensità a causa del forte apprezzamento dell'EUR (EUR/USD a 1.1150).

Ieri sera a Wall Street c'é stato un rally convincente con volumi e partecipazione. È stato però solo un rimbalzo tecnico e non é l'inizio di una rialzo a conclusione di una correzione a V. Ora però comincia il periodo di formazione di base e possiamo abituarci a vedere per un pò l'S&P500 oscillare ampiamente intorno ai 3000 punti.

Adesso il future sull'S&P500 é a 3062 punti (-2 punti) - l'indice difende i guadagni di ieri sera e questo é positivo.

Aggiornamento del 2 marzo

Dopo la prima reazione istintiva si cerca di capire l'effettiva portata del problema

L'epidemia di Coronavirus é iniziata a dicembre del 2019 in Cina. Per parecchio tempo i mercati finanziari hanno ignorato il problema. Noi abbiamo cominciato a parlarne il 21 gennaio - aspettavamo l'inizio di una correzione di medio termine e pensavamo che il diffondersi del Coronavirus sarebbe stato l'evento scatenante. Invece gli investitori per ancora un mese non sono si sono preoccupati delle conseguenze dell'epidemia. Solo settimana scorsa le borse sono crollate - tutti come prima reazione hanno venduto - prima si scappa e poi si valuta con calma la portato dell'evento. Venerdì questa prima ondata di vendite é terminata - ora si tratta di capire quanti danni provocherà effettivamente il Coronavirus. Purtroppo i media e molti cosiddetti analisti giocano con le emozioni - vengono descritti parecchi scenari catastrofici ma nessuno parte da dati concreti e si basa su un'analisi quantitativa. Probabilmente sarà la borsa col tempo a fornire il miglior termometro della situazione - i mercati finanziari, malgrado gli eccessi causati dalle emozioni, tendono ad anticipare in maniera corretta lo sviluppo dell'economia e della redditività delle imprese nel futuro. Al momento sappiamo che c'é un problema che causerà una diminuzione dell'attività economica. È molto probabile che governi e Banche Centrali interverranno per sostenere l'economia. I mercati scontano già per quest'anno tre diminuzioni dei tassi d'interesse guida da parte della FED statunitense. Vedremo se le differenti misure bastaranno a ridare fiducia a consumatori ed imprese. In questo momento la qualità dell'informazione data dai governi ai cittadini é importante e decisiva. Si tratta di assumere il comportamento corretto per ridurre la diffusione del contagio (igiene innanzitutto) e difendersi dalla malattia. Bisogna però evitare l'isterismo e dei comportamenti irrazionali. Per due colpi di tosse non bisogna subito correre al Pronto Soccorso degli ospedali e non c'é bisogno di chiudersi in casa e di riempire la cantina di scorte alimentari a lunga conservazione. 
Ma torniamo alle borse. Ora gli investitori dopo la prima fuga istintiva si prenderannno del tempo per valutare la situazione. Nessuno sa se questa caduta di 12-15% dai massimi di febbraio riflette in maniera corretta la portata del problema. Lo scopriremo nei prossimi giorni. Dobbiamo però prepararci a convivere con l'epidemia di Coronavirus per settimane se non mesi.

Stamattina i mercati sono relativamente tranquilli. La volatilità é in diminuzione. L'S&P500 riesce a difendere la chiusura di venerdì 100 punti sopra il minimo e vicino al massimo giornaliero - alle 08.00 é a 2968 punti (+17 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +0.95% - Shanghai sale del +3% dopo che il governo ha annunciato numerosi interventi a sostegno di economia ed imprese. L'Eurostoxx50 vale 3376 punti - le borse europee apriranno con delle plusvalenze di circa il  +1.4%. Il short covering potrebbe stamattina risucchiare gli indici verso l'alto ma non ne siamo sicuri. Il rimbalzo dovrà lottare contro una serie di notizie negative visto che il numero delle persone contagiate ed i decessi nel prossimo futuro aumenteranno.
Chi venerdì ha comperato Eurostoxx50 sui 3330 punti può vendere oggi sopra i 3400 punti.

Commento del 29 febbraio - 1. marzo

Le borse toccano il fondo - ora segue una fase di formazione di base con volatilità intorno ai minimi di venerdì

Mercoledì 19 febbraio l'S&P500 ha fatto registrare il massimo storico a 3393 punti. Una settimana f'à l'indice era ancora a 3337.75 punti e noi avevamo dichiarato che era cominciata una correzione - la borsa doveva scendere ma non sapevamo ancora se sarebbe stata una correzione minore o una correzione di medio termine fino alla MM a 200 giorni (3040-3050 punti). In effetti c'é stata una pesante, veloce e dinamica correzione che viene percepita come un crash. Venerdì l'S&P500 é caduto fino ai 2855 punti e ha chiuso a 2954.22 punti (-0.82%). La perdita settimana é del -11.49% - in analisi tecnica si parla di correzione in un bull market quando la perdita supera il -10% ma é inferiore al -20%. La pressione di vendita é stata enorme durante tutta la settimana e tutte le barriere tecniche sono ad una ad una cadute. In situazioni del genere gli indicatori di partecipazione e momentum ci dicono unicamente che le borse sono ipervendute e in eccesso di ribasso - non sono in grado di dire quando il crollo finirà e a che livello.
Nei nostri commenti tecnici abbiamo più volte ripetuto che solo gli indicatori di sentiment erano efficaci ed effettivi e potevano dirci quando le borse avevano toccato il fondo. Ci vuole del panico per segnalare che gli ultimi investitori stanno vendendo alla disperata e che probabilmente le vendite a breve si stanno esaurendo. Venerdì abbiamo rilevato panico - la volatilità VIX é esplosa a 49.48 punti di massimo prima di tornare in chiusura a 40.11 punti (+0.95) - il CBOE Equity put/call ratio é rimasto alto a 0.85 (MM a 10 giorni a 0.66 e in aumento) - il Fear&Greed Index é sceso a 10 punti (-3 punti). A completare il quadro di borse che a breve hanno esaurito la spinta di ribasso c'é stato il convincente rimbalzo dal minimo. L'&P500 é crollato a 2855 punti alle 16.00 - ha chiuso 100 punti più in alto a 2954.22 punti (-0.82%) - il future nel dopo borsa ha raggiunto i 2988 punti. Il Nasdaq100 é sceso fino a 8133 punti, ha brevemente bucato la MM a 200 giorni per poi risalire e chiudere in guadagno (!) del +0.30% a 8461 punti.
Tutto lascia presupporre che questa spinta di ribasso é terminata su un minimo intermedio. Come si prosegue? Lo scenario tipico prevede ora la formazione di una base con un iniziale rimbalzo tecnico provocato dalla copertura di short e da acquisti stimolati dalle interessanti valutazioni. Il rimbalzo può essere di un terzo fino a metà della precedente spinta di ribasso. Indicativamente pensiamo che l'S&P500 possa risalire sui 3050-3150 punti. Poi nelle prossime settimane il minimo di venerdì a 2855 punti verrà ritestato. Come dipende da parecchi fattori - innanzitutto dalla qualità, intensità e durata del rimbalzo iniziale. Potrebbe verificarsi un minimo discendente sotto i 2855 punti. A questo punto bisognerà comperare per sfruttare una fase di rialzo a medio termine.
Naturalmente lo svolgimento nel dettaglio dipenderà da come si diffonde l'epidemia di Coronavirus e da come il rischio verrà percepito dalla popolazione. Nelle prossime settimane i contagiati ed i decessi aumenteranno prima di diminuire. Questo provocherà un periodo di incertezza più o meno lungo durante il quale le borse saranno volatili e dovrebbero formare una base.
Per il momento partiamo dal principio che il nostro scenario generale per il 2020 sia ancora valido. Di conseguenza crediamo che il Coronavirus provocherà una temporanea diminuzione della crescita economica (o in certi paesi una moderata recessione) ma che non ci sarà un ciclo recessivo e che non é ancora iniziato un bear market. Possiamo sbagliarci - per questo conviene attendere il rimbalzo e il test del minimo prima di comperare - a quel punto gli indicatori tecnici si saranno assestati dopo la tempesta di questa settimana e avremo un quadro più preciso ed affidabile della situazione.
A corto termine non vale più la pena di vendere - eventualmente i traders possono provare delle operazioni long come abbiamo suggerito di fare venerdì. Chi é entrato nella correzione con un'esposizione eccessiva in azioni e non ha avuto il tempo di reagire deve aspettare la fine del rimbalzo per vendere qualcosa e diminuire i rischi. Chi vuole agire in maniera prudente può comperare azioni di buona qualità con un alto dividendo - dopo la correzione ce ne sono molte specialmente nel settore dell'energia. Il reddito dell'USTBond decennale in USD é sceso a 1.13% (-0.17% e evidente esagerazione al ribasso confermata dai dati sul sentiment) - il reddito del Bund tedesco decennale é caduto a -0.609% - azioni con dividendi sicuri di un 3%-5% sono a questo punto una buona alternativa d'investimento.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -12.39% a 3329 punti
DAX                         -12.44% a 11890 punti
SMI                          -11.52% a 9831 punti
FTSE MIB                  -11.26% a 21984 punti
S&P500                    -11.49% a 2954.22 punti
Nasdaq100               -10.42% a 8461 punti

Questa volta punto tralasciamo di fare l'abituale cronaca e analisi della giornata di venerdì. La seduta é stata pessima in Europa (Eurostoxx50 -3.66% a 3329 punti) e ancora negativa in America (S&P500 -0.82% a 2954.22 punti). Ci sono però parecchi segnali che suggeriscono la presenza di un minimo intermedio. Questi segnali sono apparsi a New York e comprendono anche altri mercati come quello delle divise, dei tassi d'interesse o dei metalli preziosi.

L'S&P500 ha aperto in forte gap down a 2903 punti. Dopo un breve tentativo di rimbalzo l'indice sprofondato alle 16.00 sul minimo a 2855 punti. Da qui c'é stato un possente recupero fino alle 17.45 a 2959 punti. In seguito l'S&P500 é ricaduto un'ottantina di punti, si é assestato sopra i 2882 punti e sul finale si é impennato fino ai 2954.22 punti (-0.82%). La tecnologia ha ripreso il suo classico ruolo trainante con sovraperformance e forza relativa (Nasdaq100 +0.30%). Il resto del mercato era invece ancora piuttosto debole (DJT -1.01%, RUT -1.43%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2110 su 5431, NH/NL a 77 su 3228 (!) e volume relativo superiore a 2.0. La tendenza di fondo della borsa americana é formalmente al ribasso (!) con il 14.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 29.83 - questo significa che esiste la possibilità che sia iniziato un bear market - se nel rimbalzo e consolidamento che si verificheranno nei prossimi giorni e settimane questi dati non migliorano decisamente bisognerà riflettere bene prima di comperare.
Venerdì il prezzo del petrolio é sceso a 44.76 USD/barile - i mercati sembrano già scontare una moderata recessione. Il prezzo dell'oro é sceso a 1584 USD/oncia - noi interpretiamo questo calo come un segnale di distensione poiché anche l'altro classico bene rifugio, il CHF, si é indebolito. Altri analisti giudicano il calo come un inizio di crollo generale dei mercati finanziari durante il quale viene venduta qualsiasi cosa in cerca di liquidità. Vedremo chi ha ragione.

Durante il fine settimana il Coronavirus rimane il tema di discussione principale. Come dimostrano gli scaffali vuoti nei supermercati la gente si sta facendo prendere dall'isteria. Washington ha dichiarato lo Stato di emergenza dopo che il numero dei contagiati negli Stati Uniti é salito a 24 (!) e c'é stato il primo decesso imputabile a questa malattia. Se con queste premesse la seduta di lunedì fosse positiva avremo un segnale veramente costruttivo per le borse.

Commento del 28 febbraio

In un crash le barriere tecniche non contano. Le borse andranno più giù, poi rimbalzeranno e si assesteranno - dove?

La paura del Coronavirus ha contagiato le borse che crollano. Anche ieri la seduta in Europa é stata pessima (Eurostoxx50 -3.40% a 3455 punti). In America é andata ancora peggio (S&P500 -4.42% a 2978.76 punti). Gli indici azionari hanno raggiunto quelli che noi consideravamo gli obiettivi massimi della correzione che dovevano essere toccati verso il 21 di marzo. La pressione di vendita é straordinaria e in aumento - le borse sono decisamente ipervendute e in eccesso di ribasso. Gli investitori sono in panico - la volatilità VIX é esplosa a 39.16 punti (+11.60 punti), il CBOE Equity put/call ratio é alto a 0.86 mentre il Fear&Greed Index é sprofondato a 13 punti (-8 punti). In una situazione del genere gli investitori si comportano in maniera irrazionale e le decisioni dipendono unicamente dalle emozioni - significa che le normali barriere tecniche tipo supporti o ipervenduto (le RSI sono sui 25 punti in Europa e sui 20 punti in America - vi ricordiamo che valori sotto i 30 punti significano ipervenduto) non contano molto. Sappiamo solo che la molla verso il basso si sta comprimendo - una volta toccato il fondo ci sarà un forte rimbalzo di parecchi punti in percentuale. Il problema é che nessuno sa dove potrebbe fermarsi questa eccezionale spinta di ribasso. Il riferimento fornito dalla media mobile a 200 giorni sull'S&P500 a 3046 punti é stato spazzato via ieri sera. Ora chi ha comperato S&P500 negli ultimi 200 giorni é generalmente in territorio negativo - si vendono facilmente titoli in guadagno - ci si separa più difficilmente da titoli in perdita. 

Come ieri non vale la pena commentare la seduta in Europa. Le borse sono scese ma stamattina cadranno ancora decisamente più in basso. Seguono l'America e fino a quando questa spirale verso il basso non viene interrotta é destinata ad autoalimentarsi. Notiamo unicamente che le vendite si concentrano ora sui big cap che nel rialzo erano stati favoriti dagli investitori. Questo é un segnale di rassegnazione e capitolazione. Non significa però che la fine del ribasso é imminente - questa situazione può persistere ancora per alcuni giorni. Ieri l'Eurostoxx50 (-3.40% a 3455 punti) é stato il peggiore dei quattro indici azionari europei che seguiamo regolarmente (DAX -3.19% a 12367 punti, SMI - 2.92% a 22799 punti e FTSE MIB -2.66% a 22799 punti). L'indice delle banche SX7E (-4.61% a 87.34 punti), solitamente campo di battaglia degli speculatori, ha fatto ancora peggio. Chi come noi pensa ad una posizione speculativa long può tenere d'occhio questo indice e magari provare a comperare stamattina.
Non crediamo che la svolta si concretizzerà in Europa - pensiamo piuttosto che il fondo, che verrà seguito da un forte rimbalzo, verrà toccato in America. Oppure ci sarà una forte reazione durante la notte e una mattina vedremo il future sull'S&P500 in guadagno del +3%. Guardiamo quindi cosa succede a New York.

Pensavamo che ieri sera l'S&P500 potesse fermarsi sui 3050 punti - ci siamo sbagliati - la seduta é andata ancora peggio delle più negative previsioni. L'S&P500 ha aperto in gap down a 3054 punti. All'inizio é caduto fino ai 3008 punti ma a metà seduta é tornato a 3097 punti di massimo - una volatilità incredibile. Nella seconda parte delle giornata l'indice é solo sceso e ha raggiunto in chiusura il minimo giornaliero a 2978.76 punti (-4.42%). La tecnologia ha perso ancora di più (Nasdaq100 -4.92% a 8436 punti) e i bignamini    degli investitori durante il rialzo (Tesla -12.81%, Apple -6.54%) sono stati abbandonati e venduti senza pietà. Le vendite hanno travolto tutto il listino (DJT -3.62%, RUT -3.54%). I dati della giornata sono terribile e paurosi: A/D a 914 su 6626, NH/NL a 73 su 3305 e volume relativo a 2.0 testimoniano di una eccezionale pressione di vendita.
Sugli altri mercati notiamo il calo modesto del reddito sull'US Treasury Bond decennale a 1.30% (-0.03%) e la debolezza dell'USD (EUR/USD a 1.10). La reazione del cambio deve servire da esempio. Il 20 febbraio il cambio ha toccato il minimo annuale a 1.0782 e una muta di analisti eccitati avevano già pronosticato un crollo sulla parità. L'EUR sembrava in caduta libera. Ora il cambio é risalito e probabilmente si fermerà sui 1.09-1.11 per settimane.

Normalmente il venerdì non é una giornata buona per un'inversione di tendenza. Spesso di venerdì prosegue e e si completa il trend settimanale. Vediamo come inizia la giornata. Il future sull'S&P500 é caduta stamattina fino a 2901 punti. Da circa un'ora sta risalendo - alle 08.30 é a 2930 punti (-26 punti). Il Nikkei ha perso il -3.67% - Shanghai é in calo del -3.8%. L'Eurostoxx50 vale 3330 punti - le borse europee apriranno con una perdita di circa il -3.00%. Noi siamo disposti a questo punto a prendere il rischio di comperare. Non abbiamo però nessuna segnale d'acquisto e chi ci segue lo fà a proprio rischio e pericolo. Ogni posizione long deve essere assicurata con stop loss sul minimo del future (p.e. Eurostoxx50 a 3302 punti) - buona fortuna!

Commento del 27 febbraio

L'epidemia e le borse devono peggiorare prima di migliorare - l'ipervenduto frena ma non provoca un sostanziale rimbalzo

Ieri le borse hanno accennato una timida reazione - l'ipercomperato di corto termine ha indotto alcuni investitori a comperare e ci sono stati indici azionari sia in Europa (Eurostoxx50 +0.14% a 3577 punti) che in America (Nasdaq100 +0.44% a 8873 punti) che hanno terminato la giornata in positivo. Si é però trattato di un rimbalzo tecnico - sicuramente non abbiamo ancora visto il minimo di questa correzione.
Per un solido minimo ci vuole del panico - il panico viene mostrato dagli indicatori di sentiment - questo é il miglior sistema per sapere quando saremo vicini alla fine del ribasso. Tutto il resto sono delle stime basate sui cicli o su una combinazione di supporti e indicatori di maomentum e partecipazione - questo comprende anche il nostro obiettivo a 3050 punti di S&P500. Per il momento non abbiamo visto nessun tipo di capitolazione - ci sono sempre investitori che comprano in maniera selettiva o che speculano al rialzo. Ieri il CBOE Equity put/call ratio é tornato a 0.65 (la media di lungo periodo é a 0.62 - 3 volte la deviazione standard é a 0.91) - é evidente che non c'é ancora panico.

Evitiamo stamattina di fare lunghe analisi sulla seduta in Europa che si é conclusa senza sostanziali variazioni. Già ieri sera abbiamo scritto che la correzione sarebbe continuata. Stamattina sappiamo che in apertura gli indici perderanno circa un -3% e cadranno su un minimo annuale. Ogni ulteriore commento é superfluo. Le oscillazioni giornaliere e le differenze di performance tra i vari indici dipendono dall'umore del momento. Ieri gli investitori hanno favorito l'Italia (FTSE MIB +1.44% a 23422 punti) rispetto alla Germania (DAX -0.12%). In mercati spinti dalle emozioni questa classifica può cambiare di giorno in giorno - per saldo però le differenze saranno trascurabili. Ieri gli investitori hanno ricomperato le banche (SX7E +0.31%) e questo ha aiutato il FTSE MIB. Oggi può essere il contrario.

La seduta a New York ha mostrato che la borsa non é ancora pronta per un sostanziale rimbalzo. Al massimo il calo viene frenato dall'ipervenduto e dall'eccesso di ribasso a cortissimo termine. L'S&P500 é sceso a 3116.39 punti (-0.38%) - la RSI é a 27.47 punti - il bordo inferiore delle Bollinger Bands é a 3148 punti - a 3045 punti scorre la MM a 200 giorni. Pensiamo che sui 3040-3100 punti ci debba essere un tentativo di formazione di base.
L'&P500 ha aperto a 3146 punti ed é salito fino ai 3182 punti verso le 16.45 - dopo una mezz'ora ha ricominciato a scendere e ad ondate verso le 19.30 é arrivato sui 3120 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é oscillato intorno a questo valore con un minimo a 3109 punti e una chiusura a 3116.39 punti (-0.38%). La tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 +0.44% a 8873 punti) mentre il resto del mercato ha fatto decisamente peggio (DJTransportation -2.19%, Russell200o/RUT -1.22). Questo spiega perché la seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 2446 su 5003, NH/NL a 91 (!) su 2018 e volume relativo a 1.5. La volatilità VIX é scesa di poco a 27.56 punti (-0.29). Per il momento c'é poco di nuovo da dire - la correzione continua - i movimenti giornalieri possono essere indovinati sulla base degli indicatori ma decisive sono le notizie del momento dal fronte del Coronavirus. Purtroppo c'é molta gente che fomenta il panico ingiustificato con notizie catastrofiche e troppo poche che riescono a valutare la situazione in maniera oggettiva. È evidente che l'epidemia deve peggiorare prima di migliorare e il numero di ammalati aumenterà nelle prossime settimane. Il rischio maggiore sembra però provenire dalla reazione incontrollata della gente spaventata che ruba i disinfettanti negli ospedali, porta mascherine inutili e fa scorte eccessive di alimentari. Ci vuole solo informazione, igiene e un comportmento consapevole. L'epidemia farà il suo corso come una qualsiasi epidemia d'influenza che l'anno scorso ha provocato in Svizzera circa 1500 decessi. Per il momento in Svizzera ci sono 2 persone contagiate da Coronavirus...

Stamattina presto il future sul'S&P500 era crollato a 3068 punti con un minimo stanotte a 3060 punti. Alle 08.10 é a 3079 punti (-30 punti). C'é un recupero. L'Eurostoxx50 vale 3492 punti - le borse europee apriranno con un tuffo del -2.4%. Sarà una pessima giornata ma considerando il forte ipervenduto potrebbe esserci entro stasera un recupero e una chiusura sopra il livello d'apertura.
Oggi sono assente - non potrà pubblicare i commenti sugli indici americani delle 14.00. Stasera farò il punto della situazione.
Non bisogna mai comperare nel panico - c'é un detto di borsa che dice "Non si deve tentare di afferrare al volo un coltello che sta cadendo".

Commento del 26 febbraio

Borse in caduta libera - bisogna restare oggettivi e tenere i nervi saldi

Ieri le borse hanno avuto un'altra seduta pessima con pesanti perdite. La correzione si sta sviluppando più velocemente e in maniera più dinamica del previsto. Cerchiamo però di tenere i nervi saldi e di non farci influenzare dal vociare nei media - concentriamoci sull'analisi tecnica. In mezzo ad una serie di dati terribili che confermano la forza della spinta di ribasso appaiono degli aspetti costruttivi che ci dicono che una stabilizzazione é imminente.
Ieri ci aspettavamo un rimbalzo tecnico - avevamo però anticipato che sarebbe stato difficile che l'Eurostoxx50 (-2.07% a 3572 punti) potesse risalire sopra i 3672 punti. In effetti il rimbalzo tecnico é durato solo 15 minuti e l'Eurostoxx50 ha toccato un massimo giornaliero a 3668 punti. Poi sono tornati i venditori e l'Eurostoxx50 é sceso continuamente fino alla chiusura. Ha perso altri 75 punti e si é appoggiato sulla MM a 200 giorni. Anche il rimbalzo tecnico del DAX (-1.88% a 12790 punti) é stato miserabile. Il DAX é risalito dopo l'apertura a 13132 punti. Poi il ribasso é ripreso e si é fermato solo alla chiusura delle contrattazioni. Il DAX é uscito dal bordo inferiore delle Bollinger Bands - la perdita giornaliera é in diminuzione assieme ai volumi di titoli trattati. Lunedì il FTSE MIB (-1.44% a 23090 punti) ha perso molto più terreno che le altre borse europee - é quindi abbastanza logico che ieri abbia sovraperformato per una sorta di compensazione. In Svizzera é stato scoperto il primo ammalato di Coronavirus - é un settantenne che vive in Ticino e che si é contagiato a Milano. Questa notizia ha provocato un aumento della pressione di vendita sull'SMI (-2.19% a 10478 punti) - sinceramente il comportamento degli investitori é assurdo, isterico e irrazionale. L'SMI é sceso di 234 punti e ha chiuso sul minimo giornaliero con un'altra pesante perdita. L'indice é passato dal massimo storico al minimo annuale in tre sedute.
A corto termine le borse europee sono ipervendute e dovrebbe stabilizzarsi. Uno scenario classico prevede però in seguito una seconda spinta di ribasso di ampiezza simile alla prima. In teoria la prima spinta di ribasso dovrebbe finire nel corso di questa settimana e dovrebbe esserci un rimbalzo più consistente ma visto che sono le emozioni a dominare é possibile che ci siano ancora una o due sedute con forti perdite prima di una reazione.
Facciamo ancora fatica a fissare degli obiettivi coerenti per questa correzione di medio termine. Le ragioni sono ovvie. L'Eurostoxx50 doveva cadere al massimo fino ai 3400 punti e la correzione secondo i cicli dovrebbe finire il 21 di marzo. È evidente che al ritmo attuale o la correzione finisce prima o l'indice deve cadere più in basso. Questo esempio vale per tutti gli indici.

La pressione di vendita é rimasta per tutta la giornata e anche la borsa di New York ne ha subito le conseguenze. L'S&P500 (-3.03% a 3128.21 punti) ha aperto sul massimo a 3247 punti ed é sceso praticamente per tutta la giornata. Ha toccato un minimo in tarda serata a 3118 punti ed ha chiuso poco più in alto a 3128 punti. È stata una seduta più che pessima con A/D a 932 su 6567, NH/NL a 130 su 2220 e volume relativo a 1.55. La volatilità VIX é balzata a 27.85 punti (+2.82) mentre la CBOE Equity put/call ratio era decisamente alta a 0.80. Il Fear&Greed Index é a 22 punti (-7 punti) - siamo in territorio di estrema paura.
È stata venduto praticamente tutto (DJT -4.27%, RUT -3.45%). La borsa é in caduta libera.
Cosa possiamo dire per rialzare il morale degli investitori ed evitare che cadano in depressione? Oltre all'ipervenduto (che costituisce una premessa per un rimbalzo ma non una garanzia) ci sono un paio di aspetti costruttivi. Il Nasdaq100 (-2.70% a 8834 punti) ha perso meno che l'S&P500 e ci sono stati sporadici acquisti selettivi su alcune società tecnicamente e fondamentalmente forti (Microsoft -1.65%, Amazon -1.82%). Il prezzo dell'oro (1644 USD/oncia) é invariato - non c'é corsa ai beni rifugio. Il rendimento dell'USTBonds decennale é sceso a 1.33% (-0.05%) - il sentiment ci dice che un minimo significativo é vicino ed imminente.
I mercati delle divise ignorano il tumulto che regna nei mercati azionari - il cambio EUR/USD é stabile a 1.0870 e anche il CHF (Franco Svizzero), tipico bene rifugio, non si apprezza.
È sicuramente troppo presto per comperare ma non ci sono ragioni per vendere indiscriminatamente nel panico.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3136 punti (+3 punti). Questo non significa molto visto che ieri mattina il future saliva quasi dell'1% e abbiamo visto cosa é poi successo. Almeno non iniziamo la giornata con un'altro crollo. Il Nikkei ha perso il -0.79% - Shanghai sta scendendo del -0.8%. L'Eurostoxx50 vale 3539 punti - le borse europee aprono con una perdita del -1%. Non crediamo che oggi debbano scendere decisamente più in basso - esistono le premesse per un recupero e una chiusura in pari. Ci vorrebbe però una notizia che dia un pò di conforto agli investitori e gli ricordino che il Coronavirus é una malattia virale contagiosa con una mortalità del 2%. È un problema e un rischio per la salute ma non provocherà l'estinzione della razza umana. L'isteria che constatiamo é eccessiva - é come se chiudessimo gli aeroporti perché c'é il rischio che un aereo precipiti o che non andassimo più a sciare perché c'é pericolo di valanghe.

Commento del 25 febbraio

Seduta catastrofica con più del 90% dei volumi al ribasso - per questo che oggi si rimbalza

Ieri le borse sono crollate. Non si é trattato di un crash ma poco ci manca - é solo una questione di percezione o definizione. Gli indici azionari hanno aperto in gap down e in forte calo - sono scesi ancora più in basso. I ribassisti hanno dominato facendo pressione per tutta la giornata - ci sono state delle pause e dei modesti rimbalzi intermedi ma tendenzialmente le borse sono scese per tutta la giornata e hanno chiuso vicino ai minimi giornalieri con pesanti perdite. Sui grafici appaiono delle lunghe e marcanti candele rosse. Avevamo scritto che in caso di correzione minore le borse europee dovevano scendere sui minimi di gennaio - questi obiettivi sono già stati raggiunti ieri sera (Eurostoxx50 -4.01% a 3648 punti, minimo a 3632 punti, minimo di gennaio a 3639 punti). L'S&P500 (-3.35% a 3225.89 punti) doveva scendere sulla MM a 50 giorni (3270-3275 punti). Ha invece aperto in gap down sotto questo livello ed é caduto fino al minimo di gennaio (3214 punti - minimo di ieri a 3214 punti!) prima di fermare la sua caduta e recuperare una decina di punti.
A questo punto  possiamo già fare alcune considerazioni e previsioni. È improbabile che la correzione sia già finita qui dopo una pessima seduta - di conseguenza crediamo che abbiamo a che fare con una correzione di medio termine come già descritto nell'analisi del fine settimana. Nei commenti di ieri sera abbiamo indicato dei possibili obiettivi finali per gli indici azionari europei. Dopo una seduta pessima come quella di ieri con più del 90% dei volumi sui titoli in calo é molto probabile che ci sia un rimbalzo tecnico - lo abbiamo anticipato ieri sera - trovìamo già stamattina una conferma visto che il future sull'S&P500 alle 08.00 é a 3255 punti (+29 punti).
Siamo perplessi poiché non capiamo questa reazione degli investitori. Il problema Coronavirus era conosciuto da tempo e noi già a metà gennaio avevamo previsto una correzione di medio termine. Invece dopo una correzione minore o intermedia a febbraio le borse avevamo continuato il rialzo e avevano raggiunto a metà di settimana scorsa dei nuovi massimi annuali o storici. Noi non potevamo che constatare questo dato di fatto continuando a criticare la miserabile partecipazione e a mostrare le diverse divergenze negative. Perché ieri gli investitori hanno perso i nervi e hanno venduto nel panico? Razionalmente le vendite dovevano già iniziare almeno un mese fà. Forse la spiegazione é semplice - ci sono molti più dilettanti di quanto si pensa e anche i professionisti si lasciano trasportare dalla corrente visto che ormai i fondamentali in questa pazza borsa contano poco.

Le borse europee hanno aperto in forte calo e nella prima mezz'ora di contrattazioni sono cadute a picco. Ricordiamoci di questo inizio di seduta - significa che quasi nessuno é riuscito a vendere prima che gli indici fossero già scesi di un -3% - molti investitori che sono intenzionati a vendere riappariranno nei prossimi giorni su questo livello (Eurostoxx40 a 3672 punti) - risalire fino a qui sarà facile - andare più in alto sarà difficile. La discesa si é poi appiattita - gli indici hanno toccato il minimo verso le 16.30. Poi si sono fermati senza riuscire a recuperare sensibilmente. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3632 punti e ha chiuso a 3648 punti (-4.01%). Il DAX (-4.01% a 13035 punti) lo ha copiato. In Italia, epicentro dell'epidemia europea di Coronavirus, le perdite sono state più pesanti (FTSE MIB -5.43%a 23427 punti). L'SMI (-3.58% a 10712 punti) ha perso meno grazie ad alimentari e farmaceutica.

Anche a Wall Street le perdite sono state pesanti. Gli indici hanno però toccato il minimo giornaliero a metà seduta e poi si sono stabilizzati. È probabile che ora ci sia un rimbalzo tecnico fino a circa 3270 punti di S&P500. La correzione deve però in seguito continuare. Finirà quando avremo ipervenduto a corto e medio termine, quando l'eccesso di rialzo sarà sparito e avremo avuto del panico. Il tutto potrebbe durare un mese.
L'S&P500 ha aperto in forte gap down a 3238 punti. È risalito fino a 3259 punti ed é caduto a metà seduta sul minimo a 3214 punti. In seguito ha recuperato fino ai 3252 punti e sul finale é caduto a 3225.89 punti (-3.58%). Ovviamente il Nasdaq100 (-3.88% a 9079 punti) ha perso di più ma anche anche DJT (-3.66%) e RUT (-3.01%) non sono stati da meno.
La seduta al NYSE é stata più che pessima con A/D a 1032 su 6508, NH/NL a 167 su 1726 e volume relativo a 1.5. I dati non necessitano commenti - chiunque vede i cambiamenti rispetto ai giorni scorsi. In particolare notiamo la differenza tra i NH/NL di questa spinta di ribasso rispetto a quelli della spinta di rialzo quando si veleggiava a 600 su 400. La volatilità VIX si é impennata a 25.03 punti (+7.95). Il CBOE Equity put/call ratio é alto a 0.70 ma ci aspettavamo di più.
Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso a 1.38% (-0.08%) - mmh...
 
Stamattina c'é una reazione. Sono le 08.40 - il future sull'S&P500 é a 3251 punti (+24 punti) - si é in parte sgonfiato ma resta ampiamente in positivo. L'Eurostoxx50 vale 3663 punti (+15 punti) - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.5% - poca cosa rispetto alle perdite di ieri ma almeno si risale. Teniamo d'occhio i 3672 punti.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -3.34% mentre Shanghai scende "solo" del -0.6%.

Aggiornamento del 24 febbraio

Il numero di persone contagiate dal Coronavirus é in forte aumento - le borse sono in forte calo

Stamattina nei media si parla solo del Coronavirus. I mercati finanziari reagiscono come era prevedibile - le borse scendono, i tassi d'interesse sulle obbligazioni di prima qualità sono in calo e il prezzo dell'oro si impenna.
Il future sull'S&P500 crolla a 3291 punti (-48 punti) e questo ci dice fin dall'inizio che oggi sarà una giornata difficile. In Giappone la borsa é chiusa (Compleanno del Kaiser) mentre Shanghai perde il -0.3%. In Europa l'impatto psicologico dei numerosi casi di Coronavirus in Italia é forte e i mercati azionari apriranno con un tuffo profondo. L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3728 punti. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con perdite di circa il -1.8%. Secondo noi nel corso della giornata la situazione non dovrebbe peggiorare. Ci aspettiamo nel pomeriggio in America un tentativo di recupero. Se però contro le nostre previsioni le borse europee dovessero continuare a scendere dopo la pessima apertura é meglio allacciare le cinture di sicurezza. Il minimo di febbraio sull'Eurostoxx50 é a 3640 punti - é l'obiettivo per una correzione minore. Per oggi é troppo lontano.

In Internet abbondano al momento gli specialisti di Coronavirus e tutti pensano di saper prevedere lo sviluppo della malattia e le conseguenze sull'economia mondiale. Notiamo che il solito nugolo di catastofisti stamattina é particolarmente attivo e rumoroso. Noi evitiamo di lasciarci coinvolgere da questa isteria e preferiamo analizzare oggettivamente le reazioni dei mercati finanziari - il vantaggio dell'analisi tecnica é quello di eliminare quelle emozioni che spingono molti a prevedere un crash delle borse anche se al momento non c'é nessun segnale in questo senso.

Commento del 22-23 febbraio

Correzione minore o correzione di medio termine con una caduta fino alla MM a 200 giorni ?

Circa un mese fà avevamo previsto l'inizio di una correzione di medio termine della borsa americana - una correzione di questo tipo implica per l'S&P500 un ribasso di almeno un mese con una perdita di circa il -10%. Questa previsione era basata sui cicli. Abbiamo sbagliato - c'é stata solo una correzione minore che ha fatto cadere l'S&P500 dai 3337 punti (coincidenza? - questa é la chiusura di questo venerdì!) del 21 maggio fino ai 3214 punti di minimo del 31 maggio. Dopo aver toccato la MM a 50 giorni l'S&P500 ha ripreso il rialzo che é proseguito fino al massimo storico di mercoledì 19 febbraio a 3393 punti. Ora siamo convinti che da una situazione di ipercomperato a corto e medio termine, eccesso di rialzo e di fiducia da parte degli investitori, é partita un'altra correzione. In linea di massima questa correzione dovrebbe essere minore e far scendere l'S&P500 settimana prossima fino ai 3270-3280 punti. È quello che abbiamo anticipato nei commenti tecnici a partire da giovedì. Abbiamo però un dubbio. È possibile che il ciclo si sia solo spostato di 30 giorni - in questo caso dobbiamo prepararci ad una correzione più profonda fino a circa 3050 punti. Oggi vedremo di valutare quali sono le probabilità che questa ipotesi si concretizzi.
Mettiamo però subito le cose in chiaro. Non stiamo parlando di valutare se la borsa a breve deve salire o scendere - le borse stanno correggendo e settimana prossima la discesa deve continuare. Quello che non sappiamo ancora é quanto profonda sarà la correzione. È troppo presto per dirlo considerando che la prima vera seduta negativa a Wall Street si é verificata solo venerdì (S&P500 -1.05% a 3337.75 punti) e unicamente questa seduta ha provocato la perdita settimanale (-1.25%). Non sappiamo se vale la pena giocare questa fase di mercato con delle posizioni short. Chi però vuole o deve comperare ha le due varianti a disposizione - nel caso di una correzione di medio termine crediamo che si verificherà il minimo annuale e che si presenterà un'ottima occasione d'acquisto per traders e investitori.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.06% a 3800 punti
DAX                         -1.20% a 13579 punti
SMI                          -0.16% a 11110 punti
FTSE MIB                  -0.38% a 24773 punti
S&P500                    -1.25% a 3337.75 punti
Nasdaq100               -1.84% a 9446 punti

La seduta di giovedì era terminata con consistenti perdite in Europa (Eurostoxx50 - 1.09%) - in America invece c'era stato un netto recupero dal minimo e l'S&P500 aveva chiuso 32 punti sopra il minimo giornaliero e con una perdita contenuta (-0.38%) - non era ancora chiaro se stesse iniziando una correzione - ci eravamo limitati a dichiarare la fine del rialzo.
Venerdì si é visto in maniera evidente che i ribassisti hanno preso decisamente l'iniziativa mentre i rialzisti non hanno più contrattaccato ma si sono limitati ad una difesa che puzza di preparazione ad una ritirata.
Le borse europee hanno aperto in calo (-0.2%) e hanno nuovamente chiuso con sensibili perdite - un rimbalzo dopo le 16.45, che é stato copiato da Wall Street, é solo servito a limitare i danni. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3816 punti, a metà seduta é risalito a 3827 punti e verso le 16.45 é caduto sul minimo a 3776 punti. Ha chiuso a 3800 punti (-0.59%) - alle 22.00 valeva 3793 punti.
Dopo due sedute negative gli indici azionari europei sono tornati al centro delle Bollinger Bands con RSI sui 52-56 punti. Hanno ancora spazio verso il basso. L'ampiezza della correzione dipenderà dall'America - nel caso di una correzione minore riteniamo che gli indici debba tornare sui livelli di fine febbraio. Il rimbalzo del cambio EUR/USD (1.0845) che é iniziato puntuale, dovrebbe amplificare le perdite. In una correzione si vendono prima i titoli dove ci sono maggiori guadagni e che si sono in precedenza comportati molto meglio creando degli eccessi di rialzo. È quindi logico che FTSE MIB (-1.22% a 24773 punti) e il settore bancario (SX7E -1.22% a 98.44 punti) venerdì abbiamo perso più dell'Eurostoxx50. Il DAX (-0.62% a 13579 punti) invece ha seguito l'Eurostoxx50 come un'ombra.
Gli indicatori di momentum (tipo MACD) stanno fornendo dei segnali di vendita. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica che usiamo per le operazioni a medio termine invece é ancora su long ma basterebbe un'altra giornata a -1% per passare su sell.
Preferiamo però concentrare la nostra analisi sulla borsa americana dove abbiamo più indicatori e i risultati dell'analisi tecnica sono più affidabili - l'Europa seguirà, docile e disciplinata... Vediamo cosa é successo venerdì a New York.

L'S&P500 ha aperto in calo a 3359 punti e fino alle 16.45 é sceso e in due ondate ha raggiunto i 3333 punti. Fino a metà seduta c'é stato un rimbalzo ma poi sono riapparsi i venditori e l'S&P500 é caduto alle 19.55 sul minimo a 3328 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni l'indice ha recuperato fino a 3337.75 punti (-1.05%). La perdita del tecnologico Nasdaq100 (-1.88% a 9446 punti) é stata più consistente con un forte calo dei big 5 (Apple, Microsoft, Amazon, Google, Facebook hanno tutti perso più del 2%!). Le vendite hanno coinvolto tutto il listino (DJT -1.12%, RUT -1.03%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2180 su 5197, NH/NL a 426 su 605 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 17.08 punti (+1.52) mentre il CBOE Equity put/call ratio é finalmente salito a 0.73.
Questa seduta negativa non costituisce un segnale di vendita - non ha nulla di particolare che la distigue da altre sedute negative. Il quadro generale é però decisamente di tipo correttivo. Il rialzo da inizio febbraio é stato costellato da divergenze negative a livello di partecipazione. Da metà gennaio i Summation Index scendono e il rally di inizio febbraio é solo servito a provocare una pausa. Questo significa che da metà gennaio la maggior parte dei titoli sta correggendo - molti investitori sono frustrati poiché hanno l'impressione che qualcosa non funziona - gli indici salgono ma loro perdono soldi. Spesso in questi casi la correzione coinvolge in seguito tutto il listino e anche gli ipercomperati titoli della tecnologia finalmente correggono. È quello che dovrebbe succedere nel prossimo futuro - il numero dei nuovi minimi a 30 giorni in netto aumento suggerisce che la pressione di vendita in sottofondo sta crescendo. La crisi provocata dal Coronavirus dovrebbe fornire la scusa ideale per la correzione delle borse. Se come sembra l'epidemia si trasformerà in pandemia é probabile che la correzione delle borse sarà pesante.
Da un punto di vista tecnico abbiamo solo un dubbio. Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso venerdì a 1.46% (-0.06%). Noi per quest'anno ci aspettavamo un'oscillazione tra gli 1.50% ed i 1.90%. Ora l'USTB é in eccesso di ribasso e tutti sono pessimisti. In teoria il reddito dovrebbe trovarsi su un minimo intermedio. Dovrebbe salire e se sale normalmente anche le borse recuperano. C'é quindi qualcosa che non funziona. Forse l'economia americana sta entrando in recessione e il reddito del Bond deve scendere decisamente più in basso. Non lo sappiamo - teniamo però d'occhio l'USTB per sapere come si svilupperà la correzione delle borse.

Commento del 21 febbraio

I ritracciamenti vengono ancora comperati - probabile correzione minore

Ieri fino alle 16.50 i mercati finanziari erano tranquilli e non stava succedendo nulla di particolare. Le borse europee erano in leggero calo mentre l'S&P500, dopo una debole apertura, aveva recuperato ed era in guadagno di un paio di punti (3389 punti). Poi improvvisamente é arrivata un'ondata di vendite - la ragione non é importante - ci interessano effetto e conseguenze. Le borse sono precipitate e gli indici azionari europei hanno chiuso sul minimo giornaliero con sensibili perdite (Eurostoxx50 -1.09% a 3823 punti). Sui grafici sono apparse delle marcanti candele rosse che probabilmente segnano la fine momentanea del rialzo. Normalmente una seduta del genere (forte perdita, chiusura sul minimo, volumi in aumento) é l'inizio di una correzione ma ieri sera abbiamo preferito aspettare l'esito della seduta a Wall Street prima di emettere un parere. La dipendenza dell'Europa dall'America é troppo grande per poterci immaginare una correzione in Europa senza l'America. Sulla base di un'oretta di vendite non si può annunciare un'inversione di tendenza.
Prima di passare all'America completiamo il quadro in Europa. Tutti gli indici azionari si sono comportati in maniera simile. Sono scesi di poco la mattina e hanno recuperato parte delle perdite tra le 15.30 e le 16.50 - poi c'é stata una secca caduta. Il DAX é sceso a 13664 punti (-0.91%), il FTSE MIB é caduto a 25080 punti (-1.56%) mentre l'SMI, dopo aver toccato per 6 punti un nuovo record storico, é tornato a 11154 punti (-0.96%). Le borse hanno perso quanto avevano guadagnato nelle due precedenti sedute - finora nulla di grave e nulla di significativo per quel che riguarda il trend. La frenata é però brusca e nell'immediato blocca il rialzo.

In America dopo il tuffo delle 16.50 la borsa ha recuperato. Malgrado la perdita finale dell'S&P500 (-0.38% a 3373.23 punti) la seduta nel complesso ha mandato parecchi segnali positivi. DJ Transportation (+0.82%) e Russell2000 (+0.21%) hanno guadagnato terreno, I Summation Index su NYSE e Nasdaq sono saliti e il rapporto A/D (646 su 475) non é peggiorato - soprattutto anche questo breve vuoto d'aria é stato comperato e questo dimostra che i rialzisti sono ancora agguerriti e pronti a difendere le posizioni. Abbiamo visto che basta poco per provocare un'ondata di vendite - gli investitori sono inquieti (VIX a 15.56 punti, +1.18) a vendono al primo accenno di pericolo. Sarà però difficile che i ribassisti possanno fare parecchi danni. Una correzione minore é possibile e probabile - qualcosa di peggio che faccia scendere l'S&P500 sotto la MM a 50 giorni (3270 punti) sembra poco probabile.
L'S&P500 ha aperto a 3380 punti e lentamente ha recuperato fino ai 3390 punti. Alle 16.50 é partita una spinta di ribasso che in poco più di mezz'ora ha fatto scendere l'indice fino a 3341 punti. In seguito c'é stato un lento e regolare recupero e l'S&P500 ha chiuso a 3373.23 punti. Ha perso circa quanto aveva guadagnato il giorno prima - il Nasdaq100 (-0.93% a 9627 punti) ha fatto la stessa cosa. Per quel che riguarda il rapporto A/D la seduta é stata positiva (3775 su 3599). Il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.51 - gli speculatori long non desistono.
Riassumendo questa seduta negativa ha rafforzato l'impressione che dei consistenti vuoti d'aria sono possibili in ogni momento. Ieri si é aperta la strada verso il basso fino ai 3341 punti. Non esistono però le premesse per una consistente correzione o un ribasso - i rialzisti sono ancora troppo forti ed agguerriti.

Stamattina c'é una sorpresa. Il future sull'S&P500 cade a 3350 punti (-19 punti). Si trova ancora ampiamente nel range di ieri. Questa caduta sta però influenzando negativamente l'apertura in Europa. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3810 punti. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con un gap down e una perdita del -0.3%. Avremo un venerdì nero? Visto quanto successo ieri sera a Wall Street non crediamo ma i nervi tesi degli investitori potrebbero giocare un brutto scherzo.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -0.39% - Shanghai guadagna il +0.3%. Dall'Asia arrivano segnali misti.

Il prezzo dell'oro sale stamattina su un nuovo massimo plurienale a 1610 USD/oncia. Il consolidamento sopra i 1550 USD é terminato e come previsto il rialzo ha ripreso vigore e continua. A medio lungo / termine bisogna essere long - una posizione in oro appartiene a qualsiasi portafoglio.

Commento del 20 febbraio

Grafici fantastici e partecipazione terribile - questo provoca un vago senso di disagio ed inquietudine...

Ieri c'é stata un'altra spinta di rialzo e le borse europee ed americana hanno raggiunto nuovi record annuali o storici. Gli indici europei hanno  chiuso sul massimo giornaliero con solidi guadagni. L'Eurostoxx50 ha aperto sul minimo a 3846 punti e ha chiuso sul massimo a 3865 punti (+0.75%) - la candela sul grafico é verde e corposa. Come sapete dei nuovi massimi di periodo sono una conferma inequivocabile e indiscutibile di rialzo. Gli indici non sono ipercomperati e in teoria a breve possono salire più in alto.
Il DAX (+0.79% a 13789 punti), malgrado che in Germania spirino venti di recessione, si é comportato come l'Eurostoxx50. Ha chiuso sul massimo giornaliero e vicino al massimo storico. Il DAX da alcuni giorni fatica a fare sensibili progressi ma l'indice sale e questa é l'unica cosa che conta. Fino a prova contraria il rialzo deve continuare. L'indice non é ipercomperato (RSI a 61.76 punti) e non é in eccesso di rialzo. All'interno delle Bollinger Bands ha spazio verso l'alto. Il FTSE MIB (+1.01% a 25477 punti) é balzato su un nuovo massimo annuale e chiude sul massimo giornaliero con un sostanziale guadagno. Continua a sovraperformare l'Eurostoxx50. Il nostro obiettivo grafico a 25200 punti é stato superato sullo slancio. Per ora non abbiamo idea di quando questa spinta potrebbe finire.
L'indice é ipercomperato ma considerando la forza della spinta questo é irrilevante. Come a novembre l'indice può continuare la sua corsa - non per molto ma per un pò... L'SMI svizzero (+1.05% a 11263 punti) continua a sorprendere in bene e ha fatto registrare un nuovo record storico. Niente sembra in grado di fermare questo rialzo. Ora l'SMI é nuovamente ipercomperato e in eccesso di rialzo. Il grafico mostra un'accelerazione che potrebbe sfociare in esaurimento di trend. Chi però osa ancora prevedere una correzione o un'inversione di tendenza?  Davanti ad un nuovo massimo storico é meglio tacere e prevedere una continuazione del trend.
Riassumendo le borse europee sono in ottima forma. Il rialzo continua e può teoricamente continuare poiché non appaiono ostacoli o divergenze. Sappiamo però che il rialzo dipende da due fattori - la borsa americana e il cambio EUR/USD. Vediamo a che punto siamo.
Il cambio EUR/USD si é stabilizzato come speravamo sugli 1.08 (stamattina a 1.0795) ma per ora non riesce ancora a rimbalzare. Ci vuole pazienza... Restiamo dell'opinione che questa gamba di ribasso é troppo estesa e un rimbalzo almeno fino a 1.09 é imminente. Il sentiment sull'EUR é pessimo - l'ottimismo sull'USD é eccessivo. Se la correlazione inversa continua a funzionare come dovrebbe un rimbalzo del cambio deve avere un influsso negativo sulle borse europee. Non necessariamente gli indici devono scendere. È possibile che il rally in America continui e che un apprezzamento dell'EUR venga unicamente compensato da una pausa delle borse europee.

Ieri a Wall Street ci aspettavamo una seduta positiva - é andata però ancora meglio del previsto. L'S&P500 ha toccato un nuovo evidente record storico a 3393.52 punti e ha chiuso a 3386.15 punti (+0.47%) con un guadagno di 16 punti. Da ottobre dell'anno scorso il grafico dell'S&P500 sembra una linea retta che punta all'infinito - l'indice si muove come su dei binari e solo alcuni incidenti di percoso come il Coronavirus hanno provocato delle brevi esitazioni o correzioni minori che sono subito state comperate. I grafici dei maggiori indici azionari americani sono fantastici e ci ricordano quelli dei fondi del noto finanziere Bernie Madoff
L'S&P500 ha aperto a 3382 punti e dopo una breve caduta sul minimo a 3378 punti é salito sui 3390 punti dove é rimasto ad oscillare per gran parte della giornata. Sul finale c'é stata un'impennata a 3393 punti e una discesa in chiusura a 3386 punti.
Gli altri indici hanno seguito - DJTransportation (+0.71%) e Russell2000/RUT (+0.54%) si sono comportati come l'S&P500 - il Nasdaq100 (+0.92% a 9718 punti) ha fatto come al solito meglio. Gli investitori comprano costantemente i soliti nomi (Apple +1.45%) e notiamo evidenti segni di irrazionale esuberanza (Tesla +6.88%, NVidia +6.11%). Il prezzo di un'azione dovrebbe rispecchiare il valore patrimoniale dell'azienda e gli utili previsti nel futuro - in fondo però il prezzo corrisponde unicamente a quello che gli investitori sono disposti a pagare - la fantasia non ha limiti e i fattori emozionali sono importanti. 
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4732 su 2611, NH/NL a 682 su 402 e volume relativo a 1.0. I dati sulla partecipazione sono miserabili e ci preoccupano - ormai da settimane la partecipazione é debole e questo rende il trend decisamente a rischio. Siamo preoccupati ed abbiamo un senso di disagio e inquietudine. L'esperienza ci insegna che qui c'é qualcosa che non va secondo il verso giusto e il rischio di sorprese negative é alto. Il Summation Index sul NYSE é ancora in calo.
La volatilità VIX é scesa a 14.38 punti (-0.45) - il CBOE Equity put/call ratio é ancora estremamente basso a 0.45. Il pendolo della speculazione é da troppo tempo in posizione estrema (long) - un movimento nella direzione opposta é inevitabile - é solo una questione di tempistica.
Riassumendo non possiamo che consigliare di restare long tenendo ben d'occhio le uscite d'emergenza che devono poter essere raggiunte in tempi brevi.

Stamattina il future sull'S&P500 é invariato a 3386 punti. Il Nikkei ha guadagnato il +0.34% - Shanghai sale del +1.8%. L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3857 punti - le borse europe apriranno in leggero calo (-0.2%). Sembra che oggi ci aspetti una giornata di pausa - gli indici dovrebbero terminare la seduta senza sostanziali variazioni.

Commento del 19 febbraio

La settimana é iniziata con un consolidamento - il record storico del Nasdaq100 basta a cacciare i dubbi

La seduta di lunedì in Europa era stata positiva (Eurostoxx50 +0.32%) - quella di martedì é invece terminata con una moderata perdita (Eurostoxx50 -0.43% a 3836 punti). Per saldo i due risultati si compensano. In entrambe le giornate gli indici azionari europei hanno fatto il movimento significativo all'inizio della seduta - durante la giornata si sono limitati ad oscillare in laterale e hanno chiuso al centro del range giornaliero. Considerando che la tendenza é al rialzo queste sedute devono essere considerate dei consolidamenti. La borsa italiana ha avuto due sedute decisamente positive - ieri il FTSE MIB ha guadagnato il +0.41% a 25223 punti. Intesa - San Paolo intende comperare UBI (+23.55%) - questa offerta d'acquisto ha stimolato il settore bancario e fatto salire il valore delle azioni - questo effetto positivo dovrebbe però velocemente svanire - non crediamo che la sovraperformance o forza relativa della borsa italiana sia un effetto permanente anche se la bassa valutazione fondamentale della borsa italiana costituisce un elemento di sostegno.
La seduta negativa di martedì in Europa non ha nulla di preoccupante. Semplicemente le borse non possono salire tutti i giorni.

Anche in America abbiamo avuto un calo degli indici che non ha lanciato nessun segnale negativo o di vendita. Al contrario - la borsa ha nuovamente recuperato dopo una iniziale discesa e gli indici hanno chiuso nella parte superiore del range giornaliero. Il Nasdaq100 (+0.06% a 9629 punti) é addirittura riuscito a chiudere in pari e ha toccato durante la giornata un nuovo record storico a 9647 punti - la tendenza rialzista é evidente e confermata. C'é però una sorpresa almeno per non chi non segue il listino da vicino - finora non é la tecnologia il migliore settore 2020 (Nasdaq100 +8.5%) ma i difensivi titoli delle società di pubblica utilità (utilities +9.3%). Questa é un'altra conseguenza dei tassi d'interesse bassi (reddito dell'USTB decennale a 1.55%) che spinge gli investitori a comperare qualsiasi cosa basta che offra un reddito migliore o la possibilità di un'apprezzamento più ampio.
L'S&P500 ha aperto a a 3371 punti e all'inizio é salito fino a 3375 punti di massimo. Poi é sceso fino alle 18.00 quando ha toccato il minimo a 3355 punti. In seguito l'indice si é mosso in questo range - é salito a balzi fino a 3374 punti é é tornato in chiusura a 3370.29 punti (-0.29%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3043 su 4341, NH/NL a 602 su 508 (rapporto pessimo per un mercato sui massimi storici) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 14.83 punti (+1.15) (segnale di nervosismo?) mentre il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.51.
La settimana di borsa a Wall Street é iniziata con una pausa che ha fatto calare gli indicatori di momentum. I Summation Index su NYSE e Nasdaq100 hanno ricominciato a scendere leggermente. Crediamo quindi che ora debba iniziare un breve consolidamento che potrebbe anche sfociare in una correzione minore. Facciamo questa affermazione pur sapendo che stamattina il future sull'S&P500 sale a 3378 punti (+9 punti). Per il resto della settimana c'é poco da aspettarsi dalla borsa americana e non bisogna stupirsi se venerdì sera ritroveremo l'S&P500 sui 3330-3350 punti.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha guadagnato il +0.89% - Shanghai sta perdendo il -0.3%. L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 3854 punti (+18 punti) - le borse europee aprirano con un balzo del +0.5. Se come pensiamo si ripete l'andamento delle ultime due sedute le borse europee dovrebbero chiudere sui livelli d'apertura.
 
Commento del 18 febbraio

Tutto tranquillo - seduta in Europa come previsto

Eccezionalmente oggi il commento tecnico non viene pubblicato.
Io sono ancora a Lugano - rientro domani su Zurigo.
Le borse europee hanno avuto una seduta positiva (Eurostoxx50 +0.32% a 3853 punti / DAX +0.29% a 13783 punti). Hanno però chiuso sui livelli d'apertura senza fornire nuove indicazioni tecniche.
La borsa americana é invece rimasta chiusa in occasione del Giorno del Presidente o Washington's Birthday.

Aggiornamento del 17 febbraio

Nulla di nuovo

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3389 punti (+8 punti). Il Nikkei ha perso il -0.69% - Shanghai sta guadagnando il +2.0%.
Oggi devo recarmi a Lugano per un funerale. Non potrò aggiornare il sito fino a stasera. Non dovrebbe essere un problema visto che in America é un giorno di festa (Washington's Birthday) e la borsa resta chiusa. Le borse europee trattano normalmente ma penso che dopo l'apertura i mercati semplicemente si fermeranno. È ancora presto per le prime indicazioni provenienti dall'Europa - stimo però che l'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 3852 punti. Avremo un'altra seduta moderatamente positiva.

Commento del 15-16 febbraio

Gioco d'azzardo - EBITDA

Venerdì sono stati pubblicati i dati sulla crescita del PIL nell'Unione Europa nell'ultimo trimestre del 2019. Nel complesso l'economia é cresciuta del +0.1%. Il PIL della Germania é ristagnato (+0.00%) mentre quello di Francia (-0.1%) e Italia (-0.3%) sono calati. Le stime per il 2020 sono state riviste al ribasso. L'economia europea non cresce ed é sull'orlo di una recessione. Perché le borse salgono e il DAX (-0.00% a 13744 punti) ha toccato venerdì un nuovo massimo storico? Una combinazione di liquidità e tassi d'interesse negativi (il reddito del Bund decennale é al -0.397) obbliga gli investitori a comperare azioni come unica alternativa - l'effetto del gregge e l'impressione che il rialzo sembra inarrestabile provoca questo comportamento degli investitori fondamentalmente irrazionale. Il rialzo può continuare? Secondo l'analisi tecnica la risposta é si - questo fase di rialzo iniziata a marzo del 2009 é una delle più lunghe della storia e mostre evidenti sintomi di eccesso. Non appaiono però stanchezza, segnali di esaurimento e di distribuzione. Credere che questa bolla speculativa debba scoppiare a breve unicamente perché questo é successo nel passato potrebbe non essere una buona idea. In America l'economia cresce, gli utili delle imprese aumentano (o almeno non diminuiscono) e i tassi d'interesse sono destinati a scendere - la FED dovrebbe abbassarli verso la metà di quest'anno. È ovvio che questo pazzo bull market non può continuare all'infinito. Se però qualcuno ci chiede se l'S&P5000 può salire fino ai 4000 punti la risposta deve essere affermativa. Il rialzo a corto termine é decisamente troppo esteso - basterebbe però una correzione di un -5% per eliminare l'ipercomperato e far diminuire gli eccessi a medio termine facendoli rientrare su livelli accettabili. A questo punto il rialzo potrebbe riprendere alimentato dalla politica monetaria delle Banche Centrali e dalle politiche fiscali e di spesa pubblica estremamente stimolanti di numerosi Paesi occidentali e della Cina.

Come ai tempi della bolla di internet che é scoppiata a marzo del 2000 notiamo che le imprese cominciano ad adottare sistemi di valutazione fantasiosi che vengono accettati dagli analisti finanziari e dalle autorità di sorveglianza come verità. Normalmente si guarda quello che un'azienda guadagna (utile netto) oggi e nel futuro e questi earnings (E) vengono capitalizzati per calcolare il valore futuro dell'azione. Oggigiorno però si parla di EBITDA -  earnings before interest, taxes, depreciation and amortization. In pratica si tolgono dai risultati gli interessi passivi, le tasse, le svalutazioni e gli ammortamenti partendo dal principio che quello che conta é solo quanto viene guadagnato sulla base dell'attività corrente. Tutto il resto - e sono solo spese o perdite - non conta. In questo modo i responsabili delle finanze delle imprese sono in grado di abbellire qualsiasi resultato facendolo apparire molto meglio della realtà. Gli investitori guardano solo la cifra finale e gli analisti finanziari lanciano grida di giubilo visto che, cifre manipolate o meno, il valore delle azioni sale. Come in ogni bolla speculativa che si rispetti i fondamentali vengono ignorati o vengono manipolati in maniera che le cifre in apparenza sostengano l'oscena sopravvalutazione del valore delle azioni. Tutto questo finirà male - può però ancora durare parecchio tempo e - ripetiamo - per ora l'analisi tecnica continua a dare luce verde.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.12% a 3841 punti
DAX                         +1.70% a 13744 punti
SMI                          +1.16% a 11128 punti
FTSE MIB                  +1.59% a 24867 punti
S&P500                    +1.58% a 3380.16 punti
Nasdaq100               +2.37% a 9623 punti

Una settimana fà eravamo convinti che le borse dovessero fermarsi e consolidare. Ci aspettavamo una correzione minore e una settimana negativa. Invece il rialzo é continuato in maniera regolare é stata una settimana positiva con nuovi record storici degli indici azionari. Ci sono state delle sedute negative ma le perdite erano modeste. Hanno prevalso le sedute positive malgrado che non ci siano stati degli strappi di rialzo con guadagni superiori all'1%. Ogni ritracciamento é stato comperato e gli indici sono sempre riusciti a recuperare dopo ogni tuffo provocato da una qualche notizia particolarmente negativa. Le borse, specialmente in America, restano ipercomperate e in eccesso di rialzo a corto e medio termine - gli investitori sono troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Queste condizioni normalmente dovrebbero bastare per provocare una correzione minore o di medio termine (-10%in uno o più mesi). Invece le borse hanno dimostrato di avere la forza necessaria per superare questi ostacoli o freni di natura tecnica. Negli indicatori tecnici non vediamo cambiamenti sostanziali e quindi possiamo solo aspettare per vedere se cambia qualcosa.
La crisi provocata dal Coronavirus peggiora mentre settimana prossima la FED intende ridurre i suoi interventi sul mercato repo. Il flusso di liquidità fornita dalla Banca Centrale diminuirà. Questo aumenta le probabilità di una correzione ma non fornisce nessuna certezza.

Venerdì l'Eurostoxx50 ha chiuso al centro del range giornaliero con una leggera perdita di 5 punti (-0.15% a 3841 punti). L'indice si é fermato 13 punti sotto il massimo annuale di mercoledì a 3854 punti. Non é ipercomperato e niente ancora si oppone ad una continuazione del rialzo anche se le premesse per una correzione restano ideali. DAX (-0.00% a 13744 punti) e FTSE MIB si sono comportati in maniera simile e si trovano nella stessa situazione tecnica. Nei commenti serali di martedì abbiamo indicato i target teorici su base grafica per questa spinta di rialzo. L'SMI svizzero (+0.33% a 11128 punti) é salito venerdì su un nuovo record storico. Ogni ulteriore commento é superfluo poiché sapete cosa significa. L'indice é in eccesso di rialzo (definito come distanza dalla MM a 50 o 200 giorni) ma non é ipercomperato (RSI a 68.04 punti). In teoria può salire ancora un centinaio di punti prima di essere obbligato a ritracciare o correggere.
Il rialzo delle borse europee viene favorito e sostenuto dalla debolezza dell'EUR (EUR/USD a 1.0830). Fino a quando il cambio scende é probabile che le borse salgano. Sapete che noi a breve ci aspettiamo un rimbalzo da ipervenduto.

L'S&P500 ha aperto e chiuso a 3380 punti - per saldo ha guadagnato 6 punti. Questa é la migliore chiusura giornaliera della storia poco sotto il massimo storico di giovedi a 3385 punti.
L'S&P500 ha aperto a 3380 punti. Dopo una fase volatile é caduto alle 20.15 sul minimo a 3366 punti. Ancora una volta ha recuperato e ha chiuso a 3380.16 punti. Come al solito il mercato é stato sostenuto dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.29% a 9623 punti) mentre trasporti (DJT -1.19%) e PMI (RUT -0.36%) erano in calo.
La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3599 su 3776, NH/NL a 595 su 408 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 13.68 punti (-0.47) mentre il CBOE Equity put7call ratio era basso a 0.58 (MM a 10 giorni a 0.50). Il quadro tecnico é sostanzialmente invariato. La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 59.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.73.

Lunedì 17 gennaio in America é un giorno di festa (Washington's Birthday) - la borsa resta chiusa. Le borse europee trattano normalmente ma dopo l'apertura si immobilizzeranno in mancanza di stimoli e indicazioni da Oltre Oceano.

Commento del 14 febbraio

Ogni ritracciamento viene comperato - per ora ci sono solo segnali di forza

Ieri mattina nei media c'era una miriade di commenti riguardanti la diffusione del Coronavirus e le conseguenze negative sull'economia della Cina e del mondo intero. Logicamente le borse hanno aperto con un tuffo. Nel corso della giornata però gli indici azionari hanno recuperato e la sera hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Anche questa volta delle notizie oggettivamente negative non sono state in grado di provocare un'ondata di vendite malgrado che le borse siano ipercomperate e in eccesso di rialzo. Questo é un evidente segnale di forza - ogni ritracciamento viene comperato.
Il nuovo massimo storico dell'S&P500 (-0.16% a 3373.94 punti) a 3385.09 punti é solamente un'ulteriore conferma della tendenza rialzista che sembra inarrestabile. Lo sarà fino a quando gli ultimi scettici avranno gettato la spugna e avranno deciso di comperare.

Tra specialisti é nata un'intensa discussione sulle conseguenze finanziarie delle operazioni effettuate dalla FED sul mercato repo. Molti mettono in dubbio l'espressione di "pompare liquidità nel sistema" e contestano il fatto che si tratti di una nuova edizione di QE. Secondo noi si tratta solo di una diatriba a livello accademico. In verità la FED compra USTreasury Bills a scadenza inferiore ad un anno e consegna in cambio liquidità - significa che le banche scambiano titoli di debito che rendono circa il 1.6% con liquidità depositata presso la FED che rende circa il +1.6% - la differenza é minima e non influisce sui tassi d'interesse a lungo termine. Ci sono però due aspetti da prendere in considerazione. Psicologicamente gli investitori sono convinti che qualsiasi cosa succeda la FED interverrà a salvare il mercato e i loro investimenti - questa sprona gli investitori a prendere rischi e gettarsi a capofitto nella borsa che offre l'unica opportunità di un sostanziale guadagno. Inoltre bisogna constatare che l'US Treasury Bond decennale rende il 1.65% - ha un reddito reale negativo - gli investitori stimano che le possibilità di una forte crescita dell'economia negli anni a venire sono scarse. Sono quindi coscenti che si prestano ad un gioco pericoloso poiché i fondamentali non sostengono le ricche valutazioni delle azioni.

Ieri Eurostoxx50 (-0.20% a 3845 punti) e S&P500 (-0.16% a 3373.94 punti) hanno perso qualche punto. Formalmente si é trattato di una seduta negativa. In pratica é stata una seduta che ha lanciato parecchi segnali positivi poiché le borse si sono dimostate resistenti e in grado di reagire a delle notizie pessime. Da un punto di vista tecnico questa giornata non ha cambiato nulla nella situazione di fondo. Cogliamo l'occasione per esplorare altri temi.
Il cambio EUR/USD é caduto su un nuovo minimo pluriennale a 1.0827 e si trova stamattina a 1.0835. Questa spinta di ribasso, che é partita ad inizio anno e ha subito un'accelerazione ad inizio febbraio, ci ha sorpreso. il cambio ha rotto il canale orizzontale con bordo inferiore a 1.10 e ha superato al ribasso il supporto fornito dal minimo 2019 a 1.087. Ora c'é una situazione di ipervenduto e deve verificarsi un rimbalzo. Se il cambio torna decisamente sopra gli 1.09 dovrebbe stabilizzarsi e fare base. Se invece avremo solo un debole rimbalzo fino a 1.0880 é probabile che in seguito il ribasso continui in direzione del minimo storico a 1.0340 di dicembre 2017. La debolezza dell'EUR aiuta la borse europee che per gli investitori in USD diventano attraenti - sia per un puro effetto di cambio sia per le conseguenze positive che un EUR debole possono avere sull'industria d'esportazione.
Da ottobre dell'anno scorso le borse salgono - i tassi d'interesse invece oscillano ma per saldo sono stabili. In Europa il QE mantiene una pressione al ribasso sui tassi d'interesse a lungo termine - in America invece questo effetto non c'é. I tassi d'interesse non salgono poiché gli investitori ritengono che la crescita economica resterà modesta e non ci sarà inflazione. Non sembra che gli investitori comprano azioni poiché vendono obbligazioni. È quindi liquidità che affluisce sul mercato azionario anche se questa immagine é in realtà una distorsione visto che ogni acquisto d'azioni corrisponde ad una vendita. È però evidente che c'é più domanda che offerta. Vedremo quando la percentuale d'azioni in portafoglio avrà raggiunto il limite massimo. 

Ieri l'S&P500 ha aperto in calo a 3365 punti - dopo una breve reazione fino a 3372 punti c'é stato un tuffo fino a 3360 punti di minimo. In seguito l'S&P500 é risalito ad ondate regolari fino alle 20.00 e ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 3385.09 punti. Sul finale si é sgonfiato e ha chiuso a 3373.94 punti (-0.16%). Questo comportamento é stato seguito da tutto il listino (Nasdaq100 -0.18%, DJ Trasportation -0.16%, Russell2000 +0.26%). La seduta al NYSE é stata moderatamente negativa con A/D a 3352 su 4035, NH/NL a 562 (pochissimi considerando i nuovi record storici di S&P500 e Nasdaq e il guadagno del RUT) su 389 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é lievitata a 14.15 punti (+0.41) mentre il CBOE Equity put/call ratio é basso a 0.55. Se il rialzo continua con questo ritmo l'S&P500 dovrebbe terminare il mese sui 3450 punti.

Stamattina il future sull'S&P050 é a 3385 punti (+7 punti)- questo ci dice già quale sarà l'intornazione della giornata. Il Nikkei ha perso il -0.59% - Shanghai sta salendo del +0.4%. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3848 punti - le borse europee apriranno senza sostanziali variazioni - probabilmente vedremo luce verde con uno sporadico +0.1%. Settimana scorsa venerdì ci sono state delle vendite e delle prese di beneficio al termine di una settimana di rialzo - pensiamo che anche oggi si ripeterà nel pomeriggio questo effetto.

Commento del 13 febbraio

La corsa continua...

Ieri abbiamo avuto un'altra seduta positiva con borse europee (Eurostoxx50 +0.75% a 3854 punti) ed americana nuovamente a caccia di record. I nuovi massimi annuali o storici degli indici azionari si succedono regolarmente e il grafico dell'S&P500 (+0.65% a 3379.45 punti) da ottobre dell'anno scorso é una linea retta che punta verso il cielo interrotta qua e la brevemente da correzioni intermedie provocate da crisi che in tempi normali avrebbero messo in ginocchio i mercati finanziari. Il Coronavirus, che sta bloccando l'economia cinese, rallentando il commercio internazionale e provocando crisi settoriali come quella del turismo, ha solo causato una correzione minore di 6 sedute e di circa 120 punti (-3.5%). Poi la corsa é ripresa come niente fosse. Per il momento non vediamo nulla che possa suggerire l'imminente fine di questo rialzo e non abbiamo nessun segnale d'inversione di tendenza. Le seduta positive si susseguono senza che ci siano sostanziali cambiamenti a livello di indicatori. Le borse restano ipercomperate e in eccesso di rialzo - gli investitori sono troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Fondamentalmente le azioni, specialmente in America, sono oscenamente care. Il rialzo però può continuare poiché ha dimostrato di avere la forza per rompere qualsiasi barriera tecnica e limite di durata. Malgrado che ogni calcolo razionale ci dice che nei prossimi 10 anni, per bene che vada, la performance dell'S&P500 deve essere intorno al 0%, gli investitori continuano a saltare sul carro in corsa. Nessuno é in grado di dire quando e dove il rialzo finirà - sappiamo quali tipi di eventi sono in grado di provocare la fine di questo bull market - fino a quando però non succede qualcosa é probabile che la festa continui.

Ieri le borse europee hanno aperto in guadagno, sono ulteriormente salite nel corso della giornata e hanno chiuso vicino al massimo. Nuovi massimi di periodo o storici confermano la tendenza rialzista. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3830 punti e ha chiuso sul massimo a 3854 punti (+0.75%). DAX (+0.89% a 13749 punti) e FTSE MIB (+0.70% a 24861 punti) si sono comportati alla stessa maniera.      
L'indice delle banche SX7E (+1.61% a 101.53 punti) ha confermato con una ottima prestazione le nostre più rosee previsioni. La barriera psicologica dei 100 punti é stato superata. Come ci eravamo aspettati nelle previsioni per il 2020 il settore bancario europeo comincia a sovraperformare. Solo l'SMI svizzero (-0.11% a 11089 punti) ha avuto una battuta d'arresto causata dai titoli difensivi (Nestlé -1.25% e farmaceutica in calo). Non c'é però motivo di preoccupazione - la mattina l'indice ha ancora fatto registrare un nuovo massimo storico marginale.
L'Europa ha dei margini di recupero nei riguardi dell'America - gli indici azionari hanno ancora dello spazio di apprezzamento prima di raggiungere gli obiettivi. Il rialzo però dipende ed é strettamente correlato con quello della borsa americana.

A Wall Street c'é stata un'altra seduta positiva e di calma surreale. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 3274 punti e si é mosso a caso tra i 3269 ed il nuovo record storico a 3381.47 punti (range di soli 12 punti!). Ha chiuso vicino al massimo a 3279.45 punti (+0.65%). Il Nasdaq100 (+1.00% a 9614 punti) ha ripreso la leadership. Anche gli altri indici hanno guadagnato terreno (DJT +0.92%, RUT +0.71%) - malgrado ciò il numero dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) non aumenta - questa debolezza strutturale non basta finora a bloccare la corsa della borsa americana. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4985 su 2401, NH/NL a 643 (maledettamente pochi !) su 313 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é caduta a 13.74 punti (-1.44) - la CBOE Equity put/call ratio era nuovamente bassa a 0.48. Ormai sembrano tutti long - chi é che compra ancora a questi livelli ?

Stamattina torna la paura del Coronavirus dopo che le autorità cinesi hanno corretto al rialzo le statistiche di contagiati e morti - ora i dati sembrano più realistici e preoccupano. Il future sull'S&P500 cala a 3366 punti (-13 punti). Il Nikkei ha perso il -0.14% - Shanghai sta scendendo del -0.7%. L'Eurostoxx50 vale alle 08.30 3837 punti (-17 punti) - le borse europee apriranno con minusvalenze dell'ordine del -0.4%. Vedremo se oggi ci saranno altre vendite o se questa debolezza verrà presa come un'occasione d'acquisto.
Non citiamo più gli avvenimenti importanti di una giornata (dati economici, risultati di imprese, ecc.) poiché al momento sembrano non influenzare il mercato. Qualsiasi cosa viene interpretata in maniera positiva e conferma l'irrazionale esuberanza e cecità degli investitori.

Commento del 12 febbraio

Nuovi massimi storici e massimi annuali - il rialzo continua ignorando le debolezze strutturali

La seduta di ieri é stata una conferma di quanto scritto il mattino. Malgrado tutto quando si può rilevare di dubbio e preoccupante in questo rialzo a livello tecnico, le borse continuano a salire indisturbate. Ieri é stato il turno degli europei di raggiungere dei nuovi massimi di periodo o storici - malgrado che l'economia tedesca ristagni con tassi di crescita poco superiori allo 0% il DAX (+0.99% a 13627 punti) ha fatto registrare un nuovo massimo storico. Dopo il balzo in apertura non é più successo molto - i guadagni a fine giornata sono però indiscutibile e rilevanti. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3820 punti, ha toccato un massimo a 3832 punti e ha chiuso a 3825 punti (+0.86%) - i movimenti importanti avvengono durante la notte tra chiusura e riapertura del giorno dopo - il trading giornaliero non é più un'attività lucrativa. Il rialzo a traino degli Stati Uniti sembra però non aver ancora raggiunto la sua fine.
Nei commenti serali abbiamo fissato degli obiettivi grafici per questa spinta di rialzo.

Anche la seduta a New York é stata positiva e l'S&P500 (+0.17% a3357.75 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 3375.63 punti. Ci sono però delle leggere differenze rispetto a precedenti sedute positive con nuovi record. La chiusura é stata lontana dal massimo e sui grafici appaiono candele rosse - la tecnologia non ha sovraperformato (Nasdaq100 +0.01% a 9517 punti). Queste non sono però delle differenze rilevanti che possono indicare la fine del rialzo.
L'S&P500 ha aperto a 3266 punti e dopo una breve caduta a 3261 punti é salito verso le 16.30 sul massimo a 3375 punti. Poi, come colpito da un attacco di stanchezza, é caduto ad ondate fino a 3352 punti. Sul finale ha recuperato a 3357.75 punti (+0.17%). Anche questa volta i nuovi recordo storici di S&P500 e Nasdaq100 non vengono confermati dalla partecipazione - il numero dei nuovi massimi a 30 giorni (650) é tragicamente basso confermando che il rialzo viene provocato solo da pochi titoli. Anche i volumi (volume relativo a 1.0) sono moderati - la borsa non festeggia - sale e basta.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5127 su 2272 e NH/NL a 650 su 355. La volatilità VIX é salita a 15.18 punti (+0.14) mentre il CBOE Equity put/call ratio resta strenuamente basso a 0.45. I Summation Index per lo meno hanno ricominciato a salire debolmente. La spinta di rialzo di febbraio mostra parecchie divergenze negative con massimi discendenti su parecchi indicatori di momentm e partecipazione - potremmo però cominciare a preoccuparci solo quando ci saranno delle sedute decisamente negative o una serie di sedute in calo con durata superiore ai tre giorni.
Il rialzo dell'S&P500 é talmente regolare da venir accompagnato dalle Bollinger Bands che salgono mantenendo una larghezza costante. Finora le ondate di rialzo e le correzioni minori si sono sviluppate da ottobre 2019 sempre all'interno delle bande. Ieri l'S&P500 ha toccato la banda superiore a 3374 punti. A breve é probabile che ci sia una pausa o un ritracciamento.

Ieri il cambio EUR/USD é sceso fino a 1.0892 - stamattina é di nuovo a 1.0910. Da inizio anno il cambio scende e ha bucato il supporto a 1.10. La tendenza a breve é al ribasso - la tendenza di fondo, a seconda delle regole utilizzate, é da neutra a debolmente al ribasso. Nei prossimi giorni é probabile che il cambio testi il minimo 2019 a 1.0879. Secondo noi il cambio dovrebbe rimbalzare e attestarsi intorno agli 1.10. Una rottura al ribasso é però possibile anche perché non riusciamo a spiegarci questa forza dell'USD. Il differenziale dei tassi d'interesse é praticamente costante. Il cambio EUR/CHF é sceso su un nuovo minimo di periodo a 1.0654. A questo punto bisogna chiedersi se il problema non é la forza del CHF (o dell'USD) quanto piuttosto la debolezza dell'EUR - l'UE negli ultimi mesi sembra un colosso dai piedi d'argilla e la Brexit non fa che confermare la fragilità del costrutto europeo.

Anche stamattina il future sull'S&P500 sale a 3365 punti (+8 punti) e condiziona i mercati. Il Nikkei ha guadagnato il +0.74% - Shanghai sta salendo del +0.9%. Alle 08.50 l'Eurostoxx50 vale 3835 punti - l'indice aprirà con un balzo di 10 punti su un nuovo massimo annuale marginale. Le borse europee inizieranno la giornata con guadagni di circa il +0.25%. Sembra che avremo un'altra seduta moderatamente positiva.

Commento dell'11 febbraio

Nuovi massimi storici su S&P500 e Nasdaq100 sono un segnale indiscutibile di rialzo - rialzo senza limiti ?

Malgrado che vediamo numerose debolezze tecniche il rialzo della borsa americana ieri é proseguito e sembra inarrestabile. Sinceramente non sappiamo se stamattina vale la pena fare l'analisi degli indicatori e fare delle considerazioni riguardanti la situazione tecnica del mercato visto che gli indici americani con dei nuovi massimi storici mandano segnali indiscutibili e inequivocabili di rialzo.
Non possiamo che inchinarci davanti all'evidenza dei fatti. Gli investitori, come ai tempi della bolla di internet, continuano a comperare tecnologia (Nasdaq100 +1.23% a 9516 punti) incuranti delle stratosferiche valutazioni e degli eccessi. Sembra che comperare sempre i soliti nomi (Amazon +2.63%, Google +2.00%, Microsoft +2.02%) sia una formula vincente contro la quale si schianta qualsiasi dubbio riguardante la mediocre partecipazione (NH/NL a 470 su 575) e l'eccesso di speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.46).
La liquidità, la cieca fiducia nella capacità della FED di sostenere i mercati finanziari e la consapovolezza che Trump farà di tutto a livello economico per assicurare la sua rielezione fanno marciare gli investitori in una sola direzione. Le crepe (Summation Index su NYSE e Nasdaq100 in calo) spariscono sotto una mano di vernice costituita da una monotona e costante serie di sedute positive interrotte ormai solamente da brevi ritracciamenti.
Finora i problemi tecnici che abbiamo identificato non fermano il rialzo - non servono neanche per prevedere una correzione. Dobbiamo quindi attendere che appaia qualcosa di nuovo prima di poter osar prevedere un'inversione di tendenza. L'Europa segue a distanza l'America ma segue - più per obbligo che per convinzione.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. Gli indici azionari hanno chiuso misti e senza sostanziali variazioni. Eurostoxx50 (-0.14% a 3793 punti) e DAX (-0.15% a 13494 punti) hanno perso qualche punto. L'SMI (+0.35% a 11039 punti) come al solito ha seguito l'S&P500 facendo registrare la migliore chiusura giornaliera della storia. Il FTSE MIB (+0.12% a 24507 punti) ha fatto un lieve progresso.   
Stamattina l'Eurostoxx50 aprirà sopra i 3820 punti e quindi su un nuovo massimo annuale.

In America l'S&P500 ha aperto in calo e sul minimo giornaliero a 3320 punti. Da quel momento i rialzisti hanno controllato le operazioni. Alle 16.45 l'indice era risalito a 3340 punti. Poi per ore si é mosso in laterale e in pochi punti. Dopo le 20.00 ha ripreso la scalata e con un'accelerazione sul fnale ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3352.26 punti - ha chiuso sul massimo a 3352.09 punti (+0.73%). Come al solito il rialzo é stato trascinato dalla tecnologia (Nasdaq100 +1.23% a 9516 punti).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4705 su 2729, NH/NL a 470 (assolutamente troppo pochi) su 575 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 15.04 punti (-0.43) mentre il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.46.

Stamattina la musica non cambia. La borsa di Tokio é chiusa - Shanghai sta guadagnando il +0.4%. Alle 08.15 il future sull'S&P500 é a 3361 punti (+8 punti). L'Eurostoxx50 vale 3820 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +0.7%. Prevedere qualcosa di diverso da una seduta moderatamente positiva sembra un'eresia.

Aggiornamento del 10 febbraio

Coronavirus contro liquidità delle Banche Centrali

Durante il fine settimana il tema principale trattato nei media é ancora il Coronavirus. L'epidemia si espande in Cina mentre i casi di contagio in Europa ed America sono ancora sporadici. Si discute sulle cifre ufficiali di malati e decessi pubblicate dalle autorità cinesi che sembrano volontariamente corrette al ribasso per evitare il panico. Sicuramente a breve ci saranno delle conseguenze negative sull'economia e sugli utili di imprese particolarmente dipendenti dal mercato cinese e dal suo apparato produttivo. Sarà però un effetto temporaneo e non duraturo. Le Banche Centrali continuano a combattere questa crisi iniettando ingenti quantità di liquidità. La PBOC lo fa per impedire un tracollo del mercato finanziario e per stimolare un'economia che si sta bloccando. La FED interviene ancora per stabilizzare il mercato repo in quello che ormai é l'inizio del QE4. La correlazione tra le spinte di rialzo della borsa americana e le operazioni della FED é strabiliante. Due settimana fà ha prevalso la paura del Coronavirus e le borse hanno corretto - settimana scorsa le autorità sanitarie sembravano in grado di contenere la pandemia e ha vinto la liquidità che ha provocato una sostanziale spinta di rialzo. Vedremo cosa succederà questa settimana visto che l'economia reale sembra in effetti soffrire. Solo due esempi - il prezzo del rame é in forte calo mentre il prezzo dei trasporti marini (Baltic Dry Index) é in caduta libera.

Stamattina i mercati sono nervosi e volatili. Per saldo però i cambiamenti rispetto a venerdì sono modesti. Il Nikkei ha perso il -0.6% - Shanghai sta guadagnando il +0.5%. Il future sull'S&P500 sale a 3332 punti (+6 punti) - stanotte é caduto fino a 3303 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3794 punti - le borse europee apriranno praticamente in pari (-0.1%). Non abbiamo un'idea precisa di quello che potrebbe succedere oggi - l'agenda economica non offre appuntamenti di grande interesse e nessuna impresa rilevante presenta oggi i suoi risultati trimestrali. Crediamo quindi di ritrovare stasera le borse vicino ai livelli d'apertura.

Commento del 8-9 febbraio

Da un rimbalzo si é passati ad un rialzo - segue un'altra correzione minore o qualcosa di peggio?

Secondo le nostre previsioni lunedì scorso doveva iniziare un rimbalzo tecnico all'interno di una correzione di medio termine. Evidentemente ci siamo sbagliati - non nella direzione del movimento ma nella sua intensità. Non c'é stato un modesto rimbalzo di due o tre giorni ma una vera e propria spinta di rialzo che ha permesso all'S&P500 (-0.54% a 3327.71 punti) giovedì di toccare un nuovo massimo storico a 3347.96 punti. Nuovi massimi annuali o storici in Europa e in America hanno cambiato le carte in tavola - non si può più parlare di correzione a medio termine malgrado che Eurostoxx50 (-0.18% a 3798 punti) e DAX (-0.45% a 13513 punti) non siano riusciti a superare i massimi annuali di gennaio. Ora non sappiamo ancora cosa aspettarci nei prossimi mesi. Se ci fosse stata a febbraio una vera e propria correzione di medio termine avevamo previsto in seguito una sostenibile fase di rialzo fino a circa metà aprile con nuovi massimi annuali marginali. Invece la borsa americana, secondo i nostri calcoli, é già tornata su quelli che dovrebbero essere i massimi del 2020 (performance 2020 dell'S&P500 fino a oggi del +3.00%) mentre appaiono delle evidenti divergente tecniche negative. La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 54.9% dei titoli sopra la SMA a 30 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.10. Nella correzione minore di fine gennaio di indici azionari americani più importanti sono rimasti sopra la MM a 50 giorni che da mesi serve come valido supporto. I maggiori indici europei invece sono in un trend neutro ed oscillano in laterale in un ampio canale (Eurostoxx50 3640-3800 punti). All'inizio di settimana prossima le borse devono scendere - i segnali forniti in questo senso dagli indicatori sono affidabili. Non sappiamo però se avremo una semplice correzione minore o una spinta di ribasso - l'errore di valutazione di una settimana fà ci rende prudenti. Se il mercato continua a comportarsi come nelle scorse settimane l'S&P500 dovrebbe al massimo scendere sui 3250 punti prima di risalire. Attenzione però che ciclicamente le borse dovrebbero essere in una fase negativa fino a fine mese. Di conseguenza se ci fosse una rottura e accelerazione sotto la MM a 50 giorni bisognerà fare molta attenzione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +4.33% a 3798 punti (SX7E +9.02% a 99.64 punti)
DAX                         +4.10% a 13513 punti
SMI                          +3.52% a 11001 punti
FTSE MIB                  +5.34% a 24478 punti
S&P500                    +3.17% a 3327.71 punti
Nasdaq100               +4.55% a 9401 punti

Le borse europee in generale sono salite fino a giovedì quando l'Eurostoxx50 ha toccato poco dopo l'apertura il massimo settimanale a 3806 punti. Nel frattempo l'SMI svizzero (-0.10% a 11001 punti) ha fatto registrare un nuovo massimo storico a 11061 punti. Solo venerdì c'é stata una battuta d'arresto e una seduta di poco negativa. Il DAX tedesco ha perso moderatamente terreno (-0.45% a 13513 punti) mentre gli altri indici azionari sono scesi solo di qualche punto. Il FTSE MIB (-0.05% a 24478 punti) ha ancora toccato un nuovo massimo annuale a 24523 punti prima di cedere e chiudere praticamente in pari.
L'Europa continua a restare indietro rispetto all'America - questo ritardo é in parte spiegabile con la differenza a livello di fondamentali - la crescita economica americana é ancora più forte di quella europea da dove arrivano preoccupati dati economici con un netto calo della produziona industriale. La pausa di venerdì secondo l'analisi tecnica non ha un significato particolare - gli indici non sono ancora ipercomperati. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3787 punti (-11 punti) mentre la borsa americana lanciava evidenti segnali di stanchezza. È quindi logico pensare che all'inizio di settimana prossima le borse europee debbano scendere. Vedremo se apparirà pressione di vendita oppure no. Non bisogna stupirsi se l'Eurostoxx50 torna su quei 3750 punti che ci accompagnano da ormai due mesi. Abbiamo voglia di tornare short per il portafoglio ma non abbiamo abbastanza elementi tecnici in favore di uno scenario ribassista per tentare questa avventura.
Notiamo l'ottima performance settimanale del settore bancario. L'indice SX7E é salito venerdì, in una giornata generalmente negativa e con tassi d'interesse in calo, a 99.64 punti (+1.16% / performance settimanale +9.02%). Vi ricordiamo che avevemo suggerito di comperare dal supporto a 91 punti. Sui 99.50 punti c'é una resistenza. Crediamo che a corto termine il rialzo dell'indice sia finito e che debba iniziare una correzione. Non bisogna però sottovalutare i segnali di forza. Se all'inizio di settimana prossima l'indice continua a salire ha via libera fino ai 104.50 punti.

Durante la scorsa settimana la borsa americana é salita mentre dagli indicatori tecnici abbiamo avuto divergenze e segnali negativi a livello di partecipazione. Non é quindi una sorpresa che venerdì la seduta a New York sia stata negativa. È invece piuttosto strano che l'S&P500 giovedì sia riuscito a toccare un nuovo massimo storico marginale a 3347.96 punti - la piccola star sul grafico era però un segnale di stanchezza e di possibile esaurimento. Crediamo che questa possa essere stata una falsa rottura al rialzo.
L'S&P500 ha aperto in calo a 3335 punti. È sceso e ha fatto brevemente base a 3326 punti - poi é risalito per la chiusura in Europa fino ai 3341 punti. Dopo é caduto regolamente fino ai 3322 punti di minimo. Dopo le 20.00 ha recuperato una decina di punti ed ha chiuso infine a 3327.71 punti (-0.54%). Una perdita di 18 punti alla fine di una settimana di forte rialzo non sembra essere un problema. Ha livello di partecipazione però la situazione é preoccupante. I nuovi massimi sono bassi e non aumentano - i nuovi minimi stranamente lievitano e i Summation Index ricominciano a scendere dopo una semplice pausa nel corso della settimana.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2097 su 5335, NH/NL a 344 (!) su 493 (!!!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 15.47 punti (+0.51) e la CBOE Equity put/call ratio era nuovamente bassa a 0.56 (MM a 10g a 0.55). La borsa americana ha nuovamente una costellazione tecnica ideale per una correzione mentre appaiono evidenti segnali di distribuzione e di cedimento strutturale (guardate ad esempio i semiconduttori / SOX).
La tecnologia e i pesi massimi del Nasdaq100 (-0.47% a 9401 punti) continuano a trascinare i listini al rialzo.
Siamo convinti che la rottura al rialzo di giovedì non avrà a breve una continuazione. È molto probabile che la prossima settimana sia negativa o al massimo in pari. Dopo l'errore di stima di settimana scorsa non osiamo prevedere un ribasso ma questa é un'eventualità da non scartare. Fino a quando gli indici americani restano sopra la MM a 50 giorni in ascesa la tendenza é al rialzo e non va combattuta. In caso di rottura al ribasso bisogna però fare molta attenzione e valutare la possibilità dell'apertura di posizioni short.

Commento del 6 febbraio

Devo nuovamente assentarmi alcuni giorni - fino a sabato non potrò aggiornare il sito.
Il prossimo commento sarà l'analisi del fine settimana che verrà pubblicata domenica prossima.
Mi scuso dell'inconveniente.
A tutti gli abbonati vengono accreditati 3 giorni di abbonamento.

Commento del 5 febbraio

Troppo forte per un rimbalzo - nuovo massimo storico del Nasdaq / Nasdaq100

Ieri le borse sono state catapultate verso l'alto da una potente ondata d'acquisti. Sia in Europa che in America gli indici hanno terminato la giornata con forti guadagni. L'Eurostoxx50 ha chiuso sul massimo giornaliero a 3732 punti (+1.94%). L'S&P500 non é riuscito a difendere il massimo giornaliero a 3306 punti ed é tornato a fine giornata 3297.59 punti (+1.50%) - si tratta ugualmente di un balzo di 48 punti. Ora siamo in difficoltà. Le borse europee possono essere considerate ancora all'interno di una correzione - Eurostoxx50 e DAX (+1.81% a 13281 punti) sono rimasti sotto la MM a 50 giorni. In America invece sembra essere ripreso il rialzo trascinato come al solito dalla tecnologia - Nasdaq (+2.10%) e Nasdaq100 (+2.28% a 9334 punti) hanno fatto registrare un nuovo record storico e questo come sapete é un segnale inequivocabile di rialzo. Non pensiamo però che la borsa riprenderà a salire come a gennaio. È più probabile che ci siano ancora parecchie sedute altalenanti prima che si instauri un nuovo trend sostenibile. Ci sono troppi segnali contraddittori e mancano ancora conferme a livello di partecipazione - i Summation Index di NYSE e Nasdaq sono ancora in calo anche se mostrano l'intenzione di formare base. Le ultime due sedute ci dicono che dobbiamo archiviare lo scenario di una correzione fino a fine mese con un obiettivo a 3000 punti di S&P500 - non é però ancora venuto il momento di comperare - l'instabilità a la serie di sedute positive a negative deve continuare.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. Gli indici hanno aperto in guadagno, sono balzati nella prima mezz'ora di contrattazioni e sono poi continuati a salire al piccolo trotto fino alla chiusura sul massimo giornaliero. Indubbiamente é stata una prestazione convincente che imprime delle lunghe candele bianche o verdi sui grafici. I massimi di venerdì sono stati superati e quindi non possiamo più parlare di semplice rimbalzo tecnico - si tratta di un vero e proprio contrattacco dei rialzisti che sono riusciti a recuperare parecchio terreno. I maggiori indici azionari europei sono nuovamente sui livelli di due mesi fà e si trovano al centro delle Bollinger Bands - é una situazione neutra ma che lascia i rialzisti in leggero vantaggio visto che hanno dominato le ultime due sedute.
Ieri FTSE MIB (+1.64% a 23844 punti) e SMI (+1.27% a 10800 punti) hanno leggermente sottoperformato ma la differenza é insignificante. Tutti i listini hanno partecipato compatti al rialzo.

L'ottimismo ha trascinato anche New York dove si moltiplicano acquisti che denotano irrazionale euforia (Tesla +13.73%). Come al solito gli investitori si sono buttati sulla tecnologia (Apple +3.30%, Microsoft +3.29%, Amazon +2.27%) mentre il patron di Amazon Bezos annuncia di aver venduto negli ultimi giorni azioni per quasi un miliardo e 800 milioni di USD.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 3285 punti ed ha continuato la sua corsa fino alle 17.50 quando ha raggiunto i 3304 punti. Poi il mercato si é calmato e l'S&P500 é oscillato per ore tra i 3300 ed i 3306 punti. Sul finale é ricaduto a 3297.59 punti (+1.50%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5482 su 1973, NH/NL a 549 su 441 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é caduta a 16.05 punti (-1.92) mentre il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.46.
Non troviamo in questa seduta punti deboli (DJT +1.82%, RUT +1.50%) - il mercato delle opzioni però denota un'eccessiva euforia e speculazione al rialzo - pensiamo quindi che sotto i 3300 punti di S&P500 ci debba essere una pausa e un ritracciamento. Vedremo se in questa fase i ribassisti ritroveranno forze e motivazione per un affondo.

Stamattina anche le borse asiatiche stanno salendo ma con meno slancio che Europa ed America (Nikkei +1.02%, Shanghai +1.2%). Il future sull'S&P500 perde 7 punti a 3292 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3720 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.3%. Se i rialzisti fanno sul serio dovrebbero oggi essere in grado di recuperare la perdita iniziale. Se invece hanno a breve esaurito le cartucce (come pensiamo noi) le borse dovrebbero terminare la giornata con moderate perdite.

Commento del 4 febbraio

Rimbalzo tecnico e seduta in trading range - il rimbalzo può muoversi nel range di venerdì

Ieri é iniziato l'atteso rimbalzo tecnico. Purtroppo non c'é stato ancora un tuffo iniziale e di conseguenza i traders non hanno avuto la possibilità di aprire posizioni long ad un livello interessante. Gli indici hanno subito aperto in guadagno e poi non sono più riusciti a fare consistenti progressi. A fine giornata abbiamo avuto modesti guadagni in Europa (Eurostoxx50 +0.56% a 3661 punti) e plusvalenze più consistenti in America (S&P500 +0.73% a 3248.92 punti). Gli indici si sono mossi nel range di venerdì scorso con volumi di titoli trattati in calo - in linea di massima questo sembra solo un rimbalzo tecnico. Stamattina (07.30) il future sull'S&P500 é a 3271 punti (+26 punti) - il rimbalzo deve quindi continuare almeno stamattina in Europa e nella prima parte della seduta a Wall Street. In questa fase l'S&P500 non deve risalire sopra i 3280 punti. Ci aspettiamo poi un'altra spinta di ribasso che idealmente deve permettere all'S&P500 di bucare la MM a 50 giorni che si trova adesso a 3214 punti.
Sulla seduta in Europa non c'é molto da dire. Nel commento del fine settimana avevamo notato che c'era un ipervenduto di cortissimo termine e che alcuni indici erano su importanti resistenze e sui bordi inferiori delle Bollinger Bands. Pensavamo quindi che doveva esserci un rimbalzo - magari dopo un ultimo tuffo lunedÌ mattina. Invece il tuffo é mancato e gli indici hanno subito aperto in positivo di un +0.3%. L'Eurostoxx50 (+0.56% a 3661 punti) ha aperto sui 3650 punti ed é ondeggiato su questo livello fino all'apertura di New York. Poi ha ancora guadagnato una decina di punti e ha chiuso con un modesto guadagno - specialmente se paragonato al calo di venerdì. La piccola candela verde sul grafico sparisce nell'ombra della grande candela rossa di venerdì - la reazione é stata scarsa e dopo l'apertura l'indice non ha più fatto sensibili progressi. L'indice delle banche SX7E (+0.54% a 91.88 punti) si é comportato come il resto del listino. Il supporto a 91 punti tiene (minimo a 91.20 punti). Come al solito é stata la borsa americana a dettare legge - gli europei non sembravano avere molta voglia di comperare come dimostra la stasi tra l'apertura in Europa e l'apertura a New York.
Il DAX (+0.4% a 13045 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (+0.96% a 23460 punti) si é comportato decisamente meglio. Probabilmente é una reazione al crollo di venerdì in parte ingiustificato. La reazione dell'SMI (+0.35% a 10665 punti) é stata timida e si é concretizzata solo quando l'indice é sceso sulla MM a 50 giorni. L'indice ha chiuso al centro del range giornaliero e poco sopra il livello d'apertura - gli acquisti erano sporadici. Crediamo che l'SMI debba distribuire una o due sedute sui 10600 punti prima di continuare la discesa.

Anche lo svolgimento delle seduta a New York suggerisce che si é trattato di un rimbalzo tecnico malgrado che i guadagni a fine giornata siano stati più ampi specialmente nel settore tecnologico (Nasdaq100 +1.50% a 9126 punti). Gli investitori sono ancora decisamente ottimisti e pronti a speculare al rialzo alla prima occasione. Assistiamo ad alcune assurde accelerazioni che ci ricordano molto la bolla speculativa di internet - ieri Tesla ha guadagnatoo il +19.89% e il grafico sembra puntare all'infinito come un fuoco d'artificio prima di scoppiare. Gli investitori hanno anche comperato Google (+3.61%) con l'idea che la società dopo la chiusura presentasse dei risultati trimestrali talmente buoni da provocare una sostanziale continuazione del rialzo - purtroppo questa volta gli é andata male.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3242 punti é é salito velocemente sul massimo a 3268 punti. Poi é ridisceso e verso le 18.00 era sui 3244 punti. A questo punto il mercato si é calmato e l'indice é semplicemente oscillato in laterale tra i 3246 ed i 3256 punti fino alla chiusura a 3248.92 punti (+0.73%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4788 su 2673, NH/NL a 281 su 812 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é scesa a 17.97 punti (-0.87). Il CBOE Equity put/call ratio é tornato ad essere basso (0.50) - gli speculatori long non mollano. Ci sorprende il balzo del RUT (+1.12%) che denota acquisti a livello istituzionale - forse questo rimbalzo ha ancora della strada da fare. IL DJT (+0.23%) invece é rimasto indietro. Come ci aspettavamo il reddito dell'USTBond decennale é risalito dal supporto a 1.50% (+.54%, +0.03%).
Nel complesso il mercato si é sviluppato come previsto. Abbiamo un rimbalzo di corto termine all'interno di una correzione di medio termine mentre la tendenza di base resta debolmente rialzista. Situazione complessa che genera una serie di sedute positive e negative - fino a fine febbraio quelle negative dovrebbero avere il sopravvento.

Stamattina anche le borse asiatiche rimbalzano. Il Nikkei ha guadagnato il +0.49% - Shanghai sale del +1.3%. Il future sull'S&P500 si sta in parte sgonfiando - alle 08.30 é a 3266 punti (+20 punti). L'Eurostoxx50 vale 3279 punti - le borse europee apriranno con guadagni del +0.5%/+0.6% - pensiamo di ritrovare gli indici stasera poco lontani dai livelli d'apertura.

Aggiornamento del 3 febbraio

Rimbalzo

Speravamo che oggi ci fosse ancora un tuffo prima dell'inizio di un rimbalzo. Invece sembra che le borse tenteranno un recupero sin dall'apertura. Il Nikkei sta chiudendo in calo dell'1% mentre Shanghai dopo parecchi giorni di pausa riprende le contrattazioni con un -8%. Il future sull'S&P500 sale alle 07.00 a 3244 punti (+20 punti) e quindi pensiamo che le borse europee apriranno in guadagno del +02.%/+0.3%. Vedremo dove ci porta questo rimbalzo tecnico...

Commento del 1-2 febbraio

Correzione a medio termine con accelerazioni al ribasso e rimbalzi - venerdì c'é stata un'accelerazione...

Questa settimana finalmente é iniziata la correzione di medio termine. Ufficialmente é cominciata con la pessima seduta di lunedì (Eurostoxx50 -2.82% / S&P500 -1.57%). A metà settimana c'é stato un importante rimbalzo che tra l'altro ha permesso al FTSE MIB italiano (-2.29% a 23237 punti) di toccato un nuovo massimo annuale a 24197 punti - la pesante caduta di venerdì ha però messo le cose in chiaro ed imposto performances settimanali decisamente negative. Il tema dominante sui mercati finanziari é il Coronavirus e le sue conseguenze sull'economia mondiale. A seconda delle notizie provenienti dalla Cina e in generale sulla diffusione della malattia la borsa reagisce più o meno emotivamente con delle ondate di vendite, delle accelerazioni al ribasso e dei rimbalzi. Noi partiamo dal principio che le borse avrebbero in ogni caso corretto anche senza questo problema. Il Coronavirus é solo stato l'elemento scatenante e la ragione di questo sviluppo altalenante. La nostra previsione di fondo era che le borse da metà gennaio dovevano svolgere una correzione di medio termine fino a fine febbraio e che l'S&P500, nostro indice di riferimento, doveva perdere un -10% e cadere sui 3000 punti. Finora lo sviluppo degli indicatori sostiene questo scenario. Venerdì molti indici azionari sono scesi sul bordo inferiore delle Bollinger Bands. L'S&P500 (-1.77% a 3225.52 punti - minimo a 3214 punti) si é fermato poco sopra la MM a 50 giorni (3211 punti) e sul bordo inferiore delle BB (3216 punti). È quindi possibile che sullo slancio la seduta di lunedì sia ancora negativa ma nel corso di settimana prossima dovrebbe esserci un rimbalzo o un breve rialzo di corto termine. Questo andamento altalenante sarà determinato sia dagli aspetti tecnici sia dalle notizie che mano a mano verranno rese note sui vari temi caldi (nell'ordine di importanza Coronavirus, Impeachement contro Donald Trump, risultati trimestrali delle imprese). Per fare terminare questa correzione ci vorrà però ipervenduto a medio termine e panico. Il panico deve apparire non solo negli indicatori di sentiment ma anche nel comportamento del mercato - devono apparire vendite in tutti i settori compresa la tecnologia (Nasdaq100 -1.58% aq 8991 punti) che finora continua a sovraperformare e mostrare forza relativa. Gli indicatori hanno ancora parecchia strada da fare prima di arrivare in questa situazione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.66% a 3640 punti
DAX                         -4.38% a 12982 punti
SMI                          -2.04% a 10627 punti
FTSE MIB                  -3.05% a 23237 punti
S&P500                    -2.12% a 3225.52 punti
Nasdaq100               -1.64% a 8991 punti

Venerdì le borse europee hanno aperto in positivo e sul massimo giornaliero. Hanno galleggiato fin verso le 10.30 ma poi sono cominciate a scendere e si sono fermate solo alla chiusura sul minimo giornaliero e con pesanti perdite. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3698 punti, ha ancora toccato un massimo a 3705 punti ma ha chiuso sul minimo a 3640 punti (-1.35%) con una perdita secca di 50 punti. Poco da dire - la giornata é stata dominata dai ribassisti ed é stato venduto praticamente tutto. Il DAX (-1.33% a 12982 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 ed é caduto sotto il bordo inferiore delle BB che si stanno allargando. Questo situazione di ipervenduto di brevissimo termine insieme al supporto fornito dal minimo annuale a 12948 punti dovrebbero permettere alla borsa tedesca di tirare il fiato alcuni giorni. Il FTSE MIB (-2.29% a 23237 punti), che nel corso della settimana aveva perso meno terreno, venerdì é crollato - probabilmente una forma di compensazione. L'SMI svizzero (-1-13% a 10627 punti) ha contenuto al perdite grazie al suo carattere difensivo - la correlazione con l'S&P500 americano continua a funzionare egregiamente.
Da inizio anno l'Eurostoxx50 perde il -2.78% - l'S&P500 finora ha perso solo il -0.16%. Sembra quindi che le borse europee siano più deboli di quella americana e quindi la correzione in Europa sarà più ampia e superiore ad un -10%. L'altra osservazione da fare é che il mese di gennaio si chiude in perdita - statisticamente il comportamento della borsa a gennaio determina l'esito annuale. Secondo questa regola dovremmo avere un'annata negativa. Noi prevediamo un 2020 senza sostanziali variazioni - forse la performance dell'S&P500 ci ha dato un buon punto di riferimento.

Anche la seduta a Wall Street é stata decisamente negativa. Ci sono però una serie di aspetti positivi che nel corso di settimana prossima provocheranno un rimbalzo tecnico - li vediamo in seguito.
L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 3276 punti e subito é stato travolto dalle vendite. Verso metà seduta l'indice é arrivato sui 3230 punti e qui si é fermato alcune ore ondeggiando in laterale. In seguito il ribasso é continuato ed é sfociato su un minimo annuale a 3214 punti. Nell'ultima mezz'ora di contrattazioni l'indice é risalito a 3225.52 punti (-1.77%). Le perdite hanno colpito anche il DJT (-2.46%) e il Russell2000 (-2.07%). Si é invece comportato meglio il Nasdaq100 aiutato dal balzo di Amazon (+7.38%) che ha presentato dei buoni risultati trimestrali. Le emozioni degli investitori retail si sono scaricate su Apple che ha perso il -4.43%.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1429 su 6051, NH/NL a 265 su 1550 e volume relativo a 1.4. La volatilità VIX é balzata a 18.84 punti (+3.35) mentre il CBOE Equity put/call ratio era alto a 0.74. La MM a 10 giorni é salita a 0.59 - dovrebbe raggiungere i 0.72-0.75 quando l'S&P500 toccherà il fondo della correzione. I Summation Index stanno decisamente scendendo e confermano il ribasso di medio termine. La tendenza di fondo della borsa americana é ora neutra con il 43.9% dei titoli sopra la SMA a 30 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.37. La RSI giornaliera sull'S&P500 é a 43.44 punti - quella settimanale é a 62.65 punti - l'ipervenduto a medio termine é ancora lontano.
Venerdì abbiamo osservato quattro fattori positivi.
- Sul finale c'é stata una netta reazione (+11 punti di S&P500) - ci sono ancora rialzisti pronti a comperare su quelli che considerano dei minimi di corto termine. Ci sono le forze necessarie per un rimbalzo tecnico.
- La tecnologia mostra ancora forza relativa - fino a quando questo settore non "mollerà" é probabile che ci saranno rimbalzi intermedi seguiti da altre spinte di ribasso.
- Il reddito dell'USTBond decennale é sceso a 1.51% (-0.06%). Sui 1.50% c'é un forte supporto. È probabile che da qui Bond e borse debbano rimbalzare.
- Venerdì i forti volumi suggeriscono un esaurimento a breve della spinta di ribasso. Il minimo a 3214 punti potrebbe venir ritestato ma in linea di massima dai 3200+ punti deve esserci un rimbalzo fino a 3330-3350 punti. Questa é una stima - molto dipende dalla posizione del minimo intermedio definitivo.

Riassumendo la tendenza a medio termine é al ribasso - le borse stanno correggendo. A corto termine ci deve essere un rimbalzo importante o significativo provocato da supporti e ipervenduto di cortissimo termine. Gli investitori devono restare short. I traders probabilmente possono comperare lunedì per una breve speculazione long - bisogna però vedere come si presentano i mercati lunedì mattina prima di prendere una decisione in merito.

Commento del 30 gennaio

A causa di un'assenza imprevista non potrò aggiornare il sito per alcuni giorni.
Il prossimo commento sarà l'analisi del fine settimana che verrà pubblicata domenica prossima.
Mi scuso dell'inconveniente.
A tutti gli abbonati vengono accreditati 3 giorni di abbonamento.

Commento del 29 gennaio

Sembra solo un robusto rimbalzo - la storia vera la racconta probabilmente il Russell2000 (-0.24%)

Ieri le borse hanno avuto una seduta decisamente positiva. La reazione al crollo di lunedì é stata immediata e robusta. Le borse europee hanno guadagnato circa il +1% (Eurostoxx50 +1.13% a 3719 punti) e in questa maniera hanno recuperato circa la metà delle perdite del giorno precedente. La mattina gli indici sono ciondolati in pari - solo nel pomeriggio e grazie all'esempio di Wall Street gli investitori hanno preso coraggio, hanno comperato e hanno fatto decollare gli indici azionari che hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri con volumi di titoli trattati in calo. Eurostoxx50, DAX (+0.90% a 13323 punti) e SMI (+0.99% a 10782 punti) si sono comportati alla stessa maniera. Il FTSE MIB (+2.61% a 24027 punti) invece ha mostrato un impressionante rally che lo ha fatto tornare in posizione neutra sui 24000 punti. Per questo indice torna a valere la debole tendenza rialzista di fondo.
Sugli altri mercati la situazione é ancora incerta. Quello di ieri sembra solo un robusto rimbalzo tecnico. L'Eurostoxx50 é rimasto sotto la MM a 50 punti confermando il segnale tecnico di vendita generato lunedì. Il DAX invece é riuscito a tornare sopra questa barriera. Anche il segnale di vendita a medio termine fornito lunedì dal nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica é stato annullato. Abbiamo quindi dei segnali tecnici contrastanti e contradditori. Probabilmente ci vuole la classica terza seduta per avere una situazione chiara.

Per un analista tecnico la seduta a Wall Street  é stata un vero piacere. È successo qualcosa che si trova in tutti i manuali ma che ieri non sembrava possibile. L'S&P500 é riuscito a colmare il gap di 23 punti che si era creato lunedì. Dopo questo esercizio "obbligato" può ora ricominciare a scendere - vedremo se lo farà.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 3260 punti e all'inizio é ricaduto a 3253 punti - sembrava dover svolgere una seduta in trading range. Invece é risalito fino ai 3277 punti e ha trascorso la parte centrale della seduta oscillando tra i 3272 ed i 3282 punti. Dopo le 20.00 é salito sul massimo giornaliero a 3285 punti e sul finale é ridisceso a 3276.24 punti (+1.01%). Il guadagno di 32 punti rappresenta una robusta reazione positiva. I volumi di titoli trattati in calo (volume relativo a 1.0) suggeriscono la possibilità che si tratti solo di un rimbalzo. La discesa di 9 punti sul finale sostiene questa ipotesi. S&P500 e Nasdaq100 (+1.55% a 9090 punti) restano però ampiamente sopra la MM a 50 giorni in ascesa e quindi formalmente la tendenza di fondo é ancora al rialzo. Forse il comportamento che più rispecchia la realtà é quello del Russell2000 / RUT che viene giocato soprattutto dagli investitori istituzionali e con 2000 società é l'indice con la base più larga e stabile. Ha perso lunedì "solo" il -1.09%  ma ieri ha continuato la discesa con un -0.24%.
Gli investitori che si fanno trascinare dalle emozioni, quelli privati, ieri hanno ricomperato Apple (+2.83%) e colleghi.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5375 su 2018, NH/NL a 287 su 418 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 16.28 punti (-1.95), il CBOE Equity put/call ratio é tornato ad essere (troppo) basso a 0.55.
Riassumendo riteniamo che la caduta di lunedì, provocata dalla paura del coronavirus, sia stata esagerata ma punti nella giusta direzione. Pensiamo che le borse stiano correggendo e debbano nei prossimi giorni ricominciare a scendere. Ci vuole panico e ipervenduto per terminare una correzione.
Per inciso ieri il reddito dell'USTBond decennale é risalito a 1.65% (+0.04), Il cambio EUR/CHF é lievitato a 1.0722 e il prezzo dell'oro é sceso a 1567 USD/oncia - sono stati rivenduti i beni rifugio - é una tipica reazione.

Ieri sera dopo la chiusura a Wall Street Apple ha presentato degli ottimi risultati trimestrali - stamattina il future sull'S&P500 reagisce con un +6 punti a 3284 punti. Il Nikkei ha guadagnato il +0.71% - Shanghai é ancora chiusa. Alle 08.35 l'Eurostoxx50 vale 3720 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Speriamo ora di vedere alcune sedute di distribuzione prima della continuazione della correzione. Nell'ambito di questo scenario ci aspettiamo oggi una seduta in Europa ed America senza sostanziali variazioni (o addirittura di poco negativa).

Commento del 28 gennaio

Una pesante caduta fa iniziare la correzione - non continuerà in maniera dinamica

Ieri tutti hanno visto le pesanti perdite delle borse sia in Europa (Eurostoxx50 -2.82% a 3677 punti) che in America (S&P500 -1.57% a 3243.63 punti). Tutti hanno osservato la caduta degli indici azionari europei sotto la media mobile (MM) a 50 giorni che dà ufficialmente inizio all'attesa correzione di medio termine. Pochi però hanno rilevato i dettagli che ci mostrano la resistenza dei rialzisti - questi dettagli ci dicono che probabilmente le borse non scenderanno in maniera dinamica ma ad ondate. Vi ricordiamo che noi ci aspettavamo un calo di circa il -10% dell'S&P500 fino alla fine di febbraio - la correzione é iniziata in ritardo ma speriamo che continui seguendo le previsioni.
Ma torniamo ai dettagli. Le borse europee hanno aperto male e sono sceso per tutta la giornata chiudendo sui minimi giornalieri e con pesanti perdite. Indubbiamente una pessima seduta dominata dai ribassisti che non offre nessun aspetto positivo. Sappiamo però che gli europei da soli non sono in grado di imbastire delle decenti reazioni e quindi non siamo stupiti di questo comportamento. Per trovare qualcosa di interessante bisogna andare in America. La prima cosa che ci é saltata all'occhio é stata la candela bianca sul grafico del Nasdaq100 (-2.07% a 8952 punti) - l'indice tecnologico ha chiuso sopra il livello d'apertura. E l'S&P500? L'indice ha aperto sui 3242 punti e durante la giornata é risalito fino ai 3258 punti - alla fine é tornato a 3243.63 punti (-1.57%) - non é riuscito a recuperare ma dopo la pessima apertura i ribassisti non sono più riusciti a fare progressi - il minimo giornaliero secondo grafico é a 3241 punti - i sistemi mostrano un minimo a 3234 punti che noi non vediamo. Ancora qualcosa? Il Russell2000 é sceso solo del -1.09% - significa che gli investitori istituzionali mantengono la calma. Ieri c'é stato del panico tra i piccoli investitori che posseggono ETF e i titoli a grande capitalizzazione - questi hanno venduto provocando le perdite sugli indici più importanti - questa volta neanche Apple (-2.94%) si é salvata. Altri segnali positivi ?  Ne vediamo tra gli indicatori ma non sono a questo punto ancora degni di nota.
Notiamo infine due aspetti interessanti. Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso a 1.61% (-0.09%). Una reazione importante che pone qualche domanda poiché c'é forte supporto in zona 1.50% - evidentemente il reddito non può scendere in questa maniera per parecchi giorni. È probabile che un rimbalzo sui Bonds corrisponda ad un rimbalzo della borsa. Infine ci domandiamo perché il CBOE Equity put/call ratio é salito solo a 0.64 - di poco sopra la media di lungo periodo - sembra che ancora molti comprino calls o evitino di comperare puts malgrado che la borsa sia in crisi - in ogni caso il mercato delle opzioni sembra scommettere su un rapido assestamento della borsa.
Ieri in America non abbiamo ancora avuto un segnale di vendita di medio termine. L'S&P500 é semplicemente tornato sul livello di inizio anno. Sui grafici é rimasto aperto un gap down. È probabile che ci sarà un tentativo di chiuderlo. Se il tentativo fallisce, come pensiamo, é probabile che la correzione debba continuare. A breve c'é un netto peggioramento degli indicatori di corto termine ed é probabile che già nel corso della settimana si presenterà una situazione di ipervenduto. Per assorbire l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo a medio termine ci vorrà però del tempo. Non crediamo che il rialzo possa riprendere come se nulla fosse - é poco probabile che il crollo di ieri sia solo un incidente provocato dal Coronavirus.

Stamattina l'S&P500 risale a 3261 punti (+22 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.50 vale 3695 punti (+22 punti / +0.60%). La giornata inizia con un rimbalzo e un tentativo di recupero. Pensiamo però che le borse europee non andranno lontano.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -0.55% - la borsa di Shanghai é ancora chiusa.
 
Aggiornamento del 27 gennaio

I mercati anticipano un rallentamento dell'economia dovuto al Coronavirus

Stamattina sta scendendo praticamente tutto - salgono solo i beni rifugio come le obbligazioni di prima qualità o l'oro. Gli investitori stanno prendendo il seria considerazione la possibilità che il Coronavirus possa avere un'impatto negativo sull'economia mondiale. Il segno più evidente é la caduta del prezzo del petrolio a 53 USD/barile (WTI, -2.3%).
Il future sull'S&P500 perde 32 punti a 3261 punti e questo ci da già un'idea di quanto ci aspetta stamattina. Il Nikkei ha perso il -2.03% mentre la borsa di Shanghai é chiusa. L'Eurostoxx50 apre a 3730 punti (-49 punti) - questo significa una perdita del -1.3% - probabilmente tutte le borse europee apriranno con una minusvalenza di questa ampiezza. Questa caduta iniziale non deve preoccupare più di quel tanto - importante sarà osservare cosa succederà durante la giornata. Un eventuale recupero sarebbe un fattore costruttivo che tende ad escludere la possibilità che le borse debbano svolgere una sostanziale correzione di medio termine. Se invece le borse continuano a scendere e neanche New York riuscirà a recuperare é molto probabile che sia finalmente iniziata quella correzione prevista dall'analisi tecnica.

Commento del 25-26 gennaio

Segnali di nervosismo e cedimento ma nessun segnale di vendita

Guardiamo prima di tutto come é stata nel complesso la settimana. Come vedete dalle performances settimanali non é andata male - mercoledì DAX, SMI e S&P500 hanno toccato dei nuovi massimi storici - venerdì il Nasdaq100 (-0.82% a 9147 punti) ha fatto segnare un nuovo record storico a 9272 prima di cedere e chiudere in negativo. Giovedì le borse europee hanno avuto un netto cedimento che é stato però compensato venerdì (Eurostoxx50 +1.13% a 3779 punti) dopo che la sera prima la borsa americana ha recuperato e chiuso in positivo dopo un pessimo inizio. Una prova in più che le borse europee seguone ciecamente e stupidamente il comportamento della borsa americana. La situazione é cambiato venerdì pomeriggio - tardi per le borse europee che hanno chiuso al centro del range giornaliero e difendendo buona parte dei guadagni accumulati il mattino. La seduta a New York é stata però decisamente negativa (S&P500 -0.90% a 3295.47 punti) e possiamo aspettarci che lunedì le borse europee seguiranno.
Riassumendo abbiamo avuto una settimana neutra con nuovi record storici che confermano la prosecuzione del trend rialzista. La caduta venerdì a New York dovuta alla diffusione nel mondo del Coronavirus, ha causato la performance settimanale negativa in America e potrebbe rappresentare l'atteso inizio della correzione. Il condizionale é d'obbligo poiché finora abbiamo osservato segnali di nervosismo e di cedimento strutturale ma non abbiamo ancora nessuna segnale di vendita. Al contrario, considerando la gravità delle notizie, la reazione della borsa americana può essere considerata come costruttiva. Gli indici hanno chiuso lontano dai minimi giornalieri e con perdite inferiori all'1% (Dow Jones -0.58%, S&P500 -0.90%, Nasdaq -0.93%, Nasdaq100 -0.82%, DJ Transportation -0.75). Gli indicatori di sentiment sono peggiorati, i tassi d'interesse sono scesi (reddito dell'USTBond decennale a 1.70%, -0.04%) e il prezzo dell'oro é salito (+10 USD a 1571 USD/oncia) - questa é la tipica costellazione che appare quando gli investitori temono una crisi. Per ora però non si é ancora visto nessun fuggi fuggi - al contrario gli investitori hanno ancora mostrato la voglia di comperare azioni di società che hanno pubblicato buoni risultati trimestrali come Intel (+8.13%).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.76% a 3779 punti
DAX                         +0.37% a 13576 punti
SMI                          +0.07% a 10849 punti
FTSE MIB                  -0.71% a 23969 punti
S&P500                    -1.03% a 3295.47 punti
Nasdaq100               -0.35% a 9147 punti

Non vogliamo perdere troppo tempo a commentare la seduta in Europa. Giovedì l'Eurostoxx50 ha perso il -0.87%. Considerando che la sera l'S&P500 ha guadagnato il +0.11% la reazione venerdì é stata forse più forte e migliore di quanto ci si poteva aspettare. In ogni caso una reazione simile (+1.13% a 3779 punti) non é quello che normalmente succede quando un mercato sta correggendo. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva però 3763 punti e quindi l'impressione generale non cambia. Da circa due mesi le borse europee, pur non facendo sostanziali progressi, sono e restano in una fase di rialzo. A corto termine il trend é neutro. Non c'é nessun segnale di vendita anche su quegli indici che mostrano debolezza relativa. Il DAX tedesco é il mercato più promettente (SMI a parte) - nella prima decade di novembre l'indice si aggirava sui 12300 punti - venerdì ha chiuso a 13576 punti (+1.41%) - un guadagno del +2% in 2 mesi non é proprio qualcosa che può far scatenare l'entusiasmo degli investitori.
Il timore che possa esserci una crisi sui mercati finaziari ha fato rafforzare il CHF e ha provocato un calo dei tassi d'interesse. Gli investitori conprano beni rifugio come il Bund tedesco il cui reddito in una settimana é sceso dal -0.219% a -0.339%. A subirne le conseguenze sono state le azioni delle banche - l'indice settoriale SX7E é sceso venerdì a 93.15 punti -0.11% - su base settimanale c'é un calo del -2.68%.

Venerdì sui grafici degli indici americani é apparsa una lunga candela rossa - al limite si potrebbe considerare questa seduta come un key reveral day - la perdite non sono però massicce e gli indici non hanno chiuso sui minimi giornalieri. Di conseguenza siamo ancora prudenti ed evitiamo di considerare questa giornata con l'inizio della correzione. Vediamo prima come inizia la prossima settimana. 
L'S&P500 ha aperto a 3333 punti ed é sceso regolarmente fino alle 20.20 quando ha toccato il minimo a 3281 punti. Poi é rimbalzato fino ai 3299 punti, é ricaduto a 3286 punti e in chiusura ha recuperato fino ai 3295.47 punti (-0.90%). Ci sono da fare alcune considerazioni. L'indice é caduto 52 punti dal massimo fino a 3281 punti - un netto minimo settimanale - in questa fase i ribassisti non hanno incontrato opposizione e questo é un segnale di debolezza. Il rimbalzo ha fatto risalire l'S&P500 fino ai 3299 punti - sembra che il supporto a 3300 punti é stato rotto e che ora valga come resistenza. L'indice ha chiuso 14 punti sopra il minimo - i ribassisti hanno vinto ma i rialzisti hanno dato segni di vita. Nel complesso i ribassisti hanno vinto una battaglia ma i rialzisti hanno ancora mostrato una convincente capacità di combattimento. I 3100 punti sono un livello importante e decisivo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1821 su 5625, NH/N a 593 su 946 (!) e volume relativo a 1.1 (ribasso con volumi in aumento!). La volatilità VIX é salita a 14.56 punti (+1.58) e il CBOE Equity put/call ratio é finalmente alto (0.70) e sopra la media di lungo periodo. I Summation Index sono in calo. Nel complesso questo é l'usuale comportamento degli indicatori durante una correzione - abbiamo però solo una seduta negativa con nessun segnale di vendita a medio termine. Il calo di venerdì potrebbe essere solo un incidente di percorso.
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 65.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish percent Index sul NYSE a 68.25. C'é un netto peggiorramento rispetto a settimana scorsa ma gli indicatori restano ampiamente sopra 50.
Nei commenti di settimana scorsa abbiamo più volte descritto come la borsa americana sia divisa in due gruppi - finora poche azioni, grandi e forti sostenevano il mercato compensando la pressione proveniente da tante azioni piccole e deboli (Russell2000 -1.32%). Venerdì il secondo gruppo ha cominciato a prevalere - il primo gruppo però ha ancora dato segni di vita con una evidente sovraperformance e forza relativa. Per permettere al mercato di correggere gli investitori devono cominciare a vendere i grandi nomi della tecnologia - venerdì l'hanno fatto a malicuore - vediamo se lunedì la pressione di vendita aumenta.
La spinta di ribasso verrebbe annullata da un ritorno dell'S&P500 sopra i 3300 punti.

Commento del 24 gennaio

L'America conduce il ballo

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta decisamente negativa - gli indici hanno chiuso sui minimi giornalieri con consistenti perdite e volumi in aumento. L'Eurostoxx50 é sceso a 3736 punti (-0.87%) - questa é la perdita più consistente dall'inizio dell'anno e sul grafico appare una lunga candela rossa. DAX (-0.94% a 13388 punti) e SMI (-0.74% a 10813 punti) si sono comportati alla stessa maniera. Il FTSE MIB stranamente si é salvato con un +0.00% a 23707 punti. L'Eurostoxx50 si é seduto sulla MM a 50 giorni che in questo momento costituisce supporto e la linea di riferimento per la tendenza rialzista. Una rottura sotto questa MM alla fine di una settimana costituisce un segnale di vendita e l'inizio ufficiale di una correzione di medio termine. Nei commenti serali abbiamo però avvertito - a decidere sarebbe stata la borsa americana che conduce il ballo - se S&P500 e colleghi non correggono l'Europa non corregge.
L'S&P500 (+0.11% a 3325.54 punti) ieri sera ha recuperato e ha chiuso in guadagno dopo una caduta fino ai 3301 punti - questo vuole dire che possiamo subito archiviare la discussione riguardante una possibile correzione delle borse europee che stamattina ripartiranno al rialzo. Da circa un mese però le borse europee oscillano stancamente in laterale senza fare sostanziali progressi - il discorso sulla correzione é solo rimandato.

L'S&P500 ha aperto in calo a 3311 punti ed é velocemente caduto a 3301 punti - il primo supporto a 3300 punti, che avevamo indicato nel commento pomeridiano, é stato avvicinato e testato con successo. L'indice é rimbalzato 15 punti ed é poi ridisceso alle 17.30 a 3304 punti. Da questo minimo ascendente é poi salito fino alla chiusura. Ha toccato un massimo a 3326 punti e ha chiuso a 3325.54 punti con un piccolo ma significativo guadagno di 3 punti (+0.11%). La borsa sembra inaffondabile - ogni tentativo di ribasso viene respinto. I ribassisti devono ormai essere frustrati e demoralizzati.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3576 su 3802, NH/NL a 554 su 980 (!!!) e volume relativo a 1.05. Considerando la buona performance della tecnologia (Nasdaq100 +0.31% 9217 punti), il balzo dei trasporti (DJT +1.31%) e la chiusura positiva del Russell2000 (+0.03%) i deboli dati sulla partecipazione sorprendono in negativo. Con questi numeri non stupisce il fatto che i Summation Index (NYSE e Nasdaq) sono in calo. La volatilità VIX é ferma a 12.98 punti (+0.07) e il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.54.
La borsa americana é divisa in due gruppi - una parte dobole che costituisce la maggioranza e sta avendo una moderata correzione - una parte forte con parecchie società ad alta capitalizzazione specialmente tecnologiche che continuano il rialzo. In genere un rialzo finisce quando tutto il listino é salito. Al momento non é il caso - sembra quasi che ci debba essere un consolidamento ad alto livello dell'S&P500 invece che una sostanziale correzione. La situazione però può cambiare velocemente anche perché un consolidamento assorbe lentamente ipercomperato e eccesso di rialzo ma non elimina l'euforia degli investitori. Ci vuole un ritorno al pessimismo per poter permettere una rialzo sano e sostenibile. Restiamo quindi dell'opinione che il prossimo movimento significativo deve essere al ribasso.

Stamattina il future sull'S&P500 lievita a 3328 punti (+2 punti) - questo ci dice quale sarà l'intonazione della giornata. Il Nikkei guadagna il 0.13%. La borsa di Shanhghai é chiusa per il Capodanno Cinese. Le borse europee devono scontare il recupero di ieri sera della borsa americana - apriranno di conseguenza in netto rialzo. L'Eurostoxx50 vale alle 08.30 3764 punti (+28 punti / +0.7%). Malgrado che la seduta sarà probabilmente positiva crediamo che parte di questi guadagni iniziali spariranno nel corso della giornata.

Commento del 23 gennaio

Nuovi massimi storici ma chiusure deboli e candele rosse sui grafici

Ieri mattina le borse sono nuovamente ripartite al rialzo. Il DAX (-0.30% a 13515 punti) verso le 09.30 ha toccato un nuovo massimo storico a 13640 punti. Nel primo pomeriggio é stato imitato dall'SMI svizzero (10960 punti - chiusura a 10895 punti , +0.10%) e l'S&P500 (+0.03% a 3321.75 punti) verso le 16.45 ha ancora fatto segnare un nuovo record storico a 3321.75 punti. Questi però sono stati gli ultimi sussulti prima della fine della festa. Tutte le borse si sono congedate dai massimi. Ha cominciato il DAX insieme all'Eurostoxx50 (-0.51% a 3769 punti). In serata hanno seguito gli indici della borsa americana. A fine giornata sono risultate delle perdite in Europa mentre in America gli indici hanno chiuso praticamente in pari. Sui grafici appaiono delle candele rosse - potrebbero significare esaurimento - potrebbero rappresentare una momentanea fine della spinta di rialzo - lo scopriremo oggi.
I nuovi massimi toccati ieri sono un segnale inequivocabile e indiscutibile di rialzo - bisogna partire dal principio che il movimento deve continuare. Vediamo però se scopriamo dei segnali di debolezza.
Da un mese l'Eurostoxx50 (-0.51% a 3769 punti) é in una fase neutra. I rialzisti che venerdì avevano festeggiato una rottura al rialzo sono frustrati. I ribassisti come noi (short a 3795 punti) non riescono a fare progressi. Possiamo solo prendere nota del fatto che un tentativo di rialzo é fallito e ci sono ora tre sedute consecutive negative - servono però solo a compensare il rally di venerdì scorso. Per saldo non stiamo andando da nessuna parte. La tendenza é formalmente al rialzo. L'indice delle banche SX7E (-0.66% a 93.78 punti) continua a soffrire il calo dei tassi d'interesse. Il trend é al ribasso e spesso nel passato la debolezza del settore bancario ha trascinato verso il basso tutto il listino. Consigliamo ovviamente prudenza e teniamo d'occhio i tassi d'interesse...
Il DAX (-0.30% a 13515 punti ha raggiunto un nuovo massimo storico a 13640 punti. Non é però riuscito a difendere questo record e a confermare la rottura al rialzo. L'indice é ridisceso all'interno delle Bollinger Bands e ha chiuso 125 punti più in basso e vicino al minimo giornaliero con una perdita di 40 punti. Potrebbe essere un reversal ma per questo la perdita non é abbastanza grande ed i volumi sono rimasti nella media. La tendenza del DAX é al rialzo ma l'indice non riesce a fare sostanziali progressi e non riesce a seguire la borsa americana - questa si chiama debolezza relativa e ci fà temere che il DAX cadrà appena l'America comincia a correggere.
In Italia (FTSE MIB -0.58% a 23706 punti) le dimissioni di Di Maio da capo del Movimento 5 Stelle hanno provocato qualche vendita e una sottoperformance della borsa italiana. Non é però successo nulla di grave visto che anche l'Eurostoxx50 era in calo. Abbiamo adesso tre sedute consecutive negative - la seduta di oggi é importante anche perché la MM a 50 giorni si avvicina. Una giornata negativa con una rottura del supporto potrebbe dare inizio ad una correzione. Finora la tendenza é ancora al rialzo anche se l'indice da ormai due mesi non riesce più a fare progressi.
L'SMI (+0.10% a 10895 punti) é balzato su un nuovo record storico a 10960 punti e poi si é sgonfiato. Ha salvato un magro guadagno di 10 punti. La candela sul grafico potrebbe rappresentare un momentaneo esaurimento ma per questo ci vorrebbe oggi una seduta decisamente negativa. Per ora abbiamo un rialzo solido ed un indice ipercomperato.

In America i maggiori indici hanno toccato nuovi record storici e hanno chiuso in pari. Considerando l'ipercomperato ed l'eccesso di rialzo questo é un segnale di forza. Gli indici hanno però chiuso lontano dai massimi e sui minimi giornalieri con pessimi dati sulla partecipazione. Ci sono quindi dei segnali di cedimento - vediamo se nei prossimi giorni appaiono delle conseguenze negative.
L'S&P500 ha aperto a 3330 punti. In due ondate é salito alle 16.45 sul nuovo record storico a 3337.77 punti. Poi é sceso abbastanza regolarmente e senza reazioni fino al minimo giornaliero a 3220 punti. Ha chiuso poco sopra a 3321.75 punti (+0.03%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3849 su 3522, NH/NL a 881 su 627 (nessun miglioramento malgrado i nuovi record degli indici - molti NL) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ferma a 12.91 punti (+0.06), il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.52 mentre il Fear&Greed Index sta scendendo ed é a 74 punti. La tecnologia (Nasdaq100 +0.24% a 9188 punti) resta il settore trainante. DJT (-0.68%) e RUT (-0.09%) ieri erano in calo.
Secondo l'analisi tecnica le premesse in America per una correzione sono ancora ideali.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3317 punti (-2 punti). Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.98%, Shanghai -2.7%). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3758 punti (-11 punti). Le borse europee apriranno con una perdita del -0.3%. Per ora non appare pressione di vendita e le borse europee scendono solo gentilmente in quella che sembra una correzione minore. Fino a quando l'America non molla la nostra correzione sostanziale di medio termine resta un miraggio.

Commento del 22 gennaio

Cash is trash -  i ritracciamenti vengono subito comperati

A Davos Ray Dalio, il miliardario americano fondatore di Bridgewater, uno dei fondi d'investimento più grandi e performanti al mondo, dichiara enfaticamente "cash is trash" - il contante é spazzatura. Secondo lui le Banche Centrali continueranno a pompare liquidità nel mercato distruggendo a lungo andare la fiducia nella moneta ed il valore del contante. Tutti vorranno possedere beni reali e il mercato azionario americano é destinato a salire in maniera esponenziale (melt up) poiché tutti vorranno saltare sul treno in corsa. Possibile - questa tesi appare ad intervalli regolari - l'ultima volta l'avevamo discussa a gennaio del 2018 e nelle previsioni per il 2018.

Ieri le borse si sono mosse in pochi punti ed hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Abbiamo veramente poco da dire a proposito di questa giornata che da un punto di vista tecnico non ha detto nulla di nuovo o particolare.
Le borse europee erano miste. L'Eurostoxx50 é scivolato a 3789 punti (-0.26%) ma ha chiuso sul massimo giornaliero - i due fattori si compensano. Il DAX (+0.05% a 13555 punti) ha guadagnato una manciata di punti mentre la borsa italiana ha avuto un'altra seduta negativa (FTSE MIB -0.65% a 23845 punti). L'SMI svizzero (+0.35% a 10884 punti) é salito su un nuovo record storico malgrado che i deludenti risultati trimestrali di UBS (-4.53%) abbiano provocato un'ondata di vendite e fatto crollare l'azione. Persino a livello europeo il settore bancario era in difficoltà (SX7E -0.47% a 94.40 punti) anche a causa del calo dei tassi d'interesse (Future sul Bund +0.32%).
La tendenza di fondo dei mercati azionari europei é ancora al rialzo - da circa un mese non riescono però più a fare progressi. Solo il DAX ha un grafico veramente costruttivo - il resto ondeggia stancamente in laterale - l'SMI segue l'S&P500.

In America gli indici hanno perso alcuni punti ma il calo é insignificante. L'S&P500 (-0.27% a 3320.79 punti) in giornata ha sfiorato il record storico - il Nasdaq100 (-0.08% a 9166 punti) l'ha nuovamente migliorato.
L'S&P500 si é mosso in soli 13 punti. Ha aperto e chiuso sullo stesso livello (3321 punti) e al centro del range giornaliero (3316-3329 punti) - lo svolgimento della seduta é neutrale.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2614 su 4853, NH/NL a 834 su 632 e volume relativo a 1.1. Notiamo il sensibile aumento dei NL causato probabilmente dal forte calo del settore delle PMI (Russell2000 -1.13%).
A livello di sentiment la volatilità VIX é balzata a 12.85 punti (+0.75) mentre il CBOE Equity put/call ratio a 0.59 é rimasto sotto la media di lungo periodo. Strano che la VIX si muove subito appena c'é un calo dell'S&P500 mentre il mercato delle opzioni resta sempre e strenuamente long.
I Summation Index sono flat - la maggior parte delle azioni faticano a guadagnare terreno. Vediamo invece che qualsiasi ritracciamento sulle azioni di moda viene comperato - ieri é stato il turno di Tesla (+7.19%) la cui azione dopo una correzione di 50 USD é prepotentemente tornata a far registrare un nuovo record.
Nel complesso in America non vediamo nessun segnale di cedimento malgrado la seduta negativa.

Stamattina basta dare un'occhiata al future sull'S&P500 (3334 punti, +15 punti) per sapere cosa ci aspetta. Il Nikkei ha guadagnato il +0.70% - Shanghai sale del +0.3%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3798 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +0.4%.
L'S&P500 nel pomeriggio dovrebbe aprire in gap up e su un nuovo massimo storico - no comment.

Commento del 21 gennaio

WEF e Coronavirus

Ieri la borsa americana era chiusa in occasione del Martin Luther King Day. Come previsto le borse europee si sono mosse poco e hanno chiuso senza sostanziali variazioni e con bassi volumi di titoli trattati. Da giorni i nostri commenti su queste sedute europee sono ormai laconici - si limitano ad una descrizione degli avvenimenti poiché per l'analisi tecnica c'é poco da dire. Da circa un mese le borse oscillano in laterale senza fare progressi. La tendenza di fondo é al rialzo almeno fino a quando gli indici restano sopra le MM (medie mobili) a 50 giorni in ascesa. Solo il rialzo in America impedisce l'inizio di una correzione.
L'Eurostoxx50 si é mosso in soli 14 punti ed é rimasto per tutta la giornata in negativo. Ha chiuso in mezzo al range a 3799 punti (-0.24%) - é evidente che l'indice non riesce ad accelerare sopra i 3800 punti - abbiamo giustamente messo in dubbio la validità della rottura al rialzo di venerdì scorso che era marginale e poco convincente. Il DAX si é comportato un pò meglio e nel corso della giornata ha mostrato una certa voglia di salire - ha chiuso sul massimo giornaliero a 13549 punti (+0.17%). Abbiamo l'impressione che l'indice venga attratto dalla vicinanza del massimo storico a 13596 punti che risale al 23 gennaio 2018. Il 7 novembre l'indice era a 13300 punti - nel frattempo ha guadagnato circa il +2% - non sono numeri che possono entusiasmare le folle ma corrispondono evidentemente ad un rialzo. L'SMI ha toccato un nuovo record storico marginale a 10867 punti e ha chiuso praticamente invariato a 10846 punti (+0.04%). Solo l'Italia (FTSE MIB -0.57% a 24002 punti) ha dato segni di stanchezza - questa seduta negativa sembra però casuale e non manda segnali tecnici particolari.

Oggi inizia il WEF (World Economic Forum) a Davos. Questa riunione di leaders politici ed economici mondiale dominerà l'agenda dei prossimi giorni - ognuno approfitterà dell'occasione per fare dichiarazioni e fornire opinioni e noi verremo bombardati da questo flusso di notizie. Oggi arriva Donald Trump e naturalmente tutto girerà intorno alla sua persona.

In Asia si sta diffondendo una nuova epidemia di Coronavirus. Sembra che il morbo é trasmissibile da uomo a uomo e le autorità sanitarie (WHO) sono in allarme. L'ultimo caso del genere nel 2002/2003 aveva colpito circa 8000 persone e provocato circa 800 decessi. La paura del virus rischia di bloccare l'economia dell'Asia e provocare un rallentamento della crescita economica. Finora i casi si concentrano nella metropoli di Wuhan (11 milioni di abitanti) ma si segnalano già altri casi In Cina, Corea del Sud, Thailandia e Giappone.
Le borse asiatiche stamattina hanno reagito negativamente. Il Nikkei ha perso il -0.9% e Shanghai é in calo del -1.4%. Il future sull'S&P500 scende a 3313 punti (-11 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3781 punti - le borse europee apriranno con una perdita del -0.5%. Vedremo se nel corso della giornata ci saranno ulteriori vendite - questa notizia ha il potenziale per far iniziare l'attesa correzione delle borse.

Aggiornamento del 20 gennaio

Oggi i traders possono  prendere libero - Martin Luther King Day

Stamattina é tutto tranquillo. Nella casella di posta elettronica ci sono meno messaggi del solito. La ragione é semplice - oggi in America é un giorno di festa - é l'anniversario della nascita di Martin Luther King (15 gennaio 1929) che viene onorato ogni anno il terzo lunedì di gennaio. Stranamente oggi se ne parla poco - nei media troviamo pochi articoli al riguardo. Nell'America di Donald Trump si evita di ricordare un attivista afroamericano per i diritti umani.
I mercati finanziari sono letargici - il future sull'S&P500 é a 3326 punti - secondo i sistemi questo significa un incremento di 1 punto - in verità questo rappresenta un calo di 3 punti rispetto alla chiusura dell'indice di venerdì. Poco importa - le differenze sono trascurabili. Il Nikkei ha guadagnato il +0.18% - Shanghai sale del +0.5%. Alle 08.00 l'Eurostoxx50 vale 3808 punti - le borse europee apriranno in pari. Senza gli stimoli provenienti da Wall Street é probabile che oggi le borse europee si muovano poco e chiudano stasera senza sostanziali variazioni.
Anche a livello di cambi, tassi d'interesse e prezzi delle materie prime non vediamo nulla di importante. Il prezzo del petrolio sale del +1% - questo aiuterà le società del settore ma l'impatto sulle borse sarà modesto. Il prezzo del gas naturale crolla del -4.5% (minimo triennale) mentre il prezzo del cacao (+3.2%), del mais (+3.7%) e del palladio (+1.9%) salgono - questi sono però mercati che interessano solo agli specialisti.
Nel complesso sarà una giornata prima di avvenimenti. Gli interessati avranno il tempo di leggere le nostre previsioni per il 2020. Settimana scorsa abbiamo pubblicato la versione pdf - stamattina metteremo sul sito la versione online.

Commento del 18-19 gennaio

Strabordante entusiasmo - nessuno si aspetta che la borsa possa scendere

Una settimana fà l'S&P500 (+0.39% a 3329.62 punti) era a 3265 punti.  Noi pensavamo che il rialzo iniziato ad ottobre dovesse finire entro il 10 gennaio sui 3250-3300 punti. Logicamente venerdì scorso abbiamo esaminato la possibilità che l'S&P500 avesse raggiunto un massimo significativo di medio termine - non avevamo però nessuna evidenza tecnica - indizi ma nessuna prova e nessun segnale di vendita. La borsa americana era ipercomperata, in eccesso di rialzo e con investitori troppo ottimisti - le premesse per una correzione erano ideali.
Il rialzo é però continuato come se nulla fosse. Invece che perdere di forza e momentum, la partecipazione é migliorata e il rialzo ha cominciato a coinvolgere settori negletti e trascurati come quello delle piccole e medie imprese (Russell2000 / RUT +1.02%). Con l'eccezione di un piccolo ritracciamento martedì (-0.15%) l'S&P500 é salito tutti i giorni e venerdì ha raggiunto un nuovo record storico a 3329.88 punti. L'ipercomperato é ulteriormente aumentato - una settimana fà la RSI giorniera era a 67.69 punti, quella settimanale era a 75.55 punti - ora questo indicatore é salito rispettivamente a 76.57 punti e 79.04 punti - vi ricordiamo che secondo l'analisi tecnica quando la RSI supera i 70 punti si parla di ipercomperato. Per quel che riguarda il sentiment ormai le definizioni si sprecano - parliamo di irrazionale euforia, definizione coniata dal Alan Greenspan nel dicembre del 1996, o di strabordante entusiasmo. In ogni caso raramente abbiamo visto una volatilità VIX restare stabilmente bassa come adesso (12.10 punti, -0.22) e il CBOE Equity put/call ratio restare costantemente sotto 2x la deviazione standard (0.48, MM a 10 giorni a 0.48, MM a 20 giorni a 0.51) come negli ultimi 20 giorni. Specialmente il secondo indicatore mostra che più nessuno si assicura tramite puts e pensa che il mercato possa scendere. Ormai anche casalinghe e taxisti parlano di borsa e chiedono se bisogna comperare azioni come Apple, Google o Tesla.
Una tendenza fino a prova contraria é destinata a proseguire - l'analisi tecnica lancia però talmente tanti segnali d'allarme che non siamo disposti a comperare a questo livello.
Restiamo dell'opinione che una correzione dovrebbe iniziare a breve e provocare un calo dell'S&P500 di un -10%. L'S&P500 ha superato dopo Natale il precedente massimo a 3028 punti - da questa rottura al rialzo ha guadagnato un +10% - la MM a 200 giorni si trova a 2994 punti - si tratta in fondo unicamente di compensare questa spinta emozionale ed eccessiva e di riportare la borsa su solide basi.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.49% a 3808 punti
DAX                         +0.32% a 13526 punti
SMI                          +1.90% a 10841 punti
FTSE MIB                  +0.50% a 24141 punti
S&P500                    +1.97% a 3329.62 punti
Nasdaq100               +2.31% a 9173 punti

Le borse europee sono rimaste apatiche fino a venerdì. Nell'ultima seduta della settimana gli investitori non hanno resistito alla tentazione di imitare l'America, gli indici azionari sono schizzati al rialzo e hanno raggiunto dei nuovi massimi di periodo. La rottura al rialzo non é però convincente - l'Eurostoxx50 il 2 gennaio ha toccato un massimo a 3801 punti - il 9 gennaio ha raggiunto i 3807 punti - venerdì é salito su un nuovo massimo annuale a 3813 punti e ha chiuso a 3808 punti (+0.90%) - nel dopo borsa l'indice si é fermato alle 22.00 a 3812 punti. Ovviamente un nuovo massimo di periodo é un segnale inequivocabile di rialzo - bisogna però ammettere che finora i progressi sono modesti. L'Europa sembra salire a fatica e solo trainata dall'America - settimana scorsa la sottoperformance é stata evidente. Se l'America correggesse state sicuri che in Europa ci sarebbe un tonfo malgrado che gli indicatori tecnici non mandano segnali d'allarme come in America. Venerdì solo la svizzera (SMI +1.39% a 10841 punti, nuovo record storico) ha ritrovato la sua forza e la sua conosciuta e inspiegabile correlazione con l'S&P500 - le performances settimanali dei due indici sono simili.

Venerdì Wall Street ha copiato la seduta di giovedì - apertura in gap up, apatia e oscillazione in laterale in soli 8 punti e balzo finale su un nuovo massimo storico. Sembra che qualsiasi cosa succeda gli investitori si comportano sempre alla stessa maniera - il grafico da ottobre é una lina retta che punta verso l'alto e che ci ha obbligato già alcune volte ad adattare l'immagine sullo schermo.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 3322 punti - per gran parte della giornata é oscillato tra i 3318 ed i 3326 punti - sul finale é salito fino a 3329.88 punti (nuovo record) e ha chiuso a 3329.62 punti (+0.39%). La tecnologia ha sovraperformato (Nasdaq100 +0.53% a 9173 punti) ma la vera stella della giornata sono state le PMI (Russell2000/RUT +1.02%). Per dovere di cronaca segnaliamo che il DJ Transportation ha perso il -0.23% ma evitiamo commenti negativi che si perdono nel vuoto. La seduta al NYSE é stata positiva (ma non in maniera convincente...) con A/D a 3819 su 3561, NH/NL a 1154 su 232 e volume relativo a 1.1. Il sentiment rimane euforico - ne abbiamo già parlato.
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 78.0% dei titoli sopra la SMA a 30 giorni ed il Bulllish Percent Index sul NYSE a 69.77 - adesso prevediamo una correzione di medio periodo e non l'inizio di un ribasso o un bear market.

Vediamo se settimana prossima cambia qualcosa - ormai questa corsa in solitaria della borsa americana senza il sostegno delle altre borse, dei tassi d'interesse e dei prezzi delle materie prime sta diventando assurda.

Commento del 17 gennaio

L'analisi tecnica non é capace di prevedere la fine di questo rialzo in America - ci arrampichiamo sugli specchi

La spinta di rialzo iniziata ad ottobre dell'anno scorso doveva finire nella prima decade di gennaio 2020 e l'obiettivo massimo per l'S&P500 doveva situarsi sui 3250-3300 punti. Ieri, giovedì 16 gennaio, l'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 3317.11 punti e ha chiuso poco più in basso a 3316.81 punti (+0.84%). Malgrado che secondo i nostri parametri ci sono tutti i presupposti per l'inizio di una sostanziale correzione di medio termine la borsa continua a salire. È evidente che i nostri metodi non sono in grado di prevedere il top con precisione - é inutile prendere delle scuse e parlare di manipolazione, movimento irrazionale o eccezionale. Gli analisti tecnici cominciano ad estrarre dal loro armamentario indicatori astrusi e correlazioni improbabili per tentare di corregere il tiro e trovare una soluzione - la realtà é che l'analisi tecnica non funziona con precisione assoluta ma ha dei margini d'errore - valgono i principi del calcolo delle probabilità. Nel 90-95% dei casi un rialzo di questo tipo ed estensione doveva ora essere finito - c'é però ancora un 5-10% di probabilità che il rialzo continui - RSI giornaliere a 74.87 e settimanali a 78.42 punti possono in teoria (non é mai successo) salire fino a 100 - la MM a 10 giorni del CBOE Equity put/call ratio, ora a 0.49, può scendere a 0 (la media di lungo periodo é a 0.63 / 0 significa che per 10 giorni di seguito in America non viene comperato nessun put). Le stime degli earnings dell'S&P500 per il 4 trimestre 2021 sono a 171 USD - per il 4Q 2020 sono a 174 USD - significa che ora gli investitori pagano un P/E di 19.40 per utili in calo - é una pazzia ma é la realtà.
Siamo impotenti e non possiamo che osservare attoniti lo sviluppo della situazione.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. Gli indici azionari (Eurostoxx50 +0.14% a 3774 punti) hanno chiuso senza sostanziali variazioni malgrado che il future sull'S&P500 mostrava chiaramente già la mattina che l'indice americano valeva più di 3000 punti e che nel pomeriggio l'indice ha aperto su un nuovo record storico a 3004 punti. L'Europa non riesce a seguire. La tendenza a corto termine é neutra mentre quella di base é al rialzo fino a quando gli indici sui grafici restano sopra la MM a 50 giorni. L'Eurostoxx50 stamattina dovrebbe riprendere le contrattazioni sui 3785 punti - lontano dai 3807 punti toccati il 7 gennaio.

In America abbiamo avuto la solita seduta di rialzo con dei nuovi record storici. La partecipazione sta migliorando con acquisti che ora coinvolgono anche il settore delle PMI (Russell2000 +1.36%).
L'S&P500 ha aperto sopra i 3300 punti a 3304 punti. Fino alle 21.00 l'indice si é mosso tra i 3302 ed i 3309 punti (7 punti - 0.2%!) - il mercato sembrava in catalessi. Il gap tra i 3298 ed i 3302 é rimasto aperto. Nell'ultima ora l'S&P500 é salito regolamente fino ai 3317 punti ed ha chiuso vicino al massimo a 3316.81 punti (+0.84). La tecnologia ha dato il suo abituale contributo (Nasdaq100 +0.99% a 9125 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5614 su 1779, NH/NL a 1164 su 162 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 12.32 punti (-0.10) e il CBOE Equity put/call ratio era molto basso a 0.47. La candela dell'S&P500 sul grafico é fuori dal bordo superiore delle Bollinger Bands.
La rotazione tra settori sta dando i suoi frutti - la partecipazione al rialzo migliora invece che peggiorare. Il gap di ieri sembra accelerazione e non esaurimento. Normalmente un rialzo del genere termina con una notizia decisamente negativa che prende gli investotori euforici in contropiede o semplicemente perché non ci sono più compratori. Finora la FED continua a pompare denaro nel sistema finanziario - la liquidità non manca...

Stamattina il future sull'S&P500 guadagna altri 2 punti a 3318 punti. Nikkei (+0.45%) e Shanghai (+0.05%) salgono. Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3787 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Ci prepariamo alla tradizionale ultima seduta settimanale con moderati guadagni per completare il trend delle precedenti 4 sedute.

Commento del 16 gennaio

Cosa dire quando da settimane le sedute si assomigliano e gli indicatori non cambiano?

Ieri le borse europee si sono mosse in pochi punti, generalmente nel range del giorno precedente, e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 é sceso a 3769 punti (-0.16%) ed é stato gentilmente accompagnato dal DAX tedesco (-0.18% a 13432 punti). La notizia che nel 2019 il PIL é crescito solo del +0.6% e che nell'ultimo trimestre dell'anno l'economia tedesca é ristagnata non ha influito sul DAX ma solo sui tassi d'interesse che sono scesi. L'abituale meccanismo di trasmissione dei tassi d'interesse sul corso delle azioni della banche ha funzionato facendo cadere l'indice settoriale SX7E del -1.64% a 95.08 punti. A subirne le conseguenze é stata la borsa italiana con un calo del FTSE MIB del -0.69% a 23763 punti. Al leggero calo degli indici europei si contrappone il guadagno del +0.14% dell'SMI svizzero (10670 punti) spinto dal settore farmaceutico. Notiamo queste piccole differenze che ai sensi dell'analisi tecnica sono però trascurabili.
Cronaca a parte da circa un mese le borse europee oscillano in laterale e il trend a corto termine é ormai neutro. Gli indici azionari sono in stallo malgrado che formalmente la tendenza di fondo é ancora al rialzo - gli indici restano sopra le MM a 50 giorni che salgono ancora lentamente. Negli ultimi 30 giorni l'Eurostoxx50 ha guadagnato il +0.63% - da inizio anno il +0.64%. Senza l'America é probabile che l'Europa avrebbe corretto.

La seduta in America si é svolta ed é finita come molte delle precedenti. La firma della prima parte del trattato commerciale tra Stati Uniti e Cina non ha provocato euforia né prese di beneficio. L'S&P500 ha aperto in guadagno, é salito su un nuovo massimo storico marginale (4 punti sopra il precedente) a 3298.66 punti, si é sgonfiato e ha chiuso a 3289.29 punti (+0.19%) con un moderato guadagno di 6 punti. Anche ieri la tecnologia ha sottoperformato (Nasdaq100 +0.02%). Ci domandiamo però se questo fa una differenza - ogni giorno notiamo qualcosa di particolare o di leggermente diverso rispetto ai giorni precedenti ma in fondo nel quadro generale non sembra cambiare nulla. La borsa americana resta oscenamente cara, ipercomperata a corto e medio termine, in eccesso di rialzo e con investitori euforici - in tempi normali queste sarebbero delle premesse tecniche ideali per una correzione di medio termine. Oggi la borsa sembra godere di forze sovrannaturali e prosegue il rialzo in maniera artificialmente regolare e senza deviare dalla traiettoria.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4314 su 3052, NH/NL a 961 su 403 e volume relativo a 1.0. DJT (+0.29%) e RUT (+0.40%) sono saliti più dell'S&P500 compensando la scarsa performance della tecnologia (Apple -0.43%).
La volatilità VIX é ferma a 12.42 punti (+0.03). Il CBOE Equity put/call ratio rimane molto basso a 0.44 con il risultato che la MM a 10 giorni é a 0.49 e quella a 20 giorni é a 0.51 - non siamo riusciti a trovare nelle statistiche di questo indicatore un dato più basso - la speculazione al rialzo ha raggiunto livelli mai visti.
Anche la caduta dell'indice delle banche BKX (-1.70%) e di quello dei semiconduttori SOX (-1.19%) non sembra impensierire la borsa americana che prosegue incurante la sua corsa.

Stamattina si ripresenta l'abituale situazione di partenza. Il future sull'&P500 sale a 3299 punti (+5 punti). Il Nikkei é fermo (+0.07%) mentre Shanghai é in calo del -0.5%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3772 punti - le borse europee apriranno con un leggero guadagno del +0.02%.
Borse europee che marciano sul posto e borsa americana che sale ogni giorno regolarmente di qualche punto - fino a quando può durare questa storia? Nessuno lo sa. Nel 2017 una fase di rialzo é iniziata il 21 agosto a 2417 punti di S&P500 ed é finita improvvisamente e senza preavviso il 26 gennaio 2018 a 2872 punti - é stata una corsa di 455 punti (+18%) in 5 mesi. Questa gamba di rialzo é iniziata il 3 ottobre a 2856 punti - ieri l'indice ha toccato un record storico a 3298 punti - sono 442 punti o il +15% in poco più di tre mesi.

Commento del 15 gennaio

Banche battono tecnologia - reversal sugli AMAGF

Ieri fino alle 19.30 il mondo era ancora in ordine. Le borse europee avevano chiuse miste (Eurostoxx50 -0.13% a 3774 punti, DAX +0.04% a 13456 punti) e poco mosse e l'S&P500 stava salendo ed era su un nuovo massimo storico a 3294.25 punti. Poi é arrivata la notizia, non confermata, che gli Stati Uniti malgrado la prevista firma odierna della prima fase del trattato commerciale con la Cina non toglieranno i dazi punitivi sulla merce importata. L'S&P500 ha avuto una caduta fino ai 3277 punti ed ha infine chiuso a 3283.15 punti (-0.15%). È evidente che questa perdita di 5 punti non significa nulla e non ha fatto il minimo danno. Da questo episodio traiamo però un insegnamento. Basta un accenno di notizia negativa per far correre tutti verso la porta d'uscita. Tutti quelli che sono speculativamente long (e sono tanti) hanno degli stop loss piuttosto stretti per assicurare i guadagni. Secondo le informazioni che ci forniscono i traders gli stop loss si dovrebbero trovare a 3260 punti e a 3212 punti. Se per una ragione o per un'altra si scende sotto questi livelli ci sarà un'ondata di vendite.
Ieri si é visto un'altro segnale preoccupante. La tecnologia (Nasdaq100 -0.41% a 9033 punti) era in perdita e i nostri famosi leader AMGAF (in ordine di capitalizzazione Apple, Microsoft, Google, Amazon, Facebook) hanno tutti perso terreno dopo aver in parte toccato dei nuovi massimi storici (Apple -1.35%). Non é stato un key reversal day - ieri però la leadership della tecnologia é venuta improvvisamente a mancare - bisognerà vedere se é un caso, se sta avvenendo una sana rotazione tra settori (come sembrano indicare delle performance settoriali positive  - DJT +0.92%, RUT +0.37%) o se invece la caduta dei leaders significa che l'inizio dell'attesa correzione é imminente.

Le borse europee da tre giorni marciano sul posto e da settimane non riescono più a fare sostanziali progressi, Guardiamo cosa é successo ieri.
L'Eurostoxx50 (-0.17% a 3774 punti) ha avuto la terza seduta consecutiva negativa. La tendenza é ancora al rialzo e queste giornate negative non hanno fatto danni e non ci sono segnali di vendita. È però evidente che i rialzisti non sono felici e tra poco, delusi e impazienti, potrebbero gettare la spugna e vendere dando inizio ad una correzione - un mese fà l'Eurostoxx50 era già sul livello odierno. L'indice delle banche SX7E ha perso il -0.10% a 96.67 punti. Chi pensa che quest'anno i tassi d'interesse sull'EUR possono salire (é quello che suggerisce il grafico sul Bund) dovrebbe cominciare a guardare da vicino questo indice settoriale - nel 2020 potrebbe sorprendere in bene.
Il DAX (+0.04% a 13456 punti) ha avuto una seduta in pari e ha chiuso sul livello d'apertura e al centro del range giornaliero. Tecnicamente questa é una seduta neutra che non ci dice nulla. Tornando al commento sulla seduta di giovedì scorso (+1.31%) la variante della falsa rottura al rialzo e esaurimento prende corpo - ieri il gap é quasi stato colmato e la candela sul grafico é tornata ampiamente all'interno delle BB. Non sappiamo se il DAX sta correggendo - sicuramente però non é ripartito al rialzo visto che l'accelerazione non ha avuto un seguito.
Sul FTSE MIB (+0.13% a 23928 punti) c'é poco da dire. L'indice non riesca a staccarsi dai 24000 punti. Questo susseguirsi di sedute moderatamente positive o negative non ci fà intravvedere un trend. Formalmente il FTSE MIB é ancora al rialzo ma é evidente che non riesce più a fare progressi. La MM a 50 giorni, che da settembre dell'anno scorso serve da supporto, sale lentamente. Tra qualche giorno ci sarà uno scontro e si deciderà il trend a medio termine. 
La seduta a Zurigo (SMI +0.31% a 10655 punti) ha fornito segnali contraddittori. Da una parte l'SMI ha toccato un nuovo minimo mensile - sembra quindi che si apra la strada verso il basso. L'indice dal minimo ha però recuperato e ha chiuso sul massimo giornaliero e con un guadagno di 33 punti. L'impressione generale é che l'SMI sta distribuendo - fino a quando l'SMI resta a un centinaio di punti dal massimo storico questa é però solo un'impressione.

Ieri prima dell'apertura a Wall Street JPMorgan (+1.17%) e Citigroup (+1.56%) hanno presentato degli ottimi risultati trimestrali con utili da record. Questo ha permesso all'S&P500 di aprire su un nuovo massimo storico a 3285 punti. Nella prima mezz'ora ci sono state delle vendite e l'indice é caduto a 3279 punti - ha colmato il gap. Poi la borsa é ripartita al rialzo e l'S&P500 verso le 19.30 ha toccato un nuovo massimo storico a 3294.25 punti. In due brevi ondate é caduto sul minimo a 3277 punti, é rimbalzato a 3288 punti e poi in maniera tentennante é ridisceso e ha chiuso a 3283.15 punti (-0.15%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3985 su 3417, NH/NL a 825 su 382 (entrambi in calo) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é ferma a 12.39 punti (+0.07) - il CBOE Equity put/call ratio resta (troppo) basso a 0.47. La speculazione al rialzo é rampante e non demorde.
Oggi sono attesi i risultati trimestrali di Goldman Sachs, Bank of America e US Bancorp - ieri le azioni di queste banche sono già salite. Hanno avuto un balzo del +3.88% anche le azioni di Alcoa che presenterà i risultati dopo la chiusura odierna. Evidentemente c'é chi tenta di anticipare sorprese positive su un'azione che da inizio anno non ha fatto che scendere....

Stamattina prevale la prudenza. Il Nikkei ha perso il -0.45% - Shanghai lo sta imitando con un -0.5%. Il future sull'S&P500 é a 3284 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.25 vale 3770 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.1%). Sembra che anche oggi non succederà nulla di importante. Forse tutti aspettano di conoscere i dettagli del trattato commerciale - fase 1 tra USA e Cina. Nel pomeriggio potrebbero esserci delle turbolenze.

Commento del 14 gennaio

Le borse ballano al ritmo della tecnologia - irrazionale esuberanza (Tesla +9.77%)

Le sedute a Wall Street si assomigliano una all'altra. Può succedere qualsiasi cosa ma la borsa continua a salire con una regolarità estenuante. I segnali d'allarme mandati dall'analisi tecnica si perdono nel nulla. Il rialzo viene ancora trascinato da pochi titoli soprattutto del comparto tecnologico mentre il resto del mercato segue a distanza e a fatica. La partecipazione al rialzo non sta migliorando (NH/NL a 870 su 574) - la pressione di vendita in sottofondo sta aumentando. Questo evidente problema strutturale viene però cancellato dalla prestazione dei pesi massimi come Apple (+2.14%) che godono della fiducia incondizionata da parte degli investitori e guadagnano terreno malgrado valutazioni ormai oscene. Azioni di moda come Tesla (+9.77%) vengono comperate a man bassa malgrado che da un punto di vista economico questo non faccia più nessun senso - é solo un effetto di una irrazionale esuberanza. Critiche a parte é evidente che il rialzo continua e può continuare - ieri l'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo storico a 3288.13 punti (+0.70%). A questo punto passa in secondo piano il fatto che le borse europee hanno avuto una seduta negativa. Che Eurostoxx50 (-0.26% a 3779 punti) e colleghi (DAX -0.24% a 13451 punti, FTSE MIB -0.52% a 23896 punti e SMI -0.16% a 10622 punti) abbiamo perso terreno conta poco visto che fino a quando la borsa americana festeggia le borse europee seguiranno - seguiranno a distanza e a fatica ma saranno obbligate a seguire - o per lo meno non si muoveranno in direzione opposta.
Nei listini europei c'é meno tecnologia e più old economy - é quindi logico che gli indici azionari europei siano in stallo. Se però in America nel futuro c'é una rotazione tra settori invece che una correzione é possibile che le borse europee, che non sono ipercomperate e sono meno in eccesso di rialzo che la borsa americana, possano recuperare.

La seduta a New York é stata come al solito. L'S&P500 si é mosso in pochi punti (20 punti) e ha raggiunto un nuovo record storico con il vigoroso aiuto della tecnologia (Nasdaq100 +1.16% a 9070 punti). L'indice ha aperto a 3272 punti, é sceso a 3268 punti di minimo ed é salito a 3283 punti (massimo di venerdì). Poi si é fermato e per ore é oscillato tra i 3280 ed i 3284 punti. Sul finale c'é stata un'ultima spinta di rialzo e la chiusura sul massimo a 3288.13 punti (+0.70%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5172 su 2268, NH/NL a 870 su 574 (in aumento !?) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 12.32 punti (-0.24), la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.47 ed il Fear&Greed Index non si muove (90 punti, -1 punto). La situazione tecnica non cambia - il mercato é maturo per una correzione ma evidentemente non ha la minima intenzione di farlo.

Stamattina le borse asiatiche sono miste (Nikkei +0.73%, Shanghai -0.2%). Il future sull'S&P500 é in leggero calo 3286 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 vale 3780 punti - le borse europee apriranno in pari. La giornata non sembra riservare sorprese e quindi avremo probabilmente una seduta tranquilla. Le borse dovrebbero chiudere senza sostanziali variazioni.

Aggiornamento del 13 gennaio

Nuovi massimi senza segnali d'inversione di tendenza - earning season

Durante il fine settimana abbiamo ricevuto da nostri abbonati delle richieste di precisazioni. Per il portafoglio abbiamo aperto delle posizioni short mentre nel commento dichiariamo che non ci sono ancora segnali di vendita o d'inversione di tendenza. È vero - stiamo cercando di anticipare un massimo significativo senza sapere se in effetti a breve le borse cambieranno direzione. La realtà é che venerdì i maggiori indici azionari americani hanno toccato dei nuovi massimi storici - la tendenza a corto e medio termine é al rialzo. D'altra parte da mesi ripetiamo che il rialzo iniziato ad ottobre dovrebbe esaurirsi nella prima decade di gennaio. Per coerenza il 10 gennaio dobbiamo essere short anche perché abbiamo a che fare con borse ipercomperate, in eccesso di rialzo e con investitori praticamente euforici. Malgrado i nuovi record storici appaiono pressione di vendita (specialmente dal settore delle piccole e medie imprese - PMI) e divergenze. Siamo short a 3271 punti di S&P500 e a 3795 punti di Eurostoxx50 - venerdì questi indici hanno chiuso rispettivamente a 3265 punti e a 3789 punti - per ora siamo praticamente in pari.

Stamattina speravano di trovare mercati deboli - invece la situazione di partenza é la solita. Il future sull'S&P500 sale a 3274 punti (+9 punti). Questo contratto serve come riferimento a tutte le altre borse che quindi stamattina partiranno nuovamente in positivo. Annotiamo unicamente che il future si trova nel range di venerdì - formalmente le premesse sono per una seduta in trading range. Oggi in Giappone é un giorno di festa. Shanghai guadagna il +0.75%. L'Eurostoxx50 alle 08.10 vale 3792 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.1%). Tassi d'interesse, cambi e prezzi delle materie prime sono praticamente fermi. I presupposti sono per una giornata tranquilla senza sostanziali variazioni.

Questa settimana in America comincia la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese. Si inizia domani con le grandi banche (JP Morgan, Citigroup, Wells Fargo). Vedremo se i numeri influenzeranno i corsi delle azioni. I fondamentali sono uno dei temi delle nostre previsioni per il 2020 - ci rendiamo conto che la loro importanza é relativa. Non sono i fondamentali a determinare le valutazioni delle borse ma quello che gli investitori sono disposti a pagare per questi fondamentali - la differenza é sottile ma determinante in un periodo dove la liquidità abbonda e non esistono valide alternative d'investimento alle azioni per chi é costretto a tentare di ottenere performance annuali decisamente superiori al reddito delle obbligazioni.

Commento del 11-12 gennaio

Seduta negativa senza significato particolare - appare in sottofondo pressione di vendita

Settimana scorsa le borse hanno rapidamente archiviato la crisi iraniana. L'uccisione del generale iraniano Suleimani e lo scambio di accuse e minacce tra Stati Uniti e Iran hanno provocato ancora delle vendite lunedì mattina. Poi é tornata la normalità e con essa é ripreso il rialzo. Venerdì l'S&P500 ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3282.99 punti. La tecnologia ha trascinato i listini - il Nasdaq100 (-0.26% a 8966 punti) ha toccato venerdì un nuovo incredibile record storico a 9024 punti - sono 1561 punti (+20.9%) sopra il minimo del 3 ottobre 2019 a 7463 punti. Abbiamo stimato correttamente, almeno finora, la durata di questa spinta di rialzo ma sottovalutato purtroppo il potenziale di guadagno. Venerdì le borse hanno fatto una pausa - fino nel tardo pomeriggio gli indici azionari europei ed americani erano ancora in positivo - poi sono lentamente scesi ed hanno chiuso con delle leggere perdite. Graficamente questa sembra unicamente una normale seduta negativa all'interno di una fase di rialzo. Non c'é stato un reversal - per questo i volumi erano troppo bassi e le perdite troppo contenute - la caduta dal massimo giornaliero é stata modesta.
Per l'analisi tecnica però si sommano i segnali negativi. I Summation Index sul NYSE e sul Nasdaq100 erano ancora in diminuzione. Mentre l'S&P500 (-0.29% a 3265.35 punti) ha perso solo 9 punti, il calo del DJ Transportation (-0.47%) e del Russell2000 (-0.44%) erano più pronunciati. Un'importante settore per la tecnologia come quello dei semiconduttori (SOX) é caduto del -0.66%. Il dato che però ci proccupa maggiormente é il rapporto nuovi massimi su nuovi minimi a 30 giorni - 662 su 500. Il basso numero dei NH non sorprende - la modesta partecipazione é ormai una costante di questa fase di rialzo. Spaventa invece il netto aumento dei NL che donota la presenza di una certa pressione di vendita. Se scorriamo la lista dello società su dei NL non troviamo nomi importanti - saltano però all'occhio azioni cicliche come DuPont o Alcoa - forse che l'economia americana non é così in forma come vorrebbe farci credere Donald Trump? Vedremo cosa succede quando la benzina dei leaders (Apple +0.23%) finirà. Secondo noi questa spinta di rialzo doveva finire entro il 10 di gennaio - i massimi di giovedì e venerdì costituiscono forse i massimi definitivi di questa spinta di rialzo. Le premesse per l'inizio di una importante correzione sono ideali - niente indica però che la seduta negativa di venerdì costituisce l'inizio della correzione - vediamo come inizia la prossima settimana.
Ricordiamo che negli scorsi giorni abbiamo anche definito che tipo di correzione ci aspettiamo - su base ciclica e stagionale prevediamo una correzione di medio termine con un calo di circa il 10% dell'S&P500 fino a fine febbraio. La MM a 200 giorni scorre attualmente a 2983 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.43% a 3789 punti
DAX                         +2.00% a 13483 punti
SMI                          -0.56% a 10639 punti
FTSE MIB                  +1.35% a 24021 punti
S&P500                    +0.94% a 3265.35 punti
Nasdaq100               +1.96% a 8966 punti

Venerdì le borse europee hanno aperto in positivo. A metà giornata gli indici hanno toccato il massimo giornaliero - l'Eurostoxx50 si é fermato a 3804 punti mentre il DAX ha raggiuto un nuovo massimo a 52 settimane a 13548 punti. Poi le borse hanno cambiato direzione, sono scese e hanno chiuso vicino ai minimi giornalieri con delle leggere perdite (Eurostoxx50 -0.17% a 3789 punti, DAX -0.09% a 13483 punti). Il FTSE MIB  ha chiuso praticamente in pari (+0.02% a 24021 punti) ma questa non é una prova di forza relativa ma solo la conseguenza di una chiusura prima delle altre borse europee. L'SMI svizzero ha nuovamente perso qualche punto (-0.11% a 10639 punti). Nulla di particolare ma la performance settimanale é negativa e il massimo storico risale al 27 dicembre dell'anno scorso. Spesso la borsa svizzera ha cambiato tendenza in anticipo rispetto alle altre borse che seguiamo a causa della sua particolare composizione. Forse anche questa volta l'SMI indica la strada da seguire...
Le RSI giornaliere in Europa si aggirano sui 60 punti - gli indici azionari non sono ipercomperati malgrado candele sui grafici sui bordi superiori delle BB. C'é teoricamente dello spazio verso l'alto - sappiamo però che l'Europa seguirà disciplinatamente l'America.

La seduta a New York é stata negativa. A prima vista questo sembra solo un attacco di stanchezza e non un problema grave. Questo calo é però avvenuto proprio quando noi prevedevamo l'inizio della correzione e quindi é meglio tenere gli occhi aperti ed essere prudenti.
L'S&P500 ha aperto in gap up e su un nuovo massimo storico a 3280 punti. Sullo slancio é salito fino a 3282.99 punti. Poi sono arrivate le vendite. L'S&P500 é sceso a metà seduta a 3268 punti, é rimbalzato a 3277 punti per infine cadere a 3260 punti. In chiusura é rimbalzato a 3265.35 punti (-0.29%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3156 su 4272, NH/NL a 662 su 500 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX si é fermata a 12.56 punti (+0.02), la CBOE Equity put/call ratio era nuovamente (troppo) bassa a 0.52 mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 91 punti (-2).
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 71.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 68.10.
Venerdì l'oro é risalito a 1561 USD/oncia dopo aver toccato giovedì il minimo settimanale a 1540 USD. Anche il cambio EUR/USD ha recuperato dagli 1.1085 a 1.1120 - la MM a 50 é a 1.1091 e serve da supporto. Le correzioni di oro e EUR sembrano complete. Anche il rialzo delle borse potrebbe essere finito.

Commento del 10 gennaio

Un anziano di 80 anni con problemi di salute che corre come un ragazzino

Il rialzo iniziato ad ottobre dell'anno scorso sembra non voler finire malgrado che gli indicatori tecnici lanciano segnali d'allarme. Il ciclo di rialzo doveva finire nella prima decade di gennaio - ieri l'S&P500 ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3275.58 punti e ha chiuso a ridosso di questo record a 3274.70 punti (+0.67%). Gli indici americani sono ipercomperati a corto e medio termine ed in eccesso di rialzo malgrado medie mobili a 50 e 200 giorni in ascesa. La partecipazione al rialzo é costantemente mediocre - sale la tecnologia (Nasdaq100 +0.87% a 8989 punti) con i soliti nomi a primeggiare (Apple +2.12%) mentre il resto del mercato segue a distanza e a fatica (DJ Transportation +0.38%, Russell2000/RUT +0.08%). Negli indicatori di sentiment appare non solo ottimismo ma ormai anche un'euforia che, considerando i fondamentali, non può che essere definita irrazionale. A livello di put/call ratio rileviamo valori non visti da decenni (CBOE Equity put/call ratio a 0.49, MM a 10 g a 0.52). Eppure la borsa americana continua a correre trascinandosi dietro il resto del mondo. Ieri anche le borse europee hanno avuto una seduta di rialzo. L'Eurostoxx50 ha raggiunto un nuovo massimo a 52 settimane a 3807 punti e ha chiuso sul livello d'apertura a 3795 punti (+0.62%). In Germania, dove l'industria automobilistica presenta i peggiori dati sulla produzione da decenni il DAX vola a 13495 punti (+1.31%) - il massimo storico a 13596 punti del gennaio 2018 é nuovamente a portata di mano. Malgrado ciò l'aspetto del grafico non può che provocare delle domande critiche. Cosa significa la piccola candela abbandonata nel nulla e sopra il bordo superiore delle Bollinger Bands? Accelerazione e ripresa del rialzo o esaurimento? La mancanza di ulteriori acquisti dopo la forte apertura e la sovraperformance del DAX rispetto al resto dell'Europa ci fà temere l'esagerazione e l'esaurimento. Una riposta definitiva arriverà solo nei prossimi giorni sotto forma di una continuazione verso l'alto o di veloce ricaduta per chiudere il gap. Anche il FTSE MIB (+0.77% a 24016 punti) ha partecipato alla festa. L'indice con un gap up in apertura ha nuovamente raggiunto i 24000 punti . Poi si é fermato oscillando in pochi punti. Non si può ancora dire se questa seduta rappresenta la ripresa del rialzo o semplicemente, come pensiamo noi, una distribuzione sui 23500-24000 punti. Solo l'SMI (-0.01% a 10651 punti) ha marciato sul posto. È stata una seduta neutra che l'SMI ha chiuso però sul minimo giornaliero dando l'impressione di essere a corto di carburante. L'abituale correlazione con l'S&P500 non funziona più. Come mai ? Forse che l'SMI si é fermato prima mentre la borsa americana grazie alla tecnologia riesce ancora a guadagnare qualche punto prima di fare la stessa fine della borsa svizzera?

Speravamo ieri sera che l'America ci dicesse qualcosa di nuovo. Invece abbiamo assistito attoniti ad una seduta di nulla. Malgrado il nuovo record storico la borsa dopo la buona apertura ha dato pochi segni di vita - gli indici si sono mossi poco oscillando debolmente in laterale e hanno chiuso sul livello d'apertura come se nessuno, rialzisti o ribassisti, avesse voglia di prendere l'iniziativa.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 3272 punti. Chi come noi si aspettava una reazione (prese di beneficio o short covering) é rimasto deluso. L'S&P500 é oscillato stancamente tra i 3263 ed i 3275 punti fino alla chiusura a 3274.70 punti (+0.67%). Come già detto in precedenza la tecnologia ha sovraperformato mentre il resto del mercato ha seguito a distanza. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4532 su 2876, NH/NL a 850 (pochi - troppo pochi!) su 347 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é caduta a 12.54 punti (-0.91) mentre il Fear&Greed Index é salito a 93 punti (+1).
Questo 2020 sembra copiare il 2018 - anche in quella occasione c'é stata una fase di rialzo infinita che non si fermava malgrado ipercomperato, eccesso di rialzo e di fiducia da parte degli investitori. Il top si é verificato il 26 gennaio 2018 - forse dobbiamo rassegnarci ad ancora alcune sedute di rialzo e al raggiungimento del massimo possibile obiettivo a 3300 punti.
Stamattina non c'é nulla di nuovo - il mercato si ripresenta come d'abitudine con un guadagno di qualche punto sul future dell'S&P500 - é a 3283 punti (+7 punti). Le borse asiatiche sono miste (Nikkei +0.47%, Shanghai -0.10%). L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 3803 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.2%) e sui massimi di ieri. Normalmente di venerdì non si verificano inversioni di tendenza e le borse completano il trend settimanale. Questo significa che la seduta odierna dovrebbe essere positiva. Fatichiamo ad immaginarci ulteriori sensibili guadagni.

Commento del 9 gennaio

Le emozioni e pochi titoli tecnologici nascondono rotazione e distribuzione

Gli avvenimenti dei giorni scorsi in Medio Oriente hanno creato volatilità sui mercati finanziari ma non hanno cambiato in maniera sostanziale la situazione tecnica. Le reazioni causate dalle emozioni hanno provocato movimenti improvvisi e imprevedibili, vuoti d'aria e impennate ma non hanno mutato la tendenza di fondo del mercato né la lenta rotazione che sta provocando la fine della spinta di rialzo iniziata ad ottobre dell'anno scorso. Ieri c'é stato ancora un mini rally provocato dalla tiepida reazione iraniana all'uccisione del generale iraniano Suleimani. I mercati hanno tirato un evidente sospiro di sollievo poiché temevano di peggio. L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 3267.07 punti e ha chiuso a 3253.05 punti (+0.49%) con un guadagno di quasi 16 punti. I dati tecnici della giornata sono però deludenti e rafforzano l'immagine di un mercato in eccesso di rialzo che viene mantenuto ad alto livello solo grazie ad una certa irrazionale esuberanza e alla performance di alcuni titoli chiave (Apple +1.61% o Tesla +4.92%). Siamo però convinti che questi sono gli ultimi sussulti del rialzo. Il Summation Index sul Nasdaq ieri é ancora sceso malgrado la buona performance della tecnologia (Nasdaq100 +0.74% a 8912 punti). La speculazione al rialzo é la più forte ed estrema da 5 anni a questa parte - la media mobile a 10 giorni della CBOE Equity put/call ratio é a 0.52 - sono due deviazioni standard sotto la media di lungo periodo. Quando la tendenza cambierà non avremo una correzione minore ma probabilmente una correzione maggiore di circa un -10% che dovrebbe durare qualche settimana - secondo i cicli ci aspettiamo una discesa fino a circa fine febbraio.

Ieri mattina le borse europee hanno aperto in calo. Noi ci aspettavamo un recupero e una chiusura in pari. Abbiamo sbagliato in difetto. L'Eurostoxx50 ha aperto sui 3240 punti ed é sceso verso le 10.00 sul minimo a 3235 punti (-24 punti / -0.63%). Poi é risalito e alle 14.20 é arrivato sul massimo giornaliero a 3275 punti. Da quel momento sono stati Wall Street e le dichiarazioni di Donald Trump a muovere il mercato. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3772 punti (+0.35%) annullando l'effetto della crisi iraniana. DAX (+0.71% a 13320 punti) e FTSE MIB (+0.46% a 23382 punti) si sono mossi in maniera simile. L'SMI svizzero (-0.32% a 10652 punti) é invece sceso, vittima di prese di beneficio sui titoli difensivi (Nestlé -1.62%, Novartis -0.53%). In generale ieri hanno perso di valore i beni rifugio come obbligazioni di prima qualità (Bund -0.34%) o oro (stamattina a 1557 USD/oz contro il massimo di ieri a 1611 USD).   
Le borse europee sono ora nuovamente vicine ai massimi del 2 gennaio - non dovrebbero salire più in alto e ci aspettiamo a breve la formazione di un top. Nuovi massimi annuali marginali sono possibili e non devono essere considerati come dei segnali d'acquisto.

La seduta a New York é stata decisamente positiva. Non elenchiamo le ragioni di questa reazione che sono molteplici - ci sono componenti fondamentali (dati sulla creazione di nuovi posti di lavoro), psicologici (discorso di Donald Trump) e tecnici (short covering e irrazionale euforia come nel caso di Tesla (+4.92%) o Netflix (+2.57%). Il risultato é però evidente - nuovi massimi storici su numerosi indici e soprattutto sull'S&P500.
L'indice ha aperto a 3240 punti, é salito a 3248 punti ed é caduto sul minimo a 3236 punti. Poi i rialzisti hanno preso il controllo delle operazioni. L'S&P500 é salito a 3260 punti ed é oscillato per ore tra i 3255 ed i 3260 punti. Dopo le 20.30 é decollato e ha raggiunto il nuovo massimo storico a 3267.07 punti. Dopo le 21.30 é prevalsa la prudenza e c'é stata una caduta finale a 3253.05 punti (+0.49%. Come al solito la tecnologia ha trascinato il rialzo (Nasdaq100 +0.74% a 8912 punti) mentre il Russell2000 ha frenato (+0.32%). Nel 2020 pensiamo che questo effetto sparirà e che le PMI (indici Russsell) dovrebbero recuperare parte di quella differenza di 10% di performance accumulata nel 2019.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4521 su 2891, NH/NL a 768 (pochi!) su 359 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é scesa a 13.45 punti (-0.34), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.47 e il Fear&Greed Index é risalito a 92 punti (+3).
Con questi dati su partecipazione, momentum e sentiment il rialzo della borsa americana é insostenibile. O c'é un netto miglioramento a breve della partecipazione o deve partire l'attesa correzione. Considerando che siamo alla fine di un ciclo con evidenti segni di stanchezza favoriamo decisamente lo scenario dell'inizio a breve di una sostanziale correzione.

Stamattina le borse negano ancora la nostra ipotesi. Il future sull'S&P500 guadagna 8 punti a 3268 punti. Il Nikkei é salito del (+2.31%) mentre Shanghai sta guadagnando il +0.9%. Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3798 punti - é a soli 4 punti dal massimo annuale. Ci sembra improbabile che le borse possano oggi salire più in alto - o ci fermiamo qui o si ritraccia poiché si é esagerato.

Commento dell'8 gennaio

Irrazionali ottimismo e fiducia

La seduta di ieri delle borse mondiali é stata nel complesso neutra e per quel che riguarda l'analisi tecnica non ci ha detto nulla di nuovo. Le borse europee hanno seguito l'America che lunedì sera aveva recuperato e chiuso in guadagno. Di conseguenza ieri mattina Eurostoxx50 (+0.18% a 3759 punti) e colleghi hanno aperto in guadagno e sullo slancio sono ancora saliti fino a metà mattina. L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 3784 punti verso le 09.55. Fino a mezzogiorno gli indici sono rimasti in alto. Poi sono scesi accelerando la caduta all'apertura delle contrattazioni a New York. Alla fine del guadagno iniziale é rimasto poco - é stata però una seduta positiva. Questo vuol dire che la discesa di venerdì e lunedì non ha avuto una continuazione - non si può parlare di correzione. L'impressione é che le borse europee stiano distribuendo - il trend a corto termine é neutro - per il resto quello che c'era da dire lo trovate nei commenti serali. Le Bollinger Bands ormai strette, orizzontali e parallele ci dicono che probabilmente un movimento significativo é vicino ed imminente. Considerando l'eccesso di rialzo e la fine del ciclo rialzista é probabile che a breve debba partire una spinta di ribasso.

La seduta a New York ha mandato segnali misti. I ribassisti si rallegrano della perdita dell'S&P500 (-0.28% a 3237.18 punti) che ha impedito all'indice di proseguire il rimbalzo e attaccare il massimo storico. I rialzisti sottolineano il fatto che malgrado i numerosi gridi d'allarme la borsa non corregge - il Nasdaq100 (-0.02% a 8846 punti) ha chiuso praticamente in pari e a pochi punti dal record storico a 8873 punti. Le azioni di leaders come Apple, Tesla o AMD hatto toccato dei nuovi record storici. Il settore dei semiconduttori ha avuto un balzo del +1.78% scacciando le nuvole che si erano accumulate nei giorni scorsi. Insomma - considerando le premesse la borsa americana mostra ancora i muscoli e gli investitori restano decisamente ottimisti e non mollano la presa.
L'S&P500 ha aperto a 3238 punti. All'inizio é salito a 3242 punti ma poi é caduto sul minimo giornaliero a 3232 punti. Da qui é risalito una decina di punti - da metà giornata c'é stata volatilità ma nessun movimento significativo. L'S&P500 ha toccato un massimo a 3245 punti e ha chiuso con una caduta finale di 5 punti a 3237.18 punti (-0.28%). La seduta al NYSE é stata negativo con A/D a 3136 su 4288, NH/NL a 679 su 429 e volume relativo a 1.0. Il settore dei trasporti ieri ha recuperato (DJT +0.36%) - il Russell2000 (-0.30%) invece ha seguito l'S&P500. La volatilità VIX é ferma a 13.79 punti (-0.06), il CBOE Equity put/call ratio era molto basso a 0.44 (!!!) e il Fear&Greed Index é sceso a 89 punti (-4 punti). La MM a 10 giorni del CBOE put/call ratio é a 0.53 - questo valore ci stupisce - mostra una forte e strenua speculazione al rialzo che non diminuisce malgrado che il mercato mostra evidenti problemi a salire più in alto e i rischi si moltiplicano.
Parlando di rischi ci sono alcuni sintomi da non sottovalutare. Il prezzo dell'oro sta decollando e stanotte l'oro in EUR ha toccato un massimo storico a 1444 EUR/oz. Il CHF continua a rafforzarsi. Evidentemente c'é chi teme una crisi e compra beni rifugio.

Stanotte alcuni razzi, di provenienza probabilmente iraniana, sono stati lanciati contro basi militari americane in Irak. Non ci sono vittime. Il future sull'S&P500 ha reagito con un crollo fino a 3181 punti - ora é tornato a 3230 punti (-4 punti). Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -1.57%, Shanghai -1.2%). L'Eurostoxx50 vale alle 08.40 3741 punti. Le borse europee apriranno in calo del -0.5%. Ovviamente l'attenzione dei mercati é puntata sul Medio Oriente. In mancanza di novità di rilievo ci aspettiamo una seduta in pari. In caso contrario bisognerà valutare la situazione - il crollo stanotte del future sull'S&P500 ci mostra qual'é il rischio di ribasso - é consistente e rilevante...

Commento del 7 gennaio

Le borse sembrano voler archiviare la crisi iraniana - stanno però ancora preparando una correzione

Ieri le borse hanno aperto con una caduta sul minimo e hanno chiuso sul massimo giornaliero. Per l'Europa questo ha ancora significato una seduta moderatamente negativa (Eurostoxx50 -0.55% a 3752 punti) e candele bianche sui grafici con minimi discendenti. In America invece, con un rally sul finale, le borse sono già riuscite a chiudere in guadagno (S&P500 +0.35% a 3246.28 punti). Un calo del prezzo del petrolio stamattina (-0.80%) completa un quadro di borse che assorbono la crisi iraniana con un'alzata di spalle. Sembra che non sia ancora giunto il momento per una correzione e gli investitori restano ottimisti. Strutturalmente però appaiono le prime crepe e ci sono i primi settori "forti" che abbandonano i massimi. Ieri il Summation Index sul Nasdaq ha cominciato a scendere mentre l'indice dei semiconduttori SOX ha perso il -1.04%. Crediamo di conseguenza che l'uccisone del generale iraniano Suleimani abbia unicamente provocato una sbandata delle borse che ora riprendono il percorso originale. Questo significa che gli indici sono praticamente su un massimo di periodo - devono ora distribuire qualche giorno prima di iniziare la prevista correzione.

Nella prima ora di contrattazioni l'Eurostoxx50 (-0.55% a 3752 punti) é caduto fino a 3711 punti. Dopo un consolidamento di un'oretta ha cominciato a risalire e ha chiuso vicino al massimo giornaliero con una moderata perdita di 20 punti. Gli europei sembrano essere molto nervosi e si buttano subito a vendere al primo segnale di pericolo. Per fortuna c'é l'America a stabilizzare il mercato. L'Eurostoxx50 sembra essere rimbalzato dalla MM a 50 giorni - potrebbe essere un caso. Finora c'é poca pressione di vendita.
Il DAX (-0.70% a 13127 punti) la mattina é precipitato fino a 12948 punti. Dal bordo inferiore delle Bollinger Bands é poi risalito e ha chiuso sul massimo giornaliero - nel corso della giornata i ribassisti e i rialzisti si sono equivalsi. I ribassisti vincono ai punti a causa della perdita di 92 punti. Vincitori morali sono i rialzisti con una candela bianca sul grafico. Strano che l'Europa sembra avere più voglia di correggere che l'America - considerando le notizie che apparentemente hanno provocato le vendite dovrebbe essere il contrario. Nei prossimi giorni vedremo se la correzione deve continuare - finora sembra che il DAX voglia semplicemente muoversi nel canale 13000-13400 punti. L'ipercomperato a corto termine é sparito. A medio termine invece ieri sera il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica ha fornito un segnale di vendita.
Il FTSE MIB (-0.51% a 23581 punti) si é comportato esattamente come l'Eurostoxx50 e si trova nella medesima situazione tecnica. Con la festa dell'Epifania in Italia é ovvio che ieri la borsa italiana non ha avuto vita propria.
Anche l'SMI (-0.32% a 10665 punti) ha avuto una seduta negativa ma ha chiuso 117 punti sopra il minimo. Non sembra quindi che i ribassisti possano dettare legge. L'indice sta unicamente correggendo come mostra la candela sul grafico con minimo a massimo discendenti. In ogni caso sarà l'America a dettare il ritmo della discesa. Una correzione di alcuni giorni fino alla MM 50 giorni sarebbe sana e dovuta.

Ieri in serata sembrava che la correzione in Europa potesse continuare. Wall Street ci ha invece detto che é rimandata. L'S&P500 ha aperto alle 15.30 con un tonfo a 3214 punti. Come venerdì questo é stato però il minimo giornaliero e da qui il mercato é solo salito. L'S&P500 per la chiusura in Europa é tornato sui 3234 punti (vi dice qualcosa questo livello? - anche venerdì l'S&P500 ha trascorso la parte centrale della seduta a 3234 punti !) - nelle ultime due ore di contrattazioni ha ripreso il rialzo e con un'accelerazione sul finale ha chiuso sul massimo a 3246.28 punti (+0.35%) con un guadagno di 11 punti. Ancora una volta sono i grandi titoli della tecnologia (Nasdaq100 +0.62%) a sovraperformare mentre il resto del mercato é rimasto indietro (Russell2000 +0.14%) con una preoccupante debolezza del settore trasporti (DJT -0.57%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4102 su 3318, NH/NL a 650 su 528 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 13.85 punti (-0.17), il CBOE Equity put/call ratio é (troppo) basso a 0.54 e il Fear&Greed Index é rimasto fermo a 93 punti. Gli investitori restano straordinariamente ottimisti e speculativamente orientati al rialzo.
Per l'analisi tecnica negli ultimi giorni é cambiato poco - le premesse per una correzione sono ideali. Secondo il piano originale la correzione doveva iniziare la metà di questa settimana - non vediamo ragioni per un cambiamento della tabella di marcia.

Stamattina le borse devono scontare il recupero di ieri sera a Wall Street. È quindi logico che prevalgono i segnali positivi. Il Nikkei guadagna il +1.6% - Shanghai sta salendo del +0.7%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3777 punti - le borse europee apriranno al rialzo di circa il +0.65%. Il future sull'S&P500 é a 3247 punti (+3 punti). Stamattina in Europa ci sarà un pò di short covering - pensiamo che fino a mezzogiorno gli indici azionari europei possano guadagnare ancora qualche punto. Dovrebbero poi fermarsi e ritracciare nel pomeriggio visto che la reazione in America ci sembra già mostrare troppo ottimismo.

Aggiornamento del 6 gennaio

Le tensioni tra Stati Uniti e Iran spingono al rialzo petrolio e metalli preziosi - borse e obbligazioni sono indolenti

Durante il fine settimana si é parlato solo dell'uccisione del generale iraniano Suleimani e del rischio di un conflitto aperto tra Iran e Stati Uniti. La solita pletora di esperti ha commentato ed ha emesso un parere - nessuno é stato però in grado di delineare uno scenario per il futuro. Molte le ipotesi - nessuna certezza. Un'opinione chiara viene dai mercati finanziari. Il prezzo del petrolio sale a 64.34 USD/barile (+2%). Anche senza una guerra basteranno le tensioni in Medio Oriente per mettere a rischio le esportazioni. Aumenta anche di molto il prezzo dell'oro (+1577 USD/oncia, +1.7%) - questo é l'abituale bene rifugio dei piccoli investitori. Si muovono invece relativamente poco i tassi d'interesse e le borse. Stamattina i futures su Bund e USTBonds salgono in maniera quasi impercettibile e insignificante.
Il future sull'S&P500 cade a 3224 punti (-11 punti) - venerdì mattina era sceso fino a 3217 punti prima di recuperare nel pomeriggio nel corso della seduta ufficiale a Wall Street - di conseguenza stamattina ci muoviamo ancora nel range di venerdì. Il calo é negativo ma nel complesso non c'é nulla di nuovo.
Il Nikkei ha ripreso le contrattazioni con un tonfo del -1.91%. Shanghai perde al momento il -0.2%. Sono le 08.00 e arrivano le prime indicazioni riguardanti l'apertura in Europa. L'Eurostoxx50 vale 3742 punti - questo rappresenta un calo del -0.8% rispetto a settimana scorsa. I mercati azionari hanno un'intonazione negativa e dovrebbero scivolare verso il basso. Il calo non dovrebbe però accelerare e raggiungere livelli drammatici. Gli investitori prendono nota degli sviluppi politici a livello internazionale e reputano che quanto successo finora non é in grado di influenzare sensibilmente l'economia mondiale. La probabilità che tra Iran e Stati Uniti scoppi un conflitto armato diretto sono scarse - probabilmente la reazione dell'Iran si limiterà ad attentati ad istallazioni o persone americane nella regione o ad alcuni atti simbolici come la ripresa del programma atomico.
Fino a quando la tensione nella regione resterà così alta é però improbabile che le borse possano ricominciare a salire - ci prepariamo ad una correzione strisciante di portata limitata.

Commento del 4-5 gennaio

Borse poco impressionate dall'uccisione di Suleimani - nessuna pressione di vendita

Il 2019 é stato un anno decisamente particolare. L'S&P500 ha guadagnato quasi il +29% - dal 1997 questo é stato il secondo migliore anno dietro solo al 2013 (+29.3%). Gli utili delle imprese erano nel complesso in calo e questo significa che l'incremento dell'indice é stato provocato dall'aumento delle valutazioni (P/E da 14 a 19). Negli ultimi due mesi dell'anno l'indice ha fatto registrare 20 nuovi massimi storici. I guadagni della borsa sono stati provocati secondo gli analisti da tre tagli dei tassi d'interesse da parte della FED (che secondo le affermazioni fatte all'inizio dell'anno intendeva invece alzarli) e dai riacquisti da parte delle imprese di azioni proprie con i capitali rientrati dall'estero grazie alla riforma fiscale voluta da Donald Trump. Il settore dell'informazione tecnologica, con una performance del +50%, ha contribuito al 32% della performance dell'S&P500. Il settore finanza ha contribuito con il 14%, quello dei servizi per le comunicazioni per l'11%. Tre azioni di semiconduttori sono state le superstar dell'S&P500: AMD (+148%), LCRX (+119%) e KLAC (+104%). Due conosciuti pesi massimi, Apple (+89%) e Microsoft (+58%), hanno causato il 17% della crescita dell'indice. Questi dati spiegano le nostre reiterate critiche alla modesta partecipazione nel rialzo - bisognava avere le azioni "giuste" per guadagnare veramente bene. Per il resto é stata una buona annata ma non spettacolare.
Come sarà il 2020? Lo scopriremo nei prossimi giorni. Siamo però convinti che il QE non si fermerà - la politica monetaria resterà estremente espansiva. In America Donad Trump farà di tutto per impedire una recessione e un calo della borsa. Malgrado valutazioni stratosferiche e una crescita economica anemica ci sono pochi argomenti per un ribasso delle borse. Escludiamo però una ripetizione del 2019.

Settimana scorsa in Europa abbiamo avuto sui maggiori indici (Eurostoxx50, DAX) tre sedute - in America sono state quattro. C'é stato un calo lunedì seguito da un rally fino a giovedì 2 gennaio. Venerdì la notizia dell'uccisione del generale iraniano Suleimani da parte degli Stati Uniti in un attacco aereo nei pressi di Bagdad ha provocato una caduta delle borse. Considerando però le premesse tecniche e l'entità delle perdite (S&P500 -0.71% a 3234.85 punti) bisogna dire che la reazione negativa é stata contenuta e modesta. Non é apparsa pressione di vendita - l'impressione é che in una situazione di incertezza ci sono state delle prese di beneficio mentre i compratori hanno fatto una pausa. Finora nulla indica che sia iniziata l'attesa correzione. Venerdì gli indici hanno perso meno di quanto avevano guadagnato giovedì. Il saldo settimanale é praticamente in pari.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.24% a 3773 punti
DAX                         -0.88% a 13219 punti
SMI                          -0.28% a 10699 punti
FTSE MIB                  -0.23% a 23702 punti
S&P500                    -0.16% a 3234.85 punti
Nasdaq100               +0.26% a 8793 punti

In teoria il rialzo delle borse doveva durare ancora qualche giorno nel nuovo anno. Il rally del 2 gennaio rientrava perfettamente in questo schema - era stato solamente un pò troppo forte e aveva subito riportato gli indici azionari azionari americani in una situazione di ipercomperato a corto e medio termine, in eccesso di rialzo e con investitori praticamente euforici. A questo punto lo spazio verso l'alto per i giorni seguenti sembrava decisamente modesto. In linea di massima però il mercato doveva "reggere" fino alla metà di settimana prossima.

Venerdì le borse europee hanno aperto in netto calo e sono scese fino alle 13.00. Poi hanno recuperato e hanno chiuso nella parte superiore del range giornaliero con sensibili perdite. Questo significa in pratica che l'Eurostoxx50 ha aperto a 3770 punti (-23 punti), é caduto fino a 3745 punti di minimo ed in seguito ha recuperato ed ha chiuso a 3773 punti (-0.52%). Gli altri indici si sono comportati in maniera simile (FTSE MIB -0.56% a 23702 punti, DAX -1.25% a 13219 punti). L'SMI, che non aveva trattato giovedì, é salito del +0.78% a 10699 punti - questo "strano" guadagno serve unicamente a portare la performance settimanale dell'SMI in linea con le altre borse europee. L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 12 mesi giovedì a 3801 punti - finora non abbiamo nessun elemente tecnico per dire che venerdì é iniziata una correzione. La chiusura lontana dal minimo lascia presupporre il contrario - il mercato ha reagito relativamente bene ad una notizia pessima. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3764 punti.

Anche a New York la reazione é stata negativa se consideriamo le perdite degli indici. La borsa ha però aperto sul minimo giornaliero e per il resto della giornata é semplicemente oscillata in laterale. Non ha recuperato di molto ma non é neanche scesa più in basso in mancanza di pressione di vendita. Per poter dire che stava iniziando l'attesa correzione avremmo dovuto avere una seduta decisamente negativa (perdita sull'S&P500 superiore all'1%) , una chiusura sul minimo e molto più in basso dell'apertura e volumi in aumento. Non é stato il caso.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3222 punti. È velocemente risalito a 3234 punti e poi fino alla chiusura é oscillato tra i 3234 ed i 3246 punti. Ha chiuso a 3234.85 punti (-0.71%). Il comportamento di Nasdaq100 (-0.88% a 8793 punti), DJ Transportation (-0.75%) e Russell2000 (-0.46%) é stato uguale. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2753 su 4676, NH/NL a 582 su 403 e volume relativo a 0.95. Notiamo il sensibile aumento dei NL - é da tenere d'occhio anche se finora non costituisce un segnale d'allarme. La volatilità VIX é balzata a 14.02 punti (+1.55) - il CBOE Equity put/call ratio é rimasto invece stranamente basso a 0.55. Anche il calo del Fear&Greed Index (93 punti, -4) era modesto. Normalmente in una situazione di crisi gli investitori comprano obbligazioni sicure. Questo é successo in Europa (future sul Bund a 172.32, +0.70%) - non in America (reddito dell'USTBond decennale a 1.80%, -0.08%) - strano...
Il prezzo del petrolio (WTI) é salito a 63.05 USD/barile (+3.06%) - logico considerando le tensioni in Medio Oriente.
Il prezzo dell'oro é arrivato a 1551 USD oncia - a Natale era ancora a 1485 USD - nell'immediato l'oro é ipercomperato e su una resistenza (massimo di fine agosto - inizio settembre 2019) - deve consolidare o correggere - la tendenza di fondo é però al rialzo - da metà 2019 quando veleggiava sui 1320-1350 USD.

Riassumendo la tendenza dominante sulle borse é ancora rialzista. In America il 72.9% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE é a 67.79. L'aspetto stagionale e ciclico favoriscono una continuazione del rialzo fino a circa la metà di settimana prossima. Non abbiamo nessun elemento per poter dire che venerdì é iniziata una correzione. Le premesse tecniche rimangono però ideali per una correzione delle borse a gennaio-febbraio. Con le posizioni short in portafoglio ci sentiamo posizionati in maniera corretta.

Commento del 3 gennaio

Inizio col botto - sembra un'esagerazione che limita il potenziale per i prossimi giorni

Come previsto nella prima seduta dell'anno la liquidità accumulatasi sui conti a fine dicembre é stata investita. È stata una giornata di generale rialzo dei mercati azionari durante la quale l'Eurostoxx50 (+1.28% a 3793 punti) ha toccato un nuovo massimo a 12 mesi a 3801 punti e l'S&P500 (+0.84% a 3258.14 punti) ha fatto registrare un nuovo record storico a 3258.14 punti.
Come sapete nuovi massimi di periodo sono dei segnali inequivocabili e indiscutibili di rialzo. L'unico problema é che ieri gli indici hanno fatto già parecchia strada in solo una seduta. Parecchia strada potrebbe significare troppa visto che gli indici, specialmente in America, sono nuovamente fortemente ipercomperati ed in eccesso di rialzo. Inoltre appaiono chiari segni di irrazionale euforia come mostra in maniera esemplare il Fear&Greed Index salito a 97 punti (+4 punti) - 100 é il massimo possibile e non é mai stato raggiunto.

Ieri sera abbiamo commentato il rialzo in Europa - i nostri tre indici hanno avuto forti guadagni (DAX +1.03% a 13386 punti / FTSE MIB +1.40% a 23836 punti) - l'SMI svizzero invece non ha trattato a causa di una giornata di festa nella Svizzera tedesca. Gli indici hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri e noi credavamo in linea di massima che questa spinta di rialzo dovesse durare ancora qualche giorno. Di conseguenza pensavamo che dovesse esserci una modesta continuazione verso l'alto. Il balzo di ieri era però eccessivo e ieri sera facevamo fatica ad immaginarci ulteriori sostanziali guadagni. Per il portafoglio abbiamo aperto posizioni short su Eurostoxx50 (3795 punti ) e sul DAX (13400 punti) - il limite di vendita sul FTSE MIB non é stato raggiunto.
Stamattina non facciamo ulteriori commenti poiché la situazione é cambiata radicalmente.

Anche la seduta a New York é stata decisamente positiva con nuovi record storici dei maggiori indici azionari. Gli acquisti si sono però concentrati sui grandi nomi della tecnologia (Apple +2.18%) e hanno trascurato il resto del listino (Russell2000 -0.10%). Sul finale di seduta c'é stata un'accelerazione al rialzo che puzza di esaurimento almeno a corto termine. La nostra ipotesi é che già ieri l'S&P500 (+0.84% a 3257.85 punti) abbia toccato l'atteso massimo significativo. L'ipotesi non é sostenuta solo dai dati tecnici - stamattina il future sull'S&P500 sta perdendo quasi l'1% - difficilmente nei prossimi giorni il mercato potrà assorbire il colpo e riprendere a salire come se nulla fosse.
L'S&P500 ha aperto a 3245 punti a ridosso del massimo storico di dicembre a 3247 punti. Nella prima parte della seduta é sceso e ha toccato un minimo giornaliero a 3235 punti. Poi ha recuperato e per ore é oscillato intorno ai 3245 punti. Solo dopo le 20.30 é decollato e con un'accelerazione ha raggiunto il nuovo record storico a 3258.14 punti. Ha chiuso poco sotto a 3257.85 punti (+0.84%). Gli acquisti sui titoli tecnologici hanno spinto partcolarmente il Nasdaq100 (+1.59% a 8872 punti).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4675 su 2790, NH/NL a 869 su 287 (pochi NH!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 12.47 punti (-1.31), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.54. Gli investitori sono troppo ottimisti se non euforici.

Durante la notte l'esercito americano ha ucciso con un attacco aereo all'aeroporto di Bagdad il generale iraniano Suleimani. Il rischio di un conflitto tra Iran e Stati Unti é alto. Il prezzo del petrolio sale del +3.5% - l'oro guadagna il +1.5%.
Stamattina Shanghai ha chiuso in pari. Il future sull'S&P500 perde 29 punti a 3230 punti. L'Eurostoxx50 apre a 3770 punti (-23 punti / -0.60%). È difficile dire se si tratta solo di una tempesta in un bicchiere d'acqua  se il problema é invece grave. Non si conosce ancora la risposta dell'Iran a questo evidente atto aggressivo degli Stati Uniti.
È probabile che borse ipercomperate e in eccesso di rialzo reagiscano con un'ondata di vendite. Nell'incertezza tutti preferiranno assicurare i guadagni e stare a guardare. Ci vorranno però alcuni giorni per valutare con calma la portata di questa notizia.

Commento del 2 gennaio

Una seduta positiva a New York prepara il minirally di inizio anno

Nell'ultima seduta dell'anno a Wall Street gli americani hanno mostrato la volontà di chiudere con una nota positiva. Fino alle 21.00 l'S&P500 veleggiava sui 3216 punti - era in calo di una manciata di punti. Poi nell'ultima ora c'é stata un'ondata d'acquisti, gli indici sono decollati e l'S&P500 ha chiuso a ridosso del massimo giornaliero a 3230.78 punti (+0.29%) e con un guadagno di 9 punti. Anche questa giornata é stata contrassegnata dai modesti volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.7). L'andamento della seduta e i volumi ci suggeriscono di non dare troppo peso all'esito finale e ai relativi dati tecnici - prendiamo però nota del fatto che i rialzisti controllano ancora le operazioni e che la borsa americana non ha ancora l'intenzione di correggere gli eccessi che si sono accumulati nel rialzo autunnale.

L'S&P500 ha aperto a 3212 punti e subito é salito fino ai 3225 punti. Poi é lentamente sceso fino ai 3213 punti di minimo e si é assestato per ore sui 3216 punti. Solo sul finale, come anticipato, si é impennato fino ai 3231 punti e ha chiuso poco sotto a 3230.78 punti (+0.29%). Al movimento hanno partecipato tutti i settori in maniera omogenea - Nasdaq100 (+0.27% a 8733 punti), DJTransportation (+0.25%) e Russell2000 (+0.26%) si sono mossi in un gruppo compatto. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4874 su 2539 e NH/NL a 543. La volatilità VIX é ricaduta a 13.78 punti (-1.04), il CBOE Equity put/call ratio era ancora basso a 0.56 e il Fear&Greed Index é salito a 93 (!) punti (+3). Gli investitori restano ottimisti e speculativamente orientati al rialzo.
Da un punto di vista tecnico non c'é nulla di nuovo - siamo in attesa dell'inizio di una correzione. Il calo di lunedì ha ridotto parzialmente l'ipercomperato. Di conseguenza ci aspettiamo ora alcune sedute di lieve rialzo - c'é nuovamente dello spazio verso l'alto. L'abitudine ci insegna che all'inizio dell'anno deve essere investita la liquidità affluita sui conti per fine anno e in genere c'é una manciata di sedute durante le quali prevalgono gli acquisti.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 3243 punti (+12 punti). In Giappone é festa - Shanghai sta guadagnando il +1.1%. L'Eurostoxx50 poco prima dell'apertura vale 3766 punti - l'indice inizierà il nuovo anno con un balzo del +0.5% - probabilmente riuscirà a difendere questo guadagno fino alla chiusura.
In Svizzera interna é un giorno di festa - la borsa é chiusa.

Il 2019 é stato un anno di borsa eccezionale. È andato molto meglio di quanto eravamo immaginati. Nelle previsioni per il 2019 avevamo schizzato uno scenario negativo. Nel corso dell'anno abbiamo cambiato opinione poiché la politica monetaria delle Banche Centrali si é sviluppata in maniera diversa di quanto preannunciato. In particolare i tassi d'interesse in America sono scesi mentre la FED ad inizio anno prevedeva tre aumenti dei tassi d'interesse guida. Quest'anno prendiamo nota dell'errore e evitiamo previsioni basta sui fondamentali - in questi mercati finanziari manipolati i fondamentali non contano. L'azione di Apple nel 2019 ha guadagnato l'86% malgrado cifra d'affari e utili in ristagno - é solo l'effetto dei riaquisti di azioni proprie, del momentum e della liquidità.
Le nostre previsioni per il 2020 saranno quindi molto concise e basate su ipotesi riguardante le mosse dei politici e dei banchieri centrali. Tutti faranno di tutto per evitare lo scoppio di questa bolla speculativa - vedremo se ci riusciranno.

Commento del 1. gennaio 2020

Le performance annuali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +25.23% a 3748 punti
SX7E                        +11.47% a 96.71 punti
DAX                         +25.22% a 13249 punti
SMI                          +25.95% a 10617 punti
FTSE MIB                  +28.23% a 23506 punti
S&P500                    +28.71% a 3230.78 punti
Nasdaq100               +37.96% a 8733 punti
Nikkei                      +18.20%
Shanghai                  +23.72%

EUR/USD a 1.1215
EUR/CHF a 1.0859
Oro a 1517 USD/oncia - 1351 EUR/oncia
Petrolio (WTI) a 61.06 USD/barile
Reddito USTBond decennale a 1.92%
Reddito Bund decennale a -0.188%

Breve commento del 31 dicembre

Il rialzo di fine anno é finito - la correzione sta iniziando ma ci saranno ancora alcune sedute di distribuzione

L'ultima seduta dell'anno dell'Eurostoxx50 (-0.89% a 3748 punti) e dei suoi colleghi più importanti (DAX -0.66% a 13249 punti) é stata negativa. Oggi in Europa si tratta unicamente a Londra e su alcune piazze di minore importanza come Parigi, Amsterdam o Madrid. Non possiamo e non vogliamo dare troppo peso a questo calo poiché si é trattato di una seduta anomala con molti operatori assenti e scarsi volumi di titoli trattati. A Francoforte la borsa ha chiuso anticipatamente alle 14.00 e questo spiega la moderata perdita del DAX tedesco che non ha risentito della caduta della borsa americana dopo le 15.30. Sui grafici degli indici azionari europei appaiono delle marcanti candele rosse - probabilmente queste segnalano la fine della fase di rialzo iniziata ad ottobre. L'aspetto stagionale ci dice che le prime sedute del nuovo anno dovrebbero ancora essere favorevoli - per lo meno é poco probabile che il 2020 inizi subito con una pesante caduta - la liquidità dovrebbe sostenere gli indici ancora qualche giorno. Molti aspetti però concordano nel dire che il rialzo é ormai bloccato da eccesso di rialzo ed ipercomperato - gli obiettivi sono stati praticamente raggiunti. L'unica domanda da porsi é se bisogna vendere subito o se si deve aspettare ancora qualche giorno. Noi preferiamo aspettare perché la seduta negativa di ieri non basta a dare un segnale tecnico di vendita valido.
Ieri anche l'SMI svizzero é caduto del -1.05% a 10617 punti - ricordiamoci però che l'indice nella precedente seduta del 27 dicembre aveva toccato un nuovo record storico - la borsa non può sempre salire e non si può subito parlare di ribasso dopo una seduta negativa. Il FTSE MIB é sceso del -1.06% a 23506 punti - é la terza seduta negativa consecutiva. Fino a quando l'indice resta sopra la MM a 50 giorni in ascesa la tendenza di fondo é formalmente ancora al rialzo.
Per ora non vediamo ragioni concrete per preoccuparci e non possiamo dichiarare che l'attesa correzione é cominciata. Certo che queste lunghe candele rosse sui grafici sono minacciose e normalmente una chiusura sul minimo giornaliero implica nelle prossime sedute una continuazione verso il basso. 

Anche la seduta a New York é stata negativa. Le perdite sono però state moderate e il minimo giornaliero é stato toccato dopo 45 minuti di contrattazione - per il resto della giornata gli indici si sono mossi nel range fissato in apertura. L'impressione generale é che ci siano state delle prese di beneficio da parte di investitori retail - hanno perso i grandi nomi della tecnologia (Nasdaq100 -0.70% a 8709 punti) - sul Nasdaq100 abbiamo un volume relativo di 1.0 mentre sul resto del mercato i volumi erano bassi (volume relativo a 0.6). Il Russell2000/RUT é sceso solo del -0.29%. L'S&P500 ha aperto sul massimo a 3241 punti. Alle 16.15 é caduto sul minimo a 3216 punti. Poi ha recuperato fino a metà seduta tornando a 3230 punti ed é scivolato fina la chiusura a 3221.29 punti (-0.58%)
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2599 su 4836 e NH/NL a 506 su 324. La volatilità VIX é balzata a 14.82 punti (+1.39) mentre il CBOE put/call ratio é rimasto piuttosto basso a 0.59. Il Fear&Gredd Index, meno reattivo, é rimasto stabile a 90 punti (-1). Il calo ha permesso alla RSI sull'S&P500 di tornare a 68.78 punti - gli indici restano però ipercomperati a medio termine e le premesse per una correzione restano ideali. A breve potrebbe ancora esserci un recupero. Questo significa che nelle prime sedute del 2020 é ancora possibile che l'S&P500 raggiunga un nuovo massimo storico marginale sui 3250 punti.

Stamattina il Nikkei era chiuso - Shanghai sta guadagnando il +0.3%. Il future sull'S&P500 é stabile a 3225 punti (+1 punto). Sulla base del valore attuale dei futures sappiamo che le borse europee aperte oggi apriranno con perdite tra il -0.3% ed il -0.5%. Vedremo nel pomeriggio se New York si ferma come dovrebbe logicamente fare nell'ultima seduta dell'anno o se rimbalza.

Auguriamo a tutti una buona festa di fine anno e un felice e prospero Anno Nuovo.
Il prossimo commento tecnico verrà pubblicato giovedì 2 gennaio 2020.   

Aggiornamento del 30 dicembre

Previsioni per il 2020

Si avvicina la fine dell'anno e gli analisti sfornano alacremente previsioni per il 2020 dopo che nel 2019 quasi tutti hanno sbagliato. Nessuno si é aspettato un rialzo dei mercati azionari di questa portata dopo un decennio di bull market - l'S&P500 aveva toccato un minimo a marzo del 2009 a 666 punti - ora é a 3240 punti e fino ad oggi nel 2019 ha guadagnato il +29.25% - l'Eurostoxx50 segue con un +26.02%. Anche noi stiamo riflettendo e stiamo creando degli scenari per il 2020. Dobbiamo però cambiare sistema poiché evidentemente l'analisi fondamentale e tecnica non bastano per ottenere buoni risultati. Bisogna essere creativi e fantasiosi e cercare di capire cosa intendono fare i politici e le Banche Centrali. Donald Trump vuole essere rieletto. Per ottenere questo risultato deve fare in modo che a novembre del 2020 l'economia americana sia in crescita e la disoccupazione sia bassa - questa é la ricetta per una vittoria sicura. Le Banche Centrali dovranno lottare contro i debiti fuori controllo - non possono far salire i tassi d'interesse senza provocare una catastrofe sia per i mercati finanziari sia per gli Stati occidentali già fortemente indebitati. Quest'anno il gioco di continuare ad immettere liquidità é funzionato egregiamente - non può però continuare all'infinito.

Stamattina alle 07.30 non c'é nulla di nuovo. Come quasi ogni giorno da metà ottobre il future sull'S&P500 guadagna qualche punto - oggi sono 4 e il future é a 3242 punti. Il Nikkei sta perdendo il -0.76% - Shanghai sta guadagnando il +1%. È troppo presto per avere delle indicazioni riguardanti l'apertura in Europa. Sulla base dello sviluppo dei mercati dopo la chiusura di venerdì in Europa ci aspettiamo che l'Eurostoxx50 riprenda le contrattazioni sui 3780 punti - questo significa un calo di circa il -0.1%. Oggi per molte borse europee é l'ultima seduta dell'anno. I volumi saranno scarsi e i movimenti modesti.
Il cambio EUR/USD é a 1.1195 - il massimo giornaliero é stato a 1.1210 - l'EUR sta tentando di superare l'importante resistenza a 1.12. Queste giornate intorno alla fine dell'anno sono ideali per dei movimenti improvvisi che sfruttano la mancanza di volumi. Il tentativo potrebbe aver successo - il grafico é costruttivo.

Commento del 28-29 dicembre

Nuovi massimi - la musica del futuro si suona altrove

La settimana natalizia é trascorsa nella calma e senza novità di rilievo. In Europa, per i nostri indici azionari, ci sono state solo 2 sedute - a New York si é trattato anche martedì 24 e giovedì 26 per un totale di 4 sedute. Molti operatori erano assenti e i volumi di titoli trattati sono stati bassi. Hanno dominato le operazioni di window dressing e di chiusura dei portafogli in vista della fine dell'anno. Come d'abitudine in un anno con una performance positiva si é verificato un rally di fine anno e c'é stata più forza d'acquisto che pressione di vendita. Questo effetto positivo dovrebbe durare ancora alcune sedute. Normalmente all'inizio dell'anno nuovo deve essere investita la liquidità affluita sui conti risparmio - di conseguenza spesso il rialzo dura fino alla prima decade di gennaio.
Venerdì l'Eurostoxx50 (+0.21% a 3782 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale a 3794 punti - l'S&P500 ha fatto segnare un nuovo record storico a 3247.93 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero e praticamente invariato a 3240.02 punti (+0.01%). Come sapete dei nuovi massimi sono dei segnali e conferme inequivocabili e indiscutibili di rialzo. Le borse continuano a salire malgrado l'ipercomperato di corto e medio termine, l'eccesso di rialzo e l'estremo ottimismo da parte degli investitori. Le premesse per una correzione sono ideali - per ora questa fase negativa viene impedita dall'effetto stagionale. Molto probabilmente a gennaio avremo una correzione - al momento non vediamo però le premesse per una pesante caduta - ci immaginiamo una discesa sui 3100 punti di S&P500. La ragione ce la fornisce l'analisi tecnica - la partecipazione resta buona a livello di A/D, i Summation Index stanno ancora salendo e gli investitori sono euforici ma non incoscienti - appena c'é un tremore tutti corrono ad assicurarsi. Venerdì c'é stata una breve caduta di circa mezz'ora dai 3247 ai 3236 punti - subito sono squillati i segnali d'allarme - il numero dei puts trattati si é impennato e la volatilità VIX é balzata terminando la giornata a 13.43 punti (+0.78). Il messaggio é chiaro - sono tutti long ma aspettano tutti una correzione - in questo caso basterà una discesa di alcuni punti in percentuale per cambiare radicalmente l'umore degli investitori, eliminare gli eccessi e riportare il mercato su solide basi.

Dei movimenti interessanti si sono verificati su altri mercati. Il cambio EUR/USD é salito a 1.1175 - chi si aspettava un collasso dell'EUR é rimasto deluso. A dicembre i prezzi dei metalli preziosi é salito e le azioni delle miniere d'oro settimana scorsa sono tra i settori con le migliori performances (in media +7%). L'impressione generale é che sta iniziando una fase di sostenibile rialzo sui metalli e in generale sui prezzi delle materie prime. La ragione principale di questo movimento dovrebbe essere un'indebolimento dell'USD. Restiamo dell'opinione che il cambio EUR/USD debba salire malgrado che la medesima previsione nel 2019 non sia stata coronata da successo. Per fortuna l'errore non é stato grave visto che all'inizio dell'anno il cambio era a 1.1450. Gli Stati Uniti hanno un deficit della bilancia commerciale e un forte debito pubblico - il rapporto deficit/PIL é del -4.8% - in Europa questo costituirebbe un'infrazione ai trattati. Finora l'USD regge poiche offre tassi d'interesse più attraenti (US Treasury Bond decennale al 1.88%, Bund tedesco decennale al -0.253%). In Europa però c'é poco spazio per un ulteriore abbassamento dei tassi d'interesse mentre probabilmente i tassi in America continueranno a scivolare verso il basso in direzione del 0%. Per il 2020 sembra decisamente più attraente investire in EUR ed in azioni europee.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.15% a 3782 punti
DAX                         +0.14% a 13337 punti
SMI                          +0.48% a 10730 punti
FTSE MIB                  -1.03% a 23757 punti
S&P500                    +0.58% a 3240.02 punti
Nasdaq100               +1.06% a 8771 punti

Sui mercati azionari europei c'é poco da dire. Venerdì le borse europee dovevano "rispondere" alla seduta positiva di giovedì a Wall Street. La reazione é stata tiepida (Eurostoxx50 +0.21% a 3782 punti, DAX +0.27% a 13337 punti) malgrado il nuovo record annuale dell'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (-0.59% a 23757 punti) ha perso terreno ma da questo non possiamo ancora dedurre che l'indice si sta staccando dal resto dell'Europa e sta correggendo. Queste sedute anomale non possono essere usate per definire una tendenza. Inoltre venerdì l'Italia é stata decisamente penalizzata della debolezza del settore bancario (SX7E -0.44% a 97.22 punti).
L'SMI svizzero si é involato su un nuovo record storico a 10755 punti e ha chiuso praticamente invariato a 10730 punti (+0.05%) - guarda caso l'S&P500 alcune ore più tardi si é comportato alla stessa maniera.
Formalmente le borse europee sono ancora in una fase di rialzo anche se il momentum rispetto all'America é decisamente più debole - per contro l'ipercomperato é minore.

L'S&P500 ha aperto con un balzo sul nuovo massimo storico a 3247.93 punti. Poi é caduto e alle 16.00 era a 3236 punti. Dopo questo breve spavento l'indice ha recuperato fino ai 3245 punti, é scivolato per ore fino ai 3241 punti, é caduto brevemente sul minimo a 3234 punti e ha chiuso invariato a 3240.02 punti (+0.01%). Il Nasdaq100 (-0.08% a 8771 punti) si é comportato alla stessa maniera. DJT (-0.13%) e RUT (-0.51%) erano invece più deboli condizionando i dati della giornata. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3208 su 4204, NH/NL a 694 (pochi) su 217 e volume relativo a 0.6. Il CBOE Equity put/call ratio era a 0.60 con la MM a 10g a 0.53. Il Fear&Greed Index resta (troppo) alto a 91 punti (-2).
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 73.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 67.36.
Settimana prossima ci saranno ancora parecchie feste infrasettimanali. Lunedì 30 é una giornata normale. Martedì 31 le borse europee sono in generale chiuse - a Londra avremo una seduta raccorciata - a New York su tratta normalmente. Mercoledì 1. gennaio é una giornata di festa generale. Il 2 gennaio in Svizzera si festeggia il Berchtoldstag - nel resto del mondo si lavora. Considerando questi fattori é probabile che il rialzo delle borse regga fino al 6 - 8 gennaio. Approfitteremo dei giorni che ci restano per aprire posizioni short per il portafoglio.

Commento del 27 dicembre

Monotono rialzo fino ai 3250-3300 punti di S&P500 - window dressing

Ieri a New York c'é stata un'altra seduta di rialzo e l'S&P500 (+0.51% a 3239.91 punti) ha toccato un nuovo record storico a 3240.08 punti. La tecnologia, come spesso é successo negli ultimi anni, ha trascinato il movimento - Nasdaq (+0.78%) e Nasdaq100 (+0.91% a 8778 punti) hanno raggiunto dei nuovi massimi storici. Con l'avvicinarsi della fine dell'anno i gestori ripuliscono e abbelliscono i loro portafogli - comprano le azioni di società conosciute e su massimi storici (Apple +1.98%, Microsoft +0.82%) e vendono i pochi flops. La conseguenza é che le azioni "buone" prima della fine dell'anno fanno ancora un balzo mentre quelle "cattive" hanno un ultimo vuoto d'aria. Per saldo questo effetto in un'annata ottima come questo 2019 provoca il conosciuto rally di fine anno. Attenzione però che la benzina sta finendo proprio quando ciclo e obiettivo ci dicono che siamo sicuramente vicini ad un massimo significativo.

La seduta a Wall Street ha assomigliato alle tante che l'anno preceduta in questo mese di dicembre. L'S&P500 si é mosso in 12 punti, ha toccato l'abituale record storico ha chiuso sul massimo con bassi volumi e deludente partecipazione. L'ipercomperato e l'eccesso di rialzo sono ancora aumentati ma come sappiamo questo é possibile ed é un segno che la spinta é possente. Quando la RSI supera i 70 punti si parla di ipercomperato - l'indicatore però può salire teoricamente fino ai 100 punti - la RSI giornaliera sull'S&P500 é ora a 78.42 punti, quella settimanale a 74.54 punti. L'ipercomperato può essere eliminato con una correzione minore o un lungo consolidamento - non necessariamente deve esserci una correzione di un -5% o un'inversione di tendenza.
L'S&P500 ha aperto a 3228 punti ed é velocemente salito a 3235 punti. Per ore é oscillato su questo livello e solo sul finale si é impennato a 3240.08 punti. Ha chiuso poco più in basso a 3239.91 punti (+0.51%). DJT (+0.32%) e Russell2000/RUT (-0.02%) hanno sottoperformato - ovvia conseguenza del window dressing. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4751 su 2634, NH/NL a 858 (troppo pochi!) su 201 e volume relativo a 0.6. I dati sul sentiment (VIX a 12.65 punti (-0.02), CBOE Equity put/call ratio a 0.43, Fear&Greed Index a 93 punti) continuano a dirci che gli investitori sono euforici e speculativamente orientati al rialzo.
Le valutazioni fondamentali sono ormai carta straccia - l'unica cosa che conta é il momentum e la liquidità - al momento non vediamo nulla in grado di far cambiare direzione al mercato.

Stamattina le borse asiatiche si sono fermate (Nikkei -0.36%, Shanghai -0.10%). Il future sull'S&P500 (3248 punti, +4 punti) prosegue imperturbabile la sua corsa. Oggi si torna a trattare in Europa - é però una seduta in mezzo ad un periodo festivo - i volumi saranno scarsi - gli indici azionari dovranno adattarsi a quanto successo il 24 ed il 26 dicembre a New York. L'Eurostoxx50 vale ora 3792 punti (+0.5%) - l'indice europeo aprirà su un nuovo massimo annuale. È probabile che dopo questo balzo iniziale non succeda più nulla.  

Commento del 26 dicembre

Più per obbligo che per necessità

Martedì 24 dicembre le borse europee più importanti e che seguiamo abitualmente sono rimaste chiuse. Si é trattato a Londra (FTSE100 +0.11%) e in altre piazze secondarie come Parigi (CAC40 +0.00%), Madrid (IBEX35 +0.02%) o Amsterdam (AEX +0.02%). Non é successo nulla di importante, gli indici azionari si sono mossi appena e hanno chiuso senza sostanziali variazione. Bisogna forse domandarsi qual'é l'utilità di tenere aperte le borse in giornate simili. Anche noi stamattina pubblichiamo questo commento soprattutto perché ci sentiamo in obbligo e non perché c'é qualcosa di rilevante da comunicare.

A Wall Street le contrattazioni sono terminate alle 19.00 orario europeo. È stata una seduta di tre ore più corta del solito con ovviamente bassi volumi di titoli trattati (volume relativo 0.4). Anche in America non c'é nulla di nuovo - gli indici azionari hanno chiuso praticamente in pari. Prendiamo nota solo del fatto che non inizia nessuna correzione.
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 3226 punti, é caduto sul minimo a 3220 punti, é rimbalzato e poi si é fermato fino alla chiusura a 3223 .38 punti (-0.02%). L'indice si é mosso in soli 6 punti nel minuscolo range delle due precedenti sedute. Il Nasdaq100 (+0.04% a 8699 punti) ha seguito discipinato l'S&P500. Questa volta non é stato toccato nessun nuovo record storico. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4189 su 3129 e NH/NL a 708 su 171. Il calo dei NH denota un indebolimento della partecipazione - visto che si tratta di una seduta particolare non diamo troppo peso a questo fattore negativo. La volatilità VIX é rimasta stabile a 12.67 punti (+0.06), il CBOE Equity put/call ratio era ancora basso a 0.52 e il Fear&Greed Index era fermo a 91 punti (-1 punti). Nel complesso gli investitori sono ancora pericolosamente euforici.

Stamattina le borse asiatiche erano aperte - Il Nikkei é salito del +0.85, Shanghai ha guadagnato il +0.86%. Le borse europee rimangono anche oggi 26 dicembre, Santo Stefano, chiuse. Alle 11.00 il future sull'S&P500 é a 3230 punti (+4 punti). Oggi avremo probabilmente un'altra seduta di poco positiva e contrassegnata da scarsi movimenti e bassi volumi.

Commento del 24 dicembre

Seduta insignificante con bassi volumi - gli investitori pensano al Natale e hanno ragione

Ieri é stata una giornata tranquilla. Gli indici azionari si sono mossi in pochi punti e con bassi volumi - gli indici di riferimento europei ed americani hanno chiuso senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3376 punti (+0.00%) e ha toccato un nuovo massimo annuale marginale a 3379 punti - l'S&P500 ha ancora guadagnato 3 punti e ha chiuso a 3224.01 punti (+0.09%) - ha fatto registrare poco dopo l'apertura un nuovo record storico marginale a 3227.78 punti. L'unico aspetto saliente della giornata é che ipercomperato, eccesso di rialzo ed euforia non hanno provocato reazioni negative. Forse però non era neanche la giornata adatta per un'ondata di vendite - da politica ed economia non sono arrivate notizie importanti e gli operatori sono già con i pensieri a Natale - i Portfolio Managers stanno chiudendo i libri e molti fino all'inizio dell'anno nuovo non intendono effettuare nuovi investimenti.

In Europa il DAX (-0.13% a 13301 punti) ha seguito a ruota l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (-0.44% a 23898 punti) per una volta ha avuto una seduta negativa ma considerando la performance di settimana scorsa la reazione é comprensibile e non costituisce un evento particolare. L'SMI svizzero (+0.42% a 10724 punti) é salito su un nuovo massimo storico a 10734 punti. L'SMI continua a precedere di qualche ora l'S&P500 americano - una strana correlazione che funziona da mesi. Il rialzo continua sfidando eccessi ed ipercomperato.

Anche a Wall Street non é successo molto. L'S&P500 si é mosso in soli 5 (!) punti. Ha aperto a 3225 punti, é salito a 3227 punti (nuovo record storico) ed é sceso a 3222 punti. Ha chiuso in mezzo al range a 3224.01 punti (+0.09%). Gli altri indici che usiamo come riferimento si sono comportati in maniera simile - Nasdaq100 +0.20% a 8696 punti (con il solito nuovo record di Apple (+1.63%)), DJ Transportation +0.11% e Russell2000/RUT +0.13%.
La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3707 su 3702, NH/NL a 930 su 272 e volume relativo a 0.85. la volatilità VIX é ferma a 12.61 punti (+0.10), Il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.54 mentre il Fear&Greed Index lievita a 92 punti (+1 punto) - un anno fà, al termine del ribasso di dicembre, era a 3 punti. Negli indicatori non appare nessun cambiamento. Le premesse tecniche per una correzione delle borse sono ideali ma molto probabilmente questo non é il momento giusto.

Stamattina il Nikkei ha marciato sul posto (+0.04) - Shanghai guadagna il +0.67%. Il future sull'S&P500 é invariato a 3228 punti. Oggi in Europa le borse più importanti sono chiuse - si tratta solo a Londra. A Wall Street ci sarà una seduta raccorciata. Considerando le premesse é facile prevedere che oggi non succederà nulla di importante.

Auguriamo ai nostri abbonati Buone Feste e Buon Natale - il prossimo commento verrà pubblicato giovedì 26 dicembre nel primo pomeriggio.

Aggiornamento del 23 dicembre

Inizia la settimana di Natale - bassi volumi e normalmente qualche acquisto e poche vendite

Durante il fine settimana, dopo aver scritto il nostro commento, leggiamo le opinioni di colleghi, analisti tecnici e/o fondamentali. Abbiamo notato con soddisfazione che tutti gli analisti tecnici sono concordi nell'affermare che l'ipercomperato, l'eccesso di rialzo e l'euforia degli investitori dovrebbe ora provocare una correzione della borsa. D'altra parte siamo sempre preoccupati quando le opinioni sono così omogenee. Se tutti fossero convinti che la borsa deve scendere e fossero in effetti posizionati al ribasso ci sarebbero molte posizioni short da essere chiuse...
È indiscutibile che venerdì scorso le borse sono salite su un massimo - abbiamo registrato una serie di record storici o annuali sugli indici azionari. Ancora non sappiamo se nei prossimi giorni questi massimi verranno superati o se inizia una correzione. Senza notizie particolari é però difficile che proprio nella settimana di Natale si scateni un'ondata di vendite. In Europa questa settimana si tratterà solo oggi, lunedì 23 dicembre e venerdì 27 dicembre. La borsa americana sarà aperta anche martedì 24 per mezza giornata e giovedì 26 dicembre. Molti operatori saranno però assenti e i volumi saranno bassi. Il Window Dressing per fine anno dovrebbe causare più acquisti che vendite poiché in un anno di borsa così buono i portfolio manager dovranno mostrare di essere investiti e non seduti su montagne di liquidità. Insomma - in un anno di borsa positivo di solito le ultime sedute dell'anno sono positive. Sperare in un crollo delle borse basandosi solo sulle premesse tecniche é un'illusione.
Considerando tutti gli aspetti la variante più probabile é una settimana di Natale senza sostanziali variazioni.

Stamattina non appare nulla di nuovo. Il Nikkei sta guadagnando il +0.02% - Shanghai sta perdendo il -1.00%. Il future sull'S&P500 alle 07.35 é a 3227 punti (+1 punto). Stamattina devo uscire presto - scrivo il commento prima del solito e non ci sono ancora indicazioni dall'Europa. Stimo però che l'Eurostoxx50 debba aprire sui 3772 punti - le borse europee inizieranno le contrattazioni con una leggera minusvalenza (-0.01%). Prima di tre giorni di pausa infrasettimanali nessuno vorrà prendere rischi anche perché nel frattempo ci saranno due sedute a Wall Street. Di conseguenza ci aspettiamo una seduta tranquilla e senza sostanziali variazioni.

Commento del 21-22 dicembre

Massimo significativo in occasione della scadenza dei derivati di dicembre - esaminiamo questa ipotesi...

Spesso in occasione di una scadenza trimestrale dei derivati la borsa americana, con l'Europa a traino, arriva su un massimo o un minimo significativo. L'anno scorso la pesante correzione di dicembre é terminata lunedì 24 dicembre, una seduta dopo la scadenza. Quest'anno la regola é stata finora rispettata - l'S&P500 é salito venerdì su un nuovo massimo storico a 3225.65 punti ed ha chiuso poco più in basso a 3221.22 punti (+0.49%) - l'Eurostoxx50 ha chiuso sul massimo annuale e giornaliero a 3376 punti (+1.00%). Dobbiamo dire "finora" poiché non sappiamo se in effetti settimana prossima inizia una correzione o si verifica un'inversione di tendenza. Se settimana prossima le borse non scendono quello di venerdì non sarà un massimo. Per l'analisi tecnica le premesse sono però ideali e la probabilità é molto alta poiché abbiamo valori estremi di ipercomperato e di eccesso di rialzo sia a corto che a medio termine - la RSI giornaliera dell'S&P500 é a 75.73 punti - quella settimanale é a 73.41 punti. La candela sui grafici giornalieri e settimanali si trova sul bordo superiore delle Bollinger Bands - la distanza dalle MM a 50 e 200 giorni é molto alta. Infine gli indicatori di sentiment ci dicono che gli investitori non sono solo ottimisti ma praticamente euforici. Il gap che appare venerdì sui grafici degli indici americani può essere un segnale di esaurimento.
La più ottimistica variante delle nostre previsioni per il rialzo iniziato ad ottobre era una salita dell'S&P500 fino alla prima decade di gennaio del 2020 su un obiettivo a 3250-3300 punti. Venerdì 20 dicembre l'S&P500 ha chiuso a 3221.22 punti - se il rialzo continua seguendo la linea di trend valida finora l'S&P500 raggiungerà i 3300 punti verso l'8 di gennaio. Esiste quindi una possibilità, che noi giudichiamo bassa ma non nulla, che il rialzo prosegua fino al 6-10 gennaio senza correzioni intermedie.
Bisogna però esaminare la gamba di rialzo in maniera oggettiva - il movimento é iniziato il 3 ottobre dai 2856 punti. La borsa sale senza correzioni intermedie degne di nota da due mesi e mezzo e in questo periodo l'S&P500 ha guadagnato 365 punti o il +12.56% - é molto, é tanto, é probabilmente troppo. Si può inoltre discutere sui motivi di questo rialzo - per molti analisti fondamentali, noi compresi, non esistono spiegazioni plausibili se non quella relativa alla liquidità immessa dalla FED sul mercato nelle ultime settimane. In effetti i tassi d'interesse di mercato da ottobre sono saliti e le prospettive per gli utili delle imprese ristagnano. I prezzi delle azioni salgono unicamente perché molti investitori non sanno cosa comperare d'altro per raggiungere i loro obiettivi. Almeno la borsa ha il momentum che la sostiene. Un'esagerazione e un forte eccesso sono però una situazione rara ed instabile - presto o tardi bisogna tornare alla ragione - i tempi sono maturi per una sana e dovuta correzione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.22% a 3776 punti
DAX                         +0.27% a 13318 punti
SMI                          +2.40% a 10679 punti
FTSE MIB                  +2.89% a 24003 punti
S&P500                    +1.65% a 3221.22 punti
Nasdaq100               +2.25% a 8678 punti

Il riassunto della seduta di venerdì in Europa é presto fatto. Rialzo su tutta la linea senza evidenti debolezze. Gli indici azionari europei hanno chiuso sul massimo giornaliero e con forti guadagni. Eurostoxx50 (+1.00% a 3776 punti) e FTSE MIB (+1.24%) hanno raggiunto un nuovo massimo annuale. Il DAX malgrado il balzo del +0.81% a 13318 punti é rimasto 100 punti sotto il massimo annuale ma considerando i dati economici pubblicati in settimana questa performance é da considerarsi come un miracolo. L'SMI svizzero (+0.98% a 10679 punti) ha fatto registrare un nuovo massimo storico dando il buon esempio all'S&P500 americano.
Le borse europee sono meno ipercomperate e meno in eccesso di rialzo di quella americana - in teoria hanno ancora un certo margine di manovra verso l'alto. È però molto probabile che se la borsa americana comincia a correggere anche gli indici azionari europei cominceranno a scendere.

Come spesso succede negli ultimi tempi la seduta a New York é stata irreale considerando le circostanze. Il record storico e la scadenza dei derivati avrebbe dovuto provocare volatilità - invece l'S&P500 ha aperto in gap up ed é oscillato in solo 9 punti. Il listino si é mosso in maniera compatta e la debole espasione dei NH ci mostra che sono ancora i soliti nomi a trascinare il rialzo.
L'S&P500 ha aperto a 3220 punti. All'inizio é sceso a 3216 punti - é rimasto quindi aperto un gap di 11 punti. Poi l'S&P500 é salito e alle 17.30 ha raggiunto i 3224 punti. In seguito il mercato si é fermato - l'indice é oscillato in una manciata di punti, ha toccato un nuovo massimo storico a 3225.65 punti e ha chiuso a 3221.22 punti (+0.49%). Anche il Nasdaq100 (+0.43% a 8678 punti) ha fatto registare un nuovo record storico. DJ Transportation (+0.89%) e Russell2000 (+0.29%) hanno partecipato al rialzo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4472 su 2923, NH/NL a 1162 (meno di lunedì quando l'S&P500 era a 3197 punti) su 246 e volume relativo a 1.9 (censeguenza della scadenza dei derivati e quindi non rilevante). La volatilità VIX é rimasta ferma a 12.51 punti (+0.01), il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente molto basso a 0.46 (MM a 10 g a 0.56) e il Fear&Greed Index é lievitato a 91 punti (+1 punto).
La tendenza di fondo della borsa americana resta saldamente al rialzo con il 73.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 65.67.
Per una volta anche l'analisi dei COT ci da un segnale interessante - settimana scorsa la posizioni short dei Commercials sono decisamente aumentate - spesso questi professionisti hanno ragione malgrado che il timing non sempre é perfetto.

Insomma - secondo noi all'inizio di settimana prossima deve iniziare una correzione. Gli eccessi sono talmente forti che forse la correzione potrebbe trasformarsi in ribasso e rappresentare la fine anticipata del rialzo di ottobre. È iniziato in anticipo - potrebbe finire in anticipo anche se questa non é una variante con alta probabilità - per ora é solo un'ipotesi di lavoro.
Molti investitori professionisti hanno però interesse a difendere l'attuale performance fino alla fine dell'anno. I big players cercheranno di impedire una correzione per incassare pingui performance fees. Se entro martedì non appaiono evidenti segnali di debolezza é probabile che fino a fine anno non succeda più niente. Con le feste natalizie mancano ormai poche sedute al 31 dicembre.
Martedì 24 dicembre pubblicheremo ancora il commento tecnico del mattino - poi faremo una breve pausa - il commento successivo verrà pubblicato nella giornata di giovedì 26 dicembre.

Commento del 20 dicembre

Vince la variante del rialzo fino alla scadenza odierna dei derivati di dicembre

Ieri le borse europee hanno marciato sul posto - l'Eurostoxx50 ha chiuso invariato a 3739 punti (+0.00%). Come nelle due precedenti sedute il DAX (-0.08% a 13212 punti) ha seguito l'Eurostoxx50 come un'ombra. Invece per ragioni diverse il FTSE MIB (+0.34% a 23709 punti) e l'SMI (+0.17% a 10575 punti) hanno sovraperformato. La borsa italiana ha qualcosa da recuperare. Non ha ancora superato il massimo di novembre - questo significa che a dicembre non ha toccato un nuovo massimo annuale. A breve la borsa italiana approfitta della forza relativa del settore bancario (SX7E +0.51% a 98.54 punti). L'SMI svizzero invece continua ad orientarsi all'America e passa da un nuovo record storico al successivo - quella di ieri é la migliore chiusura giornaliera della storia - é sempre il settore farmaceutico, ben rappresentato nell'indice, a trascinare il rialzo.
Formalmente la tendenza di fondo in Europa é ancora al rialzo - basta però osservare il grafico del DAX per rendersi conto che da inizio novembre gli indici sono in una oscillazione in laterale e non riescono più a tenere il passo con il rialzo della borsa americana.
D'altra parte é probabile che quando il rialzo in America finirà e ci sarà una correzione, questa coinvolgerà anche l'Europa.

Dopo tre sedute con chiusure a 3191-3192 punti pensavamo che l'S&P500 potesse cominciare a correggere. L'indice era in evidente perdita di momentum e non sapevamo se avrebbe seguito le statistiche salendo fino a venerdì o se avesse ceduto prima seguendo puntualmente l'apice degli oscillatori. Ieri sera abbiamo avuto la risposta. L'S&P500 é ulteriormente salito, ha toccato un nuovo massimo storico a 3205.48 punti e ha chiuso vicino al massimo a 3205.37 punti (+0.45%). Vale quindi l'ipotesi che oggi l'S&P500 si troverà su un massimo significativo. L'obiettivo psicologico a 3200 punti é stato raggiunto e servirà come punto di riferimento alla scadenza odierna dei derivati di dicembre. Oggi avremo una seduta volatile con alcuni scatti incomprensibili - per saldo però gli indici dovrebbero muoversi poco.
L'S&P500 ha aperto a 3195 punti ed é inizialmente sceso a 3192 punti a prendere slancio. Poi finalmente é salito e ha superato i 3200 punti - alle 17.30 ha raggiunto i 3202 punti. Dopo una pausa di un paio d'ore é lievitato fino ai 3205 punti. Sul finale é sceso a 3200 punti e sembrava che come al solito dovesse chiudere con un'ondata di vendite. Invece si é impennato in chiusura e si é fermato a 3205.37 punti (+0.45%). Il Nasdaq100 (+0.71% a 8641 punti) ha fatto ancora meglio mentre DJT (+0.23%) e RUT (+0.32%) sono rimasti indietro. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4458 su 2911, NH/NL a 945 su 263 e volume realtivo a 1.0. Il calo dei NH (nuovi massimi a 30 giorni) é incomprensibile e rappresenta un preoccupante segnale di debolezza strutturale - poche azioni trascinano il rialzo mentre il grosso del listino arranca. Gli investitori sono ora euforici - la volatilità VIX é scesa a 12.50 punti (-0.08), il CBOE Equity put/call ratio era ancora basso a 0.54 mentre il Fear&Greed Index é balzato a 90 punti (+3 punti). Gli indicatori di sentiment nel complesso ci dicono che ora la probabilità che l'S&P500 debba correggere é alta.
È forse superfluo aggiungere che i guadagni di ieri hanno reso gli indici ancora più ipercomperati (RSI a 73-74 punti) e in eccesso di rialzo (grande distanza dalle MM a 50 e 200 giorni). È però altamente improbabile che la correzione inizi oggi poiché é l'ultimo giorno della settimana e tutti avranno interesse a ingessare il mercato sui valori attuali in attesa della scadenza dei derivati di dicembre.

Stamattina riappare il rosso sugli schermi ma le minusvalmenze sono leggere. Il Nikkei ha perso il -0.03% - Shanghai é in calo del -0.4%. Il future sull'S&P500 scivola a 3209 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3737 punti. Le borse europee apriranno di poco in negativo (-0.1%). Le scadenze dei derivati sono distribuite durante la giornata - i movimenti più importanti sono concentrati a mezzogiorno. Non ci aspettiamo sorprese e prevediamo che le borse stasera chiuderanno senza sostanziali variazioni. 

Commento del 19 dicembre

Una copia della seduta di martedì - Apple, Microsoft e Google in calo

Dopo una breve analisi superficiale si fa fatica a riconoscere delle differenza tra la seduta di martedì e quella di ieri. L'S&P500 (-0.04% a 3191.14 punti) si é mosso in soli 7 punti con un minimo a 3191 ed un massimo a 3198 punti - ha chiuso praticamente invariato e durante la seduta ha toccato un nuovo record storico marginale (differenza di 0.26 punti) a 3198.48 punti. Le due ultime candele sul grafico sono uguali e parallele. In Europa ci sono state delle differenze ma le avevamo anticipate nel commento del mattino quando abbiamo scritto: "In linea di massima ci aspettiamo una seduta come ieri ma con perdite minori."
In effetti l'Eurostoxx50 é sceso a 3739 punti (-0.17%) - martedì aveva perso il -0.73%. Lo stesso vale per il DAX con una minusvalenza del -0.49% contro il precedente -0.89%. Entrambi gli indici hanno chiuso sul minimo giornaliero con danni più o meno gravi al trend rialzista. Questa é la seconda seduta negativa. Se martedì poteva solo essere un caso ora il calo sembra diventare un problema. La rottura al rialzo culminata nel nuovo massimo annuale di lunedì é stata negata. Il DAX é tornato tristemente ad oscillare tra i 13000 ed i 13400 punti. Il rialzo é in stallo - finora é tutto quello che si può dire. Parlare di correzione é ancora prematuro. L'Eurostoxx50 non é ancora ricaduto a 3700 punti ma due sedute negative consecutive cominciano a preoccuparci specialmente perché ora anche la borsa americana dovrebbe fare una correzione minore. Una ricaduta a 3700 punti sarebbe un problema per quel che riguarda il trend a medio termine - questo sviluppo sarebbe pessimo poiché sarebbe una conferma che il mercato é in stallo. In generale ci disturba la divergenza negativa sulla RSI (massimi ascendenti sugli indici - massimi discendenti sulla RSI).
Come martedì anche ieri FTSE MIB (-0.01% a 23628 punti) e SMI (+0.17% a 10556 punti) hanno fatto meglio delle altre borse europee. Sul FTSE MIB questa é l'unica osservazione possibile visto che l'indice si é mosso in pochi punti, ha marciato sul posto e ha chiuso in pari. L'SMI ha toccato un nuovo massimo storico a 10638 punti. Ha però chiuso 82 punti più in basso salvando "solo" un guadagno di 17 punti. La reazione potrebbe essere un segno di momentaneo esaurimento ma per una conferma dobbiamo aspettare l'esito della seduta odierna. Il trend é ovviamente al rialzo.

A New York c'é stata un'altra seduta noiosa e senza movimenti importanti. Agli investitori l'impeachment del presidente Donald Trump non interessa. È una guerra politica che ha già stufato prima di entrare nel vivo della questione e che non arriverà a nessun risultato concreto. Sarà solo una diatriba che dilanierà il Paese e nuocerà alle Istituzioni.
L'S&P500 ha aperto a 3196 punti, é salito a 3198 punti, é caduta a 3192 punti ed ha poi fatto un ulteriore tentativo di rialzo fino ai 3198 punti. Da tre giorni ogni spinta di rialzo si ferma a 3198 punti - evidentemente qui c'é una resistenza. A metà seduta l'S&P500 si é stabilizzato sui 3195 punti e solo sul finale é caduto sul minimo a 3191.14 punti (-0.04%). Il Nasdaq100 (+0.06% a 8580 punti - nuovo massimo storico a 8608 punti) lo ha imitato. Qui appare una piccola ma significativa differenza - al contrario dei giorni scorsi i tre leaders Apple, Microsoft e Google hanno chiuso in calo - sono stanchi? L'altra differenza é il crollo di Federal Express (-10.03%) - il colosso dei trasporti di merci e della distribuzione di pacchi ha pubblicato risultati trimestrali deludenti e ridotto le previsioni per il 2020. Questo ha fatto scendere l'indice dei trasporti (DJT -0.91%). La teoria di Dow lancia un segnale d'allarme - un rialzo delle borse deve essere sostenuto dal settore dei trasporti - se i trasporti boccheggiano significa che produzione e consumi devono essere in calo.
Al crollo di Fedex si contrappone il nuovo massimo storico di Tesla (+3.74%) - molti speculatori prima di fine anno coprono le posizioni short e questo ha un effetto di risucchio verso l'alto. Come martedì il Russell2000 (+0.25%) ha guadagnato terreno.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4025 su 3366, NH/NL a 1025 (non aumentano...) su 289 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é salita a 12.58 punti (+0.29) mentre la CBOE Equity put/call ratio era ancora (troppo) bassa a 0.49 (!). Il Fear&Greed Index é salito a 87 punti (+2 punti). Dagli indicatori di sentiment arriva un chiaro segnale di possibile imminente correzione.
Restiamo della ferma opinione che dai 3200 punti di S&P500 deve iniziare una correzione con obiettivo sui 3150 punti. Non sappiamo se questa correzione inizia subito o solo dopo la scadenza di venerdì. Ieri per testare questa ipotesi abbiamo aperto una posizione short speculativa sul Nasdaq100 a 8600 punti - abbiamo annunciato questa operazione nel commento tecnico delle 14.00.

Anche stamattina i mercati sono fermi. Il Nikkei ha perso il -0.29% - Shanghai al momento é in pari. Il future sull'S&P500 é invariato a 3199 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3742 punti - le borse europee apriranno leggermente positive (+0.1%). Le premesse sono per una seduta tranquilla e senza sostanziali variazioni. I derivati di dicembre scadono domani nel corso della giornata.

Commento del 18 dicembre

La scadenza dei derivati di dicembre dirige i movimenti degli indici

Ieri le borse in Europa si sono mosse in maniera scoordinata. Tra la perdita del DAX (-0.89% a 13287 punti) e il guadagno del FTSE MIB (+0.45% a 23630 punti) c'é una grossa e inabituale differenza. Molto probabilmente questa é la conseguenza di due effetti tecnici. Da una parte certi indici azionari erano decisamente ipercomperati - la candela di lunedì sul grafico era in buona parte sopra il bordo superiore delle Bollinger Bands. Inoltre la scadenza dei derivati di dicembre provoca dei movimenti di assestamento che nulla hanno a che fare con valutazioni di tipo fondamentale o con al tendenza rialzista delle borse. Lunedì hanno predominato i short covering - ieri ci sono state soprattutto le prese di beneficio degli ultimi speculatori long. Ora dovrebbero esserci alcune sedute di calma prima che la scadenza vera e propria provochi una seduta volatile. Cosa intendiamo come seduta di calma l'avete già visto ieri sera a Wall Street. L'S&P500 si é mosso in soli 7 punti (!) e ha chiuso invariato a 3192.52 punti (+0.06%).
Sulla seduta di ieri in Europa c'é poco da aggiungere - quanto c'era da dire lo leggete nei commenti serali sui vari indici. Rileviamo unicamente che le prese di beneficio hanno avuto carattere difensivo. Sono stati venduti titoli ciclici e legati ai consumi mentre sono stati comperati titoli d'energia e di società di pubblica utilità (utilities). Questo spiega il calo di DAX e Eurostoxx50 (-0.73% a 3745 punti), la buona performance del FTSE MIB e la tenuta dell'SMI svizzero (-0.03% a 10539 punti). La ritirata ha avuto ovvie ripercussioni sui tassi d'interesse che sono scesi - questo vuol dire che il future sul Bund é salito a 172.22 punti (+0.22%) con un'interessante rimbalzo dalla MM a 200 giorni.
Quella di ieri per molti indici appare come una normale seduta negativa all'interno di un rialzo di medio termine. Gli indici hanno semplicemente ritracciato buona perte dei guadagni di lunedì. Potrebbe nascere un problema se la rottura al rialzo di venerdì e lunedì venisse negata - concretamente se l'Eurostoxx50 ricadesse sui 3700 punti e il DAX tornasse a 13200 punti. A questo punto sarebbe possibile che il rialzo fosse praticamente finito (come potenziale verso l'alto) e che fino a fine anno si parlerà solo di movimento laterale di tipo distributivo.  

La seduta a New York é stata noiosa e priva di spunti. L'S&P500 ha aperto a 3194 punti, é salito a 3198 punti di massimo (nuovo record storico marginale a 3198.22 punti) ed é caduto a 3191 punti di minimo alle 16.00. Dopo 30 minuti la seduta era finita. L'indice é poi oscillato intorno ai 3194 punti fino alla chiusura a 3192.52 punti (+0.03%). Il Nasdaq100 (+0.06% a 8575 punti) e il DJT (+0.11%) si sono comportati in maniera simile. Solo il Russell2000 (+0.45%) ha sovraperformato - questo ha influito positivamente sull'A/D ma non sul numero dei nuovi massimi - strano.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4280 su 3107, NH/NL a 931 (ieri erano 1299) su 315 (ieri erano 265). La volatilità VIX é salita a 12.29 punti (+0.15), la CBOE Equity put/call ratio erano nuovamente (troppo) bassa a 0.53 mentre il Fear&Greed Index é salito a 83 punti (+3 punti). Finora i dati tecnici sostengono la nostra ipotesi di un massimo intermedio sui 3200 punti - questo massimo doveva verificarsi intorno alla seduta odierna. Non sappiamo se una correzione inizierà subito o solo dopo la scadenza dei derivati di venerdì - secondo gli oscillatori dovrebbe iniziare oggi - secondo le statistiche il mercato dovrebbe "reggere" fino all'inizio di settimana prossima.

Stamattina appaiono timididamente dei segnali negativi. Il Nikkei ha perso il -0.55% - Shanghai é in calo del - 0.2%. Ieri sera Federal Express ha pubblicato risultati trimestrlai deludenti diminuendo le stime per gli utili dell'anno prossimo - nel dopo borsa l'azione ha perso il -6%. Il future sull'S&P500 perde solo 2 punti a 3193 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3744 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate - il DAX dovrebbe perdere un -0.3%.
Oggi verranno pubblicati alcuni dati riguadanti le prospettive economiche in Germania (Ifo) e l'inflazione in Europa. Vedremo se i mercati azionari avranno una reazione. In linea di massima ci aspettiamo una seduta come ieri ma con perdite minori.
Nessuno parla più di criptovalute - noi ogni tanto ci diamo un'occhiata poiché come sapete riteniamo che il trend doveva essere al ribasso fino a fine anno. Negli ultimi 7 giorni il Bitcoin (6640 USD) ha perso il -8% - Ethereum (122 USD), la seconda moneta per capitalizzazione, ha perso il -16%.

Commento del 17 dicembre

Vai, vai, non ti ferma più nessuno - nuovi massimi storici o annuali

Ieri le borse europee hanno avuto un'altra seduta positiva che ha permesso ai maggiori indici (Eurostoxx50 +1.14% a 3773 punti e DAX +0.94% a 13407 punti) di raggiungere dei nuovi massimi annuali. Gli indici hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri e con forti guadagni - evidentemente il rialzo continua. L'ipercomperato e l'eccesso di rialzo (candele sopra il bordo superiore delle Bollinger Bands) possono frenare la salita ma non sono in grado di bloccarla e provocare una correzione.
Anche la giornata a Wall Street é stata positiva malgrado che la seduta ha avuto uno svolgimento surreale. L'S&P500 ha aperto in gap up a 3192 punti e dopo un breve ritracciamento a 3188 punti é salito con una lenta parabola al nuovo massimo storico a 3197.71 punti per poi ridiscendere in chiusura a 3191.45 punti (+0.71%). Come notate l'S&P500 si é mosso in soli 9 (!) punti malgrado che il nuovo massimo storico e la vicinanza dei 3200 punti avrebbero potuto provocare entusiasmo e volatilità. Il gap in apertura é rimasto aperto - esaurimento o accelerazione? Il rialzo ha coinvolto tutto il listino ed i maggiori indici sono saliti in maniera omogenea (Nasdaq100 +0.97% a 8570 punti, DJ Transportation +0.85%, Russell2000 +0.73%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5037 su 2430, NH/NL a 1299 su 265 (OK!) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é scesa a 12.14 punti (-0.49) mentre la CBOE Equity put/call ratio a 0.61 era neutra. Il Fear&Greed Index é balzato a 82 punti (+7 punti). Abbiamo la solita combinazione di ipercomperato, eccesso di rialzo e investitori euforici e speculativamente orientati al rialzo. Prima della scadenza dei derivati di venerdì é però improbabile che inizi una correzione.
In generale il rialzo iniziato ad ottobre é più forte e costante di quanto ci eravamo immaginati - gli indici stanno salendo verso gli obiettivi massimi che avevamo ipotizzato all'inizio di questa fase di rialzo. Non ci sono correzioni intermedie. Spesso nel passato questo tipo di rialzo é sfociato in un massimo importante e significativo. Per adesso però ci focalizziamo sull'obiettivo indicato nell'aggiornamento di lunedì - 3200 punti di S&P500 verso la metà di questa settimana - ieri l'indice si é fermato a 2 punti dall'obiettivo.

Oggi il nostro commento é breve é conciso. La ragione é semplice. Il rialzo prosegue come da copione e non appare nulla che segnali la possibile fine del movimento e l'inizio di una importante correzione. Osserviamo da vicino alcuni sviluppi interessanti tipo l'aumento dei tassi d'interesse - ieri il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito a 1.89% (+0.07%). In una prima fase questo aumento é un segnale positivo poiché mostra che gli investitori credono in una ripresa della crescita economica e sono più disposti a prendere rischi. Un aumento troppo marcato é però pericoloso poiché rende il mercato azionario relativamente ancora più caro di quanto era già in precedenza. È difficile dire dove si trova il limite del dolore. L'impressione fornita dai grafici é però che una salita nel settore 1.95%-2.00% comincerebbe a stimolare la discussione sul tema e rendere il rialzo delle borse a rischio.

Stamattina ritroviamo le borse con i soliti lievi guadagni di partenza. Il future sull'S&P500 sale a 3202 punti (+3 punti). Le borse asiatiche copiano il rialzo di ieri in Europa ed America (Nikkei +0.48, Shanghai +1.3%). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3773 punti - le borse europee apriranno invariate. Ieri il balzo degli indici é stato marcato - molto probabilmente gli ultimi speculatori short con posizioni a scadenza dicembre sono stati obbligati a comperare e chiudere. Ora questo effetto di short covering dovrebbe finire. È probabile che adesso ci siano alcune seduta di pausa.

Aggiornamento del 16 dicembre

Venerdì 20 scadono i derivati di dicembre - l'anno scorso é stato un minimo - quest'anno sarà un massimo

La tendenza di fondo delle borse é al rialzo. Per ottimizzare la performance bisogna però cercare di capire quando ci possono essere delle fasi negative - in questo caso delle correzioni intermedie in una fase di rialzo. L'analisi tecnica e gli indicatori ci dicono quando esistono le premesse ideali per una correzione. Spesso però sono delle notizie o degli avvenimenti a scatenare una correzione e non tanto il raggiungimento di un determinato livello di ipercomperato o di ottimismo da parte degli investitori. Il mercato delle opzioni ci dice che ora gli investitori sono molto ottimisti e speculativamente troppo orientati al rialzo. Questo situazione può però persistere parecchi giorni senza conseguenze negative. Per cercare una soluzione e trovare il timing ideale bisogna studiare l'agenda e guardare quali avvenimenti futuri possono essere determinati. Settimana scorsa c'erano le elezioni in Gran Bretagna e le riunioni delle Banche Centrali. Si sapeva inoltre che la data del 15 dicembre era cruciale per le trattative in corso tra Cina e Stati Uniti. Se i due Paesi  non avessero concluso un accordo commerciale sarebbero entrati in vigore ulteriori dazi punitivi. Settimana scorsa é andato tutto bene - ci sono state solo notizie positive per le borse mondiali e questo ha provocato ulteriori acquisti, una performance positiva e il raggiungimento di nuovi massimi storici o annuali.
Ora il cammino diventa più difficile poiché tutte le buone notizie sono conosciute e sono state scontate dai mercati - fino a fine anno, tranne la solita serie di dati economici, non c'é più niente di importante. Ci sono solo due aspetti tecnici da considerare. Il più importante é la scadenza trimestrale dei derivati di dicembre. Questa é sempre il terzo venerdì del mese - quest'anno é 20 dicembre. L'anno scorso era stata il 21 dicembre - il forte ribasso era finito il lunedì 24 dicembre. Spesso in occasione di questa scadenza il mercato si trova su un massimo o su un minimo intermedi. Quest'anno non può che essere un massimo. Talvolta il massimo si verifica un paio di giorni prima della scadenza poiché la maggior parte dei traders non aspettano l'ultimo giorno per chiudere le posizioni o effettuare le operazioni di reporting. La nostra ipotesi é quindi che l'S&P500 debba salire sui 3200 punti per mercoledì o giovedì. Poi si ferma uno o due giorni. Dopo corregge...
L'altro aspetto é la liquidità di fine anno e il comportamento del mercato repo. Da settimane ci sono tensioni con balzi del tasso d'interesse overnight sopra il 4%. Non si sa ancora se le operazioni annunciate venerdì dalla FED basteranno a riportare l'ordine - bisognerà vedere se oggi i tassi overnight scendono e cadono sotto la soglia del 2% - solo in questo caso si potrà tirare un sospiro di sollievo e essere sicuri che fino all'inizio dell'anno prossimo da questo fronte non arriveranno rischi per il rialzo delle borse. 
Stamattina i mercati sono come al solito - questo significa che il future (scadenza marzo) sull'S&P500 guadagna altri 8 punti a 3184 punti e il resto segue. Il Nikkei perde il -0.29% - Shanghai sta guadagnando il +0.6%. Alle 08.00 l'Eurostoxx50 vale 3754 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.6%. Bisogna però fare attenzione - formalmente gli indici si muovono ancora sotto i massimi di venerdì quando il future sull'S&P500 aveva toccato i 3185 punti e l'Eurostoxx50 era salito sul nuovo massimo annuale a 3765 punti. È possibile che dopo queste buone aperture ci sia un semplice ritracciamento e un'oscillazione in laterale. Le premesse sono per una seduta positiva. Saremmo però stupiti se dai livelli d'apertura gli indici riuscissero a fare ulteriori sensibili progressi.

Commento del 14-15 dicembre

Rialzo fino a fine anno o fine alla prima decade di gennaio - si riapre la discussione riguardante obiettivo

Venerdì l'Eurostoxx50 (+0.67% a 3731 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale a 3765 punti - in serata l'S&P500 (+0.01% a 3168.80 punti) ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3182.68 punti. Nuovi massimi sono un segnale inequivocabile e indiscutibile di rialzo. Finora non appare nessuna forte divergenza, segnale d'esaurimento di trend o d'inversione di tendenza che possano mettere in discussione il rialzo di medio termine. I cicli e la stagionalità ci aiutano a fissare la durata del movimento - da ottobre scriviamo che questa fase deve durare fino a fine anno o fino alla prima decade di gennaio del 2020. Più difficile é fissare un obiettivo poiché ci sono numerosi metodi. Nell'analisi del 9-10 novembre abbiamo per la prima volta presentato la variante di un target sull'S&P500 a 3250-3300 punti. All'inizio questo obiettivo non sembrava verosimile e non godeva dei nostri favori. In mancanza di correzioni intermedie la pendenza del trend ha però come sbocco i 3250 punti intorno al 6 di gennaio dell'anno prossimo.
Con questo obiettivo abbiamo sempre avuto un problema - l'elevata valutazione fondamentale del mercato. La borsa americana é oscenamente cara e non sembra avere margini di apprezzamento. Come vedete nella tabella sottostante gli analisti di Wall Street, che a causa del conflitto d'interesse tendono ad essere ottimisti, condividono la nostra opinione. Per la fine del 2020 prevedono un target per l'S&P500 di 3280-3300 punti basandosi su utili (earnings) di 172-174 USD per le 500 azioni dell'indice. È interessante osservare i dati risalenti all'anno scorso - il target per la fine del 2019 era a 3056-3090 punti con utili di 173 USD. Malgrado un ristagno degli utili l'S&P500 cresce di un +10% - si prevede quindi una malsana espansione dei P/E provocata dalla liquidità e dalla mancanza d'alternative d'investimento. Il punto é però che per la fine dell'anno prossimo il potenziale di rialzo é del +2.5%/+4% - se questo potenziale viene già sfruttato nel prossimo mese cosa potrebbe poi succedere nel 2020?
Una settimana fà vi avevamo detto che il rialzo dei mercati azionari era formalmente ripreso dopo una mini correzione di due giorni. A causa dell'eccessivo ottimismo degli investitori credevamo però che doveva ancora esserci una fase di consolidamento e ci aspettavamo una settimana più o meno in pari. Non abbiamo fatto i conti con Donald Trump, Boris Johnson e Jerome Powell. America e Cina hanno raggiunto un accordo commerciale parziale - non si conoscono i dettagli del documento ma almeno gli Stati Uniti hanno rinviato l'introduzione di ulteriori dazi punitivi prevista il 15 dicembre. In Gran Bretagna i conservatori di Boris Johnson hanno vinto le elezioni e hanno la maggioranza assoluta in Parlamento - da questa posizione di forza il primo ministro é in grado di far ratificare e siglare finalmente l'accordo con l'UE e realizzare la Brexit entro il 31 gennaio 2020. Infine la FED ha annunciato una enorme immissione di liquidità sul mercato interbancario che risolve almeno fino all'inizio dell'anno prossimo i problemi sul mercato repo che aveva provocato preoccupanti impennate dei tassi d'interesse overnight. Insomma tra giovedì e venerdì si é trovata una soluzione a problemi che affliggevano i mercati finanziari da mesi. Ed ora? Sell on good news? Vediamo quale é stata la risposta degli investitori. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.05% a 3731 punti
DAX                         +0.88% a 13282 punti
SMI                          -0.33% a 10429 punti
FTSE MIB                  +0.63% a 23329 punti
S&P500                    +0.73% a 3168.80 punti
Nasdaq100               +1.08% a 8487 punti

Il rally di giovedì é continuato venerdì - nel corso della giornata però sono arrivate le prese di beneficio e gli indici hanno chiuso lontani dai massimi giornalieri e con volumi in aumento. Senza poter parlare di reversal sono apparsi sintomi di esaurimento.
Le borse europee hanno aperto con un balzo del +1.4% e fino a mezzogiorno hanno ancora guadagnato qualche punto. Nel pomeriggio sono scese e a fine giornata hanno salvato solo un moderato guadagno. L'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo massimo annuale a 3765 punti e ha chiuso 34 punti più in basso a 3731 punti (+0.67%). Il DAX lo ha imitato con un massimo annuale a 13423 punti e una chiusura a 13282 punti (+0.46%). FTSE MIB (-0.26% a 23329 punti) e SMI (-0.21%) hanno invece chiuso in perdita - per la borsa italiana questa é forse una conseguenza della sovraperformance di giovedì - per la borsa svizzera invece il problema é la struttura difensiva dell'indice. In generale la rottura al rialzo non é ancora definitiva poiché i precedenti massimi non sono stati superati nettamente e gli indici (Eurostoxx50 e DAX) in chiusura sono ricaduti sotto i precedenti massimi di novembre. Formalmente l'Eurostoxx50 é ancora legato all'oscillazione in laterale intorno ai 3700 punti.
Malgrado il trend rialzista non sembra esserci molto spazio verso l'alto visto che la rottura é stata venduta.

La seduta a New York ha soddisfatto le nostre attese. Malgrado il fuoco pirotecnico del mattino, nei commenti sugli indici americani alle 14.00 abbiamo previsto prese di beneficio e una chiusura in pari. In effetti l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 3182.68 punti ma ha poi chiuso a 3168.80 punti (+0.01%). L'indice si é mosso in 26 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero. Chi si aspettava che le buone notizie potessero scatenare un rally é rimasto deluso.
La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3640 su 3786, NH/NL a 1009 (in calo!) su 398 (in aumento!) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é crollata a 12.63 punti (-1.31), la CBOE Equity put/call ratio era nuovamente bassa a 0.55 (MM a 10g a 0.60) e il Fear&Greed Index é salito a 75 punti (+1 punto). La tecnologia si é distinta con un balzo del Nasdaq100 a 8487 punti (+0.25%) e nuovi record storici di Apple (+1.36%) e Microsoft (+0.84%). Trasporti (DJT -0.13%) e PMI (Russell2000/RUT -0.42%) hanno invece terminato la seduta in calo.
Ora ci ritrovamo in una situazione tecnica conosciuta. Il momentum punta al rialzo. La partecipazione é deludente e rende il trend fragile e a rischio di correzione. Gli investitori sono euforici. Abbiamo delle divergenze a livello di RSI con massimi discendenti. La tendenza di fondo della borsa americana é saldamente al rialzo con il 69.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 63.17 punti. Ci sono però nuovamente le premesse tecniche ideali per una correzione minore di al massimo 3%. Psicogicamente il mercato é in un momento difficile poiché dopo tutte le buone notizie non si capisce cosa potrebbe spingere le borse ancora più in alto.
Da come si presenteranno i mercati lunedì vedremo se in effetti c'é voglia di correzione o se invece passiamo direttamente al rally natalizio.

Commento del 13 dicembre

Trump annuncia un accordo, Boris Johnson stravince e la FED innonda il mercato repo di liquidità - le borse decollano

Ieri fino nel tardo pomeriggio i mercati finanziari erano tranquilli - le borse europee alle 15.35 erano in leggera perdita. Poi Donald Trump ha twittato che un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina era stato praticamente stato raggiunto. Le borse hanno reagito immediatamente e gli indici azionari sono decollati. Le borse europee hanno chiuso con guadagni del +0.5% circa (Eurostoxx50 +0.51% a 3706 punti). L'S&P500 alle 16.20 ha toccato un nuovo record storico a 3176.28 punti e ha chiuso a 3168.57 punti (+0.86%). Questa forte accelerazione sopra il precedente massimo a 3154 punti di novembre conferma la ripresa del rialzo.
Le notizie positive non si fermano qui. I Conservatori di Boris Johnson hanno vinto le elezioni in Gran Bretagna e conquistano la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento - finalmente la situazione politica si sblocca e i mercati finanziari reagiscono con un sospiro di sollievo - la borsa di Londra sale e la sterlina inglese si rafforza. Infine la FED americana ha comunicato quali saranno le operazioni repo fino alla fine dell'anno. Con sorpresa (e in parte sgomento) ci si é resi conto che la Banca Centrale americana intende innondare il mercato con 500 Mia di USD di liquidità per evitare ulteriori tensioni in vista della chiusura di fine anno. Naturalmente questo da un'ulteriore spinta alle borse e provoca un terremoto sui tassi d'interesse e sull'USD - il cambio EUR/USD é schizzato fino a 1.12 e si trova ora a 1.1165.

Per l'analisi tecnica é evidente che la borsa americana ha finito la fase di consolidamento e ha ripreso il rialzo che dovrebbe terminare solo a fine anno o nella prima decade di gennaio del 2020. Gli indici azionari europei non hanno ancora raggiunto dei nuovi massimi annuali ma dovrebbero seguire. Il problema a breve é che questa serie di notizie ha scatenato l'euforia. Secondo noi l'effetto di queste notizie non dovrebbe durare a lungo - seguiranno certamente delle prese di beneficio. Si tratterà di capire se questa spinta di rialzo é sostenibile o se invece é la premessa per una correzione più importante. Alcuni movimenti sono solo all'inizio come mostra stamattina la rottura al ribasso sul Bund (171.18, -0.33%) che ieri ha scatenato un rally dei titoli bancari (SX7E +2.76% a 96.12 punti). Oggi godiamoci la continuazione del rialzo - nell'analisi del fine settimana avremo il tempo di fare il punto della situazione dopo questo terremoto che é avvenuto su più fronti.    

L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3138 punti. Dopo il tweet di Donad Trump (ma per lui non vale il reato di manipolazione del mercato?) la borsa é decollata e alle 16.20 l'S&P500 ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3176.28 punti. Il Nasdaq100 ha contemporaneamente toccato un nuovo record storico a 8493 punti. Poi é tornata la calma - l'indice é ridisceso a 3151 punti ed é risalito per chiudere a 3168.57 punti (+0.76%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 4932 su 2525, NH/NL a 1239 su 352 e volume relativo a 1.1. I dati sulla partecipazione sono convincenti. Il rialzo ha coinvolto tutto il listino (Nasdaq100 +0.76% a 8466 punti, DJT +1.03%, RUT +0.79%). La volatilità VIX é caduta a 13.94 punti (-1.05) mentre la CBOE Equity put/call ratio era molto bassa a 0.45 (!!!) - i dati sul sentiment mostrano una tale speculazione al rialzo da denotare euforia. L'S&P500 per la prima volta da ottobre ha bucato il bordo superiore delle Bollinger Bands - le premesse per una correzione o una reazione negativa sono ideali. Stamattina, come pura operazione di trading speculativa a corto termine e in controtendenza, abbiamo venduto il future sull'S&P500 a 3182 punti.

Stamattina irrompono sul mercato tutti gli influssi delle notizie di ieri. Il Nikkei ha fatto un balzo del +2.55%. Shanghai sale del +1.8%. Il future sull'S&P500 guadagna altri 14 punti a 3182 punti. L'Eurostoxx50 poco prima dell'apertura vale 3760 punti - il massimo annuale era finora a 3733 punti. Le borse europee apriranno in gap up con guadagni di circa il +1.4%. Soggettivamente ci sembra che gli investitori stiano esagerando - non crediamo che il rally possa continuare anche se la seduta odierna sarà sicuramente positiva.

Commento del 12 dicembre

Seduta positiva - le borse per saldo marciano sul posto e tornano alla chiusura di venerdì scorso

Ieri le borse hanno guadagnato qualche punto - é stata però una prestazione opaca e poco convincente visto che non c'é stato un miglioramento sensibile degli indicatori tecnici. Gli indici si sono mossi poco e nel range delle precedenti tre sedute. La caduta di lunedì é stata compensata ed ora le borse si trovano nuovamente sul livello di chiusura di venerdì scorso.
La riunione della FED non ha creato sorprese - i tassi d'interesse di riferimento non cambiano. Le reazioni dei mercati sono state tiepide - dopo l'annuncio i tassi d'interesse di mercato sono scesi (reddito dell'USTBonds decennale a 1.79%, -0.06%), il cambio EUR/USD é salito a 1.1140 (superando la resistenza intermedia a 1.1080) e l'S&P500 ha guadagnato una decina di punti (+0.29% a 3141.63 punti). L'S&P500 si trova nuovamente a soli 13 punti dal record storico del 27 novembre a 3154 punti. Il trend é evidentemente al rialzo ma finora non appare abbastanza forza d'acquisto per un'accelerazione e un nuovo massimo storico.

La seduta in Europa si é svolta come quella di martedì - la mattina, dopo l'apertura praticamente in pari, c'é stata una breve caduta - é seguito un recupero nel pomeriggio. La differenza rispetto a martedì é che il movimento é stato meno accentuato - il calo del mattino é stato modesto e di breve durata. Il recupero é stato più solido e ha permesso ai maggiori indici di riferimento di guadagnare a fine giornata un +0.5%. L'Eurostoxx50 (+0.43% a 3687 punti) é nuovamente a soli 13 punti dai 3700 punti. Il DAX (+0.58% a 13146 punti) é tornato a ridosso dei 13200 punti. Da inizio novembre l'Eurostoxx50 e il DAX girovagano intorno a questi valori. Da inizio novembre il rialzo in Europa é in stallo. Il tempo passa e molti stanno perdendo la convinzione e la pazienza - se a breve gli indici non ricominciano decisamente a salire c'é il rischio che i traders long gettino la spugna, vendano e diano inizio ad una correzione. Questo problema appare chiaramente sul grafico del FTSE MIB (+0.14% a 23155 punti) che da novembre mostra una pericolosa serie di massimi discendenti.
L'SMI svizzero é salito del +0.14% a 10405 punti. Nulla di importante. La correlazione con l'S&P500 (+0.29%) però funziona ancora.

Anche la seduta a New York é stata tranquilla malgrado la riunione della FED. L'S&P500 ha aperto a 3135 punti, si é impennato fino ai 3141 punti ed é tornato a 3134 punti. Dopo questo singhiozzo l'indice é rimasto fermo fino alle 20.00. Dopo il comunicato della FED l'indice é salito a brevi ondate fino ai 3144 punti e ha chiuso poco più in basso a 3141.63 punti (+0.29%). Quella che può sembrare una seduta movimentata é in realtà un movimento in soli 11 punti! Il resto del mercato ha seguito docilmente (Nasdaq100 +0.58% a 8402 punti, DJT +0.46%, RUT +0.01%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4650 su 2727, NH/NL a 680 su 376 (aumento dei NH - NL invariati) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 14.99 punti (-0.69). Riappare la speculazione al rialzo con il CBOE Equity put/call ratio basso a 0.52.
Ripetiamo - la situazione tecnica é quella di venerdì scorso che abbiamo descritto nell'analisi del fine settimana.

Oggi ci sono le elezioni in Gran Bretagna e le riunioni di BNS e BCE. Non ci aspettiamo rilevanti sorprese. I conservatori di Boris Johnson vinceranno e i tassi d'interesse in Europa rimarranno invariati. Quasi tutto é già scontato nei corsi attuali - pensiamo quindi che le reazioni dei mercati saranno modeste. Le speculazioni si concentrano sulla sterlina inglese - le borse invece non dovrebbero essere coinvolte. La conferma delle previsioni dovrebbe avere un effetto in generale positivo.
Il future sull'S&P500 sale a 3147 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.10 vale 3691 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni (+0.2%) - la BCE comunicherà le sue decisioni alle 13.45 - fino alla conferenza stampa di Christine Lagarde delle 14.30 pensiamo che le borse staranno ferme. Poi, seguendo schemi collaudati, gli indici dovrebbero guadagnare ancora qualche punto.

Commento dell'11 dicembre

Investitori nervosi provocano forti oscillazioni ma per saldo gli indici si muovono appena

Ieri  mattina le borse europee e l'Eurostoxx50 (-0.01% a 3671 punti) sono state travolte da un'inspiegabile ondata di vendite - alle 12.30 gli indici erano scesi sui minimi - l'Eurostoxx50 era caduto a 3625 punti - il DAX stava perdendo il -1.4%. Poi c'é stato un lieve recupero. Dopo le 14.00 gli americani hanno ripetuto la solita favola che l'accordo commerciale con la Cina sarebbe vicinissimo e che le nuove tariffe punitive che devono essere introdotte il 15 dicembre verranno annullate. Le borse sono ripartite al rialzo con entusiasmo e la sera l'Eurostoxx50 ha chiuso praticamente in pari. DAX (-0.27% a 13070 punti) e SMI (-0.43%) non sono riusciti a colmare completamente le perdite del mattino e hanno avuto una seduta negativa. Il FTSE MIB (+0.72% a 23122 punti) ha compensato la perdita del giorno prima che come pensavamo si é rivelata causale. In fondo é stata una giornata con un nulla di fatto che mostra però il nervosismo degli investitori e come facilmente gli indici possono muoversi al ribasso. La MM a 50 giorni sembrano un buon supporto che ieri hanno aiutato Eurostoxx50 e DAX a rimbalzare.

Naturalmente, come succede da settimane, alle notizie positive riguardanti i rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina sono seguite le smentite e tranne le solite voci incontrollate non é stato comunicato nulla di concreto. L'euforia che nel pomeriggio aveva fatto risalire le borse europee e aveva fatto salire i futures americani é sparita nel corso della giornata. L'S&P500 (-0.11% a 3132.52 punti) ha così avuto una seduta leggermente negativa e sul grafico appare una piccola candela rossa con minimo e massimo discendenti. Questo conferma semplicemente che al momento la borsa americana non ha la forza per salire su un nuovo record storico. Non sappiamo ancora se deve semplicemente consolidare o correggere prima di continuare il rialzo.
L'S&P550 ha aperto a 3133 punti e dopo una caduta iniziale a 3126 punti é velocemente risalito a 3142 punti. Da qui é oscillato per ore scendendo leggermente e verso le 21.15 era a 3135 punti. Sul finale l'S&P500 si é tuffato a 3128 punti ed é risalito a 3132.52 punti (-0.11%). Leggendo sembra essere stata una giornata movimentata. In realtà l'indice si é mosso in soli 16 punti e minimo e massimo si sono verificati nella prima ora e mezza della seduta.
Come spesso succede ultimamente il mercato si é mosso in maniera omogenea (Nasdaq100 +0.10% a 8354 punti, DJT -0.44%, RUT +0.13%).
La teoria di Dow dice che il rialzo di Dow Jones Industrial e Dow Jones Transportation deve proseguire in parallelo - i nuovi massimi di un indice devono essere confermati dall'altro. Molti analisti guardano quindi con scetticismo al Dow Jones Transportation che da quasi due anni non va da nessuna parte e si limita a fare ampie oscillazioni intorno ai 10500 punti. Secondo molti la mancata conferma dei record del DJ Industrial da parte del DJT significa che presto o tardi il DJI deve cadere insieme al resto del mercato. È ormai mesi che questa teoria non funziona e noi non ci preoccupiamo particolarmente.
La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3594 su 3780, NH/NL a 569 su 375 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 15.68 punti (-0.18) mentre la CBOE Equity put/call ratio era alta a 0.76. I dati sul sentiment sono contradditori.

Stamattina le borse sono nuovamente ferme. Il future sull'S&P500 é invariato a 3135 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3670 punti. Le borse europee apriranno senza sostanziali variazioni. Oggi si riunisce la FED americana. Le valutazioni e decisioni di Jerome Powell e colleghi verranno rese note alle 20.00. I tassi d'interesse rimarranno invariati - forse ci saranno notizie interessanti su quello che molti definiscono come il QE4 - sono le operazioni repo che la FED conduce da settimane per colmare un deficit di liquidità nel mercato interbancario.
Probabilmente le borse europee oggi si muoveranno poco o niente. Vedremo se dopo le 20.00 la borsa americana si risveglia.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -0.14% - Shanghai sale del +0.2%. Niente di eccitante...

Commento del 10 dicembre

Seduta moderatamente negativa e generalmente in trading range senza un significato particolare

Ieri le borse europee (Eurostoxx50 -0.55% a 3672 punti) ed americana (S&P500 -0.32% a 3135.96 punti) hanno avuto una seduta negativa. Hanno chiuso sul minimo giornaliero e con moderate perdite. Non é apparsa una particolare pressione di vendita - i volumi di titoli trattati erano in calo e sotto la media di lungo periodo mentre il numero dei nuovi minimi a 30 giorni é aumentato di poco. In generale si é trattato di una seduta nel range di venerdì - se ci sono state delle uscite dal range si sono verificate verso l'alto e all'inizio della seduta. L'impressione é quindi di una normale seduta negativa all'interno di una fase di rialzo - é logico che ci sia una pausa e delle prese di beneficio prima degli importanti appuntamenti settimanali con le elezioni in Gran Bretagna e le riunioni delle Banche Centrali.
L'S&P500 (-0.32% a 3135.96 punti) venerdì si era fermato a 3146 punti - era a soli 8 punti dal massimo storico a 3156 punti. Ieri ha toccato un massimo a 3149 punti e poi é ricaduto. Spesso quest'anno c'é stata una lunga pausa di consolidamento prima di una rottura al rialzo - l'ultima volta é successo ad ottobre con 8 sedute di pausa a ridosso dei 3022-3028 punti. È possibile che la storia si ripeta.
Ieri abbiamo notato solo una reazione molto strana - la volatilità VIX é balzata a 15.86 punti (+2.24) - con una perdita di 10 punti sull'S&P500 ci saremmo aspettati un incremento di un +0.5 punti sulla volatilità VIX. C'é una divergenza - la VIX segnala che qualcuno si aspetta nel prossimo futuro un mercato con maggiori movimentati e una correzione dell'S&P500 - vedremo chi ha ragione e se questa anomalia si ripete oggi.

Ieri le borse europee hanno dato segni di stanchezza. Gli indici hanno aperto in pari - delle vendite li hanno fatto scendere di un -0.2% nella prima ora di contrattazioni. Poi fino in serata é successo ben poco. Solo sul finale ci sono state ulteriori vendite ispirate dagli Stati Uniti e gli indici hanno chiuso sul minimo giornaliero. Eurostoxx50 (-0.55% a 3672 punti) e DAX (-0.46% a 13105 punti) si sono comportati alla stessa maniera. Il FTSE MIB (-0.97% a 22957 punti) ha perso qualcosa in più ma l'evento sembra casuale. L'SMI svizzero (-0.28% a 10434 punti) si é difeso meglio - la correlazione con l'S&P500 (-0.32%) continua a stupire.

Anche a Wall Street abbiamo avuto una giornata piuttosto tranquilla - l'S&P500 si é mosso in soli 13 punti ed ha perso 10 punti. La piccola candela rossa sul grafico é completamente contenuta in quella di venerdì. L'indice ha aperto a 3141 punti é all'inizio é ancora salito a 3148 punti. Dopo un'ora di pausa su questo livello con un massimo giornaliero a 3149 punti l'indice é sceso fino alle 20.15 quando ha raggiunto i 3137 punti. È rimbalzato 4 punti e sul finale é caduto sul minimo e ha chiuso a 3135.96 punti (-0.32%). Ancora una volta il mercato é stato molto omogeneo (Nasdaq100 -0.41% a 8362 punti, DJT -0.38%, RUT -0.26%) - si ha quasi l'impressione che qualcuno controlli il mercato tramite i futures sui grandi indici - sintomi di paranoia?
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3156 su 4222, NH/NL a 701 su 304 (+88 rispetto a venerdì - non molti ma bisogna tenerli d'occhio) e volume relativo a 0.95. La CBOE Equity put/call ratio era neutra a 0.64.

Stamattina i mercati sono fermi e stabili. Il Nikkei ha perso il -0.09% - Shanghai guadagna il +0.1%. Il future sull'S&P500 sale a 3137 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.05 vale 3670 punti. Le borse europee apriranno senza sostanziali variazioni. Alle 11.00 verranno pubblicati gli indici ZEW tedeschi - vedremo se i numeri confermeranno che la contrazione dell'economia della Germania si é fermata. Non ci aspettiamo però sensibili reazioni da parte delle borse.

Aggiornamento del 9 dicembre

Elezioni in Gran Bretagna (giovedì) e riunioni di FED (mercoledì) e BCE / BNS (giovedì)

Questa settimana si parlerà soprattutto di Gran Bretagna, dove l'esito delle elezioni darà un impulso decisivo alla Brexit, e delle riunioni delle Banche Centrali. Non crediamo però che questi eventi possano influenzare in maniera determinate lo sviluppo dei mercati finanziari. I Conservatori del Premier Boris Johnson vinceranno le elezioni - si tratta solo di capire con quale maggioranza - più seggi avranno in parlamento e più facile sarà far passare l'accordo trattato da Johnson con l'UE sulla Brexit. Negli Stati Uniti, in Svizzera e in Europa si riuniscono le Banche Centrali per discutere ed eventualmente adattare la politica monetaria. I tassi d'interesse rimarranno invariati. Potrebbero solo esserci delle interessanti affermazioni durante le conferenze stampa. Fino a quando il flusso di liquidità a basso prezzo é assicurato é poco probabile che le borse abbiano dei seri problemi.

Insomma - malgrado gli eventi ci aspettiamo una settimana all'insegna della stabilità e questo é anche quanto appare stamattina sui mercati finanziari. Il Nikkei, malgrado un dato positivo sulla crescita economica in Giappone (PIL 3. trimestre +0.4%), sale solo del +0.33% - Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 scivola a 3143 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3691 punti - le borse europee apriranno senza sostanziali variazioni. I cambi sono stabili, i tassi d'interesse su EUR e USD sono in leggero calo mentre il prezzo di petrolio e gas naturale (-4%) scendono. Con premesse del genere é poco probabile che avremo una seduta decisamente positiva. Una chiusura stasera con deboli perdite é la variante più probabile.

Commento del 7-8 dicembre

Il business della paura - la previsioni di catastrofe si vendono bene

In cima alla lista dei saggi più venduti in Germania c'é il libro "Der grösste Crash aller Zeiten" (Il più grande crash di tutti i tempi) di Friedrich e Weik. La gente si dimentica facilmente che questi due autori avevano già pubblicato nel 2014 il libro "Der Crash ist die Lösung" (Il crash é la soluzione) - il crash non c'é stato. Nella lista dei dieci saggi più venduti c'é anche "Weltsystemcrash" (Il crash del sistema mondiale) di Max Otte. Se andate su Amazon e guardare le opere scritte da questo autore vedrete che pubblica un libro con profezie di catastofi finanziarie praticamente ogni due anni - Il problema é che riesce anche a venderli. Evidentemente il business della paura funziona. Si avvicina una pesante correzione delle borse? Forse. Questo rischio esiste praticamente sempre. Gli autori però non hanno informazioni migliori che il resto degli analisti e non possiedono particolari capacità nel prevedere lo sviluppo di economia e mercati finanziari. Sono semplicemente dei bravi affabulatori che sfruttano con semplici argomenti il bisogno della gente di prevedere il futuro. Inoltre sembra che molta gente abbia paura e contemporaneamente sia affascinata dalle catastrofi - come gli amanti dei film dell'orrore.
Se queste persone fossero così brave a prevedere il futuro non avrebbero bisogno di passare il tempo a scrivere libri, tenere conferenze o partecipare a talk show. Dovrebbero solo investire e dopo qualche anno sarebbero milionari. Purtroppo non é così semplice. A febbraio di quest'anno il manager di fondi Florian Homm ha pubblicato "Der crash ist da" (Il crash é qui). Probabilmente era stato ispirato dalla caduta del -19% di dicembre 2018. Quello che l'autore preferisce non raccontare é però che il suo fondo "Absolute Capital Management" é fallito nel 2007 provocando pesanti perdite ai suoi investitori.
Il rialzo delle borse dura da dieci anni, nell'economia appaiono tendenze recessive, le Banche Centrali stanno conducendo il più grande esperimento monetario della storia - questo però non significa ancora che un crollo del sistema finanziario é vicino ed inevitabile. Non appare nulla all'orizzonte in grado di far tracollare le economie mondiali ed i mercati. Speriamo di vederlo arrivare con un certo anticipo. Non offriamo però nessuna garanzia.
A questo punto é forse necessario un commento riguardante la nostra attività. Anche noi siamo nel business delle previsioni. Ci sono però due importanti differenze.
- Scrivere questi commenti di analisi (sopratutto tecnica) non é un'attività lucrativa. Mi servono per strutturare la mia giornata e a preparare la mia attività di trading e di investimento. Pensavo attraverso il sito di acquisire clienti per la gestione partimoniale ma mi sono reso conto che non funzione - si tratta di due tipi di clienti diversi.
- Nei commenti facciamo delle previsioni - é necessario poiché i lettori hanno bisogno un messaggio chiaro. L'analisi tecnica é basata su grafici, dati e cifre - descrive la situazione attuale dei mercati finanziari e quali sono le intenzioni degli investitori. Non é una scienza esatta per quel che riguarda l'estrapolazione del futuro sulla base dell'analisi del presente. C'é sempre un margine d'errore più o meno ampio. L'importante é saper collegare la previsione ad una probabilità. Insomma - non abbiamo la pretesa di essere degli oracoli. Non siamo nel business della paura - non prevediamo dei crash - al massimo diciamo che, in un determinato momento, la costellazione tecnica é simile ad una di quelle che nel passato ha preceduto un crash. A questo punto bisogna fare molta attenzione.

Al momento nulla suggerisce che le borse sono vicine al collasso. Da mesi prevediamo una fase di rialzo da circa metà ottobre fino alla fine dell'anno o fino alla prima decade di gennaio del 2020. Spesso in questo periodo abbiamo detto che esistevamo le premesse ideali per una correzione minore (-3%). Finora di correzioni si é visto poco o niente. il nostro scenario si sta sviluppando a grandi linee come previsto. Vediamo a che punto siamo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.30% a 3692 punti
DAX                         -0.53% a 13166 punti
SMI                          -0.28% a 10463 punti
FTSE MIB                  -0.33% a 23182 punti
S&P500                    +0.16% a 3145.91 punti
Nasdaq100               -0.07% a 8397 punti

Nella scorsa settimana c'é stata una minicorrezione tra lunedì e martedì. Parliamo di minicorrezione perché non esistono neanche le condizioni per una correzione minore che dovrebbe durare almeno tre giorni e comportare un calo di circa il -3%/-5% - l'S&P500 ha perso poco più di 70 punti. Per il resto della settimana le borse hanno recuperato con un'accelerazione venerdì provocata dai buoni dati sul mercato del lavoro americano (job report di novembre). Per saldo le borse europee hanno perso qualche punto mentre l'S&P500 americano ha guadagnato 5 punti e il Russell2000 (+1.18%) ha toccato un nuovo massimo annuale. A livello di punti non é cambiato molto. La differenza é che nel frattempo le medie mobili (MM) sono salite diminuendo l'eccesso di rialzo e le RSI sono tornate sui 55 (Eurostoxx50) - 64 punti (S&P500) facendo rientrare l'ipercomperato sotto i limiti di guardia. A breve c'é quindi nuovamente un pò di spazio verso l'alto (+1%/+2%) prima che gli eccessi impongano un'altra pausa o correzione minore.
Riassumendo il rialzo ad ondate é destinato a continuare e per ora non possiamo che confermare il modesto potenziale di rialzo e la scadenza ciclica della prima decade di gennaio. Possiamo gettare uno sguardo più in avanti. A gennaio ci aspettiamo una correzione più importante - stiamo preparando lo scenario per il 2020 e per ora ci sembra di intravvedere un anno volatile ma per saldo senza sostanziali variazioni negli indici borsistici. Malgrado che adesso pensiamo che le borse possano salire ancora per un mese non riusciamo a consigliare posizioni long a causa delle ricche valutazioni e dello scarso potenziale. Se si compera dopo una correzione le probabilità di guadagno sono maggiori - in mancanza di una correzione i 100-150 punti di S&P500 che mancano ancora fino al target a 3250-3300 punti sono pochi e possono corrispondere al margine d'errore.

Venerdì le borse europee hanno aperto in guadagno (+0.5%) e sono oscillate in laterale e in pochi punti fino alle 14.30. Dopo il job report sono salite per un'ora (un'altro +0.5%) e si sono nuovamente fermate fino alla chiusura. Tutti gli indici hanno chiuso sul massimo giornaliero e con forti guadagni di circa l'1%. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3692 punti (+1.21%) - alle 22.00 valeva 3694 punti - é tornato su quei 3700 punti che valgono da un mese come punto di riferimento.
Formalmente le borse europee sono ancora in una fase di rialzo. Da circa un mese marciano però sul posto mentre la borsa americana ha proseguito il rialzo. Questa debolezza relativa sembra permanente e confermata dalla caduta di circa il -2% di lunedì e dalla performance settimanale negativa. Se l'S&P500 nei prossimi 30 giorni guadagna ancora 100 punti e le borse europee si comportano ancora in questa maniera sembra che l'Eurostoxx50 possa salire al massimo di un centinaio di punti.

L'S&P500 ha aperto a 3134 punti ed é subito balzato a 3140 punti. Poi é salito fino alle 17.40 e ha raggiunto i 3149 punti. Nel resto della giornata si é mosso tra i 3146 ed i 3150 punti ed ha chiuso a 3145.91 punti (+0.91%). Il mercato si é mosso in maniera omogenea (Nasdaq100 +1.07% a 8397 punti, DJ Transportation +1.26%, Russell2000 +1.18%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5507 su 1925, NH/NL a 825 (pochi) su 216 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 13.62 punti (-0.90) e la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.53. Il mercato delle opzioni continua a mostrare una pericolosa speculazione al rialzo - da questo fronte arrivano dei segnali forti di correzione imminente - non troviamo però conferme altrove.
La tendenza di fondo della borsa americana resta al rialzo con il 66.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 61.47.
Due settimane fà vi abbiamo parlato di tassi d'interesse. L'USTBonds decennale rendeva il +1.77% - ora il reddito é salito al +1.84%. Non crediamo che possa ulteriormente staccarsi dal livello di riferimento a 1.7%. Un ritorno su questo livello implica un calo dell'S&P500.
Settimana scorsa l'S&P500 ha recuperato anche grazie ad una salita del prezzo del petrolio pilotato dall'Arabia Saudita che sta preparando l'entrata in borsa di Aramco - in una settimana il prezzo é salito da 55.17 USD/barile (WTI) a 59.20 USD/barile. A 60 USD c'é una valida resistenza. Questo sostegno al rialzo dovrebbe settimana prossima venire a mancare.
Riassumendo non possiamo che parlare di rialzo - a breve però ci sono molti fattori che frenano la corsa. Non saremmo sorpresi se tra una settimana ritrovassimo l'S&P500 a 3150 punti e l'Eurostoxx50 a 3700 punti.

Commento del 6 dicembre

Mercato in bilico - la variante della correzione é ancora valida

Lunedì e martedì le borse sono scese - pensavamo che fosse l'inizio di una correzione minore. Mercoledì le borse sono salite - pensavamo che fosse solo un rimbalzo tecnico e non la ripresa del rialzo. Speravamo che la seduta di ieri fornisse un verdetto chiaro - invece é stata una seduta insignificante senza valenza tecnica. Gli indici azionari si sono mossi troppo poco per poter dare un segnale chiaro. Oltre tutto tra Europa (Eurostoxx50 -0.32% a 3648 punti) ed America (S&P500 +0.15% a 3117.43 punti) c'é una differenza che non ci permette di parlare di seduta negativa o positiva. Diciamo che la seduta a Wall Street é più rilevante poiché la borsa americana é il leader dei mercati finanziari e semplicemente perché il mercato ha chiuso per ultimo alle 22.00 di ieri sera. In questo senso il messaggio fornito da questa giornata é piuttosto positivo - l'S&P500 é agevolmente rimasto sopra i 3100 punti e ha chiuso vicino al massimo giornaliero con un guadagno di 4 punti. Niente di speciale ma questa non sembra una seduta che prepara una seconda spinta di ribasso. La variante della correzione minore é ancora valida. Però il tempo passa, i Summation Index scendono senza una caduta degli indici, le MM a 50 giorni salgono e nel frattempo le probabilità di questa variante negativa sul corto termine diminuiscono insieme all'ipercomperato e all'eccesso di rialzo.

Ieri le borse europee hanno aperto in guadagno e sono salite fino alle 12.45. L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 3682 punti. Poi sono scese e hanno chiuso sul minimo giornaliero con delle leggere perdite - complice anche una debole apertura a Wall Street. Le perdite degli indici sono modeste - si va dal -0.65% del DAX (13054 punti) ai -0.28% del FTSE MIB (22969 punti). Sul grafico appaiono candele rosse (chiusura sotto l'apertura) con massimi e minimi ascendenti - una conosciuta immagine contraddittoria.
Notiamo con un sorriso che l'SMI svizzero ha guadagnato il +0.28% a 10363 punti - la magica e misteriosa correlazione con l'S&P500 (+0.15%) continua a funzionare.

L'S&P500 ha aperto a 3115 punti ed é caduto alle 16.10 sul minimo a 3103 punti. Poi ha recuperato fino quasi alla chiusura. Alle 21.00 c'é stato un breve vuoto d'aria tra i 3117 ed i 3110 punti. L'indice ha toccato un massimo a 3119 punti e ha chiuso a 3117.43 punti (+0.15). TUtto il listino si é mosso compatto alla stessa maniera (Nasdaq100 +0.14% a 8308 punti, DJT +0.00%, RUT +0.06%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4044 su 3303, NH/NL a 439 su 329 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 14.52 punti (-0.28) mentre la CBOE Equity put/call ratio era sulla media di lungo periodo a 0.65. I numeri non ci dicono nulla di speciale - non traspare però una particolare pressione di vendita.

Stamattina si riparte come ieri - i segni sono in generale positivi. Il Nikkei ha guadagnato il +0.23% - Shanghai sale del +0.4%. Il future sull'S&P500 é a 3124 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 3663 punti - ieri a quest'ora era a 3666 punti - giriamo in tondo. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Stamattina le borse europee dovrebbero ulteriormente lievitare. Poi tutti aspetteranno le 14.30 e il report sul mercato del lavoro USA a novembre. I dati potrebbero fornire impulsi decisivi al mercato.
Normalmente di venerdì il trend settimanale non cambia - statisticamente oggi dovrebbe essere una seduta positiva e le premesse puntano in questa direzione. Non siamo però ancora convinti che non ci sarà una seconda spinta di ribasso prima del prossimo nuovo record storico dell'S&P500.

Commento del 5 dicembre

Rimbalzo o ripresa del rialzo? Considerando il mercato delle opzioni crediamo che la correzione non sia finita

Ieri la seduta in Europa é stata decisamente positiva - l'Eurostoxx50 é salito a 3660 punti (+1.36%) ed ha chiuso vicino al massimo giornaliero. Una prestazione convincente che compensa circa la metà delle perdite delle due precedenti sedute. In America l'S&P500 (+0.63% a 3112.76 punti) ha convinto meno ma ha guadagnato ugualmente 19 punti tornando sopra la barriera psicologica dei 3100 punti. Sia in Europa che in America i guadagni si sono concretizzati all'inizio della seduta - nel resto della giornata non é più successo niente - significa che dopo il buon inizio, necessario per inglobare nel mercato nuove informazioni, non ci sono stati ulteriori acquisti. In Europa i volumi di titoli trattati erano decisamente in calo - in America erano di poco inferiori alle due precedenti sedute. Questa combinazione di equilibrio durante la seduta insieme ai deludenti volumi ci fanno credere che si tratti solo di un rimbalzo tecnico. Constatiamo che adesso gli indicatori sono misti e contraddittori - dobbiamo però prendere una decisione e soppesando i vari segnali crediamo che la correzione non é finita. Nei prossimi giorni ci aspettiamo che i minimi di questa settimana debbano essere superati al ribasso - non abbiamo la minima intenzione di comperare adesso per sfruttare il rialzo fino a fine anno - il rischio di ricaduta é troppo alto.

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere rispetto ai commenti serali. Soggettivamente i guadagni sono stati troppo forti per un semplice rimbalzo tecnico (DAX +1.16% a 13140 punti, FTSE MIB +1.31% a 23034 punti, SMI +0.99% a 10334 punti) ma forse questo é solo una conseguenza del fatto che gli investitori si sono mossi guardando l'apertura in America e che poi non abbiano più voluto cambiare opinione. Il balzo di ieri ha ritracciato circa la metà della prima spinta di ribasso di questa correzione. È tanto - é il massimo consentito in una correzione ABC - oggi gli indici devono ricominciare a scendere. In caso contrario dobbiamo considerare degli altri scenari.

La seduta a New York é stata sorprendente poiché si é risolta in poco più di mezz'ora. L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3102 punti ed é salito per le 16.05 a 3117 punti. Poi fino alla chiusura il mercato si é addormentato. L'indice é oscillato a caso tra i 3111 ed i 3119 punti e con un breve tuffo finale ha chiuso a 3112.76 (+0.63%). Imputiamo il guadagno soprattutto al settore energia (ETF Energy +1.50%). Tutti i maggiori indici hanno però partecipato al movimento (Nasdaq100 +0.51% a 8296 punti, DJT +0.77%, RUT +0.70%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5116 su 2274, NH/NL a 468 su 243 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 14.80 punti (-1.16). Oggi dedichiamo un capitolo particolare alla CBOE Equity put/call ratio che resta bassa a 0.54. Sul mercato delle opzioni non é mai apparso pessimismo e i traders sembrano scommettere cocciutamente al rialzo. Anche la MM a 10 giorni non é ancora salita come dovrebbe nell'ambito di una correzione. Secondo noi il sentiment é ancora troppo buono per permettere una ripresa del rialzo.
I Summation Index sono ancora in calo - significa che la maggior parte delle azioni sta perdendo terreno - appena i traders long, frustrati dall'attesa e dalla mancanza di risultati, getteranno la spugna deve esserci un ulteriore vuoto d'aria sull'S&P500 e colleghi.

Stamattina prevalgono ancora i segnali positivi. Il future sull'S&P500 sale a 3115 punti (+4 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +0.71% - Shanghai sta salendo del +0.7%. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3666 punti - le borse europee apriranno nuovamente in positivo (+0.2%).
Le premesse sono per una giornata di moderato rialzo - secondo noi oggi le borse dovrebbero ricominciare a scendere. Si preannuncia una giornata interessante - per ora i mercati in guadagno stanno prevalendo sulle nostre previsioni negative - la giornata é però appena agli inizi.

Commento del 4 dicembre

La correzione continua ma rallenta - potrebbe finire senza essere completa

Ieri le borse hanno ancora avuto una giornata negativa. In Europa (Eurostoxx50 -0.43% a 3611 punti) il calo é stato modesto se non assente (DAX +0.19% a 12989 punti) - questa é probabilmente una conseguenza dell'eccesso di ribasso di lunedì quando molte candele sui grafici erano cadute sotto il livello inferiore delle Bollinger Bands. Inoltre le borse europee erano scese del -2% mentre le perdite in America erano state inferiori al -1%. Ieri c'é stata una sorta di compensazione con un netto rimbalzo in apertura di contrattazioni in Europa che ha visto svanire il suo effetto nel corso della giornata. In America l'S&P500 é sceso del -0.66% a 3093.20 punti. L'indice ha chiuso lontano dal minimo giornaliero a 3070 punti e a ridosso del massimo giornaliero a 3095 punti. La seduta lancia segnali contrastanti. Il gap down in apertura é rimasto aperto e l'indice non é riuscito a tornare sopra la barriera psicologica dei 3100 punti. D'altra parte la candela bianca sul grafico mostra che durante la giornata i rialzisti hanno fatto sentire la loro presenza e nella seconda parte della giornata hanno dominato. Di conseguenza non sappiamo come potrebbe proseguire questa correzione. Non abbiamo nessun indicatore o segnale che ci dice che la correzione é già finita - al contrario. Non sembra che il rialzo possa già riprendere dopo solo due sedute negative. Quest'anno però abbiamo avuto parecchi casi in cui il rialzo é ricominciato senza che la correzione fosse formalmente completa - questo significa una situazione di ipervenduto e pessimismo o panico. I nostri obiettivi per la correzione non sono lontani - é però possibile che l'S&P500 non scenda fino ai 3020-3050 punti prima di ricominciare a salire. L'Europa segue docilmente.
La mattina l'Eurostoxx50 (-0.43% a 3611 punti) ha tentato un rimbalzo. Dopo le 11.00 (3646 punti) sono però riapparsi i venditori e l'indice é sceso. Ha chiuso nuovamente in perdita e poco sopra il minimo giornaliero. Questo é il comportamento che avevamo auspicato nel commento del mattino. La RSI é già caduta a 37.80 punti. L'obiettivo a 3570 punti potrebbe essere già raggiunto oggi. Oppure c'é un rimbalzo seguito da una seconda spinta di ribasso. Comincia ad apparire apprensione tra gli investitori che hanno comprato obbligazioni di Stato facendo scendere i tassi d'interesse - la banche (SX7E -1.26% a 90.99 punti) hanno reagito come al solito con una sottoperformance. Talvolta i meccanismi che regolano i mercati sono veramente puerili.
Lunedì il DAX (+0.19% a 12989 punti) ha sfondato il bordo inferiore delle BB. Per logica ieri doveva rimbalzare e tentare un rientro. In effetti la seduta é terminata con un leggero guadagno. La candela sul grafico é rossa e ha minimo discendente. Questo mostra che la correzione formalmente continua - l'Europa si sta solo riallineando con l'America. Il future sul Bund é balzato a 173.02 (+0.66%) - gli investitori sono in allarme e sono corsi a comperare il bene rifugio per eccellenza. Appare pessimismo - non sembra ancora panico...
Il FTSE MIB (+0.03% a 22736 punti) lunedì ha subito una pesante perdita e quindi il rimbalzo di ieri é sfociato in una seduta in pari. Sul grafico appare però un'altra candela rossa con massimo e minimo discendenti e questo conferma la continuazione della correzione.
In Svizzera c'é stata una seconda giornata di correzione con una seconda caduta dell'SMI (-1.12% a 10233 punti) superiore all'1% con chiusura vicino al minimo giornaliero. L'obiettivo a 10100 punti si avvicina rapidamente. La strana correlazione tra SMI e S&P500 continua a funzionare. Il cambio EUR/CHF é sceso a 1.0938 - altra reazione tipica. Nei momenti di incertezza e di crisi sui mercati finanziari c'é chi si assicura comperando CHF.

La seduta a New York é stata negativa ma la pressione di vendita sembra già svanire. L'S&P500 ha aperto in gap down a 3079 punti e nella prima parte della giornata é semplicemente oscillato su questo livello con un minimo a 3070 punti. Dopo le 19.00 ha cominciato a lievitare - sembrava quasi che i ribassisti, non riuscendo a spingere l'indice più in basso, battessero in ritirata. L'indice é salito regolarmente fino a 3095 punti di massimo e ha chiuso poco sotto a 3093.20 punti (-0.66%). È stato imitato dal Nasdaq100 (-0.66% a 8254 punti). La caduta del DJTransportation (-2.19%) é stata più pesante. Il Russell2000 (RUT -0.31%) ha dato invece un segnale di forza relativa e di stabilità. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2685 su 4744, NH/NL a 261 su 906 (evidente peggioramento) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita a 15.96 punti (+1.05), la CBOE Equity put/call ratio era piuttosto alta a 0.70 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 63 punti (-11) - nel commento di ieri abbiamo spiegato cosa ci aspettiamo da questi indicatori di sentiment. Per ora si sviluppano come previsto.

Stamattina quando abbiamo cominciato a scrivere il commento il future sull'S&P500 era a 3094 punti (+3 punti) - ora (08.30) é sceso a 3087 punti (-4 punti). Sembra che il vento sta cambiando e che anche oggi dovrebbero prevalere i ribassisti. Il Nikkei ha perso il -1.05% - Shanghai é in calo del -0.2%. L'Eurostoxx50 vale ora 3618 punti - le borse europee devono destreggiarsi tra la buona fase di chiusura ieri sera a Wall Street e i segnali negativi di stamattina. Per saldo apriranno con un leggero guadagno del +0.2%. Oggi potrebbe essere una giornata interessante. Una pessima seduta con panico potrebbe già rappresentare la fine della correzione.  

Commento del 3 dicembre

Finalmente inizia una correzione - potrebbe essere corta e violenta (VIX) o di una decina di giorni e lenta (Summation)

Ieri gli Stati Uniti hanno inasprito la guerra commerciale su diversi fronti e questo ha allontanato la possibilità che Stati Uniti e Cina trovino un accordo in tempi brevi. Alle 16.00 un dato economico negativo (indice ISM) ha dato il colpo di grazia alla borsa e ha provocato un'ondata di vendite.
Il risultato é stato una seduta pessima in Europa (Eurostoxx50 -2.08% a 3626 punti) e decisamente negativa in America (S&P500 - 0.86% a 3113.87 punti). Gli indici azionari hanno chiuso sui minimi giornalieri e con volumi di titoli trattati in aumento - é apparsa pressione di vendita. Sui grafici appaiono per la prima volta dall'inizio di ottobre delle lunghe candele rosse. Questa seduta negativa rappresenta l'inizio dell'attesa correzione minore di circa il -3% - usiamo come riferimento l'S&P500 americano. La caduta di ieri ha il vantaggio di aver eliminato con un colpo di spugna l'ipercomperato di corto termine - le RSI giornaliere sono scese a ca. 45 punti in Europa e ca. 68 punti in America. Non ha però assorbito gli eccessi delle scorse settimane. A breve ci deve essere un rimbalzo poiché ieri molte candele sono uscite dal bordo inferiore delle Bollinger Bands. In seguito però la correzione deve continuare. Dopo solo un giorno di caduta (ricordiamoci che a metà di settimana scorsa l'S&P500 aveva fatto registrare un nuovo massimo storico) non sappiamo ancora con che tipo di correzione abbiamo a che fare. Vediamo quali varianti abbiamo a disposizione.
Ieri sera la volatilità VIX é balzata a 14.91 punti (+2.29 punti). Se vi ricordate noi avevamo stimato che dal supporto a 12 punti la VIX, nell'ambito di una correzione della borsa, doveva salire sui 18 punti. Al ritmo di ieri basterebbero altre due sedute simili per raggiungere l'obiettivo - in questo caso la correzione sarà corta e violenta.
Ieri anche i Summation Index hanno ricominciato la loro discesa. Per uno sviluppo armonico di questo indicatore la correzione dovrebbe essere un pò più lunga e lenta. Non sembra esserci molto potenziale di ribasso visto che la RSI é già a 30 punti.
In entrambi i casi un obiettivo ideale della correzione si trova sui 3020-3050 punti di S&P500. Questa correzione potrebbe rappresentare un'occasione d'acquisto in vista di una continuazione del rialzo fino a fine anno o fino alla prima decade di gennaio 2020. Per comperare bisogna però aspettare ipervenduto e pessimismo.

Ieri le borse europee hanno aperto in positivo e sono ancora salite fino alle 10.00. I maggiori indici mostravano a quel punto guadagni di circa il +0.8%. Poi il vento é cambiato. Gli indici sono rimasti fermi fino a mezzogiorno. Nel pomeriggio sono solo scesi con un'accelerazione a partire dell'inizio delle contrattazioni in America. Gli indici hanno chiuso sui minimi giornalieri con pesanti perdite - formalmente si é trattato di un key reversal day. Tutti gli indici si sono comportati alla stessa maniera (Eurostoxx50 -2.08% a 3626 punti, DAX -2.05% a 12964 punti, FTSE MIB -2.28% a 22728 punti). Fanno eccezione l'indice delle banche SX7E (-1.13% a 92.15) che ha approfittato di un rialzo dei tassi d'interesse per ammobidire la caduta ed il solito difensivo SMI svizzero (-1.38% a 10348 punti) che precede di poco l'S&P500. Questo violento ed improvviso inizio di correzione ha praticamente cancellato i guadagni di novembre.
Nei commenti serali sui vari indici azionari europei abbiamo indicato degli obiettivi indicativi per la correzione.

Anche l'S&P500 ha aperto in guadagno a 3144 punti. Questo é stato il massimo giornaliero. Subito l'indice é sceso con decisione e ha raggiunto verso le 17.10 il minimo giornaliero a 3110 punti. In seguito é oscillato in laterale in una decina di punti (3113-3124 punti) e ha chiuso vicino al minimo a 3113.87 punti (-0.86%). Questa volta, al contrario di settimana scorsa, i rimbalzi intraday sono stati venduti.
Le vendite hanno colpito tutti i settori ed indici in maniera omogenea (Nasdaq100 -1.12% a 8309 punti, DJT -1.13%, Russell2000/RUT -1.04%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1819 su 5650, NH/NL a 434 su 456 e volume relativo a 1.0. La CBOE Equity put/call ratio é salita solo a 0.66 - i traders abbandonano le speculazioni al rialzo ma non stanno ancora puntando al ribasso. Ci vorrà un valore sopra i 0.80 (meglio ancora se sopra i 0.90) per terminare la correzione. Il Fear&Greed Index é sceso a 75 punti (-4). Questo indicatore reagisce però lentamente ed é inadatto per segnalare con precisione la fine di una correzione minore. Deve però almeno cadere sotto i 50 punti.

Riassumendo ieri sono finalmente apparsi tutti i sintomi dell'attesa correzione minore che stiamo invocando da settimane. Oggi ci deve essere un breve rimbalzo poiché la caduta di ieri é stata nell'immediato eccessiva specialmente in Europa dove ha cancellato i guadagni di novembre e fatto cadere la candela sul grafico fuori dalle Bollinger Bands. In seguito però la correzione dovrebbe continuare.
C'é la possibilità che la pessima seduta di ieri sia solo stato un incidente di percorso. Non crediamo ma già oggi avremo una conferma o una smentita dell'inizio della correzione. Conferma se dopo un breve rimbalzo riappaiono i venditori e la chiusura si trova nella parte inferiore dal range giornaliero. Smentita se il rimbalzo odierno si rivela una seduta decisamente positiva che compensa buona parte delle perdite di ieri e la chiusura si trova vicino al massimo giornaiero.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei perde il -0.64% mentre Shanghai sale del +0.3%. Il future sull'S&P500 rimbalza a 3119 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3640 punti. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Questo inizio di giornata positivo non significa ancora nulla - costituisce solo un punto di partenza e di riferimento. L'importante é osservare se stasera la chiusura sarà sopra o sotto il livello d'apertura. Un minimo discendente rispetto a ieri sarebbe un segnale inequivocabile di correzione.

Aggiornamento del 2 dicembre

La borsa americana é oscenamente cara - può ancora salire ma bisogna essere coscienti dei rischi

Il nostro é un sito di analisi tecnica. Secondo questo metodo le borse sono in una fase di rialzo che deve durare almeno fino a fine anno o fino all'inizio dell'anno prossimo. Nel 2019 l'Eurostoxx50 ha guadagnato finora il +23.41% - l'S&P500 si é apprezzato del +25.30%. Secondo il P/E di Shiller, un sistema di misura della valutazione del mercato ideato dal premio Nobel Robert Shiller, il P/E dell'S&P500 é l'82.9% sopra la media di lungo periodo - secondo questo metodo un investitore deve aspettarsi nei prossimi 10 anni un return del capitale del -2.3% all'anno. La borsa americana é molto cara - solo in due periodi nel passato era più cara - nel 1929 e nel 1999. In entrambi i casi é seguito un crash. Questo non significa che bisogna essere pessimisti. Questo bull market potrebbe avere ancora margini di apprezzamento specialmente perché c'é molto liquidità in cerca di investimenti redditizi e mancano alternative d'investimento. Siamo però sicuramente nella parte finale del rialzo sia da un punto di vista temporale che di valutazioni. Alla domanda se l'S&P500 può ancora guadagnare terreno per 6 mesi ad arrivare i 3400 punti dobbiamo rispondere in maniera affermativa. Se invece volete oggi comperare azioni e costituire un portafoglio titoli con l'intenzione di tenerlo per i prossimi 10 anni é molto probabile che perderete solo dei soldi - potrebbero anche essere tanti poiché un ritorno alla media di lungo periodo necessita presto a tardi un bear market di un -50%/-60%. L'inizio però non é imminente - secondo l'analisi tecnica.
Durante il fine settimana non c'é stato nulla di importante - o almeno niente in grado di influenzare i mercati finanziari. Stamattina dei dati positivi riguardanti la produzione manifatturiera cinese hanno stimolato i mercati asiatici (Nikkei +1.01%, Shanghai +0.1%). Il future sull'S&P500 sale a 3152 punti (+8 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3708 punti - le borse europee apriranno con delle plusvalenze di circa il +0.2%. Non vediamo ragioni per ulteriori apprezzamenti nel corso della giornata. Alle 15.00 Christine Lagarde, la nuova responsabile della BCE, tiene un discorso. Quello che interessa agli investitori é che la politica monetaria espansiva di Mario Draghi prosegua anche sotto la nuova conduzione - il resto conta poco.

Commento del 30 novembre - 1. dicembre

Può ripetersi il dicembre del 2018? L'analisi tecnica dice di no

L'anno scorso il mese di dicembre é stato un disastro. L'S&P500 il 3 dicembre 2018 era salito su un massimo intermedio a 2800 punti - poi c'era stato un crollo - il 26 dicembre l'indice aveva toccato un minimo mensile a 2346 punti ed era risalito a fine anno a 2506 punti. Ora molti si domandano se questa caduta improvvisa e pesante può ripetersi anche quest'anno. Dal 3 ottobre in effetti le borse salgono continuamente senza correzioni degne di nota. Da settimane l'analisi tecnica mostra che gli indici azionari, specialmente in America, sono ipercomperati, in eccesso di rialzo e con investitori troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Le borse però si rifiutano di correggere e di assorbire questi eccessi. Purtroppo dobbiamo deludere i ribassisti. Le premesse per una correzione minore sussistono. Le fondamenta di questo rialzo sono però ancora troppo solide per permettere un ribasso come quello di dicembre 2018. Perché? La risposta si trova nel periodo precedente al crollo. Per ora manca un periodo di distribuzione e di erosione strutturale come quello di ottobre - novembre 2018. Il ribasso di dicembre 2018 non era arrivato a ciel sereno ma al termine di un processo durato due mesi. Era iniziato con una caduta di 230 punti ad inizio ottobre ed era proseguito con una distribuzione in laterale con tre ondate di circa 150 punti. Solo al termine di questo periodo durante il quale i Summation Index erano continuati a scendere mostrando la continua l'erosione strutturale del mercato, c'era stata la caduta di dicembre.
La costellazione tecnica attuale assomiglia a quella di inizio ottobre 2018. È quindi possibile che ora inizi una fase negativa. Ci sono però due aspetti che tendono a farci escludere questa variante. Il ciclo dovrebbe restare rialzista fino alla fine dell'anno o fino alla prima decade di gennaio 2020. Inoltre adesso la politica monetaria rispettivamente i tassi d'interesse sostengono il mercato azionario. Il reddito dell'USDTreasury Bond decennale si é assestato intorno al 1.70% e la FED sta abbassando i tassi d'interesse guida. Invece l'anno scorso i tassi d'interesse sull'USD erano saliti da inizio anno fino a fine ottobre quando il reddito dell'USTB decennale si aggirava sul 3.2%.
Insomma - anche oggi non possiamo dirvi nulla di nuovo. Il rialzo é destinato a continuare. Una correzione minore di circa un -3% é sempre possibile ma, se caso, dovrebbe unicamente servire ad assorbire gli eccessi e non dovrebbe provocare danni importanti al trend. Mercoledì 27 novembre l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 3154.26 punti. La borsa americana é fondamentalmente oscenamente cara - non abbiamo però nessun strumento tecnico affidabile per poter stimare con buona probabilità di successo fino a quale livello l'indice potrebbe salire fino alla fine di questo bull market. Il passato ci insegna che la fase finale può essere irrazionale e esponenziale. Noi vorremmo essere long ma preferiamo comperare su una correzione con buone premesse di rialzo almeno a corto termine piuttosco che adesso in una situazione di eccesso. Purtroppo abbiamo mancato l'entrata ad ottobre quando il previsto ribasso autunnale si é rivelato unicamente una correzione di durata e portata inferiori al previsto.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.45% a 3703 punti
DAX                         +0.55% a 13236 punti
SMI                          +1.19% a 10493 punti
FTSE MIB                  +0.00% a 23259 punti
S&P500                    +0.99% a 3140.98 punti
Nasdaq100               +1.59% a 8403 punti

Normalmente in questa seconda parte del commento del fine settimana discutiamo la seduta di venerdì e la chiusura settimanale - analizziamo se ci sono stati segnali tecnici speciali o cambiamenti rispetto al resto della settimana. Questo venerdì era però una giornata particolare che seguiva la festa di Thanksgiving. La seduta a New York é durata tre ore meno del solito ed é stata contrassegnata da bassi volumi di titoli trattati. Non bisogna in genere dare troppo peso a queste sedute anormali.
In Europa le borse hanno chiuso al centro del range giornaliero e senza sostanziali variazioni (Eurostoxx50 -0.02% a 3703 punti, DAX -0.07% a 13236 punti). È stata una seduta neutra che non ci ha detto nulla di nuovo. Formalmente il rialzo in Europa continua anche se ormai da inizio mese gli indici non riescono più a fare progressi. Malgrado il modesto guadagno settimanale (+0.45%) l'Eurostoxx50 non riesce più a staccarsi dai 3700 punti. Il FTSE MIB continua a mostrare una certa debolezza relativa (-0.36% a 23259 punti, performance settimanale del +0.00%) - questo fatto non é però una novità e l'abbiamo più volte discusso in precedenti commenti. L'SMI svizzero resta attaccato l'S&P500. Ho toccato mercoledì un nuovo massimo storico, ha avuto una buona performance settimanale (+1.19%) e venerdì ha perso terreno (-0.34% a 10493 punti) - guarda caso la perdita é stato copiata alcune ore dopo dall'S&P500!

Dopo il record storico di mercoledì e la festa giovedì (Thanksgiving) venerdì (Black Friday) la borsa americana ha avuto una seduta negativa. Può essere un caso o una semplice conseguenza dell'ipercomperato - non lo sappiamo - non é apparsa pressione di vendita. L'S&P500 ha aperto a 3146 punti, é oscillato per ore tra i 3145 ed i 3150 punti ed é poi sceso fino al minimo a 3139 punti. Con una fibrillazione sul finale l'indice ha chiuso alle 19.00 (13.00 a New York) a 3140.98 punti (-0.40%). La perdita é stata causata soprattutto dal calo del prezzo del petrolio (WTI a 55.17 USD, -2.94 USD, -5.06%) che ha fatto scendere le azioni delle società del settore energia (ETF Energy -1.01%). Le perdita hanno toccato tutti gli indici in maniera omogenea (Nasdaq100 -0.49% a 8403 punti, DJT -0.82%, RUT -0.59%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2540 su 4791, NH/NL a 532 su 194 e volume relativo a 0.5 (!!!). La volatilità VIX é prepotentemente tornata sopra i 12 punti (12.62 punti, +0.87) e la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.59 (MM a 10g a 0.58 e in ascesa). Le premesse a livello di sentiment rimangono ideali per una correzione dell'S&P500 - non abbiamo però elementi validi per poter dire che la seduta negativa di venerdì costituisce l'inizio di una correzione.
La tendenza di fondo della borsa americana resta saldamente al rialzo con il 65.4% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.01 punti.

Commento del 29 novembre

Festa del Ringraziamento in America e borse letargiche in Europa - una giornata insignificante

Donald Trump ha firmato un decreto a sostegno delle democrazia a Hong Kong - i cinesi furiosi hanno reclamato per l'intromissione americana in questioni interne, hanno convocato l'ambasciatore per una protesta ufficiale e hanno minacciato ritorsioni. Questo spiega il calo ieri del future sull'S&P500 e l'apertura in calo delle borse europee. Dopo questo evento non é più successo nulla.  L'Eurostoxx50 (-0.23% a 3704 punti) si é mosso tra i 3707 ed i 3698 punti e ha chiuso in mezzo a questo range di soli 9 punti con una insignificante perdita di 8 punti. Non c'é molto da dire su questa seduta opaca e senza spunti d'interesse - senza gli americani gli europei non sanno cosa fare.
Il DAX (-0.31% a 13245 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 - si é mosso in soli 44 punti (range 13259 - 13215 punti) e ha chiuso sul livello d'apertura con una modesta perdita di 41 punti. La candele sui grafici si vedono appena.
L'SMI svizzero (-0.00% a 10529 punti) ha svolto una seduta in trading range e ha chiuso in pari. Si tratta di una seduta assolutamente neutra. Notiamo che l'SMI si é fermato mentre il resto dell'Europa ha perso qualche punto. In analisi tecnica questo si definisce forza relativa. L'A/D a 6 su 13 parla in favore di una seduta strutturalmente negativa. Bastano però i titoli farmaceutici in guadagno per compensare. Anche a New York la farmaceutica é uno dei migliori settori del momento.
Il FTSE MIB (-0.61% a 23342 punti) ha perso 142 punti. Di per sé nulla di grave visto che l'indice si muove ampiamente nel range mensile e le borse europee erano generalmente in calo. La borsa italiana sembra però decisamente in affanno e appaiono alcuni segnali di debolezza. Il 19 novembre molte borse compreso l'Eurostoxx50 hanno toccato un massimo annuale - il FTSE MIB si é limitato ad un massimo discendente. Ieri lo spread sui titoli di Stato é nuovamente salito (170 bsp) e il FTSE MIB ha sottoperformato. L'indice sembra solo consolidare all'interno di una fase di rialzo ma il grafico mostra il rischio di una rottura del supporto a 23100 punti (cuneo discendente). Non c'é ancora nessun segnale di vendita ma consigliamo prudenza. L'Italia sembra lentamente uscire dai favori degli investitori...
Riassumendo ieri le borse europee hanno aperto in calo a causa di una notizia negativa e poi si sono fermate. Ai sensi dell'analisi tecnica é stata una giornata insignificante. In America la borsa era chiusa in occasione della festa del ringraziamento (Thankgiving). Senza gli americani gli europei non prendono iniziative.
Oggi la borsa americana riprende le contrattazioni ma molti operatori saranno assenti - la seduta terminerà con 3 ore di anticipo alle 13.00 ora di NY. Sicuramente i volumi saranno mediocri. Normalmente non dovrebbe succedere niente d'importante. È però possibile che qualcuno sfrutti l'occasione per un attacco. I rialzisti guarderanno alle vendite del Black Friday - se i numeri saranno migliori delle attese ci saranno acquisti in borsa su titoli come Amazon. I ribassisti potrebbero invece utilizzare le tensioni tra Stati Uniti e Cina per tentare un affondo.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3144 punti (-9 punti) - già ieri mattina era su questo livello. Nel frattempo però le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.49%, Shanghai -0.7%) e le borse europee intendono iniziare le contrattazioni con un'ulteriore perdita del -0.2%. Alle 08.00 l'Eurostoxx50 vale 3697 punti. Le premesse sono per una ripetizione della seduta di ieri - una prospettiva poco entusiasmante.

Commento del 28 novembre

Nuovo record dell'S&P500 mentre la VIX sale a 11.75 punti (+0.21) - il rialzo si ferma

Ieri sera l'S&P500 (+0.42% a 3153.63 punti) ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3154.26 punti e noi stamattina eravamo pronti a scrivere l'abituale commento di un mercato ipercomperato (RSI a 75.66 punti) e in eccesso di rialzo (127 punti sopra la MM a 50 giorni e 228 punti sopra la MM a 200 giorni) ma che non vuole correggere malgrado evidenti divergenze negative a livello di partecipazione (NH/NL a 713 (pochi e in calo rispetto a martedì!) su 229). Abbiamo guardato gli indicatori di partecipazione e di momentum per arrivare infine a quelli di sentiment. A questo punto ci siamo improvvisamente svegliati dall'apatia - c'era qualcosa di nuovo. Malgrado la seduta positiva la volatilià VIX sull'S&P500 é salita a 11.75 punti (+0.21) invece che scendere. Sembra che la scommessa al ribasso sulla VIX sia finita e che questo indicatore tenti di riprendere il supporto a 12 punti. In questo caso  il rialzo dell'S&P500 é per il momento finito.

Facciamo un passo indietro. La seduta in Europa é stata positiva ma a livello di analisi tecnica non ci ha detto nulla di nuovo - nessun indice azionario, tranne il solito SMI svizzero (+0.21% a 10529) che corre a braccetto con l'S&P500 americano, ha toccato un nuovo massimo annuale.
Abbiamo già discusso il fatto che l'Eurostoxx50 (+0.20% a 3712 punti) non riesce a liberarsi dei 3700 punti - la seduta di ieri, malgrado il guadagno di 7 punti, non ha cambiato la situazione. L'Eurostoxx50 ha aperto sui 3710 punti - é caduto a 3704 punti di minimo, é salito a 3721 punti di massimo e alle 12.30 é ridisceso a 3711 punti - poi si é fermato e non ha più fatto nulla. La tendenza di fondo delle borse europee é al rialzo e in questo non si dissociano dall'America. Mentre Wall Street passa da un record all'altro il rialzo in Europa é invece in stallo senza nessuna accenno di correzione.
L'indice delle banche SX7E é risalito del +0.35% a 94.31 punti - anche questo indice é bloccato sui 94 punti e non accenna a muoversi.
Anche sul DAX (+0.38% a 13287 punti) non c'é niente di nuovo. Il DAX é ancora in una fase di rialzo e la pausa attuale sui 13200 punti sembra un consolidamento. Fino a prova contraria quindi dovrebbe salire nelle prossime settimane più in alto. In mancanza di una sana correzione l'ipercomperato frena la scalata dell'indice.
Anche il FTSE MIB (-0.26% a 23485 punti) non riesce più a fare progressi malgrado che la tendenza dominante sia ancora al rialzo. D'altra parte abbiamo constatato a metà novembre che il mercato non vuole correggere. Dobbiamo quindi convivere con questa pausa sui 23500 punti prima di poter capire in quale direzione si svilupperà la prossima spinta sostenibile. Fino a prova contraria la variante più probabile é una continuazione del rialzo verso un nuovo massimo annuale - questo scenario é sostenuto dai cicli che non prevedono un'inversione di tendenza prima dell'inizio dell'anno prossimo. 
Riassumendo il trend delle borse europee é ancora al rialzo. Dal 4 novembre non riescono però più a fare sostanziali progressi mentre la borsa americana continua a salire e far registrare nuovi massimi storici. Questa debolezza relativa é preoccupante. Bisogna domandarsi cosa potrebbe succedere alle borse europee se e quando l'America correggerà. Sotto questo aspetto andare long adesso sembra essere una pessima idea. Non c'é però ancora nessun elemento tecnico per poter consigliare l'apertura di posizioni short.

L'S&P500 ha aperto a 3145 punti e fino alle 17.30 non si é mosso - si é accontentato di restare sopra i 3143 punti. Poi c'é stata una spinta di rialzo che ha fatto salire l'indice alle 19.30 a 3153 punti. Qui il mercato é andato in ibernazione. L'S&P500 si é mosso tra i 3152 ed i 3154.26 punti fino alla chiusura a 3153.63 punti (+0.42%). Tutto il listino é lievitato (Nasdaq100 +0.70% a 8444, RUT +0.61%) con l'eccezione del DJT (-0.21%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4911 su 2420 e volume relativo a 0.85. I bassi volumi si spiegano con l'odierna Festa del Ringraziamento. Molti operatori ed investitori sono partiti ieri pomeriggio per raggiungere le loro famiglie.
Abbiamo già discusso l'inabituale comportamento della VIX. Per il resto i dati sul sentiment mostrano il solito ottimismo e speculazione al rialzo - la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.58 mentre il Fear&Greed Index é nuovamente balzato a 78 punti (+9 punti).

Oggi in America é giorno di festa (Thanksgiving). Senza le indicazioni provenienti da Wall Street é probabile che dopo l'apertura le borse europee si fermino.
Stamattina il Nikkei ha perso il -0.12% - Shanghai é in calo del -0.5% Il future sull'S&P500 perde 8 punti a 3145 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.10 vale 3703 punti. Le borse europee apriranno con una perdita di circa il -0.3%. Prepariamoci ad una giornata noiosa e a mercati praticamente immobili.

Commento del 27 novembre

La borsa americana sembra conoscere solo una direzione - l'analisi tecnica può solo rilevare l'eccezionalità del movimento

Le sedute di borse a Wall Street cominciano ad assomigliarsi l'una all'altra in maniera stupefacente. I maggiori indici salgono costantemente e toccano regolarmente dei nuovi massimi storici. Durante la giornata gli indici si muovono in pochi punti - ogni ritracciamento viene considerato un'occasione d'acquisto e viene comperato. L'ipercomperato e l'eccesso di rialzo hanno unicamente l'effetto di frenare il rialzo ma non sembrano in grado al momento di provocare una correzione malgrado che i deboli dati sulla partecipazione rendono il trend fragile e a rischio. Questa é la situazione tecnica che si presenta praticamente tutti i giorni dall'8 ottobre e qualsiasi tentativo di indovinare l'inizio di una correzione sulla base di un segnale tecnico non ha successo. Non parliamo ovviamente di ribasso visto che ciclicamente questo rialzo dovrebbe durare fino a fine anno o fino alla prima decade di gennaio 2020.

Anche ieri la musica non é cambiata. Le borse europee hanno marciato sul posto (Eurostoxx50 -0.06% a 3705 punti). L'S&P500 (+0.22% a 3140.52 punti) e il Nasdaq / Nasdaq100 (+0.16% a 8385) hanno ancora guadagnato qualche punto e hanno fatto registrare dei nuovi record storici. Il resto del mercato ha seguito (DJT +0.20%, RUT +0.14%). Probabilmente fino a settimana prossima non ci saranno cambiamenti. Oggi, prima di Thanksgiving, molti operatori spariranno gìà nel pomeriggio per raggiungere le loro famiglie - la borsa americana nel pomeriggio si fermerà e i volumi caleranno. Domani é un giorno di festa. Venerdì la seduta é raccorciata e molti investitori saranno occupati ad acquistare i regali natalizi (Black Friday).
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3231 punti. È salito fino a metà seduta fino a 3141 punti, é scivolato alcune ore fino a 3135 punti e sul finale si é impennato fino al nuovo massimo storico a 3142.69 punti. Ha chiuso poco sotto a 3140.52 punti (+0.22%). Ha guadagnato 7 punti e si é mosso in soli 11 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4147 su 3258, NH/NL a 752 su 269 e volume relativo a 1.3. I nuovi massimi a 30 giorni (NH) sono leggermente scesi, i nuovi minimi (NL) sono saliti - la partecipazione delude e peggiora malgrado i guadagni degli indici - questa divergenza negativa però non é bastata finora a bloccare il rialzo.
La volatilità VIX é scesa a 11.54 punti (-0.33) - la rottura del supporto a 12 punti sembra definitiva - aspettiamo la fine della settimana per una conferma. La CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.57 - il Fear&Greed Index é alto a 69 punti (-1). Gli investitori restano ottimisti - non appare un'esagerazione tale da provocare con certezza una reazione negativa.
Le premesse per una correzione minore restano ideali. Il trend é però intenso e finora la borsa non mostra l'intenzione di voler correggere. Non sappiamo cosa potrebbe fargli cambiare idea.

Stamattina le borse asiatiche sono poco mosse. Il Nikkei sale del +0.28%, Shanghai perde il -0.1%. Il future sull'S&P500 si inerpica a 3146 punti (+2 punti) - in pratica l'S&P500 sta guadagnando altri 6 punti. L'Eurostoxx50 vale 3716 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.3%. Da giorni non riescono più a tenere il passo con l'America. Pensiamo quindi che oggi avremo una seduta positiva ma difficilmente gli indici azionari europei saliranno di molto sopra i livelli d'apertura.
In America bisogna prevedere una seduta leggermente positiva per aver ragione nella maggior parte dei casi.

Commento del 26 novembre

Nuovo massimo storico dell'S&P500 a 3133 punti - e il commento potrebbe finire qui...

Ogni tanto bisogna assistere attoniti a delle sedute di borsa che sembrano comandate da forze superiori. Ieri l'S&P500 americano ha aperto al rialzo a 3021 punti ed é salito per un'ora e 10 raggiungendo i 3131 punti. Su questo nuovo record storico, che avrebbe dovuto scatenare delle reazioni tra gli investitori, il mercato si é semplicemente fermato - é rimasto bloccato come se fosse un paziente in coma fino alle 21.10 tra i 3127 ed i 3130 punti - 4 ore e mezza trascorse in soli 3 punti mentre i maggiori indici azionari americani erano su dei nuovi massimi storici! Sul finale c'é stato un risveglio, un breve movimento di 4 punti e una salita dell'S&P500 sul nuovo record a 3133.83 punti. La chiusura é stata poco sotto a 3133.64 punti (+0.75%). Anche Nasdaq (+1.32%), Nasdaq100 (+1.21% a 8372 punti) sono saliti su un nuovo massimo storico. Il Russell2000 (+2.07%) ha fatto registrare un massimo annuale. Sembra superfluo ribadire che dei nuovi massimi di periodo sono una conferma indiscutibile ed inequivocabile di rialzo. Ora gli indici azionari americani sono nuovamente ipercomperati oltre che rimanere in eccesso di rialzo - ci deve quindi essere un'altra pausa ed eventualmente un breve ritracciamento. Le premesse per una correzione rimangono ideali ma la correzione non é necessaria. La tendenza di fondo come sappiamo deve restare al rialzo fino alla fine dell'anno o fino alla prima decade di gennaio del 2020. Sembra che il mercato non voglia correggere ma forse manca unicamente una ragione valida per farlo.
Restiamo in America per vedere i dati della giornata. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5767 su 1687, NH/NL a 796 su 235 (suboptimale ma questo problema strutturale sembra non interessare a nessuno e non é abbastanza grave per impedire o addirittura bloccare il rialzo) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 11.87 punti (-0.47) - il supporto a 12 punti é stato violato. Può trattarsi di una falsa e marginale rottura al ribasso e in questo caso oggi la VIX tornerà sopra i 12 punti e l'S&P500 scenderà. Oppure la rottura al ribasso é valida e quindi dobbiamo prepararci ad un ritorno stabile dalla VIX tra i 10 ed i 12 punti - questo significa che il rialzo dell'S&P500 può continuare per settimane al ritmo attuale. Questa variante non ci piace poiché fondamentalmente la borsa americana é già oscenamente cara - secondo il mercato delle ozioni la VIX dovrebbe a breve impennarsi - tecnicamente però questo sviluppo é possibile - avevamo preso in considerazione questa ipotesi nel commento del 9-10 novembre con dei possibili targets a 3250-3300 punti.
Gli altri indicatori di sentiment (CBOE Equity put/call ratio a 0.63 e Fear&Greed Index a 70 punti (+1)) non cambiano in maniera significativa. Gli investitori restano troppo ottimisti ma non appare quella euforia che contraddistingue solitamente i maggiori top.

Visto quello che é successo a New York possiamo fare un passo indietro e analizzare la seduta in Europa. Eurostoxx50 (+0.55% a 3707 punti) e colleghi hanno guadagnato terreno e la giornata si é svolta come in America. Gli indici azionari sono saliti alle 09.15 sul massimo giornaliero. Poi si sono fermati e sono oscillati in laterale e in pochi punti fino alla chiusura. I guadagni non sono bastati per far salire gli indici su dei nuovi massimi annuali ma sono stati sufficienti per compensare la mini correzione di settimana scorsa. Verso l'alto c'é nuovamente un +1%/+2% di spazio fino all'ipercomperato e al bordo superiore delle BB. Considerando l'esempio proveniente dall'America e dall'SMI svizzero (0.96% a 10468 punti - nuovo massimo storico) é possibile che questa settimana le borse europee salgano ancora più in alto. Ieri sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3711 punti - il massimo annuale di martedì scorso é a 3733 punti. Per la cronaca aggiungiamo che DAX (+0.63% a 13246 punti) e FTSE MIB (+0.84% a 23454 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50 e si trovano nella medesima situazione tecnica.

Malgrado gli eccessi e le divergenze a livello di partecipazione le borse non vogliono correggere. Non necessariamente gli eccessi di rialzo e di fiducia da parte degli investiori devono essere compensati con una correzione specialmente in un perido ciclicamente favorevole come quello attuale fino alla prima decade di gennaio dell'anno prossimo. Le premesse monetarie restano ideali per un rialzo della borsa poiché i bassi tassi d'interesse obbligano gli investitori a comperare azioni. I bassi tassi d'interesse permettono anche le operazioni di ingegneria finanziaria che fanno lievitare gli utili per azione malgrado che i guadagni delle imprese ristagnino. Finora tutti credono che questo meccanismo possa funzionare all'infinito e il rialzo si autoalimenta. L'analisi tecnica non é in grado di dire quando questa pazzia finirà.

Stamattina le borse asiatiche seguono il trend e salgono. Il Nikkei ha guadagnato il +0.35% mentre Shanghai é ferma. Il future sull'S&P500 é invariato a 3133 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3708 punti - le borse europee apriranno senza sostanziali variazioni. Come discusso nel commento odierno e nell'aggiornamento di ieri oggi dovremmo avere una seduta negativa. Non vediamo però ragioni per perdite sostanziali.

Aggiornamento del 25 novembre

Frattali

Thanksgiving ha un impatto psicologico sul mercato. Usando l'analisi frattale si può vedere cosa é successo nel passato prima e dopo questa festa che é sempre nel quarto giovedì di novembre. Il lunedì che precede Thanksgiving normalmente la seduta a Wall Street é in pari o moderatamente positiva. Martedì e mercoledì c'é di solito un tuffo e due sedute negative - in America la caduta é più forte che in Europa. Poi c'é una fase di rialzo con una performance media in una settimana del +2%. Speriamo che questo comportamento si ripeta anche quest'anno e che la correzione minore delle borse iniziata dai massimi di martedì scorso termini tra tre giorni su un minimo intermedio. Considerando le premesse ci sembra poco probabile che la correzione possa far ridiscendere l'S&P500 sull'obiettivo ideale a 3000-3020 punti.

Durante il fine settimana non é successo nulla in grado di influenzare i mercati finanziari. Prosegue il trend che ha contrassegnato la serata di venerdì. Il Nikkei guadagna stamattina il +0.78% - Shanghai segue con un +0.7%. Il future sull'S&P500 sale a 3119 punti (+8 punti). A livello di tassi d'interesse e cambi non ci sono movimenti degni di nota. La continuazione del crollo del Bitcoin (-8% a 6650 USD) e delle criptovalute in generale interessa solo a pochi speculatori e non fà notizia. Quando si comincerà a parlarne nei media ci sarà il solito rimbalzo tecnico da ipervenduto.  
L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3706 punti - é un guadagno di 19 punti (+0.5%) rispetto alla chiusura ufficiale di venerdì. Pensiamo di ritrovare l'indice stasera poco lontano dal livello d'apertura. Stamattina alle 10.00 verranno pubblicati gli indici tedeschi ifo per il mese di novembre. Gli analisti si aspettano un leggero miglioramento questo potrebbe aiutare la borsa di Francoforte a difendere i guadagni iniziali.

Commento del 23-24 novembre

La correzione che non c'é

Da quasi un mese, vale a dire da quando gli indici azionari hanno superato i precedenti massimi annuali o storici di luglio, noi invochiamo una correzione giustificandola con un mercato in eccesso di rialzo, talvolta ipercomperato e con investitori troppo ottimisti. Finora non c'é stata nessuna correzione degna di nota. Martedì 19 novembre l'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo massimo annuale a 3733 punti mentre l'S&P500 ha fatto registrare un nuovo massimo storico a 3127.64 punti. Nel resto della settimana gli indici sono per saldo scesi e questo ha permesso di assorbire in parte l'ipercomperato - le performances settimanali sono negative. Parlare però di correzione é esagerato. Dal massimo a 3733 punti l'Eurostoxx50 é tornato venerdì a 3687 punti (+0.21%) mentre l'S&P500 é sceso a 3110.29 punti (+0.22%). La seduta di venerdì é stata positiva. Possiamo a questo punto ricordare due regole fondamentali. Nuovi massimi di periodo sono una conferma indiscutibile di rialzo e un mercato che non corregge quando le premesse sono ideali é un mercato tecnicamente forte.
Cosa potrebbe quindi succedere fino a fine anno? Malgrado la discesa di pochi punti le borse stanno tecnicamente correggendo come mostrano le RSI e i Summation Index in calo. Questa correzione deve terminare tra pochi giorni con una breve ondata di vendite in grado di cambiare radicalmente l'umore degli investitori ancora troppo ottimisti (VIX a 12.34 punti, -0.79) e speculativamente orientati al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.58, MM a 10 giorni a 0.57). Poi, come previsto da tempo, il rialzo dovrebbe riprendere fino a fine anno o fino alla prima decade di gennaio 2020. Fondamentalmente il potenziale residuo di rialzo sembra decisamente scarso. Questo rialzo é però trascinato unicamente da liquidità ed emozioni e quindi potrebbe anche sorprendere con un'accelerazione finale di tipo esaustivo. Comperare nella fase finale di un rialzo é sempre una cattiva idea - troppo rischio di fallimento. È però anche sconsigliabile opporsi al trend tentando di anticipare un massimo significativo.
Giovedì di settimana prossima l'America si ferma in occasione di Thanksgiving (Festa del ringraziamento). Venerdì la borsa sarà aperta ma tutti saranno impegnati a comperare i regali di Natale - un fenomeno consumistico conosciuto sotto il nome di Black Friday. È possibile che tutti gli speculatori long preferiscano trascorrere questo periodo di pausa senza posizioni aperte. Questo significa che tra lunedì e mercoledì potrebbe esserci l'attesa breve ondata di vendite per concludere la correzione minore. A questo punto é possibile che si presenti un'occasione d'acquisto. Bisognerà controllare se gli investitori sono diventati abbastanza pessimisti - come riferimento usiamo la volatilità VIX che dovrebbe impennarsi sui 18 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.65% a 3687 punti
DAX                         -0.59% a 13163 punti
SMI                          +0.58% a 10369 punti
FTSE MIB                  -1.39% a 23259 punti
S&P500                    -0.33% a 3110.29 punti
Nasdaq100               -0.52% a 8272 punti

Venerdì c'é stata una seduta tranquilla che non ci ha detto nulla di nuovo. C'é stato un lieve rimbalzo che mostra la scarsa forza e aggressività dei venditori che mai a novembre sono riusciti a provocare una forte caduta degli indici e una chiusura sul minimo giornaliero.
Le borse europee si sono impennate nella prima ora di contrattazioni e poi si sono sgonfiate. Dalle 10.20 in avanti gli indici sono oscillati in laterale in pochi punti e hanno chiuso con moderati guadagni. L'Eurostoxx50 ha terminato la giornata a 3687 punti (+0.21%) - alle 22.00 valeva 3694 punti. DAX (+0.20% a 13163 punti) e SMI (+0.30% a 10369 punti) si sono comportati alla stessa maniera. Il FTSE MIB (-0.09% a 23259 punti) ha chiuso invece in perdita ma la differenza non é significativa. Le RSI giornaliere sono scese a 56-62 punti - sono di conseguenza tornate decisamente sotto quei 70 punti che segnalano ipercomperato. In una correzione minore le RSI scendono spesso sotto i 50 punti...

Anche la seduta a New York é stata deludente e monotona. L'S&P500 ha aperto e chiuso sullo stesso livello, si é mosso in soli 14 punti e ha chiuso nella parte superiore del range giornaliero a 3110.29 punti (+0.22%). Notiamo che ancora una volta l'indice é rimasto sopra i 3100 punti che almeno a livello psicologico diventano un supporto intermedio. I dati della giornata mostrano una seduta positiva che rappresenta di fatto una pausa ad alto livello. I Summation Index su NYSE e Nasdaq continuano a scendere mostrando che la maggior parte dei titoli sta perdendo terreno - i maggiori indici (Nasdaq100 +0.08%, DJT +0.97%, RUT +0.31%) però non correggono.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4573 su 2758, NH/NL a 376 su 372 (mercato bloccato e compatto) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 12.34 punti (-0.79), la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.58, il Fear&Greed Index é sceso a 69 punti (-1 punti). Sul mercato delle opzioni notiamo una forte speculazione al ribasso sulla VIX - ci aspettiamo che la chiusura di queste scommesse provochino a breve un'impennata della VIX e una caduta dell'S&P500. Che questo avvenga prima di Thanksgiving é una nostra idea personale e pura speculazione.
La stasi della borsa corrisponde ad una stabilità dei tassi d''interesse - l'USTBond decennale rende il 1.77% (invariato). Il grafico sembra suggerire l'inizio di un periodo di stabilità con modesti movimenti intorno all'1.7%.

Riassumendo la tendenza di fondo delle borse resta al rialzo (in America il 60.0% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni, il Bullish Percent Index sul NYSE é a 60.32 punti). Internamente le borse stanno ora correggendo e assorbono gli eccessi con poche conseguenze negative sugli indici. Ci aspettiamo che questa correzione minore termini nei prossimi giorni con una breve ondata di vendite. Il potenziale di rialzo sembra modesto ma la tendenza positiva dovrebbe prevalere almeno fino alla fine dell'anno.

Commento del 22 novembre

Ci vuole un cambiamento d'umore per smuovere le acque

Ieri é stata una giornata veramente noiosa e fatichiamo stamattina a trovare un valido argomento per le nostre analisi. Ci viene quasi voglia di commentare l'ulteriore crollo del Bitcoin (-8.3% a 7470 USD) ma preferiamo lasciare perdere. È un mercato di nicchia dove ci sono molte manipolazioni e dove l'analisi tecnica nel breve funziona male. Non possiamo che ribadire quanto scritto l'ultima volta nel commento del 26-27 ottobre - malgrado le capriole la tendenza di fondo é al ribasso.

Ieri le borse hanno avuto una seduta leggermente negativa. Le perdite sono però talmente piccole (Eurostoxx50 -0.11% a 3679 punti, S&P500 -0.16% a 3103.54 punti) che parlare di correzione o ribasso non fa senso. In fondo si é trattato di una giornata di pausa e si potrebbe tranquillamente girare pagina senza analisi o commenti. Diamo lo stesso un'occhiata.

L'Eurostoxx50 é il DAX (-0.16% a 13137 punti) hanno ripetuto la seduta di mercoledì. Gli indici sono caduti la mattina e hanno poi recuperato e hanno chiuso vicino al massimo giornaliero con una lieve perdita. Sul grafico appaiono delle altre candele bianche o verdi con minimo e massimo discendenti. La debole correzione formalmente continua - non c'é nulla di nuovo da segnalare. Il FTSE MIB (-0.31% a 23279 punti) si é comportato alla stessa maniera - l'unica differenza é che a fine giornata la perdita é stata un pò più grande - sembra essere una compensazione al fatto che mercoledì l'indice aveva guadagnato qualche punto in più delle altre borse europee. Si tratta però di differenze insignificanti.
L'SMI (-0.46% a 10338 punti) dopo i record delle due precedenti sedute ha avuto una giornata storta. Questa seduta manda segnali contraddittori. L'indice ha perso 47 punti ma ha chiuso sopra il livello d'apertura e vicino al massimo giornaliero. Ci sono quindi segnali positivi che mostrano come i rialzisti sono ancora vivi e vegeti. Per ora sembra che l'SMI si debba fermare intorno ai 10300 punti prima di poter riprendere il rialzo. Non abbiamo nessun elemento per poter prevedere una profonda correzione. La pausa serve ad assorbire gli eccessi. Un ritorno a 10100 punti rimetterebbe l'SMI su una solida base - questa correzione non é però indispensabile.
L'SMI continua a seguire o precedere di poche ore l'S&P500 - non é sorprendente? 

Anche a New York é successo poco. L'S&P500 (-0.16% a 3103.54 punti) si é mosso in soli 14 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero con una perdita di 5 punti. Notiamo che l'S&P500 ha avuto 3 sedute negative consecutive e sul grafico appaiono tre candele rosse - dal massimo storico a 3127 punti l'indice é sceso però solo di 24 punti.
Come mercoledì ci sono state delle leggere vendite in tutti i settori (Nasdaq100 -0.22%, DJ Transportation -0.13%, Russell2000 -0.48%) ma il calo non ha fatto danni, non ha rotto supporti e non ha fatto squillare segnali di vendita. Solo gli indicatori MACD stanno ruotando verso il basso come conseguenza del calo del momentum. I Summation Index su NYSE e Nasdaq sono ulteriormente scesi e mostrano che la maggior parte del mercato sta correggendo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2779 su 4584, NH/NL a 314 su 543 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é lievitata a 13.13 punti (+0.35), la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.59 mentre il Fear&Greed Index scende a 70 punti (-4 punti).
Le borse stanno formalmente correggendo. Si tratta di una correzione minore di debole intensità. Dovrebbe finire con un tuffo di alcuni giorni e con un'impennata della volatilità VIX sui 18 punti. Solo un cambiamento d'umore potrebbe smuovere le acque e far uscire il mercato da questo pantano.

Sembra che anche oggi le borse non abbiamo voglia di muoversi. Il Nikkei guadagna il +0.32% - Shanghai sta perdendo il -0.6%. Il future sull'S&P500 é a 3107 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale 3688 punti - le borse europee apriranno con un guadagno di circa il +0.2%. Non sappiamo se oggi avremo una seduta positiva o negativa - molto probabilmente però non ci allontaneremo di molto dai livelli d'apertura.
Giovedì 28 novembre l'America festeggia Thanksgiving. La borsa sarà chiusa. Nel commento del fine settimana analizzeremo quali sono le conseguenze di questa festa infrasettimanale. Pensate cosa fareste voi se foste un trader con posizioni aperte prima di una pausa di praticamente 4 giorni (venerdì é Black Friday - si fanno le spese natalizie - non si opera in borsa...)
 
Commento del 21 novembre

I ribassisti non sfuttano a fondo una buona occasione e deludono

Ieri sia l'Eurostoxx50 (-0.34% a 3684 punti) che l'S&P500 (-0.38% a 3108.46 punti) hanno avuto una giornata negativa. Le sedute sono state differenti poiché le borse europee hanno recuperato dopo una caduta la mattina e hanno chiuso sui massimi giornalieri mentre quella americana si é assestata al centro del range giornaliero. In entrambi i casi però c'é stata una rottura al ribasso sotto il range dei giorni precedenti. Questo ci dice che almeno formalmente é iniziata una correzione. I ribassisti però non sono riusciti a sfruttare le buone premesse tecniche. A fine giornata le perdite sono risultate modeste. Pensiamo di conseguenza che avremo una debole correzione che servirà unicamente ad assorbire l'ipercomperato. Non raggiungerà però gli abituali obiettivi. Il rialzo potrebbe riprendere da un livello piuttosto alto dopo alcuni giorni di scivolata.

L'Eurostoxx50 (-0.34% a 3684 punti) ha avuto una seduta negativa ed ha rotto al ribasso sotto il range delle ultime 11 sedute. Questa rottura non ha però avuto conseguenze - l'Eurostoxx50 ha recuperato e ha chiuso vicino al massimo giornaliero con una modesta perdita di 12 punti. Dal massimo annuale di martedì a 3733 punti l'Eurostoxx50 sta correggendo ma non appare pressione di vendita. Sembra quindi che la correzione possa risolversi in un calo di alcuni giorni fino ai 3630 punti circa e che poi il rialzo possa riprendere.
In generale le premesse per una correzione minore sono ideali - se però tutto quello che riescono a combinare i ribassisti é quello che abbiamo visto ieri probabilmente l'Eurostoxx50 non sfrutterà il potenziale teorico di ribasso (discesa fino al bordo inferiore delle BB o discesa sulla MM a 50 giorni o discesa fino a prossimo forte supporto a 3570 punti) ma ricomincerà a salire da un livello superiore.
Il DAX (-0.48% a 13158 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 e presenta la medesima rottura al ribasso. Il DAX ha recuperato dal minimo a 13071 punti e ha chiuso vicino al massimo giornaliero con una moderata perdita di 63 punti. Sembra che la correzione possa essere solo un calo di alcuni giorni fino ai 13000 punti e che poi il rialzo possa riprendere.
Il FTSE MIB (+0.10% a 23351 punti) ha chiuso sul massimo giornaliero e praticamente in pari. Un debole attacco dei ribassisti é stato respinto senza problemi. L'indice assorbe l'ipercomperato con queste sedute di pausa. Se dall'America non giungono a breve segnali negativi il FTSE MIB potrebbe riprendere il rialzo senza aver effettuato una vera e propria correzione. La previsione di massima resta quella di una fase positiva fino a fine anno o addirittura fino alla prima decade dell'anno prossimo.
L'SMI (+0.19% a 10385 punti) ha guadagnato 19 punti - poco ma quella di ieri é la migliore chiusura della storia dell'SMI e questo conferma che la tendenza é al rialzo. L'indice non vuole correggere malgrado ipercomperato ed eccesso di rialzo. È quindi possibile che il rialzo continui al blando ritmo attuale fino alla fine dell'anno. Se ci fosse una sana correzione minore l'SMI ricadrebbe sui 10100 punti e questa sarebbe un'occasione d'acquisto. La correlazione con l'S&P500 é ancora molto alta - se ci sarà una correzione in America la Svizzera seguirà.

In America é finalmente apparsa una certa volatilità. I ribassisti hanno preso l'iniziativa e dai 3119 punti di massimo giornaliero sono riusciti a far cadere l'S&P500 tra le 18.40 e le 19.20 fino a 3091 punti di minimo. Non sono però riusciti a difendere questa rottura sotto la barriera psicologica dei 3100 punti. Dopo le 19.20 l'indice ha recuperato lentamente e ha chiuso a 3108.46 punti (-0.38%) con una perdita di soli 12 punti. Notiamo il sensibile aumento dei volumi di titoli trattati (volume relativo a 1.25) - spesso le correzioni iniziano e finiscono con una seduta con alti volumi.
Le vendite si sono distribuite su tutto il listino e hanno coinvolto tutti i settori (Nasdaq100 -0.66% a 8283 punti, DJT -1.41%, RUT -0.42%). La seduta al NYSE é stata di conseguenza decisamente negativa con A/D a 2724 su 4694 e NH/NL a 549 su 511. Negli ultimi 30 giorni l'S&P500 si é mosso tra i 2991 ed i 3127 punti (136 punti) - l'S&P500 a 3108 punti é nel quinto superiore di questo range - la logica suggerirebbe che il rapporto tra nuovi massimi e nuovi minimi a 30 giorni sia di circa 5 a 1 - invece é quasi in pari e questo denota nel sottofondo una certa pressione di vendita. Il mercato continua ad essere strutturalmente debole con investitori troppo ottimisti. Ieri la volatilità VIX é scesa a 12.78 punti (-0.08) - ci sono troppe scommesse al ribasso. Prevediamo nei prossimi giorni un'impennata della VIX sui 18 punti - la correlazione negativa ci dice che contemporaneamente l'S&P500 deve correggere.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Il Nikkei perde il -0.48%, Shanghai sta scendendo del -0.25% e il future sull'S&P500 é a 3105 punti (-3 punti). Prevalgono i segni negativi - il calo é però decisamente modesto. L'Eurostoxx50 vale ora 3670 punti - le borse europee apriranno con minusvalenze di circa il -0.4% - prevediamo una ripetizione della seduta di ieri.
Noi abbiamo ancora la posizione short sul DAX aperta il 5 novembre a 13140 punti - pensiamo di chiuderla ancora questa settimana con un leggero guadagno. Questo perché siamo stufi di aspettare e perché la correzione non sembra avere molto potenziale.

Commento del 20 novembre

Questo rialzo non ci piace per niente - aereo in cabrata ma a corto di carburante

Sono rimasto assente cinque giorni - nel frattempo ci sono state tre sedute di borsa. Il rialzo é continuato e ieri i maggiori indici azionari europei ed americani hanno raggiunto dei nuovi massimi annuali (Eurostoxx50 a 3733 punti) o storici (S&P500 a 3127.64 punti) marginali. Nuovi massimi sono un segnale inequivocabile di rialzo - fino a qui non ci sono discussioni. La qualità del rialzo é però peggiorata invece che migliorare - notiamo delle evidenti divergenze negative che aumentano sensibilmente a breve la probabilità di una correzione minore. Sotto questo aspetto la nostra previsione é invariata.
Le borse europee hanno chiuso ieri sera praticamente invariate e lontane dal massimo giornaliero toccato in tarda mattinata (ca.11.40). Sui grafici appaiono delle lunghe candele con un piccolo corpo nella parte inferiore - sono delle shooting star che rappresentano talvolta un esaurimento di trend. Non possiamo dire che questo sia stato un key reversal day poiché le perdite a fine giornata (Eurostoxx50 -0.23% a 3696 punti - massimo annuale a 3733 punti) sono troppo modeste o mancanti come nel caso del DAX (+0.11% a 13221 punti - massimo annuale a 13374 punti) e non c'é stato il tipico forte aumento dei titoli trattati. Notiamo però che malgrado che siamo obbligati di parlare di continuazione del rialzo nelle ultime tre sedute le borse europee hanno per saldo marciato sul posto. L'Eurostoxx50 continua a aggirarsi intorno ai 3700 punti e non riesce più a fare progressi. Le borse sono in stallo in attesa di una buona occasione per correggere - l'iniziativa deve venire dall'America.

L'S&P500 (-0.06% a 3120.18 punti) nelle ultime tre sedute ha guadagnato una trentina di punti e ieri in apertura ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 3127.64 punti. Pensavamo questa mattina di trovare nei dati tecnici una conferma di questa forza - invece siamo rimasti delusi. La borsa americana resta in eccesso di rialzo e con investitori decisamente troppo ottimisti. La partecipazione é il carburante del rialzo e questa continua a diminuire come mostrano le A/D cumulative, i Summation Index (sul NYSE ancora in calo!) e i deludenti rapporti NH/NL. I nuovi massimi aumentano di poco mentre i nuovi minimi non diminuiscono. Al contrario - i NL e seconda del segmento di mercato e del periodo preso in considerazione tendono ad aumentare. Questo mostra che pochi leaders continuano a permettere il rialzo degli indici mentre in sottofondo sta aumentando la pressione di vendita. Sono ormai una decina di giorni che il mercato si sviluppa in questa maniera malsana e sembra che ci avviciniamo ormai ad un punto di rottura sul quale l'eccesso di ottimismo e di speculazione al rialzo (MM a 10 giorni della CBOE Equity put/call ratio a 0.56) devono essere eliminati con una sana correzione minore di un -3%/-5%.
L'S&P500 ha aperto con un nuovo massimo storico a 3127.64 punti. Dopo é caduto in due ondate sul minimo giornaliero a 3013 punti. Dopo le 17.00 l'indice é risalito fino ai 3025 punti ma ancora una volta sono apparsi dei venditori. Nella seduda parte della giornata l'indice é oscillato tra i 3018 ed i 3025 punti ed ha chiuso praticamente invariato a 3020.18 punti (-0.06%). Tecnologia (Nasdaq100 +0.12% a 8338 punti, NH a 8357 punti) e PMI (Russell2000 +0.37%) hanno guadagnato terreno - il DJTransportation (-0.29%) era in calo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3945 su 3392, NH/NL a 590 su 474 (praticamente uguale ad una settimana fà!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é lievitata a 12.86 punti (+0.40 - il supporto a 12 punti regge a meraviglia) mentre la CBOE Equity put/call ratio é bassa a 0.58 ed il Fear&Greed Index scende a 80 punti (-3).
Riassumendo la tendenza di base della borsa americana resta solidamente al rialzo. A corto termine le probabilità di una correzione minore sono in forte aumento. Per fine anno però l'S&P500 sarà probabilmente sopra il livello attuale. Se adesso, come pensiamo, c'é una veloce e profonda correzione con un radicale cambiamento d'umore da parte degli investitori, avremo un'occasione d'acquisto per entrare long sul mercato e sfruttare la parte finale di questo assurdo rialzo causato unicamente da aspetti monetari e psicologici.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei é sceso del -0.62% - Shanghai sta perdendo il -0.8%. Il future sull'S&P500 é a 3112 punti (-5 punti). L'Eurostoxx50 vale 3686 punti - le borse europee apriranno con perdite di circa il -0.3%. Stamattina oscilleranno sul livello d'apertura - nel pomeriggio vedremo cosa decideranno di fare gli americani. È ancora l'accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina a catalizzare l'attenzione e l'umore degli investitori.

Breve aggiornamento del 15 novembre

Ogni ritracciamento dell'S&P500 viene comperato - CBOE Equity put/call ratio a 0.47

Ieri le borse europee hanno nuovamente perso terreno. Si é però trattato di una normale seduta moderatamente negativa senza una particolare pressione di vendita. Non c'é nessun segnale di vendita e non abbiamo nessuna conferma che é iniziata una correzione. Solo l'indicatore MACD sta ruotando e fornisce un debole segnale di vendita - non é però abbastanza per buttarsi al ribasso - questo é solo una normale conseguenza del calo di momentum e il segnale può facilmente sparire con un paio di sedute moderatamente positive. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3688 punti (-0.29%) - un calo di 10 punti che si é concretizzato sul finale di seduta - a New York ci sono state delle vendite nel tardo pomeriggio e subito gli europei hanno copiato. Per il resto c'é poco da dire e vi invitiamo a leggere i commenti serali - in Italia ci sono interessanti movimenti a livello di tassi d'interesse.

L'S&P500 ha chiuso in pari a 3096.63 punti (+0.08%) ed é stato imitato dal Nasdaq100 (-0.02% a 8257 punti) e dal Russell2000 (-0.02%). Notiamo unicamente che ogni ritracciamento viene comperato. L'S&P500 verso le 17.30 é caduto fino a 3083 punti e subito é ripartito nella direzione opposta ad é salito regolarmente fino a 3098 punti. Negli ultimi minuti ha perso due punti ed ha chiuso a 3096 punti. Sembra evidente che c'é un certo interesse ad arrivare all'odierna scadenza dei derivati di novembre con il mercato su un massimo - rispettivamente con l'S&P500 sui 3100 punti. La seduta al NYSE é stata neutra con A/D a 3722 su 3639, NH/NL a 424 su 462 (NH decisamente troppo bassi) e volume relativo a 1.0. A livello di sentiment notiamo che il CBOE Equity put/call ratio era molto basso a 0.47 e denota una eccessiva speculazione al rialzo a corto termine - la MM a 10 giorni é a 0.57 - l'inizio di una correzione dell'S&P500 é vicino ad imminente e provocherà ad un forte aumento della volatilità VIX (13.05 punti, +0.05) dove il DSI (Daily Sentiment Index) é decisamente troppo basso.
È possibile e probabile che ci siano ancora una o più sedute con leggeri guadagni e nuovi massimi storici marginali. Dopo però deve esserci una correzione della borsa americana piuttosto violenta e corta considerando che il ciclo prevede un minimo sull'S&P500 nelle prossime 5-7 sedute.

Stamattina le borse ricominciano a salire. Il future sull'S&P500 é a 3107 punti (+10 punti). Il Nikkei sale (+0.70%) - Shanghai scende (-0.6%). L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3711 punti. Le borse europee apriranno con guadagni del +0.4%. Probabilmente avremo un'altra seduta tranquilla e gli indici oscilleranno fino a stasera intorno al livello d'apertura.

Commento del 14 novembre

Giro giro tondo...

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa (Eurostoxx50 -0.34% a 3699 punti) - probabilmente una reazione all'ipercomperato o una compensazione della seduta positiva di lunedì. L'S&P500 (+0.07% a 3094.04 punti) ha invece recuperato dopo una debole apertura e ha chiuso praticamente in pari. Da alcuni giorni le borse marciano sul posto e girano in tondo - l'Eurostoxx50 gioca con i 3700 punti mentre l'S&P500 si é assestato a ridosso dei 3100 punti. Finirà come nella famosa canzone per bambini? Cascherà il mondo? Cascherà la terra ? Finiremo tutti per terra? Probabilmente no. L'ipercomperato e l'eccesso di ottimismo devono però essere riassorbiti - può ancora esserci una serie di sedute senza sostanziali variazioni con, per saldo, una leggera continuazione del rialzo - alla fine però ci sarà una veloce e profonda correzione di alcuni punti (3%-5%) in percentuale.

Da cinque sedute l'Eurostoxx50 (-0.34% a 3699 punti) gira intorno ai 3700 punti. Dopo il record di martedì ieri c'é stato un calo di 13 punti che serve a ridurre l'ipercomperato. Non c'é però nessun elemento tecnico concreto per poter dire che é iniziata una correzione. È solo stata eliminata un pò di speculazione come mostra il crollo del -2.38% a 93.40 punti dell'indice delle banche SX7E. L'Eurostoxx50 ha chiuso lontano dal minimo toccato la mattina verso le 10.40 - questo é un segnale di forza.
Il DAX (-0.40% a 13230 punti) sta girovagando intorno ai 12200 punti e finora da l'impressione di voler consolidare. Ha chiuso ieri sera sul livello d'apertura e lontano dal minimo giornaliero con volumi modesti e in calo. Non appare pressione di vendita e il calo sembra solo una conseguenza dell'ipercomperato che diminuisce. Ora inizia una guerra dei nervi - chi é long da giorni non guadagna nulla e potrebbe perdere la pazienza. L'uscita più logica da questa situazione di stallo é una caduta di alcune sedute utile a cambiare il sentiment da troppo ottimista a pessimista. Per questo non basta una discesa fino ai 13000 punti - ci vuole qualcosa che spaventi gli investitori dalla mani deboli come un vuoto d'aria fino ai 12600 punti.
Il FTSE MIB (-0.86% a 23578 punti) ha avuto una perdita consistente. Sembra che ieri il mercato si sia rivoltato contro degli eccessi degli ultimi giorni che erano in parte inspiegabili. Lo spread é tornato a salire e le azioni delle banche hanno avuto un tonfo dopo giorni di rialzi. Era logico che presto o tardi ci sarebbe stata una seduta negativa - serve a ridurre l'ipercomperato. È difficile dire dopo un giorno se é iniziata una correzione ma l'impressione é di no. Il FTSE MIB ha perso solo parte dei (forti) guadagni di martedì e chiude lontano dal minimo giornaliero. Non necessariamente oggi deve esserci un'altra seduta negativa malgrado che una correzione resta nella pipeline.
L'SMI (-0.14% a 10299 punti) é ancora fermo. Un mini tentativo di ribasso e inizio di correzione é stato respinto grazie ai soliti titoli difensivi. Questa danza intorno ai 10300 punti può durare ancora qualche seduta. La domanda che si pone l'analista tecnico in queste situazioni é sempre la solita - consolidamento o distribuzione ? In America é facile dare una risposta studiando la struttura del mercato. In Svizzera é più difficile poiché l'SMI é praticamente costituito da 3 azioni con il condimento di altre 17. Al momento dei 3 big solo Roche é al rialzo. Novartis e Nestlé sono neutri. Sembra troppo poco per spingere l'SMI ancora più in alto.
Riassumendo da alcuni giorni le borse europee sono in stallo con indicatori tecnici praticamenter invariati. Solo l'ipercomperato sta leggermente diminuendo. Restiamo in attesa dell'inizio della correzione che deve partire in America.

A New York ancora una volta un'apertura debole é stata comperata - gli indici hanno recuperato le perdite iniziali e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Il calo del Nasdaq100 (-0.05% a 8259 punti), del DJ Transportation (-1.06%) e sopratutto del Russell2000 (-0.37%) hanno causato una seduta negativa ed un 'ulteriore indebolimento a livello di partecipazione. I Summation Index su NYSE e Nasdaq sono ancora in calo. L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3078 punti. Da qui l'indice é risalito in maniera regolare fino alle 19.52 quando ha toccato il massimo a 3098 punti. C'é stato un vuoto d'aria fino ai 3087 punti e dopo un recupero l'indice ha chiuso a 3094.04 punti (+0.07%). L'indice si é mosso in soli 20 punti. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3141 su 4255, NH/NL a 432 su 496 (debole!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 13.00 punti (+0.32) mentre il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.58. Il Fear&Greed Index perde 1 punto a 87 punti. La situazione tecnica non cambia - alcuni titoli di peso sostengono il mercato (Apple +1.02% e nuovo massimo storico) - l'S&P500 e il Nasdaq100 non mostrano la minima intenzione di correggere. Questo insabile equilibrio può durare ancora parecchie sedute - guardate per esempio cosa é successo a metà luglio.

Sono le 07.10 - sto completando il commento tecnico. Anche stamattina i mercati sono stabili e poco mossi. Il Nikkei perde il -0.73% - Shanghai sta guadagnando il +0.3%. Il future sull'S&P500 é a 3090 punti (-5 punti). È troppo presto per delle indicazioni precise - stimo però che le borse europee apriranno il leggero calo. L'Eurostoxx50 dovrebbe iniziare la giornata sui 3696 punti. Non sappiamo cosa potrebbe smuovere questi mercati - negli ultimi giorni politica, economia, banche centrali e risultati di imprese non sono stati in grado di fornire impulsi agli indici azionari. Il dato sul PIL tedesco nel 3. trimestre, previsto oggi alle 08.00, dovrebbe essere negativo (-0.1%) e confermare che la Germania é sull'orlo della recessione. Il DAX invece sta attaccando il massimo storico. Mah - mondo strano...

Commento del 13 novembre

Nuovi massimi annuali e storici - manca però potere d'acquisto (buying power)

Da giorni il rialzo continua al piccolo trotto. Le borse lievitano e gli indici azionari toccano con regolarità nuovi massimi annuali (Europa - Eurostoxx50 a 3719 punti) o storici (America - S&P500 3102.62 punti). Molti investitori sono però frustrati poiché guadagnano poco o niente. L'S&P500 il 4 novembre era a 3078 punti - ieri ha chiuso a 3091.84 punti (+0.16%) - sono 13 punti di guadagno in 6 sedute. Ieri il numero dei NH a 30 giorni nelle borse americane é stato di 604 (vengono trattati circa 7400 titoli) - meno del 10% dei titoli ha toccato un nuovo massimo. Il Summation Index sul NYSE sta calando - vale a dire che la maggior parte dei titoli sta scendendo - evidentemente sono pochi titoli di grandi società a sostenere gli indici. Gli investitori sono ancora ottimisti come mostrano i dati sul sentiment - la combinazione di eccesso d'ottimismo e mancanza di risultati causerà presto o tardi un'ondata di vendite provocata da tutti quegli speculatori a corto termine che getteranno la spugna stufi di aspettare. A questo punto é probabile che la correzione non sia un scivolare verso il basso per una decina di giorni ma si realizzi con una brusca caduta di alcuni giorni ed un radicale cambiamento nel sentiment.

Ieri la seduta in Europa é stata positiva. Gli indici hanno aperto in guadagno e sono tendenzialmente e lentamente saliti per tutta la giornata - solo negli ultimi minuti di contrattazioni ci sono state delle vendite che hanno allontanato gli indici dai massimi giornalieri. L'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo massimo annuale a 3719 punti e ha chiuso a 3712 punti (+0.42%). Il DAX é salito a 13289 punti (+0.65%) ma non é riuscito a stabilire un nuovo record. L'SMI (+0.09% a 10314 punti) da giorni marcia sul posto. Solo il FTSE MIB (+1.24% a 23782 punti) continua a stupire e ignora i segnali d'allarme costituiti dall'ipercomperato (RSI a 79 punti) e dall'eccesso di rialzo - la borsa italiana ci ha però abituato a questo tipo di comportamento che spesso osserviamo in fasi di rialzo primaverili - probabilmente la bassa capitalizzazione del mercato italiano favorisce la speculazione. Più in alto si sale e più aumenta il rischio di dolorose e pesanti cadute - il problema é che é quasi impossibile sapere quando si é raggiunto il limite. Il massimo 2018 e prossima ovvia resistenza é solo a 24544 punti.

Anche la borsa americana é ripartita al rialzo. La spinta si é però esaurita già alle 16.40 (e questo spiega il ritracciamento finale in Europa). Poi il mercato é sceso in due lunghe ondate fino alle 21.00 quando gli indici sono brevemente caduti in negativo. Nell'ultima ora c'é stato un recupero e una chiusura in leggero guadagno. Concretamente l'S&P500 ha aperto a 3089 punti. È salito alle 16.40 sul nuovo massimo storico a 3102.61 punti, é ridisceso fino a 3084 punti e sul finale é risalito a 3091.84 punti (+0.16%). Il Nasdaq100 (+0.26% a 8263 punti) ha seguito a ruota. Anche la performance del Russell2000 (+0.02%) é simile - solo il DJ Transportation (-0.64%) diverge. I numeri sono negativi - A/D a 3606 su 3744, NH/NL a 604 su 459 e volume relativo a 0.9. I NH a 604 sono pessimi e deludenti considerando i record storici dei maggiori indici - é come una squadra di calcio con solo un giocatore che si impegna - gli altri si limitano a spazzare l'area - quando questo unico giocatore sarà spompato, o gli altri si svegliano o saranno dolori...
La volatilità VIX é ferma a 12.68 punti (-0.01), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.59 mentre il Fear&greed Index resta alto 88 punti (-1). La costellazione tecnica resta ideale per una correzione minore fino a circa 3000 punti di S&P500.

Stamattina non cambia nulla. Alle 07.00 il future sull'S&P500 era a 3083 punti - ora (08.20) é risalito a 3085 punti (-7 punti). Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.85%, Shanghai -0.3%). L'Eurostoxx50 vale ora 3703 punti - le borse europee apriranno con delle moderate perdite dell'ordine del -0.3%. Vedremo se come al solito ci sarà un recupero o se i venditori prenderanno l'iniziativa. Stasera alle 17.00 Jerome Powell terrà una conferenza - potrebbe usare l'occasione per rispondere agli attacchi di Trump che desidera una politica monetaria più espansiva e tassi d'interesse più bassi.
L'ex presidente boliviano Diego Morales ha scelto l'esilio ed é scappato in Messico. La Bolivia é il Paese con le maggiori riserve mondiali di litio, elemento indispensabile per la costruzione delle moderne batterie. Per capire la politica bisogna conoscere gli interessi economici. Chi aveva interesse a sbarazzarsi di Morales?

Commento del 12 novembre

Seduta di pausa leggermente negativa che serve solo ad assorbire parte dell'ipercomperato

Ci sono dei giorni dove non succede nulla - le borse si muovono poco e chiudono senza sostanziali variazioni - ieri é stato uno di questi giorni. Sia in Europa che in America le borse hanno aperto in leggero calo e hanno chiuso sul livello d'apertura o poco più in alto con delle insignificanti perdite. Questa seduta di pausa con moderati volumi di titoli trattati sembra un semplice consolidamento che permette ai mercati di assorbire parte dell'ipercomperato - i RSI sono scesi di un paio di punti. Delle borse che non correggono quando le premesse sono ideali sono delle borse forti.

L'Eurostoxx50 ha aperto a 3696 punti, si é mosso in soli 19 punti tra i 3683 ed i 3702 punti ed ha chiuso sul livello d'apertura a 3696 punti  (-0.08%) con una insignificante perdita di 3 punti. La seduta di pausa aiuta ad assorbire l'ipercomperato. Tecnicamente il resto non cambia. L'indice delle banche SX7E (-0.06% a 95.31 punti) ha seguito come un'ombra l'Eurostoxx50. Il DAX (-0.23% a 13198 punti) ha perso qualcosa di più ma era anche più ipercomperato. Il FTSE MIB (-0.19% a 23489 punti) e l'SMI (-0.04% a 10305 punti) si sono mossi come le altre borse europee. Questo omegeneità é sorprendente - ormai il gregge si muove in maniera compatta senza fare più nessuna differenza.

L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3075 punti. Nella prima ora ha recuperato e verso le 16.30 era nuovamente a 3084 punti. Da qui é unicamente oscillato lentamente tra i 3081 ed i 3088 punti e sul finale si é impennato fino a 3087.01 punti (-0.20%). Nasdaq100 (-0.17% a 8241 punti), DJT (-0.34%) e RUT (-0.26%) si sono comportati alla stessa maniera. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3005 su 4332, NH/NL a 487 su 461 e volume relativo a 0.8 (!). La volatilità VIX é salita a 12.69 punti (+0.62) - questo comportamento é irritante - dal supporto a 12 punti la VIX rimbalza e poi ridiscende lentamente - per saldo l'S&P500 guadagna terreno poiché scende poco quando la VIX rimbalza e sale quando la VIX scivola e torna a 12 punti. Il CBOE Equity put/call ratio era nella media a 0.61 mentre il Fear&Greed Index scende a 89 punti (-2). Il Summation Index sul NYSE é sceso - quello sul Nasdaq é salito. L'impressione generale é quella di un consolidamento - ci sono molti investitori ottimisti - c'é però un gruppo di irriducibili pessimisti che subito si posiziona al ribasso al minimo accenno di pericolo - questo scetticismo e mancanza di spensieratezza impedisce una correzione dell'S&P500 basta solo sul sentiment. Vediamo cosa succede nei prossimi giorni - quanto visto ieri sembra però una semplice pausa di assestamento prima della ripresa del rialzo.

Stamattina le borse asiatiche recuperano dopo un'apertura in netto calo - questo provoca una ventata di ottimismo. Il Nikkei ha guadagnato il +0.81% - Shanghai (+0.1%) e Hong Kong (+0.4%) sono in positivo. Alle 06.30 il future sull'S&P500 era in pari - adesso (08.00) é a 3092 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3712 punti - l'indice aprirà su un nuovo massimo annuale e con un guadagno del +0.4%. Alle 11.00 vengono pubblicati gli indici ZEW riguardanti le prospettive congiunturali in Germania. Crediamo che le borse ignoreranno semplicemente questi numeri - ormai il rialzo si alimenta di liquidità ed emozioni ed i fondamentali vengono trascurati.
Teoricamente l'Eurostoxx50 dovrebbe ridiscendere e chiudere il gap a 3708 punti - la seduta dovrebbe poi concludersi senza sostanziali variazioni. È però possibile che il trend rialzista imponga una chiusura sul livello d'apertura.

Aggiornamento dell'11 novembre

Prevale la prudenza

A Hong Kong proseguono gli scontri tra manifestanti e polizia. Le forze dell'ordine sparano sulla folla e almeno una persona é stata gravemente ferita. Le borse asiatiche subiscono il colpo - Shanghai perde il -1.8% - Hong Kong crolla del -2.8%. Il Nikkei invece cala solo del -0.26%. In Bolivia il presidente Diego Morales cede alle pressioni della piazza e da le dimissioni - la sua posizione era ormai indifendibile dopo che osservatori indipendenti avevano dichiarato che la sua rielezione era stata favorita da massicci brogli elettorali - la Bolivia é però insignificante all'interno dell'economia mondiale e non ci sono conseguenze per i mercati finanziari. Più importante sembra l'annuncio da parte dell'Iran della scoperta di un nuovo immenso giacimento di petrolio - il prezzo dell'oro nero perde stamattina il -1.2%.
Il future sull'S&P500 scivola a 3079 punti (-11 punti). Settimana scorsa ogni volta che l'S&P500 ha avuto segni di debolezza é stato comperato - vediamo se oggi la musica cambia. L'Eurostoxx50 vale alle 08.00 3688 punti. Le borse europee apriranno con perdite stimate al -0.3%. Questo non significa nulla. L'importante é osservare cosa succede dopo questo inizio di seduta negativo. Se ci sono ulteriori vendite é possibile che sia iniziata l'attesa correzione. Bisogna però attendere fino a stasera prima di trarre delle conclusioni. L'Eurostoxx50 ha supporto sui 3620 punti. Una correzione minore di tre giorni dovrebbe farlo scendere su questo livello. Noi però ci aspettiamo questa volta una correzione più consistente.

Commento del 9-10 novembre

Rialzo fino a fine anno ma potenziale praticamente esaurito - come conciliare queste due affermazioni?

Settimana scorsa le borse hanno ancora guadagnato terreno. Giovedì gli indici azionari europei hanno toccato dei nuovi massimi annuali mentre quelli americani sono saliti su dei nuovi massimi storici. Venerdì le borse europee hanno ritracciato - l'Eurostoxx50 é tornato a 3699 punti (-0.19%) - questa seduta negativa non ha però nessun significato particolare - alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva nuovamente 3708 punti. L'S&P500 ha svolto una seduta nel range del giorno precedente, ha guadagnato 8 punti e ha chiuso a 3093.08 punti (+0.26%) - questa é la migliore chiusura della storia. Evidentemente la tendenza a corto e medio termine é al rialzo - questo é fuori discussione.
A luglio noi avevamo previsto un ribasso autunnale seguito da una fase di rialzo fino a fine anno o fino all'inizio del 2020. Teoricamente il ribasso autunnale doveva far scendere l'S&P500 di un -10% dai 3000+ punti - pensavamo di conseguenza che dovesse verificarsi un test dei minimi di agosto o di inizio giugno (2728 punti) - una caduta fino ai 2700- punti sembrava possibile. Invece questo ribasso autunnale si é rivelato una correzione minore di un -5% che ha fatto tornare l'S&P500 solo a 2856 punti dal massimo del 19 settembre a 3022 punti. Dal 3 ottobre, con una decina di giorni di anticipo sulla tabella di marcia, il rialzo é ripreso e finora ha fatto salire l'S&P500 fino a 3097 punti. Riassumendo secondo noi il rialzo di fine anno doveva partire a metà ottobre da circa 2700 punti e finire a fine anno a circa 3100+ punti (guadagno di 400 punti circa in due mesi e mezzo). In effetti siamo confrontati ora con un rialzo partito da 2856 punti che ha già raggiunto un massimo a 3097 punti (+241 punti) dopo poco più di un mese. Il potenziale di rialzo sembra praticamente esaurito anche perchè lentamente le premesse monetarie stanno diventando ostili - il reddito dell'USD Treasury Bond decennale é risalito a 1.94% (-0.02%) mentre con il rialzo della borsa il reddito da dividendi dell'S&P500 é sceso a 1.85%. Per inciso questo principio (reddito) sulla base del quale gli investitori possono scegliere di comperare obbligazioni o azioni favorisce ampiamente le azioni europee - l'Eurostoxx50 rende circa il 4% (!) in più del Bund tedesco decennale (reddito -0.268%).
Ciclicamente il rialzo dovrebbe durare fino a fine anno. Il potenziale di rialzo sull'S&P500 sembra praticamernte esaurito - come conciliare queste due affermazioni? Gli indicatori di partecipazione ci dicono che il mercato é solido e quindi non appare rischio di ribasso - ci possono solo essere delle correzioni intermedie. Di conseguenza ci sono solo due possibilità.
1. Adesso inizia una correzione che fa tornare l'S&P500 sui 3000 punti. In seguito il rialzo riprende ma verrà regolarmente interrotto da correzioni minori con il risultato che a fine anno l'S&P500 sarà di poco sopra i valori attuali. Ci immaginiamo un target sui 3120-3150 punti.
2. Stiamo sottovalutando il potenziale di rialzo e questa spinta iniziata il 3 ottobre deve effettivamente essere di circa 400 punti. A questo punto il rialzo continuerà fino ad inizio 2020 senza correzioni importanti (correzioni minori di un -2%-3% sono sempre possibili) con un target finale sui 3250 punti. Se il ritmo di salita attuale prosegue in maniera costante il grafico indica effettivamente un obiettivo a 3250-3300 punti.
Noi favoriamo decisamente la prima variante poiché adesso la borsa americana é decisamente ipercomperata, in eccesso di rialzo e con investitori troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Siamo convinti che a breve deve iniziare una correzione. Le caratteristiche di questa correzione ci diranno come proseguirà il rialzo nei prossimi due mesi. In linea di massima ci aspettiamo una correzione di una decina di giorni fino a circa 3000 punti di S&P500. Le borse europee dovrebbero seguire. In America le obbligazioni costituiscono lentamente una valida alternativa d'investimento alle azioni - in Europa no. Non riusciamo a convincere nessuna a comperare Bund o Conf con redditi negativi. La performance di Eurostoxx50 e S&P500 da inizio anno sono simili: +23%. Pensiamo che fino a fine anno le borse europee avranno tendenza a sovraperformare - non potranno però divergere dall'S&P500.  

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.09% a 3699 punti
DAX                         +2.06% a 13228 punti
SMI                          +0.56% a 10309 punti
FTSE MIB                  +2.62% a 23534 punti
S&P500                    +0.85% a 3093.08 punti
Nasdaq100               +1.16% a 8255 punti

Venerdì l'ipercomperato ha fermato le borse europee che sono state costretta a ritracciare. La seduta é stata negativa ma le perdite sono state modeste e gli indici hanno chiuso al centro del range giornaliero. È stato solo un attacco di stanchezza e non l'inizio di una correzione. L'Eurostoxx50 é sceso a 3699 punti (-0.19%) zavorrato dalle azioni della banche (SX7E -1.43% a 95.37 punti). Il DAX é sceso a 13228 punti (-0.46%). Il nostro obiettivo a 13100 punti é stato superato nel corso della settimana. L'indice punta ora al massimo storico a 13596 punti (23 gennaio 2018). Prima però dovrà correggere - come obiettivi si prestano i 12600 o i 12800 punti. Il FTSE MIB (+0.13% a 23534 punti) é uno dei pochi indici azionari europei che venerdì ha chiuso in positivo. Continua a mostrare forza relativa.

Venerdì la borsa americana é riuscita a terminare la settimana con una seduta positiva malgrado una perdita iniziale. L'S&P500 alle 16.00 é caduto sul minimo giornaliero a 3073 punti. Ha però subito recuperato e ha trascorso la parte centrale della giornata a muoversi intorno ai 3085 punti. Dopo le 21.00 si é impennato é ha chiuso sul massimo a 3093.08 punti. Il Nasdaq100 (+0.44% a 8255 punti) ha contribuito al buon risultato finale. Il Russell2000 (+0.31%) si é mosso nel gruppo e solo il DJ Transportation (-0.22%) é rimasto indietro. La seduta al NYSE é stata di poco positiva con A/D a 3778 su 3601, NH/NL a 590 su 468 (partecipazione debole e deludente!) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX (12.07 punti, -0.66) é tornata sul supporto a 12 punti, la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.59 (MM a 10g a 0.58) mentre il Fear&Gredd Index é altissimo a 91 punti. L'euforia a breve deve sparire e provocare una correzione della borsa.
Il NYSE Summation Index é ancora sceso e mostra che la maggior parte delle azioni si sta già allontanando dai massimi.
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 62.3% dei titoli sopra la SMA a 30 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 58.93. La percentuale dei titoli sopra la SMA 50 sta però calando (!) - in sottofondo il mercato sta già cominciando a correggere malgrado che questo non appare ancora nei maggiori indici. Venerdì Apple ha raggiunto un nuovo massimo storico a 260 USD (+0.27%).

Commento dell'8 novembre

90 punti non sono uguali a 90 punti a livello di sentiment

Dalla fine di agosto (2930 punti) al 12 settembre (3020 punti) l'S&P500 ha guadagnato 90 punti. Questo movimento però non aveva fatto notizia e gli investitori erano rimasti ancora tranquilli - l'indice stava semplicemente testando i massimi di luglio e il massimo storico a 3028 punti. Il Fear&Greed Index era a 68 punti. Ieri sera l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 3097.77 punti e ha chiuso a 3085.18 punti (+0.27%). Gli investitori sono euforici - il Fear&Greed Index é balzato a 91 punti (+3 punti). Gli investitori hanno improvvisamente l'impressione di aver perso qualcosa e di essere obbligati a saltare sul treno in corsa. Questa spinta di rialzo fa notizia e viene ampiamente commentata nei media malgrado che a partire dalla rottura sopra i 3000 punti abbiamo a che fare con un movimento simile a quello di settembre di una novantina di punti in meno di un mese. I guru parlano già di obiettivi a 3400 punti di S&P500. Questa eccitazione é la premessa ideale per l'attesa correzione intermedia. Ieri il Summation Index sul NYSE ha cominciato a scendere - sul grafico la differenza si vede appena ma é significativa. L'ampiezza della correzione ci dirà cosa potrebbe succedere fino a fine anno. In linea di massima la tendenza dovrebbe rimanere al rialzo ma teoricamente sopra il massimo di ieri il margine di manovra é praticamente nullo. Ad inizio settembre il reddito dell'US Treasury Bond decennale era al 1.47% - ieri sera é salito a 1.92% (+0.11%). Lentamente e sotto il radar degli investitori privati le condizioni monetarie stanno diventando ostili. Prepariamoci alla correzione. A livello di portafoglio non possiamo ancora consigliare l'apertura di posizioni short visto che ieri sia in Europa che in America sono stati toccati dei nuovi massimi di periodo (annuali o storici) e la seduta é stata positiva. Comperare adesso é però un errore almeno a livello di timing.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. Malgrado l'ipercomperato gli indici azionari hanno ancora guadagnato terreno e hanno chiuso vicino al massimo giornaliero con moderati guadagni. L'Eurostoxx50 é salito a 3706 punti (+0.49%) e ha toccato un nuovo massimo annuale a 3708 punti. Il DAX tedesco ha fatto ancora meglio con un balzo del +0.83% a 13289 punti malgrado la RSI a 78.09 punti - l'indice ha raggiunto il livello superiore delle Bollinger Bands. Questi record si sono concretizzati proprio nel giorno in cui l'UE ha abbassato le stime di crescita del PIL per il 2019 dal +1.9% al +1.1%. Per il 2020 e 2021 la stima é stata ridotta a +1.2%. Con fondamentali ostili é ormai solo la liquidità a giustificare il rally delle borse. Con tassi d'interesse negativi nessuno compera obbligazioni ed é praticamente obbligato a comperare azioni fino all'inevitabile tragica fine di questo gioco perverso.
Al momento malgrado che il rialzo sia troppo esteso non appaiono segnali d'inversione di tendenza o di inizio di una correzione. Le premesse restano ideali ma come anticipato in precedenti commenti il rialzo può continuare ancora qualche giorno.
Non si sa mai se la correzione in America parte con RSI a 69 punti e Fear&Greed Index a 91 punti (per usare due degli indicatori più comuni) o se ci vuole un eccesso di RSI a 80 e di F&G a 95 prima che si scateni la dovuta reazione nella direzione opposta.

Anche la seduta a New York é stata positiva e gli indici hanno toccato dei nuovi record storici. Gli indici hanno però chiuso lontani dal massimo giornaliero e molte candele sui grafici sono rosse e mostrano che la chiusura é stata sotto il livello d'apertura. I nuovi minimi a 30 giorni (NL) aumentano sensibilmente e questo mostra l'apparire di pressione di vendita. L'inizio della correzione é vicino se non imminente.
L'S&P500 ha aperto a 3089 punti e per ore é oscillato tra questo livello ed il nuovo massimo storico a 3097 punti. Dopo le 20.40 un'ondata di vendite ha fatto cadere l'S&P500 a 3080 punti. Da qui non si é più risollevato. Solo sul finale c'é stato un recupero fino a 3085.18 punti (+0.27%). Tutto il mercato si é comportato alla stessa maniera (Nasdaq100 +0.29% a 8219 punti, DJT +0.56%, RUT +0.28). Malgrado ciò i dati della giornata non sono impressionanti. La seduta al NYSE é stata "solo" moderatamente positiva con A/D a 3968 su 3468, NH/NL a 945 su 478 (forte aumento dei NL !) e volume relativo a 1.1. I volumi sopra la media si presentano spesso nella fase finale di una spinta di rialzo. La volatilità VIX é salita di poco a 12.73 punti (+0.11) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata bassa a 0.54.
La borsa americana é ipercomperata ed in eccesso di rialzo. Gli investitori sono troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. La maggior parte delle azioni comincia a scendere (aumento dei NL, calo dei Summation Index) - questo non appare ancora a livello di indici ma non dovrebbe mancare molto.

Sono le 07.40 - anche stamattina devo uscire presto. Il future sull'S&P500 é a 3079 punti (-7 punti). Il Nikkei guadagna il +0.26%. Shanghai sta perdendo il -0.4%. Stimiamo che l'Eurostoxx50 debba riprendere le contrattazioni sui 3690 punti. Per le borse europee significa una perdita iniziale del -0.4%. I terremoti in borsa raramente si verificano di venerdì. Crediamo quindi che la giornata non riserverà sorprese. Le premesse sono per una seduta moderatamente negativa - un recupero in pari sembra possibile.

Commento del 7 novembre

Summation Index in stallo

Ieri non é iniziata la correzione. L'Eurostoxx50 (+0.33% a 3688 punti) e l'S&P500 (+0.07% a 3076.77 punti) hanno ancora guadagnato qualche punto. L'Eurostoxx50 e il DAX (+0.24% a 13179 punti) hanno toccato un nuovo massimo annuale marginale. La situazione tecnica non cambia - il rialzo continua e combatte contro l'ipercomperato - le premesse per una correzione minore sono ideali mentre il trend di fondo resta solidamente al rialzo.

Ieri le borse europee sono oscillato poco sopra la parità e hanno scelto di terminare la giornata in guadagno ispirate dal buon comportamento della borsa di New York nelle prime ore di contrattazioni. In fondo c'é poco da dire - fino a quando non ci sarà una correzione in America é possibile che il rialzo continui al piccolo trotto e permetta agli indici di guadagnare ancora qualcosina. Quanto non é possibile dirlo anche se ieri l'Eurostoxx50 ha raggiunto il massimo del 2018 che costituisce un'ovvia resistenza. Su una resistenza le probabilità che ci sia una reazione negativa sono più alte - stiamo a guardare.

L'S&P500 si é mosso ancora una volta in soli 13 punti. Una notizia riguardante le trattative commerciali tra Stati Uniti e Cina ha provocato un breve vuoto d'aria di una decina di punti. L'S&P500 ha però recuperato malgrado la debolezza del settore energia (ETF Energy -2.04%) e ha chiuso vicino al massimo giornaliero a 3076.77 punti (+0.07%). Il Summation Index sul NYSE sembra arrivato su uno zenit e si sta appiattendo dando l'impressione di poter ruotare verso il basso. Il Summation Index mostra il comportamento generale delle azioni - se sale la maggior parte dei titoli tra guadagnando - se scende é il contrario - elimina l'effetto dei grandi titoli tipo Apple sugli indici. Sta ora formando un massimo discendente e questo ci fà dubitare del potenziale residuo di rialzo fino a fine anno. Ma questo é un'altro discorso. Nell'immediato restiamo in attesa della correzione minore fino a 3000 punti di S&P500.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3077 su 4299, NH/NL a 608 (forte calo) su 357 e volume relativo a 1.0. Il netto peggioramento dei dati non si é ancora riflesso negli indici. La volatilità VIX é scesa a 12.62 punti (-0.48), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.63 mentre il Fear&Greed Index resta alto a 88 punti (-1 punto).
Tecnologia (Nasdaq100 -0.17% a 8196 punti), trasporti (DJT -0.18%) e PMI (RUT -0.63%) erano in calo e questo spiega la seduta strutturalmente negativa.

Stamattina devo uscire presto. Ho scritto il commento tra le 06.00 e le 07.00. È presto per avere indicazioni sull'apertura in Europa.  
Il future sull'S&P500 é però fermo a 3073 punti (-2 punti). Le borse asiatiche sono in leggero calo. L'Eurostoxx50 ieri sera alle 22.00 valeva 3087 punti. Ci aspettiamo stamattina un'apertura un paio di punti più in basso. Le premesse sono per una seduta senza sostanziali variazioni. In mancanza di informazioni rilevanti é possibile che le borse europee provino a guadagnare ancora qualche punto. Se ci fosse una ragione valida é probabile che l'ipercomperato e l'eccesso di ottimismo provochino come reazione un'ondata di vendite.

Commento del 6 novembre

I NL aumentano mentre gli investitori sono troppo ottimisti - prepariamoci ad una correzione minore

Ieri le borse si sono fermate. Gli indici azionari si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Ci sono stati dei nuovi massimi annuali (Eurostoxx50 +0.31% a 3676 punti - massimo a 3678 punti) o storici (Nasdaq100 -0.01% a 8210 - massimo a 8229 punti) marginali ma per saldo gli indici azionari sia in Europa che in America, hanno marciato sul posto. Si può argomentare come ieri - quando delle borse ipercomperate si rifiutano di correggere abbiamo un segnale di forza. D'altra parte se un oggetto si muove in una direzione prima di muoversi nella direzione opposta deve fermarsi - la seduta di ieri deve quindi essere considerata una buona premessa per una correzione anche perché a livello tecnico non é cambiato nulla. I mercati rimangono ipercomperati e in eccesso di rialzo con investitori decisamente troppo ottimisti e orientati speculativamente al rialzo.

La seduta in Europa é stata noiosa e non offre molti spunti di analisi. Gli indici hanno aperto in leggero guadagno e hanno chiuso in leggero guadagno. L'Eurostoxx50 si é mosso in soli 17 punti e ha chiuso su un nuovo massimo annuale marginale a 3676 punti (+0.31%) grazie al contributo del settore bancario (SX7E +1.39% a 94.31 punti). Le banche hanno aiutato anche il FTSE MIB (+0.23% a 23364 punti) a fare un lieve progresso e toccare un nuovo massimo annuale - il DAX invece si é semplicemente fermato (+0.09% a 13148 punti). La nostra scommessa short sul future a 13140 punti é ancora aperta. L'SMI svizzero (-0.62% a 10273 punti) ha perso 64 punti - i guadagni delle banche non sono riusciti a compensare le perdite dei pesi massimi Roche, Novartis e Nestlé. L'SMI é correlato con l'S&P500 e spesso ne precede i movimenti - anche ieri la correlazione ha funzionato visto che l'S&P500 é calato. La perdita dell'SMI é però più forte - vedremo oggi se la correlazione sarà nuovamente più stretta con una maggiore perdita dell'S&P500.
Riassumendo ieri le borse europee hanno marciato sul posto - restiamo dell'opinione che deve verificarsi una correzione minore di 2-3 punti in percentuale - questa correzione non dovrebbe danneggiare il trend di base che é al rialzo.

Anche a New York non é successo nulla di importante. L'S&P500 (-0.12% a 3074.62 punti) si é mosso in soli 12 punti e ha perso 3 punti. Il gap di lunedì a 3067 punti é rimasto aperto. L'indice ha aperto a 3079 punti e alle 16.00 é balzato sul massimo a 3084 punti. È però subito ricaduto e verso le 16.40 era sul minimo a 3072 punti. Dopo un rimbalzo di una manciata di punti é ricaduto a 3072 punti. Dopo le 20.00 é risalito a 3079 punti ma sul finale é ricaduto a 3074.62 punti (-0.12%). Notiamo che per il secondo giorno consecutivo il massimo é stato toccato all'inizio della seduta mentre la chiusura si é verificata vicino al minimo. Il Nasdaq100 (-0.01% a 8210 punti) é rimasto fermo. DJT (+0.62%) e RUT (+0.14%) hanno invece guadagnato qualcosa. Per saldo la seduta al NYSE é stata neutra con A/D a 3636 su 3756, NH/NL a 1335 su 337 (in aumento dai 239 di lunedì) e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é aumentata a 13.10 punti (+0.27) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.58 mentre il Fear&Greed Index é balzato a 89 punti (+3 punti). Nel complesso c'é troppo ottimismo.
Restiamo in attesa dell'inizio di una dovuta correzione minore fino a circa 3000 punti di S&P500.

Stamattina i mercati sono ancora fermi e poco mossi. Il Nikkei ha guadagnato il +0.22% mentre Shanghai sta scendendo del -0.4%. Il future sull'S&P500 é a 3069 punti (-2 punti). L'Eurostox50 alle 08.15 vale 3672 punti. Le borse europee apriranno in leggero calo (-0.1%). L'agenda economica non offre appuntamenti d'interesse. La stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese quotate in America si avvicina alla fine - oggi i nomi più importanti sulla lista sono Qualcomm, CVS, Vale, Takeda Pharma, Humana - niente in grado di muovere i listini. Le premesse sono per una seduta senza sostanziali variazioni. Vedremo se la tecnica sarà in grado di provocare delle vendite e una seduta negativa.

Commento del 5 novembre

Delle doji star che possono diventare dei bambini abbandonati - troppo ottimismo

Ieri il volo pindarico delle borse é proseguito con nuovi massimi annuali in Europa (Eurostoxx50 +1.14% a 3665 punti) e nuovi massimi storici (S&P500 +0.37% a 3078.27 punti) in America. Questi nuovi massimi sono dei segnali indiscutibili di rialzo. Non sappiamo fino a quando questo rialzo potrebbe proseguire e con quali obiettivi. Vi ricordiamo che noi avevamo previsto su base ciclica una fase di rialzo da metà ottobre fino a fine anno. È però evidente che il ritmo del rialzo (momentum) é insostenibile. Di conseguenza presto o tardi ci deve essere una correzione - le correzioni nei prossimi due mesi potrebbero essere anche parecchie e necessarie per assorbire gli eccessi. Ieri sui grafici degli indici azionari americani sono apparse delle doji star - gli indici hanno aperto in gap up, si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso sul livello d'apertura con moderati guadagni. Queste doji star potrebbero essere un segnale di momentaneo esaurimento - l'euforia degli investitori dovrebbe ora dare inizio ad una correzione. Se oggi ci fosse una seduta negativa con apertura in gap down si concretizzerebbero delle figure grafiche chiamate "bambini abbandonati" che segnalano un'inversione di tendenza almeno sul corto termine.

Ieri le borse europee hanno copiato la buona seduta di venerdì sera a New York. Gli indici hanno accelerato al rialzo, hanno raggiunto dei nuovi massimi annuali e hanno chiuso con forti guadagni e vicini al massimo giornaliero. L'Eurostoxx50 (+1.14% a 3665 punti) ha aperto sul minimo sui 3640 punti (gap up), é salito nel pomeriggio a 3671 punti (nuovo massimo annuale) e ha chiuso poco sotto a 3665 punti. L'ampiezza del rialzo sta superando le nostre più rosee aspettative. Siamo perplessi perché in linea di massima riteniamo che la tendenza positiva debba perdurare fino a fine anno. Il momentum però é insostenibile e ci deve essere una qualche correzione intermedia. Al momento però non la vediamo arrivare. L'indice delle banche SX7E (+2.49% a 93.02 punti) torna sul livello di venerdì 25 ottobre.
Il DAX (+1.35% a 13136 punti) ha aperto in gap up, é salito su un nuovo massimo annuale e non ha più ritracciato. Ha chiuso vicino al massimo e con un forte guadagno di 175 punti. Il 25 ottobre abbiamo indicato nel commento tecnico un obiettivo grafico a 13100 punti - l'obiettivo é stato raggiunto con l'indice in ipercomperato (RSI a 74.28 punti). La RSI é un'arma a doppio taglio - se l'indicatore sale così in alto (sopra 70 punti) significa che la spinta é possente. D'altra parte c'é un evidente eccesso. Spesso la risposta del mercato é una correzione a corto termine seguita da una successiva ripresa del rialzo. Al momento non appare nessun rischio d'inversione di tendenza.
La borsa italiana continua a stupire. Anche ieri il FTSE MIB (+1.64% a 23311 punti) ha sovraperformato le borse europee. Le ultime due candele verdi sul grafico mostrano una impressionante accelerazione al rialzo. La RSI é a 75.70 punti e per il FTSE MIB vale lo stesso discorso fatto per il DAX tedesco. La tendenza é al rialzo e per ora non ne vediamo la fine - ammettiamo di avere sottovalutato il potenziale di questo movimento che ha fatto salire l'indice su un nuovo massimo annuale. Siamo imbarazzati poiché secondo i nostri cicli le borse potrebbero salire fino a fine anno. Con quale obiettivo? - sinceramente non abbiamo un'idea sostenuta da validi argomenti tecnici. C'é però una zona di resistenza sui 24000 punti che sembra difficilmente superabile senza numerosi tentativi. Non ci fidiamo molto di questi livelli tecnici che risalgono al 2015 e al 2018 poiché lo stacco dei dividendi provoca delle sensibili distorsioni negli indici. L'unico riferimento valido sembra essere il massimo 2018 a 24544 punti.
Per una volta é stato l'SMI (+0.83% a 10337 punti) a seguire l'S&P500 e non viceversa. L'indice ha accelerato al rialzo e ha toccato un nuovo massimo storico a 10353 punti. Il rialzo continua e per ora non se ne vede la fine. Ieri hanno guadagnato parecchio terreno le azioni delle banche. Quando salgono i titoli di società in difficoltà e finore trascurate siamo sempre sospettosi - spesso significa che gli investitori non sanno più cosa fare e comprano il fondo del barile sperando che ci sia un recupero. Questo avviene solitamente verso la fine di una fase di rialzo.
Riassumendo i nuovi record e le chiusure vicine ai massimi giornalieri rendono una prosecuzione del rialzo in Europa molto probabile. D'altra parte a corto termine il movimento é molto esteso ed eccessivo. Di conseguenza a breve dovrebbe iniziare una correzione intermedia di un -2%/-3% che non dovrebbe però danneggiare la tendenza di fondo rialzista.

Ieri la borsa di New York ha fatto registrare dei nuovi massimi storici. Appaiono però segnali di stanchezza. Dopo la buona apertura gli indici non hanno più fatto progressi. Si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso sui livelli d'apertura con moderati guadagni. Fatichiamo a trovare un rapporto tra la performance del mercato azionario e lo sviluppo economico. È un mercato trascinato dalla liquidità dove praticamente tutto il listino, con alcuni leaders in evidenza, si muove al rialzo. Fondamentalmente le borse sono molto care.
L'S&P500 ha aperto sul massimo e nuovo massimo storico a 3085 punti. Per gran parte della giornata é scivolato verso il basso. Dopo le 21.00 c'é stato un breve vuoto d'aria con un minimo a 3075 punti. Il gap a 3067 punti é rimasto aperto. In chiusura l'indice é tornato a 3078.27 punti (+0.37%). Il Nasdaq100 (+0.60% a 8210 punti), il Russell2000 (+0.51%) e il DJ Transportation (+2.27%) hanno sovraperformato. Questo ha provocato al NYSE una seduta decisamente positiva con A/D a 4727 su 2687, NH/NL a 1396 su 239 e volume realtivo a 1.05. La volatilità VIX é salita in controtendenza (effetto del supporto a 12 punti ?!) a 12.83 punti (+0.53) mentre la CBOE Equity put/call ratio era nuovamente bassa a 0.54. Il dato che segnala decisamente euforia é il Fear&Greed Index a 86 punti (+6 punti). C'é ora una tipica sitiazione di ipercomperato, eccesso di rialzo ed euforia - a breve deve partire l'attesa correzione intermedia che idealmente dovrebbe far tornare l'S&P500 sui 3000 punti.

Stamattina non si vede nessun accenno di correzione. Il future sull'S&P500 sale a 3082 punti (+6 punti). Il Nikkei, dopo la pausa di ieri, balza del +1.76% - Shanghai sta guadagnando il +0.6%. L'Eurostoxx50 alle 08.05 vale 3673 punti - le borse europee intendono aprire con guadagni di circa il +0.2% e su nuovi massimi annuali marginali. Secondo noi oggi deve iniziare una correzione e abbiamo aperto una posizione short sul future del  DAX a 13140 punti - solo per vedere se abbiamo ragione.

Aggiornamento del 4 novembre

Business as usual

La settimana inizia senza cambiamenti di rilievo. Il future sull'S&P500 sale a 3070 punti (+7 punti) e mostra la voglia di record della borsa americana. La borsa giapponese é chiusa - Shanghai sta guadagnando il +0.6%. L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3631 punti - dovrebbe riprendere le contrattazioni sui 3640 punti. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.5% e su dei nuovi massimi annuali. Probabilmente stamattina cercheranno di salire più in alto. Pensiamo che potrebbero raggiungere un +1% e poi dovrebbero sgonfiarsi.
Vedremo quanti saranno gli investitori che hanno l'impressione di dover comperare poiché non partecipano al rialzo - vista l'euforia dovrebbero essere pochi. Appena questa ultima ondata d'acquisti sarà finita inizierà una correzione - forse già nel pomeriggio - forse solo domani... Dipende dalle notizie.

Commento del 2-3 novembre

Indiscutibile rialzo - tecnicamente però c'é bisogno una correzione e il potenziale a medio termine é modesto

Ieri notte, domenica 3 novembre, a causa di un volo in ritardo, sono arrivato a casa solo dopo mezzanotte. L'analisi del fine settimana appare quindi in versione succinta - ci concentriamo sui risultati, che sono evidenti, mettendo in secondo piano le spiegazioni.
 
Settimana scorsa la FED americana ha ridotto i tassi d'interesse del -0.25% - in questa maniera anche l'America é tornata ad una politica monetaria estremamente espansiva in grado di sostenere i mercati finanziari. La prima reazione delle borse é stata mista. Solo venerdì, dopo la pubblicazione di un job report per ottobre migliore delle previsioni degli analisti, la borsa americana ha accelerato al rialzo e l'S&P500 ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3066.95 punti - ha chiuso a ridosso del massimo a 3066.91 punti (+0.97%).
Un nuovo massimo storico é un segnale indiscutibile di rialzo. È probabile che a medio termine gli indici azionari americani possano salire più in alto e che fino alla fine dell'anno la tendenza di fondo della borsa resti rialzista. Il potenziale di rialzo sembra però modesto visto che le borse a medio termine sono ora ipercomperate, appaiono delle divergenze e che la partecipazione resta deludente - gli indici salgono grazie a pochi titoli di peso - il resto segue a fatica ma segue e quindi non sembra che si profili all'orizzonte una fase di ribasso. A breve i dati sul sentiment suggeriscono l'imminenza di una correzione. Giovedì c'é stato un breve ritracciamento dell'S&P500 a 3023 punti - questo breve vuoto d'aria ha permesso all'indice di chiudere il gap della settimana precedente e di ritestare dall'alto il precedente massimo di settembre a 3022 punti. Avevamo previsto questa ricaduta che in quel momento era il minimo che il mercato doveva assolvere. Dopo questa breve correzione minore il rialzo é subito ripreso.
Ora gli indicatori di sentiment mostrano quasi euforia - la volatilità VIX é caduta a 12.30 punti (-0.92), la CBOE Equity put/call ratio é stata venerdì di 0.53 mentre il Fear&Greed Index é balzato a 80 punti (+8 punti). Infine registriamo sugli indici dei DSI sopra gli 80 punti e per la VIX una DSI sotto i 20 punti. È quindi molto probabile che questa settimana ci sia una correzione malgrado che stamattina i mercati iniziano nuovamente in positivo. Per eliminare l'euforia ci vorrebbe una correzione più marcata che possa far sorgere il dubbio della validità del rialzo - ci immaginiamo una ricaduta fino ai 3000 punti di S&P500.
Le borse europee invece hanno deluso nel senso che non sono riuscite a seguire l'America. L'Eurostoxx50 (+0.53% a 3623 punti) durante la settimana ha marciato sul posto frenato dal settore bancario (SX7E +0.98% a 90.76 punti, performance settimanale -2.56%). Gli altri indici che analizziamo abitualmente hanno fatto dei deboli progressi. Solo il FTSE MIB italiano (+1.06% a 22934 punti) ha tenuto il ritmo degli americani anche se il balzo di venerdì sembra sospetto. Probabilmente le borse europee sono state frenate dall'apprezzamento dell'EUR. Nelle ultime 5 sedute il cambio EUR/USD é passato da 1.1080 a 1.1170. Il test del supporto intorno a 1.11 é riuscito ed ora il rialzo dovrebbe continuare in direzione degli 1.14. Bene per l'EUR ma male per la borsa che nelle prossime settimana sembra non avere potenziale di rialzo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.05% a 3623 punti
DAX                         +0.52% a 12961 punti
SMI                          +0.32% a 10252 punti
FTSE MIB                  +1.44% a 22934 punti - nuovo massimo annuale
S&P500                    +0.97% a 3066.91 punti - nuovo massimo storico
Nasdaq100               +0.96% a 8161 punti - nuovo massimo storico

La seduta di venerdì non necessita molti commenti. È iniziata in sordina con indici ad oscillare svogliati in laterale. Alle 13.30 sono stati pubblicati i dati sul mercato del lavoro americano ad ottobre e le borse sono decollate. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3623 punti (+0.53). È stato imitato dal DAX (+0.73% a 12961 punti) e dall'SMI (+0.32% a 10252 punti). Come già scritto in precedenza il FTSE MIB ha fatto un balzo del +1.06% e ha raggiunto un nuovo netto massimo annuale a 22934 punti. La RSI ha raggiunto i 70.29 punti e nell'immediato la borsa italiana sembra essere andata troppo bene rispetto al resto. È probabile che ora ci sia un riassestamento con alcuni giorni di sottoperformance.

Venerdì l'S&P500 ha aperto a 3054 punti, é sceso a 3050 punti a prendere slancio ed é salito alle 15.15 a 3062 punti. Poi é oscillato in laterale fino a poco prima della chiusura - si é mosso tra i 3056 ed i 3065 punti. Solo sul finale é balzato a 3066.91 punti (+0.97%). Il Nasdaq100 ha seguito a ruota (+0.96% a 8161 punti) trascinato da Apple (+2.84% - NH). Anche il DJ Transportation (+2.29%)  e il Russell2000 (+1.72%) hanno partecipato alla festa.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5617 su 1804, NH/NL a 1019 su 214 (deludente aumento e livello assoluto dei NH) e volume relativo a 1.0. Ancora troppi pochi titoli trascinano il mercato - questo però sembra bastare a far lievitare gli indici.
La tendenza di fondo della borsa americana é moderatamente al rialzo con il 66.4% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 56.70.
Le borse sembrano avere già iniziato l'atteso rialzo di fine anno. La forza d'acquisto é modesta ma in assenza di pressione di vendita (nessuno vende perché mancano alternative) é probabile che il rialzo prosegua al piccolo trotto intercalato da correzioni sempre più incisive. Fino a fine anno non sembra esserci molto potenziale di rialzo - abbiamo l'impressione che l'S&P500 resterà sotto i 3100 punti. Àbbiamo però bisogno una correzione per vedere quali sono le forze dei ribassisti - speriamo settimana prossima di avere indicazioni in merito.

Commento del 30 ottobre

Seduta di pausa senza un significato particolare - indicatori misti

Ieri sera l'azione di Apple ha toccato un nuovo massimo storico - poi ha cambiato direzione e ha chiuso sul minimo giornaliero, con una perdita di -2.31% e volumi di titoli trattati in aumento. Stasera dopo la chiusura a Wall Street la società renderà noti i suoi risultati trimestrali. Questo reversal é un presagio di quello che potrebbe succedere nei prossimi giorni a New York? L'analisi tecnica non ci fornisce nessun elemento a sostegno di questa ipotesi. È però evidente che gli investitori, ora che la borsa americana é sui massimi storici, sono molto ottimisti (VIX a 13.20 punti, +0.09 / Fear&Greed Index a 71 punti, +4 punti) e speculativamente esposti al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.55). Gli indici sono in eccesso di rialzo mentre gli oscillatori si trovano sui massimi. Esistono quindi le premesse per l'inizio di una fase negativa. È possibile che ci sia solo un consolidamento con una discesa dell'S&P500 (-0.08% a 3036.89 punti) a testare i precedenti massimi e ora zona di supporto a 3022-3028 punti. Una volta assorbiti gli eccessi il rialzo potrebbe però riprendere - semplicemente non ci sono elementi tecnici sufficienti per prevedere con buona probabilità di successo una correzione più importante senza osservare cosa succede nelle prossime tre sedute. I Summation Index stanno salendo mentre l'A/D non entusiasma ma resta solida. Di conseguenza non é possibile che ci sia un ribasso senza prima un periodo di distribuzione.

La seduta di ieri in Europa e in America é stata senza storia. Gli indici azionari si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Alcuni indici come l'SMI svizzero (+0.25% a 10257 punti) o l'S&P500 hanno toccato in giornata dei nuovi massimi storici marginali. Gli indici hanno però chiuso lontano dai massimi - si é trattato di una seduta di pausa che può significare qualsiasi cosa. Il più delle volte si tratta di un normale consolidamento.
L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3622 punti (-0.10%) dopo aver svolto una seduta nel range delle due precedenti. Il DAX (-0.02% a 12939 punti) e il FTSE MIB (-0.07% a 22680 punti) hanno fatto la stessa fine. Il rialzisti notano che gli indici hanno difeso i guadagni delle precedenti sedute. I ribassisti sottolineano il fatto che il rialzo si é fermato ed il momentum é in calo. Entrambi hanno ragione - in pratica però questo non significa nulla. La RSI sul DAX é a 71.31 punti - malgrado l'ipercomperato l'indice non é sceso - a noi questo sembra un segnale di forza.

La seduta a New York é stata neutra sotto tutti i punti di vista. L'S&P500 ha aperto e chiuso a 3036 punti - durante la giornata si é mosso in soli 13 punti e ha chiuso in pari. Per la statistica annotiamo il nuovo massimo storico marginale a 3047.87 punti. Il Nasdaq100 (-0.78% a 8047 punti) é stato colpito da vendite di realizzo. Il DJ Transportation (-0.22%) ha avuto un'altra seduta negativa - la quarta in cinque giorni. Il calo di questi indici é stato compensato dal Russell2000 (+0.33%). Il risultato al NYSE é una seduta neutra con A/D a 3709 su 3629, NH/NL a 903 su 332 (immediato sensibile calo dei NH!) e volume relativo a 0.95.
A breve é più probabile che ci sia una correzione minore rispetto ad un'accelerazione al rialzo. Questa situazione può essere giocata dai traders con una posizione speculativa short. Gli investitori non possono che stare a guardare perché finora la tendenza di fondo é al rialzo e sembra piuttosto solida. Senza divergenze o chiari segnali d'inversione di tendenza non ci sono ragioni tecniche concrete per scommettere contro questo mercato.

Stamattina le borse asiatiche seguono New York e scelgono la preudenza (Nikkei -0.57%, Shanghai -0.5%). Il future sull'S&P500 scivola a 3033 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3618 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Probabilmente gli indici si fermeranno qui fino nel pomeriggio in attesa delle notizie previste dagli Stati Uniti (nell'ordine PIL, FED e Apple).

Purtroppo devo assentarmi alcuni giorni - devo sospendere la pubblicazione di commenti ed analisi da oggi alle 13.00 fino a domenica 3 novembre. Pubblicherò l'analisi del fine settimana nella notte tra domenica e lunedì.
A tutti gli abbonati vengono accreditati 4 giorni di abbonamento.  Vi ringrazio per la comprensione.

Commento del 29 ottobre

Nuovi massimi storici o annuali - molto ottimismo - gap da esaurimento?

La settimana é iniziata con un'altra seduta positiva che ha provocato dei nuovi massimi annuali (Europa) e dei nuovi massimi storici (USA) sugli indici azionari. Gli indici sono lentamente in eccesso di rialzo e in parte ipercomperati mentre gli investitori sono sempre più ottimisti. Non ci sono però ancora segnali chiari che il rialzo si avvicina alla fine e che un massimo definitivo sia imminente. Nuovi massimi sono un segnale inequivocabile di rialzo - fino a prova contraria lo scenario più probabile é una continuazione del movimento e abbiamo molte conferme in questo senso. Oggi guarderemo soprattutto quei segnali che sembrano indicare l'imminenza di un massimo intermedio e la vicinanza di una correzione più o meno importante.

L'Eurostoxx50 ha aperto invariato a 3025 punti - é sceso la mattina a 3014 punti ed é salito nel pomeriggio verso le 15.10 (con il passaggio all'orario invernale New York apre adesso alle 14.30!) sul nuovo massimo annuale a 3637 punti. Sul finale é ridisceso a 3625 punti (+0.03%) - una buona seduta durante la quale però i rialzisti non hanno dominato. Il DAX tedesco (+0.37% a 12941 punti) e il FTSE MIB italiano (+0.38% a 22695 punti) hanno fatto un pò meglio con una chiusura sopra il livello d'apertura. Nel complesso non é stata però una giornata entusiasmante - i mercati non hanno festeggiato i nuovi record.
L'SMI svizzero (+0.34% a 10231 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 10231 punti (+0.34%) dando il buon esempio all'S&P500 americano.

L'S&P500 ha aperto in gap up a 3038 punti. Dopo questo balzo iniziale é successo ben poco - strano. L'indice é oscillato in soli 12 punti - ha toccato un nuovo massimo storico a 3044 punti verso le 15.30, é sceso sul minimo giornaliero a 3032 punti verso le 16.30 ed ha chiuso a 3039.42 punti (+0.56%). Sembrava che qualcuno avesse all'inizio deciso dove doveva trovarsi l'S&P500 e che in seguito il mercato si fosse semplicemente fissato su quel livello. Nella tecnologia sono stati comperati i soliti nomi e l'indice Nasdaq100 (+1.01% a 8110) ha guadagnato come il suo leader Apple (+1.00) - entrambi hanno raggiunto un nuovo massimo storico. Il Russell2000 (RUT +0.85%) ha partecipato al rialzo. Il DJ Transportation invece ha perso il -0.03% - questa é una prima divergenza negativa - poco importante però poiché l'indice (20 titoli) spesso ha dei movimenti convulsi e fuori dal trend - solo se questa differenza si ripete parecchi giorni é significativa. Il gap in apertura appare su parecchi indici ed é rimasto aperto - può essere un gap di accelerazione e in questo caso rimarrà aperto ed é un segnale positivo di continuazione di trend. Può anche essere un gap da esaurimento e segnalare la fine del trend - in questo caso verrà chiuso rapidamente e gli indici ricadranno sotto i precedenti massimi. Concretamente se tra oggi e domani l'S&P500 torna decisamente sotto i 3022 punti é probabile che si sia verificato un massimo significativo a 3044 punti e sia iniziata una correzione.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4609 su 2798, NH/NL a 1174 su 258 e volume relativo a 1.0. L'aumento dei nuovi massimi é convincente ma suboptimale - facendo paragoni con precedenti simili occasioni i NH dovrebbero veleggiare ora sopra i 1500. Anche in altri orizzonti temporali l'aumento dei NH é deludente. La partecipazione al rialzo é poco convincente e questo rende il rialzo instabile e a rischio. C'é un piccolo segnale d'allarme. La volatilità VIX é salita (!) a 13.11 punti (+0.46) - questa reazione é irrazionale - o la VIX sta anticipando una caduta dell'S&P500 o sta rimbalzando dal supporto a causa di un sentiment (DSI) estremamente negativo. In questo secondo caso la VIX dovrebbe nei prossimi giorni oscillare sui 12-14 punti mentre l'indice S&P500 potrebbe continuare lentamente a salire. La CBOE Equity put/call ratio é molto bassa a 0.51 - c'é parecchia speculazione al rialzo che a breve deve provocare una reazione negativa. Vedremo se si tratterà solo di una ricaduta sui 3022-3028 punti o l'inizio di una correzione.
Il Fear&Greed Index é salito a 67 punti (+5).

Riassumendo il rialzo prosegue e al momento non ci sono segnali negativi tali da credere che una forte correzione sia vicina ed imminente. A breve deve almeno esserci una ricaduta di una ventina di punti di S&P500 ma dopo il rialzo potrebbe riprendere.
Forse ci stiamo troppo fissando su questa idea di correzione. Sapevamo che l'anno doveva finire con una fase di rialzo e siamo delusi del fatto che forse abbiamo mancato il momento giusto per comperare (3 ottobre). La correzione di ottobre é stata più corta e meno intensa del previsto. Ora stiamo cercando un buon momento per rientrare sul mercato e "speriamo" in una ulteriore importante correzione. È però possibile che il rialzo continui ancora per mesi interrotto unicamente da correzioni minori o consolidamenti di alcuni giorni e di un paio di punti in percentuale.

Il reddito dell'USTBond decennale é salito a 1.85% - il rialzo di ottobre é legato ad un aumento dei tassi d'interesse di mercato. Il reddito ha resistenza a 1.90%. Il rialzo del reddito dell'USTBond potrebbe essere vicino alla fine. Di conseguenza anche quello dell'S&P500 potrebbe terminare.

Anche stamattina non c'é nulla di nuovo. Malgrado i deludenti risultati trimestrali di Google il future sull'S&P500 é fermo a 3037 punti (+1 punto). La borse asiatiche sono miste (Nikkei +0.47% / Shanghai -0.8%). L'Eurostoxx50 vale ora 3627 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.1%). Probabilmente prima di domani (PIL USA 3. trimestre, riunione FED, Earning Apple) nessuno oserà prendere iniziative e avremo oggi una seduta di pausa.

Aggiornamento del 28 ottobre

Borse ancora positive

È stato un fine settimana di elezioni. In Italia si é votato in Umbria - ha stravinto la Lega (40%) che con Fratelli d'Italia (9%) ha quasi raggiunto una maggioranaza assoluta - la coalizione di governo subisce una sonora sconfitta - il PD scende al 22% mentre il M5S crolla al 7%.
Anche in Turingia, piccola regione dell'ex Germania dell'Est, i partiti della grande coalizione, CDU (22%) e SPD (8%) hanno perso molti consensi. Hanno vinto l'estrema sinistra dei Die Linke (29%) e l'estrema destra dell'AfD (24%) - la regione é ingovernabile visto che a prima vista l'unica combinaziona possible é tra Linke, SPD e CDU visto che nessuno vuole allearsi con l'AfD. La Germania sta diventando politicamente instabile con un elettorato scontento che si sposta agli estremi.
Anche in Argentina c'é stato un terremoto politico. Cade Macri e torna al potere la peronista Christina Fernandez de Kirchner - pessima notizia per le finanze del Paese che é sull'orlo della bancarotta.

Le borse giustamente ignorano queste notizie politiche che non influiscono su economia ed imprese. Il future sull'S&P500 alle 07.10 sale a 3024 punti (+4 punti). Per ora i mercati seguono il nostro scenario settimanale che prevede una moderata continuazione del rialzo fino a mercoledì quando dovrebbe verificarsi un massimo significativo.
È troppo presto per avere indicazioni sull'apertura in Europa. Stamattina però devo uscire presto e sarò assente tutto il giorno - non potrò pubblicare i commenti delle 14.00 sugli indici americani. Al momento le borse asiatiche sono in leggero rialzo - il Nikkei guadagna il +0.24% - Shanghai sale del +0.7%. Pensiamo che l'Eurostoxx50 aprirà sui 3630 punti. Potrebbe nel corso della giornata lievitare ancora di qualche punto. Fino a mercoledì la musica non dovrebbe cambiare.

Commento del 26-27 ottobre

Nuovi massimi con scarsa partecipazione ed investitori molto ottimisti - spesso un rialzo del genere fallisce

Settimana scorsa ci aspettavamo da un momento all'altro l'inizio di una correzione minore dell'S&P500 fino ai 2950 punti - poi l'S&P500 doveva ricominciare a salire e testare il settore 3022-3028 punti dove si trovano i due precedenti massimi di luglio e settembre. La correzione minore non c'é stata. Le borse sono lievitate per tutta la settimana (non c'é stata una seduta con un guadagno superiore all'1% - le borse europee hanno avuto 5 sedute consecutive di moderati guadagni) e sono arrivate venerdì su dei massimi. L'Eurostoxx50 (+0.01% a 3624 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale marginale a  3631 punti - il DAX (+0.17% a 12894 punti) lo ha preceduto giovedì con un nuovo massimo annuale a 12914 punti mentre l'SMI svizzero (+0.90% a 10197 punti) ha fatto segnare un nuovo record storico a 10197 punti (chiusura giornaliera sul massimo). Abbiamo può volte segnalato lo strano legame tra SMI svizzero e S&P500 americano. La correlazione continua a funzionare. Venerdì anche l'S&P500 (+0.41% a 3022.55 punti - massimo a 3027 punti) ha avuto una seduta positiva e ha sfiorato di 1 punto il massimo storico - l'attacco del Nasdaq100 (+0.78% a 8029) é stato coronato da successo e da un nuovo massimo storico marginale. Da settimane ripetiamo che un rialzo di corto termine doveva permettere all'S&P500 di tornare sui 3000+ punti. Crediamo però che la tendenza di fondo del mercato azionario americano é neutra e che non esistono le premesse per una sostenibile e sostanziale fase di rialzo dalla base attuale. Dai 3000+ punti deve quindi iniziare una fase negativa - questa deve essere una correzione e non un ribasso. Malgrado i numerosi segnali grafici bullish non cambiamo opinione - pensiamo che un massimo significativo sia vicino ed imminente. Gli oscillatori segnala la vicinanza di un massimo mentre le borse sono in eccesso di rialzo e in parte ipercomperate (RSI sul DAX a 70.16 punti). L'ottimismo degli investitori é molto alto (VIX a 12.65 punti, -1.06) e ci sono i primi segni di una pericolosa speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.56). Potrebbe esserci bisogno una decisa rottura al rialzo per scatenare le vendite - significa che all'inizio di settimana prossima possono esserci ancora una o due sedute positive con euforia ma poi siamo convinti che gli indici devono ricadere e che non tratterà solo di un test dei nuovi supporti (massimi di settembre/ottobre) ma di una vera e propria correzione. Escludiamo un ribasso come a dicembre dell'anno scorso - i dati sull'A/D sono ancora troppo buoni e non mostrano quel deterioramento necessario per una caduta di questa ampiezza (-10% in meno di 30 giorni).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.26% a 3624 punti
DAX                         +2.07% a 12894 punti
SMI                          +2.32% a 10197 punti - nuovo massimo storico
FTSE MIB                  +1.29% a 22609 punti
S&P500                    +1.22% a 3022.55 punti
Nasdaq100               +2.04% a 8029 punti - nuovo massimo storico marginale

Venerdì in Europa non é successo nulla di particolare - i guadagni degli indici sono stati modesti. Lo svolgimento della seduta ha seguito il modello di molte altre precedenti sedute. Gli indici hanno aperto con un leggero guadagno, sono scesi nel corso della mattinata e hanno recuperato nel pomeriggio insieme a Wall Street. Hanno chiuso vicino al massimo giornaliero e vicini ai massimi settimanali. Solo l'SMI svizzero ha avuto, come già descritto, una significativa accelerazione al rialzo. L'SMI ha superato di quasi 60 punti il precedente massimo storico. Sui grafici appaiono delle piccole candele bianche con minimi ascendenti a testimoniare la costante forza d'acquisto. Il problema é che lentamente appaiono delle divergenze a livello di tassi d'interesse e cambi - nel frattempo gli indici sono lentamente ipercomperati e in eccesso di rialzo - salgono senza interruzioni dal 4 ottobre.
Mettiamo però le cose in chiaro senza utilizzare molti condizionali. A corto termine il trend é al rialzo e non ci sono chiari segnali di esaurimento di trend. Fino a prova contraria é probabile che a breve gli indici azionari europei possano salire più in alto. Non c'é nessuna ragione concreta per vendere - sembra però troppo tardi per comperare anche perché il rialzo non sembra avere abbastanza forza per continuare a medio termine senza una sana correzione.
Non abbiamo ancora un valido scenario fino a fine anno. Pensavamo che la correzione di ottobre dovesse essere più lunga e profonda e che il rialzo di fine anno dovesse iniziare solo a novembre. Ora questo ciclo ideale non é stato rispettato e non sappiamo bene a che punto siamo. Sulla base della situazione tecnica generale riteniamo che ci debba essere uncora una correzione significativa (ca -5%) prima del rally di fine anno.  

La seduta a New York é stata sorprendentemente positiva ma non eccezionale. Il fattore emotivo gioca un ruolo importante. Tutti sono eccitati perché l'S&P500 (+0.41% a 3022.55 punti) é tornato ad 1 punto dal massimo storico - in fondo però l'indice ha guadagnato solo 12 punti - é stata una normale seduta moderatamente positiva che si é giocata nelle prime due ore di contrattazioni. Il massimo giornaliero a 3027 punti é stato toccato verso le 17.30. Poi l'indice é scivolato fino alle 20.30 a 3018 punti ed é lentamente risalito fino alla chiusura a 3022 punti - niente di spettacolare. Il rialzo ha coinvolto tutti i settori (DJT +1.68%, RUT +0.55%) e ha permesso al Nasdaq100 (+0.78% a 8029 punti) di raggiungere un nuovo massimo storico marginale. Non abbiamo però notato una particolare forza d'acquisto e non c'é stata nessuna ulteriore ondata di compere sui massimi storici.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4473 su 2848, NH/NL a 787 su 323 e volume relativo a 1.0. Il rapporto NH/NL non migliora in maniera significativa ed é deludente. In precedenti simili occasioni i NH veleggiavano decisamente sopra i 1000 - qui sono pochi titoli come Apple (+1.23%) a trascinare il plotone. A livello di sentiment notiamo un netto miglioramento - oltre ai già citati VIX e put/call ratio vediamo il Fear&Greed Index salire a 62 punti (+5) - guarda caso sono le componenti legate ai tassi d'interesse e al rapporto NH/NL ad evitare che l'indicatore sia più alto. Vi invitiamo a rileggere le considerazioni fatte sulla VIX nel commento del 24 ottobre (fine del 2. paragrafo).
La tendenza di fondo della borsa americana é debolmente al rialzo con il 62.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 53.47.
Come anticipato nel commento del 21 ottobre il mercoledì 30 ottobre é una data importante dove potrebbe verificarsi un'inversione di tendenza. Crediamo quindi che le sedute di lunedì e martedì potrebbero ancora essere positive - questo farà diventare gli investitori euforici. Mercoledì potrebbe iniziare una correzione. Stiamo a vedere. In ogni caso apriremo posizioni speculative short se l'S&P500 salirà sui 3040-3050 punti mentre la VIX scenderà sui 12 punti.

Il Bitcoin giovedì era a 7400 USD. Venerdì é salito a 8600 USD. Il rally é continuato sabato é il prezzo ha toccato un massimo sui 10100 USD - pazzesco! Oggi, domenica, il Bitcoin é ridisceso a 9400 USD  - dai 7400 USD é un guadagno del +25%. Siamo senza parole - evidentemente l'analisi tecnica non é in grado di prevedere a breve queste assurde oscillazioni. Il meno che si possa dire é che si tratta di un asset molto volatile e speculativo. Non é di certo una moneta che serve come mezzo di pagamento. Malgrado questa violenta reazione la tendenza di fondo resta al ribasso. 

Commento del 25 ottobre

L'S&P500 guadagna 6 punti durante la seduta e perde 7 punti nel dopo borsa a causa di Amazon (-7%) - giriamo in tondo

Sapevamo che il mese di ottobre poteva essere frustrante - per l'S&P500 avevamo previsto un'oscillazione in laterale intorno ai 2950 punti. Adesso però non c'é neanche un'oscillazione con spinte di rialzo e correzioni. L'S&P500 (+0.19% a 3010.29 punti) resta semplicemente appiccicato ai 3000 punti mentre le borse europee fanno lievi progressi senza decisamente sfondare al rialzo. Ieri il DAX (+0.58% a 12872 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale a 12914 punti - l'Eurostoxx50 (+0.40% a 3621 punti) però é rimasto sotto il massimo di giovedì scorso a 3630 punti. La maggior parte degli analisti prevede una continuazione del rialzo negli Stati Uniti con nuovi massimi storici sui maggiori indici. L'analisi tecnica non sostiene però questa ipotesi - la tendenza di fondo é neutra con una partecipazione mediocre ed insufficiente per sostenere un sostanziale e sostenibile rialzo. Temiamo di conseguenza che l'ottimismo degli investitori (VIX a 13.71 punti, -0.30) si trasformi improvvisamente in delusione provocando un'ondata di vendite e un vuoto d'aria. Non vediamo altre uscite da questa situazione di stallo.
Le borse europee lievitano e ieri l'Eurostoxx50 (+0.40% a 3621 punti) ha guadagnato altri 15 punti mancando di poco un nuovo record annuale. Il rialzo é intatto anche se lentamente é troppo esteso e mostra evidenti aspetti speculativi. L'indice delle banche SX7E (-0.59% a 92.88 punti) ha abbandonato l'Eurostoxx50 e segue i tassi d'interesse in calo - una preoccupante divergenza che non deve ripetersi - un ritracciamento fino a 92 punti era previsto - non deve però essere di più e non deve avvenire in controtendenza. 
Il DAX (+0.58% a 12872 punti) é salito su un nuovo massimo annuale - il segnale rialzista é inequivocabile con una serie impressionante di candele bianche ascendenti sul grafico. L'indice é però lentamente ipercomperato (RSI a 69.55 punti) e appaiono le prime divergenze visto che i tassi d'interesse scendono e l'EUR si indebolisce. L'obiettivo grafico di questa gamba di rialzo é a circa 13100 punti - ci sembra già eccessivo. Non abbiamo segnali di vendita - il rialzo é però decisamente troppo esteso e la borsa si sta staccando troppo dai fondamentali. Siamo leggermente inquieti.Il future sul Bund é salito ieri a 171.81 (+0.20%). L'economia tedesca sta cadendo in recessione - i bonds ne prendono nota - la borsa no.
Per quel che riguarda la seduta di mercoledì a Milano abbiamo avuto ragione. Ieri STM (+8.50%) ha pubblicato risultati trimestrali migliori delle attese e l'azione si é involata mentre le azioni delle banche hanno sovraperformato l'indice europeo SX7E (-0.59%). Tutto é tornato alla normalità. Il FTSE MIB ha ritrovato la sua forza comportandosi meglio dell'Eurostoxx50 e guadagnando 176 punti. L'indice é nuovamente a ridosso del massimo annuale e la tendenza di corto termine é al rialzo.
Notiamo in Europa l'emergere di divergenze negative ma per ora stiamo a guardare senza dare un segnale di vendita.
L'SMI ha guadagnato 83 punti ed é di nuovo a ridosso del massimo storico a 10140 punti. Abbiamo però motivati dubbi sulla possibilità di un'accelerazione al rialzo visto che l'S&P500 americano arranca ancora intorno ai 3000 punti. La tendenza a corto termine é però evidentemente al rialzo e non va combattuta. Concretamente non ci sono validi motivi tecnici per vendere.
Il cambio EUR/USD é caduto a 1.1105. Doveva correggere e lo sta facendo. Il cambio deve rimanere sopra gli 1.11 per difendere la rottura al rialzo - key time !

L'S&P500 (+0.19% a 3010.29 punti) ha avuto una seduta positiva e ha guadagnato 6 punti - dobbiamo però subito smorzare gli entusiasmi dei rialzisti. L'indice ha aperto sul massimo a 3016 punti - non ha attaccato il massimo di settembre a 3022 punti ed é subito caduto, segno evidente che non ha la forza per salire più in alto. Nel dopo borsa, a causa di risultati trimestrali deludenti di Amazon é ricaduto a 3004 punti cancellando i guadagni giornalieri. Nel dopo borsa Amazon ha perso il -7%. Formalmente la seduta al NYSE é stata neutra con A/D a 3626 su 3673, NH/NL a 743 su 328 (743 NH con l'S&P500 a 12 punti dal massimo storico? - troppo poco!) e volume relativo a 1.0. Insomma - anche ieri New York ha marciato sul posto come confermano DJT (-0.47%) e Russell2000 (-0.17%) che compensano la buona performance della tecnologia (Nasdaq100 +0.98% a 7966 punti) trascinata da un manipolo di azioni (Microsoft +1.98%). Bisogna ricordarsi che la capitalizzazione di borsa di Apple (+0.16% e nuovo massimo storico) e Amazon corrisponde quasi a quella di tutte le 2000 azioni del Russell2000! A livello di sentiment gli investitori rimangono ottimisti - questo é confermato non solo dalla volatilità VIX ma anche dalle inchieste effettuate tra i vari tipi di investitori.
Per la cronaca l'S&P500 si é mosso in soli 16 punti. Ha aperto sul massimo a 3016 punti ed é caduto alle 16.30 sul minimo a 3000 punti. C'é stato un'altro sali e scendi a 3012 e 3001 punti e infine l'indice si é stabilizzato e ha chiuso a 3010 punti. Ora il future é a 3006 punti (+2 punti).

Stamattina le borse asiatiche stanno guadagnando terreno (Nikkei +0.22%, Shanghai +0.4%). L'Eurostoxx50 alle 08.10 vale 3624 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni (+0.1%). Prevediamo una seduta senza sostanziali variazioni.
Sarà interessante osservare alle 10.00 la reazione del mercato alla pubblicazione dell'indice ifo tedesco - dovrebbe avere un valore inferiore a 100 e segnalare recessione. Negli ultimi tempi questi dati negativi sono stati accolti da un rialzo isterico della borsa poiché si é convinti che la BCE viene così obbligata a sostenere con liquidità il sistema finanziario. Siamo però ormai al punto in cui la politica monetaria non ha più effetti congiunturali ma serve solo ad ingigantire la bolla degli assets finanziari - ad un certo punto questa anormale e artificosa sopravvalutazione deve sparire.
Nel maggio del 2018 era apparsi i primi articoli che giudicavano la crescita e valutazione di WeWork come irreali. Erano delle solide analisi fondamentali alle quali nessuno voleva credere. C'é voluto un anno e mezzo per interrompere il sogno e tornare alla realtà - in poche settimane il valore dell'azienda é caduto dai 47 miliardi di USD agli attuali 8-9 Mia. Probabilmente anche il crollo delle borse, decisamente sopravvalutate, non é dietro l'angolo. 

Commento del 24 ottobre

Malgrado la correlazione l'Europa é meglio dell'America

Le borse europee e quella americana rimangono correlate positivamente. Se l'S&P500 sale, sale anche l'Eurostoxx50 e viceversa. Da agosto però c'é stato un cambiamento. L'S&P500 e il Nasdaq100 hanno toccato il massimo storico a luglio. Nelle due successive fasi di rialzo di settembre e ottobre gli indici hanno toccato dei massimi discendenti senza riuscire a migliorare il record - l'S&P500 ha raggiunto a luglio i 3028 punti, a ottobre i 3022 punti e ad ottobre, fino ad oggi, i 3014 punti. L'Eurostoxx50 invece ha toccato dei massimi ascendenti. A luglio si era fermato a 3573 punti, a settembre il massimo é stato a 3588 punti mentre il 17 ottobre l'indice ha fatto registrare il massimo annuale a 3630 punti - sono dei massimi ascendenti. L'Europa mostra forza relativa che si rispecchia nell'attuale situazione tecnica dei mercati. Le borse europee sembrano a breve avere ancora dello spazio verso l'alto - non molto ma finora non mostrano nessuna intenzione di voler correggere. Ieri il DAX tedesco (+0.34% a 12798 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale (12819 punti) per 5 punti - é poco ma abbastanza per confermare la tendenza rialzista. In generale ieri le borse europee hanno nuovamente marciato sul posto come mostra l'Eurostoxx50 (+0.06% a 3606 punti). Questa pausa sembra però un consolidamento e bisogna quindi partire dal principio che nei prossimi giorni gli indici azionari europei riusciranno a salire più in alto. Quanto non lo sappiamo - molto dipende dalla borsa americana visto che la correlazione positiva funziona ancora.
Ieri il FTSE MIB (-0.60% a 22351 punti) ha perso 136 punti - una sottoperformance importante. C'é un problema? Non crediamo - forse é stata solo la somma di alcuni casi particolari. Notizie negative nel settore bancario italiano hanno bloccato il rialzo del settore con i titoli più importanti in leggero calo (in Europa invece il rialzo é continuato / SX7E +0.28% a 93.43 punti) - circolano delle voci che i risultati trimestrali di STM (-2.84%) potrebbero essere deludenti - lo scandalo Bio-on (l'azione non ha trattato ma nel mercato grigio ha perso circa il 50%!) ha pesato sul morale degli investitori. Riassumendo non pensiamo che il calo del FTSE MIB corrisponda all'inizio di un trend negativo ma crediamo che sia solo un incidente di percorso senza conseguenze. L'SMI svizzero (+0.06% a 10023 punti) continua ad imitare l'S&P500 americano - i 10000 punti di SMI sono i 3000 punti di S&P500.

Comincia a diventare una sfida analizzare e commentare le sedute a New York. L'S&P500 (+0.28% a 3004.52 punti) é in stallo a 3000 punti. A metà luglio e metà settembre l'indice era su questo livello e aveva trascorso parecchie sedute ad oscillare sui 3000 punti senza concludere nulla. Poi improvvisamente c'era stata una correzione di circa 150 punti. Anche questa volta gli analisti tecnici si aspettano una correzione poiché gli oscillatori segnalano la presenza di un massimo intermedio. Il problema é ciclico. A settembre iniziava un ciclo ribassista di medio termine - prevedere una correzione era facile e ovvio. Ora invece dovrebbe iniziare una fase di rialzo fino a fine anno. Temiamo quindi che la correzione sarà quindi solo un consolidamento ad alto livello fino a fine mese con una discesa al massimo sui 2950 punti.
Anche ieri i movimenti degli indici sono stati modesti e non hanno cambiato la situazione tecnica. L'S&P500 si é mosso in soli 13 punti, è oscillato a caso intorno ai 3000 punti e sul finale si é issato sul massimo giornaliero e ha chiuso a 3004.52 punti. Gli altri indici si sono comportati in maniera simile e a livello di performance non ci sono differenze significative (Nasdaq100 +0.19% a 7889 punti, DJ Transportation -0.20%, Russell2000 +0.13%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4474 su 2865, NH/NL a 669 su 360 (non aumentano né la forza d'acquisto (buying power) né la la pressione di vendita (selling pressure)) e volume relativo a 1.0. Ieri un aumento del prezzo del petrolio ha fatto lievitare il settore energia (ETF Energy +0.83%) e ha contribuito in maniera determinante al guadagno di 8 punti dell'S&P500. L'evento però non é destinato a ripetersi. La volatilità VIX é scesa a 14.01 punti (-0.45). Sui 13.50 punti c'é un supporto intermedio - sui 12 punti c'é una solida base. A novembre dovrebbe esserci un forte aumento della volatilità.

Anche oggi non sembra che le borse vogliano muoversi di molto - il future sull'S&P500 é a 3007 punti (+2 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +0.55% - Shanghai sta perdendo il -0.1%. L'Eurostoxx50 vale ora 3617 punti - le borse europee apriranno con deboli guadagni di circa il +0.3%. Oggi si riunisce la BCE - le decisioni verranno comunicate alle 13.45 - la conferenza stampa di Mario Draghi inizierà alle 14.30. Non ci aspettiamo notizie di rilievo e crediamo che la reazione delle borse sarà nulla.

Il Bitcoin é crollato del -8% a 7400 USD. Nel commento del 7 ottobre scorso avevamo asserito che la tendenza di fondo era al ribasso e esistevano forti rischi verso il basso. La nostra opinione non cambia e la previsione viene confermata dagli avvenimenti.

Commento del 23 ottobre

S&P500 a corto d'ossigeno

Ieri le borse europee si sono fermate. Hanno avuto una seduta di pausa con una piccola star sul grafico che significa equilibrio ed incertezza. Nessun indice é riuscito a fare sensibili progressi - i massimi annuali di giovedì scorso non sono stati migliorati. Gli indicatori tecnici sono praticamente invariati. Per l'analisi tecnica non c'é nulla di nuovo da segnalare. Gli indici azionari europei sono alla fine di una fase di rialzo di corto termine. Per il momento non appare però nessun segnale di debolezza che possa preannunciare una correzione o un ribasso.
L'Eurostoxx50 (+0.13% a 3604 punti) ha aperto in leggero guadagno, é sceso in mattinata fino al minimo a 3596 punti ed é salito fino nel primo pomeriggio sul massimo a 3609 punti. Ha chiuso poco più in basso e sul livello d'apertura. DAX (+0.05% a 12754 punti) e FTSE MIB (+0.04% a 22487 punti) hanno imitato l'Eurostoxx50. La seduta a Zurigo é stata più movimentata che nel resto dell'Europa. La mattina c'é stata all'inizio un'ondata di vendite provocata forse dai deludenti risultati trimestrali di UBS. Poi l'SMI (+0.26% a 10017 punti) ha recuperato e ha chiuso con un moderato guadagno e sul massimo giornaliero. Per saldo non cambia molto - l'SMI resta appiccicato ai 10000 punti e non sembra in grado di iniziare un nuovo trend - per ora ci muoviamo in laterale... Grafico, comportamento e situazione tecnica dell'SMI sono simili a quelli dell'S&P500 a confronto con i 3000 punti.

Sembrava che anche in America non dovesse succedere nulla di speciale. Fino alle 20.15 l'S&P500 era ancora sul livello d'apertura a 3013 punti - fino a quel punto era oscillato a caso tra i 3007 ed i 3013 punti. Dopo le 20.15 ci sono state due spinte di ribasso - le vendite hanno colpito soprattutto il settore tecnologico (Nasdaq100 -0.83% a 7874 punti) risparmiando trasporti (DJT (+0.90%) e PMI (Russell2000 +0.05%). L'S&P500 é ricaduto tristemente sotto i 3000 punti, ha toccato un minimo a 2995 punti e ha chiuso poco sopra a 2995.99 punti (-0.36%). La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3738 su 3632, NH/NL a 854 (in calo rispetto a lunedì!) su 371 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 14.46 punti (+0.46) - la CBOE Equity put/call ratio era nella media a 0.61 mentre il Fear&Greed Index ((reagisce con ritardo) é salito a 59 punti (+3 punti).
È evidente che l'S&P500 non ha la forza per attaccare i massimi a 3022 punti (19 settembre) e 3028 punti (massimo storico del 26 luglio). Almeno per ora. L'indice deve per lo meno ritracciare e consolidare prima di ritentare la scalata. Per il momento non vediamo divergenze tali da giustificare un ribasso - una caduta fino ai 2948 punti per colmare il gap dell'11 ottobre é invece possibile e auspicabile. Stiamo parlando di movimenti di portata limitata (2%) intorno al livello di riferimento a 2950 punti - c'é spazio di manovra per i traders ma per gli investitori c'é poco da fare - almeno sugli indici azionari.

Come pensavamo e seguendo la logica ieri i tassi d'interesse su EUR e USD sono scesi mentre il cambio EUR/USD, dal massimo a 1.1180 ha cominciato a correggere ed é tornato a 1.1120. Seguiamo con interesse ed attenzione questi movimenti che possono indicarci quale direzione intendono prendere le borse nei prossimi giorni.

Stamattina le borse sono nuovamente ferme. Il Nikkei dopo la pausa di ieri guadagna il +0.40%. Shanghai sta perdendo il -0.3%. Il future sull'S&P500 scende a 2990 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3588 punti - le borse europee scontano il debole finale di seduta a New York e perdono in apertura circa il -0.4%.
A Londra regna il caos - le votazioni in parlamento riguardanti la Brexit si succedono senza nessun risultato concreto. Domani si riunisce la BCE e discute la politica monetaria - non sono attesi cambiamenti - alle 14.30 ci sarà l'ultima conferenza stampa di Mario Draghi come reponsabile della BCE - vedremo se utilizzerà l'occasione per un bilancio. In attesa di novità é improbabile che gli investitori prendano iniziative. Ci aspettiamo un'altra seduta con pochi movimenti dopo l'apertura in calo.

Commento del 22 ottobre

Seduta positiva nel range di giovedì - secondo gli indicatori c'é a breve ancora dello spazio verso l'alto

Ieri ci aspettavamo una seduta leggermente positiva - é andata meglio del previsto. L'Eurostoxx50 é tornato a 3600 punti (+0.58%) - é di nuovo a soli 30 punti dal massimo annuale di giovedì scorso. L'S&P500 é riuscito a chiudere decisamente sopra i 3000 punti che questa volta non hanno provocato una reazione negativa - l'indice ha chiuso sul massimo giornaliero a 3006.72 punti (+0.69%). Fino al massimo storico a 3028 punti mancano solo 22 punti. Formalmente si é trattato di una seduta nel range di giovedì scorso - non é quindi ancora una conferma della ripresa del rialzo di corto termine ma solo un consolidamento ad alto livello. La partecipazione sta però migliorando e finalmente sembra che il volo dell'S&P500 venga accompagnato anche dal resto del mercato (Russell2000 +0.95%). Gli indici non sono ipercomperati. Gli investitori sono ottimisti (VIX a 14.00 punti, -0.25 / Fear&Greed Index 56 punti, +6) ma non euforici. Esiste quindi una buona probabilità che gli indici provino a breve a salire più in alto e testare i massimi. Secondo gli oscillatori un massimo intermedio negli Stati Uniti dovrebbe essere raggiunto nei prossimi 2 giorni.

Gli investitori europei sembrano scommettere su una soluzione positiva in tempi brevi del problema Brexit. Ieri le borse europee sono ulteriormente lievitate con tassi d'interesse di mercato in aumento. È stata una giornata tranquilla con unicamente alcune impennate provocate dalle notizie provenienti da Londra. Gli indici hanno aperto in leggero guadagno, sono saliti velocemente fino alle 09.45 ed hanno consolidato fino nel primo pomeriggio. Sono in seguito saliti fino alle 13.20 sul massimo giornaliero - infine si sono sgonfiati quando era chiaro che la seduta a Wall Street sarebbe stata buona senza però una particolare accelerazione al rialzo. Ancora una volta si sono comportati bene i settori ciclici (DAX +0.91% a 12748 punti) e le banche (SX7E +2.17% a 93.38 punti). Spesso commentiamo l'andamento di questo settore nell'analisi riguardante l'Eurostoxx50 - la rottura della resistenza a 92 punti genera sul grafico un potenziale di rialzo fino a 103-104 punti - l'abbiamo indicato giovedì scorso. Il FTSE MIB (+0.70% a 22478 punti) ha approfittato del buon comportamento del settore bancario. Il difensivo SMI (+0.26% a 9991 punti) ha logicamente sottoperformato. I 10000 punti di SMI sono i 3000 punti di S&P500 - i grafici dei due indici sono simili - anche all'SMI mancano pochi punti fino al massimo storico a 10140 punti.
Riassumendo gli indici azionari europei stanno lievitando e mostrano a breve la voglia di salire più in alto. Gli indicatori tecnici dicono che esiste ancora un certo spazio di manovra - considerando la situazione tecnica generale che comprende anche la borsa americana, i tassi d'interesse e i cambi é però poco probabile che siamo un un movimento di rialzo sostanziale e sostenibile. Nei prossimi giorni deve iniziare una correzione insieme ad un calo dei tassi d'interesse e una correzione del cambio EUR/USD (1.1150).

Anche la seduta a New York é stata relativamente tranquilla. L'S&P500 (+0.69% a 3006.72 punti) si é mosso in soli 12 punti con volumi di titoli trattati sotto la media (volume relativo a 0.9). L'indice ha nuovamente "giocato" con i 3000 punti ma questa volta i rialzisti hanno avuto la meglio e hanno imposto una chiusura sul massimo giornaliero e decisamente sopra i 3000 punti. Il massimo di giovedì scorso a 3008 punti non é stato migliorato e quindi anche questa é stata una seduta formalmente di consolidamento nel range di settimana scorsa.
L'S&P500 ha aperto a 3000 punti, é salito a 3003 punti ed é caduto sul minimo a 2995 punti. Dopo questa fase per tastare i 3000 punti i rialzisti hanno preso il controllo delle operazioni. Lentamente ma costantemente l'indice é salito per tutta la giornata, ha toccato un massimo a 3007 punti e ha chiuso a 3006 punti. La tecnologia ha sovraperformato (Nasdaq100 +0.91% a 7940 punti) - il settore viene trascinato dal suo leader Apple (+1.73%) che ieri ha raggiunto un nuovo massimo storico. La novità é che ieri anche DJT (+1.36%) e Russell2000/RUT (+0.95%) hanno convinto e questo provoca un miglioramento della partecipazione e un aumento della probabilità di un attacco ai 3028 punti di S&P500.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5128 su 2303, NH/NL a 972 (forte incremento) su 274 e volume relativo a 0.9. Sul fronte del sentiment non c'é nulla da segnalare (CBOE Equity put/call ratio a 0.64, Fear&Greed Index a 56 punti, +6). Probabilmente la put/call ratio di venerdì a 0.99 ha contribuito al rialzo di ieri. Chi venerdì ha comperato puts temendo che nel fine settimana succedesse qualcosa di negativo ieri ha coperto la posizione e ha comperato - questo ha risucchiato gli indici verso l'alto. Visto che ora la resistenza dei ribassisti sui 3000 punti é stata superata é probabile che i traders cerchino di spingere l'S&P500 fino ai 3022-3028 punti.

Stamattina le borse sono tranquille. In Giappone é una giornata di festa - la borsa é chiusa. Shanghai sta marciando sul posto (-0.10%). Il future sull'S&P500 é a 3009 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3603 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.1%) e sui massimi di ieri. La scelta é tra una seduta senza sostanziali variazioni e una ripetizione della seduta di ieri. A decidere sarà il Parlamento britannico.

Aggiornamento del 21 ottobre

L'onda verde ha travolto anche la Svizzera

Durante il fine settimana i cittadini svizzeri hanno votato e scelto un nuovo Parlamento. Hanno perso i partiti tradizionali sia di destra (UDC, PLR, PPD, PBD) che di sinistra (PS). Hanno stravinto i Verdi e in misura minore i Verdi liberali. Il partito dei verdi diventa la quarta forza politica del Paese e ambisce ad ottenere un posto di Consigliere Federale (uno dei 7 "ministri" che dirigono l'esecutivo del Paese). L'onda verde lanciata da Greta Thunberg e dai giovani ha travolto anche la tradizionalmente conservativa Svizzera provocando un terremoto politico di dimensioni storiche. Ora si tratterà di trovare delle soluzioni pragmatiche ai problemi climatici. Alzare il prezzo delle benzina di 12 cts con una tassa ecologica (ora é a circa 1.60 CHF al litro / tra il 2011 e il 2016 il prezzo era costantemente oscillato sui 1.75/1.80 CHF senza nessuna conseguenza sul consumo) o prelevare una tassa del CO2 sui biglietti aerei non provocherà nessun effetto sulla domanda e servirà solo a calmare le coscienze e raccogliere un pò di tasse che i politici potranno ridistribuire. Possiamo spegnere le centrali nucleari come preteso da tempo dai Verdi - queste producono il 33% dell'elettricità. L'introduzione di auto elettriche e la sostituzione dei riscaldamenti a gasolio con pompe a calore provocherà nei prossimi 10 anni un aumento del fabbisogno di elettricità del 20%. Vedremo come i Verdi intendono colmare questo gap visto che tutti i progetti per nuove centrali idroelettriche e centrali eoliche sono bloccati da ricorsi di cittadini e organizzazioni ambientaliste.

Durante il fine settimana si é continuato a parlare della guerra nel nord della Siria con l'attacco ai Curdi da parte della Turchia, dei disordini a Hong Kong e a Barcellona, delle tensioni commerciali internazionali e della Brexit. Non c'é però nulla di nuovo in grado di fornire impulsi ai mercati finanziari. Il risultato é che ritroviamo stamattina borse, cambi e tassi d'interesse praticamente invariati e sui livelli di chiusura di venerdì.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei +0.26%, Shanghai -0.3%). Il future sull'S&P500 é a 2994 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora (08.10) 3586 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni (+0.2%). Probabilmente gli indici azionari stasera chiuderanno poco lontano dai livelli d'apertura.

Sulla base dell'esito dell'analisi tecnica del fine settimana e dando un'occhiata al calendario crediamo che l'S&P500 continuerà a muoversi intorno ai 2950 punti fino a fine mese. Non può però oscillare in un paio di punti in percentuale all'infinito. Il 30 di ottobre sembra la data ideale per un movimento liberatorio. Finirà il mese, la FED si riunirà per decidere un adattamento della politica monetaria e Apple pubblicherà i risultati trimestrali. Abbiamo 10 giorni di tempo per capire in quale direzione si svilupperà la prossima tendenza sostanziale e sostenibile.

Commento del 19-20 ottobre

C'é troppa speculazione al ribasso - EUR/USD al rialzo con probabile correzione da 1.12

Settimana scorsa avevamo discusso l'influsso sui mercati finanziari del mini accordo commerciale tra la Cina e gli Stati Uniti e della Brexit. Sulla base dell'analisi tecnica avevamo visto che questi avvenimenti potevano provocare dei limitati movimenti a corto termine ma non lo sviluppo di una sostanziale e sostenibile tendenza. Secondo noi ancora per settimane l'S&P500 doveva rimanere imprigionato tra i 2950 ed i 3000+ punti - le notizie riguardanti la Brexit potevano provocare una sovra- o sottoperformance delle borse europee ma non uno sviluppo divergente. Le performance settimanali sembrano darci ragione. L'S&P500 non ha inizialmente corretto verso i 2940 punti come pensavamo ma é salito direttamente a testare i 3000 punti. Non é andato lontano - giovedì ha toccato un massimo a 3008 punti e venerdì é ricaduto a 2986.20 punti (-0.39%). Le borse europee hanno continuato a giocare lo scenario di una crescita economica migliore delle attese grazie ad un accordo sulla Brexit - i tassi d'interesse sono aumentati (il reddito del Bund decennale é salito a -0.383% contro il -0.439% di una settimnana fà e il -0.585% di due settimane fà) provocando un rafforzamento dell'EUR (EUR/USD a 1.1170). Gli investitori hanno comperato azioni di società cicliche e delle banche e questo ha favorito il DAX e il FTSE MIB rispetto a Eurostoxx50 e SMI. Le borse europee si sono mosse più o meno come la borsa americana.
Oggi domenica 20 ottobre sappiamo che la possibilità di una Brexit sulla base di un trattato con l'UE entro la scadenza di fine ottobre é sfumata. Il parlamento inglese si é rifiutato di votare sull'accordo e ha obbligato il Premier Boris Johnson a domandare all'UE un ulteriore rinvio. La saga della Brexit si arricchisce di un nuovo capitolo che non dovrebbe piacere molto alla borsa poiché genera un periodo di ulteriore incertezza. Vedremo quale sarà la reazione lunedì. In teoria le borse e l'EUR dovrebbero indebolirsi. Le caratteristiche della correzione ci diranno quanto é forte il rialzo a corto termine.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.27% a 3579 punti
DAX                         +0.97% a 12633 punti
SMI                          -0.52% a 9965 punti
FTSE MIB                  +0.71% a 22321 punti
S&P500                    +0.54% a 2986.20 punti
Nasdaq100               +0.31% a 7868 punti

Le borse sono salite fino a giovedì quando c'é stato un minireversal in Europa e una battuta d'arresto a New York. La seduta di venerdì é stata negativa - si é trattato più che altro di una attacco di stanchezza e non un segnale che sta iniziando una sostanziale correzione. In effetti le perdite sono state modeste e gli indici hanno chiuso lontano dai minimi giornalieri senza una particolare pressione di vendita. Venerdì salta all'occhio un dato - la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.99 - un valore incredibilmente alto che mostra una forte speculazione al ribasso e un elevato livello di nervosismo. 0.99 é il massimo dell'anno e normalmente un dato così alto segnala la vicinanza di un minimo degli indici azionari e non un massimo. Con un tale valore di sentiment un ribasso sembra praticamente impossibile. Questo sembra rafforzare la nostra ipotesi - l'S&P500 potrebbe settimana prossima scivolare ancora verso i 2944 (MM a 50 giorni) - 2950 punti ma difficilmente scenderà molto più in basso.

Venerdì le borse europee hanno fatto una pausa e si sono mosse in pochi punti. Hanno trascorso la mattina in pari e hanno perso qualche punto in serata dopo aver visto che la borsa a New York stava scendendo. A fine giornata l'Eurostoxx50 é sceso a 3579 punti (-0.26%) - alle 22.00 valeva 3582 punti. Per l'analisi tecnica non c'é nulla di nuovo da segnalare. DAX (-0.17% a 12633 punti) e FTSE MIB (-0.24% a 22321 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50. Le banche (SX7E +0.12% a 91.40 punti) si sono mosse controcorrente grazie all'aumento dei tassi d'interesse. Giovedì la maggior parte degli indici azionari europei hanno toccato un nuovo massimo annuale - a breve c'era una situazione di eccesso d'acquisti (candele sopra il bordo superiore delle BB) che venerdì ha provocato un ritracciamento. Per il momento non vediamo nulla che possa far presagire un'inversione di tendenza. Il rialzo di ottobre é stanco e troppo esteso - ci sono le premesse per un consolidamento ma non per un ribasso.

Restiamo un attimo in Europa. Durante la settimana abbiamo seguito lo sviluppo dei cambi e preannunciato un'inversione di tendenza. L'attesa rottura sopra gli 1.1120 ha fatto passare la tendenza a medio termine del cambio EUR/USD al rialzo. Il cambio é passato dal minimo annuale del 1. ottobre a 1.0879 a 1.1170 di venerdì. Tiriamo un sospiro di sollievo poiché noi quest'anno eravamo moderatamente ottimisti per la moneta europea che aveva terminato il 2018 a 1.1456. A fine settembre sembrava che avessimo completamente sbagliato previsione. Ora le nostre quotazioni sono in recupero. Graficamente questa spinta di rialzo dovrebbe esaurirsi a 1.12 e deve poi esserci una correzione. Se nella correzione il cambio resta sopra i 1.11-1.1120 é molto probabile che in seguito il cambio salga almeno a 1.14. 

Venerdì a New York pensavamo che l'S&P500 potesse guadagnare una manciata di punti. Invece l'S&P500 ancora una volta a reagito negativamente a contatto con i 3000 punti e a fine giornata ha perso 12 punti - niente di grave ma questo esito rafforza l'impressione che l'indice non ha la forza per superare stabilmente i 3000 punti. Se non sale scende - come spiegato in precedenza non può però scendere molto poiché ci sono già troppe scommesse al ribasso.
L'S&P500 ha aperto a 2995 punti. È salito a 3000 punti ma poi é ripartito verso il basso e con due ondate ha raggiunto alle 18.00 il minimo giornaliero a 2976 punti. Nella seconda parte della giornata c'é stato un lento recupero e l'S&P500 é tornato alle 21.15 a 2995 punti. Sul finale una breve ondata di vendite ha fissato la chiusura a 2886.20 punti (-0.39%). Questa volta il Nasdaq100 ha perso più terreno (-0.93% a 7868 punti) mentre DJT (+0.12%) e Russell2000 (-0.41%) hanno mostrato una maggiore stabilità. La seduta al NYSE é stata moderatamente negativa con A/D a 3286 su 4031, NH/NL a 527 su 361 (manca sia potere d'acquisto che pressione di vendita - tipico di un mercato che non va da nessuna parte...) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 14.25 punti (+0.46) mentre il Fear&Greed Index é fermo a 50 punti. La tendenza di fondo della borsa americana é praticamente neutra con il 58.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 50.37.
Insomma - sembra che l'ampia oscillazione intorno ai 2950 punti di S&P500 debba continuare.

Commento del 18 ottobre

Possibile reversal in Europa - S&P500 non riesce a superare i 3000 punti ma la partecipazione migliora

Ieri il governo inglese capitanato dal primo ministro Boris Johnson e l'UE rappresentata da Barnier (capo negoziatore) e Juncker (presidente della commissione europa) hanno raggiunto un nuovo accordo sulla Brexit. Il testo deve ancora essere approvato dai Parlamenti. Mentre in Europa non si prevedono problemi, il voto previsto sabato nel Parlamento britannico ha un esito incerto. In una maniera o nell'altra il capitolo Brexit sembra avvicinarsi alla fine.
La seduta in Europa ha rispecchiato lo sviluppo della situazione a Bruxelles. Prima c'é stato un sospiro di sollievo ed euforia - poi é seguito lo scetticismo e il dubbio che l'accordo non verrà accettato dal Parlamento britannico.
In Europa c'é stata di conseguenza una tipica seduta "a doppio taglio" con segnali contraddittori. La mattina dopo l'annuncio del nuovo accordo sulla Brexit gli indici azionari sono balzati su un nuovo massimo annuale - l'Eurostoxx50 ha raggiunto i 3630 punti - questo é un segnale indiscutibile di rialzo. Nel pomeriggio però l'euforia é sparita, sono apparsi i venditori e le borse sono scese chiudendo in negativo, sul minimo giornaliero e con perdite moderate. L'Eurostoxx50 ha lasciato 10 punti sul terreno e ha chiuso a 3588 punti (-0.30%). È stata imitato dal DAX (massimo annuale a 12814 punti, chiusura a 12655 punti. -0.23%) e dal FTSE MIB (massimo annuale a 22375 punti - chiusura a 22375 punti, -0.23%). Potrebbe essere stato un reversal malgrado che le perdita a fine giornata erano  modeste. Le candele sui grafici sono però delle chiare shooting stars e potrebbero rappresentare, se seguita da una conferma, un momentaneo esaurimento di trend o un'imminente inversione di tendenza. L'alternativa é che il mini reversal di ieri sia stato solamente una normale reazione ad un momentaneo eccesso di rialzo. Ieri le candele sui grafici hanno forato il bordo superiore delle Bollinger Bands ma per fine serata sono tornate nei ranghi.  
Decisiva potrebbe essere la seduta di oggi e la chiusura settimanale. Questo almeno é quello che suggerisce l'analisi tecnica. In pratica le borse nell'immediato stanno reagendo in maniera emozionale agli sviluppi riguardanti la Brexit. È poco probabile che oggi ci sia una seduta decisamente negativa. Tutti gli investitori aspetteranno l'esito del voto in Gran Bretagna prima di muoversi. Di conseguenza é probabile che oggi avremo una continuazione del calo di ieri e una seduta leggermente negativa ma nulla più.

Il cambio EUR/USD é salito ieri fino a 1.1140 - stamattina é tornato a 1.1125 - l'attesa battaglia intorno all'importante resistenza a 1.1120 é cominciata. È in palio la tendenza del cambio EUR/USD fino a fine anno.

La seduta a New York é stata piuttosto noiosa. I maggiori indici si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso al centro del range giornaliero con un leggero guadagno. Abbiamo nuovamente constatato che l'S&P500 (+0.28% a 2997.95 punti) non riesce a superare i 3000 punti. Almeno non adesso e non stabilmente. I dati sulla partecipazione stanno però migliorando e quindi la pausa sotto i 3000 punti appare come un consolidamento e il successivo movimento dovrebbe essere al rialzo. La situazione tecnica generale é però invariata ed l'oscillazione a medio termine tra i 2850 ed i 3000+ punti rimane la nostra previsione.
L'S&P500 ha aperto a 3004 punti, é sceso a 3000 punti (!) ed é poi salito sul massimo giornaliero a 3008 punti. Ha provato due volte a salire più in alto e poi é sceso alle 18.00 sul minimo giornaliero a 2992 punti. Una volta fissato il range giornaliero di 16 punti l'S&P500 si é mosso a caso e ha chiuso a 2997.95 punti (+0.28%). Il Nasdaq100 (+0.28% a 7942 punti) lo ha imitato. Il DJ Transportation (+0.61%) e il Russell2000 (+1.10% !) non sono invece stati bloccati da resistenze e si sono comportati decisamente meglio - questa é una novità in questa fase di rialzo e potrebbe dare alla borsa la spinta necessaria per permettere all'S&P500 di attaccare il massimo storico a 3022 punti.
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5112 su 2232, NH/NL a 619 su 278 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita (?!) a 13.79 punti (+0.11), la CBOE Equity put/call ratio era normale a 0.65 mentre il Fear&Greed Index (indice meno reattivo e in ritardo) é salito a 50 punti (+3). A livello di sentiment prevale l'ottimismo senza euforia.

Stamattina é la Cina a influenzare i mercati finanziari - nel 3. trimestre del 2019 l'economia cinese é crescita del 6% - questo é il peggior dato dal 1992 ed é inferiore alle stime degli analisti - la borsa di Shanghai sta perdendo il -1.5%. Il Nikkei imperturbabile sale del +0.2%. Il future sull'S&P500 scivola a 2991 punti (-6 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3578 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.3%). Pensiamo di ritrovarle stasera sui livelli d'apertura.

Commento del 17 ottobre

Si delinea un cambiamento di tendenza sul Bund (tassi d'interesse) e sull'EUR

Partiamo oggi dai tassi d'interesse - c'é uno sviluppo importante che rischia di avere conseguenze su tutti i mercati finanziari. Ieri il future sul Bund é caduto a 171.60 (-0.48%) - sul grafico c'é ora un evidente minimo discendente. Il rialzo che era valido da novembre 2018 é terminato e la tendenza sta cambiando come mostra la MM a 50 giorni che ora é in calo. I tassi d'interesse di mercato stanno salendo é questo ha un influsso positivo sull'EUR. Il cambio EUR/USD ha superato la zona di resistenza a 1.1030 ed é salito a 1.1075. La fase di ribasso iniziata dal massimo di giugno é terminata. Avremo una conferma che il trend é passato al rialzo se il cambio supera gli 1.1120. L'analisi tecnica mostra quindi che il cambio EUR/USD e i tassi d'interesse sull'EUR sono entrati in una fase rialzista - non sembra trattarsi solo di una correzione ma di un movimento sostanziale e sostenibile. Supponiamo che questo possa essere una conseguenza della possibilità che la Brexit si realizzi a fine mese sulla base di un trattato tra UE e Gran Bretagna. Questo accordo dovrebbe rilanciare le prospettive di crescita economica e spiega anche il rialzo delle borse europee. Vedremo come si sviluppa la situazione - al momento la correlazione tra borsa EUR e tassi d'interesse é evidente - se appare una divergenza sapremo che c'é un problema.

La seduta di borsa di mercoledì é stata poco interessante. Gli indici azionari si sono mossi poco e hanno chiuso senza sostaziali variazioni. In Europa dei nuovi massimi annuali marginali hanno confermato il trend rialzista di corto termine. 
L'Eurostoxx50 (+0.02% a 3599 punti) ha marciato sul posto - poco dire. Notiamo unicamente che l'indice ha difeso i guadagni di martedì e il nuovo massimo annuale - questo é un segnale positivo mentre la seduta in trading range e il movimento in soli 22 punti non ci indicano nulla di nuovo. L'indice delle banche SX7E é salito 91.93 punti (+1.16%) - il momentum rialzista della borsa e l'incremento dei tassi d'interesse di mercato sull'EUR aiutano il settore bancario che attira la speculazione. Sui 92 punti c'é una resistenza. Se l'indice la supera ha teoricamente pista libera fino a 103-104 punti. Il DAX (+0.32% a 12670 punti) e il FTSE MIB (+0.28% a 22428 punti) sono riusciti a guadagnare ancora qualche punto confermando il rialzo di corto termine. I dubbi riguardanti la sostenibilità di questo movimento rimangono. A breve c'é ancora spazio verso l'alto visto che gli indici non sono ipercomperati e anche in America non appaiono segnali di correzione imminente.
Se come pensiamo le borse si trovano a medio termine in una fase neutra e stanno effettuando una larga oscillazione in laterale, gli indici dovrebbero ora trovarsi vicini ad un massimo intermedio. Si può riprovare a riaprire le posizioni short - attendiamo dei segnali d'inversione di tendenza o delle evidenti divergenze.

A New York abbiamo avuto una seduta nel range del giorno precedente. Gli indici si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso al centro del range giornaliero e senza sostanziali variazioni. L'impressione negativa fornita dal calo dell'S&P500 (-0.20% a 2989.69 punti) é sbagliata. In fondo si é trattato di una seduta in pari visto che le perdite (anche il Nasdaq100 é sceso del -0.28% a 7920 punti) sono state compensate in altri settori (DJTransportation +0.45% e Russell2000/RUT +0.12%). La seduta al NYSE é stata in effetti equilibrata con A/D a 3699 su 3635, NH/NL a 401 su 373 e volume relativo a 0.95.
L'S&P500 ha aperto a 2989 punti. All'inizio é sceso sul minimo a 2985 punti ed é poi risalito sul massimo a 2997 punti. Dopo l'ampiezza delle oscillazioni é diminuita e l'S&P500 ha chiuso al centro del range e sul livello d'apertura a 2989.69 punti (-0.20%). Notiamo sul grafico una doji star che finora significa solo equilibrio ed indecisione. Vediamo inoltre che l'S&P500 sembra voler rispettare la resistenza a 3000 punti - in ogni caso mostra molto rispetto per questa barriera psicologica.
La volatilità VIX é salita di poco a 13.68 punti (+0.14) - la CBOE Equity put/call ratio é rimasta neutra a 0.63 mentre il Fear&Gred Index é balzato a 47 punti (+5 punti). A livello di sentiment non ci sono cambiamenti significativi. 

Ieri il rialzo di corto termine ha rallentato in Europa e si é fermato in America. Stamattina appaiono dei segnali di debolezza. Il Nikkei é fermo (-0.05%) mentre Shanghai scende del -0.1%. Il future sull'S&P500 scivola a 2987 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3594 punti. Le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Probabilmente oggi saranno ancora le notizie riguardanti le trattative sulla Brexit a tenere banco.

Commento del 16 ottobre

Europa spumeggiante grazie al miraggio di una Brexit con accordo - S&P500 a 3000 punti con scarsa partecipazione e ottimismo

Ieri é stata una buona giornata per le borse europee (Eurostoxx50 +1.19% a 3598 punti) ed americana (S&P500 +1.00% a 2995.68 punti) che hanno entrambe guadagnato terreno. In Europa si vocifera che l'UE ed il governo inglese hanno trovato un accordo per regolare la Brexit prevista per la fine del mese. Questa prospettiva ha fatto lievitare le borse europee che hanno toccato nel corso della giornata dei nuovi massimi annuali marginali e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri e con guadagni superiori al +1%. Dei nuovi massimi di periodo sono dei segnali indiscutibili di rialzo. Bisogna domandarsi se questo movimento ha ancora del potenziale. Gli indici hanno raggiunto il livello superiore delle Bollinger Bands - le RSI giornaliere si aggirano sui 63 punti. Quest'anno tutte le spinte di rialzo si sono fermate a contatto con le BB - poi c'é stata per lo meno una correzione minore prima della continuazione del rialzo - l'alternativa é stata l'inversione di tendenza. Siamo di conseguenza convinti che anche questa volta le borse europee sono vicine ad un massimo intermedio. Non sappiamo invece se dopo una correzione il rialzo può continuare - secondo l'analisi tecnica é possibile - secondo l'analisi fondamentale no - a decidere sarà l'America.
La seduta in Europa ha avuto due fasi distinte. Gli indici azionari hanno aperto in moderato guadagno e subito le voci sulla Brexit hanno fatto salire le quotazioni. Alle 09.30 l'Eurostoxx50 (+1.19% a 3598 punti) aveva già raggiunto i 3593 punti. Poi c'é stata una lunga pausa fino nel pomeriggio. Solo dopo le 16.00 il rialzo é ripreso nella scia di New York. Gli indici hanno toccato il massimo giornaliero verso le 17.00 e si sono sgonfiati sul finale. Tutti i Paesi si sono mossi in gruppo (DAX +1.15% a 12629 punti, FTSE MIB +1.21% a 22365 punti). Solo l'SMI (+0.85% a 10048 punti) ha seguito a distanza - i suoi titoli difensivi lo hanno frenato (Nestlé -0.11%) e l'indice continua a seguire l'S&P500 americano che ieri si é fermato a ridosso dei 3000 punti.
Riassumendo le borse europee sono tecnicamente in buona forma. La spinta di rialzo iniziata il 9 ottobre ci ha preso in contropiede - pensavamo che il ribasso autunnale dovesse ancora continuare qualche giorno e far scendere gli indici sui minimi di agosto - ci siamo sbagliati. Ora non sappiamo se il previsto rialzo di fine anno é già cominciato. A breve deve iniziare una correzione minore. Ci immaginiamo un ritorno dell'Eurostoxx50 sui 3525 punti in una manciata di sedute. In questa fase cercheremo di capire quale sarà la tendenza dominante fino a fine anno.

La seduta a New York é stata influenzata in partenza dai segnali positivi provenienti dall'Europa e dai risultati trimestrali delle società americane pubblicati prima dell'apertura. Ieri era il turno di parecchie banche. Il mercato ha premiato risultati migliori delle stime degli analisti (JPMorgan +3.01%) ma non ha punito risultati deludenti (Goldman Sachs +0.31%). Sembra quindi che gli investitori vogliano affrontare questo periodo con ottimismo. Ieri sono stati soprattuto comperati i grandi nomi della tecnologia con l'eccezione di Apple (-0.23%).
L'S&P500 ha aperto a 2978 punti e velocemente é stato risucchiato dalla barriera magica dei 3000 punti. Alle 17.00 ha toccato i 3002 punti. Poi per ore non é successo nulla - l'S&P500 é oscillato in laterale tra i 2995 ed il massimo giornaliero a 3003 punti. Dopo le 20.00 si é capito che l'indice non aveva la forza per salire più in alto ed é scivolato fino alla chiusura a 2995.68 punti (+1.00%). Nasdasq100 (+1.28% a 7942 punti), DJT (+1.27%) e Russell2000/RUT (+1.19%) hanno fatto leggermente meglio - rimane l'impressione di un mercato che si muove in maniera omogenea spinto dai derivati - il comportamento del gregge. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5224 su 2179, NH/NL a 392 su 344 e volume relativo a 0.9. Lo scarso incremento dei nuovi massimi a 30 giorni e i modesti volumi suggeriscono la mancanza di potere d'acquisto - dubitiamo fortemente che questo mercato possa andare lontano malgrado che il massimo storico dell'S&P500 a 3022 punti del 19 settembre é a portata di mano.
Gli investitori sono diventati in poco tempo molto ottimisti - non parliamo però ancora di eccesso o di euforia. La volatilità VIX é scesa a 13.54 punti (-1.03). Siamo sui minimi di settembre - supporto é a 12 punti. Non crediamo che la VIX possa scendere ulteriormente - questo significa che l'S&P500 non può salire. La CBOE Equity put/call ratio era nella media a 0.61. Il Fear&Greed Index é fermo a 42 punti - evidentemente ha ampio margine di incremento.
Il reddito dell'USTBonds decennale é tornato a 1.77% (+0.01%) - alcuni giorni fà era ancora a 1.52% - sembra trattarsi di un rimbalzo in direzione della linea di trend discendente. A breve il reddito dovrebbe ricominciare a scendere mettendo fine al rialzo di una borsa che crede ancora nella ripresa della crescita economica.
Riassumendo restiamo della ferma opinione che l'S&P500 non é in una fase di sostanziale e sostenibile rialzo. È in una fase neutra con ampie oscillazioni tra i 2850 ed i 3000+ punti. È possibile che sul corto termine l'S&P500 provi a migliorare marginalmente il massimo storico a 3022 punti - manca meno dell'1%. Poi però deve ricadere.

Stamattina la borsa giapponese (Nikkei +1.10%) ha seguito l'America. Shanghai (-0.2%) invece é ancora debole. Il future sull'S&P500 é a 2991 punti (-6 punti) - un'ora fà era 3 punti più in basso. L'Eurostoxx50 vale ora 3598 punti - le borse europee aprirano in pari. I commenti nei media riguardanti l'accordo sulla Brexit sono positivi - in America c'é un certo ottimismo ora che la FED ha ricominciato a pompare regolarmente liquidità nel sistema. Le premesse sono quindi per una moderata continuazione del rialzo di corto termine.

Commento del 15 ottobre

Comportamento e volumi suggeriscono consolidamento

È sufficiente dare un'occhiata ai grafici per rendersi conto che ieri non é successo nulla di importante. Gli indici azionari europei si sono mossi in pochi punti nella parte superiore del range di venerdì scorso. Hanno chiuso nella parte superiore del range giornaliero con una leggera perdita e con volumi di titoli trattati bassi e in netto calo rispetto a settimana scorsa. Rispetto al rally di venerdì la perdita giornaliera é insignificante. L'impressione é che a corto termine gli indici azionari stiano semplicemente consolidando prima di provare a salire più in alto. Il ritrovato ottimismo degli investitori, che é si é rafforzato ieri (VIX a 14.57 punti, -1.01), impedisce però un movimento sostenibile sopra i 3000+ punti. Sembra che l'ampia oscillazione dell'S&P500 (-0.14% a 2966.15 punti) intorno ai 2950 punti possa durare ancora parecchio tempo.

Le borse europee hanno aperto in calo e sono scese fino in tarda mattinata. Nel pomeriggio hanno recuperato terreno insieme alla borsa americana e hanno chiuso sul livello d'apertura. Concretamente l'Eurostoxx50 ha aperto a 3553 punti, é caduto fino a 3531 punti di minimo ed é infine tornato a 3556 punti (-0.38%). DAX (-0.20% a 12486 punti) e FTSE MIB (-0.30% a 22098 punti) si sono comportati meglio ma la differenza non é importante. L'SMI (-0.53% a 9964 punti) ha perso più terreno. Nei media circola la voce che gli Stati Uniti intendano colpire le importazioni di medicinali dalla Svizzera con dei dazi punitivi. In fondo l'SMI ha retto bene malgrado questa notizia - le perdite nel settore farmaceutico sono state modeste.
Riassumendo la seduta negativa in Europa può significare qualsiasi cosa - dopo il rally di venerdì e a causa dei bassi volumi di titoli trattati sembra però solo un breve ritracciamento prima della continuazione del rialzo di corto termine.

La seduta a New York é stata contraddistinta da una calma surreale - le candele sui grafici si scorgono appena e i volumi di titoli trattati sono stati i più bassi da mesi (volume relativo a 0.6). A livello tecnico c'é poco da dire - rileviamo unicamente il forte calo della volatilità VIX, insolito per una seduta negativa.
La cronaca della giornata é presto fatta. L'S&P500 ha aperto a 2968 punti ed é oscillato a caso tra i 2962 ed i 2972 punti. Ha chiuso al centro di questo stretto range a 2966.15 punti (-0.14%). La tecnologia (Nasdaq100 -0.02% a 7842 punti)  si é comportata meglio mentre DJ Transportation (-0.35%) e Russell2000 (-0.43%) erano più deboli. Per questa ragione i dati della giornata sono piuttosto negativi: A/D a 2737 su 4611 e NH/NL a 165 su 500 (forte incremento dei NL). La CBOE Equity put/call ratio é tornata sulla media di lungo periodo a 0.62. Il Fear&Greed Index é fermo a 42 punti.
Il gap di venerdì scorso sui grafici é rimasto aperto - non c'é stato nessun serio tentativo di scendere sotto il minimo di venerdì. A questo punto il gap sembra significare accelerazione e presuppone una continuazione verso l'alto. Le Bollinger Bands si stanno restringendo - il bordo superiore per l'S&P500 scorre a 3030 punti. A breve non sembra esserci molto spazio di manovra.

Stamattina il Nikkei, dopo la pausa di ieri, guadagna il +1.82% - Shanghai compensa con un -0.6%. Il future sull'S&P500 torna a 2975 punti (+9 punti). Oggi la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese americane entra nel vivo - é il turno delle grandi banche come JP Morgan, Citigroup, Goldman Sachs e BlackRock. Ieri queste azioni sono salite in previsione di risultati positivi - da mesi le azioni oscillano in laterale seguendo lo stesso cammino dell'S&P500 - sarà interessante osservare la reazione odierna ai dati.
L'Eurostoxx50 vale ora 3573 punti - le borse europee apriranno con un moderato guadagno (+0.4%) e nuovamente sui livelli di chiusura di venerdì compensando la perdita di lunedì. Considerando quanto visto ieri é probabile che anche oggi i movimenti saranno limitati.

Aggiornamento del 14 ottobre

L'invasione turca lascia indifferenti i mercati finanziari

Il tema dominante durante il fine settimana é stato l'inizio dell'invasione turca nel nord della Siria. L'attacco é stato permesso da un ritiro delle truppe americane presenti sul territorio accanto agli alleati curdi. Donald Trump ha dato luce verde a Erdogan per l'operazione per poi minacciare sanzioni poiché quella che doveva essere la formazione di una fascia cuscinetto di sicurezza si é
rivelata un'attacco militare violento e profondo. È possibile che le truppe siriane di Assad vadano in soccorso ai curdi complicando ancor di più una situazione geopolitica già intricata. Dimentichiamo i discorsi su terrorismo, profughi, giustizia e sicurezza - nella parte della Siria controllata finora dai curdi si trovano il 70% delle riserve petrolifere del Paese. La lotta é per il controllo di queste risorse.
Per i mercati finanziari questo é un conflitto regionale senza conseguenze per l'economia mondiale. La Lira turca si indebolisce e il prezzo del petrolio é aumentato - nulla però in grado di impensierire le maggiori borse mondiali.
Sul mini accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina raggiunto venerdì sera le opinioni sono discordanti. C'é chi vede un passo di distensione nella giusta direzione e c'é invece chi sottolinea l'impatto limitato degli accordi e la mancanza di soluzioni per quel che riguarda i problemi più spinosi. Per saldo é probabile che per il momento questo tema venga messo da parte e che la borsa debba cercare altrove nuovi stimoli.

La settimana inizia nella calma e all'insegna della stabilità. In Giappone é giorno di festa - la borsa é chiusa. Shanghai sta guadagnando il +1.12%. Il future sull'S&P500 lievita a 2974 punti (+4 punti). Le borse europee devono ancora scontare il debole finale di seduta venerdì a Wall Street - apriranno di conseguenza in calo. L'Eurostoxx50 vale ora 3556 punti (-14 punti, -0.4%). L'agenda economica non offre appuntamenti interessanti. Pensiamo di ritrovare gli indici stasera poco lontani dai livelli d'apertura.
Questa settimana inizia la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle aziende americane. I dati dovrebbe contribuire a smuovere le acque.

Commento del 12-13 ottobre

Trump batte analisi tecnica 3 a 0

Una settimana fà ci aspettavamo che il ribasso autunnale riprendesse vigore. Dopo un rimbalzo tecnico doveva partire una seconda spinta di ribasso. Il piano ha funzionato fino a martedì che é stata per le borse una giornata pessima con perdite intorno al -1.1% in Europa e -1.5% in America. Da mercoledi però Donald Trump ha cominciato a diffondere informazioni ottimistiche riguardanti le trattative commerciali tra Stati Uniti e Cina - un accordo sembrava imminente. Nel contempo anche su fronte della Brexit sembra muoversi qualcosa. La reazione delle borse é stata immediata e vigorosa. Ci sono state tre sedute di rialzo con un'accelerazione venerdì che ha permesso agli indici azionari europei di avvicinare (Eurostoxx50 +2.17% a 3570 punti) o superare marginalmente (DAX +2.86% a 12511 punti) i massimi di settembre. Venerdì in effetti Stati Uniti e Cina hanno annunciato di avere fatto un primo passo concreto e di essere pronti a firmare un primo accordo parziale mentre la trattativa proseguirà nei prossimi mesi. La reazione a New York é stata meno entusiastica - l'S&P500 ha chiuso a 2970.27 punti (+1.09%) dopo aver toccato un massimo a 2993 punti verso le 17.30. Il gravestone doji sul grafico é un segnale negativo o di esaurimento che compensa a breve una serie di segnali positivi - l'indice é tornato nettamente nel range 2950-3000+ punti che ci accompagna da mesi - il guadagno giornaliero di 32 punti ha provocato una performance settimanale positiva del +0.62% - i Summation Index ricominciano a salire dando l'impressione che la correzione di ottobre é finita. Il problema é che le borsa, soprattuto quella americana, non sembrano in grado di ripartire in maniera dinamica e sostenibile al rialzo. Venerdì sono già apparsi i primi segnali di eccesso d'ottimismo e di speculazione al rialzo - la volatilità VIX, dai 20.28 punti di martedì, é crollata a 15.58 punti (-1.99 punti o -4.70 punti in tre sedute) - La CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.51 (ricordiamo che un dato inferiore a 0.50 segnala spesso l'imminenza di una correzione). Di conseguenza il comportamento degli indici durante la seduta, la reazione all'annuncio del mini accordo commerciale e i dati sul sentiment ci dicono che l'S&P500 non dovrebbe salire più in alto. Sembra che l'S&P500 debba quindi rimanere ancora un certo periodo tra la MM a 50 giorni (2935 punti) e il massimo storico (3022 punti) ciò che corrisponde ad un leggero allargamento del range 2950-3000 punti. Ciclicamente e stagionalmente questa fase neutra potrebbe durare fino a fine mese. In teoria e secondo il nostro scenario di base dovrebbe poi seguire un rialzo fino a fine anno. Non siamo però ancora sicuri. La ragione é che le ultime tre sedute erano tecnicamente anomale e hanno scombinato i cicli - non possiamo escludere che ci sia ancora un tentativo di ribasso prima del rialzo di fine anno. Per risolvere questo problema c'é un sistema abbastanza semplice. Nei prossimi giorni l'effetto emotivo di questo accordo commerciale sparirà e si tratterà di capire se il mercato sta accumulando o nuovamente distribuendo. A livello di investimento non c'é l'urgenza di prendere una decisione. Passato questo mini rally la borsa americana si stabilizzerà e probabilmente i 2950 punti di S&P500 serviranno come punto di riferimento ancora per parecchie sedute.
La Brexit é prevista il 30 ottobre - un rinvio é ancora possibile. La scadenza si avvicina mentre dietro le quinte si svolgono ancora delle trattative. Non vogliamo fare ipotesi e speculazioni sull'esito di questi incontri - sappiamo però che novità da questo fronte influenzeranno nelle prossime due settimane le borse europee. La correlazione positiva tra Europa ed America resta valida. Significa che l'Europa può sovraperformare (come settimana scorsa) o sottoperformare (come due settimane fà) - non può andare per conto suo. Se la borsa americana si ferma quelle europee non andranno lontane. La marginale rottura al rialzo (DAX) di venerdì potrebbe essere un falso segnale d'acquisto - nel dopo borse gli indici sono ricaduti - alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva ancora 3553 punti, il DAX 12468 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +3.57% a 3570 punti
DAX                         +4.15% a 12511 punti
SMI                          +1.93% a 10017 punti
FTSE MIB                  +3.24% a 22165 punti
S&P500                    +0.62% a 2970.27 punti
Nasdaq100               +1.16% a 7843 punti

La seduta di venerdì é vissuta sulla speranza e si é sgonfiata davanti alla realtà dei fatti di un accordo commerciale parziale e secondo noi deludente nei contenuti. Le borse europee hanno avuto una seduta di forti rialzi e gli indici hanno chiuso sui massimi giornalieri. In teoria dovrebbe esserci settimana prossima una continuazione - il momentum é in favore dei rialzisti e non ci sono segnali di eccesso di rialzo - le RSI sono sui 60 punti mentre le candele sui grafici sono ancora ampiamente all'interno delle Bollinger Bands. A decidere sulla continuazione del rialzo o meno saranno però l'America e la Brexit. Notiamo in Europa un eccesso di speculazione - solo così si spiega il rally del settore bancario il cui indice SX7E venerdì ha guadagnato il +3.93%. È evidente che i mercati sono passati velocemente da uno scenario di risk on a uno di risk off - oltre al rally dei settori speculativi e ciclici (che spiega l'ottimo comportametno del DAX) notiamo un calo delle obbligationi di prima qualità (Bund, Conf, ecc.) e del Franco Svizzero (EUR/CHF a 1.10). Anche l'oro, classico bene rifugio, ha perso di valore (1489 USD/oncia contro i 1520 di una settimana fà). Insomma il pendolo si é spostato da un estremo all'altro - dovrebbe ora ricadere verso il centro.

L'S&P500, ha aperto in gap up a 2972 punti. Ha continuato la sua corsa fino alle 17.30 quando ha toccato il massimo giornaliero a 2993 punti. Questo spiega la chiusura delle borse europee sul massimo giornaliero. L'S&P500 ha corretto a metà seduta fino a 2972 punti, é risalito fino alle 20.40 a 2992 punti e dopo la notizia dell'accordo é caduto e ha chiuso a 2970.27 punti (+1.09%) salvando un guadagno di 32 punti. Tutti gli indici hanno contribuito al buon risultato finale (Nasdaq100 +1.34% a 7843 punti, DJT +2.23%, RUT +1.79%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5637 su 1796, NH/NL a 397 su 284 e volume relativo a 1.0. I dati sul sentiment si completano con l'impennata del Fear&Greed Index a 42 punti (+6). La tendenza di fondo della borsa americana é ora praticamente neutra con il 52.6% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percenti Index sul NYSE a 49.05 punti.
Cosa potrebbe succedere settimana prossima? Ci aspettiamo all'inizio una correzione minore - l'S&P500 dovrebbe ridiscendere sui 2940 punti. Poi potrebbe sia esserci un tentativo di rialzo fino ai 3000 punti che un nuovo tentativo di ribasso - in fondo il ciclo negativo non é ancora finito.
A livello operativo manteniamo aperte le posizioni short su S&P500 e Nasdaq100. Se le borse europee guadagnassero ancora un +1%/+2% rispetto ai valori di chiusura di venerdì ed entrassero in eccesso di rialzo pianifichiamo la riapertura delle posizioni short chiuse venerdì in pari sui buy stop.
 
Commento dell'11 ottobre

Trump: "I negoziati sono andati molto, molto bene" - e le borse salgono...

Ieri le borse sono nuovamente salite - gli investitori hanno creduto alle affermazioni ottimistiche di Donald Trump e sono convinti che un accordo commerciale tra Cina e Stati Uniti é imminente.
Le borse europee sono oscillate sulla parità fino alle 15.30. Dopo l'apertura a New York sono decollate seguendo S&P500 e colleghi - un'altro esempio dell'indipendenza degli europei rispetto agli americani. L'Eurostoxx50 ha toccato i 3501 punti e ha chiuso poco più in basso a 3494 punti (+0.91%). Se mercoledì il settore finanziario era stato fonte di preoccupazioni ieri il settore delle banche (SX7E +3.01% a 85.65 punti) ha trascinato il rialzo. Evidentemente gli speculatori hanno visto giungere il loro momento ed hanno comperato il solito settore speculativo che in un rally di breve termine offre il migliore potenziale di guadagno. Il FTSE MIB (+1.03% a 21756 punti) ha seguito a ruota grazie alle azioni delle banche contenute negli indici europei. Il DAX (+0.57% a 12164 punti) é rimasto indietro - forse ha compensato la sovraperformance di mercoloedì. L'SMI (+0.74% a 9903 punti) si é piazzato in mezzo al gruppo e si riavvicina a quei 10000 punti che ci accompagnano da metà giugno.
La situazione tecnica é ora confusa e contraddittoria. Gli indici azionari europei hanno praticamente compensato la metà delle perdite registrate ad inizio ottobre. Non siamo in grado di dire se il rialzo di corto termine proseguirà o se a breve sarà la tendenza ribassista di medio termine a riprendere il sorpravvento. Se Cina e Stati Uniti sono effettivamente in grado nei prossimi giorni di sottoscrivere un accordo commerciale il rialzo proseguirà - non oltre però i massimi di settembre. Se invece le trattative falliscono é probabile che ci sarà un tonfo. L'analisi tecnica ci dice unicamente che gli investitori sono nervosi e proni a cambiare opinione ad ogni alito di vento.

Anche la seduta a New York "é andata bene". L'S&P500 ha aperto a 2917 punti e ed salito fino alle 17.15 sul massimo giornaliero a 2948 punti. Rivediamo quei 2950 punti che tecnicamente ci tengono occupati da settimane. Fissato il range della giornata l'S&P500 non ha più combinato molto. Dopo le 20.00 si é tuffato fino ai 2927 punti e ha poi recuperato e chiuso a 2938.13 punti (+0.64%). Il Nasdaq100 (+0.65% a 7740 punti) lo ha copiato. Il Russell2000 (+0.40%), più sensibile ai dati congiunturali che ai twitter di Trump segue a distanza.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4525 su 2841, NH/NL a 154 su 648 (pochi cambiamenti rispetto a mercoledì - ci aspettavamo un maggiore calo dei NL) e volume relativo a 0.8 (ancora un rialzo senza volumi...). La volatilità VIX é caduta a 17.57 punti (-1.07) - la CBOE Equity put/call ratio era neutra a 0.62.
La seduta odierna é determinante per il trend a corto termine. Alle 07.30 il future sull'S&P500 era a 2953 punti - ora fa marcia indietro ed é a 2948 punti (+7 punti) - resta sotto il massimo di ieri. Aspettiamo la chiusura settimanale per poter giudicare se il ribasso autunnale ha ancora un futuro o se invece dobbiamo prepararci a qualcosa d'altro. L'S&P500 ha toccato i 2950 punti il 1. maggio...

Stamattina prevale l'ottimismo. Il Nikkei é salito del +1.15% - Shanghai sta guadagnando il +0.9%. L'Eurostoxx50 vale ora 3505 punti. Le borse europee apriranno leggermente sopra i massimi di ieri e con guadagni di circa il +0.4%. L'esito della giornata dipende dall'esito delle trattative tra Cina e Stati Uniti. Attenzione perché potrebbe anche esserci l'effetto "sell on good news" visto che questo tema sta dominando la scena da mesi e tutti sono convinti che un accordo deve provocare un rally. Se tutti si sono posizionati long in anticipo non ci sarà più nessuno che deve ancora comperare mentre molti vorranno prendere i guadagni.

Commento del 10 ottobre

Abbiamo preso un gol in contropiede - siamo però ancora in vantaggio

Dopo la pessima seduta di martedì eravamo convinti che fosse partita la seconda spinta di ribasso. Mancava un nuovo minimo di periodo a confermare questa tendenza ma i segnali tecnici ribassisti erano predominanti. Per questo ieri mattina avevamo previsto una seduta negativa o in pari. Il rialzo (Eurostoxx50 +0.85% a 3462 punti, S&P500 +0.91% a 2919.40 punti) ci ha colpiti a freddo - nel linguaggio del calcio ci siamo presi un gol in contropiede quando ormai sicuri della vittoria eravamo sbilanciati all'attacco. Ora si tratta di capire se sta cambiando qualcosa nella situazione tecnica - concretamente abbiamo cercato sulla base di grafici e indicatori di costruire uno scenario rialzista. Non ci siamo riusciti. Il rialzo di ieri ha compensato solo in parte il ribasso di martedì - le borse sembrano unicamente essersi fermate. I volumi nelle sedute negative sono più alti che nelle sedute positive - la pressione di vendita sembra superiore al potere d'acquisto. I Summation Index sono ancora in calo mentre il rapporto NH/NL non migliora in maniera significativa. La conclusione é che non ci sono argomenti utili per abbandonare lo scenario ribassista malgrado la sorprendente seduta positiva di mercoledì.

Ieri in Europa é per lo meno successo qualcosa di nuovo - tra Paesi e settori ci sono state sensibili differenze di performance. Forse sta cambiando qualcosa - forse era solo un caso ma in ogni caso é un effetto da monitorare con attenzione. Può emergere un settore forte in grado di trascinare un rialzo o uno debole che può scatenare la seconda spinta di ribasso. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +0.85% a 3462 punti senza un valido contributo da parte del settore finanziario. L'indice delle banche SX7E (+0.30% a 83.15 punti) é rimasto indietro malgrado tassi d'interesse in aumento - spesso questo é un segnale di debolezza ma in una giornata come quella di ieri può significare qualsiasi cosa. Ieri sera non sapevamo come giudicare questa strana seduta. Questa alternanza di sedute positive e negative con una successione di candele rosse e verdi sul grafico e con indice per saldo invariato da l'impressione che gli investitori non sanno cosa fare. Basta una qualsiasi notizia senza fondamento per farli correre in una direzione o nell'altra.
Il DAX tedesco (+1.04% a 12094 punti) si é comportato molto bene grazie alla buona performance di alcuni titoli di peso. I guadagni di  Adidas, SAP e Daimler hanno provocato un aumento di 55 punti dell'indice. Il DAX ha cancellato la perdita di martedì. Capiamo che dopo essersi appoggiato sul bordo inferiore delle BB l'indice possa nuovamente rimbalzare - un guadagno di 124 punti é però incomprensibile. Bisognerebbe sapere cosa frulla nella testa di quegli operatori che hanno venduto martedì e comperato ieri. Notiamo il calo dei volumi di titoli trattati che attribuisce maggiore valore alla caduta di martedì rispetto al rally di ieri. Inoltre il DAX ha chiuso lontano dal massimo giornaliero (12165 punti) toccato verso le 11.30. I rialzisti hanno dominato la mattina ma nel pomeriggio non hanno più combinato nulla.
Anche in Italia é bastata una nota di distensione nei tesi rapporti USA-Cina a livello commerciale per ridare fiducia ai rialzisti. Il FTSE MIB (+0.60% a 21533 punti) é salito la mattina fino alle 11.25 (massimo a 21649 punti) e poi é semplicemente scivolato verso il basso fino a sera. Difficile dare una valutazione a questa strana seduta che potrebbe significare qualsiasi cosa. Il FTSE MIB fatica a staccarsi  dai 22500 punti. Questa seduta positiva ha raffreddato gli entusiasmi dei ribassisti come noi. Adesso siamo a corto di idee poiché mancano segnali chiari mentre il FTSE MIB si ferma sulla MM a 50 giorni praticamente piatta. Non appare uno scenario rialzista ma credere in un ribasso dinamico e sostanziale comincia a diventare difficile.
L'SMI svizzero ha guadagnato solo il +0.30% a 9830 punti. È stata una seduta in trading range che non ci dice nulla di particolare. La situazione tecnica é invariata.
Ieri la borse europee sono salite grazie ai titoli di crescita - quelli difensivi, contenuti p.e. nell'SMI, hanno faticato. Questa impressione viene rafforzata da un sensibile aumento dei tassi d'interesse di mercato. Vediamo se nei prossimi giorni questo scenario si ripresenta - potrebbe avere implicazioni positive per le borse.

Anche la seduta in America é stata molto buona. Gli indici hanno aperto in guadagno, sono oscillati in laterale fino alle 17.30, sono saliti fino alle 21.40 e si sono sgonfiati sul finale. I rialzisti hanno guadagnato terreno ma non hanno dominato. Gli scarsi volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.75) ci fanno sospettare che più che altro si é trattato di uno sciopero dei compratori.
L'S&P500 ha aperto a 2914 punti, é oscillato per due ore tra i 2907 ed i 2918 punti ed poi salito fino a 2929 punti di massimo. Infine ha perso 11 punti e ha chiuso a 2919.40 punti (+0.91%). Ancora una volta la tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 +1.13% a 7690 punti) mentre il Russell2000 ha fatto peggio (+0.47%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4857 su 2469, NH/NL a 161 su 735. La volatilità VIX é caduta a 18.64 punti (-1.64), la CBOE Equity put/call ratio era piuttosto bassa a 0.58 mentre il Fear&Greed index si é fermato a 30 punti (+1).
In un mercato con un trend ribassista di medio termine almeno fino alla metà di ottobre non appaiono ancora abbastanza segnali rialzisti per poter dire che sta cambiando qualcosa prima del previsto. Chi si sente a disagio con posizioni short può chiuderle ora in guadagno e stare a guardare. Non ci sono motivi validi per andare long.

Stamattina le borse asiatiche hanno seguito Europa ed America - il Nikkei guadagna il +0.42%, Shanghai sale del +0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2914 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.10 vale 3463 punti. Le borse europee apriranno invariate. Il tema dominante sembra la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti - le notizie riguardanti questa disputa saranno determinanti. Gli investitori sono nervosi ed incerti - basta poco per spingerli in una o nell'altra direzione. Dai 2919 punti l'S&P500 é libero di muoversi tra i 2856 ed i 2960 punti.

Commento del 9 ottobre

È partita la seconda spinta di ribasso - una correzione ABC ha obiettivo a circa 2800 punti di S&P500

Ieri i venditori hanno dominato la scena in maniera convincente. Le seduta in Europa ed in America sono state decisamente negative. Gli indici azionari hanno aperto sul massimo della giornata e hanno chiuso sui minimi con pesanti perdite e volumi di titoli trattati in aumento. Sui grafici appaiono delle marcanti candele rosse. Ci sono tutti gli ingredienti per una ripresa del ribasso autunnale - a conferma manca solo un nuovo minimo di periodo - deve arrivare nel corso della settimana.

La borse europee hanno aperto in guadagno ma subito si é visto che questo segnale positivo era evanescente. Gli indici sono scesi e si sono fermati unicamente verso le 13.00 sul minimo giornaliero. C'é stato nel pomeriggio un assestamento e un tentativo di recupero ma sul finale, con un occhio a Wall Street, le borse europee si sono nuovamente sgonfiate e hanno chiuso vicino al minimo giornaliero. Il rimbalzo di lunedì e venerdì é stato in buona parte cancellato.
L'Eurostoxx50 ha aperto con una salita fino a 3476 punti - é sceso alle 13.00 sul minimo giornaliero a 3426, é rimbalzato ed é ricaduto in chiusura a 3432 punti (-1.11%). Il minimo di settimana scorsa a 3398 punti é di nuovo a portata di mano. Anche ieri l'omogeneità dei mercati é stata stupefacente - tutti gli indici si sono comportati alla stessa maniera e hanno la stessa performance negativa - DAX -1.05% a 11970 punti, FTSE MIB -1.14% a 21405 punti e SMI -1.15% a 9800 punti.
Gli indici non sono ipervenduti (RSI sui 42 punti) e non c'é segno di panico - non appaiono particolari divergenze - di conseguenza il ribasso dovrebbe continuare nei prossimi giorni.

Anche la seduta a Wall Street é stata pessima e questa volta é anche apparsa pressione di vendita sotto forma di una forte espansione dei nuovi minimi a 30 giorni (NL) e dei volumi di titoli trattati. I Summation Index continuano la loro discesa e sembrano a circa metà strada. 
L'S&P500 ha aperto a 2916 punti e in due ondate é sceso per le 17.30 fino a 2898 punti. Poi c'é stata una buona reazione dei rialzisti che ha fatto risalire l'indice fino alle 20.50 a 2925 punti - questa fase positiva mostra che c'é ancora chi crede nel rialzo - solo quando questi ottimisti saranno spariti ci saranno le premesse per un solido minimo a medio termine. Nell'ultima ora di contrattazioni l'S&P500 é solo sceso e ha chiuso sul minimo a 2893.06 punti (-1.56). Guarda caso il Nasdaq100 ha fatto registrare un -1.56% a 7604 punti. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1613 su 5767, NH/NL a 120 su 1075 (!) e volume relativo a 1.0.  La volatilità VIX é balzata a 20.28 punti (+2.42), la CBOE Equity put/call ratio era a 0.73 (alta ma non in maniera particolare) mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 29 punti (-1 punto).
In questo periodo l'analisi tecnica funziona particolarmente bene. Usando le sue regole le previsioni sullo sviluppo delle borse sono buone. Molti investitori si comportano in maniera prevedibile e uniforme seguendo specialmente il sentiment - quando comperano comperano un pò tutto e viceversa - agiscono quindi sugli indici (ETF, futures) senza una particolare differenziazione. Questo comportamento di gregge é molto pericoloso poiché annullla gli effetti positivi della diversificazione. Temiamo che questa fase di ribasso possa terminare con una seduta catastrofica.

Stamattina le borse sono stabili, miste e poco mosse. Il Nikkei perde il -0.69% - Shanghai sta guadagnando il +0.3%. Il future sull'S&P500 rimbalza a 2898 punti (+5 punti) - poco rispetto alla perdita di 45 punti di ieri sera ma almeno c'é un accenno di reazione. L'Eurostoxx50 vale 3440 punti - le borse europee aprirano con leggeri guadagni. Alle 17.00 Jerome Powell terrà una conferenza. Gli investitori sono nervosi e prenderanno qualsiasi spunto per muoversi in una o nell'altra direzione. L'esito della seduta é incerto anche se una continuazione del ribasso é più probabile che un forte rimbalzo.     

Commento dell'8 ottobre

Il rimbalzo é finito - la MM a 50 giorni ha un'importanza relativa

Ieri sera verso le 18.00 eravamo perplessi. Le borse europee avevano appena chiuso vicino ai massimi giornalieri e con consistenti guadagni (Eurostoxx50 +0.71% a 3471 punti). Questo non era un problema poiché formalmente si trattava del secondo giorno di rimbalzo. Guardando i grafici si vedeva che il guadagno era modesto se confrontato con la pesante caduta di settimana scorsa. Inoltre i bassi volumi di titoli trattati sostenevano l'ipotesi del rimbalzo tecnico. Avremmo però preferito che la settimana non iniziasse così bene. Il problema era soprattutto il comportamento della borsa americana. Dopo un'apertura in calo l'S&P500 aveva recuperato e alle 18.00 era in guadagno di 3 punti a 2955 punti. Noi avevamo previsto una seduta negativa - se l'S&P500 fosse penetrato troppo profondamente nel settore 2950-3000 punti allontanandosi sensibilmente dalla MM a 50 giorni (2940 punti - in calo) il nostro scenario ribassista avrebbe subito un duro colpo. Il rialzo dell'S&P500 é proseguito fin verso le 20.00 quando l'indice ha toccato il massimo giornaliero a 2959 punti. Poi il vento é cambiato come se improvvisamente gli acquisti si fossero esauriti. L'S&P500 é caduto in meno di un'ora a 2940 punti, é rimbalzato ed é sceso in chiusura fino a 2938.79 punti (-0.45%). Abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Non é ancora partita una seconda spinta di ribasso - a questo scopo manca ancora pressione di vendita a livello di NL e volumi (volume relativo a 0.8). Sembra però che il rimbalzo sia finito e che l'S&P500 non abbia forze e motivazione per salire più in alto - secondo il mercato delle opzioni si é trattato unicamente di un short covering rally partito dai 2856 punti provocato da un eccesso di speculazione short da parte dei traders.
Un'altro fattore é evidente - la MM a 50 giorni serve come livello di riferimento ma non può essere considerata una valida resistenza o supporto. Non dobbiamo farci influenzare da rotture al rialzo o al ribasso di questa media mobile e interpretarle come segnali tecnici significativi.

Sulla seduta in Europa non abbiamo molto da aggiungere. Siamo solo stupiti dell'uniformità del movimento. Tutti gli indici si muovono alla stessa maniera (DAX +0.70% a 12097 punti, FTSE MIB +0.85% a 21652 punti, SMI +0.88% a 9914 punti) come se non ci fossero differenza tra i vari Paesi e settori. Gli investitori sembrano comperare indici e ETF senza fare grandi differenze tra i vari titoli. Una situazione strana che assomiglia al comportamento di un gregge. Non osiamo immaginarci cosa potrebbe succedere quando per una ragione qualsiasi tutti si butteranno verso l'uscita.
In ogni caso ieri gli indici hanno chiuso sul massimo e formalmente era la seconda giornata di rimbalzo. In teoria le borse potrebbero salire ancora oggi. Un rimbalzo in una fase di ribasso non dovrebbe superare il 50% della prima spinta di ribasso. Questo significa che teoricamente l'Eurostoxx50 non deva risalire più dei 3480-3490 punti.

La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2567 su 4768, NH/NL a 240 su 411 e volume relativo a 0.8. Il Nasdaq100 é sceso del -0.37% a 7725 punti. DJT (-0.15%) e RUT (-0.13%) hanno contenuto le perdite. La volatilità VIX é balzata a 17.86 punti (+0.82) - la CBOE Equity put/call ratio era sulla media di lungo periodo a 0.65 mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 30 punti (-2 punti). A livello di sentiment nulla da segnalare. I Summation Index sono ancora in calo insieme alle medie mobili (MM) a 50 giorni. Le MM a 200 giorni sono invece in crescita e servono da supporto di lungo termine.

Stamattina l'intonazione dei mercati é sorprendentemente positiva. Il Nikkei guadagna il +1.01% - Shanghai torna a trattare dopo giorni di pausa e mette a segno un +0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2948 punti (+10 punti) - compensa la perdita di 13 punti di ieri sera. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3479 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.2%. Difficile fare una previsione per la giornata - tassi d'interesse e cambi sono fermi - i prezzi di petrolio e rame aumentano (ca. +0.8%) - le premesse sono per una seduta moderatamente positiva anche perché l'agenda economica non si presta a sorprese.
Tecnicamente preferiremmo vedere una seduta in pari o in leggero calo - specialmente a Wall Street.

Aggiornamento del 7 ottobre

La settimana inizia male - per fortuna...

Al termine dell'analisi del fine settimana siamo rimasti ribassisti malgrado la buona seduta di venerdì (S&P500 +1.42% a 2952 punti, Eurostoxx50 +0.86% a 3446 punti). Per fortuna - da come si presentano i mercati finanziari stamattina, sembra che abbiamo avuto ragione - almeno per il momento. Il future sull'S&P500 scende a 2938 punti (-12 punti) e gli altri mercati si muovono di conseguenza. Il Nikkei perde il -0.19% - le borse cinesi sono ancora chiuse in occasione dei festeggiamenti per i 70 anni delle fondazione della Repubblica Popolare Cinese. L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3447 punti - in pari rispetto alla chiusura ufficiale di venerdì ma in calo rispetto al valore stimato alle 22.00 di 3460 punti. Le borse europee apriranno senza sostanziali variazioni. Non abbiamo una particolare opinione per questa giornata - il calendario economico non offre appuntamenti d'interesse. Alle 19.00 Jerome Powell tiene una conferenza - forse potrebbe dare indicazioni sulla politica monetaria della FED e muovere i mercati. In caso contrario ci aspettiamo una seduta leggermente negativa.
Notiamo la caduta del Bitcoin a 7850 USD (ca. -5%). Non seguiamo le criptovalute da vicino. Invitiamo però alla prudenza poiché la tendenza di fondo é al ribasso. Inoltre ciclicamente gli ultimi tre mesi dell'anno per Bitcoin & Co. sono pessimi. Secondo grafico si prepara una caduta a 3000 USD per fine anno. Non andate però short sulla base di questa previsione. Non conosciamo i fondamentali di questo asset e questa previsione, puramente grafica, può essere ampiamente sbagliata. Non crediamo però di sbagliarci sulla direzione del mercato. Esistono molti più rischi di ribasso che potenziale di rialzo.

Commento del 5-6 ottobre

Abbiamo un problema di 10 punti (S&P500 +1.42% a 2952 punti) in un mercato contraddittorio

Secondo le nostre previsioni venerdì l'S&P500 doveva continuare il rimbalzo iniziato giovedì dal minimo a 2856 punti. Pensavamo che l'indice dovesse risalire al massimo fino ai 2938 punti - doveva però almeno restare sotto la MM a 50 giorni (ora a 2942 punti) per mantenere valida la spinta di ribasso di ottobre. Venerdì l'S&P500 ha toccato un massimo a 2953 punti e ha chiuso a 2952.01 punti (+1.42%). Abbiamo un problema visto che l'S&P500 ha superato il nostro limite massimo di 10 punti. Inoltre abbiamo l'impressione di trovarci ad un punto morto. Una settimana fà ci aspettavamo una rottura del supporto a 2950 punti - questa accelerazione al ribasso doveva essere la conferma del ribasso autunnale - ora siamo nuovamente al punto di partenza e come spesso succede in situazioni simili gli indicatori sono misti e contraddittori. Nell'immediato i rialzisti sembrano in vantaggio poiché venerdì sono riusciti ad imporre una chiusura a ridosso del massimo giornaliero - inoltre un rimbalzo dura normalmente 3 sedute, il tempo necessario per obbligare i traders short a chiudere le posizioni. Sembra quindi che lunedì possiamo avere ancora una seduta positiva e questo aggraverebbe il nostro problema. D'altra parte gli indicatori di medio termine puntano ancora al ribasso - i Summation Index sono ancora in calo. La previsione di ribasso almeno fino a metà ottobre é ancora valida. Abbiamo l'abitudine di dare ai nostri lettori un'opinione chiara senza forse, magari e punti di domanda. Questa volta siamo veramente in difficoltà e fatichiamo a prendere una decisione - avremmo preferito vedere la seduta di lunedì prima di dover scrivere questo commento. Forse stiamo dando troppa importanza alla MM a 50 giorni come punto di riferimento - la mattina del 9 agosto abbiamo avuto un problema simile ma in quella occasione gli indicatori davano informazioni più chiare e non abbiamo fatto fatica a prevedere, giustamente, una ricaduta dell'indice sotto la MM a 50 giorni dopo due giorni di forte rialzo. Insomma - cosa succederà settimana prossima? - il ribasso di ottobre é già finito sul minimo a 2856 punti? Non riusciamo a sposare un'ipotesi rialzista anche osservando la situazione in Europa dove le rotture al ribasso sono evidenti e confermate. La settimana in Europa é stata pessima a causa delle sanzioni commerciali che Donald Trump ha imposto a merci inportate dall'Europa. Giovedì l'Europa non ha rimbalzato - ha dovuto aspettare venerdì - l'Eurostoxx50 é risalito a 3446 punti (+0.86%) - nel dopo borsa ha recuperato fino a 3460 punti - non é abbastanza per salvare una settimana tecnicamente negativa sotto tutti i punti di vista.
Noi basiamo le nostre previsioni sull'analisi tecnica - guardiamo però brevemente cosa é successo a livello di fondamentali in America. Giovedì la borsa ha guadagnato terreno dopo che sono stati pubblicati dei dati pessimi sul settore dei servizi americani. La giustificazione é stata che questo obbligherà la FED ad intervenire ed abbassare i tassi d'interesse - in effetti il reddito dell'USTBond decennale é sceso a 1.54% (-0.06%). Venerdì il report sul mercato del lavoro americano é stata migliore del previsto - secondo logica l'effetto sulla borsa avrebbe dovuto essere negativo seguendo lo stesso ragionamento del giorno prima. Invece gli analisti hanno tirato un sospiro di sollievo dicendo che non c'é rischio di recessione. La borsa é decollata e il reddito dell'USTB decennale é... sceso a 1.52% (-0.02%). Non vediamo la logica in questo comportamento. Più che altro ci sembra che gli investitori si lascino trascinare dalle emozioni.
Cosa é successo in fondo venerdì? Apple ha annunciato di aumentare la produzione del suo ultimo modello di Iphone poiché la domanda supera le previsione e l'azione ha guadagnato il +2.80%. Questo ha dato una spinta al settore della tecnologia (Nasdaq100 +1.51% a 7754 punti). L'S&P500 apre a 2923 punti. I traders vedono sul grafico il gap tra i 2924 ed i 2938 punti e avendo poco tempo per decidere scelgono di comperare e chiudere i short. Il mercato viene risucchiato verso l'alto e chiude sul massimo. I modesti volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.9) ci dicono che probabilmente questo é ancora un rimbalzo tecnico. Dopo la chiusura il future ricade a 2950 punti - l'S&P500 vale 2948 punti. Secondo noi questo non é un movimento sostenibile - la nostra opinione é di conseguenza che l'S&P500 settimana prossima deve ricominciare a scendere. Ci vuole ad ottobre una correzione più forte prima che possa iniziare a novembre il rialzo di fine anno. I 2856 punti di giovedì non hanno niente di un solido minimo accompagnato da ipervenduto e panico. Restiamo ribassisti. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.80% a 3446 punti
DAX                         -2.97% a 12012 punti
SMI                          -2.09% a 9827 punti
FTSE MIB                  -2.48% a 21470 punti
S&P500                    -0.33% a 2952.01 punti
Nasdaq100               +0.94% a 7754 punti

Non c'é molto da dire sulla seduta in Europa. Le borse seguono a distanza l'America. La sera prima l'S&P500 ha guadagnato il +0.80%. Di conseguenza venerdì le borse europee hanno aperto con un modesto guadagno ma in tarda mattina sono ricadute in negativo. Ci sembra una conferma che i mercati azionari europei sono veramente deboli e senza l'America si affosserebbero. Nel pomeriggio gli indici sono tornati in pari e sono decollati alle 14.30 insieme al future sull'S&P500 dopo la pubblicazione del job report. Le borse europee sono poi salite insieme all'America e hanno chiuso sul massimo giornaliero. I guadagni erano distribuiti in maniera uniforme tra Paesi e settori (DAX +0.73% a 12012 punti, FTSE MIB +0.75% a 21470 punti e SMI +0.69% a 9827 punti). Questo rimbalzo non serve a salvare una settimana pessima. Come in America gli indici azionari ballano intorno alle MM a 50 giorni in calo.

L'S&P500 ha aperto a 2923 punti e dopo una breve esitazione con un calo a 2918 punti é salito per la chiusura in Europa a 2938 punti. Fino alle 20.00 é rimasto su questo livello e poi ha continuato la sua scalata fino a 2953 punti. Ha chiuso a 2952.01 punti (+1.42%). Ancora una volta DJ Transportation (+1.03%) e Russell2000 (+1.03%) hanno sottoperformato. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5515 su 1806, NH/NL a 184 su 387 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é crollata a 17.04 punti (-2.08), la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.65 (neutra) mentre il Fear&Greed Index é salito a 32 punti (+3). Notiamo unicamente i forti cambiamenti d'umore degli investitori.
La tendenza di fondo della borsa americana é debolmente al ribasso con il 44.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 48.25.
Ora non ci resta che aspettare e vedere come si presentano i mercati finanziari domani (lunedì) mattina. Se il ribasso deve continuare almeno fino a metà ottobre e l'S&P500 deve cadere sotto i 2856 punti alle borse non resta molto tempo per scendere.

Commento del 4 ottobre

Rimbalzo più intenso del previsto - ma é solo un rimbalzo

Ieri le borse europee hanno chiuso in pari e al centro del range giornaliero - la seduta é stata di conseguenza neutra e non offre spunti d'interesse per l'analisi tecnica. I long legged doji sui grafici mostrano unicamente pausa, equilibrio ed indecisione. Alle 16.00 la pubblicazione di alcuni dati economici americani ha provocato un paio di rapidi e convulsi movimenti ma appena la situazione si é calmata gli indici sono tornati in pari. La borsa di Francoforte é rimasta chiusa in occasione della Festa della Riunificazione. Il DAX non ha trattato e l'assenza degli investitori tedeschi ha avuto un effetto di calmiere sui movimenti delle borse. Notiamo unicamente che nel tuffo dopo le 16.00 gli indici hanno toccato dei nuovi minimi mensili. Questo significa che lo spazio verso il basso rimane aperto. Il recupero dopo le 16.15 può invece essere considerato l'inizio del rimbalzo che é poi proseguito negli Stati Uniti. Oggi ne vedremo l'effetto anche in Europa.
Per la cronaca l'Eurostoxx50 ha chiuso a 3417 punti (+0.12%) con un minimo a 3398 punti. FTSE MIB (+0.06% a 21311 punti) e SMI (+0.03% a 9760 punti) si sono comportati in maniera simile. 

Ieri l'attenzione degli operatori si é concentrata sui dati pubblicati alle 16.00. L'indice ISM dei responsabili degli acquisti del settore dei servizi era sensibilmente peggio del previsto (52.6 punti contro gli attesi 59 punti) ma la borsa (guarda caso...) é rimbalzata lo stesso. Gli investitori sono convinti che questi pessimi dati obbligheranno la FED ad intervenire rendendo la politica monetaria ancora più espansiva. Il reddito dell'USTBonds decennale é sceso a 1.54% (-0.06%).
L'S&P500 ha aperto a 2985 punti, é salito a 2990 punti e ha atteso i dati su questo livello. Dopo le 16.00 é crollato sul minimo a 2856 punti ma poi ha cambiato direzione. Ad ondate irregolari é salito fino alla chiusura sul massimo a 2910.63 punti (+0.80%). A questo punto bisogna fare due considerazioni.
Il primo possibile obiettivo a 2950 punti é stato praticamente raggiunto - é probabile che il rimbalzo da questo supporto sia abbastanza consistente e possa durare qualche giorno.
Secondo noi l'S&P500 doveva risalire a 2900 punti - ha toccato invece i 2911 punti. Questa reazione piuttosto marcata si combina in maniera ideale con l'ipotesi del rimbalzo consistente. Non sembra che il rimbalzo sia solo una reazione evenescente di qualche ora - é possibile che l'S&P500 tenti di chiudere il gap di mercoledì. L'S&P500 potrebbe quindi risalire fino a lunedì e fino ai 2938 punti - a conferma del ribasso sarebbe meglio che il gap restasse aperto e il rimbalzo non superasse i 2924 punti. Fino a quando però l'S&P500 resta sotto la MM a 50 giorni in calo (2943 punti / ca. -2 punti a seduta) va tutto bene.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4960 su 2395, NH/NL a 108 su 1123 (miglioramento sui due fronti = divergenza positiva) e volume relativo a 1.0. La volatilià VIX é scesa a 19.12 punti (-1.44), la CBOE Equity put/call ratio é rimasta alta a 0.77 mentre il Fear&Greed Index é precipitato a 29 punti (-5 punti). Il miglioramento dei dati sulla partecipazione insieme al pessimismo che traspare ancora dai dati sul sentiment ci inducono a credere che il rimbalzo non é finito - come sapete può durare fino a tre giorni.
Ieri DJT (+0.36%) e Russell2000 (+0.42%) hanno guadagnato terreno ma hanno di nuovo mostrato debolezza relativa.

Stamattina la reazione positiva delle borse asiatiche é tiepida - il Nikkei guadagna il +0.28%. Il future sull'S&P500 scivola a 2910 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3430 punti - le borse europee devono ancora scontare la buona chiusura ieri sera a Wall Street e apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Stamattina non dovrebbero fare ulteriori progressi. Gli investitori guardano con apprensione ai dati congiunturali americani. Sarà di conseguenza il report sul mercato del lavoro americano a settembre previsto oggi pomeriggio alle 14.30 a dare l'impronta alla seduta odierna. Abbiamo però visto ieri che se il mercato vuole rimbalzare interpreta i dati come vuole.

Commento del 3 ottobre

Gli orsi si sono svegliati - tendenza al ribasso ma oggi probabilmente si rimbalza

Dopo settimane di attesa (abbiamo aperto le posizioni short il 12 settembre) nelle ultime due sedute le borse sono finalmente crollate. Se martedì c'erano ancora dei dubbi visto che la mattina l'Eurostoxx50 (-3.07% a 3413 punti) aveva ancora toccato un nuovo massimo annuale marginale a 3588 punti, ieri sera il netto cedimento su tutti i fronti era evidente e indiscutibile. Le perdite sia in Europa che in America sono pesanti ed ora ci sono i soliti analisti pessimisti che si superano nell'indicare targets al ribasso. L'importante invece é mantenere la calma e restare oggettivi - sarà il panico degli investitori a dirci quando le borse hanno toccato il fondo - gli altri parametri serviranno poco - ci aiuteranno solamente a saper quando saremo vicini ad un solido minimo. Già ieri sono saltate le Bollinger Bands che non sono un sistema valido per limitare un movimento così improvviso, intenso e dinamico - le candele di ieri sui grafici sono già sotto il bordo inferiore delle BB che adesso devono rincorrere il mercato (e non viceversa).

La seduta in Europa é stata pessima e non necessita molti commenti. I nostri lettori sanno cosa significa un'apertura sul massimo giornaliero, una forte caduta e una chiusura sul minimo giornaliero con fortissime perdite - il tutto condito con volumi di titoli trattati in netto aumento. Questo vuol dire che c'é una possente spinta di ribasso che deve avere una continuazione. Le vendite hanno coinvolto tutti i settori e tutti i mercati. Il difensivo SMI (-1.96% a 9757 punti) ha perso meno delle borse europee (DAX -2.76% a 11925 punti, FTSE MIB -2.87% a 21298 punti) - questa però é una magra consolazione. Non osiamo oggi indicare degli obiettivi per questa spinta di ribasso - sappiamo unicamente che deve durare almeno fino a metà ottobre - idealmente fino a fine mese. Ci saranno dei rimbalzi intermedi e quindi non sappiamo esattamente quando verrà raggiunto l'ipervenduto. Le RSI giornaliere sono al momento sui 38 punti. Osserveremo con interesse il comportamento degli indici sulle MM a 200 giorni - sono circa -1.5% più in basso rispetto alla chiusura di ieri. Queste non sono dei validi supporti ma degli importanti livello di riferimento per molti investitori.
Come pensavamo il crollo delle borse ha provocato un rimbalzo del cambio EUR/USD che torna stamattina a 1.0955. 

Il ribasso é continuato in America é ha avuto il suo punto più basso alle 19.00 quando l'S&P500 ha toccato un minimo a 30 giorni a 2875 punti. L'indice é poi risalito fino a 2897 punti ed é infine ricaduto a 2887.61 punti (-1.79%). Il Nasdaq100 (-1.73% a 7550 punti) ha seguito a ruota. Stranamente però il Russell2000 (-0.92%) si é difeso bene - teniamo d'occhio lo sviluppo di questo indice che sta mostrando una divergenza positiva. Non c'é invece niente di positivo nel crollo del settore dei trasporti (DJT -2.32%).
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1718 su 5697, NH/NL a 84 su 1342 (netto peggioramento!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 20.56 punti (+2.00) - ieri nel commento sull'S&P500 abbiamo spiegato che secondo noi ci vorrà un'impennata sopra i 25 punti per avere un solido minimo dell'S&P500. Il CBOE Equity put/call ratio é salito a 0.84 - questo dato segnala una forte speculazione al ribasso e normalmente é una buona premessa per un rimbalzo tecnico - questo dato insieme al catastrofico rapporto A/D ci fanno prevedere per oggi un breve rimbalzo tecnico con ovvio obiettivo a 2900 punti - vediamo...
Il Fear&Greed Index é sceso a 34 punti (-12 punti) - il cambio d'umore degli investitori é evidente e radicale - si sono presi un bello spavento!
Per la cronaca il reddito sull'USTBond decennale é sceso a 1.60% (-0.05%) - durante questa fase di ribasso delle borse dovrebbe verificarsi un test del minimo annuale a 1.47%. Un reddito in calo conferma il calo delle borse - se il reddito salisse avremmo una divergenza positiva...

Stamattina le borse sembrano stabilizzarsi sui livelli di chiusura di ieri. Il future sull'S&P500 é a 2884 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3409 punti (-4 punti). Le borse europee apriranno in leggero calo. Gli investitori temono che l'economia mondiale entri in recessione e che Donald Trump cominci ad imporre dazi doganali sempre più pesanti anche sulle merci importate dall'Europa. Notizie su questi due fronti verranno quindi prese subito in considerazione e avranno conseguenze sulle borse. In questo senso il dato (ISM Index del settore dei servizi) atteso alle 16.00 sarà importante e decisivo per l'esito della giornata.
Le borse asiatiche al momento non sono importanti - semplicemente seguono - il Nikkei ha perso il -2.01%. Shanghai é ancora chiusa per festività.

Commento del 2 ottobre

Convincente accelerazione al ribasso

Ieri l'S&P50 ha rotto il supporto a 2950 punti - ha chiuso vicino al minimo giornaliero a 2940.25 punti (-1.23%) con una pesante perdita di 36 punti. Inizialmente volevamo intitolare il commento odierno usando il termine "rottura" invece che "accelerazione". Ci sono però alcune ragioni per essere prudenti con questo tipo di affermazioni - ieri la vittoria dei ribassisti non é stata completa. In Europa la mattina l'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo massimo annuale (!) a 3588 punti prima di cambiare direzione e chiudere sul minimo a 3518 punti (-1.43%). In teoria questo potrebbe essere un key reversal day. Il massimo la mattina presto non é però stato abbastanza netto per poter parlare di reversal. Il precedente massimo era a 3578 punti e questa combinazione (balzo su un nuovo massimo, cambiamento di direzione, chiusura sul minimo con forte perdita) su altri indici come DAX (-1.32% a 12263 punti) o FTSE MIB (-0.81% a 21927 punti) non si é verificata. Inoltre in America il Nasdaq100 (-0.81% a 7684 punti) pur perdendo 65 punti si é mosso nel range delle precedenti 4 sedute senza far registrare un nuovo minimo a 30 giorni. Insomma - la rottura del supporto sull'S&P500 é significativa e molto probabilmente ci sarà una continuazione verso il basso - non appare però ancora abbastanza pressione di vendita per un sostenibile e sostanziale ribasso.
Ieri alle 16.00 negli Stati Uniti é stato pubblicato l'indice ISM dei responsabili degli acquisti del settore manifatturiero. Il dato (47.8 punti) era nettamente al di sotto delle stime degli analisti e segnala recessione. La reazione delle borse é stata immediata - gli indici azionari sono pesantemente caduti sotto un'ondata di vendite e la sera in Europa hanno chiuso sul minimo giornaliero e con una forte perdita. Bisogna però osservare l'andamento durante la giornata. La mattina all'apertura l'Eurostoxx50 é salito su un nuovo massimo annuale a 3588 punti - questo normalmente é un segnale di rialzo. Subito ha però cominciato a scendere. Già alle 13.00 l'indice era tornato a 3562 punti - questo significa che in ogni caso le borse volevano scendere malgrado il dato congiunturale negativo - la rottura al rialzo con relativo segnale d'acquisto era stata precedentemente negata. Nei prossimi giorni vedremo quanto spazio c'é verso il basso - la chiusura sul minimo é una buona premessa per una continuazione oggi verso il basso.
La mattina il DAX é salito su un nuovo massimo marginale (3 punti!) a 30 giorni a 12497 punti. Già alle 13.00 era però tornato a 12400 punti - ha chiuso sul minimo a 12263 punti (-1.32%).
Il FTSE MIB si é comportato in maniera simile - é salito su un nuovo massimo a 30 giorni a 22293 punti e alle 13.00 era sceso a 22180 punti - ha chiuso a 21927 punti (-0.81%). Notiamo una sovraperformance del FTSE MIB rispetto agli altri indici azionari europei - c'era per tutta la giornata e non si é realizzata solo in chiusura. Difficile dire se questa differenza é significativa - a prima vista non sembra.
L'SMI (-1.25% a 9952 punti) questa volta si é mosso come le altre borse europee. La somiglianza con l'S&P500 é straordinaria. L'unica differenza é che l'SMI é ancora sopra la MM a 50 giorni a 9882 punti e non ha ancora toccato un nuovo minimo a 30 giorni. Potrebbe, e in teoria dovrebbe. seguire oggi.
Anche sui cambi si é vista una netta reazione. Il cambio EUR/USD é rimbalzato a 1.0935 dopo un nuovo minimo annuale marginale a 1.0879. La correlazione inversa tra cambio e borsa continua a funzionare. Questo significa che se le borse europee scendono il cambio dovrebbe nei prossimi giorni risalire, Una prima resistenza intermedia é a 1.0950. Fino a 1.10 parleremo di correzione in un ribasso. Per un'inversione di tendenza ci vuole un ritorno sopra gli 1.1070 - sono lontani.

Anche la seduta a New York é stata influenzata dai dati economici delle 16.00. L'S&P500 ha aperto a 2988 punti ed é salito a 2992 punti di massimo. Fino alle 16.00 l'indice é rimasto sui 2990 punti - poi é sceso. Ha toccato un minimo giornaliero alle 20.00 a 2938 punti, é risalito a 2949 punti (test dal basso del vecchio supporto a 2950 punti) ed é infine sceso s 2940.25 punti (-1.23%). La giornata é stata pessima anche per il DJ Transportation (-2.35%) e il Russell2000 (-1.97%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1542 su 5892, NH/NL a 283 su 784 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 18.56 punti (+2.32), la CBOE Equity put/call ratio era a 0.73 (alta ma non tanto - ci aspettavamo un valore superiore a 0.8). Il Fear&Greed Index é sceso a 48 punti (-6). Il Summation Index del NYSE continua a scendere e ha ancora parecchia strada da fare prima di un minimo.
A breve potrebbe ancora esserci da parte dell'S&P500 un tentativo di recuperare sopra i 2950 punti. Il tentativo dovrebbe fallire e ci aspettiamo che nei prossimi giorni l'S&P500 continui a scendere. Scenderà insieme ai tassi d'interesse (reddito dell'USTBond decennale a 1.65%, -0.03% - minimo annuale a 1.47%). Non abbiamo un obiettivo basato su un principio tecnico - ad istinto ci aspettiamo una discesa fino ai 2850 punti per metà ottobre. Su questo livello pensiamo di chiudere i short e stare a guardare. Decideremo però sul momento sulla base dello sviluppo di indicatori e della situazione tecnica.

Stamattina il future sull'S&P500 rimbalza a 2941 punti (+4 punti). Questo non basta a salvare le borse europee che apriranno in leggero calo. L'Eurostoxx50 vale ora (08.20) 3513 punti (-5 punti). Le borse asiatiche sono deboli - il Nikkei perde il -0.49%, Shanghai é ancora chiusa. Oggi le borse devono digerire la caduta di ieri. Potrebbe esserci un tentativo di rimbalzo - non vediamo però le premesse per una seduta decisamente positiva. Stasera gli indici azionari chiuderanno senza sostanziali variazioni o con un ulteriore tuffo.

Commento del 1. ottobre

Sovraperformance dell'Europa grazie alla debolezza dell'EUR - seduta dell'S&P500 in trading range

Ieri Il cambio EUR/USD ha toccato un nuovo minimo annuale a 1.0885. Malgrado ipervenduto e un sentiment estremamente negativo il cambio non riesce a reagire e recuperare. La tendenza é a ribasso. La debolezza dell'EUR sostiene le borse europee. Da una parte perché il calo della moneta aiuta l'industria d'esportazione, motore dell'economia europea. Dall'altra perché buona parte degli investitori internazionali ragiona in USD - se l'EUR scende e l'Eurostoxx50 sale per saldo i due effetti si annullano e l'Eurostoxx50 marcia sul posto e pareggia il conto con l'S&P500. Questa é la ragione per cui da tre giorni le borse europee sovraperformano la borsa americana. Mentre l'Eurostoxx50 (+0.66% a 3569 punti) si trova a soli 9 punti dal massimo annuale a 3578 punti del 20 settembre, l'S&P500 (+0.50% a 2976.74 punti) arranca ancora sotto i 3000 punti e si trova a 46 punti sotto il massimo storico del 19 settembre a 3022 punti. 

La sorpresa relativa della seduta di ieri é stato il buon comportamento delle borse europee che hanno guadagnato terreno malgrado un'apertura in calo. L'Eurostoxx50 ha aperto con una caduta sul minimo a 3545 punti. È salito in maniera irregolare per tutta la giornata e ha chiuso vicino al massimo a 3569 punti (+0.66%) - nel frattempo il cambio EUR/USD cadeva sul minimo annuale. Anche gli altri indici europei (DAX +0.38% a 12428 punti e FTSE MIB +0.41% a 22107 punti) hanno approfittato del medesimo effetto. L'impressione generale é che le borse europee possano riprendere il rialzo dopo una correzione minore. Bisogna però rendersi conto che questa é la conseguenza di due correlazioni - cambio e borsa americana. Sembra molto improbabile che il cambio EUR/USD possa a breve scendere decisamente più in basso. Quest'anno le spinte di ribasso sono state tutte di circa 2.5 cts - questa é iniziata intorno agli 1.1070 - la matematica suggerisce un target intorno agli 1.0820 prima di un rimbalzo. La continuazione del rialzo delle borse europee dipende di conseguenza soprattutto dal comportamento dell'S&P500 americano - vediamo a che punto siamo.

Nell'analisi del fine settimana avevamo previsto una breve continuazione del rimbalzo iniziato venerdì sera fino a circa 2985 punti di S&P500. Poi doveva esserci un'altro tentativo di bucare il supporto a 2950 punti. Ieri l'S&P500 ha svolto una seduta nel range di venerdì - ha toccato un massimo a 2984 punti e ha chiuso a 2976.74 punti (+0.50%). Stamattina il future sale a 2990 punti. La previsione potrebbe ancora essere valida ma adesso viene la parte più difficile. Le borse dovrebbero scendere mentre le premesse per la seduta odierna sono positive.
L'S&P500 ha aperto a 2969 punti. Per le 18.30 é salito fino ai 2982 punti. Fino alle 19.50 é rimasto su questo livello con un massimo a 2984 punti. Dopo le 20.00 l'indice é ridisceso fino alla chiusura a 2977 punti. Ancora una volta DJ Transportation (+0.22%) e Russell2000 (+0.19%) hanno deluso. Ci ha però pensato la tecnologia (Nasdaq100 +0.88% a 7749 punti) trascinata da Apple (+2.35%) a sostenere i listini. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4569 su 2821, A/D a 271 su 604 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é caduta a 16.24 punti (-0.98) - il CBOE Equity put/call ratio era neutrale a 0.67. È impossibile fare una previsione a breve sulla base dei dati e degli indicatori - non vediamo emergere una tendenza e di conseguenza restiamo dell'opinione che l'S&P500 debba continuare a muoversi tra i 2950-ed i 3000+ punti. Ora sembra voler salire verso i 2985 o i 3000 punti. Poiché l'EUR resta debole é probabile che gli indici europei saliranno su dei nuovi massimi annuali marginali - non bisogna però prendere questa rottura al rialzo come un segnale d'acquisto.
La Cina festeggia il 70. anniversario della fondazione delle Repubblica Popolare - per qualche giorno la borsa sarà chiusa e non si parlerà di trattative commerciali con gli Stati Uniti. Stamattina il Nikkei guadagna il +0.61%. Sono le 08.20 e il future sull'S&P500 ha guadagnato altri 2 punti a 2992 punti (+13 punti). L'Eurostoxx50 vale 3583 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Non crediamo che possano salire decisamente più in alto se non che oggi il ribasso del cambio EUR/USD abbia un'accelerazione da esaurimento fino a 1.08. Questo potrebbe aggiungere un +0.5% alla performance odierna.

Aggiornamento del 30 settembre

I mercati finanziari ignorano la disputa tra democratici e repubblicani sull'Ucraina

Durante il fine settimana i media sono stati travolti da un'ondata di notizie, dichiarazioni e documenti riguardanti l'influsso americano in Ucraina - sia per quel che riguarda i tentativi di Donald Trump di mettere pressione sul presidente Selenskyj per indagare sull'attività dei Biden, padre e figlio, sia su quello che effettivamente ha fatto Joe Biden in quel Paese quando era vicepresidente degli Stati Uniti. I Democratici vogliono iniziare una procedura di impeachment contro Donald Trump con l'obiettivo di impedire una sua rielezione nel 2020 per un a secondo mandato. Per fortuna questa battaglia politica tesa più che altro ad infangare l'avversario lascia indifferenti i mercati finanziari che preferiscono orientarsi ai soliti temi - congiuntura e guerra commerciale. Domenica la tensione tra Cina e Stati Uniti é diminuita con il risultato che stamattina il future sull'S&P500 sale a 2972 punti (+8 punti) - il resto dei mercati segue dietro questo punto di riferimento. Gli investitori fanno la somma tra la seduta in calo venerdì sera a Wall Street e il rimbalzo di stamattina arrivando ad un saldo leggermente negativo. Il Nikkei perde il -0.72% mentre Shanghai scende del -0.2%.
Sono le 08.00 e appaiono le prime indicazioni riguardanti l'Europa. L'Eurostoxx50 vale 3540 punti (-5 punti). Le borse europee apriranno in leggero calo (-0.1%) - guarda caso l'Eurostoxx50 si trova esattamente sullo stesso livello dove siamo andati short il 12 settembre scorso. Se nei prossimi giorni le borse non scendono é meglio chiudere le posizioni short e stare a guardare. È inutile prendere dei rischi quando evidentemente i mercati sono senza direzione.

Commento del 28-29 settembre

Secondo tentativo di bucare il supporto a 2950 punti di S&P500 - minimo a 2946 punti - il terzo tentativo sarà decisivo

Una settimana fà abbiamo dichiarato che la fase di rialzo iniziata a metà agosto era finita - l'S&P500 aveva toccato un massimo mensile il giovedì 19 settembre a 3022 punti. Se un rialzo finisce non può che seguire una fase di distribuzione, una correzione o un ribasso. Non c'erano le premesse tecniche per un ribasso - di conseguenza ci aspettavamo a corto termine un calo più o meno forte e avevamo rimandato un giudizio più approfondito al probabile test del supporto a 2950 punti di S&P500. Dal comportamento dell'indice su questo ovvio e evidente supporto pensavamo di avere le informazioni utili e necessarie per stimare le forze dei ribassisti e le loro probabilità di successo. Nelle ultime cinque sedute ci sono stati due tentativi di rottura del supporto - in entrambi i casi c'é stato un rimbalzo abbastanza robusto. Mercoledì l'S&P500 é sceso a 2952 punti ed ha chiuso a 2985 punti. Venerdì l'indice é caduto fino ad un minimo a 2946 punti ed ha chiuso 15 punti più in alto a 2961.79 punti (-0.53%). Il numero dei nuovi minimi a 30 (NL), 60 e 90 giorni é in aumento - l'aumento denota una certa pressione di vendita che non é però abbastanza forte da assicurare a breve una rottura definitiva del supporto e un'accelerazione al ribasso. Stranamente ci sono forti volumi su relativamente pochi titoli in perdita mentre il resto del mercato é piuttosto stabile. Se questa situazione non cambia é probabile che la distribuzione tra i 2950 ed i 3000+ punti debba continuare (3000+ significa che i 3000 punti servono come livello di riferimento ma sforature momentanee  sono possibili - l'indice a settembre ha toccato i 3022 punti di massimo ma la migliore chiusura é stata a 3009 punti).
Settimana scorsa la performance delle borse europee ed americana é stata negativa - in questo senso abbiamo avuto ragione. Non siamo però tranquilli e sicuri della nostra previsione di un ribasso autunnale - ci aspettavamo maggiore pressione di vendita e divergenze negative - ad ottobre gli indici dovrebbero cominciare decisamente a scendere. Invece la seduta di venerdì a New York suggerisce la possibilità che il rimbalzo iniziato nell'ultima ora di contrattazioni possa continuare almeno fino ai 2985-2990 punti.
Venerdì la seduta in Europa é stata formalmente positiva - l'Eurostoxx50 é salito a 3545 punti (+0.39%). Non perderemo però troppo tempo ad analizzare questa giornata poiché sappiamo che alle 22.00 l'Eurostoxx50 é ricaduto a 3530 punti - il guadagno di 13 punti conseguito durante la seduta ufficiale é sparito nel dopo borsa - ancora una volta si dimostra che é la borsa americana a dettare legge.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.71% a 3545 punti
DAX                         -0.70% a 12381 punti
SMI                          -0.19% a 10037 punti
FTSE MIB                  -0.48% a 22017 punti
S&P500                    -1.01% a 2961.79 punti
Nasdaq100               -1.81% a 7681 punti

Malgrado che nel dopo borsa la buona seduta ufficiale in Europa sia stata cancellata si possono fare alcune considerazioni. Gli indici azionari europei hanno aperto in guadagno, sono ancora saliti fino a metà giornata e sono scivolati verso il basso nel pomeriggio quando il future sull'S&P500 si é sgonfiato. Sono scesi dopo le 15.50 quando é caduto l'S&P500 ma sono decisamente risaliti sul finale quando l'S&P500 ha dato segni di stabilizzazione e ha recuperato una decina di punti. Il comportamento delle borse europee durante la giornata é stato di conseguenza costruttivo. Sembra quasi di vedere compratori pronti ad intervenire alla prima occasione piuttosto che venditori che dominano e riescono facilmente ad imporsi. Non sembra un mercato pronto per un ribasso. Giovedì e venerdì le borse europee sono salite mentre il cambio EUR/USD scendeva - un caso o una correlazione ? Forse una correlazione che potrebbe creare problemi alle borse europee se come pensiamo il cambio EUR/USD torna sopra gli 1.10. Venerdì il cambio ha toccato un nuovo minimo annuale marginale a 1.0905. Non é però riuscito ad andare più in basso e a fine giornata é tornato a 1.0940. Dal minimo intermedio a 1.0926 del 3 settembre il cambio é sceso ma parlare di ribasso é esagerato.

La seduta a New York é stata più interessante e movimentata - come spesso succede dal 2017 a causa delle dichiarazioni di Donald Trump. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 2985 punti. È sceso a 2972 punti ed é tornato a 2984 punti alle 15.50. In questo momento un attacco di Trump contro i cinesi ha fatto di colpo cadere l'S&P500 a 2965 punti. Dopo un recupero fino ai 2975 punti l'indice é sceso in maniera regolare e costante fino a 2946 punti - sembrava ignorare i 2950 punti. Dopo le 20.50 il mercato é però risorto. Nell'ultima ora di contrattazioni l'S&P500 é tornato a 2961.79 punti (-0.53%) limitando le perdite a 16 punti. Anche la tecnologia (Nasdaq100 -1.16% a 7681 punti), i trasporti (DJT -0.65%) e le PMI (Russell2000/RUT -0.84%) hanno perso terreno. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2451 su 4872, NH/NL a 315 su 607 (deterioramento ma non drammatico) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita parecchio a 17.22 punti (+1.15), la CBOE Equity put/call ratio era alta a 0.72 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 52 punti (-5 punti). Probabilmente un ribasso potrà cominciare solo quando gli investitori rimarranno indifferenti ai cali dell'indice sentendosi al sicuro - ora invece reagiscono in maniera isterica ad ogni caduta di una ventina di punti.
La tendenza di fondo della borsa americana é praticamente neutra con il 52.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 54.46 punti.
Lunedì é il 30 settembre. Poi comincia il mese di ottobre. È ora che inizi il ribasso autunnale - in caso contrario comincerà a mancare del tempo prima che inizi la fase di rialzo di fine anno. Vi ricordiamo che lo scenario di massima presentato il 6-7 luglio é ancora valido. Lunedì crediamo che il rimbalzo abbozzato nell'ultima ora di contrattazioni a Wall Street debba avere una continuazione fino a circa i 2985 punti di S&P500. Poi ci deve essere un attacco al supporto a 2950 punti con una definitiva rottura al ribasso. Molto però dipenderà dalle notizie del momento. Gli investitori sono nervosi e basterebbe poco per provocare un'ondata di vendite. Gli investitori non riescono più ad ignorare i segnali di recessione, la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti e le conseguenze di una ormai possibile Brexit senza accordo - credere unicamente nell'effetto curativo ed interminabile dell'espansiva politica monetaria delle Banche Centrali potrebbe non bastare a sostenere le borse su un livello artificialmente alto.
 
Commento del 27 settembre

Tanto rumore per nulla

Ieri a sorpresa (almeno per noi) le borse europee hanno avuto una seduta positiva. Sorpresa non tanto per il risultato finale ma piuttosto per il comportamento degli indici azionari europei che nel pomeriggio hanno semplicemente ignorato il calo a Wall Street. Hanno aperto in perdita del -0.2%, sono saliti fino alle 10.45 e poi sono oscillati in laterale in pochi punti fino alla chiusura come se tutti avessero deciso che quello era il livello "giusto" per la giornata e si poteva smettere di operare. Per l'analisi tecnica sono rimaste solo le briciole. Gli indici hanno chiuso il gap down di mercoledì e hanno recuperato le perdite di questa giornata. Ora sono tornati a martedì sera - sono trascorsi due giorni e non é successo nulla.
L'Eurostoxx50 ha aperto a 3510 punti, é subito sceso a 3506 punti di minimo ed é salito per le 10.45 a 3536 punti. Ha chiuso a 3532 punti (+0.55%) dopo aver trascorso il resto della giornata a muoversi stancamente tra i 3528 ed i 3538 punti. Una noia...
Gli altri indici si sono mossi in maniera simile (DAX +0.44% a 12288 punti, FTSE MIB +0.73% a 21947 punti). L'SMI svizzero (+0.97% a 1010 punti) si é distinto grazie al sostegno dei settori difensivi come alimentari e farmaceutica. Per il resto non c'é molto da dire. Il rialzo di settembre é finito una settimnana fà - per ora però di ribasso si é visto poco o niente - c'é stata qualche presa di beneficio ma non appare nessuna pressione di vendita.

La seduta a New York é stata più movimentata e gli indici azionari sono stati più volatili - é però stata una seduta in trading range il cui esito finale sembra casuale.I Summation Index hanno ancora perso qualche punto e quindi l'impressione generale é che il mercato si sta indebolendo ed entrando in una fase ribassista - basterebbe però poco per ribaltare la situazione.
L'S&P500 ha aperto invariato a 2984 punti e nelle prime due ore di contrattazioni é sceso ad ondate fino a 2963 punti di minimo. Poi é risalito a scatti fino ai 2987 punti. Nell'ultima mezz'ora é ricaduto a 2977.62 punti (-0.24) - per saldo ha perso 7 punti. Sembra che più nessuno osi avvicinarsi alla MM a 50 giorni a 2949 punti (supporto) e ai 3000 punti. Dal 5 settembre l'S&P500 é rimasto catturato in uno stretto canale di una sessantina di punti (2%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2810 su 4529, NH/NL a 359 su 454 e volume relativo a 0.85. Le perdite erano distribuite in maniera omogenea su tutti i maggior indici (Nasdaq100 -0.40%, DJI -0.30%, DJT -0.23%, RUT -1.12%). Sembra di guardare una partita di calcio tra due squadre (rialzisti e ribassisti) che si limitano a passarsi la palla a centro campo senza tirare in porta - non si riconosce neanche più chi sono gli attaccanti ed i difensori. In una situazione del genere i commentatori sono a corto di argomenti e prevedono un risultato finale di 0 a 0. Speriamo che cambi qualcosa...
Per la cronaca la volatilità VIX é salita a 16.07 punti (+0.11), la CBOE Equity put/call ratio era a 0.74 mentre il Fear&Greed Index era a 57 punti (-2 punti) - anche a livello di sentiment i dati si avvicinano alla neutralità.

Un'ora fà il future sull'S&P500 era a 2976 punti (-4 punti) - ora (08.00) é salito a 2983 punti (+3 punti). Le borse sembrano voler affrontare l'ultima giornata della settimana con un certo ottimismo. In effetti l'Eurostoxx50 vale ora 3542 punti (+10 punti). In una settimana dove le borse hanno fatto su e giù a caso in pochi punti é probabile che avremo un'altra seduta senza emozioni e senza forti variazioni.
Tra l'altra anche l'Asia stamattina ha lanciato segnali contrastanti. Il Nikkei ha perso il -0.80% - Shanghai sta guadagnado il +0.2%.
L'unico mercato con tendenza é quello del cambio EUR/USD - ha toccato stamattina un nuovo minimo annuale marginale a 1.0905 e si trova adesso a 1.0920. Il cambio scende di poco e lentamente ma continua a scendere - la tendenza é al ribasso.

Commento del 26 settembre

Robusto rimbalzo dai 2952 punti di S&P500 - solido supporto

Il primo tentativo di bucare il supporto a 2950 punti di S&P500 é fallito. Ieri l'indice é sceso alle 16.00 fino ad un minimo a 2952 punti. Poi é risalito per il resto della giornata ed é tornato a 2984.87 punti (+0.62%). In questa maniera ha quasi compensato la perdita di martedì. Ora probabilmente ci deve essere una breve distribuzione sotto i 3000 punti prima di un ulteriore tentativo di ribasso. In effetti non é una seduta positiva a cambiare la situazione tecnica a medio termine. Inoltre malgrado il rimbalzo in America le borse europee hanno nuovamente perso terreno. L'S&P500 verso le 17.15, poco prima della chiusura in Europa, era già risalito a 2974 punti - di conseguenza le borse europee erano in ogni caso deboli - sono rimbalzate anche loro dopo le 16.00 ma non abbastanza per colmare le perdite. il rimbalzo in America sembra abbastanza forte da rallentare o momentaneamente fermare il calo in Europa - non cambia però la situazione tecnica - il rialzo di settembre finito - si tratta solo di capire come si svolgerà il ribasso autunnale e quando gli indici azionari cominceranno veramente a scendere.

La differenza tra Europa ed America si vede dalla candela sul grafico - in Europa sono rosse (o nere) a segnalare una chiusura decisamente sotto il livello d'apertura, in America sono verdi (o bianche). Le differenze temporali contano poco - l'Eurostoxx50 (-0.54% a 3513 punti) alle 22.00 valeva 3518 punti - avrebbe in ogni caso terminato la giornata con una perdita di 14 punti.
L'Eurostoxx50 ha aperto in calo ed é continuato a scendere fino alle 11.30 quando ha toccato il minimo giornaliero a 3480 punti. È rimbalzato per poi ridiscendere alle 16.20 nuovamente a 3486 punti. Poi finalmente l'S&P500 ha iniziato l'atteso rimbalzo dai 2950+ punti e anche l'Eurostoxx50 si é risollevato. Alla fine é rimasta una perdita di 19 punti che prosegue la serie negativa. L'indice delle banche SX7E (+0.03% a 86.32 punti) ha chiuso in pari - una logica sintesi tra Eurostoxx50 in calo e tassi d'interesse di mercato in aumento. DAX (-0.59% a 12234 punti) e FTSE MIB (-0.51% a 21788 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50. Per l'analisi tecnica non c'é nulla di particolare da segnalare. Gli indici azionari europei si trovano ancora ampiamente sopra la MM a 50 giorni - l'S&P500 la sta testando - il Nasdaq100 (+1.21%) l'ha rotta martedì ma l'ha ripresa ieri. In generale le MM a 50 giorni sono piatte o in calo - una rottura al ribasso sarà difficile da riparare.
Il cambio EUR/USD é caduto ieri fino a 1.0937 - ha chiuso a 1.0942 - questa é la peggiore chiusura dell'anno che suggerisce la possibilità di un proseguimento sotto il minimo annuale a 1.0926. Stamattina il cambio risale a 1.0960 - troppo poco - ci vuole uno stabile ritorno sopra i 1.1060 per stabilizzare il trend ed evitare una continuazione del ribasso.

La seduta a New York é stata decisamente positiva. Noi ci aspettavamo un debole rimbalzo dai 2950 punti di S&P500 ma la reazione é stata più forte del previsto. Questa reazione rafforza il supporto e prolunga la fase di distribuzione sui (o sotto) i 3000 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2967 punti, é brevemente salito a 2972 punti ed é caduto alle 16.00 sul minimo a 2952 punti. Poi é velocemente risalito e alle 17.12 si trovava a 2974 punti. Il rialzo é continuato a ritmo più blando fino a pochi minuti dalla chiusura. L'S&P500 ha toccato un massimo a 2989 punti ed ha chiuso a 2984.87 punti. Il rialzo ha coinvolto soprattutto i grandi nomi della tecnologia ma anche DJT (+1.11%) e RUT (+1.11%) hanno partecipato. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4320 su 3032, NH/NL a 293 su 430 (NL invariati rispetto a martedì !) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 15.96 punti (-1.09) - la CBOE Equity put/call ratio era neutra a 0.67. A breve l'S&P500 é bloccato tra i 2950 ed i 3000 punti in quella che appare dai dati come una fase di distribuzione che dovrebbe durare fino a fine mese.
Noterete che non parliamo di conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina o della procedura di impeachment contro Donald Trump lanciata dai Democratici. In effetti la borsa danza sulla base degli impulsi tecnici mentre le notizie sembrano servire solo da contorno. Evitiamo questo rumore di fondo e ci concentriamo sul nostro lavoro.

Stamattina le borse asiatiche sono miste (Nikkei +0.13%, Shanghai -0.7%). Il future sull'S&P500 scende a 2981 punti (-5 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3507 punti - le borse europee apriranno con delle leggere perdite (-0.2%) e ampiamente nel range di ieri. Non abbiamo un'opinione per la seduta odierna - in teoria l'S&P500 dovrebbe provare a risalire sui 3000 punti e poi ricadere. Per saldo potrebbe essere una seduta in trading range e senza sostanziali variazioni - in pratica ogni risultato tra il -1% ed il +1% é possibile.

Commento del 25 settembre

Discesa controllata - i 2950 punti di S&P500 sono decisivi

Ieri le borse europee sono nuovamente scivolate verso il basso. Gli indici azionari hanno aperto in guadagno, non hanno combinato nulla fino nel tardo pomeriggio e poi sono caduti insieme a Wall Street e hanno chiuso vicino ai minimi giornalieri e con leggere perdite (Eurostoxx50 -0.14% a 3532 punti, DAX -0.29% a 12307 punti). Formalmente é stata una seduta in trading range che non ha cambiato in maniera sostanziale la situazione tecnica. Si può solo notare che non c'é stata una reazione dopo la caduta di lunedì - o che la reazione é stata debole e nel pomeriggio sono stati ancora i ribassisti a controllare le operazioni e imporre la chiusura sul minimo - sui grafici appare un'altra candela rossa. Questo comportamento sostiene il nostro scenario negativo. D'altra parte non si può ancora parlare di correzione o ribasso - gli indici dai massimi di settembre hanno perso solo l'1%-2%. L'Eurostoxx50 dai 3571 punti é tornato a 3532 punti. Il nostro obiettivo era a 3550 punti e siamo andati short a 3540 punti - in pratica non é ancora successo nulla.

La seduta a New York é stata più interessante del previsto. Ci aspettavamo una giornata noiosa e una chiusura senza sostanziali variazioni ed invece i venditori hanno dominato per gran parte della giornata facendo sensibili danni (S&P500 -0.84% a 0.84%). Appare una certa pressione di vendita e ci sono i primi segnali di vendita come la rottura del Nasdaq100 (-1.39% a 7710 punti) sotto la MM a 50 giorni. La chiusura ieri sera é stata però lontana dai minimi giornalieri mentre i volumi erano nella media (volume relativo a 1.0). Inoltre gli investitori sembrano già molto preoccupati (VIX a 17.05 punti, +2.14 / CBOE Equity put/call ratio a 0.70 / Fear&Greed Index a 54 punti, -5 punti) malgrado che l'S&P500 si trovi a soli 62 punti (2%) dal massimo storico. Finora la borsa americana non ha segnalato l'intenzione di partire per un sostenibile e sostanziale ribasso. Pensiamo che ora l'S&P500 debba scendere a testare i 2950 punti e il comportamento su questo importante supporto ci dirà quanto serie sono le intenzioni dei ribassisti. La conseguenza per gli investitori é logica e semplice - stare short e stare a guardare.
L'S&P500 ha aperto a 3001 punti e all'inizio é ancora salito a 3008 punti di massimo. Poi é caduto ad ondate irregolari fino alle 20.00 quando ha toccato il minimo a 2958 punti, c'é stato un veloce rimbalzo fino a 2976 punti, una lenta ricaduta fino a 2960 punti e una reazione finale fino a 2967 punti (-0.84%). Le vendite hanno colpito tutti i settori con l'eccezione delle utilities (logico visto il calo dei tassi d'interesse - USTB decennale a 1.64%, -0.08%) e dei consumi di base. Anche DJ Transportation (-0.48%) e Russell2000 (-1.58%) hanno chiuso in calo. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1840 su 5551, NH/NL a 382 su 426 e volume relativo a 1.0. Il Summation Index sul NYSE ha cominciato a scendere - il primo calo da fine agosto!

Stamattina le borse sono miste e per saldo ferme. Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.36%, Shanghai -0.7%). Il future sull'S&P500 é a 2973 punti (+3 punti) - come ieri si sta sgonfiando - un'ora fà era a 2975 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3519 punti (-13 punti). Le borse europee perderanno in apertura un -0.4%e si troveranno sul minimo settimanale. Ci aspettiamo ulteriori vendite poiché pensiamo che l'S&P500 debba scendere a testare i 2950 punti. Poi osservemo e analizzeremo il rimbalzo.

Commento del 24 settembre

Le borse vacillano ma (per ora) non appare pressione di vendita

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa (Eurostoxx50 -0.96% a 3537 punti) mentre quella americana ha marciato sul posto (S&P500 -0.01% a 2991.78 punti). Dopo aver dichiarato che le borse settimana scorsa avevano raggiunto un massimo significativo a medio termine é ovvio che questa seduta ci ha fatto piacere. Una continuazione del rialzo ci avrebbe messo in seria difficoltà. Non c'é però ancora una ragione per festeggiare e annunciare l'inizio di un ribasso. Il movimento si inserisce nel range di settimana scorsa e finora non ha ancora un significato particolare.

Le borse europee hanno aperto in leggero calo ma durante la mattina sono state martellate da un serie di dati congiunturali negativi - sembra che l'economia europea stia cadendo in recessione e anche Mario Draghi ha espresso la sua preoccupazione. Gli indici azionari sono scesi e hanno toccato il minimo intorno alle 11.00, sono debolmente rimbalzati e poi si sono mossi in laterale fino alla chiusura. A livello tecnico non c'é nulla di particolare da segnalare. Le borse sembrano stanche e vittima di prese di beneficio - non appare una particolare pressione di vendita o una forte leadership - ci sono vendite sporadiche su tutti i settori e tutti i mercati (DAX -1.01% a 12342 punti, FTSE MIB -1.01% a 21900 punti). I settori ciclici sono leggermente più deboli mentre quelli difensivi vengono risparmiati - questo spiega il miglior comportamento dell'SMI svizzero (-0.59% a 9997 punti). Non siamo in grado di dire quando inizierà il ribasso - al momento sembra solo che il rialzo sia terminato. Sulla base di quanto osservato ieri non possiamo che ripetere quanto previsto nei giorni scorsi - sembra che dovremo aspettare la fine di questa settimana se non l'inizio di ottobre...

La seduta a New York é stata noiosa - l'S&P500 si é mosso in soli 17 punti e ha chiuso invariato e al centro del range. La tecnologia (Nasdaq100 -0.06% a 7818 punti) ha seguito a ruota.
L'S&P500 ha aperto a 2984 punti. Dopo un'impennata é ricaduto sul minimo a 2982 punti. Poi é risalito a scatti fino a metà seduta, é oscillato un paio d'ore sui 2996 punti, é brevemente balzato fino al massimo a 2999 punti per infine ricadere a 2991.78 punti (-0.01%). La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3498 su 3858, NH/NL a 452 su 255 e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é scesa a 14.91 punti (-0.41) - la CBOE Equity put/call ratio era neutra a 0.65. I dati tecnici non forniscono indicazioni chiare sul trend - momentum e partecipazione sono in calo alla fine di un ciclo rialzista e quindi partiamo dal principio che deve iniziare una fase ribassista - l'effetto stagionale favorisce questa variante. Non abbiamo però ancora nessun segnale di vendita o massiccia divergenza.

Stamattina la situazione non cambia. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei +0.19%, Shanghai +0.3%). Il future sull'S&P500 sale a 3003 punti (+6 punti) - un'ora fà era però a 3007 punti - si sta sgonfiando. L'Eurostoxx50 vale ora 3543 punti - le borse europee apriranno con un leggero guadagno del +0.2%. Dovrebbero ridiscendere a testare i minimi di ieri (Eurostoxx50 a 3526 punti) - la reazione (o la mancanza di una reazione) su questi supporti intermedi ci darà ulteriori indicazioni sullo stato di forma delle borse.

Aggiornamento del 23 settembre

Business as usual - mercati come al solito

Le due notizie più importanti del fine settimana per l'economia sono il fallimento della società di viaggi inglese Thomas Cook (22'000 impiegati, 600'000 turisti danneggiati) e il ritardo nel ripristino delle infrastrutture petrolifere dell'Arabia Saudita. Il governo inglese sta organizzando il rientro di 150'000 turisti britannici abbandonati all'estero. Il prezzo del petrolio (WTI) sale del +1.2%. Al di fuori del settore dei trasporti aerei e delle società di viaggi le conseguenze sui mercati finanziari saranno trascurabili. Il calo delle azioni delle società che vengono danneggiate da un aumento del prezzo del petrolio verrà compensato dai guadagni delle azioni delle società del settore energia.
Stamattina Shanghai perde il -1.6%. La borsa giapponese é chiusa per festa. Non tutte le borse asiatiche sono però in calo. L'India ha annunciato un mega pacchetto di stimolo per l'economia con una riduzione delle imposte per le imprese - la borsa guadagna il +3.2%. Il future sull'S&P500 é a 3001 punti (+12 punti) - recupera parte delle perdite di venerdì - in ogni caso non sembra aver voglia di iniziare un ribasso. L'Eurostoxx50 alle 08.10 vale 3560 punti - le borse europee apriranno in calo di circa il -0.3%.
Non appare nessun segnale d'inversione di tendenza. Come settimana scorsa le borse non mostrano l'intenzione di salire più in alto ma d'altra parte non c'é nessun argomento tecnico in favore di un'ondata di vendite. È quindi possibile che questa settimana trascorra con sedute poco movimentate e una performance praticamente ìn pari. Per il ribasso dobbiamo aspettare l'inizio di ottobre.

Commento del 21-22 settembre

Solo l'Eurostoxx50 (+0.53% a 3571 punti) canta fuori dal coro

Venerdì sui grafici degli indici azionari americani é apparsa una consistente candela rossa - la più grande da inizio agosto. Non abbiamo ancora conferme ma il rialzo in America sembra finito. Numerosi indicatori di partecipazione e momentum stanno peggiorando - non abbastanza per prevedere l'inizio di una ribasso ma abbastanza per poter credere che questa spinta di rialzo iniziata ad agosto é completa. Pensavamo che l'S&P500 poteva salire fino ai 3000 punti - strada facendo abbiamo alzato i possibili targets a 3028 o 3064 punti. Giovedì l'indice ha toccato i 3022 punti - venerdì é tristemente sceso a 2992.07 punti (-0.49%) facendo cadere la performance settimanale in negativo. La settimana appena trascorsa doveva essere positiva e culminare eventualmente in un massimo significativo a medio termine. Sembra invece che manchi forza e motivazione per salire decisamente più in alto. L'S&P500 rimane attaccato ai 3000 punti.
In Europa la situazione a prima vista sembra diversa. In effetti l'Eurostoxx50 venerdì é salito a 3571 punti (+0.53%) - ha nettamente superato il nostro obiettivo massimo a 3550 punti e ha una performance settimanale moderatamente positiva (+0.60%) - non é molto ma c'é una sovraperformance e una rottura al rialzo. C'é da domandarsi se questa é una sostenibile continuazione del rialzo o solo un'anomalia provocata dalla scadenza dei derivati di settembre. La risposta definitiva arriverà all'inizio di settimana prossima - quando però un indice che copre tutti i mercati azionari europei si muove fuori dal gruppo si tratta spesso di qualcosa di anormale che viene immediatamente corretto. Sappiamo che venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3553 punti - il guadagno di venerdì durante la seduta ufficiale si é teoricamente già liquefatto.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.60% a 3571 punti
DAX                         +0.00% a 12468 punti
SMI                          +0.09% a 10056 punti
FTSE MIB                  -0.26% a 22123 punti
S&P500                    -0.51% a 2992.07 punti
Nasdaq100               -0.88% a 7823 punti

La seduta di venerdì in Europa é stata una tipica giornata di scadenza di derivati. Alti volumi di titoli trattati e alcuni scatti tecnici in prossimità delle scadenze ma per saldo non é successo nulla di importante specialmente guardando il risultato finale di DAX (+0.08% a 12468 punti), FTSE MIB (-0.02% a 22123 punti dopo aver toccato un nuovo massimo di periodo a 22282 punti) e SMI (-0.07% a 10056 punti). Gli altri indici si sono mossi intorno alla parità con differenze (IBEX +0.47% contro PSI20 -0.47%) spiegabili solo con manipolazioni per far finire il prezzo di certi titoli su determinati livelli in occasione del settlement. Non crediamo che l'Europa possa sviluppare un trend indipendente e staccarsi dall'America - può in determinati frangenti salire di più o di meno ma se la borsa americana comincia a scendere gli europei seguiranno. In teoria però gli indici azionari europei non sono ipercomperati e nulla impedisce una continuazione del rialzo - solo l'aspetto ciclico ci fà temere che un'inversione di tendenza é vicina. Unicamente il rialzo dell'Eurostoxx50 é troppo esteso.

L'S&P500 ha perso 14 punti - ha toccato un minimo a 2984 punti e ha chiuso a 2992.07 punti (-0.49%) - é stata la peggiore seduta della settimana. Le vendite hanno colpito tutti i settori ma sono state moderate - non appare un marcata pressione di vendita. L'impressione é che poiché non c'era forza e motivazione per salire più in alto e sono state le prese di beneficio a far calare gli indici. Tra rialzo e ribasso c'é però un chiaro ed evidente spartiacque - sono i 2951 punti dove scorre la MM a 50 giorni - fino a quando l'S&P500 resta sopra questo livello bisogna parlare di correzione intermedia all'interno di una tendenza di base al rialzo malgrado che sul medio termine il mercato é decisamente toppish.
L'S&P500 ha aperto a 3014 punti, é salito a 3016 punti di massimo e poi é iniziata la discesa. A metà seduta l'S&P500 era ancora a 3008 punti. Poi c'é stato un violento vuoto d'aria fino ai 2984 punti di minimo. In seguito l'indice ha recuparato fino ai 3001 punti ma non é riuscito a difendere questo ritorno sopra i 3000 punti ed é ricaduto a 2992 punti. La tecnologia era particolarmente debole (Nasdaq100 -0.99% a 7823 punti). Anche DJ Transportation (-0.47%) e Russell2000/RUT (-0.11%) hanno perso terreno.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3400 su 3880. NH/NL a 530 su 251 (mercoledì i NL erano 196 malgrado che l'S&P500 fosse sceso fino a 2978 punti) e volume relativo a 1.6. La volatilità VIX é balzata a 15.32 punti (+1.27), la CBOE Equity put/call ratio era neutra a 0.65 e il Fear&Greed Index é sceso a 58 punti (i problemi sembrano venire soprattutto dal mercato delle obbligazioni).
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 64.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 55.78.
Ipotizziamo la presenza di un massimo significativo a medio termine - in realtà giovedì 19 settembre l'S&P500 ha toccato un massimo di periodo a 3022 punti (solo 6 punti dal massimo storico) e venerdì 20 settembre l'Eurostoxx50 ha raggiunto un massimo annuale a 3578 punti. Il rialzo ha raggiunto i nostri obiettivi ed il ciclo a medio termine sembra completo - non c'é però ancora nessun segnale di vendita e nessun segnale d'inversione di tendenza - non ci sono divergenze significative. Di conseguenza é meglio osservare come comincia la prossima settimana prima di cominciare a scommettere sull'inizio dell'atteso ribasso autunnale. Di una cosa siamo sicuri - non é il momento per comperare. 

Commento del 20 settembre

S&P500 (+0.00% a 3006.79 punti) in pari dopo un'impennata fino ai 3022 punti - fine del rialzo ?

Oggi scadono i derivati (opzioni e futures) di settembre. È una grande scadenza trimestrale. Spesso in questa occasione si verifica un minimo o un massimo significativo - nel caso attuale dovrebbe essere un massimo. Ciclicamente la borsa americana doveva raggiungere un massimo significativo a medio termine tra il 20 e la fine di settembre - é quindi meglio tenere gli occhi aperti e andare alla ricerca di segnali d'inversione di tendenza. L'S&P500 nelle ultime 7 sedute é girovagato intorno ai 3000 punti. Anche ieri é salito fino ai 3022 punti di massimo ma poi ha fatto marcia indietro. Ha chiuso sotto il livello d'apertura, 16 punti sotto il massimo e 3 punti sopra il minimo - la candela sul grafico é rossa. Non é un reversal ma neanche una dimostrazione di forza e di voglia di rialzo. Per contro nelle ultime 3 sedute sia il DJ Transportation (-0.68%) che il Russell2000 (-0.44%) hanno perso terreno e sembrano aver cominciato una fase negativa - forse un ribasso. Il Russell2000 rappresenta con le sue 2000 azioni la massa - se questa ci abbandona anche i leaders dovranno presto o tardi fare marcia indietro. Nel titolo ipotizziamo la fine del rialzo - riprenderemo il tema nell'analisi del fine settimana poiché per il momento non abbiamo ancora un quadro definitivo. La fine del rialzo non significa però necessariamente inizio del ribasso. Questa pausa sui 3000 punti potrebbe durare fino a fine mese ed essere una fase di distribuzione. La MM a 50 giorni scorre piatta a 2950 punti e serve a questo punto come livello di riferimento.

La seduta in Europa é stata positiva. Non ci sono però ancora motivi validi per credere in una ripresa duratura del rialzo. Dovendo le borse salire su un massimo significativo in occasione della scadenza dei derivati di settembre era ovvio che la seduta aveva buone probabilità di essere positiva. L'Eurostoxx50 (+0.77% a 3552 punti) ha guadagnato 23 punti e si trova dove era già una settimana fà. Ha eguagliato il precedente massimo a 3555 punti e ha chiuso poco più in basso. Insomma - non c'é stata ancora nessuna rottura al rialzo e non sappiamo ancora se l'Eurostoxx50 si ferma qui o se continua a salire fino a fine mese. Alle 22.00 l'indice valeva 3545 punti. DAX (+0.55% a 12457 punti) e FTSE MIB (+0.82% a 22128 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50. L'unica differenza é che invece che eguagliare il massimo del 12/13 settembre si sono fermati più in basso. L'SMI (+0.46% a 10064 punti) ha guadagnato 45 punti. Un attacco al massimo storico del 12 settembre a 10140 punti sembra possibile - una sostanziale continuazione del rialzo sopra i 10140 punti sembra altamente improbabile. La situazione tecnica dell'SMI é paragonabile a quella dell'S&P500.
La scadenza odierna dei derivati di settembre é distribuita durante la giornata - ci potrà essere volatilità ma probabilmente i giochi sono fatti e avremo una seduta senza sostanziali variazioni. Il primo indice a liberarsi del corsetto della scadenza sarà l'SMI all'apertura - il comportamento di questo indice potrebbe mostrare cosa accadrà all'Europa appena il processo sarà finito.

La seduta a Wall Street é stata da un punto di vista tecnico interessante. Nei commenti del pomeriggio (14.00) avevamo pronosticato una salita dell'S&P500 fino ai 3020 punti e una chiusura a 3010 punti. Il massimo é stato di 3022 punti - a fine giornata l'S&P500 si é fermato a 3006.79 punti (+0.00%). Il Nasdaq100 (+0.17% a 7901 punti) doveva secondo noi chiudere a 7900 punti.
Sintomatica per la mancanza di forza d'acquisto é la chiusura lontana dal massimo giornaliero - lo sforzo per salire fino ai 3022 punti é costato talmente tanta energia da non permettere ai compratori di difendere questo progresso. In fondo l'indice si trovava 1 punto sopra il massimo del 12 settembre e a soli 6 punti dal massimo storico di luglio. L'accelerazione al rialzo é però fallita.
L'S&P500 ha aperto a 3011 punti. È salito fino alle 17.40 a 3022 punti. È sceso ad ondate fino alle 21.50 sul minimo a 3003 punti. Sul finale é rimbalzato debolmente a 3006 punti. Il Nasdaq100 ha fatto leggermente meglio (+0.17% a 7901 punti).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3434 su 3817, NH/NL a 615 su 178 e volume relativo a 0.8. La volatità VIX é salito di poco a 14.05 punti (+0.10) - la CBOE Equity put/call ratio era neutra a 0.67. Tecnicamente non appare nei dati nulla di nuovo. Il ciclo a medio termine si avvicina alla fine come mostrano i Summation Index ormai in ipercomperato.

Sono le 08.00. Le borse asiatiche marciano sul posto (Nikkei +0.09%, Shanghai +0.18%). Il future sull'S&P500 é a 3009 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 viene stimato a 3547 punti. Si profila all'orizzonte un'altra seduta di pausa.

Commento del 19 settembre

La FED abbassa i tassi d'interesse del -0.25% - mercati indifferenti ed inerti

Nelle ultime 6 sedute l'S&P500 é rimasto appiccicato ai 3000 punti - le chiusure si situano tra i 2997 ed i 3009 punti. Anche ieri, malgrado che la FED abbia deciso di abbassare i tassi d'interesse di riferimento del -0.25%, i mercati sono rimasti indifferenti ed inerti. L'S&P500 dopo l'annuncio é brevemente caduto fino a 2978 punti ma poi ha recuperato e chiuso in pari (-0.03% a 3006.73 punti). La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo ma gli indici non riescono più a fare progressi - lentamente si profila una situazione di ipercomperato a medio termine mentre ci avviciniamo alla finestra temporale del 20-30 settembre quando ciclicamente ci aspettiamo un massimo significativo prima dell'inizio del ribasso autunnale. Il mercato sembra stanco e smotivato - é possibile che l'S&P500 non abbia più la forza per salire a testare il massimo annuale del 26 luglio a 3028 punti. Domani scadranno i derivati di settembre (ozioni e futures) - si tratta di una grande scadenza trimestrale che ha il potenziale di rappresentare un punto d'inversione di tendenza. Spesso in queste giornate si verifica un massimo o un minimo significativo - in questo caso non può che trattarsi di un massimo.

Anche le borse europee sono ferme e non riescono più a fare progressi. Venerdì scorso l'Eurostoxx50 era a 3550 punti. Avevamo previsto una correzione minore di al massimo tre giorni e poi una ripresa del rialzo. L'indice ha toccato martedì un minimo a 3506 punti. Ieri é risalito a 3528 punti (+0.19%) - si é mosso in soli 18 punti ed ha chiuso al centro del range giornaliero con modesti volumi e un risicato guadagno di 6 punti - troppi pochi per parlare di rialzo. Il DAX tedesco (+0.14% a 12389 punti) si trova nella stessa situazione e si muove come l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB italiano (+0.67% a 21947 punti) é più volatile e sensibile agli avvenimenti politici - per saldo però si muove nel plotone degli indici azionari europei - ieri ha compensato la perdita di martedì. L'SMI (+0.05% a 10018 punti) fornisce una prestazione nel complesso più convincente - una settimana fà ha toccato un nuovo massimo storico a 10140 punti. Ieri però ha marciato sul posto e la MM a 50 giorni é ormai piatta.  

Ieri tutti si aspettavano che la FED e Jerome Powell fossero in grado di iniettare nuova linfa nel rialzo della borsa americana. Invece non é successo nulla. S&P500 (+0.03% a 3006.73 punti) e Nasdaq100 (-0.00% a 7888 punti) hanno chiuso in pari. Il settore delle PMI (Russell2000/RUT -0.63%) ha nuovamente deluso. La notizia più importante arriva da Federal Express (FDX -12.92%) - il colosso dei trasporti di merci ha pubblicato risultati al di sotto delle attese e ha presentato un proccupante scenario per il futuro. L'azione é precipitata trascinando con sé il DJ Transportation (-1.21%) di cui é il maggiore componente (ca. 13%).
L'S&P500 ha aperto a 2997 punti ed ha atteso le decisioni della FED oscillando tra i 2992 ed i 3001 punti. Dopo le 20.00 l'S&P500 é caduto fino a 2978 punti. Alle 20.45 l'indice ha cambiato direzione ed é salito chiudendo sul massimo giornaliero a 3006.73 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2826 su 4397, NH/NL a 483 su 196 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 13.95 punti (-0.49), la CBOE Equity put/call ratio era relativamente alta a 0.70 mentre il Fear&Greed Index non si é mosso (66 punti). Da un punto di vista tecnico questa seduta non segnala nulla di particolare - il rialzo doveva però ricominciare ed invece il mercato é fermo.

Anche a livello di cambi e tassi d'interesse non si muove nulla. Da giorni il cambio EUR/USD oscilla tra i 1.10 ed i 1.1060 - ieri era l'occasione buona per un movimento liberatorio. Stamattina siamo invece ancora a 1.1040. Anche il reddito dell'US Treasury Bond decennale (1.80%, -0.01%) non ha reagito alla mossa della FED.
 
Stamattina non c'é niente di nuovo. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei +0.49%, Shanghai +0.10%). Il future sull'S&P500 scivola a 3000 punti (-8 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3530 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno. Abbiamo un problema per quel che riguarda il portafoglio - siamo andati short a livelli di poco superiori a quelli attuali (Eurostoxx50 a 3540 punti e S&P500 a 3010 punti) e abbiamo ora dei buy stop sui prezzi di vendita per chiudere le posizioni in pari in caso che il rialzo riprendesse vigore. Temiamo però che gli indici stiano raggiungendo l'atteso massimo definitivo - a causa delle oscillazioni giornaliere gli stop potrebbero saltare malgrado che il rialzo sia alla fine. Togliamo oggi gli stop loss e guardiamo cosa succede tra oggi e domani in relazione alla scadenza dei derivati - non crediamo che le borse possano "scapparci" al rialzo. Oggi prevediamo una seduta simile a ieri.

Commento del 18 settembre

Le borse non sono (ancora) pronte per riprendere il rialzo

Ieri le borse europee hanno marciato sul posto (Eurostoxx50 +0.08% a 3521 punti). In America l'S&P500 (+0.26% a 3005.68 punti) é riuscito a guadagnare 7 punti ma il mercato nel complesso non ha convinto. Il numero dei nuovi massimi a 30 giorni é precipitato a 540 (contro i 1049 di lunedì) - questo suggerisce che troppi pochi titoli stanno guadagnando terreno per poter permettere un'accelerazione e rottura degli indici azionari americani su nuovi massimi annuali. Inoltre ieri é già riapparso ottimismo e una certa speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.56) - troppi investitori ritengono che l'aumento del prezzo del petrolio sia momentaneo e trascurabile e che stasera la FED ridarà vigore ai mercati azionari abbassando il tasso d'interesse guida del -0.25%. Forse ci sbagliamo - se però interpretiamo correttamente i segnali tecnici é probabile che il consolidamento sui 3000 punti debba continuare ancora qualche giorno. Ci avviciniamo a venerdì e alla grande scadenza trimestrale dei derivati di settembre. È possibile che i 3028 punti di S&P500 non vengano migliorati prima dell'inizio del ribasso autunnale. Fino a quando però il Summation Index continua a salire bisogna tenere lo sguardo rivolto verso l'alto poiché non ci sono ancora rischi di ribasso.

Ieri Eurostoxx50 (+0.08% a 3521 punti) e DAX (-0.06% a 12372 punti) hanno chiuso praticamente in pari e sul livello d'apertura. È stata una seduta neutra che può significare qualsiasi cosa. Teoricamente la correzione non é finita. Mentre le borse europee sono oscillate in laterale e in pochi punti, nei paesi dove ci sono problemi politici (Spagna, Italia) gli indici sono scesi. Evidentemente la scissione del PD non piace agli investitori internazionali che prevedono instabilità. Lo spread sui titoli di Stato é aumentato di colpo e il FTSE MIB (-0.76% a 21802 punti) ha avuto un  secondo giorno di correzione abbastanza forte con una chiusura sul minimo giornaliero. Vedremo oggi se questo é solo un effetto passeggero o se diventa tendenza.
Dopo due giorni di correzione l'SMI (+0.45% a 10013 punti) é tornato a salire. L'SMI ha cominciato a scendere un giorno prima dell'Europa - forse anche questa volta l'SMI é un precursore e riapre la strada verso l'alto anche se abbiamo fondati dubbi. L'A/D a 8 su 11 mostra un mercato strutturalmente negativo. L'SMI ha guadagnato terreno grazie alla riscossa di Nestlé (+1.56%) e della farmaceutica.
L'indice della banche europee SX7E ha perso il -2.31% a 86.99 punti - ormai questo settore é tecnicamente incontrollabile e imprevedibile. Si muove secondo gli umori degli speculatori. Tra i 76 ed i 92 punti può succedere qualsiasi cosa. Sopra i 90 punti l'aria é rarefatta - gli 80 punti sembrano essere un buon livello di riferimento.
Riassumendo ieri le borse europee si sono in generale fermate - teoricamente si tratta del secondo giorno di una correzione minore. Può essercene un terzo. Al termine della correzione non é detto che il rialzo riprenda in maniera dinamica visto che gli indici venerdì scorso erano praticamente sugli obiettivi.

La seduta a Wall Street é stata piatta e noiosa fino alle 09.20. Un'ondata d'acquisti sul finale ha fatto salire DJ Industrial, S&P500 e Nasdaq100 (+0.46% a 7888 punti) in guadagno e sul massimo giornaliero. DJ Transportation (-0.23%) e Russell2000 (-0.40%) erano però deboli e sono rimasti indietro. Il risultato é che la seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3653 su 3645, NH/NL a 540 su 161 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 14.44 punti (-0.23) - il Fear&Greed Index é rimasto a 66 punti (-1 punto).
L'S&P500 ha aperto a 2996 punti e fino alle 21.20 é oscillato a caso tra il minimo a 2993 punti ed i 3000 punti. Solo sul finale l'S&P500 é salito a 3005.68 punti (+0.26%). I grossi nomi della tecnologia hanno guadagnato terreno mentre un calo dei prezzi del petrolio ha provocato un ritracciamento delle azioni delle società dell'energia.
Nel complesso si é trattato di una tipica seduta di pausa in attesa di conoscere stasera alle 20.00 le decisioni della FED.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei perde il -0.11% - Shanghai guadagna il +0.4%. Il future sull'S&P500 é a 3003 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.05 viene stimato a 3520 punti (-1 punto). Probabilmente prima di stasera nessuno oserà prendere iniziative e le borse oscillaranno svogliate sui livelli d'apertura. Poi sentiremo cosa ha da dirci Jerome Powell.

A causa di un'assenza imprevista oggi non pubblichiamo i commenti delle 14.00 sugli indici americani. Ci scusiamo dell'inconveniente.

Commento del 17 settembre

Le borse reagiscono con indifferenza al balzo del prezzo del petrolio - mercoledì si riunisce la FED

Lo spavento causato dagli attacchi all'infrastruttura petrolifera in Arabia Saudita é durato poco e l'effetto é stato modesto. Il prezzo del petrolio (WTI) é balzato a 62.90 USD/barile dai 54.85 USD di venerdì (+14%) - le ripercussioni sui mercati finanziari si sono però limitate a questo campo di attività. Gli indici azionari hanno aperto e chiuso all'incirca sullo stesso livello e con moderate perdite - sporadiche vendite sono state in parte compensate dai guadagni delle azioni delle società nel settore dell'energia (ETF Energy +3.36%).
L'impressione é quindi che questo evento sia servito da catalizzatore per l'inizio dell'attesa correzione minore. Una tipico correzione minore dura al massimo tre giorni - dovrebbe quindi terminare domani sera. Guarda caso domani alle 20.00 si conoscerà l'esito della riunione della FED dove verrà discussa la situazione economica e verrà deciso un eventuale adattamento della politica monetaria.

L'Eurostoxx50 ha aperto a 3532 punti - in calo di 18 punti. Per tutta la giornata é oscillato tra i 3523 ed i 3532 punti. Solo dopo le 17.10 é caduto sul minimo giornaliero a 3518 punti (-0.89%) poiché sembrava che la borsa americana stesse cedendo. Alle 22.00 l'indice valeva nuovamente 3522 punti. Gli altri indici si sono comportati in maniera simile (DAX -0.71% a 12380 punti, FTSE MIB -0.96% a 21969 punti e SMI -0.77% a 9969 punti) - nei commenti serali abbiamo ribadito che si trattava solo di una correzione minore che non avrebbe fatto danni sostanziali - abbiamo indicato quali potrebbero essere i possibili obiettivi. L'Eurostoxx50, che serve da indice di riferimento, potrebbe ridiscendere sui 3460-3500 punti prima della prossima spinta di rialzo. Noterete che l'indice può ancora scendere meno del 2%. Il vantaggio di queste correzioni é che servono a riassorbire l'ipercomperato di corto termine. La RSI sul DAX, che era venerdì a 69.88 punti, é tornata a 64.53 punti mentre il bordo superiore delle BB ha continuato la sua ascesa (12553 punti).

La seduta a New York é andata sorprendentemente bene considerando le premesse. L'S&P500 (-0.31% a 2997.96 punti) ha perso solo 9 punti e ha chiuso tre punti sopra il livello d'apertura (candela bianca sul grafica) - significa che dopo la caduta iniziale non ci sono state ulteriori vendite. L'indice delle PMI Russell2000 (RUT +0.41%) é addirittura riuscito a guadagnare terreno. Il settore dei trasporti (DJT -0.77%), normalmente molto sensibile alle variazioni dei prezzi dell'energia, ha perso meno dell'1%.
L'S&P500 ha aperto a 2994 punti ed é oscillato per tutta la giornata in soli 12 punti (2990-3002 punti) - ha chiuso al centro del range giornaliero a 2998 punti. La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3692 su 3607, NH/NL a 1049 su 217 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita solo a 14.67 punti (+0.93), la CBOE Equity put/call ratio era a 0.68 mentre il Fear&Greed Index era praticamente invariato a 67 punti (-1 punto).
Riassumendo ieri non é apparsa pressione di vendita. Sembra che sia unicamente iniziata l'attesa correzione minore che dovrebbe durare al massimo tre giorni. L'S&P500 potrebbe ridiscendere fino ai 2950 punti ma probabilmente si fermerà più in alto - stimiamo sui 2976 punti. In seguito dovrebbe esserci un'ultima spinta di rialzo - potrebbe iniziare domani sera dopo le 20.00 ed essere causata dalla FED. Ieri sera il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso a 1.84% (-0.06%) - una modesta reazione. Gli investitori non perdono i nervi e non sono corsi a comperare i beni rifugio. Conviene però seguire da vicino lo sviluppo della situazione politica in Medio Oriente. Le tensioni tra Stati Uniti e Arabia Saudita da una parte e Iran e ribelli yemeniti dall'altra sono alte e potrebbero sfociare in un conflitto armato dalle consegeunze disastrose per i mercati finanziari.

Stamattina il Nikkei marcia sul posto (+0.06%) mentre Shanghai sta perdendo il -1.8%. Il future sull'S&P500 scivola a 2996 punti (-5 punti). L'Eurostoxx50 vale 3517 punti - le borse europee apriranno in leggero calo. Seguendo la logica della correzione minore oggi dovebbe esserci un'altra seduta moderatamente negativa. Il future sul petrolio scende del -1%.

Aggiornamento del 16 settembre

Attacco all'Arabia Saudita - petrolio +9%

Sabato dei ribelli Huthi dello Yemen hanno attaccato con droni una raffineria in Arabia Saudita, la più grande del mondo, ed un importante giacimento di petrolio gestito dalla compagnia petrolifera nazionale Saudi Aramco. Parte dell'infrastruttura é stata distrutta e la produzione di petrolio per il momento é drasticamente diminuita. Il calo di produzione dovrebbe essere temporaneo ma l'attentato mette in dubbio la capacità dell'Arabia Saudita di difendere il proprio territorio e di assicurare l'approvvigionamento di petrolio al mercato mondiale. In linea di massima non pensiamo però che questo evento possa avere un'influsso significativo e permanente sull'economia mondiale.
Questa opinione viene confermata dalla reazione stamattina delle borse - il prezzo del greggio é aumentato del +9% -il future sull'S&P500 scende a 2990 punti (-18 punti). Ci sono ovviamente delle ripercussioni a breve sui mercati finanziari - i movimenti sono però contenuti se escudiamo i prezzi dell'energia. I tipici beni rifugio come oro, franco svizzero o le obbligazioni statali di prima qualità si muovono appena. Noi avevamo previsto l'inizio di una correzione a corto termine e questo avvenimento sembra casualmente venirci incontro. La seduta odierna sarà negativa ma bisogna dare il tempo agli investitori di assorbire la notizia e valutarne le conseguenze prima di poter dice con certezza che la tendenza a breve é passata al ribasso.

Oggi in Giappone é un giorno di festa - la borsa é chiusa. A Shanghai la borsa al momento é in pari. Nel frattempo sono le 08.00. Il future sull'S&P500 é risalito a 2995 punti (-14 punti) e le prime indicazioni mostrano che l'Eurostoxx50 viene stimato a 3527 punti. Le borse europee apriranno in calo del -0.9%. Vedremo se durante la giornata ci sarà un peggioramento o un recupero. Noi non vediamo le premesse per un crollo e favoriamo una stabilizzazione sui livelli d'apertura ma a decidere saranno gli americani nel pomeriggio.

Commento del 14-15 settembre

Correzione minore e poi ultima spinta di rialzo - potenziale da modesto a nullo

Scriviamo il commento del fine settimana di sabato mattina. La seduta di venerdì si é svolta secondo le attese - si é trattato di un semplice e logico sviluppo di quanto successo nel resto della settimana - l'analisi é semplice poiché non c'é nulla di nuovo o sorprendente se non la forte correzione di Bund e US Treasury Bond. Noi prevedevamo che dal massimo annuale a 176.87 (3 settembre) il future sul Bund dovesse scendere fino a 173 - complice Mario Draghi e le sue nuove regole sulla liquidità delle banche depositata presso la BCE il Bund é crollato venerdì a 172.22 (-0.70%). Per la prima volta da novembre dell'anno scorso il Bund ha terminato una seduta sotto la MM a 50 giorni in ascesa. È però una evidente situazione di eccesso di ribasso confermata dal sentiment - la correzione deve quindi finire a breve. Il reddito del Bund decennale, che una settimana fà era ancora a -0.708% é risalito a -0.446%. Nel frattempo il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito dal minimo a 1.47% di inizio settembre a 1.90% (+0.11%) - un drastico movimento che ha provocato un veloce passaggio da ipervenduto a ipercomperato e da ottimismo a pessimismo. Questo ha avuto conseguenze sulle borse dove c'é stata una forte rotazione tra settori che ha intensificato la spinta di rialzo a settembre. Ora questo effetto sparirà. Nell'immediato le borse devono consolidare un movimento troppo veloce ed intenso - questo processo é già iniziato venerdì (S&P500 -0.07% a 3007.39 punti). Il consolidamento potrebbe concretizzarsi con una correzione minore di un -2%. Poi ci deve ancora essere una spinta di rialzo a completare il ciclo a medio termine. Per il momento non possiamo essere più precisi - il massimo definitivo dovrebbe verificarsi tra il 20 settembre (scadenza trimestrale dei derivati) e la fine del mese. Attenzione però che il massimo definitivo non sarà molto più in alto dei valori attuali - potrebbe anche essere un massimo discendente.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.57% a 3550 punti
DAX                         +2.27% a 12468 punti
SMI                          -0.26% a 10047 punti
FTSE MIB                  +1.07% a 22181 punti
S&P500                    +0.96% a 3007.39 punti
Nasdaq100               +0.51% a 7893 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto ancora una seduta positiva. Non bisogna però lasciarsi ingannare dal modesto guadagno a fine giornata (Eurostoxx50 +0.32% a 3550 punti). Rispetto al massimo di giovedì i progressi sono stati scarsi o praticamente nulli e nel dopo borsa gli indici sono ridiscesi. Per saldo rimane ben poco - l'SMI svizzero (-0.46% a 10047 punti) sembra mostrare la strada con una seduta di anticipo.
L'Eurostoxx50 ha aperto in pari, é brevemente caduto in negativo (minimo a 3534 punti) per poi salire a metà giornata a 3555 punti. Ha così eguagliato il massimo di giovedì. Per ore é oscillato a ridosso di questo valore e solo dopo le 17.20 é ricaduto a 3550 punti (+0.32%) - alle 22.00 valeva nuovamente 3542 punti.
DAX (+0.47% a 12468 punti) e FTSE MIB (+0.44% a 22181 punti) hanno toccato dei nuovi massimi di periodo. Il DAX ha raggiunto l'obiettivo grafico a 12460 punti - ora la RSI é a 69.88 punti - una correzione é possibile e probabile. Il FTSE MIB ha toccato un massimo a 22230 punti - il nostro obiettivo finale per il rialzo era a 22250 punti.
Riassumendo le decisioni della BCE hanno provocato una qualche turbolenza inattesa e eccessiva specialmente a livello di tassi d'interesse e banche (SX7E +3.02% a 90.37 punti). In linea di massima però gli indici azionari sono arrivati sugli obiettivi mostrando segni di stanchezza. Malgrado l'assenza di segnali di vendita una correzione minore é ora probabile. In teoria il rialzo non é concluso e quindi ci aspettiamo ancora una spinta. Non sembra però esserci ancora molto spazio verso l'alto prima dell'inizio dell'atteso ribasso autunnale.

Venerdì pomeriggio, malgrado il rialzo in Europa e l'apertura positiva, avevamo previsto che gli indici azionari americani avrebbero chiuso senza sostanziali variazioni. Non ci siamo sbagliati. Durante la giornata i compratori sono spariti ed il mercato si é sgonfiato.
L'S&P500 ha aperto a 3010 punti e alle 17.10 é salito sul massimo giornaliero a 3017 punti. Poi ad ondate é scivolato fino al minimo a 3003 punti e solo sul finale é tornato a 3007.39 punti (-0.07%). La tecnologia ha nuovamente deluso (Nasdaq100 -0.31% a 7893 punti) ma questa debolezza é stata compensata altrove (DJ Transportation +0.93%, Russell2000/RUT +0.20%). La seduta al NYSE é stata di poco positiva con A/D a 3777 su 3473, NH/NL a 1568 su 174 (ristagno) e volume relativo a 1.0. Malgrado questa giornata di pausa il sentiment é migliorato: la volatilità VIX é scesa a 13.74 punti (-0.48), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.62 mentre il Fear&Greed Index é salito a 68 punti (+3 punti). Gli investitori diventano ottimisti proprio quando il rialzo perde di slancio e forza - proprio vero che il timing della massa é spesso sbagliato - gli eccessi di ottimismo segnalano normalmente i massimi di mercato.
La tendenza di fondo della borsa americana é ancora moderatamente al rialzo con il 61.6% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish percent index sul NYSE a 54.46 punti.
Ora siamo nella fase finale di un rialzo di medio termine che sta perdendo di forza. A breve deve esserci una correzione minore. Si scontrano quindi due tendenze contrapposte e piuttosto deboli. Il risultato é incerto e dipende molto dalle notizie del momento. Questo significa che se per caso Trump ricominciasse ad inveire contro la Cina la correzione potrebbe essere più profonda. Se invece lunedì America e Cina annunciano che un accordo commerciale é a portata di mano la correzione potrebbe essere una semplice pausa dell'S&P500 di alcuni giorni sui 3000 punti. L'impressione fornita dall'analisi tecnica é però indiscutibile - il rialzo si avvicina alla fine e il potenziale rispetto ai valori attuali é modesto (+1% fino a +2%) se non nullo. Bisogna senza fretta orientarsi al ribasso.

Commento del 13 settembre

Massimo - probabilmente solo intermedio

Ieri la BCE ha deciso di abbassare ulteriormente i tassi d'interesse e di ricominciare ad acquistare obbligazioni al ritmo di 20 Mia di EUR al mese a partire dal 1. novembre e a tempo indeterminato (QE). Questa ulteriore espansione della politica monetaria ha provocato inizialmente un'impennata delle borse e una caduta dell'EUR - l'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo massimo di periodo a 3555 punti, il cambio EUR/USD ha ritestato il minimo annuale con un tonfo a 1.0927. Alle 14.50, dopo la conferenza stampa di Mario Draghi, il vento é cambiato. I tassi d'interesse di mercato sono ricominciati a salire e gli indici azionari sono scesi mentre il cambio EUR/USD ha effettuato un rally fino a 1.1070. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3538 punti (+0.63%) - al centro del range giornaliero e con un moderato guadagno di 22 punti. La seduta positiva e il nuovo massimo di periodo ci dicono che la tendenza é evidentemente ancora al rialzo - la reazione sul massimo e il reversal di tassi d'interesse e EUR suggeriscono la possibilità che almeno nell'immediato le borse hanno toccato dei massimi intermedi malgrado l'apertura stamattina ancora positiva.
DAX (+0.41% a 12410 punti), FTSE MIB (+0.88% a 22083 punti) e SMI (-0.04% a 10094 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50 malgrado che il risultato finale é diverso - tutti gli indici hanno raggiunto nel pomeriggio dei nuovi massimi di periodo - per l'SMI si é addirittura trattato di un nuovo massimo storico a 10140 punti.
La seduta a New York, che discutiamo in seguito, ha confermato questa impressione di massimo intermedio. Intermedio significa che probabilmente non si tratta di un massimo definitivo prima dell'inizio di una fase di ribasso. Crediamo che ora ci debba essere un ritracciamento o una correzione minore - poi ci deve essere ancora una spinta finale di rialzo - crediamo che il massimo definitivo é vicino e quindi questa ultima spinta di rialzo potrebbe essere debole. Ciclicamente il massimo definitivo sembra situarsi tra il 20 settembre, data di scadenza dei derivati, e la fine del mese.

La seduta in Europa é stata movimentata e gli investitori hanno avuto solo alcune ore per valutare le decisioni della BCE e le loro conseguenze assurde sui tassi d'interesse di mercato che sono saliti visto che alle banche, secondo le nuove regole, conviene parcheggiare parte della liquidità presso la BCE a tasso zero piuttosto che detenere titoli di Stato con interesse negativo.
Ci interessava vedere come reagivano gli americani che erano coinvolti solo di riflesso dalla politica monetaria della BCE.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 3009 punti e sullo slancio é salito a 3012 punti. Poi é seguita la classica caduta a chiudere il gap - l'indice é sceso a 3000 punti, minimo giornaliero. Dopo questo esercizio quasi obbligatorio, l'S&P500 é salito a 3017 punti, ha distribuito una quarantina di minuti ed é ricaduto a 3004 punti. Il secondo tentativo di rialzo é stata più intenso e ad ondate ha fatto salire l'S&P500 fino a 3020.74 punti di massimo giornaliero - mancavano solo 8 punti al massimo storico di luglio. Tra le 19 e le 21 l'S&P500 é rimasto sui 3018 punti ma sul finale é ricaduto a 3009.57 punti (+0.29%). La tecnologia ha sovraperformato (Nasdaq100 +0.38% a 7917 punti), DJ Transportation (-0.44%) e Russell2000 (-0.65%) hanno invece chiuso in perdita. La conseguenza é che la seduta al NYSE é stata solo moderatamente positiva con A/D a 3953 su 3312, NH/NL a 1565 su 140 e volume relativo a 1.0. Notiamo che i NH non aumentano più - erano 1573 martedì e 1825 mercoledì. La volatilità VIX é scesa a 14.22 punti (-0.39), la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.55 (ma non sotto i 0.50) mentre il Fear&Greed Index é salita a 65 punti (+8 punti!). Gli investitori sono adesso ottimisti - manca euforia e forte speculazione al rialzo per un massimo definitivo. Crediamo però che nella situazione tecnica attuale l'S&P500 non ha la forza per attaccare il massimo storico. Deve per lo meno ritracciare e riprendere energia prima di riprovare a salire. In teoria potrebbe anche fermarsi definitivamente su questo massimo a 3020 punti - il ciclo a medio termine non sembra però ancora concluso e quindi ci aspettiamo ancora un tentativo di rialzo con un massimo definitivo tra il 20 settembre e la fine del mese. Ne discuteremo nell'analisi del fine settimana.

Stamattina le borse asiatiche hanno seguito Europa ed America e hanno guadagnato terreno (Nikkei +1.05%). In Cina é un giorno festivo. Il future sull'S&P500 sale a 3017 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3053 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno. Se la nostra previsione tecnica sul corto termine é corretta oggi le borse non dovrebbero superare i massimi di ieri - potrebbero sgonfiarsi nel pomeriggio e non saremmo stupiti di vedere una chiusura in negativo.
Ieri per il portafoglio abbiamo venduto short Eurostoxx50 a 3540 punti e S&P500 a 3010 punti.

Commento del 12 settembre

Il rialzo si avvicina alla fine - vendere prima o dopo il massimo ?

Ieri le borse hanno avuto un'altra seduta positiva e l'S&P500 (+0.72% a 3000.93 punti) ha finalmente raggiunto l'obiettivo simbolico a 3000 punti. L'Eurostoxx50 (+0.51% a 3516 punti) già martedì aveva raggiunto i 3500 punti e si sta ora dirigendo nel settore 3525-3550 punti dove dovrebbe situarsi l'obiettivo finale di questa fase di rialzo. Oggi lasciamo perdere la solita cronaca degli avvenimenti e la descrizione dello sviluppo della situazione tecnica e ci concentriamo su una domanda importante riguardante gli investimenti. Conviene vendere ora a 1%-2% dal possibile massimo o é meglio attendere che l'analisi tecnica fornisca una conferma che il massimo é stato raggiunto e vendere quando le borse hanno già cominciato la loro discesa? La prima variante é la più allettante e la più rischiosa. La seconda é più conservativa ma potrebbe essere tardi - la conferma che é iniziato un ribasso potrebbe arrivare solo dopo una serie di sedute negative e ad un -3% dal top. Vediamo quali sono le probabilità che il massimo é imminente.
Per un massimo sicuro ci vogliono ipercomperato, eccesso di rialzo ed euforia. La variante é che il rialzo sia indebolito da una serie di divergenze negative tipo una diminuzione dei nuovi massimi, un aumento dei nuovi minimi o un summation index in calo. Al momento non appaiono divergenze e gli indici non sono ipercomperati - le RSI giornaliere si aggirano sui 58 (Nasdaq100) - 67 punti (DAX) - sotto i 70 punti che segnalano ipercomperato. L'S&P500 si trova solo 50 punti sopra la MM a 50 giorni - non é in eccesso di rialzo. C'é solo un importante cambiamento a livello di sentiment che ci mette in allarme. La volatilità VIX é scesa a 14.61 punti (-0.59) - sotto i 15 punti. La CBOE Equity put/call ratio era ieri sera a 0.54 - non sotto i 0.50 come speravamo ma ci manca poco. Il Fear&Greed Index é salito a 57 punti (+2 punti) - é ancora in territorio neutro ma rispetto a una settimana fà quando l'indice era a 28 punti (paura) il cambiamento é notevole. Insomma gli investitori cominciano ad essere decisamente ottimisti e accettano il rialzo - non sono più scettici. Ciclicamente sembra che un massimo a medio termine debba verificarsi solo verso la fine del mese - adesso potrebbe esserci un massimo intermedio seguito da una correzione minore. L'ultimo aspetto interessante é la posizione di DAX (+0.74% a 12359 punti) e SMI (+0.78% a 10098 punti) che sono praticamente sui nostri obiettivi e che di conseguenza ci invogliano a vendere malgrado che il rialzo sembra ancora intatto.
Un'ultimo tema da considerare sono le notizie - il balzo di ieri sera della borsa americana é stato provocato da un rinvio dei dazi punitivi imposti da Stati Uniti e Cina sulle merci importate dall'avversario per permettere una ripresa dei colloqui in vista di un accordo commerciale. Le borse europee salgono poiché oggi si prevede che Mario Draghi al termine della riunione della BCE annunci una riduzione dei tassi d'interesse e un rilancio del Quantitative Easing. Spesso su notizie positive le borse si impennano per sgonfiarsi subito dopo. In fondo oggi varrebbe la pena tentare un short sui 3540 punti di Eurostoxx50 e sui 3010 punti di S&P500 - i rischi di perdita sono modesti e limitati al corto termine - il potenziale di guadagno nel caso in cui si verificherà un'inversione di tendenza é allettante.

Non commentiamo la seduta in Europa. Chi é interessato può scorrere i brevi commenti serali. L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 3521 punti e ha chiuso a 3516 punti (+0.51%). DAX (0.74% a 12359 punti) e SMI (+0.78% a 10098 punti) si sono comportati alla stessa maniera. Il FTSE MIB (+0.10% a 21891 punti) é rimasto indietro e sembra a corto d'ossigeno. Un calo dei tassi d'interesse di mercato ha provocato un indebolimneto dell'EUR (EUR/USD a 1.1015) e un calo delle azioni delle banche (SX7E -0.21% a 87.51 punti) - c'é da domandarsi se c'é ancora qualcuno che studia i fondamentali di questo settore o se le azioni vengono trattate long o short unicamente e solo in base alle oscillazioni dei tassi d'interesse.

L'S&P500 americano ha aperto con una caduta sul minimo giornaliero a 2975 punti e ha chiuso sul massimo a 3000.93 punti (+0.72). Il settore tecnologico si é risvegliato (Nasdaq100 +0.93% a 7887 punti) grazie a Apple (+3.18%). La star della giornata é stato però il settore delle piccole e medie imprese (Russell2000/RUT +3.49%) che ha provocato un netto miglioramento dei dati sulla partecipazione.La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5484 su 1800, NH/NL a 1825 su 165 e volume relativo a 1.0. Il future sull'S&P500 alle 08.30 é a 3008 punti (+6 punti) - il rialzo sembra voler continuare.
Le borse asiatiche salgono (Nikkei +0.75%, Shanghai +0.7%) - l'Eurostoxx50 vale ora 3529 punti (+13 punti) - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.35%. Fino a mezzogiorno dovrebbero ulteriormente lievitare. Poi vedremo cosa avrà da dirci Mario Draghi. Il comunicato al termine della seduta della BCE é previsto alle 13.45. La conferenza stampa seguirà alle 14.30.

Commento dell'11 settembre

Un'altra seduta di pausa con una sana rotazione tra settori

Anche ieri le borse hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 é salito a 3499 punti (+0.11%) - l'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero a 2979.39 punti (+0.03%). Durante la seduta i venditori hanno provato a spingere gli indici azionari verso il basso ma si sono dovuti rapidamente ritirare in buon ordine. Malgrado il minimo giornaliero dell'S&P500 a 2957 punti (noi avevamo auspicato una correzione minore fino ai 2943 punti) non sembra che ci sia spazio verso il basso. La maggior parte degli analisti descrive un crollo dei titoli legati al momentum (momo) in favore di titoli value - noi preferiamo parlare di una sana rotazione tra settori che implica anche una correzione di situazioni di eccesso. Ad inizio mese l'isteria legata al calo tassi d'interesse era arrivata al culmine con una caduta del reddito dell'US Treasury Bond decennale a 1.47% - ieri sera il reddito é risalito a 1.72% (+0.09%) - sembra poco ma in percentuale si tratta del +17%. Anche il prezzo dell'oro é tornato a 1490 USD/oncia dopo aver toccato il 4 settembre un massimo annuale a 1557 USD. La tendenza di lungo termine dei tassi d'interesse é al ribasso (e i Bonds al rialzo) e quella dell'oro é al rialzo - quando però si esagera e le emozioni sono forti (euforia o panico) é arrivato il momento per una correzione. Le borse assistono a questo processo con una pausa di consolidamento. 

L'Eurostoxx50 (+0.11% a 3499 punti) ha ripetuto la seduta di lunedì. Sembra fare una pausa sui 3500 punti prima di riprendere il rialzo. Niente lascia presupporre che l'indice é su un massimo significativo e in procinto di cambiare tendenza. L'indice delle banche SX7E (+1.83% a 87.69 punti) prosegue il rally grazie ad un ulteriore aumento dei tassi d'interesse. Inoltre negli scorsi mesi c'era troppo pessimismo sul settore ed ora questo eccesso viene corretto. Questa spinta di rialzo deve esaurirsi tra gli 88 ed i 92 punti. Il massimo coinciderà che la fine della correzione del Bund (minimo).
A Francoforte c'é stata ancora una seduta positiva durante la quale il DAX (+0.35% a 12268 punti) ha sovraperformato il resto delle borse europee. Tecnicamente nulla da eccepire. Il future sul Bund prosegue la sua correzione ed é sceso a 173.76 (-0.35%).
Il FTSE MIB (-0.55% a 21869 punti) invece ha perso terreno. La luna di miele tra il nuovo governo ed i mercati finanziari é finita? Possibile ma é meglio aspettare una o due sedute per una conferma. L'aumento dello spread sui titoli di Stato é preoccupante - analisti ed operatori cominciano a mettere sotto la lente la situazione finanziaria del Paese ed il quadro che ne risulta é inquietante.
L'SMI (-0.39% a 10020 punti) sta correggendo. Ieri ha perso 39 punti ma ha chiuso vicino al massimo giornaliero e con un mercato (A/D a 86 su 74) strutturalmente positivo. Terminata questa correzione ci deve ancora essere una spinta di rialzo per esaurire il trend.
L'A/D a 12 su 8 é positiva come ieri. Ancora una volta sono le prese di beneficio su Nestlé (-1.62%) e sulla farmaceutica a determinare il calo dell'indice.
Riassumendo il rialzo in Europa sta facendo una pausa - potrebbe esserci una breve correzione minore ma in seguito il rialzo deve riprendere ed esaurirsi su livelli superiori agli attuali.

In America c'é stato un tentativo di correzione. L'S&P500 é caduto alle 16.10 fino a 1957 punti. Dopo un consolidamento di quasi due ore sui 2958 punti l'indice ha però recuperato. Una prima spinta di rialzo ha fatto tornare l'S&P500 fino ai 2974 punti. È seguita una ricaduta a 2962 punti. Nell'ultima ora di contrattazioni i rialzisti si sono imposti e con un'accelerazione sul finale l'SP500 ha chiuso in pari e sul massimo giornaliero a 2979.39 punti (+0.03%). Anche una volta la tecnologia ha fatto peggio (Nasdaq100 -0.22% a 7814 punti). La seduta al NYSE é stata però decisamente positiva con A/D a 4525 su 2754, NH/NL a 1573 su 439 e volume relativo a 1.1. Notiamo il forte aumento dei NH (positivo) e il contemporaneo incremento moderato dei NL (inquitante ma ovvia conseguenza della caduta iniziale degli indici). La volatilità VIX é ferma a 15.20 punti (-0.07) mentre la CBOE Equty put/call ratio é nella media a 0.65. Solo il Fear&Greed Index é salito a 55 punti (neutro). Per l'analisi tecnica c'é poco da segnalare. Non ci sono divergenze, eccesso di rialzo, ipercomperato ed euforia - per questa ragione partiamo dal principio che il rialzo deve continuare - al massimo fino a fine mese.

Stamattina il Nikkei ha guadagnato il +0.91%, Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 lievita a 2982 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale 3509 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.2%) e su un nuovo massimo di periodo. Sembra che le borse europee come d'abitudine si avvicinino con ottimismo alla riunione di domani della BCE.

Commento del 10 settembre

Le borse si fermano - non mostrano però l'intenzione di cambiare direzione

Ieri é stata una giornata particolare - Eurostoxx50 (-0.00% a 3495 punti) e S&P500 (-0.01% a 2978.43 punti) hanno chiuso in pari e al centro del range giornaliero. Entrambi gli indici azionari durante la giornata hanno toccato dei nuovi massimi di periodo - rispettivamente a 3503 e a 2989 punti. Non c'é molto da dire su questa seduta che lascia gli indicatori tecnici praticamente invariati. L'intonazione di fondo resta rialzista considerando sia i nuovi massimi che i miglioramenti a livello di partecipazione. Dopo due settimane di rialzo il movimento é parecchio esteso - il calo di momentum potrebbe quindi provocare una breve correzione intermedia - teoricamente l'S&P500 potrebbe ridiscendere sui 2943 punti per chiudere il gap sul grafico e ritestare dall'alto la rottura della resistenza (e ora supporto) costituita dalla media mobile (MM) a 50 giorni (ora a 2947 punti).

La seduta in Europa é stata senza storia. C'é poco da dire su una seduta durante la quale l'Eurostoxx50 (-0.00% a 3495 punti) si é mosso in soli 18 punti e ha chiuso in pari. A mezzogiorno l'indice ha toccato un nuovo massimo di periodo a 3503 punti - dopo le 15.30 si é sgonfiato perché la borsa americana é scesa dopo l'apertura e gli europei seguono ciecamente e stupidamente i segnali provenienti da Wall Street. L'indice delle banche SX7E (+2.72% a 86.11 punti) é decollato grazie ad un aumento dei tassi d'interesse di mercato.
Anche in Germania il rialzo é continuato al piccolo trotto - il DAX (+0.28% a 12226 punti) é salito insieme al bordo superiore delle BB e questo é uno sviluppo sano. Il trend é abbastanza forte da allargare le bande ma non provoca delle situazioni di eccesso in grado di scatenare reazioni negative. Il FTSE MIB (+0.19% a 21989 punti) si é mosso poco. Ha seguito a ruota l'Eurostoxx50 toccando la mattina un nuovo massimo di periodo a 22040 punti. Per il resto la giornata non ci dice nulla di nuovo - il nostro obiettivo di riferimento per questa fase di rialzo resta a 22250 punti. L'SMI svizzero (-0.14% a 10059 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 10109 punti! Stremato dallo sforzo si é sgonfiato nel pomeriggio e ha chiuso con una moderata perdita causata da prese di beneficio sui titoli difensivi. Il rialzo é intatto.
Riassumendo - a breve potrebbe esserci una correzione intermedia di uno o due punti in percentuale - il trend rialzista non é però a rischio e in seguito prevediamo nuovi massimi di periodo - questa fase di rialzo non é finita.

La borsa americana ha aperto sul massimo giornaliero e nuovo massimo di periodo. Poi ha fatto marcia indietro - gli indici hanno però chiuso al centro del range giornaliero e non sul minimo - appare una certa stanchezza ma nessuna pressione di vendita.
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2989 punti. Ha perso 9 punti ed é risalito a 2986 punti. La successiva caduta é stata più consistente - l'S&P500 ha toccato un minimo giornaliero a 2969 punti, é oscillato per ore tra i 2970 ed i 2976 punti e solo sul finale é risalito a 2978.43 punti (-0.01%). La tecnologia ha perso terreno (Nasdaq100 -0.26% a 7832 punti) - probabilmente una conseguenza dello scandalo WeWork. Il resto del mercato si é però comportato decisamente meglio (DJT +2.02%, RUT +1.27%) con la old economy (trasporti, banche, energia, vendite al dettaglio) in evidenza. Questa ci sembra una sana rotazione tra settori. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4422 su 2909, NH/NL a 1247 su 366 e volume relativo a 1.05. Il forte aumento dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) é un segnale decisamente positivo a livello di partecipazione. Teniamo d'occhio anche i nuovi minimi (NL) che stranamente sono lievitati da 206 a 366. La volatilità VIX é salita a 15.27 punti (+0.27) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.59.
I tassi d'interesse sono saliti sia in Europa (future sul Bund a 174.44, -0.47%) che in America (reddito dell'US Treasury Bond decennale a 1.63%, +0.08%). Si tratta di una correzione più che dovuta e causata da un eccesso di ribasso.

Stamattina i mercati sono tranquill e poco mossi. Il Nikkei ha guadagnato il +0.32%, Shanghai sta perdendo il -0.15%. Il future sull'S&P500 alle 06.30 era a 2976 punti - ora (08.00) é a 2975 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 vale 3492 punti - le borse europee apriranno in leggero calo. In mancanza di ragioni per salire oggi le borse potrebbe essere vittima di prese di beneficio e chiudere in perdita.

Aggiornamento del 9 settembre

Segui il trend fino a quando non sei sicuro che é finito

È stato un fine settimana tranquillo. Donald Trump questa volta se l'é presa con i talebani afghani - niente che possa influenzare i mercati finanziari. A Hong Kong si continua a protestare mentre sul fronte della Brexit il caos é totale. In fondo però non c'é nulla di nuovo. La logica conseguenza é che per inerzia le borse continuano lentamente a salire. Il future sull'S&P500 é a 2987 punti (+6 punti).
Questa settimana si riunisce la BCE - giovedì 12 settembre Mario Draghi dovrebbe annunciare un ulteriore capitolo della politica monetaria espansiva prima di cedere il comando a Christine Lagarde - ci si aspetta una simbolica riduzione dei tassi d'interesse e un rilancio del programma di acquisto di obbligazioni (QE). Tentando di anticipare questa mossa i prezzi delle obbligazioni salgono da ottobre dell'anno scorso - banche e investitori istituzionali hanno comperato facendo precipitare i redditi in territorio negativo - ora sperano di vendere i titoli alla BCE. Questo sarà l'ultimo passaggio di proprietà che dovrebbe decretare la fine del rialzo. Vedremo come si comportaranno le borse quando i tassi d'interesse non scenderanno più.
Ma torniamo alla borsa. Dall'Asia provengono segnali positivi. Il Nikkei sale dal +0.47% - Shanghai imita il Giappone con un +0.6%. L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3496 punti - le borse europee apriranno invariate e senza nessun cedimento rispetto ai guadagni di venerdì. Cambi e tassi d'interesse sono fermi. Se le borse non vogliono scendere possono solo salire - fino a giovedì non aspettatevi però molto - l'obiettivo a 3500 punti di Eurostoxx50 può essere alzato fino ai 3525-3550 punti - non c'é molto spazio di manovra.

Commento del 7-8 settembre

L'S&P500 potrebbe essere su un massimo ma non sembra essere su un massimo - rialzo intatto

Secondo le nostre previsioni l'S&P500 doveva salire a circa 3000 punti per la fine di agosto per poi iniziare una sostenibile e sostanziale fase di ribasso. Una settimana fà, con l'S&P500 a 2926 punti, avevamo ribadito che l'S&P500 doveva continuare il rialzo di corto termine - il massimo era però rimandato di una manciata di sedute a causa dell'inatteso ritracciamento del 23 agosto provocato dall'attacco di Donald Trump alla Cina. Vediamo a che punto siamo. L'S&P500 é salito giovedì fino a 2985 punti e ha chiuso venerdì a 2978.71 punti (+0.09%). Siamo arrivati a 15 punti dall'obiettivo a 3000 punti o circa il 0.5%. Ci aspettavamo un netto miglioramento dell'umore degli investitori. La volatilità VIX doveva scendere sotto i 15 punti - venerdì, guarda caso, si é fermata a 15.00 punti (-1.27). Il CBOE Equity put/call ratio doveva cadere una o più sedute sotto i 0.50 - giovedì ha fatto registrare un 0.53 - venerdì era a 0.56 - dati decisamente sotto la media di lungo periodo a 0.65 ma non ancora in territorio estremo. Nelle ultime due settimane l'S&P500 ha guadagnato 150 punti mentre molti analisti ed operatori prevedevano un crollo. Insomma - nel momento in cui secondo i cicli l'S&P500 doveva essere su un massimo significativo l'indice é arrivato a 15 punti dall'obiettivo con indicatori di sentiment leggermente sopra i valori auspicati - si può presumere che questo é l'atteso massimo significativo. D'altra parte l'indice non é ipercomperato (RSI a 58.33 punti, sotto i 70 punti che segnalano ipercomperato) e non é in eccesso di rialzo (la MM a 50 giorni scorre a 2946 punti, solo 32 punti più in basso - ce ne vogliono almeno un centinaio per segnalare eccesso). Non notiamo divergenze a livello di partecipazione. Osserviamo che gli ultimi minimi e massimi ciclici si sono verificati vicino alla fine o all'inizio dei mesi - l'anno scorso l'S&P500 é salito fino ad inizio ottobre prima di iniziare l'abituale ribasso autunnale - é quindi possibile che anche questa volta il rialzo prosegua con momentum in calo (il bordo superiore delle Bollinger Bands é ora a 2980 punti e sale di 8 punti a seduta) fino a fine mese. Insomma - il rialzo di corto termine sembra ancora in buona salute e in teoria può continuare sopra 3000 punti - come punti di riferimento ci sono ancora i 3028 punti (massimo storico di settembre) é l'obiettivo teorico grafico a 3064 punti.
Come bisogna comportarsi con uno scenario di questo tipo? Proviamo a quantificare. Il ribasso inizia settimana prossima (probabilità 25%) o il rialzo prosegue fino a fine mese con un obiettivo massimo a 3064 punti (probabilità 25%). Con una probabilità del 50% la soluzione giusta é nel mezzo - più il tempo passa e più la previsione migliorerà in precisione. O si vende mano a mano che il mercato sale o lo si lascia salire e si vende quando c'é maggiore certezza sulla presenza di un massimo significativo. Noi siamo disposti ad aspettare perché la variante più probabile é sempre quella della continuazione di un trend - inoltre notiamo ancora troppo pessimismo (Fear&Greed Index a 35 punti, -4 punti) - lo scetticismo alimenta il rialzo. In rete molti articoli parlano di rischio di recessione e di borse sopravvalutate - molti analisti e operatori prevedono un ribasso - nessuno prende in considerazione la possibilità che l'S&P500 questo mese possa ancora andare a testare il massimo storico.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.00% a 3495 punti
DAX                         +2.11% a 12191 punti
SMI                          +1.80% a 10073 punti
FTSE MIB                  +2.93% a 21947 punti
S&P500                    +1.79% a 2978.71 punti
Nasdaq100               +2.10% a 7852 punti

Venerdì la seduta in Europa é stata complessivamente positiva. Gli indici azionari in generale hanno chiuso sul massimo giornaliero con un moderato guadagno. L'Eurostoxx50 (+0.30% a 3495 punti) ha sfiorato il nostro obiettivo a 3500 punti. Osservate però il grafico - questo obiettivo é solo un livello di riferimento e non corrisponde a niente di particolare (p.e. resistenza). La RSI é a 63.13 punti - l'indice potrebbe senza problemi arrampicarsi ancora fino ai 3525-3550 punti. Sarà l'America a decidere quando il rialzo é finito - non l'Europa. Venerdì il settore bancario (SX7E +0.01% a 83.83 punti) si é bloccato - ovvio considerando che i tassi d'interesse (future sul Bund a 175.29 (+0.42%) / reddito dell'obbligazione decennale della Germania a -0.638%) sono saliti dopo il capitombolo di giovedì.
Il DAX ha guadagnato 65 punti (+0.54% a 12191 punti), l'SMI ha nuovamente superato i 10000 punti (+0.91% a 10073 punti) e si trova a soli 18 punti dal massimo storico. Solo il FTSE MIB ha perso terreno (-0.04% a 21947 punti) - forse é solo un caso o forse come ci aspettavamo l'euforia legata alla formazione del nuovo governo é sparita e riappaiono i problemi (economici) di sempre.
Tutti gli indici hanno fatto registrare dei nuovi massimi di periodo - nulla indica la possibilità che il rialzo debba fermarsi qui. Con RSI tra i 61 ed i 65 punti esiste ancora spazio verso l'alto.

Dopo due sedute di forte rialzo venerdì la borsa americana ha fatto una pausa. L'S&P500 ha aperto a 2980 punti e ha chiuso a 2978.71 punti (+0.09%) - si é fermato sul livello d'apertura e al centro del range giornaliero - una seduta neutra con rialzisti e ribassisti in equilibrio. L'indice si é mosso a caso tra i 2972 ed i 2985 punti. I dati della giornata sono sorprendentemente buoni (A/D a 3930 su 3300 / A/D a 713 su 206, volume relativo a 0.9) considerando che molti altri indici (Nasdaq100 -0.13% a 7852, DJT -0.65%, RUT -0.37%) erano in calo. Sorprende anche che una giornata così opaca abbia provocato un miglioramento degli indicatori di sentiment VIX e p/c ratio. Sembra che il rialzo comincia ad essere accettato.  
La tendenza di fondo della borsa americana é ancora debolmente al ribasso con indicatori in netto miglioramento - il 48.4% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 48.34 punti. Vi ricordate sicuramente che per il mese di agosto avevamo previsto una oscillazione in laterale sui 2950 punti - in effetti intorno a questo valore il mercato azionari americano é neutro - l'oscillazione si é svolta più in basso (canale orizzontale a 2822-2943 punti) - in fine dei conti però questa differenza non é importante.

Restiamo dell'opinione che le borse sono vicine ad un massimo significativo al quale deve seguire una sostenibile e sostanziale fase di ribasso. Il rialzo di corto termine iniziato ad agosto dai 2822-2835 punti di S&P500 non sembra però ancora finito - meglio aspettare che l'analisi tecnica mostri segnali d'inversione di tendenza prima di aprire posizioni short. L'Europa segue l'America - l'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3487 punti (-8 punti).

Commento del 6 settembre

Le borse accelerano al rialzo mentre oro e Bund/USTBonds correggono bruscamente

Ieri finalmente anche la borsa americana ha accelerato al rialzo e ha abbandonato il canale orizzontale che teneva bloccati gli indici azionari da inizio agosto. Questa seduta decisamente positiva in Europa ed in America é stata accompagnata da convincenti dati su partecipazione e momentum. L'umore degli investitori é decisamente migliorato (il Fear&Greed Index negli Stati Uniti é balzato da 28 a 39 punti!) passando dal scetticismo ad una certa accettazione del rialzo - non siamo però ancora a livello di forte ottimismo o euforia. Il rally delle borse é stato accompagnato da una forte correzione dei beni rifugio. Il prezzo dell'oro che due giorni fà aveva toccato il massimo annuale a 1557 USD/oncia ricade a 1518 USD/oncia. Il future sul Bund é drasticamente sceso a 174.46 punti (-0.81%) mentre il reddito dell'US Treasury Bond decennale é balzato a 2.57% (+0.10%). Queste correzioni sono normali dopo fasi di eccesso e dovrebbero durare qualche giorno - questo signica che anche il rally delle borse deve proseguire ancora per qualche giorno. Non ci aspettiamo però una ulteriore sostanziale e duratura continuazione del rialzo - ciclicamente un massimo significativo é in agguato e gli obiettivi a 3500 punti di Eurostoxx50 e 3000 punti di S&P500 sono vicini. L'unico aspetto che ci preoccupa é che ormai tutti parlano di questi 3000 punti - é un obiettivo troppo ovvio. L'S&P500 o si ferma prima o più in alto. Un nuovo massimo storico sopra i 3028 punti non é da escludere visto che nessuno ci crede.

Il commento della seduta di ieri potrebbe limitarsi ad una cronaca visto che indici ed indicatori si stanno sviluppando esattamente come atteso e previsto da tempo. Non ci sono sorprese e non appaiono strane divergenze.
L'Eurosto50 é salito a 3484 punti (+0.98%) con un massimo giornaliero a 3488 punti. L'indice delle banche SX7E é decollato (+3.35% a 83.82 punti) - chi finora é rimasto fuori ha comperato quello che otticamente sembra ancora a buon prezzo. Il movimento viene favorito dal netto aumento dei tassi d'interesse. Il DAX (+0.85% a 12126 punti) ha superato la resistenza a 12000-12080 punti e ha iniziato la fase finale del rialzo. Attendiamo un eccesso e una situazione di ipercomperato prima di valutare la possibilità di aprire posizioni short. La candela sul grafico esce dal bordo superiore delle BB ma non pensiamo che questo sia un problema - solo un freno.
Il FTSE MIB ha chiuso a 21955 punti (+1.00%). L'obiettivo a 22250 punti é realistico. L'SMI (+0.89% a 9983 punti) ha raggiunto e marginalmente superato l'obiettivo a 10000 punti. Il trend é ancora al rialzo e non appaiono ancora segnali di un massimo definitivo - bisogna attendere prima di aprire posizioni short malgrado che fatichiamo ad immaginaci che l'SMI possa salire decisamente più in alto.
Riassumendo gli indici azionari non sono ipercomperati (RSI sui 60-62 punti) e hanno spazio verso l'alto. Molti sono stati sorpresi da questo movimento di rialzo e devono adattare le posizioni comperando - perché sono sottoinvestiti o sono short. Non vediamo nessuna ragione perché il rialzo debba esaurirsi adesso e quindi partiamo dal principio che debba continuare malgrado che ad inizio settembre prevedevamo l'inizio di un ribasso.

La rottura al rialzo dell'S&P500 sopra la resistenza a 2944-2950 punti é stata esplosiva. Dopo l'apertura a 2866 punti l'indice é salito sparato fino al massimo a 2985 punti. Alle 16.20 stremato dallo sforzo si é fermato. È ricaduto una decina di punti e poi é oscillato fino a fine giornata tra i 2974 ed i 2980 punti. Ha chiuso a 2976.00 punti (+1.30%). Gli acquisti hanno coinvolto tutti i settori (DJTransportation +2.56%, Russell2000/RUT +1.75%) e in particolare la tecnologia (Nasdaq100 +1.86% a 7862 punti e semiconduttori/SOX +3.07%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5248 su 2052, NH/NL a 938 su 202 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 16.27 punti (-1.06) mentre la CBOE Equity put/call ratio é finalmente bassa a 0.53. Chi legge i nostri commenti sa cosa significa questo sviluppo e quali valori sono necessari per segnalare un eccesso di ottimismo e un probabile massimo significativo della borsa americana. Manca poco ma ancora non ci siamo.
Ci sono settori che hanno guadagnato un +6% in due sedute - l'S&P500 é sul bordo superiore delle Bollinger Bands (2972 punti) - é quindi probabile che ora ci debba essere una breve pausa.

Stamattina le borse asiatiche sono ancora al rialzo (Nikkei +0.54% / Shanghai +0.10%). Il future sull'S&P500 é a 2976 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3482 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Normalmente di venerdì prosegue il trend settimanale. Dopo lo sforzo delle ultime due giornate i rialzisti saranno però stanchi.

Commento del 5 settembre

Questa spinta di rialzo a corto termine entra nella fase finale

Ieri le borse europee e quella americana sono ripartite al rialzo. Gli indici europei hanno raggiunto dei nuovi massimi a 30 giorni. L'Eurostoxx50 (+0.88% a 3450 punti) si é fermato sul primo obiettivo a 3450 punti - il DAX (+0.96% a 10025 punti) combatte con la fascia di resistenza a 12000-12080 punti. Gli indici non sono ipercomperati e probabilmente, grazie all'effetto trascinante di New York, possono continuare a salire. L'obiettivo finale di questa spinta di rialzo a 3500 punti di Eurostoxx50 sembra a portata di mano. L'S&P500 (+1.08% a 2937.78 punti) si é nuovamente fermato a ridosso della resistenza a 2943-2950 punti. La partecipazione é in aumento, il numero dei nuovi minimi é in diminuzione e la tecnologia ha ripreso il suo ruolo trascinante (Nasdaq100 +1.44% a 7719 punti / semiconduttori/SOX +2.79%!). Una rottura al rialzo sembra imminente anche perché gli investitori, pur abbandonando lentamente il pessimismo, sono ancora scettici (VIX a 17.33 punti, -2.33, Fear&Greed Index a 28 punti, +3 punti). L'S&P500 in agosto é oscillato in un canale tra i 2922 punti ed i 2943 punti (121 punti). Una rottura al rialzo avrebbe come obiettivo grafico i 3064 punti. Questa é pura teoria - é però anche un invito a non fissarsi troppo sull'obiettivo a 3000 punti.

L'Eurostoxx50 ha guadagnato il  +0.88% a 3450 punti. Non bisogna lasciarsi ingannare dalla candela verde sul grafico. L'Eurostoxx50 ha aperto e chiuso sullo stesso livello. Durante la giornata non ha combinato nulla e si é mosso a caso in un range di 16 punti. Dopo la buona apertura non ci sono state ulteriori compere - il potere d'acquisto é limitato. La tendenza a corto termine é al rialzo e l'indice non é ipercomperato. Di conseguenza l'Eurostoxx50 può ancora salire sul secondo obiettivo a 3500 punti - qui però dovrebbe essere definitivamente a fine corsa e ipercomperato.
Il DAX (+0.96% a 12025 punti) ha guadagnato 114 punti ma non ha convinto. Ha chiuso sotto il livello d'apertura - una volta penetrato nella zona di resistenza a 12000-12080 punti si é bloccato. L'esito del test della resistenza é ancora incerto anche se le premesse provenienti da New York sono incoraggianti.
Il FTSE MIB ha nuovamente sovraperformato con un balzo del +1.58% a 21737 punti. Il governo Conte2 é cosa fatta e la borsa é ancora in vena di festeggiamenti. La forza relativa della borsa italiana non dovrebbe però durare più tanto visto che neanche questo governo ha la bacchetta magica per risolvere i problemi del Paese. Dopo la buona apertura l'indice non ha più fatto sostanziali progressi - il grafico giornaliero é piatto. La tendenza a corto termine é ancora al rialzo e confermiamo l'obiettivo a 22250 punti. Non crediamo che il FTSE MIB possa salire più in alto visto che a quel punto l'indice sarà ipercomperato e al termine del ciclo.
L'SMI (+0.43% a 9894 punti) ha toccato un nuovo massimo a 30 giorni a 9980 punti. Poi però é ricaduto e ha chiuso sul minimo giornaliero - a fine giornata rimane un guadagno di 41 punti che non significa molto. L'impressione a questo punto é che superare il primo obiettivo del rialzo a 10000 punti sarà difficile. La reazione odierna mostra che la resistenza é forte. Il trend a corto termine resta però al rialzo - aspettiamoci quindi un ulteriore tentativo di rivedere i 10000+ punti.
 
Il cambio EUR/USD risale a 1.1030. Questo rimbalzo era dovuto. Il cambio sta ritestando dal basso la precedente zona di supporto a 1.1030-1.1050. Se la supera é "salvo" ed evita il trend ribassista. Se non la supera prepariamoci ad una discesa su un nuovo minimo annuale.

Anche la seduta a New York é stata positiva. Non solo per quel che riguarda il guadagno degli indici in termine di punti ma anche per quel che riguarda gli aspetti tecnici di partecipazione e sentiment.
L'S&P500 ha aperto a 2930 punti, é brevemente sceso alle 16.15 sul minimo giornaliero a 2921 punti ed é poi risalito regolarmente fino alla chiusura. Ha toccato un massimo a 2938 punti e ha chiuso a 2937.78 punti (+1.08%). Dopo la buona apertura l'indice non ha più fatto sostanziali progressi e non ha attaccato al resistenza a 2943-2950 punti (MM a 50 giorni a 2944 punti) - l'indice spinge però decisamente verso l'alto. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5626 su 1668, NH/NL a 535 su 303 e volume relativo a 0.85. I dati tecnici della tecnologia sono ancora migliori - delude invece il settore delle PMI (RUT +0.85%). Notiamo un netto miglioramento a livello di sentiment - la VIX é però ancora piuttosto alta, il Fear&Greed Index é ancora troppo basso mentre il CBOE Equity put/call ratio é alto a 0.68. Prevediamo un cambiamento radicale in direzione ottimismo con il superamento da parte dell'S&P500 dei 2950 punti - la VIX deve scendere sotto i 15 punti e il p/c ratio sotto i 0.50 - in quel momento saremo vicini all'atteso massimo.

Stamattina sono le borse asiatiche a fornire impulsi positivi (Nikkei +2.29%, Shanghai +1.10%). Il future sull'S&P500, che era balzato stanotte fino a 2971 punti, scivola ora a 2960 punti - mostra ancora un guadagno di 21 punti. Di questo ne approfittano le borse europee. L'Eurostoxx50 vale ora (08.40) 3473 punti (+23 punti, +0.6%). La fase finale del rialzo di corto termine é lanciata. Ora il problema é individuare il massimo a medio termine...

Commento del 4 settembre

L'S&P500 cade ma non affonda - segnale di forza

Ieri alle 16.00 é stato pubblicato l'indice ISM dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero americano - é un importante indicatore dello sviluppo economico previsto nel futuro negli Stati Uniti. Il dato, 49.1 punti, era decisamente inferiore ai previsti 51.1 punti e sotto quei 50 punti che costituiscono la barriera tra crescita e recessione. L'S&P500, che in quel momento era sui 2914 punti, é precipitato fino ai 2891 punti. Nel corso della giornata ha recuperato e ha chiuso a 2906.27 punti (-0.69%) con una perdita di 20 punti. Tra lunedì e martedì una serie di notizie negative riguardanti le relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, l'uragano Dorian, i disordini a Hong Kong, la bancarotta dell'Argentina e la perdita della maggioranza del governo di Boris Johnson in Gran Bretagna costituivano delle buone ragioni per fare precipitare le borse. In effetti il future sull'S&P500 ha avuto alcuni attacchi di debolezza. Lunedì ha aperto con una caduta fino a 2893 punti, nel pomeriggio verso le 17.00  ha toccato i 2890 punti e ieri dopo le 16.00 é precipitato fino ai 2891 punti. Ogni volta però il future ha recuperato - l'S&P500 sembra inaffondabile - questo é un segnale di forza. Se la borsa non scende quando ci sono tutti le ragioni per farlo (e dovrebbe farlo), salirà appena ci sarà una buona scusa.

Le borse europee hanno avuto una seduta negativa - le perdite erano però contenute. Considerando le notizie politiche ed economiche e il comportamento della borsa americana poteva andare molto peggio. Gli indici hanno chiuso al centro del range giornaliero e con una moderata perdita. Il calo non sembra cambiare il trend a corto termine che resta al rialzo.
L'Eurostoxx50 (-0.34% a 3420 punti) ha perso 12 punti. Il DAX (-0.36% a 11910 punti) ha ceduto 43 punti. A 12000-12080 punti c'é una fascia di resistenza che potrebbe bloccare il rialzo - si incontrano una resistenza statica, il bordo superiore delle BB e la MM a 50 giorni. Monitoriamo la situazione poiché se il DAX si blocca si fermano anche le altre borse europee. Il FTSE MIB (-0.25% a 21399 punti) é sceso di 52 punti. La borsa italiana ha mostrato ancora forza relativa in attesa che il governo PD-5 Stelle prenda corpo. Tutti pendevano dalle labbra di Rousseau... Stamattina sappiamo che Rousseau (come l'uomo Del Monte) ha detto si. Luce verde quindi per il FTSE MIB. L'SMI (-0.72% a 9852 punti) ha perso 71 punti. La perdita é superiore a quella della media delle borse europee. L'indice ha però chiuso al centro del range giornaliero, ancora sopra la MM a 50 giorni e con una moderata perdita. Il calo non sembra cambiare il trend a corto termine che resta al rialzo.

La seduta a New York é stata decisamente negativa. Nel comportamento del mercato vediamo però segnali positivi e non affiora una particolare pressione di vendita. Restiamo dell'opinione che il nostro scenario rialzista a corto termine é ancora valido. A giorni però ci aspettiamo che la borsa americana raggiunga un massimo significativo e poi cominci una fase di ribasso a medio termine. Abbiamo il dubbio che questo massimo non sarà ovvio. L'S&P500 potrebbe anche cominciare a scendere dopo alcuni tentativi di superare i 2950 punti e dopo una falsa rottura al rialzo. Per il momento questa ipotesi non viene sostenuta dallo sviluppo degli indicatori tecnici - non bisogna però considerare il raggiungimento dei 3000 punti come una premesse indispensabile e praticamente sicura prima dell'inizio dell'attesa fase negativa.
L'S&P500, che venerdì era a 2926 punti e lunedì non aveva trattato, ha aperto a 2903 punti ed é risalito a 2914 punti di massimo. Dopo le 16.00 é caduto a 2891 punti. Per le 17.00 é risalito sui 2907 punti ma poi é nuovamente scivolato fino alle 19.50 a 2895 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni ha recuperato fino a 2906.27 punti (-0.69%). Il resto del mercato era più debole - gli altri indici che seguiamo regolarmente hanno fatto peggio (Nasdaq100 -1.06% a 7609 punti, DJT -1.34%, RUT -1.51%). La conseguenza é stata una seduta decisamente negativa al NYSE (A/D 2150 su 5217, NH/NL a 372 su 571, volume relativo a 0.90). La volatilità VIX é salita a 19.66 punti (+0.68), la CBOE Equity put/call ratio era alta a 0.73 mentre il Fear&Greed index ha stranamente guadagnato 2 punti a 25 punti. Nel complesso una seduta negativa che poteva andare molto peggio. L'S&P500 resta bloccato nel canale orizzontale tra i 2822 punti ed i 2943 punti. La MM a 50 giorni pesa come una cappa e scorre ora a 2944 punti - é in calo. Se al prossimo tentativo non si verifica una rottura al rialzo bisogna cominciare ad orientarsi short.

Stamattina le borse risalgono. Il future sull'S&P500 é a 2929 punti (+23 punti) - due ore fà era ancora a 2923 punti. Il Nikkei ha guadagnato il +0.18% - Shanghai sale del 0.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3447 punti (+27 punti). Apre in netto guadagno (+0.8%) e su un nuovo massimo a 30 giorni. Vediamo se dopo il capitombolo di ieri oggi il rialzo riprende vigore in maniera convincente e sostenibile.

Commento del 3 settembre

L'Europa segue il trend con una seduta leggermente positiva - America chiusa (Labour Day)

Ieri la borsa americana era chiusa in occasione della festa del lavoro (Labour Day). Come spesso succede quando gli investitori americani sono assenti dai mercati e manca il flusso di notizie e opinioni provenienti dagli Stati Uniti le borse europee non si sono mosse. Gli indici azionari sono oscillati in pochi punti e hanno chiuso in leggero guadagno. La candele (bianche o verdi) sui grafici con minimi e massimi ascendenti confermano che la tendenza di corto termine é al rialzo. Per il resto c'é poco da dire. Gli indicatori tecnici non hanno subito cambiamenti sostanziali e non c'é nulla di nuovo da segnalare.
L'Eurostoxx50 ha aperto sul minimo a 3426 punti, si é mosso tra i 3426 ed i 3442 punti e ha chiuso a 3432 punti (+0.17%), al centro del range giornaliero. DAX (+0.12% a 11953 punti) e SMI (+0.29% a 9924 punti) si sono comportati in maniera simile. Il FTSE MIB ha guadagnato qualcosa in più (+0.61% a 21452 punti) - potrebbe essere una compensazione della seduta negativa di venerdì o un riconoscimento dei progressi fatti nella formazione di un nuovo governo PD - 5 Stelle - la seconda interpretazione sembra la più consistente visto che anche lo spread sui titoli di stato é sceso. La ragione non é importante.
Non bisogna però dare troppo peso a questa seduta di pausa in Europa - le cose serie ricominceranno oggi con la riapertura dei mercati finanziari americani.
Notiamo che il cambio EUR/USD (1.0950 - minimo a 1.0930) continua a scendere. Crediamo che questa sia una conseguenza della crisi economica e politica in alcuni Paesi sudamericani (Venezuela e soprattutto Argentina). La gente vende la moneta e compra USD (e non Euro), unica moneta che vale ancora qualcosa in questi Paesi legati agli Stati Uniti. Questa teoria trova riscontro nel balzo del Bitcoin (+10% a 10380 USD) - nell'era dei computers chi vuole sfuggire ai controlli monetari del proprio Paese si rifugia nelle monete digitali.

Stamattina si parla come al solito della guerra commerciale tra Cina e stati Uniti - i due Paesi faticano a fissare un'agenda per i colloqui. I disordini a Hong Kong proseguono, l'uragano Dorian ha semitato distruzione nelle Bahamas e ha raggiunto la Florida, l'Argentina lotta contro la bancarotta e ha imposto un controllo dell'esportazione di capitali. Insomma - più notizie negative che positive e la logica conseguenza é un calo del future sull'S&P500 a 2911 punti (-13 punti). Le borse asiatiche sono ferme (Nikkei +0.02%, Shanghai +0.05%). L'Eurostoxx50 vale ora 3435 punti (+3 punti) - le borse europee apriranno praticamente invariate. La debolezza dell'EUR compensa il calo del future sull'S&P500. Per il momento non si delinea una tendenza giornaliera.

Aggiornamento del 2 settembre

Inizio di settimana sottotono

Oggi entrano in vigore dei nuovi dazi doganali sul commercio Stati Uniti - Cina. Questa misura era conosciuta da tempo ma si sperava che i due contendenti facessero marcia indietro all'ultimo minuto. Psicologicamente questo ulteriore freno al commercio mondiale pesa negativamente. Il future sull'S&P500 stanotte ha aperto con una caduta fino a 2894 punti - ora é tornato a 2911 punti - resta una perdita di 13 punti. Probabilmente oggi ci muoveremo poco da questo livello di riferimento visto che in America si festeggia il Labour Day e i mercati finanziari sono chiusi. Le borse asiatiche sono miste - il Nikkei ha perso il -0.41% - Shanghai sta guadagnando il +1.3%.
L'Eurostoxx50 vale ora 3425 punti - le borse europee apriranno in leggero calo. Mancando gli investitori e gli impulsi provenienti normalmente da oltre Oceano ci aspettiamo oggi una seduta tranquilla con una oscillazione a caso intorno al livello d'apertura. Per logica le borse europee dovrebbero chiudere senza sostanziali variazioni.
Nei giorni scorsi il prezzo dell'oro in EUR ha toccato un nuovo massimo storico a 1403 EUR/oncia. Venerdì il cambio EUR/USD ha raggiunto un nuovo minimo annuale a 1.0963. il minimo storico a 1.0352 risale a fine 2016. La correlazione é evidente. La tendenza di fondo dell'oro é da giugno al rialzo. Quella del cambio EUR/USD sembra tornare al ribasso.

Commento del 31 agosto - 1. settembre

Lo scetticismo alimenta il rialzo - indici americani ancora sotto le medie mobili (MM) a 50 giorni

Giovedì 22 agosto l'S&P500 era salito fino ad un massimo a 2939 punti e aveva chiuso a 2922 punti. In quel momento parlavamo ancora di consolidamento e continuavamo a prevedere una continuazione del rialzo a corto termine con obiettivi a 2950-3000 punti per la fine di agosto. Venerdì a sorpresa erano arrivate le invettive di Donald Trump contro la Cina e l'ulteriore inasprimento dei dazi commerciali. L'S&P500 era caduto del -2.59% a 2847 punti. Questi incidenti di percorso scombinano gli indicatori, influenzano i cicli e causano inquietudine ed incertezza. In linea di massima però non cambiano la tendenza a medio termine. Per questa ragione una settimana fà ci eravamo rifiutati di accodarci al folto gruppo di analisti e commentatori che prevedevano un ribasso. Pensavamo che poteva esserci ancora una caduta di una o due giorni ma poi eravamo convinti che l'S&P500 doveva ricominciare a salire. Non abbiamo comperato unicamente perché pensavamo che poteva ancora esserci una discesa fino a 2822-2800 punti. Invece questo test del minimo di agosto non si e verificato. Settimana scorsa le borse sono salite malgrado che le probabilità di una recessione economica a livello mondiale sono in aumento. Perché gli investitori continuano a comperare azioni? Non lo sappiamo ma possiamo fare delle ipotesi - la più valida é quella della mancanza di alternative d'investimento. Ogni giorno parlo con investitori che hanno liquidità e non sanno come investirla - non vogliono comperare obbligazioni che hanno in parte un reddito negativo (17'000 miliardi di USD al mondo, il 25% dell'intero mercato delle obbligazioni o il 43% delle obbligazioni al di fuori degli Stati Uniti) e quindi in una maniera o nell'altra (con prodotti derivati, certificati o opzioni) comprano azioni. È un comportamento irrazionale? Non necessariamente poiché il reddito dalle azioni sotto forma di dividendi é superiore a quello delle obbligazioni: il reddito da dividendi dell'S&P500 é a 1.92% - quello dell'US Treasury Bond decennale é sceso a 1.50%. Inoltre con le azioni si può guadagnare qualcosa in più (S&P500: performance 2019 +16.74%!). Con le obbligazioni - no se si tiene il titolo in portafoglio fino alla scadenza. Ovvio che le quotazioni delle azioni possono anche scendere e che si può anche fare trading sulle obbligazioni con ottimi risultati (USTBond 10+Year: performance 2019 +28.14%). Gli investitori privati però comprano e vendono azioni ma una volta comperate obbligazioni raramente le rivendono prima del rimborso. Psicologicamente a nessuno piace comperare qualcosa sapendo che nei prossimi 10 anni perde il -0.708% (reddito in EUR del Bund tedesco decennale). E allora si comprano azioni fino a quando esiste una minima speranza che la borsa regga e potrebbe ancora salire grazie al sostegno della politica monetaria estremamente espansiva delle Banche Centrali.

Lasciando da parte fattori fondamentali e previsioni economiche l'analisi tecnica ci dice che a corto termine le borse devono salire più in alto. Venerdì le borse europee hanno raggiunto un nuovo massimo mensile (Eurostoxx50 +0.45% a 3426 punti) e hanno rotto al rialzo uscendo dal canale di oscillazione che le aveva bloccate durante il mese di agosto. Questa é anche una conseguenza della caduta del cambio EUR/USD (1.0990) su un nuovo minimo annuale a 1.0960. L'S&P500 (+0.06% a 2926.46 punti) invece ha ancora marciato sul posto. Tutti gli indici azionari americani più importanti sono ancora bloccati sotto la resistenza costituita dalle MM a 50 giorni (S&P500 a 2945 punti). In teoria il rialzo potrebbe ancora fallire a contatto con questa barriera. Questa variante però viene sostenuta solo dai cicli e dal fatto che questa labile resistenza regge da quasi un mese. Per il resto noi favoriamo decisamente l'estensione del rialzo fino ai 3000 punti di S&P500 - la solida partecipazione e soprattutto l'evidente scetticismo degli investitori (VIX a 18.98 punti, Fear&Greed Index a 23 punti) alimentano il movimento.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.77% a 3426 punti
DAX                         +2.82% a 11939 punti
SMI                          +1.55% a 9895 punti
FTSE MIB                  +4.15% a 21323 punti
S&P500                    +2.79% a 2926.46 punti
Nasdaq100               +3.03% a 7691 punti

Venerdì le borse europee hanno proseguito la corsa iniziata lunedì - solo martedì c'é stato un ritracciamento - le altre sedute di questa settimana sono state positive. Gli indici azionari hanno aperto generalmente in leggero guadagno e sul minimo giornaliero. Sono saliti fin verso le 14.30 - sono ricaduti fino alle 17.25 e sono rimbalzati sul finale. Alla fine é rimasto un moderato guadagno. Concretamente l'Eurostoxx50 ha aperto a 3412 punti, ha toccato un massimo a 3443 punti, é ridisceso fino a 3418 punti e ha chiuso a 3426 punti (+0.45%) - alle 22.00 valeva 3433 punti. Il DAX (+0.85% a 11939 punti) e l'SMI (+0.58% a 9895 punti) hanno imitato l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB invece ha improvvisamente perso il -0.15 a 21323 punti - in precedenti commenti avevamo più volte spiegato quello che poteva essere l'influsso della situazione politica sul mercato azionario. L'ottimismo provocato dalla probabile formazione del nuovo governo PD - 5 Stelle viene ora lentamente sostituito dalla realtà - Salvini é stato eliminato ma i problemi del Paese non cambiano. A breve ci vuole una manovra finanziaria per rispettare gli obiettivi di deficit ed indebitamento.
Settimana prossima il rialzo deve continuare - in precedenti commenti (vedi in particolare quello del 30 agosto) abbiamo indicato i possibili obiettivi. Tra una manciata di sedute dovrebbe concretizzarsi un significativo massimo a medio termine - sarà un'occasione per vendere e sfruttare il previsto ribasso autunnale. Il momento giusto verrà indicato dall'America.

Venerdì la borsa americana é stata frenata dalle prese di beneficio. Come pensavamo prima del lungo fine settimana del Labour Day i traders hanno chiuso le posizioni long - dopo una buona apertura gli indici sono caduti e non sono più riusciti a recuperare. Il risultato é stata una seduta senza sostanziali variazioni.
L'S&P500 ha aperto a 2938 punti e sullo slancio ha raggiunto alle 16.10 i 2940 punti. Poi é caduto bruscamente e alle 17.30 ha toccato il minimo a 2913 punti. Il resto della giornata é senza storia. C'é stata un'oscillazione intorno ai 2925 punti e alla fine l'S&P500 ha chiuso a 2926.46 punti (+0.06%). Anche gli altri indici si sono mossi di poco (Nasdaq100 -0.15% a 7691 punti, DJ Transportation +0.21%, Russell2000 -0.13%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4105 su 3098, NH/NL a 379 su 237 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é salita a 18.98 punti (+1.10 punti) - anche la CBOE Equity put/call ratio era sopra la media a 0.68. Il pessimismo e nervosismo degli investitori sono sorprendenti considerando che l'S&P500 sale e si trova solo un 3% dal massimo storico. Giovedì 22 agosto, in una situazione tecnica simile e con l'S&P500 a 2923 punti la VIX era a 16.68 punti. Completa il quadro negativo del sentiment il Fear&Greed Index a 23 punti.
La tendenza di fondo della borsa americana é però al ribasso con il 36.10% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 44.30 punti.
Ripetiamo che a breve le borse devono ancora salire spinte dallo scetticismo fino a quando gli indici saranno nuovamente ipercomperati e in eccesso di rialzo - stimiamo che questo possa avvenire tra una settimana con l'S&P500 sui 3000 punti. Il massimo potrebbe anche essere più in alto considerando la posizione attuale degli indicatori (p.e. RSI a 51.92 punti).
Meglio però navigare a vista e non fissarsi su obiettivi precisi. Il massimo storico é a 3028 punti.
La situazione tecnica a medio termine si sta deteriorando - riteniamo che terminato questo rialzo di corto termine debba iniziare un ribasso di medio termine fino a metà / fine ottobre. Questo statisticamente é anche il peggiore periodo dell'anno. 
Lunedì la borsa americana resta chiusa in occasione della festa del lavoro (Labour Day).

Commento del 30 agosto

Con una seduta decisamente positiva le borse tornano ad una settimana fà, prima della sfuriata di Donald Trump contro la Cina

Ieri, pur mancando delle notizie positive in grado di influenzare attivamente i mercati finanziari, le borse in Europa (Eurostoxx50 +1.37% a 3411 punti) e in America (S&P500 +1.27% a 2924.58 punti) hanno avuto una seduta decisamente positiva. Gli indici azionari hanno chiuso vicino al massimo giornaliero e con un forte guadagno - é evidente che la tendenza a corto termine é al rialzo. Le borse tornano semplicemente ad una settimana fà prima della sfuriata di Donald Trump contro la Cina - il 23 agosto le borse avevano avuto un'inaspettato vuoto d'aria (S&P500 -2.59%) causato dalle nuove sanzioni americane contro la Cina. Ora questo incidente di percorso é stato assorbito. L'unico problema, a livello tecnico, é che il ciclo ha subito un ritardo. L'atteso massimo significativo non si verificherà adesso a fine mese ma probabilmente solo verso la fine di settimana prossima.

Pensavamo che l'Eurostoxx50 (+1.37% a 3411 punti) doveva salire fino ai 3450 punti con una possibile estensione fino ai 3500 punti - qui doveva poi verificarsi un massimo significativo a medio termine. Abbiamo perso 5 giorni e ciclicamente c'é uno sfasamento ma in linea di massima lo scenario é ancora valido.
Il DAX (+1.18% a 11838 punti) si é fermato ieri a ridosso della resistenza a 11860 punti. Dovrebbe oggi rompere al rialzo e deve in seguito salire almeno fino alla MM a 50 giorni a 12100 punti - poi vedremo.
Il FTSE MIB (+1.94% a 21398 punti) ha guadagnato altri 407 punti. Decisamente gli investitori apprezzano l'ipotesi di un governo condotto da Giuseppe Conte e con la partecipazione di PD e 5 Stelle. Il FTSE MIB si invola - tecnicamente si comporta come l'Eurostoxx50 con la differenza di una evidente forza relativa. Non possiamo dire dove potrebbe portare questa spinta di rialzo. C'é una componente politica e psicologica che é difficile da stimare e che può sparire velocemente come é arrivata. Il FTSE MIB ha superato la MM a 50 giorni e ha raggiunto un massimo mensile - da un punto di vista puramente teorico dovrebbe salire fino ai 22250 punti prima di doversi fermare. Il resto dipenderà dallo sviluppo delle borse mondiali.  
L'SMI svizzero (+0.82% a 9838 punti) ha chiuso a ridosso della MM a 50 giorni (9849 punti) e si prepara ad una rottura al rialzo. Pensavamo che l'SMI dovesse salire fino ai 10000 punti con una possibile estensione fino ai 10100 punti - qui doveva poi verificarsi un massimo significativo a medio termine. Se come pensiamo, oggi l'SMI riesce a chiudere sopra i 9850 punti questo scenario viene attivato.
Non sappiamo esattamente quando le borse saranno su un massimo. Come d'abitudine il massimo verrà segnalato da una combinazione di ipercomperato, eccesso di rialzo e ottimismo da parte degli investitori. Questi sintomi sono più facilmente identificabili in America dove ci sono più indicatori tecnici a disposizione. Ciclicamente sembrano mancare da 5 a 10 sedute. In termini di punti l'S&P500 (2924 punti) sembra poter salire fino ai 3000 punti prima di essere ipercomperato (RSI attualmente a 51.67 punti). A livello di sentiment il Fear&Greed Index (26 punti su una scala da 0 a 100) ha appena abbandonato la zona di paura - per raggiungere l'avidità (greed - ottimismo) ci vuole ancora parecchio. Il massimo potrebbe anche verificarsi prima ma dovrebbe essere segnalato da evidenti divergenze tecniche di cui al momento non si vede neanche l'ombra.

Anche la seduta a New York é andata molto bene. Unico neo - l'S&P500 (+1.27% a 2924.58 punti) dopo l'apertura (2918-2923 punti) non ha più fatto sostanziali progressi e i volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.8) sono veramente modesti - bisogna però accontentarsi.
L'S&P500, influenzato dal buon andamento in Europa, ha aperto in gap up a 2918 punti. È salito fino a 2923 punti ma poi é bruscamente caduto fino a 2905 punti di minimo - il gap é rimasto aperto. Dopo le 16.35 ha ricominciato a salire. Ha raggiunto i 2925 punti verso le 17.45 e poi la curva si é appiattita. L'indice é oscillato tra i 2922 ed i 2930 punti fino alla chiusura a 2924 punti. Il rialzo ha coinvolto tutti i settori con risultati in percentuale ancora migliori che quelli dell'S&P500 - Nasdaq100 +1.51% a 7702 punti, DJT +2.00% e RUT +1.63%. Ovviamente la seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5645 su 1666 e NH/NL a 328 su 213. La volatilità VIX é scesa a 17.88 punti (-1.47%) - il CBOE Equity put/call ratio era stranamente alto a 0.66 - gli investitori sono ancora scettici e non credono al rialzo - una buona premessa per una continuazione del movimento. C'é ora un'ovvia e forte resistenza a 2945-2950 punti. Per oggi questo é un muro invalicabile.

Stamattina il Nikkei guadagna il +1.27%. Shanghai invece perde terreno (-0.3%). Il future sull'S&P500 si sgonfia - stamattina alle 06.30 era a 2932 punti - ora (08.20) é a 2924 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3415 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno. Normalmente la seduta di venerdì termina il trend settimanale - la logica suggerisce che la seduta odierna dovrebbe essere positiva. Lunedì 2 settembre in America é però giorno di festa (Labour Day). Pensiamo quindi che prima del lungo fine settimana prevarrà la prudenza - le borse marceranno sul posto e forse ci saranno delle prese di beneficio - una settimana fà l'S&P500 era ancora a 2847 punti...

Commento del 29 agosto

Europa giù, America su - mercati a corrente alternata - non si va da nessuna parte

La giornata di ieri é stata il contrario di quella di martedì. Le borse europee hanno aperto in calo, sono scese e poi sono risalite e hanno chiuso in perdita ma sul massimo giornaliero (Eurostoxx50 -0.15% a 3365 punti). La borsa americana ha aperto in negativo ma é subito partita al rialzo - alle 17.45 gli indici erano decisamente in guadagno e sul massimo giornaliero - nel resto della giornata abbiamo osservato solo un oscillare in laterale senza spunti e senza volumi (S&P500 +0.65% a 2887.94 punti, volume relativo a 0.8). A questo punto il quadro tecnico é decisamente confuso. A corto termine ci sono buoni argomenti sia per una spinta di rialzo fino ai 2950 punti di S&P500 che per una di ribasso fino ai 2822-2800 punti di S&P500 - molti indicatori tecnici sono in posizione neutra e i segnali sono contrastanti. In fondo questo non é una sorpresa. Già nel commento tecnico del 6-7 luglio (!) avevamo previsto che il mese di agosto le borse avrebbero distribuito e sarebbero oscillate in laterale senza tendenza. L'attuale incertezza e apparente confusione tecnica é solo una logica conseguenza di questo mercato instabile e disorientato.

In Europa abbiamo avuto un'altra seduta senza un significato particolare. Eurostoxx50 e colleghi (DAX -0.25% a 11701 punti, FTSE MIB -0.00% a 20990 punti, SMI -0.28% a 9758 punti) hanno aperto e chiuso sullo stesso livello ma vicino al massimo giornaliero - questo fattore leggermente positivo viene compensato dalla perdita giornaliera - per saldo hanno ragione i doji sui grafici a segnalare un nulla di fatto. Dal 4/5 agosto l'Eurostoxx50 e il DAX non hanno fatto altro che oscillare a caso e senza tendenza in laterale. Nel frattempo però le MM a 50 giorni costituiscono resistenza e stanno ruotando verso il basso - costituiscono una cappa minacciosa che suggerisce l'insorgere a medio termine di un trend ribassista.   

A New York pensavamo che il rimbalzo fosse finito e che la spinta di ribasso di venerdì scorso dovesse avere una continuazione. Considerando che i futures la mattina erano in calo ci aspettavamo una seduta negativa con eventualmente un test del minimo di venerdì. Ci siamo completamente sbagliati. Dopo la debole apertura gli indici non sono continuati a scendere ma sono partiti con decisione al rialzo. L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2853 punti. Alle 17.45 era a 2887 punti - era salito 34 punti dal minimo ed era in guadagno di 17 punti. Poi non é successo più nulla. S&P500 é oscillato stancamente tra i 2880 ed i 2890 punti e ha chiuso a 2887.94 punti (+0.65%). La tecnologia era stranamente fiacca (Nasdaq100 +0.29%) ma questa debolezza é stata più che compensata dal resto del mercato (RUT +1.15%, DJT +1.77%). Il risultato é che la seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5252 su 2009, NH/NL a 183 su 869 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é scesa a 19.35 punti (-0.96) - la CBOE Equity put/call ratio era di nuovo neutra a 0.64. Il Fear&Greed Index é a 18 punti e segnala estrema paura - con un valore del genere é possibile che ci sia ancora un vuoto d'aria (di colpo un -2%/-3%) ma non un ribasso.

Stamattina si presenta nuovamente una situazione incerta. Le borse asiatiche sono in leggero calo (Nikkei -0.24%, Shanghai -0.0%). Il future sull'S&P500 é a 2883 punti (-6 punti). Tassi d'interesse e cambi sono stabili. Solo il Bitcoin stanotte ha perso di colpo un -5% confermando che questo mercato é speculativo, imprevedibile e volatilile. Non sembra che le monete cripto valgano come bene rifugio.
L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3360 punti - le borse europee apriranno in leggero calo. In una settimana di su e giù forse oggi é semplicemente il momento giusto per una pausa.

Commento del 28 agosto

Europa su, America giù - la situazione tecnica non cambia - manca un minimo definitivo a corto termine 

Ieri le borse europee hanno aperto in calo ma dopo una prima ondata di vendite si sono fermate e dopo le 11.00 hanno cominciato lentamente a salire. Hanno toccato il massimo giornaliero verso le 15.50 e poi si sono "attaccate" a Wall Street. Questo significa che hanno perso parte dei guadagni fino alla chiusura ma hanno terminato la giornata con moderati guadagni. Questa sembra la seconda seduta di rimbalzo tecnico. Sinceramente però dobbiamo ammettere che a corto termine gli indici azionari europei possono andare in qualsiasi direzione all'interno del range che si é formato a partire dal 5 agosto. All'interno di mercati che si muovono in maniera compatta e omogenea ci sono due comparti che spiccano. L'indice delle banche (SX7E +0.01% a 79.62 punti) continua a mostrare debolezza relativa. Il FTSE MIB italiano (+1.52% a 20991 punti) sorprende in bene. La trattativa tra 5 Stelle e PD per la formazione di un nuovo governo prosegue. Agli investitori sembra piacere questa ipotesi. La borsa italiana per il secondo giorno consecutivo é rimbalzata, l'indice FTSE MIB ha guadagnato 314 punti e si é comportato meglio delle altre borse europee. Difficile dire quanto potrebbe durare l'idillio. Spesso vale il detto "sell on good news". Probabilmente l'annuncio che la nuova coalizione ha trovato un accordo sarà accolta da vendite di realizzo. Poi bisognerà attendere le mosse del nuovo governo e nel periodo d'incertezza é probabile che il FTSE MIB torni a comportarsi in maniera "normale". La presenza del PD nel governo assicura che l'Italia rispetterà i patti presi a livello finanziario con Bruxelles - lo spread sui titoli di Stato scende e la borsa si invola. Vedremo se in effetti 5 Stelle e PD vogliono seguire questa politica di rigore che porterebbe solo nuovi elettori alla Lega.

La seduta a New York é stata invece negativa con dati tecnici peggiori di quello che potrebbe suggerire il modesto calo dell'S&P500 (-0.32% a 2869.16 punti). Abbiamo l'impressione che il rimbalzo tecnico si sia spento a ridosso dei 2900 punti di S&P500 e che ora il mercato stia preparando un'altra spinta di ribasso. Questa però é solo un'impressione - sappiamo che il nervosismo e l'incertezza che regna tra gli investitori permette sensibili movimenti nelle due direzioni a seconda delle notizie del momento. Ormai si seguono di più i tweets di Donald Trump che i dati economici e societari o i comunicati delle Banche Centrali. Tra i 2800 ed i 2950 punti di S&P500 tutto é possibile.
L'S&P500 ha aperto in netto guadagno a 2893 punti e sullo slancio é salito fino a 2898 punti. Poi é sceso fino alle 19.00, ha colmato il gap d'apertura (2878 punti) e ha toccato un minimo a 2860 punti. Da qui é risalito fino a 2880 punti e sul finale si é sgonfiato e ha chiuso a 2869.16 punti (-0.32%). Il Nasdaq100 ha fatto meglio (-0.12% a 7566 punti) ma il resto del mercato ha fatto decisamente peggio (RUT -1.35%, DJT -1.02%). Un inciso - perché parliamo sempre di RUT e DJT? Il RUT (abbreviazione di Russell2000) rappresenta le piccole e medie imprese - é la colonna portante dell'economia americana e contiene le azioni di 2000 società - ci dice come si muove il grosso del mercato. Il DJT rappresenta i trasporti e secondo la teoria di Dow ci dice in quale stato di salute si trova l'economia - senza trasporti non si produce e non si consuma. Torniamo a ieri. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 2375 su 4922, NH/NL a 260 su 1018 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 20.31 punti (+0.99) mentre il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.64. Ci sembra che la pressione di vendita sia in aumento e quindi pensiamo che a breve ci debba ancora essere un tuffo in direzione dei 2822 punti.

Stamattina i mercati mandano segnali misti. Il Nikkei guadagna il +0.11%. Shanghai sta perdendo il -0.24%. Il future sull'S&P500 sale a 2874 punti (+8 punti). Questo non basta per provocare un'apertura in Europa positiva - pesa maggiormante la deludente chiusura di ieri sera. L'Eurostoxx50 vale ora 3360 punti (-10 punti). Difficile stimare cosa potrebbe succedere oggi. In teoria il rimbalzo é finito e quindi tocca ai venditori riprendere l'iniziativa. Potrebbe però anche esserci semplicemente una seduta di pausa visto che l'agenda economica non offre appuntamenti interessanti e che dopo il G7 la politica non avrà nulla di nuovo da dire.

Commento del 27 agosto

Rimbalzo o rialzo ? L'analisi tecnica favorisce il rimbalzo - questo significa che ci deve ancora essere un tuffo

Ieri mattina le borse sembravano sull'orlo del precipizio - il future sull'S&P500 durante la notte era caduto fino a 2810 punti, 37 punti sotto la chiusura di venerdì. Durante la giornata c'é però stata una stabilizzazione e un recupero - la seduta di ieri é stata positiva sia in Europa (Eurostoxx50 +0.44% a 3348 punti) che in America (S&P500 +1.10% a 2878.38 punti). In una situazione del genere é difficile dire se é iniziata una fase di rialzo o se si é unicamente verificato un rimbalzo tecnico. Per questa ragione ieri sera non abbiamo scritto nessun commento al termine della seduta in Europa - non avevamo abbastanza elementi per emettere un giudizio e un commento sarebbe stato solo una descrizione della giornata ed un elenco di fattori tecnici che non portavano a nessun tipo di previsione concreta. In Europa le candele sui grafici mostrano dei minimi discendenti - questo bilancia il modesto guadagno giornaliero con volumi di titoli trattati in netto calo e rende la seduta tecnicamente neutra. Abbiamo quindi aspettato l'esito della seduta di New York prima di esprimere un'opinione.

Il guadagno degli indici azionari americani é stato più consistente - l'impressione generale é però quella del rimbalzo tecnico. Gli indici hanno recuperato meno della metà delle perdite di venerdì. Abbiamo inoltre il sospetto che una decina di punti di guadagno dell'S&P500 siano stati solo causati dai traders che alla fine della sessione si sono decisi per il long - alle 21.30 l'S&P500 era ancora a 2867 punti e solo sul finale é balzato a 2878.38 punti (+1.10%) mentre il CBOE Equity put/call ratio é caduto a 0.58. Insomma - il minimo di venerdì a 2835 punti non sembra solido e definitivo. In teoria dovrebbe ancora esserci un tuffo nel settore 2822-2835 punti prima che l'S&P500 possa iniziare un rialzo di corto termine in direzione nuovamente dei 2950 punti. Bisogna però vedere questi movimenti nel contesto generale - l'S&P500 ad agosto sta distribuendo con una larga oscillazione in laterale - tra (circa) i 2820 ed i 2950 punti l'S&P500 può muoversi liberamente e a caso sulla base delle notizie del momento. Solo se l'indice si trova vicino agli estremi con chiari segnali tecnici di minimo o massimo é possibile aprire posizioni long o short con buona probabilità di indovinare un trend valido per qualche giorno. Se no é meglio aspettare un massimo a medio termine per posizionarsi short in attesa del previsto ribasso autunnale.
L'S&P500 ha aperto alle 15.30 a 2870 punti. È salito a 2873 punti ed é sceso per le 16.15 sul minimo a 2856 punti. Poi é salito ad ondate fino a metà giornata a 2878 punti. é scivolato fino ai 2867 punti ed é infine balzato a 2878 punti. Anche ieri gli acquisti erano equamente distribuiti tra tutti i settori. Il Nasdaq100 ha guadagnato il +1.47% a 7575 punti mentre RUT (+1.13%) e DJT (+0.98%) si sono mossi nella corrente. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5051 su 2252, NH/NL a 161 su 681 e volume relativo a 0.85. I modesti volumi sono tipici per un rimbalzo. La volatilità VIX é scesa a 19.32 punti (-0.55) mentre il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.58. Il sentiment può essere interpretato nelle due direzioni. Il ribaltamento del mercato delle opzioni (da 0.88 a 0.58) ci fà favorire la variante del rimbalzo speculativo. Oggi potrebbe ancora esserci una seduta leggermente positiva - poi ci aspettiamo ancora un tuffo.  Forse ci sbagliamo e l'indice continua lentamente a salire con dati su momentum e partecipazione poco convincenti. Semplicemente non abbiamo abbastanza elementi per andare long convinti che sia la giusta soluzione.
La variante del ribasso l'abbiamo già esclusa nell'analisi del fine settimana.

Stamattina presto il future sull'S&P500 era in guadagno - ora (08.00) é sceso a 2877 punti (-6 punti). Strano perché le borse asiatiche sono al rialzo (Nikkei +0.90%, Shanghai +1.3%). L'Eurostoxx50 vale ora 3346 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Seguiamo con interesse i movimenti del Bund e dell'USTBond. Ieri mattina presto i redditi erano in calo - l'USTBonds decennale era sceso sul minimo annuale a 1.46% - ieri sera é risalito a 1.54% (+0.02%) - per un'obbligazione di Stato un movimento significativo. Segnali di recessione faranno a breve ricadere i redditi delle obbligazioni e le borse. Il rame é considerato il metallo più dipendente dall'andamento della congiuntura mondiale - il prezzo scende da aprile e ha toccato ieri un minimo annuale....

Aggiornamento del 26 agosto

Orsi in agguato

Durante il fine settimana si é svolto l'incontro dei G7 a Biarritz (Francia). Si é discusso di clima e in particolare degli incendi in Amazzonia. Stati Uniti e Giappone hanno annunciato che le trattative per la firma di un accordo commercialer tra i due Paesi hanno avuto successo. A sorpresa la questione iraniana é tornata d'attualità con la visita del ministro degli esteri. Si é parlato infine di Brexit e di tensioni commerciali tra Europa e Stati Uniti. I due temi caldi per i mercati finanziari, vale a dire guerra commerciale Cina - Stati Uniti e come evitare uan minacciosa recessione non stati ufficialmente trattati.
La logica conseguenza di questa mancanza di segnali incoraggianti é una continuazione della caduta di venerdì. Il future sull'S&P500 scende a 2834 punti (-20 punti) mentre il reddito dell'US Treasury Bond decennale cade sul minimo annuale a 1.464% (-0.063%). Per contro il prezzo dell'oro si impenna a 1541 USD/oncia.
Le borse asiatiche sono deboli - il Nikkei perde il -2.10% - Shanghai é in calo del -1.2%. L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3300 punti - le borse europee apriranno con un tuffo del -1%. Si concretizzano i timori espressi nell'analisi del fine settimana. Un minimo significativo sembra imminente e dovrebbe questa volta verificarsi con evidenti segnali di panico. Imminente non significa però vicino - potrebbe ancora esserci una caduta di alcuni punti in percentuale prima di toccare il fondo. Vediamo se già oggi osserviamo segnali di stabilizzazione o se invece si verifica un'accelerazione al ribasso.

Commento del 24-25 agosto

Donald Trump invita le aziende americane ad abbandonare la Cina - l'inasprimento su diversi fronti della guerra commerciale spaventa gli investitori - la borsa crolla e Jerome Powell non c'entra. 

Venerdì le borse sono state travolte da una serie di notizie negative. Alle 14.00 la Cina ha annunciato di voler introdurre dei dazi su importazioni di merci dagli Stati Uniti per un controvalore di 75 Mia di USD. Le borse hanno reagito con un tuffo ma dopo 30 minuti un minimo intermedio era già stato raggiunto ed é iniziato un recupero. Alle 16.00 Jerome Powell ha tenuto l'atteso discorso a Jackson Hole - il capo della FED non ha detto nulla di nuovo - ha unicamente ribadito la sua intenzione di sostenere la crescita economica con la politica monetaria. È bastata questo per completare il recupero. Le borse europee sono tornare sui livelli del mattino e quindi in moderato guadagno (+0.3%/+0.4%) mentre l'S&P500 é passato in positivo di 4 punti. Alle 17.00, quando i mercati assorbite le novità sembravo pronti per continuare a salire, é arrivato Donald Trump a rovinare la festa. Con una serie di Tweets ha promesso vendetta per le misure prese dai cinesi. Ha invitato le aziende americane ad abbandonare la Cina e ha preannunciato ulteriori dazi punitivi che sono poi stati comunicati sabato mattina. L'S&P500 dal massimo a 2927 punti toccato poco prima delle 17.00 é precipitato fino ad un minimo a 2834 punti (-93 punti!) e solo negli ultimi 6 minuti di contrattazione é rimbalzato a 2847.11 punti (-2.59%). La mossa di Donald Trump ha preso gli investitori in contropiede - anche noi.
Dal 5 agosto l'S&P500 é costantemente rimasto sotto la MM a 50 giorni (2946 punti). Si é mosso dal minimo a 2822 punti del 5 agosto al massimo a 2943 punti del 13 agosto. Noi pensavamo che potesse continuare il rialzo in direzione dei 2947-2950 ed eventualmente estendere il movimento fino ai 3000 punti visto che il ciclo a corto termine sarebbe dovuto finire solo settimana prossima. Ora sinceramente non sappiamo più a che punto siamo. In linea di massima crediamo che la distribuzione del mese di agosto debba continuare e di conseguenza settimana prossima l'S&P500 deve risalire. Venerdì abbiamo notato abbastanza panico per poter dire che un minimo intermedio sembra imminente - potrebbero però ancora esserci una o due sedute di caduta libera. La volatilità VIX é balzata a 19.87 punti (+3.19) - in agosto ha però già avuto due picchi sopra i 24 punti. La CBOE Equity put/call ratio era a 0.88 - é molto alta e denota una forte speculazione al ribasso - per essere sicuri della presenza di un minimo ci vogliono però alcune sedute di questo tipo con l'indicatore sopra i 0.80. Infine il Fear&Greed Index é caduto a 18 punti (-7 punti) - l'estrema paura viene segnalata da valori inferiori ai 25 punti.
Il problema é che gli indici non sono ipervenduti (RSI tra i 40 e i 47 punti) e venerdì i volumi erano di poco sopra la media (a New York volume relativo a 1.05) - non ci sembra che quello di venerdì sia un solido minimo.
Esiste la possibilità che sia già iniziato l'atteso ribasso di settembre - non crediamo ma non possiamo escluderlo senza aver visto la seduta di lunedì - bisogna dare agli investitori il tempo di riflettere e mostrare una reazione a freddo senza le emozioni che venerdì hanno travolto il mercato.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.16% a 3334 punti
DAX                         +0.42% a 11611 punti
SMI                          +0.17% a 9745 punti
FTSE MIB                  +0.74% a 20473 punti
S&P500                    -1.44% a 2847.11 punti
Nasdaq100               -1.83% a 7465 punti

La seduta in Europa é stata negativa ma le vendite sono iniziate solo dopo le 17.00 e sono state provocate dalle dichiarazioni di Trump. Fino a quel momento le borse europee davano prova di forza relativa e l'Eurostoxx50 era riuscito a salire fino ai 3394 punti. Poi gli indici sono crollati e hanno chiuso sui minimi giornalieri con forti perdite. L'Eurostoxx50 é sceso fino a 3334 punti (-1.17%). Sappiamo però che alle 22.00 valeva 3310 punti. I dazi annunciati sabato mattina potrebbero provocare ulteriori vendite. Il minimo di metà agosto era a 3239 punti.
Notiamo da ultimo il tonfo del settore bancario (SX7E -1.92% a 78.82 punti) al quale corrisponde una salita del future sul Bund a 178.80 punti (+0.40%). I sintomi di stress e di crisi vengono completati dal rafforzamento del Franco svizzero. Il cambio EUR/CHF é sceso a 1.0863.
Per l'Europa vale lo stesso discorso fatto per l'America e che completeremo in seguito  - la spinta di ribasso di venerdì non sembra completa e potrebbero esserci ancora una o due sedute negative. In linea di massima ci aspettiamo però nella seconda parte di settimana prossima ancora un recupero come quello osservato nelle precedenti 5 sedute.

L'S&P500, depresso dai dazi punitivi annunciati dalla Cina alle 14.00, ha aperto alle 15.30 in calo a 2910 punti. Da qui é però risalito fino alle 17.00 - ha toccato un massimo a 2927 punti e in quel momento si trovava sui 2924 punti. Dopo lo sfogo di Trump l'S&P500 é crollato di colpo a 2877 punti e in seguito é sceso più dolcemente fino al minimo a 2834 punti. Negli ultimi minuti della seduta é rimbalzato a 2847.11 punti (-2.59%). Anche in questa occasione le vendite sono state diffuse e tutti i settori sono scesi in maniera omogenea (Nasdaq100 -3.14% a 7465 punti, DJ Transportation -3.31%, Russell2000/RUT -3.09%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1114 su 6163, NH/NL a 264 su 1030 (i NL sono pochi - il 5 agosto erano 2488) e volume relativo a 1.05. Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é ridisceso a 1.52% (-0.10%) - il minimo annuale é stato eguagliato. Non pensiamo che adesso possa scendere decisamente più in basso - se non scende di molto non cade neanche la borsa...

Riassumendo il crollo di venerdì ha mischiato nuovamente le carte in tavola specialmente per quel che riguarda i cicli. Non crediamo che sia già iniziato il ribasso di settembre - metà ottobre. Crediamo che a breve gli indici possano scendere più in basso ma un minimo sembra imminente visto che notiamo già segnali di panico - potrebbe non essere vicino - ancora un paio di sedute come quella di venerdì sono possibili. Molto probabilmente ci sarà però ancora una fase di rialzo a corto termine. Restiamo della ferma opinione che valori dell'S&P500 vicino ai 3000 punti sono un'ottima occasione di vendita a medio termine. Forse una caduta dell'S&P500 sui 2800 punti potrebbe essere una buona occasione d'acquisto per un breve rialzo di corto termine - il bordo inferiore delle Bollinger Bands é a 2812 punti.
La tendenza di fondo della borsa americana é secondo i nostri indicatori al ribasso con il 29.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 43.02 punti. Questo significa che gli investitori devono piuttosto orientarsi short ed evitare pericolosi long.
Durante il fine settimana si svolge l'incontro dei G7 a Biarritz - lunedì mattina ci saranno parecchie informazioni da elaborare.
Prima di prendere qualsiasi iniziativa leggete l'aggiornamento di lunedì sul sito - buona domenica !

Commento del 23 agosto

Seduta negativa con massimo ascendente - le borse sono pronte a continuare il rialzo di corto termine

Ieri una serie di dati economici negativi provenienti dalla Germania e dagli Stati Uniti ha provocato delle vendite in borsa e un calo degli indici azionari. In Europa il calo é stato moderato (Eurostoxx50 -0.63% a 3373 punti) - in America impercettibile (S&P500 -0.05% a 2922.95 punti). Durante la seduta gli indici hanno fatto registrare dei massimi ascendenti - questo significa che prima di scendere hanno toccato un nuovo massimo settimanale mostrando l'evidente voglia e l'intenzione di andare più in alto. Le borse hanno infine chiuso ampiamente nel range della seduta precedente - graficamente si tratta quindi di una seduta neutra e senza importanza. Possiamo aggiungere che anche a livello di indicatori non c'é nessun segnale negativo e nessuna importante divergenza. La seduta é semplicemente un'altro capitolo del consolidamento - come ogni consolidamento questo deve essere una pausa prima che il rialzo di corto termine possa continuare.

L'Eurostoxx50 ha aperto in calo ma ha subito recuperato il terreno perso. Fino nel pomeriggio é oscillato intorno alla parità. Alle 15.00 si é impennato su un nuovo massimo settimanale a 3405 punti. Poi é caduto insieme all'America e ha chiuso a 3373 punti (-0.63%), poco sopra il minimo giornaliero. Il risultato é una seduta moderatamente negativa con chiusura al centro del range di mercoledì. Per l'analisi tecnica nulla di nuovo - il consolidamento continua. La salita sopra i 3375 punti potrebbe essere stata una falsa rottura al rialzo malgrado il massimo a 3405 punti.
DAX (-0.47% a 11747 punti) e SMI (-0.43% a 9805 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB italiano (-0.14% a 20817 punti) é caduto in negativo solo dopo le 16.30. Anche ieri, malgrado il calo, la borsa italiana ha fatto mediamente meglio di quelle europee - la differenza sta diminuendo e potrebbe ribaltarsi se improvvisamente lo scenario di un governo PD-5 Stelle venisse sostituito da elezioni anticipate. Attenzione... Il trend del FTSE MIB é lo stesso di quello in Europa - la situazione politica rende però questa tendenza più volatile ed instabile.

Ieri a Wall Street c'é stato parecchio movimento poiché dopo la buona apertura il mercato é stato sorpreso da dati economici negativi e da alcune inattese dichiarazioni di membri della FED riguardanti i tassi d'interesse (reddisto dell'USTBond decennale a 1.62%, +0.03%). Alla fine però gli indici non hanno subito sostanziali variazioni.
L'S&P500 ha aperto a 2934 punti ed é velocemente salito sul massimo a 2939 punti. Poi é bruscamente sceso fino alle 17.00 sul minimo a 2904 punti. Il recupero é stato ad ondate e l'S&P500 é tornato a 2931 punti. Solo sul finale si é sgonfiato a 2922.95 punti (-0.05%). La tecnologia ha perso qualcosa di più (Nasdaq100 -0.33% a 7707 punti) così come PMI (RUT -0.25%) e trasporti (DJT -0.34%). Nel complesso il listino si é nuovamente mosso compatto senza settori particolarmente forti o deboli. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2924 su 4312, NH/NL a 370 su 310 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é salita a 16.68 punti (+0.88), la CBOE Equity put/call ratio era piuttosto alta a 0.74. I dati tecnici sono misti e in parte contradittori - nel complesso però favoriscono una continuazione del rialzo con obiettivi a 2748 (MM a 50 giorni) - 2750 punti e 3000 punti di S&P500. Questa é una spinta di rialzo a corto termine in attesa che a settembre si sviluppi un sostanziale e sostenibile ribasso di medio termine - di conseguenza un ritorno dell'S&P500 a 3000+ punti costituisce un'occasione di vendita - anche in Europa. 

Stamattina torna l'ottimismo. Le borse asiatiche sono al rialzo (Nikkei +0.40%, Shanghai +0.50%). Il future sull'S&P500 sale a 2936 punti (+14 punti) - ieri il massimo dell'indice durante la seduta é stato a 2939 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3394 punti (+21 punti). Le borse europee apriranno con un balzo del +0.6%. Il discorso di Jerome Powell a Jackson Hole é previsto nel pomeriggio verso le 16.00. Sia l'Europa che l'America avranno il tempo per reagire. Fino alle 16.00 pensiamo che le borse riusciranno a difendere i guadagni iniziali. Poi lo sviluppo é incerto malgrado che il comportamento delle borse negli ultimi giorni favorisce una rottura al rialzo sopra le resistenze.

Commento del 22 agosto

Le borse hanno voglia di salire - rottura al rialzo dell'Eurostoxx50 - S&P500, Nasdaq100 e DAX ancora sotto la resistenza

Pensavamo che dovesse esserci una pausa di consolidamento prima che gli indici azionari provassero a salire più in alto. Invece già ieri c'é stata una seduta decisamente positiva che ha riportato la maggior parte degli indici a ridosso delle resistenze. L'Eurostoxx50 (+1.33% a 3394 punti) é già riuscito a superare i 3375 punti ed é formalmente ripartito al rialzo. Considerando la posizione dell'S&P500 rispetto all'obiettivo a 3000 punti é possibile che l'Eurostoxx50 possa salire fino ai 3500 punti - questo dovrebbe essere un massimo intermedio. Per saperlo con sicurezza dobbiamo vedere come l'Eurostoxx50 si comporta intorno ai 3450 punti.
Il settore bancario (SX7E +0.39% a 79.31 punti) continua a deludere - come previsto.
Il DAX (+1.30% a 11802 punti) ha resistenza a 11800-11850 punti - qui si situano i massimi delle sedute tra l'8 ed il 13 di agosto. La seduta odierna é decisiva per il trend anche se l'Eurostoxx50 ha probabilmente già aperto la strada verso l'alto. Se il rialzo come sembra può continua sopra i 11850 punti il prossimo obiettivo si situa a 12200 punti.
In Italia Il governo di Giuseppe Conte é caduto ma il presidente delle Repubblica e il Parlamento sembrano cercare di evitare le elezioni anticipate con il risultato che Matteo Salvini verrà estromesso dal potere. I mercati sembrano apprezzare questa eventualità e il FTSE MIB (+1.77% a 20847 punti) si é involato. L'analisi tecnica, che mostrava debolezza relativa, cede il passo alla politica. Pensavamo che il FTSE MIB dovesse sottoperformare - invece questo rally di sollievo permette al FTSE MIB di fare meglio delle altre borse europee. Pensiamo che l'effetto debba durare poco.
Riassumendo le borse europee mostrano la voglia di continuare a salire - la positiva seduta di ieri ha già dato i primi segnali di rottura al rialzo. Ci vuole però il sostegno dell'America. Da Wall Street giungono segnali positivi ma ieri l'S&P500 (+0.82% a 2924.43 punti) non é riuscito a superare il massimo di lunedì. Praticamente é ancora in posizione d'attesa e non ha ancora sfondato la resistenza per liberare la strada in direzione dei 3000 punti.

La seduta di ieri in America é stata positiva. Gli indici azionari hanno recuperato le perdite di martedi e sono saliti poco sopra i valori già raggiunti lunedì. L'S&P500 non ha avvicinato la MM a 50 giorni a 2946 punti mentre il Nasdaq100 (+0.89% a 7733 punti) si é fermato nuovamente a ridosso di questa barriera. La costellazione tecnica favorisce una rottura al rialzo - quando si bussa con insistenza normalmente la porta si apre. Ci impensierisce unicamente il netto calo della volatilità VIX a 15.80 punti (-1.70) - sembra che gli investitori siano nuovamente ottimisti - se tutti si aspettano una salita a 3000 punti di S&P500 da dove verranno gli acquisti necessari per questo balzo di 75 punti?
L''S&P500 ha aperto a 2922 punti e durante tutta la giornata é oscillato a caso tra i 2918 ed i 2928 senza una tendenza particolare. L'indice ha chiuso in mezzo al range a 2924.43 punti (+0.82%) con volumi di titoli trattati nuovamente in calo (volume relativo a 0.8). Al momento sembra mancare la forza d'acquisto necessaria per superare stabilmente i 2924 punti che costituiscono un ritracciamente secondo Fibonacci del 50% della precedente spinta di ribasso. Anche ieri il rialzo é stato diffuso e distribuito in maniera omogenea su tutti i settori (Nasdaq100 +0.89% a 7733 punti, RUT +0.79%, DJT +1.01%). Notiamo che il reddito dell'US Treasury Bonds decennale é salito a 1.59% (+0.04) - la correlazione tra borsa e Bonds é stata rispettata. Sarà Interessante ascoltare la relazione del capo della FED Jerome Powell prevista venerdì sera a Jackson Hole. Qualsiasi cosa dice rischia di scontentare gli investitori...
La seduta al NYSE è stata positiva con A/D a 5242 su 2035, NH/NL a 362 su 249 (leggero peggioramento rispetto a lunedì ?!) e volume relativo a 0.08. Il CBOE Equity put/call ratio é tornato a 0.60 - vicino alla media di lungo periodo a 0.65. Gli indicatori di corto termine sono misti e contraddittori. Si può argomentare sia in favore di un rally in direzione dei 3000 punti sia per una ricaduta ed un test del minimo a 2822 punti. Noi favoriamo la variante positiva. La costellazione tecnica corrisponde perfettamente ad un mercato che oscilla in laterale senza una tendenza precisa - questa é da settimane la nostra previsione per il mese di agosto.

Stamattina le borse asiatiche sono ferme (Nikkei -0.02%, Shanghai +0.05%). Il future sull'S&P500 scende a 2923 punti (-6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3380 punti (-14 punti) - le borse europee apriranno in calo del -0.4%/-0.5%. L'alternanza di sedute positive e negative prosegue. L'indecisione rischia di durare fino a venerdì - difficilmente gli investitori prenderanno iniziative prima di conoscere l'esito del meeting a Jackson Hole.

Commento del 21 agosto

Un susseguirsi di sedute positive e negativa - é così che vanno le cose in un mercato senza forti tendenze

Dopo i rialzi di venerdì e lunedì ieri doveva iniziare una pausa. La pausa si é concretizzata in una seduta moderatamente negativa - in Europa a causa della caduta del governo in Italia, in America poiché prima di Jackson Hole i tassi d'interesse sono scesi (reddito dell'US Treasury Bond decennale a 1.55% (-0.05%). In un mercato dominato da investitori nervosi ed indecisi e in mancanza di una forte tendenza questa alternanza di sedute positive e negative non deve sorprendere - appena si é convinti che il mercato deve andare in una certa direzione, parte nella direzione opposta. Per saldo non si muove molto.

In Europa avevamo un chiaro punto di riferimento tecnico - la resistenza a 3375 punti di Eurostoxx50 (-0.56% a 3350 punti). Lunedì il massimo é stato a 3377 punti - ieri l'indice ha toccato il massimo a 3380 punti verso le 09.50. Dopo l'indice si é attestato sui 3370 punti fino nel pomeriggio. Le novità dal fronte politico italiano hanno infine fatto cadere le borse europee - l'Eurostoxx50 é sceso fino ai 3341 punti e ha chiuso poco sopra. Questo calo non ha fatto danni tecnici e noi restiamo dell'opinione che il mercato deve semplicemente consolidare qualche giorno prima di provare a salire più in alto. Il DAX tedesco (-0.55% a 11651 punti) e l'SMI svizzero (-0.56% a 9770 punti) hanno seguito l'Eurostoxx50 come un'ombra. Il FTSE MIB (-1.11% a 20485 punti) invece ha ovviamente perso più terreno. Risolvere la crisi politica non sarà facile poiché il parlamento tenderà a seguire gli interessi personali dei suoi membri piuttosto che quelli del Paese. Solo Salvini vuole le elezioni anticipate. Tutti gli altri saranno pronti a qualsiasi compromesso per evitarle - il risultato sarà un altro governo debole senza un'agenda in grado di trascinare l'Italia fuori dalla crisi. Questa incertezza e debolezza dovrebbero rispecchiarsi nell'andamento della Borsa italiana.
Per fortuna il cambio EUR/USD é stabile a 1.1095. I problemi dell'Europa vengono controbilanciati da quelli americani con il risultato che non esiste una ragione precisa per preferire una moneta all'altra. Il risultato finora é una situazione di patta. Noi crediamo che presto o tardi il deficit statale americano (peggiore in percentuale a quello europeo) e il deficit della bilancia commerciale USA favoriranno l'EUR.
L'indice delle banche SX7E ha perso il -1.20% a 79.00 punti. L'analisi tecnica manda un segnale inconfutabile - state lontani da questo settore che da mesi mostra debolezza relativa e che da inizio 2018 é in un costante trend ribassista. Solo i traders possono divertirsi di tanto in tanto ad operare long sfruttando l'alta volatilità del settore. Da situazioni di ipervenduto dei rally in controtendenza sono sempre possibili specialmente se vengono aiutati da tassi d'interesse in aumento.

Anche la seduta a Wall Street é stata negativa. Il mercato é sembrato stanco dopo un rimbalzo di tre sedute che aveva fatto risalire l'S&P500 (-0.79% a 2900.51 punti) dai 2825 punti ai 2931 punti. Ieri ci sono state delle sporadiche vendite - c'é stata una certa prudenza prima dell'importante incontro dei banchieri centrali a Jackson Hole.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2916 punti e all'inizio é caduto a 2905 punti. Dopo si é ripreso e per le 17.15 l'indice era tornato in pari a 2923 punti. Poi lentamente sono apparse delle vendite e l'S&P500 é sceso regolarmente fino ai 2908 punti. Una ulteriore caduta sul finale ha fissato la chiusura sul minimo a 2900.51 punti (-0.79%). Come nelle precedenti sedute le perdite sono state omogenee e distribuite egualmente su tutti i settori (Nasdaq100 - 0.71% a 7664 punti). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2598 su 4638, NH/NL a 305 su 336 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é risalita a 17.50 punti (+0.62) mentre la CBOE Equity put/call ratio é risultata piuttosto alta a 0.69. I dati confermano la nostra impressione e previsione di un consolidamento a ridosso dei 2950 punti di S&P500. Non appaiono forze sufficienti per trascinare in maniera duratura e sostenibile la borsa in una o nell'altra direzione.

Stamattina le borse sono nuovamente tranquille e marciano sul posto. Il Nikkei scivola del -0.33% mentre Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 sale a 2907 punti (+9 punti). L'Eurostoxx50 vale ora (08.15) 3356 punti (+6 punti) - le borse europee apriranno in leggero guadagno. L'unico appuntamento importante in agenda é la pubblicazione del protocollo dell'ultima seduta della FED prevista alle 20.00 - le borse europee saranno già chiuse da ore. Al momento non vediamo ragioni per sostanziali movimenti delle borse.

Commento del 20 agosto

Ora ci deve essere una pausa - dovrebbe essere un consolidamento

Ieri le borse hanno avuto un'altra seduta decisamente positiva - per l'America é stata la terza consecutiva dopo il minireversal di giovedì e la robusta spinta di venerdì e lunedì. Nell'analisi del fine settimana non sapevamo se avevamo a che fare con un semplice rimbalzo che si sarebbe spento sulle prime resistenze o se la spinta di rialzo aveva del potenziale. Lo sviluppo degli indicatori, specialmente negli Stati Uniti, suggerisce che nel breve termine l'S&P500 (+1.21% a 2923.65 punti) deve salire più in alto. Superati ieri i 2900 punti dovrebbe sulla slancio arrivare almeno alla MM a 50 giorni a 2946 punti malgrado che ieri abbia già completato un ritracciamento del 50% della spinta di ribasso di agosto. Secondo Fibonacci ora ci deve essere una pausa - in fondo non é molto importante se la pausa si svolgerà sui 2920 punti o sui 2946 punti. Ieri però, come venerdì, i dati su momentum e partecipazione erano buoni e in miglioramento. Pensiamo quindi che dopo una pausa, che a questo punto dovrebbe essere di consolidamento, l'S&P500 tenterà di raggiungere nuovamente i 3000 punti. Lentamente però c'é già un problema sul fronte del sentiment -  gli investitori, che giovedì scorso sembravano sull'orlo di una crisi di nervi, sono già tornati piuttosto ottimisti (VIX a 16.88 punti, -1.59) e proni a speculare al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.55). Di conseguenza é possibile che l'S&P500 possa ancora salire fino ai 3000 punti - dopo però deve ricadere - l'oscillazione di agosto intorno ai 2950 punti si arrichisce di un nuovo capitolo.

La seduta in Europa é andata meglio di quanto ci eravamo immaginati. Il rimbalzo iniziato giovedì scorso ha avuto la sua logica continuazione. I Bond hanno corretto (future sul Bund a 178.19 (-0.45%)) e questo ha ridato coraggio agli investitori che temono una recessione. Non fa molto senso cambiare opinione ogni due giorni ma al momento la borsa funziona così. L'Eurostoxx50 ha guadagnato 40 punti a 3369 punti (+1.20%). Se si tratta solo di un rimbalzo la spinta doveva esaurirsi adesso sui 3375 punti. Ieri l'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 3377 punti - la nostra posizione long a corto termine in portafoglio é stata venduta sul limite a 3375 punti.
Non abbiamo elementi concreti per poter dire se questo rimbalzo ha ulteriore potenziale di rialzo - sulla base di quanto rilevato in America la risposta sembra però essere affermativa. Secondo i tassi d'interesse, che risalgono, il movimento potrebbe continuare.
L'indice delle banche SX7E (+0.15% a 79.89 punti) ha fortemente deluso le nostre attese. Ci aspettavamo una solida reazione ad un aumento dei tassi d'interesse di mercato. Invece l'indice si é mosso appena. Se qualcosa non sale quando le premesse sono favorevoli c'é da domandarsi cosa succederà quando il vento girerà nuovamente.
Il DAX é salito a 11715 punti (+1.32%) - c'é una resistenza a 11850 punti - ieri il massimo é stato di 11759 punti - qui l'indice dovrebbe almeno fare una pausa di consolidamento.
Lo stesso vale per il FTSE MIB (+1.93% a 20715 punti) - in Italia le resistenze sono più diffuse - per il FTSE MIB valgono i 20800 punti.
L'SMI (+1.00% a 9825 punti) ha guadagnato terreno seguendo l'andamento delle borse europee. Se si tratta solo di un rimbalzo la spinta dovrebbe esaurirsi adesso a ridosso della MM a 50 giorni (a 9863 punti). Se l'SMi chiude una seduta sopra i 9863 punti é probabile che continuerà la sua corsa fino ai 10000 punti. Vale lo stesso discorso fatto per l'S&P500 ed i 3000 punti.

Abbiamo notato che l'Europa si é accodata come d'abitudine docilmente all'America. Vediamo quindi cosa é successo a Wall Street.
Anche ieri la seduta si é decisa nelle prime due ore di contrattazioni. Dopo un'apertura a 2923 punti e una caduta a 2915 punti l'SP500 per le 17.30 ha recuperato fino ai 2926 punti - poi non ha più combinato nulla. È oscillato stancamente tra i 2922 ed i 2931 punti fino alla chiusura a 2923.65 punti (+1.21%). Sui grafici appaiono delle piccole candele con poco corpo e questo vale soprattutto per il Nasdaq100 (+1.51% a 7719 punti) con una doji star. Stranamente i guadagni sono diffusi in tutto il listino (Russell2000 +1.02%, DJ Transportation +1.14%) senza pesi specifici. Si é comperato semplicemente un pò tutto. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5400 su 1929, NH/NL a 453 su 234 e volume relativo a 0.95. Gli indici sono al centro del range dell'ultimo mese e non sembrano esserci forze sufficienti per una rottura in una o nell'altra direzione. I movimenti sono omogenei senza settori particolarmente forti o deboli in grado di fare tendenza.
Notiamo che il reddito dell'US Treasury Bond a 10 anni é salito a 1.60% (+0.05%) - bond in rosso, borsa in verde...
Oggi le borse sono tranquille e poco mosse. L'intonazione di fondo resta al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +0.49% - Shanghai marcia sul posto. Il future sull'S&P500 sale a 2928 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3372 punti (+3 punti). Le borse europee inizieranno le contrattazioni praticamente invariati (+0.1%). L'agenda economica non offre appuntamenti d'interesse. Se Donald Trump oggi non cinguetta (tweet) una qualche nuova assurda idea avremo probabilmente una seduta di pausa senza sostanziali variazioni sugli indici.
Da giovedì a sabato i responsabili delle Banche Centrali si incontrano a Jackson Hole. Il discorso di Jerome Powell é previsto venerdì. 

Aggiornamento del 19 agosto

US Treasury Bond in rosso - borsa in verde

Nel mese di agosto le borse hanno corretto poiché gli investitori temono una recessione. La Banche Centrali hanno rafforzato questa paura riprendendo una politica monetaria decisamente espansiva. Recessione significa tassi d'interesse in calo e quotazioni delle obbligazioni in aumento. La correlazione tra Bond e borse ha funzionato molto bene - settimana scorsa il rialzo dei Bond (con nuovi minimi storici sui redditi delle obbligazioni di Stato) é andato a braccetto con la correzione delle borse. L'eccesso di rialzo dei Bond ha poi provocato tra giovedì e venerdì l'inizio di una correzione - la logica conseguenza in borsa é stato un rimbalzo dai minimi. Il mercato delle obbligazioni sembra in questo momento un passo in avanti e in una situazione tecnica estrema e più facilmente prevedibile che quella degli indici azionari. Questo significa che i Bond ci permettono di dire cosa succederà a breve in borsa. La correzione degli USTreasury Bond sembra appena all'inizio - la logica conseguenza é che il rimbalzo a Wall Street iniziato giovedì sera potrebbe sorprendere al rialzo. 

Durante il fine settimana si é nuovamente discusso delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e delle conseguenze economiche e sociali delle settimane di dimostrazioni a Hong Kong. In linea di massima però non c'é nulla di nuovo. La mancanza di notizie in grado di rafforzare i timori d'inflazione permette alle borse di continuare il rimbalzo. Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era salito a 2906 punti - ora (08.00) é a 2908 punti (+17 punti). L'S&P500 sembra in grado di superare i 2900 punti. L'ottimismo contagia anche le borse asiatiche (Nikkei +0.97%, Shanghai +1.7%) e quelle europee. L'Eurostoxx50 vale ora 3342 punti - in apertura gli indici azionari europei dovrebbero balzare del +0.4%. Le premesse sono per una seduta positiva - non crediamo però che oggi gli indici possano andare decisamente più in alto.

Commento del 17-18 agosto

I rimbalzi ritardano il minimo a medio termine

Secondo la nostra previsione settimana scorsa la correzione doveva continuare e termine venerdì su un minimo significativo a medio termine. Eravamo convinti che il minimo del 6 agosto dell'S&P500 a 2822 punti dovesse essere ritestato - in questa fase l'S&P500 doveva scendere più in basso con obiettivi a 2800 o 2750 punti. Il minimo doveva corrispondere ad una situazione tecnica di eccesso di ribasso, ipervenduto e panico. Non é andata esattamente come ci eravamo immaginati. Giovedì l'S&P500 in preborsa (future) é caduto fino ai 2817 punti - durante la seduta ha toccato un minimo giornaliero a 2825 punti e poi ha cominciato a rimbalzare chiudendo 22 punti più in alto. Venerdì come temevamo il rimbalzo é continuato - l'S&P500 é risalito fino a 2893 punti e ha chiuso a 2888.68 punti (+1.44%). Sorgono spontaneee una serie di domande. Quello di giovedì é stato l'atteso minimo significativo a medio termine? Non possiamo escludere questa possibilità ma per il momento la risposta é no - abbiamo l'impressione che si tratta unicamente di un rimbalzo tecnico - questo significa che settimana prossima ci deve ancora essere un tuffo per ritestare il minimo. Invece che un'accelerazione di tipo esaustivo potremmo avere una lenta formazione di base sui 2800 punti con vari rimbalzi e ulteriori tentativi di ribasso. Le forti variazioni degli indicatori di sentiment sostengono questa interpretazione. Giovedì non abbiamo rilevato la desiderata combinazione tecnica con panico - partiamo quindi dal principio che il minimo formalmente a 2822 punti deve essere ancora testato con almeno una marginale rottura al ribasso. E se questo non é solo un rimbalzo ma l'inizio di una fase di rialzo? Su questo tema la situazione tecnica é incerta - abbiamo parecchi dubbi - la seduta di venerdì é stata convincente a livello di partecipazione con indicatori di momentum che accennano una inversione di tendenza. È possibile che questo rimbalzo (o rialzo) abbia maggiore potenziale rispetto ai 2900 punti indicati nell'analisi del pomeriggio (14.30) dell'S&P500. Probabilmente la soluzione arriverà già domani - in teoria il rimbalzo deve finire lunedì sotto i 2900 punti - se sale più in alto con dati convincenti come quelli di venerdì ci dobbiamo preparare a rivedere i 3000 punti. Considerando che secondo noi il mese di agosto doveva vedere un'oscillazione in laterale dell'S&P500 sui 2950 punti questa può essere una valida variante. La MM a 50 giorni scorre ormai piatta a 2945 punti - sembra essere un valido punto di riferimento. L'ultima domanda riguarda la tendenza di fondo. Ad inizio aprile l'S&P500 era sul livello attuale. Ha provato a salire e ha provato a scendere - per saldo é rimasto qui. Secondo i nostri due indicatori di base la tendenza di fondo é ribassista - il 32.6% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 41.87 punti. Pensiamo quindi che il prossimo movimento significativo sarà al ribasso. Dai 2800 punti si poteva provare ad andare long perchè per un ribasso era troppo presto - gli oscillatori ci dicono che siamo vicini ad é un minimo. Dai 3000 punti bisogna però andare sicuramente short per un ribasso che dovrebbe durare fino a metà ottobre.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.14% a 3329 punti
DAX                         -1.12% a 11562 punti
SMI                          -0.22% a 9728 punti
FTSE MIB                  -0.01% a 20322 punti
S&P500                    -1.03% a 2888.68 punti
Nasdaq100               -0.55% a 7606 punti

Venerdì é stata una seduta decisamente positiva. Le borse europee hanno aperto al rialzo, hanno difeso il guadagno per tutta la giornata e hanno chiuso vicino al massimo giornaliero con consistenti guadagni (Eurostoxx50 +1.41% a 3329 punti, DAX +1.31% a 11562 punti, FTSE MIB +1.51% a 20322 punti e SMI +1.27% a 9728 punti). L'Eurostoxx50 ha toccato giovedì un minimo mensile a 3239 punti - venerdì ha toccato un massimo a 3333 punti - é evidente che si é verificato un sostanziale e robusto movimento al rialzo. Lunedì dovrebbe esserci una continuazione. Poi, se si tratta di un rimbalzo, gli indici azionari ricominceranno a scendere. Se é un rialzo l'Eurostoxx50 riuscirà a sorpassare i 3375 punti. Il tutto dipenderà dagli Stati Uniti e dai tassi d'interesse.

Anche la seduta a Wall Street é stata positiva con una grande differenza. Gli indici azionari sono saliti fino alle 17.00 - poi non é successo più nulla. Questo normalmente non é un segnale di grande forza o di dominanza da parte dei rialzisti. Il consistente guadagno con la partecipazione di tutti i settori (Russell2000/RUT +2.19%, DJ Transportation +2.08%) é però indiscutibile.
L'S&P500 ha aperto a 2970 punti e fino alle 16.20 si é mosso su questo livello. Poi é salito rapidamente fino ai 2890 punti. Dopo le 17.00 l'indice é oscillato tra i 2883 ed i 2891 punti e solo sul finale si é impennato fino al massimo a 2893 punti e ha chiuso a 2888.68 punti (+1.44%). La tecnologia ha seguito lo stesso sviluppo (Nasdaq100 +1.59%).
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5976 su 1358, NH/NL a 256 su 403 e volume relativo a 1.0. La volatlità VIX é crollata a 18.47 punti (-2.71 punti) mentre la CBOE Equity put/call ratio era neutra a 0.67. L'impressione é che la spinta di rialzo non é spettacolare ma il movimento non é finito. Indicatori come il MACD sembrano fare base e girare verso l'alto - almeno stanno facendo un tentativo. Come pensavamo il rally della borsa é andato a braccetto con un aumento dei tassi d'interesse (USTB decennale a 1.55%, +0.03%).
Insomma il rimbalzo iniziato giovedì é continuato venerdì in maniera convincente e potrebbe avere ulteriore potenziale. In linea di massima pensiamo però che i minimi di agosto debbano essere nuovamente testati dopo la fine di questo  rimbalzo. La correzione sta durando più del previsto e il minimo a medio termine sembra slittare a settimana prossima. È possibile che il rimbalzo si trasformi in rialzo fino ai 3000 punti di S&P500 - per ora questo non é però il nostro scenario favorito.
Questa incertezza non deve sorprendere - in fondo nel mese di agosto l'S&P500 doveva oscillare in laterale e questa alternanza di brevi rialzi e correzioni ben si sposa con questo scenario.

Commento del 16 agosto

Eccezionalmente il commento viene pubblicato in forma sintetica la sera del 15 agosto dopo la chiusura della borsa americana.
Domani mattina presto devo recarmi in ospedale per una serie di esami medici e non potrò aggiornare il sito.
Mi scuso dell'inconveniente.

Le borse europee hanno chiuso in calo ma lontane dal minimo giornaliero. L'Eurostoxx50 é sceso fino alle 12.40 quando ha toccato un minimo a 3239 punti. Ha così raggiunto il nostro obiettivo a 3250 punti. Poi l'indice ha recuperato e ha chiuso a 3282 punti (-0.18%). Questo non sembra un minimo definitivo poiché la combinazione di ipervenduto (RSI a 34.30 punti), eccesso di ribasso e panico non si é realizzata. Se ora c'é come sembra un (debole) rimbalzo é probabile che in seguito l'Eurostoxx50 debba ridiscendere.  
Il settore delle banche (SX7E -0.22% a 77.45 punti - minimo a 76.57 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Il supporto a 77.24 punti é stato rotto durante la giornata ma come pensavamo l'indice é poi rimbalzato e ha salvato su base giornaliera il supporto. Se ora come sembra c'é un rimbalzo é probabile che in seguito questo indice strutturalmente molto debole e sottoperformante debba cadere fino al minimo storico a 72 punti.

L'S&P500 in preborsa é caduto fino a 2817 punti. Durante la seduta si é mosso tra i 2825 ed i 2757 punti. Ha chiuso a 2847.60 punti (+7 punti, +0.25%). L'indice ha testato i 2822 punti ed é debolmente rimbalzato. Si é trattato di una seduta di pausa che può significare qualsiasi cosa. Molto probabilmente però la correzione non é finita e l'atteso minimo a medio termine non é ancora stato raggiunto. Questa impressione viene rafforzata dalla seduta generalmente negativa (A/D a 3514 su 3756, NH/NL a 140 su 1472). Il Nasdaq100 ha perso il -0.07% a 7484 punti. Anche Russell2000 (-0.40%) e DJT (-0.79%) erano in calo. La volatilità VIX ha toccato un massimo intraday a 24.10 punti - é però ritornata a 21.18 punti (-0.92) - non ci sembra abbastanza per segnalare panico.
Se domani (rispettivamente oggi per chi legge il commento venerdì 16 agosto) il mercato rimbalza é probabile che l'atteso minimo definitivo sia rinviato a settimana prossima - il rimbalzo é probabile visto l'eccessi di speculazione segnalato dalla CBOE Equity put/call ratio schizzata a 0.98. Se invece c'é ancora un crollo di un -2%/-3% é probabile che il minimo definitivo arrivi puntuale per metà agosto. Il valore del future domani mattina ci dirà cosa aspettarsi...

Il reddito dell'US Treasury Bond é caduto a 1.51% (-0.07%). Siamo convinti che il mercato sta esagerando al ribasso - c'é troppa speculazione in una sola direzione. Un minimo del reddito corrisponderà al minimo della borsa. Considerando i commenti degli analisti e nei media abbiamo impressione che questo momento é molto vicino. Un forte rimbalzo tecnico (rispettivamente una correzione sui Bonds) é imminente. 

Commento del 15 agosto

Mercati instabili e emozionali - aspettiamo un solido minimo e osserviamo il sentiment - panico! 

Ieri improvvisamente tutti hanno cominciato a parlare di recessione dopo che é stato reso noto che il PIL tedesco nel 2. trimestre é sceso del -0.1%. Inoltre negli Stati Uniti si é rafforzata l'inversione nella curva dei tassi d'interesse con il lungo termine (reddito dell'US Treasury Bond decennale a 1.59%, -0.09%) a rendere meno che il corto termine - questo é un segnale comunemente riconosciuto che si avvicina una recessione negli Stati Uniti. La reazione delle borse é stata incredibile visto che il dato sul PIL tedesco era in linea con le stime degli analisti e da mesi si conoscono i rischi di recessione e si sa che l'economia sta rallentando. In ogni caso gli investitori hanno ricominciato a vendere e ieri sera sia l'Eurostoxx50 europeo (-2.04% a 3288 punti) che l'S&P500 americano (-2.93% a 2840.60 punti) hanno chiuso con una pesante perdita - l'Eurostoxx50 su un nuovo minimo mensile, l'S&P500 a soli 18 punti dal minimo del 5 agosto. Il rimbalzo di martedì sembrava aver interrotto il calo verso l'atteso minimo significativo - sembra invece che questo scenario é ancora valido. Avevamo stimato che il minimo poteva essere sui 3250 punti per l'Eurostoxx50 e sui 2800 punti (alternativa a 2750 punti) per l'S&P500 - adesso manca solo il -1%/-1.5% in due giornate.

-1.22% / +1.50% / -2.93%: queste sono le performance giornaliere dell'S&P500 nelle prime tre sedute di questa settimana. È evidente che i mercati sono instabili e volatili. Per saldo però scendono. Noi pensavamo che dovessero scendere fino a venerdì quando avrebbero raggiunto un solido minimo a medio termine. I vari cambiamenti di direzione ci hanno scombussolato le idee e hanno confuso gli indicatori che puntano in varie direzione a seconda degli orizzonti temporali presi in considerazione. In linea di massima però lo scenario é ancora valido. Dominano le emozioni e quindi per individuare un solido minimo bisogna soprattutto osservare gli indicatori di sentiment. Noi ne usiamo tre - la volatilità (VSTOXX (22.06 punti, +3.44), VDAX e VSMI in Europa, VIX in America (22.10 punti, +4.58 punti)), il CBOE Equity put/call ratio (0.84) e il Fear&Greed Index  (21 punti, -6 punti). Si possono usare anche altri parametri sia nel mercato delle opzioni sia tra le inchieste effettuate tra i vari gruppi di investitori. Più o meno si arriva sempre allo stesso risultato - importante é capire il messaggio trasmesso dal parametro o indicatore (valore in termini assoluti e variazione). 
Non elenchiamo ora i singoli indicatori con un commento - sarebbe troppo lungo. In Europa ci avviciniamo però al panico con le volatilità che sono salite sul massimo annuale e si avvicinano ai picchi del minicrash di dicembre 2018. In America invece siamo a livello di paura ma non ancora di panico - gli indicatori non hanno ancora toccato i livelli estremi del 5 di agosto. Non possiamo escludere la possibilità che ieri sera le borse abbiano già raggiunto l'atteso minimo a medio termine - la caduta sul finale in America sembra esaurimento e sembra impossibile che a breve i rendimenti delle obbligazioni di Stato possano scendere più in basso. Non abbiamo però osservato abbastanza panico per un solido minimo e per poter dire con tranquillità che conviene comperare. Teoricamente manca ancora un tuffo verso il basso di un paio di punti in percentuale in maniera da avere la classica situazione di eccesso di ribasso, ipervenduto e panico.

Sulla seduta in Europa non abbiamo ulteriori commenti - quello che c'era da dire l'abbiamo scritto nelle analisi serali. Ricordiamo unicamente che l'indice delle banche SX7E é caduto del -2.97% a 77.62 punti. Ha toccato un nuovo minimo annuale a 77.30 punti. L'indice é sul supporto del 2016 (minimo a 77.24 punti). Più in basso c'é solo il minimo storico a 72 punti che risale al 2012. Siamo molto preoccupati perché spesso un crollo del settore bancario trascina l'intero mercato azionario in un ribasso. Se l'indice non mostra una reazione sul supporto e rimbalza adesso (!) significa che la spinta di ribasso é molto forte e si rischia un crash.    

Sorprendentemente anche la seduta a Wall Street é stata dominata dai venditori. Sorpresa poiché non si capisce chi e perché ha comperato il giorno prima per poi abbandonare subito la presa. Troppi traders che si muovono col vento e troppo pochi investitori dai nervi saldi e le ideee chiare...
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2883 punti (con un picco a 2888 punti) e ha chiuso sul minimo a 2840.60 punti (-2.93%). Praticamente gli indici azionari sono scesi per tutta la giornata con rimbalzi intermedi senza importanza. Le vendite hanno colpito tutti i settori indistintamente (Nasdaq100 -3.08% a 7490 punti, Russell2000 -2.85%, DJ Transportation -3.02%). Anche il settore delle Utilities (-0.85%) é sceso malgrado il calo dei tassi d'interesse. Questo spesso é un segnale che i tassi d'interesse non possono scendere più in basso. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1027 su 6357, NH/NL a 116 su 1541 e volume relativo a 1.3.
Del sentiment ne abbiamo già parlato nell'introduzione.
Chi ha coraggio prova ad anticipare il minimo e compra a 3250 punti di Eurostoxx50 e 2800 punti di S&P500 - sono i limiti che da giorni indichiamo nella sezione portafoglio. Chi vuole andare sul sicuro aspetta un segnale d'acquisto - arriverà dopo che l'analisi tecnica ha segnalato la presenza di un solido minimo.

Stamattina ho cominciato a lavorare alle 06.30 - il future sull'S&P500 era a 2847 punti (+6 punti) - ora (08.20) é a 2858 punti (+18 punti). Sembra che oggi ci sarà una reazione positiva. Le borse asiatiche contengono le perdite (Nikkei -1.29% / Shanghai +0.2%). L'Eurostoxx50 vale ora 3300 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Vedremo se ci saranno altri compratori o se nel corso della giornata questo rimbalzo si sgonfia. La logica suggerisce che i venditori debbano riapparire.
Buon Ferragosto Italia !

Commento del 14 agosto

La discesa su un minimo entro venerdì é stata bruscamente interrotta - distribuzione sui 2950 punti fino a fine agosto

È difficile lavorare quando un Presidente degli Stati Uniti cambia idea ogni paio di settimane e si diverte ad influenzare attivamente i mercati finanziari. Ieri alle 15.35 Donald Trump ha annunciato di voler ritardare l'imposizione dei dazi sulla merce importata dalla Cina a metà dicembre per non rovinare le vendite natalizie. Le borse europee, che in quel momento era in calo sono schizzate nella direzione opposta e hanno chiuso con un sensibile guadagno (Eurostoxx50 +0.92% di 3357 punti).
Il future sull'S&P500 era sceso la mattina fino a 2866 punti. L'indice ha aperto alle 15.30 a 2877 punti. Dopo la notizia é balzato in meno di un'ora sul massimo giornaliero a 2943 punti. Ha chiuso a 2926.32 punti (+1.50%) con un guadagno di 43 punti che cancella le perdite di lunedì (-35 punti). La prevista discesa su un minimo significativo e a medio termine per venerdì é stata interrotta e il ciclo é rovinato. Peccato poiché c'era la possibilità di effettuare una proficua transazione a corto termine. Da un minimo sui 2800 punti fino ad un ritorno a 2950 punti c'erano 150 punti di guadagno che ora sono svaniti. Da un punto di vista tecnico non é cambiato molto se non che viene a mancare la fine della correzione con un test del minimo a 2822 punti e una probabile discesa fino ai 2800 punti. Passiamo direttamente alla fase successiva che prevedeva un ritorno sui 2950 punti e una distribuzione intorno a questo livello fino a fine mese.

L'Eurostoxx50 la mattina é sceso fino ad un minimo a 3298 punti. Alle 14.50 era ancora a 3300 punti. Poi é partito al rialzo. Ha raggiunto un massimo a 3380 punti ed ha chiuso a 3357 punti (+0.92%). L'impressione é che nelle prossime due settimane oscillerà intorno ai 3350 punti. Il settore delle banche ha seguito l'Eurostoxx50 sulle montagne russe. L'indice SX7E ha toccato un minimo annuale (!) a 77.74 punti e poi é ripartito di prepotenza al rialzo (+1.63% a 80.00 punti) - impossibile sapere adesso se il rally può continuare. Il trend ribassista di fondo é sospeso e probabilmente ci sarà un rimbalzo. È però molto improbabile che si verifichi un'inversione di tendenza. Questo significa che i long sono riservati ai traders per brevi operazioni speculative. Gli investitori restano lontani da questo settore che mostra costantemente debolezza relativa.
Il DAX ha toccato la mattina un nuovo minimo mensile (!) a 11539 punti. Ha chiuso a 11750 punti (+0.60%). L'indice ZEW sulle prospettive congiunturali reso noto la mattina alle 11.00 (-44.1 contro l'atteso -27.8) era terribile e mostra un alto rischio di recessione.
Il FTSE MIB, che fino a metà pomeriggio era in calo (minimo mensile a 20067 punti) é partito verso l'alto e ha chiuso con un guadagno di 275 punti a 20539 punti (+1.36%).
L'SMI svizzero (+0.27% a 9786 punti) é l'indice che ha reagito meno. Come le altre borse europee ha però cambiato direzione e ha chiuso in guadagno.
Ieri le borse europee hanno avuto solo due ore di tempo per valutare le dichiarazioni di Donald Trump. È troppo poco per poter dire se c'é un cambiamento significativo nella situazione tecnica. L'impressione é però che é solamente venuta a mancare la fase finale della correzione. All'Eurostoxx50 mancavano circa 50 punti di ribasso prima del minimo. Ora ci sarà una reazione di sollievo ma non crediamo che possa iniziare una fase di sostanziale e sostenibile rialzo. Ieri sera gli indici hanno chiuso lontani dai massimi giornalieri. I shortisti si sono ritirati - non pensiamo che nei prossimi giorni ci saranno molti compratori visto che i fondamentali restano ostili.

Più interessante e significativa é stata la reazione a Wall Street. Il rally iniziale é stato impressionante. Dall'apertura a 2877 punti l'S&P500 é salito come un razzo fino alle 16.26 su un massimo a 2943 punti. Poi si é fermato e per il resto della giornata é regnato l'equilibrio tra rialzisti e ribassisti. L'S&P500 a metà seduta é ridisceso a 2919 punti e poi é oscillato per ore in laterale sui 2930 punti. Ha chiuso a 2926.32 punti (+1.50%). La tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 +2.20%) trascinata da Apple (+4.23%). Il resto del listino ha seguito senza entusiasmo particolare (RUT +1.08%, DJT +1.18%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5238 su 2073, NH/NL a 303 su 744 e volume relativo a 1.05. Il rapporto NH/NL é migliorato di poco e in maniera deludente - sembra che gli investitori abbiano comperato ieri soprattuto i soliti nomi conosciuti. A livello di sentiment notiamo un ovvio ed importante miglioramento - la volatilità VIX é caduta a 17.52 punti (-3.57), la CBOE Equity put/call ratio era a 0.66 mentre il Fear&Greed Index é risalito a 27 punti.
Notiamo che l'S&P500 é rimasto sotto la MM a 50 giorni a 2942 punti (in ascesa) e si ritrova al centro delle BB (2852 / 3065). Pensiamo che nei prossimi giorni l'S&P500 si assesterà vicino alla MM a 50 giorni mentre le BB avranno tendenza a restringersi come conseguenza di una diminuzione della volatilità del mercato.
Dobbiamo però osservare ancora un paio di sedute prima di poter emettere un parere definitivo.

Stamattina le borse si assestano secondo i livelli di chiusura ieri sera a Wall Street. Le borse asiatiche salgono (Nikkei +0.98%, Shanghia +0.6%). Il future sull'S&P500 si ferma a 2930 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 vale 3361 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno. Se tutti la pensano come noi (siamo stufi di un Donald Trump che ogni paio di giorni twitta qualcosa che fa muovere i mercati senza tenere una linea coerente) oggi le borse verranno lasciate a loro stesse - si muoveranno poco e con modesti volumi.

Commento del 13 agosto

"Il settore bancario sembra sull'orlo di un baratro" - SX7E -2.17% a 78.72 punti

Ieri mattina eravamo perplessi. Quella che doveva essere una settimana decisamente negativa sembrava iniziare con una seduta positiva. Confrontati con la realtà avevamo smorzato i toni accettando l'idea che forse la situazione non era così critica come suggeriva l'analisi tecnica. Spesso bisogna aspettare la fine di una giornata per fare un consuntivo.
Le borse europee hanno aperto in guadagno e sono salite con convinzione fino alle 09.30 - in quel momento i maggiori indici azionari guadagnavano più dell'1%. Poi i mercati hanno cambiato direzione - i venditori hanno preso il controllo delle operazioni. Fino a metà seduta le borse europee sono scese - poi non sono più riuscite a recuperare e hanno chiuso con leggere perdite. Non molto ma la seduta é stata negativa con un aspetto particolare - il settore bancario (SX7E -2.17% a78.72 punti) é crollato su un nuovo minimo annuale. Nel commento del fine settimana avevamo scritto: "Il settore bancario sembra sull'orlo di un baratro". Il supporto a 77.24 punti si avvicina rapidamente - corrisponde al minimo del 2016. Il minimo storico a 72 punti non é lontano. Siamo molto preoccupati perché spesso un crollo del settore bancario trascina l'intero mercato azionario in un ribasso. Ci si domanda quale banca potrebbe fallire per prima - ieri dei 24 titoli che compongono l'indice quello con decisamente le più ampie perdite era Deutsche Bank (-5.27%).  
Il problema é mondiale e provocato dai bassi tassi d'interesse, dal rallentamento dell'economia e da strategie che non sembrano avere un futuro. Ieri anche le maggiori banche americane hanno perso parecchio terreno (BKX -2.11%) - nelle ultime tre sedute l'indice settoriale é crollato di circa il -10%.
Torniamo all'Europa. L'Eurostoxx50 venerdì aveva chiuso a 3333 punti. Ieri ha aperto a 3340 punti, é salito alle 09.30 sul massimo a 3370 punti e verso le 12.45 é caduto a 3320 punti. Il resto della giornata é stato piatto. L'indice é oscillato in pochi punti, ha toccato un minimo a 3318 punti e ha chiuso a 3326 punti (-0.22%). Il DAX (-0.12% a 11679 punti) lo ha imitato. Il FTSE MIB ha fatto leggermente peggio (-0.30% a 20263 punti) e ha toccato un nuovo minimo a 60 giorni. L'SMI ha fatto meglio (+0.10% a 9760 punti) riuscendo a guadagnare una decina di punti. Niente di sorprendente.
Nel complesso é stata una seduta che ha confermato la ripresa della correzione. Nulla di nuovo rispetto all'analisi del fine settimana. Bisogna solo tenere d'occhio le banche per vedere se c'é un contagio. Al momento dal fronte dei tassi d'interesse (future sul Bund a 177.47, +0.26%) non arriva nessun aiuto. Il massimo storico a 177.74 risale al 7 agosto ma il Bund non sembra voler correggere e resta a ridosso di questo valore. I tassi d'interesse negativi sono un veleno per le banche.

La seduta a Wall Street é andata peggio - l'S&P500 é caduto decisamente sotto i 2900 punti e ha chiuso a 2983.09 punti (-1.22%) con una forte perdita di 35 punti. Gli unici aspetti positivi sono la tenuta relativa del Nasdaq100 (-1.11% a 7651 punti) e la chiusura dell'S&P500 9 punti sopra il minimo giornaliero. Per il resto nulla ancora suggerisce la presenza di un minimo significativo malgrado che i dati sul sentiment abbiano fatto notevoli "progressi" in questo senso.
L'S&P500 ha aperto a 2902 punti e dopo un'oscillazione intorno ai 2900 (massimo a 2907 punti) é caduto fino a 2889 punti. Ha metà giornata c'é stata una reazione che ha fatto tornare l'S&P500 ancora a 2900 punti. Alle 18.30 l'indice era a 2902 punti ma poi ha ceduto di schianto. L'S&P500 é caduto alle 20.40 sul minimo a 2873 punti e sul finale é tornato a 2883.09 punti (-1.22%). Le vendite hanno colpito tutto il listino (Russell2000/RUT -1.23%, DJT -1.73%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2019 su 5321, NH/NL a 248 su 945 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é balzata a 21.09 punti (+3.12!), la BCOE Equity put/call ratio era a 0.78 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 23 punti. Non ci ripetiamo facendo i soliti commenti sul sentiment - ricordiamo unicamente quanto scritto il fine settimana: "In ogni caso prima di comperare dovremmo osservare del panico con dati probabilmente peggiori di quelli rilevati lunedì scorso, 5 agosto, in occasione del minimo."   
Questa settimana doveva esserci un test del minimo del 5 agosto a 2822 punti. Pensavamo che l'indice potesse toccare un minimo definitivo per questa correzione sui 2800 punti o sui 2750 punti. Finora la situazione si sviluppa come previsto e non abbiamo motivo di dubitare che il calo debba continuare nei prossimi giorni.
Per inciso ieri il reddito dell'US Treasury Bond a 10 anni é caduto sul minimo pluriennale a 1.65% (-0.09%). Sembra che ormai tutti comprimo USTB - il trade sembra un pò troppo affollato. Un minimo intermedio é vicino ed imminente e dovrebbe corrispondere all'atteso minimo della borsa.

Stamattina i mercati sono ancora relativamente tranquilli. Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -1.26%, Shanghai -0.8%). Il future sull'S&P500 risale a 2886 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3326 punti - le borse europee apriranno invariate. Poiché la correzione non é ancora finita pensiamo che anche oggi le borse debbano scendere.

Aggiornamento del 12 agosto

La settimana di ferragosto inizia nella calma

Nei media si parla soprattutto della crisi politica italiana, delle proteste e disordini a Hong Kong e del suicidio di Jeffrey Epstein. Notizie importanti ma non in grado di muovere i mercati finanziari mondiali. La settimana di ferragosto inizia nella calma e all'insegna della stabilità come mostra il future sull'S&P500 a 2924 punti (+5 punti). In Giappone, in India e a Singapore oggi é un giorno di festa - in Asia, tra i Paesi più importanti, resta solo la Cina (Shanghai +0.7%) a dare delle indicazioni. Insomma - malgrado che secondo l'analisi tecnica questa dovrebbe essere una settimana negativa con perdite tra il -2% ed il -5% l'inizio é piuttosto positivo. Non é una sorpresa - nell'analisi del fine settimana abbiamo espresso il nostro scetticismo - ad istinto la performance settimanale può essere negativa ma non crediamo che ci sarà un crollo. L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3354 punti - le borse europee apriranno con plusvalenze di circa il +0.6%. Cambi e tassi d'interesse sono praticamente invariati. L'agenda economica non offre appuntamenti di grande importanza. Non crediamo che dopo la buona apertura le borse si muoveranno molto.
Giovedì é Ferragosto - questo é un giorno di festa tipicamente italiano legato a tradizioni antichissime (ferie di Augusto) - In Europa é una festa cattolica (ascesa in cielo di Maria) e viene rispettata in alcuni cantoni Svizzeri (tra cui il Ticino) e Länder tedeschi (tra cui la Baviera).
Nel resto del mondo avremo una tipica e normale settimana estiva - i volumi saranno modesti e in mancanza di notizie spettacolari in grado di motivare gli investitori all'azione é probabile che i mercati si muoveranno poco.

Commento del 10-11 agosto

Seduta negativa e in trading range - S&P500 e Nasdaq100 ricadono sotto la MM a 50g - test del minimo di agosto probabile

Dopo il rimbalzo che si é verificato tra martedì e giovedì, venerdì secondo noi le borse dovevano ricominciare a scendere. La crisi politica italiana ha contribuito a far schizzare lo spread sui titoli di Stato a 240 punti base (+14%) e a scatenare le vendite in Italia (FTSE MIB -2.48% ) e nel settore bancario (SX7E -2.54% a 80.47 punti). Non sappiamo quindi se é solo una conseguenza di questo avvenimento o della situazione tecnica, se il ribasso in Europa é ripreso puntualmente. Forse le nostra previsione era giusta solo per un colpo di fortuna - non lo sapremo mai. La realtà é però che venerdì le borse europee hanno avuto una seduta decisamente negativa (Eurostoxx50 -1.23% a 3333 punti) che sostiene la nostra ipotesi di un test dei minimi di agosto e di un minimo definitivo a medio termine per la metà di agosto. Con una certa apprensione abbiamo poi osservato la seduta a New York per vedere se anche l'America prendeva la stessa strada. La seduta a Wall Street é stata negativa - l'S&P500 ha perso 19 punti ed é sceso a 2918.65 punti (-0.66%). Quello che più conta é però la caduta sotto la MM a 50 giorni (2936 punti). A dire il vero ci sono ancora delle incertezze poiché formalmente si é trattato di una seduta in trading range (l'indice si é mosso nel range del giorno precedente senza rotture in una o nell'altra direzione) e la chiusura é stata lontana dal minimo giornaliero (2901 punti). Una seduta negativa é però una seduta negativa e questo é stato anche confermato dalle perdite di Nasdaq100 (-1.02% a 7646 punti), Russell2000 (-1.25%) e DJ Transportation (-1.13%).
Non abbiamo ragioni per mettere in dubbio che la correzione é ricominciata dopo un classico rimbalzo tecnico di tre giorni. L'unico sospetto che abbiamo riguarda la ripresa del rialzo dopo che la borsa americana avrà toccato l'atteso minimo di medio termine. Come sapete pensiamo che il minimo definitivo debba situarsi sui 2750 - 2800 punti. Dalla chiusura di venerdì a 2918 punti fino ai 2750 punti ci sono 168 punti. Una perdita del -5.78% in una manciata di sedute ci sembra troppo se non che si verifica un evento scatenante. Nei dati tecnici vediamo debolezza e una certa pressione di vendita ma nulla per giustificare un crollo repentino.
Il secondo aspetto da considerare riguarda le tendenze. Secondo le MM a 50 e 200 giorni la tendenza di fondo dell'S&P500 é debolmente al rialzo. I dati sul NYSE (38.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 45.95) suggeriscono invece che la tendenza dominante é al ribasso. Anche gli oscillatori ci dicono che finora la tendenza a medio termine é al ribasso almeno fino alla fine di settimana prossima. In seguito non é ancora chiaro se la borsa americana avrà la forza per ripartire al rialzo e in caso affermativo fino a dove. La nostra ipotesi di un ritorno fino a 2950 punti di S&P500 dipende molto da quello che succederà in America settimana prossima sia in termine di punti che strutturalmente. In ogni caso prima di comperare dovremmo osservare del panico con dati probabilmente peggiori di quelli rilevati lunedì scorso, 5 agosto, in occasione del minimo. A questo punto vale la pena ritornare in Europa. Qui le borse sono in una situazione tecnica decisamente peggiore. Gli indici sono lontanissimi dalle MM a 50 giorni e si trovano solo un 1% dai minimi di lunedì - il FTSE MIB ha già rotto al ribasso e venerdì ha chiuso su un nuovo minimo a 30 giorni e sulla MM a 200 giorni. Il settore bancario sembra sull'orlo di un baratro. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica é saldamente su sell. Se l'Europa nelle prossime settimane cadrà pesantemente riteniamo difficile che l'S&P500 possa risalire come se nulla fosse. La settimana prossima é probabilmente decisiva.
Ricordiamo che noi avevamo previsto (road map del 6-7 luglio) che l'S&P500 (2918 punti) dovesse distribuire sui 2950 fino a fine agosto. Tra settembre e metà ottobre doveva esserci una correzione (fino a -10%) o un ribasso (-10% fino a -20%). Forse questa fase di distribuzione si svolgerà diversamente da come ci eravamo immaginati. Forse l'S&P500, invece che oscillare sui 2950 punti, si stabilizzerà un centinaio di punti più in basso.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.26% a 3333 punti
DAX                         -1.50% a 11693 punti
SMI                          -0.55% a 9749 punti
FTSE MIB                  -3.43% a 20324 punti
S&P500                    -0.46% a 2918.65 punti
Nasdaq100               -0.60% a 7646 punti

Venerdì le borse europee, gravate dalla crisi politica italiana e da notizie negative provenienti dal fronte della guerra commerciale USA-Cina, hanno aperto in calo. Fino alle 10.00 hanno tentato un recupero. Dopo i venditori hanno preso il controllo delle operazioni e gli indici sono scesi praticamente fino a fine giornata. Eurostoxx50 (-1.23% a 3333 punti) e DAX (-1.28% a 11693 punti) si sono comportati in maniera simile. Ovviamente il FTSE MIB (-2.48% a 20324 punti) ha avuto maggiori perdite - negli scorsi mesi abbiamo sempre sconsigliato investimenti in Italia non tanto per aspetti tecnici ma per paura dell'instabilità politica e dell'ampiezza del debito pubblico. Questo rende i movimenti del FTSE MIB imprevedibili. L'SMI svizzero (-0.02% a 9749 punti) si é comportato bene grazie al peso nell'indice dei titoli difensivi dei settori alimentare e farmaceutico. L'SMI imita l'S&P500 - é vicino al massimo storico a 10091 punti e si trova tra la MM a 200 giorni e quella a 50 giorni entrambe in ascesa. Ci aspettiamo che questa correlazioni continui. Le RSI sono sui 36-37 punti - il rimbalzo ha aperto lo spazio verso il basso. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3346 punti. Nel dopo borsa é rimbalzato dimostrando ancora una volta la dipendenza dell'Europa dall'America - la differenza é che l'Europa mostra debolezza relativa e sul medio / lungo termine ha una performance peggiore. Sarà così anche nei prossimi mesi. Significa che si possono giocare i ribassi anche con gli indici europei. Sui rialzi invece bisogna essere più prudenti.

La seduta in America é stata moderatamente negativa. I venditori hanno prevalso ma non hanno dominato. L'S&P500 ha aperto in calo di 10 punti a 2928 punti. Dopo una breve impennata fino a 2935 punti l'indice é sceso costantemente fino alle 18.20 sul minimo giornaliero a 2901 punti. Con un colpo di reni l'S&P500 é tornato velocemente a 2927 punti e poi si é mosso in laterale per ore toccando un massimo a 2932 punti. Sul finale l'indice é ricaduto a 2918.65 punti (-0.66%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa poiché le vendite hanno toccato tutti i settori: A/D a 2000 su 5239, NH/NL a 333 su 640 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é risalita a 17.97 punti (+1.06), la CBOE Euity put/call ratio era a 0.68 e il Fear&Greed Index resta basso a 25 punti. Questa seduta offre possibiltà d'intepretazione sia positiva (difesa del supporto intermedio a 2900 punti, chiusura lontano dal minimo, calo modesto malgrado le premesse negative) che negativa (fine del rimbalzo tecnico, ritorno sotto la MM a 50 giorni, debolezza relativa del settore delle PMI, nessuna reazione positiva all'incremento dei tassi d'interesse con il reddito dell'USTBond decennale a 1.74% (+0.02)).
Per noi prevalgono gli aspetti negativi poiché gli oscillatori puntano ancora ad un minimo a medio termine verso la fine di settimana prossima.
A corto termine le borse sembrano ancora in una fase di correzione - potrebbero però scendere ancora di poco (-2%) malgrado che i nostri obiettivi siano più in basso. A medio termine bisogna comperare solo se alla fine della prossima settimana in America avremo eccesso di ribasso, ipervenduto e un pò di panico.

Osserviamo con interesse che l'EUR (EUR/USD a 1.12) non ha perso terreno malgrado la probabile caduta del governo italiano. Questo é un segnale di forza. Restiamo dell'opinione che per fine anno il cambio sarà più in alto di adesso.

Commento del 9 agosto

Con un'ottima seduta termina il rimbalzo in America - forse anche in Europa

Ieri secondo le previsioni doveva esserci la terza e forse ultima seduta di rimbalzo in America - avevamo stimato che l'S&P500 poteva risalire a 2914 punti (chiusura del gap di lunedì) o fino ai 2930 punti (MM a 50 giorni). È andata meglio di quanto avevamo ipotizzato. L'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero a 2938.09 punti (+1.88%) con un guadagno di 54 punti. Idealmente il rimbalzo é finito anche se spesso la seduta di venerdì completa il trend settimanale e di conseguenza ci eravamo immaginati che solo oggi dovesse verificarsi un massimo intermedio. Ora viene la parte più difficile poiché dopo questo rally la borsa dovrebbe avere ancora una fase di debolezza e scendere a testare i minimi di lunedì (S&P500 a 2822 punti). Lasciando brevemente da parte queste ampie oscillazioni conoscete la nostra opinione - fino a fine agosto l'S&P500 doveva assestarsi intorno ai 2950 punti. Quello che é successo finora sembra confermare questo scenario.

Mercoledì in Europa il rimbalzo era iniziato con poco slancio e motivazione. Ieri finalmente il vento si é levato - l'ipervenduto e l'eccesso di ribasso hanno risucchiato l'Eurostoxx50 (+1.98% a 3375 punti) verso l'alto e finalmente anche il settore bancario ha partecipato al movimento (SX7E +1.98% a 82.57 punti) grazie ad un aumento dei tassi d'interesse. Oggi in teoria dovrebbe esserci l'ultimo giorno del rimbalzo - vediamo però come si risolve il giorno di sfasamento rispetto all'America. Ci sono parecchi metodi per calcolare un obiettivo (FIbonacci, risalita fino alla MM a 50 giorni o fino ad una resistenza, massimo discendente sulla RSI) e praticamente a posteriori si può giustificare qualsiasi obiettivo. Se però come pensiamo questo é solo un rimbalzo, crediamo che il massimo intermedio debba essere sui 3400 punti - non manca molto.
Il DAX (+1.68% a 11845 punti) ha seguito l'Eurostoxx50. Mercoledì ci siamo lamentati del fiacco rimbalzo - avevamo però previsto una continuazione che ieri si é puntualmente concretizzata. L'esempio della borsa americana e un aumento dei tassi d'interesse (guarda, guarda...) ha motivato gli investitori all'acquisto. Il gap di lunedì é stato chiuso. La MM a 50 giorni (12219 punti) sembra però un obiettivo troppo ambizioso per un rimbalzo.
Anche in Italia le forze del rimbalzo tecnico hanno prevalso sui timori di una caduta del governo ed elezioni anticipate. Il FTSE MIB (+1.47% a 20841 punti) ha guadagnato 302 punti e ha chiuso sul massimo giornaliero ma ha ancora sottoperformato le altre borse europee. Oggi in teoria dovrebbe essere l'ultimo giorno del rimbalzo.
Con un giorno di ritardo anche in Svizzera é partito il rimbalzo tecnico. Il mancato guadagno di mercoledì si é sommato al guadagno di ieri per provocare un balzo dell'SMI (+2.28% a 9751 punti) di 217 punti al quale ha partecipato anche Novartis (+3.37%). In teoria il rimbalzo dovrebbe terminare oggi a ridosso della MM a 50 giorni (9847 punti). Il minimo di luglio (chiusura a 9762) costituisce una valida alternativa.
Le borse europee hanno approfittato del rialzo nella prima parte della seduta a Wall Street per chiudere sul massimo giornaliero. Si limitano però a seguire l'America. Vediamo come é finita la giornata negli Stati Uniti.
A Wall Street si é verificato un short covering rally. Molti hanno aspettato un ritracciamento per chiudere i short e sono infine stati obbligati a comperare nell'ultima ora di contrattazioni. La borsa americana ha di conseguenza chiuso sul massimo superando di poco gli obiettivi.
L'S&P500 ha aperto a 2900 punti e dopo una breve discesa a 2894 punti é ripartito al rialzo. Questo ha lasciato molti shortisti e molti potenziali rialzisti con un problema - la maggioranza si aspettava una discesa fino a 2890-2892 punti - molti ordini d'acquisto sono rimasti in sospeso. L'S&P500 é salito regolarmente fino alle 19.00 a 2932 punti - poi é oscillato fino alle 21.30 tra i 2926 ed i 2932 punti. A questo punto chi doveva comperare ha comperato - l'S&P500 si é impennato a 2938 punti e ha chiuso (+1.88% a 2938.09 punti). Il rally ha coinvolto tutto il listino compresa ovviamente la tecnologia (Nasdaq100 +2.29% a 7724 punti) ma anche DJT (+1.72%) e sopratutto Russell2000 (+2.10%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5805 su 1485, NH/NL a 426 su 433 e volume relativo a 1.05. La volatilitâ VIX é caduta a 16.91 punti (-2.58), la CBOE Equity put/call ratio era neutra a 0.62 e il Fear&Greed Index si é inspiegabilmente fermato a 25 punti. Secondo gli indicatori esistono buoni motivi sia per una continuazione del rialzo di corto termine che per una ripresa della correzione di medio termine. Noi favoriamo la seconda variante perché é la più frequente e tipica. Di conseguenza crediamo che settimana prossima l'S&P500 debba scendere a testare il minimo a 2822 punti o più in basso. in questo caso si potrebbe comperare. Non saremmo però stupiti se questa fase negativa venisse a mancare e l'S&P500 si limitasse ad oscillare fino a fine mese intorno alla MM a 50 giorni attualmente a 2933 punti e in ascesa.

Stamattina riappaiono sintomi di stress - i tassi d'interesse su USTB e Bund scendono, il prezzo dell'oro e del Bitcoin salgono, il future sull'S&P500 scende a 2926 punti (-14 punti). È ancora presto (07.40) per fare stime sull'apertura in Europa. Ieri sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva ancora 3366 punti - stimiamo che stamattina aprirà sui 3358 punti - le borse europee perderanno ad inizio giornata un -0.5%. Non crediamo che debbano scendere molto più in basso - non sembra però che vogliamo continuare il rimbalzo con una seduta positiva.
Per la cronaca il Nikkei sta guadagnando il +0.49% mentre Shanghai sta perdendo il -0.6%. Borse asiatiche miste e poco mosse - va bene così.
 
Commento dell'8 agosto

Secondo giorno di rimbalzo - obiettivo MM a 50 giorni e chiusura del gap - adesso segue anche l'Europa

Una premessa. L'S&P500 ha toccato un massimo storico il 26 luglio a 3028 punti. Ieri ha chiuso a 2884 punti (+0.08%) - ha corretto del -4.