Avviso a tutti i sottoscrittori

Il contenuto della zona clienti di questo sito é coperto dalla legge sui diritti d'autore italiana e svizzera. Può essere utilizzato liberamente a scopi personali ma non può essere riprodotto e pubblicato (in parte o totalmente) su altri mezzi d'informazione, blog o siti internet senza il permesso dell'autore.

Commento del 17-18 novembre

Rialzo debole e insufficiente per un nuovo massimo storico - tecnologia e social media out - consumi in

Settimana scorsa gli indici azionari hanno avuto una performance negativa. Le borse europee sono crollate lunedì, sono rimbalzate martedì e sono scivolate verso il basso per il resto della settimana. La borsa americana é scesa fino a mercoledì e ha avuto un key reversal day giovedì confermato dalla seduta positiva di venerdì. Dal minimo a 2603 punti del 29 ottobre l'S&P500 é risalito agli attuali 2736.27 punti (+0.22%) - é una plusvalenza di quasi il +4%. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo annuale il 26 ottobre a 3090 punti - venerdì ha chiuso a 3180 punti (-0.30%) - la differenza é un +2.9%. Questa debolezza relativa é una costante che riappare durante tutto l'anno accumulandosi - la performance 2018 dell'S&P500 é del +2.34% - l'Eurostoxx50 nel frattempo ha perso il -9.22%.
Rispetto a settimana scorsa la situazione tecnica generale é invariata. Fino all'inizio del 2019 la borsa americana dovrebbe salire. Sembra però, per ragioni strutturali, che l'S&P500 e il Nasdaq100 non riusciranno a salire su dei nuovi massimi storici. La tecnologia sta perdendo pezzi e le cadute dei leaders si susseguono- venerdì é stato il caso di NVidia (-18.76%). Sta avvenendo una rotazione tra settori - nella lista delle azioni che venerdì hanno toccato dei nuovi massimi a 90 giorni troviamo Comcast, Verizon, Merck, Coca Cola, Proctor&Gable, Pepsico e McDonalds per citare i nomi più famosi - connessioni internet, farmaceutica, alimentare, consumi di base. Tutta roba solida ma non cosi eccitante e volatile come la tecnologia - la differenza di Beta farà in maniera che questa gamba di rialzo sarà poco spettacolare e poco redditizia. Superare la fascia di resistenza a 2800-2810 punti sarà difficile. L'Europa ha troppi problemi. Crescita economica anemica e in calo, Brexit, incertezze politiche e tensioni all'interno dell'UE obbligano le borse ad una lenta discesa (tendenza di fondo ribassista) intercalata da brevi fasi positive inspirate dall'America. Tutti temono la fine del QE della BCE prevista per la fine dell'anno. Le valutazioni fondamentali sono decisamente più interessanti di quelle americane dove le azioni restano oscenamente care. È quindi possibile che nelle prossime settimane le borse europee possano comportarsi meglio dell'America. Questo non appare ancora a livello di analisi tecnica se non nella mancanza di pressione di vendita. Gli indici azionari europei scivolano verso il basso ma non sembrano a breve voler cadere decisamente più in basso a testare i minimi annuali. L'Eurostoxx50 (-0.30% a 3180 punti) sembra assicurato verso il basso dai 3150 punti mentre il DAX tedesco (-0.11% a 11341 punti) ha solido supporto a 11200 punti. La borsa italiana é un caso a parte - una caduta su un nuovo minimo annuale sotto gli 11'000 punti di FTSE MIB (-0.14% a 18878 punti) é solo una questione di tempo. Lo scontro tra governo e mercati finanziari potrebbe però a breve creare sorprese poiché l'Italia ha parecchie carte in suo favore da giocare (surplus primario, autofinanziamento del debito pubblico, bilancia commerciale attiva, contribuente netto dell'UE) e questo potrebbe per il momento obbligare l'UE ad un comportamento accomodante visto che c'é già il fronte Brexit aperto. Forse fino alle elezioni di maggio dell'anno prossimo l'EU eviterà uno scontro con uno dei suoi membri più importanti. Se gli speculatori si ritirano e lo spread scende il FTSE MIB, basato sui titoli bancari, potrebbe sorprendere in bene. L'attuale pessimo sentiment potrebe servire come trampolino di lancio per un sostanziale rimbalzo tecnico.
Riassumendo a corto si può stare long - le prospettive 2019 per i mercati finanziari sono però decisamente negative. Difficile dire quando la situazione peggiorerà ed iniziarà un ribasso anche in America. Noi speriamo non prima di gennaio del 2019 malgrado che questa fase di rialzo iniziata dai minimi di ottobre non sia convincente. L'S&P500 sul lungo termine é chiaramente toppish e il massimo storico del 21 settembre a 2941 punti potrebbe essere definitivo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.51% a 3180 punti
DAX                         -1.63% a 11341 punti
SMI                          -1.93% a 8907 punti
FTSE MIB                  -1.97% a 18878 punti
S&P500                    -1.61% a 2736.27 punti
Nasdaq100               -2.44% a 6867 punti

Giovedì l'Eurostoxx50 aveva terminato la giornata a 3190 punti. Venerdì ha ufficialmente chiuso a 3180 punti (-0.30%). Alle 22.00 sulla base del future valeva 3191 punti. La seduta di venerdì é stata di conseguenza neutra con un'oscillazione senza particolare significato. La serie di candele con minimo a massimo discendenti sui grafici ci preoccupa ma contemporaneamente la mancanza di momentum ha permesso alle Bollinger Bands di stringersi e risalire. Di conseguneze a breve gli indici dovrebbero trovare supporto e gentilmente risalire in scia all'America.

Venerdì le premesse per la seduta a Wall Street erano pessime. A causa dei pessimi risultati trimestrali di NVidia (-18.76%) l'S&P500 doveva perdere in apertura un -0.6% mentre la caduta iniziale del Nasdaq100 doveva essere intorno al -1.2%. Noi nei commenti delle 14.00 avevamo previsto un recupero (candela bianca) senza osare sperare apertamente in una seduta positiva. Invece l'S&P500 é riuscito a guadagnare ancora 6 punti (+0.22% a 2736.27 punti) confermando la validità del key reversal day di giovedì. L'S&P500 ha toccato sul massimo i 2746 punti senza ancora riuscire ad attaccare la resistenza a 2750-2760 punti. Il Nasdaq100 (-0.34% a 6867 punti) ha contenuto le perdite - di positivo notiamo il forte recupero dal minimo a 6797 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3971 su 3153, NH/NL a 323 su 430 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é caduta a 18.14 punti (-1.84). La CBOE Equity put/call ratio é rimasta alta a 0.74. Questo ci induce a credere che il rialzo settimana prossima deve continuare sopra i 2750 punti. Teniamo d'occhio i tassi d'interesse - il reddito dell'US Treaury Bond decennale é sceso a 3.08% e questo sostiene la borsa.
La tendenza di fondo della borsa americana é ancora negativa senza miglioramenti - il 25.2% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 41.22.
Giovedì prossimo l'America festeggia Thanksgiving (Festa del Rigraziamento) - la borsa é chiusa. Venerdì ci sarà una seduta raccorciata con pochi partecipanti. Settimana prossima avremo quindi solo 3 sedute normali - é probabile che non ci saranno sconvolgimenti. Le statistiche favoriscono una performance settimanale moderatamente positiva.

Commento del 16 novembre

Cauto rally - probabilmente deve continuare - lo spartiacque é a 2750 punti di S&P500 (+1.06% a 2730.20 punti)

Ieri le borse europee hanno avuto un'altra seduta moderamente negativa. Le perdite sono state modeste e gli indici hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri. Sui grafici sono però nuovamente apparse delle candele rosse con minimi e massimi discendenti a confermare che la correzione continua. Non possiamo che sperare nell'America per bloccare questa spirale negativa prima di un test dei minimi annuali. Ieri sera eravamo delusi.
L'Eurostoxx50 (-0.47% a 3190 punti) ha perso solo 15 punti e ha chiuso ben 25 punti sopra il minimo. Speravamo però di vedere una demostrazione di forza e una seduta positiva - invece l'Eurostoxx50 é scivolato sotto i 3200 punti e il settore delle banche (SX7E -1.05% a 97.59 punti) ha incassato una pesante perdita. Non crediamo che a breve l'Eurostoxx50 debba ricadere sui 3100 punti poiché mancano pressione di vendita e volumi. L'atteso rialzo però non si concretizza e quindi dovremo cercare alternative. Non saremo sorpresi di trovare l'Eurostoxx50 a fine anno a 3200 punti...
Speravamo che il DAX rimbalzasse (-0.52% a 11353 punti) - invece ha ancora perso 58 punti e ha toccato un nuovo minimo per questa correzione a 11255 punti - la candela sul grafico é rossa. Il bilancio é quindi negativo - il DAX non sembra voler e poter ripartire al rialzo. In fondo però nelle ultime tre sedute non é successo molto. Attendiamo la chiusura settimanale prima di abbandonare la previsione di una ripresa del rialzo. Oggi la situazione potrebbe ribaltarsi  e un veloce ritorno sopra i 11500 punti (massimo di ieri mattina!) ridarrebbe l'iniziativa ai rialzisti. Il future sul Bund é balzato a 160.82 (+0.42%) - é nuovamente a ridosso del massimo annuale - non dimenticatevi che il Bund é e resta il nostro miglior investimento del 2018 come assicurazione contro i ribassi delle borse. Rende poco (0.35%) ma ad inizio anno era a 156 punti. Il DAX da inizio anno perde invece il -12%.
Le borse europee sono scese, lo spread é salito e il FTSE MIB é caduto di altri 172 punti (-0.90% a 18905 punti). L'analisi tecnica condanna il FTSE MIB che continua a perdere terreno. Dopo il rally di ieri sera in America dobbiamo osservare la reazione odierna delle borse europee e del FTSE MIB prima di abbandonare definitivamente l'ipotesi del rialzo fino all'inizio dell'anno prossimo.
Il grafico del FTSE MIB é preoccupante e se oggi il FTSE MIB non reagisce la settimana terminerà con una perdita. A questo punto un test del minimo annuale sembrerebbe inevitabile.
 
Finalmente Wall Street ha reagito con una seduta di forte rialzo alla situazione di eccesso di speculazione al ribasso segnalata dal mercato delle opzioni. Il rally é stato laborioso. L'S&P500 é dovuto ancora scendere fino a 2670 punti (alle 16.35) prima di risalire la china. A fine giornata però il risultato é stato spettacolare e corrisponde ad un key reversal day. L'S&P500 ha recuperato 65 punti dal minimo e ha chiuso a ridosso del massimo giornaliero (2735 punti) a 2730.20 punti (+1.06%) e con volumi di titoli trattati in aumento (volume relativo a 1.1). Secondo le migliori tradizioni la riscossa é stata trascinata dalla tecnologia (Nasdaq100 +1.78% a 6890 punti) ma praticamente tutti i settori con l'eccezione delle utilities (a causa dei danni causati dagli incendi in California) hanno partecipato al movimento. Il prezzo del petrolio é salito ed i tassi d'interesse sono calati - una combinazione ideale per la borsa.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4746 su 2455, NH/NL a 205 su 653. La volatilità VIX é scesa a 19.98 punti (-1.27) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta alta a 0.73. Quest'ultimo dato é sorprendente. Significa che i traders restano cauti e non si sono buttati al rialzo. Questo comportamento aumenta le probabilità che questo rally della borsa non sia solo un rimbalzo tecnico ma possa trasformarsi in un rialzo sostenibile. Una decisiva resistenza é a 2750-2760 punti di S&P500 ed é molto importante. Se viene superata i ribassisti getteranno la spugna e l'indice verrà risucchiato verso l'alto.

Stamattina i mercati finanziari affrontano la giornata con circospezione. Il Nikkei ha perso il -0.53, Shanghai guadagna il +0.4%. Ieri sera dopo la chiusura a Wall Street NVidia (leader tecnologico delle carte grafiche e dei processori per minare bitcoins) ha presentato risultati trimestrali deludenti. Il future sull'S&P500 reagisce con un calo di 6 punti a 2728 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3205 punti - le borse europee apriranno con plusvalenze intorno al +0.4%. Speriamo che stasera l'S&P500 riesca a concludere la seduta con un guadagno - basterebbero pochi punti - il resto delle borse seguirà.

Commento del 15 novembre

La borsa americana dovrebbe salire - invece l'S&P500 saltella sui 2700 punti e la correzione continua - perché?

La correzione in America doveva essere minore ed intermedia. Questo voleva dire che in linea di massima l'S&P500 (-0.76% a 2701.58 punti) doveva scendere per tre sedute fino ad un obiettivo a 2755 punti. Invece il calo dura ormai da cinque sedute e ieri l'indice ha brevementre bucato il supporto a 2700 punti (minimo giornaliero a 2686 punti) e ha chiuso poco sopra con un'altra perdita di 20 punti. Ovviamente il mercato non può sempre muoversi in maniera ideale e secondo le regole. Bastano poche notizie contrarie per estendere un movimento o prolungare una correzione. In fondo l'S&P500 si trova ancora quasi 100 punti sopra il minimo del 29 ottobre a 2603 punti. Però adesso non esistono più margini d'errore. Nel passato, quando la tendenza di fondo era al rialzo, sempre una costellazione tecnica come quella odierna ha provocato un rally che poteva essere un rimbalzo tecnico o la ripresa del rialzo. Se non succede nulla significa che sta cambiando qualcosa a livello di trend. Prima però di esaminare questa variante e le sue conseguenze aspettiamo di vedere cosa succede oggi. Ieri sera i dati sul sentiment hanno mostrato pessimismo (VIX a 21.25 punti, +1.23%) ed eccesso di speculazione al ribasso (CBOE Equity put/call ratio a 0.81). La p/c ratio era a 0.80 già venerdì e dopo due letture abbastanza alte (0.73, 0.70) ieri ha nuovamente superato i 0.80, valore che normalmente scatena un rally da copertura di eccesso di ribasso. Dai 2700 punti di S&P500 il rialzo deve riprendere - in caso contrario lo scenario di una fase positiva fino all'inizio del 2019 deve essere seriamente messa in discussione.

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta moderatamente negativa. L'alternanza di sedute positive e negative si sussegue. Ieri gli indici sono dapprima scesi. Poi hanno recuperato e a metà giornata erano in positivo. Nel pomeriggio la debole apertura a Wall Street ha imposto una chiusura negativa e al centro del range giornaliero. Formalmente si é trattato di una seduta in trading range senza nuovi segnali tecnici. L'Eurostoxx50 (-0.60% a 3205 punti) ha chiuso poco sopra i 3200 punti. Speriamo che l'Eurostoxx50 riparta da questo livello al rialzo. Quando però un indice rimane troppo tempo sul supporto e i rimbalzi diventano sempre più deboli e sono delle occasioni per vendere c'é qualcosa che non va. Se dall'America non arrivano segnali positivi é probabile che ci sarà una rottura al ribasso. Il cambio EUR/USD (1.1340) é tornato sopra gli 1.13. In linea di massima questo é un segnale costruttivo.
Il DAX (-0.52% a 11412 punti) ha chiuso in mezzo al range giornaliero e sul livello d'apertura. Considerando che l'economia tedesca a sorpresa nel terzo trimestre del 2018 si é contratta del -0.2% e l'S&P500 é di nuovo in rosso ieri la borsa tedesca ha retto abbastanza bene. Il grafico però preoccupa e l'impressione é che il DAX sta nuovamente ruotando verso il basso. Se l'America non riparte al rialzo il DAX a breve deve ricadere a 11200 punti. Da li ad un test del minimo annuale a 11051 punti il passo é breve. Restiamo cautamente costruttivi ma invitiamo alla prudenza.
L'alternanza tra sedute positive e negative é continuata anche in Italia. Lo spread sui titoli di Stato lievitare e supera decisamente i 300 bsp - le perdite del FTSE MIB (-0.78% a 19077 punti) sono però relativamente modeste. In verità il FTSE MIB non riesce a staccarsi di molto dal minimo annuale e dai 18500 punti. Se come speriamo non comincia a salire da oggi é probabile che torni a breve a testare il minimo annuale. In fondo l'analisi tecnica é semplice - se quando le premesse sono favorevoli un indice non sale, alla successiva ondata negativa non può che cadere sul precedente minimo. Considerando le politiche economiche di questo governo é probabile che il risultato sarà un nuovo minimo annuale. La sfida all'UE e la difesa della sovranità italiana sul budget rischiano di costare caro. Nel frattempo Matteo Salvini canta Albachiara (cavolo!).

La seduta a Wall Street é stata volatile e contraddistinta da un energico test del supporto a 2700 punti. L'S&P500 ha aperto in positivo a 2744 punti. Subito però i ribassisti si sono imposti e hanno dominato fino alle 20.00 quando l'indice ha toccato un minimo a 2686 punti. In seguito c'é stato un rimbalzo fino ai 2700 punti. Dopo una pausa di mezz'ora l'indice si é impennato fino ai 2720 punti. Sul finale é tornato a 2701.58 punti (-0.76%). La tecnologia ha seguito (Nasdaq100 -0.89% a 6769 punti) mentre un segnale positivo é venuto dal settore dei trasporti (DJT +0.22%). Il prezzo del petrolio é rimbalzato solo di 1 USD e non ha fornito impulsi al mercato. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2599 su 4593, NH/NL a 268 su 724 e volume relativo a 1.1. Non abbiamo indicatori in posizioni estreme in grado di fornire segnali particolari. Solo il sentiment, pessimo, suggerisce l'imminenza di un rimbalzo tecnico.

Ieri sono crollate le criptovalute - il bitcoin ha perso il -12%, ha abbandonato il supporto a 6000 USD e si trova stamattina sui 5700 USD. Le altre maggiori valute hanno perso tra il -10% ed il -16%. Non seguiamo da vicino questo mercato e non conosciamo le ragioni di questo improvviso cedimento. Non é però un segnale incoraggiante per i mercati finanziari.

Stamattina si profila un recupero. Il Nikkei ha marciato sul posto (-0.14%) mentre Shanghai sta salendo del +1.3%. Il future sull'S&P500 é a 2710 punti (+12 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3222 punti (+17 punti). Le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.5%. Speriamo che questa volta riescano a incrementare questa plusvalenza invece che sgonfiarsi come é successo nelle ultime sedute. Siamo stufi di candele rosse sui grafici. Se succedesse anche oggi il rialzo come tendenza di fondo é a rischio.

Commento del 14 novembre

I rialzisti sono diventati più prudenti - avremo un rialzo più lento ma più solido

Ieri in Europa c'é stata una seduta positiva - gli indici azionari hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri con guadagni di circa l'1%. Formalmente si é però trattato di una seduta in trading range che non ha totalmente compensato le perdite di lunedì. Potrebbe essere un rimbalzo tecnico, come suggeriscono i dati sulla partecipazione, o la ripresa del rialzo in scia all'America.
Come speravamo l'Eurostoxx50 (+0.96% a 3224 punti) ha difeso i 3200 punti e ha avuto una seduta decisamente positiva. Non é però ancora chiaro e tecnicamente confermato che sta riprendendo il rialzo - formalmente la seduta é stata in trading range e secondo la partecipazione sembra piuttosto un rimbalzo tecnico. Fino a quando però l'indice resta sopra i 3200 punti (per l'esattezza il supporto é a 3194 punti) é più probabile che l'Eurostoxx50 salga insieme all'America piuttosto che scenda a testare il minimo annuale a 3090 punti.
Il cambio EUR/USD risale stamattina a 1.1295. Se torna sopra gli 1.13 la rottura del supporto potrebbe essere stata un falso segnale. In questo caso anche il rialzo della borsa potrebbe poggiare su basi più solide.
Il DAX (+1.30% a 11472 punti) e FTSE MIB (+0.90% a 19226 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50. Si sono mossi nel range della seduta di lunedì e l'esito finale positivo é molto una conseguenza del buon inizio di seduta a Wall Street. Sappiamo che stamattina parte di questi guadagni spariranno nuovamente e quindi evitiamo analisi approfondite di questa seduta.

Ieri pensavamo che anche a Wall Street ci sarebbe stato per lo meno un rimbalzo. Invece l'S&P500 (-0.15% a 2722.18 punt) ci ha deluso. Avevamo previsto che i ribassisti avrebbero avuto ancora qualcosa da dire e pensavamo che i minimi di lunedì sarebbero stati ritestati con nuovi minimi marginali. Dopo però doveva esserci un forte rimbalzo ed invece il mercato si é unicamente adagiato sui minimi. In fondo questo non é un male. Nelle scorse settimane agli ipervenduti e agli eccessi era sempre seguito un rally provocato da speculatori long. Questi traders non sono il tipo di investitori che provocano un solido e sostenibile rialzo - si ritirano al primo segnale di pericolo. Ora gli speculatori sembrano essere più prudenti - di conseguenza nel futuro la volatilità provocata dalla veloce entrata e uscita di questi attori dal mercato dovrebbe venire a mancare. Il rialzo dovrebbe diventare più lento e più solido. Ieri il prezzo del petrolio (WTI) ha avuto un ultimo crollo a 55.69 USD/barile (-4.24 USD) - questo tuffo sembra un esaurimento del ribasso iniziato ad ottobre dal massimo a 76.90 USD!  Ieri l'ETF Energy ha reagito con una perdita del -2.30% che ha condizionato negativamente la seduta. Ora finalmente questo effetto dovrebbe sparire. Dai 2700+ punti il rialzo dell'S&P500 dovrebbe a breve ricominciare.
L'S&P500 ha aperto a 2736 punti e dopo una breve esitazione é sceso alle 16.30 fino a 2724 punti (il minimo di lunedì era a 2722 punti). Dopo é risalito fino a metà seduta a 2754 punti. I ribassisti hanno ancora tentato un affondo e fino alle 21.30 hanno dominato schiacciando l'S&P500 fino ai 2715 punti. Sul finale l'S&P500 si é risollevato e ha chiuso a 2722.18 punti (-0.15%). Il Nasdaq100 (+0.03% a 6830 punti) é andato meglio ma di poco. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3387 su 3773, NH/NL a 254 su 632 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 20.02 punti (-0.43) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.70.
Tecnicamente la situazione non é cambiata rispetto a lunedì. La seduta di ieri sembra un consolidamento prima della ripresa del rialzo. I supporti sono a 2700 punti di S&P500 e 6800 punti di Nasdaq100 - da qui deve riprendere il rialzo. Questa ipotesi verrebbe messa in discussione solo se i supporti venissero inaspettatamente rotti. Il settore 2750-2760 punti é importante - se venisse superato al rialzo é probabile che i ribassisti gettino la spugna e gli analisti tecnici diano degli ulteriori segnali d'acquisto.

Stamattina i mercati sembrano incerti e fragili. Il Nikkei ha marciato sul posto (+0.16%) mentre Shanghai é in calo (-0.8%). Il future sull'S&P500, che alle 07.30 era ancora in pari, scende adesso (08.30) di 5 punti a 2722 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3200 punti - le borse europee apriranno con perdite indicative del -0.7%. Non crediamo che oggi debbano scendere più in basso. L'S&P500 potrebbe anche decidere di continuare a consolidare sui 2720 punti. Non vediamo però ragioni per una caduta sotto il supporto a 2700 punti.
Tassi d'interesse e cambi sono stabili. I deboli dati sul PIL tedesco (-0.2% nel terzo trimestre 2018) sono conosciuti e sembra che oggi possa essere firmato un accordo sulla Brexit tra Gran Bretagna e UE. Solo gli italiani "non fanno giudizio" e non cedono alle pressioni dell'UE per rivedere il budget per l'anno prossimo.

Commento del 13 novembre

Ancora una seduta negativa era possibile - questo (S&P500 -1.97% a 2726 punti) però fa male

Le borse avevano cominciato a correggere giovedì scorso. Doveva essere una correzione minore o intermedia della durata ideale di tre sedute. In teoria quindi anche ieri gli indici azionari potevano scendere. Lunedì non c'é però stata una semplice seduta negativa. Sia in Europa che in America le perdite sono state da sensibili (Eurostoxx50 -1.10% a 3194 punti) a pesanti (S&P500 -1.97% a 2726.22 punti). La tecnologia ha avuto un crollo - non solo in America (Nasdaq100 -2.98% a 6829 punti), anche in Europa (SAP -5.64%, Infineon -7.83%, STMicroeletronics -6.43%). Noi avevamo previsto una discesa dell'S&P500 al massimo fino ai 2755 punti - questo obiettivo é stato ampiamente superato con un minimo giornaliero a 2722 punti. Cosa sta succedendo? Per il momento non vediamo una ragione particolare per cambiare la nostra road map - la borsa americana dovrebbe ieri aver concluso la sua correzione e dovrebbe oggi riprendere il rialzo. Il prezzo del petrolio (WTI 59.19 USD/barile) é ancora sceso a causa di una dichiarazione di Donald Trump che prevede prezzi in ulteriore calo. Noi invece pensiamo che a breve ci sia un eccesso di ribasso e di pessimismo - crediamo che la prossima spinta di rialzo della borsa americana avrà come protagonista il settore dell'energia. Nell'analisi del fine settimana avevamo previsto che la fine della correzione era imminente poiché il CBOE Equity put/call ratio era salito a 0.80 - ieri questo rapporto é rimasto alto a 0.73. Il put/call ratio degli ETF é balzato addirittura a 2.13. Di conseguenza siamo convinti che la borsa americana stia solo correggendo - in teoria dovrebbe ricominciare a salire già oggi come suggerisce il future che si trova stamattina a 2735 punti (+7 punti). Ovviamente non ne siamo sicuri ma ci sono alcuni sintomi che stamattina possono aiutarci. Le borse europee dovrebbero dare inizio al recupero ed il cambio EUR/USD dovrebbe ricominciare a salire dagli attuali 1.1240. L'Eurostoxx50 (3194 punti) dovrebe stabilizzarsi sui 3200 punti - se invece stamattina i venditori riprendono l'iniziativa e questo indice scende decisamente più in basso c'é un problema.

Ieri le borse europee hanno aperto in guadagno ma subito hanno cominciato a scendere. Il calo é stato regolare durante tutta la giornata. La debole apertura in America ha provocato una chiusura in Europa sui minimi giornalieri. Le perdite si sono assestate intorno al -1%. Solo il DAX (-1.77% a 11325 punti) ha perso decisamente di più a causa del crollo dei suoi due leaders tecnologici. Per una volta il FTSE MIB (-1.05% a 19055 punti) ha fatto meglio. Lo spread é salito e le banche italiane sotto la guida del governo sono corse ere a salvare Banca Carige. Malgrado queste notizie negative il FTSE MIB ha perso "solo" 202 punti in quello che dovrebbe essere stato il terzo e ultimo giorno della correzione.
Questa seduta negativa in Europa non cambia i parametri dell'analisi tecnica. Il quadro generale é negativo come abbiamo ancora spiegata nell'analisi del fine settimana. Se però come pensiamo l'America riparte al rialzo anche l'Europa in scia e a fatica deve seguire.

La seduta a Wall Street é stata decisamente negativa. Sembra che gli investitori retail hanno nuovamente venduto i grandi nomi della tecnologia (Apple -5.04%, Amazon -4.41%) spaventati dalle moderate prospettive di crescita. Goldman Sachs (-7.46%) é stata travolta dalle ripercussioni della scandalo del fondo malese 1MDB - questo ha depresso il settore bancario. Da ultimo ha fatto notizia il crollo dell'icona General Electric (-6.88%) su un nuovo minimo decennale - il colosso industriale americano é in una crisi esistenziale.
L'S&P500 ha aperto a 2776 punti e per le 17.30 é caduto a 2733 punti. Poi per ore é oscillato in laterale sopra questo livello toccando un massimo a 2750 punti. Sul finale si é tuffato fino a 2722 punti e ha chiuso a 2726.22 punti (-1.97%). Ora c'é un forte supporto a 2700 punti. Non dovrebbe essere attaccato - se invece oggi viene avvicinato dovrebbe reggere e rispedire l'indice al rialzo. Una rottura al ribasso é improbabile ma non impossibile visto che spesso i minimi (2603 punti del 29 ottobre) vengono ritestati - é però decisamente troppo presto per un test di questo tipo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1575 su 5645, NH/NL a 336 su 577 e volume relativo a 1.0. I dati sulla partecipazione non mostrano nulla di particolare. I volumi di titoli trattati non sono aumentati e questo parla in favore della tesi della correzione minore. La volatilità VIX é volata a 20.45 punti (+3.09).

Stamattina il Nikkei perde il -2.11% - Shanghai sta invece guadagnando il +1%. Sono le 08.50 e il future sull'S&P500 é nel frattempo salito a 2741 punti (+13 punti) - come speravano si deliena una reazione positiva. L'Eurostoxx50 vale ora 3206 punti (+12 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Idealmente dovrebbe esserci all'inizio un ritracciamento. Poi nel corso della giornata gli indici dovrebbero lentamente risalire e chiudere con moderati guadagni e poco sopra i valori d'apertura. Un rally inatteso sarebbe un cattivo segno - favorirebbe l'ipotesi del rimbalzo tecnico e non della ripresa del rialzo. Vediamo...

Aggiornamento del 12 novembre

Nel terzo trimestre del 2018 la BNS ha venduto azioni americane

Da anni la Banca Nazionale Svizzera stampa Franchi Svizzeri e li vende in cambio di USD e EUR per evitare una eccessiva rivalutazione del CHF. Le divise estere vengono poi investite in obbligazioni e in azioni. A fine ottobre le riserve sono aumentate a 753 Mia di CHF di cui circa il 21% é investito in azioni. In questa maniera la BNS detiene circa 158 Mia di CHF in azioni estere con un capitale creato dal nulla. Una pazzia. Lasciando brevemente da parte questo aspetto di politica monetaria, gli ultimi rapporti che la BNS deve obbligatoriamente fornire alla SEC mostrano che la banca nel terzo trimestre 2018 ha venduto azioni per 7 Mia di USD e ha cominciato a ridurre l'esposizione sul mercato azionario americano. Un segnale che il bull market potrebbe essere alla fine ? Possibile visto che questo comportamento "contrarian" non trova altra giustificazione considerando che la BNS continua ad aumentare gli investimenti in divise estere.

Stamattina il prezzo del petrolio balza a 60.94 USD (+0.65 USD) grazie alla decisione dell'Arabia Saudita di ridurre gradualmente la produzione. Il future sull'S&P500 sale a 2788 punti (+9 punti) mentre il cambio EUR/USD (1.1280) cade sotto la barriera di 1.13.
Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei é fermo (+0.09%) mentre Shanghai sta guadagnando il +1.2%.
L'Eurostoxx50 vale ora 3240 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. La settimana inizia con un'intonazione positiva - dovrebbe rimanere fino a venerdì ma non aspettatevi troppo. Questa settimana sono previsti numerosi dati economici che dovrebbero mostrare un rallentamento della crescita economica e contemporaneamente un lieve aumento del rischio d'inflazione. I numerosi interventi di banchieri centrali dovrebbero confermare il momento di incertezza causata dal passaggio da una politica monetaria estremamente espansiva ad una più neutra e normale. In questo contesto é difficile che gli investitori si lascino trascinare dall'entusiasmo e che ci siano forti acquisti e un sostanziale rialzo.

Commento del 10-11 novembre

Non é il momento del "buy and hold" - bisogna tenere d'occhio la porta d'uscita

La cattiva notizia é che venerdì l'S&P500 ha avuto una seduta decisamente negativa. È caduto fino ad un minimo a 2764 punti ed é poi risalito per chiudere a 2781.01 punti (-0.92%) con una perdita di 26 punti. La buona notizia é che la correzione minore potrebbe già essere finita. Doveva durare al massimo tre giorni e far scendere l'S&P500 a 2774 o 2755 punti. Finora ci sono state due sedute negative e il centro della zona obiettivo é stato raggiunto. Settimana prossima potrebbe ancora esserci una moderata spinta di ribasso ma poi il rialzo di medio termine dovrebbe riprendere trascinato dal settore energia - il petrolio (WTI a 59.87 USD/barile) é decisamente ipervenduto e serpeggia il pessimismo - un forte rimbalzo tecnico é imminente. Fino all'inizio dell'anno prossimo i cicli suggeriscono che la borsa americana dovrebbe restare impostata al rialzo - non sappiamo come si svolgerà questa fase nel dettaglio poiché sulla base di esempi del passato ci sono parecchie varianti. La prima é che il minimo di ottobre a 2603 punti venga ritestato - in questo caso tra fine novembre e metà dicembre l'S&P500 potrebbe ricadere sui 2650 punti per poi risalire fino all'inizio di gennaio 2019 - in questo caso é improbabile che l'S&P500 possa salire sopra i 2900 punti. Una variante potrebbe essere che il test del minimo viene a mancare e il rialzo continua in maniera piuttosto regolare intercalato da correzioni intermedie - l'S&P500 dovrebbe tentare di migliorare il massimo storico a 2941 punti. La variante ottimista é che il bull market debba finire con una accelerazione di tipo esaustivo con un nuovo massimo storico che potrebbe situarsi sui 3000 punti. Non sappiamo quale percorso sceglierà l'S&P500 - i dettagli li potremo definire solo strada facendo. L'importante é sapere che fino all'inizio dell'anno prossimo si può restare long o investiti. Senza gravi incidenti imprevisti la tendenza fondo della borsa americana resterà al rialzo. Il trend a lungo termine si sta però decisamente indebolendo e gli indicatori si stanno deteriorando. Esiste una forte probabilità che il bull market stia finendo e quella attuale potrebbe essere l'ultima sostanziale gamba di rialzo. Non crediamo che in seguito l'S&P500 debba subito cadere - non vediamo un concreto rischio di crash. Non bisogna però comperare azioni ora pensando di tenerle per anni nel portafoglio e ottenere delle buone performance. A lungo termine il potenziale di rialzo é modesto mentre il rischio di ribasso é alto ed in aumento a causa delle altissime valutazioni fondamentali che spesso definiamo come oscene. Quest'anno i prezzi delle azioni americane sono ancora aumentati (S&P500 performance 2018 +4.02%) per mancanza di alternative e a causa dei buy back delle imprese effettuati con la liquidità riimpatriata dall'estero grazie alla riforma fiscale di Donald Trump. Questi effetti stanno però sparendo - i tassi d'interesse stanno aumentando e le obbligazioni in USD cominciano a costituire una valida alternativa alle azioni. Dopo 9 anni di crescita é giunto il momento che il ciclo economico giunga alla sua fine naturale. Questo dovrebbe per lo meno provocare un ridimensionamente delle valutazioni azionarie - se volete chiamatelo bear market.
La situazione in Europa é diversa - é peggio sia economicamente che tecnicamente. In Europa si sta già delieneando una sensibile rallentamento nella crescita economica - la BCE abbandonerà alla fine dell'anno la politica monetaria estremamente espansiva costituita da tassi d'interesse vicini allo 0% e acquisti regolari di Titoli di Stato (QE). Questa é una combinazione velenosa per le borse e se ne vedono già le conseguenze - l'Eurostoxx50 ha perso da inizio anno il -7.83% e praticamente tutte le borse europee sono in rosso. La tendenza di fondo delle borse europee é al ribasso con indici ancora sotto le MM a 50 e 200 giorni in calo. Da qui arriva la nostra reticenza nell'aprire posizioni long per il portafoglio. La correlazione tra Europa ed America dovrebbe permettere a Eurostoxx50 e colleghi di salire ma difficilmente potranno recuperare il terreno perso. È invece probabile che la sottoperformance causata dalla debolezza relativa continui. Un ribasso é improbabile ma é possibile che l'S&P500 fino a gennaio 2019 salga del +4% mentre le borse europe saranno solo di poco più in alto dei livelli attuali. Malgrado che parliamo insistentemente di rialzo i nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica che usiamo per il trading a medio termine su Eurostoxx50 e DAX sono ancora decisamente sotto i 50 punti e di conseguenza su sell.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.47% a 3229 punti
DAX                         +0.09% a 11529 punti
SMI                          +0.98% a 9074 punti
FTSE MIB                  -0.68% a 19258 punti
S&P500                    +2.13% a 2781.01 punti
Nasdaq100               +1.06% a 7039 punti

Venerdì le borse europee sono sceso fino a metà giornata e poi hanno recuperato. A fine giornata il risultato é stato una seduta neutra che da un punto di vista tecnico non ci ha detto molti di nuovo - l'Eurostoxx50 é sceso a 3229 punti (-0.25%) mentre il DAX é salito a 11529 punti (-0.25%). Mercoledì fà vi avevamo promesso una risposta al quesito se il FTSE MIB (-0.88% a 19258 punti) poteva salire fino ai 20500 punti. Giovedì abbiamo preferito attendere la chiusura settimanale. Anche adesso non possiamo fornire un parere chiaro basato sull'analisi tecnica. Ci rendiamo conto che politica e spread sono importanti per definire le oscillazioni a breve della borsa italiana specialmente nella loro ampiezza. Siamo convinti che nelle prossime settimane il FTSE MIB debba salire come le altre borse europee - probabilmente ci sarà una certa sottoperformance provocata dalla debolezza relativa dell'Europa rispetto all'America. Quanto può salire il FTSE MIB dipenderà però dallo sviluppo del litigio tra Roma e Bruxelles relativo al debito pubblico. Temiamo che il conflitto non porti benefici all'Italia e preferiremmo il dialogo - probabilmente anche la borsa non apprezza il confronto duro scelto da Salvini e Di Maio anche nell'ottica degli ultimi indicatori economici che mostrano una brusca frenata nella crescita economica. Favorire la crescita attraverso l'espansione della spesa pubblica come intende fare il governo di Giuseppe Conte é in certi casi una formula vincente - distribuire soldi a pensionati e disoccupati non é però il miglior sistema - ci vorrebbero investimenti in opere pubbliche, ricerca ed istruzione. L'attuale governo invece non riesce neanche a ricostruire il ponte Morandi entro la fine del 2019. Non si può solo e sempre dare la colpa alla Germania e a Bruxelles per tutto quello che non funziona in Italia.

La seduta a Wall Street é stata decisamente negativa ma gli indici azionari hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri e non vediamo emergere una particolare pressione di vendita (volume relativo a 1.1 e NH/NL a 400 su 471). Il mercato si comporta come le previsioni - sta svolgendo una correzione minore ed intermedia all'interno di una fase di rialzo a medio termine.
L'S&P500 ha aperto a 2793 punti e ad ondate é sceso fino alle 20.20 su un minimo a 2764 punti. Poi é risalito a 2787 punti e ha chiuso a 2781 punti. Ha perso 26 punti ma é risalito 17 punti dal minimo - guarda caso la MM a 200 giorni scorre a .... 2763 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1832 su 5342. La tecnologia si é mossa di più come succede spesso in questo periodo - il Nasdaq100 ha perso il -1.67% a 7039 punti (minimo a 6983 punti). Gli obiettivi della correzione erano a 7070 o 6930 punti.
Nei dati sul sentiment notiamo un interessante eccesso - la volatilità VIX é salita a 17.36 punti (+0.64) mentre la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.80. Sapete che valori sui 0.80 o più alti rappresentano a breve un eccesso di speculazione al ribasso. Spesso segue un rally.
La tendenza di fondo della borsa americana é ancora debole con solo il 25.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent sul NYSE a 43.39. Finalmente notiamo un netto miglioramento nell'analisi dei COT - i Commercials hanno sensibilmente ridotto le posizioni short e questo é un segnale positivo per le prossime settimane.
Tradizionalmente il periodo di fine anno fino alle prima decade di gennaio é positivo e anche quest'anno questa regola dovrebbe venire rispettata. I traders guadagneranno soldi con posizioni long. Gli investitori dovrebbero invece usare questo periodo favorevole per ripulire i portafogli da titoli tecnicamente deboli e fragili e lentamente diminuire l'esposizione azionaria. Tempi difficili si avvicinano.

Commento del 9 novembre

La correzione minore é iniziata


Ieri mattina le borse europee hanno aperto in guadagno e sono riuscite a salire ancora per una quarantina di minuti. Poi lentamente si sono sgonfiate - hanno avuto un cedimento dopo le 16.00 e hanno infine chiuso con moderate perdite. L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 3263 punti e ha chiuso a 3237 punti (-0.26%). Come previsto l'America ha iniziato una correzione intermedia e minore e le borse europee si sono adattate. Non c'é molto da dire. Anche in Europa la tendenza é al rialzo - nel breve termine gli indici azionari seguono i ritmi dettati dagli Stati Uniti. C'é però una differenza importante tra Europa ed America - in Europa la tendenza di fondo é al ribasso con i maggiori indici costantemente sotto le MM a 50 e 200 giorni in calo. In America invece la tendenza di fondo é ancora al rialzo e l'S&P500 ha nuovamente superato con il balzo di mercoledì la MM a 200 giorni che appare in leggero calo ma é ancora neutra. In questa fase di rialzo che dovrebbe durare fino all'inizio del 2019 l'America é quindi favorita. Le borse europee dovrebbero sottoperformare e per saldo potrebbero non salire di molto. Il conflitto tra Roma e Bruxelles si é assopito ma cova sotto le ceneri. Molti si domandano quale sarà il ruolo della BCE una volta che terminerà il QE a fine anno. Se la BCE permetterà un aumento dei tassi d'interesse il debito pubblico per molti Paesi diventerà col tempo insopportabile poiché mangerà una fetta considerevole ed eccessiva delle entrate fiscali annuali. Il debito dell'Italia é rifinanziabile ma lentamente assorbirà in un vortice una fetta considerevole dei risparmi impedendo investimenti, consumi e di riflesso crescita economica.
Ieri gli altri indici azionari europei che seguiamo si sono comportati come l'Eurostoxx50 - le perdite di DAX (-0.45% a 11527 punti) e FTSE MIB (-0.57% a 19429 punti) sono state più ampie ma non in maniera rilevante e sostanziale. L'SMI svizzero (+0.49% a 9095 punti) continua invece la sua corsa solitaria grazie alla sua particolare composizione. Molta farmaceutica ed alimentare, poca industria ciclica come auto che stanno frenando l'Europa. L'SMI si trova sopra le MM a 50 e 200 giorni tendenzialmente piatte. Malgrado la sua forza relativa dovrebbe anche lui correggere a partire al più tardi dalla resistenza a 9200 punti. 

La seduta a New York ha seguito il copione. L'S&P500 ha aperto in calo a 2804 punti ma a metà seduta é ancora riuscito ad issarsi a 2815 punti eguagliando il massimo di mercoledì. Poi é iniziata l'attesa correzione intermedia. L'indice é sceso ed ha avuto un tuffo fino ai 2795 punti al termine della seduta della FED (20.00). Sul finale ha recuperato fino ai 2806.84 punti (-0.25%). Questa chiusura decisamente sopra il minimo giornaliero mostra il carattere decisamente "mordido" di questa correzione che non dovrebbe fare danni al trend. Come spiegato nel commento di ieri sull'S&P500 gli obiettivi della correzione sono a 2774 punti o 2755 punti. Poi il rialzo, nel corso di settimana prossima, dovrebbe riprendere. Sembra che il Nasdaq100 (-0.62% a 7158 punti) voglia seguire le oscillazioni dell'S&P500 senza prima raggiungere il suo obiettivo della seconda spinta di rialzo a 7300 punti. Detto semplicemente anche il Nasdaq100 sta già correggendo con obiettivi a 7070 o 6930 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2917 su 4240, NH/NL a 672 su 289 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita di poco a 16.72 punti (+0.36) e la CBOE Equity put/call ratio si é assestata su un normale 0.64. In linea di massimo ci aspettiamo ora due o tre sedute come quella di ieri.

Stamattina le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei perde il -1.05% - Shanghai é in calo del -1.4%. Il future sull'S&P500 alle 0730 era a 2806 punti - ora (08.30) e ulteriormente calato a 2801 punti (-8 punti). Sembra che gli europei sono venditori. Questo si riflette sul valore d'apertura dell'Eurostoxx50 che sarà sui 3220 punti (-17 punti). Le premesse sono per una seduta moderatamente negativa. Non vediamo ragioni per ulteriori vendite e forti perdite.

Commento dell'8 novembre

Rally a Wall Street - tiepido rialzo in Europa - l'S&P500 é di nuovo vicino ad una correzione intermedia

Il risultato delle elezioni di midterm in America ha scatenato un rally a Wall Street. L'S&P500 ha aperto a 2782 punti, in gap up e sopra la MM a 200 giorni. Dopo un iniziale ritracciamento a 2774 punti l'indice é continuato a salire per tutta la giornata - ha toccato un massimo a 2815 punti e ha chiuso poco più in basso a 2813.89 punti con un impressionante guadagno di 58 punti (+2.12%). Durante la giornata i ribassisti non hanno avuto scampo - le correzioni intermedie sono state solo delle brevi pause con discese di 5-6 punti prima della successiva spinta di rialzo. Naturalmente gli investitori hanno nuovamente preferito la tecnologia (Nasdaq100 +3.06% a 7203 punti) - i nostri AGMAF hanno dato spettacolo - Amazon é balzata del +6.86%, gli altri titoli hanno guadagno più del 3% e solo Facebook (+1.06%) ha deluso. Con la seduta di ieri il consolidamento sui 2700-2750 punti di S&P500 é terminato ma la prossima correzione intermedia é già vicina. Non possiamo che riprendere il commento di ieri alle 14.00 e confermarlo: "In generale consigliamo agli investitori di ignorare queste oscillazioni e di restare long con l'intenzione di tenere la posizione fino all'inizio del 2019. Bisogna però essere in chiaro che questo rialzo non sarà lento e regolare come quello che ha contraddistinto la fine del 2017. Aspettativi maggiore volatilità e sensibili correzioni intermedie. La prossima dovrebbe partire dai 2800-2820 punti." (...) "Avremmo preferito che la correzione facesse ridiscendere l'S&P500 sui 2680 punti - la mancanza di questo tuffo ha come conseguenza che gli oscillatori mostrano la possibilità di un massimo intermedio alla fine di questa settimana o all'inizio della prossima." In teoria la correzione intermedia del Nasdaq100 (7203 punti) dovrebbe iniziare dai 7300 punti. Di conseguenza nelle prossime due sedute ci devono essere dei movimenti di assestamento - l'S&P500 potrebbe marciare sul posto e la tecnologia guadagnare ancora un +1% - questi però sono dettagli. Gli investitori possono stare a guardare e godersi questo rialzo di medio termine. I traders possono giocare l'imminente correzione intermedia aprendo posizioni speculative short nelle prossime una a tre sedute sui 2820 punti di S&P500.
Ovviamente la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5542 su 1659, NH/NL a 709 su 248 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é crollata a 16.36 punti (-3.55, -17.83%!) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.59. In generale i dati sul sentiment mostrano un lento ritorno all'ottimismo ma l'accettazione del rialzo é ancora contenuta. Lo scetticismo alimenterà nelle prossime settimane il movimento ma il rally di ieri deve essere a breve riassorbito con una correzione. L'S&P500 ha guadagnato 210 punti in 8 sedute !

Il rialzo in Europa é stato invece deludente. L'Eurostoxx50 (+1.21% a 3246 punti) ha guadagnato 39 punti e ha chiuso a ridosso del massimo giornaliero. Una buona seduta ma ci saremmo aspettati di più considerando quanto stava succedendo a New York. L'Eurostoxx50 si é fermato ieri sera sulla resistenza intermedia a 3250 punti - il rialzo dovrebbe però continuare e non ci aspettiamo subito una correzione intermedia. Dovrebbe piuttosto iniziare dai 3300 punti.
Il DAX (+0.83% a 11579 punti) ha avuto una buona seduta ma non ha convinto. Il rialzo é continuato al piccolo trotto e il DAX sembra affaticato e rischia di sottoperformare. Non ha ancora avvicinato il massimo di venerdì scorso a 11689 punti. L'Eurostoxx50 ha invece raggiunto questa resistenza e l'S&P500 ieri sera l'ha polverizzata. Si può stare long DAX ma questo non é il migliore indice per sfruttare questa spinta di rialzo.
Il FTSE MIB ha invece convinto con un balzo del +1.42% a 19541 punti. Il 25 ottobre avevamo predetto un rally fino ai 20500 punti. Il sentiment era troppo negativo per la borsa italiana e pensavamo che nell'imminente rialzo il FTSE MIB si sarebbe comportato bene - meglio delle altre borse europee. Questa seduta sembra confermare le nostre previsioni. Lo spread sui titoli di Stato non sale più e il FTSE MIB lentamente prende velocità. Nei prossimi giorni il rialzo deve continuare. I 20500 punti sembrano un obiettivo ambizioso per questa spinta di rialzo - stasera vedremo se bisogna aggiustare il tiro...
In generale sembra che le borse europee siano disposte a seguire l'America al rialzo. Gli indici azionari europei però faticano e mostrano debolezza relativa. Tenderanno a sottoperformare.

Stamattina il Nikkei ha reagito con un balzo del +1.83% - Shanghai invece é apatica (-0.2%). Il future sull'S&P500 scende a 2811 punti (-5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3253 punti - le borse europee apriranno con uno striminzito +0.2% e non riescono a superare sostanzialmente i massimi di venerdì. Oggi potrebbero fermarsi qui. Vi ricordiamo che oggi si riunisce la FED - lascerà i tassi d'interesse invariati (annuncio alle 20.00) - le dichiarazioni di Jerome Powell verranno soppesate con attenzione.

Commento del 7 novembre

I democratici prendono il controllo della Camera dei Rappresentanti - le borse reagiscono positivamente

In America si sono svolte le elezioni di midterm. I repubblicani hanno mantenuto il controllo del Senato. I democratici sono riusciti a conquistare con una larga vittoria la maggioranza nella Camera dei Rappresentanti. Donald Trump non potrà più governare gli Stati Uniti con l'appoggio incondizionato del potere legislativo - i mercati finanziari accolgono positivamente questa decisione del popolo americano che reintroduce una forma di controllo sull'attività del Presidente. Molti pensano che la politica americana dovrebbe tornare ad essere più prevedibile e conciliante. Il future sull'S&P500 sale a 2763 punti (+4 punti) - l'S&P500 guadagna circa 7 punti rispetto alla positiva chiusura di ieri sera a 2755.45 punti (+0.63%).

Ieri per il secondo giorno consecutivo le borse europee si sono fermate in attesa di conoscere il risultato elettorale negli Stati Uniti. 
L'Eurostoxx50 ha terminato la seduta a 3207 punti (-0.31%). Dalla chiusura di venerdì a 3214 punti l'indice si é mosso poco. Sta svolgendo l'attesa correzione minore dal massimo di venerdì a 3251 punti. L'indice dovrebbe restare sopra i 3200 punti prima di ricominciare gentilmente a muoversi al rialzo. L'indice delle banche SX7E é caduto del -0.51% a 98.86 punti - questo settore ha un Beta superiore a 1 ed é quindi logico che oscilli più dell'Eurostoxx50. Al momento però i suoi movimenti non sono determinanti. L'Eurostoxx50 ieri sera alle 22.00 valeva 3227 punti - aveva già seguito l'S&P500 al rialzo in previsione di un esito positivo delle elezioni americane. Di conseguenza non vale la pena di analizzare in maniera approfondita della seduta di ieri in Europa. Il consolidamento iniziato venerdì dovrebbe finire oggi. Ulteriori segnali di rialzo provengono dalle divise - stamattina il cambio EUR/USD lievita a 1.1450.
Ieri tutte le borse europee sono rimaste ferme e si sono mosse poco - la rotazione tra mercati e settori notata lunedì é venuta a mancare. Il DAX é scivolato a 11484 punti (-0.09%), il FTSE MIB (-0.07% a 19268 punti) lo ha imitato e l'SMI (-0.18% a 8992 punti) ha perso esattamente quello che aveva guadagnato nella seduta di lunedì. Oggi gli indici azionari europei apriranno con un balzo del +0.5% - questo non significa però ancora che il rialzo riprende visto che gli indici si troveranno ancora sotto i massimi di venerdì. Lo stesso vale per l'S&P500 americano almeno per quel che riguarda il future che venerdì aveva toccato i 2765 punti.

Ieri sera l'S&P500 (+0.63% a 2755.45 punti) ha guadagnato ancora 17 punti e ha chiuso a ridosso del massimo giornaliero e sul massimo di venerdì scorso. Questo mostra che il mercato "ha voglia di salire" ma manca ancora una decisiva rottura al rialzo sopra i 2765 punti per poter dire che la correzione intermedia é finita.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2738 punti e velocemente é salito fino a 2751 punti. Poi fino alle 20.00 é oscillato in laterale in pochi punti. Dopo una caduta fino ai 2740 punti il mercato ha preso una decisione e l'S&P500 si é impennato fino ai 2756 punti di massimo. Ha chiuso poco sotto a 2755 punti. Questa volta la tecnologia (Nasdaq100 +0.75% a 6988 punti) ha seguito docile senza divergere.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4544 su 2633, NH/NL a 423 su 283 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX si é fermata a 19.91 punti (-0.05) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.67 - nulla di particolare da segnalare.
Notiamo l'impressionante e sostanziale crollo del prezzo del petrolio (WTI) che scende a 62.21 USD al barile (-0.89). Il prezzo del petrolio ad inizio ottobre era ancora sui 76 USD - strano che nessuno parli di questo importante calo che nei prossimi mesi avrà conseguenze sull'inflazione e la congiuntura. Il reddito del US Treasury Bond decennale rimane a 3.22%.
Giovedì 8 novembre (domani!) si riunisce la FED per discutere la situazione economica e fissare la politica monetaria - i tassi d'interesse rimarranno invariati - il prossimo aumento é previsto a dicembre. Passata la bufera politica é però probabile che nei prossimi giorni si torni a parlare di economia e costo del denaro.

Abbiamo scritto la prima parte del commento verso le 7 del mattino - ora sono le 08.30 e la situazione sta lentamente evolvendo - l'iniziale reazione positiva dei mercati finanziari sta evaporando. Il future sull'S&P500 é tornato a 2761 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3225 punti - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.4% ma sotto i valori già raggiunti ieri sera alle 22.00. Solo il cambio EUR/USD si mantiene a 1.1450. Le borse asiatiche sono in leggero calo - il Nikkei ha perso il -0.10% - Shanghai cade del -0.7%. Le elezioni in America sono un non evento - il consolidamento e la correzione minore iniziati venerdì potrebbero continuare fino alla fine di questa settimana come era stato inizialmente previsto.

Commento del 6 novembre

Mercati misti in attesa del risultato delle elezioni negli Stati Uniti

Ieri gli investitori hanno fatto un pò di ordine e pulizia nei portafogli - in generale però gli indici azionari sono rimasti stabili e non si sono mossi molto. Ordine e pulizia in Europa ha significato vendere un pò di banche (SX7E -0.37% a 99.37 punti) e un pò di Italia (FTSE MIB - 0.56% a 19281 punti) - in America invece é rimasta sotto pressione la tecnologia con il quartetto Apple (-2.84%), Amazon (-2.27%) Google e Facebook a colorare di rosso il pictogramma dell'S&P500. Il risultato é stato un incremento dell'S&P500 del +0.56% a 2738.41 punti e un calo del Nasdaq100 del -0.41% a 6937 punti. Per quel che riguarda i mercati nel loro complesso non cambia nulla. Dopo una prima gamba di rialzo settimana scorsa si sta svolgendo adesso una correzione minore che per il momento si sta risolvendo in un semplice consolidamento. Internamente il rialzo si sta irrobustendo e a breve dovrebbe esserci un'altra spinta di rialzo. Naturalmente molto nei prossimi giorni dipende dal risultato delle odierne elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Ieri l'Eurostoxx50 si é mosso in soli 20 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero con un misero guadagno di 3 punti. L'indice si é mosso nel range delle due precedenti sedute senza dare nessun segnale tecnico particolare. In linea di massimo ha unicamente confermato i guadagni di settimana scorsa - la pausa serve a digerire. Il DAX si é comportato in maniera simile (-0.21% a 11495 punti). Ieri ci sono state prese di profitto su settori volatili e più rischiosi come banche e tecnologia - ne hanno approfittato settori difensivi come farmaceutica e alimentare - questo spiega il buon comportamento dell'SMI svizzero (+0.18% a 9008 punti) malgrado un rapporto A/D negativo (6/14).
La buona tenuta del cambio EUR/USD (1.1400) e un altro fattore che ci induce all'ottimismo. Probabilmente le borse europe riusciranno a seguire il rialzo dell'America malgrado problemi interni come il rallentamento economico, la Brexit o il conflitto tra Roma e Bruxelles sulla spesa pubblica.

La seduta a New York é stata in generale positiva - solo la tecnologia ha perso terreno. Nelle scorse settimane alcune società di peso hanno pubblicato risultati trimestrali deludenti e di conseguenza parte dell'entusiasmo che circondava il settore é evaporato provocando delle prese di beneficio. Il settore non é in crisi - deve solo correggere delle valutazioni decisamente stratosferiche. Questo processo può essere estremamente doloroso come mostra l'esempio di Nvidia. Dobbiamo renderci conto che questo potrebbe anche essere il destino del mercato azionario americano nel suo insieme visto che fondamentalmente le valutazioni restano oscenamente alte. Il nostro ottimismo riguarda i prossimi due mesi - nell'insieme consigliamo però prudenza. Non bisogna comperare azioni adesso con l'idea di tenerle per anni...
L'S&P500 ha aperto a 2728 punti, é salito a 2733 punti e poi alle 16.20 é caduto sul minimo a 2718 punti. Poi l'indice é risalito e verso le 18.00 era nuovamente sui 2730 punti. Per ore l'S&P500 si é in seguito mosso in laterale, si é impennato fino al massimo a 2744 punti e sul finale é sceso a 2738.41 punti (+0.56%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4111 su 3077, NH/NL a 379/220 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 19.96 punti (+0.45) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata neutra a 0.61.
Sembre che i traders vogliano affrontare le elezioni long mentre le assicurazioni avvengono comperando VIX.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei guadagna il +1.05% - Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 lievita a 2745 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3228 punti - le borse europee aprirano con guadagni intorno al +0.3%. Probabilmente la seduta odierna sarà una brutta copia di quella di ieri. I politologi non fanno previsioni riguardanti l'esito delle elezioni di midterm - l'esito é incerto e nessuno vuole ripetere gli errori fatti in occasione dell'elezione presidenziale. L'incertezza contagia la borsa. Anche noi non ci esprimiamo sullo sviluppo dei mercati finanziari nei prossimi giorni anche se tecnicamente una correzione minore all'interno di un rialzo di medio termine resta la migliore variante.

Aggiornamento del 5 novembre

Elezioni di midterm - le prossime sedute saranno nervose e volatili

Analisti ed investitori osservano ormai con la mente assente i dati economici che vengoono pubblicati in questi giorni. Lo stress test sul sistema finanziario pubblicato dalla BCE ha aiutato settimana scorsa il rally delle azioni bancarie europee e l'indice Caxim delle PMI ha imposto stamattina a Shanghai un tuffo del -0.4%. L'attenzione é però concentrata sulle elezioni di midterm in America che si svolgono domani martedì 6 novembre. Probabilmente fino alla fine della settimana ci saranno delle turbolenze specialmente se non ci sarà un risultato chiaro con un evidente vincitore. In linea di massima é probabile che la correzione minore iniziata venerdì duri ancora un paio di sedute e che in seguito fino a venerdì continui la fase di formazione di base. Tecnicamente però restiamo dell'opinione che manca ancora una sostanziale e sostenibile spinta di rialzo a medio termine fino all'inizio del 2019.
La correzione ha obiettivo ideale a 2680 punti di S&P500 - non possiamo però escludere una caduta fino al settore intorno ai 2650 punti. Un test del minimo di ottobre a 2603 punti é estremamente improbabile. Anche venerdì la borsa americana si é comportata relativamente bene con una chiusura lontana dal minimo giornaliero - i rialzisti stannno lentamente ma fermamente prendendo il controllo delle operazioni accumulando in fasi di debolezza.

Stamattina prevalgono i segnali negativi - non é una sorpresa. Il Nikkei ha perso il -1.63%. Il future sull'S&P500 é a 2717 punti (-7 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3212 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate (-0.1%). Le premesse sono per una seduta in trading range. Probabilmente stasera ritroveremo gli indici di poco sotto i livelli d'apertura.

Commento del 3-4 novembre

La prima spinta di rialzo é finita venerdì alle 12.45 con il future sull'S&P500 a 2765 punti !
È poi cominciata la prevista correzione intermedia


Venerdì le borse sono salite fino a metà giornata quando in successione gli indici azionari europei ed il futures americani hanno toccato il massimo giornaliero. Stranamente non é bastato il deludente risultato trimestrale di Apple (-6.63%), comunicato giovedì sera dopo la chiusura dei mercati americani, a mettere in difficoltà le borse. Anche i dati sul mercato del lavoro USA, pubblicati alle 13.30, non hanno provocato un'immediata reazione negativa. Le vendite sono cominciate unicamente poco dopo le 14.30 e dopo l'apertura di Wall Street. Poi é andato tutto abbastanza svelto. Le borse europee hanno perso più dell'1% dai massimi ma a fine giornata hanno ancora salvato un modesto guadagno. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3214 punti (+0.32%) - alle 22.00 valeva 3225 punti. L'S&P500, dai 2765 punti raggiunti dal future verso le 12.45 punti, é caduto verso le 18.00 fino al primo obiettivo teorico di questa correzione a 2700 punti - vedete come i livelli tecnici vengono in questa fase seguiti alla perfezione. In serata l'S&P500 ha recuperato ed ha chiuso a 2723.06 punti (-0.63%). La correzione intermedia e minore non dovrebbe però essere ancora finita. L'S&P500 potrebbe e dovrebbe ancora cadere fino ai 2680 punti e molto probabilmente prima che gli investitori non sapranno il risultato delle elezioni di midterm del 6 novembre (i risultati definitivi sarano conosciuti solo mercoledì 7 in giornata) il mercato sarà volatile e senza direzione. Poi vedremo - o si parte subito al rialzo nel caso di una vittoria schiacciante dei repubblicani oppure ci potrebbe ancora essere un tuffo e volatilità fino a venerdì. In linea di massima però dopo dovrebbe riprendere il rialzo che dovrebbe far tendenzialmente salire i mercati azionari fino all'inizio del 2019.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.54% a 3214 punti
DAX                         +2.84% a 11519 punti
SMI                          +3.71% a 8992 punti
FTSE MIB                  +3.78% a 19390 punti
S&P500                    +2.42% a 2723.06 punti
Nasdaq100               +1.65% a 6965 punti

Sulla seduta in Europa non abbiamo molto da aggiungere. Gli europei sembrano lentamente convinti che la correzione é terminata e tornano a comperare i mercati precedentemente più venduti e più speculativi. Questo spiega il balzo del FTSE MIB (+1.07% a 19390 punti) e dell'indice delle banche SX7E (+1.45% a 99.74 punti) e la loro buona performance settimanale. Anche in Europa é venuto il momento di comperare dopo che il cambio EUR/USD ha effettuato con successo un test del supporto a 1.1300 ed é tornato a 1.1390.
Per il portafoglio non siamo riusciti a comperare gli indici azionari europei sui minimi - speriamo di poterlo fare nel corso di settimana prossima al termine della correzione intermedia in corso.

La seduta in America é andata meglio di quello che potrebbe suggerire la perdita di 17 punti dell'S&P500 e la caduta del -1.47% del Nasdaq100. L'S&P500 ha aperto a 2748 punti e all'inizio é ancora salito a 2756 punti di massimo. Poi sono arrivate le vendite nel settore tecnologico provocate soprattutto da Apple e dall'aumento dei tassi d'interesse sugli US Treasury Bonds (decennale a 3.22%). L'S&P500 é caduto fino alle 18.00 sul minimo a 2700 punti. In seguito é risalito in maniera irregolare ma costante ed é tornato a 2723 punti. La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3422 su 3736, NH/NL a 388 su 277 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é salita di poco a 19.51 punti (+0.17) - la CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.68. L'indice delle PMI Russell2000 ha guadagnato il +0.19%.
Non crediamo che l'aumento dei tassi d'interesse possa nelle prossime settimane impedire il previsto rialzo di medio termine. Il prezzo del petrolio (WTI) era a metà ottobre sui 74 USD/barile - venerdì ha chiuso a 63.14 USD/barile. L'effetto deflazionistico di questo calo dovrebbe farsi sentire a breve nei dati sull'inflazione.
In un'ottica più a lungo termine ci preoccupano i dati che indicano la tendenza di fondo che restano strenuamente negativi: solo il 19.6% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 39.83. Restiamo dell'opinione che la gamba di rialzo iniziata settimana scorsa dai 2603 punti di S&P500 potrebbe essere l'ultima di questo bull market.
E ora prepariamoci a questa importante settimana elettorale in America. Se i democratici non riescono a recuperare la maggioranza in una delle due Camere, Donald Trump potrà spadroneggare ancora per due anni - una prospettiva da brivido...

Commento del 2 novembre

Il rialzo in America é partito - l'Europa fa ancora fatica - probabile correzione intermedia dai 2750-2765 punti di S&P500

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta tranquilla di consolidamernto. Hanno aperto in pari, sono salite la mattina e sono scese nel pomeriggio. Per saldo l'Eurostoxx50 ha chiuso con un insignificante +0.21% a 3204 punti. Notiamo che l'indice é riuscito a passare i 3200 punti grazie anche al robusto contributo del settore bancario (SX7E +1.47% a 98.31%). Anche la borsa italiana ha provato a farci dimenticare l'opaca prestazione di mercoledì con un balzo del +0.71% a 19185 punti. Il DAX (0.18% a 11468 punti) ha seguito l'Eurostoxx50 - si é però fermato sotto i 11500 punti.
Nel complesso é stata un'altra seduta costruttiva con i segnali d'acquisto provenienti dal MACD che si rafforzano. Probabilmente il rialzo di corto termine deve continuare in scia a Wall Street. Gli indici azionari europei sono però ancora lontani dalle medie mobili (MM) a 50 e 200 giorni che gravano come una cappa sopra il mercato e sono in calo. In America invece il test di queste resistenze é imminente.

Pensavamo che ieri la borsa americana dovesse fermarsi e digerire i guadagni delle due precedenti sedute. Invece il rialzo é continuato. L'S&P500 ha guadagnato altri 28 punti e ha nuovamente chiuso sul massimo giornaliero a 2740.37 punti (+1.06%). Ricordiamo che lunedì l'S&P500 ha toccato il minimo di questa correzione a 2603 punti. Mentre molti temevano un crash noi siamo rimasti convinti rialzisti. Adesso l'indice é quasi 140 punti più in alto!
Ieri purtroppo abbiamo notato un rapido ritorno degli investitori all'ottimismo (VIX a 19.34 punti, -1.89) con una certa tendenza alla speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.51). Di conseguenza crediamo che sullo slancio l'S&P500 debba salire ancora fino ai 2750 o 2765 punti (MM a 200 giorni) - da qui però dovrebbe svilupparsi una correzione intermedia che potrebbe far ridiscendere l'S&P500 fino ai 2680-2700 punti. I traders possono approfittarne.
L'S&P500 ha aperto a 2722 punti e all'inizio ci sono stati alcune rapide e violente oscillazioni con un minimo a 2708 punti. Rapidamente é tornata la calma e l'S&P500 alle 15.30 é tornato a 2730 punti. L'S&P500 é poi salito lentamente e regolarmente fino alla chiusura a 2740.37 punti (+1.46%). Il Nasdaq100 (+1.46% a 7069 punti) ha fatto la sua parte - sta tornando a sovraperformare il mercato.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5598 su 1611, NH/NL a 315 su 282 e volume relativo a 1.2. I molti titoli in guadagno (A) insieme ai volumi in calo suggeriscono a breve la vicinanza di un massimo intermedio.

Stamattina l'ottimismo coinvolge anche i mercati asiatici. Il Nikkei guadagna il +2.63% - Shanghai sta salendo del +2.7%. Il future sull'S&P500 é a 2762 punti (+24 punti). Ieri sera dopo la chiusura della borsa americana Apple ha presentato i suoi risultati trimestrali. I dati non convincono e all'inizio l'azione ha perso il -9% - poi ha recuperato. Un mercato che reagisce bene a notizie potenzialmente negative é un mercato che vuole salire. Sullo slancio é molto probabile che anche l'ultima seduta della settimana sia positiva. Abbiamo però l'impressione che a breve si stia esagerando - a 2765 punti di S&P500 i traders possono prendere benefici e provare a ricomprare più in basso. L'Eurostoxx50 vale ora 3248 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +1.4% - tanto ma probabilmente oggi gli indici non scenderanno più.

Commento del 1. novembre

Vince ma non convince - la formazione di base non é completa - l'America tenterà di chiudere i gaps

Ieri le borse europee ad americana hanno avuto una seduta di rialzo. Gli indici azionari si sono decisamente allontanati dai minimi di venerdì scorso e notiamo sensibili miglioramenti tecnici a livello di momentum e partecipazione. La pressione di vendita é praticamente sparita mentre indicatori tipo il MACD stanno ruotando verso l'alto e forniscono timidi segnali d'acquisto. Le borse però non sono ancora pronte per decollare - lo si é visto ieri dallo svolgimento delle sedute. In Europa dopo un buon inizio gli indici non hanno fatto più progressi e Eurostoxx50 (+1.60% a 3197 punti) e DAX (+1.42% a 11447 punti) sono ricaduti sul finale sotto le importati resistenza (anche a livello psicologico) rispettivamente a 3200 e 11500 punti. In America gli indici azionari sono saliti fin verso le 21.00. Nell'ultima ora di contrattazioni c'é stata la solita ondata di vendite che ha fatto ricadere l'S&P500 (+1.09% a 2711.74 punti) sul livello d'apertura. Questo significa che ci sono ancora molti day traders che vanno long in apertura e vendono nel corso della seduta - non sono questi gli investitori che provocano una fase di rialzo sostenibile e sostanziale.
L'Eurostoxx50 ha guadagnato 50 punti. L'indice sembra abbandonare il settore 3150 punti e voler iniziare una fase di rialzo. Non siamo però convinti poiché vediamo ancora numerose sacche di debolezza e alcuni cantieri aperti. Banche (SX7E +0.65% a 96.89 punti) e Italia (FTSE MIB +0.27%) hanno sottoperformato, segno evidente che da questo fronte potrebbero provenire ancora seri problemi. Il cambio EUR/USD é caduto sul supporto a 1.13 - risale stamattina a 1.1350 - evidentemente il supporto ha provocato una reazione e un rimbalzo - probabilmente ci saranno però altri tentativi di ribasso ora poiché i traders hanno solamente saggiato la solidità del supporto in preparazione di un serio attacco. Temiamo quindi che la crisi di fiducia in Europa non sia ancora conclusa.
Il DAX ha guadagnato 160 punti con forti volumi di titoli trattati. A prima vista questo sembra l'inizio dell'attesa fase di rialzo. Anche l'indicatore MACD sta dando un segnale d'acquisto. Notiamo che dopo la buona apertura il DAX non ha più fatto sensibili progressi e ha chiuso sotto la prima resistenza a 11500 punti. Temiamo quindi che ci possa ancora essere una ricaduta malgrado che il quadro tecnico sia notevolmente migliorato.
In una giornata di forti rialzi sulle borse europee il FTSE MIB (+0.27% a 19050 punti) ha praticamente marciato sul posto. Ha guadagnato 51 punti ma ha chiuso sotto il livello d'apertura e vicino al minimo giornaliero. Questo comportamento non ci piace e temiamo una ricaduta a breve sui 18500 punti. I dati sul PIL nel terzo trimestre 2018 erano deludenti - l'economia italiana non cresce - bisognerà vedere se la crescita economica prevista del budget del governo per i prossimi anni é realistica e raggiungibile. Probabilmente la risposta é negativa.
Dei segnali estremamente positivi arrivano invece dalla Svizzera. L'SMI (+1.90% a 9022 punti) ha dato una impressionante dimostrazione di forza. Dopo l'apertura in gap up l'indice é ancora salito di 110 punti e ha chiuso sul massimo giornaliero. Le MM a 50 e 200 giorni sono state superate di slancio così come la fascia di resistenza a 9000-9030 punti. L'SMI si invola mentre le borse europee si sono appena staccate dal minimo annuale. I 9200 punti sono ora l'obiettivo minimo a corto termine. Spesso l'SMI si muove con anticipo rispetto al resto dell'Europa e mostra la strada da seguire. Speriamo che sia il caso a anche questa volta.

Anche la seduta a Wall Street e stata positiva e l'S&P500 (+1.09% a 2711.74 punti) si é issato sopra i 2700 punti e ha chiuso sopra questa resistenza e livello decisivo. Il rialzo non ha però coinvolto tutti i settori in maniera omogenea, c'é stata la solita ondata di vendite sul finale e il rally del Nasdaq100 (+2.30% a 6967 punti) sembra un balzo fugace provocato dal ritorno degli investitori retail sugli AGMAF. La pressione di vendita é d'altra parte sparita e la situazione tecnica é decisamente migliorata. Riteniamo però che in questo mercato ci siano ancora troppe mani deboli e speculatori di brevissimo termine. Di conseguenza crediamo che la volatile fase di formazione di base debba continuare fino alle elezioni del 9 novembre. Idealmente i gaps che si sono aperti sui grafici ieri devono essere chiusi. Questo significa che in una fase di consolidamento l'S&P500 deve tornare a 2682 punti e il Nasdaq100 a 6810 punti.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2712 punti e nelle prime ore di contrattazioni si é mosso poco. È ridisceso verso le 18.00 a 2709 punti e poi é salito costantemente fino alle 20.00 quando ha raggiunto il massimo a 2736 punti. Sul finale é ricaduto a 2711.74 punti (+1.09%). Al balzo del Nasdaq100 (+2.30%) provocato dagli AGMAF (Apple +2.61%, Google +3.91%, Microsoft +2.97%, Amazon +4.42%, Facebook +3.81%) si contrappone la debole prestazione del DJ Transportation (+0.15%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4499 su 2703, NH/NL a 255 su 436 e volume relativo a 1.5. La volatilità VIX é scesa a 21.23 punti (-2.12) mentre la CBOE Equity put/call ratio torna ad un normale 0.65.
Ora il mercato deve fermarsi e assorbire i guadagni delle ultime due sedute.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Il Nikkei ha perso il -1.03% - Shanghai sta guadagnando il +0.10%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2713 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3194 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Dopo i forti movimenti delle ultime sedute oggi i mercati azionari dovrebbero fermarsi a consolidare.

Commento del 31 ottobre

Convincente seduta positiva a Wall Street con chiusura sul massimo e forti volumi

Dopo il rimbalzo di lunedì ieri le borse europee hanno subito una battuta d'arresto. Dopo una buona apertura c'é stato un ritracciamento e una chiusura con leggere perdite (Eurostoxx50 -0.25% a 3147 punti). Il quadro tecnico sta però migliorando - Il MACD, che con le medie mobili mostra lo sviluppo del momentum, sta girando verso l'alto. Le spinte di ribasso sono sempre meno convincenti mentre sui minimi giornalieri ci sono rabbiose reazioni e acquisti accompagnati da volumi. C'é un evidente tentativo di formazione di base con buone probabilità di successo. Sono sei sedute che l'Eurostoxx50 si ferma intorno ai 3150 punti e l'affondo di venerdì scorso ha provocato una violenta reazione. Abbiamo quindi l'impressione che questa sia la volta buona. Le borse europee tecnicamente stanno  provando a fare base in preparazione di un'inversione di tendenza. Se si risolvono alcuni problemi tipo la debolezza dell'EUR siamo compratori prendendo come riferimento i 3100 punti di Eurostoxx50.
Il rimbalzo "politico" di lunedì in Germania ieri mattina ha avuto una breve continuazione. Per le 10.20 il DAX (-0.42% a 11287 punti) era però già ricaduto sui 11260 punti e per il resto della giornata é poi oscillato intorno a questo valore. Il DAX sta formando base tra i 11000 ed i 11500 punti e sta preparando un'inversione di tendenza. Difficile dire se avremo solo un breve rialzo fino ai 12000 punti o se invece la fase positiva sarà questa volta più lunga. A breve però la spinta di ribasso si é esaurita e sembra che ci sia ben poco spazio verso il basso e parecchio potenziale per un rialzo di corto e medio termine.
Malgrado il balzo dello spread (+5.4% a 314 bps) e la caduta lunedì sera della borsa americana ieri il FTSE MIB ha perso solo 41 punti. Pochi se paragonati al forte guadagno di lunedì (+1.91%). Abbiamo l'impressione che i rialzisti stanno lentamente prendendo il sopravvento - il mercato comincia ad ignorare le notizie negative e onorare i segnali positivi. La formazione di base tra i 18500 ed i 19000 punti potrebbe durare ancora qualche giorno ma in linea di massima consigliamo di comperare sui 18500 punti. 
Fatichiamo a spiegarci la buona prestazione dell'SMI (+1.08% a 8854 punti). Vediamo il balzo di Roche (+2.52%) ma d'altra parte la prestazione dell'indice non é solo dovuta alla farmaceutica - tutti i settori hanno contribuito al guadagno dell'SMI che si comporta molto meglio delle altre borse europee. A 8900-8930 punti c'é una forte resistenza. Vediamo cosa succede oggi ma se l'SMI continua a salire é probabile che anche le borse europee a breve comincino a muoversi al rialzo.
Il cambio EUR/USD scivola a 1.1340. Questa discesa non ci piace. Vorremmo veder apparire sul grafico qualche candela bianca (o verde) e speriamo che il minimo e supporto a 1.13 non venga testato. In caso contrario temiamo la rottura al ribasso con ovvie conseguenze negative per le borse europee.
Insomma - malgrado la seduta leggermente negativa il quadro tecnico in Europa sta diventando costruttivo. Le borse europee sembrano aver toccato il fondo di questa correzione, stanno formando base e si preparano ad un'inversione di tendenza. Ricadute e false partenze sono possibili ma in linea di massima bisogna cominciare a volgere lo sguardo verso l'alto.

Ieri a Wall Street c'é stata una seduta decisamente positiva che non possiamo più solo classificare come semplice rimbalzo tecnico ed ignorare. L'S&P500 (+1.57% a 2682.63 punti) ha guadagnato 41 punti e ha chiuso vicino al massimo giornaliero con forti volumi di titoli trattati. Gli investitori restano prudenti - non sono subito ottimisti e si buttano speculativamente al rialzo. Nei media si parla ampiamente del ribasso della borsa e molti guru, come Robert Prechter, prevedono un crash - questo é uno degli indicatori "soffici" più attendibile. Quando tutti sono negativi é normalmente il momento in cui il mercato ha toccato il fondo. Un crash non si preannuncia mai - é un evento raro ed improvviso.
Ieri l'S&P500 ha aperto a 2640 punti, é sceso a 2635 punti di minimo ed é risalito verso le 15.00 sui 2670 punti. Poi per ore ha svolto ampie oscillazioni intorno ai 2650 punti. Solo dopo le 19.00 e dai 2642 punti l'S&P500 sui é mosso decisamente al rialzo. Ha toccato un massimo a 2685 punti ed ha chiuso a 2682.63 punti (+1.57%). Il Nasdaq100 ha seguito (+1.43% a 6810 punti) come in generale tutti i settori. Non ci sono state sacche di debolezza. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5058 su 2152, NH/NL a 197 su 987 (notevole miglioramento) e volume relativo a 1.5. La volatilità VIX é scesa a 23.35 punti (-1.35) - la CBOE Equity put/call ratio é rimasta abbastanza alta a 0.69. Ci sono lettori che ci segnalano altri indicatori di sentiment - hanno ragione. Ci sono parecchie misurazioni di volatilità, il mercato delle opzioni non comprende solo l'equity put/call ratio e ci sono molteplici inchieste tra differenti categorie di investitori. Esistono anche dei basket con il Fear&Greed Index. Non possiamo citarli tutti e per una prima analisi é meglio seguire pochi indicatori e sempre gli stessi - sono in caso di misurazioni contraddittorie si possono cercare conferme altrove. Noi citiamo pochi numeri ma vi assicuriamo che seguiamo con attenzione parecchi indicatori. L'importante é avere una serie di parametri tecnici affidabili che coprano il campo del momentum, partecipazione e sentiment.
La seduta di ieri sera é stata costruttiva e abbiamo l'impressione che finalmente i rialzisti stiano riprendendo il controllo delle operazioni. Saremo più tranquilli quando l'S&P500 avrà terminato una seduta sopra i 2700 punti. Questa sarebbe una conferma della nostra previsione di una fase di rialzo fino all'inizio del 2019. Ricadute e ulteriori test dei minimi sui 2600 punti di S&P500 sono ancora possibili.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei guadagna il +2.06% - Shanghai sta salendo del +1.3%. Il future sull'S&P500 é a 2697 punti (+12 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3189 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +1.2%. Speriamo che oggi non si passi direttamente dal pessimimsmo all'ottimismo con una seduta di forti rialzi. In un'ottica a medio termine sarebbe meglio che il mercato consolidi ed accumuli con calma. Ci vorrebbe un sensibile ritracciamento durante la giornata e una chiusura sul massimo ma poco sopra il livello d'apertura.

Commento del 30 ottobre

Rimbalzo politico in Europa - capitolazione in America ?

Ieri mattina le borse europee hanno aperto con moderati guadagni e le premesse erano per una giornata tranquilla - l'ipervenduto poteva invogliare ancora qualcuno a qualche acquisto ma in linea di massima non c'erano ragioni particolari per bruschi movimenti. Poi verso le 10.00 é arrivata la notizia che Angela Merkel in Germania intende fare un passo indietro e cedere parte del suo potere preparando la sua successione. A dicembre intendere abbandonare la direzione del partito CDU e alla fine del suo attuale mandato di cancelliere nel 2021 vuole terminare la sua carriera politica. La notizia ha provocato un rally in borsa. Il DAX é balzato del +2% e i listini europei hanno seguito. Si é trattato di un altro rimbalzo tra il politico ed il tecnico che ha cominciato a sfaldarsi nel pomeriggio. A fine giornata il DAX ha chiuso con un +1.20% a 11335 punti. Il rimbalzo é stato più sostanzioso sul FTSE MIB italiano (+1.91% a 19039 punti) dove i traders si aspettano un maggiore potenziale di rialzo una volta che il vento sarà cambiato. Come al solito la borsa italiana é stata trascinata dal settore bancario (SX7E +1.66% a 97.01 punti). L'Eurostoxx50 invece ha fatto più fatica a risollevarsi dai minimi e ha chiuso a 3155 punti (+0.64%). Quello di ieri é stato un tipico rimbalzo che si inserisce in maniera ideale nella fase di formazione di base. La correzione non é terminata ma é praticamente alla fine almeno per quel che concerne il potenziale di ribasso. Ora c'é un periodo di volatilità con improvvisi cambiamenti di direzione e una irregolare alternanza di sedute positive e negative. Ieri sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 era tornato a 3136 punti. Stamattina alle 08.00 vale 3162 punti.

All'America la notizia del graduale ritiro della Merkel non interessava e dopo una buona apertura la borsa ha subito ricominciato a correggere. Gli indici sono nuovamente pesantemente caduti e hanno toccato dei nuovi minimi di periodo. Un rabbioso rally nell'ultima mezz'ora di contrattazzioni accompagnato da forti volumi ha però contenuto le perdite. Questa seduta é stata contraddistinta da un certo panico (la VIX é balzata a 27.86 punti di massimo per tornare in chiusura a 24.70 punti (+0.54)) e da speculazione al ribasso (CBOE Equity put/call ratio a 0.74 - era più alta alle 21.30). Sugli AGMAF abbiamo osservato un crollo finale con pesanti perdite - i volumi sul Nasdaq100 erano però in netto calo (volume relativo a 1.1) - ne deduciamo che gli investitori retail hanno gettato la spugna. Da ultimo una forte divergenza positiva é costituita dal numero dei nuovi minimi a 30 giorni sceso a 1376 (contro i 1844 di venerdì).
Riassumendo abbiamo assistito ad una certa capitolazione con un panico parziale, un mini reversal e forti divergenze positive a livello di partecipazione. Almeno a corto termine la borsa americana ha toccato il fondo e ora deve esserci un sostanziale rimbalzo. La qualità di questa reazione,che dovrebbe durare da uno a tre giorni, ci dirà se sta iniziando l'attesa fase di rialzo o se invece il minimo di ieri sull'S&P500 a 2603 punti (!) deve ancora essere peggiorato.
L'S&P500 ha aperto a 2690 punti e all'inizio é salito fino ai 2706 punti di massimo. Poi é caduto fino alle 20.40 - dapprima lentamente ed infine con un'accelerazione. Dopo aver toccato un abissale minimo a 2603 punti é rimbalzato in 20 minuti a 2641.25 punti (-0.66%). Il Nasdaq100 ha fatto peggio con una caduta fino a 6574 punti e una chiusura a 6713 punti (-2.02%). Il contrasto con il settore delle banche (BKX +1.35%) é stato evidente - questa é un'altra divergenza positiva!
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 2756 su 4456, NH/NL a 166 su 1376 e volume relativo a 1.4. Notiamo che il crollo del Nasdaq100 é stato invece accompagnato da volumi in calo - i volumi si sono concentrati in settori forti !
Insomma - la probabilità é alta che ieri sera l'S&P500 a 2603 punti, sulla forte fascia di supporto a 2600 punti, abbia toccato un minimo significativo. Nei prossimi giorni attendiamo conferme.

Stamattina il rimbalzo iniziato ieri sera in America continua. Il Nikkei ha guadagnato il +1.44% - Shanghai sta salendo del +1%. Il future sull'S&P500 é a 2660 punti (+16 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3168 punti. Le borse europee "salteranno" la caduta della borsa americana di ieri sera e si riagganciano al future sull'S&P500 - aprirano quindi con un guadagno del +0.4%. Un rialzo "sano" dovrebbe iniziare in sordina - speriamo quindi che oggi gli indici azionari europei si fermino sui livelli d'apertura  e consolidino la posizione.

Aggiornamento del 29 ottobre

L'esito delle elezioni influenza alla lunga i mercati finanziari

Durante il fine settimana si é votato in Germania ed in Brasile.
In Assia i partiti che governano a Berlino e reggono l'esecutivo di Angela Merkel hanno subito un'altra cocente sconfitta dopo quella di due settimane fà in Baviera. CDU e SPD hanno perso ognuno l'11% dei voti che sono andati soprattutto a favore dei Verdi (+8.4%) e del partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD +9%). Non é sicuro che CDU e SPD possano ancora governare in Assia poiché in parlamento possiedono solo una maggiornanza di 1 seggio (69 su 138). Per Angela Merkel questo costituisce un pesante monito - se a Berlino non si cambia qualcosa, presto il governo cadrà ed un periodo di instabilità politica in Germania nuocerà a tutta l'UE.
Jair Bolsonaro é stato eletto presidente del Brasile. Il paese sudamericano passa da un governo di sinistra ad uno di destra, estremista e populista. Tutti i governatori delle regioni sono nuovi. Questo é un cambiamento radicale di direzione politica dall'esito altamente incerto.

A breve le borse non dovrebbero reagire visto che l'esito di queste elezioni era previsto e scontato. La tendenza di fondo dei mercati viene però condizionata da questi cambiamenti di potere e probabilmente le difficoltà del governo in Germania sono una delle ragioni della debolezza relativa delle borse europee. 

Stamattina le borse sono relativamente tranquille. Il future sull'S&P500 é a 2665 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 ad alcuni minuti dall'apertura dei mercati vale 3142 punti (+8 punti). Le borse europee iniziano la giornata con guadagni intorno al +0.2%. Dopo la caduta di venerdì oggi ci dovrebbe essere una seduta di consolidamento.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -0.16% mentre Shanghai é in calo del -2.1%.

Commento del 27-28 ottobre

Esaminiamo il mercato sotto un'altra ottica

Venerdì i mercati azionari hanno avuto un'altra seduta decisamente di ribasso. Le borse europee sono in generale cadute su dei nuovi minimi annuali (con l'eccezione del FTSE MIB (-0.70% a 18683 punti) che col minimo giornaliero a 18418 punti ha solo sfiorato questo record negativo a 18411 punti). L'Eurostoxx50 ha toccato 3090 punti di minimo ed ha chiuso a 3135 punti (-0.93%) con un rally nell'ultima ora di contrattazioni. Il DAX si é comportato in maniera simile - minimo a 11051 punti e chiusura a 11200 punti (-0.94%). I nuovi minimi confermano che a corto e medio termine la tendenza é al ribasso. Anche in America c'é stato un tonfo. I maggiori indici sono crollati su un nuovo minimo di periodo confermando che giovedì c'era stato unicamente un robusto ma evanescente rimbalzo tecnico. L'S&P500 é sceso fino a 2628 punti e ha terminato la giornata a 2658.69 punti (-1.73%) - come previsto nel commento delle 14.00 la reazione dal minimo é stata sostanziale (+30 punti). Il Nasdaq100 é dovuto cadere fino ai 6743 punti prima di tornare a 6852 punti (-2.34%).
Come sapete noi pensiamo che a breve la borsa americana debba iniziare una fase di rialzo fino all'inizio del 2019 - le borse europee dovrebbero bene o male e a fatica seguire. Basiamo questa nostra convinzione sugli indicatori di lungo termine che ci dicono che il bull market non é ancora finito. Anche se il top del 21 settembre fosse un massimo definitivo, dopo una prima caduto (quella che si sta verificando adesso) il mercato dovrebbe un'ultima volta recuperare mentre gli indicatori si deteriorano. In questo caso l'atteso rialzo delle prossime settimane deve far salire gli indici su minimi discendenti (S&P500 sotto i 2941 punti del 21 settembre) - poi seguirebbe la caduta definitiva. In ogni caso manca un'ultima gamba di rialzo.
I nuovi minimi di venerdì significano ribasso. Potremmo forse avere torto? Questo ribasso può continuare e far scendere gli indici ancora per settimane molto più in basso di adesso? Esaminiamo il mercato sotto questa ottica - quella del pessimista. Dai massimi di settembre c'é una fase di ribasso che a seconda delle definizioni é una correzione. Finora c'é una serie regolare di minimi discendenti. Gli indici sono ipervenduti a corto termine (RSI sui 28 (DAX) - 30 (Eurostoxx50, S&P500) o 36 punti (Nasdaq100)). Anche a medio termine si avvicina una situazione di ipervenduto (RSI settimanale sull'Eurostoxx50 a 33.44 punti, sull'S&P500 a 36.36 punti). C'é inoltre una situazione di eccesso di ribasso definito come distanza dalle MM a 50 e 200 giorni.
Ci sono le premesse per un minimo almeno per quel che riguarda momentum e partecipazione. Non c'é però panico e realisticamente le RSI lasciano spazio verso il basso. Se fossimo short e convinti ribassisti non vedremo ancora ragioni concrete per correre a chiudere la posizioni. Secondo gli oscillatori potrebbero ancora esserci da una due settimane di mercato bumpy (mercato volatile e accidentato). Le elezioni di metà mandato in America si svolgono il 6 novembre. Come ribassista quale sarebbe il potenziale massimo di ribasso? In Europa non ci sono obiettivi chiari anche se l'ipervenduto dovrebbe limitare l'ampiezza delle ulteriori spinte di ribasso - in ogni caso abbiamo consigliato di comperare FTSE MIB a 18000 punti.
In America l'S&P500 (2658 punti) ha una forte zona di supporto a 2600 punti mentre il minimo annuale risale al 9 di febbraio a 2532 punti. Al più tardi dopo una falsa rottura al ribasso qualsiasi ribassista chiuderebbe posizioni short comperando. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.19% a 3135 punti
DAX                         -3.06% a 11200 punti
SMI                          -1.83% a 8665 punti
FTSE MIB                  -2.08% a 18683 punti
S&P500                    -3.94% a 2658.69 punti
Nasdaq100               -3.58% a 6852 punti

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere. Dei nuovi minimi annuali sono un segnale inequivocabile di ribasso. Di costruttivo notiamo unicamente il buon recupero del cambio EUR/USD a 1.1403 dopo una caduta fino a 1.1335. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva ancora 3131 punti malgrado il crollo a Wall Street.

L'S&P500 ha aperto a 2660 punti e ha avuto un'altra seduta estremamente volatile e con numerosi cambiamenti di direzione. È salito a 2671 punti ed é caduto sul minimo a 2628 punti intorno alle 17.00. È risalito ad ondate fino ai 2692 punti, é ricaduto una quarantina di punti, é di nuovo rimbalzato e sul finale si é sgonfiato fermandosi a 2658.69 punti (-1.73%) - chiusura quindi nel range di mercoledì.   La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2017 su 5182, NH/NL a 80 su 1844 (l'11 ottobre erano 2596 - mercoledì erano 2150 - questo significa che la partecipazione al ribasso é in netto calo !!!) e volume relativo a 1.5 (non buono - un nuovo minimo con volumi in calo sarebbe una buona premessa per un'inversione di tendenza). Purtroppo a livello di sentiment non ci siamo - gli investitori restano troppo fiduciosi e non notiamo panico - la volatilità VIX é ferma a 24.16 punti (-0.06). Solo i traders cominciano ad essere speculativamente orientati al ribasso - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.80 (MM a 10 g a 0.68).
La tendenza di fondo del mercato azionario americano é negativa con il 12.6% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent   
Index a 34.06. L'analisi dei COT mostra che i Commercials hanno ancora marginalmente aumentato le posizioni short.
Riassumendo é possibile che il minimo di venerdì sull'S&P500 a 2628 punti rappresenti la fine della correzione.  È però ancora poco probabile poiché c'é ancora un potenziale residuo di ribasso e manca il necessario panico per un solido minimo e inversione di tendenza. Secondo gli oscillatori la formazione di base con nuovi minimi marginali potrebbe durare fino al 9 di novembre.
Le ultime sedute non si sono chiuse sui minimi e quindi sembra che tra ribassisti e rialzisti si stia sviluppando un combattimento nel quale i ribassisti hanno ancora il sopravvento ma la forza dei rialzisti é in aumento. Speriamo che nelle prossime sedute questo spostamento di forze si accentui e che si concretizzino le premesse per un'inversione di tendenza. Dobbiamo però purtroppo constatare che questa correzione non sembra ancora essere finita su un minimo solido e definitivo.

Commento del 26 ottobre

Un altro rimbalzo tecnico da ipervenduto - la qualità delle reazioni migliora

Mercoledì sera, dopo il crollo a Wall Street, avevamo una estrema situazione di ipervenduto praticamente su tutti i mercati azionari europei ed americani e in tutti i settori. Un rimbalzo tecnico é stata la logica conseguenza. Ieri mattina però le borse europee hanno ancora aperto in negativo e su dei nuovi minimi annuali prima che finalmente le vendite si prosciugassero lasciando spazio ad alcuni acquisti soprattutto speculativi. Il rimbalzo é stato consistente e ha avuto una buona partecipazione - nei prossimi giorni ci deve però ancora essere una spinta di ribasso da esaurimento. La buona notizia é che, considerando la qualità della reazione di ieri, é possibile e probabile (soprattutto in America) che gli indici non debbano più scendere sotto i minimi di mercoledì (USA) e giovedì (Europa).

La reazione in Europa é stata faticosa. L'Eurostoxx50 (+1.09% a 3164 punti) é ancora caduto nei primi dieci minuti di contrattazioni fino a 3108 punti ma poi é risalito a metà giornata di circa 60 punti dal minimo. Nel pomeriggio é ancora scivolato verso il basso e neanche le rassicuranti parole di Mario Draghi sono bastate a sostenerlo. Verso le 15.40 l'indice era di nuovo praticamente in pari e solo il buon inizio di seduta a Wall Street gli ha permesso di salire e chiudere a ridosso del massimo giornaliero con un guadagno di 34 punti.
La debolezza dell'EUR (EUR/USD a 1.1360) e la stabilità del Bund non hanno confermato la seduta positiva della borsa. Divise e tassi d'interesse non hanno reagito con un sospiro di sollievo - solo gli spreads sui titoli di Stato sono scesi ma di poco.
Il DAX tedesco (+1.03% a 1307 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Banche (SX7E +1.53% a 96.40 punti) e FTSE MIB (+1.78% a 18815 punti) hanno fatto meglio. La borsa italiana si trova in una situazione particolare. A breve pensiamo che ci sarà una trattativa politica ed un accordo tra Bruxelles e Roma riguardante il piano finanziario del governo ed il deficit. L'Italia farà delle limitate concessioni simboliche e l'UE le accetterà stando al gioco per evitare problemi più gravi. Questo potrebbe provocare una fase di rialzo a corto termine di sostanziali dimensioni. I problemi però saranno solo rimandati. Se nei prossimi giorni ci fosse ancora una spinta di ribasso su un nuovo minimo annuale (ca. 18000 punti?) provocata da un tuffo di Wall Street vale la pena comperare il FTSE MIB in previsione di un rally fino a circa 20500 punti. Qualsiasi ribasso ha delle fasi di rialzo in controtendenza...

Il rialzo é poi proseguito in America e si é trasformato in un mini rally con evidenti coperture di posizioni short. L'S&P500 (+1.86% a 2707.57 punti) ha aperto a 2679 punti e all'inizio é ancora caduto a 2667 punti di minimo. Poi ad ondate é salito fino in tarda serata su un massimo a 2722 punti. Sul finale é arretrato a 2705 punti - il guadagno giornaliero di 49 punti é considerevole. Ovviamente i traders si sono buttati sulla tecnologia (Nasdaq100 +3.35% a 7016 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5167 su 1286, NH/NL a 109 su 1286 e volume relativo a 1.4. Sul fronte del sentiment la volatilità VIX é scesa solo a 24.22 punti (-1.01) (segnale positivo poiche sembra che gli investitori restano prudenti) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.66.
Malgrado la buona qualità e partecipazione del rimbalzo si é trattato di una seduta in trading range e i maggiori indici sono rimasti sotto la MM a 200 giorni. Non é l'inizio del rialzo ma una buona premessa per una solida base.

Ieri sera dopo la chiusura a Wall Street Amazon e Google hanno presentato risultati trimestrali deludenti. La risposta del mercato non si é fatta attendere. Il future sull'S&P500 é caduto fino a 2657 punti ed é ora (08.20) a 2672 punti (-16 punti). Le borse asiatiche non rimbalzano. Il Nikkei perde ancora il -0.39% - Shanghai é in calo del -0.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3136 punti. Le borse europee apriranno con un tuffo del -1% che cancellerà praticamente i guadagni di ieri. Si preannuncia un'altra seduta difficile per i mercati finanziari. Pensiamo però che questa volta i rialzisti cominceranno ad essere attivi e a fine giornata potrebbe esserci una sorpresa positiva. Crediamo che la chiusura in Europa sarà sopra i livelli d'apertura - candela verde o bianca!

Commento del 25 ottobre

Minicrash  senza panico (S&P500 -3.09%) - malgrado l'ipervenduto ci deve essere ancora una spinta di esaurimento


Ieri le seduta in Europa é stata nuovamente negativa. I maggiori indici azionari hanno chiuso sui minimi giornalieri e nuovi minimi annuali ed in ipervenduto. L'Eurostoxx50 é caduto fino a 3129 punti e ha chiuso a 3130 punti (-0.34%). La RSI giornaliera é a 26.49 punti. Tecnicamente non c'é nulla di nuovo poiché il ribasso continua e fino a quando l'America non avrà toccato il fondo e iniziato il recupero l'Europa, appesantita dal problema UE-Italia, continuerà a scendere. Non c'é bisogno di fare un'analisi approfondita di questa giornata. Il minicrash a Wall Street ha avuto conseguenze anche sui mercati europei. Ieri sera alle 22.00, sulla base delle quotazioni del future, l'Eurostoxx50 valeva 3103 punti. È quindi evidente che l'ipervenduto non basta a bloccare il ribasso anche se un forte rimbalzo tecnico é nell'aria. Oggi si riunisce la BCE per discutere la politica monetaria. I tassi d'interesse resteranno invariati. Nella conferenza stampa delle 14.30 Mario Draghi cercherà di ridare fiducia ai mercati finanziari e assicurare l'impegno della BCE a sostenere la crescita economica e garantire la stabilità del sistema. Vedremo se questo basterà a scatenare un rally tecnico da ipervenduto.
DAX (-0.73% a 11191 punti, RSI a 24.50 punti) e FTSE MIB (-1.69% a 18485 punti, RSI a 25.01 punti) si trovano nella stessa costellazione tecnica dell'Eurostoxx50 - l'SMI é un pò meglio (-0.49% a 8724 punti, RSI a 39.69 punti).
Il settore bancario é un disastro (SX7E -2.21% a 94.95 punti). Un'ultimo segnale negativo proviene dalla caduta del cambio EUR/USD a 1.1405. Come ad agosto dovrebbe trattarsi di una momentaneea rottura sotto il canale d'oscillazione 1.15-1.18. È però un ulteriore indizio delle difficoltà del momento. 

La borsa americana é stata travolta da un'ondata di vendite e gli indici azionari sono crollati su dei nuovi minimi per questa correzione. L'S&P500 (-3.09% a 2656.10 punti) é caduto decisamente più in basso di quanto ci aspettavamo. Pensavamo che potesse stabilizzarsi sui 2700 punti ma quando la volatilità diventa alta esiste questo rischio di esagerazioni. La nostra previsione a medio termine non cambia - necessita unicamente di un aggiustamento poiché la fine della correzione é evidentemente rimandata e in seguito sarà diffciile che l'S&P500 possa risalire fino ai 3000 punti. Restiamo però dell'opinione che ci debba ancora essere una sostanziale e sostenibile fase di rialzo fino all'inizio del 2019.
Nell'immediato esiste un problema - ieri non c'é stato il panico necessario per un solido minimo. Secondo le statistiche nel due terzi (66%) dei casi ad una seduta come quella di ieri segue un'altra giornata negativa malgrado l'ipervenduto (RSI sull'S&P500 a 24.30). Il minimo definitivo sarà quindi molto probabilmente sotto i 2652 punti.
Basta dare un'occhiata alla mappa del mercato (S&P500) di ieri (vedi grafico soprastante) per rendersi conto che la seduta a Wall Street é stata pessima. La tecnologia é stata travolta da uno tsunami di vendite (Nasdaq100 -4.63%) - pensiamo quindi che gli investitori retail abbiano finalmente gettato la spugna. I pochi guadagni ci concentrano nel difensivo settore dei consumi di base e nelle azioni delle società di pubblica utilità che salgono quando i tassi d'interesse scendono.
L'S&P500 ha aperto in pari a 2740 punti e all'inizio é ancora salito a 2742 punti. Poi i ribassisti ed i traders hanno preso l'iniziativa - la tecnica ha iniziato a dominare. L'S&P500 é caduto a 2704 punti e qui c'é stato un primo rimbalzo fino a 2725 punti. Poi c'é stata una caduta fino ai 2692 punti (minimo di martedì a 2691 punti) e qui si é verificato il secondo ovvio rimbalzo fino ai 2710 punti. Dopo le 20.40 la diga ha ceduto. L'S&P500 é crollato fino a 2652 punti di minimo e ha chiuso a 2656.10 punti (-3.09%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1297 su 5946, NH/NL a 146 su 2150 (contro i 2596 dell'11 ottobre con l'S&P5000 a 2710 punti / questa é una divergenza positiva!) e volume relativo a 1.5. E ora passiamo ai dati sul sentiment - qui c'é ancora un problema. La volatilità VIX é salita a 25.23 punti (+4.52 punti) - l'11 ottobre aveva raggiunto i 28.84 punti - noi volevamo vedere un'impennata sopra i 30 punti. La CBOE Equity put/call ratio é andata solo a 0.71 - noi ci aspettavamo un valore sopra i 0.80. Gli investitori sono molto preoccupati ma non ancora in panico. Potrebbe e dovrebbe ancora esserci una conclusiva spinta di ribasso da esaurimento. Attenzione che questa volta il risultato potrebbe essere un key reversal day. Significa un tuffo seguito durante la giornata da un'inversione di tendenza e una chiusura in positivo. Per comperare bisogna agire durante la giornata con dei limiti d'acquisto e non aspettare la chiusura per avere la conferma che il segnale d'acquisto é valido. Dei traders in cerca d'avventura possono mettere limiti d'acquisto sui 2600 punti - qui tra fine marzo e inizio maggio si é formata una solida base - il minimo annuale del 9 febbraio é a 2532 punti.

Stamattina in Asia il ribasso delle borse continua. Il Nikkei perde il -3.86% - Shanghai é in calo del -1%. Il future sull'S&P500 nell'ultima mezz'ora si é mosso di una decina di punti - ora é a 2671 punti (+7 punti) - i mercati sono nervosi e volatili. L'Eurostoxx50 alle 08.05 vale 3106 punti. È impossible prevedere l'esito della seduta odierna. Un investitore deve stare a guardare e attendere una stabilizzazione prima di prendere decisioni d'investimento. Traders aggressivi possono provare, in caso di eccessi di ribasso, di aprire posizioni long. Tra un -1% ed un -3% rispetto alla chiusura di ieri bisogna mettere dei limiti d'acquisto. Buona fortuna !
Le decisioni della BCE verranno comunicate alle 13.45 - la conferenza stampa di Mario Draghi segue alle 14.30.

Commento del 24 ottobre

L'S&P500 testa i 2710 punti e tocca un nuovo minimo a 2691 punti - i dati sul sentiment non garantiscono un minimo definitivo

Ieri le borse europee hanno avuto una pessima giornata e sono precipitate su dei nuovi minimi annuali e nuovamente in ipervenduto. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3132 punti ed ha chiuso a 3141 punti (-1.54%). DAX (-2.17% a 11274 punti, nuovo minimo annuale a 11228 punti) e FTSE MIB (-0.86% a 18802 punti, nuovo minimo annuale a 18705 punti) si sono comportati in maniera simile. Queste accelerazioni al ribasso sono degli evidenti segnali negativi e normalmente la tendenza deve continuare. Sapete però che siamo in attesa di un minimo significativo prima dell'inizio di una sostenibile fase di rialzo, almeno in America. Di conseguenza nei commenti di ieri sera ci siamo limitati a queste poche frasi: "L'Eurostoxx50 apre in gap down e crolla su un nuovo minimo annuale. L'indice é in ipervenduto. È abbastanza per l'atteso minimo significativo? Bisogna comperare? La risposta possiamo darvela domani mattina dopo aver osservato e analizzato chiusura a Wall Street." Passiamo quindi direttamente a commentare la seduta in America.

La seduta a New York é stata negativa ma c'é stata una forte reazione dal minimo che rappresenta per lo meno l'inizio di un altro rimbalzo tecnico. Potrebbe rappresentare l'inizio dell'attesa fase di rialzo a medio termine visto che come atteso l'S&P500 (-0.55% a 2740.69 punti) ha testato il minimo dell'11 ottobre e ha toccato un nuovo minimo marginale a 2691.43 punti. Non si é però verificato un key reveral day poiché l'S&P500 a fine giornata ha ancora lasciato 15 punti sul terreno. Inoltre i dati sul sentiment non hanno mostrato quel panico necessario per un solido  e definitivo minimo. La volatilità VIX é salita "solo" a 20.71 punti (+1.07) con un massimo giornaliero a 24.66 punti - l'11 ottobre il massimo era stato di 28.84 punti. Inoltre la CBOE Equity put/call ratio ha segnato un 0.61, valore che corrisponde alla media di lungo periodo. Insomma quello di ieri sembra un'altro rimbalzo tecnico da ipervenduto - guarda caso il limite inferiore delle BB é a 2693 punti. Non siamo convinti che da adesso inizia l'attesa fase di rialzo - temiamo ulteriori ricadute anche se siamo sicuri che in un'ottica a medio termine bisogna essere long sui 2700 punti di S&P500.  
L'S&P500 ha aperto in gap down a 2712 punti. Su questo ovvio supporto c'é stata una breve reazione che ha fatto risalire l'indice a 2720 punti. Poi c'é stata un'ultima ondata di vendite e bucati i 2710 punti l'S&P500 é sceso alle 16.20 sul minimo giornaliero a 2691 punti. Da qui é iniziato il recupero - ad ondate costanti l'S&P500 é risalito fino alle 21.20 e ha toccato un massimo giornaliero a 2753 punti. In questa maniera ha chiuso il gap d'apertura (minimo di lunedì a 2749 punti). Sul finale é ricaduto ed ha chiuso a 2740.69 punti (-0.55%). Il Nasdaq100 ha mostrato forza relativa. L'indice tecnologico non é sceso sotto il minimo dell'11 ottobre a 6892 punti, si é limitato ad una caduta fino a 6933 punti e ha chiuso a 7118 punti (-0.32%). Non sappiamo se questa fiducia nel settore tecnologico e questo buon comportamento (l'indice non é dovuto scendere in ipervenduto prima di risalire) sia un buon segno oppure no. Probabilmente lo capiremo tra oggi e domani osservando la reazione del mercato alla pubblicazione dei risultati trimestrali di Microsoft e AMD (oggi), Amazon Google e Intel (domani).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2117 su 5093, NH/NL a 101 su 2129 (contro i 2598 dell'11 ottobre !) e volume relativo a 1.4. L'aumento contenuto dei nuovi minimi a 30 giorni é un segnale costruttivo - la partecipazione al ribasso diminuisce.
A corto termine l'S&P500 potrebbe rimbalzare in area 2800 punti. Se risale unicamente fino ai 2770 punti (la MM a 200 giorni scorre a 2768 punti) e poi ridiscende, la fase di formazione di base intorno ai 2700 punti é destinata a durare ancora parecchi giorni.

Stamattina verso le 06.00 il future sull'S&P500 era a 2747 punti - alle 08.00 é ridisceso a 2739 punti (-7 punti). Non sembra che le borse siano convinte della reazione di ieri sera - i venditori riappaiono. Le borse asiatiche sono miste e i guadagni sono modesti. Il Nikkei sale del +0.4% - Shanghai segue con una simile plusvalenza. L'Eurostoxx50 ieri sera alle 22.00 era teoricamente risalito a 3175 punti (+34 punti). Stamattina non riesce a confermare appieno il recupero. Dovrebbe riaprire alle 09.00 intorno ai 3166 punti. Questo guadagno iniziale del +0.8% non basta a cancellare le perdite di ieri e rischia di evaporare nel corso della giornata.
Non sono di certo le esibizioni di Angelo Ciocca a convincere gli investitori che il budget del governo italiano é il metodo giusto per riportare l'Italia sulla strada della crescita economica. Con questi sistemi la Lega potrà vincere le prossime elezioni europee. Non conquisterà però la fiducia degli investitori internazionali e questo alla lunga sarà un problema sempre più grave per i mercati finanziari.

Commento del 23 ottobre

Il crollo delle banche (SX7E -1.17%, BKX -2.74%) preannuncia una spinta di ribasso

Ieri le borse hanno aperto al rialzo. Durante la giornata gli indici si sono però lentamente sgonfiati mentre le vendite aumentavano e i compratori si ritiravano. La seduta é iniziata bene e finita male. I ribassisti controllano ancora le operazioni. Il risultato sia in Europa (Eurostoxx50 -0.65% a 3190 punti) che in America (S&P500 -0.43% a 2755 punti) é stato una seduta moderatamente negativa. Nulla di speciale ma ormai le rotture al ribasso ed i nuovi minimi si sommano.
La chiusura dell'Eurostoxx50 é stata la peggiore dell'anno. La crisi italiana sta lentamente coinvolgendo le borse europee. L'indice delle banche europee SX7E ha nuovamente perso il -1.17% a 98.35 punti - e non é solo colpa delle azioni delle banche italiane.
Il DAX (-0.26%) ha perso solo 29 punti ma ovviamente questa seduta ha lanciato segnali negativi. L'indice ha chiuso vicino al minimo giornaliero e poco sopra il minimo annuale. L'unico aspetto incoraggiante sono i volumi in calo che suggeriscono un prosciugamento delle vendite. Sembra che ci voglia un nuovo minimo annuale marginale con un pò di panico per terminare la correzione. Come anticipato non sappiamo se poi segue una fase di sostenibile rialzo come ci aspettiamo in America. Il grafico nel complesso é preoccupante con MM in calo che pesano sul DAX come una cappa. Restiamo prudenti e attendiamo il momento buono e segnali costruttivi prima di comperare.
Il FTSE MIB (-0.60% a 18966 punti) ha terminato la seduta sul minimo giornaliero - questa é la peggiore chiusura dell'anno. L'ipervenduto può sempre provocare un rimbalzo tecnico - la tendenza é però ancora al ribasso e quindi ci prepariamo nel futuro a nuovi minimi annuali. Il governo può sfidare i mercati finanziari - non deve però meravigliarsi se la reazione é negativa.
Vi ricordiamo che nel commento tecnico dell'11-12 agosto abbiamo indicato un obiettivo a medio termine a 17500-18000 punti. Quella che sembrava un'idea bizzarra diventa lentamente realtà. Solo l'atteso rialzo della borsa americana fino all'inizio di gennaio dell'anno prossimo può impedire la caduta del FTSE MIB su questo obiettivo.
La notizia peggiore viene però dal fronte delle divise. Il cambio EUR/USD cade a 1.1460 e questa volta temiamo che non riuscirà più a tornare stabilmente sopra i 1.15. EUR debole é sinomimo di borse europee deboli. Probabilmente Eurostoxx50 e colleghi nei prossimi giorni scenderanno più in basso - sembra che sia necessario un nuovo minimo annuale marginale per completare la correzione e la formazione di una base prima di una fase di rialzo.
In generale c'é ancora troppa compiacenza nel mercato - la fiducia degli investitori é ancora alta e tutti sono convinti che presto o tardi le borse ricominceranno a salire. Solo quando la maggioranza degli operatori, degli analisti e degli investitori temeranno un crash questa correzione sarà finita - teniamo d'occhio gli indicatori di sentiment - questa volta ci vorrà un forte eccesso per stabilire una solida base.

Anche a Wall Street abbiamo avuto una seduta negativa. A livello settoriale ci sono però state delle notevoli differenze. Il Nasdaq100 ha guadagnato il +0.48% a 7141 punti - l'indice delle banche BKX ha perso il -2.74%. Il primo sembra un rimbalzo tecnico - il secondo é una preoccupante rottura al ribasso.
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2778 punti e dopo un'ora era sul minimo a 2749 punti. Poi ha recuperato una decina di punti e le oscillazioni sono diminuite d'intensità. L'indice si é fermato a 2755.88 punti (-0.43%) con una perdita di 12 punti. Nulla di grave ma ora sul grafico abbiamo quattro candele rosse consecutive e ogni tentativo di rimbalzo é stato respinto. L'impressione é che l'S&P500 prepari l'atteso test del minimo a 2710 punti. Temiamo che il test possa essere pesante - il bordo inferiore delle BB é a 2705 punti, la RSI é a 34.38 punti, e la volatilità VIX é tornata a 19.64 punti (-0.25). Esiste quindi spazio verso il basso - teoricamente abbastanza per un nuovo minimo marginale sotto i 2710 punti. Ieri anche la CBOE Equity put/call ratio (0.57) ci ha delusi abbandonando i 0.80.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2796 su 4348, NH/NL a 122 su 1324 (!) e volume relativo a 1.05.
Stamattina il future é a 2725 punti (-31 punti) - non abbiamo quindi bisogno di filosofare sui dati - é evidente che oggi avremo una pessima giornata con nuovi minimi annuali in Europa - vedremo dove cade l'S&P500.

La giornata é iniziata male già in Asia. Il Nikkei perde il -2.70% - Shanghai é in calo del -2.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3148 punti. Le borse europee apriranno con perdite stimate al -1.2% e su dei nuovi minimi annuali. Un mini crash é possibile. Teniamo d'occhio i dati sul sentiment per capire se é arrivato il momento per comperare.

Aggiornamento del 22 ottobre

Per i mercati finanziari sono importanti i tassi d'interesse ed i risultati delle imprese - non l'Arabia Saudita

L'Arabia Saudita ha confermato che il giornalista Khasshoggi é stato ucciso all'interno dell'ambasciata a Istambul. Secondo la versione dell'Arabia Saudita Khasshoggi sarebbe morto a seguito di una colluttazione con le forze di sicurezza e il principe ereditario Salman non sarebbe stato a conoscenza del fatto. Questa versione é inverosimile. Probabilmente gli agenti hanno ammazzato il giornalista su mandato di Salman. Il caso sta alzando un'ondata di indignazione in tutto il mondo - probabilmente però le conseguenze politiche e economiche saranno trascurabili. L'Occidente ha bisogno del petrolio saudita che é un ottimo cliente commerciale non solo per gli importanti acquisti di armi. Gli interessi prevarranno. In ottobre il prezzo del petrolio é sceso da circa 76 USD agli attuali 69 USD/oncia. La crisi non ha conseguenze sui mercati finanziari.

Questa settimana circa 150 società dell'S&P500 comunicheranno i risultati trimestrali. Spiccano Microsoft, Amazon e Google. Questi dati insieme ai movimenti dei tassi d'interesse saranno determinanti per lo sviluppo della borsa.
Giovedì 25 agosto si riunisce la BCE per discutere la politica monetaria. È previsto che i tassi d'interesse restarano invariati ma ovviamente il caso Italia sarà al centro dell'attenzione. Come osservatori esterni siamo sorpresi di come gli italiani valutino la situazione. L'Italia é un paese sovrano e il Governo ha la libertà, all'interno dei trattati sottoscritti, di prendere le decisioni di spesa pubblica e di bilancio che ritiene giuste e necessarie per il popolo italiano. Gli investitori reagiscono di conseguenza e se lo spread sui titoli di Stato sale e la borsa scende non é un complotto internazionale ma una logica e razionale scelta d'investimento. Se l'economia italiana non va bene non é colpa della Germania o di Bruxelles ma soprattutto dei vari governi che hanno retto le sorti del Paese negli ultimi decenni. Questo sentimento antieuropeista nuoce all'Italia - il confronto con i burocrati di Bruxelles porta a breve ulteriori voti a Lega e Cinque Stalle - non crediamo però il programma economico presentato a metà ottobre possa rilanciare la crescita economica e abbattere la discoccupazione - troppe sovvenzioni e regali agli elettori - troppi pochi investimenti. Stiamo a vedere.

Stamattina i mercati finanziari partono con una nota positiva grazie al balzo del +4.2% della borsa cinese. Il Nikkei guadagna il +0.38%. Il future sull'S&P500 é a 2774 punti (+7 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3233 punti (+23 punti) - le borse europee apriranno con un guadagno di circa il +0.6%. Temiamo che nel corso della giornata si sgonfieranno ma non vediamo ragioni per una seduta negativa.
Fiat vende l'unità Magneti Marelli al fondo d'investimento americano KKR (tramite la controllata giapponese Calsonic Kansei) per 7.1 Mia di USD - questa operazione dovrebbe far fare un salto all'azione. Il prezzo di vendita é superiore ai 6.2-6.6 Mia inizialmente previsti. La vendita all'estero non é un buon segnale per l'Italia.

Commento del 20-21 ottobre

CBOE Equity put/call ratio a 0.82 - l'S&P500 deve fare ancora un tuffo e poi riparte al rialzo - faticosa formazione di base

Dopo la caduta di giovedì, venerdì le borse hanno avuto una seduta di pausa. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3210 punti (-0.02%) - durante la giornata é sceso fino a 3185 punti - il minimo annuale del 15 ottobre a 3180 punti é nuovamente vicino. Durante la giornata il FTSE MIB (-0.04% a 19080 punti) é sceso su un nuovo minimo annuale a 18754 punti. L'indice delle banche europee é precipitato fino ad un nuovo minimo annuale a 97.20 punti prima di recuperare e chiudere a 99.51 punti (-0.57%). Questo conferma che le borse europee sono tecnicamente più deboli di quella americana. Siamo convinti che i 2710 punti di S&P500 (-0.04% a 2767.78 punti) sono un buona base o valido punto di riferimento per un rialzo di alcuni mesi - per il momento non sembra però che le borse europee abbiano la forza di seguire.
Il previsto test dei minimi di ottobre sfocerà in Europa su nuovi minimi annuali marginali - in America avremo invece minimi ascendenti o discendenti ma non lontani dai livelli raggiunti l'11 ottobre. Anche in America però i problemi non mancano - venerdì l'indice dei trasporti DJ Transportation (+0.33%) e Russell2000 (-1.20%) sono scesi a pochi punti dai minimi dell'11 ottobre e probabilmente nei prossimi giorni scenderanno più in basso. Anche all'interno della tecnologia ci sono ulteriori segni di cedimento - venerdì l'indice dei semiconduttori SOX (-1.55%) ha sfiorato un nuovo minimo semestrale.

Insomma - come pensavamo il rialzo dal 15 ottobre non si svolge in maniera lineare ma ha bisogno un certo periodo di consolidamento e alcuni test dei minimi prima di potersi sviluppare. In Europa bisogna essere prudenti poiché il problema italiano rischia di creare una crisi del sistema finanziario. Non é il deficit dello Stato in sé stesso a causare la debolezza dei mercati finanziari. Il conflitto tra il governo italiano e le istituzioni dell'UE stanno però facendo salire alla superficie tutte una serie di problemi - dalla Brexit ai desideri di indipendenza di parecchi Paesi membri (tipo Polonia) - dal dilemma della moneta unica (EUR) senza la necessaria unione fiscale alla mancanza di un budget di spesa pubblica a livello di UE. Siamo ormai al punto in cui l'EU deve decidere se stringere i legami con una maggiore solidarietà o se sfaldarsi. Il processo dovrebbe durare anni e nel frattempo la crisi sarà strisciante poiché non ci sarà più una politica monetaria estremamente accomodante ad attenuare le tensioni finanziarie e nascondere i problemi sotto una marea di liquidità. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.54% a 3210 punti
DAX                         +0.26% a 11553 punti
SMI                          +2.37% a 8872 punti
FTSE MIB                  -0.91% a 19080 punti
S&P500                    +0.02% a 2767.78 punti
Nasdaq100               -0.70% a 7107 punti

Venerdì mattina le borse europee sono sceso. Dopo mezzogiorno sono risalite ed hanno chiuso praticamente in pari con l'eccezzione delle Svizzera. L'SMI (+1.06% 8872 punti) questa settimana si é mosso controcorrente grazie ai buoni risultati trimestrali di Nestlé (+3.09%), Novartis e Roche -  queste 3 azioni costituiscono il 54% dell'indice e da sole possono determinarne la performance.
Vedete nella performance settimanale degli indici azionari europei che il forte rimbalzo tecnico delle prime due sedute della settimana é svanito ed ora gli indici sono nuovamente sul minimo di lunedì. La differenza é che gli indici non sono più così ipervenduti come una settimana fà (le RSI erano sui 25-27 punti - ora sono sui 30.86 (FTSE MIB) 33.85 punti (Eurostoxx50). Mancando il forte ipervenduto é possibile e probabile che settimana prossima ci sia ancora un tuffo. Se Salvini e Di Maio continuano a litigare e le tensioni con Bruxelles aumentano é probabile che il FTSE MIB vada avanti a sottoperformare e scendere.

La borsa americana ha aperto con un consistente guadagno ma nel corso della giornata si é sgonfiata e i maggiori indici hanno poi chiuso con leggere perdite. Dopo la caduta di giovedì non c'é stata una valida reazione e questo lascia presupporre a breve termine una continuazione verso il basso. Sulla base degli indicatori di sentiment pensiamo però che nel corso di settimana prossima l'S&P500 debba ripartire al rialzo - finalmente la CBOE Equity put/call ratio (0.82) ha superato i 0.80 - comincia ad esserci quello speculazione al ribasso necessaria per un solido minimo.
L'S&P500 ha aperto a 2778 punti. Fino alle 16.00 é salito sul massimo a 2797 punti. A ridosso dei 2800 punti si é fermato e con varie ondate di ribasso é sceso fino ad un minimo a 2760 punti verso le 20.00. Sul finale é risalito a 2767.78 punti (-0.04%). Il Nasdaq100 (-0.12% a 7107 punti) si é comportato in maniera simile. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2838 su 4265, NH/NL a 147 su 1143  e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX si é fermata a 19.89 punti (-0.17).
In un ottica a lungo termine ci preoccupano i dati che provengono dai due indicatori che usiamo per determinare la tendenza di base: solo il 18.2% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 42.49. Tra il massimo del 26 gennaio a 2872 punti e quello del 21 settembre a 2941 punti sono emerse delle massicce divergenze negative. È quindi possibile che il mercato azionario americana stia finalmente formando un top di lungo periodo e che la fase di rialzo iniziata il 15 ottobre non sia più in grado di cambiare la tendenza di base. La prossima spinta di rialzo potrebbe deludere a far fermare l'S&P500 sotto i 2872 punti senza l'attesa estensione fino ai 3000 punti.
Settimana scorsa avevamo citato l'analisi dei COT e affermato che lo sviluppo negativo andava monitorato. Questa settimana le posizioni short dei Commercials sono aumentate. Questi investitori professionisti, che spesso fanno delle scommesse corrette, sono prudenti e prevedono un ulteriore calo dell'S&P500. Attenzione quindi che dai 2767 punti di venerdì il test del minimo a 2710 punti potrebbe anche sfociare in un nuovo minimo mensile. Senza panico o una solida base é meglio aspettare e non comperare.
Venerdì il reddito dell'US Treasury Bonds decennale é salito a 3.20%...

Commento del 19 ottobre

Gli USA alzano i toni con la Cina - l'UE rimprovera l'Italia - i tassi d'intesse sul USD salgono - le borse cadono

L'Unione europea riunita a Bruxelles critica aspramente il budget dello Stato italiano che prevede un deficit per il 2019 del -2.4% e un aumento del debito pubblico. Logicamente gli investitori reagiscono negativamente a questo litigio combattuto a colpi di dichiarazioni pubbliche e nel sistema finanziario appaiono gli abituali sintomi di stress. Gli investitori comprano il bene rifugio Bund (+0.51% a 159.74) e i tassi d'interesse di riferimento sull'EUR scendono. Contemporaneamente salgono i tassi d'interesse che deve pagare lo Stato italiano e lo spreads tra Bund e BTP decennali lievita a 330 bps. Le azioni delle banche crollano e l'indice delle banche europee cade su un nuovo minimo annuale a 100.08 punti (-2.20%). Ovviamente la seduta in Europa é stata decisamente negativa. Il FTSE MIB (-1.89% a 19087 punti) é crollato ed é caduto su un nuovo minimo annuale. La strada verso il basso é aperta. Non siamo in grado di prevedere le conseguenze di questa crisi all'interno dell'EU che rischia di minare le fondamenta economiche di questa alleanza - i riflessi sui mercati finanziari sono in ogni caso negativi. Purtroppo la situazione politica si sta sviluppando come avevamo temuto. L'analisi tecnica segnalava da mesi il pessimismo degli investitori. La tendenza di fondo sul FTSE MIB é al ribasso e per ora non si vede la fine della caduta - le reazioni all'ipervenduto sono dei semplici e modesti rimbalzi tecnici ai quali seguono ulteriori minimi. L'obiettivo intermedio a 18750 punti si avvicina.
I problemi tra Italia e EU hanno influenzato anche l'Eurostoxx50 (-0.97% a 3211 punti) e il DAX  (-1.07% a 11589) che hanno terminato la giornata sui minimi giornalieri e con sensibili perdite. Si riavvicinano i minimi annuali che per l'Eurostoxx50 si situa a 3180 punti. A questo punto il rialzo di martedì é stato evidentemente solo un rimbalzo tecnico che é servito ad alleviare l'ipervenduto. Ora segue un'altra spinta di ribasso a testare il minimo annuale. Le conseguenze sono ancora incerte come abbiamo anticipato e spiegato nell'analisi dell'ultimo fine settimana. Secondo l'analisi tecnica l'Europa é più debole dell'America.
In Svizzera c'é stata una seduta anomala. L'SMI si é mosso in direzione opposta al resto dell'Europa grazie ai risultati trimestrali di Novartis (+1.90%) che sono stati ben accolti dagli investitori. L'ottimismo ha contagiato anche l'altra azione farmaceutica (Roche +1.08%). Questo é bastato a far salire l'SMI malgrado una A/D negativa a 9 su 11. Questo effetto é irripetibile e quindi é probabile che oggi l'SMI ricominci a seguire Eurostoxx50 e colleghi.


Il ribasso é continuato in America ma per ragioni diverse. Gli Stati Uniti si ritirano dal trattato postale che permetteva di inviare pacchetti dalla Cina a prezzi stracciati. Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina si intensificano. Inoltre prosegue la discussione sulla politica monetaria della FED e come conseguenza i tassi d'interesse continuano lentamente ma inesorabilmente a salire - ieri il reddito dell'EU Treasury Bond si é fermato al 3.17%. Anche la borsa americana nella seconda parte delle seduta é stata travolta da un'ondata di vendite.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2794 punti e fino alle 17.00 é risalito quasi in pari a 2806 punti. Poi però i ribassisti hanno preso l'iniziativa. Ci sono state due ondate di vendite e l'S&P500 verso le 18.40 é sceso sul minimo a 2855 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni si é risollevato di una ventina di punti e ha chiuso infine a 2768.78 punti (-1.44%) con una vistosa perdita di 40 punti. La caduta é stata più pesante per il Nasdaq100 (-2.23% a 7116 punti) e per il DJ Transportation (-2.62%) che é di nuovo vicinissimo al minimo della correzione di ottobre. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1404 su 5748, NH/NL a 130 su 866 e volume relativo a 1.1 (una seduta negativa con volumi in aumento é un segnale tecnico negativo). La volatilità VIX é balzata a 20.06 punti (+2.66) mentre la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.73.
Ieri alle 14.00 nell'analisi dell'S&P500 abbiamo descritto nel dettaglio cosa potrebbe succedere in questa fase di mercato: "Non pensiamo però che il rialzo possa svilupparsi nelle prossime settimane in maniera lineare. Siamo convinti che presto o tardi ci deve essere ancora una fase di debolezza con un test del minimo a 2710 punti. Come anticipato questa mattina il percorso nei prossimi mesi sarà accidentato. Un ritracciamento del 50% della correzione di ottobre farebbe risalire l'S&P500 sui 2825 punti. Pensiamo quindi che ci possa essere ancora un'estensione di questa gamba di rialzo fino ai 2825-2850 punti e poi ci deve ancora essere una spinta di ribasso. Vi ricordiamo che il minimo annuale del 9 febbraio é stato ritestato solo il 2 aprile - anche questa volta il mercato potrebbe aver bisogno di settimane prima di tornare a testare i minimi e muoversi in seguito in direzione del massimo annuale (2941 punti). Noi prevediamo un rialzo fino a metà gennaio 2019 - nel frattempo però le oscillazioni nelle due direzioni potrebbero essere ampie e numerose. Sappiamo solo che il minimo a 2710 punti é sulla parte inferiore del range (se non é il minimo definitivo) e che all'inizio dell'anno prossimo l'S&P500 potrebbe salire fino a 3000 punti." Il riassunto é presto fatto - nelle prossime settimana ci sarà volatilità - il percorso per salire su un nuovo massimo sarà accidentato - sui 2700-2750 punti si può comperare l'S&P500 in un'ottica a medio termine con buone probabilità di guadagno - tra le tante sedute positive ci saranno però anche parecchie sedute negative e amari ritracciamenti come quello di ieri.

Stamattina i mercati finanziari sembrano ritrovare fiducia e ripartono nella direzione opposta. Il future sull'S&P500 é a 2784 punti (+11 punti) e l'Eurostoxx50 alle 08.10 vale 3220 punti (+9 punti). Non pensiamo che nell'ultima seduta della settimana la tendenza possa cambiare rispetto a ieri - probabilmente oggi ci sarà una seduta di consolidamento e il combattimento tra rialzisti e ribassisti si concluderà con un nulla di fatto. Gli investitori sono però nervosi e basterebbero alcune notizie negative per scatenare un'altra ondata di vendite. Non ci sarà più l'ipervenduto ad impedire una caduta degli indici.
Per la cronaca il Nikkei perde il -0.6% mentre Shanghai sale del +2.5%. Il cambio EUR/USD é sceso sotto gli 1.15 a 1.1470 - questo per le borse europee non é un segnale positivo.

Commento del 18 ottobre

Ritracciamento e consolidamento - di per sé un segnale positivo

Ieri le borse europee non hanno copiato il rally di martedì a New York. Hanno aperto timorose e hanno chiuso con moderate perdite (Eurostoxx50 -0.44% a 3243 punti). Sui grafici appaiono della candele rosse con minimo a massimo ascendenti. Nel complesso il comportamento delle borse europee é stato costruttivo ma oggi non deve esserci un'altra seduta negativa. I guadagni di martedì non devono andare persi in caso contrario gli indici azionari europei andranno a testare i minimi annuali toccati lunedì 15 ottobre. Malgrado discussioni a Bruxelles sul budget italiano, il crollo di Fresenius (-16.48%) che ha messo sotto pressione il settore farmaceutico e la debole apertura a Wall Street l'Eurostoxx50 ha perso solo 14 punti. Questo sembra a prima vista un semplice ritracciamento prima di saltare più in alto. Abbiamo terminato il commento di ieri mattina con questa osservazione: "In un ottica a medio termine sarebbe meglio che adesso ci siano alcuni giorni di consolidamento. Se l'Eurostoxx50 restasse tra i 3250 ed i 3275 punti fino a venerdì avremmo una solida base per continuare in seguito il rialzo." I 3243 punti di ieri sono già marginalmente sotto questo livello - é evidente che il mercato non può permettersi ora di scendere più in basso se no avremo avuto una falsa partenza e la formazione di base durerà più a lungo. In fondo questo non ci dispiace - era quello che volevamo già all'inizio.
DAX (-0.52% a 11715 punti) e SMI (-0.51% a 8750 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50 e probabilmente continueranno a farlo - non abbiamo nessun commento tecnico particolare. Il FTSE MIB italiano (-1.33% a 19455 punti) ha invece un problema. Bruxelles minaccia l'Italia a causa del budget dello Stato per il 2019 che sembra, con il deficit al -2.4%, non rispettare gli accordi. Gli investitori come al solito reagiscono male a questi litigi e lo spread sui titoli di Stato si invola e supera nuovamente i 300 bps. Con una perdita di 262 punti il FTSE MIB si comporta però ancora relativamente bene. Vediamo come si evolve la situazione nei prossimi giorni. Noi restiamo costruttivi malgrado che un test del minimo annuale sembra possibile e a questo punto probabile visto che mancano solo circa 300 punti. Per chi desidera comperare la borsa italiana rimane un territorio a rischio. Tecnicamente il mercato é uno dei più deboli nel panorama europeo e andrebbe evitato. Nel caso di un rimbalzo é però quello che offre il maggiore potenziale di guadagno con un breve rally in controtendenza - é un campo di caccia per traders amanti del pericolo.
Le azioni delle grandi banche italiane ieri hanno retto l'urto - Unicredit (+0.32%) ha addirittura guadagnato in una giornata in generale negativa per le borse europee e le banche (SX7E -0.51%) - questo é un segnale incoraggiante.

La borsa a New York ha avuto una iniziale fase di debolezza. I maggiori indici hanno però terminato la seduta praticamente invariati. Le candele sui grafici sono contraddittorie visto che sono rosse con massimi ascendenti. In linea di massima la seduta di ieri sembra un semplice consolidamento - il rally di martedì deve essere digerito prima che S&P500 (-0.03% a 2809.21 punti) e colleghi possano salire più in alto. C'é solamente un aspetto che ci preoccupa. Ieri il reddito dell'US Treasury Bond decennale é ancora salito a 3.19% - l'aumento dei tassi d'interesse ha preceduto la correzione di ottobre. Se il movimento continua, come suggerisce l'analisi grafica, é probabile che la borsa americana avrà un'altro consistente vuoto d'aria. Questo dovrebbe verificarsi a breve - ancora questa settimana.
L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 2806 punti e all'inizio é ancora sceso a 2781 punti di minimo. Per le 18.20 é risalito sui 2813 punti. Nelle ore successive é oscillato in laterale tra i 2800 ed i 2817 punti con un minimo a 2798 punti. Sul finale si é attestato a 2809.21 punti (-0.03%). Il Nasdaq100 (+0.03% a 7278 punti) ha avuto lo stesso comportamento. La seduta al NYSE é stata piuttosto negativa con A/D a 2609 su 4512, NH/NL a 153 su 406 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ferma a 17.40 punti (-0.22) mentre la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.68.
In America é cominciata la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese. Le reazioni sono violente come mostrano ieri gli esempi di Netflix (+5.28%) e IBM (-7.63%). Gli investitori non sono ciecamente orientati al rialzo ma sono diventati selettivi. Questo dovrebbe valere per la borsa in generale - il percorso nei prossimi mesi sarà accidentato.

Stamattina si stanno verificando dei forti movimenti sul cambio dello Yuan e la borsa cinese é sotto pressione (Shanghai -2.2%). Il Nikkei é in calo (-0.84%) come in generale le borse asiatiche. Il future sull'S&P500 scende a 2802 punti (-14 punti). Il cambio EUR/USD cade sotto gli 1.15 a 1.1485. I mercati finanziari sono irrequieti ma non sappiamo perché - oggi é meglio fare attenzione.
L'Eurostoxx50 vale ora 3234 punti (-9 punti) - le borse europee apriranno in calo (-0.3%) e la situazione potrebbe peggiorare.

Commento del 17 ottobre

L'attesa fase di rialzo fino a fine anno potrebbe già essere iniziata

Ieri le borse europee e americane hanno avuto un'ottima seduta. Gli indici azionari hanno chiuso sui massimi giornalieri e con forti guadagni. Delle lunghe candele verdi sui grafici suggeriscono che l'atteso rialzo di medio termine é iniziato. Non siamo sicuri poiché é difficile distinguere tra un rimbalzo tecnico da ipervenduto e l'inizio di un rialzo. La chiusura sul massimo e la buona partecipazione ci fanno però propendere per la prima variante. Purtroppo sembra che la fase di consolidamento e di formazione di base sia venuta a mancare e questo ci dispiace. Siamo perplessi - il rischio di ricadute e di una falsa partenza sussiste. Siamo sospettosi quando tutto funziona perfettamente come da copione - é quasi troppo bello per essere vero. Avevamo previsto un top il 21 settembre seguito da una sostanziale correzione fino al 15 ottobre. La borsa americana ha toccato il fondo giovedì 11 ottobre - quelle europee hanno raggiunto dei nuovi minimi annuali puntuali lunedì 15 ottobre. È ancora presto per poter confermare che ora avremo un rialzo fino a fine anno o meglio ancora fino alla prima decade di gennaio 2019. È però evidente che l'S&P500 (+2.15% a 2809.92 punti) é già risalito 100 punti dal minimo a 2710 punti - non é più un fugace rimbalzo ma sicuramente qualcosa di più consistente. La domanda da porsi é se conviene ancora saltare sul carro in corsa o se bisogna aspettare una correzione intermedia - un test del minimo con un nuovo minimo marginale sotto i 2710 punti sembra ormai poco probabile.

Ieri mattina non é successo molto. Le borse europee hanno aperto in positivo ma fino a mezzogiorno non si sono praticamente mosse - i guadagni erano insignificanti (+0.2%). Solo nel pomeriggio le borse sono decollate - i compratori hanno abbandonato le loro reticenze anche perché i tassi d'interesse e gli spreads erano in calo. L'Eurostoxx50 ha chiuso sul massimo a 3257 punti (+1.46%). Non sappiamo se questo é stato solo un rally da ipervenduto e da short covering. La reazione é però forte ed evidente e gli indicatori stanno girando verso l'alto anche se non abbiamo ancora segnali d'acquisto a medio termine. La correzione é finita ma questo lo sapevamo già. Per essere relativamente sicuri che non ci saranno più ricadute bisogna però aspettare ancora qualche giorno.
DAX (+1.40% a 11776 punti), FTSE MIB (+2.23% a 19717 punti) e SMI (+1.64% a 8795 punti) si sono comportati come l'Eurostroxx50. Notiamo che in parecchi casi il gap down apertosi sui grafici giovedì scorso resta aperto - deve essere chiuso prima che si possa parlare con convinzione di tendenza rialzista. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica che usiamo per il trading a medio termine rimane su sell - non é molto reattivo e non riesce a seguire un cambiamento di tendenza repentino.

Ieri a Wall Street c'é stato un rally. La borsa é salita praticamente dall'inizio alla fine ed i guadagni sono stati molto forti in tutti i settori. La partecipazione é stata convincente malgrado una certa mancanza di volumi.
L'S&P500 ha aperto a 2771 punti e all'inizio é ancora sceso a 2765 punti. Da qui ha preso slancio, ha bucato la resistenza intermedia a 2775 punti e poi é continuato a salire regolarmente fino al massimo a 2813 punti - ha chiuso poco sotto a 2810 punti (+2,15%) con un forte guadagno di 59 punti. Come ci si poteva aspettare la parte del leone l'ha fatta la tecnologia (Nasdaq100 +2.94% a 7276 punti) ma tutti i settori hanno partecipato al rialzo. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6093 su 1091, NH/NL a 162 su 418 e volume relativo a 1.0 (poco per una giornata del genere). La volatilità VIX é scesa a 17.62 punti (-3.68) mentre la CBOE Equity put/call ratio a 0.63 non si allontana dalla media di lungo periodo. Ci saremmo aspettati un valore decisamente più basso (0.50-0.55). La borsa sembra voler dimenticare la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti e l'aumento dei tassi d'interesse (ieri sera in leggero calo). Si concentra sui risultati trimestrali delle imprese che finora sono buoni. È di ieri l'esempio di JPMorgan (+5.68%) che ha interrotto un fase negativa.

In generale il rally di ieri rientra nelle nostre previsioni. Dal 15 ottobre doveva iniziare una sostenibile e sostanziale fase di rialzo di alcuni mesi. L'unico problema é che il rialzo é partito troppo velocemente ed intensamente - sui grafici abbiamo una ripresa a V e non una classica formazione di base a W. Dobbiamo ora decidere se bisogna ancora comperare ed inseguire questo movimento o se conviene aspettare un consolidamento o una correzione intermedia. Il problema non é cosa fare ma quando. Non abbiamo ancora una soluzione ma ad istinto preferiamo aspettare.

Stamattina si delinea una continuazione al rally di ieri. Le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +1.27%, Shanghai sale del +0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2818 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3273 punti - sono 16 punti di guadagno rispetto a ieri sera (+0.5%). Le borse europee apriranno con moderati guadagni. In un ottica a medio termine sarebbe meglio che adesso ci siano alcuni giorni di consolidamento. Se l'Eurostoxx50 restasse tra i 3250 ed i 3275 punti fino a venerdì avremmo una solida base per continuare in seguito il rialzo.

Commento del 16 ottobre

Deludente rimbalzo in Europa - seduta negativa in America - la pressione di vendita svanisce lentamente

Ieri i maggiori indici azionari europei non hanno rispecchiato immediatamente il rimbalzo tecnico della borsa americana di venerdì scorso. C'é stato bisogno ancora un tuffo la mattina prima che l'ipervenduto provocasse una reazione. Il rimbalzo in Europa é stato deludente ed é unicamente servito ad alleviare l'eccesso di ribasso a cortissimo termine. I nuovi minimi annuali lasciano aperta la strada verso il basso e finora non appaiono divergenze positive che possano suggerire la presenza di un minimo definitivo di questa correzione malgrado che siamo arrivati al 15 ottobre.
La mattina l'Eurostoxx50 (+0.50% a 3210 punti) é sceso su un nuovo minimo annuale a 3180 punti. Solo nel pomeriggio ha recuperato e ha terminato la seduta con un moderato guadagno di 16 punti. Questo rimbalzo tecnico é stato faticoso e penoso - la risposta europea al balzo di venerdì dell'S&P500 (+1.42%) é stata deludente ed é appena riuscita a riportare la RSI a 29.68 punti. Molto probabilmente nei prossimi giorni ci sarà ancora una discesa su un nuovo minimo annuale marginale. Per ora i rialzisti sono pochi e sembrano essere solo degli speculatori attirati dall'eccesso di ribasso. Questo non basta a cambiare la tendenza e far tornare il mercato in un tend rialzista. La formazione di base deve durare qualche giorno. Il DAX tedesco (+0.78% a 11614 punti, nuovo minimo annuale a 11459 punti) e il FTSE MIB italiano (+0.16% a 19287 punti, nuovo minimo annuale a 19166 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50. L'indice delle banche SX7E (+0.08% a 101.92 punti) ha toccato un nuovo record negativo a 101.14 punti.
Il cambio EUR/USD si rafforza a 1.1570. Non sappiamo perché ma come spiegato in precedenti commenti tecnici il grafico é costruttivo e il supporto intorno agli 1.15 é solido. Se il cambio é stabile e la borsa americana termina la sua correzione e riprende il rialzo é probabile che anche l'Europa nei prossimi giorni segue. Vediamo cosa é successo a Wall Street.

L'S&P500 (-0.59% a 2750.79 punti) ha svolto una seduta in trading range e dopo numerosi cambiamenti di direzione ha terminato la giornata con una perdita di 16 punti. La seduta a New York é stata però in generale positiva con A/D a 3989 su 3217, NH/NL a 117 su 868 e volume relativo a 1.0. L'indice tecnologico Nasdaq100 ha perso il -1.24% a 7068 punti. Allora perché i dati della giornata sono così buoni ed il numero dei nuovi minimi a 30 giorni (NL) si é praticamente dimezzato? Semplice - il resto del mercato ha reagito molto meglio come mostrano il Russell2000 (+0.41%) o il DJ Transportation (+0.62%).
Sinceramente siamo combattuti e non sappiamo se bisogna già comperare adesso con l'S&P500 sui 2750 punti. Non sappiamo se ci sarà ancora una spinta di ribasso a testare il minimo a 2710 punti. È un'ipotesi senza conferme poiché ogni fase di formazione di base é diversa una dall'altra. Troppi operatori ed analisti credono che lo svolgimento di questa correzione sarà simile a quello di inizio febbraio. In questo caso la seduta odierna dovrebbe essere decisamente negativa e mercoledì dovrebbe verificarsi un key reversal day con un nuovo minimo mensile marginale. Vediamo cosa succede. Ieri sera i tassi d'interesse sull'USD sono leggermente aumentati ma questo non sembra avere particolarmente disturbato gli investitori.
A livello di sentiment si torna lentamente alla normalità. La volatilità VIX si é fermata a 21.30 punti (-0.01) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata nella norma a 0.61. Il Fear&Greed Index risale di poco a 11 punti.

Stamattina é il turno dell'Asia per un rimbalzo. Il Nikkei sale del +1.14%. Shanghai invece é ancora sotto pressione (-0.8%). Il future sull'S&P500 é a 2758 punti (+9 punti) - sale ma é allo stesso livello di ieri mattina. L'Eurostoxx50 vale ora 3212 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Ieri sera i governi europei, compreso quello italiano, hanno mandato a Bruxelles i loro budget dettagliati per il 2019 - ora inizia l'esame da parte della commissione europea. Probabilmente ci sarà da discutere e si litigherà su sui dettagli e sul superamento dei limiti d'indebitamento. Questo psicologicamente non dovrebbe aiutare le borse malgrado che non ci aspettiamo novità di rilievo.

Aggiornamento del 15 ottobre

Fallisce Sears

Durante il fine settimana sono aumentate le tensioni tra l'Arabia Saudita ed il resto del mondo per la sparizione del giornalista Jamal Khashoggi. Secondo la Turchia Kashoggi é stato assassinato per ordine del principe saudita Salman all'interno dell'ambasciata ad Instambul. La borsa di Riad ha perso il -6% e titoli di società legate in una maniera o nell'altra all'Arabia Saudita come Softbank (-5.5%) sono in calo. Le conseguenze per l'economia mondiale ed i mercati finanziari dovrebbero però essere trascurabili - il prezzo del pertrolio aumenta del +0.7%.
Stamattina il colosso americano delle vendite al dettaglio Sears, da tempo in difficoltà, ha dichiarato fallimento. È una delle tante vittime della rivoluzione del settore che sposta le vendite dai negozi ad Internet.  
Queste poche notizie negative bastano per rimettere pressione sulle borse dopo il rimbalzo tecnico di venerdì a Wall Street. Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era a 2762 punti (-6 punti). Adesso, alle 08.10, il future é più in basso a 2757 punti (-11 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3182 punti. Le borse europee apriranno in leggero calo (-0.3%) - le borse europee non riescono a rimbalzare malgrado l'ipervenduto. Ci aspettiamo alcuni giorni estremamente volatili - speriamo di trovare il momento giusto per comperare. Bisognerà avere i nervi saldi, un pò di pazienza e fortuna. I livelli tecnici non servono per trovare dei buoni limiti d'acquisto - aiutano solo gli indicatori di sentiment.
Per la cronaca stamattina le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei perde il -1.9% mentre Shanghai é in calo del -1.2%.

Commento del 13-14 ottobre

Dopo il terremoto ci sono le scosse di assestamento - ci prepariamo ad una fase di rialzo a medio termine

Venerdì le borse europee hanno terminato una settimana da dimenticare con un'altra seduta negativa - la maggior parte degli indici ha toccato dei nuovi minimi annuali. L'Eurostoxx50 é sceso fino a 3193 punti, ha chiuso a 3194 punti (-0.46%) e alle 22.00 valeva 3206 punti. La deludente reazione alla buona seduta a Wall Street (S&P500 +1.42% a 2767.13 punti) ci da da pensare. Siamo convinti che la borsa americana prossimamente debba iniziare una fase di rialzo fino a fine anno. Manca una fase di formazione di base di alcuni giorni - ne parleremo ancora in seguito. Non sappiamo però come si comporteranno in questo frangente le borse europee. Seguiranno 1:1 il comportamernto dell'America o, come ormai sta succedendo da inizio anno, si lasceranno distanziare?  Le performances 2018 di Eurostoxx50 e S&P500 sono rispettivamente del -8.83% e +3.50% - é evidente che l'Europa é più debole. Gli indici azionari europei sono sui minimi annuali - S&P500 ha svolto dal massimo storico del 21 settembre a 2941 punti una correzione del -7.85% (fino al minimo di giovedì a 2710 punti) - la situazione tecnica é completamente diversa. Il Europa abbiamo un trend ribassista di fondo - in America la tendenza di lungo termine é ancora al rialzo e tra giovedì e venerdì i nostri sistemi di trading hanno dato dei chiari segnali tecnici d'acquisto. È quindi possibile che i cammini di Europa e America non siano paralleli ma che fino a fine anno le differenze possano aumentare. Temiamo la crisi italiana e le sue conseguenze per l'UE. Non si ripeterà un crollo come quello provocato dal tracollo della Grecia. La situazione é diversa e le finanze italiane sono più solide. Le tensioni tra Roma e Bruxelles sono però in aumento e gli investitori odiano l'incertezza e l'instabilità - nel dubbio é probabile che pretenderanno tassi d'interesse più alti per compensare i rischi (questo significa spreads in aumento) e venderanno le borse.
L'analisi tecnica ci da in ogni caso un risultato indiscutibile - si può comperare l'America mentre in Europa c'é ancora un grande punto di domanda. L'ipervenduto provocherà a breve un sostanziale rimbalzo tecnico. Oltre a questo é però ancora incerto se ci sarà una fase di rialzo sostenibile. L'alternativa é un'oscillazione in laterale con una serie di nuovi minimi annuali marginali.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -4.51% a 3194 punti
DAX                         -4.86% a 11523 punti
SMI                          -4.22% a 8660 punti
FTSE MIB                  -5.36% a 19256 punti
S&P500                    -4.10% a 2767.13 punti
Nasdaq100               -3.27% a 7157 punti

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere. Gli indici hanno aperto sui massimi giornalieri e chiuso sui minimi e nuovi minimi annuali. Questo riguarda non solo l'Eurostoxx50 ma anche il DAX (-0.13% a 11523 punti), il FTSE MIB (-0.52% a 19256 punti) e il settore bancario (SX7E -0.51% a 101.84 punti, performance settimanale del -4.42%). Le RSI giornaliere vanno dai 25 ai 27 punti - sono decisamente sotto i 30 punti e mostrano ipervenduto. L'Europa non é rimbalzata malgrado l'ipervenduto e i segnali positivi provenienti da Wall Street. Questo ci da da pensare. Mercati che non reagiscono malgrado premesse positive sono tecnicamente deboli. È probabile che nelle prossime settimane i record negativi di venerdì vengano peggiorati.
L'SMI svizzero ha invece recuperato un +0.25% a 8660 punti. L'indice di borsa svizzero é ancora lontano dal minimo annuale a 8372 punti. La performance 2018 del -7.69% é però paragonabile a quella del resto dell'Europa - le differenze non sono nel trend ma solo nelle diverse reazioni dei singoli settori alle oscillazioni dei mercati - l'indice svizzero dipende molto da farmaceutica ed alimentare.

Passiamo ora all'America e a quello che dobbiamo aspettarci nella prossima manciata di sedute e a medio termine.
Dopo il crollo di mercoledì e giovedì venerdì c'é stato un rimbalzo tecnico. L'S&P500 é risalito a 2767.13 punti (+1.42%) grazie al robusto contributo del settore tecnologico (Nasdaq100 +2.77% a 7157 punti). Questa reazione é stata causata dall'ipervenduto e dall'eccesso di ribasso. Le RSI sono risalite sui 30 punti (S&P500 - 29.52 punti) e gli indici si sono riavvicinati ai bordi inferiori delle Bollinger Bands (S&P500 a 2775 punti). Molto però indica che si tratta solo di un primo rimbalzo tecnico - i volumi erano in calo rispetto ai giorni precedenti (volume relativo a 1.3) mentre dopo la buona apertura gli indici non hanno fatto più sostanziali progressi (la candela dell'S&P500 sul grafico é addirittura rossa).
Raramente dopo un crollo le borse passano subito e direttamente ad una fase di rialzo (ripresa a V). Spesso c'é bisogno che i minimi vengano ritestati e che ci siano alcuni giorni di formazione di base (ripresa a W). Durante la settimana abbiamo visto forte pessimismo ma in precedenti occasioni (come a febbraio) i dati sul sentiment avevano mostrato maggiore panico prima del minimo definitivo. Crediamo di conseguenza che il minimo dell'S&P500 a 2710 punti debba settimana prossima ancora essere  testato e peggiorato. Forse ci sbagliamo poiché in casi del genere non esistono regole fisse - ogni formazione di minimo é leggermente diversa. Forse il rialzo é già iniziato. In ogni caso preferiamo non prendere rischi - abbiamo chiuso le posizioni short a 2750 punti di S&P500 - aspettiamo però ancora un tuffo sotto i 2700 punti prima di seguire i segnali d'acquisto.
L'S&P500 ha aperto a 2770 punti, é salito a 2775 punti di massimo a poi ad ondate é ancora sceso fino a 2729 punti di minimo alle 18.50. Senza scendere a testare i 2710 punti é risalito sui 2740 punti dove si é assestato per alcune ore. Dopo le 20.50 c'é stata una spinta di rialzo fino ai 2775 punti. Sul finale l'indice é tornato a 2767 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4331 su 2863, NH/NL a 77 su 1771 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é scesa a 21.31 punti (-3.67) mentre la CBOE Equity put/call ratio é ferma a 0.67 (MM a 10g a 0.66). Settimana scorsa questo indicatore di sentiment non ha raggiunto valori estremi e questa é una delle ragioni per cui ci aspettiamo ancora una spinta di ribasso - attendiamo pazientemente un picco sopra gli 0.80.
L'indice delle PMI Russell2000 ha guadagnato solo il +0.08% - sembra che il rimbalzo di venerdì abbia coinvolto soprattutto gli indici dove operano i traders e non il mercato nel suo complesso. La tendenza di fondo della borsa americana potrebbe passare negativa - il 16.3% dei titoli é sopra la SMA a 30 giorni - il Bullish Percent Index sul NYSE é a 43.80. Crediamo che questi dati settimana prossima debbano migliorare - é possibile che il rialzo dell'S&P500 fino a fine anno non sfoci in un nuovo massimo storico - in linea di massima però pensiamo che l'S&P500 debba avere un top finale sui 3000 punti all'inizio del 2019.
Un'ultimo dato da tenere d'occhio é quello dei COT - i Commercials hanno aumentato i short - il dato é del 9.10 ed é stato rilevato prima del crollo - se però settimana prossima i Commercials non avranno ridotto gli shorts significa che restano scettici e sulla difensiva. Questo non sarebbe un buon segnale in vista del rialzo fino a fine anno.

Riassumendo la correzione di ottobre sembra praticamente finita. Non crediamo però che il mercato passi direttamente da ribasso a rialzo. Settimana prossima ci aspettiamo un test dei minimi rilevati giovedì o venerdì. Se il test avviene con panico compreremo e apriremo posizioni long in vista di una fase di rialzo di alcuni mesi. I segnali long sono più affidabili in America che in Europa. Le borse europee sono relativamente più deboli e potrebbero restare impastoiate nella crisi italiana ancora per mesi.
Da ultima siamo convinti che il cambio EUR/USD (1.1560) non debba scendere ma piuttosto salire. Non sappiamo perché ma il grafico é costruttivo. Inoltre l'oro sembra all'inizio di una fase di rialzo e questo in genere significa USD debole.

Commento del 12 ottobre

La correzione finisce con il panico - ora segue una fase volatile di formazione di base

Ieri le borse hanno avuto un'altra giornata nera. L'Eurostoxx50 é caduto su un nuovo minimo annuale a 3209 punti (-1.77%) - l'S&P500 ha perso ancora 57 punti a 2728.37 punti (-2.06%). Per sapere quando termina questa correzione bisogna guardare gli indicatori di sentiment - il resto (ipervenduto, eccesso di ribasso, supporti, ecc.) conta poco poiché nei crolli queste barriere tecniche vengono superate. La volatilità sull'S&P500, la VIX, é schizzata a 24.98 punti (+2.02) con un massimo giornaliero a 28.84 punti. La volatilità sul Nasdaq100, la VXN, é balzata a 27.76 punti (+0.84) con un massimo giornaliero a 29.96 punti. La CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.68 - questo valore é alto ma non eccessivo - questo dato ci da da pensare - ne riparliamo dopo. Il Fear&Greed Index é sceso a 5 in una scala da 0 a 100. Questi sono i dati sul sentiment che guardiamo normalmente in questo commento e questi segnalano panico. C'é un ultimo indicatore soft da osservare - ieri sera il telegiornale svizzero si é aperto con la notizia del crollo della borsa - quando tutti cominciano a parlarne normalmente si é vicini alla fine. È impossibile dire con sicurezza che il panico notato ieri é sufficiente per chiudere questa correzione - a febbraio c'é stato bisogno di più. I nostri obiettivi sono stati però ampiamente raggiunti con una tempistica praticamente perfetta - mancano solo due sedute al 15 di ottobre. La fine della correzione é imminente e ieri sera abbiamo chiuso con ampi guadagni le posizioni short che avevamo aperto su S&P500 (+6.14%) e Nasdaq100 (+9.15%).
Si può ora cominciare a comperare in vista di una fase di rialzo fino alla fine dell'anno. Ci saranno però ancora alcune sedute volatili di formazione di base e in questa fase i minimi di ieri potrebbero essere rivisti e peggiorati al ribasso. È impossibile prevedere lo svolgimento di queste scosse di aggiornamento. Possiamo solo dire che il terremoto é passato. Probabilmente a breve ci deve essere un ampio rimbalzo tecnico. A questo deve seguire ancora una moderata spinta di ribasso. Ci può essere una ripresa a V, vale a dire senza questa fase di assestamento, solo in caso di un intervento delle autorità politiche o monetarie. Finora abbiamo sentito solo Donald Trump dare la colpa alla FED dicendo che sono dei pazzi. Non sono però queste le affermazioni utili e necessarie per ristabilire la fiducia nei mercati.

Oggi si delinea una reazione. Il future sull'S&P500 alle 07.30 era a 2780 punti (+34 punti) - ora (08.05) é a 2775 punti (+29 punti). Oggi avremo una seduta volatile. Solo dei traders esperti possono seguire queste oscillazioni. Gli investitori aspettano che la polvere si sia posata - per prendere decisioni d'investimento meglio attendere l'analisi del fine settimana.

La cronaca della giornata di ieri non ha molta importanza. Le borse europee sono in generale cadute su dei nuovi minimi annuali, Questo concerne l'Eurostoxx50 (-1.77% a 3209 punti), il DAX (-1.48% a 11539 punti) e il FTSE MIB (-1.84% a 19356 punti). Questi sono ormai dei buoni livelli d'acquisto in vista del successivo rialzo di medio termine anche se nella fase di assestamento é possibile che ci sia ancora una spinta di ribasso che faccia cadere gli indici marginalmente più in basso. Ieri anche il difensivo SMI svizzero (-2.85% a 8639 punti) ha subito un tracollo. Quando cade tutto il mercato é spesso nella fase di accelerazione finale. Notiamo con interesse che le borse europee si comportano meglio dell'America. Sembra che il problema coinvolga soprattutto Wall Street e la sua evidente sopravvalutazione fondamentale. Forse é anche una conseguenza della forza dell'EUR. Il cambio EUR/USD é salito a 1.1560...

Seguire ieri sera la seduta americana é stato un divertimento - almeno dal punto di vista dell'analisi tecnica. L'S&P500 ha aperto a 2783 punti, é brevemente caduto fino ai 2768 punti e poi ha avuto un ovvio e atteso rimbalzo fino ai 2795 punti di massimo. In questa maniera ha chiuso il gap d'apertura e scaricato a breve l'ipervenduto. Poi sono riapparse le vendite e ad ampie ondate l'S&P500 é sceso fino ad un minimo a 2710 punti. Noi ci aspettavamo una caduta di poco sotto i 2750 punti ed eravamo piuttosto perplessi. Dopo le 20.45 c'é stato un recupero. L'S&P500 ha chiuso infine a 2728.37 punti (-2.06%). La tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 -1.14%) e questo potrebbe essere un segnale che la caduta é alla fine. La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 1648 su 5598, NH/NL a 80 su 2598 (!!!) e volume relativo a 1.6 (!). È sceso praticamente tutto - solo le azioni delle miniere d'oro hanno guadagnato terreno (guarda caso...). Ora abbiamo avuto due sedute pessime - guardate cosa é successo a febbraio - adesso ci sarà un rimbalzo ma molto probabilmente ci deve essere ancora una spinta di ribasso di una o due sedute con un key reversal day.
A questo punto torniamo al CBOE Equity put/call ratio. A livello di opzioni non abbiamo ancora osservato quell'eccesso di speculazione al ribasso normalmente necessario per un minimo significativo. Solo se questo rapporto fosse sopra i 0.80 (ieri a 0.68) saremmo disposti a comperare la borsa americana senza dubbi.

Stamattina c'é una reazione positiva che parte dall'Asia. Le borse della regione stanno guadagnando terreno. Il Nikkei sale del 0.56%, Shanghai segue con un +1.2%. Il future sull'S&P500 é ora a 2781 punti (+35 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3247 punti. Le borse europee apriranno con un balzo del +1%. Non sappiamo se questo rimbalzo può avere un seguito. Siamo però convinti che ci deve ancora essere una moderata spinta di ribasso. Se non oggi all'inizio di settimana prossima.

Commento dell'11 ottobre

Accelerazione al ribasso con panico - la correzione é quasi finita - ancora un paio di sedute molto volatili
Si possono chiudere le posizioni short - per un long é ancora troppo presto

Finalmente ieri le borse hanno accelerato al ribasso e cominciamo a notare ipervenduto e panico. In Europa la seduta in borsa é stata decisamente negativa (Eurostoxx50 -1.65% a 3267 punti). In America é stata pessima (S&P500 -3.29% a 2785.68 punti). La correzione sta entrando nella sua fase finale e dovrebbe terminare come previsto intorno al 15 di ottobre. In Europa avevamo previsto che gli indici sarebbero scesi su dei nuovi minimi annuali. Ieri questi record negativi sono stati raggiunti dal DAX (-2.21% a 11712 punti) e quasi dall'Eurostoxx50 (mancavano solo 5 punti) - il FTSE MIB (-1.71% a 19719 punti) si é fermato poco prima del record negativo toccato martedì a 19679 punti. Vi avevamo detto però che gli obiettivi erano relativi - la fine della correzione sarebbe stata segnalata dagli indicatori di sentiment. Ci vuole panico e un deciso eccesso di ribasso per far finire le vendite. Già ieri sera, senza sapere come avrebbe chiuso l'America, abbiamo scritto "Stasera l'Eurostoxx50 chiude sul minimo giornaliero e su un nuovo minimo di periodo. Al minimo annuale mancano solo 5 punti. La correzione é quasi finita. Manca un ultimo tuffo e panico." e "Pensiamo che un minimo significativo in Europa sia vicino ed imminente." Ieri sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3250 punti (-17 punti). Ora le borse per alcuni giorni saranno dominate dalle emozioni e dalle operazioni obbligate di chiusura e di vendita di quei traders che sono stati sorpresi da questo crollo con posizioni long. Nei prossimi due giorni le oscillazioni giornaliere sarannno molto ampie e imprevedibili. Un minimo significativo é imminente ma potrebbe ancora essere lontano in termine di punti come mostra l'ampia caduta ieri sera del Nasdaq100 (-4.44% a 7044 punti). Crediamo che il fondo sia vicino ma non possiamo escludere che ci siano ancora alcune pessime sedute con perdite giornaliere del -2% / -3%. Entro venerdì bisogna chiudere le posizioni short. Per un long é ancora troppo presto.
Malgrado la caduta degli indici azionari ieri in Europa abbiamo scorto delle divergenze positive. Sembra incredibile ma l'indice delle banche europee SX7E (+0.00% a 104.28 punti) ha chiuso in pari - in questo settore sembra che le vendite siano già alla fine. I classici beni rifugio non hanno reagito. Il future sul Bund é sceso a 157.82 (-0.20%) mentre il cambio EUR/CHF é salito a 1.1435 - gli investitori non hanno comperato né Bund né CHF - il problema sembra circoscritto alla borsa. Infine il cambio EUR/USD é salito a 1.1565 - normalmente la correlazione tra borsa e EUR é positiva.
Non facciamo ulteriori commenti ed analisi sulla seduta in Europa. La correzione si sta svolgendo come previsto ed in ogni caso oggi ci sarà un'ulteriore caduta degli indici azionari. Per scoprire la fine del ribasso non servono ipervenduto ed eccesso di ribasso. Gli indici cadranno oggi su un nuovo minimo annuale e quindi non ci sono più validi supporti. Bisogna osservare gli indicatori di sentiment (sopratutto volatilità) e l'America per sapere quando avremo toccato il fondo.

Ieri finalmente c'é stata a Wall Street un'accelerazione al ribasso. Avevamo previsto un top il 21 settembre seguito da una correzione fino al 15 di ottobre. Per terminare la correzione ci vuole ipervenduto, eccesso di ribasso e panico. Nei giorni scorsi avevamo scritto che bisognava prepararsi ad "una pesante caduta di alcune sedute con panico". Ieri l'S&P500 é sceso a 2785.68 punti (-3.29%) mentre la volatilità VIX é balzata a 22.96 punti (+7.01) - il possibile obiettivo a 2750 punti si avvicina velocemente. Il Nasdaq100 é crollato a 7044 punti (-4.44%) - é quasi arrivato alla MM a 200 giorni (7035 punti) e all'obiettivo a 7000 punti.
La giornata é stata dominata dai ribassisti e dalle vendite. Dopo l'apertura a 2877 punti l'S&P500 é sceso in maniera regolare e senza reazioni degne di nota fino alla chiusura e al minimo a 2785.68 punti (-3.29%). I dati sono eloquenti - al crollo ha partecipato tutto il listino. La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 840 su 6399, NH/NL a 166 su 1929 (!!!) e volume relativo a 1.45. Chi ci segue da tempo sa esattamente cosa significa questa esplosione dei nuovi minimi a 30 giorni e dei volumi e questa impennata della volatilità. La pressione di vendita é forte e non vediamo ancora divergenze positive. Andare long adesso é ancora troppo pericoloso e affrettato. Cercare di anticipare un minimo può essere un'esperienza dolorosa. La CBOE Equity put/call ratio é alta a 0.74 ma per terminare la correzione ci aspettiamo uno o due giorni con valori superiori a 0.80. Il Fear&Greed Index é a 8! Questo indicatore é già sui minimi e segnala l'imminenza di un minimo significativo sull'S&P500.

Non é il momento di perdere la testa. Si sta presentando una buona occasione per comperare in vista di una fase di rialzo fino alla fine dell'anno. Le operazioni d'acquisto devono essere fatte nei prossimi giorni. Difficile dire esattamente quando e a che livello. Purtroppo questa decisione deve essere presa nel corso della giornata e non é possibile dare con anticipo dei validi limiti d'acquisto. I 2750 punti di S&P5000 sono però un buon livello di riferimento.

Stamattina i mercati sono in profondo rosso. Il Nikkei ha perso il -3.96% - Shanghai sta lasciando il -4.80% sul terreno. Il future sull'S&P500 é a 2762 punti (-19 punti). L'Eurostoxx50 in preborsa vale 3224 punti - le borse europee apriranno con perdite di circa il -1.2%. Stamattina dopo un tuffo iniziale dovrebbe esserci un tentativo di recupero - qualcuno comprerà invogliato dai prezzi otticamente bassi. Poi aspetteremo di vedere cosa succede in America. Un rimbalzo oggi é possibile. Molto probabilmente però i minimi di ieri non sono quelli definitivi. Se oggi S&P500 e colleghi rimbalzano ci deve poi ancora essere un spinta di ribasso - forse l'ultima...

Commento del 10 ottobre

Un giro sull'ottovolante - debole rimbalzo tecnico - il DJ Transportation (-1.85%) esplora la prossima spinta di ribasso

Ieri le borse europee sono ancora scese nella prima parte della giornata. Poi verso le 14.00 ipervenduto, rotture sotto i bordi inferiori delle Bollinger Bands e supporti hanno provocato l'inizio dell'atteso rimbalzo tecnico. Per i traders si é trattato di un giro sull'ottovolante. Il FTSE MIB da un -1%, una RSI sotto i 30 punti e una caduta su un nuovo minimo annuale a 19676 punti é tornato a 20062 punti (+1.06%) - tra minimo e massimo giornaliero ci sono 458 punti. Lo spread é calato (di poco - dopo un balzo a 321 punti é tornato a 302 punti (-3 bsp)) e questo ha dato il via alle ricoperture e stimolato qualche acquisto speculativo da ipervenduto. Entro il 15 ottobre l'Italia deve presentare come tutti i Paesi europei il suo budget all'UE - poi si passerà dalle dichiarazioni d'intenti ai fatti basati sui numeri. Non ci saranno più illazioni e stime riguardanti il rapporto deficit / PIL. Vedremo quanto realistico é il piano finanziario di questo governo. I mercati finanziari esprimeranno il loro parere e non si tratterà di speculazione e manipolazione ma di una logica e razionale reazione alle probabili conseguenze economiche di questa avventurosa politica fiscale e di spesa pubblica.
A metà giornata l'Eurostoxx50 (+0.36% a 3321 punti) ha toccato il minimo a 3278 punti e poi finalmente é partito il rimbalzo tecnico. L'indice non é dovuto scendere fino ai 3362 punti come abbiamo stimato lunedì - mancavano però "solo" 16 punti. L'indice delle banche SX7E é salito del +0.83% a 104.28 punti. Il minimo a 102.62 punti é un nuovo minimo annuale marginale. Ogni commento é superfluo - sapete cosa significa per l'analisi tecnica questo ulteriore record negativo.
Nel primo pomeriggio il DAX (+0.25% a 11977 punti) é sceso sul minimo a 11803 punti e poi come le altre borse europee ha iniziato la rimonta. L'indice é dovuto scendere sotto il bordo inferiore delle BB e sotto i 11865 punti, come anticipato lunedì, prima di reagire. La VDAX ha toccato un massimo a 18.32 punti ed tornata la sera a 17.10 punti.
Parlare di rimbalzo tecnico significa che la correzione non é finita - i nuovi minimi di periodo lasciano aperta la strada verso il basso. Ieri sera le borse europee hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri. Esisteva quindi la possibilità di una continuazione verso l'alto. Ieri siamo di conseguenza rimasti cauti e abbiamo dichiarato: "Non possiamo ancora giudicare questo rimbalzo tecnico poiché non sembra ancora finito - forse potremo anticipare qualcosa domani mattina dopo aver analizzato la chiusura a Wall Street." In effetti la candela apparsa ieri sui grafici era un hammer - questa figura tecnica talvolta segnala un minimo e un'inversione di tendenza. Ieri sera però non avevamo nulla che segnalasse la presenza di un solido minimo intermedio e i volumi suggerivano che si trattava solo di un rimbalzo. Vediamo quindi cosa é successo in America.

L'S&P500 (-0.14% a 2880.34 punti) si é semplicemente fermato sulla MM a 50 giorni e ha avuto una seduta senza direzione. Ha aperto e chiuso sullo stesso livello. Ha toccato minimo (2874 punti) e massimo (2894 punti) nella prima ora e un quarto di contrattazioni e poi per il resto della giornata si é limitato ad oscillare in laterale diminuendo l'ampiezza dei movimenti. Nell'analisi del fine settimana avevamo previsto un rimbalzo tecnico tra lunedì e martedì che poteva far risalire l'S&P500 al massimo a 2900 punti. Con l'oscillazione delle due ultime sedute sembra che questo rimbalzo sia già completo. Il limite inferiore delle Bollinger Bands sull'S&P500 é a 2877 punti - ha contenuto per tre sedute i movimenti dell'indice ma ora comincia a scendere. L'indice delle PMI Russell2000 (-0.47%) si é fermato sulla MM a 200 giorni senza riuscire a sviluppare una reazione - un debole comportamento che ci fà temere la rottura al ribasso. La CBOE Equity put/call ratio, dopo l'impennata a 0.84 venerdì scorsa é tornata a 0.62. Insomma - le ragioni per un rimbalzo tecnico sono evaporate mentre gli indici hanno avuto appena un sussulto. Nel frattempo l'indice dei trasporti (DJ Transportation -1.85%) é caduto fragorosamente su un nuovo minimo di periodo e sembra mostrare la strada verso il basso al resto del listino. Anche la tecnologia non recupera - dopo una risalita 7430 punti ieri il Nasdaq100 é ricaduto a 7351 punti (+0.26%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2935 su 4174, NH/NL a 286 su 932 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é lievitata a 15.95 punti (+0.26) e la CBOE Equity put/call ratio é rimasta nella media a 0.62.
La seduta di ieri non ci ha detto nulla di nuovo e ha più che altro confermato le nostre previsioni. L'S&P500 deve continuare a correggere. La correzione potrebbe terminare questa settimana con una pesante caduta di alcune sedute e panico negli indicatori di sentiment o continuare in maniera strisciante ancora per settimane con interruzioni dovute a normali rimbalzi tecnici. Gli oscillatori e l'aspetto stagionale favoriscono la prima variante. Peccato però che stamattina le borse sono stabili e non crollano.

Il future sull'S&P500 é ora invariato a 2888 punti. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei guadagna il +0.08%, Shanghai é in calo del -0.10%. L'Eurostoxx50 vale in preborsa 3316 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%) - non sembrano voler continuare il rimbalzo di ieri. Tassi d'interesse e cambi sono fermi. Forse oggi c'é solo una seduta di pausa...

Commento del 9 ottobre

Nuovo minimo annuale del FTSE MIB e dell'SX7E - USA chiude lontano dai minimi

La settimana é iniziata male per le borse. L'Eurostoxx50 é sceso a 3309 punti (-1.07%) - non manca molto al minimo annuale di marzo a 3261 punti o al minimo di settembre a 3274 punti. Il FTSE MIB ha sfondato quota 20000 ed é caduto a 19851 punti (-2.43%) - nuovo minimo annuale. A Wall Street é andata un pò meglio. L'S&P500 ha toccato un minimo a 30 giorni a 2862 punti ma ha chiuso decisamente più in alto a 2884.43 punti (-0.04%). È stata ancora la tecnologia (Nasdaq100 -0.62% a 7352 punti) a pesare sul listino. Le PMI (Russell2000 -0.16%) hanno iniziato un tentativo di fare base sulla MM a 200 giorni. I supporti sembrano frenare la discesa del mercato ma non sembrano in grado di provocare dei sostanziali rimbalzi. Le borse però non sono in panico. Le volatilità sono aumentate di poco e ci sono ancora dei segmenti dove gli investitori comperano. Ieri in America i settori dei consumi di base (+1.38%), delle banche (+0.72%), delle assicurazioni (+0.66%), dei REIT's (immobiliare +1.46%) e utilities (+0.80) grazie all'aumento dei tassi d'interesse hanno guadagnato terreno. L'esito delle elezioni brasiliane ha provocato un balzo dell'indice Bovespa del +4.57%. 
La correzione delle borse non é finita poiché non abbiamo nessun segnale che possa suggerire l'imminenza o la presenza di un minimo significativo. Le borse non sono ancora ipervendute e non c'é panico.

L'Eurostoxx50 (-1.07% a 3309 punti) ha avuto una seduta negativa - la perdita di 36 punti é di poco superiore a quella delle due precedenti sedute. La conclusione é semplice. L'Eurostoxx50 dovrebbe nei prossimi giorni (forse già oggi) andare a testare il minimo annuale a 3262 punti, A questo punto sarà su un supporto e ipervenduto e dovrebbe rimbalzare. La qualità ed intensità del rimbalzo ci diranno se siamo vicini ad un minimo significativo. Per ora possiamo solo dire che la correzione continua.
L'indice delle banche SX7E ha perso il -1.54% a 103.42 punti. Ha toccato un minimo giornaliero e nuovo minimo annuale a 102.73 punti. Molto spesso c'é una continuazione verso il basso. Non abbiamo nulla che possa suggerire che l'indice é sul fondo.
Il cambio EUR/USD é caduto a 1.1475. Stamattina é a 1.1480. 1.15 non é più un valido supporto poiché é stato più volte leso. Non crediamo che il cambio debba cadere sul prossimo supporto a 1.13 ma molto dipende ora dai tassi d'interesse. In America sono ancora in crescita mentre in Europa cominciano a calare poiché la tipica reazione alla crisi é quella di comperare Bund. Questo aumenta il differenziale dei tassi d'interesse tra UE e America e a breve indebolisce l'EUR. Questo effetto però non dovrebbe perdurare.
Il DAX ha chiuso a 11947 punti (-1.36%). Vedremo come il DAX reagirà quando raggiungerà l'ipervenduto che verrà segnalato da una RSI sotto i 30 punti (ora a 35.25 punti) e da una caduta sotto il bordo inferiore delle Bollinger Bands (11896 punti). Ieri il DAX é caduto con volumi in calo e volatilità VDAX in netto aumento a 17.56 punti (+0.71). Dovrebbe quindi essere vicino ad un minimo intermedio. Il minimo di settembre a 11865 punti dovrebbe essere a breve testato e poco sotto pensiamo che ci sarà una prima sostanziale reazione. Vedremo se questa sarà già la fine della correzione ma dubitiamo.
Da mesi eravamo negativi sulla borsa italiana in previsione di una crisi autunnale. Nel commento del 11/12 agosto avevamo parlato di un obiettivo per una correzione a 20000 punti e di un obiettivo grafico a medio termine a 17500-18000 punti. Ieri il FTSE MIB (-2.43% a 19851 punti) ha chiuso su un nuovo minimo annuale e con una pesante perdita di 494 punti che coinvolge tutto il listino. L'indice a breve si avvicina ad una situazione di ipervenduto. La RSI a 30.78 punti non garantisce però l'imminenza di un rimbalzo tecnico - nella correzione di maggio la RSI era scesa a 21.95 punti (chiusura giornaliera) prima della fine della caduta. Teoricamente questa spinta di ribasso a corto termine dovrebbe esaurisi sui 18750 punti. In questo momento però dominano le emozioni e quindi esagerazioni o rabbiosi rimbalzi tecnici in controtendenza sono possibili. Non vediamo nulla che possa suggerire l'imminenza di un minimo - di conseguenza pensiamo che la discesa debba continuare. Chi é short può stare a guardare. Chi intende comperare é meglio che attenda tempi migliori.

In America l'S&P500 ha perso solo 1 punto (-0.04% a 2884.43 punti) e la candela sul grafico é bianca. Nella seconda parte della giornata la risposta dei rialzisti é stata convincente. I ribassisti hanno però obbligato l'indice ha toccare un nuovo minimo a 30 giorni a 2862 punti prima che il mercato riuscisse a risollevarsi. La correzione deve di conseguenza avere molto probabilmente un seguito. Nulla ci dice che questi 2862 punti possano essere un minimo significativo. Ora esistono due possibilità - o la correzione finisce a breve con un'accelerazione al ribasso con un pò di panico oppure continua in maniera strisciante ancora per un paio di settimane. Naturalmente favoriamo la prima variante che avrebbe anche il vantaggio di fornire un evidente e chiaro minimo con una buona possibilità di andare long in previsione di una fase positiva fino a fine anno.
L'S&P500 ha aperto a 2876 punti e all'inizio é salito a 2888 punti. Poi é caduto a 2864 punti e ha trascorso un paio d'ore su questo livello con un minimo a 2862 punti. Nella seconda parte delle sedute si é risollevato fino a 2889 punti di massimo ed ha chiuso a 2884 punti (-0.04%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3118 su 4068, NH/NL a 216 su 1342 (!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 15.69 punti (+0.87) con un  massimo giornaliero a 18.38 punti (ricordatevi il nostro target a 20 punti...). La CBOE Equity put/call ratio é ricaduta a 0.66.
Il bordo inferiore delle BB sull'S&P500 si trova a 2878 punti. Se dovessimo tentare d'indovinare lo sviluppo dell'S&P500 nei prossimi giorni diremmo che ci devono essere alcune sedute come quella di ieri in attese che le BB si allarghino e la strada verso il basso si apra. Dopo questa corta fase di distribuzione dovrebbe esserci la fase finale della correzione con due o tre sedute decisamente negative e un pò di panico negli indicatori di sentiment. Target? A noi piacciono i 2800 punti...

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei perde il -1.34%. Shanghai sta guadagnado il +0.1%. Il future sull'S&P500 é in calo a 2888 punti (-6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3311 punti. Le borse europee apriranno praticamente invariate.
Si continua a parlare di Italia e tassi d'interesse. Senza degli sviluppi positivi su uno di questi due focolai di crisi sarà difficile che le borse possano oggi recuperare.

Aggiornamento dell'8 ottobre

Tonfo della Cina - i mercati finanziari in generale sono però stabili e indifferenti

Dopo una settimana di pausa in occasione della Golden Week, una serie di giornate di vacanze che comprende la Festa Nazionale, stamattina hanno riaperto le borse cinesi. Shanghai é in calo del -3% malgrado che la Banca Centrale abbia abbassato del -1% il tasso d'interesse per i crediti forniti alle banche. La Cina, almeno per quel che riguarda le quotazioni della aziende in borsa, sta perdendo la guerra commerciale con gli Stati Uniti - da inizio anno l'indice di Shanghai perde circa il -20%. I cinesi hanno però il fiato lungo e questo conflitto potrebbe aiutare il Paese a riequilibrare un'economia eccessivamente basata sulle esportazioni.
Cina a parte i mercati finanziari sono stabili e tranquilli - il future sull'S&P500 é invariato a 2984 punti. Il Nikkei non tratta a causa di una festa in Giappone (giornata della salute e dello sport). In questi giorni bisogna osservare da vicino cambi e tassi d'interesse. Il cambio EUR/USD scivola a 1.1510 - questo é un fattore negativo per l'apertura dei mercati europei. I tassi d'interesse su USD e EUR sono in leggero aumento. Le borse europee apriranno in moderato calo - l'Eurostoxx50 vale ora 3338 punti (-7 punti). Probabilmente fino ad oggi pomeriggio non succederà molto - poi vedremo cosa decideranno di fare gli americani - leggete a questo riguardo i commenti sugli indici azionari USA che pubblichiamo verso le 14.00. Contengono delle indicazioni sullo svolgimento previsto per la seduta a Wall Street - la nostra quota di successo é abbastanza alta e i traders sembrano apprezzare le nostre indicazioni. 
Oggi in America é Columbus Day - la festa si ripercuote sui mercati delle obbligazioni che restano chiusi. La borsa invece é aperta.

Commento del 6-7 ottobre

La correzione é in svolgimento e durerà ancora una decina di giorni - il potenziale di ribasso sembra modesto

Venerdì é stata una giornata negativa che ha formalmente confermato che le borse stanno correggendo poiché sia l'S&P500 (-0.55% a 2885.57 punti) che il Nasdaq100 (-1.21% a 7399 punti) hanno chiuso seduta e settimana sotto i supporti rispettivamente a 2900 punti e 7480 punti (MM a 50 giorni). Ora é sicuro che la correzione deve continuare poiché niente ci suggerisce la presenza o vicinanza di un solido minimo. Inoltre, almeno a livello psicologico, la correzione é stata provocata da un'aumento dei tassi d'interesse e questo movimento non sembra alla fine malgrado un eccesso di rialzo a corto termine. Venerdì il reddito dell'US Treasury Bond a 10 anni é salito a 3.23% e questo costituisce il massimo annuale. L'aumento dei tassi d'interesse sull'USD si é ripercosso anche in Europa (future sul Bund a 157.57, -0.30% / reddito del prestito decennale della Germania a 0.576%) e sulle borse europee (Eurostoxx50 -0.88% a 3345 punti).
Nell'immediato vediamo però le premesse per un selettivo rimbalzo tecnico. L'S&P500 é sceso sul bordo inferiore delle Bollinger Bands a 2877 punti - ci vorranno alcuni giorni per allargarle e spingere il limite inferiore verso il basso. L'indice Russell2000 (-0.90%) é caduto venerdì sulla MM a 200 giorni e questa spesso é l'obiettivo di una correzione a medio termine - da qui dovrebbe per lo meno esserci un rimbalzo. Infine venerdì la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.84 - un valore che mostra eccessiva speculazione al ribasso e che spesso si verifica prima di un rimbalzo tecnico. Di conseguenza nell'immediato (lunedì o martedì) dovrebbe esserci una reazione positiva - S&P500 e Nasdaq100 potrebbero ritestare dal basso i vecchi supporti e ora resistenze.
Ripetiamo però che la correzione non é finita. Gli indici non sono ipervenduti, non c'é pessimismo e panico (VIX a 14.82 punti, +0.60 /  abbiamo anticipato che ci aspettiamo una salita della VIX almeno a 20 punti) e temporalmente il 15 ottobre sembra una data ideale per un solido minimo. Secondo gli oscillatori un minimo potrebbe essere raggiunto verso la metà di settimana prossima ma un eventuale rimbalzo tecnico potrebbe far slittare il tutto di qualche giorno.
Resta aperto il problema degli obiettivi. I maggiori indici azionari europei (Eurostoxx50 e DAX) dovrebbero andare a testare i minimi annuali con una buona probabilità di una discesa su dei nuovi minimi annuali marginali - parliamo quindi di un potenziale di ribasso dai livelli attuali di -2%/-3%. L'S&P500 può scendere al massimo a 2800 punti ma probabilmente si fermerà più in alto (2840 punti?). Non abbiamo un evidente punto di riferimento e siamo combattuti tra Russell2000 che sembra già sul fondo e Nasdaq100 che sembra invece solo all'inizio di un crollo fino ai 7000-7100 punti. Molto probabilmente per trovare il minimo definitivo dovremo basarci sugli indicatori di sentiment e non su supporti o obiettivi calcolati secondo Fibonacci o metodi simili (Elliott Wave, ecc.).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.63% a 3345 punti
DAX                         -1.10% a 12111 punti
SMI                          -0.51% a 9042 punti
FTSE MIB                  -1.77% a 20346 punti
S&P500                    -0.97% a 2885.57 punti
Nasdaq100               -3.00% a 7399 punti

Venerdì é stata semplicemente una giornata negativa che non necessita di grandi commenti. Le borse europee hanno chiuso sui minimi giornalieri e settimanali. Gli indici non sono ipervenduti o in eccesso di ribasso. Le RSI sono sui 37 - 42 punti (Eurostoxx50 41.51 punti) e non ci sono evidenti supporti nelle vicinanze se non sul FTSE MIB (-1.30% a 20346  punti, supporto a 20200-20250 punti, minimo annuale a 20207 punti). Di conseguenza nei prossimi giorni gli indici scenderanno più in basso seguendo il ritmo della borsa americana e le oscillazioni del cambio EUR/USD (1.1525).
Per la cronaca l'Eurostoxx50 ha chiuso a 3345 punti (-0.88%), il DAX a 12111 punti (-1.08%) e l'SMI a 9042 punti (-0.61%). L'indice delle banche europee é caduto a 105.04 punti (-0.98%) - la performance settimanale é del -1.41% - il minimo annuale si trova a 102.86 punti.

In America i mercati finanziari hanno reagito con un balzo dei tassi d'interesse e un calo della borsa a dati relativamente deboli sul mercato del lavoro - significa che in ogni caso la borsa aveva voglia di correggere e ha preso come scusa il dato sulla disoccupazione per muoversi nella direzione voluta.
L'S&P500 ha aperto a 2904 punti ed é ancora brevemente balzato a 2909 punti di massimo. Poi i venditori hanno preso il controllo delle operazioni e hanno fatto scendere l'S&P500 fino ai 2869 punti. A questo punto l'ipervenduto di cortissimo termine ha fatto effetto e c'é stata una reazione. L'S&P500 é risalito dopo le 19.30 fino a 2890 punti e ha chiuso a 2885 punti (-0.55%). Il Nasdaq100 (-1.21% a 7399 punti), dopo la rottura dell'importante ed evidente supporto costituito dalla MM a 50 giorni, ha subito un tracollo. Gli indici sono già rimbalzati nelle ultime due ore e mezza di contrattazioni. Lunedì questo rimbalzo potrebbe continuare oppure i minimi di venerdì devono essere ritestati prima che ci sia un rimbalzo più consistente - non lo sappiamo con esattezza.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2047 su 5056, NH/NL a 196 su 1305 (!) e volume relativo a 1.0. A questo punto dobbiamo fare un inciso - il deterioramento a livello strutturale del mercato azionario americano é grave e preoccupante. Potrebbe provocare una profonda correzione (2650-2700 punti di S&P500) - questa é una variante negativa da non dimenticare anche se finora gli indicatori di lungo termine restano costruttivi e al rialzo con la possibilità di una salita dell'S&P500 a 3000 punti per fine anno.
La volatilità VIX é salita solo a 14.82 punti (+0.60) - il Fear&Greed Index é invece già sceso a 33 punti.

Riassumendo le borse si stanno sviluppando in linea di massima secondo lo scenario che abbiamo descritto e seguito da alcune settimane. Dal punto tornate del 21 settembre le borse stanno correggendo e questa correzione non é ancora finita. Dovrebbe durare fino a metà ottobre senza fare eccessivi danni. La tendenza di fondo della borsa americana é passata però a neutra fino a leggermente negativa - il 29.9% dei titoli americani é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 54.64. In linea di massima dopo questa correzione ci aspettiamo ancora un'ultima spinta di rialzo fino a fine anno. Questa fase potrebbe però essere meno forte del previsto. In ogni caso fino a metà ottobre bisogna restare prudenti. Abbiamo ancora una settimana per capire e prevedere come i mercati si svilupperanno nell'ultimo trimestre dell'anno.

Commento del 5 ottobre

S&P500 e Nasdaq100 salvano a fatica i supporti

Ieri i ribassisti hanno tentato un affondo sfruttando l'insicurezza creata dal rialzo dei tassi d'interesse. Sono riusciti ad ottenere un buon risultato sul Nasdaq100 (-1.93% a 7490 punti) - nel settore della tecnologia si accalcano i piccoli investitori retail che scappano al primo segnale di pericolo. L'S&P500 (-0.82% a 2901.61 punti) ha invece retto il colpo - dopo essere caduto fino ai 2884 punti é riuscito a fine seduta a tornare sopra il supporto a 2900 punti. Tra l'altro, malgrado la pesante perdita, questa reazione é riuscita anche sul Nasdaq100 - l'indice é caduto fino ai 7436 punti ed é tornato a fine giornata a 7490 punti, sopra la MM a 50 giorni (7479 punti) che da maggio costituisce un valido supporto dinamico che accompagna il rialzo. L'Eurostoxx50 (-0.89% a 3375 punti) ha chiuso su un nuovo minimo dal punto tornante del 21 settembre - il calo dal massimo di periodo del 27 settembre a 3452 punti é però ancora moderato. Probabilmente nei prossimi dieci giorni gli indici azionari europei ed americani devono scendere più in basso - specialmente a livello di sentiment gli investitori sono ancora lontani da quel pessimismo necessario per concludere una correzione. Non sarà però una sostanziale correzione come speravamo ma solo una moderata correzione. Ieri i rialzisti hanno dimostrato di avere ancora parecchie munizioni in riserva - la rottura momentanea dei supporti non ha provocato un'ondata di vendite ma una rabbiosa reazione e un veloce recupero. Resta l'incognita dei tassi d'interesse - discuteremo questo tema nell'analisi del fine settimana.

Ieri l'Eurostoxx50 (-0.89% a 3375 punti) ha perso 30 punti e ha chiuso vicino al minimo giornaliero. La lunga candela rossa sul grafico e la peggiore chiusura dal punto tornante del 21 settembre suggeriscono finalmente l'inizio dell'attesa correzione. L'indice delle banche europee SX7E ha guadagnato il +0.65% a 106.08 punti. Questo settore si muove in maniera semindipendente e segue le notizie provenienti dall'Italia ed i movimenti dello spread. La tendenza di fondo resta però al ribasso. Martedì l'indice ha sfiorato un nuovo minimo annuale. Il cambio EUR/USD é caduto fino a un minimo giornaliero a 1.1463. Stamattina recupera a 1.1505 - l'importante supporto a 1.15 é salvo. Senza un netto cedimento della borsa americana é improbabile che l'Eurostoxx50 acceleri al ribasso. Finora c'é un'alternanza di sedute positive e negative e solo per saldo l'indice scende. Al momento sembra che fino a metà ottobre avremo una modesta correzione ma nessun crollo. Mercoledì l'Eurostoxx50 aveva guadagnato il +0.49% - il DAX non aveva trattato. Ieri l'Eurostoxx50 ha perso il -0.89% - il DAX (-0.35% a 12244 punti) ha seguito a distanza ma il conto torna. Il grafico mostra che il DAX sta lentamente scivolando verso il basso mentre il MACD ruota e si sta apprestando a dare un segnale di vendita. La prevista correzione autunnale si sta concretizzando ma la pressione di vendita sembra restare modesta. A corto termine il DAX ha parecchio spazio verso il basso - almeno fino a circa 11900 punti.
Malgrado il calo dello spread ed il rialzo delle azioni delle banche il FTSE MIB (-0.59% a 20613 punti) si é unito alla debolezza delle borse europee e ha perso terreno. Probabilmente ci sarà nei prossimi giorni un ulteriore tentativo di peggiorare il minimo annuale - non sappiamo se il supporto a 20200-20250 punti reggerà il colpo. Non dipende dall'Italia ma dallo sviluppo della correzione generale delle borse. 

A questo punto possiamo tornare a Wall Street e vedere cosa ci ha offerto questa seduta da un punto di vista tecnico.
L'S&P500 ha aperto sul massimo giornaliero a 2919 punti. Subito ha cominciato a scendere definendo lo svolgimento e l'esito negativo della giornata. Ad ondate l'S&P500 é sceso fino alle 20.20 su un minimo a 2884 punti. Una prima reazione ha fatto risalire l'indice a 2900 punti. Dopo un ritracciamento c'é stata ancora una spinta di rialzo che ha permesso all'S&P500 di chiudere a 2901.61 punti (-0.82%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1423 su 5711, NH/NL a 235 su 1109 (come martedì quando l'S&P500 era 22 punti più in alto) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita (solo) a 14.22 punti (+2.61) - la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.72. Le BB scorrono strette a 2873 - 2940 punti - si dovrebbero allargare con un aumento della volatilità. Considerando la situazione tecnica generale e l'aspetto stagionale negativo ci dovranno essere nelle prossime sedute ulteriori tentativi di ribasso.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei perde il -0.58% - le borse cinesi sono ancora chiuse (Festa nazionale). Il future sull'S&P500 sale a 2910 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3376 punti - le borse europee apriranno invariate. Tassi d'interesse e cambi sono stabili. Alle 14.30 verrà pubblicato il rapporto sul mercato del lavoro americano a settembre - dei dati molto buoni dovrebbero provocare un balzo dei redditi degli US Treasury Bonds e un tentativo di ribasso in borsa.
Fino alle 14.30 sarà tutto tranquillo - poi bisogna fare attenzione...

Commento del 4 ottobre

Il reddito dell'USTBond decennale sale su un massimo annuale a 3.15% - USD forte - borsa debole?

Ieri la Germania ha festeggiato la festa nazionale - nel giorno dell'Unità la borsa di Francoforte é rimasta chiusa. Senza i tedeschi le borse europee si sono orientate sull'unico tema d'attualità - l'Italia e il deficit previsto nel DEF. Il governo di Conte ha fatto una parziale concessione all'UE - ha mantenuto il deficit previsto per il 2019 al 2.4% del PIL ma ha ridotto a 2.1% e 1.8% gli obiettivi per i due anni successivi. I mercati finanziari e le borse hanno reagito secondo logica. Lo spread sui titoli di Stati é sceso, le azioni delle banche sono lievitate (SX7E +0.70% a 105.39 punti) e la borsa italiana ha guadagnato terreno (FTSE MIB +0.84% a 20736 punti).
È difficile scorgere una tendenza tra queste oscillazioni disordinate e senza continuità - quello di ieri sembra però un'ulteriore rimbalzo tecnico e quindi il quadro generale resta negativo specialmente in Italia.
Senza i titoli del DAX é difficile dare una valutazione al guadagno di 16 punti dell'Eurostoxx50 (+0.49% a 3405 punti) - l'indice é però tornato sopra i 3400 punti e questo significa che per ora non intende correggere. Ci sono settori come quello farmaceutico che sono chiaramente in un rialzo di corto termine e sostengono il listino. La farmaceutica sta permettendo la continuazione del rialzo dell'SMI svizzero (+0.97% a 9175 punti) che ieri é salito su un nuovo massimo a 30 giorni. Se riesce a passare la resistenza a 9200 punti dovrebbe poter continuare la sua corsa fino ai 9600 punti. Considerando la situazione di stallo delle borse europee dubitiamo che l'SMI possa continuare la sua corsa in solitaria anche se la forza dei titoli farmaceutici (Novartis +1.88%, Roche +1.42%) é impressionante.
Inoltre si delinea un nuovo problema all'orizzonte. Ieri i redditi delle obbligazioni di Stato americane (US Treasury Bonds) hanno fatto un balzo verso l'alto, hanno toccato un massimo annuale e superato importanti resistenze - il reddito delll'USTB decennale é salito a 3.15% e ha superato la resistenza a 3.10%. Il trentennale é a 3.30% di reddito. Le obbligazioni europee si sono sentite in obbligo di seguire. Il future sul Bund tedesco é caduto del -0.75% a 158.37 - il reddito del decennale é salito a 0.482%. Questi movimenti sui tassi d'interesse hanno fatto cadere il cambio EUR/USD sotto gli 1.15 - stamattina é a 1.1470. Con queste premesse negative é impensabile che gli indici azionari europei possano salire più in alto. Per scendere però c'é bisogno la collaborazione dell'America - vediamo cosa é successo ieri sera a Wall Street.

La seduta si é svolta come le due precedenti. Gli indici sono saliti nella prima parte della seduta ma poi hanno ceduto nella seconda parte della giornata. Dopo un buon inizio appaiono venditori che sono in grado di contrastare con successo i tentativi dei rialzisti di raggiungere dei nuovi record. Ieri l'S&P500 (+0.07% a 2925.51 punti) si é fermato a 2939.86 punti di massimo - solo 1 punto dal massimo storico a 2941 punti che non é stato attaccato. Le candele sui grafici di DJI, S&P500 e Nasdaq100 (+0.12% a 7637 punti) sono rosse - gli indici hanno chiuso sotto i livelli d'apertura e questo significa che per saldo durante la giornata hanno vinto i ribassisti.
Nel complesso é stata però una seduta positiva grazie alla reazione delle PMI (Russell2000 +0.92%). Il DJ Industrial (+0.20%) ha toccato un nuovo masismo storico marginale. la borsa americana dal 21 settembre non riesce più a fare sostanziali progressi ma non sta correggendo - é semplicemente in stallo.
L'S&P500 ha aperto a 2935 punti e fino alle 20.30 si é mosso in soli 7 punti (2932-2939 punti). In mancanza di una accelerazione al rialzo c'é poi stato un vuoto d'aria (i traders long si sono ritirati) fino ad un minimo a 2821 punti. Sul finale l'indice é risalito a 2925.51 punti (+0.07%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4045 su 3058, NH/NL a 365 su 795 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 11.61 punti (-0.44) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.56 - il sentiment é eccessivamente positivo.

Stamattina si scende - ma con moderazione. Le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei perde il -0.66% - le borse cinesi sono ancora chiuse. Il future sull'S&P500 é a 2917 punti (-14 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3392 punti. Le borse europee apriranno con una perdita di circa il -0.4% che annullerà i guadagni di ieri. Teniamo d'occhio cambi e tassi d'interesse - i nuovi massimi annuali del reddito del USTB dovrebbe oggi diventare tema di discussione e creare incertezza e insicurezza. Vedremo se avremo una semplice seduta moderatamente negativa o se invece ci sarà un'intensificazione delle vendite.

Commento del 3 ottobre

Minimo annuale del FTSE MIB italiano (-0.23% a 20562 punti) - in America i NL salgono a 1115

Ieri i movimenti degli indici sono stati modesti - la seduta in Europa e negli Stati Uniti é stata moderatamente negativa.
In Europa l'Eurostoxx50 é caduto del -0.74% a 3389 punti. Lindice ha perso 31 punti e sul grafico é apparsa un'altra candela rossa piuttosto marcante. L'Eurostoxx50 ha chiuso decisamente sotto i 3400 punti e l'impressione é che i ribassisti stanno prendendo il sopravvento. Tutto il listino é sotto pressione e non solo le azioni delle banche (SX7E -0.61% a 104.66 punti (minimo giornaliero a 102.95 punti / minimo annuale a 102.86 punti)) come nelle ultime sedute. A breve dovrebbe esserci ancora un fugace rimbalzo tecnico causato dai supporti su FTSE MIB (-0.23% a 20562 punti) e su SX7E che già ieri hanno fatto effetto. Stranamente ieri l'Eurostoxx50 ha perso di più che le borse mediterranee, il settore bancario o il DAX tedesco (-0.42% a 12287 punti). Questo é inusuale - sembra che dei nuovi settori vengano coninvolti nelle vendite. Questo effetto é da osservare da vicino nelle prossime sedute. Non é una conseguenza della chiusura ritardata dell'Eurostoxx50 (17.50) rispetto al resto delle borse europee (17.30) poiché dalle 16.40 la borsa americana é salita fino alle 18.00 circa.
Ieri l'Italia é stata ancora al centro delle discussioni. Lo spread sui titoli di Stato continua a salire e anche ieri il FTSE MIB ha perso terreno. Ha toccato un nuovo minimo annuale a 20207 punti ma ha chiuso 350 punti più in alto. L'impressione é quindi che per il momento la pressione di vendita é in diminuzione e l'indice tenta di difendersi sui 20250 punti.
Volano le parole grosse tra Bruxelles e Roma - non capiamo perché Juncker e colleghi non tacciano e si limitino a discutere il budget italiano nelle apposite riunioni. Questa caciara dei politici é indegna e non fà che attizzare una situazione già pericolosa ed instabile. Assistiamo attoniti a questo triste spettacolo - l'UE dovrebbe fare attenzione a come si comporta con i suoi membri - l'arroganza nei toni di certi personaggi é inaccettabile. Sui contenuti si può discutere ma in maniera pacata e possibilmente a porte chiuse e con le cifre alla mano - non su twitter. La nostra opinione tecnica sul FTSE MIB non cambia. A breve dovrebbe restare sopra i 20200-20250 punti. A medio termine ulteriori minimi annuali sono inevitabili a causa di una situazione economica in via di deterioramento. Non crediamo che la politica economica di questo governo sarà in grado di provocare un cambiamento di rotta. La tendenza di fondo é al ribasso.

A prima vista ieri in America non é successo niente di importante. Il Dow Jones Industrial ha guadagnato il +0.46%, l'S&P500 (-0.04% a 2923.43 punti) ha marciato sul posto mentre la tecnologia (Nasdaq100 -0.22% a 7628 punti) dopo un buon inizio é caduta in negativo - la perdita di 17 punti é però insignificante. Se guardiamo i dati della giornata abbiamo però l'impressione che c'é qualcosa che non collima - la seduta nel suo insieme sembra essere stata pessima. A/D a 2511 su 4551, NH/NL a 280 su 1115 (!!!) mostrano una netta prevalenza delle vendite. La ragione si trova nel settore delle PMI che per il secondo giorno consecutivo ha una pesante caduta (Russell2000 -1.01%). È questo un sintomo di disagio e di crisi o solo un episodio passeggero? Sarà il RUT a trascinare i listini verso il basso o si tratta solo di un assestamento? Ancora non lo sappiamo ma le massiccie divergenze all'interno del mercato azionario americano sono in aumento e questo ci rende inquieti. Non ci sembra il momento per essere tranquillamente long e fiduciosi come mostrano i dati sul sentiment (VIX +0.05 a 12.05 punti, CBOE Equity put/call ratio a 0.55.)
L'S&P500 in fondo ha avuto una seduta tranquilla - si é mosso in soli 12 punti e ha chiuso invariato e al centro del range giornaliero. Ha aperto a 2924 punti, é sceso a 2919 punti e poi verso le 18.00 é salito sul massimo a 2931 punti. Per ore é oscillato sui 2930 punti per poi ricadere a 2919 punti e rimbalzare sul finale a 2923.43 punti (-0.04%).
Per il portafoglio abbiamo aperto ieri posizioni short sull'S&P500 a 2930 punti e sul Nasdaq100 a 7650 punti. Purtroppo i limiti di vendita in Europa non sono stati raggiunti.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei perde il -0.62% - le borse cinesi sono ancora chiuse per ferie. Il future sull'S&P500 é a 2932 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3400 punti. Le borse europee apriranno con plusvalenze intorno al +0.4%. In Germania si festeggia il giorno dell'Unità tedesca (festa nazionale) - la borsa resta chiusa. Ci aspettiamo una giornata relativamente tranquilla con borse poco mosse.

Commento del 2 ottobre

Troppa dispersione - troppe tensioni interne

Ieri le borse europee ed americana hanno avuto una seduta positiva. L'Eurostoxx50 é risalito a 3414 punti (+0.44%) mentre l'S&P500 americano ha guadagnato 10 punti (+0.36% a 2924.59 punti). Il Nasdaq100 (+0.23% a 7645 punti) ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 7700 punti mentre l'S&P500, con un massimo giornaliero a 2937 punti, é arrivato a soli 4 punti dal record storico del 21 settembre. Tutto bene quindi? Per niente - siamo molto inquieti. Ieri il rapporto NH/NL (nuovi massimi su nuovi minimi) a 30 giorni per la borsa americana é stato di 526 su 826 - pessimo considerando che la seduta é stata positiva con i maggiori indici sui massimi storici. Il settore delle PMI ha avuto una rovinosa caduta - il Russell2000 ha perso il -1.39%. In America c'é troppa dispersione - pochi titoli e pochi settori salgono - la maggior parte dei titoli da mesi non fà progressi mentre il drappello dei titoli in calo o in perdita da inizio anno diventa sempre più numeroso.
Anche in Europa ieri abbiamo assistito ad un effetto simile. Mentre l'Eurostoxx50 guadagnava terreno a traino del DAX tedesco (+0.75% a 12339 punti) e dell'SMI svizzero (+0.43% a 9127 punti) il FTSE MIB ha nuovamente perso terreno (-0.49% a 20610 punti) insieme al PSI20 (-0.86%) portoghese. Tra Bruxelles e Roma si comincia a litigare sul budget dello stato italiano e i politici, invece che riflettere, ponderare la situazione con calma e discuterne a porte chiuse, si sono affrettati a fare dichiarazioni pubbliche dai toni polemici e aggressivi. La conseguenza sui mercati finanziari non si é fatta attendere. Lo spread sui titoli di Stato (Bund-BTP) é balzato a 282 bsp e il FTSE MIB, dopo un inizio baldanzoso, ha trascorso il pomeriggio scivolando verso il basso. Ha fine giornata é rimasto un -0.49% (20610 punti). La perdita di 101 punti non é terribile. È però un segnale decisamente negativo poiché gli investitori, tra dubbi ed incertezze, stanno voltando le spalle alla borsa italiana. A corto termine il FTSE MIB dovrebbe difendersi sopra i 20250 punti - a medio termine però un nuovo minimo annuale é inevitabile. Come prevediamo da tempo si preannuncia un autunno di fuoco.
Naturalmente le tensioni tra UE e Italia e l'aumento degli spread ha fatto altre vittime. L'indice delle banche SX7E é sceso a 105.30 punti (-1.17%) mentre il cambio EUR/USD cade stamattina a 1.1540. A questo punto anche una rottura del forte supporto a 1.15 sembra possibile. Riteniamo molto improbabile che in caso di crisi all'interno dell'UE il rialzo delle borse europee possa continuare. La seduta positiva di ieri sembra un rimbalzo tecnico. La spinta di ribasso di venerdì é stata decisamente più forte e convincente della debole reazione ieri che é stata accompagnata da modesti volumi.

L'S&P500 ieri ha aperto in forte guadagno. L'accordo commerciale tra America, Canada e Messico (USMCA), che dovrebbe sostituire il Nafta, ha entusiasmato gli investitori che vedono allontanarsi le conseguenze negative di una guerra commerciale. La sostituzione al vertice di General Electric (+7.09%) e il cambio di strategia hanno fatto involare l'azione e aiutato il settore industriale. L'accordo tra Elon Musk e la SEC ha provocato un incredibile rimbalzo dell'azione di Tesla (+17.35%).
La spinta di rialzo é durata fin verso le 16.30 - l'S&P500 ha toccato un massimo a 2937 punti. Per il resto della giornata gli indici azionari americani sono lentamente ma decisamente scesi. L'S&P500 ha toccato un minimo a 2918 punti e ha chiuso con un'impennata finale a 2924.59 punti (+0.36%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2951 su 4163, NH/NL a 526 su 826 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 12.00 punti (-0.12) mentre la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.57. Le candele sui grafici di molti indici (tra cui S&P500 e Nasdaq100) sono rosse. L'S&P500 ha toccato un massimo a 2937 punti e poi é stato respinto verso il basso senza attaccare il record storico. Il bordo superiore delle BB scorre a 2936 punti. Abbiamo l'impressione che nelle prossime sedute i ribassisti proveranno a combinare qualcosa - speriamo che riescano a buttare l'S&P500 sotto i 2900 punti. Almeno fino a metà ottobre raccomandiamo prudenza - al rialzo c'é ben poco da guadagnare. 

Stamattina gli investitori sembrano preoccupati - appaiono dei cedimenti. Il Nikkei ha marciato sul posto (-0.07%) - a borsa cinese é ancora chiusa per ferie. Il future sull'S&P500 scende a 2922 punti (-8 punti). Ci preoccupa la caduta del cambio EUR/USD che in 4 giorni é sceso da 1.18 agli attuali 1.1545. L'Eurostoxx50 vale ora 3390 punti. Le borse europee apriranno in calo del -0.4% e sotto i minimi di ieri. I 3400 punti di Eurostoxx50 costituiscono un importante supporto psicologico. Se stamattina le borse europee non recuperano la seduta odierna rischia di essere pessima.

Aggiornamento del 1. ottobre

Molte notizie - poco di rilevante

Scorrendo i media stamattina leggiamo parecchie notizie dal fronte politico ed economico ma in fondo non c'é molto di nuovo. Stati Uniti, Canada e Messico hanno raggiunto un nuovo accordo commerciale (USMCA) che dovrebbe sostituire il NAFTA. È troppo presto per valutare le conseguenze di questa intesa. Tutte le parti coinvolte sono però soddisfatte e ritengono di aver concluso le trattative con un successo. I mercati finanziari tirano un sospiro di sollievo - almeno su questo fronte sembra che la guerra commerciale sia scongiurata. Il future sull'S&P500 reagisce con un balzo di 15 punti a 2935 punti. In Europa invece le conseguenze sono modeste - l'Eurostoxx50 vale ora 3405 punti - gli indici azionari europei apriranno con deboli guadagni (+0.2%). Il future sul BTP perde il -0.54% e questo significa che i tassi d'interesse sui titoli di Stato italiani anche oggi salgono e probabilmente il FTSE MIB sarà ancora debole. Con questa premessa é difficile che oggi le borse europee possano involarsi - bisognarà essere contenti se riescono a difendere i guadagni iniziali.
Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei guadagna il +0.55% - in Cina é un giorno di festa. Corea e India sono in calo.
L'agenda economica non offre appuntamenti di particolare interesse.

Commento del 29-30 settembre

Se si escludono Italia e banche é stata una settimana tranquilla e senza segnali particolari

2.4% - sembra questo l'unico dato importante sul quale si sono scatenati i commenti di esperti, analisti, giornalisti, operatori ed investitori alla pubblicazione del piano finanziario del governo italiano per il 2019. La reazione dei mercati é stata logica e prevedibile - lo spread sui titoli di Stato tra Bund tedesco e BTP italiano é schizzato a 265 punti (+12%) e il FTSE MIB (-3.72%) si é inabissato. Tutta questa eccitazione é eccessiva e prematura. Cerchiamo di analizzare la situazione in maniera concisa e pragmatica. L'Italia é un Paese con un alto debito pubblico, una elevata disoccupazione e con una crescita economica inferiore alla media europea. È legittimo da parte del nuovo governo di tentare politiche economiche diverse da quelle dei suoi predecessori che non sono riusciti a sfruttare l'enorme regalo costituito dai bassi tassi d'interesse per rilanciare la crescita economica e ridurre il deficit e il debito pubblico. 5 Stelle e Lega hanno voluto mantenere le promesse elettorali introducendo il Reddito di Cittadinanza e la Flat Tax - é doveroso e comprensibile. Il problema del loro programma economico non é il deficit in sé stesso ma il fatto che ci sono troppe distribuzioni di soldi a casaccio e troppi pochi investimenti - molto probabilmente non raggiungerà l'obiettivo di riportare l'Italia sulla via della prosperità. Gli investitori si aspettavano un deficit del 1.6% come prospettato dal ministro Tria e come patteggiato con l'UE. L'Italia ha il diritto di scegliere altre vie - non deve però lamentarsi se i mercati reagiscono con scetticismo e con delle vendite. Non é una mancanza di fiducia o speculazione ma solo una razionale decisione d'investimento. Le banche italiane sono infarcite di titoli di Stato per i quali per legge non hanno bisogno di mantenere una copertura a livello di mezzi propri. Se il valore di questi titoli scende le banche hanno teoricamente delle perdite. Vendere le azioni delle banche italiane (ISP -8.03%, UCG -6.94%) é una decisione che ha una sua logica. Accusare delle forze occulte di provocare ad arte un crollo della borsa e dei titoli di Stato per impedire all'Italia di fare la politica economica che desidera é ridicolo. C'é da sperare che tra Roma e Bruxelles ci sia una collaborazione e non una guerra come un ministro italiano ha subito dichiarato.
La borsa vive di fondamentali ma anche di emozioni. È possibile che il ribasso iniziato venerdì continui settimana prossima. È difficile dire in effetti quanto "vale" effettivamente la borsa italiana - ci sono troppi rischi ed incognite. È compito dei politici di smorzare i toni e cercare di creare un clima di fiducia. Se Salvini e Di Maio cercheranno invece il confronto duro con l'UE é probabile che gli investitori, incerti e disorientati, continueranno nel dubbio a vendere.
L'analisi tecnica non ci fornisce ancora delle soluzioni o dei segnali chiari. Tra mercoledì e giovedì i maggiori indici azionari europei hanno toccato dei massimi mensili e questo sembrava confermare che la tendenza a corto termine era al rialzo. La caduta di venerdì non é sufficente per dire con sicurezza che la tendenza é cambiata.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.84% a 3399 punti
DAX                         -1.48% a 12246 punti
SMI                          +1.03% a 9088 punti
FTSE MIB                  -3.83% a 20711 punti
S&P500                    -0.54% a 2913.98 punti
Nasdaq100               +1.28% a 7627 punti

Giovedì l'Eurostoxx50 aveva chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo mensile a 3449 punti. Venerdì ha aperto in calo a 3440 punti, é sceso fino alle 14.00 a 3380 punti ed ha chiuso a 3399 punti (-1.47%). Avevamo terminato il commento del mattino con la frase "Se l'Eurostoxx50 resta sopra i 3400 punti non c'é da preoccuparsi". Oggi non siamo in grado di fare previsioni fondate. La seduta di venerdì é stata decisamente negativa ma non pessima. Nel pomeriggio la pressione di vendita é svanita e l'Eurostoxx50 ha difeso il supporto. In fondo solo la borsa italiana (FTSE MIB -3.72% a 20711 punti) e il settore della banche europee (SX7E -3.92% a 106.55 punti / performance settimanale -4.87%) hanno subito un tracollo. Le altre borse europee si sono difese ancora abbastanza bene come mostra il difensivo SMI svizzero (-0.27% a 9088 punti). Dopo una sola seduta negativa non possiamo dichiarare che l'attesa correzione é iniziata melgrado che questa resta la nostra ipotesi di base. La tendenza di fondo delle borse europee é da neutra a ribassista. Le marcanti candele rosse che sono apparse sui grafici venerdì possono ancora solo essere un incidente - ci vuole una continuazione verso il basso settimana prossima per avere delle conferme. Ma soprattutto c'é bisogno che anche la borsa americana cominci a correggere. A Wall Street invece finora regna la stabilità.

Gli americani non si sono lasciati impressionare dalle turbolenze sui mercati finanziari europei. S&P500 (-0.00% a 2913.98 punti) e Nasdaq100 (-0.02%) hanno recuperato le perdite iniziali e hanno chiuso praticamente in pari. Il quadro tecnico é invariato. Il mercato é strutturalmente molto debole ma non vuole correggere. Nessun indice ha toccato settimana scorsa un nuovo massimo storico - le perdite però sono state trascurabili anche grazie alla tecnologia.
L'S&P500 ha aperto a 2909 punti e dopo un balzo é sceso sul minimo a 2907 punti. Il supporto a 2900-2903 punti non é stato attaccato e subito si é capito che la borsa non avrebbe avuto una seduta decisamente negativa ma piuttosto avrebbe trascorso una giornata in trading range. In effetti l'S&P500 fino alle 17.15 é risalito a 2920 punti di massimo. Poi é sceso a 2912 punti, é risalito a 2919 punti ed é caduto sul finale a 2914 punti. Si é mosso in soli 15 punti e ha chiuso in pari - una giornata senza storia specialmente se paragonata a quanto successo in Europa.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3769 su 3214, NH/NL a 375 su 768 (la partecipazione é ancora debole e fonte di forte preoccupazione) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é scesa a 12.12 punti (-0.29) mentre la CBOE Equity put/call ratio é neutra a 0.64 (MM a 10 g a 0.59). Gli investitori restano ottimisti ma questo non ha conseguenze sullo sviluppo degli indici. Il Fear&Greed Index é neutro. La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 44.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percenti Index sul NYSE a 59.18. Le Bollinger Bands dell'S&P500 scorrono vicine, piatte e parallele a 2869-2934 punti. Il 29 agosto l'S&P500 era a 2914 punti - un mese dopo é esattamente allo stesso livello e si é mosso in meno di 80 punti. Non bisogna essere sorpresi che l'analisi tecnica non fornisce segnali particolari e che per il momento non possiamo fare previsioni sicure. Seguendo la tendenza di lungo termine la borsa dovrebbe continuare lentamente a salire. Le divergenze a livello di partecipazione, gli eccessi di rialzo e l'effetto stagionale suggeriscono la possibilità che si verifichi una sostanziale correzione. Finora non succede niente - in fondo, Italia a parte, é stata una settimana tranquilla.

Commento del 28 settembre

Nuovi massimi mensili in Europa - l'America non conferma la ripresa del rialzo

Ieri le borse europee hanno avuto un'altra seduta positiva - la terza consecutiva. Con una certa autoironia ci sembra difficile parlare di correzione dopo un simile risultato anche perché ieri l'Eurostoxx50 (+0.48% a 3449 punti) e l'SMI (+0.35% a 9112 punti) sono saliti su dei nuovi massimi mensili. Il DAX (+0.40% a 12435 punti) ha mancato questo obiettivo per pochi punti e si trova praticamente sul livello di venerdì scorso (12430 punti). L'Eurostoxx50 ha chiuso con un guadagno di 16 punti sul massimo giornaliero e con un nuovo massimo mensile. Questo é un segnale inequivocabile che il rialzo continua e l'ipotesi della sostanziale correzione é probabilmente da scartare. Per una conferma dobbiamo aspettare la chiusura settimanale ma un cambio di rotta oggi é poco probabile. L'Eurostoxx50 é salito malgrado il calo della borsa italiana (FTSE MIB -0.62% a 21511 punti) e del settore bancario (SX7E -0.31% a 110.90 punti) - questa é una dimostrazione di forza da non sottovalutare. Ieri sera il governo italiano ha reso noto i particolari del piano finanziario 2019. Non abbiamo studiato il documento nel dettaglio - abbiamo solo capito che il rapporto deficit PIL sarà del 2.4% - sembra che questa sia l'unica cosa importante. Troppo alto o accettabile poiché nei limiti imposti dal trattato di Maastricht? La risposta arriverà oggi dalla borsa. Per noi questo indebitamento supplementare non é un problema se i soldi sono ben spesi (investimenti) e se viene raggiunto con premesse economiche realistiche.

Anche l'S&P500 (+0.28% a 2914.00 punti) ha guadagnato 8 punti - siamo però delusi dalla prestazione della borsa americana. Dopo tre sedute negative ci saremmo aspettati una risposta più convincente da parte dei rialzisti. Invece nel corso della giornata il rialzo si é sgonfiato e gli indici hanno chiuso nella parte inferiore del range giornaliero. Solo la tecnologia (Nasdaq100 +0.88% a 7629 punti) ed i soliti AGMAF (Apple +2.06%) si sono mossi con decisione al rialzo mentre rimangono le massiccie divergenze a livello di partecipazione. Ieri i nuovi massimi a 30 giorni sono stati solo 314 mentre l'indice delle PMI Russell2000 ha perso il -0.06%.
L'S&P500 ha aperto a 2911 punti e all'inizio é sceso sul minimo a 2909 punti. In seguito é salito in maniera piuttosto regolare fino a metà seduta quando ha toccato il massimo a 2927 punti. Nella seconda parte della seduta l'indice é sceso costantemente fino ad un minimo a 2913 punti. Ha chiuso poco sopra a 2914.00 punti (+0.28%). Formalmente si é trattato di una seduta in trading range.
La seduta al NYSE é stata di poco positiva con A/D a 3576 su 3365, NH/NL a 314 su 848 (rapporto pessimo) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 12.41 punti (-0.48) - la CBOE Equity put/call ratio era normale a 0.61.
Sul grafico dell'S&P500 appare una serie di 3 candele rosse (o nere) seguite da un debole rimbalzo in trading range. Questa costellazione potrebbe essere un Three Black Crowns (tre corvi neri) - se oggi l'S&P500 termina la settimana con una chiusura sotto i 2903 punti (o meglio ancora i simbolici 2900 punti) deve iniziare una sostanziale correzione - almeno in America non ci sono ancora ragioni concrete per abbandonare questa ipotesi negativa.

Non sappiamo ancora come risolvere il dilemma provocato da borse europee che sembrano voler continuare il rialzo e borsa americana che potrebbe ancora seguire lo scenario di una sostanziale correzione fino a metà ottobre. Speriamo che la seduta odierna ci dia un'indicazione chiara.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei guadagna il +1.37% - Shanghai sale del +0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2919 punti (-1 punto). In Europa invece le cosa non si mettono bene. Il cambio EUR/USD scende a 1.1625. L'Eurostoxx50 vale ora 3433 punti (-16 punti) - le borse europee aprirannno con perdite stimate al -0.4%. L'attenzione degli operatori é puntata sui mercati finanziari italiani.
Il future sui BTP è in netto calo (-1.45%) - sembra che gli investitori internazionali non siano entusiasti del budget dello Stato prodotto da 5 Stelle e Lega. Potrebbe esserci un'ondata di vendite specialmente sui titoli delle banche con implicazioni per tutti i listini europei. Se l'Eurostoxx50 resta sopra i 3400 punti non c'é da preoccuparsi.

Commento del 27 settembre

La FED alza i tassi d'interesse per l'ottava volta dal 2015 - gli investitori non si scompongono - le borse si muovono poco

Negli Stati Uniti prosegue il processo di normalizzazione dei tassi d'interesse. La Banca Centrale americana (FED) ieri sera ha alzato i tassi d'interesse del +0.25% - la banda d'oscillazione dei FED Funds é ora a 2%-2.25%. Questo é già il terzo aumento quest'anno e l'ottavo dalla fine del 2015. Mercoledì la FED non ha solo aumentato i tassi d'interesse ma ha anche proseguito il processo di riduzione della somma di bilancio iniziato in autunno dell'anno scorso. Per stimolare l'economia la Banca Centrale aveva aumentato con operazioni di Quantitative Easing la somma di bilancio fino alla fine del 2014 a 4500 Miliardi di USD - circa il 25% del PIL. Nel frattempo gli attivi della FED sono stati ridotti a 4200 Mia. - circa il 20% del PIL. I mercati finanziari hanno reagito con moderazione a questo scontato aumento del costo del denaro. I tassi d'interesse sulle obbligazioni del Tesoro sono leggermente diminuiti mentre l'S&P500, dopo un'impennata a 2931 punti é caduto a 2905.97 punti (-0.33%). Il cambio EUR/USD é rimasto stabile a 1.1750.

Ieri le borse europee sono rimaste in attesa della decisione della FED e della reazione dei mercati finanziari americani. Ci sono stati dei movimenti di aggiustamento e gli indici si sono mossi in maniera scomposta - si va dal -0.10% del FTSE MIB (21646 punti) al +0.66% dell'SMI svizzero (9081 punti). Un calo delle azioni della banche (SX7E -0.44% a 111.25 punti) non ha impedito all'Eurostoxx50 di salire a 3433 punti (+0.39%). Questa é la migliore chiusura giornaliera dell'Eurostoxx50 per questo mese - non sembra che le borse europee vogliano correggere anche se i giochi non sono ancora fatti. A confermare questa impressione si aggiunge il nuovo massimo di periodo dell'SMI di ieri e l'impennata del FTSE MIB di martedì. Il DAX (+0.04% a 12379 punti) invece si mantiene tranquillo sui 12400 punti. Il trend a corto termine delle borse europee é ancora poco chiaro - l'ipotesi della sostanziale correzione é ancora valida anche perché sappiamo che sarà l'America a decidere.

L'S&P500 (-0.33% a 2905.97 punti) ha avuto la quarta seduta negativa consecutiva. La perdita dal massimo storico di venerdì 21 settembre a 2941 punti é solo di 35 punti ma probabilmente i rialzisti cominceranno ad essere nervosi. Non ci sono ancora chiari segnali di vendita malgrado che il primo supporto intermedio a 2916 punti sia stato rotto e superato al ribasso.
L'S&P500 ha aperto a 2919 punti e all'inizio é sceso in pari a 2916 punti. Poi fino alle 20.00 é lievitato fino ai 2923 punti. Dopo il comunicato della FED l'indice si é impennato fino ai 2931 punti per poi cadere in due spinte di ribasso fino al minimo a 2903 punti. Sul finale é risalito a 2906 punti. Il Nasdaq100 (-0.00% a 7563 punti) ha terminato la seduta invariato. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2563 su 4460, NH/NL a 353 su 822 (pessimo considerando che l'S&P500 é salito durante la seduta a 2931 punti - solo 10 punti dal massimo storico) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 12.89 punti (+0.47) - la CBOE Equity put/call ratio é stata piuttosto bassa a 0.59.
Non sappiamo ancora se gli investitori prenderanno come scusa la politica monetaria della FED per vendere e provocare una sostanziale correzione della borsa. La reazione ieri sera ha seguito esattamente il modello in caso di aumento dei tassi d'interesse - la seduta termina con una moderata perdita dopo una prima reazione positiva all'annuncio scontato. L'eccesso di rialzo a medio termine e le oscene valutazioni fondamentali sono evidenti. L'effetto stagionale é negativo. Restiamo quindi della ferma opinione che fino a metà ottobre non ci sono soldi da guadagnare nella borsa americana e di riflesso in Europa. Non siamo però ancora pronti a scommettere in maniera massiccia su una forte correzione.

Stamattina le borse asiatiche ed europee seguono l'esempio degli Stati Uniti. Il Nikkei ha perso il -0.82%, Shanghai é in calo del -0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2911 punti (-1 punto). Ovviamente le borse europee apriranno in calo - l'Eurostoxx50 vale ora 3420 punti - all'inizio gli indici azionari perderanno un -0.4%. Non é ancora niente di grave o significativo - si torna alla chiusura di martedì. Improvvisamente stamattina il cambio EUR/USD é caduto a 1.1705 - inizia una giornata difficile per l'Europa. Vedremo se le vendite si intensificheranno o se invece ci sarà una stabilizzazione sui livelli d'apertura. Non vediamo ragioni particolari per un'ondata di vendite.

Commento del 26 settembre

Aspettando la FED

Ieri le borse si sono mosse poco e i maggiori indici azionari hanno terminato la seduta senza sostanziali variazioni. Solo la borsa italiana si é distinta. Il FTSE MIB ha fatto un balzo del +1.54% a 21669 punti - questo ha aiutato il settore bancario europeo (SX7E +0.76% a 111.74 punti) e l'Eurostoxx50 (+0.27% a 3419 punti) che ha guadagnato 9 punti. Da un punto di vita tecnico però questa seduta non ci dice nulla di particolare. Fino a quando l'Eurostoxx50 resta sopra i 3400 punti lo scenario più probabile é quello di una continuazione del rialzo. I modesti volumi suggeriscono consolidamento. Il DAX (+0.19% a 12374 punti) ha guadagnato 24 punti al termine di una seduta noiosa, con poco volatilità e senza direzione. Per l'analisi tecnica non possiamo dire nulla di nuovo. La candela sul grafico con massimo a minimo discendenti é negativa - il guadagno é ovviamente positivo - per saldo un nulla di fatto anche perché da venerdì il DAX ha perso solo una cinquantina di punti. Solo il FTSE MIB ha raggiunto un nuovo massimo di periodo. Ieri il pendolo delle speculazioni si é mosso nella direzione opposta rispetto a lunedì. Le ultime voci dicono che il governo intende tenere il deficit sotto la soglia del 2% - lo spread é sceso del -4%, le azioni della banche sono balzate (ISP +3.05% / UCG +2.62%) e il FTSE MIB é salito di 329 punti. Questi movimenti sono assurdi poiché basati su supposizioni ed emozioni. Aspettiamo con trepidazione il 27 settembre quando finalmente il governo dovrebbe presentare i dettagli del piano finanziario 2019 e la borsa reagirà ai fatti e non alle supposizioni. Secondo l'analisi tecnica il rialzo del FTSE MIB continua e non ci sono segnali di correzione imminente.
Gli altri indici azionari europei restano sotto i massimi di venerdì 21 settembre - l'ipotesi della sostanziale correzione fino a metà ottobre é ancora valida anche se nelle prime due sedute della settimana non ha ricevuto nessuna conferma.
Il cambio EUR/USD (1.1765) resta a ridosso degli 1.18. Se come sembra ci sarà una rottura al rialzo, la borsa seguirà o la correlazione positiva non funzionerà più? Pensiamo che la risposta dipenda dalla ragione del superamento della resistanza a 1.18. Se sarà la conseguenza di un EUR forte la borsa dovrebbe salire. Se invece avremo un USD debole la correlazione potrebbe cadere e le borse europee potranno correggere indipendentemente dal cambio. La decisione potrebbe concretizzarsi stasera al termine della riunione della FED.

Anche da Wall Street non sono arrivati impulsi o segnali particolari. L'S&P500 (-0.13% a 2915.56 punti) si é mosso in soli 10 punti e ha perso 4 punti. Questo calo é stato compensato dal guadagno del Nasdaq100 (+0.19% a 7563 punti). Il DJ Transportation ha perso nuovamente il -0.52% dopo la caduta del -1.41% di lunedì.
L'S&P500 ha aperto a 2922 punti ed é subito salito sul massimo a 2924 punti. È sceso a 2916 punti, é risalito a 2923 punti e poi é scivolato per ore verso il basso fino a toccare i 2913 punti. Sul finale é rimbalzato a 2915 punti. La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3408 su 3566, NH/NL a 449 su 585 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 12.42 punti (+0.22%) / la CBOE Equity put/call ratio é neutra a 0.61. Le Bollinger Bands sull'S&P500 si sono ristrette a soli 64 punti - possiamo solo dire che si avvicina un movimento dinamico e sostanziale - pensiamo che sarà al ribasso e speriamo che si concretizzi stasera al termine della riunione della FED in cui dovrebbe essere deciso un aumento dei tassi d'interesse del +0.25%.

Stamattina i mercati finanziari sono tranquilli - prevalgono i segnali positivi. Il Nikkei guadagna il +0.36% - Shanghai sale del +0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2927 punti (+6 punti) - da due ore la situazione é invariata. L'Eurostoxx50 vale ora 3425 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.2%. Normalmente prima della fine della riunione della FED le borse lievitano. Pensiamo quindi che le borse europee difenderanno questo guadagno fino a stasera e forse riusciranno anche ad incrementarlo. Le decisioni della FED verranno comunicate alle 20.00. Alle 20.30 seguirà una conferenza stampa di Jerome Powell. Vedremo se le sue affermazioni daranno argomenti agli investitori per prendere iniziative.

Commento del 25 settembre

Seduta negativa ma non decisiva - in un consolidamento i rialzisti devono ancora avere qualcosa da dire

Ieri la seduta di borsa é stata negativa. È un risultato normale dopo due giorni di rialzo che hanno provocato un nuovo massimo storico dell'S&P500 americano e nuovi massimi di periodo sulle borse europee. Il 21 settembre si é verificato un massimo significativo. Non si può però ancora dire se da questo massimo segue l'attesa sostanziale correzione fino a metà ottobre. Ieri le borse europee hanno perso meno di quanto avevano guadagnato venerdì. Dopo una debole apertura gli indici azionari europei sono rimasti praticamente fermi fino al primo pomeriggio. Poi sono scesi insieme a Wall Street e sono rimbalzati sul finale. L'andamento dell'Eurostoxx50 serve da esempio per tutti. L'indice europeo ha aperto sui 3420 punti, alle 15.55 era ancora a 3421 punti, é sceso a 3405 punti di minimo alle 17.10 e ha recuperato sul finale a 3410 punti (-0.59%). La perdita di 20 punti é modesta ed inferiore al guadagno di 27 punti di venerdì. La candela rossa sul grafico dopo una serie di 8 candele bianche (o verdi) é un evento normale al quale non può essere data una rilevanza particolare. Dobbiamo attendere ancora una o due sedute per poter dire se in effetti sta cambiando qualcosa nel trend.
Settimana scorsa le borse sono salite con un'accelerazione giovedì e venerdì. Se devono scendere devono prima distribuire. Questo significa un combattimento tra ribassisti e rialzisti per assumere il controllo delle operazioni. A breve  rialzisti avranno ancora qualcosa da dire. È più importanto osservare ora quali sono le forze residue dei rialzisti piuttosto che analizzare i primi attacchi dei ribassisti come quello di ieri. Nei prossimi giorni ci possono ancora essere delle vampate di rialzo - non siate sorpresi.

Per completare il panorama europeo annotiamo che ieri il DAX é sceso a 12350 punti (-0.64%), l'SMI é scivolato a 8946 punti (-0.55%) mentre il FTSE MIB é caduto a 21340 punti (-0.91%). Ieri sono filtrate le prime indiscrezioni riguardanti il DEF (aumento del deficit al 2.8% malgrado irrealistiche previsioni di crescita economica) e gli investitori hanno reagito con un'impennata dello spread sui titoli di Stato ed un calo abbastanza marcato della borsa.  È troppo presto per dire se é iniziata l'attesa significativa correzione dopo solo una seduta moderatamente negativa. È però ovvio che il calo va nella direzione da noi auspicata.

Anche da Wall Street sono giunti segnali contrastanti e non decisivi. L'S&P500 ha perso 10 punti a 2919.37 punti (-0.35%) - per contro il Nasdaq100 é riuscito a salire a 7548 punti (+0.23%). La seduta, pur essendo stata in generale negativa, non ha dato un risultato univoco.
L'S&P500 ha aperto a 2918 punti. È salito sul massimo a 2923 punti ed é caduto alle 16.50 sul minimo a 2912 punti. Poi ha recuperato una manciata di punti e per il resto della giornata é semplicemente oscillato in laterale. Ha chiuso sul livello d'apertura a 2919 punti. I traders notano che il gap di giovedì scorso é stato chiuso. Dopo questo obbligato ritracciamento il rialzo potrebbe riprendere. Oggi tocca quindi ai rialzisti mostrare se hanno ancora delle forze residue - sarà interessante vedere se riescono a combinare qualcosa prima dell'importante riunione della FED.
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 2280 su 4785, NH/NL a 393 su 734 (orribile e proccupante!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 12.20 punti (+0.52) - la CBOE Equity punti /call ratio é stata nella norma a 0.63.
Notiamo la caduta del DJ Transportation (-1.41%). Ieri la borsa americana é stata sorretta dagli AGMAF (i leaders della tecnologia) e dal settore energia - il resto era in profondo rosso...

Stamattina regna l'equilibrio. Il Nikkei perde il -0.15% - Shanghai sale del +0.5%. Il future sull'S&P500 é invariato a 2926 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3411 punti - le borse europee apriranno invariate. Ieri alcune affermazioni di Mario Draghi riguardanti l'inflazione in Europa hanno provocato un rialzo dei tassi d'interesse e un'impennata dell'EUR. Il cambio EUR/USD é salito fino a 1.1815 ma torna stamattina a 1.1750. Il cambio sta provando a superare la resistenza a 1.18. I tentativi cominciano a sommarsi ed essere insistenti. Le probabilità di una rottura al rialzo sono in aumento. In questo caso il cambio deve tornare a 1.20.

Aggiornamento del 24 settembre

La tendenza é dominante

Durante il fine settimana ho fatto con amici una lunga escursione in montagna. Sabato da Flims/Tschappina (1400m) abbiamo raggiunto la Safiental (Safien Platz/1315m) passando dal Glaspass (1846m). Domenica da Turrahus/Talkirch (1694m) siamo saliti sul Tomülpass (2412m) per poi ridiscendere a Vals (1252m). Per me, che non sono più molto allenato e mi avvicino ai 60 anni, é stata una faticaccia compensata però da due giornate di bel tempo e paesaggi fantastici.
Nelle escursioni si torna sempre al punto di partenza - se si sale bisogna anche scendere - si sa in anticipo quando si raggiunge il punto più alto. In borsa é diverso. Fino a quando si sale bisogna partire dal principio che la salita continuerà. Non si ha una veduta chiara - la cima é sempre avvolta nella nebbia. Si capisce che inizia la discesa solo quando si ha già abbandonato il top. Come nelle escursioni ci sono indizi che la vetta si avvicina - la vegetazione cambia - la temperatura diminuisce - il vento aumenta. La certezza si ha però solo quando la tendenza é cambiata - sul massimo si vive ancora di indizi ed ipotesi.

Venerdì le borse potrebbero aver raggiunto un importante massimo significativo. Non siamo ancora sicuri e non abbiamo abbastanza elementi per consigliare l'apertura sistematica di posizioni short. Abbiamo però abbastanza elementi per consigliare prudenza - almeno per le prossime tre settimane. Non siamo in generale pessimisti. Dopo una forte correzione i nostri modelli vedono la possibilità che entro la fine dell'anno l'S&P500 (2929 punti) salga ancora fino ai 3000 punti. Siamo probabilmente sul Glaspass - prima di poter salire sul Tomülpass bisogna scendere in fondo alla Safiental...

Oggi le borse di Tokyo e di Shanghai erano chiuse a causa di una giornata di festa in Giappone e Cina. Le altre borse asiatiche sono però in calo. Il future sull'S&P500 scende a 2926 punti (-8 punti). Dopo il rialzo di settimana scorsa non é una sorpresa che la settimana inizi con un segno negativo. L'Eurostoxx50 vale ora 3418 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.4%. Vedremo se ci saranno ulteriori vendite o se gli indici azionari, come pensiamo, si assesteranno su questo livello.

La settimana é contrassegnata dalla riunione della FED di martedì e mercoledì. Gli investitori si aspettano un incremento dei tassi d'interesse del +0.25%. Vedremo se questo aumento del costo del denaro avrà ripercussioni sul mercato obbligazionario e sulla borsa americana o se é già stato scontato.

Commento del 22-23 settembre

Stanco nuovo massimo storico dell'S&P500 a 2940.91 punti - l'EUR galvanizza le borse europee

Puntuale all'appuntamento venerdì l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2940.91 punti - l'indice ha terminato la seduta praticamente invariato a 2929.67 punti (-0.04%). Nell'ultima stima del 29 settembre avevamo fissato un obiettivo massimo a 2944 punti. Anche le borse europee hanno raggiunto dei nuovi massimi di periodo - venerdì verso le 10.00 l'Eurostoxx50 ha toccato il massimo a 3436 punti ed ha chiuso poco più in basso a 3430 punti (+0.81%). Le borse europee sono salite in questa fase più di quanto avevamo pensato - il rafforzamento dell'EUR e la ritrovata fiducia degli investitori nell'Italia (FTSE MIB +0.69% a 21536 punti, performance settimanale +3.12%) e nel settore bancario (SX7E +0.21% a 112.01 punti, performance settimanale +4.80%) hanno galvanizzato le borse europee. A dire il vero per l'Europa avevamo solo parlato di rialzo e non avevamo fissato degli obiettivi specifici perché non avevamo delle stima valide. Solo per il DAX (+0.85% a 12430 punti) avevamo indicato un obiettivo massimo a 12400 punti.
Secondo le nostre previsioni le borse dovevano salire su un massimo significativo il 21 settembre. È quello che é avvenuto. Avevamo inoltre previsto l'inizio di una sostanziale correzione fino a metà ottobre. Sinceramente non abbiamo ancora abbastanza elementi per confermare questa previsione. Il quadro tecnico corrisponde a grandi linee quello di fine gennaio - le premesse per una correzione sono ideali ed i rischi verso il basso sono considerevoli. La partecipazione al rialzo é miserabile e questo rende il movimento fragile e a rischio. Non c'é però ancora nessun segnale d'inversione di tendenza - né a livello grafico né secondo gli indicatori . Al contrario giovedì e venerdì abbiamo osservato un'accelerazione al rialzo ed un aumento del momentum. È quindi improbabile che da lunedì gli indici azionari comincino a cadere senza prima un periodo di alcune sedute di distribuzione. Un treno in corsa deve prima fermarsi per poi poter cambiare direzione. Sconsigliamo di conseguenza di aprire subito posizioni short a medio termine in contro tendenza - solo dei traders aggressivi possono avventurarsi su questo terreno minato. Saremo però molto sorpresi se nelle prossime tre settimane l'S&P500 potesse ancora fare dei progressi. La combinazione di tassi d'interesse in aumento e peggioramento delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina dovrebbe per lo meno mettere sul chi vive gli investitori. L'aspetto stagionale e le statistiche mostrano che il periodo tra metà settembre e metà ottobre é per Wall Street il peggiore dell'anno. Di conseguenza riteniamo importante consigliare per lo meno prudenza. Bisogna assicurare i portafogli titoli con degli hedging. Non solo i rischi di una correzione sono alti ma vediamo numerosi paralleli con precedenti occasioni in cui il mercato azionario ha avuto un crash. Fate quindi molta attenzione poiché le prossime settimane sono a rischio - le premesse tecniche sono decisamente ostili e le valutazioni fondamentali della borsa americana sono oscenamente alte.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.56% a 3430 punti
DAX                         +2.53% a 12430 punti
SMI                          +0.28% a 8995 punti
FTSE MIB                  +3.12% a 21536 punti
S&P500                    +0.85% a 2929.67 punti
Nasdaq100               -0.19% a 7531 punti

Venerdì la seduta in Europa é stata positiva e non abbiamo osservato nessun segnale d'esaurimento di trend o d'inversione di tendenza. Il rialzo di corto termine partito intorno al 7 di settembre é molto esteso ma per il momento gli indici azionari non sono ancora in ipercomperato (RSI tra i 53 ed i 64 punti). Teoricamente non vediamo ostacoli ad ulteriori guadagni - gli indici possono sullo slancio salire più in alto. Abbiamo visto solo una reazione negativa che da da pensare. È quella del cambio EUR/USD che venerdì é salito fino a 1.1802 ed é poi ricaduto a 1.1740. La resistenza a 1.18 sembra ancora invalicabile e se l'EUR non continua a rafforzarsi é poco probabile che il rialzo delle borse possa settimana prossima continuare.

A New York la corsa dell'S&P500 (-0.04% a 2929.67 punti) si é fermato dopo il raggiungimento del nuovo record storico a 2941 punti. Il Nasdaq100 (-0.50% a 7531 punti) non sembra avere la forza per toccare in questa fase un nuovo massimo storico. La seduta di venerdì é stata però di pausa e non può essere considerato un reversal. Il gap di giovedì é rimasto aperto e per il momento deve essere considerato come gap da accelerazione che lascia aperta la porta ad ulteriori spinte di rialzo.
L'S&P500 ha nuovamente aperto in gap up a 2938 punti e velocemente é salito fino a 2941 punti. Poi però é ricaduto a 2933 punti chiudendo il gap. Dopo un ritorno a 2938 punti l'indice é scivolato inesorabilmente fino ai 2927 punti di minimo giornaliero. Sul finale é rimbalzato a 2929 punti. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 704 su 439, NH/NL a 704 su 439 e volume relativo a 2.0 (conseguenza delle operazioni legate alla scadenza dei derivati di settembre). La volatilità VIX é scesa a 11.68 punti (-0.12) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.57 -  gli investitori sono ottimisti - non rileviamo una particolare euforia.
La tendenza di fondo della borsa americana resta debolmente ma costantemente al rialzo con il 53.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 59.89.
Il livello superiore delle BB sull'S&P500 si trova a 2930 punti. A breve l'S&P500 deve fermarsi per assorbire questo sforamento.

E ora vediamo come inizia la prossima settimana. Speriamo nell'inizio di una correzione - é però anche possibile che il rialzo continui ignorando il punto tornante del 21 settembre.

Commento del 21 settembre

Finalmente l'S&P500 accelera al rialzo e tocca un nuovo massimo storico a 2934 punti - esaurimento imminente ?

Cominciavamo a perdere la speranza e la pazienza. Avevamo previsto che il rialzo doveva continuare fino ad oggi venerdì 21 settembre - l'odierna scadenza dei derivati é un ideale punto tornante ciclico sul quale i mercati dovrebbero raggiungere un importante massimo significativo. Secondo le statistiche stagionali da lunedì deve iniziare una sostanziale correzione che dovrebbe durare fino a metà ottobre. Inizialmente pensavamo che l'S&P500 potesse salire fino ai 3000 punti. Poi avevamo ridotto l'obiettivo a 2950-2975 punti poiché mancava la partecipazione necessaria per far salire l'S&P500 ad un ritmo abbastanza elevato per raggiungere l'obiettivo entro oggi. Nel corso di questa settimana eravamo perplessi ma fiduciosi. Continuavamo a prevedere un nuovo record storico ma l'obiettivo era sceso a 2940 punti a causa della mancanza di momentum e forza d'acquisto. Finalmente ieri i compratori si sono svegliati - l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2934.80 punti e ha chiuso a 2930.75 punti (+0.78%).
Ora esistono le premesse per un'inversione di tendenza - il rialzo é troppo esteso, gli indici azionari sono lentamente ipercomperati e gli investitori sono molto (troppo?) fiduciosi. La tendenza é però finora chiaramente e saldamente al rialzo. È quindi rischioso tentare di anticipare una correzione aprendo posizioni short. Bisogna prima avere dei segnali di vendita o delle massicce divergenze - per ora a livello tecnico non appare nulla di nuovo tranne che alcuni movimenti sono evidentemente degli assestamenti dovuti ad un eccesso di speculazione. Ad esempio il cambio EUR/USD é salito a 1.1780 - c'era troppo pessimismo sull'EUR e troppi speculatori erano long sull'USD. La copertura di queste posizioni ha provocato un indebolimento dell'USD malgrado che il differenziale dei tassi d'interesse parli in favore della moneta americana. Non crediamo che il cambio possa uscire a breve dal range 1.15-1.18. Manteniamo però l'opinione che la rottura a medio termine avverrà al rialzo.

Ieri le borse europee hanno partecipato alla festa. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +1.03% a 3403 punti. Ha raggiunto l'obiettivo a 3400 punti ma potrebbe salire ancora più in alto visto che é trascinato dal trend, dall'EUR e dal settore bancario (SX7E +1.23% a 111.78 punti). La serie di candele bianche sul grafico con minimo e massimo ascendenti é impressionante e l'indice non é ipercomperato. Non ci sono forti resistenza sul cammino dell'indice verso l'alto e quindi é meglio attendere prima di prevedere con buona probabilità di successo la fine del rialzo. L'Eurostoxx50 sta salendo più di quanto ci eravamo inizialmente aspettati ma alcuni fattori inattesi (Italia, EUR) hanno intensificato il movimento. Non si può prevedere tutto...
Ieri gli altri indici azionari europei che seguiamo regolamente hanno partecipato al rialzo. Il DAX é salito a 12326 punti (+0.88%) - in teoria poteva al massimo salire a 12400 punti. Il FTSE MIB (+0.55% a 21388 punti) ha superato di slancio i 12250 punti ma ieri ha sottoperformato con spread in aumento - forse la festa sta finendo. L'SMI (+0.68% a 9000 punti) é tornato a 9000 punti, un livello ideale per far scadere i derivati di settembre.

La seduta a Wall Street é stata molto buona con tutti i settori a partecipare alla festa. L'S&P500 ha aperto su un nuovo massimo storico a 2924 punti e all'inizio é sceso a 2919 punti di minimo. Un gap di 3 punti é rimasto aperto. Poi l'indice ha continuato a salire regolarmente fino al nuovo record storico a 2934.80 punti. Sul finale é ridisceso a 2930.75 punti (+0.78%). La tecnologia ha fatto la sua parte (Nasdaq100 +1.05% a 7569 punti). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5258 su 1776, NH/NL a 685 su 492 (miserabile!) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX si é stranamente fermata a 11.80 punti (+0.05) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stabile a 0.56. Gli indicatori di sentiment non sono cambiati come poteva far presupporre l'ottima seduta e il nuovo massimo storico. Forse ieri il mercato é stato semplicemente risucchiato verso l'alto dalle operazioni di chiudura dei derivati di settembre. In questo caso la seduta odierna sarà in pari o già negativa.

Per il momento sembra che le borse vogliano continuare la loro corsa. Il future sull'S&P500 é a 2944 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3421 punti. Le borse europee apriranno con un guadagno del +0.6% trascinate da un EUR forte. Gli indici potrebbero trovarsi ora sull'atteso massimo di periodo. Abbiamo l'impressione che oggi non saliranno più in alto. Vediamo se a sorpresa invece cominciano a scendere...
Per la cronaca le borse asiatiche stamattina sono positive. Il Nikkei guadagna il +0.86% mentre a Shanghai notiamo un balzo del +2.4%.
Il prezzo dell'oro sale a 1209 USD/oncia e buca dal basso la MM a 50 giorni - sembra profilarsi un'inversione di tendenza a medio termine e nel breve l'oro dovrebbe guadagnare ancora un 50 USD. Se l'oro sale l'USD dovrebbe scendere... Alle 09.00 il cambio EUR/USD é a 1.1790 - potrebbe verificarsi una rottura della resistenza a 1.18 e in questo caso si torna a 1.20 !

Commento del 20 settembre

Alcuni punti in più - niente di più

Ieri le borse hanno nuovamente avuto una seduta positiva. Gli indici azionari europei ed americani hanno ancora guadagnato qualche punto (con alcune eccezioni di peso relativo). Il rialzo di corto termine che ci deve portare su un massimo significativo questa settimana é continuato. Notiamo però evidenti segni di stanchezza specialmente a Wall Street dove le operazioni di reporting in vista della scadenza dei derivati di settembre sono in pieno svolgimento. Il potenziale di rialzo é modesto anche perché ormai l'aumento dei tassi d'interesse sta cominciando ad innervosire gli investitori. Ieri il reddito dell'US Treasury Bonds a 10 anni é rimasto sopra la barriera psicologica del 3% - ha toccato un massimo a 3.09% e ha chiuso a 3.06% - Il DJ Utilities ha perso di riflesso il -2.08%.

Ieri l'Eurostoxx50 ha chiuso a 3368 punti (+0.30%) - un guadagno di 10 punti al quale hanno contribuito i titoli bancari (SX7E +1.68% a 110.42 punti). Il nostro obiettivo a 3375 punti si avvicina ma per ora non appare nulla negli indicatori che possa suggerire l'imminenza di una massimo e di un'inversione di tendenza. La serie regolare di candele sul grafico con minimo a massimo ascendenti continua e non si intravvede la fine - l'indice non é ancora ipercomperato e l'ipotesi di una massimo entro venerdì é solo sostenuta dall'aspetto ciclico. Consigliamo prudenza nell'apertura anticipata di operazioni short in controtendenza. Forse é meglio attendere settimana prossima o segnali chiari da Wall Street.
Anche il DAX (+0.50% a 12219 punti) ha proseguito la sua corsa. Doveva finire tra i 12200 ed i 12400 punti e per ora non abbiamo una stima migliore o più precisa. Possiamo solo annotare che il nostro indicatore proprietario di trading a medio termine basato sulla stocastica é ancora saldamente su sell. Malgrado il rialzo degli ultimi 10 giorni il quadro tecnico delle borse europee a medio termine resta negativo con una forte probabilità in autunno di nuovi minimi annuali.
Sul FTSE MIB (+0.25% a 21280 punti) non abbiamo nulla di nuovo da dire. L'indice ha raggiunto e superato di poco l'obiettivo a 21250 punti ma questo sforamente era stato preannunciato e ha semplici ragioni matematiche. La scadenza del 27 settembre (DEF - Documento di Economia e Finanza 2018) é in agguato.
L'SMI (+0.27% a 8940 punti) si é adeguato agli altri mercati azionari europei.

L'S&P500 (+0.13% a 2907.95 punti) ha guadagnato 3 punti al termine di una seduta tranquilla e senza tendenza. L'indice si é limitato ad oscillare a caso tra i 2904 ed i 2912 punti e ha chiuso al centro del range senza tentare un attacco al massimo storico a 2916 punti. Sul grafico appare un piccolo doji che in questo specifico caso significa pausa, equilibrio ed indecisione.
Il Nasdaq100 (-0.05% a 7490 punti) ha nuovamente testato il supporto fornito dalla MM a 50 giorni (ora a 7433 punti) - non l'ha bucata ma d'altra parte non é riuscito a rimbalzare con decisione e ripartire al rialzo. Ormai questa fase dura da 10 sedute ed i traders long saranno lentamente stanchi di aspettare. Un tentativo di rialzo il 13 e 14 di settembre é fallito ed ora l'indice tecnologico sembra lentamente a corto di argomenti. I rimbalzi dal supporto diventano sempre più deboli e indecisi. Se non c'é a sorpresa un movimento liberatori tra oggi e domani é molto probabile che ci sia una rottura al ribasso e questa potrebbe (e dovrebbe) scatenare l'attesa sostanziale correzione della borsa americana.
La seduta al NYSE é stata equilibrata (o leggermente negativa) con A/D a 3357 su 3640, NH/NL a 587 su 710 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 11.75 punti (-1.04) e la CBOE Equity put/call ratio a 0.57 é rimasta sotto la media di lungo periodo - gli investitori sono molto fiduciosi e gli indicatori si sviluppano finora come ci eravamo aspettati in preparazione di un massimo significativo sull'S&P500. Mancano ormai due sedute a venerdì e alla scadenza dei derivati di settembre - é evidente che al massimo l'S&P500 potrà salire su un nuovo massimo marginale di poco sopra i 2916 punti. Niente di più. Potrebbe anche non riuscirci considerando che ieri l'indice si é mosso in laterale con assoluta mancanza di momentum e forza d'acquisto. In questo caso avremo un massimo discendente sull'S&P500 e un triangolo simmetrico sul Nasdaq100 con rottura al ribasso - una valida combinazione.

Stamattina i mercati finanziari sono tranquilli e poco mossi. Le borse asiatiche marciano sul posto (Nikkei +0.00%, Shanghai -0.1%). Il future sull'S&P500 é fermo a 2915 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3371 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Sembra che oggi le borse non vogliano muoversi di molto - sono senza direzione.

Commento del 19 settembre

S&P500 (+0.54% a 2904 punti) - nuovo massimo storico a portata di mano - i 2950-2975 punti sono troppo lontani

Ieri le borse hanno ripreso il rialzo e la caduta di lunedì, in retrospettiva, sembra solo un incidente di percorso. La spinta di rialzo ha però una mediocre partecipazione e non vediamo la sperata accelerazione accompagnata da euforia. Nei prossimi giorni l'S&P500 può salire su un nuovo massimo storico sopra i 2916 punti di fine agosto - sembra però non avere la forza necessaria per impennarsi fino ai 2950-2975 punti che avevamo inizialmente previsto. A livello di partecipazione continuiamo ad osservare debolezza che ha provocato nelle ultime 11 sedute 11 Hindenburg Omen - a seconda del metodo utilizzato gli omen sono solo 8 ma questo é un dettaglio di poca importanze. È invece rilevante il fatto che questo segnale, che spesso nel passato ha indicato la vicinanza di un crash di borsa, sta mostrando una forte divergenza a livello di nuovi massimi e nuovi minimi. Il mercato e il rialzo sono fragili e basterebbe poco per provocare almeno una forte correzione simile a quella di gennaio.
L'Eurostoxx50 (+0.37% a 3358 punti) ha guadagnato 12 punti. Questo é un nuovo massimo di periodo. Il rialzo di corto termine iniziato una decina di giorni fà continua con una regolare serie di candele bianche (o verdi a seconda dei sistemi) con minimi e massimi ascendenti. Crediamo che il movimento possa finire entro venerdì sui 3375 punti ma questa é solo una stima. Solo il punto tornante del 21 settembre può provocare l'inversione di tendenza - gli indicatori danno finora via libera.
Dopo la pausa e il ritracciamento di lunedì, ieri anche il DAX (+0.51% a 12157 punti) é ricominciato a salire e ha guadagnato 61 punti. Per ora il rialzo di corto termine si sviluppa come previsto. Malgrado che il MACD dia solo ora un segnale d'acquisto e RSI e BB lascino parecchio spazio verso l'alto crediamo che un massimo significativo verrà raggiunto entro venerdì. Questa spinta di rialzo deve indicativamente esaurirsi tra i 12200 ed 12400 punti.
Il FTSE MIB (+0.55% a 21228 punti) é riuscito a confermare la buona prestazione di lunedì - non ha decisamente sovraperformato ma si é mosso con il plotone e questo é un segnale di forza. I rappresentanti del governo ripetono come una litania che il budget 2019 rispettera i limiti di deficit imposti dall'UE. Gli investitori ci credono - lo spread scende e la borsa sale. Vedremo - la scadenza del 27 settembre si avvvicina e a quel punto sapremo se i politici stanno facendo sul serio e quali promesse elettorali non verranno mantenute. Ieri sera il FTSE MIB ha quasi raggiunto il nostro obiettivo del rimbalzo a 21250 punti ma probabilmente il FTSE MIB deve salire più in alto insieme alle altre borse europee. Ci aspettiamo, ovviamente, un massimo significativo entro venerdì.

Dopo il capitombolo di lunedì provocato dalle sanzioni commerciali di Donald Trump contro la Cina ieri ci aspettavamo una riscossa del mercato azionario americano. Questa é arrivata puntuale e ha ristabilito il rialzo di corto termine. I dati della giornata non sono entusiasmanti specialmente a livello di partecipazione ma l'S&P500 (+0.54% a 2904.31 punti) é tornato sopra i 2900 punti e il Nasdaq100 (+0.80% a 7494 punti) é risalito sui 7500 punti. Nei prossimi giorni gli indici dovrebbero salire su dei nuovi massimi storici. All'S&P500 mancano 12 punti (+0.4%) mentre il Nasdaq100 ha bisogno di altri 197 punti (+2.62%). Nei prossimi giorni si tratterà di capire se si concretizzano quelle premesse tecniche necessarie per un'inversione di tendenza come suggeriscono i cicli.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2890 punti e subito é balzato a 2898 punti. Poi la salita é continuata regolare e l'indice verso le 18.00 ha raggiunto i 2909 punti. In seguito é oscillato per ore in laterale e in pochi punti. Ha toccato un massimo a 2911 punti e sul finale é scivolato a 2904 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 507 su 697, NH/NL a 507 su 697 (deludente!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ridiscesa a 12.79 punti (-0.89) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.55. È forse inutile ripetere che ci vogliono uno o più giorni con la p/c ratio sotto i 0.5 per scatenare la correzione.
Le prossime sedute rischiano di essere volatili. Lentamente i traders devono chiudere le operazioni effettuate con i derivati a scadenza settembre e spostarle eventualmente sulla scadenza di dicembre. Questo spesso provoca turbolenze visto che si tratta oltre tutto di una grande scadenza trimestrale.
Un'ultima osservazione riguarda il potenziale di rialzo dell'S&P500 nelle prossime 3 sedute. L'indice non é ipercomperato (RSI a 61 punti) ma il bordo superiore delle BB si trova a 2919 punti. Il Money Flow é neutro e la ROC é piatta. Secondo le statistiche il potenziale massimo di rialzo da questa situazione di partenza é di 40 punti (=2944 punti). Molto probabilmente sarà meno. Bisognerà accontentarsi di un nuovo massimo storico marginale.

Stamattina ritroviamo i mercati come li avevamo lasciati ieri sera - almeno a livello di futures. Le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei sta guadagnando il +1.08%, Shanghai sale del +1.3%. Il future sull'&P500 é fermo a 2912 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3359 punti - le borse europee apriranno in pari o con leggeri guadagni. Per logica anche la seduta odierna sarà positiva - non aspettiamoci però molto - un +0.5% sarebbe già un buon risultato.

Commento del 18 settembre

Donald Trump rovina la fase finale del rialzo con ulteriori sanzioni commerciali contro la Cina

Questa doveva essere una settimana di rialzo che doveva culminare venerdì su un massimo significativo. È purtroppo iniziata male. Le borse europee sono vacillate ma si sono salvate con una performance neutra o leggermente negativa (Eurostoxx50 +0.04% a 3346 punti). In America c'é stata invece un'ondata di vendite nel settore tecnologico (Nasdaq100 -1.47% a 7434 punti) che ha provocato una seduta moderatamente negativa (S&P500 -0.56% a 2888.80 punti). Questa seduta negativa non ha fatto danni al trend che resta al rialzo - ha però interrotto la serie di sedute positive che doveva sfociare in un massimo significativo ed in euforia. Per il momento non abbiamo uno scenario diverso o migliore. Pensiamo che dopo il 21 settembre debba iniziare una sostanziale correzione fino a circa la metà di ottobre. Adesso però non sappiamo cosa potrebbe succedere nelle prossime 4 sedute. Ieri sera Donald Trump ha annunciato ulteriori dazi commerciali punitivi su 200 Mia di USD di merci importate dalla Cina. La misura era nell'aria ma gli investitori hanno reagito negativamente - molto probabilmente questa é una reazione all'eccesso di ottimismo che avevamo riscontrato giovedì e venerdì nei dati sul sentiment. Ieri gli indici azionari americani hanno chiuso sui minimi e con volumi in aumento - normalmente questo ha una continuazione verso il basso. Se oggi come sembra le borse non salgono é molto improbabile che l'S&P500 possa poi impennarsi fino ai 2950-2975 punti entro venerdì. L'alternativa potrebbe essere un fallito tentativo di migliorare i massimi storici (2916 punti di S&P500) prima della grande correzione.
L'Eurostoxx50 (+0.04% a 3346) ha chiuso ieri sera praticamente in pari grazie al sostegno del settore bancario (SX7E +1.19% a 108.16 punti). Tecnicamente non c'é nulla di nuovo. A breve l'Eurostoxx50 può salire più in alto ma non di molto (25-30 punti?). A medio termine il quadro complessivo é preoccupante (MM in calo e ondate di ribasso con massimi a minimi discendenti) e un nuovo minimo annuale in autunno sembra inevitabile.
Lo stesso vale per il DAX (-0.23% a 12096 punti). La giornata di ieri ha lasciato una candela bianca sul grafico e ha provocato una perdita di 28 punti con volumi in calo. Mischiando il tutto abbiamo una seduta neutra che non ci dice nulla di nuovo sulle intenzioni del mercato. I modesti volumi di titoli trattati ci dicono che non c'é ancora ragione per preoccuparsi. Lo scenario più probabile a breve é una continuazione del rialzo come suggerisce il segnale d'acquisto del MACD. Il quadro generale con MM a 50 e 200 giorni in calo é però negativo - a medio termine ci aspettiamo una caduta del DAX su un nuovo minimo annuale.
La borsa italiana si é mossa controcorrente (FTSE MIB +1.08% a 21111 punti). Il governo guadagna di credibilità a livello internazionale, lo spread scende e i titoli bancari hanno avuto un rally che ha trascinato il listino e l'indice. La borsa italiana mostra forza relativa ma é difficile dire se il movimento é sostenibile visto che finora gli investitori reagiscono solo in maniera emozionale e non sulla base dei fatti. L'economia italiana boccheggia e finora il governo ha fatto poco per aiutarla. Vedremo. Avevamo previsto un rimbalzo fino ai 21250 punti - per ora non possiamo che mantenere questa previsione visto che non é stata ancora confutata dallo sviluppo del mercato e della situazione tecnica. 

Speravamo che ieri l'S&P500 potesse attaccare il massimo storico a 2916 punti. Invece dopo l'apertura a 2904 punti sono subito arrivate le vendite ad eliminare questa possibilità. L'indice é sceso ad ondate regolari fino al minimo a 2886 punti e solo sul finale é rimbalzato lievemente a 2888.80 punti (-0.56%). A corto termine l'indice é bloccato tra gli 2864 ed i 2916 punti - il massimo discendente di venerdì a 2905 punti da a breve un leggero vantaggio ai ribassisti. Molto più interessante é la situazione tecnica del Nasdaq100 (-1.47% a 7434 punti). Ieri le vendite degli investitori retail hanno travolto Apple (-2.66%) e Amazon (-3.15). Il Nasdaq100 si é adagiato sulla MM a 50 giorni a 7424 punti che come sapete funge da maggio da supporto. Tutti sono convinti che l'indice debba ripartire al rialzo dal settore 7400-7424 punti  - troppi traders sono speculativamente long. Potrebbe ora realizzarsi quello che abbiamo auspicato una settimana fà - una falsa rottura al ribasso per togliere di mezzo gli speculatori e dare via libera all'ultima spinta di rialzo. L'unico problema é che ora sembriamo in ritardo per poter completare il rialzo entro venerdì...
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2555 su 4449, NH/NL a 472 su 741 (di nuovo un rapporto negativo con una netta espansione dei nuovi minimi) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é balzata a 13.68 punti (+1.61) e la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.64 - i dati sul sentiment suggeriscono che si sta verificando una delle tante correzioni intermedie e minori che hanno costellato quest'anno. Questo non ci piace poiché la conseguenza é che dopo ci sarà ancora un'altra debole spinta di rialzo senza un cambiamento nel ritmo e nel trend.

Stamattina presto il future sull'S&P500 era in calo a 2893 punti (-3 punti) - ora il mercato sembra girare - il future sale a 2898 punti (+2 punti). Anche il cambio EUR/USD reagisce con un balzo a 1.1715. L'Eurostoxx50 vale ora 3345 punti. Le borse europee apriranno in pari o in leggero calo. Forse oggi ci sarà una seduta di pausa e consolidamento. Il nostro scenario di un massimo significativo entro venerdì non é ancora da buttare.
La ragione del cambio d'umore é la buona reazione delle borse asiatiche - il Nikkei guadagna il +1.44% e Shanghai segue con un +1.3%.
Oggi alle 10.15 Mario Draghi tiene un discorso. Speriamo che limiti i suoi commenti all'economia e alla politica monetaria senza immischiarsi nella situazione politica dei singoli Paesi dell'UE - non é il suo compito.

Aggiornamento del 17 settembre

Investitori preoccupati dalle conseguenze del conflitto commerciale tra Cina a Stati Uniti.

Gli Stati Uniti sono stati colpiti dall'uragano Florence. In Asia é stato il tifone Mangkhut a seminare morte e distruzione. Non sono però questi i motivi che spingono le borse stamattina al ribasso. Gli investitori sono piuttosto preoccupati dal fatto che Cina e Stati Uniti continuano a litigare e non trovano un accordo commerciale. Oggi Donald Trump dovrebbe annunciare ulteriori dazi punitivi su 200 Mia di merci importate dalla Cina. La risposta del gigante asiatico non dovrebbe tardare.
Le statistiche confermano quello che molti economisti temevano ed avevano previsto. La riforma fiscale statunitense, che favorisce il rimpatrio dei capitali delle imprese depositati all'estero, non sta provocando un aumento degli investimenti ma piuttosto un incremento degli acquisti di azioni proprie. Questa probabilmente é una delle ragioni del rialzo della borsa americana da inizio anno e dell'evidente forza relativa del mercato azionario statunitense. Uno sviluppo malsano.
Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Giappone é in festa (giornata del rispetto per gli anziani) mentre a Shanghai la borsa perde il -1%. Il future sull'S&P500 é a 2906 punti (-5 punti) - da oggi consideriamo il contratto a scadenza dicembre visto che quello di settembre scade venerdì. L'Eurostoxx50 vale ora 3335 punti - le borse europee apriranno in calo di circa il -0.4%. Durante la giornata speriamo in un recupero. Per concretizzare la nostra ipotesi di un massimo significativo delle borse entro venerdì non deve partire adesso una correzione intermedia.

Commento del 15-16 settembre

Massimi storici in America ma per il resto c'é poco da rallegrarsi

Si parla molto di bull market e dei nuovi massimi storici degli indici azionari americani - probabilmente settimana prossima l'S&P500 (+0.03% a 2904.98 punti) raggiungerà un nuovo record e questo evento sarà riportato con ampio clamore dai media. La maggior parte degli investitori però non vedono dei consistenti guadagni nei loro portafogli e sono frustrati. La ragione é semplice - basta guardare la lista degli indici azionari delle maggiori piazze finanziarie mondiali e analizzare la performance da inizio anno (cliccando su Prestazione). Notiamo che solo in America e nel settore tecnologico sono stati realizzati dei lauti guadagni. Per il resto il quadro é deludente. Le borse europee da inizio hanno sono generalmente in calo (Eurostoxx50 -4.48%), il Nikkei giapponese é quasi in pari (+1.48%), la Cina é un disastro (Shanghai -18.91%) e i mercati emergenti boccheggiano. In certi paesi appaiono dei segni positivi come nel caso dell'India ma spesso questi guadagni vengono cancellati da una forte svalutazione della moneta. Per un portafoglio in EUR era difficile guadagnare soldi con una strategia passiva a bilanciata se non si aveva la fortuna di aver effettuato una scelta oculata delle società sulle quali investire. I tassi d'intesse sono bassi e in leggero aumento - questo significa che la performance del comparto obbligazionario é praticamente in pari - il reddito fornito dagli interessi viene cancellato dal calo del valore dell'obbligazione. Il total return del Bund da inizio anno é di circa il +0.4%.
In fondo il concetto di selettività vale anche per gli Stati Uniti. Chi possiede un ETF sull'S&P500 ha avuto nel 2018 in USD una performance del +8.65% - chi però é rimasto investito in singoli titoli doveva possedere i grandi nomi della tecnologia (Nasdaq Composite +16.03%) o una buona selezione di piccole e medie imprese (Russell2000 +12.17%). Chi invece aveva scelto i grossi nomi del DJ Industrial é fermo ad un +5.81% che scende ad un +0.45% per il NYSE Composite. Da mesi i problemi della borsa americana restano quelli della partecipazione e della valutazione fondamentale oscenamente alta. Considerando la lunghezza del ciclo economico e i fondamentali é difficile consigliare ancora adesso di comperare la borsa americana malgrado che la tendenza di fondo resta saldamente al rialzo (47.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 58.34). Cosa si può dunque fare per migliorare la performance del portafoglio negli ultimi 3 mesi e mezzo del 2018? Se non siete disposti a speculare short praticamente niente. Settimana prossima il rialzo di corto termine iniziato nella settimana appena conclusasi deve già terminare. La nostra previsione resta quella di un nuovo massimo storico dell'S&P500 per il 21 settembre sui 2950-2975 punti. Ancora una volta il rally é trascinato dalla tecnologia. Le borse europee seguiranno. I cicli, lo sviluppo degli indicatori e l'aspetto stagionale favoriscono in seguito lo sviluppo di una sostanziale correzione fino a circa metà ottobre. Se volete guadagnare dovete settimana prossima posizionarvi short sui mercati azionari.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.63% a 3344 punti
DAX                         +1.38% a 12124 punti
SMI                          +1.43% a 8970 punti
FTSE MIB                  +2.14% a 20885 punti
S&P500                    +1.16% a 2904.98 punti
Nasdaq100               +1.55% a 7545 punti

La seduta di venerdì ha confermato quanto già osservato e affermato nel corso della settimana. Le borse europee hanno aperto la mattina con un guadagno di circa il +0.4% e sono riuscite a difendere questa plusvalenza fino a sera. DAX (+0.57% a 12124 punti) e Eurostoxx50 hanno fatto registrare la migliore chiusura settimanale - dopo due settimane negative finalmente gli indici sono risaliti. Non importa se si parla di rimbalzo o di rialzo di corto termine - il potenziale é modesto (ca. +2%) e il movimento dovrebbe esaurirsi nel corso di settimana prossima. Formalmente si tratta di un rimbalzo visto che la tendenza di fondo resta al ribasso. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica che usiamo per il trading a medio termine resta saldamente su sell con valori intorno ai 25 punti (sotto i 50 punti é negativo). Il FTSE MIB (+0.19%) é ancora in balia dell'incertezza politica ma i dati economici e l'analisi tecnica parlano chiaro - indice a medio termine à destinato a scendere su un nuovo minimo annuale.
L'SMI svizzero (+0.11% a 8970 punti) é bloccato sotto i 9000 punti che sembra l'obiettivo di questa spinta di rialzo a corto termine. Se settimana prossima il rialzo in Europa continua anche la Svizzera deve seguire. La situazione tecnica con i possibili scenari a corto termine restano quelli descritti nel commento di lunedì.

La seduta a Wall Street é stata deludente. Le premesse erano per un'altra giornata di rialzo ma il mercato si é bloccato forse a causa dei disastri provocati dall'uragano Florence o dall'eventualità di una esclazione nel conflitto commerciale tra USA e Cina.
L'S&P500 si é mosso in soli 13 punti, ha aperto e chiuso sullo stesso livello e praticamente in pari (+0.03% a 2904.98 punti). Il doji sul grafico segnala che il mercato ha fatto una pausa. Una continuazione del rialzo é lo scenario più probabile. Prese di profitto sulla tecnologia (Nasdaq100 -0.21% a 7545 punti) sono state compensate da guadagni sulle PMI (Russell2000 +0.47%). La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3574 su 3400, NH/NL a 585 su 548 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 12.07 punti (-0.30) mentre la CBOE Equity put/call ratio era a 0.58 (MM a 10 giorni a 0.61). Come sapete per un massimo significativo ci vuole un pò di euforia e gli indicatori di sentiment si stanno sviluppando la direzione auspicata.
Venerdì 21 scadono i derivati di settembre - sarà una grande ed importante scadenza trimestrale. Spesso questo corrisponde ad un minimo o un massimo delle borse - in questo caso non può essere che un massimo. Gli oscillatori mostrano che nelle prossime 3-5 sedute i maggiori indici azionari dovrebbero essere nuovamente ipercomperati. La RSI sull'S&P500 é già salita a 64.14 punti. Combinando tutti questi fattori non possiamo che confermare la nostra previsione di un nuovo massimo storico dell'S&P500 entro la fine della settimana prossima sui 2950-2975 punti. La prossima correzione rischia di essere seria - ci immaginiamo una discesa dell'S&P500 fino ai 2750 punti circa - questa però non rappresenterà la fine del bull market.

Commento del 14 settembre

L'S&P500 sale verso un nuovo record storico - massimo definitivo entro il 21 settembre ?

Nel commento di inizio settembre (1-2) avevamo fatto questa previsione che abbiamo mantenuto e seguito fino ad oggi: "... non sappiamo se l'S&P500 può ripartire al rialzo già dai 2900 punti o se deve svolgere una correzione minore fino ai 2870 punti prima di andare a caccia di un nuovo record storico. In fondo questo non é molto importante. Sappiamo però che questo rialzo non é finito e teoricamente l'S&P500 può salire fino a metà settembre fino ai 3000 punti prima che il movimento si esaurisca nell'euforia generale." Dopo due settimane possiamo fare un consuntivo - l'S&P500 ha completato la correzione sui 2870 punti (ha toccato un minimo il 7 settembre a 2864 punti ma non ha mai terminato una seduta sotto i 2870 punti). Ora ha definitivamente ripreso il rialzo - ieri sera ha chiuso a 2904.18 punti (+0.53%). Molto probabilmente deve esaurire la spinta nel corso di settimana prossima - il termine ideale é il 21 settembre, giorno di scadenza dei derivati. Sarà difficile che l'S&P500 possa accelerare fino ai 3000 punti poiché non vediamo emergere una particolare forza d'acquisto - é sempre la tecnologia a trascinare il movimento (Nasdaq100 +0.98% a 7561 punti). Durante le fasi di rialzo quest'anno l'S&P500 ha guadagnato in media un +1.5% in una settimana. Potrebbe quindi salire ancora una sessantina di punti fino ai 2950-2975 punti. Le borse europee sembrano voler seguire a distanza. In linea di massima prevediamo in seguito una profonda correzione fino a metà ottobre - ne riparleremo nell'analisi del fine settimana.

Ieri l'attenzione degli investitori era concentrata sull'esito delle riunioni della Bank of England e della Banca Centrale Europea. Entrambe hanno lasciato i tassi d'interesse invariati. La BCE ha confermato che a fine anno le operazioni di acquisto di titoli di Stato nell'ambito del QE cesseranno e che non prevede aumenti del costo del denaro prima della fine del 2019. Come d'abitudine le borse sono lievitate prima degli annunci e della conferenza stampa di Mario Draghi. Poi si sono sgonfiate. L'Eurostoxx50 dai 3326 punti di mercoledì é salito alle 13.30 fino a 3354 punti - poi é tornato a 3333 punti (+0.21%). Il DAX si é comportato in maniera simile (+0.19% a 12055 punti). Malgrado il buon comportamento del settore bancario europeo (+1.06% a 106.36 punti) la borsa italiana ha perso terreno (FTSE MIB -0.56% a 20846 punti). Mario Draghi durante la conferenza stampa ha criticato il governo italiano colpevole di fare troppe dichiarazioni contraddittorie che hanno fatto danni alla credibilità internazionale. In risposta ad una domanda Draghi ha affermato di aspettare una versione definitiva del budget 2019 prima di poter dire quali potrebbero essere le conseguenze sui tassi d'interesse e sullo spread - concordiamo appieno.
Non sappiamo per quale ragione il cambio EUR/USD é schizzato a 1.1695. La reazione però non ci dispiace. Come sapete noi siamo convinti che l'USD non deve rafforzarsi contro EUR - non crediamo per niente ad una crisi dell'EUR ed una possibile caduta a medio termine del cambio sulla parità. Tecnicamente siamo convinti che il range 1.15-1.18 sarà valido ancora per parecchio tempo. Poiché la crisi di agosto non ha provocato un ribasso del cambio ma solo una fugace caduta a 1.13, é probabile che l'uscita dal trading range avvenga nel futuro al rialzo.

La seduta a New York é stata decisamente positiva e questo é in parte una sorpresa. Non pensavamo che il mercato azionario americano fosse già pronto a partire al rialzo - credevamo che il consolidamento sui 2870 punti di S&P500 dovesse durare ancora fino ad oggi. In fondo però questo non é molto importante.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2900 punti. L'indice é salito dapprima sul massimo giornaliero a 2906.76 punti ed é poi sceso sul minimo a 2896 punti. Il gap é rimasto aperto e questo ha determinato l'esito della seduta. L'S&P500 é oscillato per ore sui 2900 punti e ha chiuso a 2904.18 punti (+0.53%). La presentazione dei nuovi prodotti di Apple (+2.42%) ha convinto consumatori e investitori e ha provocato ulteriori acquisti sulla tecnologia. Per il resto la seduta non ha nulla di impressionante malgrado che l'S&P500 si trova nuovamente a 12 punti dal massimo storico del 29 agosto a 2916 punti.
La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 3970 su 3036, NH/NL a 616 su 577 e volume relativo a 1.0. A livello di sentiment notiamo già un pericoloso ritorno all'eccesso di ottimismo (VIX a 12.37 punti (-0.77), CBOE Equity put/call ratio a 0.50) - speriamo che questo non provochi un'altra correzione intermedia ma sia un passo in direzione di quella attesa euforia che dovrebbe sfociare settimana prossima in un massimo significativo e forse definitivo.

Stamattina ci sono le premesse per una chiusura settimanale positiva. Il Nikkei guadagna il +1.19% - Shanghai sale del +0.1%. Il future sull'S&P500 é a 2907 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 viene quotato in pre borsa a 3345 punti (+12 punti) - le borse europee inizieranno le contrattazioni con guadagni intorno al +0.4%. Dovrebbero riuscire a difendere questa plusvalenza fino a stasera - potrebbero anche incrementarla se l'America collabora.

Commento del 13 settembre

Il rialzo non vuole (ancora) partire


Ieri Europa ed America si sono scambiate i ruoli - l'Europa (Eurostoxx50 +0.45% a 3326 punti) ha tirato la volata - l'America (S&P500 +0.04% a 2888.92 punti) ha frenato. Il risultato finale é lo stesso - il rialzo non riesce a svilupparsi e per saldo le borse nelle ultime 5 sedute hanno marciato sul posto e continuano a consolidare.
A dire il vero il risultato della seduta di mercoledì inganna. Le borse europee hanno trascorso gran parte della giornata senza combinare nulla. Verso le 16.30 i maggiori indici azionari erano ancora in pari. Poi la borsa americana é decollata e come al solito l'Europa, senza riflettere e per istinto, ha seguito. L'S&P500 alle 17.30 ha toccato il massimo giornaliero a 2894 punti - questo ha permesso alle borse europee di chiudere in guadagno e vicino al massimo giornaliero. Non bisogna farsi però ingannare da questa chiusura positiva. L'S&P500 si é nel corso della giornata sgonfiato e di conseguenza stamattina, invece che proseguire il rialzo, le borse europee apriranno in calo. Eurostoxx50 (+0.45% a 3326 punti) e DAX (+0.52% a 12032 punti) negli ultimi giorni hanno eliminato l'ipervenduto, hanno formato base  e danno l'impressione di voler ripartire verso l'alto. La realtà é però che i progressi sono veramente modesti e fatichiamo a trovare un settore "forte" in grado di trascinare un rialzo di corto termine. Ieri il settore delle banche europee (SX7E -0.25% a 105.24 punti) ha perso terreno. Ci troviamo in una situazione ancora senza via d'uscita. Gli indici azionari europei salgono quando scendono i tassi d'interesse (Bund +0.19% a 159.63 punti) - se scendono i tassi d'interesse si indebolisce il settore finanziario. A corto termine le borse europee hanno fatto solida base - il DAX si é stabilizzato sui 12000 punti e potrebbe ancora avere un buco d'aria fino ai 11800 punti. L'Eurostoxx50 si é seduto comodamente sopra i 3300 punti e non dovrebbe più scendere sotto i 3275 punti. Sembra però mancare il carburante per una sostenibile spinta di rialzo. Ci aspettavamo che questa venisse dagli Stati Uniti ma abbiamo l'impressione che bisogna ancora aspettare e avere pazienza.
Un'ultimo appunto concerne il FTSE MIB italiano (+0.52% a 20963 punti) che ieri si é comportato come l'Eurostoxx50. La borsa italiana vive sulle discussioni riguardanti il budget dello Stato, il debito pubblico e lo spread. L'ultima notizia é che i Cinque Stelle pretendono di avere 10 Mia di EUR per finanziare il reddito di cittadinanza - in caso contrario chiedono le dimissioni del ministro delle finanze Tria. Quest'ultimo si é dichiarato favorevole al reddito di cittadinanza ma solo a costo zero - non deve provocare un peggioramento del deficit. È evidente che mantenre le premesse elettorali e tenere il deficit sotto la soglia del 3% sono due obiettivi incompatibili. Vedremo cosa sarà il risultato - da questo dipende nelle prossime settimane la sovra- o sottoperformance del FTSE MIB rispetto alla altre borse europee. A breve il FTSE MIB oscilla intorno ai 20500 punti senza tendenza. A medio termine prevediamo sulla base di grafico e indicatori una rottura al ribasso.

A questo punto bisogna guardare cosa é successo a Wall Street. La piccola star sul grafico dell'S&P500 (+0.04 a 2888.92 punti) ci dice che é stata una giornata equilibrata e senza direzione - non ci siamo però annoiati - rialzisti e ribassisti si sono dati battaglia senza ottenere risultati concreti.
L'S&P500 ha aperto in pari a 2887 punti. Il primo attacco é venuto dai ribassisti che hanno fatto cadere l'indice sul minimo a 2879 punti. La reazione dei rialzisti é stata rabbiosa e per le 17.30 l'indice é salito sul massimo a 2894 punti. A questo punto il confronto si é trasformato in guerra di trincea. L'S&P500 é ricaduto sui 2882 punti e poi si é mosso a caso in laterale e ha chiuso a 2889 punti - poco sopra il livelloo d'apertura. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3884 su 3078, NH/NL a 464 su 716 (non migliora...) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX si é fermata a 13.14 punti (-0.08) mentre i traders scommettono nuovamente al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.55). Sembra che i rialzisti non riescano ad ottenere i risultati sperati - crediamo quindi che a breve i traders long getteranno la spugna provocando ancora una caduta sui 2850-2860 punti. Vediamo - la settimana ha ancora due sedute - le trattative commmerciali tra Stati Uniti e Cina sono ad un punto morto e l'uragano Florence toccherà oggi la costa degli Stati Uniti. Prima però dobbiamo ascoltare cosa hanno da dirci i responsabili di BCE e BoE. Al termine delle sedute odierne verranno comunicate le decisioni (BoE 13.00, BCE 13.45). Le due banche centrali dovrebbero lasciare i tassi d'interesse invariati. La conferenza stampa di Mario Draghi é prevista a partire delle 14.30. Spesso le borse europee la mattina lievitano tentando di anticipare le dichiarazioni solitamente costruttive di Draghi. Crediamo però che oggi non ci sarà molto di positivo e di nuovo da dire e quindi prevediamo che i mercati nel pomeriggio si sgonfieranno.

Stamattina le borse asiatiche salgono - il Nikkei sta guadagnando il +1% - Shanghai segna un +0.4%. Il future sull'S&P500 é a 2886 punti (-2 punti). Le borse europee reagiscono in maniera matematica - l'S&P500 é 8 punti sotto il livello raggiunto ieri sera alle 17.30 e quindi ora l'Eurostoxx50 vale 3320 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). La seduta odierna potrebbe essere volatile ma pensiamo di ritrovare stasera gli indici sui livelli d'apertura.

Commento del 12 settembre

Una giornata di AGMAF (Apple +2.53% / Amazon +2.48%) - il consolidamento continua

La seduta in Europa é stata assolutamente neutra e tecnicamente insignificante. L'Eurostoxx50 (+0.07% a 3311 punti) ha svolto una seduta in trading range e ha terminato la giornata sul livello d'apertura e con un minuscolo guadagno di 2 punti. La mattina le borse europee sono cadute di circa un -1% dopo la pubblicazione alle 11.00 degli indici ZEW tedeschi. La sera c'é stato un recupero inspirato dagli Stati Uniti - questo é un segnale di forza ma non significa ancora che Eurostoxx50 e DAX debbano subito ripartire al rialzo. Crediamo che ci debbano ancora essere alcuni giorni di consolidamento.
Il DAX (-0.13% a 11970 punti) ha toccato un nuovo minimo di periodo a 11865 punti - questo suggerisce che una discesa nei prossimi giorni fino agli 11800 punti é ancora possibile. Il FTSE MIB (-0.32% a 20853 punt) si é mosso nella parte superiore del range di lunedì e ha perso 65 punti - poco rispetto al balzo del giorno precedente (+2.30%). Chi però si aspettava una continuazione del rally é rimasto deluso. La borsa italiana al momento pende dalle labbra dei politici e qualsiasi dichiarazione riguardante la politica economica si riflette nello spread sui titoli di Stato e sulla borsa. Poiché nessuno sa cosa gli salta per il cervello é difficile prevedere i movimenti a breve del mercato che resta dominato dalle emozioni. Da circa un mese il FTSE MIB é sui 20500-21000 punti - la tendenza a corto termine é neutra.

Mentre le borse europee stavano terminando la giornata a malapena in pari la borsa americana poneva le basi per una seduta positiva.
Ieri sono stati nuovamente gli AGMAF a trascinare il rialzo. Vi ricordiamo che questo acronimo riunisce le 5 società della tecnologia con la maggiore capitalizzazione al mondo e che dominano il Nasdaq100 (+0.81% a 7507 punti) e in generale il mercato azionario. Si tratta di Apple, Google, Microsoft, Amazon e Facebook. Quando abbiamo per la prima volta usato questo acronimo questa era anche la classifica per capitalizzazione - nel frattempo Amazon ha guadagnato 2 posti e ha momentaneamente superato i 1000 Mia di USD di valore in borsa. Ieri tutti questi titoli hanno guadagnato più dell'1% - un chiaro segnale che sono stati gli ETF e gli investitori retail a spingere il mercato verso l'alto. Oggi Apple presenta i suoi nuovi modelli di IPhone e tradizionalmente prima di questo evento il prezzo dell'azione sale.
Ieri l'S&P500 ha aperto sul minimo giornaliero a 2867 punti. Il mercato é però subito partito al rialzo e per le 18.10 l'indice ha ribaltato la situazione e ha toccato il massimo a 2892 punti. Poi non é successo più nulla. L'S&P500 é scivolato lentamente verso il basso fino alla chiusura a 2887.89 punti (+0.37%). La seduta al NYSE é stata equilibrata (!) con A/D a 3460 su 3533, NH/NL a 485 (-80!) su 762 (+100!) e volume relativo a 1.0. Il deterioramento del rapporto tra nuovi massimi e nuovi minimi ci dice che strutturalmente il mercato é ancora debole e difficilmente può continuare a salire senza una pausa più lunga sui 2870 punti. Non bastano i pochi leaders della tecnologia per trascinare l'S&P500 su un nuovo massimo storico - almeno non ancora. La volatilità VIX é scesa a 13.82 punti (-0.94) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61 - gli investitori tornano ottimisti troppo velocemente...
Riassumendo la seduta positiva ieri a Wall Street non ci sembra ancora l'inizio dell'attesa fase di rialzo. È stata causata da pochi nomi della tecnologia e non sembra sostenibile. La nostra previsione non cambia - ci aspettiamo ancora alcuni giorni di consolidamento sui 2870 punti.

Stamattina regna al calma e la stabilità. Il future sull'S&P500 é fermo a 2890 punti. L'Eurostoxx50 vale 3318 punti (+7 punti) - le borse europee apriranno come ieri in leggero guadagno. Prima delle riunioni di domani della BCE e della BoE non crediamo che gli investitori prenderanno iniziative. Ci aspettiamo una seduta tranquilla con movimenti limitati - gli indici azionari dovrebbero chiudere stasera senza sostanziali variazioni.
Per la cronaca le borse asiatiche perdono qualche punto - il Nikkei é sceso del -0.3% mentre a Shanghai c'é una minusvalenza del -0.1%.

Commento dell'11 settembre

Consolidamento - nuovo massimo storico del DJ Transportation (+1.82%)

Ieri la seduta doveva essere positiva - venerdì le borse europee erano ancora ipervendute e gli indici azionari americani si trovavano su ovvi supporti. In effetti c'é stato un modesto e poco convincente rimbalzo. Non sembra che sia già iniziata una fase di sostanziale e sostenibile rialzo. L'impressione é piuttosto quella di un consolidamento che deve durare ancora qualche giorno e durante il quale i minimi di settimana scorsa devono essere ritestati. Abbiamo osservato degli interessanti sviluppi come la buona reazione in Europa del settore bancario (SX7E +1.55% a 105.81 punti) e della borsa italiana (FTSE MIB +2.30% a 20918 punti) o la salita in America del settore dei trasporti su un nuovo massimo storico (DJ Transportation +1.82%) - questo tende a sostenere la nostra ipotesi che a corto termine le borse devono salire. Bisogna però avere un pò di pazienza.
L'Eurostoxx50 (+0.48% a 3309 punti) doveva rimbalzare da una situazione di ipervenduto (RSI a 28 punti). Il rimbalzo é riuscito solo in parte visto che ieri sera l'indice ha chiuso lontano dal massimo giornaliero. Ha guadagnato 16 punti con un solido contributo fornito dal settore bancario e dalla borsa italiana e spagnola. Crediamo che ci sia bisogno un consolidamento prima che l'Eurostoxx50 possa salire in maniera sostanziale e sostenibile. Sui 3275-3300 punti conviene però comperare - ci dovrebbero essere alcuni giorni di tempo per farlo.
Anche il DAX (+0.22% a 11986 punti) doveva rimbalzare da una situazione di ipervenduto (RSI a 30 punti). Il rimbalzo é risultato debole e anemico - l'indice ha guadagnato solo 26 punti con modesti volumi di titoli trattati. Probabilmente ci deve essere una fase di consolidamento tra gli 11800 ed i 12100 punti della durata di alcuni giorni prima che il DAX possa risollevarsi in maniera duratura e sostenibile. In ogni caso la reazione di ieri é stata nel complesso deludente e un'altro tuffo nei prossimi giorni é possibile e abbastanza probabile.
In Italia il primo ministro Conte e il ministro dell'economia e delle finanze Tria hanno affermato che il governo nel budget 2019 intende rispettare i limiti d'indebitamento previsti all'interno dell'UE. Questa dichiarazione congiunta ha spedito lo spread in cantina e ha fatto decollare la borsa. Sarà vero? Vedremo ma per il momento il FTSE MIB (+2.30% a 20918 punti) si invola con le banche a tirare il plotone. Una reazione così emozionale é difficilmente quantificabile a livello di analisi tecnica. Settimana scorsa avevamo affermato che per ora il supporto a 20240 punti avrebbe retto. L'obiettivo di un rimbalzo é a 21250 punti. Per il momento ci atteniamo a questi due parametri e non possiamo dire di più.
L'SMI (+0.99% a 8930 punti) ha evidentemente completato la correzione a 8800 punti e ieri é ripartito al rialzo con la leadership della farmaceutica (Novartis +1.52%). La spinta di rialzo si é intensificata grazie all'indebolimento del CHF. Ora il grafico é intrigante. Sembra, sulla base dei minimi e massimi intermedi discendenti e sulla possibilità che la tendenza di fondo sia passata al ribasso, che l'SMI debba risalire in qualche seduta solo fino ai 9000 punti circa per poi ripartire al ribasso. L'incrocio dal basso della MM a 50 giorni sulla MM a 200 giorni costituisce però un segnale d'acquisto a medio termine e deve concretizzarsi oggi. Di conseguenza la variante é che abbiamo avuto una correzione minore ABC e ora l'SMI deve risalire decisamente sopra i 9200 punti. Probabilmente oggi potremo dare una risposta definitiva.
L'S&P500 (+0.19% a 2877.13 punti) ha avuto una seduta tranquilla - si é mosso in soli 11 punti, ha guadagnato 5 punti e la candela sul grafico é rossa. Abbiamo quindi dei segnali contradditori ma nel complesso l'impressione, come atteso, é che l'indice sta consolidando sui 2870 punti prima di riprendere il rialzo. Ieri nel commento delle 13.20 abbiamo scritto: "Dopo 4 sedute negative sarebbe logico che sul supporto a 2870 punti ci sia ora una reazione - non siamo però convinti che questo sia già l'inizio dell'attesa spinta di rialzo a corto termine verso un nuovo massimo storico. Preferiamo l'dea di alcune sedute di consolidamento e in questa fase di formazione di base é possibile che l'S&P500 scenda ancora sotto i 2864 punti - prossimo supporto é a 2850 punti. Chi vuole comperare non deve affrettarsi - chi é short e segue la correzione deve pensare di chiudere sui 2850-2870 punti entro le prossime 2-4 sedute.
Ora il future é a 2885 punti (+11 punti). L'S&P500 sta rimbalzando e aprirà in guadagno e sopra il massimo di venerdì. Si prepara un rally ? Non crediamo. Pensiamo piuttosto che l'S&P500 debba ricadere nel range di venerdì e chiudere sui 2876-2880 punti."
Stamattina non possiamo che confermare questa valutazione e constatare che la previsione per la giornata era corretta.
L'S&P500 ha aperto a 2883 punti e all'inizio é salito sul massimo giornaliero a 2887 punti. Poi é ricaduto di una manciata di punti e per il resto della giornata é oscillato in laterale con un minimo a 2876 punti. Ha chiuso a 2877.13 punti (+0.19%). Il Nasdaq100 (+0.23% a 7447 punti) ha avuto una seduta più volatile e durante la giornata é anche caduto in negativo ma in linea di massima si é comportato in maniera simile. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4085 su 2923, NH/NL a 565 su 644 (netto calo dei NL) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 14.16 punti (-0.72) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata sulla media di lungo periodo a 0.62.
Malgrado che stamattina il future é a 2884 punti (+4 punti) restiamo dell'opinione che il rialzo non riprenderà direttamente ma che ci vogliono ancora alcuni giorni di consolidamento - una fugace discesa sotto i 2864 punti é ancora possibile.

Stamattina il Nikkei balza del +1.26% - Shanghai invece perde il -0.4%. L'Eurostoxx50 vale ora 3318 punti. Le borse europee apriranno nuovamente con guadagni intorno al +0.2%. Ci aspettiamo una ripetizione della seduta di ieri.
Alle 11.00 sono attesi gli indici ZEW sulle prospettive congiunturali in Germania. In un mercato senza energia é probabile che questi numeri possano dare una spinta al mercato.

Aggiornamento del 10 settembre

Inizio di settimana tranquillo - ovvio rimbalzo da ipervenduto (Europa) e supporti (America)

Durante il fine settimana, almeno sul fronte economico, non é successo nulla di importante. È quindi logico che oggi ci debba essere un rimbalzo tecnico. Venerdì le borse europee erano rimaste in ipervenduto e gli indici azionari americani si erano seduti sui supporti (S&P500 -0.22% a 2871.68 punti, supporto a 2864-2870 punti / Nasdaq100 - 0.31% a 7430 punti / supporto a 7400 punti). Dopo quattro sedute negative é statisticamente molto probabile che oggi l'S&P500 termini la giornata con una plusvalenza. La qualità ed l'intensità del rimbalzo odierno ci daranno le informazioni necessarie per sapere cosa ci attende nelle prossime due settimane.
Il future sull'S&P500 é ora a 2878 punti (+3 punti). Sono le 07.40 e non abbiamo ancora indicazioni riguardanti i mercati azionari europei. È però facile prevedere un'apertura con leggeri guadagni. Vedremo se oggi i compratori riprenderanno fiducia o se perderanno l'iniziativa nel corso della giornata. Un'altra seduta di consolidamento non é da escludere e sarebbe una buona variante per costituire una solida base per una successiva fase di rialzo.
Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei sta guadagnando il +0.25% - Shanghai é in calo del -0.8%. Cambi e tassi d'interesse sono stabili.
Questa settimana, giovedì 13 settembre, si riuniscono Bank of England e Banca Centrale Europa per discutere la politica monetaria e decidere eventuali cambiamenti nei tassi d'interesse. Non ci aspettiamo decisioni importanti - l'attenzione degli investitori sarà però concentrata su questi appuntamenti - spesso gli investitori anticipano l'esito di queste riunioni comperando e facendo lievitare le borse.
 
Commento del 8-9 settembre

Ci sono alcuni sviluppi negativi - l'EUR si indebolisce, i tassi d'interesse salgono e i minimi di venerdì sono discendenti

La seduta di venerdì doveva terminare sia in Europa che in America senza sostanziali variazioni dei principali indici azionari. Doveva essere una seduta di pausa e di consolidamento prima della ripresa del rialzo. Se ci limitiamo ad osservare il risultato alla fine della giornata dobbiamo constatare che in effetti gli indici non si sono mossi di molto. Eurostoxx50 (-0.08% a 3293 punti) e DAX (+0.04% a 11959 punti) hanno marciato sul posto. L'S&P500 (-0.22% a 2871.68 punti) ha perso 6 punti ma ha nuovamente chiuso sopra i 2870 punti e lontano dal minimo giornaliero a 2864 punti. Gli indici hanno però toccato dei nuovi minimi di periodo e hanno recuperato solo sul finale di seduta - le candele sui grafici hanno minimi e massimi discendenti e questo é un segno che formalmente la correzione continua - non ci sono ancora segnali tecnici d'inversione di tendenza malgrado l'evidente calo del momentum. Cosa é successo venerdì di particolare? In America é stato pubblicato un report sul mercato del lavoro che mostra una crescita economica robusta (+204'000 nuovi posti di lavoro al di fuori del settore agricolo) e sopratutto un'impennata del rischio d'inflazione - su base annua i salari orari medi sono saliti del +2.9%. I tassi d'interesse sono saliti in America e in Europa (Bund -0.26% a 159.95) e questo ha avuto delle conseguenze negative sulla borsa nei settori sensibili ad un aumento del costo del denaro. Il DJ Utilities é caduto del -1.12%. Il mercato delle divise ha reagito con una caduta del cambio EUR/USD a 1.1553 - sapete che ultimamente c'é una correlazione tra EUR e borse europee che funziona piuttosto bene - questo di conseguenza é un segnale negativo per Eurostoxx50 e colleghi. Un'ultima osservazione riguarda il settore bancario europe - l'indice SX7E venerdì ha toccato un nuovo minimo annuale a 102.89 punti - ha chiuso a 104.20 punti (-1.29%). Spesso la finanza determina la tendenza e un nuovo minimo annuale é un segnale inequivocabile.
In linea di massima la previsione di una ripresa del rialzo é ancora valida anche perché la tendenza di fondo del mercato azionario americano é ancora debolmente al rialzo (46.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 58.64). La seduta di venerdì non ci ha però dato le conferme che speravamo. Non abbiamo osservato divergenze positive, non c'é stata in Europa una reazione convincente all'ipervenduto e malgrado la tenuta formale dei supporti i minimi discendenti mostrano che i ribassisti sono stati ancora in grado di fare lievi progressi. La variante negativa dell'accelerazione al ribasso non può ancora essere esclusa.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.01% a 3293 punti
DAX                         -3.27% a 11959 punti
SMI                          -1.45% a 8843 punti
FTSE MIB                  +0.88% a 20447 punti
S&P500                    -1.03% a 2871.68 punti
Nasdaq100               -2.93% a 7430 punti

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3274 punti verso le 15.50. Vi ricordiamo che il minimo annuale di marzo é a 3261 punti. L'indice ha chiuso 19 punti più in alto a 3293 punti (-0.08%). Una buona reazione ma non un key reversal day visto che alla fine é risultata ancora una perdita di 3 punti. La RSI é a 28 punti - l'indice é ipervenduto. Se non recupera significa che la pressione di vendita é forte e domina. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3290 punti.
L'SMI svizzero ha guadagnato un +0.28% a 8843 punti grazie alla forza del settore farmaceutico - anche l'SMI ha però toccato un minimo discendente a 8796 punti. Il FTSE MIB é sceso a 20447 punti (-0.39%) a causa della ritrovata debolezza del settore bancario - questo malgrado il calo dello spread.

Gli occhi restano puntati su Wall Street - se l'America riprende il rialzo é sicuro che anche in Europa si verificherà l'atteso sostanziale rimbalzo visto che si deve risolvere una situazione di ipervenduto.
L'S&P500 ha avuto una seduta altalenante. A causa dei dati sul mercato del lavoro, pubblicati alle 14.30 e all'aumento dei tassi d'interesse l'S&P500 ha aperto in netto calo a 2866 punti. Per le 17.30 era però risalito a 2883 punti che é risultato il massimo giornaliero. Questo ha permesso il recupero delle borse europee. In seguito ad ondate l'S&P500 é caduto sul minimo a 2864 punti - il minimo di giovedì a 2867 punti é stato  superato al ribasso ma non di molto (3 punti) e non per molto. L'S&P500 é rimbalzato e si é assestato sui 2868 punti. Sul finale é salito a 2876 punti ed é sceso a 2871.68 punti dove ha chiuso (-0.22%). Il Nasdaq100 ha toccato un minimo a 7401 punti (vi ricordiamo che il nostro obiettivo era a 7400 punti) e ha chiuso a 7430 punti (-0.31%). Da maggio tutte le correzioni si sono fermate sopra la MM a 50 giorni  - ora é a 7375 punti e sale di circa 10 punti a seduta.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2492 su 4436, NH/NL a 407 su 760 (si deteriora ma non in maniera drammatica) e volume relativo a 1.0. Gli indici sono ora al centro delle Bollinger Bands e le RSI sono vicine ai 50 punti - gli indicatori sono neutri. A livello di sentiment la VIX é lievitata a 14.88 punti (+0.23) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.77 (MM a 10 giorni a 0.60). Entrambi gli indicatori possono ancora salire - non devono.
Insomma - se la tendenza di fondo resta al rialzo settimana prossima l'S&P500 deve ricominciare a salire. Questo é lo scenario più probabile. La variante é che la tendenza dominante sta cambiando e che questa correzione deve essere più profonda. Non abbiamo nessuna ragione concreta per credere che questo sia il caso - non possiamo però neanche escluderlo. Solo l'effetto stagionale ostile (calo da settembre a metà ottobre) sostiene questa variante negativa.
Ora non ci resta che aspettare e vedere come si presentano i mercati lunedì mattina...

Commento del 7 settembre

Correzione praticamente conclusa - dai minimi di ieri deve svilupparsi un'ultima spinta di rialzo

Ieri le borse europee hanno provato di fermare la caduta e di iniziare un recupero. Il tentativo é fallito verso le 16.00 a causa dell'America e della tecnologia. È successo quello che avevamo previsto da giorni. L'S&P500 (-0.37% a 2878.05 punti) ha raggiunto l'obiettivo ideale della correzione a 2870 punti (minimo giornaliero a 2867.29 punti). Il fatto più sorprendente é che anche il Nasdaq100 (-0.93% a 7453 punti) ha raggiunto l'obiettivo a 7400 punti (minimo giornaliero a 7405 punti) malgrado che, come avevamo indicato ancora ieri mattina, la differenza sembrava incolmabile e i due obiettivi non sembravano coerenti.
Ma torniamo in Europa. Le borse hanno trascorso buona parte della giornata ad oscillare intorno alla parità. L'Eurostoxx50 (-0.59% a 3296 punti) aveva chiuso mercoledì a 3315 punti e fino alle 16.00 non si é staccato di molto da questo livello. Alle 16.00 l'indice é salito sul massimo giornaliero a 3327 punti. Poi c'é stata ancora un'ondata di vendite generata dagli Stati Uniti e l'indice ha chiuso sul minimo giornaliero. Avevamo stimato ieri mattina che il ribasso doveva esaurirsi sui 3300 punti - ora siamo 4 punti più in basso. Da tre giorni le borse europee sono in caduta libera. Il momentum é però in diminuzione e ieri c'é stato un primo tentativo di reazione. È improbabile che gli indici possano cambiare immediatamente direzione. Ci vuole un pò di consolidamento e quindi ci aspettiamo almeno una pausa di una seduta - quella odierna. Gli indici sono ora però decisamente ipervenduti e se come pensiamo il rialzo in America deve riprendere, anche in Europa ci deve ancora essere una sostanziale spinta di rialzo prima del crollo tra metà settembre e metà ottobre su nuovi minimi annuali.
Il DAX é caduto a 11955 punti (-0.59%). L'indice non ha ancora raggiunto l'ultima zona di supporto a 11800 punti ma potrebbe tentare un recupero da questo livello visto che é decisamente ipervenduto - la RSI giornaliera é a 29.65 punti (i 30 punti sono il limite formale per l'ipervenduto) e l'ultima candela sul grafico é completamente sotto il livello inferiore delle Bollinger Bands (12024 punti). In ogni caso, suppporto o non supporto, il ragionamento é semplice - se S&P500 e Eurostoxx50 ricominciano a salire anche il DAX seguirà.
Ieri l'indice delle banche SX7E (-0.96% a 105.56 punti) é tornato a scendere insieme al resto del mercato. L'anomalia provocata dall'Italia é terminata anche se il FTSE MIB (-0.27% a 20527 punti) é ancora riuscito a sovraperformare. Vedremo cosa succederà quando il governo 5 Stelle - Lega presenterà il bilancio di previsione 2019 - o non riusciranno a mantenere le promesse elettoriali (reddito di cittadinanza) o sforeranno il limite del 3% sul rapporto deficit/PIL.
Da ultimo annotiamo che anche l'SMI svizzero (-0.57% a 8818 punti) ha avvicinato l'obiettivo della correzione a 8800 punti. Ci sono molte coincidenze a livello tecnico ed é probabile che tutti questi supporti, nell'insieme, riescano a provocare un'inversione di tendenza delle borse europee a corto termine.
Ieri nel commento sul Nasdaq100 siamo stati prudenti ma chiari - la pessima seduta di mercoledì doveva avere una continuazione verso il basso e l'obiettivo a 7400 punti era evidente. In effetti la borsa americana ha aperto in pari e fino alle 16.00 é ancora salita sul massimo giornaliero. Poi puntuali sono arrivate le vendite nel settore tecnologico e questo ha determinato l'esito finale negativo.
L'S&P500 ha aperto a 2889 punti, é sceso a 2884 punti ed é salito sul massimo a 2892 punti. Poi é caduto a 2869 punti e qui c'é stata una prima reazione determinata dal supporto a 2870 punti. L'indice é risalito a 2876 punti ma in seguito é ricaduto sul minimo a 2867 punti. A questo punto era evidente che i ribassisti non erano in grado di far scendere il mercato più in basso. Nelle ultime due ore di contrattazioni l'S&P500 ha recuperato fino ai 2882 punti ed ha chiuso a 2978.02 punti (-0.37%). Il Nasdaq100 si é comportato in maniera simile con un minimo a 7405 punti ed una chiusura a 7453 punti (-0.93%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2630 su 4393, NH/NL a 485 su 591 (ulteriore deterioramento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 14.65 punti (+0.74) mentre la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.74. A livello di sentiment questo sembra sufficiente per provocare un minimo intermedio sull'S&P500.
Ora non abbiamo ancora nessuna conferma che la correzione é finita a 2870 punti di S&P500 - ci sono indizi ma nessun elemento sicuro. Secondo grafico ed indicatori ci sarebbe spazio verso il basso almeno fino ai 2800 punti. È quindi arrischiato aprire posizioni long. In Europa ed America ci sono però abbastanza motivi per chiudere posizioni short. Oggi ci aspettiamo una seduta di consolidamento con eventualmente un ulteriore test dei supporti. Nell'analisi del fine settimana faremo il punto della situazione.

Stamattina allle 07.00 il future sull'S&P500 era a 2876 punti (-3 punti) - ora il mercato sta girando - alle 08.45 il future é a 2881 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale 3304 punti (+8 punti). La giornata inizia con un tentativo di stabilizzazione. Le borse europee apriranno in guadagno del +0.25%. Non crediamo che già oggi possano ripartire al rialzo. Raramente di venerdì si realizza un'inversione di tendenza. Oggi ci accontentiamo di una seduta in pari o di una chiusura sui livelli d'apertura.

Commento del 6 settembre

Il plotone si sfalda - le conseguenze possono essere negative

Ieri in Europa c'é stata un'altra ondata di vendite. I principali indici azionari sono scesi sui minimi di luglio e agosto e dopo una breve esitazione hanno rotto questi supporti e sono scesi più in basso. Ora Eurostoxx50 (-1.30% a 3315 punti) e DAX (-1.39% a 12040 punti) stanno puntando sui minimi annuali. Non sono lontani. Il minimo dell'Eurostoxx50 risale al 26 marzo ed é a 3261 punti - il DAX ha un ultimo supporto sui 11800 punti mentre il minimo annuale del 26 marzo é a 11726 punti. Manca un -1.5/-2.0%. Nell'immediato gli indici sono ipervenduti e la candela di ieri sui grafici é sotto il bordo inferiore delle Bollinger Bands. Di conseguenza é possibile che ci sia ancora una fase di rialzo fino a circa metà settembre prima che il ribasso di medio termine riprenda il sopravvento e spinga gli indici su dei nuovi minimi annuali. È però solo una questione di tempistica - non di trend come abbiamo preannunciato da tempo.
L'Eurostoxx50 ha chiuso sul minimo giornaliero a 3315 punti (-1.30%). Nell'analisi del fine settimana avevamo previsto che le borse europee sarebbero andate a testare i minimi di luglio e agosto. La caduta é però avvenuta prima del previsto ed in maniera dinamica e fragorosa. Ora l'indice é ipervenduto e l'S&P500 sembra vicino ad un minimo intermedio. Di conseguenza questa settimana l'Eurostoxx50 dovrebbe toccare un minimo intermedio e dovrebbe in seguito risalire. Stimiamo che possa ancora scendere sui 3300 punti e poi deve rimbalzare. I rimbalzi sono però occasioni di vendita su un indice che é destinato in autunno a cadere su un nuovo minimo annuale. Al momento viene solo salvato dal settore bancario (SX7E +0.83% a 106.58 punti) che grazie ad una situazione anomala e temporanea in Italia si muove in controtendenza. Il cambio EUR/USD é risalito 1.1630 - una ragione in più per credere che il minimo di questa spinta di ribasso sull'Eurostoxx50 é vicino ed imminente.
Ieri mattina il DAX (-1.39% a 12040 punti) ha tentato di difendere il supporto a 12100 punti ma il tutto si é risolto in un rimbalzo di un'ora. Poi il DAX é caduto fino 12080 punti aprendo la strada verso il basso. A questo punto il recupero durante la pausa di pranzo non poteva che essere un'altro rimbalzo prima della spinta finale di ribasso che ha fatto cadere il DAX sul minimo a 12035 punti. Da qui il mercato non é si é più risollevato. Ora l'indice é in ipervenduto mentre la borsa americana potrebbe aver concluso la sua correzione. Potrebbe ora esserci una fase di rialzo a corto termine fino a circa metà settembre prima del crollo su un nuovo minimo annuale.
Il FTSE MIB ha chiuso invariato (-0.09%) ma ha avuto una seduta parecchio volatile con alcuni cambiamenti di direzione. Da tre giorni il mercato é diviso in due. Da una parte ci sono le azioni delle banche che salgono grazie all'ipotesi che il governo possa presentare un budget che rispetti i parametri imposti dall'UE. Dall'altra il resto del mercato che ieri ha ricominciato a scendere. Ieri il FTSE MIB ha perso solo 19 punti - una buona prestazione se paragonata al resto dell'Europa. Appena però il bluff sul deficit statale verrà smascherato lo spread tornerà a salire e la borsa crollerà visto che alle normali vendite si aggiungerà la rabbia di chi ha comperato questa settimana e si sentirà tradito e deluso. Se il governo rispetta il suo programma il deficit supererà il 3% del PIL - qualcuno ne uscirà con le ossa rotte - chi crede al programma o chi crede al contenimento del deficit. Restiamo dell'opinione che a medio termine il FTSE MIB cadrà sotto i 20000 punti.
Notate i molti condizionali legati alla possibilità che ora in Europa si sviluppi ancora un sostenibile e sostanziale rimbalzo - il tutto dipende dal comportamento di Wall Street. Vediamo a che punto siamo.

Per il secondo giorno consecutivo l'S&P500 (-0.28% a 2888.60%) ha avuto una seduta negativa con una candela con minimo e massimo discendenti. La perdita é però di soli 8 punti e l'indice ha chiuso al centro del range giornaliero. L'impressione é quindi che stia unicamente avvenendo l'attesa correzione minore con obiettivo a 2870 punti - il minimo ieri é stato a 2877 punti.
Ieri però abbiamo assistito ad uno strano fenomeno. Il mercato si é letteralmente spaccato in due. Da una parte abbiamo avuto DJ Industrial (+0.09%) e DJ Transportation (+0.59%) che hanno guadagnato terreno. Dall'altra abbiamo notato una pesante caduta della tecnologia (Nasdaq100 -1.30% a 7523 punti) con alcuni suoi leaders colpiti da pesanti vendite (Netflix -6.17%, Twitter -6.06%, Microsoft -2.88%, Amazon -2.19%). Di cosa si tratta ? Una normale rotazione tra settori ? Ancora non lo sappiamo ma siamo sempre piuttosto nervosi e sul chi vive quanto vediamo senza una ragione particolare un vuoto d'aria nella tecnologia - abbiamo visto a gennaio / febbraio quale può essere il risultato. 
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2862 su 4137, NH/NL a 488 su 540 (netto deterioramento e segnale d'allarme!) e volume relativo a 1.05 (pressione di vendita in aumento?). La volatilità VIX é salita di poco a 13.91 punti (+0.75) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta nella media a 0.62 - gli investitori sono ancora rilassati e ottimisti malgrado il calo dell'S&P500.
In America la borsa sta svolgendo una correzione minore. L'S&P500 sembra vicino all'obiettivo (mancano 18 punti o un -0.6%) - il Nasdaq100 invece può cadere ancora fino ai 7400 punti (mancano 123 punti o il -1.6%). Non siamo però sicuri che la correzione sarà così indolore e che poi il rialzo riprenderà. Il plotone si sta sfaldando e ci sono importanti defezioni - la partecipazione al rialzo é da tempo mediocre mentre la pressione di vendita é in aumento. Ci dovrebbero essere ancora una o due sedute negative. Poi faremo il punto della situazione.

Stamattina i mercati sono tranquilli ma ancora in leggero calo. Il future sull'S&P500 é a 2885 punti (-3 punti). Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Nikkei e Shanghai scendono del -0.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3310 punti (-5 punti). Le borse europee inizieranno le contrattazioni con perdite di circa il -0.2%. Poco - il problema é che i principali indici saranno su dei nuovi minimi di periodo e senza supporti fino ai minimi annuali.In teoria ci aspettiamo oggi un reversal e una chiusura in Europa in pari o in positivo. In realtà é sempre difficile indovinare i minimi e le inversioni di tendenza.

Commento del 5 settembre

In Europa prevalgono le vendite - minimi di agosto in vista. L'America é ancora in buona salute

Ieri le borse europee hanno aperto in guadagno. Il balzo iniziale di circa il +0.2% si é però subito rivelato una trappola. Dopo pochi minuti sono arrivate le vendite che sono proseguite fin verso le 14.00. Le perdite non sono state massiccie ma la pressione di vendita é risultata costante. I ribassisti hanno dominato. Dopo le 14.00 c'é stato un rimbalzo ma verso le 15.50 i minimi giornalieri sono stati ritestati. Poi come d'abitudine gli europei si sono orientati all'America. A Wall Street c'é stato un recupero dopo un debole inizio di contrattazioni e Eurostoxx50 e colleghi si sono risollevati. Il recupero é stato spettacolare in Italia. Dai 20376 punti di minimo il FTSE MIB (+1.01% a 20601 punti) é risalito di 200 punti in poco più di un'ora. È bastata la notizia non confermata che Matteo Salvini ritiene necessario mantenere il rapporto deficit/PIL poco sopra il 2% (e decisamente sotto la barriera del 3%) per far cadere lo spread sui titoli di Stato e far decollare le azioni delle banche. Ieri sera il FTSE MIB ha chiuso con un guadagno di 205 punti mentre le borse europee in generale hanno perso un -1%. Appare inverosimile che improvvisamente il nuovo governo si dimostri virtuoso e decida di contenere la spesa pubblica - ci sembra una fake news o per lo meno un mero desiderio considerando il programma di governo. In ogni caso il rimbalzo di lunedì é continuato ieri a sorpresa - abbiamo molti dubbi sul fatto che questo movimento possa proseguire ma per il momento é almeno evidente che il supporto a 20240 punti regge.
Questa seduta positiva in Italia é però da valutare come un'anomalia. Probabilmente questo balzo controcorrente verrà compensato nei prossimi giorni. In Europa sono riapparsi i problemi descritti nell'analisi di domenica. Molte monete di Paesi emergenti sono deboli e questo ha scatenato le vendite in Europa dopo la buona apertura. L'incredibile rimbalzo del settore bancario (SX7E +1.21% a 105.70 punti) é stato provocato dalla situazione in Italia e non é bastato ad impedire una pesante perdita di 36 punti dell'Eurostoxx50 (-1.05% a 3359 punti). L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo giornaliero a 3344 punti - sta ritestando il supporto a 3350 punti. Sapete che avevamo previsto questa caduta ma pensavamo che solo verso la fine di settembre l'indice poteva andare a caccia del minimo annuale. È quindi possibile che ora l'Eurostoxx50 rimbalzi ancora una volta dal supporto. In linea di massima pensiamo che l'S&P500 (-0.17% a 2896.72 punti) sta solo svolgendo una correzione minore fino ai 2870 punti prima di riprendere il rialzo che dovrebbe culminare in un top a metà settembre. È quindi possibile e probabile che l'Eurostoxx50 abbia ancora una spinta di rialzo prima di cadere su un nuovo minimo annuale. Questi però sono solo dei dettagli. La tendenza di fondo delle borse europee é al ribasso.
Anche il DAX tedesco (-1.10% a 12210 punti) ha avuto una cattiva giornata. Dopo l'apertura sul massimo a 12402 punti sono riapparsi i venditori che hanno tenuto il controllo delle operazioni fino a sera. Verso le 15.50 l'indice ha toccato un minimo a 12162 punti. Poi ha fatica é risalito di una cinquantina di punti. Ogni reazione durante la giornata si é però rivelata un rimbalzo tecnico. La correzione ha subito un'accelerazione verso il basso prima del previsto ma la direzione presa dal mercato non é una sorpresa. Ora l'unica domanda é se il supporto a 12100-12120 punti reggerà un terzo attacco provocando un'ulteriore rimbalzo o se invece il DAX sta già puntando verso un nuovo minimo annuale. Pensiamo che ci debba essere ancora una fase intermedia di rialzo fino a metà settembre. Teoricamente quindi il supporto potrebbe reggere - matematicamente però abbiamo seri dubbi. Se l'S&P500 perde ancora un -1% il debole DAX dovrebbe perdere qualcosa in più - con una caduta di 150-200 punti il DAX sarebbe a 12000 punti...

La seduta a New York é stata negativa ma l'S&P500 (-0.17% a 2896.72 punti) ha contenuto le perdite e ha chiuso lontano dal minimo giornaliero a 2885 punti. Per i rialzisti questa é un'ulteriore dimostrazione di forza. I ribassisti invece fanno notare la rottura del supporto intermedio e barriera psicologica a 2900 punti e la candela sul grafico con massimo e minimo discendenti - l'indice sembra per lo meno voler effettuare l'attesa correzione minore in direzione dei 2870 punti.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2896 punti e alle 15.50 é caduto fino a 2886 punti. Poi c'é stato un robusto rimbalzo fino ai 2900 punti che ha condizionato la chiusura in Europa. In seguito hanno nuovamente predominato i venditori. Per le 18.00 l'S&P500 é sceso sul minimo a 2885 punti. Nella seconda parte dela seduta c'é stato un lento recupero fino ai 2897 punti, una scivolata fino ai 2892 punti e un'impennata finale a 2896 punti. Notiamo che l'indice ha trascorso tutta la giornata sotto i 2900 punti. La tecnologia ha perso qualcosa in più (Nasdaq100 -0.42% a 7622 punti) ma abbiamo notato delle accelerazioni al rialzo che "puzzano" di euforia e esaurimento. Ci riferiamo in particolare a Amazon (+1.33%)AMD (+11.48%). Forse la fase di euforia che ci aspettiamo fino a metà settembre si limiterà solo a certi titoli e settori.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2446 su 4639, NH/NL a 667 su 484 (sensibile deterioramento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita di poco a 13.16 punti (+0.30) mentre la CBOE Equity put/cal ratio é rimasta piuttosto bassa a 0.59.
L'impressione é che l'America voglia svolgere una morbida correzione minore - in qualche giorno l'S&P500 dovrebbe scivolare in direzione dei 2870 punti.

Stamattina prevalgono i segni negativi. Le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei perde il -0.44%, Shanghai segue con un -1.2%. Il future sull'S&P500 é a 2892 punti (-6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3352 punti (-7 punti) - il DAX sembra invece voler ricadere a 12165 punti (-40 punti). Teoricamente i supporti sono a 3344-3350 punti di Eurostoxx50 e 12100-12120 punti di DAX - oggi verranno testati e probabilmente gli indici scenderanno più in basso. Ci sarà poi un'accelerazione o un rimbalzo? Preferiamo la variante del rimbalzo - almeno per oggi...

Commento del 4 settembre

Una giornata insignificante con alcuni rimbalzi tecnici

Ieri non é successo nulla di particolare. Gli indici azionari europei si sono mossi in pochi punti ed in maniera casuale. La borsa americana era chiusa in occasione del Labour Day e gli investitori europei, abbandonati a loro stessi, hanno preferito non prendere iniziative. L'Eurostoxx50 (+0.06% a 3395 punti) si é mosso in soli 15 punti e ha chiuso praticamente invariato. Per l'analisi tecnica una seduta insignificante e da dimenticare. Il settore delle banche ha mostrato segni di vita (SX7E +0.27% a 104.44 punti). Probabilmente si é trattato di un rimbalzo tecnico dopo che l'indice venerdì ha toccato un nuovo minimo annuale. Ieri non c'erano ragioni per ulteriori vendite e quindi sono bastati un paio di opportunisti in cerca di titoli otticamente a buon prezzo per far risalire l'indice. La buona giornata delle banche ha avuto ripercussioni in Italia. Anche la borsa italiana ha approfittato della pausa offerta dal Labour Day per un rimbalzo tecnico. Non essendoci un motivo per rompere il supporto fornito dal minimo annuale, testato venerdì, il FTSE MIB (+0.62% a 20395 punti) é risalito con modesti volumi di titoli trattati. Tecnicamente non cambia nulla - la continuazione del ribasso é solo rimandata.
Sul grafico del DAX (-0.14% a 12346 punti) é apparsa una piccola candela bianca malgrado la perdita di 17 punti. Basta guardarla e considerare gli scarsi volumi di titoli trattati per rendersi conto che ieri non é successo nulla di particolare. L'assenza degli investitori americani ha provocato una seduta senza interesse durante la quale il DAX si é mosso in soli 58 punti - l'esito finale leggermente negativo é casuale e si é concretizzato già la mattina all'apertura.
Insomma - la seduta ieri in Europa é stata noiosa e non ci  ha dato nessun nuovo elemento di analisi. Come d'abitudine quando in America la borsa é chiusa gli europei non hanno il coraggio di prendere iniziative autonome e le borse marciano sul posto. Una dimostrazione in più, se ce n'era ancora bisogno, di quanto i mercati finanziari europei dipendono dalle decisioni prese dagli americani. 
Oggi finalmente si torna alla normalità. Stamattina i guadagni del future sull'S&P500 (+7 punti a 2909 punti) stanno dando un'intonazione positiva ai mercati. Il Nikkei ha chiuso quasi in pari (-0.10%) mentre Shanghai fà un balzo del +1.1%. L'Eurostoxx50 vale ora 3400 punti. Le borse europee apriranno con plusvalenze sui +0.1%/+0.2%. Non pensiamo che possano salire molto più in alto poiché nelle notizie non notiamo nulla che possa oggi stimolare la fantasia degli investitori ed indurli a comperare.

Aggiornamento del 3 settembre

Labour Day

Oggi in America la borsa é chiusa in occasione della festa del lavoro. Come spesso succede in questi casi i mercati finanziari fanno una pausa. Mancando le indicazioni fornite normalmente dagli americani gli altri non sanno cosa fare. Il future sull'S&P500 é a 2904 punti - -2 punti rispetto alla chiusura di venerdì e 2 punti sopra la chiusura ufficiale dell'indice di settimana scorsa (2901.59 punti). Le borse asiatiche sono in leggero calo - il Nikkei ha perso il -0.59% - Shanghai lascia al momento un -0.2% sul terreno. L'Eurostoxx50 vale ora 3385 punti - le borse europee apriranno con minusvalenze intorno al -0.2%. Le premesse sono per una seduta leggermente negativa - gli indici azionari scenderanno sotto il minimo di settimana scorsa e proseguiranno la correzione. Non ci aspettiamo però un'ondata di vendite.
La pausa in America ci permette di analizzare con calma il mercato e di riflettere. Vediamo molti aspetti che tendono a confermare il nostro scenario per i prossimi mesi. La borsa americana sembra preparare un'accelerazione di tipo esaustivo verso un massimo significativo. Guardate ad esempio il grafico settimanale di Apple - la società più grande al mondo in termini di capitalizzazione (1111 Mia di USD) e leader del settore tecnologico. L'accelerazione del rialzo da inizio agosto é evidente - il ritmo di apprezzamento é insostenibile - il trend deve giungere alla fine. Lo stesso effetto lo si può osservare sul grafico mensile di Amazon (974 Mia di USD di capitalizzazione in borsa). Tutto questo ci ricorda molto la bolla speculativa di Internet e la fase finale del bull market nel 1999-marzo 2000. È impossibile determinare con precisione quando il mercato raggiungerà il top - i sintomi però ci sono quasi tutti - manca euforia.

Commento del 1-2 settembre

Da inizio anno S&P500 +8.52% / Eurostoxx50 -3.23% - le tendenze divergenti permangono

I mercati finanziari europei presentano dei tipici sintomi di stress. Il future sul Bund (+0.12% a 163.14) si trova ad un punto dal massimo storico - l'obbligazione decennale della Germania rende il 0.33%. Il Franco svizzero si rafforza - quest'anno il cambio EUR/CHF é salito ad aprile fino a 1.20. Da quel momento non ha fatto che scivolare verso il basso - una settimana fà era a 1.1429 - venerdì si é fermato a 1.1241. L'indice delle banche europee SX7E (-0.84% a 104.16 punti) venerdì ha toccato un nuovo minimo annuale a 103.89 punti. Insomma - gli investitori comprano la sicurezza rappresentata dai tipici beni rifugio Bund e CHF - vendono invece il settore maggiormente a rischio in caso di crisi economica e/o di un attacco di tipo speculativo nei riguardi di Paesi fortemente indebitati e non intenzionati a controllare l'espansione della spesa pubblica. Ovviamente nel secondo scenario ci riferiamo particolarmente all'Italia - venerdì il FTSE MIB é caduto a 20269 punti (-1.10%) - ha toccato un minimo giornaliero a 20243 punti - il minimo annuale a 20236 punti non é stato superato per poco. Non possiamo però che ripetere il nostro avvertimento. Un nuovo record negativo é inevitabile - l'obiettivo a corto termine é a 20000 punti - quello a medio termine, che abbiamo già indicato ad inizio agosto, é a 17500-18000 punti.
All'orizzonte si profila in Europa una crisi del debito sovrano. Teniamo d'occhio gli spreads.
Ad un'Europa che lentamente sta scivolando verso il basso si contrappone un'America che si presenta ancora in ottima forma. Ci riferiamo sia all'economia che alla borsa che passa da un record al successivo. Settimana scorsa i maggiori indici azionari hanno raggiunto dei nuovi massimi storici. Mercoledì l'S&P500 (+0.01% a 2901.59 punti) ha toccato un record a 2916.50 punti. Giovedì hanno seguito Nasdaq Composite e Nasdaq100 (+0.15% a 7654 punti) - quest'ultimo indice, che raggruppa le maggiori società tecnologiche ha toccato i 7691 punti - infine venerdì, in una giornata relativamente tranquilla e neutra, l'indice delle piccole e medie imprese Russell2000 (+0.48%) ha fatto segnare un nuovo record storico. All'appello manca solo ancora il DJ Industrial (-0.09% a 25064 punti) il cui massimo storico (26616 punti) risale a gennaio.
La settimana appena trascorsa ha visto riaffiorare una situazione tecnica che abbiamo già più volte descritto quest'anno. La borsa americana si trova in una fase di debole ma costante e solido rialzo. Il 58.5% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni - il Bullish Percent Index sul NYSE é a 60.62. La tecnologia trascina i listini (Nasdaq Composite / performance 2018 +17.47%). Questa tendenza di fondo non sembra in pericolo malgrado che la partecipazione al rialzo é mediocre. La pausa di giovedì e venerdì ha permesso di riassorbire l'ipercomperato di cortissimo termine. Come spiegato nel commento di venerdì scorso non sappiamo se l'S&P500 può ripartire al rialzo già dai 2900 punti o se deve svolgere una correzione minore fino ai 2870 punri prima di andare a caccia di un nuovo record storico. In fondo questo non é molto importante. Sappiamo però che questo rialzo non é finito e teoricamente l'S&P500 può salire fino a metà settembre fino ai 3000 punti prima che il movimento si esaurisca nell'euforia generale. Senza euforia non ci sarà un top definitivo - l'alternativa é una lunga distribuzione ma per ora non sembra che il mercato scelga questa via.
America e Europa non possono divergere completamente. È improbabile che se l'Europa in autunno sprofonda in una crisi la borsa americana possa ignorare il problema e continuare a salire. Come abbiamo accennato nel commento di giovedì ci aspettiamo di conseguenza che nel mese di settembre si profili una nuovo soluzione rispetto alla combinazione attuale di rialzo in America e trend neutro in Europa. Dovendo azzardare un'ipotesi pensiamo che questa situazione possa perdurare ancora un paio di settimane - nel frattempo l'S&P500 dovrebbe salire su un nuovo massimo storico - i 3000 punti sembrano lontani ma non sono un'obiettivo irraggiungibile - in fondo mancano solo 100 punti che a questo punto rappresentano "solo" un +3.4%. In caso di accelerazione finale di tipo esaustivo un movimento del genere in una decina di sedute é possibile. È meglio evitare di shortare un mercato tecnicamente così forte cercando di anticipare un massimo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.07% a 3393 punti
DAX                         -0.25% a 12364 punti
SMI                          -0.88% a 8973 punti
FTSE MIB                  -2.28% a 20269 punti
S&P500                    +0.93% a 2901.59 punti
Nasdaq100               +2.26% a 7654 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta negativa (Eurostoxx50 -1.11% a 3393 punti) mentre l'America ha marciato sul posto (S&P500 +0.01% a 2901.59 punti). Evidentemente gli investitori giudicano che l'Europa viene maggiormente toccata dalla crisi della Lira turca (e in generale delle economie emergenti che soffrono il deflusso di USD causato dal drenaggio effettuato dalla FED) e dalla guerra commerciale scatenata da Donald Trump. Mercoledì gli Stati Uniti hanno comunicato che la crescita del PIL nel secondo trimestre é stata del +4.2%! Venerdì invece l'Europa ha pubblicato un dato sull'inflazione ad agosto (+2% / core +1.0%) che presuppone un rallentamento della crescita economica. I dati sono eloquenti. Tornando la seduta di venerdì la buona apertura a New York ha permesso alle borse europee di recuperare ma non di evitare la chiusura in netta perdita e sui minimi settimanali. Le borse europee stanno nuovamente correggendo e sono in avanti nel ciclo - le RSI sono sui 40-45 punti (FTSE MIB a 33 punti) mentre la RSI giornaliera dell'S&P500 é a 66.34 punti (Nasdaq100 a 70.15 punti).
Mentre le borse europee stanno andando a ritestare i minimi (e supporti) di luglio e agosto la borsa americana migliora i massimi storici. Una rottura al ribasso delle borse europee é solamente una questione di tempo - dipendono però dal comportamento della borsa americana. Concretamente se nelle prossime due settimane l'S&P500 va a caccia di nuovi record é molto probabile che la tendenza generale delle borse europee resti neutra e che i supporti di luglio e agosto di Eurostoxx50 e DAX reggano. La rottura al ribasso dell'indice delle banche SE7E e la vicina rottura del supporto costituito dal minimo annuale sul FTSE MIB mostrano però che il destino dei listini europei a medio termine é segnato.

Venerdì la borsa americana ha avuto una seduta neutra. L'S&P500 non si é mosso, Il Nasdaq100 ha guadagnato 12 punti, il Russell2000 é salito del +0.48%. La risposta americana alla caduta in Europa é stata nuovamente positiva ed é da considerarsi come una dimostrazione di forza.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2897 punti. All'inizio é salito a 2906 punti di massimo ma poi é ricaduto sul minimo a 2891 punti. Da metà giornata l'indice ha recuperato in maniera irregolare e ha chiuso invariato a 2901.59 punti. La seduta al NYSE é stata leggermente positiva con A/D a 3919 su 3059, NH/NL a 558 su 304 (troppi pochi nuovi massimi a 30 giorni!) e volume relativo a 0.95. La partecipazione al rialzo é miserabile ma questo rende solo il movimento fragile e a rischio - non costituisce una divergenza tale da rappresentare un segnale di vendita. La volatilità VIX é scesa a 12.86 punti (-0.67) mentre la CBOE Equity put/call ratio (0.63) é tornata sulla media di lungo periodo. A livello di sentiment c'é ottimismo ma non ancora euforia.
Alle 22.00 il future sull'S&P500 ha chiuso a 2906 punti - l'Eurostoxx50 valeva 3392 punti (invariato). Probabilmente la giornata di lunedì inizierà con indici azionari invariati. Considerando che lunedì la borsa americana é chiusa in occasione del Labour Day la seduta in Europa rischia di essere tranquilla e senza grandi movimenti. Ne riparliamo domani mattina. La debole chiusura di venerdì é però il sintomo di un male più profondo che potrebbe riapparire già all'inizio di settimana prossima. In effetti c'é un particolare che abbiamo dimenticato di citare - i volumi di titoli trattati venerdì in Europa erano in netto aumento. Sembra esserci una certa pressione di vendita che rischia di far cadere le borse europee prima di quanto prevediamo noi. Se in America é ancora meglio evitare i short in Europa é rischioso andare long credendo che i nuovi massimi storici di S&P500 e colleghi costituiscano una rete di sostegno.

Commento del 31 agosto

Lira turca di nuovo a picco - banche europee (SX7E) sul minimo annuale - il resto corregge con l'Italia in prima fila

Ieri é riapparso lo spettro della crisi della Lira turca. Da giorni sotto pressione ieri la Lira turca ha di nuovo sfiorato i minimi annuali del 12-13 agosto e ovviamente le borse hanno reagito negativamente. Le vendite non hanno però travolto i listini ma si sono unicamente concentrate sulle azioni della banche europee (SX7E -1.56% a 105.04 punti - minimo annuale a 104.93 punti il 20 agosto) - l'indice SX7E é ricaduto sul minimo annuale e ha chiuso sul minimo giornaliero. Le borse europee hanno avuto una seduta negativa e l'Eurostoxx50 é sceso a 3431 punti (-0.73%). Non si é però ripetuto il panico di metà agosto - gli indici hanno chiuso lontano dai minimi giornalieri e con moderate perdite. Solo il FTSE MIB (-1.28% a 20495 punti) ha perso decisamente più dell'1% e questo non é di certo una sorpresa. Il settore finanziario domina l'indice e di per sé la borsa italiana é già relativamente debole. È quindi logico che in una giornata del genere la borsa italiana sia stata quella a subire le maggiori perdite - il minimo annuale si riavvicina.
Anche la borsa americana ha avuto una seduta negativa. Considerando però le circostanze e l'evidente ipercomperato l'S&P500 (-0.44% a 2901.13 punti) se l'é cavata egregiamente. Ha perso solo 13 punti e ha chiuso sopra la barriera psicologica dei 2900 punti. Questa buona prestazione conferma che la tendenza resta molto probabilmente al rialzo. Se come sembra l'S&P500 sta semplicemente consolidando doveva scendere fino ai 2900 punti per poi ripartire al rialzo. La seduta di ieri potrebbe essere stata sufficiente per eliminare l'ipercomperato e permettere all'indice di ricominciare a salire. L'alternativa é che il consolidamento deve durare più a lungo. Cambia poco. In questo caso l'S&P500 potrebbe ridiscendere fino a circa 2870 punti (test dall'alto del massimo di gennaio e chiusura del gap di lunedì) prima di ricominciare a salire verso la metà di settimana prossima.

Ieri mattina dopo l'apertura un'ondata di vendite ha travolto le borse europee. Alle 10.50 però la caduta degli indici si é fermata come per incanto, c'é stato un recupero e poi le borse sono semplicemente oscillate in laterale fino alla chiusura. L'Eurostoxx50 é caduto fino ad un minimo a 3423 punti ed ha terminato la giornata a 3431 punti (-0.73%). Evidentemente gli investitori agiscono ora in maniera più oculata e sanno che le conseguenze della crisi turca per l'economia europea sono modeste. I rischi sono concentrati nel sistema bancario ed é quindi comprensibile che le vendite si siano infine accentrate su questo settore. La situazione tecnica di SX7E e FTSE MIB (-1.28% a 20495 punti) e simile. Per entrambi gli indici un nuovo minimo annuale é solo questione di tempo.
Il DAX tedesco é caduto fino ai 12400 punti e ha chiuso a 12494 punti (-0.54%). Il DAX non sembra ancora voler correggere. Crediamo che nei prossimi giorni distribuirà sui 12400-12600 punti. Una salita a breve fino ai 12750-12800 punti é ancora possibile ma molto dipende dagli Stati Uniti. Difficile dire fino a dove salirà il DAX se l'S&P500 si impenna fino ai 2930 punti.

Mercoledì l'S&P500 era salito fino ad un nuovo record storico a 2916 e aveva chiuso in ipercomperato (RSI a 71.79 punti) a 2914 punti. È quindi normale che ieri abbia avuto una seduta negativa. Il quadro generale resta però decisamente costruttivo. Ieri il Nasdaq100 ha toccato un nuovo massimo storico a 7691 punti prima di essere costretto a cedere e tornare a 7642 punti (-0.23%). L'S&P500 (-0.44% a 2901.13 punti) ha perso meno di quanto aveva guadagnato mercoledì e ha chiuso sopra i 2900 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2908 punti e nelle prime ore é oscillato in laterale in pochi punti toccando un massimo a 2912 punti. Per la chiusura in Europa é sceso a 2904 punti ma poi é tornato a veleggiare sui 2912 punti. Solo verso le 20.00 c'é stato un vuoto d'aria che in due ondate ha fatto cadere l'indice a 2895 punti. Sul finale l'S&P500 si é nuovamente issato a 2901 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2312 su 4665, NH/NL a 562 su 293 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é balzata a 13.53 punti (+1.28) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta bassa a 0.58. Siamo convinti che a corto termine ci debba essere ancora una spinta di rialzo in direzione dei 2920-2930 punti - in quella occasione dovrebbe apparire euforia (VIX sotto i 12 punti, p/c ratio sotto i 0.5). A quel punto potrà iniziare un'ampia correzione che potrebbe durare fino a metà ottobre.
La seduta negativa ha avuto il vantaggio di far rientrare l'S&P500 all'interno delle Bollinger Bands (livello superiore a 2910 punti) e di diminuire l'ipercomperato (RSI a 66.26 punti) - il freno causato da questo effetto é stato a breve eliminato.

Stamattina scriviamo il commento molto presto. Il Nikkei tratta ancora - adesso é praticamente in pari (+0.04%). Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 recupera a 2902 punti (+1 punto). Per saldo le borse europee dovrebbero aprire in leggero calo. Ci aspettiamo che l'Eurostoxx50 riprenda le contrattazioni sui 3425 punti - in generale le borse europee perderanno all'inizio un -0.2%. La settimana é stata finora positiva e non crediamo che debba finire male. Ci aspettiamo di conseguenza che le borse europee chiudano oggi praticamente in pari mentre in America l'S&P500 potrebbe guadagnare una manciata di punti. Turchia permettendo...

Commento del 30 agosto

La borsa americana deve consolidare ma il rialzo non é finito - l'Europa é affaticata

Ieri gli indici azionari hanno ancora guadagnato terreno. Europa ed America hanno però mostrato due volti distinti. Eurostoxx50 (+0.25% a 3456 punti) e colleghi hanno faticato. Dopo una buona apertura sono ricaduti in negativo e solo grazie ad un buon inizio di seduta a Wall Street nel pomeriggio hanno recuperato e chiuso in guadagno e vicino al massimo giornaliero. Non hanno però migliorato il massimo di martedì e hanno unicamente recuperato le perdite del giorno precedente senza fare ulteriori progressi.
L'S&P500 (+0.57% a 2914.04 punti) é invece salito decisamente su un nuovo massimo storico con il robusto appoggio da parte del settore tecnologico (Nasdaq100 +1.19% a 7660 punti). Il movimento di rialzo in America é ora troppo esteso (RSI sopra i 70 punti e candele da giorni al di fuori del limite superiore delle Bollinger Bands) e necessita urgentemente di una pausa di consolidamento. L'impressione é però che il rialzo a corto termine non é finito. Manca euforia e/o un'accelerazione per esaurire la spinta. Il fatto però che ieri siano stati i soliti nomi (Apple +1.49%, Amazon +3.38%) a trascinare il rialzo ci dice che sono solo ormai soprattutto i piccoli investitori retail a comperare - la partecipazione é in generale mediocre - a corto termine il rialzo é praticamente finito - confermiamo l'obiettivo a 2920-2930 punti indicato ieri.
L'Eurostoxx50 (+0.25% a 3456 punti) ha aperto in pari a 3448 punti. La mattina é sceso a 3438 punti di minimo e solo nel pomeriggio ha recuperato. Grazie ad un balzo di 18 punti dell'S&P500 su un nuovo massimo storico la sera l'Eurostoxx50 é riuscito a chiudere sul massimo giornaliero e con un modesto guadagno. L'indice ha recuperato la perdita di martedì - una prestazione deludente se paragonata a quella degli Stati Uniti. L'Europa si ferma mentre Wall Street prosegue la sua corsa - é una situazione già vista quest'anno e che é sfociata in una importante correzione. L'indice delle banche SX7E (+0.36% a 106.70 punti) ha fatto il suo dovere e nulla più.
Il cambio EUR/USD é lievitato a 1.1700. Dove sono i guru che prevedevano quest'anno un cambio a 1 e giubilavano quando la crisi turca ha provocato un fugace vuoto d'aria fino a 1.13? Ci piacerebbe sapere ora la loro opinione. La nostra é conosciuta - uscire dal range 1.15-1.18 sarà difficile e a breve impossibile.
Il DAX (+0.27% a 12561 punti) ha guadagnato 34 punti ma ha deluso. Mentre la borsa americana si involava il DAX marciava sul posto - ha chiuso ieri sera sul livello d'apertura. Le borse europee con il DAX in testa continuano a sottoperformare rispetto all'America e la tendenza di fondo é neutra. Appena a Wall Street si profilerà una correzione le borse europee si tufferanno. A breve il DAX può ancora salire fin verso i 12800 punti. L'alternativa é che l'indice si fermi sui 12600 punti e cominci a correggere già da questo livello.
Il FTSE MIB (+0.68% a 20760 punti) ha avuto una buona giornata ma questa prestazione sembra casuale e non basta a compensare la perdita di martedì (-0.85%). 

Di tutt'altro tono é stata la seduta a Wall Street. Chi come noi si aspettava che i 2900 punti di S&P500 fossero un ostacolo che potesse essere superato solo dopo un certo lavoro si é sbagliato. L'S&P500 ha aperto a 2899 punti e dopo una breve esitazione e una discesa a 2898 punti di minimo é ripartito con decisione al rialzo. Per le 17.30 e la chiusura in Europa ha raggiunto i 2915 punti. Poi, come nelle precedenti sedute, si é limitato a oscillare in pochi punti con modesti volumi. Si é mosso tra i 2910 ed i 2916.50 (nuovo record storico) punti e ha chiuso a 2914.04 punti. La RSI giornaliera é a 71.79 punti - il limite superiore delle BB scorre a 2904 punti - l'indice é ipercomperato. Il Nasdaq100 (+1.19% a 7660 punti) si é comportato in maniera simile e ha trascinato i listini con una netta sovraperformance. Ha toccato un nuovo record a 7762 punti - la RSI é a 71.66 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4414 su 2527, NH/NL a 697 su 220 (i nuovi massimi a 30 giorni sono decisamente troppo pochi!) e volume relativo a 0.85 (i volumi di titoli trattati sono deludenti). La volatilità VIX é scesa a 12.25 punti (-0.25). Per il terzo giorno consecutivo la CBOE Equity put/call ratio (0.55) é rimasta sotto i 0.60 ma non é scesa sotto i 0.50 come speravamo. La costellazione tecnica favorisce ora una pausa di consolidamento. Manca però ancora una spinta di esaurimento.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha guadagnato il +0.11% - Shanghai perde il -0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2911 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3448 punti. Da giorni l'Eurostoxx50 balla intorno ai 3450 punti e anche oggi non dovrebbe allontanarsi di molto da questo livello.

Commento del 29 agosto

I 2900 punti bloccano il rialzo dell'S&P500 e dell'Europa - consolidamento o correzione ?

Ieri il rialzo delle borse si é bloccato. Per le borse europee questo ha significato una seduta leggermente negativa dopo nuovi massimi marginali di periodo. In America invece l'S&P500 (+0.03% a 2897.52 punti) ha toccato un nuovo record storico a 2903.77 punti e ha chiuso senza sostanziali variazioni. Non si può ancora dire se le borse stanno solo consolidando prima di continuare il rialzo o se stanno preparando una correzione minore. Gli indicatori non danno nessun segnale di vendita e non mostrano significative divergenze. Possiamo (e dobbiamo) però fare delle ipotesi paragonando la costellazione tecnica attuale con esempi del passato. Considerando gli sbalzi nel momentum, la scarsa partecipazione e la mancanza di euforia a livello di sentiment crediamo che l'S&P500 debba ancora salire 20 - 30 punti prima di essere maturo per una correzione. Non sembra che la borsa americana voglia ripetere il rally di gennaio poiché il Money Flow é irregolare.
Facciamo fatica a conciliare alcuni fattori. Il FTSE MIB (-0.85% a 20620 punti) é pronto per inabissarsi malgrado che a breve sembra ancora in grado di difendere il minimo annuale a 20236 punti. Se la borsa italiana a settembre va a picco significa che in Europa ci sarà una crisi - in questo caso é improbabile che l'Eurostoxx50 possa salire. Se le prospettive a medio termine in Europa sono negative é possibile che il rialzo in America prosegua senza importanti correzioni? Difficile. A questo punto é probabile che a settembre ci sia una correzione più importante che rispettando gli aspetti stagionali duri fino a metà ottobre. Meglio essere prudenti.
Sul grafico dell'Eurostoxx50 (-0.24% a 3447 punti) ieri é apparsa la prima candela rossa da giorni dopo che l'indice ha toccato un nuovo massimo di periodo a 3463 punti. L'Eurostoxx50 ha perso 9 punti. Il rialzo si é fermato perché l'S&P500 si é bloccato a ridosso dei 2900 punti. La perdita é stata causata del calo delle azioni delle banche (SX7E -0.91% a 106.32 punti) e dalla debolezza della borsa italiana (FTSE MIB -0.85%). No comment - i soliti e conosciuti problemi permangono.
Il DAX (-0.09% a 12527 punti) la mattina ha toccato un nuovo massimo di periodo a 12597 punti. Poi si é fermato, é ricaduto e ha chiuso in negativo e sotto il livello d'apertura. Sul grafico appare la prima candela rossa da giorni. Anche il DAX ha cominciato a consolidare a causa del fatto che l'S&P500 si é fermato a ridosso dei 2900 punti. Non si può ancora dire se l'indice farà una semplice pausa nel rialzo e se farà una correzione minore fino ai 12400 punti.
La borsa italiana ha avuto un'altra seduta deludente durante la quale il FTSE MIB (-0.85% a 20620 punti) ha sottoperformato il resto dell'Europa e ha perso 177 punti. La tendenza a medio termine é al ribasso e un nuovo minimo annuale é solo una questione di tempo.
L'unico aspetto positivo é che la spinta di ribasso che farà cadere il FTSE MIB sotto i 20250 punti non sembra imminente.

Ieri l'S&P500 ha nuovamente aperto in gap up a 2902 punti. L'indice é salito fino al nuovo massimo storico a 2903.77 punti ma poi é ricaduto e verso le 18.00 ha toccato il minimo giornaliero a 2893 punti. In seguito si é mosso intorno ai 2898 punti e ha chiuso praticamente invariato a 2897.52 punti. Il Nasdaq100 si é comportato in maniera simile - ha toccato un nuovo record storico a 7588 punti e ha chiuso a 7570 punti (+0.15%). La seduta al NYSE é stata leggermente negativa (strano considerando che il Russell2000 (+0.02%) non si é mosso) con A/D a 3173 su 3771, NH/NL a 604 su 215 (pericoloso deterioramento) e volume relativo a 0.8 (deludente! - i volumi non confermano la rottura al rialzo). La volatilità VIX é salita a 12.50 punti (+0.34) mentre la CBOE Equity put/call ratio (0.53) non é scesa sotto i 0.50 come speravamo. Insomma - il motore del rialzo della borsa americana balzella e perde giri ma riesce ancora a far fare progressi agli indici azionari. Manca ancora quella euforia necessaria per un massimo significativo. Il limite superiore delle BB é a 2895 punti. L'impressione é che ci possono ancora essere alcune sedute di modesti rialzi prima di una correzione. I dettagli verranno decisi dagli avvenimenti. Sarà una notizia negativa a scatenare le vendite.

Stamattina non appare nulla di nuovo. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei +0.2%, Shanghai -0.3%). Il future sull'S&P500 sale a 2904 punti (+5 punti). È ancora troppo presto (07.30) per avere indicazioni precise sull'Eurostoxx50. Stimiamo però che l'indice aprirà alle 09.00 sui 3454 punti. Le premesse sono per una seduta in trading range. L'esito finale é incerto. Pensiamo che la seduta possa essere positiva ma difficilmente l'Eurostoxx50 guadagnerà più di un +0.3%.

Commento del 28 agosto

Anche il Nasdaq100 partecipa alla festa - momentum in aumento

Le borse hanno iniziato la settimana con un'altra seduta positiva. In Europa i maggiori indici azionari hanno fatto registrare nuovi massimi di periodo nettamente sopra i nostri obiettivi originali per un rimbalzo. Questo significa che il rialzo a corto termine continua e per il momento non siamo in grado di dire quando e dove si fermerà - dipende dall'America. A Wall Street l'S&P500 (+0.77% a 2896.74 punti) ha toccato un nuovo record storico a 2898.25 punti ed é già arrivato a ridosso del prossimo obiettivo a 2900 punti. Qui c'é una resistenza data dalla linea di trend ascendente (vedi video) - inoltre l'S&P500 si trova ora sopra il limite superiore delle Bollinger Bands a 2887 punti - di conseguenza molti si aspettano che ora il rialzo faccia un'altra pausa e ci sia un consolidamento o una correzione intermedia. Attenzione però che questa correzione non sembra necessaria - ieri il Nasdaq100 (+0.98% a 7559 punti) ha raggiunto un nuovo massimo storico. Almeno fino ai 7600 punti ha via libera. La tecnologia sembra riprendere la leadership e con il sostegno dei semiconduttori (SOX +1.57%) può nuovamente trascinare Wall Street al rialzo. Il momentum sull'S&P500 é in aumento come se improvvisamente stessero affluendo capitali freschi sul mercato azionario. Di conseguenza é molto probabile che l'S&P500 continui la sua corsa e che ci sia almeno un balzo sopra i 2900 punti. A livello di sentiment vediamo strasbordante ottimismo ma manca ancora quell'euforia necessaria per un massimo significativo sull'S&P500 e un'inversione di tendenza. Molti shortisti, che erano convinti che l'oscillazione tra i 2800 ed i 2860 punti sarebbe continuata ancora per settimane, sono in difficoltà e devono coprire - questo potrebbe impedire a breve sensibili correzioni.

L'Eurostoxx50 ha trascoso gran parte della giornata sui 3440 punti. Solo sul finale ha seguito New York ed é ancora salito a 3456 punti (+0.83%). Le analogie tra la situazione attuale e quella di inizio luglio si moltiplicano. L'Eurostoxx50 non mostra segni di stanchezza e "tallona" la borsa americana. Preferiamo ora attendere segnali di un massimo imminente prima di prevedere l'inizio di una correzione. A luglio l'Eurostoxx50 aveva avuto un consolidamento a partire dai 3475 punti prima di continuare a salire - meglio non escludere questa eventualità molto bullish visto che l'indice non é ancora ipercomperato e teoricamente ha spazio verso l'alto. L'indice delle banche SX7E (+0.65% a 107.30 punti) fatica in fondo al plotone ma segue.
Il DAX (+1.16% a 12538 punti) si é comportato in maniera simile e ha dato una dimostrazione di forza. Ha guadagnato 143 punti e ha chiuso ieri sera sul massimo e sopra la MM a 50 giorni. Pensavamo che si fermasse almeno a 12500 punti ed evidentemente ci siamo sbagliati. Ora é meglio stare a guardare prima di tentare di prevedere una correzione. I volumi di titoli trattati sono bassi e in calo ma la tendenza é evidente e non và combattuta malgrado questa divergenza a livello di partecipazione. Da come si mettono le cose il DAX potrebbe salire senza pause fino ai 12800 punti.
Solo la borsa italiana é ancora a corto d'ossigeno. Ieri il FTSE MIB (+0.27% a 20797 punti) ha guadagnato 55 punti ma c'é poco da rallegrarsi. L'indice ha trascorso gran parte della giornata in negativo e solo  la sera, quando ormai tutto era al rialzo é riuscito a riemergere. Ha però ancora una volta mostrato debolezza relativa poiché percentualmente ha perso terreno in relazione all'Eurostoxx50 (+0.83%). Il FTSE MIB é il grande malato d'Europa. Starà a galla fino a quando prosegue il rialzo di corto termine trascinato da Wall Street ma poi si inabisserà. Pensiamo che questo avverrà già nel mese di settembre. Ripetiamo che a breve può rimbalzare fino ai 21250 punti.

A Wall Street il rialzo é continuato sullo slancio fornito dal discorso di Jerome Powell a Jackon Hole. A questo si é aggiunta ieri la notizia che Stati Uniti e Messico sono pronti a siglare un nuovo accordo commerciale. In realtà si tratta di un'altro bluff di Donald Trump poiché le novità di rilievo sono poche. Il vecchio accordo NAFTA che comprende anche il Canada vale ancora e non é ancora stato annullato dal Congresso. Un mercato al rialzo é però sembra incline ad onorare notizie positive e ignorare quelle negative.
L'S&P500 ha così aperto in gap up a 2889 punti, é brevemente sceso a 2887 punti ed é poi salito a 2895 punti verso le 16.30. In seguito, come venerdì, non é più successo nulla. L'indice si é mosso tra i 2891 ed i 2898 punti ed ha chiuso a 2896.74 punti (+0.77%). Il gap é rimasto aperto e sembra accelerazione e non esaurimento. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4410 su 2580, NH/NL a 860 su 177 (migliora ma non é ancora ottimale) e volume relativo a 0.9. I dati sono buoni ma non eccezionali - per questo non pensiamo che si tratti di un'accelerazione di tipo esaustivo. La volatilità VIX é salita a 12.16 punti (+0.17) mentre la CBOE Equity put/call ratio é a 0.53. Attendiamo una p/c ratio sotto i 0.50 per poter annunciare l'imminenza di una correzione (minore).
Riassumendo il rialzo domina e per il momento malgrado gli eccessi non esiste nessuna ragione per tentare di opporsi aprendo posizioni short. Fondamentalmente il mercato azionario americano é oscenamente caro ma fino a quando il circolo virtuoso continua é improbabile si formino le premesse per un ribasso.

Stamattina prevalgono ancora i segnali positivi malgrado che il future sull'S&P500 (2898 punti , +1 punto) mostri rispetto di fronte alla barriera dei 2900 punti. Il Nikkei ha guadagnato il +0.10% - Shanghai al momento é in calo del -0.2%. L'Eurostoxx50 vale ora 3460 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Probabilmente si fermeranno in attesa di capire le intenzioni degli americani.

Aggiornamento del 27 agosto

Jerome Powell a Jackson Hole promette stabilità e rassicura gli investitori

Venerdì sera Jerome Powell ha tenuto il suo atteso discorso a Jackson Hole. Il responsabile della FED ha ripetuto i principi che guidano l'attuale politica monetaria americana - la crescita economica deve essere accompagata da un graduale aumento dei tassi d'interesse e da un lento ritorno alla normalità attraverso una regolare riduzione della somma di bilancio della Banca Centrale. Questa affermazioni non contengono nulla di nuovo ma hanno servito allo scopo di rassicurare gli investitori. In fondo con questa politica monetaria, economia e borsa si sono finora sviluppate in maniera positiva e questo dovrebbe proseguire anche nel futuro. Questa promessa di continuità ha permesso la salita della borsa americana venerdì sera su un nuovo massimo storico e provoca stamattina un ulteriore balzo del future sull'S&P500 a 2882 punti (+6 punti).
Naturalmente anche le borse asiatiche e quelle europee rispondono in maniera positiva. Il Nikkei ha guadagnato il +0.92% - Shanghai sale del +1.7%. L'Eurostoxx50 vale ora 3444 punti (+17 punti, ca. +0.5%) - il DAX veleggia sui 12460 punti. Evidentemente le borse hanno voglia di salire e per ora non siamo in grado di dire quando e dove termineranno la loro corsa. Le prossime evidenti resistenze su Eurostoxx50 e DAX si trovano rispettivamente a 3450 e 12500 punti. Sullo slancio questi obiettivi verranno probabilmente raggiunti stamattina. È difficile che oggi le borse europee possano fare meglio.

Commento del 25-26 agosto

Nuovo record storico dell'S&P500 a 2876.16 punti - rialzo debole ma ancora dominante

Settimana scorsa ci aspettavamo l'inizio di una correzione minore dell'S&P500 dai 2850+ punti. Ci siamo sbagliati - l'S&P500 ha superato i 2850 punti lunedì, ha toccato martedì un nuovo massimo storico a 2873 punti, ha consolidato due giorni sopra i 2850 punti e venerdì ha ricominciato a salire raggiungendo un nuovo record storico a 2876.16 punti - ha chiuso poco sotto a 2874.69 punti (+0.62%). Per fortuna ci eravamo accorti che l'S&P500 non dava segni di debolezza e in assenza di eccessi e divergenze abbiamo subito dichiarato che la pausa era probabilmente un consolidamento, che il rialzo poteva continuare e non c'erano ragioni per aprire posizioni short contro il trend dominante. In effetti la tendenza di fondo della borsa americana resta debolmente ma saldamente al rialzo con il 57.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 59.30. Come sapere un nuovo massimo é sempre una conferma che il trend é al rialzo. Per ora non abbiamo nessun segnale di eccesso che potrebbe indurci a prevedere un'imminente inversione di tendenza. L'S&P500 é 75 punti sopra la MM a 50 giorni e 152 sopra quella a 200 giorni - la RSI giornaliera é a 63.88 punti mentre quella settimanale é a 66.17 punti (sotto i 70 punti che rappresentano l'ipercomperato). Le Bollinger Bands scorrono a 2803 - 2880 punti. La volatilità VIX é scesa a 11.99 punti (-0.42) mentre la CBOE Equity put call ratio ha terminato la giornata di venerdì a 0.57. C'é la solita combinazione di (quasi) ipercomperato, (quasi) eccesso di rialzo e forte ottimismo da parte degli investitori. Nessun indicatore ha però raggiunto livelli d'allarme e l'ottimismo non é ancora euforia. Questo significa che il rialzo può continuare al piccolo trotto in direzione dei 2900 punti anche perché la tecnologia (Nasdaq100 +0.96% a 7485 punti) ha ritrovato abbastanza forza per accompagnare e sostenere il rialzo senza più essere forza trainante.
Ovviamente in questa situazione le borse europee settimana scorsa sono rimbalzate in maniera più estesa del previsto e non hanno (ancora) ricominciato a correggere. La tendenza di fondo in Europa é però neutra e aspettiamo solo un cedimento a Wall Street per poter osservare una ripresa del ribasso.
Riassumendo il rialzo in America non é forte e dinamico ma secondo quanto vediamo finora a livello tecnico può continuare. Non vediamo rischi di ribasso. Se Wall Street sale l'Europa segue a distanza.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.67% a 3427 punti
DAX                         +1.51% a 12394 punti
SMI                          +0.54% a 9051 punti
FTSE MIB                  +1.60% a 20742 punti
S&P500                    +0.86% a 2874.69 punti (nuovo massimo storico a 2876.16 punti)
Nasdaq100               +1.46% a 7485 punti

Venerdì la seduta in Europa si é svolta come preventivato. È stata una copia delle due precedenti sedute con modesti guadagni, candele bianche sui grafici e un nuovo massimo marginale di periodo. L'Eurostoxx50 é salito fino a 3436 punti e ha chiuso a 3427 punti (+0.24%). Il DAX lo ha imitato con un +0.23% a 12394 punti. Solo il FTSE MIB si é comportato meglio (+0.65% a 20742 punti) - questa lieve sovraperformance ha però unicamente permesso alla borsa italiana di avere la stessa performance settimane degli altri indici. Dal settore bancario (SX7E +0.05% a 106.61 punti) non é arrivato nessun sostegno particolare.
Malgrado la buona seduta a New York l'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva solo 3430 punti.

Tra mercoledì e giovedì ci eravamo accorti che l'S&P500 stava solo consolidando e non iniziando a correggere. Malgrado che le premesse per la seduta di venerdì fossero positive non ci aspettavamo che l'S&P500 potesse salire direttamente su un nuovo massimo storico.
L'indice ha aperto a 2865 punti e dopo una breve caduta fino ai 2862 punti é salito per le 18.00 a 2876 punti. Da questo record l'S&P500 non si é più mosso - il resto della seduta é stato surreale. Fino alla chiusura l'S&P500 si é mosso tra i 2871 ed i 2876 punti e ha chiuso a 2874.69 punti con bassi volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.75). Non si può certo dire che Wall Street ha festeggiato in nuovo massimo storico. Malgrado che anche il Nasdaq Composite (+0.86%) e il Russelll2000 (+0.50%)  siano saliti su un nuovo record storico i dati della seduta sono poco impressionanti : A/D a 4836 su 2072, NH/NL a 579 su 195 (martedì il rapporto era migliore!) e volume relativo a 0.75. La partecipazione al rialzo é mediocre ma gli indici continuano a salire e questo é l'importante.
Al momento non abbiamo niente che indichi la presenza o l'imminenza di un massimo significativo. Malgrado che la borsa americana sia decisamente sopravvalutata la liquidità in USD continua ad affliuire verso Wall Street e defluire dalle economie emergenti. La riforma fiscale di Trump favorisce gli acquisti di azioni proprie da parte delle Corporations americane che stanno facendo rientrare negli Stati Uniti gli utili parcheggiati all'estero. Finora in mancanza d'alternative e con dati economici che garantiscono crescita economica ancora almeno fino alla fine del 2019 questo circolo virtuoso sembra inarrestabile.

Commento del 24 agosto

Borse ferme ed indicatori incerti o neutri - solo il FTSE MIB punta verso il basso

Ieri le borse si sono mosse in pochi punti e hanno terminato la giornata con insignificanti variazioni. Gli indici più importanti hanno leggermente perso ma questo sembra casuale e non ha fornito nessun segnale tecnico o spunto di analisi. Nel breve le borse sono semplicemente ferme in attesa di impulsi.
L'Eurostoxx50 (-0.03% a 3419 punti) ha svolto una seduta in trading range. Si é mosso in soli 14 punti e ha chiuso praticamente invariato e 3 punti sopra il minimo. La minuscola candela sul grafico si vede appena. Tecnicamente non c'é nulla di nuovo da dire. L'Eurostoxx50 si é fermato sull'obiettivo (3400-3425 punti) ma non sappiamo ancora se sta accumulando o distribuendo. Dovendo scommettere punteremo sul ribasso ma sappiamo benissimo che per questo c'é bisogno la collaborazione di Wall Street. Le banche (SX7E -0.34% a 106.56 punti) non bastano. Il DAX (-0.16% a 12363 punti) si trova nella stessa situazione. Mercoledì si é mosso poco. Ieri non si é mosso per niente. Tecnicamente non c'é nulla di nuovo. Attendiamo segnali chiari da Wall Street che sembra toppish ma non molla. L'unico indice veramente debole e in un trend ribassista é il FTSE MIB (-0.44% 20608 punti). Ieri ha ripetuto la seduta di mercoledì. Ha perso 91 punti mentre l'Eurostoxx50 non si é mosso. Non possiamo che ripetere quanto già scritto nei giorni precedenti. A breve potrebbe ancora esserci una reazione emozionale e un rimbalzo aiutato dall'ipervenduto come quello di martedì. A medio termine però un nuovo minimo annuale é inevitabile. Vi ricordiamo che nel commento tecnico dell'11-12 agosto abbiamo indicato un obiettivo a medio termine a 17500-18000 punti. Lo spread sui titoli di Stato continua a lievitare insieme ai commenti negativi della stampa internazionale sulla politica economica del governo. Chi ha una montagna di debiti e non ha la facoltà di stampare moneta dovrebbe proccuparsi dell'opinione degli investitori che in una maniera o nell'altra devono essere invogliati a comperare BTP per finanziare il debito statale. Se la domanda non compensa l'offerta il prezzo sale - in questo caso si tratta del tasso d'interesse. L'Italia non può permetterselo.
Anche a New York é successo poco o niente. L'S&P500 (-0.17% a 2856.98 punti) é sceso fino ai 2854 punti - due punti sotto il minimo di mercoledì. Non ha però attaccato il primo supporto a 2850 punti ma ha chiuso 3 punti sopra il minimo. Si é mosso in soli 14 punti con modesti volumi e l'impressione finora é che stia consolidando e preparando un'altra spinta di rialzo.
L'S&P500 ha aperto a 2860 punti, é salito fino ai 2868 punti di massimo e caduto fino ai 2854 punti di minimo - tutto questo per le 17.30. In seguito é oscillato intorno ai 2858 punti e ha chiuso a 2857 punti. La seconda parte della giornata é stata una noia totale con il mercato praticamente immobile. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2317 su 4649, NH/NL a 482 su 224 e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é salita a 12.41 punti (+0.16) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61 (neutro). L'S&P500 si sta comodamente muovendo all'interno delle Bollinger Bands (2802-2875 punti) che salgono leggermente. Ieri il Nasdaq100 (-0.14% a 7413 punti) non ha fornito nessun impulso - é rimasto però sopra i 7400 punti.

Anche oggi le borse europee ed americana non sembrano aver voglia di muoversi. Malgrado i guadagni in Asia (Nikkei +0.82%, Shanghai finora +0.5%) il future sull'S&P500 reagisce con solo un +3 punti a 2861 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3423 punti (+4 punti) - le borse europee apriranno con guadagni del +0.1%/+0.2%. Visto che oggi é venerdì e finora la settimana é stata positiva cercheranno stamattina di salire più in alto - non andranno lontano.
Durante il fine settimana sono assente - il commento tecnico verrà pubblicato domenica in serata.

Commento del 23 agosto

Le borse si fermano in attesa della prossima tendenza - l'America sembra non voler correggere

Ieri abbiamo avuto una seduta interlocutoria. Le borse europee hanno continuato il rimbalzo (Eurostoxx50 +0.25% a 3420 punti) malgrado che sono già riapparse sacche di debolezza (FTSE MIB -0.40% a 20699 punti). Per lo meno sui grafici dei maggiori indici azionari europei appaiono candela bianche (chiusura sopra il livello d'apertura) con massimi ascendenti - questo significa che predominano ancora, ma di poco, gli acquisti. A fine giornata però i progressi sono stati microscopici come mostra in maniera esemplare il DAX tedesco (+0.01% a 12385 punti). In America l'S&P500 (-0.04% a 2861.82 punti) ha marciato sul posto senza fornire segnali particolari. Il Nasdaq100 (+0.37% a 7424 punti) é però tornato sopra i 7400 punti e questo mette un grosso punto di domanda di fianco all'ipotesi della correzione minore trascinata dalla tecnologia. Insomma la seduta di  ieri ha fatto insorgere più dubbi che certezze. Non possiamo escludere la possibilità che il rimbalzo in Europa continui insieme al debole rialzo in America. Speriamo nelle prossime due sedute di avere chiarezza.
L'Eurostoxx50 (+0.25% a 3420 punti) ha guadagnato altri 9 punti ma é rimasto sotto i 3425 punti. La candela bianca sul grafico e il nuovo massimo di periodo a 3429 punti ci dicono però che il rimbalzo non é ancora finito. Vediamo forti analogie tra la situazione attuale e quella di inizio luglio. La differenza sostanziale é la situazione tecnica dell'S&P500 che dovrebbe correggere - questo dovrebbe obbligare anche l'Europa a scendere. Nell'incertezza é però meglio attendere per aprire posizioni short. Non c'é nessun indicatore in posizione estrema che suggerisca l'arrivo di una nuova ondata di vendite. Negli ultimi 12 mesi l'Eurostoxx50 ha perso il -0.49% - in pratica da mesi non sta andando da nessuna parte. Le MM in calo ci dicono però che al momento prevale una leggera tendenza ribassista. Il settore bancario (SX7E +0.14% a 106.92 punti) non ha fornito spunti particolari.
Il DAX (+0.01% a 12385 punti) si é fermato con volumi in aumento. Malgrado la candela bianca sul grafico e il nuovo massimo marginale l'impressione é che il rimbalzo é praticamente concluso. Ora ci sarà una fase di distribuzione prima della prossima spinta di ribasso. Ripetiamo però che é meglio attendere segnali chiari da Wall Street prima di aprire posizioni short.
Abbiamo l'impressione che il rimbalzo del FTSE MIB (-0.40% a 20699 punti) é già finito. Il FTSE MIB é salito ancora la mattina ma dalle 13.30 é solamente sceso con lievi reazioni tecniche. Lo spread torna a salire e il FTSE MIB a sottoperformare. Evidentemente agli investitori non piacciono i programmi del nuovo governo che vuole rilanciare la crescita economica tramite l'aumento del debito. In America funziona - in Italia no perché mancano una forte economia pronta ad investire e una banca centrale indipendente. Non bisogna prendersela se gli investitori internazionali preferiscono abbandonare il mercato azionario e non comperare obbligazioni di Stato a 10 anni che rendono solo il 3.06%. A breve il rimbalzo del FTSE MIB ha ancora un certo potenziale grafico. Forse risale fino ai 21250 punti. A medio termine bisogna prepararsi ad un nuovo minimo annuale. La nostra previsione negativa non cambia - anzi si rafforza in ogni occasione.
L'S&P500 (-0.04% a 2861.82 punti) ha marciato sul posto. Si é mosso in soli 11 punti con modesti volumi di titoli trattati. L'indice ha chiuso leggermente sotto i precedenti massimi di inizio agosto (2862-2863 punti) ma questa rottura non é certamente sufficiente per dichiarare l'inizio di una correzione. Al contrario il ritorno del Nasdaq100 (+0.37% a 7424 punti) sopra i 7400 punti fa momentaneamente sfumare l'ipotesi di una correzione provocata dalla tecnologia. In un mercato senza evidenti debolezze e senza segnali di vendita bisogna partire dal principio che il rialzo può continuare malgrado gli eccessi. Questo ultimi possono essere riassorbiti tramite un semplice consolidamento ad alto livello.
L'S&P500 ha aperto a 2860 punti e all'inizio é sceso a 2856 punti di minimo. Dopo é risalito e ha raggiunto alle 17.40 i 2867 punti di massimo. Poi é semplicemente oscillato nel range e ha chiuso a 2862 punti. La pubblicazione alle 20.00 del protocollo dell'ultima seduta della FED ha provocato una certa volatilità ma nulla più. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3946 su 2988, NH/NL a 518 su 165 (debole partecipazione) e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é scesa a 12.25 punti (-0.61) - la CBOE Equity put/call ratio é ancora bassa (0.60) ma non raggiunge quei valori estremi (0.50) che normalmente segnalano l'imminenza di un'ondata di vendite.
Insomma - chi nella giornata di ieri ha cercato segnali per l'inizio di una correzione minore non ha trovato nulla. Wall Street ha però ignorato le polemiche che circondano il presidente Trump in relazione a due pagamenti per assicurare il silenzio di sue presunte amanti e questo é un segnale di stabilità.

Stamattina regna la calma. Il Nikkei ha guadagnato il +0.25% - Shanghai sta salendo del +0.6%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2861 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3419 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Ci aspettiamo purtroppo una ripetizione della seduta di ieri.
Oggi inizia il simposio della FED del Kansas a Jackson Hole. I responsabili delle politiche monetarie di mezzo mondo si riuniscono per discutere la situazione economica. Vedremo se traspariranno notizie in grado di muovere i mercati. Ne dubitiamo.

Commento del 22 agosto

Nuovi massimi storici marginali di S&P500, DJ Transportation e Russell2000 - ora inizia un'altra correzione minore

Ieri le borse europee hanno avuto un'altra seduta positiva e hanno esteso il rimbalzo. Invece che fermarsi a 3400 punti l'Eurostoxx50 ha scelto la variante di una salita fino ai 3425 punti (massimo giornaliero a 3424 punti) prima di sgonfiarsi e chiudere a 3411 punti (+0.53%). Questa variante non era la nostra favorita ma era la logica conseguenza del fatto che l'S&P500 (+0.21% a 2862.96 punti) é salito a migliorare il massimo storico di gennaio a 2872 punti prima di iniziare l'ulteriore attesa correzione minore. La reazione delle borse europee é stata anche leggermente più forte del previsto poiché abbiamo sottovalutato la forza del rimbalzo del cambio EUR/USD dal minimo di settimana scorsa a 1.13. Nel commento dell'11-12 agosto avevamo previsto un rapido ritorno nel range 1.15-18 ma poi ci eravamo limitati a pronosticare un recupero a 1.15. Invece già ieri il cambio é risalito a 1.16 e si é stabilizzato stamattina a 1.1570. Questa violenta reazione ha provocato un effetto a catena. I tassi d'interessi in Europa sono tornati a salire permettendo un forte rimbalzo dei titoli bancari (SX7E +1.45% a 106.77 punti). Ne ha approfittato la borsa italiana dove il FTSE MIB in ipervenduto é risalito a 20783 punti (+1.53%). Vedete che spesso é difficile determinare obiettivi precisi poiché basta poco ed un logico effetto di correlazione per spostare gli equilibri. Nella sostanza però non cambia nulla. Le borse europee sono solo rimbalzate mentre la borsa americana ha confermato il debole ma tuttora dominante rialzo di fondo con dei nuovi massimi storici.
In linea di massima ci aspettiamo ora una correzione minore dell'S&P500 fino ai 2800 punti. Questo non dovrebbe obbligare le borse europee a scendere su nuovi minimi annuali poiché il rimbalzo degli ultimi giorni é stato più forte di quanto inizialmente previsto. Nei prossimi giorni l'Europa potrebbe recuperare parte del distacco accumulato nelle ultime settimane nei riguardi dell'America. Il risultato é che dovremmo avere ora un periodo di circa un mese di borse senza direzione. Ne riparliamo nell'analisi del fine settimana. Questo scenario dipende dal comportamento dell'USD e qui non abbiamo ancora le idee in chiaro. I 95 punti di USD Index sono un livello importante e non sappiamo ancora se questo supporto reggerà.

Da giorni ci perseguitava la domanda se l'S&P500 avrebbe tentato di migliorare il massimo storico di gennaio a 2872 punti prima di ricominciare a correggere. Ieri abbiamo avuto la risposta. In un colpo l'S&P500 ha superato i precedenti massimi di inizio agosto a 2862 e 2863 punti, ha raggiunto i 2872 punti e sullo slancio é salito fino ad un nuovo massimo storico marginale a 2873.23 punti. Poi, sfiancato, é ricaduto a 2862.96 punti (+0.21%). Questo nuovo record storico é stato confermato da ulteriori massimi storici del Russell2000 (+1.48%) e DJ Transportation (+1.86%). Invece ha nuovamente frenato la tecnologia. Il Nasdaq100 (+0.35% a 7397 punti) é rimasto sotto la resistenza a 7400 punti e probabilmente si appresta a condurre la prossima correzione.
L'S&P500 ha aperto a 2862 punti ed é inizialmente salito a 2868 punti fissando l'esito finale della seduta. Dopo una discesa a 2863 punti (17.20) in concomitanza con la chiusura in Europa l'indice é salito con decisione e ha toccato a metà seduta (19.00) il nuovo record storico a 2873.23 punti. Poi é ricaduto senza più reagire fino ai 2863 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4847 su 2211, NH/NL a 779 su 171 (debole e deludente aumento dei nuovi massimi a 30 giorni) e volume relativo a 0.9 (solo?). La volatilità VIX é salita (!) a 12.86 punti (+0.37) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta bassa a 0.58. La borsa non ha festeggiato questo record che é stato raggiunto con scarsa partecipazione. Il nuovo massimo non ha scatenato ulteriori acquisti - ha invece motivato le prese di beneficio. La tendenza di fondo é debolmente al rialzo - l'S&P500 ha però impiegato 7 mesi per superare di 1 punto il precedente massimo di gennaio. Il bordo superiore delle BB a 2871 punti é stato sufficiente per respingere l'indice verso il basso. Le BB non sono una resistenza ma solo una banda statistica entro la quale si muove un valore con una probabilità più o meno alta in relazione al periodo scelto. Le BB contengono i movimenti dell'S&P500 se questi non sono forti e dinamici - in caso contrario l'S&P500 buca le bande che sono poi costrette a seguire. Nel caso specifico ne deduciamo che l'S&P500 non vuole accelerare al rialzo ma solo apprezzarsi lentamente nel tempo. Ora si é staccato in maniera eccessiva dalle MM a 200 e 50 giorni in fiacca crescita e quindi deve probabilmente ridiscendere.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha guadagnato il +0.58% - Shanghai sta perdendo il -0.6%. Il future sull'S&P500 scende a 2853 punti (-9 punti) - l'indice sembra voler continuare la correzione iniziata ieri dai 2873 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3404 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Non vediamo nulla in grado di giustificare un'ondata di vendite e di conseguenza ci aspettiamo stasera una chiusura sui livelli d'apertura. Il rimbalzo delle borse europee dovrebbe essere finito ma ci vuole un motivo per tornare a vendere. In mancanza di una valida ragione si fermano a distribuire...

Commento del 21 agosto

L'Europa e l'EUR rimbalzano - l'S&P500 é già in perdita di momentum frenato dalla tecnologia

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta positiva. Una reazione logica e quasi necessaria considerando il distacco che si era ormai creato tra Europa e Stati Uniti. Probabilmente si é però solo trattato di un rimbalzo tecnico - le caratteristiche del movimento e i modesti volumi di titoli trattati puntano almeno in questa direzione. Avevamo previsto che l'Eurostoxx50 (+0.61% a 3393 punti) poteva risalire al massimo fino ai 3400 punti. Ieri ha toccato un massimo a 3405 punti e poi é ricaduto una decina di punti ed ha chiuso. I problemi strutturali persistono - la borsa italiana (FTSE MIB +0.27% a 20471 punti) ha ancora mostrato debolezza relativa e l'indice delle banche SX7E (+0.10% a 105.24 punti) arranca in fondo al plotone. Non siamo sicuri che il rimbalzo dell'Eurostoxx50 si fermerà qui perché esiste la possibilità che l'S&P500 (+0.24% a 2857.05 punti) salga ancora a testare il massimo annuale a 2872 punti. In questo caso l'Eurostoxx50 potrebbe tornare sui 3425 punti. In seguito ci aspettiamo però un altro serio attacco al supporto a 3350 punti.
Il cambio EUR/USD lievita stamattina a 1.1530. Il rimbalzo dal minimo annuale a 1.13 doveva far risalire il cambio almeno a 1.15. Se il cambio sale anche l'Eurostoxx50 potrebbe ancora guadagnare qualche punto.
Dopo tre settimane di calo il DAX (+0.99% a 12331 punti) ha iniziato la settimana con un balzo di 120 punti. La reazione é stata favorita da una situazione di eccesso di ribasso e dall'ammorbidirsi della crisi turca. I bassi volumi di titoli trattati incitano però alla prudenza. Fino a dove potrebbe risalire a corto il DAX? Molto dipende dal comportamento dell'S&P500 - esiste la possibilità che l'S&P500 dagli attuali 2858 punti cerchi ancora di migliorare il massimo storico a 2872 punti. In questo caso il DAX potrebbe estendere il rimbalzo fino ai 12500 punti.
La strategia operativa é semplice - chi in Europa é short a medio termine resta short e aspetta - chi ha tentato un long speculativo deve chiudere ora - per tornare short si possono aspettare alcuni giorni per avere chiarezza dall'America.

Come d'abitudine é Wall Street a dettare legge e indicare la strada da seguire. Vediamo come andata la seduta di ieri e se c'é qualcosa di nuovo. L'S&P500 (+0.61% a 2857.05 punti) ha guadagnato ancora 7 punti. L'impressione é però che sia a corto di ossigeno - se dovessimo fare una scommessa punteremo sull'ennesima correzione minore piuttosto che sulla continuazione a corto termine del rialzo e un attacco in direzione dei 2872 punti di massimo storico. In effetti ieri l'S&P500 é salito fino a quasi 2860 punti - si é però fermato prima dei precedenti massimi di agosto (2862-2863 punti) e ampiamente all'interno delle Bollinger Bands (2802-2868 punti). L'indice sembra al momento non avere la forza per salire più in alto. È bloccato dall'indebolimento del settore tecnologico - il Nasdaq100 (-0.08% a 7371 punti) non riesce più a superare i 7400 punti. A fine giugno una situazione grafica simile si era risolta con una accelerazione al rialzo. Questa volta però la partecipazione é debole e molti leaders stanno correggendo. Temiamo quindi che finalmente il Nasdaq100 corregga - il segnale verrà fornito da una rottura del supporto fornito dalla MM a 50 giorni (7285 punti). Non crediamo che la forza del settore dei trasporti (DJT +1.19% - l'indice é ad un passo dal massimo storico) basterà a compensare un cedimento della tecnologia.
L'S&P500 ha aperto con un balzo fino a 2857 punti. Fino alle 17.00 é sceso ad ondate a 2850 punti (nuovo supporto intermedio!). In seguito é lentamente salito fino al massimo a 2859.76 punti per sgonfiarsi sul finale e chiudere a 2857 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4736 su 2297, NH/NL a 673 su 286 (modesto miglioramento) e volume relativo a 0.8 (scarsi volumi). La volatilità VIX é scesa a 12.49 punti (-0.15) - la CBOE Equity put/call ratio é caduta a 0.55.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha guadagnato il +0.19% - Shanghai sta salendo del +1.3%. Il future sull'S&P500 é invariato a 2859 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3390 punti. Le borse europee aprirano praticamente invariate e la forza dell'EUR non sembra aiutarle. Le premesse sono per una seduta di pausa.

Aggiornamento del 20 agosto

Inizio di settimana tranquillo - politiche monetarie al centro dell'attenzione

Il crollo della Lira turca é una conseguenza della politica economica del governo che ha finanziato la crescita con capitali stranieri. Crediti in USD sono stati trasformati in Lire turche e sono serviti per finanziare molti progetti immobiliari e industriali a bassa produttività. Ora che la FED comincia a ridurre la sua somma di bilancio e la liquidità in USD a livello mondiale diminuisce, i capitali defluiscono dapprima dalla periferia per rientrare in investimenti in USD. Chi deve ripagare con Lire turche un debito in USD corre a comperare la moneta americana ed innesca una spirale deflattiva che é culminata settimana scorsa nel crollo. L'unico sistema per bloccare questo movimento e ristabilire la fiducia é alzare i tassi d'interesse di riferimento o chiedere aiuto e nuovi crediti al FMI in maniera da rendere nuovamente attraente la Lira turca o compensare il deflusso di liquidità con capitali freschi - purtroppo Erdogan, per questioni di prestigio e di credibilità politica, non vuole fare né uno né l'altro. Per il momento sono misure simili a stabilizzare il valore della moneta - i tassi a breve (overnight) sulla Lira turca sono raddoppiati ed il Quatar ha messo a disposizione 15 Mia di USD per sostenere il fratello mussulmano. Sul medio termine queste misure sono però inefficaci.
I disequilibri sono stati causati dalla politica economica di Erdogan - il catalizzatore della crisi é però la politica monetaria lentamente restrittiva della FED americana - probabilmente se ne riparlerà questa settimana nell'ambito della riunione a Jackson Hole. Molti analisti sono ora alla ricerca della prossima vittima - parecchi puntano il dito sulla Polonia e lo Sloty.

Stamattina i mercati finanziari sono tranquilli e poco mossi. Non ci sono novità di rilievo.
Le borse asiatiche sono in generale al rialzo con l'eccezione del Giappone (Nikkei -0.31%). Shanghai sale del +0.4%. Il future sull'S&P500 é a 2554 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3381 punti - rispetto alla chiusura di venerdì l'indice guadagna 8 punti (+0.25%). Le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Come descritto nell'analisi del fine settimana a breve l'Eurostoxx50 può salire fino ai 3400 punti. Non pensiamo che ci riesca oggi malgrado l'inizio di giornata positivo. In linea di massima ci aspettiamo che oggi gli indici si muovano poco e terminino la seduta senza sostanziali variazioni.

Commento del 18-19 agosto

Nuvole all'orizzonte per Italia ed Europa - arriva un temporale?

Settimana scorsa gli speculatori si sono nuovamente accaniti contro la Turchia. La Lira turca ha toccato il fondo lunedì 13 agosto ma sembrava che la crisi stesse convolgendo altre monete con un pericoloso effetto di contagio a macchia d'olio su numerosi Paesi emergenti con un forte deficit della bilancia dei pagamenti. Le turbolenze in borsa sono di conseguenza durate tutta la settimana - le borse europee hanno però toccato i minimi settimanali mercoledì 15 agosto quando sono stati anche raggiunti i nostri obiettivo di riferimento per questa correzione (3350 punti di Eurostoxx50 e 12140 punti di DAX). Quando i traders e gli speculatori trovano un tema lo seguono fino in fondo anche se fondamentalmente questo non é giustificato - l'importante é la psicologia e quando regna il panico tutto é possibile e i movimenti sono molto ampi e dinamici - offrono ottime possibilità di trading. Nel commento di settimana scorsa avevamo scritto che "La Lira turca non può perdere il 14% tutti i giorni e quindi un rimbalzo tecnico é imminente - questione di giorni se non di ore." In effetti il cambio EUR/TRY (cambio inverso, se sale la Lira Turca perde di valore!) é schizzato lunedì a 7.34, é ricaduto giovedì a 6.45 per terminare la settimana a 6.92.
Come avevamo facilmente previsto sulla base di precedenti osservazione e seguendo la logica, la crisi turca ha maggiormente coinvolto le borse europee e il settore bancario (SX7E -0.76% a 105.14, nuovo minimo annuale, performance settimanale del -3.90%). Invece l'America, meno toccata dal problema, ha proseguito il suo cammino con solo alcuni tentennamenti. In mezzo alle turbolenze provocate dalla crisi turca appaiono però due importanti sviluppi.
1. La borsa italiana continua ad essere debole e perde vistosamente terreno rispetto all'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (-0.53% a 20415 punti) durante la settimana ha fatto segnare regolarmente dei nuovi minimi annuali. Da maggio lo spread sui titoli di Stato tra BTP e Bund tedesco é salito da circa 125 punti base (1.25%) a 300 punti base (3%). Gli investitori internazionali sono preoccupati della situazione finanziaria dell'Italia. Perché? Ne abbiamo parlato in numerose occasione - il nuovo governo 5 Stelle / Lega ha ripetutamente indicato la sua intenzione di voler stimolare la crescita economica attraverso un aumento delle spesa pubblica. È ovvio che gli investitori internazionali si mostrino preoccupati visto il già forte indebitamento dello Stato italiano. Ora si aggiungono altri due fattori. La BCE ridurrà da settembre i suoi acquisti di titoli di Stato a 15 Mia al mese e a fine anno terminerà definitivamente queste operazioni di QE. Il mercato non sarà più manipolato ma verrà lasciato al libero gioco della domanda e dell'offerta. In questo senso l'aumento dello spread rispecchia unicamente la differenza di qualità del debitore. L'Italia non farà mai default. I tassi d'interesse sono però troppo bassi e non compensano i rischi. Gli speculatori lo sanno e stanno già giocando contro l'Italia facendo lievitare lo spread. Quando la BCE sarà fuori dal gioco il movimento potrebbe autoalimentarsi come é successo con il crollo della Lira turca. Un aumento dei tassi d'interesse avrebbe effetti disastrosi sull'economia, sul debito pubblico e sui bilanci delle banche infarciti di Titoli di Stato e di crediti inesigibili (NPL). La catastrofe costituita dal tragico crollo del ponte Morandi a Genova non ha solo causato delle vittime ma ha anche interrotto una delle più importanti vie di comunicazione sul quale scorrono le merci che affluiscono nel porto di Genova. Il governo non dovrebbe solo accanirsi nel cercare e punire i colpevoli ma dovrebbe al più presto trovare delle soluzioni per ripristinare i collegamenti. Le conseguenze negative sul PIL italiano dovrebbero essere sensibili e i mercati finanziari hanno reagito di conseguenza. Non sta a noi giudicare se questo é sciacallaggio - c'é purtroppo sempre qualcuno che sfrutta le catastrofi per fare affari o cercare di guadagnare capitale politico. La borsa rispecchia però le conseguenze economiche negative del crollo e noi dobbiamo tenerne conto. La tendenza della borsa italiana é al ribasso - l'obiettivo della correzione a 20000 punti si avvicina. Una settimana fà avevamo indicato un obiettivo a medio termine a 17500-18000 punti e nelle ultime 5 sedute il FTSE MIB ha fornito solamente conferme che questo obiettivo é realistico malgrado che a cortissimo termine l'indice é ipervenduto (RSI a 29 punti) e dovrebbe al più tardi dai 20000 punti rimbalzare in maniera sensibile e sostenibile.
2. La tecnologia in America, rappresentata dall'indice Nasdaq100, ha perso la sua leadership. Per la quarta (!) settimana consecutiva l'indice ha sottoperformato l'S&P500. Questa settimana questo efffetto é diventato evidente con l'S&P500 (+0.33% a 2850.13 punti) che ha guadagnato terreno mentre il Nasdaq100 (+0.04% a 7377 punti) é sceso sotto il supporto a 7400 punti. Da anni la tecnologia trascina il rialzo di Wall Street. Questa sua debolezza é un segno che le cose stanno cambiando? Non lo sappiamo ancora. Malgrado la seduta positiva di venerdì non cambiamo però idea. Secondo l'analisi tecnica il potenziale di rialzo a corto termine é modesto se non nullo. L'S&P500 dovrebbe settimana prossima fare un'altra correzione minore e tornare per lo meno a 2800 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.60% a 3373 punti
DAX                         -1.72% a 12210 punti
SMI                          -0.30% a 9003 punti
FTSE MIB                  -3.20% a 20415 punti (nuovo minimo annuale)
S&P500                    +0.59% a 2850.13 punti
Nasdaq100               -0.41% a 7377 punti

La seduta di venerdì é stata probabilmente condizionata dalla scadenza dei derivati di agosto.
Le borse europee hanno provato a scendere con gli indici più importanti che nel pomeriggio hanno ritestato  i minimi di mercoledì - l'Eurostoxx50 (-0.14% a 3374) é ridisceso fino ai 3354 punti, Il DAX (-0.22% a 12210 punti) é ricaduto fino ai 12135 punti. Poi però sono risalite nelle ultime ore di contrattazioni e hanno chiuso com modesti e tecnicamente insignificanti perdite. Solo il FTSE MIB (-0.53% a 20415 punti) ha fatto registrare un nuovo minimo annuale.
La borsa americana ha invece provato a salire e l'S&P500, con nostra sorpresa, é riùscito a superare i 2850 punti ed é salito fino ai 2855 punti di massimo. Sul finale é ricaduto a 2850.13 punti (+0.33) ma ha guadagnato altri 9 punti. Nel commento di venerdì mattina avevamo scritto che dai 2850 punti ci aspettavamo un'altra correzione minore fino ai 2800 punti. In linea di massima questa previsione é ancora valida. Mancano però solo 22 punti al massimo storico del 26 gennaio a 2872 punti. Basterebbe una buona notizia (tipo uno sviluppo positivo nelle trattative commerciali tra Cina e Stati Uniti) per dare la motivazione necessaria ai traders per andare a prendere il massimo storico. Le copertura di short e i buy stop risucchierebbero in questo caso l'indice verso l'alto per un nuovo massimo storico marginale prima che parta la prossima correzione minore.
La seduta di venerdì a Wall Street é stata positiva con A/D a 4674 su 2287, NH/NL a 523 su 398 (scarsa partecipazione) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 12.64 punti (-0.81) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.70. I dati sul sentiment non forniscono indicazioni valide per prevedere i prossimi movimenti dell'indice. Gli investitori restano ottimisti senza euforia.
Le Bollinger Bands sull'S&P500 scorrono a 2799-2866 punti. La tendenza di fondo della borsa americana é ancora debolmente rialzista con il 49.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percenti Index sul NYSE a 57.33. La ROC sull'S&P500 é a 0.34 (quasi neutra). In un mercato senza momentum ed importanti flussi di liquidità é poco probabile che l'S&P500 possa impennarsi sopra il bordo superiore delle BB e proseguire in seguito il rialzo. Di conseguenza pensiamo che settimana prossima dai 2850+ punti l'S&P500 debba scendere con la collaborazione del Nasdaq100 (+0.04% a 7377 punti) che mostra segni di stanchezza.
Cosa faranno nel frattempo le borse europee? Dovrebbero seguire l'America con l'effetto correttivo fornito dal cambio. Dal minimo a 1.13, venerdì sera il cambio EUR/USD é risalito a 1.1440. Avevamo previsto un rimbalzo fino a 1.15 che si sta puntualmente realizzando. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3376 punti. La buona chiusura a Wall Street e il rafforzamento dell'EUR non hanno aiutato molto l'Eurostoxx50. Pensiamo quindi che il rimbalzo potrebbe a breve far salire l'Eurostoxx50 al massimo fino ai 3400 punti. Poi le borse europee dovrebbero scendere insieme all'America. A settembre prevediamo che Eurostoxx50 e DAX cadano fino ai minimi annuali di marzo.
Tra giovedì 23 e sabato 25 agosto c'é l'incontro informale dei governatori delle Banche Centrali a Jackson Hole in America. Di conseguenza settimana prossima si ricomincerà a discutere di politica monetaria e tassi d'interesse. Vedremo se filtreranno informazioni in grado di muovere i mercati. Nel passato alcuni importanti cambiamenti sono stati annunciati nell'ambito di questo simposio.

Commento del 17 agosto

Piccole candele bianche in Europa, candela rossa sul Nasdaq100 - malgrado i guadagni prepariamoci ad ulteriori cali

Ieri le borse hanno avuto una giornata positiva - hanno tentato di dimenticare la crisi della Lira turca che negli ultimi giorni ha terminato la sua caduta ed é riuscita a recuperare un pò di terreno grazie agli sforzi delle autorità politiche e monetarie. Il rimbalzo in Europa non é stato convincente - l'Eurostoxx50 é salito a 3377 punti (+0.55%) e sui grafici appaiono delle piccole candele bianche ma considerando la performance della borsa americana le borse europee arrancano. Mercoledì l'S&P500 aveva perso un -0.76% contro il -1.48% dell'Eurostoxx50 - ieri al +0.55% dell'Eurostoxx50 l'S&P500 ha risposto con un +0.79% e stamattina le borse europee sembrano voler riprendere le contrattazioni praticamente invariate. Le piccole candele bianche sui grafici degli indici europei mostrano che durante la giornata i compratori hanno combinato ben poco - l'impressione é quella di un rimbalzo tecnico inevitabile visto che mercoledì gli indici erano scesi sugli obiettivi e supporti e obbligato considerando la buona reazione di Wall Street. Anche su altri fronti non vediamo segnali di forza. L'indice delle banche SX7E ha recuperato uno striminzito +0.25% a 105.94 punti - normalmente la reazione di questo settore, che attira traders e speculatori a causa della sua alta volatilità, é più forte e convincente. La borsa italiana, chiusa mercoledì per Ferragosto, é precipitata su un nuovo minimo annuale (FTSE MIB -1.83% a 20524 punti). Nelle due sedute l'Eurostoxx50 ha accumulato un -0.9% (-1.48% / +0.55%) - é evidente che la borsa italiana, scossa anche dal tragico crollo del ponte Morandi a Genova, ha sottoperformato e continua a mostrare debolezza relativa. Le azioni della società Atlantia, per molti responsabile della catastrofe, hanno perso il -22.26%.
Il cambio EUR/USD é rimbalzato dal minimo annuale a 1.1300 fino a 1.1380. Ha iniziato la giornata su questo livello e la sera lo abbiamo ritrovato lì. L'EUR in giornata non ha fatto progressi e non ha confermato la validità del rimbalzo delle borse. Insomma - le borse europee hanno recuperato più che altro perché la borsa americana é salita. Per sapere se questo rimbalzo ha potenziale (lo anticipiamo - crediamo di no) guardiamo cosa é successo a Wall Street e giudichiamo se il rialzo della borsa americana può continuare.

Mercoledì l'S&P500 era sceso sul supporto a 2800 punti e aveva cominciato a rimbalzare. Ieri voleva e doveva compensare la perdita di mercoledì (-0.76%). Ci é riuscito mettendo a segno un +0.79% e terminando la seduta a 2840.69 punti. Il catalizzatore del recupero sono stati i buoni risultati trimestrali del colosso delle vendite al dettaglio Wal Mart (+9.33%). Questo titolo ha provocato il balzo del Dow Jones Industrial (+1.5%) e ha aiutato l'S&P500. Notiamo però che il Nasdaq100 (+0.27% a 7374 punti), senza questo effetto, ha combinato poco. Ha ripreso solo 19 punti e la candela sul grafico é rossa a testimoniare una prevalenza delle vendite durante la giornata. L'S&P500 ha chiuso il gap di venerdì scorso salendo sul massimo giornaliero a 2850 punti - non ha però superato questo vecchio supporto intermedio. Il Nasdaq100 é rimasto sotto i 7400 punti, vecchio supporto e ora resistenza.
L'S&P500 ha aperto ha 2836 punti e dopo una breve discesa a 2835 punti di minimo é salito regolarmente fino al massimo a 2850 punti raggiunti verso le 18.15. Poi é semplicemente scivolato verso il basso fino ai 2838 punti per chiudere a 2840.69 punti (+0.79%). Durante la giornata l'indice si é mosso in soli 14 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5201 su 1812, NH/NL a 443 su 384 (deludente espansione dei nuovi massimi dai 304 di mercoledì) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 13.45 punti (-1.19). La CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.60.
Non vediamo una particolare forza d'acquisto - é stata una seduta positiva all'interno di un mercato neutro e senza particolari spunti. L'impressione é che dai 2850 punti l'S&P500 deve ridiscendere - la ragione? - perché dai 2800 punti é salito...

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Il Nikkei ha guadagnato il +0.40% - Shanghai perde il -1.0%. Il future sull'S&P500 é invariato a 2844 punti. L'Eurostoxx50 vale 3379 punti (+2 punti) - le borse europee riprenderanno le contrattazioni senza sostanziali variazioni. Oggi scadono i derivati di agosto - questo potrebbe provocare durante la giornata una certa volatilità. Per saldo pensiamo però che oggi le borse si muoveranno poco.

Commento del 16 agosto

Eurostoxx50 e DAX cadono sugli obiettivi a 3350 e 12140 punti - l'S&P500 mostra ancora forza relativa
Ora deve esserci una reazione ma la correzione non sembra finita


Ieri la correzione delle borse europee é ripresa con slancio dopo il fallito rimbalzo di martedì. Ieri i ribassisti sono tornati all'attacco e hanno fatto cadere l'Eurostoxx50 (-1.48% a 3359 punti) sul nostro obiettivo a 3350 punti (minimo giornaliero a 3349 punti). Ieri sera l'indice ha chiuso poco sopra a 3359 punti con una pesante perdita di 50 punti. L'indice é quasi ipervenduto (RSI a 32 punti) e potrebbe tentare di stabilizzarsi su questo livello. Crediamo però che in seguito scenderà piu in basso perché la correzione in America sembra prendere vigore solo adesso. I rialzisti possono consolarsi con la buona prestazione relativa dell'indice delle banche SX7E (-1.08% a 105.67 punti) - potrebbe però essere solo la conseguenza della chiusura della borsa italiana - quindi é meglio stare a guardare e non basarsi su questa divergenza positiva per tentare un long in controtendenza. I 3350 punti sono un ovvio supporto. Se da qui l'indice non rimbalza con vigore é probabile che ci debba ancora essere un tuffo fino ai 3275-3300 punti. Ieri i volumi di titoli trattati erano in aumento malgrado la giornata di festa in alcuni Paesi europei compresi parte della Svizzera e della Germania. Significa che l'ondata di vendite é stata massiccia - il ribasso gode di buona partecipazione - dei 50 titoli dell'Eurostoxx50 solo 1 ieri ha guadagnato terreno - 46 erano in perdita e 3 in pari, quelli italiani che non hanno trattato (Enel, Eni e Intesa San Paolo). Ricordiamo che Unicredit e Generali erano uscita dall'indice a settembre 2016.
Il DAX (-1.58% a 12163 punti) ha perso 195 punti e ha raggiunto il nostro obiettivo a 12140 punti (minimo a 12120 punti). In teoria l'indice non é ancora ipervenduto e non appare ancora panico (VDAX a a 20.34 punti, +2.27 / il massimo annuale é stato raggiunto a gennaio a 40 punti). Quindi non é sicuro che ieri sia stato toccato un minimo significativo. L'indice sembra voler accelerare al ribasso e pensiamo che ci debba essere ancora un ultima ondata di vendite. Meglio aspettare prima di comperare.
La continuazione della correzione delle borse non é stata una sorpresa poiché l'avevamo ampiamente prevista - la tempistica invece si - non ci aspettavamo che già ieri i ribassisti tentassero un affondo anche perché la Lira turca ha recuperato terreno. La crisi turca sembra però contagiare altre monete di Paesi con un forte deficit della bilancia dei pagamenti come l'Indonesia o l'India. Anche il dollaro di Honk Kong é sotto pressione e le autorità monetarie sono dovute intervenire. L'Argentina ha dovuto alzare i tassi d'interesse sul Peso per difendere la sua moneta da un'eccessiva svalutazione . Avevamo segnalato questo problema nelle nostre previsioni per il 2017 (!) - é sorprendente che ci siano voluti quasi 2 anni prima che questi disequilibri venissero alla superficie. La crisi della Lira turca sta contagiando le monete di altri Paesi - in generale l'USD si sta rafforzando troppo creando gravi problemi in Paesi con debiti in USD. È quindi possibile che la correzione delle borse duri più a lungo di quanto ci si poteva immaginare all'inizio. La correzione non dovrebbe però trasformarsi in ribasso. Sugli obiettivi si possono chiudere le posizioni short. È però troppo presto per andare long.

Il cambio EUR/USD é caduto ieri sera a 1.1330 - ha toccato un minimo giornaliero e nuovo minimo annuale é a 1.13 - l'obiettivo grafico a 1.12 si avvicina velocemente. Sugli 1.12 potrebbe anche concretizzarsi il minimo di questa correzione sull'Eurostoxx50 - ricordatevi la strana correlazione EUR-borse europee che sembra ancora funzionare egregiamente. Stamattina il cambio rimbalza a 1.1395 - questo significa che anche le borse europee oggi rimbalzeranno.

La seduta a New York é stata negativa e il Nasdaq100 (-1.24% a 7354 punti) ha sfondato l'importante supporto a 7400 punti. Ancora una volta però l'S&P500 (-0.76% a 2818.37 punti) ha mostrato di essere più forte dell'Europa. Ha contenuto le perdite, ha chiuso 16 punti sopra il minimo giornaliero e ha difeso in maniera convincente il supporto a 2800 punti. Dobbiamo prendere in considerazione la possibilità che l'S&P500 riprenda il rialzo dai 2800+ e che non completi la correzione con una discesa sull'obiettivo teorico a 2750-2780 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2821 punti e all'inizio é risalito a 2826 punti (minimo di martedì !). Poi per le 17.00 é sceso sul minimo a 2802 punti. Senza attaccare il supporto a 2800 punti é risalito a metà seduta a 2818 punti. Dopo un'ulteriore fase di debolezza (2806 punti) l'indice é tornato in chiusura a 2818.37 punti (-0.76%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1733 su 5117, NH/NL a 304 su 987 (sensibile deterioramento) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita a 14.64 punti (+1.33) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta ferma a 0.66. Non vediamo sul sentiment  l'abituale costellazione che garantisce la presenza di un solido minimo - la pressione di vendita sembra aumentare. Di conseguenza non crediamo che l'S&P500 possa semplicemente ricominciare a salire da qui. Pensiamo che debba per lo meno consolidare qualche giorno sui 2800+ punti o tentare ancora un affondo in direzione dell'obiettivo.
Notiamo che ieri il DJ Transportation ha chiuso in pari (+0.01%). 

Stamattina prevalgono i segnali positivi. Il future sull'S&P500 é a 2831 punti (+10 punti). La reazione delle borse europee é tiepida. L'Eurostoxx50 vale ora 3367 punti (+8 punti). Gli indici riprenderanno le contrattazioni con guadagni di circa il +0.3%. Probabilmente influenza negativamente l'inerzia dell'Asia (Nikkei +0.04%, Shanghai -0.2%) e il fatto che la Lira turca à nuovamente in leggero calo.
Oggi ci aspettiamo una seduta positiva ma non un rally - probabilmente nei prossimi giorni i minimi di ieri devono essere ritestati ma per esserne sicuri bisogna per lo meno osservare il comportamento dei mercati stamattina.

Commento del 15 agosto

L'America rimbalza (S&P500 +0.64%), l'Europa no (Eurostoxx50 -0.01%) e l'EUR per niente

La Lira turca ieri si é stabilizzata e ha recuperato un 7% su USD. La Banca Centrale turca non ha ufficialmente alzato i tassi d'interesse ma ha agito nelle retrovie in questa direzione e ha aiutato le banche fornendo liquidità in USD e intervenendo sul mercato dei cambi. Le borse europee hanno inizialmente reagito positivamente a questo segnale. L'ottimismo é però durato poco - l'Eurostoxx50 é salito dai 3409 punti di lunedì fino a 3433 punti. Alle 09.15 la breve spinta di rialzo si é esaurita e il rimbalzo si é insabbiato. L'Eurostoxx50 é tornato sui suoi passi e ha chiuso in pari a 3409 punti (-0.01%). Per saldo si é quindi fermato mentre il settore bancario (SX7E -0.60% a 106.82 punti) ha continuato la sua discesa e ha toccato un nuovo minimo annuale. Un tentativo di rimbalzo é fallito e di conseguenza la correzione nei prossimi giorni deve continuare.
Il cambio EUR/USD é risalito fino a 1.1430. Poi la sera é caduto su un nuovo minimo annuale a 1.1340 - non é neanche riuscito a salvare gli 1.14 di lunedì ma ha continuato il ribasso in direzione dell'obiettivo a 1.12. Stamattina é a 1.1325. In teoria l'EUR in calo avrebbe dovuto corrispondere ad un Eurostoxx50 in perdita. Probabilmente la correlazione ricomincerà a funzionare oggi obbligando l'Eurostoxx50 a scendere più in basso. Anche il DAX (+0.00% a 12358 punti) ha fallito il rimbalzo e questo ci mostra che probabilmente la crisi non é ancora risolta. Questa ulteriore chiusura sotto i 12400 punti ci dice che probabilmente la correzione deve continuare secondo i piani. Ieri sera il DAX ha chiuso sul bordo inferiore delle Bollinger Bands. La pausa é servita ad assorbire parte degli eccessi.
Il tragico crollo del ponte Morandi a Genova ha provocato la caduta del valore dell'azione della società responsabile della sua manutenzione (Atlantia -5.39%). Il listino é stato influenzato in maniera negativa ma solo marginalmente. L'ulteriore calo delle azioni delle banche, ancora causato dalla crisi della Lira turca, é stato compensato da un rimbalzo di altri titoli. Il FTSE MIB (-0.30% a 20906 punti) ha fatto segnare ieri sera la peggiore chiusura dell'anno - il minimo di lunedì non é però stato superato al ribasso. Un ulteriore tentativo di rimbalzo é ancora possibile - in linea di massima però la correzione deve continuare secondo i piani.

La borsa americana sembra infischiarsene dei problemi della Turchia e delle minacce provenienti da Ankara. In fondo é giusto così visto che il peso dell'economia turca a livello mondiale é trascurabile. La Turchia é un membro della Nato e occupa una importante posizione geopolitica. La sua bilancia commerciale é però negativa e il suo più importante partner é l'UE. Un boicotto della Turchia non può impensierire gli Stati Uniti e le sue imprese.
L'S&P500 (+0.64% a 2839.96 punti) ha avuto una seduta positiva ma si é mosso nel range di lunedì e non é risalito sopra i 2850 punti rispettivamente non ha chiuso il gap. Formalmente quindi si trova ancora in una fase di correzione.
L'S&P500 ha aperto a 2832 punti e all'inizio é ancora sceso a 2826 punti di minimo. Poi per le 17.00 é risalito a 2840 punti. Dopo si limitato ad oscillare in laterale tra i 2836 ed i 2843 punti fino alla chiusura a 2840 punti. Il Nasdaq100 (+0.62% a 7447 punti) lo ha imitato. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4781 su 2238, NH/NL a 462 su 525 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é scesa a 13.31 punti (-1.47) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.66. Nei dati non notiamo nulla di particolare. Si tratta di una normale seduta positiva con modesti volumi. Dovrebbe trattarsi di un rimbalzo all'interno di una correzione minore che si sta svolgendo con scarsa pressione di vendita e quasi controvoglia.
Oggi é Ferragosto. In parecchie regioni europee si festeggia l'ascesa di Maria in cielo (Francia, Belgio, Austria, Portogallo, Grecia,..). La borsa italiana é chiusa. Nei cantoni svizzeri e nei Länder tedeschi cattolici é un giorno di festa. Vista l'assenza di numerosi investitori i volumi in borsa saranno modesti e i movimenti limitati.
Stamattina le borse asiatiche sono nuovamente in rosso. Il Nikkei perde il -0.8% mentre Shanghai é in calo del -1.5%. Il future sull'S&P500 é a 2836 punti (-4 punti). È ancora presto (07.30) per avere delle indicazioni sull'apertura in Europa. Ci aspettiamo però che la buona chiusura ieri sera a Wall Street venga compensata dai segnali negativi di stamattina - di conseguenza l'Eurostoxx50 dovrebbe aprire senza sostanziali variazioni. Stamattina la Lira turca é stabile - le borse oggi dovrebbero muoversi in pochi punti e marciare sul posto.

Commento del 14 agosto

Il crollo della Lira turca si ferma - la correzione delle borse fa una pausa

Ieri le borse europee ed americana hanno avuto una seduta moderatamente negativa come si conviene ad una correzione minore. Mentre la Lira turca perdeva ancora il -7.8% contro USD, l'Eurostoxx50 é sceso a 3409 punti (-0.48%) e l'S&P500 é scivolato a 2821.93 punti (-0.40%). A trascinare il ribasso sono state le banche (SX7E -1.78% a 107.46 punti) mentre la tecnologia americana (Nasdaq100 -0.10% a 7401 punti) ha praticamente ignorato il problema. Malgrado che siano le emozioni a dominare, il comportamento degli investitori mantiene una certa logica.
In Europa la correzione é continuata trascinata dal settore bancario che é caduto su un minimo annuale. Graficamente questo record negativo apre la strada verso il basso. Il cambio USD/TRY é salito ancora e lentamente le aziende turche indebitate in USD dovrebbero annunciare gravi problemi che andranno dall'insolvenza alla vendita alla disperata di beni per colmare la voragine dei debiti che si sta aprendo. Le banche spagnole, francesi, tedesche e italiane sono particolarmente esposte - al momento le possibili perdite sono difficilmente quantificabili. Nel dubbio gli investitori vendono. Solo se la Turchia alzasse i tassi d'interesse o introducesse dei controlli sui cambi e sull'esportazione dei capitali la TRY (Lira turca) potrebbe recuperare terreno in maniera sostenibile. L'alternativa é una richiesta d'aiuto al FMI - escludiamo però che Erdogan scelga questa alternativa che significherebbe una grave sconfitta politica.
La correzione minore delle borse continua. Sull'Eurostoxx50 (-0.48% a 3409 punti) manteniamo il nostro obiettivo a 3350 punti. In DAX tedesco (-0.53% a 12358 punti) dovrebbe nella prossima decina di sedute scendere a 12140-12200 punti. Il FTSE MIB (-0.58% a 20969 punti) é caduto su un nuovo minimo annuale. Questo significa che la correzione continua e che la strada verso il basso resta aperta. Confermiamo l'obiettivo teorico a 20000 punti (anche se questo sembra troppo basso se paragonato all'obiettivo che abbiamo per l'Eurostoxx50). Il doji sul grafico del FTSE MIB, nel quale traspare del verde (chiusura leggermente sopra il livello d'apertura) potrebbe significare che dal minimo di ieri sta iniziando un rimbalzo tecnico. Questo non deve durare più di tre giorni e non deve far tornare il FTSE MIB sopra i 21250 punti. Lo spreads sui titoli di Stato sale mentre le azioni delle banche sono ancora deboli - il mercato si comporta come nel caso di una crisi finanziaria. Potrebbe intensificarsi anche se i rischi immediati di contagio dalla Turchia sull'Italia ci sembrano scarsi. Teniamo d'occhio (l'odiatissimo) spread.
Avrete notato che gli obiettivi della correzione, appena iniziata, sono solo un -2% sotto i livelli di chiusura di ieri. L'SMI svizzero (-0.29% a 9005 punti) potrebbe già aver terminato la correzione. È evidente che la correzione non dovrebbe fare sensibili danni - il peso dell'economia turca é a livello mondiale trascurabile. La crisi dovrebbe però far riflettere gli investitori ed indurli ad un comportamento più prudente. Nei prossimi mesi ci aspettiamo uno sviluppo delle borse più selettivo e rispettoso dei fondamentali. Nell'immediato ci sono degli eccessi che andrebbero compensati con un rimbalzo tecnico. Sui grafici le ultime candele sono al di fuori del limite inferiore delle Bollinger Bands - visto che la pressione di vendita é modesta é probabile che ora ci sia una pausa in maniera da eliminare questa anomalia che si presenta unicamente nel caso di forte correzione o ribasso.

Anche a Wall  Street la seduta é stata negativa. L'esito sembra però più che altro dovuto all'emulazione o ad un senso di partecipazione ai problemi che affliggono alcuni Paesi emergenti con forti scompensi a livello di bilancia dei pagamenti (oltre alla Turchia abbiamo Brasile, India e Sud Africa per citare solo i più importanti).
L'S&P500 ha aperto in positivo a 2836 punti e all'inizio é ancora salito a 2843 punti di massimo. Poi é caduto fino ad un minimo a 2820 punti. Con questo comportamento ha rispettato le indicazioni fornite dal future - significa che i traders e l'analisi tecnica stanno dominando questa correzione. Nelle ultime ore di contrattazioni l'S&P500 é risalito a 2832 punti ed é ridisceso in chiusura a 2821.93 punti (-0.40%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2081 su 4955, NH/NL a 333 su 770 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 14.78 punti (+1.62) mentre la CBOE Euity put/call ratio é rimasta relativamente bassa a 0.64.
Finora la correzione si sviluppa come previsto e non notiamo anomalie o divergenze. L'obiettivo teorico resta a 2750-2780 punti. Ribadiamo che in seguito, se la correzione segue il nostro scenario, é probabile che l'S&P500 salirà su un nuovo massimo storico sopra i 2872 punti.

Stamattina il cambio della Lira Turca si é stabilizzato e subito le borse reagiscono in maniera positiva. Il future sull'S&P500 é a 2834 punti (+9 punti) - in pratica l'S&P500 sale di 12 punti rispetto alla chiusura di ieri sera. L'Eurostoxx50 vale ora 3425 punti (+16 punti) e recupera in questa maniera le perdite di ieri. Le borse europee apriranno con un guadagno del +0.5% e dovrebbero stamattina salire più in alto con un sospiro di sollievo e grazie ad alcune operazioni di short covering. Nel pomeriggio ci aspettiamo un ritorno sui livelli d'apertura. Il "conto" da pagare relativo al crollo della Lira Turca non é ancora stato scontato interamente dai mercati. Ci aspettiamo che la correzione duri ancora una decina di giorni.

Aggiornamento del 13 agosto

Complotto politico e Lira turca - abbiamo dimenticato il rame

Nell'analisi del fine settimana abbiamo ampiamente parlato della Lira turca e delle conseguenze sui mercati finanziari del crollo di questa moneta. Ci siamo dimenticati di trattare il rame che avevamo citato nel titolo. Il rame é un metallo industriale che viene utilizzato in numerosi settori - dalla costruzione, ai trasporti fino all'elettronica. È un indicatore anticipatore e da inizio giugno ha perso circa il 15% del suo valore. Normalmente questo é un segnale che l'economia mondiale rallenta. Il calo del prezzo é in parte un mistero visto che conflitti e scioperi in numerosi Paesi produttori (p.e. Cile) dovrebbero diminuire l'offerta. La reazione negativa potrebbe essere una conseguenza del conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina, paese che assorbe circa la metà della produzione mondiale di rame. La rivalutazione dell'USD aumenta il prezzo in Yuan e ne diminuisce la domanda. Non bisogna trarre conclusioni affrettate dallo sviluppo del prezzo di alcuni metalli industriali nelle ultime settimane. In ogni caso però il calo del prezzo del rame é un segnale d'allarme da non sottovalutare.
Torniamo alla Turchia. Durante il fine settimana Erdogan non ha fatto nulla per diminuire la tensione sui mercati finanziari e sostenenere il valore della moneta. La Banca Centrale dovrebbe aumentare i tassi d'interesse e la Turchia potrebbe introdurre limitazioni sull'esportazione dei capitali. Erdogan invece attribuisce la colpa per la perdita di valore della Lira ad una congiura internazionale condotta dagli Stati Uniti e non agli squilibri economici. Non parla dell'enorme debito della bilancia dei pagamenti né dall'insicurezza per gli investitori internazionali, che scappano, causata dalla sua politica.
Il risultato é che stamattina la Lira turca perde ancora un -7% contro USD. Il cambio EUR/USD scende a 1.14 mentre il future sull'S&P500 cade a 2828 punti (-8 punti). Le borse europee apriranno in calo - l'Eurostoxx50 vale ora 3406 punti (-0.6%). Pensiamo che dopo una prima ondata di vendite le borse europee si stabilizzeranno e tenteranno un recupero. Dovrebbero stamattina tornare in pari. Poi vedremo quali notizie arriveranno da Ankara ed eventualmente quale sarà la reazione di Washington - gli europei stanno a guardare.
Il comportamento delle borse asiatiche non é importante ma per la cronaca riportiamo un -1.86% del Nikkei e un calo della borsa di Shanghai del -0.5%.

Commento dell'11-12 agosto

La Turchia mette in ginocchio l'Europa e le sue banche - parte l'attesa correzione minore. Attenzione al rame.


Fino a giovedì la settimana é trascorsa nella calma e senza movimenti rilevanti. Le borse europee erano erano più deboli di quelle americane, i tassi d'interesse di riferimento sull'EUR stavano scendendo e il Bund tedesco per contro saliva, L'EUR scivolava verso il supporto a 1.1510 e il CHF continuava a rafforzarsi. C'erano dei sintomi di malessere ma nulla lasciava presagire il terremoto che é seguito. Venerdì é scoppiata la crisi turca che ha travolto le borse europee e le sue banche. L'Eurostoxx50 (-1.94% a 3426 punti) e i suoi colleghi hanno aperto in calo e sono tendenzialmente scesi durante tutta la giornata. I rimbalzi sono stati venduti e i venditori hanno tenuto il controllo delle operazioni fino alla chiusura vicino ai minimi giornalieri. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3413 punti verso le 16.50 e ha terminato la giornata a 3426 punti con una pesante perdita di 68 punti e volumi di titoli trattati in aumento. Naturalmente il settore bancario (SX7E -3.23% a 109.41 punti) ha subito un tracollo poiché si teme che le banche con consistenti esposizioni in Lira turca subiscano forti perdite a causa della svalutazione della moneta e dell'eventuale insolvenza dei debitori. L'indice SX7E non ha però avvicinato il minimo annuale del 27 giugno a 107.40 punti. Invece il FTSE MIB italiano (-2.51% a 21090 punti) é sceso su un nuovo minimo annuale a dimostrazione della sua debolezza relativa. Aspettavamo questo nuovo record negativo da tempo. Esamineremo le conseguenze in seguito. Il DAX tedesco é caduto a 12424 punti (-1.99%) con un minimo giornaliero a 12390 punti. Usiamo questo indice per un'analisi preliminare. La MM a 50 giorni scorre praticamente piatta a 12619 punti - il limite inferiore delle BB é 12443 punti - la RSI é a 41.52 punti (l'indice non é ipervenduto) mentre il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica ha fornito venerdì un segnale di vendita a medio termine. Sui 12400 punti c'é un supporto intermedio risalente a luglio mentre il primo solido supporto é solo sui 12140 punti. La volatilità VDAX é salita a 17.93 punti (+2.70, +17.74%). Durante la forte correzione di gennaio la VDAX era salita a 40 punti. È evidente che i movimenti a corto termine delle borse dipendono dallo sviluppo della crisi turca e in particolare dal valore della moneta (TRY) che solo venerdì ha perso il -14% contro EUR. Teoricamente dai 12400 punti il DAX potrebbe rimbalzare ma la correzione non sembra finita. L'indice dovrebbe per lo meno scendere nella prossima decina di sedute sui 12140-12200 punti prima che la correzione sia completa. Non ci aspettiamo un ribasso (calo superiore al -10%) poiché la borsa americana sembra in grado di incassare il colpo senza danni. L'impressione é però che a medio termine le borse europee debbano scendere decisamente più in basso - il FTSE MIB serve da apripista e la crisi turca é solo l'antipasto.
Il cambio EUR/USD é caduto fino a 1.1388 e ha terminato la settimana a 1.1410. Il supporto a 1.1510 é definitivamente rotto e il prossimo obiettivo al ribasso si situa a 1.12. Al momento l'USD sta uscendo vincitore dalla guerra commerciale e finanziaria scatenata da Donald Trump. I partner commerciali (Cina, Messico e Canada (Nafta), UE) sono sulla difensive a sono costretti a trattare. Gli Stati Uniti però subiscono anche loro dei danni - il prezzo delle merci importate aumenta e il deficit dello Stato sta esplodendo - temiamo che presto o tardi questi disequilibri si rifletteranno in maniera negativa sulla moneta. Malgrado che le tendenze a corto e medio termine siano al ribasso non consigliamo la vendita di EUR in favore di USD. Ci sono troppi acquisti speculativi di USD e il sentiment é eccessivamente ottimista per la moneta americana - uno short covering é vicino. Questo significa che a breve il cambio potrebbe scendere fino a 1.12 ma poi potrebbe tornare rapidamente nel range 1.15-1.18. Ricordiamo che contro la logica economica per ora abbiamo una correlazione positiva tra EUR é borse - EUR debole significa borsa europee in calo. Bisognerà fare attenzione al momento in cui questa regola non funzionerà più.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.71% a 3426 punti
DAX                         -1.52% a 12424 punti
SMI                          -1.38% a 9031 punti
FTSE MIB                  -2.30% a 21090 punti (nuovo minimo annuale)
S&P500                    -0.25% a 2833.28 punti
Nasdaq100               +0.17% a 7404 punti

Prima di passare alle previsioni vediamo come New York ha reagito alla crisi turca e al crollo delle borse europee. Wall Street ha retto
il colpo. Gli indici hanno aperto con una perdita di circa il -0.7% ma poi invece che continuare a scendere sono oscillati in laterale e hanno chiuso sui livelli d'apertura. I ribassisti hanno vinto ma non hanno dominato. L'S&P500 ha esordito in gap down a 2836 punti. Nelle prime ore si é semplicemente mosso in laterale in pochi punti. A metà seduta ha toccato un massimo a 2842 punti e poi é scivolato verso il basso fino ad un minimo a 2825 punti. Infine é rimbalzato fino ai 2837 punti ed ha chiuso a 2833.28 punti (-0.71%). Notiamo due punti negativi - il primo supporto a 2848-2850 punti é stato rotto ed il gap d'apertura é rimasto aperto. D'altra parte il Nasdaq100 (-0.78% a 7408 punti) si é salvato sopra il primo supporto a 7400 punti. Considerando la caduta in Europa ed il crollo della Lira turca, che a breve é ipervenduta, New York si é comportata molto bene. La prima conclusione é che difficilmente l'S&P500 farà qualcosa di più dell'attesa correzione minore di 80-100 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2235 su 4744, NH/NL a 401 su 648 e volume relativo a 0.95. Non appare una particolare pressione di vendita. La volatilità VIX é balzata a 13.16 punti (+1.89) mentre la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.70. Dai dati sul sentiment traspare inquietudine ma nulla più. Questa sembra una scelta giusta. La Turchia non é un problema in grado di far deragliare la crescita economica americana. Il peso dell'economia turca nel contesto mondiale é trascurabile. C'é però un rischio di contagio. Vedremo cosa succede settimana prossima. Non possiamo sapere cosa succederà lunedì e quindi non possiamo prevedere un rimbalzo delle borse anche se esistono chiaramente le premesse tecniche.
Il quadro generale si sta però sviluppando come atteso. C'é una correzione minore delle borse che può far scendere l'S&P500 sui 2750-2780 punti. Il primo solido supporto é a 2800 punti - la MM a 50 giorni scorre a 2784 punti. Le borse europee sono più vulnerabili e dovrebbero scendere più in basso vale a dire perdere in percentuale più che l'S&P500 americano. Attenzione che a breve se l'EUR rimbalza é probabile che ci sia una reazione positiva anche delle borse. Non siamo in grado di fare previsioni più precise - non decide l'analisi tecnica ma il comportamento di Erdogan e delle autorità monetarie turche - la reazione degli investitori sarà soprattutto emozionale e potrebbe non rispettare i parametri tecnici. Concretamente se ci sarà panico il DAX non rimbalzerà dai supporti che abbiamo indicato e non si fermerà all'interno delle Bollinger Bands ma precipiterà in ipervenduto e sotto qualsiasi supporto. Le borse europee lo seguiranno.
La Lira turca non può perdere il 14% tutti i giorni e quindi un rimbalzo tecnico é imminente - questione di giorni se non di ore.
A medio termine le prospettive si stanno deteriorando. Tornando al FTSE MIB un obiettivo grafico di un ribasso a medio termine si situa sui 17500-18000 punti mentre una correzione ha come obiettivo i 20000 punti. La tendenza di fondo della borsa italiana é passata al ribasso mentre formalmente quella di Eurostoxx50, DAX e SMI é ancora neutra. In America invece la tendenza di fondo é ancora di poco debolmente al rialzo - il 49.4% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 59.37.
In generale é meglio ora essere molto prudenti. L'effetto stagionale é negativo fino a metà ottobre e non vediamo ragioni per operare long se non nel caso di forti eccessi di ribasso che potremo segnalare a tempo debito nei nostri commenti tecnici.
Mercoledì 15 agosto la borsa italiana é chiusa in occasione di ferragosto.

Commento del 10 agosto

L'Europa scricchiola - la borsa americana deve correggere


Siamo leggermente irrequieti. Ieri in borsa non é successo niente di speciale - i maggiori indici azionari hanno terminato la giornata praticamente invariati. Da esempio servono l'Eurostoxx50 europeo (+0.02% a 3494 punti) e l'S&P500 americano (-0.14% a 2853.58 punti). Abbiamo però l'impressione che qualcosa stia cambiando in sfavore dei mercati finanziari europei. Giorni fà vi abbiamo segnalato la strana correlazione tra EUR e borse - improvvisamente l'EUR in calo corrispondeva e borse deboli e non viceversa come é normalmente il caso e come suggerisce la logica. Ieri sera il cambio EUR/USD era scivolato a 1.1530. Stamattina é crollato a 1.1460 rompendo fragorosamente il supporto a 1.1508-1.1510 e cadendo su un nuovo minimo annuale. Non siamo ancora in grado di giudicare le conseguenze di questa rottura ma é evidente che questo é un gesto di sfiducia nei riguardi dell'Europa. Restiamo nel campo delle divise. A partire da metà luglio abbiamo notato e segnalato un rafforzamento del CHF - normalmente quando la moneta svizzera, bene rifugio per eccellenza, guadagna di valore malgrado tassi d'interesse negativi, significa che c'é da una qualche parte una situazione di crisi. O per lo meno ci sono investitori che, per ragioni ancora sconosciute, preferiscono la sicurezza del CHF a tutto il resto. Stamattina il cambio EUR/CHF é sceso a 1.1423 - vi ricordiamo che il massimo annuale é a 1.20. Passiamo ai tassi d'interesse. Lasciando da parte l'interminabile discussione sugli spreds sui titoli di Stato notiamo che il future sul Bund (+0.25% a 162.58) continua lentamente a salire - significa che un altro bene rifugio (obbligazioni di Stato tedesche) viene comperato - i tassi d'interesse europei (decennali) scendono invece che salire come dovrebbero se l'economia fosse in forte crescita con rischio di inflazione (come vorrebbe la BCE). Da ultimo ci disturba il comportamento da inizio giugno del FTSE MIB (-0.72% a 21634 punti). L'S&P500 americano é al rialzo e a pochi punti dal massimo storico - la borsa svizzera si é involata (SMI da 8400 a 9200 punti) - Eurostoxx50 e DAX sono saliti - a fatica ma hanno recuperato sensibilmente terreno. Il FTSE MIB invece sobbalza sopra il minimo annuale senza riuscire a fare progressi - il supporto a 21250 punti rimane vicino e la borsa italiana mostra debolezza relativa. Insomma - senza avere conferme abbiamo parecchi indizi che suggeriscono la possibilità che in Europa si prepara una crisi finanziaria con epicentro l'Italia.

Ieri in borsa é stata una giornata noiosa all'insegna della stabilità. Gli indici si sono mossi poco e a casaccio. Hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni. Il DAX tedesco (+0.34% a 12676 punti) ha guadagnato terreno mentre il FTSE MIB (-0.72% a 21634 punti) é caduto trascinato dal settore bancario (SX7E -0.45% a 113.06 punti). Non possiamo però dare peso a questa differenza - in fondo martedì era successo il contrario. A livello tecnico non c'é (ancora) nulla di particolare da segnalare.

Anche la seduta in America é terminata con un nulla di fatto. Solo l'andamento della seduta ci induce a credere che il rialzo é arrivato ad un punto morto e che l'attesa correzione é imminente. L'S&P500 ha toccato un massimo giornaliero a 2862 punti - per il secondo giorno consecutivo non é riuscito a migliorare il massimo di martedì a 2863 punti. Sul finale di seduta l'indice é caduto fino ai 2852 punti e ha chiuso vicino a questo minimo a 2853.58 punti (-0.14%) - questa chiusura é una buona premessa per una continuazione verso il basso - a corto termine il primo supporto si trova a 2848 punti - se l'indice non difende questo suppporto dovrebbe cominciare a correggere.
La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3494 su 3430, NH/NL a 547 su 462 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é salita (!) a 11.27 punti (+0.42) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta neutrale a 0.62. Tutto il listino é rimasto tranquillo - anche la tecnologia (Nasdaq100 -0.03% a 7466 punti) si é mossa nella corrente. I nostri limiti di vendita per il portafoglio (2865 punti di S&P500 e 7500 punti di Nasdaq100) sono stati sfiorati (massimo sul Nasdaq100 a 7498 punti) e purtroppo gli ordini non sono stati eseguiti.

Come preannunciato nell'introduzione il cambio EUR/USD crolla stamattina a 1.1460. Questo ha delle conseguenze. Il future sull'S&P500 scende a 2842 punti (-12 punti) mentre l'Eurostoxx50 vale ora 2469 punti - le borse europee apriranno con perdite indicative del -0.7%. Non é molto ma considerando la pausa estiva e i movimenti modesti delle ultime sedute questa differenza é importante. Vedremo se nel corso della giornata c'é un recupero di borse e EUR o se invece ci saranno finalmente ulteriori vendite.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -1.25% mentre Shanghai é praticamente in pari. La caduta dell'EUR sembra che sia stata causata alla BCE che si é dichiarata ancora preoccupata dalla fragilità delle banche europee e dalla loro esposizione in assets in Lira turca..

Commento del 9 agosto

Nessun segno di cedimento malgrado che non si fanno più progressi

Ieri é stata una giornata veramente noiosa. Gli indici azionari europei ed americani hanno terminata la giornata senza sostanziali variazioni - si sono mosso poco e con modesti volumi. Le borse europee hanno aperto in calo. All'inizio sono scese ma poi é bastato il supporto a 12600 punti sul DAX (-0.12% a 12633 punti) ha provocare una reazione. Gli indici sono risaliti fino a metà giornata e poi sono tornati al punto di partenza. Alla fine gli operatori erano tutti delusi o contenti. Chi si aspettava l'inizio di una correzione non ha visto nulla per poter sostenere questa ipotesi - non é apparsa pressione di vendita, non sono stati rotti dei supporti e gli indicatori non mandano segnali particolari. I rialzisti invece, specialmente in America, possono dire che malgrado l'ipercomperato, il calo di momentum e l'eccesso di ottimismo gli indici non scendono. Sembra quindi che la borsa americana stia semplicemente facendo una pausa di consolidamento prima di tentare di salire più in alto.
L'Eurostoxx50 é scivolato a 3493 punti (-0.31%). Possiamo solo prendere nota del fatto che l'indice rimane saldamente sui 3480-3500 punti e per ora non si delinea nessuna tendenza. Anche il settore bancario (SX7E -0.45% a 113.57 punti) si muove a caso. La borsa italiana, come era facile prevedere, ieri é tornata a muoversi con la corrente (FTSE MIB -0.29% a 21790 punti) - il balzo di martedì era solo una conseguenza della buona performance di Unicredit dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali - non é un segno che la borsa italiana sta per uscire dal pantano dei 21250-22500 punti e sta per iniziare un periodo di forza relativa. L'SMI svizzero (-0.27% a 9176 punti) ha ritracciato dai 9200 punti come logica reazione ad un rally troppo esteso e ad una evidente situazione di ipercomperato.
Malgrado che ieri le borse europee abbiano terminato la giornata in negativo non abbiamo l'impressione che stia iniziando una correzione. La spinta di rialzo in America ha perso di forza e momentum ma non é ancora finita - nel frattempo l'Europa é ferma ed aspetta.  

Anche a Wall Street non é successo nulla di importante. Basta guardare la performance dei maggiori indici (S&P500 -0.03% a 2857.70 punti / Nasdaq100 +0.09% a 7469 punti) per rendersi conto che i listini sono fermi. A Iivello tecnico la situazione é invariata.
L'S&P500 si é mosso in soli 9 punti. Ha aperto a 2856 punti, é sceso a 2853 punti ed é risalito in concomitanza con la chiusura in Europa a 2860 punti. In serata ha ancora raggiunto un massimo a 2862 punti ed ha infine chiuso a 2857.70 punti (-0.03%). La seduta al NYSE é stata debolmente negativa con A/D a 3158 su 3716, NH/NL a 437 su 574 (= deterioramento) e volume relativo a 0.8. La partecipazione al rialzo resta mediocre. La volatilità VIX é scivolata 10.85 punti (-0.08) - la CBOE Equity put/call ratio é nella media a 0.62.
A New York regna la calma assoluta. Questo significa che seguendo il trend dominante gli indici possono ancora salire di poco per giorni - l'S&P500 potrebbe e dovrebbe tentare di migliorare il massimo storico a 2872 punti. Nel frattempo l'ottimismo resterà alto (VIX a 10 / 11 punti) e gli investitori vivono in uno stato di autocompiacimento e di falsa sicurezza. Poi improvvisamente un evento o una notizia negativa provocheranno un vuoto d'aria - tecnicamente si tratterà di una correzione minore di un -4%/-5%. Non possiamo che restare in attesa che le borse si sveglino. A breve c'é pochissimo potenziale di rialzo mentre le probabilità di una sensibile correzione sono alte e in costante aumento - é solo una questione di tempo.

Stamattina le borse asiatiche sono miste - il Nikkei perde il -0.12% - Shanghai sta guadagnando il +1.9%. Il future sull'S&P500 é a 2857 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3494 punti - le borse europee apriranno invariate. L'agenda economica non offre oggi appuntamenti di particolare interesse. Trump non twitta notizie interessanti e anche Elon Musk é tranquillo. Prevediamo un'altra giornata di calma piatta.

Commento dell'8 agosto

Tutti parlano di Tesla (+10.99% a 379 USD) - un esempio tipico di un mercato che vive di hype (montature) ed eccessi

Ieri il CEO e azionista di riferimento Elon Musk ha pubblicato un breve twitter con il quale annuncia l'intenzione di privatizzare Tesla a 420 USD per azione - il finanziamento sarebbe assicurato. Si tratta come sapete di una società che produce auto elettriche e che non ha mai realizzato un utile - capitalizza 56 Mia di USD e nel 2017 ha prodotto circa 100'000 auto. Volkswagen ha venduto nello stesso anno 10.4 Mio di veicoli, ha guadagnato 11.4 Mia. di EUR e vale 72 Mia di EUR. L'azione di Tesla é balzata dell'11% anche perché la notizia ha indotto molti shortisti a coprire la posizione. Non commentiamo ulteriormente il caso - trovate abbastanza informazioni a riguardo nei media. Il caso é però sintomatico - la borsa vive oggi in un mondo irreale nel quale tutto sembra possibile. Anche creare 6 mia di USD di capitale azionario con un tweet che si rivelerà probabilmente un bluff.

Ieri le borse europee hanno guadagnato terreno. Non potevano fare altro visto che la borsa americana saliva da giovedì sera e ieri si stava preparando ad un'altra seduta di rialzo. La prestazione é stata però deludente. Gli indici hanno chiuso in genere lontani dai massimi giornalieri e solo con moderati guadagni. Il DAX (+0.40% a 12648 punti) ha addirittura terminato la giornata sul minimo giornaliero dopo essere salito fino a 12738 punti. Come ci aspettavamo però non é riuscito a difendere il terreno acquisito la mattina ed é ricaduto nel pomeriggio. Tecnicamente ha chiuso il gap di giovedì scorso ma resta bloccato tra i 12600 ed i 12800 punti in attesa che l'S&P500 americano esaurisca la spinta di rialzo. L'Eurostoxx50 (+0.60% a 3504 punti) ha fatto meglio ed é tornato sopra i 3500 punti. Si é però mosso nel range di settimana scorsa senza mostrare una particolare forza. Al momento esiste una strana correlazione positiva tra borsa e EUR - é come se gli investitori passassero da un giorno nel quale danno fiducia all'Europa (come ieri) ad un altro in cui temono una crisi (come giovedì scorso). Per saldo però non sta succedendo nulla di importante e significativo. La tendenza di fondo delle borse europee resta neutra in attesa di una correzione generale delle borse che dovrebbe realizzarsi a breve considerando i dati sul sentiment in America. Ieri il FTSE MIB (+1.27% a 21853 punti) ha guadagna 273 punti. Una buona giornata per la borsa italiana poiché l'indice ha chiuso vicino al massimo giornaliero e non si é sgonfiato nel pomeriggio come le altre borse europee. Forse questa é però solo la conseguenza di una borsa praticamente "in vacanza". Tecnicamente non cambia molto visto che il FTSE MIB é tornato semplicemente al centro del range di settimana scorsa e ha chiuso il gap di giovedì. Al balzo dell'indice ha contribuito Unicredit (+2.88%) che ha presentato un utile trimestrale superiore alle stime degli analisti. Questo effetto oggi non si ripeterà e quindi é probabile che la borsa italiana rientri subito nei ranghi.

La borsa americana continua lentamente a salire. Le plusvalenze giornaliero continuano a diminuire ma finora le sedute terminano in positivo e S&P500 (+0.28% a 2858.45 punti) e colleghi raggiungono nuovi massimi di periodo.
Ieri la seduta é terminata praticamente all'apertura. Dopo il balzo iniziale gli indici sono semplicemente oscillati in pochi punti e hanno chiuso sul livello d'apertura. Il mercato sembra in stallo. Come spiegato negli scorsi giorni si sta preparando un'altra correzione minore. Gli indici potrebbero però salire marginalmente ancora qualche giorno prima della caduta. L'S&P500 é a soli 14 punti dal massimo storico e la tentazione per i traders di migliorare questo record (o almeno di provarci) é grande.
L'S&P500 ha aperto a 2857 punti, é oscillato tra i 2856 ed i 2863 punti e ha chiuso a 2858.45 punti (+0.28%). Il Nasdaq100 (+0.32% a 7462 punti) e il Russell2000 (+0.24%) hanno fatto la loro parte. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4111 su 2863, NH/NL a 572 su 478 e volume relativo a 0.9. La partecipazione resta mediocre, il momentum é in calo. La volatilità VIX é scesa a 10.93 punti (-0.34) e secondo le opzioni tutti sono convinti che la VIX resterà bassa. È quindi probabile che succederà il contrario. Ci prepariamo ad un sensibile aumento della VIX e di conseguenza ad una correzione della borsa americana. 

Stamattina é tutto tranquillo. Il Nikkei ha chiuso in pari (-0.01%) mentre Shanghai é in perdita del -1.2%. Il future sull'S&P500 é a 2858 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3496 punti (-8 punti). Le borse europee apriranno in calo del -0.2%. Dovrebbe esserci una seduta speculare rispetto a ieri. Stamattina ci saranno delle ulteriori vendite ma poi crediamo che ci sarà un recupero e gli indici stasera dovrebbero chiudere sui livelli d'apertura.
Oggi mettiamo dei limiti di vendita per aprire posizioni short per il portafoglio in preparazione di una correzione minore di un centinaio di punti sull'S&P500.

Commento del 7 agosto

L'inerzia può far salire l'S&P500 su un nuovo massimo storico - l'Europa si congeda

Ieri le borse europee sono oscillate in maniera vistosa ma la sera hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni e al centro del range giornaliero. Sembra una seduta senza storia che lascia la situazione tecnica invariata. In pratica si nota che gli indici azionari europei non riescono più a seguire l'America al rialzo. Si sono semplicemente fermati con un EUR piuttosto debole (EUR/USD a 1.1560) e tassi d'interesse di riferimento in calo. Sembra che gli investitori internazionali preferiscano puntare sull'economia americana in forte espansione che sull'Europa ed i suoi problemi di crescita anemica, debito pubblico in aumento e crisi politiche.
L'Eurostoxx50 si é fermato a 3483 punti (+0.03%). Questi 3480 punti stanno ormai diventando una persecuzione. Erano il nostro obiettivo principale del rialzo di corto termine iniziato a giugno. Il problema é che una volta raggiunto l'obiettivo il mercato si é semplicemente fermato. L'Eurostoxx50 ha provato a salire e settimana scorsa ha provato a correggere. Ora si é stabilizzato e l'esito della seduta di lunedì é sintomatico per un mercato ormai bloccato dall'afa estiva. L'indice delle banche SX7E (-0.31% a 113.25 punti) torna a scendere. Da questo settore non ci aspettiamo impulsi positivi - al massimo sorprese negative. Tra i 110 ed i 117 punti l'indice a breve può muoversi liberamente. Anche il DAX (-0.14% a 12598 punti) non é più in grado di fornire impulsi. Ieri ha fatto un pò su e un pò giù - a fine giornata l'indice ha chiuso con una insignificante perdita di 17 punti e al centro del range giornaliero. Il rimbalzo iniziato venerdì sembra già finito. Ora vedremo fino a quando il DAX si fermerà sui 12600 punti e sulla MM a 50 giorni prima di sviluppare una nuova tendenza. Al momento gli indicatori di corto termine sono neutri e vicini all'equilibrio. I bassi volumi suggeriscono di non aspettarsi molto da questa settimana di vacanze estive. Il FTSE MIB (-0.03% a 21580 punti) non recupera la perdita di settimana scorsa malgrado che la borsa americana abbia dato il buon esempio. La borsa italiana é ormai bloccata su questo livello da inizio giugno é ha perso alcune buone occasioni per ripartire al rialzo. È di conseguenza probabile che l'uscita dal range 21250-22500 punti avvenga al ribasso poiché da un punto di vista economico il nuovo governo sta facendo ben poco per raddrizzare la situazione. Se l'economia non cresce almeno come il resto dell'EU e contemporaneamente il debito sale é probabile che presto o tardi ci sia un'ondata di vendite sui titoli di Stato e sulla borsa.

Ieri la borsa americana ha continuato il rialzo di corto termine iniziato giovedì in giornata. L'S&P500 é salito a 2850.40 punti (+0.35%) -
il Nasdaq100 (+0.59% a 7439 punti) e il Russell2000 (+0.65%) hanno trascinato il movimento che si é sviluppato in maniera uniforme. Notiamo nuovi massimi marginali di periodo su tutti i principali indici azionari. Questo significa che, pur mancando di momentum e partecipazione, gli indici sembrano in grado di lievitare ulteriormente. L'S&P500 si trova solo a 22 punti dal massimo storico del 26 gennaio. Se come sembra riesce a superare i 2850 punti é ovvio che tenterà di migliorare questo record malgrado che verrà frenato nella sua corsa dell'eccesso di rialzo e dalle Bollinger Bands che si espandono solo lentamente (2776 - 2851 punti).
L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 2837 punti. Da qui é però subito salito e con un movimento costante ha raggiunto verso le 19.00 il massimo a 2853 punti. Poi é solo oscillato in laterale in una manciata di punti ed ha chiuso a 2850.40 punti (+0.35%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4227 su 2764, NH/NL a 525 su 510 (i dati sono simili a quelli di venerdì - i NH non aumentano) e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é ancora scesa a 11.27 punti (-0.37) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.62 (nella media). Notiamo il balzo di Facebook (+4.45%) - malgrado i deludenti risultati trimestrali e le polemiche che circondano la società gli investitori utilizzano qualsiasi caduta per comperare. Abbiamo notato lo stesso effetto settimana scorsa su Tesla. Questo é tipico per un mercato che non vuole correggere.

Stamattina prevale ancora l'ottimismo. Le borse asiatiche sono al rialzo - il Nikkei ha guadagnato il +0.66% e questa volta anche in Cina (Shanghai +2.3%) si compra. Il future sull'S&P500 é a 2854 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3491 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.3%. Non crediamo che possano andare lontano. Dopo un +0.5% dovrebbero fermarsi ed eventualmente ritracciare.

Aggiornamento del 6 agosto

Il 22 agosto questo diventerà il bull market più lungo della storia (3543 giorni dal 9 marzo del 2009)

Inizia un'altra settimana di caldo torrido e le borse si avvicinano lentamente ad un altro record storico. L'S&P500 avevva toccato un minimo il 9 marzo 2009 a 666 punti. Ora é a 2840 punti e si trova solo 32 punti sotto il massimo storico del 26 gennaio 2018 a 2872 punti. È logico che molti tentano di prebvedere la fine di questo lungo rialzo. Per il momento però gli indici azionari americani continuano lentamente a lievitare e all'rozzonte si intravvede solo una correzione minore. Niente lascia prevedere un ribasso - l'economia americana marcia a pieno ritmo grazie ad una ideale combinazione di denaro a basso prezzo e una politica fiscale estremamente espansiva. Il prezzo da pagare é un stratosferico deficit dello stato ed un aumento costante e irreversibile del deficit pubblico. Presto o tardi questo provocherà un collasso del sistema finanziario ma per il momento la festa può continuare.
Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei marcia sul posto (-0.05%) mentre Shanghai perde il -1.4%. La borsa indiana al contrario sale del +0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2842 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3487 punti - le borse europee apriranno in positivo (+0.2%). Oggi non dovrebbe succedere molto.
L'agenda della settimana non contiene appuntamenti di estremo interesse. Le borse dovrebbero continuare ad oscillare seguendo i twitter di Trump e i nuovi capitoli della guerra commerciale e politica (Iran) che gli Stati Uniti hanno scatenato con mezzo mondo.
Controlliamo da vicino lo sviluppo dei cambi - l'EUR/USD é a 1.1555 e si avvicina al supporto a 1.15...

Commento del 4-5 agosto

Da una qualche parte nel mezzo del nulla

All'inizio della settimana il Nasdaq100 ha rotto il supporto intermedio a 7300 punti ed é sceso fino a 7158 punti. Contemporaneamente l'S&P500 ha testato il supporto a 2800 punti - lunedì é sceso fino ad un minimo a 2798 punti - giovedì i ribassisti ci hanno riprovato e l'indice ha toccato un minimo a 2796 punti. Pensavamo che fosse iniziata una correzione minore trascinata dalla tecnologia. Invece il mercato si é risollevato. Dalla MM a 50 giorni il Nasdaq100 (+0.32% a 7395 punti) ha recuperato ed ha annullato il segnale di vendita. L'S&P500 (+0.46% a 2840.35 punti) é risalito dai 2800 punti, come aveva già fatto a metà luglio, é sta provando a migliorare il massimo mensile a 2848 punti. Il problema é che non sembra esserci spazio verso l'alto. La spinta di rialzo ha poca partecipazione e venerdì é già ripparsa la sindrome di eccesso e di speculazione al rialzo. Di conseguenza é poco probabile che l'S&P500 possa superare sostanzialmente i 2850 punti. Le Bollinger Bands si sono nel frattempo ristrette e scorrono ora a 2775-2846 punti. Venerdì gli indici azionari americani hanno chiuso vicini al massimo giornaliero e settimanale  é quindi probabile che settimana prossima ci sia una breve continuazione verso l'alto. Poco sopra i 2850 punti dovrebbe poi cominciare un altro tentativo di correzione minore. La realtà é che ormai da mesi l'S&P500 fatica a staccarsi dei 2800-2850 punti. Tecnicamente gli indici sono da qualche parte in mezzo al nulla. A deboli segnali di vendita seguono deboli segnali d'acquisto - notizie particolari o sorprese a livello di risultati d'impresa provocano delle brevi fiammate o delle improvvise cadute. Non riesce a svilupparsi una trend e un movimento sostenibile. Formalmente la tendenza di fondo della borsa americana resta debolmente al rialzo con il 50.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index a 59.09. 50 é il valore neutro - vedete che gli indicatori veleggiano di poco sopra l'equilibrio.
L'Eurostoxx50 (+0.38% a 3482 punti) da un mese non si stacca dai 3480-3500 punti - anche in Europa sembra regnare la stabilità. La performance settimanale é stata però negativa e nelle ultime 5 sedute l'Europa ha decisamente sottoperformato l'America. Questa debolezza relativa é preoccupante poiché si é verificata con un EUR debole (EUR/USD a 1.1570). Normalmente é il contrario. Borse e EUR in calo suggeriscono che in Europa sta lentamente emergendo un problema. Non sappiamo di cosa si tratta (congiuntura, guerra commerciale che si sviluppa in maniera sfavorevole all'UE, tassi d'interesse, indebitamento statale, tensioni politiche ?) ma notiamo che gli indici azionari accumulano ritardo rispetto all'America. La tendenza di fondo é neutra per DAX (+0.55% a 12515 punti) e Eurostoxx50 mentre il FTSE MIB (+0.80% a 21586 punti) sussulta sopra i 21250 punti evitando a fatica di cadere su un nuovo minimo annuale.
Non possiamo che ripetere il nostro costante avvertimento - appena la borsa americana comincerà a correggere e probabile che le borse europee cadranno pesantemente su nuovi minimi annuali. Manteniamo le posizioni short in portafoglio.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.19% a 3482 punti
DAX                         -1.90% a 12615 punti
SMI                          -0.17% a 9158 punti
FTSE MIB                  -1.68% a 21568 punti
S&P500                    +0.76% a 2840.35 punti
Nasdaq100               +1.35% a 7395 punti

Venerdì le borse europee sono rimbalzate dopo la caduta di mercoledì e giovedì. Non potevano fare niente d'altro visto che giovedì sera e venerdì la borsa americana é ripartita al rialzo - praticamente si é trascinata dietro l'Europa più per inerzia che per convinzione.
Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3492 punti contro la chiusura ufficiale a 3482 punti (+0.38%).
Anche la seduta a New York é stata positiva ed é stata la logica continuazione della reazione iniziata giovedì. L'S&P500 ha aperto a 2829 punti. All'inizio é ancora sceso in pari a 2827 punti. Poi é salito a 2834 punti ed é ricaduto a 2829 punti. Dopo la chiusura in Europa l'S&P500 é gentilmente salito fino alla chiusura a 2840.35 punti (+0.46%). È stata una seduta tranquilla durante la quale il mercato si é mosso poco (range di 13 punti) e con moderati volumi (volume relativo a 0.9). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3720 su 3293 e NH/NL a 540 su 541 - la partecipazione al rialzo resta suboptimale per non dire mediocre. A livello di sentiment notiamo che é bastato poco per far tornare tutti ottimisti (VIX a 11.64 punti, -0.55) e pronti a speculare al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.56). Questo ci dice che per lo meno manca quello sano scetticismo che sta alla base di qualsiasi sano e sostenibile rialzo. Settimana prossima i rialzisti dovrebbero nuovamente ritirarsi ed i ribassisti dovrebbero riprovare a far correggere le borse. Per ora non vediamo rischi di ribasso.
Si possono trascorrere le vacanze senza passare le giornate a controllare cosa succedere in borsa. È probabile che ancora per settimane non succederà nulla di importante malgrado che il restringersi delle Bollinger Bands e la caduta delle volatilità su livelli mediamente bassi ci suggeriscono la possibilità dell'avvicinarsi di sostanziali movimenti.
Teniamo d'occhio il supporto a 1.15 sul cambio EUR/USD (1.1580). Ci aspettiamo che il supporto regga ma in caso di rottura é probabile che anche le borse europee abbiano un forte vuoto d'aria.

Commento del 3 agosto

L'S&P500 (+0.49% a 2827.22 punti) difende il supporto a 2800 punti - correzione a singhiozzo

Ieri finalmente in Europa é apparsa una certa pressione di vendita e gli indici azionari hanno avuto una pessima giornata con una pesante caduta. L'Eurostoxx50 é sceso a 3469 punti (-1.14%). L`S&P500 invece ha aperto sul minimo a 2796 punti e ha chiuso vicino al massimo a 2827.22 punti (+0.49%). È evidente che l'indice non ha ancora voglia di continuare la correzione in direzione dei 2750 punti ed é ancora in grado di difendere agevolmente il supporto intermedio a 2800 punti. Di conseguenza le borse europee dovranno avere ancora pazienza. In Europa però si addensano le nuvole all'orizzonte. Le borse scendono malgrado la debolezza dell'EUR (EUR/USD a 1.1585). Questo significa che lentamente in Europa si sta concretizzando un problema in grado di schiacciare le borse su nuovi minimi annuali. Considerando la perdita del FTSE MIB (-1.73% a 21414 punti) é probabile che sarà l'Italia ad entrare nel mirino della speculazione internazionale.

Commento del 2 agosto

FTSE MIB a corrente alternata (-1.91% dopo un +1.25%) - il resto gira in tondo


Ieri per le borse é stata una giornata insignificante. L'S&P500 (-0.10% a 2813.36 punti) continua a restare sopra il supporto intermedio a 2800 punti. L'Eurostoxx50 (-0.46% a 3509 punti) non si allontana dai 3500 punti.
A corto termine continuiamo decisamente a favorire lo scenario di una correzione minore con una discesa dell'S&P500 sui 2750 punti. Le borse europee dovrebbero gentilmente seguire.
La borsa italiana é particolarmente volatile. Questo é un segno di instabilità che potrebbe sfociare in un movimento significativo. In questo caso lo scenario più probabile é quello di una caduta del FTSE MIB su un nuovo minimo annuale.

Commento del 1. agosto

Dal supporto a 2800 punti l'S&P500 provoca un rimbalzo tecnico generale

Oggi 1. agosto in Svizzera si celebra la festa nazionale.
Ieri le borse sono rimbalzate. L'Eurostoxx50 é risalito a 3525 punti (+0.38%). Con nostra sorpresa le banche (SX7E +1.29% a 116.73 punti) si stanno comportando relativamente bene.
L'S&P500 é tornato a 2816.29 punti (+0.49%). Si é mosso tra i 2808 ed i 2824 punti e ha chiuso nella parte superiore del range. Per il momento, come a metà luglio, il supporto a 2800 punti regge. Ieri il mercato é rimasto in attesa dei risultati trimestrali di Apple e anche la tecnologia si é risollevata (Nasdaq100 +0.54% a 7232 punti).
Secondo oscillatori e indicatori gli indici azionari americani dovrebbero tendenzialmente scivolare verso il basso fino a metà di settimana prossima. Di conseguenza ci aspettiamo nei prossimi giorni una continuazione della correzione minore.
In generale i mercati finanziari sono tranquilli e non sembra che si stia preparando un movimento importante. Questo riguarda non solo le borse ma anche divise e tassi d'interessi.

Commento del 31 luglio

Il Nasdaq100 sta correggendo con obiettivo a 6800 punti - l'S&P500 deve cadere a 2750 punti - e l'Europa ?

Ieri le borse europee hanno aperto e chiuso più o meno sullo stesso livello. Gli indici si sono mossi poco e hanno terminato la giornata con moderate perdite - l'Eurostoxx50 é sceso a 3512 punti (-0.42%). Come pensavamo il rialzo si é fermato per "mancanza di carburante" ma non sembra che stia per iniziare una sostanziale correzione.
La seduta a New York é stata più interessante. Il Nasdaq100 (-1.42%) ha bucato il supporto a 7300 punti é ha fornito un segnale di vendita che deve valere almeno per una correzione minore. Come pensavamo gli investitori si sono lasciati spaventare dai crolli di Facebook e Twitter e hanno venduto la tecnologia - specialmente gli AGMAF. Il resto del mercato é rimasto relativamente stabile e non abbiamo notato un forte aumento della pressione di vendita.
L'S&P500 ha ricominciato a giocare con il supporto a 2800 punti. Ha aperto sul massimo a 2821 punti, é sceso fino a 2798 punti di minimo ed é rimbalzato in chiusura a 2802.60 punti (-0.58%). Probabilmente ci vorranno alcuni tentativi prima che il supporto venga rotto e l'indice possa raggiungere l'obiettivo di questa attesa correzione minore a 2750 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2856 su 4112, NH/NL a 420 a 979 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 14.26 punti (+1.23) mentre la CBOE Equity put/call ratio era a 0.72. 
Insomma - la borsa americana sta svolgendo una correzione minore causata dalla tecnologia evidentemente in eccesso di rialzo. Sembra però soprattutto un problema americano. Le borse europee si stanno lasciando influenzare ma non sembrano voler effettuare una sostanziale correzione. Dovrebbero ritracciare solo di un paio di punti in percentale.
Stasera dopo la chiusura della borsa americana Apple pubblicherà i suoi risultati trimestrali.

Commento del 28-29 luglio

Dopo Facebook crolla anche Twitter (-20.54%) - i social media mettono in ginocchio il Nasdaq100

Settimana scorsa il rialzo delle borse é continuato ma ci sono stati alcuni incidenti - giovedì Facebook (-0.78%) é crollata del -18.96% - venerdì ha seguito Twitter con un -20.54%. In entrambi i casi sono stati dei risultati trimestrali deludenti e un numero di utenti in calo (o inferiore alle stime degli analisti) a provocare una massiccia ondata di vendite. Ci si deve ormai domandare se il successo dei social media é giunto alla fine - queste società non sembrano più in grado di crescere in maniera tale da giustificare le stratosferiche valutazioni. Questo effetto potrebbe estendersi alla tecnologia. Il Nasdaq100 questa settimana é stato l'unico indice azionario del nostro paniere che ha perso terreno (performance settimanale del -0.73%), Non eravamo abituati a questo comportamento - per mesi il Nasdaq aveva trascinato il rialzo della borsa americana. È possibile che ora questa forza trainante venga a mancare. Venerdì il Nasdaq100 (-1.40% a 7296 punti) ha chiuso poco sotto il primo supporto a 9300 punti. Già a partire da mercoledì vi avevamo avvisati che una volta raggiunto l'obiettivo a 7500 punti il Nasdaq100 avrebbe dovuto cominciare a correggere. Avremmo avuto un segnale di vendita solo con una chiusura giornaliera sotto i 7300 punti - 4 punti non sono abbastanza per poter dichiarare che la correzione é cominciata. Mercoledì la borsa americana ha toccato dei nuovi massimi di periodo - il Nasdaq ed il Nasdaq100 hanno fatto registrare dei nuovi massimi storici. Le borse europee invece sono salite fino a venerdì quando hanno raggiunto dei nuovi massimi di periodo. Grazie all'accordo tra Trump e Junker sembra che un inasprimento della guerra commerciale tra Stati Uniti e Europa sia scongiurato e i mercati azionari hanno reagito in maniere entusiasta. Gli indici azionari hanno però unicamente raggiunto e superato di poco i nostri obiettivi. L'Eurostoxx50 (+0.51% a 3527) ha superato i 3480-3500 punti ma venerdì alle 22.00 valeva 3512 punti. Lo stesso vale per il DAX tedesco (+0.40% a 12860 punti) che ha passato i 12800 punti ma é poi tornato alle 22.00 a 12824 punti. In Europa non abbiamo nessun segnale di vendita e nessuna forte divergenza. Il rialzo di corto termine é intatto e potrebbe proseguire. Malgrado il raggiungimento degli obiettivi e l'improvvisa debolezza del settore tecnologico in America non ci sono ancora ragioni per andare short con convinzione. L'esempio dell'SMI svizzero (+0.42% a 9173 punti) é un monito. L'indice doveva fermarsi a 9000 punti. Malgrado l'ipercomperato l'indice ha continuato a salire e le altre borse europee potrebbero comportarsi alla stessa manera e tentare di colmare il divario di performance che le separa dall'America.  

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.96% a 3527 punti
DAX                         +2.38% a 12860 punti
SMI                          +2.02% a 9173 punti
FTSE MIB                  +0.73% a 21955 punti
S&P500                    +0.61% a 2818.82 punti
Nasdaq100               -0.73% a 7296 punti

La seduta di venerdì in Europa non ci ha riservato sorprese e tecnicamente non ci ha detto nulla di nuovo. Gli indici hanno aperto in positivo e la mattina hanno ancora guadagnato qualche punto. Poi si sono fermati e hanno terminato la seduta con modesti guadagni. Alle 22.00, influenzati dalla seduta negativa a New York, sono poi tornati al punto di partenza chiudendo teoricamente la giornata praticamente in pari. L'Eurostoxx50 dai 3509 punti di giovedì é salito fino a 3529 punti e ha chiuso a 3527 punti (+0.51%). Alle 22.00 é poi tornato a 3512 punti.

In America ci aspettavamo una seduta tranquilla e senza sostanziali variazioni. Invece hanno predominato le vendite che questa volta hanno coinvolto tutto il listino. L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2843 punti, é sceso fino a metà giornata a 2808 punti e poi fino alla chiusura é lentamente risalito fino a 2818.82 punti (-0.66%). Il Nasdaq100 ha perso il -1.40% a 7296 punti. Al contrario di giovedì anche il Russell2000 (-1.89%) si é insaccato. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2001 su 4986, NH/NL a 544 su 835 (!) e volume relativo a 1.05. Notiamo che la seduta negativa é accompagnata da volumi e pressione di vendita in aumento.La volatilità VIX é salita a 13.03 punti (+0.89) mentre la CBOE Equity put/call é lievitata a 0.67. Inutile dire che i dati sul sentiment possono salire ancora di parecchio e questo significa che l'S&P500 può scendere di parecchio. Ricordiamo che il nostro obiettivo per l'attesa correzione minore é a 2750 punti. Non vediamo ancora le premesse per un ribasso.
Riassumendo la borsa americana sta svolgendo l'attesa correzione minore. Finora però non abbiamo ancora segnali tecnici di vendita. La correzione minore potrebbe unicamente servire ad assorbire gli eccessi senza invertire la tendenza di fondo che resta debolmente rialzista. Il 50.8% dei titoli della borsa americana si trova ancora sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 59.44.
È poco probabile che le borse europee possano continuare a salire se l'America corregge. Una divergenza come quella verificatasi nella seconda parte della scorsa settimana é eccezionale e irripetibile.

Commento del 27 luglio

Troppo nervosismo - poca tendenza

Ieri Trump, Junker e Draghi hanno dato una forte spinta alle borse europee (Eurostoxx50 +1.18% a 3509 punti). Facebook (-18.96%) ha fermato la borsa americana (Nasdaq100 -1.43% a 7400 punti). Si può trarre una prima conclusione - gli investitori sono nervosi ed indecisi e si lasciano sballottare dagli avvenimenti politici. Seconda conclusione - gli analisti non sanno più fare il loro lavoro e i risultati trimestrali delle società sorprendono e provocano balzi incredibili sui prezzi delle azioni. Ieri non abbiamo avuto solo il crollo di Facebook ma anche il rally di AMD (+14.33%).
Ieri le borse europee sono ripartite al rialzo grazie alla notizia che Trump e Junker hanno trovato un accordo per scongiurare un inasprirsi della guerra commerciale. Gli Stati Uniti rinunciano ad introdurre dazi punitivi sulle importazioni di auto europee e il settore ha festeggiato. I balzi di BMW (+4.42%) VW (+3.96%) e Daimler (+2.71%) hanno fatto decollare il DAX (+1.83% a 12809 punti) e aiutato l'Eurostoxx50 (+1.18% a 3509 punti). Le borse euopee hanno chiuso sul massimo giornaliero e su dei nuovi massimi di periodo. L'Eurostoxx50 ha raggiunto l'obiettivo a 3480-3500 punti - lo stesso vale per il DAX a 12800 punti. La chiusura sul massimo giornaliero e con volumi in aumento ci dice che oggi probabilmente ci sarà una continuazione verso l'alto. Gli indici non sono ipercomperati e potrebbero estendere il rialzo e tentare a medio termine di recuperare il ritardo accumulato con l'America. Sui livelli attuali ci sono delle resistenze - il comportamento degli indici oggi ci dirà se una correzione é ancora possibile e se resta uno scenario valido o se invece il rialzo deve continuare. Formalmente le borse europee sono ancora in una tendenza neutra.
Ci insospettisce il comportamento dell'SMI svizzero che ieri ha nettamente superato l'obiettivo a 9000 punti. L'SMI (+1.33% a 9139 punti) ha seguito con entusiasmo il rally delle borse europee. La resistenza a 9000 punti é stata decisamente rotta con un'impressionante gap up ed un guadagno di 120 punti. Ora l'indice é ipercomperato e a breve dovrebbe ridiscendere sui 9000 punti (ora supporto intermedio) e chiudere il gap. È però possibile che la correzione estiva venga a mancare e che in seguito l'SMI si stabilizzi sui 9000 punti. Il rally dei 8400 punti ai 9100 punti in un mese non é sostenibile. Dei risultati trimestrali positivi e superiori alle previsioni stanno dando dei buoni argomenti agli investitori per comperare. Molti sono stati ingannati dalla caduta del mercato a maggio causata più che altro da timori ingiustificati. Il cambio EUR/CHF é sceso a 1.1582. Perché il CHF si rafforza? Questa é una domanda che ci perseguita da giorni. Normalmente un CHF forte ferma un rialzo della borsa svizzera molto dipendente dalle esportazioni. Inoltre spesso il CHF viene comperato come bene rifugio e quando si teme una crisi nel sistema finanziario europeo. In borsa non vediamo niente che possa suggerire la possibilità di tensioni nell'UE.
Insomma - le borse europee non sono ancora ipercomperate e gli indicatori danno ancora via libera. Un nuovo massimo di periodo é un invito ai compratori e per ora non appaiono segnali d'esaurimento o importanti divergenze. Secondo noi l'Eurostoxx50 ed il DAX non dovrebbero scostarsi di molto dai 3480-3500 punti e dai 12800 punti. Notizie positive possono però a breve estendere il rialzo in un mercato tendenzialmente neutro. Non abbiamo nessun segnale di vendita e nessuna importante divergenza tecnica.
 
Ieri la borsa americana ha avuto una seduta positiva ma S&P500 (-0.30% a 2837.44 punti) e Nasdaq100 (-1.43%) sono scesi. Questa é la conseguenza del crollo di Faceboook (-18.96%). La borsa americana ha però subìto unicamente una battuta d'arresto senza conseguenze tecniche.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2838 punti e per tutta la giornata si é mosso a caso tra i 2835 ed i 2845 punti toccati a metà giornata. È stata una seduta in trading range che l'indice ha concluso a 2837.44 punti (-0.30%) con una poco importante perdita di 8 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3927 su 3010, NH/NL a 808 su 492 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é scivolata a 12.12 punti (-0.15) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta a 0.62. Notiamo il miglioramento del rapporto NH/NL causato dalla buona giornata del Russell2000 (+0.60%). Ieri sera dopo la chiusura Amazon ha presentato risultati trimestrali convincenti. La prima reazione nel dopo borsa é stato un balzo del +4% dell'azione. Il future sull'S&P500 é ora a 2844 punti (+1 punto) - l'S&P500 sale teoricamente di 7 punti.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei sta guadagnando il +0.44% - Shanghai é in pari. Al momento (08.00) l'Eurostoxx50 vale 3509 punti - le borse europee apriranno invariate. Per l'analisi tecnica la seduta odierna é importante - gli indici dovrebbero esitare e ritracciare a contatto con le resistenze. Gli investitori invece possono godersi la giornata di bel tempo - non dovrebbe succedere nulla di significativo e probabilmente gli indici azionari europei ad americani termineranno la giornata senza sostanziali variazioni.

Domani parto per una settimana di vacanza. Il 1. agosto é la festa nazionale svizzera. Il sito verrà aggiornato regolarmente ma mi limiterò all'essenziale. Se non ci saranno cambiamenti importanti pubblicherò unicamente dei brevi aggiornamenti.

Commento del 26 luglio

Donald Trump cambia nuovamente idea - estensione del rialzo con acquisti senza senso - esaurimento ?

Ieri sera avevo osservato la fine della seduta in Europa e poi ero uscito rimandando la stesura dei commenti sugli indici azionari europei alla tarda serata. Volevo approfittare del bel tempo e non vedevo l'urgenza di scrivere un'analisi su una seduta negativa ma senza nulla di particolare. L'Eurostoxx50 era sceso a 3468 punti (-0.43%) dopo il nuovo massimo mensile del giorno prima. Evidentemente non c'era la forza e la volontà per proseguire il rialzo. La borsa americana era in pari e non sembrava volersi muovere.
Poco prima delle 22.00 ho riacceso il computer e ho avuto la grande sorpresa di trovare una situazione completamente cambiata. L'S&P500 (+0.91% a 2846.07 punti) stava salendo su un nuovo massimo mensile mentre i futures sugli indici azionari europei seguivano e avevano più che compensato le perdite della giornata. Cosa é successo? Dopo mesi di guerra verbale e dazi punitivi sembra che gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno trovato una soluzione per risolvere il conflitto commerciale. Al termine di un incontro tra Donald Trump e Jean Claude Junker i due leader hanno annunciato un accordo su numerosi punti e l'intenzione di voler eliminare i dazi punitivi e le barriere doganali. Questa notizia ha fatto decollare i mercati finanziari. Poiché la situazione é ancora poco chiara e i due leaders si sono limitati a dichiarazioni di intenti la reazione degli investitori é stata confusa ed in parte senza senso. È stato comperato un pò di tutto e a caso concentrandosi sui soliti settori (Nasdaq100 +1.38% a 7508 punti) e lasciando da parte il resto e la massa (Russell2000 +0.30%). L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3496 punti. Che senso aveva a questo punto commentare ancora una seduta che aveva fatto scendere l'Eurostoxx50 dai 3483 punti di martedì ai 3468 punti? Lasciamo perdere e concentriamoci sugli avvenimenti che hanno mosso i mercati nella tarda serata.

L'S&P500 ha aperto praticamente invariato a 2819 punti e per ore é oscillato in laterale tra i 2819 ed i 2823 punti. A metà giornata ha cominciato a lievitare e verso le 20.30 aveva raggiunto i 2830 punti, massimo di martedì. Dopo la conferenza stampa di Trump e Junker l'S&P500 si é impennato, ha toccato un nuovo massimo di periodo a 2848 punti e ha chiuso a 2846.07 punti (+0.91%). Ma le sorprese non sono finite qui. Dopo la chiusura Facebook ha annunciato risultati trimestrali inferiori alle attese e un numero di utenti in calo - gli investitori delusi hanno venduto in massa e nel dopo borsa il titolo ha perso circa il -20%! Il future sul Nasdaq100, che durante la seduta era salito su un nuovo massimo storico a 7508 punti (+1.38%) ha perso circa il -1.5%.
Ma torniamo alla seduta a Wall Street che é stata logicamente positiva con A/D a 4413 su 2501, NH/NL a 530 su 714 e volume relativo a 1.0. Alt! - sicuramente i lettori attenti hanno notato un importante particolare - il numero di nuovi minimi a 30 giorni é ancora salito - si passa dai 465 di lunedì ai 589 di martedì fino ai 714 (!) di ieri malgrado i nuovi record dei maggiorri indici azionari. C'é pressione di vendita che finora non appare negli indici ma che rischia di metterli presto o tardi in ginocchio. La volatilità VIX é scesa di poco a 12.29 punti (-0.12) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata normale a 0.61. I traders non sembrano farsi ingannare dall'evanescente impennata di ieri sera.
Riassumendo il balzo di ieri sera in America non sembra sostenibile. Difficilmente il rialzo può continuare ma per ora non sappiamo quale potrebbe essere la reazione agli eccessi e (ormai) all'ipercomperato. Bisogna sperare che Donald Trump la finisca di cambiare idea e strategia ogni paio di giorni in maniera che in borsa possa delinearsi una chiara tendenza. A dire il vero una tendenza c'é - é un lento e costante rialzo in America con la leadership della tecnologia. Il problema é che questo rialzo é troppo esteso e a causa di Trump a forte rischio di fallimento. È troppo rischioso andare long mentre non esistono ancora segnali tecnici per giustificare un short. Forse l'accelerazione di ieri é stato un classico esaurimento di  trend. Vediamo - i primi supporti sono a 2800 punti di S&P500 e a 7500 punti di Nasdaq100. Il future sull'S&P500 é ora a 2834 punti (-7 punti). 

Stamattina le borse asiatiche sembrano non credere alle giravolte di Trump. Il Nikkei sta perdendo il -0.14% - Shanghai é in calo del -0.6%. L'Eurostoxx50 vale alle 08.00 3486 punti - sale dalla chiusura ufficiale di ieri a 3468 punti e scende dal valore di ieri alle 22.00 di 3496 punti. Si trova ancora su quei 3480 punti che ci accompagnano da parecchio tempo. Oggi si riunisce la BCE - vediamo se Mario Draghi alle 14.30 avrà qualcosa di interessante da dire. Non pensiamo - ormai ripete da mesi monotonamente gli stessi concetti senza più riuscire a convincere nessuno. Non saremmo sorpresi se oggi le borse reagissero negativamente...

Commento del 25 luglio

Defezioni nelle retrovie

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta di rialzo. Cominciamo però il commento odierno con l'America visto che l'inizio e la fine della seduta europea sono stati condizionati da quanto é successo a Wall Street. Per il resto ci ha pensato la Cina.

L'S&P500 (+0.48% a 2820.40 punti) ha toccato un nuovo massimo a sei mesi a 2830 punti - solo a gennaio-febbraio era stato più in alto. Il Nasdaq Composite (-0.01%) ed in Nasdaq100 (+0.47% a 7406 punti) hanno raggiunto dei nuovi massimi storici. Fino a qui tutto bene - il trend rialzista é intatto e confermato. Dietro la facciata però l'edificio si sta sgretolando - nelle retrovie ci sono parecchie preoccupanti defezioni. Dietro ai leaders ci sono già indici e settori che stanno battendo in ritirata - e non sono abbandoni di poco conto. Il primo crollo riguarda il settore dei trasporti - il DJ Transportation ha perso il -1.53%. Anche le PMI non hanno partecipato ieri alla festa - il Russell2000 é sceso del -1.07%. Perfino nella tecnologia, che resta il settore trainante del mercato, ci sono delle sacche di debolezza. Ieri il Nasdaq Composite ha chiuso con una leggera perdita mentre il settore dei semiconduttori (SOX - 1.09%) é inciampato pesantemente. Questa disfunzione del mercato appare nei numeri della giornata - A/D a 3114 su 3842 (rapporto negativo), NH/NL a 685 su 589 (notate l'aumento sensibile dei nuovi minimi a 30 giorni) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 12.41 punti (-0.21) mentre la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.63 (la VIX si riferisce all'S&P500 - la p/c ratio a tutto il mercato - lo sviluppo divergente é logico).
Insomma - Wall Stret ha vinto ma non ha convinto. L'impressione é che l'S&P500 abbia finalmente esaurito la spinta di rialzo su l'atteso massimo a 2820-2830 punti. Il problema é che non sappiamo ancora cosa ci aspetta nei prossimi giorni e settimane - a breve l'alternativa é tra un'altra correzione minore fino ai 2750 punti o qualcosa di più consistente. A medio - lungo termine é possibile che il massimo storico a 2872 punti del 26 gennaio sia un massimo definitivo. L'S&P500 fa molta fatica a salire (a metà marzo era a 2800 punti) ma non vuole scendere.
Per la cronaca l'S&P500 ha aperto in gap up a 2823 punti. Nella prima ora di contrattazioni é salito sul massimo a 2830 punti. Poi é ridisceso sui 2820 punti ed é oscillato in laterale fino alle 19.00. Poi l'indice é sceso fino ai 2811 punti di minimo per risalire infine a 2820 punti. Sul grafico appare un doji abbastanza lungo (19 punti) che potrebbe significare esaurimento. Se nei prossimi giorni l'S&P500 ricade sotto i 2800 punti inizierà una correzione. Sulla base di quanto successo ieri e delle sviluppo degli indicatori questa é la nostra previsione. 

Ora possiamo tornare all'Europa. La mattina l'Eurostoxx50 e colleghi hanno aperto in positivo stimolati dai buoni risultati trimestrali di Google (+3.89%). Fino alle 10.30 circa non é successo nulla. Poi sono stati pubblicati alcuni dati economici positivi sulla Germania e la Cina ha annunciato un programma di stimoli congiunturali. Le borse sono balzate e l'Eurostoxx50 é salito fino ad un nuovo massimo di periodo a 3494 punti. Poi le borse si sono sgonfiate seguendo dalle 16.30 l'esempio di New York. L'Eurostoxx50 ha abbandonato il nuovo massimo mensile marginale per tornare a 3483 punti (+0.85%). L'ottimo comportamento del settore bancario (SX7E +2.23% a 113.27 punti) non é bastato per far avanzare l'Eurostoxx50 in direzione dei 3500 punti. L'indice europeo rimane incollato al nostro obiettivo a 3480 punti. Siamo stupiti da queste fiammate speculative - basta parlare di miglioramenti congiunturali che subito tutti corrono a comperare azioni di banche per poi abbandonarle al primo segnale di pericolo. Ieri i buoni risultati trimestrali di UBS (+4.32%) hanno sicuramente sostenuto il settore e aiutato l'SMI svizzero (+0.51% a 9005 punti) a raggiungere i 9000 punti. Su questo nuovo massimo di periodo e obiettivo l'SMI deve fermarsi e probabilmente correggere. Il DAX (+1.12% a 12689 punti) ha aperto bene e poi é rimasto tranquillo fin verso le 10.40. Dopo é balzato verso l'alto ed é salito fino a 12755 punti - infine si é sgonfiato. Ha chiuso con un consistente guadagno di 140 punti ma lontano dal massimo giornaliero. Un attacco in direzione dei 12800 punti é ancora possibile ma ci sembra molto improbabile che stia iniziando una nuova spinta di rialzo dopo il consolidamento delle ultime tre sedute. Manteniamo l'obiettivo a 12800 punti - poi ci sarà ancora una fase negativa - consolidamento o correzione: é troppo presto per una previsione fondata. Ci insospettisce il fatto che il rally é stato trascinato da auto e banche - puzza di speculazione e breve o per lo meno di movimento non sostenibile.
Il nostro indicatore proprietario basta sulla stocastica e che usiamo per le posizioni tattiche a medio termine é tornato ieri sera marginalmente long. Questo inabituale flip-flap é la dimostrazione che i mercati sono indecisi...

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei sale del +0.4% - Shanghai sta perdendo il -0.1%. Il future sull'S&P500 scivola a 2817 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3480 punti (-3 punti) - le borse europee apriranno in leggero calo. Ieri i rialzisti hanno fatto progressi ma la sera si sono ritirati. È probabile che oggi saranno prudenti in attesa della riunione della BCE di domani. Alle 10.00 viene pubblicato l'indice Ifo tedesco - ieri un dato simile ha fatto balzare il DAX di 50 punti. Stasera dopo la chiusura a Wall Street saranno resi noti i risultati trimestrali di Facebook.

Commento del 24 luglio

Consolidamento

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa. Gli indici azionari si sono però mossi in pochi punti e hanno aperto e chiuso sullo stesso livello. Sui grafici appaiono dei piccoli doji che significano pausa ed incertezza. Gli indici hanno trascorso la giornata nel range di venerdì e hanno terminato la seduta con leggere perdite. Questa non sembra la continuazione di una correzione che in teoria poteva essere iniziata a metà di settimana scorsa. Sembra un semplice consolidamento.
L'Eurostoxx50 é sceso a 3454 punti (-0.17%) mentre l'indice delle banche SX7E ha guadagnato il +0.63% a 110.80 punti.  Il DAX (-0.10% a 12548 punti) si é mosso in pochi punti e nel range di venerdì. Ha chiuso con una insignificante perdita di 12 punti. Avrebbe dovuto continuare a correggere ed invece é fermo con bassi volumi di titoli trattati. L'impressione é quindi che stia semplicemente consolidando sopra i 12400 punti. In Italia l'uscita di scena di Marchionne ha provocato un'ondata di vendite sulle azioni delle società della galassia Agnelli (Fiat, Ferrari, Exor). Questo ha provocato la caduta del FTSE MIB (-0.87% a 21605 punti) che però, dopo la perdita iniziale, si é comportato come l'Eurostoxx50. Non pensiamo di conseguenza che il calo debba continuare - si é trattato di un incidente di percorso. Come le altre borse europee Il FTSE MIB sembra voler consolidare e non correggere. La permanenza dell'indice sui 21500-22000 punti dovrebbe essere più lunga di quanto inizialmente previsto.
Per i ribassisti la settimana é cominciata con una delusione. Dopo l'apertura in leggero calo non é successo più nulla. Le borse non sembrano all'inizio di una forte correzione malgrado che gli indicatori di medio termine favoriscano per le prossime settimane un calo degli indici azionari su nuovi minimi annuali. L'impressione dopo la seduta di ieri é che potremo goderci le vacanze estive poiché non si profila all'orizzonte nessun sostanziale movimento.

In America un'ulteriore serio tentativo di bucare il supporto a 2800 punti di S&P500 é fallito. L'S&P500 ha aperto a 2800 punti e all'inizio della seduta ci sono stati due tentativi di ribasso con minimi a 2796 e 2795 punti. Alle 16.30 i venditori si sono ritirati. L'S&P500 si é risollevato e a metà giornata é tornato a 2807 punti. Nella seconda parte della seduta l'indice é semplicemente oscillato in laterale tra i 2804 ed i 2808 punti ed ha chiuso a 2806.98 punti (+0.18%). Il Nasdaq100 (+0.29% a 7371 punti) ha fatto leggermente meglio. La seduta al NYSE é stata però negativa con A/D a 3122 su 3817, NH/NL a 574 su 465 (notiamo l'aumento dei NL) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 12.62 punti (-0.24) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata ad essere bassa a 0.55. Insomma - l'S&P500 non vuole scendere sotto i 2800 punti ma appena c'é una seduta positiva gli investitori tornano ad essere troppo ottimisti. La partecipazione al rialzo resta decisamente debole. Di conseguenza é poco probabile che le evanescenti spinte di rialzo possano far salire l'S&P500 di molto. Potrebbe esserci ancora un tentativo di salita in direzione dei 2820-2830 punti ma su questo livello é probabile che anche le forze e la motivazione dei rialzisti verranno a mancare. La correzione non inizia - l'alternativa non sembra però una continuazione del rialzo ma una permanenza più lunga del previsto dell'S&P500 sui 2800 punti.

Ieri sera Google ha presentato ottimi risultati trimestrali. Il future sull'S&P500 é ora a 2817 punti (+5 punti) - l'S&P500 vale circa 2818 punti (+11 punti). Le borse europee non sembrano farsi contagiare dall'euforia - l'Eurostoxx50 vale ora 3470 punti. In apertura gli indici azionari europei saliranno del +0.4%. Poi, come ieri, rischiano di fermarsi e muoversi in pochi punti con scarsi volumi.
Per la cronaca stamattina le borse asiatiche sono in moderato rialzo. Il Nikkei sta guadagnando il +0.47% - Shanghai balza del +1.5%.

Aggiornamento del 23 luglio

Indicatori misti forniscono segnali contraddittori - la soluzione é probabilmente un mercato neutro

Durante il fine settimana abbiamo studiato le analisi di colleghi e concorrenti. Con buoni e validi argomenti tecnici abbiamo letto analisi che prevedono una continuazione del rialzo della borsa americana e altri che prevedono l'inizio di una sostanziale correzione. Lo stesso vale per l'Europa malgrado che per Eurostoxx50 e colleghi le previsioni siano prevalentemente negative. Tutto dipende da quali indicatori vengono usati e a quali si attribuisce il maggior peso. In generale però non ci sono segnali "forti" - molti indicatori si muovono su posizioni neutre e forniscono unicamente marginali segnali d'acquisto o di vendita - prendere posizioni sulla base di questi segnali é spesso arrischiato. Come bisogna comportarsi in una simile situazione d'incertezza? La migliore strategia é l'attesa o la difesa. Bisogna attendere di avere segnali di buona qualità e confermati. Oppure nell'incertezza bisogna scegliere la strategia d'investimento che ci difende da eventuali perdite. Non c'é bisogno di seguire un segnale di vendita con posizioni short - si può anche restare liquidi o assicurare un portafoglio long con un hedging. Lo stesso vale con una segnale d'acquisto incerto. Non bisogna subito comperare ma per lo meno si devono chiudere eventuali posizioni speculative short.
Non da ultimo bisogna considerare la possibilità che quando i segnali tecnici sono deboli e contraddittori vuol dire che il mercato oscilla in laterale senza tendenza e può continuare a farlo anche nel futuro. L'S&P500 e L'Eurostoxx50 si trovano oggi sullo stesso livello del 13-15 marzo scorsi - non saremmo sorpresi se tra due mesi, tra correzioni minori e brevi ed evanescenti spinte di rialzo ci ritrovassimo nuovamente sui 2800 punti di S&P500 e sui 3450 punti di Eurostoxx50.

Stamattina le borse asiatiche sono miste ma per una volta é il Giapppone a scendere (Nikkei -1.38%) e la Cina a salire (Shanghai +0.7%). Il future sull'S&P500 é a 2799 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale alle 08.00 3452 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Le premesse sono per una seduta tranquilla e senza sostanziali variazioni. Stasera dopo la chiusura della borsa americana sono attesi i risultati trimestrali di Google.

Commento del 21-22 luglio

Correzioni minori e rotazione tra settori - manca una sostanziale correzione

A metà giugno avevamo previsto una correzione delle borse. L'S&P500 (-0.09% a 2801.83 punti) in effetti ha toccato un massimo a 2791 punti il 13 giugno ed é sceso fino al 28 giugno a 2692 punti - una correzione minore di quasi 100 punti. Contemporaneamente l'Eurostoxx50 (-0.33% a 3460 punti) ha toccato un massimo il 15 giugno a 3540 punti ed é caduto il 27 giugno su un nuovo minimo annuale a 3340 punti - la perdita di 200 punti é stata più consistente ma ancora inferiore a quel -10% che costituisce per definizione una normale correzione. Poi gli indici azionari sono risaliti. Seguendo cicli ed oscillatori nell'analisi di domenica scorsa abbiamo previsto la vicinanza di un massimo significativo - a questo massimo doveva nuovamente seguire una correzione. Dopo mesi di oscillazione in laterale ci aspettavamo l'inizio di una correzione più importante. Gli obiettivi  del rialzo a corto termine erano a 2820-2830 punti di S&P500, 7450 punti di Nasdaq100 e 3480 punti di Eurostoxx50. L'S&P500 ha toccato un massimo mercoledì a 2816.76 punti, il Nasdaq100 (-0.03% a 7350 punti) ha raggiunto un nuovo massimo storico martedì a 7418 punti mentre l'Eurostoxx50 si é impennato mercoledì fino ai 3487 punti e poi é sceso. Le sedute di giovedì e venerdì sono state in generale negative ma non abbiamo ancora nessuna conferma che stia iniziando una correzione. Al contrario parecchi segnali suggeriscono lo svolgimento di un consolidamento ad alto livello contraddistinto da una sana rotazione tra settori. Per esempio venerdì il settore dei Biotech (-0.03%), pur senza fare progressi, ha toccato un nuovo massimo storico mentre il settore dei trasporti (DJTransportation -0.06%) ha fatto registrare un nuovo massimo mensile. Da giorni esistono i presupposti tecnici e stagionali per l'inizio di una correzione ma le borse non scendono - basta guardare le performances settimanali per rendersi conto che gli indici azionari stanno marciando sul posto. Solo l'SMI svizzero (+0.64% a 8991 punti), per la seconda settimana consecutiva ha guadagnato decisamente terreno e ha sovraperformato grazie alla forza relativa del settore farmaceutico. Temiamo di conseguenza che gli eccessi di rialzo verranno riassorbiti unicamente attraverso un'altra correzione minore di poco conto. La pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese americane prosegue senza conseguenza per la borsa - la maggior parte delle società presenta ottimi risultati e batte le previsioni degli analisti. I dati non vengono utilizzati per giustificare prese di beneficio. Gli investitori americani ignorano la guerrra commerciale scatenata da Donald Trump - solo la borsa cinese é da mesi in una fase di ribasso. Se malgrado tutto questo l'S&P500 non scende non sappiamo cosa potrebbe scatenare una correzione - temiamo quindi che l'S&P50 possa unicamente scendere sui 2750 punti e poi ricominciare a salire e tentare di migliorare il massimo storico del 26 gennaio 2876 punti.
Settimana scorsa abbiamo aperto posizioni short a medio termine su DAX, Eurostoxx50 e SMI. I limiti di vendita su S&P500, Nasdaq100 e FTSE MIB non sono stati raggiunti. Settimana prossima ci aspettiamo ulteriore debolezza. Se però i ribassisti non tentano un deciso affondo e le vendite restano sporadiche chiuderemo le posizioni - probabilmente con modesti guadagni o in pari.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.28% a 3460 punti
DAX                         +0.16% a 12561 punti
SMI                          +1.47% a 8991 punti
FTSE MIB                  -0.45% a 21794 punti
S&P500                    +0.02% a 2801.83 punti
Nasdaq100               -0.35% a 7350 punti

Venerdì le borse hanno avuto una seduta negativa. Non abbiamo avuto però nessuna conferma che stia iniziando una correzione. L'S&P500 (-0.09% a 2801.83 punti) ha ancora una volta difeso strenuamente il supporto intermedio a 2800 punti. L'Eurostoxx50 (-0.33% a 3460 punti) ha chiuso lontano dal minimo giornaliero e con una modesta perdita di 11 punti - la performance settimanale é positiva. Solo il DAX tedesco (-0.98% a 12561 punti) ha avuto un netto cedimento. Questo però é riconducibile al settore auto (Daimler -2.35%, Volkswagen -2.25% e BMW -1.82%) dopo che Donald Trump ha nuovamente minacciato tasse punitive sulle importazioni di auto in America. All'inizio della settimana il DAX era salito parecchio a causa della ragione opposta (sembrava che il rischio di dazi fosse sparito) e la performance settimanale del DAX é positiva. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica venerdì é tornato marginalmente su sell - tatticamente restiamo di conseguenza short malgrado che il segnale é debole e si muove sulla linea neutra.
Il FTSE MIB (-0.41% a 21794 punti / Fiat -2.31%) ha copiato l'Eurostoxx50.

La seduta a New York é stata leggermente negativa - troppo poco per parlare di seduta in calo. L'S&P500 si é mosso in soli 9 punti (!). Ha aperto a 2801 punti ed é salito a 2809 punti per le 17.30. Poi é sceso lentamente e ad ondate fino ai 2800 punti. Dal supporto é risalito una manciata di punti ed ha infine chiuso a 2801.83 punti (-0.09%). Il Nasdaq100 (-0.03% a 7350 punti) si é comportato in maniera simile. La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3165 su 3762, NH/NL a 567 su 322 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é bloccata a 12.86 punti (-0.01) mentre la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.66 (MM a 10 giorni a 0.62) - a livello di sentiment non c'é niente di speciale da segnalare. Questa pausa fa scendere gentilmente gli oscillatori mentre le BB si allargano per inerzia (2684-2840 punti). Se nelle prossime 3-5 sedute l'S&P500 non crolla il capitolo correzione é per questo mese da archiviare. L'S&P500 può ancora per settimane oscillare tra i 2700 ed i 2800 punti. L'obiettivo ideale di una correzione minore é attualmente sui 2750 punti.
La tendenza di fondo della borsa americana resta debolmente al rialzo con il 56.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 60.90.
I movimenti più importanti settimana scorsa si sono verificati sulle divise e sui prezzi delle materie prime - specialmente sui metalli preziosi. Giovedì il cambio EUR/USD é caduto fino a 1.1575 - venerdì é tornato a 1.1720. Il prezzo dell'oro é crollato giovedì su un nuovo minimo annuale a 1211 USD/oncia - poi é risalito a 1232 USD. Sul corto termine l'oro ha toccato un minimo significativo e sta rimbalzando. La tendenza di fondo é però da neutra a ribassista e quindi il rimbalzo non andrà molto lontano (target a 1260-1280 USD/oncia).  La correlazione inversa con l'USD funziona bene e di conseguenza é probabile che il cambio EUR/USD risalga a 1.18. Questi movimenti non sembrano influenzare la borsa.      
Giovedì 26 luglio si riunisce la BCE per discutere la situazione economica e la politica monetaria. Non sono attese novità di rilievo ma Mario Draghi non perderà l'occasione per proseguire la sua guerra psicologica sull'irreversibilità dell'EUR.
Presto tardi in Europa si ricomincerà a discutere di debiti statali e di deficit specialmente se il nuovo governo italiano si ostina ad aumentare la spesa pubblica (salvare il buco nero Alitalia non é una buona idea ed é un cattivo esempio di gestione scriteriata delle finanze pubbliche) - forse però trascorreremo l'estate senza scosse e le tensioni riappariranno solo in autunno.

Commento del 20 luglio

Il supporto a 2800 punti respinge il primo timido tentativo di correzione dell'S&P500


Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa ma non vediamo ancora nessun motivo per preoccuparci. Gli indici azionari sono semplicemente scivolati verso il basso senza sbalzi e con volumi in calo. Fino a prova contraria quella di ieri é solo stata una seduta negativa all'interno di una fase di rialzo. È logico che vicino alle resistenze ci sia una reazione negativa - questo non significa ancora che sia iniziata l'attesa correzione. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica si indebolisce ma sia per l'Eurostoxx50 che per il DAX resta su buy. La seduta di oggi con la chiusura settimanale é decisiva per il trend a medio termine.
L'Eurostoxx50 (-0.39% a 3471 punti) ha perso 14 punti - la metà di quanto ha guadagnato mercoledì. Dopo una buona apertura l'Eurostoxx50 é scivolato verso il basso senza pressione di vendita - questa sembra solo una seduta negativa come conseguenza di una situazione di eccesso. La borsa non può sempre solo salire - quando raggiunge delle resistenze ci sono delle reazioni. Non abbiamo ancora nessun segnale di vendita - potrebbe essere iniziata una correzione ma non abbiamo nessun tipo di conferma.
Il FTSE MIB (-0.40% a 21885 punti) ha perso quanto l'Eurostoxx50 e si é comportato alla stessa maniera. Da un punto di vista tecnico non abbiamo nulla da dire - unicamente la debolezza dei titoli bancari é preoccupante. L'indice delle banche europee SX7E (-0.43% a 110.30 punti) perde come il resto del mercato.
Il DAX (-0.63% a 12686 punti) ha perso 79 punti - di più che l'Eurostoxx50 ma meno di quanto ha guadagnato mercoledì. L'indice é semplicemente scivolato verso il basso senza sbalzi e con volumi in calo. Da alcuni giorni il DAX é più volatile che l'Eurostoxx50 - forse una conseguenza dell'attività dei traders in un mercato estivo con pochi investitori.
Per una volta sono stati più interessanti i movimenti osservati su cambi e tassi d'interesse.Il cambio EUR/USD ha avuto un vuoto d'aria fino a 1.1575 ma poi , grazie ad una dichiarazione di Donald Trump che preferisce un USD più debole, ha recuperato a 1.1650. Il forte supporto a 1.15 non é stato avvicinato e la fase di consolidamento (o distribuzione?) tra gli 1.15 e gli 1.18 prosegue. Le divise stanno diventando parte della guerra commerciale. I cinesi, invece che imporre dazi sulle merci americane stanno semplicemente e alla chetichella svalutando lo Yuan. Il future sul Bund é salito a 163.14 (+0.20%). Questa é la migliore chiusura giornaliera dell'anno! Tassi d'interesse in calo significa che gli investitori non si aspettano inflazione né una forte crescita economica. Il Bund decennale rende il 0.32%. Il reddito reale, ripulito del tasso d'inflazione, é negativo.

Anche a Wall Street c'é stata una seduta negativa. L'S&P500 nella prima mezz'ora di contrattazioni é caduto sul supporto a 2800 punti (per l'esattezza il minimo giornaliero é stato a 2799.77 punti). Il supporto ha retto questo primo timido attacco e l'indice é risalito una decina di punti. Poi fino a fine giornata é oscillato tra i 2804 ed i 2811 punti ed ha chiuso a 2804.49 punti (-0.40%). La tecnologia ha seguito (Nasdaq100 -0.51% a 7352 punti) mentre il settore delle PMI (Russell2000 +0.56%) si é mosso controcorrente. Questo spiega i relativamente buoni dati tecnici della giornata. La seduta al NYSE stata infatti positiva con A/D a 3642 su 3300, NH/NL a 602 su 352 (un modesto miglioramento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 12.87 punti (+0.77) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata neutra a 0.62. Non siamo in grado di dire se questa seduta negativa é l'inizio dell'attesa correzione o semplicemente un normale ritracciamento dopo una rottura al rialzo. Visto che non é stato rotto nessun supporto e non abbiamo nessun segnale di vendita per ora dobbiamo propendere per la seconda variante. Tranne il fatto che l'S&P500 ha perso 11 punti nulla nel comportamento della borsa suggerisce che ieri sia iniziata una sostanziale correzione.

Stamattina le borse asiatiche sono prevalentemente positive. Il Nikkei perde il -0.29% ma Shanghai sta salendo del +1.8%. Il future sull'S&P500 é a 2803 punti (-2 punti). È in calo ma un'ora fà era più basso. Le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.2%. L'Eurostoxx50 vale ora 3466 punti. I mercati finanziari sono tranquilli e nulla lascia presagire forti movimenti. Di conseguenza oggi ci aspettiamo borse calme e pensiamo che stasera gli indici azionari europei ed americani chiuderanno senza forti variazioni.

Commento del 19 luglio

Wall Street, un calo dei tassi d'interesse e un indebolimento dell'EUR aiutano le borse europee. Fino a quando?

Grazie a tre impulsi coordinati (rialzo in America, tassi d'interesse in calo, EUR debole) ieri le borse europee sono ripartite al rialzo e hanno terminato la seduta vicine ai massimi giornalieri e con consistenti plusvalenze. L'Eurostoxx50 (+0.80% a 3485 punti) é salito di 28 punti e ha raggiunto e marginalmente superato l'obiettivo a 3480 punti. Sullo slancio l'indice potrebbe guadagnare ancora qualche punto ma per mantenere la serie di massimi discendenti iniziata a maggio non deve risalire sui 3525 punti ma fermarsi sui 3480-3500 punti prima di cominciare a correggere. Secondo i normali parametri tecnici (RSI) l'indice non é ipercomperato. Confidiamo però nell'America e nella correlazione tra America ed Europa (con una certa sottoperformance da parte dell'Europa) per una prossima inversione di tendenza.
Il DAX (+0.82% a 12766 punti), che nelle prime due sedute della settimana aveva sovraperformato grazie a dei balzi inattesi di azioni di società in situazioni eccezionali, ieri ha semplicemente seguito l'Eurostoxx50. Ha guadagnato altri 104 punti ed é salito in direzione del secondo obiettivo a 12800 punti. Siamo leggermente nervosi ed inquieti. Il rialzo sembra accelerare e rinforzarsi invece che rallentare ed indebolirsi. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica é passato su buy - falsi segnali di breve durata sono possibili ma lo stesso questo non ci piace anche perché il MACD punta decisamente verso l'alto. Ora la fascia di resistenza sui 12800 punti (gap di metà giugno, MM a 50 e 200 giorni, BB) dovrebbe fermare il rialzo. Vedremo se come pensiamo ci sarà un'inversione di tendenza o se avremo un semplice ritracciamento. Molto, ripetiamo, dipende dall'America...
Mentre Eurostoxx50 e colleghi ieri si sono involati verso gli obiettivi, il FTSE MIB (-0.03% a 21972 punti) ha marciato sul posto. La borsa italiana funziona a corrente alternata. Martedì ha esagerato al rialzo - ieri é rimasta al palo - strano. Evidentemente ci sono dei fattori emotivi che hanno un influsso - l'azione del governo 5 Stelle - Lega gioca in questo oscillazioni a breve un ruolo determinante. Basta però dare un'occhiata al grafico per rendersi conto che da inizio giugno il FTSE MIB non va semplicemente da nessuna parte.
Restiamo dell'opinione che l'indice può ancora salire a 22250 prima di cominciare a correggere. La prossima correzione dovrebbe provocare un nuovo minimo annuale ma per questo ci vorrà un minimo di collaborazione da parte dell'America.
Ieri il colosso farmaceutico Novartis (+3.15% / ca. 18% dell'indice SMI) ha pubblicato dei buoni risultati trimestrali - il balzo dell'azione ha causato un guadagno del +0.55% dell'indice SMI (+1.29% a 8938 punti). Basta questo a spiegare la buona prestazione dell'indice e il raggiungimento dell'obiettivo a 8900 punti. Sullo slancio l'SMI sembra in grado di raggiungere i 9000 punti. Se li supera abbiamo un problema poiché verrebbero a mancare i presupporti grafici per l'inizio di una correzione. Se l'SMI passa in una fase di rialzo cosa combineranno le altre borse europee? - spesso la Svizzera ha mostrato la strada... Il cambio EUR/CHF é sceso a 1.1640 - da giorni il CHF é forte - molto, molto strano. Chi compera CHF? Normalmente il CHF viene ricercato solo in momenti di crisi...

Il rialzo delle borse europee dipende ed é strettamente correlato al rialzo della borsa americana. Potete essere sicuri che appena l'America comincerà a correggere anche l'Eurostoxx50 e colleghi ricominceranno a scendere. Vediamo quindi a che punto siamo a Wall Street.
Ieri l'S&P500 (+0.22% a 2815.62 punti) ha guadagnato 6 punti - il Nasdaq100 (-0.18% a 7390 punti) ne ha persi 13. Per saldo la borsa ha marciato sul posto. L'S&P500 ha aperto a 2812 punti. Dopo un'ora di contrattazioni é sceso sul minimo a 2805 punti - a metà seduta ha toccato il massimo a 2816 punti. Poi é semplicemente scivolato a 2812 punti ed é tornato in chiusura a 2815 punti. Notiamo che si é mosso in soli 11 punti e ha raggiunto un nuovo massimo mensile ad una manciata di punti dal nostro obiettivo a 2820-2830 punti. La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 3854 su 3074, NH/NL a 504 su 428 (un lieve peggioramento rispetto a ieri - la partecipazione resta miserabile) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é ferma a 12.10 punti (+0.04) mentre la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.56 - se scende nei prossimi giorni sotto i 0.50 avremo i presupposti a livello di sentiment per l'inizio dell'attesa correzione. Le Bollinger Bands dell'S&P500 scorrono a 2685-2830 punti.
La borsa americana segue il nostro scenario e si sviluppa come previsto - gli indici hanno quasi raggiunto i nostri obiettivi e le premesse per l'inizio della correzione sono praticamente complete.
L'unico problema é che ogni volta che notiamo un cedimento strutturale in grado di far cadere il mercato c'é dopo pochi giorni una reazione. Da giorni stavamo osservando l'indice dei trasporti che stava distribuendo e mostrava debolezza relativa - secondo la Dow Theory industria (DJI) e trasporti (DJT) devono muoversi in parallelo e confermare l'un con l'altro i movimenti. Ieri il DJ Tranportation é balzato del +2.29% eliminando il rischio di una brutta e pericolosa rottura sotto la MM a 200 giorni.

Stamattina i mercati finanziari sono tranquilli. Le borse asiatiche sono in leggero calo. Il Nikkei ha perso il -0.11% - Shanghai scende del -0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2814 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3482 punti (-3 punti) - le borse europee apriranno leggermente in calo (-0.1%). Stasera dopo la chiusura della borsa americana il primo degli AGMAF (Microsoft) pubblicherà i suoi risultati trimestrali. Dovremo aspettare fino a lunedì per il prossimo (Google). Forse la correzione inizierà solo settimana prossima.

Commento del 18 luglio

Jerome Powell é ottimista - le borse fanno un saltino di gioia

Ieri il capo della FED Jerome Powell ha testimoniato davanti alla commissione bancaria del Senato. Ha descritto una situazione positiva dell'economia americana che cresce in maniera regolare e crea posti di lavoro. Powell ritiene che questo sviluppo permette un ulteriore moderato aumento dei tassi d'interesse - malgrado ciò la politica monetaria continua ad essere accomodante e sostiene questa fase di espansione economica. Powell non ha detto nulla di nuovo o sorprendente ma questa iniezione di fiducia é bastata a dare una spinta agli indici azionari e permettere all'S&P500 (+0.40% a 2809.55 punti) di superare la barriera dei 2800 punti e la resistenza costituita dal massimo di marzo a 2802 punti. Le borse europee hanno seguito. Nelle ultime due ore di contrattazioni gli indici azionari europei sono saliti e hanno terminato la giornata vicino ai massimi giornalieri e con moderati guadagni. Questo si traduce per l'Eurostoxx50 in un balzo di 8 punti a 3457 punti (+0.24%). Il FTSE MIB italiano (+0.71% a 21977 punti) ha fatto meglio forse perché lunedì era rimasto indietro. Il DAX tedesco (+0.80% a 12661 punti) come lunedì ha approfittato di una situazione particolare per sovraperformare. ThyssenKrupp sta ristrutturando le sue attività sotto le pressioni degli azionisti e l'azione é balzata del +9.12%. La situazione tecnica delle borse europee si sta sviluppando più o meno come previsto vale a dire che gli indici stanno seguendo l'America e dovrebbero a breve esaurire la spinta di rialzo sugli obiettivi (Eurostoxx50 a 3480 punti). Ovviamente ci sono degli aggiustamenti - l'obiettivo del DAX dai 12600 punti torna a 12800 punti a causa degli anomali movimenti di Deutsche Bank e ThyssenKrupp - nella sostanza però non cambia nulla. Notiamo infine il calo del settore bancario - l'indice SX7E é sceso a 110.65 punti (-0.41%) in una giornata di borsa positiva con tassi d'interesse stabili. Immaginatevi cosa succederà quando le premesse saranno negative. A inizio anno questo indice era sui 130 punti. A gennaio era a 143 punti. Il 27 giugno ha toccato un minimo annuale a 107.40 punti. Ora sta distribuendo sui 110 punti.   

L'S&P500 (+0.40% a 2809.55 punti) ha finalmente superato i 2800 punti e sta esaurendo questa spinta di rialzo con una salita in direzione dei 2820-2830 punti. Il motore del rialzo é ancora la tecnologia. Ieri, malgrado l'inciamo di Netflix (-5.24%), Il Nasdaq100 ha toccato un nuovo massimo storico a 7418 punti e ha chiuso a 7403 punti (+0.62%). Anche il Nasdaq Composite ha raggiunto un nuovo record storico.
L'S&P500 ha aperto a 2789 punti ed é regolarmente salito fino alle 16.30 quando ha toccato i 2711 punti. Poi fino a fine giornata é oscillato in laterale tra i 2708 ed i 2714 punti ed ha chiuso a 2709 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4222 su 2723, NH/NL a 449 su 407 e volume relativo a 0.95. I dati sulla partecipazione restano deludenti e sono preoccupanti. La volatilità VIX é scesa a 12.06 punti (-0.77) mentre la CBOE Equity put/call ratio é a 0.65. Sembra che gli speculatori sono cauti e non si fidano di questa accelerazione al rialzo. Questo non ci piace - a livello di sentiment avremmo a questo punto preferito osservare maggiore euforia e invece appare scetticismo. Non sembra che la spinta di rialzo sia finita qui. Il bordo superiore delle Bollinger Bands lievita a 2823 punti. Sapete che questa non é una resistenza ma un buon punto di riferimento per un massimo intermedio nel caso in cui la tendenza del mercato é da neutra a debolmente rialzista. 

Stamattina notiamo la discesa del cambio EUR/USD a 1.1630 e la contemporanea caduta del prezzo dell'oro su un nuovo minimo annuale a 1224 punti. Nessuno a questo punto prevede inflazione mentre molti favoriscono l'America per i propri investimenti. Bisogna ammettere che la politica di Donald Trump, malgrado che sia poco ortodossa e nei toni molto rude, sta avendo effetti positivi sull'economia americana.
Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei sale del +0.5%, Shanghai é in calo del -0.1%. Il future sull'S&P500 é a 2812 punti (+1 punto). L'eurostoxx50 vale ora 3467 punti - le borse europee apriranno con un guadagno di circa il +0.3%. Non vediamo nulla che possa stimolare i venditori e quindi ci aspettiamo che gli indici azionari europei riescano a difendere questo guadagno iniziale fino a stasera. Un incremento é possibile visto che non ci sono resistenza vicine in grado di bloccare il movimento.

Commento del 17 luglio

Gli indici azionari si muovono in pochi punti e chiudono praticamente invariati

Ieri le borse hanno iniziato il periodo estivo e di vacanze con una seduta di pausa. Gli indici azionari europei e americani si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Questa giornata si presta ad ogni tipo di lettura. I rialzisti notano il nuovo massimo storico marginale del Nasdaq100 (-0.24% a 7357 punti) a 7390 punti, i ribassisti ribattono che la maggior parte degli indici, a partire dall'Eurostoxx50 (-0.16% a 3449 punti) fino all'S&P500 (-0.10% a 2798.43 punti) hanno chiuso in negativo. Noi siamo pragmatici e realisti - questa pausa lascia gli indicatori tecnici praticamente invariati - non c'é nulla di nuovo se non conferme. Il rapporto NH/NL a Wall Street é stato di 342 su 506 - un ulteriore netto deterioramento rispetto a venerdì scorso. Di conseguenza riteniamo che ora le borse debbano correggere. Ci sono le premesse per una correzione minore. La correzione dell'S&P500 fino ai 2600 punti e quindi nettamente sotto la MM a 200 giorni (2682 punti) é invece ancora solo un'ipotesi senza un grande supporto da parte degli indicatori tecnici. Dopo mesi di movimento laterale e al termine di un lento ma debole rialzo, sarebbe giunto il momento in America per un test dei minimo annuale (9 febbraio - 2532 punti).  È però improbabile che una semplice fase di prese di beneficio faccia perdere 200 punti all'S&500. Ci vuole un cambiamento sostanziale a livello di fondamentali che al momento non appare. I tassi d'interesse sono stabili - i cambi tra le maggiori monete mondiali (USD, EUR, JPY, GBP) si muovono in un range stretto e limitato. L'estate potrebbe anche trascorrere nella calma con una continuazione dell'oscillazione in laterale delle ultime settimane. La correzione dall'attuale situazione di ipercomperato potrebbe risolversi con un'altra onda discendente fino ai 2700 punti e nulla più.

Sulla seduta di ieri in Europa c'é poco da dire. Le borse la mattina hanno provato a salire, poi sono scese e la sera si sono fermate nella parte centrale del range e senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 é scivolato a 3449 punti (-0.16%) e rappresenta idealmente tutte le borse europee - anche SMI (-0.15% a 8848 punti) e FTSE MIB (-0.32% a 21823 punti) hanno perso qualche punto. In Germania Deutsche Bank ha presentato dei risultati trimestrali decisamente meglio delle stime degli analisti - l'azione é balzata del +7.27% e questo ha permesso al DAX (+0.16% a 12561 punti) di guadagnare qualche punto e all'indice delle banche europee SX7E di lievitare a 111.10 punti (+0.43%). Si é però trattato di un evento isolato in un mercato letargico e apatico. Gli indici azionari sono semplicemente fermi nel range di settimana scorsa.

Anche da Wall Street non sono venuti degli impulsi. L'S&P500 é oscillato in una decina di punti (2793-2803 punti) e ha terminato la giornata a 2798.43 punti (-0.10%). Il Nasdaq100 ha toccato in apertura un nuovo massimo storico a 7390 punti ma poi si é sgonfiato (-0.24% a 7357 punti). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2440 su 4522, NH/NL a 342 su 506 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é salita a 12.83 punti (+0.65) mentre il CBOE Equity put/call ratio é stato di 0.70.
Il livello superiore delle Bollinger Bands sull'S&P500 é ora a 2817 punti - l'aumento é causato da un allargamento della bande.
Ieri dopo la chiusura dei mercati Netflix ha pubblicato dei risultati trimestrali deludenti - l'azione ha perso nel dopo borsa fino al -14%. Questi dati al di sotto delle aspettative non sembrano però influire sulla borsa. Il future sull'S&P500 é a 2795 punti (-1 punto) mentre quello sul Nasdaq100 scivola a 7313 punti (-13 punti).

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei riprende le contrattazioni con un +0.6% - Shanghai é in calo del -1%. Non abbiamo ancora stime riguardanti i mercati azionari europei poiché é troppo presto (07.30). Ci aspettiamo però che l'Eurostoxx50 riapra sui 3442 punti (-7 punti). Prevediamo una ripetizione della seduta di ieri. È meglio godersi la giornata di sole che trascorrere ore davanti agli schermi nella vana attesa di un movimento significativo.

Aggiornamento del 16 luglio

Un fine settimana di sport

La Francia ha vinto i campionati mondiali di calcio in Russia. Novak Djokovic ha trionfato nel torneo di tennis a Wimbledon. Donald Trump, tra il vertice della Nato e l'incontro odierno con Putin a Helsinki, ha trascorso il fine settimana in Scozia giocando a golf.
Sul fronte economico c'é poco da segnalare. I mercati finanziari sono tranquilli mentre le colonne di auto di turisti diretti a sud si allungano. Il Giappone festeggia oggi la giornata del mare - la borsa é chiusa.
In Cina traspare dai dati pubblicati stamattina un rallentamento economico. La borsa di Shanghai reagisce con un -0.8%. Il future sull'S&P500 non si lascia impressionare ed é stabile a 2804 punti (+1 punto). È troppo presto (07.30) per avere delle indicazioni sui mercati europei. È però facile prevedere che gli indici azionari inizieranno la settimana senza sostanziali variazioni.
Più che dai dati economici lo svolgimento della settimana sarà determinato dalla pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese americane. L'impressione avuta finora é che i dati vengono usati per giustificare prese di beneficio. Delle impennate dell'S&P500 in direzione dei 2820-2830 punti devono essere utlizzate per aprire posizioni short utilizzando i limiti indicati nella sezione portafoglio.

Commento del 14-15 luglio

Partecipazione miserabile - questo rialzo é a corto di carburante

Nella settimana appena trascorsa la tecnologia, rappresentata dagli indici Nasdaq Composite e Nasdaq100 (+0.13% a 7375 punti) ha fatto segnare dei nuovi massimi storici. Per definizione un indice che raggiunge nuovi record é in una fase di rialzo confermata. La conseguenza é stata che l'S&P500 (+0.11% a 2801.31 punti) invece che completare la formazione a testa e spalla ribassista con una distribuzione sui 2760 punti é salito sul nostro obiettivo alternativo a 2800 punti. L'ipotesi che da metà luglio deve iniziare una correzione piuttosto forte (obiettivo sui 2600 punti) é ancora valida ma manca di conferme. In pratica non sappiamo se settimana prossima il rialzo deve continuare o se invece dal nulla si verifica un'inversione di tendenza. Gli oscillatori mostrano una situazione di ipercomperato - gli indicatori di sentiment ci dicono che gli investitori sono molto ottimisti (VIX a 12.18 punti, -0.40) e speculativamente orientati al rialzo. I cicli ci dicono che a metà mese potrebbe verificarsi un massimo significativo. Insomma - esistono le premesse per l'inizio di una correzione ma il mercato azionario americano potrebbe anche continuare lentamente a salire come se nulla fosse. La tendenza di fondo della borsa americana é ancora debolmente al rialzo con il 56.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni - il Bullish Percent Index sul NYSE é a 59.87. D'altra parte l'S&P500 é bloccato da settimane tra i 2700 ed i 2800 punti - la MM a 50 giorni é in leggera ascesa a 2734 punti - le Bollinger Bands scorrono praticamento orizzontali e parallele tra i 2690 ed i 2814 punti - la tendenza dell'S&P500 é neutra e il mercato non sembra aver la forza per salire sostanzialmente più in alto. Dov'é il problema? Evidentemente a livello di partecipazione. La performance settimana di S&P500, Nasdaq100 e colleghi é positiva ma questo non appare per niente nel numero di titoli che raggiungono dei nuovi massimi di periodo. Confrontiamo il numero di nuovi massimi e nuovi minimi di una settimana fà con i numeri di questo venerdì. Abbiamo a 30 giorni NH/NL a 807 su 212 contro gli attuali 497 (!) su 331, a 90 giorni 542 su 92 contro 316 su 145 e a 120 giorni 360 su 65 contro 219 su 98 - raramente abbiamo osservato un simile deterioramento a livello di partecipazione in un mercato al rialzo. A questo punto esistono solo due possibilità - o improvvisamente e inaspettatamente il mercato riceve sostegno da settori al momento deboli oppure il mercato deve cadere (e pesantemente) appena i pochi settori forti come la tecnologia (già senza i semiconduttori, SOX -0.40%) per una ragione o per l'altra cominciano a perdere di valore.
La borsa americana é formalmente ancora al rialzo mentre quelle europee sembrano unicamente effettuare un rimbalzo tecnico all'interno di un ribasso di medio termine. Dopo la caduta di mercoledì gli indici azionari europei sono risaliti facendo tornare le performances settimanali di poco in positivo. Il rimbalzo di giovedì e venerdì é stato però deludente. Gli indici hanno recuperato pochi punti con moderati volumi e si sono fatti nettamente distaccare dagli americani. Il settore bancario é debole (SX7E +0.03% a 110.62 punti / performance settimanale del -2.23%) ed é sorprendente che Eurostoxx50 e colleghi siano riusciti a tenersi a galla malgrado questa zavorra. Sembra solo una questione di tempo fino alla prossima spinta di ribasso. I nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica che usiamo per le posizioni tattiche a medio termine restano saldamente short su Eurostoxx50, DAX e FTSE MIB.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.20% a 3454 punti
DAX                         +0.36% a 12540 punti
SMI                          +1.88% a 8861 punti
FTSE MIB                  -0.15% a 21892 punti
S&P500                    +1.50% a 2801.31 punti
Nasdaq100               +2.34% a 7375 punti

Martedì le borse europee hanno toccato i massimi settimanali - in questa occasione hanno praticamente raggiunto i nostri obiettivi (3500 punti di Eurostoxx50 e 12600-12800 punti di DAX). Mercoledì sono precipitate e giovedì e venerdì sono risalite a fatica. Venerdì gli indici hanno aperto al rialzo tentando di copiare il rally della sera prima a New York. Dopo la buona apertura non hanno però fatto ulteriori progressi. La sera hanno chiuso al centro del range giornaliero e con moderati guadagni - sui grafici appaiono nuovamente delle piccole candele praticamente senza corpo e tipiche di un mercato senza stimoli. Solo l'SMI svizzero (+0.49% a 8861 punti) é riuscito a toccare venerdì un nuovo massimo settimanale e mensile. Gli altri indici invece sono tristemente rimasti ben lontani dai massimi di martedì. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3454 punti - ha toccato un massimo a 3466 punti e un minimo a 3447 punti - ha chiuso a 3454 punti (+0.26%). Alle 22.00 valeva 3458 punti. Gli altri indici si sono comportati in maniera simile (DAX +0.38% a 12540 punti, FTSE MIB +0.47% a 21892 punti). Tecnicamente questa giornata non ci ha detto nulla di nuovo. Normalmente un rimbalzo tecnico dura al massimo tre giorni. Al più tardi martedì le borse europee dovrebbero ricominciare a scendere verso nuovi minimi annuali.

Venerdì la borsa americana ha fatto una pausa. Sullo slancio del rialzo di giovedì gli indici sono riusciti a guadagnare ancora qualche punto - si tratta però di briciole. In particolare l'S&P500 (+0.11% a 2801.31 punti - massimo giornaliero a 2804.53 punti) ha superato i 2800 punti ma non si può dire che abbia superato e rotto la resistenza costituita dal massimo del 13 marzo a 2802 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2798 punti e all'inizio é ricaduto a 2791 punti. Poi é salito a verso le 17.10 ha toccato i 2704 punti. In seguito é oscillato in laterale in una manciata di  punti e ha chiuso a 2801 punti. Il Nasdaq100 ha seguito (+0.13% a 7375 punti).
La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3480 su 3411, NH/NL a 497 su 331 e volume relativo a 0.9. Venerdì sono stati resi noti i risultati trimestrali di alcune grandi banche americane. Indipendentemente dai dati le azioni sono state vendute (JPM -0.46%, C -2.20%, WFC -1.20) - come temevamo sembra che questo trimestre i dati verranno presi come scusa per prese di beneficio. Vedremo cosa succederà quando arriveranno i risultati dei colossi della tecnologia e dei social media - si comincia lunedì con Netflix.
La nostra previsione per la borsa americana é invariata - settimana prossima a partire al massimo dai 2820-2830 punti di S&P500 e dai 7450 punti di Nasdaq100 deve iniziare una sostanziale correzione a medio termine. Questa coinvolgerà ovviamente anche le borse europee. Nel portafoglio abbiamo fissato dei limiti per aprire posizioni short.

Commento del 13 luglio

Nuovo massimo storico di Nasdaq Comp e Nasdaq100 - S&P500 sull'obiettivo a 2800 punti - l'Europa boccheggia

Oggi cominciamo dall'America - é Wall Street che sta dettando lo sviluppo dei mercati. Innanzittutto un'osservazione generale. Da mesi l'America sta sovraperformando il resto del mondo - la borsa americana passa da un record al successivo mentre l'Europa fatica a tenere il passo e la Cina precipita. È evidente che le borse mondiali potranno correggere o addirittura iniziare un bear market solo quando si verificherà un cedimento a Wall Street - di questo finora non si intravvede ancora nulla malgrado che a trainare il rialzo ci sono ancora pochi cavalli di razza. Basta guardare le performance 2018 per rendersi conto di cosa stiamo parlando. Ieri il Nasdaq100 (+1.69% a 7366 punti) e il Nasdaq Composite hanno fatto segnare un nuovo massimo storico. La performance 2018 del Nasdaq100 é del +15.16% - quella del Nasdaq Composite del +13.33%. Anche l'S&P500 (+0.87% a 2798.29 punti) quest'anno ha guadagnato terreno - per l'esattezza il +4.66%. L'Europa é ormai distanziata - l'Eurostoxx50 (+0.68% a 12493 punti) da inizio anno ha perso il -1.66% mentre il DAX (+0.61% a 3445 punti) è sceso del -3.29%. Il rialzo delle borse sta diventando molto selettivo. Sta guadagnando chi ha investito in America e anche qui bisognava essere capaci di essere nei settori giusti - in caso contrario si rischiava di essere distanziati dagli indici. Gli AGMAF, le azioni dei 5 colossi della tecnologia, sono responsabili di circa il 50% dei guadagni del mercato azionario americano. Anche ieri sera queste società anno trascinato il mercato con guadagni superiori al +2% - Solo Apple (+1.68%) si é mossa come l'indice Nasdaq100. In Europa si sono in generale persi soldi. Si é salvato chi ha avuto la fortuna di scegliere alcuni mercati favoriti da una situazione politica e economica in miglioramento (Francia - CAC40, Olanda - AEX, Portogallo - PSI20) o ha giocato la tecnologia (TecDAX +11.78%).
Mano a mano le borse stanno cedendo e ormai resta solo l'America ed in America solo un limitato gruppo di azioni a continuare e tenere in vita il Bull market. I nuovi massimi storici di ieri sera ci mostrano però che questo rialzo non é ancora finito.

Eravamo convinti che la caduta di mercoledì a Wall Street fosse solo un normale ritracciamento e non l'inizio dell'attesa correzione. Pensavamo che l'S&P500 potesse scendere al massimo fino a 2760 punti prima di riprendere il rialzo in direzione dei 2800+ punti. Non abbiamo dovuto aspettare i classici tre giorni di consolidamento per vedere confermata questa valutazione. Ieri la borsa americana é ripartita al rialzo e l'S&P500 (+0.87% a 2798.29 punti) ha raggiunto l'obiettivo a 2800 punti. Sapete che non ci aspettiamo un massimo esattamente su questo livello - per logica l'S&P500 deve effettuare una rottura al rialzo prima di poter cambiare direzione - ne riparliamo più tardi.
L'S&P500 ha aperto a 2788 punti. All'inizio é ancora sceso a 2781 punti ma poi ha ricominciato a salire in maniera regolare e a metà seduta ha raggiunto i 2798 punti. Sotto la barriera psicologica dei 2800 punti si é fermato. Fino alla fine della giornata é oscillato in laterale tra i 2793 ed i 2799 punti ed ha chiuso vicino al massimo a 2798 punti. La tecnologia ha trascinato i listini - i nuovi massimi storici di Nasdaq Composite e Nasdaq100 hanno provocato acquisti da stop loss o buy stop che hanno intensificato il rally. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4355 su 2519, NH/NL a 461 su 359 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 12.58 punti (-1.05) - la CBOE Equity put/call ratio é caduta a 0.56. In questi dati notiamo subito un'anomalia - i nuovi massimi sono pochi e non aumentano - i nuovi minimi restano relativamente alti. Questo significa che sono veramente pochi titoli al rialzo - il resto del mercato sta a guardare. Questo scarsa partecipazione insieme all'eccesso di ottimismo degli investitori ci dicono che questa spinta di rialzo deve finire relativamente presto. Il bordo superiore delle Bollinger Bands sull'S&P500 é 2810 punti. A questo punto vale nuovamente la previsione di metà giugno - ci deve essere una marginale rottura al rialzo prima che si possa verificare un'inversione di tendenza. Ci immaginiamo una salita fino ai 2820-2830 punti prima che possa verificarsi un massimo significativo. Gli investitori stanno comperando poiché si aspettano degli ottimi risultati trimestrali da parte delle imprese americane - oggi tra l'altro sono attesi i dati di tra colossi bancari: JP Morgan, Wells Fargo e Citigroup. Probabilmente gli investitori cominceranno a vendere quando ci saranno dati deludenti o quando ottimi risultati verranno utilizzati per prese di beneficio. Nei prossimi giorni bisogna osservare con attenzione come reagisce il mercato ai risultati trimestrali delle imprese che, ricordiamo, riguardano il passato. Le borse invece guardano nel futuro...

In Europa ieri doveva esserci un rimbalzo tecnico. In effetti c'é stata una reazione - l'Eurostoxx50 ha guadagnato il +0.68% a 3445 punti. Questa seduta positiva non sembra però, come in America, una ripresa del rialzo, ma un semplice rimbalzo tecnico prima della ripresa della correzione. Ieri i volumi di titoli trattati erano bassi ed in calo rispetto a mercoledì. Il settore bancario (SX7E -0.04% a 110.59) ha addirittura perso terreno. In generale crediamo che i massimi mensili sono stati toccati martedì e che a medio termine le borse europee debbano scendere. Ieri sera eravamo delusi e perplessi - vi invitiamo per i dettagli a leggere i commenti serali. America ed Europa lanciano segnali contrastanti e non sappiamo ancora come si risolverà questa divergenza. È possibile che il rimbalzo in Europa duri fino all'inizio di settimana prossima in attesa che l'America esaurisca il rialzo. È probabile che anche in futuro le borse europee sottoperformino il mercato azionario americano.

Stamattina le borse asiatiche seguono l'America - il Nikkei balza del +1.90% - Shanghai é in calo del -0.3%. Le tendenze non cambiano - la Cina resta sotto pressione. Il future sull'S&P500 é a 2806 punti (+7 punti). La risposta delle borse europee é ancora una volta tiepida. L'Eurostoxx50 vale ora 3458 punti - gli indici apriranno con guadagni intorno al +0.4%. Si preannuncia una giornata positiva. Spesso di venerdì si completa il trend della settimana. Vedremo se oggi in America scorgiamo dei segni di esaurimento - ci piacerebbe vedere una rottura al rialzo dell'S&P500 sopra i 2800 punti seguita da un reversal e da una chiusura in calo, sui minimi e con volumi in aumento. Dubitiamo però che Wall Street ci farà il regalo di un così chiaro segnale d'inversione di tendenza - malgrado il venerdì 13...

Commento del 12 luglio

L'Europa cade e termina la fase di rialzo - l'America inciampa ma dovrebbe riprendersi e ritentare un attacco agli obiettivi

È sempre difficile prevedere quando un rialzo di corto termine deve finire. Spesso esistono le premesse tecniche ma ci vogliono giorni prima che delle notizie negative invitino i rialzisti a prese di beneficio e i ribassisti ad un affondo. Ieri le borse europee (Eurostoxx50 -1.47% a 3422 punti) sono cadute pesantemente e hanno perso quello che avevano precedentemente guadagnato in una settimana. Peccato - all'obiettivo sull'Eurostoxx50 a 3500 punti mancavano martedì solo 20 punti. Rispetto ai 3500 punti di Eurostoxx50 i 12600 punti di DAX (-1.53% a 12417 punti) come obiettivo del rialzo sembravano troppo pochi - il secondo obiettivo a 12800 punti sembrava invece troppo lontano. Ieri abbiamo avuto la soluzione. Dai 12609 punti di martedì ieri il DAX ha perso 192 punti e ha chiuso sul minimo giornaliero. Molto probabilmente il fatto che l'obiettivo a 12600 punti fosse quello giusto é causuale. Per giorni possono esistere le premesse tecniche per un'inversione di tendenza ma non succede niente e il mercato continua a lievitare fino a quando un evento non provoca un brusco cambiamento d'umore. I rialzisti battono in ritirata e i ribassisti si risvegliano dopo una lunga attesa.
Anche l'Eurostoxx50 e il FTSE MIB (-1.58% a 21708 punti) hanno terminato la giornata sul minimo giornaliero e molto probabilmente devono continuare a scendere. L'attesa correzione sembra essere iniziata ma non siamo sicuri - per ora sappiamo solo che martedì é terminata la fase di rialzo a corto termine su quelli che appaiono come degli importanti massimi intermedi. Non sappiamo ancora se abbiamo a che fare con un problema serio o se ci sarà ancora un tentativo di rimonta. Molto dipende dalla tenuta della borsa americana e dall'S&P500 - ieri alle 14.10 avevamo previsto che la seduta a Wall Street sarebbe stata negativa ma gli indici avrebbero chiuso lontano dai minimi - questo doveva provocare oggi un rimbalzo in Europa. Abbiamo avuto ragione come vedremo in seguito. La forza del rimbalzo odierno ci dirà cosa ci aspetta nei prossimi giorni. Un marginale miglioramento dei massimi di martedì é ancora possibile.
A medio termine il destino del mercato é però segnato. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica e che usiamo per le posizioni a medio termine resta saldamente su sell.

Ieri alle 14.00 non eravamo pessimisti - avevamo dato delle buone probabilità di recupero alla borsa americana e di conseguenza in serata avevamo previsto che le borse europee potevano ancora rimbalzare.
La nostra previsione per la seduta dell'S&P500 era la seguente: "Stamattina alle 03.00 il future é crollato fino a 2766 punti. All'apertura in Europa era sui 2775 punti. Ora sta recuperando e questo costituisce una buona premessa per una seduta negativa ma non un crollo. Crediamo che oggi al massimo l'S&P500 possa scendere fino ai 2764 punti e poi dovrebbe risalire. Secondo l'istogramma é probabile che l'S&P500 si stabilizzi in chiusura sui 2776-2780 punti." L'S&P500 ha terminato la seduta a 2774.02 punti (-0.71%). La previsione per il Nasdaq100 (-0.53% a 7244 punti) é stata addirittura migliore: "Il Nasdaq100 aprirà in calo ma sopra i 7200 punti. Il future é in forte recupero dopo essere caduto fino ai 7205 punti. Le premesse sono per una seduta negativa ma probabilmente il Nasdaq100 riuscirà ad assestarsi sui 7240 punti. Dovrebbe brevemente consolidare prima di tentare nelle prossime sedute un attacco al massimo storico a 7310 punti." Raccomandiamo ai nostri abbonati che si dedicano al trading giornaliero di leggere regolarmente i commenti pomeridiani. La nostra percentuale di successo per quel che riguarda le previsioni per la seduta é alta. Dopo questa breve parentesi pubblicitaria torniamo ad analizzare la seduta di ieri a Wall Street che come avete visto non é andata così male. La borsa é inciampata ma non é caduta e sembra in grado nei prossimi giorni di riprendere il rialzo.
L'S&P500 ha perso 20 punti ma i venditori non hanno dominato - l'indice é sceso a 2774 punti già verso le 18.00 e per il resto della giornata si é limitato ad oscillare in laterale tra i 2770 ed 2780 punti. Ha chiuso a 2774.02 punti (-0.71%), 4 punti sotto il livello d'apertura e 4 punti sopra il minimo giornaliero. La caduta non ha fatto evidenti danni tecnici. Le vendite hanno colpito tutti i settori (tecnologia - Nasdaq100 -0.53% a 7244 punti, PMI - Russell2000 -0.71%) ma solo l'indice dei trasporti (DJT -2.00%) é crollato. Per contro il settore delle utilities ( DJU +0.95%) ha guadagnato terreno. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1987 su 4962, NH/NL a 349 su 368 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita (poco) a 13.63 punti (+0.99) - la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.59 - sembra che gli speculatori al ribasso di martedì abbiano già girato le posizioni.
La borsa americana non sembra aver già iniziato la prevista grande correzione. Il calo di ieri sembra unicamente un ritracciamento e consolidamento che idealmente può far scendere l'S&P500 al massimo fino ai 2760 punti prima di un nuovo tentativo di rialzo in direzione dei 2800 punti. Lo scenario riguardante il comportamento dell'indice sui 2800 punti non cambia.

La seduta negativa di ieri in Europa ed America é stata accompagnata da volumi in leggero aumento ma sotto la media di lungo periodo. Possiamo parlare di volumi moderati. Questo significa che la spinta di ribasso non era possente e molto probabilmente il problema non é grave. Questa impressione viene rafforzata dal comportamento di cambi, tassi d'interesse e metalli preziosi che sono rimasti calmi di fronte alle turbolenze sui mercati azionari.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei sale del +1.12% - Shanghai guadagna al momento il +2.2%. Il future sull'S&P500 é a 2784 punti (+10 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3436 punti (+14 punti) - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.4%. Vedremo se saranno in grado di fare ulteriori progressi e se nel corso della giornata i venditori riprenderanno il sopravvento. Il comportamento degli indici azionari durante l'odierno rimbalzo ci darà delle indicazioni sullo svolgimento della correzione a medio termine.

Commento dell'11 luglio

Un'altra monotona seduta di moderato rialzo - divergenza negativa a livello di partecipazione


Ieri le borse europee hanno ripetuto la seduta di lunedì. Si sono mosse in pochi punti e gli indici hanno terminato la seduta poco sopra i livelli d'apertura, al centro del range giornaliero e con moderati  guadagni (Eurostoxx50 +0.37% a 3473 punti). Sui grafici appaiono delle candele con minimi e massimi ascendenti e questo mostra che formalmente la tendenza a corto termine é ancora al rialzo. Emergono però segnali di stanchezza (FTSE MIB e SMI hanno marciato sul posto) e divergenze come il sensibile calo del settore bancario (SX7E -1.02% a 112.57 punti) che potrebbero a breve bloccare il rialzo e imporre una correzione. Naturalmente le borse europee rimangono dipendenti da quanto succede negli Stati Uniti e questo si vede bene dallo svolgimento delle sedute. In apertura le borse europee si riposizionano secondo la chiusura della borsa americana la sera prima e lo sviluppo dei futures durante la notte. La mattina si muovono poco e tutt'al più proseguono il trend - spesso le oscillazioni sono condizionate dallo sviluppo dei cambi. Poi all'inizio del pomeriggio le borse europee si attaccano al treno di New York. Si muovono brevemente verso le 14.30 quando vengono pubblicati dati congiunturali americani (non si capisce perché l'Europa reagisce ai dati economici americani e non molto a quelli europei...) e poi dalle 15.30 Europa ed America si muovono in parallelo. Spesso alle 17.30 la borsa americana, in concomitanza con la chiusura in Europa, raggiunge un minimo o massimo giornaliero. Secondo la logica di un investitore tutto questo non fà molto senso ma per un trader basato in America questo ritmo giornaliero é logico e sensato.
L'Eurostoxx50 ieri ha toccato un massimo giornaliero a 3480 punti alle 13.25 e ha chiuso a 3473 punti (+0.37%) con un guadagno di 13 punti. Il nostro obiettivo a 3500 punti é vicino. Il DAX (+0.53% a 12609 punti) ha guadagnato altri 66 punti é ha raggiunto il possibile obiettivo a 12600 punti indicato martedì 3 luglio. In teoria qui dovrebbe esserci una prima reazione dei ribassisti - ieri non abbiamo ancora visto nulla. Vi ricordiamo che al massimo con questa spinta di rialzo il DAX potrebbe salire fino a 12800 punti. Considerando che ieri il FTSE MIB italiano (+0.11% a 22057 punti) e l'SMI svizzero (+0.10% a 8768 punti) erano già in stallo é probabile che nelle prossime seduta il rialzo di corto termine finisca. Non é ancora chiaro cosa deve seguire dopo. Pausa, correzione o ribasso? Nei giorni scorsi abbiamo dovuto scartare in America e sull'S&P500 l'ipotesi della testa e spalle ribassista. Questo non significa però ancora che la previsione di una sostanziale correzione a partire da metà mese sia sbagliata. Semplicemente la costellazione grafico e tecnica alla base della correzione potrebbe essere differente. Vediamo a che punto siamo a Wall Street.

Ieri la borsa americana ha ancora guadagnato terreno - a livello di indici la seduta é stata positiva. Nei dati della giornata vediamo però alcune anomalie che a questo punto costituiscono delle pericolose divergenze negative poiché gli indici sono vicini a livelli critici. Ci riferiamo ai 2800 punti di S&P500 (+0.35% a 2793.84 punti, massimo giornaliero a 2795 punti) e al massimo storico del Nasdaq100 (+0.09% a 7282 punti, massimo giornaliero a 7297 punti) a 7310 punti. Tra l'altro ieri l'indice delle PMI (piccole e medie imprese) Russell2000 (-0.53%) é stato respinto verso il basso e ha chiuso in negativo dopo aver equivalso il precedente massimo storico di giugno.
L'S&P500 ha aperto in guadagno ed in gap up a 2790 punti. È salito a 2795 punti di massimo e poi é oscillato per ore in laterale intorno ai 2790 punti. È caduto poco prima delle 20.00 sul minimo a 2786 punti (il gap per 2 punti é rimasto aperto !) e poi é salito fino alla chiusura a 2793.84 punti. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa (!) con A/D a 3326 su 3618, NH/NL a 709 su 196 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é leggermente scesa a 12.64 punti (-0.05) mentre la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.74.
I lettori attenti hanno sicuramente notato due dati anomali. Il rapporto NH/NL é peggiorato rispetto a ieri con un netto calo dei nuovi massimi e una lievitazione dei nuovi minimi - questo significa un evidente deterioramento a livello di partecipazione e l'emergere di una certa pressione di vendita. Il secondo dato "strano" é il p/c ratio a 0.74 - con una seduta di questo tipo ci saremmo aspettati un rapporto intorno a 0.62 - c'é qualcuno che a questo punto comperara puts e specula decisamente al ribasso - vedremo nei prossimi giorni se ha ragione. Tra l'altro ieri nel commento sul Nasdaq100 abbiamo anche noi suggerito una prima operazione short.
Nelle ultime due sedute sul grafico dell'S&P500 sono rimasti aperti dei piccoli gap (4 e 2 punti). Considerando i guadagni giornalieri e i dati tecnici é difficile che questi gap corrispondano ad una accelerazione - potrebbero essere un segno di esaurimento in vicinanza degli obiettivi.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. La guerra commerciale tra Cina e Stati Unti si sta arricchendo di ulteriori dichiarazioni aggressive da parte dei protagonisti. Il Nikkei perde il -1.24%  - Shanghai é in calo del -2.4%. Il future sull'S&P500 cade a 2775 punti (-21 punti) - nell'ultima ora (07.20-08.20) é sceso di altri 4 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3450 punti - le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.7%/-0.8%. Il calo non é importante poiché cancella unicamente i guadagni delle ultime due sedute. Come nel gioco dell'oca torniamo alla chiusura di venerdì scorso. Vedremo però se oggi il calo si intensifica o se invece c'é un immediato recupero.
Oggi c'é il summit della NATO e le dichiarazioni di Donald Trump prima dell'incontro lasciano presagire che le discussioni saranno accese e metteranno in evidenza le spaccature tra gli alleati. Non buono per le borse...

Commento del 10 luglio

L'S&P500 punta ai 2800 punti - l'Eurostoxx50 segue fino ai 3500 punti - e dopo ?

Le borse europee continuano a fare progressi - non entusiasmanti ma costanti. Ieri gli indici azionari hanno aperto al rialzo e sullo slancio sono ancora saliti fin verso le 10.00. Poi sono scesi fino all'inizio del pomeriggio. Dopo l'apertura a Wall Street sono risaliti e hanno chiuso sui livelli d'apertura lasciando dei significativi doji sui grafici. I rialzisti non hanno dominato e durante la giornata compratori e venditori si sono compensati - quello che resta é però un guadagno di circa un +0.4% e un nuovo massimo mensile - il rialzo continua al piccolo trotto seguendo quanto succede in America.
L'Eurostoxx50 (+0.35% a 3460 punti) ha aperto e chiuso sullo stesso livello con un guadagno di 12 punti - durante la giornata i rialzisti non hanno fatto progressi ma sono riusciti a difendere il guadagno iniziale e questo é positivo. Sul grafico appare un'altra candela con minimo e massimo ascendenti. Il rialzo di corto termine continua e per ora non appare nessuna divergenza e nessun ostacolo in grado di fermarlo - questo significa che il nostro obiettivo a 3500 punti verrà raggiunto. Poi vedremo. L'indice delle banche SX7E (+0.51% a 113.73 punti) ha fatto meglio dell'Eurostoxx50 ma la differenza non é significativa. A corto termine obiettivo e resistenza si trovano a 116 punti.
Il DAX (+0.38% a 12543 punti) ha guadagnato 47 punti e questo é il dato saliente della giornata. Per il resto non vediamo motivi per entusiasmarci. Dopo la buona apertura l'indice non ha più fatto progressi e la mancanza di volumi rendono il trend fragile. Ora il DAX é tornato in mezzo alle Bollinger Bands. Sullo slancio può guadagnare ancora al massimo 250 punti - a 12800 punti si troverà contro un muro. Crediamo però che si fermerà prima. Cosa significa prima? I 12600 punti si prestano per una reazione dei ribassisti - l'Eurostoxx50 sembra però avere spazio verso l'alto ancora per un +1% e quindi c'é qualcosa che non collima.
Il segnale d'acquisto del MACD, che appare su parecchi grafici, ci infastidisce ma non costituisce un problema di impossibile soluzione visto che la RSI é già sui 50 punti. Guardate cosa é successo un anno fà... Non é detto che a questo segnale debba seguire una sostenibile fase di rialzo se il movimento non parte da una base di ipervenduto. Semplicemente il segnale può sparire tra qualche giorno senza che l'indice faccia ancora sensibili progressi.
Il FTSE MIB (+0.49% a 22033 punti) ha guadagnato altri 108 punti e ha proseguito il rialzo di corto termine. Tecnicamente il movimento non ci entusiasma - manca di volumi, partecipazione e dinamica. I progressi però sono indiscutibili e fino ai 22500 punti non appaiono all'orizzonte ostacoli insuperabili. 500 punti sono però tanti considerando che sull'Eurostoxx50 manca un +1% all'obiettivo e sul DAX sembra mancare ancora meno. In ogni caso per il momento non c'é ragione per opporsi a questo rialzo che potrebbe ancora sorprendere poiché nessuno sembra crederci. Approfittando della pausa estiva e del fatto che in Europa si preferisce non discutere i problemi interni gli indici azionari europei potrebbero continuare a lievitare nella scia dell'America. Determinante é quindi quello che capita a Wall Street - vediamo cosa é successo ieri sera.

Per il terzo giorno consecutivo la borsa americana é salita e l'S&P500 (+0.88% a 2784.17 punti) ha guadagnato circa il +0.85%. Questa regolarità é sorprendente e sospetta ma probabilmente si tratta solo di un caso visto che il resto del mercato non si é mosso in maniera così uniforme. Ieri per esempio é arrivato il tracollo del DJ Utilities (-3.08%) - é bastato un lieve aumento dei tassi d'interesse per scatenare una correzione su questo indice ipercomperato (venerdì la RSI era a 78 punti) ed in eccesso di rialzo. In contrasto c'é stata la logica e relativa reazione del settore bancario (BKX +2.64%).
L'S&P500 ha superato nettamente e con un gap up i 2760 punti e quindi molto probabilmente lo scenario di una testa e spalla ribassista  con massimo ora sui 2760 punti é sbagliato. Il rialzo di corto termine continua sopra il nostro obiettivo primario. Si attiva di conseguenza il nostro obiettivo secondario a 2800 punti - torniamo in fin dei conti a metà giugno quando ci aspettavamo un massimo significativo sui 2800 punti in occasione della scadenza dei derivati di giugno (punto tornante).
L'S&P500 ha aperto a 2772 punti ed é subito salito a 2776 punti. Il successivo ritracciamento ha fatto scendere l'indice solo a 2768 punti lasciando aperto il gap - sapevamo a questo punto che la seduta sarebbe stata decisamente positiva - sul sito avevamo indicato un target a 2780 punti. In effetti alle 18.00 l'S&P500 era già sui questo livello - poi si é limitato ad oscillare per ore tra i 2777 ed i 2783 punti. Sul finale si é impennato ed ha chiuso sul massimo a 2784 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4566 su 2310, NH/NL a 852 su 172 (pochi miglioramenti !) e volume relativo a 0.75 (sono già tutti in vacanza ?). La volatilità VIX é scesa a 12.69 punti (-0.68) e la CBOE Equity put/call ratio era a 0.53 (bassa ma non sotto il livello d'allarme di 0.50). La strada é ora aperta fino ai 2800+ punti - tecnicamente non c'é ulteriore spazio verso l'alto. Il limite superiore delle Bollinger Bands scorre a 2806 punti.
Ieri nessun indice importante ha fatto segnare un nuovo massimo storico. Il Nasdaq100 é salito a 7276 punti (+0.95%). Il massimo storico del 20 giugno é a 7310 punti.
Il cambio EUR/USD sale a 1.1745 - ha toccato ieri un massimo giornaliero a 1.1790 - questo mostra chiaramente la presenza di una resistenza a 1.18. Non ci aspettiamo una rottura al rialzo ma piuttosto una continuazione del consolidamento a 1.15-1.18.

Stamattina i mercati sono ancora in leggero guadagno ma in evidente perdita di velocità. Il Nikkei ha guadagnato il +0.65% mentre Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 é salito stanotte fino a 2798 punti e ora é tornato a 2789 punti (+2 punti). Le borse europee apriranno praticamente invariate malgrado la buona chiusura ieri sera a Wall Street - l'Eurostoxx50 vale ora 3465 punti (+5 punti).
Approfitteremo della pausa odierna per cercare di capire se la previsione di una correzione a partire da metà luglio é ancora valida. Gli indicatori di lungo e medio termine sono toppish e gli oscillatori preannunciano che la borsa americana raggiungerà un massimo tra mercoledì e giovedì - questo non significa però ancora che dopo si scende a picco...

Aggiornamento del 9 luglio

Calcio e un gruppo di ragazzi bloccati in una grotta

Durante il fine settimana ero assente e non ho avuto nessun contatto con i media - non ho letto i giornali - non sono stato in internet. Stamattina presto mi sono informato su quello che era successo negli ultimi due giorni. Ho velocemente capito che non c'é nulla di importante. Le notizie che vengono riportate sulle prime pagine riguardano i mondiali di calcio in Russia e l'odissea di un gruppo di ragazzi in Thailandia rimasti bloccati in una grotta a causa dell'infiltrazione di acqua. Solo in seguito appare la notizia che il segretario di Stato americano Mike Pompeo torna dalla Corea del Nord a mani vuote - I coreani non hanno l'intenzione di denuclearizzare il Paese senza aver ottenuto in anticipo concessioni da parte degli Stati Uniti. Sembra che ancora una volta Donald Trump ha annunciato un successo politico senza aver nulla in mano.
In mancanza di novità le borse continuano la loro corsa. L'Asia é stamattina presto al rialzo (Nikkei +1.21%, Shanghai +2.4%) e di riflesso il future sull'S&P500 sale a 2772 punti (+9 punti). Il cambio EUR/USD lievita a 1.1760. È ancora presto (07.30) per avere delle indicazioni ufficiali sull'apertura in Europa. Ci aspettiamo però un'apertura dell'Eurostoxx50 sui 3460 punti (+0.4%). 
Vediamo cosa ci riserva questa settimana. In agenda non notiamo nessun appuntamento in grado di sconvolgere i mercati. In linea di massima prevediamo che nelle prossime 5 sedute le borse marcino sul posto. L'alternativa é una salita dell'S&P500 (2759 punti) fino ai 2800 punti e dell'Eurostoxx50 fino ai 3500 punti.

Commento del 7-8 luglio

Le borse non scendono e quindi salgono grazie alle coperture - non andranno lontano, forse sono già arrivate

Quando parliamo di settori analizziamo normalmente quello che é sulla bocca di tutti (tecnologia) o quello che é in grado di trascinare i listini (banche, semiconduttori) - guardiamo settori problematici poiché vittime di cambiamenti strutturali (vendite al dettaglio) o molto discussi poiché di interesse comune (petrolio, energia). Oggi però analizziamo qualcosa di normalmente ignorato poiché noioso e solitamente stabile - utilities o società di pubblica utilità. Negli ultimi 30 giorni le utilities sono solo salite. L'indice UTY é passato dai 610.78 punti (minimo dell'11 di giugno) ai 678.24 punti (+0.77%) di questo venerdì senza pause e senza correzioni. Una performance del +11% con quattro successive settimane di consistenti guadagni e quattro robuste candele settimanali bianche sul grafico. Perché ?  Le ragioni possono essere solo due visto che queste società non crescono e le azioni vengono comperati solo per i loro alti e stabili dividendi. Gli investitori, soprattutto istituzionali, prevedono un rallentamento della crescita economica ed un calo dei tassi d'interesse. Anche il buon rapporto sul mercato del lavoro americano a giugno, pubblicato venerdì alle 14.30, non ha fatto cambiare rotta alle utilities. È quindi probabile che il rally dell'S&P500 (+0.85% a 2759.82 punti) sia solo effimero e sia stato provocato da aspetti tecnici. Il sospetto si irrobustisce quando notiamo che ancora una volta i volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.6) sono stati nettamente sotto la media di lungo periodo. La festa infrasettimanale dell'Indipendenza (mercoledì) ha tenuto lontano dalla borsa molti investitori per quasi tutta la settimana. Sono rimasti traders e speculatori. Molti si aspettavano che i dazi doganali introdotti da Stati Uniti e Cina venerdì nell'ambito della guerra commerciale tra i due Paesi indebolissero la borsa. Questi traders erano short e venerdì sono stati obbligati a coprire quando l'S&P500 ha passato senza sforzo la resistenza intermedia a 2742 punti. L'S&P500 é salito fino a 2764 punti di massimo e ha chiuso sul nostro obiettivo per questa fase di rimbalzo tecnico e distribuzione a 2760 punti.
È possibile che il rialzo di corto termine si fermi qui - questo perché l'obiettivo é stato raggiunto e la formazione a testa e spalle ribassista si sta completando come da manuale. Ora ci vorrebbero una settimana di pausa sotto i 2760 punti e dopo la metà di luglio una rottura sotto i 2700 punti per confermare e completare questa struttura grafica e attivare l'obiettivo a 2600 punti.
Torniamo brevemente ai settori - gli interessati possono osservare i grafici di banche e semiconduttori - senza andare nei dettagli notiamo un deterioramento tecnico e debolezza relativa - le banche sembrano pronte per una rottura al ribasso - i semiconduttori sottoperformano da mesi la tecnologia (Nasdaq100 +1.49% a 7207 punti) e sono senza direzione. Questi due settori sono normalmente dei leaders e mostrano in quale direzione si muove l'economia - il minimo che si possa dire é che non riflettono una crescita economica robusta.
Venerdì la seduta a Wall Street é stata decisamente positiva. C'é stata un'accelerazione al rialzo con un sensibile miglioramento degli indicatori di momentum. Che i 2760 punti di S&P500 possano rappresentare un massimo intermedio é quindi un'ipotesi azzardata ancora senza nessuna conferma. Indicatori come il MACD forniscono segnali d'acquisto - lo scenario più probabile nell'immediato é di conseguenza una continuazione del rialzo. Il potenziale di rialzo é però modesto - le borse, in America ed in Europa, non andranno lontano visto che lo scetticismo delle ultime due settimane di giugno ha già lasciato il posto all'ottimismo.
Restiamo dell'opinione che da metà luglio e da livelli vicini a quelli attuali le borse devono iniziare una correzione o un ribasso.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.50% a 3448 punti
DAX                         +1.55% a 12496 punti
SMI                          +1.02% a 8697 punti
FTSE MIB                  +1.38% a 21925 punti
S&P500                    +1.52% a 2759.82 punti
Nasdaq100               +2.36% a 7207 punti

La settimana appena trascorsa doveva essere nelle nostre previsioni "leggermente positiva". è andata meglio di quanto avevamo preventivato ma alla fine i guadagni sono rimasti nei parametri fissati. Nelle prime due settimane di luglio le borse europee dovevano guadagnare circa un +2% - l'S&P500 doveva salire a 2760 punti - in questa settimana si é già fatto parecchia strada ma questo non é un problema se settimana prossima le borse si fermano. L'unica sorpresa, secondo noi, é stato il balzo degli indici americani nella seduta di venerdì.
L'Europa venerdì é rimasta stranamente passiva. Forse perché aveva già fatto troppo giovedì. O forse perché venerdì lo slancio é stato frenato dalla rivalutazione dell'EUR (EUR/USD a 1.1745 +0.47%). Su questa giornata c'é poco da dire. Le borse europee hanno aperto e chiuso sullo stesso livello, si sono mosse nel range della seduta di giovedì e hanno terminato la giornata con deboli e insignificanti guadagni. Quella di venerdì é stata la migliore chiusura settimanale ma i massimi di giovedì non sono stati migliorati. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3448 punti (+0.22%) - é vicino al nostro obiettivo indicativo a 3463 punti. Alle 22.00 l'indice valeva 3451 punti. Il rally a Wall Street non ha trascinato al rialzo i futures europei.
Annotiamo che i nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica validi per le operazioni a medio termine rimangono short - non é una sorpresa visto che una settimana fà avevamo informato che ci voleva un rialzo di circa il +3% per farli girare.

La seduta a New York é andata veramente bene - é stato il risultato di dati sul mercato del lavoro nel complesso positivi e di uno short covering intensificato dai bassi volumi di titoli trattati. L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 2734 punti. Dall'apertura é costantemente salito fino ai 2761 che sono stati raggiunti verso le 17.45. Poi per ore l'indice é rimasto immobile sui 2760 punti. Sul finale si é impennato a 2764 punti, é ricaduto a 2756 punti e si é fermato a 2759.82 punti (+0.85%). Ancora una volta il Nasdaq100 ha sbalordito tutti (+1.49% a 7207 punti) - non manca molto al massimo storico a 7310 punti del 20 giugno - un nuovo massimo storico settimana prossima invaliderebbe la tesi della forte correzione a partire da metà luglio.
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5150 su 1669 e NH/NL a 807 su 212. La volatilità VIX é crollata a 13.37 punti (-1.60) mentre la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.57. Ritorno l'ottimismo - non é ancora l'euforia.
La tendenza di fondo della borsa americana é debolmente rialzista con il 57.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 58.96.
Settimana prossima le borse idealmente dovrebbero marciare sul posto. Le premesse tecniche sono però per una limitata continuazione del rialzo. Le Bollinger Bands sull'S&P500 scorrono a 2694 - 2806 punti. Se l'S&P500 non si ferma a 2760 punti dovrebbe al massimo salire a 2800 punti.
Ci prepariamo ad aprire posizioni short a medio termine - il potenziale di rialzo sembra quasi esaurito mentre i rischi di ribasso sono concreti e sostanziali. Le borse potrebbero non combinare nulla ancora per settimane (l'Eurostoxx50 e l'S&P500 sono semplicemente sui livelli di febbraio e oscillano in laterale) ma un certo deterioramento delle prospettive economiche e degli indicatori di medio termine ci spingono a scommettere al ribasso. Normalmente i mesi estivi sono difficili per le borse e spesso in autunno c'é una caduta.


Commento del 6 luglio

Borse europee un pò meglio del previsto - la seduta positiva a Wall Street segue la road map

La seduta delle borse europee di giovedì ha ricalcato quella di martedì. La mattina gli indici azionari sono saliti grazie ad alcune buone notizie. Le premesse tecniche erano favorevoli visto che le borse sono in un rimbalzo tecnico all'interno di un periodo di distribuzione. Gli indici azionari hanno raggiunto il massimo giornaliero verso le 14.00 e poi sono gentilmente scivolati verso il basso. A fine giornata sono rimasti dei solidi guadagni e le candele sui grafici sono bianche e consistenti - è stata quindi una buona giornata per i mercati finanziari europei che si sono risollevati scacciando le preoccupazioni riguardanti la guerra commerciale e l'instabilità del governo tedesco di Angela Merkel. In Germania sembra che i partiti della coalizione abbiano trovato un accordo sulla politica d'immigrazione. Per il momento l'amministrazione americana ha rinunciato a imporre dazi punitivi sulle importazioni di automobili - il DAX é decollato (+1.19% a 12464 punti) trascinato ovviamente dal settore auto (Volkswagen +4.05%, Daimler +3.76%, BMW +3.71%). Il problema di questi movimenti é che sono emotivi ed effimeri - basta un tweet di Donald Trump per ribaltare la situazione. Dubbi a parte ieri é stata una buona giornata per l'Europa che oltre alle auto ha ritrovato il settore bancario (SX7E +1.49% a 113.00) malgrado che dal fronte dei tassi d'interesse non vengono stimoli. Questa combinazione suggerisce che il balzo é stato soprattutto provocato dagli speculatori e dai traders e che quindi il rialzo non é sostenibile - godiamoci però il momento che ci permetterà di aprire settimana prossima posizioni short a livelli superiori di quelli preventivati.
L'Eurostoxx50 é salito a 3440 punti (+0.84%) dopo aver toccato un massimo giornaliero a 3459 punti verso le 14.00. Il FTSE MIB si é piazzato tra DAX e Eurostoxx50 con un +1.05% a 21914 punti. Ripetiamo che al momento é impossibile fissare degli obiettivi per questa breve spinta di rialzo visto che non abbiamo in Europa validi punti di riferimento e la forza della spinta dipende da fattori difficilmente misurabili ed emotivi. Avevamo detto che questa settimana sarebbe stata positiva - il resto é imponderabile.
A corto termine gli indici azionari europei possono salire più in alto. Venerdì scorso l'Eurostoxx50 aveva terminato la settimana a 3395 punti - avevamo stimato che il potenziale di rialzo fino a metà luglio era di circa il +2% - significa 3463 punti - manca ancora qualcosa ma non molto.

A Wall Street la seduta dopo la pausa dettata dalla festa dell'indipendenza é stata positiva. I volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.6) sono però bassi - molti operatori sono ancora assenti. L'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero a 2736.61 punti (+0.86%) - é però rimasto sotto la prima resistenza a 2742 punti. La chiusura sul massimo costituisce una buona premessa per una continuazione verso l'alto anche perché sono sempre tecnologia (Nasdaq100 +1.23% a 7101 punti) e PMI (Russell2000 +1.15%) a trascinare i listini.
L'S&P500 ha aperto al rialzo a 2729 punti. Fino alle 17.00 é sceso a 2716 punti e ha chiuso il gap d'apertura. Poi per le 18.00 é risalito a 2733 punti dove é rimasto per ore. Dopo un breve cedimento a 2724 punti e salito fino alla chiusura a 2736.61 punti (+0.86%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4929 su 1903 e NH/NL a 552 su 282. La volatilità VIX é scesa a 14.97 punti (-1.17) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.60 (neutra).
Il movimento di contenuto rialzo continua verso gli obiettivi a 2742-2760 punti di S&P500 secondo le previsioni. Gli indicatori si sviluppano in maniera armonica e non notiamo particolari divergenze.

La settimana dovrebbe terminare con un altra seduta di modesti rialzi. Le borse asiatiche stanno aprendo la pista - il Nikkei ha guadagnato il +1.18%, Shanghai sta salendo del +0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2743 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3455 punti (+15 punti). Crediamo che oggi le borse europee si fermeranno sui livelli d'apertura. Potrebbero anche fare marcia indietro visto che oggi America e Cina introducono nuovi dazi sulle importazioni. Le misure sono conosciute da giorni ma la cacofonia dei media potrebbe spaventare gli investitori retail e suggerire prudenza. Al termine di questa settimana finora positiva potrebbero esserci delle prese di beneficio.

Commento del 5 luglio

Con l'America ferma in occasione della festa dell'indipendenza le borse europee non combinano nulla

Con la borsa americana chiusa in occasione della festa dell'indipendenza ieri le borse europee hanno marciato sul posto. Gli indici si sono mossi poco ed hanno chiuso misti, al centro del range giornaliero e senza sostanziali variazioni. Sui grafico appaiono dei piccoli doji a segnalare equilibrio ed incertezza - o forse in mancanza di stimoli particolari gli investitori europei non avevno semplicemente la voglia e la motivazione per fare qualcosa. La seduta é stata noiosa e contrassegnata da bassi volumi di titoli trattati.
L'Eurostoxx50 (+0.17% a 3412 punti) si é mosso in soli 17 punti e la chiusura con un guadagno di 6 punti sembra casuale. L'Eurostoxx50 si é mosso nel range del giorno precedente. Tecnicamente non c'é nulla di nuovo da segnalare - il superamento dei 3400 punti non é importante ed era stato preventivato. Il guadagno dell'indice é stato causato dal buon comportamento del settore finanziario - l'indice delle banche SX7E ha casualmente sovraperformato e ha guadagnato il +0.65% a 111.34 punti.
Senza gli investitori d'oltre oceano anche il DAX (-0.26% a 12317 punti) non ha combinato nulla. Ha aperto e chiuso sullo stesso livello, si é mosso in soli 66 punti e si é fermato al centro del range giornaliero con una insignificante perdita di 31 punti. Il piccolo doji sul grafico e i bassi volumi segnalano stabilità - o indifferenza.
Martedì (+1.57%) il FTSE MIB (-0.36% a 21686 punti) aveva forse esagerato. Ieri ha approfittato del giorno di festa in America per ritracciare e allinearsi con le altre borse europee. È stata una seduta tranquilla e con scarsi volumi - é sempre così quando gli americani sono in vacanza - gli europei non prendono iniziative. La perdita di 77 punti é di per sé insignificante. È però un'altra conferma che la spinta di rialzo in questo rimbalzo dal supporto sui 21250 punti é modesta. Questa calma sulla borsa italiana é sorprendente. Per il momento in Europa si parla molto di profughi e migranti e poco di finanze e debito pubblico. Presto o tardi i nodi verranno al pettine e la pretesa del nuovo governo italiano di stimolare la crescita economica attraverso un aumento della spesa pubblica solleverà nell'UE un vespaio. Non tanto perché l'Italia non é in grado di sopportare il peso del debito ma piuttosto per il fatto che implicitamente il debito viene garantito dagli altri Paesi dell'UE attraverso il meccanismo del target2. A fine anno la BCE terminerà il QE e i titoli di Stato non potranno più essere manipolati e dovranno sottostare alle leggi del mercato della domanda e dell'offerta. Le banche italiane non possono comperare all'infinito e lo spread é destinato a salire. Prevediamo un autunno turbolento - forse però la discussione potrebbe già partire in estate coinvolgendo in prima istanza le azioni delle banche italiane. Teniamo d'occhio i dati congiunturali italiani - un rallentamento della crescita economica potrebbe essere l'elemento scatenante della crisi.
Al termine di una seduta priva di spunti l'SMI (+0.44% a 8663 punti) ha guadagnato altri 38 punti. La borsa svizzera si é comportata meglio del resto dell'Europa grazie alla buona performance dei titoli farmaceutici (Novartis +2.03%, Roche +0.92%). Strutturalmente é stata una seduta negativa con A/D a 8 su 12. Sul grafico si moltiplicano le candele bianche - é possibile che sullo slancio l'SMI superi i 8700 punti.
In generale non osiamo fissare obiettivi per questo rimbalzo che in America, e di conseguenza anche in Europa, dovrebbe terminare solo settimana prossima. Gli indici potrebbero salirte ancora un paio di punti in percentuale o fermarsi qui - ci sono troppe possibili varianti (resistenze, ritracciamenti secondo Fibonacci. MM che servono come punto di riferimento) - non c'é una soluzione che possa offrire maggiori probabilità di successo.

Ricordiamo che ieri la borsa americana é rimasta chiusa in occasione delle festa nazionale dell'indipendenza.

Stamattina i mercati finanziari sono tranquilli. Le borse asaitiche sono in moderato calo - Il Nikkei scende del -0.78% - Shanghai segue con un -0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2717 punti (+4 punti) - come ieri mattina. L'Eurostoxx50 vale ora 3412 punti - le borse europee apriranno invariate. Anche oggi le borse europee e quella americana sembrano voler marciare sul posto.

Commento del 4 luglio

Rialzisti e ribassisti si passano velocemente il testimone - per saldo non si va lontano

Il buon comportamento della borsa americana e la notizia che la coalizione di governo in Germania é salva ha provocato ieri in Europa una seduta di rialzo. Tecnicamente questa é la logica reazione al fatto che gli indici azionari non riuscivano a scendere più in basso e avevano a corto termine trovato un solido supporto.
L'Eurostoxx50 (+1.01% a 3406 punti) non riusciva a scendere sotto i 3350 punti e doveva quindi risalire e continuare a distribuire. L'Eurostoxx50 é rimbalzato ma non ci sono motivi per entusiasmarsi. L'indice ha aperto a 3382 punti ed é salito sul massimo 3420 punti verso le 14.00. Poi fino alla chiusura é scivolato verso il basso senza reazioni o accelerazioni. Ha terminato la giornata a 3406 punti con un guadagno di 32 punti - probabilmente nelle prossime sedute può ancora guadagnare una ventina di punti. Questa però é solo una stima poiché molto dipende dagli Stati Uniti, dai cambi e dalle notizie del momento. Sappiamo unicamente che l'indice deve distribuire fino a metà mese e poi cadere. Preferiamo non indicare un obiettivo del rimbalzo poiché esistono troppe varianti. Questo vale in generale per le borse europee.
La buona chiusura ieri sera a Wall Street ha permesso al DAX (+0.91% a 12349 punti) di aprire con un balzo di quasi 100 punti. Poi é arrivata la notizia che CDU e CSU hanno trovato un accordo sulla politica d'immigrazione e il ministro degli Interni Seehofer rimane al suo posto. Questo ha dato un'ulteriore spinta al mercato e il DAX é salito nel primo pomeriggio fino ai 12428 punti. A questo punto i compratori si sono ritirati e il DAX é scivolato gentilmente verso il basso fino alla chiusura a 12349 punti. Gli indicatori stanno ruotando e mostrano che l'indice a corto termine potrebbe salire più in alto. Siamo però molto scettici sulla base del comportamento del mercato e della situazione tecnica della borsa americana. Lunedì abbiamo indicato che il DAX poteva risalire a 12400 punti e riteniamo che questa stima sia corretta. Queste oscillazioni sono dettate dalle emozioni ma mancano di partecipazione - sono operazioni di trading di breve durata. Non possiamo escludere che il rimbalzo faccia salire il DAX nei prossimi giorni verso i 12600 punti. Riteniamo però che il DAX e in generale gli indici azionari europei stiano rimbalzando all'interno di un periodo di distribuzione - adesso saliranno poco - dopo scenderanno tanto.
Anche il FTSE MIB (+1.57% a 21764 punti) ha avuto una seduta decisamente positiva. Lunedì non abbiamo dato molto peso alla caduta e ora non pensiamo che questo rialzo abbia molto potenziale malgrado che a corto termine la situazione tecnica si stia sviluppando in maniera positiva. Il FTSE MIB non poteva scendere e quindi ora sta salendo - contemporaneamente la base sui 21250 punti da l'impressione che ora l'indice sia assicurato verso il basso. Non bisogna però farsi illusioni. Il comportamento del mercato suggerisce che ci troviamo in una fase di distribuzione - a corto termine c'é spazio verso l'alto ma questo é modesto - difficile quantificarlo - 22250-22500 punti? Il prossimo movimento significativo dovrebbe però essere al ribasso. 
Riassumendo le borse europee hanno avuto una seduta positiva ma non ci sono ragioni per entusiasmarsi. Si tratta più che altro di un rimbalzo tecnico dovuto al fatto che a corto termine gli indici hanno trovato un solido supporto. Non potendo per ora scendere più in basso é logico che risalgano. Il movimento é più o meno intenso a seconda delle notizie del momento. Ieri la ritrovata stabilità del governo in Germania ha stimolato i compratori ma oggi o domani il vento potrebbe già cambiare. I dati sul sentiment, che cambiano molto rapidamente e radicalmente, mostrano una veloce alternanza tra rialzisti e ribassiti - molto é però pura speculazione o reazioni emozionali - questo non crea tendenza e non porta i mercati lontano. Le borse stanno distribuendo prima di un'altra spinta di ribasso che idealmente deve partire a metà luglio.

Ieri Wall Street si é preparata all'odierna festa dell'indipendenza con delle evidenti prese di beneficio. È stata una seduta anomala con bassi volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.5) - la borsa ha chiuso anticipatamente alle 19.00. Non bisogna dare troppo peso all'esito negativo ma si può ugualmente trarre alcune conclusioni.
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2736 punti e chiuso sul minimo a 2713.22 punti (-0.49%). Come ci aspettavamo dopo la buona apertura ci sono state delle prese di beneficio. Le vendite sono però state superiori alle nostre attese. Specialmente sul Nasdaq100 (-1.17% a 7014 punti) c'é stata una fuga degli investitori retail. Tesla (-7.23%) ha subito un tracollo. La seduta al NYSE é stata però decisamente positiva (A/D a 3990 su 2727) grazie alla tenuta del Russell2000 (+0.32%). Sembra che gli investitori istituzionali sono rimasti fedeli al mercato mentre i piccoli scappavano prima delle vacanze. NH/NL a 439 su 223, VIX a 16.14 punti (+0.54) e CBOE Equity put/call ratio a 0.67 completano i soliti dati che non ci dicono nulla di particolare. L'S&P500 resta attaccato alla MM a 50 giorni (2719 punti) ormai piatta. Oggi la borsa americana é chiusa - di conseguenza il mondo finanziario oggi si ferma sui livelli raggiunti ieri sera alle 22.00 (Eurostoxx50 a 3398 punti).

Stamattina regna la calma. Le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei ha perso il -0.34% - Shanghai scende del -0.7%. Il future sull'S&P500 risale a 2719 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3399 punti. Prevediamo una seduta tranquilla che si dovrebbe concludere senza sostanziali variazioni.

Commento del 3 luglio

Borse europee disturbate da avvenimenti politici - in America la fase di distribuzione prosegue secondo previsioni

Ieri le borse europee, impressionate dalla debole chiusura a Wall Street di venerdì e dalle dispute all'interno della coalizione di governo in Germania, hanno aperto in forte calo e fino alle 09.30 sono scese. Dopo questa iniziale ondata di vendite gli indici azionari hanno però nettamente recuperato. Alla sera sono rimaste delle vistose perdite - nessun indice ha però fatto segnare un nuovo minimo di periodo e in linea di massima gli indici si sono mossi nel range della settimana precedente. Sui grafici sono apparsi dei doji che significano equilibrio ed incertezza. Nell'immediato sembra che le borse europee non vogliano scendere più in basso. La logica conseguenza é che devono risalire e continuare a distribuire.  
L'Eurostoxx50 é sceso fino ad un minimo a 3345 punti, é risalito su un massimo a 3386 punti e ha chiuso a 3372 punti (-0.69%). Nessuno dovrebbe essere sorpreso dalla perdita di 23 punti. Ormai da giorni l'Eurostoxx50 si muove tra i 3350 (3360) ed i 3400 punti e ieri sera l'indice si é fermato ancora in questo range, sul livello d'apertura e lontano dal minimo giornaliero. Pensiamo che questa fase di distribuzione possa durare ancora una decina di sedute ma bisogna restare flessibili. Dopo parecchi tentativi andati a vuoto di bucare il supporto sui 3350 punti i rialzisti dovrebbero momentaneamente ritirarsi e lasciare lo spazio ad un rimbalzo più consistente. D'altra parte se inaspettatamente l'S&P500 buca i 2700 punti con anticipo é probabile che l'Eurostoxx50 ricomincia a scendere prima del dovuto. Il comportamento del DAX (-0.55% a 12238 punti) é stato costruttivo malgrado la perdita di 67 punti. A dispetto delle turbolenze sul fronte politico il DAX é riuscito a recuperare dal minimo a 12132 punti e a chiudere 100 punti più in alto e sopra il livello d'apertura. Nonostante le cattive notizie ci sono dei compratori sui 12150 punti - da questo livello dovrebbe svilupparsi un rimbalzo tecnico di parecchi giorni. Non dovrebbe far risalire il DAX di molto (12400 punti?) ma dare il tempo ai difensori di tirare il fiato. La discesa é avvenuto con volumi in calo e con una divergenza positiva sulla RSI. Restiamo di conseguenza dell'opinione che la performance settimanale del DAX e delle borse europee in generale sarà (leggermente) positiva.
Il FTSE MIB (-0.92% a 21427 punti) ha perso 199 punti ma poteva andare molto peggio. La mattina poco dopo l'apertura il FTSE MIB é sceso fino a 21168 punti di minimo e poi ha recuperato. L'impressione é che l'indice non vuole scendere e sta facendo base sui 21250 punti. Non dovrebbe iniziare una fase di rialzo ma distribuire una decina di sedute sui livelli attuali. La nostra previsione non cambia e finora le sedute che si susseguono non ci indicano nulla di diverso. In fondo ieri il FTSE MIB ha solo perso quello che aveva guadagnato venerdì. L'indice ha aperto e chiuso sullo stesso livello - una situazione di patta.
L'SMI (-0.92% a 8529 punti) ha perso circa la metà del guadagno di venerdì. Tecnicamente questa non é una sorpresa. L'SMI ha semplicemente chiuso il gap di venerdì e con un doji conferma la voglia di stabilità sui livelli attuali. La distribuzione continua secondo i piani.

L'S&P500 doveva difendere il supporto a 2700 punti ed eventualmente continuare il rimbalzo iniziato giovedì scorso. Ieri però le premesse per la giornata erano negative e noi ci eravamo limitati ad auspicare una seduta in pari come variante massima. L'S&P500 ha fatto molto meglio (+0.31% a 2726.71 punti) confermando con una buona prestazione il nostro scenario costruttivo almeno per quel che riguarda la prossima decina di sedute.
L'S&P500 ha aperto a 2699 punti ed é subito salito - dopo aver ulteriormente testato con successo il supporto a 2700 punti sapevamo che la seduta non ci avrebbe riservato sorprese negative - la questione era solamente di quanto sarebbe risalito l'indice. C'é stata una serie di massimi e minimi ascendenti. L'S&P500 ad ondate regolari é salito a 2716 punti, é sceso a 2704 punti, é salito a 2720 punti, é sceso a 2713 punti ed é infine salito a 2726 punti. Ha chiuso sul massimo con un guadagno di 8 punti. Come spesso succede in questo caso il rialzo é stato trascinato dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.81% a 7097 punti) e in particolare dagli AGMAF, tutti con un guadagno superiore a quello dell'indice. La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3436 su 3467, NH/NL a 243 su 914 e volume relativo a 0.7 (la pausa infrasettimanale si fà già sentire!). La volatilità VIX é scesa a 15.60 punti (-0.49) mentre la CBOE Equity put/call ratio a 0.58 é tornata sotto la media di lungo periodo.
L'S&P500 si é mosso secondo le previsioni - fino a metà mese l'S&P500 deve lievitare fino ai 2742-2760 punti prima di ricominciare a correggere.

Stamattina le borse asiatiche sono tranquille e poco mosse. Il Nikkei sale del +0.12% - Shanghai é in calo del -0.13%. Il future sull'S&P500 é a 2730 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3391 punti (+19 punti) - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.6% e pensiamo di ritrovarle stasera su questo livello. Domani la borsa americana é chiusa in occasione della festa dell'indipendenza e probabilmente oggi l'S&P500 e colleghi marceranno sul posto con bassi volumi.

Aggiornamento del 2 luglio

Seehofer (CSU) da le dimissioni dal governo e fa cadere la coalizione - o forse no - debole inizio di settimana

In Germania proseguono le discussioni sulla politica d'immigrazione. Il ministro degli interni Seehofer (CSU), scontento dei risultati conseguiti da Angela Merkel (CDU) nella riunione dei capi di Stato europei di settimana scorsa, annuncia le dimissioni. Poi ci ripensa e rinvia la decisione di tre giorni. La grande coalizione di governo tra CDU, CSU e SPD traballa ed esiste la possibilità che Angela Merkel perda la maggioranza in parlamento e che in Germania si vada ad elezioni anticipate. Stamattina l'EUR é in calo (EUR/USD a 1.1650) e il future sull'S&P500 scende a 2710 punti (-11 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3358 punti (-37 punti). Le borsa europee apriranno deboli - le perdite in apertura supereranno l'1%. In teoria la fase di distribuzione doveva durare ancora una decina di sedute. È però evidente che una serie di notizie negative potrebbe far crollare le borse anticipatamente.
Stamattina le borse asiatiche sono in forte ribasso - il Nikkei ha perso il -2.29% - Shanghai é in calo del -2%. Vedremo nel pomeriggio quale sarà la risposta di Wall Street.
Vi ricordiamo che mercoledì 4 luglio in America si festeggia la festa dell'indipendenza - la borsa é chiusa.

Commento del 30 giugno - 1. luglio

Quanto durerà la fase di distribuzione dell'S&P500 sopra i 2700 punti - STS per ancora una decina di sedute ?

Settimana scorsa le borse dovevano scendere fino a metà settimana e poi risalire per l'effetto del window dressing di fine mese. L'S&P500 dai 2754 punti di venerdì 22 giugno doveva idealmente scendere fino ai 2742 punti e poi risalire fino al massimo i 2800 punti. La seduta di lunedì é stata però non solo negativa ma pessima - l'S&P500 é caduto fino a 2698 punti di minimo e a questo punto sapevamo che rilevante sarebbe stato il supporto a 2700 punti. Questo supporto é stata più volte testato durante la settimana. L'S&P500 é sceso giovedì fino ai 2692 punti ma é poi nuovamente risalito sopra il supporto e ha ufficialmente iniziato un rimbalzo tecnico. Rispetto al nostro scenario di una settimana fà l'S&P500 é sceso quindi più in basso e ha iniziato a rimbalzare in ritardo con il risultato che molto probabilmente la chiusura semestrale di venerdì (+0.08% a 2718.37 punti) non sarà un massimo intermedio. La definitiva rottura del supporto a 2700 punti e la continuazione della correzione é rimandata. Di quanto ? Possiamo solo fare delle ipotesi basandoci sul grafico e sugli oscillatori. Sul grafio si profila una interessante testa e spalle (STS) ribassista con obiettivo teorico a 2610 punti in caso di rottura della linea di collo (neckline) che scorre sui 2700 punti. Questa formazione grafica sarebbe teoricamente completa tra una decina di sedute vale a dire a metà luglio. Gli oscillatori topperanno probabilmente alcuni giorni prima. Riassumendo la variante più probabile diventa una distribuzione di una decina di sedute con una risalita dell'S&P500 fino ai 2742 punti. Poi la correzione deve riprendere con obiettivo minimo in vicinanza della MM a 200 giorni (2669 punti) e ideale sui 2600 punti. Poiché l'obiettivo della correzione per il Nasdaq100 (+0.13% a 7040 punti) é a 6600 punti, la variante 2600 punti per l'S&P500 é la soluzione più congruente.
Per quel che riguarda la politica d'investimento non cambia nulla - la correzione continuerà - ha solo un ritardo e partirà ufficialmente da livelli inferiori a quelli previsti. Gli obiettivi però non cambiano.
Per le borse europee la situazione é più complessa ma solo per quel che riguarda gli obiettivi a medio termine. Si stanno mischiando emozioni, politica e cambi a complicare il calcolo - é però evidente che la tendenza a medio termine sarà al ribasso.
La guerra commerciale scatenata dagli Stati Uniti fà oscillare ampiamente gli indici sul corto termine nelle due direzioni mentre a medio termine l'influsso é moderatamente negativo - solo la borsa cinese é in un bear market. Settimana scorsa la discussione in Europa sul problema profughi /migranti ha fatto oscillare le borse dei Paesi protagonisti sulla base dei risultati ottenuti nel vertice dell'UE. La borsa italiana ha retto bene mentre quella tedesca ha subito le conseguenze delle difficoltà incontrate da Angela Merkel sia con i partners europei che sul fronte interno.
Restiamo però dell'opinione che le borse europee avranno tendenza a sottoperformare quella americana. Se i maggiori indici azionari americani correggeranno un -4%/-6% é probabile che la caduta dell'Eurostoxx50 e colleghi sarà almeno di un -6%. Ora basta fare un paio di calcoli - vedrete che tutti gli indici azionari del nostro paniere sono destinati a scendere su un nuovo minimo annuale - d'altronde questo é già successo alcuni giorni fà sull'SMI svizzero mentre il FTSE MIB ha sfiorato questo record negativo mercoledì. Gli obiettivi grafici indicati nel commento del 26 giugno dovranno probabilmente essere rivisti al ribasso.
 
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.17% a 3395 punti
DAX                         -2.18% a 12306 punti
SMI                          -0.08% a 8609 punti
FTSE MIB                  -1.20% a 21626 punti
S&P500                    -1.33% a 2718.37 punti
Nasdaq100               -2.18% a 7040 punti

Venerdì le borse europee sono rimbalzate con entusiasmo interpretando positivamente l'esito della riunione dei capi di Stato dell'UE di giovedì. Gli indici hanno però chiuso poco sotto i livelli d'apertura e nella parte inferiore del range giornaliero. Questo significa che dopo il balzo iniziale i rialzisti non hanno combinato nulla. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3395 punti (+0.89%) ed é rimasto nel range 3360-3400 punti che abbiamo indicato nelle nostre analisi per questa fase di distribuzione. Alle 22.00 l'indice valeva 3384 punti - i rialzisti non devono quindi farsi delle grandi illusioni. È solo un rimbalzo senza potenziale.
Il DAX é risalito a 12306 punti (+1.06%) mentre il FTSE MIB é andato a 21626 punti (+0.89%) - non sappiamo esattamente fino a quale livello possono risalire questi indici nella prossima decina di sedute. Basta un'osservazione di Trump su possibile dazi da imporre al settore auto o l'inizio di una discussione sul debito pubblico italiano per provocare deviazioni di 1%/2%. In linea di massima però pensiamo che ci sia solo un 2% di spazio verso l'alto. Questa tregua dovrebbe durare la massimo fino a metà luglio - potrebbe però esserci un crollo prima.
I nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica restano saldamente short. Ci vorrebbe un rally di circa un +3% per farli girare - ci sembra inverosimile.
L'SMI svizzero venerdì ha fatto  un balzo del +1.74% a 8609 punti dopo aver toccato mercoledì un nuovo minimo annuale a 8372 punti. La reazione é stata provocata da un rally del +3.95% del colosso farmaceutico Novartis - la società ha annunciato la separazione della divisione oftalmologia Alcon e gli investitori hanno accolto la notizia con entusiasmo. L'SMI in seguito non dovrebbe però comportarsi diversamente dalle altre borse europee. Può risalire fino ai 8750 punti circa prima di dover riprendere il ribasso.

La seduta a Wall Street ha deluso le aspettative dei rialzisti - noi compresi. Speravamo in un risultato migliore in questa ultima giornata della settimana che doveva rappresentare la seconda seduta di rimbalzo e la chiusura semestrale con un'intonazione positiva. Il guadagno di 2 punti dell'S&P500 (+0.18% a 2718.37 punti) é striminzito e l'indice ha chiuso sul minimo giornaliero con un tonfo di 20 punti nell'ultima ora di contrattazioni. Se però l'indice deve distribuire ancora una decina di sedute tra i 2700 ed i 2742 punti é meglio che non si sia mosso troppo venerdì. Questi 42 punti sembrano troppo pochi ma vedremo cammin facendo se bisogna cambiare qualcosa specialmente verso l'alto visto lo sviluppo delle medie mobili (sono ora più in alto) rispetto alla precedente spalla di maggio.
L'S&P500 ha aperto a 2730 punti, é salito e fino alle 17.00-17.30 si é fermato sui 2743 punti. Poi l'indice é scivolato verso il basso ma senza strappi e in un ambiente molto tranquillo - alle 21.00 l'S&P500 era sui 2738 punti. Poi é caduto di 20 punti e ha chiuso sul minimo a 2718 punti. Il Nasdaq100 (+0.13%) si é comportato alla stessa maniera - seduta di poco positiva e supporto a 7000 punti tenuto a distanza.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4041 su 2802, NH/NL a 333 su 517 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 16.09 punti (-0.76) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.69 - nulla di nuovo da segnalare.
La tendenza di fondo della borsa americana é ora neutra con il 48.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 57.77. Questo sviluppo corrisponde a quell di un mercato che sta entrando in una correzione ma che non sembra rischiare un ribasso. A livello di cambi (EUR/USD a 1.1685) c'é un pò di volatilità ma il range 1.15-1.18 viene mantenuto. I tassi d'interesse sono stabili. Rispetto a settimana scorsa segnaliamo l'impennata del prezzo del petrolio che é passato dai 68.50 USD/barile (WTI) ai 74.14 USD/barile. In una decina di giorni il prezzo é salito di una decina di USD e si trova oggi sul massimo annuale ma questo rialzo non viene ancora commentato e tematizzato - finora ha solo aiutato il settore energia ma non ha influito (negativamente) sulla borsa in generale o sui tassi d'interesse (pericolo d'inflazione).
Mercoledì 4 luglio in America si festeggia la festa dell'indipendenza - la borsa é chiusa. Questa pausa infrasettimanale frenerà l'attività degli speculatori e limiterà i volumi. Non dovrebbe però influenzare in maniera determinante lo sviluppo di una settimana che si preannuncia leggermente positiva.

Commento del 29 giugno

In Europa seduta debole ma in trading range - l'America rimbalza e potrebbe ritardare la prossima fase di ribasso

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa (Eurostoxx50 -0.93% a 3365 punti) che ha cancellato i progressi fatti mercoledì. In linea di massima però gli indici azionari si sono mossi nel range del giorno precedente senza far segnare dei nuovi minimi di periodo. Questa seduta in trading range mantiene valido lo scenario di una pausa e di un limitato rimbalzo prima della continuazione della correzione. La reazione dai supporti ed il rimbalzo tecnico sembrano prendere più tempo del previsto - gli oscillatori sugli indici americani mostrano che un minimo intermedio si é appena verificato - é quindi probabile che il rimbalzo e il periodo di distribuzione si estendano alle prime sedute del mese di luglio. Una caduta definitiva dell'S&P500 (+0.62% a 2716.31 punti) sotto il supporto a 2700 punti non é imminente.
Ieri le borse europee sono salite fin verso le 10.00 - poi sono riapparsi i venditori che hanno dominato fino nel tardo pomeriggio. Dopo le 16.30 c'é stato un recupero ma era troppo tardi. Non ci aspettavamo questa perdita ma in fondo Eurostoxx50 (-0.93% a 3365 punti) e colleghi non hanno fatto nulla di particolare. L'Eurostoxx50 si é mosso nel range del giorno precedente e ha chiuso con una perdita di 32 punti ma ancora tra quei 3360-3400 punti che doveva mantenere in questa fase di pausa e di distribuzione. L'indice delle banche SX7E (+0.13% a 109.55 punti) ha mostrato finalmente una reazione da ipervenduto e dovrebbe permettere al mercato di restare ancora qualche giorno sul livello attuale prima che la correzione possa continuare.
Anche il FTSE MIB (-0.58% a 21432 punti) ha avuto una seduta in trading range. Questa ricaduta di 125 punti é deludente ma in linea di massima non cambia il quadro tecnico. Il FTSE MIB si é mosso nel range del giorno precedente e ha terminato la seduta sul livello d'apertura e al centro del range giornaliero - sul grafico appare un doji che significa indecisione ed equilibrio. Il supporto sui 21250 punti é ancora valido e secondo noi dovrebbe "tenere" ancora alcuni giorni. Il rimbalzo e il periodo di distribuzione dovrebbero durare fino a metà di settimana prossima specialmente se l'Italia uscisse con un successo e rafforzata dalla riunione dell'UE.
Notiamo un'interessante cambiamento a livello strutturale - ieri le azioni delle grandi banche hanno guadagnato terreno e sono state le perdite di alcuni titoli pesanti (Fiat, STM) a far scendere sull'indice. Le banche sembrano all'inizio di un rimbalzo tecnico di cui potrebbe beneficiare anche il FTSE MIB nei prossimi giorni.
Tecnicamente é stata invece una pessima giornata per il DAX (-1.39% a 12177 punti). Ha perso 171 punti ma questo non é il dato più importante. L'indice ha toccato un nuovo minimo mensile a 12104 punti e la candela sul grafico ha minimo e massimo discendenti - questo significa che la correzione continua malgrado l'eccesso di ribasso. Il DAX é l'unico indice che mostra questa caratteristica ed é per definizione relativamente debole - evidentemente la crisi politica del governo di Angela Merkel pesa sul listino. La debolezza del DAX ha una forte componente emotiva. Appena ci sarà una notizia positiva il DAX rimbalzerà con forza dall'ipervenduto - questo potrebbe ritardare la continuazione della discesa dell'indice visto che normalmente un rimbalzo dura alcuni giorni.

A Wall Street c'é stata una seduta positiva che rappresenta l'inizio ufficiale del rimbalzo tecnico. Dopo giorni di scivolare verso il basso e di test dei supporti gli indici hanno mostrato una convincente reazione e sui grafici riappaiono delle consistenti candele bianche. È probabile che questo ritardato rimbalzo duri alcuni giorni facendo slittare la continuazione della correzione e la discesa definitiva dell'S&P500 (+0.62% a 2716.31 punti) sotto i 2700 punti di una decina di giorni - almeno questo é quanto suggericono ora gli oscillatori di corto termine che hanno appena ricominciato a salire.
L'S&P500 ha aperto a 2700 punti e la battaglia intorno a questo importante supporto é durata circa un'ora. I ribassisti hanno ottenuto un primo vantaggio facendo cadere l'S&P500 fino a un minimo a 2692 punti. Poi é giunta la riscossa dei rialzisti. L'indice é risalito una decina di punti, c'é stata ancora una scaramuccia con un'ultima discesa a 2699 punti e da metà giornata l'indice é poi costantemente salito fino ai 2724 punti. Sul finale é tornato a 2716 punti. Al rimbalzo ha contribuito la tecnologia (Nasdaq100 +0.89% a 7031 punti - ritorno immediato sopra i 7000 punti) e le grandi banche (!). La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 3790 su 3028, NH/NL a 256 su 1213 e volume relativo a 0.9. Il netto peggioramento del rapporto nuovi massimi su nuovi minimi mostra il deterioramento della struttura del mercato che avrà ripercussioni negative a medio termine. La volatilità VIX é scesa a 16.85 punti (-1.06) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.65. Nulla di particolare a livello di sentiment - una logica reazione.

In generale notiamo forti oscillazioni in borsa ma stabilità a livello di cambi (EUR/USD a 1.1650) e tassi d'interesse. Questo significa che non bisogna dare eccessivo peso a questi movimenti repentini degli indici azionari che spesso sono solo la conseguenza di eventi politici e reazioni emozionali. L'importante é osservare le tendenze - da metà giugno le borse puntano verso il basso.

Stamattina il future sull'S&P500 sale ancora a 2728 punti (+8 punti). Il Nikkei marcia sul posto (+0.10%) mentre la borsa di Shanghai rimbalza energicamente (+2.1%) grazie ad alcune affermazioni concilianti di Trump sul tema della guerra commerciale. L'Eurostoxx50 vale ora 3405 punti. Le borse europee apriranno con un balzo di circa il +1% - sembra che i leaders dell'UE abbiano raggiunto un vago accordo sulla politica d'immigrazione e subito arriva la risposta positiva dei mercati. Crediamo che questa guadagno possa essere difeso fino a stasera. È però un rimbalzo tecnico all'interno di una fase di ribasso a medio termine - non dimentichiamolo...

Commento del 28 giugno

Pesante test dei supporti

Ieri le borse europee hanno aperto in pari. Nella prima parte della seduta c'é stata un'ondata di vendite. Gli indici sono scesi su nuovi minimi di periodo - l'SMI svizzero ha toccato un nuovo minimo annuale. Poi dalle 11.00 c'é stato un robusto e impressionante recupero - l'Eurostoxx50 é risalito dai 3340 punti di minimo ai 3424 punti di massimo in circa 5 ore. Sul finale gli indici sono ridiscesi influenzati da Wall Street ma per saldo sono rimaste delle consistenti plusvalenze (Eurostoxx50 +0.84% a 3397 punti) che significano una prosecuzione del rimbalzo tecnico di martedì. Era troppo presto per un ribasso e di conseguenza le borse hanno reagito - i venditori hanno subito una sconfitta ma torneranno presto all'attacco. Notiamo un netto deterioramento della situazione tecnica con parecchie rotture settoriali al ribasso - ieri l'indice delle banche SX7E é caduto fino ad un nuovo minimo annuale a 107.40 punti per poi tornare in chiusura a 109.41 punti (-0.44%) - malgrado la reazione la strada verso il basso é aperta. Questa fase di distribuzione deve durare ancora qualche giorno - avevamo previsto un ritorno ed una pausa dell'Eurostoxx50 nel range 3360-3400 punti. Ieri sera alle 22.00, al termine della pessima seduta in America, l'Eurostoxx50 valeva 3377 punti. 
Il DAX (+0.93% a 12348 punti) ha aperto in pari ma subito sono riapparsi i venditori motivati da una serie di notizie negative e di rotture al ribasso (Deutsche Bank). Siamo rimasti tranquilli e fedeli al nostro scenario di una pausa sopra i 12200 punti fino a venerdì con una possibile risalita fino ai 12480 punti. Il mercato ci ha dato ragione. Dalle 11.00 il DAX é risalito con decisione e volumi e malgrado che non sia riuscito a chiudere sul massimo ha finito la giornata con una candela bianca sul grafico e un guadagno di 114 punti. Ora i ribassisti staranno tranquilli qualche giorno - il tempo per raccogliere le idee, curare le ferite e ritrovare le forze. Riappariranno in forze nel mese di luglio.
Il FTSE MIB (+0.65% a 21557 punti) é caduto fino ad un minimo a 21157 punti - il precedente minimo annuale del 29 maggio a 21122 punti é stato avvicinato ma non superato. Dopo il FTSE MIB ha reagito come le altre borse europee e ha chiuso con un guadagno di 138 punti. Non crediamo alla possibilità di un doppio minimo a formare una solida base - basta osservare i grafici di DAX e Eurostoxx50 per rendersi conto che questa costellazione sul grafico del FTSE MIB é probabilmente solo un caso. Non é però un caso che il FTSE MIB sia rimbalzato - l'avevamo previsto e la reazione ha fatto risalire l'indice in quello che deve essere una rimbalzo in una fase di ribasso a medio termine. Restiamo dell'opinione che il FTSE MIB deve ancora distribuire alcuni giorni sul livello attuale. Poi il ribasso riprenderà - ma per ora godiamoci questo rimbalzo che ci darà indicazioni valide per lo svolgimento della prossima fase negativa.
L'SMI (+0.31% a 8504 punti) é inizialmente crollato su un nuovo minimo annuale a 8372 punti. È stata la classica falsa rottura al ribasso. Una volta esauriti gli stop loss l'SMI é risalito e ha chiuso con un guadagno di 26 punti. Sono pochi ma significano che per il momento, come pensavamo, l'SMI non vuole scendere più in basso. La nostra previsione si é rivelata esatta malgrado che il supporto sui 8450-8500 sembrava rotto - forse abbiamo avuto solo fortuna o forse l'analisi tecnica ha fornito delle valide indicazioni. Non dimentichiamoci però che questo é solo un rimbalzo tecnico di breve durata e potenziale. I venditori non sono morti - hanno solo perso in questo primo tentativo di accelerazione al ribasso.

Pensavamo che a New York ci sarebbe stata una seduta tranquilla con indici azionari a marciare sul posto - questo sarebbe stato lo scenario ideale per confermare la fase di distribuzione dopo il rimbalzo di martedì.
Invece le tensioni sul fronte commerciale hanno nuovamente provocato un'ondata di vendite e l'S&P500 (-0.86% a 2699.63 punti) é ancora una volta sceso a testare il forte supporto a 2700 punti. L'indice non é sceso sotto il minimo di lunedì ma ha chiuso sul minimo giornaliero e questo non ci piace. Il mercato sta preparando un'accelerazione al ribasso e una continuazione della correzione. Speriamo che "tenga" fino alla fine di questa settimana e che non cambi il ciclo. Mettiamo però le cosa in chiaro - il problema é temporale e non di direzione. L'S&P500 deve scendere - non siamo sicuri che la rottura sotto i 2700 punti avverrà ad inizio luglio.
L'S&P500 ha aperto a 2730 punti. È salito fino alle 16.40 toccando un massimo a 2746 punti ed é poi sceso fino alla chiusura sul minimo a 2699 punti. Il Nasdaq100 ha perso il -1.39% a 6969 punti - é un minimo mensile. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1518 su 5371, NH/NL a 373 su 899 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 17.91 punti (+1.99) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.67 - sopra la media ma decisamente più bassa di quanto ci si poteva aspettare.
Per le prossime due sedute non sappiamo bene cosa aspettarci - la caduta di ieri ci ha sorpreso per la sua intensità. Normalmente una chiusura sul minimo ha una continuazione verso il basso. L'S&P500 é però sul supporto a 2700 punti che viene rafforzato al momento dal bordo inferiore delle BB a 2703 punti. Secondo le nostre previsioni l'S&P500 doveva stare sopra i 2700 punti fino a venerdì - domenica scorsa avevamo ipotizzato un ritorno a 2800 punti grazie al window dressing - lunedì abbiamo dovuto ridimensionare le nostre aspettative di rimbalzo. Ora sono le 07.30 del mattino ed il future sull'S&P500 é a 2712 punti (+7 punti) - sappiamo che l'S&P500 per ora difende efficacemente il supporto. Non abbiamo ragioni per prevedere un'anticipata rottura al ribasso. 

Sono le 08.30 e la situazione non é cambiata di molto rispetto ad un'ora fà. Il Nikkei é fermo (+0.05%) mentre Shanghai é in calo del -0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2711 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3389 punti - le borse europee apriranno in calo (ca. -0.3%) ma decisamente sopra i valori di ieri sera alle 22.00. Oggi é previsto un incontro dei capi di Stato europei per discutere la questione degli immigranti illegali - sarà molto difficile trovare un accordo. Le spaccature all'interno dell'UE verranno tematizzate e probabilmente questo non aiuterà i mercati finanziari e l'EUR. Temiamo che le borse europee possano scivolare più in basso - non cadranno però sotto i minimi di ieri. Con l'aiuto dell'America potrebbero anche nel pomeriggio recuperare e chiudere in pari.
Oggi devo andare a Basilea - non potrà pubblicare i commenti delle 14.00 sulla borsa americana - sapete in ogni caso cosa bisogna tenere d'occhio - sono i 2700 punti di S&P500.

Commento del 27 giugno

Debole rimbalzo come inizio di una breve distribuzione

Ieri le borse europee hanno aperto al rialzo e sono salite la mattina sul massimo giornaliero. Poi é ricominciato il declino che si é fermato solo verso le 16.50 - molti indici in questa occasione sono marginalmente scesi sotto il minimo di lunedì. Sul finale le borse sono rimbalzate grazie alla buona tenuta di Wall Street. L'Eurostoxx50 (-0.01% a 3368 punti) ha marciato sul posto. Il FTSE MIB (+0.30% a 21419 punti) ha guadagnato 64 punti, il DAX (-0.29% a 12234 punti) ne ha persi 36. Nel complesso non é successo nulla di importante - le borse europee avevano una buona occasione per rimbalzare e tranne la reazione iniziale non sono riuscite a risalire la china. Sui grafici appaiono piccole candele rosse a conferma della debolezza dei mercati azionari europei.
Molto probabilmente ora ci sarà una distribuzione fino a venerdì. Questo significa che le borse europee si muoveranno sui livelli di ieri o poco più in alto - poi a luglio dovrebbero ricominciare a scendere e raggiungere gli obiettivi a medio termine indicati nel commento di ieri mattina. Ieri non abbiamo notato niente in grado di farci cambiare idea - Eurostoxx50 e colleghi non sono scesi più in basso solo perché non c'era una ragione particolare e perché fattori tecnici (supporti intermedi, limite inferiore delle Bollinger Bands) hanno sostenuto il mercato.

A Wall Street abbiamo assistito ad un debole rimbalzo trascinato da alcuni titoli (AGMAF senza Google, GE +7.76%). C'é stata una seduta in trading range con chiusura sul livello d'apertura. Gli indici si sono mossi in pochi punti con volumi in calo - una tipica seduta di consolidamento dopo il tonfo di lunedì. Visto che la borsa é riuscita a difendere il rimbalzo effettuato nel finale di seduta di lunedì, pensiamo che il forte supporto a 2700 punti di S&P500 debba reggere almeno fino alla fine di giugno.
L'S&P500 ha aperto a 2724 punti. Dopo una breve esitazione é sceso sul minimo a 2715 punti. In seguito é salito per ore in maniera regolare fino al massimo a 2732 punti. Dopo una pausa di 2 ore sui 2728-2732 punti l'indice é caduto sul finale a 2723.06 punti (+0.22%). Come d'abitudine sono stati Nasdaq100 (+0.43% a 7068 punti) e Russell2000 (+0.66%) a trascinare i listini. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4111 su 2739, NH/NL a 419 su 564 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 15.92 punti (-1.41) mentre la CBOE Equity put/call ratio e tornata bassa a 0.52 (!). Ribadiamo l'opinione che l'eccesso di speculazione al rialzo, segnalato dalla p/c ratio, deve obbligare l'S&P500 ad un'ampia correzione che idealmente deve svilupparsi nel mese di luglio. Già parecchi indici sono scesi sulla MM a 200  giorni (DJ Industrial, DJ Transportation) o più in basso (Banche - BKX) e l'S&P500 dovrebbe a breve seguire questo cattivo esempio.

Stamattina prevalgono nuovamente i segni negativi anche se le perdite sono minime. Il future sull'S&P500 alle 06.30 era a 2729 punti - ora (07.50) é a 2726 punti (-2 punti). Il Nikkei sta perdendo il -0.3% - Shanghai é in calo del -1%. Non abbiamo ancora indicazioni ufficiali per le borse europee - stimiamo però che l'Eurostoxx50 debba aprire sui 3380 punti perché deve recuperare il guadagno di ieri sera della borsa americana. Speriamo semplicemente che le borse europee riescano a difendere questo guadagno iniziale. In caso contrario avremo una seduta come ieri.

Commento del 26 giugno

La settimana doveva iniziare con un calo moderato - non con un crollo - correzione o ribasso a medio termine

La settimana doveva iniziare con un calo moderato fino a mercoledì e una risalita fino a venerdì. Solo a luglio doveva partire una forte correzione in grado di far scendere l'Eurostoxx50 (-2.10% a 3369 punti) sull'obiettivo a medio termine a 3275 punti e l'S&P500 (-1.37% a 2717.07 punti) almeno sulla MM a 200  giorni a 2663 punti. Sembra che le nuove sanzioni previste da Donald Trump contro la Cina e i problemi che affliggono l'Europa sul fronte politico ed economico hanno accelerato questo movimento. Ieri non abbiamo avuto una normale seduta negativa ma un crollo che ha fatto scendere gli indici azionari sotto importanti supporti (almeno in Europa) e ha scatenato segnali tecnici di vendita a medio termine. Lo scenario per questa settimana non é ancora da buttare - probabilmente nei prossimi giorni ci sarà un recupero o un rimbalzo tecnico specialmente per quegli indici che sono già scesi in ipervenduto o caduti sotto il bordo inferiore delle Bollinger Bands (DAX -2.46% a 12270 punti, limite inferiore delle BB a 12402 punti). A medio termine però le borse devono scendere più in basso. Ieri abbiamo fissato gli obiettivi anche per gli altri indici europei - sono il risultato di una semplice proiezione verso il basso del canale che é stato valido nel mese di giugno - l'ampiezza del canale corrisponde al potenziale di ribasso a partire dalla rottura del supporto.
Giovedì avevamo già scritto in quale direzione si sarebbero sviluppate le borse europee e con quale potenziale di ribasso. Il rimbalzo di venerdì sembrava aver rimandato la caduta all'inizio del mese di luglio. Il crollo di ieri mostra chiaramente che troppi problemi si sono accumulati sul tappeto e la pressione di vendita ha rotto la diga principale costituita dal supporto sull'Eurostoxx50 (-2.10% a 3369 punti) a 3400 punti. L'indice ha chiuso ieri sera sul minimo giornaliero, con una pesante perdita e una chiara e netta rottura del supporto. L'obiettivo a 3275 punti é stato attivato. L'indice delle banche SX7E é caduto del -2.10% a 110.23 punti. Il problema della borsa non sembra essere il settore finanziario. Sono più le tensioni politiche e la guerra commerciale scatenata dagli Stati Uniti a preoccupare gli investitori. Nel commento tecnico di venerdì scorso avevamo però affermato che le banche non avrebbero costituito l'ancora di salvezza dell'Eurostoxx50 e ieri é arrivata puntuale la conferma. Ricordiamo che il minimo annuale é a 109.30 punti. Sotto si apre il baratro.
Venerdì il DAX (-2.46% a 12270 punti) era solamente rimbalzato con poca convinzione. Era quindi logico che presto o tardi doveva ricominciare a scendere. Ieri però ci aspettavamo solo un calo moderato mentre pensavamo che vendite pesanti sarebbero intervenute solo all'inizio di luglio. Ci siamo sbagliati sulla tempistica ma per il resto il crollo era preventivabile. Ieri sera il DAX ha chiuso sul minimo giornaliero e ampiamente sotto il bordo inferiore delle Bollinger Bands. Sembra di essere all'inizio di febbraio. È molto probabile che ora la caduta continui. Il canale tra i 12600 ed i 13200 punti (600 punti) offre come possibile obiettivo i 12000 punti. Sui 12200 punti ci potrebbe essere una prima reazione vista la presenza di un supporto intermedio - qui il DAX sarà anche ipervenduto. Il rimbalzo ci fornirà indicazioni supplementari sulla pressione di vendita.
Avevamo correttamente interpretato il balzo di venerdì del FTSE MIB (-2.44% a 21355 punti) come un semplice rimbalzo tecnico. Era quindi ovvio che presto o tardi il FTSE MIB avrebbe ricominciato a scendere. Non ci aspettavamo però che succedesse già ieri e con questa intensità. Ieri sera il FTSE MIB ha chiuso sul minimo giornaliero e con una pesante perdita. Una continuazione verso il basso é probabile. L'obiettivo di questa spinta si situa a medio termine 19500-20000 punti. È congruente con quello dell'Eurostoxx50.
L'SMI (-1.83% a 8458 punti) ha perso ieri quello che aveva guadagnato venerdì scorso. L'SMI é tornato sulla zona di supporto a 8450-8500 punti e sul minimo annuale. Non possiamo che confermare quanto già scritto venerdì. Il rischio di ribasso é in aumento - una rottura del supporto é probabile. L'obiettivo teorico é a 8000 punti.

Questa volta anche la seduta a Wall Street é stata pessima. L'S&P500 (-1.37% a 2717.07 punti) ha bucato il supporto intermedio a 2742 punti ed é dovuto scendere fino ai 2700 punti (minimo a 2698 punti) prima di reagire e rimbalzare. L'S&P500 e in generale la borsa americana hanno chiuso lontano dal minimo giornaliero e questo significa che nell'immediato la pressione di vendita diminuisce e ci sarà un rimbalzo. La pausa potrebbe durare fino a venerdì ma questa é solo un'ipotesi utile a riportare lo sviluppo del mercato vicino al ritmo che avevamo previsto nell'analisi del fine settimana sulla base degli indicatori e delle abitudini stagionali.
L'S&P500 ha aperto sul supporto a 2742 punti. Subito ha continuato a scendere e questo ha chiarito la situazione e deciso l'esito della seduta. L'indice é sceso fino alle 18.00 a 2704 punti. È risalito a fatica di una quindicina di punti ma poi sono tornati i venditori. Verso le 21.00 l'S&P500 ha brevemente rotto il supporto a 2700 punti (irrobustito dal bordo interiore delle BB a 2700 punti), ha toccato un minimo a 2698 punti ed é infine risalito a 2717.07 punti (-1.37). Le prese di beneficio hanno travolto la tecnologia (Nasdaq100 -2.21% a 7038 punti). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1470 su 5490, NH/NL a 394 su 978 (notiamo il netto cambiamento - il vento ha cambiato direzione!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 17.33 punti (+3.56). La CBOE Equity put/call ratio é invece aumentata solo a 0.61 (la media di lungo periodo é a 0.62). Malgrado la caduta della borsa gli speculatori restano ottimisti - questa é una buona premessa per una continuazione della correzione a medio termine. Ora ci deve essere un rimbalzo. Pensiamo che il supporto a 2700 punti di S&P500 possa reggere fino al mese di luglio. Poi si scende più in basso...

Stamattina dalle borse asiatiche arrivano segnali costruttivi. Il Nikkei sale del +0.10% - Shanghai contiene le perdite ad un -0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2725 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale 3388 punti - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.5%. Dovrebbero terminare la giornata in positivo ed iniziare una fase di consolidamento che potrebbe durare tutta la settimana.

Aggiornamento del 25 giugno

Trump vuole ora limitare gli investimenti cinesi in società americane

Erdogan vince le elezioni in Turchia e la Lira turca reagisce con un balzo. In Europa si continua a litigare sugli immigranti - l'Italia ha sollevato un vespaio. La gente sembra stanca di litigi e discussioni e preferisce seguire i mondiali di calcio. Nel frattempo negli Stati Uniti Donald Trump pianifica la prossima mossa nella guerra commerciale con la Cina - intende limitare gli investimenti cinesi in società americane. La Cina reagisce lasciando scivolare verso il basso il valore dello Yuan - svalutare la moneta é un sistema semplice e poco eclatante per controbattere i dazi americani.
Ovviamente questo non lascia indifferenti i mercati finanziari. La prima reazione che salta all'occhio stamattina é il calo di 15 punti del future sull'S&P500 a 2744 punti - teoricamente l'S&P500 vale adesso 2741 punti e si trova sull'importante supporto a 2742 punti. Prevedevamo un inizio di settimana negativo ma la situazione potrebbe essere peggio di quanto pensavamo. Forse non avremo solo una "scivolata" fino a mercoledì ma una correzione più importante. L'analisi tecnica può prevedere la direzione del mercato ma difficilmente può anticipare nel dettaglio il flusso delle informazioni e il suo influsso più o meno forte sui mercati finanziari.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei sta perdendo il -0.70% - Shanghai lo imita con un -0.6%. L'Eurostoxx50 vale ora 3416 punti (-25 punti) - le borse europee apriranno con perdite di circa il -0.7%. Probabilmente stasera ritroveremo gli indici azionari europei sui livelli d'apertura. Decisivo però sarà il comportamento dell'S&P500 sui 2742 punti. Vi invitiamo a leggere il commento su questo indice che pubblicheremo verso le 14.00 con le previsioni per la seduta odierna.

Commento del 23-24 giugno

Debole rimbalzo con modesti volumi - rischio di ribasso in aumento

Il venerdì 15 giugno le borse avrebbero dovuto toccare un massimo significativo ed iniziare a correggere. Nell'analisi dello scorso fine settimana avevamo scritto che non vedevamo nessun segnale in questo senso e che di conseguenza non potevamo consigliare l'apertura di posizioni short. Basavamo questa decisione soprattuto sull'S&P500 e sul Nasdaq100 americani di cui possediamo molti elementi d'analisi - non solo perché da Wall Street provengono molti più dati ma anche perché questi due indici comprendono molte più azioni (rispettivamente 500 e 100) con la conseguenza che gli indicatori strutturali e di momentum sono affidabili. Non si può dire la stessa cosa dell'Eurostoxx50 (50 azioni di differenti Paesi), del DAX (30 azioni) del FTSE MIB (40 azioni) o dell'SMI (20 azioni). Inoltre in America abbiamo dati supplementari su tutto il mercato azionario (6800 titoli) e non solo su una stretta selezione.
È successo qualcosa di strano ed inatteso. Il punto tornante del 15 giugno ha avuto inaspettatamente un forte influsso in Europa - in effetti il 15 giugno Eurostoxx50 (+1.12% a 3441 punti) e colleghi hanno toccato un massimo di periodo e poi hanno corretto - vedete dalle performances settimanali che, malgrado il rimbalzo di venerdì, le borse europee hanno avuto una pessima settimana con perdite che in alcuni casi hanno superato il 3%. In America invece l'effetto é stato moderato - quello che ci ha confuso é stato soprattutto il nuovo massimo storico del Nasdaq100 (-0.28% a 7197 punti) a 7310 punti toccato mercoledì 20 giugno la sera a metà seduta (insieme a Nasdaq Composite e Russell2000). Sapevamo che le borse europee avrebbero sottoperformato e questo é puntualmente avvenuto.
A corto termine ci sono tre effetti tecnici da prendere in considerazione.
- È probabile che fino a fine mese le borse resteranno ad alto livello. I portfolio managers, specialmente in America, hanno interesse ad arrivare alla fine del semestre completamente investiti visto che finora la performance 2018 é ampiamente positiva. Cercheranno di avere buoni titoli in portafolio e di fare "sparire" quelli che si sono comportati male. Questo significa che nessuno settimana prossima avrà interesse di vendere (se non obbligati da un qualche evento particolarmente negativo) e verranno ancora comprati i titoli di moda (AGMAF, FAANG) spingendo il Nasdaq100 ancora più in alto.
- Gli oscillatori mostrano invece che la correzione iniziata settimana scorsa deve continuare ancora per un paio di giorni. Gli indici azionari americani dovrebbero scivolare verso il basso fino a mercoledì prima di risalire. Vi ricordiamo a questo punto che esiste un importante supporto a 2742 punti di S&P500 (+0.19% a 2754.88 punti).
- Gli indicatori di sentiment infine mostrano compiacenza e una strenua speculazione al rialzo. Il CBOE Equity put/call ratio venerdì é stato nuovamente basso a 0.56 con la MM a 10 giorni a 0.55 e quella a 20 giorni a 0.56. Si sta riformando la medesima costellazione che a fine gennaio ha provocato una forte correzione della borsa americana con una caduta superiore al 10% su quello che finora é stato il minimo annuale (S&P500 dai 2872 punti di massimo (26 gennaio) ai 2532 punti di minimo (9 febbraio)).
Facendo uno sforzo di immaginazione e combinando i tre fattori appena elencati prevediamo che all'inizio di settimana prossima le borse scivolaranno ancora verso il basso - l'S&P500 dovrebbe testare i 2742 punti. Poi da metà settimana gli indici azionari potrebbero risalire grazie al window dressing - l'S&P500 potrebbe nuovamente tentare di raggiungere i 2800 punti. Da luglio deve iniziare una importante correzione provocata dagli eccessi di fiducia e di speculazione al rialzo. L'S&P500 dovrebbe per lo meno ricadere sulla MM a 200 giorni che ora scorre a 2663 punti. La correzione potrebbe anche essere più profonda visto che l'effetto stagionale é negativo e vediamo da un punto di vista fondamentale accumularsi parecchie nuvole all'orizzonte - dalla guerra commerciale scatenata dagli Stati Uniti, ai litigi europei su immigrati e budget dell'UE fino ad altri temi finora meno discussi come le conseguenze del rafforzamento dell'USD e la crisi di alcune economie emergenti (Argentina, Turchia e altre).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.93% a 3441 punti (SX7E +0.55%)
DAX                         -3.31% a 12579 punti
SMI                          -0.30% a 8616 punti
FTSE MIB                  -3.78% a 21888 punti
S&P500                    -0.89% a 2754.88 punti
Nasdaq100               -0.80% a 7197 punti

Venerdì le borse sono rimbalzate. In Europa gli indici azionari hanno provato a compensare le pesanti perdite di giovedì. Ci sono riusciti Eurostoxx50 (+1.12% a 3441 punti) e SMI (+1.85% a 8616 punti). Hanno invece faticato il DAX (+0.54% a 12579 punti) e il FTSE MIB italiano (+0.99% a 21888 punti) - una reazione logica visto che la Germania é in difficiltà a causa del rallentamento della crecita economica, dei litigi nel governo di Angela Merkel sul tema dell'immigrazione e della possibilità che l'America introduca dei dazi sulle importazioni d'auto. In Italia é invece ancora la situazione politica a far oscillare lo spread sui titoli di Stato e le quotazioni in borsa. Questo di venerdì sembra un tipico rimbalzo tecnico con volumi di titoli trattati in calo. Settimana prossima gli indici dovrebbero ricominciare a scendere seguendo a distanza l'S&P500 americano. Ci aspettiamo che la debolezza relativa dell'Europa rispetto all'America continui. Venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3429 punti (-12 punti) - sembra ovvio che lunedì le borse europee aprirano deboli.

Venerdì la seduta a New York é stata mista - gli indici sono saliti fino a metà giornata ma sono poi ricaduti. L'S&P500 ha salvato un guadagno di 5 punti - il Nasdaq100 ha perso il -0.28% a 7197 punti.
L'S&P500 ha aperto in positivo a 2762 punti. Dopo una breve impennata é sceso sul minimo a 2752 punti. Poi é salito e a metà giornata ha toccato il massimo a 2764 punti. È scivolato verso il basso fino a pochi minuti dalla chiusura quando si trovava a 2758 punti. Sul finale é caduto a 2754.88 punti (+0.19%). L'indice si é mosso in soli 12 punti e ha chiuso vicino al minimo.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4196 su 2636, NH/NL a 701 su 472 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 13.77 punti (-0.87). La borsa é stata sostenuta da un balzo del prezzo del petrolio WTI a 68.58 USD/barile (+3.04 USD). La tendenza di fondo della borsa americana resta debolmente al rialzo con il 58.4% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 61.61. L'analisi dei COT mostra che i Commercials sono decisamente short - spesso hanno ragione.
Le prospettive a medio termine della borsa americana sono negative. Vediamo poco potenziale di rialzo a corto termine (2800-2830 punti) e parecchio rischio di ribasso nella prima parte del prossimo semestre (almeno 2650 punti di S&P500 con un possibile test del minimo annuale a 2532 punti). Le borse europee sono più deboli e potrebbero scendere decisamente più in basso - pianifichiamo l'apertura di posizioni short.

Il cambio EUR/USD difende con veemenza il supporto a 1.15 - restiamo della ferma opinione che il cambio dovrebbe assestarsi per settimane tra gli 1.15 e gli 1.18. Venerdì si é fermato a 1.1660 dopo il minimo annuale marginale di giovedì a 1.1508.

Il Bitcoin é caduto oggi sotto i 6000 USD - vale ora (domenica 12.50) 5900 USD. La bolla speculativa si sta sgonfiando. La nostra opinione é sempre stata semplice e chiara. La Blockchain é una fantastica tecnologia che rivoluzionerà il mondo. Le criptodivise servono a poco o niente e la maggior parte di loro sparirà nel nulla lasciando milioni di investitori creduloni con pesanti perdite. La maggior parte delle ICO sono delle truffe da evitare assolutamente.
Se qualcuno vuole investire nel settore della Blockchain deve possedere le azioni di una società che sviluppa un progetto interessante con delle possibilità di diventare presto a tardi redditizio. Fare una donazione a queste società sotto forma di ICO é demenziale - almeno nell'ottica dell'investitore e sotto un profilo finanziario. Chi riesce a vendere una ICO ed un qualche cretino che non capisce cosa sta comperando e non si da la pena di leggere il White Paper fà invece un'affare al limite dell'illegalità.

Commento del 22 giugno

L'Europa scricchiola - l'S&P500 incassa una serie di notizie negative con una moderata perdita di 17 punti

Ieri le borse hanno avuto una giornata negativa. In Europa si é iniziato bene e finito male. L'Eurostoxx50 dai 3439 punti di mercoledì é salito verso le 09.20 fino a 3456 punti. Poi é iniziata una discesa che é continuata fino a pochi minuti dalla chiusura. L'indice ha raggiunto un minimo a 3395 punti e ha chiuso a 3403 punti (-1.05%). Formalmente il supporto a 3400 punti é salvo ma traballa. Spesso una chiusura sul minimo giornaliero provoca il giorno successivo una continuazione verso il basso specialmente quando si tratta dell'ultima seduta della settimana. Le probabilità si sono decisamente spostate in favore di una rottura al ribasso. In questo caso dovrebbe a corto termine esserci una spinta, come la precedente, di circa 125 punti - il calcolo é presto fatto - l'Eurostoxx50 deve cadere a 3275 punti e testare il minimo annuale. Se oggi non succede un miracolo e l'Eurostoxx50 rimbalza dal supporto a 3400 punti, si apre la strada verso il basso. L'indice delle banche SX7E (-1.38% a 111.26 punti) si é mosso come il resto del listino (se non peggio) e non riesce a frenare la caduta. Da questo settore non dobbiamo aspettarci un'ancora di salvezza. 
L'unico motivo di speranza proviene dall'EUR. Il cambio EUR/USD é crollato ieri a 1.1509 eguagliando il minimo annuale di fine maggio. La reazione é stata però violenta e decisa e ieri sera il cambio é risalito a 1.16. Forse la borsa tenterà di comportarsi alla stessa maniera. Stamattina il cambio é a 1.1630.
La caduta delle borse europee ha ufficialmente due cause. L'Italia e il settore auto tedesco. In Italia la Lega ha attribuito due posti di responsabilità nelle commissioni delle Camere a due economisti euroscettici, Bagnai e Borghi. Pronta é arrivata la risposta degli investitori che hanno venduto - tutto il listino e non solo le azioni delle banche. Il FTSE MIB ha subìto una pesante perdita (-447 punti) ed é tornato al centro del range di giugno. La chiusura sul minimo giornaliero ci dice che probabilmente oggi ci sarà una continuazione verso il basso. È difficile prevedere con anticipo le mosse del governo e le reazioni degli investitori. È però evidente che esistono più rischi di ribasso che potenziale di rialzo. Il FTSE MIB sale a fatica mentre cade velocemente al primo segnale di pericolo. Notiamo l'impennata dello spreads (242 bps, +11%) - questa é ormai una componente tipica delle situazioni di stress.
In Germania si teme che il settore auto rimanga vittima della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti - ieri Daimler ha avvisato gli azionisti che le conseguenze potrebbero essere pesanti e che si sta già assistendo ad un rallentamento delle vendite. Il DAX (-1.44% a 12511 punti) ha perso di più che la media delle borse europee. Noi mercoledì eravamo rimasti costruttivi ma avevamo espresso parecchi dubbi sulle possibilità di recupero del DAX. Ieri il mercato ha mostrato che il nostro scetticismo era giustificato. Il DAX ha chiuso poco sopra il minimo giornaliero, sotto il supporto a 12600 punti e con una pesante perdita di 183 punti. Le BB si stanno allargando mentre il nostro indicatore proprietario di stocastica intensifica il segnale di vendita. È probabile che oggi, ultima giornata della settimana, il ribasso continui. Non siamo in grado di dire fino a quale livello scenderà il DAX - molto dipende dal comportamento della borsa americana. RSI e MACD mostrano che esiste parecchio spazio verso il basso - almeno fino ai 12200 punti. La borsa americana é però ancora stabile e quindi é possibile che il DAX si fermi qui ancora per qualche giorno. Il future sul Bund si é impennato a 162.05 (+0.45%) - il Bund rimane il nostro asset favorito da tenere in portafoglio come assicurazione contro possibili turbolenza finanziarie.
In generale le borse europee danno segnali preoccupanti - stanno abbandonando la tendenza neutra per iniziare un ribasso di medio termine. Abbiamo i primi sporadici segnali di vendita e le prime significative rotture di supporti. Fino a quando la borsa americana manterrà la tendenza di fondo rialzista é probabile che le borse europee siano in grado di limitare i danni. Agli investitori conviene però posizionarsi piuttosto short ed evitare di essere eccessivamente esposti al rialzo.

La borsa americana ha aperto con l'ipoteca della caduta delle borse europee e di una serie di notizie negative. Il CEO di Intel (-2.38%) ha dovuto dare le dimissioni a causa di una scandalo di natura sessuale. La Corte Suprema americana ha deciso che si possono imporre tasse sulle vendite online - questo colpisce i colossi del settore come Amazon (-1.13%). L'S&P500 ha perso 17 punti ed é sceso a 2749.76 punti (-0.63%). Ancora una volta però il supporto a 2742 punti é rimasto intoccato.
La seduta a Wall Street é stato un combattimento tra rialzisti e ribassisti - questi ultimi hanno vinto ai punti. L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2769 punti. È sceso velocemente a 2749 punti, é risalito a 2759 punti, é ricaduto a 2750 punti e ha recuperato fino a 2758 punti. Sul finale ha avuto ancora un attacco di debolezza fino al minimo a 2744 punti ed é infine balzato a 2749.76 punti. Per una volta il Nasdaq100 (-0.87% a 7217 punti) ha fatto peggio ma questo non sorprende visto che le cattive notizie toccavano soprattuto questo settore e che il Nasdaq100 mercoledì aveva toccato un nuovo massimo storico - questo ha invogliato le prese di beneficio.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1839 su 5031, NH/NL a 635 su 564 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita a 14.64 punti (+1.85) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta relativamente bassa a 0.56. Da questi dati non traspare nulla di particolare.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha perso il -0.65% - Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 é a 2758 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3411 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Resta l'impressione che le borse europee vacillano mentre quella americana continua tranquillamente il suo viaggio. I rialzi o rimbalzi in America corrispondono in Europa a deboli reazioni o sedute in pari. Consigliamo prudenza - ne riparliamo il fine settimana.

Commento del 21 giugno

Nuovi massimi storici del Nasdaq Composite, del Nasdaq100 e del Russell2000

Ieri sera a New York gli indici Nasdaq Composite (+0.45%), Nasdaq100 (+0.73% a 7280 punti) e Russell2000 (+0.80%) hanno fatto segnare dei nuovi massimi storici. Basterebbe questo per concludere questo commento tecnico visto che questo é un chiaro segnale che il rialzo della borsa americana continua. Le borse europee (Eurostoxx50 +0.13%) seguono a distanza ma seguono. Sul punto tornante del 15 giugno c'é stata una correzione minore, forse casuale, che non ha provocato danni ed é servita per assorbire l'ipercomperato e diminuire gli entusiasmi degli investitori americani. Nella situazione tecnica però non é cambiato nulla. Le borse europee sono in un trend neutro con dei sussulti quando ci sono delle turbolenze a livello politico o degli interventi della BCE. La borsa americana resta in un debole ma costante rialzo trascinato dalla tecnologia e dal settore delle piccole e medie imprese. Il potenziale di rialzo dell'S&P500 (+0.17% a 2767.32 punti) é modesto ma dovrebbe bastare per un test e una marginale rottura sopra i 2800 punti. Malgrado che molti analisti pronosticano da tempo un ribasso del mercato azionario americano visto che il bull market dura ormai da 9 anni, a livello tecnico non appare nulla che possa indurci a prevedere l'inizio di un ribasso.   

Ieri le borse europee hanno aperto in netto rialzo ma hanno chiuso sui minimi giornalieri riuscendo a salvare dei piccoli guadagni. Questo comportamento non é entusiasmante poiché lascia trasparire durante la giornata una predominanza delle vendite. Bisogna però accontentarsi di questo risultato positivo che termina una serie di tre sedute negative e una correzione minore che si é spenta puntualmente sui supporti. Ci aspettavamo una reazione positiva di Eurostoxx50 e colleghi. Ieri sera eravamo in parte delusi visto che l'Eurostoxx50 (+0.13% a 3439 punti) ha chiuso sul minimo giornaliero e ha salvato solo un guadagno di 4 punti. Questo debole rimbalzo lascia aperta la possibilità che l'Eurostoxx50 voglia ancora provare a bucare il supporto a 3400 punti. Per fortuna che il settore bancario ha lanciato segnali molto incoraggianti. L'indice SX7E delle banche europee é salito del +0.77% a 112.80 punti malgrado che i tassi d'interesse non si siano mossi. Questo suggerisce che a corto termine l'Eurostoxx50 dovrebbe risalire e assestarsi sui 3500 punti.
Il DAX ha guadagnato 17 punti - ci aspettavamo qualcosa di più anche perché questa debole reazione lascia il DAX in una situazione pericolante. L'indice non ha chiuso il gap di martedì, ha terminato la seduta vicino al minimo ed é rimasto sotto le MM a 50 e 200 giorni. Non cambiamo però la nostra opinione costruttiva sperando che oggi il DAX mostri maggiore forza - ci vuole una candela bianca e un ritorno sopra i 12800 per scacciare i dubbi e la possibilità di una rottura al ribasso sotto i 12600 punti.
Malgrado il buon comportamento del comparto bancario il FTSE MIB (+0.16% a 22120 punti) ha guadagnato solo 36 punti. Ha chiuso sotto il livello d'apertura e poco sopra il minimo giornaliero. In fondo é stata una giornata fiacca malgrado il guadagno finale. Per l'analisi tecnica la situazione é invariata - stimiamo sul corto termine il potenziale massimo di rialzo a 22750 punti. A medio termine l'indice sembra voler seguire la MM a 200 giorni ormai piatta.
Un segnale decisamente positivo é arrivato dalla borsa svizzera. Finalmente ieri c'é stata l'attesa consistente reazione. Gli investitori sono tornati a comperare le azioni delle società farmaceutiche (Roche +2.56%) e l'indice SMI (+1.11% a 8557 punti) é risalito di parecchio e ha sovraperformato il resto dell'Europa. Il doppio gap sul grafico combinato con un doji (bambino abbandonato, bullish) rappresenta sul corto termine un'inversione di tendenza che deve far risalire l'SMI almeno a 8700 se non oltre. La marginale rottura al ribasso di martedì si é rivelata, come avevamo giustamente intuito, falsa.
A corto e medio termine prevediamo un assestamento dell'Eurostoxx50 sui 3500 punti e del DAX sui 12800 punti. Qui passano le MM a 200 giorni ormai piatte. Fino a quando il rialzo in America continua le borse europee seguiranno a distanza e con debolezza relativa.

Come scritto nell'introduzione, ieri numerosi importanti indici azionari americani hanno toccato dei nuovi record storici. Questa é una indiscutibile conferma che il rialzo continua e per il momento non appare nessuna importante divergenza in grado di bloccare questo movimento. L'eccesso di rialzo e di fiducia da parte degli investitori frenano e provocano di tanto  in tanto delle correzioni minori e dei consolidamenti. Dalla caduta della prima decade di febbraio la tendenza di fondo é però al rialzo e l'S&P500 segue docilmente la MM a 200 giorni in ascesa.
Ieri l'S&P500 (+0.17% a 2767.32 punti) ha avuto una seduta relativamente tranquilla. Durante la giornata l'indice si é mosso a caso tra i 2764 ed i 2775 punti e ha terminato la giornata nella parte inferiore del range con un guadagno di 5 punti. Lo show é stato rubato dal settore tecnologico con i soliti AGMAF a dominare la scena. Il cambio generazionale é stato sancito dall'annuncio dell'uscita di General Electric (-0.54%) dal Dow Jones Industrial.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4373 su 2458, NH/NL a 907 su 346 (un netto miglioramento) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 12.79 punti (-0.56) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.56. L'S&P500 sembra pronto per tentare un ulteriore attacco ai 2800 punti. Il bordo superiore delle Bollinger Bands é a 2809 punti - l'indice non é ipercomperato.

Stamattina scriviamo il commento presto (06.15-07.30) e le borse asiatiche sono ancora aperte. Il Nikkei sta guadagnando il +0.9% mentre Shanghai sta perdendo il -0.4%. Il future sull'S&P500 sale però a 2781 punti (+9 punti) e questo darà l'intonazione alla giornata influenzando in maniera determinante l'apertura in Europa. Non abbiamo ancora indicazioni ma stimiamo che l'Eurostoxx50 debba valere ora sui 3456 punti (+10 punti). Dovrebbe ripetersi la seduta di ieri - forse oggi gli investitori europei mostranno più convinzione e difenderanno i guadagni iniziali fino a stasera.

Commento del 20 giugno

Una inusuale combinazione di candele bianche con minimi e massimi discendenti

Ieri mattina le nuove tariffe doganali che gli Stati Uniti vogliono imporre alla merce proveniente dalla Cina ha provocato una iniziale ondata di vendite sulle borse europee. L'apertura é stata molto debole e generalmente in gap down. Le vendite non sono però durate a lungo e si sono fermate prima di arrecare danni con indici sui o sopra i supporti. L'Eurostoxx50 é sceso fino ai 3410 punti e non ha avvicinato il supporto sui 3400 punti - il DAX ha toccato un minimo a 12594 punti e si é così adagiato sul supporto a 12600 punti rafforzato dal bordo inferiore delle Bollinger Bands (12596 punti). Entrambi gli indici dopo le 10.30 hanno cominciato a recuperare e hanno terminato la giornata lontani dai minimi e limitando le perdite. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3435 punti (-0.90%) con un settore bancario (SX7E +0.29% a 111.94 punti) addirittura in guadagno. A corto termine é evidente che gli indici stanno correggendo. Le candele di venerdì e lunedì hanno pero unicamente compensato il mini rally della BCE di giovedì scorso e per saldo solo la caduta di ieri é rilevante. Il DAX ha fatto nuovamente peggio dell'Eurostoxx50 - é sceso a 12678 punti (-1.22%). In Germania l'economia sta rallentando e Angela Merkel ha parecchi problemi politici sia sul fronte interno con il partner di governo CSU sia a livello intermazionale con gli altri Paesi europei e gli Stati Uniti. L'impressione é che si sta sviluppando una correzione minore di scarsa importanza che non dovrebbe influenzare in maniera determinante la tendenza di medio termine che resta neutra. Ieri il nostro indicatore proprietario di stocastica che usiamo per le posizioni a medio termine ha dato un debole segnale di vendita sul DAX mentre é rimasto long sull'Eurostoxx50. Non vediamo però ragioni impellenti per seguire questo segnale visto che il DAX ha difeso con successo il supporto e dall'America continuano a venire segnali costruttivi. Fino a quando l'America non corregge l'Europa può accumulare ritardo ma non iniziare una fase di ribasso.
Il FTSE MIB (-0.07% a 22084 punti) ha marciato sul posto grazie al buon comportamento delle azioni delle banche. Malgrado che per l'analisi tecnica tutto é rimasto come prima questa é stata una incoraggiante dimostrazione di forza relativa.
In Europa sono deboli i settori coinvolti nella guerra commerciale scatenata dagli stati Uniti. Questo non coinvolge il settore finanziario che dipende soprattutto dallo sviluppo dei tassi d'interesse e da tensioni politiche in grado di influenzare gli spreads sui titoli di Stato. Per il momento su questi due fronti c'é una tregua che potrebbe durare ancora settimane visto che l'attenzione di politici ed investitori é altrove.
Preoccupa unicamente l'SMI svizzero che ieri ha toccato un nuovo minimo annuale. L'SMI da inizio anno perde il -9.79% contro il -1.88% dell'Eurostoxx50. L'SMI (-0.66% a 8463 punti) ieri ha avuto una seduta negativa ed é caduto sotto i 8500 punti. Non é però stata una seduta pessima e non siamo ancora disposti a condannare la borsa svizzera ad un ribasso. L'SMI ha chiuso sopra il livello d'apertura e quasi 40 punti sopra il minimo giornaliero. L'indice ha perso molto meno che il DAX tedesco (-1.22%) in una giornata che per le borse europee é stata in ogni caso difficile. L'SMI ha superato al ribasso i precedenti minimi del 21 maggio (8454 punti) e dell'8 di giugno (8456 punti) e ha toccato un nuovo minimo annuale a 8424 punti. La rottura é però marginale e preferiamo aspettare l'esito della seduta di oggi prima di parlare di decisiva e definitiva rottura del supporto. L'A/D a 2 su 18 mostra, a dir la verità, un mercato strutturalmente debole. Se il settore farmaceutico, ipervenduto, non rimbalza, le prospettiva per l'SMI non sono buone. Spesso nel passato l'SMI si é mosso e ha fatto tendenza prima delle altre borse europee - questo é dovuto alla particolare composizione di questo indice dominato nell'ordine da farmaceutica, alimentare e finanza.

In America gli occhi degli analisti tecnici erano puntati sull'importante supporto intermedio a 2742 punti di S&P500. Un superamento al ribasso di questa barriera avrebbe significato l'inizio di una correzione più o meno ampia a Wall Street con ovvie conseguenze per l'Europa. Abbiamo tirato un sospiro di sollievo - il minimo giornaliero é stato di 2743 (!) punti verso le 16.40 - l'indice ha poi chiuso quasi 20 punti più in alto a 2762.59 punti (-0.40%). Ancora una volta la tecnologia (Nasdaq100 -0.32% a 7228 punti) e sopratutto le PMI (Russell2000 +0.06%) hanno sostenuto i listini.
L'S&P500 ha aperto in netto calo a 2750 punti. Dopo un tentativo di chiudere il gap iniziale (l'indice é all'inizio rimbalzato a 2754 punti) c'é stato un tuffo fino a 2743 punti. La reazione é stata decisa e l'S&P500 per le 17.50 é tornato a 2760 punti. Poi é oscillato in laterale per ore, ha toccato un massimo a 2765 punti e ha chiuso poco sotto a 2762 punti. Sul grafico appare una terza candela bianca con minimo e massimo discendente - questo significa che i venditori si sono imposti all'apertura dei mercati ma durante la giornata sono stati i compratori a dominare. Questo relativizza le perdite giornaliere e malgrado che il grafico stia ruotando verso il basso l'impressione é che si stia unicamente sviluppando una correzione minore senza conseguenze per il trend rialzista - sta solo sparendo l'ipercomperato e gli investitori stanno tornando più prudenti - in generale questo é un sano e positivo sviluppo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2673 su 4232, NH/NL a 564 su 619 (notate il deterioramento !) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita a 13.35 punti (+1.04) - la CBOE Equity put/call ratio a 0.59 é risalita vicino alla media di lungo periodo a 0.62 (valore neutro).
Considerando il panico che traspariva nei commenti del mattino la seduta é andata meglio di quanto ci si poteva aspettare. La borsa americana mostra ancora forza e resta in un debole ma costante rialzo di fondo. Il punto tornante del 15 giugno sta provocando una correzione minore ma non un'inversione di tendenza.

Stamattina le borse ricominciano a salire. Il future sull'S&P500 é a 2773 punti (+7 punti). Le borse asiatiche sono in positivo. Il Nikkei guadagna il +1.29%, Shanghai sale del +0.4%. L'Eurostoxx50 vale ora 3460 punti (+25 punti) - le borse europee cancellano le perdite di ieri e dovrebbero essere in grado di difendere questi guadagni iniziali fino a stasera. Oggi alle 15.30 parlano Powell (FED), Kuroda (BoJ) e Draghi (BCE). Vedremo se le Banche Centrali hanno qualcosa di nuovo da dire o se i responsabili si limiteranno a rassicurare gli investitori.

Commento del 19 giugno

Le borse europee annullano l'evanescente rally della BCE di giovedì scorso - a New York ancora niente di nuovo

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta decisamente negativa che ha annullato i guadagni di giovedì scorso provocati dall'esito della riunione della BCE. Eravamo scettici sulla possibilità che quel rally potesse avere una sostenibile continuazione e l'avevamo classificato come evanescente reazione tecnica intensificata dalla scadenza dei derivati di giugno. In effetti sono bastate due sedute per eliminare gli effetti delle dichiarazioni di Mario Draghi e riportare gli indici azionari europei al punto di partenza. Peccato che non abbiamo usato quel balzo per aprire le posizioni short che avevamo pazientemente pianificato. Un conto però é non credere nella prosecuzione del rialzo e un'altro é prevedere una sostanziale correzione o un ribasso.

Le borse europee hanno aperto in calo, sono scese regolarmente fino nel primo pomeriggio, hanno consolidato tra le 14.00 e le 16.30 (quando sono stati toccati i minimi giornalieri) e hanno recuperato qualcosa sul finale grazie al buon comportamento della borsa americana. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3466 punti (-1.09%) con un minimo a 3452 punti. L'indice delle banche SX7E (-0.32% a 111.62 punti) si é comportato relativamente bene - da una parte perché i tassi d'interesse sono rimasti stabili - dall'altra perché le ragioni del calo hanno colpito altri settori. I temi che hanno provocato vendite in borsa sono stati la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e le tensioni tra i partiti che formano la coalizione di governo in Germania - per questa ultima ragione ieri il DAX (-1.36% a 12834 punti) era particolarmente sotto pressione. Il DAX é tornato al centro delle Bollinger Bands e su quei 12800 punti che hanno caratterizzato la prima metà di giugno - praticamente l'indice da inizio mese non va da nessuna parte - giovedì scorso ha provato a salire - ora proverà a scendere sotto i 12600 punti. Notiamo con preoccupazione la caduta dell'SMI svizzero (-1.42% a 8519 punti) che torna sul supporto a 8500 punti. Il settore farmaceutico resta in una fase di ribasso (Novartis -2.49%) e tutto il listino é piuttosto debole. Il grafico dell'SMI é preoccupante ed una rottura al ribasso dal largo canale 85000-9000 punti é molto probabile - in questa maniera l'SMI scenderebbe su un nuovo minimo annuale - spesso la Svizzera ha mostrato la strada al resto dell'Europa.
Ieri la borsa italiana non é stata coinvolta dalle turbolenze e si é comportata relativamente bene - il FTSE MIB ha chiuso a 22099 punti (-0.41%). C'é un forte supporto sui 21250 punti.
In generale le borse europee continuano a mostrare debolezza relativa. Non abbiamo segnali di vendita e quindi non apriamo posizioni short. Non vediamo però potenziale di rialzo e ribadiamo l'opinione che esistono considerevoli rischi di ribasso appena il rialzo in America finirà.

Per il momento la situazione a Wall Street é stabile. Questo é almeno quanto possiamo dire dopo la seduta di ieri che si é conclusa con un nulla di fatto (S&P500 -0.21% a 2773.75 punti, Nasdaq100 -0.06% a 7251 punti). Durante la notte Donald Trump ha annunciato di voler tassare ulteriormente le importazioni dalla Cina e questa volta gli investitori si sono veramente spaventati. Il future sull'S&P500 é ora a 2748 punti (-31 punti) - vi ricordiamo che il decisivo supporto si trova a 2742 punti di S&P500 - sotto questo livello inizierà secondo l'analisi tecnica una correzione.
Ieri l'S&P500 ha aperto debole a 2759 punti. Inizialmente é ancora caduta a 2757 punti ma poi ha recuperato con foga e per le 17.15 era tornato a 2773 punti. Per il resto della giornata é oscillato in laterale in pochi punti. Ha toccato un massimo a 2775 punti e ha chiuso a ridosso di questo massimo a 2773.75 punti (-0.21%). Ancora una volta la tecnologia ha sovraperformato e sorretto il mercato. Solo i semicondutttori (SOX -0.99%) hanno avuto un'altra seduta negativa. L'incapacità di questo importante indice di raggiungere un nuovo massimo storico é motivo di preoccupazione malgrado che la tendenza di fondo resta rialzista.
La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3387 su 3563, NH/NL a 706 su 520 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 12.31 punti (+0.33) mentre la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.54. Gli speculatori restano tenacemente long malgrado che da inizio mese l'S&P500 non abbia più fatto sostanziali progressi, il momentum sia in calo e il grafico stia ruotando verso il basso. C'é il rischio che una forte delusione provochi un'ondata di vendite.

Stamattina lo schermo é dominato dal rosso. Le borse sono in forte calo su tutti i fronti. Il Nikkei perde il -1.7% - pesantissime sono le perdite a Shanghai che al momento cade del -4.5%. La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina sta subendo una impressionante escalazione. Il future sull'S&P500 nell'ultima ora ha continuato a scendere - dai 2755 punti agli attuali 2747 punti (-32 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3428 punti - le borse europee apriranno con perdite tra il -1% ed il -1.2%. Il DAX ha supporto sui 12600 punti, l'Eurostoxx50 sui 3400 punti - questi sono i livelli da monitorare oggi - se questi supporto cadono bisogna allacciare le cinture di sicurezza.

Commento del 16-17 giugno

La scadenza dei derivati di giugno avviene nella calma - nessun segnale che le borse sono su un massimo significativo

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.86% a 3505 punti
DAX                         +1.91% a 13010 punti
SMI                          +1.53% a 8642 punti
FTSE MIB                  +3.91% a 22190 punti
S&P500                    +0.01% a 2779.66 punti
Nasdaq100               +1.44% a 7255 punti

Per le borse europee ed americana é stata una settimana positiva. Venerdì, in occasione della scadenza dei derivati di giugno, la seduta é stata negativa ma non abbiamo rilevato nulla che possa confermare l'ipotesi della presenza di un massimo significativo. L'S&P500 (-0.10% a 2779.66 punti) ha perso 3 punti ma ha chiuso a ridosso del massimo giornaliero e 17 punti sopra il minimo. Lo stesso vale per l'Eurostoxx50 (-0.63% a 3505 punti) che alle 10.00 valeva 3516 punti.
Non abbiamo nessun segnale di vendita e nessuna divergenza abbastanza forte da poter giustificare l'apertura di posizioni short.
Venerdì il rapporto NH/NL sul NYSE é stato di 697 su 554 - il calo dei nuovi massimi e l'aumento dei nuovi minimi a 30 giorni mostra un deterioramento della partecipazione ma al momento questo non basta per suggerire l'apertura di posizioni short contro il trend. La tendenza di fondo della borsa americana resta al rialzo con il 61.6% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.26. A livello di sentiment gli investitori restano ottimisti: la volatilità VIX venerdì é scesa a 11.98 punti (-0.14) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61, vicina alla media di lungo periodo. Non rileviamo nessuna euforia come premessa necessaria per una correzione causata da un'eccessiva speculazione al rialzo. Se all'inizio di settimana prossima non ci sono inaspettatamente delle vendite ed una caduta sotto i 2742 punti di S&P500 é possibile che l'S&P500 resti intorno ai 2800 punti fino a fine mese quanto terminerà il primo semestre dell'anno. Senza una ragione particolare é probabile che i portfolio managers manterranno le posizioni e visto che la performances 2018 finora é positiva (S&P500 +3.96%, Eurostoxx50 +0.22%) avranno interesse ad arrivare a fine semestre completamente investiti.
Come potrebbero comportarsi nel prossimo futuro le borse europee? Sicuramente non si muoveranno in maniera opposta agli Stati Uniti ma probabilmente continueranno ad accumulare ritardo e mostrare debolezza relativa. Il settore bancario (SX7E -1.88% a 111.98 punti) resta un sorvegliato speciale. Il calo di questo settore mostra che gli investitori temono una crisi del debito sovrano e normalmente senza la finanza i mercati azionari europei non si muovono. La debolezza delle banche impedirà un rialzo delle borse europee. Settimana scorsa l'Eurostoxx50 (-0.63% a 3505 punti) ha raggiunto il nostro obiettivo a 3500 punti - sopra questo livello non sembra avere potenziale di rialzo. Malgrado che la tendenza di fondo resta da neutra a rialzista non vediamo ragione per comperare.
Venerdì né i nostri indicatori di trading né quelli proprietari basati sulla stocastica (medio termine) hanno dato dei segnali di vendita. Lo scenario più probabile in Europa ed in America per le prossime due settimane é quello di un'oscillazione in laterale sui livelli attuali o poco più in alto. Un'esaurimento del rialzo dell'S&P500 sui 2820-2830 punti é ancora possibile e secondo gli indicatori é pendente.
Non crediamo che ci sarà un rialzo dei tassi d'interesse sia in USD che in EUR - la reazione di settimana scorsa alle decisioni di FED e BCE é stata negativa nel senso che il reddito delle obbligazioni di Stato di prima qualità é sceso. Il cambio EUR/USD (1.1610) dovrebbe restare nel range 1.1510 ed i 1.1850. Un'uscita da questo range significherà che le borse hanno l'intenzione di muoversi in maniera significativa - non é però quello che ci aspettiamo almeno per questo mese. Il sentiment sull'EUR é talmente negativo che una risalita verso gli 1.18+ é più molto probabile che una rottura sotto gli 1.15.
Domani mattina, lunedì 18 giugno, prevediamo che i mercati finanziari si ripresenteranno invariati. Di conseguenza non pubblichiamo un aggiornamento visto che sono ancora a Firenze. Faremo un breve commento unicamente se ci saranno novità di rilievo.

Commento del 15 giugno

La BCE mantiene una politica monetaria espansiva - balzo delle borse europee e tuffo dell'EUR

Ieri l'abituale riunione della Banca Centrale Europea si é conclusa con una parziale sorpresa. La BCE ha lasciato i tassi d'interesse invariati e ha prolungato il QE fino a fine anno. Da settembre la somma dedicata all'acquisto di titoli di Stato verrà ridotta da 30 a 15 Mia di EUR. Come al solito Mario Draghi ha ripetuto che l'EUR é irreversibile e che la BCE farà di tutto per raggiungere i suoi obiettivi di crescita e inflazione. Questo é bastato per dare una frustata alle borse anche se il balzo degli indici azionari sembra più una reazione tecnica di breve durata che qualcosa di più importante e sostenibile. L'Eurostoxx50 é balzato a 3527 punti (+1.37%), ha superato il nostro obiettivo a 3500 punti e ha chiuso vicino al massimo giornaliero. Normalmente la chiusura sul massimo ha il giorno successivo una continuazione. Con questa manipolazione il mercato dovrebbe già essere "ripulito" dai derivati di giugno e oggi non ci aspettiamo più che l'Eurostoxx50 venga risucchiato verso l'alto da questo effetto.
Il cambio EUR/USD é caduto ieri alle 18.00 a 1.1632 (-1.36%) - la correlazione inversa tra borsa e EUR ha funzionato e i due effetti si compensano. Il cambio non dovrebbe scendere decisamente più in basso e l'Eurostoxx50 non dovrebbe salire molto più in alto.
Notiamo un altro effetto interessante. L'indice delle banche SX7E é sceso (!) del -0.21% a 114.13 punti. Tassi d'interesse in calo e la prospettiva che restino su questo livello almeno per ancora un anno pesano sui titoli bancari. Questo effetto dovrebbe persistere.
Il DAX é balzato a 13107 punti (+1.37%). La BCE e Mario Draghi hanno manipolato il mercato secondo i loro desideri e l'imminente scadenza dei derivati di giugno ha aiutato a risucchiare il mercato verso l'alto. La candela di ieri sul grafico del DAX é diversa da tutte quelle che hanno caratterizzato il rialzo da fine marzo - é lunga, bianca e corposa a segnalare un evento che ha scosso il mercato. Non crediamo però che il rialzo possa continuare - quella di ieri é sembrata solo una reazione tecnica e non un cambiamento nelle caratteristiche del trend che resta di base debole. Il DAX potrebbe oggi o lunedì raggiungere il nostro obiettivo iniziale a 13200 punti - il bordo superiore delle BB a 13167 punti (in salita) dovrebbe però fermare questo rialzo che finora era piuttosto di qualità e partecipazione mediocre. Ogni spinta di rialzo nelle scorse settimane era stata con successo contrastata dalle vendite e i progressi giornalieri erano decisamente modesti. Normalmente l'indice terminava la giornata al centro del range giornaliero senza una chiara dominanza degli acquisti. Il future sul Bund é salito a 160.85 (+0.66%) dopo essere ancora sceso sulla MM a 50 giorni che ha servito da supporto - la reazione del Bund é stata modesta se paragonata a quella delle borse - anche per questa ragione pensiamo che ieri abbiamo solo visto il risultato di una sorpresa e non l'inizio di un movimento sostenibile. Il Bund dovrebbe fermarsi sui 161 punti, Durante la "crisi italiana" di fine maggio era salito a 164 - questo a breve non dovrebbe ripetersi. Se il Bund, contro le nostre previsioni, sale decisamente sopra i 161 significa che si prepara un'altra crisi del debito sovrano in Europa. Sarebbe una buona ragione per un ribasso delle borse. Teniamo 'occhio il settore bancario...
Il FTSE MIB (+1.22% a 22486 punti) si é impennato di 270 punti e ha chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo di questo rimbalzo. Non pensiamo che questo rialzo possa continuare - conoscete la nostra previsione di un massimo significativo entro oggi. La seduta di ieri deve aver obbligato gli ultimi short a coprire le posizioni di giugno e ora dovrebbe mancare la benzina. Attenzione però che a livello di indicatori e resistenze esiste ancora spazio verso l'alto. Il FTSE MIB ha superato il massimo della prima decade di giugno e ora la strada é aperta fino al nostro obiettivo a 22750 punti.
Riassumendo ieri le borse europee hanno avuto una buona seduta. Dovrebbe però essere un episodio isolato provocato dalle decisioni della BCE e dalle dichiarazioni di Mario Draghi. L'effetto ieri é stato ampliato dall'imminente scadenza dei derivati di giugno. Non ci aspettiamo una continuazione del rialzo ma piuttosto ci prepariamo ad un massimo significativo che dovrebbe essere seguito da una correzione più o meno ampia.

La borsa americana non si é lasciata sconvolgere dagli eventi europei - ha proseguito il suo lento e costante rialzo con l'abituale contorno di nuovi massimi storici. Anche questa volta i record sono stati raggiunti dalla tecnologia (Nasdaq100 +1.03% a 7279 punti) mentre DJ Industrial (-0.10%) e DJ Transportation (+0.06%) hanno marciato sul posto.
L'S&P500 ha aperto con un balzo di 9 punti a 2784 punti. Prima é salito sul massimo a 2789 punti - poi é sceso sul minimo a 2776 punti. Per le 17.00 aveva fissato il range giornaliero. Dopo é risalito di una manciata di punti e si é limitato ad oscillare in laterale fino alla chiusura a 2782.49 punti (+0.25). Notiamo che per la quarta seduta consecutiva l'S&P500 si é fermato sui 2790 punti!
La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 3780 su 3122, NH/NL a 681 (pochi) su 359 (in sensibile aumento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ricaduta a 12.12 punti (-0.82) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta bassa a 0.50. La MM a 10 giorni di questo indicatore é a 0.54 - questo dovrebbe bastare per provocare a breve una correzione dell'S&P500. Non sappiamo però se avremo una correzione significativa (-10%) o un semplice consolidamento o correzione minore (-3%). Ne discuteremo nell'analisi del fine settimana. Stasera parto per Firenze e torno lunedì sera. Il commento di sabato e domenica apparirà in forma ridotta ma cercherà di dare una risposta ad una domanda che ci perseguita da settimane - oggi le borse toccheranno un massimo significativo e in caso affermativo che tipo di correzione seguirà ?

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Il Nikkei sta salendo del +0.48%, Shanghai sta scendendo del -0.7%. Il future sull'S&P500 é a 2788 punti (-1 punto). È ancora presto (07.50) per avere delle indicazioni sui mercati europei ma ci aspettiamo un'apertura con indici praticamente invariati (+0.1%/+0.2%). Oggi scadono i derivati di giugno. Ci aspettiamo alcuni rapidi movimenti di assestamento ma per saldo gli indici azionari europei dovrebbero marciare sul posto. Nei commenti sugli indici americani delle 14.00 esamineremo la possibilità di un'impennata finale dell'S&P500 sopra i 2800 punti. La resistenza intermedia a 2790 punti ed il massimo di marzo a 2802 punti sembrano però un ostacolo robusto.

Commento del 14 giugno

La FED alza i tassi d'interesse del +0.25% - il target dei FED Funds é ora a 1.75%-2% - borse tranquille

Ieri le borse europee sono rimaste in attesa dell'esito delle riunioni delle banche centrali - si sono mosse a caso nel range di martedì e hanno terminato la seduta senza sostanziali variazioni. Per l'Eurostoxx50 questo ha significato un guadagno di 4 punti che ha fatto salire l'indice a 3479 punti (+0.11%). Il massimo giornaliero é stato di 3488 punti - la barriera magica dei 3500 punti é vicina ma rimane intoccata. A livello di analisi tecnica non c'é nulla di nuovo da dire. La scadenza dei derivati di giugno di venerdì potrebbe corrispondere ad un massimo significativo - al momento vediamo però solo un mercato stanco che non riesce a fare progressi - non abbiamo segnali di vendita o di imminente inversione di tendenza. In un ottica a medio termine ci preoccupa la continua debolezza relativa del settore bancario (SX7E -0.51% a 114.37 punti) - l'indice é rimbalzato dai 110 punti di fine maggio ma poi non é più riuscito a fare progressi - sembra attendere una buona opportunità per un nuovo profondo tuffo verso il basso.
Le medie mobili (MM) a 30, 50 e 200 gioni sull'Eurostoxx50 si sono riunite sui 3500 punti - sembra che questo sia un buon livello di equilibrio e un buon punto di riferimento.
Le altre borse europee si sono comportate più o meno come l'Eurostoxx50 - sono oscillate durante la giornata in pochi punti e l'esito finale della seduta sembra casuale. Il DAX (+0.38% a 12890 punti) e il FTSE MIB (+0.44% a 22216 punti) hanno guadagnato qualche punto, l'SMI (-0.07% a 8634 punti) ne ha persi 6. Probabilmente sono già in corso le operazioni di aggiustamento in relazione alla scadenza dei derivati di giugno. Chi deve chiudere posizioni o effettuare dei report non attende all'ultimo minuto.

La borsa americana ha atteso tranquilla fino alle 20.00 le decisioni della FED. La banca centrale americana ha alzato come atteso e previsto i tassi d'interesse di riferimento sull'USD del +0.25%. Il nuovo target per i FED Funds é a 1.75%-2%. Considerando inflazione e crescita economica questo costo del denaro é ancora basso e la politica monetaria della FED resta espansiva. In effetti la reazione dei mercati finanziari é stata compassata. In borsa ci sono state delle vendite e delle prese di beneficio (S&P500 -0.40% a 2775.63 punti) mentre gli US Treasury Bond sono saliti facendo scendere i tassi d'interesse di mercato. Il cambio EUR/USD é brevemente caduto a 1.1730 ma torna stamattina a 1.1805. Malgrado che la FED abbia dipinto un quadro roseo della situazione economica negli Stati Uniti, che abbia previsto una crescita economica robusta e preventivato ulteriori aumenti dei tassi d'interesse gli investitori sono rimasti tranquilli e hanno mantenuto la rotta. Questo significa che non abbiamo avuto, malgrado la seduta negativa, nessun segnale di vendita e nessuna divergenza che possa indicare una imminente inversione di tendenza. Quella di ieri sembra una normale seduta negativa all'interno di un rialzo intatto. Non c'é stato un key reversal day.
L'S&P500 ha aperto praticamente invariato a 2788 punti e fino alle 20.00 é oscillato tra i 2786 ed i 2791 punti. Dopo l'annuncio della FED l'indice é caduto a 2778 punti ed é poi balzato a 2789 punti (massimo di lunedì e martedì e ora resistenza intermedia). Sul finale delle vendite hanno fatto scendere e chiudere l'indice sul minimo giornaliero a 2775 punti. La tecnologia ha mostrato ancora una volta forza relativa (Nasdaq100 -0.05% a 7205 punti) e questa é una delle ragioni che ci inducono a credere che la perdita di ieri sia insignificante. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2539 su 4340, NH/NL a 774 su 315 e volume relativo. I volumi di titoli trattati sono aumentati ma non in maniera tale da segnalare una particolare importanza di questa seduta. La volatilità VIX é lievitata a 12.94 punti (+0.60%) - la CBOE Equity put/call ratio é stata piuttosto bassa a 0.54. Gli investitori restano ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Riassumendo non rileviamo in questa giornata nulla di particolare. La tendenza della borsa americana resta al rialzo e la nostra previsione di fondo non cambia. Venerdì termina un ciclo ma non sappiamo ancora se dopo segue una correzione che vale la pena seguire con posizioni short. Tra l'altro ieri il Nasdaq100 ha toccato un nuovo massimo storico a 7261 punti prima di ricadere a 7205 punti - questo potrebbe essere un momentaneo esaurimento di trend ma ricordiamo che é meglio evitare di shortare un mercato che fà un nuovo massimo - ci si può provare unicamente se c'é un key reversal day (forte escursione giornaliera, netta perdita alla fine della giornata, alti volumi) - ieri non é stato il caso.

Stamattina alle 06.30 il future sull'S&P500 era a 2779 punti - ora (08.00) é a 2776 punti (-3 punti) - significa che gli europei sono almeno all'inizio della giornata venditori. Vi ricordiamo che oggi si riunisce la BCE. Alle 13.45 verranno comunicate le decisioni di politica monetara prese durante la seduta - i tassi d'interesse resteranno invariati. Durante la conferenza stampa delle 14.30 Mario Draghi dovrà spiegare cosa intende fare con il QE dopo le turbolenze di maggio che hanno coinvolto l'Italia. Noi pensiamo che il QE verrà prolungato oltre la prevista scadenza di settembre. Non é un segnale di estrema fiducia nella crescita economica in Europa e nella stabilità del sistema finanziario europeo. Vedremo come reagiranno i mercati.
L'Eurostoxx50 vale ora 3467 punti (-12 punti) - le borse europee apriranno in calo del -0.3%/-0.5%. Dovrebbero fermarsi qui fino nel pomeriggio. Poi vedremo...
Per la cronaca le borse asiatiche sono in calo dopo che la Bank of Japan ha annunciato un mini tapering - una limitata riduzione degli acquisti mensili di titoli di Stato. Il Nikkei sta perdendo il -0.97%. Shanghai é in calo del -0.4%.

Commento del 13 giugno

Borse ferme in attesa delle Banche Centrali - nuovo massimo storico marginale del Nasdaq100


Ieri gli indici azionari europei ed americani si sono mossi in pochi punti ed hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni.
La differenza di forza tra Stati Uniti ed Europa é stata ancora una volta rispettata. L'S&P500 ha guadagnato 5 punti, ha toccato un nuovo massimo mensile a 2789 punti ed ha chiuso a 2786.85 punti (+0.17%). L'Eurostoxx50 ha perso 4 punti, ha toccato la mattina un massimo a 3497 punti, é sceso nel pomeriggio su un minimo a 3472 punti e ha chiuso poco sopra a 3475 punti (-0.13%). L'euforia provocata dall'incontro tra Donald Trump e Kim Jong-un é duranta unicamente qualche ora - una reazione corretta visto che non é stata raggiunto nessun risultato concreto. L'apertura americana nei riguardi della Corea del Nord é sicuramente un passo positivo - il cammino fino alla pace e alla denuclearizzazione della penisola coreana é ancora lungo e irto di ostacoli.

La seduta di ieri in Europa non fornisce interessanti argomenti all'analisi tecnica. L'Eurostoxx50 ha nuovamente sfiorato l'obiettivo del rialzo a 3500 punti mentre il DAX (-0.00% a 12842 punti) ha toccato un nuovo massimo mensile a 12948 punti poco lontano dall'obiettivo indicativo a 13000 punti. La realtà é però che le borse hanno marciato sul posto. Anche il FTSE MIB (+0.15% a 22119 punti) non ha combinato molto e il rally di lunedì non ha avuto una sostenibile continuazione - sembra ora un semplice rimbalzo tecnico e non l'inizio di una fase di rialzo.
Restiamo dell'opinione che le borse europee possono guadagnare ancora qualche punto nella scia di New York - non sembrano però avere potenziale di rialzo e soprattutto non riescono a sviluppare forza propria. Appena il rialzo in America finirà e ci sarà una correzione l'Europa rischia un tonfo.

Anche la seduta a Wall Street non ci ha riservato sorprese. L'S&P500 (+0.17% a 2786.85 punti) si é nuovamente mosso in una decina di punti - ha confermato il rialzo guadagnando altri 5 punti e avvicinandosi alla barriera dei 2800 punti. Ancora una volta é stata la tecnologia a brillare. Pensavamo che il Nasdaq100 non fosse ancora pronto per il decisivo balzo sopra i 7200 punti. Invece l'indice ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 7214 punti e ha chiuso poco più in basso a 7209 punti (+0.57%).
L'S&P500 ha aperto in guadagno a 2787 punti. Nelle prime ore della seduta é oscillato su questo livello. A metà giornata si é issato fino a 2789 punti ma poi é caduto a 2779 punti di minimo. Sul finale é risalito a 2786 punti e ha chiuso sul livello d'apertura lasciando sul grafico un piccolo doji. La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3512 su 3368, NH/NL a 903 su 263 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é rimasta ferma a 12.34 punti (-0.01) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.50. Quest'ultimo dato segnala speculazione al rialzo - come sapete dopo un paio di giorni con p/c ratio sotto i 0.5 c'é spesso un massimo sull'S&P500 - questo é per lo meno quello che ci aspettiamo entro venerdì.
A questo punto é necessario fare una doverosa osservazione. Il rialzo in America é finora solido e costante. La previsione di un massimo venerdì sui 2820-2830 punti di S&P500 é finora un'ipotesi senza conferme. Al momento c'é una promettente combinazione di ipercomperato, eccesso di rialzo, sopravvalutazione fondamentale e ottimismo che costituisce una buona premessa per un'inversione di tendenza. Non abbiamo però ancora nessun segnale di vendita - neanche da quegli indicatori che usiamo per il trading e che provano ad anticipare i punti tornanti. Agli investitori conviene attendere conferme prima di provare ad aprire posizioni contrarie a questo trend.

Stasera conosceremo il risultato della prima importante riunione di una banca centrale della settimana. Alle 20.00 la FED dovrebbe comunicare l'aumento dei tassi d'interesse americani di un +0.25%. La mossa é attesa e scontata. Importante sarà invece capire come intende procedere la FED nel futuro. In questo senso le attese del mercato sembrano discordanti - stamattina i tassi d'interesse di mercato scendono mentre l'USD si rafforza (EUR/USD a 1.1750) - il future sull'S&P500 sale a 2794 punti (+5 punti). Sarebbe interessante e rivelatore se oggi si verificasse un key reversal day sull'S&P500. Questo significa che l'S&P500 dovrebbe impennarsi a 2820 e poi ricadere e chiudere in negativo con volumi in aumento - sembra un esito poco probabile ma sarebbe un segnale chiaro che l'S&P500 ha toccato un massimo significativo. L'atteso massimo non deve verificarsi venerdì in occasione della scadenza dei derivati di giugno ma entro venerdì!

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei sale del +0.36% - Shanghai scende del -0.6%. L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3478 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno. Probabilmente oggi non succederà nulla e gli indici azionari europei si muoveranno appena. Prima della riunione della FED e della BCE (domani) nessuno oserà prendere iniziative.

Commento del 12 giugno

"A fantastic meeting - a lot of progress - top of the line" - straordinario rimbalzo del FTSE MIB (+3.42%)

Stanotte Donald Trump e Kim Jong-un si sono incontrati a Singapore. Secondo i commenti il meeting ha avuto un risultato positivo - i due leaders hanno discusso per ore e sembra che abbiano fatto progressi in direzione di un avvicinamento tra i due Paesi - alla fine é stato firmato un documento di intenti. Nessuno si aspettava risultati concreti da questo primo incontro - i mercati finanziari accolgono con soddisfazione questo esito positivo. Il future sull'S&P500 (settembre) é a 2789 punti (+2 punti) - l'S&P500 vale circa 2791 punti e balza di conseguenza di 9 punti rispetto alla chiusura di ieri sera a New York (+0.11% a 2782.00 punti) - il rialzo continua secondo i piani.

Facciamo un passo indietro. Ieri gli investitori misteriosamente hanno nuovamente cambiato opinione e hanno comperato Italia e banche - un miracolo o una pura manipolazione del mercato effettuata da un manipolo di potenti e decisi traders? Non lo sappiamo e non importa. In fondo la borsa si é comportata come previsto e l'Eurostoxx50 si dirige verso l'obiettivo a 3500 punti. L'unico problema dal nostro punto di vista é che la spinta é stata possente ed ha avuto una chiara leadership - le banche (SX7E +2.83% a 114.99 punti) - ieri sera l'indice ha chiuso sul massimo giornaliero e con un buon guadagno di 33 punti. Normalmente una seduta del genere ha una continuazione e 20 punti fino ai 3500 punti sono relativamente pochi. La ragione principale del buon comportamento dell'Eurostoxx50 é stato un inatteso e straordinario balzo del FTSE MIB italiano (+3.42% a 22086 punti). Sapevamo che le borse europee potevano all'inizio di questa settimana salire in scia a New York. Mai però ci saremmo aspettati una reazione di questo tipo dalla borsa italiana. Non sappiamo per quale miracolo lo spread sui titoli di Stato é crollato a 236 punti (-12%) e le azioni delle aziende italiane si sono involate. Tecnicamente abbiamo ora un fragile doppio minimo sui 21250 punti di FTSE MIB con una divergenza positiva sulla RSI. Considerando che ci aspettiamo ancora alcune giornate di rialzi il FTSE MIB potrebbe ancora salire ma non abbiamo idea fino a dove. Sono le emozioni e le operazioni speculative dei traders a scuotere il mercato e queste sono difficilmente prevedibili anche perché il trend cambia repentinamente e senza ragione apparente. È però sicuro che il rally di ieri deve avere una continuazione. Provvisoriamente riprendiamo come obiettivo quei 22750 punti indicati nel commento del 6 giugno. Vediamo oggi cosa potrebbe significare il gap di ieri in apertura. Potremmo avere una morning star o un bambino abbandonato - entrambi bullish.
Per il resto c'é poco da dire. Il DAX é salito a 12842 punti (+0.60%) e si dirige verso l'obiettivo a 13000 punti. L'SMI svizzero (+1.31% a 8623 punti) ha imitato in piccolo il FTSE MIB. È rimbalzato per forza di cose dal supporto sui 8500 punti grazie alle banche e ad una buona reazione delle azioni delle società farmaceutiche. Dubitiamo che questa reazione possa essere più di un rimbalzo tecnico fino ai 8760-8800 punti ma dopo solo una giornata é difficile dirlo.
Al momento non abbiamo nessuna ragione per cambiare la nostra previsione che vede salire le borse europee ed americana su un massimo significativo entro venerdì.

La seduta a New York é stata positiva ma di attesa. Gli indici sono saliti ma con un certo timore e senza eccessi. L'S&P500 ha aperto in pari a 2780 punti, é rimasto su questo livello fino alla chiusura in Europa ed é poi salito a 2790 punti di massimo. È rimasto ore fermo a ridosso di questo livello e poi sul finale é ricaduto a 2782.00 punti (+0.11%). In fondo si é trattato di una seduta tranquilla che ha visto l'S&P500 muoversi in soli 10 punti. La tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 +0.22% a 7168 punti) ma il leader del mercato é stato il settore dei trasporti (DJT +1.06%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4010 su 2936, NH/NL a 1026 su 280 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é lievitata a 12.35 punti (+0.17) mentre la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.54. I traders si preparano ad un'impennata della VIX - i piccoli speculatori puntano ancora sul long - nel complesso i dati sul sentiment si sviluppano in maniera soddisfacente. Manca ancora euforia.

Stamattina le borse asiatiche salgono ma senza entusiasmo. Il Nikkei guadagna il +0.4%, Shanghai lievita del +0.8%. L'Eurostoxx50 vale ora 3493 punti (+13 punti). Non crediamo che dopo la buona apertura ci saranno ulteriori sostanziali progressi. Prima delle importanti riunioni di FED (domani) e BCE (giovedì) gli investitori saranno prudenti.

Aggiornamento del 11 giugno

Il G7 termina senza risultati concreti - America first diventa un America contro tutti

Nell'analisi del fine settimana non abbiamo parlato dell'incontro del G7 in Canada. Questa era una scelta e non una mancanza. Non ci aspettavamo da questo meeting nulla in grado di cambiare il corso dei mercati finanziari. In effetti non é scaturito niente di concreto. Si capisce solo che i grandi della terra stanno litigando e che per il momento non esiste accordo su praticamente nessun tema. La politica di Trump di voler prediligere gli interesse degli Stati Uniti é ormai diventata uno scontro con i suoi alleati storici su molti argomenti e soprattutto sul piano commerciale. A questo si aggiunge il problema della volubilità e imprevedibilità del Presidente degli Stati Uniti Trump che reagisce stizzito a qualsiasi opposizione e dichiarazione di disaccordo e cambia idea da un momento all'altro. Non é chiaro se il problema dell'enorme deficit commerciale degli Stati Uniti sia più americano o dei Paesi che esportano in questo Paese. Gli Stati Uniti si indebitano e comprano troppe merci e servizi dall'estero - se Trump vuole ridurre il disavanzo commerciale usando dazi punitivi avranno tutti qualcosa da perdere - la conseguenza sarà sicuramente un rallentamento economico causato da una diminuzione dei consumi americani efffettuati grazie alla leva del debito. Per il momento la situazione é talmente confusa che i mercati finanziari hanno semplicemente deciso, come noi, di ignorarla fino a quando non ci sarà qualcosa di concreto sul tavolo. Nel frattempo Donald Trump é volato a Singapore per incontrare il dittatore nordcoreano Kim Jong-un - un'altro meeting che terminerà con un nulla di fatto e probabilmente con un Donald Trump infuriato e twitterante.

Il fallimento del G7 lascia poche tracce negative sui mercati finanziari. Il future sull'S&P500 a scadenza settembre (da oggi usiamo questo contratto visto che quello di giugno scade venerdì) é a 2779 punti (-3 punti). Il cambio EUR/USD é fermo a 1.18. Le borse asiatiche sono miste - il Nikkei guadagna il +0.5% - Shanghai é in calo del -0.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3450 punti (+3 punti) - le borse europee apriranno praticamente invariate. Questa settimana l'attenzione degli investitori si concentrerà sulle importanti riunioni delle banche centrali americana ed europea. Fino a mercoledì non dovrebbe succedere molto.

Commento del 9-10 giugno

Gli investitori diventano selettivi e mostrano chiare preferenze

È difficile dire qualcosa di nuovo quando i mercati si sviluppano secondo le attese e le previsioni. Da settimane ripetiamo che la tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo e che l'S&P500 (+0.31% a 2778.03 punti) deve salire nel range 2750-2800 per la metà di giugno. Qui dovrebbe verificarsi un massimo significativo e deve seguire per lo meno una correzione se non un ribasso. Questa settimana abbiamo unicamente fatto degli aggiustamenti. L'S&P500 é talmente forte che il massimo potrebbe essere marginalmente sopra i 2800 punti (2820-2830 punti) dopo una rottura sopra la resistenza e massimo di marzo a 2801 punti. Le borse europee sono relativamente deboli e seguono l'America a distanza più per inerzia che per convinzione. Inizialmente a maggio avevamo fissato un obiettivo per l'Eurostoxx50 (-0.36% a 3447 punti) a 3600 punti. Poi, considerando la situazione tecnica di alcuni mercati del sud Europa dopo il vuoto d'aria causato dalla crisi politica in Italia, abbiamo abbassato questo obiettivo a 3500 punti. Non abbiamo ritenuto necessario cambiare opinione malgrado che martedì l'Eurostoxx50 sia salito su un massimo a 3497 punti e giovedì ci sia stata ancora un'impennata fino ai 3490 punti.
Gli investitori stanno diventando selettivi. Noterete confrontando le performances settimanali che non solo l'Europa rimane staccata dall'America ma che anche in Europa ci sono mercati più forti (DAX, AEX, IBEX e PSI (!)) e altri più deboli (FTSE MIB, SMI). È evidente che gli investitori rimangono molto scettici nei riguardi del nuovo governo italiano e hanno continuato a vendere le azioni del FTSE MIB (-1.89% a 21356 punti), specialmente le banche che detengono enormi posizioni di titoli di Stato e di NPL. Per ragioni diverse FTSE MIB e SMI (-0.42% a 8512 punti) hanno sfiorato venerdì un nuovo minimo annuale. La tendenza di fondo di questi due mercati é ora al ribasso dopo che il rimbalzo iniziato la settimana prima si é rivelato una bolla di sapone. La borsa italiana é condizionata dalla sfiducia che circonda il nuovo governo -  la borsa svizzera é vittima della sua struttura fortemente dipendente da una manciata di titoli - il settore farmaceutico soffre e trascina l'SMI verso il basso. Il problema politico italiano é destinato nel futuro a peggiorare se il governo segue, come dovrebbe, il suo programma. La situazione delle aziende farmaceutiche potrebbe invece ribaltarsi velocemente visto che il ribasso sembra eccessivo ed in parte ingiustificato.

Seguiamo a distanza la crisi di alcune economie emergenti. A distanza poiché non siamo coinvolti in queste borse ma con attenzione poiché il problema potrebbe travolgere i mercati finanziari di tutto il mondo se la FED continua ad alzare i tassi d'interesse e ridurre la somma di bilancio. La liquidità In USD verrebbe risucchiata dall'America e dagli USTreasury Bonds e verrebbe a mancare nel resto del mondo. Le banche centrali di Indonesia e India hanno lanciato gridi d'allarme. Settimana scorsa l'Argentina ha ottenuto dal FMI un credito di 50 Mia per sostenere l'economia mentre il Real brasiliano é in caduta libera e trascina nel vortice anche la borsa (Bovespa performance settimanale -5.56%). Il problema dela Turchia é simile (BIST 100 performance settimanale -3.32%).
Le riunioni di settimana prossima della FED americana (mercoledì 13 giugno - comunicato alle 20.00) e della BCE (giovedì 14 giugno - decisione alle 13.45 - conferenza stampa di Draghi alle 14.30) potrebbero essere decisive e determinare quell'inversione di tendenza pronosticata dall'analisi tecnica su base ciclica. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.25% a 3447 punti
DAX                         +0.33% a 12744 punti
SMI                          -1.24% a 8512 punti
FTSE MIB                  -3.41% a 21356 punti
S&P500                    +1.62% a 2779.03 punti
Nasdaq100               +0.97% a 7152 punti

La seduta di venerdì in Europa non ha riservato sorprese - solo conferme. L'Eurostoxx50 ha perso 12 punti (-0.36% a 3447 punti) - ha trascorso tutta la giornata in negativo, ha toccato un minimo a 3422 punti verso le 10.15 e poi ha recuparato grazie al buon comportamento della borsa americana. Rimangono i problemi conosciuti - ci riferiamo in particolare alla debolezza del settore bancario (SX7E -1.04% a 11.82 punti, performance settimanale del -1.41%). DAX (-0.35% a 12766 punti) e SMI (-0.42% a 8512 punti) si sono comportati in maniera simile. Il FTSE MIB invece é nuovamente crollato del -1.89% a 21356 punti mentre lo spreads sui titoli di Stato é salito a 268 bsp (+7%) - sul corto termine gli investitori pretendono un maggiore spread dall'Italia che dalla Grecia - assurdo. Purtroppo gli investitori sono sfiduciati e gli speculatori approfittano dell'occasione - sarà difficile per l'Italia uscire da questa spirale negativa visto che non possono intervenire a sostegno dei loro titoli - l'iniziativa é nelle mani della BCE che in parte ha le mani legate dalle regole di equità.
L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3452 punti - é probabile che lunedì le borse europee riprovino a salire ma evidentemente sono appesantite e non c'é potenziale di rialzo.

La seduta a Wall Street é andata decisamente meglio. L'S&P500 ha aperto in calo a 2767 punti ma ha chiuso sul massimo a 2779.03 punti (+0.31%) con un guadagno di 8 punti. Nulle di speciale - una conferma però che il rialzo é solido e costante - questa settimana l'A/D sull'S&P500 é rimasta costantemente positivo e la partecipazione al movimento sta migliorando invece che peggiorare avvicinandosi ad un massimo. Il bordo superiore delle BB é salito a 2775 punti e accompagna il movimento. Il Nasdaq100 si é fermato (-0.03% a 7152) in quello che sembra un sano consolidamento necessario per abbattere l'ipercomperato (la RSI giornaliera é ridiscesa a 66.40 punti) prima della ripresa del rialzo.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3809 su 3069, NH/NL a 780 su 239 e volume relativo 0.9. La volatilità VIX si é stabilizzata a 12.18 punti (+0.05%) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.60 (MM a 10 giorni a 0.57) - dai dati traspare molto ottimismo ma non ancora quella euforia necessaria per un massimo significativo - ci arriveremo settimana prossima!

Commento dell'8 giugno

L'ipercomperato frena la corsa dell'S&P500 (-0.07% a 2770.37 punti)

Ieri le borse europee hanno terminato la seduta senza sostanziali variazioni. Questo risultato é però deludente - considerando le buone premesse gli indici azionari europei avrebbero dovuto salire parecchio e invece hanno ancora una volta mostrato debolezza cedendo terreno alla prima occasione. A corto termine possono ancora salire ma il potenziale di rialzo é modesto e appena l'America comincerà a correggere l'Europa rischia di affogare. Manteniamo il nostro obiettivo indicativo di 3500 punti di Eurostoxx50 (-0.03% a 3459 punti).
L'Eurostoxx50 ha aperto baldanzoso e sullo slancio é salito a 3490 punti. Sulla soglia dei 3500 punti é stato ancora una volta respinto verso il basso e ha chiuso con una leggera perdita. Le borse europee non salgono malgrado i segnali positivi provenienti dall'America. Temiamo il momento in cui il rialzo in America finirà. L'indice delle banche SX7E é salito a 113 punti (+0.49%) - l'indice ha approfittato di un momentaneo rialzo dei tassi d'interesse in Europa. Se abbiamo ragione per quel che riguarda la nostra previsione sul Bund questo effetto positivo deve sparire a breve.
Le altre borse hanno imitato l'Eurostoxx50. Il DAX (-0.15% a 12811 punti) é partito la mattina al rialzo tentando di copiare il buon esempio proveniente da New York. L'indice ha toccato un massimo verso le 09.30 e per il resto della giornata é scivolato verso il basso con una breve reazione positiva sul finale. Alla fine é rimasta una leggera perdita di 19 punti a confermare che manca forza d'acquisto.
Il FTSE MIB (-0.18% a 21767 punti) ha nuovamente perso qualche punto con titoli bancari molto deboli. Da settimane sul grafico del FTSE MIB appaiono quasi solo candele rosse. Prepariamoci ad una discesa su nuovi minimi annuali appena la tregua tra mercati e politica finirà. Lo spread sui titoli di Stato, EUR e beni rifugio come Bund o CHF rimangono i termometri della crisi latente nel sistema finanziario europeo. Il cambio EUR/USD é risalito a 1.1810. Il massimo giornaliero é stato a 1.1840. Il nostro obiettivo del rimbalzo a 1.18 é stato raggiunto. Una continuazione del rimbalzo in direzione degli 1.20+ é possibile ma poco probabile. La tendenza di fondo sta passando al ribasso e quindi questo rimbalzo non dovrebbe superare un ritracciamento del 50% della precedente spinta di ribasso. Se la tendenza invece resta neutra il rimbalzo potrebbe essere del 62% con potenziale massimo a 1.2060.

Da alcuni giorni in America parlavamo di ipercomperato (specialmente sul Nasdaq) e segnalavamo candele sui grafici al di fuori del bordo superiore delle Bollinger Bands. A breve doveva esserci una pausa o una correzione minore per eliminare questi eccessi. In effetti ieri l'S&P500 (-0.07% a 2770.37 punti) si é fermato e il Nasdaq100 (-0.79% a 7152 punti) ha corretto. Questo sano consolidamento non sembra mettere in discussione il rialzo di corto termine - un massimo significativo non dovrebbe verificarsi prima di settimana prossima.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2776 punti ed é ancora salito a 2779 punti. Questa impennata potrebbe essere un esaurimento di trend e quindi é possibile che questo sia un massimo significativo ma non crediamo - almeno non abbiamo nessun segnale o conferma. Annotiamo però questi 2779 punti con un punto di domanda. Poi l'S&P500 é sceso ad ondate fino alle 20.00 sul minimo a 2760 punti ed é risalito in chiusura a 2770 punti. La seduta al NYSE é stata debolmente negativa con A/D a 3300 su 3597, NH/NL a 1103 su 275 (praticamente uguale a mercoledì) e volume relativo a 1.0. A livello di sentiment é cambiato poco - la volatilità VIX é salita a 12.13 punti (+0.49) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.56 (ancora nettamente sotto la media a 0.63).
La RSI sul Nasdaq100, mercoledì a 72.70 punti, é scesa a 66.42 punti. Il bordo superiore delle BB sull'S&P500 é a 2767 punti. L'iperomperato e l'eccesso di rialzo di cortissimo termine stanno sparendo. Tra una o due sedute il rialzo in America potrebbe riprendere e terminare come previsto il 15 giugno.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei ha perso il -0.5% - Shanghai scende del -1.7%. Il future sull'S&P500 é a 2764 punti (-8 punti) - mentre stavamo scrivendo ha perso ancora 4 punti. L'Eurostoxx50 vale ora e 3430 punti. Le borse europee apriranno con un tuffo del -0.8%. Durante la notte il FMI ha concesso un credito all'Argentina di 50 Mia di USD - le economie dei Paesi emergenti con un deficit nella bilancia dei pagamenti e debiti in USD sono in difficoltà a causa della politica monetaria della FED e della forza del USD. Vi ricordiamo i casi della Turchia e gli appelli di India e Indonesia. Queste crisi dei Paesi emergenti stanno innervosendo gli investitori che temono una mancanza di liquidità sui mercati delle obbligazioni. Presto o tardi anche i mercati azionari saranno coinvolti.

Commento del 7 giugno

Nuovi massimi storici (Nasdaq Comp, Nasdaq100, Russell2000) in America - le borse europee seguono a fatica e a distanza

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta positiva. Nulla di particolare - l'Eurostoxx50 ha guadagnato 4 punti ed é salito a 3460 punti (+0.12%) dopo essere sceso nel pomeriggio fino ai 3434 punti di minimo. L'indice ha semplicemente terminato la giornata sul livello d'apertura che era stato dettato dal buon comportamento della borsa americana la sera prima. Oggi avremo lo stesso effetto grazie all'impennta ieri dell'S&P500 a 2772.35 punti (+0.86%). Le borse europee seguono a fatica e a distanza l'America - lo possiamo vedere anche nei dettagli. Ieri i tassi d'interesse su EUR e USD sono saliti. Questo come d'abitudine ha aiutato il settore bancario. Quello europee, ancora ipervenduto, avrebbe dovuto reagire di più - l'indice SX7E (112.45 punti) si é limitato ad un +1.05%. A Wall Street invece l'indice BKX é balzato del +2.07% - una bella differenza.
Tutti gli indici azionari europei si sono mossi in maniera simile. Il DAX é salito a 12830 punti (+0.34%), L'SMI é rimbalzato a 8545 punti (+0.08%) e il FTSE MIB ha recuperato a 21807 punti (+0.26%). A corto termine gli indici azionari europei dovrebbero continuare a salire seguendo l'America. Abbiamo previsto che questa spinta di rialzo si deve esaurire alla fine di settimana prossima - forse la spinta si smorzerà prima poiché in America notiamo già un eccessivo ottimismo. Il nostro obiettivo per l'Eurostoxx50 rimane a 3500 punti malgrado che ieri sera alle 22.00 l'indice valesse già 3478 punti. Tra obiettivi grafici e realtà ci sono sempre delle differenze matematiche. L'obiettivo teorico sul FTSE MIB é a 22750 punti - troppo distante se paragonato ai 3600 punti di Eurostoxx50...

A Wall Street c'é stata un'altra convincente seduta di rialzo che ha permesso a numerosi indici di salire su dei nuovi massimi storici - ci riferiamo in particolare ai settori della tecnologia (Nasdaq Composite +0.67% e Nasdaq100 +0.60% a 7210 punti) e delle piccole e medie imprese (Russell2000 +0.68%). Gli indici hanno chiuso sul massimo giornaliero e con sostanziali guadagni - questa volta anche energia e banche hanno partecipato alla festa.
L'S&P500 é salito a 2772.35 punti (+0.86%) ed é profondamente entrato nel range 2750-2800 punti che costituisce il nostro obiettivo per questa spinta di rialzo. Lentamente il bordo superiore delle Bollinger Bands (2761 punti) comincia a salire e accompagnare il movimento.
L'S&P500 ha aperto a 2754 punti e all'inizio é ridisceso a 2748 punti. Poi fino alle 17.45 é salito fino ai 2761 punti dove é rimasto fin verso le 20.00. Infine c'é stato un primo balzo fino ai 2766 punti, una pausa ed un ultimo balzo fino ai 2772 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4499 su 2467, NH/NL a 1172 (in aumento!) su 259 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 11.64 punti (-0.76) mentre la CBOE Equity put call ratio é rimasta bassa a 0.53. Lentamente l'ottimismo si sta trasformando in euforia ed eccesso di speculazione al rialzo. Ora abbiamo un problema "di lusso" - se il rialzo continua a questo ritmo l'S&P500 non può arrivare a 2800 punti (al massimo) entro venerdì prossimo - o sale più in alto, o il massimo si verifica prima di venerdì o ci sarà ancora una piccola correzione intermedia. Crediamo quasi che l'S&P500 possa salire più in alto e raggiungere un massimo definitivo sui 2820-2830 punti - questo perché le ultime simili spinte di rialzo sono state di circa 150 punti - dall'ultimo minimo intermedio a 2676 punti il calcolo é presto fatto...

Stamattina il Nikkei sta guadagnando quasi il +1% - Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 lievita a 2774 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3475 punti - guarda caso più o meno lo stesso livello raggiunto ieri sara alle 22.00. L'Europa si adatta all'America senza mostrare vita propria. Le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.4% - stasera dovremmo ritrovare gli indici sul livello d'apertura.

Commento del 6 giugno

Il comportamento durante la seduta ci mostra che le borse europee sono in difficoltà - America al rialzo come da copione

Ieri le borse europee, grazie alla buona chiusura la sera prima a Wall Street, hanno aperto in positivo e sono salite fin verso le 13.00. Non sono però riuscite a difendere i guadagni - nel pomeriggio gli indici azionari sono ridiscesi ed hanno chiuso sui minimi giornalieri. Non si é trattato di un key reversal day visto che le perdita a fine giornata erano modeste e alcuni indici (DAX, AEX, PSI) sono riusciti a salvare qualche punto di guadagno. È però evidente che le borse europee sono in difficoltà - i venditori riappaiono con regolarità annullando buona parte dei guadagni causati da quegli investitori che provano a replicare il rialzo americano. Evidentemente le condizioni in Europa sono diverse.
Ieri sul grafico dell'Eurostoxx50 (-0.37% a 3456 punti) é apparsa una lunga candela rossa con un piccolo corpo in basso. Questa shooting star in concomitanza con un massimo giornaliero a 3497 punti ispira poca fiducia. Per lo meno l'indice non ha chiuso sul minimo giornaliero e sul livello d'apertura creando un pericoloso gravestone doji. Lasciando da parte le strane definizioni delle candele giapponesi l'Eurostoxx50 ha avuto una seduta negativa che contrasta con il buon comportamento della borsa americana. Sono bastate un paio di dichiarazioni della nuova dirigenza italiana a mettere in subbuglio il settore finanziario (indice delle banche europee SX7E -2.12% a 111.28 punti) e far scendere le borse dopo lo zenit raggiunto intorno alle 13.00. La perdita di 13 punti non é importante. L'Eurostoxx50 però non riesce a salire - se non sale cadrà (pesantemente) appena l'America avrà esaurito la spinta di rialzo. Avremmo voglia di andare short ma temporalmente é ancora troppo presto. Ci aspettiamo alcuni giorni di distribuzione sui 3500 punti.
Il cambio EUR/USD lievita stamattina a 1.1725. L'EUR non cede, continua il rimbalzo in direzione degli 1.18 e questo é positivo - significa che le borse europee per ora dovrebbero reggere almeno fino a metà mese.
Il DAX (+0.13% a 12787 punti) ha chiuso con un guadagno di 16 punti ma quasi 130 punti (1%) sotto il massimo giornaliero. Questo é deludente. Sembra quasi che il rimbalzo dal minimo di giovedì scorso a 12547 punti sia già terminato e che i ribassisti abbiano già ripreso il controllo delle operazioni - probabilmente questa é solo un'impressione visto che ciclicamente é troppo presto per un ribasso. È troppo presto per un short - a corto termine non c'é però molto da aspettarsi da questa anemica spinta di rialzo.
Il future sul Bund é salito a 161.18 (+0.31%) - gli spreads salgono mentre il reddito del Bund scende - un chiaro segnale di tensioni nel sistema finanziario europeo. Naturalmente in un simile contesto a subire le maggiori conseguenze negative é stato ancora una volta il FTSE MIB (-1.18% a 21750 punti). Il nuovo governo italiano ha ribadito in alcune dichiarazioni di voler seguire ed implementare il programma sottoscritto dai due partiti, 5 Stelle e Lega - é giusto e legittimo, ma questo non piace agli investitori. La reazione é stata la solita. Lo spread sui titoli di Stato si é impennato,  il FTSE MIB é caduto dopo una mattinata positiva e le vendite si sono concentrati sui titoli bancari. L'indice ha perso 259 punti e sembra per lo meno voler tornare a testare il minimo annuale. Non crediamo che il ribasso di maggio debba riprendere subito in maniera dinamica ma molto probabilmente la tendenza di fondo del mercato azionario italiano é al ribasso - ci aspetta un'estate di fuoco e consigliamo estrema prudenza.

La borsa americana ha praticamente ignorato i problemi dell'Europa. L'S&P500 (+0.07% a 2748.80 punti) si é mosso poco - ha terminato la giornata con un piccolo ma significativo guadagno di 2 punti - significativo poiché l'indice ha difeso e confermato la rottura al rialzo di lunedì sopra i 2742 punti. Ancora una volta la tecnologia (Nasdaq100 +0.32% a 7166 punti) ha trascinato il plotone. Nel sottofondo anche le PMI (Russell2000 +0.68% - nuovo massimo storico) hanno fatto la loro parte mentre frenano energia (ETF Energy -0.24%) e banche (BKX -0.47%).
L'S&P500 ha aperto a 2747 punti. È salito a 2752 punti di massimo ed é sceso ad ondate fino al minimo 2739 punti. Poi é tornato a 2751 punti ed ha chiuso poco sotto a 2748 punti. Notiamo la chiusura nella parte superiore del range giornaliero - un contrasto rispetto alla chiusura in Europa sui minimi. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4177 su 2719, NH/NL a 999 su 297 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 12.40 punti (-0.34) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.48! Questo ultimo dato sotto il 50% indica che comincia ad esserci eccesso di speculazione al rialzo. Troppo ottimismo - forse questa spinta di rialzo terminerà prima del 15 giugno o forse ci deve ancora essere una correzione intermedia.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei sta guadagnando il +0.47% mentre Shanghai perde il -0.1%. Il future sull'S&P500 é a 2756 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3468 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.3%. Le premesse sono per una seduta positiva in trading range. Una delusione come ieri é possibile. Teniamo d'occhio gli spreads...

Commento del 5 giugno

Candele rosse in Europa - l'S&P500 (+0.45% a 2746 punti) supera i 2742 punti

La seduta di borsa in Europa é stata positiva ma poco convincente. Gli indici azionari hanno aperto al rialzo e sono subito saliti sui massimi giornalieri. Poi per il resto della giornata sono tendenzialmente scesi e malgrado che in generale abbiano trascorso la giornata in positivo l'impressione é che siano stati i venditori a controllare le operazioni. Viste le premesse ci aspettavamo di più. I volumi di titoli trattati sono risultati modesti. L'impressione resta quella di un rimbalzo tecnico e non dell'inizio di una fase di rialzo con molto potenziale. L'Eurostoxx50 (+0.46% a 3469 punti) ha aperto con un balzo a 3480 punti, Ha toccato un massimo a 3485 punti e poi é scivolato stancamente per ore verso il basso. Dopo un minimo verso le 16.40 a 3464 punti ha chiuso a 3469 punti con un guadagno di 16 punti. L'Eurostoxx50 ha trascorso tutta la giornata in positivo ma i rialzisti non hanno dominato. Gli investitori sono selettivi. Hanno comperato Spagna (IBEX +1.22%) e venduto Italia (FTSE MIB -0.45%) - una chiara decisione politica. L'obiettivo a 3500 punti fissato nell'analisi del fine settimana sembra troppo vicino ma dopo aver osservato questa seduta preferiamo non cambiarlo. Anche le banche (SX7E +0.23% a 113.69 punti) non hanno convinto. Il DAX tedesco (+0.37% a 12770 punti) non ha fatto meglio malgrado che spesso questo indice si orienta all'America. In una giornata tutto sommato positiva per le borse europee il FTSE MIB (-0.45% a 22010 punti) ha perso 100 punti. Sul grafico appare una lunga candela rossa. Evidentemente gli investitori non apprezzano il nuovo governo - il rimbalzo dal minimo di martedì scorso, che doveva far risalire l'indice a 22250 punti, sembra già terminato.
Riassumendo le borse europee ieri hanno vinto ma non hanno convinto. Tecnicamente sembra che abbiano completato un rimbalzo e che ora ci debba essere una spinta di ribasso. Sappiamo che questo scenario non é coerente con quanto mostra l'America. Se S&P500 e colleghi, come sembra, continuano a salire fino a metà mese, é poco probabile che Eurostoxx50 e colleghi rispondano con un tuffo. Quello che vogliamo dire é che i mercati azionari europei sono relativamente deboli con alcuni settori in uno stato preoccupante. Non vediamo ragioni per comperare malgrado che a corto termine dovrebbero riuscire a guadagnare ancora del terreno in scia agli Stati Uniti.

Il cambio EUR/USD é stabile a 1.1690. Si é impennato fino a 1.1744 ma poi é tornato al punto di partenza. Il rimbalzo potrebbe finire qui senza raggiungere gli 1.18. Attenzione poiché vale l'equazione EUR debole e borse europee deboli. Se il cambio non sale probabilmente anche le borse arrancheranno.

In America invece continua a splendere il sole. Non c'é un rialzo possente e dinamico ma ogni giorno il mercato lancia segnali positivi. L'S&P500 (+0.45% a 2746,87 punti) ha superato la resistenza a 2742 punti e ha raggiunto un nuovo massimo a 60 giorni, la tecnologia (Nasdaq100 +0.84% a 7143 punti) continua a tirare il plotone e alla chetichella il Russell2000 (+0.33%) é salito su un nuovo massimo storico.
L'S&P500 ha avuto una seduta straordinariamente tranquilla. Si é mosso unicamente tra i 2740 ed i 2749 punti e ha chiuso in mezzo al range a 2746 punti. Noterete che ha aperto in gap up - non é né ridisceso a chiudere il gap né ha mostrato un'accelerazione al rialzo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4306 su 2660, NH/NL a 967 su 316 e volume relativo a 1.0. I valori sul sentiment si sviluppano come avevamo sperato - forse troppo velocemente. La volatilità VIX é scesa a 12.74 punti (-0.72) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.55. Ora ci verrebbero un paio di sedute di pausa in maniera di non surriscaldare il mercato prima di metà mese. Ieri la borsa americana é salita malgrado il calo del settore energia e dei trasporti (DJT -0.73%) - segno di una sana rotazione.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Le borse asiatiche marciano sul posto. Il Nikkei ha guadagnato il +0.19%. Shanghai sale del +0.4%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2741 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3473 punti (+4 punti). Le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Entro stasera non ci aspettiamo molto di più.

Aggiornamento del 4 giugno

Troppo scetticismo e troppi analisti a caccia di problemi

Durante il fine settimana abbiamo come d'abitudine sfogliato la stampa finanziaria e letto le considerazioni di analisti fondamentali e tecnici. Traspare un pessimismo che non appare sui grafici degli indici azionari e negli indicatori tecnici. Molti pensano che una crisi economica e finanziaria si avvicini - si parla di Italia e delle tensioni all'interno dell'UE, della guerra commerciale che gli Stati Uniti stanno lanciando contro mezzo mondo o della debolezza di monete di Paesi emergenti. Tutti questi sono però fatti conosciuti che non sembrano turbare più di quel tanto le borse. La realtà é che l'S&P500 si trova solo 5% sotto il massimo storico di gennaio, il Nasdaq100 é a poco più dell'1% dal record di metà marzo mentre il Russelll2000 settimana scorsa ha toccato un nuovo massimo storico.
In Europa, malgrado che la BCE stia ancora seguendo una politica monetaria estremamente espansiva con tanto di QE, l'Eurostoxx50 (3453 punti) é ancora molto lontano dal massimo storico del 6 marzo 2000 a 5495 punti. Solo il DAX tedesco (12724 punti) é vicino al massimo storico del 23 gennaio 2018 a 13296 punti.
Dettagli a parte notiamo troppo scetticismo e paura malgrado una situazione delle borse tutto sommato positiva. Tecnicamente sono ancora tendenze rialziste a prevalere e non notiamo quelle divergenze che spesso appaiono prima di importanti inversioni di tendenza o ribassi. Normalmente lo scetticismo alimenta i rialzi. È l'euforia che fà morire il bull market - questa non si vede.

Stamattina le borse proseguono sulla via segnata venerdì. Il future sull'S&P500 sale a 2738 punti (+4 punti) e il cambio EUR/USD lievita a 1.1690. L'Eurostoxx50 vale 3474 punti (+21 punti). Le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.6%. Potrebbero nel corso della giornata guadagnare ancora qualche punto. Dovrebbero poi essere bloccate dagli Stati Uniti - senza una ragione particolare l'S&P500 faticherà a passare la resistenza a 2742 punti.
Anche dall'Asia arrivano segnali positivi. Il Nikkei ha guadagnato il +1.37% - Shanghai sale del +0.6%.

Commento del 2-3 giugno

Governo che va e governo che viene - significativa rottura al rialzo del Nasdaq100

Dopo una settimana movimenta finalmente venerdì in Italia é nato il nuovo governo 5 Stelle - Lega guidato dal primo ministro Giuseppe Conte con Luigi Di Maio e Matteo Salvini vicepresidenti. In Spagna invece il governo di Mariano Rajoy é stato sfiduciato e sostituito da un nuovo governo di stampo socialista guidato da Pedro Sanchez. Le borse sembrano aver accolto le decisioni con un sospiro di sollievo. Almeno il periodo di incertezza ed instabilità é terminato. Pensiamo però che questa sia solo una tregua tra mercati finanziari e politica. Se il nuovo governo italiano intende concretizzare il programma politico ed economico che sta alla base dell'alleanza tra 5 Stelle e Lega é probabile che il debito pubblico aumenterà notevolmente insieme alle tensioni con Bruxelles e alle turbolenze sui mercati finanziari. In Spagna i socialisti sono scesi a patti con il movimento di protesta Podemos e con i partiti indipendentisti baschi e catalani per prendere il potere - anche questo non é di certo una garanzia di stabilità e di rapporti distesi con l'UE.
Nelle ultime due settimane le performance settimanali delle borse europee sono state negative - quelle della borsa americana positive. In Europa la correzione a corto termine sembra essere terminata giovedì dopo gli evidenti eccessi di ribasso di FTSE MIB (+1.49% a 22109 punti) e del settore bancario (SX7E +2.81% a 113.43 punti). Le tendenza di fondo sono neutre.
In America invece la tendenza di fondo é ancora debolmente al rialzo con il 63.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 59.33 punti. L'S&P500 (+1.08% a 2734.61 punti) si prepara ad abbandonare al rialzo il canale 2700-2742 punti e dovrebbe entro metà mese entrare nel range 2750-2800 punti che costituisce l'obiettivo di questa spinta di rialzo. Il mercato é ancora trascinato dal settore tecnologico. Il Nasdaq100 (+1.67% a 7084 punti) venerdì ha finalmente superato la forte resistenza a 7000 punti e vede ora a portata di mano il massimo storico del 13 marzo a 7186 punti. La rottura al rialzo é evidente, viene ampiamente commentata sui media e si aggiunge al nuovo massimo storico del Russelll2000 (+0.88%) di mercoledì che é stato riavvicinato venerdì. La borsa americana sembra essere in buona forma malgrado che fatica a fare ulteriori progressi. Venerdì sono stati pubblicati i dati sul mercato del lavoro USA a maggio - l'economia ha creato altri 223'000 nuovi posti di lavoro e la disoccupazione é scesa al 3.8% - molto probabilmente la FED nella sua prossima riunione del 13 giugno alzerà nuovamente i tassi d'interesse del +0.25%.
S&P500 e colleghi dovrebbero ancora salire per un paio di settimane - é possibile che questo periodo positivo si estenda fino a fine mese e alla fine del primo semestre - non crediamo che i portfolio managers abbandonimo il mercato prima di questa scadenza. In linea di massima pensiamo che le borse europee dovranno seguire malgrado che quello di venerdì abbia ancora solo l'aspetto del rimbalzo tecnico. È difficile capire quanto a lungo potrà durare la tregua tra politica e finanza in Europa. L'equilibrio é instabile ma non solo sul fronte italiano. È in corso una guerra commerciale tra Stati Uniti da una parte e Cina, Europa, Canada e Messico dall'altra. Il rafforzamento dell'USD sta mettendo in seria difficoltà economie emergenti con un forte disavanzo della bilancia dei pagamenti come Turchia o Argentina. Per ora i sismografi delle crisi si muovono ancora poco. Il cambio EUR/USD ha toccato martedì un minimo significativo a 1.1510 ed é rimbalzato fino a 1.1724 - venerdì si é fermato a 1.1660. Il rimbalzo deve far risalire il cambio a 1.18. Se la tregua dura fino a fine mese il cambio può tornare a 1.20+. Il CHF é relativamente stabile a 1.1523 ma é decisamente più in basso degli 1.20 di aprile - la forza del CHF, il cui prestito decennale della Confederazione rende il -0.06% (!), é un chiaro segnale di crisi.
Gli spreads sui titoli di Stato dei Paesi mediterranei con l'Italia in testa si sono impennati ma sono poi ridiscesi nella seconda parte della settimana. Il prezzo del'oro é stabile (1293 USD) e in EUR non si muove da mesi. Il prezzo del petrolio questa settimana é ancora sceso dai 67.88 USD ai 65.81 USD al barile (WTI).
Riassumendo é probabile nelle prossime due settimane le borse mondiali possano salire. Il rialzo é più stabile in America che in Europa. Decisioni politiche possono influenzare in maniera decisiva questa situazione poiché il sentiment gioca un ruolo essenziale.
È possibile che questo periodo positivo duri fino a fine giugno. Da luglio in avanti non vediamo potenziale di rialzo. Dovrebbe esserci una correzione - per ora un ribasso (calo superiore al -10%) sembra essere poco probabile.
 
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.90% a 3453 punti              
DAX                         -1.65% a 12724 punti
SMI                          -1.60% a 8618 punti
FTSE MIB                  -1.29% a 22109 punti
S&P500                    +0.49% a 2734.62 punti
Nasdaq100               +1.77% a 7084 punti

Venerdì in Europa c'é stata ancora una seduta positiva. Ìl tuffo finale di giovedì era stato provocato dall'imposizione da parte degli Stati Uniti di tariffe doganali su acciaio e alluminio. Questo aveva toccato soprattutto il DAX (+0.95% a 12724 punti) e meno il FTSE MIB (+1.49% a 22109 punti) il cui rimbalzo era già iniziato sul minimo di martedì a 21122 punti. Venerdì invece il rimbalzo ha coinvolto tutti i listini e la reazione é stata particolarmente possente dove c'era una forte situazione di ipervenduto e di eccesso di ribasso come sulle banche (SX7E +2.81% a 113.43 punti) o sull'SMI (+1.91% a 8618 punti). L'Eurostoxx50 é risalito a 3453 punti (+1.38%) dopo il minimo di giovedì a 3391 punti. L'indice ha chiuso lontano dal massimo giornaliero a 3468 punti toccato verso le 15.00. Alle 22.00 l'indice valeva però 3464 punti e quindi é probabile che settimana prossima il rimbalzo continui. Non siamo in grado di dire fino a quale livello risalirà l'indice. In linea di massima ci aspettiamo un ritracciamento del 50% della spinta di ribasso di maggio e quindi stimiamo che l'Eurostoxx50 possa risalire a 3500 punti. Potrebbe però essere una stima per difetto. Molto dipende dalla porzione di credito che gli investitori saranno disposti a concedere al nuovo governo italiano e dallo sviluppo delle trattative commerciali tra UE e Stati Uniti.

Il buon report sul mercato del lavoro USA (venerdì alle 14.30) ha stimolato i listini americani già ben disposti grazie all'Europa. L'S&P500 ha aperto in leggero gap up a 2722 punti o dopo un inizio altalenante é salito fino alle 19.30 su un massimo a 2737 punti. È poi scivolato 8 punti verso il basso ma é tornato in chiusura a 2734.62 punti (+1.08%). Come anticipato la tecnologia ha trasciato il rialzo (Nasdaq100 +1.67% a 77084 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4815 su 2110, NH/NL a 778 su 286 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é crollata a 13.46 punti (-1.97) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata ad essere bassa (0.56). Questo veloce e marcato passaggio all'ottimismo é la ragione per cui non crediamo che esista molto potenziale di rialzo - i 2800 punti di S&P500 come obiettivo sono veramente il massimo che possiamo immaginarci. Il limite superiore delle Bollinger Bands é a 2755 punti e in calo. Per poter salire l'S&P500 deve prima riuscire a spingerlo verso l'alto.
Il trend a corto e medio termine é al rialzo.

Commento del 1. giugno

La guerra commerciale colpisce l'Europa

Donald Trump ha imposto tariffe doganali sulle importazioni negli Stati Uniti per acciaio ed alluminio. Si vocifera che questa misura verrà estesa alle auto. Il rimbalzo di mercoledì é stato soffocato da questa notizia negativa e le borse europee sono nuovamente crollate dopo un buon inizio di seduta. L'Eurostoxx50 (-1.00% a 3406 punti) é caduto su un nuovo minimo mensile e prosegue la correzione. Lunedì abbiamo previsto che un minimo significativo sarebbe stato toccato a 3400 o 3360 punti. Non cambiamo opinione. Gli indici sono ormai in ipervenduto e la notizia era prevista da tempo. Passato il primo effetto psicologico le borse europee dovrebbero recuperare insieme a Wall Street.
L'indice delle banche SX7E ha perso ancora il -1.00% a 110.33 punti (minimo a 109.30 punti !). La nostra posizione short aperta a fine dicembre 2016 a 115 punti é stata chiusa ieri a 110 punti con un guadagno di +4.35% - ad un certo momento, all'inizio di quest'anno, stavamo perdendo più del 24% ! La RSI é a 14 punti - preparatevi ad un possente rimbalzo tecnico appena la BCE apre la bocca e annuncia un probabile prolungamento del QE.
Il DAX (-1.40% a 12604 punti) é caduto su un nuovo minimo mensile e prosegue la correzione. La discesa sarà frenata dal supporto fornito dalla MM a 50 giorni e dal bordo inferiore delle BB (sui 12600 punti). L'indice però non é ipervenduto e ha spazio verso il basso. Potrebbe esserci un pò di panico ed una caduta fino ai 12400 punti prima di una prima consistente reazione. La VDAX (17.69 punti, +0.35) non si muove. Negli ultimi 12 mesi ha toccato un massimo a 40 punti. Attenzione poiché gli investitori sembrano sottovalutare i problemi ed essere ancora troppo ottimisti.   
L'SMI svizzero (-1.42% a 8456 punti) é particolarmente debole. Il previsto test del minimo annuale ha provocato una rottura al ribasso e una caduta su un nuovo minimo a 8454 punti. Ieri sera l'SMI ha chiuso sul minimo giornaliero e con una pesante perdita di 121 punti. La RSI é a 24 punti - l'indice é ipervenduto e un rimbalzo é imminente. Le caratteristiche del rimbalzo ci diranno se la tendenza a medio termine resta neutra o passa al ribasso.
In Italia sembra che 5 Stelle e Lega abbiano trovato un accordo di governo che incontra il consenso di Mattarella - forse a breve ci sarà un nuovo governo. Per ora la borsa italiana prende la notizia bene. Il FTSE MIB (-0.06% a 21784 punti) é andato meglio che il resto dell'Europa e ha chiuso invariato. A livello tecnico non cambia nulla. Oggi il rimbalzo potrebbe continuare ma non sembra avere potenziale. Vediamo - le emozioni dominano e la politica ci ha abituato a sorprese e ribaltoni.

La borsa americana ha avuto una seduta negativa. L'S&P500 (-0.69% a 2705.27 punti) si é però semplicemente mosso nel range di mercoledì e soprattutto ha nuovamente difeso con successo il supporto a 2700 punti. Di conseguenza il quadro tecnico generale non cambia e resta costruttivo. La tecnologia continua a sostenere i listini. Il Nasdaq100 (-0.12% a 6967 punti) resta a ridosso dei 7000 punti e prepara una rottura al rialzo.
L'S&P500 ha aperto a 2715 punti ed é inizialmente sceso a 2708 punti. Dopo una pausa su questo livello c'é stato un recupero fino ai 2720 punti. Poi sono riapparsi i venditori e alle 20.00 é stato raggiunto il minimo a 2700 punti. Questo robusto supporto ha retto, l'indice é rimbalzato fino a 2711 punti ed ha infine chiuso a 2705 punti con una sensibile perdita di 18 punti. Considerando le notizie che fanno prevedere un'escalazione del conflitto commerciale tra America da una parte e UE, Canada e Messico dall'altra, la borsa americana si é comportata bene. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2337 su 4571, NH/NL a 660 su 331 e volume relativo a 1.2. Forti volumi sul minimo a 2700 punti ci indicano che questo supporto é solido. La volatilità VIX é salita a 15.43 punti (+0.49) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.63 - nulla di speciale da segnalare sul fronte del sentiment.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo ma di poco. Il Nikkei ha perso il -0.14% - Shanghai sta perdendo il -0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2714 punti (+9 punti), L'Eurostoxx50 vale alle 08.30 3430 punti (+24 punti). Oggi le borse europee proveranno nuovamente a rimbalzare. La seduta odierna sarà positiva . Probabilmente prima del fine settimana i traders preferiranno non prendere rischi e le chiusure dovrebbero situarsi poco lontano dai livelli d'apertura. Osserveremo con interesse la reazione degli investitori al nuovo governo italiano targato 5 Stelle - Lega. Malgrado lo spostamento di Savona alle Politiche Comunitarie il governo di Giuseppe Conte non differisce di molto da quello che all'inizio della settimana aveva provocato un'ondata di sfiducia da parte dei mercati finanziari.

Commento del 31 maggio

Rimbalzo tecnico da ipervenduto in Europa - in America ritorna tutto come prima

Tra lunedì e martedì le borse europee erano cadute in ipervenduto. L'eccesso di ribasso aveva colpito particolarmente i settori finanziari e la borsa italiana. Anche il cambio EUR/USD aveva subito le conseguenze della crisi politica italiana con una caduta sul minimo annuale a 1.1510. Per contro il future sul Bund tedesco era salita su un nuovo massimo storico contribuendo all'esplosione dello spread sui titoli di Stato italiani. Ieri i mercati finanziari europei hanno approfittato del primo momento di tregua sul fronte politico italiano per un dovuto ed ovvio rimbalzo tecnico. Questo si é rivelato particolarmente intenso su quei mercati dove le esagerazioni al ribasso erano state più marcate vale a dire FTSE MIB (+2.09% a 21797 punti) e EUR (il cambio EUR/USD é risalito a 1.1665). Sugli altri mercati le reazioni sono state meno spettacolari. L'Eurostoxx50 é risalito solo del +0.38% a 3441 punti mentre l'indice delle banche europee ha addirittura avuto ancora una giornata negativa (-0.12% a 112.18 punti) dopo aver toccato un incredibile minimo (considerando che un mese fà l'indice era a 130 punti) a 110.19 punti. Dobbiamo però subito calmare le velleità dei rialzisti. Quello di ieri sembra al momento unicamente un rimbalzo tecnico con modesti volumi e dal potenziale limitato. Potrebbe aver segnato la fine della spinta di ribasso a corto termine ma non dovrebbe durare più di tre sedute. Ieri sera per dare un'idea abbiamo indicato un obiettivo a 22250 punti di FTSE MIB - un'indice che un mese fà era a 24500 punti - il rimbalzo di ieri ha fatto risalire la RSI dai 21.63 punti di martedì a 31.09 punti.
L'Eurostoxx50 (+0.38% a 3441 punti) si é mosso tra i 3408 ed i 3446 punti - il massimo é stato toccato in tarda mattinata - dopo una correzione intermedia c'é voluto un buon inizio di seduta a Wall Street per far risalire un mercato che si stava già sgonfiando. Il DAX (+0.93% a 12783 punti) ha fatto meglio. Ha però svolto semplicemente una seduta nel range di martedì con volumi in calo - la candela sul grafico é tornata nelle Bollinger Bands - una logica reazione e nulla di più.
Stranamente il difensivo SMI /-0.68% a 8578 punti) ha ancora perso terreno - non é stato aiutato dai suoi due settori più rappresentativi, alimentari e farmaceutica.
Un'altra ragione per cui pensiamo che il rimbalzo non ha un gran potenziale é appunto questa mancanza di partecipazione. Sono risaliti i settori ipervenduti e in precedenza particolarmente colpiti dalla crisi italiana. Il resto del mercato era ancore debole.

Martedì l'S&P500 (+1.27% a 2724.01 punti) era caduto sotto i 2700 punti. La nostra opinione era che la borsa americana si era comportata relativamente bene e che al massimo poteva fare una correzione minore prima di riprendere il rialzo. La reazione é stata immediata e la caduta di martedì à risultata essere unicamente un incidente di percorso senza conseguenze. L'S&P500 é subito tornato nel range 2700-2742 punti che é in vigore dal 10 di maggio ed ha ripreso il cammino verso l'obiettivo a 2750-2800 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2705 punti e non é più tornato sotto i 2700 punti. All'inizio é sceso a 2702 punti di minimo ma poi é salito costantemente fino a metà giornata sul massimo a 2728 punti. Nella seconda parte della seduta é semplicemente oscillato tra i 2721 ed i 2728 punti ed ha chiuso a 2724 punti. L'indice é stato sorretto da un rimbalzo del prezzo del petrolio (ETF Energy +3.03%) mentre la tecnologia questa volta é rimasta indietro. Il Nasdaq100 (+0.72% a 6976 punti) fatica ad attaccare la forte resistenza a 7000 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5252 su 1707, NH/NL a 1000 su 241 (notate il netto cambiamento rispetto ai dati di martedì (512 su 489) che avevamo criticato!) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é caduta a 14.94 punti (-2.08) - la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.56. È sorprendente come l'umore degli investitori cambia velocemente e in maniera marcata dopo movimenti di soli 1%-2% dell'indice - questo é un forte segno di incertezza che impedisce sostanziali movimenti. Restiamo dell'opinione che nel corto termine l'S&P500 deve salire nel range 2750-2800 punti - scordatevi però l'idea del rally estivo!

Stamattina il rimbalzo é proseguito in Asia ma sembra fermarsi in Europa. Il Nikkei ha guadagnato il +0.99% - Shanghai sale del +1.4%. Il future sull'S&P500 é a 2721 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3441 punti. Le borse europee apriranno invariate mentre il cambio EUR/USD lievita a 1.1680.
Oggi é Corpus Domini - é una festa cattolica che viene ancora rispettata in alcuni cantoni della Svizzera, in alcuni Länder della Germania e in Austria. A Zurigo é un giorno di lavoro normale. Non dovrebbero esserci conseguenze per le borse - eventualmente i volumi sul DAX e sull'SMI saranno modesti.

Commento del 30 maggio

Borse europee nel caos - l'America vacilla ma regge - indici europei vicini ad un minimo e ad un rimbalzo

Sempre più investitori si rendono conto del pericolo che potrebbe costituire l'Italia per la stabilità del sistema finanziario europeo. I media e i politici invece che calmare le acque e cercare di trovare una soluzione che assicuri stabilità attizzano la controversia. Il risultato é ovvio. Lo spread sui titoli di Stato aumenta, i venditori si accaniscono sul settore bancario e sulla azioni italiane e la caduta degli indici fa scattare gli stop loss ed i limiti di vendita provocando un effetto a valanga. Gli investitori corrono nell'incertezza a comperare beni rifugio come il CHF (cambio EUR/CHF a 1.1468) o il Bund tedesco (future a 163.31 +0.83% e nuovo massimo storico).
Sui mercati azionari europei cominciano ad apparire i primi segni di panico che normalmente segnalano l'imminenza di un minimo intermedio. Gli indici più stabili e forti come il DAX tedesco (-1.53% a 12666 punti) si avvicinano ai supporti forniti dai bordi inferiori delle Bollinger Bands o dalle MM a 50 o 200 giorni (supporti sul DAX a 12550-12600 punti). Il FTSE MIB italiano (-2.65% a 21350 punti) é invece in caduta libera. Seguendo il più tipico dei scenari di crisi ieri la borsa italiana ha avuto un'altra pessima seduta. Lo spread sui titoli di Stato é ancora aumentato e come conseguenza i venditori si sono accaniti sui titoli finanziari che sono crollati. Il FTSE MIB ha aperto in gap down, é caduto fino a 21122 punti ma ha chiuso 230 punti più in alto. Alla fine risulta un'ulteriore pesante perdita di 581 punti. Ieri c'é stato panico puro ed é probabile che un minimo sia imminente - pensavamo che l'indice potesse fermare la caduta sui 22000 punti ma ci siamo sbagliati - abbiamo sottovalutato la spinta di ribasso che ha fatto cadere la RSI a 21.63 punti. Avevamo preannunciato questa possibilità nell'analisi del fine settimana. L'indice é decisamente ipervenduto. Il problema é che il ribasso delle ultime 2 settimane ha fatto notevoli danni tecnici. È improbabile che il FTSE MIB possa semplicemente ripartire al rialzo - la fiducia degli investitori é stata scossa nelle fondamenta e a livello politico non si prevede un rapido ritorno alla stabilità. Il prossimo imminente rimbalzo ci dirà se il FTSE MIB potrà in seguito stabilizzarsi sui 22500 punti o se invece il ribasso deve continuare a medio termine. Solo traders coraggiosi possono ora andare long. Gli investitori stanno a guardare e aspettano per lo meno la presenza di un solido minimo. Malgrado i toni da catastofe dei media la performance 2018 del FTSE MIB  é passata solo ieri in negativo (-2.30%).
L'Eurostoxx50 (-1.56% a 3428 punti) ha perso altri 54 punti. La crisi italiana ci sembra una tempesta in un bicchier d'acqua almeno per quel che riguarda le conseguenze finanziarie e sulla crescita economica. Le borse europee stanno correggendo ed é difficile capire quando potrebbero toccare un minimo. Sono le emozioni a dominare - la paura e l'incertezza stimola le vendite e mette i compratori sulla difensiva. L'Eurostoxx50 é caduto sotto le MM a 50 e 200 giorni ed é lentamente in ipervenduto. L'indice delle banche europee SX7E ha perso il -4.43% a 112.31 punti - ha toccato un minimo a 111.39 punti - c'é supporto a 112 punti. Una perdita giornaliera del genere denota panico.
Un minimo in Europa é imminente. Potrebbero però ancora esserci uno o due giorni di vendite. Poi deve seguire per lo meno un sostanziale rimbalzo come a febbraio. Il rimbalzo sull'Eurostoxx50 potrebbe partire dai 3400 punti o dai 3360 punti.
Il cambio EUR/USD é crollato a 1.1535 - ha toccato un minimo annuale a 1.1510. Non c'é una ragione fondamentale per questa caduta - é solo un problema di fiducia. Il supporto di medio termine a 1.16 é caduto. La tendenza di fondo sta passando al ribasso. Un rimbalzo delle borse deve corrispondere ad una risalita del cambio. Gli 1.20 sembrano ormai lontani anche perché il momentum del ribasso é aumentato invece che diminuire. Non sappiamo esattamente da quale livello partirà un rimbalzo - sappiamo solo che é imminente e dovrebbe far tornare il cambio a 1.18. Tra alcuni giorni la tendenza a medio termine passerà formalmente al ribasso. 

Lunedì la borsa americana era rimasta chiusa in occasione del Memorial Day. Dopo due giorni di crisi profonda in Europa era interessante osservare ieri quale sarebbe stata la risposta degli americani. L'S&P500 (-1.16% a 2689.86 punti) ha avuto una seduta negativa ma le perdite sono contenute. Specialmente la tecnologia (Nasdaq100 -0.49% a 6926 punti) si é comportata relativamente bene. Male invece hanno fatto i titoli bancari (ETF Financial -3.34%) - é logico. Tecnicamente ci disturba la caduta dell'S&P500 sotto il supporto a 2700 punti. L'indice é però rimasto sopra la MM a 50 giorni (2672 punti) ed ha chiuso 13 punti sopra il minimo a 2676 punti. L'impressione é quindi che l'S&P500 stia svolgendo unicamente una correzione minore con obiettivo sui 2635-2650 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2702 punti e fino alle 17.30 ha dato l'impressione di riuscire a difendere il supporto a 2700 punti - é oscillato tra i 2710 ed i 2697 punti. Poi però le vendite hanno preso il sopravvento e a metà seduta l'indice é caduto a 2679 punti. Nella seconda parte delle giornata é successo poco. L'indice é scivolato su un minimo giornaliero a 2676 punti e nell'ultima ora di contrattazioni é risalito a 2689.86 punti. La seduta al NYSE é stata negativa ma non terribile con A/D a 2484 su 4504, NH/NL a 512 su 489 (solo modesti cambiamenti) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX si é impennata a 17.02 punti (+3.80) - la CBOE Equity put/call ratio é rimasta a 0.65 - su valori neutri.
Riassumendo la borsa americana si é fatta influenzare poco dalla caduta delle borse europee. Ha avuto una seduta negativa ma questa sembra solo l'inizio di una correzione minore senza gravi conseguenze. Pensiamo che dopo l'S&P500 possa riprendere il rialzo con obiettivo i 2750-2800 punti.
Il vantaggio della "crisi" é che i tassi d'interesse di riferimento (Bund e USTreasury Bonds) sono in calo. Questo migliora le premesse monetarie e dovrebbe aiutare a sostenere i listini.

Dalle 07.30 il cambio EUR/USD sta salendo (ora, alle 08.20 é a 1.1570) e il future sull'S&P500 é a 2698 punti (+6 punti ma in pratica + 9 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3425 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Oggi sembra esserci una stabilizzazione - vedremo se questo é l'inizio dell'atteso rimbalzo tecnico.
Le borse asiatiche stamattina sono deboli - hanno seguito l'esempio di Europa e America. Il Nikkei ha perso il -1.52% / Shanghai é in calo del -1.60%.

Commento del 29 maggio

L'Italia (FTSE MIB - 2.08%) zavorra le borse europee - sullo slancio le vendite potrebbero continuare malgrado l'ipervenduto

Ieri i mercati finanziari europei hanno dato i soliti e conosciuti segnali di stress. Il cambio EUR/USD é caduto su un nuovo minimo annuale a 1.1607, lo spread sui titoli di Stato italiani é balzato a 235 punti (anche grazie alla salita del Bund tedesco, classico bene rifugio, su un nuovo massimo storico), l'indice delle banche europee SX7E é caduto a 117.51 punti (-1.67%) e la borsa italiana si é affossata (FTSE MIB (-2.08% a 21932 punti).
Le elezioni politiche italiane si sono svolte domenica 4 marzo. Lunedì 5 marzo il FTSE MIB aveva terminato la seduta a 21819 punti (-0.42%). In quel momento si sapeva esattamente che sarebbe stato molto difficile formare un governo dopo la vittoria dei 5 Stelle e della Lega. Eppure il FTSE MIB é salito fino all'inizio di maggio e solo da alcuni giorni il mercato é in caduta libera.  Ogni tanto bisogna domandarsi cosa salta nell'anticamera del cervello degli investitori... Questa reazione tardiva può solo essere spiegata con l'indolenza degli investitori che reagiscono solo all'evidenza dei fatti dopo aver ignorato degli indizi evidenti.
Mattarella ha fatto fallire il possibile governo 5 Stelle e Lega e ora la politica italiana é nel caos. Anche gli investitori sembrano presi dal panico. Ci sembra prematuro e sbagliato vendere alla cieca visto che non si sa chi governerà nella prossima legislatura e con quale programma. Ieri il FTSE MIB é caduto fino a 21797 punti e poi ha recuperato. A fine giornata resta però una pesante perdita di 465 punti. Ora il FTSE MIB é ipervenduto (RSI a 26.14 punti) - l'ultima candela sul grafico é al di fuori del bordo inferiore delle Bollinger Bands e sotto le MM a 30, 50 e 200 giorni. L'indice si é fermato sui minimi di fine marzo che teoricamente potrebbero offrire un supporto. La pressione di vendita é forte e gli investitori sono impauriti - lo spread é alle stelle. Ora ci sono due teorie di analisi tecnica. La prima é che la spinta di ribasso é talmente forte che l'ipervenduto non conta - anzi é un segno che i ribassisti dominano e sono in grado di spingere il mercato decisamente più in basso. L'altra possibilità é che da questa situazione di ipervenduto si sviluppi un possente rimbalzo se appena si apre uno spiraglio politico ad una soluzione.
Gli speculatori ed i traders anticiclici comprano - gli investitori aspettano tempi migliori. La performance 2018 é ancora del +0.36% !
Notiamo con interesse e divertimento che i commentatori si scatenano contro la speculazione internazionale - sarebbero gli avvoltoi stranieri a complottare contro l'Italia e affossare i mercati finanziari. Questa discussione é ridicola e superflua. I mercati sono dominati dalla domanda e dall'offerta e quando i tassi d'interesse scendevano grazie agli acquisti e alle manipolazioni della BCE nessuno si lamentava. Ora che il pendolo si muove in una direzione sfavorevole gridano tutti contro l'attacco speculativo dall'estero come se si trattasse di un'ingerenza negli affari e nella politica italiana. È invece una normale reazione di fronte ad uno sviluppo della situazione decisamente negativo.

Ieri la caduta della borsa italiana e del settore finanziario ha zavorrato le borse europee ma non le ha fatte crollare. Il calo dell'Eurostoxx50 (-0.93% a 3482 punti) é stato tutto sommato moderato. L'indice é salito la mattina fino a 3515 punti di massimo ed é caduto nel pomeriggio fino ad un minimo a 3473 punti. Sul finale si é risollevato. In quattro sedute negative l'indice ha però cancellato un mese di progressi. A corto termine l'Eurostoxx50 é al ribasso - a medio termine é ancora al rialzo. Per saldo é difficile capire quali forze prevarranno. La seduta di ieri é stata anomala considerando l'assenza degli investitori americani e i bassi volumi di titoli trattati. Ieri le borse hanno dovuto incassare l'effetto negativo del fallimento del governo 5 Stelle e Lega. Oggi vedremo come si sviluppa la situazione senza questo aspetto emotivo e con tutti gli investitori presenti sul mercato.
In linea di massima pensiamo che il rialzo di Eurostoxx50 e DAX (-0.58% a 12863 punti) possa riprendere nei prossimi giorni dai minimi di ieri. I nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica sono ancora long a medio termine. A corto termine ci sono però alcuni segnali di vendita come quello del MACD. Scoperchiato il vaso di Pandora di una UE finanziariamente insostenibile non é da escludere che la crisi duri ora dei mesi. Le possibilità di intervento della BCE sono scarse - sarà interessante ascoltare i prossimi commenti dei responsabili - oggi sono previsti due discorsi (12.30 e 18.30).

Ieri la borsa americana era chiusa in occasione del Memorial Day. Ieri mattina il future sull'S&P500 era a 2729 punti - stamattina é a 2718 punti (-2 punti rispetto a venerdì). Anche a Wall Street ci sono delle ripercussioni della crisi italiana.
Stamattina le borse asiatiche sono in leggero calo. Il Nikkei ha perso il -0.62% - Shangahi sta lasciando un -0.3% sul terreno. L'Eurostoxx50 vale ora 3472 punti (-10 punti). Gli indici azionari europei apriranno in calo del -0.3% e sui minimi di ieri. Vedremo se nel pomeriggio la borsa americana si lascia coinvolgere o se reagisce. In generale il supporto a 2700 punti di S&P500 é decisivo per lo sviluppo delle borse sul corto e medio termine.
Non solo in Italia ci sono problemi. Uno sciopero generale sta scuotendo il Brasile e pesa sulla borsa (Bovespa -4.49%). Questa crisi si aggiunge alla svalutazione di parecchie monete di Paesi indebitati in USD. Il caso più conosciuto e pericoloso come possibile effetto destabilizzante é quello della Turchia.
Malgrado che sui maggiori indici azionari conviene restare investiti non é il momento per comperare e rischiare eccessive speculazioni al rialzo.

Aggiornamento del 28 maggio

Mattarella supera le sue competenze e blocca il governo 5 Stelle - Lega. Gli investitori per ora staranno a guardare...

Domenica il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha posto il veto a Paolo Savona come ministro delle finanze. Francesco Conte ha rinunciato al mandato di formare il governo. Ora Mattarella ha dato l'incarico a Carlo Cottarelli per tentare di formare un governo di tecnici del Presidente. È improbabile che un governo del genere ottenga la fiducia del Parlamento. L'Italia si dirige verso nuove elezioni. Malgrado l'incertezza politica i mercati reagiranno positivamente allo "scampato pericolo di un governo populista e antieuropeista." Stamattina il cambio EUR/USD rimbalza a 1.1720. Questa reazione positiva sarà di breve durata. Gli investitori staranno in seguito a guardare e aspetteranno lo sviluppo della situazione prima di prendere ulteriori iniziative.

Il prezzo del petrolio é in forte calo. Perde stamattina il -2.5% (WTI a 66.2 USD/barile). Questo avrà un effetto negativo sulle azioni delle società del settore ma gioverà nel complesso ai mercati azionari. Il future sull'S&P500 sale di 10 punti a 2729 punti.
Vi ricordiamo che la borsa americana oggi é chiusa in occasione del Memorial Day.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei guadagna il +0.13% - Shanghai é ferma (-0.03%). L'Eurostoxx50 vale ora (07.45) 3521 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno. Senza le indicazioni provenenti da Wall Street é probabile che oggi dopo l'apertura gli indici guadagnino ancora qualche punto e poi si fermino.

Commento del 26-27 maggio

Si possono criticare le reazioni dei mercati ma non si possono ignorare

Lo Stato italiano ha un indebitamento totale di circa 2300 miliardi di EUR - corrisponde al 130% del PIL. Il nuovo governo vuole introdurre una flat tax, che ridurrà le entrate, e un reddito di cittadinanza, che aumenterà le uscite. Inoltre é previsto un'annaquamento della riforma delle pensioni - l'età di pensionamento non sarà più alzata a 67 anni a partire dal 2019 e sarà nuovamente possibile andare in pensione anticipatamente a 62 anni. Si stima che queste misure costeranno allo Stato circa 60 Mia all'anno - tanto per un Paese già fortemente indebitato e che evidentemente non intende mantenere il limite del 3% di deficit annuo previsto dai trattati di Maastricht. 5 Stelle e Lega non hanno spiegato come intendono compensare queste maggiori uscite.
Il reddito del BTP decennale é salito nelle ultime settimane al 2.47% - é di 206 punti base (2.06%) superiore al reddito del Bund tedesco decennale - questa differenza é il tanto discusso spread. Corrisponde ad un premio che lo Stato italiano deve pagare per compensare il rischio legato ad un a minore qualità delle sue obbligazioni. Tra febbraio e maggio di quest'anno lo spread oscillava intorno ai 130 punti. L'incremento é eccessivo ? Durante la crisi europea del 2011 lo spread era salito a 500 punti - é evidente che esiste ancora parecchio spazio verso l'alto.
Media, osservatori, analisi e politici italiani criticano la speculazione internazionale per questa reazione dei mercati finanziari - é sbagliato. È logico che gli investitori vendano il titolo di un debitore che mostra l'intenzione di non voler contenere la spesa pubblica e mantenerla in un sano rapporto con le entrate fiscali. Non si parla di surplus o di riduzione del debito totale ma unicamente di una limitazione della crescita del debito. Sinceramente 2.47% é poco - questo tasso d'interesse é stato reso possibile unicamente dal QE della BCE - é evidente che se l'Italia, come quasi tutti gli altri Paesi europei, può rifinanziarsi ad un costo così basso é grazie alla politica monetaria della BCE e alla garanzia implicita dell'UE. La gente ha la memoria corta. Agli inizi degli anni 80, quando c'era ancora la Lira italiana, i BTP rendevano più del 20%... A quei tempi l'inflazione era molto più alta di adesso - l'economia italiana e lo Stato convivevano però con un costo del denaro nettamente superiore a quello attuale.
Dare la colpa a Bruxelles, ai tedeschi o agli speculatori per il comportamento dei mercati finanziari é sbagliato. È una reazione logica e normale - se 5 Stelle e Lega intendono effettivamente concretizzare quanto scritto nel contratto di governo é probabile che lo spread aumentarà ulteriormente e che il FTSE MIB, trascinato dai titoli bancari, debba scendere decisamente più in basso. La comunità internazionale deve accettare le scelte del popolo italiano - sono il risultato di un processo democratico. Gli investitori non sono però obbligati a condividere le scelte politiche e finanziarie del nuovo governo e rifinanziare lo Stato italiano al costo attuale. Non si tratta di ingerenza ma di pura logica d'investimento.
Di ingerenza si deve invece parlare nei riguardi dei molti commenti critici che vengono da Bruxelles o da parecchi politici europei specialmente se fatti pubblicamente attraverso i media. Il tentativo dell'UE e di governi europei di influenzare la formazione del governo italiano o il suo programma minacciando ritorsioni politiche e finanziarie é inaccettabile. Ognuno deve mettere ordine a casa propria prima di intromettersi nelle faccende degli altri e ci sembra che nessun governo europeo ha le carte in regola per criticare l'Italia.

Settimana scorsa le borse europee sono state scosse dalle faccende politiche italiane. Mercoledì 16 maggio il FTSE MIB (-1.54% a 22398 punti) aveva chiuso a 23734 punti. Questo era stato il nostro commento che conteneva un chiaro avvertimento: "Sono trapelati sulla stampa i dettagli di un possibile contratto di governo tra 5 Stelle e Lega. Non é nostro compito commentare il contenuto di questo documento. È però evidente che agli investitori il programma politico ed economico non é piaciuto e hanno venduto la borsa italiana, i BTP e di riflesso banche e EUR. Il FTSE MIB ha rotto il supporto a 24000 punti e sta ora correggendo. A corto termine é in balia della politica e delle emozioni. È quindi impossibile fare delle stime. Se la speculazione internazionale decide di giocare contro l'Italia la caduta potrebbe essere spettacolare e profonda. Agli investitori consigliamo di congedarsi dalla borsa italiana e stare per un pò a guardare. Restare coinvolti in una situazione simile é pura speculazione." Il ribasso é continuato e venerdì il FTSE MIB ha chiuso a 22398 punti (-1.54%). Mercoledì 23 maggio abbiamo così commentato la situazione: "Una volta che ci sarà un governo in carica e le speculazioni saranno terminate dovrebbe esserci un ampio rimbalzo in attesa di vedere come in effetti si muoverà la nuova compagine governativa. È troppo tardi per vendere e troppo presto per comperare. Solo gli speculatori possono provare un long. Quest'anno tutte le rotture sotto la MM a 200 giorni (linea rossa) sono state marginali e di breve durata. Varrebbe in ogni caso la pena di comperare sui 22000-22500 punti anche perché a quel punto l'indice sarà ipervenduto." Manteniamo questa opinione.
Come vedete dalle performance settimanali degli indici azionari la "crisi" italiana ha influenzato negativamente tutte le borse europee. Venerdì si é anche aggiunta la Spagna (IBEX -1.71%) dove il governo del primo ministro Rajoy, travolto da uno scandalo finanziario, rischia di cadere ed aprire un periodo di instabilità politica.
Malgrado le perdite le borse europee sono ancora al rialzo e se la pressione di vendita proveniente da Italia e Spagna sparisse é probabile che i maggiori indici (Eurostoxx50 e DAX) ricominceranno a salire insieme all'America verso i nostri obiettivi (3600 e 13200 punti). Venerdì il DAX (+0.65% a 12938 punti) ha mostrato una buona reazione e l'Eurostoxx50 (-0.18% a 3515 punti) ha contenuto le perdite malgrado la caduta di FTSE MIB, IBEX e settore bancario (SX7E - indice delle banche europee, -1.86% a 119.51 punti / performance settimanale -3.94%).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.66% a 3515 punti              
DAX                         -1.07% a 12938 punti
SMI                          -2.03% a 8759 punti
FTSE MIB                  -4.48% a 22398 punti
S&P500                    +0.31% a 2721.33 punti
Nasdaq100               +1.38% a 6961 punti

Venerdì a Wall Street non é successo nulla di particolare - come atteso c'é stata una seduta tranquilla prima del lungo fine settimana del Memorial Day. L'S&P500 (-0.24% a 2721.33 punti) é rimasto ampiamente nel range 2700-2742 punti. Il mercato é riuscito a compensare una forte caduta del prezzo del petrolio (WTI -2.83 USD a 67.88 USDS/barile) che ha influito sul settore dell'energia (ETF Energy -2.60%). Nel commento del 21-22 aprile avevamo scritto che il petrolio a 68.40 USD era su un massimo e doveva correggere. Ci siamo sbagliati ma non di molto. Invece che le solite tre spinte di rialzo ce ne sono state quattro e il prezzo é salito fino a 72.90 USD. Sono però bastate 4 sedute di correzione per eliminare questo eccesso.
L'S&P500 ha aperto a 2724 punti, é salito a 2727 punti di massimo ed é poi sceso a balzi per ore fino ad un minimo a 2715 punti. Sul finale é rimbalzato ed ha chiuso a 2721 punti. Il range giornaliero é stato di soli 12 punti - l'indice ha chiuso in mezzo al range con bassi volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.75). La debolezza dell'energia é stata compensata dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.16% a 6961 punti. La seduta al NYSE é stata nel complesso negativa con A/D a 3185 su 3688, NH/NL a 542 su 332. La volatilità VIX é salita a 13.22 punti (+0.69) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61 - non abbiamo nessuna situazione di eccesso.
La borsa americana continua a consolidare e lo scenario più probabile rimane quello della continuazione del rialzo con una salita dell'S&P500 nel range 2750-2800 punti. Qui ci aspettiamo un massimo significativo seguito da una correzione. Al momento non vediamo rischi di ribasso (caduta del mercato superiore al -10%).
Per logica le borse europee dovrebbero seguire. La premessa é però una tregua in Italia. Ci deve essere un sostanziale rimbalzo del FTSE MIB dal settore 22000-22500 punti.
Lo spread e i cambi saranno il termometro della crisi. Il cambio EUR/USD é sceso venerdì su un nuovo minimo annuale a 1.1646 ed ha terminato la giornata a 1.1650. Il cambio é ipervenduto e il sentiment é estremamente negative. Esistono le premesse per un rimbalzo fino agli 1.20 ma la reazione tarda a concretizzarsi. Altro sintomo di crisi é la forza del CHF - il cambio EUR/CHF é sceso venerdì a 1.1563 - alcune settimane fà aveva brevemente superato il nostro target 2018 a 1.20.

Lunedì 28 maggio la borsa americana é chiusa in occasione del Memorial Day. Domani mattina pubblichiamo il nostro abituale aggiornamento della situazione. Possiamo però già adesso dire che l'Europa senza l'America non prenderà iniziative. L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3515 punti. Finora (domenica 14.00) non c'é nessuna notizia in grado di destabilizzare i mercati che dovrebbero riaprire lunedì senza sostanziali variazioni.

Commento del 25 maggio

Donald Trump ha annullato il previsto incontro con il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un
Questo ha provocato un tuffo di alcune ore delle borse che lascia segni soprattutto in Europa

La seduta di ieri avrebbe dovuto essere in pari. In Europa i mercati finanziari stavano assorbendo la notizia della formazione in Italia del governo 5 Stelle - Lega mentre in America, in mancanza di stimoli, gli indici avrebbero dovuto muoversi in pochi punti. In effetti fino alle 15.40 é successo poco. La borse europee sono rimbalzate la mattina ma poi si sono lentamente sgonfiate. Nel primo pomeriggio erano in pari o in leggero calo. A Wall Street la seduta era cominciata con indici praticamente fermi. Poi alle 15.40
Donald Trump ha annullato l'incontro con il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un previsto a Singapore il 12 giugno prossimo. C'é stata un'ondata di vendite in borsa e gli indici azionari sono precipitati fino alle 17.00. Poi hanno recuperato ma per l'Europa era troppo tardi per eliminare completamente l'effetto di questa notizia. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3521 punti (-0.57%). Formalmente questa rappresenta una continuazione al ribasso del calo di mercoledì e l'inizio di una correzione. Questa é però evidentemente la conseguenza fugace di una notizia negativa senza impatto durevole sui mercati. Per questa ragione già ieri sera non abbiamo drammatizzato e giudicato che questa sarebbe stata al massimo una correzione minore di due o tre giorni. Oggi le borse europee devono recuperare - già ieri sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3535 punti. Dobbiamo aspettare il fine settimana per capire se le borse europee sono in effetti in difficoltà o se devono ancora salire insieme alla borsa americana. In teoria lo scenario di base é ancora valido. L'S&P500 dovrebbe salire nel range 2750-2800 punti mentre l'Eurostoxx50 e il DAX (-0.94% a 12855 punti) dovrebbero raggiungere i loro obiettivi rispettivamente a 3600 punti e 13200 punti. Non é ancora chiaro quale sarà il giudizio degli investitori, a parte la prima emozionale reazione, sul governo "populista" in Italia. Il FTSE MIB (-0.71% a 22749 punti) sta continuando a correggere ma i segnali forniti dall'analisi tecnica é che questo calo dovrebbe a breve finire ed essere seguito da un ampio rimbalzo. Ci aspettiamo la stessa reazione da parte dell'EUR - il cambio EUR/USD (1.1710) dovrebbe rimbalzare fino ai 1.20+. D'altra parte é evidente che l'analisi tecnica mostra tendenze e probabilità - non può prevedere in anticipo le decisioni a sorpresa di capi di Stato o avvenimenti improvvisi. Bisognerebbe poter eliminare l'affetto a breve di annunci come quelli di ieri dai grafici e dagli indicatori. Purtroppo non é possibile. È il compito di un'interpretazione soggettiva di decidere se dare credito o meno a determinate reazioni.

La seduta a Wall Street é stata leggermente negativa. Gli indici azionari hanno nel corso della giornata compensato quasi completamente le perdite della prima ora e mezza di contrattazioni e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri. Questo é un segnale positivo.
L'S&P500 ha aperto a 2729 punti e fino alle 15.40 é salito a 2732 punti - il massimo giornaliero. Poi é arrivato l'annuncio di Donald Trump riguardante il meeting con la Corea del Nord e l'S&P500 é caduto fino alle 17.00 su un minimo a 2708 punti. Da questo livello l'indice ha poi costantemente recuperato, é risalito fino a 2730 punti ed ha chiuso a 2727.76 punti (-0.20%). C'é chi ha fatto meglio. Il Nasdaq100 (-0.06% a 6949 punti) e il Russell2000 (+0.04%) hanno chiuso praticamente in pari mentre il DJ Transportation (+1.17%) ha guadagnato terreno grazie ad un calo del prezzo del petrolio (WTI 70.71 USD/barile, -1.13). La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3188 su 3725, NH/NL a 503 (in aumento!) su 315 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é rimasta ferma a 12.53 punti (-0.05) mentre la CBOE Equity put/call ratio risulta nella norma (0.64). 
L'S&P500 é bloccato da 11 sedute nello stretto range 2700-2742 punti. Ieri il mercato ha mostrato forza incassando senza vacillare una notizia negativa. Restiamo dell'opinione che la rottura avverrà al rialzo. Lunedì prossimo la borsa americana é chiusa in occasione della festa del Memorial Day. È poco probabile che già oggi l'S&P500 provi ad accelerare al rialzo sopra i 2742 punti - mancano però solo 14 punti - vediamo alle 14.00 quali saranno le premesse per la seduta odierna.

Le borse asiatiche stamattina sono miste. Il Nikkei é fermo (+0.06%) mentre Shanghai é in calo del -0.6%. Il future sull'S&P500 alle 0730 era a 2735 punti - ora é scivolato a 2732 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3539 punti (+18 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.5% annullando gran parte delle perdite di ieri. Vedremo se dopo questa buona apertura ci saranno ancora dei movimenti importanti. Oggi é venerdì... nel pomeriggio sono previsti discorsi di un membro della BCE, del capo della BoE Carney e del responsabile della FED Powell.

Commento del 24 maggio

Caduta poco preoccupante delle borse europee - Reazione poco convincente dell'S&P500

Ieri la crisi politica italiana (se di crisi si può parlare - più che altro é incertezza) si é estesa a tutte le borse europee. Non solo il FTSE MIB (-1.31% a 22911 punti) é caduto insieme al settore bancario (SX7E -1.49% a 123.44 punti). Anche l'Eurostoxx50 (-1.27% a 3542 punti) ed il DAX tedesco (-1.47% a 12976 punti) hanno avuto una pessima giornata. I mercati finanziari hanno dato i conosciuti segnali di stress. Gli spreads sui titoli di Stato sono aumentati, il Bund (+0.38% a 159.66) - classico bene rifugio in caso di crisi - é balzato su un nuovo massimo annuale mentre l'EUR é caduto su un nuovo minimo annuale contro USD (EUR/USD a 1.1710 / minimo a 1.1685) ed ha ceduto anche contro il Franco Svizzero (EUR/CHF a 1.1638). Insomma gli investitori hanno mostrato la loro inquitudine nei confronti della prospettiva, ormai concreta, di un governo 5 Stelle - Lega in Italia. La volontà degli Italiani, espressa nelle urne, deve essere rispettata. Il governo deve essere giudicato sulla base del suo operato ed é sbagliato fare un processo alle intenzioni. Ai mercati finanziari non piacciono però i salti nel buio e la reazione é comprensibile.
È difficile dire se ieri é iniziata una correzione - lunedì il DAX aveva toccato un massimo a 90 giorni e non basta un giorno di calo per invocare con certezza l'inversione di tendenza. Inoltre ieri sera gli indici azionari europei hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri. Le perdite sono consistenti ma non massicce. I volumi erano in aumento ma restano nella media di lungo periodo - non é stato un giorno da record. Il DAX (12976 punti) ha perso quello che aveva guadagnato nelle precedenti tre sedute ed é tornato sui 13000 punti. L'Eurostoxx50 (3542 punti) si é fermato poco sotto quei 3560 punti dove era rimasto parecchi giorni a metà maggio prima dell'impennata che l'aveva portato a sfiorare i 3600 punti. Gli indicatori che usiamo per il trading non hanno fornito dei segnali di vendita.
Insomma - la seduta di ieri in Europa é stata negativa ma potrebbe trattarsi solo di un incidente di percorso. il 25 aprile scorso abbiamo avuto una giornata simile e poi il rialzo é ripreso. Il vantaggio di questa seduta é che l'ipercomperato di corto termine é sparito. La RSI sul DAX é scesa di colpo dai 70 ai 58 punti. Vediamo cosa succede oggi prima di trarre conclusioni affrettate.

La seduta a Wall Street é stata positiva almeno per quel che riguarda i maggiori indici. La borsa non ha combinato molto fino alle 20.00. Poi la pubblicazione del protocollo dell'ultima seduta della FED ha provocato degli acquisti e ha fatto lievitare il mercato. L'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero a 2733.29 punti (+0.32%). In precedenza aveva aperto in gap down a 2712 punti ed era oscillato in laterale svogliatamente tra i 2710 ed i 2721 punti.
Messi da parte PMI (Russell2000 +0.15%) e energia (ETF Energy -0.01%) gli investitori si sono rivolti di nuovo alla tecnologia (Nasdaq100 +0.87% a 6953) nell'ambito di quella rotazione tra settori che osserviamo da settimane.
I dati delle giornata non sono però convincenti. Strutturalmente la seduta é stata equilibrata con A/D a 3524 su 3414, NH/NL a 422 su 308 e volume relativo a 0.95. Il forte calo dei nuovi massimi a 30 giorni mostra che al rialzo manca una leadership ed una forza trainante. La volatilità VIX é scesa a 12.58 punti (-0.64) - si avvicina a quei 12 punti da noi indicati come condizione per un massimo significativo sull'S&P500. La CBOE Equity put/call ratio é stata invece di 0.65 - un dato insignificante.
L'S&P500 é bloccato tra i 2700 ed i 2742 punti. Questa fase di incertezza può continuare ancora qualche giorno. Una rottura al rialzo é la variante con maggiori probabilità.

La giornata odierna sembra voler seguire la falsariga di ieri. Il cambio EUR/USD (1.1705) non recupera. Il Bund tedesco sale mentre i futures sugli indici azionari europei sono in calo. Malgrado la seduta positiva ieri sera a Wall Street le borse europee apriranno in calo. L'Eurostoxx50 vale ora 3535 punti (-7 punti) - il minimo ieri era a 3528 punti e vale come supporto intermedio. Il future sull'S&P500 é a 2725 punti (-6 punti). Vedremo se oggi le borse europee rimbalzeranno o se invece le vendite continueranno. Il governo "populista" italiano non piace a Bruxelles e i commenti della stampa sono negativi - é possibile che questo argomento venga preso come scusa per una correzione minore circoscritta ai listini europei.
Per la cronaca le borse asiatiche sono miste - il Nikkei ha perso il -1.11% - Shanghai é in calo del -0.4%. India e Taiwan salgono.

Commento del 23 maggio

Lenti e faticosi progressi

Lunedì avevamo avuto un segnale positivo proveniente dagli Stati Uniti con il nuovo massimo storico dell'indice delle piccole e medie imprese Russell2000. Ieri é seguito il nuovo massimo a 90 giorni del DAX tedesco (+0.71% a 13170 punti). Non é molto ma abbastanza per dire che la tendenza di fondo delle borse europee, con alcune eccezioni tipo l'Italia, e americana é ancora al rialzo. Da una decina di giorni prevediamo un'accelerazione al rialzo dell'S&P500 (-0.31% a 2724.44 punti) nel range 2750-2800 punti. Finora non é successo nulla e l'indice resta bloccato tra i 2700 ed i 2742 punti. Anche ieri l'S&P500 ha toccato questa resistenza intermedia - non é riuscito a superarla ed é ricaduto tristemente di una ventina di punti. Bisogna avere pazienza. Dopo il rialzo di gennaio ed il crollo di febbraio il mercato si é semplicemente assestato e fatica a ritrovare forza e trazione. Gli investitori si muovono stancamente da un settore all'altro senza grande convinzione. I volumi di titoli trattati sono da settimane modesti e sotto la media di lungo periodo. Al momento non appare nessun segnale d'inversione di tendenza e nessuna divergenza in grado di provocare un ribasso.
Solo due indici hanno raggiunto i nostri obiettivi. Il DAX ieri a 13204 punti e il Nasdaq100 (-0.17% a 6893 punti) settimana scorsa a 7008 punti. Non sembrano voler correggere ma semplicemente consolidare. Un comportamento logico e comprensibile visto che le altre borse europee a gli altri indici americani sembrano ancora avere potenziale di rialzo.

Ieri le borse europee hanno recuperato la seduta positiva di Wall Street di lunedì. L'Eurostoxx50 é salito a 3587 punti (+0.41%). Lunedì sera valeva teoricamente 3582 punti - ieri mattina ha aperto a 3575 punti ed é salito subito a 3581 punti. Questo significa che ieri in giornata i rialzisti hanno provocato unicamente un guadagno di 5-6 punti - poco. Sul DAX abbiamo già in parte riferito - ha terminato la seduta con un consistente guadagno ma 34 punti sotto il massimo giornaliero. LA RSI é a 70.36 punti - il bordo superiore delle BB é a 13276 punti, al MACD basterebbe una seduta da -1% per dare un segnale di vendita. Il rialzo é stanco e molto esteso ma potrebbe ancora riservarci un'estensione di 100-200 punti in attesa che l'Eurostoxx50 salga a 3600 punti.
Il FTSE MIB é risalito del +0.54% a 23216 punti. Questo é un segnale incoraggiante che però non va sopravvalutato. La tendenza a corto termine é ancora al ribasso. Probabilmente gli investitori hanno smesso di vendere in attesa di vedere la versione definitiva del governo e di studiare i dettagli del piano economico. Se in effetti il nuovo governo vuole rilanciare l'economia attraverso un aumento della spesa pubblica e sgravi fiscali é probabile che lo spread sui titoli di Stato ricomincerà a salire. Un Paese fortemente indebitato che intende fare ulteriori debiti sopra i limiti imposti dal trattato di Maastricht dovrebbe in effetti pagare tassi d'interesse superiori agli attuali. Vedremo come si comporterà la BCE che finora per "salvare" l'EUR ha finanziato attraverso il QE i deficit dei Paesi europei. Se la BCE "collabora" il programma economico del nuovo governo potrebbe essere accettato senza tumulti dai mercati e non provocare un ribasso del FTSE MIB. Ieri c'é stata una tregua tra investitori e politica. Vediamo se questa tregua dura.

La seduta a New York é stata deludente. Ci aspettavamo che finalmente l'S&P500 fosse in grado di superare la resistenza intermedia a 2742 punti e salire sopra i 2750 punti. Invece l'S&P500 ha toccato nella prima ora di contrattazioni un massimo a 2742 punti ma poi é ricaduto. Per ore é oscillato tra i 2735 ed i 2739 punti e dopo le 20.30 é caduto fino a 2722 punti. Ha infine chiuso a 2724.44 punti (-0.31%). È mancata la spinta fornita nei giorni scorsi del settore energia (ETF Energy -1.33%) poiché il prezzo del petrolio é sceso. Invece la tecnologia (Nasdaq100 -0.17%) ha retto bene.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2807 su 4127, NH/NL a 916 su 212 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita di poco a 13.22 punti (+0.14) - la CBOE Equity put/call ratio é relativamente bassa a 0.58.
Le MM a 200 giorni degli indici azionari americani più importanti stanno ancora salendo - quelle a 50 giorni cominciano gentilmente a scendere. È difficile capire se i più frustrati da questa pausa sono i rialzisti o i ribassisti. Chi getterà per primo la spugna? Secondo il trend gli indici dovrebbero ancora salire. Secondo gli oscillatori gli indici sono su un massimo intermedio. Secondo gli indicatori c'é poco potenziale di rialzo a fronte di uno scarso rischio di ribasso. Attendiamo un chiaro segnale o una situazione di evidente eccesso per prendere nuove decisioni d'investimento.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei ha perso il -1.11% - Shanghai sta scendendo del -1.1%. Il future sull'S&P500 é a 2720 punti (-5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3576 punti (-11 punti) - le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.3%.
Le trattative commerciali tra Cina e Stati Uniti sono ad un punto morto dopo che Donald Trump ha annunciato il suo disappunto sui risultati finora conseguiti. Gli investitori sono demotivati e disorientati. I mercati nel breve sono senza direzione. Anche oggi non ci aspettiamo sostanziali variazioni.

Commento del 22 maggio

L'indice Russell2000 (+0.66%) sale su massimo storico e mostra che il rialzo in America é ancora vivo e vegeto

Ieri in numerosi paesi europei tra cui Germania, Francia e Svizzera era un giorno di festa. L'Eurostoxx50 ufficialmente non ha trattato poiché alcune borse europee, tra cui quella tedesca (DAX), erano chiuse in occasione di Pentecoste. Teoricamente ieri sera l'Eurostoxx50 valeva 3582 punti (+9 punti). In generale é stata una giornata positiva.
Non così per la borsa italiana. Il FTSE MIB (-1.52% a 23092 punti) ha aperto male a 23082 punti. La mattina ha recuperato e a metà giornata era quasi in pari. Significa che gli investitori italiani ed europei erano pronti a dare fiducia (o almeno il beneficio del dubbio) al nuovo governo italiano targato 5 Stelle - Lega. Nel pomeriggio però con l'arrivo degli americani sul mercato il FTSE MIB é ricaduto e ha chiuso sul livello d'apertura e nuovamente con una pesante perdita. Ieri in Italia era il giorno dei dividendi - 19 società del FTSE MIB hanno staccato il dividendo e questo ha provocato una caduta dell'indice di circa 400 punti o il -1.7%. Per l'analisi tecnica questo influsso esogeno non influisce molto sulla situazione generale anche se ripulita da questo effetto la seduta é stata positiva.
Il gioco degli speculatori al ribasso é conosciuto. Si vuole obbligare il governo italiano a rispettare le regole imposte da Bruxelles. Per questo si vendono BOT e BTP, lo spreads sui titoli di Stato aumenta a dismisura e la borsa precipita. Nessuno é in grado di dire quando questo gioco al massacro può finire. Per questo già a metà di settimana scorsa avevamo invitato gli investitori alla prudenza. Rotto il supporto a 24000 punti il FTSE MIB é in caduta libera e le barriere tecniche (ipervenduto, Bollinger Bands, supporti) non sono più valide. La candela di ieri sul grafico é quasi completamente al di sotto del limite inferiore delle Bollinger Bands. In teoria un segnale di eccesso di ribasso - in pratica é meglio evitare acquisti durante un ribasso con una dinamica e motivazione di questo tipo. Il ribasso può finire oggi o solo tra alcune settimane. A corto termine il FTSE MIB può cadere fino ai 22000 punti prima di essere obbligato ad eseguire almeno un rimbalzo tecnico.

A Wall Street la settimana é iniziata con una seduta decisamente positiva che ha permesso all'indice delle piccole e medie imprese Russell 2000 (RUT +0.66%) di salire su un nuovo massimo storico. Questo é una chiaro segnale che il rialzo é vivo e vegeto. C'é uno spostamento dei favori degli investitori dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.57% a 6905 punti) ad altri settori come quello dell'energia (Bullish Percent Index Energy a 87.10 !) - questo può essere considerato una sana rotazione tra settori.
L'S&P500 (+0.74% a 2733.01 punti) ha aperto a 2733 punti. È salito a 2739 punti di massimo e sceso a 2725 punti di minimo. Si é poi assestato in questo range e ha chiuso vicino al livello d'apertura a 2733 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4847 su 2169, NH/NL a 1068 a 225 (buona espansione dei nuovi massimi a 30 giorni) e volume relativo a 0.8. Gli indicatori di sentiment si sviluppano come atteso - la VIX é scesa a 13.08 punti (-0.34) mentre la CBOE EQuity put/call ratio é stata nuovamente bassa a 0.54. Gli oscillatori mostrano che un massimo significativo é temporalmente vicino ma non accennano a scendere - significa che la scadenza é rinviata di qualche giorno e l'S&P500 dovrebbe riuscire a salire sull'obiettivo a 2750-2800 punti. Si concretizza il sospetto che contemporaneamente il Nasdaq100 dovrebbe ritestare i 7000 punti senza riuscire a superarli.
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno fatto lievitare il prezzo del petrolio (WTI a 72.35 USD/barile, +0.98%). Al momento questo aumento ha ripercussioni positive in borsa mentre non crea aspettative d'inflazione visto che ieri i Bonds non si sono mossi. Nell'immediato questo aiuterà i listini azionari. Presto o tardi però ci saranno ripercussioni negative. Notiamo con interesse che finora il settore dei trasporti (DJT +1.28) non subisce l'influsso negativo dell'aumento dei prezzi del carburante.

Stamattina i mercati sono molto tranquilli. Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha perso il -0.15% - Shanghai é in calo del -0.4%. Il future sull'S&P500 é a 2734 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3575 punti - aprirà 2 punti sopra il livello di chiusura di venerdì e 7 punti sotto il valore teorico raggiunto ieri sera. Le borse europee apriranno con un leggero guadagno. In teoria dovrebbero riuscire a guadagnare ancora qualche punto. Temiamo però che la situazione italiana possa avere diramazioni in Europa ed espandersi. Ieri l'indice delle banche SX7E é sceso a 123.43 punti (-0.79%). Le vendite che colpiscono i valori italiani coinvolgono anche l'EUR e i titoli finanziari europei. Potrebbero allargarsi ad altri Paesi e settori.

Aggiornamento del 21 maggio - Pentecoste

Nuovo governo in Italia - le trattative commerciali tra USA e Cina fanno lenti progressi

In Italia sembra che finalmente 5 Stelle e Lega abbiano raggiunto un accordo per formare il governo - il primo ministro devrebbe essere Giuseppe Conte, Matteo Salvini dovrebbe diventare ministro degli Interni mentre Luigi di Maio dovrebbe prendere il ministero del lavoro. Vedremo come gli investitori accoglieranno la notizia. Fino a venerdì scorso la prospettiva di un governo populista aveva provocata un aumento dello spread sui Titoli di Stato e un calo del FTSE MIB. Forse adesso le acque si calmeranno in attesa di vedere in effetti come si comporterà il nuovo governo.
I colloqui commerciali tra Cina e Stati Uniti proseguono senza concreti progressi. Ad un certo momento sembrava che si arrivasse ad una rottura. Ora per lo meno le due parti hanno deciso di prolungare le trattative e questo é costruttivo.

Stamattina prevalgono i segnali positivi. Le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +0.35% - Shanghai sale del +0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2727 punti (+14 punti). Il cambio EUR/USD continua a scivolare verso il basso e tocca un nuovo minimo annuale a 1.1740. L'Eurostoxx50 vale ora 3583 punti (+10 punti). DAX e SMI oggi non trattano. Le altre borse europee apriranno con modesti guadagni. Prevediamo una seduta positiva e senza grandi movimenti. La chiusura dovrebbe situarsi sul livello d'apertura.

Commento del 19-20 maggio

Il rialzo non é finito

Venerdì l'Eurostoxx50 (-0.51% a 3573 punti) ha toccato un nuovo massimo a 90 giorni a 3596 punti. Il DAX (-0.28% a 13077 punti) lo ha imitato con un massimo a 13133 punti. Gli indici sono in seguito ricaduti ma questo non sembra un key reveral day - l'aumento dei volumi di titoli trattati é solo una conseguenza della scadenza dei derivati di maggio e la perdita finale é troppo contenuta - la caduta dal massimo é inferiore all'1% e gli indici non hanno chiuso sul minimo giornaliero. Non abbiamo nessun segnale d'inversione di tendenza o che gli indici abbiano raggiunto un massimo significativo malgrado la vicinanza dei nostri obiettivi.
Anche in America la seduta di venerdì é stata negativa - l'S&P500 é scivolato a 2712.97 punti (-0.54%). È però stata una seduta tranquilla e senza direzione con l'S&P500 che é oscillato in soli 10 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero e sul livello d'apertura. Notiamo però il nuovo massimo storico dell'indice Russell2000 (+0.08%) e la seduta in pari del DJ Transportation (+0.00%) sul cui grafico appare un evidente canale orizzontale. Il DJT sembra pronto a rompere il canale al rialzo e accelerare sopra i 10800 punti.
Insomma - il rialzo é in perdita di velocità ma scorrendo i grafici vediamo molte costellazioni costruttive e marginali rotture al rialzo. Malgrado tracce di ipercomperto niente lascia presupporre l'imminenza di un'inversione di tendenza. Lo scenario più probabile é che gli indici azionari debbano nei prossimi giorni salire ancora più in alto e l'atteso massimo significativo si verificherà settimana prossima.
Esistono però dei problemi.
In Italia l'instabilità politica e l'incertezza riguardante la formazione del governo ed il suo programma politico ed economico hanno provocato un'impennata dello spread sui titoli di Stato ed una caduta del FTSE MIB (-1.48% a 23449 punti). Nelle prossime sedute la pressione di vendita potrebbe aumentare e la speculazione potrebbe accanirsi. Formalmente il FTSE MIB é in un ribasso di corto termine ed é impossibile stimare attraverso l'analisi tecnica quando e dove questa caduta potrebbe finire.
Il problema italiano ha colpito il settore bancario europeo. L'indice SX7E (-1.72% a 124.41 punti) ha perso nell'ultima settimana il -4.25% (!). Era dai tempi della crisi delle banche del primo trimestre del 2016 che non assistavamo ad un simile crollo. È sorprendente che la debolezza del settore finanziario non sia riuscita a far deragliare il rialzo dell'Eurostoxx50. Sarà interessante osservare come si risolverà questa divergenza. Saranno le banche ad affossare l'Eurostoxx50 e obbligarlo ad una correzione oppure appena l'SX7E si stabilizzerà l'Eurostoxx50 continuerà a salire? Considerando che il SX7E ha supporto a 124 punti la risposta é imminente.
In America la tecnologia ha perso la sua leadership e la forza relativa. Il Nasdaq100 (-0.51% a 6866 punti) sembra formare un'ampia testa e spalle ribassista. A corto termine l'indice sembra aver toccato un massimo intermedio lunedì 14 maggio a 7008 punti (il nostro obiettivo era a 7000 punti) e aver cominciato una correzione. Come a marzo potrebbe però ancora reagire e risalire se come pensiamo l'S&P500 terminerà il rialzo a 2750-2800 punti.
Da ultimo preoccupa il crollo di molte monete di Paesi emergenti. Abbiamo in precedenti commenti segnalato i problemi che coinvolgono Turchia, Argentina e Sud Africa. Ora l'instabilità si sta allargando a tutta l'America latina compreso il Brasile e all'Indonesia. La fuga da questa moneta provoca il rafforzamento dell'USD americano con ovvie potenziali conseguenze destabilizzatrici sui listini azionari. Venerdì il cambio EUR/USD é sceso fino a 1.1750 per infine tornare a 1.1770. Si può discutere se la rivalutazione dell'USD sia una conseguenza di problemi nei Paesi emergenti o dell'aumento dei tassi d'interesse a breve sull'USD. C'é da domandarsi quali conseguenze potrebbero avere queste eccessive oscillazioni dei cambi sulle borse. Al momento ci sono delle crisi in singoli Paesi ma i mercati finanziari nel complesso sembra solidi e stabili.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.19% a 3573 punti              
DAX                         +0.59% a 13077 punti
SMI                          -0.59% a 8940 punti
FTSE MIB                  -2.94% a 23449 punti
S&P500                    -0.54% a 2712.97 punti
Nasdaq100               -1.24% a 6866 punti

Settimana scorsa ci aspettavamo di più dall'America. Mentre in Europa l'Eurostoxx50 ed il DAX si sono involati verso nuovi massimi di periodo confermando la tendenza rialzista, a Wall Street c'é stata una serie di sedute deludenti e senza direzione. All'impennata di lunedì (massimo dell'S&P500 a 2742 punti) non é seguita un'accelerazione ma una serie di giornate di pausa. Anche venerdì non é successo molto. L'S&P500 ha aperto in calo a 2716 punti. È salito su un massimo a 2719 punti alle 16.20 ed é sceso su un minimo a 2709 punti alle 16.40. Poi si é mosso a caso all'interno di questo range e ha chiuso a 2712.97 punti (-0.26%). Il Nasdaq100 (-0.51% a 6866 punti) ha confermato le difficoltà notate nei giorni precedenti con una seduta debole.
La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3225 su 3647, NH/NL a 772 su 508 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é ferma a 13.42 punti (-0.01) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.66.
Settimana scorsa si é parlato molto di petrolio e il settore energy si é comportato bene - bisogna però relativizzare - il prezzo del petrolio (WTI) in una settimana é salito da 70.70 e 71.37 USD/barile. Poco. Ha fatto notizia solo il Brent (78.70) che ha brevemente superato la soglia psicologica degli 80 USD al barile.
Per definizione la tendenza dominante alla borsa americana é debolmente rialzista con il 59.7% dei titoli sopra la SMA a 30 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 57.93.
Venerdì i tassi d'interesse sull'USD sono scesi sensibilmente. È possibile che il lungo ribasso degli USTreasury Bonds, iniziato a settembre dell'anno scorso, sia momentaneamente finito. Questa potrebbe essere la molla per far ripartire settimana prossima l'S&P500 al rialzo.

Riassumendo il rialzo in Europa ed America non é terminato come speravamo settimana scorsa su un massimo significativo. Questo massimo sembra slittare nel tempo. Non vediamo rischi di ribasso malgrado che ci sono delle gravi crisi circoscritte ad alcuni Paesi e monete.

In alcuni paesi europei (Austria, Francia, Germania, Norvegia e Svizzera) lunedì é festa (Pentecoste).
Le borse svizzera (SMI) e tedesca (DAX) non trattano.
Il nostro ufficio rimane chiuso - il sito viene aggiornato normalmente.

Commento del 18 maggio

Le borse europee, malgrado l'Italia, escono al rialzo dal consolidamento - in America manca leadership

Ieri le borse europee sono ripartite al rialzo. Dopo cinque giorni di pausa durante i quali i maggiori indici azionari si sono mossi sul posto, ieri c'é stato un consistente balzo verso l'alto. Gli indici hanno terminato la seduta sui massimi giornalieri e nuovi massimi a 90 giorni. Ora ci stiamo avvicinando ai nostri obiettivi mentre cominciano ad esserci situazioni di ipercomperato segnalate dalle RSI giornaliere sui 70 punti. L'Eurostoxx50 é salito a 3592 punti (+0.82%) - manca poco al nostro obiettivo a 3600 punti. Il DAX si é fermato a 13114 punti (+0.91%) - poco lontano dall'obiettivo a 13200. Avevamo previsto che un massimo significativo doveva concretizzarsi nella seconda parte di questa settimana. In teoria per questi due indici si presenta la possibilità di un massimo oggi. L'unico problema é che l'America é in ritardo - l'S&P500 é fermo a 2720.13 punti (-0.09%) e non dovrebbe toccare un massimo prima di settimana prossima. Non sappiamo ancora come risolvere il problema costituito da questo scollamento temporale.

In Europa DAX e Eurostoxx50 stanno seguendo lo scenario originale e stanno terminando la fase di rialzo con un massimo significativo. SMI (+0.16% a 8988 punti) e FTSE MIB (+0.29% a 23802 punti) si trovano in una situazione differente. L'indice svizzero sembra aver già toccato un massimo sui 9000+ punti e aver già cominciato a correggere. Probabilmente si fermerà alcuni giorni sui 9000 punti in attesa che anche gli altri indici abbiano terminato questa fase. La borsa italiana é in balia dei problemi politici relativi alla formazione del nuovo governo. Ieri c'é stata una tregua tra borsa ed investitori. Il FTSE MIB é debolmente rimbalzato e lo spread sui titoli di Stato si é stabilizzato. Il FTSE MIB formalmente sta però correggendo, ieri ha sottoperformato ed é restato sotto i 24000 punti. Lo sviluppo a corto termine é incerto - i movimenti sono dettati dalla speculazione e agli investitori consigliamo di non farsi coinvolgere fino a quando non si delinea una situazione tecnica chiara.
Notiamo che il settore bancario (SX7E +0.04% a 126.59 punti) resta debole. Da una parte é costruttivo che l'Eurostoxx50 riesca a salire malgrado la zavorra delle banche. D'altra parte sappiamo per esperienza che un rialzo non và lontano se non viene sorretto e accompagnato dal settore bancario. Forse é questo il tallone d'Achille del mercato che provocherà l'atteso massimo significativo.

Speravamo che ieri l'S&P50o continuasse a salire sfruttando la spinta di mercoledì. Invece si é nuovamente fermato. L'indice ha aperto a 2720 punti e ha chiuso sullo stesso livello (-0.09% a 2720.12 punti). Durante la giornata si é mosso tra i 2711 ed i 2732 punti - sul grafico appare un doji che mostra equilibrio ed incertezza. Sembra una semplice pausa di consolidamento all'interno di un rialzo intatto e non completo.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3936 su 2959, NH/NL a 908 su 251 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é ferma a 13.43 punti (+0.01) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.57 (bassa ma non in territorio estremo). Ieri la debolezza della tecnologia (Nasdaq100 -0.41% a 6901 punti) é stata compensata dalla forza dell'energia (ETF Energy +1.51%). C'é una rotazione tra settori senza una chiara e costante leadership.
Questa seduta non ci ha detto niente di nuovo. La previsione di un massimo tra i 2750 ed i 2800 punti é ancora valida - il massimo si sposta a settimana prossima.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +0.4% - Shanghai sale del +1.1%. Il future sull'S&P500 é a 2724 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3582 punti (-10 punti). Le borse europee apriranno miste. Il DAX dovrebbe aprire in leggero guadagno.
In molti paesi europei (compresi Svizzera e Germania) lunedì prossimo é festa (Pentecoste). Ci sarà di conseguenza un lungo fine settimana. È probabile che i traders preferiscano chiudere le posizioni e ridurre i rischi. Oggi ci aspettiamo una seduta tranquilla e le borse europee dovrebbero chiudere in pari. Speriamo che l'America riesca a fare progressi - leggete a questo riguardo i commenti delle 14.00.

Commento del 17 maggio

La borsa americana torna a salire e sembra mentenere lo scenario originale

Ieri mattina abbiamo presentato due possibili scenari a corto termine per la borsa americana. O l'attesa correzione era già iniziata oppure l'S&P500 doveva restare sopra i 2700 punti, consolidare e riprendere il rialzo che doveva poi terminare solo settimana prossima tra i 2750 ed i 2800 punti. Nel commento sull'S&P500 del pomeriggio abbiamo fatto una scelta e indicato la nostra opinione: "Ad istinto non crediamo che i 2742 punti di massimo di lunedì sia l'atteso massimo significativo. Crediamo piuttosto che ci debba essere ancora un consolidamento e un'ultima spinta di rialzo. Ci sono forti movimenti sui cambi, sui tassi d'interesse e sui prezzi delle materie prime che stanno influenzando anche il mercato azionario ma non sembra che si stia verificando un'inversione di tendenza."
Ieri l'S&P500 ha reagito positivamente ed é tornato a 2722.46 punti (+0.41%). Non é stata una seduta spettacolare ma il mercato ha mostrato chiaramente l'intenzione a breve di non voler scendere più in basso. L'S&P500 ha aperto in leggero guadagno a 2714 punti. Ha avuto una fase di indecisione e ha toccato alle 17.30 un minimo a 2712 punti. Dopo la chiusura in Europa é partito al rialzo e ha raggiunto a metà giornata un massimo a 2727 punti. Poi non é successo più molto. L'indice é oscillato in laterale, é ricaduto a 2717 punti e sul finale si é issato a 2722 punti. Il Nasdaq100 (+0.60% a 6930 punti) ha seguito lo stesso percorso. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4708 su 2239, NH/NL a 809 su 276 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é scesa a 13.46 punti (-1.17) - sembra che i traders vogliano andare a caccia di un minimo sui 12 punti prima di tentare di far tornare la VIX sopra i 15 punti. La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.50 (!) - vi ricordiamo che ci vogliono un paio di sedute con questo indicatore sui 0.50 per mostrare un eccesso di speculazione al rialzo e la possibile presenza di un massimo significativo sull'S&P500.

Stamattina devo uscire presto a causa di un appuntamento. Per quel che riguarda l'Europa mi limito all'essenziale e invito gli interessati a leggere i commenti di ieri sera. L'Eurostoxx50 per la quarta seduta consecutiva non si é mosso - ha chiuso a 3562 punti (-0.04%) dopo aver trascorso la giornata ad oscillare a caso tra i 3551 ed 3567 punti. Considerando la caduta del FTSE MIB (-2.32% a 23734 punti) e la debolezza del settore bancario (SX7E -2.27% a 126.54 punti) l'indice europeo si é comportato bene e sembra consolidare prima di riprendere il rialzo. La borsa italiana era sotto pressione a causa dei conosciuti problemi politici. Gli investitori diventano nervosi e vendono BTP (spread in forte aumento) e azioni italiane. Le tensioni sui mercati finanziari europei si riflettono sulle azioni delle banche e sull'EUR ma sembrano circoscritti. Il cambio EUR/USD é caduto ieri fino a 1.1763 punti di minimo. Dovrebbe ora provare nuovamente a rimbalzare fino a 1.20+. Stamattina si trova a 1.1825.

Stamattina presto i mercati sono piuttosto tranquilli. Il Nikkei sale del +0.6% - Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2723 punti. Non abbiamo ancora indicazioni riguardanti l'Eurostoxx50 ma stimiamo che ora dovrebbe valere 3572 punti. Le borse europee dovrebbero aprire con modesti guadagni (+0.3%). Sarà interessante osservare il comportamento della borsa italiana in balia degli avvenimenti politici. Ieri il FTSE MIB ha rotto il supporto a 24000 punti e in teoria sta correggendo. La situazione potrebbe però improvvisamente cambiare. Agli investitori consigliamo di stare a guardare ed evitare speculazioni.

Commento del 16 maggio

Secondo il Nasdaq100 la borsa americana ha già toccato l'atteso massimo significativo

La seduta di ieri in Europa é stata insignificante. Inutile perdere tempo ad analizzarla nel dettaglio. Gli indici azionari si sono mossi in pochi punti nel range dei giorni precedenti e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Per l'Eurostoxx50 (-0.04% a 3564 punti) questo ha significato un calo di 1 punto - in quattro sedute l'indice ha perso 5 punti. Il rialzo é bloccato ma formalmente é ancora valido.

La seduta a Wall Street é stata più interessante. Non per il suo svolgimento visto che dopo la debole apertura gli indici si sono limitati ad oscillare in laterale. Le perdite a fine giornata sono però risultate importanti e potrebbero significare che il rialzo é finito in anticipo con il massimo di lunedì dell'S&P500 (-0.68% a 2711.45 punti) a 2742 punti.
Facciamo un passo indietro. Da giorni i tassi d'interesse sull'USD stanno lievitando. L'USTreasury Bonds a 10 anni rende il 3.08% ed é quindi tornato sopra la barriera psicologica del 3%. Quello ad 1 anno rende il 2.31%. Specialmente l'aumento dei tassi d'interesse a breve ha provocato il rafforzamento dell'USD ed il collasso di alcune monete di Paesi fortemente indebitati con l'estero come la Lira turca, Il Peso argentino o il Rand sudafricano. Il cambio EUR/USD é nuovamente sceso a 1.1835 dopo il rimbalzo tecnico a 1.20. La forza dell'USD ha provocato un calo del prezzo dell'oro a 1291 USD/oncia. L'oro é nuovamente caduta sotto la soglia dei 1300 USD ma in EUR (1093 EUR/oncia) rimane incollato ai 1100 EUR. In mezzo a questi ampi movimenti su Bond e cambi si muovono i mercati azionari. Per ora le tensioni hanno unicamente provocato il ritracciamento di ieri della borsa americana.
L'S&P500 ha aperto debole a 2715 punti e per tutta la giornata é oscillato in laterale tra i 2702 ed i 2715 punti. Ha chiuso in mezzo al range a 2711.45 punti (-0.68%). Notiamo che durante la giornata ribassisti e rialzisti si sono equivalsi. L'S&P500 é rimasto sopra la barriera psicologica dei 2700 punti. Gli indici hanno aperto in gap down - questo potrebbe significare l'inizio di una correzione o un ribasso ma ci vogliono dei segnali di vendita per confermare questa impressione. Per ora nessun indicatore é passato su sell e nessun importante supporto é stato rotto. Solo le coincidenze sul Nasdaq100 sono troppe per essere casuali. Lunedì l'indice aveva toccato i 7008 punti di massimo e aveva raggiunto in questa maniera il primo possibile obiettivo del rialzo. Ieri nelle nostre previsioni il Nasdaq100 doveva cadere a 6890 punti e poi rimbalzare una quarantina di punti. Invece l'indice é sceso decisamente più in basso ed solo rimbalzato a 6888 punti (-1.09%). La candela rossa sul grafico abbandonata nel nulla preoccupa poiché questo gap down nel 75% dei casi significa un'inversione di tendenza.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2548 su 4414, NH/NL a 507 su 392 (un evidente spostamento di forze) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 14.63 punti (+1.70) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.62.
Ora esistono solo due possibilità. La correzione é iniziata in anticipo e per l'S&P500 una decina di punti sotto il primo possibile obiettivo. Questo scenario verrebbe confermato nel caso in cui l'S&P500 scendesse nei prossimi giorni sotto i 2675 punti o se ci fossero tre sedute consecutive negative. Oppure il rialzo é ancora valido e in questo caso l'S&P500 dovrebbe restare sopra i 2700 punti, consolidare e poi ricominciare a salire. In questo caso un massimo si verificherebbe solo settimana prossima sui previsti 2750-2800 punti.

Stamattina prevalgono i segni negativi. Le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei ha perso il -0.44%, Shanghai perde il -0.6%. Il future sull'S&P500, che verso le 07.00 era ancora in positivo, scivola a 2708 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3557 punti (-7 punti). Le borse europee sono piuttosto stabili e inizieranno le contrattazioni con un leggero calo del -0.2%.
Alle 11.00 verranno pubblicati gli ultimi dati sull'inflazione in Europa. Alle 14.00 é atteso un discorso di Mario Draghi. Da un paio di giorni i tassi d'interesse sull'EUR stanno aumentando. Vediamo se oggi i venditori riusciranno a fare pressione anche sulle borse europee. Per il momento la giornata si apre all'insegna della stabilità.

Commento del 15 maggio

Il rialzo si é fermato - in teoria manca ancora un'ultimo balzo prima di un massimo significativo

Ieri le borse si sono fermate - come martedì 8 maggio. Settimana scorsa gli indici dopo la pausa sono ancora riusciti a fare un balzo verso l'alto. Anche questa volta ci aspettiamo ancora un paio di giornate positive prima che la spinta di rialzo si esaurisca su un massimo intermedio. L'unico problema é che gli oscillatori segnalano che siamo vicini alla fine di un ciclo - come sapete ci aspettavamo un massimo tra la metà e la fine di questa settimana. Non possiamo escludere la possibilità che il carburante sia già finito malgrado che per il momento non vediamo nessuna divergenza e nessun segnale d'inversione di tendenza. Quella di ieri sembra una normale seduta di consolidamento all'interno di una fase rialzista non ancora completa.

La seduta in Europa é stata noiosa e senza argomenti d'interesse. L'Eurostoxx50 serve da esempio per tutti. L'indice si é mosso in pochi punti - tra i 3553 ed i 3568 punti. Ha chiuso invariato e al centro del range giornaliero a 3565 punti (-0.01%). In genere gli indici hanno semplicemente svolto una seduta nel range del giorno precedente. Solo l'SMI svizzero (+0.08%) ha toccato un nuovo massimo mensile ma non é andato lontano. Il FTSE MIB (+0.26% a 24221 punti) sembra approfittare del fatto che a livello politico si muove qualcosa. L'indice é però bloccato tra i 24000 ed i 24550 punti e una decisione sul trend  a corto termine é pendente. La borsa italiana non si staccherà completamente dal resto dell'Europa - se l'Eurostoxx50 comincia a correggere anche il FTSE MIB subirà la forza di gravità. Di conseguenza anche se il FTSE MIB potesse fare ancora un balzo verso l'alto e raggiungere un nuovo massimo annuale non bisogna aspettarsi che poi il rialzo possa continuare a lungo.

Ieri anche a Wall Street non é successo nulla. L'S&P500 (+0.09% a 2730.16 punti) sullo slancio ha guadagnato ancora 2 punti. Ha però chiuso lontano dal massimo a 2742 punti e sul grafico appare una piccola candela rossa (chiusura sotto il livello d'apertura) dopo una serie di 6 candele bianche consecutive. Graficamente la situazione del Nasdaq100 (+0.17% a 6964 punti) é interessante poché l'indice ha toccato un massimo a 7008 punti e ha così raggiunto il primo possible obiettivo del rialzo di corto termine. Molti analisti parleranno ora di testa e spalle ribassista. È giusto ma ci vuole una discesa sotto i 6600 punti circa (neckline) per attivare questa formazione - questo livello é lontano.
L'S&P500 ha aperto a 2734 punti e all'inizio é salito fino ai 2742 punti. Dopo aver superato il bordo superiore delle BB a 2737 punti, l'indice é ridisceso in due ondate a 2725 punti. È risalito 8 punti, é ricaduto a testare il minimo ed ha infine chiuso a 2730 punti. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3250 su 3761, NH/NL a 813 (ancora in calo!) su 243 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é salita (ups!) a 12.93 punti (+0.28) - la CBOE Equity put/call ratio é nella norma a 0.62.
Riassumendo ieri la borsa americana si é fermata. Gli indici potrebbero aver già raggiunto l'atteso massimo intermedio come suggerisce il comportamento del Nasdaq100. Non abbiamo però ancora nessuna conferma e lo sviluppo più probabile resta quello di una continuazione verso l'alto ancora per 2 o 3 giorni.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha perso il -0.21% - Shanghai sale del +0.1%. Il future sull'S&P500 sta scendendo - é ora a 2721 punti (-9 punti). Ieri il cambio EUR/USD é risalito fino a 1.1996 - stamattina ricade a 1.1920. Il rimbalzo tecnico con obiettivo a 1.20+ potrebbe essere finito. L'Eurostoxx50 vale ora 3553 punti (-12 punti) - le borse europee apriranno in calo (-0.3%). Non crediamo che oggi debbano cadere sensibilmente più in basso. Oggi sono previsti numerosi dati congiunturali dall'Europa. Dovrebbero segnalare un rallentamento della crescita economica. Sarà interessante osservare la reazione dei mercati. In un mercato rialzista gli investitori dovrebbero focalizzarsi sugli aspetti positivi come quello dell'impossibilità da parte della BCE di alzare i tassi d'interesse. Una reazione negativa significherebbe che il vento per le borse sta nuovamente cambiando.

Aggiornamento del 14 maggio

Come reagirà la borsa ad un governo 5 Stelle - Lega?

Di Maio e Salvini hanno annunciato che un accordo per la formazione di un governo 5 Stelle e Lega é imminente. Oggi si dovrebbe conoscere il nome del candidato a dirigere il governo e i due leaders dovrebbero recarsi da Mattarella per avere un incarico ufficiale. Come reagiranno i mercati finanziari ? Secondo noi molto dipenderà dal programma del governo. Se ci sarà una soluzione di continuità con il rispetto dei parametri di deficit e di indebitamento previsti dai trattati il governo populista e anti europeo 5 Stelle - Lega dovrebbe lasciare gli investitori indifferenti. Diversa sarebbe la situazione se il nuovo governo decidesse di aumentare il deficit per rilanciare la crescita economica e se si mettesse in dubbio l'appartenenza all'UE e l'uso dell'EUR. In questo caso é probabile che malgrado gli interventi della BCE lo spread sui titoli di Stato comincerà a salire e la borsa a scendere. Di Maio e Salvini sono furbi - non crediamo che fin dall'inizio rischieranno di mettere in crisi il rapporto con l'UE e l'idillio con i mercati finanziari che vale da inizio anno. I toni saranno concilianti e crediamo che la reazione della borsa sarà cauta ma positiva. Il FTSE MIB dovrebbe continuare a salire insieme alle altre borse europee ed americana. Il problema questa settimana non sarà l'Italia ma il massimo significativo sugli indici azionari americani e probabilmente anche europei che ci aspetta nei prossimi giorni.

La settimana inizia con un'intonazione positiva. Le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +0.47% - Shanghai sale del +0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2738 punti (+9 punti). Il cambio EUR/USD prosegue il rimbalzo in direzione degli 1.20 e si trova a 1.1965. Il quadro che osserviamo stamattina corrisponde alle attese. La conseguenza é che le borse europee apriranno in positivo ma vengono frenate dal recupero dell'EUR. L'Eurostoxx50 vale ora 3569 punti (+4 punti). La seduta odierna dovrebbe essere tranquilla e non dovrebbe riservare sorprese. Le borse europee marceranno sul posto mentre quella americana dovrebbe guadagnare ancora qualche punto.

Commento del 12-13 maggio

Borse in perdita di velocità e partecipazione - manca solo un eccesso di rialzo ed euforia per un massimo significativo

Nella settimana appena trascorsa la borsa americana ha sorpreso in bene. Pensavamo che l'S&P500 (+0.17% a 2727.72 punti) non avesse la forza di superare i 2700+ punti e invece tra mercoledì e giovedì l'S&P500 ha superato tutti gli ostacoli - la MM a 50 giorni a 2677 punti, la barriera a 2700 punti e il massimo di aprile a 2717 punti. L'indice é anche riuscito a spingere verso l'alto il bordo superiore delle Bollinger Bands (ora a 2729 punti) grazie ad alcune marginali sforature. Ci siamo fatti ingannare dalla volatilità VIX (12.65 punti, -0.58). Da febbraio questo indicatore rimaneva sopra i 15 punti e noi pensavamo che anche questa volta, raggiunto questo livello, la VIX sarebbe ricominciata a salire e l'S&P500 a scendere. Invece c'é stata una rottura al ribasso con un evidente tentativo di tornare su quei 10 punti che hanno contraddistinto il 2017 fino quasi alla fine di gennaio 2018. Ora la VIX sta scendendo troppo velocemente e gli investitori passano dall'ottimismo all'euforia. Un minimo sulla VIX sembra vicino ed imminente proprio mentre l'S&P500, secondo gli oscillatori, si avvicina ad un massimo. La prossima evidente resistenza sull'S&P500 é a 2800 punti. Pensiamo però che l'indice fermerà prima la sua corsa. Il rialzo perde di momentum e ha scarsa partecipazione. Venerdì scadono i derivati di maggio. Il Nasdaq100 (-0.16% a 6952 punti) potrebbe toccare un massimo a 7000-7023 punti. La tendenza di fondo della borsa americana é da neutra a debolmente al rialzo (60.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 55.16). Il prezzo del petrolio (WTI 70.70 USD/barile) é in stallo sui 70-72 USD - il sostegno al rialzo del settore energia dovrebbe venire a mancare.
Di conseguenza confermiamo la nostra previsione di massima - l'S&P500 deve toccare un massimo significativo nella seconda parte di settimana prossima tra i 2750 ed i 2800 punti. La stessa sorte dovrebbe toccare alle borse europee - indicativamente l'Eurostoxx50 (-0.12% a 3565 punti) può salire fino ai 3600 punti - per il DAX (-0.17% a 13001 punti) un'obiettivo indicativo si situa sui 13200 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.43% a 3565 punti              
DAX                         +1.42% a 13001 punti
SMI                          +1.01% a 8993 punti
FTSE MIB                  -0.72% a 24159 punti
S&P500                    +2.41% a 2727.72 punti
Nasdaq100               +2.71% a 6952 punti

La seduta di venerdì é stata sia in Europa che in America di scarso interesse. Gli indici si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso al centro del range giornaliero e senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 ha perso 4 punti (-0.12% a 3565 punti) mentre l'S&P500 ne ha guadagnati 4 (+0.17% a 2727.72 punti). La differenza é stata causata probabilmente dal rimbalzo del cambio EUR/USD a 1.1940. Il cambio ha toccato un minimo mercoledì a 1.1838 punti e poi é risalito da una situazione di eccesso di ribasso e di sfiducia. Il cambio a breve deve tornare a 1.20+ e poi vedremo. In linea di massima ci aspettiamo un'altra lunga fase di stasi. Le conseguenze sulle borse europee sono evidenti.

L'S&P500 ha aperto a 2623 punti. È salito sul massimo a 2632 punti ed é poi sceso in due lunghe ondate sul minimo a 2717 punti. Dopo le 20.15 ha recuperato una decina di punti ed ha chiuso a 2727.72 punti (+0.17%). Il Nasdaq100 (-0.16% a 6952) é invece sceso - la società di software per la sicurezza Symantec (-33%) ha annunciato un'inchiesta interna per problemi di bilancio non ben definiti - l'azione é crollata influenzando il settore.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3857 su 3085, NH/NL a 892 (!) su 263 e volume relativo a 0.75. Notiamo il netto calo dei nuovi massimi a 30 giorni (mercoledì e giovedì erano stati più di 1000) e gli scarsi volumi. Sappiamo che un rialzo può continuare malgrado questa debole partecipazione ma bisogna rendersi conto che il movimento é fragile e a rischio di fallimento.
La volatilità VIX é scesa a 12.65 punti (-0.58) mentre la CBOE Equity put/call ratio é bassa a 0.60. Questo rapido passaggio da pessimismo a ottimismo e l'avvicinarsi dell'euforia sono problematici. Il Fear&Greed Index é passato in mese dai 17 ai 62 punti.

Riassumendo i grafici sono costruttivi ed il rialzo iniziato ad aprile non é ancora finito. Si avvicina però un significativo massimo. Non sappiamo esattamente cosa seguirà dopo. Non ci aspettiamo ancora un forte ribasso - per questo i dati macroeconomici sono ancora troppo buoni e la politica monetaria troppo accomodante. Dovrebbe però esserci una correzione abbastanza lunga e profonda da permettere e rendere profittevole l'apertura di posizioni short.

Un capitolo a parte lo merita il FTSE MIB (+0.52% a 24159 punti). A corto termine la borsa italiana é in balia della politica. Tra lunedì e giovedì gli investitori internazionali hanno segnalato di non apprezzare l'ipotesi di elezioni anticipate (vuoto di potere) o di un governo 5stelle - Lega che viene definito populista ed anti europeo. I danni in borsa sono però stati modesti e venerdì il FTSE MIB é rimbalzato. Fino a quando l'indice resta sopra i 24000 punti la tendenza dominante resta al rialzo. Se oltre tutto settimana prossima il FTSE MIB riuscisse a salire sopra i 24550 punti e raggiungere un nuovo massimo storico, avremo la conferma che la politica non é un elemento di disturbo tale da provocare un ribasso. Ovvio però che la borsa italiana non potrà ignorare quanto succederà nel resto dell'Europa. È improbabile che il FTSE MIB possa continuare a salire in solitaria se l'Eurostoxx50 comincia a correggere dai 3600 punti.

Commento dell'11 maggio

L'S&P500 (+0.94% a 2723 punti) rompe al rialzo ma non andrà lontano - massimo settimana prossima tra i 2750 ed i 2800 punti

La seduta ieri in Europa é stata strana ed anomala. In alcuni Paesi come la Germania e la Francia era un giorno di festa (Ascensione) - malgrado ciò le borse erano aperte. Il risultato é stato un pò confuso, misto (DAX +0.62%, CAC40 +0.20, Eurostoxx50 -0.00%, FTSE MIB -0.96%) e disordinato. Con scarsi volumi gli indici si sono mossi a caso. Il risultato più credibile lo ha fornito l'Eurostoxx50 (-0.00% a 3569 punti) che ha chiuso invariato dopo una caduta a metà giornata fino a 3549 punti. Da registrare c'é però anche un nuovo massimo marginale a 90 giorni a 3474 punti. Questo mostra che il rialzo é intatto. Gli indici azionari lottano in parte contro ipercomperato ed eccesso di rialzo. Notiamo però dall'esempio del DAX (+0.62% a 13022 punti) che sono in grado di spingere dolcemente il bordo superiore delle Bollinger Bands verso l'alto. Questo significa che gli eccessi sono in grado di rallentare il rialzo ma non ancora di bloccarlo. Non appare nessuna importante divergenza e nessun segnale d'inversione di tendenza. Non é ancora arrivato il momento di aprire posizioni short.
La borsa italiana si é invece mossa in controtendenza. Evidentemente l'ipotesi di un governo 5 Stelle e Lega non piace. Gli investitori internazionali temono questa combinazione che viene definita populista e anti europea. Il FTSE MIB (-0.96% a 24033 punti) ha perso 232 punti ed é brevemente sceso sotto i 24000 punti - il supporto é stato ripreso in extremis. La decisione sul trend si avvicina e per il momento prevalgono i segnali negativi. Lo spread BTP-Bund si impenna. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo verso le 15.00 e poi ha recuperato - il FTSE MIB invece non é riuscito nel pomeriggio a risalire. È evidente che gli americani stanno vendendo. Non é ancora chiaro se questo abbandono sfocerà in una correzione o se invece é solo un episodio temporaneo. Come abbiamo anticipato il supporto a 24000 punti é decisivo.
Ieri é iniziato l'atteso e dovuto rimbalzo tecnico sul cambio EUR/USD. Mercoledì il cambio ha toccato un minimo annuale a 1.1823. Ieri é risalito fino a 1.1946 e stamattina si trova a 1.1915. Con questo rimbalzo il cambio deve risalire sugli 1.20. Vedremo quali saranno le conseguenze sulle borse europee. La debolezza dell'EUR ha sicuramente favorito e sostenuto il rialzo delle borse europee da inizio aprile fino a mercoledì. Vedremo se questo momentaneo rafforzamento avrà conseguenze sul trend. Pensiamo di si ma non sappiamo quanto. Invece che un calo di Eurostoxx50 e colleghi potrebbe unicamente provocare una sottoperformance dell'Europa nei riguardi dell'America. Nei prossimi giorni le borse europee faranno probabilmente ancora dei progressi - questi rischiano però di essere impercettibili.
Questo significa che indicativamente questo rialzo finirà settimana prossima sui 3600 punti di Eurostoxx50.

In America c'é stata una seconda seduta decisamente positiva. L'S&P500 (+0.94% a 2723.07 punti) é balzato nuovamente di quasi il +1% e ha superato di slancio la fascia di resistenza tra i 2700 (resistenza psicologica), 2717 (massimo del 18.4) e 2720 (limite superiore delle Bollinger Bands) punti. Gli investitori hanno deciso che la MM a 200 giorni é un solido supporto che non necessita ulteriori test. Come pensavamo il mercato sembra solidamente assicurato verso il basso e quindi ora sta andando a vedere quanto spazio esiste verso l'alto. Crediamo che non ce ne sia molto. Restiamo dell'opinione che non é iniziata una sostenibile fase di rialzo a medio termine. Superata la prima fascia di resistenza lo spazio verso l'alto si é aperto fino ai 2800 punti. Ipercomperato e oscillatori mostrano che un massimo dovrebbe essere raggiunto settimana prossima. A livello di sentiment vediamo molto ottimismo ed eccesso di speculazione al rialzo. Riassumendo questi fattori pensiamo che questa spinta di rialzo debba finire tra la metà e la fine di settimana prossima sui 2750-2800 punti di S&P500.
L'S&P500 ha aperto a 2706 punti e all'inizio é sceso a 2704 punti lasciando aperto un piccolo gap di 3 punti. Poi l'indice é salito regolarmente fino alle 19.00 raggiungendo un massimo a 2726 punti. Nelle ultime tre ore di contrattazzioni si é fermato ed ha chiuso a 2723 punti. Il Nasdaq100 (+1.02% a 6963 punti) si é mosso in parallelo. Per questo indice tecnologico alcuni giorni fà avevamo fissato un primo obiettivo sui 7000 punti. Se non si ferma qui può salire a testare il massimo storico a 7186 punti del 13 marzo. Teniamo d'occhio questi due obiettivi e paragoniamoli a quelli sull'SP500 per poter individuare con precisione il massimo di questa spinta di rialzo. Possiamo subito dire che i 7000 punti sul Nasdaq100 sembrano troppo pochi...
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4908 su 2058, NH/NL a 1012 su 269 e volume relativo a 0.8. Notiamo subito la scarsa partecipazione - il numero di nuovi massimi a 30 giorni é uguale a quello di mercoledì (nessun aumento !?) mentre i volumi di titoli trattati sono nettamente sotto la media. La volatilità VIX é scivolata a 13.23 punti (-0.19). Non sappiamo come la VIX può sistemarsi tra i 10 ed i 15 punti. Crediamo semplicemente che non bisogna fissarsi sui 10 punti - rotto il supporto a 15 punti ora la VIX scenderà ancora più in basso senza necessariamente raggiungere i 10 punti - poi risalirà velocemente. La CBOE Equity put/call ratio é a 0.51 - la malsana speculazione al rialzo é evidente.

Stamattina Il Nikkei ha deciso di seguire l'America e fà un balzo del +1.16%. Shanghai invece é in calo del -0.3%. Il future sull'S&P500 é a 2718 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 vale alle 08.30 3568 punti. Le borse europee apriranno invariate. Come pensavamo il rimbalzo dell'EUR sta frenando. Raramente di venerdì c'é una seduta completamente diversa dal resto della settimana. Di conseguenza ci aspettiamo che la seduta odierna si concluda con un modesto guadagno o al massimo in pari.

Commento del 10 maggio

Il problema iraniano fa salire il prezzo del petrolio (WTI 71.14 USD / +2.08 USD) - rally a Wall Street

Ieri le borse europee sono salite - hanno riguadagnato quello che avevano perso martedì e in certi casi qualcosa in più. L'Eurostoxx50 (+0.33% a 3569 punti) ha chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo a 90 giorni - lo spazio verso l'alto é aperto. La prossima resistenza si trova sui 3600 punti. Come pensavamo il calo di martedì é stata una insignificante e normale seduta negativa all'interno di un rialzo. Il DAX (+0.24% a 12943 punti) ha guadagnato 30 punti. È di nuovo sul bordo superiore delle Bollinger Bands e su un massimo a 90 giorni. L'indice da tre sedute marcia sul posto ma il grafico resta costruttivo - il rialzo é intatto e la pausa é servita a eliminare parte dell'eccesso di rialzo. Il FTSE MIB (+0.51% a 24266 punti) ha reagito dopo la pesante caduta di martedì. Il rimbalzo non é però stato convincente e lo spread sui titoli di Stato ha continuato a salire. È possibile che a corto termine il volo del FTSE MIB sia concluso. La situazione si chiarirà nelle prossime una a due sedute e decisivo é il range 24000 - 24550 punti. Una rottura al ribasso sancirebbe l'inizio di una correzione. Un nuovo massimo annuale entro venerdì ci direbbe invece che il trend dominante é ancora al rialzo. Il comportamento dell'indice ci lascia leggermente perplessi - mentre le altre borse europee hanno chiuso la sera sul massimo, il FTSE MIB si é sgonfiato. L'impressione é che la mattina i traders hanno giocato il rimbalzo mentre gli investitori d'oltre oceano nel pomeriggio hanno venduto. Normalmente gli investitori sono più forti e riescono presto o tardi ad imporsi.
Riassumendo il rialzo in Europa é intatto e gli indici sembrano in grado di continuare a salire malgrado ipercomperato ed eccesso di rialzo. Nuovi massimi a 90 giorni su parecchi indici azionari confermano che la tendenza é al rialzo.
Fino a quando l'America e la debolezza dell'EUR aiutano, il rialzo può continuare al piccolo trotto.

Ieri sera a Wall Street c'é stato un mini rally provocato da un'impennata del prezzo del petrolio (WTI 71.14 USD /barile, +2.08 USD). Martedì il prezzo era sceso - le reazioni internazionali alla decisione unilaterale degli Stati Uniti di ritirarsi dall'accordo con l'Iran sul nucleare, in generale negative, hanno però provocato un'altra fiammata sul prezzo dell'oro nero. Il settore energia (ETF Energy +2.04%) ha trascinato il rialzo - tutti i settori hanno però partecipato al movimento.
L'S&P500 ha aperto a 2678 punti e fino alle 18.00 é semplicemente oscillato tra i 2674 ed i 2682 punti chiudendo il gap con mercoledì. Poi l'indice é salito regolarmente fino ad un massimo a 2701 punti. Dopo aver raggiunto questo livello verso le 20.15, il mercato si é fermato e l'S&P500 ha chiuso a 2697.79 punti (+0.97%). Come d'abitudine la tecnologia (Nasdaq100 +1.14% a 6893 punti) ha sovraperformato. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4544 su 2426, NH/NL a 1008 su 374 e volume relativo a 0.95. Avevamo scritto che a corto termine l'S&P500 poteva salire sui 2700 punti - a 2711 punti si trova ora il livello superiore delle Bollinger Bands. C'é però un cambiamento importante a livello di sentiment - forse l'S&P500 cercherà di salire più in alto.
La volatilità VIX é scesa a 13.42 punti (-1.29). Per la prima volta da febbraio la VIX termina una seduta decisamente sotto i 15 punti. Potrebbe continuare a scivolare verso il basso e tornare sui 10 punti - in questo caso l'S&P500 potrebbe aver iniziato una sostenibile fase di rialzo che potrebbe portarlo a ritestare il massimo annuale. Decisive saranno le prossime sedute e il comportamento dell'indice sui 2700-2717 punti (massimo di aprile).

Stamattina prevalgono ancora i segni positivi. Il Nikkei é salito del +0.39% - Shanghai ha guadagnato il +0.51%, Il future sull'S&P500 é a 2701 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale poco prima dell'apertura dei mercati europei 3571 punti (+2 punti). Mentre l'Eurostoxx50 non si muove il DAX dovrebbe iniziare le contrattazioni con un balzo del +0.4%. Oggi dovrebbe ancora esserci una seduta moderatamente positiva.
In Svizzera si festeggia la festa dell'Ascensione. La borsa di Zurigo é chiusa.
Oggi a causa di un assenza non pubblichiamo i commenti sugli indici americani (14.00). I prossimi aggiornamenti riguarderanno la chiusura delle borse europee (19.00).

Commento del 9 maggio

Un grande sbadiglio - Eurostoxx50 -0.18% - S&P500 -0.03%

Ieri sera Donad Trump ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo sul nucleare. La notizia era nell'aria da tempo e ha lasciato i mercati finanziari indifferenti. L'S&P500 ha avuto una veloce caduta ma si é prontamente ripreso ed ha chiuso praticamente invariato a 2671.92 punti (-0.03%). Il prezzo del petrolio, che nelle ultime settimane era lievitato in attesa della decisione del presidente americano é caduto a 69.06 USD/barile (-1.67) - un'altro esempio della regola "compra i rumori e vendi i fatti".
Stranamente ha fatto più scalpore la notizia che in Italia i partiti non sono riusciti a trovare un compromesso e non sono in grado di formare un governo. Per gli italiani e gli addetti ai lavori questa non é di certo una sorpresa. C'é da domandarsi cosa cambierà dopo le elezioni anticipate previste a luglio o settembre ma questo é un altro discorso. I mercati finanziari hanno reagito con un'impennata dello spread sui titoli di Stato e con un tuffo del FTSE MIB a 24142 punti (-1.64%). L'indice era ipercomperato ed aveva raggiunto anche il secondo obiettivo del rialzo a 24500 punti - questa reazione negativa é la logica conseguenza. Finora non c'é nulla da preoccuparsi poiché il FTSE MIB ha chiuso lontano dal minimo giornaliero, toccato la mattina alle 11.20, e sopra i 24000 punti. Per ora questa perdita improvvisa di 400 punti é solo un'incidente di percorso. Diventa un problema se oggi questa seduta si ripete.
L'Eurostoxx50 (-0.18% a 3557 punti) ha perso 7 punti. Il DAX (-0.28% a 12912 punti) ha avuto una seduta in trading range - ha terminato la seduta nella parte superiore del range e sul livello d'apertura. Ogni tanto in qualsiasi rialzo può esserci una seduta negativa e questa non ha nulla di particolare. Le borse europee hanno avuto una seduta in calo - hanno però chiuso lontano dal minimo giornaliero e tecnicamente hanno semplicemente svolto una seduta nel range del giorno precedente. Non c'é nessuna ragione per allarmarsi.
L'unico motivo d'inquietudine sono la debolezza relativa del settore bancario (SX7E -0.53% a 128.36 punti) e l'improvvisa caduta dell'EUR (EUR/USD a 1.1850 - minimo a 1.1838). Ieri non é stato l'USD a rafforzarsi ma l'EUR a perdere terreno. C'é un problema in Europa ? Troppo presto per dirlo - così a prima vista non sembra.
A livello tecnico il cambio EUR/USD a 1.1850 é decisamente ipervenduto - la psicologia é estremamente negativa - con queste premesse un forte ed improvviso rimbalzo tecnico sopra gli 1.20 é imminente.

Gli investitori hanno atteso fino alle 20.00 la decisione di Donald Trump sull'Iran. L'S&P500 ha aperto a 2668 punti ed é oscillato a caso trai 2661 ed i 2676 punti. Dopo l'annuncio l'indice é caduto fino a 2655 punti ma é in seguito tornato a 2671.92 punti (-0.03%). Notiamo unicamente che l'indice ha nuovamente rispettato la resistenza costituita dalla MM a 50 giorni a 2677 punti (in calo). La tecnologia (Nasdaq100 -0.09% a 6815 punti) é rimasta in mezzo al plotone. Al balzo del DJ Tranportation (+0.81%), conseguenza del calo del prezzo del petrolio, si oppone la caduta del DJ utilities (-2.37%). La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3351 su 3394, NH/NL a 722 su 361 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é ferma a 14.71 (-0.04) mentre la CBOE Equity put/call ratio é risalita a 0.61 - rimane però sotto la media di lungo periodo. A livello di sentiment la situazione non cambia - troppo ottimismo e troppa speculazione al rialzo.

Stamattina i mercati sono tranquilli. Il Nikkei ha perso il -0.38% - Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2671 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3562 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno. Prevediamo una ripetizione della seduta di ieri.
Domani in Svizzera si festeggia la festa dell'Ascensione. La borsa di Zurigo é chiusa. Le borse europee saranno invece in generale aperte (con alcune eccezioni - Austria, Scandinavia).

Commento dell'8 maggio

Gli indicatori di sentiment ci dicono che l'S&P500 é già fermo - Europa forte grazie al calo del cambio EUR/USD (1.1910)

La giornata di ieri ha seguito il modello di comportamento che ha contraddistinto le ultime due settimane. Le borse europee si sono rafforzate ignorando l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo. Non siamo in grado di dire quanto questo movimento finirà. Come abbiamo spiegato nell'analisi del fine settimana, visto che l'abituale correlazione con l'America non funziona, non possiamo misurare il potenziale residuo di rialzo. Si potrebbe andare a tentativi usando Fibonacci o guardando dove ci sono delle forte resistenze - le probabilità che questi metodi portino dei risultati affidabili non sono però molto alte. Si può solo continuare a monitorare lo sviluppo della situazione e rilevare quando ci saranno delle divergenze o dei segnali d'inversione di tendenza. Per il momento non c'é nessun grave ostacolo all'orizzonte. Solo la debolezza relativa del settore bancario (SX7E +0.11% a 129.05 punti) sta frenando ma non sembra sufficiente per bloccare la corsa delle borse europee.
L'Eurostoxx50 é salito a 3564 punti (+0.38%) - é solo 14 punti sopra il nostro obiettivo originario a 3550 punti - quello di ieri é però un nuovo massimo a 90 giorni e l'indice é tornato sopra le MM a 200 e 50 giorni - é evidente che il trend di corto termine é al rialzo dal minimo annuale di fine marzo. Il DAX (+1.00% a 12948 punti) da alcuni giorni si comporta meglio delle altre borse europee. Sembra essere una conseguenza della debolezza dell'EUR nei riguardi dell'USD che favorisce l'industria d'esportazione germanica. L'effetto deve sparire se il cambio si stabilizza. Il FTSE MIB (+0.86% a 24544 punti) prosegue la sua corsa malgrado che non si riesca a formare un governo e che probabilmente in estate bisogna tornare a votare - la borsa ignora la crisi politica. Il FTSE MIB ha raggiunto anche l'obiettivo a 24500 punti ed é nuovamente ipercomperato. Vedremo se il consolidamento che deve cominciare a breve sarà una semplice pausa nel rialzo o l'inizio di una correzione. Ieri anche il difensivo SMI svizzero (+0.84% a 8978 punti) si é unito al rialzo europeo.

L'S&P500 ha avuto una giornata movimentata. Rialzisti e ribassisti si sono dati battaglia e alla fine l'S&P500 (+0.35% a 2672.63 punti) ha guadagnato 9 punti solo grazie al vantaggio iniziale. In effetti l'S&P500 ha aperto a 2671 punti e nei primi 30 minuti di contrattazioni é salito a 2681 punti. Qui i traders hanno reagito mostrando di tenere d'occhio e rispettare la MM a 50 giorni a 2679 punti. L'S&P50 é ricaduto a 2671 punti, é risalito una manciata di punti e poi é oscillato per ore tra i 2676 ed i 2680 punti. Dopo le 20.00 l'indice si é impennato fino a 2683 punti ma ancora una volta é stato respinto verso il basso ed é caduto fino a 2664 punti. Sul finale l'S&P500 é tornato a 2672 punti.
La tecnologia (Nasdaq100 +0.78% a 6821 punti) ha nuovamente brillato. Il DJTransportation (-0.08%) é rimasto fermo.
La seduta al NYSE (per comodità parliamo di NYSE ma in effetti i dati radunano tutti i titoli trattati in America incluso Nasdaq, AMEX e OTC) é stata positiva con A/D a 4370 su 2611, NH/NL a 873 su 268 e volume relativo a 0.8 (!). La volatilità VIX é ferma a 14.75 punti (-0.02) mentre la CBOE Equity put/call ratio é ancora bassa a 0.54. Notiamo che la VIX non é scesa malgrado la seduta positiva - i 15 punti sono un livello importante. La P/C ratio mostra ancora speculazione al rialzo. Con questi dati sul sentiment e sulla base del comportamento ieri degli indici (ed i bassi volumi) riteniamo che difficilmente l'S&P500 potrà salire decisamente più in alto. Al massimo con questa spinta risalirà a 2700 punti per poi ricadere.  

Stamattina il cambio EUR/USD accenna un tentativo di rimbalzo (1.1930) - il future sull'S&P500 é fermo a 2671 punti (+1 punto). Come logica conseguenza anche le borse europee sono in stallo. L'Eurostoxx50 vale ora 3562 punti. Gli indici azionari europei apriranno in leggero calo. Oggi ci aspettiamo una chiusura senza sostanziali variazioni.
Per la cronaca le borse asiatiche sono miste - il Nikkei ha guadagnato il +0.24% - Shanghai sta salendo del +0.8%.
Oggi sono previsti due discorsi - verso le 09.00 parla il capo della FED Powell - stasera alle 20.00 per una volta Donald Trump rinuncerà ai Twitter é terrà una conferenza stampa.

Aggiornamento del 7 maggio

Petrolio (WTI) sopra i 70 USD al barile - il settore dell'energia é un leader

Da metà aprile parliamo regolarmente del prezzo del petrolio. Sui 67-68 USD al barile il rialzo sembrava a fine corsa. Avevamo però detto che non si vedevano segnali d'inversione di tendenza. Ora la possibilità che Donald Trump  decida di abbandonare l'accordo con l'Iran sta facendo lievitare ulteriormente il prezzo dell'oro nero. Stamattina il futures esce da una fase di consolidamento e si impenna sopra i 70 USD. Da inizio aprile a Wall Street il settore petrolio e quello dell'energia in generale sono in forte rialzo e stanno sostenendo il mercato. È quindi probabile che nei prossimi giorni l'S&P500 continui a salire in direzione dei 2700 punti. Il rialzo del prezzo del petrolio ha una forte componente speculativa. A medio / lungo termine é destinato a fallire ed inciampare sulla differenza tra domanda e offerta. Nell'immediato é però probabile che il prezzo salga - Donald Trump comunicherà la sua decisione sabato 12 maggio e la tensione sta salendo anche perché l'Amministrazione americana lancia segnali chiari - il deal lascia troppo margine di manovra agli iraniani senza contropartite per i Paesi signatari e gli Stati Uniti in particolare e di conseguenza va cancellato.

Stamattina, petrolio a parte, non notiamo novità di rilievo. Il Nikkei guadagna il +0.12% - Shanghai é in forte rialzo (+1.3%). Il future sull'S&P500 sale a 2672 punti (+9 punti). Le borse europee apriranno al rialzo. L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3560 punti - gli indici azionari europei apriranno con guadagni dell'ordine del +0.3%. Il cambio EUR/USD scivola a 1.1950 e probabilmente sta aiutando i listini europei. Le premesse sono per una seduta positiva anche se sarà molto difficile fare ulteriori progressi dopo la buona apertura.

Commento del 5-6 maggio

Rally a Wall Street senza volumi e partecipazione - il rialzo é destinato a fallire per eccesso di ottimismo

Settimana scorsa le borse europee hanno sfruttato il +1%/+2% di potenziale di rialzo che gli avevamo attribuito nell'analisi di domenica scorsa grazie al rafforzamento dell'USD e la caduta del cambio EUR/USD da 1.2125 a 1.1960 (-1.36%). L'S&P500 ha invece marciato sul posto - fino a giovedì ha testato il supporto a 2600 punti e ha toccato un minimo a 2594 punti. Venerdì il rapporto sul mercato del lavoro americano ad aprile ha provocato un calo dei tassi d'interessi e un rally in borsa. L'S&P500 é risalito a 2663.42 punti (+1.28%) e la performance 2018 é tornata praticamente in pari (-0.38%).
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 46.6% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 51.09. Per il momento non si deliena nessuna nuova tendenza. Verso il basso l'S&P500 é assicurato dalla fascia di supporto a 2550-2600 punti - l'indice ha toccato brevemente un minimo annuale il 9 febbraio 2538 punti - il 2 aprile c'é stato un secondo tuffo fino ai 2553 punti. Tra aprile e maggio ci aspettavamo l'inizio di una sostenibile fase di rialzo - non ci sono però ancora le premesse. Il mercato oscilla sballottato dalla speculazione - i traders passano velocemente dal pessimismo all'ottimismo e le posizioni long o short vengono subito abbandonate dopo delle fiammate di pochi punti in percentuale. I dati sulla partecipazione mostrano chiaramente la mancanza di potere d'acquisto e di pressione di vendita - i volumi sono modesti. Il rally di venerdì a Wall Street dovrebbe avere una breve continuazione ma molto probabilmente non si trasformerà in un sostenibile rialzo.
Siamo invece incerti per quel che riguarda lo sviluppo delle borse europee. Venerdì il FTSE MIB (+1.12% a 24335 punti) ha chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo annuale. Ha raggiunto questo risultato malgrado che il settore bancario europeo (SX7E +0.04% a 128.91 punti / performance settimanale -0.37%) non abbia particolarmente brillato. La borsa italiana si é emancipata dal settore finanziario - questo é un ulteriore segnale di forza. Anche il DAX (+1.02% a 12819 punti) e l'Eurostoxx50 (+0.61% a 3550 punti) hanno subito compensato il calo di giovedì e sono tornati a ridosso dei massimi a 60 giorni e delle resistenze. Facciamo fatica capire le intenzioni delle borse europee. Il rialzo a corto termine é intatto e non vediamo nessun segnale d'inversione di tendenza.
Gli analisti tecnici lavorano normalmente coi grafici e con tre gruppi di indicatori - partecipazione, momentum e sentiment (psicologia). Gli indicatori funzionano bene se esistono abbastanza dati a disposizione riguardanti un grande numero di titoli. In Europa molti di questi dati mancano e gli indici comprendono pochi titoli - é difficile avere informazioni significative da DAX (30 azioni), SMI (30 azioni), il FTSE MIB (40 azioni) o Eurostoxx50 (50 azioni). È ovvio che le analisi basate sull'S&P500 (500 azioni) o su tutti i titoli trattati al NYSE, Amex a Nasdaq (6980) hanno maggiore valenza e danno migliori risultati. In Europa spesso viaggiamo a vista e cerchiamo di individuare massimi o minimi basandoci sulle correlazioni con la borsa americana o su ipercomperato e ipervenduto. Talvolta questo metodo non funzione. In particolare é possibile che ora il rialzo delle borse europee continui lentamente mentre la borsa americana marcia sul posto. L'analisi tecnica ci dice che molto probabilmente l'S&P500 non é all'inizio di una sostenibile fase di rialzo - crediamo che già settimana prossima l'S&P500 debba ricadere e testare pesantemente la fascia di supporto a 2550-2600 punti. Non siamo sicuri che l'Europa seguirà. È possibile che l'Eurostoxx50 e colleghi si fermino semplicemente a consolidare e che poi ricomincino a salire con l'S&500 quando questo ripartirà al rialzo dai 2550-2600 punti. Il cambio EUR/USD é un'incognita. Venerdì é sceso fino a 1.1911 prima di tornare a 1.1960. Secondo noi deve fare una lunga pausa intorno a 1.20. La rotazione verso il basso della MM a 50 giorni e la dinamica rottura del supporto a 1.20 mostrano però che la speculazione si é di nuovo gettata nel mercato delle divise. Non possiamo escludere un accanimento e una caduta fino a 1.16 malgrado che non esistono le premesse fondamentali.
Se il cambio scende le borse europee saliranno malgrado che la borsa americana non si muoverà.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.81% a 3550 punti              
DAX                         +1.90% a 12819 punti
SMI                          +0.69% a 8903 punti
FTSE MIB                  +1.70% a 24335 punti
S&P500                    -0.24% a 2663.42 punti
Nasdaq100               +1.69% a 6769 punti

Venerdì le borse europee hanno terminato la seduta con consistenti guadagni e sui massimi giornalieri. La tendenza a corto termine é al rialzo e per ora non si vede la fine. Il movimento può venir rallentato da ipercomperato e dal bordo superiore delle Bollinger Bands ma non vediamo nessuna importante divergenza e nessun segnale d'inversione di tendenza. L'Eurostoxx50 (3550 punti) venerdì alle 22.00 valeva 3557 punti. È probabile che le borse europee settimana prossima continuino moderatamente a salire.

L'S&P500 americano giovedì é rimbalzato dal supporto. Venerdì ha continuato la salita grazie ai dati sul mercato del lavoro che mostrano come l'economia é in crescita senza spinte inflazionistiche da parte di occupazioni e salari. L'S&P500 ha aperto a 2616 punti é salito costantemente fino alle 20.30 quando ha toccato un massimo a 2670 punti. Sul finale é lentamente calato a 2663.42 punti (+1.28%). Apple (+3.92%) é balzata su un nuovo massimo storico ed ha stimolato il settore tecnologico (Nasdaq100 +1.89% a 6769 punti). Tutti i settori hanno però partecipato al rialzo. Malgrado l'eccesso e la forte speculazione anche il prezzo del petrolio (69.72 USD/barile, +1.29) é ancora riuscito a guadagnare terreno malgrado il nostro scetticismo - ovviamente le azioni del settore energia ne hanno approfittato. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5248 su 1733, NH/NL a 678 su 455 e volume relativo a 0.85. Notate la deludente partecipazione con una debole espansione dei nuovi massimi a 30 giorni ed i volumi in calo e sotto la media di lungo periodo. I problemi maggiori del rally sono però a livello di sentiment. La volatilità VIX é scesa a 14.77 punti (-1.13) mentre la CBOE Equity put/call ratio é risultata bassa a 0.55. Riappare la sindome di eccesso d'ottimismo e di speculazione al rialzo. Il rally é quindi destinato a fallire. Esiste unicamente un piccola probabilità che i tempi stiano cambiando - se la VIX resta sotto i 15 punti e scende nuovamente in direzione dei 10 punti, come l'anno scorso, il rialzo dell'S&P500 potrebbe inaspettatamente continuare.
Noi non ci crediamo. Le Bollinger Bands sull'S&P500 scorrono a 2612-2708 punti. Nell'analisi dei COT notiamo che i Commercials restano short e non cambiano idea. Siamo quindi convinti che l'S&P500 debba ancora una volta tuffarsi nel range 2550-2600 punti. Dopo una lunga oscillazione in laterale non basterà però una breve caduta per avere ipervenduto e panico - ci vorrebbe un mini crash...
Sembra allora che questa fase di indecisione tra i 2600 ed i 2700 punti di S&P500 debba ancora durare al lungo.

Commento del 4 maggio

L'S&P500 testa il supporto a 2600 punti - questa fase non é ancora finita

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa. È la logica conseguenza della situazione tecnica di un rialzo di corto termine troppo esteso che si scontra con le resistenze. Inoltre sono venuti a mancare due sostegni importanti. La borsa americana era in calo - ieri sera l'S&P500 é finalmente sceso sui 2600 punti. Inoltre la caduta del cambio EUR/USD si é fermata - ieri il cambio si é stabilizzato a 1.1985 - ci sono state ancora del vendite che lo hanno fatto ridiscendere a 1.1950 - non c'é però stato un nuovo minimo mensile e poi é seguito un rimbalzo.
L'Eurostoxx50 é sceso a 3529 punti (-0.69%) - é semplicemente tornato nel range 3500-3550 punti e la RSI é caduta 7 punti riallontanandosi dai 70 punti che segnalano ipercomperato. Il DAX (-0.88%) ha svolto una seduta in trading range. È stato respinto verso il basso dal bordo superiore delle Bollinger Bands e ha perso circa la metà dei guadagni di mercoldì. Il FTSE MIB (-0.83% a 24064 punti) é sceso di 201 punti ma é rimasto sopra i 24000 punti.
Questa seduta negativa non significa ancora nulla. Non ha fatto danni al trend - non ci sono segnali di vendita o d'inversione di tendenza. Per ora sembra unicamente che le borse euopee vogliano fare una pausa di consolidamento. Per ricominciare a salire ci vuole però una spinta. Non crediamo che questa possa venire da cambi o tassi d'interesse - resta solo l'America - vediamo cosa é successo a Wall Street.

Finalmente l'S&P500 (-0.23% a 2629.73 punti) ha testato il supporto sui 2600 punti. L'S&P500 ha aperto in gap down a 2622 punti ed é sceso fino ad un minimo a 2594 punti. Ha passato la MM a 200 giorni (2615 punti) e i 2600 punti senza problemi. Solo dopo la classica marginale e falsa rottura al ribasso ha reagito ed é risalito ad ondate. Verso le 19.30 é tornato sui 2633 punti e poi fino alla chiusura é oscillato tra i 2626 ed i 2637 punti. Si é fermato a 2629 punti. A prima vista questo sembra un test riuscito del supporto - l'hammer sul grafico sembra la classica figura d'inversione di tendenza. Non pensiamo però che la storia sia finita qui. A livello di sentiment mancano completamente le premesse per l'inizio d una sostenibile fase di rialzo. Ieri la VIX si é impennata a 18.66 punti ma poi é tornata a 15.90 punti (-0.07) - gli investitori sono troppo ottimisti. Tutti sono convinti che dai 2600 punti si risale - nessuno ha "mollato" la presa e i traders sono rimasti long. Chi dovrebbe comperare ora? Dalle statistiche trapela che adesso sono solo i massicci buy back delle aziende a sostenere i listini. Sappiamo dove vanno a finire i soldi della riforma fiscale voluta da Donald Trump!
La CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.76 - questo mostra un certo nervosismo ma nulla più - é il minimo di reazione considerando che il mercato azionario americano sta testando importanti supporti di lungo periodo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2735 su 4238, NH/NL a 415 su 723 (pochi) e volume relativo a 1.0. Il mercato é sceso sul supporto e ha reagito con volumi nella media e senza un aumento della pressione di vendita. Il test del supporto é stato unicamente un tastare e saggiare il terreno - un vedere quale é la reazione dei rialzisti. La reazione c'é stata ma é solamente bastata per un rimbalzo di 35 punti e per chiudere la giornata con una leggera perdita di 6 punti. Siamo convinti che nei prossimi giorni i ribassisti ci riproveranno - la VIX deve salire parecchio e non solo avere un breve sussulto.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2628 punti (-3 punti). Il rimbalzo di ieri non ha per ora una continuazione. Le borse asiatiche sono in leggero calo (Nikkei -0.16%, Shanghai -0.2%). L'Eurostoxx50 vale ora 3536 punti. Le borse europee devono scontare la reazione positiva della borsa americana e apriranno stamattina con un guadagno di circa il +0.3%. Oggi é l'ultima seduta della settimana e non crediamo che possa succedere molto. Le borse dovrebbero chiudere senza sostanziali variazioni. Solo il rapporto sul mercato del lavoro americano ad aprile che verrà pubblicato alle 14.30 potrebbe creare scompiglio a fornire argomenti per ulteriori vendite.

Commento del 3 maggio

Europa al rialzo, America al ribasso - come spiegare questa divergenza che sembra perdurare?

Ieri Eurostoxx50 (+0.50% a 3553 punti), DAX (+1.51% a 12802 punti) e FTSE MIB (+1.19% a 24265 punti) hanno toccato dei nuovi massimi a 60 giorni - per la borsa italiana questo corrisponde anche al nuovo massimo annuale. La tendenza a corto termine delle borse europee é al rialzo - grafici ed indicatori avevano segnalato (vedi commento dell'ultimo fine settimana) che dopo il consolidamento esisteva ancora un +1/+2% di spazio verso l'alto. Ora però il movimento é decisamente troppo esteso. L'Eurostoxx50 ha raggiunto l'obiettivo massimo a 3550 punti, il DAX si scontra con il bordo superiore delle Bollinger Bands (12806 punti) e il FTSE MIB é nuovamente ipercomperato dopo la classica marginale rottura al rialzo. Segue ora una correzione? Ancora non sembra. Gli indicatori segnalano eccessi ma niente suggerisce che un'inversione di tendenza é imminente.
Sarebbe tutto molto più facile e chiaro se America ed Europa si stessero muovendo in sincronia e se valesse l'abituale correlazione. Invece da circa due settimana c'é una strana divergenza. La performance 2018 dell'S&P500 (-0.72% a 2635.67 punti) é del -1.42% - quella dell'Eurostoxx50 é passata al +1.50%. C'é una differenza del 3% circa. A prima vista questo effetto é stato provocato dai cambi. L'EUR/USD a metà aprile era ancora a 1.24 - ieri é caduto fino a 1.1938 di minimo e torna stamattina a 1.1980. Questi 4 cts sono poco più del 3% - il conto sembra tornare. Se come pensiamo il cambio deve tornare sopra gli 1.20 e stabilizzarsi questa divergenza tra Wall Street e l'Europa deve sparire. Speriamo che sia così perché per il momento non sappiamo bene quale scenario seguire (rialzo europeo o ribasso americano). Le borse europee devono ora scontrarsi con numerosi ostacoli - devono quindi consolidare o correggere ma la tendenza resta fino a prova contraria al rialzo. Invece l'S&P500 si sta avvicinando al decisivo test del supporto sui 2600 punti con investitori ancora piuttosto ottimisti e incuranti del pericolo. Finora avevamo sempre sperato che questo test avvenisse con ipervenduto e panico e che quindi ci sarebbe stato un solido minimo come base per un successivo rialzo di medio termine. Questo scenario corrisponde anche al consenso tra gli analisti tecnici. Come al solito esiste però l'alternativa - sul grafico dell'S&P500 si delinea un grande cuneo discendente con l'apice sul massimo annuale e con base sui 2550 punti. Una rottura al ribasso da questa formazione grafica ha un obiettivo teorico sui 2250 punti.
Il nostro scenario favorito resta però quello originale. L'S&P500 testa nei prossimi giorni con successo il supporto a 2600 punti mentre le borse europee correggono. Poi tutto sale ancora per 3-4 settimane. Il cambio EUR/USD torna nel range 1.20-1.22 e le borse europee sottoperformano cedendo il vantaggio accumulato nelle ultime due settimane. Poi a giugno allacciamo le cinture di sicurezza...

Ieri la borsa americana ha aspettato fino alle 20.00 l'esito della riunione della FED. L'S&P500 ha aperto a 2651 punti ed é oscillato stancamente in laterale tra i 2643 ed i 2653 punti. La Banca Centrale americana ha lasciato i tassi d'interesse invariati e non ha detto nulla di nuovo. L'S&P500 si é brevemente impennato fino a 2660 punti e poi é sceso fino al minimo a 2631 punti. Ha chiuso dopo un breve imbalzo a 2635.67 punti (-0.72%). Il Nasdaq100 (-0.56% a 6644 punti) ha contenuto le perdite grazie al balzo di Apple (+4.42%) dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali. La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3351 su 3516, NH/NL a 608 su 401 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita solo a 15.97 punti (+0.48) - poco considerando come l'S&P500 si avvicina inesorabilmente al supporto a 2600 - 2614 punti (MM a 200 giorni). Avrete forse notato che ieri la VIX é scesa fino a 14.75 punti per poi rimbalzare con energia - il supporto a 15 punti funziona. La CBOE Equity put/call ratio é nella norma a 0.65.
Le Bollinger Bands dell'S&P500 scorrono a 2606-2711 punti e si stanno restringendo - un movimento dinamico si avvicina.

Stamattina la borsa giapponese é chiusa. Shanghai sta guadagnando il +0.4%. Il future sul'S&P500 é  2630 punti (+2 punti). Manca un'ora all'apertura dei mercati europei. L'Eurostoxx50 vale ora 3550 punti - le borse europee sembrano voler ignorare il calo di ieri sera a New York e apriranno praticamente invariate (-0.10%). Notiamo con interesse che il cambio EUR/USD risale a 1.1985 - non vuol dire però ancora molto visto che normalmente le vendite appaiono nel pomeriggio.
In teoria la seduta odierna in Europa ed America dovrebbe essere negativa. In mancanza di notizie importanti le borse potrebbero però decidere di fare semplicemente una pausa.

Commento del 2 maggio

Borse europee chiuse - S&P500 fermo - tecnologia top, DJ Industrial e DJ Transportation flop

Mentre in Europa le borse sono rimaste chiuse in occasione della festa del lavoro, a Wall Street si é operato normalmente. È stata una seduta di pausa e di assestamente in preparazione di due importanti eventi. La pubblicazione, ieri sera dopo la chiusura dei mercati finanziari, dei risultati trimestrali di Apple (+2.32%) e l'odierna seduta della FED. L'S&P500 (+0.25% a 2654.80 punti) ha guadagnato 6 punti. Questo risultato sembra però casuale ed é stato provocato unicamente da una strana impennata nell'ultima ora di contrattazioni. Per la maggior parte della giornata l'indice é rimasto in negativo e ha toccato un minimo a 2625 punti. Il test del supporto a 2600 punti avverrà nei prossimi giorni.
I traders hanno scelto di comperare la tecnologia (Nasdaq100 +1.16% a 6682 punti) e gli AGMAF che hano tutti guadagnato più dell'1%. Considerando quanto osservato nelle scorse settimane questa scelta é sconsiderata. Prima degli earnings le azioni salgono ma dopo abbiamo sempre assistito a prese di beneficio. Ieri sera Apple ha presentato dei solidi risultati e gli investitori hanno apprezzato l'aumento del dividendo e l'annuncio di un ulteriore programma di riacquisto di azioni proprie. Nei dati non vediamo però nulla di entusiasmante - i prodotti di Apple sono maturi e la società fatica a incrementare i volumi di vendita e la cifra d'affari - i margini sono in calo. Probabilmente oggi seguiranno le vendite dopo il balzo delle ultime due sedute.
L'S&P500 ha aperto in gap down ma come spesso succede nelle ultime settimane il gap é stato chiuso già durante la seduta. L'indice é sceso in due ondate a 2625 punti di minimo. Poi é risalito lentamente in pari e sul finale ha ancora guadagnato una decina di punti ed ha chiuso sul massimo a 2654.80 punti. Non bisogna però farsi ingannare da tecnologia e S&P500 - la seduta in generale é stata equilibrata con A/D a 3500 su 3454, NH/NL a 324 su 760 (in sensibile aumento...) e volume relativo a 0.95. Notiamo il calo del DJ Industrial (-0.27%) e del DJ Transportation (-0.34%). A livello di sentiment i segnali sono misti - la volatilità VIX é scesa a 15.49 punti (-0.44) mentre la CBOE Equity put/call ratio era relativamente alta a 0.68.
L'S&P500 si é comodamente assestato al centro delle Bollinger Bands (2607-2711 punti), poco sotto la MM a 50 giorni (2684 punti) ormai piatta e poco sopra la MM a 200 giorni (2613 punti) ancora il lento aumento. La performance 2018 é del -0.70%. Indovinare la prossima sostenibile tendenza non é facile - se finalmente ci fosse un test del supporto sui 2600 punti e se come pensiamo questo si rivelasse solido l'S&P500 non potrebbe poi che salire.
Oggi si riunisce la FED - stasera alle 20.00 dovrebbe comunicare le sue decisioni. Dovrebbe lasciare i tassi d'interesse invariati. Il prossimo aumento di +0.25% é previsto solo a giugno. I commenti di Jerome Powell sulla situazione economica negli Stati Uniti ed sulle eventuali implicazioni sulla politica monetaria potrebbero influenzare i tassi d'interese e di riflesso cambi e borsa.
Il cambio EUR/USD ieri é caduto sul supporto a 1.20. È sceso brevemente sotto questa barriera e ha toccato un minimo a 1.1981. Stamattina é a 1.20. Prevediamo su questo livello un assestamento. Il trend a corto termine é al ribasso ed il momentum é forte - é quindi possibile che i traders cerchino nell'immediato di far scendere il cambio marginalmente più in basso. La tendenza di fondo é però neutra e un minimo intermedio sull'oro suggerisce la presenza (o la vicinanza) di un minimo intermedio anche sul cambio EUR/USD.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2651 punti (-1 punto) - in teoria l'indice perde quasi 4 punti. Il Nikkei ha perso il -0.22% - Shanghai lo sta imitando (-0.2%). Le borse europee sono al rialzo - apriranno con guadagni intorno al +0.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3535 punti (+17 punti). La debolezza dell'EUR si riflette positivamente sulla borsa. Stamattina gli indici potrebbero guadagnare ancora qualche punto ma poi devono sgonfiarsi.

Commento del 1. maggio

S&P500 (2648 punti) - Terzo e decisivo tentativo di rottura sotto la media mobile a 200 giorni (2612 punti)

Ieri le borse europee hanno guadagnato qualche punto. L'Eurostoxx50 ha raggiunto un massimo mensile a 3536 punti (+0.50%). Non si é però trattato di un movimento convincente. Più che altro gli indici si sono mossi per inerzia. I traders hanno visto che i futures americani salivano e che il cambio EUR/USD scendeva (1.2070) - la logica conseguenza era che le borse europee dovevano salire. Nessun indice però ha superato un livello determinante. Il DAX tedesco (+0.25% a 12612 punti) resta bloccato intorno ai 12600 punti - li ha toccati per la prima vota il 17 aprile e da allora non é più riuscito a fare progressi. Il FTSE MIB italiano (+0.22% a 23979 punti) é fermo a ridosso dei 24000 punti e ha perso la forza relativa - non riesce più a sovraperformare il resto dell'Europa. L'SMI (+0.49% a 8889 punti) sta tornando in forma grazie al fatto che il settore farmaceutico sta ritrovando il favore degli investitori - l'indice é però fermo a ridosso della fascia di resistenza a 8900-9000 punti.
In generale le borse europee stanno consolidando. Gli indici azionari sono tornati sopra le MM a 50 giorni che stanno lentamente girando verso l'alto. Il quadro tecnico é costruttivo. La tendenza di fondo é però neutra ed il potenziale di rialzo é modesto. Al momento non sembra prepararsi nessun movimento significativo.

Ieri a Wall Street ci aspettavamo una seduta in pari o positiva. Prima dell'apertura i futures erano in guadagno e non avevamo notato nulla che potesse provocare delle vendite. Ci siamo sbagliati e ce ne siamo accorti velocemente osservando la volatilità VIX. Dai 15.41 punti di venerdì pensavamo che la VIX sarebbe scesa sul supporto a 15 punti prima di ripartire al rialzo. È quello che é successo ma la reazione é avvenuta nello spazio di ore invece che di giorni. Ieri la VIX é scesa in apertura a 15.13 punti mentre l'S&P500 saliva sul massimo giornaliero a 2683 punti. Poi la VIX (15.93 punti, +0.52) ha cominciato salire e l'S&P500 (-0.82% a 2648.05 punti) a scendere...
A questo punto é evidente che ieri sera la borsa americana ha avuto una seduta negativa. Gli indici hanno chiuso sui minimi giornalieri e con vistose perdite distribuite su tutto il listino. Osserviamo con interesse che prima della pubblicazione dei risultati trimestrali le azioni salgono - lo si é visto ancora ieri con Apple (+1.81%) che comunicherà gli utili oggi dopo la chiusura. Dopo ci sono in generale prese di beneficio che durano parecchi giorni malgrado risultati convincenti e sopra le stime degli analisti. È evidente che gli investitori non sono molto ottimisti riguardanti il futuro - usano il momento buono per vendere pensando ovviamente che questa crescita degli utili non é sostenibile.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2677 punti ed é inizialmente salito a 2683 punti. Poi il gap é stato chiuso. L'S&P500 é sceso ma non si é fermato sui 2670-2675 punti, come pensavamo noi, ma é caduto decisamente più in basso. Verso le 20.00 ha raggiunto i 2655 punti, si é fermato fino a poco prima della chiusura e sul finale si é tuffato a 2648 punti. Anche la tecnologia (Nasdaq100 -0.76% a 6605 punti) ha seguito. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2272 su 4712, NH/NL a 603 su 475 e volume relativo a 1.0. A livello di sentiment gli investitori non si sono lasciati molto influenzare da questo calo (VIX a 15.93, CBOE Equity put/call ratio a 0.61).
Nell'immediato i ribassisti hanno preso l'iniziativa e la logica conseguenza é che l'S&P500 deve tornare a testare i 2600 punti. La MM a 200 giorni, che é il punto di riferimento, é a 2612 punti. Anche l'ultimo minimo del 25 aprile é a 2612 punti. Questo sarà il terzo tentativo di rottura - sarà decisivo. Noi pensiamo che in una maniera o nell'altra l'S&P500 ripartirà al rialzo. Lo farà formando base sui 2600 punti oppure dopo una falsa rottura al ribasso con un pò di panico ed ipervenduto.

Oggi le borse cinesi ed europee (con l'eccezione della Gran Bretagna) sono chiuse in occasione della festa del lavoro. Il Nikkei ha guadagnato il +0.18%. Il future sull'S&P500 alle 09.00 é a 2649 punti (+2 punti). Vi invitiamo a leggere i commenti sugli indici americani che pubblichiamo come d'abitudine alle 14.00 per sapere cosa dovrebbe succedere stasera a Wall Street.

Aggiornamento del 30 aprile

Feste e scarsi volumi

Stamattina mancano punti di riferimento. In Giappone e Cina é un giorno di festa - le borse sono chiuse. Vediamo solo che i futures salgono più dell'1% - entro domani però la situazione potrebbe cambiare. Il future sull'S&P500 é a 2680 punti (+8 punti). Questo darà l'impostazione all'apertura in Europa. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con plusvalenze intorno al +0.5%. Non crediamo che faranno ulteriori progressi anche perché domani, 1. maggio, c'é la festa del lavoro. Oggi traders e speculatori cercheranno di non prendere rischi e i volumi saranno modesti.
Sarà interessante vedere come gli indici si comporteranno in vicinanza delle resistenze - le più vicine sono i 12600-12660 punti di DAX ed i 24000 punti di FTSE MIB - i 3550 punti di Eurostoxx50 per oggi sono troppo lontani.

Commento del 28-29 aprile

Senza un esaurimento del ribasso non può esserci rialzo - la speculazione fà oscillare gli indici ma non crea tendenza

Tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio le borse hanno avuto una veloce, brutale e profonda correzione. Dopo questa forte spinta di ribasso esistevano parecchie opzioni. Le borse potevano essere all'inizio di una correzione di medio termine che avrebbe fatto scendere gli indici molto più in basso. Oppure dopo un esaurimento del ribasso con panico e ipervenduto le borse potevano ricominciare a salire e riattaccare i massimi annuali. Invece le borse hanno deciso di fermarsi - ci sono state delle brevi e fugaci spinte di rialzo e di ribasso causate dalla speculazione ma in linea di massima gli indici azionari si stanno muovendo tra il massimo annuale del 23-26 gennaio ed i minimi del 9 febbraio. Le borse europee sono ancora rimbalzate due volte sui minimi toccando dei nuovi minimi annuali marginali. Da febbraio però la tendenza di fondo dei mercati azionari é diventata neutra e per il momento non si delinea nessun cambiamento. Ribadiamo che "la situazione tecnica generale però non cambia. Non vediamo rischio di ribasso e lo sviluppo più probabile a medio termine é una ripresa del rialzo o una lunga distribuzione in laterale sui livelli attuali."
Dopo 9 anni di crescita economica tutti sanno che questo ciclo congiunturale si avvicina alla fine - le Banche Centrali stanno per forza abbandonando la politica monetaria estremamente espansiva e assistiamo ad una normalizzazione dei tassi d'interesse. Questo significa che i tassi d'interesse di mercato subiscono un aggiustamento, salgono e tornano ad essere positivi al saldo dell'inflazione. Questi fattori frenano le borse - non ci sono più ragioni per investire quando si avvicina un deterioramento delle condizioni economiche e monetarie. D'altra parte non c'é ancora bisogno di abbandonare i mercati azionari. L'economia é ancora in crescita, le società presentano dei buoni risultati trimestrali (anche se non bisogna dimenticare che questi dati riguardano il passato) e mancano alternative d'investimento. La conseguenza é che l'S&P500 (+0.11% a 2669.91 punti) non sale più - le probabilità che i 2872 punti del 26 gennaio rappresentino il top del bull market sono in lento e costante aumento. La borsa americana resta oscenamente cara ma nessuno osa abbandonarla. Il party si avvicina alla fine ma tutti continuano a godersi la festa convinti di potersene andare prima che succeda qualcosa di male. Hanno ragione nel senso che al momento sia tecnicamente che da un punto di vista fondamentale non appaiono gravi problemi all'orizzonte. Questo periodo d'incertezza può durare ancora settimane o mesi. Gli investitori giocano ancora alcune carte - preferiscono i settori di crescita come la tecnologia e si sentono più sicuri nel comperare mercati fondamentalmente meno cari e che sembrano rimasti indietro come il FTSE MIB italiano (performance 2018 +9.49%). Da inizio anno però i mercati azionari più importanti marciano sul posto (S&P500 -0.14%, Eurostoxx50 +0.41%) e non sembrano volersi muovere nel prossimo futuro. L'S&P500 (2670 punti) a corto termine potrebbe ricadere sui 2600 punti o continuare a salire fino ai 2720-2750 punti. Difficilmente però l'S&P500 uscirà da questo range senza un evento particolare in grado di destabilizzare il mercato.
Notiamo questa stabilità anche a livello di tassi d'interesse e di cambi. Il reddito dell'US Treasury Bond a 10 anni (2.959%) é tornato sotto il 3%. ed il cambio EUR/USD (1.2125), pur avendo rotto il supporto a 1.22 sembra in grado di difendere il range 1.20-1.25.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.69% a 3518 punti              
DAX                         +0.32% a 12580 punti
SMI                          +0.40% a 8843 punti
FTSE MIB                  +0.41% a 23927 punti
S&P500                    -0.01% a 2669.91 punti
Nasdaq100               -0.17% a 6656 punti

Venerdì il rally di giovedì ha avuto una breve continuazione. La spinta si é però velocemente esaurita e gli indici azionari, sia in Europa che in America, hanno chiuso lontani dal massimo giornaliero e con modesti guadagni.
L'Eurostoxx50 é salito a 3518 punti (+0.36%). Praticamente é oscillato per tutta la settimana intorno ai 3500 punti. Il DAX (+0.64% a 12580 punti) non riesce a superare i 12600 punti malgrado che gli indicatori ci dicono che la strada verso l'alto si é aperta. Il FTSE MIB (-0.47% a 23927 punti) é decisamente bloccato dai 24000 punti. Non riesce più a fare progressi in solitaria - l'ipercomperato viene lentamente riassorbito ma molto probabilmente per continuare a salire la borsa italiana ha bisogno l'aiuto di Eurostoxx50 e colleghi.
In generale le borse europee sembrano avere un 1%/2% di potenziale di rialzo - poi dovrebbero ricadere. Non vediamo le premesse tecniche per un sostenibile rialzo di medio termine.
L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3514 punti.

Venerdì a Wall Street ci aspettavamo una seduta tranquilla con gli indici a muoversi in pochi punti e chiudere senza sostanziali variazioni. In effetti, malgrado che la crescita del PIL americano nel primo trimestre dell'anno (+2.3%) sia stato superiore alle stime degli analisti, l'S&P500 (+0.11% a 2669.91 punti) ha marciato sul posto e anche il rally di giovedì della tecnologia (Nasdaq100 +0.10% a  6656 punti) non ha avuto un seguito.
L'S&P500 ha aperto in guadagno e sul massimo di giovedì a 2675 punti. Questo é stato però il massimo giornaliero. L'indice é caduto ad ondate fino ai 2659 unti, é risalito a metà seduta a 2675 punti e poi é oscillato in laterale tra i 2667 ed i 2675 punti fino alla chiusura a 2670 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3901 su 3017, NH/NL a 603 su 426 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 15.41 punti (-0.83) (vi ricordiamo che esiste un supporto intermedio a 15 punti) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata normale a 0.64. La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 46.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 53.86 punti.
Il prezzo del petrolio (68.10 USD/barile) questa settimana si é fermato sui 68 USD. Nel commento del 14-15 aprile vi avevamo detto che il prezzo (allora a 67.40 USD) aveva toccato un massimo intermedio - in effetti il rialzo si é fermato. Il prezzo del petrolio sembra però consolidare e per il momento non vediamo segnali d'inversione di tendenza.

L'unico indicatore che manda un segnale fuori dal coro viene dai COT. I Commercials sono da settimane decisamente short e continuano ad incrementare la posizione. Normalmente questi investitori nel medio termine sono giusti. Questo significa che secondo loro esistono più rischi di ribasso che potenziale di rialzo.

Martedì prossimo, 1. maggio, molte borse europee sono chiuse. In America invece questa festa non esiste.
I traders europei cercherano di non prendere rischi. I volumi lunedì saranno modesti poiché molti operatori saranno assenti - avranno approfittato dell'occasione per fare il ponte.

Commento del 27 aprile

Short covering rally - Facebook +9.06%

Mercoledì sera la correzione dell'S&P500 (+1.04% a 2666.94 punti) si era fermata a 2612 punti, poco sopra la media mobile a 200 giorni. La maggior parte degli operatori si aspettava finalmente un'accelerazione al ribasso - molti speculatori erano posizionati short. Dal supporto l'S&P500 é rimbalzato e ieri gli ottimi risultati trimestrali di alcuni colossi della tecnologia hanno innescato un short covering rally. Chi era short é stato obbligato ad abbandonare la scommessa, comperare e chiudere la posizione. Sintomatica é la reazione di Facebook (+9.06%). Il leader mondiale dei social media, da settimane sommerso dalle critiche per il mancato rispetto della privacy degli abbonati e per l'uso sconsiderato e vendita dei dati personali, ha presentato un utile trimestrale nettamente superiore alle stime degli analisti. Almeno a livello di redditività Facebook sembra aver superato la crisi senza danni. L'azione é balzata e l'effetto si é esteso a tutto il settore della tecnologia. Gli investitori hanno ricomperato gli AGMAF (Nasdaq100 +2.08% a 6649 punti) e hanno concentrato gli acquisti sulle società che la sera, dopo la chiusura, dovevano comunicare i risultati - Amazon (+3.96%), Microsoft (+2.11%), Intel (+3.25%) - evidentemente queste erano delle scommesse a breve e non degli investimenti.
Avrete intuito che ieri sera a Wall Street c'é stata una buona seduta. Questo rally sembra però unicamente una reazione al fatto che per il momento la borsa americana non é riuscita a scendere più in basso. Non crediamo che ora stia già iniziando l'attesa sostenibile fase di rialzo a medio termine. Crediamo piuttosto che nei prossimi giorni ci debba ancora essere un tentativo di ribasso. La base non é ancora completa.

Restiamo in America - torneremo dopo in Europa.
L'S&P500 ha aperto in positivo ed in gap up a 2649 punti. Da qui é salito ad ondate fino alle 21.00 quando ha toccato un massimo a 2679 punti. Sul finale é ricaduto a 2666.94 punti (+1.04%). La tecnologia ha trascinato il rialzo - per la cronaca notiamo che anche l'indice dei semiconduttori SOX (+2.09%) é rimbalzato ed ha contribuito al rally.
Non tutto é oro quel che luccica - non bisogna lasciarsi abbagliare dai guadagni dei maggiori indici poiché ci sono parecchie zone d'ombra e di debolezza. L'indice dei trasporti DJT ha perso il -0.90%. I dati della giornata sono buoni ma non entusiasmanti - A/D a 4701 su 2252, NH/NL a 581 su 416 e volume relativo a 1.0. Avrete sicuramente notato il deludente e debole aumento dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) - martedì erano 693... A livello di sentiment notiamo l'immediato riaffiorare dell'ottimismo - la volatilità VIX é caduta a 16.24 punti (-1.60) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.61 (sotto la media di lungo periodo a 0.63).

Ovviamente anche le borse europee hanno avuto una seduta positiva - non poteva essere altrimenti viste le premesse. Gli indici azionari hanno aperto in guadagno grazie alla buona tenuta di Wall Stret la sera prima. Sono saliti la mattina prima della riunione della BCE. Mario Draghi e colleghi non hanno deluso le aspettative - la BCE ha lasciato i tassi d'interesse invariati e ha dipinto un quadro positivo dell'economia. Draghi ha mantenuto la possibilità di ulteriori misure di stimolo monetario - il QE potrebbe essere prolungato oltre la scadenza di settembre. I Bonds hanno reagito con un rally, il cambio EUR/USD é caduto a 1.21 e le borse sono lievitate. New York ha fatto il resto.
Considerando tutti questi fattori positivi i guadagni a fine giornata sono modesti - l'Eurostoxx50 é risalito a 3506 punti (+0.58%) mentre il DAX é tornato a 12500 punti (+0.63%). Solo il FTSE MIB (+1.00% a 24039 punti) é nuovamente balzato sul massimo annuale.
Basta rileggere gli ultimi commenti tecnici per comprendere questa reazione.

Stamattina le borse scontano il rally di ieri sera a Wall Street ma nulla più. L'Asia non sembra farsi contagiare dall'ottimismo creato dall'incontro tra i leaders della Corea del Nord e del Sud. Il Nikkei ha guadagnato il +0.58%, Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2670 punti (-4 punti) - in pratica l'S&P500 guadagna ancora 3 punti. Ieri dopo la chiusura Amazon e colleghi hanno in effetti pubblicato utili in forte aumento e la prima reazione é stata positiva. L'entusiasmo sta però già sparendo - il future é salito fino a 2676 punti e poi si é sgonfiato.
L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3515 punti. Le borse europee apriranno con moderati guadagni. Oggi in agenda ci sono parecchi interessanti dati economici. Le borse sembrano però sopratutto trascinate da aspetti tecnici ed emozioni. Nelle prossime ore potrebbero estendere i guadagni. Poi dovrebbero ritornare sui loro passi. Per saldo gli indici dovrebbero oggi chiudere in positivo ma lontani dai massimi giornalieri.

Commento del 26 aprile

Rimbalzo tecnico dell'S&P500 dalla MM a 200 giorni - rotture su EUR/USD e US Treasury Bonds innervosiscono gli investitori

Ieri le borse europee si sono adattate alla caduta della borsa americana di martedì. I cali di settimana scorsa a Wall Street erano stati ignorati dagli europei. Ieri però resistenze e in parte ipercomperato hanno obbligato gli indici azionari europei a retrocedere. A prima vista questa sembra unicamente una normale seduta negativa che non ha fatto danni. Gli indici hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri con perdite tra il -0.70% e il -1.00%. È poco - d'altra parte però un indice come l'Eurostoxx50 (-0.71% a 3485 punti) ha cancellato i guadagni delle precedenti 5 sedute. Questo significa che il rialzo di corto termine, se non é finito, é per lo meno in stallo.   Il DAX (-1.02% a 12422 punti) martedì era stato respinto verso il basso dalla resistenza a 12600 punti. Ieri é caduto fino alla MM a 50 giorni (12302 punti) e al centro delle Bollinger Bands prima di risalire. Sembra che il consolidamento nei prossimi giorni possa svolgersi in questi 300 punti.
L'unico problema é che questi modesti ritracciamenti stanno facendo ruotare verso il basso gli indicatori di momentum. Questo significa che i rialzisti hanno solo alcune sedute di tempo per prendere fiato prima di riprendere l'iniziativa. In caso contrario il consolidamento durerà più a lungo e si trasformerà in una correzione minore. La situazione tecnica generale però non cambia. Non vediamo rischio di ribasso e lo sviluppo più probabile a medio termine é una ripresa del rialzo o una lunga distribuzione in laterale sui livelli attuali.
Ieri anche la borsa italiana é stata obbligata a fare un passo indietro. La resistenza a 24000 punti, l'ipercomperato e una seduta in Europa generalmente in calo hanno costretto il FTSE MIB (-0.97% a 23801 punti) ad una seduta negativa. Potrebbe essere l'inizio di una correzione ma non crediamo. Bisogna osservare le prossime due / tre sedute per saperlo. Il FTSE MIB ha chiuso lontano dal minimo giornaliero e questo é un segnale costruttivo. L'indice potrebbe fermarsi alcuni giorni sui 23700 punti e poi provare a ripartire al rialzo. Se però nelle prossime 5 sedute non riesce a toccare un nuovo massimo annuale é probabile che la correzione debba essere più lunga e profonda. L'ipotesi del doppio massimo sui 24000 punti non ci piace - é troppo ovvia e viene smentita dalle statistiche.

Ieri il cambio EUR/USD é caduto sotto la barriera degli 1.22. È sceso fino a 1.2160 e torna stamattina a 1.2180. Una rottura definitiva del supporto farà cadere il cambio fino agli 1.20. Gli investitori sono irritati - non sanno esattamente cosa significa questa debolezza dell'EUR e quali potrebbero essere le conseguenze. L'analista tecnico ammonisce chi già grida al ribasso. La rottura é marginale e già il 1. marzo scorso il cambio era brevemente sceso a 1.2155 per poi recuperare. La tendenza di fondo del cambio EUR/USD é neutra e non vediamo ragioni per un cambiamento - vedremo se oggi Mario Draghi ci fornirà degli argomenti fondamentali.
Un'altro motivo di nervosismo é la salita del reddito dell'US Treasury Bonds a 10 anni sopra il 3% - ora é a 3.03%. Abbiamo già trattato l'argomento in precedenti commenti. Noi crediamo che sarà ancora la deflazione a dominare negli anni a venire e non pensiamo che i tassi d'interesse debba sostanzialmente salire. D'altra parte ci aspettavamo a breve un'impennata del reddito sopra il 3% per provocare un'ultima ondata di vendite sull'S&P500 che sarebbe sfociata in un solido minimo a medio termine. Sembra che il momento non é ancora venuto. Ieri l'S&P500 ha deciso di fare un debole rimbalzo tecnico - vediamo come é andata.

Ieri le premesse a Wall Street erano per una seduta negativa. Nel pomeriggio i futures erano in netto calo e quattro candele rosse consecutive sul grafico dell'S&P500 unite alla pressione degli oscillatori non lasciavano presagire nalla di buono. Alcuni importanti indici erano però vicini alla media mobile a 200 giorni. Vi avevamo avvisati che da questi supporti poteva esserci una reazione ed é quello che é successo.
L'S&P500 ha aperto a 2633 punti ed é caduto fino al minimo a 2612 punti. La vicinanza della MM a 200 giorni a 2609 punti é stata sufficiente per stimolare i rialzisti. L'indice ha balzi irregolari é tornato a 2633 punti e dopo alcune ore a combinare nulla é salito a 2645 punti di massimo. Da qui é ricaduto una decina di punti e si é infine fermato a 2639.40 punti (+0.18%). Il Nasdaq100 ha chiuso in pari (+0.08% a 6514 punti). L'indice dei semiconduttori SOX (-0.12%) si é salvato sulla MM a 200 giorni. Abbiamo notato una buona reazione solo nel settore dei trasporti (DJT +1.04%).
La seduta al NYSE é stata negativa (!) con A/D a 3013 su 3915, NH/NL a 337 su 613 (solo in leggero aumento...) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scivolata a 17.84 punti (-0.18) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.70.
Quello di ieri sembra essere stato un tipico rimbalzo tecnico con modesti volumi da un ovvio supporto. È molto probabile che a breve ci sia ancora un spinta di ribasso in direzione dei 2600 punti di S&P500.

Oggi l'attenzione degli investitori é puntata sulla BCE che si riunisce per discutere la politica monetaria. I tassi d'interesse resteranno invariati. Mario Draghi dovrebbe però dare una previsione sulla crescita economica europea e fornire indicazioni sulla fine del QE. Oggi si incontrano i leaders della Corea del Nord e del Sud. Segnali di distensione potrebbero fornire impulsi positivi alle borse.
Stamattina il Nikkei giapponese sale del +0.49%. A Shanghai invece c'é un preoccupante cedimento (-2%). Il future sull'S&P500 é dato in pari a 2644 punti - in pratica il valore dell'indice sale di 5 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3490 punti. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.2%. Prevediamo che stamattina le borse si fermeranno in attesa di conoscere l'esito della riunione della BCE. Alle 14.30 Mario Draghi terrà la conferenza stampa. Crediamo che il QE verrà prolungato oltre la scadenza di settembre - la somma destinata agli acquisti mensili verrà però ulteriormente ridotta. Difficile dire se questa basterà a far tornare l'ottimismo tra gli operatori.

Commento del 25 aprile

L'S&P500 cade rispettando obiettivi e tempistica

Ieri le borse europee hanno marciato sul posto. La seduta é stata noiosa e di scarso interesse. La mattina gli indici sono saliti e hanno toccato in genere dei nuovi massimi mensili. Nel pomeriggio però sono caduti, hanno raggiunto un minimo poco dopo le 16.00 e sono rimbalzati sul finale. A fine giornata l'Eurostoxx50 (-0.06% a 3510 punti) ha perso un'inezia: 5 punti. L'indice azionario europeo ha toccato un nuovo massimo mensile a 3523 punti. Ha però chiuso in pari e al centro del range giornaliero. In pratica si é trattato di una seduta senza significati tecnici particolari. Non c'é nessun segnale che suggerisca la fine del rialzo e la presenza di un massimo intermedio - d'altra parte l'Eurostoxx50 fatica a fare ulteriori sostanziali progressi. Neanche il settore bancario (SX7E -0.30% a 131.58 punti) é riuscito a dare impulsi positivi. Il DAX (-0.17% a 12550 punti) ha nuovamente provato a superare i 12600 punti. È salito fino ad un massimo a 12647 punti e poi é stato rispedito verso il basso. Il DAX sembra non riuscire per ora a passare la resistenza a 12600 punti - di conseguenza é probabile che debba ridiscendere e cercare le forze per un altro tentativo. In questo caso dovrebbe tornare sui 12300 punti. Poi vedremo se si ferma semplicemente al centro delle BB e sulla MM a 50 giorni ormai piatta o se trova la motivazione per ritentare un rialzo. Preferiamo la seconda variante sulla base della nostra previsione sull'S&P500. Bisogna però pazientare qualche giorno. Il FTSE MIB (+0.22% a 24035 punti) ha guadagnato terreno. La plusvalenza di 53 punti é modesta ma importante - il FTSE MIB ha superato la barriera dei 24000 punti ed ancora una volta sovraperforma il resto dell'Europa. Ora l'indice di borsa italiano é decisamente ipercomperato ma esperienze del passato ci suggeriscono di non parlare subito di correzione. Spesso questi rialzi in solitaria e contro logica (considerando il caos a livello politico) possono durare più del normale poiché si alimentano con lo scetticismo. Più il FTSE MIB sale ora e più sarà pesante la successiva caduta.
In generale abbiamo l'impressione che l'Europa stia aspettando la fine del ciclo a medio termine della borsa americana. Gli indici devono consolidare ancora qualche giorno in attesa di un minimo significativo a Wall Street.

Ieri la borsa americana ha avuto una seduta decisamente negativa. Malgrado che questo é esattamente quello che ci eravamo aspettati
a livello di previsioni siamo rimasti sorpresi visto che le premesse per la giornata erano positive. Nel primo pomeriggio i futures erano in guadagno di circa un +0.5% grazie ai buoni risultati trimestrali di Google. Dopo la buona apertura però gli indici sono stati travolti da un'ondata di vendite. Sembra che gli investitori approfittino di buoni risultati trimestrali per prese di beneficio. Dopo la buona apertura l'azione di Google (-4.77% e -4.45%) é precipitata travolgendo il settore tecnologico (Nasdaq100 -2.10% a 6509 punti / Amazon -3.81%, Facebook -3.71%). La stessa sorte é toccata a Caterpillar (-6.20%). Sembra che gli speculatori abbandonino i titoli che hanno provocato il rialzo di aprile. È esattamente quello che ci vuole - eliminata la speculazione le borse troverano una solida base. Vedremo poi se da questa base sapranno ritrovare la via del rialzo.
L'S&P500 (-1.34% a 2634.36 punti) ha aperto a 2680 punti ed é salito subito sul massimo giornaliero a 2683 punti. Poi i ribassisti hanno preso il controllo delle operazioni. L'indice é sceso regolarmente fino ad un minimo a 2617 punti. Solo dopo le 20.30 l'S&P500 ha reagito ed é tornato a 2634 punti. Da giorni nelle ultime ore di contrattazioni gli indici azionari americani risalgono. Questo significa che ancora molti operatori comprano sul finale alla ricerca di un minimo - quando queste mani doboli saranno sparite esiste in effetti la possibilità di un solido minimo. Ci vuole una seduta con forti vendite, volumi e chiusura sul minimo per raggiungere questa situazione. Oppure un key reversal day. Vediamo - secondo gli oscillatori questo dovrebbe verificarsi a metà di questa settimana - non dobbiamo aspettare molto. L'obiettivo resta sui 2600 punti di S&P500.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2369 su 4566, NH/NL a 693 su 546 (entrambi in aumento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 18.02 punti (+1.68) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.68.
Manca un pò di ipervenduto ed un pò di panico per un solido minimo. Forse l'S&P500 nelle prossime una a due sedute deve cadere sotto i 2600 punti. Meglio aspettare - non c'é ragione per correre a comperare un mercato che accelera al ribasso con indicatori in deterioramento.

Stamattina prevalgono nuovamente i segnali negativi - il calo dei mercati é però contenuto. Le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei ha perso il -0.28%. Shanghai é in calo del -0.4. Il future sull'S&P500 stamatina presto era a 2628 punto. Ora é risalito a 2631 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3483 punti. Le borse europee accusano il colpo e apriranno con perdite intorno al -0.8%. Vedremo se nel corso della giornata ci saranno ulteriori vendite - questo é possibile negli Stati Uniti. Gli europei preferiranno attendere l'esito della seduta di domani della BCE prima di prendere iniziative.

Un'ultima osservazione rivolta ai nostri lettori più attenti ed esigenti. L'indice dei semiconduttori SOX (-0.82%) ieri ha perso meno del resto del mercato e ha fermato la sua caduta sulla media mobile (MM) a 200 giorni. Questo é un segnale costruttivo - é possibile che la correzione del settore della tecnologia sia vicino alla fine. Teniamo d'occhio il SOX!
Il reddito dell'USTBond decennale ha superato il 3% e ha raggiunto i 3.005%. Il mercato segue alla lettera il copione.

Commento del 24 aprile

Pausa a Wall Street - l'Europa lievita probabilmente a causa del calo dell'EUR

Ieri le borse europee sono scese poco dopo l'apertura - una reazione alla seduta negativa di venerdì scorso in America. Dopo una mezz'ora gli indici azionari sono però risaliti e a metà giornata erano in pari o in leggero guadagno. La sera c'é stata ancora un'impennata come conseguenza dell'indebolimento dell'EUR e di una buona apertura a Wall Street. Le borse europee hanno chiuso con modesti guadagni - l'Eurostoxx50 ha raggiunto un nuovo massimo mensile a 3515 punti (+0.54%) ed il FTSE MIB lo ha seguito (+0.64% a 23982 punti) mostrando l'ormai abituale forza relativa e sovraperformance.
L'Eurostoxx50 ha ignorato la debolezza delle ultime due sedute di settimana scorsa a New York ed é riuscito a guadagnare altri 21 punti. Il rialzo continua e si dimostra più robusto di quanto ci eravamo aspettati. Avevamo previsto che l'Eurostoxx50 poteva salire a 3500-3550 punti ma questa scollatura tra Europa ed America ci sorprende. Forse una conseguenza dell'ormai evidente divergenza a livello di politica monetaria e fiscale? Possibile visto che anche l'EUR sta perdendo terreno. L'Eurostoxx50 ha chiuso sul massimo giornaliero e quindi sembra che nei prossimi giorni l'indice possa salire più in alto. Al momento non c'é nessuna evidente barriera che può fermarlo (ipercomperato o resistenza) prima dei 3550 punti.
Il FTSE MIB ha guadagnato altri 153 punti e ha terminato la seduta sul massimo giornaliero e a ridosso dei 24000 punti. Come a gennaio e in numerose precedenti occasioni é probabile che ci sia una marginale rottura al rialzo sopra l'obiettivo e resistenza a 24000 punti prima che inizi una correzione. È però improbabile che il FTSE MIB possa continuare a salire ignorando resistenze ed ipercomperato (RSI a 72 punti). La correzione che comincerà nelle prossime sedute ci dirà se in seguito esiste ancora potenziale di rialzo e in caso affermativo quanto.
DAX (+0.25% a 12572 punti) e SMI (-0.01% a 8806 punti) da alcune sedute accumulano ritardo rispetto all'Eurostoxx50. Non stanno proseguendo il rialzo di corto termine ma stanno piuttosto imitando l'America e svolgendo una breve correzione. Ieri questi due indici hanno chiuso sul massimo ma non hanno fatto registrare un nuovo record mensile.
Tra Europa ed America esiste uno scollamento nel ciclo. A corto termine le borse europee sono a ridosso di importanti resistenze e sembrano vicine ad un massimo intermedio - in parte gli indici sono ipercomperati.
In America invece ci aspettiamo che questa settimana si verifichi un minimo significativo a medio termine. In seguito, se non c'é ancora una ormai improbabile un'ondata di vendite con panico e ipervenduto, si dovrebbe formare una base per una fase di rialzo a medio termine. È improbabile che America ed Europa si sviluppino in maniera divergente e quindi nei prossimi giorni dobbiamo trovare una soluzione. Al momento la variante più probabile é che l'S&P500 consolidi sui 2600+ punti per una decina di giorni mentre le borse europee svolgono una correzione minore e poi i due mercati ricominciano a salire assieme. La variante é che la scollatura continui favorita da una caduta del cambio EUR/USD (1.2210) - questo é possibile nel caso in cui il cambio rompesse il supporto a 1.22 e cadesse a 1.20.

Ieri sera l'S&P500 (+0.01% a 2670.29 punti) ha marciato sul posto. L'indice ha aperto in guadagno a 2675 punti. È lentamente salito fino a metà seduta a 2682 punti ed é poi con calma sceso fino al minimo a 2658 punti. Sul finale é tornato a 2670.29 punti. Il Nasdaq100 ha perso il -0.28% a 6648 punti - la differenza non é significativa. Qualcosa d'altro però ci preoccupa. Il settore dei semiconduttori (SOX -1.33%) é da metà marzo in una fase di ribasso che ieri ha raggiunto un punto critico. Da tre giorni il settore é in caduta libera e l'indice é sceso sulla media mobile a 200 giorni. Una rottura al ribasso sarebbe segnale di vendita a medio-lungo termine e avrebbe conseguenze negative per tutto il settore tecnologico. Potrebbe esserci una breve ondata di vendite da panico.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2942 su 3978, NH/NL a 562 (in sensibile aumento) su 419 e volume relativo a 0.8 (poco!). La volatilità VIX é scesa a 16.34 punti (-0.54) e la CBOE Equity put/call ratio era a 0.61 (di poco sotto la media). A livello di sentiment non ci sono cambiamenti.
Questa seduta non cambia la nostra previsione. L'S&P500 nei prossimi giorni dovrebbe scendere sui 2650 punti. Se il SOX rompe al ribasso o il reddito dell'USTBonds decennale (2.964%) si impenna decisamente sopra il 3% l'S&P500 potrebbe cadere al massimo fino ai 2600 punti. Poi dovrebbe iniziare una fase di rialzo con o senza formazione di base sui 2600+ punti.

Stamattina scriviamo il commento presto - le borse asiatiche sono ancora aperte. Il Nikkei sta guadagnando il +0.8% - Shanghai mette a segno un +1.8%. Il future sull'S&P500 é a 2679 punti (+8 punti). Le borse europee apriranno al rialzo. Stimiamo che l'Eurostoxx50 aprirà sui 3525 punti (+10 punti). Le premesse sono per una seduta positiva - sarà però difficile fare ulteriori sensibili progressi dopo la buona apertura. Il cambio EUR/USD (1.2210) sembra voler difendere il supporto a 1.22 - significa che oggi deve risalire e frenare le borse europee.

Aggiornamento del 23 aprile

Earnings

Nelle scorse settimana l'attenzione degli investitori si é concentrata su argomenti d'attualità come la crisi siriana, la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, le tensioni tra Russia e Gran Bretagna (e alleati) e lo scontro tra Stati Uniti e Corea del Nord. Questi temi hanno provocato volatilità ma poca tendenza - sono l'economia ed i risultati delle imprese a muovere le borse sul medio e lungo termine.
Questa settimana si dovrebbe ricominciare a considerare i fondamentali. Negli Stati Uniti la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese sta entrando nel vivo. Nei prossimi giorni i colossi della tecnologia presenteranno i loro numeri cominciando oggi con Google. Giovedì si riparlerà di politica monetaria, tassi d'interesse e QE - al termine della seduta della BCE Mario Draghi dovrebbe chiarire la sua posizione - la scadenza di settembre si avvicina.
In linea di massima dovremmo avere una settimana senza grandi variazioni. Nella prima parte dovrebbe esserci un moderato calo seguito da un recupero. Nei prossimi giorni si tratterà di capire se le borse hanno ancora del potenziale di rialzo fino all'estate o se invece si limiteranno ad oscillare in laterale nei range di febbraio-aprile. Al momento non vediamo rischi di ribasso.

Stamattina i mercati finanziari sono stabili e tranquilli. Le borse asiatiche marciano sul posto. Il Nikkei ha perso il -0.29% - Shanghai é in calo del 0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2676 punti (+5 punti). Le borse europee apriranno con un leggero guadagno - l'Eurostoxx50 vale ora 3497 punti (+3 punti). Probabilmente oggi avremo una seduta senza sostanziali variazioni.

Al momento l'attenzione degli analisti é concentrata sul reddito dell'US Treasury Bond decennale che é risalito al 2.97% e sfiora la barriera psicologica del 3%. Questa impennata é provocata da paura d'inflazione e dal timore che il debito statale americano, in forte aumento, non possa più essere rifinanziato a questo prezzo. Siamo convinti che sul lungo termine debbano ancora prevalere le forze deflattive. Non crediamo che siamo all'inizio di un periodo di forti rialzi del prezzo del denaro. Come spiegato nelle previsioni del 2018 si tratta unicamente di riportare i tassi d'interesse ad un livello normale - questo significa che i tassi d'interesse reali devono tornare ad essere positivi e remunerare il risparmio invece che penalizzarlo. Un'impennata a breve dei tassi d'interesse é però possibile e molto probabilmente in questo caso potrebbe esserci un breve tuffo dei mercati azionari. La scusa é buona.

Commento del 21-22 aprile

Minimo intermedio a metà di settimana prossima - successivamente rialzo con potenziale modesto ed incerto

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta tranquilla - si sono mosse in pochi punti e sui grafici risultano delle piccole candele con poco corpo. Degli indici che analizziamo l'Eurostoxx50 (+0.22% a 3494 punti) e il FTSE MIB hanno toccato dei nuovi massimi mensili. DAX (-0.21% a 12540 punti) e SMI (-0.29% a 8807 punti) hanno invece perso terreno e seguono il solco tracciato da Wall Street. Una settimana fà avevamo previsto l'inizio di una correzione. Avevamo basato questa previsione sull'S&P500 i cui oscillatori segnalavano l'imminenza di un massimo intermedio sui 2700 punti. In effetti l'S&P500 (-0.85% a 2670.17 punti) é salito ancora tre giorni e ha toccato un massimo mercoledì a 2717 punti. Il superamento della MM (media mobile) a 50 giorni e della resistenza a 2700 punti ha provocato un breve short covering e una classica falsa rottura al rialzo. Solo giovedì e venerdì sono tornate a prevalere le vendite e l'S&P500 é ricaduto - la performance settimanale é però moderatamente positiva.
Gli analisiti tecnici sono sempre alla ricerca di un trend da utilizzare per posizioni long o short. Esistono però dei periodi durante i quali la borsa semplicemente non va da nessuna parte. Da inizio anno l'Eurostoxx50 é sceso del -0.34% - l'S&P500 ha marciato sul posto con un -0.13%. Nell'immediato l'S&P500 dovrebbe scendere più in basso. Gli oscillatori non si sono ancora "scaricati". La pressione di vendita é però modesta. L'S&P500 dovrebbe toccare un minimo a metà di settimana prossima tra i 2650 ed i 2600 punti (forte supporto). La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 49.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 56.04. A lungo termine il mercato é decisamente toppish. Esiste ancora la possibilità che verso metà anno l'S&P500 salga a testare ed eventualmente migliorare marginalmente il massimo storico del 26 gennaio a 2872 punti. Le probabilità sono però in calo visto che il ribasso di febbraio-aprile non si é concluso con un solido minimo con panico ed ipervenduto. La mancanza di un solido minimo ha lasciato "vivi e vegeti" gli speculatori al ribasso che impediscono ora lo sviluppo di una robusta spinta di rialzo. Il rialzo di corto termine iniziato il 2 aprile dai 2554 punti di S&P500 é debole e fragile. Il mercato si muove con poca partecipazione e pochi volumi e manca di leadership. Da inizio aprile, oltre alla tecnologia, si é mosso molto bene il settore energia grazie ad un'impennata del prezzo del petrolio (WTI USD 68.40/barile). Ora questa spinta si é esaurita - secondo l'analisi tecnica é molto probabile che il prezzo del petrolio abbia toccato un massimo intermedio significativo. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.28% a 3494 punti              
DAX                         +0.79% a 12540 punti
SMI                          +0.36% a 8807 punti
FTSE MIB                  +2.14% a 23829 punti
S&P500                    +0.52% a 2670.17 punti
Nasdaq100               +0.59% a 6667 punti

La borsa americana sta correggendo. Quelle europee invece sembrano unicamente consolidare ad alto livello. Come spiegato nell'introduzione l'Eurostoxx50 é salito tutta la settimana e venerdì ha toccato un massimo mensile a 3505 punti. Il rialzo é in stallo visto che i progressi nelle ultime sedute sono stati minimi. Gli indici però non mostrano l'intenzione di voler correggere malgrado che siano vicino agli obiettivi (Eurostoxx50 a 3500-3550 punti, DAX a 12600 punti e FTSE MIB a 24000 punti). Sinceramente siamo perplessi - dobbiamo osservare come si comporta il mercato all'inizio di settimana prossima per poter decidere se il rialzo ha potenziale e ha abbastanza forza per permettere agli indici, dopo una pausa di consolidamento ed un eventuale ritracciamento, di superare le resistenze. Per ora solo il FTSE MIB (RSI a 70 punti) é ipercomperato. Probabilmente le dichiarazioni di Mario Draghi di venerdì hanno giocato un ruolo importante - secondo il capo della BCE la crescita economica ha raggiunto un picco. Questo fà sognare gli investitori poiché potrebbe significare che la politica monetaria estrememente espansiva potrebbe durare ancora degli anni e il QE non finirà come previsto finora a settembre. Come reazione l'EUR si é indebolito ed il cambio EUR/USD é sceso a 1.2290.
L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3490 punti - l'Europa sembra immune al calo della borsa americana.

Venerdì l'S&P500 ha aperto sul massimo a 2693 punti. È caduto ad ondate fino ai 2669 punti e poi per ore é oscillato in laterale tra i 2668 ed i 2677 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é sceso sul minimo a 2660 punti ed é risalito in chiusura a 2670.17 punti (-0.85%). La reazione della tecnologia (Nasdaq100 -1.58%) é stata più marcata. Questo settore non sovraperforma più il mercato - si muove unicamente con maggiore volatilità. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1931 su 4885, NH/NL a 397 su 393 (sensibile aumento dei nuovi minimi a 30 giorni!) e volume relativo a 1.0 (il calo é accompagnato da un'espansione dei volumi). La volatilità VIX é salita poco a 16.88 punti (+0.92) mentre la CBOE Equity put/call ratio é nella media a 0.65. Tutto lascia presupporre che la spinta di ribasso iniziata giovedì deve continuare ancora qualche giorno. Non dovrebbe però fare danni e non vediamo ragioni per una sostanziale accelerazione al ribasso. I cicli favoriscono un minimo significativo entro venerdì 27 aprile.
Giovedì prossimo si riunisce la BCE e si discuterà la politica monetaria. Mario Draghi lascerà i tassi d'interesse invariati. Potrebbe però segnalare la possibilità che il QE venga prolungato oltre la scadenza di settembre. Questo sarebbe uno stimolo per le borse europee che potrebbero terminare la fase di consolidamento.  

Commento del 20 aprile

Semplice pausa di consolidamento - secondo gli oscillatori ci aspettavamo di più

Ieri le borse europee hanno marciato sul posto. L'S&P500 (-0.57% a 2693.13 punti) invece ha trascorso tutta la seduta in negativo e ha terminato la giornata nuovamente sotto la barriera psicologica dei 2700 punti. L'indice americano ha però chiuso lontano dal minimo giornaliero a 2682 punti ed é rimasto sopra la media mobile (MM) a 50 giorni a 2687 punti. Il numero dei nuovi minimi a 30 giorni non é aumentato in maniera significativa (258) e non sembra apparire pressione di vendita. In generale le borse sembrano semplicemente consolidare prima di riprendere il rialzo. Strano - sulla base degli oscillatori ci aspettavamo una spinta di ribasso abbastanza intensa - vediamo se alla pause di ieri seguono oggi delle vendite più forti specialmente in Europa. Al momento non vediamo nulla di particolare. Non sembra prepararsi un ribasso mentre il rialzo é debole e fragile e non dovrebbe portare lontano.

L'Eurostoxx50 ha aperto a 3492 punti, ha toccato un massimo a 3495 punti ed un minimo a 3478 punti. Ha chiuso a 3486 punti (-0.12%) nella parte inferiore del range e e con una piccola perdita. La spinta di rialzo é per il momento finita ma non sembra esserci un'inversione di tendenza. Un lieve aumento dei tassi d'interesse sull'EUR ha invogliato gli investitori a comperare azioni di banche (SX7E +0.55% a 130.09 punti). Il DAX (-0.19% a 12567 punti) ha seguito l'Eurostoxx50 a ruota. Il FTSE MIB italiano (+0.14% a 23792 punti) ha ancora guadagnato 32 punti. Poco ma abbastanza per mostrare che il rialzo non vuole (ancora) fermarsi e che la borsa italiana gode ancora di forza relativa rispetto al resto dell'Europa. I 24000 punti sono però ormai vicini, la RSI supera i 70 punti ed i nodi politici stanno venendo al pettine. Prepariamoci ad una correzione.

La seduta a New York é stata negativa. Non ha però mostrato nulla di speciale - sembra un semplice passo indietro dopo giorni di progressi. L'S&P500 ha aperto a 2701 punti. Ha perso una manciata di punti ma subito é risalito a 2702 punti. Poi però le vendite hanno prevalso. L'S&P500 é sceso lentamente fino al minimo a 2681.90 punti e nelle ultime due ore di contrattazioni é risalito a 2693.13 punti (-0.57%). Come era logico aspettarsi il calo del Nasdaq100 (-0.85% a 6774 punti) é stato più marcato. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2195 su 4649, NH/NL a 616 (brusco calo!) su 258 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita di poco a 15.96 punti (+0.36) - la CBOE Equity put/call ratio é ritornata neutra a 0.64.
Probabilmente questa fase di consolidamento si risolverà con una semplice correzione minore di alcune sedute - da come si comportarenno  borse nelle prossime giornate potremmo capire se esiste ancora parecchio potenziale di rialzo. A prima vista non sembra.

Stamattina regna nuovamente la calma e la stabilità. Il future sull'S&P500 é a 2691 punti (-2 punti). Il Nikkei ha perso il -0.13% - Shanghai cade del -1.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3483 punti (-3 punti) - le borse europee apriranno praticamente invariate (-0.1%). Durante la giornata ci aspettiamo qualche ulteriore vendita ma la settimana dovrebbe terminare senza sconvolgimenti.

Commento del 19 aprile

Le borse difendono i guadagni acquisiti - consolidamento

Ieri le borse europee ed americana hanno ancora guadagnato qualche punto. È stata una giornata tranquilla durante la quale gli indici si sono mossi poco. Le borse hanno aperto salendo sul massimo giornaliero - poi ci sono state delle sporadiche prese di beneficio e i mercati si sono assestati senza più muoversi di molto. I volumi di titoli trattati restano moderati e sotto le medie di lungo periodo. L'impressione é che le borse stiano semplicemente consolidando prima di una breve correzione minore. Ampiezza e durata di questa correzione ci diranno come potrebbe continuare questo strano rialzo che si svolge con poca partecipazione e convinzione.
L'Eurostoxx50 é salito a 3490 punti (+0.37%) - durante la giornata ha toccato un massimo a 3495 punti che si trova pochi punti dal nostro obiettivo originale a 3500-3550 punti. Il DAX (+0.04% a 12590 punti) é arrivato sul nostro obiettivo a 12600 punti. Ora il limite superiore delle BB sta salendo (12668 punti) mentre la RSI non é ancora in ipercomperato - questo significa che lentamente lo spazio verso l'alto si sta aprendo se gli investitori riuscissero a trovare la motivazione per ulteriori acquisti. Per questo normalmente ci vuole un consolidamento o una correzione minore della durata massima di 3 giorni. Il FTSE MIB (+0.47% a 23759 punti) continua a mostrare forza relativa e sale sistematicamente sovraperformando il resto delle borse europee. L'obiettivo a 24000 punti si avvicina ma salire più in alto sarà molto difficile poiché si presenterà una combinazione di ipercomperato e forte ed evidente resistenza. L'SMI svizzero (+0.13%  8831 punti) segue in coda. Il CHF (EUR/CHF a 1.1970) sta perdendo di valore e per il momento non ci sono spiegazioni plausibili. L'obiettivo 2018 e forte resistenza a 1.20 sono stati raggiunti. Strano che la borsa svizzera, dove ci sono parecchi titoli d'esportazione che approfittano della debolezza del CHF, non si comporta meglio.

In America la seduta é stata leggermente positiva. Sui grafici dei maggiori indici appaiono dei piccoli doji con minimo e massimo ascendenti. Significa che dopo la buona apertura rialzisti e ribassisti si sono equivalsi - gli indici hanno però toccato un nuovo massimo mensile e questo significa che la strada verso l'alto resta aperta.
L'S&P500 (+0.08% a 2708.64 punti) é rimasto tutta la giornata sopra i 2700 punti difendendo il terreno acquisito martedì. L'indice ha aperto a 2712 punti, é sceso sul minimo a 2703 punti ed é salito sul massimo a 2717 punti. Dopo aver fissato il range giornaliero l'S&P500 é semplicemente oscillato per ore tra i 2710 ed i 2716 punti e solo sul finale é ricaduto a 2708 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3943 su 2862, NH/NL a 1143 su 127 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é rimasta stabile a 15.60 punti (+0.35) mentre la CBOE Equity put/call ratio e finalmente bassa a 0.56. Notiamo il buon comportamento della tecnologia (Nasdaq100 +0.25% a 6833 punti) ma sopratutto del DJ Transportation (+1.68%).
Il livello superiore delle BB sull'S&P500 é a 2719 punti. Ieri é stato rispettato. Vediamo adesso un eccesso di ottimismo sia sulla VIX (il supporto a 15 punti viene difeso) che sulle opzioni. È molto probabile che ora l'S&P500 si fermi. Vedremo se corregge ed in caso affermativo come.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. In Asia il Nikkei ha marciato sul posto (+0.20%) mentre a Shanghai la borsa sale quasi dell'1%. Il future sull'S&P500 é a 2711 punti (+2 punti). Le borse europee apriranno con leggeri guadagni - l'Eurostoxx50 vale ora 3494 punti (+4 punti).

Commento del 18 aprile

Il rialzo continua ed accelera sopra i nostri obiettivi - i cicli non funzionano e non sappiamo dove ci sarà il prossimo massimo

Questa settimana le borse dovevano cominciare a correggere in vicinanza delle resistenza. A dire il vero pensavamo che le borse europee dovessero fermarsi più in alto dei livelli raggiunti venerdì - più o meno dove si trovano adesso. L'Eurostoxx50 (+1.07% a 3478 punti) poteva essere bloccato dai 3475 punti anche se il nostro obiettivo si situava a 3500-3550 punti. Il DAX (+1.57% a 12585 punti) poteva al massimo salire a 12600 punti. Ci eravamo però basati sull'S&P500 (+1.07% a 2706.39 punti) per dire che il rialzo doveva finire. L'indice americano doveva fermarsi tra i 2680 ed i 2700 punti e ridiscendere poiché avevamo due cicli negativi a corto e medio termine che si sommavano e indicavano la possibilità di un minimo tra il 20 ed il 27 di aprile. La giornata di ieri ci mostra che questa previsione é sbagliata.
Ieri le borse hanno avuto un'ottima seduta con forti guadagni e chiusure vicino ai massimi giornalieri. Il rialzo continua altre i nostri limiti temporali e oltre i nostri obiettivi e per ora non sappiamo quando potrebbe fermarsi. Notiamo un'irrazionale ottimismo e il ritorno della speculazione sui titoli tecnologici - sappiamo però per esperienza che questo fenomeno non provoca un'immediata fine del rialzo ma piuttosto ha tendenza ad alimentare il trend. Lasciando per un attimo da parte il bordo superiore delle Bollinger Bands a 2721 punti, che può rallentare la salita dell'S&P500, l'indice ha adesso resistenza a 2800 punti. In teoria questo é il prossimo obiettivo grafico.
Che probabilità ci sono che quella di ieri sia stata una falsa rottura al rialzo ed esaurimento? Poche considerando il fatto che ieri l'S&P500 ha trascorso gran parte della giornata sopra i 2700 punti senza ridiscendere sotto questa barriera e osservando la situazione stamattina.

Ieri le borse europee sono salita dall'inizio alla fine della giornata. Hanno terminato la seduta sui massimi giornalieri e nuovi massimi mensili e con sostanziali  guadagni superiori al +1%. Non abbiamo avuto particolari o nuovi segnali d'acquisto ma il fatto che il rialzo abbia accelerato in vicinanza degli obiettivi é una prova di forza. L'accelerazione segnala una volontà di rottura. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3478 punti (+1.07%) - sulla resistanza a 3475 punti. Il DAX (+1.57% a 12585 punti) si é fermato a ridosso dell'obiettivo a 12600 punti e vicino al bordo superiore delle BB a 12616 punti. Il FTSE MIB (+1.37% a 23649 punti) ha seguito la corrente - come sapete obiettivo e resistenza sono solo a 24000 punti. L'SMI (+1.07% a 8820 punti) si é accodato.
Due fattori ci lasciano perplessi. I modesti volumi e la mancata partecipazione del settore bancario (SX7E +0.59% a 128.76 punti). Sono problemi da tenere sott'occhio ma non dei motivi per credere che un'inversione di tendenza sia imminente.

A questo punto l'attenzione degli operatori si é spostata a New York e si é focalizzata sui 2700 punti di S&P500. La borsa americana ha dato una risposta chiara. L'S&P500 ha aperto in gap up a 2694 punti, é sceso a 2692 punti a prendere slancio e poi é salito come nulla fosse fino alle 17.00 e fino ai 2707 punti. Superata la resistenza si é seduto sopra. L'indice é oscillato per parecchie ore tra i 2702 ed i 2708 punti. Solo sul finale si é impennato a 2713 punti ed é ricaduto a 2706.39 punti (+1.07%). Gli investitori sono tornati a comperare tecnologia a piene mani - il Nasdaq100 é balzato del +2.11% a 6816 punti. Come ai tempi d'oro titoli speculativi come Twitter (+11.41%) e Netflix (+9.19%) hanno fatto balzi incredibili ma l'entusiasmo non ha trascurato i classici come Google (+3.49%) o Amazon (+4.32%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5022 su 1849, NH/NL a 1025 su 153 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é caduta sul supporto a 15.25 punti (-1.31) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stranamente alta a 0.68.
Riteniamo pericolosa questa combinazione di eccessivo ottimismo, speculazione e scarsi volumi. Graficamente però il rialzo continua e non siamo in grado di dire dove e quando potrebbe fermarsi.

Stamattina prevalgono nuovamente i segnali positivi per le borse. Il future sull'S&P500 sale a 2710 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3484 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.2%. Non sembra che i venditori vogliamo prendere iniziative e le premesse sono per una seduta moderatamente positiva.
Tra l'altro stamattina anche le borse asiatiche si sono unite al rialzo. Non solo Il Nikkei (+1.41%) ha guadagnato terreno - anche Shanghai (+0.80%) oggi sale.

Commento del 17 aprile

La borsa americana vuol salire più in alto - l'S&P500 testa la MM a 50 giorni - key time

Ieri la seduta in Europa é stata noiosa - gli indici azionari si sono mossi poco ed hanno chiuso al centro del range giornaliero e senza significative variazioni. Ci sono dei giorni al termine dei quali non si sa veramente cosa dire.
L'Eurostoxx50 (-0.20% a 3441 punti) é oscillato tra i 3435 ed i 3455 punti e ha chiuso al centro del range con una trascurabile perdita di 7 punti. Possiamo solo annotare che il massimo di venerdì a 3467 punti non é stato migliorato - l'ipotesi che questo sia un massimo intermedio é ancora valida ma per il resto questa seduta leggermente negativa sembra casuale e senza significato.
Il DAX (-0.41% a 12391 punti) ha perso 51 punti e si é fermato nella parte inferiore del range. Il calo non é importante e tecnicamente la situazione non cambia. DAX e colleghi non hanno reagito al rialzo dei mercati azionari americani e nel pomeriggio sono rimasti fermi o sono scesi. Strano. A prima vista non vediamo ragioni per questo inesplicabile scollamento. Il ciclo delle borse europee sembra spostato di un qualche giorno. A fine marzo hanno raggiunto un minimo alcuni giorni prima di Wall Street. Forse adesso sta succedendo lo stesso con il massimo...
Il FTSE MIB (-0.00%) non si é mosso e la piccola star sul grafico si vede appena. Veramente non c'é nulla da dire se non che il mercato ha fatto una pausa.
L'SMI (-0.57% a 8726 punti) ha perso 49 punti ma circa 40 punti di questo calo sono da imputare allo stacco del dividendo di Nestlé. Senza questo fattore esogeno l'SMI avrebbe marciato sul posto e avrebbe perso solo una manciata di punti. Di conseguenza si tratta di una seduta senza conseguenze e senza importanza.
Riassumendo questa seduta negativa in Europa non ci dice molto. I massimi di venerdì scorso non sono stati migliorati e quindi é possibile che stia iniziando una correzione. I bassi volumi di titoli trattati ci suggeriscono però di non dare peso a questo segnale.

Mentre le borse europee terminavano la giornata con delle leggere perdite l'S&P500 (+0.81% a 2677.84 punti) si é involato. A Wall Street c'é stata una seduta decisamente positiva e molti indici, tra cui l'S&P500, hanno raggiunto dei nuovi massimi mensili. Solo il DJ Transportation (+2.32%) ha però accelerato al rialzo sopra la MM a 50 giorni fornendo un ulteriore segnale d'acquisto. Il resto del mercato si é fermato sotto le resistenze. Il Nasdaq100 (+0.71% a 6675 punti), malgrado il guadagno, non é riuscito a migliorare il massimo di venerdì.
L'S&P500 ha aperto a 2670 punti, é brevemente caduto a 2665 punti di minimo ed é poi regolarmente salito fino a metà giornata sul massimo a 2686 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é scivolato fino ai 2677 punti dove ha chiuso.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4807 su 2071, NH/NL a 715 (sensibile aumento - non male...) su 251 e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é scesa a 16.56 punti (-0.85) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.64.
La borsa sale senza volumi. Gli investitori sono tornati abbastanza velocemente ottimisti. L'S&P500 si é fermato sotto la MM a 50 giorni a 2686 punti e sotto la resistenza a 2700 punti. Questo fragile rialzo deve finire adesso oppure tutti quelli che stanno ad aspettare e sono ancora scettici saranno obbligati a saltare sul treno in corsa. Questo rialzo si decide nelle prossime una a due sedute.
Noi non cambiamo opinione - i cicli puntano verso il basso e questo fragile rialzo senza volumi dovrebbe finire a breve e lasciare spazio ad una ulteriore correzione fino ai 2600 punti o ad un ribasso.

Stamattina sono nuovamente i rialzisti a controllare le operazioni. Il future sull'S&P500 sale a 2693 punti (+12 punti) e le borse europee apriranno con plusvalenze intorno al +0.3%/+0.4% e sui massimi di ieri. L'Eurostoxx50 vale poco prima dell'apertura 3452 punti (+11 punti). Non pensiamo che possano salire decisamente più in alto anche perché vengono frenate dalla forza dell'EUR. È però evidente che per il momento le borse stanno ancora salendo e non sembrano mostrare l'intenzione di cambiare tendenza e correggere.
Tra l'altro dall'Asia non vengono segnali molto incoraggianti. Il Nikkei marcia sul posto (+0.05%) mentre per il secondo giorno consecutivo Shanghai (-1.4%) subisce una sensibile perdita.
Vediamo oggi cosa combina l'S&P500 tra la MM a 50 giorni (2686 punti ) e la resistenza statica a 2700 punti. In questo settore l'indice deve bloccarsi. In caso contrario la nostra previsione di un ribasso fino al 20-27 aprile rischia di essere sbagliata.

Aggiornamento del 16 aprile

Si cerca una soluzione politica al conflitto siriano - ci vorrà qualche giorno per spostare l'attenzione dei mercati altrove

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. La crisi siriana ed i vari scandali che avvolgono la presidenza di Donald Trump non sembrano in grado di dare ulteriori stimoli ai mercati finanziari. Speriamo che lentamente l'attenzione degli investitori torni a focalizzarsi sull'economia e sui risultati delle imprese. Questo dovrebbe riportare una certa razionalità nel comportamento degli investitori che ultimamente agivano troppo sulla base di emozioni.
Il future sull'S&P500 vale 2662 punti (+5 punti). In Asia il Nikkei ha guadagnato il +0.26% - Shanghai é in calo del -1.5%. Le borse europee apriranno in leggero guadagno. L'Eurostoxx50 poco prima delle 09.00 vale 3452 punti (+4 punti). Sembra che oggi le borse vogliano fare una pausa di riflessione.

Commento del 14-15 aprile

Sono un analista, non un oracolo - possibile massimo intermedio a 2680 punti di S&P500

Negli scorsi giorni abbiamo previsto che la spinta di rialzo partita il 26 di marzo in Europa ed il 2 aprile in America dovesse esaurirsi su un massimo intermedio venerdì 13 aprile - come possibili obiettivi abbiamo individuato i 2672-2674 punti o i 2700 punti di S&P500 e i 3475 o 3500 punti di Eurostoxx50. Questa previsione sembra quella di un oracolo - é possibile essere così precisi ed indovinare sia il momento che il livello in cui avviene un'inversione di tendenza? La risposta é ovviamente no. Uno dei principi della nostra metodologia di lavoro é però sempre stato quello di voler dare ai nostri lettori dei chiari punti di riferimento anche al costo di sbagliare. Perché? La risposta é semplice - non servono a nessuno le analisi in cui si dice che il rialzo deve continuare ma se l'S&P500 non supera i 2700 punti (o se il FTSE MIB non supera i 24000 punti) é possibile che inizi un ribasso. È la tipica previsione con la quale molti analisti si vantano di aver sempre ragione. Con questo però non si può fare trading o investire. D'altra parte bisogna essere in chiaro quali sono le regole che stanno alla base delle nostre previsioni. Vediamole sulla base dell'esempio attuale.
Venerdì l'Eurostoxx50 (+0.12% a 3448 punti) ha toccato un massimo a 3467 punti. L'S&P500 (-0.29% a 2656.30 punti) ha aperto sul massimo a 2680 punti ed ha chiuso in negativo. È questo l'atteso massimo intermedio?
Noi abbiamo calcolato che le borse dovevano raggiungere un massimo intorno al 13 aprile. Questa previsione é basata sugli oscillatori di corto termine. A questo scopo noi usiamo degli oscillatori proprietari - chi usa sistemi standard può utilizzare la stocastica. Quando gli oscillatori arrivano in un settore di ipercomperato significa che l'indice é vicino ad un massimo. La spinta può durare ancora una fino a tre sedute in caso di notizie particolarmente positive. Dopo però le prese di beneficio dei trader frenano la spinta. Se il mercato é in una fase di forte rialzo questo si concretizza in un consolidamento ad alto livello - l'indice può semplicemente fermarsi alcune sedute e ritracciare dal massimo un 1%. Adesso che la tendenza di fondo é invece neutra dovrebbe esserci una reazione più marcata. Per logica dovrebbe almeno esserci un test dei 2600 punti. Ci sono però cicli a corto e medio termine. Un ciclo a medio termine mostra la possibilità di un minimo intorno al 20 di aprile - la scadenza può essere essere estesa fino al 27 aprile. Poiché si sommano due cicli negativi crediamo cha la spinta di ribasso che deve partire ora (o é partita venerdì pomeriggio) possa essere una sostanziale spinta di ribasso con obiettivo sui 2500-2550 punti. Vi ricordate sicuramente che nel nostro scenario generale manca un solido minimo a medio termine con ipervenduto a panico. La base sui 2600 punti non ci sembra abbastanza solida per poter generare una fase di rialzo sostenibile a medio termine.
Abbandoniamo il tempo e passiamo agli obiettivi. Guardiamo solo l'S&P500. I 2700 punti sono un'evidente resistenza statica. A 2690 punti si trova la MM a 50 giorni. In genere questa linea non costituisce supporto o resistenza. Quando però, come adesso, comincia a scendere dopo un rialzo di 16 mesi e offuscare come una cappa il grafico, l'effetto é significativo. Infine il rally delle ultime due settimane era debole per quel che riguardava la partecipazione quantitativa e qualitativa e aveva parecchie componenti speculative. Per questa ragione non pensavamo che l'S&P500 sarebbe andato lontano e si sarebbe fermato intorno alla MM a 50 giorni e tra la resistenza intermedia a 2674 punti e la resistenza a 2700 punti.
Ritorniamo ora alla domanda d'apertura - venerdì la borse hanno raggiunto un massimo intermedio e settimana prossima devono ricominciare a scendere? La risposta é si con le dovute limitazioni del caso. Se lunedì Stati Uniti e Russia annunciano di volersi sedere al tavolo delle tratttive e trovare una soluzione politica per la Siria il rialzo ha avrà sicuramente un'estensione di alcuni giorni e l'S&P500 potrebbe balzare fino ai 2780-2800 punti. Lo stesso succederebbe nel caso in cui Cina e Stati Uniti decidessero di abbandonare la guerra commerciale e cercassero di trovare un accordo equo di libero scambio. L'analisi tecnica mostra da che parte tira il vento ma non é in grado di anticipare eventi imprevedibili. Raggiunto un massimo non sappiamo inoltre quale tipo di ribasso dobbiamo poi aspettarci. Consolidamento ad alto livello o forte spinta di ribasso? L'unione di due cicli favorisce l'ipotesi della sostanziale caduta ma sinceramente nelle ultime settimane il mercato si é mostrato molto resistente a una serie di notizie negative. Perché adesso l'S&P500 dovrebbe improvvisamente perdere 100-150 punti e raggiungere un nuovo minimo annuale? Non lo sappiamo. Siamo però convinti che ci sono abbastanza elementi per shortare l'S&P500 tra i 2674 ed i 2700 punti mentre non vediamo ragioni per comperare ora. Aspettiamo un solido minimo e l'esaurimento dei cicli negativi prima di andare long.
Ricordiamoci infine in quale situazione generale ci troviamo. L'anno scorso le borse sono solo salite. Quest'anno non vanno da nessuna parte. La performance 2018 dell'S&P500 é del -0.65% - quella dell'Eurostoxx50 del -1.59%.
Sul lungo termine il mercato é toppish - a febbraio potrebbe essere iniziato un bear market ma non abbiamo ancora conferme.   

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.17% a 3448 punti              
DAX                         +1.64% a 12442 punti
SMI                          +1.21% a 8776 punti
FTSE MIB                  +1.75% a 23330 punti
S&P500                    +1.99% a 2656.30 punti
Nasdaq100               +3.03% a 6628 punti

Escluso il fatto che venerdì gli indici azionari hanno toccato dei nuovi massimi mensili vicini ai nostri obiettivi, la seduta non offre interessanti spunti di analisi. Le borse europee hanno toccato il massimo verso le 15.00 e sono poi scese - hanno salvato modesti guadagni. A Wall Street il massimo si é verificato in apertura di seduta. Gli indici hanno chiuso con modeste perdite e lontani dai minimi giornalieri. Non abbiamo nessun segnale di vendita e nessun tipo di conferma che é stato raggiunto un massimo intermedio significativo. Non c'é stato un reversal - i volumi di titoli trattati sono stati bassi. Le candele sui grafici hanno minimo e massimo ascendenti.
L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3448 punti (+0.12%) tutti gli indici si sono mossi in maniera simile. I guadagni oscillano tra il +0.02% (SMI) e il +0.22% (DAX).

L'S&P500 ha perso 7 punti. Ha toccato un massimo in apertura a 2680 punti e un minimo verso le 21.20 a 2645 punti. Sul finale é rimbalzato a 2656.30 punti (-0.29%). Ovviamente le prese di beneficio hanno fatto scendere il Nasdaq100 un pò di più (-0.42% a 6628 punti, massimo a 6703 punti, MM a 50 giorni a 6730 punti, obiettivo massimo a 6800 punti) ma questa componente negativa viene compensata dalla buona prestazione di DJ Transportation (+0.09%) e DJ Utilities (+0.68%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2594 su 4053, NH/NL a 429 su 274 e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é scesa (?!) a 17.41 punti (-1.08) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.66. Specialmente i bassi volumi ci dicono che gli investitori sono rimasti in attesa dell'esito e delle conseguenze dell'attacco di Stati Uniti Gran Bretagna e Francia in Siria.
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 42.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 52.15.
A livello di tassi d'interesse, prezzi dei metalli preziosi e cambi da settimane regna la calma. Non notiamo nessun movimento significativo che possa influenzare le borse.
Prendiamo nota del fatto che il prezzo del petrolio (WTI 67.39 USD/barile) é salito venerdì su un nuovo massimo annuale. L'aumento dei prezzi dell'energia non sembra però preoccupare gli analisti e non é tema di discussione.
E ora vediamo come inizia la settimana entrante. Non stupitevi se per alcuni giorni l'S&P500 continua ad oscillare sui 2680 punti...
Lunedì la citta di Zurigo ha un giorno di festa particolare per segnare l'inizio della primavera: il Sächsi Lüüte.   
La borsa svizzera é aperta ma i volumi saranno magri. Il nostro sito viene aggiornato regolarmente.

Commento del 13 aprile

Il rialzo di corto termine continua - dovrebbe finire oggi o lunedì su un massimo intermedio

Ieri gli indici azionari americani ed europei hanno guadagnato terreno. Le plusvalenze sono state di circa il +1% e in Europa gli indici hanno raggiunto dei nuovi massimi mensili marginali. Il movimento é ancora caratterizzato da modesti volumi ed un veloce ritorno all'ottimismo. Probabilmente é destinato a smorzarsi sulle prime resistenze che, nel caso in cui la spinta é debole, bastano a fermare il rialzo. Già ieri sera l'SP500 (+0.83% a 3663.99 punti) é stato fermato dalla prima resistenza intermedia a 2672-2674 punti (massimo giornaliero a 2674 punti) e sul finale ha perso 10 punti.

Ieri le borse europee sono oscillate sulla parità fino a metà giornata. Sono decollate nel pomeriggio e si sono fermato unicamente verso le 16.15. Sul finale si sono fermate ed hanno ritracciato. I guadagni sono però stati sufficienti per cancellare le perdite di mercoledì e raggiungere nuovi massimi mensili marginali. L'Eurostoxx50 é salito a 3444 punti (+0.71%) - é ora a contatto con la fascia di resistenza a 3450-3475 punti. Salire più in alto con questa spinta sarà difficile. Il DAX (+0.98% a 12415 punti) é svettato a 12415 punti. Ora ha di fronte una serie di resistenze - una statica sui 12600 punti, il bordo superiore delle BB e la MM a 200 giorni a 12660 punti. Nell'immediato escludiamo che il DAX abbia la forza di sfondare questo muro. Il FTSE MIB (+1.27% a 23304 punti) continua la sua corsa verso i 24000 punti - la via é libera ma basta fare due calcoli e paragonare la situazione con Eurostoxx50 e colleghi per vedere che l'obiettivo é troppo lontano.

A New York c'é stata una seduta simile. L'S&P500 ha aperto in positivo a 2656 punti ed é subito salito. Fino a metà seduta é oscillato sui 2660 punti e poi il rialzo é continuato fino ai 2674 punti di massimo. Su questa resistenza intermedia l'indice si é fermato ed é ricaduto a 2664 punti. Ancora una volta ha fatto meglio la tecnologia (Nasdaq100 +1.11% a 6656 punti) che sembra aver dimenticato i problemi che hanno coinvolto due dei suoi pesi massimi (Facebook e Amazon).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4114 su 2620, NH/NL a 459 su 182 e volume relativo a 0.8 (!). La volatilità VIX é caduta a 18.49 punti (-1.75) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.66.
Gli indicatori sono misti e vicini  posizioni neutre. Non abbiamo nessun segnale particolare. In una situazione del genere bisogna seguire il trend fino a quando non si esaurisce. A corto termine il trend é al rialzo ma é fragile vista ma mancanza di volumi e la mediocre partecipazione. A medio termine il trend é neutro.

Stamattina regna la calma. Il future sull'S&P500 é invariato a 2664 punti. Le borse europee apriranno in pari - l'Eurostoxx50 vale 3445 punti. Anche in Asia le borse sono miste e poco mosse - il Nikkei lievita del +0.54% - Shanghai é in calo del -0.2%. In teoria oggi dovrebbe esserci un'altra e forse ultima seduta positiva con possibili obiettivi a 2674 o 2700 sull'S&P500 e 3475 o 3500 punti sull'Eurostoxx50. Nell'analisi del fine settimana esamineremo la possibilità che sia stato raggiunto un massimo intermedio. In caso affermativo dovrebbe poi seguire una fase negativa fino a circa il 20 aprile. Alla fine di questo ribasso più o meno intenso potrebbe esserci finalmente un solido minimo a medio termine e potrebbe nascere una sostenibile fase di rialzo. Quella attuale ha i piedi d'argilla.

Commento del 12 aprile

Seduta negativa senza apparenti conseguenze

Ieri le borse hanno avuto una seduta negativa con moderate perdite. A dire il vero non abbiamo molto da dire al riguardo. Questa giornata non ha cambiato la situazione tecnica e non abbiamo nessun segnale particolare. Notiamo unicamente i bassi volumi di titoli trattati che ci dice molto sull'umore degli investitori. Tra un flusso costante di notizie contradditorie si fà fatica a trovare una direzione e nel dubbio si resta a guardare. La mancanza di volumi rende però anche il trend vulnerabile. Da un paio di giorni presentiamo sul commento dell'S&P500 uno scenario alternativo al semplice rialzo a corto termine. Questa variante viene al momento favorita dallo sviluppo degli oscillatori che indicano la vicinanza di un massimo (2-3 giorni) intermedio e la possibilità di un minimo di corto e medio termine verso il 20 di aprile. Ne riparleremo nell'analisi del fine settimana.

Ieri l'Eurostoxx50 é sceso a 3419 punti (-0.55%) ed é tornato sulla MM a 200 giorni. La rottura al rialzo di martedì non sembra falsa e non viene negata da questo ritracciamento. Il DAX (-0.83% a 12294 punti) si é comportato alla stessa maniera e la perdita più consistente non ci preoccupa. Il FTSE MIB (-0.69% a 23012 punti) questa volta non é riuscito a fare meglio del resto dell'Europa. L'SMI svizzero (-0.54% a 8708 punti) non riesce ad approfittare della debolezza del CHF (EUR/CHF a 1.1860). La classica moneta rifugio CHF in questo momento non viene comperata. Si vede che gli investitori non danno troppo peso alla crisi siriana. Anche l'oro (1354 USD/oncia) si é mosso appena.

La seduta a Wall Street é stata noiosa. L'S&P500 (-0.55% a 2642.19 punti) é partito mal