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Commento dell'8 luglio

Seduta negativa con chiusura nel range di lunedì - può significare qualsiasi cosa...

Ieri la seduta sia in Europa (Eurostoxx50 -0.85% a 3321 punti) che in America (S&P500 -1.08% a 3145.32 punti) é stata negativa. Non c'é però ancora nessun argomento per sostenere l'ipotesi dell'inizio di una correzione. Gli indici azionari europei hanno aperto in calo e per tutta la giornata sono ondeggiati stancamente in laterale. Hanno chiuso al centro del range giornaliero con moderate perdite che compensano circa la metà dei guadagni del giorno precedente. Ieri sera non abbiamo scritto nessun commento poiché non avevamo nulla di concreto da dire. Questa seduta può significare qualsiasi cosa e fino a prova contraria deve essere considerata come una normale seduta negativa all'interno di una tendenza neutra. Dall'inizio di giugno le borse europee si muovono su questi livelli.
La seduta a Wall Street é stata un pò più interessante e lancia per lo meno un debole segnale di correzione visto che si é verificato un minireversal. Gli indici sono saliti nella prima parte della giornata e il Nasdaq100 (-0.75% a 10524 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 10704 punti. Poi sono arrivate le vendite - gli indici sono scesi e hanno chiuso sul minimo giornaliero con moderate perdite. Anche in questo caso la chiusura si é situata nel range di lunedì e le perdite hanno compensato solo circa la metà dei guadagni di lunedì. Abbiamo però per lo meno un reversal e una chiusura sul minimo che talvolta é un segnale d'inversione di tendenza. Abbiamo ripetuto più volte che la premessa per una correzione é un cedimento del settore leader, la tecnologia. Ieri il Nasdaq100 ha perso 80 punti ma ha ancora sovraperformato l'S&P500 (-1.08% a 3145.32 punti) - la condizione necessaria per la correzione non si é ancora concretizzata.

CONTINUA... 










Commento del 7 luglio

La situazione non cambia - rialzo troppo esteso sostenuto dalla tecnologia

Pensavamo che ieri potesse cambiare qualcosa in questo rialzo - eravamo convinti che l'euforia in alcuni settori e l'eccesso di speculazione al rialzo avesse raggiunto i limiti massimi e che ora ci dovesse essere una reazione negativa. Invece la settimana é iniziata ancora con una seduta decisamente positiva sia in Europa (Eurostoxx50 +1.69% a 3350 punti) che in America (S&P500 +1.59% a 10604 punti). Il Nasdaq100 (+2.53% a 10604 punti) ha nuovamente sovraperformato e ha toccato un nuovo massimo storico a 10625 punti. L'ultima candela sul grafico si trova al di sopra del limite superiore del canale ascendente. L'unico aspetto differente dal solito é che gli indici azionari hanno chiuso vicino ai livelli d'apertura - significa che durante la giornata i rialzisti non hanno dominato ma sono unicamente riusciti a difendere i guadagni acquisiti - d'altra parte i ribassisti non osano più esporsi e tentare una reazione.
Siamo confrontati con un problema ricorrente - é facile trovare i minimi nei ribassi poiché appare un evidente panico ma molto difficile trovare i massimi nei rialzi - non si capisce mai quando il limite dell'eccitazione é stato raggiunto. Ora i DSI su S&P500 e Nasdaq sono sopra i 90 punti mentre il CBOE Equity put/call ratio é precipitato a 0.42. Nel 90% dei casi questo é sufficiente per provocare un sostanziale vuoto d'aria. Se però la tecnologia non cede sarà la solita correzione minore che verrà comperata.
I balzi di ieri sera di Tesla (+13.48%) e Amazon (+5.77%) mostrano chiaramente che gli investitori non seguono più una logica finanziaria ma solo il momentum. Sappiamo che questo tipo di movimento finisce sempre male - presto o tardi c'é un crollo quando le eccessive attese degli investitori vengono deluse - queste azioni sono ormai valuta per la perfezione. Sull'onda dell'entusiasmo però il rialzo può continuare ancora per un pò di tempo infliggendo parecchi danni a chi ha deciso di shortare troppo presto. In fondo il prezzo di un'azione corrisponde a quello che qualcuno é disposto a pagare e non tanto al valore patrimoniale o al reddito dell'azienda. In ogni caso l'utile futuro é unicamente una stima basata su parecchi fattori imponderabili.

Sulla seduta europea abbiamo poco da dire. Tutti gli indici azionari hanno guadagnato terreno in maniera uniforme - nessuno ha però ha superato i precedenti massimi di inizio giugno e quindi formalmente la tendenza a medio termine é ancora neutra.

L'S&P500 ha aperto in gap up a 3172 punti e per tutta la giornata é oscillato in laterale senza una chiara tendenza. Ha toccato un massimo a 3182 punti all'inizio e un minimo a 3152 punti in serata. Ha chiuso a 3179.72 punti (+1.59%). Il famoso gap del 10-11 giugno a 3182 punti é stato chiuso. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5349 su 2005, NH/NL a 491 su 226 e volume relativo a 0.7 (con volumi sopra la media sul Nasdaq). Notiamo che il numoro dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) non aumenta - sono solo pochi titoli della tecnologia a fare lievitare gli indici. Ieri però i Summation Index hanno frenato la loro discesa - hanno guadagnato leggermente.
La volatilità VIX é salita a 27.94 punti (+0.26) - evidentemente qualcuno pensa che ora la VIX debba muoversi al rialzo (e l'S&P500 al ribasso). Il Fear&Greed Index é salito a 52 punti (+2).
Abbiamo notato il balzo di Goldman Sachs (+5.05%) - questo non sembra però un segnale di rialzo sul settore bancario che ieri ha guadagnato come il resto del mercato (BKX +1.82%).

Riassumendo la settimana é iniziata con una seduta decisamente positiva. L'unico problema é che gli indici azionari hanno chiuso sul livello d'apertura - una continuazione verso l'alto sarebbe stata un signale rialzista - un ritracciamenteo ci avrebbe detto che i ribassisti erano in grado di prendere il controllo delle operazioni. Cosi invece siano nell'incertezza. Solo il Nasdaq100 é salito su un nuovo massimo storico. Per il resto la chiusura di ieri non corrisponde ad un nuovo massimo per questa fase di rialzo iniziata a marzo ma é indiscutibilmente un segnale costruttivo. È evidente che per ora la nostra previsione di una correzione é sbagliata.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3159 punti (-13 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.45 vale 3333 punti (-17 punti). Stamattina le borse europee apriranno in calo del -0.5%. Le premesse sono per una seduta negativa. Quando avremo una seduta decisamente negativa saremo in grado di stimare le forze dei ribassisti e potremo dire se l'ipotesi di una correzione é ancora consistente.

Aggiornamento del 6 luglio

Se la borsa sale quando tu pensi che deve correggere ricordati che il mercato ha ragione e tu hai torto

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3165 punti (+36 punti). Noi pensavamo che la settimana dovesse iniziare con una correzione e non capiamo le ragioni di questo balzo. Potrebbe essere una conseguenza del buon comportamento delle borse asiatiche (Nikkei +1.81%, Shanghai +5.4%!) o della notizia dell'acquisto di Dominion Energy (società di distribuzione di gas naturale) da parte della Berkshire Hathaway di Warren Buffett per 9.7 Mia di USD. In ogni caso le borse non si stanno comportando come ci eravamo immaginati noi e non bisogna fare l'errore di pensare che questa é solo un'anomalia temporanea. In questo momento il mercato ha ragione e noi abbiamo torto e quindi non dobbiamo insistere ma adattarci alle nuove condizioni. Questo significa in primo luogo non perseverare nell'errore e non aumentare le posizioni short. La domanda da porsi é se bisogna subito cambiare strategia o attendere lo sviluppo della situazione.
Per noi la risposta é evidente visto che le contrattazioni in Europa e in America non sono ancora cominciate. Inutile comperare adesso e chiudere le posizioni in perdita - guardiamo almeno cosa ne pensano gli investitori di questa inattesa forte apertura. Al momento l'S&P500 si trova solo una manciata di punti sopra il massimo di giovedì scorso. Basterebbe stamattina un modesto ritracciamento per trasformare un'apertura a Wall Street in gap up con un possibile nuovo massimo storico del Nasdaq100 in una probabile seduta in trading range.
Noi pensiamo che la borsa americana deve correggere perché nell'immediato c'é troppa euforia e troppa speculazione al rialzo specialmente nel settore tecnologico. Non diciamo che la borsa deve scendere perché si scontra con una resistenza o perché ci sono dei segnali di esaurimento di trend. Il fatto che stamattina il future sale non cambia questa situazione a livello di sentiment ma la rafforza. L'unico fattore che ci spaventa é il rischio di una auto alimentazione del trend - più il mercato sale in maniera irrazionale e più aumenta la convinzione dei long di essere nel giusto. Contemporaneamente nessuno osa più vendere e meno ancora andare short visto che un mercato che si comporta in maniera (per noi) illogica oggi lo può fare anche domani. Abbiamo già vissuto nel passato parecchie accelerazioni esponenziali di tipo esaustivo e sappiamo che possono durare di più di quanto normalmente ci si potrebbe aspettare e provocare un'irragionevole e sostanziale estensione del trend.
In poche parole qui bisogna fare attenzione poiché gli indicatori di sentiment che finora hanno funzionato molto bene in questo momento non sembrano fornire dei segnali affidabili. Se mettiamo da parte gli indicatori di sentiment il rialzo può continuare - gli altri indicatori sono in territorio neutro e permettono un'ulteriore salita degli indici azionari.

Sono le 08.15. La situazione é invariata. Il future sull'S&P500 é a 3165 punti e l'Eurostoxx50 vale 3361 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +2%. Siamo proprio incuriositi di sapere come chiudono stasera - non ci sembra possibile che possano chiudere sopra i livelli d'apertura.

Commento del 4-5 luglio

La tecnologia é in grado di far continuare il rialzo? Nell'immediato no - a medio termine é possibile

Settimana scorsa le borse dovevano rimbalzare. Come punto di partenza per il rimbalzo avevamo la massiccia zona di supporto sui 3000 punti di S&P500. Le borse europee dovevano seguire. Ci aspettavamo un debole rimbalzo fino ai 3040-3050 punti di S&P500 - invece c'é stata una serie di 4 sedute decisamente positive che ha fatto risalire l'S&P500 fino ai 3165 punti - il gap a 3185 punti é rimasto aperto. Il Nasdaq100 ha raggiunto giovedì un nuovo massimo storico a 10432 punti. L'S&P500 oscilla da un mese tra i 3000 e i 3200 punti - formalmente la tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 72.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 57.08. La tecnologia e il Nasdaq100 trascinano il rialzo - la tendenza di questo indice é a corto e medio termine al rialzo. Il grafico non lascia dubbi - da aprile il Nasdaq100 si muove all'interno di un canale rialzista largo 1600 punti. Più i limiti inferiore e superiore vengono toccati e rispettati e più il canale e la tendenza vengono rafforzati. La nostra ipotesi dell'inizio di una correzione a medio termine si scontra contro questo forte trend - da mesi i rialzisti hanno il controllo della situazione e malgrado un'indebolimento strutturale non appare nessun segnale di inversione di tendenza. Partendo da questa osservazione é facile difendere uno scenario rialzista. In fondo lo stesso vale per l'S&P500 che sembra consolidare come ha già fatto in precedenti occasioni - lo ha fatto in maniera simile tra metà aprile e metà maggio di quest'anno ad agosto dell'anno scorso. Dopo il consolidamento e alcuni tentativi infruttuosi di rompere i supporti la borsa americana é in seguito ripartita al rialzo. Potrebbe succedere anche questa volta. Riassumendo ci sono buoni argomenti per uno scenario rialzista.
Vediamo perché secondo noi ci sono buone probabilità che inizio una correzione a medio termine. I Summation Index stanno scendendo da circa due settimane. Ci sono varie scuole di pensiero per interpretare questo indicatore ma c'é un significato piuttosto semplice - il Summation Index mostra come si comportano le azioni in generale e se scendono significa che la maggior parte delle azioni sta perdendo terreno. In pratica solo una minoranza della azioni continua a salire mentre gli investitori frustrati stanno in media perdendo soldi malgrado che gli indici sono fermi o salgono. Evidentemente i Summation Index possono ricominciare a salire ma in questo momento segnalano una debolezza strutturale del mercato. Al di fuori della tecnologia e dei suoi sotto indici tipo la biotecnologia non vediamo nessun settore in grado di prendere il suo posto - per rendervene conto potete scorrere i grafici. Sappiamo quindi che se per una ragione o un'altra l'euforia sul settore tecnologico subisce una scossa e gli investitori cominciano a dubitare é probabile che la borsa nel suo complesso debba correggere.
Nelle ultime due sedute il Daily Sentiment Index sul Nasdaq era sopra i 90 punti - questo segnala un forte eccesso di ottimismo che a breve deve provocare un vuoto d'aria. La probabilità che la prossima settimana inizi con una correzione almeno minore é alta e questo scenario viene rafforzato dalla costante e perniciosa speculazione segnalata dal mercato delle opzioni - il CBOE Equity put/call ratio é sempre molto basso (giovedì a 0.51). Venerdì il future sull'S&P500 é sceso a 3115 punti (-13 punti) - sembra che la prossima settimana debba per lo meno iniziare con prese di beneficio.
Ora siamo praticamente sicuri che nei prossimi giorni deve esserci una breve correzione - potrebbe essere violenta e consistente (-3%). Purtroppo non siamo in grado di dire se questa correzione sarà la solita correzione a corto termine o se si tramuterà in una sostanziale correzione a medio termine. A questo scopo l'S&P500 deve cadere sotto i 3000 punti (mancano 130 punti o il -3.2%) e il Nasdaq100 deve bucare il limite superiore del canale ascendente attualmente a circa 9900 punti (mancano 440 punti o il -4.3%).
Purtroppo l'analisi tecnica ha dei limiti - ciclicamente il mercato é pronto per una correzione e gli indicatori di momentum lanciano dei segnali di vendita. Questo però é un mercato dominato dalle emozioni e fino a quando chi specula al rialzo guadagna non ha ragioni concrete per cambiare la sua strategia.
Dopo la prima ondata del Covid19 é iniziata bruscamente una recessione. Ora con la ripertura dell'economia i dati economici stanno evidentemente migliorando. Ci sono solo due incognite - non sappiamo se la ripresa economica sarà abbastanza robusta da cancellare velocemente le conseguenze della pandemia - ne dubitiamo. Infine esiste la possibilità di una seconda ondata di Coronavirus - in molti Paesi europei si delinea questa variante. Di conseguenza crediamo che l'estremo ottimismo di molti investitori subirà nelle prossime settimane un contraccolpo. Lo scetticimo traspare in alcuni indicatori di sentiment - la volatilità VIX é scesa a 27.68 punti (-0.94) ma resta relativamente alta - il Fear&Greed Index a 50 punti é in territorio neutro. Solo i DSI e il mercato delle opzioni mostrano un eccesso di ottimismo e di speculazione al rialzo con un'irrazionale esuberanza su alcuni titoli di moda come Tesla o Amazon. Attenzione però perché le valutazioni sono stratosferiche - le azioni di queste compagnie sono valutate per la perfezione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.82% a 3294 punti
DAX                         +3.63% a 12528 punti
SMI                          +0.84% a 10125 punti
FTSE MIB                  +3.15% a 19726 punti
S&P500                     +4.02% a 3130.01 punti (in 4 sedute)
Nasdaq100                +5.00% a 10341 punti (in 4 sedute)

La seduta di venerdì é stata poco interessante. Ci ha unicamente detto che il rally settimanale si é concluso giovedì verso le 16.00. Venerdì ci sono state delle prese di beneficio e gli indici azionari europei hanno chiuso con moderate perdite (Eurostoxx50 -0.77% a 3294 punti) e vicini ai minimi giornalieri. Questa seduta negativa non significa però niente di particolare. Gli indici hanno perso un quarto di quanto avevano guadagnato giovedì - a prima vista é un semplice e logico ritracciamento. La borsa a New York era chiusa e l'assenza degli investitori americani si é fatta sentire. In mancanza di impulsi da Wall Street gli europei hanno fatto quello che fanno di solito in queste occasioni. Hanno giocato sulla difensiva evitando ulteriori acquisti e vedendo qualcosa per incassare i forti guadagni settimanali.

Spesso riceviamo delle indicazioni da altri mercati finanziari. Purtroppo in questo momento non ci sono segnali particolari. I cambi sono stabili (EUR/USD a 1.1245) e i tassi d'interesse, controllati dalla Banche Centrali, non si muovono. I prezzi delle materie prime stanno lievitando (petrolio WTI a 40.65 USD/barile) - é la logica conseguenza della ripresa congiunturale e di liquidità in cerca di sicurezza. Solo questo può spiegare la forza del CHF e il lento rialzo del prezzo dell'oro (USD 1775 oncia). Non appare niente di particolare che possa aiutarci a prevedere lo sviluppo delle borse nel futuro.

La prossima settimana deve iniziare con almeno una correzione minore. Vedremo se questa correzione assume le caratteristiche di una spinta di ribasso o se sarà solo un temporale estivo in grado di eliminare gli eccessi di ottimismo e la speculazione.

Commento del 3 luglio

Candele rosse sui grafici degli indici americani

Ieri le borse europee si sono finalmente accorte di aver durante la settimana accumulato troppo ritardo nei riguardi dell'America. Grazie alla buona chiusura a Wall Street di mercoledì sera e alle indicazioni positive provenienti dai futures ieri mattima gli indici azionari europei hanno aperto al rialzo e non si sono più fermati. Nel pomeriggio alle 14.30 un buon job report americano ha fornito ulteriori impulsi. Nel complesso é stata un'ottima seduta che ha superato di molto le nostre più rosee previsioni. Sinceramente questa seduta di forte rialzo ci ha sorpreso e stamattina non sappiamo cosa dire. Gli indici azionari europei, con l'Eurostoxx50 (+2.84% a 3320 punti) in testa, potrebbero ricominciare a salire dopo una fase di consolidamento ma non crediamo che questa sia la giusta interpretazione. Preferiamo però osservare l'ultima seduta della settimana prima di emettere un parere definitivo. Ieri l'Eurostoxx50 ha chiuso vicino al massimo giornaliero e su un nuovo massimo a 20 giorni - lo stesso vale per il DAX (+2.84% a 12608 punti) e per il FTSE MIB (+2.88% a 19886 punti) - nulla impedisce una continuazione a breve del rialzo se non un eventuale massimo significativo in America. Oggi la borsa americana é chiusa come anticipazione alla festa dell'Indipendenza. Senza gli americani i mercati finanziari mondiali si fermeranno. Avremo tempo nell'analisi del fine settimana di rianalizzare la situazione tecnica approfonditamente e vedere se l'ipotesi dell'inizio di una correzione di medio termine é ancora valida. Per il momento sembra di si.

Ieri alle 14.30 il rapporto sul mercato del lavoro americano a giugno é risultato migliore delle stime degli analisti. L'effetto psicologico non si é fatto attendere - i futures sono balzati verso l'alto. Non dimentichiamoci che questi dati riguardano il passato e sono in gran parte scontati nel rialzo della borsa da marzo. All'inizio della recessione le perdite di posti di lavoro sono state sottostimate - ora avviene il contrario.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 3155 punti e sullo slancio é salito fino a 3165 punti. Poi ci sono state delle prese di beneficio e l'indice é sceso a 3130 punti. A metà seduta l'S&P500 si é stabilizzato ed é oscillato intorno ai 3145 punti. Nell'ultima ora di contrattazioni l'indice é caduto fino al minimo a 3124 punti e ha chiuso a 3130.01 punti (+0.45%). Alla fine é rimasto un moderato guadagno di 14 punti e una candela rossa sul grafico risultato di una chiusura sotto il livello d'apertura. Il Nasdaq100 si é comportato in maniera simile - ha toccato un nuovo massimo storico a 10432 punti e ha chiuso a 10341 punti (+0.61%). Appaiono segnali di irrazionale euforia come il balzo del +7.95% di Tesla. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4658 su 2628, NH/NL a 418 su 157 e volume relativo a 0.75. I bassi volumi sono una conseguenza dell'odierna giornata di festa. Sul Nasdaq i volumi restano superiori alla media - un segno evidente del fatto che l'attenzione degli investitori e degli speculatori si concentra in questo settore. La volatilità VIX é scesa a 27.68 punti (-0.94) - il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.51, il Fear&Greed Index é salito di poco a 50 punti (+1). I Summation Index sono scesi di poco ma sono scesi...
Questa settimana il rialzo é stata superiore alle nostre attese. La situazione tecnica però non é cambiata in maniera sostanziale e le premesse per una correzione sono ideali. Non vogliamo farci influenzare dalle nostre posizioni short e cercare di trovare nei dati tecnici solo degli argomenti a sostegno della nostra tesi. Di conseguenza nel fine settimana cerceremo di giustificare uno scenario rialzista e vedremo che risultati avremo.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3135 punti (+6 punti) - gli europei sono ancora ottimisti e rialzisti. Crediamo che nel corso della giornata questo effetto sparirà e che gli indici azionari chiuderanno praticamente invariati. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3332 punti (+12 punti o +0.35%). Il Nikkei ha guadagnato il +0.66% - Shanghai é al rialzo del +1.6%.

Commento del 2 luglio

Mercati misti - solo i big della tecnologia sono ancora al rialzo e attirano gli speculatori

Ieri é stata una di quelle giornate che a seconda dell'umore o delle posizioni in portafoglio ha accontentato e scontentato un pò tutti.
I rialzisti si aggrappano alla tecnologia e vedono che il Nasdaq100 (+1.20% a 10279 punti) ha ancora guadagnato 122 punti e ha fatto registrare la miglior chiusura giornaliera della storia - sembra che basta giocare i soliti titoli (Amazon +4.35%) o comperare un leader dopo una correzione (Facebook venerdì -8.32%, ieri +4.62%) per guadagnare soldi. In Europa gli investitori si sono accontentati di comperare qualche titolo farmaceutico (la produzione di un vaccino contro il Covid-19 si avvicina) o alimentare con la conseguenza che l'SMI svizzero é salito (+0.44% a 1089 punti) mentre le borse europee in generale hanno perso qualche punto (Eurostoxx50 - 0.17% a 3228 punti).
I ribassisti notano che gli indici azionari europei non riescono più a fare progressi e a seguire gli Stati Uniti. Ieri hanno chiuso in perdita malgrado che la borsa americana abbia continuato la sua corsa. Anche la seduta a Wall Street ha frustrato molti investitori. il guadagno dell'S&P500 (+0.50% a 3115.86 punti) inganna poiché in generale ci sono stati più titoli in perdita che in guadagno. DJ Industrial (-0.30%), DJ Transportation (-0.21%) e Russell2000 (RUT -0.97%) hanno chiuso in calo. I Summation Index sono ancora scesi. La borsa americana sembra pronta per una correzione - se solo la fiducia incondizionata di molti investitori su pochi titoli della tecnologia venisse a mancare é probabile che gli indici comincerebbero a scendere.
A breve sul Nasdaq c'é la solita pericolosa combinazione di euforia (DSI sopra i 90 punti) e speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.46!). Oggi o lunedì prossimo ci deve essere un vuoto d'aria. Vedremo se questo sarà sufficiente ad obbligare i rialzisti a battere in ritirata e a rompere i supporti. Teniamo d'occho i 3000 punti di S&P500 e il bordo inferiore del canale ascendente sul Nasdaq100.

Ieri mattina un difetto tecnico ha bloccato la borsa di Francoforte (Xetra) per 3 ore - contemporaneamente anche il commercio dei derivati sull'Eurex non funzionava. Dopo le 11.30 le transazioni sono riprese con un tuffo dal quale l'Eurostoxx50 si é ripreso solo nel pomeriggio grazie agli impulsi positivi provenienti da New York. La seduta é stata volatile ma alla fine l'Eurostoxx50 (-0.17% a 3228 punti) ha chiuso in mezzo al range con una insignificante perdita di 6 punti. Notiamo il massimo giornaliero a 3250 punti che corrisponde esattamente al nostro obiettivo per questa spinta di rialzo. Anche il DAX ha chiuso in mezzo al range con una perdita di 50 punti che compensa la sovraperformance di martedì. Il massimo giornaliero é stato di 12391 punti - il DAX é rimasto bloccato qui per 3 ore e alla ripresa delle contrattazioni é caduto di colpo di 130 punti. Senza questa panne avrebbe raggiunto i 12400 punti che costituiscono il nostro obiettivo per questa spinta di rialzo.
Insomma - la seduta in Europa non ci ha detto nulla di nuovo. La tendenza a corto e medio termine é neutra e le borse attendono evidentemente nuovi impulsi che dovrebbero arrivare dagli Stati Uniti. Alcuni effetti tecnici e psicologici (window dressing, gli investimenti di inizio mese, l'avvicinarsi del lungo fine settimana della festa dell'Indipendenza americana) hanno sostenuto il mercato. Al più tardi all'inizio di settimana prossima questo effetto verrà a mancare.

L'S&P500 ha aperto il leggero guadagno a 3108 punti. Dopo un'ora di incertezza é caduto sul minimo a 3101 punti. Da qui é risalito sui 3115 punti ed é oscillato per ore intorno a questo valore. Sul finale c'é stata un'impennata sul massimo a 3128 punti. Lo sforzo é stato però eccessivo e negli ultimi minuti di contrattazioni c'é stata una caduta a 3015.86 punti (+0.50%). La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3472 su 3873, NH/NL a 293 su 205 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX (ricordiamoci che la VIX riguarda l'S&P500!) é scesa a 28.62 punti (-1.81) mentre il Fear&Greed Index é neutro a 49 punti (+ 1).
Vi ricordiamo che venerdì in America é giorno di festa - oggi per Wall Street é l'ultima seduta di contrattazioni della settimana. In tre sedute l'S&P500 ha guadagnato più di 100 punti - é probabile che prima del lungo fine settimana ci siano delle sporadiche prese di beneficio.

Stamattina alle 08.00 il future sull'S&P500 é a 3104 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale 3250 punti - le borse europee devono scontare il rialzo nella seconda parte della seduta di ieri sera a Wall Street e apriranno con un guadagno di circa il +0.6%. Pensiamo che stamattina proveranno a guadagnare ancora qualche punto. Crediamo però che stasera ritroveremo gli indici azionari europei sui livelli d'apertura o poco più in basso. Alle 14.30 verrà pubblicato il job report americano per il mese di giugno. I dati sull'occupazione hanno un forte impatto emotivo pur essendo dei numeri che riflettono il passato - é probabile che le borse reagiranno decisamente a dati lontani dalle stime degli analisti.
Le borse asiatiche sono al rialzo (Nikkei +0.11%, Shanghai +1.8%).

Commento del 1. luglio

La fine del semestre ha spinto le borse verso l'alto - pur sapendolo abbiamo sottovalutato questo effetto

Dal supporto a 3000 punti l'S&P500 (+1.54% a 3100.29 punti) doveva rimbalzare. Sapevamo che molto probabilmente la borsa avrebbe cercato di terminare il semestre il più in alto possibile e conoscevamo l'effetto positivo della festa dell'Indipendenza - normalmente la performance della borsa americana nella settimana prima di questa importante festa nazionale é positiva. Pensavamo però che un mercato strutturalmente indebolito non potesse rimbalzare di molto e ci eravamo immaginati una risalita dell'S&P500 sui 3040-3050 punti. Abbiamo sottovalutato questo movimento. Il rally di ieri sera a New York con una sospetta accelerazione sul finale non ha però cambiato la situazione tecnica a medio termine. I Summation Index stanno ancora scendendo e il CBOE Equity put/call ratio (0.52) é ancora troppo basso e denota una perniciosa speculazione al rialzo. Ieri sera gli acquisti degli investitori si sono concentrati sui soliti titoli mentre i volumi di titoli trattati sono nuovamente risultati al di sotto della media (volume relativo a 0.85). Oggi il prezzo dell'oro tocca un nuovo massimo annuale a 1784 USD/oncia - non a caso. Pensiamo che il rialzo di ieri sera a Wall Street sia stata unicamente un'aberrazione che verrà corretta in breve tempo. Restiamo dell'opinione che a luglio le borse devono svolgere una correzione a medio termine con un potenziale di ribasso fino al -10%.

La seduta in Europa si é svolta senza sorprese - gli indici hanno terminato la giornata misti - l'Eurostoxx50 é salito a 3234 punti (+0.06%). L'Eurostoxx50 é oscillato ampiamente (range di 39 punti) intorno alla parità e ha chiuso senza sostanziali variazioni e al centro del range giornaliero. Il DAX si é comportato in maniera simile con la differenza che il movimento si é sviluppato un +0.5% più in alto e l'indice ha chiuso a 12310 punti (+0.64%). In Europa l'effetto della chiusura semestrale é stato meno pronunciato e forse l'Eurostoxx50 non riuscirà a raggiungere l'obiettivo a 3250 punti - ieri sera alle 22.00 sulla base del future l'Eurostoxx50 valeva 3240 punti.

L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3048 punti. Nella prima ora e mezza di contrattazioni é salito a 3080 punti e in seguito é oscillato fino alle 21.00 intorno ai 3075 punti. Sul finale c'é stata un'accelerazione al rialzo e l'indice ha chiuso a 3100.29 punti (+1.54%) dopo aver toccato un massimo a 3111 punti. Gli acquisti come al solito si sono concentrati sulla tecnologia (Nasdaq100 +1.96% a 10156 punti, volume relativo a 1.05) con un'evidente irrazionale euforia su alcuni titoli di moda come Tesla (+6.98% e nuovo massimo storico). Il resto del mercato ha subito meno questo effetto di window dressing (DJT +1.33%, RUT +1.42%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5229 su 2097 e NH/NL a 231 su 255. La volatilità VIX é scesa a 30.43 punti (-1.35) mentre il Fear&Greed Index é stranamente scivolato a 48 punti (-1).
Stamattina il future sull'S&P500 scende a 3076 punti (-14 punti) - sembra che il mercato voglia subito correggere l'eccesso di ieri sera nell'ultima ora di contrattazioni. Questo non significa ancora niente per quel che riguarda l'inizio di una correzione. Crediamo che per questa settimana i giochi sono fatti. Forse nei prossimi due giorni ci saranno delle sporadiche vendite. Una nuova tendenza si delineerà però solo a partire da settimana prossima.
L'Eurostoxx50 alle 08.25 vale 3233 punti le borse europee apriranno senza sostanziali variazioni - ci aspettiamo una seduta come ieri nella quale gli indici azionari sono oscillati intorno alla parità.
Stamattina il Nikkei ha perso il -0.75% - Shanghai sta guadagnando il +0.9%.

Commento del 30 giugno

Come un treno che si muove puntuale sui binari

Ieri le borse hanno seguito il percorso segnato dall'analisi tecnica alla perfezione. L'S&P500 ha aperto al rialzo a 3020 punti. Prima ha dovuto completare la correzione ed é sceso alle 15.50 fino a 2999.74 punti di minimo. Dopo avere raggiunto esattamente il supporto a 3000 punti l'indice é rimbalzato. È risalito velocemente fino ai 3042 punti. Poi l'ascesa si é fatta più lenta - l'indice é arrivato verso le 19.40 a 3050 punti ed é ridisceso con calma a 3035 punti. Negli ultimi 10 minuti di contrattazioni l'S&P500 é stato catapultato verso l'alto da un'ultima ondata d'acquisti e ha chiuso sul massimo giornaliero a 3053.24 punti (+1.47%).
Il rimbalzo dai 3000 punti si é svolto come da manuale - facciamo ora un passo indietro.
La seduta in Europa é stata ovviamente positiva e gli indici si sono mossi mantenendo un occhio puntato su Wall Street. La borsa americana, come abbiamo visto, ha seguito il copione - l'S&P500 é ancora caduto fino a 2999 punti di minimo ma poi dal supporto a 3000 punti é partito l'atteso rimbalzo. Fino a quel momento gli indici azionari europei oscillavano sulla parità. Poi sono decollatati e  hanno chiuso vicino al massimo giornaliero con dei forti guadagni (Eurostoxx50 +0.87% a 3232 punti, DAX +1.18% a 12232 punti). Chi si aspettava un disastro dopo la pessima seduta di venerdì a Wall Street é rimasto deluso - deve affidarsi nel futuro all'analisi tecnica. Sullo slancio nei prossimi giorni le borse europee dovrebbero guadagnare ancora del terreno. Prevediamo per l'Eurostoxx50 ancora un progresso in direzione dei 3250 punti - il DAX potrebbe nuovamente salire sui 12400 punti - questa dovrebbe essere una buona occasione per vendere. Le borse europee sono ripartite al rialzo seguendo il filone della ripresa economica. Il FTSE MIB (+1.69% a 19447 punti) ne ha approfittato sotto due aspetti. Da una parte sono saliti i titoli ciclici. D'altra parte un aumento pur marginale dei tassi d'interesse ha nuovamente fomentato l'interesse sui titoli bancari (SX7E +3.24% a 63.17 punti). Una settimana fà avevamo previsto un movimento fino a fine mese tra i 19000 ed i 20000 punti con un'alta probabilità di una salita sulla parte superiore del range per la fine di giugno. Finora non abbiamo sbagliato anche perché oggi ci aspettiamo un'altra seduta positiva.  

Torniamo in America. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5475 su 1885, NH/NL a 200 su 456 e volume relativo a 0.8. Da giorni il volume di titoli trattati nelle sedute negative é più alto di quello nelle sedute positive. Sembra esserci più pressione di vendita che potere d'acquisto. Sul Nasdaq ci sono sempre volumi superiori alla media. La volatilità VIX é scesa a 31.78 punti (-2.95), il CBOE Equity put/call ratio é tornato a 0.55 e il Fear&Greed Index é salito a 49 punti (+3). I Summation Index sono ancora in calo. Notiamo infine l'anemico rimbalzo del settore bancario americano (BKX +1.43% dopo il -6.44% di venerdì scorso).
Finora il mercato si sviluppa come previsto. S&P500 e Nasdaq100 sono rimbalzati dai supporti. Il rimbalzo in termini di punti potrebbe essere finito. Sapete però che ci aspettavamo una borsa rialzista fino all'odierna fine del mese di giugno e che spesso la settimana prima della festa dell'Indipendenza di sabato 4 luglio (venerdì 3 luglio é anche una giornata di festa per permettere agli americani di avere un fine settimana prolungato) é positiva. Di conseguenza crediamo che l'S&P500 si fermerà sui 3050 punti (o poco più in alto) fino a giovedì sera. Pensiamo che ci aspettano alcune sedute volatili ma per saldo non dovrebbe cambiare molto. Delle impennate sopra i valori di chiusura di ieri dovrebbero essere utilizzate per aprire posizioni short a medio termine.

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 3041 punti (-6 punti) - fino alle 07.15 era sui 3055 punti - poi é sceso. Sembra che per gli europei l'aria é troppo rarefatta. Non hanno tutti i torti considerando che l'S&P500 é balzato di 28 punti negli ultimi 10 minuti della seduta. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3235 punti. Le borse europee apriranno praticamente invariate. Gli investitori devono digerire il rialzo di ieri. Stamattina dovrebbe esserci un ritracciamento ma poi ci aspettiamo che le borse salgano nuovamente. Prevediamo una seduta di poco positiva sia in Europa che in America.
Il Nikkei ha guadagnato il +1.33% - Shanghai sta salendo del +0.6%.

Aggiornamento del 29 giugno

Le emozioni predominano

Le borse vengono scrollate da notizie positive e negative. I movimenti dei prezzi delle azioni hanno per il momento poco a che fare con fattori razionali ma sono dettati dalle emozioni. Gli investitori istituzionali sono poco attivi. Sono sopratutto gli investitori privati e gli speculatori che muovono sul corto termine gli indici azionari. Di conseguenza sono le notizie del momento a provocare movimenti in una o nell'altra direzione e meno le prospettive economiche. In un contesto del genere bisogna seguire in prima linea i segnali provenienti dagli indicatori di sentiment. Nell'immediato c'é ancora troppa speculazione al rialzo. Per il resto traspare un certo pessimismo (VIX alta e Fear&Greed Index sotto i 50 punti) e cautela che dovrebbero impedire un sostenibile ribasso. La variante più probabile é quella di una correzione di medio termine.
Durante il fine settimana é fallita la società americana Chesapeake lasciando un buco di 7 Mia di USD. Cheasapeake é attiva nel campo dell'energia ed era in crisi da anni. Era però una di quelle azioni come Hertz (noleggio d'auto) amata dai piccoli speculatori per la sua volatilità. Il fallimento di Chesapeake, che azzera il valore delle azioni, dovrebbe essere un monito per questi speculatori. Si può perdere tutto il proprio investimento e la borsa non é un gioco che finisce sempre bene solo perché Stati e Banche Centrali intervengono a sostenerli in caso di crisi. Ci aspettiamo che nel futuro il CBOE Equity put/call ratio torni a comportarsi normalmente evitando i lunghi periodi con valori decisamente sotto la media.
Stamattina il future sull'S&P500 é fermo a 3006 punti (-1 punto). Mentre stavamo scrivendo é brevemente caduto a 2996 punti per poi risalire. Non sembra che il future voglia scendere decisamente più in basso - forse la nostra previsione di un rimbalzo a breve di una trentina di punti é corretta. L'Eurostoxx50 vale 3193 punti (-11 punti). Le borse europee devono scontare il finale di seduta negativo venerdì sera a Wall Street e apriranno con una minusvalenza del -0.3%. Restiamo dell'idea che dai 3000 punti l'S&P500 deve rimbalzare. Non sappiamo se lo farà salendo direttamente dalla chiusura di venerdì a 3009 punti o se invece deve ancora scendere una decina di punti a testare il supporto prima di reagire.
Sul fronte del Coronavirus non ci sono novità di rilievo.

Commento del 27-28 giugno

L'S&P500 punta ai 2800 punti ma prima dovrebbe rimbalzare

Una settimana fà eravamo convinti che l'S&P500 dovesse iniziare una correzione a medio termine - eravamo alla ricerca di conferme per questa ipotesi. Ci aspettavamo che il calo potesse cominciare lunedì dopo la scadenza dei derivati di giugno. L'alternativa era che la borsa cominciasse a scendere solo all'inizio del mese di luglio visto che fino alla fine del semestre l'effetto del window dressing avrebbe in linea di massima sostenuto il mercato evitando le vendite e favorendo acquisti sui titoli più performanti. Invece la soluzione si é situata nel mezzo. Fino a martedì é successo poco con la conseguenza che noi abbiamo cominciato a favorire la variante di luglio. Mercoledì c'é stata una pesante caduta senza prosecuzione al ribasso. La seduta di mercoledì é stata talmente negativa da provocare il giorno dopo una reazione positiva. Venerdì ci aspettavamo che dopo queste sedute turbolenti gli investitori ne avessero abbastanza e che ci sarebbe stata una seduta di pausa. Invece, complici il Coronavirus e Facebook (-8.32%), c'é stata ancora un'ondata di vendite che ha avuto come conseguenza di schiacciare le performance settimanali decisamente in negativo.
L'S&P500 (-2.42% a 3009.05 punti) ha chiuso poco sopra il massiccio supporto a 3000 punti. Il Nasdaq100 (-2.50% a 9849 punti) é caduto sul bordo inferiore del canale ascendente. Normalmente questi supporti dovrebbero reggere al primo tentativo di rottura e quindi all'inizio di settimana prossima dovrebbe esserci un rimbalzo. Pensiamo però che il rimbalzo dovrebbe essere anemico (fino a 3040 punti di S&P500) ed essere seguito da una spinta di ribasso piuttosto robusta e consistente. Il cuneo discendente sul grafico dell'S&P500 suggerisce come obiettivo i 2800 punti. Venerdì c'é stata una brutta rottura al ribasso di Facebook (-8.32%) e di Google (-5.45%). Anche Apple ha avuto una giornata pessima (-3.07%). Sembra che gli investitori comincino a girare le spalle alla tecnologia. Abbiamo l'impressione che anche gli speculatori long lentamente stiano mollando la presa (CBOE Equity put/call ratio a 0.74). Crediamo che questa volta la tecnologia non salverà il mercato. È anzi possibile che il Nasdaq100 trascini la correzione con perdite superiori a quelle dell'S&P500. Non siamo però ancora sicuri che la correzione si svilupperà in questa maniera - esistono degli indizi come la discesa ormai decisa dei Summation Index. Prima però dobbiamo osservare cosa succedere lunedì. Vogliamo vedere un debole rimbalzo. Un rimbalzo robusto di alcune sedute metterebbe in dubbio lo scenario della correzione a medio termine. Una discesa immediata e secca sotto i 3000 punti di S&P500 sarebbe un segnale che il mercato é ancora più debole di quanto pensiamo - in questo caso conviene allacciare le cinture di sicurezza.
Un ulteriore segnale negativo é il ribasso del settore bancario che venerdì ha avuto un'accelerazione in Europa (SX7E -2.42% a 61.19 punti) e soprattutto in America (BKX -6.44%). Questo ribasso é strettamente correlato al calo dei tassi d'interesse. Venerdì il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso al 0.64% (-0.04%). I tassi d'interesse scendono poiché gli investitori stanno lentamente abbandonando lo scenario di una ripresa economica a V. In questo caso una correzione delle borse sarebbe la logica conseguenza di una situazione economica molto difficile. Il forte rialzo delle borse dai minimi di marzo era stato provocato dall'idea che la crisi e la recessione provocati dal Coronavirus sarebbero stati passeggeri. Invece é ormai evidente che la pandemia non é stato un episodio fugace e dall'impatto limitato nel tempo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.99% a 3204 punti
DAX                         -1.96% a 12089 punti
SMI                          -2.19% a 10041 punti
FTSE MIB                  -2.52% a 19124 punti
S&P500                     -2.86% a 3097.74 punti
Nasdaq100                -1.59% a 9849 punti

Venerdì la giornata é iniziata bene. Le borse europee hanno aperto in guadagno e fino nel primo pomeriggio sono ancora riuscite a guadagnare qualche punto. Verso le 13.00 le plusvalenze si situavano tra il +1.2% ed +1.5% (massimo dell'Eurostoxx50 a 3273 punti - chiusura di giovedì a 3218 punti). Poi il vento é cambiato. Sotto la spinta proveniente dagli Stati Uniti gli indici azionari sono scesi fino a fine giornata. Le perdite sono state modeste (Eurostoxx50 -0.46% a 3204 punti, DAX -0.73% a 12089 punti) ma sufficienti per trasformare una settimana che sembrava concludersi senza sostanziali cambiamenti in una settimana decisamente negativa. A livello tecnico non ci sono ancora danni gravi - alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva ancora 3197 punti. È però evidente che se la borsa americana corregge anche le borse europee saranno costrette a scendere. Secondo l'analisi tecnica le tendenze a corto e medio termine sono ancora neutre e anche gli indicatori sono in territorio neutro (RSI sui 51-53 punti). Gli indici si trovano al centro delle Bollinger Bands.

In America operatori ed analisti si sono concentrati sulle notizie negative. I dati riguardanti il Coronavirus continuano a peggiorare e alcuni Stati reagiscono con misure che limitano i contatti sociali tra i cittadini - la riapertura dell'economia si trascina del tempo. Per varie ragioni i giganti del consumo hanno deciso di ridurre le spese per la pubblicità e i big della tecnologia come Facebook e Google hanno accusato il colpo. Le vendite hanno coinvolto tutto il settore tecnologico e una seduta che era iniziata bene si é trasformata in una Caporetto.
L'S&P500 ha aperto in calo a 3068 punti e all'inizio é ancora salito a 3073 punti. Poi i ribassisti hanno preso il controllo delle operazioni. Con una prima spinta di ribasso l'indice é sceso a 3020 punti ed é oscillato per ore intorno a questo valore. Dopo le 20.00 é sceso altri 20 punti e ha cominciato a combattere con il supporto a 3000 punti. L'S&P500 ha toccato un minimo a 3004 punti e ha chiuso a 3009.05 punti (-2.42%). Il Nasdaq100 lo ha imitato (-2.50% a 9849 punti) e ha decisamente abbandonato i psicologicamente importanti 10000 punti. Le vendite si sono distribuite in maniera omogenea su tutto il listino (DJT -2.16%, RUT -2.44%).
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1374 su 5986, NH/NL a 176 su 951 (ci aspettavamo di peggio) e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é salita a 34.73 punti (+2.51) mentre il Fear&Greed index é sceso a 45 punti (-4 punti).
Per definizione la tendenza di fondo della borsa americana é ancora al rialzo con il 63.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 53.72. 
A giugno il rialzo delle borse é entrato in stallo. La performance della borsa americana é negativa. Il calo di momentum ha provocato dei segnali di vendita su indicatori tipo i MACD. I convinti rialzisti cominciano ad avere dei dubbi - dovrebbero esserci delle vendite come conseguenza di prese di beneficio. Al contrario c'é chi ha liquidità e attende una correzione per comperare - per questi investitori il calo dai massimi non é ancora abbastanza ampio per spingerli ad agire. Le premesse anche a livello di sentiment sono ideali per una correzione a medio termine. Ora aspettiamo solo una rottura al ribasso...

Commento del 26 giugno

Rimbalzo con divergenze

Ieri mattina le borse europee hanno fatto ancora un tuffo di una mezz'ora. L'Eurostoxx50 (+0.71% a 3218 punti) é sceso fino a 3149 punti di minimo - noi avevamo stimato che la correzione doveva finire sui 3130 punti. Poi gli indici sono risaliti per un'ora e si sono stabilizzati poco sopra la parità fino all'apertura di New York. Quando era ormai chiaro che anche la borsa americana non voleva scendere più in basso le borse europee hanno ancora guadagnato qualche punto e hanno chiuso con moderati guadagni. Gli indici hanno recuperato meno di un terzo delle perdite di mercoledì ma per lo meno era evidente che non era iniziato un ribasso ma avevamo a che fare con una semplice correzione minore. Non sappiamo se la correzione é già finita. In teoria oggi doveva ancora esserci una seduta negativa e un test dei minimi. Ci avviciniamo perà alla fine del mese e e quella odierna é l'ultima seduta della settimana. Una valida e realistica alternativa e che le borse provino a lievitare ancora alcuni giorni per terminare il mese nella migliore posizione possibile. I portfolio managers vorranno far vedere di possedere le azioni "buone" vale a dire quelle che nel primo semestre hanno avuto una buona performance. Pensiamo quindi che la tecnologia e il Nasdaq100 (+0.99% a 10101 punti) avrannno ancora alcune sedute di rialzo che dovrebbero riportare l'indice a ridosso del massimo storico. Notiamo sempre una forte speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.54) mentre aumentano le divergenze - ieri i nuovi minimi a 30 giorni sul NYSE sono aumentati a 812 (!) mentre i Summation Index sono scesi. Crediamo che a luglio debba iniziare una correzione più importante che deve coinvolgere anche la tecnologia - ne parleremo nell'analisi del fine settimana.

Ieri tutte le borse europee sono risalite e hanno terminato la giornata in guadagno. La correlazione tra le varie borse é stretta e le performances sono simili ovunque con la conseguenza che tecnicamente tutti gli indici hanno un'aspetto simile. Solo l'SMI svizzero si distingue (+0.68% a 10089 punti) con una buona performance da inizio anno ed una volatilità inferiore agli altri indici - questa borsa resta da favorire in questo scenario economico e borsistico incerto.

In America avevamo previsto che la borsa avrebbe reagito con un rimbalzo e avevamo previsto una seduta di poco positiva. È andata meglio di quanto ci eravamo immaginati.
L'S&P500 ha aperto a 3045 punti e all'inizo é ancora sceso a 3024 punti. Poi é risalito sui 3050 punti dove é oscillato con calma fino alle 21.00. Nell'ultima ora di contrattazione l'S&P500 é ancora salito a 3086 punti e ha chiuso pco più in basso a 3083.76 punti (+1.10%). Tutti i settori hanno partecipato al movimento in maniera abbastanza omogenea (DJT +1.14%, RUT +1.70%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5142 su 2155, NH/NL a 202 su 812 (!) e volume relativo a 0.9 (sul Nasdaq era 1.2). La volatilità VIX é scesa a 32.22 punti (-1.62) e il Fear&Greed Index ha recuperato 2 punti a 49 punti.
Crediamo che l'S&P500 cercherà di terminare il mese di giugno sui 3100 punti. mancano tre sedute - non dovrebbe più succedere nulla di importante.

Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era a 3071 punti - ora é sceso a 3065 punti (-5 punti) - sembra che gli europei affrontino la giornata con circospezione. Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3252 punti - le borse europee devono scontare il buon finale di seduta ieri sera a Wall Street. È possibile che questa buona apertura (+1%) venga usata per delle vendite. Crediamo però che stasera ritroveremo gli indici azionari europei sui livelli d'apertura.
Per la seduta in America non abbiamo ancora ideee precise. Ne riparliamo alle 14.00.
La borsa cinese é ancora chiusa per ferie. Il Nikkei ha guadagnato il +1.13%.

Commento del 25 giugno

Sembra una correzione necessaria per ridurre gli eccessi e non l'inizio di un ribasso

Martedì c'era stato un rally delle borse giustificato da dati congiunturali migliori delle stime degli analisti. Gli investitori avevano giocato uno scenario di crescita economia ed il Nasdaq100 era salito su un nuovo record storico a 10306 punti. Ieri l'umore degli investitori é cambiato radicalmente - dall'ottimismo si é passati immediatamente al pessimismo causato dal diffondersi del Coronavirus negli Stati Uniti e in molti Paesi che finora hanno fatto troppo poco per combattere il virus come Brasile o India. Il risultato é stato che sull'Eurostoxx50 dal +1.76% di martedì  si é passati al -3.11% (3196 punti) di ieri. Questa volatilità ed incertezza sono sconcertanti. È difficile spiegare razionalmente come, sulla base di fattori conosciuti, la borsa possa decollare un giorno e cadere pesantemente il giorno dopo. È però possibile e normale quando la tendenza é neutra e gli investitori agiscono sulla base delle emozioni - troppi traders, troppi speculatori e troppi pochi investitori attivi sul mercato. 
Ieri gli indici azionari europei hanno aperto in moderato calo sul massimo giornaliero e hanno chiuso con pesanti perdite e sul minimo giornaliero (Eurostoxx50 -3.11% a 3196 punti, DAX -3.43% a 10094 punti e FTSE MIB -3.42% a 19163 punti). Questa caduta non ci stupisce nella sua ampiezza - ci sorprende unicamente nella tempistica. Ce l'aspettavamo lunedì dopo la scadenza dei derivati di giugno o all'inizio di luglio. Purtroppo spesso la borsa fa quello che nessuno si aspetta - noi ripetiamo per giorni che c'é un'eccesso di speculazione al rialzo che deve assorbito tramite una correzione minore - per giorni non succedere niente - poi improvvisamente la borsa sembra prendere coscienza di elementi per noi ovvi e conosciuti e reagisce con un'ondata di vendite a ciel sereno. Portroppo questi vuoti d'aria sono difficilmente prevedibili con precisione malgrado che ieri mattina abbiamo scritto "Abbiamo l'impressione che sul Nasdaq100 una minicorrezione é imminente - c'é troppa euforia e speculazione al rialzo - per logica la rottura al rialzo di ieri deve essere testata con una ricaduta per lo meno a 10100 punti se non sotto i 10000 punti. L'inizio di una correzione più importante o addirittura un ribasso sembrano prima della fine del mese una variante altamente improbabile". Ieri sera il Nasdaq100 ha chiuso a 10002 punti (-2.03%).
Una seduta decisamente negativa non cambia normalmente la situazione tecnica a medio termine. O per lo meno non basta una seduta per farci cambiare opinione. Non abbiamo nessun segnale di vendita e non vediamo ancora niente che potrebbe giustificare l'inizio di un ribasso. Partiamo dal principio che si tratta unicamente di una correzione minore di al massimo tre giorni. Questo signifca che oggi potrebbe e dovrebbe esserci ancora una seduta negativa ma le perdite saranno decisamente inferiori a quelle di ieri. I minimi del 15 giugno (Eurostoxx50 a 3054 punti) in questa fase non dovrebbero essere avvicinati. Stimiamo che l'Eurostoxx50 debba scendere fino ai 3130 punti e poi risalire per la fine del mese di giugno. Evitiamo però di comperare. Crediamo piuttosto che le forti oscillazioni delle ultime due settimane siano un periodo di distribuzione che dovrebbe sfociare in un ribasso a luglio. Se abbiamo ragione nei prossimi giorni dovrebbero apparire evidenti divergenze negative.
Per il portafoglio volevamo aprire posizioni short con l'S&P500 sui 3130-3150 punti. Purtroppo non l'abbiamo ancora fatto poiché pensavamo di avere tempo fino a fine mese. Ricordiamo che martedì l'S&P500 era salito fino a 3154 punti e aveva chiuso a 3131 punti. Ieri é caduto a 3050.33 punti (-2.59%). 

L'ondata di vendite é proseguita in America ma é stranamente terminata alle 17.40 quando gli indici azionari americani hanno toccato il fondo. Nella seconda parte della seduta c'é stato un modesto recupero. Niente di spettacolare ma per lo meno la pressione di vendita era sparita.
L'S&P500 ha aperto in moderato calo a 3110 punti e all'inizio é risalito a 3115 punti. Noi abbiamo pensato che sarebbe rimasto sopra i 3100 punti. Improvvisamente sono arrivati in forze i venditori senza che ci fosse stata una ragione particolare. L'S&P500 é sceso velocemente fino alle 17.50 quando ha toccato il minimo a 3032 punti. Poi é rimbalzato una trentina di punti ed é oscillato in laterale intorno ai 3150 punti fino alla chiusura a 3050.33 punti (-2.59%). Lo svolgimento di questa seduta é sconcertante. Non si capisce cosa effettivamente abbia scatenato le vendite e perché il crollo sia durato solo due ore - il minimo a 3132 punti non é stato ritestato. Sembra quasi che qualcuno abbia venduto massicciamente facendo scattare gli stop loss - terminata questa breve valanga di vendite provocata ad arte il mercato si é stabilizzato. Teoricamente la correzione dovrebbe durare due o tre giorni con ulteriori perdite di al massimo un 3% (supporto a 2970-3000 punti di S&P500 e a 9750-9800 punti di Nasdaq100). È però possibile che le borse tornino già a salire dopo un breve consolidamento sopra i minimi di ieri. I dati sul sentiment sostengono questa ipotesi.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 939 su 6435, NH/NL a 139 su 882 e volume relativo a 1.0 (i volumi sul Nasdaq sono superiori). La volatilità VIX é salita a 33.84 (+2.47), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.63 e il Fear&Greed Index é sceso a 47 punti (-5). Il mercato delle opzioni mostra che gli speculatori long non mollano la presa - mantengono il sostegno alla tecnologia come mostra ancora una volta il miglior comportamento del Nasdaq100 (-2.03% a 10002 punti) rispetto al resto del mercato (DJT -3.07%, RUT -3.45%). Fino a quando la tecnologia manterrà la sua forza relativa é poco probabile che possa svilupparsi una correzione a medio termine o un ribasso.
Ieri i Summation Index sono scesi - adesso hanno eliminato l'ipercomperato. Il comportamento nei prossimi giorni é molto importante. Se la tendenza a Wall Street resta al rialzo I Summation Index nei prossimi giorni devono fermarsi o risalire.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3032 punti (-16 punti) - é in calo ma teoricamente l'S&P500 resta sopra il minimo di ieri a 3032 punti. Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3194 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Stamattina ci aspettiamo ancora un'oretta di vendite ma poi dovrebbe seguire una stabilizzazione. Poi aspetteremo per vedere cosa decidono di fare gli americani.
Il Nikkei ha perso il -1.22% - la borsa cinese era chiusa.

Commento del 24 giugno

Candela rossa sull'S&P500 (+0.43% a 3131 punti) e il gap rimane aperto

Ieri le borse mondiali hanno avuto una seduta positiva. Una serie di fattori concomitanti ha permesso agli indici azionari europei di avere un'ottima giornata con forti guadagni (Eurostoxx50 +1.76% a 3298 punti). Il tutto però si é concentrato nella prima ora di contrattazioni (Eurostoxx50 alle 10.00 a 3305 punti) - poi le borse sullo slancio hanno ancora guadagnato qualche punto (Eurostoxx50 massimo a 3317 punti) che sono nuovamente andati persi nel pomeriggio. In America c'é stata la solita seduta moderatamente positiva con la tecnologia (Nasdaq100 +0.78% a 10209 punti, nuovo record storico a 10306 punti) a far la parte del leone. Anche ieri il rialzo é stato trascinato dai big della tecnologia come Apple (+2.13%) o Amazon (+1.86%). Indubbiamento la tecnologia é un settore interessante poiché approfitta della crisi provocata dal Coronavirus ed ha ottime prospettive di crescita nel futuro. È però evidente che il rialzo é stato troppo intenso e si é svolto in troppo poco tempo. Insomma - si é decisamente esagerato con il risultato che le valutazioni sono ormai stratosferiche. Combinando questi fattori con l'eccesso di ottimismo e la speculazione al rialzo si arriva ad una miscela esplosiva. Esplosiva sotto due punti di vista - come un tornado la tecnologia attira ormai l'interesse di tutti gli investitori e concentra la maggior parte dei volumi di titoli trattati - il rialzo si sta praticamente autoalimentando in uno stato di estasi che potrebbe far continuare il movimento ben oltre le più ottimistiche aspettative. D'altra parte quando un evento interromperà questa spirale virtuosa la caduta avverrà da altezze vertiginose - sarà veloce e brutale anche perché molti sono coscienti del problema e assicurano le posizioni con stop loss.
In ogni caso ieri il Nasdaq100 ha toccato un nuovo record storico a 10306 punti. La tendenza é al rialzo, é forte poiché é in grado di sfidare ipercomperato ed eccesso di rialzo e non ci sono evidenti resistenze. Nessuno é in grado di dire quando questo rialzo finirà ed é meglio non combatterlo.
L'S&P500 (+0.43% a 3131.29 punti) presenta un'altra immagine. L'indice ha guadagnato 13 punti ma ancora una volta non é riuscito a colmare il gap tra i 3155 ed i 3181 punti. Il massimo giornaliero é stato a 3154.90 punti (!) e poi c'é stata brusca caduta di 27 punti con il risultato che l'indice ha chiuso poco sopra il minimo giornaliero e la candela sul grafico é nuovamente rossa - é la quarta nelle ultime sei sedute. L'impressione é che l'S&P500 non riesce a salire più in alto. Se non sale significa che si ferma o scende. Noi restiamo dell'opinione che si fermerà intorno ai 3100 punti fino alla fine del mese. Ieri i Summation Index hanno nuovamente marciato sul posto - quello sul NYSE é sceso di poco, quello sul Nasdaq100 ha guadagnato qualcosa.

Stamattina non abbiamo ulteriori commenti sulla seduta in Europa. Quel poco che c'era da dire lo trovate nei commenti serali. L'alternanza di sedute positive e negative é destinata a continuare. Oggi sembra che le borse europee debbano nuovamente scendere.

L'S&P500 ha aperto in forte rialzo a 3142 punti. Dopo un'oscillazione sul livello d'apertura hanno nuovamente prevalso i compratori e l'indice é gradualmente salito sul massim giornaliero a 3154.90 punti. Dopo le 20.00 c'é stata una brusca caduta che ha fatto scendere l'indice in due ore a 3127 punti. Un rimbalzo in chiusura ha fatto risalire l'S&P500 a 3131.29 punti (+0.43%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4257 su 3015, NH/NL a 454 su 148 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é scesa a 31.37 punti (-0.40) mentre il CBOE Equity put/call ratio era troppo basso a 0.45. Il Fear &Greed Index é fermo a 52 punti.
Abbiamo l'impressione che sul Nasdaq100 una minicorrezione é imminente - c'é troppa euforia e speculazione al rialzo - per logica la rottura al rialzo di ieri deve essere testata con una ricaduta per lo meno a 10100 punti se non sotto i 10000 punti. L'inizio di una correzione più importante o addirittura un ribasso sembrano prima della fine del mese una variante altamente improbabile.

Stamattina il future sull'S&P500 é fermo a 3117 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 vale 3183 punti - le borse europee perderanno in apertura un -0.5%. Crediamo che nel corso della giornata ci saranno ulteriori vendite - in linea di massima ci aspettiamo una seduta moderatamente negativa con perdite inferiori al -1%.
L'oro ha toccato stamattina un nuovo massimo annuale a 1773 USD/oncia.

Commento del 23 giugno

Una serie di sedute moderatamente positive o negative - trend neutro fino a fine mese

La scadenza dei derivati di giugno non ha provocato un'inversione di tendenza. Il trend fino alla fine del mese é neutro con le differenze settoriali che conosciamo da settimane e caratterizzano il rialzo dai minimi di marzo - la tecnologia trascina e sostiene i listini. Ieri il Nasdaq100 ha guadagnato il +1.21% a 10130 punti con i soliti Apple (+2.62%) e Microsoft (+2.78%) in evidenza. Questa é la migliore chiusura giornaliera della storia del Nasdaq100 e si trova a pochi punti dal massimo storico assoluto a 10155 punti.

La seduta in Europa é stata moderatamente negativa. Questa però é solo una conseguenza della caduta della borsa americana venerdì sera - l'Europa doveva scontare questo movimento. Gli indici azionari europei hanno aperto con un tonfo dell'1%, hanno recuperato fino a metà giornata e hanno nuovamente ceduto terreno fino alla chiusura. Alla fine l'Eurostoxx50 si é fermato a 3241 punti (-0.84%) ed é stato imitato da DAX (-0.55% a 12263 punti) e FTSE MIB (-0.71% a 19478 punti). Non é apparsa pressione di vendita e gli indici hanno chiuso decisamente sopra i minimi del mattino. Si tratta quindi di una normale seduta negativa all'interno di un'oscillazione in laterale. A corto termine manca una tendenza e i movimenti degli indici sono casuali - sono solo provocati dalle notizie e dall'umore del momento. In Svizzera pensiamo che sia successa una cosa abbastanza stupida. Gli investitori avevano voglia di vendere qualcosa e hanno concentrato le vendite sull'SMI (-1.1% a 10151 punti) poiché venerdì era salito su un massimo di periodo. Hanno venduto dove avevano i maggiori guadagni e l'SMI ha perso più del resto dell'Europa. Crediamo che questo cedimento sia un caso ma aspettiamo di vedere cosa succede oggi per una conferma. Non crediamo che venerdì ci sia stata una falsa rottura al rialzo come premessa di un'inversione di tendenza. Si sta piuttosto verificando un consolidamento sopra i 10000 punti e la MM a 200 giorni.

In America lo svolgimento della seduta é stato l'esatto contrario di quanto osservato in Europa. La borsa americana ha aperto sul minimo e ha chiuso vicino al massimo con un moderato guadagno (S&P500 +0.65% a 3117.86 punti). I Summation Index si sono mossi appena (NYSE in leggero calo, Nasdaq praticamente invariato). La speculazione al rialzo persiste specialmente sulla tecnologia dove si concentrano i maggiori volumi di titoli trattati.
L'S&P500 ha aperto a 3092 punti ed é subito caduto sul minimo a 3079 punti. Poi é salito ad ondate fino al massimo a 3121 punti. Sui 3015 punti ha fatto una lunga pausa. Ha chiuso a 3117.86 punti (+0.65%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4248 su 3061, NH/NL a 343 su 413 (!) e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é scesa a 31.77 punti (-3.35), il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente molto basso a 0.47 mentre il Fear&Greed Index era invariato a 53 punti.
A corto termine non c'é una forte tendenza. Ad un certo momento l'eccesso di speculazione al rialzo deve nuovamente provocare un vuoto d'aria. Non sappiamo se questo succederà ancora nel mese di giugno. Considerando quanto successo ieri temiamo che questa correzione possa slittare al mese di luglio. Questo significa che l'S&P500 nei prossimi giorni dovrebbe muoversi sui 3100-3150 punti mentre il Nasdaq100 salirà su un nuovo massimo storico marginale. Se i Summation Index, come sembra e come noi prevediamo, continuano a distribuire é probabile che a luglio ci sia un'importante correzione a medio termine. Da un punto di vista operativo significa che sui 3130-3150 punti bisogna aprire con cautela posizioni short. Bisogna diventare aggressivamente short nel caso in cui ci fossero degli evidenti segnali negativi o divergenze.

Stamattina il future sull'S&P500 é invariato a 3109 punti (-1 punto). Le borse asiatiche sono in positivo (Nikkei +0.50%, Shanghai +0.1%). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3263 punti. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.7%. Crediamo che oggi avremo una seduta speculare rispetto a ieri. Le borse europee chiuderanno sui livelli d'apertura mentre la borsa americana dovrebbe avere una seduta negativa. Non ci aspettiamo però forti movimenti - le borse sembrano ora in cerca di nuovi stimoli ed orientazione.
Crediamo e temiamo che ad un certo momento la tecnologia diventerà decisamente troppo cara. Vedremo cosa succederà quando il leader della corsa avrà bisogno di un cambio per riposarsi.

Aggiornamento del 22 giugno

Il Covid19 non sparisce da solo - bisogna combatterlo e gli americani non lo fanno abbastanza

Leggendo i media durante il fine settimana si ha l'impressione che gli americani cominciano a subire la pressione del Coronavirus. Erano convinti che l'epidemia sarebbe sparita in breve tempo e che l'economia si sarebbe ripresa velocemente. Invece il numero degli infetti continua crescere e le conseguenze economiche sono pesanti. Nessuno sa esattamente quando arriverà il momento di voltare pagina e comincia a trasparire una certa preoccupazionea tutti i livelli.

Anche gli investitori sono allarmati. Venerdì l'S&P500 aveva chiuso in calo a 3097 punti. Il future nel dopo borsa era caduto a 3058 punti. Stamattina lo ritroviamo a 3075 punti (+16 punti) - significa che l'indice vale circa 3083 punti. Rispetto alla chiusura ufficiale perde 14 punti. Sono le 07.30. È troppo presto per avere delle indicazioni sull'apertura in Europa. Ci aspettiamo però un tuffo iniziale di un -1%. Sarà interessante osservare se a questo livello ci sarà chi compra o se invece ci saranno ulteriori vendite.
Noi pensiamo che fino a fine mese non si svilupperà una nuovo tendenza e quindi ci aspettiamo una seduta moderatamente negativa ma niente di speciale. Vediamo - spesso la prima seduta dopo una scadenza trimestrali di derivati riserva delle sorprese.
Le borse asiatiche marciano sul posto (Nikkei +0.07%, Shanghai +0.1%).

Commento del 20-21 giugno

Le borse sono all'apice di una parabola - cadono o distribuiscono

Il pilastro che sostiene le borse é la tecnologia. Il Nasdaq100 ha toccato il 10 giugno un massimo storico a 10155 punti - venerdì l'indice é nuovamente salito fino a 10121 punti e ha chiuso praticamente invariato a 10008 punti (-0.03%). Non esiste nessun elemento tecnico per poter dire che il Nasdaq100 deve ora iniziare un ribasso. Ci sono delle divergenze negative e c'é un evidente eccesso di ottimismo e di speculazione al rialzo (media mobile a 10 giorni della CBOE Equity put/call ratio a 0.52). Non sono però indizi sufficienti per poter affermare con convinzione che questo importante settore ha toccato un massimo significativo e definitivo a medio termine. Il Summation Index sul Nasdaq venerdì ha perso un punto - si sta ora muovendo in orizzontale - non sta ancora scendendo. È evidente che il rialzo dai minimi di marzo é stato troppo veloce, intenso ed é troppo esteso - non si può però ancora dire come questo eccesso verrà assorbito dal mercato. La nostra ipotesi resta quella dell'inizio di una correzione a medio termine tra adesso e la fine del mese di giugno - finora però non abbiamo né conferme né smentite. La seduta di venerdì non ci ha fornito ulteriori informazioni utili per risolvere questo problema. Nelle scorse settimane alcune volte gli oscillatori, come adesso, hanno segnalato un massimo a medio termine - le borse però invece che scendere decisamente si sono limitate a delle correzioni minori seguite da altre spinte di rialzo che hanno semplicemente riportato gli oscillatori sui massimi.
Due settimane fà le borse avevamo avuto un pesante vuoto d'aria (Eurostoxx50 -6.21%, S&P500 -4.78%). Settimana scorsa c'é stato un deciso recupero. In questo periodo la tecnologia ha continuato a sovraperformare e mostrare forza relativa. Lo stesso vale per l'SMI svizzero ed i suoi settori difensivi come farmaceutica o alimentari. Fino a quando non si delienea una modifica in questa situazione é poco probabile che cambi anche qualcosa a livello di tendenza di mercato che formalmente in America resta al rialzo: l'82.2% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 70.97 punti.
Settimana scorsa la BCE ha lanciato il nuovo programma di finanziamento delle banche europee TLTRO III. La richiesta é stata enorme. 742 banche hanno preso crediti per 1300 miliardi di EUR con scadenze tra 1 e 3 anni e tassi d'interesse tra il -0.5% e l'-1%. Cosa faranno le banche con questo denaro? Soprattutto sottoscrivere titoli di Stato (quali Stati offrono redditi positivi?) per i quali non sono tenute ad avere copertura in bilancio sotto forma di capitale proprio. La BCE sta foraggiando le banche europee e indirettamente finanziando i debiti pubblici di molti Stati europei. Queste operazioni sembrano però solamente in grado di "tenere in piedi la baracca" ma non di rilanciare l'economia europea o rendere più solidi e performanti gli Istituti bancari europei. Venerdì l'indice delle banche europee SX7E ha chiuso a 62.62 punti (-1.00%) - rispetto ad una settimana fa (62.35 punti) l'indice si é mosso appena. Questo non é un segnale costruttivo. L'innamoramento degli investitori per le azioni delle banche sta sparendo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +3.66% a 3269 punti
DAX                         +3.19% a 12330 punti
SMI                          +4.80% a 10266 punti
FTSE MIB                  +3.87% a 19618 punti
S&P500                     +1.86% a 3097.74 punti
Nasdaq100                +3.57% a 10008 punti

La seduta di venerdì é stata più movimentata del previsto. La mattina sembrava che le borse volessero salire e arrivare su un massimo settimanale in occasione della scadenza dei derivati di giugno. L'Eurostoxx50 (+0.59% a 3269 punti) ci é anche riuscito con un massimo a 3300 punti (guarda caso un numero intero..., ideale per eliminare derivati con questa base). Nel pomeriggio, come previsto, gli indici azionari si sono sgonfiati. Ci ha però pensato Apple a provocare un'inattesa ondata di vendite. La società ha deciso di richiudere i negozi in quatto Stati americani a causa dell'alto numero di infezioni da Coronavirus e le borse hanno reagito con un'ondata di vendite.
Le borse europee hanno chiuso in guadagno. Non bisogna però farsi ingannare. Venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3236 punti e quindi in effetti le borse hanno avuto una giornata negativa. Questo non cambia nulla alla performance settimanale. Le borse europee hanno recuperato circa la metà della perdita della settimana precedente. Ora hanno un ampio margine di manovra di circa un +3/-3% prima di dare ulteriori segnali. Un nuovo massimo di periodo significherebbe una ripresa del rialzo. Un nuovo minimo sotto i minimi del 15 giugno significherebbe correzione a medio termine. Abbiamo il sospetto che fino a fine mese ci muoveremo semplicemente tra questi due livelli.

Venerdì l'S&P500 ha aperto sul massimo a 3155 punti. Fino alle 18.00 é scivolato verso il basso fino a 3127 punti. Poi Apple ha provocato una veloce caduta fino a 3092 punti. Dopo un rimbalzo c'é stata ancora una discesa sul minimo a 3083 punti. Sul finale l'indice ha recuperato a 3097.74 punti (-0.56%).  Il future sull'S&P500 venerdì alle 22.45 é sceso a 3058 punti - non sappiamo se questo significa che lunedì ci sarà un'apertura debole o se questa ulteriore discesa é solo temporanea. Questo "buco" di un -1% nel dopo borsa é però preoccupante.
La scadenza dei derivati ha provocato forti volumi di titoli trattati (volume relativo a 1.5). Per il resto si é trattato di una seduta normale e moderatamente negativa con la tecnologia a sovraperformare ed il resto più debole (DJT -1.41%, RUT -0.59%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2808 su 4510 e NH/NL a 441 su 173. A livello di sentiment non ci sono sorprese (VIX a 35.12 (+2.18), CBOE Equity put/call ratio a 0.57, Fear&Greed Index a 52 punti (+1).
Notiamo solo nell'analisi dei COT che i Commercials hanno aumentato le già consistenti posizioni long. Questo tipo di investitori ha normalmente ragione almeno sul medio-lungo termine.

Riassumendo i segnali tecnici sono ancora misti e la nostra ipotesi della presenza di un massimo significativo a medio termine non può ancora essere né confermata né smentita. Ci affidiamo all'istinto e all'esperienza per tentare di prevedere cosa potrebbe succedere nelle prossime settimane. Crediamo che l'ecceso di speculazione al rialzo debba settimana prossima provocare ancora un breve vuoto d'aria e una correzione minore di un -2%/-3%. Fino a fine mese però non ci aspettiamo lo sviluppo di una nuova tendenza. Crediamo di conseguenza che fino a fine mese (mancano solo 7 sedute !) l'S&P500 si fermerà intorno ai 3100 punti. Nel frattempo crediamo che le divergenze negative dovrebbero aumentare mentre dovrebbe verificarsi un ulteriore deterioramento a livello strutturale. Questo sarà la premessa per una fase di ribasso. Non sappiamo se inizierà a luglio. Secondo la nostra analisi ciclica doveva esserci un ribasso a maggio-giugno e uno a settembre ottobre.

Commento del 19 giugno

Una insignificante seduta di pausa

Stamattina non abbiamo il tempo per scrivere il commento tecnico nella forma abituale. Per fortuna visto che c'é veramente poco da dire.

Ieri le borse, come avviene d'abitudine negli ultimi giorni prima di una scadenza trimestrale di derivati, si sono fermate. Le borse europee hanno avuto una seduta moderatamente negativa che costituisce un semplice ritracciamento - gli indici azionari hanno perso parte di quello che avevano guadagnato mercoledì di troppo. Il calo per l'Eurostoxx50 (-0.53% a 3250 punti) e il FTSE MIB (-0.51% a 19485 punti) é stato simile. Il DAX tedesco ha perso qualche punto in più a causa dello scandalo dei bilanci manipolati di Wirecard (-61.8%). Nei commenti serali abbiamo fornito qualche dettaglio supplementare. Per il resto vi rimandiamo all'analisi del fine settimana nella quale cercheremo di stabilire la road map per i prossimi mesi.

Anche la seduta a Wall Street é stata poco interessante e non fornisce spunti d'analisi. L'S&P500 si é mosso in soli 27 punti e ha chiuso praticamente invariato a 3115.34 punti (+0.06). Il Nasdaq100 ha sovraperformato (+0.29% a 10012 punti). È evidente che la tecnologia sta sostenendo tutto il listino e attira l'interesse degli investitori. I volumi sul Nasdaq sono da giorni superiori a quelli del resto del mercato (volume relativo a 0.7). È probabile che l'incessante speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.50) si concentri anche in questo settore. Per il resto c'é poco da dire - non ci sono stati cambiamenti negli indicatori.
I Summation Index sono in stallo. Quello sul NYSE era in leggero calo, quello sul Nasdaq ha guadagnato qualcosa.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 3114 punti (+16 punti). Sembra che gli investitori vogliano terminare la settimana con una seduta positiva. Il Nikkei ha guadagnato il +0.55% - Shanghai sta salendo del +1%. Alle 08.35 l'Eurostoxx50 vale 3279 punti. Le borse europee apriranno che un balzo del +0.9%. Pensiamo che possano salire (di poco) ancora stamattina e sgonfiarsi nel pomeriggio. La scadenza dei derivati é distribuita durante la giornata sui vari mercati e indici azionari. In prossimità della scadenza osserveremo un aumento della volatilità ma per saldo non ci aspettiamo grandi cambiamenti.

Commento del 18 giugno

Pausa fino alla scadenza dei derivati di giugno

Ieri il rimbalzo iniziato dai minimi di lunedì é terminato. Come d'abitudine le borse si stanno stabilizzando in attesa della scadenza dei derivati di giugno. In Europa, grazie alla buona apertura, le borse hanno chiuso in positivo (Eurostoxx50 +0.76% a 3267 punti). In America invece c'é stato l'atteso ritracciamento dopo tre sedute di forti rialzi (S&P500 -0.36% a 3113.49 punti). È però evidente che le borse si stanno calmando e le oscillazioni durante la giornata stanno diminuendo di intensità. Tra oggi e domani non dovrebbe più succedere nulla di importante. Bisogna domandarsi cosa potrebbe accadere in seguito. Noi partivamo dal principio che fino a fine mese la tendenza di fondo delle borse sarebbe rimasta al rialzo poiché prima della fine del semestre nessuno avrebbe avuto interesse a vendere. Al contrario chi aveva troppa liquidità avrebbe comperato per mostrare di non essere rimasto fuori dal rialzo iniziato dai minimi di marzo. Per il momento non abbiamo ragioni concrete per mettere in dubbio questo scenario. Ci disturba unicamente la tenace speculazione al rialzo che osserviamo sul mercato delle opzioni (CBOE Equity put/call ratio a 0.51). Non sappiamo fino a quando durerà la pazienza di questi speculatori long - l'S&P500 é sullo stesso livello del 3 giugno - in due settimane l'indice non ha fatto progressi. Se invece che salire settimana prossima l'S&P500 mostrerà segni di cedimento é probabile che gli speculatori molleranno la presa e cominceranno a vendere. Teniamo d'occhio la tecnologia (Nasdaq100 +0.33% a 9982 punti) - fino a quando questo settore mostrerà forza relativa e la tendenza restarà solidamente al rialzo come adesso é poco probabile che a Wall Street possa svilupparsi una fase di ribasso. Ieri i Summation Index hanno marciato sul posto - hanno guadagnato qualche punto ma l'incremento é trascurabile.

Ieri le borse europee nel complesso sono ancora salite. Sullo slancio l'Eurostoxx50 (+0.76% a 3267 punti) e il DAX (+0.54% a 12382 punti) hanno guadagnato ancora qualche punto. Gli indici sono però già saliti sul livello di chiusura alle 09.30 e per il resto della giornata hanno semplicemente fatto ampie oscillazioni intorno a questo valore. Per questa settimana il rialzo é probabilmente finito visto che ieri sera anche l'S&P500 si é fermato.
L'indice delle banche SX7E ha perso il -0.23% a 64.17 punti. Ieri gli investitori in Europa hanno nuovamente favorito i titoli difensivi a scapito dei titoli ciclici e rischiosi come quelli delle banche. La logica conseguenza la conosciamo - SMI su (+1.67% a 10202 punti) grazie ad alimentari (Nestlé +3.15%) e farmaceutici (Novartis +2.99%) e FTSE MIB giù (-0.20% a 19585 punti).

Ieri abbiamo osservato con interesse ed attenzione il comportamento dell'S&P500. L'indice già martedì era salito sull'obiettivo a 3120-3130 punti. Malgrado i forti guadagni delle precedenti tre sedute ci aspettavamo di conseguenza che l'indice fermasse la sua corsa. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 3136 punti. A balzi irregolari é sceso fino a 3112 punti ma dopo é risalito fino 3141 punti di massimo. Alle 20.00 era ancora sui 3140 punti e non sembrava voler cedere. Invece nelle ultime due ore di contrattazioni sono arrivate le vendite. L'indice é sceso fino ad un minimo a 3108 punti ed ha chiuso a 3113.49 punti (-0.36%). La perdita di 11 punti é insignificante. La spinta di rialzo si é però esaurita con una seduta in trading range e una candela rossa sul grafico. Fino a venerdì l'indice resterà vicino ai 3100 punti. Gli investitori continuano a credere ciecamente nella tecnologia (Nasdaq100 +0.33%) - il ritracciamento é stato più marcato in altri settori volatili e rischiosi come banche o energia (RUT -1.77%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2575 su 4741, NH/NL a 336 su 63 e volume relativo a 0.7 (i volumi sono stati decisamente più alti sul Nasdaq). La volatilità VIX si é fermata a 33.47 punti (-0.20) mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 51 punti (-0.20). Mentre questi due indicatori sono neutri la CBOE Equity put/call ratio mostra una strenua speculazione al rialzo (0.51).

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3088 punti (-18 punti). Alle 08.20 l'Eurostoxx50 vale 3241 punti (-26 punti9. Le borse europee apriranno con un tuffo del -0.8% che cancella i guadagni di ieri. Pensiamo che stasera ritroveremo gli indici sui livelli d'apertura. Il Nikkei ha perso il -0.44% - Shanghai é in pari.

Commento del 17 giugno

Degli scrolloni per eliminare gli speculatori in vista della scadenza di venerdì - adesso le borse si stabilizzano

Il rimbalzo iniziato settimana scorsa ieri ha avuto un'accelerazione. Pensavamo che l'S&P500 doveva tornare a 3120-3130 punti per la fine di giugno. Ieri ha toccato un massimo a 3153 punti e ha chiuso a 3124.74 punti (+1.90%). Evidentemente la spinta di rialzo a breve é più intensa di quanto si eravamo aspettati. Venerdì scadono i derivati di giugno - é una grande scadenza trimestrale. Il crollo di giovedì scorso e il rialzo che é seguito tra venerdì e ieri dovrebbe essere bastato per convincere tutti gli speculatori a chiudere la posizioni a scadenza giugno. Di conseguenza ora ci aspettiamo una diminuzione della volatilità giornaliera e un assestamento dell'S&P500 sui 3100-3130 punti.
Da tre giorni la borsa americana sale con decisione - quelle europee seguono a distanza anche se ieri sono in parte riuscite a colmare il ritardo (Eurostoxx50 +3.47% a 3245 punti). È evidente che i rialzisti hanno il trend dalla loro parte - non possiamo escludere che l'S&P500 possa salire ancora più in alto. Si sta però ripresentando una situazione di ipercomperato e di eccesso di fiducia. In particolare i DSI sono decisamente troppo alti e il CBOE Equity put/call ratio (0.45) é nuovamente troppo basso. C'é troppa speculazione al rialzo e se questi traders retail non hanno capito la lezione settimana scorsa significa che ne avranno bisogno una seconda. Non sappiamo però quanto dovremo aspettare per il prossimo vuoto d'aria. Nel frattempo la partecipazione continua ad essere modesta e I Summation Index non riescono più a fare sensibili progressi - ieri sono saliti ma di poco.
Riassumendo é possibile che sullo slancio le borse possano fare ancora dei marginali progressi. Gli indici americani potrebbero tentare di chiudere i gap lasciati aperti settimana scorsa - ieri li hanno in parte colmati. Il prossimo sostanziale movimento dovrebbe però essere al ribasso. È possibile che dovremo aspettare parecchi giorni prima che si sviluppi. Ci vuole maggiore distribuzione e più ottimismo.

Sulla giornata di ieri c'é poco da dire. Sia in Europa (Eurostoxx50 +3.47% a 3245 punti) che in America (S&P500 +1.90% a 3124.74 punti) é stata una giornata di rialzi. C'é stato un tuffo nel tardo pomeriggio quando la Cina ha annunciato la chiusura di scuole ed asili a Pechino per contrastare la diffusione di una seconda ondata di Coronavirus. Le borse si sono però rapidamente riprese - la notizia non ha guastato il buon umore degli investitori.
Le borse europee potrebbero tentare di recuperare le perdite di settimana scorsa e chiudere i gap - un buon esempio lo offre il DAX (+3.39% a 12315 punti) che sembra aver voglia di recuperare fino ai 12500 punti - ieri ha toccato un massimo a 12434 punti. In linea di massima però pensiamo che entro venerdì possa ancora succedere poco. Gli indicatori tecnici a breve non ci forniscono valide indicazioni - sono neutri e non c'é niente in posizione estrema - questo significa che non esiste la necessità immediata di un sostanziale movimento in una o nell'altra direzione.

L'S&P500 ha aperto in forte rialzo a 3146 punti. È lentamente salito fino a 3153 punti e verso le 16.30 é improvvisamente caduto a 3076 punti a causa delle notizie provenienti dalla Cina. Ha subito recuperato e si é stabilizzato sui 3130 punti. Sul finale é brevemente sceso a 3106 punti ed é rimbalzato a 3124.74 punti (+1.90%). Il rialzo ha coinvolto tutti i settori (Nasdaq100 +1.76% a 9949 punti), DJT +1.09%, RUT +2.30%) con i soliti Apple, Microsoft e Google a tirare la volata. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5834 su 1516, NH/NL a 391 su 28 e volume relativo a 1.0. I dati sul sentiment si sono mossi appena - solo il mercato delle opzioni mostra che gli speculatori continuano a puntare insistentemente sul long.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3122 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3251 punti (+6 punti). Le borse europee apriranno in leggero guadagno. Stamattina ci aspettiamo un tentativo di rialzo che dovrebbe rapidamente spegnersi. Dopo un ritracciamento ci aspettiamo indici praticamente in pari. Se non ci saranno ulteriori ragioni per comperare é probabile che nel pomeriggio in America ci siano prese di benefico dopo 3 ottime sedute.
Stamattina il Nikkei ha perso il -0.56% - Shanghai é in pari.

Commento del 16 giugno

In un mercato emozionale é difficile restare razionali

Stamattina sono arrabbiato con me stesso. Ieri mattina mi sono lasciato impressionare dal crollo avvenuto durante la notte che aveva fatto scendere il future sull'S&P500 a 2930 punti. Invece che credere alle mie analisi mi sono lasciato trascinare dalle emozioni secondo il principio che la borsa ha sempre ragione. Invece in questo caso chi ha venduto ha sbagliato. il mercato aveva torto - l'analisi tecnica era giusta. Non ho osato comperare al meglio e all'apertura ho messo dei limiti d'acquisto un -0.5% più in basso (concretamente a 11550 punti di DAX). Come risultato ho perso un'ottima occasione per andare long e fare un trade giornaliero di quasi un +3%. Peccato.

Lasciando perdere questo incidente iniziale la seduta di ieri si é svolta secondo le attese. Dopo la pessima apertura le borse hanno recuperato terreno. In Europa gli indici azionari hanno avuto bisogno un'ora per stabilizzarsi e cambiare direzione. Poi sono solo saliti e la sera hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri e con delle insignificanti variazioni. L'Eurostoxx50 é caduto fino ad un minimo a 3054 punti - decisamente sotto il supporto a 3100 punti. È risalito nel pomeriggio e ha toccato un massimo a 3153 punti. Ha chiuso a 3136 punti (-0.55%). La correzione minore iniziata settimana scorsa é definitivamente terminata con un'ultimo irrazionale tuffo. Il DAX si é comportato alla stessa maniera (-0.32% a 11911 punti). Il difensivo SMI (+0.47% a 9842 punti) ha guadagnato terreno grazie al sostegno dei titoli farmaceutici. Anche il FTSE MIB (+0.43% a 18969 punti) ha chiuso in guadagno malgrado che in Europa le azioni delle banche fossero ancora in difficoltà (SX7E -1.09%). Da alcuni giorni la borsa italiana mostra forza relativa.
Nei prossimi giorni le borse europee dovrebbero salire in maniera irregolare. Come preannunciato ci aspettiamo una performance settimanale positiva.

Naturalmente la nostra attenzione nel pomeriggio si é concentrata sugli Stati Uniti e sul comportamento dell'S&P500 intorno ai 3000 punti. Malgrado il recupero la mattina in Europa l'S&P500 alle 15.30 aveva ancora l'intenzione di aprire sotto questo supporto ed esisteva ancora la possibilità di ulteriori vendite e di un'altro vuoto d'aria - i 2930 punti del future toccati la mattina potevano essere un'indicazione che i ribassisti erano ancora in agguato. L'S&P500 ha aperto a 2982 punti ed é caduto a 2979 punti di minimo. Non ci sono state ulteriori vendite e al contrario, come suggeriva il comportamento dell'indice durante la seduta di venerdì scorso, i rialzisti hanno dominato. L'indice é risalito costantemente fino alle 20.00 quando la FED ha annunciato di voler estendere i suoi programmi di acquisti di obbligazioni (QE) anche alle obbligazioni di società private (corporate bonds). Dopo questo comunicato l'S&P500 si é impennato fino a 3079 punti di massimo. é scivolato a 3046 punti e sul finale é risalito a 3066.59 punti (+0.83%). Tutto il listino ha seguito (Nasdaq100 +1.17%, DJT +2.30%, RUT +2.30%). La seduta al NYSE é stata postiva con A/D a 5255 su 2096, NH/NL a 161 su 496 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 34.40 punti (-1.69), il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente basso a 0.51 (probabilmente la speculazione di é spostata sui derivati a scadenza settembre) e il Fear&Greed Index é scivolato a 53 punti (-1).
Non abbiamo bisogno di fare analisi approfondite. S&P500 e colleghi si stanno sviluppando come previsto nell'analisi del fine settimana - l'S&P500 sta solo salendo troppo velocemente verso i 3120 punti. Questo significa che adesso il cammino diventerà più accidentato.
Ieri i Summation Index hanno guadagnato leggermente terreno - praticamente sono in stallo.   

Stamattina alle 07.30 il future sull'S&P500 era a 3110 punti (+48 punti). Considerando lo sconto di 11 punti questo significa che l'S&P500 valeva 3121 punti - l'indice si trova già sul livello di guardia. Guarda caso ora é arretrato - alle 08.25 é a 3099 punti (+37 punti). L'Eurostoxx50 vale 3220 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +2.5%/+3%. Istintivamente ci sembra troppo.
Alle 14.30 sono attesi degli importanti dati economici dagli Stati Uniti riguardanti consumi e produzione industriale a maggio. Gli analisti si aspettano un robusto rimbalzo dopo il crollo di aprile. Vedremo se in effetti i dati sosterranno la narrativa della ripresa a V dell'economia. Secondo noi la borsa sta salendo troppo velocemente - ci prepariamo a dei passi indietro.
Stamattina il Nikkei ha guadagnato il +4.88% - Shanghai sta salendo del +1.3%.

Aggiornamento del 15 giugno

La settimana inizia con un tuffo inatteso - cosa significa?

Venerdì scorso l'S&P500 aveva più volte testato il supporto a 3000 punti. Dopo un caduta fino a 2984 punti era finalmente rimbalzato e aveva chiuso a 3041 punti (+1.31%). Questa settimana, con l'avvicinarsi della scadenza dei derivati di giugno, ci aspettiamo una stabilizzazione e per saldo una settimana moderatamente positiva. La nostra previsione di massima é quella di una salita a 3120 punti per la fine del mese. Non sapevamo cosa ci avrebbe aspettato stamattina - la variante più probabile era una continuazione del rimbalzo ma anche un qualsiasi movimento tra i 3000 ed i 3041 punti era possibile.
Da oggi ci riferiamo al future sull'S&P500 con scadenza settembre - ha circa 11 punti di sconto rispetto al cash. Sono le 07.30 e il future é a 2960 punti (-64 punti) - questo tuffo ci lascia perplessi. Dobbiamo rivedere le nostre previsioni?
Gli indicatori di sentiment mostrano chiaramente che abbiamo a che fare con un mercato dominato dalle emozioni e dalla speculazione. Mentre i grandi investitori sono relativamente tranquilli c'é una massa di piccoli investitori retail che hanno fatto del trading giornaliero la loro attività preferita. Sono i clienti della piattaforma Robinhood sulla quale si possono trattare le azioni, le opzioni e gli ETF americani gratuitamente e anche in frazioni. È un folto gruppo di persone senza conoscenze specifiche dei mercati finanziari che agisce ad istinto e a caso. Provocano a breve forti e irrazionali oscillazioni dei mercati. Sono questi investitori che hanno tenuto per giorni il CBOE Equity put/call ratio molto basso. Avevamo l'impressione che il minicrash di giovedì e le forti oscillazioni sui 3000 punti di S&P500 di venerdì fossero state sufficienti ad obbligarli a chiudere le posizioni a scadenza giugno. È però possibile che questa tempesta purificatrice non sia ancora terminata. Fino alla scadenza di venerdì ci sono ancora cinque sedute e normalmente i giochi si fanno tra lunedì e mercoledì. Forse ci vuole del panico per concludere questa correzione di corto termine - in questo caso una salita a 0.70 del CBOE Equity put/call ratio non basta - ci vuole un'impennata sopra i 0.80 per certificare la resa degli speculatori long.

Durante il fine settimana non é successo nulla di particolare - o almeno niente che secondo noi possa influenzare in maniera determinante lo sviluppo delle borse. Il numero di nuovi casi di Covid-19 negli Stati Uniti continua a salire ma non é una novità che gli americani non hanno la pandemia sotto controllo. Gli ultimi dati economici provenienti dalla Cina mostrano un aumento dell'attività economica ma non quella ripresa a V che molti si aspettavano. Nel frattempo il governo avvisa la popolazione che c'é un forte rischio che il virus torni a circolare nel Paese - a Shanghai ci sono stati alcuni casi e dei quartieri sono stati chiusi.

In questo clima di incertezza inizia la settimana. Il future sull'S&P500 é nel frattempo sceso a 2930 punti (-93 punti). È possibile e probabile che stamattina ci sia un rimbalzo dopo una pessima apertura. Se però l'obiettivo é di ripulire il mercato dagli ultimi speculatori é improbabile che fino all'apertura di New York ci possa esserci un recupero sostenibile.
Restiamo però dell'opinione che le borse stanno correggendo e non che é iniziata una fase di ribasso.
Alle 08.10 l'Eurostoxx50 vale 3059 punti (-94 punti). Chi ha ancora delle posizioni short deve pensare a dove chiuderle. Non sappiamo se conviene speculare su un crollo fino ai 3020 punti.

Commento del 13-14 giugno

Dopo tre tentativi di bucare i 3100 punti di S&P500 i ribassisti si ritirano - possibile e probabile top a medio termine

Settimana scorsa c'é stata l'attesa brutale, pesante e veloce correzione delle borse necessaria per assorbire l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo e per eliminare l'irrazionale e ingiustificata speculazione segnalata chiaramente dai persistenti bassi valori di CBOE Equity put/call ratio. In Europa il calo é iniziato già lunedì e dopo tre sedute negative c'é stata giovedì un'accelerazione e un crollo finale. In America invece la borsa ha aspettato fino a mercoledì per conoscere l'esito della riunione della FED - giovedì c'é infine stato un mini crash. Questo comportamento ci mostra che le circostanze giocano un ruolo per il timing. Avvenimenti, notizie importanti o scadenze possono spostare di alcuni giorni certi movimenti ormai dovuti o possono intensificarne l'ampiezza. Questa constatazione é importante per stabilire una road map per le prossime settimane.
La correzione ha eliminato gli eccessi di corto termine - a medio termine però il mercato azionario resta toppish ed esiste una forte probabilità che lunedì 8 giugno gli indici azionari abbiamo raggiunto degli importanti massimi significativi o dei top. Sui grafici degli indici americani sono apparsi dei doppi gap che sembrano rappresentare delle inversioni di tendenza - questo vale soprattuto se i gap nel rimbalzo iniziato venerdì non vengono chiusi - sull'S&P500 il gap é tra i 3130 ed i 3164 punti, per il Nasdaq100 é intorno ai 10000 punti. Tra giovedì e venerdì l'S&P500 ha tentato tre volte di bucare definitivamente il supporto a 3000 punti - l'ultimo tentativo ha fatto scendere l'S&P500 fino ad un minimo a 2984 punti ma poi l'indice é risalito a 3041 punti (+1.31%).
Risolti i problemi a corto termine bisogna ora vedere come il mercato assorbirà gli eccessi di medio termine. L'impressione é che la correzione non é terminata - gli oscillatori di medio termine non hanno ancora scaricato gli eccessi e il CBOE Equity put/call ratio a 10 giorni (0.48) ha appena cominciato a salire da livelli depressi. Per tentare di stabilire una road map bisogna vedere quali appuntamenti ci sono in calendario. Venerdì 19 giugno scadono i derivati di giugno - é una grande scadenze trimestrale. Lo scrollone di settimana scorsa dovrebbe aver obbligato la maggior parte degli speculatori ad abbandonare la partita e chiudere le posizioni. Di conseguenza settimana prossima ci aspettiamo un'assestamento. In teoria l'S&P500 potrebbe muoversi tra 3000 ed i 3100 punti. Non crediamo però che dopo tre tentativi falliti di rottura ci sarà ancora una discesa verso i 3000 punti. Favoriamo per settimana prossima una salita verso i 3100 punti. La prossima importante scadenza per i gestori patrimoniali é quella del 30 giugno. Molti, specialmente quelli che lavorano con delle performance fee, sono interessati a far chiudere le borse più in alto possibile. Crediamo di conseguenza che nelle prossime due settimane le borse avranno tentenza a lievitare - idealmente l'S&P500 dovrebbe risalire sui 3120-3130 punti. A questo punto vedremo come gli investitori si comportaranno di fronte all'evidente gap. Se il gap non viene chiuso é molto probabile che a luglio si scende. Questo é il nostro scenario preferito che prevede una correzione piuttosto profonda fino ai 2800-2900 punti. Preferiamo però non sviluppare ulteriormente questa ipotesi. Vogliamo prima vedere cosa succede settimana prossima per avere delle conferme. In particolare pensiamo che i Summation Index (venerdì sono calati) dovrebbero gentilmente scendere mentre l'S&P500 guadagnerà qualche punto. Questa sarebbe per noi la dimostrazione che strutturalmente la borsa si sta indebolendo, Questo deterioramento sarebbe la premessa ideale per una continuazione a medio termine della correzione.
L'unico dubbio che abbiamo riguarda la volatilità - settimana scorsa l'S&P500 si é mosso di 245 punti - é possibile che nelle prossime due settimana l'S&P500 oscilli "solo" tra i 3000+ punti e i 3130 punti? Considerando che adesso la volatilità VIX é a 36.09 punti (-4.70) abbiamo dei forti e giustificati dubbi.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -6.81% a 3153 punti
DAX                         -6.99% a 11949 punti
SMI                          -3.87% a 9796 punti
FTSE MIB                  -6.44% a 18888 punti
S&P500                     -4.78% a 3041.31 punti
Nasdaq100                -1.63% a 9663 punti

Venerdì la violenta correzione di corto termine é terminata. Vediamo cosa é successo e perché facciamo questa affermazione.
Giovedì sera l'S&P500 aveva chiuso sul minimo giornaliero a 3002 punti - alle 22.00 l'Eurostoxx50 era trattato sulla base dei futures a 3096 punti - il nostro obiettivo per la correzione era a 3100 punti.
Venerdì l'Eurostoxx50 ha aperto a 3135 punti, é velocemente sceso sul minimo a 3110 punti, é risalito nel pomeriggio ed ha chiuso a 3153 punti (+0.29%). Questo minimo ascendente (3110 punti) ci dice che probabilmente l'Eurostoxx50 non voleva scendere più in basso e che a 3100 punti c'é solido supporto. Anche nel dopo borsa, quando l'S&P500 ha toccato i 2984 punti, l'Eurostoxx50 é ridisceso "solo" a 3125 punti - alle 22.00 valeva nuovamente 3166 punti. Insomma - le borse europee hanno toccato per ora il fondo e rimbalzano - settimana prossima il rimbalzo deve continuare. Questo vale anche per il DAX (-0.18% a 11949 punti) malgrado la seduta negativa e per il FTSE MIB (+0.43% a 18888 punti). Durante la settimana l'SMI svizzero (-0.33% a 9796 punti) ha perso meno che le altre borse europee. Guadagna meno nei rialzi, perde meno nei ribassi e per saldo sovraperforma - per degli investitori conservativi e il miglior mercato sul quale restare investiti.

Venerdì era importante osservare come l'S&P500 si sarebbe comportato sui 3000 punti. Noi ci aspettavamo ancora un test del supporto seguito da un rimbalzo più sostenibile.
L'S&P500 ha aperto a 3075 punti a all'inizio é salito a 3088 punti di massimo. Poi sono riapparsi i venditori e l'indice é caduto a 3002 punti. È di nuovo rimbalzato a 3054 punti e a questo punto molti pensavamo che la correzione era finita. Invece c'é stata ancora un'ultima spinta di ribasso sulla quale gli ultimi speculatori long sono andati in panico. L'S&P500 é precipitato con gli ultimi stop loss fino ai 2984 punti di minimo prima di definitivamente recuperare e chiudere a 3041.31 punti (+1.31%).
Come osservato nelle ultime settimane di rialzo il Nasdaq100 (+0.78% a 9663 punti) ha sottoperformato  mentre gli acquisti si sono concentrati sui settori rischiosi come trasporti (DJT +2.74%) o PMI (RUT +2.32%).
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5995 su 1487, NH/NL a 91 su 209 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 36.09 punti (-4.70) - il Fear& Greed Index é salito a 54 punti (+2). Il CBOE Equity put/call ratio (0.71) necessita un discorso a parte. La MM a 10 giorni (0.48) ha appena cominciato a salire da livelli depressi. Nelle prossime settimane e mesi deve salire più in alto e questo dovrebbe corrispondere ad una fase di ribasso dell'S&P500 - nell'immediato però ci aspettiamo una pausa come a febbraio - il ratio dovrebbe stare una decina di giorni intorno al valore neutro a 0.63.
La tendenza di fondo della borsa americana é formalmente ancora al rialzo con l'83.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il bullish Percent Index sul NYSE a 71.48.

Settimana prossima il rimbalzo iniziato venerdì dovrebbe continuare. Ci aspettiamo però una salita irregolare e per saldo nelle prossime 5 sedute gli indici dovrebbero guadagnare poco terreno. Attendiamo ora lunedì per vedere come si presentano i mercati.
Chi ha posizioni short e non le ha chiuse nel minicrash di settimana scorsa può aspettare la prossima fase della correzione che dovrebbe iniziare al più tardi a luglio.
Chi desidera tornare short deve assolutamente farlo quando l'S&P500 sarà sui 3120 punti o più in alto.

Commento del 12 giugno

Vi é piaciuto il vuoto d'aria? - S&P500 -5.89% a 3002.10 punti

Ieri finalmente l'eccesso di speculazione al rialzo si é scaricato in un temporale estivo. Negli ultimi due giorni vi avevamo avvertito che troppi investitori retail avevano comperato eccessive posizioni long utilizzando il mercato delle opzioni. Con l'avvicinarsi della scadenza dei derivati di giugno questi calls dovevano essere venduti per realizzare i guadagni - la domanda era unicamente in quale maniera si sarebbe realizzata questa operazione. Purtroppo l'eccesso é stato eliminato nella maniera classica. Improvvisamente il future sull'S&P500 ha cominciato a scendere mentre nei media apparivano solo commenti negativi riguardanti la politica monetaria della FED e lo sviluppo della pandemia negli Stati Uniti. Naturalmente questa é solo una scusa - mercoledì sera Jerome Powell ha solamente ribadito quello che si sapeva da tempo e la propagazione del Coronavirus in America non cambia da un giorno all'altro. Ci voleva però una ragione per cominciare a vendere e il motivo é stato velocemente e puntualmente trovato. Questo ha forzato la mano agli speculatori che sono stati costretti a vendere. Le borse sono pesantemente cadute sia in Europa che in America. L'Eurostoxx50 ha terminato la seduta ufficiale a 3144 punti (-4.53%) ma ha continuato la sua corsa al ribasso nel dopo borsa - alle 22.00 si é fermato a 3096 punti - il nostro obiettivo a 3100 punti é stato raggiunto in una giornata. L'S&P500 ha aperto sul massimo a 3123 punti e lo sviluppo dell'indice durante la giornata é facile da descrivere - l'S&P500 é sceso in una linea retta dall'inizio alla fine - ha toccato un minimo a 2999 punti e ha chiuso poco sopra a 3002.10 punti (-5.89%). Ieri mattina abbiamo intuito che l'ipercomperato non sarebbe sparito con una semplice correzione di un -3%/-4% ma che la caduta sarebbe stata più pesante - vi avevamo avvisato. Abbiamo avuto ragione - forse con un pò di intuito e fortuna. Un eccesso da record come quello verificatosi sul mercato delle opzioni (CBOE Equity put/call ratio) doveva causare una reazione violenta e più ampia del solito.
La domanda che bisogna ora porsi é cosa succederà nei prossimi giorni. Abbiamo anticipato già qualcosa in precedenti commenti. La scadenza dei derivati di giugno prevista per venerdì prossimo 19 giugno condizionerà gli avvenimenti. Stamattina dovrebbe esserci un rimbalzo ma nel corso del pomeriggio o nella serata dovrebbe ancora esserci un tentativo di ribasso e un test dei minimi di ieri - crediamo di conseguenza che rivedremo i 3100 punti di Eurostoxx50 e i 3000 punti di S&P500 o ci andremo vicino. Non siamo in grado di dire se si verificherà un minimo ascendente o discendente - pensiamo unicamente che poi ci deve essere un assestamento su questi livelli. Partiamo dal principio che questo minicrash é solo una correzione e non l'inizio di un ribasso. Di conseguenza settimana prossima ci aspettiamo un recupero nel tentativo di far tornare le borse in vicinanza dei massimi per la fine del mese di giugno. Questa é ancora un'ipotesi che necessita di conferme. La caduta ieri ha rotto le linee di trend rialziste sui grafici ma a livello di indicatori non ha fatto eccessivi danni. È servita ad eliminare l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo. I Summation Index sono scesi ma di poco.

Non commentiamo ulteriormente la seduta in Europa. Abbiamo già analizzato l'andamento nelle analisi serali. L'euforia e la spensieratezza sono spariti in poche ore e hanno fatto posto alla cautela e alla ricerca della sicurezza. Abbiamo assistito al solito schema. I settori speculativi hanno subito pesanti perdite (SX7E -7.04% a 61.77 punti), il difensivo SMI svizzero (-3.14% a 9828 punti) ha perso meno delle altre borse europee, il future sul Bund é decollato e il CHF si é rafforzato.

Il ribasso é continuato in America e questa volta ha coinvolto anche la tecnologia (Nasdaq100 -5.01% a 9588 punti). Le perdite sono state più pesanti nel resto del mercato (DJT -7.72%, RUT -7.58%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 412 su 7130, NH/NL a 92 su 215 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é esplosa a 40.79 punti (+13.22), il Fear&Greed Index é caduto a 52 punti (-14 punti) e il CBOE Equity put/call ratio é stato finalmente alto a 0.70. Vedremo oggi se questo minicrash é stato abbastanza per eliminare la speculazione.

Stamattina i mercati sono volatili e rispecchiano il nervosismo degli investitori. Il future sull'S&P500 é risalito a 3042 punti (+32 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3132 punti. Deve scontare la pessima chiusura ieri sera a Wall Street e il rimbalzo di stamattina. Per saldo le borse europee apriranno in calo del -0.3%. Pensiamo che stamattina proveranno a risalire in positivo - nel pomeriggio ci aspettiamo un ritorno dei venditori.  Crediamo che gli indici azionari europei chiuderano con moderate perdite. Siamo ancora indecisi per quel che riguarda l'America - gli interessati possono leggere le analisi delle 14.00 sugli indici azionari americani con le previsioni per la seduta odierna.

Commento del 11 giugno

The last man standing

Ieri é sceso tutto - meno che la tecnologia (Nasdaq100 +1.27% a 10094 punti). Sia in Europa che in America il rialzo mostra delle crepe - ieri le borse hanno avuto una seduta moderatamente negativa. Niente di particolare - non c'era pressione di vendita e gli indici azionari hanno chiuso sensibilmente sopra i minimi giornalieri. Le divergenze a livello di partecipazione però aumentano (NH/NL a 458 su 43 / A/D sul Nasdaq100 a 51 su 49) mentre la situazione tecnica non cambia - gli indici restano ipercomperati ed in eccesso di rialzo con molto ottimismo a parecchia pericolosa speculazione al rialzo - anche ieri, malgrado il calo dell'S&P500 (-0.53% a 3190.14 punti), la volatilità VIX é rimasta invariata (27.57 punti) e il Fear&Greed Index (66 punti) non si é mosso. Gli speculatori long non mollano la presa (CBOE Equity put/call ratio a 0.45). Restiamo della ferma opinione che questo disequilibrio deve essere compensato tramite una veloce e pesante correzione - forse il vuoto d'aria preannunciato nei comment dei giorni scorsi (-3%/-4%) non basterà. L'unico dubbio che abbiamo é la tempistica. Nessuno ha interesse a provocare una caduta delle borse prima della fine del semestre. Lo scenario più probabile é quindi una "scrollata" (o un mini terremoto) nei prossimi giorni, una stabilizzazione in occasione della scadenza dei derivati di giugno prevista per venerdì 20 giugno e un ritorno sui massimi (ca. 3200 punti di S&P500) per fine mese.

Ieri in Europa c'é stata la terza seduta consecutiva negativa (Eurostoxx50 -0.81% a 3293 punti, DAX -0.70% a 12530 punti) e la situazione comincia a farsi interessante. Malgrado che manca ancora pressione di vendita il calo, per essere solo una correzione minore, doveva finire ieri. In tre sedute l'Eurostoxx50 e il DAX hanno perso meno di quanto hanno guadagnato nel rally di venerdì - questo favorisce l'ipotesi della correzione minore. Anche i deboli volumi suggeriscono che non bisogna preoccuparsi. Inoltre anche ieri gli indici hanno chiuso sensibilmente sopra il minimo giornaliero che é stato toccato a metà giornata. Insomma - l'impressione é che le borse europee stanno solo assorbendo l'ipercomperato - la seduta di oggi diventa però decisiva. Come ormai é abitudine l'indice delle banche SX7E (-1.98% a 66.45 punti) ha perso più che il resto del mercato. La concentrazione della speculazione in questo settore chiave ha fatto aumentare la volatilità.
Riassumendo le borse europee sembrano aver svolto una semplice correzione minore per assorbire l'ipercomperato. È però ovvio che se la borsa americana deve fare un tuffo per eliminare la speculazione, anche la correzione in Europa sarà più pesante. Facendo le dovute proporzioni é possibile che l'Eurostoxx50 debba ridiscendere fino ai 3100 punti prima di poter riprendere il rialzo e tornare a fine mese sui 3300 punti.

Ieri la seduta a Wall Street é stata condizionata dalla riunione della FED che si é conclusa alle 20.00. La Banca Centrale americana ha sottolineato il periodo difficile dell'economia americana che necessita di un suo intervento e di un costante apporto di liquidità a basso prezzo. Per i prossimi due anni la FED intende lasciare i tassi d'interesse invariati e di poco sopra lo 0%. Il programma di acquisto di obbligazioni conosciuto come QE continuerà a ritmo sostenuto anche perché il deficit dello Stato deve essere rifinanziato.
L'S&P500 ha aperto a 3211 punti e all'inizio é sceso fino ad un minimo a 3181 punti. Poi ha recuperato e fino alle 20.00 si é stabilizzato sui 3200 punti. Dopo il comunicato della FED la volatilità é aumentata e l'indice si é impennato fino ai 3223 punti per poi ricadere ad ondate fino ai 3190.14 punti (-0.53%). Gli speculatori long non si sono ritirati ma ormai si aggrappano all'ultimo uomo ancora in piedi - la tecnologia. Il Nasdaq100 ha guadagnato il +1.27% a 10094 punti con A/D a 51 su 49 - anche all'interno dell'indice sono ormai i pochi e conosciuti titoli (Apple +2.57%, Amazon +1.79%, Microsoft +3.71%) a tenere in piedi la baracca. Il resto del mercato sembra già in una correzione (DJT -2.51%, RUT -3.71%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2343 su 5141, NH/NL a 458 su 43 e volume relativo a 1.0. I Summation Index sono ancora saliti ma di poco.

Stamattina le borse sono in calo. Le vendite sono cominciate in Asia (Nikkei -2.79%, Shanghai -0.8%) e anche il future sull'S&P500 (3145 punti, -40 punti) é sotto pressione. Alle 08.20 l'Eurostoxx50 vale 3237 punti (-56 punti, -1.7%). Ci sarà un crollo o un recupero? Non lo sappiamo - dipende da cosa decide di fare la folla di speculatori retail aggrappata ai titoli tecnologici. Se questi prendono la fuga e il Nasdaq100 si insacca é probabile che oggi le perdite saranno massicce.
Bruce Willis (the last man standing) sopravvive fino alla fine del film. Deve però andarsene dalla cittadina senza soldi e senza donne lasciando dietro di sé una striscia di morti. Al Nasdaq100 potrebbe bastare un ritorno sui 9700 punti per ritrovare solido terreno.

Commento del 10 giugno

I ribassisti sono ancora deboli e disorganizzati - la rotazione tra settori favorisce nuovamente tecnologia e farmaceutica

Ieri i rialzisti hanno fatto una pausa e ci sono state delle prese di beneficio su alcuni settori speculativi. Ci sono state delle vendite e i maggiori indici azionari hanno perso terreno - abbastanza in Europa (Eurostoxx50 -1.35% a 3320 punti) e poco in America (S&P500 +0.66% a 9967 punti). Gli indici hanno però chiuso lontani dai minimi giornalieri e il calo non ha fatto nessuna danno tecnico. Non é apparsa pressione di vendita. Dobbiamo catalogare questa seduta come una normale seduta negativa all'interno di un rialzo intatto. C'é stata una sana rotazione tra settori che ha favorito i settori difensivi in Europa (SMI +0.32% a 10184 punti) e la tecnologia in America (Nasdaq100 +0.66% a 9967 punti). Gli indici Nasdaq Composite e Nasdaq100 hanno superato per la prima volta nella storia i 10000 punti. Nell'immediato c'é troppa euforia e troppa speculazione - un breve e violento vuoto d'aria di un -3%/-4% é nell'aria.

Le borse europee sono scese la mattina, sono rimbalzate e poi si é semplicemente fermate e si sono accodate a Wall Street. Hanno chiuso nella parte inferiore del range giornaliero. A fine giornata resta una perdita intorno al -1.5% (DAX -1.57% a 12618 punti, FTSE MIB -1.49% a 19930 punti). In due giorni gli indici azionari hanno ritracciato solo parte del rally di venerdì scorso. L'impressione é che si stia verificando una semplice correzione minore necessaria per assorbire l'ipercomperato. Il rialzo non sembra a rischio e finora non abbiamo nessun segnale particolare - la pressione di vendita é modesta.
In Europa abbiamo avuto due sedute negative. Nel caso di una correzione minore queste sedute possono essere al massimo tre. Bisogna cominciare a preoccuparsi solo nel caso in cui gli indici scenderanno per tutta la settimane cancellando il rally di venerdì scorso.

Anche in America ci sono state delle vendite come logica conseguenza dell'ipercomperato. L'S&P500 (-0.78% a 3207.18 punti) ha però difeso per il secondo giorno consecutivo i 3200 punti. I ribassisti sono deboli e disorganizzati - non riescono a fare pressione e le vendite sono solo delle prese di beneficio dopo giorni di forti rialzi. Finora non abbiamo segnali di vendita né divergenze negative. I Summation Index continuano a salire. Solo la forte speculazione long (CBOE Equity put/call ratio a 0.40), che non ha paragoni nella storia, ci preoccupa. Quando qualcosa scuoterà l'apparente incrollabile fiducia degli speculatori long ci sarà un'ondata di vendite di realizzo che potrebbe e dovrebbe scaricarsi in una breve valanga.
L'S&P500 ha aperto a 3198 punti. All'inizio c'é stato un tentativo di scendere più in basso - é finito a 3193 punti. C'é stata una forte reazione e poi é seguito un sali e scendi. L'S&P500 ha toccato un massimo a 3222 punti e ha chiuso a 3207 punti. Abbiamo notato un'evidente volontà di spingere gli indici Nasdaq sopra i 10000 punti e fare notizia. A questo scopo sono stati usati i due colossi Apple (+3.16% a Amazon (+3.04%). Il DSI sopra i 90 punti incita alla prudenza - sempre quando questo indicatore di cortissimo termine é rimasto alcuni giorni in territorio estremo c'é stata una violenta reazione negativa.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1977 su 5510, NH/NL a 606 su 41 e volume relativo a 0.9. I dati sulla partecipazione non convincono ma non sono ancora una ragione valida per essere pessimisti. La volatilità VIX é salita a 27.57 punti (+1.76) mentre il Fear&Greed Index é sceso a 66 punti (-1).

Stamattina il future sull'S&P500 risale a 3215 punti (+10 punti). Le borse asiatiche sono miste (Nikkei +0.15%, Shanghai -0.50%). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3339 punti (+19). Le borse europee apriranno con un guadagno del +0.6%. A breve ci aspettiamo una correzione della tecnologia - a breve significa ancora questa settimana. La reazione potrebbe iniziare dopo la seduta odierna della FED. Il comunicato con le decisioni del FOMC é atteso stasera alle 20.00. Di conseguenza prevediamo che oggi le borse europee riusciranno a difendere i guadagni iniziali. L'esito finale della seduta a Wall Street é invece imprevedibile.

Commento del 9 giugno

3 minuti, 3 ore, 3 giorni e 3 settimane - superato il normale si passa ai record

La "regola del 3", seguita dai survivalisti, statuisce che si può sopravvivere 3 minuti senza aria , 3 ore senza riparo, 3 giorni senza bere e 3 settimane senza mangiare. Naturalmente questi sono dei valori indicativi. Una persona normale senza allenamento specifico non riesce a trattenere il fiato per due minuti. Per la medicina si può vivere 15-20 giorni senza cibo, a seconda della corporatura, senza subire dei danni permanenti al corpo. La regola del 3 é però semplice e costituisce un buon punto di riferimento. Passati questi livelli ci si muove nell'estremo e poi si passa ai record. Stéphane Mifsud ha stabilito nel 2009 il record mondiale di apnea senza uso di ossigeno resistendo sott'acqua per 11minuti e 35 secondi - inutile aggiungere che é vivo e vegeto.
Con l'analisi tecnica possiamo esaminare come si comporta il mercato - normalmente i movimenti seguono dei valori di riferimento come la regola del 3 - si può stabilire se un trend é troppo esteso, se ci sono delle esagerazioni o dei problemi strutturali. Possiamo dire quando gli investitori sono entusiasti e speculativamente long - in questo caso tutti hanno già comperato e in mancanza di ulteriori acquisti sono poi le vendite a predominare e la borsa scende.
Ora sappiamo che gli indici azionari sono ipercomperati ed in forte eccesso di rialzo. Gli indici azionari dai minimi di marzo sono saliti molto e in troppo poco tempo - non possiamo fare paragoni con il passato poiché tutti i record di intensità e durata sono stati superati. Oltre tutto esiste un problema fondamentale - l'economia mondiale è in recessione mentre certi indici stanno toccando dei nuovi record storici (Nasdaq) o sono in guadagno da inizio anno (S&P500 +0.05%). È come se il record mondiale d'apnea fosse stato battuto da una donna minuta di 80 anni.
Le regole sembrano non valere e questa sembra essere la nuova regola. Possiamo ripetere ogni giorno che secondo l'analisi tecnica le borse devono per lo meno correggere ma in realtà gli indici azionari sembrano conoscere solo una direzione - il rialzo sembra non voler finire e gli indicatori si muovono in territori sconosciuti o in maniera assolutamente irrazionale. Esempi? Ieri il CBOE Equity put/call ratio era a 0.37 mentre la MM a 10 giorni é scesa a 0.47 - nelle statistiche non abbiamo mai visto dei valori così bassi che mostrano una forte, persistente e continua speculazione al rialzo. Al contrario quando l'S&P500 sale (+1.20% a 3232.39 punti) la volatilità dovrebbe scendere - invece ieri sera la VIX é salita a 25.81 punti (+1.29 punti).
Possiamo continuare a ripetere che il rialzo deve finire e deve seguire una correzione o un ribasso - insistendo presto o tardi avremo ragione. In realtà non sappiamo quando e dove si esaurirà questa spinta di rialzo - possiamo solo fare delle ipotesi e tentare d'indovinare. Spesso le scadenze trimestrali dei derivati costituiscono dei buoni punti tornanti - il prossimo appuntamento é il 19 di giugno.

Sulla giornata di ieri abbiamo poco da dire. Le borse europee hanno fatto una pausa muovendosi nel range delle due precedenti sedute (Eurostoxx50 -0.53% a 3366 punti). Prevalgono però ancora i segnali positivi. Il DAX (-0.22% a 12819 punti) ha toccato durante la seduta un nuovo massimo di periodo a 12913 punti e il FTSE MIB (+0.22% a 20231 punti) ha guadagnato terreno grazie al contributo del settore bancario (SX7E +1.97% a 70.45 punti). A metà maggio l'indice SX7E era a 48 punti e tutti odiavano le banche - ora gli investitori si strappano di mano le azioni delle banche che rispetto ai valori di bilancio sembrano sottovalutate. Una cosa é sicura - in mancanza di validi punti di riferimento dominano le emozioni.

L'S&P500 ha aperto a 3200 punti. Nella prima ora c'é stato un ritracciamento fino ai 3196 punti. Poi i compratori hanno ripreso il controllo delle operazione e l'indice é solo salito. Con un'accelerazione sul finale l'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero a 3232.39 punti (+1.20%). I critici fanno notare che la tecnologia sembra in difficoltà (Nasdaq100 +0.78%). Gli ottimisti dicono che non importa visto che Nasdaq e Nasdaq100 hanno toccato un nuovo record storico. Inoltre l'attuale debolezza relativa della tecnologia rappresenta una sana rotazione tra settori. Noi siamo realisti - gli indici salgono e il rialzo continua sfidando ipercomperato ed eccesso di rialzo. C'è una speculazioone rampante visto che gli investitori comprano anche le "schifezze" tipo le azioni di Hertz (+115.18%, società in Chapter 11, procedura di fallimento). Malgrado tutti i dubbi e le critiche rialzo é rialzo e fino a prova contraria la variante più probabile é che gli indici possano salire più in alto sfidando tutti i limiti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6040 su 1470, NH/NL a 2126 su 65 e volume relativo a 1.0. Abbiamo già citato gli indicatori di sentiment. Aggiungiamo il Fear&Greed Index salito a 68 punti (+2 punti).
I DSI sono sopra i 90 punti. Per l'analista tecnico non esistono dubbi - la seduta odierna deve essere negativa. Abbiamo però a che fare con un toro scatenato lanciato a piena corsa - é quindi meglio evitare di mettersi sulla sua strada. Togliendo i panni dell'analista tecnico e vestendo quelli del day trader evitiamo di andare short. Se alla roulette viene per 10 volte di fila il rosso non giochiamo il nero pur sapendo che le probabilità tra rosso e nero sono uguali - pensiamo piuttosto che la roulette é truccata.

Stamattina le borse sono miste e sembrano voler fare una pausa. Il future sull'S&P500 é a 3222 punti (-5 punti). Il Nikkei perde il -0.38% - Shanghai sale del +0.5%. Alle 08.45 l'Eurostoxx50 vale 3377 punti - le borse europee devono scontare il buon finale di seduta a Wall Street e aprono con una plusvalenza del +0.3%.
Ripetiamo - l'analista tecnico per oggi dice short - il trader dice meglio di no visto che il vento tira dalla parte opposta.

Commento del 5-8 giugno

Come preannunciato il servizio é sospeso fino a lunedì 8 giugno.
Il prossimo aggiornamento sarà il commento tecnico di martedì 9 giugno (ca. 08.30).
A tutti gli abbonati vengono accreditati 5 giorni di abbonamento.


Commento del 4 giugno

Irrazionale esuberanza? - gli investitori scommettono pesantemente su un futuro radioso

Ieri le borse sono nuovamente partite al rialzo - in Europa con slancio ed entusiasmo (Eurostoxx50 +3.50%) - in America con moderazione (S&P500 +1.36% a 3122.87 punti). Su tutti i mercati che seguiamo sono stati raggiunti dei nuovi massimi di periodo e gli indici hanno chiuso a ridosso dei massimi giornalieri. Ormai gli indici azionari hanno superato gli abituali limiti di un ipercomperato - in Europa le RSI giornaliere sono sopra i 72 punti. L'esempio più vistoso di una situazione di estrema speculazione ed euforia é il CBOE Equity put/call ratio - ieri sera era a 0.40 - il valore più basso degli ultimi 5 anni - bisogna risalire a giugno 2014 per trovare questo valore nelle statistiche. La situazione é paradossale visto che la pandemia di Coronavirus si sta ancora propagando nel mondo e miete migliaia di vittime - l'economia mondiale é in recessione. Gli investitori sono però convinti che la ripresa sarà veloce e completa - il Nasdaq da inizio anno guadagna il +7.92% - Nasdaq e Nasdaq100 sono a pochi punti da un nuovo record storico. In 50 sedute l'S&P500 ha guadagnato il +39.2% - il rally più intenso da quando abbiamo i dati a disposizione (1952). Gli investitori sono molto ottimisti e comprano in massa azioni malgrado le prospettive ancora incerte. Questa esuberanza é irrazionale ? Non si può dare una risposta poiché nessuno conosce il futuro - l'analisi tecnica mostra però che abbiamo a che fare con un rialzo eccezionale e molto esteso - gli indicatori di partecipazione, momentum e sentiment sono su valori estremamente alti. A noi questa situazione fa paura malgrado che finora gli indicatori tecnici mostrano che il rialzo é sano con una buona rotazione tra settori - i Summation Index continuano a salire - una correzione é possibile e probabile - un'inversione di tendenza nei prossimi giorni e un ribasso sono poco probabili se non interviene un fattore esterno e inatteso a sconvolgere gli equilibri.

Ieri sembrava che tutti volessero salire sul treno in corsa a tutti i costi. Praticamente dall'apertura gli indici hanno conosciuto solo una direzione ed é stato comperato di tutto indipendentemente dai fondamentali. Sembrava il primo giorno del Black Friday quando si spalancano le porte dei negozi e la massa di clienti si getta sulla merce scontata - veniva comprato di tutto basta che sembrasse a buon prezzo. Il balzo del +3.88% del DAX (12487 punti) é spiegabile solo con l'euforia provocata dal salvataggio da parte del governo tedesco di Lufthansa (+7.73%) e dal pacchetto di stimolo economico da 130 Mia di EUR ripartiti su due anni. Annotiamo criticamente che come al solito si aiutano le imprese caricando il fardello sul debito pubblico e quindi sul contribuente - sotto questo aspetto la borsa ha ragione - saranno soprattutto i cittadini a pagare per il Coronavirus e non le compagnie quotate in borsa.
Ieri abbiamo visto segnali di momentaneo esaurimento di trend - le candele sui grafici di DAX e Eurostoxx50 erano completamente al di fuori delle Bollinger Bands. È molto probabile che adesso ci debba essere una pausa di riflessione sotto forma di consolidamento e/o ritracciamento. Poi vedremo. Nelle scorse settimane abbiamo parlato spesso di correzione ma la corsa delle borse é continuata come se nulla fosse. Ora preferiamo vedere qualche segnale di debolezza e divergenze prima di esprimerci negativamente sul mercato.

Il rialzo é continuato in America. L'S&P500 ha aperto a 3101 punti e dopo una breve caduta a 3099 punti é salito fino a pochi minuti dalla chiusura ed ha toccato un nuovo massimo di periodo a 3030.94 punti. Sul finale é caduto a 3122.87 punti (+1.36%). La tecnologia guadagna ancora terreno (Nasdaq100 +0.49% a 9704 punti) ma fatica a tenere il passo. Gli investitori preferiscono comperare azioni otticamente a buon prezzo (DJT +3.35%, RUT +2.39%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5656 su 1780, NH/NL a 1755 su 70 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 25.66 punti (-1.18) - il Fear&Greed Index é salito a 61 punti (+3 punti).
I Summation Index salgono ancora ma sono a breve a fine corsa - la RSI sul NYSE Summation Index é a 90.20 punti. Teoricamente può salire fino a 100 punti ma sapete che valori sopra i 70 punti sono già un'esagerazione.

In generale questo rialzo é correlato positivamente con i tassi d'interesse e i cambi. Praticamente i tassi d'interesse di riferimento su USD e EUR stanno salendo mentre il cambio EUR/USD ha raggiunto i 1.1250. È molto probabile che uno di questi mercati cambi direzione prima delle borse dandoci un segnale di vendita. Conviene tenere d'occhio i mercato finanziari nel loro complesso per vedere quando ci sarà una reazione negativa.

Stamattina il Nikkei ha guadagnato solo il +0.36% - Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 scende a 3110 punti (-7 punti). L'Eurostoxx50 vale 3257 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.3%). Considerando i forti guadagni di ieri non bisogna stupirsi se stamattina si verifica una caduta di un -1%. Poi tutti si fermeranno in attesa di sapere cosa decideranno di fare gli americani. Prese di beneficio o ancora un colpetto di rialzo?

Avviso importante - venerdì 5 giugno devo andare all'ospedale e subirò un intervento chirurgico. Per alcuni giorni dovrò restare a letto. Penso di poter riprendere l'attività lunedì sera o martedì. Durante questi giorni il sito non verrà aggiornato - a tutti gli abbonati verrano accreditati i giorni di pausa.

Commento del 3 giugno

Evidentemente gli investitori sono in estasi e se ne infischiano dei nostri indicatori tecnici

Purtroppo ci sono dei periodi durante i quali gli indicatori tecnici non funzionano bene. Sono i periodi di rialzo quando i mercati sono ipercomperati, sono in eccesso di rialzo e gli investitori sono ottimisti e speculativamente long. Questa costellazione offre una buona premessa per una correzione o per un'inversione di tendenza ma non la garantisce. È una costellazione tecnica a doppio taglio poiché mostra una borsa forte che ha corso parecchio ma é difficile sapere se ha raggiunto il limite. Nei ribassi questo problema non esiste poiché rapidamente appare un facilmente identificabile panico che segnala la presenza di un minimo. In un rialzo invece c'é sempre un certo margine di manovra ed il fatto che il CBOE Equity put/call ratio (0.47) sia costantemente molto basso e segnali una forte speculazione al rialzo non implica necessariamente che questi investitori siano dalla parte sbagliata. Talvolta é il contrario - se questa situazione persiste vuol dire che ci sono abbastanza investitori sistematicamente e testardamente long da spingere il mercato al rialzo oltre i limiti segnalati dagli oscillatori. Insomma tutto questo serve a spiegare la continuazione del rialzo (Eurostoxx50 +2.63% a 3159 punti, S&P500 +0.82% a 3080.82 punti) malgrado che noi avevamo previsto una correzione. Una previsione é un calcolo delle probabilità - in questo caso é sbagliata. Ora sinceramente non sappiamo come procedere per il semplice fatto che la situazione tecnica non cambia - l'ipercomperato aumento, l'eccesso di rialzo aumenta e gli oscillatori stanno mostrando un'anomala estensione verso l'alto. L'umore degli investitori migliora ma resta a livello di ottimismo e non di euforia - la volatilità VIX é scesa a 26.84 punti (-1.39), la MM a 10 giorni della CBOE Equity put/call ratio é a 0.51 e il Fear&Greed Index é fermo a 58 punti.

Ier le borse europee e quella americana hanno avuto un'altra giornata di rialzo. Gli indici europei sono saliti fino a metà giornata e poi si sono assestati - non sono più scesi e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri con forti guadagni. Evidentemente c'é un ritorno di fiducia nell'economia europea visto che anche il cambio EUR/USD sale - stamattina é arrivato a 1.1210. Noi, dopo la rottura sopra gli 1.11, avevamo previsto una continuazione del rialzo fino a 1.12. Ora non sappiamo se il movimento può continuare. Vediamo però la correlazione tra indici azionari europei e EUR - se l'EUR continua a rafforzarsi é probabile che le borse europee possano continuare il rialzo malgrado l'ipercomperato. Ieri il DAX (+3.75% a 12021 punti - obiettivo massimo fissato il 28 maggio a 12000 punti) é uscito dal bordo superiore delle Bollinger Bands. Questo limite sale però di circa 150 punti al giorno e quindi il DAX può guadagnare in media un 1% al giorno e restare nelle bande.
L'SMI svizzero (+1.22% a 9951 punti) sale ma in questo periodo sottoperforma - é la logica conseguenza dell'orientamento difensivo di questo indice. Per il FTSE MIB (+2.42% a 18971 punti) vale esattamente il contrario - é favorito dai molti titoli bancari (SX7E +3.43% a 60.99 punti) o negletti contenuti nell'indice.
Noi possiamo dire quando questi effetti spariranno - non abbiamo più dei validi punti di riferimento.

Per lungo tempo sembrava che a Wall Street nessuno avesse voglia di prendere l'iniziativa - pensavamo finalmente che ci sarebbe stata una seduta calma e senza sostanziali variazioni. In effetti l'S&P500 ha aperto a 3062 punti e fino alle 21.30 é oscillato intorno a questo valore con minimo a 3051 e massimo a 3072 punti. Poi sul finale c'é stata un'accelerazione al rialzo di 17 punti e l'indice ha chiuso sul massimo giornaliero a 3080.82 punti (+0.82%). Il Nasdaq100 (+0.62% a 9657 punti) ha sottoperformato mentre il resto (DJT +1.88%, RUT +0.91%) é andato meglio. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5306 su 2091, NH/NL a 894 (pochi) su 66 e volume relativo a 0.75 (bassi volumi di titoli trattati). I Summation Index continuano lentamente a salire. 

Fino a dove può salire l'S&P500? Premettiamo che le nostre stime finora erano sbagliate - possiamo sbagliare ancora. Siamo però obbligati a tentare di dare una risposta. A maggio l'indice é oscillato tra i 2766 ed i 2954 punti prima di riprendere il rialzo. La rottura sopra i 3000 punti é stata simbolica. È una canale di 190 punti che fornisce un potenziale di rialzo di 190 punti a partire dai 2954 punti. In teoria, visto che il rialzo non si é finora fermato, può continuare fino ai 3150 punti circa (3144 punti).
Chi é short può aspettare e sperare o prendere la perdita e tentare di tornare short sui 3150 punti.

Stamattina la situazione non cambia - prevalgono i segnali positivi. Il future sull'S&P500 lievita a 3088 punti (+11 punti). L'Eurostoxx50 vale 3194 punti. Le borse europee apriranno nuovamente con un balzo del +1%. Normalmente dovremmo prevedere un ritracciamento e una chiusura leggermente in positivo. Questi però non sono tempi normali e una prosecuzione del rialzo é possibile.
Non guardiamo il calendario economico poiché i fondamentali non interessano a nessuno. Importano solo i programmi di stimolo economico degli Stati, le manovre espansive delle Banche Centrali e l'ottimismo degli investitori che si sono già buttati alle spalle la recessione provocata dal Coronavirus.

Avviso importante - venerdì 5 giugno devo andare all'ospedale e subirò un intervento chirurgico. Per alcuni giorni dovrò restare a letto. Penso di poter riprendere l'attività lunedì sera o martedì. Durante questi giorni il sito non verrà aggiornato - a tutti gli abbonati verrano accreditati i giorni di pausa.

Commento del 2 giugno

Indicatori tecnici praticamente invariati

Ieri, lunedì di Pentecoste, l'attività in Europa era ridotta. L'Eurostoxx50 (+0.90% a 3078 punti) ha trattato malgrado la giornata di festa in Germania, Svizzera ed alcuni Paesi europei cattolici. Le borse europee hanno però unicamente risposto al rimbalzo di venerdì sera a New York. Venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3071 punti - ieri si é fermato a 3078 punti al termina di una seduta senza spunti particolari. Le banche (SX7E +2.57% a 58.97 punti) hanno proseguito il loro spettacolare rialzo a corto termine e hanno trascinato con sé il FTSE MIB italiano (+1.79% a 18523 punti). Se l'America non corregge le borse europee continuaranno la loro corsa fino a quando l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo non saranno estremi. Per il momento RSI sui 62 punti e limiti superiori delle Bollinger Bands in salita permettono un certo margine di manovra.

Ieri sera speravamo di vedere apparire dei segni di debolezza in America. Invece c'é stata una semplice seduta di debole rialzo. L'S&P500 (+0.38% a 3055.73 punti) é rimasto sotto il massimo di giovedì a 3068 punti e il Nasdaq100 (+0.45% a 9598 punti) ha toccato i 9600 punti. Questi modesti cambiamenti non hanno influito in maniera determinante sugli indicatori tecnici. I Summation Index sono ancora saliti e questo significa semplicemente che la maggior parte dei titoli sta facendo progressi - é un segnale di un mercato finora in buona salute e che senza uno shock esterno non può partire in una fase di ribasso - può solo correggere.
L'S&P500 ha aperto a 3038 punti e dopo una caduta iniziale a 3031 punti é salito con una corta e una lunga ondata fino ai 3062 punti di massimo. Dopo le 19.40 l'indice é sceso a tentoni fino alla chiusura a 3055.73 punti (+0.38%). La tecnologia (Nasdaq100 +0.45%) si é mossa al rialzo grazie a Facebook (+3.03%) e colleghi e le PMI (RUT +0.8+%) hanno ancora mostrato una buona performance relativa. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5233 su 2203, NH/NL a 593 su 78 e volume relativo a 0.7. Il numero dei NH non aumenta in maniera convincente. La volatilità VIX é salita stranamente a 28.23 punti (+0.72) mentre il Fear&Greed Index é balzato a 58 punti (+6 punti). Salta all'occhio l'ulteriore valore molto basso del CBOE Equity put/call ratio a 0.46. Se gli speculatori al rialzo a breve non avranno soddisfazione é probabile che inizino le prese di beneficio.

Le borse non mostrano la minima intenzione di correggere. Potrebbero anche assorbire gli eccessi unicamente con un consolidamento ad alto livello. Chi come noi é posizionato al ribasso deve però aspettare alcuni giorni prima di gettare la spugna. Gli oscillatori non sono precisi e spostamenti di un paio di giorni rispetto al massimo teorico sono possibili e frequenti.

Stamattina le borse asiatiche sono ancora al rialzo (Nikkei +1.26%, Shanghai +0.14%). Il future sull'S&P500 scivola a 3047 punti (-7 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3119 punti  - non sappiamo se questo balzo é in parte causato del ritorno degli investitori tedeschi. Ci sembra un'apertura troppo buona e quindi stamattina ci aspettiamo un ritracciamento verso i 3100 punti. Poi vedremo cosa ci riservano gli investitori americani.
Il Covid19 sta sparendo in Europa ma si sta ancora espandendo e sta mietendo vittime nel resto del mondo. Nell'euforia provocata dalla riapertura in Occidente abbiamo l'impressione che le borse stanno sottovalutando le conseguenze economiche della pandemia.

Aggiornamento del 1. giugno

Le borse ignorano tutto e guardano solo verso un futuro migliore

Oggi, lunedì di Pentecoste, la borsa di Zurigo e quella di Francoforte sono chiuse. I futures sul DAX vengono trattati e di conseguenza anche l'Eurostoxx50. In Svizzera é un giorno di festa - pubblichiamo il commento tecnico in ritardo e in forma ridotta.
Il mondo é irrequieto. Durante il fine settimana, oltre alle solite notizie riguardanti la pandemia, abbiamo letto di disordini in vari Paesi. A Hong Kong si dimostra contro le nuove leggi cinesi che diminuiscono ulteriormente i diritti democratici e l'autonomia nel territorio. Negli Stati Uniti le gente protesta contro la violenza della polizia - a Minneapolis un afroamericano é stato ucciso da un poliziotto senza ragione - disordini si sono verificati in numerosi grandi centri urbani e davanti alla Casa Bianca provocando l'ira di Donald Trump.
Le borse sembrano però ignorare qualsiasi problema - si muovono secondo regole proprie che poco hanno a che fare con i valori fondamentali. Venerdì scorso l'S&P500 ha ritestato due volte il nuovo supporto a 3000 punti. I ribassisti hanno perso e i rialzisti hanno difeso il supporto provocando un rimbalzo fino ai 3048 punti. È probabile che il supporto venga nuovamente testato. Per il momento però i rialzisti hanno il controllo delle operazioni e i ribassisti devono riorganizzarsi e raccogliere nuove forze prima di riprovare un affondo.
Sono le 09.30. Il Nikkei ha guadagnato il +0.81%. Shanghai sta salendo del +2.2%. Il future sull'S&P500 é a 3052 punti (+9 punti). L'Eurostoxx50 é a 3100 punti. Crediamo che sui 3050-3060 punti l'S&P500 debba fermarsi e iniziare a correggere. Potrebbe già cominciare a scendere oggi - forse bisogna aspettare fino a domani. In ogni caso questa settimana ci aspettiamo un aumento della volatilità e maggiori movimenti nelle due direzioni - per saldo si dovrebbe scendere...

Commento del 30-31 maggio

Prima della fine del mese qualcuno non voleva vedere l'S&P500 sotto i 3000 punti - settimana prossima si corregge

Venerdì in Europa c'é stata una normale seduta negativa alla quale non é possibile dare un significato particolare. Gli indici hanno aperto in calo, sono scesi nella prima ora di contrattazioni, hanno recuperato fino alle 14.00 (l'Eurostoxx50 é tornato in pari!) e sono ricaduti nel pomeriggio influenzati da New York. Hanno chiuso sui minimi giornalieri (Eurostoxx50 -1.43% a 3050 punti) con delle perdite paragonabili ai guadagni del giorno precedenti. Per saldo la performance settimanale rimane ottima. Di conseguenza il calo di venerdì é finora insignificante. Non ha fatto danni e a livello tecnico non c'é nessun segnale particolare. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva nuovamente 3071 punti e quindi anche la chiusura sul minimo e la perdita di 44 punti possono essere ignorati. La borsa non può salire tutti i giorni e prese di beneficio al termine di una settimana di forti rialzi sono normali - non significa necessariamente che é la borsa sta correggendo. Questo non contraddice il titolo del commento di giovedì. L'ipotesi resta valida ma non c'é ancora nessuna prova a suo favore. 
Gli oscillatori confermano che venerdì molto probabilmente la borsa americana (S&P500 +0.48% a 3044.31 punti) ha raggiunto un massimo intermedio ed ora deve esserci una correzione - può essere una correzione minore o una correzione di medio termine. Ancora non lo sappiamo - i Summation Index stanno però ancora salendo e la tendenza di fondo é ancora al rialzo secondo i due nostri indicatori di riferimento (86.8% dei titoli sono sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE é a 67.86 punti). Questo massimo segnalato dagli oscillatori in America deve valere anche in Europa - purtroppo le borse europee non forniscono i dati necessari, specialmente sui volumi, per calcolare gli oscillatori. Di conseguenza dobbiamo pensare che le borse europee si trovano in una situazione simile di ipercomperato ed eccesso di rialzo solo grazie alla correlazione tra i due continenti e ad indicatori simili agli oscillatori come la RSI.
Settimana scorsa Eurostoxx50 e S&P500 sono riusciti a superare i 3000 punti. Questa può essere una rottura al rialzo definitiva o una falsa rottura alla quale deve seguire una correzione abbastanza importante. Vi avevamo detto che in ogni caso questi livelli doveva essere ritestati dall'alto e l'esito di questo test sarebbe stato decisivo. In questo senso la seduta a New York é stata per un analista tecnico estremamente interessante e ci ha fornito parecchie informazioni - vediamo cosa é successo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +4.98% a 3050 punti
SX7E (banche)          +9.58% a 57.49 punti
DAX                         +4.63% a 11586 punti
SMI                          +1.47% a 9831 punti
FTSE MIB                  +5.09% a 18197 punti
S&P500                     +3.01% a 3044.31 punti
Nasdaq100                +1.50% a 9555 punti

Venerdì il future sull'S&P500 mostrava che l'indice avrebbe aperto invariato. Al termine di una settimana movimentata pensavamo che nessuno avrebbe avuto interesse a muovere ulteriormente il mercato e ci aspettavamo una seduta tranquilla. Invece rialzisti e ribassisti si sono dati battaglia. L'S&P500 ha aperto a 3019 punti e all'inizio é salito fino a 3030 punti. Poi i ribassisti hanno attaccato in forze e sono riusciti in varie ondate a far cadere l'S&P500 fino a 2998 punti - questo é stato il primo test del supporto a 3000 punti. Poi c'é stato un rimbalzo e un combattimento di quasi tre ore - i rialzisti hanno imposto un recupero fino a 3029 punti e i ribassisti sono riusciti a schiacciare l'indice nuovamente fino ai 3002 punti. Dopo questo secondo test dei 3000 punti, che non é sfociato in un nuovo minimo giornaliero (=minimo ascendente), i ribassisti hanno capitolato e i rialzisti hanno festeggiato. Hanno velocemente fatto tornare l'S&P500 a 3040 punti. Dopo una pausa di un'ora c'é stata l'impennata finale a 3044.31 punti (+0.48%). Il massimo giornaliero é stato a 3048 punti - l'S&P500 é rimasto 20 punti sotto il massimo di giovedì a 3068 punti.
Evidentemente qualcuno, in questa ultima seduta del mese, aveva interesse a tenere l'S&P500 sopra i 3000 punti. Ora molti pensano che dopo questo doppio test del supporto il rialzo debba riprendere. Noi non siamo convinti - i dati tecnici smentiscono - la partecipazione era miserabile con A/D a 3856 su 3584, NH/NL a 303 su 122 e volume relativo a 1.1.  La seduta é stata praticamente neutra e il numero dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) é sceso drasticamente mentre quello dei nuovi minimi (NL) é aumentato. In effetti abbiamo assistito ad una corsa a due di S&P500 e Nasdaq100 (+1.47% a 9555 punti). Il resto del mercato si é mosso al ribasso (DJT -0.40% e RUT -0.47%). Il tutto puzza di manipolazione - sono stati spinti alcuni titoli di peso - la borsa in generale era debole e in calo.
La volatilità VIX é scesa a 27.51 punti (-1.08) e il Fear&Greed Index é salito a 52 punti - c'é parecchio ottimismo. Il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente basso a 0.58 (MM a 10 giorni a 0.52).
Riassumendo gli oscillatori ci dicono che gli indici azionari americani sono su un massimo intermedio e significativo. Il rialzo di venerdì puzza di imbroglio con dati sulla partecipazione che smentiscono il rialzo. C'é parecchio ottimismo e troppa speculazione al rialzo. Il test del supporto a 3000 punti di S&P500 non ci ha convinto - non sembra un test riuscito ma una messa in scena. Di conseguenza non crediamo che settimana prossima S&P500 e colleghi debbano continuare a salire ma che piuttosto ci sarà un ulteriore tentativo di ritorno sotto i 3000 punti. Considerando la costellazione generale é secondo noi possibile e probabile che ci sia una correzione più importante. Una caduta sotto i 3000 punti dovrà scatenare un'ondata di vendite. Prima di sviluppare scenari negativi é però meglio osservare le prime sedute di settimana prossima. Il Nasdaq100 (9555 punti) é poco lontano dal massimo storico a 9736 punti. Molti analisti parlano con insistenza di una resistenza a 9600 punti. I 3000 punti hanno risucchiato verso l'alto l'S&P500 - é possibile che lo stesso succeda con questo record del Nasdaq100.
Gli esempi del petrolio (USD 35.49 al barile WTI dopo che ad aprile il prezzo era caduto brevemente in negativo) e del cambio EUR/USD (improvvisamente sopra gli 1.10 a 1.1105) mostra che gli speculatori sono forti e capaci di tutto. Forse chi insiste ad essere long S&P500 (anche l'analisi dei COT mostra forti posizioni long dei Commercials) a breve ha ragione. La situazione a livello di sentiment é interessante. Tutti sono convinti che sopra i 3000 punti di S&P500 l'aria é rarefatta - d'altra parte nessuno si aspetta una ricaduta a testare i minimi di marzo. La borsa é fatta per sorprendere...

Lunedì di Pentecoste la borsa di Zurigo e quella di Francoforte sono chiuse. I futures sul DAX vengono trattati e di conseguenza anche l'Eurostoxx50. In Svizzera é un giorno di festa - lunedì mattina pubblichiamo il commento tecnico in ritardo e in forma ridotta.

Commento del 29 maggio

Reversal a Wall Street - forse l'attesa correzione é iniziata ieri sera

Sullo slancio della rottura al rialzo ieri il movimento é continuato e le borse europee hanno ancora guadagnato terreno. Gli indici azionari hanno chiuso vicino al massimo giornaliero con sostanziali guadagni (Eurostoxx50 +1.42% a 3094 punti e DAX +1.06% a 11781 punti). Ieri sera non avevamo niente di nuovo da segnalare. Secondo gli oscillatori il prossimo massimo intermedio a corto termine dovrebbe verificarsi oggi. A breve dovrebbe almeno iniziare una correzione di corto termine di circa un -3%. 
Ieri i tassi d'interesse sono rimasti fermi e l'indice delle banche SX7E (+0.13% a 59.58 punti) si é bloccato. in America é andata ancora peggio per le banche (BKX -3.40%) - un'altra dimostrazione che queste ventate speculative sono imprevedibili e purtroppo spesso evanescenti.
Il FTSE MIB (+2.46% a 18351 punti) ha superato il massimo del 30 aprile a 18302 punti e si é unito agli altri indici azionari europei che hanno ricominciato a salire. La rottura al rialzo di mercoledì di Eurostoxx50 e DAX ha avuto sullo slancio una logica continuazione e il FTSE MIB ha partecipato. I fondamentali per l'economia italiana sono terribili ma in questo momento gli investitori sono alla ricerca dei titoli rimasti indietro e otticamente a buon prezzo e in questo ambito l'Italia ha molto da offrire. Fino a quando l'Eurostoxx50 sale il FTSE MIB si muove con la corrente. Se l'Eurostoxx50 corregge il FTSE MIB sarà il primo mercato a cadere come un sasso.
Continua a d esserci una veloce e sconcertante rotazione tra settori. Quando ormai tutti pensavano che l'interesse sui titoli farmaceutici e difensivi fosse svanito ieri, come una marea, gli investitori sono tornati a comperare questi titoli e l'SMI svizzero si é involato (+2.16% a 9926 punti). Forse una conseguenza dell'indebolimento del CHF (EUR/CHF a 1.0672)? Evitiamo di razionalizzare - l'SMI sembra ripartire al rialzo e si avvicina all'obiettivo a 10000 punti. Vediamo se, come nel caso dell'S&P500 , c'é una rottura al rialzo sopra la MM a 200 giorni.
Riassumendo le borse europee hanno continuato il rialzo e non hanno dato nessun segno di debolezza. I maggiori indici hanno raggiunto dei nuovi massimi di periodo. Secondo noi adesso deve iniziare una correzione minore e i livelli di rottura al rialzo (i 3000 punti di Eurostoxx50 servono come riferimento) devono per lo meno essere ritestati dall'alto. La correzione potrebbe essere più importante ma per ora preferiamo non esporci troppo visto che alcuni giorni fà abbiamo sbagliato nell'individuare il massimo intermedio.
Il cambio EUR/USD é salito fino a 1.11. Negli scorsi mesi tutti erano positivi per il dollaro americano e molti pronosticavano ancora una volta la caduta del cambio sulla parità. Anche questa volta il sentiment pessimo ha provocato un movimento nella direzione opposta che é stato accentuato dal short covering una volta che il cambio ha superato gli 1.10. teoriacamente questo movimento dovrebbe continuare fino a 1.12. Cambio e borse europee sembrano andare a braccetto - l'apprezzamento dell'EUR sembra galvanizzare le borse europee. Teniamo di conseguenza d'occhio i cambi.

Fino a ieri sera alle 20.00 il rialzo é continuato anche in America - l'S&P500 ha raggiunto un nuovo massimo di periodo a 3068 punti. Noi avevevamo già prima rinunciato alle nostre idee di correzione. Visto che il mercato continuava lentamente a salire abbiamo rinunciato ad aumentare la nostra posizione short e alle 18.30 abbiamo spento il PC. Ogni tanto dovremmo avere maggiore fiducia nelle nostre analisi. Dopo le 20.00 i venditori hanno preso il sopravvento e il mercato ha cambiato direzione. L'S&P500 é caduto accelerando fino ai 3023 punti e ha chiuso a 3029.73 punti (-0.21%). La perdita di 6 punti é insignificante ma la candela rossa sul grafico ed il reversal sono indiscutibili. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2807 su 4601, NH/NL a 1244 su 66 e volume relativo a 0.9. Ancora ieri il numero dei nuovi massimi a 30 giorni non é aumentato malgrtado che l'S&P500 abbiamo toccato un massimo a 3068 punti, 32 punti sopra il massimo di mercoledì! Il sentiment é leggermente peggiorato (VIX a 28.59 punti, +0.97 / Fear&Greed Index a 50 punti, -3). Notiamo che gli speculatori long non mollano la presa - il CBOE Equity put/call ratio era ancora sotto la media a 0.54.
I Summation Index sono ancora saliti - di poco.

Ci avviciniamo alla fine del mese. Lunedì di Pentecoste la borsa di Zurigo e quella di Francoforte sono chiuse. I futures sul DAX vengono trattati e di conseguenza anche l'Eurostoxx50. Pensiamo che oggi le borse resteranno stabili. Prevediamo che settimana prossima i ribassisti tenteranno un affondo. Ripetiamo che non ci aspettiamo un ribasso - solo una correzione.

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 3024 punti (-13 punti). Le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei -0.29% / Shanghai +0.2%). L'Eurostoxx50 alle 08.25 vale 3065 punti (-29 punti). Le borse europee apriranno in calo dell'1% - dovrebbero fermarsi qui o addirittura recuperare qualche punto nel corso della giornata. L'EUR forte dovrebbe aiutare.

Commento del 28 maggio

I rialzisti mettono a segno una convincente rottura al rialzo - i ribassisti sono sulla difensiva e dubitano

Ieri Eurostoxx50 (+1.73% a 3051 punti) e S&P500 (+1.48% a 3036.13 punti) hanno superato i 3000 punti e hanno chiuso per la prima volta da marzo sopra questa barriera. Non ci aspettavamo questo movimento così netto e deciso - noi pensavamo che dovesse iniziare una correzione e finora ci siamo sbagliati. Non siamo ribassisti - la spinta di rialzo sembrava però eccessiva e stava perdendo i suoi leaders (tecnologia e settori difensivi) - sono stati i "gregari" o per meglio dire i settori negletti tipo le banche (SX7E +4.88% e BKX +6.68%) a permettere questa accelerazione. Ora i rialzisti hanno il momentum dalla loro parte - i ribassisti invece sono sulla difensiva poiché si trovano con delle posizioni in perdita e con il mercato che evidentemente non si comporta come si aspettavano. Noi ieri abbiamo inizialmente raddoppiato la posizione short sull'S&P500 a 3018 punti ma abbiamo ricoperto la metà a 2998 punti. Poi abbiamo aspettato e osservato il mercato. L'S&P500 é sceso fino a 2969 punti di minimo giornaliero ma poi ha cambiato direzione e ad ondate é salito fino alla chiusura sul massimo a 3036.13 punti (+1.48%). Noi non abbiamo più osato shortare un mercato che ovviamente voleva salire. Adesso non sappiamo se credere agli indicatori tecnici o se dobbiamo cedere all'evidenza del trend.
Da un punto di vista tecnico é cambiato poco. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5697 su 1775, NH/NL a 1212 su 143 e volume relativo a 1.0. Notiamo che il rapporto nuovi massimi su nuovi minimi a 30 giorni (NH/NL) é peggiorato rispetto a martedì (1290/88) malgrado il guadagno degli indici. I leaders sono in stallo e il Nasdaq100 (+0.55% a 9442 punti) non ha superato il massimo di martedì. Non sappiamo quanto può durare questa rotazione tra settori - é però evidente che dopo la rottura della resistenza psicologica dei 3000 punti sullo slancio ci sarà una continuaziona al rialzo. Ora chi é short deve decidere se resistere fino al prossimo massimo intermedio o se chiudere e provare a tornare short più in alto. Non esiste una risposta valida - possiamo solo dire che molto probabilmente, qualsiasi sia la tendenza per le prossime settimane, a breve la rottura deve essere ritestata dall'alto. Questo significa che, mal che vada, nei prossimi giorni Eurostoxx50 e S&P500 devono tornare sui 3000 punti. Poi possono continuare a correggere o ripartire al rialzo. Ancora non lo sappiamo.
Notiamo con interesse e sorpresa che il sentiment non cambia in maniera sostanziale. La volatilità VIX é scesa solo a 27.62 punti (-0.39) mentre il Fear&Greed Index é salito poco a 54 punti (+3). La volatilità del Nasdaq VXN é addirittura salita (29.52 punti, +0.10) insieme a quella del DAX (+1.33% a 11657 punti) VDAX (31.92 punti, +1.16). Cosa significa? Scetticismo? Forse nessuno crede a questa fase finale del rialzo e si aspetta un fallimento? Possibile - in questo caso i rialzisti avranno vita facile.
Il CBOE Equity put/call ratio era ancora basso a 0.51. La MM a 10 giorni é a 0.55. L'eccesso di speculazione al rialzo é evidente - potrebbero però ancora esserci una o due sedute come ieri prima che gli speculatori decidano che il gioco é durato troppo a lungo e comincino a vendere.
Riassumendo la rottura sopra i 3000 punti é stata convincente. I rialzisti sono fiduciosi e non mollano subito le presa. I ribassisti sono sulla difensiva e al massimo tengono le posizioni - é improbabile che le aumentino senza prima avere nuovi elementi a proprio favore. Al momento non vediamo nulla che possa rafforzare uno scenario ribassista. Gli indici entrano in territorio di ipercomperato e lottano con il bordo superiore delle Bollinger Bands - questo crea delle buona premesse per una correzione ma non la provoca. D'altra parte bisogna domandarsi se certi movimenti sono sostenibili - l'indice americano delle grandi banche ha guadagnato il +15% in due sedute (+8.62% e +6.68%) - può continuare così? La risposta é no anche perché Stati  e Banche Centrali non possono tutti i giorni varare manovre miliardarie (ieri l'UE ha creato un Recovery Fund da 750 Mia di EUR) per sostenere l'economia ed i mercati finanziari.

Possiamo dare un'idea di quanto potrebbero ancora salire le borse prima della prossima corrrezione. Graficamente l'S&P500 potrebbe salire fino ai 3080 punti - secondo gli oscillatori dovrebbe toccare questo obiettivo venerdì e poi ricadere.

Ieri sera abbiamo ampiamente commentato la seduta delle borse europee e la rottura al rialzo. Non sapevamo se questa rottura sarebbe stata definitiva - questo dipendeva dagli Stati Uniti e solo stamattina abbiamo una risposta.
Diamo un'occhiata al DAX (+1.33% a 11657 punti). La RSI é a 65.47 punti - il bordo superiore delle BB é a 11616 punti - sale adesso ogni giorno di 100-120 punti. La MM a 50 giorni é a 10307 punti - il DAX é 1350 punti più in alto e quindi é in eccesso di rialzo. Tutto questo ci dice che il rialzo é molto o troppo esteso - non esclude però la possibilità che il DAX salga fino a venerdì e fino 12000 punti. Rotta una diga l'acqua deve uscire fino a quando il livello non si é abbassato abbastanza... 

Non c'é niente di meglio che i prezzi per cambiare l'umore degli investitori. Ora che gli indici hanno superato i 3000 punti tutti diventeranno ottimisti e long mentre i ribassisti spariranno. La liquidità ed il short covering alimenteranno il rialzo per almeno qualche giorno. Nessuno - noi compresi - venderà controcorrente. A breve il short covering farà lievitare le borse ancora un paio di punti in percentuale. Poi arriverà il logico e abituale movimento di riflusso.

Stamattina il Nikkei ha guadagnato il +2.31% - Shanghai sale del +0.2%. Il future sull'S&P500 ha fatto il solito balzo notturno e si trova a 3050 punti (+14 punti) - secondo noi questo potrebbe essere il massimo giornaliero e quindi anche le borse europee hanno poche probabilità di salire più in alto dopo la buona apertura. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3084 punti - gli indici azionari europei apriranno con un ulteriore guadagno del +1%. Oggi alle 14.30 sono attesi alcuni dati economici americani importanti - riguardano il PIL, la disoccupazione e gli ordini per l'industria - constateremo che l'economia é in una profonda recessione. Forse qualcuno si domanderà se i prezzi delle azioni rispecchiano coerentemente questa situazione economica.

Oggi sono assente - i commenti tecnici sugli indici americani delle 14.00 non verranno pubblicati. Prossimo appuntamento stasera alle 19.00 con i commenti sulla seduta europea.

Commento del 27 maggio

3000 punti. Sono passati 50 giorni dai minimi di marzo - le MM cominciano a salire

Ieri sia l'Eurostoxx50 europeo (+0.94% a 2999 punti, massimo a 3009 punti) che l'S&P500 americano (+1.23% a 2991.77 punti, massimo a 3021 punti) hanno raggiunto i 3000 punti. Ammettiamo che quando il 23 di marzo l'S&P500 ha toccato il minimo annuale a 2191 punti mai ci saremmo aspettati di rivederlo già due mesi più tardi a 3000 punti. Inizialmente il nostro obiettivo era a 2800 punti. Negli ultimi giorni si era delineata questa rottura al rialzo dell'S&P500 - l'Eurostoxx50 invece aveva già raggiunto i 3023 punti il 30 aprile. Per le borse europee non si tratta in generale di una rottura al rialzo - solo il DAX tedesco (+1.00% a 11504 punti) sta lievitando.
I balzi degli indici avvengono a mercati chiusi. Anche ieri le borse europee hanno aperto praticamente sui massimi giornalieri e nel corso della giornata non sono riusciti a fare progressi - hanno però difeso con successo buona parte dei guadagni iniziali. L'S&P500 ha aperto sul massimo giornaliero a 3021 punti e chiuso sul minimo a 2991 punti - in America durante la seduta hanno prevalso le vendite. Gli speculatori long però non mollano la presa (CBOE Equity put/call ratio a 0.50) - é quindi probabile che ci sarà una lotta di alcuni giorni intorno ai 3000 punti prima che ci possa essere una correzione. In generale non appare pressione di vendita - il numero dei nuovi minimi a 30 giorni non aumenta (NL a 88) e i Summation Index stanno ancora salendo. Gli investitori sono ancora alla ricerca di temi d'investimento. Hanno messo da parte la tecnologia (Nasdaq100 -0.25% a 9390 punti) e si buttano sui settori disastrati come trasporti (DJT +5.02%) o banche (BKX +8.62%). "Mettere da parte" non significa però vendere - il rialzo semplicemente si ferma.
Nel complesso abbiamo quindi ancora dei mercati azionari al rialzo - la spinta é debole ma basta a compensare la mancanza di pressione di vendita. Di conseguenza é molto probabile che ora l'ottimismo e l'eccesso di speculazione al rialzo provochino una correzione minore - non é però (ancora) tempo di ribassi.  

Sono passati 50 giorni dai minimi di marzo. Le medie mobili a 50 giorni cominciano a scartare i valori di marzo e aggiungere gli alti valori di maggio. Le MM stanno cambiando direzione e cominciano a salire dal basso sostenendo gli indici azionari. Nell'analisi tecnica questo effetto fornisce segnali positivi - l'eccesso di rialzo diminuisce ed i supporti dinamici salgono. La voglia di vendere per realizzare forti benefici diminuisce. I cross delle diverse medie mobili su differenti spazi temporali forniscono segnali d'acquisto - la loro validità é dubbia ma a livello psicologico non sono da sottovalutare. L'impressione per molti é che la situazione sta migliorando e dovrebbe ulteriormente migliorare nel futuro. Non é vero ma per ora questo aiuta le operazioni long dei traders.

Ieri in Europa c'é stata una buona seduta. È stata una logica continuazione del rialzo di lunedì e una conseguenza del balzo del future sull'S&P500 durante la notte. Non abbiamo molto da aggiungere ai commenti serali. L'Europa segue l'America e gli indici non sono ipercomperati. Fino a quando Wall Street non corregge anche in Europa non ci sarà un'inversione di tendenza. Il potenziale di rialzo é modesto e il rischio di una correzione minore al momento é alto - crediamo che nei prossimi giorni c'é poco da guadagnare.

L'S&P500 ha aperto in forte gap up a 3021 punti e tutti sono rimasti col fiato sospeso in attesa di capire se il mercato avrebbe accelerato al rialzo o se l'S&P500 dopo questo sforzo si sarebbe sgonfiato e sarebbe tornato a 2980 punti per colmare il gap. Si é subito capito che il mercato tendeva verso la seconda soluzione. L'indice é immediatamente sceso e per ore si é poi stabilizzato sopra i 3000 punti con un massimo a 3015 punti. Dopo le 21.30 é caduto dai 3008 punti fino a 2988 punti e ha chiuso poco sopra i 2991.77 punti (+1.23%). Per una volta sono state delle vendite sui big della tecnologia a far sgonfiare il mercato. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5797 su 1670, NH/NL a 1290 su 88 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 28.01 punti (-0.15), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.50 e il Fear&Greed Index é salito di poco a 51 punti (+1).

Stamattina il future sull'S&P500 torna a 3011 punti (+16 punti). Questi balzi durante la notte ci insospettiscono - sembra che qualcuno abbia interesse a spingere l'S&P500 verso l'alto - questo potrebbe ritardare l'inizio della correzione.
Il Nikkei stamattina ha guadagnato ancora il +0.70% - Shanghai é in calo del -0.4%.
L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3013 punti - le borse europee apriranno sui massimi di ieri. Se anche oggi questo sarà il massimo giornaliero significa che non c'é più potere d'acquisto - alla prima occasione ci saranno quindi delle vendite in grado di far partire l'attesa correzione.

Commento del 26 maggio

Il giorno di festa viene usato per spingere l'S&P500 a 3000 punti

Pensavamo che ieri dopo la buona apertura le borse si sarebbero fermate. In America e in Gran Bretagna i mercati finanziari erano chiusi in occasione del Memorial Day. Normalmente in situazioni del genere gli investitori europei non prendono l'iniziativa e stanno a guardare. Ieri invece i bassi volumi e l'assenza di molti investitori sono stati usati dai traders per spingere il future sull'S&P500 al rialzo verso la barriera psicologica dei 3000 punti. Di riflesso gli indici azionari europei hanno seguito e la seduta in Europa é stata ottima considerando le premesse. L'Eurostoxx50 ha aperto a 2919 punti, vicino al minimo, e ha chiuso sul massimo a 2971 punti (+2.27%). Evidentemente all'interno del canale d'oscillazione tra i 2800 ed i 3000 punti una salita a 2971 punti era possibile - solo il timing ci ha sorpreso anche se avevamo intuito che poteva succedere qualcosa del genere e l'avevamo detto nel finale del commento del fine settimana. Restiamo dell'opinione, fino a prova contraria, che dal bordo superiore del canale d'oscillazione l'Eurostoxx50 deve ridiscendere - a decidere sarà però la borsa americana. Finora il DAX (+2.87% a 11391 punti) si era fermato sui 11200 punti prima di ricadere. La chiusura ieri rappresenta una rottura al rialzo e viene festeggiata dai rialzisti come una ripresa del trend. Noi non siamo così entusiasti anche perché l'Eurostoxx50 é rimasto ampiamente sotto i 3000 punti. Inoltre la mancanza degli investitori inglesi e americani era una buona occasione per una falsa rottura al rialzo. Infine é logico che il DAX si spinga sul bordo superiore delle Bollinger Bands considerando che l'S&P500 deve raggiungere i 3000 punti. Ieri sera il future sull'S&P500 era a 2988 punti e aveva ancora un certo margine di apprezzamento fino ai 3000 punti. Significa che oggi il DAX può ancora guadagnare un centinaio di punti.
Il FTSE MIB ha fatto un balzo del +2.98% a 17596 punti. In una giornata con pochi volumi e movimenti casauli la borsa italiana ha sovraperformato - non diamo molto peso a questo avvenimento. All'interno del canale d'oscillazione tra i 16500 (ca.) ed i 18000 punti una salita a 17316 punti é normale e possibile.
L'SMI (+1.40% a 9824 punti) si é mosso nella scia del movimento di rialzo delle borse europee. Farmaceutica ed alimentari hanno frenato mentre il resto del listino é salito trainato dall'esempio europeo. Restiamo dell'opinione, fino a prova contraria, che dai 10000- punti l'SMI deve ridiscendere.

Ieri la borsa di New York é rimasta chiusa in occasione del Memorial Day. Stamattina abbiamo una sorpresa che rientra però nella logica degli avvenimenti degli ultimi giorni. Il future sull'S&P500 é a 3008 punti (+55 punti). Ora la situazione si fa interessante. Il superamento dei 3000 punti farà notizia e molti investitori che siedono su troppa liquidità sentiranno il bisogno di rincorrere il rialzo. I pochi traders short dovranno comperare e chiudere le posizioni. Questo short covering sarà utilizzato dai traders long, che hanno avuto successo con la loro speculazione, per vendere. Quando inizierà questa correzione e da che livello? - siamo sicuri che la reazione inizierà ancora questa settimana - idealmente domani. Vendere adesso potrebbe però essere troppo presto. Finora l'S&P500 era salito fino a 2980 punti - oggi si formerà in apertura un gap di una trentina di punti. È accelerazione o esaurimento? Quando verrà chiuso?. Le prossime sedute rischiano di essere interessanti e divertenti. Guardate gli indicatori di sentiment e in particolare i puts/calls ratio...

Stamattina il Nikkei ha guadagnato il +2.63% - Shanghai sta salendo del +0.8%. L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3004 punti - anche questo indice europeo supera i 3000 punti. Noi stamattina cominciamo ad aprire posizioni short a corto termine - con calma però - le borse hanno voglia di salire e hanno il momentum che le sostiene. È più facile veleggiare con il vento in poppa che controvento.

Aggiornamento del 25 maggio

Memorial Day - senza l'America e la Gran Bretagna le borse europee si fermano

Lentamente si parla sempre meno di Covid19, di infetti e di decessi. Le misure che limitano la libertà di movimento dei cittadini ed i contatti sociali stanno gradatamente diminuendo e si torna ad una vita normale. Restano le conseguenze. C'é una recessione mondiale e un altissimo numero di disoccupati. La situazione é destinata a migliorare ma nessuno sa quanto tempo ci sarà bisogno per tornare al livello di vita di inizio anno e quali invece saranno i danni permanenti. Le borse scontano uno scenario ottimistico anche perché non esistono molte alternative d'investimento. Le Banche Centrali fanno di tutto per spingere i capitali verso i mercati azionari.
Da settimane l'incertezza blocca le borse. All'inizio sembrava chiaro chi fossero i vincenti ed i perdenti della crisi. Poi i vincenti (tecnologia, farmaceutica, alimentari) sono diventati ipercomperati e molto cari mentre i perdenti (trasporti, turismo, beni di lusso, ecc.) ipervenduti e a basso prezzo. Gli interventi degli Stati in soccorso dei rami economici in difficoltà hanno mischiato le carte in tavola anche perché ci sono crediti per tentare di risolvere a breve i problemi di liquidità che si incrociano a sostegni a fondo perso come quelli rappresentati dal lavoro a tempo ridotto. I mercati finanziari vengono sballottati da questa marea di flussi dl liquidità - nessuno sa quali sono i fondamentali economici a cui fare riferimento. La conseguenza é un'alta volatilità e incertezza e mercati che si muovono per ragioni emotive. Tecnicamente sono soprattutto gli indicatori di sentiment a condurre la danza.  

Dagli indicatori di sentiment traspare ora ottimismo - non é però a livelli eccessivi e non c'é di certo euforia. Crediamo quindi che la regolare oscillazione di aprile e maggio pessa essere sostituita da una lenta ed impercettibile salita. Questo significa che le oscillazioni diminuiranno di intensità e gli indici azionari avranno tendenza a lievitare. Le modeste e marginali rottura al rialzo potrebbero aumentare. Poi improvvisamente arriverà la prossima crisi quando l'ottimismo provocato dalla lenta sparizione della pandemia verrà sostituito dal pessimismo causato della catastrofica situazione economica. Questo processo dovrebbe trasparire a livello di indicatori tecnici con una distribuzione e con l'apparire di divergenze. In particolare i Summation Index dovrebbero scendere prima degli indici azionari. Ciclicamente é possibile che questo processo duri fino a fine giugno.

Per ora prepariamoci ad una correzione minore quando l'S&P500 (2955 punti) sarà sui 3000 punti.

Stamattina il Nikkei ha guadagnato il +1.64% - Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 sta guadagnado terreno - alle 08.15 é a 2969 punti (+16 punti). L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 2922 punti - ora é valutato 2937 punti. Le borse europee apriranno con un balzo del +1%. Probabilmente ci sarà all'inizio un pò di movimento con un modesto ritracciamento. Poi gli indici si fermeranno. Senza inglesi ed americani in Europa non succede niente.

Commento del 23-24 maggio

Scale e serpenti

Scale e serpenti è un gioco da tavolo tradizionale. Si tratta di un semplicissimo gioco di percorso piuttosto simile al gioco dell'oca. Il tabellone tradizionale di "scale e serpenti" rappresenta un percorso di forma bustofedica, solitamente costituito da 10 righe di 10 caselle. Il percorso è reso più complesso da un certo numero di "scale" e "serpenti" che attraversano il tabellone verticalmente, congiungendo due caselle di righe diverse. Analogamente a quanto avviene nel gioco dell'oca, i giocatori procedono del numero di caselle indicato dal lancio di un dado. Un segnalino che arriva in una casella posta "ai piedi" di una scala viene spostato alla casella in cima alla scala; viceversa, un segnalino che arriva in una casella con la bocca di un serpente "retrocede" fino alla coda.

In questo momento le borse si trovano in un percorso del genere. Due settimane fà gli indici sono caduti lungo un serpente. Una settimana fà hanno imboccato una scaletta. Nelle ultime 10 sedute per saldo non si sono mossi - sono risaliti di quanto erano scesi ed ora si ritrovano sul bordo superiore del canale orizzontale di oscillazione valido da aprile. Anche gli indicatori tecnici si trovano circa nella posizione in cui li avevamo lasciati due settimane fà. C'é una situazione di ipercomperato - non é però eccessiva e quindi a breve gli indici potrebbero salire ancora un pò più in alto prima di ricadere. C'é parecchio ottimismo (VIX a 28.16 punti, -1.37 / Fear&Greed Index a 50 punti, -2 punti) - non c'é però troppo ottimismo ed euforia. Questo vuol dire che le borse hanno ancora un margine di apprezzamento ma poco. Nell'immediato c'é troppa speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.57, MM a 5 giorni a 0.51). Di conseguenza pensiamo che settimana prossima l'S&P500 dovrebbe fare una correzione minore il cui obiettivo ideale si trova sui 2860 punti. Per il resto la tendenza di fondo delle borse é neutra - non si capisce ancora in quale direzione avverrà la rottura al di fuori del canale d'oscillazione. Dai minimi di marzo le borse sono salite e quindi fino a prova contraria la variante più probabile resta quella di una continuazione del movimento (l'81.7% delle azioni americane si trovano sopra la SMA a 50 giorni, il Bullish Percent Index sul NYSE é a 53.81 punti). Notiamo però un deterioramento a livello strutturale (troppi pochi NH - nuovi massimi a 30 giorni) e divergenze negative a livello di partecipazione. Riteniamo quindi che ad un certo momento deve svilupparsi una fase di ribasso - un'inversione di tendenza non sembra però imminente - i Summation Index salgono ancora lentamente.
Riassumendo le borse sono in una fase di stallo. L'S&P500 (+0.24% a 2955.45 punti) potrebbe ancora tentare di raggiungere i 3000 punti prima di cadere. Per il momento però gli indici non sembrano voler abbandonare questo ampio canale di circa un 7% (2800-3000 punti di S&P500 e Eurostoxx50) nel quel oscillano da settimane.
La tecnologia comincia a far fatica - il Nasdaq100 (+0.38% a 9414 punti) questa settimana ha guadagnato meno che l'S&P500. Ci vuole però un cedimento dei leader per provocare una correzione a medio termine e una fase di sostenibile e sostanziale ribasso. L'attesa potrebbe essere ancora lunga.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +4.86% a 2905 punti
SX7E (banche)          +4.79% a 52.46 punti
DAX                         +5.82% a 11073 punti
SMI                          +2.17% a 9689 punti
FTSE MIB                  +2.75% a 17316 punti
S&P500                     +3.20% a 2955.45 punti
Nasdaq100                +2.85% a 9414 punti

Come pensavamo venerdì é successo poco o niente. Prima del lungo fine settimana del Memorial Day (lunedì le borse di Londra e New York sono chiuse) nessuno ha voluto prendere l'iniziativa. La conseguenza sono state delle sedute tranquille e che si sono concluse senza sostanziali variazioni degli indici.
In Europa Eurostoxx50 (+0.02% a 2905 punti) e DAX (+0.07% a 11073 punti) hanno marciato sul posto. L'SMI (-1.04% a 9689 punti), che giovedì non ha trattato a causa dell'Ascensione, ha dovuto recuperare e scontare il calo che si era verificato giovedì in Europa. Il FTSE MIB (+1.34% 17316 punti) ha fatto invece un balzo estemporaneo che gli ha permesso di recuperare solo parte del ritardo accumulato in settimana.
Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 2922 punti.

Anche la seduta a New York é stata senza storia. L'S&P500 ha aperto praticamente invariato a 2946 punti e ha chiuso 10 punti più in alto a 2955.45 punti (+0.24%). Ha toccato nel primo pomeriggio un minimo a 2933 punti e un massimo sul finale a 2956 punti. L'impressione é che i rialzisti avevano voglia di farlo lievitare. Gli scarsi volumi (volume relativo a 0.6) mostrano lo scarso interesse dovuto al fatto che molti operatori erano già partiti per il lungo fine settimana. Il Nasdaq100 ha guadagnato il +0.38% a 9414 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4111 su 3251 e NH/NL a 428 su 122. A livello di indicatori non ci sono cambiamenti da segnalare. Venerdì sembrava che la borsa non volesse scendere - di conseguenza lo scenario più probabile é che all'inizio di settimana prossima provi ancora a salire. Molto però dipenderà da cosa succede nei prossimi tre giorni.
Restiamo dell'opinione che al più tardi dai 3000+ punti di S&P500 deve partire un'altra correzione intermedia di circa un -4%/-5%. È però uno scenario troppo ovvio che viene seguito da tutti i traders ed analisti tecnici. Temiamo una sorpresa.
Ne riparliamo lunedì mattina.

Commento del 22 maggio

Adesso parlano tutti di sentiment - il gioco é bello quando dura poco

Sempre più analisti osservano l'umore degli investitori per tentare di prevedere i movimenti delle borse. Ogni giorno notiamo qualcuno che comincia ad esaminare gli indicatori di sentiment e diventa "esperto" della materia. In effetti nelle scorse settimane questi indicatori hanno funzionato molto bene. Nel crash di marzo hanno indicato con precisione il minimo e nella fase attuale di oscillazione in laterale ci hanno aiutato ad individuare i massimi ed i minimi intermedi. Ci preoccupa però il fatto che troppi operatori ormai si muovono seguendo queste regole - da una parte questo é positivo poiché le previsioni sono giuste poiché tutti ci credono - se tutti cominciano a vendere quando la VIX (29.53 punti, +1.54) scende sotto un certo valore o quando il Fear&Greed Index (52 punti, invariato) torna sopra i 50 punti , l'S&P500 comincia a scendere (-0.78% a 2948.51 punti) e tutti sono convinti che gli indicatori "funzionano". Il gioco é però bello quando dura poco - quando la maggior parte dei traders capisce quali sono le regole valide per il momento cominciano ad anticipare i movimenti per posizionarsi prima della massa. A questo punto la capacità di previsione degli indicatori diminuisce fino a sparire - forse é per quello che l'S&P500 si é fermato a 2980 punti di massimo e non é riuscito a toccato i 3000 punti.
Per il momento gli indicatori di sentiment funzionano ancora - ieri il CBOE Equity put/call ratio era ancora (troppo) basso a 0.55 malgrado la seduta negativa. È probabile che la correzione minore prosegua. Noi nel frattempo partiamo già alla ricerca del prossimo indicatore efficace per prevedere le oscillazioni a corto termine di questo pazzo mercato che galleggia ignorando i fondamentali. 

Ieri le borse sono scese, sia in Europa (Eurostoxx50 -1.27% a 2905 punti) che in America (S&P500 -0.78% a 2948.51 punti). Non é una sorpresa - arrivati sui bordi superiori dei canali di oscillazione i maggiori indici azionari sono stati obbligati a ridiscendere dall'ipercomperato e dall'eccesso di ottimismo. È così fino a quando la tendenza di medio termine é neutra e gli indicatori non mostrano divergenze tali da giustificare una rottura in una o nell'altra direzione. Per ora non vediamo cambiamenti e i temi restano i soliti. La tecnologia continua a sovraperformare, la borsa italiana é relativamente debole e le azioni delle banche rimbalzando senza convinzione dai minimi mostrano che gli investitori temono la recessione, i fallimenti di molte imprese e l'eventuale insolvenza di alcuni Stati (o per lo meno un sensibile aumento degli spreads). I Summation Index in America salgono ancora stancamente. Fino a quando in questo quadro generale con cambierà qualcosa é difficile che l'Eurostoxx50 e l'S&P500 possano uscira dai 2800-3000 punti (buffo questo parallelismo tra i due maggiori indici!).

Mercoledì le borse europee avevano aperto sul minimi e chiuso sul massimo con guadagni intorno al +1.3%. Ieri hanno fatto il contrario. Hanno aperto in calo e sul massimo giornaliero e hanno chiuso vicino al minimo con perdite intorno al -1.3% (DAX -1.41% a 11065 punti). Per saldo dei due giorni é rimasto poco. In teoria il rally di lunedì deve ancora essere digerito e le borse a breve dovrebbero ancora correggere. In pratica oggi potrebbero semplicemente fermarsi in attesa di nuovi impulsi. Poiché sia andare long che andare short non porta a grandi risultati la logica conseguenza é che i traders stanno tranquilli in attesa di capire quale potrebbe essere il prossimo movimento significativo.

L'S&P500 ha aperto a 2970 punti e all'inizio c'é stato ancora un tentativo di migliorare il massimo a 2980 punti. L'indice si é fermato a 2978 punti di massimo e poi c'é stato il classico movimento nella direzione opposta che ha fatto cadere l'S&P500 a 2938 punti di minimo. Nella seconda parte della seduta l'indice é semplicemente oscillato intorno ai 2950 punti e ha chiuso a 2948 punti (-0.78%). Il Nasdaq100 si é comportato in maniera simile (-1.13% a 9378 punti). Le PMI (Russell 2000) hanno sorpreso in bene con un +0.05%. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3015 su 4371, NH/NL a 536 (troppo pochi!) su 76 e volume relativo a 0.75. Nei prossimi giorni ci aspettiamo una continuazione della correzione fino ai 2860 punti. Nessuno é in grado di dire se questo succederà già oggi (poco probabile considerando che mancano quasi 90 punti) o solo dopo il lungo fine settimana del Memorial Day.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 2920 punti (-16 punti). Il future é brevemente sceso s 2910 punti ed é rimbalzato - pensiamo quindi che stamattina non abbia voglia di scendere più in basso. L'Eurostoxx50 vale 2871 punti - le borse europee apriranno in calo del -1%.
In Cina il Congresso ha deciso di aumentare il proprio influsso su Hong Kong e diminuire l'autonomia del territorio - la borsa reagisce con un -5.6%. Anche alla borsa di Shanghai questa notizia non piace (-1.4%). Il Nikkei (-0.80%) segue l'America.
Le premesse sono per una seduta in Europa ed in America moderatamente negativa. Pensiamo che gli indici chiuderanno poco lontani dal livello d'apertura.

Commento del 21 maggio

Una corsa sull'ottovolante - siamo su un picco e ora si riscende - alla fine torneremo al punto di partenza

Oggi in Svizzera é un giorno di festa - Ascensione. La borsa é chiusa. Il nostro commento del mattino appare con ritardo e in forma ridotta.

Ieri le borse hanno guadagnato terreno. La seduta é andata meglio del previsto e alcuni indici azionari hanno toccato dei nuovi massimi marginali per questa spinta di rialzo. Gli indicatori tecnici restano però indifferenti - non mostrano la possibilità di un prolungamento del rialzo ma suggeriscono piuttosto una continuazione dell'oscillazione in laterale iniziata ad aprile. Questo significa che ora ci troviamo nella parte superiore del range e che di conseguenza é probabile che nei prossimi giorni si debba ridiscendere. In America a livello di oscillatori si profila lentamente una nuova situazione di ipercomperato proprio quando gli indicatori di sentiment mostrano ottimismo. Non sappiamo se questo ottimismo é eccessivo ma evidentemente c'é un sensibile cambiamento - la volatilità VIX é scesa a 27.99 punti (-2.54) mentre il Fear&Greed Index é tornato, per la prima volta dal crash di marzo, sopra i 50 punti a 53 punti (+5). Finalmente tutti gli indicatori che seguiamo regolamente hanno superato i nostri obiettivi. Per il terzo giorno consecutivo il CBOE Equity put/call ratio era basso e sotto i 0.50 - ieri era a 0.49. Questo eccesso di speculazione al rialzo deve essere corretto. Ieri l'S&P500 é salito fino a 2980 punti prima di tornare a 2971.61 punti (+1.67%). È possible che i traders provino a far salire l'indice fino ai 3000 punti prima di una brusca e rapida correzione - spesso queste barriere psicologiche hanno un'attrazione fatale. Lunedì prossimo in America é giorno di festa (Memorial Day) - la borsa di New York e di Londra saranno chiuse. Crediamo che i traders long cercheranno di chiudere le posizioni entro venerdì per evitare di entrare nel lungo fine settimana con posizioni speculative aperte. Idealmente l'S&P500 dovrebbe ridiscendere fino ai 2865 punti per colmare il gap di lunedì.

Ieri Eurostoxx50 (+1.37% a 2942 punti) e DAX (+1.34% a 11223 punti) si sono mossi in parallelo. Hanno aperto sul minimo e chiuso sul massimo. È stata una buona seduta che normalmente implica una continuazione verso l'alto. In pratica sarà l'America a decidere.
Il DAX é tornato sul bordo superiore del canale d'oscillazione e sul bordo superiore delle Bollinger Bands. È poco probabile che possa fare ancora sostanziali progressi.
La borsa italiana (FTSE MIB +1.05% a 17213 punti) segue a fatica. Continua sottoperformare il resto delle borse europee ed é un mercato da evitare. Ormai ci siamo stancati di ripeterlo.
L'SMI svizzero (+0.27% a 9790 punti) é in stallo - ormai la corsa di farmaceutica ed alimentari é finita.

L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2953 punti ed é salito alle 17.30 sul massimo a 2980 punti. Per il resto della giornata é successo poco. L'indice é ridisceso a 2962 punti ed é risalito a 2971.61 punti (+1.67%). Il Nasdaq100 é balzato su un netto nuovo massimo di periodo a 9485 punti (+2.00%). Pensavamo che la corsa della tecnologia e la sua forza relativa fossero finiti ma questa accelerazione al rialzo ha cancellato questa ipotesi. Inutile ricordare che fino a quando la tecnologia trascina e sostiene la borsa americana non ci sarà un ribasso ma solo correzioni di alcuni punti in percentuale.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6192 su 1277, NH/NL a 726 su 85 e volume relativo a 0.9. Notiamo il deludente aumento dei NH (nuovi massimi a 30 giorni) - troppi pochi titoli sostengono questo rialzo che é destinato ancora una volta a fallire.

Sono le 09.50. Il future sull'S&P500 é a 2950 punti (-18 punti). Le borse europee sono in calo - l'Eurostoxx50 sta perdendo 31 punti a 2911 punti (-1%). La corsa sull'ottovolante continua...

Commento del 20 maggio

I leaders sono stanchi

Martedì c'é stata la festa degli zombies. Ieri abbiamo osservato con maggiore attenzione come stavano i leaders. Alle 14.00 abbiamo pubblicato i commenti riguardanti gli indici azionari americani - la borsa di New York da mesi viene sostenuta e trascinata dalla tecnologia. Riprendiamo cosa abbiamo scritto a proposito del Nasdaq100: "Il Nasdaq100 (+1.96%) si é mosso al rialzo come il resto della borsa americana. Sono però apparsi due fattori interessanti. Per la prima volta da mesi la tecnologia ha decisamente sottoperformato (S&P500 +3.26%) - l'interesse per il settore sembra diminuire. Inoltre il Nasdaq100 non é riuscito ad accelerare al rialzo e chiudere su un nuovo massimo di periodo. Dopo un nuovo massimo marginale a 9367 punti l'indice é ricaduto a 9332 punti dando l'impressione che sui 9360 punti ci sia una resistenza importante. Il rialzo della tecnologia sembra incontrare delle difficoltà - forse é giunto alla fine malgrado che finora non ci sono motivi concreti per vendere. Ora il future é a 9325 punti (invariato). Il Nasdaq100 sembra voler svolgere una seduta in trading range. Malgrado che movimenti giornalieri superiori all'1% sono ormai diventati abituali oggi pensiamo che il Nasdaq100 chiuderà poco lontano dalla parità. Non vediamo ragioni per forti movimenti nelle due direzioni." Anche ieri sera il Nasdaq100 ha incontrato delle difficoltà e il risultato é stato un reversal day. L'indice é salito fino alle 20.50 quando ha toccato un nuovo massimo di periodo a 9442 punti - pensavamo a questo punto di esserci sbagliati. Poi però c'é stato un crollo e il Nasdaq100 ha chiuso sul minimo giornaliero a 9298 punti (-0.36%). La resistenza a 9360 punti ha ancora bloccato il rialzo e sul grafico appare una candela rossa con corpo in basso. Non si può parlare di key reversal day poiché la perdita (-33 punti) e i volumi troppo bassi non confermano. La netta impressione é però che a questo punto il rialzo del Nasdaq100 é giunto ad un punto morto. Lo stesso vale per l'SMI svizzero (+0.24% a 9764 punti) ed i suoi titoli farmaceutici e alimentari.

Le borse europee ha digerito il rally di lunedì con una seduta di pausa (Eurostoxx50 -0.32% a 2902 punti, DAX +0.15% a 11075 punti) che non ci dice nulla di particolare. La giornata é cominciata con un'ovvia continuazione del movimento di lunedì ma il tutto é terminato già poco dopo la buona apertura. Gli indicdi azionari sono stati vittima di prese di beneficio su alcuni settori di cui nessuno si fida molto come quello delle banche (SX7E -2.58% a 51.82 punti).
Per il FTSE MIB italiano (-2.11% a 17034 punti) la festa é finita già ieri. Il FTSE MIB ha confermato la sua debolezza relativa con una seduta negativa che cancella buona parte dei guadagni di lunedì ed elimina le speranze dei rialzisti. Il FTSE MIB non riesce a riagganciare il treno europeo e resta un mercato da evitare. Da fine marzo ormai l'indice non sta andando da nessuna parte. I 17000 punti ritornano regolarmente.

Anche in America ci aspettavamo una seduta tranquilla ed una chisuura senza sostanziali variazioni. Invece la seduta é stata abbastanza movimentata con segnali contrastanti. L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 2945 punti ma poi salito a balzi irregolari fino alle 20.50 quando ha toccato un massimo a 2964 punti. Dopo é caduto abbastanza pesantemente - le ragioni non contano - se una notizia negativa provoca un'ondata di vendite significa che il mercato era pronto per una reazione del genere. L'indice é precipitato in due ondate e ha chiuso sul minimo a 2922.94 punti (-1.05%). Anche in America il settore bancario era in difficoltà (BKX -3.53%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2522 su 4931, NH/NL a 601 su 62 e volume relativo a 0.8. Il numero dei NH resta basso e estremamente deludente. La volatilità VIX é salita a 30.53 punti (+1.23), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.46 (!) e il Fear&Greed Index é calato a 47 punti (-2). Ci sorprende l'ostinata speculazione al rialzo che appare nel mercato delle opzioni - ci sono troppi traders long - a breve ci saranno nuovamente dei violenti vuoti d'aria come ieri in chiusura.

Stamattina il future sull'S&P500 rimbalza a 2930 punti (+11 punti). L'Eurostoxx50 aprirà in calo di 11 punti (-0.3%) a 2891 punti. Prevediamo un'altra seduta senza sostanziali variazioni. Vendite di realizzo dopo il rally di lunedì sono più probabili che ulteriori acquisti.
Attenzione al calendario. Domani c'é la festa dell'Ascensione - la borsa svizzera é chiusa e in parti dell'Europa non si lavora. Più importante per le borse é però il Memorial Day di lunedì prossimo 25 maggio. La chiusura delle borse di Londra e New York indurrà molti traders a chiudere le posizioni rischiose entro questo venerdì.
Stamattina Nikkei (+0.79%) e Shanghai (-0.7%) completano il quadro di borse che nel breve si sono fermate.

Commento del 19 maggio

La festa degli zombies

Ieri gli investitori hanno preferito credere a tutte le notizie positive - il Coronavirus sparisce, un vaccino sarà presto messo a disposizione, i governi europei condotti da Merkel e Macron stanno preparando un mostruoso piano di rilancio economico e la vita tornerà a breve come é stata all'inizio dell'anno. Insomma - il Coronavirus é stato un brutto sogno che non lascerà tracce e gli investitori si sono buttati a comperare i morti viventi della borsa (zombies) come i trasporti (DJT +7,24%), le banche (BKX +7.90%) o le PMI (Russell2000 +6.10%). Questa volta anche l'Europa ha partecipato alla festa (Eurostoxx50 +5.10%).
Il rally ci ha sorpreso per la sua velocità ed intensità. Pensavamo che all'inizio di questa settimana dovessero esserci alcune sedute positive in grado di migliorare l'umore degli investitori e fare riaffiorare l'ottimismo. Non pensavamo che tutto potesse succedere nello spazio di alcune ore.
A livello tecnico non é cambiato nulla. Gli indici azionari europei sono tornati nella parte superiore del canale d'oscillazione valido da metà aprile. Giovedì scorso c'era stata una falsa rottura al ribasso. Forse nei prossimi giorni ci sarà un falsa rottura al rialzo. Non possiamo escluderlo. Lo scenario più probabile a medio termine é però quello di una rottura definitiva al ribasso. Lo sviluppo degli indicatori di partecipazione e sentiment favoriscono questa variante.

Ieri le borse europee hanno indiscutibilmente avuto una seduta decisamente positiva. Gli investitori hanno comperato a man bassa titoli ciclici e rischiosi - tutto quello che nel crash di marzo aveva subito i maggiori danni, le maggiori perdite e che finora nel rimbalzo erano rimasti indietro. I titoli difensivi hanno partecipato al movimento ma hanno sottoperformato (SMI +2.72% a 9740 punti). Sembra che per il momento gli investitori ne abbiano abbastanza di farmaceutica ed alimentari - anche la tecnologia improvvisamente non é più tra i leaders (Nasdaq100 +1.96%). Ieri gli indici azionari europei hanno chiuso sui massimi della giornata. Molto probabilmente ci deve essere, grazie al momentum, una breve continuazione della spinta e/o una distribuzione prima che l'euforia sparica e si possa tornare alla realtà. Questo significa che questa ventata di risk on durerà ancora qualche giorno - difficile dire quanto potenziale di rialzo c'é ancora. Guardando i grafici degli indici azionari europei e agli indicatori sul mercato americano sembra poco.

Il party é continuato in America ed é finito solo alle 21.45 quando l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo di periodo a 2868 punti. Il precedente massimo del 29 aprile é stato superato di 24 punti e questa rottura al rialzo ha aperto la strada verso l'alto fino alla barriera psicologica dei 3000 punti. Non manca molto (32 punti) ed é possibile che i traders possano provare un attacco. Molto dipende dalle informazioni e dall'umore della giornata. Secondo l'analisi tecnica il potenziale di rialzo é però scarso.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2934 punti. All'inizio ha ritracciato fino ai 2914 punti ma poi é salito fino alla chiusura in Europa quando ha raggiunto il livello dei 2956 punti. Per ore é oscillato in laterale e solo verso le 21.30 si é impennato fino al massimo a 2968 punti. Sul finale si é sgonfiato e ha chiuso a 2953.91 punti (+3.15%). La tecnologia (Nasdaq100 +1.96% a 9332 punti) improvvisamente ha frenato. Come detto gli acquisti si sono concentrati sui settori più colpiti dalla crisi del Coronavirus.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6472 su 1053, NH/NL a 713 su 77 e volume realtivo. Ci colpisce il basso numero di NH che suggerisce una mancanza di partecipazione al rialzo - i generali si sono fermati - le retrovie si avvicinano al fronte - cosa succederà una volta che l'esercito sarà riunito e fermo?
A livello di sentiment c'é stato un notevole miglioramento. La volatilità VIX é scesa a 29.30 punti (-2.59), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.47 (!) e il Fear&Greed Index é balzato di 10 punti a 49 punti. Non sappiamo se VIX e F&G Index possono ancora migliorare prima che si possa parlare di eccesso di ottimismo. Sicuramente però c'é nel mercato delle opzioni un eccesso di speculazione al rialzo che a breve deve provocare una correzione minore.
I Summation Index sono saliti. Un giorno positivo significa ancora poco - il grafico resta toppish.

Riassumendo la settimana doveva iniziare con un paio di sedute positive. C'é stato un rally di dimensioni consistenti. Gli indici si sono però mossi all'interno degli spazi (range) previsti e il quadro tecnico generale non é cambiato. Le borse rimangono in una fase di distribuzione con poco potenziale di rialzo a molti rischi di ribasso. Ribasso si - ma non subito.

Stamattina prevale ancora l'ottimismo. La spinta proviene dalle borse europee. Alle 07.30 il future sull'S&P500 era invariato e le borse europee sembravano voler aprire di poco in positivo. Adesso (08.20) il future sull'S&P500 é a 2952 punti (+4 punti) e l'Eurostoxx50 vale
2930 punti - le borse europee apriranno con un ulteriore guadagno del +0.6%. Il rally di ieri é irripetibile ma una breve e modesta continuazione della spinta di rialzo é probabile.
Il Nikkei ha guadagnato il +1.64% - Shanghai sta salendo del +0.7%.
Per ora le borse hanno voglia di salire e dimenticare il Coronavirus - questo atteggiamento viene confermato da prese di beneficio sui beni rifugio come oro, bitcoin o CHF. Vedremo quanto dura.

Aggiornamento del 18 maggio

Nuovo massimo storico dell'oro in EUR

Stamattina il prezzo dell'oro in EUR ha toccato un nuovo massimo storico a 1630 EUR/oncia. Non é una sorpresa - da metà dell'anno scorso siamo positivi sull'oro e la tendenza é evidentemente e solidamente al rialzo. Il movimento non é spettacolare ma regolare. Abbiamo spesso consigliato un investimento in questo bene difensivo. Cosa può significare questo rialzo? Ci sono due possibilità. La prima é che gli investitori si aspettano inflazione - questa ipotesi ci sembra poco probabile visto che l'economia é contraddistinta da un eccesso di offerta. La crisi provocata dal Coronavirus può tuttalpiù provocare una contrazione dei consumi e della domanda di beni e servizi in generale. Questo normalmente ha conseguenze negative su prezzi e salari e non il contrario. Pensiamo invece che l'enorme espansione della spesa e del debito pubblico cominci a causare una certo scetticismo nella capacità e volontà degli Stati di ripagare il debito. Questo significa sfiducia nella moneta che si concretizza nell'acquisto di beni reali o beni rifugio come l'oro.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 2878 punti (+31 punti). Come pensavamo le sedute positive di giovedì e venerdì scorso hanno un prosieguo. Pensiamo che questo nei prossimi giorni dovrebbe provocare ottimismo e una pericolosa speculazione al rialzo. Osserviamo come si sviluppa la situazione (in particolare gli indicatori di sentiment) prima di riaprire posizioni short.
L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 2815 punti - le borse europee riprenderanno le contrattazioni con un balzo del +1.6%. Vedremo se gli indici azionari europei riusciranno a difendere questo guadagno fino a stasera - ne dubitiamo.
Il Nikkei ha guadagnato il +0.45% - Shanghai sta salendo del +0.5% - niente di spettacolare ma un movimento nella buona direzione.

Le discussioni di analisti e investitori si concentrano ancora sul Coronavirus. Al momento regna l'ottimismo provocato dalla riapertura dell'economia e dall'impressione che la pandemia ha superato la fase peggiore. Molti si aspettano una ripresa economica stabile e robusta. Questo ci sembra uno scenario molto ottimistico. Temiamo una seconda ondata di infezioni o una ripresa anemica della congiuntura a causa delle misure sanitarie (social distancing) che impongono una attività ridotta e inducono i consumatori alla cautela. Vediamo molti rischi di delusioni e sorprese negative. 

Commento del 16-17 maggio

Deterioramento strutturale e scetticismo

Da circa un mese le borse oscillano in laterale. Il rimbalzo dai minimi di marzo ha esaurito il suo potenziale e la spinta di rialzo é terminata. Non ci sono però ancora le premesse tecniche per un ribasso. Un'inversione di tendenza, specialmente da rialzo a ribasso, é un processo che può durare delle settimane e non é l'evento di una giornata. Al momento le borse sono ancora sostenute da alcuni settori forti che vengono considerati come vincenti nella crisi provocata dal Coronavirus - come sapete questi settori sono soprattutto la tecnologia con tutto quello che riguarda il commercio on line e il telelavoro, la farmaceutica e i consumi di base / alimentari. Presto o tardi però la recessione comincerà ad incidere anche sugli utili di queste imprese. L'apparato produttivo é rimasto intatto - l'offerta di beni e servizi non dovrebbe sostanzialmente cambiare almeno potenzialmente. Il problema ci sarà a livello di domanda malgrado che gli Stati abbiano fatto di tutto per difendere i posti di lavoro e il reddito dei consumatori. Non tutti i Paesi al mondo hanno sistemi sociali così sviluppati come L'Europa , l'America o la maggior parte dei Paesi industrializzati. La gente ha meno soldi in tasca e con la crisi avrà tendenza a risparmiare di più e spendere di meno. Lentamente questo scenario si sta facendo strada anche in borsa - assistiamo ad un deterioramento strutturale simbolizzato dai Summation Index su NYSE e Nasdaq ormai in calo.
D'altra parte la situazione tecnica a livello di sentiment non cambia - gli investitori sono ancora scettici come mostrano la volatilità VIX a 31.89 punti (-0.72) e il Fear&Greed Index a 39 punti (+1). Non c'é ancora quell'ottimismo necessario per un'inversione di tendenza. C'é ancora troppa liquidità alla ricerca di investimenti redditizi e molti investitori che non credono in questo rialzo ed attendono il momento buono per comperare. Sono queste le persone che finora impediscono una stabile rottura al ribasso sotto i 2800 punti di S&P500. Le oscillazioni all'interno del canale di distribuzione sono provocate dagli speculatori - il comportamento di questo gruppo di investitori si può seguire sul mercato delle opzioni. Venerdì il CBOE Equity put/call ratio (questo é l'indicatori che seguiamo noi regolamente ma ci sono parecchie varianti come l'ISE call/put ratio o i vari ratio su indici americani ed europei o sulla volatilità) é sceso a 0.57. La media di lungo periodo é a 0.64. 0.57 significa che ci sono più call e meno put rispetto al normale - significa speculazione al rialzo. Alcuni giorni di valori bassi denotano un eccesso di speculazione al rialzo che spesso deve essere corretto con una o più sedute negative - in media una correzione minore dura due o tre giorni.
Riassumiamo la situazione tecnica. Le borse sono ancora bloccate nel canale d'oscillazione valido da metà aprile - finora non esistono le premesse per una continuazione del rialzo o per l'inizio di un ribasso. A livello di momentum e partecipazione notiamo un deterioramento e quindi riteniamo che il prossimo movimento significativo deve essere al ribasso. A breve lo scetticismo sostiene il mercato e dai 2863 punti di S&P500 (+0.39%) di venerdì é possibile che ci sia ancora un'estensione fino ai 2900+ punti.
A livello di portafoglio abbiamo chiuso le posizioni short a corto termine ma rimaniamo short a medio termine.
Se settimana prossima ci saranno alcune sedute positive, l'S&P500 torna sui 2900 punti e il CBOE Equity put/call ratio sarà alcuni giorni sui 0.50-0.58 punti, riapriremo delle posizioni short a corto termine.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -4.73% a 2770 punti
SX7E (banche)          -6.83% a 50.06 punti
DAX                         -4.03% a 10465 punti
SMI                          -1.89% a 9483 punti
FTSE MIB                  -3.37% a 16852 punti
S&P500                     -2.26% a 2863.70 punti
Nasdaq100                -0.73% a 9152 punti

Settimana scorsa c'é stata l'attesa correzione e ritorno degli indici azionari sul bordo inferiore del canale d'oscillazione. L'Europa dopo la caduta non é più stata capace di riprendersi. Specialmente la seduta di venerdì é stata deludente. L'Eurostoxx50 (+0.38% a 2770 punti) non é riusciuto a recuperare il distacco accumulato giovedì sull'America (-1.79% contro un +1.15% dell'S&P500) e ha chiuso nella parte inferiore del range giornaliero malgrado l'ulteriore buon comportamento dell'S&P500 (+0.39%). Il fatto che l'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 2786 punti serve poco a compensare la differenza. L'Europa segue l'America nei suoi movimenti ma continua ad accumulare distacco - é relativamente debole e per il momento non vediamo nessun cambiamento.

La borsa americana ha aperto in calo e noi pensavamo che avrebbe chiuso sul livello d'apertura visto che il giorno prima l'S&P500 era già riuscito a risalire di 86 punti dal minimo. Invece anche questa volta i rialzisti hanno avuto la meglio. L'S&P500 ha aperto a 2827 punti e dopo una caduta iniziale a 2816 punti di minimo e salito ad ondate irregolari e ha chiuso sul massimo a 2863.70 punti (+0.39%). La tecnologia ha sovraperformato (Nasdaq100 +0.64%) e questa volta anche le PMI (Russell2000 +1.57%) hanno sorpreso in bene. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4591 su 2792, NH/NL a 227 su 181 e volume relativo a 0.95.
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra - gli indicatori sono discordanti - il 60.9% dei titoli sono sopra la SMA  a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 40.38 punti.
Nell'analisi dei COT notiamo che i Commercials restano strenuamente long.
Per il momento gli investitori hanno poco da fare. In questo ambiente dominato dalla volatilità ma senza direzione solo i traders possono agire con successo. Giovedì si poteva andare long - probabilmente settimana prossima si potrà tornare short.

Commento del 15 maggio

Chi conosce la strada non si fa spaventare da una sbandata

Ieri molti hanno perso la testa e si sono lasciati prendere dal panico - specialmente in Europa. Noi avevamo previsto che l'Eurostoxx50 (-1.79% a 2760 punti) avrebbe terminato la correzione con un caduta sotto i 2800 punti - pensavamo che questo obiettivo poteva essere superato al ribasso visto che il DAX (-1.95% a 10337 punti) era invece ancora lontano dal suo obiettivo a 10300 punti. In ogni caso ci aspettavamo un minimo intermedio e avevamo previsto la chiusura delle posizioni short a corto termine in portafoglio. Eravamo quindi stupiti quando abbiamo visto che c'erano delle evidenti vendite da panico - l'Eurostoxx50 verso le 16.00 ha toccato un minimo giornaliero a 2708 punti - i maggiori indici azionari europei perdevano a quel punto più del 3%. Si trattava di un'evidente sbandata. Lo stesso vale per l'S&P500 che non doveva cadere di molto sotto i 2800 punti prima di risalire. Ieri alle 14.00, malgrado che il future indicasse una debole apertura, eravamo rimasti costruttivi e avevamo fatto una chiara previsione: "Malgrado una pesante caduta delle borse europee il future si rifiuta di scendere più in basso. Le premesse sono per una seduta in trading range. Ci aspettiamo una chiusura senza sostanziali variazioni o addirittura con un modesto guadagno. Un test del minimo a 2793 punti é possibile e dovrebbe rappresentare per i traders un'occasione d'acquisto." La seduta a New York é andata ancora meglio delle nostre previsioni. L'S&P500 é caduto fino a 2766 punti di minimo ma ha chiuso sul massimo a 2852.50 punti (+1.15%).
La previsione non cambia - conosciamo la strada. Ora non deve iniziare un ribasso - c'é stata una correzione a corto termine che ha fatto scendere gli indici sugli obiettivi - c'é stata una fugace falsa rottura al ribasso da panico - ora deve seguire un'altro periodo di distribuzione in laterale.

Abbiamo poca comprensione per gli investitori europei. Ieri hanno perso la testa. Gli indici azionari hanno aperto in calo e sono scesi a rotta di collo fino alle 16.00 accumulando perdite superiori al 3%. Un comportamento stupefacente (in senso negativo) che testimonia ancora una volta la dipendenza dell'Europa dall'America. Un reversal (cambiamento di direzione durante la giornata) non si realizza mai in Europa senza un evento particolare. Ci devono sempre pensare gl investitori americani a correggere il tiro. Stamattina l'Eurostoxx50 riaprirà sui 2800 punti - é evidente che chi ha venduto ieri pomeriggio ha sbagliato. Chi non ha una chiara strategia e non sa, in linea di massima, in quale situazione tecnica si trova il mercato, rischia di farsi prendere dal panico e fare degli errori.

L'S&P500 ha aperto a 2792 punti e all'inizio é caduto fino a 2768 punti di minimo. Noi avevamo comperato a 2782 punti e ammettiamo che eravamo piuttosto nervosi - abbiamo però tenuto la posizione e aspettato fiduciosi. Dopo le 16.00 il mercato si é lentamente ripreso e alle 17.15 l'S&P500 era risalito a 2816 punti. Le borse europee hanno recuperato un +1% dai minimi e hanno chiuso - purtroppo ancora con pesanti perdite. L'S&P500 ha proseguito la sua corsa e ad ondate é salito fino in chiusura a 2852.50 punti (+1.15%). Noi abbiamo chiuso il nostro long a 2832 punti - raramente parliamo dei nostri trade giornalieri - oggi lo descriviamo perché era basato unicamente sulla fiducia nell'esattezza dei segnali forniti dalla nostra analisi tecnica.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4222 su 3217, NH/NL a 115 su 1411 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 32.61 punti (-2.67), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.64 e il Fear&Greed Index si é fermato a 39 punti (invariato).
I Summation Index erano nuovamente in calo - questa é un'ipoteca sullo sviluppo del mercato azionario a medio termine. Probabilmente dopo un'altra fase di distribuzione sui 2800-2900 punti ci deve essere un'altra spinta di ribasso. Non siamo ancora sicuri.
Ieri la tecnologia ha seguito il mercato (Nasdaq100 +1.05% a 9094 punti). DJT (+0.48%) e Russell2000/RUT (+0.35%) hanno faticato. Abbiamo osservato la buona reazione del settore bancario sia in Europa (SX7E -0.71% a 50.22 punti - nuovo minimo storico marginale a 48.15 punti) che in America (BKX +3.92%).

Mancano pochi minuti all'apertura in Europa. Il future sull'S&P500 é invariato a 2847 punti. L'Eurostoxx50 vale 2791 punti. Le borse europe apriranno con guadagni di poco superiori all'1%. Pensiamo che per oggi ci fermiamo qui. Nell'analisi del fine settimana faremo il punto della situazione.

Commento del 14 maggio

Correzione a 2800 punti di S&P500 e 2800 punti di Eurostoxx50 praticamente completa - e adesso ?

La discesa degli indici azionari é più veloce del previsto.
Ieri l'Eurostoxx50 é sceso fino a 2805 punti di minimo e ha chiuso poco sopra a 2810 punti (-2.55%) - a fine aprile aveva toccato un massimo a 3034 punti. L'indice doveva correggere e ridiscendere a 2800 punti - stamattina aprirà in calo sui 2780 punti. L'obiettivo é stato raggiunto - potrebbe a breve scendere un pò più in basso poiché il DAX sembra avere ancora margine di manovra (-2.56% a 10542 punti - obiettivo a 10300 punti). In un contesto così incerto e volatile come quello attuale questi sono però solo dei dettagli.
Ieri sera l'S&P500 ha avuto un'altra pessima seduta - la seconda consecutiva. L'indice ha toccato un minimo a 2793 punti e sul finale é risalito a 2820.00 punti (-1.75%). Ha così raggiunto il nostro target a 2800 punti. A corto termine non dovrebbe scendere più in basso poiché gli indicatori di sentiment mostrano un rapido cambiamento d'umore e un riemergere di un netto pessimismo. Ora però che i Summation Index sono in calo e gli indicatori di momentum tipo il MACD danno segnali di vendita bisogna domandarsi cosa potrebbe succedere nelle prossime settimane. Non dimentichiamoci che presto o tardi dovrebbe esserci un test del minimo di marzo a 2191 punti. Al momento sono solo alcuni settori forti con la tecnologia in testa (Nasdaq100 -1.23% a 9000 punti) a "tenere in piedi la baracca". La nostra previsione di massima é quella di un'altra periodo di distribuzione sopra i minimi di ieri. Non sappiamo ancora quanto potrebbe durare - riteniamo però che il prossimo movimento significativo deve essere al ribasso. Questa é la logica conclusione di analisi economica, fondamentale e tecnica. L'unico dubbio é l'effetto TINA - gli investitori non sanno cosa comperare e le varie alternative (obbligazioni, azioni, materie prime, immobili, divise estere) hanno tutte prospettive negative. Molti comprano ancora azioni di società solide, redditizie e con buone prospettive di crescita malgrado che siano sopravvalutate.

Sulla seduta in Europa c'é poco da aggiungere rispetto ai commenti serali. Dopo il cedimento martedì sera a Wall Street era ovvio che ieri ci sarebbe stata una seduta negativa. Dopo una caduta iniziale c'é stata l'abituale lunga pausa in attesa di vedere come apriva New York. L'S&P500 alle 16.20 era già a 2800 punti e le borse europee hanno chiuso sui minimi giornalieri e con pesanti perdite. Come d'abitudine gli indici relativamente forti si sono comportati meglio del resto del mercato (SMI -1.05% a 9631 punti) mentre il settore bancario (SX7E -4.28% a 50.58 punti) ha subito un'altro crollo. Ci domandiamo cosa si aspettano gli investitori a livello economico per essere così pessimisti per il settore bancario. Spesso nel passato le crisi economiche e i ribassi delle borse sono state segnalate e precedute da un crollo delle azioni delle banche. L'SX7E ha supporto sul minimo storico a 48.60 punti. Da qui l'indice deve provare a risalire - magari dopo una falsa rottura al ribasso.

La seduta a New York é andata peggio di quanto ci eravamo immaginati. La correzione é più veloce e dinamica di quello che avevamo previsto - anche gli indicatori si stanno muovendo sensibilmente.
L'S&P500 ha aperto a 2865 punti a all'inizio é ancora salito a 2874 punti di massimo. Poi sono tornati i venditori e alle 16.20 l'indice é caduto sull'ovvio supporto a 2800 punti. Per ore é oscillato stancamente sopra questo livello e solo in tarda serata c'é stata una rottura al ribasso che é sfociata in un minimo a 2793 punti. Alla fine c'é stato il classico rimbalzo fino a 2820.00 punti (-1.75%). Le vendite hanno nuovamente colpito tutto il listino con l'abituale forza relativa della tecnologia e la caduta del settore delle PMI (RUT -3.32%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1220 su 6259, NH/NL a 173 su 1051 e volume relativo a 1.0. Il sentiment é decisamente peggiorato (VIX a 35.28 punti (+2.24), CBOE Equity put/call ratio a 0.72 e Fear&Greed Index a 38 punti (-1). La speculazione al rialzo é sparita ma non c'é ancora speculazione al ribasso. Ci aspettiamo di rivedere il p/c ratio sugli 0.80-0.85. Di conseguenza a breve non prevediamo un sostanziale rimbalzo ma piuttosto un saltellare sui 2800 punti di S&P500 con una breve puntata più in basso. Forse i traders cercheranno di far cadere ancora l'indice fino alla MM a 50 giorni (2721 punti) - ci vuole una decisa rottura del supporto per spaventare la gente e eliminare i piccoli speculatori long.

Stamattina regna una calma relativa che non é destinata a durare. Il future sull'S&P500 é a 2800 punti (-12 punti). Il Nikkei ha copiato Wall Street e ha perso il -1.74%. Shanghai é in calo del -0.8%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 2776 punti. Le borse europee apriranno in gap down - questa settimana stanno perdendo quasi il -5% - ad istinto ci sembra abbastanza considerando che sul fronte della pandemia e della recessione non ci sono novità di rilievo. Pensiamo di conseguenza che oggi le borse europee tenteranno un recupero - non pensiamo che questo basterà per una seduta positiva ma calcoliamo con una chiusura sui 2800 punti di Eurostoxx50.

Commento del 13 maggio

Finalmente gli oscillatori in calo provocano a NY una seduta decisamente negativa

La settimana é iniziata con qualche vendita. Lunedì in Europa abbiamo avuto una seduta moderatamente negativa (Eurostoxx50 -0.84%). Ieri invece é successo poco o niente (Eurostoxx50 +0.02% a 2884 punti) anche perché la borsa americana fino alla chiusura in Europa é rimasta relativamente stabile. Per quel che riguarda l'analisi tecnica la situazione generale é rimasta invariata. Ormai da circa un mese gli indici azionari europei oscillano in laterale accumulando ritardo nei riguardi dell'America. A breve non ci aspettiamo un'oscita dal canale orizzontale che si é formato nelle ultime 4 settimane. A fine aprile c'é stato un fallito tentativo di rottura al rialzo e adesso segue una discesa sul bordo inferiore vale a dire un ritorno sui minimi di aprile. Ci sono ancora alcuni settori forti come tecnologia, alimentari o farmaceutica che sostengono il mercato e impediscono un ribasso. Ovviamente in questo ambiente l'indice che si comporta meglio é ancora l'SMI svizzero (lunedì +0.25% e martedì +0.45%) - per ora non cambia nulla - i mercati con forza relativa continuano a sovraperformare.
L'Europa segue l'America - vediamo quindi cosa é successo ieri a Wall Street.

Lunedì c'é ancora stata una seduta positiva (S&P500 +0.17%). Il rialzo della tecnologia (Nasdaq100 +0.85%) sembrava inarrestabile. Ieri finalmente l'ipercomperato di medio termine ha fatto pagare il suo tributo. Come segnalato nell'analisi del fine settimana la borsa é ipercomperata ma non troppo e gli investitori sono ottimisti ma non troppo - questa costellazione dovrebbe impedire al mercato di fare ulteriori progressi e di tanto in tanto ci dovrebbe esserci una qualche seduta negativa provocata dagli eccessi di speculazione al rialzo. Al momento però mancano le premesse per un ribasso.
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2945 punti e ha chiuso sul minino a 2870.12 punti (-2.05%) con una pesante perdita di 60 punti . Questo seduta decisamente negativa ha spento le velleità dei rialzisti che pensavano di poter migliorare il massimo del 29 aprile a 2954 punti e ha dato inizio ad una correzione minore che nelle nostre stime deve far tornare l'S&P500 sui 2800-2820 punti.
Dopo l'apertura l'indice ha perso una quindicina di punti ed é poi oscillato sui 2930 punti fino alle 19.00. In seguito é scivolato verso il basso e solo dopo le 21.00 i venditori hanno preso decisamente l'iniziativa e hanno schiacciato l'S&P500 fino al minimo a 2869 punti. La tecnologia si é comportata ancora relativamente bene (Nasdaq100 -2.00% a 9112 punti) - le vendite hanno colpito tutto il listino (DJT -2.84%, RUT -3.46%). Di conseguenza la seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1757 su 5678, NH/NL a 653 su 375 e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é balzata a 33.04 punti (+5.47) e il Fear&Greed Index é ricaduto a 38 punti (-6 punti). Il CBOE Equity put/call ratio era invece neutro a 0.60. Questo fattore (speculatori ancora long) collegato ai modesti volumi ci dice che nei prossimi giorni la correzione dovrebbe continuare anche se in maniera irregolare (non aspettevi tre sedute a -2%!).
Il Summation Index sul NYSE scende - quello sul Nasdaq sta ancora salendo. Fino a quando la tecnologia "non molla" escludiamo che possa svilupparsi un ribasso.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2862 punti (+10) - nella notte é sceso fino a 2825 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 2850 punti - le borse europee apriranno in calo del -1%. Pensiamo che nel pomeriggio gli indici europei possano scendere più in basso poiché verosimilmente i venditori in America riappariranno nel corso della seduta. Il comportamento del future ci mostra che la strada verso il basso é aperta.
Il Nikkei ha perso il -0.49%. Shangai sta guadagnando il +0.3%. Le borse asiatiche si muovono poco e questo tende a confermare l'impressione che i mercati sono relativamente tranquilli.

Aggiornamento del'11 maggio

Breve sospensione del servizio

Oggi iniziano dei lavori di aggiornamento e ammodernamento al nostro sistema informatico che termineranno domani in giornata. Avevamo ancora un collegamento attraverso il vecchio cavo telefonico di rame la cui capacità di trasportare dati é limitata. Da domani useremo solo la fibra ottica. Per evitare complicazioni abbiamo deciso di sospendere l'aggiornamento del sito fino a domani in serata. Ci scusiamo dell'inconveniente. Il prossimo commento tecnico viene pubblicato mercoledì 13 maggio - come il solito verso le 08.30.
A tutti gli abbonati vengono accreditati due giorni di abbonamento.

Commento del 9-10 maggio

La differenza tra analisi tecnica, analisi fondamentale e realtà economica - é vietato razionalizzare

Venerdì alle 14.30 negli Stati Uniti é stato pubblicato il rapporto sul mercato del lavoro ad aprile. L'America ha perso 20.5 milioni di posti di lavoro al di fuori del settore agricolo e il tasso di disoccupazione é balzato al 14.7% - il Paese é in recessione. Tutti sono convinti che il peggio é alle spalle - la pandemia di Coronavirus é lentamente sotto controllo e l'attività economica é destinata a riprendere. Grazie all'aiuto della Banca Centrale (FED), che ha abbassato i tassi d'interesse e pompato liquidità nel sistema finanziario, e grazie ai programmi di sostegno e stimolo economico del Governo, si pensa che la recessione sarà di breve durata - possibile, ma in questo campo le opinioni divergono. La recessione é sicura e attuale - la successiva forte ripresa economica é invece ancora una teoria - la crescita potrebbe essere anemica e venire frenata dal ristagno dei consumi e dalla diminuzione del commercio internazionale. Molti economisti pensano che ci vorranno parecchi anni prima che il prodotto sociale lordo torni sul livello precedente alla crisi. Questa é la realtà economica.
Il 19 febbraio 2019 l'S&P500 ha toccato un massimo storico a 3378 punti. In quel momento l'Eurostoxx50 veleggiava sui 3850 punti. Poi c'é stato un crash. L'Eurostoxx50 ha toccato il minimo il 16 marzo a 2302 punti - l'S&P500 lo ha seguito 23 marzo con una caduta fino a 2191 punti. Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 2929.80 punti (+1.69%) - da inizio anno l'indice perde il -9.39% - il tecnologico Nasdaq100 guadagna il +5.58%! L'Eurostoxx50 é risalito a 2908 punti (+0.96%) - la performance 2020 é del -22.35%. La differenza tra Europa e America non si spiega anche perché l'Europa ha superato il picco di infezioni da Coronavirus e sta lentamente riaprendo mentre i contagi in America stanno ancora aumentando e abbandonare ora il lockdown sembra essere prematuro e pericoloso. Le borse scontano un rapido ritorno alla normalità e una redditività delle imprese, almeno in America, praticamente intatta. Sembra uno scenario molto ottimistico - secondo l'analisi fondamentale la borsa americana é oscenamente cara - quelle europee sono moderatamente sopravvalutate. L'unica ragione per comperare azioni é l'effetto TINA (there is no alternative - non ci sono alternative). In effetti l'US Treasury Bond decennale in USD rende il 0.69% - se non ci sono altri tagli di dividendi l'S&P500 rende attualmente il 2.03%. La situazione non é diversa in Europa dove il Bund decennale, che serve come obbligazione di riferimento per l'EUR, rende il -0.533%. Secondo l'analisi fondamentale le borse sono molto care e teoricamente esiste poco potenziale di rialzo e molti rischi verso il basso.
Ora bisogna vedere cosa ci dice l'analisi tecnica. Questo esercizio é difficile poiché in analisi tecnica esistono sempre fattori positivi e negativi. Un mercato in una fase di rialzo ha sempre indicatori di partecipazione e sentiment che migliorano - é difficile capire quando si é arrivati in una situazione di eccesso che presuppone la correzione o l'inversione di tendenza. Nel ponderare i vari fattori bisogna cercare di non lasciarsi influenzare dalla realtà economica e dall'esito dell'analisi fondamentale che nello specifico sono negativi e suggeriscono di vendere azioni.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.68% a 2908 punti
SX7E (banche)          -2.52% a 53.73 punti
DAX                         +0.39% a 10904 punti
SMI                          +0.37% a 9665 punti
FTSE MIB                  -1.42% a 17439 punti
S&P500                     +3.50% a 2929.80 punti
Nasdaq100                +5.76% a 9220 punti

Quando a marzo é iniziato il rimbalzo noi avevamo fissato un obiettivo indicativo per l'S&P500 a 2800 punti. Questo obiettivo rappresenta un ritracciamento del 50% dal massimo al minimo. Ora l'S&P500 é a 2929 punti e noi siamo leggermente irritati. Facciamo allora una prima annotazione - se si considera l'obiettivo successivo secondo Fibonacci, un ritracciamento del 61.8%, l'obiettivo sarebbe stato a 2932 punti. Il problema é che secondo le regole, se fossimo in un bear market, il ritracciamento doveva essere al massimo del 50%. Un ritracciamento del 62% significa invece che siamo in un bull market e il previsto test del minimo di marzo, che prevediamo ora in autunno, deve sfociare in un minimo ascendente.
Venerdì la seduta in Europa e in America é stata positiva. L'esito in Europa (Eurostoxx50 +1.69% a 2929 punti) é logico e non cambia sostanzialmente la situazione tecnica - alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 2914 punti. Da metà aprile le borse oscillano in laterale con una tendenza neutra. Non sembra che stia cambiando qualcosa e finora non c'é nessun segnale che suggerisca la ripresa del rialzo - i massimi del 30 aprile sembra essere dei massimi significativi e definitivi a medio termine. Ora gli indici sono tornati nella parte superiore del canale d'oscillazione - settimana prossima dovrebbero essere respinti verso il basso. Sappiamo però che l'Europa é correlata positivamente con l'America - in parole povere la segue nel bene e nel male. La differenza sta in una sovra- o sottoperformance ma non nella direzione del movimento. Se a Wall Street continua il rialzo é probabile che gli indici azionari europei seguiranno. Guardiamo quindi cosa é successo venerdì in America - l'esito della seduta é stato in parte sorprendente e ci ha messo in una difficile situazione - malgrado i nostri giustificati dubbi il rialzo sembra proseguire trascinato dal settore tecnologico - l'indice Nasdaq100 (+1.30% a 9220 punti) passa da un massimo al successivo e ha superato la resistenza a 9000 punti. Cercherà settimana prossima di chiudere il gap a 9400 punti?

Speravamo venerdì che la borsa americana reagisse in maniera negativa al terribile job report - speravano di vedere un reversal o che in mercato si inballasse o che apparissero delle divergenze negative. Invece dobbiamo ammettere che la borsa americana sembra in buona forma. L'S&P500 ha chiuso a 2929.80 punti (+1.69%), vicino al massimo giornaliero a 2932 punti e con un forte guadagno di 48 punti. Il Nasdaq100 é salito su un nuovo massimo di periodo a 9220 punti (+1.30%). Tutto il listino ha partecipato al rialzo (RUT +3.64%, DJTransportation +3.50%). Gli investitori comprano anche i settori disastrati come airlines (+7.28%) o energia (ETF Energy +4.56%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6069 su 1365, NH/NL a 734 su 79 e volume relativo a 0.75. Ci sembra di tornare a gennaio quando avevamo un mercato ipercomperato, in eccesso di rialzo e con investitori euforici - gli oscillatori mostravano la vicinanza di un massimo a medio termine ma la borsa continuava lentamente a salire senza segni di cedimento.
A livello di sentiment vediamo un miglioramento ma ancora nessun eccesso di ottimismo - la volatilità VIX é caduta a 27.98 punti (-3.46), il CBOE Equity put/call ratio é molto basso a 0.53 mentre il Fear&Greed Index é salito a 45 punti (+5). Due dei tre indicatori hanno raggiunto il nostro target - il Fear&Greed Index resta sotto le aspettative.
I Summation Index continuano a salire - questo é bullish - nell'immediato un ribasso é poco probabile.
La tendenza di fondo della borsa americana é formalmente al rialzo con il 69.4% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 66.36 punti.
A breve c'é un'evidente esagerazione con troppa speculazione - lo si vede dal numero degli Advances e dai relativi volumi - la speculazione appare nel mercato delle opzioni. È quindi probabile che la settimana inizi con una o due sedute negative. L'unico aspetto che ci disturba é la possibilità che l'S&P500 provi ad imitare il Nasdaq100 e venga attirato come una falena dalla luce vale a dire dal massimo del 29 aprile a 2954 punti (mancano solo 24 punti). Prima o dopo deve esserci almeno una correzione minore. Vedremo poi se questo é l'inizio dell'attesa moderata correzione di medio termine - dopo la seduta di venerdì abbiamo dei dubbi malgrado che questa dovrebbe essere la logica previsioni sulla base del top degli oscillatori di medio termine. Non é detto però che la borsa scenda subito e/o che prima non guadagni ancora del terreno.

Commento dell'8 maggio

La borsa americana lievita durante la notte - il sentiment non cambia

Ieri le borse hanno avuto un'altra giornata positiva. In Europa (Eurostoxx50 +1.30% a 2880 punti) questa seduta non ha cambiato la situazione tecnica - gli indici azionari hanno semplicemente recuperato le perdite di mercoledì e la piccola candela sui grafici si allinea con le due precedenti dando l'impressione di un mercato che marcia sul posto. In effetti da metà aprile le borse europee oscillano in laterale e si limitano a seguire a distanza, stancamente e svogliatamente, l'America. Ci sono delle differenze causate da settori forti o deboli rappresentati diversamente nei differenti mercati. La Svizzera (SMI +0.48% a 9618 punti) dipende maggiormente da alimentari e farmaceutica - ieri Novartis e Roche sono state vittima di prese di benefico e l'SMI ha sottpperformato. Lo stesso é successo in Italia (FTSE MIB +0.50% a 17245 punti) dove le azioni dei due colossi bancari hanno perso in controtendenza rispetto all'Europa (SX7E +1.34% a 53.03 punti). In linea di massimo però da settimane sta succedendo poco o niente e per ora non si profila all'orizzonte un radicale cambiamento della situazione.

In America l'S&P500 (+1.15% a 2881.19 punti) galleggia grazie soprattutto al sostegno della tecnologia. Ieri il Nasdaq100 ha raggiunto un nuovo massimo di periodo a 9101 punti (+1.30%) - Nasdaq100 e Nasdaq Comp. hanno una performance 2020 positiva. Il rialzo della tecnologia non accenna a finire anche perché non si intravvedono delle evidenti resistenze.
Stranamente da alcuni giorni i movimenti giornalieri vengono provocati dagli spostamenti dei futures durante la notte. Nel corso della seduta succede poco o niente. Ieri l'S&P500 ha aperto a 2883 punti - é salito a metà giornata su un massimo a 2901 punti ed é poi sceso fino ai 2876 punti. Ha chiuso infine a 2881.19 punti (+1.15%). Ha guadagnato 32 punti ma durante la seduta ne ha persi 2 e sul grafico appare semplicemente un piccolo doji.
Il sentiment stranamente non cambia e non migliora malgrado i progressi degli indici azionari - c'é ancora parecchio scetticismo. La volatilità VIX é scesa a 31.44 punti (-2.68 punti) mentre il CBOE Equity put/call ratio (0.59) e il Fear&Greed Index (41 punti) sono rimasti invariati rispetto a mercoledì. Nel mercato delle opzioni appare una certa malsana speculazione al rialzo - ieri l'ISE call/put ratio ha toccato il valore più alto dal 2017. Questo non significa però che la borsa é matura per un crollo. Sembra invece che i traders e gli speculatori seguano da giorni con successo una chiara strategia - stare long e muovere il mercato durante la notte spingendo i futures - questa operazione ha momentaneamente successo e potrebbe durare ancora qualche giorno fino a quando un evento obbligherà gli speculatori a chiudere i long provocando un'ondata di vendite. L'evento potrebbe essere l'odierna pubblicazione del job report di aprile.  
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5640 su 1766, NH/NL a 522 su 177 e volume relativo a 0.8. I Summation Index (NYSE e Nasdaq) sono entrambi saliti - hanno annullato il segnale negativo di ieri.

Stamattina il future sull'S&P500 ha fatto un ulteriore balzo e si trova a 2908 punti (+28 punti). L'Eurostoxx50 poco prima dell'apertura é vale 2902 punti. Le borse europee apriranno in guadagno di circa il +0.7%. Tutti pensano che il job report americano di aprile (previsto oggi alle 14.30) sarà terribile e questo obbligherà la FED a prendere in considerazione l'eventualità di tassi d'interesse negativi. Questa idea spinge la borsa al rialzo. Questa strategia ci sembra assurda ma preferiamo non razionalizzare e seguiamo i segnali forniti dall'analisi tecnica. A medio termine questa spita di rialzo iniziata a marzo é praticamente finita. Aspettiamo pazientemente un movimento nella direzione opposta - non dovrebbe essere un ribasso ma una lenta correzione in direzione dei 2800 punti di S&P500.
Per la statistica annotiamo che stamattina il Nikkei ha guadagnato il +2.56% - Shanghai sta salendo il +0.8%.

Commento del 7 maggio

Tecnologia e farmaceutica sostengono i listini - il resto scivola verso il basso

Ieri c'é stata ancora una seduta interlocutoria con le borse divise tra due correnti - la tecnologia (Nasdaq100 +0.61%) e la farmaceutica (SMI +0.63%) hanno goduto dei favori degli investitori. Per il resto hanno prevalso le vendite e i maggiori indici azionari europei (Eurostoxx50 -1.12% a 2843 punti) e americani (S&P500 -0.70% a 2848.42 punti) hanno perso terreno. Pochi settori forti non sono bastati a controbilanciare la moderata pressione di vendita e la seduta é stata in generale negativa. Ribadiamo però che non vediamo per il momento un rischio di ribasso. Gli indici stanno semplicemente oscillando in laterale in quello che sembra un movimento di distribuzione. Da circa metà aprile gli indici azionari sono fermi e non fanno progressi malgrado che formalmente si parla ancora di rialzo. Le borse devono riassorbire una situazione di ipercomperato a medio termine. La seduta di ieri sembra confermare la previsione di una lenta discesa nei prossimi giorni sui primi supporti - i livelli di riferimento sono i 2800-2820 punti di S&P500 e i 2800 punti di Eurostoxx50.

Le borse europee hanno aperto in calo. Fino all'apertura a New York hanno combinato poco o nulla muovendosi stancamente sui livelli d'apertura. È un problema conosciuto - senza stimoli da parte degli americani gli europei non prendono iniziative malgrado che molte notizie forniscano valide ragioni per muovere i listini. Dopo le 15.45 c'é stata un'ondata di vendite e gli indici hanno chiuso sui minimi giornalieri con moderate perdite. Il calo degli indici é stato omogeneo (DAX -1.15% a 10606 punti, FTSE MIB -1.31% a 17159 punti). Solo l'SMI svizzero é salito del +0.61 % a 8984 punti grazie alle plusvalenze di Roche, Novartis e Nestlé (farmaceutica e alimentari). L'A/D a 10 su 10 mostra però che in fondo si é trattato di una seduta neutra.  
La situazione tecnica non cambia - le borse stanno riassorbendo un ipercomperato di medio termine - non possono salire sopra i massimi di aprile ma d'altra parte non perdono molto in mancanza di pressione di vendita. Questa serie di sedute positive e negative senza sostanziali cambiamenti é destinata a continuare.

L'S&P500 ha aperto sul massimo giornaliero a 2891 punti. Ha subito perso una ventina di punti e poi é oscillato per quasi tutta al seduta intorno ai 2870 punti. Solo verso le 09.20 i traders si sono decisi per lo short e l'indice é caduto sul minimo a 2847 punti. Ha chiuso a 2848.42 punti (-0.70%). Come anticipato la tecnologia ha mostrato forza relativa mentre DJT (-1.43%) e Russell2000 (-0.82%) sono scesi. Il risultato é una seduta negativa al NYSE con A/D a 2452 su 4930, NH/NL a 368 su 281 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é salita di poco a 34.12 punti (+0.51), il CBOE Equity put/call ratio era abbastanza basso a 0.59 mentre il Fear&Greed INdex é sceso a 40 punti (-3). L'unico cambiamento importante appare sui Summation Index - quello sul NYSE é sceso (!) mentre quello del Nasdaq sale ancora. Non vogliamo diventare negativi solo sulla base del calo in una seduta ma come sapete questo é una sviluppo che aspettavamo da giorni. I Summation Index si devono accomiatare dai massimi prima che ci possa essere una fase di ribasso in borsa.

Stamattina non appare nulla di nuovo. Il future sull'S&P500 risale a 2858 punti (+25 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.50 vale 2850 punti. Ci aspettiamo una seduta senza sostanziali variazioni.
Oggi sono riprese le contrattazioni in Giappone - il Nikkei ha guadagnato il +0.28% - Shanghai sta perdendo il -0.3.
Il prezzo del petrolio (WTI) é risalito a 23 USD/barile. Questo é il tipico esempio di quello che può succedere quando tutti sono pessimisti, c'é panico e c'é un crash - dopo c'é un sostanziale rimbalzo. Il problema é capire fino a dove risalgono le quotazioni durante il rimbalzo - un pò come le borse tra metà marzo e adesso....
 
Commento del 6 maggio

Dopo una correzione segue un rimbalzo dai supporti - la situazione tecnica a medio termine non cambia

Ieri le borse europee ed americana hanno avuto una seduta positiva. L'Europa (Eurostoxx50 +2.11% a 2875 punti) ha seguito l'America che aveva già terminato la correzione lunedì in serata. Il recupero é poi continuato in America (S&P500 +0.90% a 2868.44 punti) ma sembra essere finito verso le 21.00 quando l'S&P500 ha toccato il massimo a 2898 punti. Nei prossimi giorni dovrebbe prevalere il ciclo ribassista a medio termine - questo non significa che deve iniziare un ribasso ma che gli indici azionari devono oscillare in laterale e scaricare l'ipercomperato di medio termine. I Summation Index stanno ancora salendo e garantiscono a breve una certa stabilità- non può iniziare un ribasso fino a quando la maggior parte delle azioni sta guadagnando terreno e gli indicatori di sentiment non segnalano un eccessivo ottimismo. Ieri sera la volatilità VIX é scesa a 33.61 punti (-2.36), il CBOE Equity put/call ratio e tornato ad essere basso a 0.59 mentre il Fear&Greed Index (44 punti) non si é mosso. Traspare ancora parecchio scetticismo.

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta decisamente positiva ma sono rimaste influenzate da New York e attaccate agli indici americani. Hanno aperto in forte rialzo grazie alla seduta positiva a Wall Street la sera prima e sono ancora salite nel tardo pomeriggio quando dall'America sono arrivati ulteriori impulsi positivi. In fondo non é successo nulla di sorprendente. Terminata una correzione minore non poteva che esserci un rimbalzo dal supporto. Tutti gli indici hanno guadagnato parecchio terreno con modesti volumi e  hanno chiuso sul massimo giornaliero. Hanno recuperato poco più della metà della perdita di lunedì. Non dovrebbero riprendere il rialzo ma fermarsi decisamente sotto i massimi di venerdì scorso e in seguito oscillare in laterale.

L'S&P500 ha aperto in gap up a 2871 punti. È salito ad ondate fino alle 21.00 e ha toccato un massimo a 2898 punti. Poi é caduto bruscamente fino ai 2863 punti e ha chiuso con un rimbalzo a 2868.44 punti (+0.90%). Il Nasdaq100 ha fatto ancora meglio - ha toccato un massimo marginale di periodo a 9031 punti e ha chiuso a 8930 punti (+1.09%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4558 su 2857, NH/NL a 482 su 97 e volume relativo a 0.9. Gli oscillatori di medio termine restano toppish. Nell'immediato vediamo poco spazio verso l'alto - ci aspettiamo nei prossimi giorni un ritorno dell'S&P500 a 2800-2820 punti.

Stamattina i mercati sono tranquilli. Il future sull'S&P500 sale a 2872 punti (+14 punti) - l'indice si trova nel range di ieri. Alle 08.05 l'Eurostoxx50 si trova a 2865 punti - le borse europee apriranno in calo poiché devono scontare la caduta dell'S&P500 nell'ultima ora di contrattazioni a New York. Oggi ci aspettiamo una seduta tranquilla nel range di ieri - le chiusure dovrebbero situarsi poco lontano dai livelli d'apertura.
La borsa giapponese é ancora chiusa - Shanghai ha ripreso le contrattazioni e sta guadagnando il +0.25%.

Oggi sono assente - non potrò pubblicare i commenti pomeridiani riguardanti gli indici azionari americani.

Commento del 5 maggio

L'S&P500 (+0.42% a 2842 punti) termina la correzione minore a 2797 punti - l'Europa segue docilmente

Nell'analisi del fine settimana eravamo giunti alla conclusione che l'S&P500 americano stava probabilmente svolgendo una correzione minore che l'avrebbe fatto scendere nella zona di supporto sui 2800 punti. In effetti, nel classico terzo giorno di correzione, ieri sera l'S&P500 é caduto fino ad un minimo a 2797 punti - poi ha recuperato. Noi nel commento pomeridiano eravamo costruttivi - malgrado una prevedibile pessima apertura avevamo previsto una chiusura sui 2810 punti e la possibilità che l'S&P500 sul finale salisse a colmare il gap a 2821 punti. È andata ancora meglio del previsto. La seduta é stata positiva e l'indice ha chiuso con un guadagno di 12 punti a 2842.74 punti (+0.42%). Ora la situazione tecnica é ingarbugliata. Settimana scorsa gli oscillatori di medio termine hanno raggiunto un massimo significativo a medio termine - ora devono scendere e scaricare l'ipercomperato. Poiché c'é stata solo una correzione minore e non é iniziata un ribasso l'ipercomperato deve scaricarsi in altra maniera - il rialzo non può riprendere come se nulla fosse e l'S&P500 a breve non può tornare sui 2950 punti. È quindi probabile che queste due forze contrastanti si bloccheranno a vicenda provocando una serie di sedute positive e negative con volatilità e ampi movimenti sui 2800-2900 punti.

Facciamo un passo indietro. La seduta in Europa é stata pessima. Dopo la debole apertura con una caduta iniziale superiore al 3% le borse europee sono rimaste inermi e non hanno mostrato una reazione particolare. Non ci sono state molte ulteriori vendite - non ci sono stati rimbalzi degni di nota. L'Europa si limita a osservare New York e segue docilmente i suoi movimenti. Non vale la pena analizzare approfonditamente gli indici azionari europei poiché non hanno vita propria. Quel poco che c'era da dire l'abbiamo scritto nei commenti serali anticipando la probabile fine della correzione e l'inizio di un movimento oscillatorio in laterale.
L'Eurostoxx50 ha aperto con un crollo a 2834 punti. Durante la giornata si é mosso tra i 2801 ed i 2840 punti. Ha chiuso a 2816 punti (-3.81%) con una pesante perdita di 111 punti. Probabilmente la correzione é finita sul supporto a 2800 punti. Lo stesso vale per il DAX (-3.64% a 10466 punti) e il supporto a 10200 punti.
Come d'abitudine i titoli difensivi hanno preservato l'SMI svizzero (-2.48% a 9390 punti) da perdite più cospicue.

L'S&P500 ha aperto con un tuffo a 2805 punti. All'inizio é caduto fino al minimo a 2797 punti. Dopo questa marginale rottura del supporto ha recuperato e alle 16.20 era nuovamente a 2824 punti. Poi per ore si é mosso sui 2820 punti imitando il medesimo movimento di venerdì scorso. Dopo le 20.40 ha deciso di continuare il rialzo. È salito sul massimo a 2844 punti e ha chiuso poco sotto a 2842 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3988 su 3419, NH/NL a 194 su 215 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é scesa a 35.97 punti (-1.22), la CBOE Equity put/call ratio era relativamente alta a 0.69 e il Fear&Greed Index era stabile a 44 punti (+1). I Summation Index stanno ancora salendo e questo é l'elemente che ci obbliga per il momento ad essere costruttivi e tiepidamente rialzisti.
A livello di settori notiamo il buon comportamento della tecnologia (Nasdaq100 +1.33% a 8834 punti), la caduta del settore trasporti (DJT -2.01%) come logica reazione all'annuncio di Warren Buffett di aver venduto le azioni delle compagnie aereee e il guadagno del Russell2000/RUT (+0.28%) che conferma la relativa buona giornata della borsa americana.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 2848 punti (+22 punti) e questo da l'intonazione alla giornata. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 2854 punti - le borse europee apriranno al rialzo del +1.2%. Come ieri ci aspettiamo un'oscillazione intorno al livello d'apertura.
Le borse asiatiche (Giappone e Cina) sono ancora chiuse per dei giorni di festa.

Aggiornamento del 4 maggio

Borse a due velocità

L'S&P500 da inizio anno perde il -12.38%. I 5 titoli più grandi, che provengono dal settore della tecnologia, guadagnano il +10% - sono Microsoft, Amazon, Apple, Google e Facebook - gli altri 495 titoli sono in calo del -13%. Parlare solo di S&P500 é di conseguenza un pò limitativo. In verità ci sono forti differenze di performance tra i vari settori - semplificando il mercato é diviso in due - settori tecnologici e difensivi e settori ciclici e aggressivi. Tecnologia e difensivi si sono comportati meglio perdendo meno nel crash e recuperando subito nel rimbalzo. Il resto del mercato fa più fatica - ha solo il vantaggio di salire di più nei momenti in cui gli investitori riprendono coraggio e prendono rischi comperando settori in crisi o che intuitivamente sono rimasti indietro. I traders possono giocare queste diverse correnti. Gli investitori devono resta con i titoli tecnologici e difensivi - in pratica bisogna possedere Nasdaq100 in America (-4.10% da inizio anno) e SMI (-9.30% da inizio anno) in Europa. 

Durante il fine settimana si sono moltiplicate le notizie positive sul fronte del Coronavirus e quelle negative sul fronte economico. Sempre più portfolio managers, preoccupati dalla recessione, incitano alla prudenza e si separano dalle azioni di società particolarmente toccate dalla crisi. Per esempio il noto investitore Warren Buffett ha venduto in aprile tutte le partecipazioni miliardarie che aveva in società aeree. Come pensavamo le borse iniziano la settimana con un'intonazione negativa. Il future sull'S&P500 alle 08.15 vale 2802 punti (-20 punti). Le borse europee devono scontare la pessima seduta di venerdì a New York e l'ulteriore calo di stamattina. L'Eurostoxx50 vale 2822 punti (-95 punti o ca -3.2%). Normalmente le sedute con perdite o guadagni superiori al 3% sono rare. Ad istinto sembra troppo tardi per vendere - eventualmente si può pensare se comperare qualcosa ma prima di vedere come si comporta il mercato all'apertura é meglio evitare qualsiasi operazione. In tempi di Coronavirus la volatilità é diventata molto alta e gli investitori perdono facilmente i nervi.
Per la cronaca le borse giapponese e cinesi sono chiuse.

Commento del 2-3 maggio

Correzione minore si - ribasso possibile, ma non sicuro

Trovare i minimi nei ribassi é relativamente semplice - c'é sempre panico. Individuare dei massimi intermedi o significativi nei rialzi é complicato - é difficile distinguera la fine differenza tra cauto ottimismo e euforia. Giovedì e venerdì (S&P500 -2.81% a 2830.71 punti) le borse hanno perso terreno. Questo calo é simile a quello del 20-21 aprile che era stata una correzione minore causata dal crollo del prezzo del petrolio. Siamo convinti che adesso le borse stanno per lo meno correggendo e lunedì dovrebbe esserci una terza seduta negativa. Non sappiamo però se dopo ci sarà ancora un tentativo di rialzo.
Gli indicatori di medio termine lanciano segnali discordanti. Secondo gli oscillatori la borsa americana deve trovarsi su un massimo significativo - questo però non significa che gli indici azionari debbano subito scendere e iniziare una fase di forte ribasso. Potrebbero anche muoversi in laterale ancora per una decina di giorni senza migliorare il massimo del 29-30 aprile. Questa ipotesi viene sostenuta da due fattori. I Summation Index stanno ancora salendo e normalmente dovrebbero cominciare a scendere con giorni di anticipo rispetto ai maggiori indici azionari americani - significa che il mercato si sta strutturalemte indebolendo aprendo la strada verso il basso. Durante il rialzo abbiamo visto un netto miglioramento del sentiment ma non abbiamo rilevato abbastanza ottimismo per giustificare un ribasso - al contrario giovedì e specialmente venerdì gli investitori sono subito passati sulla difensiva (VIX a 37.19 punti (+3.04), CBOE Equity put/call ratio a 0.82, Fear&Greed Index a 42 punti (-5)). Degli investitori troppo ottimisti dovrebbero invece ignorare questi vuoti d'aria e usarli per speculare al rialzo.
D'altra parte venerdì sui grafici abbiamo visto alcune allarmanti rotture sotto la linea di trend ascendente - ci preoccupano il Nasdaq Composite, gli indici Russell, i semiconduttori e le utilities. Insomma - sembra che molti leaders stanno abbandonando questo rialzo.
Riassumendo siamo convinti che nelle prossime settimane gli indici azionari americani ed europei devono tendenzialmente scendere. Abbiamo però l'impressione, sulla base degli indicatori di sentiment e di partecipazione, che la borsa non é ancora matura per iniziare una sostenibile fase di ribasso. Di conseguenza favoriamo la variante della correzione minore seguita da un'ulteriore fase di distribuzione sotto i massimi di fine aprile. In ogni caso consigliamo di essere sotto investiti in azioni e siamo contenti di avere delle posizioni short in portafoglio.
Come vedete dalle performance settimanali le borse stanno diventando selettive e non si muovono più in perfetto accordo. Ci sono delle evidenti differenze tra Paesi e settori. È quindi possibile sfruttare queste rotazioni e volatilità per interessanti transazioni long o short - settimana scorsa si poteva ad esempio giocare al rialzo il settore bancario europeo. È possibile che nei nostri commenti inseriremo dei consigli puntuali riguardanti determinati settori o situazioni particolari.
Teniamo in mente lo scenario a medio e lungo termine che mantiene la sua validità - nei prossimi mesi ci sarà ancora una caduta o un crash per testare i minimi di marzo. Già adesso sull'S&P500 si intravvede la formazione di una testa e spalle ribassista. Solo al termine di questa fase negativa varrà la pena di comperare azioni in un ottica di lungo termine.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +4.23% a 2917 punti *
SX7E (banche)          +9.71% a 55.12 punti *
DAX                         +5.08% a 10861 punti *
SMI                          +0.04% a 9629 punti *
FTSE MIB                  +4.93% a 17690 punti *                                                 * venerdì 1. maggio le borse europee erano chiuse
S&P500                     -0.21% a 2830.71 punti
Nasdaq100                -0.78% a 8718 punti

La seduta di venerdì a Wall Street é stata decisamente negativa. L'S&P500 ha aperto in forte calo e in gap down a 2860 punti. Per alcune ore é oscillato su questo livello con un massimo giornaliero a 2869 punti. A metà seduta é caduto a 2826 punti - in seguito si é assestato sui 2825 punti con un minimo a 2821 punti e solo sul finale é risalito a 2830.71 punti (-2.81%). Le vendite sono state scatenate dai deludenti risultati trimestrali di Amazon (-7.60%). Ovviamente il tecnologico Nasdaq100 era molto debole (-3.14% a 8718 punti) ma tutto il listino era in calo (DJTransportation -2.77%, Russell2000 -3.83%) con forti vendite nel comparto energia (ETF Energy -5.66%) malgrado l'aumento del prezzo del petrolio (19.78 USD/barile). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1135 su 6346, NH/NL a 181 su 118 e volume relativo a 0.9.
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra - i nostri indicatori sono contraddittori - il 43.9% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 69.85 punti.
L'S&P500 ha una forte zona di supporto intorno ai 2800 punti - questo era anche il nostro obiettivo originale del rimbalzo dal minimo del 23 marzo. Crediamo che a breve l'indice debba scendere su questa zona di supporto e poi risalire sui 2860 punti e continuare a distribuire. È però possibile che stia iniziato un ciclo ribassista a medio termine e che quindi questa zona di supporto non regga.
Le borse europee si limiteranno a seguire.

Purtroppo in questo momento non abbiamo uno scenario più preciso anche perché da altri mercati finanziari non vengono indicazioni univoche ed affidabili. Il mercato delle obbligazioni sembra in mano alle Banche Centrali - i tassi d'interesse non hanno tendenza e il reddito dell'USD Treasury Bond decennale in USD é fermo al 0.64%. Il Bund decennale in EUR rende invece il -0.586%.
Tutti gli investitori hanno un problema - non ci sono alternative alle azioni (TINA) e malgrado che certi beni rifugio sono in un lento ma costante rialzo (oro a 1700 USD/oncia) non c'é abbastanza mercato per accogliere tutta la liquidità.

Breve commento del 1. maggio

Incidente di percorso, correzione minore o reversal day ?

Oggi 1 . maggio é la festa del lavoro - la maggior parte delle borse europee é chiusa - in America i mercati finanziari sono aperti normalmente. Stamattina ci limitiamo ad un breve commento.
La seduta di ieri in Europa é stata pessima (Eurostoxx50 -2.61% a 2917 punti). Gli indici azionari hanno aperto sul massimo, sono scesi praticamente per tutta la giornata e hanno chiuso sui minimi con una forte perdita. Noi ci aspettavamo che in questi giorni si verificasse un massimo significativo a medio termine - la voglia di definire questo reversal day come l'inizio di una fase negativa é quindi grande. Non bisogna però cedere a questa tentazione - nel passato abbiamo più volte fatto degli errori poiché in ogni fase di rialzo ci sono delle sedute negative. Dichiarare subito che si é verificato un massimo senza avere delle conferme é scorretto. Preferiamo quindi riflettere, vedere cosa succede in America e aspettare il fine settimana prima di emettere un parere definitivo.
Ieri per il portafoglio abbiamo aperto delle posizioni short su Eurostoxx50 ( a 3000 punti) e DAX (a 11200 punti / -2.22% a 10861 punti). La nostra opinione é quindi evidente. Pensiamo che su questi livelli debba per lo meno iniziare una correzione minore. Questa previsione, malgrado la seduta nagativa di ieri e il buon inizio del trade, non é però ancora sicura.

Anche la seduta a New York é stata negativa almeno per quel che riguarda l'S&P500 (-0.92% a 2912.43 punti) e la borsa americana in generale. Il Nasdaq100 (+0.20% a 9000 punti) ha però guadagnato terreno e i Summation Index stanno ancora salendo. In genere i Summation Index cominciano a scendere prima del mercato. Pensiamo quindi che la borsa americana deve avere per lo meno ancora un sussulto prima di cominciare un ribasso.
L'S&P500 ha aperto a 2915 punti. È salito sul massimo a 2930 punti ed é sceso verso le 18.30 sul minimo a 2892 punti. È oscillato alcune ore intorno ai 2900 punti e sul finale é risalito a 2912.43 punti (-0.92%). Ha chiuso al centro del range giornaliero e con una moderata perdita - ha perso meno della metà di quanto aveva guadagnato mercoledì - l'impressione é quindi che si sia trattato di una normale seduta negativa -  non notiamo nulla di particolarmente negativo e non abbiamo nessun segnale di vendita.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1684 su 5776, NH/NL a 639 su 46 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita a 34.15 punti (+2.92), il CBOE Equity put/call ratio é subito balzato a 0.68 e il Fear&Greed Index é lievitato a 47 punti (+1).
Insomma - questa seduta negativa potrebbe essere insignificante, costituire l'inizio di una correzione minore o di un ribasso. Malgrado che sappiamo che stamattina il future sull'S&P500 scende a 2852 punti (-50 punti!) non crediamo che sia iniziato un ribasso e puntiamo sulla correzione minore. Pensiamo che all'inizio di settimana prossima debba ancora esserci un ultimo tentativo di rialzo e una risalita dell'S&P500 decisamente sopra i 2900 punti. In ogni caso non ci preoccupiamo poiché siamo short.

Ieri sera dopo la chiusura dei mercati Amazon e Apple hanno pubblicato dei risultati trimestrali mediocri. Probabilmente gli investitori si aspettavano qualcosa di meglio e oggi ci sono delle prese di beneficio. È normale - é quindi logico che i futures siano in calo. Bisogna però vedere nel pomeriggio come si comporta il mercato nel complesso - se le vendite riguardano solo il comparto tecnologico non é un problema. Questo significa che avremo solo una correzione minore provocata da prese di beneficio.
Stamattina il Nikkei ha perso il -2.84% - le borse cinesi sono chiuse. Il prezzo dell'oro é in calo - il future di giugno sul petrolio é risalito a 19.30 USD/barile - questi comportamenti non segnalano l'inizio di un ribasso delle borse - sono al contrario dei segnali costruttivi.

Commento del 30 aprile

C'é abbastanza ottimismo per l'atteso massimo significativo ?

È ovvio che per salire su un massimo significativo a medio termine e per avere un netto miglioramento a livello di sentiment ci vogliono delle sedute positive. Siamo stati però decisamente sorpresi dall'ampiezza e forza del rialzo e dai guadagni delle ultime sedute. Quando il 23 marzo dai 2193 punti di minimo era partito questo "sostanziale e sostenibile rimbalzo tecnico" noi avevamo fissato un obiettivo indicativo a 2800 punti di S&P500. Ieri sera l'indice ha toccato un massimo a 2954 punti e ha chiuso a 2939.51 punti (+2.66%). A nostra discolpa possiamo dire che avevamo sempre detto che questo obiettivo era indicativo e che decisivi erano gli indicatori di sentiment. L'errore di stima però é indiscutibile. Cerchiamo di trovare ora correttamente il massimo e indovinare la successiva spinta di ribasso.

Ieri le sedute in Europa (Eurostoxx50 +2.18% a 2996 punti) e in America sono state decisamente positive. Gli indici azionari europei hanno toccato dei nuovi massimi mensili e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri con forti guadagni. Gli indici azionari hanno raggiunto gli obiettivi (Eurostoxx50 a 3000 punti) o li hanno marginalmente superati (DAX +2.89% a 11107 punti - obiettivo a 11000 punti / FTSE MIB +2.21% a 18067 punti - obiettivo a 18000 punti). Pensavamo che gli obiettivi non sarebbero stati raggiunti ma questo errore di valutazione é una logica conseguenza delle previsioni troppo conservative riguardanti il rialzo in America. Avevamo detto che da un punto di vista tecnico gli indici potevano salire più in alto ma dovevano fermarsi poiché l'America si sarebbe fermata. Invece la corsa é continuata anche perché da certi settori come quello bancario (SX7E +5.14% a 58.33 punti) sono arrivate notizie positive e risultati trimestrali relativamente buoni.
Notiamo unicamente che l'SMI svizzero (-0.24% a 9865 punti) non riesce più a fare progressi. L'interesse degli investitori si é spostato dei settori difensivi come alimentari e farmaceutica a settori più a rischio come finanza o ciclici. Questa rotazione é normale nella seconda parte di un rialzo. Non sappiamo però se il rally dei settori a rischio é già finito o se deve continuare.
La tendenza a corto e medio termine é al rialzo - finora non abbiamo divergenze o segnali che indichino la vicinanza di un massimo significativo e non abbiamo segnali di vendita.

Anche la seduta a Wall Street é stata positiva. L'S&P500 ha aperto a 2917 punti, é brevemente sceso a 2912 punti di minimo e poi é salito fino a metà giornata a 2951 punti. Dopo un ritracciamento a 2934 punti é continuato a salire e ha raggiunto i 2954 punti di massimo. Vendite sul finale hanno fissato la chiusura a 2939.51 punti (+2.66%). I big della tecnologia si sono comportati molto bene (Nasdaq100 +3.52%) ma il rialzo ha coinvolto tutti i settori (DJT +2.63%, RUT +4.83%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6401 su 1112, NH/NL a 2158 su 21 e volume relativo a 1.1.
Ed ora guardiamo da vicini i dati sul sentiment. La volatilità VIX é scesa a 31.23 punti (-2.34), il CBOE Equit put/call ratio era molto basso a 0.53 mentre il Fear&Greed Index é salito a 46 punti (+4 punti). Solo il Fear&Greed Index non ha ancora raggiunto i livelli da noi auspicati. A corto termine c'é sicuramente abbastanza euforia per un massimo - questa affermazione viene confermata dai DSI. Non sappiamo se questo massimo sarà in effetti quel massimo a medio termine che noi aspettiamo e che dovrebbe rappresentare la fine del rimbalzo tecnico. C'é abbastanza ottimismo per tentare tra oggi e domani uno short - non siamo però sicuri adesso si verificherà un'inversione di tendenza anche se le probabilità sono decisamente in favore di questa ipotesi.
Attenzione che oggi é l'ultima seduta della settimana e del mese in Europa. In America si tratta anche domani e stasera dopo la chiusura a Wall Street verranno pubblicati i risultati trimestrali di Apple e Amazon !

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 2951 punti (+10 punti). Questo segnale positivo influisce su tutti i mercati. Il Nikkei guadagna il +2.14% - Shanghai sale del +1.5%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3016 punti - le borse europee apriranno in guadagno (+0.5%). Oggi é l'ultima seduta del mese in Europa e i gestori patrimoniali professionisti per non fare brutta figura devono far vedere di essere investiti - é quindi probabile che ulteriori acquisti provochino una seduta positiva.
Niente sembra ora poter indurre gli investitori a vendere - l'ottimismo prevale - il Coronavirus sembra un problema superato - a livello di sentiment le premesse per un massimo sono adesso quasi ottimali.

Commento del 29 aprile

Ancora nessun segnale che il rialzo é finito

Ieri le borse europee hanno avuto una normale seduta di rialzo. Il DAX (+1.27% a 10795 punti) ha toccato un nuovo massimo mensile - l'Eurostoxx50 (+1.73% a 2932 punti) l'ha sfiorato per 5 punti. Gli indici non sono però usciti in maniera significativa dal canale laterale di oscillazione delle ultime due settimane e si sono unicamente avvicinati ai nostri obiettivi massimi. Insomma - é stata una seduta positiva che da un punto di vista tecnico non ci ha detto nulla di nuovo. Le borse si stanno unicamente sviluppando secondo le previsioni e potrebbero questa settimana raggiungere l'atteso massimo significativo a medio termine. 

L'S&P500 americano ha aperto su un nuovo massimo di periodo a 2909 punti e ha chiuso a 2863.39 punti (-0.52%) vicino al minimo a 2860 punti e con una perdita di 15 punti. Considerando il volume di titoli trattati in aumento potrebbe sorgere il sospetto che possa trattarsi di un key reveral day anche perché il Nasdaq100 (-1.81% a 8677 punti) ha subito la stessa fine. Le probabilità di questo scenario negativo diminuiscono quando si guarda altri indici settoriali come il DJ Transportation (+1.08%) o il Russell2000 (+1.26%) che hanno terminato la giornata in guadagno. Il sospetto si rivela poi infondato quando si vede che stamattina alle 06.30 il future sull'S&P500 é risalito a 2902 punti (+35 punti). Il rialzo non é finito malgrado la seduta negativa di ieri sera.
Una seduta negativa che in realtà non lo é stata visto che le vendite hanno toccato solo i big della tecnologia. Per l'analisi tecnica la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4808 su 2938, NH/NL a 1614 su 27 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita di poco a
33.57 punti (+0.28), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.56 (!) mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 41 punti (-2). Insomma - per l'analisi tecnica é cambiato poco - il rialzo é intatto e le probabilità che nei prossimi giorni gli indici salgano su dei massimi significativi a medio termine sono inattate.

Stamattina devo uscire presto. Sono le 07.10 - il future sull'S&P500 é a 2898 punti (+31 punti). Il Nikkei non tratta (festa - Showa) mentre Shanghai guadagna il +0.4%. Stimo che le borse europee apriranno con moderati guadagni intorno al +0.3%. Vediamo se oggi appare qualcosa di nuovo o se avremo un'altra seduta più o meno positiva.

Commento del 28 aprile

Moderato ottimismo

Ieri l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo per questa fase di rialzo a 2878 punti e ha chiuso poco più in basso a 2878.48 punti (+1.47). Naturalmente, in vista di un massimo significativo, a noi interessava soprattutto lo sviluppo degli indicatori di sentiment. C'é stato un miglioramento. La volatilità VIX é scesa a 33.29 punti (-2.64 punti), il CBOE Equity put/call ratio é caduto a 0.58 ed il Fear&Greed Index é salito a 43 punti (+5 punti). Non possiamo però ancora dire che c'é abbastanza ottimismo e speculazione al rialzo per un'inversione di tendenza. Ci sono ancora troppi investitori che sono scettici e non credono nel rialzo. Notiamo solo che la tecnologia (Nasdaq100 +0.58% a 8837 punti) comincia a far fatica - l'aria comincia ad essere rarefatta.
In molti Paesi si abbandona il lockdown e la gente ricomincia a circolare liberamente per le strade. Le conseguenze di questa apertura si vedranno tra tre settimane - vedremo se in effetti la pandemia é superata o se invece avremo una seconda andata di contagi. Se la prossima gamba di ribasso sarà provocata dal Coronavirus é possibile che il periodo di distribuzione delle borse duri ancora un paio di settimane.

Anche la seduta in Europa é stata positiva. Eurostoxx50 (+2.60% a 2882 punti), DAX (+3.13% a 10660 punti) e FTSE MIB (+3.09% a 17380 punti) hanno guadagnato parecchio terreno e hanno chiuso sul massimo giornaliero. Gli indici restano però nel canale orizzontale di distribuzione e oscillano in laterale da circa due settimane senza fare progressi. Gli indici hanno annullato le perdite di venerdì scorso e sono tornati sui livelli di una settimana fà - a livello tecnico non ci sono sostanziali cambiamenti. I nostri obiettivi massimi per questa spinta di rialzo, che abbiamo ancora ripetuto nei commenti serali, non sono stati raggiunti e difficilmente nei prossimi giorni verranno superati. L'SMI (+1.38% a 9758 punti) ha guadagnato 133 punti e finalmente sembra uscire da sotto la MM a 50 giorni. La seduta poteva andare ancora meglio se non ci fosse stato lo stacco del dividendo di Nestlé (-2.21% / -2.36 CHF / dividendo di 2.70 CHF), che ha tolto un 0.5% di performance. La situazione tecnica però non cambia. La tendenza a corto termine é al rialzo ma restiamo in attesa di un massimo significativo. Il cambio EUR/CHF é salito a 1.0565 - l'indebolimento del CHF é un segnale positivo per i mercati finanziari europei.

La seduta a Wall Street é stata decisamente buone. Sembra finalmente che tutti si siano decisi a comperare - anche i settori che teoricamente sono più colpiti dalla crisi come trasporti (DJT +2.78%) e PMI (RUT +3.96%).
L'S&P500 ha aperto a 2857 punti - é brevemente sceso a 2852 punti di minimo ma poi é salito per quasi tutta la giornata toccando un massimo (nuovo massimo mensile) a 2887 punti. Ha chiuso a 2878.48 punti (+1.47%. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5855 su 1606, NH/NL a 1241 (!) su 48 e volume relativo a 0.85. I Summation Index continuano a salire ma lentamente sono in ipercomperato (RSI sul NYSE Summation Index a 75.18 punti).
La borsa americana si sta sviluppando come pensavamo e si sta dirigendo verso un massimo significativo per la metà/fine di questa settimana.

Stamattina si riprende dalla chiusura di ieri. Il future sull'S&P500 é a 2866 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale alle 08.20 2885 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Oggi dopo la chiusura a Wall Street Goggle e AMD pubblicheranno i risultati trimestrali - osserveremo con interesse la reazione delle borse - sell on good news? C'é troppo ottimismo sulla tecnologia...
Ieri Deutsche Bank (+12.67%) ha pubblicato risultati trimestrali relativamente buoni e tutto il settore ha reagito positivamente - l'indice SX7E é balzato del +4.77% a 52.71 punti e ha sovraperformato il resto del mercato. Noi, che settimana scorsa avevamo consigliato il settore bancario, abbiamo tirato un sospiro di sollievo.

Aggiornamento del 27 aprile

La gente e le borse hanno l'impressione che il peggio del Coronavirus é dietro le spalle

Ora parlano tutti della fine del lockdown e del ritorno alla normalità. Mentre il Coronavirus continua a contagiare persone e provocare decessi si ha l'impressione che il problema é lentamente sotto controllo. La gente guarda in avanti e gradualmente il pessimismo lascia spazio all'ottimismo - anche in borsa. Stamattina il future sull'S&P500 sale a 2852 punti (+23 punti) - questo segnale positivo fornisce l'intonazione di fondo all'inizio di questa settimana raccorciata.
La BOJ ha annunciato un nuovo capitolo del QE - comprerà in maniera illimitata titoli di Stato con l'obiettivo di mantenere il reddito vicino allo 0%. La borsa di Tokio reagisce con un balzo del +2.5%. Shanghai sta salendo del +0.4%.
Sono le 08.10 - l'Eurostoxx50 vale 2869 punti - le borse europee dovrebbero aprire con un forte guadagno del +2.1% - ad istinto ci sembra tanto - forse entro le 09.00 ci sarà ancora un ritracciamento. Le premesse sono però per una seduta positiva.
Questa settimana, secondo gli oscillatori, dovrebbe verificarsi un massimo significativo - vedremo se gli indicatori di sentiment confermeranno.

Commento del 25-26 aprile

Il sentiment migliora (VIX a 35.93 punti, -5.45) mentre le borse distribuiscono

La performance settimanale delle borse é stata negativa - questa é soprattutto la conseguenza del crollo del prezzo del petrolio (WTI a 16.94 USD/barile) e della pessima seduta di martedì. Solo l'SMI si é salvato - in Svizzera non ci sono società petrolifere - l'indice é dominato da farmaceutica ed alimentari. Nel frattempo però il sentiment migliora - non c'é ancora ottimismo - dopo due settimane di borse relativamente stabili e secondo noi in distribuzione gli investitori credono però che i mercati finanziari hanno superato la crisi provocata dal Coronavirus. Venerdì il primo indicatore di sentiment ha avvicinato il nostro valore di riferimento (vedi commento del 10-12 aprile) - la volatilità VIX é caduta a 35.93 punti (-5.45 punti) - naturalmente questo non basta per poter dire che un'inversione di tendenza é vicina e che a breve deve iniziare un ribasso. È solo un tassello di un quadro tecnico che lentamente si sta delineando. Dal 7-9 aprile la situazione tecnica é stabile e gli indici azionari non riescono più a fare progressi malgrado che la tendenza a medio termine (vale a dire dai minimi del 16-23 marzo) é al rialzo. Da quando l'S&P500 ha raggiunto i 2800 punti il rialzo si é fatto semplicemente più selettivo con una cosciente rotazione tra settori - si cerca di capire chi uscirà vincitore (tecnologia, consumi di base, farmaceutica) o perdente (turismo, ristorazione, tempo libero, trasporti, finanza, mercati emergenti, materie prime) dalla recessione. A livello di partecipazione notiamo un moderato deterioramento - rispetto a una o due settimane fà il numero dei nuovi massimi é in calo (640>794>509) mentre lievita il numero dei nuovi minimi (19>22>100) - nel frattempo l'S&P500 continua a girovagare intorno ai 2800 punti (2789>2874> venerdì a 2836.74 punti (+1.39)). Non vediamo però ancora niente che possa farci temere l'inizio di un ribasso - non abbiamo segnali di vendita - la fase di distribuzione potrebbe continuare. La violenta correzione di martedì ha influenzato lo sviluppo degli oscillatori ed ora il massimo dovrebbe teoricamente essere raggiunto martedì di settimana prossima. Questa scadenza é però indicativa - un massimo a medio termine può verificarsi giorni prima o dopo la scadenza ideale e dopo il massimo il mercato può continuare ancora per giorni a distribuire prima di cominciare a scendere.
Nessuno parla più di un test dei minimi di marzo - la nuovo teoria degli analisti é quella della ripresa a V. Tenete però in mente questo scenario perché in tutti i crash della storia c'é sempre stato a distanza di mesi un test del minimo - in alcuni casi il primo crash é stato solamente l'inizio di un bear market di notevoli dimensioni. Noi siamo convinti che nel corso dell'anno l'S&P500 scenderà nuovamente in direzione dei 2200 punti. Siamo invece costruttivi per quel che riguarda la fine del 2020.
Abbiamo letto uno studio produtto dal capo degli investimenti (CIO) dell'UBS. Lui ritiene che per fine anno l'S&P500 dovrebbe valere 2650 punti. Ha poi una variante positiva (2900 punti) e una negativa (2100 punti). Lasciando perdere il fatto che questo tipo di previsione é inutilizzabile (800 punti di range = ca. 30%) e potrebbe farla chiunque, concordiamo sul fatto che ora dai 2836 punti di S&P500 il potenziale residuo di rialzo é modesto mentre i rischi di ribasso sono considerevoli. Bisognare restare prudenti e sottoinvestiti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.74% a 2809 punti
SX7E (banche)          -2.00% a 50.24 punti
DAX                         -2.73% a 10336 punti
SMI                          +0.13% a 9625 punti
FTSE MIB                  -1.15% a 16858 punti
S&P500                     -1.32% a 2836.74 punti
Nasdaq100                -0.52% a 8786 punti

Venerdì la seduta é stata strana. Le borse europee hanno trascorso tutta la giornata in negativo e hanno chiuso con sensibili perdite (Eurostoxx50 -1.52% a 2809 punti). L'S&P500 é invece oscillato intorno alla parità fino a metà seduta e poi é salito fino alla chiusura - ha guadagnato 39 punti (+1.39% a 2836.74 punti) con un risultato finale diametralmente opposto a quello in Europa. Chi ha avuto ragione? Ovviamente l'America visto che l'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 2843 punti. Questo rende superflua ogni ulteriore analisi della seduta in Europa. La situazione tecnica non cambia e non c'é nulla di nuovo da segnalare.

L'S&P50o ha aperto a 2814 punti, é sceso con brevi balzi irregolari fino alle 17.10 sul minimo a 2791 punti ed é poi salito fino a fine giornata a 2842 punti. Ha chiuso poco più in basso a 2836.74 punti (+1.39%). È stata una buona giornata per tutto il listino (Nasdaq100 +1.68% a 8786 punti, DJTransportation +1.77%, Russell2000 +1.56) malgrado dati sulla partecipazione deludenti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4897 su 2496, NH/NL a 509 (pochi!) su 100 e volume relativo a 0.9. Il CBOE Equity put/call ratio era a 0.6, il Fear&Greed Index é scivolato a 39 punti (-1 punto). I Summation Index salgono regolarmente - il reddito dell'USTreasury Bond decennale é 0.60% (-0.01%).
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con indicatori contraddittori (30.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e Bullish Percent Index sul NYSE a 56.18). L'analisi dei COT mostra che i Commercials sono ancora long ma stanno diminuendo le posizioni. L'immagine generale é qualle di una mercato debolmente al rialzo che avanza come sulle sabbie mobili. Il momentum e la partecipazione sono in calo mentre gli investitori sono lentamente passati dal pessimismo ad un circospetto ottimismo con ancora molto scetticismo. La rotazione e la distribuzione potrebbero continuare ancora per giorni se non settimane. Solo quando gli investitori saranno decisamente ottimisti si completeranno le premesse per un'inversione di tendenza.
Settimana prossima parecchi big della tecnologia (Microsoft, Apple, Amazon, Facebook) pubblicano i risultati trimestrali. Molte società tecnologiche approfittano del lockdown che obbliga le persone a dipendere dalla rete. Pensiamo che queste società avranno risultati soddisfacenti che potrebbero a breve dare ulteriori impulsi al mercato - forse gli ultimi prima di un'inversione di tendenza.
Venerdì 1. maggio in occasione della Festa del lavoro la maggior parte delle borse europee sarà chiusa.

Commento del 24 aprile

Sintomi di stanchezza: la spinta di rialzo si affievolisce - nessun segnale di ribasso

Ieri in Europa c'é stata una seduta positiva (Eurostoxx50 +0.62%) grazie soprattutto al buon comportamento di alcuni settori come quello delle banche (SX7E +4.26% a 52.34 punti). La situazione tecnica però non cambia. Gli indici azionari europei erano arrivati sui livelli attuali già il 7 aprile e da parecchi giorni oscillano in laterale senza riuscire a fare sostanziali progressi. Dall'alto scendono le medie mobili (MM) a 50 giorni che come una cappa pesano sui mercati e sembrano spingere gli indici verso il basso. L'impressione generale é che le borse stanno distribuendo. Finora però non abbiamo segnali di vendita e malgrado che gli indicatori di partecipazione si stanno deteriorando per saldo la tendenza a medio termine é ancora al rialzo e il ciclo non sembra completo.
Trovate dei dettagli riguardanti i singoli indici azionari europei nei commenti serali. Mentre il DAX (+0.95% a 10513 punti) corre a braccetto con l'Eurostoxx50 la borsa italiana (FTSE MIB +1.47% a 17011 punti) dipende di più dal settore bancario mentre quella svizzera (SMI -0.05% a 9625 punti) é in balia di farmaceutica e alimentari.

La seduta a New York é stata condizionata dalla pubblicazione di alcuni dati economici e da alcune notizie particolari che hanno provocato degli scatti nelle due direzioni. A fine giornata l'S&P500 si é però fermato in pari (-0.05% a 2797.80 punti) e su qui 2800 punti che da settimane usiamo come punto di riferimento. Era il nostro obiettivo originale del rimbalzo iniziato dal minimo del 23 marzo a 2191 punti. Il 17 aprile l'indice sullo slancio é salito su un massimo di periodo a 2874 punti. Ora però l'S&P500 sembra voler seguire la MM a 50 giorni in lento calo (2818 punti).
L'S&P500 ha aperto in guadagno a 2811 punti. Fino alle 16.45 é salito fino al massimo giornaliero a 2844 punti. Poi lo svolgimento della seduta é stato irregolare con parecchi movimenti improvvisi nelle due direzioni - l'indice però per saldo é sceso e in serata ha toccato il minimo a 2794 punti. Ha chiuso poco sopra a 2797.80 punti (-0.05%). A livello settoriale c'é poco da segnalare - l'oro sale e di conseguenza salgono le azioni delle miniere d'oro che affollano la lista dei NH. Anche il petrolio ha continuato il rimbalzo e ha aiutato le azioni del settore (ETF Energy +3.23%). Per il resto non notiamo niente di particolare (Nasdaq100 -0.27% a 8641 punti, DJT +1.42% e RUT +1.04%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4358 su 3055, NH/NL a 608 su 80 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX si é fermata a 41.38 punti (-0.60), il CBOE Equity put/call ratio era praticamente neutro a 0.59 mentre il Fear&Greed Index é invariato a 40 punti. I Summation Index continuano lentamente a salire.
Riassumendo si é trattato di una seduta neutra e poco entusiasmante. La tendenza a medio termine é ancora al rialzo ma la spinta si affievolisce. Non abbiamo ancora nulla che possa suggerire l'imminenza di un ribasso.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2769 punti (-11 punti). Le borse europee devono scontare due effetti negativi - la discesa ieri sera dell'S&P500 nella seconda parte della seduta e il calo di stamattina. L'Eurostoxx50 vale ora 2805 punti (-47 punti). Le borse europee apriranno con un tonfo del -1.6%. Non sappiamo cosa potrebbe succedere oggi. Questa settimana ci sono state troppe notizie negative e abbiamo l'impressione che pochi hanno voglia di comperare azioni. Ci prepariamo ad una seduta decisamente negativa.
Stamattina il Nikkei ha perso il -0.86% - Shanghai é in calo del -1%.

Commento del 23 aprile

Il prezzo del petrolio rimbalza - le borse recuperano terreno

Il difficile nell'analisi tecnica é di non lasciarsi influenzare dalle notizie quando si interpretano i grafici e gli indicatori. Martedì sera il prezzo del petrolio stava precipitando nel nulla - il future di maggio era caduto fino a -40 USD/barile prima di risalire di poco in positivo. Gli articoli che spiegavano le ragioni del crollo e prevedevano che i prezzi del petrolio non potevano risollevarsi a causa dell'eccesso di domanda e della mancanza di luoghi per lo stoccaggio si moltiplicavano. L'analisi tecnica però ci diceva che questo era sicuramente a breve un forte eccesso di ribasso - il DSI era crollato a 3 punti (questo indicatore di sentiment si muove da 0 a 100 - non può andare in negativo!). E guarda caso... - il future di giugno che era sceso fino a 11.57 USD é risalito e si trova stamattina a 15.50 USD. Come conseguenza ieri il settore dell'energia in borsa ha recuperato terreno e ha trascinato dietro di sé tutti i listini che hanno tirato un sospiro di sollievo. Un'azione petrolifera come ENI ieri é rimbalzata del +4.87%.

Le sedute di ieri in Europa (Eurostoxx50 +1.56% a 2835 punti) e in America (S&P500 +2.29% a 2799.31 punti) sono state positive. Questo ha confermato che il ribasso di lunedì (solo USA) e martedi é stata unicamente una violenta correzione a corto termine - la tendenza a medio termine rimane al rialzo. Da giorni però le borse sembrano distribuire e un massimo significativo sembra vicino. Inizialmente avevamo detto che secondo gli oscillatori il massimo poteva verificarsi oggi - le correzioni intermedie però ritardano questo appuntamento che slitta adesso a settimana prossima. Il miglior metodo per individuare dei massimi in mercati irrazionali e dominati dalle emozioni sono però gli indicatori di sentiment. Conoscete i nostri strumenti: volatilità, rapporti put/call, vari indici come il Fear&Greed Index e le inchieste effettuate tra gli investitori. In maniera ausiliaria utilizziamo anche i Daily Sentiment Index (DSI), l'analisi dei COT o le previsioni degli analisti delle grandi case di investimenti. Per ora i dati sul sentiment mostrano un cauto ottimismo con molto scetticismo - solo quando avremo ottimismo il rimbalzo degli indici azionari dai minimi del 16-23 marzo sarà finito.

Ieri le borse europee sono rimbalzate. Dopo la pessima seduta di martedì eravamo rimasti costruttivi - non pensavamo però che già subito ci sarebbe stata una reazione così consistente. Non bisogna però subito entusiasmarsi - l'Eurostoxx50 (+1.56% a 2835 punti),  DAX (+1.61% a 10415 punti) e FTSE MIB (+1.91% a 16765 punti) hanno svolto una seduta in trading range e hanno recuperato circa (chi meno, chi più) la metà della perdita di martedì. La nostra previsione resta di conseguenza invariata - si continua a distribuire e una salita sopra gli obiettivi che abbiamo ancora ripetuto nei commenti serali é altamente improbabile.
L'indice delle banche SX7E é balzato del +3.00% a 50.20 punti. L'indice rimbalza dal supporto grazie a tassi d'interesse in aumento. Abbiamo l'impressione che il movimento potrebbe continuare e che nei prossimi giorni il settore bancario dovrebbe sorprendere in bene. A breve il sentiment su banche e tassi d'interesse é pessimo - é una premessa ideale per un sostanziale rimbalzo tecnico.

Il rialzo é continuato in America. L'S&P500 ha aperto in forte guadagno a 2787 punti. Con frequenti e brevi oscillazioni é tendenzialmente salito per tutta la giornata senza fare sensibili guadagni. Ha toccato un minimo poco dopo l'apertura a 2776 punti e un massimo prima della chiusura a 2815 punti. Ha chiuso a 2799.31 punti (+2.29%). I piccoli investitori hanno festeggiato lo scampato pericolo comperando la solita tecnologia (Nasdaq100 +3.11% a 8664 punti) mentre il resto del mercato ha arrancato dietro ai leaders (DJT -0.05%, RUT +1.39%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5364 su 2073, NH/NL a 395 su 65 e volume relativo a 0.9 (i volumi in calo ci dicono che la volatilità dovrebbe diminuire e il mercato diventare più stabile). La volatilità VIX é scesa a 41.98 punti (-3.43), il CBOE Equity put/call ratio era relativamente alto a 0.66 e il Fear&Greed Index é rimasto a 41 punti (+1). Gli obiettivi per questi indicatori in maniera che segnalino abbastanza ottimismo restano quelli indicati nel commento di Pasqua.
I Summation Index continuano lentamente a salire.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 2800 punti (+12 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 2854 punti - le borse europee apriranno con una plusvalenza del +0.7%. Ci prepariamo ad una seduta moderatamente positiva. Nei prossimi giorni il sentiment dovrebbe migliorare in maniera sostanziale - il fatto che il mercato ha superato velocemente la correzione dovuta al crollo del prezzo del petrolio darà a molti l'impressione che questo mercato é ormai inaffondabile.

Commento del 22 aprile

Seduta pessima che segna probabilmente la fine del rialzo ma non ancora l'inizio del ribasso

Stamattina devo uscire alle 07.00 per recarmi a Lugano - non posso di conseguenza scrivere il solito commento mattutino.

Le sedute di ieri in Europa (Eurostoxx50 -4.06% a 2791 punti) e in America (S&P500 -3.07% a 2736.56 punti) sono state pessime. Non crediamo però che si sia verificata l'attesa inversione di tendenza e che sia iniziato un ribasso. Crediamo piuttosto che si tratti di una violenta correzione a corto termine provocata dalla crisi del mercato del petrolio - le vendite si sono poi estese a tutto il settore delle materie prime. Il rialzo a medio termine non é completo e la correzione a breve rischia di prolungare il ciclo rialzista oltre la scadenza suggerita finora dagli oscillatori.
Gli indicatori di sentiment mostrano già troppo pessimismo per un ribasso dai livelli attuali (VIX 45.41 punti (+1.58), CBOE Equity put/call ratio a 0.69, Fear&Greed Index a 40 punti (-1). I Summation Index si sono fermati (NYSE) o stanno ancora salendo (Nasdaq).

Commento del 21 aprile

Il crollo del prezzo del petrolio é in buona parte un effetto momentaneo dell'eccesso d'offerta

Ieri le borse europee hanno guadagnato terreno (Eurostoxx50 +0.73% a 2909 punti). La borsa americana invece é scesa (S&P500 -1.79% a 2823.16 punti). La seduta a New York é finita male soprattutto a causa della caduta del prezzo del petrolio sotto i 10 USD al barile - in effetti il prezzo del future con scadenza maggio é crollato a 1.49 USD/barile (con un minimo a -40 USD)! L'impatto psicologico é stato importante e nella seconda parte della seduta gli indici sono solo scesi e hanno chiuso praticamente sul minimo giornaliero. Ovviamente le perdite maggiori sono state nel comparto energia (ETF Energy -3.12%). Quello che nessuno spiega é però che questo é un effetto temporaneo di un eccesso d'offerta a corto termine. Il prezzo del petrolio WTI con fornitura a settembre é sui 30 USD. Non vogliamo classificare questa seduta negativa come un semplice incidente di percorso senza importanza - la ragione del calo é però temporanea e molti settori si sono comportati relativamente bene. Non ci sembra che a Wall Street si sia verificata un'inversione di tendenza.

Ieri le borse europee si sono mosse in balia di quella americana. Hanno aperto al rialzo grazie alla buona chiusura venerdì sera a Wall Street, sono scese la mattina a causa degli inquietanti segnali mandati dai futures americani e sono salite la sera poiché nella prima parte della seduta le borsa americana ha recuperato terreno. Per saldo non c'é nulla di nuovo e abbiamo poco da aggiungere ai commenti serali sui singoli indici. Tranne il solito SMI svizzero (+1.79% a 9785 punti) nessun indice ha raggiunto un nuovo massimo mensile. La tendenza é ancora al rialzo con momentum in diminuzione.

L'S&P500 ha aperto in calo a 2830 punti. L'indice é salito fino a metà giornata a 2869 punti ed é sceso gentilmente in serata sul minimo a 2820 punti - ha chiuso poco sopra a 2823.16 punti (-1.20%). Come nei giorni precedenti il Nasdaq100 ha sovraperformato (-1.20% a 8726 punti). Questa volta anche il Russell2000 (-1.28%) si é comportato relativamente bene - forse le azioni delle piccole compagnie petrolifere sono talmente ipervendute che non possono scendere più in basso.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2054 su 5427, NH/NL a 711 su 66 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é balzata a 43.83 punti (+5.68), il CBOE Equity put/call ratio era stranamente basso a 0.55 mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 41 punti (-2). Abbiamo l'impressione che ci sono due gruppi d'investitori - i timorosi che temono un ulteriore crollo e subito si assicurano appena vedono un cedimento (VIX) e i traders che subito speculano al rialzo (p/c ratio) quando c'é un ingiustificato ritracciamento. Normalmente questa costellazione blocca il mercato.
I Summation Index stanno ancora salendo mentre indicatori di momentum come il MACD stanno lentamente ruotando. Crediamo di conseguenza che l'S&P500 stia formando un massimo significativo sui 2800+/2880 punti. Restiamo dell'opinione che sui livelli attuali bisogna vendere per anticipare una fase di ribasso che potrebbe provocare un test del minimo di marzo. Per ora però non abbiamo ancora nessun segnale di vendita, ci sono abbastanza settori forti (tecnologia, farmaceutica) in grado di sostenere il mercato e abbastanza scetticismo per alimentare il rialzo. Sembra che la fase di distribuzione debba durare ancora qualche giorno.

Stamattina alle 07.30 il future sull'S&P500 era a 2792 punti (-14 punti). Ora (08.30) é risalito a 2802 punti (-4 punti). Ieri sera le borse europee hanno chiuso quando l'S&P500 si aggirava sui 2860 punti - questo significa che adesso Eurostoxx50 e colleghi devono scontare questa differenza di 58 punti - l'Eurostoxx50 vale 2859 punti (-50 punti) - le borse europee apriranno con un tonfo del -1.7%. Questo mostra in maniera esemplare la conosciuta mancanza di indipendenza e iniziativa degli investitori europei - copiano e basta.
Le premesso sono per una seduta in Europa negativa. I risultati trimestrali di IBM ieri sera erano negativi - oggi prima dell'apertura dei mercati Intel comunicherà i suoi risultati - ulteriori notizie negative potrebbero pesare sul comparto tecnologico.

Aggiornamento del 20 aprile

Siamo stanchi di Coronavirus

Durante il fine settimana é nuovamente girato tutto intorno al Coronavirus. Le notizie riguardavano quasi unicamernte questo tema - lentamente la gente é stanca e comincia ad essere meno disciplinata nei contatti sociali.
Le borse hanno reagito alla pandemia con un crash - ora stanno cercando di ritrovare un livello d'acquilibrio. Non é facile poiché nessuno sa quanto sarà profonda e lunga la recessione. È anche difficile stimare le conseguenze della crisi sul patrimonio e la redditività delle imprese. Le borse sono sballottate tra pessimismo ed ottimismo - in questo periodo i migliori indicatori per giudicare l'umore degli investitori e prevedere i movimenti degli indici azionari sono quelli di sentiment. Gli investitori non sono più in panico, non sono pessimisti ma piuttosto prudenti e scettici - non c'é ancora ottimismo.

Stamattina alle 08.30 il future sull'S&P500 é a 2857 punti (-12 punti) - perde poco del guadagno di 75 punti di venerdì scorso. L'Eurostoxx50 vale 2910 punti - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.8%. Le premesse sono per una seduta moderatamente positiva. Come sapete secondo gli oscillatori la borsa dovrebbe salire ancora un pò fino a mercoledì - poi lentamente dovrebbe ricominciare a scendere. Questa é la teoria - in pratica saranno le notizie del momento e gli utili delle imprese a condizionare a breve i movimenti della borsa. Settimana scorsa sono state soprattutto banche a rendere noti i loro risultati trimestrali. Questa settimana sono di turno alcuni big della tecnologia come Intel, Netflix, SAP o IBM - sarà interessante...
Stamattina le borse asiatiche erano miste - il Nikkei ha perso il -1.15%. Shanghai sta guadagnando il +0.3%.

Commento del 18-19 aprile

Il matrimonio tra TINA (There is no alternative) e FED non entusiasma - ancora troppo scetticismo per un massimo

I dati economici pubblicati recentemente sono terribili - l'economia mondiale é in recessione mentre il numero dei disoccupati esplode. Gli utili delle imprese sono in forte calo. Il rimbalzo delle borse dai minimi del 16-23 marzo però prosegue. I fondi stanziati dagli Stati per ammorbidire l'impatto del Coronavirus sull'economia e le misure di stimolo lanciate dalle Banche Centrali servono per lo meno a far risalire le quotazioni delle azioni. Molti pensano che sarà il contribuente a pagare il prezzo della crisi e non le imprese. Molti politici danno l'impressione che si possa stampare denaro dal nulla senza che ci siano delle conseguenze negative. È però logico ed evidente che la recessione provoca delle perdite economiche considerevoli - é sorprendente che le borse sembrano voler ignorare questo fatto inconfutabile.
Le ragioni sono semplici - non ci sono alternative (TINA). I capitali sono obbligati a tornare sui mercati azionari perché, malgrado le alte valutazioni e le prospettiva a breve disastrose, le varianti sono ancora peggio. È inutile comprare obbligazioni che rendono un paio di punti in percentuale con un rischio di perdita del capitale mentre le azioni offrono un bene patrimoniale reale con la possibilità talvolta di un buon dividendo. Inoltre ci sono società che nella crisi fioriscono - l'esempio tipico é il gigante del commercio online Amazon che giovedì ha toccato un nuovo massimo storico. Poiché nessuno sa quanto lunga e profonda sarà la recessione e quali saranno le conseguenze sulla redditività delle imprese finora prevale la fiducia - gli Stati annunciano la fine delle misure restrittive riguardanti i movimenti della popolazione e l'impressione generale é che il picco della crisi é superato. Tutti sperano in un rapido ritorno alla normalità. Questa speranza a breve ha provocato un rialzo delle borse - settimana scorsa é stato il turno dell'America di godere di questa spinta provocata da un miglioramento delle prospettive. Questa però é una descrizione della situazione generale - gli indicatori tecnici ci raccontano qualcosa d'altro. Da settimana scorsa gli indicatori di sentiment in America sono migliorati di poco - con l'S&P500 a 2874.56 punti (+2.68%) eravamo convinti di vedere nei numeri dell'ottimismo - invece gli investitori sono ancora scettici e reticenti.
La volatilità VIX venerdì é scesa a 38.15 punti (-1.96) contro i 41.67 punti di una settimana fà - noi volevamo vedere un calo a 35 punti. Il CBOE Equity put/call ratio venerdì era a 0.60 - la MM a 10 giorni é a 0.66 - ancora troppo alta per segnalare speculazione al rialzo e un massimo significativo dell'S&P500. Il Fear&Greed Index a Pasqua era a 43 punti - venerdì era a 44 punti (+2 punti) - un cambiamento insignificante. Anche le inchieste effettuate tra le varie categorie di investitori (NAAIM, AAII o altre) mostrano che molti sono ancora sottoinvestiti e ribassisti.
Malgrado che l'S&P500 sia decisamente salito sopra l'obiettivo a 2800 punti questa spinta di rialzo non sembra ancora finita. Il ciclo rialzista secondo gli oscillatori di medio termine dovrebbe terminare la metà di settimana prossima. Le borse europee invece sono in stallo. Settimana scorsa hanno marciato sul posto e sembrano distribuire. Nel crash le borse europee avevano qualche giorno di anticipo rispetto all'America. Anche la diffusione del Coronavirus in America é in ritardo rispetto ad Asia e Europa. È quindi possibile (ed é quello che suggeriscono gli indicatori) che la prevista inversione di tendenza colpisca prima l'Europa che Wall Street.
Rispetto ad una settimana fà la situazione tecnica é rimasta praticamente uguale e i nostri consigli d'investimento non cambiano.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.16% a 2888 punti
SX7E (banche)          -8.31% a 51.27 punti
DAX                         +0.58% a 10625 punti
SMI                          +1.69% a 9612 punti
FTSE MIB                  -3.21% a 17055 punti
S&P500                     +3.04% a 2874.56 punti
Nasdaq100                +7.21% a 8832 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta di forti rialzi - l'Eurostoxx50 ha chiuso a 2888 punti (+2.70%). Il massimo del rimbalzo del minimo di marzo é però stato toccato martedì e nel resto della settimana le borse europee hanno avuto un andamento altalenante. Gli indici hanno chiuso al centro del range giornaliero - l'Eurostoxx50 ha toccato un massimo giornaliero a 2931 punti - alle 22.00 valeva 2909 punti.
Le borse europee reggono ma non riescono più a fare sensibili progressi. Il calo di momentum costituisce una buona premessa ad un'inversione di tendenza. Finora non abbiamo segnali di vendita - il nostro indicatore proprietario a medio termine basato sulla stocastica é però ancora su sell.
Le azioni delle banche hanno nuovamente avuto uno sviluppo disastroso - su base settimanale l'indice SX7E (+2.23% a 51.27 punti) ha perso il -8.31% con la conseguenza che anche il FTSE MIB (+1.71% a 17055 punti) é sceso e ha sottoperformato. All'inizio di settimana prossima ci aspettiamo un rimbalzo di questo comparto per la semplice ragione che questo é quello che é successo venerdì sera a Wall Street (BKX +8.40%). Le banche resteranno però probabilmente un settore perdente in questa crisi.
Vincenti invece sono i titoli difensivi dei settori alimentari e farmaceutica - l'SMI svizzero (+1.83% a 9612 punti) continua a comportarsi bene sia in termini assoluti che relativi. L'indice ha però davanti a sé una massiccia zona di resistenza a 10000 punti (+/-200 punti) che molto probabilmente bloccherà il rialzo.

Venerdì Donald Trump ha annunciato ai quattro venti che é giunto il momento di riaprire l'economia americana. La borsa ha reagito con un balzo di felicità (S&P500 +2.68% a 2874.56 punti). L'indice é però rimasto sotto il massimo del future del mattino (2885 punti) e a livello strutturale assistiamo ad un deterioramento - la partecipazione diminuisce.
L'S&P500 ha aperto a 2832 punti. Dopo una salita a 2861 punti é caduto due volte a 2830-2832 punti. Nella seconda parte della seduta é salito costantemente fino al massimo giornaliero e nuovo massimo per questa fase di rialzo a 2879 punti. Sul finale é ricaduto a 2874 punti. Questa volta gli investitori hanno messo da parte la tecnologia (Nasdaq100 +0.85% a 8832 punti) e hanno preferito altri settori depressi come energia (ETF Energy +10.62%)  o banche (BKX (+8.40). Di riflesso anche DJT (+3.16%) e RUT (+4.33%) si sono comportati bene.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6167 su 1302, NH/NL a 794 (troppo pochi!) su 22 e volume relativo a 1.05.
La tendenza di fondo della borsa americana é ancora incerta con indicatori contradditori - il 25.4% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 60.31. I Summation Index continuano a salire (bullish). L'analisi dei COT mostra che i Commercials continuano a comperare e sono long (bullish).
Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é a 0.65%. Non bisogna stupirsi che gli investitori preferiscano comperare azioni almeno fino a quando non sarà evidente che questa é una scelta rischiosa e probabilmente perdente.

In linea di massima non cambiamo la nostra previsione malgrado che gli indici azionari americani siano saliti più in alto di quanto avevamo stimato. Il rimbalzo dai minimi del 16-23 marzo é praticamente completo. Secondo i cicli dovrebbe terminare settimana prossima. Per ora però la tendenza a corto termine é ancora al rialzo e non abbiamo segnali di vendita - solo divergenze negative.

Commento del 17 aprile

Opening up America again - il balzo odierno delle borse potrebbe essere l'ultimo

Ieri in Europa c'é stato un anemico rimbalzo (Eurostoxx50 +0.15% a 2812 punti) - la reazione al crollo di mercoledì é stata deludente ma per lo meno non c'é stata la temuta continuazione verso il basso. Durante la giornata hanno prevalso le vendite e l'impressione generale é che il mercato si sta indebolendo - il ciclo rialzista però non é ancora terminato. I temi giocati dagli investitori non cambiano - anche ieri l'SMI svizzero (+1.28% a 9440 punti) si é comportato bene grazie ai settori farmaceutica ed alimentari mentre il settore bancario europeo (SX7E -1.08% a 50.15 punti) ha ancora fatto un passo verso il baratro costituito dal minimo storico a 48.65 punti.
DAX (+0.21% a 10301 punti) e FTSE MIB (+0.29% a 16768 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50 copiando altri temi d'investimento conosciuti e forniti dagli Stati Uniti - comperare tecnologia e vendere petroliferi. Stranamente le scelte degli investitori rispecchiamo uno scenario economico da recessione ma gli indici azionari continuano a salire - un comportamento contraddittorio (o divergenza) che deve presto o tardi sparire.

La seduta a New York é stata costruttiva (S&P500 +0.58% a 2799.55 punti). Il mercato mostra debolezze a livello di partecipazione ma per il momento la tendenza a medio termine é ancora al rialzo. Nel titolo abbiamo usato il condizionale poiché questo é d'obbligo. Una previsione non é mai sicura. Ieri Donald Trump ha annunciato l'imminente fine del lock down negli Stati Uniti usando lo slogan "opening up America again". Stamattina il future sull'S&P500 balza a 2881 punti (+93 punti). Bisognerebbe attendere la chiusura stasera e analizzare lo sviluppo degli indicatori prima di dare un segnale di vendita. Secondo noi però questo balzo sarà l'ultimo di questo rimbalzo iniziato il 23 marzo - oggi dovrebbe verificarsi quella combinazione di ipercomperato di medio termine e ottimismo che aspettiamo da giorni e che dovrebbe provocare l'inversione di tendenza. Guardate da vicino gli indicatori di sentiment e controllate se i valori si avvicinano a quelli segnalati nel commento del 10-12 aprile e che secondo noi sono necessari per indicare ottimismo e un massimo.

Malgrado dati economici terribili ieri l'S&P500 é oscillato in laterale in soli 41 punti - l'indice ha difeso il minimo di mercoledì e ha chiuso sul livello d'apertura e nella parte superiore del range giornaliero. Questo comportamento ci dice per lo meno che il mercato non ha ancora voglia di scendere.
L'S&P500 ha aperto a 2802 punti e all'inizio é sceso a 2765 punti di minimo. È risalito a 2806 punti di massimo ed é ricaduto a testare il minimo. Nella seconda parte della seduta é salito lentamente fino ai 2804 punti e ha chiuso poco più in basso a 2799.55 punti (+0.58%). Come nei giorni precedenti il mercato é stata trascinato da pochi titoli del settore tecnologico (Nasdaq100 +1.93% a 8757 punti) mentre DJT (-0.27%) e Russell2000/RUT (-0.50%) hanno perso terreno. Deboli erano ancora i settori energia e banche.
La seduta al NYSE é stata negativa (!) con A/D a 3263 su 4175, NH/NL a 467 su 118 e volume relativo a 1.0. A livello di partecipazione notiamo un netto indebolimento. La volatilità VIX é scesa a 40.11 punti (-0.73), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.59 (speculazione al rialzo!) e il Fear&Greed Index si é fermato a 42 punti (+1).
Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é a 0.61% (-0.02%) - i tassi d'interesse bassi e in calo lanciano un segnale di recessione e deflazione.

Sono le 08.35 e il future sull'S&P500 sta arretrando - si trova adesso a 2864 punti (+76 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +3.15% - Shanghai sale del +0.5%. L'Eurostoxx50 vale 2890 punti - le borse europee apriranno con un forte guadagno di circa il +2.8%. Saremmo sorpresi se gli indici azionari europei riuscissero a difendere queste plusvalenze fino a stasera ma in ogni caso a decidere sarà l'America nel pomeriggio.

Commento del 16 aprile

Seduta negativa ma nessuna inversione di tendenza - il ciclo rialzista di medio termine non é ancora completo

Ieri ho incontrato alcuni investitori in Ticino e sono tornato a casa tardi - non ho potuto scrivere i commenti serali riguardanti la seduta in Europa decisamente negativa (Eurostoxx50 -3.75% a 2808 punti). Malgrado che la presenza del Coronavirus é ancora palpabile gli investitori ritengono che ci avviciniamo alla fine della crisi. Non temono un'ulteriore crollo della borsa - non vogliono correre rischi e, considerando la situazione economica incerta, preferiscono non aumentare le posizioni azionarie - in generale però sono rilassati, tranquilli e relativamente ottimisti per quel che riguarda il futuro. Naturalmente questa é un'osservazione puntuala e limitata - secondo me questa attitudine riflette però perfettamente quanto osserviamo al momento in borsa. Tutti considerano che i minimi di marzo sono definitivi e che si é trattato di una tempesta in un bicchiere d'acqua dalla quale i portafogli si sono salvati con perdite contenute. Tutti però vogliono ora mantenere lo status quo ed evitare altre sorprese negative. Sospetto che al prossimo minimo segnale di pericolo tutti vorrano vendere ed evitare un secondo crash come quello di febbraio e marzo - sarà invece esattamente questo meccanismo a provocarlo.

Per l'analisi tecnica la caduta di ieri delle borse non sembra costituire un'inversione di tendenza. Non sembra che sia iniziata una fase di ribasso malgrado le pesanti perdite delle borse europee. L'impressione, almeno in America, é che ci sia stata una breve situazione di ipercomperato a corto termine che ha dovuto essere corretta. Il ciclo rialzista di medio termine non é ancora completo anche se teoricamente mancano solo una manciata di sedute al top. Dovrebbe ancora esserci una spinta di rialzo sopra i 2800 punti di S&P500 (-2.20% a 2783.36 punti). La nostra ipotesi di una distribuzione sui 2800 punti di S&P500 ha avuto ieri una conferma e restiamo della ferma opinione che qualsiasi impennata sopra questi livelli é un'occasione per vendere. Ci sono ancora alcuni giorni di tempo per farlo.
Abbiamo solo un dubbio riguardante le borse europee - queste hanno toccato il minimo annuale il 16 marzo mentre l'S&P500 ha raggiunto il minimo il 23 marzo a 2191 punti. Le borse europee nel ciclo hanno circa 5 giorni di anticipo sull'America - é quindi possibile che le borse europee abbiano già toccato il massimo di questo rimbalzo il 14 aprile - dovrebbero distribuire ancora qualche giorno ma non migliorare questi massimi che potrebbero essere definitivi. Usiamo molto il condizionale ma il concetto generale é evidente - a medio termine c'é poco (o più nessuno) potenziale di rialzo mentre ci sono forti e consistenti rischi di ribasso.

La seduta in Europa é stata deludente poiché le borse non hanno mai tentato di reagire e rimbalzare con convinzione. L'Eurostoxx50 ha aperto sul massimo a 2914 punti ed é sceso per tutta la giornata - ha toccato un minimo alle 17.25 a 2795 punti ed é rimbalzato in chiusura a 2808 punti (-3.75%). In una giornata l'indice ha perso i guadagni di una settimana e questo é preoccupante - sembra che i ribassisti sono a questo punto più forti e decisi dei rialzisti. Pensiamo che il mercato possa "reggere" ancora qualche giorno ma valori sopra i 2900 punti sembrano una buona occasione per vendere. Lo stesso vale per il DAX (-3.90% a 10279 punti) e i 10500 punti. Come al solito la borsa svizzera (SMI -2.29% a 9320 punti) si é difesa bene grazie alla buona performance relativa di alimentari e farmaceutica. Invece il FTSE MIB (-4.78% a 16719 punti) si é inabissato a causa del doppio crollo di banche e energia (ENI -6.38%).
Questa seduta non ci ha detto nulla di particolare. Il ribasso non sembra già cominciato - é solo evidente che quando le borse ricominceranno a scendere é probabile che le perdite in Europa saranno più pesanti che in America. L'estrema debolezza del settore bancario (SX7E -7.06% a 50.70 punti - minimo del 16 marzo a 48.65 punti!) é un motivo di forte preoccupazione.

La seduta in America é andata decisamente meglio - non solo perché le perdite in percentuale sono state minori ma anche perché dopo la debole apertura gli indici non sono scesi più in basso e nella tecnologia (Nasdaq100 -1.15% a 8592 punti) c'é un settore forte che sostinene il mercato e compensa la debolezza di energia (ETF Energy -4.70%) e banche (BKX -6.26%).
L'S&P500 ha aperto in calo a 2779 punti. Per parecchie ore é oscillato stancamente intorno a questo valore con un minimo a 2761 punti. C'é poi stata una salita alle 21.00 fino a 2801 punti e un ritorno in chiusura a 2783.36 punti (-2.20%). È stata una seduta tranquilla con un range di soli 40 punti e volume relativo a 0.95. Notiamo la caduta dell'indice Russell2000 (-4.31%) - L'impressione é che i ritardatari comprano ancora tecnologia mentre i primi ricominciano a vendere PMI.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1380 su 6104, NH/NL a 298 (!) su 49 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 40.84 punti (+3.08), il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente alto (0.70) mentre il Fear&Greed Index é ridisceso a 41 punti (-4).

Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era in calo a 2766 punti - ora la situazione é cambiata - il future sale a 2782 punti (+7 punti). Il Nikkei ha perso il -1.38% mentre Shanghai sale del +0.2%. L'Eurostoxx50 vale ora 2821 punti - le borse europee apriranno stamattina con un guadagno del +0.4% - pensiamo che nel corso della giornata dovrebbero salire più in alto ma non ci aspettiamo un recupero delle perdite di ieri.

Commento del 15 aprile

Il ritorno dei piccoli investitori che comprano Amazon (+5.2%), Apple (+5.05%) e Google (+4.24%)

Ieri é stata una giornata positiva. C'é stato un moderato rialzo in Europa (Eurostoxx50 +0.86% a 2918 punti) e un consistente balzo (S&P500 +3.06% a 2846.06 punti) in America. L'S&P500 ha nettamente superato i 2800 punti e subito sono arrivate le domande dei nostri lettori che chiedevano cosa stava succedendo. Da settimane ripetiamo che l'S&P500 poteva salire al massimo a 2800 punti ma avevamo sempre aggiunto che questo livello era solo indicativo - solo gli indicatori ci avrebbero detto quando gli indici sarebbero stati su dei massimi significativi. In una fase di rialzo il raggiungimento di un massimo é un affare di giorni - solo in un ribasso é possibile indovinare con precisione il minimo, come é successo il 21 marzo, grazie alla presenza di panico e divergenze positive.
Ieri abbiamo osservato alcuni sostanziali cambiamenti. Innanzitutto gli investitori privati hanno abbandonato le loro reticenze e sono tornati a comperare i loro vecchi amori - oltre ai nomi citati nel titolo notiamo anche i balzi di Tesla (+9.05%) e Netflix (+4.24%). Spesso gli investitori retail sono gli ultimi a saltare sul carro di un rimbalzo. La partecipazione era deludente e secondo noi rappresenta una divergenza negativa - il numero dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) é salito solo a 1082 - un mese fà l'S&P500 era a 2711 punti - ci aspettavamo un numero tra i 2000 ed i 3000. Infine notiamo un netto miglioramento del sentiment: la volatilità VIX é caduta a 37.76 punti (-3.41), il CBOE Equity put/call ratio é sceso a 0.58 (sotto i 0.60 per la prima volta in aprile) mentre il Fear&Greed Index é balzato a 45 punti (+8 / questo indicatore reagisce con ritardo poiché contiene indicatori "lenti" come il Summation Index o la distanza dalla MM a 125 giorni). Questo non significa che ieri l'S&P500 ha sicuramente toccato un massimo definitivo ma che siamo vicini a quella combinazione di fattori che normalmente provocano la fine di un rialzo. La tendenza a corto e medio termine é ancora al rialzo - non abbiamo nessun segnale di vendita. Però ieri abbiamo cominciato ad aprire posizioni short. Se si può operare nell'arco di parecchi giorni senza essere obbligati a vendere in un giorno preciso é giunto il momento di girare le posizioni - dal vendere azioni diminuendo i long passiamo gentilmente al vendere gli indici short.

Ieri la seduta in Europa é stata positiva ma le borse si sono limitate a copiare New York. Gli indici hanno aperto al rialzo, non hanno combinato nulla fino nel pomeriggio e si sono impennati sul finale. I maggiori indici hanno guadagnato circa l'1% ma ci saremmo aspettati qualcosa di più visto che le borse europee in questo rimbalzo hanno accumulato ritardo sull'America. La borsa italiana ha chiuso in perdita a causa di aspetti politici e al comportamento delle azioni delle banche. Per una spiegazione vi invitiamo a leggere i commenti serali sui vari indici. Non pensiamo che sia necessario fare analisi approfondie sulle borse europee - sarà in ogni caso l'America decidere quando si verificherà un'inversione di tendenza.

L'S&P500 ha aperto a 2811 punti. All'inizio é salito fino a 2843 punti ma poi é caduto verso le 17.15 sul minimo a 2805 punti. In seguito c'é stato un rialzo abbastanza costante fino ai 2851 punti di massimo e solo sul finale un ritracciamento ha fissato la chiusura a 2846.06 punti (+3.06%). La tecnologia (Nasdaq100 +4.31% a 8692 punti) ha costituito la forza trainante mentre DJ Transportation (+1.75%) e Russell2000 (RUT +2.09%) si sono fatti nettamente distanziare. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5629 su 1845, NH/NL a 1082 su 27 e volume relativo a 1.0.
È iniziata la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese. Ieri erano di turno due banche (JPMorgan -2.74% e Wells fargo -3.98%) che hanno deluso. Pensiamo che nelle prossime settimane l'epidemia di Coronavirus lentamente diminuirà mentre appariranno le pesanti conseguenze economiche della crisi. A questo punto gli investitori si spaventeranno e probabilmente ci sarà l'atteso tuffo a testare i minimi - questa é solo un'ipotesi - al momento nessuno sa esattamente cosa ci aspetta ma é evidente che in borsa dai livelli attuali esistono molti più rischi di ribasso che ulteriore potenziale di rialzo.

Stamattina riappaiono i venditori. Il future sull'S&P500 scende a 2823 punti (-20 punti) mentre il Nikkei perde il -0.45% e Shanghai é in calo del -0.60%. Le borse europee deludono - si concentrano sulle perdite di stamattina e non scontano il buon finale di seduta ieri sera a New York. L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 2905 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.4%). Le premesse sono per una seduta moderatamente negativa.

Commento del 14 aprile

Gli investitori cercano di separare il grano dalla pula

Ieri, lunedì di Pasqua, le borse europee sono rimaste chiuse. In America ci aspettavamo una seduta senza sostanziali variazioni. In effetti gli indici si sono mossi parecchio ma per saldo i vari movimenti si sono compensati. Ci spieghiamo - al calo dell''S&P500 (-1.01% a 2761.63 punti) si contrappone il guadagno del Nasdaq100 (+1.14% a 8332 punti). Raramente si vedono questi due indici muoversi in direzioni diverse. L'impressione é stata che dopo tre giorni di riflessione gli investitori hanno deciso di cominciare a fare delle scelte e a dividere i settori che potrebbero approfittare di questa crisi da quelli che ne usciranno perdenti. Nella tecnologia notiamo il balzo del leaders del commercio online Amazon (+6.17%) e della società Zoom (+9.16%) che produce il software che permette le conferenze video per computer. Anche Tesla (+13.60%) torna nei favori degli investitori. Il settore bancario (BKX -3.94%) é stato invece venduto a causa del fatto che molti temono un'ondata di fallimenti di piccole e medie imprese (RUT -2.78%) con ovvi risvolti sui crediti bancari. Insomma la seduta a New York é stata negativa ma con molti vincenti. Per saldo la situazione tecnica non é cambiata.

L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2775 punti. Nella prima parte della seduta l'indice é caduto sul minimo a 2721 punti ma poi ha recuperato e ha trascorso la parte centrale della giornata ad oscillare sui 2750 punti. Sul finale ha guadagnato ancora terreno e ha chiuso a 2761.63 punti (-1.01%) limitando le perdite. La seduta é stata negativa con A/D a 2411 su 5053, NH/NL a 551 su 25 e volume relativo a 0.95 (basso!). La volatilità VIX é scesa di poco a 41.17 punti (-0.50), il CBOE Equity put/call ratio era neutro (0.65) mentre il Fear&Greed Index é caduto a 36 punti (-6). I Summation Index continuano la loro scalata.
Riassumendo si é trattato di una seduta tra il chiaro e l'oscuro che si inserisce perfettamente nello scenario di una distribuzione sui 2800 punti di S&P500.

Stamattina il prezzo dell'oro ha toccato un nuovo massimo pluriennale (dal 2012) a 1725 USD/oncia. Questo corrisponde ad un nuovo record storico del prezzo in EUR a 1566 punti. Come sapete la tendenza di base e di lungo termine é da metà 2019 al rialzo e noi consigliamo di avere delle posizioni in portafoglio. Non ci aspettiamo un incremento spettacolare ma in un contesto economico come quello attuale l'oro é un investimento solido e sicuro che dovrebbe crescere di valore nel tempo.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 2793 punti (+33 punti). Il Nikkei é balzato del +3.13% mentre Shanghai sta guadagnando il +1.3%. Le borse europee apriranno al rialzo - l'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 2926 punti (+34 punti). Il rialzo a corto termine continua ma non aspettatevi troppo - prevediamo una chiusura sui livelli d'apertura.

Aggiornamento del 13 aprile

Una calma surreale

Abbiamo trascorso una Pasqua con chiese vuote e reparti di cure intense negli ospedali pieni. Nelle strade e nelle piazze da giorni c'é un silenzio surreale - é una calma che significa recessione. I governi nelle scorse settimane hanno stanziato miliardi per sostenere le imprese e l'economia e per impedire che la disoccupazione salisse a livelli esorbitanti. Esplode il debito pubblico che ormai viene finanziato direttamente dalla Banche Centrali. Al momento regna la speranza che l'epidemia di Coronavirus ha raggiunto il suo picco e che da adesso in avanti la situazione é destinata a migliorare. La crisi sta facendo però parecchi danni e noi dubitiamo che la successiva ripresa dell'attività economica farà sparire in breve tempo le conseguenze del virus a livello sociale. economico e politico.
Il rimbalzo delle borse dai minimi del 16-23 marzo é stato un regalo a tutti quelli che sono stati sorpresi dal crash con troppe azioni e troppo rischio nel portafoglio. Siamo convinti che dai 2800 punti di S&P500 non c'é praticamente più potenziale di rialzo mentre esistono forti e considerevoli rischi di ribasso. Siate consapevoli.

Oggi, lunedì di Pasqua, le borse europee restano chiuse. In Asia e negli Stati Uniti invece riprende l'attività normale. Stamattina il Nikkei ha perso il -2.33% - Shanghai é scesa del -0.49%. Sono le 10.00 - il future sull'S&P500 perde 35 punti a 2744 punti. Dopo il rialzo di settimana scorsa sembra che adesso ci debba essere per lo meno una pausa di consolidamento. Oppure - come pensiamo noi - inizia una fase di distribuzione. In ogni caso le premesse per la seduta odierna sono negative - non é una sorpresa.

Commento del 10-12 aprile - Pasqua

L'S&P500 raggiunge l'obiettivo massimo a 2800 punti mentre il sentiment é ancora improntato al pessimismo

In un bear market i rimbalzi dai minimi sono, secondo Fibonacci, di un 38% fino ad un 50% della precedente spinta di ribasso. Naturalmente questa non é una regola ferrea malgrado che molti analisti tecnici ne abbiano fatto una scienza poiché questi rapporti derivano da delle regole matematiche. Questi valori di riferimento sono però importanti a livello psicologico. Chi possedeva 100, ha visto scendere il valore del portafoglio a 80 e vuole assolutamente diminuire i rischi in una situazione di forte incertezza, decide a 90 di vendere. Si accontenta di diminuire la perdita del 50% per contemporaneamente eliminare la possibilità di un danno superiore. Un ritracciamento del 50% del crash di febbraio / marzo corrisponde sull'S&P500 a 2800 punti - giovedì l'indice ha toccato un massimo a 2818 punti e ha chiuso a 2789.82 punti (+1.45%). Prevediamo adesso un ribasso? No - molto probabilmente nei prossimi mesi le borse devono ancora fare un tuffo e ritestare i minimi di marzo - sembra però ancora troppo presto per un'inversione di tendenza. Gli indicatori di sentiment mostrano ancora troppo pessimismo e troppi analisti prevedono una seconda consistente spinta di ribasso - nelle inchieste effettuate tra i vari tipi di investitori ci sono ancora troppi bears mentre i bull faticano ad aumentare. Il Fear&Greed Index venerdì é balzato a 43 punti (+12 punti) - c'é quindi un netto miglioramento - non si può più parlare di panico ma non c'é ancora ottimismo. 
Alcuni settori della borsa si sono fermati e stanno sottoperformando - sono i settori difensivi che nel ribasso e nella prima fase di rimbalzo si erano comportati meglio - ci riferiamo a farmaceutica, alimentari e tecnologia. Grazie agli aiuti forniti dai governi e dalle Banche Centrali gli investitori credono di nuovo in un veloce superamento della crisi, riprendono coraggio e prendono nuovamente rischi. Ricomprano quello che nel crash era stato venduto all'impazzata - trasporti, banche, assicurazioni, settori ciclici come chimica , immobiliari (REIT's). La spinta fornita ai listini da questi settori in difficoltà (distressed) poggia su fondamentali molto incerti e potrebbe sparire all'improvviso. Secondo gli indicatori il rialzo a corto termine può però continuare malgrado che il potenziale sia decisamente modesto - abbiamo costantemente ripetuto che il massimo di questo rimbalzo verrà segnalato dagli indicatori e che non bisognava fissarsi su valori assoluti. Noi pensiamo che ora debba iniziare un periodo di distribuzione sui 2800 punti durante il quale ci sarà ancora un miglioramento degli indicatori di sentiment. La volatilità VIX (41.67 punti, -1.68%) può tornare sui 35 punti mentre il CBOE Equity put/call ratio (0.65) deve stare qualche giorno decisamente sotto i 0.60. Nel frattempo il Fear&Greed Index salirà sopra i 50 punti.  Molti penseranno che l'epidemia da Coronavirus sarà dietre le nostre spalle, gli economisti faranno mirabolanti previsioni di crescita per il secondo semestre del 2020 e gli analisti riparleranno di un S&P500 a 3000 punti. A quel punto l'S&P500 e le borse in generale saranno pronte per un'altra consistente spinta di ribasso. Il nostro consiglio é evidente - qui non si deve comperare ma vendere - noi settimana scorsa abbiamo ridotto considerevolmente le nostre percentuali di azioni in portafoglio - non abbiamo ancora aperto nessuna posizione short ma lo faremo appena gli indicatori suggeriranno la possibile presenza di un massimo significativo. Per ora non abbiamo nessun segnale in questa direzione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +8.63% a 2892 punti
SX7E (banche)          +11.32% a 55.92 punti
DAX                         +10.91% a 10564 punti
SMI                          +2.28% a 9452 punti
FTSE MIB                  +7.55% a 17621 punti
S&P500                     +12.10% a 2789.82 punti
Nasdaq100                +9.43% a 8238 punti

Le borse europee continuano a muoversi copiando quanto succede in America. Giovedì gli indici azionari europei hanno aperto al rialzo visto che la sera prima l'S&P500 era balzato del +3.41%. Nella prima ora di contrattazioni le borse sullo slancio sono ancora salite. Ci sono poi state le attese prese di beneficio e gli indici sono scesi fino a metà giornata. La buon apertura a Wall Street ha provocato ancora un'impennata e verso le 16.00 abbiamo visto i massimi giornalieri. Sul finale c'é stato un ritracciamento ma per saldo le borse europee hanno chiuso con solidi guadagni (Eurostoxx50 +1.46% 2892 punti, DAX +2.24% a 10564 punti e FTSE MIB +1.39% a 17621 punti). Solo l'SMI ha marciato sul posto (+0.22% a 9452 punti) per le conosciute ragioni. Il pacchetto di aiuti deciso dall'UE ha permesso all'Eurostoxx50 di salire nel dopo borsa a 2914 punti. Vi ricordiamo che il target a 2800 punti di S&P500 corrisponde secondo le stesse regole a 3080 punti Eurostoxx50 - evidentemente c'é una differenza. Teoricamente le borse europee hanno ancora un certo spazio di manovra.

Anche la seduta a New York é stata positiva. Appaiono però i primi evidenti segnali di frenata (Nasdaq100 +0.11% a 8238 punti).
L'S&P500 ha aperto a 2777 punti. È salito a 2812 punti, é sceso a 2778 punti e poi ha avuto una lunga fase positiva fino ai 2818 punti.  Dopo le 19.30 é sceso fino a 2762 punti di minimo ed é infine rimbalzato a 2789 punti (+1.45%). Il Russell2000 é balzato del +4.62% - adesso gli investitori comprano le azioni ancora ipervendute. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6179 su 1322, NH/NL a 640 su 19 e volume relativo a 1.3.
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra - i nostri indicatori sono contraddittori - solo il 15.4% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 68.23 punti. Questa discrepanza riflette la fortissima volatilità degli ultimi 30 giorni. La combinazione dei due indicatori é a corto termine bullish. I Summation Index salgono.
L'analisi dei COT mostra che i Commercials aumentano le posizioni long - il segnale é bullish.
Insomma - il rimbalzo sembra avere ancora della strada da percorrere almeno temporalmente. Il potenziale residuo di rialzo sembra estremamente modesto ma un'inversione di tendenza non sembra imminente. Questo significa che per settimana prossima ci aspettiamo una serie di sedute positive e negative senza grandi movimenti e con un saldo settimanale senza sostanziali variazioni. Adesso ci vuole una pausa di distribuzione.

Lunedì di Pasqua, 13 aprile, é festa in Europa dove le borse resteranno chiuse. In America invece si lavora normalmente e la borsa di New York é aperta.

Commento del 9 aprile

Malgrado il rialzo gli indicatori di sentiment mostrano ancora scetticismo

Ieri in Europa c'é stata una seduta neutra che non ci ha detto nulla di nuovo. Gli indici azionari europei hanno aperto in calo e hanno trascorso tutta la giornata in negativo. Hanno chiuso però sul massimo giornaliero e con una lieve ed insignificante perdita. Il gap di martedì é stato in buona parte colmato o addirittura chiuso come nel caso dell'Eurostoxx50 (-0.22% a 2851 punti).
In America ci aspettavamo una seduta simile solo in positivo - pensavamo che gli indici azionari americani passassero la giornata ad oscillare sopra la parità e chiudessero senza sostanziali variazioni. Ci siamo sbagliati - la seduta é stata decisamente positiva e gli indici hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri e sui massimi di martedì (S&P500 +3.41% a 2749.98 punti). Non pensavamo che i "problemi di digestione" fossero di così breve durata. La spinta é stata fornita soprattutto da energia (ETF Energy +6.67%) e banche (BKX +5.11%) - due settori che nel ribasso di marzo erano stati particolarmente venduti.

Ripetiamo da giorni che la fine del rimbalzo dai minimi del 16-23 marzo verrà mostrata dagli indicatori e non bisogna fissarsi su livelli assoluti - quelli da noi indicati servono solo come punti di riferimento. In questa fase dominata dalle emozioni gli indicatori di sentiment (umore) sono particolarmente importanti. Ce ne sono parecchi ma noi ci concentriamo su tre - volatilità, rapporti put/call e Fear&Greed Index. Nei primi due ci sono molte varianti poiché esiste un calcolo della volatilità per ogni indice - la VIX (43.35 punti, -3.35) é la volatilità dell'S&P500. Anche di rapporti put/call ce ne sono tanti - noi preferiamo il CBOE Equity put/call ratio (0.65) - prende in considerazione solo le azioni americane ed é quello con maggiori volumi - la media di lungo periodo é a 0.64 - valori estremi sopra il 0.90 o sotto il 0.50 mostrano eccessiva speculazione al ribasso o al rialzo. Il Fear&Greed Index (33 punti, +7)  é un paniere di 7 indicatori e comprende anche il mercato obbligazionario. Finora questi indicatori mostrano ancora pessimismo - é improbabile che il rimbalzo finisca con un simile scetticismo. Noi pensiamo però che il potenziale di rialzo della borsa americana sia ormai modesto - può ancora guadagnare un +2% in alcune sedute e nel frattempo il sentiment dovrebbe passare all'ottimismo. Anche i commenti nei media dovranno spiegare che la crisi é superata mentre gli analisti cominceranno a fissare target al rialzo (riappariranno nelle previsioni i 3000 punti di S&P500 ?!) invece che parlare di bear market e semplice rimbalzo tecnico. In quel momento saremmo pronti per un'inversione di tendenza.

La seduta in Europa é stata insignificante - ci concentriamo sulla seduta a New York che é stata più interessante e fornisce gli impulsi odierni alle borse europee.
L'S&P500 ha aperto in guadagno a 2694 punti e all'inizio é sceso a ritestare il minimo di martedì. Si é fermato a 2663 punti e poi é ripartito al rialzo. Verso le 17.30 era sui 2720 punti - su questo livello é oscillato nella parte centrale della giornata. Dopo le 20.00 ha ricominciato a salire, ha toccato un massimo a 2760 punti e ha chiuso poco sotto a 2749.98 punti (+3.41%). Il Nasdaq100 ha guadagnato il +2.24%, il DJT é salito del +3.65% ed il RUT é balzato del +4.61% - una logica conseguenza della buona giornata del settore energia. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6399 su 1085, NH/NL a 233 su 36 (da settimana prossima questo rapporto ricomincerà ad essere importante - guardate il grafico dell'S&P500 e osservate dov'era l'indice l'11/12 marzo!) e volume relativo a 1.0. Il forte calo dei volumi suggerisce che il rialzo sta perdendo di partecipazione.
La tendenza a corto termine é al rialzo e gli indicatori di medio termine mostrano che il movimento ha ancora della strada da fare. Crediamo che la borsa americana stia tentando di anticipare il picco di infezioni da Coronavirus in America. È previsto all'inizio di settimana prossima - in questo caso la spinta dovrebbe quasi essere alla fine.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 2747 punti (+12 punti) - questo come al solito fornisce l'impostazione alla seduta odierna. L'Eurostoxx50 alle 08.25 vale 2877 punti - le borse europee apriranno con un moderato guadagno del +0.9%. Oggi é l'ultima seduta prima del lungo fine settimana pasquale. Probabilmente gli indici saliranno ancora stamattina mentre nel pomeriggio ci aspettiamo prese di beneficio. Per saldo dovrebbe essere una seduta positiva a completamente di una buona settimana.
Il Nikkei stamattina si é fermato (-0.04%) mentre Shanghai sta guadagnando il +0.5%.

Commento dell'8 aprile

Problemi di digestione - niente di speciale

Ieri le borse hanno iniziato la giornata baldanzose. In Europa gli indici azionari sono saliti su un nuovo massimo a 30 giorni nella prima ora di contrattazioni. Poi si sono lentamente sgonfiati e hanno chiuso decisamente sotto i livelli d'apertura. Ovviamente la seduta é stata positiva (Eurostoxx50 +2.21% a 2857 punti) poiché gli europei dovevano ancora scontare il rally della sera prima a Wall Street (S&P500 +7.03%). La rottura al rialzo sopra il range di consolidamento delle precedenti otto sedute si é puntualmente verificata - non é stata però molto convincente ed é stata subito utilizzata per prese di beneficio. La tendenza a corto termine é al rialzo e molto probabilmente la spinta ha ancora potenziale. Ci avviciniamo però ad un massimo significativo a medio termine che deve essere usato per vendere. Cercate di farlo per tempo poiché la successiva inversione di tendenza potrebbe essere improvvisa e brutale. Quelli che abbiamo indicato nei giorni scorsi sono obiettivi massimi ed indicativi. Noi cercheremo di indovinare IL MASSIMO usando gli indicatori poiché questo un compito di questo sito,  Con mercati così volatili e dominati dalle emozioni sarà molto difficile - in effetti noi abbiamo cominciato a vendere ieri in giornata.
Per il resto abbiano poco da dire sulle seduta europea che é stata contraddistinta da un passaggio da risk off a risk on. Sono stati abbandonati i titoli difensivi (p.e. Nestlé, Roche e Novartis in calo, SMI "solo" +0.55%) mentre sono stati comperati i settori ipervenduti, ciclici e più rischiosi. Tra l'altro sembra che non affluisca nuova liquidità dal mercato ma che i traders si stiano semplicemente spostando da un settore all'altro - questo comportamento normalmente non provoca un rialzo duraturo.
Ulteriori commenti sui singoli indici li trovate nelle analisi serali.

La borsa americana ha aperto sul massimo e ha chiuso sul minimo. Dopo il balzo di lunedì (S&P500 +7.03%) il lieve calo di martedì (S&P500 -0.16% a 2659.41 punti ) é insignificante e non cambia la situazione tecnica. È però evidente che nell'immediato il mercato si é ancora una volta fermato per digerire i guadagni.
L'S&P500 ha aperto nuovamente in gap up a 2756 punti. Questa volta però il gap é stato colmato. L'indice é sceso a balzi fino alle 17.00 a 2690 punti. Per metà seduta é tornato a 2744 punti. A questo punto hanno prevalso le prese di beneficio. L'S&P500 é sceso fino alla chiusura a 2659.41 punti (-0.16%). Il Nasdaq100 (-0.40% a 8049 punti) ha perso qualcosa in più - DJT (+0.35%) e RUT (+0.03%) hanno invece guadagnato qualche punto. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4766 su 2702, NH/NL a 398 su 51 e volume relativo a 1.4 (piuttosto alto...). La volatilità VIX é salita a 46.70 punti (+1.46), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.65 (sulla media di lungo periodo) mentre il Fear & Greed Index é sceso a 26 punti (-2).
L'obiettivo di questa spinta di rialzo si situava tra i 2650 ed i 2800 punti - ieri l'S&P500 ha toccato un massimo a 2756 punti. L'indice non é ancora ipercomperato a medio termine e gli indicatori di sentiment mostrano ancora scetticismo. Pensiamo quindi che ci saranno ancora dei tentativi di rialzo - siamo però vicini alla fine.   

Stamattina alle 07.50 il future sull'S&P500 era in guadagno di quasi l'1% a 2671 punti. Ora (08.40) la situazione é nettamente cambiata. Il future scende a 2632 punti (-9 punti). Di conseguenza l'Eurostoxx50 dovrebbe aprire in calo a 2809 punti. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con perdite di circa il -1.5%/-1.7%. Dovrebbe esserci un test dall'alto delle vecchie fasce di resistenza (Eurostoxx50 2800 punti). In teoria il test dovrebbe aver successo e gli indici azionari europei dovrebbero chiudere sopra i livelli d'apertura.

Commento del 7 aprile

Seconda spinta di rialzo con obiettivo a 2650-2800 punti di S&P500 (2663 punti) - non dimentichiamo che é un rimbalzo

Alcune buone notizie dal fronte della pandemia di Coronavirus hanno fatto partire ieri la seconda spinta di rialzo. Sia in Europa (Eurostoxx50 +4.99% a 2796 punti) che in America (S&P500 +7.03% a 2663.68 punti) c'é stata una seduta di forti rialzi. Le borse hanno rotto sopra il range di consolidamento degli ultimi giorni - la rottura é netta negli Stati Uniti - in Europa si é solo delineata in serata ma diventerà definitiva oggi. Già il 26 marzo avevamo previsto che ci doveva essere un consolidamento e una seconda spinta di rialzo. Peccato che non l'abbiamo sfruttata con l'apertura di posizioni long - purtroppo tra giovedì e venerdì di settimana scorsa i segnali tecnici erano contraddittori e noi abbiamo dubitato della nostra stessa previsione e abbiamo preferito aspettare. Gli avvenimenti hanno poi scatenato all'improvviso la spinta di rialzo e ieri mattina era già troppo tardi per comperare a prezzi interessanti. Non dimentichiamoci però che le borse stanno solo rimbalzando dai minimi del 16 (Europa) - 23 marzo (America). Si tratta di un rimbalzo tecnico con due spinte di rialzo e con un obiettivo massimo sull'S&P500 a 2800 punti. L'obiettivo é indicativo - saranno gli indicatori a dirci quando le borse saranno su un massimo intermedio. A questo scopo dovremo avere ipercomperato a medio termine e soprattutto ottimismo -  al momento siamo ancora lontani da questo stato ma con giornate come quella di ieri potremmo arrivarci in alcuni giorni. Chi all'inizio del crash é rimasto bloccato con un portafoglio con troppe azioni deve cominciare a vendere adesso. Siamo in effetti convinti che nei prossimi mesi i minimi annuali verranno ritestati e a seconda dello scenario economico che si delineerà nelle prossime settimane il test potrebbe anche sfociare in nuovi minimi annuali decisamente inferiori a quelli di marzo. Concretamente a 2800 punti di S&P500 il potenziale ulteriore di rialzo é decisamente scarso e ridotto mentre il rischio di ribasso ridiventa alto e considerevole. 

La seduta di ieri non necessita molti commenti. Gli investitori hanno comperato tutto e gli indici azionari hanno chiuso sui massimi giornalieri. In Europa abbiamo assistito al solito passaggio radicale da risk off a risk on - i titoli difensivi si sono mossi poco (SMI +2.38% a 9462 punti) mentre i titoli a rischio e fino a venerdì negletti sono esplosi (SX7E +6.99% a 53.74 punti). Le conseguenze sugli indici sono state ovvie (Eurostoxx50 +4.99% a 2796 punti, DAX +5.77% a 10075 punti e FTSE MIB +4.00% a 17039 punti). È molto probabile che la spinta di rialzo abbia una continuazione - stamattina l'Eurostoxx50 dovrebbe riprendere le contrattazioni sui 2854 punti. A questo punto si pone la domanda dell'obiettivo - graficamente l'obiettivo teorico massimo é a 3080 punti di Eurostoxx50. Instintivamente ci sembra però troppo lontano.

La seduta a Wall Street é stata molto buona. L'S&P500 ha aperto con un gap up che puzza di accelerazione al rialzo (breakaway gap) e non si é più fermato fino alla chiusura a ridosso del massimo. L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2584 punti, é salito regolarmente e con sani ritracciamenti fino al massimo a 2676 punti e solo sul finale é ricaduto a 2663.68 punti (+7.03%). Tutto il listino ha partecipato al rialzo (Nasdaq100 +7.35% a 8081 punti, DJTransportation +7.29% e Russell2000/RUT +8.24%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6654 su 875, NH/NL a 233 su 70 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é scesa a 45.24 punti (-1.56), il CBOE Equity put/call ratio é sopra la media a 0.69 e il Fear&Greed Index é balzato a 32 punti (+11 punti) - l'umore degli investitori migliora ma l'intonazione di fondo resta improntata al pessimismo. I Summation Index hanno ricominciato a salire !

Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era invariato a 2644 punti - ora (08.30) é a 2676 punti (+32 punti). L'ondata di sollievo ha raggiunto anche l'Asia (Nikkei +2.01%, Shanghai +2%) e continuerà stamattina in Europa. L'Eurostoxx50 aprirà sui 2854 punti - questo significa che le borse europee apriranno in gap up con un guadagno di circa il +2%. Crediamo che per oggi é abbastanza - probabilmente stamattina ci sarà una breve estensione e poi ci saranno le prime prese di beneficio. Ci aspettiamo una chiusura sul livello d'apertura o più in basso - é possibile che gli indici provino a chiudere il gap d'apertura.

Aggiornamento del 6 aprile

La diffusione del Cornavirus rallenta e le borse reagiscono positivamente - lo scetticismo alimenta il rimbalzo

Molti, noi compresi, si aspettavano che durante il fine settimana il numero di persone infettate dal Cornavirus continuasse ad aumentare in maniera esponenziale. Invece, specialmente in Europa, l'epidemia rallenta ed il numero giornaliero di nuovi infetti si stabilizza e tende a diminuire. Gli Stati Uniti affrontano di petto la crisi e, come d'abitudine per questo Paese, passano da un estremo all'altro. Se a febbraio / marzo si tendeva a sottovalutare il problema ore le forze si concentrano a fermare l'epidemia ed i mezzi messi in campo sono imponenti. Le borse reagiscono positivamente a queste notizie - l'S&P500 alle 07.00 era a 2569 punti (+86 punti). Forse sta partendo la seconda spinta di rialzo all'interno del rimbalzo dal minimo del 23 marzo. Questa era la nostra ipotesi presentata il 26-27 marzo all'inizio del consolidamento. Negli ultimi giorni stavamo però perdendo la speranza in questo scenario positivo a corto termine.

Abbiamo aspettato un'ora per vedere come si comportavano i mercati alla chiusura in Asia e in preparazione all'apertura in Europa. Invece che sgonfiarsi il rialzo sembra prendere vigore. Alle 08.10 il future sull'S&P500 sale a 2578 punti (+96 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +4.17% - Shanghai é chiusa. L'Eurostoxx50 vale 2756 punti (+93 punti) - le borse europee apriranno con un balzo del +3.5%. La zona di resistenza a 2800 punti é troppo lontana. Per oggi si tratterà di vedere se gli indici azionari saranno in grado di difendere i guadagni iniziali. In caso affermativo é probabile che siamo all'inizio di una settimana prepasquale decisamente positiva che dovrebbe far salire l'S&P500 nel range 2650-2800 punti. Siamo tutti scettici sulle possibilità di rialzo di una borsa che deve combattere contro il Coronavirus e una recessione. Pessimismo e scetticismo sono i migliori carburanti per alimentare il rialzo - fino alla prossima situazione di ipercomperato a medio termine.
Venerdì Santo é una giornata di festa a livello mondiale - le borse in Europa e negli Stati Uniti saranno chiuse - abbiamo davanti a noi quatto sedute prima di una lunga pausa.

Commento del 4-5 aprile

Da sicurezza a rischio - da panico ad ottimismo

Da settimane siamo bloccati a casa. In Italia la quarantena nazionale (lock down) é stata imposta dal governo il 9 marzo. All'inizio abbiamo tutti fatto molta attenzione ed eravamo estremamente disciplinati. Adesso sta arrivando la primavera, splende il sole e molti prendono la scusa della spesa alimentare o di altre urgenze inderogabili per uscire e fare una passeggiata. Malgrado il pericolo si  comincia ad ignorare le regole (social distancing) semplicemente perché siamo stanchi e stufi.
In borsa sta succedendo la stessa cosa. C'é stato un crash iniziale quando ci si é resi conto del pericolo costituito dal Coronavirus per la salute pubblica e l'economia. Tra il 17 ed il 19 febbraio gli indici azionari erano sui massimi annuali che in alcuni casi corripondevano anche a dei massimi storici. Le borse europee ed americana sono precipitate fino a 16-23 marzo, poi sono rimbalzate e hanno consolidato. Da inizio anno le perdite sono pesanti (Eurostoxx50 -28.89%, S&P500 -22.97%). Da settimane però chi ha venduto ha liquidità e non sa cosa farsene. Se la liquidità é su un conto corrente presso una banca rischia di sparire nel caso in cui la banca facesse fallimento - considerando l'estrema debolezza degli indici settoriali (SX7E -3.52% a 50.23 punti / minimo storico a 48.65 punti) é un'eventualità da non scartare. Chi ha comperato obbligazioni di Stato non é in una situazione migliore - il Bund decennale in EUR rende il -0.435%, il rendimento dell'US Treasury Bond in USD é sceso a 0.62%. Lentamente gli investitori ricominciano a comperare azioni. Fanno una passeggiata primaverile considerando che vale la pena prendere dei rischi che in fin dei conti sembrano modesti. Dopo un primo forte rimbalzo da ipervenduto e da eccesso di ribasso gli acquisti sono diventati selettivi. Ci si rende conto che il settore alimentare é toccato poco dalla crisi, le società farmaceutiche potrebbero addirittura approfittarne e nel settore tecnologico, mentre esplode il fenomeno del telelavoro ed il traffico su internet, ci sono perle che corrispondono ai nostri requisiti (business solido e orientato al futuro, solidità patrimoniale, redditività e dividendo). Non é un caso che l'SMI svizzero, dominato da Nestlé, Roche e Novartis, da inizio anno perde "solo" il -12.95%.
Adesso l'S&P500 (-1.51% a 2488.65 punti) é in mezzo ad un largo range (2200-2650 punti) all'interno del quale può muoversi liberamente poiché non esistono barriere tecniche o chiari punti di riferimento fondamentali. Sono le emozioni a muovere il mercato e queste si fanno sballottare da notizie spettacolari ma che sul lungo termine influenzano poco o niente gli utili delle imprese - sono i tweet di Donald Trump, i numeri giornalieri di nuovi infetti o di decessi da Coronavirus (tutti seguiamo la curva e attendiamo il picco!) o le diatribe tra Russia ed Arabia Saudita che provoca oscillazioni giornaliero del prezzo del petrolio del 20-30%.
A corto termine il trend é incerto - c'é molto (troppo?) pessimismo e questo fattore favorisce la continuazione del rimbalzo dai minimi annuali di marzo. Gli indicatori di medio termine suggeriscono che il rimbalzo non é terminato poiché l'ipervenduto e l'eccesso di ribasso non sono ancora spariti. È però molto probabile che nelle prossime settimane i minimi annuali vengano ritestati. Perché? Perché in ogni crash o ribasso di dimensioni simili a quello attuale questo test é sempre avvenuto ed é sfociato raramente in minimi ascendenti e spesso in minimi discendenti. Inoltre all'attuale ciclo rialzista di medio termine deve seguire un ciclo ribassista che in teoria dovrebbe provocare un minimo a metà-fine  maggio.
Insomma - le borse sono ancora nel pieno della crisi provocata dal Coronavirus. Le conseguenze economiche non possono ancora essere valutate. L'attuale volatilità rispecchia questa incertezza. Al momento bisogna essere sotto investiti ma é inutile vendere ancora azioni tecnicamente forti. Gli investitori devono aspettare la prossima (secondo noi inevitabile) spinta di ribasso per comperare. A corto termine lo sviluppo é altamente incerto - salite dell'S&P500 sopra i 2650 punti e dell'Eurostoxx50 sopra i 2800 punti devono essere utilizzate per vendite di azioni in settori durevolmente toccati dalla crisi tipo turismo, restaurazione, trasporti, materie prime.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.41% a 2663 punti
SX7E (banche)          -13.17% a 50.23 punti
DAX                         -1.11% a 9525 punti
SMI                          +2.74% a 9242 punti
FTSE MIB                  -2.61% a 16384 punti
S&P500                    -1.51% a 2488.65 punti
Nasdaq100               -0.79% a 7528 punti

Una settimana fà la situazione tecnica era simile a quella odierna e noi avevamo evitato di fare previsioni di corto termine. Lo sviluppo era incerto e in effetti nelle ultime 5 sedute ci sono stati ampi movimenti (+/-3%/4%) ma per saldo gli indici si sono mossi relativamente poco. L'SMI svizzero, che da settimane definiamo come tecnicamente forte, ha guadagnato terreno mentre gli altri indici ne hanno perso. Fenomeni che abbiamo individuato da tempo come la forza relativa della tecnologia (Nasdaq100) o la preoccupante debolezza del settore bancario si sono ripetuti. Questi effetti sottolineano il desiderio degli investitori di evitare i rischi.
Se questo comportamento non cambia é più probabile che nei prossimi giorni le borse scivolino verso il basso rispetto ad una spinta di rialzo.

La seduta di venerdì in Europa non necessita di commenti. C'é stato un tuffo all'inizio della seduta e poi gli indici azionari non hanno più recuperato. L'Eurostoxx50 é sceso alle 09.25 a 2658 punti - ha chiuso a 2663 punti (-0.95%). È stato appesantito dal settore bancario (SX7E -3.52%). Il DAX ha fatto meglio (-0.47% a 9525 punti) mentre il FTSE MIB ha fatto peggio (-2.67% a 16384 punti). Non c'é ancora stata una rottura al ribasso sotto il range ci consolidamento ma l'impressione é quella di un scivolare verso il basso senza reazioni degne di nota da parte dei rialzisti. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 2656 punti.

La seduta a Wall Street é stata negativa ma poteva andare peggio considerando quanto visto una settimana fà. I dati riguardanti l'espansiono dell'epidemia da Cornavirus durante il fine settimana negli Stati Uniti saranno terribili.
L'S&P500 ha aperto a 2517 punti all'inizio é salito a 2538 punti. Poi a lente ondate irregolari l'indice é sceso fino alle 20.00 a 2460 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é risalito a 2488.65 punti (-1.51%). Il rialzo del prezzo del petrolio (WTI a 28.43 USD/barile, +3.02 USD, minimo pluriennale lunedì a 19.27 USD/barile !!!) non é bastato a spingere gli investitori a comperare.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1726 su 5710, NH/NL a 37 su 381 e volume relativo a 1.05. Il forte calo dei volumi rispetto ai giorni precedenti ci dice che si sta verificando un assestamento e che il calo di venerdì ha avuto scarsa partecipazione. La volatilità VIX é scesa a 46.80 punti (-4.11), il CBOE Equity put/call ratio era alto a 0.83 e il Fear&Greed Index era fermo a 21 punti.
I Summation Index si stanno appiattendo (NYSE in leggero calo, Nasdaq in lieve aumento).
La tendenza di fondo della borsa americana é al ribasso con il 6.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 37.45. L'analisi dei COT mostra che i Commercials sono tornati sostanzialmente long. Sapete che questi professionisti spesso sono dalla parte giusta.
Riassumendo lo sviluppo a corto termine é incerto - noi speriamo sulla base dei cicli e gli indicatori di sentiment che ci possa essere a breve ancora una spinta di rialzo e che l'S&P500 possa tornare sui 2650 punti o più in alto. A medio termine deve esserci un test dei minimi di marzo - questo significa che l'S&P500 deve tornare sui 2200 punti o cadere più in basso. Per la fine dell'anno siamo relativamente ottimisti. È troppo presto per fare delle previsioni ma almeno internamente noi siamo obbligati a sviluppare degli scenari. In quello pessimista l'S&P500 dovrebbe essere sui 2100 punti, In quello normale dovrebbe stabilizzarsi intorno ai 2600 punti. Abbiamo però anche una variante ottimista con un ritorno dell'S&P500 sui 3000 punti. Il range é troppo ampio e non può ancora essere utilizzato per delle decisioni d'investimento. Tra circa un mese saremo più precisi.

Commento del 3 aprile

Alla ricerca del prezzo giusto

Dopo la pesante caduta di mercoledì della borsa americana (S&P500 -4.41%) temevamo che ieri potesse esserci un'altra seduta negativa e che la strada verso il basso potesse riaprirsi. Invece la seduta é stata positiva. Le borse europee hanno faticato a lungo e nel primo pomeriggio sembravano voler rompere al ribasso sotto i range di consolidamento. Hanno però chiuso in positivo (Eurostoxx50 +0.31% a 2688 punti). Un rally del prezzo del petrolio scatenato da un tweet di Donald Trump ha poi permesso alla borsa americana di involarsi e di chiudere con sostanziali guadagni (S&P500 +2.28% a 2526.90 punti) e vicina al massimo giornaliero.
A corto termine la situazione é confusa e non siamo in grado di fare previsioni affidabili. Ci sono buoni argomenti sia per una prosecuzione del rimbalzo dal minimo del 23 marzo sia per una ricaduta a ritestare questo minimo.
Le borse resteranno volatili ancora per settimane per la semplice ragione che nessuno sa quale sarà la situazione economica alla fine di questa pandemia. I mercati finanziari sono alla ricerca del prezzo giusto e sono sballottati tra le differenti opinioni dei diversi protagonisti.
Ieri l'Eurostoxx50 (+0.31% a 2688 punti) poteva rompere al ribasso. Invece é rimasto nel range di consolidamento - la seduta é stata sorprendentemente tranquilla e l'Eurostoxx50 ha aperto e chiuso all'incirca sullo stesso livello - la discesa sotto i 2658 punti é stata di breve durata. L'indice ha guadagnato 8 punti ma considerando le notizie negative che vengono a getto da economia e pandemia é un risultato incoraggiante. Il DAX (+0.27% a 9570 punti si é comportato alla stessa maniera - la rottura sotto i 9450 punti é durata poco e l'indice ha velocemente recuperato e ha fine giornata ha guadagnato 26 punti - pochi ma abbastanza considerando le premesse negative. Il prezzo del petrolio é salito del 24% e ENI ha guadagnato il +6.93% - questo spiega la buona prestazione del FTSE MIB (+1.75% a 16834 punti) che sovraperforma anche le altre borse europee. L'indice continua a consolidare e la tendenza a corto termine é ancora incerta. La temuta rottura al ribasso non si é concretizzata. L'SMI svizzero continua a sorprendere in bene. Scende poco nei giorni negativi e sale abbastanza in quelli positivi. Il terzetto Nestlé, Novartis e Roche, che costituisce quasi il 56% dell'SMI, trascina l'indice. Il grafico é costruttivo e la tendenza al corto termine é al rialzo.
Riassumendo - seduta in Europa di poco positiva e situazione tecnica praticamente invariata rispetto a ieri. Non abbiamo abbastanza elementi per sostenere l'ipotesi della ripresa del rimbalzo e del rialzo. La posizione speculativa long sull'Eurostoxx50 a 2675 punti é stata stoppata in pari.

La seduta a New York é stata influenzata dal prezzo del petrolio in forte aumento. L'S&P500 ha aperto in pari a 2472 punti e all'inizio é caduto sul minimo a 2455 punti. Poi ha recuperato e alle 16.40 ha toccato il massimo a 2533 punti. Poi si é solo mosso tra questi due livelli. È ridisceso in maniera irregolare fino alla 20.20 ed é risalto sul finale a 2526.90 punti (+2.28%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4797 su 2621, NH/NL a 40 su 267 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é scesa a 50.91 punti (-6.15), il CBOE Equity put/call ratio é rimasto alto a 0.82 mentre il Fear&Greed Index era invariato a 22 punti.
Sinceramente in questa seduta troviamo sia segnali positivi che negativi. Anche leggendo i commenti dei nostri colleghi non troviamo nulla di convincente. Teniamo d'occhio i Summation Index che lentamente continuano a salire. Questo significa che a medio termine siamo ancora rialzisti - é però possibile che ci siano ancora dei vuoti d'aria seguiti da dei lenti recuperi. L'S&P500 potrebbe però semplicemente tornare sui 2650 punti prima di ricadere a testare i minimi annuali.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2487 punti (-29 punti). Come sapete questo da l'intonazione al resto dei mercati. Le borse europee apriranno in calo del -0.8% - l'Eurostoxx50 vale ora 2669 punti. Ci aspettiamo un'altra seduta relativamente tranquilla con una chiusura poco lontana dai livelli d'apertura.
Il Nikkei stamattina ha chiuso in pari (+0.01%) mentre Shanghai sta perdendo il -0.6%.

Commento del 2 aprile

L'ondata dell'epidemia colpisce l'America e Wall Street - l'S&P500 potrebbe ritestare in anticipo i minimi annuali

Ieri Donald Trump é passato dall'ottimismo al pessimismo - dopo avere per settimane sottovalutato il Coronavirus paragonandolo ad un'influenza stagionale ha improvvisamente cambiato registro e prevede che la pandemia in America ucciderà 200'000 americani. Queste dichiarazioni insieme ai numeri di infetti e decessi in fortissimo aumento hanno messo le borse nuovamente in ginocchio. L'Europa si é piegata al volere dell'America. La mattina il future sull'S&P500 si é presentato in forte calo e le borse europee hanno seguito. L'Eurostoxx50 (-3.83% a 2680 punti) ha aperto debole e dopo una mezz'ora é caduto sul minimo a 2663 punti. Per il resto della giornata é oscillato intorno a 2690 punti senza riuscire a risollevarsi ma senza scendere decisamente più in basso. Malgrado la mancanza di pressione di vendita durante la giornata siamo inquieti. L'Eurostoxx50, come DAX (-3.94% a 9544 punti) e FTSE MIB (-2.97% a 16545 punti) é sul bordo inferiore del range di consolidamento delle ultime 5 sedute. Se cade sotto i 2658 punti rischia di precipitare e ritestare il minimo annuale. Lo stesso vale per il DAX e i 9450 punti.
L'indice delle banche SX7E é precipitato del -4.34% a 51.98 punti - si é riavvicinato al minimo annuale e ultimo supporto a 48.65 punti. In tutte le crisi le banche hanno trascinato i listini verso il basso ed é questa la ragione per cui le analizziamo separatamente. L'estrema debolezza di questo comparto é un motivo di preoccupazione. Una rottura al ribasso e un nuovo minimo annuale nei prossimi giorni significa che molto probabilmente l'Eurostoxx50 deve fare la stessa fine. Il problema non sembra essere unicamente legato al pagamento dei dividendi. Anche in America (BKX -6.90%) notiamo lo stesso effetto. Il settore bancario riflette lo stato di salute dell'economia - se questo settore precipita é probabile che ci aspetti una profonda recessione strutturale e non solo un breve crollo della crescita economica di uno o due trimestri.

Ieri sera abbiamo lasciato in sospeso le previsioni riguardanti le borse europee rendendole dipendenti dalla chiusura a Wall Street. Purtroppo la seduta in America é stata pessima e ci sono solo pochi motivi di ottimismo.
L'S&P500 ha aperto in calo e in gap down a 2492 punti. All'inizio ha recuperato ed é tornato sopra i 2500 punti - ha raggiunto un massimo a 2522 punti. Poi però le vendite hanno preso il sopravvento. L'S&P500 é sceso in due lunghe ondate e ha raggiunto il minimo a 2447 punti. Solo sul finale é rimbalzato ed ha chiuso a 2470.50 punti (-4.41%) con una pesante perdita di 114 punti. Il crollo ha toccato tutto il listino (DJT -4.41%, RUT -7.03%!) compresa la tecnologia (Nasdaq100 -4.19& a 7486 punti). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 785 su 6751, NH/NL a 45 su 210 e volume relativo a 1.2. Notiamo il forte calo dei volumi di titoli trattati - spesso un calo con meno volumi dei giorni precedenti significa meno partecipazione e pressione di vendita. Forse l'S&P500 riesce a recuperare se ritorna velocemente sopra i 2500 punti - in caso contrario molto sembra suggerire l'inizio di un'altra possente spinta di ribasso. La nostra ipotesi di una continuazione del rimbalzo dal minimo del 23 marzo é appesa ad un filo ma ha ancora delle chances - ieri si é scatenata la cacofonia degli analisti che prevedono un ulteriore crollo della borsa - non abbiamo trovato nessun commento costruttivo - raramente il mercato crolla quando tutti credono che succederà. Questa impressione viene rafforzata dagli indicatori di sentiment che sono tornati a peggiorare (VIX a 57.06 punti (+3.52), CBOE Equity put/call ratio a 0.86 e Fear&Greed Index a 22 punti (-3). Insomma - grafico e indicatori di corto termine puntano verso il basso - volumi e sentiment danno segnali costruttivi - vediamo cosa succede oggi.

Stamattina c'é un rimbalzo - il future sull'S&P500 risale a 2489 punti (+41 punti) e l'Eurostoxx50 riprenderà le contrattazioni sui 2700 punti (+20 punti). Questo inizio di seduta positivo é un segnale costruttivo ma che va difeso. Se le borse europee riescono a stare in guadagno fino a stasera l'ipotesi di una continuazione del rimbalzo con una seconda spinta di rialzo riprende quota. Siamo cautamente ottimisti poiché ci sembra strano che i venditori di ieri spariscano senza lasciare traccia e ritentare un affondo. Chi ieri ha comperato Eurostoxx50 a 2675 punti assicura oggi la posizione con uno stop loss sul prezzo d'acquisto.
Per la cronaca il Nikkei ha perso solo il -1.37% mentre Shanghai sta guadagnando il +1.7%.

Commento del 1. aprile

Volatile ed erratica chiusura trimestrale - borse ancora in una fase di consolidamento

Ieri mattina le borse europee sono partite al rialzo ma la spinta é durata poco. Verso le 10.00 gli indici erano sui massimi giornalieri e ci sono rimasti un'oretta dando l'impressione che potesse esserci una rottura al rialzo. In effetti l'Eurostoxx50 (+0.77% a 2786 punti) era salito a 2827 punti - decisamente sopra i "nostri" 2800 punti - lo stesso vale per il DAX (+1.22% a 9935 punti) che era svettato a 10096 punti, quasi un 1% sopra i 10000 punti. Poi però i compratori si sono ritirati e lentamente sono riapparse le vendite. Gli indici sono scivolati fin verso le 14.30 e hanno poi recuperato in serata. Per saldo sono rimasti dei modesti guadagni - con l'unica eccezione dell'SMI (+1.50% a 9311 punti) gli indici azionari europei sono rimasti nel range di consolidamento delle precedenti 4 sedute e per il momento non vediamo ancora nessun segnale tecnico che la prosecuzione del rimbalzo dai minimi del 23 marzo é imminente. La forza relativa dell'SMI e la debolezza del settore bancario (SX7E -0.40% a 54.34 punti) suggeriscono invece il contrario - sono ancora i settori difensivi (alimentari, farmaceutica) a sovraperformare mentre quelli ciclici e finanziari sono in difficoltà. Le borse potranno salire più in alto solo quando si diffonderà un certo ottimismo riguardante il futuro e la possibilià di una ripresa della crescita economica nel terzo trimestre dell'anno.
Riassumendo non bisogna fidarsi del risultato di questa seduta - in fondo é stata un'altra seduta in trading range e di consolidamento. Era l'ultima seduta di un trimestre da infarto durante la quale molti hanno cercato di mettere ordine nel portafoglio. C'é stata molta volatilità ma nessuna direzione e il guadagno finale sembra casuale. Questo giudizio che abbiamo dato già ieri nei commenti serali é stata poi confermata dal comportamento della borsa americana.

La seduta in America é stata negativa. Nella prima parte della giornata gli indici sono oscillati intorno alla parità. Dopo sono scesi, l'S&P500 ha toccato un minimo a 2571 punti ed é rimbalzato sul finale a 2584.59 punti (-1.60%).
Salta all'occhio il netto calo dei volumi di titoli trattati - sembra più che altro che gli investitori fossero stanchi dopo un mese molto movimentato. Ci proccupa solo il miglioramento dei dati sul sentiment (VIX a 53.54 punti (-3.54), CBOE Equity put/call ratio a 0.7, Fear&Greed Index a 25 (invariato) in una giornata negativa. Sembra che gli investitori pensimo che ormai il peggio é alle spalle - forse ci vogliono ancora alcuni giorni di consolidamento e un bel vuoto d'aria per fargli cambiare idea e far tornare quel sano scetticismo necessario per la continuazione del rialzo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3245 su 4233, NH/NL a 92 su 76 (dati al momento senza valenza) e volume relativo a 1.4. Il Nasdaq100 (-0.96% a 7813 punti) ha sovraperformato l'S&P500 ma questa volta anche DJT (-0.75%) e RUT (-0.45%) si sono difesi bene. Questa più che altro é sembrata una seduta di assestamento e di aggiustamenti prima della scadenza trimestrale.
I Summation Index su NXSE e Nasdaq stanno lentamente salendo. Restiamo dell'opinione che dopo un consolidamento e un ritracciamento ci deve ancora essere una spinta di rialzo come continuazione del rimbalzo dal minimo del 23 marzo. Il massimo ieri sull'S&P500 é stato a 2641 punti - il nostro target per il rimbalzo era tra i 2650 ed i 2800 punti - speriamo di non sbagliarci e che il massimo di questo rimbalzo non sia già stato toccato ieri...

La giornata comincia male - il future sull'S&P500 é a 2488 punti (-81 punti) - l'unico aspetto positivo é che il future é da parecchio tempo su questo livello e non scende più in basso. Il Nikkei ha perso il -4.5% - Shanghai sta scendendo solo del -0.5%. L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 2686 punti  - perde 100 punti (quasi il -4%) rispetto a ieri. Non vediamo ragioni per una seduta pessima e quindi ci aspettiamo un recupero malgrado che la seduta sarà probabilmente decisamente negativa. Sui 2675 punti di Eurostoxx50 si potrebbe comperare e aprire una posizione speculativa long per sfruttare la prevista continuazione del rimbalzo. Dobbiamo però osservare le prime due ore di contrattazioni per prendere una decisione.

Commento del 31 marzo

Malgrado la seduta positiva il consolidamento non é ancora finito

Temevamo che l'effetto del lunedì, quando le borse si fanno spaventare dal forte aumento dei nuovi contagi da Coronavirus durante il fine settimana, provocasse ancora un'ondata di vendite. Invece per una volta ha prevalso il realismo. Le borse hanno semplicemente compensato le perdite ingiustificate di venerdì e i traders che hanno tentato di anticipare questo effetto sono risultati perdenti.
L'Eurostoxx50 (+1.35% a 2765 punti) é sceso la mattina fin verso le 10.00, ha recuperato in pari a metà seduta ed é oscillato in laterale fino alle 17.00. Solo sul finale di seduta grazie agli impulsi positivi provenienti da Wall Street é riuscito a guadagnare 37 punti e chiudere sul massimo giornaliero. Formalmente l'indice resta nel range delle precedenti tre sedute. È però evidente che con questa seduta positiva le premesse di una continuazione del rimbalzo, come da nostre previsioni, aumentano. Il settore bancario (SX7E -5.69% a 54.56 punti) ha frenato il rialzo. La BCE ha chiesto alle banche di non pagare dividendi quest'anno per preservare il capitale proprio. Molti investitori delusi hanno venduto - sono quelli che tenevano le azioni delle banche per il loro dividendo. Noi pensiamo che la mossa é un segnale positivo e in ogni caso il capitale per gli azionisti non é perso. Questa caduta é ingiustificata e costituisce un'occasione d'acquisto. Ne ha subito le conseguenze il FTSE MIB (+0.30% a 16872 punti) che é solo riuscito a chiudere con un modesto guadagno poiché é stato frenato dai titoli bancari in forte calo. Il DAX (+1.90% a 9816 punti) ha copiato l'Eurostoxx50 - é oscillato sulla parità fino nel tardo pomeriggio e poi, ispirato da Wall Street, é decollato e ha chiuso sul massimo giornaliero con un consistente guadagno di 183 punti. Tecnicamente non cambia nulla visto che l'indice resta nel range delle ultime tre sedute e formalmente continua a consolidare. È però evidente che questa seduta positiva aumenta le probabilità di una rottura al rialzo. L'SMI (+1.98% a 9174 punti) ha compensato la perdita di venerdì. Sul grafico appare la terza candela parallela che mostra in maniera evidente il consolidamento. L'SMI ha chiuso sul massimo giornaliero e le premesse per una rottura al rialzo e una continuazione del rimbalzo sono ottimali.
L'A/D a 13 su 7 era buona ma non convincente. Ci saremmo aspettati di meglio. Forse il consolidamento deve durare ancora qualche giorno.
Riassumendo le borse europee hanno avuto una seduta positiva ma sono rimaste nel range delle precedenti tre sedute. Formalmente il consolidamento é ancora valido ma é evidente che la chiusura sul massimo giornaliero suggerisce che la continuazione del rimbalzo dai minimi del 23 marzo é la variante più probabile. 

Le borse europee si sono fatte ispirare da quella americana. Il rialzo sul finale é stato causato dal buoncomportamento di Wall Street. Vediamo come é andata.
L'S&P50 ha aperto a 2578 punti e all'inizio é sceso a 2545 punti dando l'impressione di voler tornare in pari e fermarsi. Invece é salito e ha trascorso la parte centrale della giornata ad oscillare sui 2600 punti. Sul finale é salito fino sul massimo a 2631 punti e ha chiuso poco più in basso a 2626.65 punti (+3.35%). Si é trattato di una solida prestazione offuscata solo dai volumi in calo. La borsa é salita senza evidenti motivi e questo é un segnale di forza. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4940 su 2578, NH/NL a 81 su 102 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é scesa a 57.08 punti (-8.46), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.68 mentre il Fear&Greed index é salito di poco a 25 punti (+2 punti). Il mercato é stato trascinato da tecnologia (Nasdaq100 +3.96% a 7889 punti) e servizi sanitari / farmaceutica mentre il resto del listino ha arrancato (DJT +1.19%, RUT +2.33%).
L'S&P500 é risalito sul massimo di giovedì scorso. Formalmente sta ancora consolidando - le probabilità che il rimbalzo continui nei prossimi giorni sono alte. La borsa dovrà però trovare nuove motivazioni poiché il rimbalzo dei settori decisamente ipervenduti (tipo trasporti) ha esaurito la sua spinta. Confidiamo sulla tecnologia, sul settore bancario e su quello dell'energia.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2617 punti (+6 punti). Le borse difendono i guadagni di ieri. Il Nikkei ha perso il -0.88% - Shanghai sta guadagnando il +0.1%. Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 2791 punti - le borse europee apriranno con guadagni di quasi il +1%. Si troveranno però ancora nel settore di consolidamento. il comportamento dell'America sarà determinante per decidere se già oggi ci sarà una rottura al rialzo.

Aggiornamento del 30 marzo

La Cina rende ottimisti - gli Stati Uniti si preparano al peggio - le borse guardano nel futuro

In Cina la pandemia di Coronavirus sembra sotto controllo e la vita torna lentamente alla normalità. In Europa, malgrado l'alto numero di contagiati e di decessi, il picco sembra imminente - dopo il picco si prevede un miglioramento. Negli Stati Uniti l'ondata dell'infezione comincia a travolgere solo adesso la popolazione ed il sistema sanitario. Donald Trump si mostra ottimista e lascia agli esperti il compito di annunciare le cattive notizie. Le borse si muovono in questo scenario incerto che ondeggia paurosamente tra speranza e pessimismo. Noi temiamo che dopo il picco il Coronavirus non sparirà - ci saranno altre ondate che condizionaranno ancora per mesi la vita pubblica e il mondo del lavoro. I costi sono enormi e non quantificabili. Come reagiranno le borse ? In un contesto dominato dall'incertezza é meglio fidarsi dell'analisi tecnica che condensa il comporatamento e le previsioni della massa degli investitori in maniera oggettiva eliminando l'aspetto emozionale. Nell'immediato le borse devono consolidare. A corto termine ci deve essere una seconda spinta di rialzo all'interno del sostenibile e sostanziale rimbalzo iniziato settimana scorsa. A medio termine i minimi annuali devono essere ritestati. Gli investitori devono aspettare questo test prima di comperare.

Stamattina dopo aver letto le catastrofiche notizie provenienti dagli Stati Uniti riguardanti la diffusione del Coronavirus ci aspettavamo mercati in profondo rosso. Invece il future sull'S&P500 sale a 2541 punti (+17 punti). Probabilmente la nostra interpretazione riguardante la caduta di 60 punti dell'S&P500 venerdì sul finale di seduta é corretta. Il Nikkei ha perso il -1.57% - Shanghai é in calo del -0.9%. Temiamo però che nel corso della giornata prevalgano le vendite. La situazione stamattina dipende dall'Asia che vede la luce in fondo al tunnel. Adesso segue l'Europa che é ancora in pieno all'interno della crisi. Nel pomeriggio il testimone passerà all'America dove la situazione deve peggiorare drammaticamente prima di poter migliorare.
L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 2743 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni di circa il +0.5%. Saremmo contenti se gli indici azionari europei chiudessero stasera sui livelli d'apertura o poco più in basso. Il prezzo del petrolio scende stamattina ancora del -3.9% tornando ai prezzi del 2002 (20 USD/barile) - con premesse del genere é difficile che la borsa americana possa salire.
Durante il fine settimana l'Europa é passata all'ora estiva. La differenza con New York torna ad essere di 6 ore. Wall Street aprirà alle 15.30 e chiuderà alle 22.00.

Commento del 28-29 marzo

Take a walk on the wild side...

Una settimana fà le borse erano ancora in pieno crollo e noi stavamo disperatamente elencando i germogli primaverili (segnali tecnici positivi) e incitavamo all'ottimismo. Secondo noi un sostanziale e sostenibile rimbalzo tecnico era imminente. Abbiamo difeso questa previsione anche dopo l'ulteriore caduta di lunedì. Martedì le borse sono finalmente risorte e hanno continuato una possente spinta di rialzo fino a giovedì sera. Venerdì sia in Europa (Eurostoxx50 -4.18% a 2728 punti) che in America (S&P500 -3.37% a 2541.47 punti) la seduta é stata negativa - si é però trattato di una seduta in trading range che non ha guastato la performance settimanale che é ampiamente positiva. Per fortuna abbiamo chiuso le posizioni long in portafoglio in anticipo (venduto Eurostoxx50 a 2800 punti) e vicino ai massimi settimanali.
Adesso inizia un periodo di ampie e selvagge oscillazioni (walk on the wild side) che saranno molto difficili da prevedere nel dettaglio e con anticipo. Molto dipende in questa fase dallo sviluppo della pandemia di Coronavirus, dalla risposta dei governi e dalle cifre della crisi che verranno pubblicate. Non sempre la reazione dei mercati sarà logica come abbiamo visto giovedì - la borsa ha fatto un rally malgrado i terribili dati sul mercato del lavoro americano che hanno mostrato un'esplosione della disoccupazione. Bisognerà cercare di distinguere da movimenti dettati da fattori emotivi, reazioni tattiche dei traders e tendenze a corto e medio termine.
Facciamo un esempio. La spinta di rialzo tra martedì e giovedì era troppo estesa e quindi venerdì ci doveva essere un consolidamento (aspetto tecnico). Il consolidamento si é tramutato in una seduta negativa a causa di un'ondata di vendite nell'ultima mezz'ora di contrattazioni a Wall Street provocata dai traders - le cifre sui nuovi infetti da Coronavirus sono di lunedì sempre terribili (somma del fine settimana) e finore le sedute di lunedì sono sempre state negative a causa di questo effetto psicologico - i traders hanno provato ad anticipare questo movimento. Poiché le borse sono cadute venerdì é possibile che questa volta domani ci sia una sorpresa come effetto della copertura dei short. Il rimbalzo iniziato martedì però non é finito - secondo l'analisi tecnica dopo un consolidamento ci dovrebbe essere una seconda spinta di rialzo - ipervenduto e eccesso di ribasso non sono ancora stati compensati e il sentiment mostra ancora parecchio pessimismo. Lo scenario più probabile é quindi che anche la performance della prossima settimana sarà positiva dopo un inizio difficile. L'alternativa é che settimana prossima ci sia ancora un'ondata di panico e che i minimi annuali vengano subito ritestati - la probabilità ci sembra bassa ma visti i tempi eccezionali é una variante che non si può scartare.
Le strategie operative sono evidenti. Bisogna vendere se settimana prossima c'é ancora una spinta di rialzo e l'S&P500 si avvicina all'obiettivo massimo a 2800 punti. Bisogna invece comperare se l'S&P500 torna sui 2191 punti, minimo annuale del 23 marzo.
Questa fase di ampie e selvagge oscillazione dovrebbe durare dei mesi - in questo periodo finirà il bear market e si formerà una base per una fase di rialzo a medio termine. È probabile che i minimi di lunedì 23 marzo vengano ritestati ed é possibile che vengano peggiorati al ribasso. Nei crash del passato ci sono queste due varianti (minimi ascendenti o minimi discendenti) - c'é però sempre questo lungo periodo di formazione di base.

Gli investitori conservatori comprano solo quando la formazione della base sarà evidente. Chi vuole migliorare il suo portafoglio titoli deve vendere azioni tecnicamente deboli sui massimi delle oscillazioni e comperare azioni tecnicamente forti sui minimi. I traders possono divertirsi ad indovinare con anticipo le spinte di rialzo e ribasso ma non sarà facile anche perché il Cronavirus si sposta nel mondo ad ondate - ha colpito prima l'Asia, poi l'Europa con epicentro in Italia e solo adesso sta travolgendo gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Meglio muoversi in borsa solo quando gli indicatori sono in posizioni estreme e danno segnali affidabili.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +7.07% a 2728 punti
DAX                         +7.88% a 9632 punti
SMI                          +4.32% a 8996 punti
FTSE MIB                  +6.93% a 16822 punti
S&P500                    +10.26% a 2304.92 punti
Nasdaq100               +8.49% a 7588 punti

La giornata di venerdì non necessita di lunghi commenti e estese analisi . Doveva essere una seduta di consolidamento e in effetti é stata una seduta negativa ma in trading range e con volumi di titoli trattati in calo. Il ribasso é stato ampliato da un'ulteriore caduta del prezzo del petrolio (21.51 USD/barile WTI, -1.09 USD) che ha influito negativamente sul settore (ETF Energy -6.78%). Per il resto da un punto di vita tecnico non c'é nulla di nuovo. Solo sul mercato delle divise stupisce il ritorno del cambio EUR/USD a 1.1140. Noi eravamo scettici nei riguardi degli eccessivi movimenti fuori dal range 1.10-1.12 e finora abbiamo avuto ragione.

Venerdì l'S&P500 ha aperto in forte calo a 2543 punti. Dopo una discesa sul minimo a 2520 punti l'indice é salito ad ondate irregolari fino alle 20.25 quando ha toccato il massimo a 2615 punti. Sul finale é ricaduto a 2541.47 punti (-3.37%). L'S&P500 ha aperto e chiuso sullo stesso livello e la candela sul grafico é un lungo doji che mostra equilibrio ed incertezza. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1741 su 5863, NH/NL a 47 su 85 e volume relativo a 1.7. La volatilità VIX é salita a 65.54 punti (+4.54), il CBOE Equity put/call ratio é risalito a 0.70 mentre il Fear&Greed Index ha marciato sul posto (23 punti, +1). Gli investitori restano pessimisti - sarà questo scetticismo a provocare a corto termine la continuazione del rimbalzo iniziato martedì scorso.
I dati sulla tendenza di fondo sono contraddittori - il 6.1% dei titoli si trova sopra la SMA a 50 giorni (ancora forte eccesso di ribasso) mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é risalito a 50.81 punti.
I tassi d'interesse sono tornati a scendere ora che le Banche Centrali (FED e BCE) hanno ricominciato a comperare (reddito del Bund decennale a -0.477% / reddito dell'USTBond decennale a 0.72%, -0.11%). Ricordatevi che non ci sono molte alternative alle azioni. Cash ed obbligazioni sono investimenti difensivi che non proteggono contro una svalutazione delle monete. In una recessione i prezzi delle materie prime scendono. Lo stesso vale per il valore gli immobili. Crediamo che in fin dei conti vale la pena possedere azioni di compagnie con un solido patrimonio, un buon dividendo assicurato e un business sano e orientato al futuro. Non conviene vendere nel panico ma bisogna utilizzare questo bear market per accumulare buone azioni a prezzi di sconto. D'altra parte siamo convinti che questo bear market non é finito - siate prudenti !

Commento del 27 marzo

L'S&P500 non consolida ma sale a 2630 punti - gli obiettivi del rimbalzo sono a 2650 o 2800 punti...

Eravamo convinti che dopo il rally di martedì e la continuazione del rialzo mercoledì le borse dovessero fare un pausa di consolidamento prima di poter salire più in alto. Invece ieri la borsa americana ha fatto ancora un possente balzo - l'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero a 2630.07 punti (+6.24%). In precedenti commenti vi avevamo detto che l'obiettivo massimo indicativo di questo rimbalzo era a 2800 punti - l'alternativa era una salita a 2650 punti. Ci siamo quasi. Se vi ricordate abbiamo però fatto dipendere gli obiettivi dagli indicatori - fino a quando l'ipervenduto e l'eccesso di ribasso non saranno stati eliminati e gli investitori non avranno abbandonato lo scetticismo il rimbalzo poteva continuare. Abbiamo buone notizie - secondo gli indicatori questo rimbalzo ha ancora parecchia strada da percorrere specialmente a livello di tempo - nell'immediato però la prima spinta del minimo ha esaurito il suo potenziale.

Le borse europee hanno trascorso buona parte della giornata in negativo. Solo nel pomeriggio, con un occhio puntato su Wall Street, hanno recuperato e dopo le 16.30 sono passate in positivo. Hanno concluso la giornata con significativi guadagni e sul massimo giornaliero. Guardando cosa é successo in America le borse europee potevano fare ancora meglio ma sono state frenate dalla rivalutazione dell'EUR. Come pensavamo il cambio EUR/USD é tornato a 1.1040 e questo mostra come l'impennata a 1.1495 di inizio marzo e il crollo a 1.0636 di qualche giorno fà fossero delle semplici esagerazioni causate dalle turbolenze sui tassi d'interesse. Al momento i giochi si fanno altrove - il cambio dovrebbe assestarsi sui 1.10-1.12.
Pensavamo che la prima spinta di rialzo di questo rimbalzo dovesse finire sui 2800 punti di Eurostoxx50 (+1.70% a 2847 punti) e sui 10000 punti di DAX (+1.28% a 10001 punti). Ieri l'Eurostoxx50 ha decisamente superato questo livello ma non pensiamo che la nostra stima sia proprio sballata. Stamattina l'Eurostoxx50 riaprirà sui 2790 punti. Questa settimana il rimbalzo ha favorito le azioni che più avevano perso nel crash - evidentemente c'é stato un effetto di short covering e un tentativo di comperare quei titoli che otticamente sembravano più a buon prezzo e le azioni di società che approfitteranno del pacchetto di aiuti economici promessi dal governo (tipo Boeing che é rimbalzata 100% dal minimo in una manciata di sedute!). Da adesso in avanti il mercato tornerà ad essere più selettivo e favorire azioni e indici tecnicamente più forti e solidi.

La borsa americana ha sorpreso un pò tutti anche perché i dati sulla disoccupazione pubblicati alle 13.30 erano terribili - 3.3 milioni di americani hanno chiesto nell'ultima settimana (!) i sussidi disoccupazione. Il mercato azionario ha però ignorato questo dato scontato.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2500 punti e fino alle 16.40 é salito a balzi fino ai 2595 punti. Poi per ore é oscillato intorno a questo valore e solo sul finale si é impennato a 2630.07 punti (+6.24%). Anche ier la tecnologia ha sottoperformato (Nasdaq100 +5.72&) - questo effetto ha però colpito anche i trasporti (DJT +4.15%) mentre il Russell2000 (+6.30%) si é mosso col mercato.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6374 su 1172, NH/NL a 72 su 41 e volume relativo a 1.5. La volatilità VIX é scesa a 61.00 punti (-2.95) entre il CBOE Equity put/call ratio era di 0.58.
Il calo dei volumi e il p/C ratio sotto la media sono segni che la spinta perde forza e torna una certa speculazione al rialzo. È quindi probabile che ora l'S&P500 si fermi anche se normalmente, senza una ragione particolare, la seduta di venerdì completa il trend settimanale. Per logica la seduta odierna può essere negativa ma non dovrebbe sfociare in una pesante ricaduta.
I Summation Index stanno lentamente e stentatamente risalendo da livelli molto bassi - mostrano che questo rimbalzo ha ancora strada da fare.

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 2579 punti (-28 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +3.88% - Shanghai é ferma (+0.2%). L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale a 2791 punti - le borse europee apriranno in calo del -2%. Ieri la situazione di partenza era simile ma le borse hanno chiuso in guadagno. Vediamo se oggi il "miracolo" si ripete. Noi ci aspettiamo un recupero ma per saldo una seduta moderatamente negativa.

Commento del 26 marzo

Consolidamento - bisogna rimettere ordine e cominciare a distinguere tra vincitori e perdenti

Ieri sullo slancio del rally di martedì la borse hanno aperto ancora in positivo e hanno proseguito la loro corsa. Poi ci sono state delle prese di beneficio e gli indici azionari hanno chiuso in guadagno e al centro del range giornaliero. Il primo rally dal minimo causato da ipervenduto ed eccesso di ribasso é terminato e ora bisogna digerire questa nuova situazione. Questo significa che le borse devono consolidare un paio di giorni. La tendenza a corto termine é passata al rialzo e gli indicatori mostrano che il movimento di rialzo iniziato martedì deve continuare. Durante il consolidamento si trattarà di fare ordine e di capire quali società sono perdenti o vincenti durante la crisi. In certi settori si é evidentemente esagerato al ribasso memori di crisi precedenti. Abbiamo per esempio l'impressione che il settore bancario é meno toccato dal Coronavirus di quanto si pensi e negli ultimi anni le banche abbiano fatto parecchi progressi a livello di solidità patrimoniale.

L'Eurostoxx50 ha aperto a 2474 punti ed é salito fino alle 10.15 quando ha toccato il massimo a 2829 punti. Poi é ricaduto fino ai 2670 punti ed é risalito nel pomeriggio fino ai 2800 punti (+3.13%). Stamattina riprenderà le contrattazioni sui 2720 punti. Noi abbiamo consigliato di vendere a 2800 punti poiché pensiamo che l'indice debba consolidare sotto questo livello e finora sembra che abbiamo avuto ragione. L'Eurostoxx50 é andato meglio di DAX (+1.79% a 9874 punti) e FTSE MIB (+1.74% a 17243 punti) ma questo sembra essere solo un caso - la buona performance del settore bancario (SX7E +4.03% a 60.64 punti) non sembra essere il fattore decisivo. Per ora non riconosciamo un concetto chiaro in questi movimenti di assestamento. Sembra solo che eccessi nelle due direzioni vengono compensati - l'impressione é che siano i traders a provocare questi scossoni spostandosi velocemente da un settore all'altro in cerca di buone occasioni. Nei prossimi giorni questa volatilità a disordine dovrebbero diminuire.

La seduta a New York é andata come in Europa. Apertura forte, breve salita sullo slancio fornito dal rally di martedì, prime vendite, rialzo e prese di beneficio sul finale. Insomma - seduta positiva ma chiusura ben lontana dal massimo giornaliero. Sembra essere iniziato l'atteso consolidamento.
L'S&P500 ha aperto a 2445 punti a all'inizio é salito a 2501 punti. Poi é caduto a 2407 punti. Nella parte centrale della seduta é salito regolarmente e ha toccato un massimo a 2571 punti. Nelle ultime due ore ha distribuito un'oretta ed é infine sceso a 2474.56 punti (+1.15%). DJ Transportation (+2.44%) e Russell2000 (+1.26%) hanno partecipato al rialzo. Il Nasdaq100 ha invece perso il -1.11% a 7469 punti e questa é una sorpresa e un grattacapo. Potrebbe essere una conseguenza di una rotazione tra settori con traders a saltare dalla tecnologia ai settori con maggiore potenziale di rimbalzo a breve. In generale però la situazione tecnica del Nasdaq100 é migliore e crediamo che nel prossimo futuro debba ricominciare a sovraperformare.
Ieri i Summation Index di NYSE e Nasdaq sono leggermente saliti a conferma dell'inversione di tendenza a breve. La maggior parte delle azioni sta recuperando terreno.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5667 su 1877, NH/NL a 39 su 127 e volume relativo a 1.7. La volatilità VIX é salita a 63.95 punti (+2.28), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.65 mentre il Fear&Greed Index é salito a 17 punti (+4).
Ricordiamo che l'epidemia da Coronavirus in America é solo all'inizio - gli Stati Uniti hanno per lungo tempo sottovalutato il problema e solo negli ultimi giorni ahnno adottato con una certa disciplina le prescrizioni di social distancing. È probabile che i dati di contagi e decessi peggioreranno di molto per ancora almeno due settimane. Psicologicamente sarà difficile che la borsa possa salire prima che non si veda la luce in fondo al tunnel. Il rimbalzo di martedì e mercoledì é stata una reazione di sollievo e di speranza. Per salire più in alto ci vorrà qualcosa di più concreto.

Stamattina alle 07.30 il future sull'S&P500 era a 1437 punti - ora (08.30) é sceso ancora più in basso a 1422 punti (-46 punti). Oggi prevale nuovamente il pessimismo. Il Nikkei ha perso il -4.51% - Shanghai sale di poco (+0.6%). L'Eurostoxx50 vale 2720 punti - le borse europee apriranno con un tuffo del -2.8%. Non crediamo che debbano scendere decisamente più in basso. Ci aspettiamo una seduta negativa in trading range - il minimo ieri é stato a 2670 punti.
In linea di massima intendiamo tornare long nei prossimi giorni ma non abbiamo fretta. Appena il polverone provocato dai fortissimi movimenti delle ultime sedute si sarà posato avremo una visione più chiara.

Commento del 25 marzo

Il rimbalzo primaverile inizia col botto - sarà un rimbalzo sostanziale e sostenibile

Ieri finalmente é iniziato l'atteso rimbalzo - non dovrebbe trattarsi del solito fugace ed evanescente rimbalzo di una giornata che svanisce nelle giornate successive ma dovrebbe essere un sostenibile e sostanziale rimbalzo. La ragione é semplice - nelle scorse settimane le borse hanno esagerato e sull'onda delle emozioni gli indici sono scesi troppo in basso - tecnicamente avevamo una situazione di estremo ipervenduto ed eccesso di ribasso. Nessuno sa se le basse valutazioni dei giorni scorsi sono giustificate poiché tutto é successo troppo svelto - é stata una reazione istintiva dettata dal panico e ampliata da aspetti tecnici. Ora segue il periodo della speranza e vedrete che la retorica nei media cambierà velocemente. Seguendo l'esempio della Cina tutti penseranno che la pandemia di Coronavirus sarà superata in tempi brevi senza creare forti danni per quel che riguarda il numero delle vittime e l'economia. Ritorneranno i paragoni con le epidemie di influenza che ogni anno mietono vittime in tutto il mondo senza che per questo venga decretato il blocco totale dei movimenti della popolazione. Gli economisti metteranno in risalto le eccezionali misure di sostegno all'economia decise dai Governi e dalle Banche Centrali. Insomma - prima che arrivino le cifre della crisi (perdite, disoccupati, fallimenti) ci saranno alcune settimane di incertezza e di speranza. Ci sarà un rimbalzo che per definizione é una fase di rialzo a corto termine all'interno di un baer market che non é terminato.

Un rimbalzo secondo l'analisi tecnica ha delle regole. Non dovrebbe limitarsi al rally di ieri anche se gli eccessi odierni devono a breve essere riassorbiti con un ritracciamento. In linea di massima ci dovrebbe essere un rimbalzo di circa un +20% dal minimo o un ritracciamento di 1/3 fino a 1/2 del crash - potete fare i vostri calcoli. L'S&P500 (+9.38% a 2447.33 punti) ha toccato un massimo a 3393 punti il 19 febbraio e un minimo a 2191 punti martedì. È una discesa di 1202 punti - il 50% sono 601 punti. Se sommiamo questi 601 al minimo a 2191 punti arriviamo ad un obiettivo massimo a 2792 punti. Questa é la teoria che serve solo come punto di riferimento. Saranno gli indicatori a segnalarci quando saremo tornati su un massimo intermedio.
Siamo però convinti che dopo una pausa di consolidamento gli indici devono salire più in alto. Tutti gli indicatori mostrano che esiste parecchio spazio verso l'alto specialmente a livello temporale. Significa che il ritmo del rialzo diminuirà e che prima di essere nuovamente su un massimo intermedio potrebbe anche trascorrere un mese. Poi le borse dovrenno ridiscendere a testare i minimi annuali ma avremo il tempo per parlarne nel prossimo futuro. 

Ieri le borse hanno avuto una seduta di eccezionale e forte rialzo. Gli indici azionari sia in Europa (Eurostoxx50 +9.24% a 2715 punti) che in America (S&P500 +9.38% a 2447.33 punti) hanno chiuso sui massimi giornaliero con robusti guadagni. Poiché gli indicatori solo adesso stanno girando e forniscono segnali d'acquisto a breve termine é probabile che il movimento debba continuare. Notiamo miglioramenti su tutti fronti - non solo sui mercati azionari. Anche dei mercati obbligazionari, delle divise e delle materie prime vengono i soliti e tipici segnali di distensione come se la crisi fosse superata - non é il caso ma per il momento va bene così.

Evitiamo di analizzare la seduta in Europa che a parte l'ampiezza dei guadagni non ha nulla di particolare. Notiamo solo che gli investitori si sono buttati su settori e indici che nel crash avevano perso di più tralasciando in parte i settori difensivi. Attenzione che ieri si é comperato di tutto - nel futuro gli investitori diventeranno più selettivi tentando di scoprire i vincitori ed i perdenti. Per chi come noi segue gli indici questo processo non é molto importante ma osservarlo ci aiuterà a capire l'umore della folla.

L'S&P500 ha aperto a 2354 punti e all'inizio ha ancora avuto una fase di incertezza con una discesa sul minimo a 2344 punti. Poi c'é stata una prima spinta di rialzo che é finita a metà giornata a 2436 punti. Dopo un ritracciamento a 2364 punti c'é stata una seconda spinta fino alla chiusura a 2447.33 punti (+9.38%). Il Nasdaq100 ha sottoperformato (+7.80% a 7553 punti) mentre DJT (+12.49%) e RUT (+9.39%) hanno fatto la loro parte. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6798 su 801, NH/NL a 26 su 175 (adesso e per il prossimo futuro questi numeri non serviranno a niente poiché ci muoveremo nell'ampio range degli ultimi 30 giorni...) e volume relativo a 1.7. La volatilità VIX é ferma a 67.98 punti (+0.08), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.63 (neutro) mentre il Fear&Greed Index é salito a 13 punti (+8).
Questo rimbalzo finirà quando tornerà un certo ottimismo e ci sarà un ipercomperato di breve termine. Ci vorrà ancora un pò visto che ieri il Summation Index sul NYSE é ancora sceso mentre quello del Nasdaq100 ha avuto il primo debole movimento positivo dopo quasi un mese di caduta libera.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2459 punti (+21 punti). L'Eurostoxx50 vale alle 08.45 2780 punti. Molti investitori e traders sono stati sorpresi dal rimbalzo e devono inseguirlo. Dovrebbe quindi esserci una breve continuazione verso l'alto prima dell'inizio di un consolidamento. Chiudiamo a 2800 punti la posizione long sull'Eurostoxx50 aperta a 2400 punti. Torneremo long su un ritracciamento.
Per la cronaca stamattina il Nikkei é balzato del +8.13% - Shanghai sta guadagnando il +2.20%.

Commento del 24 marzo

Gli ottimisti trovano i germogli: Nasdaq100 +0.18%

A prima vista la settimana é iniziata male. Le borse sia in Europa (Eurostoxx50 -2.47% a 2485 punti) che in America (S&P500 -2.93% a 2237 punti) hanno avuto un'altra seduta decisamente negativa. Il ribasso continua a finora viene confermato, almeno negli Stati Uniti, da dei nuovi minimi annuali sui maggiori indici azionari. Noi però siamo alla ricerca di segnali positivi e anche ieri ne abbiamo trovati in abbondanza.
Le borse europee non hanno fatto registrare dei nuovi minimi annuali. Hanno chiuso lontano da minimi giornalieri e l'Eurostoxx50 ha difeso senza affanni la base a 2400 punti. Il DAX é brevemente caduto nuovamente sotto i 8500 punti (minimo a 8480 punti) facendo scattare il nostro ordine stop loss ma a fine giornata é tornato a 8741 punti (-2.10%). Per quel che riguarda l'operatività prendiamo nota del fatto che fissare dei limiti ore prima dell'inizio delle contrattazioni con mercati così volatili provoca spesso delle operazioni indesiderate ma purtroppo queste sono le regole del gioco. Visto quanto stava succedendo in Europa ieri noi siamo rimasti long sul DAX ma non faceva senso scrivere ancora qualcosa sul sito.
Ieri abbiamo notato che la borsa italiana (FTSE MIB -1.09% a 15559 punti) si é comportata meglio che il resto dell'Europa, le banche (SX7E -2.85% a 52.47 punti) si sono mosse in mezzo al plotone mentre improvvisamente sono stati venduti i titoli difensivi (SMI -5.37% a 8160 punti). L'impressione é che ci sono i primi acquisti su mercati e settori che hanno "perso troppo" mentre gli ultimi disperati venditori si sono liberati delle azioni che finora avevano ancora retto all'urto. Spesso questo succede in prossimità di un minimo significativo.
In generale le borse restano fortemente ipervendute e in eccesso di ribasso - gli investitori cominciano a non più reagire con panico alle pessime notizie che arrivano riguardanti il Coronavirus e l'economia. Le premesse per un sostenibile e sostanziale rimbalzo sussistono. Sostenibile significa che deve durare di più che un fugace rally giornaliero - finora delle furiose reazioni di un giorno e di un +10% é tutto quello che abbiamo avuto come rimbalzo. Sostanziale significa che dalla base attuale si potrebbe e dovrebbe risalire un +20%. Poi bisognerà vendere - lo abbiamo anche spiegato nel video di ieri pomeriggio.  

L'S&P500 é caduto su un nuovo minimo annuale a 2191 punti. Sono 104 punti sotto il precedente minimo. Anche DJ Industrial (-3.04%) Nasdaq e Nasdaq100 (+0.18% a 7006 punti) e NYSE Composite (-3.90%) hanno toccato dei nuovi netti minimi annuali. DJT (-1.96%) e Russell2000 (-1.13%) invece si sono semplicemente seduti sui precedenti minimi con marginali sforature. Questo spiega perchà i nuovi minimi a 30 giorni (NL) sono solo 1295 - se vi ricordate nei giorni scorsi abbiamo osservato valori di NL sui 3500 con un picco a 4200 - la pressione di vendita é moderata e in calo.
L'S&P500 ha aperto in gap down a 2260 punti. Durante la giornata ha fatto ampie oscillazioni tra i 2191 ed i 2300 punti e ha chiuso nalla parte inferiore del range a 2237.40 punti (-2.93%). Abbiamo notato con piacere la forza relativa della tecnologia e il guadagno del Nasdaq100 - é il nostro germoglio di questa seduta che nel complesso é stata negativa (A/D a 2380 su 5207, NH/NL a 15 su 1295 e volume relativo a 1.7). La volatilità VIX é scesa (!) a 61.59 punti (-4.45), il CBOE Equity put/call ratio (0.62) era sull media mentre il Fear&Greed Index é sceso a 5 punti (-3 punti) - gli investitori stanno abbandonando il panico malgrado che il ribasso continui.

Stamattina il vento cambia. Quando abbiamo cominciato a lavorare il future sull'S&P500 era a 2300 punti - ora (08.24) é a 2317 punti (+96 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +7.04% - Shanghai sta salendo del +2.3%. L'Eurostoxx50 vale 2579 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +3.8%. Nelle scorse settimane abbiamo visto spesso delle reazioni simili. La domanda é se questo é l'inizio dell'atteso sostanziale e sostenibile rimbalzo. Secondo noi si ma per avere conferme dobbiamo osservare cosa succede oggi - ne riparliamo domani mattina.

Commento del 23 marzo

Le borse rimbalzeranno quando la quarantena bloccherà l'aumento dei contagi

Stanotte il future sull'S&P500 é caduto su un nuovo minimo annuale a 2174 punti. Ora (08.00) si trova a 2210 punti (-78 punti). Negli Stati Uniti é scoppiata l'isteria da Coronavirus e alcuni Stati stanno implementando le misure di social distancing che in Europa esistono da quasi due settimane. Il numero dei contagiati da Coronavirus sta salendo in maniera esponenziale e questo come temevamo provoca ancora panico sui mercati finanziari e ulteriori vendite. Il picco di infezioni in Europa é previsto per questa settimana. Per questa ragione il ribasso in Europa finirà prima che in America - le difficoltà negli Stati Uniti freneranno la prima fase del rimbalzo ma non riusciranno ad impedirlo.
Vediamo questo effetto già stamattina. L'Eurostoxx50 vale alle 08.07 (bisogna specificare l'orario visto l'instabilità e l'alta volatilità dei mercati) 2429 punti - perde 120 punti rispetto alla chiusura di venerdì ma resta sopra la base a 2400 punti. Potrebbe ancora esserci un ulteriore vuoto d'aria ma questi a breve termine sono dei livelli d'acquisto e non di vendita.

Sono le 08.40 - abbiamo letto le ultime notizie e osservato lo sviluppo di un mercato che sta cercando di posizionarsi prima dell'apertura delle contrattazioni in Europa. Il Nikkei ha guadagnato il +2.02% - Shanghai sta perdendo il -3%. Il future sull'S&P500 non si é mosso di molto - é scivolato a 2203 punti (-85 punti). L'Eurostoxx50 vale 2414 punti - ha ancora perso qualche punto ma non cade sotto i minimi di settimana scorsa. Ci aspettiamo una seduta negativa con evidenti segnali di stabilizzazione. Se le nostre posizioni long fossero stoppate ci prepariamo a ricomprare un 1% più in basso.
Nel panico bisogna mantenere disciplina e nervi saldi. Stabilite con anticipo un piano delle operazioni e se il mercato si sviluppa diversamente dalle vostre (o nostre) attese non insistete a comperare ma fermatevi e state a guardare. Non possiamo escludere che ci siano ancora alcuni giorni di caduta libera e alta volatilità.

Commento del 21-22 marzo

Una gelata blocca la crescita dei germogli

Di fronte alla catastrofe umanitaria ed economica provocata dal Cornavirus si ha poco voglia di parlare di borse ed analisi tecnica - siamo tutti occupati con altri problemi. Cercherò quindi oggi di essere sintentico e di rubarvi il minor tempo possibile.
La seduta di venerdì é stata decisamente positiva in Europa (Eurostoxx50 +3.85% a 2548 punti) e fortemente negativa in America (S&P500 -4.34% a 2304.92 punti). Considerando lo spostamento d'orario é stata l'America ad aver detto l'ultima parola e ad essere quindi determinante. L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 2460 punti - rispetto alla chiusura di giovedì era praticamente in pari - questo significa che il guadagno di venerdì é stato spazzato via. Tra giovedì e venerdì, pur ribadendo che il trend era ancora ribassista, eravamo andati alla ricerca di segnali positivi o divergenze che indicassero la presenza di un minimo significativo a corto termine e il possibile inizio di un sostanziale e sostenibile rimbalzo - li abbiamo chiamati germogli primaverili. Ne abbiamo trovati parecchi - la buona notizia é che il crollo di venerdì a New York non li ha fatti morire. Una gelata ha bloccato la crescita ma la primavera avanza. L'ulteriore crollo di venerdì a Wall Street ha fatto registrare sugli indici azionari americani la peggiore chiusura giornaliera dell'anno - gli indici non hanno però toccato un nuovo minimo annuale - il record negativo spetta ancora alla seduta di mercoledì (S&P500 a 2280 punti).

Domenica scorsa avevamo previsto una settimana positiva - ci siamo sbagliati. Abbiamo avuto ragione solo per quel che riguarda l'SMI svizzero. Le borse europee hanno avuto una settimana altalenante - per saldo però l'Eurostoxx50 ha perso ancora 38 punti. L'errore é stato quello di sottovalutare l'impatto psicologico della diffusione del Coronavirus negli Stati Uniti. L'America é circa due settimane dietro all'Europa e all'Italia - settimana scorsa ha quindi semplicemente colmato questo ritardo in termini di performance. Da inizio anno l'Eurostoxx50 ha perso il -31.95% mentre l'S&P500 é sceso del -28.66%. Pensiamo che ora la correlazione ricomincerà a funzionare meglio.
Venerdì scadevano i derivati di marzo. Era una grande scadenza trimestrale. È probabile che venerdì ci siano stati parecchi movimenti imputabili a questa scadenza tecnica. Questo spiega il calo dell'SMI (-1.80% a 8623 punti - in Svizzera i derivati scadono la mattina all'apertura) mentre l'Eurostoxx50 (+3.85% a 2548 punti) e DAX (+3.70% a 8929 punti) sono saliti.

Venerdì gli indicatori di sentiment in America sono migliorati malgrado il crollo degli indici. La volatilità VIX é scesa a 66.04 punti (-5.96), il CBOE Equity put/call ratio (0.83) era alto ma non a livelli estremi e sotto il valore di giovedì e il Fear&Greed Index é salito a 8 punti (+1). Nel frattempo le inchieste effettuate tra le varie categorie di investitori mostrano un forte aumento dei bears e portafogli decisamente sottoinvestiti. Gli investitori sembrano quindi diventare resistenti alle cattive notizie e hanno troppa liquidità. Ora ci vogliono delle buone notizie per causare un riflusso - basterebbe per esempio un'appiattimento nelle curve del numero dei contagi da Coronavirus. Il picco in Europa é previsto per settimana prossima.

Restiamo convinti che le borse stanno facendo base (Eurostoxx50 sui 2400 punti - S&P500 nel range 2280-2400 punti) e stanno preparando un sostanziale e sostenibile rimbalzo in controtendenza. Temiamo solo la giornata di lunedì visto che in America durante il fine settimana il numero di nuovi contagi da Coronavirus é esploso e nel Paese sta scoppiando l'isteria.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.45% a 2548 punti
SX7E (banche)          -6.03% a 54.01 punti
DAX                         -3.28% a 8929 punti
SMI                          +3.06% a 8623 punti
FTSE MIB                  -1.39% a 15731 punti
S&P500                    -14.98% a 2304.92 punti
Nasdaq100               -12.52% a 6994 punti

Archiviamo senza grandi commenti la seduta di venerdì in Europa. L'Eurostoxx50 é salito a 2548 punti (+3.85%) ma nel dopo borsa é ridisceso a 2460 punti. Rimane sopra la base a 2400 punti - diciamo che semplicemente c'é stata una falsa partenza. Da martedì l'indice delle banche SX7E (+4.17% a 54.01 punti) ha cominciato a sovraperformare l'Eurostoxx50 - anche questo é un segnale costruttivo.

Venerdì a Wall Street ci aspettavamo una seduta di poco positiva. Invece c'é stato ancora un crollo a causa del diffondersi della pandemia negli Stati Uniti. Per l'analisi tecnica la seduta non é andata così male come indicano le perdite degli indici. Il numero dei nuovi minimi (NL a 623) é in netta diminuzione e alcuni settori si rifiutano di scendere più in basso (ETF Energy +0.98% malgrado la caduta del prezzo del petrolio a 22.63 USD/barile WTI, -3.28 USD, -12.66%). La pressione di vendita diminuisce e i Summation Index sembrano alla fine del ribasso con un evidente tentativo di cambiamento di tendenza. Vedremo lunedì se questo basterà ad arginare il panico.
L'S&P500 ha aperto a 2430 punti e all'inizio é salito fino a 2453 punti di massimo (ca. 16.00). In seguito é sceso a balzi irregolari fino al minimo a 2295 punti. Solo sul finale si é risollevato a 2304.92 punti (-4.34). Le vendite si sono distribuite in maniera omogenea (Nasdaq100 -4.04% a 6994 punti, DJT -3.40% (altro settore pessimo che improvvisamente mostra forza relativa) e RUT -4.24%).
La seduta al NYSE é stata negativa (ma non terribile) con A/D a 2854 su 4707, NH/NL a 25 su 623 e volume relativo a 2.0.
La tendenza di fondo della borsa americana é al ribasso con il 4.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 11.75. Questi numeri mostrano anche un fortissimo eccesso di ribasso sul corto termine.
Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso a 0.92% (-0.20%).
Tutte le massicce misure prese settimana scorsa da governi e Banche Centrali a favore dell'economia favoriscono e sostengono le imprese - penalizzano i cittadini che dovranno in seguito sopportare il debito contratto. Ad un certo punto l'effetto positivo di queste manovre supererà la paura di recessione e pandemia. Un sostanziale e sostenibile rimbalzo tecnico delle borse sarà la conseguenza. Secondo noi questo momento é vicino.

Commento del 20 marzo

I germogli primaverili spuntano dalla terra

Ieri sia le borse europee (Eurostoxx50 +2.86% 2454 punti) che quella americana (S&P500 +0.47% a 2409.39 punti) hanno guadagnato terreno. Non é stata una seduta spettacolare con forti guadagni ma é meglio così - preferiamo la formazione di una solida base che un rally effimero senza fondamenta e che si sgonfia al primo accenno di difficoltà. Il rimbalzo tecnico iniziato ieri ha le qualità per resistere al probabile aumento dei contagiati da Coronavirus e al netto peggioramento della congiuntura.

Le borse europee hanno chiuso sui massimi giornalieri. A metà seduta gli indici azionari sono ancora caduti in negativo segno che sui minimi c'é una battaglia tra ribassisti e rialzisti per prendere il sopravvento. Nel pomeriggio però i mercati europei, con lo sguardo puntato su New York, si sono risollevati. È ancora troppo presto per poter affermare con sicurezza che é iniziato l'atteso sostenibile e sostanziale rimbalzo. Ci sono però parecchi segnali in questo senso a partire dalle numerose candele verdi o bianche sui grafici che testimoniano di una chiusura sopra i livelli d'apertura. Un germoglio é spuntato dalla terra - é quello dell'SMI svizzero (+5.32% a 8782 punti) che é svettato sopra la base delle ultime tre sedute. Le premesse sono buone perché anche le altre borse europee seguano questo buon esempio. Un'ultima seduta settimanale positiva e una performance settimanale positiva sarebbero una conferma che adesso sul corto termine la tendenza é cambiata.

La seduta a New York é stata poco spettacolare. La volatilità sta diminuendo e i range giornalieri si restringono segno che nel mercato sta tornando un certo ordine.
L'S&P500 ha aperto in calo a 3379 punti e all'inizio é ancora caduto a 3319 punti di minimo. Poi ha recuperato a balzi irregolari ed incerti ed é arrivato in tarda serata sul massimo a 2467 punti. Sul finale é ricaduto a 2409.39 punti (+0.47%). Come d'abitudine la tecnologia ha sovraperformato (Nasdaq100 +1.58% a 7288 punti). La grande sorpresa é il robusto rimbalzo del Russell2000 (RUT +6.82%) - evidentemente il crollo di mercoledì era veramente eccessivo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5603 su 1988, NH/NL a 50 su 1363 (NL in forte calo!) e volume relativo a 1.7. La volatilità VIX é scesa a 72.00 punti (-4.45), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.88 mentre il Fear&Greed Index é lievitato a 7 punti (+2) - bisognerà fare parecchia strada prima che gli investitori ritrovino una certa fiducia.
Riassumendo questa seduta poco spettacolare ci é piaciuta. Finalmente i guadagni sembrano essere provocati da acquisti di investitori e non dalle spettacolari manovre dei traders o dalla copertura di short. Vediamo ancora parecchia speculazione (Tesla +18.39%) ma nel complesso il rialzo é stato modesto ma solido e potrebbe costituire l'inizio dell'atteso sostenibile rimbalzo - deve durare più di tre sedute.

Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era a 2428 punti (+39 punti) - adesso (08.45) é a 2456 punti (+67 punti). L'Eurostoxx50 vale  2568 punti (+114 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +4.5%. Siamo convinti che gli indici azionari europei riusciranno a difendere buona parte di questi guadagni fino a stasera. L'incognita resta l'America e le bizzarre dichiarazioni e decisioni del suo Presidente.
La borsa giapponese era chiusa per una giornata di festa. Shanghai sta salendo del +1.6%.

Commento del 19 marzo

Sabbie mobili e germogli primaverili

La valanga di vendite non sembra diminuire d'intensità. Anche ieri le borse hanno subìto pesanti perdite sia in Europa (Eurostoxx50 -5.72% a 2385 punti) che in America (S&P500 -5.18% a 2398.10 punti). In Europa i minimi di lunedì non sono stati superati al ribasso - una magra consolazione considerando l'ampiezza della perdita giornaliera e la peggiore chiusura giornaliera dell'anno. In America invece i maggiori indici azionari hanno fatto registrare dei nuovi minimi per questo crash. Evidentemente la tendenza di corto termine resta al ribasso e la strada verso il basso rimane aperta.
Il problema non sono le valutazioni o la probabile recessione economica - a questo punto nessuno sa quanto "vale" un'azione e si vende unicamente come reazione istintiva a causa del bisogno di liquidità. Le vendite generano vendite - saltano i limiti di vendita e gli stop loss. I margin call obbligano gli investitori che hanno comperato usando crediti lombardi a vendere. I prodotti derivati basati sulla vendita di put raggiungono le barriere e l'opzione di vendita viene utilizzata. Ci troviamo nelle sabbie mobili - più ci si muove e più si affonda in mancanza di una solida base. Noi siamo convinti che a breve deve svilupparsi un robusto e sostenibile rimbalzo in controtendenza. Ci vuole però un'iniezione di fiducia per indurre i venditori a fermarsi e i compratori a ritornare sul mercato considerando le quotazioni ridicole raggiunte da molte azioni.

Dal nostro osservatorio notiamo lentamente apparire dei segnali positivi - chiamiamoli germogli primaverili. Innanzitutto nel sottofondo la pressione di vendita sta calando - anche ieri il rapporto nuovi massimi su nuovi minimi a 30 giorni (47 su 2908) era pessimo ma decisamente meglio di lunedì 16 marzo (29 su 3569) e lunedì 9 marzo (36 su 3686) - in queste tre giornate gli indici erano caduti su dei nuovi minimi. Le vendite di azioni stanno ridiventando selettive - non si vende più tutto indiscriminatamente - ieri sono crollati settori come auto, compagnie aeree, energia e banche - hanno mostrato forza relativa farmaceutica, servizi sanitari, alimentari. Non é una sorpresa che l'SMI svizzero abbia perso solo il -1.82% (8338 punti). Malgrado l'ulteriore crollo delle borse il sentiment non peggiora più. Ieri la volatilità VIX é salita solo a 76.45 punti (+0.54), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.98 (alto ma non estremo) e il Fear&Greed Index si é fermato a 5 punti (invariato). La gente comincia ad abituarsi alla crisi - probabilmente non reagirà più con panico ad ulteriori misure restrittive della libertà individuale e all'aumento del numero di persone infette o decedute. Reagiranno invece positivamente a notizie incoraggianti come quella di stamattina che nella regione cinese di Wuhan non si é registrato nessun nuovo caso di infezione.
La nostra società supererà presto o tardi questa pandemia - si tratta solo di capire con quali e quanti danni. È però sicuro che adesso la reazione dei mercati finanziari é esagerata. È troppo tardi per vendere - chi ha nervi, liquidità ed é disposto a prendere dei rischi deve comperare. Gli investitori prima di comperare aspettano la formazione di una solida base. È probabile che dopo un sostanziale rimbalzo ci sia tra qualche settimana ancora un tuffo e un test del minimo. Non sappiamo ancora se il minimo di ieri sull'S&P500 a 2280 punti é definitivo - secondo noi però ci siamo vicini.

Non commentiamo la seduta in Europa. La situazione si sviluppa talmente rapidamente che le analisi sono obsolete ancora prima di scriverle. Gli interessati possono leggere i commenti serali sui singoli indici. Segnaliamo unicamente il rimbalzo intraday del FTSE MIB (-1.27% a 15120 punti) - mostra chiaramente come il trend può cambiare appena si propaga una notizia positiva.

La seduta a New York é stata deludente. Noi ci aspettavamo dopo l'apertura un recupero ed eventualmente una chiusura in pari. Il recupero c'é stato visto che l'S&P500 (-5.18% a 2398.10 punti) ha chiuso 118 punti sopra il minimo. Il problema é che prima é caduto decisamente più in basso di quanto ci eravamo immaginati (nuovo minimo annuale a 2280 punti).
La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 660 su 6960, NH/L a 47 su 2908 e volume relativo a 1.95. Anche ieri é sceso praticamente tutto - le differenze tra i vari settori sono però ridiventate ampie. L'impressione é che sui big cap le vendite stanno diminuendo. Il Nasdaq100 (-4.00% a 7175 punti) ha limitato le perdite. Il DJ Transportation era debole (-6.65%) ma il carnaio si é verificato sulle PMI (Russell2000 -10.42%) dove si teme un'ondata di fallimenti specialmente nel settore dell'energia. Ieri il prezzo del petrolio é caduto su un nuovo minimo a 18 anni (!) a 20.83 USD al barile WTI (-6.12 USD !!!).
Gli investitori vendono anche le obbligazioni di prima qualità e i tassi d'interesse di mercato stanno aumentando - il reddito dell'USTBond decennale é salito a 1.18% (+0.16%). Questi forti movimenti sui tassi d'interesse sconvolgono il mercato degli swaps e il terremoto coinvolge anche le divise. Ieri il cambio EUR/USD é caduto fino a 1.0878 - ora siamo a 1.0900.

Stamattina alle 06.30 il future sull'S&P500 era a 2305 punti (-95) - sembrava che dovessimo avere un'altra giornata catastrofica con un'apertura in Europa a -4%. Adesso (08.30) la situazione é radicalmente cambiata. Il future sull'S&P500 é risorto a 2392 punti (-9 punti) e l'Eurostoxx50 vale 2409 punti. Le borse europee apriranno con un leggero guadagno (+0.8%). Forse é iniziato l'atteso robusto e sostenibile rialzo in controtendenza - affrontiamo la seduta odierna con un certo ottimismo - peggio di così non può andare - di conseguenza può andare solo meglio - anche sul fronte del Coronavirus. Dopo il panico ci vuole un'iniezione di ottimismo.

Commento del 18 marzo

Battere il virus significa provocare una recessione - fake rally

Le economie occidentali chiudono i battenti. Per sconfiggere la propagazione esponenziale del Coronavirus la gente deve evitare i contatti. Tutti noi sappiamo cosa significa in pratica - si chiudono scuole, ristoranti, negozi e in generale tutti i luoghi di incontro. La conseguenza sarà una recessione - potrebbe durare solo un trimestre o durare molto di più. Seguiamo l'esempio della Cina che si trova da 30 a 60 giorni davanti a noi nella crisi- le misure più restrittive sono state solo adesso allentate per permettere alle persone di tornare al lavoro - la vita sociale e i movimenti dei cittadini sono ancora limitati.

Ieri le borse europee ad americana hanno avuto una seduta positiva. Si é però trattato di un rally effimero come reazione all'ipervenduto e all'eccesso di rialzo - lo si é visto bene a New York . All'inizio della seduta traders rialzisti e ribassisti aprono posizioni. Poi durante la seduta le notizie guidano le decisioni degli investitori. Alla fine della seduta i traders che hanno sbagliato direzione sono obbligati a chiudere e c'é un effetto di risucchio. Ieri si é visto il risultato. Mentre l'S&P500 faceva un balzo in chiusura e saliva a 2529.19 punti (+6.00%), il future si fermava un 2% più in basso.
Fino a quando la volatilità resta così alta il mercato é instabile. Fino a quando gli indici azionari fanne registrare dei nuovi minimi annuali (come ieri sera a Wall Street malgrado il balzo del +6% dell'S&P500) le borse sono formalmente al ribasso. In un ribasso ogni rimbalzo deve essere venduto fino a quando un rimbalzo non supera l'inizio della precedente spinta intermedia di ribasso.

Non fa molto senso analizzare la seduta di ieri in Europa (Eurostoxx50 +3.27% a 2530 punti) sapendo che stamattina le borse riapriranno con perdite superiori al -4%. Gli interessati possono leggere i brevi commenti che abbiamo scritto ieri sera. Avevamo preso nota della seduta positiva con molta circospezione. C'erano alcuni segnali costruttivi grazie ad alcune candele bianche o verdi sui grafici. La fragilità del movimento era però evidente. Non c'era nessuna ragione tecnica per comperare - si poteva solo sperare che ci fosse un serio tentativo di formazione di base se oggi le borse fossero state in grado di confermare i progressi di ieri. Non sarà il caso.

La seduta a Wall Street é stata positiva e ha lanciato alcuni segnali veramente costruttivi a livello di partecipazione. Il finale ha però lasciato l'amaro in bocca con questa enorme discrepanza tra cash e future. Ma andiamo con ordine.
L'S&P500 ha aperto a 2446 punti e nella prima mezz'ora di contrattazioni é caduto su un nuovo minimo annuale a 2367 punti. Da qui é risalito fino a metà giornata fino a 2553 punti. Poi é oscillato ampiamente tra questi due valori e ha chiuso con un breve rally a 2529.19 punti (+6%). Tutti i settori si sono comportati in maniera simile - la tecnologia ha mostrato la solita forza relativa (Nasdaq100 +6.46% a 7473 punti) malgrado il nuovo minimo annuale in apertura. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5116 su 2474, NH/NL a 52 su 2211 e volume relativo a 1.95. Avete notato la forte contrazione del numero dei nuovi minimi a 30 giorni (NL 2211)? Ieri erano 3569 - una settimana fà 3686 - ieri gli indici hanno toccato nuovi minimi annuali e per logica questo numero doveva essere più alto - intorno a 3800. Il forte calo significa che la partecipazione al ribasso é in forte diminuzione - una buona premessa per un soldo minimo intermedio. Chi ha nervi oggi può comperare (anche in Europa) quando l'S&P500 (o il future) saranno sui 2360-2380 punti.
C'é stato un miglioramento del sentiment (VIX a 75.91 punti (-6.78), CBOE Equity put/call ratio a 0.86, Fear&Greed Index a 5) ma gli investitori sono ancora in panico.
Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito a 1.02% (+0.29%). L'impennata dei tassi d'interesse spiega il rafforzamento dell'USD (cambio EUR/USD a 1.10.20). 

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2393 punti - secondo i sistemi é un calo di 92 punti (-3.7%) - in pratica l'S&P500 é 136 punti sotto la chiusura di ieri sera. L'unico vantaggio é che da ore il mercato é stabile (forse perché in limit down?). Le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei ha perso il -1.68%, Shanghai sta scendendo del -1.8%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 2418 punti (-112 punti, -4.5%). L'unico aspetto positivo é che l'apertura sarà sopra il minimo di ieri - potremmo quindi avere una seduta in trading range. Crediamo che anche oggi, malgrado che probabilmente avremo una seduta negativa, gli indici chiuderanno sopra i minimi di ieri.
Noi oggi comperiamo (Eurostoxx50 / DAX) e andiamo long - stimiamo che ci siano della buona probabilità che adesso inizi un rimbalzo consistente e sostenibile - significa una risalita a 2800-3000 punti di Eurostoxx50 in una decina di sedute. Non abbiamo però ancora nessun segnale d'acquisto e secondo l'analisi tecnica la tendenza é ancora saldamente al ribasso. Gli investitori devono ancora aspettare - gli amanti del rischio possono seguirci con disciplina (stop loss).

Commento del 17 marzo

Le misure delle Banche Centrali non hanno effetto - crash e nuovi minimi annuali - viene venduto tutto

È stata un'altra pessima giornata per i mercati finanziari mondiali. Le decisioni prese dalla FED di abbassare massicciamente i tassi d'interesse e riprendere il Quantitative Easing hanno avuto l'effetto di spaventare ulteriormente gli investitori che sono convinti di essere nel mezzo di una tempesta finanziaria di dimensioni storiche. E stato venduto di tutto: azioni, obbligazioni di qualsiasi emittente, metalli preziosi, materie prime, bitcoins. Il panico si sta impadronendo della gente che vende all'impazzata e senza riflettere. In una situazione del genere anche l'analisi tecnica non ha delle risposte e non siamo in grado di fare delle previsioni attendibili. I nostri indicatori mostrano un'eccezionale situazione di ipervenduto, eccesso di ribasso e panico puro. Nel 99% dei casi questo provoca dei rimbalzi più o meno ampi e sostenibili. Oggi si passa semplicemente da un minimo al successivo con balzi del -5.25% come nel caso ieri dell'Eurostoxx50 o del -11.98% come ha fatto la sera l'S&P500.
Ieri le borse europee ed americana hanno toccato dei nuovi minimi annuali - la strada verso il basso resta aperta.


Solo nel caso in cui apparissero dei segnali positivi tipo delle divergenze a livello di partecipazione o una reazione su un qualche mercato potremmo tentare di individuare l'inizio di un'inversione di tendenza. Finora però non vediamo nessuna segnale incoraggiante.

Ieri le borse europee sono precipitate fino alle 14.45. Poi hanno recuperato terreno cercando di imitare quanto stava succedendo a New York. Non é però servito per evitare delle pesanti perdite. Finora non ci sono cambiamenti. L'Eurostoxx50 ha perso il -5.25% a 2450 punti ed é stato imitato dal DAX (-5.31% a 8742 punti). L'SMI svizzero (-1.68% a 8227 punti) si é difeso meglio grazie ai titoli difensivi dei settori alimentari e farmaceutica. Il FTSE MIB (-6.10% a 14980 punti) invece ha perso qualcosa in più trascinato nel baratro dai titoli bancari. Ieri l'indice delle banche SX7E é caduto a 50.96 punti (-11.34 punti) - é il minimo storico.  A questi prezzi le azioni delle banche scontano una recessione, sconvolgimenti sui mercati finanziari e fallimenti di banche sistemiche - vedete voi...

Il ribasso é continuato in America. L'S&P500 ha aperto sui minimi dei giorni precedenti a 2490 punti. Non ha retto. All'inizio é caduto a 2402 punti. Dopo c'é stata una reazione che ha fatto risalire l'indice a metà seduta a 2562 punti. Notate la volatilità! In seguito hanno dominato nuovamente i venditori. L'S&P500 é sceso fino a 2381 punti di minimo e ha chiuso a 2386.13 punti (-11.98%). Il crash ha nuovamente travolto tutti i settori - dalla tecnologia (Nasdaq100 -12.19% a 7020 punti) ai trasporti (DJT -11.54%) fino alle PMI (RUT -14.27%). La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 584 su 7059, NH/NL a 29 su 3569 e volume relativo a 2.0. La pressione di vendita rimane enorme - solo il rapporto NH/NL non peggiora rispetto ad una settimana fà - magra consolazione - questo non basta per parlare di divergenza positiva. Il sentiment é pessimo - parlare di panico é ancora poco. La volatilità VIX é schizzata a 82.69 punti (+24.86), il CBOE Equity put/call ratio é alto a 1.10 e il Fear&Greed Index (3 punti, -2) resta incollato ai 0 punti.
Il reddito dell'USTBond decennale é sceso a 0.73% (-0.21%) come ovvia reazione alle misure prese dalla FED americana.
Il prezzo dell'oro é caduto a 1488 USD/oncia - vengono venduti anche i cosiddetti beni rifugio in cerca di liquidità.

Stamattina si profila un'altro tentativo di rimbalzo. Vedremo se sarà sostenibile. Alle 07.00 il future sul'S&P500 era a 2482 punti - ora (08.40) é a 2498 punti (+93 punti. Le borse asiatiche sono stabili - il Nikkei ha chiuso invariato (+0.06%) e anche a Shangahi (+0.3%) ci sono pochi movimenti. Ricordaimo che la borsa di Shanghai ha toccato il minimo annuale il 4 di febbraio. L'Eurostoxx50 vale ora 2548 punti - aprirà con un guadagno di circa 100 punti o il +4%. Non osiamo fare previsioni. Nelle ultime due settimane abbiamo già visto troppe sedute iniziate bene e finite male per poter scommettere che questa buona apertura avrà una continuazione verso l'alto...

Aggiornamento del 16 marzo

La settimana inizia ancora con un tuffo

Sono le 06.40 - il future sull'S&P500 é a 2555 punti (-128 punti, -4.8%). La borsa americana cancella buona parte del guadagno di venerdì (S&P500 +9.29%). La perdita potrebbe anche essere più pesante visto che il future é limit down - significa che il contratto é sospeso dalle contrattazioni quando scende del -5%. Le borse asiatiche stanno perdendo tra il -2.5% (Nikkei) e il -4% (Taiwan, India).
Non abbiamo ancora indicazioni precise ma stimiamo che le borse europee apriranno un -3%/-4% sotto il livello di chiusura di venerdì. Poco da dire - il panico da Coronavirus si diffonde e il bisogno di sicurezza spinge gli investitori a vendere alla disperata un pò tutto. Governi e Banche Centrali non sembrano in grado di riprendere il controllo della situazione e ridare ordine ai mercati finanziari.
Manca una leadership e proprio in questo momento appare chiaramente la debolezza dei governi occidentali a partire dagli Stati Uniti.
Oggi avremo un'altra seduta di forte incertezza e alta volatilità - le premesse sono per un'altra giornata di forti perdite ma considerando l'ipervenduto e il panico che già esiste sui mercati azionari dei forti rimbalzi tecnici sono possibili.

Commento del 14-15 marzo

Borse alla ricerca di un punto di riferimento - il bull market é formalmente finito - siamo in un bear market ?

È stata una settimana terribile e disastrosa. La paura del Coronavirus e delle sue conseguenze sulla salute pubblica e sull'economia mondiale hanno seminato il panico tra gli investitori che hanno venduto alla disperata. Gli indici azionari hanno avuto delle oscillazioni di ampiezza mai vista e su tutti i mercati azionari si sono registrate pesantissime perdite. Ci sono stati anche movimenti senza nessuna logica economica come l'aumento dei tassi d'interesse - il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito dai 0.74% di una settimana fà ai 0.94% di venerdì - c'é un evidente corsa alla liquidità che si esprime anche con vendite di obbligazioni di prima qualità. 
Il bull market iniziato a marzo del 2009 é formalmente finito visto che c'é stata una caduta superiore al 20% dal massimo storico del 19 febbraio (meno di un mese fà!). La domanda che bisogna porsi adesso é se iniziato un bear market. Se la risposta fosse positiva significa che le borse devono ancora scendere per mesi se non per anni e che tendenzialmente ogni rimbalzo deve essere venduto visto che ci aspettano una serie di massimi e minimi discendenti. Purtroppo é ancora troppo presto per dare una risposta definitiva anche perché nessuno sa con precisione quanti danni hanno fatto all'economia il Coronavirus ed il crash sui mercati finanziari. In particolare non possiamo ancora stimare se ci sarà un forte rallentamento congiunturale di alcuni trimestri o se invece é iniziata una recessione.
Non bisogna dimenticare che tutti gli investitori hanno dei problemi riguardante il deposito dei fondi. Settimana scorsa molti hanno venduto e hanno ora del contante - un credito in contocorrente corrisponde ad un debito di una banca nei nostri confronti. Se la banca fallisce questo credito finisce nella massa fallimentare. Se a breve la liquidità sembra un'ancora di salvezza c'é ora da domandarsi se questi soldi parcheggiati ad un tasso d'interesse del 0% o addirittura negativo sono al sicuro. Noi abbiamo l'impressione che possedere azioni di società solide da un punto di vista patrimoniale e con un buon dividendo assicurato può essere meglio che avere soldi su un conto corrente che possono evaporare in un fallimento o essere bloccati. Concretamente é meglio avere cash in conto corrente presso una banca europea o possedere azioni di un colosso farmaceutico (tipo Roche o Novartis) o alimentare (tipo Nestlé) che rendono intorno al 3%? La seconda variante é quasi da preferire - in questo caso é probabile che ci sarà un riflusso sui mercati azionari.  

Venerdì le borse sono rimbalzate dal minimo annuale (Eurostoxx50 +1.60% a 2586 punti, S&P500 +9.29% a 2711.02 punti) e sembra che abbiano toccato un minimo significativo. Il rimbalzo é stato abbastanza consistente da interrompere la spirale negativa descritta nel commento di venerdì 13 marzo. Questo vale anche per le borse europee visto che l'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 2706 punti.
La seduta positiva di venerdì sembra però solo un rally da sollievo. È una normale reazione a ipervenduto ed eccesso di ribasso. Non é ancora chiaro su quale livello le borse si stabilizzeranno prima che si delienei la prossima tendenza. È però sicuro che le borse cercheranno di anticipare gli avvenimenti. Malgrado che l'epidemia da Coronavirus si sta diffondendo, il numero di ammalati e di decessi sta aumentando e i governi inaspriscono le misure per limitare il contagio, é possibile che le borse a breve saliranno nell'ipotesi che il problema può essere controllato e la crisi verrà superata nell'arco di un paio di mesi.
È però evidente e indiscutibile che il quadro economico da metà gennaio é radicalmente cambiato. È inverosimile che le borse possano tornare sui massimi annuali. L'S&P500 ha toccato un massimo storico a 3393 punti - giovedì ha toccato un minimo annuale a 2478 punti - venerdì ha chiuso a 2711 punti. Ci sono parecchi metodi di analisi tecnica per poter calcolare qual'é il potenziale massimo di rimbalzo - in questo momento però questi metodi sono inaffidabile e il range dei risultati é troppo ampio. Come anticipato nel commento sull'S&P500 di venerdì pomeriggio crediamo che nei prossimi giorni o settimane l'S&P500 risalirà sui 3000 punti aiutato dalla tecnica (reazione ad ipervenduto, eccesso di ribasso e panico), dalla speranza che la crisi sarà di breve durata e dalle misure di stimolo e di sostegno all'economia adottate da governi e Banche Centrali. Su questo livello bisognerà vendere. Molto probabilmente invece bisognerà comperare nelle prossime settimane un test del minimo (2478 punti) specialmente se questo test verrà accompagnato da divergenze positive e da segnali costruttivi su altri mercati (divise, obbligazioni). Tra questi due livelli c'é un ampio margine di 520 punti che al momento costituisce ancora una zona grigia all'interno della quale l'indice può muoversi liberamente e dove non abbiamo ancora dei chiari punti di riferimento. Questo ovviamente vale anche per l'Europa.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -19.99% a 2586 punti
SX7E (banche)          -23.35% a 57.48 punti
DAX                         -20.01% a 9232 punti
SMI                          -14.06% a 8367 punti
FTSE MIB                  -23.32% a 15954 punti
S&P500                    -8.79% a 2711.02 punti
Nasdaq100               -6.27% a 7995 punti

Venerdì le borse europee hanno provato un rimbalzo che in parte é fallito. Verso le 13.00 molti indici azionari europei guadagnavano circa il +10%. Nel pomeriggio si sono sgonfiati e in chiusura le pluvalenze rimaste erano modeste - nel tardo pomeriggio certi indici hanno fatto registrare dei nuovi minimi annuali. Eurostoxx50 (+1.60% a 2586 punti) DAX (+0.77% a 9232 punti) e SMI (+1.17% a 8367 punti) hanno salvato pochi punti di guadagno. Il FTSE MIB (+7.12% a 15934 punti) ha fatto decisamente meglio. Forse perché agli investitori sono piaciute le radicali misure adottate dal governo, forse perché l'ipervenduto era veramente eccessivo forse perché l'indice é stato aiutato dal settore bancario (SX7E +3.33% a 57.48 punti). O semplicemente perché la borsa italiana ha chiuso prima. In ogni caso la perdita settimanale resta superiore al resto dell'Europa.
Non ci dilunghiamo su questa seduta. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 2706 punti. Lunedì inizia una nuova settimana e si ripartirà da questo valore come riferimento.

La seduta a New York é stata "bipolare". L'S&P500 ha aperto in guadagno (2624 punti) ma é sceso fino a metà seduta quando ha toccato un minimo a 2492 punti - solo 12 punti dal minimo annuale. Poi ha recuparato, si é assestato per ore sui 2580 punti e con un rally sul finale ha chiuso sul massimo giornaliero a 2711.02 punti e con un forte guadagno di 230 punti (+9.29%). Come al solito la tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 +10.07% a 7995 punti) ma tutto il listino ha partecipato al rally (DJT +9.37%, RUT +7.77%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6180 su 1401, NH/NL a 35 su 1828 (netto calo) e volume relativo a 2.0. La volatilità VIX é scesa a 57.83 punti (-17.64), il CBOE Equity put/call ratio era alto a 1.00 e il Fear&Greed Index resta bassissimo a 5 punti (+3 punti). Nel complesso la borsa resta ipervenduta con investitori in panico. Il rimbalzo di venerdì é stato eccessivo e lunedì può essserci un sensibile ritracciamento. Il quadro tecnico generale suggerisce però che questo rimbalzo deve avere una continuazione. La performance settimana prossima dovrebbe essere positiva anche se ci sarà un peggioramento sul fronte del Coronavirus - basta che non ci sia un notizia inattesa e veramente negativa a scuotere nuovamente i nervi degli investitori e scatenare un'altra ondata di panico e vendite irrazionali. 

Commento del 13 marzo

Crollo delle borse - tsunami di vendite da panico - i derivati intensificano il movimento

Ieri le borse sono state travolte dalla paura del Coronavirus e delle sue conseguenze per l'economia mondiale. Gli investitori sono in panico e vendono alla disperata. L'analisi tecnica non ha strumenti per poter prevedere la fine del crollo. Paragoni col passato non servono a prevedere il futuro poiché ogni crash ha caratteristiche e dinamiche diverse.
È quindi inutile che tentiamo di indovinare dove si fermerà la caduta. Possiamo solo dare alcune indicazioni di massima.

Ieri l'S&P500 ha perso il -9.51% a 2480.64 punti. È la seconda peggiore seduta della storia di Wall Street. Solo nel 1987 c'é stata una giornata con una perdita superiore. In termini di punti si tratta di un record storico. Per inciso nel 1987 ero a New York ed ho vissuto in prima persona questo crash. Ho quindi esperienza di situazioni del genere.

In genere dopo una seduta come quella di ieri c'é un rimbalzo di alcuni giorni. Il ribasso però non é finito. La probabilità di una ripresa a V é minima. Avviene solo nel caso in cui ci fossero delle misure a livello politico o monetario che possano cambiare radicalmente la situazione e provocare un sostanziale e duraturo cambiamento d'umore tra gli investitori. Nel caso attuale é poco probabile visto che le Banche Centrali non hanno margine di manovra e il Coronavirus non sparirà da un giorno all'altro.

Il ribasso ha subito un'accelerazione a causa dei derivati e per ragioni tecniche. Molti prodotti derivati hanno raggiunto la barriera e automaticamente le azioni o gli indici legati al prodotto vengono venduti. Questo provoca un'ulteriore caduta e l'esecuzione di altri ordini di vendita. Il ribasso praticamente si autoalimenta. Questa perversa spirale verso il basso viene interrotta unicamente quando c'é un sostanziale rimbalzo che allontana gli indici azionari sensibilmente dai minimi. Molti operatori che lavorano a margine sono obbligati a vendere poiché non hanno più le coperture necessarie. Molti prodotti finanziari prevedono perdite massime oltre le quali le posizioni vengono liquidate al meglio. Presto o tardi queste vendite tecniche devono finire con quello che definiamo come eccesso di ribasso ed esaurimento.

Ieri la volatilità VIX é salita a 75.47 punti (+21.57 punti) con un massimo giornaliero a 76.83 punti. Solo in un altro caso nella storia dei bear market (2008) la VIX é salita più in alto. Ogni record é fatto per essere migliorato ma evidentemente siamo su livelli di panico tali da alzare notevolmente la probabilità che siamo molto vicini all'esaurimento di questa spinta di ribasso.

Ieri sia le borse europee (Eurostoxx50 -12.40% a 2545 punti) che quella americana (S&P500 -9.51% a 2480.64 punti) hanno chiuso sui minimi giornalieri e annuali con pesantissime perdite e alti volumi di titoli trattati. Nessuno é in grado di dire se ci sarà una continuazione verso il basso o se invece sono stati raggiunti dei minimi significativi e definitivi. Sicuramente la molla é stata compremuta in maniera tale che a breve c'é poco spazio verso il basso e parecchio potenziale per un forte rimbalzo. Sicuramente non é il momento per vendere. Nessuno però sa ancora quali sono le conseguenze sul sistema finanziario del crollo di ieri. Dei fallimenti di banche non sono da escludere - almeno questo é quanto suggeriscono le ridicole valutazioni raggiunte dalle azioni di alcuni colossi bancari di importanza sistemica.

La seduta in Europa é stata pessima. Chi sperava che a New York le cose sarebbero andate meglio é rimasto deluso. È stato un disastro. L'S&P500 ha aperto in forte gap down a 2563 punti. L'indice ha trascorso gran parte della giornata ad oscillare intorno a 2540 punti. C'é stata un'impennata fino ai 2660 punti e una caduta sul finale a 2480.64 punti (-9.51%). Per tutta la giornata la pressione di vendita é rimasta costante e non ci sono stati rimbalzi convincenti.
Le perdite hanno travolto tutto il listino (Nasdaq100 -9.27% a 7263 punti, DJ Transportation -10.67%, Russell2000 -11.18%). I dati della giornata sono pessimi: A/D a 380 su 7255, NH/NL a 23 su 4220 e volume relativo a 2.0. Gli indicatori di sentiment mostrano un panico totale: VIX a 75.47 punti (+21.57), CBOE Equity put/call ratio a 1.28 e Fear&Greed Index a 2 (-2).
È stato venduto tutto alla disperata ricerca di liquidità e sicurezza. Anche i metalli preziosi e le criptovalute (un bagno di sangue con perdite superiori al -20%) sono stati venduti.
Questo effetto di liquidazione spiega anche l'assurdo aumento dei tassi d'interesse provocato da vendite di obbligazioni. Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito a 0.88% (+0.06%).

Stanotte il future sull'S&P500 é rimasto parecchie ore sui 2400 punti. Stamattina sta decollando e alle 09.00 vale 2583 punti (+115 punti). L'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 2655 punti - sono 110 punti più di ieri o il +4.33%. La seduta odierna sarà molto volatile. Le probabilità che si concluda con un guadagno delle borse é alta. Durante il fine settimana avremo il tempo di fare il punto della situazione.

Commento del 12 marzo

Borse che non rimbalzano sono molto deboli - le borse deboli hanno tendenza a scendere

Ieri é stata un'altra giornata deludente per quel che riguarda la probabilità che il ribasso sia finito. La mattina le borse europee hanno di nuovo provato a rimbalzare - hanno aperto in positivo e sono salite fin verso le 09.50. Poi si sono sgonfiate. I venditori hanno nuovamente prevalso anche grazie ai segnali negativi provenienti da New York. Gli indici azionari hanno chiuso la sera vicino ai minimi giornalieri e con leggere perdite. L'Eurostoxx50 é sceso a 2905 punti (-0.15% a 2905 punti) ed é stato imitato dal DAX (-0.35% a 10438 punti). Ci sono stati dei segnali positivi. L'indice delle banche SX7E é rimbalzato del +2.52% a 66.68 punti. Si tratta però ovviamente di un rimbalzo tecnico da ipervenduto. A un certo momento i venditori fanno una pausa ed alcuni coraggiosi comprano attirati dalle interessanti valutazioni fondamentali - non crediamo però che questo sia l'inizio di un rialzo. La fugace reazione del settore bancario ha aiutato il FTSE MIB italiano (+0.33% a 17928 punti). Il governo italiano affronta la crisi provocata dal Coronavirus con decisione e ha ottienuto l'appoggio di Bruxelles per un pacchetto straordinario di aiuti economici. Le notizie servono almeno per fermare la drammatica caduta del FTSE MIB. Finora però sembra solo che il FTSE MIB voglia fare una pausa. L'indice non rimbalza malgrado premesse ideali e quindi come investitore non é ancora arrivato il momento di comperare. Ci inquieta la debolezza dell'SMI svizzero (-0.47% a 9152 punti). Spesso un ribasso accelera quando gli investitori cominciano a vendere tutto indistintamente - anche i titoli difensivi contenuti nell'SMI.
Insomma - ieri le borse europee hanno perso un'altra occasione di rimbalzare da una situazione tecnica di ipervenduto e di eccesso di ribasso. Gli indici sono fermi sui minimi annuali e la strada verso il basso resta aperta. Ieri mattina avevamo riposto le nostre speranze nella borsa di New York che martedì sera era rimbalzata in modo conmvincente. Vediamo come é andata ieri.

Ieri la borsa americana ha cancellato i guadagni del giorno precedente. La seduta é stata speculare - il rialzo di martedì é stato annullato dal ribasso di mercoledì. Il rimbalzo dell'S&P500 dal minimo a 2734 punti é fallito e tutto quanto di positivo abbiamo osservato martedì é evaporato.
L'S&P500 ha aperto a 2800 punti e all'inizio ha ancora recuperato fino a 2825 punti. Poi ad ondate é sceso fino alle 20.30 quando ha toccato un minimo a 2707 punti. Sul finale é rimbalzato fino a 2760 punti ed ha chiuso a 2741.38 punti (-4.89%). Le vendite hanno travolto tutti i settori (Nasdaq100 -4.37% a 8006 punti, DJT -4.63%, RUT -6.41%) - in particolare quelli che il giorno prima era rimbalzati di più. La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 618 su 6972, NH/NL a 33 su 2627 e volume relativo a 1.9. Notate qualcosa ? I NL sono decisamente meno che lunedì (3686) malgrado che gli indici siano scesi più in basso (minimi discendenti). Significa che la pressione di vendita o la partecipazione al ribasso stanno diminuendo - dei traders coraggiosi possono provare a comperare nel crollo che si sta delienando stamattina.  
I dati sul sentiment sono peggiorati e mostrano panico: VIX a 53.90 punti (+6.60), CBOE Equity put/call ratio a 1.02 e Fear&Greed Index a 4 punti (-2).
Notiamo che il reddito dell'USTBonds decennale é ulteriormente salito a 0.82% (+0.06%) - questo é una reazione in generale costruttiva per i mercati finanziari e l'economia.

Stamattina la situazione é pessima. Il future sull'S&P500 stanotte é crollato fino a 2595 punti e non riesce a recuperare. Alle 08.35 é a 2614 punti (-126 punti). Specifichiamo l'ora poiché le borse sono molto volatili e ci sono forti movimenti nelle due direzioni. Le borse asiatiche sono in profondo rosso (Nikkei -4.41%, Shanghai -1.5%). Ripetiamo però che la borsa cinese sembra aver superato la crisi - la borsa di Shanghai é un 10% sopra il minimo toccato il 4 di febbraio. L'Eurostoxx50 vale 2693 punti - le borse europee apriranno in forte gap down, con una perdita di circa il -7% e su un nuovo minimo annuale. Evitiamo di fare previsioni per la giornata.
Personalmente credo che ci sarà ancora un'ondata di vendite nelle prima mezz'ora (esecuzione di ordini stop loss). Sui 2650-70 punti di Eurostoxx50 proverò ad andare long con una stop loss un -1% sotto il prezzo d'acquisto.
Buona fortuna a tutti e buon divertimento ai traders. Non prendete rischi se non siete in grado di sopportare le perdite nel caso in cui i mercati non si sviluppassero secondo le vostre attese.
Gli investitori aspettano e non comprano - i rischi sono ancora eccessivi.

Commento dell'11 marzo

Minimi discendenti in Europa. Possibile solido minimo in America - ci vuole un test riuscito per una conferma

Fino a quando un'indice continua a fare minimi discendenti é in un ribasso. Se invece un'indice rimbalza e il successivo minimo é superiore al precedente é possibile che la fase di ribasso sia terminata. Ieri mattina le borse europee sono rimbalzate. L'Eurostoxx50 (-1.66% a 2910 punti), che lunedì aveva chiuso a 2959 punti, é risalito ieri mattina verso le 11.50 su un massimo a 3068 punti. Nel pomeriggio sono però tornate le vendite che si sono imposte e l'indice ha chiuso nuovamente in perdita e vicino al minimo giornaliero. Il primo rimbalzo é fallito e sul grafico appare un minimo discendente. Nella tempesta si scorgono alcuni deboli raggi di sole. L'indice delle banche SX7E (-0.55% a 65.04 punti) ha fermato la sua caduta grazie ad una salita dei tassi d'interesse. Il cambio EUR/USD (1.1350), che nel crash é evidentemente correlato inversamente alle borse, é sceso. È quindi probabile che il rimbalzo da ipervenduto (RSI a 15.40 punti) é solo rimandato. Il DAX (-1.41% a 10475 punti) si é comportato alla stessa maniera. È salito la mattina su un massimo a 11032 punti ed é ricaduto nel pomeriggio facendo segnare un minimo discendente. L'aspetto positivo é l'incremento dei tassi d'interesse (future sul Bund a 177.13 (-0.61%). L'Italia é l'epicentro europeo della crisi dell'epidemia di Coronavirus - le notizie dal fronte peggiorano costantemente ed il governo ha inasprito le misure per limitare i movimenti e i contatti tra la popolazione con la conseguenza di provocare un'infarto all'economia. Non é quindi una sorpresa che le vendite si concentrano sul FTSE MIB (-3.28% a 17870 punti) che rimane sotto pressione. Anche in un rimbalzo l'indice é da evitare - probabilmente continuerà a sottoperformare.
Anche Il tentativo di rimbalzo dell'SMI (-0.00% a 9196 punti) é fallito su un massimo a 9576 punti. L'indice ha chiuso vicino al minimo giornaliero ma in pari - mostra quindi ancora la sua forza relativa rispetto al resto dell'Europa che é caduto in negativo. Formalmente l'SMI ha svolto una seduta in trading range - per lo meno un segno di stabilizzazione.
Riassumendo Il ribasso in Europa continua ed é confermato da minimi discendenti sui grafici. Le borse non riescono ad imbastire un rimbalzo sostenibile malgrado un forte ipervenduto, eccesso di ribasso e panico. Questo é un segnale di estrema debolezza da non sottovalutare. Potrebbe contagiare anche gli eventuali tentativi di rimbalzo su altri mercati.
Il Coronavirus é nato in Cina. Tra travolgendo ora l'Europa a partire dall'Italia e probabilmente si espanderà in tutto il mondo. La Cina sembra avere il contagio sotto controllo - l'economia sta ripartendo - la borsa di Shanghai ha smesso di scendere ad inizio febbraio. C'é da sperare che l'Europa e l'America seguano lo stesso percorso con circa un mese di ritardo.

Ieri anche la borsa americana é rimbalzata. La reazione dal minimo é stata però più convincente che in Europa. Gli indici non hanno fatto segnare dei nuovi minimi annuali e con un rally sul finale hanno chiuso sul massimo giornaliero e con forti guadagni (S&P500 +4.94% a 2882.23 punti). Si é indubbiamente trattato di un rimbalzo provocato da short covering e da acquisti sui settori più ipervenduti come banche ed energia. Ha però allontanato gli indici di molto dai minimi annuali e questo aumenta la probabilità che il prossimo tuffo provochi solo un minimo ascendente e una solida base. Insomma - questa seduta non é certamente l'inizio di un rialzo - é solo un rimbalzo tecnico. Pensiamo però che adesso ci sarà un tentativo di formazione di base sui 2750 punti di S&P500.
L'S&P500 ha aperto a 2846 punti ma non é riuscito a difendere questo balzo iniziale. L'indice é ricaduto a 2734 di minimo e poi é saltellato poco sopra questo livello fino alle 19.30. Poi dai 2773 punti é finalmente salito con costanza fino alla chiusura a 2882 punti. Gli acquisti si sono concentrati sui settori che nei giorni prima erano stati travolti dalle vendite (DJ Transportation +5.41%, banche BKX +7.31%) ma per fortuna anche la tecnologia ha primeggiato (Nasdaq100 +5.34%, semiconduttori SOX +6.31%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5524 su 2013, NH/NL a 56 su 1946 (in forte calo!) e volume relativo a 1.95 (rimbalzo con volumi!). La volatilità VIX é scesa a 47.30 punti (-7.16) mentre il CBOE Equity put/call ratio é sceso a 0.75 (é però ancora piuttosto alto).
Il reddito dell'USTBonds decennale é risalito a 0.76% (+0.22%).
Nel complesso il rimbalzo ieri sera a New York é stato convincente e potrebbe rappresentare la fine del ribasso. Dobbiamo però osservare la formazione di una solida base prima di poter credere che la prossima fase sostenibile sarà un rialzo. Ci proccupa l'aspetto psicologico (sentiment). Il contagio da Coronavirus in America é appena all'inizio e facciamo fatica ad immaginarci che il ribasso della borsa di New York sia già finito - evidentemente il timing é sbagliato se facciamo dei paragoni su quanto sta succedendo in Cina ed in Europa.

Stamattina il future sull'S&P500 ricade a 2796 punti (-70 punti) - questo determina l'intonazione della giornata. Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -2.27%, Shanghai al momento -1%). Le borse europee devono trovare un equilibrio tra la buona chiusura di ieri sera a Wall Street e la caduta stamattina. L'Eurostoxx50 decide di riprendere le contrattazioni sui 2944 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +1%. La situazione é instabile e anche oggi é impossibile fare delle previsioni. Non crediamo che la borsa americana voglia annullare i guadagni di ieri - la seduta é stata troppo convincente. Di conseguenza pensiamo che le borse europee chiuderanno in guadagno e che stasera S&P500 e colleghi limiteranno i danni ad un -1%/-2%.

Commento del 10 marzo

Dopo il crollo c'é un rimbalzo - qualità e durata del rimbalzo ci diranno come andiamo in avanti

In fondo sulla giornata di ieri c'é poco da dire. C'é stato un drammatico crollo delle borse che hanno terminato la giornata con pesanti perdite. L'unico aspetto positivo é che gli indici azionari non sono scesi molto più in basso rispetto alla pessima apertura. Per il resto i dati tecnici sono orribili e non necessitano di molti commenti. Le borse sono ora decisamente ipervendute e in eccesso di ribasso - gli investitori sono in panico. Gli indici azionari sono quindi pronti per un rimbalzo tecnico. Dovrebbe iniziare oggi. È possibile che i minimi di ieri siano anche i minimi annuali - lo potremo dire unicamente dopo aver visto qualità e durata del rimbalzo. È però certo che le borse non ripartono subito al rialzo ma che dopo un colpo del genere devono formare una base - questo processo durerà settimane se non mesi. Sconsigliamo quindi agli investitori di comperare. Solo i traders possono provare a speculare al rialzo.

L'Eurostoxx50 é sceso a 2959 punti (-8.45%). Visto che la crisi coinvolge due fronti, Coronavirus e petrolio, sono stati particolarmente venduti i settori dell'energia e quello bancario (SX7E -12.79% a 65.40 punti), che soffre sotto il peso di tassi d'interesse ulteriormente in calo e a causa del rischio di recessione. Questo spiega anche l'orribile performance del FTSE MIB (-11.17% a 18475 punti). L'SMI svizzero (-5.55% a 9196 punti) ha contenuto le perdite grazie ad alimentari (Nestlé -3.14%) e farmaceutica.

L'S&P500 é precipitato a 2746 punti.70 (-7.59%) con un minimo a 2734 punti - é sceso decisamente sotto il precedente minimo a 2855 punti e questo lascia la strada verso il basso aperta. L'indice ha aperto a 2765 punti, é salito a 2863 punti ma poi é ricaduto a 2734 punti. Nelle ultime ore é riuscito a recuperare solo fino ai 2746 punti. Le vendite hanno travolto tutti i settori (DJT -9.74%, RUT -9.37%) - hanno in parte risparmiato solo la tecnologia (Nasdaq100 -6.83% a 7948 punti e candela bianca sul grafico).
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 438 su 7195, NH/NL a 26 su 3686 e volume relativo a 2.0 - annotiamo questi dati che ci serviranno per giudicare il rimbalzo. Come detto gli investitori hanno venduto alla disperata banche (BKX -13.90%) e energia (ETF Energy -20.14%). Gli indicatori di sentiment hanno raggiunto livelli incredibili di panico: VIX a 54.46 punti (+12.52 punti / max a 62.12 punti), CBOE Equity put/call ratio a 1.12 e Fear&Greed Index a 3 punti (-4 punti). Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso a 0.55% (-0.16%)!

Stamattina le borse asiatiche sono in positivo. Il future sull'S&P500 sale a 2840 punti (+91 punti) ma é molto volatile. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +3%. Vedremo se gli indici riusciranno a difendere questi guadagni o se invece già oggi riappariranno i venditori. Non facciamo previsioni.
Oggi sono assente - i prossimi commenti vengono pubblicati stasera.

Aggiornamento del 9 marzo

Il prezzo del petrolio crolla del -30%! e trascina nel baratro le borse

La guerra dei prezzi scatenata dall'Arabia Saudita ha un influsso drammatico sulla quotazione del petrolio che precipita stamattina a 29 USD al barile (ca. -30%). Su borse già scosse ed indebolite dal Coronavirus questo evento ha un effetto dirompente. Su tutti i mercati ci sono forti movimenti e volatilità. I prezzi dei beni rifugio come quelli delle obbligazioni di prima qualità decollano. Tutto il resto invece scende a cominciare dal future sull'S&P500 che alle 07.00 é bloccato a 2818 punti (-145 punti, -4.90%, limit down!). Non é però ancora certo che le borse cadranno nel vuoto. Su alcuni mercati si vedono già delle reazioni. Il prezzo dell'oro é schizzato fino a 1703 USD/oncia ma ora é ricaduto a 1664 USD. Il cambio EUR/USD si é impennato fino a 1.1495 - ora é tornato a 1.1385.
Sulla base dell'esito della nostra analisi tecnica quella odierna potrebbe essere un'occasione d'acquisto. Comperare in un crash é però spesso una questione di fortuna specialmente se si tratta di indovinare il minimo. Nel caos assoluto i parametri e limiti tecnici non hanno nessuna valenza. Osserviamo la situazione e verso le 08.00 vedremo a che punto siamo.

Sono le 08.00. I futures americani sono fermi - bloccati dalla regola che sospende le contrattazioni dopo una caduta del -5%. Dobbiamo quindi riferirci ai futures europei. Le borse continuano a scendere. Il future sull'Eurostoxx50 perde ora il -7.2% - quello sul DAX é a -6.5%. L'Eurostoxx50 vale circa 3000 punti. Vendere o comperare? Non siamo in grado di dare un consiglio. Per vendere ci sembra troppo tardi. Comperare é troppo rischioso. L'apertura in gap down lascerà la maggior parte degli investitori con pesanti perdite senza aver avuto la possibilità di vendere. Molti avranno l'impressione di avere troppe azioni. Probabilmente gli indici azionari scenderemo più in basso prima di risalire. È possibile, e secondo l'analisi tecnica probabile, che tra oggi e domani venga toccato un minimo importante - non abbiamo però idea di dove potrebbe trovarsi.
Il Nikkei ha perso il -5.38% - Shanghai é in calo "solo" del -3%. Ricordiamoci che il petrolio e i suoi derivati a basso prezzo non ha solo risvolti negativi ma anche positivi. In un momento di crisi si abbasseranno i costi per molte imprese. 

Gli Stati Uniti durante il fine settimana sono passati all'orario estivo. Tra Europa e New York ci sono 5 ore di differenza invece che le abituali 6. La borsa a Wall Street apre oggi alle 14.30 invece che alle 15.30 e chiude con un'ora di anticipo alle 21.00.

Commento del 7-8 marzo

I virus vengono e vanno. Nuovi minimi annuali in Europa - performance settimanale positiva in America

Nessuno può sapere esattamente quali saranno le conseguenze dell'epidemia di Coronavirus sull'economia mondiale. È quindi meglio evitare di lasciarsi impressionare dalle analisi dei cosiddetti esperti. Molti prevedono, con argomenti più che logici, una recessione mondiale e quindi un baer market delle borse. Noi ci limitiamo ad osservare i segnali tecnici che lanciano i mercati finanziari. Possiamo sbagliarci ma almeno agiamo sulla base dell'opinione che hanno nel complesso gli investitori e gli operatori - spesso la massa ha ragione. Una settimana fà l'S&P500 ha toccato un minimo significativo a 2855 punti e avevamo previsto un rimbalzo fino ai 3050-3150 punti - questo sulla base di ipervenduto, eccesso di ribasso e soprattutto panico. Martedì l'S&P500 ha toccato un massimo giornaliero a 3136 punti - mercoledì ha concluso la seduta a 3130 punti. Tra mercoledì e giovedì abbiamo consigliato ai traders di vendere. Si é riusciti a vendere Eurostoxx50 a 3400 punti ma per i 3450 punti era già troppo tardi. Ci aspettavamo mercati molto volatili e instabili - in effetti giovedì e venerdì le borse sono nuovamente precipitate. Le borse europee hanno chiuso venerdì poco sopra i minimi giornalieri, su dei nuovi minimi annuali e con pesanti perdite - l'Eurostoxx50 é sceso a 3232 punti (-3.91%). La borsa americana invece dopo le 21.00 é rimbalzata - come una settimana fà l'S&P500 ha chiuso 72 punti sopra il minimo giornaliero a 2972.37 punti (-1.71%). Ha iniziato un nuovo rimbalzo e settimana prossima deve salire - considerando la posizione degli indicatori di momentum potrebbe avere lunedì e martedì ancora una fase di debolezza ma questi sono dettagli. 
Sull'esito di questa settimana si possono fare alcune considerazioni:
- La borsa americana ha avuto una performance positiva! I minimi di venerdì 28 febbraio non sono stati peggiorati.
- Le borse europee hanno avuto una performance decisamente negativa. Questa é una conseguenza dell'apprezzamento dell'EUR (EUR/USD da 1.1025 a 1.1285) e dell'influsso del Coronavirus che in Europa si sta diffondendo in maniera preoccupante. Gli investitori agiscono secondo una certa logica visto che vendono soprattuto le azioni di quei Paesi, come l'Italia, che sono particolarmente colpiti dall'epidemia.
- I tassi d'interesse sono scesi in Europa (reddito del Bund tedesco decennale a -0.714%) e sono precipitati in America (reddito dell'US Treasury Bond decennale a 0.74% / -0.18% solo venerdì). I mercati obbligazionari scontano una politica monetaria estremamente espansiva da parte delle Banche Centrali e una recessione, per lo meno temporanea. I redditi sono bassissimi - i corsi delle obbligazioni USA sono su dei massimi storici - il DSI (Daily Sentiment Index) sull'USTBond é a 98. È probabile che settimana prossima ci debba essere un rimbalzo dei redditi. È però evidente che i tassi d'interesse sono scesi molto più in basso di quanto ci eravamo immaginati e questo ci obbliga a rivedere il nostro scenario per l'intero 2020.
- Il prezzo del petrolio é precipitato venerdì a 41.28 USD/barile (WTI) (-4.62 USD, -10%). Questo é il risultato del previsto rallentamento economico ma anche di una guerra dei prezzi scatenata dall'Arabia Saudita. Sarà interessante osservare quali saranno le conseguenze sull'economia (deflazione) e sul comportamento dei consumatori che pagheranno meno per benzina e olio da riscaldamento.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.93% a 3232 punti
SX7E (banche)          -10.93% a 74.99 punti
DAX                         -2.93% a 11541 punti
SMI                          -0.96% a 9736 punti
FTSE MIB                  -5.39% a 20799 punti
S&P500                    +0.61% a 2972.37 punti
Nasdaq100               +0.81% a 8530 punti

Venerdì le borse europee sono ancora crollate - c'é poco da dire per indorare la pillola. L'Europa segue l'America ma mostra debolezza relativa e ha tendenza a sottoperformare. Questo effetto dovrebbe perdurare.
Notiamo venerdì la pesante perdita dell'SMI svizzero (-4.01% a 9736 punti) - potrebbe essere un segnale di temporaneo esaurimento del ribasso visto che gli investitori vendono ormai anche i titoli difensivi come alimentari e farmaceutica fortemente presenti in Svizzera. Notiamo inoltre la pessima performance settimanale del FTSE MIB (-3.50% a 20799 punti / performance settimanale -5.39%). Da inizio anno l'Eurostoxx50 ha perso il -13.70% - il FTSE MIB é sceso del -11.51% - questa caduta serve quindi solo a compensare una sovraperformance all'inizio dell'anno. Quando il Coronavirus comincerà a diffondersi in Europa come in Italia é probabile che le borse ricominceranno a muoversi in parallelo - pensiamo che questo debba già succedere a partire da settimana prossima.
Il settore bancario (SX7E -3.54% a 74.99 punti, performance settimanale -10.93%, RSI a 14.77 punti) é un disastro. Il minimo del 2012 é a 72 punti - sotto c'é il vuoto. Non sappiamo se questa é un'occasione d'acquisto o se é un segnale che l'economia sta entrando in una grave recessione. Ci sono azioni, come quella di UBS (CHF 9.87, dividendo USD 0.73, reddito ca.6.8%), che pagano dividendi del 6%-8%. Non é logico e questo ci preoccupa. Chi ha ragione? L'SX7E che crolla o gli altri indici azionari che finora reggono sotto l'urto del Coronavirus? Come si risolverà questa divergenza?
Noi stiamo comperando azioni di banche ma ammettiamo di essere piuttosto inquieti...

Venerdì la borsa americana si é risollevata dai minimi giornalieri e ha dato l'impressione di voler nuovamente iniziare un rimbalzo. Malgrado che l'S&P500 (-1.71% a 2972.37 punti) non sia sceso fino ai 2855 punti (minimo a 2900 punti) i dati sul sentiment sono peggiori che una settimana fà (VIX a 41.94 punti, +2.32 punti, massimo a 54.39 punti / CBOE Equity put/call a 0.89 / Fear&Greed Index a 7 punti (!), -2) e questa é una divergenza positiva. Il DJ Transportation (-0.61%) improvvisamente sovraperforma - la spinta di ribasso sembra esaurirsi. La borsa americana dovrebbe essere vicina ad una situazione di ipervenduto di medio termine e gli indicatori di momentum tipo MACD stanno preparando un bottom. Di conseguenza pensiamo che settimana prossima deve svilupparsi un rimbalzo più lento ma più sostenibile del precedente.
L'S&P500 ha aperto a 2933 punti e alle 16.50 é risalito a 2975 punti. Poi é sceso in due ondate a verso le 21.00 ha toccato il minimo a 2900 punti. Da qui si é risollevato fino a 2986 punti e ha chiuso a 2972.37 punti (-1.71%). Il Nasdaq100 (-1.63% a 8530 punti) ha seguito l'S&P500 - il Russell2000 (-2.00%) era più debole. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1420 su 6102, NH/NL a 78 su 2191 (meglio che una settimana fà) e volume relativo a 1.8.
La tendenza di fondo della borsa americana é al ribasso con il 16.5% dei titoli sotto la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 26.44 - i dati non migliorano.
Nell'analisi dei COT notiamo che i Commercials stanno comperando e vanno long - spesso questi investitori sul medio - lungo termine prendono delle buone decisioni.
Riassumendo a breve deve iniziare un'altro rimbalzo della borsa americana. Le borse europee devono seguire pur mantenendo debolezza relativa e sottoperformance. A medio termine ci aspettiamo in America selvagge e violente oscillazioni nel range di settimana scorsa - presto o tardi il minimo annuale dell'S&P500 a 2855 punti deve essere ritestato e un minimo discendente é possibile.
La crisi provocata dall'epidemia di Coronavirus durerà ancora settimane se non mesi. Il numero di contagiati e di decessi aumenterà considerevolmente prima di diminuire. Almeno psicologicamente il problema peserà ancora per parecchio tempo sui mercati finanziari. Le borse hanno però tendenza ad anticipare gli sviluppi futuri. È probabile che questa correzione finirà in concomitanza con il picco della malattia. Il numero dei nuovi infetti in Cina sta diminuendo (se ci si può fidare dei dati ufficiali)...
Ci sono però segnali (Bonds, SX7E, oro) che suggeriscono l'inizio di una recessione e di un bear market delle borse. Non bisogna sottovalutarli e si può comperare azioni solo se da questi mercati verranno segnali di scampato pericolo.

Commento del 6 marzo

Gli investitori corrono a destra e sinistra senza riflettere - tanta volatilità, poco trend

Al rally di mercoledì ieri é seguita una pesante caduta (S&P500 -3.39% a 3023.94 punti). Non é una sorpresa - ci aspettavamo volatilità e siamo convinti che presto o tardi il minimo a 2855 punti deve essere ritestato. Sappiamo che il numero di persone contagiate dal Coronavirus deve drammaticamente aumentare prima di diminuire e che questa epidemia durerà ancora dei mesi. L'unico aspetto che ci colpisce ogni volta in queste situazioni di crisi é la mancanza di costanza da parte degli investitori. Bisogna farsi un'opinione e mantenerla e non cambiare idea ogni giorno. Mercoledì tutti hanno comperato - ieri tutti hanno venduto. Qualsiasi cosa succeda le reazioni sono isteriche ed istintive. Cerchiamo di fare ordine. Tutti i movimenti che partono dai minimi di venerdì 28 febbraio sono dei rimbalzi tecnici. Nel caso in cui questi rimbalzi sono eccessivi o raggiungono gli obiettivi tecnici (come mercoledì sera a New York o giovedì mattina in Europa) i traders possono vendere per effettuare delle brevi operazioni short. Gli investitori possono stare a guardare ed osservare questo spettacolo - i 2855 punti di S&P500 verranno ritestato e contemporaneamente le borse europee, tecnicamente più deboli e sottoperformanti, toccherano dei nuovi minimi annuali. In quel momento si potrà comperare per sfruttare un sostenibile rialzo di medio termine. A questo momento mancano però ancora delle settimane. Probabilmente settimana prossima verrà toccato un'altro minimo intermedio e ci sarà un'altro rimbalzo tecnico - questo perché a medio termine si sta presentando una situazione di ipervenduto e gli investitori sono nuovamente in panico. Questo significa che secondo l'analisi tecnica oggi non é un giorno per vendere anche se molti ne avrebbero voglia.

Ieri le borse europee hanno aperto in positivo e l'Eurostoxx50 (-1.67% a 3363 punti) é ancora salito a 3438 punti di massimo. A ridosso dei 3450 punti di Eurostoxx50 le borse sono ripartire al ribasso. L'Eurostoxx50 é sceso fino all'apertura a New York a 3338 punti e poi ha recuperato 25 punti. Le borse europee faticano a rimbalzare e restano ipervendute - un cattivo segno.
Ci lascia molto perplessi il crollo del settore bancario (SX7E -3.89% a 77.74 punti) - con RSI a 16.64 (!) e MM a 200 a 90.30 punti l'indice é terribilmente ipervenduto e in eccesso di ribasso ma non reagisce anche perché i tassi d'interesse continuano a scendere. Spesso le crisi finanziarie europee sono state segnalate dalla debolezza del settore bancario - ci aspetta una recessione? A metà febbraio l'indice veleggiava sui 102 punti - una perdita del -25% in un mese é giustificata? Se le azioni delle banche non recuperano nei prossimi giorni le borse europee rischiano una caduta nel vuoto.
Per il resto c'é poco da dire - le caratteristiche di questi movimenti, in parte sconclusionati, non cambiano. L'SMI svizzero (-1.05% a 10143 punti) continua a sovraperformare mentre il FTSE MIB (-1.78% a 21554 punti) boccheggia. Dopo due giorni di rimbalzo il FTSE MIB é nuovamente crollato e ha chiuso sul minimo annuale (peggiore chiusura del 2020). Un'indice che non sale quando é ipervenduto e continua a mostrare debolezza relativa é da evitare. Probabilmente deve scendere (decisamente) più in basso prima di poter risalire.
Le azioni delle banche rimangono sotto pressione e lo spread sui titoli di Stato aumenta - puzza di crisi...
L'Europa continua a seguire docilmente gli Stati Uniti - vediamo cosa é successo a Wall Street.

Dopo il rally di mercoledì ieri ci aspettavamo un ritracciamento. Invece c'é stata una pesante caduta. L'S&P500 ha aperto male a 3053 punti e per alcune ore ha recuperato ed é risalito a 3083 punti. Poi però i venditori hanno preso il controllo delle operazioni e l'indice é sceso ad ondate sul minimo a 3000 punti, Da questa barriera psicologica c'é stato un rimbalzo fino a 3023.94 punti (-3.39%). Il capro espiatorio della giornata sono stati i trasporti (DJT -5.27%) - si teme il fallimento di numerose compagnie aeree. Le vendite hanno però colpito tutti i settori (Nasdaq100 -3.10% a 8671 punti, RUT -3.42%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1182 su 6312, NH/NL a 112 su 1335 e volume relativo a 1.5. Guardate come si comporta il Summation Index - é un pò che non guardiamo questo indicatore e riprenderemo il tema nell'analisi del fine settimana. È una delle ragioni per cui nelle prossime settimane ci aspettiamo la formazione di una base e non la continuazione del ribasso.
Gli investitori sono pessimisti e sull'orlo del panico come mostrano i dati sul sentiment - VIX a 39.62 punti (+7.63), CBOE Equity put/call ratio a 0.78 e Fear&Greed Index a 9 punti (-6).

Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é crollato a 0.92% (-0.10%) - é sceso molto più in basso di quanto ci eravamo immaginati. Gli investitori cercano disperatamente sicurezza e sono convinti che avremo un rallentamento congiuturale considerevole. Il termine recessione appare sempre più spesso nei commenti economici.

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 2985 punti (-30 punti). Le premesse sono per una seduta negativa - potrebbe ripetersi una giornata come una settimana fà. Il Nikkei ha perso il -2.72% - Shanghai scende del -1.2%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3290 punti. Le borse europee apriranno con perdite superiori al -2%. Cosa succederà oggi ? Caduta nel vuoto o stabilizzazione e recupero? Siamo costruttivi poiché non crediamo che i tassi d'interesse possano scendere più in basso - pensiamo che le borse chiuderanno in negativo ma sopra i livelli d'apertura.

Commento del 5 marzo

A caccia di dividendi - il rimbalzo in America ha esaurito il suo potenziale

Ieri in Europa c'é stata una seduta decisamente positiva (Eurostoxx50 +1.44%) - é il risultato della somma tra Wall Street in calo martedì sera, i segnali decisamente costruttivi di mercoledì mattina ed il buon inizio di seduta ieri pomeriggio in America. Istituzioni internazionali (Banca mondiale, Fondo monetario internazionale), governi e Banche Centrali stanno intervenendo a sostegno di economia e mercati finanziari e questo almeno a breve sta avendo un effetto positivo sulle borse ed offusca il problema costituito dall'epidemia di Coronavirus. A New York c'é stato nuovamente un rally (S&P500 +4.22% a 3130.12 punti) che ha superato le nostre più rosee previsioni per la giornata. In precedenti commenti avevamo scritto che l'S&P500, dal minimo di venerdì a 2855 punti, poteva rimbalzare fino ai 3050-3150 punti. Ora l'obiettivo é stato raggiunto e il potenziale sembra esaurito. Negli indicatori di sentiment traspare però ancora parecchio pessimismo - le borse non sembrano in procinto di iniziare un'altra consistente spinta di ribasso. Di conseguenza a breve lo scenario più probabile é una distribuzione sui 3150 punti di S&P500 e sui 3450 punti di Eurostoxx50.
Nell'analisi del fine settimana avevamo suggerito l'acquisto di azioni di buona qualità con un alto dividendo. Questa era la logica reazione al drammatico calo dei tassi d'interesse - il reddito dell'US Treasury Bonds si é stabilizzato a 1.02% (invariato) mentre in Bund tedesco decennale rende il -0.63%. Gli investitori hanno seguito questo ragionamento. Ieri sera l'indice DJ Utilities ha guadagnato il +5.57% - normalmente il settore delle società di pubblica utilità (utilities) é noioso e si muove poco. Le azioni però rendono bene e vengono adesso comperate a man bassa come alternativa alle obbligazioni. Notiamo questo effetto anche in Europa. Già lunedì sera avevamo parlato di ENEL - ieri l'azione é balzata del +5.57% !

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere rispetto a quanto scritto ieri sera. Si tratta evidentemente di un rimbalzo tecnico trascinato da titoli solidi e difensivi (farmaceutica, alimentare) e frenato dal settore bancario (SX7E -0.42% a 80.89 punti). La logica conseguenza é che indici come l'SMI svizzero (+1.62% a 10251 punti) sovraperformano mentre altri come il FTSE MIB italiano (+0.91% a 21946 punti) sottoperformano. Il plotone si muove però compatto e nella stessa direzione. In teoria le borse europee a corto termine hanno ancora spazio di manovre verso l'alto - per l'analisi tecnica il rimbalzo non sarebbe ancora finito. È però evidente che se l'America si ferma e distribuisce anche l'Europa docilmente si comporterà alla stessa maniera.
L'epidemia di Coronavirus nei prossimi giorni si svilupperà in maniera esponenziale con un numero crescente di persone contagiate e di decessi. Psicologicamente questo sarà un peso per le borse ed i mercati finanziari che temono una recessione. Dopo questo rimbalzo provocato dalla copertura degli short e da acquisti sporadici di azioni otticamente a buon prezzo é probabile che mancherà la motivazione per salire più in alto senza prove tangibili che il mondo occidentale é in grado ci contenere la pandemia. I segnali provenienti dalla Cina sono incoraggianti ma non c'é molto da fidarsi.

Ieri a New York ci aspettavamo una seduta positiva che fosse in grado di compensare buona parte delle perdite di martedì. Invece c'é stato un rally come quello di lunedì. Gli indici azionari hanno chiuso sui massimi giornalieri e con forti guadagni. In teoria sullo slancio gli indici potrebbero salire più in alto ma noi abbiamo fondati dubbi. È probabile che la serie regolare di sedute positive e negative continui e che quindi oggi la borsa americana debba scendere.
L'S&P500 ha aperto a 3065 punti e nella prima metà della seduta é oscillato in laterale tra i 3134 ed i 3170 punti. Poi é semplicemente salito fino alla chiusura sul massimo a 3130.12 punti (+4.22%). Tutti i settori hanno partecipato al rialzo (Nasdaq100 +4.13% a 8949, DJT +3.38%, RUT +3.04%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6155 su 1321, NH/NL a 142 su 556 e volume relativo a 1.45. La volatilità VIX é scesa a 31.99 punti (-4.83), il CBOE Equity put/call ratio (0.64) era sulla media di lungo periodo mentre il Fear&Greed Index é salito a 15 punti (+5). I dati sul sentiment sono migliorati ma segnalano ancora parecchio pessimismo.

Stamattina (08.15) il future sull'S&P500 cade a 3082 punti (-32 punti). Alle 06.30 era ancora a 3098 punti - evidentemente gli europei pensano che ieri sera a Wall Street il rally era esagerato. Il Nikkei ha guadagnato il +1.09% - Shanghai sta salendo del +2%. L'Eurostoxx50 vale 3436 punti. Le borse europee apriranno con un guadagno del +0.5%. Non sappiamo cosa potrebbe succedere oggi. Siamo però convinti che dopo i violenti movimenti degli scorsi tre giorni lentamente la volatilità dovrebbe diminuire e dovremmo assistere ad un assestamento sui livelli attuali.

Commento del 4 marzo

La FED riduce i tassi d'interesse del -0.50% - ampie oscillazioni come tentativo di formare base - ambiente per traders

Ieri mattina le borse europee hanno tentato di imitare l'America. Dopo l'apertura sono partite al rialzo - verso le 09.40 la spinta era già praticamente finita. Fino alle 16.00 gli indici sono rimasti sui massimi della giornata. C'é stata ancora un'impennata alle 16.00 dopo l'annuncio della FED ma poi ci sono state delle vendite e gli indici hanno chiuso vicino ai minimi con moderati guadagni. L'Eurostoxx50 alle 09.40 era a 3425 punti. A mezzogiorno era salito a 3431 punti. Nel pomeriggio é scivolato fino ai 3382 punti, si é impennato alle 16.00 sul massimo a 3448 punti e ha chiuso a 3372 punti (+0.99%). Gli altri indici si sono comportati in maniera simile. L'SMI svizzero (+1.37% a 10087 punti) ha sovraperformato grazie ai suoi titoli difensivi - il FTSE MIB (+0.43% a 21748 punti) a sottoperformato a causa dell'effetto Coronavirus e sotto il peso del settore bancario. Gli investitori fanno ragionamenti semplici e reagiscono in maniera istintiva. L'Italia é l'epicentro del contagio in Europa e quindi gli investitori evitano la borsa di questo Paese. I tassi d'interesse scendono e di conseguenze, seguendo la ben conosciuta correlazione, vendono la azioni delle banche (SX7E -1.37% a 81.23 punti). Il Bund tedesco e l'USTBond americano (reddito del decennale a 1.02% (-0.08)) sono talmente ipercomperati e il sentiment sui tassi é talmente negativo che a breve deve esserci un rimbalzo. Per i traders c'é un'ottima occasione long sulle azioni delle banche che a questo livello devono essere comperate.
Riassumendo le borse europee seguono a distanza la borsa americana. Gli investitori sembrano dare più credito alle capacità di ripresa dell'economia americana che a quella europea. Inoltre il rafforzamento dell'EUR penalizza le borse europee. Se però come pensiamo l'S&P500 é destinato a fare base facendo ampie oscillazioni intorno ai 3000 punti, l'Eurostoxx50 dovrebbe fare la stessa cosa intorno ai 3350 punti.

Dopo il rally di lunedì ieri la borsa americana ha nuovamente fatto un tonfo (S&P500 -2.81% a 3003.37 punti). L'annuncio improvviso della FED che ha ridotto i tassi d'interesse guida del -0.5% é stato contraproduttivo. Come sapete quest'anno gli operatori prevedevano tre riduzioni per un totale di -0.75%. La decisione della FED, annunciata fuori dai termini normali e superiore in ampiezza al previsto, puzza però di paura e disperazione. Dopo un balzo fino ai 3136 punti l'S&P500 é sceso fin verso le 20.00 quando ha toccato un doppio minimo a 2976 puntii. Solo sul finale ha recuperato e ha chiuso a 3003.37 punti. Ancora una volta le contrattazioni si sono concentrate sul settore tecnologico (Nasdaq100 -3.19% a 8594 punti). Le vendite però hanno coinvolto tutto il listino (DJ Transportation -2.90%, Russell2000/RUT -2.13%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2176 su 5323, NH/NL a 104 su 803 e volume relativo a 1.9. La volatilità VIX é salita a 36.82 punti (+3.40), il CBOE Equity put/call ratio era alto a 0.73 (ci aspettavamo di più) e il Fear&Greed Index rimane in cantina (10 punti, -3 punti).
Teniamoci pronti ad una serie di sedute positive e negative, molto volatili e con improvvisi cambiamenti di direzione. Gli investitori sono pessimisti e nervosi - le scenario di formazione di base con ricadute sui 2850 punti di S&P500 resta valido.

Come già detto il reddito dell'US Treasury Bond é caduto a 1.02% (-0.08%) - é decisamente ipervenduto con un sentiment pessimo - Un sostanziale rimbalzo tecnico é imminente. Un tasso d'interesse così basso significa che gli investitori vedono un rischio di recessione. Questo segnale non é da sottovalutare.

Il prezzo dell'oro come pensavamo é risalito a 1641 USD/oncia. Il crollo venerdì scorso non era un segnale di crash ma una normale correzione fino alla MM a 50 giorni. L'oro rimane in un bull market di lungo periodo. Il potenziale di rialzo in mancanza d'inflazione é modesto. È però un valido bene rifugio che é meglio tenere in portafoglio.

Il cambio EUR/USD é risalito a 1.1150 come conseguenza della diminuzione del differenziale dei tassi d'interesse tra USD e EUR. Il cambio é tornato nel vecchio range 1.10-1.12 e sembra destinato a restarci per qualche settimana se non mesi.

Stamattina c'é nuovamente un rimbalzo delle borse. Alle 07.15 il future sull'S&P500 era a 3036 punti- ora (08.15) e a 3046 punti (+49 punti). Il Nikkei é rimasto fermo (+0.08%) mentre Shanghai sale del +0.6%. L'Eurostoxx50 vale ora 3385 punti - le borse europee, che devono scontare la brutta chiusura ieri sera a Wall Street e reagire al balzo di stamattina del future, apriranno con un guadagno del +0.5%. Restiamo dell'idea che a breve c'é poco spazio di manovra sopra i 3400 punti di Eurostoxx50. Poco con borse molto volatili significa una quarantina di punti...

Breve commento del 3 marzo

Rimbalzo e assestamento

Sono le 06.30 - stamattina devo uscire alle 7 perché oggi sono in viaggio. Mi limito ad un breve commento anche perché la situazione si sta sviluppando come abbiamo descritto nel commento del fine settimana. La prima spinta di ribasso é finita e le borse si risollevano dai minimi. Per ora non ci sono sorprese se non che l'intensità del rimbalzo tecnico a New York (S&P500 +4.60% a 3090.23 punti) é stata superiore alle previsioni iniziali. Come nella discesa anche il rimbalzo é più veloce e dinamico di quanto ci eravamo immaginati.
La seduta in Europa é stata deludente (Eurostoxx50 +0.28% a 3338 punti) poiché dopo una buona apertura c'é ancora stato un tuffo ed alcuni indici sono scesi sotto i minimi di venerdì. Trovate i dettagli nei commenti di ieri sera. Dopo la convincente prestazione di Wall Street é però probabile che oggi le borse europee vogliano imitare l'America anche se con minore intensità a causa del forte apprezzamento dell'EUR (EUR/USD a 1.1150).

Ieri sera a Wall Street c'é stato un rally convincente con volumi e partecipazione. È stato però solo un rimbalzo tecnico e non é l'inizio di una rialzo a conclusione di una correzione a V. Ora però comincia il periodo di formazione di base e possiamo abituarci a vedere per un pò l'S&P500 oscillare ampiamente intorno ai 3000 punti.

Adesso il future sull'S&P500 é a 3062 punti (-2 punti) - l'indice difende i guadagni di ieri sera e questo é positivo.

Aggiornamento del 2 marzo

Dopo la prima reazione istintiva si cerca di capire l'effettiva portata del problema

L'epidemia di Coronavirus é iniziata a dicembre del 2019 in Cina. Per parecchio tempo i mercati finanziari hanno ignorato il problema. Noi abbiamo cominciato a parlarne il 21 gennaio - aspettavamo l'inizio di una correzione di medio termine e pensavamo che il diffondersi del Coronavirus sarebbe stato l'evento scatenante. Invece gli investitori per ancora un mese non sono si sono preoccupati delle conseguenze dell'epidemia. Solo settimana scorsa le borse sono crollate - tutti come prima reazione hanno venduto - prima si scappa e poi si valuta con calma la portato dell'evento. Venerdì questa prima ondata di vendite é terminata - ora si tratta di capire quanti danni provocherà effettivamente il Coronavirus. Purtroppo i media e molti cosiddetti analisti giocano con le emozioni - vengono descritti parecchi scenari catastrofici ma nessuno parte da dati concreti e si basa su un'analisi quantitativa. Probabilmente sarà la borsa col tempo a fornire il miglior termometro della situazione - i mercati finanziari, malgrado gli eccessi causati dalle emozioni, tendono ad anticipare in maniera corretta lo sviluppo dell'economia e della redditività delle imprese nel futuro. Al momento sappiamo che c'é un problema che causerà una diminuzione dell'attività economica. È molto probabile che governi e Banche Centrali interverranno per sostenere l'economia. I mercati scontano già per quest'anno tre diminuzioni dei tassi d'interesse guida da parte della FED statunitense. Vedremo se le differenti misure bastaranno a ridare fiducia a consumatori ed imprese. In questo momento la qualità dell'informazione data dai governi ai cittadini é importante e decisiva. Si tratta di assumere il comportamento corretto per ridurre la diffusione del contagio (igiene innanzitutto) e difendersi dalla malattia. Bisogna però evitare l'isterismo e dei comportamenti irrazionali. Per due colpi di tosse non bisogna subito correre al Pronto Soccorso degli ospedali e non c'é bisogno di chiudersi in casa e di riempire la cantina di scorte alimentari a lunga conservazione. 
Ma torniamo alle borse. Ora gli investitori dopo la prima fuga istintiva si prenderannno del tempo per valutare la situazione. Nessuno sa se questa caduta di 12-15% dai massimi di febbraio riflette in maniera corretta la portata del problema. Lo scopriremo nei prossimi giorni. Dobbiamo però prepararci a convivere con l'epidemia di Coronavirus per settimane se non mesi.

Stamattina i mercati sono relativamente tranquilli. La volatilità é in diminuzione. L'S&P500 riesce a difendere la chiusura di venerdì 100 punti sopra il minimo e vicino al massimo giornaliero - alle 08.00 é a 2968 punti (+17 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +0.95% - Shanghai sale del +3% dopo che il governo ha annunciato numerosi interventi a sostegno di economia ed imprese. L'Eurostoxx50 vale 3376 punti - le borse europee apriranno con delle plusvalenze di circa il  +1.4%. Il short covering potrebbe stamattina risucchiare gli indici verso l'alto ma non ne siamo sicuri. Il rimbalzo dovrà lottare contro una serie di notizie negative visto che il numero delle persone contagiate ed i decessi nel prossimo futuro aumenteranno.
Chi venerdì ha comperato Eurostoxx50 sui 3330 punti può vendere oggi sopra i 3400 punti.

Commento del 29 febbraio - 1. marzo

Le borse toccano il fondo - ora segue una fase di formazione di base con volatilità intorno ai minimi di venerdì

Mercoledì 19 febbraio l'S&P500 ha fatto registrare il massimo storico a 3393 punti. Una settimana f'à l'indice era ancora a 3337.75 punti e noi avevamo dichiarato che era cominciata una correzione - la borsa doveva scendere ma non sapevamo ancora se sarebbe stata una correzione minore o una correzione di medio termine fino alla MM a 200 giorni (3040-3050 punti). In effetti c'é stata una pesante, veloce e dinamica correzione che viene percepita come un crash. Venerdì l'S&P500 é caduto fino ai 2855 punti e ha chiuso a 2954.22 punti (-0.82%). La perdita settimana é del -11.49% - in analisi tecnica si parla di correzione in un bull market quando la perdita supera il -10% ma é inferiore al -20%. La pressione di vendita é stata enorme durante tutta la settimana e tutte le barriere tecniche sono ad una ad una cadute. In situazioni del genere gli indicatori di partecipazione e momentum ci dicono unicamente che le borse sono ipervendute e in eccesso di ribasso - non sono in grado di dire quando il crollo finirà e a che livello.
Nei nostri commenti tecnici abbiamo più volte ripetuto che solo gli indicatori di sentiment erano efficaci ed effettivi e potevano dirci quando le borse avevano toccato il fondo. Ci vuole del panico per segnalare che gli ultimi investitori stanno vendendo alla disperata e che probabilmente le vendite a breve si stanno esaurendo. Venerdì abbiamo rilevato panico - la volatilità VIX é esplosa a 49.48 punti di massimo prima di tornare in chiusura a 40.11 punti (+0.95) - il CBOE Equity put/call ratio é rimasto alto a 0.85 (MM a 10 giorni a 0.66 e in aumento) - il Fear&Greed Index é sceso a 10 punti (-3 punti). A completare il quadro di borse che a breve hanno esaurito la spinta di ribasso c'é stato il convincente rimbalzo dal minimo. L'&P500 é crollato a 2855 punti alle 16.00 - ha chiuso 100 punti più in alto a 2954.22 punti (-0.82%) - il future nel dopo borsa ha raggiunto i 2988 punti. Il Nasdaq100 é sceso fino a 8133 punti, ha brevemente bucato la MM a 200 giorni per poi risalire e chiudere in guadagno (!) del +0.30% a 8461 punti.
Tutto lascia presupporre che questa spinta di ribasso é terminata su un minimo intermedio. Come si prosegue? Lo scenario tipico prevede ora la formazione di una base con un iniziale rimbalzo tecnico provocato dalla copertura di short e da acquisti stimolati dalle interessanti valutazioni. Il rimbalzo può essere di un terzo fino a metà della precedente spinta di ribasso. Indicativamente pensiamo che l'S&P500 possa risalire sui 3050-3150 punti. Poi nelle prossime settimane il minimo di venerdì a 2855 punti verrà ritestato. Come dipende da parecchi fattori - innanzitutto dalla qualità, intensità e durata del rimbalzo iniziale. Potrebbe verificarsi un minimo discendente sotto i 2855 punti. A questo punto bisognerà comperare per sfruttare una fase di rialzo a medio termine.
Naturalmente lo svolgimento nel dettaglio dipenderà da come si diffonde l'epidemia di Coronavirus e da come il rischio verrà percepito dalla popolazione. Nelle prossime settimane i contagiati ed i decessi aumenteranno prima di diminuire. Questo provocherà un periodo di incertezza più o meno lungo durante il quale le borse saranno volatili e dovrebbero formare una base.
Per il momento partiamo dal principio che il nostro scenario generale per il 2020 sia ancora valido. Di conseguenza crediamo che il Coronavirus provocherà una temporanea diminuzione della crescita economica (o in certi paesi una moderata recessione) ma che non ci sarà un ciclo recessivo e che non é ancora iniziato un bear market. Possiamo sbagliarci - per questo conviene attendere il rimbalzo e il test del minimo prima di comperare - a quel punto gli indicatori tecnici si saranno assestati dopo la tempesta di questa settimana e avremo un quadro più preciso ed affidabile della situazione.
A corto termine non vale più la pena di vendere - eventualmente i traders possono provare delle operazioni long come abbiamo suggerito di fare venerdì. Chi é entrato nella correzione con un'esposizione eccessiva in azioni e non ha avuto il tempo di reagire deve aspettare la fine del rimbalzo per vendere qualcosa e diminuire i rischi. Chi vuole agire in maniera prudente può comperare azioni di buona qualità con un alto dividendo - dopo la correzione ce ne sono molte specialmente nel settore dell'energia. Il reddito dell'USTBond decennale in USD é sceso a 1.13% (-0.17% e evidente esagerazione al ribasso confermata dai dati sul sentiment) - il reddito del Bund tedesco decennale é caduto a -0.609% - azioni con dividendi sicuri di un 3%-5% sono a questo punto una buona alternativa d'investimento.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -12.39% a 3329 punti
DAX                         -12.44% a 11890 punti
SMI                          -11.52% a 9831 punti
FTSE MIB                  -11.26% a 21984 punti
S&P500                    -11.49% a 2954.22 punti
Nasdaq100               -10.42% a 8461 punti

Questa volta punto tralasciamo di fare l'abituale cronaca e analisi della giornata di venerdì. La seduta é stata pessima in Europa (Eurostoxx50 -3.66% a 3329 punti) e ancora negativa in America (S&P500 -0.82% a 2954.22 punti). Ci sono però parecchi segnali che suggeriscono la presenza di un minimo intermedio. Questi segnali sono apparsi a New York e comprendono anche altri mercati come quello delle divise, dei tassi d'interesse o dei metalli preziosi.

L'S&P500 ha aperto in forte gap down a 2903 punti. Dopo un breve tentativo di rimbalzo l'indice sprofondato alle 16.00 sul minimo a 2855 punti. Da qui c'é stato un possente recupero fino alle 17.45 a 2959 punti. In seguito l'S&P500 é ricaduto un'ottantina di punti, si é assestato sopra i 2882 punti e sul finale si é impennato fino ai 2954.22 punti (-0.82%). La tecnologia ha ripreso il suo classico ruolo trainante con sovraperformance e forza relativa (Nasdaq100 +0.30%). Il resto del mercato era invece ancora piuttosto debole (DJT -1.01%, RUT -1.43%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2110 su 5431, NH/NL a 77 su 3228 (!) e volume relativo superiore a 2.0. La tendenza di fondo della borsa americana é formalmente al ribasso (!) con il 14.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 29.83 - questo significa che esiste la possibilità che sia iniziato un bear market - se nel rimbalzo e consolidamento che si verificheranno nei prossimi giorni e settimane questi dati non migliorano decisamente bisognerà riflettere bene prima di comperare.
Venerdì il prezzo del petrolio é sceso a 44.76 USD/barile - i mercati sembrano già scontare una moderata recessione. Il prezzo dell'oro é sceso a 1584 USD/oncia - noi interpretiamo questo calo come un segnale di distensione poiché anche l'altro classico bene rifugio, il CHF, si é indebolito. Altri analisti giudicano il calo come un inizio di crollo generale dei mercati finanziari durante il quale viene venduta qualsiasi cosa in cerca di liquidità. Vedremo chi ha ragione.

Durante il fine settimana il Coronavirus rimane il tema di discussione principale. Come dimostrano gli scaffali vuoti nei supermercati la gente si sta facendo prendere dall'isteria. Washington ha dichiarato lo Stato di emergenza dopo che il numero dei contagiati negli Stati Uniti é salito a 24 (!) e c'é stato il primo decesso imputabile a questa malattia. Se con queste premesse la seduta di lunedì fosse positiva avremo un segnale veramente costruttivo per le borse.

Commento del 28 febbraio

In un crash le barriere tecniche non contano. Le borse andranno più giù, poi rimbalzeranno e si assesteranno - dove?

La paura del Coronavirus ha contagiato le borse che crollano. Anche ieri la seduta in Europa é stata pessima (Eurostoxx50 -3.40% a 3455 punti). In America é andata ancora peggio (S&P500 -4.42% a 2978.76 punti). Gli indici azionari hanno raggiunto quelli che noi consideravamo gli obiettivi massimi della correzione che dovevano essere toccati verso il 21 di marzo. La pressione di vendita é straordinaria e in aumento - le borse sono decisamente ipervendute e in eccesso di ribasso. Gli investitori sono in panico - la volatilità VIX é esplosa a 39.16 punti (+11.60 punti), il CBOE Equity put/call ratio é alto a 0.86 mentre il Fear&Greed Index é sprofondato a 13 punti (-8 punti). In una situazione del genere gli investitori si comportano in maniera irrazionale e le decisioni dipendono unicamente dalle emozioni - significa che le normali barriere tecniche tipo supporti o ipervenduto (le RSI sono sui 25 punti in Europa e sui 20 punti in America - vi ricordiamo che valori sotto i 30 punti significano ipervenduto) non contano molto. Sappiamo solo che la molla verso il basso si sta comprimendo - una volta toccato il fondo ci sarà un forte rimbalzo di parecchi punti in percentuale. Il problema é che nessuno sa dove potrebbe fermarsi questa eccezionale spinta di ribasso. Il riferimento fornito dalla media mobile a 200 giorni sull'S&P500 a 3046 punti é stato spazzato via ieri sera. Ora chi ha comperato S&P500 negli ultimi 200 giorni é generalmente in territorio negativo - si vendono facilmente titoli in guadagno - ci si separa più difficilmente da titoli in perdita. 

Come ieri non vale la pena commentare la seduta in Europa. Le borse sono scese ma stamattina cadranno ancora decisamente più in basso. Seguono l'America e fino a quando questa spirale verso il basso non viene interrotta é destinata ad autoalimentarsi. Notiamo unicamente che le vendite si concentrano ora sui big cap che nel rialzo erano stati favoriti dagli investitori. Questo é un segnale di rassegnazione e capitolazione. Non significa però che la fine del ribasso é imminente - questa situazione può persistere ancora per alcuni giorni. Ieri l'Eurostoxx50 (-3.40% a 3455 punti) é stato il peggiore dei quattro indici azionari europei che seguiamo regolarmente (DAX -3.19% a 12367 punti, SMI - 2.92% a 22799 punti e FTSE MIB -2.66% a 22799 punti). L'indice delle banche SX7E (-4.61% a 87.34 punti), solitamente campo di battaglia degli speculatori, ha fatto ancora peggio. Chi come noi pensa ad una posizione speculativa long può tenere d'occhio questo indice e magari provare a comperare stamattina.
Non crediamo che la svolta si concretizzerà in Europa - pensiamo piuttosto che il fondo, che verrà seguito da un forte rimbalzo, verrà toccato in America. Oppure ci sarà una forte reazione durante la notte e una mattina vedremo il future sull'S&P500 in guadagno del +3%. Guardiamo quindi cosa succede a New York.

Pensavamo che ieri sera l'S&P500 potesse fermarsi sui 3050 punti - ci siamo sbagliati - la seduta é andata ancora peggio delle più negative previsioni. L'S&P500 ha aperto in gap down a 3054 punti. All'inizio é caduto fino ai 3008 punti ma a metà seduta é tornato a 3097 punti di massimo - una volatilità incredibile. Nella seconda parte delle giornata l'indice é solo sceso e ha raggiunto in chiusura il minimo giornaliero a 2978.76 punti (-4.42%). La tecnologia ha perso ancora di più (Nasdaq100 -4.92% a 8436 punti) e i bignamini    degli investitori durante il rialzo (Tesla -12.81%, Apple -6.54%) sono stati abbandonati e venduti senza pietà. Le vendite hanno travolto tutto il listino (DJT -3.62%, RUT -3.54%). I dati della giornata sono terribile e paurosi: A/D a 914 su 6626, NH/NL a 73 su 3305 e volume relativo a 2.0 testimoniano di una eccezionale pressione di vendita.
Sugli altri mercati notiamo il calo modesto del reddito sull'US Treasury Bond decennale a 1.30% (-0.03%) e la debolezza dell'USD (EUR/USD a 1.10). La reazione del cambio deve servire da esempio. Il 20 febbraio il cambio ha toccato il minimo annuale a 1.0782 e una muta di analisti eccitati avevano già pronosticato un crollo sulla parità. L'EUR sembrava in caduta libera. Ora il cambio é risalito e probabilmente si fermerà sui 1.09-1.11 per settimane.

Normalmente il venerdì non é una giornata buona per un'inversione di tendenza. Spesso di venerdì prosegue e e si completa il trend settimanale. Vediamo come inizia la giornata. Il future sull'S&P500 é caduta stamattina fino a 2901 punti. Da circa un'ora sta risalendo - alle 08.30 é a 2930 punti (-26 punti). Il Nikkei ha perso il -3.67% - Shanghai é in calo del -3.8%. L'Eurostoxx50 vale 3330 punti - le borse europee apriranno con una perdita di circa il -3.00%. Noi siamo disposti a questo punto a prendere il rischio di comperare. Non abbiamo però nessuna segnale d'acquisto e chi ci segue lo fà a proprio rischio e pericolo. Ogni posizione long deve essere assicurata con stop loss sul minimo del future (p.e. Eurostoxx50 a 3302 punti) - buona fortuna!

Commento del 27 febbraio

L'epidemia e le borse devono peggiorare prima di migliorare - l'ipervenduto frena ma non provoca un sostanziale rimbalzo

Ieri le borse hanno accennato una timida reazione - l'ipercomperato di corto termine ha indotto alcuni investitori a comperare e ci sono stati indici azionari sia in Europa (Eurostoxx50 +0.14% a 3577 punti) che in America (Nasdaq100 +0.44% a 8873 punti) che hanno terminato la giornata in positivo. Si é però trattato di un rimbalzo tecnico - sicuramente non abbiamo ancora visto il minimo di questa correzione.
Per un solido minimo ci vuole del panico - il panico viene mostrato dagli indicatori di sentiment - questo é il miglior sistema per sapere quando saremo vicini alla fine del ribasso. Tutto il resto sono delle stime basate sui cicli o su una combinazione di supporti e indicatori di maomentum e partecipazione - questo comprende anche il nostro obiettivo a 3050 punti di S&P500. Per il momento non abbiamo visto nessun tipo di capitolazione - ci sono sempre investitori che comprano in maniera selettiva o che speculano al rialzo. Ieri il CBOE Equity put/call ratio é tornato a 0.65 (la media di lungo periodo é a 0.62 - 3 volte la deviazione standard é a 0.91) - é evidente che non c'é ancora panico.

Evitiamo stamattina di fare lunghe analisi sulla seduta in Europa che si é conclusa senza sostanziali variazioni. Già ieri sera abbiamo scritto che la correzione sarebbe continuata. Stamattina sappiamo che in apertura gli indici perderanno circa un -3% e cadranno su un minimo annuale. Ogni ulteriore commento é superfluo. Le oscillazioni giornaliere e le differenze di performance tra i vari indici dipendono dall'umore del momento. Ieri gli investitori hanno favorito l'Italia (FTSE MIB +1.44% a 23422 punti) rispetto alla Germania (DAX -0.12%). In mercati spinti dalle emozioni questa classifica può cambiare di giorno in giorno - per saldo però le differenze saranno trascurabili. Ieri gli investitori hanno ricomperato le banche (SX7E +0.31%) e questo ha aiutato il FTSE MIB. Oggi può essere il contrario.

La seduta a New York ha mostrato che la borsa non é ancora pronta per un sostanziale rimbalzo. Al massimo il calo viene frenato dall'ipervenduto e dall'eccesso di ribasso a cortissimo termine. L'S&P500 é sceso a 3116.39 punti (-0.38%) - la RSI é a 27.47 punti - il bordo inferiore delle Bollinger Bands é a 3148 punti - a 3045 punti scorre la MM a 200 giorni. Pensiamo che sui 3040-3100 punti ci debba essere un tentativo di formazione di base.
L'&P500 ha aperto a 3146 punti ed é salito fino ai 3182 punti verso le 16.45 - dopo una mezz'ora ha ricominciato a scendere e ad ondate verso le 19.30 é arrivato sui 3120 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é oscillato intorno a questo valore con un minimo a 3109 punti e una chiusura a 3116.39 punti (-0.38%). La tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 +0.44% a 8873 punti) mentre il resto del mercato ha fatto decisamente peggio (DJTransportation -2.19%, Russell200o/RUT -1.22). Questo spiega perché la seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 2446 su 5003, NH/NL a 91 (!) su 2018 e volume relativo a 1.5. La volatilità VIX é scesa di poco a 27.56 punti (-0.29). Per il momento c'é poco di nuovo da dire - la correzione continua - i movimenti giornalieri possono essere indovinati sulla base degli indicatori ma decisive sono le notizie del momento dal fronte del Coronavirus. Purtroppo c'é molta gente che fomenta il panico ingiustificato con notizie catastrofiche e troppo poche che riescono a valutare la situazione in maniera oggettiva. È evidente che l'epidemia deve peggiorare prima di migliorare e il numero di ammalati aumenterà nelle prossime settimane. Il rischio maggiore sembra però provenire dalla reazione incontrollata della gente spaventata che ruba i disinfettanti negli ospedali, porta mascherine inutili e fa scorte eccessive di alimentari. Ci vuole solo informazione, igiene e un comportmento consapevole. L'epidemia farà il suo corso come una qualsiasi epidemia d'influenza che l'anno scorso ha provocato in Svizzera circa 1500 decessi. Per il momento in Svizzera ci sono 2 persone contagiate da Coronavirus...

Stamattina presto il future sul'S&P500 era crollato a 3068 punti con un minimo stanotte a 3060 punti. Alle 08.10 é a 3079 punti (-30 punti). C'é un recupero. L'Eurostoxx50 vale 3492 punti - le borse europee apriranno con un tuffo del -2.4%. Sarà una pessima giornata ma considerando il forte ipervenduto potrebbe esserci entro stasera un recupero e una chiusura sopra il livello d'apertura.
Oggi sono assente - non potrà pubblicare i commenti sugli indici americani delle 14.00. Stasera farò il punto della situazione.
Non bisogna mai comperare nel panico - c'é un detto di borsa che dice "Non si deve tentare di afferrare al volo un coltello che sta cadendo".

Commento del 26 febbraio

Borse in caduta libera - bisogna restare oggettivi e tenere i nervi saldi

Ieri le borse hanno avuto un'altra seduta pessima con pesanti perdite. La correzione si sta sviluppando più velocemente e in maniera più dinamica del previsto. Cerchiamo però di tenere i nervi saldi e di non farci influenzare dal vociare nei media - concentriamoci sull'analisi tecnica. In mezzo ad una serie di dati terribili che confermano la forza della spinta di ribasso appaiono degli aspetti costruttivi che ci dicono che una stabilizzazione é imminente.
Ieri ci aspettavamo un rimbalzo tecnico - avevamo però anticipato che sarebbe stato difficile che l'Eurostoxx50 (-2.07% a 3572 punti) potesse risalire sopra i 3672 punti. In effetti il rimbalzo tecnico é durato solo 15 minuti e l'Eurostoxx50 ha toccato un massimo giornaliero a 3668 punti. Poi sono tornati i venditori e l'Eurostoxx50 é sceso continuamente fino alla chiusura. Ha perso altri 75 punti e si é appoggiato sulla MM a 200 giorni. Anche il rimbalzo tecnico del DAX (-1.88% a 12790 punti) é stato miserabile. Il DAX é risalito dopo l'apertura a 13132 punti. Poi il ribasso é ripreso e si é fermato solo alla chiusura delle contrattazioni. Il DAX é uscito dal bordo inferiore delle Bollinger Bands - la perdita giornaliera é in diminuzione assieme ai volumi di titoli trattati. Lunedì il FTSE MIB (-1.44% a 23090 punti) ha perso molto più terreno che le altre borse europee - é quindi abbastanza logico che ieri abbia sovraperformato per una sorta di compensazione. In Svizzera é stato scoperto il primo ammalato di Coronavirus - é un settantenne che vive in Ticino e che si é contagiato a Milano. Questa notizia ha provocato un aumento della pressione di vendita sull'SMI (-2.19% a 10478 punti) - sinceramente il comportamento degli investitori é assurdo, isterico e irrazionale. L'SMI é sceso di 234 punti e ha chiuso sul minimo giornaliero con un'altra pesante perdita. L'indice é passato dal massimo storico al minimo annuale in tre sedute.
A corto termine le borse europee sono ipervendute e dovrebbe stabilizzarsi. Uno scenario classico prevede però in seguito una seconda spinta di ribasso di ampiezza simile alla prima. In teoria la prima spinta di ribasso dovrebbe finire nel corso di questa settimana e dovrebbe esserci un rimbalzo più consistente ma visto che sono le emozioni a dominare é possibile che ci siano ancora una o due sedute con forti perdite prima di una reazione.
Facciamo ancora fatica a fissare degli obiettivi coerenti per questa correzione di medio termine. Le ragioni sono ovvie. L'Eurostoxx50 doveva cadere al massimo fino ai 3400 punti e la correzione secondo i cicli dovrebbe finire il 21 di marzo. È evidente che al ritmo attuale o la correzione finisce prima o l'indice deve cadere più in basso. Questo esempio vale per tutti gli indici.

La pressione di vendita é rimasta per tutta la giornata e anche la borsa di New York ne ha subito le conseguenze. L'S&P500 (-3.03% a 3128.21 punti) ha aperto sul massimo a 3247 punti ed é sceso praticamente per tutta la giornata. Ha toccato un minimo in tarda serata a 3118 punti ed ha chiuso poco più in alto a 3128 punti. È stata una seduta più che pessima con A/D a 932 su 6567, NH/NL a 130 su 2220 e volume relativo a 1.55. La volatilità VIX é balzata a 27.85 punti (+2.82) mentre la CBOE Equity put/call ratio era decisamente alta a 0.80. Il Fear&Greed Index é a 22 punti (-7 punti) - siamo in territorio di estrema paura.
È stata venduto praticamente tutto (DJT -4.27%, RUT -3.45%). La borsa é in caduta libera.
Cosa possiamo dire per rialzare il morale degli investitori ed evitare che cadano in depressione? Oltre all'ipervenduto (che costituisce una premessa per un rimbalzo ma non una garanzia) ci sono un paio di aspetti costruttivi. Il Nasdaq100 (-2.70% a 8834 punti) ha perso meno che l'S&P500 e ci sono stati sporadici acquisti selettivi su alcune società tecnicamente e fondamentalmente forti (Microsoft -1.65%, Amazon -1.82%). Il prezzo dell'oro (1644 USD/oncia) é invariato - non c'é corsa ai beni rifugio. Il rendimento dell'USTBonds decennale é sceso a 1.33% (-0.05%) - il sentiment ci dice che un minimo significativo é vicino ed imminente.
I mercati delle divise ignorano il tumulto che regna nei mercati azionari - il cambio EUR/USD é stabile a 1.0870 e anche il CHF (Franco Svizzero), tipico bene rifugio, non si apprezza.
È sicuramente troppo presto per comperare ma non ci sono ragioni per vendere indiscriminatamente nel panico.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3136 punti (+3 punti). Questo non significa molto visto che ieri mattina il future saliva quasi dell'1% e abbiamo visto cosa é poi successo. Almeno non iniziamo la giornata con un'altro crollo. Il Nikkei ha perso il -0.79% - Shanghai sta scendendo del -0.8%. L'Eurostoxx50 vale 3539 punti - le borse europee aprono con una perdita del -1%. Non crediamo che oggi debbano scendere decisamente più in basso - esistono le premesse per un recupero e una chiusura in pari. Ci vorrebbe però una notizia che dia un pò di conforto agli investitori e gli ricordino che il Coronavirus é una malattia virale contagiosa con una mortalità del 2%. È un problema e un rischio per la salute ma non provocherà l'estinzione della razza umana. L'isteria che constatiamo é eccessiva - é come se chiudessimo gli aeroporti perché c'é il rischio che un aereo precipiti o che non andassimo più a sciare perché c'é pericolo di valanghe.

Commento del 25 febbraio

Seduta catastrofica con più del 90% dei volumi al ribasso - per questo che oggi si rimbalza

Ieri le borse sono crollate. Non si é trattato di un crash ma poco ci manca - é solo una questione di percezione o definizione. Gli indici azionari hanno aperto in gap down e in forte calo - sono scesi ancora più in basso. I ribassisti hanno dominato facendo pressione per tutta la giornata - ci sono state delle pause e dei modesti rimbalzi intermedi ma tendenzialmente le borse sono scese per tutta la giornata e hanno chiuso vicino ai minimi giornalieri con pesanti perdite. Sui grafici appaiono delle lunghe e marcanti candele rosse. Avevamo scritto che in caso di correzione minore le borse europee dovevano scendere sui minimi di gennaio - questi obiettivi sono già stati raggiunti ieri sera (Eurostoxx50 -4.01% a 3648 punti, minimo a 3632 punti, minimo di gennaio a 3639 punti). L'S&P500 (-3.35% a 3225.89 punti) doveva scendere sulla MM a 50 giorni (3270-3275 punti). Ha invece aperto in gap down sotto questo livello ed é caduto fino al minimo di gennaio (3214 punti - minimo di ieri a 3214 punti!) prima di fermare la sua caduta e recuperare una decina di punti.
A questo punto  possiamo già fare alcune considerazioni e previsioni. È improbabile che la correzione sia già finita qui dopo una pessima seduta - di conseguenza crediamo che abbiamo a che fare con una correzione di medio termine come già descritto nell'analisi del fine settimana. Nei commenti di ieri sera abbiamo indicato dei possibili obiettivi finali per gli indici azionari europei. Dopo una seduta pessima come quella di ieri con più del 90% dei volumi sui titoli in calo é molto probabile che ci sia un rimbalzo tecnico - lo abbiamo anticipato ieri sera - trovìamo già stamattina una conferma visto che il future sull'S&P500 alle 08.00 é a 3255 punti (+29 punti).
Siamo perplessi poiché non capiamo questa reazione degli investitori. Il problema Coronavirus era conosciuto da tempo e noi già a metà gennaio avevamo previsto una correzione di medio termine. Invece dopo una correzione minore o intermedia a febbraio le borse avevamo continuato il rialzo e avevano raggiunto a metà di settimana scorsa dei nuovi massimi annuali o storici. Noi non potevamo che constatare questo dato di fatto continuando a criticare la miserabile partecipazione e a mostrare le diverse divergenze negative. Perché ieri gli investitori hanno perso i nervi e hanno venduto nel panico? Razionalmente le vendite dovevano già iniziare almeno un mese fà. Forse la spiegazione é semplice - ci sono molti più dilettanti di quanto si pensa e anche i professionisti si lasciano trasportare dalla corrente visto che ormai i fondamentali in questa pazza borsa contano poco.

Le borse europee hanno aperto in forte calo e nella prima mezz'ora di contrattazioni sono cadute a picco. Ricordiamoci di questo inizio di seduta - significa che quasi nessuno é riuscito a vendere prima che gli indici fossero già scesi di un -3% - molti investitori che sono intenzionati a vendere riappariranno nei prossimi giorni su questo livello (Eurostoxx40 a 3672 punti) - risalire fino a qui sarà facile - andare più in alto sarà difficile. La discesa si é poi appiattita - gli indici hanno toccato il minimo verso le 16.30. Poi si sono fermati senza riuscire a recuperare sensibilmente. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3632 punti e ha chiuso a 3648 punti (-4.01%). Il DAX (-4.01% a 13035 punti) lo ha copiato. In Italia, epicentro dell'epidemia europea di Coronavirus, le perdite sono state più pesanti (FTSE MIB -5.43%a 23427 punti). L'SMI (-3.58% a 10712 punti) ha perso meno grazie ad alimentari e farmaceutica.

Anche a Wall Street le perdite sono state pesanti. Gli indici hanno però toccato il minimo giornaliero a metà seduta e poi si sono stabilizzati. È probabile che ora ci sia un rimbalzo tecnico fino a circa 3270 punti di S&P500. La correzione deve però in seguito continuare. Finirà quando avremo ipervenduto a corto e medio termine, quando l'eccesso di rialzo sarà sparito e avremo avuto del panico. Il tutto potrebbe durare un mese.
L'S&P500 ha aperto in forte gap down a 3238 punti. È risalito fino a 3259 punti ed é caduto a metà seduta sul minimo a 3214 punti. In seguito ha recuperato fino ai 3252 punti e sul finale é caduto a 3225.89 punti (-3.58%). Ovviamente il Nasdaq100 (-3.88% a 9079 punti) ha perso di più ma anche anche DJT (-3.66%) e RUT (-3.01%) non sono stati da meno.
La seduta al NYSE é stata più che pessima con A/D a 1032 su 6508, NH/NL a 167 su 1726 e volume relativo a 1.5. I dati non necessitano commenti - chiunque vede i cambiamenti rispetto ai giorni scorsi. In particolare notiamo la differenza tra i NH/NL di questa spinta di ribasso rispetto a quelli della spinta di rialzo quando si veleggiava a 600 su 400. La volatilità VIX si é impennata a 25.03 punti (+7.95). Il CBOE Equity put/call ratio é alto a 0.70 ma ci aspettavamo di più.
Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso a 1.38% (-0.08%) - mmh...
 
Stamattina c'é una reazione. Sono le 08.40 - il future sull'S&P500 é a 3251 punti (+24 punti) - si é in parte sgonfiato ma resta ampiamente in positivo. L'Eurostoxx50 vale 3663 punti (+15 punti) - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.5% - poca cosa rispetto alle perdite di ieri ma almeno si risale. Teniamo d'occhio i 3672 punti.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -3.34% mentre Shanghai scende "solo" del -0.6%.

Aggiornamento del 24 febbraio

Il numero di persone contagiate dal Coronavirus é in forte aumento - le borse sono in forte calo

Stamattina nei media si parla solo del Coronavirus. I mercati finanziari reagiscono come era prevedibile - le borse scendono, i tassi d'interesse sulle obbligazioni di prima qualità sono in calo e il prezzo dell'oro si impenna.
Il future sull'S&P500 crolla a 3291 punti (-48 punti) e questo ci dice fin dall'inizio che oggi sarà una giornata difficile. In Giappone la borsa é chiusa (Compleanno del Kaiser) mentre Shanghai perde il -0.3%. In Europa l'impatto psicologico dei numerosi casi di Coronavirus in Italia é forte e i mercati azionari apriranno con un tuffo profondo. L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3728 punti. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con perdite di circa il -1.8%. Secondo noi nel corso della giornata la situazione non dovrebbe peggiorare. Ci aspettiamo nel pomeriggio in America un tentativo di recupero. Se però contro le nostre previsioni le borse europee dovessero continuare a scendere dopo la pessima apertura é meglio allacciare le cinture di sicurezza. Il minimo di febbraio sull'Eurostoxx50 é a 3640 punti - é l'obiettivo per una correzione minore. Per oggi é troppo lontano.

In Internet abbondano al momento gli specialisti di Coronavirus e tutti pensano di saper prevedere lo sviluppo della malattia e le conseguenze sull'economia mondiale. Notiamo che il solito nugolo di catastofisti stamattina é particolarmente attivo e rumoroso. Noi evitiamo di lasciarci coinvolgere da questa isteria e preferiamo analizzare oggettivamente le reazioni dei mercati finanziari - il vantaggio dell'analisi tecnica é quello di eliminare quelle emozioni che spingono molti a prevedere un crash delle borse anche se al momento non c'é nessun segnale in questo senso.

Commento del 22-23 febbraio

Correzione minore o correzione di medio termine con una caduta fino alla MM a 200 giorni ?

Circa un mese fà avevamo previsto l'inizio di una correzione di medio termine della borsa americana - una correzione di questo tipo implica per l'S&P500 un ribasso di almeno un mese con una perdita di circa il -10%. Questa previsione era basata sui cicli. Abbiamo sbagliato - c'é stata solo una correzione minore che ha fatto cadere l'S&P500 dai 3337 punti (coincidenza? - questa é la chiusura di questo venerdì!) del 21 maggio fino ai 3214 punti di minimo del 31 maggio. Dopo aver toccato la MM a 50 giorni l'S&P500 ha ripreso il rialzo che é proseguito fino al massimo storico di mercoledì 19 febbraio a 3393 punti. Ora siamo convinti che da una situazione di ipercomperato a corto e medio termine, eccesso di rialzo e di fiducia da parte degli investitori, é partita un'altra correzione. In linea di massima questa correzione dovrebbe essere minore e far scendere l'S&P500 settimana prossima fino ai 3270-3280 punti. È quello che abbiamo anticipato nei commenti tecnici a partire da giovedì. Abbiamo però un dubbio. È possibile che il ciclo si sia solo spostato di 30 giorni - in questo caso dobbiamo prepararci ad una correzione più profonda fino a circa 3050 punti. Oggi vedremo di valutare quali sono le probabilità che questa ipotesi si concretizzi.
Mettiamo però subito le cose in chiaro. Non stiamo parlando di valutare se la borsa a breve deve salire o scendere - le borse stanno correggendo e settimana prossima la discesa deve continuare. Quello che non sappiamo ancora é quanto profonda sarà la correzione. È troppo presto per dirlo considerando che la prima vera seduta negativa a Wall Street si é verificata solo venerdì (S&P500 -1.05% a 3337.75 punti) e unicamente questa seduta ha provocato la perdita settimanale (-1.25%). Non sappiamo se vale la pena giocare questa fase di mercato con delle posizioni short. Chi però vuole o deve comperare ha le due varianti a disposizione - nel caso di una correzione di medio termine crediamo che si verificherà il minimo annuale e che si presenterà un'ottima occasione d'acquisto per traders e investitori.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.06% a 3800 punti
DAX                         -1.20% a 13579 punti
SMI                          -0.16% a 11110 punti
FTSE MIB                  -0.38% a 24773 punti
S&P500                    -1.25% a 3337.75 punti
Nasdaq100               -1.84% a 9446 punti

La seduta di giovedì era terminata con consistenti perdite in Europa (Eurostoxx50 - 1.09%) - in America invece c'era stato un netto recupero dal minimo e l'S&P500 aveva chiuso 32 punti sopra il minimo giornaliero e con una perdita contenuta (-0.38%) - non era ancora chiaro se stesse iniziando una correzione - ci eravamo limitati a dichiarare la fine del rialzo.
Venerdì si é visto in maniera evidente che i ribassisti hanno preso decisamente l'iniziativa mentre i rialzisti non hanno più contrattaccato ma si sono limitati ad una difesa che puzza di preparazione ad una ritirata.
Le borse europee hanno aperto in calo (-0.2%) e hanno nuovamente chiuso con sensibili perdite - un rimbalzo dopo le 16.45, che é stato copiato da Wall Street, é solo servito a limitare i danni. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3816 punti, a metà seduta é risalito a 3827 punti e verso le 16.45 é caduto sul minimo a 3776 punti. Ha chiuso a 3800 punti (-0.59%) - alle 22.00 valeva 3793 punti.
Dopo due sedute negative gli indici azionari europei sono tornati al centro delle Bollinger Bands con RSI sui 52-56 punti. Hanno ancora spazio verso il basso. L'ampiezza della correzione dipenderà dall'America - nel caso di una correzione minore riteniamo che gli indici debba tornare sui livelli di fine febbraio. Il rimbalzo del cambio EUR/USD (1.0845) che é iniziato puntuale, dovrebbe amplificare le perdite. In una correzione si vendono prima i titoli dove ci sono maggiori guadagni e che si sono in precedenza comportati molto meglio creando degli eccessi di rialzo. È quindi logico che FTSE MIB (-1.22% a 24773 punti) e il settore bancario (SX7E -1.22% a 98.44 punti) venerdì abbiamo perso più dell'Eurostoxx50. Il DAX (-0.62% a 13579 punti) invece ha seguito l'Eurostoxx50 come un'ombra.
Gli indicatori di momentum (tipo MACD) stanno fornendo dei segnali di vendita. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica che usiamo per le operazioni a medio termine invece é ancora su long ma basterebbe un'altra giornata a -1% per passare su sell.
Preferiamo però concentrare la nostra analisi sulla borsa americana dove abbiamo più indicatori e i risultati dell'analisi tecnica sono più affidabili - l'Europa seguirà, docile e disciplinata... Vediamo cosa é successo venerdì a New York.

L'S&P500 ha aperto in calo a 3359 punti e fino alle 16.45 é sceso e in due ondate ha raggiunto i 3333 punti. Fino a metà seduta c'é stato un rimbalzo ma poi sono riapparsi i venditori e l'S&P500 é caduto alle 19.55 sul minimo a 3328 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni l'indice ha recuperato fino a 3337.75 punti (-1.05%). La perdita del tecnologico Nasdaq100 (-1.88% a 9446 punti) é stata più consistente con un forte calo dei big 5 (Apple, Microsoft, Amazon, Google, Facebook hanno tutti perso più del 2%!). Le vendite hanno coinvolto tutto il listino (DJT -1.12%, RUT -1.03%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2180 su 5197, NH/NL a 426 su 605 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 17.08 punti (+1.52) mentre il CBOE Equity put/call ratio é finalmente salito a 0.73.
Questa seduta negativa non costituisce un segnale di vendita - non ha nulla di particolare che la distigue da altre sedute negative. Il quadro generale é però decisamente di tipo correttivo. Il rialzo da inizio febbraio é stato costellato da divergenze negative a livello di partecipazione. Da metà gennaio i Summation Index scendono e il rally di inizio febbraio é solo servito a provocare una pausa. Questo significa che da metà gennaio la maggior parte dei titoli sta correggendo - molti investitori sono frustrati poiché hanno l'impressione che qualcosa non funziona - gli indici salgono ma loro perdono soldi. Spesso in questi casi la correzione coinvolge in seguito tutto il listino e anche gli ipercomperati titoli della tecnologia finalmente correggono. È quello che dovrebbe succedere nel prossimo futuro - il numero dei nuovi minimi a 30 giorni in netto aumento suggerisce che la pressione di vendita in sottofondo sta crescendo. La crisi provocata dal Coronavirus dovrebbe fornire la scusa ideale per la correzione delle borse. Se come sembra l'epidemia si trasformerà in pandemia é probabile che la correzione delle borse sarà pesante.
Da un punto di vista tecnico abbiamo solo un dubbio. Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso venerdì a 1.46% (-0.06%). Noi per quest'anno ci aspettavamo un'oscillazione tra gli 1.50% ed i 1.90%. Ora l'USTB é in eccesso di ribasso e tutti sono pessimisti. In teoria il reddito dovrebbe trovarsi su un minimo intermedio. Dovrebbe salire e se sale normalmente anche le borse recuperano. C'é quindi qualcosa che non funziona. Forse l'economia americana sta entrando in recessione e il reddito del Bond deve scendere decisamente più in basso. Non lo sappiamo - teniamo però d'occhio l'USTB per sapere come si svilupperà la correzione delle borse.

Commento del 21 febbraio

I ritracciamenti vengono ancora comperati - probabile correzione minore

Ieri fino alle 16.50 i mercati finanziari erano tranquilli e non stava succedendo nulla di particolare. Le borse europee erano in leggero calo mentre l'S&P500, dopo una debole apertura, aveva recuperato ed era in guadagno di un paio di punti (3389 punti). Poi improvvisamente é arrivata un'ondata di vendite - la ragione non é importante - ci interessano effetto e conseguenze. Le borse sono precipitate e gli indici azionari europei hanno chiuso sul minimo giornaliero con sensibili perdite (Eurostoxx50 -1.09% a 3823 punti). Sui grafici sono apparse delle marcanti candele rosse che probabilmente segnano la fine momentanea del rialzo. Normalmente una seduta del genere (forte perdita, chiusura sul minimo, volumi in aumento) é l'inizio di una correzione ma ieri sera abbiamo preferito aspettare l'esito della seduta a Wall Street prima di emettere un parere. La dipendenza dell'Europa dall'America é troppo grande per poterci immaginare una correzione in Europa senza l'America. Sulla base di un'oretta di vendite non si può annunciare un'inversione di tendenza.
Prima di passare all'America completiamo il quadro in Europa. Tutti gli indici azionari si sono comportati in maniera simile. Sono scesi di poco la mattina e hanno recuperato parte delle perdite tra le 15.30 e le 16.50 - poi c'é stata una secca caduta. Il DAX é sceso a 13664 punti (-0.91%), il FTSE MIB é caduto a 25080 punti (-1.56%) mentre l'SMI, dopo aver toccato per 6 punti un nuovo record storico, é tornato a 11154 punti (-0.96%). Le borse hanno perso quanto avevano guadagnato nelle due precedenti sedute - finora nulla di grave e nulla di significativo per quel che riguarda il trend. La frenata é però brusca e nell'immediato blocca il rialzo.

In America dopo il tuffo delle 16.50 la borsa ha recuperato. Malgrado la perdita finale dell'S&P500 (-0.38% a 3373.23 punti) la seduta nel complesso ha mandato parecchi segnali positivi. DJ Transportation (+0.82%) e Russell2000 (+0.21%) hanno guadagnato terreno, I Summation Index su NYSE e Nasdaq sono saliti e il rapporto A/D (646 su 475) non é peggiorato - soprattutto anche questo breve vuoto d'aria é stato comperato e questo dimostra che i rialzisti sono ancora agguerriti e pronti a difendere le posizioni. Abbiamo visto che basta poco per provocare un'ondata di vendite - gli investitori sono inquieti (VIX a 15.56 punti, +1.18) a vendono al primo accenno di pericolo. Sarà però difficile che i ribassisti possanno fare parecchi danni. Una correzione minore é possibile e probabile - qualcosa di peggio che faccia scendere l'S&P500 sotto la MM a 50 giorni (3270 punti) sembra poco probabile.
L'S&P500 ha aperto a 3380 punti e lentamente ha recuperato fino ai 3390 punti. Alle 16.50 é partita una spinta di ribasso che in poco più di mezz'ora ha fatto scendere l'indice fino a 3341 punti. In seguito c'é stato un lento e regolare recupero e l'S&P500 ha chiuso a 3373.23 punti. Ha perso circa quanto aveva guadagnato il giorno prima - il Nasdaq100 (-0.93% a 9627 punti) ha fatto la stessa cosa. Per quel che riguarda il rapporto A/D la seduta é stata positiva (3775 su 3599). Il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.51 - gli speculatori long non desistono.
Riassumendo questa seduta negativa ha rafforzato l'impressione che dei consistenti vuoti d'aria sono possibili in ogni momento. Ieri si é aperta la strada verso il basso fino ai 3341 punti. Non esistono però le premesse per una consistente correzione o un ribasso - i rialzisti sono ancora troppo forti ed agguerriti.

Stamattina c'é una sorpresa. Il future sull'S&P500 cade a 3350 punti (-19 punti). Si trova ancora ampiamente nel range di ieri. Questa caduta sta però influenzando negativamente l'apertura in Europa. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3810 punti. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con un gap down e una perdita del -0.3%. Avremo un venerdì nero? Visto quanto successo ieri sera a Wall Street non crediamo ma i nervi tesi degli investitori potrebbero giocare un brutto scherzo.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -0.39% - Shanghai guadagna il +0.3%. Dall'Asia arrivano segnali misti.

Il prezzo dell'oro sale stamattina su un nuovo massimo plurienale a 1610 USD/oncia. Il consolidamento sopra i 1550 USD é terminato e come previsto il rialzo ha ripreso vigore e continua. A medio lungo / termine bisogna essere long - una posizione in oro appartiene a qualsiasi portafoglio.

Commento del 20 febbraio

Grafici fantastici e partecipazione terribile - questo provoca un vago senso di disagio ed inquietudine...

Ieri c'é stata un'altra spinta di rialzo e le borse europee ed americana hanno raggiunto nuovi record annuali o storici. Gli indici europei hanno  chiuso sul massimo giornaliero con solidi guadagni. L'Eurostoxx50 ha aperto sul minimo a 3846 punti e ha chiuso sul massimo a 3865 punti (+0.75%) - la candela sul grafico é verde e corposa. Come sapete dei nuovi massimi di periodo sono una conferma inequivocabile e indiscutibile di rialzo. Gli indici non sono ipercomperati e in teoria a breve possono salire più in alto.
Il DAX (+0.79% a 13789 punti), malgrado che in Germania spirino venti di recessione, si é comportato come l'Eurostoxx50. Ha chiuso sul massimo giornaliero e vicino al massimo storico. Il DAX da alcuni giorni fatica a fare sensibili progressi ma l'indice sale e questa é l'unica cosa che conta. Fino a prova contraria il rialzo deve continuare. L'indice non é ipercomperato (RSI a 61.76 punti) e non é in eccesso di rialzo. All'interno delle Bollinger Bands ha spazio verso l'alto. Il FTSE MIB (+1.01% a 25477 punti) é balzato su un nuovo massimo annuale e chiude sul massimo giornaliero con un sostanziale guadagno. Continua a sovraperformare l'Eurostoxx50. Il nostro obiettivo grafico a 25200 punti é stato superato sullo slancio. Per ora non abbiamo idea di quando questa spinta potrebbe finire.
L'indice é ipercomperato ma considerando la forza della spinta questo é irrilevante. Come a novembre l'indice può continuare la sua corsa - non per molto ma per un pò... L'SMI svizzero (+1.05% a 11263 punti) continua a sorprendere in bene e ha fatto registrare un nuovo record storico. Niente sembra in grado di fermare questo rialzo. Ora l'SMI é nuovamente ipercomperato e in eccesso di rialzo. Il grafico mostra un'accelerazione che potrebbe sfociare in esaurimento di trend. Chi però osa ancora prevedere una correzione o un'inversione di tendenza?  Davanti ad un nuovo massimo storico é meglio tacere e prevedere una continuazione del trend.
Riassumendo le borse europee sono in ottima forma. Il rialzo continua e può teoricamente continuare poiché non appaiono ostacoli o divergenze. Sappiamo però che il rialzo dipende da due fattori - la borsa americana e il cambio EUR/USD. Vediamo a che punto siamo.
Il cambio EUR/USD si é stabilizzato come speravamo sugli 1.08 (stamattina a 1.0795) ma per ora non riesce ancora a rimbalzare. Ci vuole pazienza... Restiamo dell'opinione che questa gamba di ribasso é troppo estesa e un rimbalzo almeno fino a 1.09 é imminente. Il sentiment sull'EUR é pessimo - l'ottimismo sull'USD é eccessivo. Se la correlazione inversa continua a funzionare come dovrebbe un rimbalzo del cambio deve avere un influsso negativo sulle borse europee. Non necessariamente gli indici devono scendere. È possibile che il rally in America continui e che un apprezzamento dell'EUR venga unicamente compensato da una pausa delle borse europee.

Ieri a Wall Street ci aspettavamo una seduta positiva - é andata però ancora meglio del previsto. L'S&P500 ha toccato un nuovo evidente record storico a 3393.52 punti e ha chiuso a 3386.15 punti (+0.47%) con un guadagno di 16 punti. Da ottobre dell'anno scorso il grafico dell'S&P500 sembra una linea retta che punta all'infinito - l'indice si muove come su dei binari e solo alcuni incidenti di percoso come il Coronavirus hanno provocato delle brevi esitazioni o correzioni minori che sono subito state comperate. I grafici dei maggiori indici azionari americani sono fantastici e ci ricordano quelli dei fondi del noto finanziere Bernie Madoff
L'S&P500 ha aperto a 3382 punti e dopo una breve caduta sul minimo a 3378 punti é salito sui 3390 punti dove é rimasto ad oscillare per gran parte della giornata. Sul finale c'é stata un'impennata a 3393 punti e una discesa in chiusura a 3386 punti.
Gli altri indici hanno seguito - DJTransportation (+0.71%) e Russell2000/RUT (+0.54%) si sono comportati come l'S&P500 - il Nasdaq100 (+0.92% a 9718 punti) ha fatto come al solito meglio. Gli investitori comprano costantemente i soliti nomi (Apple +1.45%) e notiamo evidenti segni di irrazionale esuberanza (Tesla +6.88%, NVidia +6.11%). Il prezzo di un'azione dovrebbe rispecchiare il valore patrimoniale dell'azienda e gli utili previsti nel futuro - in fondo però il prezzo corrisponde unicamente a quello che gli investitori sono disposti a pagare - la fantasia non ha limiti e i fattori emozionali sono importanti. 
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4732 su 2611, NH/NL a 682 su 402 e volume relativo a 1.0. I dati sulla partecipazione sono miserabili e ci preoccupano - ormai da settimane la partecipazione é debole e questo rende il trend decisamente a rischio. Siamo preoccupati ed abbiamo un senso di disagio e inquietudine. L'esperienza ci insegna che qui c'é qualcosa che non va secondo il verso giusto e il rischio di sorprese negative é alto. Il Summation Index sul NYSE é ancora in calo.
La volatilità VIX é scesa a 14.38 punti (-0.45) - il CBOE Equity put/call ratio é ancora estremamente basso a 0.45. Il pendolo della speculazione é da troppo tempo in posizione estrema (long) - un movimento nella direzione opposta é inevitabile - é solo una questione di tempistica.
Riassumendo non possiamo che consigliare di restare long tenendo ben d'occhio le uscite d'emergenza che devono poter essere raggiunte in tempi brevi.

Stamattina il future sull'S&P500 é invariato a 3386 punti. Il Nikkei ha guadagnato il +0.34% - Shanghai sale del +1.8%. L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3857 punti - le borse europe apriranno in leggero calo (-0.2%). Sembra che oggi ci aspetti una giornata di pausa - gli indici dovrebbero terminare la seduta senza sostanziali variazioni.

Commento del 19 febbraio

La settimana é iniziata con un consolidamento - il record storico del Nasdaq100 basta a cacciare i dubbi

La seduta di lunedì in Europa era stata positiva (Eurostoxx50 +0.32%) - quella di martedì é invece terminata con una moderata perdita (Eurostoxx50 -0.43% a 3836 punti). Per saldo i due risultati si compensano. In entrambe le giornate gli indici azionari europei hanno fatto il movimento significativo all'inizio della seduta - durante la giornata si sono limitati ad oscillare in laterale e hanno chiuso al centro del range giornaliero. Considerando che la tendenza é al rialzo queste sedute devono essere considerate dei consolidamenti. La borsa italiana ha avuto due sedute decisamente positive - ieri il FTSE MIB ha guadagnato il +0.41% a 25223 punti. Intesa - San Paolo intende comperare UBI (+23.55%) - questa offerta d'acquisto ha stimolato il settore bancario e fatto salire il valore delle azioni - questo effetto positivo dovrebbe però velocemente svanire - non crediamo che la sovraperformance o forza relativa della borsa italiana sia un effetto permanente anche se la bassa valutazione fondamentale della borsa italiana costituisce un elemento di sostegno.
La seduta negativa di martedì in Europa non ha nulla di preoccupante. Semplicemente le borse non possono salire tutti i giorni.

Anche in America abbiamo avuto un calo degli indici che non ha lanciato nessun segnale negativo o di vendita. Al contrario - la borsa ha nuovamente recuperato dopo una iniziale discesa e gli indici hanno chiuso nella parte superiore del range giornaliero. Il Nasdaq100 (+0.06% a 9629 punti) é addirittura riuscito a chiudere in pari e ha toccato durante la giornata un nuovo record storico a 9647 punti - la tendenza rialzista é evidente e confermata. C'é però una sorpresa almeno per non chi non segue il listino da vicino - finora non é la tecnologia il migliore settore 2020 (Nasdaq100 +8.5%) ma i difensivi titoli delle società di pubblica utilità (utilities +9.3%). Questa é un'altra conseguenza dei tassi d'interesse bassi (reddito dell'USTB decennale a 1.55%) che spinge gli investitori a comperare qualsiasi cosa basta che offra un reddito migliore o la possibilità di un'apprezzamento più ampio.
L'S&P500 ha aperto a a 3371 punti e all'inizio é salito fino a 3375 punti di massimo. Poi é sceso fino alle 18.00 quando ha toccato il minimo a 3355 punti. In seguito l'indice si é mosso in questo range - é salito a balzi fino a 3374 punti é é tornato in chiusura a 3370.29 punti (-0.29%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3043 su 4341, NH/NL a 602 su 508 (rapporto pessimo per un mercato sui massimi storici) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 14.83 punti (+1.15) (segnale di nervosismo?) mentre il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.51.
La settimana di borsa a Wall Street é iniziata con una pausa che ha fatto calare gli indicatori di momentum. I Summation Index su NYSE e Nasdaq100 hanno ricominciato a scendere leggermente. Crediamo quindi che ora debba iniziare un breve consolidamento che potrebbe anche sfociare in una correzione minore. Facciamo questa affermazione pur sapendo che stamattina il future sull'S&P500 sale a 3378 punti (+9 punti). Per il resto della settimana c'é poco da aspettarsi dalla borsa americana e non bisogna stupirsi se venerdì sera ritroveremo l'S&P500 sui 3330-3350 punti.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha guadagnato il +0.89% - Shanghai sta perdendo il -0.3%. L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 3854 punti (+18 punti) - le borse europee aprirano con un balzo del +0.5. Se come pensiamo si ripete l'andamento delle ultime due sedute le borse europee dovrebbero chiudere sui livelli d'apertura.
 
Commento del 18 febbraio

Tutto tranquillo - seduta in Europa come previsto

Eccezionalmente oggi il commento tecnico non viene pubblicato.
Io sono ancora a Lugano - rientro domani su Zurigo.
Le borse europee hanno avuto una seduta positiva (Eurostoxx50 +0.32% a 3853 punti / DAX +0.29% a 13783 punti). Hanno però chiuso sui livelli d'apertura senza fornire nuove indicazioni tecniche.
La borsa americana é invece rimasta chiusa in occasione del Giorno del Presidente o Washington's Birthday.

Aggiornamento del 17 febbraio

Nulla di nuovo

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3389 punti (+8 punti). Il Nikkei ha perso il -0.69% - Shanghai sta guadagnando il +2.0%.
Oggi devo recarmi a Lugano per un funerale. Non potrò aggiornare il sito fino a stasera. Non dovrebbe essere un problema visto che in America é un giorno di festa (Washington's Birthday) e la borsa resta chiusa. Le borse europee trattano normalmente ma penso che dopo l'apertura i mercati semplicemente si fermeranno. È ancora presto per le prime indicazioni provenienti dall'Europa - stimo però che l'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 3852 punti. Avremo un'altra seduta moderatamente positiva.

Commento del 15-16 febbraio

Gioco d'azzardo - EBITDA

Venerdì sono stati pubblicati i dati sulla crescita del PIL nell'Unione Europa nell'ultimo trimestre del 2019. Nel complesso l'economia é cresciuta del +0.1%. Il PIL della Germania é ristagnato (+0.00%) mentre quello di Francia (-0.1%) e Italia (-0.3%) sono calati. Le stime per il 2020 sono state riviste al ribasso. L'economia europea non cresce ed é sull'orlo di una recessione. Perché le borse salgono e il DAX (-0.00% a 13744 punti) ha toccato venerdì un nuovo massimo storico? Una combinazione di liquidità e tassi d'interesse negativi (il reddito del Bund decennale é al -0.397) obbliga gli investitori a comperare azioni come unica alternativa - l'effetto del gregge e l'impressione che il rialzo sembra inarrestabile provoca questo comportamento degli investitori fondamentalmente irrazionale. Il rialzo può continuare? Secondo l'analisi tecnica la risposta é si - questo fase di rialzo iniziata a marzo del 2009 é una delle più lunghe della storia e mostre evidenti sintomi di eccesso. Non appaiono però stanchezza, segnali di esaurimento e di distribuzione. Credere che questa bolla speculativa debba scoppiare a breve unicamente perché questo é successo nel passato potrebbe non essere una buona idea. In America l'economia cresce, gli utili delle imprese aumentano (o almeno non diminuiscono) e i tassi d'interesse sono destinati a scendere - la FED dovrebbe abbassarli verso la metà di quest'anno. È ovvio che questo pazzo bull market non può continuare all'infinito. Se però qualcuno ci chiede se l'S&P5000 può salire fino ai 4000 punti la risposta deve essere affermativa. Il rialzo a corto termine é decisamente troppo esteso - basterebbe però una correzione di un -5% per eliminare l'ipercomperato e far diminuire gli eccessi a medio termine facendoli rientrare su livelli accettabili. A questo punto il rialzo potrebbe riprendere alimentato dalla politica monetaria delle Banche Centrali e dalle politiche fiscali e di spesa pubblica estremamente stimolanti di numerosi Paesi occidentali e della Cina.

Come ai tempi della bolla di internet che é scoppiata a marzo del 2000 notiamo che le imprese cominciano ad adottare sistemi di valutazione fantasiosi che vengono accettati dagli analisti finanziari e dalle autorità di sorveglianza come verità. Normalmente si guarda quello che un'azienda guadagna (utile netto) oggi e nel futuro e questi earnings (E) vengono capitalizzati per calcolare il valore futuro dell'azione. Oggigiorno però si parla di EBITDA -  earnings before interest, taxes, depreciation and amortization. In pratica si tolgono dai risultati gli interessi passivi, le tasse, le svalutazioni e gli ammortamenti partendo dal principio che quello che conta é solo quanto viene guadagnato sulla base dell'attività corrente. Tutto il resto - e sono solo spese o perdite - non conta. In questo modo i responsabili delle finanze delle imprese sono in grado di abbellire qualsiasi resultato facendolo apparire molto meglio della realtà. Gli investitori guardano solo la cifra finale e gli analisti finanziari lanciano grida di giubilo visto che, cifre manipolate o meno, il valore delle azioni sale. Come in ogni bolla speculativa che si rispetti i fondamentali vengono ignorati o vengono manipolati in maniera che le cifre in apparenza sostengano l'oscena sopravvalutazione del valore delle azioni. Tutto questo finirà male - può però ancora durare parecchio tempo e - ripetiamo - per ora l'analisi tecnica continua a dare luce verde.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.12% a 3841 punti
DAX                         +1.70% a 13744 punti
SMI                          +1.16% a 11128 punti
FTSE MIB                  +1.59% a 24867 punti
S&P500                    +1.58% a 3380.16 punti
Nasdaq100               +2.37% a 9623 punti

Una settimana fà eravamo convinti che le borse dovessero fermarsi e consolidare. Ci aspettavamo una correzione minore e una settimana negativa. Invece il rialzo é continuato in maniera regolare é stata una settimana positiva con nuovi record storici degli indici azionari. Ci sono state delle sedute negative ma le perdite erano modeste. Hanno prevalso le sedute positive malgrado che non ci siano stati degli strappi di rialzo con guadagni superiori all'1%. Ogni ritracciamento é stato comperato e gli indici sono sempre riusciti a recuperare dopo ogni tuffo provocato da una qualche notizia particolarmente negativa. Le borse, specialmente in America, restano ipercomperate e in eccesso di rialzo a corto e medio termine - gli investitori sono troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Queste condizioni normalmente dovrebbero bastare per provocare una correzione minore o di medio termine (-10%in uno o più mesi). Invece le borse hanno dimostrato di avere la forza necessaria per superare questi ostacoli o freni di natura tecnica. Negli indicatori tecnici non vediamo cambiamenti sostanziali e quindi possiamo solo aspettare per vedere se cambia qualcosa.
La crisi provocata dal Coronavirus peggiora mentre settimana prossima la FED intende ridurre i suoi interventi sul mercato repo. Il flusso di liquidità fornita dalla Banca Centrale diminuirà. Questo aumenta le probabilità di una correzione ma non fornisce nessuna certezza.

Venerdì l'Eurostoxx50 ha chiuso al centro del range giornaliero con una leggera perdita di 5 punti (-0.15% a 3841 punti). L'indice si é fermato 13 punti sotto il massimo annuale di mercoledì a 3854 punti. Non é ipercomperato e niente ancora si oppone ad una continuazione del rialzo anche se le premesse per una correzione restano ideali. DAX (-0.00% a 13744 punti) e FTSE MIB si sono comportati in maniera simile e si trovano nella stessa situazione tecnica. Nei commenti serali di martedì abbiamo indicato i target teorici su base grafica per questa spinta di rialzo. L'SMI svizzero (+0.33% a 11128 punti) é salito venerdì su un nuovo record storico. Ogni ulteriore commento é superfluo poiché sapete cosa significa. L'indice é in eccesso di rialzo (definito come distanza dalla MM a 50 o 200 giorni) ma non é ipercomperato (RSI a 68.04 punti). In teoria può salire ancora un centinaio di punti prima di essere obbligato a ritracciare o correggere.
Il rialzo delle borse europee viene favorito e sostenuto dalla debolezza dell'EUR (EUR/USD a 1.0830). Fino a quando il cambio scende é probabile che le borse salgano. Sapete che noi a breve ci aspettiamo un rimbalzo da ipervenduto.

L'S&P500 ha aperto e chiuso a 3380 punti - per saldo ha guadagnato 6 punti. Questa é la migliore chiusura giornaliera della storia poco sotto il massimo storico di giovedi a 3385 punti.
L'S&P500 ha aperto a 3380 punti. Dopo una fase volatile é caduto alle 20.15 sul minimo a 3366 punti. Ancora una volta ha recuperato e ha chiuso a 3380.16 punti. Come al solito il mercato é stato sostenuto dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.29% a 9623 punti) mentre trasporti (DJT -1.19%) e PMI (RUT -0.36%) erano in calo.
La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3599 su 3776, NH/NL a 595 su 408 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 13.68 punti (-0.47) mentre il CBOE Equity put7call ratio era basso a 0.58 (MM a 10 giorni a 0.50). Il quadro tecnico é sostanzialmente invariato. La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 59.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.73.

Lunedì 17 gennaio in America é un giorno di festa (Washington's Birthday) - la borsa resta chiusa. Le borse europee trattano normalmente ma dopo l'apertura si immobilizzeranno in mancanza di stimoli e indicazioni da Oltre Oceano.

Commento del 14 febbraio

Ogni ritracciamento viene comperato - per ora ci sono solo segnali di forza

Ieri mattina nei media c'era una miriade di commenti riguardanti la diffusione del Coronavirus e le conseguenze negative sull'economia della Cina e del mondo intero. Logicamente le borse hanno aperto con un tuffo. Nel corso della giornata però gli indici azionari hanno recuperato e la sera hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Anche questa volta delle notizie oggettivamente negative non sono state in grado di provocare un'ondata di vendite malgrado che le borse siano ipercomperate e in eccesso di rialzo. Questo é un evidente segnale di forza - ogni ritracciamento viene comperato.
Il nuovo massimo storico dell'S&P500 (-0.16% a 3373.94 punti) a 3385.09 punti é solamente un'ulteriore conferma della tendenza rialzista che sembra inarrestabile. Lo sarà fino a quando gli ultimi scettici avranno gettato la spugna e avranno deciso di comperare.

Tra specialisti é nata un'intensa discussione sulle conseguenze finanziarie delle operazioni effettuate dalla FED sul mercato repo. Molti mettono in dubbio l'espressione di "pompare liquidità nel sistema" e contestano il fatto che si tratti di una nuova edizione di QE. Secondo noi si tratta solo di una diatriba a livello accademico. In verità la FED compra USTreasury Bills a scadenza inferiore ad un anno e consegna in cambio liquidità - significa che le banche scambiano titoli di debito che rendono circa il 1.6% con liquidità depositata presso la FED che rende circa il +1.6% - la differenza é minima e non influisce sui tassi d'interesse a lungo termine. Ci sono però due aspetti da prendere in considerazione. Psicologicamente gli investitori sono convinti che qualsiasi cosa succeda la FED interverrà a salvare il mercato e i loro investimenti - questa sprona gli investitori a prendere rischi e gettarsi a capofitto nella borsa che offre l'unica opportunità di un sostanziale guadagno. Inoltre bisogna constatare che l'US Treasury Bond decennale rende il 1.65% - ha un reddito reale negativo - gli investitori stimano che le possibilità di una forte crescita dell'economia negli anni a venire sono scarse. Sono quindi coscenti che si prestano ad un gioco pericoloso poiché i fondamentali non sostengono le ricche valutazioni delle azioni.

Ieri Eurostoxx50 (-0.20% a 3845 punti) e S&P500 (-0.16% a 3373.94 punti) hanno perso qualche punto. Formalmente si é trattato di una seduta negativa. In pratica é stata una seduta che ha lanciato parecchi segnali positivi poiché le borse si sono dimostate resistenti e in grado di reagire a delle notizie pessime. Da un punto di vista tecnico questa giornata non ha cambiato nulla nella situazione di fondo. Cogliamo l'occasione per esplorare altri temi.
Il cambio EUR/USD é caduto su un nuovo minimo pluriennale a 1.0827 e si trova stamattina a 1.0835. Questa spinta di ribasso, che é partita ad inizio anno e ha subito un'accelerazione ad inizio febbraio, ci ha sorpreso. il cambio ha rotto il canale orizzontale con bordo inferiore a 1.10 e ha superato al ribasso il supporto fornito dal minimo 2019 a 1.087. Ora c'é una situazione di ipervenduto e deve verificarsi un rimbalzo. Se il cambio torna decisamente sopra gli 1.09 dovrebbe stabilizzarsi e fare base. Se invece avremo solo un debole rimbalzo fino a 1.0880 é probabile che in seguito il ribasso continui in direzione del minimo storico a 1.0340 di dicembre 2017. La debolezza dell'EUR aiuta la borse europee che per gli investitori in USD diventano attraenti - sia per un puro effetto di cambio sia per le conseguenze positive che un EUR debole possono avere sull'industria d'esportazione.
Da ottobre dell'anno scorso le borse salgono - i tassi d'interesse invece oscillano ma per saldo sono stabili. In Europa il QE mantiene una pressione al ribasso sui tassi d'interesse a lungo termine - in America invece questo effetto non c'é. I tassi d'interesse non salgono poiché gli investitori ritengono che la crescita economica resterà modesta e non ci sarà inflazione. Non sembra che gli investitori comprano azioni poiché vendono obbligazioni. È quindi liquidità che affluisce sul mercato azionario anche se questa immagine é in realtà una distorsione visto che ogni acquisto d'azioni corrisponde ad una vendita. È però evidente che c'é più domanda che offerta. Vedremo quando la percentuale d'azioni in portafoglio avrà raggiunto il limite massimo. 

Ieri l'S&P500 ha aperto in calo a 3365 punti - dopo una breve reazione fino a 3372 punti c'é stato un tuffo fino a 3360 punti di minimo. In seguito l'S&P500 é risalito ad ondate regolari fino alle 20.00 e ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 3385.09 punti. Sul finale si é sgonfiato e ha chiuso a 3373.94 punti (-0.16%). Questo comportamento é stato seguito da tutto il listino (Nasdaq100 -0.18%, DJ Trasportation -0.16%, Russell2000 +0.26%). La seduta al NYSE é stata moderatamente negativa con A/D a 3352 su 4035, NH/NL a 562 (pochissimi considerando i nuovi record storici di S&P500 e Nasdaq e il guadagno del RUT) su 389 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é lievitata a 14.15 punti (+0.41) mentre il CBOE Equity put/call ratio é basso a 0.55. Se il rialzo continua con questo ritmo l'S&P500 dovrebbe terminare il mese sui 3450 punti.

Stamattina il future sull'S&P050 é a 3385 punti (+7 punti)- questo ci dice già quale sarà l'intornazione della giornata. Il Nikkei ha perso il -0.59% - Shanghai sta salendo del +0.4%. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3848 punti - le borse europee apriranno senza sostanziali variazioni - probabilmente vedremo luce verde con uno sporadico +0.1%. Settimana scorsa venerdì ci sono state delle vendite e delle prese di beneficio al termine di una settimana di rialzo - pensiamo che anche oggi si ripeterà nel pomeriggio questo effetto.

Commento del 13 febbraio

La corsa continua...

Ieri abbiamo avuto un'altra seduta positiva con borse europee (Eurostoxx50 +0.75% a 3854 punti) ed americana nuovamente a caccia di record. I nuovi massimi annuali o storici degli indici azionari si succedono regolarmente e il grafico dell'S&P500 (+0.65% a 3379.45 punti) da ottobre dell'anno scorso é una linea retta che punta verso il cielo interrotta qua e la brevemente da correzioni intermedie provocate da crisi che in tempi normali avrebbero messo in ginocchio i mercati finanziari. Il Coronavirus, che sta bloccando l'economia cinese, rallentando il commercio internazionale e provocando crisi settoriali come quella del turismo, ha solo causato una correzione minore di 6 sedute e di circa 120 punti (-3.5%). Poi la corsa é ripresa come niente fosse. Per il momento non vediamo nulla che possa suggerire l'imminente fine di questo rialzo e non abbiamo nessun segnale d'inversione di tendenza. Le seduta positive si susseguono senza che ci siano sostanziali cambiamenti a livello di indicatori. Le borse restano ipercomperate e in eccesso di rialzo - gli investitori sono troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Fondamentalmente le azioni, specialmente in America, sono oscenamente care. Il rialzo però può continuare poiché ha dimostrato di avere la forza per rompere qualsiasi barriera tecnica e limite di durata. Malgrado che ogni calcolo razionale ci dice che nei prossimi 10 anni, per bene che vada, la performance dell'S&P500 deve essere intorno al 0%, gli investitori continuano a saltare sul carro in corsa. Nessuno é in grado di dire quando e dove il rialzo finirà - sappiamo quali tipi di eventi sono in grado di provocare la fine di questo bull market - fino a quando però non succede qualcosa é probabile che la festa continui.

Ieri le borse europee hanno aperto in guadagno, sono ulteriormente salite nel corso della giornata e hanno chiuso vicino al massimo. Nuovi massimi di periodo o storici confermano la tendenza rialzista. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3830 punti e ha chiuso sul massimo a 3854 punti (+0.75%). DAX (+0.89% a 13749 punti) e FTSE MIB (+0.70% a 24861 punti) si sono comportati alla stessa maniera.      
L'indice delle banche SX7E (+1.61% a 101.53 punti) ha confermato con una ottima prestazione le nostre più rosee previsioni. La barriera psicologica dei 100 punti é stato superata. Come ci eravamo aspettati nelle previsioni per il 2020 il settore bancario europeo comincia a sovraperformare. Solo l'SMI svizzero (-0.11% a 11089 punti) ha avuto una battuta d'arresto causata dai titoli difensivi (Nestlé -1.25% e farmaceutica in calo). Non c'é però motivo di preoccupazione - la mattina l'indice ha ancora fatto registrare un nuovo massimo storico marginale.
L'Europa ha dei margini di recupero nei riguardi dell'America - gli indici azionari hanno ancora dello spazio di apprezzamento prima di raggiungere gli obiettivi. Il rialzo però dipende ed é strettamente correlato con quello della borsa americana.

A Wall Street c'é stata un'altra seduta positiva e di calma surreale. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 3274 punti e si é mosso a caso tra i 3269 ed il nuovo record storico a 3381.47 punti (range di soli 12 punti!). Ha chiuso vicino al massimo a 3279.45 punti (+0.65%). Il Nasdaq100 (+1.00% a 9614 punti) ha ripreso la leadership. Anche gli altri indici hanno guadagnato terreno (DJT +0.92%, RUT +0.71%) - malgrado ciò il numero dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) non aumenta - questa debolezza strutturale non basta finora a bloccare la corsa della borsa americana. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4985 su 2401, NH/NL a 643 (maledettamente pochi !) su 313 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é caduta a 13.74 punti (-1.44) - la CBOE Equity put/call ratio era nuovamente bassa a 0.48. Ormai sembrano tutti long - chi é che compra ancora a questi livelli ?

Stamattina torna la paura del Coronavirus dopo che le autorità cinesi hanno corretto al rialzo le statistiche di contagiati e morti - ora i dati sembrano più realistici e preoccupano. Il future sull'S&P500 cala a 3366 punti (-13 punti). Il Nikkei ha perso il -0.14% - Shanghai sta scendendo del -0.7%. L'Eurostoxx50 vale alle 08.30 3837 punti (-17 punti) - le borse europee apriranno con minusvalenze dell'ordine del -0.4%. Vedremo se oggi ci saranno altre vendite o se questa debolezza verrà presa come un'occasione d'acquisto.
Non citiamo più gli avvenimenti importanti di una giornata (dati economici, risultati di imprese, ecc.) poiché al momento sembrano non influenzare il mercato. Qualsiasi cosa viene interpretata in maniera positiva e conferma l'irrazionale esuberanza e cecità degli investitori.

Commento del 12 febbraio

Nuovi massimi storici e massimi annuali - il rialzo continua ignorando le debolezze strutturali

La seduta di ieri é stata una conferma di quanto scritto il mattino. Malgrado tutto quando si può rilevare di dubbio e preoccupante in questo rialzo a livello tecnico, le borse continuano a salire indisturbate. Ieri é stato il turno degli europei di raggiungere dei nuovi massimi di periodo o storici - malgrado che l'economia tedesca ristagni con tassi di crescita poco superiori allo 0% il DAX (+0.99% a 13627 punti) ha fatto registrare un nuovo massimo storico. Dopo il balzo in apertura non é più successo molto - i guadagni a fine giornata sono però indiscutibile e rilevanti. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3820 punti, ha toccato un massimo a 3832 punti e ha chiuso a 3825 punti (+0.86%) - i movimenti importanti avvengono durante la notte tra chiusura e riapertura del giorno dopo - il trading giornaliero non é più un'attività lucrativa. Il rialzo a traino degli Stati Uniti sembra però non aver ancora raggiunto la sua fine.
Nei commenti serali abbiamo fissato degli obiettivi grafici per questa spinta di rialzo.

Anche la seduta a New York é stata positiva e l'S&P500 (+0.17% a3357.75 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 3375.63 punti. Ci sono però delle leggere differenze rispetto a precedenti sedute positive con nuovi record. La chiusura é stata lontana dal massimo e sui grafici appaiono candele rosse - la tecnologia non ha sovraperformato (Nasdaq100 +0.01% a 9517 punti). Queste non sono però delle differenze rilevanti che possono indicare la fine del rialzo.
L'S&P500 ha aperto a 3266 punti e dopo una breve caduta a 3261 punti é salito verso le 16.30 sul massimo a 3375 punti. Poi, come colpito da un attacco di stanchezza, é caduto ad ondate fino a 3352 punti. Sul finale ha recuperato a 3357.75 punti (+0.17%). Anche questa volta i nuovi recordo storici di S&P500 e Nasdaq100 non vengono confermati dalla partecipazione - il numero dei nuovi massimi a 30 giorni (650) é tragicamente basso confermando che il rialzo viene provocato solo da pochi titoli. Anche i volumi (volume relativo a 1.0) sono moderati - la borsa non festeggia - sale e basta.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5127 su 2272 e NH/NL a 650 su 355. La volatilità VIX é salita a 15.18 punti (+0.14) mentre il CBOE Equity put/call ratio resta strenuamente basso a 0.45. I Summation Index per lo meno hanno ricominciato a salire debolmente. La spinta di rialzo di febbraio mostra parecchie divergenze negative con massimi discendenti su parecchi indicatori di momentm e partecipazione - potremmo però cominciare a preoccuparci solo quando ci saranno delle sedute decisamente negative o una serie di sedute in calo con durata superiore ai tre giorni.
Il rialzo dell'S&P500 é talmente regolare da venir accompagnato dalle Bollinger Bands che salgono mantenendo una larghezza costante. Finora le ondate di rialzo e le correzioni minori si sono sviluppate da ottobre 2019 sempre all'interno delle bande. Ieri l'S&P500 ha toccato la banda superiore a 3374 punti. A breve é probabile che ci sia una pausa o un ritracciamento.

Ieri il cambio EUR/USD é sceso fino a 1.0892 - stamattina é di nuovo a 1.0910. Da inizio anno il cambio scende e ha bucato il supporto a 1.10. La tendenza a breve é al ribasso - la tendenza di fondo, a seconda delle regole utilizzate, é da neutra a debolmente al ribasso. Nei prossimi giorni é probabile che il cambio testi il minimo 2019 a 1.0879. Secondo noi il cambio dovrebbe rimbalzare e attestarsi intorno agli 1.10. Una rottura al ribasso é però possibile anche perché non riusciamo a spiegarci questa forza dell'USD. Il differenziale dei tassi d'interesse é praticamente costante. Il cambio EUR/CHF é sceso su un nuovo minimo di periodo a 1.0654. A questo punto bisogna chiedersi se il problema non é la forza del CHF (o dell'USD) quanto piuttosto la debolezza dell'EUR - l'UE negli ultimi mesi sembra un colosso dai piedi d'argilla e la Brexit non fa che confermare la fragilità del costrutto europeo.

Anche stamattina il future sull'S&P500 sale a 3365 punti (+8 punti) e condiziona i mercati. Il Nikkei ha guadagnato il +0.74% - Shanghai sta salendo del +0.9%. Alle 08.50 l'Eurostoxx50 vale 3835 punti - l'indice aprirà con un balzo di 10 punti su un nuovo massimo annuale marginale. Le borse europee inizieranno la giornata con guadagni di circa il +0.25%. Sembra che avremo un'altra seduta moderatamente positiva.

Commento dell'11 febbraio

Nuovi massimi storici su S&P500 e Nasdaq100 sono un segnale indiscutibile di rialzo - rialzo senza limiti ?

Malgrado che vediamo numerose debolezze tecniche il rialzo della borsa americana ieri é proseguito e sembra inarrestabile. Sinceramente non sappiamo se stamattina vale la pena fare l'analisi degli indicatori e fare delle considerazioni riguardanti la situazione tecnica del mercato visto che gli indici americani con dei nuovi massimi storici mandano segnali indiscutibili e inequivocabili di rialzo.
Non possiamo che inchinarci davanti all'evidenza dei fatti. Gli investitori, come ai tempi della bolla di internet, continuano a comperare tecnologia (Nasdaq100 +1.23% a 9516 punti) incuranti delle stratosferiche valutazioni e degli eccessi. Sembra che comperare sempre i soliti nomi (Amazon +2.63%, Google +2.00%, Microsoft +2.02%) sia una formula vincente contro la quale si schianta qualsiasi dubbio riguardante la mediocre partecipazione (NH/NL a 470 su 575) e l'eccesso di speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.46).
La liquidità, la cieca fiducia nella capacità della FED di sostenere i mercati finanziari e la consapovolezza che Trump farà di tutto a livello economico per assicurare la sua rielezione fanno marciare gli investitori in una sola direzione. Le crepe (Summation Index su NYSE e Nasdaq100 in calo) spariscono sotto una mano di vernice costituita da una monotona e costante serie di sedute positive interrotte ormai solamente da brevi ritracciamenti.
Finora i problemi tecnici che abbiamo identificato non fermano il rialzo - non servono neanche per prevedere una correzione. Dobbiamo quindi attendere che appaia qualcosa di nuovo prima di poter osar prevedere un'inversione di tendenza. L'Europa segue a distanza l'America ma segue - più per obbligo che per convinzione.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. Gli indici azionari hanno chiuso misti e senza sostanziali variazioni. Eurostoxx50 (-0.14% a 3793 punti) e DAX (-0.15% a 13494 punti) hanno perso qualche punto. L'SMI (+0.35% a 11039 punti) come al solito ha seguito l'S&P500 facendo registrare la migliore chiusura giornaliera della storia. Il FTSE MIB (+0.12% a 24507 punti) ha fatto un lieve progresso.   
Stamattina l'Eurostoxx50 aprirà sopra i 3820 punti e quindi su un nuovo massimo annuale.

In America l'S&P500 ha aperto in calo e sul minimo giornaliero a 3320 punti. Da quel momento i rialzisti hanno controllato le operazioni. Alle 16.45 l'indice era risalito a 3340 punti. Poi per ore si é mosso in laterale e in pochi punti. Dopo le 20.00 ha ripreso la scalata e con un'accelerazione sul fnale ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3352.26 punti - ha chiuso sul massimo a 3352.09 punti (+0.73%). Come al solito il rialzo é stato trascinato dalla tecnologia (Nasdaq100 +1.23% a 9516 punti).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4705 su 2729, NH/NL a 470 (assolutamente troppo pochi) su 575 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 15.04 punti (-0.43) mentre il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.46.

Stamattina la musica non cambia. La borsa di Tokio é chiusa - Shanghai sta guadagnando il +0.4%. Alle 08.15 il future sull'S&P500 é a 3361 punti (+8 punti). L'Eurostoxx50 vale 3820 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +0.7%. Prevedere qualcosa di diverso da una seduta moderatamente positiva sembra un'eresia.

Aggiornamento del 10 febbraio

Coronavirus contro liquidità delle Banche Centrali

Durante il fine settimana il tema principale trattato nei media é ancora il Coronavirus. L'epidemia si espande in Cina mentre i casi di contagio in Europa ed America sono ancora sporadici. Si discute sulle cifre ufficiali di malati e decessi pubblicate dalle autorità cinesi che sembrano volontariamente corrette al ribasso per evitare il panico. Sicuramente a breve ci saranno delle conseguenze negative sull'economia e sugli utili di imprese particolarmente dipendenti dal mercato cinese e dal suo apparato produttivo. Sarà però un effetto temporaneo e non duraturo. Le Banche Centrali continuano a combattere questa crisi iniettando ingenti quantità di liquidità. La PBOC lo fa per impedire un tracollo del mercato finanziario e per stimolare un'economia che si sta bloccando. La FED interviene ancora per stabilizzare il mercato repo in quello che ormai é l'inizio del QE4. La correlazione tra le spinte di rialzo della borsa americana e le operazioni della FED é strabiliante. Due settimana fà ha prevalso la paura del Coronavirus e le borse hanno corretto - settimana scorsa le autorità sanitarie sembravano in grado di contenere la pandemia e ha vinto la liquidità che ha provocato una sostanziale spinta di rialzo. Vedremo cosa succederà questa settimana visto che l'economia reale sembra in effetti soffrire. Solo due esempi - il prezzo del rame é in forte calo mentre il prezzo dei trasporti marini (Baltic Dry Index) é in caduta libera.

Stamattina i mercati sono nervosi e volatili. Per saldo però i cambiamenti rispetto a venerdì sono modesti. Il Nikkei ha perso il -0.6% - Shanghai sta guadagnando il +0.5%. Il future sull'S&P500 sale a 3332 punti (+6 punti) - stanotte é caduto fino a 3303 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3794 punti - le borse europee apriranno praticamente in pari (-0.1%). Non abbiamo un'idea precisa di quello che potrebbe succedere oggi - l'agenda economica non offre appuntamenti di grande interesse e nessuna impresa rilevante presenta oggi i suoi risultati trimestrali. Crediamo quindi di ritrovare stasera le borse vicino ai livelli d'apertura.

Commento del 8-9 febbraio

Da un rimbalzo si é passati ad un rialzo - segue un'altra correzione minore o qualcosa di peggio?

Secondo le nostre previsioni lunedì scorso doveva iniziare un rimbalzo tecnico all'interno di una correzione di medio termine. Evidentemente ci siamo sbagliati - non nella direzione del movimento ma nella sua intensità. Non c'é stato un modesto rimbalzo di due o tre giorni ma una vera e propria spinta di rialzo che ha permesso all'S&P500 (-0.54% a 3327.71 punti) giovedì di toccare un nuovo massimo storico a 3347.96 punti. Nuovi massimi annuali o storici in Europa e in America hanno cambiato le carte in tavola - non si può più parlare di correzione a medio termine malgrado che Eurostoxx50 (-0.18% a 3798 punti) e DAX (-0.45% a 13513 punti) non siano riusciti a superare i massimi annuali di gennaio. Ora non sappiamo ancora cosa aspettarci nei prossimi mesi. Se ci fosse stata a febbraio una vera e propria correzione di medio termine avevamo previsto in seguito una sostenibile fase di rialzo fino a circa metà aprile con nuovi massimi annuali marginali. Invece la borsa americana, secondo i nostri calcoli, é già tornata su quelli che dovrebbero essere i massimi del 2020 (performance 2020 dell'S&P500 fino a oggi del +3.00%) mentre appaiono delle evidenti divergente tecniche negative. La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 54.9% dei titoli sopra la SMA a 30 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.10. Nella correzione minore di fine gennaio di indici azionari americani più importanti sono rimasti sopra la MM a 50 giorni che da mesi serve come valido supporto. I maggiori indici europei invece sono in un trend neutro ed oscillano in laterale in un ampio canale (Eurostoxx50 3640-3800 punti). All'inizio di settimana prossima le borse devono scendere - i segnali forniti in questo senso dagli indicatori sono affidabili. Non sappiamo però se avremo una semplice correzione minore o una spinta di ribasso - l'errore di valutazione di una settimana fà ci rende prudenti. Se il mercato continua a comportarsi come nelle scorse settimane l'S&P500 dovrebbe al massimo scendere sui 3250 punti prima di risalire. Attenzione però che ciclicamente le borse dovrebbero essere in una fase negativa fino a fine mese. Di conseguenza se ci fosse una rottura e accelerazione sotto la MM a 50 giorni bisognerà fare molta attenzione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +4.33% a 3798 punti (SX7E +9.02% a 99.64 punti)
DAX                         +4.10% a 13513 punti
SMI                          +3.52% a 11001 punti
FTSE MIB                  +5.34% a 24478 punti
S&P500                    +3.17% a 3327.71 punti
Nasdaq100               +4.55% a 9401 punti

Le borse europee in generale sono salite fino a giovedì quando l'Eurostoxx50 ha toccato poco dopo l'apertura il massimo settimanale a 3806 punti. Nel frattempo l'SMI svizzero (-0.10% a 11001 punti) ha fatto registrare un nuovo massimo storico a 11061 punti. Solo venerdì c'é stata una battuta d'arresto e una seduta di poco negativa. Il DAX tedesco ha perso moderatamente terreno (-0.45% a 13513 punti) mentre gli altri indici azionari sono scesi solo di qualche punto. Il FTSE MIB (-0.05% a 24478 punti) ha ancora toccato un nuovo massimo annuale a 24523 punti prima di cedere e chiudere praticamente in pari.
L'Europa continua a restare indietro rispetto all'America - questo ritardo é in parte spiegabile con la differenza a livello di fondamentali - la crescita economica americana é ancora più forte di quella europea da dove arrivano preoccupati dati economici con un netto calo della produziona industriale. La pausa di venerdì secondo l'analisi tecnica non ha un significato particolare - gli indici non sono ancora ipercomperati. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3787 punti (-11 punti) mentre la borsa americana lanciava evidenti segnali di stanchezza. È quindi logico pensare che all'inizio di settimana prossima le borse europee debbano scendere. Vedremo se apparirà pressione di vendita oppure no. Non bisogna stupirsi se l'Eurostoxx50 torna su quei 3750 punti che ci accompagnano da ormai due mesi. Abbiamo voglia di tornare short per il portafoglio ma non abbiamo abbastanza elementi tecnici in favore di uno scenario ribassista per tentare questa avventura.
Notiamo l'ottima performance settimanale del settore bancario. L'indice SX7E é salito venerdì, in una giornata generalmente negativa e con tassi d'interesse in calo, a 99.64 punti (+1.16% / performance settimanale +9.02%). Vi ricordiamo che avevemo suggerito di comperare dal supporto a 91 punti. Sui 99.50 punti c'é una resistenza. Crediamo che a corto termine il rialzo dell'indice sia finito e che debba iniziare una correzione. Non bisogna però sottovalutare i segnali di forza. Se all'inizio di settimana prossima l'indice continua a salire ha via libera fino ai 104.50 punti.

Durante la scorsa settimana la borsa americana é salita mentre dagli indicatori tecnici abbiamo avuto divergenze e segnali negativi a livello di partecipazione. Non é quindi una sorpresa che venerdì la seduta a New York sia stata negativa. È invece piuttosto strano che l'S&P500 giovedì sia riuscito a toccare un nuovo massimo storico marginale a 3347.96 punti - la piccola star sul grafico era però un segnale di stanchezza e di possibile esaurimento. Crediamo che questa possa essere stata una falsa rottura al rialzo.
L'S&P500 ha aperto in calo a 3335 punti. È sceso e ha fatto brevemente base a 3326 punti - poi é risalito per la chiusura in Europa fino ai 3341 punti. Dopo é caduto regolamente fino ai 3322 punti di minimo. Dopo le 20.00 ha recuperato una decina di punti ed ha chiuso infine a 3327.71 punti (-0.54%). Una perdita di 18 punti alla fine di una settimana di forte rialzo non sembra essere un problema. Ha livello di partecipazione però la situazione é preoccupante. I nuovi massimi sono bassi e non aumentano - i nuovi minimi stranamente lievitano e i Summation Index ricominciano a scendere dopo una semplice pausa nel corso della settimana.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2097 su 5335, NH/NL a 344 (!) su 493 (!!!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 15.47 punti (+0.51) e la CBOE Equity put/call ratio era nuovamente bassa a 0.56 (MM a 10g a 0.55). La borsa americana ha nuovamente una costellazione tecnica ideale per una correzione mentre appaiono evidenti segnali di distribuzione e di cedimento strutturale (guardate ad esempio i semiconduttori / SOX).
La tecnologia e i pesi massimi del Nasdaq100 (-0.47% a 9401 punti) continuano a trascinare i listini al rialzo.
Siamo convinti che la rottura al rialzo di giovedì non avrà a breve una continuazione. È molto probabile che la prossima settimana sia negativa o al massimo in pari. Dopo l'errore di stima di settimana scorsa non osiamo prevedere un ribasso ma questa é un'eventualità da non scartare. Fino a quando gli indici americani restano sopra la MM a 50 giorni in ascesa la tendenza é al rialzo e non va combattuta. In caso di rottura al ribasso bisogna però fare molta attenzione e valutare la possibilità dell'apertura di posizioni short.

Commento del 6 febbraio

Devo nuovamente assentarmi alcuni giorni - fino a sabato non potrò aggiornare il sito.
Il prossimo commento sarà l'analisi del fine settimana che verrà pubblicata domenica prossima.
Mi scuso dell'inconveniente.
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Commento del 5 febbraio

Troppo forte per un rimbalzo - nuovo massimo storico del Nasdaq / Nasdaq100

Ieri le borse sono state catapultate verso l'alto da una potente ondata d'acquisti. Sia in Europa che in America gli indici hanno terminato la giornata con forti guadagni. L'Eurostoxx50 ha chiuso sul massimo giornaliero a 3732 punti (+1.94%). L'S&P500 non é riuscito a difendere il massimo giornaliero a 3306 punti ed é tornato a fine giornata 3297.59 punti (+1.50%) - si tratta ugualmente di un balzo di 48 punti. Ora siamo in difficoltà. Le borse europee possono essere considerate ancora all'interno di una correzione - Eurostoxx50 e DAX (+1.81% a 13281 punti) sono rimasti sotto la MM a 50 giorni. In America invece sembra essere ripreso il rialzo trascinato come al solito dalla tecnologia - Nasdaq (+2.10%) e Nasdaq100 (+2.28% a 9334 punti) hanno fatto registrare un nuovo record storico e questo come sapete é un segnale inequivocabile di rialzo. Non pensiamo però che la borsa riprenderà a salire come a gennaio. È più probabile che ci siano ancora parecchie sedute altalenanti prima che si instauri un nuovo trend sostenibile. Ci sono troppi segnali contraddittori e mancano ancora conferme a livello di partecipazione - i Summation Index di NYSE e Nasdaq sono ancora in calo anche se mostrano l'intenzione di formare base. Le ultime due sedute ci dicono che dobbiamo archiviare lo scenario di una correzione fino a fine mese con un obiettivo a 3000 punti di S&P500 - non é però ancora venuto il momento di comperare - l'instabilità a la serie di sedute positive a negative deve continuare.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. Gli indici hanno aperto in guadagno, sono balzati nella prima mezz'ora di contrattazioni e sono poi continuati a salire al piccolo trotto fino alla chiusura sul massimo giornaliero. Indubbiamente é stata una prestazione convincente che imprime delle lunghe candele bianche o verdi sui grafici. I massimi di venerdì sono stati superati e quindi non possiamo più parlare di semplice rimbalzo tecnico - si tratta di un vero e proprio contrattacco dei rialzisti che sono riusciti a recuperare parecchio terreno. I maggiori indici azionari europei sono nuovamente sui livelli di due mesi fà e si trovano al centro delle Bollinger Bands - é una situazione neutra ma che lascia i rialzisti in leggero vantaggio visto che hanno dominato le ultime due sedute.
Ieri FTSE MIB (+1.64% a 23844 punti) e SMI (+1.27% a 10800 punti) hanno leggermente sottoperformato ma la differenza é insignificante. Tutti i listini hanno partecipato compatti al rialzo.

L'ottimismo ha trascinato anche New York dove si moltiplicano acquisti che denotano irrazionale euforia (Tesla +13.73%). Come al solito gli investitori si sono buttati sulla tecnologia (Apple +3.30%, Microsoft +3.29%, Amazon +2.27%) mentre il patron di Amazon Bezos annuncia di aver venduto negli ultimi giorni azioni per quasi un miliardo e 800 milioni di USD.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 3285 punti ed ha continuato la sua corsa fino alle 17.50 quando ha raggiunto i 3304 punti. Poi il mercato si é calmato e l'S&P500 é oscillato per ore tra i 3300 ed i 3306 punti. Sul finale é ricaduto a 3297.59 punti (+1.50%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5482 su 1973, NH/NL a 549 su 441 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é caduta a 16.05 punti (-1.92) mentre il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.46.
Non troviamo in questa seduta punti deboli (DJT +1.82%, RUT +1.50%) - il mercato delle opzioni però denota un'eccessiva euforia e speculazione al rialzo - pensiamo quindi che sotto i 3300 punti di S&P500 ci debba essere una pausa e un ritracciamento. Vedremo se in questa fase i ribassisti ritroveranno forze e motivazione per un affondo.

Stamattina anche le borse asiatiche stanno salendo ma con meno slancio che Europa ed America (Nikkei +1.02%, Shanghai +1.2%). Il future sull'S&P500 perde 7 punti a 3292 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3720 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.3%. Se i rialzisti fanno sul serio dovrebbero oggi essere in grado di recuperare la perdita iniziale. Se invece hanno a breve esaurito le cartucce (come pensiamo noi) le borse dovrebbero terminare la giornata con moderate perdite.

Commento del 4 febbraio

Rimbalzo tecnico e seduta in trading range - il rimbalzo può muoversi nel range di venerdì

Ieri é iniziato l'atteso rimbalzo tecnico. Purtroppo non c'é stato ancora un tuffo iniziale e di conseguenza i traders non hanno avuto la possibilità di aprire posizioni long ad un livello interessante. Gli indici hanno subito aperto in guadagno e poi non sono più riusciti a fare consistenti progressi. A fine giornata abbiamo avuto modesti guadagni in Europa (Eurostoxx50 +0.56% a 3661 punti) e plusvalenze più consistenti in America (S&P500 +0.73% a 3248.92 punti). Gli indici si sono mossi nel range di venerdì scorso con volumi di titoli trattati in calo - in linea di massima questo sembra solo un rimbalzo tecnico. Stamattina (07.30) il future sull'S&P500 é a 3271 punti (+26 punti) - il rimbalzo deve quindi continuare almeno stamattina in Europa e nella prima parte della seduta a Wall Street. In questa fase l'S&P500 non deve risalire sopra i 3280 punti. Ci aspettiamo poi un'altra spinta di ribasso che idealmente deve permettere all'S&P500 di bucare la MM a 50 giorni che si trova adesso a 3214 punti.
Sulla seduta in Europa non c'é molto da dire. Nel commento del fine settimana avevamo notato che c'era un ipervenduto di cortissimo termine e che alcuni indici erano su importanti resistenze e sui bordi inferiori delle Bollinger Bands. Pensavamo quindi che doveva esserci un rimbalzo - magari dopo un ultimo tuffo lunedÌ mattina. Invece il tuffo é mancato e gli indici hanno subito aperto in positivo di un +0.3%. L'Eurostoxx50 (+0.56% a 3661 punti) ha aperto sui 3650 punti ed é ondeggiato su questo livello fino all'apertura di New York. Poi ha ancora guadagnato una decina di punti e ha chiuso con un modesto guadagno - specialmente se paragonato al calo di venerdì. La piccola candela verde sul grafico sparisce nell'ombra della grande candela rossa di venerdì - la reazione é stata scarsa e dopo l'apertura l'indice non ha più fatto sensibili progressi. L'indice delle banche SX7E (+0.54% a 91.88 punti) si é comportato come il resto del listino. Il supporto a 91 punti tiene (minimo a 91.20 punti). Come al solito é stata la borsa americana a dettare legge - gli europei non sembravano avere molta voglia di comperare come dimostra la stasi tra l'apertura in Europa e l'apertura a New York.
Il DAX (+0.4% a 13045 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (+0.96% a 23460 punti) si é comportato decisamente meglio. Probabilmente é una reazione al crollo di venerdì in parte ingiustificato. La reazione dell'SMI (+0.35% a 10665 punti) é stata timida e si é concretizzata solo quando l'indice é sceso sulla MM a 50 giorni. L'indice ha chiuso al centro del range giornaliero e poco sopra il livello d'apertura - gli acquisti erano sporadici. Crediamo che l'SMI debba distribuire una o due sedute sui 10600 punti prima di continuare la discesa.

Anche lo svolgimento delle seduta a New York suggerisce che si é trattato di un rimbalzo tecnico malgrado che i guadagni a fine giornata siano stati più ampi specialmente nel settore tecnologico (Nasdaq100 +1.50% a 9126 punti). Gli investitori sono ancora decisamente ottimisti e pronti a speculare al rialzo alla prima occasione. Assistiamo ad alcune assurde accelerazioni che ci ricordano molto la bolla speculativa di internet - ieri Tesla ha guadagnatoo il +19.89% e il grafico sembra puntare all'infinito come un fuoco d'artificio prima di scoppiare. Gli investitori hanno anche comperato Google (+3.61%) con l'idea che la società dopo la chiusura presentasse dei risultati trimestrali talmente buoni da provocare una sostanziale continuazione del rialzo - purtroppo questa volta gli é andata male.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3242 punti é é salito velocemente sul massimo a 3268 punti. Poi é ridisceso e verso le 18.00 era sui 3244 punti. A questo punto il mercato si é calmato e l'indice é semplicemente oscillato in laterale tra i 3246 ed i 3256 punti fino alla chiusura a 3248.92 punti (+0.73%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4788 su 2673, NH/NL a 281 su 812 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é scesa a 17.97 punti (-0.87). Il CBOE Equity put/call ratio é tornato ad essere basso (0.50) - gli speculatori long non mollano. Ci sorprende il balzo del RUT (+1.12%) che denota acquisti a livello istituzionale - forse questo rimbalzo ha ancora della strada da fare. IL DJT (+0.23%) invece é rimasto indietro. Come ci aspettavamo il reddito dell'USTBond decennale é risalito dal supporto a 1.50% (+.54%, +0.03%).
Nel complesso il mercato si é sviluppato come previsto. Abbiamo un rimbalzo di corto termine all'interno di una correzione di medio termine mentre la tendenza di base resta debolmente rialzista. Situazione complessa che genera una serie di sedute positive e negative - fino a fine febbraio quelle negative dovrebbero avere il sopravvento.

Stamattina anche le borse asiatiche rimbalzano. Il Nikkei ha guadagnato il +0.49% - Shanghai sale del +1.3%. Il future sull'S&P500 si sta in parte sgonfiando - alle 08.30 é a 3266 punti (+20 punti). L'Eurostoxx50 vale 3279 punti - le borse europee apriranno con guadagni del +0.5%/+0.6% - pensiamo di ritrovare gli indici stasera poco lontani dai livelli d'apertura.

Aggiornamento del 3 febbraio

Rimbalzo

Speravamo che oggi ci fosse ancora un tuffo prima dell'inizio di un rimbalzo. Invece sembra che le borse tenteranno un recupero sin dall'apertura. Il Nikkei sta chiudendo in calo dell'1% mentre Shanghai dopo parecchi giorni di pausa riprende le contrattazioni con un -8%. Il future sull'S&P500 sale alle 07.00 a 3244 punti (+20 punti) e quindi pensiamo che le borse europee apriranno in guadagno del +02.%/+0.3%. Vedremo dove ci porta questo rimbalzo tecnico...

Commento del 1-2 febbraio

Correzione a medio termine con accelerazioni al ribasso e rimbalzi - venerdì c'é stata un'accelerazione...

Questa settimana finalmente é iniziata la correzione di medio termine. Ufficialmente é cominciata con la pessima seduta di lunedì (Eurostoxx50 -2.82% / S&P500 -1.57%). A metà settimana c'é stato un importante rimbalzo che tra l'altro ha permesso al FTSE MIB italiano (-2.29% a 23237 punti) di toccato un nuovo massimo annuale a 24197 punti - la pesante caduta di venerdì ha però messo le cose in chiaro ed imposto performances settimanali decisamente negative. Il tema dominante sui mercati finanziari é il Coronavirus e le sue conseguenze sull'economia mondiale. A seconda delle notizie provenienti dalla Cina e in generale sulla diffusione della malattia la borsa reagisce più o meno emotivamente con delle ondate di vendite, delle accelerazioni al ribasso e dei rimbalzi. Noi partiamo dal principio che le borse avrebbero in ogni caso corretto anche senza questo problema. Il Coronavirus é solo stato l'elemento scatenante e la ragione di questo sviluppo altalenante. La nostra previsione di fondo era che le borse da metà gennaio dovevano svolgere una correzione di medio termine fino a fine febbraio e che l'S&P500, nostro indice di riferimento, doveva perdere un -10% e cadere sui 3000 punti. Finora lo sviluppo degli indicatori sostiene questo scenario. Venerdì molti indici azionari sono scesi sul bordo inferiore delle Bollinger Bands. L'S&P500 (-1.77% a 3225.52 punti - minimo a 3214 punti) si é fermato poco sopra la MM a 50 giorni (3211 punti) e sul bordo inferiore delle BB (3216 punti). È quindi possibile che sullo slancio la seduta di lunedì sia ancora negativa ma nel corso di settimana prossima dovrebbe esserci un rimbalzo o un breve rialzo di corto termine. Questo andamento altalenante sarà determinato sia dagli aspetti tecnici sia dalle notizie che mano a mano verranno rese note sui vari temi caldi (nell'ordine di importanza Coronavirus, Impeachement contro Donald Trump, risultati trimestrali delle imprese). Per fare terminare questa correzione ci vorrà però ipervenduto a medio termine e panico. Il panico deve apparire non solo negli indicatori di sentiment ma anche nel comportamento del mercato - devono apparire vendite in tutti i settori compresa la tecnologia (Nasdaq100 -1.58% aq 8991 punti) che finora continua a sovraperformare e mostrare forza relativa. Gli indicatori hanno ancora parecchia strada da fare prima di arrivare in questa situazione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.66% a 3640 punti
DAX                         -4.38% a 12982 punti
SMI                          -2.04% a 10627 punti
FTSE MIB                  -3.05% a 23237 punti
S&P500                    -2.12% a 3225.52 punti
Nasdaq100               -1.64% a 8991 punti

Venerdì le borse europee hanno aperto in positivo e sul massimo giornaliero. Hanno galleggiato fin verso le 10.30 ma poi sono cominciate a scendere e si sono fermate solo alla chiusura sul minimo giornaliero e con pesanti perdite. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3698 punti, ha ancora toccato un massimo a 3705 punti ma ha chiuso sul minimo a 3640 punti (-1.35%) con una perdita secca di 50 punti. Poco da dire - la giornata é stata dominata dai ribassisti ed é stato venduto praticamente tutto. Il DAX (-1.33% a 12982 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 ed é caduto sotto il bordo inferiore delle BB che si stanno allargando. Questo situazione di ipervenduto di brevissimo termine insieme al supporto fornito dal minimo annuale a 12948 punti dovrebbero permettere alla borsa tedesca di tirare il fiato alcuni giorni. Il FTSE MIB (-2.29% a 23237 punti), che nel corso della settimana aveva perso meno terreno, venerdì é crollato - probabilmente una forma di compensazione. L'SMI svizzero (-1-13% a 10627 punti) ha contenuto al perdite grazie al suo carattere difensivo - la correlazione con l'S&P500 americano continua a funzionare egregiamente.
Da inizio anno l'Eurostoxx50 perde il -2.78% - l'S&P500 finora ha perso solo il -0.16%. Sembra quindi che le borse europee siano più deboli di quella americana e quindi la correzione in Europa sarà più ampia e superiore ad un -10%. L'altra osservazione da fare é che il mese di gennaio si chiude in perdita - statisticamente il comportamento della borsa a gennaio determina l'esito annuale. Secondo questa regola dovremmo avere un'annata negativa. Noi prevediamo un 2020 senza sostanziali variazioni - forse la performance dell'S&P500 ci ha dato un buon punto di riferimento.

Anche la seduta a Wall Street é stata decisamente negativa. Ci sono però una serie di aspetti positivi che nel corso di settimana prossima provocheranno un rimbalzo tecnico - li vediamo in seguito.
L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 3276 punti e subito é stato travolto dalle vendite. Verso metà seduta l'indice é arrivato sui 3230 punti e qui si é fermato alcune ore ondeggiando in laterale. In seguito il ribasso é continuato ed é sfociato su un minimo annuale a 3214 punti. Nell'ultima mezz'ora di contrattazioni l'indice é risalito a 3225.52 punti (-1.77%). Le perdite hanno colpito anche il DJT (-2.46%) e il Russell2000 (-2.07%). Si é invece comportato meglio il Nasdaq100 aiutato dal balzo di Amazon (+7.38%) che ha presentato dei buoni risultati trimestrali. Le emozioni degli investitori retail si sono scaricate su Apple che ha perso il -4.43%.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1429 su 6051, NH/NL a 265 su 1550 e volume relativo a 1.4. La volatilità VIX é balzata a 18.84 punti (+3.35) mentre il CBOE Equity put/call ratio era alto a 0.74. La MM a 10 giorni é salita a 0.59 - dovrebbe raggiungere i 0.72-0.75 quando l'S&P500 toccherà il fondo della correzione. I Summation Index stanno decisamente scendendo e confermano il ribasso di medio termine. La tendenza di fondo della borsa americana é ora neutra con il 43.9% dei titoli sopra la SMA a 30 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.37. La RSI giornaliera sull'S&P500 é a 43.44 punti - quella settimanale é a 62.65 punti - l'ipervenduto a medio termine é ancora lontano.
Venerdì abbiamo osservato quattro fattori positivi.
- Sul finale c'é stata una netta reazione (+11 punti di S&P500) - ci sono ancora rialzisti pronti a comperare su quelli che considerano dei minimi di corto termine. Ci sono le forze necessarie per un rimbalzo tecnico.
- La tecnologia mostra ancora forza relativa - fino a quando questo settore non "mollerà" é probabile che ci saranno rimbalzi intermedi seguiti da altre spinte di ribasso.
- Il reddito dell'USTBond decennale é sceso a 1.51% (-0.06%). Sui 1.50% c'é un forte supporto. È probabile che da qui Bond e borse debbano rimbalzare.
- Venerdì i forti volumi suggeriscono un esaurimento a breve della spinta di ribasso. Il minimo a 3214 punti potrebbe venir ritestato ma in linea di massima dai 3200+ punti deve esserci un rimbalzo fino a 3330-3350 punti. Questa é una stima - molto dipende dalla posizione del minimo intermedio definitivo.

Riassumendo la tendenza a medio termine é al ribasso - le borse stanno correggendo. A corto termine ci deve essere un rimbalzo importante o significativo provocato da supporti e ipervenduto di cortissimo termine. Gli investitori devono restare short. I traders probabilmente possono comperare lunedì per una breve speculazione long - bisogna però vedere come si presentano i mercati lunedì mattina prima di prendere una decisione in merito.

Commento del 30 gennaio

A causa di un'assenza imprevista non potrò aggiornare il sito per alcuni giorni.
Il prossimo commento sarà l'analisi del fine settimana che verrà pubblicata domenica prossima.
Mi scuso dell'inconveniente.
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Commento del 29 gennaio

Sembra solo un robusto rimbalzo - la storia vera la racconta probabilmente il Russell2000 (-0.24%)

Ieri le borse hanno avuto una seduta decisamente positiva. La reazione al crollo di lunedì é stata immediata e robusta. Le borse europee hanno guadagnato circa il +1% (Eurostoxx50 +1.13% a 3719 punti) e in questa maniera hanno recuperato circa la metà delle perdite del giorno precedente. La mattina gli indici sono ciondolati in pari - solo nel pomeriggio e grazie all'esempio di Wall Street gli investitori hanno preso coraggio, hanno comperato e hanno fatto decollare gli indici azionari che hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri con volumi di titoli trattati in calo. Eurostoxx50, DAX (+0.90% a 13323 punti) e SMI (+0.99% a 10782 punti) si sono comportati alla stessa maniera. Il FTSE MIB (+2.61% a 24027 punti) invece ha mostrato un impressionante rally che lo ha fatto tornare in posizione neutra sui 24000 punti. Per questo indice torna a valere la debole tendenza rialzista di fondo.
Sugli altri mercati la situazione é ancora incerta. Quello di ieri sembra solo un robusto rimbalzo tecnico. L'Eurostoxx50 é rimasto sotto la MM a 50 punti confermando il segnale tecnico di vendita generato lunedì. Il DAX invece é riuscito a tornare sopra questa barriera. Anche il segnale di vendita a medio termine fornito lunedì dal nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica é stato annullato. Abbiamo quindi dei segnali tecnici contrastanti e contradditori. Probabilmente ci vuole la classica terza seduta per avere una situazione chiara.

Per un analista tecnico la seduta a Wall Street  é stata un vero piacere. È successo qualcosa che si trova in tutti i manuali ma che ieri non sembrava possibile. L'S&P500 é riuscito a colmare il gap di 23 punti che si era creato lunedì. Dopo questo esercizio "obbligato" può ora ricominciare a scendere - vedremo se lo farà.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 3260 punti e all'inizio é ricaduto a 3253 punti - sembrava dover svolgere una seduta in trading range. Invece é risalito fino ai 3277 punti e ha trascorso la parte centrale della seduta oscillando tra i 3272 ed i 3282 punti. Dopo le 20.00 é salito sul massimo giornaliero a 3285 punti e sul finale é ridisceso a 3276.24 punti (+1.01%). Il guadagno di 32 punti rappresenta una robusta reazione positiva. I volumi di titoli trattati in calo (volume relativo a 1.0) suggeriscono la possibilità che si tratti solo di un rimbalzo. La discesa di 9 punti sul finale sostiene questa ipotesi. S&P500 e Nasdaq100 (+1.55% a 9090 punti) restano però ampiamente sopra la MM a 50 giorni in ascesa e quindi formalmente la tendenza di fondo é ancora al rialzo. Forse il comportamento che più rispecchia la realtà é quello del Russell2000 / RUT che viene giocato soprattutto dagli investitori istituzionali e con 2000 società é l'indice con la base più larga e stabile. Ha perso lunedì "solo" il -1.09%  ma ieri ha continuato la discesa con un -0.24%.
Gli investitori che si fanno trascinare dalle emozioni, quelli privati, ieri hanno ricomperato Apple (+2.83%) e colleghi.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5375 su 2018, NH/NL a 287 su 418 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 16.28 punti (-1.95), il CBOE Equity put/call ratio é tornato ad essere (troppo) basso a 0.55.
Riassumendo riteniamo che la caduta di lunedì, provocata dalla paura del coronavirus, sia stata esagerata ma punti nella giusta direzione. Pensiamo che le borse stiano correggendo e debbano nei prossimi giorni ricominciare a scendere. Ci vuole panico e ipervenduto per terminare una correzione.
Per inciso ieri il reddito dell'USTBond decennale é risalito a 1.65% (+0.04), Il cambio EUR/CHF é lievitato a 1.0722 e il prezzo dell'oro é sceso a 1567 USD/oncia - sono stati rivenduti i beni rifugio - é una tipica reazione.

Ieri sera dopo la chiusura a Wall Street Apple ha presentato degli ottimi risultati trimestrali - stamattina il future sull'S&P500 reagisce con un +6 punti a 3284 punti. Il Nikkei ha guadagnato il +0.71% - Shanghai é ancora chiusa. Alle 08.35 l'Eurostoxx50 vale 3720 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Speriamo ora di vedere alcune sedute di distribuzione prima della continuazione della correzione. Nell'ambito di questo scenario ci aspettiamo oggi una seduta in Europa ed America senza sostanziali variazioni (o addirittura di poco negativa).

Commento del 28 gennaio

Una pesante caduta fa iniziare la correzione - non continuerà in maniera dinamica

Ieri tutti hanno visto le pesanti perdite delle borse sia in Europa (Eurostoxx50 -2.82% a 3677 punti) che in America (S&P500 -1.57% a 3243.63 punti). Tutti hanno osservato la caduta degli indici azionari europei sotto la media mobile (MM) a 50 giorni che dà ufficialmente inizio all'attesa correzione di medio termine. Pochi però hanno rilevato i dettagli che ci mostrano la resistenza dei rialzisti - questi dettagli ci dicono che probabilmente le borse non scenderanno in maniera dinamica ma ad ondate. Vi ricordiamo che noi ci aspettavamo un calo di circa il -10% dell'S&P500 fino alla fine di febbraio - la correzione é iniziata in ritardo ma speriamo che continui seguendo le previsioni.
Ma torniamo ai dettagli. Le borse europee hanno aperto male e sono sceso per tutta la giornata chiudendo sui minimi giornalieri e con pesanti perdite. Indubbiamente una pessima seduta dominata dai ribassisti che non offre nessun aspetto positivo. Sappiamo però che gli europei da soli non sono in grado di imbastire delle decenti reazioni e quindi non siamo stupiti di questo comportamento. Per trovare qualcosa di interessante bisogna andare in America. La prima cosa che ci é saltata all'occhio é stata la candela bianca sul grafico del Nasdaq100 (-2.07% a 8952 punti) - l'indice tecnologico ha chiuso sopra il livello d'apertura. E l'S&P500? L'indice ha aperto sui 3242 punti e durante la giornata é risalito fino ai 3258 punti - alla fine é tornato a 3243.63 punti (-1.57%) - non é riuscito a recuperare ma dopo la pessima apertura i ribassisti non sono più riusciti a fare progressi - il minimo giornaliero secondo grafico é a 3241 punti - i sistemi mostrano un minimo a 3234 punti che noi non vediamo. Ancora qualcosa? Il Russell2000 é sceso solo del -1.09% - significa che gli investitori istituzionali mantengono la calma. Ieri c'é stato del panico tra i piccoli investitori che posseggono ETF e i titoli a grande capitalizzazione - questi hanno venduto provocando le perdite sugli indici più importanti - questa volta neanche Apple (-2.94%) si é salvata. Altri segnali positivi ?  Ne vediamo tra gli indicatori ma non sono a questo punto ancora degni di nota.
Notiamo infine due aspetti interessanti. Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso a 1.61% (-0.09%). Una reazione importante che pone qualche domanda poiché c'é forte supporto in zona 1.50% - evidentemente il reddito non può scendere in questa maniera per parecchi giorni. È probabile che un rimbalzo sui Bonds corrisponda ad un rimbalzo della borsa. Infine ci domandiamo perché il CBOE Equity put/call ratio é salito solo a 0.64 - di poco sopra la media di lungo periodo - sembra che ancora molti comprino calls o evitino di comperare puts malgrado che la borsa sia in crisi - in ogni caso il mercato delle opzioni sembra scommettere su un rapido assestamento della borsa.
Ieri in America non abbiamo ancora avuto un segnale di vendita di medio termine. L'S&P500 é semplicemente tornato sul livello di inizio anno. Sui grafici é rimasto aperto un gap down. È probabile che ci sarà un tentativo di chiuderlo. Se il tentativo fallisce, come pensiamo, é probabile che la correzione debba continuare. A breve c'é un netto peggioramento degli indicatori di corto termine ed é probabile che già nel corso della settimana si presenterà una situazione di ipervenduto. Per assorbire l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo a medio termine ci vorrà però del tempo. Non crediamo che il rialzo possa riprendere come se nulla fosse - é poco probabile che il crollo di ieri sia solo un incidente provocato dal Coronavirus.

Stamattina l'S&P500 risale a 3261 punti (+22 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.50 vale 3695 punti (+22 punti / +0.60%). La giornata inizia con un rimbalzo e un tentativo di recupero. Pensiamo però che le borse europee non andranno lontano.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -0.55% - la borsa di Shanghai é ancora chiusa.
 
Aggiornamento del 27 gennaio

I mercati anticipano un rallentamento dell'economia dovuto al Coronavirus

Stamattina sta scendendo praticamente tutto - salgono solo i beni rifugio come le obbligazioni di prima qualità o l'oro. Gli investitori stanno prendendo il seria considerazione la possibilità che il Coronavirus possa avere un'impatto negativo sull'economia mondiale. Il segno più evidente é la caduta del prezzo del petrolio a 53 USD/barile (WTI, -2.3%).
Il future sull'S&P500 perde 32 punti a 3261 punti e questo ci da già un'idea di quanto ci aspetta stamattina. Il Nikkei ha perso il -2.03% mentre la borsa di Shanghai é chiusa. L'Eurostoxx50 apre a 3730 punti (-49 punti) - questo significa una perdita del -1.3% - probabilmente tutte le borse europee apriranno con una minusvalenza di questa ampiezza. Questa caduta iniziale non deve preoccupare più di quel tanto - importante sarà osservare cosa succederà durante la giornata. Un eventuale recupero sarebbe un fattore costruttivo che tende ad escludere la possibilità che le borse debbano svolgere una sostanziale correzione di medio termine. Se invece le borse continuano a scendere e neanche New York riuscirà a recuperare é molto probabile che sia finalmente iniziata quella correzione prevista dall'analisi tecnica.

Commento del 25-26 gennaio

Segnali di nervosismo e cedimento ma nessun segnale di vendita

Guardiamo prima di tutto come é stata nel complesso la settimana. Come vedete dalle performances settimanali non é andata male - mercoledì DAX, SMI e S&P500 hanno toccato dei nuovi massimi storici - venerdì il Nasdaq100 (-0.82% a 9147 punti) ha fatto segnare un nuovo record storico a 9272 prima di cedere e chiudere in negativo. Giovedì le borse europee hanno avuto un netto cedimento che é stato però compensato venerdì (Eurostoxx50 +1.13% a 3779 punti) dopo che la sera prima la borsa americana ha recuperato e chiuso in positivo dopo un pessimo inizio. Una prova in più che le borse europee seguone ciecamente e stupidamente il comportamento della borsa americana. La situazione é cambiato venerdì pomeriggio - tardi per le borse europee che hanno chiuso al centro del range giornaliero e difendendo buona parte dei guadagni accumulati il mattino. La seduta a New York é stata però decisamente negativa (S&P500 -0.90% a 3295.47 punti) e possiamo aspettarci che lunedì le borse europee seguiranno.
Riassumendo abbiamo avuto una settimana neutra con nuovi record storici che confermano la prosecuzione del trend rialzista. La caduta venerdì a New York dovuta alla diffusione nel mondo del Coronavirus, ha causato la performance settimanale negativa in America e potrebbe rappresentare l'atteso inizio della correzione. Il condizionale é d'obbligo poiché finora abbiamo osservato segnali di nervosismo e di cedimento strutturale ma non abbiamo ancora nessuna segnale di vendita. Al contrario, considerando la gravità delle notizie, la reazione della borsa americana può essere considerata come costruttiva. Gli indici hanno chiuso lontano dai minimi giornalieri e con perdite inferiori all'1% (Dow Jones -0.58%, S&P500 -0.90%, Nasdaq -0.93%, Nasdaq100 -0.82%, DJ Transportation -0.75). Gli indicatori di sentiment sono peggiorati, i tassi d'interesse sono scesi (reddito dell'USTBond decennale a 1.70%, -0.04%) e il prezzo dell'oro é salito (+10 USD a 1571 USD/oncia) - questa é la tipica costellazione che appare quando gli investitori temono una crisi. Per ora però non si é ancora visto nessun fuggi fuggi - al contrario gli investitori hanno ancora mostrato la voglia di comperare azioni di società che hanno pubblicato buoni risultati trimestrali come Intel (+8.13%).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.76% a 3779 punti
DAX                         +0.37% a 13576 punti
SMI                          +0.07% a 10849 punti
FTSE MIB                  -0.71% a 23969 punti
S&P500                    -1.03% a 3295.47 punti
Nasdaq100               -0.35% a 9147 punti

Non vogliamo perdere troppo tempo a commentare la seduta in Europa. Giovedì l'Eurostoxx50 ha perso il -0.87%. Considerando che la sera l'S&P500 ha guadagnato il +0.11% la reazione venerdì é stata forse più forte e migliore di quanto ci si poteva aspettare. In ogni caso una reazione simile (+1.13% a 3779 punti) non é quello che normalmente succede quando un mercato sta correggendo. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva però 3763 punti e quindi l'impressione generale non cambia. Da circa due mesi le borse europee, pur non facendo sostanziali progressi, sono e restano in una fase di rialzo. A corto termine il trend é neutro. Non c'é nessun segnale di vendita anche su quegli indici che mostrano debolezza relativa. Il DAX tedesco é il mercato più promettente (SMI a parte) - nella prima decade di novembre l'indice si aggirava sui 12300 punti - venerdì ha chiuso a 13576 punti (+1.41%) - un guadagno del +2% in 2 mesi non é proprio qualcosa che può far scatenare l'entusiasmo degli investitori.
Il timore che possa esserci una crisi sui mercati finaziari ha fato rafforzare il CHF e ha provocato un calo dei tassi d'interesse. Gli investitori conprano beni rifugio come il Bund tedesco il cui reddito in una settimana é sceso dal -0.219% a -0.339%. A subirne le conseguenze sono state le azioni delle banche - l'indice settoriale SX7E é sceso venerdì a 93.15 punti -0.11% - su base settimanale c'é un calo del -2.68%.

Venerdì sui grafici degli indici americani é apparsa una lunga candela rossa - al limite si potrebbe considerare questa seduta come un key reveral day - la perdite non sono però massicce e gli indici non hanno chiuso sui minimi giornalieri. Di conseguenza siamo ancora prudenti ed evitiamo di considerare questa giornata con l'inizio della correzione. Vediamo prima come inizia la prossima settimana. 
L'S&P500 ha aperto a 3333 punti ed é sceso regolarmente fino alle 20.20 quando ha toccato il minimo a 3281 punti. Poi é rimbalzato fino ai 3299 punti, é ricaduto a 3286 punti e in chiusura ha recuperato fino ai 3295.47 punti (-0.90%). Ci sono da fare alcune considerazioni. L'indice é caduto 52 punti dal massimo fino a 3281 punti - un netto minimo settimanale - in questa fase i ribassisti non hanno incontrato opposizione e questo é un segnale di debolezza. Il rimbalzo ha fatto risalire l'S&P500 fino ai 3299 punti - sembra che il supporto a 3300 punti é stato rotto e che ora valga come resistenza. L'indice ha chiuso 14 punti sopra il minimo - i ribassisti hanno vinto ma i rialzisti hanno dato segni di vita. Nel complesso i ribassisti hanno vinto una battaglia ma i rialzisti hanno ancora mostrato una convincente capacità di combattimento. I 3100 punti sono un livello importante e decisivo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1821 su 5625, NH/N a 593 su 946 (!) e volume relativo a 1.1 (ribasso con volumi in aumento!). La volatilità VIX é salita a 14.56 punti (+1.58) e il CBOE Equity put/call ratio é finalmente alto (0.70) e sopra la media di lungo periodo. I Summation Index sono in calo. Nel complesso questo é l'usuale comportamento degli indicatori durante una correzione - abbiamo però solo una seduta negativa con nessun segnale di vendita a medio termine. Il calo di venerdì potrebbe essere solo un incidente di percorso.
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 65.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish percent Index sul NYSE a 68.25. C'é un netto peggiorramento rispetto a settimana scorsa ma gli indicatori restano ampiamente sopra 50.
Nei commenti di settimana scorsa abbiamo più volte descritto come la borsa americana sia divisa in due gruppi - finora poche azioni, grandi e forti sostenevano il mercato compensando la pressione proveniente da tante azioni piccole e deboli (Russell2000 -1.32%). Venerdì il secondo gruppo ha cominciato a prevalere - il primo gruppo però ha ancora dato segni di vita con una evidente sovraperformance e forza relativa. Per permettere al mercato di correggere gli investitori devono cominciare a vendere i grandi nomi della tecnologia - venerdì l'hanno fatto a malicuore - vediamo se lunedì la pressione di vendita aumenta.
La spinta di ribasso verrebbe annullata da un ritorno dell'S&P500 sopra i 3300 punti.

Commento del 24 gennaio

L'America conduce il ballo

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta decisamente negativa - gli indici hanno chiuso sui minimi giornalieri con consistenti perdite e volumi in aumento. L'Eurostoxx50 é sceso a 3736 punti (-0.87%) - questa é la perdita più consistente dall'inizio dell'anno e sul grafico appare una lunga candela rossa. DAX (-0.94% a 13388 punti) e SMI (-0.74% a 10813 punti) si sono comportati alla stessa maniera. Il FTSE MIB stranamente si é salvato con un +0.00% a 23707 punti. L'Eurostoxx50 si é seduto sulla MM a 50 giorni che in questo momento costituisce supporto e la linea di riferimento per la tendenza rialzista. Una rottura sotto questa MM alla fine di una settimana costituisce un segnale di vendita e l'inizio ufficiale di una correzione di medio termine. Nei commenti serali abbiamo però avvertito - a decidere sarebbe stata la borsa americana che conduce il ballo - se S&P500 e colleghi non correggono l'Europa non corregge.
L'S&P500 (+0.11% a 3325.54 punti) ieri sera ha recuperato e ha chiuso in guadagno dopo una caduta fino ai 3301 punti - questo vuole dire che possiamo subito archiviare la discussione riguardante una possibile correzione delle borse europee che stamattina ripartiranno al rialzo. Da circa un mese però le borse europee oscillano stancamente in laterale senza fare sostanziali progressi - il discorso sulla correzione é solo rimandato.

L'S&P500 ha aperto in calo a 3311 punti ed é velocemente caduto a 3301 punti - il primo supporto a 3300 punti, che avevamo indicato nel commento pomeridiano, é stato avvicinato e testato con successo. L'indice é rimbalzato 15 punti ed é poi ridisceso alle 17.30 a 3304 punti. Da questo minimo ascendente é poi salito fino alla chiusura. Ha toccato un massimo a 3326 punti e ha chiuso a 3325.54 punti con un piccolo ma significativo guadagno di 3 punti (+0.11%). La borsa sembra inaffondabile - ogni tentativo di ribasso viene respinto. I ribassisti devono ormai essere frustrati e demoralizzati.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3576 su 3802, NH/NL a 554 su 980 (!!!) e volume relativo a 1.05. Considerando la buona performance della tecnologia (Nasdaq100 +0.31% 9217 punti), il balzo dei trasporti (DJT +1.31%) e la chiusura positiva del Russell2000 (+0.03%) i deboli dati sulla partecipazione sorprendono in negativo. Con questi numeri non stupisce il fatto che i Summation Index (NYSE e Nasdaq) sono in calo. La volatilità VIX é ferma a 12.98 punti (+0.07) e il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.54.
La borsa americana é divisa in due gruppi - una parte dobole che costituisce la maggioranza e sta avendo una moderata correzione - una parte forte con parecchie società ad alta capitalizzazione specialmente tecnologiche che continuano il rialzo. In genere un rialzo finisce quando tutto il listino é salito. Al momento non é il caso - sembra quasi che ci debba essere un consolidamento ad alto livello dell'S&P500 invece che una sostanziale correzione. La situazione però può cambiare velocemente anche perché un consolidamento assorbe lentamente ipercomperato e eccesso di rialzo ma non elimina l'euforia degli investitori. Ci vuole un ritorno al pessimismo per poter permettere una rialzo sano e sostenibile. Restiamo quindi dell'opinione che il prossimo movimento significativo deve essere al ribasso.

Stamattina il future sull'S&P500 lievita a 3328 punti (+2 punti) - questo ci dice quale sarà l'intonazione della giornata. Il Nikkei guadagna il 0.13%. La borsa di Shanhghai é chiusa per il Capodanno Cinese. Le borse europee devono scontare il recupero di ieri sera della borsa americana - apriranno di conseguenza in netto rialzo. L'Eurostoxx50 vale alle 08.30 3764 punti (+28 punti / +0.7%). Malgrado che la seduta sarà probabilmente positiva crediamo che parte di questi guadagni iniziali spariranno nel corso della giornata.

Commento del 23 gennaio

Nuovi massimi storici ma chiusure deboli e candele rosse sui grafici

Ieri mattina le borse sono nuovamente ripartite al rialzo. Il DAX (-0.30% a 13515 punti) verso le 09.30 ha toccato un nuovo massimo storico a 13640 punti. Nel primo pomeriggio é stato imitato dall'SMI svizzero (10960 punti - chiusura a 10895 punti , +0.10%) e l'S&P500 (+0.03% a 3321.75 punti) verso le 16.45 ha ancora fatto segnare un nuovo record storico a 3321.75 punti. Questi però sono stati gli ultimi sussulti prima della fine della festa. Tutte le borse si sono congedate dai massimi. Ha cominciato il DAX insieme all'Eurostoxx50 (-0.51% a 3769 punti). In serata hanno seguito gli indici della borsa americana. A fine giornata sono risultate delle perdite in Europa mentre in America gli indici hanno chiuso praticamente in pari. Sui grafici appaiono delle candele rosse - potrebbero significare esaurimento - potrebbero rappresentare una momentanea fine della spinta di rialzo - lo scopriremo oggi.
I nuovi massimi toccati ieri sono un segnale inequivocabile e indiscutibile di rialzo - bisogna partire dal principio che il movimento deve continuare. Vediamo però se scopriamo dei segnali di debolezza.
Da un mese l'Eurostoxx50 (-0.51% a 3769 punti) é in una fase neutra. I rialzisti che venerdì avevano festeggiato una rottura al rialzo sono frustrati. I ribassisti come noi (short a 3795 punti) non riescono a fare progressi. Possiamo solo prendere nota del fatto che un tentativo di rialzo é fallito e ci sono ora tre sedute consecutive negative - servono però solo a compensare il rally di venerdì scorso. Per saldo non stiamo andando da nessuna parte. La tendenza é formalmente al rialzo. L'indice delle banche SX7E (-0.66% a 93.78 punti) continua a soffrire il calo dei tassi d'interesse. Il trend é al ribasso e spesso nel passato la debolezza del settore bancario ha trascinato verso il basso tutto il listino. Consigliamo ovviamente prudenza e teniamo d'occhio i tassi d'interesse...
Il DAX (-0.30% a 13515 punti ha raggiunto un nuovo massimo storico a 13640 punti. Non é però riuscito a difendere questo record e a confermare la rottura al rialzo. L'indice é ridisceso all'interno delle Bollinger Bands e ha chiuso 125 punti più in basso e vicino al minimo giornaliero con una perdita di 40 punti. Potrebbe essere un reversal ma per questo la perdita non é abbastanza grande ed i volumi sono rimasti nella media. La tendenza del DAX é al rialzo ma l'indice non riesce a fare sostanziali progressi e non riesce a seguire la borsa americana - questa si chiama debolezza relativa e ci fà temere che il DAX cadrà appena l'America comincia a correggere.
In Italia (FTSE MIB -0.58% a 23706 punti) le dimissioni di Di Maio da capo del Movimento 5 Stelle hanno provocato qualche vendita e una sottoperformance della borsa italiana. Non é però successo nulla di grave visto che anche l'Eurostoxx50 era in calo. Abbiamo adesso tre sedute consecutive negative - la seduta di oggi é importante anche perché la MM a 50 giorni si avvicina. Una giornata negativa con una rottura del supporto potrebbe dare inizio ad una correzione. Finora la tendenza é ancora al rialzo anche se l'indice da ormai due mesi non riesce più a fare progressi.
L'SMI (+0.10% a 10895 punti) é balzato su un nuovo record storico a 10960 punti e poi si é sgonfiato. Ha salvato un magro guadagno di 10 punti. La candela sul grafico potrebbe rappresentare un momentaneo esaurimento ma per questo ci vorrebbe oggi una seduta decisamente negativa. Per ora abbiamo un rialzo solido ed un indice ipercomperato.

In America i maggiori indici hanno toccato nuovi record storici e hanno chiuso in pari. Considerando l'ipercomperato ed l'eccesso di rialzo questo é un segnale di forza. Gli indici hanno però chiuso lontano dai massimi e sui minimi giornalieri con pessimi dati sulla partecipazione. Ci sono quindi dei segnali di cedimento - vediamo se nei prossimi giorni appaiono delle conseguenze negative.
L'S&P500 ha aperto a 3330 punti. In due ondate é salito alle 16.45 sul nuovo record storico a 3337.77 punti. Poi é sceso abbastanza regolarmente e senza reazioni fino al minimo giornaliero a 3220 punti. Ha chiuso poco sopra a 3321.75 punti (+0.03%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3849 su 3522, NH/NL a 881 su 627 (nessun miglioramento malgrado i nuovi record degli indici - molti NL) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ferma a 12.91 punti (+0.06), il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.52 mentre il Fear&Greed Index sta scendendo ed é a 74 punti. La tecnologia (Nasdaq100 +0.24% a 9188 punti) resta il settore trainante. DJT (-0.68%) e RUT (-0.09%) ieri erano in calo.
Secondo l'analisi tecnica le premesse in America per una correzione sono ancora ideali.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3317 punti (-2 punti). Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.98%, Shanghai -2.7%). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3758 punti (-11 punti). Le borse europee apriranno con una perdita del -0.3%. Per ora non appare pressione di vendita e le borse europee scendono solo gentilmente in quella che sembra una correzione minore. Fino a quando l'America non molla la nostra correzione sostanziale di medio termine resta un miraggio.

Commento del 22 gennaio

Cash is trash -  i ritracciamenti vengono subito comperati

A Davos Ray Dalio, il miliardario americano fondatore di Bridgewater, uno dei fondi d'investimento più grandi e performanti al mondo, dichiara enfaticamente "cash is trash" - il contante é spazzatura. Secondo lui le Banche Centrali continueranno a pompare liquidità nel mercato distruggendo a lungo andare la fiducia nella moneta ed il valore del contante. Tutti vorranno possedere beni reali e il mercato azionario americano é destinato a salire in maniera esponenziale (melt up) poiché tutti vorranno saltare sul treno in corsa. Possibile - questa tesi appare ad intervalli regolari - l'ultima volta l'avevamo discussa a gennaio del 2018 e nelle previsioni per il 2018.

Ieri le borse si sono mosse in pochi punti ed hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Abbiamo veramente poco da dire a proposito di questa giornata che da un punto di vista tecnico non ha detto nulla di nuovo o particolare.
Le borse europee erano miste. L'Eurostoxx50 é scivolato a 3789 punti (-0.26%) ma ha chiuso sul massimo giornaliero - i due fattori si compensano. Il DAX (+0.05% a 13555 punti) ha guadagnato una manciata di punti mentre la borsa italiana ha avuto un'altra seduta negativa (FTSE MIB -0.65% a 23845 punti). L'SMI svizzero (+0.35% a 10884 punti) é salito su un nuovo record storico malgrado che i deludenti risultati trimestrali di UBS (-4.53%) abbiano provocato un'ondata di vendite e fatto crollare l'azione. Persino a livello europeo il settore bancario era in difficoltà (SX7E -0.47% a 94.40 punti) anche a causa del calo dei tassi d'interesse (Future sul Bund +0.32%).
La tendenza di fondo dei mercati azionari europei é ancora al rialzo - da circa un mese non riescono però più a fare progressi. Solo il DAX ha un grafico veramente costruttivo - il resto ondeggia stancamente in laterale - l'SMI segue l'S&P500.

In America gli indici hanno perso alcuni punti ma il calo é insignificante. L'S&P500 (-0.27% a 3320.79 punti) in giornata ha sfiorato il record storico - il Nasdaq100 (-0.08% a 9166 punti) l'ha nuovamente migliorato.
L'S&P500 si é mosso in soli 13 punti. Ha aperto e chiuso sullo stesso livello (3321 punti) e al centro del range giornaliero (3316-3329 punti) - lo svolgimento della seduta é neutrale.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2614 su 4853, NH/NL a 834 su 632 e volume relativo a 1.1. Notiamo il sensibile aumento dei NL causato probabilmente dal forte calo del settore delle PMI (Russell2000 -1.13%).
A livello di sentiment la volatilità VIX é balzata a 12.85 punti (+0.75) mentre il CBOE Equity put/call ratio a 0.59 é rimasto sotto la media di lungo periodo. Strano che la VIX si muove subito appena c'é un calo dell'S&P500 mentre il mercato delle opzioni resta sempre e strenuamente long.
I Summation Index sono flat - la maggior parte delle azioni faticano a guadagnare terreno. Vediamo invece che qualsiasi ritracciamento sulle azioni di moda viene comperato - ieri é stato il turno di Tesla (+7.19%) la cui azione dopo una correzione di 50 USD é prepotentemente tornata a far registrare un nuovo record.
Nel complesso in America non vediamo nessun segnale di cedimento malgrado la seduta negativa.

Stamattina basta dare un'occhiata al future sull'S&P500 (3334 punti, +15 punti) per sapere cosa ci aspetta. Il Nikkei ha guadagnato il +0.70% - Shanghai sale del +0.3%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3798 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +0.4%.
L'S&P500 nel pomeriggio dovrebbe aprire in gap up e su un nuovo massimo storico - no comment.

Commento del 21 gennaio

WEF e Coronavirus

Ieri la borsa americana era chiusa in occasione del Martin Luther King Day. Come previsto le borse europee si sono mosse poco e hanno chiuso senza sostanziali variazioni e con bassi volumi di titoli trattati. Da giorni i nostri commenti su queste sedute europee sono ormai laconici - si limitano ad una descrizione degli avvenimenti poiché per l'analisi tecnica c'é poco da dire. Da circa un mese le borse oscillano in laterale senza fare progressi. La tendenza di fondo é al rialzo almeno fino a quando gli indici restano sopra le MM (medie mobili) a 50 giorni in ascesa. Solo il rialzo in America impedisce l'inizio di una correzione.
L'Eurostoxx50 si é mosso in soli 14 punti ed é rimasto per tutta la giornata in negativo. Ha chiuso in mezzo al range a 3799 punti (-0.24%) - é evidente che l'indice non riesce ad accelerare sopra i 3800 punti - abbiamo giustamente messo in dubbio la validità della rottura al rialzo di venerdì scorso che era marginale e poco convincente. Il DAX si é comportato un pò meglio e nel corso della giornata ha mostrato una certa voglia di salire - ha chiuso sul massimo giornaliero a 13549 punti (+0.17%). Abbiamo l'impressione che l'indice venga attratto dalla vicinanza del massimo storico a 13596 punti che risale al 23 gennaio 2018. Il 7 novembre l'indice era a 13300 punti - nel frattempo ha guadagnato circa il +2% - non sono numeri che possono entusiasmare le folle ma corrispondono evidentemente ad un rialzo. L'SMI ha toccato un nuovo record storico marginale a 10867 punti e ha chiuso praticamente invariato a 10846 punti (+0.04%). Solo l'Italia (FTSE MIB -0.57% a 24002 punti) ha dato segni di stanchezza - questa seduta negativa sembra però casuale e non manda segnali tecnici particolari.

Oggi inizia il WEF (World Economic Forum) a Davos. Questa riunione di leaders politici ed economici mondiale dominerà l'agenda dei prossimi giorni - ognuno approfitterà dell'occasione per fare dichiarazioni e fornire opinioni e noi verremo bombardati da questo flusso di notizie. Oggi arriva Donald Trump e naturalmente tutto girerà intorno alla sua persona.

In Asia si sta diffondendo una nuova epidemia di Coronavirus. Sembra che il morbo é trasmissibile da uomo a uomo e le autorità sanitarie (WHO) sono in allarme. L'ultimo caso del genere nel 2002/2003 aveva colpito circa 8000 persone e provocato circa 800 decessi. La paura del virus rischia di bloccare l'economia dell'Asia e provocare un rallentamento della crescita economica. Finora i casi si concentrano nella metropoli di Wuhan (11 milioni di abitanti) ma si segnalano già altri casi In Cina, Corea del Sud, Thailandia e Giappone.
Le borse asiatiche stamattina hanno reagito negativamente. Il Nikkei ha perso il -0.9% e Shanghai é in calo del -1.4%. Il future sull'S&P500 scende a 3313 punti (-11 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3781 punti - le borse europee apriranno con una perdita del -0.5%. Vedremo se nel corso della giornata ci saranno ulteriori vendite - questa notizia ha il potenziale per far iniziare l'attesa correzione delle borse.

Aggiornamento del 20 gennaio

Oggi i traders possono  prendere libero - Martin Luther King Day

Stamattina é tutto tranquillo. Nella casella di posta elettronica ci sono meno messaggi del solito. La ragione é semplice - oggi in America é un giorno di festa - é l'anniversario della nascita di Martin Luther King (15 gennaio 1929) che viene onorato ogni anno il terzo lunedì di gennaio. Stranamente oggi se ne parla poco - nei media troviamo pochi articoli al riguardo. Nell'America di Donald Trump si evita di ricordare un attivista afroamericano per i diritti umani.
I mercati finanziari sono letargici - il future sull'S&P500 é a 3326 punti - secondo i sistemi questo significa un incremento di 1 punto - in verità questo rappresenta un calo di 3 punti rispetto alla chiusura dell'indice di venerdì. Poco importa - le differenze sono trascurabili. Il Nikkei ha guadagnato il +0.18% - Shanghai sale del +0.5%. Alle 08.00 l'Eurostoxx50 vale 3808 punti - le borse europee apriranno in pari. Senza gli stimoli provenienti da Wall Street é probabile che oggi le borse europee si muovano poco e chiudano stasera senza sostanziali variazioni.
Anche a livello di cambi, tassi d'interesse e prezzi delle materie prime non vediamo nulla di importante. Il prezzo del petrolio sale del +1% - questo aiuterà le società del settore ma l'impatto sulle borse sarà modesto. Il prezzo del gas naturale crolla del -4.5% (minimo triennale) mentre il prezzo del cacao (+3.2%), del mais (+3.7%) e del palladio (+1.9%) salgono - questi sono però mercati che interessano solo agli specialisti.
Nel complesso sarà una giornata prima di avvenimenti. Gli interessati avranno il tempo di leggere le nostre previsioni per il 2020. Settimana scorsa abbiamo pubblicato la versione pdf - stamattina metteremo sul sito la versione online.

Commento del 18-19 gennaio

Strabordante entusiasmo - nessuno si aspetta che la borsa possa scendere

Una settimana fà l'S&P500 (+0.39% a 3329.62 punti) era a 3265 punti.  Noi pensavamo che il rialzo iniziato ad ottobre dovesse finire entro il 10 gennaio sui 3250-3300 punti. Logicamente venerdì scorso abbiamo esaminato la possibilità che l'S&P500 avesse raggiunto un massimo significativo di medio termine - non avevamo però nessuna evidenza tecnica - indizi ma nessuna prova e nessun segnale di vendita. La borsa americana era ipercomperata, in eccesso di rialzo e con investitori troppo ottimisti - le premesse per una correzione erano ideali.
Il rialzo é però continuato come se nulla fosse. Invece che perdere di forza e momentum, la partecipazione é migliorata e il rialzo ha cominciato a coinvolgere settori negletti e trascurati come quello delle piccole e medie imprese (Russell2000 / RUT +1.02%). Con l'eccezione di un piccolo ritracciamento martedì (-0.15%) l'S&P500 é salito tutti i giorni e venerdì ha raggiunto un nuovo record storico a 3329.88 punti. L'ipercomperato é ulteriormente aumentato - una settimana fà la RSI giorniera era a 67.69 punti, quella settimanale era a 75.55 punti - ora questo indicatore é salito rispettivamente a 76.57 punti e 79.04 punti - vi ricordiamo che secondo l'analisi tecnica quando la RSI supera i 70 punti si parla di ipercomperato. Per quel che riguarda il sentiment ormai le definizioni si sprecano - parliamo di irrazionale euforia, definizione coniata dal Alan Greenspan nel dicembre del 1996, o di strabordante entusiasmo. In ogni caso raramente abbiamo visto una volatilità VIX restare stabilmente bassa come adesso (12.10 punti, -0.22) e il CBOE Equity put/call ratio restare costantemente sotto 2x la deviazione standard (0.48, MM a 10 giorni a 0.48, MM a 20 giorni a 0.51) come negli ultimi 20 giorni. Specialmente il secondo indicatore mostra che più nessuno si assicura tramite puts e pensa che il mercato possa scendere. Ormai anche casalinghe e taxisti parlano di borsa e chiedono se bisogna comperare azioni come Apple, Google o Tesla.
Una tendenza fino a prova contraria é destinata a proseguire - l'analisi tecnica lancia però talmente tanti segnali d'allarme che non siamo disposti a comperare a questo livello.
Restiamo dell'opinione che una correzione dovrebbe iniziare a breve e provocare un calo dell'S&P500 di un -10%. L'S&P500 ha superato dopo Natale il precedente massimo a 3028 punti - da questa rottura al rialzo ha guadagnato un +10% - la MM a 200 giorni si trova a 2994 punti - si tratta in fondo unicamente di compensare questa spinta emozionale ed eccessiva e di riportare la borsa su solide basi.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.49% a 3808 punti
DAX                         +0.32% a 13526 punti
SMI                          +1.90% a 10841 punti
FTSE MIB                  +0.50% a 24141 punti
S&P500                    +1.97% a 3329.62 punti
Nasdaq100               +2.31% a 9173 punti

Le borse europee sono rimaste apatiche fino a venerdì. Nell'ultima seduta della settimana gli investitori non hanno resistito alla tentazione di imitare l'America, gli indici azionari sono schizzati al rialzo e hanno raggiunto dei nuovi massimi di periodo. La rottura al rialzo non é però convincente - l'Eurostoxx50 il 2 gennaio ha toccato un massimo a 3801 punti - il 9 gennaio ha raggiunto i 3807 punti - venerdì é salito su un nuovo massimo annuale a 3813 punti e ha chiuso a 3808 punti (+0.90%) - nel dopo borsa l'indice si é fermato alle 22.00 a 3812 punti. Ovviamente un nuovo massimo di periodo é un segnale inequivocabile di rialzo - bisogna però ammettere che finora i progressi sono modesti. L'Europa sembra salire a fatica e solo trainata dall'America - settimana scorsa la sottoperformance é stata evidente. Se l'America correggesse state sicuri che in Europa ci sarebbe un tonfo malgrado che gli indicatori tecnici non mandano segnali d'allarme come in America. Venerdì solo la svizzera (SMI +1.39% a 10841 punti, nuovo record storico) ha ritrovato la sua forza e la sua conosciuta e inspiegabile correlazione con l'S&P500 - le performances settimanali dei due indici sono simili.

Venerdì Wall Street ha copiato la seduta di giovedì - apertura in gap up, apatia e oscillazione in laterale in soli 8 punti e balzo finale su un nuovo massimo storico. Sembra che qualsiasi cosa succeda gli investitori si comportano sempre alla stessa maniera - il grafico da ottobre é una lina retta che punta verso l'alto e che ci ha obbligato già alcune volte ad adattare l'immagine sullo schermo.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 3322 punti - per gran parte della giornata é oscillato tra i 3318 ed i 3326 punti - sul finale é salito fino a 3329.88 punti (nuovo record) e ha chiuso a 3329.62 punti (+0.39%). La tecnologia ha sovraperformato (Nasdaq100 +0.53% a 9173 punti) ma la vera stella della giornata sono state le PMI (Russell2000/RUT +1.02%). Per dovere di cronaca segnaliamo che il DJ Transportation ha perso il -0.23% ma evitiamo commenti negativi che si perdono nel vuoto. La seduta al NYSE é stata positiva (ma non in maniera convincente...) con A/D a 3819 su 3561, NH/NL a 1154 su 232 e volume relativo a 1.1. Il sentiment rimane euforico - ne abbiamo già parlato.
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 78.0% dei titoli sopra la SMA a 30 giorni ed il Bulllish Percent Index sul NYSE a 69.77 - adesso prevediamo una correzione di medio periodo e non l'inizio di un ribasso o un bear market.

Vediamo se settimana prossima cambia qualcosa - ormai questa corsa in solitaria della borsa americana senza il sostegno delle altre borse, dei tassi d'interesse e dei prezzi delle materie prime sta diventando assurda.

Commento del 17 gennaio

L'analisi tecnica non é capace di prevedere la fine di questo rialzo in America - ci arrampichiamo sugli specchi

La spinta di rialzo iniziata ad ottobre dell'anno scorso doveva finire nella prima decade di gennaio 2020 e l'obiettivo massimo per l'S&P500 doveva situarsi sui 3250-3300 punti. Ieri, giovedì 16 gennaio, l'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 3317.11 punti e ha chiuso poco più in basso a 3316.81 punti (+0.84%). Malgrado che secondo i nostri parametri ci sono tutti i presupposti per l'inizio di una sostanziale correzione di medio termine la borsa continua a salire. È evidente che i nostri metodi non sono in grado di prevedere il top con precisione - é inutile prendere delle scuse e parlare di manipolazione, movimento irrazionale o eccezionale. Gli analisti tecnici cominciano ad estrarre dal loro armamentario indicatori astrusi e correlazioni improbabili per tentare di corregere il tiro e trovare una soluzione - la realtà é che l'analisi tecnica non funziona con precisione assoluta ma ha dei margini d'errore - valgono i principi del calcolo delle probabilità. Nel 90-95% dei casi un rialzo di questo tipo ed estensione doveva ora essere finito - c'é però ancora un 5-10% di probabilità che il rialzo continui - RSI giornaliere a 74.87 e settimanali a 78.42 punti possono in teoria (non é mai successo) salire fino a 100 - la MM a 10 giorni del CBOE Equity put/call ratio, ora a 0.49, può scendere a 0 (la media di lungo periodo é a 0.63 / 0 significa che per 10 giorni di seguito in America non viene comperato nessun put). Le stime degli earnings dell'S&P500 per il 4 trimestre 2021 sono a 171 USD - per il 4Q 2020 sono a 174 USD - significa che ora gli investitori pagano un P/E di 19.40 per utili in calo - é una pazzia ma é la realtà.
Siamo impotenti e non possiamo che osservare attoniti lo sviluppo della situazione.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. Gli indici azionari (Eurostoxx50 +0.14% a 3774 punti) hanno chiuso senza sostanziali variazioni malgrado che il future sull'S&P500 mostrava chiaramente già la mattina che l'indice americano valeva più di 3000 punti e che nel pomeriggio l'indice ha aperto su un nuovo record storico a 3004 punti. L'Europa non riesce a seguire. La tendenza a corto termine é neutra mentre quella di base é al rialzo fino a quando gli indici sui grafici restano sopra la MM a 50 giorni. L'Eurostoxx50 stamattina dovrebbe riprendere le contrattazioni sui 3785 punti - lontano dai 3807 punti toccati il 7 gennaio.

In America abbiamo avuto la solita seduta di rialzo con dei nuovi record storici. La partecipazione sta migliorando con acquisti che ora coinvolgono anche il settore delle PMI (Russell2000 +1.36%).
L'S&P500 ha aperto sopra i 3300 punti a 3304 punti. Fino alle 21.00 l'indice si é mosso tra i 3302 ed i 3309 punti (7 punti - 0.2%!) - il mercato sembrava in catalessi. Il gap tra i 3298 ed i 3302 é rimasto aperto. Nell'ultima ora l'S&P500 é salito regolamente fino ai 3317 punti ed ha chiuso vicino al massimo a 3316.81 punti (+0.84). La tecnologia ha dato il suo abituale contributo (Nasdaq100 +0.99% a 9125 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5614 su 1779, NH/NL a 1164 su 162 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 12.32 punti (-0.10) e il CBOE Equity put/call ratio era molto basso a 0.47. La candela dell'S&P500 sul grafico é fuori dal bordo superiore delle Bollinger Bands.
La rotazione tra settori sta dando i suoi frutti - la partecipazione al rialzo migliora invece che peggiorare. Il gap di ieri sembra accelerazione e non esaurimento. Normalmente un rialzo del genere termina con una notizia decisamente negativa che prende gli investotori euforici in contropiede o semplicemente perché non ci sono più compratori. Finora la FED continua a pompare denaro nel sistema finanziario - la liquidità non manca...

Stamattina il future sull'S&P500 guadagna altri 2 punti a 3318 punti. Nikkei (+0.45%) e Shanghai (+0.05%) salgono. Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3787 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Ci prepariamo alla tradizionale ultima seduta settimanale con moderati guadagni per completare il trend delle precedenti 4 sedute.

Commento del 16 gennaio

Cosa dire quando da settimane le sedute si assomigliano e gli indicatori non cambiano?

Ieri le borse europee si sono mosse in pochi punti, generalmente nel range del giorno precedente, e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 é sceso a 3769 punti (-0.16%) ed é stato gentilmente accompagnato dal DAX tedesco (-0.18% a 13432 punti). La notizia che nel 2019 il PIL é crescito solo del +0.6% e che nell'ultimo trimestre dell'anno l'economia tedesca é ristagnata non ha influito sul DAX ma solo sui tassi d'interesse che sono scesi. L'abituale meccanismo di trasmissione dei tassi d'interesse sul corso delle azioni della banche ha funzionato facendo cadere l'indice settoriale SX7E del -1.64% a 95.08 punti. A subirne le conseguenze é stata la borsa italiana con un calo del FTSE MIB del -0.69% a 23763 punti. Al leggero calo degli indici europei si contrappone il guadagno del +0.14% dell'SMI svizzero (10670 punti) spinto dal settore farmaceutico. Notiamo queste piccole differenze che ai sensi dell'analisi tecnica sono però trascurabili.
Cronaca a parte da circa un mese le borse europee oscillano in laterale e il trend a corto termine é ormai neutro. Gli indici azionari sono in stallo malgrado che formalmente la tendenza di fondo é ancora al rialzo - gli indici restano sopra le MM a 50 giorni che salgono ancora lentamente. Negli ultimi 30 giorni l'Eurostoxx50 ha guadagnato il +0.63% - da inizio anno il +0.64%. Senza l'America é probabile che l'Europa avrebbe corretto.

La seduta in America si é svolta ed é finita come molte delle precedenti. La firma della prima parte del trattato commerciale tra Stati Uniti e Cina non ha provocato euforia né prese di beneficio. L'S&P500 ha aperto in guadagno, é salito su un nuovo massimo storico marginale (4 punti sopra il precedente) a 3298.66 punti, si é sgonfiato e ha chiuso a 3289.29 punti (+0.19%) con un moderato guadagno di 6 punti. Anche ieri la tecnologia ha sottoperformato (Nasdaq100 +0.02%). Ci domandiamo però se questo fa una differenza - ogni giorno notiamo qualcosa di particolare o di leggermente diverso rispetto ai giorni precedenti ma in fondo nel quadro generale non sembra cambiare nulla. La borsa americana resta oscenamente cara, ipercomperata a corto e medio termine, in eccesso di rialzo e con investitori euforici - in tempi normali queste sarebbero delle premesse tecniche ideali per una correzione di medio termine. Oggi la borsa sembra godere di forze sovrannaturali e prosegue il rialzo in maniera artificialmente regolare e senza deviare dalla traiettoria.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4314 su 3052, NH/NL a 961 su 403 e volume relativo a 1.0. DJT (+0.29%) e RUT (+0.40%) sono saliti più dell'S&P500 compensando la scarsa performance della tecnologia (Apple -0.43%).
La volatilità VIX é ferma a 12.42 punti (+0.03). Il CBOE Equity put/call ratio rimane molto basso a 0.44 con il risultato che la MM a 10 giorni é a 0.49 e quella a 20 giorni é a 0.51 - non siamo riusciti a trovare nelle statistiche di questo indicatore un dato più basso - la speculazione al rialzo ha raggiunto livelli mai visti.
Anche la caduta dell'indice delle banche BKX (-1.70%) e di quello dei semiconduttori SOX (-1.19%) non sembra impensierire la borsa americana che prosegue incurante la sua corsa.

Stamattina si ripresenta l'abituale situazione di partenza. Il future sull'&P500 sale a 3299 punti (+5 punti). Il Nikkei é fermo (+0.07%) mentre Shanghai é in calo del -0.5%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3772 punti - le borse europee apriranno con un leggero guadagno del +0.02%.
Borse europee che marciano sul posto e borsa americana che sale ogni giorno regolarmente di qualche punto - fino a quando può durare questa storia? Nessuno lo sa. Nel 2017 una fase di rialzo é iniziata il 21 agosto a 2417 punti di S&P500 ed é finita improvvisamente e senza preavviso il 26 gennaio 2018 a 2872 punti - é stata una corsa di 455 punti (+18%) in 5 mesi. Questa gamba di rialzo é iniziata il 3 ottobre a 2856 punti - ieri l'indice ha toccato un record storico a 3298 punti - sono 442 punti o il +15% in poco più di tre mesi.

Commento del 15 gennaio

Banche battono tecnologia - reversal sugli AMAGF

Ieri fino alle 19.30 il mondo era ancora in ordine. Le borse europee avevano chiuse miste (Eurostoxx50 -0.13% a 3774 punti, DAX +0.04% a 13456 punti) e poco mosse e l'S&P500 stava salendo ed era su un nuovo massimo storico a 3294.25 punti. Poi é arrivata la notizia, non confermata, che gli Stati Uniti malgrado la prevista firma odierna della prima fase del trattato commerciale con la Cina non toglieranno i dazi punitivi sulla merce importata. L'S&P500 ha avuto una caduta fino ai 3277 punti ed ha infine chiuso a 3283.15 punti (-0.15%). È evidente che questa perdita di 5 punti non significa nulla e non ha fatto il minimo danno. Da questo episodio traiamo però un insegnamento. Basta un accenno di notizia negativa per far correre tutti verso la porta d'uscita. Tutti quelli che sono speculativamente long (e sono tanti) hanno degli stop loss piuttosto stretti per assicurare i guadagni. Secondo le informazioni che ci forniscono i traders gli stop loss si dovrebbero trovare a 3260 punti e a 3212 punti. Se per una ragione o per un'altra si scende sotto questi livelli ci sarà un'ondata di vendite.
Ieri si é visto un'altro segnale preoccupante. La tecnologia (Nasdaq100 -0.41% a 9033 punti) era in perdita e i nostri famosi leader AMGAF (in ordine di capitalizzazione Apple, Microsoft, Google, Amazon, Facebook) hanno tutti perso terreno dopo aver in parte toccato dei nuovi massimi storici (Apple -1.35%). Non é stato un key reversal day - ieri però la leadership della tecnologia é venuta improvvisamente a mancare - bisognerà vedere se é un caso, se sta avvenendo una sana rotazione tra settori (come sembrano indicare delle performance settoriali positive  - DJT +0.92%, RUT +0.37%) o se invece la caduta dei leaders significa che l'inizio dell'attesa correzione é imminente.

Le borse europee da tre giorni marciano sul posto e da settimane non riescono più a fare sostanziali progressi, Guardiamo cosa é successo ieri.
L'Eurostoxx50 (-0.17% a 3774 punti) ha avuto la terza seduta consecutiva negativa. La tendenza é ancora al rialzo e queste giornate negative non hanno fatto danni e non ci sono segnali di vendita. È però evidente che i rialzisti non sono felici e tra poco, delusi e impazienti, potrebbero gettare la spugna e vendere dando inizio ad una correzione - un mese fà l'Eurostoxx50 era già sul livello odierno. L'indice delle banche SX7E ha perso il -0.10% a 96.67 punti. Chi pensa che quest'anno i tassi d'interesse sull'EUR possono salire (é quello che suggerisce il grafico sul Bund) dovrebbe cominciare a guardare da vicino questo indice settoriale - nel 2020 potrebbe sorprendere in bene.
Il DAX (+0.04% a 13456 punti) ha avuto una seduta in pari e ha chiuso sul livello d'apertura e al centro del range giornaliero. Tecnicamente questa é una seduta neutra che non ci dice nulla. Tornando al commento sulla seduta di giovedì scorso (+1.31%) la variante della falsa rottura al rialzo e esaurimento prende corpo - ieri il gap é quasi stato colmato e la candela sul grafico é tornata ampiamente all'interno delle BB. Non sappiamo se il DAX sta correggendo - sicuramente però non é ripartito al rialzo visto che l'accelerazione non ha avuto un seguito.
Sul FTSE MIB (+0.13% a 23928 punti) c'é poco da dire. L'indice non riesca a staccarsi dai 24000 punti. Questo susseguirsi di sedute moderatamente positive o negative non ci fà intravvedere un trend. Formalmente il FTSE MIB é ancora al rialzo ma é evidente che non riesce più a fare progressi. La MM a 50 giorni, che da settembre dell'anno scorso serve da supporto, sale lentamente. Tra qualche giorno ci sarà uno scontro e si deciderà il trend a medio termine. 
La seduta a Zurigo (SMI +0.31% a 10655 punti) ha fornito segnali contraddittori. Da una parte l'SMI ha toccato un nuovo minimo mensile - sembra quindi che si apra la strada verso il basso. L'indice dal minimo ha però recuperato e ha chiuso sul massimo giornaliero e con un guadagno di 33 punti. L'impressione generale é che l'SMI sta distribuendo - fino a quando l'SMI resta a un centinaio di punti dal massimo storico questa é però solo un'impressione.

Ieri prima dell'apertura a Wall Street JPMorgan (+1.17%) e Citigroup (+1.56%) hanno presentato degli ottimi risultati trimestrali con utili da record. Questo ha permesso all'S&P500 di aprire su un nuovo massimo storico a 3285 punti. Nella prima mezz'ora ci sono state delle vendite e l'indice é caduto a 3279 punti - ha colmato il gap. Poi la borsa é ripartita al rialzo e l'S&P500 verso le 19.30 ha toccato un nuovo massimo storico a 3294.25 punti. In due brevi ondate é caduto sul minimo a 3277 punti, é rimbalzato a 3288 punti e poi in maniera tentennante é ridisceso e ha chiuso a 3283.15 punti (-0.15%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3985 su 3417, NH/NL a 825 su 382 (entrambi in calo) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é ferma a 12.39 punti (+0.07) - il CBOE Equity put/call ratio resta (troppo) basso a 0.47. La speculazione al rialzo é rampante e non demorde.
Oggi sono attesi i risultati trimestrali di Goldman Sachs, Bank of America e US Bancorp - ieri le azioni di queste banche sono già salite. Hanno avuto un balzo del +3.88% anche le azioni di Alcoa che presenterà i risultati dopo la chiusura odierna. Evidentemente c'é chi tenta di anticipare sorprese positive su un'azione che da inizio anno non ha fatto che scendere....

Stamattina prevale la prudenza. Il Nikkei ha perso il -0.45% - Shanghai lo sta imitando con un -0.5%. Il future sull'S&P500 é a 3284 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.25 vale 3770 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.1%). Sembra che anche oggi non succederà nulla di importante. Forse tutti aspettano di conoscere i dettagli del trattato commerciale - fase 1 tra USA e Cina. Nel pomeriggio potrebbero esserci delle turbolenze.

Commento del 14 gennaio

Le borse ballano al ritmo della tecnologia - irrazionale esuberanza (Tesla +9.77%)

Le sedute a Wall Street si assomigliano una all'altra. Può succedere qualsiasi cosa ma la borsa continua a salire con una regolarità estenuante. I segnali d'allarme mandati dall'analisi tecnica si perdono nel nulla. Il rialzo viene ancora trascinato da pochi titoli soprattutto del comparto tecnologico mentre il resto del mercato segue a distanza e a fatica. La partecipazione al rialzo non sta migliorando (NH/NL a 870 su 574) - la pressione di vendita in sottofondo sta aumentando. Questo evidente problema strutturale viene però cancellato dalla prestazione dei pesi massimi come Apple (+2.14%) che godono della fiducia incondizionata da parte degli investitori e guadagnano terreno malgrado valutazioni ormai oscene. Azioni di moda come Tesla (+9.77%) vengono comperate a man bassa malgrado che da un punto di vista economico questo non faccia più nessun senso - é solo un effetto di una irrazionale esuberanza. Critiche a parte é evidente che il rialzo continua e può continuare - ieri l'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo storico a 3288.13 punti (+0.70%). A questo punto passa in secondo piano il fatto che le borse europee hanno avuto una seduta negativa. Che Eurostoxx50 (-0.26% a 3779 punti) e colleghi (DAX -0.24% a 13451 punti, FTSE MIB -0.52% a 23896 punti e SMI -0.16% a 10622 punti) abbiamo perso terreno conta poco visto che fino a quando la borsa americana festeggia le borse europee seguiranno - seguiranno a distanza e a fatica ma saranno obbligate a seguire - o per lo meno non si muoveranno in direzione opposta.
Nei listini europei c'é meno tecnologia e più old economy - é quindi logico che gli indici azionari europei siano in stallo. Se però in America nel futuro c'é una rotazione tra settori invece che una correzione é possibile che le borse europee, che non sono ipercomperate e sono meno in eccesso di rialzo che la borsa americana, possano recuperare.

La seduta a New York é stata come al solito. L'S&P500 si é mosso in pochi punti (20 punti) e ha raggiunto un nuovo record storico con il vigoroso aiuto della tecnologia (Nasdaq100 +1.16% a 9070 punti). L'indice ha aperto a 3272 punti, é sceso a 3268 punti di minimo ed é salito a 3283 punti (massimo di venerdì). Poi si é fermato e per ore é oscillato tra i 3280 ed i 3284 punti. Sul finale c'é stata un'ultima spinta di rialzo e la chiusura sul massimo a 3288.13 punti (+0.70%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5172 su 2268, NH/NL a 870 su 574 (in aumento !?) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 12.32 punti (-0.24), la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.47 ed il Fear&Greed Index non si muove (90 punti, -1 punto). La situazione tecnica non cambia - il mercato é maturo per una correzione ma evidentemente non ha la minima intenzione di farlo.

Stamattina le borse asiatiche sono miste (Nikkei +0.73%, Shanghai -0.2%). Il future sull'S&P500 é in leggero calo 3286 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 vale 3780 punti - le borse europee apriranno in pari. La giornata non sembra riservare sorprese e quindi avremo probabilmente una seduta tranquilla. Le borse dovrebbero chiudere senza sostanziali variazioni.

Aggiornamento del 13 gennaio

Nuovi massimi senza segnali d'inversione di tendenza - earning season

Durante il fine settimana abbiamo ricevuto da nostri abbonati delle richieste di precisazioni. Per il portafoglio abbiamo aperto delle posizioni short mentre nel commento dichiariamo che non ci sono ancora segnali di vendita o d'inversione di tendenza. È vero - stiamo cercando di anticipare un massimo significativo senza sapere se in effetti a breve le borse cambieranno direzione. La realtà é che venerdì i maggiori indici azionari americani hanno toccato dei nuovi massimi storici - la tendenza a corto e medio termine é al rialzo. D'altra parte da mesi ripetiamo che il rialzo iniziato ad ottobre dovrebbe esaurirsi nella prima decade di gennaio. Per coerenza il 10 gennaio dobbiamo essere short anche perché abbiamo a che fare con borse ipercomperate, in eccesso di rialzo e con investitori praticamente euforici. Malgrado i nuovi record storici appaiono pressione di vendita (specialmente dal settore delle piccole e medie imprese - PMI) e divergenze. Siamo short a 3271 punti di S&P500 e a 3795 punti di Eurostoxx50 - venerdì questi indici hanno chiuso rispettivamente a 3265 punti e a 3789 punti - per ora siamo praticamente in pari.

Stamattina speravano di trovare mercati deboli - invece la situazione di partenza é la solita. Il future sull'S&P500 sale a 3274 punti (+9 punti). Questo contratto serve come riferimento a tutte le altre borse che quindi stamattina partiranno nuovamente in positivo. Annotiamo unicamente che il future si trova nel range di venerdì - formalmente le premesse sono per una seduta in trading range. Oggi in Giappone é un giorno di festa. Shanghai guadagna il +0.75%. L'Eurostoxx50 alle 08.10 vale 3792 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.1%). Tassi d'interesse, cambi e prezzi delle materie prime sono praticamente fermi. I presupposti sono per una giornata tranquilla senza sostanziali variazioni.

Questa settimana in America comincia la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese. Si inizia domani con le grandi banche (JP Morgan, Citigroup, Wells Fargo). Vedremo se i numeri influenzeranno i corsi delle azioni. I fondamentali sono uno dei temi delle nostre previsioni per il 2020 - ci rendiamo conto che la loro importanza é relativa. Non sono i fondamentali a determinare le valutazioni delle borse ma quello che gli investitori sono disposti a pagare per questi fondamentali - la differenza é sottile ma determinante in un periodo dove la liquidità abbonda e non esistono valide alternative d'investimento alle azioni per chi é costretto a tentare di ottenere performance annuali decisamente superiori al reddito delle obbligazioni.

Commento del 11-12 gennaio

Seduta negativa senza significato particolare - appare in sottofondo pressione di vendita

Settimana scorsa le borse hanno rapidamente archiviato la crisi iraniana. L'uccisione del generale iraniano Suleimani e lo scambio di accuse e minacce tra Stati Uniti e Iran hanno provocato ancora delle vendite lunedì mattina. Poi é tornata la normalità e con essa é ripreso il rialzo. Venerdì l'S&P500 ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3282.99 punti. La tecnologia ha trascinato i listini - il Nasdaq100 (-0.26% a 8966 punti) ha toccato venerdì un nuovo incredibile record storico a 9024 punti - sono 1561 punti (+20.9%) sopra il minimo del 3 ottobre 2019 a 7463 punti. Abbiamo stimato correttamente, almeno finora, la durata di questa spinta di rialzo ma sottovalutato purtroppo il potenziale di guadagno. Venerdì le borse hanno fatto una pausa - fino nel tardo pomeriggio gli indici azionari europei ed americani erano ancora in positivo - poi sono lentamente scesi ed hanno chiuso con delle leggere perdite. Graficamente questa sembra unicamente una normale seduta negativa all'interno di una fase di rialzo. Non c'é stato un reversal - per questo i volumi erano troppo bassi e le perdite troppo contenute - la caduta dal massimo giornaliero é stata modesta.
Per l'analisi tecnica però si sommano i segnali negativi. I Summation Index sul NYSE e sul Nasdaq100 erano ancora in diminuzione. Mentre l'S&P500 (-0.29% a 3265.35 punti) ha perso solo 9 punti, il calo del DJ Transportation (-0.47%) e del Russell2000 (-0.44%) erano più pronunciati. Un'importante settore per la tecnologia come quello dei semiconduttori (SOX) é caduto del -0.66%. Il dato che però ci proccupa maggiormente é il rapporto nuovi massimi su nuovi minimi a 30 giorni - 662 su 500. Il basso numero dei NH non sorprende - la modesta partecipazione é ormai una costante di questa fase di rialzo. Spaventa invece il netto aumento dei NL che donota la presenza di una certa pressione di vendita. Se scorriamo la lista dello società su dei NL non troviamo nomi importanti - saltano però all'occhio azioni cicliche come DuPont o Alcoa - forse che l'economia americana non é così in forma come vorrebbe farci credere Donald Trump? Vedremo cosa succede quando la benzina dei leaders (Apple +0.23%) finirà. Secondo noi questa spinta di rialzo doveva finire entro il 10 di gennaio - i massimi di giovedì e venerdì costituiscono forse i massimi definitivi di questa spinta di rialzo. Le premesse per l'inizio di una importante correzione sono ideali - niente indica però che la seduta negativa di venerdì costituisce l'inizio della correzione - vediamo come inizia la prossima settimana.
Ricordiamo che negli scorsi giorni abbiamo anche definito che tipo di correzione ci aspettiamo - su base ciclica e stagionale prevediamo una correzione di medio termine con un calo di circa il 10% dell'S&P500 fino a fine febbraio. La MM a 200 giorni scorre attualmente a 2983 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.43% a 3789 punti
DAX                         +2.00% a 13483 punti
SMI                          -0.56% a 10639 punti
FTSE MIB                  +1.35% a 24021 punti
S&P500                    +0.94% a 3265.35 punti
Nasdaq100               +1.96% a 8966 punti

Venerdì le borse europee hanno aperto in positivo. A metà giornata gli indici hanno toccato il massimo giornaliero - l'Eurostoxx50 si é fermato a 3804 punti mentre il DAX ha raggiuto un nuovo massimo a 52 settimane a 13548 punti. Poi le borse hanno cambiato direzione, sono scese e hanno chiuso vicino ai minimi giornalieri con delle leggere perdite (Eurostoxx50 -0.17% a 3789 punti, DAX -0.09% a 13483 punti). Il FTSE MIB  ha chiuso praticamente in pari (+0.02% a 24021 punti) ma questa non é una prova di forza relativa ma solo la conseguenza di una chiusura prima delle altre borse europee. L'SMI svizzero ha nuovamente perso qualche punto (-0.11% a 10639 punti). Nulla di particolare ma la performance settimanale é negativa e il massimo storico risale al 27 dicembre dell'anno scorso. Spesso la borsa svizzera ha cambiato tendenza in anticipo rispetto alle altre borse che seguiamo a causa della sua particolare composizione. Forse anche questa volta l'SMI indica la strada da seguire...
Le RSI giornaliere in Europa si aggirano sui 60 punti - gli indici azionari non sono ipercomperati malgrado candele sui grafici sui bordi superiori delle BB. C'é teoricamente dello spazio verso l'alto - sappiamo però che l'Europa seguirà disciplinatamente l'America.

La seduta a New York é stata negativa. A prima vista questo sembra solo un attacco di stanchezza e non un problema grave. Questo calo é però avvenuto proprio quando noi prevedevamo l'inizio della correzione e quindi é meglio tenere gli occhi aperti ed essere prudenti.
L'S&P500 ha aperto in gap up e su un nuovo massimo storico a 3280 punti. Sullo slancio é salito fino a 3282.99 punti. Poi sono arrivate le vendite. L'S&P500 é sceso a metà seduta a 3268 punti, é rimbalzato a 3277 punti per infine cadere a 3260 punti. In chiusura é rimbalzato a 3265.35 punti (-0.29%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3156 su 4272, NH/NL a 662 su 500 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX si é fermata a 12.56 punti (+0.02), la CBOE Equity put/call ratio era nuovamente (troppo) bassa a 0.52 mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 91 punti (-2).
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 71.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 68.10.
Venerdì l'oro é risalito a 1561 USD/oncia dopo aver toccato giovedì il minimo settimanale a 1540 USD. Anche il cambio EUR/USD ha recuperato dagli 1.1085 a 1.1120 - la MM a 50 é a 1.1091 e serve da supporto. Le correzioni di oro e EUR sembrano complete. Anche il rialzo delle borse potrebbe essere finito.

Commento del 10 gennaio

Un anziano di 80 anni con problemi di salute che corre come un ragazzino

Il rialzo iniziato ad ottobre dell'anno scorso sembra non voler finire malgrado che gli indicatori tecnici lanciano segnali d'allarme. Il ciclo di rialzo doveva finire nella prima decade di gennaio - ieri l'S&P500 ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3275.58 punti e ha chiuso a ridosso di questo record a 3274.70 punti (+0.67%). Gli indici americani sono ipercomperati a corto e medio termine ed in eccesso di rialzo malgrado medie mobili a 50 e 200 giorni in ascesa. La partecipazione al rialzo é costantemente mediocre - sale la tecnologia (Nasdaq100 +0.87% a 8989 punti) con i soliti nomi a primeggiare (Apple +2.12%) mentre il resto del mercato segue a distanza e a fatica (DJ Transportation +0.38%, Russell2000/RUT +0.08%). Negli indicatori di sentiment appare non solo ottimismo ma ormai anche un'euforia che, considerando i fondamentali, non può che essere definita irrazionale. A livello di put/call ratio rileviamo valori non visti da decenni (CBOE Equity put/call ratio a 0.49, MM a 10 g a 0.52). Eppure la borsa americana continua a correre trascinandosi dietro il resto del mondo. Ieri anche le borse europee hanno avuto una seduta di rialzo. L'Eurostoxx50 ha raggiunto un nuovo massimo a 52 settimane a 3807 punti e ha chiuso sul livello d'apertura a 3795 punti (+0.62%). In Germania, dove l'industria automobilistica presenta i peggiori dati sulla produzione da decenni il DAX vola a 13495 punti (+1.31%) - il massimo storico a 13596 punti del gennaio 2018 é nuovamente a portata di mano. Malgrado ciò l'aspetto del grafico non può che provocare delle domande critiche. Cosa significa la piccola candela abbandonata nel nulla e sopra il bordo superiore delle Bollinger Bands? Accelerazione e ripresa del rialzo o esaurimento? La mancanza di ulteriori acquisti dopo la forte apertura e la sovraperformance del DAX rispetto al resto dell'Europa ci fà temere l'esagerazione e l'esaurimento. Una riposta definitiva arriverà solo nei prossimi giorni sotto forma di una continuazione verso l'alto o di veloce ricaduta per chiudere il gap. Anche il FTSE MIB (+0.77% a 24016 punti) ha partecipato alla festa. L'indice con un gap up in apertura ha nuovamente raggiunto i 24000 punti . Poi si é fermato oscillando in pochi punti. Non si può ancora dire se questa seduta rappresenta la ripresa del rialzo o semplicemente, come pensiamo noi, una distribuzione sui 23500-24000 punti. Solo l'SMI (-0.01% a 10651 punti) ha marciato sul posto. È stata una seduta neutra che l'SMI ha chiuso però sul minimo giornaliero dando l'impressione di essere a corto di carburante. L'abituale correlazione con l'S&P500 non funziona più. Come mai ? Forse che l'SMI si é fermato prima mentre la borsa americana grazie alla tecnologia riesce ancora a guadagnare qualche punto prima di fare la stessa fine della borsa svizzera?

Speravamo ieri sera che l'America ci dicesse qualcosa di nuovo. Invece abbiamo assistito attoniti ad una seduta di nulla. Malgrado il nuovo record storico la borsa dopo la buona apertura ha dato pochi segni di vita - gli indici si sono mossi poco oscillando debolmente in laterale e hanno chiuso sul livello d'apertura come se nessuno, rialzisti o ribassisti, avesse voglia di prendere l'iniziativa.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 3272 punti. Chi come noi si aspettava una reazione (prese di beneficio o short covering) é rimasto deluso. L'S&P500 é oscillato stancamente tra i 3263 ed i 3275 punti fino alla chiusura a 3274.70 punti (+0.67%). Come già detto in precedenza la tecnologia ha sovraperformato mentre il resto del mercato ha seguito a distanza. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4532 su 2876, NH/NL a 850 (pochi - troppo pochi!) su 347 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é caduta a 12.54 punti (-0.91) mentre il Fear&Greed Index é salito a 93 punti (+1).
Questo 2020 sembra copiare il 2018 - anche in quella occasione c'é stata una fase di rialzo infinita che non si fermava malgrado ipercomperato, eccesso di rialzo e di fiducia da parte degli investitori. Il top si é verificato il 26 gennaio 2018 - forse dobbiamo rassegnarci ad ancora alcune sedute di rialzo e al raggiungimento del massimo possibile obiettivo a 3300 punti.
Stamattina non c'é nulla di nuovo - il mercato si ripresenta come d'abitudine con un guadagno di qualche punto sul future dell'S&P500 - é a 3283 punti (+7 punti). Le borse asiatiche sono miste (Nikkei +0.47%, Shanghai -0.10%). L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 3803 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.2%) e sui massimi di ieri. Normalmente di venerdì non si verificano inversioni di tendenza e le borse completano il trend settimanale. Questo significa che la seduta odierna dovrebbe essere positiva. Fatichiamo ad immaginarci ulteriori sensibili guadagni.

Commento del 9 gennaio

Le emozioni e pochi titoli tecnologici nascondono rotazione e distribuzione

Gli avvenimenti dei giorni scorsi in Medio Oriente hanno creato volatilità sui mercati finanziari ma non hanno cambiato in maniera sostanziale la situazione tecnica. Le reazioni causate dalle emozioni hanno provocato movimenti improvvisi e imprevedibili, vuoti d'aria e impennate ma non hanno mutato la tendenza di fondo del mercato né la lenta rotazione che sta provocando la fine della spinta di rialzo iniziata ad ottobre dell'anno scorso. Ieri c'é stato ancora un mini rally provocato dalla tiepida reazione iraniana all'uccisione del generale iraniano Suleimani. I mercati hanno tirato un evidente sospiro di sollievo poiché temevano di peggio. L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 3267.07 punti e ha chiuso a 3253.05 punti (+0.49%) con un guadagno di quasi 16 punti. I dati tecnici della giornata sono però deludenti e rafforzano l'immagine di un mercato in eccesso di rialzo che viene mantenuto ad alto livello solo grazie ad una certa irrazionale esuberanza e alla performance di alcuni titoli chiave (Apple +1.61% o Tesla +4.92%). Siamo però convinti che questi sono gli ultimi sussulti del rialzo. Il Summation Index sul Nasdaq ieri é ancora sceso malgrado la buona performance della tecnologia (Nasdaq100 +0.74% a 8912 punti). La speculazione al rialzo é la più forte ed estrema da 5 anni a questa parte - la media mobile a 10 giorni della CBOE Equity put/call ratio é a 0.52 - sono due deviazioni standard sotto la media di lungo periodo. Quando la tendenza cambierà non avremo una correzione minore ma probabilmente una correzione maggiore di circa un -10% che dovrebbe durare qualche settimana - secondo i cicli ci aspettiamo una discesa fino a circa fine febbraio.

Ieri mattina le borse europee hanno aperto in calo. Noi ci aspettavamo un recupero e una chiusura in pari. Abbiamo sbagliato in difetto. L'Eurostoxx50 ha aperto sui 3240 punti ed é sceso verso le 10.00 sul minimo a 3235 punti (-24 punti / -0.63%). Poi é risalito e alle 14.20 é arrivato sul massimo giornaliero a 3275 punti. Da quel momento sono stati Wall Street e le dichiarazioni di Donald Trump a muovere il mercato. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3772 punti (+0.35%) annullando l'effetto della crisi iraniana. DAX (+0.71% a 13320 punti) e FTSE MIB (+0.46% a 23382 punti) si sono mossi in maniera simile. L'SMI svizzero (-0.32% a 10652 punti) é invece sceso, vittima di prese di beneficio sui titoli difensivi (Nestlé -1.62%, Novartis -0.53%). In generale ieri hanno perso di valore i beni rifugio come obbligazioni di prima qualità (Bund -0.34%) o oro (stamattina a 1557 USD/oz contro il massimo di ieri a 1611 USD).   
Le borse europee sono ora nuovamente vicine ai massimi del 2 gennaio - non dovrebbero salire più in alto e ci aspettiamo a breve la formazione di un top. Nuovi massimi annuali marginali sono possibili e non devono essere considerati come dei segnali d'acquisto.

La seduta a New York é stata decisamente positiva. Non elenchiamo le ragioni di questa reazione che sono molteplici - ci sono componenti fondamentali (dati sulla creazione di nuovi posti di lavoro), psicologici (discorso di Donald Trump) e tecnici (short covering e irrazionale euforia come nel caso di Tesla (+4.92%) o Netflix (+2.57%). Il risultato é però evidente - nuovi massimi storici su numerosi indici e soprattutto sull'S&P500.
L'indice ha aperto a 3240 punti, é salito a 3248 punti ed é caduto sul minimo a 3236 punti. Poi i rialzisti hanno preso il controllo delle operazioni. L'S&P500 é salito a 3260 punti ed é oscillato per ore tra i 3255 ed i 3260 punti. Dopo le 20.30 é decollato e ha raggiunto il nuovo massimo storico a 3267.07 punti. Dopo le 21.30 é prevalsa la prudenza e c'é stata una caduta finale a 3253.05 punti (+0.49%. Come al solito la tecnologia ha trascinato il rialzo (Nasdaq100 +0.74% a 8912 punti) mentre il Russell2000 ha frenato (+0.32%). Nel 2020 pensiamo che questo effetto sparirà e che le PMI (indici Russsell) dovrebbero recuperare parte di quella differenza di 10% di performance accumulata nel 2019.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4521 su 2891, NH/NL a 768 (pochi!) su 359 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é scesa a 13.45 punti (-0.34), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.47 e il Fear&Greed Index é risalito a 92 punti (+3).
Con questi dati su partecipazione, momentum e sentiment il rialzo della borsa americana é insostenibile. O c'é un netto miglioramento a breve della partecipazione o deve partire l'attesa correzione. Considerando che siamo alla fine di un ciclo con evidenti segni di stanchezza favoriamo decisamente lo scenario dell'inizio a breve di una sostanziale correzione.

Stamattina le borse negano ancora la nostra ipotesi. Il future sull'S&P500 guadagna 8 punti a 3268 punti. Il Nikkei é salito del (+2.31%) mentre Shanghai sta guadagnando il +0.9%. Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3798 punti - é a soli 4 punti dal massimo annuale. Ci sembra improbabile che le borse possano oggi salire più in alto - o ci fermiamo qui o si ritraccia poiché si é esagerato.

Commento dell'8 gennaio

Irrazionali ottimismo e fiducia

La seduta di ieri delle borse mondiali é stata nel complesso neutra e per quel che riguarda l'analisi tecnica non ci ha detto nulla di nuovo. Le borse europee hanno seguito l'America che lunedì sera aveva recuperato e chiuso in guadagno. Di conseguenza ieri mattina Eurostoxx50 (+0.18% a 3759 punti) e colleghi hanno aperto in guadagno e sullo slancio sono ancora saliti fino a metà mattina. L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 3784 punti verso le 09.55. Fino a mezzogiorno gli indici sono rimasti in alto. Poi sono scesi accelerando la caduta all'apertura delle contrattazioni a New York. Alla fine del guadagno iniziale é rimasto poco - é stata però una seduta positiva. Questo vuol dire che la discesa di venerdì e lunedì non ha avuto una continuazione - non si può parlare di correzione. L'impressione é che le borse europee stiano distribuendo - il trend a corto termine é neutro - per il resto quello che c'era da dire lo trovate nei commenti serali. Le Bollinger Bands ormai strette, orizzontali e parallele ci dicono che probabilmente un movimento significativo é vicino ed imminente. Considerando l'eccesso di rialzo e la fine del ciclo rialzista é probabile che a breve debba partire una spinta di ribasso.

La seduta a New York ha mandato segnali misti. I ribassisti si rallegrano della perdita dell'S&P500 (-0.28% a 3237.18 punti) che ha impedito all'indice di proseguire il rimbalzo e attaccare il massimo storico. I rialzisti sottolineano il fatto che malgrado i numerosi gridi d'allarme la borsa non corregge - il Nasdaq100 (-0.02% a 8846 punti) ha chiuso praticamente in pari e a pochi punti dal record storico a 8873 punti. Le azioni di leaders come Apple, Tesla o AMD hatto toccato dei nuovi record storici. Il settore dei semiconduttori ha avuto un balzo del +1.78% scacciando le nuvole che si erano accumulate nei giorni scorsi. Insomma - considerando le premesse la borsa americana mostra ancora i muscoli e gli investitori restano decisamente ottimisti e non mollano la presa.
L'S&P500 ha aperto a 3238 punti. All'inizio é salito a 3242 punti ma poi é caduto sul minimo giornaliero a 3232 punti. Da qui é risalito una decina di punti - da metà giornata c'é stata volatilità ma nessun movimento significativo. L'S&P500 ha toccato un massimo a 3245 punti e ha chiuso con una caduta finale di 5 punti a 3237.18 punti (-0.28%). La seduta al NYSE é stata negativo con A/D a 3136 su 4288, NH/NL a 679 su 429 e volume relativo a 1.0. Il settore dei trasporti ieri ha recuperato (DJT +0.36%) - il Russell2000 (-0.30%) invece ha seguito l'S&P500. La volatilità VIX é ferma a 13.79 punti (-0.06), il CBOE Equity put/call ratio era molto basso a 0.44 (!!!) e il Fear&Greed Index é sceso a 89 punti (-4 punti). La MM a 10 giorni del CBOE put/call ratio é a 0.53 - questo valore ci stupisce - mostra una forte e strenua speculazione al rialzo che non diminuisce malgrado che il mercato mostra evidenti problemi a salire più in alto e i rischi si moltiplicano.
Parlando di rischi ci sono alcuni sintomi da non sottovalutare. Il prezzo dell'oro sta decollando e stanotte l'oro in EUR ha toccato un massimo storico a 1444 EUR/oz. Il CHF continua a rafforzarsi. Evidentemente c'é chi teme una crisi e compra beni rifugio.

Stanotte alcuni razzi, di provenienza probabilmente iraniana, sono stati lanciati contro basi militari americane in Irak. Non ci sono vittime. Il future sull'S&P500 ha reagito con un crollo fino a 3181 punti - ora é tornato a 3230 punti (-4 punti). Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -1.57%, Shanghai -1.2%). L'Eurostoxx50 vale alle 08.40 3741 punti. Le borse europee apriranno in calo del -0.5%. Ovviamente l'attenzione dei mercati é puntata sul Medio Oriente. In mancanza di novità di rilievo ci aspettiamo una seduta in pari. In caso contrario bisognerà valutare la situazione - il crollo stanotte del future sull'S&P500 ci mostra qual'é il rischio di ribasso - é consistente e rilevante...

Commento del 7 gennaio

Le borse sembrano voler archiviare la crisi iraniana - stanno però ancora preparando una correzione

Ieri le borse hanno aperto con una caduta sul minimo e hanno chiuso sul massimo giornaliero. Per l'Europa questo ha ancora significato una seduta moderatamente negativa (Eurostoxx50 -0.55% a 3752 punti) e candele bianche sui grafici con minimi discendenti. In America invece, con un rally sul finale, le borse sono già riuscite a chiudere in guadagno (S&P500 +0.35% a 3246.28 punti). Un calo del prezzo del petrolio stamattina (-0.80%) completa un quadro di borse che assorbono la crisi iraniana con un'alzata di spalle. Sembra che non sia ancora giunto il momento per una correzione e gli investitori restano ottimisti. Strutturalmente però appaiono le prime crepe e ci sono i primi settori "forti" che abbandonano i massimi. Ieri il Summation Index sul Nasdaq ha cominciato a scendere mentre l'indice dei semiconduttori SOX ha perso il -1.04%. Crediamo di conseguenza che l'uccisone del generale iraniano Suleimani abbia unicamente provocato una sbandata delle borse che ora riprendono il percorso originale. Questo significa che gli indici sono praticamente su un massimo di periodo - devono ora distribuire qualche giorno prima di iniziare la prevista correzione.

Nella prima ora di contrattazioni l'Eurostoxx50 (-0.55% a 3752 punti) é caduto fino a 3711 punti. Dopo un consolidamento di un'oretta ha cominciato a risalire e ha chiuso vicino al massimo giornaliero con una moderata perdita di 20 punti. Gli europei sembrano essere molto nervosi e si buttano subito a vendere al primo segnale di pericolo. Per fortuna c'é l'America a stabilizzare il mercato. L'Eurostoxx50 sembra essere rimbalzato dalla MM a 50 giorni - potrebbe essere un caso. Finora c'é poca pressione di vendita.
Il DAX (-0.70% a 13127 punti) la mattina é precipitato fino a 12948 punti. Dal bordo inferiore delle Bollinger Bands é poi risalito e ha chiuso sul massimo giornaliero - nel corso della giornata i ribassisti e i rialzisti si sono equivalsi. I ribassisti vincono ai punti a causa della perdita di 92 punti. Vincitori morali sono i rialzisti con una candela bianca sul grafico. Strano che l'Europa sembra avere più voglia di correggere che l'America - considerando le notizie che apparentemente hanno provocato le vendite dovrebbe essere il contrario. Nei prossimi giorni vedremo se la correzione deve continuare - finora sembra che il DAX voglia semplicemente muoversi nel canale 13000-13400 punti. L'ipercomperato a corto termine é sparito. A medio termine invece ieri sera il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica ha fornito un segnale di vendita.
Il FTSE MIB (-0.51% a 23581 punti) si é comportato esattamente come l'Eurostoxx50 e si trova nella medesima situazione tecnica. Con la festa dell'Epifania in Italia é ovvio che ieri la borsa italiana non ha avuto vita propria.
Anche l'SMI (-0.32% a 10665 punti) ha avuto una seduta negativa ma ha chiuso 117 punti sopra il minimo. Non sembra quindi che i ribassisti possano dettare legge. L'indice sta unicamente correggendo come mostra la candela sul grafico con minimo a massimo discendenti. In ogni caso sarà l'America a dettare il ritmo della discesa. Una correzione di alcuni giorni fino alla MM 50 giorni sarebbe sana e dovuta.

Ieri in serata sembrava che la correzione in Europa potesse continuare. Wall Street ci ha invece detto che é rimandata. L'S&P500 ha aperto alle 15.30 con un tonfo a 3214 punti. Come venerdì questo é stato però il minimo giornaliero e da qui il mercato é solo salito. L'S&P500 per la chiusura in Europa é tornato sui 3234 punti (vi dice qualcosa questo livello? - anche venerdì l'S&P500 ha trascorso la parte centrale della seduta a 3234 punti !) - nelle ultime due ore di contrattazioni ha ripreso il rialzo e con un'accelerazione sul finale ha chiuso sul massimo a 3246.28 punti (+0.35%) con un guadagno di 11 punti. Ancora una volta sono i grandi titoli della tecnologia (Nasdaq100 +0.62%) a sovraperformare mentre il resto del mercato é rimasto indietro (Russell2000 +0.14%) con una preoccupante debolezza del settore trasporti (DJT -0.57%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4102 su 3318, NH/NL a 650 su 528 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 13.85 punti (-0.17), il CBOE Equity put/call ratio é (troppo) basso a 0.54 e il Fear&Greed Index é rimasto fermo a 93 punti. Gli investitori restano straordinariamente ottimisti e speculativamente orientati al rialzo.
Per l'analisi tecnica negli ultimi giorni é cambiato poco - le premesse per una correzione sono ideali. Secondo il piano originale la correzione doveva iniziare la metà di questa settimana - non vediamo ragioni per un cambiamento della tabella di marcia.

Stamattina le borse devono scontare il recupero di ieri sera a Wall Street. È quindi logico che prevalgono i segnali positivi. Il Nikkei guadagna il +1.6% - Shanghai sta salendo del +0.7%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3777 punti - le borse europee apriranno al rialzo di circa il +0.65%. Il future sull'S&P500 é a 3247 punti (+3 punti). Stamattina in Europa ci sarà un pò di short covering - pensiamo che fino a mezzogiorno gli indici azionari europei possano guadagnare ancora qualche punto. Dovrebbero poi fermarsi e ritracciare nel pomeriggio visto che la reazione in America ci sembra già mostrare troppo ottimismo.

Aggiornamento del 6 gennaio

Le tensioni tra Stati Uniti e Iran spingono al rialzo petrolio e metalli preziosi - borse e obbligazioni sono indolenti

Durante il fine settimana si é parlato solo dell'uccisione del generale iraniano Suleimani e del rischio di un conflitto aperto tra Iran e Stati Uniti. La solita pletora di esperti ha commentato ed ha emesso un parere - nessuno é stato però in grado di delineare uno scenario per il futuro. Molte le ipotesi - nessuna certezza. Un'opinione chiara viene dai mercati finanziari. Il prezzo del petrolio sale a 64.34 USD/barile (+2%). Anche senza una guerra basteranno le tensioni in Medio Oriente per mettere a rischio le esportazioni. Aumenta anche di molto il prezzo dell'oro (+1577 USD/oncia, +1.7%) - questo é l'abituale bene rifugio dei piccoli investitori. Si muovono invece relativamente poco i tassi d'interesse e le borse. Stamattina i futures su Bund e USTBonds salgono in maniera quasi impercettibile e insignificante.
Il future sull'S&P500 cade a 3224 punti (-11 punti) - venerdì mattina era sceso fino a 3217 punti prima di recuperare nel pomeriggio nel corso della seduta ufficiale a Wall Street - di conseguenza stamattina ci muoviamo ancora nel range di venerdì. Il calo é negativo ma nel complesso non c'é nulla di nuovo.
Il Nikkei ha ripreso le contrattazioni con un tonfo del -1.91%. Shanghai perde al momento il -0.2%. Sono le 08.00 e arrivano le prime indicazioni riguardanti l'apertura in Europa. L'Eurostoxx50 vale 3742 punti - questo rappresenta un calo del -0.8% rispetto a settimana scorsa. I mercati azionari hanno un'intonazione negativa e dovrebbero scivolare verso il basso. Il calo non dovrebbe però accelerare e raggiungere livelli drammatici. Gli investitori prendono nota degli sviluppi politici a livello internazionale e reputano che quanto successo finora non é in grado di influenzare sensibilmente l'economia mondiale. La probabilità che tra Iran e Stati Uniti scoppi un conflitto armato diretto sono scarse - probabilmente la reazione dell'Iran si limiterà ad attentati ad istallazioni o persone americane nella regione o ad alcuni atti simbolici come la ripresa del programma atomico.
Fino a quando la tensione nella regione resterà così alta é però improbabile che le borse possano ricominciare a salire - ci prepariamo ad una correzione strisciante di portata limitata.

Commento del 4-5 gennaio

Borse poco impressionate dall'uccisione di Suleimani - nessuna pressione di vendita

Il 2019 é stato un anno decisamente particolare. L'S&P500 ha guadagnato quasi il +29% - dal 1997 questo é stato il secondo migliore anno dietro solo al 2013 (+29.3%). Gli utili delle imprese erano nel complesso in calo e questo significa che l'incremento dell'indice é stato provocato dall'aumento delle valutazioni (P/E da 14 a 19). Negli ultimi due mesi dell'anno l'indice ha fatto registrare 20 nuovi massimi storici. I guadagni della borsa sono stati provocati secondo gli analisti da tre tagli dei tassi d'interesse da parte della FED (che secondo le affermazioni fatte all'inizio dell'anno intendeva invece alzarli) e dai riacquisti da parte delle imprese di azioni proprie con i capitali rientrati dall'estero grazie alla riforma fiscale voluta da Donald Trump. Il settore dell'informazione tecnologica, con una performance del +50%, ha contribuito al 32% della performance dell'S&P500. Il settore finanza ha contribuito con il 14%, quello dei servizi per le comunicazioni per l'11%. Tre azioni di semiconduttori sono state le superstar dell'S&P500: AMD (+148%), LCRX (+119%) e KLAC (+104%). Due conosciuti pesi massimi, Apple (+89%) e Microsoft (+58%), hanno causato il 17% della crescita dell'indice. Questi dati spiegano le nostre reiterate critiche alla modesta partecipazione nel rialzo - bisognava avere le azioni "giuste" per guadagnare veramente bene. Per il resto é stata una buona annata ma non spettacolare.
Come sarà il 2020? Lo scopriremo nei prossimi giorni. Siamo però convinti che il QE non si fermerà - la politica monetaria resterà estremente espansiva. In America Donad Trump farà di tutto per impedire una recessione e un calo della borsa. Malgrado valutazioni stratosferiche e una crescita economica anemica ci sono pochi argomenti per un ribasso delle borse. Escludiamo però una ripetizione del 2019.

Settimana scorsa in Europa abbiamo avuto sui maggiori indici (Eurostoxx50, DAX) tre sedute - in America sono state quattro. C'é stato un calo lunedì seguito da un rally fino a giovedì 2 gennaio. Venerdì la notizia dell'uccisione del generale iraniano Suleimani da parte degli Stati Uniti in un attacco aereo nei pressi di Bagdad ha provocato una caduta delle borse. Considerando però le premesse tecniche e l'entità delle perdite (S&P500 -0.71% a 3234.85 punti) bisogna dire che la reazione negativa é stata contenuta e modesta. Non é apparsa pressione di vendita - l'impressione é che in una situazione di incertezza ci sono state delle prese di beneficio mentre i compratori hanno fatto una pausa. Finora nulla indica che sia iniziata l'attesa correzione. Venerdì gli indici hanno perso meno di quanto avevano guadagnato giovedì. Il saldo settimanale é praticamente in pari.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.24% a 3773 punti
DAX                         -0.88% a 13219 punti
SMI                          -0.28% a 10699 punti
FTSE MIB                  -0.23% a 23702 punti
S&P500                    -0.16% a 3234.85 punti
Nasdaq100               +0.26% a 8793 punti

In teoria il rialzo delle borse doveva durare ancora qualche giorno nel nuovo anno. Il rally del 2 gennaio rientrava perfettamente in questo schema - era stato solamente un pò troppo forte e aveva subito riportato gli indici azionari azionari americani in una situazione di ipercomperato a corto e medio termine, in eccesso di rialzo e con investitori praticamente euforici. A questo punto lo spazio verso l'alto per i giorni seguenti sembrava decisamente modesto. In linea di massima però il mercato doveva "reggere" fino alla metà di settimana prossima.

Venerdì le borse europee hanno aperto in netto calo e sono scese fino alle 13.00. Poi hanno recuperato e hanno chiuso nella parte superiore del range giornaliero con sensibili perdite. Questo significa in pratica che l'Eurostoxx50 ha aperto a 3770 punti (-23 punti), é caduto fino a 3745 punti di minimo ed in seguito ha recuperato ed ha chiuso a 3773 punti (-0.52%). Gli altri indici si sono comportati in maniera simile (FTSE MIB -0.56% a 23702 punti, DAX -1.25% a 13219 punti). L'SMI, che non aveva trattato giovedì, é salito del +0.78% a 10699 punti - questo "strano" guadagno serve unicamente a portare la performance settimanale dell'SMI in linea con le altre borse europee. L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 12 mesi giovedì a 3801 punti - finora non abbiamo nessun elemente tecnico per dire che venerdì é iniziata una correzione. La chiusura lontana dal minimo lascia presupporre il contrario - il mercato ha reagito relativamente bene ad una notizia pessima. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3764 punti.

Anche a New York la reazione é stata negativa se consideriamo le perdite degli indici. La borsa ha però aperto sul minimo giornaliero e per il resto della giornata é semplicemente oscillata in laterale. Non ha recuperato di molto ma non é neanche scesa più in basso in mancanza di pressione di vendita. Per poter dire che stava iniziando l'attesa correzione avremmo dovuto avere una seduta decisamente negativa (perdita sull'S&P500 superiore all'1%) , una chiusura sul minimo e molto più in basso dell'apertura e volumi in aumento. Non é stato il caso.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3222 punti. È velocemente risalito a 3234 punti e poi fino alla chiusura é oscillato tra i 3234 ed i 3246 punti. Ha chiuso a 3234.85 punti (-0.71%). Il comportamento di Nasdaq100 (-0.88% a 8793 punti), DJ Transportation (-0.75%) e Russell2000 (-0.46%) é stato uguale. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2753 su 4676, NH/NL a 582 su 403 e volume relativo a 0.95. Notiamo il sensibile aumento dei NL - é da tenere d'occhio anche se finora non costituisce un segnale d'allarme. La volatilità VIX é balzata a 14.02 punti (+1.55) - il CBOE Equity put/call ratio é rimasto invece stranamente basso a 0.55. Anche il calo del Fear&Greed Index (93 punti, -4) era modesto. Normalmente in una situazione di crisi gli investitori comprano obbligazioni sicure. Questo é successo in Europa (future sul Bund a 172.32, +0.70%) - non in America (reddito dell'USTBond decennale a 1.80%, -0.08%) - strano...
Il prezzo del petrolio (WTI) é salito a 63.05 USD/barile (+3.06%) - logico considerando le tensioni in Medio Oriente.
Il prezzo dell'oro é arrivato a 1551 USD oncia - a Natale era ancora a 1485 USD - nell'immediato l'oro é ipercomperato e su una resistenza (massimo di fine agosto - inizio settembre 2019) - deve consolidare o correggere - la tendenza di fondo é però al rialzo - da metà 2019 quando veleggiava sui 1320-1350 USD.

Riassumendo la tendenza dominante sulle borse é ancora rialzista. In America il 72.9% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE é a 67.79. L'aspetto stagionale e ciclico favoriscono una continuazione del rialzo fino a circa la metà di settimana prossima. Non abbiamo nessun elemento per poter dire che venerdì é iniziata una correzione. Le premesse tecniche rimangono però ideali per una correzione delle borse a gennaio-febbraio. Con le posizioni short in portafoglio ci sentiamo posizionati in maniera corretta.

Commento del 3 gennaio

Inizio col botto - sembra un'esagerazione che limita il potenziale per i prossimi giorni

Come previsto nella prima seduta dell'anno la liquidità accumulatasi sui conti a fine dicembre é stata investita. È stata una giornata di generale rialzo dei mercati azionari durante la quale l'Eurostoxx50 (+1.28% a 3793 punti) ha toccato un nuovo massimo a 12 mesi a 3801 punti e l'S&P500 (+0.84% a 3258.14 punti) ha fatto registrare un nuovo record storico a 3258.14 punti.
Come sapete nuovi massimi di periodo sono dei segnali inequivocabili e indiscutibili di rialzo. L'unico problema é che ieri gli indici hanno fatto già parecchia strada in solo una seduta. Parecchia strada potrebbe significare troppa visto che gli indici, specialmente in America, sono nuovamente fortemente ipercomperati ed in eccesso di rialzo. Inoltre appaiono chiari segni di irrazionale euforia come mostra in maniera esemplare il Fear&Greed Index salito a 97 punti (+4 punti) - 100 é il massimo possibile e non é mai stato raggiunto.

Ieri sera abbiamo commentato il rialzo in Europa - i nostri tre indici hanno avuto forti guadagni (DAX +1.03% a 13386 punti / FTSE MIB +1.40% a 23836 punti) - l'SMI svizzero invece non ha trattato a causa di una giornata di festa nella Svizzera tedesca. Gli indici hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri e noi credavamo in linea di massima che questa spinta di rialzo dovesse durare ancora qualche giorno. Di conseguenza pensavamo che dovesse esserci una modesta continuazione verso l'alto. Il balzo di ieri era però eccessivo e ieri sera facevamo fatica ad immaginarci ulteriori sostanziali guadagni. Per il portafoglio abbiamo aperto posizioni short su Eurostoxx50 (3795 punti ) e sul DAX (13400 punti) - il limite di vendita sul FTSE MIB non é stato raggiunto.
Stamattina non facciamo ulteriori commenti poiché la situazione é cambiata radicalmente.

Anche la seduta a New York é stata decisamente positiva con nuovi record storici dei maggiori indici azionari. Gli acquisti si sono però concentrati sui grandi nomi della tecnologia (Apple +2.18%) e hanno trascurato il resto del listino (Russell2000 -0.10%). Sul finale di seduta c'é stata un'accelerazione al rialzo che puzza di esaurimento almeno a corto termine. La nostra ipotesi é che già ieri l'S&P500 (+0.84% a 3257.85 punti) abbia toccato l'atteso massimo significativo. L'ipotesi non é sostenuta solo dai dati tecnici - stamattina il future sull'S&P500 sta perdendo quasi l'1% - difficilmente nei prossimi giorni il mercato potrà assorbire il colpo e riprendere a salire come se nulla fosse.
L'S&P500 ha aperto a 3245 punti a ridosso del massimo storico di dicembre a 3247 punti. Nella prima parte della seduta é sceso e ha toccato un minimo giornaliero a 3235 punti. Poi ha recuperato e per ore é oscillato intorno ai 3245 punti. Solo dopo le 20.30 é decollato e con un'accelerazione ha raggiunto il nuovo record storico a 3258.14 punti. Ha chiuso poco sotto a 3257.85 punti (+0.84%). Gli acquisti sui titoli tecnologici hanno spinto partcolarmente il Nasdaq100 (+1.59% a 8872 punti).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4675 su 2790, NH/NL a 869 su 287 (pochi NH!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 12.47 punti (-1.31), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.54. Gli investitori sono troppo ottimisti se non euforici.

Durante la notte l'esercito americano ha ucciso con un attacco aereo all'aeroporto di Bagdad il generale iraniano Suleimani. Il rischio di un conflitto tra Iran e Stati Unti é alto. Il prezzo del petrolio sale del +3.5% - l'oro guadagna il +1.5%.
Stamattina Shanghai ha chiuso in pari. Il future sull'S&P500 perde 29 punti a 3230 punti. L'Eurostoxx50 apre a 3770 punti (-23 punti / -0.60%). È difficile dire se si tratta solo di una tempesta in un bicchiere d'acqua  se il problema é invece grave. Non si conosce ancora la risposta dell'Iran a questo evidente atto aggressivo degli Stati Uniti.
È probabile che borse ipercomperate e in eccesso di rialzo reagiscano con un'ondata di vendite. Nell'incertezza tutti preferiranno assicurare i guadagni e stare a guardare. Ci vorranno però alcuni giorni per valutare con calma la portata di questa notizia.

Commento del 2 gennaio

Una seduta positiva a New York prepara il minirally di inizio anno

Nell'ultima seduta dell'anno a Wall Street gli americani hanno mostrato la volontà di chiudere con una nota positiva. Fino alle 21.00 l'S&P500 veleggiava sui 3216 punti - era in calo di una manciata di punti. Poi nell'ultima ora c'é stata un'ondata d'acquisti, gli indici sono decollati e l'S&P500 ha chiuso a ridosso del massimo giornaliero a 3230.78 punti (+0.29%) e con un guadagno di 9 punti. Anche questa giornata é stata contrassegnata dai modesti volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.7). L'andamento della seduta e i volumi ci suggeriscono di non dare troppo peso all'esito finale e ai relativi dati tecnici - prendiamo però nota del fatto che i rialzisti controllano ancora le operazioni e che la borsa americana non ha ancora l'intenzione di correggere gli eccessi che si sono accumulati nel rialzo autunnale.

L'S&P500 ha aperto a 3212 punti e subito é salito fino ai 3225 punti. Poi é lentamente sceso fino ai 3213 punti di minimo e si é assestato per ore sui 3216 punti. Solo sul finale, come anticipato, si é impennato fino ai 3231 punti e ha chiuso poco sotto a 3230.78 punti (+0.29%). Al movimento hanno partecipato tutti i settori in maniera omogenea - Nasdaq100 (+0.27% a 8733 punti), DJTransportation (+0.25%) e Russell2000 (+0.26%) si sono mossi in un gruppo compatto. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4874 su 2539 e NH/NL a 543. La volatilità VIX é ricaduta a 13.78 punti (-1.04), il CBOE Equity put/call ratio era ancora basso a 0.56 e il Fear&Greed Index é salito a 93 (!) punti (+3). Gli investitori restano ottimisti e speculativamente orientati al rialzo.
Da un punto di vista tecnico non c'é nulla di nuovo - siamo in attesa dell'inizio di una correzione. Il calo di lunedì ha ridotto parzialmente l'ipercomperato. Di conseguenza ci aspettiamo ora alcune sedute di lieve rialzo - c'é nuovamente dello spazio verso l'alto. L'abitudine ci insegna che all'inizio dell'anno deve essere investita la liquidità affluita sui conti per fine anno e in genere c'é una manciata di sedute durante le quali prevalgono gli acquisti.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 3243 punti (+12 punti). In Giappone é festa - Shanghai sta guadagnando il +1.1%. L'Eurostoxx50 poco prima dell'apertura vale 3766 punti - l'indice inizierà il nuovo anno con un balzo del +0.5% - probabilmente riuscirà a difendere questo guadagno fino alla chiusura.
In Svizzera interna é un giorno di festa - la borsa é chiusa.

Il 2019 é stato un anno di borsa eccezionale. È andato molto meglio di quanto eravamo immaginati. Nelle previsioni per il 2019 avevamo schizzato uno scenario negativo. Nel corso dell'anno abbiamo cambiato opinione poiché la politica monetaria delle Banche Centrali si é sviluppata in maniera diversa di quanto preannunciato. In particolare i tassi d'interesse in America sono scesi mentre la FED ad inizio anno prevedeva tre aumenti dei tassi d'interesse guida. Quest'anno prendiamo nota dell'errore e evitiamo previsioni basta sui fondamentali - in questi mercati finanziari manipolati i fondamentali non contano. L'azione di Apple nel 2019 ha guadagnato l'86% malgrado cifra d'affari e utili in ristagno - é solo l'effetto dei riaquisti di azioni proprie, del momentum e della liquidità.
Le nostre previsioni per il 2020 saranno quindi molto concise e basate su ipotesi riguardante le mosse dei politici e dei banchieri centrali. Tutti faranno di tutto per evitare lo scoppio di questa bolla speculativa - vedremo se ci riusciranno.

Commento del 1. gennaio 2020

Le performance annuali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +25.23% a 3748 punti
SX7E                        +11.47% a 96.71 punti
DAX                         +25.22% a 13249 punti
SMI                          +25.95% a 10617 punti
FTSE MIB                  +28.23% a 23506 punti
S&P500                    +28.71% a 3230.78 punti
Nasdaq100               +37.96% a 8733 punti
Nikkei                      +18.20%
Shanghai                  +23.72%

EUR/USD a 1.1215
EUR/CHF a 1.0859
Oro a 1517 USD/oncia - 1351 EUR/oncia
Petrolio (WTI) a 61.06 USD/barile
Reddito USTBond decennale a 1.92%
Reddito Bund decennale a -0.188%

Breve commento del 31 dicembre

Il rialzo di fine anno é finito - la correzione sta iniziando ma ci saranno ancora alcune sedute di distribuzione

L'ultima seduta dell'anno dell'Eurostoxx50 (-0.89% a 3748 punti) e dei suoi colleghi più importanti (DAX -0.66% a 13249 punti) é stata negativa. Oggi in Europa si tratta unicamente a Londra e su alcune piazze di minore importanza come Parigi, Amsterdam o Madrid. Non possiamo e non vogliamo dare troppo peso a questo calo poiché si é trattato di una seduta anomala con molti operatori assenti e scarsi volumi di titoli trattati. A Francoforte la borsa ha chiuso anticipatamente alle 14.00 e questo spiega la moderata perdita del DAX tedesco che non ha risentito della caduta della borsa americana dopo le 15.30. Sui grafici degli indici azionari europei appaiono delle marcanti candele rosse - probabilmente queste segnalano la fine della fase di rialzo iniziata ad ottobre. L'aspetto stagionale ci dice che le prime sedute del nuovo anno dovrebbero ancora essere favorevoli - per lo meno é poco probabile che il 2020 inizi subito con una pesante caduta - la liquidità dovrebbe sostenere gli indici ancora qualche giorno. Molti aspetti però concordano nel dire che il rialzo é ormai bloccato da eccesso di rialzo ed ipercomperato - gli obiettivi sono stati praticamente raggiunti. L'unica domanda da porsi é se bisogna vendere subito o se si deve aspettare ancora qualche giorno. Noi preferiamo aspettare perché la seduta negativa di ieri non basta a dare un segnale tecnico di vendita valido.
Ieri anche l'SMI svizzero é caduto del -1.05% a 10617 punti - ricordiamoci però che l'indice nella precedente seduta del 27 dicembre aveva toccato un nuovo record storico - la borsa non può sempre salire e non si può subito parlare di ribasso dopo una seduta negativa. Il FTSE MIB é sceso del -1.06% a 23506 punti - é la terza seduta negativa consecutiva. Fino a quando l'indice resta sopra la MM a 50 giorni in ascesa la tendenza di fondo é formalmente ancora al rialzo.
Per ora non vediamo ragioni concrete per preoccuparci e non possiamo dichiarare che l'attesa correzione é cominciata. Certo che queste lunghe candele rosse sui grafici sono minacciose e normalmente una chiusura sul minimo giornaliero implica nelle prossime sedute una continuazione verso il basso. 

Anche la seduta a New York é stata negativa. Le perdite sono però state moderate e il minimo giornaliero é stato toccato dopo 45 minuti di contrattazione - per il resto della giornata gli indici si sono mossi nel range fissato in apertura. L'impressione generale é che ci siano state delle prese di beneficio da parte di investitori retail - hanno perso i grandi nomi della tecnologia (Nasdaq100 -0.70% a 8709 punti) - sul Nasdaq100 abbiamo un volume relativo di 1.0 mentre sul resto del mercato i volumi erano bassi (volume relativo a 0.6). Il Russell2000/RUT é sceso solo del -0.29%. L'S&P500 ha aperto sul massimo a 3241 punti. Alle 16.15 é caduto sul minimo a 3216 punti. Poi ha recuperato fino a metà seduta tornando a 3230 punti ed é scivolato fina la chiusura a 3221.29 punti (-0.58%)
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2599 su 4836 e NH/NL a 506 su 324. La volatilità VIX é balzata a 14.82 punti (+1.39) mentre il CBOE put/call ratio é rimasto piuttosto basso a 0.59. Il Fear&Gredd Index, meno reattivo, é rimasto stabile a 90 punti (-1). Il calo ha permesso alla RSI sull'S&P500 di tornare a 68.78 punti - gli indici restano però ipercomperati a medio termine e le premesse per una correzione restano ideali. A breve potrebbe ancora esserci un recupero. Questo significa che nelle prime sedute del 2020 é ancora possibile che l'S&P500 raggiunga un nuovo massimo storico marginale sui 3250 punti.

Stamattina il Nikkei era chiuso - Shanghai sta guadagnando il +0.3%. Il future sull'S&P500 é stabile a 3225 punti (+1 punto). Sulla base del valore attuale dei futures sappiamo che le borse europee aperte oggi apriranno con perdite tra il -0.3% ed il -0.5%. Vedremo nel pomeriggio se New York si ferma come dovrebbe logicamente fare nell'ultima seduta dell'anno o se rimbalza.

Auguriamo a tutti una buona festa di fine anno e un felice e prospero Anno Nuovo.
Il prossimo commento tecnico verrà pubblicato giovedì 2 gennaio 2020.   

Aggiornamento del 30 dicembre

Previsioni per il 2020

Si avvicina la fine dell'anno e gli analisti sfornano alacremente previsioni per il 2020 dopo che nel 2019 quasi tutti hanno sbagliato. Nessuno si é aspettato un rialzo dei mercati azionari di questa portata dopo un decennio di bull market - l'S&P500 aveva toccato un minimo a marzo del 2009 a 666 punti - ora é a 3240 punti e fino ad oggi nel 2019 ha guadagnato il +29.25% - l'Eurostoxx50 segue con un +26.02%. Anche noi stiamo riflettendo e stiamo creando degli scenari per il 2020. Dobbiamo però cambiare sistema poiché evidentemente l'analisi fondamentale e tecnica non bastano per ottenere buoni risultati. Bisogna essere creativi e fantasiosi e cercare di capire cosa intendono fare i politici e le Banche Centrali. Donald Trump vuole essere rieletto. Per ottenere questo risultato deve fare in modo che a novembre del 2020 l'economia americana sia in crescita e la disoccupazione sia bassa - questa é la ricetta per una vittoria sicura. Le Banche Centrali dovranno lottare contro i debiti fuori controllo - non possono far salire i tassi d'interesse senza provocare una catastrofe sia per i mercati finanziari sia per gli Stati occidentali già fortemente indebitati. Quest'anno il gioco di continuare ad immettere liquidità é funzionato egregiamente - non può però continuare all'infinito.

Stamattina alle 07.30 non c'é nulla di nuovo. Come quasi ogni giorno da metà ottobre il future sull'S&P500 guadagna qualche punto - oggi sono 4 e il future é a 3242 punti. Il Nikkei sta perdendo il -0.76% - Shanghai sta guadagnando il +1%. È troppo presto per avere delle indicazioni riguardanti l'apertura in Europa. Sulla base dello sviluppo dei mercati dopo la chiusura di venerdì in Europa ci aspettiamo che l'Eurostoxx50 riprenda le contrattazioni sui 3780 punti - questo significa un calo di circa il -0.1%. Oggi per molte borse europee é l'ultima seduta dell'anno. I volumi saranno scarsi e i movimenti modesti.
Il cambio EUR/USD é a 1.1195 - il massimo giornaliero é stato a 1.1210 - l'EUR sta tentando di superare l'importante resistenza a 1.12. Queste giornate intorno alla fine dell'anno sono ideali per dei movimenti improvvisi che sfruttano la mancanza di volumi. Il tentativo potrebbe aver successo - il grafico é costruttivo.

Commento del 28-29 dicembre

Nuovi massimi - la musica del futuro si suona altrove

La settimana natalizia é trascorsa nella calma e senza novità di rilievo. In Europa, per i nostri indici azionari, ci sono state solo 2 sedute - a New York si é trattato anche martedì 24 e giovedì 26 per un totale di 4 sedute. Molti operatori erano assenti e i volumi di titoli trattati sono stati bassi. Hanno dominato le operazioni di window dressing e di chiusura dei portafogli in vista della fine dell'anno. Come d'abitudine in un anno con una performance positiva si é verificato un rally di fine anno e c'é stata più forza d'acquisto che pressione di vendita. Questo effetto positivo dovrebbe durare ancora alcune sedute. Normalmente all'inizio dell'anno nuovo deve essere investita la liquidità affluita sui conti risparmio - di conseguenza spesso il rialzo dura fino alla prima decade di gennaio.
Venerdì l'Eurostoxx50 (+0.21% a 3782 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale a 3794 punti - l'S&P500 ha fatto segnare un nuovo record storico a 3247.93 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero e praticamente invariato a 3240.02 punti (+0.01%). Come sapete dei nuovi massimi sono dei segnali e conferme inequivocabili e indiscutibili di rialzo. Le borse continuano a salire malgrado l'ipercomperato di corto e medio termine, l'eccesso di rialzo e l'estremo ottimismo da parte degli investitori. Le premesse per una correzione sono ideali - per ora questa fase negativa viene impedita dall'effetto stagionale. Molto probabilmente a gennaio avremo una correzione - al momento non vediamo però le premesse per una pesante caduta - ci immaginiamo una discesa sui 3100 punti di S&P500. La ragione ce la fornisce l'analisi tecnica - la partecipazione resta buona a livello di A/D, i Summation Index stanno ancora salendo e gli investitori sono euforici ma non incoscienti - appena c'é un tremore tutti corrono ad assicurarsi. Venerdì c'é stata una breve caduta di circa mezz'ora dai 3247 ai 3236 punti - subito sono squillati i segnali d'allarme - il numero dei puts trattati si é impennato e la volatilità VIX é balzata terminando la giornata a 13.43 punti (+0.78). Il messaggio é chiaro - sono tutti long ma aspettano tutti una correzione - in questo caso basterà una discesa di alcuni punti in percentuale per cambiare radicalmente l'umore degli investitori, eliminare gli eccessi e riportare il mercato su solide basi.

Dei movimenti interessanti si sono verificati su altri mercati. Il cambio EUR/USD é salito a 1.1175 - chi si aspettava un collasso dell'EUR é rimasto deluso. A dicembre i prezzi dei metalli preziosi é salito e le azioni delle miniere d'oro settimana scorsa sono tra i settori con le migliori performances (in media +7%). L'impressione generale é che sta iniziando una fase di sostenibile rialzo sui metalli e in generale sui prezzi delle materie prime. La ragione principale di questo movimento dovrebbe essere un'indebolimento dell'USD. Restiamo dell'opinione che il cambio EUR/USD debba salire malgrado che la medesima previsione nel 2019 non sia stata coronata da successo. Per fortuna l'errore non é stato grave visto che all'inizio dell'anno il cambio era a 1.1450. Gli Stati Uniti hanno un deficit della bilancia commerciale e un forte debito pubblico - il rapporto deficit/PIL é del -4.8% - in Europa questo costituirebbe un'infrazione ai trattati. Finora l'USD regge poiche offre tassi d'interesse più attraenti (US Treasury Bond decennale al 1.88%, Bund tedesco decennale al -0.253%). In Europa però c'é poco spazio per un ulteriore abbassamento dei tassi d'interesse mentre probabilmente i tassi in America continueranno a scivolare verso il basso in direzione del 0%. Per il 2020 sembra decisamente più attraente investire in EUR ed in azioni europee.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.15% a 3782 punti
DAX                         +0.14% a 13337 punti
SMI                          +0.48% a 10730 punti
FTSE MIB                  -1.03% a 23757 punti
S&P500                    +0.58% a 3240.02 punti
Nasdaq100               +1.06% a 8771 punti

Sui mercati azionari europei c'é poco da dire. Venerdì le borse europee dovevano "rispondere" alla seduta positiva di giovedì a Wall Street. La reazione é stata tiepida (Eurostoxx50 +0.21% a 3782 punti, DAX +0.27% a 13337 punti) malgrado il nuovo record annuale dell'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (-0.59% a 23757 punti) ha perso terreno ma da questo non possiamo ancora dedurre che l'indice si sta staccando dal resto dell'Europa e sta correggendo. Queste sedute anomale non possono essere usate per definire una tendenza. Inoltre venerdì l'Italia é stata decisamente penalizzata della debolezza del settore bancario (SX7E -0.44% a 97.22 punti).
L'SMI svizzero si é involato su un nuovo record storico a 10755 punti e ha chiuso praticamente invariato a 10730 punti (+0.05%) - guarda caso l'S&P500 alcune ore più tardi si é comportato alla stessa maniera.
Formalmente le borse europee sono ancora in una fase di rialzo anche se il momentum rispetto all'America é decisamente più debole - per contro l'ipercomperato é minore.

L'S&P500 ha aperto con un balzo sul nuovo massimo storico a 3247.93 punti. Poi é caduto e alle 16.00 era a 3236 punti. Dopo questo breve spavento l'indice ha recuperato fino ai 3245 punti, é scivolato per ore fino ai 3241 punti, é caduto brevemente sul minimo a 3234 punti e ha chiuso invariato a 3240.02 punti (+0.01%). Il Nasdaq100 (-0.08% a 8771 punti) si é comportato alla stessa maniera. DJT (-0.13%) e RUT (-0.51%) erano invece più deboli condizionando i dati della giornata. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3208 su 4204, NH/NL a 694 (pochi) su 217 e volume relativo a 0.6. Il CBOE Equity put/call ratio era a 0.60 con la MM a 10g a 0.53. Il Fear&Greed Index resta (troppo) alto a 91 punti (-2).
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 73.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 67.36.
Settimana prossima ci saranno ancora parecchie feste infrasettimanali. Lunedì 30 é una giornata normale. Martedì 31 le borse europee sono in generale chiuse - a Londra avremo una seduta raccorciata - a New York su tratta normalmente. Mercoledì 1. gennaio é una giornata di festa generale. Il 2 gennaio in Svizzera si festeggia il Berchtoldstag - nel resto del mondo si lavora. Considerando questi fattori é probabile che il rialzo delle borse regga fino al 6 - 8 gennaio. Approfitteremo dei giorni che ci restano per aprire posizioni short per il portafoglio.

Commento del 27 dicembre

Monotono rialzo fino ai 3250-3300 punti di S&P500 - window dressing

Ieri a New York c'é stata un'altra seduta di rialzo e l'S&P500 (+0.51% a 3239.91 punti) ha toccato un nuovo record storico a 3240.08 punti. La tecnologia, come spesso é successo negli ultimi anni, ha trascinato il movimento - Nasdaq (+0.78%) e Nasdaq100 (+0.91% a 8778 punti) hanno raggiunto dei nuovi massimi storici. Con l'avvicinarsi della fine dell'anno i gestori ripuliscono e abbelliscono i loro portafogli - comprano le azioni di società conosciute e su massimi storici (Apple +1.98%, Microsoft +0.82%) e vendono i pochi flops. La conseguenza é che le azioni "buone" prima della fine dell'anno fanno ancora un balzo mentre quelle "cattive" hanno un ultimo vuoto d'aria. Per saldo questo effetto in un'annata ottima come questo 2019 provoca il conosciuto rally di fine anno. Attenzione però che la benzina sta finendo proprio quando ciclo e obiettivo ci dicono che siamo sicuramente vicini ad un massimo significativo.

La seduta a Wall Street ha assomigliato alle tante che l'anno preceduta in questo mese di dicembre. L'S&P500 si é mosso in 12 punti, ha toccato l'abituale record storico ha chiuso sul massimo con bassi volumi e deludente partecipazione. L'ipercomperato e l'eccesso di rialzo sono ancora aumentati ma come sappiamo questo é possibile ed é un segno che la spinta é possente. Quando la RSI supera i 70 punti si parla di ipercomperato - l'indicatore però può salire teoricamente fino ai 100 punti - la RSI giornaliera sull'S&P500 é ora a 78.42 punti, quella settimanale a 74.54 punti. L'ipercomperato può essere eliminato con una correzione minore o un lungo consolidamento - non necessariamente deve esserci una correzione di un -5% o un'inversione di tendenza.
L'S&P500 ha aperto a 3228 punti ed é velocemente salito a 3235 punti. Per ore é oscillato su questo livello e solo sul finale si é impennato a 3240.08 punti. Ha chiuso poco più in basso a 3239.91 punti (+0.51%). DJT (+0.32%) e Russell2000/RUT (-0.02%) hanno sottoperformato - ovvia conseguenza del window dressing. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4751 su 2634, NH/NL a 858 (troppo pochi!) su 201 e volume relativo a 0.6. I dati sul sentiment (VIX a 12.65 punti (-0.02), CBOE Equity put/call ratio a 0.43, Fear&Greed Index a 93 punti) continuano a dirci che gli investitori sono euforici e speculativamente orientati al rialzo.
Le valutazioni fondamentali sono ormai carta straccia - l'unica cosa che conta é il momentum e la liquidità - al momento non vediamo nulla in grado di far cambiare direzione al mercato.

Stamattina le borse asiatiche si sono fermate (Nikkei -0.36%, Shanghai -0.10%). Il future sull'S&P500 (3248 punti, +4 punti) prosegue imperturbabile la sua corsa. Oggi si torna a trattare in Europa - é però una seduta in mezzo ad un periodo festivo - i volumi saranno scarsi - gli indici azionari dovranno adattarsi a quanto successo il 24 ed il 26 dicembre a New York. L'Eurostoxx50 vale ora 3792 punti (+0.5%) - l'indice europeo aprirà su un nuovo massimo annuale. È probabile che dopo questo balzo iniziale non succeda più nulla.  

Commento del 26 dicembre

Più per obbligo che per necessità

Martedì 24 dicembre le borse europee più importanti e che seguiamo abitualmente sono rimaste chiuse. Si é trattato a Londra (FTSE100 +0.11%) e in altre piazze secondarie come Parigi (CAC40 +0.00%), Madrid (IBEX35 +0.02%) o Amsterdam (AEX +0.02%). Non é successo nulla di importante, gli indici azionari si sono mossi appena e hanno chiuso senza sostanziali variazione. Bisogna forse domandarsi qual'é l'utilità di tenere aperte le borse in giornate simili. Anche noi stamattina pubblichiamo questo commento soprattutto perché ci sentiamo in obbligo e non perché c'é qualcosa di rilevante da comunicare.

A Wall Street le contrattazioni sono terminate alle 19.00 orario europeo. È stata una seduta di tre ore più corta del solito con ovviamente bassi volumi di titoli trattati (volume relativo 0.4). Anche in America non c'é nulla di nuovo - gli indici azionari hanno chiuso praticamente in pari. Prendiamo nota solo del fatto che non inizia nessuna correzione.
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 3226 punti, é caduto sul minimo a 3220 punti, é rimbalzato e poi si é fermato fino alla chiusura a 3223 .38 punti (-0.02%). L'indice si é mosso in soli 6 punti nel minuscolo range delle due precedenti sedute. Il Nasdaq100 (+0.04% a 8699 punti) ha seguito discipinato l'S&P500. Questa volta non é stato toccato nessun nuovo record storico. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4189 su 3129 e NH/NL a 708 su 171. Il calo dei NH denota un indebolimento della partecipazione - visto che si tratta di una seduta particolare non diamo troppo peso a questo fattore negativo. La volatilità VIX é rimasta stabile a 12.67 punti (+0.06), il CBOE Equity put/call ratio era ancora basso a 0.52 e il Fear&Greed Index era fermo a 91 punti (-1 punti). Nel complesso gli investitori sono ancora pericolosamente euforici.

Stamattina le borse asiatiche erano aperte - Il Nikkei é salito del +0.85, Shanghai ha guadagnato il +0.86%. Le borse europee rimangono anche oggi 26 dicembre, Santo Stefano, chiuse. Alle 11.00 il future sull'S&P500 é a 3230 punti (+4 punti). Oggi avremo probabilmente un'altra seduta di poco positiva e contrassegnata da scarsi movimenti e bassi volumi.

Commento del 24 dicembre

Seduta insignificante con bassi volumi - gli investitori pensano al Natale e hanno ragione

Ieri é stata una giornata tranquilla. Gli indici azionari si sono mossi in pochi punti e con bassi volumi - gli indici di riferimento europei ed americani hanno chiuso senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3376 punti (+0.00%) e ha toccato un nuovo massimo annuale marginale a 3379 punti - l'S&P500 ha ancora guadagnato 3 punti e ha chiuso a 3224.01 punti (+0.09%) - ha fatto registrare poco dopo l'apertura un nuovo record storico marginale a 3227.78 punti. L'unico aspetto saliente della giornata é che ipercomperato, eccesso di rialzo ed euforia non hanno provocato reazioni negative. Forse però non era neanche la giornata adatta per un'ondata di vendite - da politica ed economia non sono arrivate notizie importanti e gli operatori sono già con i pensieri a Natale - i Portfolio Managers stanno chiudendo i libri e molti fino all'inizio dell'anno nuovo non intendono effettuare nuovi investimenti.

In Europa il DAX (-0.13% a 13301 punti) ha seguito a ruota l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (-0.44% a 23898 punti) per una volta ha avuto una seduta negativa ma considerando la performance di settimana scorsa la reazione é comprensibile e non costituisce un evento particolare. L'SMI svizzero (+0.42% a 10724 punti) é salito su un nuovo massimo storico a 10734 punti. L'SMI continua a precedere di qualche ora l'S&P500 americano - una strana correlazione che funziona da mesi. Il rialzo continua sfidando eccessi ed ipercomperato.

Anche a Wall Street non é successo molto. L'S&P500 si é mosso in soli 5 (!) punti. Ha aperto a 3225 punti, é salito a 3227 punti (nuovo record storico) ed é sceso a 3222 punti. Ha chiuso in mezzo al range a 3224.01 punti (+0.09%). Gli altri indici che usiamo come riferimento si sono comportati in maniera simile - Nasdaq100 +0.20% a 8696 punti (con il solito nuovo record di Apple (+1.63%)), DJ Transportation +0.11% e Russell2000/RUT +0.13%.
La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3707 su 3702, NH/NL a 930 su 272 e volume relativo a 0.85. la volatilità VIX é ferma a 12.61 punti (+0.10), Il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.54 mentre il Fear&Greed Index lievita a 92 punti (+1 punto) - un anno fà, al termine del ribasso di dicembre, era a 3 punti. Negli indicatori non appare nessun cambiamento. Le premesse tecniche per una correzione delle borse sono ideali ma molto probabilmente questo non é il momento giusto.

Stamattina il Nikkei ha marciato sul posto (+0.04) - Shanghai guadagna il +0.67%. Il future sull'S&P500 é invariato a 3228 punti. Oggi in Europa le borse più importanti sono chiuse - si tratta solo a Londra. A Wall Street ci sarà una seduta raccorciata. Considerando le premesse é facile prevedere che oggi non succederà nulla di importante.

Auguriamo ai nostri abbonati Buone Feste e Buon Natale - il prossimo commento verrà pubblicato giovedì 26 dicembre nel primo pomeriggio.

Aggiornamento del 23 dicembre

Inizia la settimana di Natale - bassi volumi e normalmente qualche acquisto e poche vendite

Durante il fine settimana, dopo aver scritto il nostro commento, leggiamo le opinioni di colleghi, analisti tecnici e/o fondamentali. Abbiamo notato con soddisfazione che tutti gli analisti tecnici sono concordi nell'affermare che l'ipercomperato, l'eccesso di rialzo e l'euforia degli investitori dovrebbe ora provocare una correzione della borsa. D'altra parte siamo sempre preoccupati quando le opinioni sono così omogenee. Se tutti fossero convinti che la borsa deve scendere e fossero in effetti posizionati al ribasso ci sarebbero molte posizioni short da essere chiuse...
È indiscutibile che venerdì scorso le borse sono salite su un massimo - abbiamo registrato una serie di record storici o annuali sugli indici azionari. Ancora non sappiamo se nei prossimi giorni questi massimi verranno superati o se inizia una correzione. Senza notizie particolari é però difficile che proprio nella settimana di Natale si scateni un'ondata di vendite. In Europa questa settimana si tratterà solo oggi, lunedì 23 dicembre e venerdì 27 dicembre. La borsa americana sarà aperta anche martedì 24 per mezza giornata e giovedì 26 dicembre. Molti operatori saranno però assenti e i volumi saranno bassi. Il Window Dressing per fine anno dovrebbe causare più acquisti che vendite poiché in un anno di borsa così buono i portfolio manager dovranno mostrare di essere investiti e non seduti su montagne di liquidità. Insomma - in un anno di borsa positivo di solito le ultime sedute dell'anno sono positive. Sperare in un crollo delle borse basandosi solo sulle premesse tecniche é un'illusione.
Considerando tutti gli aspetti la variante più probabile é una settimana di Natale senza sostanziali variazioni.

Stamattina non appare nulla di nuovo. Il Nikkei sta guadagnando il +0.02% - Shanghai sta perdendo il -1.00%. Il future sull'S&P500 alle 07.35 é a 3227 punti (+1 punto). Stamattina devo uscire presto - scrivo il commento prima del solito e non ci sono ancora indicazioni dall'Europa. Stimo però che l'Eurostoxx50 debba aprire sui 3772 punti - le borse europee inizieranno le contrattazioni con una leggera minusvalenza (-0.01%). Prima di tre giorni di pausa infrasettimanali nessuno vorrà prendere rischi anche perché nel frattempo ci saranno due sedute a Wall Street. Di conseguenza ci aspettiamo una seduta tranquilla e senza sostanziali variazioni.

Commento del 21-22 dicembre

Massimo significativo in occasione della scadenza dei derivati di dicembre - esaminiamo questa ipotesi...

Spesso in occasione di una scadenza trimestrale dei derivati la borsa americana, con l'Europa a traino, arriva su un massimo o un minimo significativo. L'anno scorso la pesante correzione di dicembre é terminata lunedì 24 dicembre, una seduta dopo la scadenza. Quest'anno la regola é stata finora rispettata - l'S&P500 é salito venerdì su un nuovo massimo storico a 3225.65 punti ed ha chiuso poco più in basso a 3221.22 punti (+0.49%) - l'Eurostoxx50 ha chiuso sul massimo annuale e giornaliero a 3376 punti (+1.00%). Dobbiamo dire "finora" poiché non sappiamo se in effetti settimana prossima inizia una correzione o si verifica un'inversione di tendenza. Se settimana prossima le borse non scendono quello di venerdì non sarà un massimo. Per l'analisi tecnica le premesse sono però ideali e la probabilità é molto alta poiché abbiamo valori estremi di ipercomperato e di eccesso di rialzo sia a corto che a medio termine - la RSI giornaliera dell'S&P500 é a 75.73 punti - quella settimanale é a 73.41 punti. La candela sui grafici giornalieri e settimanali si trova sul bordo superiore delle Bollinger Bands - la distanza dalle MM a 50 e 200 giorni é molto alta. Infine gli indicatori di sentiment ci dicono che gli investitori non sono solo ottimisti ma praticamente euforici. Il gap che appare venerdì sui grafici degli indici americani può essere un segnale di esaurimento.
La più ottimistica variante delle nostre previsioni per il rialzo iniziato ad ottobre era una salita dell'S&P500 fino alla prima decade di gennaio del 2020 su un obiettivo a 3250-3300 punti. Venerdì 20 dicembre l'S&P500 ha chiuso a 3221.22 punti - se il rialzo continua seguendo la linea di trend valida finora l'S&P500 raggiungerà i 3300 punti verso l'8 di gennaio. Esiste quindi una possibilità, che noi giudichiamo bassa ma non nulla, che il rialzo prosegua fino al 6-10 gennaio senza correzioni intermedie.
Bisogna però esaminare la gamba di rialzo in maniera oggettiva - il movimento é iniziato il 3 ottobre dai 2856 punti. La borsa sale senza correzioni intermedie degne di nota da due mesi e mezzo e in questo periodo l'S&P500 ha guadagnato 365 punti o il +12.56% - é molto, é tanto, é probabilmente troppo. Si può inoltre discutere sui motivi di questo rialzo - per molti analisti fondamentali, noi compresi, non esistono spiegazioni plausibili se non quella relativa alla liquidità immessa dalla FED sul mercato nelle ultime settimane. In effetti i tassi d'interesse di mercato da ottobre sono saliti e le prospettive per gli utili delle imprese ristagnano. I prezzi delle azioni salgono unicamente perché molti investitori non sanno cosa comperare d'altro per raggiungere i loro obiettivi. Almeno la borsa ha il momentum che la sostiene. Un'esagerazione e un forte eccesso sono però una situazione rara ed instabile - presto o tardi bisogna tornare alla ragione - i tempi sono maturi per una sana e dovuta correzione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.22% a 3776 punti
DAX                         +0.27% a 13318 punti
SMI                          +2.40% a 10679 punti
FTSE MIB                  +2.89% a 24003 punti
S&P500                    +1.65% a 3221.22 punti
Nasdaq100               +2.25% a 8678 punti

Il riassunto della seduta di venerdì in Europa é presto fatto. Rialzo su tutta la linea senza evidenti debolezze. Gli indici azionari europei hanno chiuso sul massimo giornaliero e con forti guadagni. Eurostoxx50 (+1.00% a 3776 punti) e FTSE MIB (+1.24%) hanno raggiunto un nuovo massimo annuale. Il DAX malgrado il balzo del +0.81% a 13318 punti é rimasto 100 punti sotto il massimo annuale ma considerando i dati economici pubblicati in settimana questa performance é da considerarsi come un miracolo. L'SMI svizzero (+0.98% a 10679 punti) ha fatto registrare un nuovo massimo storico dando il buon esempio all'S&P500 americano.
Le borse europee sono meno ipercomperate e meno in eccesso di rialzo di quella americana - in teoria hanno ancora un certo margine di manovra verso l'alto. È però molto probabile che se la borsa americana comincia a correggere anche gli indici azionari europei cominceranno a scendere.

Come spesso succede negli ultimi tempi la seduta a New York é stata irreale considerando le circostanze. Il record storico e la scadenza dei derivati avrebbe dovuto provocare volatilità - invece l'S&P500 ha aperto in gap up ed é oscillato in solo 9 punti. Il listino si é mosso in maniera compatta e la debole espasione dei NH ci mostra che sono ancora i soliti nomi a trascinare il rialzo.
L'S&P500 ha aperto a 3220 punti. All'inizio é sceso a 3216 punti - é rimasto quindi aperto un gap di 11 punti. Poi l'S&P500 é salito e alle 17.30 ha raggiunto i 3224 punti. In seguito il mercato si é fermato - l'indice é oscillato in una manciata di punti, ha toccato un nuovo massimo storico a 3225.65 punti e ha chiuso a 3221.22 punti (+0.49%). Anche il Nasdaq100 (+0.43% a 8678 punti) ha fatto registare un nuovo record storico. DJ Transportation (+0.89%) e Russell2000 (+0.29%) hanno partecipato al rialzo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4472 su 2923, NH/NL a 1162 (meno di lunedì quando l'S&P500 era a 3197 punti) su 246 e volume relativo a 1.9 (censeguenza della scadenza dei derivati e quindi non rilevante). La volatilità VIX é rimasta ferma a 12.51 punti (+0.01), il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente molto basso a 0.46 (MM a 10 g a 0.56) e il Fear&Greed Index é lievitato a 91 punti (+1 punto).
La tendenza di fondo della borsa americana resta saldamente al rialzo con il 73.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 65.67.
Per una volta anche l'analisi dei COT ci da un segnale interessante - settimana scorsa la posizioni short dei Commercials sono decisamente aumentate - spesso questi professionisti hanno ragione malgrado che il timing non sempre é perfetto.

Insomma - secondo noi all'inizio di settimana prossima deve iniziare una correzione. Gli eccessi sono talmente forti che forse la correzione potrebbe trasformarsi in ribasso e rappresentare la fine anticipata del rialzo di ottobre. È iniziato in anticipo - potrebbe finire in anticipo anche se questa non é una variante con alta probabilità - per ora é solo un'ipotesi di lavoro.
Molti investitori professionisti hanno però interesse a difendere l'attuale performance fino alla fine dell'anno. I big players cercheranno di impedire una correzione per incassare pingui performance fees. Se entro martedì non appaiono evidenti segnali di debolezza é probabile che fino a fine anno non succeda più niente. Con le feste natalizie mancano ormai poche sedute al 31 dicembre.
Martedì 24 dicembre pubblicheremo ancora il commento tecnico del mattino - poi faremo una breve pausa - il commento successivo verrà pubblicato nella giornata di giovedì 26 dicembre.

Commento del 20 dicembre

Vince la variante del rialzo fino alla scadenza odierna dei derivati di dicembre

Ieri le borse europee hanno marciato sul posto - l'Eurostoxx50 ha chiuso invariato a 3739 punti (+0.00%). Come nelle due precedenti sedute il DAX (-0.08% a 13212 punti) ha seguito l'Eurostoxx50 come un'ombra. Invece per ragioni diverse il FTSE MIB (+0.34% a 23709 punti) e l'SMI (+0.17% a 10575 punti) hanno sovraperformato. La borsa italiana ha qualcosa da recuperare. Non ha ancora superato il massimo di novembre - questo significa che a dicembre non ha toccato un nuovo massimo annuale. A breve la borsa italiana approfitta della forza relativa del settore bancario (SX7E +0.51% a 98.54 punti). L'SMI svizzero invece continua ad orientarsi all'America e passa da un nuovo record storico al successivo - quella di ieri é la migliore chiusura giornaliera della storia - é sempre il settore farmaceutico, ben rappresentato nell'indice, a trascinare il rialzo.
Formalmente la tendenza di fondo in Europa é ancora al rialzo - basta però osservare il grafico del DAX per rendersi conto che da inizio novembre gli indici sono in una oscillazione in laterale e non riescono più a tenere il passo con il rialzo della borsa americana.
D'altra parte é probabile che quando il rialzo in America finirà e ci sarà una correzione, questa coinvolgerà anche l'Europa.

Dopo tre sedute con chiusure a 3191-3192 punti pensavamo che l'S&P500 potesse cominciare a correggere. L'indice era in evidente perdita di momentum e non sapevamo se avrebbe seguito le statistiche salendo fino a venerdì o se avesse ceduto prima seguendo puntualmente l'apice degli oscillatori. Ieri sera abbiamo avuto la risposta. L'S&P500 é ulteriormente salito, ha toccato un nuovo massimo storico a 3205.48 punti e ha chiuso vicino al massimo a 3205.37 punti (+0.45%). Vale quindi l'ipotesi che oggi l'S&P500 si troverà su un massimo significativo. L'obiettivo psicologico a 3200 punti é stato raggiunto e servirà come punto di riferimento alla scadenza odierna dei derivati di dicembre. Oggi avremo una seduta volatile con alcuni scatti incomprensibili - per saldo però gli indici dovrebbero muoversi poco.
L'S&P500 ha aperto a 3195 punti ed é inizialmente sceso a 3192 punti a prendere slancio. Poi finalmente é salito e ha superato i 3200 punti - alle 17.30 ha raggiunto i 3202 punti. Dopo una pausa di un paio d'ore é lievitato fino ai 3205 punti. Sul finale é sceso a 3200 punti e sembrava che come al solito dovesse chiudere con un'ondata di vendite. Invece si é impennato in chiusura e si é fermato a 3205.37 punti (+0.45%). Il Nasdaq100 (+0.71% a 8641 punti) ha fatto ancora meglio mentre DJT (+0.23%) e RUT (+0.32%) sono rimasti indietro. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4458 su 2911, NH/NL a 945 su 263 e volume realtivo a 1.0. Il calo dei NH (nuovi massimi a 30 giorni) é incomprensibile e rappresenta un preoccupante segnale di debolezza strutturale - poche azioni trascinano il rialzo mentre il grosso del listino arranca. Gli investitori sono ora euforici - la volatilità VIX é scesa a 12.50 punti (-0.08), il CBOE Equity put/call ratio era ancora basso a 0.54 mentre il Fear&Greed Index é balzato a 90 punti (+3 punti). Gli indicatori di sentiment nel complesso ci dicono che ora la probabilità che l'S&P500 debba correggere é alta.
È forse superfluo aggiungere che i guadagni di ieri hanno reso gli indici ancora più ipercomperati (RSI a 73-74 punti) e in eccesso di rialzo (grande distanza dalle MM a 50 e 200 giorni). È però altamente improbabile che la correzione inizi oggi poiché é l'ultimo giorno della settimana e tutti avranno interesse a ingessare il mercato sui valori attuali in attesa della scadenza dei derivati di dicembre.

Stamattina riappare il rosso sugli schermi ma le minusvalmenze sono leggere. Il Nikkei ha perso il -0.03% - Shanghai é in calo del -0.4%. Il future sull'S&P500 scivola a 3209 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3737 punti. Le borse europee apriranno di poco in negativo (-0.1%). Le scadenze dei derivati sono distribuite durante la giornata - i movimenti più importanti sono concentrati a mezzogiorno. Non ci aspettiamo sorprese e prevediamo che le borse stasera chiuderanno senza sostanziali variazioni. 

Commento del 19 dicembre

Una copia della seduta di martedì - Apple, Microsoft e Google in calo

Dopo una breve analisi superficiale si fa fatica a riconoscere delle differenza tra la seduta di martedì e quella di ieri. L'S&P500 (-0.04% a 3191.14 punti) si é mosso in soli 7 punti con un minimo a 3191 ed un massimo a 3198 punti - ha chiuso praticamente invariato e durante la seduta ha toccato un nuovo record storico marginale (differenza di 0.26 punti) a 3198.48 punti. Le due ultime candele sul grafico sono uguali e parallele. In Europa ci sono state delle differenze ma le avevamo anticipate nel commento del mattino quando abbiamo scritto: "In linea di massima ci aspettiamo una seduta come ieri ma con perdite minori."
In effetti l'Eurostoxx50 é sceso a 3739 punti (-0.17%) - martedì aveva perso il -0.73%. Lo stesso vale per il DAX con una minusvalenza del -0.49% contro il precedente -0.89%. Entrambi gli indici hanno chiuso sul minimo giornaliero con danni più o meno gravi al trend rialzista. Questa é la seconda seduta negativa. Se martedì poteva solo essere un caso ora il calo sembra diventare un problema. La rottura al rialzo culminata nel nuovo massimo annuale di lunedì é stata negata. Il DAX é tornato tristemente ad oscillare tra i 13000 ed i 13400 punti. Il rialzo é in stallo - finora é tutto quello che si può dire. Parlare di correzione é ancora prematuro. L'Eurostoxx50 non é ancora ricaduto a 3700 punti ma due sedute negative consecutive cominciano a preoccuparci specialmente perché ora anche la borsa americana dovrebbe fare una correzione minore. Una ricaduta a 3700 punti sarebbe un problema per quel che riguarda il trend a medio termine - questo sviluppo sarebbe pessimo poiché sarebbe una conferma che il mercato é in stallo. In generale ci disturba la divergenza negativa sulla RSI (massimi ascendenti sugli indici - massimi discendenti sulla RSI).
Come martedì anche ieri FTSE MIB (-0.01% a 23628 punti) e SMI (+0.17% a 10556 punti) hanno fatto meglio delle altre borse europee. Sul FTSE MIB questa é l'unica osservazione possibile visto che l'indice si é mosso in pochi punti, ha marciato sul posto e ha chiuso in pari. L'SMI ha toccato un nuovo massimo storico a 10638 punti. Ha però chiuso 82 punti più in basso salvando "solo" un guadagno di 17 punti. La reazione potrebbe essere un segno di momentaneo esaurimento ma per una conferma dobbiamo aspettare l'esito della seduta odierna. Il trend é ovviamente al rialzo.

A New York c'é stata un'altra seduta noiosa e senza movimenti importanti. Agli investitori l'impeachment del presidente Donald Trump non interessa. È una guerra politica che ha già stufato prima di entrare nel vivo della questione e che non arriverà a nessun risultato concreto. Sarà solo una diatriba che dilanierà il Paese e nuocerà alle Istituzioni.
L'S&P500 ha aperto a 3196 punti, é salito a 3198 punti, é caduta a 3192 punti ed ha poi fatto un ulteriore tentativo di rialzo fino ai 3198 punti. Da tre giorni ogni spinta di rialzo si ferma a 3198 punti - evidentemente qui c'é una resistenza. A metà seduta l'S&P500 si é stabilizzato sui 3195 punti e solo sul finale é caduto sul minimo a 3191.14 punti (-0.04%). Il Nasdaq100 (+0.06% a 8580 punti - nuovo massimo storico a 8608 punti) lo ha imitato. Qui appare una piccola ma significativa differenza - al contrario dei giorni scorsi i tre leaders Apple, Microsoft e Google hanno chiuso in calo - sono stanchi? L'altra differenza é il crollo di Federal Express (-10.03%) - il colosso dei trasporti di merci e della distribuzione di pacchi ha pubblicato risultati trimestrali deludenti e ridotto le previsioni per il 2020. Questo ha fatto scendere l'indice dei trasporti (DJT -0.91%). La teoria di Dow lancia un segnale d'allarme - un rialzo delle borse deve essere sostenuto dal settore dei trasporti - se i trasporti boccheggiano significa che produzione e consumi devono essere in calo.
Al crollo di Fedex si contrappone il nuovo massimo storico di Tesla (+3.74%) - molti speculatori prima di fine anno coprono le posizioni short e questo ha un effetto di risucchio verso l'alto. Come martedì il Russell2000 (+0.25%) ha guadagnato terreno.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4025 su 3366, NH/NL a 1025 (non aumentano...) su 289 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é salita a 12.58 punti (+0.29) mentre la CBOE Equity put/call ratio era ancora (troppo) bassa a 0.49 (!). Il Fear&Greed Index é salito a 87 punti (+2 punti). Dagli indicatori di sentiment arriva un chiaro segnale di possibile imminente correzione.
Restiamo della ferma opinione che dai 3200 punti di S&P500 deve iniziare una correzione con obiettivo sui 3150 punti. Non sappiamo se questa correzione inizia subito o solo dopo la scadenza di venerdì. Ieri per testare questa ipotesi abbiamo aperto una posizione short speculativa sul Nasdaq100 a 8600 punti - abbiamo annunciato questa operazione nel commento tecnico delle 14.00.

Anche stamattina i mercati sono fermi. Il Nikkei ha perso il -0.29% - Shanghai al momento é in pari. Il future sull'S&P500 é invariato a 3199 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3742 punti - le borse europee apriranno leggermente positive (+0.1%). Le premesse sono per una seduta tranquilla e senza sostanziali variazioni. I derivati di dicembre scadono domani nel corso della giornata.

Commento del 18 dicembre

La scadenza dei derivati di dicembre dirige i movimenti degli indici

Ieri le borse in Europa si sono mosse in maniera scoordinata. Tra la perdita del DAX (-0.89% a 13287 punti) e il guadagno del FTSE MIB (+0.45% a 23630 punti) c'é una grossa e inabituale differenza. Molto probabilmente questa é la conseguenza di due effetti tecnici. Da una parte certi indici azionari erano decisamente ipercomperati - la candela di lunedì sul grafico era in buona parte sopra il bordo superiore delle Bollinger Bands. Inoltre la scadenza dei derivati di dicembre provoca dei movimenti di assestamento che nulla hanno a che fare con valutazioni di tipo fondamentale o con al tendenza rialzista delle borse. Lunedì hanno predominato i short covering - ieri ci sono state soprattutto le prese di beneficio degli ultimi speculatori long. Ora dovrebbero esserci alcune sedute di calma prima che la scadenza vera e propria provochi una seduta volatile. Cosa intendiamo come seduta di calma l'avete già visto ieri sera a Wall Street. L'S&P500 si é mosso in soli 7 punti (!) e ha chiuso invariato a 3192.52 punti (+0.06%).
Sulla seduta di ieri in Europa c'é poco da aggiungere - quanto c'era da dire lo leggete nei commenti serali sui vari indici. Rileviamo unicamente che le prese di beneficio hanno avuto carattere difensivo. Sono stati venduti titoli ciclici e legati ai consumi mentre sono stati comperati titoli d'energia e di società di pubblica utilità (utilities). Questo spiega il calo di DAX e Eurostoxx50 (-0.73% a 3745 punti), la buona performance del FTSE MIB e la tenuta dell'SMI svizzero (-0.03% a 10539 punti). La ritirata ha avuto ovvie ripercussioni sui tassi d'interesse che sono scesi - questo vuol dire che il future sul Bund é salito a 172.22 punti (+0.22%) con un'interessante rimbalzo dalla MM a 200 giorni.
Quella di ieri per molti indici appare come una normale seduta negativa all'interno di un rialzo di medio termine. Gli indici hanno semplicemente ritracciato buona perte dei guadagni di lunedì. Potrebbe nascere un problema se la rottura al rialzo di venerdì e lunedì venisse negata - concretamente se l'Eurostoxx50 ricadesse sui 3700 punti e il DAX tornasse a 13200 punti. A questo punto sarebbe possibile che il rialzo fosse praticamente finito (come potenziale verso l'alto) e che fino a fine anno si parlerà solo di movimento laterale di tipo distributivo.  

La seduta a New York é stata noiosa e priva di spunti. L'S&P500 ha aperto a 3194 punti, é salito a 3198 punti di massimo (nuovo record storico marginale a 3198.22 punti) ed é caduto a 3191 punti di minimo alle 16.00. Dopo 30 minuti la seduta era finita. L'indice é poi oscillato intorno ai 3194 punti fino alla chiusura a 3192.52 punti (+0.03%). Il Nasdaq100 (+0.06% a 8575 punti) e il DJT (+0.11%) si sono comportati in maniera simile. Solo il Russell2000 (+0.45%) ha sovraperformato - questo ha influito positivamente sull'A/D ma non sul numero dei nuovi massimi - strano.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4280 su 3107, NH/NL a 931 (ieri erano 1299) su 315 (ieri erano 265). La volatilità VIX é salita a 12.29 punti (+0.15), la CBOE Equity put/call ratio erano nuovamente (troppo) bassa a 0.53 mentre il Fear&Greed Index é salito a 83 punti (+3 punti). Finora i dati tecnici sostengono la nostra ipotesi di un massimo intermedio sui 3200 punti - questo massimo doveva verificarsi intorno alla seduta odierna. Non sappiamo se una correzione inizierà subito o solo dopo la scadenza dei derivati di venerdì - secondo gli oscillatori dovrebbe iniziare oggi - secondo le statistiche il mercato dovrebbe "reggere" fino all'inizio di settimana prossima.

Stamattina appaiono timididamente dei segnali negativi. Il Nikkei ha perso il -0.55% - Shanghai é in calo del - 0.2%. Ieri sera Federal Express ha pubblicato risultati trimestrlai deludenti diminuendo le stime per gli utili dell'anno prossimo - nel dopo borsa l'azione ha perso il -6%. Il future sull'S&P500 perde solo 2 punti a 3193 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3744 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate - il DAX dovrebbe perdere un -0.3%.
Oggi verranno pubblicati alcuni dati riguadanti le prospettive economiche in Germania (Ifo) e l'inflazione in Europa. Vedremo se i mercati azionari avranno una reazione. In linea di massima ci aspettiamo una seduta come ieri ma con perdite minori.
Nessuno parla più di criptovalute - noi ogni tanto ci diamo un'occhiata poiché come sapete riteniamo che il trend doveva essere al ribasso fino a fine anno. Negli ultimi 7 giorni il Bitcoin (6640 USD) ha perso il -8% - Ethereum (122 USD), la seconda moneta per capitalizzazione, ha perso il -16%.

Commento del 17 dicembre

Vai, vai, non ti ferma più nessuno - nuovi massimi storici o annuali

Ieri le borse europee hanno avuto un'altra seduta positiva che ha permesso ai maggiori indici (Eurostoxx50 +1.14% a 3773 punti e DAX +0.94% a 13407 punti) di raggiungere dei nuovi massimi annuali. Gli indici hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri e con forti guadagni - evidentemente il rialzo continua. L'ipercomperato e l'eccesso di rialzo (candele sopra il bordo superiore delle Bollinger Bands) possono frenare la salita ma non sono in grado di bloccarla e provocare una correzione.
Anche la giornata a Wall Street é stata positiva malgrado che la seduta ha avuto uno svolgimento surreale. L'S&P500 ha aperto in gap up a 3192 punti e dopo un breve ritracciamento a 3188 punti é salito con una lenta parabola al nuovo massimo storico a 3197.71 punti per poi ridiscendere in chiusura a 3191.45 punti (+0.71%). Come notate l'S&P500 si é mosso in soli 9 (!) punti malgrado che il nuovo massimo storico e la vicinanza dei 3200 punti avrebbero potuto provocare entusiasmo e volatilità. Il gap in apertura é rimasto aperto - esaurimento o accelerazione? Il rialzo ha coinvolto tutto il listino ed i maggiori indici sono saliti in maniera omogenea (Nasdaq100 +0.97% a 8570 punti, DJ Transportation +0.85%, Russell2000 +0.73%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5037 su 2430, NH/NL a 1299 su 265 (OK!) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é scesa a 12.14 punti (-0.49) mentre la CBOE Equity put/call ratio a 0.61 era neutra. Il Fear&Greed Index é balzato a 82 punti (+7 punti). Abbiamo la solita combinazione di ipercomperato, eccesso di rialzo e investitori euforici e speculativamente orientati al rialzo. Prima della scadenza dei derivati di venerdì é però improbabile che inizi una correzione.
In generale il rialzo iniziato ad ottobre é più forte e costante di quanto ci eravamo immaginati - gli indici stanno salendo verso gli obiettivi massimi che avevamo ipotizzato all'inizio di questa fase di rialzo. Non ci sono correzioni intermedie. Spesso nel passato questo tipo di rialzo é sfociato in un massimo importante e significativo. Per adesso però ci focalizziamo sull'obiettivo indicato nell'aggiornamento di lunedì - 3200 punti di S&P500 verso la metà di questa settimana - ieri l'indice si é fermato a 2 punti dall'obiettivo.

Oggi il nostro commento é breve é conciso. La ragione é semplice. Il rialzo prosegue come da copione e non appare nulla che segnali la possibile fine del movimento e l'inizio di una importante correzione. Osserviamo da vicino alcuni sviluppi interessanti tipo l'aumento dei tassi d'interesse - ieri il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito a 1.89% (+0.07%). In una prima fase questo aumento é un segnale positivo poiché mostra che gli investitori credono in una ripresa della crescita economica e sono più disposti a prendere rischi. Un aumento troppo marcato é però pericoloso poiché rende il mercato azionario relativamente ancora più caro di quanto era già in precedenza. È difficile dire dove si trova il limite del dolore. L'impressione fornita dai grafici é però che una salita nel settore 1.95%-2.00% comincerebbe a stimolare la discussione sul tema e rendere il rialzo delle borse a rischio.

Stamattina ritroviamo le borse con i soliti lievi guadagni di partenza. Il future sull'S&P500 sale a 3202 punti (+3 punti). Le borse asiatiche copiano il rialzo di ieri in Europa ed America (Nikkei +0.48, Shanghai +1.3%). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3773 punti - le borse europee apriranno invariate. Ieri il balzo degli indici é stato marcato - molto probabilmente gli ultimi speculatori short con posizioni a scadenza dicembre sono stati obbligati a comperare e chiudere. Ora questo effetto di short covering dovrebbe finire. È probabile che adesso ci siano alcune seduta di pausa.

Aggiornamento del 16 dicembre

Venerdì 20 scadono i derivati di dicembre - l'anno scorso é stato un minimo - quest'anno sarà un massimo

La tendenza di fondo delle borse é al rialzo. Per ottimizzare la performance bisogna però cercare di capire quando ci possono essere delle fasi negative - in questo caso delle correzioni intermedie in una fase di rialzo. L'analisi tecnica e gli indicatori ci dicono quando esistono le premesse ideali per una correzione. Spesso però sono delle notizie o degli avvenimenti a scatenare una correzione e non tanto il raggiungimento di un determinato livello di ipercomperato o di ottimismo da parte degli investitori. Il mercato delle opzioni ci dice che ora gli investitori sono molto ottimisti e speculativamente troppo orientati al rialzo. Questo situazione può però persistere parecchi giorni senza conseguenze negative. Per cercare una soluzione e trovare il timing ideale bisogna studiare l'agenda e guardare quali avvenimenti futuri possono essere determinati. Settimana scorsa c'erano le elezioni in Gran Bretagna e le riunioni delle Banche Centrali. Si sapeva inoltre che la data del 15 dicembre era cruciale per le trattative in corso tra Cina e Stati Uniti. Se i due Paesi  non avessero concluso un accordo commerciale sarebbero entrati in vigore ulteriori dazi punitivi. Settimana scorsa é andato tutto bene - ci sono state solo notizie positive per le borse mondiali e questo ha provocato ulteriori acquisti, una performance positiva e il raggiungimento di nuovi massimi storici o annuali.
Ora il cammino diventa più difficile poiché tutte le buone notizie sono conosciute e sono state scontate dai mercati - fino a fine anno, tranne la solita serie di dati economici, non c'é più niente di importante. Ci sono solo due aspetti tecnici da considerare. Il più importante é la scadenza trimestrale dei derivati di dicembre. Questa é sempre il terzo venerdì del mese - quest'anno é 20 dicembre. L'anno scorso era stata il 21 dicembre - il forte ribasso era finito il lunedì 24 dicembre. Spesso in occasione di questa scadenza il mercato si trova su un massimo o su un minimo intermedi. Quest'anno non può che essere un massimo. Talvolta il massimo si verifica un paio di giorni prima della scadenza poiché la maggior parte dei traders non aspettano l'ultimo giorno per chiudere le posizioni o effettuare le operazioni di reporting. La nostra ipotesi é quindi che l'S&P500 debba salire sui 3200 punti per mercoledì o giovedì. Poi si ferma uno o due giorni. Dopo corregge...
L'altro aspetto é la liquidità di fine anno e il comportamento del mercato repo. Da settimane ci sono tensioni con balzi del tasso d'interesse overnight sopra il 4%. Non si sa ancora se le operazioni annunciate venerdì dalla FED basteranno a riportare l'ordine - bisognerà vedere se oggi i tassi overnight scendono e cadono sotto la soglia del 2% - solo in questo caso si potrà tirare un sospiro di sollievo e essere sicuri che fino all'inizio dell'anno prossimo da questo fronte non arriveranno rischi per il rialzo delle borse. 
Stamattina i mercati sono come al solito - questo significa che il future (scadenza marzo) sull'S&P500 guadagna altri 8 punti a 3184 punti e il resto segue. Il Nikkei perde il -0.29% - Shanghai sta guadagnando il +0.6%. Alle 08.00 l'Eurostoxx50 vale 3754 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.6%. Bisogna però fare attenzione - formalmente gli indici si muovono ancora sotto i massimi di venerdì quando il future sull'S&P500 aveva toccato i 3185 punti e l'Eurostoxx50 era salito sul nuovo massimo annuale a 3765 punti. È possibile che dopo queste buone aperture ci sia un semplice ritracciamento e un'oscillazione in laterale. Le premesse sono per una seduta positiva. Saremmo però stupiti se dai livelli d'apertura gli indici riuscissero a fare ulteriori sensibili progressi.

Commento del 14-15 dicembre

Rialzo fino a fine anno o fine alla prima decade di gennaio - si riapre la discussione riguardante obiettivo

Venerdì l'Eurostoxx50 (+0.67% a 3731 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale a 3765 punti - in serata l'S&P500 (+0.01% a 3168.80 punti) ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3182.68 punti. Nuovi massimi sono un segnale inequivocabile e indiscutibile di rialzo. Finora non appare nessuna forte divergenza, segnale d'esaurimento di trend o d'inversione di tendenza che possano mettere in discussione il rialzo di medio termine. I cicli e la stagionalità ci aiutano a fissare la durata del movimento - da ottobre scriviamo che questa fase deve durare fino a fine anno o fino alla prima decade di gennaio del 2020. Più difficile é fissare un obiettivo poiché ci sono numerosi metodi. Nell'analisi del 9-10 novembre abbiamo per la prima volta presentato la variante di un target sull'S&P500 a 3250-3300 punti. All'inizio questo obiettivo non sembrava verosimile e non godeva dei nostri favori. In mancanza di correzioni intermedie la pendenza del trend ha però come sbocco i 3250 punti intorno al 6 di gennaio dell'anno prossimo.
Con questo obiettivo abbiamo sempre avuto un problema - l'elevata valutazione fondamentale del mercato. La borsa americana é oscenamente cara e non sembra avere margini di apprezzamento. Come vedete nella tabella sottostante gli analisti di Wall Street, che a causa del conflitto d'interesse tendono ad essere ottimisti, condividono la nostra opinione. Per la fine del 2020 prevedono un target per l'S&P500 di 3280-3300 punti basandosi su utili (earnings) di 172-174 USD per le 500 azioni dell'indice. È interessante osservare i dati risalenti all'anno scorso - il target per la fine del 2019 era a 3056-3090 punti con utili di 173 USD. Malgrado un ristagno degli utili l'S&P500 cresce di un +10% - si prevede quindi una malsana espansione dei P/E provocata dalla liquidità e dalla mancanza d'alternative d'investimento. Il punto é però che per la fine dell'anno prossimo il potenziale di rialzo é del +2.5%/+4% - se questo potenziale viene già sfruttato nel prossimo mese cosa potrebbe poi succedere nel 2020?
Una settimana fà vi avevamo detto che il rialzo dei mercati azionari era formalmente ripreso dopo una mini correzione di due giorni. A causa dell'eccessivo ottimismo degli investitori credevamo però che doveva ancora esserci una fase di consolidamento e ci aspettavamo una settimana più o meno in pari. Non abbiamo fatto i conti con Donald Trump, Boris Johnson e Jerome Powell. America e Cina hanno raggiunto un accordo commerciale parziale - non si conoscono i dettagli del documento ma almeno gli Stati Uniti hanno rinviato l'introduzione di ulteriori dazi punitivi prevista il 15 dicembre. In Gran Bretagna i conservatori di Boris Johnson hanno vinto le elezioni e hanno la maggioranza assoluta in Parlamento - da questa posizione di forza il primo ministro é in grado di far ratificare e siglare finalmente l'accordo con l'UE e realizzare la Brexit entro il 31 gennaio 2020. Infine la FED ha annunciato una enorme immissione di liquidità sul mercato interbancario che risolve almeno fino all'inizio dell'anno prossimo i problemi sul mercato repo che aveva provocato preoccupanti impennate dei tassi d'interesse overnight. Insomma tra giovedì e venerdì si é trovata una soluzione a problemi che affliggevano i mercati finanziari da mesi. Ed ora? Sell on good news? Vediamo quale é stata la risposta degli investitori. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.05% a 3731 punti
DAX                         +0.88% a 13282 punti
SMI                          -0.33% a 10429 punti
FTSE MIB                  +0.63% a 23329 punti
S&P500                    +0.73% a 3168.80 punti
Nasdaq100               +1.08% a 8487 punti

Il rally di giovedì é continuato venerdì - nel corso della giornata però sono arrivate le prese di beneficio e gli indici hanno chiuso lontani dai massimi giornalieri e con volumi in aumento. Senza poter parlare di reversal sono apparsi sintomi di esaurimento.
Le borse europee hanno aperto con un balzo del +1.4% e fino a mezzogiorno hanno ancora guadagnato qualche punto. Nel pomeriggio sono scese e a fine giornata hanno salvato solo un moderato guadagno. L'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo massimo annuale a 3765 punti e ha chiuso 34 punti più in basso a 3731 punti (+0.67%). Il DAX lo ha imitato con un massimo annuale a 13423 punti e una chiusura a 13282 punti (+0.46%). FTSE MIB (-0.26% a 23329 punti) e SMI (-0.21%) hanno invece chiuso in perdita - per la borsa italiana questa é forse una conseguenza della sovraperformance di giovedì - per la borsa svizzera invece il problema é la struttura difensiva dell'indice. In generale la rottura al rialzo non é ancora definitiva poiché i precedenti massimi non sono stati superati nettamente e gli indici (Eurostoxx50 e DAX) in chiusura sono ricaduti sotto i precedenti massimi di novembre. Formalmente l'Eurostoxx50 é ancora legato all'oscillazione in laterale intorno ai 3700 punti.
Malgrado il trend rialzista non sembra esserci molto spazio verso l'alto visto che la rottura é stata venduta.

La seduta a New York ha soddisfatto le nostre attese. Malgrado il fuoco pirotecnico del mattino, nei commenti sugli indici americani alle 14.00 abbiamo previsto prese di beneficio e una chiusura in pari. In effetti l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 3182.68 punti ma ha poi chiuso a 3168.80 punti (+0.01%). L'indice si é mosso in 26 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero. Chi si aspettava che le buone notizie potessero scatenare un rally é rimasto deluso.
La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3640 su 3786, NH/NL a 1009 (in calo!) su 398 (in aumento!) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é crollata a 12.63 punti (-1.31), la CBOE Equity put/call ratio era nuovamente bassa a 0.55 (MM a 10g a 0.60) e il Fear&Greed Index é salito a 75 punti (+1 punto). La tecnologia si é distinta con un balzo del Nasdaq100 a 8487 punti (+0.25%) e nuovi record storici di Apple (+1.36%) e Microsoft (+0.84%). Trasporti (DJT -0.13%) e PMI (Russell2000/RUT -0.42%) hanno invece terminato la seduta in calo.
Ora ci ritrovamo in una situazione tecnica conosciuta. Il momentum punta al rialzo. La partecipazione é deludente e rende il trend fragile e a rischio di correzione. Gli investitori sono euforici. Abbiamo delle divergenze a livello di RSI con massimi discendenti. La tendenza di fondo della borsa americana é saldamente al rialzo con il 69.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 63.17 punti. Ci sono però nuovamente le premesse tecniche ideali per una correzione minore di al massimo 3%. Psicogicamente il mercato é in un momento difficile poiché dopo tutte le buone notizie non si capisce cosa potrebbe spingere le borse ancora più in alto.
Da come si presenteranno i mercati lunedì vedremo se in effetti c'é voglia di correzione o se invece passiamo direttamente al rally natalizio.

Commento del 13 dicembre

Trump annuncia un accordo, Boris Johnson stravince e la FED innonda il mercato repo di liquidità - le borse decollano

Ieri fino nel tardo pomeriggio i mercati finanziari erano tranquilli - le borse europee alle 15.35 erano in leggera perdita. Poi Donald Trump ha twittato che un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina era stato praticamente stato raggiunto. Le borse hanno reagito immediatamente e gli indici azionari sono decollati. Le borse europee hanno chiuso con guadagni del +0.5% circa (Eurostoxx50 +0.51% a 3706 punti). L'S&P500 alle 16.20 ha toccato un nuovo record storico a 3176.28 punti e ha chiuso a 3168.57 punti (+0.86%). Questa forte accelerazione sopra il precedente massimo a 3154 punti di novembre conferma la ripresa del rialzo.
Le notizie positive non si fermano qui. I Conservatori di Boris Johnson hanno vinto le elezioni in Gran Bretagna e conquistano la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento - finalmente la situazione politica si sblocca e i mercati finanziari reagiscono con un sospiro di sollievo - la borsa di Londra sale e la sterlina inglese si rafforza. Infine la FED americana ha comunicato quali saranno le operazioni repo fino alla fine dell'anno. Con sorpresa (e in parte sgomento) ci si é resi conto che la Banca Centrale americana intende innondare il mercato con 500 Mia di USD di liquidità per evitare ulteriori tensioni in vista della chiusura di fine anno. Naturalmente questo da un'ulteriore spinta alle borse e provoca un terremoto sui tassi d'interesse e sull'USD - il cambio EUR/USD é schizzato fino a 1.12 e si trova ora a 1.1165.

Per l'analisi tecnica é evidente che la borsa americana ha finito la fase di consolidamento e ha ripreso il rialzo che dovrebbe terminare solo a fine anno o nella prima decade di gennaio del 2020. Gli indici azionari europei non hanno ancora raggiunto dei nuovi massimi annuali ma dovrebbero seguire. Il problema a breve é che questa serie di notizie ha scatenato l'euforia. Secondo noi l'effetto di queste notizie non dovrebbe durare a lungo - seguiranno certamente delle prese di beneficio. Si tratterà di capire se questa spinta di rialzo é sostenibile o se invece é la premessa per una correzione più importante. Alcuni movimenti sono solo all'inizio come mostra stamattina la rottura al ribasso sul Bund (171.18, -0.33%) che ieri ha scatenato un rally dei titoli bancari (SX7E +2.76% a 96.12 punti). Oggi godiamoci la continuazione del rialzo - nell'analisi del fine settimana avremo il tempo di fare il punto della situazione dopo questo terremoto che é avvenuto su più fronti.    

L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3138 punti. Dopo il tweet di Donad Trump (ma per lui non vale il reato di manipolazione del mercato?) la borsa é decollata e alle 16.20 l'S&P500 ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3176.28 punti. Il Nasdaq100 ha contemporaneamente toccato un nuovo record storico a 8493 punti. Poi é tornata la calma - l'indice é ridisceso a 3151 punti ed é risalito per chiudere a 3168.57 punti (+0.76%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 4932 su 2525, NH/NL a 1239 su 352 e volume relativo a 1.1. I dati sulla partecipazione sono convincenti. Il rialzo ha coinvolto tutto il listino (Nasdaq100 +0.76% a 8466 punti, DJT +1.03%, RUT +0.79%). La volatilità VIX é caduta a 13.94 punti (-1.05) mentre la CBOE Equity put/call ratio era molto bassa a 0.45 (!!!) - i dati sul sentiment mostrano una tale speculazione al rialzo da denotare euforia. L'S&P500 per la prima volta da ottobre ha bucato il bordo superiore delle Bollinger Bands - le premesse per una correzione o una reazione negativa sono ideali. Stamattina, come pura operazione di trading speculativa a corto termine e in controtendenza, abbiamo venduto il future sull'S&P500 a 3182 punti.

Stamattina irrompono sul mercato tutti gli influssi delle notizie di ieri. Il Nikkei ha fatto un balzo del +2.55%. Shanghai sale del +1.8%. Il future sull'S&P500 guadagna altri 14 punti a 3182 punti. L'Eurostoxx50 poco prima dell'apertura vale 3760 punti - il massimo annuale era finora a 3733 punti. Le borse europee apriranno in gap up con guadagni di circa il +1.4%. Soggettivamente ci sembra che gli investitori stiano esagerando - non crediamo che il rally possa continuare anche se la seduta odierna sarà sicuramente positiva.

Commento del 12 dicembre

Seduta positiva - le borse per saldo marciano sul posto e tornano alla chiusura di venerdì scorso

Ieri le borse hanno guadagnato qualche punto - é stata però una prestazione opaca e poco convincente visto che non c'é stato un miglioramento sensibile degli indicatori tecnici. Gli indici si sono mossi poco e nel range delle precedenti tre sedute. La caduta di lunedì é stata compensata ed ora le borse si trovano nuovamente sul livello di chiusura di venerdì scorso.
La riunione della FED non ha creato sorprese - i tassi d'interesse di riferimento non cambiano. Le reazioni dei mercati sono state tiepide - dopo l'annuncio i tassi d'interesse di mercato sono scesi (reddito dell'USTBonds decennale a 1.79%, -0.06%), il cambio EUR/USD é salito a 1.1140 (superando la resistenza intermedia a 1.1080) e l'S&P500 ha guadagnato una decina di punti (+0.29% a 3141.63 punti). L'S&P500 si trova nuovamente a soli 13 punti dal record storico del 27 novembre a 3154 punti. Il trend é evidentemente al rialzo ma finora non appare abbastanza forza d'acquisto per un'accelerazione e un nuovo massimo storico.

La seduta in Europa si é svolta come quella di martedì - la mattina, dopo l'apertura praticamente in pari, c'é stata una breve caduta - é seguito un recupero nel pomeriggio. La differenza rispetto a martedì é che il movimento é stato meno accentuato - il calo del mattino é stato modesto e di breve durata. Il recupero é stato più solido e ha permesso ai maggiori indici di riferimento di guadagnare a fine giornata un +0.5%. L'Eurostoxx50 (+0.43% a 3687 punti) é nuovamente a soli 13 punti dai 3700 punti. Il DAX (+0.58% a 13146 punti) é tornato a ridosso dei 13200 punti. Da inizio novembre l'Eurostoxx50 e il DAX girovagano intorno a questi valori. Da inizio novembre il rialzo in Europa é in stallo. Il tempo passa e molti stanno perdendo la convinzione e la pazienza - se a breve gli indici non ricominciano decisamente a salire c'é il rischio che i traders long gettino la spugna, vendano e diano inizio ad una correzione. Questo problema appare chiaramente sul grafico del FTSE MIB (+0.14% a 23155 punti) che da novembre mostra una pericolosa serie di massimi discendenti.
L'SMI svizzero é salito del +0.14% a 10405 punti. Nulla di importante. La correlazione con l'S&P500 (+0.29%) però funziona ancora.

Anche la seduta a New York é stata tranquilla malgrado la riunione della FED. L'S&P500 ha aperto a 3135 punti, si é impennato fino ai 3141 punti ed é tornato a 3134 punti. Dopo questo singhiozzo l'indice é rimasto fermo fino alle 20.00. Dopo il comunicato della FED l'indice é salito a brevi ondate fino ai 3144 punti e ha chiuso poco più in basso a 3141.63 punti (+0.29%). Quella che può sembrare una seduta movimentata é in realtà un movimento in soli 11 punti! Il resto del mercato ha seguito docilmente (Nasdaq100 +0.58% a 8402 punti, DJT +0.46%, RUT +0.01%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4650 su 2727, NH/NL a 680 su 376 (aumento dei NH - NL invariati) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 14.99 punti (-0.69). Riappare la speculazione al rialzo con il CBOE Equity put/call ratio basso a 0.52.
Ripetiamo - la situazione tecnica é quella di venerdì scorso che abbiamo descritto nell'analisi del fine settimana.

Oggi ci sono le elezioni in Gran Bretagna e le riunioni di BNS e BCE. Non ci aspettiamo rilevanti sorprese. I conservatori di Boris Johnson vinceranno e i tassi d'interesse in Europa rimarranno invariati. Quasi tutto é già scontato nei corsi attuali - pensiamo quindi che le reazioni dei mercati saranno modeste. Le speculazioni si concentrano sulla sterlina inglese - le borse invece non dovrebbero essere coinvolte. La conferma delle previsioni dovrebbe avere un effetto in generale positivo.
Il future sull'S&P500 sale a 3147 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.10 vale 3691 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni (+0.2%) - la BCE comunicherà le sue decisioni alle 13.45 - fino alla conferenza stampa di Christine Lagarde delle 14.30 pensiamo che le borse staranno ferme. Poi, seguendo schemi collaudati, gli indici dovrebbero guadagnare ancora qualche punto.

Commento dell'11 dicembre

Investitori nervosi provocano forti oscillazioni ma per saldo gli indici si muovono appena

Ieri  mattina le borse europee e l'Eurostoxx50 (-0.01% a 3671 punti) sono state travolte da un'inspiegabile ondata di vendite - alle 12.30 gli indici erano scesi sui minimi - l'Eurostoxx50 era caduto a 3625 punti - il DAX stava perdendo il -1.4%. Poi c'é stato un lieve recupero. Dopo le 14.00 gli americani hanno ripetuto la solita favola che l'accordo commerciale con la Cina sarebbe vicinissimo e che le nuove tariffe punitive che devono essere introdotte il 15 dicembre verranno annullate. Le borse sono ripartite al rialzo con entusiasmo e la sera l'Eurostoxx50 ha chiuso praticamente in pari. DAX (-0.27% a 13070 punti) e SMI (-0.43%) non sono riusciti a colmare completamente le perdite del mattino e hanno avuto una seduta negativa. Il FTSE MIB (+0.72% a 23122 punti) ha compensato la perdita del giorno prima che come pensavamo si é rivelata causale. In fondo é stata una giornata con un nulla di fatto che mostra però il nervosismo degli investitori e come facilmente gli indici possono muoversi al ribasso. La MM a 50 giorni sembrano un buon supporto che ieri hanno aiutato Eurostoxx50 e DAX a rimbalzare.

Naturalmente, come succede da settimane, alle notizie positive riguardanti i rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina sono seguite le smentite e tranne le solite voci incontrollate non é stato comunicato nulla di concreto. L'euforia che nel pomeriggio aveva fatto risalire le borse europee e aveva fatto salire i futures americani é sparita nel corso della giornata. L'S&P500 (-0.11% a 3132.52 punti) ha così avuto una seduta leggermente negativa e sul grafico appare una piccola candela rossa con minimo e massimo discendenti. Questo conferma semplicemente che al momento la borsa americana non ha la forza per salire su un nuovo record storico. Non sappiamo ancora se deve semplicemente consolidare o correggere prima di continuare il rialzo.
L'S&P550 ha aperto a 3133 punti e dopo una caduta iniziale a 3126 punti é velocemente risalito a 3142 punti. Da qui é oscillato per ore scendendo leggermente e verso le 21.15 era a 3135 punti. Sul finale l'S&P500 si é tuffato a 3128 punti ed é risalito a 3132.52 punti (-0.11%). Leggendo sembra essere stata una giornata movimentata. In realtà l'indice si é mosso in soli 16 punti e minimo e massimo si sono verificati nella prima ora e mezza della seduta.
Come spesso succede ultimamente il mercato si é mosso in maniera omogenea (Nasdaq100 +0.10% a 8354 punti, DJT -0.44%, RUT +0.13%).
La teoria di Dow dice che il rialzo di Dow Jones Industrial e Dow Jones Transportation deve proseguire in parallelo - i nuovi massimi di un indice devono essere confermati dall'altro. Molti analisti guardano quindi con scetticismo al Dow Jones Transportation che da quasi due anni non va da nessuna parte e si limita a fare ampie oscillazioni intorno ai 10500 punti. Secondo molti la mancata conferma dei record del DJ Industrial da parte del DJT significa che presto o tardi il DJI deve cadere insieme al resto del mercato. È ormai mesi che questa teoria non funziona e noi non ci preoccupiamo particolarmente.
La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3594 su 3780, NH/NL a 569 su 375 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 15.68 punti (-0.18) mentre la CBOE Equity put/call ratio era alta a 0.76. I dati sul sentiment sono contradditori.

Stamattina le borse sono nuovamente ferme. Il future sull'S&P500 é invariato a 3135 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3670 punti. Le borse europee apriranno senza sostanziali variazioni. Oggi si riunisce la FED americana. Le valutazioni e decisioni di Jerome Powell e colleghi verranno rese note alle 20.00. I tassi d'interesse rimarranno invariati - forse ci saranno notizie interessanti su quello che molti definiscono come il QE4 - sono le operazioni repo che la FED conduce da settimane per colmare un deficit di liquidità nel mercato interbancario.
Probabilmente le borse europee oggi si muoveranno poco o niente. Vedremo se dopo le 20.00 la borsa americana si risveglia.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -0.14% - Shanghai sale del +0.2%. Niente di eccitante...

Commento del 10 dicembre

Seduta moderatamente negativa e generalmente in trading range senza un significato particolare

Ieri le borse europee (Eurostoxx50 -0.55% a 3672 punti) ed americana (S&P500 -0.32% a 3135.96 punti) hanno avuto una seduta negativa. Hanno chiuso sul minimo giornaliero e con moderate perdite. Non é apparsa una particolare pressione di vendita - i volumi di titoli trattati erano in calo e sotto la media di lungo periodo mentre il numero dei nuovi minimi a 30 giorni é aumentato di poco. In generale si é trattato di una seduta nel range di venerdì - se ci sono state delle uscite dal range si sono verificate verso l'alto e all'inizio della seduta. L'impressione é quindi di una normale seduta negativa all'interno di una fase di rialzo - é logico che ci sia una pausa e delle prese di beneficio prima degli importanti appuntamenti settimanali con le elezioni in Gran Bretagna e le riunioni delle Banche Centrali.
L'S&P500 (-0.32% a 3135.96 punti) venerdì si era fermato a 3146 punti - era a soli 8 punti dal massimo storico a 3156 punti. Ieri ha toccato un massimo a 3149 punti e poi é ricaduto. Spesso quest'anno c'é stata una lunga pausa di consolidamento prima di una rottura al rialzo - l'ultima volta é successo ad ottobre con 8 sedute di pausa a ridosso dei 3022-3028 punti. È possibile che la storia si ripeta.
Ieri abbiamo notato solo una reazione molto strana - la volatilità VIX é balzata a 15.86 punti (+2.24) - con una perdita di 10 punti sull'S&P500 ci saremmo aspettati un incremento di un +0.5 punti sulla volatilità VIX. C'é una divergenza - la VIX segnala che qualcuno si aspetta nel prossimo futuro un mercato con maggiori movimentati e una correzione dell'S&P500 - vedremo chi ha ragione e se questa anomalia si ripete oggi.

Ieri le borse europee hanno dato segni di stanchezza. Gli indici hanno aperto in pari - delle vendite li hanno fatto scendere di un -0.2% nella prima ora di contrattazioni. Poi fino in serata é successo ben poco. Solo sul finale ci sono state ulteriori vendite ispirate dagli Stati Uniti e gli indici hanno chiuso sul minimo giornaliero. Eurostoxx50 (-0.55% a 3672 punti) e DAX (-0.46% a 13105 punti) si sono comportati alla stessa maniera. Il FTSE MIB (-0.97% a 22957 punti) ha perso qualcosa in più ma l'evento sembra casuale. L'SMI svizzero (-0.28% a 10434 punti) si é difeso meglio - la correlazione con l'S&P500 (-0.32%) continua a stupire.

Anche a Wall Street abbiamo avuto una giornata piuttosto tranquilla - l'S&P500 si é mosso in soli 13 punti ed ha perso 10 punti. La piccola candela rossa sul grafico é completamente contenuta in quella di venerdì. L'indice ha aperto a 3141 punti é all'inizio é ancora salito a 3148 punti. Dopo un'ora di pausa su questo livello con un massimo giornaliero a 3149 punti l'indice é sceso fino alle 20.15 quando ha raggiunto i 3137 punti. È rimbalzato 4 punti e sul finale é caduto sul minimo e ha chiuso a 3135.96 punti (-0.32%). Ancora una volta il mercato é stato molto omogeneo (Nasdaq100 -0.41% a 8362 punti, DJT -0.38%, RUT -0.26%) - si ha quasi l'impressione che qualcuno controlli il mercato tramite i futures sui grandi indici - sintomi di paranoia?
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3156 su 4222, NH/NL a 701 su 304 (+88 rispetto a venerdì - non molti ma bisogna tenerli d'occhio) e volume relativo a 0.95. La CBOE Equity put/call ratio era neutra a 0.64.

Stamattina i mercati sono fermi e stabili. Il Nikkei ha perso il -0.09% - Shanghai guadagna il +0.1%. Il future sull'S&P500 sale a 3137 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.05 vale 3670 punti. Le borse europee apriranno senza sostanziali variazioni. Alle 11.00 verranno pubblicati gli indici ZEW tedeschi - vedremo se i numeri confermeranno che la contrazione dell'economia della Germania si é fermata. Non ci aspettiamo però sensibili reazioni da parte delle borse.

Aggiornamento del 9 dicembre

Elezioni in Gran Bretagna (giovedì) e riunioni di FED (mercoledì) e BCE / BNS (giovedì)

Questa settimana si parlerà soprattutto di Gran Bretagna, dove l'esito delle elezioni darà un impulso decisivo alla Brexit, e delle riunioni delle Banche Centrali. Non crediamo però che questi eventi possano influenzare in maniera determinate lo sviluppo dei mercati finanziari. I Conservatori del Premier Boris Johnson vinceranno le elezioni - si tratta solo di capire con quale maggioranza - più seggi avranno in parlamento e più facile sarà far passare l'accordo trattato da Johnson con l'UE sulla Brexit. Negli Stati Uniti, in Svizzera e in Europa si riuniscono le Banche Centrali per discutere ed eventualmente adattare la politica monetaria. I tassi d'interesse rimarranno invariati. Potrebbero solo esserci delle interessanti affermazioni durante le conferenze stampa. Fino a quando il flusso di liquidità a basso prezzo é assicurato é poco probabile che le borse abbiano dei seri problemi.

Insomma - malgrado gli eventi ci aspettiamo una settimana all'insegna della stabilità e questo é anche quanto appare stamattina sui mercati finanziari. Il Nikkei, malgrado un dato positivo sulla crescita economica in Giappone (PIL 3. trimestre +0.4%), sale solo del +0.33% - Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 scivola a 3143 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3691 punti - le borse europee apriranno senza sostanziali variazioni. I cambi sono stabili, i tassi d'interesse su EUR e USD sono in leggero calo mentre il prezzo di petrolio e gas naturale (-4%) scendono. Con premesse del genere é poco probabile che avremo una seduta decisamente positiva. Una chiusura stasera con deboli perdite é la variante più probabile.

Commento del 7-8 dicembre

Il business della paura - la previsioni di catastrofe si vendono bene

In cima alla lista dei saggi più venduti in Germania c'é il libro "Der grösste Crash aller Zeiten" (Il più grande crash di tutti i tempi) di Friedrich e Weik. La gente si dimentica facilmente che questi due autori avevano già pubblicato nel 2014 il libro "Der Crash ist die Lösung" (Il crash é la soluzione) - il crash non c'é stato. Nella lista dei dieci saggi più venduti c'é anche "Weltsystemcrash" (Il crash del sistema mondiale) di Max Otte. Se andate su Amazon e guardare le opere scritte da questo autore vedrete che pubblica un libro con profezie di catastofi finanziarie praticamente ogni due anni - Il problema é che riesce anche a venderli. Evidentemente il business della paura funziona. Si avvicina una pesante correzione delle borse? Forse. Questo rischio esiste praticamente sempre. Gli autori però non hanno informazioni migliori che il resto degli analisti e non possiedono particolari capacità nel prevedere lo sviluppo di economia e mercati finanziari. Sono semplicemente dei bravi affabulatori che sfruttano con semplici argomenti il bisogno della gente di prevedere il futuro. Inoltre sembra che molta gente abbia paura e contemporaneamente sia affascinata dalle catastrofi - come gli amanti dei film dell'orrore.
Se queste persone fossero così brave a prevedere il futuro non avrebbero bisogno di passare il tempo a scrivere libri, tenere conferenze o partecipare a talk show. Dovrebbero solo investire e dopo qualche anno sarebbero milionari. Purtroppo non é così semplice. A febbraio di quest'anno il manager di fondi Florian Homm ha pubblicato "Der crash ist da" (Il crash é qui). Probabilmente era stato ispirato dalla caduta del -19% di dicembre 2018. Quello che l'autore preferisce non raccontare é però che il suo fondo "Absolute Capital Management" é fallito nel 2007 provocando pesanti perdite ai suoi investitori.
Il rialzo delle borse dura da dieci anni, nell'economia appaiono tendenze recessive, le Banche Centrali stanno conducendo il più grande esperimento monetario della storia - questo però non significa ancora che un crollo del sistema finanziario é vicino ed inevitabile. Non appare nulla all'orizzonte in grado di far tracollare le economie mondiali ed i mercati. Speriamo di vederlo arrivare con un certo anticipo. Non offriamo però nessuna garanzia.
A questo punto é forse necessario un commento riguardante la nostra attività. Anche noi siamo nel business delle previsioni. Ci sono però due importanti differenze.
- Scrivere questi commenti di analisi (sopratutto tecnica) non é un'attività lucrativa. Mi servono per strutturare la mia giornata e a preparare la mia attività di trading e di investimento. Pensavo attraverso il sito di acquisire clienti per la gestione partimoniale ma mi sono reso conto che non funzione - si tratta di due tipi di clienti diversi.
- Nei commenti facciamo delle previsioni - é necessario poiché i lettori hanno bisogno un messaggio chiaro. L'analisi tecnica é basata su grafici, dati e cifre - descrive la situazione attuale dei mercati finanziari e quali sono le intenzioni degli investitori. Non é una scienza esatta per quel che riguarda l'estrapolazione del futuro sulla base dell'analisi del presente. C'é sempre un margine d'errore più o meno ampio. L'importante é saper collegare la previsione ad una probabilità. Insomma - non abbiamo la pretesa di essere degli oracoli. Non siamo nel business della paura - non prevediamo dei crash - al massimo diciamo che, in un determinato momento, la costellazione tecnica é simile ad una di quelle che nel passato ha preceduto un crash. A questo punto bisogna fare molta attenzione.

Al momento nulla suggerisce che le borse sono vicine al collasso. Da mesi prevediamo una fase di rialzo da circa metà ottobre fino alla fine dell'anno o fino alla prima decade di gennaio del 2020. Spesso in questo periodo abbiamo detto che esistevamo le premesse ideali per una correzione minore (-3%). Finora di correzioni si é visto poco o niente. il nostro scenario si sta sviluppando a grandi linee come previsto. Vediamo a che punto siamo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.30% a 3692 punti
DAX                         -0.53% a 13166 punti
SMI                          -0.28% a 10463 punti
FTSE MIB                  -0.33% a 23182 punti
S&P500                    +0.16% a 3145.91 punti
Nasdaq100               -0.07% a 8397 punti

Nella scorsa settimana c'é stata una minicorrezione tra lunedì e martedì. Parliamo di minicorrezione perché non esistono neanche le condizioni per una correzione minore che dovrebbe durare almeno tre giorni e comportare un calo di circa il -3%/-5% - l'S&P500 ha perso poco più di 70 punti. Per il resto della settimana le borse hanno recuperato con un'accelerazione venerdì provocata dai buoni dati sul mercato del lavoro americano (job report di novembre). Per saldo le borse europee hanno perso qualche punto mentre l'S&P500 americano ha guadagnato 5 punti e il Russell2000 (+1.18%) ha toccato un nuovo massimo annuale. A livello di punti non é cambiato molto. La differenza é che nel frattempo le medie mobili (MM) sono salite diminuendo l'eccesso di rialzo e le RSI sono tornate sui 55 (Eurostoxx50) - 64 punti (S&P500) facendo rientrare l'ipercomperato sotto i limiti di guardia. A breve c'é quindi nuovamente un pò di spazio verso l'alto (+1%/+2%) prima che gli eccessi impongano un'altra pausa o correzione minore.
Riassumendo il rialzo ad ondate é destinato a continuare e per ora non possiamo che confermare il modesto potenziale di rialzo e la scadenza ciclica della prima decade di gennaio. Possiamo gettare uno sguardo più in avanti. A gennaio ci aspettiamo una correzione più importante - stiamo preparando lo scenario per il 2020 e per ora ci sembra di intravvedere un anno volatile ma per saldo senza sostanziali variazioni negli indici borsistici. Malgrado che adesso pensiamo che le borse possano salire ancora per un mese non riusciamo a consigliare posizioni long a causa delle ricche valutazioni e dello scarso potenziale. Se si compera dopo una correzione le probabilità di guadagno sono maggiori - in mancanza di una correzione i 100-150 punti di S&P500 che mancano ancora fino al target a 3250-3300 punti sono pochi e possono corrispondere al margine d'errore.

Venerdì le borse europee hanno aperto in guadagno (+0.5%) e sono oscillate in laterale e in pochi punti fino alle 14.30. Dopo il job report sono salite per un'ora (un'altro +0.5%) e si sono nuovamente fermate fino alla chiusura. Tutti gli indici hanno chiuso sul massimo giornaliero e con forti guadagni di circa l'1%. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3692 punti (+1.21%) - alle 22.00 valeva 3694 punti - é tornato su quei 3700 punti che valgono da un mese come punto di riferimento.
Formalmente le borse europee sono ancora in una fase di rialzo. Da circa un mese marciano però sul posto mentre la borsa americana ha proseguito il rialzo. Questa debolezza relativa sembra permanente e confermata dalla caduta di circa il -2% di lunedì e dalla performance settimanale negativa. Se l'S&P500 nei prossimi 30 giorni guadagna ancora 100 punti e le borse europee si comportano ancora in questa maniera sembra che l'Eurostoxx50 possa salire al massimo di un centinaio di punti.

L'S&P500 ha aperto a 3134 punti ed é subito balzato a 3140 punti. Poi é salito fino alle 17.40 e ha raggiunto i 3149 punti. Nel resto della giornata si é mosso tra i 3146 ed i 3150 punti ed ha chiuso a 3145.91 punti (+0.91%). Il mercato si é mosso in maniera omogenea (Nasdaq100 +1.07% a 8397 punti, DJ Transportation +1.26%, Russell2000 +1.18%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5507 su 1925, NH/NL a 825 (pochi) su 216 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 13.62 punti (-0.90) e la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.53. Il mercato delle opzioni continua a mostrare una pericolosa speculazione al rialzo - da questo fronte arrivano dei segnali forti di correzione imminente - non troviamo però conferme altrove.
La tendenza di fondo della borsa americana resta al rialzo con il 66.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 61.47.
Due settimane fà vi abbiamo parlato di tassi d'interesse. L'USTBonds decennale rendeva il +1.77% - ora il reddito é salito al +1.84%. Non crediamo che possa ulteriormente staccarsi dal livello di riferimento a 1.7%. Un ritorno su questo livello implica un calo dell'S&P500.
Settimana scorsa l'S&P500 ha recuperato anche grazie ad una salita del prezzo del petrolio pilotato dall'Arabia Saudita che sta preparando l'entrata in borsa di Aramco - in una settimana il prezzo é salito da 55.17 USD/barile (WTI) a 59.20 USD/barile. A 60 USD c'é una valida resistenza. Questo sostegno al rialzo dovrebbe settimana prossima venire a mancare.
Riassumendo non possiamo che parlare di rialzo - a breve però ci sono molti fattori che frenano la corsa. Non saremmo sorpresi se tra una settimana ritrovassimo l'S&P500 a 3150 punti e l'Eurostoxx50 a 3700 punti.

Commento del 6 dicembre

Mercato in bilico - la variante della correzione é ancora valida

Lunedì e martedì le borse sono scese - pensavamo che fosse l'inizio di una correzione minore. Mercoledì le borse sono salite - pensavamo che fosse solo un rimbalzo tecnico e non la ripresa del rialzo. Speravamo che la seduta di ieri fornisse un verdetto chiaro - invece é stata una seduta insignificante senza valenza tecnica. Gli indici azionari si sono mossi troppo poco per poter dare un segnale chiaro. Oltre tutto tra Europa (Eurostoxx50 -0.32% a 3648 punti) ed America (S&P500 +0.15% a 3117.43 punti) c'é una differenza che non ci permette di parlare di seduta negativa o positiva. Diciamo che la seduta a Wall Street é più rilevante poiché la borsa americana é il leader dei mercati finanziari e semplicemente perché il mercato ha chiuso per ultimo alle 22.00 di ieri sera. In questo senso il messaggio fornito da questa giornata é piuttosto positivo - l'S&P500 é agevolmente rimasto sopra i 3100 punti e ha chiuso vicino al massimo giornaliero con un guadagno di 4 punti. Niente di speciale ma questa non sembra una seduta che prepara una seconda spinta di ribasso. La variante della correzione minore é ancora valida. Però il tempo passa, i Summation Index scendono senza una caduta degli indici, le MM a 50 giorni salgono e nel frattempo le probabilità di questa variante negativa sul corto termine diminuiscono insieme all'ipercomperato e all'eccesso di rialzo.

Ieri le borse europee hanno aperto in guadagno e sono salite fino alle 12.45. L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 3682 punti. Poi sono scese e hanno chiuso sul minimo giornaliero con delle leggere perdite - complice anche una debole apertura a Wall Street. Le perdite degli indici sono modeste - si va dal -0.65% del DAX (13054 punti) ai -0.28% del FTSE MIB (22969 punti). Sul grafico appaiono candele rosse (chiusura sotto l'apertura) con massimi e minimi ascendenti - una conosciuta immagine contraddittoria.
Notiamo con un sorriso che l'SMI svizzero ha guadagnato il +0.28% a 10363 punti - la magica e misteriosa correlazione con l'S&P500 (+0.15%) continua a funzionare.

L'S&P500 ha aperto a 3115 punti ed é caduto alle 16.10 sul minimo a 3103 punti. Poi ha recuperato fino quasi alla chiusura. Alle 21.00 c'é stato un breve vuoto d'aria tra i 3117 ed i 3110 punti. L'indice ha toccato un massimo a 3119 punti e ha chiuso a 3117.43 punti (+0.15). TUtto il listino si é mosso compatto alla stessa maniera (Nasdaq100 +0.14% a 8308 punti, DJT +0.00%, RUT +0.06%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4044 su 3303, NH/NL a 439 su 329 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 14.52 punti (-0.28) mentre la CBOE Equity put/call ratio era sulla media di lungo periodo a 0.65. I numeri non ci dicono nulla di speciale - non traspare però una particolare pressione di vendita.

Stamattina si riparte come ieri - i segni sono in generale positivi. Il Nikkei ha guadagnato il +0.23% - Shanghai sale del +0.4%. Il future sull'S&P500 é a 3124 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 3663 punti - ieri a quest'ora era a 3666 punti - giriamo in tondo. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Stamattina le borse europee dovrebbero ulteriormente lievitare. Poi tutti aspetteranno le 14.30 e il report sul mercato del lavoro USA a novembre. I dati potrebbero fornire impulsi decisivi al mercato.
Normalmente di venerdì il trend settimanale non cambia - statisticamente oggi dovrebbe essere una seduta positiva e le premesse puntano in questa direzione. Non siamo però ancora convinti che non ci sarà una seconda spinta di ribasso prima del prossimo nuovo record storico dell'S&P500.

Commento del 5 dicembre

Rimbalzo o ripresa del rialzo? Considerando il mercato delle opzioni crediamo che la correzione non sia finita

Ieri la seduta in Europa é stata decisamente positiva - l'Eurostoxx50 é salito a 3660 punti (+1.36%) ed ha chiuso vicino al massimo giornaliero. Una prestazione convincente che compensa circa la metà delle perdite delle due precedenti sedute. In America l'S&P500 (+0.63% a 3112.76 punti) ha convinto meno ma ha guadagnato ugualmente 19 punti tornando sopra la barriera psicologica dei 3100 punti. Sia in Europa che in America i guadagni si sono concretizzati all'inizio della seduta - nel resto della giornata non é più successo niente - significa che dopo il buon inizio, necessario per inglobare nel mercato nuove informazioni, non ci sono stati ulteriori acquisti. In Europa i volumi di titoli trattati erano decisamente in calo - in America erano di poco inferiori alle due precedenti sedute. Questa combinazione di equilibrio durante la seduta insieme ai deludenti volumi ci fanno credere che si tratti solo di un rimbalzo tecnico. Constatiamo che adesso gli indicatori sono misti e contraddittori - dobbiamo però prendere una decisione e soppesando i vari segnali crediamo che la correzione non é finita. Nei prossimi giorni ci aspettiamo che i minimi di questa settimana debbano essere superati al ribasso - non abbiamo la minima intenzione di comperare adesso per sfruttare il rialzo fino a fine anno - il rischio di ricaduta é troppo alto.

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere rispetto ai commenti serali. Soggettivamente i guadagni sono stati troppo forti per un semplice rimbalzo tecnico (DAX +1.16% a 13140 punti, FTSE MIB +1.31% a 23034 punti, SMI +0.99% a 10334 punti) ma forse questo é solo una conseguenza del fatto che gli investitori si sono mossi guardando l'apertura in America e che poi non abbiano più voluto cambiare opinione. Il balzo di ieri ha ritracciato circa la metà della prima spinta di ribasso di questa correzione. È tanto - é il massimo consentito in una correzione ABC - oggi gli indici devono ricominciare a scendere. In caso contrario dobbiamo considerare degli altri scenari.

La seduta a New York é stata sorprendente poiché si é risolta in poco più di mezz'ora. L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3102 punti ed é salito per le 16.05 a 3117 punti. Poi fino alla chiusura il mercato si é addormentato. L'indice é oscillato a caso tra i 3111 ed i 3119 punti e con un breve tuffo finale ha chiuso a 3112.76 (+0.63%). Imputiamo il guadagno soprattutto al settore energia (ETF Energy +1.50%). Tutti i maggiori indici hanno però partecipato al movimento (Nasdaq100 +0.51% a 8296 punti, DJT +0.77%, RUT +0.70%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5116 su 2274, NH/NL a 468 su 243 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 14.80 punti (-1.16). Oggi dedichiamo un capitolo particolare alla CBOE Equity put/call ratio che resta bassa a 0.54. Sul mercato delle opzioni non é mai apparso pessimismo e i traders sembrano scommettere cocciutamente al rialzo. Anche la MM a 10 giorni non é ancora salita come dovrebbe nell'ambito di una correzione. Secondo noi il sentiment é ancora troppo buono per permettere una ripresa del rialzo.
I Summation Index sono ancora in calo - significa che la maggior parte delle azioni sta perdendo terreno - appena i traders long, frustrati dall'attesa e dalla mancanza di risultati, getteranno la spugna deve esserci un ulteriore vuoto d'aria sull'S&P500 e colleghi.

Stamattina prevalgono ancora i segnali positivi. Il future sull'S&P500 sale a 3115 punti (+4 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +0.71% - Shanghai sta salendo del +0.7%. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3666 punti - le borse europee apriranno nuovamente in positivo (+0.2%).
Le premesse sono per una giornata di moderato rialzo - secondo noi oggi le borse dovrebbero ricominciare a scendere. Si preannuncia una giornata interessante - per ora i mercati in guadagno stanno prevalendo sulle nostre previsioni negative - la giornata é però appena agli inizi.

Commento del 4 dicembre

La correzione continua ma rallenta - potrebbe finire senza essere completa

Ieri le borse hanno ancora avuto una giornata negativa. In Europa (Eurostoxx50 -0.43% a 3611 punti) il calo é stato modesto se non assente (DAX +0.19% a 12989 punti) - questa é probabilmente una conseguenza dell'eccesso di ribasso di lunedì quando molte candele sui grafici erano cadute sotto il livello inferiore delle Bollinger Bands. Inoltre le borse europee erano scese del -2% mentre le perdite in America erano state inferiori al -1%. Ieri c'é stata una sorta di compensazione con un netto rimbalzo in apertura di contrattazioni in Europa che ha visto svanire il suo effetto nel corso della giornata. In America l'S&P500 é sceso del -0.66% a 3093.20 punti. L'indice ha chiuso lontano dal minimo giornaliero a 3070 punti e a ridosso del massimo giornaliero a 3095 punti. La seduta lancia segnali contrastanti. Il gap down in apertura é rimasto aperto e l'indice non é riuscito a tornare sopra la barriera psicologica dei 3100 punti. D'altra parte la candela bianca sul grafico mostra che durante la giornata i rialzisti hanno fatto sentire la loro presenza e nella seconda parte della giornata hanno dominato. Di conseguenza non sappiamo come potrebbe proseguire questa correzione. Non abbiamo nessun indicatore o segnale che ci dice che la correzione é già finita - al contrario. Non sembra che il rialzo possa già riprendere dopo solo due sedute negative. Quest'anno però abbiamo avuto parecchi casi in cui il rialzo é ricominciato senza che la correzione fosse formalmente completa - questo significa una situazione di ipervenduto e pessimismo o panico. I nostri obiettivi per la correzione non sono lontani - é però possibile che l'S&P500 non scenda fino ai 3020-3050 punti prima di ricominciare a salire. L'Europa segue docilmente.
La mattina l'Eurostoxx50 (-0.43% a 3611 punti) ha tentato un rimbalzo. Dopo le 11.00 (3646 punti) sono però riapparsi i venditori e l'indice é sceso. Ha chiuso nuovamente in perdita e poco sopra il minimo giornaliero. Questo é il comportamento che avevamo auspicato nel commento del mattino. La RSI é già caduta a 37.80 punti. L'obiettivo a 3570 punti potrebbe essere già raggiunto oggi. Oppure c'é un rimbalzo seguito da una seconda spinta di ribasso. Comincia ad apparire apprensione tra gli investitori che hanno comprato obbligazioni di Stato facendo scendere i tassi d'interesse - la banche (SX7E -1.26% a 90.99 punti) hanno reagito come al solito con una sottoperformance. Talvolta i meccanismi che regolano i mercati sono veramente puerili.
Lunedì il DAX (+0.19% a 12989 punti) ha sfondato il bordo inferiore delle BB. Per logica ieri doveva rimbalzare e tentare un rientro. In effetti la seduta é terminata con un leggero guadagno. La candela sul grafico é rossa e ha minimo discendente. Questo mostra che la correzione formalmente continua - l'Europa si sta solo riallineando con l'America. Il future sul Bund é balzato a 173.02 (+0.66%) - gli investitori sono in allarme e sono corsi a comperare il bene rifugio per eccellenza. Appare pessimismo - non sembra ancora panico...
Il FTSE MIB (+0.03% a 22736 punti) lunedì ha subito una pesante perdita e quindi il rimbalzo di ieri é sfociato in una seduta in pari. Sul grafico appare però un'altra candela rossa con massimo e minimo discendenti e questo conferma la continuazione della correzione.
In Svizzera c'é stata una seconda giornata di correzione con una seconda caduta dell'SMI (-1.12% a 10233 punti) superiore all'1% con chiusura vicino al minimo giornaliero. L'obiettivo a 10100 punti si avvicina rapidamente. La strana correlazione tra SMI e S&P500 continua a funzionare. Il cambio EUR/CHF é sceso a 1.0938 - altra reazione tipica. Nei momenti di incertezza e di crisi sui mercati finanziari c'é chi si assicura comperando CHF.

La seduta a New York é stata negativa ma la pressione di vendita sembra già svanire. L'S&P500 ha aperto in gap down a 3079 punti e nella prima parte della giornata é semplicemente oscillato su questo livello con un minimo a 3070 punti. Dopo le 19.00 ha cominciato a lievitare - sembrava quasi che i ribassisti, non riuscendo a spingere l'indice più in basso, battessero in ritirata. L'indice é salito regolarmente fino a 3095 punti di massimo e ha chiuso poco sotto a 3093.20 punti (-0.66%). È stato imitato dal Nasdaq100 (-0.66% a 8254 punti). La caduta del DJTransportation (-2.19%) é stata più pesante. Il Russell2000 (RUT -0.31%) ha dato invece un segnale di forza relativa e di stabilità. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2685 su 4744, NH/NL a 261 su 906 (evidente peggioramento) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita a 15.96 punti (+1.05), la CBOE Equity put/call ratio era piuttosto alta a 0.70 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 63 punti (-11) - nel commento di ieri abbiamo spiegato cosa ci aspettiamo da questi indicatori di sentiment. Per ora si sviluppano come previsto.

Stamattina quando abbiamo cominciato a scrivere il commento il future sull'S&P500 era a 3094 punti (+3 punti) - ora (08.30) é sceso a 3087 punti (-4 punti). Sembra che il vento sta cambiando e che anche oggi dovrebbero prevalere i ribassisti. Il Nikkei ha perso il -1.05% - Shanghai é in calo del -0.2%. L'Eurostoxx50 vale ora 3618 punti - le borse europee devono destreggiarsi tra la buona fase di chiusura ieri sera a Wall Street e i segnali negativi di stamattina. Per saldo apriranno con un leggero guadagno del +0.2%. Oggi potrebbe essere una giornata interessante. Una pessima seduta con panico potrebbe già rappresentare la fine della correzione.  

Commento del 3 dicembre

Finalmente inizia una correzione - potrebbe essere corta e violenta (VIX) o di una decina di giorni e lenta (Summation)

Ieri gli Stati Uniti hanno inasprito la guerra commerciale su diversi fronti e questo ha allontanato la possibilità che Stati Uniti e Cina trovino un accordo in tempi brevi. Alle 16.00 un dato economico negativo (indice ISM) ha dato il colpo di grazia alla borsa e ha provocato un'ondata di vendite.
Il risultato é stato una seduta pessima in Europa (Eurostoxx50 -2.08% a 3626 punti) e decisamente negativa in America (S&P500 - 0.86% a 3113.87 punti). Gli indici azionari hanno chiuso sui minimi giornalieri e con volumi di titoli trattati in aumento - é apparsa pressione di vendita. Sui grafici appaiono per la prima volta dall'inizio di ottobre delle lunghe candele rosse. Questa seduta negativa rappresenta l'inizio dell'attesa correzione minore di circa il -3% - usiamo come riferimento l'S&P500 americano. La caduta di ieri ha il vantaggio di aver eliminato con un colpo di spugna l'ipercomperato di corto termine - le RSI giornaliere sono scese a ca. 45 punti in Europa e ca. 68 punti in America. Non ha però assorbito gli eccessi delle scorse settimane. A breve ci deve essere un rimbalzo poiché ieri molte candele sono uscite dal bordo inferiore delle Bollinger Bands. In seguito però la correzione deve continuare. Dopo solo un giorno di caduta (ricordiamoci che a metà di settimana scorsa l'S&P500 aveva fatto registrare un nuovo massimo storico) non sappiamo ancora con che tipo di correzione abbiamo a che fare. Vediamo quali varianti abbiamo a disposizione.
Ieri sera la volatilità VIX é balzata a 14.91 punti (+2.29 punti). Se vi ricordate noi avevamo stimato che dal supporto a 12 punti la VIX, nell'ambito di una correzione della borsa, doveva salire sui 18 punti. Al ritmo di ieri basterebbero altre due sedute simili per raggiungere l'obiettivo - in questo caso la correzione sarà corta e violenta.
Ieri anche i Summation Index hanno ricominciato la loro discesa. Per uno sviluppo armonico di questo indicatore la correzione dovrebbe essere un pò più lunga e lenta. Non sembra esserci molto potenziale di ribasso visto che la RSI é già a 30 punti.
In entrambi i casi un obiettivo ideale della correzione si trova sui 3020-3050 punti di S&P500. Questa correzione potrebbe rappresentare un'occasione d'acquisto in vista di una continuazione del rialzo fino a fine anno o fino alla prima decade di gennaio 2020. Per comperare bisogna però aspettare ipervenduto e pessimismo.

Ieri le borse europee hanno aperto in positivo e sono ancora salite fino alle 10.00. I maggiori indici mostravano a quel punto guadagni di circa il +0.8%. Poi il vento é cambiato. Gli indici sono rimasti fermi fino a mezzogiorno. Nel pomeriggio sono solo scesi con un'accelerazione a partire dell'inizio delle contrattazioni in America. Gli indici hanno chiuso sui minimi giornalieri con pesanti perdite - formalmente si é trattato di un key reversal day. Tutti gli indici si sono comportati alla stessa maniera (Eurostoxx50 -2.08% a 3626 punti, DAX -2.05% a 12964 punti, FTSE MIB -2.28% a 22728 punti). Fanno eccezione l'indice delle banche SX7E (-1.13% a 92.15) che ha approfittato di un rialzo dei tassi d'interesse per ammobidire la caduta ed il solito difensivo SMI svizzero (-1.38% a 10348 punti) che precede di poco l'S&P500. Questo violento ed improvviso inizio di correzione ha praticamente cancellato i guadagni di novembre.
Nei commenti serali sui vari indici azionari europei abbiamo indicato degli obiettivi indicativi per la correzione.

Anche l'S&P500 ha aperto in guadagno a 3144 punti. Questo é stato il massimo giornaliero. Subito l'indice é sceso con decisione e ha raggiunto verso le 17.10 il minimo giornaliero a 3110 punti. In seguito é oscillato in laterale in una decina di punti (3113-3124 punti) e ha chiuso vicino al minimo a 3113.87 punti (-0.86%). Questa volta, al contrario di settimana scorsa, i rimbalzi intraday sono stati venduti.
Le vendite hanno colpito tutti i settori ed indici in maniera omogenea (Nasdaq100 -1.12% a 8309 punti, DJT -1.13%, Russell2000/RUT -1.04%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1819 su 5650, NH/NL a 434 su 456 e volume relativo a 1.0. La CBOE Equity put/call ratio é salita solo a 0.66 - i traders abbandonano le speculazioni al rialzo ma non stanno ancora puntando al ribasso. Ci vorrà un valore sopra i 0.80 (meglio ancora se sopra i 0.90) per terminare la correzione. Il Fear&Greed Index é sceso a 75 punti (-4). Questo indicatore reagisce però lentamente ed é inadatto per segnalare con precisione la fine di una correzione minore. Deve però almeno cadere sotto i 50 punti.

Riassumendo ieri sono finalmente apparsi tutti i sintomi dell'attesa correzione minore che stiamo invocando da settimane. Oggi ci deve essere un breve rimbalzo poiché la caduta di ieri é stata nell'immediato eccessiva specialmente in Europa dove ha cancellato i guadagni di novembre e fatto cadere la candela sul grafico fuori dalle Bollinger Bands. In seguito però la correzione dovrebbe continuare.
C'é la possibilità che la pessima seduta di ieri sia solo stato un incidente di percorso. Non crediamo ma già oggi avremo una conferma o una smentita dell'inizio della correzione. Conferma se dopo un breve rimbalzo riappaiono i venditori e la chiusura si trova nella parte inferiore dal range giornaliero. Smentita se il rimbalzo odierno si rivela una seduta decisamente positiva che compensa buona parte delle perdite di ieri e la chiusura si trova vicino al massimo giornaiero.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei perde il -0.64% mentre Shanghai sale del +0.3%. Il future sull'S&P500 rimbalza a 3119 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3640 punti. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Questo inizio di giornata positivo non significa ancora nulla - costituisce solo un punto di partenza e di riferimento. L'importante é osservare se stasera la chiusura sarà sopra o sotto il livello d'apertura. Un minimo discendente rispetto a ieri sarebbe un segnale inequivocabile di correzione.

Aggiornamento del 2 dicembre

La borsa americana é oscenamente cara - può ancora salire ma bisogna essere coscienti dei rischi

Il nostro é un sito di analisi tecnica. Secondo questo metodo le borse sono in una fase di rialzo che deve durare almeno fino a fine anno o fino all'inizio dell'anno prossimo. Nel 2019 l'Eurostoxx50 ha guadagnato finora il +23.41% - l'S&P500 si é apprezzato del +25.30%. Secondo il P/E di Shiller, un sistema di misura della valutazione del mercato ideato dal premio Nobel Robert Shiller, il P/E dell'S&P500 é l'82.9% sopra la media di lungo periodo - secondo questo metodo un investitore deve aspettarsi nei prossimi 10 anni un return del capitale del -2.3% all'anno. La borsa americana é molto cara - solo in due periodi nel passato era più cara - nel 1929 e nel 1999. In entrambi i casi é seguito un crash. Questo non significa che bisogna essere pessimisti. Questo bull market potrebbe avere ancora margini di apprezzamento specialmente perché c'é molto liquidità in cerca di investimenti redditizi e mancano alternative d'investimento. Siamo però sicuramente nella parte finale del rialzo sia da un punto di vista temporale che di valutazioni. Alla domanda se l'S&P500 può ancora guadagnare terreno per 6 mesi ad arrivare i 3400 punti dobbiamo rispondere in maniera affermativa. Se invece volete oggi comperare azioni e costituire un portafoglio titoli con l'intenzione di tenerlo per i prossimi 10 anni é molto probabile che perderete solo dei soldi - potrebbero anche essere tanti poiché un ritorno alla media di lungo periodo necessita presto a tardi un bear market di un -50%/-60%. L'inizio però non é imminente - secondo l'analisi tecnica.
Durante il fine settimana non c'é stato nulla di importante - o almeno niente in grado di influenzare i mercati finanziari. Stamattina dei dati positivi riguardanti la produzione manifatturiera cinese hanno stimolato i mercati asiatici (Nikkei +1.01%, Shanghai +0.1%). Il future sull'S&P500 sale a 3152 punti (+8 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3708 punti - le borse europee apriranno con delle plusvalenze di circa il +0.2%. Non vediamo ragioni per ulteriori apprezzamenti nel corso della giornata. Alle 15.00 Christine Lagarde, la nuova responsabile della BCE, tiene un discorso. Quello che interessa agli investitori é che la politica monetaria espansiva di Mario Draghi prosegua anche sotto la nuova conduzione - il resto conta poco.

Commento del 30 novembre - 1. dicembre

Può ripetersi il dicembre del 2018? L'analisi tecnica dice di no

L'anno scorso il mese di dicembre é stato un disastro. L'S&P500 il 3 dicembre 2018 era salito su un massimo intermedio a 2800 punti - poi c'era stato un crollo - il 26 dicembre l'indice aveva toccato un minimo mensile a 2346 punti ed era risalito a fine anno a 2506 punti. Ora molti si domandano se questa caduta improvvisa e pesante può ripetersi anche quest'anno. Dal 3 ottobre in effetti le borse salgono continuamente senza correzioni degne di nota. Da settimane l'analisi tecnica mostra che gli indici azionari, specialmente in America, sono ipercomperati, in eccesso di rialzo e con investitori troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Le borse però si rifiutano di correggere e di assorbire questi eccessi. Purtroppo dobbiamo deludere i ribassisti. Le premesse per una correzione minore sussistono. Le fondamenta di questo rialzo sono però ancora troppo solide per permettere un ribasso come quello di dicembre 2018. Perché? La risposta si trova nel periodo precedente al crollo. Per ora manca un periodo di distribuzione e di erosione strutturale come quello di ottobre - novembre 2018. Il ribasso di dicembre 2018 non era arrivato a ciel sereno ma al termine di un processo durato due mesi. Era iniziato con una caduta di 230 punti ad inizio ottobre ed era proseguito con una distribuzione in laterale con tre ondate di circa 150 punti. Solo al termine di questo periodo durante il quale i Summation Index erano continuati a scendere mostrando la continua l'erosione strutturale del mercato, c'era stata la caduta di dicembre.
La costellazione tecnica attuale assomiglia a quella di inizio ottobre 2018. È quindi possibile che ora inizi una fase negativa. Ci sono però due aspetti che tendono a farci escludere questa variante. Il ciclo dovrebbe restare rialzista fino alla fine dell'anno o fino alla prima decade di gennaio 2020. Inoltre adesso la politica monetaria rispettivamente i tassi d'interesse sostengono il mercato azionario. Il reddito dell'USDTreasury Bond decennale si é assestato intorno al 1.70% e la FED sta abbassando i tassi d'interesse guida. Invece l'anno scorso i tassi d'interesse sull'USD erano saliti da inizio anno fino a fine ottobre quando il reddito dell'USTB decennale si aggirava sul 3.2%.
Insomma - anche oggi non possiamo dirvi nulla di nuovo. Il rialzo é destinato a continuare. Una correzione minore di circa un -3% é sempre possibile ma, se caso, dovrebbe unicamente servire ad assorbire gli eccessi e non dovrebbe provocare danni importanti al trend. Mercoledì 27 novembre l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 3154.26 punti. La borsa americana é fondamentalmente oscenamente cara - non abbiamo però nessun strumento tecnico affidabile per poter stimare con buona probabilità di successo fino a quale livello l'indice potrebbe salire fino alla fine di questo bull market. Il passato ci insegna che la fase finale può essere irrazionale e esponenziale. Noi vorremmo essere long ma preferiamo comperare su una correzione con buone premesse di rialzo almeno a corto termine piuttosco che adesso in una situazione di eccesso. Purtroppo abbiamo mancato l'entrata ad ottobre quando il previsto ribasso autunnale si é rivelato unicamente una correzione di durata e portata inferiori al previsto.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.45% a 3703 punti
DAX                         +0.55% a 13236 punti
SMI                          +1.19% a 10493 punti
FTSE MIB                  +0.00% a 23259 punti
S&P500                    +0.99% a 3140.98 punti
Nasdaq100               +1.59% a 8403 punti

Normalmente in questa seconda parte del commento del fine settimana discutiamo la seduta di venerdì e la chiusura settimanale - analizziamo se ci sono stati segnali tecnici speciali o cambiamenti rispetto al resto della settimana. Questo venerdì era però una giornata particolare che seguiva la festa di Thanksgiving. La seduta a New York é durata tre ore meno del solito ed é stata contrassegnata da bassi volumi di titoli trattati. Non bisogna in genere dare troppo peso a queste sedute anormali.
In Europa le borse hanno chiuso al centro del range giornaliero e senza sostanziali variazioni (Eurostoxx50 -0.02% a 3703 punti, DAX -0.07% a 13236 punti). È stata una seduta neutra che non ci ha detto nulla di nuovo. Formalmente il rialzo in Europa continua anche se ormai da inizio mese gli indici non riescono più a fare progressi. Malgrado il modesto guadagno settimanale (+0.45%) l'Eurostoxx50 non riesce più a staccarsi dai 3700 punti. Il FTSE MIB continua a mostrare una certa debolezza relativa (-0.36% a 23259 punti, performance settimanale del +0.00%) - questo fatto non é però una novità e l'abbiamo più volte discusso in precedenti commenti. L'SMI svizzero resta attaccato l'S&P500. Ho toccato mercoledì un nuovo massimo storico, ha avuto una buona performance settimanale (+1.19%) e venerdì ha perso terreno (-0.34% a 10493 punti) - guarda caso la perdita é stato copiata alcune ore dopo dall'S&P500!

Dopo il record storico di mercoledì e la festa giovedì (Thanksgiving) venerdì (Black Friday) la borsa americana ha avuto una seduta negativa. Può essere un caso o una semplice conseguenza dell'ipercomperato - non lo sappiamo - non é apparsa pressione di vendita. L'S&P500 ha aperto a 3146 punti, é oscillato per ore tra i 3145 ed i 3150 punti ed é poi sceso fino al minimo a 3139 punti. Con una fibrillazione sul finale l'indice ha chiuso alle 19.00 (13.00 a New York) a 3140.98 punti (-0.40%). La perdita é stata causata soprattutto dal calo del prezzo del petrolio (WTI a 55.17 USD, -2.94 USD, -5.06%) che ha fatto scendere le azioni delle società del settore energia (ETF Energy -1.01%). Le perdita hanno toccato tutti gli indici in maniera omogenea (Nasdaq100 -0.49% a 8403 punti, DJT -0.82%, RUT -0.59%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2540 su 4791, NH/NL a 532 su 194 e volume relativo a 0.5 (!!!). La volatilità VIX é prepotentemente tornata sopra i 12 punti (12.62 punti, +0.87) e la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.59 (MM a 10g a 0.58 e in ascesa). Le premesse a livello di sentiment rimangono ideali per una correzione dell'S&P500 - non abbiamo però elementi validi per poter dire che la seduta negativa di venerdì costituisce l'inizio di una correzione.
La tendenza di fondo della borsa americana resta saldamente al rialzo con il 65.4% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.01 punti.

Commento del 29 novembre

Festa del Ringraziamento in America e borse letargiche in Europa - una giornata insignificante

Donald Trump ha firmato un decreto a sostegno delle democrazia a Hong Kong - i cinesi furiosi hanno reclamato per l'intromissione americana in questioni interne, hanno convocato l'ambasciatore per una protesta ufficiale e hanno minacciato ritorsioni. Questo spiega il calo ieri del future sull'S&P500 e l'apertura in calo delle borse europee. Dopo questo evento non é più successo nulla.  L'Eurostoxx50 (-0.23% a 3704 punti) si é mosso tra i 3707 ed i 3698 punti e ha chiuso in mezzo a questo range di soli 9 punti con una insignificante perdita di 8 punti. Non c'é molto da dire su questa seduta opaca e senza spunti d'interesse - senza gli americani gli europei non sanno cosa fare.
Il DAX (-0.31% a 13245 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 - si é mosso in soli 44 punti (range 13259 - 13215 punti) e ha chiuso sul livello d'apertura con una modesta perdita di 41 punti. La candele sui grafici si vedono appena.
L'SMI svizzero (-0.00% a 10529 punti) ha svolto una seduta in trading range e ha chiuso in pari. Si tratta di una seduta assolutamente neutra. Notiamo che l'SMI si é fermato mentre il resto dell'Europa ha perso qualche punto. In analisi tecnica questo si definisce forza relativa. L'A/D a 6 su 13 parla in favore di una seduta strutturalmente negativa. Bastano però i titoli farmaceutici in guadagno per compensare. Anche a New York la farmaceutica é uno dei migliori settori del momento.
Il FTSE MIB (-0.61% a 23342 punti) ha perso 142 punti. Di per sé nulla di grave visto che l'indice si muove ampiamente nel range mensile e le borse europee erano generalmente in calo. La borsa italiana sembra però decisamente in affanno e appaiono alcuni segnali di debolezza. Il 19 novembre molte borse compreso l'Eurostoxx50 hanno toccato un massimo annuale - il FTSE MIB si é limitato ad un massimo discendente. Ieri lo spread sui titoli di Stato é nuovamente salito (170 bsp) e il FTSE MIB ha sottoperformato. L'indice sembra solo consolidare all'interno di una fase di rialzo ma il grafico mostra il rischio di una rottura del supporto a 23100 punti (cuneo discendente). Non c'é ancora nessun segnale di vendita ma consigliamo prudenza. L'Italia sembra lentamente uscire dai favori degli investitori...
Riassumendo ieri le borse europee hanno aperto in calo a causa di una notizia negativa e poi si sono fermate. Ai sensi dell'analisi tecnica é stata una giornata insignificante. In America la borsa era chiusa in occasione della festa del ringraziamento (Thankgiving). Senza gli americani gli europei non prendono iniziative.
Oggi la borsa americana riprende le contrattazioni ma molti operatori saranno assenti - la seduta terminerà con 3 ore di anticipo alle 13.00 ora di NY. Sicuramente i volumi saranno mediocri. Normalmente non dovrebbe succedere niente d'importante. È però possibile che qualcuno sfrutti l'occasione per un attacco. I rialzisti guarderanno alle vendite del Black Friday - se i numeri saranno migliori delle attese ci saranno acquisti in borsa su titoli come Amazon. I ribassisti potrebbero invece utilizzare le tensioni tra Stati Uniti e Cina per tentare un affondo.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3144 punti (-9 punti) - già ieri mattina era su questo livello. Nel frattempo però le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.49%, Shanghai -0.7%) e le borse europee intendono iniziare le contrattazioni con un'ulteriore perdita del -0.2%. Alle 08.00 l'Eurostoxx50 vale 3697 punti. Le premesse sono per una ripetizione della seduta di ieri - una prospettiva poco entusiasmante.

Commento del 28 novembre

Nuovo record dell'S&P500 mentre la VIX sale a 11.75 punti (+0.21) - il rialzo si ferma

Ieri sera l'S&P500 (+0.42% a 3153.63 punti) ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3154.26 punti e noi stamattina eravamo pronti a scrivere l'abituale commento di un mercato ipercomperato (RSI a 75.66 punti) e in eccesso di rialzo (127 punti sopra la MM a 50 giorni e 228 punti sopra la MM a 200 giorni) ma che non vuole correggere malgrado evidenti divergenze negative a livello di partecipazione (NH/NL a 713 (pochi e in calo rispetto a martedì!) su 229). Abbiamo guardato gli indicatori di partecipazione e di momentum per arrivare infine a quelli di sentiment. A questo punto ci siamo improvvisamente svegliati dall'apatia - c'era qualcosa di nuovo. Malgrado la seduta positiva la volatilià VIX sull'S&P500 é salita a 11.75 punti (+0.21) invece che scendere. Sembra che la scommessa al ribasso sulla VIX sia finita e che questo indicatore tenti di riprendere il supporto a 12 punti. In questo caso  il rialzo dell'S&P500 é per il momento finito.

Facciamo un passo indietro. La seduta in Europa é stata positiva ma a livello di analisi tecnica non ci ha detto nulla di nuovo - nessun indice azionario, tranne il solito SMI svizzero (+0.21% a 10529) che corre a braccetto con l'S&P500 americano, ha toccato un nuovo massimo annuale.
Abbiamo già discusso il fatto che l'Eurostoxx50 (+0.20% a 3712 punti) non riesce a liberarsi dei 3700 punti - la seduta di ieri, malgrado il guadagno di 7 punti, non ha cambiato la situazione. L'Eurostoxx50 ha aperto sui 3710 punti - é caduto a 3704 punti di minimo, é salito a 3721 punti di massimo e alle 12.30 é ridisceso a 3711 punti - poi si é fermato e non ha più fatto nulla. La tendenza di fondo delle borse europee é al rialzo e in questo non si dissociano dall'America. Mentre Wall Street passa da un record all'altro il rialzo in Europa é invece in stallo senza nessuna accenno di correzione.
L'indice delle banche SX7E é risalito del +0.35% a 94.31 punti - anche questo indice é bloccato sui 94 punti e non accenna a muoversi.
Anche sul DAX (+0.38% a 13287 punti) non c'é niente di nuovo. Il DAX é ancora in una fase di rialzo e la pausa attuale sui 13200 punti sembra un consolidamento. Fino a prova contraria quindi dovrebbe salire nelle prossime settimane più in alto. In mancanza di una sana correzione l'ipercomperato frena la scalata dell'indice.
Anche il FTSE MIB (-0.26% a 23485 punti) non riesce più a fare progressi malgrado che la tendenza dominante sia ancora al rialzo. D'altra parte abbiamo constatato a metà novembre che il mercato non vuole correggere. Dobbiamo quindi convivere con questa pausa sui 23500 punti prima di poter capire in quale direzione si svilupperà la prossima spinta sostenibile. Fino a prova contraria la variante più probabile é una continuazione del rialzo verso un nuovo massimo annuale - questo scenario é sostenuto dai cicli che non prevedono un'inversione di tendenza prima dell'inizio dell'anno prossimo. 
Riassumendo il trend delle borse europee é ancora al rialzo. Dal 4 novembre non riescono però più a fare sostanziali progressi mentre la borsa americana continua a salire e far registrare nuovi massimi storici. Questa debolezza relativa é preoccupante. Bisogna domandarsi cosa potrebbe succedere alle borse europee se e quando l'America correggerà. Sotto questo aspetto andare long adesso sembra essere una pessima idea. Non c'é però ancora nessun elemento tecnico per poter consigliare l'apertura di posizioni short.

L'S&P500 ha aperto a 3145 punti e fino alle 17.30 non si é mosso - si é accontentato di restare sopra i 3143 punti. Poi c'é stata una spinta di rialzo che ha fatto salire l'indice alle 19.30 a 3153 punti. Qui il mercato é andato in ibernazione. L'S&P500 si é mosso tra i 3152 ed i 3154.26 punti fino alla chiusura a 3153.63 punti (+0.42%). Tutto il listino é lievitato (Nasdaq100 +0.70% a 8444, RUT +0.61%) con l'eccezione del DJT (-0.21%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4911 su 2420 e volume relativo a 0.85. I bassi volumi si spiegano con l'odierna Festa del Ringraziamento. Molti operatori ed investitori sono partiti ieri pomeriggio per raggiungere le loro famiglie.
Abbiamo già discusso l'inabituale comportamento della VIX. Per il resto i dati sul sentiment mostrano il solito ottimismo e speculazione al rialzo - la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.58 mentre il Fear&Greed Index é nuovamente balzato a 78 punti (+9 punti).

Oggi in America é giorno di festa (Thanksgiving). Senza le indicazioni provenienti da Wall Street é probabile che dopo l'apertura le borse europee si fermino.
Stamattina il Nikkei ha perso il -0.12% - Shanghai é in calo del -0.5% Il future sull'S&P500 perde 8 punti a 3145 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.10 vale 3703 punti. Le borse europee apriranno con una perdita di circa il -0.3%. Prepariamoci ad una giornata noiosa e a mercati praticamente immobili.

Commento del 27 novembre

La borsa americana sembra conoscere solo una direzione - l'analisi tecnica può solo rilevare l'eccezionalità del movimento

Le sedute di borse a Wall Street cominciano ad assomigliarsi l'una all'altra in maniera stupefacente. I maggiori indici salgono costantemente e toccano regolarmente dei nuovi massimi storici. Durante la giornata gli indici si muovono in pochi punti - ogni ritracciamento viene considerato un'occasione d'acquisto e viene comperato. L'ipercomperato e l'eccesso di rialzo hanno unicamente l'effetto di frenare il rialzo ma non sembrano in grado al momento di provocare una correzione malgrado che i deboli dati sulla partecipazione rendono il trend fragile e a rischio. Questa é la situazione tecnica che si presenta praticamente tutti i giorni dall'8 ottobre e qualsiasi tentativo di indovinare l'inizio di una correzione sulla base di un segnale tecnico non ha successo. Non parliamo ovviamente di ribasso visto che ciclicamente questo rialzo dovrebbe durare fino a fine anno o fino alla prima decade di gennaio 2020.

Anche ieri la musica non é cambiata. Le borse europee hanno marciato sul posto (Eurostoxx50 -0.06% a 3705 punti). L'S&P500 (+0.22% a 3140.52 punti) e il Nasdaq / Nasdaq100 (+0.16% a 8385) hanno ancora guadagnato qualche punto e hanno fatto registrare dei nuovi record storici. Il resto del mercato ha seguito (DJT +0.20%, RUT +0.14%). Probabilmente fino a settimana prossima non ci saranno cambiamenti. Oggi, prima di Thanksgiving, molti operatori spariranno gìà nel pomeriggio per raggiungere le loro famiglie - la borsa americana nel pomeriggio si fermerà e i volumi caleranno. Domani é un giorno di festa. Venerdì la seduta é raccorciata e molti investitori saranno occupati ad acquistare i regali natalizi (Black Friday).
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3231 punti. È salito fino a metà seduta fino a 3141 punti, é scivolato alcune ore fino a 3135 punti e sul finale si é impennato fino al nuovo massimo storico a 3142.69 punti. Ha chiuso poco sotto a 3140.52 punti (+0.22%). Ha guadagnato 7 punti e si é mosso in soli 11 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4147 su 3258, NH/NL a 752 su 269 e volume relativo a 1.3. I nuovi massimi a 30 giorni (NH) sono leggermente scesi, i nuovi minimi (NL) sono saliti - la partecipazione delude e peggiora malgrado i guadagni degli indici - questa divergenza negativa però non é bastata finora a bloccare il rialzo.
La volatilità VIX é scesa a 11.54 punti (-0.33) - la rottura del supporto a 12 punti sembra definitiva - aspettiamo la fine della settimana per una conferma. La CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.57 - il Fear&Greed Index é alto a 69 punti (-1). Gli investitori restano ottimisti - non appare un'esagerazione tale da provocare con certezza una reazione negativa.
Le premesse per una correzione minore restano ideali. Il trend é però intenso e finora la borsa non mostra l'intenzione di voler correggere. Non sappiamo cosa potrebbe fargli cambiare idea.

Stamattina le borse asiatiche sono poco mosse. Il Nikkei sale del +0.28%, Shanghai perde il -0.1%. Il future sull'S&P500 si inerpica a 3146 punti (+2 punti) - in pratica l'S&P500 sta guadagnando altri 6 punti. L'Eurostoxx50 vale 3716 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.3%. Da giorni non riescono più a tenere il passo con l'America. Pensiamo quindi che oggi avremo una seduta positiva ma difficilmente gli indici azionari europei saliranno di molto sopra i livelli d'apertura.
In America bisogna prevedere una seduta leggermente positiva per aver ragione nella maggior parte dei casi.

Commento del 26 novembre

Nuovo massimo storico dell'S&P500 a 3133 punti - e il commento potrebbe finire qui...

Ogni tanto bisogna assistere attoniti a delle sedute di borsa che sembrano comandate da forze superiori. Ieri l'S&P500 americano ha aperto al rialzo a 3021 punti ed é salito per un'ora e 10 raggiungendo i 3131 punti. Su questo nuovo record storico, che avrebbe dovuto scatenare delle reazioni tra gli investitori, il mercato si é semplicemente fermato - é rimasto bloccato come se fosse un paziente in coma fino alle 21.10 tra i 3127 ed i 3130 punti - 4 ore e mezza trascorse in soli 3 punti mentre i maggiori indici azionari americani erano su dei nuovi massimi storici! Sul finale c'é stato un risveglio, un breve movimento di 4 punti e una salita dell'S&P500 sul nuovo record a 3133.83 punti. La chiusura é stata poco sotto a 3133.64 punti (+0.75%). Anche Nasdaq (+1.32%), Nasdaq100 (+1.21% a 8372 punti) sono saliti su un nuovo massimo storico. Il Russell2000 (+2.07%) ha fatto registrare un massimo annuale. Sembra superfluo ribadire che dei nuovi massimi di periodo sono una conferma indiscutibile ed inequivocabile di rialzo. Ora gli indici azionari americani sono nuovamente ipercomperati oltre che rimanere in eccesso di rialzo - ci deve quindi essere un'altra pausa ed eventualmente un breve ritracciamento. Le premesse per una correzione rimangono ideali ma la correzione non é necessaria. La tendenza di fondo come sappiamo deve restare al rialzo fino alla fine dell'anno o fino alla prima decade di gennaio del 2020. Sembra che il mercato non voglia correggere ma forse manca unicamente una ragione valida per farlo.
Restiamo in America per vedere i dati della giornata. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5767 su 1687, NH/NL a 796 su 235 (suboptimale ma questo problema strutturale sembra non interessare a nessuno e non é abbastanza grave per impedire o addirittura bloccare il rialzo) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 11.87 punti (-0.47) - il supporto a 12 punti é stato violato. Può trattarsi di una falsa e marginale rottura al ribasso e in questo caso oggi la VIX tornerà sopra i 12 punti e l'S&P500 scenderà. Oppure la rottura al ribasso é valida e quindi dobbiamo prepararci ad un ritorno stabile dalla VIX tra i 10 ed i 12 punti - questo significa che il rialzo dell'S&P500 può continuare per settimane al ritmo attuale. Questa variante non ci piace poiché fondamentalmente la borsa americana é già oscenamente cara - secondo il mercato delle ozioni la VIX dovrebbe a breve impennarsi - tecnicamente però questo sviluppo é possibile - avevamo preso in considerazione questa ipotesi nel commento del 9-10 novembre con dei possibili targets a 3250-3300 punti.
Gli altri indicatori di sentiment (CBOE Equity put/call ratio a 0.63 e Fear&Greed Index a 70 punti (+1)) non cambiano in maniera significativa. Gli investitori restano troppo ottimisti ma non appare quella euforia che contraddistingue solitamente i maggiori top.

Visto quello che é successo a New York possiamo fare un passo indietro e analizzare la seduta in Europa. Eurostoxx50 (+0.55% a 3707 punti) e colleghi hanno guadagnato terreno e la giornata si é svolta come in America. Gli indici azionari sono saliti alle 09.15 sul massimo giornaliero. Poi si sono fermati e sono oscillati in laterale e in pochi punti fino alla chiusura. I guadagni non sono bastati per far salire gli indici su dei nuovi massimi annuali ma sono stati sufficienti per compensare la mini correzione di settimana scorsa. Verso l'alto c'é nuovamente un +1%/+2% di spazio fino all'ipercomperato e al bordo superiore delle BB. Considerando l'esempio proveniente dall'America e dall'SMI svizzero (0.96% a 10468 punti - nuovo massimo storico) é possibile che questa settimana le borse europee salgano ancora più in alto. Ieri sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3711 punti - il massimo annuale di martedì scorso é a 3733 punti. Per la cronaca aggiungiamo che DAX (+0.63% a 13246 punti) e FTSE MIB (+0.84% a 23454 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50 e si trovano nella medesima situazione tecnica.

Malgrado gli eccessi e le divergenze a livello di partecipazione le borse non vogliono correggere. Non necessariamente gli eccessi di rialzo e di fiducia da parte degli investiori devono essere compensati con una correzione specialmente in un perido ciclicamente favorevole come quello attuale fino alla prima decade di gennaio dell'anno prossimo. Le premesse monetarie restano ideali per un rialzo della borsa poiché i bassi tassi d'interesse obbligano gli investitori a comperare azioni. I bassi tassi d'interesse permettono anche le operazioni di ingegneria finanziaria che fanno lievitare gli utili per azione malgrado che i guadagni delle imprese ristagnino. Finora tutti credono che questo meccanismo possa funzionare all'infinito e il rialzo si autoalimenta. L'analisi tecnica non é in grado di dire quando questa pazzia finirà.

Stamattina le borse asiatiche seguono il trend e salgono. Il Nikkei ha guadagnato il +0.35% mentre Shanghai é ferma. Il future sull'S&P500 é invariato a 3133 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3708 punti - le borse europee apriranno senza sostanziali variazioni. Come discusso nel commento odierno e nell'aggiornamento di ieri oggi dovremmo avere una seduta negativa. Non vediamo però ragioni per perdite sostanziali.

Aggiornamento del 25 novembre

Frattali

Thanksgiving ha un impatto psicologico sul mercato. Usando l'analisi frattale si può vedere cosa é successo nel passato prima e dopo questa festa che é sempre nel quarto giovedì di novembre. Il lunedì che precede Thanksgiving normalmente la seduta a Wall Street é in pari o moderatamente positiva. Martedì e mercoledì c'é di solito un tuffo e due sedute negative - in America la caduta é più forte che in Europa. Poi c'é una fase di rialzo con una performance media in una settimana del +2%. Speriamo che questo comportamento si ripeta anche quest'anno e che la correzione minore delle borse iniziata dai massimi di martedì scorso termini tra tre giorni su un minimo intermedio. Considerando le premesse ci sembra poco probabile che la correzione possa far ridiscendere l'S&P500 sull'obiettivo ideale a 3000-3020 punti.

Durante il fine settimana non é successo nulla in grado di influenzare i mercati finanziari. Prosegue il trend che ha contrassegnato la serata di venerdì. Il Nikkei guadagna stamattina il +0.78% - Shanghai segue con un +0.7%. Il future sull'S&P500 sale a 3119 punti (+8 punti). A livello di tassi d'interesse e cambi non ci sono movimenti degni di nota. La continuazione del crollo del Bitcoin (-8% a 6650 USD) e delle criptovalute in generale interessa solo a pochi speculatori e non fà notizia. Quando si comincerà a parlarne nei media ci sarà il solito rimbalzo tecnico da ipervenduto.  
L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3706 punti - é un guadagno di 19 punti (+0.5%) rispetto alla chiusura ufficiale di venerdì. Pensiamo di ritrovare l'indice stasera poco lontano dal livello d'apertura. Stamattina alle 10.00 verranno pubblicati gli indici tedeschi ifo per il mese di novembre. Gli analisti si aspettano un leggero miglioramento questo potrebbe aiutare la borsa di Francoforte a difendere i guadagni iniziali.

Commento del 23-24 novembre

La correzione che non c'é

Da quasi un mese, vale a dire da quando gli indici azionari hanno superato i precedenti massimi annuali o storici di luglio, noi invochiamo una correzione giustificandola con un mercato in eccesso di rialzo, talvolta ipercomperato e con investitori troppo ottimisti. Finora non c'é stata nessuna correzione degna di nota. Martedì 19 novembre l'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo massimo annuale a 3733 punti mentre l'S&P500 ha fatto registrare un nuovo massimo storico a 3127.64 punti. Nel resto della settimana gli indici sono per saldo scesi e questo ha permesso di assorbire in parte l'ipercomperato - le performances settimanali sono negative. Parlare però di correzione é esagerato. Dal massimo a 3733 punti l'Eurostoxx50 é tornato venerdì a 3687 punti (+0.21%) mentre l'S&P500 é sceso a 3110.29 punti (+0.22%). La seduta di venerdì é stata positiva. Possiamo a questo punto ricordare due regole fondamentali. Nuovi massimi di periodo sono una conferma indiscutibile di rialzo e un mercato che non corregge quando le premesse sono ideali é un mercato tecnicamente forte.
Cosa potrebbe quindi succedere fino a fine anno? Malgrado la discesa di pochi punti le borse stanno tecnicamente correggendo come mostrano le RSI e i Summation Index in calo. Questa correzione deve terminare tra pochi giorni con una breve ondata di vendite in grado di cambiare radicalmente l'umore degli investitori ancora troppo ottimisti (VIX a 12.34 punti, -0.79) e speculativamente orientati al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.58, MM a 10 giorni a 0.57). Poi, come previsto da tempo, il rialzo dovrebbe riprendere fino a fine anno o fino alla prima decade di gennaio 2020. Fondamentalmente il potenziale residuo di rialzo sembra decisamente scarso. Questo rialzo é però trascinato unicamente da liquidità ed emozioni e quindi potrebbe anche sorprendere con un'accelerazione finale di tipo esaustivo. Comperare nella fase finale di un rialzo é sempre una cattiva idea - troppo rischio di fallimento. È però anche sconsigliabile opporsi al trend tentando di anticipare un massimo significativo.
Giovedì di settimana prossima l'America si ferma in occasione di Thanksgiving (Festa del ringraziamento). Venerdì la borsa sarà aperta ma tutti saranno impegnati a comperare i regali di Natale - un fenomeno consumistico conosciuto sotto il nome di Black Friday. È possibile che tutti gli speculatori long preferiscano trascorrere questo periodo di pausa senza posizioni aperte. Questo significa che tra lunedì e mercoledì potrebbe esserci l'attesa breve ondata di vendite per concludere la correzione minore. A questo punto é possibile che si presenti un'occasione d'acquisto. Bisognerà controllare se gli investitori sono diventati abbastanza pessimisti - come riferimento usiamo la volatilità VIX che dovrebbe impennarsi sui 18 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.65% a 3687 punti
DAX                         -0.59% a 13163 punti
SMI                          +0.58% a 10369 punti
FTSE MIB                  -1.39% a 23259 punti
S&P500                    -0.33% a 3110.29 punti
Nasdaq100               -0.52% a 8272 punti

Venerdì c'é stata una seduta tranquilla che non ci ha detto nulla di nuovo. C'é stato un lieve rimbalzo che mostra la scarsa forza e aggressività dei venditori che mai a novembre sono riusciti a provocare una forte caduta degli indici e una chiusura sul minimo giornaliero.
Le borse europee si sono impennate nella prima ora di contrattazioni e poi si sono sgonfiate. Dalle 10.20 in avanti gli indici sono oscillati in laterale in pochi punti e hanno chiuso con moderati guadagni. L'Eurostoxx50 ha terminato la giornata a 3687 punti (+0.21%) - alle 22.00 valeva 3694 punti. DAX (+0.20% a 13163 punti) e SMI (+0.30% a 10369 punti) si sono comportati alla stessa maniera. Il FTSE MIB (-0.09% a 23259 punti) ha chiuso invece in perdita ma la differenza non é significativa. Le RSI giornaliere sono scese a 56-62 punti - sono di conseguenza tornate decisamente sotto quei 70 punti che segnalano ipercomperato. In una correzione minore le RSI scendono spesso sotto i 50 punti...

Anche la seduta a New York é stata deludente e monotona. L'S&P500 ha aperto e chiuso sullo stesso livello, si é mosso in soli 14 punti e ha chiuso nella parte superiore del range giornaliero a 3110.29 punti (+0.22%). Notiamo che ancora una volta l'indice é rimasto sopra i 3100 punti che almeno a livello psicologico diventano un supporto intermedio. I dati della giornata mostrano una seduta positiva che rappresenta di fatto una pausa ad alto livello. I Summation Index su NYSE e Nasdaq continuano a scendere mostrando che la maggior parte dei titoli sta perdendo terreno - i maggiori indici (Nasdaq100 +0.08%, DJT +0.97%, RUT +0.31%) però non correggono.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4573 su 2758, NH/NL a 376 su 372 (mercato bloccato e compatto) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 12.34 punti (-0.79), la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.58, il Fear&Greed Index é sceso a 69 punti (-1 punti). Sul mercato delle opzioni notiamo una forte speculazione al ribasso sulla VIX - ci aspettiamo che la chiusura di queste scommesse provochino a breve un'impennata della VIX e una caduta dell'S&P500. Che questo avvenga prima di Thanksgiving é una nostra idea personale e pura speculazione.
La stasi della borsa corrisponde ad una stabilità dei tassi d''interesse - l'USTBond decennale rende il 1.77% (invariato). Il grafico sembra suggerire l'inizio di un periodo di stabilità con modesti movimenti intorno all'1.7%.

Riassumendo la tendenza di fondo delle borse resta al rialzo (in America il 60.0% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni, il Bullish Percent Index sul NYSE é a 60.32 punti). Internamente le borse stanno ora correggendo e assorbono gli eccessi con poche conseguenze negative sugli indici. Ci aspettiamo che questa correzione minore termini nei prossimi giorni con una breve ondata di vendite. Il potenziale di rialzo sembra modesto ma la tendenza positiva dovrebbe prevalere almeno fino alla fine dell'anno.

Commento del 22 novembre

Ci vuole un cambiamento d'umore per smuovere le acque

Ieri é stata una giornata veramente noiosa e fatichiamo stamattina a trovare un valido argomento per le nostre analisi. Ci viene quasi voglia di commentare l'ulteriore crollo del Bitcoin (-8.3% a 7470 USD) ma preferiamo lasciare perdere. È un mercato di nicchia dove ci sono molte manipolazioni e dove l'analisi tecnica nel breve funziona male. Non possiamo che ribadire quanto scritto l'ultima volta nel commento del 26-27 ottobre - malgrado le capriole la tendenza di fondo é al ribasso.

Ieri le borse hanno avuto una seduta leggermente negativa. Le perdite sono però talmente piccole (Eurostoxx50 -0.11% a 3679 punti, S&P500 -0.16% a 3103.54 punti) che parlare di correzione o ribasso non fa senso. In fondo si é trattato di una giornata di pausa e si potrebbe tranquillamente girare pagina senza analisi o commenti. Diamo lo stesso un'occhiata.

L'Eurostoxx50 é il DAX (-0.16% a 13137 punti) hanno ripetuto la seduta di mercoledì. Gli indici sono caduti la mattina e hanno poi recuperato e hanno chiuso vicino al massimo giornaliero con una lieve perdita. Sul grafico appaiono delle altre candele bianche o verdi con minimo e massimo discendenti. La debole correzione formalmente continua - non c'é nulla di nuovo da segnalare. Il FTSE MIB (-0.31% a 23279 punti) si é comportato alla stessa maniera - l'unica differenza é che a fine giornata la perdita é stata un pò più grande - sembra essere una compensazione al fatto che mercoledì l'indice aveva guadagnato qualche punto in più delle altre borse europee. Si tratta però di differenze insignificanti.
L'SMI (-0.46% a 10338 punti) dopo i record delle due precedenti sedute ha avuto una giornata storta. Questa seduta manda segnali contraddittori. L'indice ha perso 47 punti ma ha chiuso sopra il livello d'apertura e vicino al massimo giornaliero. Ci sono quindi segnali positivi che mostrano come i rialzisti sono ancora vivi e vegeti. Per ora sembra che l'SMI si debba fermare intorno ai 10300 punti prima di poter riprendere il rialzo. Non abbiamo nessun elemento per poter prevedere una profonda correzione. La pausa serve ad assorbire gli eccessi. Un ritorno a 10100 punti rimetterebbe l'SMI su una solida base - questa correzione non é però indispensabile.
L'SMI continua a seguire o precedere di poche ore l'S&P500 - non é sorprendente? 

Anche a New York é successo poco. L'S&P500 (-0.16% a 3103.54 punti) si é mosso in soli 14 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero con una perdita di 5 punti. Notiamo che l'S&P500 ha avuto 3 sedute negative consecutive e sul grafico appaiono tre candele rosse - dal massimo storico a 3127 punti l'indice é sceso però solo di 24 punti.
Come mercoledì ci sono state delle leggere vendite in tutti i settori (Nasdaq100 -0.22%, DJ Transportation -0.13%, Russell2000 -0.48%) ma il calo non ha fatto danni, non ha rotto supporti e non ha fatto squillare segnali di vendita. Solo gli indicatori MACD stanno ruotando verso il basso come conseguenza del calo del momentum. I Summation Index su NYSE e Nasdaq sono ulteriormente scesi e mostrano che la maggior parte del mercato sta correggendo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2779 su 4584, NH/NL a 314 su 543 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é lievitata a 13.13 punti (+0.35), la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.59 mentre il Fear&Greed Index scende a 70 punti (-4 punti).
Le borse stanno formalmente correggendo. Si tratta di una correzione minore di debole intensità. Dovrebbe finire con un tuffo di alcuni giorni e con un'impennata della volatilità VIX sui 18 punti. Solo un cambiamento d'umore potrebbe smuovere le acque e far uscire il mercato da questo pantano.

Sembra che anche oggi le borse non abbiamo voglia di muoversi. Il Nikkei guadagna il +0.32% - Shanghai sta perdendo il -0.6%. Il future sull'S&P500 é a 3107 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale 3688 punti - le borse europee apriranno con un guadagno di circa il +0.2%. Non sappiamo se oggi avremo una seduta positiva o negativa - molto probabilmente però non ci allontaneremo di molto dai livelli d'apertura.
Giovedì 28 novembre l'America festeggia Thanksgiving. La borsa sarà chiusa. Nel commento del fine settimana analizzeremo quali sono le conseguenze di questa festa infrasettimanale. Pensate cosa fareste voi se foste un trader con posizioni aperte prima di una pausa di praticamente 4 giorni (venerdì é Black Friday - si fanno le spese natalizie - non si opera in borsa...)
 
Commento del 21 novembre

I ribassisti non sfuttano a fondo una buona occasione e deludono

Ieri sia l'Eurostoxx50 (-0.34% a 3684 punti) che l'S&P500 (-0.38% a 3108.46 punti) hanno avuto una giornata negativa. Le sedute sono state differenti poiché le borse europee hanno recuperato dopo una caduta la mattina e hanno chiuso sui massimi giornalieri mentre quella americana si é assestata al centro del range giornaliero. In entrambi i casi però c'é stata una rottura al ribasso sotto il range dei giorni precedenti. Questo ci dice che almeno formalmente é iniziata una correzione. I ribassisti però non sono riusciti a sfruttare le buone premesse tecniche. A fine giornata le perdite sono risultate modeste. Pensiamo di conseguenza che avremo una debole correzione che servirà unicamente ad assorbire l'ipercomperato. Non raggiungerà però gli abituali obiettivi. Il rialzo potrebbe riprendere da un livello piuttosto alto dopo alcuni giorni di scivolata.

L'Eurostoxx50 (-0.34% a 3684 punti) ha avuto una seduta negativa ed ha rotto al ribasso sotto il range delle ultime 11 sedute. Questa rottura non ha però avuto conseguenze - l'Eurostoxx50 ha recuperato e ha chiuso vicino al massimo giornaliero con una modesta perdita di 12 punti. Dal massimo annuale di martedì a 3733 punti l'Eurostoxx50 sta correggendo ma non appare pressione di vendita. Sembra quindi che la correzione possa risolversi in un calo di alcuni giorni fino ai 3630 punti circa e che poi il rialzo possa riprendere.
In generale le premesse per una correzione minore sono ideali - se però tutto quello che riescono a combinare i ribassisti é quello che abbiamo visto ieri probabilmente l'Eurostoxx50 non sfrutterà il potenziale teorico di ribasso (discesa fino al bordo inferiore delle BB o discesa sulla MM a 50 giorni o discesa fino a prossimo forte supporto a 3570 punti) ma ricomincerà a salire da un livello superiore.
Il DAX (-0.48% a 13158 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 e presenta la medesima rottura al ribasso. Il DAX ha recuperato dal minimo a 13071 punti e ha chiuso vicino al massimo giornaliero con una moderata perdita di 63 punti. Sembra che la correzione possa essere solo un calo di alcuni giorni fino ai 13000 punti e che poi il rialzo possa riprendere.
Il FTSE MIB (+0.10% a 23351 punti) ha chiuso sul massimo giornaliero e praticamente in pari. Un debole attacco dei ribassisti é stato respinto senza problemi. L'indice assorbe l'ipercomperato con queste sedute di pausa. Se dall'America non giungono a breve segnali negativi il FTSE MIB potrebbe riprendere il rialzo senza aver effettuato una vera e propria correzione. La previsione di massima resta quella di una fase positiva fino a fine anno o addirittura fino alla prima decade dell'anno prossimo.
L'SMI (+0.19% a 10385 punti) ha guadagnato 19 punti - poco ma quella di ieri é la migliore chiusura della storia dell'SMI e questo conferma che la tendenza é al rialzo. L'indice non vuole correggere malgrado ipercomperato ed eccesso di rialzo. È quindi possibile che il rialzo continui al blando ritmo attuale fino alla fine dell'anno. Se ci fosse una sana correzione minore l'SMI ricadrebbe sui 10100 punti e questa sarebbe un'occasione d'acquisto. La correlazione con l'S&P500 é ancora molto alta - se ci sarà una correzione in America la Svizzera seguirà.

In America é finalmente apparsa una certa volatilità. I ribassisti hanno preso l'iniziativa e dai 3119 punti di massimo giornaliero sono riusciti a far cadere l'S&P500 tra le 18.40 e le 19.20 fino a 3091 punti di minimo. Non sono però riusciti a difendere questa rottura sotto la barriera psicologica dei 3100 punti. Dopo le 19.20 l'indice ha recuperato lentamente e ha chiuso a 3108.46 punti (-0.38%) con una perdita di soli 12 punti. Notiamo il sensibile aumento dei volumi di titoli trattati (volume relativo a 1.25) - spesso le correzioni iniziano e finiscono con una seduta con alti volumi.
Le vendite si sono distribuite su tutto il listino e hanno coinvolto tutti i settori (Nasdaq100 -0.66% a 8283 punti, DJT -1.41%, RUT -0.42%). La seduta al NYSE é stata di conseguenza decisamente negativa con A/D a 2724 su 4694 e NH/NL a 549 su 511. Negli ultimi 30 giorni l'S&P500 si é mosso tra i 2991 ed i 3127 punti (136 punti) - l'S&P500 a 3108 punti é nel quinto superiore di questo range - la logica suggerirebbe che il rapporto tra nuovi massimi e nuovi minimi a 30 giorni sia di circa 5 a 1 - invece é quasi in pari e questo denota nel sottofondo una certa pressione di vendita. Il mercato continua ad essere strutturalmente debole con investitori troppo ottimisti. Ieri la volatilità VIX é scesa a 12.78 punti (-0.08) - ci sono troppe scommesse al ribasso. Prevediamo nei prossimi giorni un'impennata della VIX sui 18 punti - la correlazione negativa ci dice che contemporaneamente l'S&P500 deve correggere.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Il Nikkei perde il -0.48%, Shanghai sta scendendo del -0.25% e il future sull'S&P500 é a 3105 punti (-3 punti). Prevalgono i segni negativi - il calo é però decisamente modesto. L'Eurostoxx50 vale ora 3670 punti - le borse europee apriranno con minusvalenze di circa il -0.4% - prevediamo una ripetizione della seduta di ieri.
Noi abbiamo ancora la posizione short sul DAX aperta il 5 novembre a 13140 punti - pensiamo di chiuderla ancora questa settimana con un leggero guadagno. Questo perché siamo stufi di aspettare e perché la correzione non sembra avere molto potenziale.

Commento del 20 novembre

Questo rialzo non ci piace per niente - aereo in cabrata ma a corto di carburante

Sono rimasto assente cinque giorni - nel frattempo ci sono state tre sedute di borsa. Il rialzo é continuato e ieri i maggiori indici azionari europei ed americani hanno raggiunto dei nuovi massimi annuali (Eurostoxx50 a 3733 punti) o storici (S&P500 a 3127.64 punti) marginali. Nuovi massimi sono un segnale inequivocabile di rialzo - fino a qui non ci sono discussioni. La qualità del rialzo é però peggiorata invece che migliorare - notiamo delle evidenti divergenze negative che aumentano sensibilmente a breve la probabilità di una correzione minore. Sotto questo aspetto la nostra previsione é invariata.
Le borse europee hanno chiuso ieri sera praticamente invariate e lontane dal massimo giornaliero toccato in tarda mattinata (ca.11.40). Sui grafici appaiono delle lunghe candele con un piccolo corpo nella parte inferiore - sono delle shooting star che rappresentano talvolta un esaurimento di trend. Non possiamo dire che questo sia stato un key reversal day poiché le perdite a fine giornata (Eurostoxx50 -0.23% a 3696 punti - massimo annuale a 3733 punti) sono troppo modeste o mancanti come nel caso del DAX (+0.11% a 13221 punti - massimo annuale a 13374 punti) e non c'é stato il tipico forte aumento dei titoli trattati. Notiamo però che malgrado che siamo obbligati di parlare di continuazione del rialzo nelle ultime tre sedute le borse europee hanno per saldo marciato sul posto. L'Eurostoxx50 continua a aggirarsi intorno ai 3700 punti e non riesce più a fare progressi. Le borse sono in stallo in attesa di una buona occasione per correggere - l'iniziativa deve venire dall'America.

L'S&P500 (-0.06% a 3120.18 punti) nelle ultime tre sedute ha guadagnato una trentina di punti e ieri in apertura ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 3127.64 punti. Pensavamo questa mattina di trovare nei dati tecnici una conferma di questa forza - invece siamo rimasti delusi. La borsa americana resta in eccesso di rialzo e con investitori decisamente troppo ottimisti. La partecipazione é il carburante del rialzo e questa continua a diminuire come mostrano le A/D cumulative, i Summation Index (sul NYSE ancora in calo!) e i deludenti rapporti NH/NL. I nuovi massimi aumentano di poco mentre i nuovi minimi non diminuiscono. Al contrario - i NL e seconda del segmento di mercato e del periodo preso in considerazione tendono ad aumentare. Questo mostra che pochi leaders continuano a permettere il rialzo degli indici mentre in sottofondo sta aumentando la pressione di vendita. Sono ormai una decina di giorni che il mercato si sviluppa in questa maniera malsana e sembra che ci avviciniamo ormai ad un punto di rottura sul quale l'eccesso di ottimismo e di speculazione al rialzo (MM a 10 giorni della CBOE Equity put/call ratio a 0.56) devono essere eliminati con una sana correzione minore di un -3%/-5%.
L'S&P500 ha aperto con un nuovo massimo storico a 3127.64 punti. Dopo é caduto in due ondate sul minimo giornaliero a 3013 punti. Dopo le 17.00 l'indice é risalito fino ai 3025 punti ma ancora una volta sono apparsi dei venditori. Nella seduda parte della giornata l'indice é oscillato tra i 3018 ed i 3025 punti ed ha chiuso praticamente invariato a 3020.18 punti (-0.06%). Tecnologia (Nasdaq100 +0.12% a 8338 punti, NH a 8357 punti) e PMI (Russell2000 +0.37%) hanno guadagnato terreno - il DJTransportation (-0.29%) era in calo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3945 su 3392, NH/NL a 590 su 474 (praticamente uguale ad una settimana fà!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é lievitata a 12.86 punti (+0.40 - il supporto a 12 punti regge a meraviglia) mentre la CBOE Equity put/call ratio é bassa a 0.58 ed il Fear&Greed Index scende a 80 punti (-3).
Riassumendo la tendenza di base della borsa americana resta solidamente al rialzo. A corto termine le probabilità di una correzione minore sono in forte aumento. Per fine anno però l'S&P500 sarà probabilmente sopra il livello attuale. Se adesso, come pensiamo, c'é una veloce e profonda correzione con un radicale cambiamento d'umore da parte degli investitori, avremo un'occasione d'acquisto per entrare long sul mercato e sfruttare la parte finale di questo assurdo rialzo causato unicamente da aspetti monetari e psicologici.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei é sceso del -0.62% - Shanghai sta perdendo il -0.8%. Il future sull'S&P500 é a 3112 punti (-5 punti). L'Eurostoxx50 vale 3686 punti - le borse europee apriranno con perdite di circa il -0.3%. Stamattina oscilleranno sul livello d'apertura - nel pomeriggio vedremo cosa decideranno di fare gli americani. È ancora l'accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina a catalizzare l'attenzione e l'umore degli investitori.

Breve aggiornamento del 15 novembre

Ogni ritracciamento dell'S&P500 viene comperato - CBOE Equity put/call ratio a 0.47

Ieri le borse europee hanno nuovamente perso terreno. Si é però trattato di una normale seduta moderatamente negativa senza una particolare pressione di vendita. Non c'é nessun segnale di vendita e non abbiamo nessuna conferma che é iniziata una correzione. Solo l'indicatore MACD sta ruotando e fornisce un debole segnale di vendita - non é però abbastanza per buttarsi al ribasso - questo é solo una normale conseguenza del calo di momentum e il segnale può facilmente sparire con un paio di sedute moderatamente positive. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3688 punti (-0.29%) - un calo di 10 punti che si é concretizzato sul finale di seduta - a New York ci sono state delle vendite nel tardo pomeriggio e subito gli europei hanno copiato. Per il resto c'é poco da dire e vi invitiamo a leggere i commenti serali - in Italia ci sono interessanti movimenti a livello di tassi d'interesse.

L'S&P500 ha chiuso in pari a 3096.63 punti (+0.08%) ed é stato imitato dal Nasdaq100 (-0.02% a 8257 punti) e dal Russell2000 (-0.02%). Notiamo unicamente che ogni ritracciamento viene comperato. L'S&P500 verso le 17.30 é caduto fino a 3083 punti e subito é ripartito nella direzione opposta ad é salito regolarmente fino a 3098 punti. Negli ultimi minuti ha perso due punti ed ha chiuso a 3096 punti. Sembra evidente che c'é un certo interesse ad arrivare all'odierna scadenza dei derivati di novembre con il mercato su un massimo - rispettivamente con l'S&P500 sui 3100 punti. La seduta al NYSE é stata neutra con A/D a 3722 su 3639, NH/NL a 424 su 462 (NH decisamente troppo bassi) e volume relativo a 1.0. A livello di sentiment notiamo che il CBOE Equity put/call ratio era molto basso a 0.47 e denota una eccessiva speculazione al rialzo a corto termine - la MM a 10 giorni é a 0.57 - l'inizio di una correzione dell'S&P500 é vicino ad imminente e provocherà ad un forte aumento della volatilità VIX (13.05 punti, +0.05) dove il DSI (Daily Sentiment Index) é decisamente troppo basso.
È possibile e probabile che ci siano ancora una o più sedute con leggeri guadagni e nuovi massimi storici marginali. Dopo però deve esserci una correzione della borsa americana piuttosto violenta e corta considerando che il ciclo prevede un minimo sull'S&P500 nelle prossime 5-7 sedute.

Stamattina le borse ricominciano a salire. Il future sull'S&P500 é a 3107 punti (+10 punti). Il Nikkei sale (+0.70%) - Shanghai scende (-0.6%). L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3711 punti. Le borse europee apriranno con guadagni del +0.4%. Probabilmente avremo un'altra seduta tranquilla e gli indici oscilleranno fino a stasera intorno al livello d'apertura.

Commento del 14 novembre

Giro giro tondo...

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa (Eurostoxx50 -0.34% a 3699 punti) - probabilmente una reazione all'ipercomperato o una compensazione della seduta positiva di lunedì. L'S&P500 (+0.07% a 3094.04 punti) ha invece recuperato dopo una debole apertura e ha chiuso praticamente in pari. Da alcuni giorni le borse marciano sul posto e girano in tondo - l'Eurostoxx50 gioca con i 3700 punti mentre l'S&P500 si é assestato a ridosso dei 3100 punti. Finirà come nella famosa canzone per bambini? Cascherà il mondo? Cascherà la terra ? Finiremo tutti per terra? Probabilmente no. L'ipercomperato e l'eccesso di ottimismo devono però essere riassorbiti - può ancora esserci una serie di sedute senza sostanziali variazioni con, per saldo, una leggera continuazione del rialzo - alla fine però ci sarà una veloce e profonda correzione di alcuni punti (3%-5%) in percentuale.

Da cinque sedute l'Eurostoxx50 (-0.34% a 3699 punti) gira intorno ai 3700 punti. Dopo il record di martedì ieri c'é stato un calo di 13 punti che serve a ridurre l'ipercomperato. Non c'é però nessun elemento tecnico concreto per poter dire che é iniziata una correzione. È solo stata eliminata un pò di speculazione come mostra il crollo del -2.38% a 93.40 punti dell'indice delle banche SX7E. L'Eurostoxx50 ha chiuso lontano dal minimo toccato la mattina verso le 10.40 - questo é un segnale di forza.
Il DAX (-0.40% a 13230 punti) sta girovagando intorno ai 12200 punti e finora da l'impressione di voler consolidare. Ha chiuso ieri sera sul livello d'apertura e lontano dal minimo giornaliero con volumi modesti e in calo. Non appare pressione di vendita e il calo sembra solo una conseguenza dell'ipercomperato che diminuisce. Ora inizia una guerra dei nervi - chi é long da giorni non guadagna nulla e potrebbe perdere la pazienza. L'uscita più logica da questa situazione di stallo é una caduta di alcune sedute utile a cambiare il sentiment da troppo ottimista a pessimista. Per questo non basta una discesa fino ai 13000 punti - ci vuole qualcosa che spaventi gli investitori dalla mani deboli come un vuoto d'aria fino ai 12600 punti.
Il FTSE MIB (-0.86% a 23578 punti) ha avuto una perdita consistente. Sembra che ieri il mercato si sia rivoltato contro degli eccessi degli ultimi giorni che erano in parte inspiegabili. Lo spread é tornato a salire e le azioni delle banche hanno avuto un tonfo dopo giorni di rialzi. Era logico che presto o tardi ci sarebbe stata una seduta negativa - serve a ridurre l'ipercomperato. È difficile dire dopo un giorno se é iniziata una correzione ma l'impressione é di no. Il FTSE MIB ha perso solo parte dei (forti) guadagni di martedì e chiude lontano dal minimo giornaliero. Non necessariamente oggi deve esserci un'altra seduta negativa malgrado che una correzione resta nella pipeline.
L'SMI (-0.14% a 10299 punti) é ancora fermo. Un mini tentativo di ribasso e inizio di correzione é stato respinto grazie ai soliti titoli difensivi. Questa danza intorno ai 10300 punti può durare ancora qualche seduta. La domanda che si pone l'analista tecnico in queste situazioni é sempre la solita - consolidamento o distribuzione ? In America é facile dare una risposta studiando la struttura del mercato. In Svizzera é più difficile poiché l'SMI é praticamente costituito da 3 azioni con il condimento di altre 17. Al momento dei 3 big solo Roche é al rialzo. Novartis e Nestlé sono neutri. Sembra troppo poco per spingere l'SMI ancora più in alto.
Riassumendo da alcuni giorni le borse europee sono in stallo con indicatori tecnici praticamenter invariati. Solo l'ipercomperato sta leggermente diminuendo. Restiamo in attesa dell'inizio della correzione che deve partire in America.

A New York ancora una volta un'apertura debole é stata comperata - gli indici hanno recuperato le perdite iniziali e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Il calo del Nasdaq100 (-0.05% a 8259 punti), del DJ Transportation (-1.06%) e sopratutto del Russell2000 (-0.37%) hanno causato una seduta negativa ed un 'ulteriore indebolimento a livello di partecipazione. I Summation Index su NYSE e Nasdaq sono ancora in calo. L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3078 punti. Da qui l'indice é risalito in maniera regolare fino alle 19.52 quando ha toccato il massimo a 3098 punti. C'é stato un vuoto d'aria fino ai 3087 punti e dopo un recupero l'indice ha chiuso a 3094.04 punti (+0.07%). L'indice si é mosso in soli 20 punti. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3141 su 4255, NH/NL a 432 su 496 (debole!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 13.00 punti (+0.32) mentre il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.58. Il Fear&Greed Index perde 1 punto a 87 punti. La situazione tecnica non cambia - alcuni titoli di peso sostengono il mercato (Apple +1.02% e nuovo massimo storico) - l'S&P500 e il Nasdaq100 non mostrano la minima intenzione di correggere. Questo insabile equilibrio può durare ancora parecchie sedute - guardate per esempio cosa é successo a metà luglio.

Sono le 07.10 - sto completando il commento tecnico. Anche stamattina i mercati sono stabili e poco mossi. Il Nikkei perde il -0.73% - Shanghai sta guadagnando il +0.3%. Il future sull'S&P500 é a 3090 punti (-5 punti). È troppo presto per delle indicazioni precise - stimo però che le borse europee apriranno il leggero calo. L'Eurostoxx50 dovrebbe iniziare la giornata sui 3696 punti. Non sappiamo cosa potrebbe smuovere questi mercati - negli ultimi giorni politica, economia, banche centrali e risultati di imprese non sono stati in grado di fornire impulsi agli indici azionari. Il dato sul PIL tedesco nel 3. trimestre, previsto oggi alle 08.00, dovrebbe essere negativo (-0.1%) e confermare che la Germania é sull'orlo della recessione. Il DAX invece sta attaccando il massimo storico. Mah - mondo strano...

Commento del 13 novembre

Nuovi massimi annuali e storici - manca però potere d'acquisto (buying power)

Da giorni il rialzo continua al piccolo trotto. Le borse lievitano e gli indici azionari toccano con regolarità nuovi massimi annuali (Europa - Eurostoxx50 a 3719 punti) o storici (America - S&P500 3102.62 punti). Molti investitori sono però frustrati poiché guadagnano poco o niente. L'S&P500 il 4 novembre era a 3078 punti - ieri ha chiuso a 3091.84 punti (+0.16%) - sono 13 punti di guadagno in 6 sedute. Ieri il numero dei NH a 30 giorni nelle borse americane é stato di 604 (vengono trattati circa 7400 titoli) - meno del 10% dei titoli ha toccato un nuovo massimo. Il Summation Index sul NYSE sta calando - vale a dire che la maggior parte dei titoli sta scendendo - evidentemente sono pochi titoli di grandi società a sostenere gli indici. Gli investitori sono ancora ottimisti come mostrano i dati sul sentiment - la combinazione di eccesso d'ottimismo e mancanza di risultati causerà presto o tardi un'ondata di vendite provocata da tutti quegli speculatori a corto termine che getteranno la spugna stufi di aspettare. A questo punto é probabile che la correzione non sia un scivolare verso il basso per una decina di giorni ma si realizzi con una brusca caduta di alcuni giorni ed un radicale cambiamento nel sentiment.

Ieri la seduta in Europa é stata positiva. Gli indici hanno aperto in guadagno e sono tendenzialmente e lentamente saliti per tutta la giornata - solo negli ultimi minuti di contrattazioni ci sono state delle vendite che hanno allontanato gli indici dai massimi giornalieri. L'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo massimo annuale a 3719 punti e ha chiuso a 3712 punti (+0.42%). Il DAX é salito a 13289 punti (+0.65%) ma non é riuscito a stabilire un nuovo record. L'SMI (+0.09% a 10314 punti) da giorni marcia sul posto. Solo il FTSE MIB (+1.24% a 23782 punti) continua a stupire e ignora i segnali d'allarme costituiti dall'ipercomperato (RSI a 79 punti) e dall'eccesso di rialzo - la borsa italiana ci ha però abituato a questo tipo di comportamento che spesso osserviamo in fasi di rialzo primaverili - probabilmente la bassa capitalizzazione del mercato italiano favorisce la speculazione. Più in alto si sale e più aumenta il rischio di dolorose e pesanti cadute - il problema é che é quasi impossibile sapere quando si é raggiunto il limite. Il massimo 2018 e prossima ovvia resistenza é solo a 24544 punti.

Anche la borsa americana é ripartita al rialzo. La spinta si é però esaurita già alle 16.40 (e questo spiega il ritracciamento finale in Europa). Poi il mercato é sceso in due lunghe ondate fino alle 21.00 quando gli indici sono brevemente caduti in negativo. Nell'ultima ora c'é stato un recupero e una chiusura in leggero guadagno. Concretamente l'S&P500 ha aperto a 3089 punti. È salito alle 16.40 sul nuovo massimo storico a 3102.61 punti, é ridisceso fino a 3084 punti e sul finale é risalito a 3091.84 punti (+0.16%). Il Nasdaq100 (+0.26% a 8263 punti) ha seguito a ruota. Anche la performance del Russell2000 (+0.02%) é simile - solo il DJ Transportation (-0.64%) diverge. I numeri sono negativi - A/D a 3606 su 3744, NH/NL a 604 su 459 e volume relativo a 0.9. I NH a 604 sono pessimi e deludenti considerando i record storici dei maggiori indici - é come una squadra di calcio con solo un giocatore che si impegna - gli altri si limitano a spazzare l'area - quando questo unico giocatore sarà spompato, o gli altri si svegliano o saranno dolori...
La volatilità VIX é ferma a 12.68 punti (-0.01), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.59 mentre il Fear&greed Index resta alto 88 punti (-1). La costellazione tecnica resta ideale per una correzione minore fino a circa 3000 punti di S&P500.

Stamattina non cambia nulla. Alle 07.00 il future sull'S&P500 era a 3083 punti - ora (08.20) é risalito a 3085 punti (-7 punti). Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.85%, Shanghai -0.3%). L'Eurostoxx50 vale ora 3703 punti - le borse europee apriranno con delle moderate perdite dell'ordine del -0.3%. Vedremo se come al solito ci sarà un recupero o se i venditori prenderanno l'iniziativa. Stasera alle 17.00 Jerome Powell terrà una conferenza - potrebbe usare l'occasione per rispondere agli attacchi di Trump che desidera una politica monetaria più espansiva e tassi d'interesse più bassi.
L'ex presidente boliviano Diego Morales ha scelto l'esilio ed é scappato in Messico. La Bolivia é il Paese con le maggiori riserve mondiali di litio, elemento indispensabile per la costruzione delle moderne batterie. Per capire la politica bisogna conoscere gli interessi economici. Chi aveva interesse a sbarazzarsi di Morales?

Commento del 12 novembre

Seduta di pausa leggermente negativa che serve solo ad assorbire parte dell'ipercomperato

Ci sono dei giorni dove non succede nulla - le borse si muovono poco e chiudono senza sostanziali variazioni - ieri é stato uno di questi giorni. Sia in Europa che in America le borse hanno aperto in leggero calo e hanno chiuso sul livello d'apertura o poco più in alto con delle insignificanti perdite. Questa seduta di pausa con moderati volumi di titoli trattati sembra un semplice consolidamento che permette ai mercati di assorbire parte dell'ipercomperato - i RSI sono scesi di un paio di punti. Delle borse che non correggono quando le premesse sono ideali sono delle borse forti.

L'Eurostoxx50 ha aperto a 3696 punti, si é mosso in soli 19 punti tra i 3683 ed i 3702 punti ed ha chiuso sul livello d'apertura a 3696 punti  (-0.08%) con una insignificante perdita di 3 punti. La seduta di pausa aiuta ad assorbire l'ipercomperato. Tecnicamente il resto non cambia. L'indice delle banche SX7E (-0.06% a 95.31 punti) ha seguito come un'ombra l'Eurostoxx50. Il DAX (-0.23% a 13198 punti) ha perso qualcosa di più ma era anche più ipercomperato. Il FTSE MIB (-0.19% a 23489 punti) e l'SMI (-0.04% a 10305 punti) si sono mossi come le altre borse europee. Questo omegeneità é sorprendente - ormai il gregge si muove in maniera compatta senza fare più nessuna differenza.

L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3075 punti. Nella prima ora ha recuperato e verso le 16.30 era nuovamente a 3084 punti. Da qui é unicamente oscillato lentamente tra i 3081 ed i 3088 punti e sul finale si é impennato fino a 3087.01 punti (-0.20%). Nasdaq100 (-0.17% a 8241 punti), DJT (-0.34%) e RUT (-0.26%) si sono comportati alla stessa maniera. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3005 su 4332, NH/NL a 487 su 461 e volume relativo a 0.8 (!). La volatilità VIX é salita a 12.69 punti (+0.62) - questo comportamento é irritante - dal supporto a 12 punti la VIX rimbalza e poi ridiscende lentamente - per saldo l'S&P500 guadagna terreno poiché scende poco quando la VIX rimbalza e sale quando la VIX scivola e torna a 12 punti. Il CBOE Equity put/call ratio era nella media a 0.61 mentre il Fear&Greed Index scende a 89 punti (-2). Il Summation Index sul NYSE é sceso - quello sul Nasdaq é salito. L'impressione generale é quella di un consolidamento - ci sono molti investitori ottimisti - c'é però un gruppo di irriducibili pessimisti che subito si posiziona al ribasso al minimo accenno di pericolo - questo scetticismo e mancanza di spensieratezza impedisce una correzione dell'S&P500 basta solo sul sentiment. Vediamo cosa succede nei prossimi giorni - quanto visto ieri sembra però una semplice pausa di assestamento prima della ripresa del rialzo.

Stamattina le borse asiatiche recuperano dopo un'apertura in netto calo - questo provoca una ventata di ottimismo. Il Nikkei ha guadagnato il +0.81% - Shanghai (+0.1%) e Hong Kong (+0.4%) sono in positivo. Alle 06.30 il future sull'S&P500 era in pari - adesso (08.00) é a 3092 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3712 punti - l'indice aprirà su un nuovo massimo annuale e con un guadagno del +0.4%. Alle 11.00 vengono pubblicati gli indici ZEW riguardanti le prospettive congiunturali in Germania. Crediamo che le borse ignoreranno semplicemente questi numeri - ormai il rialzo si alimenta di liquidità ed emozioni ed i fondamentali vengono trascurati.
Teoricamente l'Eurostoxx50 dovrebbe ridiscendere e chiudere il gap a 3708 punti - la seduta dovrebbe poi concludersi senza sostanziali variazioni. È però possibile che il trend rialzista imponga una chiusura sul livello d'apertura.

Aggiornamento dell'11 novembre

Prevale la prudenza

A Hong Kong proseguono gli scontri tra manifestanti e polizia. Le forze dell'ordine sparano sulla folla e almeno una persona é stata gravemente ferita. Le borse asiatiche subiscono il colpo - Shanghai perde il -1.8% - Hong Kong crolla del -2.8%. Il Nikkei invece cala solo del -0.26%. In Bolivia il presidente Diego Morales cede alle pressioni della piazza e da le dimissioni - la sua posizione era ormai indifendibile dopo che osservatori indipendenti avevano dichiarato che la sua rielezione era stata favorita da massicci brogli elettorali - la Bolivia é però insignificante all'interno dell'economia mondiale e non ci sono conseguenze per i mercati finanziari. Più importante sembra l'annuncio da parte dell'Iran della scoperta di un nuovo immenso giacimento di petrolio - il prezzo dell'oro nero perde stamattina il -1.2%.
Il future sull'S&P500 scivola a 3079 punti (-11 punti). Settimana scorsa ogni volta che l'S&P500 ha avuto segni di debolezza é stato comperato - vediamo se oggi la musica cambia. L'Eurostoxx50 vale alle 08.00 3688 punti. Le borse europee apriranno con perdite stimate al -0.3%. Questo non significa nulla. L'importante é osservare cosa succede dopo questo inizio di seduta negativo. Se ci sono ulteriori vendite é possibile che sia iniziata l'attesa correzione. Bisogna però attendere fino a stasera prima di trarre delle conclusioni. L'Eurostoxx50 ha supporto sui 3620 punti. Una correzione minore di tre giorni dovrebbe farlo scendere su questo livello. Noi però ci aspettiamo questa volta una correzione più consistente.

Commento del 9-10 novembre

Rialzo fino a fine anno ma potenziale praticamente esaurito - come conciliare queste due affermazioni?

Settimana scorsa le borse hanno ancora guadagnato terreno. Giovedì gli indici azionari europei hanno toccato dei nuovi massimi annuali mentre quelli americani sono saliti su dei nuovi massimi storici. Venerdì le borse europee hanno ritracciato - l'Eurostoxx50 é tornato a 3699 punti (-0.19%) - questa seduta negativa non ha però nessun significato particolare - alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva nuovamente 3708 punti. L'S&P500 ha svolto una seduta nel range del giorno precedente, ha guadagnato 8 punti e ha chiuso a 3093.08 punti (+0.26%) - questa é la migliore chiusura della storia. Evidentemente la tendenza a corto e medio termine é al rialzo - questo é fuori discussione.
A luglio noi avevamo previsto un ribasso autunnale seguito da una fase di rialzo fino a fine anno o fino all'inizio del 2020. Teoricamente il ribasso autunnale doveva far scendere l'S&P500 di un -10% dai 3000+ punti - pensavamo di conseguenza che dovesse verificarsi un test dei minimi di agosto o di inizio giugno (2728 punti) - una caduta fino ai 2700- punti sembrava possibile. Invece questo ribasso autunnale si é rivelato una correzione minore di un -5% che ha fatto tornare l'S&P500 solo a 2856 punti dal massimo del 19 settembre a 3022 punti. Dal 3 ottobre, con una decina di giorni di anticipo sulla tabella di marcia, il rialzo é ripreso e finora ha fatto salire l'S&P500 fino a 3097 punti. Riassumendo secondo noi il rialzo di fine anno doveva partire a metà ottobre da circa 2700 punti e finire a fine anno a circa 3100+ punti (guadagno di 400 punti circa in due mesi e mezzo). In effetti siamo confrontati ora con un rialzo partito da 2856 punti che ha già raggiunto un massimo a 3097 punti (+241 punti) dopo poco più di un mese. Il potenziale di rialzo sembra praticamente esaurito anche perchè lentamente le premesse monetarie stanno diventando ostili - il reddito dell'USD Treasury Bond decennale é risalito a 1.94% (-0.02%) mentre con il rialzo della borsa il reddito da dividendi dell'S&P500 é sceso a 1.85%. Per inciso questo principio (reddito) sulla base del quale gli investitori possono scegliere di comperare obbligazioni o azioni favorisce ampiamente le azioni europee - l'Eurostoxx50 rende circa il 4% (!) in più del Bund tedesco decennale (reddito -0.268%).
Ciclicamente il rialzo dovrebbe durare fino a fine anno. Il potenziale di rialzo sull'S&P500 sembra praticamernte esaurito - come conciliare queste due affermazioni? Gli indicatori di partecipazione ci dicono che il mercato é solido e quindi non appare rischio di ribasso - ci possono solo essere delle correzioni intermedie. Di conseguenza ci sono solo due possibilità.
1. Adesso inizia una correzione che fa tornare l'S&P500 sui 3000 punti. In seguito il rialzo riprende ma verrà regolarmente interrotto da correzioni minori con il risultato che a fine anno l'S&P500 sarà di poco sopra i valori attuali. Ci immaginiamo un target sui 3120-3150 punti.
2. Stiamo sottovalutando il potenziale di rialzo e questa spinta iniziata il 3 ottobre deve effettivamente essere di circa 400 punti. A questo punto il rialzo continuerà fino ad inizio 2020 senza correzioni importanti (correzioni minori di un -2%-3% sono sempre possibili) con un target finale sui 3250 punti. Se il ritmo di salita attuale prosegue in maniera costante il grafico indica effettivamente un obiettivo a 3250-3300 punti.
Noi favoriamo decisamente la prima variante poiché adesso la borsa americana é decisamente ipercomperata, in eccesso di rialzo e con investitori troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Siamo convinti che a breve deve iniziare una correzione. Le caratteristiche di questa correzione ci diranno come proseguirà il rialzo nei prossimi due mesi. In linea di massima ci aspettiamo una correzione di una decina di giorni fino a circa 3000 punti di S&P500. Le borse europee dovrebbero seguire. In America le obbligazioni costituiscono lentamente una valida alternativa d'investimento alle azioni - in Europa no. Non riusciamo a convincere nessuna a comperare Bund o Conf con redditi negativi. La performance di Eurostoxx50 e S&P500 da inizio anno sono simili: +23%. Pensiamo che fino a fine anno le borse europee avranno tendenza a sovraperformare - non potranno però divergere dall'S&P500.  

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.09% a 3699 punti
DAX                         +2.06% a 13228 punti
SMI                          +0.56% a 10309 punti
FTSE MIB                  +2.62% a 23534 punti
S&P500                    +0.85% a 3093.08 punti
Nasdaq100               +1.16% a 8255 punti

Venerdì l'ipercomperato ha fermato le borse europee che sono state costretta a ritracciare. La seduta é stata negativa ma le perdite sono state modeste e gli indici hanno chiuso al centro del range giornaliero. È stato solo un attacco di stanchezza e non l'inizio di una correzione. L'Eurostoxx50 é sceso a 3699 punti (-0.19%) zavorrato dalle azioni della banche (SX7E -1.43% a 95.37 punti). Il DAX é sceso a 13228 punti (-0.46%). Il nostro obiettivo a 13100 punti é stato superato nel corso della settimana. L'indice punta ora al massimo storico a 13596 punti (23 gennaio 2018). Prima però dovrà correggere - come obiettivi si prestano i 12600 o i 12800 punti. Il FTSE MIB (+0.13% a 23534 punti) é uno dei pochi indici azionari europei che venerdì ha chiuso in positivo. Continua a mostrare forza relativa.

Venerdì la borsa americana é riuscita a terminare la settimana con una seduta positiva malgrado una perdita iniziale. L'S&P500 alle 16.00 é caduto sul minimo giornaliero a 3073 punti. Ha però subito recuperato e ha trascorso la parte centrale della giornata a muoversi intorno ai 3085 punti. Dopo le 21.00 si é impennato é ha chiuso sul massimo a 3093.08 punti. Il Nasdaq100 (+0.44% a 8255 punti) ha contribuito al buon risultato finale. Il Russell2000 (+0.31%) si é mosso nel gruppo e solo il DJ Transportation (-0.22%) é rimasto indietro. La seduta al NYSE é stata di poco positiva con A/D a 3778 su 3601, NH/NL a 590 su 468 (partecipazione debole e deludente!) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX (12.07 punti, -0.66) é tornata sul supporto a 12 punti, la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.59 (MM a 10g a 0.58) mentre il Fear&Gredd Index é altissimo a 91 punti. L'euforia a breve deve sparire e provocare una correzione della borsa.
Il NYSE Summation Index é ancora sceso e mostra che la maggior parte delle azioni si sta già allontanando dai massimi.
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 62.3% dei titoli sopra la SMA a 30 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 58.93. La percentuale dei titoli sopra la SMA 50 sta però calando (!) - in sottofondo il mercato sta già cominciando a correggere malgrado che questo non appare ancora nei maggiori indici. Venerdì Apple ha raggiunto un nuovo massimo storico a 260 USD (+0.27%).

Commento dell'8 novembre

90 punti non sono uguali a 90 punti a livello di sentiment

Dalla fine di agosto (2930 punti) al 12 settembre (3020 punti) l'S&P500 ha guadagnato 90 punti. Questo movimento però non aveva fatto notizia e gli investitori erano rimasti ancora tranquilli - l'indice stava semplicemente testando i massimi di luglio e il massimo storico a 3028 punti. Il Fear&Greed Index era a 68 punti. Ieri sera l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 3097.77 punti e ha chiuso a 3085.18 punti (+0.27%). Gli investitori sono euforici - il Fear&Greed Index é balzato a 91 punti (+3 punti). Gli investitori hanno improvvisamente l'impressione di aver perso qualcosa e di essere obbligati a saltare sul treno in corsa. Questa spinta di rialzo fa notizia e viene ampiamente commentata nei media malgrado che a partire dalla rottura sopra i 3000 punti abbiamo a che fare con un movimento simile a quello di settembre di una novantina di punti in meno di un mese. I guru parlano già di obiettivi a 3400 punti di S&P500. Questa eccitazione é la premessa ideale per l'attesa correzione intermedia. Ieri il Summation Index sul NYSE ha cominciato a scendere - sul grafico la differenza si vede appena ma é significativa. L'ampiezza della correzione ci dirà cosa potrebbe succedere fino a fine anno. In linea di massima la tendenza dovrebbe rimanere al rialzo ma teoricamente sopra il massimo di ieri il margine di manovra é praticamente nullo. Ad inizio settembre il reddito dell'US Treasury Bond decennale era al 1.47% - ieri sera é salito a 1.92% (+0.11%). Lentamente e sotto il radar degli investitori privati le condizioni monetarie stanno diventando ostili. Prepariamoci alla correzione. A livello di portafoglio non possiamo ancora consigliare l'apertura di posizioni short visto che ieri sia in Europa che in America sono stati toccati dei nuovi massimi di periodo (annuali o storici) e la seduta é stata positiva. Comperare adesso é però un errore almeno a livello di timing.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. Malgrado l'ipercomperato gli indici azionari hanno ancora guadagnato terreno e hanno chiuso vicino al massimo giornaliero con moderati guadagni. L'Eurostoxx50 é salito a 3706 punti (+0.49%) e ha toccato un nuovo massimo annuale a 3708 punti. Il DAX tedesco ha fatto ancora meglio con un balzo del +0.83% a 13289 punti malgrado la RSI a 78.09 punti - l'indice ha raggiunto il livello superiore delle Bollinger Bands. Questi record si sono concretizzati proprio nel giorno in cui l'UE ha abbassato le stime di crescita del PIL per il 2019 dal +1.9% al +1.1%. Per il 2020 e 2021 la stima é stata ridotta a +1.2%. Con fondamentali ostili é ormai solo la liquidità a giustificare il rally delle borse. Con tassi d'interesse negativi nessuno compera obbligazioni ed é praticamente obbligato a comperare azioni fino all'inevitabile tragica fine di questo gioco perverso.
Al momento malgrado che il rialzo sia troppo esteso non appaiono segnali d'inversione di tendenza o di inizio di una correzione. Le premesse restano ideali ma come anticipato in precedenti commenti il rialzo può continuare ancora qualche giorno.
Non si sa mai se la correzione in America parte con RSI a 69 punti e Fear&Greed Index a 91 punti (per usare due degli indicatori più comuni) o se ci vuole un eccesso di RSI a 80 e di F&G a 95 prima che si scateni la dovuta reazione nella direzione opposta.

Anche la seduta a New York é stata positiva e gli indici hanno toccato dei nuovi record storici. Gli indici hanno però chiuso lontani dal massimo giornaliero e molte candele sui grafici sono rosse e mostrano che la chiusura é stata sotto il livello d'apertura. I nuovi minimi a 30 giorni (NL) aumentano sensibilmente e questo mostra l'apparire di pressione di vendita. L'inizio della correzione é vicino se non imminente.
L'S&P500 ha aperto a 3089 punti e per ore é oscillato tra questo livello ed il nuovo massimo storico a 3097 punti. Dopo le 20.40 un'ondata di vendite ha fatto cadere l'S&P500 a 3080 punti. Da qui non si é più risollevato. Solo sul finale c'é stato un recupero fino a 3085.18 punti (+0.27%). Tutto il mercato si é comportato alla stessa maniera (Nasdaq100 +0.29% a 8219 punti, DJT +0.56%, RUT +0.28). Malgrado ciò i dati della giornata non sono impressionanti. La seduta al NYSE é stata "solo" moderatamente positiva con A/D a 3968 su 3468, NH/NL a 945 su 478 (forte aumento dei NL !) e volume relativo a 1.1. I volumi sopra la media si presentano spesso nella fase finale di una spinta di rialzo. La volatilità VIX é salita di poco a 12.73 punti (+0.11) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata bassa a 0.54.
La borsa americana é ipercomperata ed in eccesso di rialzo. Gli investitori sono troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. La maggior parte delle azioni comincia a scendere (aumento dei NL, calo dei Summation Index) - questo non appare ancora a livello di indici ma non dovrebbe mancare molto.

Sono le 07.40 - anche stamattina devo uscire presto. Il future sull'S&P500 é a 3079 punti (-7 punti). Il Nikkei guadagna il +0.26%. Shanghai sta perdendo il -0.4%. Stimiamo che l'Eurostoxx50 debba riprendere le contrattazioni sui 3690 punti. Per le borse europee significa una perdita iniziale del -0.4%. I terremoti in borsa raramente si verificano di venerdì. Crediamo quindi che la giornata non riserverà sorprese. Le premesse sono per una seduta moderatamente negativa - un recupero in pari sembra possibile.

Commento del 7 novembre

Summation Index in stallo

Ieri non é iniziata la correzione. L'Eurostoxx50 (+0.33% a 3688 punti) e l'S&P500 (+0.07% a 3076.77 punti) hanno ancora guadagnato qualche punto. L'Eurostoxx50 e il DAX (+0.24% a 13179 punti) hanno toccato un nuovo massimo annuale marginale. La situazione tecnica non cambia - il rialzo continua e combatte contro l'ipercomperato - le premesse per una correzione minore sono ideali mentre il trend di fondo resta solidamente al rialzo.

Ieri le borse europee sono oscillato poco sopra la parità e hanno scelto di terminare la giornata in guadagno ispirate dal buon comportamento della borsa di New York nelle prime ore di contrattazioni. In fondo c'é poco da dire - fino a quando non ci sarà una correzione in America é possibile che il rialzo continui al piccolo trotto e permetta agli indici di guadagnare ancora qualcosina. Quanto non é possibile dirlo anche se ieri l'Eurostoxx50 ha raggiunto il massimo del 2018 che costituisce un'ovvia resistenza. Su una resistenza le probabilità che ci sia una reazione negativa sono più alte - stiamo a guardare.

L'S&P500 si é mosso ancora una volta in soli 13 punti. Una notizia riguardante le trattative commerciali tra Stati Uniti e Cina ha provocato un breve vuoto d'aria di una decina di punti. L'S&P500 ha però recuperato malgrado la debolezza del settore energia (ETF Energy -2.04%) e ha chiuso vicino al massimo giornaliero a 3076.77 punti (+0.07%). Il Summation Index sul NYSE sembra arrivato su uno zenit e si sta appiattendo dando l'impressione di poter ruotare verso il basso. Il Summation Index mostra il comportamento generale delle azioni - se sale la maggior parte dei titoli tra guadagnando - se scende é il contrario - elimina l'effetto dei grandi titoli tipo Apple sugli indici. Sta ora formando un massimo discendente e questo ci fà dubitare del potenziale residuo di rialzo fino a fine anno. Ma questo é un'altro discorso. Nell'immediato restiamo in attesa della correzione minore fino a 3000 punti di S&P500.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3077 su 4299, NH/NL a 608 (forte calo) su 357 e volume relativo a 1.0. Il netto peggioramento dei dati non si é ancora riflesso negli indici. La volatilità VIX é scesa a 12.62 punti (-0.48), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.63 mentre il Fear&Greed Index resta alto a 88 punti (-1 punto).
Tecnologia (Nasdaq100 -0.17% a 8196 punti), trasporti (DJT -0.18%) e PMI (RUT -0.63%) erano in calo e questo spiega la seduta strutturalmente negativa.

Stamattina devo uscire presto. Ho scritto il commento tra le 06.00 e le 07.00. È presto per avere indicazioni sull'apertura in Europa.  
Il future sull'S&P500 é però fermo a 3073 punti (-2 punti). Le borse asiatiche sono in leggero calo. L'Eurostoxx50 ieri sera alle 22.00 valeva 3087 punti. Ci aspettiamo stamattina un'apertura un paio di punti più in basso. Le premesse sono per una seduta senza sostanziali variazioni. In mancanza di informazioni rilevanti é possibile che le borse europee provino a guadagnare ancora qualche punto. Se ci fosse una ragione valida é probabile che l'ipercomperato e l'eccesso di ottimismo provochino come reazione un'ondata di vendite.

Commento del 6 novembre

I NL aumentano mentre gli investitori sono troppo ottimisti - prepariamoci ad una correzione minore

Ieri le borse si sono fermate. Gli indici azionari si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Ci sono stati dei nuovi massimi annuali (Eurostoxx50 +0.31% a 3676 punti - massimo a 3678 punti) o storici (Nasdaq100 -0.01% a 8210 - massimo a 8229 punti) marginali ma per saldo gli indici azionari sia in Europa che in America, hanno marciato sul posto. Si può argomentare come ieri - quando delle borse ipercomperate si rifiutano di correggere abbiamo un segnale di forza. D'altra parte se un oggetto si muove in una direzione prima di muoversi nella direzione opposta deve fermarsi - la seduta di ieri deve quindi essere considerata una buona premessa per una correzione anche perché a livello tecnico non é cambiato nulla. I mercati rimangono ipercomperati e in eccesso di rialzo con investitori decisamente troppo ottimisti e orientati speculativamente al rialzo.

La seduta in Europa é stata noiosa e non offre molti spunti di analisi. Gli indici hanno aperto in leggero guadagno e hanno chiuso in leggero guadagno. L'Eurostoxx50 si é mosso in soli 17 punti e ha chiuso su un nuovo massimo annuale marginale a 3676 punti (+0.31%) grazie al contributo del settore bancario (SX7E +1.39% a 94.31 punti). Le banche hanno aiutato anche il FTSE MIB (+0.23% a 23364 punti) a fare un lieve progresso e toccare un nuovo massimo annuale - il DAX invece si é semplicemente fermato (+0.09% a 13148 punti). La nostra scommessa short sul future a 13140 punti é ancora aperta. L'SMI svizzero (-0.62% a 10273 punti) ha perso 64 punti - i guadagni delle banche non sono riusciti a compensare le perdite dei pesi massimi Roche, Novartis e Nestlé. L'SMI é correlato con l'S&P500 e spesso ne precede i movimenti - anche ieri la correlazione ha funzionato visto che l'S&P500 é calato. La perdita dell'SMI é però più forte - vedremo oggi se la correlazione sarà nuovamente più stretta con una maggiore perdita dell'S&P500.
Riassumendo ieri le borse europee hanno marciato sul posto - restiamo dell'opinione che deve verificarsi una correzione minore di 2-3 punti in percentuale - questa correzione non dovrebbe danneggiare il trend di base che é al rialzo.

Anche a New York non é successo nulla di importante. L'S&P500 (-0.12% a 3074.62 punti) si é mosso in soli 12 punti e ha perso 3 punti. Il gap di lunedì a 3067 punti é rimasto aperto. L'indice ha aperto a 3079 punti e alle 16.00 é balzato sul massimo a 3084 punti. È però subito ricaduto e verso le 16.40 era sul minimo a 3072 punti. Dopo un rimbalzo di una manciata di punti é ricaduto a 3072 punti. Dopo le 20.00 é risalito a 3079 punti ma sul finale é ricaduto a 3074.62 punti (-0.12%). Notiamo che per il secondo giorno consecutivo il massimo é stato toccato all'inizio della seduta mentre la chiusura si é verificata vicino al minimo. Il Nasdaq100 (-0.01% a 8210 punti) é rimasto fermo. DJT (+0.62%) e RUT (+0.14%) hanno invece guadagnato qualcosa. Per saldo la seduta al NYSE é stata neutra con A/D a 3636 su 3756, NH/NL a 1335 su 337 (in aumento dai 239 di lunedì) e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é aumentata a 13.10 punti (+0.27) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.58 mentre il Fear&Greed Index é balzato a 89 punti (+3 punti). Nel complesso c'é troppo ottimismo.
Restiamo in attesa dell'inizio di una dovuta correzione minore fino a circa 3000 punti di S&P500.

Stamattina i mercati sono ancora fermi e poco mossi. Il Nikkei ha guadagnato il +0.22% mentre Shanghai sta scendendo del -0.4%. Il future sull'S&P500 é a 3069 punti (-2 punti). L'Eurostox50 alle 08.15 vale 3672 punti. Le borse europee apriranno in leggero calo (-0.1%). L'agenda economica non offre appuntamenti d'interesse. La stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese quotate in America si avvicina alla fine - oggi i nomi più importanti sulla lista sono Qualcomm, CVS, Vale, Takeda Pharma, Humana - niente in grado di muovere i listini. Le premesse sono per una seduta senza sostanziali variazioni. Vedremo se la tecnica sarà in grado di provocare delle vendite e una seduta negativa.

Commento del 5 novembre

Delle doji star che possono diventare dei bambini abbandonati - troppo ottimismo

Ieri il volo pindarico delle borse é proseguito con nuovi massimi annuali in Europa (Eurostoxx50 +1.14% a 3665 punti) e nuovi massimi storici (S&P500 +0.37% a 3078.27 punti) in America. Questi nuovi massimi sono dei segnali indiscutibili di rialzo. Non sappiamo fino a quando questo rialzo potrebbe proseguire e con quali obiettivi. Vi ricordiamo che noi avevamo previsto su base ciclica una fase di rialzo da metà ottobre fino a fine anno. È però evidente che il ritmo del rialzo (momentum) é insostenibile. Di conseguenza presto o tardi ci deve essere una correzione - le correzioni nei prossimi due mesi potrebbero essere anche parecchie e necessarie per assorbire gli eccessi. Ieri sui grafici degli indici azionari americani sono apparse delle doji star - gli indici hanno aperto in gap up, si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso sul livello d'apertura con moderati guadagni. Queste doji star potrebbero essere un segnale di momentaneo esaurimento - l'euforia degli investitori dovrebbe ora dare inizio ad una correzione. Se oggi ci fosse una seduta negativa con apertura in gap down si concretizzerebbero delle figure grafiche chiamate "bambini abbandonati" che segnalano un'inversione di tendenza almeno sul corto termine.

Ieri le borse europee hanno copiato la buona seduta di venerdì sera a New York. Gli indici hanno accelerato al rialzo, hanno raggiunto dei nuovi massimi annuali e hanno chiuso con forti guadagni e vicini al massimo giornaliero. L'Eurostoxx50 (+1.14% a 3665 punti) ha aperto sul minimo sui 3640 punti (gap up), é salito nel pomeriggio a 3671 punti (nuovo massimo annuale) e ha chiuso poco sotto a 3665 punti. L'ampiezza del rialzo sta superando le nostre più rosee aspettative. Siamo perplessi perché in linea di massima riteniamo che la tendenza positiva debba perdurare fino a fine anno. Il momentum però é insostenibile e ci deve essere una qualche correzione intermedia. Al momento però non la vediamo arrivare. L'indice delle banche SX7E (+2.49% a 93.02 punti) torna sul livello di venerdì 25 ottobre.
Il DAX (+1.35% a 13136 punti) ha aperto in gap up, é salito su un nuovo massimo annuale e non ha più ritracciato. Ha chiuso vicino al massimo e con un forte guadagno di 175 punti. Il 25 ottobre abbiamo indicato nel commento tecnico un obiettivo grafico a 13100 punti - l'obiettivo é stato raggiunto con l'indice in ipercomperato (RSI a 74.28 punti). La RSI é un'arma a doppio taglio - se l'indicatore sale così in alto (sopra 70 punti) significa che la spinta é possente. D'altra parte c'é un evidente eccesso. Spesso la risposta del mercato é una correzione a corto termine seguita da una successiva ripresa del rialzo. Al momento non appare nessun rischio d'inversione di tendenza.
La borsa italiana continua a stupire. Anche ieri il FTSE MIB (+1.64% a 23311 punti) ha sovraperformato le borse europee. Le ultime due candele verdi sul grafico mostrano una impressionante accelerazione al rialzo. La RSI é a 75.70 punti e per il FTSE MIB vale lo stesso discorso fatto per il DAX tedesco. La tendenza é al rialzo e per ora non ne vediamo la fine - ammettiamo di avere sottovalutato il potenziale di questo movimento che ha fatto salire l'indice su un nuovo massimo annuale. Siamo imbarazzati poiché secondo i nostri cicli le borse potrebbero salire fino a fine anno. Con quale obiettivo? - sinceramente non abbiamo un'idea sostenuta da validi argomenti tecnici. C'é però una zona di resistenza sui 24000 punti che sembra difficilmente superabile senza numerosi tentativi. Non ci fidiamo molto di questi livelli tecnici che risalgono al 2015 e al 2018 poiché lo stacco dei dividendi provoca delle sensibili distorsioni negli indici. L'unico riferimento valido sembra essere il massimo 2018 a 24544 punti.
Per una volta é stato l'SMI (+0.83% a 10337 punti) a seguire l'S&P500 e non viceversa. L'indice ha accelerato al rialzo e ha toccato un nuovo massimo storico a 10353 punti. Il rialzo continua e per ora non se ne vede la fine. Ieri hanno guadagnato parecchio terreno le azioni delle banche. Quando salgono i titoli di società in difficoltà e finore trascurate siamo sempre sospettosi - spesso significa che gli investitori non sanno più cosa fare e comprano il fondo del barile sperando che ci sia un recupero. Questo avviene solitamente verso la fine di una fase di rialzo.
Riassumendo i nuovi record e le chiusure vicine ai massimi giornalieri rendono una prosecuzione del rialzo in Europa molto probabile. D'altra parte a corto termine il movimento é molto esteso ed eccessivo. Di conseguenza a breve dovrebbe iniziare una correzione intermedia di un -2%/-3% che non dovrebbe però danneggiare la tendenza di fondo rialzista.

Ieri la borsa di New York ha fatto registrare dei nuovi massimi storici. Appaiono però segnali di stanchezza. Dopo la buona apertura gli indici non hanno più fatto progressi. Si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso sui livelli d'apertura con moderati guadagni. Fatichiamo a trovare un rapporto tra la performance del mercato azionario e lo sviluppo economico. È un mercato trascinato dalla liquidità dove praticamente tutto il listino, con alcuni leaders in evidenza, si muove al rialzo. Fondamentalmente le borse sono molto care.
L'S&P500 ha aperto sul massimo e nuovo massimo storico a 3085 punti. Per gran parte della giornata é scivolato verso il basso. Dopo le 21.00 c'é stato un breve vuoto d'aria con un minimo a 3075 punti. Il gap a 3067 punti é rimasto aperto. In chiusura l'indice é tornato a 3078.27 punti (+0.37%). Il Nasdaq100 (+0.60% a 8210 punti), il Russell2000 (+0.51%) e il DJ Transportation (+2.27%) hanno sovraperformato. Questo ha provocato al NYSE una seduta decisamente positiva con A/D a 4727 su 2687, NH/NL a 1396 su 239 e volume realtivo a 1.05. La volatilità VIX é salita in controtendenza (effetto del supporto a 12 punti ?!) a 12.83 punti (+0.53) mentre la CBOE Equity put/call ratio era nuovamente bassa a 0.54. Il dato che segnala decisamente euforia é il Fear&Greed Index a 86 punti (+6 punti). C'é ora una tipica sitiazione di ipercomperato, eccesso di rialzo ed euforia - a breve deve partire l'attesa correzione intermedia che idealmente dovrebbe far tornare l'S&P500 sui 3000 punti.

Stamattina non si vede nessun accenno di correzione. Il future sull'S&P500 sale a 3082 punti (+6 punti). Il Nikkei, dopo la pausa di ieri, balza del +1.76% - Shanghai sta guadagnando il +0.6%. L'Eurostoxx50 alle 08.05 vale 3673 punti - le borse europee intendono aprire con guadagni di circa il +0.2% e su nuovi massimi annuali marginali. Secondo noi oggi deve iniziare una correzione e abbiamo aperto una posizione short sul future del  DAX a 13140 punti - solo per vedere se abbiamo ragione.

Aggiornamento del 4 novembre

Business as usual

La settimana inizia senza cambiamenti di rilievo. Il future sull'S&P500 sale a 3070 punti (+7 punti) e mostra la voglia di record della borsa americana. La borsa giapponese é chiusa - Shanghai sta guadagnando il +0.6%. L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3631 punti - dovrebbe riprendere le contrattazioni sui 3640 punti. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.5% e su dei nuovi massimi annuali. Probabilmente stamattina cercheranno di salire più in alto. Pensiamo che potrebbero raggiungere un +1% e poi dovrebbero sgonfiarsi.
Vedremo quanti saranno gli investitori che hanno l'impressione di dover comperare poiché non partecipano al rialzo - vista l'euforia dovrebbero essere pochi. Appena questa ultima ondata d'acquisti sarà finita inizierà una correzione - forse già nel pomeriggio - forse solo domani... Dipende dalle notizie.

Commento del 2-3 novembre

Indiscutibile rialzo - tecnicamente però c'é bisogno una correzione e il potenziale a medio termine é modesto

Ieri notte, domenica 3 novembre, a causa di un volo in ritardo, sono arrivato a casa solo dopo mezzanotte. L'analisi del fine settimana appare quindi in versione succinta - ci concentriamo sui risultati, che sono evidenti, mettendo in secondo piano le spiegazioni.
 
Settimana scorsa la FED americana ha ridotto i tassi d'interesse del -0.25% - in questa maniera anche l'America é tornata ad una politica monetaria estremamente espansiva in grado di sostenere i mercati finanziari. La prima reazione delle borse é stata mista. Solo venerdì, dopo la pubblicazione di un job report per ottobre migliore delle previsioni degli analisti, la borsa americana ha accelerato al rialzo e l'S&P500 ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3066.95 punti - ha chiuso a ridosso del massimo a 3066.91 punti (+0.97%).
Un nuovo massimo storico é un segnale indiscutibile di rialzo. È probabile che a medio termine gli indici azionari americani possano salire più in alto e che fino alla fine dell'anno la tendenza di fondo della borsa resti rialzista. Il potenziale di rialzo sembra però modesto visto che le borse a medio termine sono ora ipercomperate, appaiono delle divergenze e che la partecipazione resta deludente - gli indici salgono grazie a pochi titoli di peso - il resto segue a fatica ma segue e quindi non sembra che si profili all'orizzonte una fase di ribasso. A breve i dati sul sentiment suggeriscono l'imminenza di una correzione. Giovedì c'é stato un breve ritracciamento dell'S&P500 a 3023 punti - questo breve vuoto d'aria ha permesso all'indice di chiudere il gap della settimana precedente e di ritestare dall'alto il precedente massimo di settembre a 3022 punti. Avevamo previsto questa ricaduta che in quel momento era il minimo che il mercato doveva assolvere. Dopo questa breve correzione minore il rialzo é subito ripreso.
Ora gli indicatori di sentiment mostrano quasi euforia - la volatilità VIX é caduta a 12.30 punti (-0.92), la CBOE Equity put/call ratio é stata venerdì di 0.53 mentre il Fear&Greed Index é balzato a 80 punti (+8 punti). Infine registriamo sugli indici dei DSI sopra gli 80 punti e per la VIX una DSI sotto i 20 punti. È quindi molto probabile che questa settimana ci sia una correzione malgrado che stamattina i mercati iniziano nuovamente in positivo. Per eliminare l'euforia ci vorrebbe una correzione più marcata che possa far sorgere il dubbio della validità del rialzo - ci immaginiamo una ricaduta fino ai 3000 punti di S&P500.
Le borse europee invece hanno deluso nel senso che non sono riuscite a seguire l'America. L'Eurostoxx50 (+0.53% a 3623 punti) durante la settimana ha marciato sul posto frenato dal settore bancario (SX7E +0.98% a 90.76 punti, performance settimanale -2.56%). Gli altri indici che analizziamo abitualmente hanno fatto dei deboli progressi. Solo il FTSE MIB italiano (+1.06% a 22934 punti) ha tenuto il ritmo degli americani anche se il balzo di venerdì sembra sospetto. Probabilmente le borse europee sono state frenate dall'apprezzamento dell'EUR. Nelle ultime 5 sedute il cambio EUR/USD é passato da 1.1080 a 1.1170. Il test del supporto intorno a 1.11 é riuscito ed ora il rialzo dovrebbe continuare in direzione degli 1.14. Bene per l'EUR ma male per la borsa che nelle prossime settimana sembra non avere potenziale di rialzo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.05% a 3623 punti
DAX                         +0.52% a 12961 punti
SMI                          +0.32% a 10252 punti
FTSE MIB                  +1.44% a 22934 punti - nuovo massimo annuale
S&P500                    +0.97% a 3066.91 punti - nuovo massimo storico
Nasdaq100               +0.96% a 8161 punti - nuovo massimo storico

La seduta di venerdì non necessita molti commenti. È iniziata in sordina con indici ad oscillare svogliati in laterale. Alle 13.30 sono stati pubblicati i dati sul mercato del lavoro americano ad ottobre e le borse sono decollate. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3623 punti (+0.53). È stato imitato dal DAX (+0.73% a 12961 punti) e dall'SMI (+0.32% a 10252 punti). Come già scritto in precedenza il FTSE MIB ha fatto un balzo del +1.06% e ha raggiunto un nuovo netto massimo annuale a 22934 punti. La RSI ha raggiunto i 70.29 punti e nell'immediato la borsa italiana sembra essere andata troppo bene rispetto al resto. È probabile che ora ci sia un riassestamento con alcuni giorni di sottoperformance.

Venerdì l'S&P500 ha aperto a 3054 punti, é sceso a 3050 punti a prendere slancio ed é salito alle 15.15 a 3062 punti. Poi é oscillato in laterale fino a poco prima della chiusura - si é mosso tra i 3056 ed i 3065 punti. Solo sul finale é balzato a 3066.91 punti (+0.97%). Il Nasdaq100 ha seguito a ruota (+0.96% a 8161 punti) trascinato da Apple (+2.84% - NH). Anche il DJ Transportation (+2.29%)  e il Russell2000 (+1.72%) hanno partecipato alla festa.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5617 su 1804, NH/NL a 1019 su 214 (deludente aumento e livello assoluto dei NH) e volume relativo a 1.0. Ancora troppi pochi titoli trascinano il mercato - questo però sembra bastare a far lievitare gli indici.
La tendenza di fondo della borsa americana é moderatamente al rialzo con il 66.4% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 56.70.
Le borse sembrano avere già iniziato l'atteso rialzo di fine anno. La forza d'acquisto é modesta ma in assenza di pressione di vendita (nessuno vende perché mancano alternative) é probabile che il rialzo prosegua al piccolo trotto intercalato da correzioni sempre più incisive. Fino a fine anno non sembra esserci molto potenziale di rialzo - abbiamo l'impressione che l'S&P500 resterà sotto i 3100 punti. Àbbiamo però bisogno una correzione per vedere quali sono le forze dei ribassisti - speriamo settimana prossima di avere indicazioni in merito.

Commento del 30 ottobre

Seduta di pausa senza un significato particolare - indicatori misti

Ieri sera l'azione di Apple ha toccato un nuovo massimo storico - poi ha cambiato direzione e ha chiuso sul minimo giornaliero, con una perdita di -2.31% e volumi di titoli trattati in aumento. Stasera dopo la chiusura a Wall Street la società renderà noti i suoi risultati trimestrali. Questo reversal é un presagio di quello che potrebbe succedere nei prossimi giorni a New York? L'analisi tecnica non ci fornisce nessun elemento a sostegno di questa ipotesi. È però evidente che gli investitori, ora che la borsa americana é sui massimi storici, sono molto ottimisti (VIX a 13.20 punti, +0.09 / Fear&Greed Index a 71 punti, +4 punti) e speculativamente esposti al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.55). Gli indici sono in eccesso di rialzo mentre gli oscillator