Avviso a tutti i sottoscrittori

Il contenuto della zona clienti di questo sito é coperto dalla legge sui diritti d'autore italiana e svizzera. Può essere utilizzato liberamente a scopi personali ma non può essere riprodotto e pubblicato (in parte o totalmente) su altri mezzi d'informazione, blog o siti internet senza il permesso dell'autore.

Aggiornamento del 27 maggio

Settimana corta - Memorial Day e Ascensione















Commento del 25-26 maggio

Borse in calo con poche variazioni negli indicatori - investitori fiduciosi impediscono la formazione di un solido minimo

Una settimana fà le borse erano reduci da un sostanzioso rimbalzo. L'S&P500 (+0.14% a 2826.06 punti) dal minimo mensile a 2801 punti era risalito fino ai 2892 punti e aveva terminato la settimana a 2859 punti. Questa spinta di rialzo non ci aveva però tecnicamente convinto. Non pensavamo che potesse essere l'inizio di una sostanziale fase di rialzo e temevamo che potesse trattarsi sono di un forte rimbalzo tecnico di tre giorni. Avevamo previsto una ricaduta degli indici azionari e un test dei minimi di maggio. In effetti nella settimana appena trascorsa il calo delle borse é ricominciato e le performances delle ultime 5 sedute sono negative. Giovedì l'S&P500 ha toccato un minimo a 2805 punti a dimostrazione che sta avvenendo il previsto test. In questa occasione altri indici azionari americani tipo il Nasdaq100 (-0.09% a 7301 punti) o il Russell2000 hanno raggiunto dei nuovi record mensili negativi. Non appaiono ancora divergenze positive a finora é ancora la tecnologia a trascinare gli indici verso il basso. Tecnologia che in questo momento é idealmente rappresentata dal settore dei semiconduttori (SOX) che anche venerdì, malgrado una seduta a Wall Street nel complesso positiva, ha nuovamente perso il -0.82%. L'Europa in questa fase si comporta come l'America - settimana scorsa ha perso maggiormente terreno ma in termini relativi ha mostrato una certa forza - Eurostoxx50 (+0.71% a 3350 punti) e DAX (+0.49% a 12011 punti) non hanno peggiorato i minimi del 13 maggio rispettivamente a 3311 punti e 11844 punti.
Come sapete, per individuare la fine di questa correzione, ci interessano più i dati sul sentiment che il livello assoluto raggiunto dai mercati. Malgrado il calo delle borse gli investitori restano, per i nostri gusti, troppo fiduciosi e compiacenti. Venerdì la volatilità VIX é ricaduta a 15.85 punti (-1.07) malgrado che il rispettivo indice S&P500 abbia guadagnato solo 4 punti. La CBOE Equity put/ call ratio é tornata a 0.74 e il Fear&Greed é rimasto a 27 punti. Da giorni riprendiamo gli stessi temi e sicuramente avrete notato che gli indicatori non cambiano di molto e non hanno mai raggiunto quei valori estremi che spesso indicano la presenza di un solido minimo. Di conseguenza temiamo che la discesa possa continuare, intercalata da rimbalzi tecnici, ancora per parecchi giorni. Ci preoccupa il fatto che la borsa sembra ignorare fattori fondamentali particolarmente negativi. La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina é un conflitto da non sottovalutare. Il mercato delle obbligazioni sembra riconoscere la gravità del problema. Venerdì il reddito dell'US Treasury Bonds decennale é sceso a 2.32% mentre UST Bills a 6 mesi rende il 2.39%. Questo significa che gli investitori si aspettano un rallentamento economico (calo generale dei rendimenti), stimano che il rischio di recessione negli Stati Uniti sia abbastanza alto (inversione della curva dei rendimenti) e che la FED quest'anno abbasserà i tassi d'interesse di riferimento (probablità implicita del 64%). Insomma - le borse scendono e ci sono valide ragioni fondamentali per questo calo. La discesa avviene però senza accelerazioni e con investitori compiacenti. Riteniamo poco probabile che il rialzo possa riprendere senza che prima ci sia un netto cedimento e alcuni giorni di panico.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.19% a 3350 punti
DAX                         -1.86% a 12011 punti
SMI                          +0.08% a 9666 punti
FTSE MIB                  -3.46% a 20376 punti
S&P500                    -1.17% a 2826.06 punti
Nasdaq100               -2.70% a 7301 punti

Giovedì la seduta in Europa ed America e stata stata pessima. La logica conseguenza, in mancanza di ulteriori notizie negative, doveva essere venerdì un tentativo di rimbalzo tecnico. In effetti gli indici azionari europei sono risaliti. La seduta é stata però poco spettacolare. Gli indici si sono mossi poco. i guadagni sono stati moderati e i volumi di titoli trattati erano in forte calo. Questa giornata non ha nulla di particolare e ci sembra di aver rilevato una certa speculazione sull'esito delle elezioni europee. L'Eurostoxx50 é tornato a 3350 punti (+0.71%) senza un particolare sostegno da parte del settore bancario (SX7E +0.45% a 89.23 punti). Alle 22.00 valeva 3358 punti. È probabile che lunedì prossimo il rimbalzo possa avere un modesto seguito ma non aspettatevi troppo. Il DAX é risalito a 12011 punti (+0.49%). Il FTSE MIB ha guadagnato il +1.19% a 20376 punti. Alcune dichiarazioni di fonte governativa riguardante il rispetto degli impregni presi nei riguardi dell'UE ha fatto calare lo spread ed ha dato una boccato d'ossigeno alla borsa italiana. Non bisogna però dimenticare che il FTSE MIB giovedì aveva toccato un nuovo minimo a 90 giorni.
La correzione continua ad ondate e per ora non abbiamo nulla di nuovo da segnalare. Non abbiamo nessun elemento tecnico per poter affermare che la correzione é terminata e quindi ci aspettiamo che il calo delle borse debba continuare. Per lo meno i 3311 punti di Eurostoxx50 devono essere testati e ad istinto riteniamo che ci debba essere una rottura al ribasso prima del minimo definitivo.

Il rimbalzo a Wall Street é stato deludente. Ci aspettavamo che l'S&P500 potesse risalire fino ai 2850 punti prima di sgonfiarsi. In effetti poco dopo l'apertura l'indice ha raggiunto il massimo giornaliero a 2841 punti. Poi é ricaduto. Ad ondate é sceso fino alle 17.15 a 2820 punti. Dopo la chiusura in Europa é risalito fino ai 2833 punti. Alla 19.00 ha ricominciato a scivolare verso il basso e si é fermato solo in chiusura a 2826.06 punti (+0.14). Il Nasdaq100 ha marciato sul posto (-0.09%). Ha sorpreso in bene il Russell2000 +0.85%. Questo ha permesso alla seduta al NYSE di essere decisamente positiva con A/D a 4960 su 2204, NH/NL a 268 su 657 e volume relativo a 0.75. I deboli volumi sono probabilmente una conseguenza del lungo fine settimana del Memorial Day.
Ci proccupa l'indebolimente della tendenza di base della borsa americana che ora risulta essere da neutra a debolmente ribassista con il 34.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni (questo dato é volatile e può cambiare velocemente) ed il Bullish Percent Index del NYSE a 50.89 punti (dato maggiormente rappresentativo e in questo momento neutro).

Riassumendo siamo convinti che la correzione non é finita. Nelle prossime sedute gli indici azionari devono scendere più in basso prima di poter iniziare una sostenibile fase di rialzo a medio termine. Non vediamo apparire una particolare pressione di vendita e quindi riteniamo che l'S&P500 possa ricominciare a salire dopo una breve e violenta caduta sotto i 2800 punti. Purtroppo sembra che questa fase di incertezza si prolunga e il minimo definitivo della correzione potrebbe slittare fino a metà giugno. Non c'é nessuna urgenza nel comperare mentre non esiste nessun particolare bisogno di vendere. Investire in borse é come andare a caccia - si usa la maggior parte del tempo ad aspettare.
Lunedì 27 maggio in America si festeggia il Memorial Day. La borsa é chiusa.

Commento del 24 maggio

Caduta ancora senza panico - malgrado i nuovi minimi di Nasdaq100 e Russell2000 non c'é ancora un minimo definitivo

Ieri i venditori hanno preso il controllo delle operazioni e la seduta sia in Europa che in America é stata decisamente negativa. Ci aspettavamo questa caduta - sapevamo che i minimi di maggio dovevano essere ritestati. Quello che ci interessa é però la qualità di questa discesa e in particolare se é accommpagnata da un forte pessimismo o panico. Solo in questo caso abbiamo la sicurezza di essere in presenza o vicini ad un solido minimo e alla fine della correzione. In caso contrario questa caduta ad ondate può continuare. Importante é quindi non il livello assoluto raggiunto dagli indici azionari ma la combinazione di nuovo minimo con panico.
Dobbiamo deludere chi vuole comperare e si aspetta da noi un segnale d'acquisto. La seduta di ieri é stata decisamente negativa con un nuovo minimo mensile di Nasdaq100 (-1.52% a 7308 punti) e Russell2000/RUT (-1.97%). I dati sul sentiment non hanno però raggiunto quei valori per noi necessari in questa fase per un solido minimo. Pensiamo che dopo un rimbalzo le borse debbano scendere ancora più in basso.

Le borse europee hanno aperto in calo e sono scese fino a metà giornata. Poi si sono limitate ad oscillare in laterale e a constatare che dall'America non arrivava nessun segnale di sollievo in grado di giustificare degli acquisti.
L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3327 punti (-1.79%) - 4 punti sopra il minimo giornaliero e 16 punti sopra il minimo di maggio e finora minimo della correzione a 3311 punti. L'indice non é ipervenduto e niente suggerisce la possibilità che da qui debba ripartire al rialzo.
Lo stesso vale per il DAX (-1.81% a 11952 punti) che dista ancora un centinaio di punti dal minimo del 13 maggio a 11844 punti. Vi avevamo detto che probabilmente l'indice sarebbe rimbalzato dai 11900 punti rispettivamente dalla MM a 50 giorni (11940 punti). Ieri la caduta si é fermata esattamente su questo supporto. Vediamo oggi come sarà il rimbalzo. Prevediamo che sarà deludente come premessa di un ulteriore e forse ultimo tuffo.
Il FTSE MIB (-2.12% a 20136 punti) é crollato su un nuovo minimo mensile. Sappiamo che questo é in parte una conseguenza dello stacco dei dividendi e che quindi non bisogna dargli troppo peso. Per ora non abbiamo un obiettivo migliore che i 20000 punti indicati nei giorni scorsi. I titoli bancari sono in una spirale negativa come il settore a livello europeo (SX7E -1.65% a 88.83). Ieri questo indice ha toccato un minimo a 88.60 punti - il supporto e prossimo obiettivo della correzione a 88.50 punti é stato sfiorato - un rimbalzo tecnico é ora probabile.
L'SMI svizzero (-0.53% a 9594 punti) si é salvato grazie alla composizione difensiva dell'indice - non può però sfuggire alla pressione di vendita. 
Il riassunto é presto fatto - la correzione di maggio non é finita - probabilmente gli indici non scenderanno molto più in basso - questa fase negativa potrebbe però durare ancora qualche giorno e l'inizio di una fase di rialzo sembra slittare a giugno.

Anche a Wall Street hanno dominato le vendite. I maggiori indici azionari hanno aperto in gap down e non hanno più recuperato sopra il livello d'apertura. Hanno però chiuso decisamente sopra i minimi giornalieri e questo mostra che nell'immediato la pressione di vendita é diminuita. Il pessimo rapporto A/D suggerisce l'imminenza di un rimbalzo tecnico. I dati sul sentiment ci dicono però che non c'é ancora quel panico necessario per un solido minimo.
L'S&P500 ha aperto a 2828 punti. È sceso a 2816 punti ed é risalito a 2827 punti. Il tentativo di recupero si é fermato qui. Dalle 17.00 l'indice é sceso in maniera regolare e decisa fino al minimo giornaliero a 2805 punti toccato verso le 21.00. In seguito c'é stata una reazione in due ondate. La prima si é fermata a 2821 punti. Dopo una ricaduta a 2815 punti l'indice é risalito ed ha chiuso a 2822.24 punti (-1.19%). Il Nasdaq100 (-1.52% a 7308 punti) ha toccato un nuovo minimo mensile e minimo di questa correzione a 7261 punti. Anche il Russelll2000 (-1.97%) ha toccato un nuovo record negativo. Pensiamo che l'S&P500 nelle prossime sedute debba fare la stessa fine.
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1484 su 5769, NH/NL a 160 su 1604 e volume relativo a 1.0.
Oggi ci interessano particolarmente i dati sul sentiment. La volatlità VIX é salita a 16.92 punti (+2.17) con un massimoa 18.05 punti - una bella impennata ma i 20 punti che interessavano a noi non sono stati raggiunti. La CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.80. È alta ma poteva essere più alta - un paio di giorni sopra i 0.80 sarebbe meglio. Il Fear&Greed Index é a 28 punti. Deve scendere sotto i 25 punti per segnalare panico.
La borsa americana sta testando i minimi di metà maggio - il movimento si sviluppa come previsto. L'S&P500 non ha ancora testato i 2801 punti. Niente suggerisce la presenza di un minimo definitivo anche se nell'immediato c'é una buona probabilità di un rimbalzo tecnico fino ai 2850 punti.

Stamattina c'é un recupero. I future stanno lentamente risalendo - quello sull'S&P500 é a 2833 punti (+13 punti). Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei scende del -0.16% - Shanghai sta salendo del +0.1%. L'Eurostoxx50 vale ora 3345 punti. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.6%. Per oggi non ci aspettiamo molto di più - gli indici azionari europei potrebbero già sgonfiarsi nel pomeriggio.
Notiamo con piacere il balzo del cambio EUR/USD a 1.1200. Non conosciamo la ragione di questa reazione. Speriamo che questo movimento sia finalmente in grado di invertire la lenta tendenza ribassista. Come sapete noi riteniamo per ragioni fondamentali che l'EUR debba rafforzarsi a medio termine - da mesi siamo in attesa della formazione di una base come premessa di una fase di rialzo in direzione dei 1.20.

Commento del 23 maggio

Doji, High Wave e Stars - in ogni caso indecisione

Ieri sui grafici degli indici azionari europei ed americani sono apparse delle candele più o meno lunghe con dei piccoli corpi nel mezzo. Queste hanno nomi stravaganti tipo doji, high wave o stars. Significano che dopo l'apertura ci sono state delle oscillazioni più o meno ampie ma a fine giornata gli indici hanno chiuso al centro del range giornaliero e vicino ai livelli d'apertura. Questo mostra equilibrio ed indecisione. Questo comportamento conferma la nostra impressione che a corto termine le borse sono senza direzione. I miei colleghi analisti tecnici sviluppano le più complesse analisi per cercare di prevedere la prossima sostenibile tendenza. Noi, con il tempo e l'esperienza, sappiamo che questi esercizi non portano statisticamente a risultati tangibili. È meglio aspettare chiari segnali tecnici prima di lanciarsi in previsioni. Bisogna però avere pronti degli scenari. In caso di test del minimo di maggio a 2801 punti di S&P500 con volumi e panico é probabile che un solido minimo sia imminente e che poi si possa sviluppare un solido rialzo a medio termine. Questa é la nostra variante favorita sulla base della situazione che osserviamo a livello di sentiment. Esiste però anche la variante della testa e spalle ribassista. In questo momento é semplicemente troppo presto per posizionarsi al rialzo o al ribasso. Non c'é uno scenario con un buon rapporto tra rischio e profitto che vale la pena di essere giocato tentando di anticipare un movimento.

Ieri le borse sono state miste e poco mosse. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +0.06% a 3388 punti. DAX (+0.21% a 12168 punti) e SMI (+0.22% a 9645 punti) hanno fatto meglio - il FTSE MIB (-0.61%) ha fatto peggio. La differenza é stata fatta dal calo del prezzo del petrolio e dalla debolezza del settore bancario (SX7E -1.42% a 90.32 punti). Si vocifera che Deutsche Bank (-1.61% a 6.61 EUR) sia sull'orlo del collasso. Noi abbiamo solo due osservazioni.
Dopo la rottura del supporto a 91.50 punti l'indice SX7E doveva cadere fino al prossimo supporto a 88.50 punti - sta seguendo questo percorso. Spesso il settore finanziario trascina il resto del mercato con sé - questo significa che l'Eurostoxx50 dovrebbe scendere. Potrebbe però anche succedere il contrario se l'SX7E cade sul supporto senza che l'Eurostoxx50 debba testare il minimo di maggio a 3311 punti. Dal supporto l'SX7E dovrebbe rimbalzare dando sostegno all'Eurostoxx50. Vedremo.
I problemi di Deutsche Bank sono conosciuti da tempo. Da anni si parla del possibile fallimento di questa banca sistemica tedesca. Non sappiamo se in effetti adesso la banca é in una situazione critica - vediamo però che il prezzo dell'azione é su un minimo storico e in caduta libera - la prudenza in questi casi é d'obbligo.
Per il resto abbiamo poco da dire - ci siamo già espressi ieri sera nei commenti sui vari indici - gli indici stessi si sono mossi troppo poco per permettere osservazioni interessanti - gli indicatori sono praticamente fermi.

Anche a Wall Street la seduta é stata tranquilla con poco movimento. Gli indici hanno aperto in calo e sono oscillati in pochi punti chiudendo sul livello d'apertura. L'S&P500 ha aperto a 2856 punti, a metà giornata é sceso a 2851 punti di minimo e in serata é salito a 2865 punti di massimo. Sul finale delle vendite hanno fatto tornare l'S&P500 a 2856.27 punti (-0.28%). Il range giornaliero é stato di soli 14 punti. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2284 su 4883, NH/NL a 289 su 673 e volume relativo a 0.85. I dati sono peggiori di quanto ci si poteva aspettare sulla base del calo di 8 punti dell'S&P500. Il resto del listino ha però fatto peggio come mostrano Nasdaq100 (-0.41% a 7420 punti), DJ Transportation (-1.69%) e Russell2000 (-0.88%).
La volatilità VIX é scesa (!) a 14.75 punti (-0.20) mentre la CBOE Equity put/call ratio era relativamente alta a 0.72. Stupisce il dato sulla VIX - normalmente sale con un calo dell'S&P500. Gli investitori sono veramente confidenti e convinti che il mercato debba presto o tardi salire. Questa fiducia deve essere scossa poiché in caso contrario mancano gli investitori scettici pronti ad ulteriori acquisti a livelli inferiori. Riteniamo che nel prossimo futuro ci debba essere un consistente vuoto d'aria con panico - sono un pesante test dei 2800 punti di S&P500 può scuotere questo mercato dal torpore.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei perde il -0.71% - Shanghai cade del -1%. Il future sull'S&P500 é a 2845 punti (-12 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3363 punti. Le premesse per la giornata sono negative - le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.7%. Molti si aspettavano una ripresa del rialzo ed invece da giorni le borse sono ferme e oggi aprono in perdita. È possibile che oggi i traders long gettino la spugna e provochino un'ondata di vendite. Se invece decidono di aspettare avremo un'altra sedute senza sostanziali variazioni.

Commento del 22 maggio

Seduta positiva - in trading range in Europa - chiusura del gap in America - a corto termine le borse sono senza tendenza

Che fatica scrivere il commento stamattina! Sedute negative e sedute positive si succedono a ritmo irregolare. Il risultato é che gli indici non si muovono di molto e gli indicatori cominciano a fornire segnali contraddittori. A seconda di quello che si guarda e di come viene considerato é possibile creare uno scenario rialzista o uno ribassista. Spesso questo significa che il mercato é senza direzione o in cerca di direzione. Secondo il calcolo delle probabilità lo scenario più probabile é che le borse presto o tardi riprendano la tendenza di base che attualmente é ancora al rialzo. In realtà malgrado una serie di notizie negative dal fronte della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e uno scenario macroeconomico tutt'altro che entusiasmante l'S&P500 da inizio anno guadagna il +14.26% e si trova a soli 90 punti (ca. 3%) dal massimo storico del 1. maggio.
Purtroppo siamo obbligati ogni giorno ad avere un'opinione anche se per il momento l'esito delle singole sedute é puramente aleatorio e legato alle notizie del momento.
Dopo la pesante caduta di lunedì ieri le borse hanno recuperato terreno. in Europa (Eurostoxx50 +0.50% a 3386 punti) c'é stato un recupero di un terzo fino a metà delle perdite di lunedì. In America (S&P500 +0.85% a 2864.36 punti) l'esito é stato migliore ma questo é dovuto unicamente al fatto che il recupero era già iniziato lunedì sera. In Europa la seduta si é svolta nel range del giorno precedente (trading range) - tecnicamente questo corrisponde ad una seduta neutra. In America invece gli indici hanno tentato di chiudere il gap down di lunedì - il tentativo ha avuto successo per l'S&P500 ma non per il Nasdaq100 (+1.01%) dove sul grafico rimangono delle piccole candele abbandonate nel nulla. Come lunedì anche le candele di ieri sul grafico sono piccole e senza corpo - dopo l'apertura in guadagno le variazioni ed oscillazioni sono state modeste e gli indici hanno chiuso sui livelli d'apertura. Significa che nel corso della giornata le forze di rialzisti e ribassisti si sono equivalse - di fatto una situazione di patta. Solo a livello di sentiment notiamo una situazione interessante. La volatilità VIX é caduta a 14.95 punti (-1.36) mentre la CBOE Equity put/call ratio é risultata bassa a 0.57. Gli investitori sono decisamente compiacenti considerando la situazione. In un caso del genere mancano normalmente gli scettici che devono ancora comperare. Non crediamo quindi che l'S&P500 possa salire più in alto senza un correzione in grado di ripulire il mercato dalla speculazione e dalle mani deboli. Riassumendo pensiamo che l'oscillazione in laterale con brevi fiammate in una o nell'altra direzione debba continuare. È possibile che questa fase di indecisione si protrarrà fino a a metà giugno.

Le borse europee sono salite la mattina. Nel pomeriggio hanno difeso i guadagni e sono semplicemente oscillate in laterale. Gli indici si sono mossi più o meno in gruppo ed il risultato finale é omogeneo (DAX +0.85% a 12143 punti, FTSE MIB +0.77% a 20698 punti e SMI +0.44% a 9624 punti). Non abbiamo nulla di particolare da segnalare. Anche l'indice delle banche SX7E (+0.51% a 91.62 punti) ha fatto (a fatica) la sua parte e si é issato nuovamente sopra i 91.50 punti.

L'S&P500 ha aperto a 2958 punti. Per un'oretta é rimasto su questo livello. Dopo un'impennata a 2868 punti l'indice é ricaduto a metà giornata a 2859 punti. Fallito il rialzo i traders si sono rassegnati e il mercato, già tranquillo, si é fermato. L'S&P500 é lentamente risalito fino ai 2868 punti ed é sceso in chiusura a 2864.36 punti (+0.85%). Il Nasdaq100 ha fatto meglio (+1.01%) - non ha però recuperato la perdita di lunedì. Lo stesso vale per il settore dei semiconduttori (+2.13%) - il rimbalzo da ipervenduto é stato forte ma non compensa la perdite di lunedì (-4.02%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5436 su 1797, NH/NL a 351 su 438 e volume relativo a 0.9. Il leggero aumento dei NH e l'evaporazione dei NL suggeriscono che per ora il mercato non sa dove andare - questa impressione é rafforzata dai bassi volumi di titoli trattati. Abbiamo l'impressione che il range 2800-2900 punti resterà valido ancora per un pò.

Stamattina presto le borse erano ferme - ora i futures stanno leggermente scivolando verso il basso - il future sull'S&P500, prima in pari, é ora a 2862 punti (-4 punti). Il Nikkei si é fermato (+0.04%) mentre Shanghai é in calo del -0.7%. L'Eurostoxx50 vale ora 3381 punti. Le borse europoee apriranno con delle leggere perdite (-0.15%). Pensiamo che oggi le borse si muoveranno poco e stasera dovrebbero essere praticamente invariate. Alle 20.00 la pubblicazione del protocollo dell'ultima seduta della FED potrebbe riattizzare la discussione riguardante la politica monetaria americana e creare movimento in borsa. Finora questa settimana si sta svolgendo come la precedente. Se il parallelo continua la seduta odierna sarà positiva grazie ad un'impennata in serata.

Commento del 21 maggio

Huawei, le vittime (SOX -4.02%) e il resto...

Donald Trump ha messo al bando la cinese Huawei e immediatamente le aziende americane hanno reagito tagliando le forniture al gigante cinese della tecnologia. In questa contesa, che potrebbe rivoluzionare il mercato degli smartphones, ci sono vinti e vincitori. Subito gli investitori hanno reagito alla notizia vendendo titoli tecnologici europei ed americani. In una guerra commerciale ci sono all'inizio soprattutto perdenti ed é quindi logico che la risposta sia stata un'ondata di vendite. In fondo però non é apparso nulla di nuovo - si sono unicamente intensificati i movimenti che avevamo già segnalato nell'analisi del fine settimana. L'indice dei semiconduttori americani SOX é crollato del -4.02% su un nuovo minimo a 60 giorni. In Europa l'indice delle banche SX7E (-2.35% a 91.15 punti) é caduto sotto il supporto a 91.50 punti. L'indice é volatile e non bisogna fidarsi troppo dei segnali forniti da queste marginali rotture. Quello di ieri é però un nuovo minimo mensile e il prossimo valido supporto si trova unicamente sui 88.50 punti. È improbabile che le borse europee possano iniziare una fase di sostenibile rialzo senza il settore finanziario. La logica conseguenza é che la correzione di maggio deve continuare e che i minimi di settimana scorsa devono essere ritestati. Niente di nuovo - questo corrisponde all'esito dell'analisi del fine settimana. Lunedì si é unicamente verificato un brusco movimento nella direzione prevista.
Il boicotto di Huawei da parte degli Stati Uniti ha messo sotto pressione le borse europee. L'Eurostoxx50  (-1.63% a 3369 punti) dopo un'apertura in leggero calo é sceso costantemente fino ad un minimo a 3360 punti e non si é più risollevato. La nostra valutazione era corretta - questa settimana le borse hanno ricominciato a scendere visto che il rialzo di settimana scorsa non era sostenibile. Nella pipeline c'é ora un test del minimo di maggio. Non sappiamo però ancora esattamente come ci arriveremo. Pensiamo che sarà un movimento a zick-zack di parecchi giorni e non un crollo lineare.
Anche il DAX (-1.61% a 12041 punti) sta ricadendo a testare il minimo di maggio - l'unico problema sotto il nostro punto di vista é che questo sta avvenendo troppo velocemente. La pressione di vendita sembra di nuovo aumentare e ieri sera il DAX ha chiuso vicino al minimo con una forte perdita di 197 punti. L'unico aspetto positivo é il calo dei volumi. Il mancato incrocio del MACD ha evitato un segnale d'acquisto che sembrava ormai cosa fatta - l'indicatore rimane su sell. Deutsche Bank (-2.89% a 6.64 EUR) ha toccato un nuovo minimo storico dopo che l'analista dell'UBS ha consigliato la vendita dell'azione con target 5.7 EUR. Il supporto sul DAX (MM a 50 giorni e Bollinger Bands), settimana scorsa sui 11800 punti, si é nel frattempo alzato a 11900 punti - vediamo come reagisce il mercato quando ci arriva - ci aspettiamo un modesto rimbalzo.
In Italia é stata la giornata dello stacco dei dividendi. Questo effetto riguardava 71 società di cui circa una ventina appartenenti al FTSE MIB (-2.60% a 20556 punti). A seconda delle fonti d'informazione il pagamento dei dividendi ha fatto scendere il FTSE MIB di 530 punti o il -2.50% (Milano Finanza) o il -2.1% (Reuters). Senza queste operazioni sul capitale la seduta odierna sarebbe stata negativa ma non così cattiva come in Europa (Eurostoxx50 -1.63%). Il FTSE MIB ha toccato un nuovo minimo mensile - il grafico é però distorto dai dividendi e non bisogna dare peso a questo segnale tecnico normalmente negativo. Non si tratta di una rottura al ribasso - avevamo previsto un test dei minimo ma é ancora troppo presto. Nei prossimi giorni cercheremo di dare un obiettivo ripulito dell'effetto dividendi - stimiamo per il momento che il FTSE MIB potrebbe cadere fino ai 20000 punti...
Dopo il balzo di giovedì scorso avevamo previsto che l'SMI (-0.74% a 9582 punti) dovesse fare una pausa e ritracciare. Se però decide, come sarebbe logico, di seguire le altre borse europee, rischia di ricadere sotto la MM a 50 giorni (9524 punti). A medio termine restiamo costruttivi e rialzisti. A breve lo sviluppo é ancora incerto e potrebbe riservare sorprese negative. Grafico e indicatori lasciano parecchio spazio d'interpretazione.
Le borse europee hanno reagito male e peggio di quanto ci eravamo immaginati alla notizia del bando di Huawei. Vediamo come é andata in America.

La seduta a Wall Street é stata negativa mo non pessima. Le vendite si sono concentrate nel settore tecnologico (Nasdaq100 -1.69% a 7376 punti) mentre il calo nel resto del listino é stato moderato (DJIndustrial -0.33%, DJTransportation -0.29%). Gli indici hanno chiuso lontani dal minimo giornaliero e vicini ai livelli d'apertura. Questo significa che dopo lo shock iniziale non ci sono state ulteriori vendite. Le candele sui grafici sono piccole e quasi senza corpo. I volumi sono di poco inferiori alla media (volume relativo a 0.95). L'impressione generale é quindi di un mercato che scivola verso il basso a testare i 2800 punti di S&P500 ma non di un mercato che intende precipitare.
L'S&P500 ha aperto con una caduta fino a 2835 punti. È risalito a brevi ondate fino al massimo a 2853 punti e dopo le 16.30 non ha più combinato molto se non oscillare a caso. Ha perso una decina di punti, é risalito a 2852 punti, é caduto sul minimo a 2831 ed ha recuperato nell'ultima ora fino a 2840.23 punti (-0.67%). Alla fine é rimasta una perdita di 19 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2363 su 4868, NH/NL a 238 su 1138 (vendite diffuse ma non massicce) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é rimasta relativamente bassa a 16.31 punti (+0.35) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata normale a 0.65. Crediamo che per terminare definitivamente la correzione ci sia bisogno un pò di panico. In questa fase questo significa che la VIX deve avere un'impennata sopra i 20 punti. Fino a quando questo non si verificherà rischiamo di avere un'alternanza di sedute negative e positive con per saldo un scivolare verso il basso. Vedremo - molto dipende anche dalle notizie tipo Huawei.  

Stamattina sembra iniziare un rimbalzo - il future sull'S&P500 risale a 2855 punti (+11 punti). Il Nikkei perde il -0.19% mentre Shanghai sale del +1.4%. L'Eurostoxx50, che ieri sera alle 22.00 era a 3368 punti, torna stamattina a 3383 punti. Le borse europee apriranno con un guadagno di circa il +0.4%. Difficile dire se oggi ci sarà un lento e moderato recupero o se una notizia negativa provocherà un'ulteriore ondata di vendite. Le sorprese verso il basso sono più probabili.

Aggiornamento del 20 maggio

Tra giovedì 23 e domenica 26 maggio si tengono le elezioni europee - lo spoglio dei voti inizia domenica sera

Durante il fine settimana é caduto il governo austrico. Il vicecancelliere Strache del partito di estema destra FPÖ ha dato le dimissioni travolto da uno scandalo di corruzione. Il cancelliere Kurz ha sciolto la coalizione e ha chiesto elezioni anticipate. Questo é un grave colpo per le destre europee populiste a pochi giorni dal voto per il Parlamento europeo.
La votazione nei 28 Paesi dell'UE avverrà tra giovedì e domenica. I primi risultati non saranno noti prima di lunedì prossimo. Nel frattempo é probabile che le borse marcino sul posto in attesa di conoscere l'esito della consultazione.
Durante la settimana verranno pubblicati numerosi dati economici e sono previsti numerosi discorsi di responsabili delle Banche Centrali. Non crediamo però che questi siano in grado di dare impulsi decisivi ai mercati azionari. Anche sul fronte della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina non ci aspettiamo a breve novità di rilievo - ormai gli investitori hanno accettato l'intensificazione del conflitto ed é evidente che ci vorrà del tempo per riportare gli antagonisti al tavolo delle trattative - adesso i due paesi mostrano i muscoli e si affannano a penalizzare l'avversario con dazi e misure contro singole aziende come nel caso di Huawei. Non crediamo che nell'immediato le borse possano trovare la forza e la motivazione per riprendere il rialzo.
Stamattina i mercati finanziari sono misti e poco mossi. Il Nikkei guadagna il +0.31% - Shanghai sta perdendo il -1%. Il future sull'S&P500 si risolleva a 2869 punti (+7 punti), Di riflesso le borse europee apriranno solo in leggero calo - l'Eurostoxx50 vale ora 3418 punti (-7 punti, -0.2%). Le premesse sono per una seduta senza sostanziali variazioni.

Commento del 18-19 maggio

Una sensazione di disagio

Secondo le nostre previsioni settimana scorsa le borse dovevano terminare la correzione di maggio ed iniziare una fase di rialzo. Secondo gli oscillatori il minimo doveva essere raggiunto verso mercoledì. La settimana é iniziata male - la seduta di lunedì é stata pessima specialmente in America dove l'S&P500 é crollato su un minimo a 2801 punti e ha terminato la giornata con una perdita del -2.41% a 2812 punti. Da martedì a giovedì i mercati azionari hanno recuperato - mercoledì c'é stato unicamente un breve vuoto d'aria con un minimo giornaliero dell'S&P500 a 2815 punti. All'accelerazione al rialzo di giovedì é seguito venerdì un ritracciamento. L'Eurostoxx50 é tornato a 3425 punti (-0.38%) mentre l'S&P500 (-0.58% a 2859.53 punti) ha nuovamente perso 16 punti ed é tornato sotto la media mobile (MM) a 50 giorni a 2868 punti. Questa seduta ci lascia l'amaro in bocca. In teoria é possibile che l'S&P500 stia ancora correggendo - é rimbalzato tre giorni dal minimo, giovedì ha mostrato una falsa rottura al rialzo e venerdì ha ripreso la sua discesa e deve ritestare i 2800 punti. Questa ipotesi é consistente. Perché improvvisamente ci vengono dei dubbi e valutiamo la possibilità che il rialzo non sia ancora partito ma che invece ci debba ancora essere una fase di debolezza e di consolidamento?
Il fine settimana é il momento ideale per staccarsi dal trading giornaliero e cercare di osservare come si sta sviluppando il mercato nel suo insieme. Quello che abbiamo visto oggi ci ha dato una sensazione di disagio ed inquietudine.
Innanzitutto guardiamo le performances settimanali - l'Europa é andata meglio dell'America - il difensivo SMI svizzero svetta sopra tutti - in America la tecnologia (Nasdaq100) mostra la peggiore performance - per non parlare del Russell2000 (performance settimanale del -1.49%) che é fuori dal nostro portafoglio. Negli ultimi mesi non era questa la costellazione di mercato che accompagnava una sostenibile fase di rialzo. Gli investitori sembrano volersi spostare sui settori difensivi ed abbandonare i settori di crescita e legati al ciclo economico. Un'analisi nel dettaglio rafforza questa impressione. Settimana scorsa i migliori settori sono stati utilities (società di pubblica utilità), farmaceutici e consumi di base. Si sono comportati peggio del resto del mercato settori industriali, finanza e tecnologia. Ci proccupa la debolezza relativa del settore bancario (anche in Europa) ma quello che ci ha veramente spaventati é la rottura al ribasso del settore dei semiconduttori (SOX -1.96%) che venerdì é sceso su un nuovo minimo mensile. Insomma - da lunedì sera gli indici azionari sono risaliti ma strutturalmente non vediamo quei movimenti che normalmente accompagnano l'inizio di una fase di rialzo. Anche a livello di sentiment non abbiamo rilevato tra lunedì e martedì quei valori che normalmente segnalano un solido minimo del mercato azionario. Se avete letto regolarmente i nostri commenti tecnici avrete notato che la mancanza di panico ci ha lasciato perplessi.
Riassumendo il rialzo iniziato settimana scorsa ancora non ci convince. Praticamente non abbiamo l'impressione che le borse debbano da ora solo salire e non abbiamo nessuna fretta nel comperare - non abbiamo voglia di rincorrere il mercato. Crediamo piuttosto, sulla base del comportamento ancora difensivo degli investitori, che i minimi di maggio debbano ancora essere testati, specialmente in America. Partiamo dal principio che settimana prossima le borse non scapperanno al rialzo. Dovrebbero piuttosto ritracciare e consolidare dandoci il tempo di prendere con calma le nostre decisioni d'investimento. Aspettiamo...

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.92% a 3425 punti
DAX                         +1.49% a 12239 punti
SMI                          +1.97% a 9659 punti
FTSE MIB                  +1.10% a 21105 punti
S&P500                    -0.76% a 2859.53 punti
Nasdaq100               -1.09% a 7503 punti

La seduta di venerdì é stata deludente. Dopo il rally di martedì fino a giovedì molti si aspettavano che venerdì il movimento continuasse e che la settimana finisse con un'intonazione positiva. Invece, come temevano, i traders hanno preferito vendere e hanno preso i benefici.
Il risultato in Europa é stata una seduta moderatamente negativa ed in trading range. L'Eurostoxx50 si é mosso in soli 31 punti, ha trascorso tutta la giornata in negativo e ha chiuso a 3425 punti (-0.38%). Alle 22.00 valeva 3416 punti. Una settimana fà abbiamo scritto: "Pensiamo che in seguito fino alle elezioni europee del 23-26 maggio le borse si limiteranno ad oscillare in laterale nel range di settimana scorsa - concretamente ci aspettiamo nelle prossime due settimane un movimento dell'Eurostoxx50 tra i 3350 ed i 3480/3500 punti." - non vediamo ragioni per cambiare opinione. 
DAX (-0.58% a 12239 punti) e FTSE MIB (-0.22% a 21105 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50. L'SMI (-0.02% a 9659 punti) ha fatto leggermente meglio. I deboli segnali d'allarme provenienti dal mercato delle obbligazioni (Bund +0.05% a 167.06, reddito del Bund decennale -0.106%) e da quello dei cambi (EUR/CHF a 1.1285 - il franco svizzero, tipica moneta rifugio, resta forte) continuano a squillare in sottofondo. Il settore delle banche (SX7E -1.03% a 93.34%) si muove in fondo al plotone con una performance settimanale negativa (-0.52%).  

La seduta a Wall Street é stata particolarmente negativa secondo i parametri dell'analisi tecnica. L'S&P500 é salito alle 17.10 fino ai 2885 punti di massimo. Come nelle precedenti sedute nella seconda parte della giornata ha però ceduto. È sceso a 2878 punti, é ondeggiato su questo livello per un paio d'ore ed é poi ricaduto fino ai 2859.53 punti (-0.58%). Non ha solo perso 16 punti ma é tristemente tornato sotto la MM a 50 giorni (ora a 2868 punti). Rispetto al resto del mercato (Nasdaq100 -1.01% a 7503 punti, Russell2000/RUT -1.38%, DJTransportation -1.07%) l'S&P500 si é ancora comportato abbastanza bene.
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1772 su 5416, NH/NL a 327 su 757 (forte aumento) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 15.96 punti (+0.67) mentre la CBOE Equity put/call ratio é schizzata a 0.81. Quest'ultimo dato é l'unico veramente costruttivo - il forte aumento dei puts mostra un certo eccesso di pessimismo - anche per questa ragione scartiamo chiaramente e nuovamente la variante del ribasso mentre prendiamo in considerazione la possibilità che la fase di correzione sopra i 2800 punti di S&P500 non sia conclusa.
La tendenza di fondo della borsa americana é da neutra a debolmente rialzista con il 41.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 54.88. Nell'analisi dei COT notiamo un significativo aumento degli hedging degli investitori commerciali. I professionisti si assicurano verso il basso.
Riassumendo non vediamo apparire quelle forze che normalmente caratterizzano e accompagnano una sostenibile fase di ralzo. Di conseguenza pensiamo che le borse debbano ancora consolidare ed eventualmente ritracciare e testare i minimi di maggio prima di poter ripartire al rialzo. A medio termine restiamo costruttivi. A corto termine ci aspettiamo ancora dei vuoti d'aria. Ci vorrà probabilmente un certo panico prima di poter avere un solido minimo. Tra guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, tensioni tra Occidente e Iran e elezioni europee ci saranno nelle prossime settimana abbastanza argomenti per provocare ancora delle brevi ondate di vendite.

Commento del 17 maggio

L'atteso rialzo é già cominciato martedì - divergenze su tassi d'interesse e cambi

Ieri le borse europee hanno avuto un'altra seduta decisamente positiva. Gli indici azionari hanno accelerato al rialzo e hanno chiuso sul massimo giornaliero con forti guadagni (Eurostoxx50 +1.56% a 3438 punti). Ora é chiaro che la correzione é finita lunedì, con due giorni di anticipo rispetto alla nostra previsione, e che le sedute positive di martedì e mercoledì non erano un semplice rimbalzo tecnico ma l'inizio di questo movimento. I nostri obiettivi massimi per la correzione sono stati mancati di poco. L'Eurostoxx50 doveva scendere al massimo fino ai 3300 punti. Lunedì ha toccato un minimo a 3311 punti mentre noi per il portafoglio avevamo un limite d'acquisto a 3310 punti. Nel trading ci vuole anche un pizzico di fortuna. Malgrado che nel complesso la nostra analisi tecnica era corretta ci ritroviamo oggi senza posizioni long in portafoglio. Una situazione spiacevole anche se per fortuna, non avendo mai creduto in un ribasso, non siamo short. Ora bisogna decidere se rincorrere questo rialzo. Purtroppo non abbiamo ancora una risposta definitiva. In linea di massima sembra che l'S&P500 (+0.89% a 2876.32 punti) debba salire a medio termine su un nuovo massimo storico e quindi i 3000 punti costituiscono il prossimo obiettivo. Non abbiamo però ancora una road map per arrivarci - temiamo che dalla resistenza a 2900 punti si svilupperà un'altra correzione intermedia. Ne parleremo con calma nell'analisi del fine settimana. Oggi preferiamo stare a guardare e osservare la reazione dell'S&P500 dopo il superamento della MM a 50 giorni a 2866 punti.
Ci sono alcuni aspetti di questo rialzo che non ci convincono. Da un punto di vista puramente tecnico non capiamo perché la CBOE Equity put/call ratio (0.66) (e rapporti simili su indici e ETF) rimangono sopra la media di lungo periodo. Sembra che traders stiano accumulando puts ignorando il fatto che dal minimo a 2801 punti ieri l'S&P500 ha recuperato fino ad un massimo a 2892 punti.
Vediamo inoltre divergenze a livello di tassi d'interesse e cambi. Il future sul Bund é salito ieri a 167.12 (+0.09%). Il reddito del Bund decennale é sceso a -0.10%. Questo non fa senso. Se il DAX sale per ragioni fondamentali il Bund dovrebbe scendere. Chi compra veramente DAX (non a margine e per una breve speculazione) dovrebbe farlo vendendo Bund. Anche la curva dei tassi d'interesse sull'USD resta piatta malgrado che ieri il reddito dell'US Treasury Bond decennale sia salito di poco a 2.40% (+0.02%). Il calo del cambio EUR/USD a 1.1180 é spiegabile con il miglioramento del differenziale dei tassi d'interesse in favore dell'USD. Non capiamo però perché il cambio EUR/CHF scende a 1.1290. Perché il CHF si rafforza? Chi compra questo bene rifugio? C'é una crisi nell'aria? Questa divergenza ci lascia perplessi.

Tecnicamente però la seduta di ieri non lascia dubbi. Il rialzo é lanciato. Dai 3311 punti di lunedì sul minimo ieri l'Eurostoxx50 é salito fino a 3438 punti (+1.56%). Ieri c'é stata un'accelerazione, l'Eurostoxx50 ha guadagnato 52 punti e ha chiuso sul massimo giornaliero. È molto probabile che il movimento nei prossimi giorni continui. Non siamo ancora in grado di dire se l'Eurostoxx50 salirà su un nuovo massimo annuale. La partecipazione non ci convince. È però evidente che l'indice sale ed il movimento sta guadagnando di forza e velocità. È quindi escluso che a breve l'Eurostoxx50 possa ricadere a 3300 punti. L'indice delle banche europee SX7E (+1.87% a 94.31 punti) ieri ha deciso di fare la sua parte.
Anche sul DAX (+1.74% a 12310 punti) abbiamo mancato il punto d'entrata. Il rialzo é iniziato dal minimo di lunedì e le sedute positive di martedì e mercoledì non erano un semplice rimbalzo tecnico. A nostra discarica notiamo che il minimo si é verificato solo 44 punti sopra il nostro limite massimo a 11800 punti e due giorni prima di quanto previsto. Inoltre il DAX sta salendo e si sta quindi muovendo nella giusta direzione. Ieri il DAX ha avuto una seduta convincente - ha chiuso sul massimo giornaliero con un guadagno di 210 punti. Ora il movimento deve continuare fino ai 12500 punti. Nel frattempo cercheremo di capire se il rialzo é destinato a proseguire per mesi o se invece il DAX ci riserva qualcosa d'altro.
Anche il FTSE MIB (+1.38% a 21151 punti) si muove con le altre borse europee. Dopo la deludente seduta di mercoledì (-0.14%) ieri c'é stata un'accelerazione al rialzo. Il FTSE MIB continua a sottoperformare ma segue le borse europee. Ieri l'indice ha chiuso sul massimo giornaliero e quindi é probabile che nei prossimi giorni ci sia una continuazione del movimento. Non siamo ancora in grado di dire se il FTSE MIB salirà su un nuovo massimo annuale. Le MM a 50 e 200 giorni si stanno appiattendo e questo suggerisce che l'oscillazione intorno ai 21000-21500 punti potrebbe a medio termine continuare.
Con un rally anche l'SMI (+1.90% a 9660 punti) ha scacciato ogni dubbio. Il minimo della correzione si é verificato lunedì e ora si sta sviluppando l'attesa fase di rialzo. L'SMI ha terminato la seduta sul massimo giornaliero con un impressionante guadagno di 180 punti. La lunga candela bianca sul grafico mostra la dominanza dei compratori. Il rialzo é destinato a continuare. La chiusura del gap di inizio maggio (9680-9730 punti) dovrebbe provocare una pausa e un ritracciamento.

Ieri, per il terzo giorno consecutivo, l'S&P500 (+0.89% a 2876.32 punti) ha guadagnato terreno e ha superato di slancio la media mobile (MM) a 50 giorni a 2866 punti. Questo per noi costituisce la conferma che la correzione é terminata lunedì e che é iniziata una fase di rialzo. Peccato che il minimo di lunedì a 2805 punti non si é verificato in concomitanza con il minimo degli oscillatori. Questo ci ha confuso le idee ha ci ha impedito di comperare al momento giusto. Ancora peggio - la posizioni long che avevamo precedentemente aperto a 2830 punti é stata chiusa dallo stop loss che avevamo piazzato in previsione di un tuffo finale mercoledì. Il tuffo c'é stato ma si é fermato, a causa di Trump e delle sue decisioni riguardanti i dazi sulle auto, a 2815 punti. "Non tutte le ciambelle riescono col buco."
Il grafico dell'S&P500 per la giornata di ieri é simile a quello delle due precedenti sedute - una parabola cadente. Apertura sul minimo (2860 punti), salita sul massimo verso metà giornata (18.20 - 2892 punti) e successiva lenta e moderata discesa. Alla fine l'indice si é fermato a 2876.32 punti (+0.89%) con un guadagno di 25 punti. Anche ieri la tecnologia ha sovraperformato (Nasdaq100 +1.02% a 7580 punti) mentre le PMI (Russell2000/RUT +0.58%) ha frenato. Un rialzo sano ha bisogno della partecipazione delle PMI.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4733 su 2514, NH/NL a 515 su 433 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 15.29 punti (-1.15) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta relativamente alta a 0.66.
Venerdì scorso l'S&P500 si era fermato a 2881 punti - finora la performance settimanale é ancora negativa - anche sul Nasdaq100. Non crediamo che possa esserci una quarta seduta simile alle precedenti. A breve ci deve essere una ricaduta sulla MM 50 giorni (2866 punti) che giovedì e venerdì scorsi era servita da supporto. Leggete il commento delle 14.00 sull'S&P500 per sapere se l'indice finirà la settimana sopra o sotto questo livello.

Stamattina i mercati asiatici sono misti. Il Nikkei guadagna il +0.95% - Shanghai sta perdendo il -1.8%. Il future sull'S&P500 é a 2869 punti (-9 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3417 punti - le borse europee apriranno in calo (-0.6%). Riusciranno anche oggi a ribaltare questa negativa situazione di partenza? Ne dubitiamo - dopo tre sedute di rialzo molti traders preferiranno prendere i guadagni e affrontare il fine settimana senza preoccupazioni.

Commento del 16 maggio

Rialzo "fake"

Ieri non ho avuto il tempo di osservare i mercati. Stamattina presto ha acceso il computer e a prima vista sembrava che la seduta di mercoledì fosse stata decisamente positiva sia in Europa (Eurostoxx50 +0.64% a 3385 punti) che in America (S&P500 +0.58% a 2850.96 punti). Niente di speciale ma non era quello che mi sarei aspettato in occasione di un minimo sugli oscillatori. Poi sono passato ad analizzare i dettagli. L'Eurostoxx50 alle 16.10 era ancora in negativo a 3348 punti. Solo nella parte finale della seduta un'ondata d'acquisti ha fatto salire l'indice di 37 punti - la chiusura é stata sul massimo giornaliero. Il DAX (+0.90% a 12099 punti) si é comportato alla stessa maniera. Il sospetto é che una notizia ha scatenato il rally. In effetti verso le 16.00 é circolata la voce che Donald Trump intende rimandare la decisione riguardante dazi punitivi sulle importazioni d'auto dall'Europa. Un breve controllo - in effetti la lista dei titoli con maggiori guadagni sull'Eurostoxx50 e sul DAX é condotta da BMW (+3.12%) e da Daimler (+2.93%). Il resto del mercato é poco convincente. Il settore delle banche (SX7E -0.63% a 92.58 punti) ha nuovamente perso terreno. La borsa italiana (FTSE MIB -0.14% a 20863 punti) era in difficoltà e malgrado il rialzo nell'ultima ora e mezza di contrattazioni ha chiuso in perdita. Solo la borsa svizzera (SMI +0.82% a 9480 punti) sembra salire senza automobili - ma questo mercato é sempre stato particolare con pochi titoli a condizionare l'indice. Ieri é stato l'annuncio di Nestlé (+1.32%) di volersi separare dalle attività legate alla cura della pelle a scatenare l'ottimismo. Il tutto é stato condito da modesti volumi di titoli trattati. Insomma - forse ci sbagliamo e l'attesa fase di rialzo é già iniziata. Quella di ieri ci sembra però ancora una continuazione del rimbalzo tecnico. In linea di massima ci dovrebbe ancora essere un tuffo a testare i minimi di lunedì. Guardiamo con particolare attenzione il DAX che si muove perfettamente all'interno delle Bollinger Bands e usa la MM a 50 giorni come supporto - sembra troppo bello per essere vero. Continua a disturbarci il comportamento del Bund - ieri sera il future ha toccato un nuovo massimo storico (!) a 167.43 - ha chiuso a 167.07 (+0.04%). Perché DAX e Bund salgono assieme? Se l'economia tedesca ricomincia a crescere é giusto che il DAX guadagni terreno - i tassi d'interesse dovrebbero però salire (ed il Bund scendere) o per lo meno ristagnare. Il mercato manda segnali contraddittori. Normalmente il mercato delle obbligazioni é più efficiente e meno emotivo del mercato azionario. L'ipotesi ovviamente é che a breve é il DAX ad andare nella direzione sbagliata.

Wall Street é stata nuovamente sballottata dai Tweets di Donald Trump riguardanti la guerra commerciale. Talvolta é frustrante fare delle analisi tecniche di ore che vengono poi sconfessate da dei cinguetii di 140 caratteri in grado di muovere gli indici di 1% in una o nell'altra direzione in poche ore. Questo non cambia il trend ma scombina i risultati dell'analisi tecnica - diventa più difficile interpretare il mercato in maniera corretta quando c'é parecchia volatilità provocata unicamente dalle emozioni. E ieri le emozioni hanno spinto i piccoli investitori a comperare i buoni e vecchi FANG (Facebook +3.07%, Amazon +1.69%, Netflix +2.71% e Google +4.08%) con un contorno di Apple (+1.20%). Non sembra un movimento sostenibile - ma andiamo con ordine.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2815 punti. Fino alle 16.00 é risalito a 2825 punti e poi ha accelerato al rialzo e per le 18.00 ha raggiunto i 2954 punti. Nella seconda parte delle giornata non é più successo nulla. L'S&P500 ha toccato un massimo a 2858 punti ed é ricaduto a 2850.96 punti (+0.58%). Ancora una volta ci sono state vendite sul finale. L'S&P500 non ha superato i 2862 punti. L'A/D a 327 su 173 é poco convincente. Ovviamente la tecnologia (Nasdaq100 +1.37% a 7503 punti) ha trascinato il mercato mentre le PMI (RUT +0.34%) hanno frenato.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4711 su 2520, NH/NL a 315 su 753 e volume relativo a 0.9. I modesti volumi sostengono l'ipotesi che si tratti ancora unicamente di un rimbalzo tecnico. La volatilità VIX é scesa a 16.44 punti (-1.62) mentre la CBOE Equity put/call ratio era ancora alta a 0.77.
Sinceramente sono un pò scombussolato - ieri mi aspettavo la fine della correzione con un test del minimo a 2805 punti, una seduta negativa e un'impennata della VIX. La discesa dell'S&P500 fino a 2815 punti potrebbe rappresentare l'atteso test che é stato interrotto dalla notizia riguardante i dazi americani sulle importazioni di auto. L'interruzione ha provocato il salto ed eliminazione di questa fase oppure ha solamente rimandato il tuffo finale di uno o due giorni?  Non lo so. L'impressione é però che tra martedì e mercoledì le borse siano unicamente rimbalzate.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei perde il -0.66%, Shanghai sta guadagnando il +0.3%. Il future sull'S&P500 scivola a 2845 punti (-9 punti). L'Eurostoxx50 vale 3370 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.5%. Negli scorsi giorni sono stati pubblicati numerosi dati economici interessanti e significativi - nessuno sembra però interessarsi ai fondamentali. Le borse sono in balia della politica e delle emozioni. Anche l'esito della seduta odierna é incerto.

Commento del 15 maggio

Sembra solo un rimbalzo tecnico - in questo caso ci deve ancora essere un test del minimo prima di un sostenibile rialzo

Ieri le borse hanno avuto una seduta di rialzo e gli indici azionari hanno recuperato parte del terreno perso. Questa é la notizia positiva. Quella negativa é che questo sembra solo un rimbalzo tecnico con modesti volumi di titoli trattati. Se in effetti di rimbalzo si tratta, ci deve ancora essere tra oggi e domani un tuffo a testare i minimi mensili di lunedì prima che possa iniziare una sostenibile fase di rialzo. Questa é la teoria - in pratica il movimento potrebbe essere più complicato. L'S&P500 (+0.80% a 2834.41 punti) potrebbe anche rimbalzare tre giorni fino ai 2862 punti (MM a 50 giorni) e ricadere solo verso la fine di questa settimana. L'analisi tecnica fornisce delle indicazioni di massima ma non genera delle previsioni perfette. Le notizie che a breve muoveranno il mercato sono imprevedibii e delle differenze di alcuni giorni o di alcune decine di punti rispetto alle previsioni di massimo sono sempre possibili. Un test del minimo può provocare un minimo ascendente (sopra i 2801 punti per intenderci) o un minimo discendente con una falsa rottura al ribasso. La presenza di panico necessita normalmente il raggiungimento di un minimo discendente. Tutte queste sono regole che i nostri lettori abituali dovrebbero aver capito da tempo senza che bisogna descrivere ogni volta nel dettaglio le varie varianti. Per completare il quadro é anche possibile che quello di ieri non sia un semplice rimbalzo ma effettivamente l'inizio dell'attesa fase di rialzo. In questo caso l'S&P500 salirà per più di tre giorni e supererà i 2862 punti.

Ieri le borse europee hanno aperto in positivo grazie ai segnali di ripresa provenienti dalla borse asiatiche e dai futures americani. Dopo il crollo di venerdì era ovvio che le borse, in mancanza di ulteriori notizie negative, provassero a reagire. Tra le 09.40 e le 16.20 i mercati si sono fermati e gli indici sono ondeggiati in laterale. Solo nell'ultima ora di contrattazioni il rialzo é continuato visto che la seduta a New York stava andando bene. Gli indici azionari europei hanno chiuso sul massimo giornaliero con guadagni che vanno dal modesto (SMI +0.44% a 9404 punti) al moderato (DAX +0.97% a 11991 punti) fino al consistente (Eurostoxx50 +1.31% a 3364 punti e FTSE MIB +1.45% a 20892 punti). Rispetto a venerdì i volumi erano in calo e in linea di massima si é trattato di una seduta in trading range. Non abbiamo osservato i soliti segnali che normalmente accompagnano la fine di una crisi e l'inizio di un rialzo. L'indice delle banche SX7E (+1.12% a 93.16 punti) non ha sovraperformato, Il future sul Bund (+0.01% a 166.56 punti) non é sceso e il CHF (EUR/CHF a 1.1307) non si é indebolito. Secondo noi questo é solo un rimbalzo tecnico.

Anche la seduta a Wall Street é stata positiva ma non convincente. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 2825 punti. È brevemente caduto a 2820 punti e poi il grafico ha l'aspetto di una parabola. L'indice é salito perdento lentamente velocità fino al culmine a 2852 punti ed é sceso con una accelerazione sul finale a 2834.41 punti (+0.80%). La chiusura é al centro del range giornaliero. La candela sul grafico é rimasta fuori dalle BB. L'indice ha recuperato 22 punti dei 70 persi giovedì. Tutti i settori hanno partecipato al rimbalzo - il Nasdaq100 é risalito del +1.06% a 7401 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5438 su 1808, NH/NL a 292 su 661 e volume relativo 0.95. La volatilità VIX é scesa a 18.06 punti (-2.49) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.70. I Summation Index continuano a scendere.

Stamattina anche le borse asiatiche rimbalzano. Il Nikkei guadagna il +0.51%, Shanghai sta salendo del +2%. Il future sull'S&P500 é a 2845 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3369 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.2%/+0.3%). Crediamo che nel corso della giornata riappariranno i venditori. Forse però oggi avremo unicamente una seduta di pausa...

Commento del 14 maggio

C'é abbastanza pessimismo per un solido minimo ?

Il conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina si sta intensificando e le borse sono state travolte da un'altra ondata di vendite. Ci aspettavamo un'inizio di settimana negativo ma non subito un netto e deciso nuovo minimo mensile degli indici azionari europei ed americani.
Le borse europee hanno perso terreno ma hanno limitato i danni. L'Eurostoxx50 ha ceduto il -1.20% a 3320 punti e si avvicina all'obiettivo teorico finale della correzione a 3300 punti. Sappiamo però che le borse europee seguono l'America. A Wall Street la situazione si sta facendo più complessa poiché ieri il ribasso ha avuto un'accelerazione (S&P500 -2.41% a 2811.87 punti) che ha provocato parecchi danni tecnici. Pur non abbandonando lo scenario della correzione minore siamo inquieti - vediamo perché. Per terminare una correzione normale basta dell'ipervenduto e un pò di panico. Ieri abbiamo però osservato un netto aumento della pressione di vendita e un comportamento del mercato che talvolta caratterizza l'inizio di un ribasso. L'S&P500 é caduto fino ad un nuovo minimo mensile a 2801 punti - é sceso molto più in basso di quanto avevamo stimato in caso di correzione minore. Il momentum é in aumento. La candela di ieri sul grafico é completamente al di fuori delle Bollinger Bands (limite inferiore a 2846 punti) e l'indice sul finale ha solo effettuato un debole rimbalzo dalla zona di supporto sui 2800 punti. Gli indici americani non sono ancora ipervenduti (RSI sull'S&P500 a 32.68 punti) e in teoria a breve potrebbero ancora scendere più in basso. La questione principale riguarda però il sentiment. Ieri abbiamo notato parecchio pessimismo ma non ci sembra di aver visto abbastanza panico per un solido minimo. La volatilità VIX é balzata a 20.55 punti (+4.51) - settimana scorsa aveva però toccato un massimo a 23.38 punti. La VIX sembra ora voler ripartire al rialzo dopo un breve ritracciamento e consolidamento. La CBOE Equity put/call ratio é a 0.79. È alta ma ci piacerebbe vederla alcuni giorni sopra gli 0.80 per segnalare una eccessiva e malsana speculazione al ribasso. Il Fear&Greed Index é sceso "solo" a 32 punti. Solo i piccoli investitori stanno perdendo i nervi - ieri abbiamo notato vendite disordinate sui titoli maggiormente seguiti e detenuti dal pubblico tipo Apple (-5.81%). Insomma - la seduta di ieri é stata pessima ma questo é anche logico considerando le notizie provenenti dal fronte della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. La reazione potrebbe essere stata esagerata e costituire un episodio isolato. Gli oscillatori dovrebbero ancora toccare un minimo intorno a mercoledì e poi risalire. Ieri però abbiamo visto un deterioramento su molti fronti compresi tassi d'interesse (calo del reddito dell'US Treasury Bonds a 10 anni a 2.40% (-0.07%) e inversione della curva dei redditi) e beni rifugio ( rialzo di oro e CHF) - questo non ci piace - attendiamo oggi il mercato ad un esame di riparazione.

Torniamo un attimo in Europa per vedere come gli indici sono posizionati rispetto agli obiettivi.
L'Eurostoxx50 (-1.20% a 3320 punti) ha un obiettivo massimo a 3300 punti. Ieri ha toccato un minimo a 3311 punti - noi per il portafoglio abbiamo un limite d'acquisto a 3310 punti. La RSI giornaliera é a 30.35 punti. L'indice é lentamente in ipervenduto. La correzione in teoria é praticamente finita. Anche l'indice delle banche europee (SX7E -1.81% a 92.13 punti) sta scendendo come previsto. Quando alcuni giorni fà avevamo definito l'obiettivo a 91.50 punti questo sembrava troppo lontano. Ora é a portata di mano.
Il DAX (-1.52% a 11876 punti) sta scendendo verso l'obiettivo finale a 11800 punti - l'indice si avvicina alla MM a 50 giorni (11849 punti) ed al bordo inferiore delle Bollinger Bands. Per il portafoglio abbiamo un limite d'acquisto a 11820 punti.
Per il FTSE MIB (-1.35% a 20593 punti) avevamo individuato un obiettivo a 20500 punti - ci siamo quasi. In generale stiamo aprendo posizioni long per il portafoglio poiché crediamo che dopo questa correzione ci sarà almeno un rialzo di corto termine se non un rialzo più consistente che possa permettere un nuovo massimo storico dell'S&P500. Non comperiamo però in Italia poiché temiamo che dopo le elezioni europee il Paese venga travolto da un attacco speculativo - teniamo d'occhio lo spread che sta lievitando.
L'SMI (-1.16% a 9363 punti) si avvicina alla zona 9250-9300 punti dove secondo noi al più tardi doveva fermare la sua caduta. La correzione é praticamente finita. Il problema é che il momentum é forte - prima di cambiare direzione l'SMI dovrà rallentare, fermarsi e fare base - il processo potrebbe durare qualche giorno.

Ed ora passiamo a Wall Street per analizzare alcuni dettagli tecnici di questa giornata.
L'S&P500 ha aperto in forte calo a 2830 punti. Dopo un breve rimbalzo a 2836 punti sono riapparsi i venditori e l'S&P500 é sceso in maniera piuttosto costante e regolare fino alle 19.20 quando ha toccato il minimo giornaliero a 2801 punti. Poi é rimbalzato fino a 2823 punti ma non ha saputo difendere questo recupero. L'S&P500 é stato nuovamente schiacciato fino ai 2805 punti e solo sul finale é risalito a 2811.87 punti (-2.41%). Le vendite hanno travolto tutti i settori (Nasdaq100 -3.46% a 7324 punti, DJT -2.80%, RUT -3.18%). Si sono salvate solo le utilities / società di pubblica utilità (+1.18%) che come sappiamo si muovono con i tassi d'interesse. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1201 su 6153, NH/NL a 197 su 1645 (!) e volume relativo a 1.05. Il forte aumento dei nuovi minimi a 30 giorni ha fatto sparire la divergenza positiva che caratterizzava fino a venerdì la correzione.
Ieri c'é stato a breve un eccesso di ribasso come mostrano la candela fuori dal bordo inferiore delle BB e l'alto numero di titoli in calo (Declines). Adesso ci deve essere un rimbalzo tecnico seguito da un test del minimo. Questa fase ci dirà se effettivamente la borsa americana sta unicamente completando una correzione o se il problema é più grave. In termini relativi la correzione é stata veramente modesta. Dal minimo del 26 dicembre a 2346 punti l'S&P500 é salito fino al 1. maggio su un massimo storico a 2954 punti. Ora é sceso a 2811 punti. Dopo un rally di 608 punti ne perde 143 - poco...

Stamattina assistiamo ad un fragile recupero. Le borse asiatiche hanno limitato le perdite (Nikkei -0.59%, Shanghai -0.30%). Il future sull'S&P500 alle 06.30 era a 2821 punti - alle 08.30 é tornato a 2818 punti (+11 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3334 punti. Le borse europee apriranno con guadagni indicatvi del +0.4%. I minimi di ieri dovrebbero essere ritestati. Per il resto sarà il flusso delle notizie provenienti da Washington e Pechino a determinare le oscillazioni degli indici. In linea di massimo ci aspettiamo oggi una seduta moderatamente positiva.

Aggiornamento del 13 maggio

La settimana inizia male...

Americani e cinesi continuano a litigare. Le accuse reciproche si sommano - i rimproveri si fanno duri - le dichiarazioni assumono toni aggressivi. Gli investitori pensavano che un accordo commerciale fosse imminente - oro invece sono confrontati con un inasprimento del conflitto che dilaziona ulteriormente una possibile soluzione. La conseguenza é che stamattina le borse ricominciano a scendere. Il future sull'S&P500 sta perdendo il -1.1% - cade a 2856 punti (-31 punti). Il Nikkei é in calo del -0.87% - Shanghai perde il -1.1%.
Nell'analisi del fine settimana avevamo previsto una fase di debolezza nella prima metà di questa settimana. Questo era quello che suggerivano gli oscillatori che puntano su un minimo intorno a mercoledì. Quando abbiamo scritto il commento ci siamo attenuti all'analisi tecnica. Non sapevamo perché le borse dovevano ridiscendere dopo il rally di venerdì sera a Wall Street. Talvolta siamo noi stessi sorpresi dei buoni risultati che si ottengono con l'analisi tecnica quando si tratta di fare previsioni a corto termine. Vediamo se anche il resto della settimana si sviluppa come previsto. Restiamo dell'opinione che le borse stiano solo correggendo. Il minimo a 2825 punti di S&P500 ha buone probabilità di essere il minimo definitivo della correzione - se avviene una rottura, questa sarà marginale e costituirà una buona occasione d'acquisto per aprire una posizione long a corto termine.
In seguito le borse ricominceranno a salire. I 3000 punti di S&P500 restano nel mirino degli investitori e costituiscon un buon obiettivo grafico a medio termine. Esiste però la possibilità che la borsa americana stia cominciando a distribuire. In questo caso la gamba di rialzo che inizierà verso la metà di questa settimana sarà anemica e contraddistinta da scarsa partecipazione. Bisognarà allora cominciare a fare attenzione. L'aspetto stagionale é sfavorevole e normalmente il periodo tra maggio e metà ottobre é negativo - specialmente quando nei primi quattro mesi dell'anno si é esagerato al rialzo.

L'Eurostoxx50 ha chiuso venerdì la seduta ufficiale a 3361 punti (+0.31%). Alle 22.00 valeva 3398 punti. Stamattina ritorna al punto di partenza  - alle 08.00 vale 3363 punti. Le borse europee apriranno praticamente invariate. I minimi di settimana scorsa non sono però lontani - giovedì l'Eurostoxx50 era sceso fino a 3346 punti. Vi ricordiamo che l'Eurostoxx50 durante questa correzione può scendere fino a 3100 punti - il DAX (12059 punti) può cadere fino a 11800 punti. Questi sono i punti di riferimento se nelle prossime sedute intendete comperare.

Commento dell'11-12 maggio

C'é lo zampino degli algoritmi che osservano le MM a 50 giorni

La delegazione cinese che si é recata giovedì a Washington per trattare con gli americani é tornata a casa venerdì senza risultati concreti. Le posizioni sono ancora lontane. Come risposta Donald Trump ha imposto un aumento dei dazi doganali sulle merci importate dalla Cina e ha esteso le tasse punitive su praticamente tutte le importazioni. I cinesi hanno minacciato ritorsioni. Le trattative tra Stati Uniti e Cina per un accordo commerciale sono ad un punto morto. La borsa reagisce con un rally - dal minimo giornaliero a 2825 punti l'S&P500 risale a 2891 punti e chiude a 2881 punti (+0.37%) con un guadagno di 10 punti. Chi si aspettava un crollo dopo il fallimento delle trattative é rimasto deluso ed attonito. Chi ha seguito l'analisi tecnica rimane forse colpito dalla rabbiosa reazione dei rialzisti ma non di certo dal risultato finale. La notizia era nell'aria ed i troppi speculatori al ribasso sono stati costretti a coprire le posizioni short. Le vendite si sono rapidamente prosciugate, qualcuno ha timidamente fatto degli acquisti ed il short covering ha fatto il resto. Molto probabilmente c'é di mezzo lo zampino degli algoritmi visto che per il secondo giorno consecutivo S&P500 e Nasdaq100 (+0.05% a 7586 punti) si salvano sopra le MM a 50 giorni - guarda caso su questi indici si trattano i contratti futures più liquidi e con i maggiori volumi.
Infine non bisogna dimenticare una questione di fondo. Chi paga alla fine questi dazi ? Forse alcune imprese americane che importano merci dalla Cina assorbiranno parte della differenza di prezzo e ridurranno i margini di guadagno. La maggior parte dei costi verranno però ribaltati sui consumatori americani che dovranno pagare di più per i prodotti cinesi. Le conseguenze sulle imprese americane quotate in borsa saranno modeste - ci sarà anche chi potrà approfittare di questa distorsione della concorrenza visto che i più cari prodotti cinesi potrebbero essere sostituiti da prodotti americani.
L'importante a questo punto é non lasciarsi prendere dalle emozioni e ricordarsi che le borse stanno unicamente correggendo dopo una lunga ed eccessiva fase di rialzo. La correzione potrebbe già essere finita. Secondo gli oscillatori l'ipervenduto verrà toccato a metà di settimana prossima. Questo significa che all'inizio di settimana prossima ci sarà ancora una fase di debolezza. Non é però necessario che i minimi di settimana scorsa vengano superati al ribasso. Cosa succederà dopo é ancora poco chiaro poiché una settimana fà mancava la forza d'acquisto per salire più in alto. Tecnicamente sembra che l'S&P500 debba bloccarsi tra i 2850 ed i 2950 ancora per un pò di tempo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -4.04% a 3361 punti
DAX                         -2.84% a 12059 punti
SMI                          -2.76% a 9472 punti
FTSE MIB                  -4.08% a 20874 punti
S&P500                    -2.18% a 2881.40 punti
Nasdaq100               -3.30% a 7586 punti

Venerdì le borse europee hanno svolto una seduta in trading range che si é conclusa con moderati guadagni malgrado il tuffo della borsa americana nella prima ora di contrattazioni. Ci é sembrato poter leggere nei pensieri dei traders. Giovedì sera, impressionati da quanto stava succedendo a New York, avevano venduto e gli indici azionari europei erano crollati sui minimi giornalieri e settimanali. I shortisti avevano però sbagliato visto che poi la borsa americana ha recuperato e ieri mattina le borse europee hanno aperto con guadagni di circa il +0.8%. Venerdì i traders hanno pensato di non fare lo stesso errore: mentre l'S&P500 cadeva a 2825 punti e restava poco sopra questo livello fino alle 18.00, Eurostoxx50 (+0.31% a 3361 punti) e colleghi sono scivolati verso il basso ma hanno evitato la svendita finale. È stata una scelta giusta - l'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3398 punti.
Tutti gli indici europei hanno chiuso in guadagno (DAX +0.72% a 12059 punti, FTSE MIB +0.28% a 20874 punti e SMI +0.45% a 9472 punti) e hanno svolto una seduta in trading range. I minimi settimanale e minimi finora della correzione sono stati toccati giovedì sera. Tecnicamente non abbiamo niente di nuovo da dire. La correzione é in corso da 5 sedute ed é già praticamente terminata. Come spiegato giovedì sera e nel commento tecnico di venerdì mattina a seconda degli indici esiste ancora un modesto potenziale di ribasso. La correzione é però vicina alla fine e non é detto che all'inizio di settimana prossima le borse europee sfrutteranno questo potenziale toccando nuovi minimi mensili. Gli obiettivi indicati nei vari commenti sono obiettivi massimi.
Pensiamo che in seguito fino alle elezioni europee del 23-26 maggio le borse si limiteranno ad oscillare in laterale nel range di settimana scorsa - concretamente ci aspettiamo nelle prossime due settimane un movimento dell'Eurostoxx50 tra i 3350 ed i 3480/3500 punti.

Giovedì a Wall Street c'era stato un buon rimbalzo dal minimo a 2836 punti ma la seduta aveva avuto un esito finale negativo. Venerdì si può quasi parlare di key reversal day se non fosse che il guadagno finale é modesto (S&P500 +0.37% a 2881.40 punti, +10.6 punti) ed i volumi sono rimasti nella media. L'S&P500 é però risalito di 66 punti (+2.3%) dal minimo a 2825 punti e questa é una reazione importante e significativa. D'altra parte gli indici hanno toccato dei nuovi minimi mensili e questo teoricamente lascia la strada verso il basso aperta.
L'S&P500 ha aperto debole a 2859 punti. C'é stato un rimbalzo iniziale a 2865 ma poi sono riapparse massicce le vendite e alle 16.40 l'indice era caduto a 2825 punti. Fino alle 18.00 l'S&P500 é rimasto di poco sopra questo livello. Dopo questo consolidamento il mercato é partito con decisione nella direzione opposta. C'é stata una breve pausa a 2870 punti con un ritracciamento a 2862 punti. Il rialzo é in seguito continuato fino al massimo giornaliero a 2891 punti. Sul finale l'indice é ridisceso a 2881 punti. Anche una volta i traders hanno evidentemente giocato con la MM a 50 giorni (2862 punti) e con il bordo inferiore delle BB (2869 punti).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4559 su 2652, NH/NL a 371 su 869 e volume relativo a 1.0. Avete notato qualcosa a livello di partecipazione? Giovedì i nuovi minimi erano stati 1214 - venerdì sono scesi a 869 malgrado che gli indici siano scesi decisamente più in basso. Pochi titoli hanno provocato questo tuffo - la maggior parte del listino é già in recupero. La volatilità VIX é crollata (!) a 16.04 punti (-3.06) - i rialzisti si sono ritirati - vi ricordiamo che VIX e S&P500 sono inversamente correlati. La CBOE Equity put/call ratio é stata alta a 0.8.
Praticamente tutti i settori si sono risollevati dai minimi. Non su tutti gli indici però il recupero é stato completo e convincente (Nasdaq100 +0.05%, Russell2000 +0.19%, DJT -0.24%). All'inizio di settimana prossima ci possono ancora essere delle sedute negative. Sicuramente però non siamo all'inizio di un ribasso - d'altra parte non conviene comperare poiché prima che il rialzo possa riprendere ci deve essere un breve periodo di consolidamento e il potenziale di rialzo sembra modesto. Solo i traders possono divertirsi a speculare long.

Bisogna continuare a tenere d'occhio i tassi d'interesse e i cambi. Fino a quando su questo fronte non ci sono movimenti significativi é poco probabile che le borse possano crollare. Il cambio EUR/USD é risalito a 1.1235 - é uno sviluppo costruttivo che sconfessa i detrattori dell'EUR che si aspettavano a breve una caduta del cambio sulla parità. il cambio deve però superare la MM a 50 giorni (1.1252) e la resistenza a 1.13 per poter far passare la tendenza di fondo al rialzo.
Il reddito dell'USD Treasury Bonds decennale é ridisceso a 2.47%. Il Bund tedesco decennale rende il -0.049%. Fino a quando gli investitori resteranno convinti che le Banche Centrali sostengono le borse con liquidità illimitata e a basso prezzo é poco probabile che siano disposti a voltare le spalle alle azioni.
Diamo ancora uno sguardo ai beni rifugio - la stabilità di oro e CHF ci dicono che non ci sono gravi crisi all'orizzonte.

Commento del 10 maggio

Agli europei cedono i nervi - la borsa americana rispecchia correttamente la situazione tecnica

Stati Uniti e Cina si stanno minacciando a vicenda e l'accordo commerciale tra i due Paesi appare essere sempre più lontano e difficile. Ieri le borse europee sono state travolte da un'ondata di vendite. Gli indici azionari europei hanno chiuso sul minimo giornaliero con evidenti segni di panico - il calo dovrebbe in teoria avere una continuazione ma per esserne sicuri bisogna seguire come si comporta l'America. La correzione era tecnicamente dovuta ma la sua durata ed intensità dipende da aspetti emotivi legati al conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina. L'analisi tecnica non può prevederne lo sviluppo nel dettaglio - le giravolte di Donald Trump sono talvolta irrazionali e non vengono rispecchiate dal comportamento della massa degli investitori che viene rilevato dagli indicatori tecnici.
L'Eurostoxx50 (-1.95% a 3350 punti) ha subito una pesante perdita di 67 punti e ha abbandonato decisamente il settore intorno ai 3400 punti. Contemporanemente il DAX (-1.69% a 11973 punti) é caduto di 206 punti e si é avvicinato all'obiettivo massimo della correzione a 11800 punti. Considerando l'obiettivo del DAX ed il potenziale di ribasso del settore bancario era possibile che l'Eurostoxx50 non si fermasse a 3400 punti ma dovesse correggere di più prima di fermarsi. La rottura del supporto intermedio a 3400 punti e della MM a 50 giorni aprono la strada fino ai 3300 punti. Al più tardi su questo livello l'Eurostoxx50 sarà ipervenduto e la correzione finirà. L'indice delle banche SX7E é crollato del -2.76%  a 93.72 punti. Mercoledì avevamo fissato un obiettivo teorico a 91.50 punti indicando il problema della netta differenza di obiettivo con l'Eurostoxx50. La seduta di ieri ho offerto una soluzione al dilemma. Era l'obiettivo dell'Eurostoxx50 ad essere troppo in alto.
Il FTSE MIB (-1.82% a 20817 punti) ha perso 386 punti ed é caduto in ipervenduto (RSI a 30.05 punti). Graficamente é difficile individuare un obiettivo visto che lo stacco dei dividenti falsa l'ampiezza dei movimenti. Considerando la situazione delle varie borse pensiamo che la correzione del FTSE MIB debba finire al più tardi a 20500 punti.
L'SMI (-1.99% a 9430 punti) é franato di 191 punti - questa volta neanche le azioni difensive l'hanno salvato. Spesso quando viene venduto tutto si é vicini al fondo. L'SMI ha superato al ribasso l'obiettivo a 9500 punti. Malgrado la lunga candela rossa sul grafico e la rottura sotto la MM a 50 giorni restiamo costruttivi. La correzione potrebbe continuare ma si tratta solo di una correzione. Teniamo ora d'occhio il settore tra i 9250 ed i 9300 punti - al più tardi su questo livello l'SMI sarà ipervenduto e dovrebbe fermare la sua caduta.
Gli europei hanno visto l'S&P500 cadere sotto i 2950 punti e hanno perso i nervi - le pesanti perdite sono una logica conseguenza emotiva ma non rispecchiano la realtà di un mercato che sta solo correggendo. Vediamo cosa é successo a Wall Street.

Per inciso la crisi tra America e Cina ha un risvolto positivo. Il cambio EUR/USD sale finalmente a 1.1230. La nostra fiducia nell'EUR viene ripagata. Noi avevamo previsto un recupero a maggio fino a 1.13. La tendenza é però ancora al ribasso. Per cambiarla il cambio deve stabilmente risalire sopra la MM a 50 giorni - é a 1.1252.

La seduta a Wall Street é stata emozionante, eccitante, volatile e molto interessante sotto il profilo dell'analisi tecnica. L'S&P500 ha raggiunto e superato al ribasso il nostro obiettivo massimo per la correzione a 2850 punti. L'indice alle 17.30 é crollato fino a 2936 punti. In quel momento pensavamo di aver sbagliato tutto e che la borsa americana stesse precipitando. Invece si é trattato della classica falsa rottura al ribasso. Le vendite si sono prosciugate - i compratori sono tornati prepotentemente in azione. Il mercato si é ripreso in maniera spettacolare e le perdite a fine giornata sono risultate insignificanti (S&P500 -0.30% a 2870.72 punti). Non é stato un key reversal day. Le probabilità che la correzione sia terminata sono però alte.
L'S&P500 ha aperto in gap down a 2856 punti. L'indice ha continuato a scendere, ha bucato il supporto a 2850 punti ed é caduto fino a 2836 punti di minimo in concomitanza con la chiusura in Europa. Poi il mercato é risorto. La reazione é stata potente e rabbiosa. Alle 18.40 l'S&P500 era nuovamente a 2973 punti. Poi il mercato é stato sballottato violentemente ma per saldo non si é più mosso di molto. L'S&P500 ha toccato un massimo a 2876 punti, é ridisceso a 2860 punti ed ha chiuso a 2870.72 punti con una perdita di soli 9 punti. Ricordiamo che la MM a 50 giorni scorre a 2860 punti mentre il bordo inferiore delle BB é a 2870 punti!
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2628 su 4581, NH/NL a 282 su 1214 e volume relativo a 1.05. Il forte aumento dei nuovi minimi (NL) preoccupa ma poteva andare molto peggio considerando dove sono caduti gli indici - vediamo come si sviluppano oggi i dati. La volatilità VIX é scesa (!) a 19.10 punti (-0.30) dopo aver toccato un massimo, che sembra esaurimento, a 23.38 punti. Qui il reversal é evidente. La CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.70.
Le perdite sono state simili e distribuite in maniera uniforme su tutti gli indici (Nasdaq100 -0.46% a 7582 punti, DJT -0.10%, RUT -0.31%).
Secondo noi la correzione é terminata. Non bisogna però correre subito a comperare. È possibile che ci siano ancora delle fasi di debolezza. Il mercato deve fare base e forse i minimi devono essere ritestati prima che gli indici possano recuperare sostenibilmente terreno. Per il resto chiedete a Trump cosa intende fare...

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 2867 punti (-5 punti). Non é male - alle 06.30 il future era a 2856 punti - ora sta risalendo. Il Nikkei ha perso il -0.23%. Shanghai invece guadagna il +3%. In mezzo a questi segnali misti l'Eurostoxx50 decide di aprire a 3377 punti. Le borse europee saliranno in apertura del +0.8%. Non osiamo fare previsioni per la giornata. Possiamo solo consigliare di andare long nel caso di un test dei minimi di ieri.

Commento del 9 maggio

Un mercato che passa in pochi giorni da previsioni di meltup a quelle di correzione del 10% spesso non si muove

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta positiva. Sono scese la mattina e sul mezzogiorno hanno toccato il minimo giornaliero che in alcuni casi é anche stato un nuovo minimo per questa correzione (Eurostoxx50 a 3389 punti). Nel pomeriggio hanno però recuperato e hanno chiuso vicino al massimo giornaliero e con un moderato guadagno (Eurostoxx50 +0.47% a 3417 punti). Questo comportamento é costruttivo. Non é un mercato dominato dai ribassisti ma un mercato che sta semplicemente correggendo. La seduta in America é stata invece leggermente negativa (S&P500 -0.16% a 2879.42 punti). Durante la giornata gli indici azionari americani sono stati volatili e hanno cambiato più volte direzione come se fossero alla ricerca di una tendenza. La decisione é caduta nell'ultima mezz'ora di contrattazioni con un'ondata di vendite ed una caduta degli indici in negativo. Siamo sorpresi dai toni usati da analisti, operatori e commentori. Verso la fine di aprile il termine più usato era meltup. Con questo si definisce un'accelerazione esponenziale di tipo esaustivo. Molti si aspettavano un'accelerazione al rialzo e un rapido raggiungimento dei 3000 punti di S&P500. L'ottimismo imperava. Negli ultimi giorni invece si moltiplicano le previsioni di correzione. Secondo molti ora ci deve essere un calo di almeno un -10% a compensare un rialzo da inizio anno che é stato troppo veloce ed eccessivo. In questi casi spesso la verità sta nel mezzo come suggeriscono gli indicatori tecnici. La pressione di vendita é modesta - ci sono parecchi settori solidi che sostengono il mercato - mancano però settori forti e sovraperformanti in grado di far salire il mercato decisamente più in alto. L'impressione é quindi che sarà difficile fare uscire l'S&P500 dal range 2850-2950 punti. A breve l'S&P500 dovrebbe oscillare in laterale.  
Stamattina non abbiamo niente da aggiungere ai commenti serali sui vari indici europei. La seduta é stata positiva ma vi abbiamo avvisato che non stava riprendendo il rialzo - la fase di correzione non é conclusa. Abbiamo scritto: "Crediamo che a breve ci debba ancora essere una fase di debolezza." Questo significa che i minimi di ieri devono essere ritestati e ci deve essere una fase di formazione di base prima che le borse possano ricominciare a salire. La ripresa del rialzo a medio termine é per ora lo scenario tecnico più probabile ma avrà bisogno del sostegno dei fondamentali per verificarsi. Prima delle elezioni del Parlamento europeo del 23-26 maggio é poco probabile che le borse possano uscire da questa fase di impasse.  

A New York c'é stata una seduta volatile con numerosi cambiamenti di direzione. Alla fine gli indici hanno chiuso in negativo. Le perdite sono state però modeste - gli indici hanno chiuso vicino ai livelli d'apertura e lontani dai minimi giornalieri. Insomma - una seduta che contraddistingue una fase di indecisione.
L'S&P500 ha aperto a 2880 punti e subito é caduto sul minimo a 2873 punti. Poi a scatti é risalito alle 17.00 fino al massimo a 2897 punti. Da qui i movimenti sono diventati disordinati e irregolari. Alle 21.30 l'indice é ritornato a 2898 punti ma poi un'ondata di vendite l'ha fatto ricadere a 2879.42 punti (-0.16%). Notiamo che il massimo corrisponde al vecchio supporto intermedio a 2898-2900 punti. Probabilmente qui c'é ora una resistenza intermedia. Le perdite sono state omogenee su tutto il listino (Nasdaq100 -0.30% a 7617 punti, RUT -0.46%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3945 su 4136, NH/NL a 316 su 665 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é lievitata a 19.40 punti (+0.08) - l'alto livello di volatilità ci stupisce - ancora molti investitori temono una caduta del mercato malgrado che ieri abbiamo di fatto avuto una seduta in trading range. Il nervosismo aumenta malgrado che l'S&P500 disti solo un 2.5% dal massimo storico toccato ad inizio maggio. La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.66 - nulla da segnalare.
Sul fronte dei tassi d'interesse e dei cambi regna la calma e la stabilità.

Stamattina riappare il rosso sugli schermi. Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.88%, Shanghai -1%). È ancora la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina a condizionare i mercati finanziari. Un accordo a breve sembra improbabile. Il future sull'S&P500 cade a 2873 punti (-14 punti). Le borse europee reagiscono in maniera composta. L'Eurostoxx50 vale ora 3394 punti - gli indici in apertura perderanno circa il -0.6%. Restiamo dell'opinione che per qualche giorno l'Eurostoxx50 girovagherà sui 3400 punti.

Commento dell'8 maggio

La correzione minore dovrebbe già essere finita - non é ancora chiaro cosa segue

L'ultima volta che l'S&P500 (-1.65% a 2884.05 punti) aveva avuto una seduta decisamente negativa con una perdita superiore all'1% era il 22 marzo. Ieri questo evento si é ripetuto. Dopo un lungo periodo in cui sembrava che il mercato potesse solo lievitare ieri le borse europee ed americana sono crollate. Crollate é forse un termine esagerato considerando che le minusvalenze a fine giornata non hanno superato il -2%. Non eravamo però più abituati a vedere il rosso dominare sugli schermi e quindi emozionalmente si é trattato veramente di un cambiamento importante. Con questa caduta é però possibile che l'attesa e prevista correzione minore sia già finita. L'Eurostoxx50 doveva scendere fino ai 3400 punti - l'indice ha toccato un minimo a 3396 punti e ha chiuso a 3401 punti (-1.82%). A 3402 punti scorre la media mobile (MM) a 50 giorni e su questo livello si era esaurita la spinta di rialzo di marzo. La RSI giornaliera é scesa a 38.29 punti - l'ipercomperato é sparito e sta già per essere sostituito dall'ipervenduto. È possibile che l'Eurostoxx50 a breve debba ancora scendere più in basso - l'analisi tecnica non é una scienza esatta e questo viene dimostrato dal DAX tedesco. L'indice é sceso a 12092 punti (-1.58%). Adottando gli stessi principi usati per l'Eurostoxx50 per definire l'obiettivo della correzione arriviamo alla cifra di 11800 punti. La MM a 50 giorni é a 11808 punti e qui si era esaurita la spinta di rialzo di marzo. La RSI del DAX é scesa solo a 51.72 punti, il bordo inferiore delle Bollinger Bands é a 11817 punti. Sul DAX sembra esserci ancora un potenziale di ribasso di un -2% prima che la correzione possa finire. È impossibile fare una stima precisa. Crediamo però che non ci sia bisogno di correre a vendere - a breve le borse dovrebbero stabilizzarsi.
L'SMI svizzero ha mostrato forza relativa perdendo solo il -0.83% a 9577 punti. Formalmente ha svolto una seduta in trading range. Come spesso succede in queste situazioni di panico l'SMI si é salvato grazie al forte peso di titoli difensivi nell'indice - ci riferiamo ovviamente a farmaceutica ed alimentare che costituiscono circa il 60% dell'SMI.
Il FTSE MIB italiano (-0.89% a 21219 punti) si é comportato abbastanza bene. Le vendite si sono concentrate sui titoli bancari mentre il resto del listino é stato trascurato. Non é un caso. Quando in borsa si verificano queste ondate di vendite gli investitori istituzionali si concentrano sui futures e sui maggiori indici. In questo caso é stato l'Eurostoxx50 e le sue componenti a perdere maggiormente terreno. Anche lo speculativo settore bancario (SX7E -2.35% a 96.36 punti) ha avuto una pessima giornata.
Riassumendo non crediamo che sia iniziata una fase di ribasso. Crediamo piuttosto che si stia verificando l'attesa correzione minore e che la spinta potrebbe già essere alla fine. Usando varie tecniche compresi i possibili livelli di ritracciamento secondo Fibonacci arriviamo a risultati diversi e distanti uno dall'altro - non siamo in grado di definire obiettivi coerenti e validi contemporaneamente per tutti i nostri indici. Se una settimana fà non vedavamo potenziale di rialzo ora la pressione di vendita non sembra molto forte e il potenziale di ribasso sembra già essere esaurito - almeno a corto termine.
Non é ancora chiaro cosa deve seguire a questa correzione minore. In teoria ci aspettiamo una ripresa del rialzo con nuovi massimi annuali marginali. Potrebbe però anche seguire un lungo periodo di distribuzione o accumulazione.

Quanto succede in Europa é importante - decisivo é però il comportamento della borsa americana. Al contrario di martedì ieri a New York i ribassisti hanno dominato per gran parte della giornata e i rialzisti non sono riusciti a contrattaccare con decisione e ribaltare la situazione in loro favore. Nell'ultima mezz'ora di contrattazioni c'é stato però un netto rimbalzo dal minimo dell'S&P500 a 2862 punti e la reazione é avvenuta su livelli tecnici importanti e significativi. È quindi possibile che anche l'S&P500 (-1.65% a 2884.05 punti) abbia terminato questa correzione minore ieri sera sul minimo a 2862 punti. Noi avevamo fissato un obiettivo a 2860-2875 punti prendendo come riferimento la MM a 50 giorni a 2855 punti ed il bordo inferiore delle BB a 2876 punti. L'obiettivo é stato raggiunto.
L'S&P500 ha aperto a 2909 punti. All'inizio c'é stato un rimbalzo fino a 2913 punti di massimo. Poi però sono arrivate le vendite e l'indice é scesa ad ondate regolari fino alle 21.36 quando é stato toccato il minimo giornaliero a 2962 punti. Nell'ultima mezz'ora di contrattazioni c'é stata una rabbiosa reazione e l'indice é risalito a 2984.05 punti (-1.65%). 22 punti in 24 minuti sono tanti - la chiusura di short e l'apertura di long é stata massiccia anche a livello di derivati (opzioni e VIX). Almeno a corto termine é probabile che questi 2862 punti siano un minimo significativo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1419 su 5828, NH/NL a 315 su 750 e volume relativo a 1.05. L'aumento dei nuovi minimi a 30 giorni (NL) é forte ma non massiccio considerando che nell'ultimo mese l'S&P500 é sempre restato sopra il minimo di ieri. Le vendite hanno coinvolto tutti i settori - il Nasdaq100 (tecnologia) ha perso il -1.97% a 7640 punti, il Russell2000 (RUT) é sceso del -2.02% ed il DJT ha lasciato il -2.12% sul terreno. In America abbiamo un problema simile a quello europeo - il Nasdaq100 ha un obiettivo per la correzione a 7500 punti - il minimo ieri é stato di 7572 punti. La volatilità VIX é esplosa a 19.32 punti (+3.88) con un massimo a 21.84 punti. Venerdì la VIX era a 12.87 punti. Questo forte incremento in due sedute mostra il netto cambiamento d'umore degli investitori - questa impennata della volatilità potrebbe essere sufficiente a terminare la correzione. La CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.68 - secondo questo indicatore invece l'S&P500 non ha ancora corretto abbastanza.

Riassumendo la correzione potrebbe essere finita con il raggiungimento degli obiettivi da parte dei due maggiori indici di riferimento S&P500 e Eurostoxx50. Molti investitori erano convinti che il rialzo potesse continuare all'infinito - questa convinzione é caduta e ci vorrà del tempo per riparare i danni. Crediamo che ora l'SP500 debba oscillare in laterale tra i 2850 ed i 2950 punti per settimane. L'Europa dovrebbe seguire.

Stamattina i mercati sono abbastanza tranquilli. Le borse asiatiche hanno scontato le perdite ieri sera a Wall Street (Nikkei -1.46%, Shanghai -1.2%). Il future sull'S&P500 però si é stabilizzato a 2889 punti (-1 punto) e le borse europee apriranno praticamente invariate - l'Eurostoxx50 vale ora 3398 punti. Oggi ci aspettiamo dei movimenti contenuti degli indici - i minimi di ieri potrebbero venire testati ma non superati di molto. In linea di massima prevediamo una seduta in trading range.

Commento del 7 maggio

Lunghe e consistenti candele bianche - un eroe della resistenza (Russell2000 / RUT +0.06%)

Ieri l'inasprimento del conflitto commerciale tra Cina e Stati Uniti ha provocato un tuffo delle borse. La caduta é stata pesante a Shanghai (-5.58%), moderata in Europa (Eurostoxx50 -1.13% a 3463 punti) e contenuta a New York (S&P500 -0.45% a 2932.47 punti). Sui grafici appaiono delle lunghe e consistenti candele bianche. Questo significa che gli indici hanno aperto in forte perdita e sul minimo giornaliero ma hanno recuperato nel corso della seduta e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri. Durante la giornata gli investitori hanno comperato giudicando che questo tonfo fosse un'occasione d'acquisto. Vedremo nei prossimi giorni se hanno ragione. Da questa seduta si può però trarre alcune conclusioni. Le borse hanno poca voglia di correggere - la pressione di vendita, anche in caso di notizie negative ed eventuale crisi, é modesta. È possibile e probabile che a corto termine ci sia una correzione minore con obiettivo massimo sull'S&P500 a 2850 punti. La tendenza di fondo delle borse europee e sopratutto americana é però saldamente al rialzo. Fino a quando non vedremo dei cambiamenti a livello di cambi o tassi d'interesse é poco probabile che si verifichi in borsa un'inversione di tendenza - anche ieri i tassi d'interesse sono rimasti praticamente invariati mentre il cambio EUR/USD é lievitato a 1.1210.
L'Eurostoxx50 (-1.13% a 3463 punti) ha perso 35 punti - il DAX (-1.01% a 12286 punti) ha ceduto 125 punti - l'SMI (-0.87% a 9657 punti) é sceso di 84 punti - il FTSE MIB (-1.63% a 21409 punti) ha lasciato 354 punti sul terreno. Gli indici azionari europei hanno chiuso però la sera in netto recupero e sul massimo giornaliero. Considerando la notizia negativa concernente le relazioni commerciali tra USA e Cina che ha provocato questo tonfo, le borse si sono comportate relativamente bene. Potrebbero svolgere una correzione a corto termine, come già messo a preventivo settimana scorsa, ma niente di più. La pressione di vendita é modesta. Il calo é servito ad assorbire l'ipercomperato. Nessun importante supporto é stato rotto e non é stato ancora generato nessun importante segnale di vendita. Solo i MACD forniscono con un incrocio un debole segnale di vendita al quale però non diamo molto peso poiché questa situazione negli scorsi mesi si é già verificata più volte.
In ogni caso a decidere sul destino delle borse europee saranno gli americani. Vediamo cosa é successo a New York.

Lo svolgimento della seduta a Wall Street é stato simile a quello in Europa - apertura in forte perdita e sul minimo giornaliero e chiusura in netto recupero e vicino al massimo giornaliero. La differenza é che in America la perdita finale é stata modesta e trascurabile - ci sono stati anche dei segnali di forza come la chiusura in guadagno del settore delle piccole e medie imprese (RUT +0.06%).
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2898 punti. Giovedì scorso il minimo era stato a 2900 punti - sembra che su questo livello si sia formato un supporto intermedio. Subito dopo l'apertura l'indice é salito e per le 17.30 (orario di chiusura in Europa) era tornato a 2923 punti. Fino alle 20.00 é successo poco - l'indice é scivolato a 2914 punti ed é tornato sui 2924 punti. Poi si é impennato fino al massimo giornaliero a 2937 punti. Sul finale ha ceduto fino a 2932.47 punti (-0.45%). A fine giornata é rimasta una modesta perdita di 13 punti - poco considerando le premesse. La tecnologia (Nasdaq100 -0.66% a 7794 punti) si é comportata secondo le attese (un Beta superiore ad 1 implica un movimento più ampio). Ha stupito in positivo il guadagno del Russell2000 (RUT +0.06%) che mostra forza relativa e sembra a questo punto in grado di sostenere il mercato.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2814 su 4390, NH/NL a 626 su 534 e volume relativo a 0.9 (!). La volatilità VIX é balzata a 15.44 punti (+2.57) per effetto del short covering. La CBOE Equity put/call ratio é stata normale a 0.63.
Riassumendo la caduta di ieri sembra una continuazione della correzione iniziata settimana scorsa. Il bordo inferiore delle BB é a 2876 punti - la MM a 50 giorni scorre a 2855 punti. L'S&P500 nell'ambito di una correzione minore dovrebbe scendere fino al massimo 2850 punti e poi riprendere il rialzo - é possibile che il calo si fermi già sui 2875 punti.

Stamattina le borse sono ancora sotto l'influsso delle notizie sul conflitto commerciale tra Cina e Stati Uniti. Il Nikkei ha ripreso le contrattazioni dopo la lunga pausa con una perdita del -1.55%. Shanghai rimbalza debolmente (+0.2%) dopo il crollo di ieri. Il future sull'S&P500 scende a 2916 punti (-16 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3448 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.5%. Chi oggi si aspettava un rialzo a seguito della buona reazione ieri sera a New York sarà deluso. È probabile che oggi le borse non riescano a recuperare. Vedremo se i venditori ne approfitteranno per un affondo.

Aggiornamento del 6 maggio

L'accordo commerciale tra USA e Cina si allontana - il future sull'S&P500 perde 50 punti

Durante il fine settimana Donald Trump ha annunciato di voler ulteriormente alzare i dazi sulle merci importate dalla Cina - la Cina ha da parte sua minacciato di abbandonare il tavolo delle trattative per un nuovo accordo commerciale. I due partners invece che avvicinarsi si stanno allontanando. Il future sull'S&P500 ha reagito con un tuffo di 50 punti a 2897 punti.
In un mercato ipercomperato e con investitori troppo ottimisti basta una notizia negativa per stimolare le prese di beneficio - lo scacco nelle trattative tra Stati Uniti e Cina sembra essere un evento sufficiente a scatenare finalmente una correzione. Adesso bisognerà vedere se gli investitori utilizzeranno questo vuoto d'aria per comperare e se invece spaventati cominceranno seriamente a vendere. Secondo grafico ed istogrammi esiste un supporto intermedio a 2890 punti. Probabilmente su questo livello o poco più in basso si situano gli stop loss in grado di provocare un effetto a valanga.
Insieme alla caduta dei futures sugli indici azionari si sta verificando anche un calo dei prezzi delle materie prime. Tassi d'interesse e cambi invece si muovono poco. Al momento non sembra che avremo una giornata di borsa pessima.

Abbiamo scritto l'introduzione verso le 07.00 - ora solo le 08.00, i mercati stanno scontando la notizia e si stanno assestando. Il future sull'S&P500 é a 2900 punti (-47 punti). Nell'ultima ora c'é stato un lieve recupero - un segnale positivo - non sembra che gli investitori si stiano lasciando prendere dal panico. Il Nikkei é ancora chiuso per ferie - Shanghai sta perdendo il -6%. L'Eurostoxx50 vale ora 3454 punti - le borse europee apriranno con un tuffo del -1.4% circa - non é terribile. Probabilmente stamattina ci sarà un tentennnante recupero. Poi le borse si fermeranno in attesa di vedere come decide di comportarsi Wall Street.
Gli investitori sono probabilmente innervositi e disorientati. Sarà importante seguire i commenti degli analisti e operatori. Decisive saranno però le notizie che arriveranno dalle fonti governative delle due parti coinvolte nella disputa. Vedrete che oggi Donald Trump non perderà l'occasione di tempestare i media con i suoi tweets.
Noi restiamo dell'opinione che ora dovrebbe verificarsi una correzione minore (-3%/-5%). Non crediamo che questo sia l'inizio di un ribasso.

Commento del 4-5 maggio

Per un massimo definitivo manca l'euforia o un cambiamento sostanziale nei fondamentali

Il commento odierno sarà breve. La ragione é semplice. Rispetto a settimana scorsa la situazione tecnica é praticamente invariata - probabilmente potremmo copiare il commento di domenica scorsa e adattare leggermente i numeri e nessuno se ne accorgerebbe. Normalmente sono gli eccessi e gli estremi che provocano delle reazioni sotto forma di correzioni (almeno -5%) o inversioni di tendenza. In questo momento abbiamo solo due elementi rilevanti. L'ipercomperato di corto termine e la durata ed estensione del rialzo. L'ipercomperato di corto termine (RSI giornaliera sopra i 70 punti) può essere eliminato semplicemente con un breve vuoto d'aria come si é verificato mercoledì e giovedì in America - il trend di base resta però invariato. Non abbiamo ancora dell'ipercomperato a medio termine. Sui maggiori indici le RSI settimanali si aggirano sui 62-65 punti e solo sul Nasdaq100 (69.62 punti) ci avviciniamo alla barriera dei 70 punti. Il Nasdaq100 é però un'indice volatile e forte - di conseguenza sappiamo che la RSI settimanale può salire sopra gli 80 punti prima che ci possa essere una forte reazione negativa - praticamente questo significa che l'indice può ancora salire alcune settimane e guadagnare ancora più del 10% prima che gli eccessi debbano venir compensati. Questa gamba di rialzo é iniziata a dicembre 2018 - per una gamba di rialzo di medio termine é molto lunga ed estesa - da inizio anno l'S&P500 ha guadagnato il +17.50% - l'Eurostoxx50 é salito del +16.69%. Malgrado questi forti guadagni in poco più di 4 mesi non c'é stata nessuna correzione degna di nota. Normalmente dopo un 10% di guadagno in poco tempo gli investitori sono tentati di realizzare i guadagni e vendere. Questo crea i cicli e le ondate di acquisti e vendite in borsa. Al momento questo sano sviluppo, durante il quale forze nuove vengono a rafforzare e prolungare il trend, non si verifica. Come mai? Probabilmente poiché non c'é nessun cambiamento a livello di fondamentali (crescita economica) o di politica fiscale e monetaria - su questi fronti continua ad esserci luce verde con l'apparire di tanto in tanto di una luce gialla lampeggiante ma non sufficiente a seminare il panico e stimolare le vendite. I bassi tassi d'interesse obbligano gli investitori, specialmente quelli istituzionali impegnati a seguire un mercato di riferimento ed ottenere rendite minime, a rimane investiti. Giornalmente nella nostra attività di consulenza siamo confrontati con questo dilemma. Quando un investitore vende un'azione non vuole tenere il contante ma vuole reinvestire - subito richiede un consiglio per comperare le azioni di un'altra società. Quando un'obbligazione scade é difficile convincere gli investitori a mantere l'investimento a reddito fisso - il Bund tedesco decennale in EUR rende il 0.018% - il prestito decennale della Confederazione svizzera in CHF ha un reddito negativo (!) del -0.2%. Per guadagnare qualcosa bisogna prendere dei rischi a livello di qualità del debitore. Con queste premesse basta poco per convincere gli investitori che l'unico sistema per ottenere una performance positiva sul capitale investito é il mercato azionario - la liquidità continua quindi ad affluire sulle azioni malgrado valutazioni oscenamente alte.
Fino quando non cambia qualcosa a livello di fondamentali questo rialzo può continuare. Se esiste una probabilità concreta che il quadro economico generale possa mutare ci saranno subito delle conseguenze sui tassi d'interesse di mercato e sui cambi. Fino a quando su questi fronti, come adesso, regna la calma e la stabilità é possibile che avremo ancora settimane di lento e modesto rialzo senza correzioni intermedie. In fondo i magici 3000 punti di S&P500 distano solo 55 punti - é poco meno del 2%.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.06% a 3502 punti
DAX                         +0.79% a 12412 punti
SMI                          +0.18% a 9742 punti
FTSE MIB                  +0.12% a 21743 punti
S&P500                    +0.20% a 2945.64 punti
Nasdaq100               +0.22% a 7845 punti

Vedete che nella settimana appena trascorsa le borse sono ancora salite - poco ma abbastanza per permettere all'S&P500 (+0.96% a 2945.64 punti) di toccare mercoledì un nuovo massimo storico a 2954 punti e al DAX (+0.55% a 12412 punti) di chiudere venerdì su un nuovo massimo annuale a 12435 punti. Anche l'SMI svizzero (+0.18% a 9742 punti) ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 9786 punti malgrado lo stacco di numerosi dividendi. L'Eurostoxx50 (+0.39% a 3502 punti) resta invece attaccato ai 3500 punti.

La seduta di venerdì in Europa é stata positiva - il rialzo sembra in perdita di momentum e gli indici sembrano solo salire a traino dell'America. A livello tecnico non appare però nulla che suggerisca l'imminenza di una significativa correzione. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3511 punti.

Venerdì alle 14.30 é stato pubblicato il job report americano. Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti in aprile è calato al 3,6%, ai minimi degli ultimi 49 anni: era infatti dal dicembre 1969 che non toccava un livello così basso. L'economia americana ha creato in aprile 263'000 posti di lavoro, sopra le attese degli analisti. A spingere sono state le assunzioni a tempo nel governo. Nel settore delle costruzioni sono stati creati 33000 posti di lavoro, mentre le comparto manifatturiero 4000. A deluso invece l'andamento dei salari, saliti solo dello 0,2% in aprile rispetto a marzo. Il dato è inferiore alle attese degli analisti che scommettevano su un aumento dello 0,3%. Nel complesso i dati hanno convinto gli investitori che hanno approfittao del ritracciamento di mercoledì e giovedì per comperare. L'S&P500 ha aperto a 2931 punti e si é fermato fino alla pubblicazione alle 16.00 dell'indice ISM dei responsabili degli acquisti. Il dato debole (55.5 punti) che presuppone un rallentamento economico non ha spaventato gli investitori che si sono invece rallegrati del calo dei tassi d'interesse. L'S&P500 é balzato alle 17.00 a 2940 punti - poi non é più successo molto. L'indice é lievitato fino ai 2947 punti di massimo ed é poi ondeggiato tra i 2942 ed i 2947 punti fino alla fine a 2945.64 punti (+0.96%). Tutti i settori hanno partecipato al rialzo. Spicca come al solito la tecnologia (Nasdaq100 +1.57%) ma anche trasporti (DJT +1.59%) e soprattutto PMI (RUT +1.98%) si sono comportati bene. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5938 su 1291, NH/NL a 848 su 297 (OK ma dovrebbe essere meglio) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é ricaduta a 12.87 punti (-1.55) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.52. A livello di sentiment vediamo molto ottimismo ma manca ancora l'euforia necessaria per un top. La VIX ha supporto a 12 punti - solo un p/c ratio alcuni giorni sui 0.50 o sotto segnala una pericolosa speculazione al rialzo.
Da settimane la sitazione tecnica é invariata. Esistono le premesse per una correzione ma nessuno é in grado di prevedere il suo inizio. La posizione attuale degli indicatori non sembra abbastanza estrema per provocare automaticamente, senza una ragione particolare, un'ondata di vendite. Sui grafici non appaiono configurazioni che suggeriscono la fine del rialzo. La tendenza di fondo della borsa americana resta al rialzo con il 66.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 61.90 punti.

Commento del 3 maggio

Manca pressione di vendita - correzione si - ribasso no

Ieri, il calo iniziato mercoledì nelle ultime due ore di contrattazioni a New York, é continuato. Le sedute in Europa (Eurostoxx50 -0.73% a 3489 punti) ed in America (S&P500 -0.21% a 2917.52 punti) sono state negative. Gli indici europei erano però in pari o in leggero calo fino nel tardo pomeriggio - solo la debole apertura a Wall Street ha ampliato il calo sul finale. Malgrado ciò le perdite sono state moderate o inesistenti come nel caso del DAX tedesco (+0.01% a 12345 punti). L'S&P500 é caduto fino ai 2900 punti. Poi però ha recuperato e ha chiuso decisamente sopra il minimo giornaliero con una perdita di soli 6 punti. La perdita é stata causata soprattutto dalla debolezza del settore energia (ETF Energy -1.74%). A questa debolezza si contrappongono il netto rimbalzo del settore dei trasporti (DJT +1.18%) e il buon comportamento dell'indice delle PMI (piccole e medie imprese) Russell2000 (RUT +0.40%). Il Nasdaq100 é sceso (-0.36% a 7724 punti) ma il sorvegliato speciale SOX (settore dei semiconduttori) ha guadagnato il +1.11%. Insomma é stata una seduta tra il chiaro e l'oscuro che si inserisce in maniera ideale nello scenario di una debole correzione ma che non costituisce di certo l'inizio di un ribasso. Se non che le condizioni cambiano radicalmente nelle prossime sedute - sviluppo che la momento sembra poco probabile.

L'Eurostoxx50 (-0.73% a 3489 punti) ha avuto una seduta negativa che potrebbe essere l'inizio di una correzione. Non abbiamo ancora nessuna segnale di vendita ma lo stallo degli scorsi giorni sui 3500 punti sembra a questo punto essere stata distribuzione e non accumulazione. Un logico obiettivo di una correzione minore si situa sui 3400 punti.  Se come pensiamo l'America sta correggendo, l'Europa docilmente e disciplinatamente seguirà. L'indice delle banche SX7E ha perso solo il -0.19% a 100.54 punti. Vi ricordiamo che il supporto é a 98.30 punti. Solo sotto questo livello l'indice sta ufficialmente correggendo.
Il DAX (+0.01% a 12345 punti) ha chiuso invariato, al centro del range giornaliero e sul livello d'apertura. Tecnicamente é stata una seduta assolutamente neutra. Il DAX ha toccato la mattina un nuovo massimo annuale marginale a 12402 punti. La sera era in pari malgrado che l'Eurostoxx50 ha perso 25 punti. Questo comportamento é un segnale di forza relativa.
L'SMI (-0.24% a 9746 punti) ha svolto una seduta in trading range e ha perso 23 punti. Tecnicamente la seduta é neutra e senza un significato particolare. Praticamente l'indice ha dato una dimostrazione di forza - ha ignorato il calo della borsa di New York e la caduta dell'Eurostoxx50. La modesta perdita é servita unicamente ad assorbire parte dell'ipercomperato (RSI a 69.60 punti). Formalmente il rialzo é intatto e dovrebbe continuare. Prevediamo però una correzione in America e per logica anche le borse europee, Svizzera compresa, dovrebbero seguire.
Il FTSE MIB ha perso 171 punti ed é sceso a 21710 punti (-0.78%). Da ormai un mese il FTSE MIB si muove tra i 21700 ed i 22000 punti. Non diamo ancora troppo peso a questa seduta negativa. L'indice non sembra ancora voler correggere ma evidentemente se la borsa americana scende quelle europee seguiranno. Lo si é visto anche ieri - il FTSE MIB é veleggiato per gran parte della giornata sui 21800 punti ed é caduto solo sul finale quando a Wall Street sono riapparsi i venditori.

Il cambio EUR/USD é ricaduto a 1.1170 dopo aver toccato mercoledì un massimo a 1.1264. Il cambio é risalito fino alla MM a 50 giorni e poi é ridisceso. Forse un caso visto che il tonfo é stato causato dalle dichiarazioni del capo della FED Jerome Powell. Il grafico assume però adesso un aspetto preoccupante con una serie di massimi e minimi discendenti. Il cambio deve tornare a breve sopra gli 1.1220 - in caso contrario cadrà a 1.10.

L'S&P500 ha perso 6 punti. Nel complesso però la seduta offre più elementi positivi che negativi. L'indice ha aperto a 2920 punti e all'inizio é risalito a 2931 punti. Poi sono riapparse le vendite e l'indice é sceso fino alle 18.00 quando ha toccato il minimo giornaliero a 2900 punti. Da questo livello, che aveva caratterizzato la metà del mese di aprile, l'S&P500 é rimbalzato fino a 2915 punti. Dopo le 19.15 il mercato si é fermato. L'S&P500 é ondeggiato in laterale e ha chisuo a 2917.52 punti (-0.21%). La seduta al NYSE é stata moderatamente negativa con A/D a 3225 su 3959, NH/NL a 426 su 849 (netto aumento da monitorare nei prossimi giorni) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scivolata (!) a 14.42 punti (-0.38) mentre la CBOE Equity put/call ratio resta neutra a 0.64.
Riassumendo la borsa americana sta correggendo ma la pressione di vendita é modesta e il potenziale di ribasso limitato. Le Bollinger Bands scorrono a 2870-2951 punti - da inizio anno l'S&P500 non ha mai toccato il bordo inferiore delle BB e da febbraio é rimasto sopra la MM a 50 giorni in ascesa. Il mercato non da l'impressione di voler cambiare queste regole di comportamento.

Stamattina i mercati sono ancora in bilico. Il future sull'S&P500 sale a 2922 punti (+5 punti) ma la risposta delle borse europee é deludente - l'Eurostoxx50 vale ora 3491 punti (+2 punti). Probabilmente fino ad oggi pomeriggio non succederà niente di speciale. Poi sono attesi i dati sul mercato del lavoro USA di aprile (14.30) e l'indice dei responsabili degli acquisti delle imprese americane (16.00). Se il mercato vuole correggere gli investitori prenderanno questi dati come scusa per continuare a vendere.

Commento del 2 maggio

Key reversal day? La risposta é piuttosto no...

Ieri sera la FED ha lasciato i tassi d'interesse invariati. Durante la conferenza stampa Jerome Powell ha fatto delle osservazioni riguardante l'inflazione - secondo lui é troppo bassa a causa di fattori temporanei. Questo ha fatto credere agli investitori che la FED in futuro non intenda abbassare il costo del denaro. La reazione dei mercati finanziari é stata, secondo noi, piuttosto strana. Dopo le 20.00 i tassi d'interesse di mercato sono leggemente saliti mentre l'USD si é rafforzato - il movimento più violento si é però verificato in borsa. Appena dopo le 20.00 l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2954.13 punti - poi sono arrivate le vendite che sono proseguite fino alla chiusura quando l'S&P500 é sceso fino a 2923.73 punti (-0.75%). Sul grafico appare una consistente candela rossa a testimonanza di una perdita di 22 punti ed una caduta di 30 punti dal massimo giornaliero. È questo un key reversal day? - il giorno in cui si é verificata una definitiva inversione di tendenza? Non sembra. Per questo la perdita avrebbe dovuto essere più consistente e accompagnata da volumi di titoli trattati più alti. L'impressione é che il rialzo abbia subìto un'importante battuta d'arresto - ora potrebbe iniziare una correzione minore fino ai 2850 punti di S&P500. Il condizionale é però ancora d'obbligo visto che il mercato ha avuto solo due ore di tempo per scendere - troppo poco per poter dire con sicurezza che i ribassisti hannno preso il controllo delle operazioni.

Sull'onda di entusiasmo creata dalle buone prospettive presentate da Apple (+4.91%) l'S&P500 ha aperto a 2950 punti. Dopo questa buona apertura non é più successo molto - gli investitori sono rimasti in attesa delle decisioni della FED. L'S&P500 é salito fino a 2953 punti ed ha avuto una breve caduta fino ai 2942 punti. Poi si é stabilizzato sui 2950 punti e ha aspettato. Dopo il comunicato della FED l'S&P500 ha toccato il massimo storico a 2954.13 punti. Poi le dichiarazioni di Powell hanno scatenato le vendite e l'S&P500 é sceso fermandosi solo alla chiusura delle contrattazioni a 2923.73 punti (-0.75%). Praticamente tutti i settori sono in perdita - la tecnologia (Nasdaq100 -0.38% a 7751 punti) ha contenuto i danni solo grazie ad Apple. Il Russell2000 ha perso il -0.93%, il DJ Transportation ha avuto un tonfo del -1.71%.
La seduta al NYSE é stata negativa ma non terribile con A/D a 2081 su 5164, NH/NL a 704 su 646 e volume relativo a 1.0. Lo sviluppo del rapporto nuovi massimi su nuovi minimi a 30 giorni (NH/NL) é curioso. Entrambi i numeri sono in aumento. Questo si spiega con l'iniziale nuovo massimo storico e la successiva caduta. I NH sono in ogni caso (troppo) pochi considerando i records degli indici.
A livello di sentiment notiamo il balzo della volatilità VIX a 14.80 punti (+1.68) - la CBOE Equity put/call ratio é salita invece solo a 0.64, di poco sopra la media di lungo periodo.
La caduta di ieri ha il vantaggio di avere eliminato parte dell'ipercomperato di corto termine - la RSI sull'S&P500 é caduta a 62.22 punti. La situazione a medio termine resta tesa.
Questa seduta negativa non ha fatto danni al mercato. Il trend rialzista di base é intatto. Crediamo però che i ribassisti non si lasceranno sfuggire l'occasione per una sana correzione minore. La stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese si avvicina alla fine e i dati economici trimestrali più importanti sono conosciuti. A breve mancano argomenti per spingere il mercato più in alto. A maggio inizia una stagione sfavorevole alle borse - normalmente, secondo le statistiche nei prossimi mesi le borse ristagnano per poi scendere a fine estate / inizio autunno.
Dopo una lunga e profittevole corsa é giunto il momento di tirare il fiato.

Stamattina i mercati sono tranquilli - la caduta di ieri sera a Wall Street non sembra avere strascichi - le borse europee devono però evidentemente adattarsi. Ieri erano chiuse (1. maggio - fasta del lavoro) e "mancano" la buona chiusura in America di martedì sera e il vuoto d'aria di ieri sera. Il future sull'S&P500 é a 2925 punti (+2 punti) - l'Eurostoxx50 vale ora 3503 punti. Le borse europee apriranno in calo del -0.3%.
Sembra che a breve non riusciamo a sbarazzarci dei 3500 punti di Eurostoxx50...

Commento del 1. maggio

Pochi ma significativi progressi

Oggi 1. maggio é la festa del lavoro. Questa festa viene osservata in gran parte dell'Europa - in Svizzera sono in alcuni cantoni tra cui Zurigo. La borse europee sono chiuse. In America invece, Paese d'origine di questa celebrazione (Chicago 1887), la borsa opera normalmente. La data della festa é stata spostata al primo lunedì di settembre (Labour Day).
Malgrado il giorno festivo pubblichiamo il nostro commento tecnico normalmente.

Ieri le borse europee hanno guadagnato ancora qualche punto. Per gran parte della giornata gli indici sono oscillati intorno alla parità e solo in serata sono saliti in guadagno e sul massimo giornaliero. Le plusvalenze sono però indiscutibili e permettono agli indici di toccare nuovi record (SMI) o di chiudere a ridosso dei massimi annuali (DAX e Eurostoxx50). Il rialzo continua in maniera regolare e monotona. Con uno strano rally di 15 punti nell'ultima mezz'ora di contrattazioni l'Eurostoxx50 (+0.36% a 3514 punti) ha concluso la seduta sul massimo giornaliero - il massimo annuale a 3515 punti é stato avvicinato ma non migliorato - questa é però la migliore chiusura dell'anno. L'Eurostoxx50 non riesce ad allontanarsi in maniera sostanziale dai 3500 punti - malgrado ciò continua lentamente a salire sfidando l'ipercomperato. La tendenza resta al rialzo con evidenti segnali di eccesso. Nel dopo borsa (22.00) l'indice é salito a 3522 punti. L'indice delle banche SX7E (-0.35% a 100.73 punti) da giorni oscilla senza senso intorno ai 100 punti. Ormai neanche più gli speculatori riescono ad imporre una tendenza valida per qualche giorno. Il DAX (+0.13% a 12344 punti) ha svolto una seduta in trading range e ha chiuso con un piccolo ed insignificante guadagno di 16 punti. Quella di ieri é però la migliore chiusura dell'anno che si verifica malgrado un'evidente situazione di ipercomperato. La spinta di rialzo non é forte ma costante. L'SMI svizzero (+0.30% a 9769 punti) continua il rialzo grazie soprattutto al supporto fornito dai pesi massimi di farmaceutica ed alimentari. La seduta ha generato ancora un nuovo massimo storico marginale. Questo rialzo non finisce più. Nei giorni scorsi abbiamo fatto una stima - le ultime spinte di rialzo sono state di circa 400 punti - l'SMI dovrebbe quindi salire fino a 9800 punti prima di dover correggere. Il FTSE MIB (+0.43% a 21881 punti) si é comportato relativamente bene dopo la pubblicazione di un buon dato sull'aumento della produzione industriale a febbraio (+0.8%).

A Wall Street i deboli risultati trimestrali di Google (-7.70%) hanno condizionato il comparto tecnologico (Nasdaq100 -0.73% a 7781 punti) ma non hanno disarcionato l'S&P500 (+0.10% a 2945.83 punti). La borsa americana ha svolto una seduta neutra che non ha cambiato la situazione tecnica.
L'S&P500 ha aperto a 2937 punti, é scivolato verso il basso ed ha avuto una breve caduta fino a 2924 punti. Poi si é ripreso ed é salito fino alle 20.00 a 2944 punti. C'é stata l'abituale pausa di quasi due ore. Sul finale l'indice si é impennato a 2948 punti ed é ricaduto a 2945.83 punti (+0.10%). La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3602 su 3602, NH/NL a 673 su 469 (netto deterioramento con preoccupante aumento dei  nuovi minimi) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX si é fermata a 13.12 punti (+0.01) e la CBOE Equity put/call ratio é neutra a 0.65.
Per inciso l'indice delle PMI Russell2000 ha perso il -0.45% - questo spiega in parte il deterioramento del rapporto HN/NL. L'indice dei semiconduttori SOX é invece rimbalzato del +0.76%. A livello settoriale appaiono spesso delle correzioni ma non osserviamo mai delle gravi rotture che significano l'inizio di una fase di ribasso.
Nel dopo borse Apple ha pubblicato utili trimestrali in calo ma ha comunicato buone prospettive per il futuro. La borsa ha reagito positivamente - l'azione nel dopo borsa é salita del +4.2% e stamattina il future sull'S&P500 é a 2959 punti (+11 punti). Nel pomeriggio l'S&P500 dovrebbe aprire in gap up e su un nuovo massimo storico. Sembra che questa fase di rialzo iniziata a dicembre del 2018 non debba finire. Non si verificano neanche più delle normali correzioni minori di un -2%/-3%. Strano che gli investitori non siamo euforici. Nessuno é più ribassista. I rialzisti sembrano però essere molto prudenti nelle loro previsioni - si parla di un obiettivo a 3000 punti di S&P500 (meno di un +2% dal livello attuale) e nessuno osa prevedere di più. 

Commento del 30 aprile

Nuovo massimo storico dell'&P500 a 2949 punti - nessuna euforia e mercato in affanno

Ieri é stata un'altra giornata positiva per gli indici azionari europei ed americani che analizziamo regolarmente. I guadagni sono però modesti - si muovono tra i +0.04% dell'Eurostoxx50 ed i +0.23% punti del FTSE MIB (21788 punti). L'S&P500 (+0.11% a 2943.03 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 2949.52 punti ma a Wall Street non c'é stata una festa. L'indice ha chiuso lontano dal massimo e con uno striminzito guadagno di 3 punti condito da moderati volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.85). Non vediamo abbastanza potere d'acquisto per permettere all'indice di continuare a salire e trascinare con sé il bordo superiore delle Bollinger Bands che si trova a 2947 punti. Come conseguenza del momentum in calo il bordo superiore delle BB si é appiattito e pesa come una cappa sopra l'indice.
Le borse, come sappiamo, sono ipercomperate ed in eccesso di rialzo - la stagione di pubblicazione dei risultati delle imprese americane ha superato il culmine. Ora dovrebbero verificarsi delle prese di beneficio. In teoria dovrebbe solo avvenire una correzione minore che dovrebbe lasciare il trend di base rialzista intatto. Vediamo però cosa succede - al momento la partecipazione al rialzo é ancora suboptimale e una correzione potrebbe far tracollare questo rialzo ormai troppo lungo e fragile.

Abbiamo poco da dire sulla seduta in Europa se non quanto già scritto nei commenti serali. Gli indici sono oscillati stancamente intorno alla parità e solo sul finale sono riusciti a guadagnare qualche punto e chiudere in positivo. L'Eurostoxx50 (+0.04% a 3502 punti) rimane appiccicato ai 3500 punti. Il DAX (+0.10% a 12328 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale ma a fine giornata i progressi fatti sono stati pochi. L'SMI (+0.17% a 9740 punti) ha proseguito la sua corsa con un nuovo massimo storico. Dal FTSE MIB (+0.23% a 21788) ci aspettavamo qualcosa di più dopo la conferma venerdì sera da parte di S&P del rating sul debito. Il buon comportamento del settore bancario europeo (+1.32% a 101.08 punti) non ha contagiato le borse europee.
Restiamo in attesa di una correzione per conoscere lo stato di salute di questo strano rialzo che si verifica in un contesto economico sfavorevole.

L'S&P500 venerdì aveva chiuso a ridosso del massimo storico. Ieri non ha perso l'occasione per migliorarlo - la prestazione é stata però mediocre e poco convincente. L'S&P500 ha aperto a 2941 punti e a balzi irregolari é salito a singhiozzo fino alle 20.15 sul nuovo massimo storico a 2949 punti. Stroncato dallo sforzo l'indice é poi ricaduto ed ha chiuso a 2943.03 punti (+0.11%). Il Nasdaq100 (+0.16% a 7839 punti) lo ha imitato senza però toccare dei nuovi record. L'indice dei semiconduttori SOX (-0.19%) é ancora sceso. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4314 su 2890, NH/NL a 883 su 300 e volume relativo a 0.85 (poco!). Il buon comportamento del Russell2000 (+0.41%) ha contribuito al miglioramento dei dati. Il DJ Transportation (-0.68%) ha invece mandato un monito.
A livello di sentiment ci stupisce l'indifferenza degli investitori che sembrano non volersi schierare: la volatilità VIX é salita a 13.11 punti (+0.38) e la CBOE Equity put/call ratio era a 0.61. Sembra esserci un folto gruppo di operatori pronti a scappare al primo segnale di pericolo. 

Stamattina la situazione é nuovamente stabile e tranquilla. Shanghai sale del +0.2% - il future sull'S&P500 scivola a 2940 punti (-3 punti) - é come se la seduta di ieri a Wall Street non fosse esistita. L'Eurostoxx50 vale ora 3495 punti. Le borse europee apriranno in leggero calo. Stasera dopo la chiusura a New York Apple renderà noti i suoi risultati trimestrali. Probabilmente prima di questo evento nessuno oserà prendere iniziative.

Aggiornamento del 29 aprile

Golden week - in Giappone pausa di 10 giorni e 6 sedute di chiusura dei mercati finanziari

Stamattina la borsa di Tokio é chiusa - é iniziato un periodo di ferie denominato Golden Week. Per una serie di combinazioni quest'anno la pausa sarà la più lunga dalla seconda guerra mondiale - durerà 10 giorni e coinvolgerà 6 sedute durante le quali la borsa resterà chiusa. Molti traders temono le conseguenze di questo prolungato periodo festivo al termine del quale il Nikkei aprirà probabilmente con una forte differenza - in quale direzione?
Stamattina la musica non cambia. Shanghai marcia sul posto (-0.1%) mentre il future sull'S&P500 guadagna 1 punto a 2943 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3502 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Oggi dopo la chiusura a Wall Street sono attesi i risultati trimestrali di Google - domani sarà il turno di Apple. Forse a questo punto, superato l'apice del periodo di pubblicazione degli utili delle imprese, arriveranno le prese di beneficio. Stamattina pensavamo di poter aggiornare, con una conferma o una smentita, la nostra previsione dell'inizio di una correzione dai 2941 punti di S&P500, attuale massimo storico risalente a settembre del 2018.
Invece non siamo in grado di dire nulla di nuovo - cambi e tassi d'interesse sono stabili - non sono il lievitare del cambio EUR/USD a 1.1160 ed il lieve calo del prezzo del petrolio (-0.40 USD) a fare la differenza.
Ci prepariamo ad una giornata tranquilla al termine della quale gli indici azionari non dovrebbero subire sostanziali variazioni.

Commento del 27-28 aprile

Ancora nessun segno che questo rialzo é finito

Un'altra settimana é trascorsa, le borse hanno ancora guadagnato terreno ed il quadro tecnico é praticamente invariato. Gli indici azionari sono ipercomperati ed in eccesso di rialzo - la borsa americana é decisamente troppo cara. Gli investitori sono compiacenti ma non euforici - rimane una sana dose di scetticismo dovuta probabilmente al fatto che tutti si rendono conto dell'insostenibilità di questo ritmo di rialzo - da inizio anno l'S&P500 (+0.47% a 2939.88 punti) ha guadagnato il +17.27%. Questa combinazione che normalmente sfocia almeno in fasi di correzione non sembra invece impensierire gli investitori che continuano a comperare i soliti nomi della tecnologia (Amazon +2.54%) - anche nella settimana appena trascorsa il Nasdaq100 (+0.12% a 7826 punti) ha sovraperformato e ha toccato un nuovo massimo storico attivando un obiettivo teorico di lungo termine a 9000 punti. A questo punto é come essere lanciati a 120 all'ora su un'autostrada nella nebbia - da tempo non ci sono curve ed ostacoli sulla carreggiata - sappiamo però per esperienza che questo idillio non può continuare all'infinito - più la corsa continua e la velocità aumenta e più sale il rischio di incidenti. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.03% a 3500 punti
DAX                         +0.76% a 12315 punti
SMI                          +1.60% a 9724 punti
FTSE MIB                  -1.00% a 21738 punti
S&P500                    +1.20% a 2939.88 punti
Nasdaq100               +1.78% a 7826 punti

In Europa, dopo la pausa di Pasqua, ci sono state solo 4 sedute. L'Eurostoxx50 (+0.24% a 3500 punti) ha marciato sul posto e ha mostrato chiaramente la sua incapacità di staccarsi sostanzialmente dei 3500 punti. Questo sviluppo riflette i fondamentali. L'economia europea ristagna e i risultati delle imprese sono buoni ma non entusiasmanti come quelli di certe società simbolo americane. Il FTSE MIB (+0.08% a 21738 punti) ha avuto una settimana negativa in parte spiegabile con la fase di stacco dei dividendi e con la debolezza relativa del settore bancario. L'indice SX7E (+0.31% a 99.76 punti) ha perso nelle ultime 4 sedute il -3.65%. L'SMI svizzero (+0.31% a 9724 punti) ha chiuso venerdì su un nuovo massimo storico, segnale indiscutibile di tendenza rialzista. Le RSI giornaliere sono sui 70-74 punti (DAX a 74.62 punti) e questo significa ipercomperato a corto termine. Questo potrebbe essere eliminato con un breve vuoto d'aria di un paio di punti in percentuale. A medio termine (RSI settimanali sui 63-65 punti) c'é ancora spazio verso l'alto. Gli indici si muovono all'interno delle Bollinger Bands che si stanno muovendo verso l'alto in maniera armonica. Niente suggerisce l'imminenza di un'inversione di tendenza anche se si avvicina l'inizio del mese di maggio. Normalmente il periodo maggio - ottobre é statisticamente il peggiore dell'anno con una pausa estiva e un ribasso autunnale. 
La seduta di venerdì é stata noiosa e senza spunti. La mattina ci sono state prese di beneficio ma per la metà della giornata gli indici erano tornati in pari. In seguito non ci sono più state reazioni alla buona seduta a Wall Street. Nel pomeriggio gli indici sono oscillati in pochi punti e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri con modesti guadagni. Anche nel dopo borsa i listini europei sono rimasti letargici - alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3502 punti. In Europa il momentum del rialzo é decisamente in calo e con il settore bancario debole esistono le premesse per una correzione, utile e necessaria per assorbire l'ipercomperato.
Traders aggressivi possono sfruttare questa combinazione favorevole di rischio/guadagno per aprire una posizione short a corto termine sui 3500 punti di Eurostoxx50.

Venerdì alle 14.30 sono stati pubblicati i dati sul PIL americano nel primo trimestre 2019. L'economia USA é cresciuta del +3.2% in assenza d'inflazione. Questo ottimo dato ha stimolato la borsa. L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo annuale a 2939.88 punti (+0.47%) mentre il Nasdaq100 (+0.12% a 7826 punti) ha fatto registrare un nuovo massimo storico. La corsa della borsa é stata frenata dal settore energia (ETF energy -1.30%) vittima di un vistoso calo del prezzo del petrolio (WTI a 63.30 USD/barile, -1.91). I buoni risultati trimestrali di Amazon (+2.54%) hanno provocato un balzo contenuto dell'azione mentre i deludenti numeri di Intel (-8.99%) sono stati duramente puniti. Questo ha provocato un ulteriore calo del settore dei semiconduttori (SOX -0.83%) - settimana scorsa avevamo segnalato l'accelerazione di tipo esaustivo. Consigliamo di seguire da vicino questo settore per capire cosa succederà a breve in America. Il SOX ha corretto e chiuso il gap sul grafico - da lunedì deve ricominciare a salire in caso contrario trascinerà l'intero settore tecnologico in una correzione.
Venerdì l'S&P500 ha aperto invariato a 2925 punti. All'inizio é sceso a 2917 punti di minimo ma poi é risalito e verso le 17.30 era a 2930 punti. Fino alle 20.00 é oscillato su questo livello per infine continuare a salire e impennarsi sul finale a 2939 punti. L'indice é ora a solo 1 punto dal massimo storico. O lunedì cade e corregge per alcuni giorni o continua imperturbato il rialzo. Noi favoriamo lo scenario della falsa rottura al rialzo seguita da una correzione fino al massimo i 2850 punti. Lunedì mattina potremo essere più precisi.
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5148 su 2031, NH/NL a 642 su 365 (miserabile!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 12.73 punti (-0.52). Il supporto a 12 punti (chiusura giornaliera) é ancora valido. La CBOE Equity put/call ratio era un normale 0.63.
La tendenza di fondo della borsa americana é saldamente al rialzo con il 64.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.38. A breve sono possibili e probabili delle correzioni minori di un -3%. Queste però non dovrebbero mettere a rischio la tendenza rialzista di fondo che dovrebbe sfociare nel corso dell'anno in un attacco ai simbolici 3000 punti di S&P500.

Il cambio EUR/USD si é stabilizzato a 1.1150 - restiamo della ferma opinione che il prossimo movimento debba essere un rimbalzo tecnico fino a circa 1.13. Questa previsione é sostenuta dal rimbalzo del prezzo dell'oro che normalmente é inversamente correlato con il valore dell'USD.

Commento del 26 aprile

I generali (MSFT +3.31%, FB +5.85%) avanzano senza le truppe (RUT -0.79%) - rischiano la sconfitta

Anche ieri Eurostoxx50 (-0.31% a 3492 punti) e S&P500 (-0.04% a 2926.17 punti) hanno avuto una seduta negativa. Tecnicamente non abbiamo nessun segnale di vendita - gli indici stanno semplicemente facendo una pausa e assorbendo l'ipercomperato. Assistiamo però ad un ulteriore deterioramento della partecipazione. Ieri il Nasdaq100 (+0.42% a 7817 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 7852 punti grazie ai balzi di Microsoft (MSFT +3.31%) e Facebook (+5.85%) dopo la pubblicazione di buoni risultati trimestrali. Non tutto però va bene e sotto la superficie il mercato ribolle. L'indice dei semiconduttori SOX (-1.81%), di cui il fine settimana avevamo segnalato l'accelerazione di tipo esaustivo, ha avuto una pesante caduta dopo che Xilinx (-17.08%) e sopratutto Intel (-1.89%) hanno deluso le aspettative degli investitori. Ieri l'azione di MMM (-12.95%) é stata massiciamente venduta dopo utili trimestrali decisamente deludenti. La stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese americani prosegue tra il chiaro e lo scuro e con forti reazioni a livello di valutazioni. Poche grandi aziende nel campo della tecnologia, i generali, stanno sostenendo il mercato mentre le truppe non seguono (Russell2000 -0.79%, DJ Transportation -2.28%). In una situazione del genere il rialzo può finire improvvisamente appena una notizia negativa scatenerà le prese di beneficio sui giganti tecnologici.
Malgrado che il trend a Wall Street sia ancora chiaramente al rialzo é meglio evitare acquisti ed attendere una dovuta correzione prima di prendere ulteriori decisioni d'investimento.  

La seduta in Europa é stata noiosa e non offre molti spunti di analisi. I maggiori indici azionari hanno aperto e chiuso sullo stesso livello, verso il centro del range giornaliero e con leggere ed insignificanti perdite. In linea di massima si é trattato di una seduta neutra in trading range che ha permesso una riduzione della situazione di ipercomperato.
L'Eurostoxx50 (-0.31% a 3492 punti) ha perso 10 punti ma non crediamo che sia già iniziata una correzione. L'indice ha chiuso vicino al massimo giornaliero - la seduta é stata caratterizzata da sporadiche prese di beneficio e sembra solo servire, come già detto in precedenza, ad assorbire l'ipercomperato. L'indice delle banche SX7E ha perso il -0.70% a 99.45 punti. È caduto sotto i 100 punti ma dopo un esame più attento del grafico preferiamo fissare il supporto a 98.30 punti. Solo se l'indice buca questo livello sta formalmente correggendo e potrebbe trascinare con se l'Eurostoxx50. 
Il cambio EUR/USD scivola a 1.1140. Ha toccato ieri un nuovo minimo annuale a 1.1118. Adesso il DSI (Daily Sentiment Index) sull'USD Index é alle stelle. Tutti sono molto ottimisti per il USD - questa euforia deve provocare a breve un rimbalzo del cambio EUR/USD. Se nell'ambito di questo rimbalzo il cambio risale decisamente sopra gli 1.12 é probabile che ci sia nuovamente una fase di pausa sui 1.12 -1.13. Se invece il cambio non recupera sopra gli 1.12 cadrà fino a 1.10. L'USD é forte anche a causa delle crisi di alcune monete emergenti come la Lira Turca o il Pesos Argentino. Il problema non sembra essere l'EUR. Ad istinto favoriamo di conseguenza la variante positiva e ci aspettiamo per fine mese un rimbalzo fino a 1.13.
DAX (-0.25% a 12282 punti) e FTSE MIB (-0.02% a 21719 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50. Per l'analisi tecnica non c'é nulla di nuovo. La borsa italiana si é comportata nel complesso bene considerando l'aumento dello spread sui titoli di Stato e la debolezza in genere del settore bancario europeo.
L'SMI (+0.40% a 9694 punti) ha chiuso su un nuovo massimo storico malgrado che formalmente si sia trattato di una seduta in trading range. Il rialzo continua ma ora sembra giunto vicino ad un possibile massimo. Solo pochi titoli fanno ulteriori progressi e dopo le buone aperture l'indice non riesce più ad avanzare. Ora ci deve essere per lo meno una correzione minore in direzione della MM a 50 giorni (al momento a 9348 punti e in ascesa).

L'S&P500 (-0.04% a 2926.17 punti) ha marciato sul posto. Lo svolgimento della seduta é stato però interessante. L'S&P500 ha aperto a 2924 punti e dopo una fibrillazione e una salita a 2925 punti é caduto sul minimo a 2912 punti. Da qui é risalito a metà seduta fino a 2933 punti. Poi, come nelle altre sedute di questa settimana, il mercato si é fermato. L'indice é oscillato stancamente sopra i 2927 punti e ha chiuso, dopo alcune vendite, a 2926 punti. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 2596 su 4552, NH/NL a 456 su 499 (netto deterioramento - à incredibile che l'S&P500 sia ancora a soli 15 punti dal massimo storico) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 13.25 punti (+0.11) - la CBOE Equity put/call ratio é bassa a 0.57. Sapete però che ci vogliono alcuni giorni con il rapporto sotto i 0.50 per segnalare una pericolosa e dannosa speculazione al rialzo.  

Stamattina le borse sono in leggero calo - Il Nikkei perde il -0.25%, Shanghai scende del -0.8%. Il future sull'S&P500 é 2924 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3493 punti - le borse europee apriranno senza sostanziali variazioni. Alle 14.30 verrà pubblicato il dato sul PIL americano nel 1. trimestre 2019 - potrebbe dare argomenti agli investitori per far uscire i mercati da questa fase di scarsi movimenti. Oggi per l'Italia é il giorno del giudizio - l'agenzia di rating S&P pubblicherà il suo esame della solidità finanziaria dello Stato italiano. Un (improbabile) downgrading potrebbe riflettersi negativamente sullo spread e sulla borsa.

Commento del 25 aprile

Malgrado la seduta negativa a livello tecnico non appare nulla di nuovo

Ieri i maggiori indici azionari europei ed americani hanno toccato dei nuovi massimi di periodo prima di ritracciare e chiudere in leggera perdita. Considerando l'ampiezza del calo ed i volumi non si può parlare di un reversal day. A breve sono unicamente mancate le ragioni per ulteriori acquisti. Ci sono alcuni aspetti preoccupanti come la debolezza dell'EUR (Il cambio EUR/USD é sceso su un nuovo minimo annuale a 1.1141) o la caduta del settore bancario europeo (SX7E -1.71% a 100.15 punti). Nel complesso però la tendenza rialzista sembra ancora robusta e dominante. È logico che il mercato non può sempre salire ed ogni tanto l'ipercomperato impone delle pause.
L'Eurostoxx50 (-0.03% a 3502 punti) a 3500 punti sembra in debito d'ossigeno. L'indice ha toccato un nuovo massimo annuale a 3515 punti ma nel pomeriggio é ricaduto e ha chiuso con una insignificante perdita di 2 punti. Settimana scorsa l'S&P500 era in una situazione simile sui 2900 punti e la pausa si é risolta con una continuazione del rialzo. Vediamo cosa succede in Europa. Come anticipato ci sono due aspetti che ci inquietano. La debolezza del settore bancario e dell'EUR.
L'indice SX7E ha perso -1.71% a 100.15 punti. I 100 punti erano la vecchia resistenza e sono ora supporto. È normale che dopo una rottura al rialzo ci sia una correzione e un test del nuovo supporto. Se il supporto regge il rialzo riprende. Se il supporto cede é probabile che l'Eurostoxx50 segua.
Ieri alle 10.00 é stato pubblicato l'indice ifo sullo stato dell'economia tedesca - i 99.20 punti erano inferiori alle attese e sono sotto i 100 punti - questo significa recessione. I mercati finanziari hanno reagito con un rally sui Bonds (future sul Bund a 165.12 (+0.47%)) e... con un rialzo del DAX (+0.63% a 12313 punti). Non bisogna meravigliarsi. Se un mercato vuole salire ogni scusa é buona e ogni dato può essere interpretato in senso positivo. Il DAX ha toccato un nuovo massimo annuale a 12350 punti e chiude con un guadagno di 77 punti. A livello tecnico nulla di nuovo.
Il FTSE MIB (-0.79% a 21724 punti) ha perso 172 punti. Il calo é reale e non una distorsione del mercato come lo stacco dei dividendi di martedì. È troppo presto per dire che il FTSE MIB sta cominciando a correggere. La debolezza del settore bancario pesa sul listino e potrebbe essere solo un effetto passeggero dovuto ad una normale correzione dopo una rottura al rialzo. Vediamo cosa succede oggi prima di diventare negativi e parlare di correzione. Anticipiamo che se questo fosse il caso l'obiettivo si trova a circa 21000 punti.
L'SMI (+0.21% a 9655 punti) ha guadagnato altri 20 punti e ha toccato un nuovo massimo storico a 9704 punti. Il rialzo sembra però incontrare dei problemi - si é verificato un apparente minireversal e l'indice ha chiuso sotto il livello dâpertura lasciando una candela rossa sul grafico. Se oggi c'é una continuazione verso il basso é probabile che sia almeno iniziata una correzione. Un primo supporto é a 9600 punti - é la vecchia resistenza e sarebbe normale che venga testata con successo dall'alto se il rialzo vuole proseguire. Se la resistenza cade bisogna poi prendere come riferimento la MM a 50 giorni. L'A/D a 6 su 14 era decisamente negativa. L'SMI si é salvato grazie al balzo di Novartis (+2.44%) e della sua controllata Alcon (+2.46%).

L'S&P500 (-0.22% a 2927.25 punti) ha praticamente svolto una seduta in trading range muovendosi in soli 10 punti e chiudendo con una insignificante perdita di 6 punti. Durante la giornata é stato toccato un marginalissimo nuovo massimo annuale a 2936.83 punti utile a ricordare a tutti che la tendenza é al rialzo. Anche il Nasdaq100 (-0.34% a 7784 punti) si é comportato alla stessa maniera con un nuovo massimo storico marginale a 7827 punti. A compensare queste leggere perdite ci hanno pensato il Russell2000 (+0.19%) e l'indice dei trasporti DJT (+0.87%). Il risultato sono dati per la giornata che rispecchiano una seduta equilibrata: A/D a 3362 su 3793, NH/NL a 864 su 320 (modesto miglioramento) e volume relativo a 0.95.
L'S&P500 ha aperto a 2932 punti e si é mosso a caso e in maniera disordinata tra i 2936 punti ed i 2926 punti. Il risultato é una piccola candela rossa nella parte superiore della candela bianca di martedì. Per due giorni l'S&P500 ha avuto un massimo a 2936 punti ed ha evitato di attaccare il massimo storico a 2941 punti. Sembra mostrare rispetto per questo importante livello ed ovvia resistenza. È probabile che debba consolidare prima di poter tentare un serio attacco.
A livello di sentiment c'é chi si prepara ad una correzione - la volatilità VIX é salita parecchio a 13.14 punti (+0.86) - vedremo se questi speculatori hanno ragione. La CBOE Equity put/call ratio era praticamente neutra a 0.60.
Ieri sera dopo la chiusura Microsoft e Facebook hanno pubblicato dei risultati trimestrali convincenti. Nel dopo borsa l'azione di Microsoft guadagnava il +4.6%. La capitalizzazione della società si avvicina ai 1000 Mia di USD - dopo Apple e Amazon potrebbe essere la terza società a superare questa barriera. Il rialzo della borsa americana é sostenuto da buoni utili delle imprese - questo non toglie nulla al fatto che la borsa é molto cara.

Stamattina tra le nuvole torna a splendere il sole sui mercati finanziari. Il Nikkei guadagna il +0.60% mentre il future sull'S&P500 sale a 2935 punti (+4 punti). Il cambio EUR/USD si stabilizza a 1.1160. Il calo a Shanghai (-1.05%) é irrilevante. L'Eurostoxx50 vale ora 3505 punti. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.1%. Oggi dopo la chiusura a Wall Street sono attesi i risultati trimestrali di Amazon e Intel.

Commento del 24 aprile

Un mercato caro e in eccesso di rialzo può continuare a salire per l'effetto perverso del trend e dell'ottimismo

Ieri l'S&P500 ha ancora guadagnato 25 punti, ha toccato un nuovo massimo annuale a 2936 punti ed ha chiuso a 2933.68 punti (+0.88%). Contemporaneamente il Nasdaq100 ha fatto registrare un nuovo massimo storico a 7819 punti e ha chiuso a 7810 punti (+1.26%). I due indici sono ipercomperati come mostrano le RSI giornaliere a 73.03 punti e 80.23 punti (vi ricordiamo che l'ipercomperato viene segnalato da valori di RSI superiori a 70 punti). Gli indici sono in eccesso di rialzo come mostra la grande distanza dalle MM a 50 e 200 giorni. La borsa americana  é cara e sopravvalutata - secondo il metodo di Shiller, il P/E ratio é il 85.3% sopra la media di lungo periodo - nei prossimi 10 anni la performance media del mercato dovrebbe essere del -2.5%. Eppure l'S&P500 continua a salire e non corregge - la performance 2019 é finora del +17.03%. L'analisi tecnica, malgrado resistenze, eccessi e divergenze, non é in grado di individuare la fine di questo lungo ed esteso movimento.
Il trend ha tendenza ad autoalimentarsi - più gli indici salgono e più partecipanti sono obbligati o invogliati a salire sul treno in corsa - nessun gestore patrimoniale può permettersi in questa fase di essere sottoinvestito. Chi ha liquidità, che tra l'altro non rende praticamente niente, é invogliato a comperare. Inoltre l'ottimismo sembra rendere tutto possibile - l'economia dovrebbe crescere all'infinito insieme agli utili delle imprese. Nella mia lunga carriera (ho iniziato a lavorare in borsa a 25 anni e ora ne ho 60) ho parecchie volte sentito la favola che i cicli congiunturali sono stati annullati e che viviamo in un nuovo paradigmo. Presto o tardi però c'é sempre stata una recessione e le borse sono tornate alla realtà e hanno avuto un bear market. Anche questa volta sarà così. Un rialzo può però anche finire nell'euforia e con un'accelerazione finale ed esponenziale di tipo esaustivo. Questo rialzo ha le caratteristiche per una fine di questo tipo. In questo caso bisogna dimentica ipercomperato, eccessi di rialzo ed euforia e stare a guardare in attesa di uno scoppio che può avvenire da un momento all'altro per un futile motivo.  

Ieri anche le borse europee hanno avuto una seduta positiva. I guadagni sono stati modesti (Eurostoxx50 +0.13% a 3504 punti) ma sono stati sufficienti per permettere ai maggiori indici di toccare dei nuovo massimi annuali marginali. Con questo il discorso tecnico é praticamente concluso - nuovi massimi sono una prova inequivocabile di rialzo. Anche le borse europee sono ipercomperate (RSI sull'Eurostoxx50 a 75.82 punti). Sappiamo però che questa é una premessa per una correzione ma non significa necessariamente che la correzione deve verificarsi. Inoltre l'ipercomperato può essere eliminato con un consolidamento di qualche giorno o una debole correzione minore. In seguito il rialzo può continuare. A medio termine non abbiamo ancora dell'ipercomperato. Il FTSE MIB (-0.27% a 21896 punti) ha avuto una seduta negativa mentre l'Eurostoxx50 ha guadagnato 5 punti. Il risultato é stato però falsato dallo stacco dei dividendi di alcune grandi società come Unicredit (-3.29%) e Fiat (-4.46%). Senza questo effetto esterno e puntuale il FTSE MIB sarebbe salito. Il calo non é l'inizio di una correzione ma una semplice distorsione matematica - la tendenza dominante resta al rialzo.
Consigliamo di tenere d'occhio lo spread che é salito del +3.08%. Poiché anche il reddito del Bund tedesco é aumentato, il reddito del BTP decennale é aumentato in maniera ancora più ampia. Sapete che presto o tardi il problema del debito pubblico italiano dovrebbe riapparire e pesare negativamente sulla borsa. Probabilmente prima delle elezioni europee di maggio il tema non sarà d'attualità. C'é chi però potrebbe avere interesse a mettere in difficoltà la coalizione 5 Stelle - Lega prima dell'appuntamento elettorale.

La seduta a Wall Street é stata decisamente positiva. Abbiamo solamente due appunti riguardanti partecipazione (guarda caso?) e comportamento degli indici durante la giornata. La partecipazione misurata secondo il rapporto nuovi massimi su nuovi minimi a 30 giorni resta miserabile. Ieri il rapporto NH/NL é stato di 817 su 342. Come paragone prendiamo i dati del 18 gennaio quando il rialzo era all'inizio - NH/NL a 1916 su 67! La seconda osservazione che ci stupisce é il fatto che la borsa americana é salita fino alle 18.00 - poi ci sono state ore di calma totale senza movimenti - Il mercato é manipolato o pilotato?
L'S&P500 ha aperto in pari e sul minimo giornaliero a 2908 punti. Poi é salito fino alle 18.00 e fino al massimo giornaliero a 2938 punti. Nella seconda parte della seduta é regnata la calma. L'indice ci é assestato sopra i 2931 punti e ha chiuso a 2933.68 punti (+0.88%). Praticamente tutti i settori hanno partecipato al rialzo con la leadership di tecnologia (Nasdaq100 +1.26%) e PMI (Russell2000 +1.61%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5350 su 1862 e volume relativo a 1.0. Sul fronte del sentiment assistiamo ad uno strano fenomeno. La VIX (12.28 punti, -0.14) non scende sotto i 12 punti. Anche la CBOE Equity put/call ratio (0.59) non mostra una particolare speculazione al rialzo. Il Fear&Greed Index a 75 punti é invece vicino a valori estremi.
Sembra che ormai tutti si siano rassegnati al fatto che l'S&P500 deve salire su un nuovo massimo storico sopra i 2941 punti prima che qualcuno abbia voglia di realizzare dei guadagni e vendere.

Stamattina l'ottimismo americano non contagia il Nikkei che scende del -0.10%. Il future sull'S&P500 scivola a 2933 punti (-4 punti). Anche le borse europee sono ferme - l'Eurostoxx50 vale ora 3497 punti. Gli indici azionari europei apriranno in leggero calo (-0.1%). Oggi alle 10.00 é atteso l'indice ifo tedesco - il dato dovrebbe segnalare una contrazione della crescita economica e potrebbe indurre gli investitori alla prudenza. Una borsa che sale mentre l'economia rallenta é una pericolosa contraddizione.

Commento del 23 aprile

Per la sesta seduta consecutiva l'S&P500 marcia sul posto

Ieri le borse europee sono rimasta ancora chiuse in occasione del lunedì di Pasqua. Guardiamo quindi cosa é successo in America. A Wall Street non é cominciata una correzione. Per la sesta seduta consecutiva però l'S&P500 (+0.10% a 2907.97 punti) ha marciato sul posto ed ha terminato la giornata con un misero guadagno di 3 punti. Dal 12 aprile l'S&P500 chiude tra i 2900 ed i 2907 punti. Formalmente il mercato é ancora in un trend rialzista confermato dal nuovo massimo storico del Nasdaq100 (+0.31% a 7713 punti). I progressi sono veramente modesti e puntuali - il rialzo lotta contro l'ipercomperato. A questo punto una correzione minore sembra più probabile che un'accelerazione al rialzo in direzione del massimo storico a 2941 punti.
La seduta di ieri é stata priva di spunti d'interesse. Gli indici azionari hanno aperto in negativo ma subito sono riapparsi i compratori facendo evaporare le speranze che finalmente il mercato potesse cominciare a correggere.  I volumi di titoli trattati restano piuttosto bassi (volume relativo a 0.8) a conferma che a questo punto il rialzo é in stallo - ai rialzisti mancano validi argomenti per spingere il mercato più in alto - si attende l'esito della earning season (il periodo di pubblicazione degli utili trimestrali delle imprese americane) per ridare direzionalità al mercato. Oggi comunicano il loro risultati alcuni nomi di peso come Verizon, Proctor&Gamble, Coca Cola, Twitter, Texas Instrument e EBay.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2896 punti. Da questo minimo giornaliero l'indice é velocemente risalito sui 2904 punti. Poi per ore si é mosso su questo livello - sul finale si é impennato a 2909 punti e ha chiuso a 2907.97 punti (+0.10%). Ancora una volta il Nasdaq100 (+0.31% a 7713 punti) si é distinto - questa é la migliore chiusura della storia e l'indice ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 7715 punti. Hanno invece frenato le piccole e medie imprese (PMI) rappresentate dall'indice Russell2000 (RUT -0.36%) - questo spiega i risultati della giornata piuttosto sul negativo. la seduta al NYSE é stata in effetti strutturalmente negativa con A/D a 2928 su 4277, A/D a 429 su 573 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é lievitata a 12.42 punti (+0.33) - sembra esserci un valido supporto a 12 punti che viene unicamente sorpassato al ribasso durante le sedute. La CBOE EQuity put/call ratio é neutra a 0.60.
Riassumendo il rialzo si é fermato e probabilmente questa pausa si protrarrà alcuni giorni prima che un evento non sarà in grado di scuotere il mercato. L'ipercomperato e l'eccesso di rialzo rendono una correzione più probabile che una salita diretta fino ai 2941 punti.
Anche a livello di cambi e tassi d'interesse regna la calma assoluta.

Stamattina i mercati sono di nuovo praticamente fermi. Il Nikkei guadagna il +0.11% - Shanghai lo sta imitando con un +0.10%. Il future sull'S&P500 é a 2913 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3501 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Oggi i traders rischiano di addormentarsi davanti agli schermi - sembra improbabile che possa verificarsi un movimento significativo.

Aggiornamento del 22 aprile - 10.30

Oggi, lunedì di Pasqua, le borse europee rimangono chiuse. Si tratta invece in Asia ed in America.
Stamattina i mercati asiatici hanno mandato segnali contrastanti. Il Nikkei ha guadagnato il +0.14% mentre Shanghai ha perso il -1.70%. Il future sull'S&P500 é ora a 2902 punti (-7 punti). Osserviamo un balzo del prezzo del petrolio (WTI +1.5% a 65.59 USD/barile) - per il resto non notiamo sostanziali cambiamenti rispetto a giovedì.
Ci teniamo a fare una precisazione riguardante l'analisi tecnica del 20-21 aprile. L'ipercomperato dovrebbe provocare a breve una correzione minore che idealmente deve partire dal punto tornante del 18 aprile. Il rialzo iniziato a dicembre del 2018 sembra robusto e costante ed in grado di continuare malgrado la fragilità strutturale segnalata dalla scarsa partecipazione. Questo significa che dopo la correzione il rialzo dovrebbe riprendere e far salire l'S&P500 a testare il massimo storico a 2941 punti. In una correzione minore l'S&P500 non dovrebbe scendere sotto i 2850 punti. La correzione dovrebbe avere una durata ideale di 3 sedute ma potrebbe protrarsi fino a 10 sedute. Le borse europee seguiranno.

Commento del 20-21 aprile

Nuovi massimi di periodo confermano la persistenza di un debole trend rialzista

La nostra ultima analisi tecnica risale a due settimane fà. Speravamo oggi di trovare qualcosa di nuovo e siamo rimasti delusi. Il debole rialzo é continuato malgrado l'ipercomperato e l'eccesso di ottimismo. Dopo il 7 di aprile é bastata una settimana di pausa e di consolidamento per permettere in seguito agli indici azionari di fare ulteriori limitati progressi. Nelle ultime 9 sedute l'S&P500 (+0.16% a 2905.03 punti) ha guadagnato solo 13 punti e ha toccato mercoledì un nuovo massimo annuale a 2918 punti - i progressi sono modesti ma costanti - la salita sembra inarrestabile e senza fine - la performance 2019 punti ha raggiunto il +15.68%. La borsa americana é ancora trascinata dalla tecnologia. Il Nasdaq100 (+0.12% a 7689 punti) ha toccato mercoledì un nuovo massimo storico (!) a 7715 punti - al suo interno il settore dei semiconduttori sta esplodendo - l'indice SOX era ad inizio anno sui 1100 punti - giovedì ha raggiunto i 1558 punti, un sensibile nuovo massimo storico. Sul grafico sembra verificarsi un'accelerazione esponenziale di tipo esaustivo. All'opposto della tecnologia si trova la farmaceutica che da inizio aprile ha subito un collasso. Non tutto a Wall Street sta andando bene ma questa sembra ancora una sana rotazione tra settori e non l'insorgere di un grave problema strutturale.
Nelle ultime due settimane le borse europee si sono in generale comportate meglio dell'America. Giovedì l'Eurostoxx50 (+0.62% a 3499 punti) e il DAX tedesco (+0.57% a 12222 punti) hanno fatto registrare un nuovo massimo annuale. Italia (FTSE MIB -0.20% a 21956 punti) e Svizzera (SMI -0.26% a 9571 punti) costituiscono un'eccezione e hanno sottoperformato. Per il FTSE MIB avevamo previsto questo effetto con anticipo. L'SMI invece é stata frenato dal settore farmaceutico. In Europa, con nostra sorpresa, si sono comportati molto bene i titoli bancari. L'indice settoriale SX7E (-0.06% a 103.54 punti) ha superato nettamente i 100 punti con un'ottima performance su due settimane del +5.62%.
In generale nuovi massimi di periodo, annuali o addirittura storici, mostrano che il rialzo continua e non si intravvede la fine. Non c'é stata nessuna correzione degna di nota e gli indici azionari sono saliti fino a Pasqua in maniera regolare. È possibile che giovedì 18 aprile si sia verificato un massimo intermedio. Vi avevamo detto che la scadenza dei derivati di aprile poteva corrispondere al minimo di una correzione o ad un massimo di periodo. Evidentemente l'ipotesi ora é che abbiamo a che fare con un massimo che si verifica in una forte situazione di ipercomperato (RSI sull'Eurostoxx50 a 75.18 punti, sul DAX a 73.65 punti e sul Nasdaq100 a 74.51 punti) e di eccesso d'ottimismo (la volatilità VIX ha toccato mercoledì il minimo annuale a 11.03 punti). La situazione tecnica nelle ultime settimane non é però cambiata in maniera sostanziale - di conseguenza bisogna partire dal principio che il rialzo deve continuare anche perché i 2941 punti di S&P500 sono vicini e emanano un'attrazione fatale. Questi 2941 punti sono il massimo storico del 21 settembre 2018. Poiché il Nasdaq100 ha già superato questo record é probabile che l'S&P500 cerchi di seguirne l'esempio. Se lunedì (il lunedì di Pasqua, 22 aprile, a Wall Street ci sarà una seduta normale mentre le borse europee saranno ancora chiuse) non inizia una correzione questo rialzo, dopo una breve pausa per assorbire l'ipercomperato, continuerà.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti (con tra parentesi la performance delle ultime due settimane):
Eurostoxx50             +1.49% a 3499 punti                      (+1.51%)
DAX                         +1.85% a 12222 punti                    (+1.77%)
SMI                          +0.91% a 9571 punti                     (+0.31%)
FTSE MIB                  +0.45% a 21956 punti                   (+0.91%) 
S&P500                    +0.67% a 2905.03 punti                 (+0.42%)
Nasdaq100               +0.81% a 7689 punti                      (+1.46%)

Giovedì si é verificata con anticipo, a causa delle feste pasquali, la scadenza dei derivati di aprile. L'effetto in Europa si é visto. Le borse hanno avuto una seduta positiva. L'Eurostoxx50 si é impennato alle 12.00 su un nuovo massimo annuale a 3505 punti e ha chiuso a 3499 punti (+0.62%). Non appare però nessun segno di debolezza. Alle 22.00 l'indice valeva 3506 punti sull'onda della buona chiusura a Wall Street. Abbiamo poco da dire su questa fase di rialzo - gli indici sono ipercomperati ma le candele sui grafici restano all'interno delle Bollinger Bands. La spinta sembra modesta nella sua intensità ma forte e costante per quel che riguarda il potere d'acquisto. C'é una buona rotazione tra settori e con una chiara leadership. Non capiamo cosa possa causare l'otttimismo degli investitori che continuano a comperare visto che i tassi d'interesse non si muovono e le prospettive economiche sono grigie. La correlazione con l'America é però evidente - la performance 2019 dell'Eurostoxx50 é del +16.59%.
L'incremento del cambio EUR/CHF a 1.1406 (da 1.1221 il 5 aprile) é un segnale positivo per le borse europee. L'EUR si rafforza contro CHF e questo avviene quando la situazione congiunturale in Europa é relativamente buona.

Anche la seduta a Wall Street é stata positiva. Dopo l'impennata di mercoledì ci si aspettava un segno di vita da parte dei ribassisti. Invece dopo una breve iniziale ondata di vendite gli indici hanno recuperato e chiuso in guadagno.
L'S&P500 ha aperto a 2905 punti, é sceso fino a 2892 punti di minimo verso le 16.45 ma poi ha recuperato. A metà giornata era tornato sui 2906 punti e poi si é limitato ad oscillare fino alla fine della seduta in pochi punti (2903-2908 punti). Ha chiuso a 2905.03 punti (+0.16%) con un guadagno di 4 punti. Il Nasdaq100 (+0.12% a 7689 punti) lo ha imitato. La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3536 su 3578, NH/NL a 549 su 657 (!) e volume relativo a 1.0. Ancora una volta siamo obbligati a segnalare la partecipazione miserabile con un alto numero di nuovi minimi specialmente nel settore farmaceutico. Ricordiamo però che questo effetto rende la tendenza rialzista fragile e a rischio ma non significa necessariamente che si prepara un'inversione di tendenza.
La tendenza di fondo della borsa americana resta moderatamente rialzista con il 62.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 61.73. Finora nulla sembra suggerire la fine di questo movimento iniziato a fine dicembre 2018. Malgrado gli evidenti eccessi causati dall'estensione del rialzo e dai guadagni accumulatisi in breve tempo gli investitori restano ottimisti (VIX a 12.09 punti, -0.51) e compiacenti. Non abbiamo motivi per prevedere a breve l'inizio di un ribasso.

Annuncio importante

A causa di un'assenza il servizio viene sospeso dal lunedì 8 aprile al venerdì 19 aprile.
L'ultimo commento sarà l'aggiornamento tecnico di lunedì mattina, 8 aprile. Il prossimo commento tecnico sarà quello del fine settimana del 20-21 aprile (Pasqua).
A tutti gli abbonati vengono accreditati 12 giorni di abbonamento.
Nel caso in cui ci fossero degli avvenimenti importanti o dei combiamenti significativi nella situazione tecnica pubblicherò su questa pagina un breve aggiornamento gratuito. In caso di bisogno verrà aggiornata anche la sezione portafoglio.
Vi ringrazio per la comprensione.

Michele Bernasconi

Aggiornamento dell'8 aprile

Tutti sono convinti che le banche centrali salveranno le borse

Gli investitori sono degli animali abitudinari. Se vedono che un meccanismo si ripete decine di volte ritengono che che il sistema debba funzionare in questa maniera all'infinito. Da più di trent'anni ogni volta che le borse sono precipitate le banche centrali hanno abbassato i tassi d'interesse e innondato i mercati finanziari di liquidità. Se questo non bastava si sono inventate delle operazioni di acquisto di obbligazioni come il Quantitative Easing. In alcuni paesi, come il Giappone o la Svizzera, le banche centrali hanno anche comperato azioni. Da anni la migliore strategia é buy the dips - compra i minimi. Chi nelle fasi di debolezza ha comperato ci ha sempre guadagnato. Chi da anni specula al ribasso si é invece fatto male - senza un buon timing non ha ottenuto dei buoni risultati. L'impressione é che questo sistema non possa cambiare - la fiducia degli investitori é costantemente alta - la compiacenza é un'abitudine.
Sinceramente nessuno sa se questa situazione cambierà a breve - nei prossimi 12 mesi é molto probabile che inizi una recessione mondiale. Eppure le borse sembrano ignorare il problema. È possibile che l'S&P500 salga nei prossimi mesi su un nuovo massimo storico. In un mercato che ignora i fondamentali e riesce a dilatare qualsiasi eccesso tecnico fino all'inverosimile tutto sembra possibile.

Stamattina i mercati finanziari sono tranquilli e si muovono poco rispetto a venerdì. Il Nikkei perde il -0.21% - Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 scivola a 2892 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3442 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.1%). L'impressione é che il rialzo iniziato a fine dicembre 2018 sia quasi finito ma che non voglia iniziare nessun ribasso. Sembra che per Pasqua potremo ritrovare le borse sui livelli attuali...

Commento del 6-7 aprile

È difficile prevedere la fine di un rialzo


Una settimana fà avevamo previsto che il rialzo delle borse mandiali poteva avere una breve e modesta continuazione. L'S&P500 si trovava a 2834 punti. Secondo noi doveva salire a testare il massimo annuale a 2860 punti ma era poco probabile che sarebbe andato decisamente più in alto. L'S&P500 ha raggiunto venerdì un nuovo massimo annuale a 2893 punti ed ha chiuso poco più in basso a 2892.74 punti (+0.46%). Il movimento é decisamente troppo lungo ed esteso - l'indice é ipercomperato, la partecipazione é miserabile e gli investitori sono troppo ottimisti e compiacenti (VIX a 12.82 punti, -0.76). Questo significa che ci sono le premesse per una correzione o un'inversione di tendenza. Non vuole però necessariamente dire che l'S&P500 deve a breve cadere o addirittura precipitare. Fino a prova contraria un trend continua - questa é la variante con maggiore probabilità. Gli stumenti per capire quando un trend é alla fine sono limitati. Guardate ad esempio il grafico sovrastante. Da agosto 2018 questo contratto é salito costantemente fino a marzo di quest'anno - e poi? Il rialzo é costante e quasi perfetto. Di cosa si tratta? Come é continuato il movimento ? Guardando il grafico non si può che prevedere un incremento almeno fino a 1700. Guardate ora di cosa si tratta e cosa é successo nelle ultime due settimane. Si poteva prevedere questo risultato con l'analisi tecnica?  Noi non ne siamo capaci. Spesso proviamo a trovare una soluzione a problemi del genere per migliorare le nostre tecniche. Talvolta ci riusciamo - ogni tanto no. L'importante é conoscere i limiti della nostra attività. È un calcolo delle probabilità. Bisogna giocare lo scenario con maggiore probabilità o evitare lo scenario più pericoloso. Oppure si può provare a giocare lo scenario con maggiore potenziale malgrado che la probabilità di riuscita sia modesta. L'importante é sapere con quale combinazione di risk/reward si é confrontati - una previsione non é certezza.
Il rialzo dell'S&P500 può continuare come spiegato il 3 aprile. Noi pensiamo però che la spinta si deve esaurire a breve e cercheremo di anticipare la fine del trend aprendo posizioni short.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.86% a 3447 punti
DAX                         +4.20% a 12009 punti
SMI                          +0.67% a 9541 punti
FTSE MIB                  +2.22% a 21758 punti
S&P500                    +2.06% a 2892.74 punti
Nasdaq100               +2.71% a 7578 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta leggermente positiva - niente di speciale. L'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo massimo annuale a 3453 punti e ha chiuso a 3447 punti (+0.16%). Alle 22.00 valeva 3452 punti. Le borse europee sono a ridosso del massimo annuale con indici ipercomperati (RSI tra il 71.28 punti del DAX ai 72.06 punti dell'Eurostoxx50) e sul bordo superiore delle Bollinger Bands - le probabilità di una correzione minore (fino a -3%) sono molto alte. Di più non possiamo dire. Il DAX tedesco (+0.18% a 12009 punti) si é issato sopra la barriera psicologica dei 12000 punti. Anche il FTSE MIB italiano (+0.24% a 21758 punti) ha guadagnato qualche punto malgrado che la giornata fosse stata sfavorevole per il settore bancario europeo (SX7E -0.34% a 98.03 punti). L'SMI svizzero (-0.24% a 9541 punti) formalmente ha avuto una seduta negativa. L'apparenza inganna. Il calo é dovuto unicamente allo stacco dei dividendi di due azioni (Zurich Assicurazioni -4.38% = -14.60 CHF / Dividendo -19 CHF // Geberit -1.45% = -6 CHF / Dividendo -10.8 CHF). Senza questo effetto l'A/D sarebbe stata decisamente positiva (13 su 7) e l'SMI sarebbe salito come le altre borse europee (SMI corretto dai dividenti (SMIC) +0.14%!). Purtroppo l'analisi tecnica deve combattere anche contro questi effetti esogeni che distorgono i grafici.
Settimana scorsa le borse europee si sono mosse in parallelo all'America. La Germania ha fatto meglio a causa del buon comportamento del settore auto. La forza relativa del FTSE MIB é sparita come preannunciato nell'analisi di settimana scorsa. Ci aspettiamo che nel prossimo futuro l'Europa continui a seguire l'America. Vediamo allora se a Wall Street c'é qualcosa di nuovo.

Venerdì a New York speravamo di osservare un'accelerazione di tipo esaustivo ed invece abbiamo avuto la solita seduta positiva con modesti volumi di titoli trattati. Secondo gli oscillatori l'S&P500 é su un massimo intermedio ma dobbiamo aspettare settimana prossima per una conferma.
L'S&P500 ha aperto a 2887 punti, é caduto a 2883 punti di minimo ed é salito fino alle 16.15 fino a 2891 punti. Poi non é successo più niente d'importante. L'S&P500 é oscillato in laterale tra i 2887 ed i 2893 punti fino alla chiusura a 2892.74 punti (+0.46%). Non c'é stata l'impennata a 2900 punti come speravamo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5298 su 1886, NH/NL a 922 su 155 (la partecipazione migliora ma nel complesso é ancora debole) e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é scesa a 12.82 punti (-0.76) - durante la giornata ha toccato un minimo annuale a 12.17 punti. Dovrebbe settimana prossima salire e quindi l'S&P500 dovrebbe scendere. La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.59 - nulla di particolare.
Tutti i settori hanno contribuito al buon risultato - anche tecnologia (Nasddaq100 +0.51%) trasporti (DJT +0.43%) e PMI (RUT +0.96%). Il settore energia (ETF Energy +1.76%) era particolarmente forte grazie ad un balzo del prezzo del petrolio (WTI 63.08 USD/barile, +0.98). In generale osserviamo una buona e sana rotazione tra settori.
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 71.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 58.82.
Riassumendo il rialzo delle borsa americana e di riflesso delle borse europee continua e malgrado gli eccessi non possiamo prevederne la fine. È possibile che dai 2900 punti di S&P500 inizi settimana prossima una correzione a medio termine con obiettivo a 2800-2820 punti per Pasqua. Giochiamo questa variante aprendo una posizione speculativa short. Il potenziale di rialzo dai livelli attuali sembra decisamente modesto considerando le alte valutazioni fondamentali e le prospettive economiche non proprio entusiasmanti.


Commento del 5 aprile

Un rialzo senza volumi é fragile

Grazie allo slancio fornito dalla buona seduta di mercoledì ieri Eurostoxx50 (+0.19% a 3442 punti) e DAX (+0.28% a 11988 punti) hanno ancora guadagnato qualche punto e hanno toccato dei nuovi massimi annuali marginali. Evidentemente l'ipercomperato riesce a frenare la salita ma non é ancora abbastanza forte da provocare una sana correzione. Le plusvalenze giornaliere sono però in calo e gli indici hanno chiuso staccati dal massimo giornaliero e con modesti volumi di titoli trattati. Probabilmente un massimo intermedio é vicino ad imminente. Secondo gli oscillatori potrebbe verificarsi oggi. Agli investitori europei piacciono molto i numeri interi - forse una conseguenza delle migliaia di certificati a barriera che vengono trattati soprattutto in Germania. Ieri abbiamo avuto l'impressione che i 12000 punti di DAX abbiano risucchiato il mercato verso l'alto prima di un logico successivo ritracciamento provocato dalle prese di beneficio. L'Eurostoxx50 dovrebbe ancora salire a 3450 punti, obiettivo ieri mancato di poco.

L'S&P500 (+0.21% a 2879.39 punti) ha avuto una seduta positiva ma non ha migliorato il massimo annuale del giorno precedente. Ieri abbiamo spiegato cosa dovrebbe succedere nei prossimi giorni. Una breve correzione e poi un'ultima impennata sopra i 2885 punti. In aprile il terzo venerdì del mese sarà il venerdì santo, 19 aprile. In quel giorno la borsa sarà chiusa e quindi i derivati di aprile scadranno giovedì. Spesso in questa occasione si verifica un massimo o un minimo intermedio. Se tra oggi e lunedì l'S&P500 si impenna fino ai 2900 punti é possibile che in seguito ci sia una correzione di medio termine fino a Pasqua con un obiettivo indicativo sui 2800 punti. Ne riparliamo nell'analisi del fine settimana. Se però oggi c'é un rally dopo la pubblicazione alle 14.30 del rapporto di marzo sul mercato del lavoro negli Stati Uniti varrebbe la pena di tentare uno short sui 2900 punti di S&P500.

C'è ancora poco da dire sulla seduta europea. L'Eurostoxx50 ha guadagnato terreno anche grazie al settore bancario (+0.72% a 98.36 punti). SMI e FTSE MIB hanno invece terminato la giornata con una piccola perdita. L'SMI (-0.07% a 9563 punti) resta bloccato sotto i 9600 punti. Il FTSE MIB (-0.23% a 21705 punti) ha perso 50 punti al termine di una seduta noiosa durante la quale l'indice é oscillato stancamente in laterale in un range ristretto. Questa seduta potrebbe significare qualsiasi cosa. La pausa potrebbe servire a riassorbire l'ipercomperato prima della continuazione del rialzo. Oppure il FTSE MIB si é fermato in preparazione di una correzione. Bisogna vedere cosa succede oggi prima di esprimere un'opinione.

L'S&P500 ha avuto a prima vista una seduta movimentata - il grafico giornaliero mostra parecchi rapidi movimenti nelle due direzioni. Si é però trattato di una seduta in trading range che si é svolta in soli 14 punti. L'indice ha guadagnato 6 punti ma non ha migliorato il record del giorno precedente. L'S&P500 ha aperto a 2875 punti ed é salito fino al massimo a 2881 punti. Poi é sceso a scatti fino a metà giornata sul minimo a 2867 punti (resta sopra i 2860 punti...). Nella seconda parte della giornata é risalito in maniera regolare fino ai 2879.39 punti (+0.21%). Il Nasdaq100 (-0.06% a 7540 punti) ha marciato sul posto mentre il DJTransportation (+0.43%) e il Russell2000 (RUT +0.42%) si sono comportati decisamente meglio. Considerando questi guadagni i dati sulla partecipazione sono veramente miserabili. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4369 su 2785, NH/NL a 547 su 251 (lunedì i NH erano già troppo bassi a 696 !) e volume relativo a 0.75. Siamo ormai abituati a queste fasi di rialzo con scarsi volumi - possono durare a lungo ma quando finiscono c'é il botto e un doloroso vuoto d'aria. Riusciamo sempre a riconoscere la sindrome di ipercomperato, eccesso di rialzo e euforia che costituisce la premessa per una forte correzione. Il problema é che spesso é un evento inatteso a scatenare le vendite - questo non possiamo prevederlo. I dati sul sentiment (VIX a 13.58 punti, -0.16 / CBOE Equity put/call ratio a 0.59) non ci dicono nulla di nuovo.

Stamattina prevalgono nuovamente i segnal positivi. Il Nikkei guadagna il +0.37% - Shanghai é chiusa per una festa. Alcuni lettori hanno giustamente osservato che questi dati che forniamo la mattina non corrispondono alla performance effettiva degli indici. Scriviamo questo commento tecnico spesso molto presto la mattina (tra le 06.15 e le 07.30) - le seduta asiatiche sono ancora in corso e i dati che citiamo sono ancora provvisori. Il future sull'S&P500 é a 2887 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3448 punti. Le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Pensiamo che stamattina si fermeranno su questo livello o poco sopra. Poi tutti aspetteranno il job report delle 14.30.

Commento del 4 aprile

Nuovi massimo annuali - ora c'é un'altra correzione minore ma il rialzo non é finito

Ieri é stata un'altra buona giornata per le borse mondiali. Anche gli indici azionari europei sono saliti su dei nuovi massimi annuali migliorando i precedenti massimi del 19 marzo. La borsa americana ha continuato la sua corsa é l'S&P500 ha toccato un nuovo record annuale a 2885 punti prima di ricadere e chiudere a 2873.40 punti (+0.21%). Nell'immediato la spinta si é esaurita ieri sera verso le 18.00. Poi sono seguite delle prese di beneficio che costituiscono l'inizio di una correzione minore durante la quale l'S&P500 dovrebbe restare sopra i 2860 punti. Le statistiche favoriscono però un ulteriore e forse ultimo tentativo di rialzo. L'S&P500 ha avuto 5 sedute positive con un buon momentum - in genere in questo caso il massimo (2885 punti) viene ritestato e per lo meno marginalmente migliorato.

La seduta di ieri in Europa é stata decisamente meglio di quanto avevamo previsto. Era logico aspettarsi che presto a tardi l'Europa avrebbe seguito l'America e che gli indici sarebbero saliti su un nuovo massimo annuale. Pensavamo però che in questa fase i mercati mostrassero debolezza ed incertezza. Invece ieri le borse più importanti sono salite per tutta la giornata e hanno chiuso vicino ai massimi con volumi di titoli trattati in aumento - é stata una convincente rottura al rialzo. L'unico grave problema é che ora gli indici sono già ipercomperati (RSI sopra i 70 punti e candele sui grafici sopra il bordo superiore delle Bollinger Bands). È quindi improbabile che possano continuare la loro corsa senza una pausa e un sano ritracciamento.
Eurostoxx50 (+1.17% a 3435 punti) e DAX (+1.70% a 11954 punti) hanno chiuso sul massimo giornaliero con forti guadagni.
L'SMI svizzero (+0.35% a 9570 punti) é invece rimasto indietro. L'SMI ha guadagnato terreno ma si é fatto decisamente distanziare dalle altre borse europee ed é rimasto sotto i 9600 punti. L'ipotesi di un massimo definitivo sui 9600 punti é ancora valida. Sapete che spesso nel passato l'SMI ha cambiato tendenza con alcuni giorni d'anticipo rispetto a Eurostoxx50 e colleghi. L'SMI potrebbe quindi servire come precursore.
Il FTSE MIB (+1.08% a 21755 punti) ha guadagnato meno delle altre borse europee e ha raggiunto un nuovo massimo annuale. La RSI sopra i 70 punti (72.83 punti) segnala ipercomperato e suggerisce che a breve deve verificarsi un pull back. Fino a prova contraria la tendenza é al rialzo e non va combattuta. Notiamo una differenza - mentre altre borse europee hanno continuato nel pomeriggio la loro corsa e hanno chiuso sul massimo il FTSE MIB é salito fino alle 10.00 e poi si é mosso in laterale perdendo qualcosa nel pomeriggio - sembra quasi che gli americani vendono... Forse non siamo i soli a vedere i problemi economici dell'Italia.

La borsa americana sembrava voler continuare il rialzo indisturbata e ripetere il rally di lunedì. Invece a metà seduta il vento é cambiato. C'é stata un'ondata di vendite che ha fatto tornare il mercato in pari prima che un balzo sul finale sancisse la chiusura con un moderato guadagno ma nella parte inferiore del range giornaliero. Dopo 5 sedute di rialzo é arrivato il momento di fare una pausa.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2879 punti ed é sceso fino a 2872 punti prima di ripartire al rialzo. A metà seduta ha toccato il nuovo massimo annuale a 2885.25 punti. Poi é sceso a balzi fino al minimo giornaliero a 2865 punti. Sul finale é rimbalzato a 2873.40 punti (+0.21%) e ha salvato un guadagno di 6 punti. 
Il rialzo é nuovamente trascinato dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.60%) con i semiconduttori in gran spolvero (SOX +2.27% e nuovo massimo annuale). Tutti i settori hanno però partecipato con alcune eccezioni trascurabili come energia o farmaceutica. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4341 su 2836, NH/NL a 733 su 237 e volume relativo a 1.0. I NH non aumentano in maniera convincente - con gli indici che passano da un record al successivo questo numero dovrebbe veleggiare sui 1500 - presto o tardi la scarsa partecipazione renderà possibile un consistente vuoto d'aria.
A livello di sentiment notiamo il poco logico aumento della volatilità VIX (13.74 punti, +0.38 - ultimamente i traders sulla VIX hanno dimostrato un buon istinto nell'anticipare le correzioni dell'S&P500) e una caduta della CBOE Equity put/call ratio a 0.52. A questo riguardo vi invitiamo a rileggere il commento di ieri sull'S&P500.

Stamattina devo uscire presto e sto completando il commento tecnico (07.30) prima di avere indicazioni valide sull'apertura in Europa 
In questo momento il Nikkei sta guadagnando il +0.2% mentre Shanghai sale del +0.2%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2878 punti (-1 punto). Di conseguenza ritengo che l'Eurostoxx50 aprirà alle 09.00 sui 3430 punti - all'inizio ci sarannno delle leggere perdite (-0.1% / -0.2%). Ci aspettiamo una giornata tranquilla e stasera le borse dovrebbero chiudere poco distanti dai livelli d'apertura.

Commento del 3 aprile

L'America consolida la rottura al rialzo

Stamattina sono titubante. Ero convinto che il rialzo dell'S&P500 si sarebbe esaurito sui 2860+ punti. A dir la verità, come discusso nelle previsioni per il 2019,  stimavo che il massimo annuale dovesse già situarsi sui 2800 punti. La seduta di ieri sera a Wall Street é però stata una evidente e tipica seduta di consolidamento. L'S&P500 si é mosso in soli 11 punti con bassi volumi (volume relativo a 0.8) e ha chiuso praticamente invariato (2867.24 punti, +0.00%). L'indice durante la giornata é ridisceso fino ai 2858 punti, ha rivisitato il precedente massimo a 2860 punti ed é risalito. Dal comportamento durante la giornata risulta evidente che la rottura al rialzo é acquisita. Il mercato sembra pronto a continuare il rialzo e in questo caso come anticipato l'obiettivo si sposta a 2900 punti. Il massimo storico del 21 settembre 2018 si situa a 2941 punti. Se l'S&P500 arriva in una forma decente a 2900 punti vi assicuro che proverà a migliorare il massimo storico. A questo punto capirete la mia indecisione. L'istinto mi dice che questa gamba di rialzo é alla fine. Il comportamento dei mercati suggerisce però come scenario più probabile una continuazione del rialzo e gli indicatori ci dicono che il movimento é molto esteso ma esiste ancora un certo spazio verso l'alto. La RSI giornaliera dell'S&P500 é a 65.62 punti, quella settimanale a 59.96 punti. La MACD é su buy sia a corto che a medio termine. Al golden cross di lunedì S&P500 si é aggiunto ieri quello sul Nasdaq. La volatilità VIX é a 13.36 punti (-0.04) - é bassa ma quest'anno ha già toccato un minimo a 12.37 punti. Gli investitori sono ottimisti ma non euforici. La CBOE Equity put/call ratio é a 0.57 - come sapete ci vuole un valore sui 0.50 per parlare di eccessiva speculazione al rialzo. Il momentum é alto e deve diminuire prima che possa verificarsi un'inversione di tendenza.
Insomma - sembra che a breve le borse vogliano e possano salire più in alto. C'é il rischio che ci sia un effetto di risucchio - passati i 2860 punti il passo fino alla barriera psicologica a 2900 punti é breve. Dai 2900 la tentazione di salire fino al massimo storico a 2941 sarà grande. A questo punto é meglio evitare posizioni short e attendere che questa spinta di rialzo si esaurisca. È evidente che la scarsa partecipazione (ieri NH a 523 !) e la debolezza strutturale del mercato non bastano per bloccare il movimento a 2860 punti di S&P500.

Tra la buona seduta di lunedì a Wall Street e la pausa di ieri sera é evidente che la seduta in Europa doveva essere moderatamente positiva. Così é stato. L'Eurostoxx50 ha guadagnato 10 punti, ha toccato un massimo a 3402 punti e ha chiuso a 3395 punti (+0.30%). L'indice ha fatto però molta fatica a guadagnare terreno e in vicinanza del massimo annuale sembra rallentare e titubare e non guadagnare in forza e momentum. L'Eurostoxx50 la mattina é rimasto in pari e solo nel pomeriggio é riuscito a salire grazie soprattutto al settore auto. La seduta, anche se positiva, non ci induce a cambiare la nostra opinione che sui 3400+ punti la festa é finita. Il massimo annuale a 3422 punti é vicino - negli ultimi giorni non é però stato migliorato e questo riguarda anche DAX (+0.62% a 11754 punti) e SMI (-0.02% a 9536 punti). Sul FTSE MIB (+0.01% a 21522 punti) c'é poco da dire - l'indice ha terminato la giornata invariato e al centro del range giornaliero. Abbiamo notato che da due giorni lo spreads sui titoli di stato é tornato sensibilmente ad aumentare ma per ora questo non sembra avere conseguenze negative per la borsa. Spesso la reazione non é immediata...
 
Il cambio EUR/USD é sceso ieri sera a 1.1190. Ha toccato un minimo a 1.1183. Nel commento serale sull'Eurostoxx50, quando analizziamo brevemente la situazione dell'EUR, abbiamo scritto a proposito del cambio: "Scende poco ma scende costantemente e sul grafico c'é una preoccupante serie di candele rosse - questo non ci piace e temiamo la rottura al ribasso su un nuovo minimo annuale. Noi ci aspettavamo che sui 1.12 il cambio reagisse e tornasse a salire in direzione di 1.15. Key time !" Stamattina il cambio risale a 1.1225 - forse abbiamo ragione, dopo una breve rottura al ribasso ed un certo spavento. E se lo stesso valesse per la borsa americana?

Torniamo in America. Dopo il balzo di lunedì ieri a Wall Street é regnata una calma surreale. L'S&P500 ha aperto a 2864 punti, é oscillato un'oretta in laterale, si é tuffato sul minimo a 2858 punti ed é poi salito lentamente fino a 2869 punti. Sul finale é ricaduto a 2867.24 punti (+0.00%). La tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 +0.28% a 7499 - il precedente massimo annuale a 7505 punti é stato migliorato di 2 punti!), PMI (RUT -0.18%) e trasporti (DJT -0.17%) hanno fatto peggio - le differenze sono però insignificanti. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3445 su 3744, NH/NL a 523 su 273 e volume relativo a 0.8. I tassi d'interesse non si sono mossi.

Stamattina gira ancora la notizia che le trattative tra Stati Uniti e Cina per un accordo commerciale fanno progressi. Ormai questa storia si ripete da mesi ogni volta che la borsa sale. Il future sull'S&P500 guadagna altri 13 punti a 2880 punti. Le borse asiatiche guadagnano terreno (Tokio +0.97%, Shanghai +1.0%). L'Eurostoxx50 vale ora 3424 punti - l'indice aprirà su un nuovo massimo annuale marginale. Considerando l'umore attuale delle borse é probabile che possa chiudere stasera qualche punto più in alto.

Commento del 2 aprile

Nuovo massimo annuale dell'S&P500 - rottura al rialzo senza potenziale - falso segnale d'acquisto

Ieri l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo annuale a 2869 punti ed ha chiuso poco sotto a 2867.19 punti (+1.16%) con un guadagno di 32 punti. Sul grafico si verifica un golden cross tra la media mobile (MM) a 50 giorni e quella a 200 giorni che rappresenta un segnale d'acquisto a medio termine. Negli ultimi 13 anni il mese di aprile é sempre stato positivo. Il NYSE McClellan Summation Index ricomincia a salire suggerendo la fine di una fase di correzione - cosa aspettiamo per comperare?  

Sinceramente questa rottura al rialzo non ci convince. Avviene nel primo giorno del trimestre - normalmente in questa data vengono effettuati gli acquisti con la liquidità affluita sui conti risparmio o pensionistici. Spesso le prime seduta di un nuovo trimestre sono positiva. L'accelerazione di ieri é avvenuta con volumi mediocri (volume relativo a 0.95) e partecipazione miserabile (NH/NL a 696 (!) su 268 - il 21 marzo i NH erano 641 e abbiamo visto cosa é successo dopo). Non possiamo escludere una breve continuazione di questo rally visto che gli indici non sono ancora ipercomperati (RSI sull'S&P500 a 65.61 punti) e gli investitori sono ottimisti ma non euforici (VIX a 13.40 punti, -0.31). Non pensiamo però che ora sia partita una nuova gamba di rialzo con potenziale - siamo ancora nella fase finale del rialzo iniziato a fine dicembre 2018. Siamo pronti a rivedere questa opinione se sul prossimo pull back a 2860 punti l'S&P500 mostra un irrobustimento della partecipazione e un comportamento decisamente correttivo - in questo caso é possibile che il movimento dai 2860 punti possa far salire l'S&P500 fino ai 2900 punti (le ultime spinte di rialzo erano di circa 120 punti dal minimo della correzione intermedia). 

Le borse europee hanno avuto una seduta positiva - é logico visto che seguono appena possibile l'America. In Europa però non abbiamo ancora serie rotture al rialzo o segnali d'acquisto. Gli indici azionari si sono avvicinati al bordo superiore della banda d'oscillazione valida da più di un mese senza raggiungere un nuovo massimo annuale. Il FTSE MIB italiano (+1.10% a 21520 punti) costituisce un'eccezione causata dalla precedente fase di sovraperformance. L'Eurostoxx50 ha guadagnato 34 punti ed é salito a 3385 punti (+1.00%) - alle 22.00 valeva 3396 punti mentre il massimo annuale del 19 marzo si trova a 3422 punti. L'indice sembra voler ripartire al rialzo. Fino a prova contraria però non siamo convinti e favoriamo la distribuzione sui 3300-3400 punti. Ovviamente in una giornata del genere lo speculativo indice delle banche SX7E (+2.80% a 95.86 punti) ha festeggiato e ha contribuito al buon comportamento della borsa italiana. C'é una buona resistenza sui 98 punti mentre il massimo annuale é a 99.48 punti. I 100 punti sembrano una barriera invalicabile. Il DAX (+1.35% a 11682 punti) ha avuto un'ottima seduta con un'apertura in gap up, una chiusura vicino al massimo giornaliero con un guadagno di 156 punti e una sovraperformance nei riguardi dell'Eurostoxx50. Si nota però sul grafico che il DAX finora resta nel margine d'oscillazione delle scorse settimane e dubitiamo fortemente che potrà continuare il rialzo sopra la MM a 200 giorni (11716 punti) ed il bordo superiore delle BB (11768 punti).

Come si poteva già presupporre la mattina, anche la seduta al Wall Street é stata molto buona. L'S&P500 é salito (+1.16% a 2867 punti) su un nuovo netto massimo annuale a 2869 punti. Non é però ancora sicuro che questa é una valida rottura al rialzo con una sostenibile continuazione o una semplice impennata dovuta a ragioni tecniche e di conseguenza un falso segnale d'acquisto. Abbiamo abbastanza dubbi di natura tecnica e divergenze da evitare di rincorrere il rialzo comperando su questo massimo.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2855 punti, é brevemente sceso a 2848 punti e poi é salito in maniera regolare fino alle 20.00 a 2865 punti. Dopo un ritracciamento di una manciata di punti l'indice si é impennato a 2869 punti e ha chiuso a 2867 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5282 su 1999 e NH/NL a 696 su 268. La volatilità VIX é scesa poco a 13.40 punti (-0.32) - la CBOE Equity put/call ratio é stata normale a 0.61. Quasi tutti i settori hanno pertecipato al rialzo compresi i nostri due sorvegliati speciali (DJT +2.26%, RUT +1.06%). Il previsto rialzo a breve dei tassi 'interesse (reddito dell'USTBonds decennale a 2.49%, +0.08%) ha provocato un rally del settore bancario (BKX +2.93%) come in Europa. Pensiamo che il rialzo dei tassi d'interesse sia solo un rimbalzo all'interno di una fase di ribasso - di conseguenza anche il rialzo del BKX dovrebbe essere effimero - l'ipotesi vale anche per il resto del mercato.
Ieri i nuovi massimi annuali sono stati raggiunti con un gap up d'apertura. Può esserci una breve continuazione al rialzo ma poi deve esserci un ritracciamento a chiudere i gap. Questa fase sarà decisiva per capire se questo rialzo ha potenziale o se invece, come pensiamo noi, si é trattato di una falsa rottura al rialzo e un falso segnale d'acquisto.
Le Bollinger Bands (BB) sull'S&P500 scorrono a 2746-2868 punti - hanno cominciato leggermente ad allargarsi ma contengono ancora il rialzo dell'S&P500 - vedremo se questo "freno" funziona o se invece il rialzo mostrerà forza e sarà in grado di spingere le BB sensibilmente verso l'alto. Notiamo che il Nasdaq100 (+1.35% a 7478 punti) non ha toccato un nuovo massimo annuale - l'impennata del 21 marzo era secondo noi un esaurimento del trend e questo é ancora valido.

Stamattina torna la calma. Le borse asiatiche marciano sul posto (Nikkei -0.04%, Shanghai +0.2%). Il future sull'S&P500 scivola a 2866 punti, -4 punti). I compratori di ieri sembrano già spariti. L'Eurostoxx50 vale ora 3387 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. In teoria la buona seduta di ieri con chiusura vicina ai massimi giornalieri invita ad una continuazione verso l'alto. L'effetto "inizio trimestre" dovrebbe durare due o tre giorni. Di conseguenza la seduta odierna dovrebbe ancora essere "buona". Significa positiva o per lo meno in pari.

Aggiornamento del 1. aprile

Un balzo della produzione industriale cinese fa decollare le borse - test dei 2860 punti di S&P500 ?

Due dati riguardanti la produzione industriale cinese, resi noti tra domenica e stamattina hanno mostrato un sorprendente miglioramento dell'attività manifatturiera. Le borse hanno subito reagito positivamente. Il Nikkei ha fatto un balzo del +1.4% mentre Shanghai sta guadagnando il +2.5%. Il future sull'S&P500 sale a 2856 punti (+19 punti) - questo significa che l'S&P500 vale circa 2854 punti - nel pomeriggio, se la situazione non cambia, dovrebbe aprire sui 2854 punti - in gap up e a soli 6 punti dal massimo annuale a 2860 punti. Restiamo dell'opinione che a breve il potenziale di rialzo dell'S&P500 é modesto - salire sostanzialmente sopra il bordo superiore delle BB attualmente a 2859 punti, sarà difficile. Stiamo riflettendo se riaprire una posizione speculativa short a corto termine sui 2860 punti. Dipende da quello che vediamo stamattina. Renderemo nota la nostra decisione nel commento sull'S&P500 delle 14.00 e nella sezione portafoglio.
Vi ricordimao che durante il fine settimana anche l'Europa é passata all'ora estiva - gli orologi sono avanzati di un'ora. Questo significa che la differenza d'orario con New York torna ad essere di 6 ore. La borsa a Wall Street aprirà per noi europei alle 15.30 del pomeriggio e chiuderà alle 22.00.

Domenica abbiamo letto le analisi di numerosi analisti tecnici - colleghi o concorrenti. Abbiamo esaminanto analisi bullish e bearish - i due campi praticamente si equivalevano ed entrambi avevano buoni argomenti a loro favore. Questo rafforza la nostra idea che sarà difficile uscire in maniera stabile e sostenibile dal range 2750-2860 punti di S&P500. Specialmente a livello di sentiment gli investitori passano troppo velocemente dal pessimismo all'ottimismo e viceversa. Sembra che gli investitori istituzionali stiano a guardare mentre i traders riescono a provocare delle folate di 60-80 punti prima di mollare la presa - non sono però in grado di sviluppare una tendenza a medio termine. Per uscire da questa situazione di stallo ci vorrà del tempo.

Adesso l'Eurostoxx50 vale 3373 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.6%. Riusciranno durante la giornata a salire più in alto? Noi scommettiamo sul ritracciamente e sulla chiusura del gap d'apertura (3354). Poi aspetteremo di vedere cosa decidono di fare gli americani. Teniamo d'occhio i tassi d'interesse - al momento stanno lievitando...

Commento del 30-31 marzo

Le borse restano tendenzialmente rialziste e gli investitori compiacenti ignorano il deterioramento dei dati congiunturali

Il commento tecnico di una settimana fà era stato scritto sotto l'influenza della pesante caduta del venerdì (S&P500 -1.90%, Eurostoxx50 -1.83%). Avevamo evitato di prevedere una correzione o un ribasso poiché era troppo presto - non avevamo ancora nessun tipo di conferma malgrado che esistessero le premesse per un'inversione di tendenza. Volevamo osservare come si sviluppava questo impulso ribassista prima di prendere una decisione. Inoltre ci interessava esaminare il comportamento del mercato delle obbligazioni - Bund tedesco e US Treasury Bonds americani erano ipercomperati e gli investitori erano long ed euforici - i redditi erano caduti su dei nuovi minimi annuali. Una reazione sembrava imminente. I mercati sembravano scommettere su un forte rallentamento economico o una recessione e gli operatori prevedevamo logicamente un ulteriore calo dei tassi d'interesse.
Gli investitori sembrano dilaniati da due forze di segno opposto. La recessione dovrebbe ridurre gli utili delle imprese ed il valore delle azioni. D'altra parte i rischi di rallentamento economico obbligano le Banche Centrali a mantenere una politica monetaria estremamente espansiva e a sostenere i mercati finanziari. Redditi molto bassi o addirittura negativi spingono (e in certi casi obbligano considerando il bisogno di ottenere delle rendite minime contrattuali) gli investitori in direzione dei mercati azionari. È ancora poco chiaro quale dei due effetti prevarrà e questo lo si vede anche nei segnali tecnici mandati dai veri mercati che al momento sono decisamente misti e contraddittori. La settimana appena trascorsa é stata positiva - le perdite del venerdì "nero" (22 marzo) non sono state però ancora compensate. A breve ci sono buoni argomenti sia per una continuazione del rialzo iniziato alla fine di dicembre del 2018 sia per una sostanziale correzione. A medio e lungo termine i mercati azionari sono toppish e noi fino a prova contraria manteniamo le previsione che a marzo le borse abbiano toccato i massimi annuali. L'oscillazione tra i 2750- ed i 2850+ punti di S&P500 che blocca il mercato da metà febbraio in uno stretto corsetto ci sembra di tipo distributivo. In ogni caso a breve sembrano solo possibili delle brevi folate nelle due direzioni - la borse non sembrano ancora mature per una nuovo sostanziale e duraturo movimento.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.38% a 3351 punti
DAX                         +1.42% a 11526 punti
SMI                          +1.70% a 9477 punti
FTSE MIB                  +0.98% a 21286 punti
S&P500                    +1.20% a 2834.40 punti
Nasdaq100               +0.72% a 7378 punti

Settimana scorsa ci sono state parecchie sedute con un nulla di fatto. Lunedì, mercoledì e giovedì gli indici azionari europei hanno chiuso praticamente invariati. In America solo martedì le borse sono rimaste ferme - nelle altre sedute delle settimana non ci sono però state variazioni superiori all'1%. Per saldo la settimana é stata positiva e l'impulso ribassista del venerdì 22 marzo non ha avuto una continuazione degna di nota. L'S&P500 ha provato due volte a scendere più in basso e ha toccato tre volte dei minimi a 2785-2787 punti che sono serviti a formare un supporto intermedio. Venerdì l'S&P500 é risalito a 2834.40 punti (+0.67%) e si trova nuovamente a soli 22 punti (meno dell1%) dal massimo annuale. La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 61.7% dei titoli sopra la SMA a 30 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 55.72. Il grafico é costruttivo - l'S&P500 si trova sopra le MM a 50 giorni (in crescita) e a 200 giorni (in leggera crescita) - settimana prossima si verificherà un golden cross (bullish). Sono però le Bollinger Bands a delimitare idealmente la banda d'oscillazione - scorrono piatte a 2749-2859 punti. A questi segnali positivi si contrappongono dei segnali negativi. Il recupero di settimana scorsa é avvenuto con scarsa partecipazione sia a livello di volumi che di partecipazione (NH/NL) e leadership (é venuta a mancare la tecnologia). Gli investitori sono tornati troppo velocemente troppo ottimisti (VIX a 13.71 punti, -0.72). È quindi possibile che settimana prossima l'S&P500 provi a testare il massimo annuale a 2860 punti - é poco probabile che possa salire sostanzialmente più in alto. Non sappiamo ancora quale sarà l'effetto di una risalita dei tassi d'interesse. In effetti i tassi d'interesse sono scesi ancora fino a giovedì e solo venerdì hanno accennato la prevista reazione. Il reddito dell'USTBonds é salito a 2.41% (+0.02%) facendo quasi sparire l'inversione nella curva del tassi d'interesse (reddito dell'US Treasury Bills a 1 mese a 2.43% (-0.01%)).

Venerdì la seduta in Europa é stata positiva a traino dell'America. Gli indici azionari hanno aperto in positivo grazie alla buona chiusura la sera prima a Wall Street. Hanno chiuso la sera vicini al massimo giornaliero sempre con un occhio rivolto all'America dove gli indici stavano guadagnando terreno. L'Eurostoxx50 é salito a 3351 punti (+0.95%) - il massimo annuale a 3422 punti si riavvicina. Non siamo però convinti che le borse europee possano continuare il rialzo e valutiamo seriamente l'opzione di una testa e spalle ribassista. Significa che settimana prossima l'Eurostoxx50 dovrebbe distribuire in laterale e preparare una spinta di ribasso. Alle 22.00 l'indice valeva 3360 punti.
Gli altri indici si sono comportati come l'Eurostoxx50: DAX +0.86% a 11526 punti, SMI +0.76% a 9477 punti e FTSE MIB +0.97% a 21286 punti. Anche le banche si sono mosse nel plotone (SX7E +0.91% a 93.25 punti). Notiamo che la borsa italiana sembra aver perso la sua forza relativa. Significa che nel futuro avrà tendenza a muoversi come l'Eurostoxx50 o peggio.

L'S&P500 si é mosso a caso in soli 17 punti - é però sempre rimasto in guadagno. Ha aperto a 2831 punti ed é sceso in maniera irregolare fino ai 2819 punti chiudendo il gap con giovedì. Poco prima della chiusura ha toccato il massimo a 2836 punti. Ha chiuso poco più in basso a 2834.40 punti (+0.67%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4516 su 2694, NH/NL a 525 su 336 e volume relativo a 0.95. Giovedì il rapporto NH/NL era di 360 su 434 - il miglioramento venerdì é misero. La volatilità VIX é caduta a 13.71 punti (-0.72) e questo rappresenta un eccessivo e ingiustificato cambiamento favorevole del sentiment. La CBOE Equity put/call ratio era a 0.65 con la MM a 10 giorni a 0.62. La MM a 10 giorni sta salendo dal 0.58 di settimana scorsa - normalmente questo ha implicazioni negative per la borsa. Venerdì il Russell2000 ha guadagnato solo il +0.30% - il DJTransportation ha invece convinto con un +0.86%. 
Riassumendo settimana scorsa le borse hanno guadagnato terreno ma non hanno convinto. Gli investitori sono tornati troppo presto troppo ottimisti. Il probabile rialzo (rimbalzo) a breve dei tassi d'interesse non ha ancora mostrato il suo effetto. Alla fine di questa settimana i segnali positivi prevalgono su quelli negativi - il potenziale di rialzo sembra però modesto e le borse sono toppish. Il 16-17 marzo avevamo previsto un lungo periodo di distribuzione dell'S&P500 sui 2800+ punti - finora le borse seguono questo scenario e noi non abbiamo motivi per cambiare opinione.

Commento del 29 marzo

Situazione ancora confusa - i tassi d'interesse (per ora) non risalgono

Ieri le borse europee hanno nuovamente chiuso senza sostanziali variazioni (Eurostoxx50 -0.05% a 3320 punti). Gli indici azionari si sono mossi in pochi punti nel range della precedente seduta e non hanno fornito spinti d'interesse per l'analisi tecnica. Vediamo sui grafici la possibile formazione di costellazioni ribassiste ma fino a quando non ci sono rotture al ribasso sotto i supporti si tratta solo di ipotesi senza conferma. In America invece la seduta é stata moderatamente positiva (S&P500 +0.36% a 2815.44 punti). Anche in questo caso si é però trattato di una seduta in trading range che ha solamente compensato le perdite del giorno precedente. Notiamo il buon comportamento del settore delle PMI (RUT +0.85%) che spesso é un preludio ad una fase di rialzo - a compensare c'é però l'improvvisa debolezza relativa del settore tecnologico (Nasdaq100 +0.17% a 7320 punti).
Aspettiamo ancora con trepidazione il momento in cui i Bonds, ipercomperati e con investitori troppo convinti che i tassi d'interesse possono solo scendere, cominceranno a scendere facendo lievitare i tassi d'interesse di mercato. L'effetto é incerto. Ieri il reddito dell'US Treasury Bonds a 10 anni si é fermato a 2.39%.

Facciamo prima un breve riassunto dela seduta europea.
L'Eurostoxx50 (-0.05% a 3320 punti) si é mosso ancora meno del giorno precedente e ha chiuso nuovamente praticamente invariato. L'indice marcia sul posto - l'impressione é che si stia formando una testa e spalle ribassista con neckline sui 3270 punti. Mercoledì avevamo definito il balzo dell'indice SX7E assurdo - ieri mattina abbiamo aggiunto effimero. Ieri é arrivata subito la conferma (SX7E -1.11% a 92.41 punti) - con tassi d'interesse molto bassi e cattive prospettive congiunturali non vediamo ragioni per investire in questo settore. Solo i traders possono cimentarsi ma devono avere un timing perfetto se no rischiano solo di perdere i nervi.
Anche il DAX (+0.08% a 11428 punti) é rimasto fermo. La seduta é stata la copia di quella di mercoledì con la differenza che il DAX si é mosso ancora meno. Non abbiamo nessuna osservazione particolare a riguardo di una seduta in trading range che si é conclusa con un nulla di fatto. Il future sul Bund tedesco mercoledì é salito su un nuovo massimo storico e ieri ha confermato questo record. Gli investitori scommettono su un forte rallentamento congiunturale in Europa (non parliamo ancora di recessione) che obbligherà la BCE a mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ben oltre i termini previsti finora. Il Bund decennale rende il -0.07%.
Il FTSE MIB (-0.53% a 21081 punti) ha finito il carburante e per una volta ha perso terreno rispetto al resto delle borse europee. La ragione é semplice - é venuto a mancare un settore in grado di sorreggere il mercato. Il calo delle utilities (ENI, ENEL) di Fiat e di Unicredit é stato troppo per un indice che sembra ormai a corto di argomenti. Da giorni il FTSE MIB si muove tra i 21000 ed i 21500 punti - se a breve non riesce a salire sopra i 21500 punti e riprendere il rialzo deve cadere sotto il supporto e correggere. Se guardiamo alla stagionalità e ai fondamentali bisogna favorire la variante della rottura al ribasso.
L'SMI (+0.16% a 9406 punti) ha fatto un'altra seduta di pausa. La candela sul grafico con minimo e massimo ascendenti é costruttiva ma se si considera la chiusura sul minimo e il piccolo guadagno di 15 punti non si può che dire che la seduta é stata neutra.
L'SMI, come l'Eurostoxx50, sembra formare una testa e spalle ribassista con neckline sui 9250 punti. Guarda caso la MM a 50 giorni scorre a 9235 punti e sale...

Speravamo che ieri la borsa americana ricominciasse a scendere e che l'S&P500 cadesse sotto i 2800 punti attaccando il supporto a 2785-2787 punti. Invece gli indici hanno semplicemente svolto una insignificante seduta nel range del giorno precedente e hanno chiuso con moderati guadagni. L'S&P500 ha aperto a 2814 punti ed é salito sul massimo a 2819 punti. Poi fino a metà seduta é sceso e ha toccato un minimo a 2798 punti. Da qui é risalito in due fasi fino alla chiusura a 2815.44 punti (+0.36%). Il DJ Transportation (+1.20%) e il Russell2000/RUT (+0.85%) hanno fatto decisamente meglio - la tecnologia ha frenato (Nasdaq100 +0.17%) - c'é un'evidente rotazione tra settori dall'esito ancora incerto.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4730 su 2451, NH/NL a 360 su 434 e volume relativo a 0.75. I dati sono OK - nulla di particolare. I bassi volumi ci fanno credere che gli investitori sono in attesa di un evento per prendere una decisione. Sui grafici appaiono triangoli orizzontali la cui uscita potrebbe essere dinamica e sostanziale. Le Bollinger Bands sull'S&P500 sono orizzontali a 2749-2855 punti - troppo strette...
La volatilità VIX é caduta a 14.34 punti (-0.72) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.71 - non abbiamo valori estremi che possano darci delle indicazioni sulla prossima tendenza.
Il riassunto é presto fatto - a breve termine vale il range 2750-2850 punti - la direzione d'uscita da questo range é ancora incerta.

Stamattina scriviamo il commento presto (06.30) e non abbiamo ancora una chiara visione della situazione e una valida previsione per la giornata. Le borse asiatiche stanno salendo (Nikkei +0.8%) con un forte balzo della Cina (Shanghai +2.5%). Il future sull'S&P500 é a 2825 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 ieri sera alle 22.00 valeva 3336 punti - stimiamo che stamattina aprirà sui 3340 punti. Non ci aspettiamo sorprese - gli indici azionari dovrebbero chiudere vicino ai livelli d'apertura.

Commento del 28 marzo

Correzione/ribasso o ripresa del rialzo? - decisione rimandata. Supporto decisivo a 2785-2787 punti di S&P500

Ieri le borse dovevano completare il rimbalzo iniziato martedì e fermarsi - eventualmente potevano cominciare a ritracciare - tra giovedì e venerdì doveva poi continuare la correzione iniziata venerdì scorso. In effetti le borse hanno seguito questo programma. Gli indici azionari europei hanno aperto in positivo, hanno ritracciato la mattina per poi salire nel pomeriggio e toccare un massimo giornaliero intorno alle 14.40. Poi hanno fatto marcia indietro ed hanno chiuso per la maggior parte invariati e al centro del range giornaliero. È stata una seduta equilibrata e neutra che ci ha unicamente detto che il rimbalzo iniziato martedì é finito come da copione.
L'Eurostoxx50 ha aperto a 3322 punti - la mattina é sceso sul minimo a 3303 punti (vi ricordiamo che c'é supporto a 3300 punti) - il pomeriggio é salito sul massimo a 3344 punti - ha infine chiuso a 3322 punti (+0.08%) con un insignificante guadagno di 3 punti. Come avevamo previsto nel commento del mattino i traders hanno avuto la cattiva idea di correre ad imitare l'America ed hanno comperato le azioni delle banche (SX7E +1.85% a 93.45 punti) - sono però finiti i tempi in cui il settore bancario dettava lo svolgimento della seduta. L'Eurostoxx50 é rimasto indifferente a questo balzo assurdo e probabilmente effimero.
Anche DAX (-0.00% a 11419 punti) e SMI (+0.01%) sono marciati sul posto. Solo il FTSE MIB ha ancora una volta mostrato forza relativa e ha guadagnato il +0.26% a 21194 punti. Sul grafico é apparsa un'altra candela senza corpo - é stata una seduta che tecnicamente non ci ha detto nulla di nuovo. Il FTSE MIB continua a sovraperformare le altre borse europee. Fondamentalmente questo comportamento é inspiegabile anche alla luce delle revisioni al ribasso sulla crescita del PIL. Secondo Confindustria nel 2019 ci sarà un ristagno (crescita 0) mentre nel 2020 la crescita sarà del +0.4%. Come previsto da tempo i dati del governo alla base del budget 2019 (crescita del +1.4%) si rivelano irrealistici - già l'UE aveva ridotto le stime al +0.2%. Nei conti pubblici italiani si scava un cratere e il rapporto debito PIL peggiora nettamente a causa della revisione delle due componenti (più debito, meno crescita). Il momento della resa dei conti si avvicina - l'Italia avrà bisogno una manovra finanziaria per riequilibrare i conti. Prima di maggio però nessuno vorrà parlarne (neanche a Bruxelles) e la borsa preferisce ignorare il problema. Lo spreads sui titoli di Stato resta stabile sui 250 bsp e questo corrisponde a tassi d'interesse sui BTP in calo visto che ieri il future sul Bund ha raggiunto un nuovo massimo storico a 166.04 (+0.19%) e il reddito del Bund tedesco decennale é sceso a -0.073%!

Mentre l'Europa si é fermata l'America ha già cominciato a fare marcia indietro. L'S&P500 ha perso 13 punti ed é tornato a 2805.37 punti (-0.46%). Questa seduta negativa non costituisce però ancora una prova definitiva che l'S&P500 vuole scendere. In effetti l'S&P500 ha toccato un minimo giornaliero a 2787 punti ed é poi risalito 23 punti per infine sgonfiarsi negli ultimi minuti di contrattazioni. La chiusura é sopra la barriera psicologica dei 2800 punti ed il minimo corrisponde al doppio minimo di lunedì a 2785-2786 punti. Si é quindi costituito un supporto intermedio a 2785-2787 che a breve costituisce uno spartiacque tra correzione e ripresa del rialzo. La seduta ha mandato segnali misti. Tecnologia (Nasdaq100 -0.58% a 7308 punti) e PMI (RUT -0.39%) si sono comportati come l'S&P500. Il DJ Transportation (+0.89% a 10197 punti) ha invece continuato il rimbalzo dal supporto a 10000 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2925 su 4258, NH/NL a 341 su 609 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é risalita a 15.15 punti (+0.47) mentre la CBOE Equity put/call ratio sale a 0.69 - relativamente alta ma non ancora in zona pericolosa. Da questi dati non possiamo trarre nessuna conclusione - si sono sviluppati in relazione ad una seduta moderatamente negativa. Non appare però una particolare pressione di vendita.
Il reddito dell'US Treasury Bonds a 10 anni é sceso a 2.39% (-0.02) - la curva dei rendimenti rimane inversa e per il momento l'atteso rialzo dei tassi provocato da un eccesso di ottimismo sui Bonds (DSI sopra i 90 punti) non si verifica. Non sappiamo ancora come reagiranno le borse quando i segnali provenienti dal mercato a reddito fisso cambierà.

Stamattina le borse asiatiche sono miste - i nostri due mercati di riferimento sono però in perdita (Nikkei -1.61%, Shanghai -0.9%). Il future sull'S&P500 scivola a 2807 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora (08.20) 3328 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno e ampiamente nel range di ieri. Le premesse sono per un'altra seduta di pausa. Noi però ci aspettiamo una seduta negativa - vediamo se nel corso della giornata i venditori tentano un affondo.

Commento del 27 marzo

Modesto rimbalzo dai supporti - decisivo sarà il comportamento delle borse quando i tassi d'interesse risaliranno

Lunedì le borse si sono fermate sui supporti (Eurostoxx50 a 3300 punti, S&P500 intorno ai 2800 punti). La logica continuazione é stata ieri un rimbalzo. La seduta sia in Europa che in America é stata positiva e gli indici azionari hanno chiuso nella parte superiore del range giornaliero con moderati guadagni. Non siamo in grado di dire se si tratta di un semplice rimbalzo tecnico prima dellla ripresa della correzione o se sta riprendendo il rialzo iniziato a fine dicembre dell'anno scorso. I dati sulla partecipazione erano buoni e favoriscono la variante della ripresa del rialzo anche perché l'S&P500 (+0.72% a 2818.46 punti, massimo giornaliero a 2829 punti) si trova solo una quantina di punti sotto il massimo annuale a 2860 punti. I grafici ed il quadro tecnico generale favoriscono invece la correzione o l'inversione di tendenza e l'inizio di un ribasso. Vi ricordiamo che avevamo intitolato il commento tecnico del 16-17 marzo con "l'inversione di tendenza a medio termine può durare più a lungo" e avevamo spiegato che doveva trattarsi di un processo di settimane - in quel momento l'S&P500 si trovava a 2822 punti. Non siamo quindi sorpresi da questo processo di distribuzione e periodo di incertezza nel range 2800-2860 punti. Il crollo delle borse di venerdì é stato giustificato dalla paura di una recessione segnalata dalla caduta dei tassi d'interesse sull'USD e dall'inversione della curva dei tassi d'interesse. Ieri il reddito dell'US Treasury Bond a 10 anni é ancora sceso a 2.41% (-0.02%). Da giorni il DSI (Daily Sentiment Index) sull'US Treasury Bond é sopra i 90 punti. A breve il future sul Bond é decisamente ipercomperato e il reddito non dovrebbe scendere più in basso ma risalire. Vedremo come reagiranno le borse quando i tassi d'interesse ricominceranno a salire. Dovrebbe accadere ancora questa settimana.

Ieri le borse europee hanno aperto in pari, sono brevemente ritornate in negativo ma dopo le 10.00 hanno deciso di salire. Gli indici hanno guadagnato terreno fino nel primo pomeriggio e poi sono oscillati stancamente in laterale fino alla chiusura. Concretamente l'Eurostoxx50 ha aperto a 3302 punti. È ancora sceso fino a 3293 punti di minimo e poi é salito regolarmente fino alle 14.45 quando ha toccato il massimo a 3326 punti. Ha chiuso poco più in basso a 3319 punti (+0.57%). L'indice delle banche (SX7E -0.50% a 91.75 punti) era ancora in difficoltà ma visto che ieri sera il corrispettivo americano BKX ha guadagnato il +1.65% siamo pronti a scommettere che oggi gli speculatori si butteranno a comperare banche europee e faranno fare un bel balzo all'indice - fino al prossimo voltafaccia.
Le altre borse europee si sono comportate in maniera simile (DAX +0.64% a 11419 punti, FTSE MIB +0.38% a 21139 punti). Solo l'SMI ha fatto decisamente meglio (+0.90% a 9389 punti) ma é stato solo un caso come mostra l'A/D a 10 su 10. L'indice ha approfittato della buona performance dei tre pesi massimi Novartis, Roche e Nestlé che sono saliti di più dell'1%.
Riassumendo le borse europee hanno recuperato in due giorni circa un terzo delle perdite di venerdì scorso - se oggi si fermano o hanno una seduta di poco positiva é probabile che tra giovedì e venerdì ci sarà un'altra spinta di ribasso. In quel momento sapremo esattamente a che punto ci troviamo.

Anche la borsa americana é rimbalzata dopo la pausa di lunedì. L'S&P500 é balzato fino a 2829 punti di massimo ed ha chiuso a 2818.46 punti (+0.72%) con un guadagno di 20 punti. La reazione della borsa americana é stata abbastanza convincente - gli indici hanno ora recuperato la metà delle perdite di venerdì con buoni dati sulla partecipazione. A livello di sentiment é invece tornato subito l'ottimismo e questo é un fattore negativo. I dati tecnici sono contraddittori ed é difficile capire cosa potrebbe succedere nel resto della settimana. Noi pensiamo però che oggi ci sarà una breve continuazione del rialzo di ieri. Velocemente però gli acquisti dovrebbero prosciugarsi e gli indici dovrebbero fermarsi ed eventualmente ritracciare. Tra giovedì e venerdì l'S&P500 dovrebbe riprovare a scendere sotto i 2800 punti.
La seduta ieri al NYSE é stata decisamente positiva (A/D a 5177 su 1995, NH/NL a 359 su 403, volume relativo a 0.9) grazie al buon comportamento del Russell2000 (RUT +1.01%) - ieri invece la tecnologia é stranamente rimasta indietro (Nasdaq100 +0.47%). La volatilità VIX é subito caduta a 14.68 punti (-1.65) mentre la CBOE Equity put/call ratio si é assestatata a 0.65. C'é troppo ottimismo e compiacenza. 

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei -0.23%, Shanghai +0.8%). Il future sull'S&P500 sale a 2829 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 aprirà stamattina sui 3330 punti (+11 punti). Gli indici azionari europei inizieranno le contrattazioni con guadagni di circa il +0.4%. Per oggi dovrebbe bastare. Alle 09.00 é previsto un discorso di Mario Draghi - vedremo se si esprimerà sulla situazione economica europea tutt'altro che rosea. Noteremo subito gli effetti delle sue affermazioni sul cambio EUR/USD che é tristemente ridisceso a 1.1255.

Commento del 26 marzo

Le borse fanno una pausa e gli indici difendono i supporti - situazione ancora in bilico

Ieri le borse hanno fatto una pausa. Gli indici azionari europei ed americani hanno perso qualcosa ma hanno chiuso in mezzo al range giornaliero e con scarsi volumi. La prima impressione é che gli indici vogliono difendere i primi supporti e che di conseguenza la pressione di vendita é modesta. È però improbabile che le borse possano riuscire a riprendere il rialzo senza prima completare una correzione - l'impulso ribassista di venerdì deve ancora avere una continuazione. La seduta di ieri non ci ha fornito nuove informazioni in grado di valutare il trend - dobbiamo aspettare ancora qualche giorno prima di poter capire se si sta verificando un'inversione di tendenza o solo una correzione minore.

Le candele sui grafici in Europa sono piccole e in generale con un corpo bianco o verde. Significa che gli indici hanno chiuso sopra i livelli d'apertura malgrado le leggere perdite. I segnali positivi e quelli negativi si equivalgono. Anche a livello di tassi d'interesse e cambi non ci sono stati movimenti sostanziali o significativi.
L'Eurostoxx50 é sceso a 3300 punti (-0.16%) e ha chiuso sul primo supporto - il settore bancario (SX7E -0.22%) si é mosso in mezzo al plotone. Il DAX (-0.15% a 1346 punti) é stato fermato dal bordo inferiore delle Bollinger Bands e dalla MM a 50 giorni - in genere questi sono deboli supporti o punti di riferimento. Il FTSE MIB (+0.01% a 21081) é ancora una volta riuscito a far meglio del resto dei mercati europei e conferma la sua forza relativa. Sull'SMI svizzero c'é poco da dire (-0.15% a 9305 punti).

La seduta in America é stata contraddistinta dal combattimento tra rialzisti e ribassisti intorno ai 2800 punti di S&P500. L'indice ha svolto ampie oscillazioni intorno a questo valore toccando un massimo a 2809 punti e un minimo a 2785 punti. Questi livelli sono stati avvicinati due volte - l'S&P500 ha aperto a 2796 punti e ha chiuso a 2798.36 punti (-0.08%) - praticamente una seduta in pari ed in equilibrio. Il Russell2000 (RUT +0.46%) ha fatto meglio, il DJ Transportation (-0.51% a 10000 punti) ha fatto peggio e si é fermato sull'importante supporto a 10000 punti. Per una volta la tecnologia (Nasdaq100 -0.12% a 7317 punti) non si é distinta.
La seduta al NYSE é stata debolmente positiva (grazie al RUT) con A/D a 3783 su 3380, NH/NL a 176 su 1278 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scivolata a 16.33 punti (-0.15) mentre la CBOE Equity put/call ratio a 0.62 era esattamente sulla media di lungo periodo.
C'é poco da dire - l'S&P500 si é fermato intorno al supporto a 2800 punti. Potrebbe brevemente rimbalzare ma in seguito dovrebbe ancora esserci una spinta di ribasso.

Stamattina i mercati sono ancora in bilico e senza direzione. Sono le 10.30 - il DAX perde il -0.10% - l'Eurostoxx50 guadagna il +0.15% - il FTSE MIB sale del +0.10%. Il future sull'S&P500 rimbalza a 2813 punti (+6 punti). È possibile che la pausa sui supporti (2800 punti di S&P500 e 3300 punti di Eurostoxx50) duri ancora fino a domani.
Per la cronaca stamattina il Nikkei é balzato del +2.15% mentre Shanghai ha perso il -1.5% - anche dall'Asia arrivano segnali discordanti.

Aggiornamento del 25 marzo

L'eccessivo ottimismo deve per lo meno trasformarsi in sano scetticismo

Durante il fine settimana abbiamo letto le analisi tecniche dei nostri colleghi o concorrenti. Ci stupisce sempre il fatto che molti analisti possono passare da una previsione di rialzo infinito ad una di catastrofe imminente senza battere ciglio o ammettere errori. Mentre una settimana fà, quando l'S&P500 aveva superato i 2800 punti, apparivano i primi studi che prevedevamo la salita dell'S&P500 su un nuovo massimo storico a 3000 punti, ora tutti prevedono un calo che va dalla correzione al ribasso fino almeno i 2350 punti. Abbiamo l'impressione che solo chi la spara più grossa riesce a far notizia e attirare l'attenzione dei media.
La nostra politica é di mantenere la rotta fino a quando non appare la prova che siamo sulla strada sbagliata. A questo punto ci vuole un minimo di umiltà - bisogna ammettere l'errore davanti all'evidenza dei fatti, cercare le cause per evitare di cadere nella stessa trappola in un'altra occasione e creare un nuovo scenario consistente. Talvolta gli errori sono inevitabili - l'analisi tecnica analizza il comportamento della massa degli investitori e estrapola delle tendenze - cerca sulla base della storia di prevedere il futuro partendo dal principio che certi sviluppi si ripetono. Talvolta però succede qualcosa di imprevisto o c'é un intervento esterno che cambia completamente la situazione e tutti vengono presi in contropiede. È inevitabile. L'analisi tecnica non é certezza ma calcolo delle probabilità.
Giovedì scorso l'S&P500 ha toccato un massimo annuale a 2860 punti. Venerdì c'é poi stata una pessima seduta che puzza di inversione di tendenza - per lo meno esistono le premesse tecniche. Bisogna però attendere conferme prima di poter prevedere un ribasso. L'unica cosa certa é che il calo di venerdì deve avere a breve una continuazione. L'ipercomperato é sparito - le RSI sono scese sui 61 (FTSE MIB) - 44 (DAX) punti) - raramente si fermano sui 50 punti e ricominciano a salire - molto spesso devono scendere sui 30 punti prima che la correzione finisca. Lo stesso vale per i dati sul sentiment. L'eccesso di ottimismo e la compiacenza di settimana scorsa si sono solo trasformati in leggera inquietudine - non siamo ancora a livello di scetticismo o addirittura panico. La volatilità VIX é balzata solo a 16.48 punti (+2.85) - il Fear&Greed Index é ancora sopra i 50 punti a 59 punti. È quindi probabile che le vendite iniziate venerdì durino almeno ancora qualche giorno. L'inversione della curva dei rendimenti sull'USD ha scatenato le vendite - teniamo quindi d'occhio i tassi d'interesse per vedere se questo effetto si irrobustisce o sparisce.

Stamattina é ancora il coloro rosso a dominare sugli schermi. Le borse asiatiche sono in picchiata (Nikkei -3.18%, Shanghai -2.9%). Il future sull'S&P500 perde 19 punti a 2791 punti. I tassi d'interesse continuano a scendere mentre il cambio EUR/USD é fermo a 1.13. Attenzione poiché i Bonds sia in Europa che in America sono ipercomperati, in eccesso di rialzo e con investitori pesantemente e speculativamente esposti al rialzo. È probabile che un massimo sui Bonds e un minimo sui rendimenti sia vicino ed imminente.
L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3290 punti (-15 punti) - le borse europee apriranno in calo del -0.5% circa - non é terribile. Sarà però importante ed interessante osservare se nel corso della giornata le vendite continuano o se invece gli indici riescono a stabilizzarsi sui primi supporti.

Commento del 23-24 marzo

La curva dei rendimenti invertita provoca un'ondata di vendite - paura di recessione

Secondo le nostre previsioni la settimana appena trascorsa doveva essere negativa e rappresentare l'inizio di una fase di distribuzione dell'S&P500 (-1.90% a 2800.71 punti) intorno ai 2800 punti. Il 15 marzo erano scaduti i derivati di marzo e questa grande scadenza trimestrale spesso rappresenta un punto tornante. In questo caso la probabilità di un'inversione di tendenza era ancora più alta del solito visto che tendenzialmente le borse salgono da inizio anno ed erano decisamente ipercomperate. L'inizio della settimana é stato per noi deludente. Gli indici azionari hanno continuato la loro corsa come se nulla fosse e martedì c'é stato ancora un balzo che ha fatto salire le borse europee su un nuovo massimo annuale decisamente sopra i nostri obiettivi. Eravamo perplessi ma non abbiamo cambiato opinione. Da mercoledì le borse europee hanno cominciato a scendere mentre quella americana ha resistito in attesa dell'esito della riunione della FED di mercoledì sera. Giovedì la nostra ipotesi di borse negative ha subito un'altro duro colpo - l'S&P500 é salito su un nuovo massimo annuale a 2860 punti. A questo punto eravamo decisamente frustrati e cominciavamo a dubitare della bontà del nostro lavoro di analisi. Venerdì la situazione si é ribaltata. Sono bastati alcuni dati economici negativi per far risolgere la paura di recessione. La curva dei rendimenti sull'USD si é invertita - l'US Treasury Bills a 1 mese rende il 2.49% mentre il reddito dell'US Treasury Bonds a 10 anni é caduto a 2.44% (-0.10). Questo é un segnale di possibile recessione che conoscono e osservano tutti e la reazione degli investitori é stata immediata e violenta - vendere ! L'S&P500 é crollato ed ha chiuso sul minimo giornaliero con una pesante perdita di 54 punti. Come conseguenza la performance settimanale é caduta in negativo a -0.77%. Il fenomeno però non é rimasto circoscritto all'America. Le vendite sono già partite la mattina in Europa. L'Eurostoxx50 é salito fino alle 09.30 a 3378 punti. È poi sceso per il resto della giornata e ha chiuso a 3305 punti (-1.83%) con una perdita di 61 punti. E i tassi d'interesse in Europa? Il future sul Bund é schizzato sul massimo storico a 165.64 (+0.61%) mentre il reddito del Bund tedesco a 10 anni é passato in negativo a -0.019%!  
Dopo questa pessima seduta non possiamo affermare che é iniziata una sostanziale correzione. È troppo presto - ricordiamoci che la borsa americana giovedì ha toccato un nuovo massimo annuale. Lo stesso é successo in Europa martedì. Questa spinta di ribasso é ancora troppo giovane - non possiamo ancore dire quali caratteristiche possiederà. Non abbiamo ancora forti segnali di vendita a medio termine e nessun importante supporto é stato rotto. Abbiamo invece a livello di indicatori una situazione piuttosto caotica. La tendenza di fondo rialzista della borsa americana si sta decisamente indebolendo - ora solo il 58.8% dei titoli si trova sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 56.17. Il segnale di vendita a lungo termine che era stato generato dai sistemi a metà di dicembre é stato però annullato e sostituito da un segnale d'acquisto - questo mentre sui maggiori indici si avvicina un golden cross. È meglio quindi aspettare ancora qualche giorno prima di correre a vendere o comperare. Noi restiamo convinti che il nostro scenario generale sia corretto. Riteniamo che il massimo annuale dell'S&P500 debba essere sui 2800+ punti. Le borse settimana scorsa potrebbero quindi aver toccato il massimo annuale e di conseguenza nei prossimi mesi dovrebbero tendenzialmente scendere. Impostiamo i nostri portafogli in maniera prudente e difensiva. Non abbiamo però ancora abbastanza elementi tecnici per giocare pesantemente al ribasso.
Ricordiamo che abbiamo a che fare con borse fondamentalmente molto care in un contesto economico in deterioramento. Solo liquidità, mancanza d'alternative d'investimente e fiducia nell'operato delle Banche Centrali in favore di mercati finanziari sostengono le borse. È quindi evidente che i rischi superano di gran lunga le opportunità e il potenziale di rialzo é modesto di fronte a un forte rischio di ribasso. È probabile che quanto successo a dicembre del 2018 debba ripetersi nel 2019 e che i minimi di dicembre debbano essere ritestati ancora nella primavera di quest'anno.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.37% a 3305 punti
DAX                         -2.75% a 11364 punti
SMI                          -1.73% a 9319 punti
FTSE MIB                  +0.16% a 21078 punti
S&P500                    -0.77% a 2800.71 punti
Nasdaq100               +0.26% a 7326 punti

La seduta di venerdì é stata decisamente negativa e ha condizionato la performance settimanale. Abbiamo però due indici nel nostro panorama che nelle ultime 5 sedute sono riusciti a guadagnare terreno. Il Nasdaq100 (-2.23% a 7326 punti) non é una sorpresa - da anni la tecnologia sovraperforma il resto del mercato. Il FTSE MIB italiano (-1.38% a 21078 punti) é invece una vera sorpresa considerando la situazione economica e politica del Paese. Inoltre settimana scorsa il settore bancario era molto debole (SX7E -3.05% a 92.41 punti, performance settimanale del -4.51%) e quindi in Italia altri settori hanno compensato il calo del settore finanziario. Vedremo fino a quando questo miracolo funzionerà - almeno a livello tecnico é settimane che il FTSE MIB mostra forza relativa e questo effetto potrebbe continuare - statisticamente é possibile che la borsa italiana si comporti bene fino alla fine di marzo - manca poco...
Venerdì la seduta in Europa é stata pessima - abbiamo poco da commentare - gli indici hanno chiuso sul minimo giornaliero, con pesanti perdite e volumi in aumento. Il ribasso dovrebbe sullo slancio continuare. All'inizio di settimana prossima potremo constatare qual'é effettivamente la forza di vendita poiché si avvicinano i primi seri ostacoli costituiti dai primi supporti, dai limiti inferiori delle Bollinger Bands e dalle MM a 50 giorni. Facciamo un esempio con il DAX (-1.61% a 11364 punti). L'indice é già sceso sotto il precedente minimo di marzo (11405 punti) e sotto il bordo inferiore delle BB a 11392 punti. Si avvicina la MM a 50 giorni a 11323 punti - lunedì dovrebbe provare a rimbalzare e tentare di rientrare nelle BB. Se invece continua a scendere significa che questa spinta di ribasso é forte e in grado di abbattere gli ostacoli - ha potenziale e il DAX dovrebbe scendere direttamente fino a 11000 punti prima di reagire. Il nostro indicatore bastato sulla stocastica che usiamo per il trading a medio termine é a 52.16 punti ed é ancora su buy. Una seduta negativa lunedì dovrebbe provocare in un segnale di vendita.
Per l'Eurostoxx50 (-1.83% a 3305 punti) sono determinanti i 3300 punti - venerdì alle 22.00 l'indice valeva 3298 punti.

Il crollo a Wall Street ha preso molti in contropiede visto che giovedì avevamo avuto una seduta decisamente positiva con nuovi massimi annuali. Il cambio d'umore degli investitori é stato repentino e radicale. Da giorni però l'analisi tecnica lanciava segnali d'allarme sotto forma di miserabile partecipazione, eccesso d'ottimismo da parte degli investitori e accelerazioni sui grafici di tipo esaustivo (Nasdaq100).
Venerdì l'S&P500 (-1.90% a 2800.71 punti) ha aperto a 2844 punti ed é ancora salito a 2846 punti. Poi sono arrivate le vendite e l'S&P500  alle 17.40 era caduto fino ai 2802 punti, A scatti ha in seguito recuperato fino ai 2822 punti ma nell'ultima ora di contrattazioni i venditori sono riapparsi e l'indice é caduto fino a 2800 punti, livello che evidentemente costituisce a corto termine supporto. Tutti i settori (tranne ovviamente le utilities che si muovono con i tassi d'interesse) sono stati travolti (DJT -2.27%, RUT -3.62%!). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1257 su 6031, NH/NL a 304 su 1273 (!) e volume relativo a 1.05. Vedete che i dati sono nel negativo più forti di quanto lo erano nei giorni prima in positivo durante il rialzo. La pressione di vendita ora é più forte del potere di acquisto nei giorni precedenti.
La volatilità VIX é balzata a 16.48 punti (+2.85) mentre la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.68 - la MM a 10 giorni é però ancora a 0.58. I dati sul sentiment hanno ancora ampi margini di deprezzamento (p.e. Fear&Greed Index a 59 punti) - per questo riteniamo che la spinta di ribasso partita presumibilmente venerdì debba continuare ancora almeno qualche giorno.
La reazione sui primi ostacoli ci dirà se abbiamo a che fare con una correzione minore o se come pensiamo é partita la fase di ribasso che porterà le borse a ritestare a medio termine i minimi di dicembre 2018.

Commento del 22 marzo

Nuovi massimi annuali di S&P500 e Nasdaq100 - la politica monetaria impone l'acquisto di azioni

Analisti, operatori ed investitori hanno ascoltato quello che ha raccontato mercoledì sera Jerome Powell e poi sono arrivati all'unica logica conclusione. La FED vuole difendere ad oltranza l'alta valutazione dei mercati azionari e dei beni patrimoniali in generale. Si é rimangiata le promesse fatte tre mesi fà di adattare la politica monetaria alla crescita economica e ribilanciare la somma di bilancio riportandola in un rapporto normale con il PIL. La FED ha fatto marcia indietro su due fronti - tassi d'interesse e riduzione dell'eccesso di liquidità causato dai vari programmi di Quantitative Easing. L'unica logica risposta ha questo voltafaccia della FED é quella di comperare azioni malgrado tutti i segnali d'allarme lanciati dall'analsi fondamentale e tecnica. Comperare cosa? Non importa - basta comperare quello che comperano tutti e sale - tecnologia (Nasdaq100 +1.52% a 7493 punti), semiconduttori (SOX +3.50%) e naturalmente Apple (+3.68% a 195.09 USD) sulla base di un consiglio d'acquisto di un broker che aveva fatto un downgrading il 20 di dicembre dell'anno scorso quando l'azione valeva 156 USD.

Nell'analisi tecnica esiste una regola fissa. Un nuovo massimo di periodo costituisce una conferma che il trend é al rialzo. Ieri l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo annuale a 2860.31 punti e ha chiuso poco più in basso a 2854.88 punti (+1.09%) con un guadagno di 30 punti. Ipercomperato, mancanza di partecipazione e eccesso di ottimismo contano relativamente poco poiché é evidente che il mercato ha per il momento la forza di superare questi ostacoli. Un Daily Sentiment Index a 80 punti porta il semaforo del rialzo da verde a giallo. Quando l'indice raggiunge i 90 punti squilla un segnale d'allarme e il semaforo passa sul rosso. Ieri il DSI sul Nasdaq ha toccato i 95 punti.

A questo punto sarebbe superfluo parlare della seduta in Europa visto che l'Eurostoxx50 ha chiuso a 3367 punti (-0.15%) ma alle 22.00 valeva 3381. Abbiamo ugualmente alcune osservazioni.
L'Eurostoxx50 (-0.15% a 3367 punti) ha perso 5 punti. In fondo la seduta é andata ancora bene e sembra suggerire che l'Eurostoxx50 sta facendo unicamente una pausa e sta assorbendo l'ipercomperato. Le vendite sono proseguite fino alle 14.00 e l'indice é sceso fino a 3349 punti. Poi però ha recuperato e la sera é brevemente tornato in guadagno prima di cedere sul finale. La candela sul grafico con un piccolo corpo in cima é costruttiva. L'indice delle banche SX7E (-1.69% a 95.32 punti) é pesantemente caduto come conseguenza del calo dei tassi d'interesse e del profit warning di UBS. Questo settore é troppo speculativo ed é impossibile prevedere i movimenti a corto termine. Le oscillazioni sono ampie ed i traders trovano parecchio spazio di manovra - in realtà però la tendenza di base é neutra - per un investitore nulla di interessante. Notiamo però che ormai l'Eurostoxx50 si é emancipato e non si lascia più impressionare e condurre dalle erratiche e violente oscillazioni dell'indice SX7E.
Il DAX (-0.46% a 11550 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 nel senso che ha chiuso vicino al massimo giornaliero. Negli ultimi mesi però il DAX  ha mostrato debolezza relativa e sicuramente non é il nostro indice favorito per giocare al rialzo. Il DAX ha perso 54 punti ed é tornato in mezzo alle Bollinger Bands - é però ancora sotto il livello del 1. marzo - difficile quindi parlare praticamente di rialzo anche se la tendenza formalmente é ancora questa. Le BB sono strette e normalmente questo significa che un movimento forte e dinamico é vicino. Il quadro tecnico generale del DAX favorisce la rottura al ribasso malgrado che secondo noi l'Eurostoxx50 sta unicamente consolidando prima di ricominciare a salire. Il riassunto é presto fatto - se qualcuno vuole essere short in Europa deve scegliere il DAX. In generale però non abbiamo segnali di vendita - al contrario sembra che la tendenza di fondo delle borse in Europa vuole restare al rialzo.
Il future sul Bund é salito a 164.78 (+0.19%). È un nuovo massimo storico per questo contratto. Il Bund decennale rende il 0.043%. A breve c'é un eccesso di rialzo. Sarà interessante osservare la reazione del DAX quando il future sul Bund comincerà a scendere. Non siamo sicuri che la correlazione negativa funzionerà ancora...
Il FTSE MIB (+0.20% a 21373 punti) ha guadagnato 42 punti. Un ottimo risultato considerando che le borse europee in generale hanno avuto una giornata negativa e che l'indice europeo delle banche SX7E ha perso il -1.69%. Anche le azioni delle banche italiane erano deboli ma altri settori hanno ampiamente compensato e questo é un segnale positivo. La RSI giornaliera é a 72.06 punti - l'indice é ancora ipercomperato. Riassumendo la borsa italiana continua a stupire e sembra unicamente consolidare prima di continuare a salire.
L'SMI (-0.10% a 9554 punti ha chiuso sul massimo giornaliero e con una insignificante perdita di 9 punti. Finora l'SMI non sembra voler correggere ma solo consolidare prima di ricominciare a salire.

L'S&P500 ha aperto sul minimo giornaliero a 2817 punti. Noi ci aspettavamo una seduta neutra o leggermente negativa ma ci siamo sbagliati di parecchio. I compratori hanno preso subito l'iniziativa e non l'hanno più lasciata fino alla fine della giornata. L'S&P500 é salito fino a 2851 punti (il precedente massimo annuale era a 2852 punti) e qui ha fatto una pausa di circa due ore. Poi si é arrampicato regolarmente fino al nuovo massimo annuale a 2860 punti. Solo sul finale é ricaduto a 2854.88 punti (+1.09%). Il rialzo ha coinvolto tutti i settori - anche trasporti (DJT +1.40%) e le PMI (RUT +1.25%). Solo le banche (BKX -1.53%) hanno perso terreno.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4752 su 2433, NH/NL a 641 su 558 (pessimo considerando i nuovi massimi degli indici) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa di poco a 13.63 punti (-0.28) - la CBOE Equity put/call é ancora molto bassa a 0.51.
La partecipazione al rialzo é miserabile, gli indici sono ipercomperati e gli investitori sono troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo - who cares ? (si può tradurre con - "non interessa a nessuno" o un più popolare - "e chi se ne frega?"). I segnali d'allarme provenienti dall'analisi tecnica e le debolezze strutturali di questo rialzo non sembrano in grado di fermarlo - aspettiamo di conseguenza che appaia qualcosa di nuovo.
Per inciso il bordo superiore delle BB sull'S&P500 é a 2851 punti.

Stamattina sembra prevare la prudenza. Il future sull'S&P500 scivola a 2859 punti (-3 punti). La risposta della borse asiatiche al rialzo di Wall Street é tiepida (Nikkei +0.09%, Shanghai +0.05%). L'Eurostoxx50 vale ora 3374 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno. Normalmente di venerdì rimane la tendenza che ha dominato durante la settimana. Ci aspettiamo stasera una chiusura sui livelli d'apertura o poco più in alto.
L'UE ha accettato la richiesta di Theresa May e ha rimandato la Brexit al 12 aprile. La proroga viene estesa al 22 maggio se il parlamento britannico accetta nel fratttempo il trattato che ha già rifiutato due volte in votazione. Ai politici piace cambiare regole e scadenze a piacimento. Non capiscono che questo fa impazzire imprenditori ed investitori. Ma - who cares?

Commento del 21 marzo

FED accomodante - reazione incerta delle borse - ci é piaciuto il balzo del cambio EUR/USD a 1.1420

Dopo giorni di rialzo ieri le borse europee hanno avuto una battuta d'arresto. Dopo questa seduta negativa non siamo però ancora in grado di dire se gli indici azionari hanno cominciato a correggere o se si é trattato unicamente di un incidente di percorso utile ad eliminare l'ipercomperato di corto termine. Ieri sera si é riunita la FED per discutere la situazione economica e definire la politica monetaria. La Banca Centrale americana ha deciso di lasciare invariati i tassi d'interesse. Probabilmente quest'anno il prezzo del denaro rimarrà costante. Inoltre la FED ha comunicato che da settembre la somma di bilancio non diminuirà più - il drenaggio di liquidità finirà. Jerome Powell preferisce di conseguenza fare marcia indietro su due fronti ed assumere un atteggiamento nuovamente accomodante per congiuntura e mercati finanziari. La FED ha comunicato le sue decisioni alle 19.00 e pronta é arrivata la reazione dei mercati - il tasso d'interesse sul prestito decennale (US Treasury Bond) é caduto sul minimo annuale a 2.54% (-0.07) - il cambio EUR/USD é balzato a 1.1448 e si é stabilizzato stamattina a 1.1420. Questi sviluppi corrispondono alle nostre previsioni. In particolare l'uscita al rialzo del cambio EUR/USD dal canale discendente é un segnale positivo e molto incoraggiante. Il cambio torna stabilmente nel range 1.12-1.15 con una buona probabilità che il prossimo sostanziale movimento sia al rialzo. Chi ad inizio marzo ha previsto una caduta del cambio sulla parità deve ora rifare i suoi calcoli. L'USD ha più problemi che l'EUR. In questo momento i deficit dello Stato, l'indebitamento ed i deficit della bilancia commerciale e dei pagamenti sono più importanti del differenziale dei tassi d'interesse o della crescita del PIL.
La risposta di Wall Street é stata invece mista ed incerta - ne parliamo dopo. 

Vediamo innanzitutto cosa é successo in Europa ricordandoci che le borse hanno chiuso prima dell'annuncio della FED.
L'Eurostoxx50 (-1.07% a 3372 punti) ha aperto con una leggera perdita ed é tendenzialmente sceso per tutta la giornata chiudendo sul minimo. Era ovvio che l'Eurostoxx50 non poteva continuare a salire all'infinito. Ieri é sceso e ha chiuso con una sensibile perdita di 37 punti. È troppo presto per poter affermare con convinzione che é iniziata l'attesa correzione. Sappiamo che questa seduta ha permesso di eliminare l'ipercomperato di cortissimo termine. Ora vedremo se l'Eurostoxx50 approfitterà di questo movimento liberatorio per salire più in alto o se comincia gentilmente a scendere. L'indice delle banche SX7E ha perso il -1.57% a 96.96 punti - gli speculatori hanno abbandonato la nave.
Il DAX (-1.57% a 11603 punti) ha avuto una pessima seduta. Commentare il balzo di martedì (+1.13%) con "irrazionale eccitazione" era azzeccato. Il calo di ieri é stato accentuato da notizie negative che hanno messo sotto pressione due leaders come Bayer (-9.61% - ha perso un'altra causa negli Stati Uniti concernente l'effetto cancerogeno del glifosato prodotto da Monsanto) e BMW (-4.93% - risultati trimestrali sotto le attese). È troppo presto per dire se il DAX ha iniziato a correggere o se ha avuto semplicemente una seduta negativa necessaria ad assorbire l'ipercomperato. La realtà é che il DAX torna tristemente e disciplinatamente all'interno delle Bollinger Bands e da inizio mese ha combinato poco o niente.
Il calo del FTSE MIB (-0.47% a 21330 punti) é sembrato solo una normale seduta negativa all'interno di un rialzo intatto. Il FTSE MIB ha perso solo 100 punti - in percentuale meno delle altre borse europee. Ha aperto e chiuso più o meno sullo stesso livello e il risultato sul grafico é una piccola e insignificante candela rossa all'interno della candela di martedì. L'unico problema é che questo moderato calo non ha permesso di eliminare l'ipercomperato - la RSI giornaliera (71.37 punti) é ancora sopra i 70 punti.
L'SMI svizzero (-0.66% a 9463 punti) ha avuto una seduta moderatamente negativa come si conviene ad un indice dal carattere difensivo. Dopo il calo di ieri la candela di martedì sul grafico, abbandonata nel nulla a ridosso dei 9600 punti, risulta essere un bearish abandoned baby. Se nei prossimi giorni l'SMI non ricomincia a salire e raggiunge i 9600 punti il segnale di vendita verrà confermato. Lasciando da parte l'aspetto grafico non siamo ancora in grado di dire se questa seduta negativa é l'inizio di una correzione.
L'A/D a 2 su 17 corrisponde al calo dell'indice. Le due azioni in guadagno sono titoli difensivi (farmaceutica, alimentare) e questo conferma a breve la ritirata degli investitori.

La borsa americana ha aperto prudente. L'S&P500 ha esordito a 2828 punti, in calo di 4 punti. Nelle prime ore é oscillato intorno ai 2824 punti, ha avuto una caduta fino ai 2812 punti ma si é prontamente ripreso e ha atteso il comunicato della FED sui 2818 punti. Dopo le 19.00 l'indice é balzato a 2843 punti di massimo. L'euforia é stata però di breve durata. Nell'ultima ora di contrattazioni le vendita hanno fatto ridiscendere l'S&P500 a 2824.23 punti (-0.29%). Al calo dell'S&P500 si contrappone il guadagno del Nasdaq100 (+0.43% a 7380 punti) che ha toccato un nuovo massimo annuale a 7422 punti. In generale però la seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3042 su 4181, NH/NL a 419 su 775 (!) e volume relativo a 1.0. Notiamo il calo dell'indice delle PMI (Russell2000/RUT -0.76%) e di quello dei trasporti (DJT -1.30%). La debolezza del settore dei trasporti perdura e questo é un segnale preoccupante sullo stato di salute dell'economia americana. Il termometro del rallentamente é costituito da Federal Express (FDX -3.49%) - il grafico é orribile - se i pacchetti non circolano vuol dire che i consumi non tirano...
A livello di sentiment gli investitori restano relativamente ottimisti (VIX 13.91 punti, +0.35) e speculativamente orientati al rialzo (CBOE Equty put/call ratio a 0.58).
Ora la borsa ha un problema - liquidità e politica monetaria sostengono i mercati azionari mentre i fondamentali sono in deterioramento e favoriscono un calo delle quotazioni. Questo dilemma si rispecchia nel comportamento degli indici. La tecnologia é ancora decisamente al rialzo e sappiamo che se la tecnologia é forte la borsa non inizia un ribasso. D'altra parte il listino sta perdendo i pezzi e aumenta la pressione di vendita come mostrano DJT, RUT e il netto aumento dei nuovi minimi a 30 giorni.
Noi per saldo stimiamo il rischio di correzione e ribasso decisamente più alto che il residuo potenziale di rialzo. A breve sconsigliamo acquisti e suggeriamo prudenza. Non abbiamo però ancora abbastanza elementi per consigliare l'apertura sistematica di posizioni short.

Stamattina i mercati sono ancora indecisi. Le borse asiatiche salgono (Nikkei chiuso, Shanghai +0.30%) - il future sull'S&P500 scende (2822 punti, -4 punti). Per saldo le borse europee decidono di aprire praticamente invariate - l'Eurostoxx50 vale ora 3369 punti (-3 punti). Vediamo se il calo di ieri oggi ha un seguito - in caso affermativo le probabilità che che le borse stiano correggendo saranno in forte aumento.
Oggi l'attenzione é nuovamente focalizzata sulla Gran Bretagna. Theresa May ha chiesto all'UE un rinvio della Brexit di 30 giorni (non fa senso ma ormai é l'unico mezzo per evitare il caos di una Brexit il 31 marzo senza accordo). Oggi si riunisce la BoE per discutere la situazione economica e decidere la politica monetaria - Carney sarà obbligato a fare le sue considerazioni riguardanti la Brexit. Vedremo cosa ne dice un economista di questo caos politico.

Commento del 20 marzo

Minireversal dell'S&P500 che si ferma - l'Europa ha un attimo di irrazionale eccitazione

Ieri sono stati resi noti dei dati incoraggianti sull'economia tedesca - l'indice ZEW sulle prospettive congiunturali era negativo ma migliore del previsto. Questo é bastato alle borse europee per fare ancora un balzo - moderato per l'Eurostoxx50 (+0.62% a 3409 punti) - più forte per il DAX (+1.13% a 11788 punti). Gli indici azionari hanno chiuso vicini al massimo giornaliero e nuovo massimo annuale. A questo buon risultato ha contribuito l'America - alle 17.00 l'S&P500 é salito su un nuovo massimo annuale a 2852.42 punti. Poi però improvvisamente la spinta di rialzo si é esaurita. L'S&P500 ha chiuso 20 punti sotto il massimo a 2832.57 punti (-0.01%). Questa seduta non può essere considerata un significativo reversal poiché l'indice non é caduto in negativo - il Nasdaq100 ha ancora guadagnato il +0.31% a 7349 punti. Questa brusca frenata é però la base ideale per l'inizio di una correzione.

Possiamo fare pochi commenti su degli indici che salgono nuovamente su un nuovo massimo annuale. Possiamo solo confermare che per ora il rialzo continua. L'ipercomperato (RSI sull'Eurostoxx50 a 77.57 punti, sul FTSE MIB a 75.44 punti) non sembra poter bloccare il movimento. Attenzione però che questo eccesso deve essere riassorbito e il sistema migliore normalmente sono un paio di sedute negative con perdite di un -2%/-3%. D'altra parte notiamo una buona rotazione tra settori - ieri le banche si sono fermate (SX7E +0.19% a 98.51 punti) ma questa debolezza relativa é stata compensata da auto, alimentari e farmaceutica. Al momento ci sono molti aspetti che favoriscono l'inizio di una correzione minore ma niente sostiene l'ipotesi dell'inversione di tendenza. Il rialzo in Europa sembra ancora essere sano e robusto malgrado che durata ed estensione ci facciano temere la fine.
L'SMI svizzero (+0.31% a 9526 punti) ha toccato ieri un massimo a 9582 punti - il nostro obiettivo per questa spinta di rialzo era a 9600 punti ed é stato praticamente raggiunto.
Il FTSE MIB ha proseguito la sua cavalcata e ha raggiunto i 21430 punti (+0.92%). Considerando le difficoltà economiche italiane e la situazione politica questo rialzo ci stupisce e non ne vediamo la fine. Se però consideriamo il grafico di lungo termine si tratta unicamente di un'oscillazione senza un carattere straordinario. Dal 2009 il FTSE MIB si muove tra i 15000 ed i 23500 punti. Tra i 21000 ed i 22000 punti c'é una forte fascia di resistenza. Il grafico oltre tutto é distorto dallo stacco dei dividendi che a grandi linee provoca differenze in un anno di circa 600 punti.

Ieri sembrava che la borsa americana dovesse ancora avere una seduta decisamente positiva. Invece gli acquisti sono durati fino alle 17.00 e poi i compratori si sono ritirati lasciando spazio alle prime sporadiche vendite che hanno colpito soprattutto i settori dei trasporti (DJT -1.32%) e delle PMI (RUT -0.57%). È troppo presto per dire si tratta di una sana rotazione tra settori e se ci sono le prime avvisaglie di una correzione. La caduta del settore delle utilities (-1.10%) suggerisce però la possibilità che qualcosa stia cambiando a livello di tassi d'interesse. Da gennaio il rialzo di questo settore confermava il calo dei tassi d'interesse e questo era la base del buon comportamento della borsa americana. Ora questo sostegno sembra venire a mancare.
L'S&P500 ha aperto a 2845 punti e per un paio d'ore é rimasto su questo livello. Poi si é impennato e alle 17.00 ha toccato il massimo e nuovo massimo annuale a 2852.42 punti. In seguito hanno prevalso le vendite. Dopo una caduta di una decina di punti c'é stato un rimbalzo seguito da una progressiva discesa fino al minimo a 2823 punti, Sul finale l'S&P500 é risalito a 2832.57 punti (-0.01%). Il Nasdaq100 (+0.31% a 7349 punti) ha ancora guadagnato terreno.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3117 su 4045, NH/NL a 652 su 377 (sempre miserabile considerando i nuovi massimi annuali di molti indici) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 13.56 punti (+0.46 - si torna sopra i 13-13.40 punti!) mentre la CBOE Equity put/call ratio é ancora bassa a 0.58.
Ieri il rialzo si é bloccato - oggi vediamo se i mercati cambiano direzione e cominciano a scendere. Dipende tutto da cosa decide la FED
(19.00) e da quello che racconterà Jerome Powell durante la conferenza stampa delle 19.30.

Stamattina le borse asiatiche (Nikkei +0.12%, Shanghai -0.00%) ed il future sull'S&P500 (2837 punti, +1 punto) si sono fermate. Le borse europee devono scontare la discesa delle borsa americana ieri sera fino alla chiusura. L'Eurostoxx50 vale ora 3397 punti - gli indici europei apriranno in calo del -0.3%. Oggi nessuno prenderà l'iniziativa e probabilmente le borse europee oscilleranno sui livelli d'apertura fino alla chiusura.

Commento del 19 marzo

L'S&P500 sale di poco ma sale - però sale anche la volatilità VIX (13.10 punti, +0.22)...

Ieri le borse europee si sono mosse in pochi punti e hanno terminato la prima giornata della settimana senza sostanziali variazioni (Eurostoxx50 +0.05% a 3388 punti). Dovrebbe essere una seduta da sorvolare se non ci fosse il fatto che doveva essere una seduta negativa - l'ipercomperato e la scadenza dei derivati di marzo dovevano invogliare i ribassisti a vendere - invece é rimasto tutto tranquillo e questo per noi, che prevediamo l'inizio di una correzione, é stata una delusione. Gli investitori (o i traders?) hanno ancora comperato banche e questo ha aiutato la borsa italiana che ha sovraperformato.
L'S&P500 (+0.37% a 2832.94 punti) ha ancora guadagnato 10 punti - pochi ma l'indice ha toccato un nuovo massimo annuale a 2835 punti e non é apparso nessun segnale di debolezza. La borsa americana non mostra la minima intenzione di correggere - il rialzo di settimana scorsa é continuato come se nulla fosse.
Riassumendo il punto tornante del 15 marzo non sembra poter provocare un'inversione di tendenza. Il rialzo continua malgrado l'ipercomperato e per ora non ne vediamo la fine. L'unica possibilità é che gli investitori aspettino mercoledì e l'esito della riunione della FED prima di cominciare a vendere. Probabilmente é quello che stanno tentando di anticipare quelli che stanno comperando VIX. Quando l'S&P500 sale la VIX normalmente scende - ieri la VIX é salita - una divergenza che talvolta precede un'ondata di vendite.

L'Eurostoxx50 (+0.05% a 3388 punti) si é fermato e neanche la buona performance del settore bancario (SX7E +1.59% a 98.32 punti) é riuscita a smuoverlo. L'indice si é mosso in soli 12 punti, ha svolto una seduta in trading range e la candela sul grafico si vede a malapena. In fondo si tratta di una seduta insignificante che si può subito dimenticare. La RSI rimane alta a 75.32 punti e mostra una situazione di ipercomperato che deve essere riassorbita prima che l'Eurostoxx50 possa salire eventualmente più in alto.
Non é apparso nulla che possa suggerire l'inizio di una correzione o un'inversione di tendenza. Vediamo cosa succede oggi. Abbiamo speculativamente aperto una posizione short a 3390 punti.
Il DAX (-0.25% a 11657 punti) ha svolto una seduta in trading range. Si é mosso in soli 77 punti e ha chiuso con una insignificante perdita di 28 punti. Notiamo i bassi volumi di titoli trattati. L'indice é sul bordo superiore delle Bollinger Bands e non sembra poter accelerare al rialzo. È ancora sotto la MM a 200 giorni in calo mentre altri indici, tra cui l'Eurostoxx50, si trovano sopra in un evidente tentativo di cambiare il trend di lungo periodo. Il MACD ondeggia su un segnale di vendita. Il quadro tecnico generale mostra per lo meno una scarsa probabilità che il rialzo possa continuare senza una correzione. Siamo intrigati dalle Bollinger Bands, strette ed in avvicinamento - normalmente questo significa che un ampio movimento dinamico é imminente.
Mentre le borse europee si sono fermato il FTSE MIB (+0.90% a 21234 punti) ha proseguito la sua corsa. La ragione é semplice - la forza del settore bancario che trova riscontro in Europa nell'indice SX7E (+1.59% a 98.32 punti). I 21000 punti erano un obiettivo grafico che venerdì é stato superato. Sinceramente non sappiamo fino a dove può salire il FTSE MIB con questa spinta di rialzo. Prevediamo l'inizio di una correzione delle borse europee ed americana e quindi il FTSE MIB non dovrebbe andare lontano. Il grafico di questo indice mostra però un rialzo senza apparenti debolezze. Anche l'ipercomperato non sembra poterlo bloccare e questo é un segnale di forza.
Per il secondo giorno consecutivo l'SMI (+0.15% a 9497 punti) si é fermato sui 9500 punti. Ha svolto una seduta nel range di venerdì e si é mosso in soli 39 punti. Questa pausa può significare qualsiasi cosa anche se tecnicamente la variante più probabile (fino a prova contraria) é quella del consolidamento prima di una continuazione del rialzo fino all'obiettivo a 9600 punti.

A Wall Street c'é stata un'altra seduta di moderato rialzo che prosegue monotonamente il movimento iniziato una settimana fà. Tutti i settori hanno partecipato al rialzo ed il listino si é mosso in maniera omogenea. Notiamo unicamente il balzo del DJTransportation (+1.01%) e il calo del settore dei semiconduttori (SOX -0.26%) - un caso curioso visto che ne abbiamo parlato proprio ieri pomeriggio nel commento sul Nasdaq100.  
L'S&P500 ha aperto a 2826 punti, ha velocemente guadagnato altri 8 punti e verso le 16.00 ha toccato il nuovo massimo annuale a 2835 punti. Poi é caduto in maniera dinamica a 2822 punti (chiusura di venerdì). Dopo le 16.30 é lentamente risalito ad ondate ed é tornato a 2834 punti. Ha chiuso poco sotto a 2832.94 punti (+0.37%). Il Nasdaq100 (+0.26%) lo ha imitato.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4830 su 2379, NH/NL a 605 su 329 (rapporto deludente - i nuovi massimi non aumentano come dovrebbero) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita contro logica a 13.10 punti (+0.22) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata ad essere troppo bassa a 0.52. Ci sono le premesse tecniche per una correzione specialmente a livello di sentiment ma il mercato evidentemente non sembra sentire la forza di gravità.

Stamattina é di nuovo tutto tranquillo. Il Nikkei perde il -0.14% - Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2842 punti (+2 punti). Le borse europee apriranno praticamente invariate. L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3390 punti. Anche oggi sembra che le borse non abbiano voglia di muoversi - probabilmente tutti aspettano l'esito della seduta di domani della FED prima di prendere ulteriori decisioni.

Aggiornamento del 18 marzo

Le Banche Centrali suonano la musica - mercoledì tocca alla FED

Stamattina sembra che il rialzo che ha contraddistinto la scorsa settimana debba continuare. Il future sull'S&P500 é a 2833 punti (+3 punti). Le borse asiatiche guadagnano terreno (Nikkei +0.57%, Shanghai +2.4%). I tassi d'interesse sono stabili - il cambio EUR/USD lievita a 1.1340. Non sembra che oggi si debba verificare un'inversione di tendenza. Nelle ultime notizie non notiamo nulla che possa rovinare l'umore degli investitori. L'attenzione si concentra sulla giornata di mercoledì quando si riunirà la FED per discutere la politica monetaria. Tutti si aspettano che Jerome Powell confermi l'attuale pausa - i tassi d'interesse sembrano essere su un livello d'equilibrio e ulteriori aumenti non sono necessari. Le altre Banche Centrali seguiranno questo esempio - giovedì sarà il turno della BNS.
Ai mercati azionari questo basta per mantenere il buon umore. In mancanza di valide alternative si comprano azioni. Bisognerebbe discutere la ragione del calo dei tassi d'interesse di mercato. Normalmente si comprano Bonds quando ci si aspetta un rallentamento economico o un calo dell'inflazione. Un'altra possibilità sono acquisti causati dalla ricerca di sicurezza ed investimenti in un bene rifugio. Attenzione perché l'attuale ottimismo degli investitori, ben rappresentato dal calo della volatilità VIX sul minimo annuale a 12.88 punti, potrebbe improvvisamente tramutarsi in pessimismo. Tra maggio ed ottobre 2018 la VIX si é mossa tra gli 11 ed i 14 punti prima di esplodere a dicembre. È possibile che anche quest'anno la VIX si fermi per mesi sui livelli attuali - la conseguenza sarebbe una lenta continuazione del rialzo dell'S&P500.
Riassumendo se l'S&P500 non mostra segni di debolezza adesso e la VIX non comincia ad essere irrequieta e "saltare" é possibile che bisognerà avere parecchia pazienza prima di vedere l'S&P500 scendere. Ma non anticipiamo conclusioni - vediamo prima cosa succede oggi.
L'Eurostoxx50 vale ora 3390 punti - 4 punti sopra la chiusura di venerdì e 4 punti sotto il massimo annuale. Le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Speriamo che nel corso della giornata appaiano dei venditori e che le borse comincino gentilmente a scendere. Sinceramente però le premesse sono per una seduta tranquilla e senza sostanziali variazioni degli indici azionari.
Traders in cerca di emozioni possono vendere l'Eurostoxx50 a 3390 punti. Almeno l'ipercomperato di corto termine deve essere riassorbito con una breve correzione minore.

Commento del 16-17 marzo

Massimo significativo a corto termine - l'inversione di tendenza a medio termine può durare più a lungo

Venerdì le borse hanno avuto un'altra seduta positiva e la maggior parte degli indici azionari europei ed americani hanno toccato dei nuovi massimi annuali. Considerando la costellazione tecnica (eccesso di rialzo e di ottimismo) é molto probabile che questi siano dei massimi intermedi significativi. Le statistiche ci dicono che la settimana che segue la scadenza dei derivati é normalmente negativa. In questo caso la probabilità é ancora più alta del normale vista l'estensione e la durata del movimento di rialzo iniziato alla fine di dicembre 2018 ed i numerosi segnali d'allarme provenienti soprattutto dagli indicatori di partecipazione. Se la performance di settimana prossima sarà per saldo negativa non é ancora detto che questo rappresenti un'inversione di tendenza a medio termine. Non abbiamo ancora nessun elemento a sostegno di questa ipotesi se non qualche divergenza negativa e una partecipazione agli ultimi giorni di rialzo a dire poco miserabile. Malgrado i nuovi massimi annuali di S&P500 (2830.75 punti) e Nasdaq / Nasdaq100 (7331 punti) il numero di nuovi massimi a 30 giorni venerdì é stato di soli 569 azioni mentre i nuovi minimi sono lievitati a 438 (conto il rapporto  453/419 di giovedì). Non possiamo prevedere l'inizio di un ribasso perché non abbiamo nessuna conferma di un top di medio termine. Le premesse monetarie per i mercati azionari restano ottimali - il reddito dell'US Treasury Bonds a 10 anni é sceso venerdì a 2.59% - la FED ha abbandonato l'intenzione di aumentare i tassi d'interesse. È quindi probabile che il processo di formazione di top e l'inversione di tendenza sui 2800 punti di S&P500 non avvenga in maniera brusca ed immediata ma in maniera dolce e distribuita nel tempo. Settimana prossima le borse dovrebbero scendere - non bisogna però essere sorpresi se poi ci sarà ancora un tentativo di rialzo o se l'S&P500 passerà ancora settimane sui 2800 punti distribuendo. Concretamente gli indici azionari sono sicuramente vicini al massimo annuale - potrebbero però ancora guadagnare ancora un paio di punti in percentuale prima di cadere e molto probabilmente questo processo durerà ancora delle settimane. Sui livelli attuali si può vendere sia in America che in Europa - non c'é però bisogno di farlo subito e ci sarà bisogno di tempo per vederne i risultati.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +3.12% a 3386 punti
DAX                         +1.99% a 11685 punti
SMI                          +2.32% a 9483 punti
FTSE MIB                  +2.74% a 21045 punti
S&P500                    +2.89% a 2822.48 punti
Nasdaq100               +4.16% a 7307 punti

Le borse dovevano salire venerdì, in occasione della scadenza dei derivati di marzo, su dei nuovi massimi annuali. Hanno assolto il compito con bravura.
L'Eurostoxx50 ha aperto in leggero guadagno e si é impennato sul massimo annuale a 3394 alle 12.00. Poi si é fermato, é ricaduto una trentina di punti ed ha chiuso a 3386 punti (+1.32%). La RSI é a 75.11 punti - a brevissimo termine abbiamo a che fare con un'evidente eccesso di rialzo che deve essere riassorbito con una correzione. DAX (+0.85% a 11685 punti) e FTSE MIB (+0.80% a 21045 punti) hanno seguito l'Eurostoxx50. L'SMI svizzero, i cui derivati sono scaduti la mattina all'apertura dei mercati (!) invece non si é mosso (+0.01% a 9484 punti).
Il reddito del Bund decennale é a 0.08% - abbiamo l'impressione che l'effetto positivo causato dall'annuncio dell'ulteriore programma di finanziamenti TLTRO é scontato. Riteniamo improbabile che nel futuro le borse europee possano comportarsi meglio dell'America o addirittura continuare a salire se l'America si ferma o corregge. Di conseguenza pensiamo che anche le borse europee siano su un massimo significativo malgrado che abbiamo meno elementi tecnici a sostegno di questa ipotesi che in America.

Venerdì l'S&P500 ha aperto sul minimo a 2813 punti. Dopo una fase di incertezza é salito fino a metà giornata su un nuovo massimo annuale a 2830 punti. Poi é lentamente ridisceso fino ai 2818 punti ed ha chiuso a 2822.48 punti (+0.50%). Il Nasdaq100 (+0.88% a 7307 punti) ha seguito lo stesso percorso con un nuovo massimo annuale a 7331 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4564 su 2622, NH/NL a 569 su 438 e volume relativo a 1.5. La volatilità VIX é caduta a 12.88 punti (-0.62) - questo sviluppo ci lascia perplessi - noi pensavamo che la VIX dovesse risalire da un supporto sui 13.40 punti. Questo rottura al ribasso della VIX suggerisce la possibilità che l'S&P500 possa nei prossimi mesi continuare a salire e testare il massimo storico a 2941 punti. Dobbiamo quindi seguire con attenzione lo sviluppo di questo indicatore. Deve subito tornare sopra i 13-13.40 punti per sostenere la possibilità di una falsa rottura al ribasso causata dalle scadenze tecniche. La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.57 con la MM a 10g a 0.65 - nulla di particolare.
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 73.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 57.93 punti. Il segnale di vendita a lungo termine generato a dicembre 2018 é ancora valido.

Le Bollinger Bands dell'S&P500 scorrono a 2750-2823 punti - sono molto strette e limitano il potenziale di rialzo. Settimana prossima prevediamo una correzione fino a circa 2750 punti. Tra una settimana vedremo quali danni strutturali avrà fatto questa correzione. Potremo in seguito stimare quanto tempo ci sarà bisogno per far ridiscendere l'S&P500 in direzione del minimo 2018 a 2346 punti.
Restiamo dell'opinione che i prossimi sei mesi saranno difficili con borse tendenzialmente in calo.

Il cambio EUR/USD é risalito a 1.1330. Un ribasso é scongiurato. Ora si tratta di capire se il range 1.13-1.15 restarà valido ancora per mesi o se finalmente il cambio é destinato a cambiare la tendenza al rialzo. Non ci aspettiamo un EUR forte ma un USD debole - non é la stessa cosa...

Commento del 15 marzo

Le borse sulla strada di un massimo significativo entro venerdì

Ieri non é successo nulla di sorprendente. Le borse europee hanno copiato quanto aveva fatto la borsa americana il giorno prima. Hanno avuto una giornata di moderato rialzo che su alcuni indici come l'Eurostoxx50 ha provocato un nuovo massimo annuale marginale. Gli indici sembrano però essere saliti più che altro per inerzia - mancavano volumi e convinzione.
La borsa americana invece ha marciato sul posto - gli indici si sono mossi a caso in pochi punti e hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni. Il mercato sembra assestarsi in vista della scadenza dei derivati di marzo di oggi.

L'Eurostoxx50 (+0.56% a 3342 punti) é salito su un nuovo massimo annuale marginale a 3349 punti. La nostra ipotesi é che in coincidenza con la scadenza dei derivati di marzo (oggi) l'Eurostoxx50 sarà su un massimo significativo di medio termine. Spesso gli indici salgono su valori interi che corrispondono alle basi delle opzioni e i 3350 punti sembrano un livello ideale. Per ora non abbiamo ancora conferme che l'indice sta arrivando su un massimo. Non esiste ancora nessuna ragione per tentare di opporsi a questo rialzo malgrado che sia evidentemente troppo esteso. L'indice delle banche SX7E (+0.68% a 95.71 punti) si é mosso con il resto del mercato. Il massimo dell'anno del 1. marzo a 99 punti é ancora lontano.
Il DAX (+0.13% a 11587 punti) ha guadagnato solo 15 punti e si é fatto distaccare dall'Eurostoxx50 (+0.56%) che ha toccato un nuovo massimo annuale marginale. Il rialzo continua - vediamo se come pensiamo si ferma oggi su un massimo significativo. Per il momento il DAX sottoperforma e sembra in stallo.
L'SMI (+1.01% a 9481 punti) é salito su un nuovo massimo annuale. Per ora non abbiamo ancora conferme all'ipotesi dell'imminenza di un massimo significativo. Non esiste ancora nessuna ragione per vendere malgrado che il rialzo sia chiaramente troppo esteso. La RSI a 66.82 punti mostra che c'é ancora un certo spazio verso l'alto prima dell'ipercomperato. Il 18 febbraio avevamo indicato un obiettivo a 9600 punti - non manca più molto.
Il FTSE MIB (+0.62% a 20877 punti) ha guadagnato 128 punti e non ha attaccato la barriera psicologica (e obiettivo grafico) a 21000 punti - si fa distaccare dall'Eurostoxx50 (+0.56%) che ha toccato un nuovo massimo annuale marginale. Il rialzo continua - vediamo se come pensiamo si ferma oggi su un massimo significativo.

A Wall Street c'é stata una seduta noiosa e senza spunti. Gli indici azionari si sono mossi a caso nel range del giorno prima (seduta in trading range) e hanno terminato la giornata con leggere perdite - l'S&P500 si é fermato a 2808.48 punti (-0.09%). Non abbiamo nessun valido elemento per poter dire che si sta preparando una spinta di ribasso. Il rialzo é esteso ed in perdita di momentum e partecipazione. Gli investitori sono troppo ottimisti e la scadenza odierna dei derivati di marzo potrebbe provocare un'inversione di tendenza. Ieri però i ribassisti non sono usciti allo scoperto.
L'S&P500 ha aperto a 2809 punti - é sceso sul minimo a 2803 punti ed é salito sul massimo a 2815 punti a metà seduta. In chiusura é tornato a 2808.48 punti (-0.09%) - non é ridisceso sotto i 2800 punti e non ha attaccato il record del giorno prima a 2821 punti. Sembra semplicemente consolidare.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2826 su 4287, NH/NL a 453 (leggero calo) su 419 (sensibile aumento) e volume relativo a 0.9.La volatilità VIX é ferma a 13.50 punti (+0.09) - la CBOE Equity put/call ratio é tornata neutra a 0.65.

Le borse affrontano la giornata odierna con ottimismo - é normale che una settimana di rialzi termini con una seduta positiva. Il future sull'S&P500 é a 2819 punti (+7 punti). Il Nikkei guadagna il +0.76% - Shanghai sale del +1.2%. È troppo presto (07.45) per avere indicazioni sull'apertura in Europa - ci aspettiamo però che l'Eurostoxx50 inizi le contrattazioni sui 3354 punti (+12 punti). Dovrebbe terminare la seduta su questo livello.

Commento del 14 marzo

Seduta positiva - le borse europee tornano dove erano una settimana fà - nuovi massimi annuali marginali in America

Il rally di lunedì ha cambiato radicalmente la situazione tecnica a corto termine. La mini correzione di marzo é terminata con tre giorni di anticipo. La scadenza dei derivati di marzo, prevista per questo venerdì, doveva di conseguenza essere un massimo intermedio invece che un minimo. Le borse, invece che scendere fino a mercoledì per poi rimbalzare, dovevano salire e per logica avremmo dovuto avere una settimana di rialzo. La giornata di ieri si inserisce in maniera ideale in questo scenario riveduto e corretto. Le borse europee hanno avuto una seduta di moderato rialzo - Eurostoxx50 (+0.59% a 3323 punti) e colleghi sono risaliti sui livelli dove erano già una settimana fà - si trovano ora a meno dell'1% dai massimi annuali di inizio marzo.
L'S&P500 (+0.59% a 2810.92 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale marginale a 2821.24 punti. Ha seguito il Nasdaq100 (+0.77% a 7257 punti) che aveva raggiunto questo record il giorno prima. Non ci lasciamo impressionare da questa rottura al rialzo ed evitiamo di prevedere una continuazione del movimento solamente sulla base del grafico. I dati della giornata sono estremamente deludenti specialmente per quel che riguarda la partecipazione (NH a 558) - gli oscillatori mostrano divergenze negative - i Summation Index sono in calo. Gli investitori sono troppo ottimisti come mostra la volatilità VIX (13.41 punti, -0.36) caduta esattamente sul supporto. Di conseguenza siamo convinti che per venerdì la borsa americana si troverà su un massimo intermedio - forse questo massimo é già stato toccato ieri sera. Dopo deve seguire una correzione - non sappiamo ancora se questa correzione sarà una delle tante correzioni minori che abbiamo avuto da inizio anno o se sarà, come speriamo, l'inizio di una fase di ribasso. Vale però la pena tentare un short.

Ieri le borse europee, incuranti dei problemi inglesi con la Brexit, hanno avuto una seduta di solido e moderato rialzo. Gli indici hanno aperto in leggero calo sul minimo giornaliero, sono saliti lentamente durante la giornata e hanno chiuso vicini ai massimi e con moderati guadagni. Tutti gli indici si sono mossi più o meno alla stessa maniera (DAX +0.42% a 11572 punti, SMI +0.60% a 9387 punti e FTSE MIB +0.57% a 20749 punti). Gli speculatori come d'abitudine si sono concentrati sul settore bancario (SX7E +1.59% a 95.06) - sono però finiti i tempi in cui il settore faceva tendenza - ora é solo più volatile del resto del mercato.
Ieri sera alle 22.0 l'Eurostoxx50 valeva 3334 punti - il massimo annuale del 6 marzo é a 3340 punti - é quindi probabile che entro venerdì l'Eurostoxx50 possa toccare un nuovo massimo annuale marginale - sarà però di pochi punti - non aspettatevi di più.

La borsa americana ha avuto ancora una buona giornata - sembra però avere il fiato corto e i rialzisti sono stanchi. L'S&P500 ha aperto in leggero gap up (insignificante) a 2800 punti. Fino alle 17.30 é salito baldanzoso fino ai 2818 punti - poi la forza d'acquisto é lentamente svanita. C'é stata una discesa a 2813 punti seguita da un'ultima faticosa impennata a 2821 punti di massimo. Dopo le 19.10 l'indice é caduto a 2810 punti dove é restato fino alla chiusura a 2810.92 punti (+0.69%). Il rialzo ha coinvolto tutti i settori (anche DJTransportation (+1.03%) e RUT (+0.39%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4895 su 2267, NH/NL a 558 su 273 e volume relativo a 0.95. Il rapporto NH/NL é estremamente deludente - malgrado i record dei maggiori indici il numero dei nuovi massimi a 30 giorni non aumenta. La ragione e da ricercare nella struttura del mercato che sale con i generali (S&P500, Nasdaq100) ma senza i soldati (il Russell2000/RUT é ancora un 2% sotto il massimo annaule). Attenzione che un rialzo del genere é fragile.
I dati sul sentiment si sono sviluppati come ci aspettavamo (VIX a 13.41 punti e CBOE Equity put/call ratio a 0.52) e mostrano nuovamente investitori troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. È molto probabile che ora debba esserci per lo meno un'altra correzione. Vedremo se inizierà un ribasso - supporto é a 2722 punti.

Stamattina i mercati sono praticamente fermi. Il Nikkei é invariato (+0.04%) mentre Shanghai sta perdendo il -1%. Il future sull'S&P500 é a 2816 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3322 punti - gli indici europei perdono quello che avevano guadagnato ieri sera nel dopo borsa e aprono stamattina praticamente invariati.
Il mondo osserva attonito le varie votazioni che si susseguono nel Parlamento britannico - non vogliono il Brexit sulla base dell'accordo trattato da Theresa May, non vogliono una Brexit disordinata senza accordo - cosa vogliono allora? Stasera probabilmente voteranno per un rinvio della scadenza fissata a fine marzo. Con quale scopo non si sa visto che l'UE si rifiuta di riaprire le trattative durate già due anni.

Commento del 13 marzo

Se il 15 marzo non é il minimo della correzione può essere il massimo del rialzo di dicembre...

Ieri le borse europee hanno marciato sul posto (Eurostoxx50 -0.01% a 3304 punti) mentre quella americana ha guadagnato ancora qualche punto (S&P500 +0.30% a 2791.52 punti) - il Nasdaq100 (+0.52% a 7201 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale marginale a 7219 punti. Osservando la situazione tecnica generale stamattina siamo però perplessi. Il rialzo di mercoledì in Europa sembra essere stato solo un riflesso al rally americano - ieri i compratori poco dopo l'apertura dei mercati avevano già perso l'iniziativa mentre i traders già abbandonavano il settore bancario (SX7E -0.38% a 93.57 punti). Gli indici azionari europei sembrano lasciati a loro stessi senza tendenza tra i massimi annuali di inizio marzo ed i minimi della correzione di venerdì scorso. L'S&P500 é salito ma i dati sulla partecipazione sono miserabili - ieri i nuovi massimi a 30 giorni sono stati 489 - a fine febbraio, quando l'S&P500 era salito per la prima volta sui 2800 punti i NH veleggiavano sulle 1500 unità. Il DJ Transportation ha perso il -0.50% - questo importante settore ricomincia a scendere e il balzo di mercoledì sembra ora solo un effimero rimbalzo tecnico.
Per esserne sicuri dobbiamo aspettare la chiusura settimanale - l'impressione oggi é però che entro venerdì le borse torneranno stancamente e con importanti divergenze a testare i massimi annuali. Questo potrebbe essere il canto del cigno - il punto tornante costituito dalla scadenza dei derivati di marzo potrebbe provocare un'inversione di tendenza e l'inizio di una fase di ribasso a medio termine. 

Ieri le borse europee si sono fermate. Il rialzo di martedì ha avuto una breve continuazione che é sfociata in una apertura positiva e sul massimo giornaliero. Poi gli indici azionari si sono fermati e si sono sgonfiati chiudendo praticamente in pari. Il mercato a breve si muove a corrente alternata ed é difficile intravvedere un trend. Osservando il grafico sembrava che dopo un consolidamento l'Eurostoxx50 volesse ricominciare a salire. Ieri però questa versione non ha avuto un gran sostegno dagli avvenimenti - dopo una buona partenza il mercato é battuto in ritirata. Aspettiamo un paio di giorni prima di azzardare una previsione riguardante la prossima sostenibile tendenza. Malgrado che gli indici si trovino vicini (ca.1%) dai massimi annuali non siamo convinti che il rialzo possa continuare.

A New York la seduta é stata positiva. Malgrado i guadagni i dati della giornata ci hanno però deluso - gli indici hanno chiuso lontano dai massimi giornalieri e la continuazione del rally di martedì é avvenuta più per inerzia che per convinzione. Malgrado ciò gli investitori sono decisamente ottimisti - la combinazione di mercato fragile e investitori compiacenti é una buona premessa per un'inversione di tendenza.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2788 punti. Questa buona apertura in gap up non ha però portato l'indice molto lontano. Ad ondate l'S&P500 é salito fino alle 19.20 sul massimo a 2798 punti - sono 10 punti dal minimo. Poi l'S&P500 é ricaduto a 2788 punti ed ha infine chiuso con un rimbalzo a 2791.52 punti (+0.30%). La tecnologia (Nasdaq100 +0.52% a 7201 punti) ha tirato il plotone, il Russell2000 ha seguito (+0.06%) mentre il DJTransportation (-0.50%) é caduto - Boeing (-6.15%), coinvolta nel tragico incidente dell'aereo precipitato in Etiopia, in questo calo non c'entra visto che l'azione non appartiene all'indice DJT - solo al DJI.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4291 su 2885, NH/NL a 489 su 270 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 13.77 punti (-0.56) - tenete in mente il discorso fatto ieri sulla volatilità e osservate nei prossimi giorni il supporto a 13.38 punti... La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.66 (neutra).

Il cambio EUR/USD sale a 1.1285.  Ieri ha sforato più volte gli 1.13. Almeno per quel che riguarda le divise le nostre previsioni sono giuste. Il cambio intende tornare nel range 1.13-1.15. Se riesce ad uscire dal canale discendente potrebbe essere la volta buona per un movimento liberatorio fino a 1.16. Poi la tendenza di medio termine potrebbe girare al rialzo...

Stamattina le borsa asiatiche sono in calo (Nikkei -1.03%, Shanghai -1.1%). Il future sull'S&P500 é a 2793 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3294 punti - le borse europee apriranno deboli - gli indici perderanno all'inizio un -0.3% e sarà difficile che possano recuperare durante la giornata. Ieri sera il parlamento britannico ha rigettato con larga maggioranza l'accordo sulla Brexit trattato da Theresa May con l'UE. Le probabilità di una Brexit disordinata per fine mese sono in forte aumento e questo non aiuta di certo a tranquillizzare gli investitori.

Commento del 12 marzo

Ottima giornata di rialzo che ci sconvolge i piani - non sembra solo una seduta positiva all'interno di una correzione...

Ieri le borse, sia in Europa che in America, hanno aperto in positivo e sono sistematicamente e regolaremente salite per tutta la giornata. Gli indici azionari hanno terminato la seduta sul massimo giornaliero e con guadagni che vanno dal moderato (Eurostoxx50 +0.63% a 3304 punti) al forte (S&P500 +1.47% a 2783.30 punti). Questi guadagni hanno compensato buona parte delle perdite di settimana scorsa - sui grafici appaiono delle lunghe e consistenti candele bianche. A prima vista questa non sembra una semplice seduta positiva all'interno di una correzione ancora in corso. Stiamo ancora cercando una spiegazione. Potrebbe essere una anticipata ripresa del rialzo - in questo caso la correzione sarebbe stata proprio misera e molto probabilmente dobbiamo prepararci a nuovi massimi annuali. Potrebbe essere un forte rimbalzo tecnico provocato dai buoni dati americani sulle vendite al dettaglio. Questa spiegazione però non ci convince poiché le borse europee sono salire solidamente già la mattina mentre i dati sono stati resi noti solo nel primo pomeriggio alle 13.30. Un'altra possibilità é che la scadenza dei derivati di marzo corrisponda ad un massimo e non ad un minimo intermedio. In questo caso gli indici azionari questa settimana devono nuovamente salire in vicinanza dei massimi annuali di inizio marzo e potrebbero verificarsi, in alcuni casi di mercati relativamente forti, dei nuovi massimi annuali marginali. In questo caso la correzione che seguirà potrebbe essere un ribasso di medio termine.
In verità é troppo presto per prendere una decisione. Sicuramente la seduta di ieri non rientra nel nostro scenario di una correzione minore con obiettivo a 2680 punti di S&P500 entro questa settimana. Le borsa stanno andando in un'altra direzione. Il balzo di ieri ha cancellato 3-4 giorni di correzione e non é evanescente. Ha goduto di buon momentum e partecipazione e deve avere una continuazione.

L'Eurostoxx50 ha aperto in positivo e nella prima parte della giornata é oscillato intorno a questo valore senza mai cadere in negativo. Dopo le 15.00 l'indice é decollato e ha chiuso sul massimo giornaliero a 3304 punti (+0.63%). I traders si sono nuovamante buttati sul settore bancario (SX7E +2.06% a 93.93 punti). Gli altri indici azionari europei si sono mossi come l'Eurostoxx50 (DAX +0.75% a 11543 punti, SMI +0.79% a 9341 punti e FTSE MIB +0.75% a 20638) rendendo il movimento di rialzo straordinariamente uniforme. Ora gli indici sono nuovamente 1%/2% dai massimi annuali e probabilmente andranno a ritestarli. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3318 punti - il massimo annuale del 6 marzo é a 3340 punti. C'é un aspetto che ci lascia perplessi. Le Bollinger Bands sono strette e si stanno ulteriormente stringendo. Questo indica normalmente che si avvicina un sostanziale movimento. Considerando la posizione degli oscillatori e degli indicatori di medio termine é più probabile che questo movimento avvenga al ribasso - al momento il potenziale di rialzo é modesto e limitato. Lo scenario che ci piace di più é quindi quello di una risalita degli indici fino a venerdì su un massimo significativo a medio termine. Vediamo se nei prossimi giorni il mercato segue questo cammino e se gli indicatori si sviluppano di conseguenza.
Facciamo un esempio con il DAX (+0.75% a 11543 punti). La RSI giornaliera é a 59.75 punti. Il bordo superiore delle Bolliger Bands é a 11741 punti - in calo. Il massimo annuale del 1 marzo é a 11676 punti - entro venerdì il DAX potrebbe risalire sui 11700 e poi cominciare settimana prossima un ribasso. La volatilità VDAX é a 15.02 punti (-0.28) - il minimo annuale é a 14.10 punti - se entro venerdì la VDAX scende sotto questo valore  probabile che il DAX sarà su un massimo...

Assolutamente non ci aspettavamo che ieri l'S&P500 (+1.47% a 2783.30 punti) potesse guadagnare 40 punti. Eravamo convinti che la correzione dovesse continuare e abbiamo sottovalutato il segnale fornito venerdì dal rialzo finale e dalla chiusura sul massimo giornaliero. Ieri i rialzisti hanno mantenuto il controllo delle operazioni e hanno intensificato la spinta con esito spettacolare.
L'S&P500 ha aperto il leggero guadagno a 2747 punti - in realtà é balzato subito a 2751 punti e poi ha continuato a salire in maniera regolare fino alla chiusura sul massimo a 2783.30 punti (+1.47%). A metà giornata era a 2776 punti - poi la scalata é diventata più lenta ma egualmente sistematica. La tecnologia ha trascinato il plotone (Nasdaq100 +2.11% a 7164 punti) che era però folto e compatto comprendendo anche i settori che settimana scorsa hanno creato problemi. Il DJTrasportation é salito del +1.94% e il Russell2000 (RUT +1.77%) ha seguito a ruota. Il DJ Utilities (+0.76%) ha toccato un nuovo massimo annuale - una conferma del duraturo calo dei tassi d'interesse.
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5873 su 1384, NH/NL a 403 su 397 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é crollata a 14.33 punti (-1.72, minimo annuale a 13.38 punti) e la CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.57. Il future sull'S&P500 é stamattina a 2795 punti (+6 punti) - l'S&P500 torna a testare i 2800 punti e sembra voler salire entro venerdì su un nuovo massimo annuale marginale vicino ai 2816 punti - almeno questa é la variante che al momento ci sembra più verosimile.

Il Nikkei balza stamattina del +1.79% - Shanghai sta salendo del +1%. L'Eurostoxx50 vale ora 3322 punti - le premesse sono per un'altra seduta moderatamente positiva. Stasera al Parlamento britannico si torna a votare sulla Brexit. Le probabilità che l'accordo negoziato da Theresa May ottenga una maggioranza sono scarse. I mercati finanziari sembrano infischiarsene. Sembra ormai che l'unica cosa che conta é la politica monetaria delle banche centrali.
Il cambio EUR/USD torna a 1.1260 - l'EUR non crolla e sembra volere ancora una volta tornare nel range 1.13-1.15.

Aggiornamento dell'11 marzo

Venerdì c'é la scadenza trimestrale dei derivati - possibile minimo. Brexit...

Venerdì scadono i derivati di marzo. È una grande scadenza trimestrale e spesso in borsa questo coincide con un punto tornante. Normalmente i traders chiudono le posizioni aperte e fanno le operazioni di carry trade (prolungamento della scadenza) durante la settimana. In genere per mercoledì i giochi sono fatti - giovedì e venerdì si chiudono i libri. Questa costellazione é favorevole alla nostra previsione di una fine della correzione intorno a mercoledì. In quel momento gli oscillatori di corto termine potrebbero toccare il fondo.
La scadenza dei derivati ha conseguenze già oggi. La maggioranza dei sistemi informatici riporta già i future a scadenza giugno. Non bisogna farsi irritare dalle differenze. Il future sull'S&P500 scadenza giugno é invariato rispetto a venerdì a 2752 punti.
Stamattina le borse asiatiche sono miste. I nostri due mercati di riferimento guadagnano terreno. Il Nikkei sta salendo del +0.38% - Shanghai lievita del +1.5%.
Durante la settimana sarà il dossier Brexit a tenere banco - mercoledì é prevista un'altra votazione nel parlamento britannico. Un no all'accordo trattato da Theresa May é probabile. Poi bisognerà trovare in tempi brevi una soluzione d'emergenza. Gli inglesi potrebbero chiedere aiuto agli italiani che in questo campo mostrano una grande creatività - TAV insegna...
Stamattina i mercati finanziari europei riprendono le contrattazioni dal livello raggiunto venerdì alle 22.00. L'Eurostoxx50 valeva 3296 punti - ora le prime indicazioni ci forniscono un valore teorico di 3298 punti. Gli indici azionari europeo apriranno con guadagni di circa il +0.5% - non crediamo che debbano salire decisamente più in alto. Dovrebbero piuttosto ridiscendere considerando che si sta ancora svolgendo una correzione.
Durante il fine settimana gli Stati Uniti sono passati all'orario estivo. Significa che la differenza d'orario tra Europa continentale e New York é scesa a 5 ore. La borsa americana apre alle 14.30 e chiude alle 21.00.

Commento del 9-10 marzo

Correzione minore quasi finita. Il successivo rimbalzo é importante - ci dirà cosa deve succedere a medio termine

Settimana scorsa le borse sono scese. Il calo però non ha fatto molti danni - é servito soprattutto per eliminare l'ipercomperato. All'inizio della settimana gli indici azionari hanno toccato dei nuovi massimi annuali marginali. L'SP500 lunedì é salito fino ai 2816.88 punti - venerdì ha toccato un minimo settimanale a 2722 punti e ha chiuso a 2743.07 punti (-0.21%). La borse europee si sono dimostrate nuovamente più robuste. L'Eurostoxx50 ha aspettato fino a mercoledì per raggiungere un nuovo massimo annuale marginale a 3340 punti - venerdì é sceso fino a 3273 punti e ha chiuso a 3283 punti (-0.76%) - alle 22.00 valeva però 3296 punti e quindi il calo sull'arco della settimana risulta essere di soli 12 punti - un'inezia. La differenza é stata fatta dall'indice delle banche SX7E - una settimana fà era a 97.68 punti - venerdì ha chiuso a 92.03 punti (-1.89%) - praticamente l'indice é tornato sul livello dove era due settimanane fà - é evidente che in questo settore c'é troppa speculazione e un'eccessiva volatilità.
Venerdì la borsa americana ha chiuso in calo ma sul massimo giornaliero e molto lontano dal minimo giornaliero. Il gap down d'apertura é stato chiuso. I ribassisti sono in vantaggio ma i rialzisti si difendono con successo. L'impressione é che la correzione non é ancora finita. Gli indicatori non hanno ancora scaricato l'ipercomperato, gli oscillatori suggeriscono che un minimo intermedio dovrebbbe essere raggiunto solo verso la metà di settimana prossima e nessun indice di riferimento ha raggiunto un valido supporto. Di conseguenza la correzione dovrebbe continuare ancora qualche giorno ed il migliore obiettivo di riferimento rimangono i 2680 punti di S&P500. Il bordo inferiore delle Bollinger Bands si trova ora a 2714 punti e sta ancora salendo. 
Dopo dovrà esserci un rimbalzo e questa é la fase che ci interessa e sulla quale concentriamo la nostra attenzione. Durata, intensità e caratteristiche del rimbalzo ci diranno se l'attuale correzione é solo una correzione minore all'interno di un rialzo di medio-lungo termine che non ha ancora esaurito il suo potenziale o se invece é la prima spinta di ribasso in un movimento appena iniziato e dal vasto potenziale.
La nostra ipotesi é che a settembre 2018 l'S&P500 ha toccato un massimo storico definitivo. A dicembre é iniziato un bear market della durata di due o tre anni. Il rialzo iniziato a dicembre doveva fermarsi sui 2800 punti - in effetti l'S&P500 ha toccato un massimo annuale a 2816 punti il 4 di marzo. Nelle prossime settimane dovrebbe cadere ad ondate a testare il minimo 2018 a 2346 punti. Se questa ipotesi é corretta ora bisogna essere sottoinvestiti in azioni o addirittura short. Secondo l'analisi tecnica essere short é ancora un'impostazione troppo aggressiva considerando che le conferme dell'ipotesi sono ancora scarse. È un fatto che l'S&P500 a 2800 punti é entrato in stallo e dai 2816 punti ha cominciato a correggere.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.86% a 3283 punti
DAX                         -1.24% a 11457 punti
SMI                          -1.60% a 9268 punti
FTSE MIB                  -1.02% a 20484 punti
S&P500                    -2.16% a 2743.07 punti
Nasdaq100               -1.90% a 7015 punti

Giovedì c'é stata una seduta negativa e le vendite sono continuate fino a venerdì verso le 19.00. Poi le borse hanno recuperato. Per l'Europa la riscossa é arrivata troppo tardi. Le borse avevano già chiuso in perdita e vicine ai minimi giornalieri. Ripetiamo però che le perdite sono modeste. L'Eurostoxx50 (-0.76% a 3283 punti) alle 22.00 valeva nuovamente 3296 punti - anche il DAX (-0.52% a 11457 punti) é risalito fino a 11495 punti. Di conseguenza pensiamo che la correzione in Europa sarà veramente impercettibile e non vale la pena giocarla. La politica monetaria estremanente espansiva adottata dalla BCE sta convincendo gli investitori che conviene tenere azioni malgrado il rischio di recessione. La banca centrale sta facendo di tutti per sostenere i mercati finanziari e tutti preferiscono giocare la borsa, che teoricamente da delle possibilità di guadagno, piuttosto che tenere i soldi in contanti o investirli in obbligazioni che non rendono più nulla. Il reddito dell'obbligazione decennale della Germania (Bund) é sceso al 0.071%! I fondamentali presto o tardi torneranno a dominare ma per il momento sono la psicologia e la liquidità a determinare il valore delle azioni.
Se l'America corregge l'Europa deve seguire. Lo stesso vale in caso di ribasso. Al momento però l'Europa mostra forza relativa grazie all'aiuto della BCE - nell'immediato questo effetto può perdurare. Il comportamento delle azioni delle banche settimana scorsa mostra però che gli investitori sono molto veloci nel cambiare idea - la liquidità é effimera e l'ottimismo vira velocemente in pessimismo - la speculazione crea volatilità.

Dopo quattro candele rosse venerdì sul grafico dell'S&P500 e su quelli dei maggiori indici azionari (DJIndustrial, DJTransportation, Nasdaq, Nasdaq100) sono apparse delle candele bianche. Malgrado le perdite giornaliere gli indici hanno chiuso sopra il livello d'apertura e vicini ai massimi giornalieri - significa che la correzione continua ma i rialzisti riescono ad opporsi con successo. La pressione di vendita é modesta e probabilmente il potenziale di ribasso é moderato.
L'S&P500 ha aperto in gap down a 2727 punti. All'inizio é sceso fino a 2723 punti ma poi é rimbalzato fino ai 2736 punti. I ribassisti hanno riprovato a far scendere l'indice più in basso ma il tentativo é svanito sul minimo a 2722 punti. Verso le 19.00 l'indice si é fermato una mezz'ora su questo livello. In seguito é risalito ad ondate ed é tornato in chiusura a 2743.07 punti (-0.21%). Anche il Nasdaq100 (-0.16% a 7015 punti) si é comportato in maniera simile. Questa volta PMI (RUT -0.11%) e trasporti (DJT -0.45%) hanno limitato le perdite.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2941 su 4216, NH/NL a 197 su 1218 (peggio che giovedì ma di poco) e volume relativo a 0.8 (scarsi volumi - é poco probabile che la borsa venerdì abbia toccato un minimo significativo). La volatilità VIX é scesa (!) a 16.05 punti (-0.54) mentre la CBOE Equity put/call ratio é a 0.75 (MM a 10g a 0.65). Questi dati non mandano segnali chiari - l'impressione generale é però che la correzione, pur non essendo forte, non é ancora finita.
La tendenza di fondo della borsa americana sembra essere al rialzo con il 70.6% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 57.78. Il segnale di vendita a lungo termine generato a dicembre dagli indicatori é però ancora valido.
Settimana prossima dovrebbero esserci ancora alcune sedute negative - intorno a mercoledì la correzione dovrebbe finire. Poi ci sarà un recupero. Attenzione che questa é una road map di massima suggerita dallo sviluppo degli indicatori tecnici. Le novità provenienti dal fronte politico ed economico possono però spostare questi appuntamenti di alcuni giorni provocando nel trend delle accelerazioni o delle frenate impreviste.

Il cambio EUR/USD é risalito venerdì sera a 1.1240. Siamo persuasi che giovedì non é iniziata una spinta di ribasso. Continua la fase neutra nel canale 1.12-1.15. Noi restiamo convinti che il prossimo sostanziale movimento avverrà al rialzo. Malgrado l'espansione della politica monetaria della BCE, il differenzale dei tassi d'interesse favorevole all'USD e la diminuzione delle prospettive di crescita dell'UE l'EUR non é crollato. Il sentiment mostra un diffuso pessimismo sull'EUR. Malgrado questi fattori negativi l'EUR non precipita. Vedrete come risalirà il cambio appena ci sarà un minimo spostamento dell'ago della bilancia in sfavore degli Stati Uniti e dell'USD.

Commento dell'8 marzo

La BCE lascia i tassi d'interesse al 0% almeno fino alla fine del 2019 e annuncia un nuovo programma TLTRO

Ieri le borse europee ed americana hanno avuto una seduta negativa. L'S&P500 (-0.81% a 2748.93 punti) é sceso sotto i 2764 punti. La prevista correzione é ufficialmente cominciata. Abbiamo però l'impressione che questa sarà solo una correzione minore e confermiamo l'obiettivo indicativo di riferimento a 2680 punti di S&P500. Poi gli indici azionari risaliranno. Questo é lo scenario a corto termine - più importanti però sono le prospettive a medio e lungo termine. Non sappiamo ancora se quella che ora chiamiamo correzione é in effetti solo una correzione minore all'interno di una fase di rialzo che deve continuare oppure se questa é la prima spinta di ribasso dopo che l'S&P500 ha toccato un massimo annuale definitivo a 2816 punti il 4 di marzo. Come sapete noi sosteniamo la seconda ipotesi e crediamo che nelle prossime settimane o mesi l'S&P500 debba cadere e ritestare il minimo di dicembre 2018 a 2346 punti. Nel corso di questa correzione e della successiva reazione avremo il tempo per raccogliere i dati necessari a prendere una decisione. 

Ieri le borse europee sono rimaste tranquille fino alle 13.45. Poi la BCE ha annunciato il lancio di un nuovo massiccio programma TLTRO e il mantenimento dei tassi d'interesse al livello attuale (0%) almeno fino alla fine dell'anno. I mercati finanziari hanno reagito violentemente a questo vistosa espansione della politica monetaria - inattesa in questo preciso momento e con questa ampiezza.
L'Eurostoxx50 (-0.48% a 3308 punti) é prima balzato e ha raggiunto i 3337 punti - 3 punti dal massimo annuale. Poi é ricaduto ed ha chiuso in calo ma lontano dal minimo giornaliero (3293 punti) e con una modesta perdita (-16 punti). Non bisogna arrivare a conclusioni affrettate dopo una simile giornata - bisogna aspettare che il mercato si assesti. La prima impressione però é che sia iniziata una correzione minore di pochi punti in percentuale. I ribassisti ieri avevano l'occasione per effettuare un affondo - hanno combinato poco e sono battuti in ritirata sul primo supporto e un'ora prima della chiusura - una debole prestazione.
DAX (-0.60% a 11517 punti) e SMI (-0.84% a 9324 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50 malgrado che abbiamo perso qualche punto in più. Il FTSE MIB (-0.74% a 20697 punti) ci ha dato una grande soddisfazione - come sapete già il 25 febbraio avevamo indicato un obiettivo grafico a 21000 punti. L'indice dopo le 13.45 si é impennato e ha raggiunto il nostro obiettivo tecnico a 21000 punti - il nuovo massimo annuale e giornaliero é a 21009 punti! Poi é ricaduto ed ha chiuso in calo ma lontano dal minimo giornaliero e con una modesta perdita.  
L'indice delle banche SX7E é crollato del -3.32% a 93.80 punti - in questo settore c'é troppa speculazione. Le azioni delle banche erano salite poiché si pensava che la BCE potesse aiutare il settore con un nuovo TLTRO. Ora che il programma di rifinanziamento si concretizza i traders scappano spaventati forse dalle deboli prospettive economiche e dal calo dei tassi di mercato che sfavoriscono le banche - le reazioni emozionali dominano i movimento dei prezzi delle azioni bancarie mentre i fondamentali vengono spesso trascurati. In realtà il nuovo TLTRO costituisce una forma di rifinanziamento e sovvenzione delle banche europee più deboli che senza questo aiuto della BCE verrebbero tagliate fuori dal mercato dei capitali o dovrebbero rifinanziarsi a prezzi decisamente superiori. In questa maniera però si distorce la libera concorrenza e si tengono in vita Istituti praticamente morti. 
Il cambio EUR/USD é caduto su un nuovo minimo annuale a 1.1176. Stamattina é a 1.1205. Non ci aspettavamo che il cambio reagisse in maniera così violenta a questa manovra della BCE. Prima di parlare di ribasso é però meglio attendere almeno fino a stasera. A novembre 2018 il cambio era sceso a 1.1215 - la rottura attuale é frazionaria e da questo supporto il cambio potrebbe ancora risalire.
Guardate il grafico e leggete a questo riguardo il nostro commento tecnico

Stranamente anche l'America si é fatta contagiare dal ribasso in Europa. L'S&P500 ha aperto sul minimo settimanale a 2767 punti e subito ha continuato a scendere chiarendo subito quale sarebbe stato l'esito finale della giornata. L'indice é sceso fino a 2743 punti alle 18.20 e poi ha reagito. È risalito a metà giornata a 2760 punti ma poi i ribassisti sono tornati all'attacco e hanno fatto cadere l'S&P500 sul minimo giornaliero a 2739 punti. Dopo le 21.00 l'indice ha recuperato fino ai 2748.93 punti (-0.81%). Le vendite hanno colpito tutti i settori compresi la tecnologia (Nasdaq100 -1.20% a 7026 punti) e i trasporti (DJTransportation -0.96%). Osserviamo da vicino quest'ultimo indice - é il primo che ha cominciato a correggere ed é già quasi ipervenduto - sarà il primo a toccare il fondo e dirci che la correzione sta finendo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2128 su 5092, NH/NL a 227 su 1089 (netto deterioramento) e volume relativo a 0.95 (poco!?). La volatilità VIX é salita a 16.59 punti (+0.85) mentre la CBOE Equity put/call ratio era a 0.76. I dati confermano che il mercato sta correggendo con pressione di vendita in aumento.
Ora gli oscillatori ci dicono che un minimo intermedio é già vicino. Il limite inferiore delle Bollinger Bands sull'S&P500 é a 2707 punti. Di conseguenza non crediamo che la borsa debba crollare. Pensiamo che ci debbano essere ancora due o tre sedute negative e l'obiettivo a 2680 punti di S&P500 ci sembra un buon livello di riferimento. Da qui ci deve essere una prima consistente reazione. Durata e intensità del rimbalzo ci diranno se é il momento di aprire posizioni short a medio termine su tutti i mercati azionari.

Stamattina si delinea una giornata difficile e negativa. Le borse asiatiche sono in calo. I Nikkei perde il -2.00%. Shanghai crolla del -4.4%. Il future sull'S&P500 é a 2738 punti (-12 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3290 punti (-18 punti). Le borse europee apriranno con perdite tra il -0.6% ed il -0.8%. Probabilmente nel corso della giornata scenderanno più in basso. Non ci aspettiamo però un crollo - al più tardi sui 3260 punti l'indice deve rimbalzare.

Commento del 7 marzo

RUT -2.01% e NL a 715 - appare pressione di vendita malgrado che il supporto a 2764 punti di S&P500 regge

In questo momento Europa e America mandano segnali contrastanti malgrado che le differenze di performance siano minime. Ieri l'Eurostoxx50 (-0.08% a 3324 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale a 3340 punti prima di ricadere e chiudere in pari. Un nuovo massimo di periodo é però un segnale inequivocabile che la tendenza é al rialzo. L'indice non cede malgrado una situazione di ipercomperato (RSI giornaliera a 73.20 punti) - questo é un segnale di forza. Il rialzo dell'Eurostoxx50 viene sostenuto dalle azioni dei Paesi mediterranei come l'Italia (FTSE MIB +0.65% a 20851 punti). È evidente che gli investitori danno maggiore importanza agli effetti benefici di un nuovo programma di finanziamento delle banche TLTRO piuttosto che hai fondamentali economici. L'OECD (OCSE) martedì ha abbassato le stime di crescita dell'economia europea per il 2019 - in Italia prevede un -0.2% - recessione. Vedremo fino a quando la chimera della droga monetaria riuscirà a sostenere delle borse che salgono malgrado fondamentali in deterioramento. Secondo l'analisi tecnica la corsa iniziata a fine dicembre 2018 é molto vicina alla fine - non ci sono però ancora segnali di vendita né divergenze tali da indurci ad aprire posizioni short in controtendenza. Ci sono indici azionari che da giorni non riescono a fare progressi come il DAX (-0.28% a 11587 punti) e l'SMI (+0.04 a 9403 punti). Se non salgono non vuole però ancora dire che devono scendere. Al momento i mercati azionari europei sembrano consolidare prima continuare il rialzo - il problema é che questa immagine si scontra con quanto osserviamo in America dove lo sviluppo del trend e degli indicatori sembra avere alcuni giorni di anticipo.

A Wall Street c'é stata una seduta decisamente negativa. Questo non appare nel calo dell'S&P500 (-0.65% a 2771.45 punti) che é moderato. Anche la tecnologia ha limitato le perdite (Nasdaq100 -0.62% a 7112 punti). I due settori deboli, che seguiamo da vicino da giorni, hanno però ceduto in maniera vistosa. Il DJ Transportation (-0.51%) continua la correzione iniziata il 21 febbraio - ormai sono 10 le candele rosse consecutive sul grafico. Ieri é però crollato l'indice Russell2000 (RUT -2.01% ) delle piccole e medie imprese. Spesso le correzioni e le nuove tendenze partono in questo settore. Il Russell2000 é composto da 2000 società - é quindi evidente che questo calo ha provocato un netto peggioramento dei dati sulla partecipazione. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1508 su 5721, NH/NL a 294 su 715 (contro 728/416 lunedì e 453/384 martedì) e volume relativo a 0.9. Notiamo il calo dei nuovi massimi ma soprattuto il forte aumento dei nuovi minimi. Ier il minimo giornaliero dell'S&P500 é stato di 2768 punti - lunedì l'indice era sceso fino a 2767 punti. Ora i primi analisti tecnici danno dei consigli di vendita - si basano su indicatori molto sensibili che hanno fornito i primi segnali. Noi ci atteniamo alle regole che ci siamo imposti - bisogna lavorare con metodo. Per noi il trend rialzista é finito ed inizia ufficialmente una correzione se l'S&P500 scende sotto la prima resistenza a 2764 punti. Non é ancora il caso malgrado che il MACD ed il Summation Index suggeriscano che le borse a breve devono scendere.
I dati sul sentiment si sviluppano secondo logica - gli investitori si stanno innervosendo e sono meno ottimisti - la volatilità VIX é salita a 15.74 punti (+1.00) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.70.
Un'ultima osservazione riguarda il comportamento dell'S&P500 ieri durante la giornata. Nelle sedute precedenti l'S&P500 era sempre riuscito a recuperare dopo una caduta iniziale. Ieri la risposta dei rialzisti é mancata. L'indice ha aperto a 2790 punti e ad ondate é sceso fino alle 19.00 a 2770 punti. C'é stato un debole rimbalzo a 2778 punti ma poi i venditori sono tornati ed hanno schiacciato l'indice fino al minimo giornaliero a 2768 punti. Un'ultimo rimbalzo ha fatto risalire l'S&P500 a 2774 punti - la chiusura é stata infine a 2771.45 punti, vicina al minimo giornaliero. L'unica consolazione dei rialzisti é che il minimo di lunedì a 2767 punti non é stato peggiorato.  
Oggi potrebbe esserci un rimbalzo - lo diciamo malgrado che vediamo che il future sull'S&P500 perde altri 6 punti a 2765 punti. Normalmente una seduta così negativa a livello di A/D provoca una reazione e pensiamo che la VIX si scontrer con la resistenza sui 16 punti. La nostra previsione é però chiara - a corto termine (vale a dire fino al 15 marzo, giornata di scadenza dei derivati) l'S&P500 deve correggere con obiettivo ideale e 2680 punti.

Stamattina le borse asiatiche sono miste (Nikkei -0.71%, Shanghai +0.2%). L'Eurostoxx50 vale ora 3314 punti (-0.3%). Oggi si svolge l'attesa riunione periodica della BCE. I tassi d'interesse di riferimento resteranno invariati (comunicato alle 13.45). Mario Draghi (conferenza stampa alle 14.30) dovrebbe però fornire dettagli riguardanti l'agognato programma di rifinaziamento delle banche europee TLTRO. Il mercato ha grandi pretese e ha già anticipato molto dei possibili effetti benefici sia a livello di tassi d'interesse sia per quel che riguarda il valore delle azioni (specialmente banche) - potrebbe rimanere deluso.

Commento del 6 marzo

Indici azionari fermi ma le fondamenta vacillano (partecipazione) e si staccano dei pezzi (DJT, RUT)

Anche ieri le borse hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni. L'Europa ha guadagnato qualche punto (Eurostoxx50 +0.30% a 3327 punti) senza migliorare i massimi annuali di venerdì scorso (con delle eccezioni tipo il CAC40 francese). In America l'S&P500 ha svolto una seduta in trading range e ha chiuso praticamente invariato a 2789.65 punti (+0.05%) - é stato imitato dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.08%). Nelle retrovie però il mercato scricchiola. L'importante settore delle piccole e medie imprese sottoperforma da giorni (Russell2000/RUT -0.45%) mentre il DJ Transportation (-0.82%) prosegue la sua correzione che ormai é evidente (8 candele rosse consecutive!) e viene commentata con allarmismo nei media.
La distribuzione dell'S&P500 sui 2800 punti sembra completa - gli indicatori di momentum e partecipazione (p.e. MACD o Summation Index) ruotano verso il basso e generano i primi deboli segnali di vendita. La maggiornaza degli investitori sembra prepararsi ad una sana e dovuta correzione. Una estensione del rialzo é ancora possibile - le probabilità di una correzione sono però decisamente in aumento e questa é anche la nostra previsione. Un ovvio obiettivo si trova a 2680 punti di S&P500.

L'Eurostoxx50 (+0.30% a 3327 punti) non ha dato segni di debolezza. Ha guadagnato 10 punti e ha chiuso a ridosso del massimo giornaliero e massimo annuale a 3330 punti. La RSI a 74.13 punti deve servire da ammonimento ai rialzisti troppo entusiasti. In ogni momento é possibile che ci sia un vuoto d'aria di un paio di punti in percentuale per eliminare questo ipercomperato.
L'indice delle banche SX7E ha perso il -0.74% a 96.79 punti. Considerando il rally di settimana scorsa questa sembra unicamente una normale reazione ad un eccesso. Non abbiamo segnali di vendita o d'inversione di tendenza.
Il DAX (+0.24% a 11620 punti) non cede ma non riesce più a fare sostanziali progressi. Teoricamente il mercato é pronto per una correzione - l'indice é ipercomperato ed in perdita di momentum. Evitiamo però di vendere poiché non abbiamo nessun segnale di vendita e nessuna evidente divergenza tecnica. Questa fase di stallo potrebbe anche durare ancora una decina di giorni con il DAX fermo intorno ai 11600 punti. I modesti volumi di titoli trattati mostrano che al momento nessuno ha un grande interesse a muovere il mercato. Ci vuole un evento per smuovere le acque.
In Italia, dopo 7 sedute positive, ieri finalmente c'é stata una giornata negativa (FTSE MIB -0.01% a 20716 punti). Ironia a parte abbiamo poco da dire su questa giornata che il FTSE MIB ha terminato invariato, sul livello d'apertura e al centro del range giornaliero. Per ora non si vede nessun segno di cedimento. Malgrado l'ipercomperato sembra che il FTSE MIB possa lentamente salire fino all'obiettivo a 21000 punti prima che possa cambiare qualcosa in questo lungo rialzo.
Da alcuni giorni l'SMI (+0.05% a 9399 punti) non riesce più a fare progressi. Come l'S&P500 si é bloccato sui 2800 punti, anche l'SMI non riesce a passare i 9500 punti. Indicatori e grafico restano però costruttivi e quindi non c'é ancora nessuna impellente ragione per vendere. L'SMI potrebbe anche consolidare, assorbire l'ipercomperato e ripartire verso l'obiettivo a 9600 punti. Questa gamba di rialzo iniziata a fine dicembre ci sembra troppo estesa per poter continuare senza una sostanziale correzione - statisticamente le probabilità sono modeste visto che l'SMI ha fatto una corsa di 1343 punti / +16.5% (da 8138 a 9481 punti) in due mesi. La tendenza é però ancora saldamente al rialzo.
Riassumendo il rialzo in Europa é molto esteso e mostra segni di affaticamento - mancano però segnali di vendita o forti divergenze. Il comportamento degli indici suggerisce consolidamento e non distribuzione. Dopo una pausa il rialzo potrebbe teoricamente riprendere. Tutto però dipenderà dall'America.

L'S&P500 ha svolto una seduta in trading range - ha aperto a 2792 punti ed ha chiuso poco più in basso a 2789.65 punti (-0.11%). Durante la giornata ci sono state ampie oscillazioni. I venditori sembravano più decisi - la discese sono state più forti e veloci dei lenti recuperi. Notiamo la caduta sul finale - dal massimo giornaliero a 2796 punti c'é stato in 15 minuti un vuoto d'aria fino ai 2789 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3201 su 3914, NH/NL a 453 su 384 e volume relativo a 0.9. Notiamo il netto peggioramento del rapporto NH/NL - la forza d'acquisto diminuisce - la pressione di vendita aumenta.
A livello di sentiment nulla da segnalare (VIX a 14.74 punti, +0.11 / CBOE Equity put/call ratio a 0.67).

Stamattina ritroviamo i mercati europei ed americano praticamente fermi malgrado il rialzo in Cina (Shanghai +1.6%). Frena il Nikkei giapponese (-0.54%). Il future sull'S&P500 é a 2786 punti (-4 punti). Gli indici azionari europei apriranno praticamente invariati - alle 08.00 l'Eurostoxx50 vale 3325 punti. Anche oggi le borse sembrano voler restare ferme. Probabilmente gli investitori aspetteranno l'esito della riunione della BCE di domani prima di prendere iniziative.

Commento del 5 marzo

Una scrollata che puzza di preparazione ad una correzione - decisivo sarà il supporto intermedio a 2764 punti di S&P500

Guardando i dati a fine giornata sembra che ieri non sia successo nulla di importante e che le borse abbiano terminato la seduta senza grandi movimenti e senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +0.15% a 3317 punti mentre l'S&P500 ha perso il -0.39% tornando a 2792.81 punti e cedendo solo parte dei guadagni di venerdì. L'apparenza inganna - sotto la superficie sta avvenendo uno scontro tra rialzisti e ribassisti per la supremazia. Ieri i ribassisti in America hanno saggiato il terreno - la reazione dei rialzisti é stata veemente. I dati suggeriscono un aumento della pressione di vendita - di conseguenza crediamo che alla fine vinceranno i ribassisti e ci sarà una correzione.

La seduta in Europa non ha avuto storia. Gli indici hanno aperto al rialzo, si sono assestati, sono risaliti nel pomeriggio sfiorando i massimi annuali toccati venerdì e poi sono ricaduti sul finale. Per saldo é rimasto poco. L'Eurostoxx50 (+0.15% a 3317 punti) e il FTSE MIB (+0.11% a 20718 punti) hanno guadagnato qualcosa, DAX (-0.08% a 11592 punti) e SMI (-0.19% a 9394 punti) hanno lasciato qualche punto sul terreno. Tecnicamente c'é poco da dire - l'ipercomperato ha bloccato il rialzo - venuta a mancare la spinta fornita dagli Stati Uniti gli indici azionari europei si sono fermati con volumi in calo. A prima vista questa sembra semplicemente una pausa di consolidamento prima della ripresa del rialzo - a decidere sarà però Wall Street.

La seduta a New York é stata decisamente più interessante con alcuni aspetti rilevanti. L'S&P500 ha aperto in gap up a 2815 punti ed é salito su un nuovo massimo annuale marginale a 2816 punti (segnale positivo). Poi, esattamente sulla resistenza a 2816 punti, sono arrivate le vendite e l'indice é caduto alle 19.00, con un'accelerazione finale, a 2767 punti di minimo. L'indice si é fermato a 3 punti dal primo supporto intermedio a 2764 punti - ha perso 49 punti dal massimo e questo lascia una consistente candela rossa sul grafico (segnale negativo). Ieri i ribassisti non hanno ottenuto di più anche a causa del buon comportamento della tecnologia (Nasdaq100 -0.01% a 7150 punti). Nelle ultime tre ore di contrattazioni l'indice é risalito in maniera regolare ed ha raggiunto i 2792.81 punti (-0.39). I dati della seduta sono però peggio di quanto suggeriscono questi due indici: A/D a 2814 su 4397, NH/NL a 728 su 416 ( netto deterioramento malgrado il nuovo massimo annuale dell'S&P500!) e volume relativo a 0.95. I deboli dati strutturali sono stati provocati dalla caduta del Russell2000 (-0.89%) e dal netto calo del DJ Transportation (-0.60%) che continua a correggere.
La volatilità VIX é salita a 14.63 punti (+1.06) - la CBOE Equity put/call ratio é lievitata a 0.67 - la reazione psicologica degli investitori é normale - lieve inquietudine ma nulla più - per ora.
A corto termine l'S&P500 é catturato nel range 2764-2816 punti. Ieri i contraenti hanno potuto vantarsi di avere respinto l'avversario su livelli significativi e di avere il controllo della situazione. Ovviamente qualcuno presto o tardi deve prevalere. Ieri sul finale hanno prevalso i rialzisti. Nell'immediato hanno l'iniziativa. Dovrebbero riuscire a far salire l'S&P500 fino ai 2800 punti prima che i ribassisti ripartano alla carica.
Il mercato in questo momento é dominato da aspetti tecnici. Ieri lo abbiamo visto molto bene sul Nasdaq100. L'indice ha toccato un massimo giornaliero e nuovo massimo annuale a 7205 punti - esattamente il massimo del 7 novembre 2018 (resistenza intermedia). Poi é ridisceso a testare la MM a 200 giorni a 7066 punti - il minimo é stato a 7073 punti.
Solo un particolare ci disturba - gli indici si fermano esattamente sulle resistenze - non prima e non dopo compiendo una classica falsa rottura al rialzo. Raramente una correzione inizia in questa maniera.

Stamattina le borse sono ancora indecise. Il future sull'S&P500 é a 2792 punti (+1 punto). Le borse asiatiche sono miste (Nikkei -0.53%, Shanghai +0.8%). L'Eurostoxx50 vale ora 3318 punti. Le borse europee apriranno praticamente invariate. Probabilmente stamattina proveranno a guadagnare qualche punto - poi si fermeranno e aspetteranno per vedere cosa succede a Wall Street. Da 11 sedute l'S&P500 si muove in una cinquantina di punti a ridosso dei 2800 punti - il mercato é lentamente maturo per un movimento sostanziale.

Aggiornamento del 4 marzo

Solo tecnica e sentiment - niente economia e fondamentali

Da mesi le borse salgono mentre i dati fondamentali si stanno deteriorando. La performance della borsa americana nei primi due mesi dell'anno é stata la migliore dal 1997. I twitter di Donald Trump riguardanti la guerra commerciale con la Cina e le probabilità di un accordo sono più importanti, almeno per quel che riguarda i movimenti della borsa, dei dati riguardanti lo sviluppo dell'economia. La liquidità torna ad affluire in borsa ora che le Banche Centrali hanno ribadito il principio di una politica monetaria espansiva a sostegno dei mercati finanziari. La FED rinuncia ad ulteriori aumenti dei tassi d'interesse, la BCE prepara un altro TLTRO e gli esperti riflettono sulla possibilità di tassi negativi fino al -6% in caso di recessione o crisi economica. Sembra che non ci siano alternative alle azioni per ottenere un reddito sul capitale. Gli investitori diventano pian pianino molto ottimisti e compiacenti senza cadere nell'euforia.
In questo contesto é ovvio che il rialzo continui in maniera regolare. Fino a quando non ci saranno validi motivi per vendere tutti resteranno sull'auto in corsa. Il rialzo finirà quanto tutti avranno comperato e saranno in attesa che gli indici continuino a salire - probabilmente ci vorrà una situazione di forti eccessi sia a livello di ipercomperato che a livello di sentiment. Forse ci vorranno RSI settimanali sui 70 punti e VIX sui 12 punti prima che questa sindrome si manifesti - ora questi valori per l'S&P500 americano sono a 57.29 punti e 13.57 punti.

Stamattina non appare nulla di nuovo. Le borse riaprono normalmente e questo significa un moderato guadagno e, in Europa ed America, un'apertura vicino ai massimi annuali. Il future sull'S&P500 é a 2816 punti (+11 punti) - l'Eurostoxx50 vale ora 3228 punti - é 16 punti (+0.5%) sopra la chiusura di venerdì e 2 punti sotto il massimo annuale. Non vediamo niente che possa interrompere questa serie di sedute positive anche se l'ipercomperato impedirà accelerazioni al rialzo.
Per la cronaca il Nikkei sta salendo del +1.04% mentre Shanghai sta guadagnando il +1.1%.
Giovedì si riunisce la BCE per discutere la situazione economica e adattare la politica monetaria - vedremo se questo evento potrà influenzare i mercati finanziari malgrado che non siano previsti cambiamenti dei tassi d'interesse di riferimento.

Commento del 2-3 marzo

Nell'ultima settimana la situazione tecnica non é praticamente cambiata

La settimana appena trascorsa é stata una copia della precedente. Le performances settimanali sono moderatamente positive, Gli indici azionari americani negli ultimi 5 giorni hanno guadagnato terreno solo grazie ai guadagni realizzati venerdì e le borse europee si sono comportate meglio di quella americana - probabilmente grazie all'ottimo comportamento del comparto bancario (SX7E -0.50% a 97.68 punti, performance settimanale +5.36%).
La nostra attenzione si é concentrata sui 2800 punti di S&P500 (+0.69% a 2803.69 punti). Questo era il nostro obiettivo del rialzo a medio termine che avevamo già indicato nelle previsioni 2019. Pensavamo che i 2800-2816 punti potevano e dovevano bloccare il rialzo. Poi doveva verificarsi una correzione più o meno ampia che poteva rappresentare un'inversione di tendenza. Lunedì l'S&P500 si é impennato e ha toccato un nuovo massimo annuale a 2813 punti - poi é stato respinto verso il basso. Tra lunedì e giovedì l'indice ha terminato le sedute sotto i 2800 punti. Venerdì c'é stato un ulteriore tentativo di rottura al rialzo che é sfociato in un massimo giornaliero a 2808 punti e ha provocato una chiusura di poco sopra i 2800 punti. È evidente che sui 2800 punti l'S&P500 é in stallo e non riesce più a fare sostanziali progressi. La situazione tecnica é ancora nebulosa e si tratta di districarsi tra segnali positivi che suggeriscono la continuazione del rialzo e segnali negativi che invece mostrano un'alta probabilità che una correzione sia imminente. Noi restiamo della ferma opinione che il rialzo é troppo esteso e gli investitori sono troppo ottimisti e compiacenti - in ogni caso dai 2800-2816 punti deve esserci una correzione - forse solo dopo un nuovo massimo annuale marginale. Non sappiamo quale forza ed intensità avrà la correzione - in teoria i 2800+ punti di S&P500 dovrebbero rappresentare il massimo annuale e abbiamo parecchi segnali che sul lungo termine il mercato é decisamente toppish. A breve però escludiamo un ribasso poiché il mercato é strutturalmente ancora molto solido. Una correzione adesso dovrebbe di conseguenza essere solo una fase negativa all'interno di un processo di distribuzione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.27% a 3312 punti
DAX                         +1.26% a 11601 punti
SMI                          +0.63% a 9412 punti
FTSE MIB                  +2.13% a 20694 punti
S&P500                    +0.39% a 2803.69 punti
Nasdaq100               +0.86% a 7151 punti

Venerdì le borse hanno proseguito il trend settimanale e sono ancora salite. Le borse europee (con l'eccezione dell'SMI svizzero (+0.25% a 9412 punti) che guarda caso una settimana fà era ipercomperato) hanno toccato un nuovo massimo annuale marginale. Finora non appare nulla di nuovo - il rialzo é solido e regolare. Venerdì l'indice delle banche SX7E ha perso in controtendenza il -0.50% - non possiamo però ancora catalogare questa singola seduta negativa come una significativa divergenza.
L'Eurostoxx50 ha toccato a metà giornata il massimo a 3330 punti e ha chiuso a 3312 punti (+0.42%) - alle 22.00 valeva 3324 punti. Il DAX ha aperto in gap up, ha toccato un massimo a 11676 punti e ha chiuso a 11601 punti (+0.75%). La candela sul grafico é una shooting star e potrebbe rappresentare una forma di esaurimento di trend. Nel dopo borsa però il DAX é tornato a 11635 punti e quindi abbiamo seri dubbi che in effetti questo segnale grafico sia valido.
La RSI sull'Eurostoxx50 é a 72.22 punti - quella degli altri indici é più bassa sui 67-68 punti. Sarà difficile che il rialzo possa continuare senza che prima questo ipercomperato venga riassorbito.
La correlazione con la borsa americana é sempre valida. Le borse europee possono comportarsi meglio o peggio ma per saldo si muoveranno nella stessa direzione. Concentriamo quindi la nostra analisi sugli Stati Uniti dove abbiamo anche un mercato più efficente (indice con 500-2000 azioni e non 20,30 o 50 come in Europa) e più dati per l'analisi tecnica.

Nei commenti della settimana abbiamo ampiamente descritto la situazione tecnica e la posizione dei vari indicatori. Fino a giovedì la borsa americana ha praticamente marciato sul posto. Oggi ci limitiamo a segnalare solo i cambiamenti intervenuti nella giornata di venerdì.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2804 punti, é salito a 2808 punti di massimo e qui si é fermato. Entro le 18.00 é caduto sul minimo giornaliero a 2787 punti - in questa maniera ha chiuso il gap. Poi c'é stata una lunga e regolare salita che ha fatto tornare l'S&P500 a 2806 punti. Sul finale l'indice é ricaduto a 2803.69 punti (+0.69%) - questa é la migliore chiusura dell'anno. Il Nasdaq100 (+0.76% a 7151) ha seguito docilmente. Il DJ Transportation (-0.05%) continua a correggere ma viene ignorato dal resto del mercato - a torto o a ragione?
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4605 su 2614, NH/NL a 856 su 368 e volume relativo a 0.95. Lunedì il rapporto NH/NL era 1586 su 167 - il deterioramento é evidente. A livello di sentiment notiamo il crollo della volatilità VIX a 13.57 punti (-1.21). La VIX é piuttosto bassa ma una settimana fà era già a 13.51 punti. La CBOE Equity put/call ratio era a 0.60 - la MM a 10 giorni resta a 0.59. Il Fear &Greed Index é salito a 72 punti.
Riassumendo la borsa americana é ipercomperata e in eccesso di rialzo - gli investitori sono troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. I 2800-2816 punti di S&P500 si é rivelata essere in effetti una significativa resistenza. Ora ci vorrebbe almeno una correzione.
Venerdì abbiamo notato un crollo del prezzo dell'oro (-1.50% a 1292 USD/oncia) e un netto calo del prezzo del petrolio (55.80 USD/barile, -1.42). Questi movimenti non sono una conseguenza di un rafforzamento dell'USD - il cambio EUR/USD é fermo a 1.1365. Non sappiamo cosa sta succedendo - questo potrebbe significare che gli investitori si aspettano un rallentamento della crescita economica ma questa ipotesi si scontra con l'aumento dei tassi d'interesse (USTB a 10 anni al 2.76%, +0.03). Vedremo...
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con l'82.7% dei titoli (tanto!, troppo?) sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent sul NYSE a 61.96. D'altra parte il segnale di vendita a lungo termine che é stato generato a dicembre del 2018 é ancora valido. Questa differenza deve presto o tardi essere eliminata - il comportamento del mercato su questo importante livello (2800 punti di S&P500) sarà decisivo per il trend di lungo termine e probabilmente per lo sviluppo del mercato nei prossimi 6-12 mesi.

Commento del 1. marzo

Sembra prepararsi un tentativo di rottura sopra i 2800 punti di S&P500 - dopo una falsa rottura si scende

Da giovedì 21 febbraio le borse sono praticamente ferme. Questo vale soprattutto per l'S&P500 - il 20 febbraio aveva chiuso a 2784.70 punti - ieri, al termine di una seduta leggermente negativa, si é fermato a 2784.49 punti (-0.25%). Dopo 6 sedute di pausa é ora che ci sia uno strappo. In quale direzione? Pensavamo di scoprirlo grazie all'esame dello sviluppo strutturale del mercato - invece siamo ancora a livello di ipotesi. Il rapporto NH/NL (559 su 345) sta leggermente peggiorando - più di quanto suggerirebbe lo sviluppo dell'S&P500 che ieri ha toccato un minimo giornaliero a 2782 punti. Il Summation Index sul NYSE sta girando verso il basso partendo da alti livelli e questo favorisce la variante della correzione. A livello di sentiment i segnali sono misti. La volatilità VIX (14.78 punti, +0.08) resta sotto la vecchia resistenza a 16 punti - questo é bullish. Il CBOE Equity put/call ratio ieri é stato neutro a 0.63 - la MM a 10 giorni é a 0.59 - ieri era a 0.58 - questo é bearish. L'ultima inchiesta effettuata tra gli investitori privati (AAII) mostra che i pessimisti (bearish) sono crollati al 20% - questo significa un eccesso di ottimismo. Tra gli analisti di Wall Stret c'é chi torna a prevedere una salita dell'S&P500 quest'anno a 3000 punti mentre quasi più nessuno osa prevedere un 2019 negativo - vi ricordiamo che la performance da inizio anno é del +11.08%. Osserviamo infine che le borse europee salgono lentamente mentre l'S&P500 sta facendo la sua pausa. Ieri l'Eurostoxx50 (+0.47% a 3298 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale a 3301 punti e ha chiuso a ridosso del massimo con volumi in aumento. Il mercato é sostenuto da un incredibilmente forte settore bancario (SX7E +2.01% a 98.17 punti). L'impressione in Europa é che il rialzo non é ancora finito malgrado che stia combattendo contro l'ipercomperato.
Riassumendo le borse nell'immediato non sembrano aver voglia di scendere. D'altra parte indicatori di momentum e partecipazione sono affaticati e stanno lentamente ruotando dando segni di distribuzione. I dati sul sentiment favoriscono un tentativo di ribasso. A questo punto siamo obbligati a fare una previsione basandoci sui pochi elementi a disposizione - il mercato non può stare fermo all'infinito. Nei prossimi giorni ci deve ancora essere un attacco in direzione dei 2800 punti di S&P500 - non crediamo però che il rialzo possa continuare con un'accelerazione. Dopo il tentativo di rialzo e un nuovo massimo annuale marginale dovrebbe finalmente partire una correzione significativa.

Sulla giornata di ieri in Europa abbiamo poco da aggiungere. I maggiori indici azionari si sono comportati come l'Eurostoxx50. Il DAX tedesco (+0.25% a 11515 punti) é salito meno e non ha toccato un nuovo massimo annuale - però ci manca poco. L'SMI svizzero (-0.25% a 9389 punti) ha avuto una seduta negativa senza importanza e conseguenze - non era semplicemente una giornata buona per le società di maggior peso dell'indice. Il FTSE MIB (+0.78% a 20659 punti) ha ovviamente fatto meglio trascinato dai suoi due colossi bancari.

L'S&P500 (-0.28% a 2784.49 punti) invece si é mosso a caso in soli 11 punti. Formalmente si é trattato di una seduta in trading range che non offre nessun elemento in favore di una tesi ribassista. Semplicemente non c'era pressione di vendita. L'S&P500 ha aperto a 2788 punti, é salito a 2793 punti di massimo a metà giornata, é ricaduto a 2782 punti di minimo ed é infine rimbalzato a 2784 punti. Più o meno tutti i settori si sono mossi in parallelo (Nasdaq100 -0.27% a 7097 punti). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2694 su 4475, NH/NL a 559 su 345 e volume relativo a 1.0.

Stamattina torna l'ottimismo. Il Nikkei sale del +1.05% - Shanghai guadagna il +1.8%. Il future sull'S&P500 lievita a 2797 punti (+12 punti) - si torna a respirare aria di 2800 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3316 punti. L'indice aprirà con un balzo del +0.5% su un nuovo massimo annuale. Raramente il venerdì succede qualcosa di particolare - si prosegue con il trend della settimana - ci aspettiamo quindi una seduta moderatamente positiva malgrado la valanga di dati economici in agenda.
Parlando con la gente sembra che nessuno voglia vendere azioni per il semplice fatto che poi non sa cosa fare con la liquidità. Molti prevedono un rallentamente dell'economia americana - nessuno crede in una recessione - tutti sembrano convinti che é troppo presto per giocare questa carta. Nelle ultime settimane le Banche Centrali hanno fatto di tutto per assicurare il loro sostegno ai mercati finanziari.
Ora una sorpresa negativa é possibile visto che nessuno se l'aspetta e non si intravvede una ragione concreta per vendere.

Commento del 28 febbraio

Inutile cercare cambiamenti e segnali quando non ce ne sono

Ieri le borse sono scese. Di poco in Europa (Eurostoxx50 -0.20% a 3282 punti), ancora meno in America (S&P500 -0.05% a 2792.38 punti). Chi dai 2800 punti di S&P500 si aspettava l'inizio di una correzione può interpretare le ultime tre sedute di pausa sotto i 2800 punti come un passo in questa direzione. La verità é che il rialzo si é semplicemente fermato e non c'é nessun valido elemento e nessun cambiamento negli indicatori tecnici a sostegno di questa tesi. Gli indici azionari possono distribuire e preparare un ribasso, o consolidare ed accumulare e preparare una continuazione del rialzo dopo aver assorbito l'ipercomperato. Semplicemente non abbiamo abbastanza elementi per deciderci tra una delle due varianti. Fino a prova contraria un rialzo é destinato a continuare - In mancanza di segnali di vendita o forti divergenze negative e inutile tentare al momento di opporsi a questo trend rialzista.
L'Eurostoxx50 (-0.20% a 3282 punti) ha perso 7 punti. L'indice si é però mosso appena, ha chiuso al centro del range giornaliero e con una lieve perdita. Se questo é tutto quello che riescono a combinare i ribassisti da una situazione di ipercomperato é probabile che dopo un consolidamento di alcuni giorni l'Eurostoxx50 continui a salire. Oltre tutto ieri il settore bancario ha mostrato un'ottima performance (SX7E +2.04% a 96.24 punti) - la resistenza intermedia a 95.60 punti é stata superata. Con banche così forti é ridicolo ipotizzare una correzione dell'Eurostoxx50. Banche forti significa normalmente Italia che sovraperforma. In effetti il FTSE MIB (+0.19% a 20498 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale a 20561 punti e ha chiuso poco più in basso con un guadagno di 39 punti. Il rialzo continua ed il FTSE MIB ha mostrato forza relativa malgrado un aumento dello spread. Siamo stupiti da questa buona performance della borsa italiana - se però il FTSE MIB deve arrivare fino all'obiettivo a 21000 punti prima che si verifichi un'inversione di tendenza non può che comportarsi in questa maniera. La RSI a 65.28 punti mostra che il FTSE MIB é "rimasto indietro" rispetto all'Eurostoxx50 e può ancora salire prima di entrare in ipercomperato.
DAX (-0.46% a 11487 punti) e SMI (-0.52% a 9412 punti) hanno perso qualcosa di più dell'Eurostoxx50 - formalmente però si é trattato di una seduta in trading range senza conseguenze negative. Sembra una normale seduta di consolidamento che é servita a riassorbire dell'ipercomperato. Le RSI sono scese di 3-5 punti.

A New York i maggiori indici azionari hanno chiuso senza sostanziali variazioni. A livello tecnico notiamo un lieve deterioramento della situazione ma nulla che possa farci credere che sta iniziando una sostanziale fase negativa. Sembra che le borse stiano unicamente svolgendo una correzione minore prima di riprendere il rialzo. Ci preoccupa unicamente la situazione sul mercato delle opzioni dove da giorni notiamo speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.54). Più trascorre il tempo e più le opzioni perdono di valore e i traders sono obbligati a prendere una decisione. Se a breve il rialzo dell'S&P500 non riprende questi traders getteranno la spugna e venderanno provocando un vuoto d'aria. Questo significa che potrebbe esserci una veloce e fugace caduta a 2750 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2788 punti e all'inizio é salito fino a 2792 punti. Poi ci sono state delle vendite che hanno fatto cadere l'S&P500 sul minimo giornaliero as 2775 punti verso le 16.30. In seguito l'indice é risalito in maniera regolare ed é tornato sui 2790 punti. Qui é restato nelle ultime due ore di contrattazioni. Ha toccato un massimo a 2793 punti e ha chisuo a 2792.38 punti (-0.05%). Il Nasdaq100 (-0.09% a 7171 punti) si é comportato in maniera simile. Il DJ Transportation invece ha nuovamente perso il -0.52%. Il Russell2000 ha compensato con un +0.23%. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3462 su 3684, NH/NL a 578 su 281 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é scesa a 14.70 punti (-0.47).
Siamo sicuri che la pausa sotto i 2800 punti di S&P500 non é finita - potrebbe esserci una correzione minore - ancora non sappiamo se abbiamo a che fare con una fase di distribuzione o di consolidamento. Secondo il nostro scenario per il 2019 dai 2800 punti l'S&P500 dovrebbe scendere e nelle prossime settimane il minimo 2018 a 2346 punti deve essere testato - cerchiamo però di esaminare la situazione senza pregiudizi. 
Stamattina riappare il rosso sugli schermi - in maniera diffusa ma non drammatica. Il Nikkei perde il -0.91% - Shanghai é in calo del -0.4%. Il future sull'S&P500 é a 2785 punti - perde 9 punti ma é ancora ampiamente nel range di ieri. Tassi d'interesse e cambi sono stabili. L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3281 punti - le borse europee apriranno in pari. Anche oggi non vediamo né premesse né motivi per sostanziali movimenti degli indici azionari.

Commento del 27 febbraio

Europa tonica - America affaticata. I 2800 punti di S&P500 fanno effetto.

Ieri le borse si sono mosse poco. Tra Europa ed America c'é però una significativa differenza. Le borse europee hanno toccato dei nuovi massimi annuali marginali e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri e con modesti guadagni. La borsa americana ha invece marciato sul posto e per il secondo giorno consecutivo l'S&P500 (-0.08% a 2793.90 punti) é stato respinto sotto i 2800 punti. Questo non significa ancora che a New York ci sarà una correzione. È però evidente che il rialzo in America é stanco e sta facendo una pausa. Vedremo se si tratta di distribuzione.
L'Eurostoxx50 (+0.28% a 3289 punti) ha aperto in perdita e vicino al minimo - ieri sera l'indice ha chiuso vicino al massimo e con un guadagno di 9 punti. Ha toccato un nuovo massimo annuale marginale a 3293 punti. Malgrado l'ipercomperato (RSI a 70 punti) il mercato non cede - alle poche prese di beneficio seguono subito altri acquisti e non appare pressione di vendita. Questo é un segnale di forza da non sottovalutare. Meglio aspettare segnali di debolezza o forti divergenze prima di tentare di opporsi a questo rialzo che prosegue in maniera lenta e regolare - quasi inesorabile. Anche l'indice delle banche ha fatto lievi progressi (SX7E +0.21% a 94.32 punti). Il DAX (+0.31%a 11540 punti) ha aperto in calo. Il risultato finale é però quello solito - un guadagno di 35 punti e una chiusura vicina al massimo giornaliero e nuovo massimo annuale a 11556 punti. A livello tecnico non appare nulla di nuovo. Anche l'SMI (+0.67% a 9461 punti) continua a salire. Tecnicamente finora non c'é niente di nuovo da dire. Il rialzo prosegue come su dei binari e l'SMI sale incurante dell'ipercomperato (RSI a 75 punti) verso l'obiettivo a 9600 punti. Attenzione che il movimento é evidentemente insostenibile e nella fase finale. Tra adesso ed i 9600 punti bisogna vendere. Anche la borsa italiana si é mosso insieme al plotone europeo. Il FTSE MIB (+0.11% a 20459 punti) ha aperto vicino al minimo e chiuso vicino al massimo. Questo significa che la seduta é stata controllata dai rialzisti. Il guadagno di 22 punti é poco ma é stata una seduta positiva e questo é quello che conta. Il rialzo continua.
Il cambio EUR/USD sale a 1.1370 - ieri sera ha toccato un massimo a 1.1402. Vi ricordiamo la presenza di una resistenza intermedia a 1.14-1.1420. La nostra opinione rimane quella del 20 febbraio. In linea di massima noi siamo costruttivi e pensiamo che la rottura avverrà al rialzo.
La seduta a New York é stata piuttosto noiosa e ha deluso un pò tutti. Sia chi si aspettava una continuazione del rialzo e una chiusura dell'S&P500 sopra i 2800 punti, sia chi si aspettava l'inizio di una correzione.
L'S&P500 ha aperto a 2790 punti e durante la giornata é oscillato a caso tra i 2789 ed i 2803 punti. Un range di soli 14 punti. Ha toccato il minimo poco dopo l'apertura e il massimo in tarda serata. Sul finale sono riapparsi i venditori e l'S&P500 é ricaduto a 2973.90 punti (-0.08%). Il Nasdaq100 ha ancora guadagnato qualche punto (+0.11% a 7123 punti). Notiamo però l'ulteriore perdita del DJ Transportation (-0.36% e quarta candela rossa consecutiva sul grafico) e la caduta del Russell2000 (-0.71%). Come conseguenza la seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2956 su 4261, NH/NL a 623 su 230 e volume relativo a 0.85. Notiamo il forte calo dei NH e il leggero aumento dei NL  - questo suggerisce che sta apparendo una certa pressione di vendita ed il mercato si sta strutturalmente indebolendo - non basta però una giornata di questo tipo per poter dire che é iniziata una correzione.
La volatilità VIX é a ancora salita a 15.17 punti (+0.32) - la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.60. A livello di sentiment non ci sono ancora reazioni degne di nota.

Stamattina devo uscire presto - sono le 07.00 e non ci sono ancora indicazioni riguardanti l'apertura in Europa. Il Nikkei sale del +0.50% e viene imitato da Shanghai (+0.50%). Il future sull'S&P500 é fermo a 2791 punti (-1 punto). Ieri sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3286 punti e stamattina ci aspettiamo un'apertura su questo livello o poco sopra. Le borse europee apriranno in pari e non abbiamo elementi per prevedere sostanziali movimenti. Ci aspetta un'altra giornata di pausa e di consolidamento.

Commento del 26 febbraio

A 2800 punti nessun key reversal day ma chiusura sul minimo giornaliero

Ieri, dopo una lunga fase di rialzo iniziata il 26 dicembre dell'anno scorso, l'S&P500 ha raggiunto l'obiettivo a 2800 punti. Avevamo indicato questo obiettivo nelle nostre previsioni per il 2019 - non pensavamo però che questo livello venisse raggiunto così velocemente e senza correzioni intermedie degne di nota. A 2800 punti ci aspettavamo una reazione. L'S&P500 é arrivato a questo traguardo in una situazione di ipercomperato sul corto termine e con investitori molto ottimisti ed eccessivamente esposti al rialzo sul mercato delle opzioni. La resistenza statica a 2800-2815 punti sul grafico é evidente. Non si é verificato un key reversal day - durante la giornata non c'é stata un'inversione di tendenza. L'S&P500 ha però aperto in gap up e sopra i 2800 punti a 2808 punti. Per le 17.00 l'indice é salito su un nuovo massimo annuale a 2813 punti. Poi la benzina é finita.  L'S&P500 é sceso lentamente e regolarmente fino alla chiusura - ha toccato un minimo a 2795 punti e ha chiuso a 2796.11 punti (+0.12%).
Ieri non abbiamo avuto segnali di vendita. Bisogna partire dal principio che il rialzo può continuare dopo che il mercato ha assorbito gli eccessi. Per questo ci vorranno alcuni giorni. In questo periodo vedremo come si svilupperà strutturamente il mercato. Finora il rialzo gode di buona partecipazione e non vediamo divergenze significative ed importanti. È possibile che il rialzo sia finito ma per il momento non abbiamo nessuna conferma di questa ipotesi. Lo scopriremo nei prossimi sulla base dello sviluppo degli indicatori.
A parte la chiusura sul minimo e lontana dal massimo giornaliero la seduta di ieri al NYSE é stata positiva. I maggiori indici hanno fatto registrare un guadagno - compreso il tecnologico Nasdaq100 (+0.35% a 7115 punti). L'A/D é stata di 3800 su 3400, i nuovi massimi (NH) sono saliti a 1586 mentre i nuovi minimi (NL) restano molto bassi a 167. Il volume di titoli trattati é stato normale ma superiore alla media degli ultimi giorni (volume relativo a 1.0). Sul fronte del sentiment la volatilità VIX é balzata a 14.85 punti (+1.34) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta sorprendentemente molto bassa a 0.55 - ci sono ancora parecchie vendite pendenti per coprire le posizioni long.

L'Europa ieri ha seguito l'America. L'S&P500 ha toccato il nuovo massimo annuale a 2813 punti verso le 17.00. È ovvio che le borse europee sono salite fino a quell'ora, hanno toccato dei nuovi massimi annuali marginali e poi sul finale si sono sgonfiate. Alla fine sono rimasti dei modesti guadagni. Dopo la buona apertura l'Eurostoxx50 (+0.29% a 3280 punti) non ha più combinato molto. Il risultato sul grafico é una piccola candela appena verde. L'indice ha guadagnato però altri 10 punti e ha toccato un nuovo massimo annuale a 3289 punti. Il rialzo continua di conseguenza in maniera regolare e al momento solo l'ipercomperato ci preoccupa. Non vediamo ancora segnali che il rialzo sia alla fine - non ci sono forti divergenze o forti segnali di eccesso. Il DAX (+0.42% a 11505 punti) si é comportato in maniera simile. Ha guadagnato altri 47 punti e ha toccato un nuovo massimo annuale a 11544 punti. Il rialzo continua regolarmente, senza strappi e all'interno delle Bollinger Bands che si stanno lentamente aprendo. I mercati azionari europei (SMI +0.53% a 9398 punti, FTSE MIB +0.86% a 20437 punti) si comportano in questa fase in maniera simile e copiano quanto succede in America. L'S&P500 é in stallo sui 2800 punti e quindi anche in Europa ci deve ora essere per lo meno una pausa di consolidamento.

Stamattina riappare il rosso sugli schermi - non vediamo però nulla di particolarmente preoccupante. Le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei perde il -0.49% - Shanghai scende del -0.7%. Il future sull'S&P500 sta risalendo ma é ancora in perdita a 2790 punti (-7 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3270 punti - le borse europee apriranno con perdite indicative del -0.3%. Oggi ci aspettiamo una seduta tranquilla e senza sostanziali variazioni sugli indici azionari. Probabilmente le borse perderanno semplicemente quel poco che hanno guadagnato ieri. Teniamo però gli occhi aperti per notare se sta cambiando qualcosa nella qualità del trend. Finora vediamo solo stabilità anche sul mercato dei cambi, su quello obbligazionario (tassi d'interesse) e delle materie prime. Senza uno shock esterno ed inatteso é decisamente improbabile che le borse possano subito iniziare una fase di ribasso malgrado il raggiungimento dell'obiettivo a 2800 punti di S&P500. Se una continuazione del rialzo e un ribasso sono adesso poco probabili resta solo un'alternativa...

Aggiornamento del 25 febbraio

Accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina - soap opera

Donald Trump ha annunciato stanotte di voler rinunciare agli aumenti previsti il 1. marzo delle tariffe commerciale su alcuni prodotti importati dalla Cina. Secondo lui le trattative per un nuovo accordo commerciale stanno facendo dei sostanziali progressi - sta di conseguenza pianificando un summit con il Presidente cinese Xi a Mar-A-Lago per concludere l'accordo.
Questo annuncio, effettuato su Twitter 20 minuti prima dell'apertura dei future sull'S&P500, ha fatto schizzare inizialmente il contratto a 2803 punti. Ora il future é a 2800 punti (+9 punti) - la risposta dei mercati finanziari é positiva ma senza grande entusiasmo. Vedremo se oggi si realizza un key reversal day.
La settimana inizia con un'intonazione positiva. Il Nikkei guadagna il +0.5% - la risposta delle borsa cinese é esplosiva - Shanghai sale del +5.6%! L'Eurostoxx50 vale ora 2784 punti. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.5%. Sarà importante osservare se dopo questa buona apertura le borse riescono ancora a fare progressi o se invece inizieranno le vendite e le prese di beneficio specialmente adesso che l'S&P500 é in contatto con i 2800 punti. Sugli altri mercati (divise e tassi d'interesse) non notiamo forti reazioni - il cambio EUR/USD lievita a 1.1360.

Commento del 23-24 febbraio

Calo di momentum ed alcune divergenze minori mentre l'S&P500 é ormai vicino ai 2800 punti

Settimana scorsa la borsa americana non ha corretto come suggerivano gli indicatori di sentiment ed in particolare la CBOE Equity put/call ratio. Lunedì la borsa era chiusa - nelle restanti 4 sedute l'S&P500 si é mosso poco e a caso per tre giorni, e solo venerdì é balzato del +0.64% a 2792.67 punti. Grazie a questa buona seduta l'indice ha toccato un nuovo massimo annuale marginale a 2794 punti e ha avuto una performance settimanale positiva (+0.62%). Gli indicatori tecnici sono cambiati poco - la RSI giornaliera, che segnala le situazioni di ipercomperato a corto termine, é salita in una settimana da 69.01 a 69.70 punti. Quella settimanale é a 56.60 punti. Non abbiamo nuovi elementi per poter prevedere con buona probabilità di successo dove e quando questo rialzo finirà. Possiamo solo cercare degli indizi, fare delle ipotesi e attendere conferme. Da mesi avevamo fissato un obiettivo del rialzo a medio termine a 2800 punti di S&P500. Questo obiettivo corrisponde al massimo di dicembre 2018 e se come pensiamo le borse si trovano in un ribasso di lungo termine (bear market), l'attuale fase di rialzo non dovrebbe far risalire l'indice sopra questo livello. Almeno non su base di chiusura settimanale. Facciamo questa precisazione perché a breve lo scenario più probabile é quello di una falsa rottura al rialzo seguita da un reversal. La correzione che seguirà ci indicherà quali sono attualmente le forze in campo. Questa é l'ipotesi - e gli indizi? Settimana scorsa il rialzo ha perso di forza e velocità - il momentum é in calo - questa é una buona premessa per un movimento nella direzione opposta. Il numero dei nuovi massimi non aumenta e abbiamo una prima divergenza negativa. Mercoledì i NH erano 1471 mentre l'S&P500 toccava un massimo a 2790 punti - venerdì é salito a 2794 punti ma il numero di NH é sceso a 1216. Uno dei settori leader nell'ultima fase del rialzo era quello dei trasporti. Venerdì, in una giornata decisamente positiva per la borsa americana, il DJTransportation ha perso il -0.37% - un caso o un sintomo di malessere (divergenza)? Infine citiamo un evento simbolico - finalmente venerdì la media mobile (MM) a 10 giorni sulla CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.59 - da settimane aspettavamo la rottura sotto i 0.60 come premessa per l'inizio di una correzione. Forse ci siamo anche perché venerdì questo indicatore giornaliero é salito a 0.63.
L'Europa settimana scorsa ha fatto meglio dell'America. Sospettiamo che questo effetto momentaneo sia dovuto a due fattori. Da una parte l'ulteriore calo dei tassi d'interesse praticamente obbliga gli investitori a rivolgersi al mercato azionario per ottenere dei guadagni - il rendimento dell'obbligazione decennale tedesca é scesa venerdì a 0.089%. D'altra parte buona parte del rialzo di gennaio e febbraio é dovuta a short covering - nella parte finale di questo movimento é normale che gli investitori vadano a comperare quei settori o paesi che otticamente sembrano essere rimasti indietro. Questo spiega anche il buon comportamento del DAX tedesco.
A corto e medio termine le borse sono ancora in una fase di rialzo che gode ulteriormente di buona salute. Il rialzo é evidentemente esteso mentre i fondamentali sono in deterioramento. È quindi ovvio che presto o tardi questo rialzo deve terminare. Non ci sono situazioni di eccesso tali da poter prevedere un'immmediata inversione di tendenza - non vediamo le premesse tecniche per una fase di ribasso. Pensiamo però che a breve debba iniziare una correzione - questa potrebbe e dovrebbe indebolire strutturalmente il mercato. Restiamo dell'opinione che i 2800 punti di S&P500 dovrebbero essere vicini al massimo di quest'anno della borsa americana e che ancora nel primo semestre dell'anno il minimo di dicembre 2018 a 2346 punti deve essere ritestato.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.90% a 3270 punti
DAX                         +1.40% a 11457 punti
SMI                          +1.15% a 9349 punti
FTSE MIB                  +0.25% a 20261 punti
S&P500                    +0.62% a 2792.67 punti
Nasdaq100               +0.50% a 7090 punti

Venerdì le borse europee in generale (il FTSE MIB ha costituito un'eccezione) hanno toccato verso mezzogiorno un nuovo massimo annuale. L'Eurostoxx50 ha raggiunto i 3281 punti. Poi si sono sgonfiate e hanno terminato la giornata con modesti guadagni. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3270 punti (+0.21%) e alle 22.00 valeva 3271 punti. Venerdì le borse europee sono salite poco ma un guadagno é un guadagno e un nuovo massimo é un nuovo massimo. Il rialzo continua e possiamo solo aspettare segnali dall'America per poter prevedere una correzione in Europa.

Venerdì la borsa americana é ancora salita - la scusa ufficiale é che le trattative tra America e Cina per trovare un'accordo e risolvere il conflitto commerciale hanno fatto progressi - sentiamo questa litania da mesi - sarà interessante vedere cosa succede quando effettivamente ci sarà qualcosa di concreto sul tavolo. Scommettiamo che ci saranno prese di beneficio dopo settimane di speculazione al rialzo?
L'S&P500 ha aperto sul massimo di giovedì a 2781 punti. All'inizio é ricaduto a 2779 punti ma poi é salito ad ondate fino a metà seduta quando ha toccato il massimo a 2794 punti. Un ritracciamento ha fatto tornare l'indice a 2782 punti ma sul finale ci sono ancora stati degli acquisti e l'S&P500 ha chiuso a 2792.67 punti (+0.64%). Il Nasdaq100 (+0.79% a 7090 punti) ha seguito. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5482 su 1731, NH/NL a 1216 su 170 e volume relativo a 0.9. Per tutta la settimana il volume relativo é rimasto sotto la media - non sembra che il rialzo goda di massiccia partecipazione....
Secondo i nostri indicatori la tendenza di fondo della borsa americana é ora al rialzo con il 85.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent sul NYSE a 59.30. Il segnale tecnico di vendita a lungo termine che é stato generato a dicembre 2018 é però ancora valido. L'alta percentuale di titoli sopra e distanti dalla MM (SMA a 50 giorni) é anche un sintomo di eccesso. Un ritorno a breve sui 60-70% é auspicabile qualsiasi sia il trend dominante.
Notiamo con interesse la stabilità di cambi (EUR/USD a 1.1345) e tassi d'interesse. I movimenti sono veramente modesti e limitati. Esiste però una evidente correlazione tra S&P500 e future sull'USTreasury Bonds. Fino a quando i tassi d'interesse resteranno bassi e stabili é poco probabile che ci sia un ribasso delle borse.

Commento del 22 febbraio

Mercati in stallo

Ieri le borse europee hanno ancora guadagnato qualche punto. Pochi in verità (Eurostoxx50 +0.19% a 3263 punti). Gli indici azionari, dopo aver toccato dei nuovi massimi annuali marginali, hanno chiuso lontani dai massimo giornalieri e sotto il livello d'apertura. Le candele sui grafici sono piccole e rosse. Questo per dire che a livello tecnico i segnali positivi e negativi si compensano. È stata una giornata che non ci ha detto nulla di nuovo. L'unico aspetto interessante é stato il cedimento del settore bancario (SX7E -1.11% a 92.54 punti) e la conseguente discesa del FTSE MIB (-0.47% a 20209 punti) - non sappiamo però se questa caduta é significativa o se si tratta unicamente di prese di beneficio su un settore speculativo. Ci vogliono almeno alcune sedute di questo tipo per poter dire che esiste un trend. Abbiamo già scritto nel commento di mercoledì che il rialzo del FTSE MIB potrebbe essere messo in discussione solo con una discesa dell'indice sotto i 20000 punti. Tutto il resto, specialmente se avviene con modesti volumi, é da considerarsi come consolidamento.

La borsa americana ha avuto una seduta negativa. Qui la situazione é all'opposto di quella europea - gli indici hanno chiuso lontani dai minimi e con una bella impennata sul finale. Le perdite sono moderate (S&P500 -0.35% a 2774.88 punti). L'impressione é quindi quella di una normale seduta negativa all'interno di un rialzo intatto - non abbiamo nessun elemento che suggerisca che si tratta dell'inizio di una correzione o di un'inversione di tendenza.
L'S&P500 ha aperto a 2780 punti. È velocemente sceso sui 2772 punti dove é rimasto quasi due ore. Poi é lentamente risalito fino ai 2781 punti di massimo. I ribassisti hanno tentato ancora un affondo e sono riusciti a schiacciare l'S&P500 fino ai 2764 punti di minimo. Sul finale però il mercato si é risollevato e l'S&P500 ha chiuso a 2774.88 punti (-0.35%) limitando le perdite (-10 punti). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2637 su 4529, NH/NL a 939 su 178 e volume relativo a 0.8. Le vendite hanno colpito tutti i settori in maniera diffusa e moderata (Nasdaq100 -0.38% a 7035 punti). La volatilità VIX é salita a 14.46 punti (+0.44) - la CBOE Equity put/call ratio é lievitata a 0.66.

Stamattina le borse sono stabili e poco mosse. Il Nikkei perde il -0.16%. Shanghai balza del +1.9%. Il future sull'S&P500 é a 2776 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3262 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Le premesse per l'ultima seduta della settimana sono per indici azionari senza sostanziali variazioni.
Riassumendo il rialzo é in stallo - gli indici faticano a fare ulteriori progressi. Fino a prova contraria però questo comportamento deve essere considerato come un sano consolidamento - dopo una pausa gli indici dovrebbero continuare a salire. Siamo convinti che i 2800 punti di S&P500 debbano essere marginalmente superati prima che possa verificarsi un'ondata di vendite e possa svilupparsi una fase di ribasso. Teniamo d'occhio i tassi d'interesse. Come a dicembre crediamo che i tassi d'interesse debbano salire in maniera che gli algoritmi arrivino alla conclusione che la borsa, specialmente quella americana, é decisamente troppo cara e va venduta.

Commento del 21 febbraio

Chi va piano va sano e va lontano...

Ieri le borse hanno guadagnato ancora qualche punto. Il rialzo continua in maniera regolare, senza eccessi e senza accelerazioni che potrebbero invogliare a prese di beneficio. L'Eurostoxx50 (+0.62% a 3259 punti) ha guadagnato altri 21 punti ed é salito su un nuovo massimo annuale. Il trend é solidamente al rialzo e per ora non siamo in grado di prevederne la fine. L'indice delle banche SX7E ha guadagnato il +0.69% a 93.58 punti - sale come il resto del mercato. Con un balzo di 92 punti anche il DAX (+0.82% a 11402 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale e si é unito al resto degli indici azionari europei. Il trend é ancora saldamente al rialzo e per ora non possiamo stimare quando la corsa si fermerà. Ovviamente il movimento é molto esteso e vediamo sintomi di surriscaldamento. L'indice potrebbe però semplicemente assorbire gli eccessi con una correzione minore e poi continuare a salire. Per ora non vediamo forti divergenze ne segnali che potrebbero suggerire l'imminenza di una inversione di tendenza. L'SMI (+0.64% a 9315 punti) ha guadagnato altri 59 punti. Il rialzo continua anche se ora sembra decisamente troppo esteso e ci vorrebbe per lo meno una correzione intermedia. Il FTSE MIB (+0.38% a 20304 punti) ha guadagnato 76 punti - non ha però toccato un nuovo massimo annuale come le altre borse europee e ha nuovamente sottoperformato. Questo non vuole ancora dire nulla - sembra però che il rialzo stia perdendo di forza e momentum e l'indice é in stallo sui 20300 punti. Non é ancora chiaro se si tratta di un sano consolidamento prima di riprendere il rialzo o se invece si sta preparando una correzione. Fino a quando il FTSE MIB resta sopra i 20'000 punti bisogna partire dal principio che il rialzo é destinato a riprendere e continuare.
La RSI giornaliere sono tra i 62 ed i 69 punti (SMI) - questo mostra che nell'immediato le borse europee cominciano ad essere ipercomperate. Questo non significa necessariamente che il rialzo é alla fine - l'ipercomperato deve però essere assorbito con una pausa o una correzione minore.

Anche a Wall Street la seduta é stata positiva ad immagine dell'S&P500 (+0.18% a 2784.70 punti) che ha ancora guadagnato 5 punti. Notiamo unicamente che la tecnologia (Nasdaq100 -0.06%) comincia a far fatica e non riesce più a trascinare i listini. Potrebbe essere un'avvisaglia che il movimento di rialzo sta perdendo di forza e partecipazione.
L'S&P500 ha aperto invariato a 2780 punti. Durante la seduta é oscillato alcune volte e ampiamente nel range 2774-2790 punti ed ha chiuso a 2784 punti. L'obiettivo a 2800 punti é a portata di mano. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4336 su 2887, NH/NL a 1471 su 164 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é caduta a 14.02 punti (-0.86) - molto più in basso di quanto ci eravamo immaginati. Graficamente la strada verso il basso é aperta fino ai 12 punti - sapete che se la VIX scende l'S&P500 sale. La CBOE Equity put/call ratio é risultata nuovamente molto bassa a 0.54 (!) - la MM a 10 giorni é però ancora a 0.60. È strano che questo eccesso di speculazione al rialzo non ha conseguenze negative sul mercato. Restiamo dell'opinione che una violenta e repentina correzione minore della borsa americana é vicina ed imminente. A questo punto lo scenario più probabile é un'impennata fino ai 2800 punti seguita da un deciso reversal.

Stamattina le borse hanno ancora voglia di salire. Almeno questo é il messaggio che manda il future sull'S&P500 che guadagna altri 4 punti a 2791 punti. Le borse asiatiche sono poco mosse. Il Nikkei ha guadagnato il +0.12% - Shanghai perde il -0.3%. L'Eurostoxx50 apre a 3265 punti (+0.2%). Le premesse per la giornata sono le solite - avremo probabilmente un'altra seduta moderatamente positiva.

Commento del 20 febbraio

Si sale a piccoli passi e si aspetta una reazione...

Se si guardano le variazioni degli indici a fine giornata si nota che ieri i movimenti delle borse sono stati decisamente moderati - é successo poco o niente. In Europa l'Eurostoxx50 é sceso a 3239 punti (-0.17%). In America l'S&P500 é salito a 2779.76 punti (+0.15%) e ha toccato un nuovo massimo annuale a 2787 punti. Per il secondo giorno consecutivo il finale di seduta é stato contraddistinto da vendite. Sul grafico dell'S&P500 appare però un'altra candela bianca con minimo e massimo ascendenti a confermare la validità del trend rialzista. Il mercato sale a piccoli passi senza creare quelle situazioni di eccesso che normalmente scatenano le prese di beneficio. Il nostro pacchetto di indicatori (breath, momentum, sentiment) che usiamo per il trading é da giorni vicino ad un segnale di vendita ma ogni volta c'é qualcosa che si distanzia di frazioni di punto dalla costellazione necessaria per provocare il segnale.
Al momento non notiamo nei mercati azionari qualcosa di nuovo - il rialzo é sano anche se molto esteso e solo gli indicatori di sentiment suggeriscono che una correzione é vicina ed imminente. Ieri la volatilità VIX si é fermata a 14.88 punti (-0.03) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61. La MM a 10 giorni é bloccato a 0.60 e si rifiuta di scendere sotto questa barriera.
Anche ieri le borse europee si sono mosse poco malgrado il ritorno degli investitori americani sul mercato. L'Eurostoxx50 é oscillato tra i 3223 ed i 3251punti e ha chiuso in mezzo al range a 3239 punti (-0.17%). Il DAX (+0.09% a 11309 punti) ha guadagnato 10 punti - il FTSE MIB (-0.50% a 22228 punti) ha perso quello che aveva guadagnato il giorno prima eliminando lo status di mercato con forza relativa. Per una volta l'SMI (-0.12% a 9256 punti) si é mosso col plotone europeo.
Per l'analisi tecnica non c'é nulla da dire.

Anche la seduta in America é stata deludente per chi, come noi, si aspettava l'inizio di una correzione. L'S&P500 ha aperto in calo a 2769 punti ma questo é stato il minimo giornaliero. A lievi ondate l'S&P500 é salito fino ad un nuovo massimo annuale a 2787 punti e solo sul finale si é sgonfiato ed é tornato a 2779.76 punti (+0.15). Il guadagno di 4 punti é modesto - significa però che il rialzo continua. Il Nasdaq100 (+0.16% a 7066 punti) si é comportato come l'S&P500. Meglio hanno fatto il Russell2000 (+0.33%) e il DJTransportation (+0.47%) e questo ha contribuito ai buoni dati della giornata. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4826 su 2419, NH/NL a 1483 su 160 e volume relativo a 0.8. Il rialzo continua regolare, senza eccessi e senza accelerazioni di rilievo. Al momento non appaiono divergenze.

L'unico movimento insolito é il forte rialzo del prezzo dell'oro che balza su un nuovo massimo semestrale a 1342 USD/oncia. Nel breve un test del massimo 2018 a 1366 USD/oncia é probabile. Non sappiamo cosa significhi questo rialzo - nell'ultimo trimestre del 2018 l'oro veleggiava sui 1200 USD/oncia. Normalmente gli investitori comprano oro come bene rifugio in caso di crisi o come difesa dall'inflazione. Al momento non si delinea nessuno dei due scenari - perché sale l'oro ? Nei prossimi giorni cercheremo di trovare una risposta e vedere se esistono conseguenze per i mercati azionari.

Anche stamattina i mercati si muovono poco. Le borse asiatiche sono in positivo (Nikkei +0.57%, Shanghai +0.5%). Il future sull'S&P500 é fermo a 2778 punti - conferma però il guadagno di ieri sera e questo permette alle borse europee di aprire alle 09.00 con guadagni stimati a circa il +0.25%. L'Eurostoxx50 vale ora 3246 punti. Le premesse sono per una ripetizione della seduta di ieri. Almeno fino a stasera alle 20.00, quando verrà pubblicato il protocollo dell'ultima seduta della FED (FOMC), ci aspettiamo borse tranquille e poco mosse.

Commento del 19 febbraio

Senza l'America l'Europa é senza bussola

Ieri in America era giorno di festa (Washington's Birthday - President's Day) ed i mercati finanziari sono rimasti chiusi. Senza le indicazioni provenienti dagli Stati Uniti gli investitori europei hanno evitato rischi e sono rimasti a guardare. Dopo l'apertura in leggero rialzo gli indici azionari si sono mossi in pochi punti e hanno terminato la seduta senza sostanziali variazioni.
Sullo slancio del rialzo di venerdì l'Eurostoxx50 (+0.11% a 3244 punti) ha guadagnato ancora 3 punti e ha toccato un nuovo massimo annuale marginale a 3248 punti. L'indice si é mosso in soli 13 punti con scarsi volumi. A causa dell'assenza degli investitori americani nessuno ha osato prendere iniziative e dopo l'apertura non é successo più nulla d'importante. L'indice delle banche SX7E é salito del +0.91% a 93.43 punti - gli investitori non hanno abbandonato la linea seguita venerdì. I pochi speculatori hanno comperato questi titoli ad alta volatilità.
C'é poco da dire anche sulla seduta a Francoforte. Il DAX (-0.00% a 12299 punti) si é mosso in pochi punti e ha chiuso invariato con bassi volumi di titoli trattati. Tecnicamente si é trattato di una seduta da sorvolare. Ha fatto unicamente discutere il caso Wirecard. Dopo giorni di forti vendite causate da un serie di articoli del Financial Times che hanno provocato da inizio gennaio un ribasso del -40%, l'autorità di controllo Bafin ha vietato le vendite allo scoperto e l'azione é rimbalzata del +16.10%. La società fà parte del DAX30. Osserviamo in maniera polemica che le autorità intervengono subito ed in maniera radicale (divieto) appena il prezzo di un'azione crolla. Non abbiamo mai rilevato decisioni e misure simili nel caso in cui il prezzo di un'azione salisse per ragioni ovviamente speculative. Ovviamente le autorità sostengono qualsiasi tipo di operazione che possa fa salire il prezzo di un'azione ma impediscono qualsiasi crollo giustificando le misure con il bisogno di stabilizzare e difendere il mercato - una doppia morale che lascia l'amaro in bocca a chi crede che in borsa valgano le leggi del libero mercato e dell'equilibrio tra domanda e offerta.
Sappiamo che l'SMI svizzero (+0.27% a 9267 punti) preferisce seguire l'S&P500 americano piuttosto che le borse europee. Non é quindi una sorpresa che l'SMI sia salito su un nuovo massimo annuale dopo che questo record era già stato raggiunto venerdì dalla borsa americana. Il rialzo é ormai molto esteso e l'indice é lentamente ipercomperato. Il trend é però evidentemente e solidamente al rialzo e secondo gli indicatori esiste ancora un modesto potenziale di rialzo. Non conviene quindi ancora vendere. La prossima resistenza si trova solo a 9600 punti.
Venerdì il FTSE MIB (+0.58% a 20329 punti) aveva nettamente superato la resistenza a 20000 punti. È abbastanza logico che ieri il rialzo sullo slancio sia continuato. Non siamo in grado di dire quando questo movimento sarà terminato. Sulla base dei fondamentali siamo stupiti che l'indice sia salito così in alto. L'analisi tecnica lasciava però lo spazio a questa eventualità. Ora é meglio non tentare di opporsi al rialzo con posizioni short - graficamente il prossimo obiettivo si situa a 21000 punti - é la proiezione verso l'alto del range 18000-19500 punti (1500 punti).
Riassumendo la seduta di ieri in Europa non ci ha detto nulla di nuovo. Ci sono stati degli sporadici acquisti mentre la maggior parte degli investitori, senza le indicazioni provenienti dagli Stati Uniti, sono rimasti a guardare. I tassi d'interesse sono talmente bassi che nessuno vende azioni in mancanza di valide alternative d'investimento. Venderanno poi tutti insieme al primo segnale fortemente negativo e avremo poi un crollo come quello di dicembre. Speriamo di essere in grado di anticiparlo.

Stamattina regna la calma e la stabilità. Il Nikkei ha guadagnato il +0.10% - Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 é a 2776 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3245 punti. Le borse europee apriranno senza sostanziali variazioni. Oggi, secondo l'analisi tecnica, dovrebbe iniziare una correzione in America. Vediamo se abbiamo ragione...

Aggiornamento del 18 febbraio

L'S&P500 ha guadagnato il +18% in meno di due mesi e tutti pensano che continuerà cosÌ - impossibile

A vedere la borsa salire tutti i giorni ci si abitua e si perde il senso delle relazioni. Si estrapola il trend arrivando a dei risultati assurdi. L'S&P500 ha toccato un minimo il 26 dicembre 2018 a 2346 punti. Venerdì ha chiuso a 2775 punti. In meno di due mesi é salito di 429 punti o il +18%. Vi assicuro - malgrado il trend rialzista non può continuare a salire a questo ritmo. Bisogna però ammettere che una delle ragioni che ha provocato il ribasso di dicembre 2018 é sparita. La FED é passata da una politica monetaria tendenzialmente restrittiva che prevedeva numerosi e continui aumenti dei tassi d'interesse ad una politica più accomodante. Il reddito dell'US Treasury Bond decennale, che a novembre aveva raggiunto il 3.24% é tornato venerdì a 2.66%. Le stime degli analisti per i guadagni delle imprese americane nel 2019 sono però in calo. La crescita economica mondiale sta rallentando. Fondamentalmente non c'é nessuna ragione plausibile per un ulteriore rialzo delle borse mondiali. Solo liquidità ed euforia possono giustificare una salita dell'S&P500 sopra i 2800 punti. Gli investitori sono ora molto ottimisti - i rischi di delusione sono alti. La saga dell'accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina dura ormai da mesi senza concreti progressi. Presto o tardi i mercati non si acconteranno più di promesse ma vorranno risultati tangibili.

Stamattina, in mancanza di novità di rilievo, i mercati finanziari riprendono a trattare dalla chiusura di venerdì. Il future sull'S&P500 é fermo a 2777 punti (+1 punto). L'Asia ha deciso di imitare l'euforia europea ed americana di venerdì - il Nikkei guadagna il +1.82% - Shanghai sta salendo del +2.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3250 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.2%. Probabilmente si fermeranno qui visto che oggi in America é giorno di festa - si festeggia la nascita di Washington (giorno del Presidente) e i mercati finanziari restano chiusi. Senza gli americani gli europei eviteranno di prendere iniziative.

Commento del 16-17 febbraio

Ottimismo si - euforia no. In mancanza di eccessi il rialzo continua con buona partecipazione

Una settimana fà pensavamo che le borse europee ed americana (Eurostoxx50 a 3216 punti e S&P500 a 2739 punti) avessero raggiunto un massimo intermedio. Credevamo che da qui dovesse iniziare una distribuzione in laterale con la possibilità di nuovi massimi annuali marginali. Avevamo parlato di un modesto potenziale di rialzo mentre dall'altra parte vedavamo la possibilità di una correzione minore ed intermedia. Avevamo escluso il rischio di un ribasso a causa della buona partecipazione al rialzo (breadth) - le borse sembravano abbastanza solide da poter escludere che potessero essere travolte da un'ondata di vendite. Non avevamo indicatori in posizioni estrema che potessero suggerire con alta probabilità la presenza di un massimo e l'imminenza di una correzione. Non avevamo segnali di vendita. Ci sembrava però di vedere negli indicatori di sentiment abbastanza ottimismo per un massimo intermedio. La volatilità VIX era penetrata nella fascia di supporto a 15-16 punti e questo corrispondeva alle nostre aspettative. La media mobile (MM) a 10 giorni della CBOE Equity put/call ratio era invece scesa solo a 0.62 mentre noi volevamo vederla sotto i 0.60 - una settimana fà ci eravamo accontentati. Evidentemente é stato un errore.
Nelle ultime 5 sedute non c'é stata una correzione e non c'é stata distribuzione. Dopo una breve pausa sotto quelli che noi pensavamo potessero essere dei massimi intermedi il rialzo é continuato con una impressionante accelerazione venerdì. Tutti gli indici (con l'eccezione del DAX tedesco) hanno toccato dei nuovi massimi annuali.
Purtroppo, malgrado che il rialzo sia continuato, l'analisi tecnica non fornisce nuovi segnali. La situazione é praticamente invariata rispetto ad una settimana fà. Il rialzo gode di buona salute e solida partecipazione - é esteso ma non ci sono eccessi o divergenze. Gli indici restano all'interno delle Bollinger Bands mentre le RSI si muovono tra i 58 (DAX) ed i 69 (S&P500) punti senza superare i fatidici 70 punti che segnalano ipercomperato. E il sentiment ? Vediamo forte ottimismo ma ancora nessuna euforia. La VIX si é mossa tra i 15 ed i 16 punti e solo venerdì é caduta a 14.91 punti (-1.31) con un minimo giornaliero a 14.79 punti. La CBOE Equity é rimasta tutta la settimana molto bassa (0.60/0.57/0.57/0.60 e 0.52 (!) venerdì). La MM a 10 giorni si é però fermata a 0.60 senza scendere più in basso.
In teoria il rialzo può continuare - al nostro obiettivo di riferimento a medio termine a 2800 punti di S&P500 mancano ormai solo 25 punti - meno dell'1%. Venerdì però sono scaduti i derivati di febbraio e spesso questo costituisce un punto tornante. La serie di bassi valori di CBOE Equity put/call ratio con l'infimo 0.52 di venerdì suggerisce che i traders sono eccessivamente esposti speculativamente al rialzo. Ci deve all'inizio di settimana prossima essere una reazione negativa dell'S&P500 - vedremo se sarà solo una correzione minore o qualcosa di più. Il Fear&Greed Index é balzato a 70 punti - é il massimo annuale. L'anno scorso l'indice non ha mai superato gli 80 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +3.37% a 3241 punti
DAX                         +3.60% a 11299 punti
SMI                          +2.54% a 9242 punti
FTSE MIB                  +4.45% a 20212 punti
S&P500                    +2.50% a 2775.60 punti
Nasdaq100               +2.05% a 7055 punti

Venerdì la seduta é stata ottima mentre le premesse la mattina erano negative. Cosa é successo? Veramente non lo sappiamo - non vediamo nelle notizie della giornata nulla di entusiasmante. Possiamo fare delle ipotesi sulla base di quanto abbiamo osservato nei mercati. Sembra che gli investitori abbiano comperato "tutto quanto era rimasto indietro" convinti che le Banche Centrali ormai faranno di tutto per mantenere una politica monetaria accomodante. A questo punto é stata comperata l'Europa (Eurostoxx50 +1.84%) dopo che Coeure, membro della BCE, ha annunciato che un nuovo programma di finanziamento delle banche TLTRO é possibile. Il cambio EUR/USD é caduto fino a 1.1243 di minimo ma ha poi recuperato a 1.1295. In Europa é stato comperato un pò tutto - soprattutto però sono salite le azioni delle banche (SX7E +3.63% a 92.61 punti) malgrado i dati deludenti sulla crescita economica e il fatto che i tassi d'interesse non si muovono (Future sul Bund a 166.50 / -0.01%, reddito del prestito decennale tedesco a 0.10%). Quando la gente ha l'impressione di dover comperare poiché sta perdendo un'occasione i fondamentali non contano. Come vedete il preoccupante calo del settore bancario di giovedì é stato spazzato via dal balzo di venerdì - anche in America (BKX +2.37%).
Ora gli indici azionari europei (con l'eccezione del DAX) sono su dei nuovi massimi annuali e venerdì hanno chiuso a ridosso dei massimi giornalieri. Il rialzo é molto esteso ma al momento non vediamo niente in grado di fermarlo. È tardi per comperare ma non c'é ancora nessuna ragione concreta per vendere.

Anche a New York c'é stata una buona seduta. L'S&P500 ha guadagnato quasi 30 punti a 2775.60 punti (+1.09%) e ha chiuso con un balzo sul massimo dopo una lunga oscillazione tra i 2763 ed i 2771 punti. A fine giornata sul grafico é rimasto aperto un gap di alcuni punti - accelerazione o esaurimento? Lo sapremo lunedì. L'unico aspetto interessante é la sottoperformance del settore tecnologico (Nasdaq100 +0.47% a 7055 punti). Potrebbe essere la conseguenza di una sana rotazione tra settori o un segnale che il rialzo sta perdendo di forza e partecipazione. Vedremo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5514 su 1699, NH/NL a 1465 (buono!) su 120 e volume relativo a 0.95 (poco - strano). La tendenza di fondo della borsa americana sembra nuovamente volera passare al rialzo malgrado che il segnale di vendita a lungo termine sia ancora valido - l'84.0% dei titoli si trova sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent sul NYSE é tornato sopra i 50 punti a 54.54 punti.
Lo scenario per i prossimi mesi non cambia. Il potenziale di rialzo a medio termine é a 2800 punti di S&P500 - al più tardi su questo livello il rialzo deve finire e deve iniziare una fase di distribuzione. In seguito deve esserci una fase di dinamico ribasso durante la quale il minimo di dicembre 2018 (2346 punti) deve essere ritestato. Ci vorrà però del tempo visto che ora i dati sulla partecipazione sono talmente buoni da poter escludere rischi di immediato ribasso. Al massimo settimana prossima potrebbe partire una correzione minore di un -3%/-5%.
Una domanda ci frulla per la testa. Se le borse europee e americana salgono perché America e Cina sono vicine ad un accordo per risolvere i conflitti commerciali perché la borsa di Shanghai scende....?

Commento del 15 febbraio

Correzione minore e poi ? Distribuzione...

Ieri le borse europee hanno aperto in guadagno e sullo slancio sono ancora salite qualche punto. L'Eurostoxx50 (-0.62% a 3182 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale marginale a 3228 punti. Era in buona compagnia - anche il FTSE MIB italiano (-0.78% a 19835 punti) e l'SMI svizzero (-0.23% a 9145 punti) hanno raggiunto dei nuovi massimi annuali prima di sgonfiarsi. Fino alle 14.30 le borse sono rimaste tranquille e in positiva. L'Eurostoxx50 era a 3216 punti. Poi sono stati resi noti dei deludenti dati sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti e le borse sono cadute con l'esempio fornito dal future sull'S&P500. Osserviamo con una certa ironia che gli europei la mattina hanno ignorato il fatto che l'economia tedesca ristagna - il PIL del 4. trimestre del 2018, reso noto ieri alle 08.00,  é fermo al +0.00%. Questo ha provocato il calo dei tassi d'interesse ma non delle borse tedesca ed europee. Invece la reazione negativa ad un dato relativo all'economia americana é stata immediata e c'é stata un'ondata di vendite. Non é logico ma la borsa funziona così.
La sera Eurostoxx50 e colleghi hanno chiuso con moderate perdite e sul minimo giornaliero. Potevano esserci le premesse per un key reversal day ma il divario tra minimo e massimo giornalieri e la perdita erano troppo limitati. Anche i modesti volumi non confermano questa ipotesi. In un mercato toppish é possibile che sia iniziata una correzione minore come auspichiamo da giorni. Al momento però non appare pressione di vendita e non c'é quella fragilità strutturale necessaria per un ribasso. Notiamo unicamente la debolezza del settore bancario (SX7E -1.48% a 89.37 punti) che potrebbe rappresentare un serio pericolo anche perché questo effetto é apparso anche in America (BKX -0.97%). Seguiremo da vicino lo sviluppo della situazione.
Ieri sera eravamo indecisi e avevamo rimandato a stamattina l'interpretazione di questa seduta negativa europea. La regione era evidente. L'America guida e dovevamo vedere come chiudeva Wall Street prima di emettere un parere definitivo.

La seduta a New York é andata abbastanza bene considerando le premesse. L'S&P500, dopo una iniziale caduta fino ai 2731 punti, ha recuperato fino a metà sedute fino ai 2754 punti. In quel momento era nuovamente in guadagno e nelle ore successive é oscillato in laterale toccando addirittura un massimo giornaliero a 2758 punti. Solo sul finale é ricaduto a 2745.73 punti (-0.27%). Questo leggero calo dell'S&P500 é stato compensato da un lieve guadagno della tecnologia (Nasdaq100 +0.09% a 7022 punti). Il DJTransportation ha addirittura guadagnato il +0.39% e il grafico mostra un rialzo quasi perfetto - solo il contatto con la MM a 200 giorni fà sorgere il dubbio che la corsa stai per finire. Insomma non é stata una giornata negativa ma neutra. I dati lo confermano - A/D a 3661 su 3525, NH/NL a 921 (solo moderato calo) su 178 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita di poco a 16.22 punti (+0.57) - la CBOE Equity put/call ratio é rimasta sorprendentemente bassa a 0.60. Quest'ultimo dato rafforza la nostra convinzione che l'S&P500 deve per lo meno svolgere una correzione minore di 70-90 punti. Ieri per il portafoglio abbiamo consigliato l'apertura di una posizione short a corto termine a 2760 punti. Purtroppo durante la seduta il limite non é stato raggiunto. Solo il future é salito fino a 2762 punti.

Stamattina i mercati non recuperano. Le borse asiatiche sono deboli (Nikkei -1.17%, Shanghai -1.4%) e per una volta influenzano anche gli altri mercati mondiali. Il future sull'S&P500 scende a 2733 punti (-10 punti). L'Eurostoxx50 vale ora (08.10) 3179 punti. Le borse europee apriranno in leggero calo (-0.1% / DAX -0.4%). I mercati sembrano stanchi e gli investitori smotivati. Crediamo quindi che oggi prevarranno le prese di beneficio e ci aspettiamo una seduta moderatamente negativa.

Commento del 14 febbraio

Le borse guadagnano ancora qualche punto - la situazione tecnica non cambia - toppish ma nessun segnale di vendita

Ieri le borse europee e quella americana hanno ancora avuto una seduta moderatamente positiva. Dopo una buona apertura le borse sono ancora salite ma hanno chiuso lontano dal massimo giornaliero e con modesti volumi. Alcuni azionari indici in Europa (SMI +0.40% a 9164 punti, FTSE MIB +0.93% a 19989 punti) e in America (S&P500 +0.30% a 2753.03 punti - nuovo massimo annuale a 2761 punti) hanno toccato dei nuovi massimi annuali marginali. Non abbiamo però l'impressione che stia iniziando una nuovo gamba di rialzo - gli indicatori sono toppish e soprattutto a livello di sentiment segnalano l'alta probabilità dell'inizio di una correzione intermedia. A livelli di partecipazione i dati sono però ancora solidi - di conseguenza non vediamo rischi di ribasso.

Anche ieri dopo la buona apertura l'Eurostoxx50 (+0.36% a 3202 punti) non ha più fatto progressi. La candela sul grafico é nuovamente senza corpo ma ha massimo e minimo ascendenti e l'indice ha chiuso con un guadagno di 12 punti. Sembra quindi che a breve possa salire un pò più in alto anche se gli indicatori suggeriscono che non c'é potenziale di rialzo. Il massimo giornaliero é stato a 3214 punti - il massimo annuale risale a settimana scorsa ed é a 3216 punti - questa sembra essere a breve una significativa resistenza.
L'indice delle banche SX7E si é fermato (-0.11% a 90.71 punti) - un monito da non sottovalutare. Questa divergenza potrebbe provocare la fine del rialzo - é da monitorare.
Il DAX (+0.37% a 11167 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Malgrado l'ulteriore guadagno di 41 punti si muove ancora nel range di settimana scorsa e nella parte centrale delle Bollinger Bands - formalmente il trend a breve é neutro.
Per il secondo giorno consecutivo il FTSE MIB (+0.93% a 19989 punti) ha fatto meglio del resto dell'Europa ed é salito a testare i 20000 punti. Ha addirittura toccato un nuovo massimo annuale marginale a 20048 punti. Può continuare a salire? Ne dubitiamo ma dobbiamo ammettere che l'indice mostra forza relativa e non appare nessuna forte divergenza o segnale di vendita. Di conseguenza potenziale di rialzo modesto o nullo  - si. Ribasso - no. Vedete voi... Nessuna ragione per comperare - troppo presto per vendere.

La seduta a New York é stata positiva. Questa volta però i rialzisti non hanno dominato e non hanno convinto. L'S&P500 (+0.30% a 2753.03 punti) ha chiuso sotto il livello d'apertura e sul finale ci sono state delle vendite. Inoltre la tecnologia (Nasdaq100 +0.02% a 7015 punti) ha marciato sul posto lasciando al settore energia (ETF Energy +1.25%) il compito di trascinare i listini.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4340 su 2843, NH/NL a 1208 (ristagno!) su 128 e volume relativo a 0.9. I dati sul sentiment mostrano investitori ottimisti (VIX a 15.65 punti, +0.22) e traders speculativamente orientati al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a0.57 (!), MM a 10 giorni a 0.60). Normalmente dopo due sedute con la P/C ratio a 0.57 segue una reazione negativa - potrebbe essere l'inizio di una correzione intermedia dell'S&P500 di una settantina di punti.
Riassumendo la borsa americana continua a lievitare mentre gli indicatori segnalano la vicinanza di un massimo intermedio a medio termine - mancano però quelle situazioni di eccesso necessarie per una forte reazione negativa e un'inversione di tendenza. Solo i dati sul sentiment suggeriscono l'alta probabilità di una correzione minore (-2%/-3%).

Stamattina regnano ancora l'ottimismo ed i segnali positivi in borsa. Nikkei e Shanghai marciano sul posto ma il future sull'S&P500 sale a 2758 punti (+5 punti) e questo determinerà l'apertura positiva dei mercati azionari europei. L'Eurostoxx50 vale ora 3211 punti - le borse europee inizieranno le contrattazioni con guadagni di circa il +0.3%. L'Eurostoxx50 é nel range di ieri e a 5 punti dalla resistenza. Se non scende subito dopo l'apertura salirà su un nuovo massimo annuale marginale. Poi si sgonfierà. Stasera prevediamo una chiusura snza sostanziali variazioni o addirittura in perdita.
Alle 08.00 sono stati resi noti i dati sul PIL tedesco nell'ultimo trimestre del 2018. L'economia della Germania non cresce (+0.00%) e quando la Germania si prende un raffreddore anche l'Europa si ammala.

Commento del 13 febbraio

S&P500 con un nuovo massimo annuale marginale a 2748 punti - scarso potenziale di rialzo

Ieri negli Stati Uniti repubblicani e democratici hanno raggiunto un accordo sul budget che dovrebbe evitare una ripresa del shut down dell'amministrazione pubblica. Probabilmente Donald Trump dovrà accettare questo compromesso malgrado che i soldi previsti per il suo muro (ribattezzato barriera) sono decisamente meno di quanto lui pretendeva. Questa buona notizia ha provocato un'ondata d'acquisti in borsa e una seduta positiva sia in Europa che in America. L'S&P500 é salito su un nuovo massimo annuale marginale a 2748 punti e ha terminato la giornata a 2744.73 punti (+1.29%). Non crediamo però che questo sia l'inizio di una ulteriore gamba di rialzo - é unicamente una breve e limitata estensione. Ieri sera si é ripresentata quella costellazione tecnica che già settimana scorsa aveva bloccato il rialzo e provocato un breve ritracciamento. Gli oscillatori mostrano che gli indici azionari americani sono su dei massimi di medio termine. A livello di sentiment rileviamo che finalmente i dati si avvicinano ai parametri da noi auspicati per un massimo sull'S&P500. La volatilità VIX é scesa a 15.43 punti (-0.54) con un minimo giornaliero a 14.95 punti. Ancora più interessanti sono i dati che arrivano dal mercato delle opzioni. La CBOE Equity put/call ratio é caduta sotto i 0.60 a 0.57 con la conseguenza che la MM a 10 giorni e finalmente scesa a 0.60. Completa il quadro il Fear&Greed Index salito a 67 punti. Non possiamo escludere la possibilità che sullo slancio l'S&P500 possa guadagnare ancora una manciata di punti. Sappiamo però che il potenziale di rialzo é scarso e che la prossima correzione é dietro l'angolo. Non abbiamo però ancora un segnale di vendita.

Ieri mattina l'Eurostoxx50 (+0.79% a 3190 punti) ha aperto al rialzo ed é subito balzato a 3190 punti. Per il resto della giornata non ha più combinato molto. È oscillato tra i 3190 ed i 3200 punti ed ha chiuso a 3200 punti malgrado il rally della borsa di New York. Notiamo che durante la giornata sono mancati ulteriori acquisti. L'impressione é quindi che malgrado buone notizie sarà difficile salire sostanzialmente più in alto. Restiamo dell'opinione che le borse europee sono su un massimo significativo a medio termine.
L'indice delle banche SX7E ha guadagnato il +0.99% a 90.81 punti - il solito comportamento in caso di rialzo del mercato.
Il DAX (+1.01% a 11116 punti) ha aperto con un guadagno di un centinaio di punti ed é subito balzato a 11140 punti. Per il resto della giornata non si é più mosso molto. È oscillato tra i 11120 ed i 11164 punti di massimo ed ha chiuso a 11116 punti (48 punti sotto il massimo) malgrado il rialzo della borsa di New York. Il DAX si é fermato al centro delle BB con un gap up. Sarà interessante vedere oggi cosa significa il gap up - non sembra accelerazione e quindi ci aspettiamo che venga chiuso a breve. D'altra parte vediamo che ieri sera l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo annuale marginale a 2748 punti. Il DAX dovrebbe seguire l'esempio almeno stamattina...
Il FTSE MIB (+1.12% a 19805 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 anche se la performance giornaliera é migliore - forse una conseguenza del calo dello spread. Restiamo però dell'opinione che sui 20000 punti debba situarsi un massimo significativo. Gli indicatori sono decisamente toppish ed i fondamentali ostili.

Il cambio EUR/USD risale a 1.1330. Il cambio ha toccato ieri un minimo a 1.1258 e poi é risalito - una ovvia reazione ad un pessimo sentiment (DSI sotto i 10 punti).  Sono ormai mesi che le rottura sotto i 1.30 vengono comperate. Ora il cambio risalirà in direzione degli 1.15. Poi vedremo a che punto saremo con il sentiment... Come sapete ci aspettiamo che il prossimo movimento significativo sia al rialzo - non sappiamo però quanto potrebbe ancora durare il consolidamento tra gli 1.1215 ed i 1.15.

Come anticipato la seduta a New York é stata decisamente positiva. L'S&P500 é tornato a metà seduta sul massimo di settimana scorsa e dopo una breve pausa é riuscito a migliorare il massimo annuale fino ai 2748 punti. Sul finale non ci sono state forti prese di beneficio. L'indice ha semplicemente ritracciato una manciata di punti ed ha chiuso a 2744.73 punti (+1.29%). Come in Europa l'S&P500 ha aperto con un minigap di 4 punti a 2722 punti ed il gap é rimasto aperto. Pensiamo che il gap non rappresenti accelerazione ma piuttosto una forma di esaurimento. Riteniamo quindi che verrà chiuso a breve.
Ieri il rialzo ha coinvolto tutti i settori in maniera uniforme - il Nasdaq100 é balzato del +1.53% a 7014 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5517 su 1702, NH/NL a 1200 su 159 e volume relativo a 0.9. Il nostro sistema tecnico che usiamo per il trading ha mancato di pochissimo un segnale di vendita. Potrebbe verificarsi oggi nel caso in cui l'S&P500 guadagnasse ancora una manciata di punti.
Stamattina le borse vogliono ancora salire. Il Nikkei ha guadagnato il +1.34% - Shanghai sale del +1.8%. Il future sull'S&P500 é a 2754 punti (+9 punti). L'Eurostoxx50 vale 3205 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.5%. Il massimo di settimana scorsa é a 3216 punti - qui, almeno per oggi, dovrebbe terminare la corsa delle borse europee. Sarà poi interessante osservare se si verifica solo una pausa di consolidamento e se i venditori diventeranno attivi. Stasera ci aspettiamo una chiusura sui livelli d'apertura.

Commento del 12 febbraio

Un accordo in America sul budget provocherà ancora un balzo evanescente - niente di più

Ieri in Europa c'é stata una seduta positiva come conseguenza del recupero della borsa americana venerdì sera nella seconda parte della giornata. L'S&P500 (+0.07% a 2709.80 punti) ha invece marciato sul posto. L'analisi tecnica conferma che nel breve le borse sono senza direzione e avremo una serie casuale di sedute positive e negative a seconda del flusso di notizie. Ieri notte sembra finalmente che tra repubblicani e democratici si sia trovato un accordo sul budget. Sono spuntati alcuni miliardi per la costruzione di una barriera (non muro...) al confine e con questo si spera che Donald Trump possa finalmente dare il suo consenso. Il future sull'S&P500 reagisce con un balzo di 14 punti a 2723 punti.
Lunedì le borse europee sono salite - non sembra però una ripresa del rialzo - solo una seduta positiva senza seguito sostanziale.
Venerdì sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 (+0.96% a 3165 punti) valeva già 3150 punti. Sapevamo di conseguenza che la seduta di lunedì sarebbe stata probabilmente positiva in mancanza di notizie rilevanti durante il fine settimana. La sorpresa (parziale) é stata che l'indice ha ancora guadagnato terreno dopo la buona apertura. La nostra previsione é che ora ci deve essere una serie di sedute negative e positive al termine delle quali per saldo l'indice non si deve muovere molto dai 3150-3200 punti. Il balzo di ieri rientra in questo scenario. L'indice delle banche SX7E ha guadagnato il +1.47% a 89.92 punti - come al solito il settore si muove di più che l'Eurostoxx50. Sospettiamo che l'indice non supererà più nei prossimi giorni i 92 punti ma non siamo sicuri visto che i tassi d'interesse potrebbero nel frattempo lievitare. Il recupero venerdì sera della borsa americana ha creato le premesse anche per una seduta positiva del DAX (+0.99% a 11014 punti) che torna sopra i fatidici 11000 punti e la MM a 50 giorni (10973 punti). L'indice ha guadagnato ancora una cinquantina di punti dopo una buona apertura e questa é una conferma che manca pressione di vendita. A seconda della giornata prevarranno nelle prossime sedute i compratori o i venditori creando un ambiente volatile ma per saldo senza tendenza. Ci aspettiamo una fase di distribuzione sui 10800-11400 punti. I traders possono provare la fortuna. Gli investitori possono stare tranquillamente a guardare. Notiamo che il balzo di ieri in Europa é stato accompagnato da bassi volumi - una conferma che si tratta di un rimbalzo e nulla più. Anche il FTSE MIB (+1.21% a 19586 punti) ha avuto come atteso una seduta positiva - l'esito finale é stato ancora migliore delle nostre previsioni. Non bisogna però farsi prendere dall'entusiasmo. Non crediamo che il FTSE MIB possa ricominciare a salire. Mancano le premesse tecniche. Pensiamo piuttosto che debba continuare a distribuire sui 19000-20000 punti. Questa fase potrebbe durare parecchi giorni prima che un evento provochi una rottura al ribasso. L'operato di questo governo sta offrendo numerosi motivi agli speculatori per attaccare l'Italia sia sul fronte dei tassi d'interesse che su quello della borsa. Il calo del PIL del -0.2% nell'ultimo trimestre del 2018 non é stata una ragione sufficiente per scatenare le vendite. Probabilmente i nodi verranno al pettine quando si tornerà a discutere tra Roma e Bruxelles del deficit dei conti pubblici. Salvini e Di Maio In Europa si stanno solo facendo nemici. Non vediamo una strategia nella politica estera italiana se non quello di cercare il litigio con i partners europei per rafforzarsi politicamente a livello interno. Questo funziona per vincere le elezioni come ha dimostrato l'esito della consultazione del fine settimana in Abruzzo. Per condurre un Paese ci vuole però altro. Vedremo a maggio come andrà a finire. Intanto Salvini pensa a come utilizzare le riserve auree della Banca d'Italia in favore del popolo italiano. In questa maniera infrange un tabù che impone l'indipendenza della Banca Centrale dalla politica. Il tema é populistico e trova ampio interesse nei media - é però ridicolo se guardiamo alle cifre - le riserve aureee ammontano a 2452 tonnellate per un valore di circa 103 miliardi - il debito pubblico italiano ha raggiunto i 2350 miliardi.

La borsa americana ha aperto al rialzo e in gap up. Come pensavamo però il rialzo si é velocemente fermato, il mercato é ridisceso ed il gap é stato chiuso. Un comportamento tipico in un mercato senza tendenza - le più piccole resistenze e supporti vengono osservati, i gaps vengono subito chiusi. L'S&P500 ha aperto a 2715 punti ed é subito salito sul massimo a 2718 punti. Poi si é sgonfiato e l'S&P500 alle 16.30 era già tornato in pari a 2707 punti. Fino a fine giornata é oscillato in pochi punti intorno a questo valore. Ha toccato un minimo a 2703 punti e ha chiuso a 2709.80 punti (+0.07%). Il Nasdaq100 (-0.06% a 6909 punti) si é mosso in maniera simile. La seduta al NYSE é stata positiva (grazie all'indice delle piccole e medie imprese Russell2000 +0.84%) con A/D a 4387 su 2807, NH/NL a 792 su 290 e volume relativo a 0.75. I bassi volumi sono tipici di queste fasi di indecisione e neutre. La volatilità VIX é salita a 15.97 punti (+0.25) - la CBOE Equity put/call ratio é risultatat bassa a 0.60 - la MM a 10 giorni torna a 0.62.
Restiamo dell'upinione che i 2739 punti sono un massimo significativo - posso a breve essere marginalmente migliorati ma é evidente che a medio termine l'aria su questo livello é decisamente rarefatta.  

Il cambio EUR/USD é caduto a 1.1280. Questa rottura sotto gli 1.13 é preoccupante ma non decisiva visto che già più volte negli ultimi mesi il cambio avveva visto gli 1.12 con un minimo a 1.1215 a novembre del 2018.

Nel frattempo sono le 08.10. Donald Trump su Twitter non si é ancora espresso a proposito della proposta di accordo dei democratici. Il future sull'S&P500 scivola a 2721 punti - guadagna ancora 13 punti. Le borse asiatiche sono positive. In Nikkei riapre con un +2.65%. Shanghai sale del +0.7%. L'Eurostoxx50 vale ora 3182 punti - le borse europee apriranno con un guadagno di circa il +0.5%. Riusciranno come ieri a fare ulteriori progressi? Difficile da dire - probabilmente questo dipenderà dalla decisione di Trump.
Oggi sono attese dei discorsi del responsabile della BoE Carney (14.00) e della FED Powell (18.45). In mancanza di meglio le dichiarazioni di questi personaggi potrebbero dare impulsi ai mercati azionari.

Aggiornamento dell'11 febbraio

Nessun cambiamento rispetto a venerdì sera

Stamattina ritroviamo i mercati finanziari come li avevamo lasciati venerdì sera alle 22.00. Il future sull'S&P500 é a 2705 punti (-1 punto). Il Nikkei giapponese ancora non tratta (festa nazionale). A Shanghai invece l'indice sale del +1.3% - probabilmente una conseguenza della ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Cina per cercare un accordo e risolvere i dissidi a livello commerciale. Venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3151 punti - stamattina mostra l'intenzione di voler riprendere le contrattazioni a 3150 punti - un guadagno di 15 punti (+0.5%) rispetto alla debole chiusura ufficiale di venerdì. Non abbiamo una chiara visione su quanto potrebbe succedere nelle prossima sedute - la correzione iniziata a metà di settimana scorsa potrebbe continuare fino ai supporti indicati nell'analisi del fine settimana. Oppure potrebbe esserci una debole fase positiva e gli indici potrebbero risalire sui massimi annuali. Non importa - sappiamo che settimana scorsa sono stati raggiunti dei massimi significativi a medio termine. Più in alto non si sale (se non marginalmente) - forse si scende...
Stamattina si tornerà a parlare di Gran Bretagna e di Brexit a causa della pubblicazione di una serie di dati sull'economia inglese.
In linea di massima ci aspettiamo però una giornata tranquilla e stasera gli indici azionari europei dovrebbero chiudere poco lontano dai livelli d'apertura. Poco sotto é più probabile che sopra.

Commento del 9-10 febbraio

Massimo intermedio a metà settimana - segue una fase di distribuzione - teniamo d'occhio il sentiment

È interessanto per una volta esaminare lo sviluppo del mercato dopo una pausa di due settimane. Senza la pressione provocata dall'analisi giornaliera e dal bisogno di dover anticipare le minime oscillazioni a corto termine é possibile giudicare le previsioni generali e di medio termine effettuate prima di sospendere il servizio. In linea di massima ci aspettavamo una continuazione del rialzo che doveva sfociare un nuovi massimi annuali marginali. L'Europa mostrava debolezza relativa rispetto all'America e pensavamo che questo effetto doveva persistere. L'S&P500 (+0.07% a 2707.88 punti) poteva raggiungere un massimo intermedio a 2675 punti - più probabile però era una continuazione del rialzo al massimo fino all'obiettivo a 2800 punti. L'indice, sulla base degli oscillatori e del sentiment, dava l'impressione di doversi fermare prima. Per quel che riguarda il sentiment avevamo dato due livelli di riferimento - un massimo dell'S&P500 sarebbe stato raggiunto con la VIX sui 16 punti e con la MM della CBOE Equity put/call ratio a 10 giorni sotto i 0.60. La VIX settimana scorsa é scesa sotto i 16 punti, ha toccato un minimo martedì a 15.04 punti ed é tornata venerdì a 15.72 punti (-0.65). La MM a 10 giorni della CBOE Equity put/call ratio é caduta "solo" fino a 0.62 e venerdì ha chiuso la settimana a 0.63. La previsione era buona anche se non perfetta. Per poter individuare il top a metà settimana bisognava cercare conferme in altri indicatori di sentiment come le inchiesta effettuate tre investitori istituzionali, retail o portfolio managers e usando il Fear&Greed Index. Il radicale cambiamento d'umore da fine dicembre 2018 é evidente. Ora la borsa americana sembra voler effettuare una correzione minore. Non vediamo un deterioramento a livello di momentum e partecipazione, premessa necessaria per un ribasso. Gli investitori sono ottimisti ma non euforici. D'altra parte restiamo convinti che presto o tardi l'S&P500 deve ritestare il minimo di dicembre a 2346 punti. Lo scenario più probabile per le prossime settimana é quindi quello di un'ampia oscillazione in laterale tra i 2600 ed i 2750 punti - questa dovrebbe essere una fase di distribuzione in preparazione di una spinta di ribasso in direzione dei 2346 punti. Vi ricordiamo che un test non significa che l'indice deve ritoccare i 2346 punti e poi ripartire al rialzo. L'esito del test può essere un minimo ascendente o discendente.
Avrete notato che nelle ultime due settimane le borse europee hanno perso terreno mentre la borsa americana é salita. La debolezza relativa dell'Europa persiste come previsto ed é l'ovvia conseguenza di una situazione politica ed economica preoccupante. I litigi all'interno dell'UE aumentano e la Brexit resta un problema irrisolto mentre la scadenza del 30 marzo si avvicina velocemente - d'altra parte gli indicatori economici dell'Europa si indeboliscono e le probabilità di una recessione sono in forte aumento. Il termometro della situazione lo fornisce il future sul Bund (+0.15% a 166.66) che é salito venerdì su un nuovo massimo storico. Il rendimento dell'obbligazione di Stato tedesca a 10 anni é sceso al 0.088%. Di riflesso lo spread BTP - Bund é risalito a 291 bsp e si riavvicina alla fatidica soglia dei 300 punti base. Il minimo che si può dire é che l'Europa non sta bene. Se la tendenza di fondo della borsa americana é neutra (75.8% delle azioni sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 49.66) quella delle borse europee (con l'eccezione dell'SMI svizzero) é al ribasso - basta osservare la MM a 200 giorni e la posizione dell'indice rispetto a questo indicatore per rendersene conto. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti (tra parentesi la performance delle ultime due settimane):
Eurostoxx50             -1.12% a 3135 punti        (-0.88%)
DAX                         -2.45% a 10906 punti      (-3.32%)
SMI                          +0.05% a 9003 punti       (+0.91%)
FTSE MIB                  -1.15% a 19352 punti      (-2.31%)
S&P500                    +0.05% a 2707.88 punti   (+1.62%)
Nasdaq100               +0.55% a 6913 punti        (+1.85%)

A metà di settimana scorsa le borse hanno toccato un massimo intermedio che é anche stato un nuovo massimo annuale. Questo massimo é stato molto marginale in Europa dove l'Eurostoxx50 (-0.48% a 3135 punti) ha toccato i 3216 punti - il 25 gennaio aveva chiuso a 3163 punti. L'S&P500 (+0.07% a 2707.88 punti) é invece salito fino ai 2739 punti contro i 2664 punti di due settimane fà. Da metà settimana é iniziata una correzione intermedia - piuttosto marcato in Europa - più modesta in America visto che la caduta di giovedì si é già fermata venerdì a metà seduta. Anticipiamo però che lunedì ci sarà un assestamento. L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3151 punti e quindi l'esito negativo della seduta di venerdì (-0.48% a 3135 punti) é da relativizzare. Gli oscillatori di medio termine segnalano la presenza di un massimo - gli indicatori ci dicono però che la correzione in corso sarà modesta. Di conseguenza nella prossima decina di sedute non ci aspettiamo movimenti spettacolari - avremo oscillazioni casuali provocate dalle notizie del momento senza una chiara tendenza. A medio e lungo termine il potenziale di rialzo é modesto (tenete in mente il valore di riferimento a 2800 punti di S&P500) - ci troviamo in un bear market malgrado che al momento non esistono segnali di vendita (tranne quello di lungo termine che resta valido) e non ci sono rischi immediati di un sostanziale ribasso. Di conseguenza bisogna restare prudenti, sotto investiti e piuttosto short che long.

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta negativa. La mattina hanno avuto alcuni sussulti e sono passate in guadagno. Nel pomeriggio sono scese fino alle 17.00 e hanno recuperato sul finale contenendo le perdite. Alla fine l'Eurostoxx50 si é fermato a 3135 punti (-0.48%). A corto termine c'é un buon supporto a 3100 punti. Il DAX (-1.05% a 10906 punti) in questa fase di mercato é più debole. La Germania avrebbe molto da perdere in caso di una Brexit disordinata senza un accordo. A breve vediamo un valido supporto sui 10800 punti. Nel caso di una sviluppo positivo nel caso Brexit ci aspettiamo però un breve rally da sollievo.
L'SMI svizzero (-0.36% a 9003) continua a comportarsi relativamente bene grazie al suo solido e forte settore farmaceutico.
La borsa italiana (FTSE MIB -0.65% a 19352 punti) é sempre in balia del settore bancario e ha dovuto incassare negli ultimi tre giorni il tracollo di Fiat. Restiamo negativi sulla borsa italiana soprattutto per ragioni economiche e politiche. Per l'analisi tecnica invece il FTSE MIB non va da nessuna parte - oscilla senza tendenza intorno ai 19000 punti.

Venerdì la borsa americana ha avuto una buona reazione dopo una prima fase di debolezza che ha fatto cadere l'S&P500 a metà seduta fino ai 2681 punti di minimo. Il recupero é stato convincente e dopo le 20.00 l'indice si é assestato stabilmente sui 2700 punti. Uno strano rally sul finale ha provocato la chiusura sul massimo a 2707.88 punti (+0.07%). Come spesso avviene in questi casi il Nasdaq100 (+0.12% a 6913 punti) si é comportato meglio.
La seduta al NYSE é stata però negativa con A/D a 3284 su 3819, NH/NL a 598 su 410 e volume relativo a 0.85. I dati non sono convincenti. Non sembra che la borsa voglia riprendere il rialzo. L'impressione é solamente che la correzione sarà modesta in mancanza di pressione di vendita. Venerdì sono solo state smorzate le velleità dei ribassisti. Non é stata una conferma che i rialzisti hanno ancora il controllo della situazione. Il massimo di metà settimana dell'S&P500 a 2739 punti sembra significativo. Il rialzo sembra essersi bloccato a contatto con la MM a 200 giorni (questo vale per numerosi indici - anche per il Nasdaq100) anche se non consideriamo questa linea come una valida resistenza. Nel futuro ci aspettiamo che la volatilità VIX formi base sui 15-16 punti. Questo significa che dai livelli attuali (15.72 punti, -0.75) presto o tardi deve salire - e l'S&P500 dai valori attuali presto o tardi deve scendere...
La fase di rialzo iniziata dai minimi del 24-27 dicembre 2018 é praticamente finita. Seguirà per logica una fase di ribasso - non subito però!

Il servizio é sospeso da sabato 26 gennaio a venerdì 8 febbraio
Il prossimo commento tecnico verrà pubblicato domenica 10 febbraio

Eventualmente, in caso di eventi particolari o di sviluppi imprevisti della situazione, pubblicheremo dei brevi aggiornamenti.
Vi consigliamo di conseguenza di visitare di tanto in tanto il sito - Vi ringraziamo della comprensione.
Commento del 26 gennaio

La prossima analisi del fine settimana verrà pubblicata domenica 10 febbraio.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.90% a 3163 punti
DAX                         +0.68% a 11281 punti
SMI                          -1.08% a 8922 punti
FTSE MIB                  +0.52% a 19810 punti
S&P500                    -0.22% a 2664.76 punti
Nasdaq100               +0.04% a 6787 punti

Commento del 25 gennaio

La BCE é in un vicolo cieco - la politica monetaria espansiva non entusiasma più

Ieri la BCE ha lasciato i tassi d'interesse invariati. I toni sono però cambiati. Mario Draghi é preoccupato del rallentamento della crescita economica in Europa e vede rischi verso il basso. Ha preannunciato che la BCE non prevede aumenti nel costo del denaro prima della fine dell'estate - gli analisti ritengono che il primo aumento si verificherà solo nel 2020. Infine la BCE intende reinvestire tutte le scadenze di titoli comperati durante il QE e mantenere quindi la somma di bilancio invariata. La politica monetaria della BCE resta molto espansiva a sostegno di un'economia in affanno - l'inflazione al 2% esiste solo negli obiettivi della banca centrale. La BCE ha perso il momento giusto per normalizzare la politica monetaria e crearsi spazio di manovra come ha fatto la FED. Nella prossima crisi non avrà più strumenti a disposizione per reagire.
Normalmente le borse reagiscono con balzi di gioia alla prospettiva di poter contare su questo fiume di denaro gratuito. Ieri il balzo é stato solo un saltino (Eurostoxx50 +0.46% a 3126 punti) - sono prevalse le preoccupazioni causate dagli ammonimenti di Mario Draghi sullo stato dell'economia. Il settore bancario, che soffre a causa dei tassi d'interesse bassi e prospettive di recessione, ha accusato il colpo (SX7E -0.58% a 93.21 punti). I tassi d'interesse sono scesi e il cambio EUR/USD é brevemente caduta fino a 1.1289. Il supporto a 1.13 é stato però prontamente ripreso - stamattina siamo a 1.1325. Sono finiti i tempi in cui erano solo i differenziali dei tassi d'interesse a influenzare i cambi. Ora tornano prepotentemente in primo piano i fondamentali. Purtroppo si tratta di decidere qual'é il minore dei mali tra USD e EUR. 

Forse é un caso ma ieri dopo i classici tre giorni di calo imposti dalla correzione intermedia le borse europee hanno avuto una seduta positiva. Gli indici stanno ora consolidando sopra i supporti (3100 punti di Eurostoxx50, 11000 punti di DAX e 19500 punti di FTSE MIB) e il prossimo passo dovrebbe essere ancora una spinta di rialzo che sfocerà per logica in un nuovo massimo annuale marginale. Non bisogna però dimenticare lo scenario generale. Nelle prossime settimane, dopo un periodo di distribuzione, le borse dovrebbero avere una forte spinta di ribasso e andare a ritestare i minimi di dicembre 2018. Una serie di notizie positive potrebbe causare una variante a questo scenario. Se USA e Cina trovassero in tempi brevi un accordo per risolvere la loro disputa commerciale, Trump e i democratici smettesero di litigare per uno stupido muro e il shutdown dell'amministrazione pubblica americana finisse e infine se Gran Bretagna e Unione Europa evitassero una Brexit disordinata con una soluzione all'ultimo minuto, é possibile che questa fase di rialzo continui. In questo caso l'obiettivo primario a 2800 punti di S&P500 potrebbe essere raggiunto senza l'atteso test del minimo di dicembre. La politica d'investimento é semplice. A breve le borse dovrebbero ancora lievitare - dopo un consolidamento ci sarà ancora una spinta di rialzo e una distribuzione - il potenziale di rialzo é modesto - non vale la pena di comperare. Poi bisognerà andare short. In linea di massima bisognerebbe vendere quando l'S&P500 é nuovamente intorno ai 2675 punti, attuale massimo annuale. Bisognerà farlo specialmente se in quel momento regnerà nuovamente l'ottimismo segnalato dagli indicatori di sentiment. In caso contrario bisognerà aspettare fino ai 2800 punti. Al momento gli indicatori mostrano chiaramente che non c'é un imminente rischio di ribasso.

Sulla seduta in Europa non abbiamo molto da aggiungere. Sono saliti moderatamente anche il DAX (+0.53% a 11130 punti) e il FTSE MIB (+0.85% a 19564 punti). Ieri si sono mossi nel range delle precedenti sedute. Probabilmente nei prossimi giorni proveranno a salire su dei nuovi massimi annuali. L'SMI svizzero ha avuto una seduta negativa - almeno questo é il messaggio dato dal calo dell'indice (-0.22%). Strutturalmente però é stata una buona giornata con A/D a 14 su 6. L'indice é stato frenato dal calo del settore farmaceutico (Novartis -1.82%, Roche -0.99%) - questo dimostra ancora una volta che questo indice poco rappresentativo dell'economia svizzera é ostaggio di tre titoli che fanno il bello e il cattivo tempo.

L'S&P500 si é mosso a caso in un range di 20 punti e ha chiuso a 2642.33 punti (+0.14%), nella parte superiore del range e con un debole guadagno di 3 punti. Gli impulsi sono arrivati dal settore tecnologico (Nasdaq100 +0.66% a 6702 punti). L'S&P500 ha aperto a 2637 punti. Prima é sceso e poi é salito sul massimo a 2647 punti. Poco dopo la metà della giornata é caduto sul minimo a 2627 punti. Infine ha recuperato a 2642 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4790 su 2347, NH/NL a 754 su 109 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 18.89 punti (-0.63) - la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.72. Per l'analisi tecnica non c'é nulla di nuovo da segnalare. L'S&P500 consolida intorno ai fatidici 2640 punti.

Durante la notte sono circolate delle voci che le trattative commerciali tra Stati Uniti e Cina fanno progressi. Il future sull'S&P500 sale a 2648 punti (secondo i sistemi +14 punti, in effetti +6 punti). Le borse asiatiche salgono (Nikkei +1.05%, Shanghai +0.5%). Sono le 07.45 - non abbiamo ancora indicazioni riguardanti l'Eurostoxx50 - ci aspettiamo però un'apertura sui 3140 punti (+0.5%). Probabilmente le borse europee riusciranno a difendere questi guadagni fino a stasera e terminare la settimana con un'intonazione positiva.

Commento del 24 gennaio

Correzione svogliata

Ieri le borse hanno terminato una seduta senza direzione con modeste e insignificanti variazioni. Gli indici azionari europei hanno perso qualche punto (Eurostoxx50 -0.02% a 3112 punti). Quelli americani hanno invece recuperato qualcosa (S&P500 +0.22% a 2638.70 punti) dopo il tonfo di martedì. Abbiamo visto il tipico comportamento di una correzione minore ed intermedia che segue normalmente un eccesso di rialzo ed un esaurimento. Ci sono state delle sporadiche prese di beneficio contrastate da svogliati acquisti. Eurostoxx50 (minimo a 3094 punti) e DAX (-0.17% a 11071 punti, minimo a 11007 punti) sono scesi a testare le vecchie resistenze e ora supporti intermedi. Dopo il test avvenuto poco dopo l'apertura gli indici sono risaliti e hanno chiuso al centro del range giornaliero. Adesso si fermeranno per una o due sedute ma non sembra che la correzione é terminata. La colpa é dell'America.

Ieri la borsa americana non ha subito continuato a correggere ma ha avuto un lieve rimbalzo. Va bene - non possiamo pretendere che quando si parla di correzione gli indici scendano subito e direttamente sugli obiettivi prima di ripartire al rialzo. Il processo può durare qualche giorno ed essere interrotto da momenti di riflessione come quello di ieri specialmente quando il trend é debole.
L'S&P500 ha aperto in netto guadagno a 2646 punti e all'inizio é risalito a 2653 punti. Chi pensava che però stesse riprendendo il rialzo si é sbagliato. La borsa americana é ancora in un umore correttivo. In effetti sono riapparsi i venditori e l'indice a metà seduta é ricaduto a 2612 punti di minimo. Nella seconda parte della giornata l'S&P500 é risalito ad ondate fino a 2638.70 punti (+0.22%). Il Nasdaq100 (+0.18% a 6658 punti) ha seguito docilmente. La seduta al NYSE é stata di poco positiva con A/D a 3818 su 3291, NH/NL a 691 su 117 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é caduta a 19.52 punti (-1.26) mentre la CBOE Equity put/call ratio é neutra a 0.64. Anche il Fear&Greed Index a 55 punti é in territorio neutrale (leggero ottimismo).
Nei prossimi giorni le borse saranno in cerca di direzione. Sui vari fronti di crisi (Shutdown, guerra commerciale USA-Cina, Brexit) non ci sono novità di rilievo. A corto termine gli indici azionari sono su livelli di equilibrio con indicatori in territorio neutro. C'é solo una situazione di eccesso di acquisti a corto termine che deve essere riassorbita.
Il nostro scenario di base é invariato. L'attuale correzione intermedia dovrebbe durare qualche giorno - le borse non dovrebbero scendere di molto - il nostro obiettivo indicativo restano i 2580-2600 punti di S&P500. Poi dovrebbe esserci ancora una spinta di rialzo con forse dei nuovi massimi annuali marginali. Questo é un processo di distribuzione. Ad un certo momento gli investitori si spaventeranno a causa della costante riduzione delle prospettive di crescita dell'economia mondiale e delle revisioni al ribasso degli utili delle imprese. A febbraio dovrebbe seguire una sostanziale spinta di ribasso.

Purtroppo la mia visita notturna al pronto soccorso dell'ospedale Triemli del 14-15 gennaio ha delle conseguenze. Il mio stato di salute mi impone di fare una pausa. Sospendo le pubblicazioni delle analisi e dei commenti tecnici per due settimane da sabato 26 gennaio a sabato 9 febbraio. A tutti gli abbonati vengono accreditati 14 giorni di abbonamento supplementari. In queste due settimane é possibile che pubblichi in maniera sporadica dei commenti sull'evolversi della situazione specialmente se succederà qualcosa di imprevisto. Vi ringrazio della comprensione.

Anche stamattina i mercati sono poco mossi. Le borse marciano sul posto. Il future sull'S&P500 é fermo a 2637 punti (-1 punto). Il Nikkei ha "perso" il -0.06%, Shanghai sta salendo del +0.4%. L'Eurostoxx50 poco dopo le 08.00 vale 3116 punti. le borse europee apriranno praticamente in pari. Dal WEF di Davos arrivano tante belle parole e tante dichiarazioni di intenti. Molti tentano di prevedere il futuro. Non leggiamo e non sentiamo però nulla di veramente nuovo ed interessante. Questa riunione dei potenti della terra sta diventando un evento vuoto di validi contenuti e senza ragione di esistere.
Oggi si riunisce la BCE per discutere la politica monetaria. Alle 13.45 verranno rese note le decisioni. I tassi d'interesse rimarranno invariati. La conferenza stampa di Mario Draghi delle 14.30 potrebbe però essere l'evento in grado di muovere i mercati e risvegliare investitori smotivati e svogliati.

Commento del 23 gennaio

La scadenza dei derivati di gennaio fissa un massimo intermedio - che tipo di correzione segue?

Ieri in America si é tornati a trattare. E subito la borsa é caduta (S&P500 -1.42% a 2632.90 punti) e ha cancellato i guadagni di venerdì scorso che a posteriori si rivelano, come sospettato, un'anomalia provocata dalla scadenza dei derivati di gennaio. Ora il tutto torna lentamente a fare senso e torna valido il nostro scenario che prevedeva una correzione minore a partire dai 2640 punti di S&P500. Possiamo però subito anticipare i risultati dell'analisi tecnica - a breve non c'é molto di cui preoccuparsi. Nelle prossime sedute dovrebbe esserci una correzione intermedia seguita da un'altra spinta di rialzo. Questo dovrebbe essere l'inizio di una fase di distribuzione. Non conosciamo i dettagli ma per darvi un'idea pensiamo che ora per una decina di sedute l'S&500 debba aver delle ampie oscillazioni tra i 2580 ed i 2700 punti circa. Poi dovrebbe esserci l'attesa consistente gamba di ribasso a testare il minimo di dicembre. Se questo scenario é corretto a breve non c'é molto potenziale di rialzo - a medio termine c'é però parecchio rischio di ribasso. L'obiettivo finale di questo primo trimestre del 2019 resta sui 2800 punti di S&P500.

La seduta in Europa é stata moderatamente negativa. Questa seduta é sembrata la seconda giornata di  una correzione minore che doveva far tornare i maggiori indici sui supporti intermedi formatisi settimana scorsa dopo la rottura al rialzo di venerdì. Almeno questa é l'impressione fornita dalle modeste perdite, dalle chiusure lontane dai minimi giornalieri e dai moderati volumi di titoli trattati. Possiamo però sbagliarci poiché la terza seduta, quella odierna, é quella decisiva. Oltre tutto sappiamo che nel dopo borsa l'Eurostoxx50 (-0.39% a 3112 punti) é caduto a 3096 punti e il DAX (-0.41% a 11090 punti) é sceso a 11027 punti - sembra quindi che i supporti siano in serio pericolo. In ogni caso non ci preoccupiamo - l'Europa seguirà l'America. Se oggi i supporti vengono rotti é solamente una conferma che i massimi di venerdì sono significativi e che ora segue una moderata correzione. I rialzisti possono però scordarsi che la gamba di rialzo iniziata a dicembre dell'anno scorso ci possa portare decisamente più in alto.
Il FTSE MIB italiano (-1.03% a 19437 punti) e l'SMI svizzero (-0.50% a 8966 punti) si trovano in situazioni tecniche simili ma leggermente diverse - l'abbiamo spiegato negli stringati commenti serali. La discesa del FTSE MIB sotto i 19500 punti non é ancora significativa visto che é stata provocata dal pagamento di dividendi e dalla caduta accidentale di Telecom Italia (-6.24%). La borsa italiana seguira l'Eurostoxx50 e l'indice delle banche SX7E (-1.03% a 92.93 punti). L'SMI invece segue piuttosto l'S&P500.

In America il vento é cambiato. I rialzisti si sono ritirati lasciano lo spazio alle vendite. Ieri durante la giornata non ci sono più state delle fasi di rialzo - solo un nervoso rimbalzo sul finale ha salvato il mercato da danni più importanti.
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2654 punti ed é sceso in maniera piuttosto regolare fino alle 21.00 quando ha toccato il minimo a 2617 punti. Dopo alcuni sussulti l'indice é tornato a 2632.90 punti (-1.42%). Come al solito le vendite hanno toccato i grandi nomi della tecnologia e il Nasdaq100 (-2.03% a 6646 punti). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1557 su 5656, NH/NL a 744 su 125 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é schizzata a 20.80 punti (+3 punti) e questo ci mostra che i nervi degli investitori sono scoperti - prevale ancora lo scetticismo. Questa violenta reazione del sentiment ci dice anche che a breve la borsa non deve scendere di molto. La CBOE Equity put/call ratio é tornata ad un normale 0.64.
A metà gennaio avevamo previsto una correzione minore fino ai 2540 punti a partire dai 2600 punti. Venerdì l'S&P500 é salito fino ad un massimo a 2670 punti - questo significa che la correzione minore sarà meno profonda - pensiamo che nei prossimi giorni l'S&P500 possa tornare sui 2580 punti per poi riprovare a salire. Stiamo però tentando d'indovinare - vi diamo dei valori indicativi per farvi capire e immaginare cosa dovrebbe succede nelle prossime sedute. È evidente che delle notizie importanti possono spostare l'indice fuori da questo tracciato per giorni o decine di punti.

Stamattina i mercati finanziari sono stabili - il capitombolo di ieri non sembra trasformarsi in un crollo. Le borse asiatiche sono praticamente invariate (Nikkei -0.19%, Shanghai +0.1%). Il future sull'S&P500 é a 2632 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3100 punti. Le borse europee apriranno in calo di circa il -0.4% - Eurostoxx50 e DAX si troveranno sui supporti intermedi. Pensiamo che oggi proveranno a scendere più in basso ma stasera pensiamo di ritrovare gli indici sui livelli d'apertura.

Commento del 22 gennaio

Seduta europea moderatamente negativa senza importanza - USA ferma in occasione del Martin Luther King Day

Ieri i mercati finanziari americani sono rimasti chiusi in occasione del Martin Luther King Day. Come spesso succede in questi casi le borse europee, in assenza degli investitori d'oltre oceano, non hanno combinato molto. Gli indici azionari hanno aperto in calo, sono oscillati senza direzione in laterale e hanno chiuso con modeste perdite e al centro del range giornaliero. Formalmente si é trattato di una seduta in trading range che lascia la situazione tecnica invariata. Lascia anche in vita l'ipotesi che venerdì scorso in occasione della scadenza dei derivati di gennaio, le borse abbiamo raggiunto un massimo significativo.
L'Eurostoxx50 ha aperto a 3131 punti, é sceso fino a 3120 punti di minimo ed é risalito la sera a 3125 punti (-0.31%). L'indice delle banche SX7E (-0.46% a 93.90 punti) si é mosso insieme al plotone. Anche il DAX (-0.62% a 11136 punti) si é comportato in maniera simile. I deludenti risultati trimestrali di Henkel (-9.75%) hanno peggiorato leggermente la performance della borsa tedesca. Il FTSE MIB invece ha perso il -0.35% a 19638 punti. Il calo di Enel (-2.14%) é dovuto allo stacco del dividendo (0.14 EUR) - senza questo effetto la performance giornaliera dell'azione sarebbe stata positiva. Lo stesso vale per Snam. Lo stacco dei dividendi ha provocato un calo matematico dell'indice del -0.42%. Questo significa che in fondo per la borsa italiana é stata una buona giornata. Peccato che questi effetti esogeni distorcano il grafico ed i risultati dell'analisi tecnica.
Settimana scorsa gli indici azionari europei ha rotto le resistenze - ci riferiamo ai 3100 punti di Eurostoxx50, 11000 punti di DAX e ai 18500 punti di FTSE MIB. Sarebbe normale se ora ci fosse una correzione minore della durata massima di tre giorni con un test dall'alto della vecchia resistenza e ora supporto. Se questi nuovi supporti verranno rotti o se la correzione minore dura più di tre giorni significa che probabilmente é iniziata una correzione più importante. Il modesto calo di ieri accompagnato da bassi volumi di titoli trattati ci dicono che probabilmente si tratta solo di un consolidamento all'interno di un rialzo che ha ancora del potenziale. Ieri però abbiamo avuto una seduta anomala senza la partecipazione degli investitori americani. Solo oggi le borse mostreranno il loro vero volto e avremo informazioni valide sullo stato di salute del rialzo e sull'eventuale continuazione del trend.
 
Stamattina si profila un'altra giornata negativa introdotta dal future sull'S&P500 che scende a 2652 punti (-19 punti rispetto a venerdì).
Le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei ha perso il -0.57%, Shanghai scende del -1.2%. L'Eurostoxx50 vale ora 3111 punti (-14 punti) - le borse europee apriranno con perdite indicative del -0.5%. La giornata si presenta interessante con la possibilità che gli indici azionari europei scendano subito a testare i supporti intermedi appena formati.
A Davos ieri Christine Lagarde ha annunciato che il FMI riduce le stime di crescita dell'economia mondiale e cita una serie di rischi in grado di frenare in maniera importante la congiuntura. Gli investitori osservano con sempre maggiore attenzione i dati economici. Oggi alle 11.00 é atteso l'importante indice ZEW sulle prospettive congiunturali in Germania.
Stamattina il cambio EUR/USD scivola a 1.1350 - non é un segnale incoraggiante. Probabilmente ci sarà un test del supporto a 1.13. L'esito é incerto.

Aggiornamento del 21 gennaio

Tante notizie - niente di rilevante

Durante il fine settimana ci sono state parecchie novità dal fronte politico ed economico. Si tratta però solo di rumore di fondo. Non vediamo niente di rilevante e sui fronti caldi (Brexit, shutdown e guerra commerciale USA-Cina) non ci sono cambiamenti. È quindi logico che le borse riprendono stamattina le contrattazioni senza sostanziali variazioni.
Le borse asiatiche sono al rialzo - il Nikkei sale del +0.22% - Shanghai guadagna il +0.5%. In Europa ed America invece si deliena un normale ritracciamento dopo l'ottima e probabilmente eccessiva seduta di venerdì. Il future sull'S&P500 é a 2665 punti (-6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3125 punti (-9 punti). Le borse europee apriranno con perdite di circa il -0.3%. Oggi i mercati finanziari americani rimarranno chiusi in occasione del Martin Luther King Day. In giornate di questo tipo generalmente le borse europee si fermano dopo l'apertura e oscillano in laterale senza direzione fino alla chiusura. Senza le indicazioni provenienti da New York gli europei evitano di prendere iniziative. Probabilmente anche oggi si comporteranno in questa maniera.
Il calendario economico non offre appuntamenti di rilievo.
Theresa May dovrebbe comunicare nel pomeriggio la sua nuova strategia per affrontare il Brexit.

Commento del 19-20 gennaio

Cicli opposti danno risultati sorprendenti - accelerazione al rialzo - massimo alla scadenza dei derivati?

Sulla base di indicatori, cicli, oscillatori e statistiche riguardanti il passato avevamo sviluppato per i prima mesi dell'anno uno scenario di massima positivo per le borse mondiali. La base era costituita dalle previsioni per il 2019 che contemplano una salita nel primo trimestre dell'anno dell'S&P500 (+1.32% a 2670.71 punti) fino ai 2800 punti. Il percorso per arrivare a questo obiettivo doveva però essere piuttosto tortuoso. L'S&P500 doveva salire settimana scorsa sulla resistenza a 2600 punti ed avere una correzione minore ed intermedia. In seguito doveva estendere il rialzo fino ai 2640 punti circa, obiettivo che doveva essere raggiunto a metà di settimana prossima. Dai 2640 punti doveva iniziare una fase di distribuzione al termine della quale l'S&P500 in febbraio sarebbe caduto a testare il minimo del 2018 a 2346 punti. Questo test doveva risultare in un massimo ascendente. In seguito una gamba di rialzo possente doveva far salire ad ondate l'S&P500 fino al probabile massimo annuale a 2800 punti. Senza le fasi intermedie l'S&P500 doveva quindi andare dai 2346 punti del 26 dicembre ai 2800 punti verso la fine di marzo. Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 2670.71 punti - la direzione é quella giusta - il problema é che le fasi non si stanno succedendo come preventivato e che non sappiamo dove a quando si fermerà questa gamba di rialzo a medio termine. Nessuno lo sa malgrado che molti colleghi stanno provando ad indovinarlo usando come riferimento cicli e resistenze. I maggiori indici hanno superato settimana scorsa le MM a 50 giorni - ora tutti osservano le MM a 200 giorni  - si trovano a 2741 punti per l'S&P500 e a 7030 punti per il Nasdaq100.
Noi abbiamo un'ipotesi che potrà essere confermata o smentita già martedì prossimo (lunedì la borsa americana é chiusa). La scadenza dei derivati di gennaio, che si é verificata venerdì, potrebbe aver provocato un effetto di esaurimento che si é manifestato con un risucchio degli indici verso l'alto e la conseguente ottima seduta di venerdì. In questo caso una correzione deve iniziare subito all'inizio di settimana prossima. Al momento però nulla suggerisce che gli indici azionari europei ed americani si trovano su dei massimi intermedi. Il rialzo gode di buona salute con un buon momento e solida partecipazione. Gli investitori sono ancora scettici (VIX a 17.80 punti, 0.26) e solo a livello di mercato delle opzioni (CBOE Equity put/call ratio a 0.54 dopo il 0.52 di giovedì) vediamo un certo surriscaldamento. Un caso particolare é costituito dal Nasdaq100 (+0.98% a 6784 punti) - l'indice venerdì ha raggiunto il nostro obiettivo a 6800 punti (massimo a 6816 punti) mentre la volatilità VXN (21.89 punti, -0.65) é sul minimo annuale ma mostra una divergenza positiva (la VXN non ha toccato un nuovo minimo ma sembra fare base e essere pronta a salire - se la VXN sale il Nasdaq100 scende). Da un punto di vista tecnico il Nasdaq100 é l'unico indice che ha finora seguito le nostre previsioni esattamente. È un settore leader - se corregge il resto del mercato seguirà.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.11% a 3135 punti
DAX                         +2.92% a 11205 punti
SMI                          +2.13% a 9023 punti
FTSE MIB                  +2.17% a 19708 punti
S&P500                    +2.87% a 2670.71 punti
Nasdaq100               +2.77% a 6784 punti

Venerdì mattina avevamo lasciato poche probabilità alle borse europee per una sostanziale salita malgrado che il trend fosse ancora al rialzo. Invece siamo stati smentiti dai fatti. Con una improvvisa e inesplicabile accelerazione Eurostoxx50 (+2.14% a 3135 punti), DAX (+2.63% a 11205 punti) e FTSE MIB (+1.22% a 19708 punti) hanno superato le resistenze ed obiettivi situati rispettivamente a 3100 punti, 11000 punti e 19500 punti. Ora abbiamo lo stesso problema che in America - non sappiamo fino a dove potrebbero salire le borse europee prima della prossima correzione o inversione di tendenza. In teoria venerdì é stato generato un segnale d'acquisto a medio termine ma fatichiamo a seguirlo per il semplice fatto che non sappiamo dove potrebbe portarci. Il rally di venerdì é stato strano (é venuto dal nulla) e potrebbe essere stato solo una conseguenza della scadenza dei derivati e di segnali tecnici d'acquisto, seguiti dagli algoritmi, generati dal superamento delle resistenze e delle MM a 50 giorni. È troppo presto per dire se si tratta di una falsa rottura al rialzo, che verrà velocemente eliminata, o l'inizio di un movimento sostenibile.

Anche a Wall Street c'é stata una seduta decisamente positiva che ha coinvolto, senza rilevanti eccezzioni, tutto il listino. L'S&P500 ha aperto in gap up a 2653 punti. È sceso a 2647 punti di minimo (lasciando aperti 2 punti di gap) e poi é ripartito al rialzo. A metà seduta ha raggiunto il massimo a 2675 punti. Nella seconda parte delle giornata é scivolato verso il basso fino a 2662 punti. Sul finale si é impennato ed ha chiuso a 2670.71 punti (+0.98%). Il Nasdaq100 ha fatto peggio (+0.98% a 6784 punti), frenato dalle deludenti notizie provenienti da Netflix (-3.99%) e Tesla (-12.97%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5331 su 1865, NH/NL a 1916 (OK!) su 67 e volume relativo a 1.0. Per tutti gli indici che seguiamo la RSI é tra i 60 ed i 64 punti - secondo questo indicatore gli indici non sono ancora in ipercomperato. Secondo gli oscillatori di medio termine il massimo é ancora distante qualche giorno. Il quadro tecnico generale favorisce di conseguenza una continuazione del rialzo. L'unica eccezzione é costituita dall'ipotesi del massimo causato dalla scadenza dei derivati di gennaio - sapremo se questa ipotesi é valida all'inizio di settimana prossima. È tardi per comperare ma é ancora troppo presto per vendere.

A livello di cambi, tassi d'interesse e prezzi delle materie prime non abbiamo nulla da segnalare. Il rialzo del prezzo del petrolio (WTI a 54.04 USD/barile, +1.68 USD) sta seguendo fedelmente quello della borsa americana. Lo teniamo d'occhio nel caso in cui si sviluppasse una divergenza.

Lunedì 21 gennaio i mercati finanziari americani e la borsa sono chiusi in occasione del Martin Luther King Day.

Commento del 18 gennaio

America - key time / Europa - da dimenticare

Cominciamo oggi con il tema più semplice. Le borse europee non vanno da nessuna parte malgrado che il trend a corto termine sia ancora formalmente al rialzo. Il 4 gennaio c'é stato un balzo consistente (ca. +3%) che ha allontanato gli indici azionari dai minimi del 2018. Il rialzo é continuato per due giorni. Poi si é fermato. L'Eurostoxx50 (-0.26% a 3069 punti) e il DAX (-0.12% a 10918 punti) marciano da sette sedute sul posto senza più riuscire a fare sostanziali progressi. Il FTSE MIB (-0.04% a 19470 punti) ha fatto un pò meglio - guadagna da inizio anno il +6.26% contro un misero +2.26% dell'Eurostoxx50. Da un paio di giorni però anche il FTSE MIB si é fermato sotto la resistenza a 19500 punti e non riesce a superarla. Ci proverà ancora ma non sappiamo con quali risultati. L'SMI svizzero (+0.45% a 8914 punti) in Europa é un caso separato - sta seguendo il ritmo di rialzo dell'S&P500 - probabilmente poiché grazie al fatto di trovarsi al di fuori dell'UE non é direttamente coinvolta nei problemi che affliggono l'UE confrontata con il fallimento della Brexit e varie tensioni politiche.
In questo contesto restano molto volatili le azioni delle banche. Dopo il rally di mercoledì, che abbiamo commentato con - Ieri gli investitori, o forse é meglio chiamarli un minipolo di speculatori da strapazzo, non hanno trovato di meglio che comperare le azioni delle banche (SX7E +3.31% a 94.30 punti) accorgendosi con giorni di ritardo che il settore in America stava andando molto bene (Citigroup +17.90% da inizio anno) grazie a solidi risultati trimestrali. Probabilmente si tratta di un fuoco di paglia.- , ieri c'é stato l'immediato dietro front con una perdita del -2.04% (92.38 punti). Chi vuole divertirsi a fare trading trova un buon terreno di caccia con alta volatilità. Chi invece vuole investire in qualcosa di solido sarà meglio che guardi altrove.
Restiamo dell'idea che le borse europee hanno poco potenziale di rialzo. Stamattina l'Eurostoxx50 riapre sui 3088 punti - i 3100 punti di obiettivo sono vicini ma sembrano irraggiungibili... L'unica notizia positiva é che a livello tecnico non si vede nulla che possa suggerire l'inizio di un ribasso.

Ieri l'S&P500 ha avuto un'altra seduta decisamente positiva. Ha guadagnato quasi 20 punti e si é issato a 2635.96 punti (+0.76%). Durante la giornata ha toccato un massimo a 2645 punti e ha così raggiunto il nostro obiettivo a 2640 punti. Lo ha fatto con alcuni giorni di anticipo nei riguardi della tabella di marcia e con dati sul sentiment che non corrispondono ancora al nostro modello di ottimismo. In effetti la volatilità VIX é scesa "solo" a 18.06 punti (-0.98) mentre noi ci aspettavamo un calo sul supporto a 16 punti. La CBOE Equity put/call ratio a 0.52 mostra invece speculazione al rialzo e questa é una buona premessa per un massimo intermedio o per lo meno per una correzione minore. Il Fear&Greed Index é salito in zona neutra a 44 punti. Il comportamento del mercato nelle prossime sedute é decisivo (key time). L'S&P500 potrebbe fermarsi e distribuire aumentando fortemente la probabilità che la spinta di rialzo si esaurisca come atteso sui 2640 punti. Oppure potrebbe continuare a salire - premettiamo che gli indicatori sono estesi ma mostrano che esiste ancora spazio verso l'alto. Il nostro obiettivo per il Nasdaq100 (+0.75% a 6718 punti) é a 6800 punti.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2607 punti. Questo però si é rivelato essere il minimo giornaliero. L'indice é salito regolarmente fino a 2624 punti, ha ritracciato alcuni punti e dopo le 20.00 si é involato. Ha toccato il massimo a 2645 punti e dopo alcune marcate oscillazioni ha chiuso a 2636 punti. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 4925 su 2211, NH/NL a 1396 (poteva essere meglio) su 62 e volume relativo a 0.95. Nel rialzo non appaiono divergenze e secondo la RSI gli indici non sono ancora ipercomperati.

Stamattina anche le borse asiatiche salgono (Nikkei +1.27%, Shanghai +1.4%). Adesso sono le 08.50 - il future sull'S&P500 é a 2641 punti (+6 punti) e l'Eurostoxx50 vale 3090 punti. Le borse europee apriranno con un balzo del +0.7%. Forse oggi riusciranno a difendere questo guadagno fino a stasera.
Per fortuna che gli investitori non si lasciano influenzare negativamente da turbulenze tipo Brexit o shutdown e si concentrano sui risultati trimestrali delle imprese (finora molto buoni) e sui dati congiunturali. Oggi alle 15.15 osserveremo con interesse i dati sulla produzione industriale in America a dicembre. Stiamo cercando di capire se l'America sta solo rallentando o se va incontro a larghi passi ad una recessione. 

Commento del 17 gennaio

Rialzo in perdita di momentum - un massimo intermedio non é lontano - forse correzione - ancora nessun ribasso

Ieri gli indici azionari hanno guadagnato ancora qualche punto. L'Eurostoxx50 (+0.30% a 3077 punti) e il DAX (+0.36% a 10931 punti) hanno raggiunto il massimo giornaliero in apertura. Poi si sono sgonfiati e sono risaliti la sera grazie, come al solito, al buon esempio proveniente dagli Stati Uniti. Per saldo sono rimasti dei modesti guadagni. Le borse europee arrancano e sono a corto di argomenti - nelle ultime 6 sedute non hanno fatto sensibili progressi. Ieri gli investitori, o forse é meglio chiamarli un minipolo di speculatori da strapazzo, non hanno trovato di meglio che comperare le azioni delle banche (SX7E +3.31% a 94.30 punti) accorgendosi con giorni di ritardo che il settore in America stava andando molto bene (Citigroup +17.90% da inizio anno) grazie a solidi risultati trimestrali. Probabilmente si tratta di un fuoco di paglia.
Il FTSE MIB italiano (+1.63% a 19477 punti) potrebbe costituire un caso a parte. In Italia é sorprendente come il vento può cambiare completamente da un giorno (martedì -0.03% con banche molto deboli) all'altro. La volatilità delle azioni delle banche é impressionante ed assurda considerando che UCG (+5.82%) e ISP (+3.73%) sono tra le azioni a maggior capitalizzazione del mercato. Quello in corso é il terzo tentativo di superare la resistenza a 19500 punti dopo una lunga oscillazione in laterale che potrebbe costituire la formazione di una solida base. Sinceramente non sappiamo se il FTSE MIB riuscirà a salire più in alto. Il grafico é costruttivo - i fondamentali un disastro. 
L'SMI svizzero (+0.74% a 8824 punti) fa corsa a sé. Il forte peso nell'indice di farmaceutica e alimentare ne condizionano lo sviluppo. L'SMI imita più l'S&P500 americano che le borse europee. La spinta di rialzo dal minimo di dicembre (8138 punti) é molto estesa ma a livello di indicatori c'é ancora spazio verso l'alto. Quanto non siamo in grado di dirlo. Notiamo una buona rotazione tra settori e secondo la RSI l'indice non é ipercomperato. Non bisogna quindi stupirsi se l'SMI riesce ad issarsi fino ai 9100-9200 punti. Non vediamo ancora ragioni per opporci a questo trend rialzista e tentare di anticipare un massimo intermedio.
Riassumendo le borse europee sono ancora in un rialzo di corto termine ma fanno molta fatica e sono in debito d'ossigeno. È possibile che DAX e Eurostoxx50 non riescano a passare le resistenze a 11000 e 3100 punti. Un ribasso non sembra imminente - é più probabile che ci sia un periodo di distribuzione con nuovi massimi annuali marginali.

L'S&P500 (+0.22% a 2616.10 punti) sullo slancio della rottura al rialzo sopra i 2600 punti é salito ancora. Però non é andato lontano. Ha toccato un massimo a 2625.76 punti verso le 20.30 e poi é caduto di 10 punti prima di chiudere. Per una volta la tecnologia (Nasdaq100 -0.02% a 6668 punti) non ha aiutato il mercato. Forse perché nessuna società di spicco ha pubblicato risultati trimestrali. La settimana é stata all'insegna delle banche - ieri Goldman Sachs (+9.54%) e Bank of America (+7.16%) hanno entusiasmato gli investitori con solidi guadagni e questo ha messo le ali al settore creando, come già detto precedentemente, anche un ingiustificato effetto contagio all'Europa. L'ultima candela sul grafico del'S&P500 é però un piccolo doji - l'indice ha aperto e chiuso sullo stesso livello con una evidente perdita di momentum. A breve é difficile stimarne lo sviluppo poiché si stanno scontrando due cicli - gli oscillatori di corto termine scendono mentre quelli di medio termine stanno salendo con un massimo possibile a metà di settimana prossima. È quindi possibile che ora ci siano alcune sedute di incertezza con movimenti intorno ai 2600 punti. La partecipazione al rialzo é però buona e gli investitori non sono ottimisti ma ancora scettici. Di conseguenza siamo convinti che la spinta di rialzo iniziata a dicembre non é completa. Non dovrebbe mancare molto ad un massimo intermedio che come sapete stimiamo possa situarsi sui 2640 punti di S&P500. Non ci sono ancora le premesse per un'inversione di tendenza.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4768 su 2364 (Russell2000 +0.66%!) , NH/NL a 1312 (!) su 47 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita (!) a 19.04 punti (+0.44) mentre la CBOE Equity put/call ratio era a 0.60 (neutro). Tranquillamente il Fear&Greed Index é lievitato a 38 punti.

Sono le 07.30 ed é un pò presto per avere le prime indicazioni valide sull'apertura in Europa. Il future sull'S&P500 é a 2605 punti (-8 punti) e quindi stimiamo che l'Eurostoxx50 aprirà in calo di circa 12 punti (-0.4%) a 3065 punti.
Al momento Tokio e Shanghai perdono un -0.2%. La Gran Bretagna non sa come gestire la Brexit - l'UE si arrocca dietro la sua forza politica e non fa concessioni. Il risultato é che saranno tutti perdenti. L'UE presto o tardi cadrà a causa dell'insostenibilità economica di questo costrutto artificiale ed incompleto - l'agonia sarà però lunga.

Commento del 16 gennaio

L'S&P500 lievita sopra i 2600 punti con buona partecipazione e scetticismo

Le borse europee hanno ignorato lo scontato voto negativo del parlamento inglese sull'accordo che doveva regolare la Brexit e hanno preferito orientarsi agli Stati Uniti. Il risultato é stata una seduta moderatamente positiva che ha in parte cancellato le perdite di lunedì. Da un punto di vita tecnico c'é poco da dire. Gli indici azionari europei stanno consolidando sotto le resistenze (Eurostoxx50 a 3100 punti e DAX a 11000 punti) e si preparano a salire più in alto appena l'S&P500 darà il via libera. Considerando quanto abbiamo osservato ieri sera a Wall Street questo potrebbe succedere a breve anche se l'Europa sembra ancora voler accumulare del ritardo. La correlazione funziona bene - la fastidiosa abitudine dell'Europa di sottoperformare dovrebbe però avere l'effetto che il vecchio continente seguirà distaccato.
L'Eurostoxx50 ha aperto con una impennata fino a 3088 punti. Nel pomeriggio é ricaduto a 3044 punti di minimo ma sul finale, grazie al buon esempio dell'America, ha recuperato e ha chiuso al centro del range giornaliero a 3068 punti (+0.42%). L'indice é stato frenato dalla battuta d'arresto (senza conseguenze) del settore bancario (SX7E -0.13% a 91.28 punti) - le banche italiane hanno perso terreno dopo alcune osservazioni negative della BCE sui NPL che sono state subito tacciate d'intromissione da Salvini. Alla borsa questi litigi non piacciono. Il DAX tedesco (+0.33%) a 10891 punti) ha seguito l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (-0.03% a 19165 punti) ha marciato sul posto - il calo delle banche é stato compensato dal resto del listino in positivo. L'SMI é balzato del +0.74% a 8824 punti - ha completamente recuperato la perdita del giorno prima grazie alla buona prestazione del settore farmaceutico.
In generale le borse europee hanno ancora un moderato potenziale di rialzo a breve termine. La spinta dai minimi di dicembre 2018 non é finita ma troppi fattori fondamentali negativi frenano il rialzo. Si tratta evidentemente di un rimbalzo all'interno di un trend di base ribassista. Appena gli investitori tornerenno ottimisti ci saranno le premesse per il prossimo tuffo.

Sembra che il consolidamento dell'S&P500 (+1.07% a 2610.30 punti) sotto l'evidente resistenza a 2600 sia già terminato. Ieri l'indice ha superato questa barriera e ha chiuso decisamente più in alto. L'indice si é fermato 4 sedute e ha ritracciato solo fino ai 2562 punti - significa che é ancora in una forma migliore di quanto pensavamo. Di conseguenza con questa gamba di rialzo potrebbe anche salire sopra il nostro obiettivo a 2640 punti - il prossimo test é a 2631 punti dove scorre la MM a 50 giorni.
L'S&P500 ha aperto a 2585 punti e per le 16.000 era già salito a 2605 punti - era evidente che c'era qualcosa che bolliva in pentola. La prima rottura sopra i 2600 punti é stata venduta e l'indice é ricaduto a 2593 punti. Poi però i rialzisti sono tornati all'attacco e l'S&P500 a metà seduta ha toccato il massimo a 2613 punti. L'indice é ridisceso ancora una volta a 2594 punti ma sul finale si é issato a 2610 punti dove ha chiuso. Hanno nuovamente brillato i conosciuti nomi della tecnologia (Nasdaq100 +1.97%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4932 su 2236, NH/NL a 879 e 56 e volume relativo a 0.9 - i dati sulla partecipazione sono OK - ieri erano meglio (NH a 896) ma per il momento ci accontentiamo. A livello di sentiment continuiamo ad osservare scetticismo (VIX a 18.60 punti, -0.47 / CBOE Equity put/call ratio a 0.70). Evidentemente c'é ancora chi crede che una spinta di ribasso sia imminente e questa é una condizione ideale per la continuazione del rialzo - c'é ancora qualcuno che nei prossimi giorni sarà obbligato a saltare sul trend in corsa (perché é short o sottoinvestito). Ripetiamo che l'S&P500 probabilmente esaurirà questa spinta di rialzo quando la volatilità VIX scenderà sul supporto a 16 punti. L'obiettivo a 2640 punti é indicativo.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei perde il -0.64%. Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 sale a 2615 punti (+9 punti). Gli europei sembrano contenti che la sconfitta di Theresa May e il rigetto da parte del parlamento inglese dell'accordo sulla Brexit non ha conseguenze sui mercati finanziari. L'Eurostoxx50 vale ora 3083 punti - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.5%. Stamattina potrebbero salire più in alto e tentare di superare le resistenze.
In America continua la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese. I dati vengono seguiti da vicino dagli investitori. Finora la tendenza é di onorare dei buoni risultati (Netflix +6.52%) e ignorare risultati meno convincenti (JP Morgan +0.73%). Probabilmente dopo la correzione di dicembre e la delusione di Apple molti si aspettavamo di peggio.

Commento del 15 gennaio

Problemi di salute

Ieri notte sono dovuto andare d'urgenza all'ospedale per forti dolori al ventre. Niente di grave per fortuna. Sono tornato stamattina a casa. Non sono però in grado di pubblicare regolarmente il commento tecnico del mattino. Mi scuso con gli abbonati.
In ogni caso mi sembra che finora la settimana non ci offra nulla di nuovo. L'Eurostoxx50 ieri ha perso il -0.48% a 3055 punti e l'S&P500 é sceso a 2582.61 punti (-0.53%). Gli indici hanno però chiuso al centro del range giornaliero e sui grafici appaiono dei piccoli doji che significano semplicemente equilibrio ed incertezza. I volumi di titoli trattati erano in calo (New York - volume relativo a 0.85) - non appare pressione di vendita.
Stamattina il future sull'S&P500 risale a 2595 punti (+15 punti) e l'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 3078 punti. Oggi i mercati dovrebbero recuperare le perdite di ieri e per saldo tornare alla situazione di venerdì sera. Il consolidamento sotto i 2600 punti di S&P500 continua.

Aggiornamento del 14 gennaio

Prudenza

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 2547 punti (-20 punti). Secondo i media il calo é dovuto al shutdown dell'amministrazione pubblica americana, che ha raggiunto una lunghezza dannosa per l'economia e di cui non si vede la fine, e al nervosismo degli investitori in vista dell'inizio dal periodo di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese americane. A noi la ragione non importa - abbiamo previsto che la settimana doveva iniziare con un moderato calo delle borse e quindi quanto osserviamo stamattina non ci sorprende e non ci disturba.
La borsa giapponese é chiusa per una festa - Shanghai sta guadagnando il +1%. Le borse europee intendono seguire l'esempio degli Stati Uniti. L'Eurostoxx50 vale ora 3051 punti (-19 punti) - gli indici azionari europei apriranno con minusvalenze intorno a -0.6%. Oggi potrebbero scendere più in basso. La Gran Bretagna si prepara alla votazione finale sul Brexit. L'accordo con l'UE non dovrebbe domani ottenere l'approvazione del Parlamento e Theresa May subirà una dura sconfitta. Nessuno sa cosa succederà in seguito. Gli investitori odiano l'incertezza. Nel dubbio vendono.

Commento del 12-13 gennaio

Pausa prima della correzione

Quello odierno sarà probabilmente uno dei commenti più corti dell'anno. Le reagioni sono semplici. La seduta di borsa di venerdì in Europa e in America non ci ha detto nulla di nuovo. Gli indici azionari hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni. Abbiamo utilizzato il nostro tempo per completare le previsioni per il 2019 che potete trovare sulla pagina dedicata a questo tema. Oggi i nostri abbonati avranno già abbastanza da leggere e non c'é bisogno di tediarli con ripetizioni di quanto scritto nei giorni scorsi.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.93% a 3070 punti
DAX                         +1.11% a 10887 punti
SMI                          +2.62% a 8828 punti
FTSE MIB                  +2.43% a 19290 punti
S&P500                    +2.54% a 2596.25 punti
Nasdaq100               +2.78% a 6601 punti

L'Eurostoxx50 ha aperto in guadagno grazie all'esempio fornito dalla borsa americana il giorno prima. È salito a 3087 punti di massimo ed é sceso a 3056 punti di minimo. Ha chiuso al centro del range giornaliero a 3070 punti (-0.18%) con una insignificante perdita di 5 punti. L'indice si é mosso nel range delle due precedenti sedute e resta ampiamente sotto il target per questa gamba di rialzo a 3100 punti. Restiamo in attesa dell'inizio di una correzione - il segnale dovrebbe provenire dall'America. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva ancora 3070 punti. Il DAX tedesco (-0.31% a 10887 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Anche il FTSE MIB ha marciato sul posto (-0.06% a 19290 punti). Solo l'SMI svizzero si é distinto con un balzo di 26 punti (+0.30% a 8828 punti). Ha però chiuso sul minimo giornaliero dopo aver raggiunto l'obiettivo grafico a 8800 punti. Ora anche l'SMI presenta delle premesse ideali per l'inizio di una correzione. A 8800-8830 punti scorrono le MM a 50 e 200 giorni che nel recente passato hanno costituito una resistenza formidabile.

Anche la seduta a Wall Street à stata noiosa e senza spunti particolari. L'S&P500 ha aperto in calo a 2584 punti. È sceso a 2577 punti di minimo ed é risalito a metà giornata a 2595 punti. Ha ritracciato a 2586 punti per infine salire e chiudere sul massimo giornaliero a 2596.25 punti (-0.01%). L'S&P500 resta sotto la resistenza a 2600 punti (che abbiamo più volte segnalato e commentato in precedenti analisi) e per il momento non mostra l'intenzione di correggere. Non siamo sicuri che ci sarà l'attesa correzione minore prima della prevista estensione del rialzo fino ai 2640 punti. Gli oscillatori devono scaricare l'ipercomperato - questo processo potrebbe anche risultare unicamente in un consolidamento ad alto livello. Anche la tecnologia non mostra segni tangibili di debolezza (Nasdaq100 -0.29% a 6601 punti).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3726 su 3424, NH/NL a 826 su 41 e volume relativo a 0.75. I bassi volumi suggeriscono che la spinta di rialzo si é esaurita - un ritracciamento con bassi volumi é anche un segnale che l'indice consolida e probabilmente non corregge - in ogni caso avevamo previsto una correzione moderata.
La volatilità VIX é caduta a 18.19 punti (-1.31) - c'é un evidente supporto a 16 punti. Tutti si aspettano che questa spinta di rialzo in borsa finisca con la VIX a 16 punti - teniamo d'occhio questo livello per stimare l'ampiezza e la direzione delle prossime oscillazioni degli indici. La CBOE Equity put/call ratio é a 0.77 - la MM a 10 g é solo a 0.63 e comincia a salire. Quando sale, dopo qualche giorno, l'S&P500 dovrebbe cominciare a scendere.

Dopo la seduta di venerdì non abbiamo nessun movimento importante negli indicatori. Non abbiamo nessun motivo per cambiare la nostra previsione che resta quella di una correzione minore fino a circa 2520 punti di S&P500 e poi un completamento del rialzo con una spinta fino a 2640 punti. La correzione minore potrebbe essere sostituita da alcuni giorni di pausa e di consolidamento sui 2560-2600 punti. Le borse europee seguono a distanza.

Il cambio EUR/USD si é fermato a 1.1470. La rottura sopra gli 1.15 non é stata confermata.

Martedì 15 gennaio nel parlamento britannico si svolgerà la votazione sul Brexit. Lunedì in borsa non dovrebbe succedere molto poiché tutti resteranno in attesa di questa importante decisione. Una conferenza di Jerome Powell nel pomeriggio non dovrebbe influenzare i mercati - negli scorsi giorni il capo della FED ha più volte tranquillizzato i mercati affermando di essere pronto ad adattare la politica monetaria ad un eventuale raffreddamento congiunturale.
È più importante per il mercato azionario l'inizio della stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle società americane. Comincia lunedì con Citigroup.

Commento dell'11 gennaio

Sullo slancio le borse salgono ancora - divergenze a livello di partecipazione sono in agguato

Ieri doveva iniziare una correzione minore. Invece il rialzo é continuato e gli indici azionari europei ed americani hanno terminato la giornata con dei moderati guadagni. In Europa le borse hanno chiuso sul massimo giornaliero grazie ad un recupero a Wall Street dopo una debole apertura. I rialzisti non hanno però ragioni per gridare vittoria e credere in una continuazione del movimento. Formalmente si é trattato di una seduta in trading range - Eurostoxx50 (+0.18% a 3075 punti) e DAX (+0.26% a 10921 punti) non hanno superato i massimi del giorno precedente. Solo l'SMI ha fatto uno straordinario balzo del +1.31% a 8801 punti. Da un punto di vista tecnico però questo non é una sorpresa - l'obiettivo del rialzo era in ogni caso a 8800 punti dove si trova una zona di resistenza e scorre la MM (media mobile) a 50 giorni. Il FTSE MIB (+0.63% a 19300 punti) ha continuato a mostrare forza relativa e secondo logica ha guadagnato più dell'Eurostoxx50. Il FTSE MIB aveva toccato il giorno prima un massimo a 19297 punti. La foratura é marginale e in ogni caso una volta superati i 19000 punti avevamo subito indicato un probabile successivo obiettivo a 19500 punti. Non sappiamo perché ma il FTSE MIB spesso si comporta bene nei primi mesi dell'anno e ci sorprende con robuste fasi di rialzo e di sovraperformance. Purtroppo queste fasi non sono mai sostenibili - nei mesi successivi questo vantaggio sparisce.
Riassumendo ieri le borse sono ancora salite ma sembra che la correzione sia solo rimandata - gli obiettivi di questa gamba di rialzo sono stati riavvicinati ma non superati.     

Per l'America vale più a meno la stessa cosa. Gli indici hanno fatto ulteriori progressi e hanno marginalmente superato i massimi del giorno precedente. L'S&P500 (+0.45% a 2596.64 punti) si é però fermato a ridosso dei 2600 punti - ha toccato un massimo giornaliero a 2697.82 punti. Nel frattempo il rialzo del Nasdaq100 (+0.31% a 6620 punti) ha rallentato e appaiono divergenze a livello di partecipazione. Citiamo solo la più importante ed evidente. Il numero di nuovi massimi a 30 giorni (NH) é sceso a 748 contro i 1078 di mercoledì - questo malgrado che tutti i maggiori indici siano saliti, compreso il Russell2000 (+0.46%). Questo significa che meno titoli di peso continuano a guadagnare terreno mentre il resto si sta fermando. La correzione é vicina.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2569 punti e all'inizio é sceso a 2562 punti di minimo. Poi sono riapparsi i compratori. A metà seduta l'indice ha raggiunto i 2592 punti, ha corretto fino a 2574 punti ed é infine salito a 2597.82 punti di massimo. Ha chiuso poco sotto a 2596 punti con volume relativo a 0.9 (!). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4440 su 2779 e NH/NL a 748 su 39. La volatilità VIX é scesa a 19.50 punti (-0.48) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.65. A livello di sentiment non c'é nulla di nuovo.
Ieri la borsa americana ha recuperato dopo un inizio di seduta difficile e ha chiuso vicino al massimo - questo é un segnale di forza che tende a confermare il nostro scenario per le prossime settimane. Secondo gli oscillatori deve iniziare ora una correzione minore. Prese di beneficio faranno scendere l'S&P500 qualche decina di punti. Non appare pressione di vendita e quindi ci aspettiamo successivamente una ripresa del rialzo in direzione dei 2640 punti.

Stamattina le borse asiatiche continuano a salire. Il Nikkei ha guadagnato il +0.97% mentre Shanghai lo imita con un +1%, Il future sull'S&P500 é fermo a 2592 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3080 punti - le borse europee apriranno con un marginale guadagno del +0.2%. Raramente di venerdì la tendenza settimanale cambia senza una ragione concreta. Di conseguenza ci aspettiamo oggi una seduta senza sostanziali variazioni.
Notiamo che il cambio EUR/USD (1.1520) resta sopra la vecchia resistenza intermedia e ora supporto a 1.15. Da giugno dell'anno scorso il cambio si muove tra i 1.12 ed i 1.18 - questo potrebbe essere stato un lungo consolidamento. È possibile che stia iniziando una sostanziale fase di rialzo. Chi ha investimenti in USD non deve sottovalutare questa eventualità.

Commento del 10 gennaio

Doji - probabilmente il massimo intermedio é stato raggiunto

Ieri le borse europee (Eurostoxx50 +0.50% a 3070 punti) e americana (S&P500 +0.41% a 2584.96 punti) hanno nuovamente guadagnato terreno. Dopo le aperture in positivo però gli indici azionari non sono più riusciti a fare sostanziali progressi. Hanno chiuso sui livelli d'apertura e sui grafici appaiono dei doji - della candele senza corpo che segnalano la mancanza di direzionalità e momentum nel mercato durante la giornata. La spinta di rialzo sta venendo a mancare quando gli indici hanno praticamente raggiunto le resistenze e gli obiettivi fissati (Eurostoxx50 a 3100 punti, S&P500 a 2600 punti). C'é quindi una forte probabilità che ieri le borse abbiano raggiunto puntuali l'atteso massimo intermedio. I dati tecnici restano però costruttivi - in particolare gli investitori sono scettici e non ottimisti. I dati sulla partecipazione restano solidi e non appaiono divergenze. Di conseguenza é probabile che dopo una correzione minore di alcuni giorni le borse provino a salire più in alto.
L'Eurostoxx50 ha terminato la giornata con un guadagno di 15 punti - si é però fermato sotto livello d'apertura (3076 punti) senza fare ulteriori progressi. Sul massimo a 3089 punti l'indice ha quasi raggiunto l'obiettivo e resistenza a 3100 punti. È probabile che ora ci debba per lo meno essere una pausa di consolidamento. Potrebbe anche esserci una correzione minore. Non crediamo che l'Eurostoxx50 debba scendere a ritestare il minimo 2018 a 2908 punti. È troppo presto. Il DAX tedesco (+0.83% a 10893 punti) si é comportato in maniera simile. L'obiettivo a 11000 punti era vicino (massimo a 10961 punti). Il FTSE MIB (+0.94% a 19179 punti) ha guadagnato altri 179 punti e ha superato di slancio i 19000 punti e la MM a 50 giorni. L'indice conferma la sua buona forma e la sua forza relativa. Difficilmente però potrà continuare a salire se le borse europee, come sembra, devono correggere.
L'indice delle banche SX7E é sceso del -0.25% a 90.97 punti - un primo segnale di stanchezza e che il rialzo si é imballato? Vediamo cosa succede oggi per una conferma che le borse europee hanno raggiunto l'atteso massimo intermedio.
Il cambio EUR/USD é balzato ieri a 1.1550 ed é stamattina a 1.1560 - ha superato la resistenza a 1.15 - la tendenza a medio termine potrebbe passare al rialzo. Una conferma sarebbe una chiusura settimanale sopra gli 1.15. Sui cambi sta cambiando qualcosa - potrebbe succedere la stessa cosa in borsa.

La seduta a New York si é svolta come da copione. Ci aspettavamo un'apertura sui 2580 punti e una ulteriore spinta in direzione dei 2600 punti. Poi però l'indice doveva fermarsi, tornare sui suoi passi e chiudere in pari. In effetti ha aperto a 2581 punti ed ha avuto una seduta volatile e senza direzione. È salito alle 20.10 su un massimo a 2595 punti ma é poi ricaduto ed ha chiuso a 2594.96 punti (+0.41%) con un guadagno di 10 punti. Abbiamo solo degli indizi, forniti dal comportamento e dagli oscillatori, che l'indice potrebbe trovarsi su un massimo intermedio - non abbiamo ancora nessuna conferma che debba correggere.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5186 su 1993, NH/NL a 1078 su 38 e volume relativo a 0.95 (!). La volatilità VIX é scesa a 19.98 punti (-0.49), la CBOE Equity put/call ratio é finalmente bassa a 0.59 e il Fear&Greed Index lievita a 27 punti. Il sentiment mostra ancora parecchio scetticismo nei riguardi di questo rialzo. I piccoli traders però cominciano a speculare long - normalmente questo significa che ora devono esserci delle sedute negative. Chiunque vede ora sul grafico la resistenza a 2600 punti di S&P500 - questo dovrebbe per lo meno bloccare gli acquisti in attesa di vedere cosa succede - come logica conseguenza il rialzo deve fermarsi e potrebbe esserci una correzione. Ad istinto ci aspettiamo una discesa fino ai 2520 punti e poi un'altro tentativo di rialzo fino ai 2640 punti. Questa road map ideale secondo l'analisi tecnica subirà sicuramente delle variazioni a seconda del flusso delle notizie.

Stamattina sugli schermi riappare il rosso. Le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei perde il -1.36% - Shanghai il -0.7%. Il future sull'S&P500 é a 2568 punti (-13 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3054 punti. Le borse europee apriranno con perdite di circa il -0.5%. Vediamo come inizia la correzione - se si sviluppa come pensiamo (correzione modesta e minore) oggi gli indici azionari non dovrebbero perdere più dell'1%.

Commento del 9 gennaio

Finora funziona tutto secondo i piani - massimo intermedio vicino ad imminente

Ieri gli indici azionari hanno ancora guadagnato terreno. Le borse europee sono salite fino all'apertura di New York. Poi, appena la borsa americana ha avuto un vuoto d'aria, sono subito cadute perdendo la metà dei guadagni giornalieri. A fine giornata sono rimaste delle modeste plusvalenze che scontentano un pò tutti. I rialzisti si sarebbero aspettati di più - in effetti il distacco dall'America sta aumentando. I ribassisti avrebbero preferito vedere una seduta come quella di lunedì - si accontentano del fatto che gli indici azionari europei non si staccano con decisione dai minimi del 2018 e non hanno ancora superato nessuna seria resistenza.
L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo giornaliero a 3079 punti - ha terminato la giornata a 3055 punti (+0.70%) con  un guadagno di 21 punti. L'obiettivo per questa spinta di rialzo a 3100 punti si avvicina. Sarà interessante osservare fino a dove ridiscenderanno le borse europee con la prossima correzione. Tecnicamente Eurostoxx50 e DAX (+0.52% a 10804 punti) sono strutturamente piuttosto deboli e i dati economici mostrano che la crescita in Europa sta rallentando in maniera sensibile. Gli investitori stanno osservando con apprensione le conseguenze della fine del QE della BCE. Per ora i mercati obbligazionari sono tranquilli (Future sul Bund a 163.79 punti, +0.05%) anche perché all'orizzonte non appare inflazione (al contrario l'obiettivo del 2% fissato dalla BCE é stato ampiamente fallito visto che l'ultimo dato indica che l'nflazione é scesa nell'UE al +1.6%). L'attuale rialzo di corto termine sembra in Europa decisamente un rimbalzo all'interno di un trend dominante saldamente al ribasso. Solo il FTSE MIB (+0.25% a 19000 punti) sembra aver fatto base e potrebbe partire al rialzo. Facciamo però fatica ad immaginarci una fase di rialzo in un Paese dove i fondamentali economici sono deboli.

Il rialzo  a New York é continuato secondo i piani e la seduta di ieri si é svolta esattamente come ci eravamo aspettati. Sui grafici appaiono delle altre candele bianche con minimi a massimi ascendenti e gli obiettvi si avvicinano mentre gli indicatori si sviluppano come preventivato. Non vediamo divergenze - secondo gli oscillatori un massimo intermedio deve essere raggiunto oggi o domani.
L'S&P500 ha aperto a 2575 punti, é brevemente salito sul massimo a 2580 punti per poi cadere fino alle 16.50 sul minimo a 2547 punti. In seguito é salito praticamente fino alla chiusura - ha toccato i 2576 punti ed ha chiuso a 2574.41 punti (+0.97%). Noi avevamo previsto un massimo sui 2780 punti, un ritracciamento fino a 2565 punti e una chiusura a ridosso del massimo. Ancora meglio é andata la previsione per il Nasdaq100 (+0.98% a 6551 punti) - secondo noi doveva chiudere a 6550 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5452 su 1762, NH/NL a 941 su 55 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 20.47 punti (-0.93) mentre la CBOE Equity put/call ratio era normale a 0.63. Il Fear&Greed Index é salito a 24 punti. Nel complesso gli investitori restano pessimisti e scettici. Questo costituisce una buona premessa per una continuazione del rialzo dopo una correzione minore che dovrebbe partire a breve da un massimo a ridosso dei 2600 punti di S&P500.

Stamattina le borse sono ancora al rialzo. Il future sull'S&P500 é a 2579 punti (+7 punti). Le borse asiatiche salgono (Nikkei +1.06%, Shangahi +0.7%). L'Eurostoxx50 vale ora 3083 punti (+28 punti) - le borse europee apriranno con un guadagno di circa il +1%. Sembra che oggi possa essere raggiunto l'atteso massimo intermedio con una perfetta sincronizzazione tra tempo e livello. Ci sembra quasi troppo bello per essere vero. Questo significa che conviene chiudere posizioni long ma non ancora aprire posizioni short.

Commento dell'8 gennaio

L'S&P500 segue la rotta - l'Europa sbanda

Le borse europee, grazie al rally a Wall Street di venerdì scorso, hanno aperto al rialzo. Purtroppo questo buon inizio ha costituito anche il massimo giornaliero. Durante la giornata gli indici si sono sgonfiati e sono scivolati lentamente ma costantemente verso il basso. Solo sul finale hanno recuperato ma questo non é bastato per raddrizzare le sorti di una seduta che per saldo é risultata negativa. Concretamente l'Eurostoxxx50 ha aperto a 3050 punti (contro la chiusura venerdì a 3041 punti) é sceso fino a 3016 punti di minimo e si é risollevato sul finale a 3033 punti (-0.27%). Come venerdì la forza relativa del settore bancario (SX7E +0.52% a 90.95 punti) ha permesso alla borsa italiana di fare meglio e guadagnare terreno (FTSE MIB +0.65% a 18953 punti). Questa é però stata un'eccezione. I cali di DAX (-0.18% a 10747 punti) e SMI (-0.84% a 8536 punti) confermano che la giornata in Europa é stata negativa. Questa é una delusione. Dopo il balzo di venerdì é comprensibile che ci sia stata una seduta di consolidamento. Considerando però che la borsa americana , incurante di questo effetto, é continuata a salire, questo comportamento mostra che il rialzo in Europa é piuttosto debole. Ieri sera nei commenti sui singoli indici abbiamo indicato gli obiettivi di questa gamba di rialzo - non sono lontani. L'unico indice azionario sul quale varrebbe la pena di puntare é stranamente il FTSE MIB. La base a 18000-18500 punti sembra solida e l'indice sta tentando di superare la MM a 50 giorni - le MM stanno lentamente ruotando e potrebbero cominciare a salire. Fondamentalmente non crediamo nel potenziale di rialzo della borsa italiana - la situazione politica ci fà paura e il programma finanziario del governo ci sembra inconsistente - l'analisi tecnica però é costruttiva.

Pensavamo che il rialzo in America dovesse fare una pausa dopo il rally di venerdì. Invece la borsa americana ha trovato la forza e la motivazione per fare ulteriori guadagni malgrado l'assenza di notizie positive e rilevanti. L'S&P500 ha guadagnato 18 punti salendo a 2549.69 punti (+0.70%). Durante la giornata i rialzisti hanno tenuto il controllo delle operazioni e ai ribassisti non rimasto altro che lo scetticismo - la volatità VIX é lievitata a 21.40 punti (+0.02).
L'S&P500 ha aperto in calo a 2534 punti e all'inizio é sceso fino a 2524 punti. Poi é salito fino a metà seduta sul massimo a 2566 punti. A questo punto ci sono state delle vendite che però non hanno fatto danni. L'S&P500 é sceso a 2547 punti, é risalito a 2557 punti ed ha infine chiuso a 2549.69 punti. Ancora una volta la tecnologia ha fatto bene (Nasdaq100 +1.02% a 6488 punti) - il rialzo si é però fatto più selettivo (Amazon +3.44%, Apple -0.22%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5673 su 1597, NH/NL a 840 (raddoppio!) su 57 e volume relativo a 1.0. La CBOE put/call ratio é nella media a 0.60 - il Fear&Greed Index sale a 19 punti ma é ancora molto basso. I dati sul sentiment suggeriscono che pochi credono in questa gamba di rialzo e nel suo potenziale. Secondo gli oscillatori un massimo intermedio sarà raggiunto a metà di questa settimana. Crediamo però che la successiva correzione dovrebbe essere modesta e che a medio termine l'S&P500 potrebbe salire sopra i 2600 punti. I prossimi giorni saranno decisivi. Tra guerra commerciale, muro, shutdown e Brexit ci sono ancora parecchi problemi irrisolti sul tappeto.

Stamattina prevangono ancora i segnali positivi. Il Nikkei sale del +0.90% - Shanghai invece cede del -0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2559 punti (+8 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3042 punti - guadagna 9 punti (+0.3%) ma resta nel range di ieri. Saremmo contenti se le borse europee riuscissero a difendere i guadagni iniziali fino a stasera.

Aggiornamento del 7 gennaio

Da AGMAF a MAGAF

AGMAF - abbiamo creato questo acronimo il 13 maggio del 2017. In ordine di capitalizzazione gli AGMAF (Apple, Google, Microsoft, Amazon, Facebook) erano i leaders del settore tecnologico e i motori del rialzo della borsa americana. Sul top due di queste società avevano superato i 1000 Mia di USD di capitalizzazione di borsa. È giunto il momento per una revisione.
Dopo la forte correzione di dicembre, che ha travolto il settore tecnologico, la classifica é cambiata. La società con la maggiore capitalizzazione al mondo é diventata Microsoft con circa 800 Mia. Segue il gruppo Amazon, Google, Apple con circa 700 Mia. - l'ordine cambia da un giorno all'altro a seconda della performance. Chiude distanziata Facebook con circa 400 Mia. Gli AGMAF sono diventati i MAGAF - sono più piccoli ma ancora potenti e determineranno lo sviluppo della borsa americana anche nel futuro.
Stamattina i mercati finanziari riprendono sull'onda degli avvenimenti di venerdì scorso. Il Nikkei balza del +2.71% e Shanghai segue con un +0.7%. Il future sull'S&P500 sale a 2538 punti (+7 punti). Il prezzo del petrolio guadagna un +1.51% a 57.92 USD/barile. Il rialzo prosegue in Europa - l'Eurostoxx50 vale alle 08.10 3052 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.4%.
Il shutdown dell'amministrazione pubblica americana prosegue mentre il presidente Trump valuta la possibilità di costruire il suo muro dichiarando un'emergenza nazionale in maniera da svincolare questa questione dal budget del 2019.
Ci prepariamo ad una giornata positiva - restiamo però convinti che il rialzo di corto termine debba esaurirsi nel corso di questa settimana con l'S&P500 a ridosso dei 2600 punti.

Commento del 5-6 gennaio

Il rally di venerdì riporta il saldo settimanale in positivo - si può prevedere il trend ma non l'ampiezza dei movimenti giornalieri

È stata una settimana movimentata. Malgrado la seduta negativa di giovedì con un crollo in America (Eurostoxx50 -1.29%, S&P500 -2.48%) abbiamo continuato a credere nel rialzo di corto termine. I dati tecnici non ci offrivano nessuna altra valida soluzione - un prematuro test dei minimi del 2018 non sembrava una variante perseguibile sulla base dei dati sulla partecipazione e sul sentiment. In effetti la seduta di venerdì é stata positiva. Non solo - c'é stato un impressionanate rally (S&P500 +3.43% a 2531.94 punti) che ha cancellato con un colpo di spugna tutti i dubbi accumulati nei giorni precedenti. Purtroppo siamo in grado di prevedere il trend e possiamo anticipare alcuni movimenti - non possiamo però dire con precisione quando ci sarà una violenta accelerazione come quella che si é verificata venerdì. La mattina abbiamo avuto sentore che poteva succedere qualcosa e abbiamo anche consigliato "Varrebbe quasi la pena di comperare l'Europa". Dopo la delusione provocata da Apple non sembrava però possibile che la riscossa avvenisse immediatamente. Ora le borse sono nuovamente ritornate sulla road map definita a Natale - l'S&P500 deve salire sui 2600 punti verso la metà di settimana prossima. In seguito dovrebbe esserci una fase di distribuzione e una spinta di ribasso a testare i minimi del 2018 - probabilmente questo avverrà a febbraio. Noi che di solito siamo pessimisti e che abbiamo ufficialmente dichiarato l'inizio di un bear market siamo però costruttivi per quel che riguarda il primo trimestre del 2019. Come hanno mostrato i dati sul mercato del lavoro americano resi noti venerdì, l'economia sembra crescere ad un ritmo ancora sostenuto. Troppi analisti ed investitori scommettono sull'imminente inizio di una recessione. Dopo 9 anni di espansione economica e la fine della politica monetaria estremamente espansiva da parte delle Banche Centrali é ovvio che si affrontino i prossimi mesi con una certa apprensione. Noi però non vediamo ancora le premesse per un crollo delle borse - sia a livello fondamentale che secondo l'analisi tecnica. Crediamo di conseguenza che tra marzo ed aprile l'S&P500 posso rivedere i 2800 punti. Non sappiamo esattamente come potrebbero comportarsi in questo periodo le borse europee e in linea di massima ci affidiamo alla normale correlazione tra America e Europa. Pensiamo quandi che anche le borse europee possano fare bene malgrado che sul vecchio continente le condizioni economiche siano piuttosto preoccupanti. Fondamentalmente però le azioni europee sono a buon mercato e se i tassi d'interesse non salgono potrebbe crearsi un mix ideale per un  sostanziale e sostanzioso rimbalzo tecnico a medio termine. Concretamente ci aspettiamo una risalita dell'Eurostoxx50 nel primo trimestre sui 3200-3250 punti. È probabile che dovremo più volte rivedere questa stima - giovedì l'Eurostoxx50 era vicino al minimo a 52 settimane e l'attuale rimbalzo é appena accennato - non ci sono ancora dei veri e propri segnali d'acquisto. È però importante sapere che per alcuni mesi le borse devono prevalentemente salire. I livelli raggiunti tra Natale e Capodanno dovrebbero essere dei minimi validi per parecchi mesi.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.85% a 3041 punti
DAX                         +1.98% a 10767 punti
SMI                          +2.17% a 8608 punti
FTSE MIB                  +2.77% a 18831 punti
S&P500                    +1.86% a 2531.94 punti
Nasdaq100               +2.18% a 6422 punti

Venerdì le borse europee hanno aperto al rialzo e sono continuate a salire per tutta la giornata. Gli indici azionari hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri con forti guadagni (Eurostoxx50 +2.95% a 3041 punti) che hanno portato la performance settimanale in positivo. L'anno inizia bene - dopo una scivolata verso il basso con la quale nessun indice ha superato al ribasso i minimi del 27 dicembre 2018 il rally di venerdì sembra aver dato ufficialmente inizio ad una fase di rialzo. Non abbiamo ancora segnali d'acquisto ma il miglioramento degli indicatori tecnici é massiccio ed evidente. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3050 punti - settimana prossima il rialzo deve continuare anche perché abbiamo notato reazioni su quasi tutti i mercati - i tassi d'interesse sono tornati a salire dopo un eccesso di ribasso (Future sul Bund a 164.03 (0.61%) - reddito del Bund decennale a 0.21%) mentre l'oro ha terminato la sua salita a ridosso dei 1300 USD/oncia (1295 USD/oncia). Venerdì é stata pubblicato il dato sull'inflazione nell'UE - i prezzi al consumo sano saliti del +1.6%. Questo significa che i tassi d'interesse reali sono negativi - con la fine del QE questa anomalia dovrebbe lentamente sparire. Sarebbe quindi logico e normale che nel corso dell'anno il reddito del Bund decennale salisse a 1%-1.5%. Come reagiranno le borse? - questo é un problema che ci toglie il sonno - per giustificare un rialzo delle borse crediamo che nel primo trimestre i tassi d'interesse lieviterano gentilmente ma non si impenneranno.
Per inciso il rialzo é stato trascinato dal settore bancario (SX7E +4.41% a 90.48 punti). Questa tipica e rabbiosa reazione da ipervenduto ed eccesso di ribasso mostra chiaramente che a breve l'indice ha toccato un solido minimo - da giorni mostrava forza relativa come avevamo sottolineato nei nostri commenti.

La seduta a Wall Street é stata ottima - non solo a livello di guadagni degli indici ma anche per quel che riguarda i dati tecnici. L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2479 punti. Per le 16.00 é salito sopra i 2500 punti e quindi c'é stata un'esitazione e un ritracciamento di una decina di punti. Poi però i rialzisti hanno ripreso il controllo delle operazioni. A metà seduta l'S&P500 era salito sul massimo a 2538 punti. Per il resto della giornata é oscillato in una quandicina di punti e ha chiuso a 2531.94 punti (+3.43%). Ovviamente i titoli più comperati sono stati quelli che nei giorni precedenti erano stati maggiormente venduti (Nasdaq100 +4.48% a 6422 punti). Anche Apple (+4.27%) é risuscitata.
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6345(!) su 949, NH/NL a 410 su 73 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é crollata a 21.38 punti (-4.07) mentre la CBOE Equity put/call ratio é caduta a 0.59. Questi dati si commentano da soli - il reversal é evidente. A breve ci deve essere un consolidamento sui 2530 punti di S&P500. Poiché secondo gli oscillatori il massimo di questa spinta di rialzo dovrebbe essere raggiunto intorno a mercoledì prossimo forse l'obiettivo a 2600 punti é troppo ambizioso e non verrà raggiunto - solo avvicinato.
Il rally venerdì é stata provocato dal job report che mostra un'economia USA robusta e da alcune di dichiarazioni di Jerome Powell che é pronto ad adattare la politica monetaria della FED allo sviluppo congiunturale. I tassi d'interesse, come avevamo previsto, sono tornati a salire (US Treasury Bonds a 10 anni al 2.67%, +0.11%). Questa correlazione tra Bond e borsa deve continuare a funzionare nelle prossime settimane - eventuali divergenze saranno un segnale che qualcosa non funziona correttamente.
Ricordiamoci però che la tendenza di fondo della borsa americana resta al ribasso - solo il 24.9% dei titoli sono sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent sul NYSE é a 24.19. Si possono comperare azioni per un trade di alcune settimane ma non bisogna investire con l'dea di tenere le azioni per anni e guadagnare.
Martedì 15 gennaio nel parlamento britannico é prevista la votazione sul Brexit - il dibattito inizierà mercoledì 9 gennaio. Probabilmente settimana prossima la politica influenzerà pesantemente lo sviluppo delle borse. Non dimentichiamoci che il braccio di ferro tra Democratici e Trump sul muro continua e il shutdown dell'amministrazione pubblica perdura con concreti danni economici. Se il blocco continua la borsa presto o tardi reagirà negativamente - questa potrebbe essere una buona ragione per una spinta di ribasso di tipo correttivo dalla metà di settimana prossima.

Commento del 4 gennaio

Apple (-9.96%) rovina la festa - rialzo a rischio ma ancora possibile (e secondo noi probabile)

Ieri Apple ha sorpreso gli investitori con l'annuncio che le vendite natalizie sono state inferiori alle attese e di conseguenza le previsioni riguardanti la cifra d'affari per il futuro devono essere ridotte. La notizia, resa nota giovedì sera dopo la chiusura dei mercati finanziari americani, ha influenzato in maniera determinante la seduta di ieri in Europa (Eurostoxx50 -1.29% a 2954 punti) e in America (S&P500 -2.48% a 2447.89 punti) e ha provocato un'ondata di vendite nel settore tecnologico. Questa rovinosa ed imprevista caduta ha rovinato il rialzo di corto termine. Sui grafici appaiono delle marcanti candele rosse che cancellano i guadagni delle ultime 2 (Europa) o 3 (America) sedute. Bisogna porsi la domanda se questa battuta d'arresto é solo un incidente di percorso o se il rialzo é cancellato e subito sostituito dal trend ribassista di base. L'analisi tecnica propende per una continuazione del rialzo di corto termine anche perché gli indici restano ancora ampiamente sopra i minimi del 2018. I dati sulla partecipazione mostrano un mercato decisamente migliore di quanto suggerisce il crollo degli indici. Le vendite si sono concentrate in alcuni settori mentre nel resto del mercato apparivano delle zone di forza. Malgrado la delusione di Apple a breve restiamo costruttivi.

La seduta in Europa é stata negativa - poco da dire. Possiamo solo consolarci con il fatto che le perdite, considerando i tempi, sono state contenute e abbiamo notato qua e la degli acquisti selettivi. L'indice svizzero SMI (+0.44% a 8466 punti) é salito grazie al buon comportamento di alimentari (Nestlé +1.80%) e farmaceutici (Roche +2.40%). L'indice delle banche SX7E (+0.06% a 86.66 punti) ha marciato sul posto malgrado l'aumento degli spreads sui titoli di Stato specialmente in Italia (FTSE MIB -0.61% a 18218 punti). I grafici di Eurostoxx50 (-1.29% a 2954 punti) e del DAX (-1.55% a 10416 punti) rimangono però negativi con MM in calo, candele con massimi discendenti (e da mesi sotto le MM a 50 giorni) e Bollinger Bands parallele e in discesa. Solo l'ipervenduto, l'eccesso di ribasso e il fatto che i minimi del 2018 non sono ancora stati peggiorati ci fanno ancora sperare in un rialzo di corto termine.

A condurre le danze é però l'America. Vediamo come é andata a Wall Street. A prima vista la giornata é stata pessima. L'S&P500 (-2.48% a 2447.89 punti) ha perso 62 punti e ha chiuso vicino al minimo giornaliero con volumi in aumento. In genere questo significa che l'indice deve continuare a scendere. L'indice però ha aperto a 2490 punti e per le 16.40 era già caduto a 2450 punti - nel resto della giornata non é successo più molto. C'é stato un rimbalzo fino a 2486 punti, un'oscillazione in laterale con una moderata discesa e una caduta sul finale a 2446 punti. Ovviamente il Nasdaq100, dominato da Apple e tecnologia, é crollato (-3.36% a 6147 punti). A livello di settori ci sono però delle sorprese. La tecnologia e le società fornitrici di Apple sono stati vendute in maniera massiccia (Semiconduttori / SOX -5.94%, Computer Hardware -5.44%, Disk Drive -6.46%). Il resto del mercato con Commodities (+0.61%) in testa ha però resistito alla pressione di vendita. Energia e consumi hanno limitato le perdite. I settori legati ai tassi d'interesse (Utilities +0.09) hanno guadagnato terreno grazie alla caduta del reddito dell'US Treasury Bond a 10 anni a 2.56% (-0.10%)! Il calo dei rendimenti sembra eccessivo e il rally delle obbligazioni di Stato americane entra in zona di ipercomperato.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2356 su 4883, NH/NL a 170 su 174 (addirittura in calo !) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 25.45 punti (+2.23) mentre la CBOE Equity put/call ratio si é impennata a 0.73. Il Fear&Greed Index resta basso a 10 punti.
Crediamo quindi che, malgrado la rovinosa caduta di ieri, il rialzo di corto termine sia ancora valido. Oggi ci sarà un rimbalzo tecnico - il future sull'S&P500 é ora a 2470 punti (+22 punti). Se questa reazione sarà convincente e sostenibile é probabile che l'S&P500 riprenda la sua corsa in direzione dei 2600 punti. Varrebbe quasi la pena di comperare l'Europa.
L'Eurostoxx50 vale ora 2982 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +1% ignorando il pessimo finale di seduta di ieri sera a Wall Street. Oggi é l'ultima seduta della settimana - l'agenda economica offre alcuni appuntamenti d'interesse come i dati sull'inflazione in Europa alle 11.00 o il rapporto sul mercato del lavoro USA a dicembre alle 14.30. Osserveremo con attenzione la reazione dei mercati - dovrebbero essere in grado di ignorare cattive notizie riguardanti il passato.
Per la cronaca le borse asiatiche mandano segnali misti. Il Nikkei inizia il 2019 con un -2.47 - Shanghai sta guadagnando il +2%.

Commento del 3 gennaio

Seduta di consolidamento in attesa di capire cosa ci riserva il 2019 - Apple delude (-8% nel dopo borsa)

Ieri le borse hanno iniziato il nuovo anno praticamente in tutto il mondo - solo il Giappone e la Svizzera erano ancora in ferie. La giornata é iniziata male ma é finita abbastanza bene - é evidente che sui livelli attuali ci sono dei compratori malgrado che i dati sulla partecipazione siano ancora poco convincenti. Non bisogna molto fidarsi dell'impressione fornita da queste prime sedute del nuovo anno durante le quali gli investitori sono ancora alla ricerca di ispirazione. I modesti volumi di titoli trattati mostrano che fino a settimana prossima molti operatori sono ancora in ferie - quella osservata ieri é stata solo una schermaglia - l'impressione tecnica é però quella di un consolidamento.
Le borse europee hanno aperto in calo e nei primi minuti di contrattazioni sono pesantemente cadute con nostra sorpresa. Il minimo giornaliero é stato però toccato già alle 09.20 e poi é iniziato il recupero. In chiusura gli indici erano poi praticamente invariati.
L'Eurostoxx50 aveva terminato il 2018 a 2986 punti. Ieri é crollato a 2937 punti di minimo - dalle 09.20 è risalito costantemente fino alle 17.20 quando ha toccato il massimo a 3002 punti. Ha infine chiuso a 2993 punti - teoricamente il 31 dicembre l'Eurostoxx50 valeva 3001 punti e quindi molti sistemi informatici riportano una performance del -0.27% - in verità si tratta di un +0.23%. Questo corrisponde anche al risultato del DAX (+0.20% a 10580 punti) e a quello del FTSE MIB (+0.04% a 18331 punti). La borsa italiana si é risollevata dopo un tonfo iniziale (minimo del FTSE MIB a 17959 punti) provocato dalla notizia del commissariamento di Carige da parte della BCE. La banca veneta é sottocapitalizzata e non rispetta più i parametri di legge - deve essere risanata - vedremo se e come gli azionisti verranno invitati alla cassa. Il comportamento ieri delle borse europee é stato costruttivo ma nulla più - gli indici azionari faticano a risalire dai minimi del 2018 e il settore bancario (SX7E -0.49% a 86.61 punti) manda ancora segnali di preoccupante debolezza. Il future sul Bund é salito su un nuovo massimo pluriennale (164.98) mentre il reddito del prestito decennale della Germania scende a 0.17%. È evidente che gli investitori prevedono un rallentamento economico o una crisi finanziaria e comprano il bene rifugio per eccellenza.

Anche l'S&P500 (+0.13% a 2510.03 punti) ha guadagnato ancora 3 punti malgrado che le premesse fossero per una seduta negativa. Il shut down dell'amministrazione americana prosegue mentre Trump ed i democratici continuano a litigare per questo stupido muro. Trump vuole che nel budget 2019 siano riservati 5 Mia di USD per la costruzione del muro alla frontiera col Messico - per fortuna che secondo le affermazioni del Presidente doveva essere il Paese sudamericano a pagare...
L'S&P500 ha aperto in calo a 2473 punti e all'inizio é sceso fino a 2467 punti. Dopo pochi minuti ha però ricominciato a salire e alle 17.20 era già nuovamente a 2510 punti. Poi é oscillato in laterale, ha toccato un massimo a 2519 punti, é ricaduto a 2496 punti ed ha infine chiuso a 2510 punti. Il Nasdaq100 lo ha imitato con un +0.49% a 6360 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4911 su 2364, NH/NL a 158 su 225 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é calata a 23.22 punti (-2.20) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.67. Il reddito dell'US Treasury Bonds a 10 anni é sceso a 2.66% (-0.03) - vi ricordate quando ad inizio novembre il reddito aveva raggiunto il 3.24% e tutti (noi no) parlavano di inflazione e politica monetaria restrittiva? Polemica a parte il calo dei tassi d'interesse dovrebbe aiutare la borsa malgrado che sia un chiaro segnale di rallentamento della crescita economica.
Riassumendo la seduta di ieri é sembrato un tipico consolidamento all'interno di un rialzo di corto termine. Il momentum é in netto calo e quindi ora potrebbe esserci un ritracciamento - esiste un supporto intermedio a 2467 punti (massimo del 26.12 - minimo di ieri). L'obiettivo del rialzo é a 2600 punti per il 10 di gennaio - l'unico problema é che questo obiettivo viene indicato da tutti gli analisti visto che i 2600 punti sono una evidente resistenza. Raramente il mercato si comporta esattamente secondo il consenso.

Ieri sera dopo la chiusura dei mercati Apple ha annunciato che la cifra d'affari nel periodo natalizio é nettamente inferiore alle stime - anche le previsioni di vendita per il futuro sono state ridotte. Nel dopo borsa il titolo ha perso il -8% e il future sull'S&P500 cade stamattina a 2475 punti (-36 punti). La borsa giapponese é ancora chiusa - Shanghai é praticamente in pari. L'Eurostoxx50 vale ora 2969 punti - le borse europee anche stamattina apriranno con un tonfo del -0.8%. Riusciranno anche oggi a recuperare? Non crediamo visto che adesso per l'analisi tecnica ci vorrebbe un sano consolidamento con un modesto ritracciamento.

Commento del 2 gennaio

La borsa americana termina con una seduta positiva un dicembre disastroso

Lunedì 31 dicembre in America c'é stata una seduta normale come orari d'apertura. I modesti volumi di titoli trattati ci invitano però a non dare molto peso all'esito di questa giornata. Ora i risultati dell'anno borsistico 2018 sono completi e sono decisamente negativi. Non é una sorpresa - il pessimo dicembre é stato però un imprevisto e ha rovinato la festa specialmente a Wall Street. L'S&P500 solo nell'ultimo mese dell'anno ha perso il -9.18%. Senza questo tonfo i maggiori indici azionari americani avrebbero chiuso anche il 2018 con un bilancio positivo.

Le performance annuali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -14.77% a 2986 punti
SX7E                        -33.50% a 86.76 punti
DAX                         -18.26% a 10559 punti
SMI                          -10.17% a 8429 punti
FTSE MIB                  -16.15% a 18324 punti
S&P500                    -6.23% a 2506.85 punti
Nasdaq100               -1.04% a 6330 punti

La seduta di lunedì a Wall Street é stata volatile e senza direzione. L'S&P500 (+0.85% a 2506.85 punti) si é mosso tra i 2482 ed i 2509 punti e grazie ad un rally sul finale ha chiuso con un guadagno di 21 punti. Non diamo troppo peso all'esito di questa seduta di fine anno che é solo servita a far tornare l'S&P500 momentaneamente sopra la barriera dei 2500 punti. Momentaneamente perché il rialzo di corto termine dovrebbe spegnersi tra i 2550 ed i 2600 punti nella prima decade di gennaio. In seguito il minimo del 2018 a 2346 punti deve essere ritestato. Questo dovrebbe avvenire nel mese di febbraio. Non pensiamo però che la prima parte del 2019 sarà terribile. Al contrario - dopo il test del minimo dovrebbe ancora esserci un'ampia spinta di rialzo - avremo però il tempo di parlarne nelle prossime settimane.
Lunedì anche la tecnologia si é comportata bene. Quasi tutti i settori hanno guadagnato terreno compreso il Nasdaq100 (+0.71% a 6330 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4949 su 2328, NH/NL a 121 su 242 e volume relativo 0.75. A livello di sentiment i dati migliorano (VIX a 25.42 punti (-2.92) e CBOE Equity put/call ratio a 0.60) e mostrano un lento ritorno di fiducia tra gli investitori.
La tendenza di fondo é al ribasso - il trend di corto termine é al rialzo - prevedere i movimenti a breve é però molto difficile poiché investitori nervosi reagiscono in maniera eccessiva a qualsiasi informazione che sembra rilevante - poche in effetti lo sono.

Oggi le borse riaprono in tutto il mondo con l'eccessione della Svizzera e del Giappone. Shanghai perde il -1.15%. L'S&P500 cade a 2479 punti (-25 punti). Come conseguenza l'Eurostoxx50 vale ora 2965 punti. L'anno inizia male in Europa visto che le borse apriranno con una perdita di circa il -0.7%. Per oggi ci aspettiamo una stabilizzazione a questo livello.

Aggiornamento del 31 dicembre

Una fine d'anno conciliante

Donald Trump continua a twittare. Questa volta ha annunciato che le trattative commerciali con la Cina proseguono con successo. I mercati finanziari reagiscono a questa "buona notizia" - il future sull'S&P500 sale a 2507 punti (+21 punti). Stamattina la maggior parte delle borse asiatiche sono chiuse - solo Hong Kong (+1.30%) mostra che la giornata inizia bene.
Oggi in Europa l'Eurostoxx50 non tratta. Anche i nostri DAX, SMI e FTSE MIB non vengono commerciati. Nel pomeriggio a Wall Street avremo una seduta teoricamente normale per quel che riguarda gli orari d'apertura. Probabilmente però molti operatori saranno assenti e i volumi saranno modesti. Dopo un'apertura al rialzo non ci aspettiamo forti movimenti. Quanto vediamo stamattina sembra confermare la previsione di un rialzo di corto termine fino alla prima decade di gennaio 2019 con un obiettivo di riferimento a 2600 punti di S&P500.

Commento del 29-30 dicembre

Dopo una settimana corta avremo un altra settimana corta - é tempo di bilanci

Velocemente si avvicina la fine dell'anno ed é tempo di bilanci. Rileggiamo le nostre previsioni per il 2018, che si sono rivelate abbastanza buone, e prepariamo quelle per il 2019. La maggior parte delle borse europee hanno terminato l'anno. Lunedì 31 dicembre si tratterà ancora solo su alcune piazze per noi secondarie come Londra, Parigi, Amsterdam e Lisbona. Queste inutili sedute termineranno alle 14.05. A Wall Street invece avremo una seduta normale almeno per quel che riguarda gli orari d'apertura.
La performance 2018 dell'Eurostoxx50 é stata del -14.77%. Avevamo previsto un massimo annuale sui 3700 punti e un minimo sui 3000 punti. Il massimo é stato a gennaio a 3687 punti - il minimo é stato raggiunto settimana scorsa a 2908 punti. Pensavamo che l'Eurostoxx50 potesse terminare l'anno con una moderata perdita tra i 3200-3400 punti. Invece le borse europee sono tendenzialmente scese tutto l'anno raggiungendo i minimi a dicembre - abbiamo sbagliato il timing ma questo é comprensibile. Avremo il tempo di riparlarne nei prossimi giorni.
Settimana scorsa abbiamo avuto poche sedute e in linea di massima le borse si sono comportate come avevamo previsto nel commento del fine settimana scorso. Malgrado ciò ci sono alcuni sviluppi interessanti.

Le performance settimanali (2 sedute in Europa, 4 sedute in America) degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.47% a 2986 punti
DAX                         -0.70% a 10559 punti
SMI                          +0.12% a 8429 punti
FTSE MIB                  -0.40% a 18324 punti
S&P500                    +2.86% a 2485.79 punti
Nasdaq100               +3.95% a 6285 punti

Venerdì in Europa c'é stato un robusto e sostanziale rimbalzo. Le borse sembrano aver terminato la spinta di ribasso di dicembre. Un minimo significativo si é verificato giovedì con un giorno di ritardo rispetto all'America. Ora deve essere iniziato un rialzo di corto termine da ipervenduto e da eccesso di ribasso e di pessimismo. Secondo l'analisi grafica l'Eurostoxx50 (+1.67% a 2986 punti) dovrebbe risalire fino ai 3050 punti. Sembra poco considerando che questa fase dovrebbe durare fino alla prima decade di gennaio dell'anno prossimo. Da mesi l'indice non riesce più a superare la MM a 50 giorni in calo - in questo caso stimiamo che il rimbalzo potrebbe proseguire fino ai 3100 punti circa prima che la tendenza di fondo ribassista torni a dominare.
Venerdì tutti gli indici azionari europei hanno recuperato terreno (DAX +1.71% a 10559 punti, SMI +2.85% a 8429 punti, FTSE MIB +1.44% a 18324 punti). Il rally é avvenuto con modesti volumi di titoli trattati e si sono mosse soprattuto le azioni che nei giorni precedenti avevano subito un tracollo. Questo comportamento é tipico di un rimbalzo tecnico anche se i volumi sotto la media possono anche essere una conseguenza del periodo festivo.

Dopo l'impressionante rally di mercoledì (S&P500 +4.96%) e la continuazione di giovedì (+0.86%) venerdì la borsa americana ha fatto una pausa. L'S&P500 (-0.12% a 2485.79 punti) ha avuto una seduta volatile e senza una chiara tendenza e ha chiuso al centro del range giornaliero con una insignificante perdita di 3 punti. Anche il Nasdaq100 (-0.05% a 6285 punti) ha marciato sul posto. L'indice delle piccole e medie imprese Russell2000 (RUT +0.46%) é invece ancora salito influenzando in maniera positiva i dati per la giornata.
La seduta al NYSE é stata in effetti positiva con A/D a 4636 su 2603, NH/NL a 100 su 242 (crollati!) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 28.34 punti (-1.62) mentre la CBOE Equity put/call ratio é risultata (già troppo) bassa a 0.44. La MM a 10 giorni é però ancora a 0.79. Il Fear&Greed Index é risalito solo a 12 punti. Gli investitori sono ancora pessimisti e c'é ancora parecchio short covering nella pipeline - abbastanza per far proseguire il rialzo ancora una decina di sedute verso il nostro obiettivo a 2600 punti di S&P500.
La tendenza di fondo resta saldamenta al ribasso con il 14.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 20.68.
A livello puramente episodico notiamo che clienti ci contattano per chiederci se questa é una buona occasione per comperare azioni o se bisogna aspettare un'ulteriore caduta dei mercati prima di farlo. Nessuno vuole sapere se bisogna vendere ora o se si può speculare su una continuazione del rialzo iniziato settimana scorsa prima di vendere. Psicologicamente gli investitori sono ancora nello schema del bull market (compra le correzioni) e non in quello del bear market (vendi i rimbalzi). Questo é in parte incomprensibile visto che il ribasso in Europa dura già da 11 mesi e ha già fatto parecchi danni.
Sembra che molti non si rendano conto in quale situazione si trovano i mercati finanziari. Siamo alla fine di un ciclo di crescita congiunturale e ora segue un rallentamento economico o una recessione. Normalmente in un momento simile i tassi d'interesse reali dovrebbero essere ampiamente positivi e le finanze statali sane. Invece le Banche Centrali nel complesso iniziano solo ora a ritirare liquidità dai mercati finanziari e la loro politica monetaria é ancora decisamente espansiva. Rimproverare la FED americana perché il tasso d'interesse di riferimento sui FED Funds é salito a 2.25%-2.5% mentre l'economia cresce del 3.4%, l'inflazione é a +2.2% e la disoccupazione é sui minimi decennali é assurdo. Questo politica monetaria é da espansiva a neutra - non di certo restrittiva.
La BCE termina a fine anno il QE mentre i tassi d'interesse sull'EUR sono al 0% - la Banca Centrale europea ha fallito nel suo tentativo di creare un circolo virtuoso di crescita economica ed ora non ha margine di manovra. La colpa però é soprattutto della politica che non ha saputo sfruttare le occasioni avute negli ultimi 10 anni e ha sprecato l'enorme regalo costituito da tassi d'interesse sul debito pubblico ridicolmente bassi - i soldi risparmiati nel servire il debito pubblico sono stati buttati al vento.

Martedì 1. gennaio le borse sono chiuse. Le contrattazioni riprendono il mercoledì 2 gennaio - non in Svizzera però dove festeggiamo ancora il Berchtolds Tag. Lunedì 31 dicembre e mercoledì 2 gennaio pubblicheremo dei brevi aggiornamenti. I commenti riprenderanno al ritmo normale mercoledì 2 gennaio. Nel frattempo prepariamo le previsioni per il 2019 - un esercizio difficile considerando le incognite, la volatilità e l'instabilità politica in numerosi paesi.

Auguriamo ai nostri abbonati buone feste e un felice e prospero Anno Nuovo!

Commento del 28 dicembre

Questa spinta di ribasso dovrebbe essere terminata - i minimi devono essere ritestati

Dopo tre giorni di pausa a causa delle feste natalizie ieri le borse europee hanno riaperto. Gli investitori europei non si sono fatti impressionare dal rally della sera prima a Wall Street e hanno preferito vendere. L'Eurostoxx50 é caduto su un nuovo minimo annuale a 2908 punti e solo dopo le 17.00 ha recuperato a 2937 punti (-2.10%) - resta comunque una perdita giornaliera di 63 punti. Ora anche in Europa esiste una situazione di ipervenduto e di eccesso di ribasso. È probabile che con il crollo di ieri anche le borse europee abbiano raggiunto un minimo intermedio e debbano risalire. Questa é la buona notizia. La cattiva é che normalmente questo minimo per essere solido deve essere ritestato con alti volumi. Comperare adesso é quindi una guerra dei nervi poiché probabilmente dopo un primo debole rimbalzo di alcuni giorni ci deve ancora essere un vuoto d'aria.
In un'ottica a medio e lungo termine é molto impressionante, in senso negativo, la caduta dell'indice delle banche SX7E a 84.72 punti (-2.33%). Deutsche Bank ha toccato un minimo storico a 6.75 EUR (-4.14%) ma tutto il settore sembra sull'orlo del baratro. Questo é un segnale che c'é un forte malessere all'interno del sistema finanziario europeo.
Ieri tutti gli indici del nostro panorama (DAX -2.37% a 10381 punti, FTSE MIB -1.81% a 18064 punti) hanno perso terreno in maniera simile. Anche il difensivo SMI é crollato dal -2.63% a 8195 punti - normalmente le azioni di alimentari e farmaceutica sono le ultime che vengono vendute in una fase di ribasso.

In America sembrava che il rally di mercoledì non potesse avere una continuazione immediata. Invece dopo una fase di debolezza che ha fatto ridiscendere l'S&P500 a 2398 punti di minimo il mercato ha recuperato. Dopo le 20.10 una possente ondata d'acquisti ha fatto risalire le quotazioni e l'S&P500 ha chiuso sul massimo a 2488.83 punti (+0.86%). Questo mini rally é avventuto con volumi in calo (volume relativo a 0.95) e senza l'appoggio della tecnlogia (Nasdaq100 +0.41% a 6288 punti) e quindi il rialzo é ancora da considerarsi fragile - un test del vago supporto a 2400 punti é ancora possibile. A corto termine però il peggio é passato.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3979 su 3238, NH/NL a 67 su 654 (netto calo) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa solo a 29.96 punti (-0.45) e la CBOE Equity put/call ratio é rimasta piuttosto alta a 0.73. Riassumendo riteniamo che il minimo di mercoledì a 2346 punti sia definitivo. Come anticipato ieri é iniziata una fase di rialzo a corto termine che però probabilmente non si svilupperà in maniera lineare. Dovrebbe ancora esserci un test del minimo con una discesa sui 2380- 2420 punti accompagnata da alti volumi.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei perde il -0.42% mentre Shanghai sta guadagnando il +0.6%. Il future sull'S&P500 scivola a 2485 punti (-9 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 2957 punti. Probabilmente oggi in Europa ci sarà una seduta positiva - non bisogna però aspettarsi troppo considerando quanto osservato ieri. Con la fine del QE europeo verrà a mancare il sostegno della politica monetaria proprio quando l'economia sembra cominciare a boccheggiare e le borse traballano. Una combinazione di certo non entusiasmante.
 
Commento del 27 dicembre

Rimbalzo tecnico da ipervenduto - confermiamo l'obiettivo grafico a 2600 punti di S&P500

Sono già trascorsi tre giorni dal fine settimana del 22-23 dicembre. In questo periodo abbiamo festeggiato Natale e i mercati finanziari europei sono rimasti chiusi con alcune eccezioni senza grande rilevanza. In America invece ci sono state due sedute - una, negativa (S&P500 -2.71% a 2351.10 punti) e raccorciata, il 24 dicembre che abbiamo brevemente commentato ieri mattina. La seconda ieri che é stata un impressionante e massiccio rally da ipervenduto ed eccesso di ribasso. Pensavamo che questo rally potesse iniziare già lunedì dai 2400 punti ma gli sviluppi politici e la posizione anomala nel calendario di questa seduta hanno deciso altrimenti.

L'S&P500 ha aperto in guadagno a 2380 punti. All'inizio é però ancora caduto e ha toccato un nuovo minimo annuale marginale a 2346 punti. Verso le 17.00 é iniziata la riscossa. In un'ora l'S&P500 é risalito a 2400 punti ed é rimasto su questo livello per le due ore successive. Infine é lievitato e dopo le 21.00 ha accelerato al rialzo. Ha chiuso sul massimo giornaliero a 2467.70 punti (+4.96%) con uno storico guadagno di 116 punti. Tutti i settori hanno partecipato al rally e come d'abitudine si é particolarmente distinta la tecnologia (Nasdaq100 +6.16% a 6262 punti). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6044 su 1237 (S&P500 a 498 su 2!), NH/NL a 74 su 2013 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é crollata a 30.41 punti (-5.66 punti) mentre la CBOE Equity put/call ratio é scesa ad un normale 0.62.
Tecnicamente si é trattatto indiscutibilmente di un short covering rally accompagnato da volumi non particolarmente alti. Nei prossimi giorni questo movimento può continuare - come anticipato in precedenti commenti l'obiettivo di questo previsto rialzo di corto termine si situa a 2600 punti. Molti fattori in questo momento influiscono sulle oscillazioni e sulle reazioni giornaliere. L'ipervenduto e l'eccesso di ribasso sono stati ridotti ma non eliminati e quindi la copertura di short deve continuare e risucchiare il mercato verso l'alto. Anche l'aspetto stagionale (window dressing in occasione della chiusura di fine anno) e quello statistico (fino alla prima decade di gennaio le borse normalmente salgono) aiuteranno le borse. Non bisogna però dimenticare che ora ci troviamo in un bear market e che segnali di vendita di lungo termine sono stati appena generati. Molti investitori aspetteranno la prima buona occasione per vendere. Infine i problemi che hanno causato il ribasso non sono spariti. Il blocco dell'Amministrazione americana verrà per forza di cose risolto a breve. Il resto invece tornerà d'attualità all'inizio dell'anno prossimo.

Stamattina si torna a trattare in Europa e la reazione sarà matematica. Il future sull'S&P500 stamattina scende a 2460 punti (-8 punti). Per saldo da domenica scorsa l'S&P500 guadagna 40 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3000 punti - aprirà invariato ma 36 punti più in alto del valore registrato venerdì scorso alle 22.00. Magari stamattina ci saranno ancora degli acquisti ma chi si aspetta un rally probabilmente resterà deluso.
Per la cronaca notiamo che stamattina anche il Nikkei ha reagito con un balzo del +3.84%. La risposta di Shanghai é invece deludente (-0.6%).
Ieri il prezzo del petrolio (WTI) é rimbalzato a 46.22 USD/barile (+3.69). I movimenti su tassi d'interesse e divise sono invece stati insignificanti. Il rally della borsa é stato un fenomeno tecnico limitato alle azioni.

Conciso aggiornamento del 26 dicembre

Long term sell signal !

Lunedì 24 dicembre l'S&P500 ha chiuso a 2351.10 punti (-2.71%). RSI a 19.21 punti. RSI settimanale a 29.18 punti.
Dati della seduta: A/D a 1667 su 5531, NH/NL a 50 su 3158 (!), volume relativo a 0.79.
Volatilità VIX a 36.07 punti (+5.96), CBOE Equity put/call ratio a 0.79.
I nostri indicatori forniscono per la borsa americana un segnale di vendita a lungo termine - il bear market é iniziato ufficialmente.
Questo significa che da ora in avanti le fasi di rialzo devono essere considerate come dei rimbalzi all'interno di un ribasso di lungo termine. I rialzi devono essere venduti.
Un rally causato da ipervenduto, eccesso di ribasso e panico é imminente. Ci vuole però un catalizzatore per farlo partire. In mancanza di una notizia positiva possono ancora esserci alcune sedute negative anche perché nel periodo tra Natale e fine Anno molti operatori sono assenti e le borse sono esposte ad attacchi speculativi.
Oggi la borsa americana é aperta normalmente - alle 13.45 il future sull'S&P500 é a 2364 punti (+22 punti) - l'S&P500 dovrebbe aprire sui 2360-2362 punti. Le premesse sono per una seduta in trading range. La chiusura dipenderà dalle notizie della giornata. Se non ci fosse nulla di particolare l'S&P500 dovrebbe chiudere sui 2360-2380 punti.

Aggiornamento del 24 dicembre

Mercati relativamente tranquilli

In America prosegue la chiusura parziale (shut down) dell'amministrazione pubblica visto che i politici non sono ancora riusciti a trovare un accordo per il budget 2019. Il segretario del tesoro Steven Mnuchin ha contattato le sei più grandi banche americane e si é assicurato che queste dispongono della liquidità necessaria per rispondere a qualsiasi difficoltà finanziaria. Il "Plunge Protection Team", un gruppo di specialisti previsto per impedire cadute eccessive e dannose dei mercati finanziari, é pronto e operativo. Queste misure, annunciate via Twitter, potrebbero anche essere contraproduttive poiché psicologicamente confermano che esite un pericolo di crollo - almeno stamattina bastano però a ridare fiducia e stabilità ai mercati. Il future sull'S&P500 sale a 2429 punti (+15 punti) - l'S&P500 vale circa 2426 punti contro la chiusura di venerdì a 2416 punti.
Stamattina in Asia le borse erano in parte aperte. Shanghai sale del +0.4%. Cambi e tassi d'interesse sono praticamente invariati. L'Eurostoxx50 oggi non tratta. Anche le borse di Francoforte (DAX), Zurigo (SMI) e Milano (FTSE MIB) sono chiuse. In Europa é prevista una seduta raccorciata a Londra e Parigi. Anche a Wall Street avremo una seduta più corta del solito - la borsa americana apre alle 15.30 e chiude alle 19.00. I volumi saranno scarsi - probabilmente assisteremo ad una seduta di consolidamento con pochi movimenti.
Pubblicheremo il nostro prossimo commento giovedì 27 dicembre verso le 08.30.
Auguriamo a tutti gli abbonati un felice e tranquillo periodo festivo. Buon Natale.

Commento del 22-23 dicembre

Ci prepariamo ad una fase di rialzo di alcune settimane all'interno di un bear market

Da più di due anni ci aspettavamo questo crash della borsa americana - più volte durante quest'anno avevamo parlato delle oscene valutazioni fondamentali delle azioni americane e del rischio di ribasso. Eppure l'ampiezza del crollo durante il mese di dicembre ci ha sorpreso. Cerchiamo di scoprirne le cause e cerchiamo di prevedere cosa succederà probabilmente nelle prossime settimane.
L'S&P500 il 3 dicembre ha toccato un massimo giornaliero a 2800 punti - venerdì ha toccato un minimo annuale a 2408 punti e ha chiuso a 2416.62 punti (-2.06%). Dal massimo al minimo la perdita é di 392 punti o il -14% - questa caduta é avvenuta in meno di un mese e per l'esattezza in 14 sedute. Avevamo osservato il grave deterioramento strutturale del mercato ma evidentemente non gli abbiamo dato il dovuto peso. Il momento determinante si é verificato a metà ottobre. La borsa americana aveva appena avuto una brusca correzione, simile a quella di febbraio, dopo che l'S&P500 aveva toccato il 21 settembre un nuovo massimo storico a 2941 punti. Nel commento del 13-14 ottobre abbiamo scritto: "La tendenza di fondo della borsa americana potrebbe passare negativa - il 16.3% dei titoli é sopra la SMA a 30 giorni - il Bullish Percent Index sul NYSE é a 43.80." Un simile segnale negativo era già apparso a febbraio e quindi avevamo ignorato l'avvertimento dato dagli indicatori con questa frase: "Crediamo che questi dati settimana prossima debbano migliorare - é possibile che il rialzo dell'S&P500 fino a fine anno non sfoci in un nuovo massimo storico - in linea di massima però pensiamo che l'S&P500 debba avere un top finale sui 3000 punti all'inizio del 2019." Nel commento del 20-21 ottobre il problema si era ripresentato: "In un ottica a lungo termine ci preoccupano i dati che provengono dai due indicatori che usiamo per determinare la tendenza di base: solo il 18.2% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 42.49. Tra il massimo del 26 gennaio a 2872 punti e quello del 21 settembre a 2941 punti sono emerse delle massicce divergenze negative. È quindi possibile che il mercato azionario americana stia finalmente formando un top di lungo periodo e che la fase di rialzo iniziata il 15 ottobre non sia più in grado di cambiare la tendenza di base." A partire da questo momento questi due indicatori non sono mai tornati sopra il 50 e noi col tempo abbiamo dimenticato le possibili conseguenze negative e sottovalutato questo segnale d'allarme. Distratti dalla lunga oscillazione tra i 2600 ed i 2800 punti abbiamo pensato che il ribasso fosse rimandato all'inizio del 2019 - in effetti quasi mai il mese di dicembre é negativo per la borsa e noi ci siamo lasciati abbagliare dalle statistiche e dai dati sul sentiment. Il pessimismo aveva due volte in ottobre e a novembre provocato un rimbalzo dai 2600-2630 punti. Eravamo convinti che sarebbe successo anche questa volta. Invece, per numerose ragioni che non vale la pena elencare, c'é stata una rottura ed accelerazione al ribasso. Il reversal del 10 dicembre poteva essere un ulteriore momento chiave - anche in questo caso l'analisi tecnica era stata corretta ma la conclusione purtroppo errata: "Il grafico da l'impressione che ci possa essere un triplo minimo e che quindi ora deve partire una spinta di rialzo. In effetti sarà così perché secondo i nostri segnali un rally é imminente e come anticipato nell'analisi del fine settimana é partito in serata in America. Il triplo minimo probabilmente é un caso ma darà l'opportunità a molti analisti tecnici di propagare la validità dell'analisi grafica. In verità il triplo minimo funziona raramente ed esiste sopratutto nell'immaginario. La statistica dice che normalmente al terzo tentativo c'é una rottura al ribasso...".  Il possibile rally natalizio si é trasformato in un crash dopo due giorni di rimbalzo e la definitiva rottura del supporto a 2600 punti.
Ora la tendenza di fondo del mercato americano é ribassista. L'11.4% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni - il Bullish Percent Index sul NYSE é a 23.22 punti. I dati confermano l'inizio di un bear market che sul lungo termine dovrebbe far ridiscendere l'S&P500 sotto i 1000 punti. Questo movimento non sarà lineare e durerà parecchio tempo. Ci saranno della pause e delle fasi di rialzo in controtendenza. L'inizio di un sostanziale rimbalzo tecnico é imminente. Nei commenti dei giorni scorsi avevamo anticipato che l'obiettivo tecnico di questa spinta di ribasso si trova a circa 2400 punti - il minimo di venerdì a 2408 punti era molto vicino all'obiettivo. Ora deve iniziare l'attesa risalita fino ai 2600 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.97% a 3000 punti
DAX                         -2.13% a 10633 punti
SMI                          -3.37% a 8417 punti
FTSE MIB                  -2.72% a 18397 punti
S&P500                    -7.05% a 2416.62 punti
Nasdaq100               -8.32% a 6046 punti

La seduta di venerdì in Europa si é conclusa senza sostanziali variazioni e non necessita di lunghi commenti. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3000 punti (+0.02%). Durante la giornata l'indice ha toccato però un nuovo minimo annuale a 2957 punti. Alle 22.00 valeva 2964 punti. Il ribasso di conseguenza continua. Settimana scorsa le borse europee si sono comportate molto meglio dell'America - avevamo previsto questa possibile sovraperformance dell'Europa. Una scarsa consolazione visto che in linea di massimo prevedevamo una settimana di borsa in generale positiva e non un crash.
Il mercato azionario europeo resta strutturalmente molto debole. L'indice delle banche SX7E é crollato su un nuovo minimo annuale a 86.74 punti (-0.79%). Anche la borsa italiana si é unita al folto gruppo di mercati con nuovi minimi annuali. L'indice FTSE MIB ha rotto il supporto a 18500 punti ed é caduto a 18397 punti (-0.97%).
Settimana prossima probabilmente le borse europee risaliranno insieme all'America. Si tratterà però solo di una fase positiva all'interno di un ribasso di lungo termine.

Venerdì la seduta a Wall Street é stata nuovamente pessima. Probabilmente questa é stata la conseguenza di un effetto che negli ultimi giorni é stato dimenticato - quello della scadenza dei derivati di dicembre. Questa grande scadenza trimestrale spesso corrisponde ad un minimo o un massimo clclico. Questa volta evidentemente si tratta di un minimo.
L'S&P500 ha aperto a 2468 punti ed é rimasto stabile fino alle 16.00. Poi si é impennato fino ai 2504 punti e questo ha determinato il recupero delle borse europee e la chiusura in pari. Poi i ribassisti hanno nuovamente preso il controllo delle operazione e le vendite hanno dominato fino alle 21.40. L'S&P500 ha toccato un nuovo minimo annuale a 2408 punti poi é rimbalzato e ha chiuso a 2416.62 punti (-2.06%). Tutti i settori hanno contribuito al ribasso - anche la tecnologia (Nasdaq100 -3.15% a 6046 punti). Il prezzo del petrolio é caduto su un nuovo minimo di periodo a 45.59 USD/barile (WTI) - ad inizio ottobre era ancora a 87 USD.
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1374 su 5889, NH/NL a 73 su 2900 e volume relativo a 1.9. I dati sulla partecipazione sono orribili. Il picco di volumi é però probabilmente una conseguenza della scadenza dei derivati e non una testimonianza della forte pressione di vendita. Il momentum del ribasso é robusto e quindi ci potrebbero essere bisogno alcune sedute di "frenata" prima che la borsa possa ripartire al rialzo. C'é una situazione di ipervenduto, eccesso di ribasso e panico come non vedevamo da anni. La RSI sull'S&P500 é a 22.44 punti - quella sul Nasdaq100 a 28.42 punti. La volatilità VIX é balzata a 30.11 punti (+1.73). La CBOE Equity put/call ratio é schizzata su un stratosferico 1.13 con la MM a 10 giorni a 0.81. Il Fear&Greed Index é a 3 punti su una scala che va da 0 a 100. Probabilmente il crollo finale di venerdì é una conseguenza dei derivati - normalmente non si sarebbe verificato malgrado le pessime notizie che arrivano dal fronte politico americano (dimissioni del ministro della difesa e shut down dell'amministrazione).
Settimana prossima c'é la pausa natalizia. In Europa le borse rimangono chiuse fino al 26 dicembre. Si tratterà solo il giovedì 27 e venerdì 28. In America invece i mercati finanziari sono aperti anche lunedì 24 (seduta raccorciata - la chiusura é prevista alle 13.00) e mercoledì 26 dicembre (seduta normale).
Lunedì 24 pubblicheremo un breve aggiornamento. Ci vuole un impulso positivo per far partire le borse al rialzo. Vedremo se durante il fine settimana Donald Trump e il congresso avranno trovato un accordo sul budget in maniera che la chiusura dell'amministrazione pubblica americana possa immediatamente terminare. In questo caso il previsto rialzo inizierà lunedì. In caso contrario ci potranno ancora essere una o due sedute di pausa sui 2400 punti di S&P500.

Commento del 21 dicembre

Nuovi minimi annuali mostrano che i ribassisti dominano - gli eccessi causeranno ora un tentativo di stabilizzazione

Ieri sia in Europa che in America il ribasso é continuato. Gli indici azionari hanno toccato dei nuovi minimi annuali - l'Eurostoxx50 é sceso a 3000 punti (-1.68%) mentre l'S&P500 é crollato fino a 2441 punti di minimo ed ha chiuso a 2467.42 punti (-1.47%). L'ipervenduto e l'eccesso di ribasso sono evidenti ma il momentum domina e le vendite continuano. In una situazione del genere é impossibile dire in anticipo quando i mercati toccheranno il fondo visto che i supporti e le barriere tecniche non vengono rispettati dagli investitori ormai in panico. Ieri la volatilità VIX é balzata a 28.38 punti (+2.80) e durante la seduta ha toccato un massimo a 30.30 punti - la CBOE Equity put/call ratio é risultata nuovamente altissima a 0.91 mentre il Fear&Gred Index é precipitato a 5 punti. Difficilmente ci possono essere parecchie sedute con parametri del genere e quindi ora un tentativo di stabilizzazione é inevitabile. Il grafico dell'S&P500 offre la seguente soluzione - una caduta fino ai 2400 punti e un rimbalzo fino ai 2600 punti, punto di rottura al ribasso del canale 2600-2800 punti che era valido da metà ottobre. Le borse europee sembrano meno danneggiate e meno ipervendute - probabilmente perché si trovano praticamente sullo stesso livello già raggiunto il 10 dicembre. Il FTSE MIB (-1.93% a 18576 punti) malgrado la perdita di ieri é rimasto sopra il supporto a 18500 punti senza toccare un nuovo minimo annuale. Sarà però l'America a dettare il ritmo e decidere quando inizierà un rimbalzo.

Ieri la seduta in America é stata nuovamente pessima. L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 2498 punti. È salito fino a 2509 punti e poi i ribassisti hanno nuovamente preso il controllo delle operazioni. L'indice ha ondate é sceso fino ad un nuovo minimo annuale a 2441 punti e dopo le 20.00 é rimbalzato a 2487 punti. Questo rimbalzo di 47 punti accompagnato da forti volumi potrebbe significare una forma di esaurimento delle vendite. Sul finale l'S&P500 é tornato a 2467.42 punti (-1.58%). Le vendite hanno colpito tutti i settori indistintamente - il Nasdaq100 é sceso a 6267.42 punti (-1.57%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1514 su 5751, NH/NL a 56 su 3032 (!) e volume relativo a 1.44. L'esplosione dei nuovi minimi in tutti gli orizzonti temporali e il forte aumento dei volumi dei titoli trattati mostrano che gli investitori ormai hanno venduto qualsiasi cosa - agiscono in maniera sconsiderata e sono in panico - un minimo intermedio e significativo deve essere vicino. 
La RSI sull'S&P500 é a 25.53 punti - nettamente sotto il limite di 30 punti che segnala ipervenduto. Questo garantisce a breve una reazione tecnica. Può essere una pausa, un rimbalzo o un'inversione di tendenza. Solo una volta che potremo analizzare questa reazione saremo in grado di fare delle valide previsioni. Nel caso di un debole rimbalzo con scarsi volumi é probabile che il ribasso riprenda di vigore. Vendere adesso é tardi - comperare é temerario.
La tendenza di base e di lungo termine della borsa americana é al ribasso.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei perde il -1.13% - Shanghai cade del -0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2485 punti (-1 punto) - é rimbalzato ieri subito dopo la chiusura a New York - in teoria l'indice vale 2481 punti e questo significa un +14 punti.
Notiamo anche altri interessanti cambiamenti. Il cambio EUR/USD é salito a 1.1460 come conseguenza della debolezza dell'USD. Il reddito dell'US Treasury Bond a 10 anni ha smesso di scendere ed é a 2.79% (+0.02%) - se il reddito risale é probabile che anche la borsa, terrorizzata da una possibile sensibile rallentamento economico, recuperi terreno.
L'Eurostoxx50 vale ora 2995 punti (-5 punti) - le borse europee apriranno "solo" in leggero calo (-0.2%). Oggi, ultima seduta della settimana, deve esserci un tentativo di stabilizzazione e di recupero. Vedremo quali saranno le forze in campo - quelle dei ribassisti le conosciamo - quelle residue dei rialzisti sono invece un'incognita.

Commento del 20 dicembre

Crash di Natale - gli indicatori non funzionano normalmente - il ribasso può continuare

Ieri sera Jerome Powell ha fatto esattamente quello che aveva previsto di fare da tempo e aveva preannunciato con largo anticipo. Alle 20.00 la FED ha alzato i tassi d'interesse di riferimento sull'USD del +0.25%. Considerando i segnali di rallentamento provenienti dall'economia la FED intende alzare l'anno prossimo il costo del denaro ancora due volte - in precedenza prevedeva tre aumenti. Powell ha sottolineato l'indipendenza della Banca Centrale dalla politica e ha ribadito di prendere le sue decisioni sulla base del mandato ricevuto e secondo principi economici - questo messaggio era evidentemente indirizzato al Presidente Trump che nelle scorse settimane si era espresso in maniera critica sull'operato della FED pretendendo una politica monetaria espansiva.
La borsa ha reagito con un'ondata di vendite. Questa reazione é per noi incomprensibile ma ne prendiamo nota - osserviamo che il reddito dell'USD Treasury Bonds a 10 anni é caduto a 2.77% - questo é il livello più basso da maggio di quest'anno - a inizio novembre il reddito era sul massimo annuale a 3.24%. Nell'immediato questo contratto é decisamente ipervenduto con un sentiment (DSI) pessimo.
L'S&P500 ha aperto in leggero guadagno a 2551 punti e fino alle 20.00 é salito a 2575 punti. Dopo il comunicato della FED c'é stata un'impennata fino ai 2585 punti e subito dopo l'indice é precipitato a 2546 punti. Dopo un rimbalzo a 2564 punti c'é stata un'altra violenta ondata di vendite e l'S&P500 é crollato sul nuovo minimo annuale a 2489 punti. Sul finale si é stabilizzato sopra i 2500 punti e ha chiuso a 2506.96 punti (-1.54%). Anche la tecnologia (Nasdaq100 -2.29% a 6343 punti) ha accusato il colpo. È evidente che di rally di Natale non si può più parlare - questo é uno dei peggiori mesi di dicembre della storia della borsa e al massimo si può parlare di crash di Natale. Il disastro appare in tutta la sue gravità sul DJ Transportation - l'indice a inizio dicembre era ancora sugli 11'000 punti - ieri sera é crollato a 9147 punti (-3.15%) - nel mese di dicembre ha perso il -17%.
Purtroppo gli indicatori tecnici non forniscono dei segnali attendibili. C'é una evidente situazione di ipervenduto, eccesso di ribasso e di pessimismo. Questo però non provoca un rimbalzo e un'inversione di tendenza - momentum e pressione di vendita sono troppo forti e le normali barriere tecniche vengono superate senza sforzo. L'S&P500 si trova ora 200 punti sotto la MM a 50 giorni e 250 punti sotto la MM a 200 giorni - é in eccesso di ribasso. La RSI giornaliera é a 28.35 - l'indice é ipervenduto. Non parliamo poi degli indicatori di sentiment che vanno dal forte pessimismo al panico - il riassunto lo mostra il Fear&Greed Index a 8 punti. Stranamente però ieri sera la VIX ha chiuso invariata a 25.58 punti (?!). La CBOE Equity put/call ratio é nuovamente balzata a 0.85 - il dato si avvicina al record di lunedì a 0.97 - é rarissimo che un simile eccesso di speculazione al ribasso non provochi un rally da short covering.
Non possiamo che dichiarare la nostra impotenza - non sappiamo quando la borsa americana toccherà il fondo. Il ribasso a breve può continuare - la reazione dal prossimo minimo sarà violenta e improvvisa ma non sappiamo quando questa spinta si esaurirà. Graficamente, la rottura al ribasso da parte dell'S&P500 del canale 2600-2800 ha attivato un obiettivo a 2400 punti. Usiamo cifre tonde - considerando il momentum fissare obiettivi più precisi non fa senso.

Finora non abbiamo parlato di Europa perché l'esito positivo della seduta di ieri non é importante. Molto più interessante é la situazione stamattina. L'Eurostoxx50 ha chiuso ieri sera a 3051 punti (+0.37%). Ieri alle 22.00 valeva 3014 punti, Stamattina in preborsa vediamo delle indicazioni a 3011 punti. L'indice é sul minimo annuale e supporto del 10 dicembre a 3007 punti. Forse le borse europee reggeranno l'urto e ricominceranno a salire - la riscossa delle borse potrebbe venire a sorpresa dall'Europa.
Ieri la borsa italiana ha reagito con un +1.59% (FTSE MIB a 18942 punti) all'accordo tra Bruxelles e Roma sul budget 2019 (deficit del -2.04%). Almeno uno dei problemi europeo più spinosi é momentaneamente risolto. Se anche sul fronte del Brexit ci fossero dei progressi l'Europa, fondamentalmente più a buon mercato che l'America, potrebbe sorprendere in bene. Fino a quando gli indici azionari europei non toccato un nuovo minimo annuale si può provare a speculare long.

Ancora un paio di dati sulla serata a Wall Street. La seduta é stata decisamente negativa con A/D a 1666 su 5559, NH/NL a 116 su 2313 e volume relativo a 1.3. La spinta di ribasso é possente ma non la partecipazione. I NL (2313) sono meno che lunedì (2409) quando l'S&P500 aveva toccato un minimo a 2530 punti - ieri é sceso fino a 2489 punti...

Stamattina il ribasso prosegue in Asia. Il Nikkei ha perso il -2.89% - Shanghai é in calo del -0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2492 punti (-12 punti) - significa che l'S&P500 vale 2488 punti - il minimo di ieri sera durante la seduta. L'Eurostoxx50 vale ora (08.15) 3010 punti (-41 punti). Le borse europee apriranno con perdite indicative del -1.3%. L'esito della seduta é altamente incerto - non osiamo fare previsioni anche se la salita del cambio EUR/USD a 1.1420 e la stabilità dei tassi d'interesse sono segnali incoraggianti.

Commento del 19 dicembre

Prima vendere e poi riflettere al posto di buy the dips

Negli ultimi due mesi il comportamento degli investitori é radicalmente cambiato. Appena una società delude le attese, pubblica risultati inferiori alle stime o comunica un ristagno della cifra d'affari immediatamente l'azione viene venduta. Non si tratta di deboli correzioni ma di veri e propri crolli. Lo scetticismo ha sostituito il cieco ottimismo - nel bull market notizie negative venivano semplicemente ignorate - ora invece le reazioni sono esagerate. Per nove lunghi anni ogni correzione é stata comperata e ogni volta gli indici azionari, almeno quelli americani, salivano più in alto dando ragione agli ottimisti. Ora sono i pessimisti a prevalere ed aver ragione e da ogni angolo spuntano analisti e commentatori che prevedono un crollo. Forse avranno ragione ma nell'immediato si é esagerato sia con le vendite che con il pessimismo. Le borse europee sembrano fare base - da una settimana non seguono più l'America al ribasso e non toccano nuovi minimi di periodo. In America la situazione di ipervenduto e di eccesso di pessimismo é ormai estrema - le premesse per un rimbalzo tecnico sono ottime. Ieri l'S&P500 (+0.01% a 2546 punti) ha marciato sul posto dopo aver toccato un nuovo minimo annuale marginale a 2528 punti. La pressione di vendita diminuisce - i ribassisti sono stanchi. Ora vedremo se ci saranno dei convinti compratori e non solo acquisti determinati dalla copertura di posizioni short.

Le borse europee hanno chiuso ieri sera con una moderata perdita e sul livello d'apertura. Hanno subito le premesse negative provenienti dagli Stati Uniti ma durante la giornata sono oscillate senza che ribassisti o rialzisti prendessero il sopravvento. L'Eurostoxx50 (-0.77% a 3040 punti) ha avuto una seduta negativa ma resta ampiamente nel range di settimana scorsa. Mentre la borsa americana precipita quelle europee sembrano voler fare base. Questo comportamento costruttivo dovrebbe essere la premessa per un sostanziale rimbalzo tecnico fino ai 3150 punti. Questa previsione é però incerta visto che il trend dominante é chiaramente al ribasso e gli indicatori mostrano che esiste spazio verso il basso. L'indice delle banche SX7E cade a 90.03 punti (-0.31%) - una perdita contenuta. Anche il DAX (-0.29% a 10740 punti) rimane nel range di settimana scorsa. Il doji sul grafico suggerisce che l'indice sta consolidando o per meglio dire sta facendo una pausa prima di un nuovo impulso. Trend e momentum favoriscono una continuazione del ribasso. Dall'America giungono però chiari segnali per un rimbalzo tecnico. Di conseguenza pensiamo che a breve anche il DAX debba tentare di risalire in direzione dei 11200 punti. Il FTSE MIB oscilla ormai da metà ottobre tra i 18500 ed i 19500 punti - la discesa delle MM a 50 e 200 giorni si sta appiattendo. Ieri il FTSE MIB (-0.26% a 18644 punti) ha avuto una seduta negativa ma resta ampiamente nel range di settimana scorsa. Ci sono delle valide premesse tecniche per un sostanziale rimbalzo a partire dai 18500 punti (supporto).
Il future sul Bund lievita a 163.57 (+0.09%) - é poco ma questa é la migliore chiusura dell'anno!
Il cambio EUR/USD risale a 1.1380. Da quasi due mesi é fermo su questo livello. Sta affrontando la MM a 50 giorni in calo. Se riesce a tenere la pressione ancora una decina di giorni é probabile che il prossimo movimento significativo sia al rialzo.

La seduta a New York ha avuto un risultato misto contraddistinto dall'S&P500 fermo a 2546.16 punti (+0.01). Non é stata però una seduta tranquilla. L'S&P500 é oscillato in 46 punti e tra i settori buoni (Nasdaq100 +0.67% a 6491, semiconduttori SOX +1.28%) e quelli cattivi (banche BKX -1.36%, energia ETF Energy -2.36%) ci sono forti differenze. Notiamo però una diminuzione dei nuovi minimi a 30 giorni (NL) e un contemporaneo aumento della volatilità VIX a 25.58 punti (+1.06). La pressione di vendita sembra diminuire mentre aumenta il pessimismo degli investitori. Questa contraddizione costituisce una buona premessa per l'inizio di un rimbalzo tecnico. Tutti si aspettano che la borsa continui a scendere mentre invece alcuni titoli stanno già cambiando direzione. A breve i traders short saranno obbligati a chiudere e comperare.
L'S&P500 ha avuto una seduta volatile contraddistinta da numerosi cambiamenti di direzione. Ha aperto a 2565 punti ed é salito sul massimo a 2574 punti. È caduto a 2552 punti ed é risalito a 2571 punti. Da metà giornata é ricaduto fino al minimo a 2528 punti e dopo un rimbalzo di 32 punti ha chiuso invariato a 2546 punti. La seduta al NYSE é stata moderatamente negativa con A/D a 3267 su 3953, NH/NL a 89 su 1793 (in diminuzione da 2409!) e volume relativo a 1.05. La CBOE Equity put/call ratio é rimasta alta a 0.69.

Oggi é la giornata della FED. Non é più sicuro che il tasso d'interesse verrà alzato del +0.25% considerando gli evidenti segnali di rallentamento economico, la caduta della borsa e gli attacchi di Donald Trump.
Stamattina il future sull'S&P500 sale di 14 punti a 2552 punti. Le borse asiatiche sono ancora in calo (Nikkei -0.59%, Shanghai -1%).
Le borse europee apriranno con un guadagno intorno al +0.3% - l'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3049 punti (+9 punti). Probabilmente i mercati finanziari restaranno con il fiato sospeso fino a stasera alle 20.00 quando la FED comunicherà le sue decisioni. La reazione é incerta ma considerando la costellazione tecnica le varianti vanno da una seduta di moderato calo all'inizio di un violento rally da short covering.

Commento del 18 dicembre

Abbiamo sottovalutato momentum e pessimismo - l'S&P500 non é sceso a 2570 punti ma é crollato a 2530 punti (NL)


Pensavamo che la settimana prima di Natale sarebbe trascorsa, almeno fino a mercoledì e fino alla fine della riunione della FED americana, nella calma. Invece ieri c'é stata un'altra ondata di vendite. Nel commento tecnico sull'S&P500 e nel video pomeridiano avevamo ipotizzato una discesa fino ai 2570 punti seguita da un reversal - come lunedì di una settimana fà. Abbiamo però sottovalutato il pessimismo ed il momentum. L'S&P500 é crollato fino a 2530 punti e ha testato il minimo annuale del 9 febbraio 2018 a 2532 punti peggiorandolo di 2 punti. Sul finale l'indice ha recuperato a 2545.94 punti (-2.08%) ma alla fine resta ugualmente una pesante perdita di 54 punti. Strano da dirsi ma tecnicamente non é cambiato molto - l'S&P500 é solo più ipervenduto e l'eccesso di ribasso si é accentuato - il pessimismo si é avvicinato al panico con la salita della volatilità VIX a 24.52 punti (+2.89 punti - massimo a 25.88 punti). La CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.97 - questo dato mostra una eccessiva speculazione al ribasso ed é il valore più alto dell'anno. Presto o tardi doveva esserci un'uscita al ribasso dal range 2600-2810 punti - non ci aspettavamo però questa accelerazione al ribasso proprio adesso - credevamo che ora ci sarebbe stata solo una falsa e marginale rottura del supporto a 2600 punti.
Siamo convinti che a breve ci sarà un rimbalzo - chiamare questa prossima fase positiva rally di Natale é però ormai fuori luogo visto che dovremo accontentarci di un ritorno dell'S&P500 sui 2650-2700 punti. È però fuori dubbio che dopo l'esaurimento di ieri l'S&P500 é arrivato nuovamente su un importante supporto che ha alte probabilità di provocare un short covering rally.

È interessante osservare che ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa. Le perdite sono però risultate modeste (Eurostoxx50 -0.94% a 3063 punti) considerando che questa giornata si situa tra due pessime sedute per l'S&P500 che venerdì aveva già perso il -1.91%. Stamattina le borse europee apriranno in negativo ma ancora sopra i minimi annuali toccato lunedì 10 dicembre. Sembra che questa fase di panico coinvolga soprattutto l'America e che improvvisamente le borse europee si dimostrino stabili e relativamente più forti. Come ripetiamo da settimane la tendenza dominante in Europa é al ribasso. A breve però gli indici azionari europei stanno facendo base e stanno preparando una spinta di rialzo. Potrebbero per una volta aiutare l'America a terminare questa fase di vendite. Per la cronaca il DAX é sceso a 10772 punti (-0.86%) mentre il FTSE MIB ha subito una perdita più pesante ed é sceso a 18693 punti (-1.15%). La borsa italiana resta sotto l'influsso del debole settore bancario (SX7E -1.88% a 90.31 punti). Anche l'EUR si é rafforzato - il cambio EUR/USD é salito a 1.1355 - in questo periodo questo effetto di borse europee relativamente forti e EUR in recupero é inusuale. Una interessante divergenza positiva.

L'S&P500 ha aperto in gap down a 2581 punti, é salito a 2589 punti ed é poi caduto a 2568 punti (raggiungendo il nostro obiettivo intermedio a 2570 punti). C'é stato un recupero fino ai 2601 punti e l'indice é rimasto tra le 17 e le 18 su questo livello. Nella seconda parte della seduta i ribassisti hanno ripreso l'iniziativa ed il controllo delle operazioni. L'S&P500 é sceso regolarmente fino al minimo a 2530 punti. Solo negli ultimi 10 minuti di contrattazioni é rimbalzato di 18 punti (!) e ha chiuso a 2546 punti. Il Nasdaq100 ha perso più terreno (-2.22% a 6448 punti). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1226 su 6048, NH/NL a 103 su 2409 e volume relativo a 1.1.
La RSI sull'S&P500 é a 31.62 punti - il limite inferiore delle BB é a 2559 punti. Se si concentra l'analisi su momentum e partecipazione si arriva alla conclusione che esiste ancora una certo spazio verso il basso - la pressione di vendita é forte - ci potrebbero ancora essere una o due sedute di panico con una rottura del supporto a 2530 punti. Secondo il sentiment invece ci sono evidentemente le premesse per un inizio immediato di un rally causato dalle prese di beneficio dei ribassisti (short covering rally). Difficile dire quale effetto deve prevalere - ci siamo troppo abituati al comportamento del mercato durante un bull market - questo é probabilmente durato 9 anni ed é finito a settembre sul massimo storico dell'S&P500 a 2941 punti. Ora valgono le regole di un bear market - i supporti vengono rotti facilmente mentre i rimbalzi si fermano sulle prime resistenze. Inoltre ci vuole veramente panico e non solo pessimismo per scatenare una reazione. La volatilità VIX (24.52 punti, +2.89) é molto alta ma ancora a 13 punti dal massimo annuale di febbraio (chiusura del 5 febbraio a 37.32, max intraday a 50.30). Da inizio mese l'S&P500 ha perso 255 punti - il mercato é in caduta libera e normalmente é sconsigliabile tentare di andare al rialzo basandosi unicamente sugli indicatori di sentiment.

Scorrendo i media stamattina notiamo che i profeti del crash, capitanati dal famoso Marc Faber, sono tornati a far parlare di sé. Le previsioni di catastrofe imminente si moltiplicano e vengoni citati i motivi che appaiono anche nelle nostre analisi da anni. Per esperienza sappiamo che raramente (significa finora mai) un crash si verifica quando tutti se l'aspettano. Se Trump e la FED non fanno nei prossimi giorni dei gravi errori non crediamo che il ribasso debba continuare. Sulla consistenza di un eventuale rimbalzo tecnico abbiamo però fondati dubbi. 
Stamattina le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -1.77%, Shanghai -0.8%). Le borse europee apriranno però sul livello già raggiunto ieri alle 22.00 - non più in basso. Il future sull'S&P500 é invariato a 2555 punti - l'S&P500 vale 2551 punti. L'Eurostoxx50 vale alle 08.25 3040 punti (-23 punti) - le borse europee apriranno con perdite di circa il -0.8%. Non crediamo che l'Eurostoxx50 voglia andare a testare il minimo annuale a 3007 punti. Probabilmente si fermerà qui fino ad oggi pomeriggio. Poi vedremo cosa intendono fare gli americani - per logica dovrebbero aspettare fino a domani sera e conoscere le intenzioni della FED prima di prendere delle decisioni.
Prevediamo una seduta di consolidamento - in caso di notizie positive potrebbe già oggi iniziare un rally da ipervenduto.

Aggiornamento del 17 dicembre

Mercati tranquilli prima di Natale

Chi si aspettava un inizio di settimana col botto é deluso. I commenti degli analisti di questo fine settimana erano decisamente divisi in due campi diametralmente opposti. La maggior parte si aspettava ora un crash considerando come era terminata la settimana precedente a Wall Street - gli analisti tecnici invece sono per lo più schierati nel nostro campo e propendono per un rimbalzo tecnico e per un modesto rally natalizio. Stamattina il future sull'S&P500 é a 2614 punti (+8 punti). Da oggi i sistemi informatici cominciano a riportare il future a scadenza marzo 2019 poiché il future di dicembre 2018 scade venerdì prossimo. La differenza tra i due contratti é di 4 punti - uno spread matematico dovuto semplicemente a dividendi e tassi d'interesse sul capitale. Il future ci dice che la giornata si presenta come positiva ma niente di speciale. Anche sul fronte dei cambi e dei tassi d'interesse non ci sono cambiamenti di rilievo. Durante il fine settimana non é successo nulla di particolare.
Le borse asiatiche sono in leggero rialzo - il Nikkei guadagna il +0.67% - Shanghai sale del +0.16%. L'Eurostoxx50 vale ora 3100 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.2%. L'agenda economica non offre appuntamenti di rilievo. Il dato sull'inflazione in Europe atteso alle 11.00 (+2.00%) non dovrebbe muovere i mercati finanziari.
Forse fino a metà settimana avremo un pò di pace e per effetto dell'ipervenduto le borse potranno tranquillamente lievitare.

Commento del 15-16 dicembre

Si é verificato l'affondo a 2600 punti di S&P500 - il problema é che non c'é stata una reazione - sentiment bullish

Una settimana fà ci aspettavamo l'inizio di un rimbalzo tecnico dopo un una discesa dell'S&P500 a 2620 punti o una caduta fino a testare il supporto a 2603 punti. In effetti lunedì l'S&P500 é crollato fino a 2583 punti (il precedente minimo risale al 2 aprile a 2553 punti) ed é rimbalzato. Lunedì é risalito fino a 2637 punti - nei giorni successivi si é issato fino a 2685 punti e poi é ricaduto. La nostra speranza che fosse iniziato un rally natalizio é evaporata per mancanza di momentum e partecipazione. Troppi settori importanti, tra cui piccole e medie imprese (RUT -2.57%) trasporti (DJT -1.64%) e banche (-1.09%) stanno trascinando il mercato verso il basso - tutti questi indici venerdì hanno raggiunto dei nuovi minimi annuali.
Venerdì la borsa americana ha avuto un'altra pessima seduta - come purtroppo temevamo l'S&P500 é nuovamente caduto a 2600 punti. Ha toccato un minimo giornaliero a 2593 punti ed ha chiuso a 2599.95 punti (-1.91%) con una pesante perdita di 50 punti. Ancora una volta il sentiment é pessimo e come sapete questo é un segnale bullish per il mercato azionario. A breve deve iniziare un'altro rimbalzo tecnico - gli oscillatori sono sui minimi e forse già lunedì gli indici ripartiranno al rialzo. Il problema é che questi rimbalzi sono sempre più deboli - durano sempre meno tempo e gli indici risalgono meno punti con un numero sempre superiore di settori che si rifiutano di partecipare a questi rally ormai evanescenti. In America solo il 21.5% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE é a 33.39 punti. La tendenza di fondo del mercato azionario é negativa e temiamo che presto o tardi ci sarà una pesante accelerazione al ribasso. Come ripetiamo da tempo é molto probabile che il bull market iniziato nel 2009 é finito in America a settembre di quest'anno. Il top in Europa si é verificato ancora prima - tra novembre del 2017 e gennaio di quest'anno a seconda degli indici. Ora bisogna essere prudenti. Settimana prossima ci sarà ancora un ultimo tentativo di rally natalizio - i traders possono provare ad andare long - per gli investitori sarà invece una delle ultime occasioni di ridurre le posizioni azionarie. Il 18 e 19 dicembre si riunisce la FED - molto probabilmente deciderà ancora un aumento del tasso d'interesse di riferimento sui FED Funds del +0.25% (mercoledì 19 dicembre, 20.00) - contemporaneamente dovrebbe comunicare che per un pò dovrebbe essere l'ultimo. Forse questo sarà il catalizzatore per l'ultima spinta di rialzo dell'anno.
A breve l'Europa continua a seguire l'America. Settimana scorsa le borse europee si sono comportate leggermente meglio - la differenza é però esigua considerando che venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva ancora 3078 punti. È riapparso l'effetto già più volte riscontrato durante questo pazzo 2018 - la differenza di performance tra Europa e America é stata compensata dal cambio EUR/USD che é sceso da 1.1380 a 1.1305.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.11% a 3092 punti
DAX                         +0.72% a 10865 punti
SMI                          -0.20% a 8713 punti
FTSE MIB                  +0.90% a 18910 punti
S&P500                    -1.26% a 2599.95 punti
Nasdaq100               -0.28% a 6595 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta moderatamente negativa. Tecnicamente questa giornata non ci ha detto nulla di nuovo. In generale gli indici azionari europei hanno toccato un nuovo minimo annuale lunedì. Sono risaliti fino a mercoledì e ridiscesi nelle ultime due sedute della settimana. Venerdì si sono fermati nel centro del range settimanale e con una performance settimanale positiva. La tendenza dominante é però ancora decisamente al ribasso. Da mesi gli indici restano sotto le MM a 50 giorni in calo e per ora non si intravvede un cambiamento sostanziale. I nostri indicatori proprietari basta sulla stocastica restano saldamente su sell.
L'Eurostoxx50 ha chiuso la seduta ufficiale a 3092 punti (-0.63%) - gli altri indici europei si sono comportati in maniera simile. Il future sul Bund ha terminato la settimana a 163.21 (+0.28%) - il massimo annuale é stato toccato lunedì a 163.64 - il Bund decennale rende il 0.261%! Sapete esattamento questo cosa significa a livello d'investimenti (consigliamo da anni  il Bund come investimento difensivo) e per quel che riguarda le prospettive di crescita economica (rallentamento congiunturale) e d'inflazione.

Venerdì l'S&P500 ha aperto a 2623 punti. È salito per chiudere il gap fino ai 2635 punti e poi é caduto ad ondate costanti e regolari fino ad un minimo a 2593 punti. Negli ultimi 12 minuti di contrattazioni é risalito a 2600 punti - ha chiuso a 2599.95 punti (-1.91%). Il Nasdaq100 é precipitato a 6595 punti (-2.56%) - nel nostro commento su questo indice avevamo preventivato una caduta fino ai 6600 punti. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1455 su 5748, NH/NL a 107 su 1650 (tanti...) e volume relativo a 1.0. La pressione di vendita é in aumento e questo ci preoccupa. Il sentiment é pessimo e vicino al panico - la volatilità VIX é salita a 21.63 punti (+0.98), la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.79, il Fear&Greed Index é a 8 punti. Il pessimismo tra gli investitori individuali (inchiesta dell'associazione AAII) é al livello più alto dall'aprile del 2013. Considerando che l'S&P500 ed il Nasdaq100 sono su un supporto e gli oscillatori sono su dei minimi, é molto probabile che il pessimo sentiment provochi un'altro rally da ipervenduto ed eccesso di ribasso e pessimismo. Come sapete le statistiche dicono che il periodo tra il 12 dicembre e la prima decade di gennaio é normalmente tra i migliori dell'anno. Stiamo però anche noi perdendo la speranza che si verifichi un vero e proprio rally natalizio.
Vediamo come si presentano i mercati lunedì mattina - la pessima chiusura venerdì sera a Wall Street potrebbe sfociare in una breve continuazione verso il basso in particolare se nelle prossime ore non ci fossero delle informazioni positive in grado di ridare fiducia agli investitori.

Commento del 14 dicembre

Seduta senza spunti - il DJ Transportation (-1.64%) cade su un nuovo minimo annuale 

Ieri l'Eurostoxx50 si é mosso tra i 3109 ed i 3128 punti - ha chiuso in mezzo al range a 3112 punti (+0.14%) - una insignificante variazione di 4 punti. Anche l'S&P500 americano non ha combinato molto. Ha aperto a 2658 punti, é salito a 2670 punti di massimo, é sceso a 2637 punti di minimo e ha chiuso praticamente invariato al centro del range giornaliero a 2650.54 punti (-0.02%). Non abbiamo molto da dire a proposito di questa seduta senza spunti. Abbiamo solo alcune osservazioni di carattere generale.
In Europa il FTSE MIB (+0.54% a 19048 punti) ha guadagnato terreno mentre l'SMI svizzero (-0.52% a 8814 punti) ha perso 46 punti. La diversa composizione dei due indici e alcune notizie hanno provocato questa differenza casuale. L'Italia e Bruxelles si riconciliano mentre il deficit dello Stato italiano per il 2019 scende nell'ultima versione al 2% del PIL. Lo spread cade a 268 bps e la borsa sale grazie anche alle azioni delle banche.
In America l'S&P500 non si é mosso e come d'abitudine la tecnologia (Nasdaq100 +0.06% a 6768 punti) ha fatto leggermente meglio. Il settore delle piccole e medie imprese (Russell2000 -1.55%) ha avuto però una cattiva giornata. Peggio ancora ha fatto il settore dei trasporti - il DJ Transportation (-1.64%) cade su un nuovo minimo annuale e questo, secondo la Dow Theory, non lascia prevedere nulla di buone per il DJ Industrial e in generale per la borsa americana a medio e lungo termine.
La seduta ieri al NYSE é stata negativa con A/D a 2326 su 4864, NH/NL a 168 su 1099 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 20.65 punti (-0.81) - la CBOE Equity put/call ratio é risalita a 0.75. Siamo un pò delusi dal comportamento della borsa americana negli scorsi giorni. Dopo il reversal di lunedì é successo ben poco e gli indicatori sono ancora misti - non vediamo gli attesi miglioramenti a livello di partecipazione. Il rischio di un ulteriore vuoto d'aria fino ai 2600 punti di S&P500 sussiste anche perché gli oscillatori non sembrano ancora aver esaurito il ciclo di ribasso. Siamo però a metà dicembre e ormai fino a Natale manca solo una manciata di sedute. Sui temi che preoccupano momentaneamente gli investitori (Brexit, guerra commerciale USA-Cina, ecc.) non ci sono cambiamenti di rilievo - sembra difficile che ci possa ancora essere un sostanziale e sostenibile rialzo fino alla fine dell'anno o all'inizio dell'anno prossimo. I mercati finanziari sembrano in stallo e disorientati.

Stamattina la Cina ha pubblicato una serie di dati congiunturali che mostrano un evidente rallentamento della crescita economica. Le borse asiatiche reagiscono negativamente. Il Nikkei ha perso il -2.09% - Shanghai é in calo del -1.5%. Il future sull'S&P500 cade a 2627 punti (-19 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3088 punti (-24 punti) - le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.8%. Negli scorsi giorni gli indici azionari aprivano in guadagno e nel corso della giornata le borse si sgonfiavano. Ora vedremo se i compratori avranno il coraggio di intervenire o se invece i venditori prenderanno definitivamente il sopravvento.

Commento del 13 dicembre

Adesso si svegliano anche gli europei - rialzo alimentato dallo scetticismo

Ieri mattina abbiamo terminato il commento mattutino con questa osservazione: "L'Eurostoxx50 vale ora 3078 punti (+23 punti). Per dare trazione al mercato ci vorrebbe una seduta di rialzo con chiusura sul massimo giornaliero senza una ragione particolare. Forse oggi é la giornata buona..." In effetti gli investitori europei si sono risvegliati e si sono accorti che non c'erano più ragioni concrete per vendere. La reazione é stata una serie di acquisti provocati dall'ipervenduto e dall'eccesso di ribasso. L'Eurostoxx50 é salito fino a 3119 punti di massimo e solo sul finale ha ritracciato ed ha chiuso a 3108 punti (+1.72%). Come normalmente succede in questi rialzi sono stati comperati i "cadaveri" - in questo caso il settore bancario (SX7E +2.99% a 92.09 punti) con in testa Deutsche Bank (+5.81%) seguita a ruota dalle azioni delle banche italiane (ISP +4.08% e UCG +2.49%). Improvvisamente nel cielo appaiono i primi raggi di sole. Il governo italiano sembra pronto a ridurre il deficit nel budget dello Stato al 2% del PIL - lo spread cade a 274 bsp, il valore più basso da inizio ottobre. In Gran Bretagna Theresa May in tarda serata (22.00) sopravvive ad un voto di sfiducia in parlamento. In Germania il governo prepara dei piani di salvataggio per il settore bancario e studia una fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank. Bruscamente gli indici azionari europei risalgono con la partecipazione di tutti i settori e gli indicatori si risollevano dai minimi e cominciano a girare verso l'alto. I pessimisti iniziano ad avere il sospetto che il vento sta girando. Solo i volumi di titoli trattati restano sotto la media. È meglio però un rialzo che inizia alla chetichella piuttosto che un rally evanescente causato dagli speculatori. Naturalmente il rialzo in Europa segue il movimento in America e quindi avremo bisogno che S&P500 e colleghi continuino a salire - le premesse sono buone.
Per la cronaca ieri tutti gli indici hanno guadagnato parecchio terreno e hanno chiuso vicino al massimo giornaliero. Il FTSE MIB é balzato a 18945 punti (+1.91%) - l'SMI (+1.68% a 8861 punti) segue mentre il DAX (+1.38% a 10929 punti) chiude la nostra lista. Dopo solo due sedute positive gli indicatori non forniscono ancora dei segnali d'acquisto e la tendenza di fondo resta ancora saldamente ribassista. Restiamo però dell'opinione che fino all'inizio dell'anno prossimo le borse dovrebbero salire. Peccato che le posizioni long in portafoglio sono state chiuse dagli stop loss. Forse varrebbe la pena comperare ancora adesso.
 
La borsa americana ha avuto un'altra seduta positiva. Il grafico manda però segnali contraddittori visto che le ultime due candele sono rosse ma con minimi e massimi ascendenti. Martedì e mercoledì ci sono stati importanti vendite sul finale che hanno schiacciato gli indici sotto i livelli d'apertura. Nel complesso però il quadro tecnico é decisamente incoraggiante. In particolare sul fronte del sentiment notiamo ancora parecchio scetticismo e tutti parlano di rimbalzo prima della ripresa del ribasso - nessuno osa più prevedere un rally natalizio. Normalmente questa reticenza provoca un lento ma costante rialzo che deve essere rincorso gradualmente da tutti gli investitori in particolare con l'avvicinarsi della fine dell'anno. Il Nasdaq100 da inizio anno guadagna il +5.75% - l'S&P500 perde ancora un -0.84% - se la borsa sale tutti i gestori professionisti saranno obbligati a chiudere il 2018 con portafogli per lo meno neutri e non sotto investiti.
L'S&P500 ha aperto come martedì a 2671 punti. Fino alle 19.15 é salito a balzi irregolari sul massimo a 2685 punti. Poi ha avuto un vuoto d'aria fino alle 20.40 con un minimo intermedio a 2657 punti. Fino alle 21.40 ha recuperato fino a 2667 punti e solo sul finale é caduto sul minimo a 2651.07 punti (+0.54%). Ancora una volta la tecnologia é stata favorita dagli investitori (Nasdaq100 +0.89% a 6764 punti). Finalmente anche il Russell2000 (+1.05%) si é mosso al rialzo - ci preoccupano invece la debolezza relativa di DJTransportation (+0.03%) e delle banche (BKX +0.33%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5003 su 2163, NH/NL a 274 su 581 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 21.46 punti (-0.30) - la CBOE Equity put/call ratio é tornata normale a 0.62.
Nel complesso i grafici danno ancora segnali negativi visto che gli indici mostrano da ottobre una serie di minimi discendenti e sono sotto le MM a 50 giorni in calo. I primi titoli importanti stanno però tentando di rompere al rialzo queste linee di trend ribassiste e se ci fosse un indice che riuscisse a tornare sopra la MM a 50 giorni di colpo tutti vorranno comperare. Essere short a corto termine é pericoloso e sconsigliabile - essere long é per lo meno razionale sulla base del sentiment ancora pessimo. Il Fear&Greed Index é ancora bassissimo a 10 punti.

Stamattina sugli schermi prevale nuovamente il verde. Alle 06.30 il future sull'S&P500 era a 2660 punti - ora (08.00) é lievitato a 2665 punti (+14 punti). Il Nikkei guadagna il +0.95% - Shanghai sale del +1.2%. L'Eurostoxx50 aprirà sui 3115 punti (+0.2%). probabilmente stamattina le borse europee guadagneranno ancora qualche punto e poi rimarranno in attesa dell'esito della riunione della BCE (13.45) - in seguito ascolteranno Mario Draghi nella conferenza stampa delle 14.30 e alla fine decideranno sul da farsi. La BCE lascerà tassi d'interesse e politica monetaria invariati. La reazione degli investitori sarà da neutra a positiva visto che come al solito Draghi cercherà di dare fiducia e minimizzare problemi e rischi. Alle 09.30 la BNS e il suo direttore, Thomas Jordan, si cimenteranno nel medesimo esercizio.

Commento del 12 dicembre

L'Europa segue e rimbalza - l'America consolida - il (mini) rally di Natale é partito

Lunedì sera la borsa americana é rimbalzata e ieri quelle europee hanno semplicemente seguito. Hanno aperto in guadagno e durante la giornata hanno nuovamente rincorso come un'ombra gli avvenimenti a Wall Street. L'S&P500 nel tardo pomeriggio si é sgonfiato dopo una buona apertura e anche l'Eurostoxx50 (+1.27% a 3055 punti) ha chiuso lontano dal massimo giornaliero a 3083 punti. Sembra inutile fare analisi tecniche approfondite sugli indici azionari europei visto che si muovono come delle marionette a seguito dell'America. Notiamo unicamente che il rimbalzo ha a malapena coperto le perdite di lunedì. Le borse europee sembrano poggiare su gambe traballanti e non bisogna essere sorpresi considerando i problemi e i fondamentali in deterioramento. La Gran Bretagna sembra dirigersi verso una Brexit caotica e disordinata - la Francia di Macron, travolta dalla rivolta dei giubbotti gialli, fa concessioni finanziarie che provocheranno un superamento dei limiti di deficit e di indebitameto, la BCE si avvicina alla fine del Quantitative Easing proprio quando la congiuntura comincia a rallentare. Questa é una lista delle principali preoccupazioni del mercato senza dimenticare quanto sta succedendo alla periferia (caduta del governo in Belgio, difficoltà del governo socialista in Spagna dopo le elezioni in Andalusia, attacco nell'Ungheria di Orban contro la libertà di stampa e le università, ecc.). I sintomi del malessere appaiono in maniera palese nel settore bancario - ieri l'indice delle banche SX7E é rimbalzato debolmente e a fatica (+0.26% a 89.42 punti) - il FTSE MIB (+0.98% a 18591 punti) é stato frenato dalle azioni delle due grandi banche in perdita - questo comportamento é preoccupante. È probabile che nelle prossime settimana le borse europee possano salire. Sarà però solo un rialzo di corto termine all'interno di un trend ribassista dominante che sfocierà nei prossimi mesi in nuovi minimi.

La borsa americana ha avuto una seduta altalenante e volatile che si é conclusa con un nulla di fatto (S&P500 -0.04% a 2636.78 punti). Nel complesso é stata una giornata negativa (DJT -0.46%, Russell2000 -0.21%, BKX (banche) -1.23%) ma non possiamo lamentarci. In una giornata contraddistinta da notizie ostili al mercato (in mancanza di un accordo sul budget il presidente Trump ha minacciato di gradualmente ridurre l'attività dell'amministrazione pubblica / government shutdown), la borsa americana ha consolidato e ha mantenuto i guadagni di lunedì con la leadership della tecnologia (Nasdaq100 +0.32% a 6704 punti). Pretendere di più era difficile.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2671 punti e fino alle 16.40 é oscillato in pochi punti con un massimo giornaliero a 2674 punti. Poi ha scelto la variante della chiusura del gap. È sceso fino alle 20.00 sul minimo a 2621 punti, é risalito a strappi a 2658 punti e sul finale é ricaduto a 2636 punti. La seduta al NYSE é stata moderatamente negativa con A/D a 3234 su 3938, NH/NL a 182 su 969 (i NL restano alti - mhhh) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scivolata a 21.76 punti (-0.88), la CBOE Equity put/call ratio torna alla normalità con un 0.65. Sui grafici appaiono parecchie candele rosse e questo non é molto incoraggiate. Verso il basso la borsa sembra però assicurata - il bordo inferiore delle BB sull'S&P500 é a 2604 punti.
Da oggi statisticamente inizia il rally di Natale - normalmente dal 12 dicembre in avanti inizia uno dei periodi migliori dell'anno. Le vendite si sono prosciugate. Ora devono apparire i compratori...

Stamattina anche le borse asiatiche si sono unite al rialzo - il Nikkei guadagna il +2.22%, Shanghai lievita del +0.3%. Il future sull'S&P500 sale a 2656 punti (+24 punti) e ovviamente questo determina l'apertura delle borse europee. L'Eurostoxx50 vale ora 3078 punti (+23 punti). Per dare trazione al mercato ci vorrebbe una seduta di rialzo con chiusura sul massimo giornaliero senza una ragione particolare. Forse oggi é la giornata buona...

Commento del 11 dicembre

Ancora una volta ipervenduto e pessimismo provocano un rimbalzo tecnico


Ieri le borse europee hanno aperto in calo influenzate dalla caduta della borsa americana venerdì sera. Fino nel pomeriggio la situazione é rimasta stabile e le perdite erano contenute. Poi é arrivata la notizia che Theresa May ha deciso di rinviare la votazione sul Brexit prevista per oggi nel parlamento britannico. Sicura della sconfitta il primo ministro inglese ha preferito una ritirata strategica citando la possibilità di ulteriori trattative con l'UE per un eventuale miglioramento dell'accordo. È poi stata Wall Street a dare il colpo decisivo. L'S&P500 é sceso la sera a testare il minimo di fine ottobre e come d'abitudine le borse europee sono crollate dopo aver resistito alla pressione di vendita fino alle 15.30. Ieri sera l'Eurostoxx50 (-1.36% a 3017 punti) ha chiuso su un nuovo minimo annuale. Gli europei ormai sono impietriti e non sono più capaci di ragionare e prendere decisioni in maniera indipendente.
L'indice delle banche SX7E (-2.61% a 89.19 punti) é crollato su un nuovo minimo annuale malgrado che il calo dei tassi d'interesse e la stabilità degli spreads sui titoli di Stato non giustificano il panico. Graficamente la strada verso il basso é aperta fino ai 77 punti. Molto probabilmente l'indice reagirà prima ma é difficile indovinare da quale livello non essendoci punti di riferimento.
Il DAX (-1.54% a 10622 punti) si é comportato in maniera simile all'Eurostox50 e ha raggiunto un nuovo minimo annuale. L'ultima candela sul grafico é fuori dalle BB e la RSI scende sotto i 30 punti (ipervenduto).
Il FTSE MIB (-1.77% a 18410 punti) si é unito agli altri indici azionari europei e ha raggiunto un nuovo minimo annuale (per 1 punto!). Il FTSE MIB ha chiuso sul minimo giornaliero con una pesante perdita di 331 punti. Il grafico da l'impressione che ci possa essere un triplo minimo e che quindi ora deve partire una spinta di rialzo. In effetti sarà così perché secondo i nostri segnali un rally é imminente e come anticipato nell'analisi del fine settimana é partito in serata in America. Il triplo minimo probabilmente é un caso ma darà l'opportunità a molti analisti tecnici di propagare la validità dell'analisi grafica. In verità il triplo minimo funziona raramente ed esiste sopratutto nell'immaginario. La statistica dice che normalmente al terzo tentativo c'é una rottura al ribasso... 
Nei commenti serali abbiamo anticipato l'imminenza di un rimbalzo tecnico. Le osservazioni sono andate da "Sappiamo solo che un rimbalzo é vicino sia in termine di punti che di tempo" a "Un rimbalzo tecnico é imminente ma la decisione verrà presa da Wall Street." fino a "Siamo quindi convinti che un minimo significativo é vicino. Seguirà un rally da ipervenduto che potrà far risalire il DAX al massimo sulla MM a 50 giorni." 
Vediamo come é andata la seduta a Wall Street.

Ancora una volta la borsa americana ha reagito positivamente ad una situazione di ipervenduto, eccesso di ribasso e pessimismo. Avevamo previsto che l'S&P500 dai 2633 punti di venerdì dovesse ancora scendere a 2620 punti o a testare il minimo di ottobre a 2603 punti prima che ci fosse una reazione e un rally. In effetti l'S&P500 ha aperto a 2637 punti ed é dovuto cadere fino a 2583 punti di minimo prima che si realizzasse l'atteso reversal. Alle 17.00 l'indice ha toccato il minimo, ha fatto base per una mezz'ora e poi ad ondate regolari é risalito. Alle 21.40 ha toccato il massimo a 2647 punti e infine si é sgonfiato e ha chiuso a 2637.72 punti (+0.18). Per completare un classico key reversal day ci sarebbe solo voluto un aumento dei volumi che invece sono rimasti nella media (volume relativo a 1.0). I listini sono stati trascinati dalla tecnologia (Nasdaq100 +1.05% a 6682 punti) mentre energia e banche (!) hanno frenato. La seduta al NYSE é stata negativa (a causa del calo del Russell2000, -0.34%) con A/D a 2547 su 4681, NH/NL a 118 su 1741. La predominanza dei Declines e l'espansione dei NL a 30 giorni non ci piacciono e ci preoccupano. Il rimbalzo potrebbe fallire e potrebbe esserci un ulteriore test del minimo. In questo senso la seduta odierna sarà importante e forse decisiva - dobbiamo osservare un miglioramento a livello di partecipazione per poter prevedere una continuazione del rimbalzo. Siamo però ottimisti e vediamo fino a dove il mercato potrebbe risalire. Il Nasdaq100 ha resistenza sui 7000 punti - ha quasi un 5% di potenziale di rialzo. Questo significa che l'S&P500 potrebbe tornare sui 2780 punti. Le Bollinger Bands scorrono a 2608-2798 punti - sui 2600 punti c'é un buon supporto ma sarà difficile che l'S&P500 possa tornare sopra i 2800 punti anche considerando il fatto che le MM a 50 e 200 giorni sono sui 2750-2760 punti. A livello di sentiment regna ancora il pessimismo e la cautela - la volatilità VIX é scivolata a 22.64 punti (-0.59), la CBOE Equity put/call ratio é rimasta alta a 0.70.
Riassumendo, se la seduta odierna é positiva o se per lo meno c'é una semplice pausa di consolidamento, il rialzo iniziato ieri deve continuare. Potrebbe durare fino all'inizio di gennaio 2019 ma per questo ci vogliono delle notizie positive sui fronti caldi (guerra commerciale USA-Cina, Brexit). Stimiamo che questa prima spinta di rialzo deve far risalire l'S&P500 fino a circa 2750 punti. Le borse europee seguiranno a distanza.

Stamattina i mercati azionari asiatici e europei si risollevano. Il Nikkei perde ancora un -0.31% mentre Shanghai guadagna il +0.4%. Il future sull'S&P500 é a 2637 punti (-6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3041 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.8%. Pensiamo che in giornata potrebbero esserci ulteriori acquisti e quindi ulteriori guadagni degli indici azionari. Prevediamo però che all'inizio del rimbalzo gli investitori saranno cauti e quindi stasera ci aspettiamo una chiusura con guadagni intorno al +1%.
Questo é l'ultimo tentativo di rally natalizio - se fallisce si preannunciano tempi difficili.

Aggiornamento del 10 dicembre

Ci aspetta una settimana di tensione

Sul fronte della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti non ci sono novità di rilievo. La CFO di Huawey resta in prigione in Canada mentre la Cina convoca l'ambasciatore americano a Pechino per una protesta ufficiale e minaccia ritorsioni.
Stamattina il Giappone ha reso noto che il PIL del terzo trimestre é sceso del -0.6% - la contrazione dell'economia giapponese é stata più forte del previsto.
Ci aspetta una settimana di tensione con la pubblicazione di numerosi dati economici significativi e decisioni importanti. Martedì é previsto in Gran Bretagna il voto sul Brexit in parlamento. Giovedì ci saranno le riunioni di BNS (Svizzera) e BCE (Europa) per discutere la situazione economica e decidere eventuali adattamenti nella politica monetaria.
Sui mercati finanziari la settimana inizia male. Il future sull'S&P500 sta perdendo 18 punti a 2618 punti. Con questo contratto in calo é ovvio che il resto "guarda fuori male". Le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei perde il -2.04%, Shanghai scende del -0.8%. L'Eurostoxx50 vale ora 3038 punti - aprirà con una perdita del -0.6% e poco sopra il minimo annuale. Probabilmente deve scendere più in basso prima di poter rimbalzare. Vi ricordiamo che secondo la nostra analisi tecnica l'inizio di un rimbalzo tecnico in America é imminente - dovrebbe cominciare sui 2620 punti di S&P500 o con un test del supporto a 2603 punti. 

Commento del 8-9 dicembre

Doveva esserci una correzione intermedia, non una spinta di ribasso. Ci sarà ancora un rimbalzo dai 2620 punti di S&P500

La settimana appena trascorsa é stata un disastro per le nostre previsioni a medio termine. Il rialzo iniziato in Europa e in America dai minimi del 20-23 novembre avrebbe dovuto continuare dopo una correzione intermedia. Avevamo previsto che la correzione sarebbe iniziata dai 2800-2810 punti di S&P500 (livello generale di riferimento) e in effetti lunedì il future à salito fino a 2814 punti mentre l'indice durante la seduta ufficiale ha toccato un massimo a 2800 punti prima di cominciare a scendere. Ci aspettavamo che l'S&&P500 in due o tre sedute scendesse fino ai 2760 punti prima di ripartire al rialzo. Invece, per numerose reagioni che non stiamo qui ora ad elencare, l'S&P500 in tre sedute ha raggiunto un minimo giovedì a 2621 punti e ha terminato la settimana a 2633.08 punti (-2.33%). La performance settimanale del -4.60% cancella il guadagno della settimana precedente del +4.85%. Il minimo del 26 ottobre a 2603 punti é in vicinanza. La tendenza di lungo termine della borsa americana é ancora al rialzo - quella delle borse europee (con alcune eccezioni tipo l'SMI svizzero) é al ribasso. La conseguenza del fallito rialzo é che le borse europee hanno toccato questa settimana dei nuovi netti minimi annuali. Il guadagno dell'ultima settimana di novembre (Eurostoxx50 +1.14%) e stato spazzata via dalla sostanziale perdita di questa settimana (-3.61%). 
A questo punto le previsioni a medio termine sono incerte. Questo non significa che non abbiamo le idee chiare su quanto deve succedere nelle prossime settimane. Come ripetiamo da mesi la borsa americana é toppish e il bull market iniziato nel 2009 é praticamente alla fine. Non sappiamo ancora se il massimo del 21 settembre a 2941 punti di S&P500 é definitivo o se ci sarà ancora una spinta di rialzo in direzione dei 3000 punti. Una settimana fà quest'ultimo sembrava lo scenario più probabile - ora, con l'S&P500 a 2633 punti e con la finestra temporale che si sta lentamente restringendo (prevedevamo il massimo per la prima decade di gennaio 2019). questo obiettivo sembra ormai irraggiungibile. A corto termine deve iniziare un rimbalzo tecnico dai 2620 punti di S&P500. L'indice potrebbe già lunedì partire al rialzo o potrebbe ancora avere una breve fase di debolezza fino a testare i 2603 punti. Le premesse per l'inizio di un'altra spinta di rialzo sono nuovamente ideali. C'é una situazione di eccesso di ribasso, gli investitori sono pessimisti (VIX a 23.23 punti, +2.04 / il Fear&Greed Index é caduto a 11 punti) e stanno eccessivamente speculando al ribasso (CBOE Equity put/call ratio gio a 0.85, ve a 0.77), la pressione di vendita é in calo (mancata espansione dei nuovi minimi) e ci sono (in America) parecchi supporti in grado di rispedire almeno momentaneamente gli indici verso l'alto. Infine la situazione sui tassi d'interesse in USD si sta normalizzando (reddito degli USTresury Bills a 3 mesi a 2.32%, degli USTBonds a 2 anni a 2.72% e a 10 anni a 2.85%) e l'effetto negativo dell'inversione della curva dei redditi é sparito. Il calo generale dei tassi d'interesse dovrebbe nuovamente favorire i mercati azionari. Questo vale anche per l'Europa - il reddito del Bund tedesco a 10 anni é sceso sul minimo annuale a 0.247%. Vi abbiamo costantemente consigliato di mantenere questo investimento difensivo - il future é salito quest'anno da 156.40 ai 163.37 di venerdì - non é molto ma é sicuramente meglio della performance 2018 del DAX (-16.49%).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.61% a 3058 punti     (YTD -12.71%)
DAX                         -4.17% a 10788 punti
SMI                          -3.49% a 8741 punti
FTSE MIB                  -2.33% a 18742 punti
S&P500                    -4.60% a 2633.08 punti     (YTD -1.52%)
Nasdaq100               -4.83% a 6613 punti

Venerdì le borse europee sono rimbalzate seguendo l'andamento di Wall Street di giovedì. Purtroppo l'Europa segue sempre e non é mai in grado di sviluppare una tendenza in maniera autonoma. L'Eurostoxx50 é salito dai 3046 punti di giovedì fino alle 16.05 a 3097 punti di massimo. Poi gli europei si sono accorti che la borsa americana stava di nuovo scendendo e l'Eurostoxx50 é caduto fino alla chiusura a 3058 punti (+0.41%). È rimasto un guadagno di 12 punti che alle 22.00 era sparito (valore teorico a 3043 punti). Abbiamo poco da dire su degli indici che toccano nuovi minimi annuali con volumi in aumento e chiusure sui minimi giornalieri. Il trend é evidentemente al ribasso. Le candele di DAX e Eurostoxx50 sui grafici sono però fuori dal limite inferiore delle Bollinger Bands. Di conseguenza quando la borsa americana rimbalzerà anche in Europa ci sarà un rally. Crediamo che fino a fine anno ci sarà una stabilizzazione e l'Eurostoxx50 potrà tornare sui 3200 punti. La tendenza dominante resta però ribassista. Gli avvenimenti delle ultime due settimane hanno mostrato che le borse reagiscono alle notizie in maniera emozionale e violenta. Se improvvisamente sul fronte della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina arrivassero delle notizie positive con concreti progressi in direzione di un accordo le borse potrebbero sviluppare un rally del +5% indipendentemente dalla situazione tecnica del momento. In caso di ipervenduto e panico (come adesso) la reazione potrebbe anche essere più intensa. Di conseguenza qualsiasi posizione di trading deve essere assicurata con degli stop loss.

Venerdì la borsa americana ha avuto ancora una pessima giornata. L'S&P500 é ricaduto a 2633.08 punti (-2.33%). La pressione di vendita era però in netto calo (NL a 1037 contro i 963 di martedì quando l'S&P500 era sceso a 2697 punti) mentre appariva tra gli investitori un certo panico. È quindi probabile che il supporto sui 2603-2620 punti regga e provochi una gamba di rialzo di cui non siamo ancora in grado di stimare la portata.
L'S&P500 ha aperto a 2670 punti, é salito a 2708 punti di massimo e poi ad andate é sceso fino ad un minimo a 2623 punti. Nell'ultima ora di contrattazioni l'indice é risalito a 2633 punti. Il Nasdaq100 ha seguito (-3.30% a 6613 punti). Tra l'altro tutti, noi compresi, parlano sempre di tecnologia. Questo però non é il miglior settore dell'anno della borsa americana. La migliore performance viene dalla farmaceutica e questo spiega anche la forza relativa dell'SMI svizzero (+0.94% a 8741 punti).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1958 su 5168, NH/NL a 208 su 1037 e volume relativo a 1.05. Le BB sull'S&P500 scorrono a 2612-2811 punti. Lunedì l'S&P500 potrebbe ancora scendere sui 2600-2620 punti. Poi partirà un'altra spinta di rialzo.

Il cambio EUR/USD é salito a 1.1380. Malgrado che la tendenza dominate é debolmente al ribasso il cambio sembra poter difendere la zona di supporto sugli 1.13 (minimo annuale a 1.1215). Noi siamo convinti che l'USD come moneta é ancora peggio dell'EUR e che nei prossimi anni il cambio debba salire - escludiamo una caduta sulla parità come previsto da numerosi analisti. I dati fondamentali americani assomigliano a quelli di un Paese sudamericano altamente indebitato e con un forte deficit strutturale dello Stato. Gli USA hanno un deficit della bilancia commerciale e dei pagamenti e si avvicinano ad una crisi di fiducia nella quale i suoi debitori si rifiuteranno di prestare ulteriore denaro a prezzi ridicoli. Il rischio é inflazione e svalutazione dell'USD. Non siamo degli utopisti. Famosi investitori come Ray Dalio difendono e spiegano questa teoria. Con la borsa e le obbligazioni USD in bolla é estremamente pericoloso pianificare investimenti a lungo termine in USD quando anche la moneta rischia un tracollo.

Commento del 7 dicembre

Le borse europee crollano su un nuovo minimo annuale - panico ingiustificato - alle 17.30 é iniziato un rimbalzo tecnico

Ieri le borse europee hanno avuto una pessima seduta. I meggiori indici azionari, rappresentati dall'Eurostoxx50 (-3.31% a 3046 punti), sono caduti su dei nuovi minimi annuali e hanno chiuso sul minimo giornaliero con pesanti perdite e volumi in aumento.
Non abbiamo tempo stamattina per commentare ulteriormente questa giornata. Gli interessati possono leggere i commenti serali sui singoli indici azionari. Era però evidente alle chiusura delle borse europee che a breve doveva iniziare un forte rimbalzo tecnico da eccesso di ribasso.
Puntuale la reazione é arrivata da Wall Street. L'S&P500 ha aperto sui 2660 punti, é caduto fino alle 17.30 su un minimo a 2621 punti e poi é iniziata la riscossa. L'indice ha chiuso sul massimo giornaliero a 2695.95 punti (-0.15%). Il Nasdaq100 é addirittura riuscito a terminare la giornata con un consistente guadagno di 43 punti a 6838 punti (+0.64%). Non siamo ancora in grado di prevedere nel dettaglio cosa potrebbe succedere nelle prossime settimane. Prima dobbiamo osservare come si sviluppa questo rimbalzo tecnico specialmente in Europa. L'S&P500 é per ora bloccato in un ampio range tra i 2620 ed i 2810 punti. Tenderà ad oscillare intorno ai 2700 punti.
Nell'analisi del fine settimana potremo fare il punto della situazione e aggiornare lo scenario almeno fino all'inizio del 2019. La previsione di un robusto e sostenibile rialzo é ormai da archiviare. Questo non significa però che un rally di Natale verrà completamente a mancare. La reazione ieri delle borse europee é fondamentalmente incomprensibile. È però la conseguenza di un labile rialzo a corto termine che é stato travolto dal riaffiorare con potenza del trend ribassista di base. Speravamo che a dicembre ci sarebbe stata una tregua ma ci siamo sbagliati. Purtroppo quando due tendenze contrarie in orizzonti temporali diversi si scontrano possono risultare degli effetti inattesi.  

Commento del 6 dicembre

Seduta deludente in Europa - l'arresto del CFO di Huawai fa nuovamente divampare la guerra commerciale

L'esito della seduta di ieri in Europa é logico ma deludente. Dopo il crollo di martedìi sera a Wall Street ieri l'Eurostoxx50 ha aperto in calo a 3150 punti. Sullo slancio é caduto fino a 3146 punti di minimo e poi ha recuperato fino a metà giornata a 3170 punti. Visto che la borsa americana era chiusa e gli investitori USA erano assenti ci aspettavamo che la borsa difendesse il recupero fino alla chiusura. Invece l'Eurostoxx50 é nuovamente scivolato verso il basso e ha chiuso sul livello d'apertura a 3250 punti (-1.22%). I modesti volumi non significano mancanza di venditori - non possiamo quindi considerare questa seduta come una semplice correzione. Il grafico suggerisce che il rialzo é fallito e molto probabilmente l'Eurostoxx50 non combinerà più nulla fino a fine anno. Possiamo sbagliarci - lo sapremo dopo la seduta di oggi e dopo aver visto come reagiscono gli americani. In teoria dovrebbe a breve esserci un rally da ipervenduto. L'indice delle banche SX7E ha perso il -0.57% a 95.65 punti. Si é comportato diversamente che l'Eurostoxx50 poiché ha recuperato dal minimo a 94.55 punti. Il problema é che il minimo annuale a 94.14 punti é terribilmente vicino.
Crediamo che nell'immediato i tassi d'interesse debbano salire in maniera che le borse europee possano recuperare. Gli europei temono un eccessivo rallentamento congiunturale e sono probabilmente troppo pessimisti. In questo caso le banche dovrebbero comportarsi meglio del resto del mercato - come ieri.
Il DAX (-1.19% a 11200 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 come testimonia il doji star sul grafico. Non sembra che questa sia solo una correzione minore ma lo sapremo con sicurezza solo stasera. Il future sul Bund é scivolato a 162.85 (-0.19%). Questa é una strana reazione. In teoria il Bund dovrebbe comportarsi in questa maniera solo se il DAX sale - forse c'é uno spostamento temporale di un giorno... Dagli 11100 punti al più tardi il DAX dovrebbe risalire ma ormai questo movimento sembra solo un'oscillazione nelle Bollinger Bands ormai orizzontali. La tendenza a corto termine sembra neutra e non al rialzo.
Il FTSE MIB (-0.13% a 19328 punti) si é comportato relativamente bene. Politica e spreads condizionano ancora a breve le oscillazioni del mercato. Come pensavamo sembra che la borsa italiana possa sovraperformare e nelle ultime due sedute sembra solo aver effettuato una correzione minore prima di riprendere il rialzo. Prima di poter dare un parere definitivo dobbiamo però aspettare la seduta odierna ed il ritorno degli investitori americani sul mercato.
La borsa americana é rimasta chiusa a causa della giornata di lutto nazionale per la morte del'ex presidente George Bush.

Le autorità americane hanno fatto arrestare in Canada il CFO dell'azienda cinese Huawei da tempo sospettata di spionaggio commerciale. Questo atto ostile degli americani contro la Cina fa nuovamente divampare la guerra commerciale e i mercati finanziari reagiscono di conseguenza. Il future sull'S&P500, che ieri pomeriggio era ancora a 2717 punti (+16 punti) cade stamattina a 2678 punti (-21 punti). Le borse europee apriranno con perdite intorno al -1%. Non sappiamo cosa potrebbe succedere oggi. Sulla base dei dati tecnici di martedì oggi la borsa americana doveva rimbalzare. Ovviamente non sembra il caso. 
Il Nikkei ha perso il -1.91% - Shanghai é in calo del -1.7%. Le premesse sono per una seduta negativa provocata da una reazione emozionale. In casi del genere l'umore potrebbe anche cambiare velocemente. Potrebbe esserci un rally da sollievo dopo una pessima apertura o un crash nel caso in cui i cinesi reagissera nella manera forte.

Commento del 5 dicembre

Doveva essere una modesta correzione intermedia, non un crollo (S&P500 -3.24% a 2700.06 punti)

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa - l'Eurostoxx50 ha perso il -0.80% a 3189 punti. Ieri sera eravano leggermente preoccupati ma non avevamo motivi concreti per temere un'ondata di vendite. Invece gli americani hanno usato notizie contraddittorie riguardanti la tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina e l'inversione della curva dei tassi d'interesse, che normalmente segnala una recessione, per vendere in maniera massiccia. Il movimento é stato accentuato dal fatto che oggi la borsa americana é chiusa. 
Non siamo in grado in questo momento di valutare se sta cambando qualcosa nel trend o se si tratta solo di un incidente di percorso. Appena avremo preso una decisione basata su dati concreti e non solo sulla base di emozioni aggiorneremo questo commento.

Ore 10.40: Malgrado le pesanti perdite non sembra che le borse debbano crollare. Abbiamo l'impressione che l'ondata di vendite di ieri sera sia stata generata dagli algoritmi che hanno reagito all'inversione della curva dei tassi d'interesse sull'USD. Un'inversione significa che i tassi d'interesse a corto termine sono più alti di quelli a lungo termine. Questo effetto si verifica quando gli investitori si aspettano un forte rallentamento economico e un calo del costo del denaro - comprano obbligazioni a lungo termine per assicurarsi redditi interessanti e riducono la liquidità. Stamattina però la situazione sembra normalizzarsi. L'US Treasuy Bonds a 2 anni rende il 2.80% - quello a 10 anni il 2.91%.
Ieri l'S&P500 ha aperto a 2782 punti e all'inizio é ancora salito a 2786 punti di massimo. Un calo di soli 4 punti rispetto alla chiusura di lunedì. Poi però i venditori hanno preso il controllo delle operazioni. L'S&P500 é caduto alle 19.40 fino a 2706 punti, é rimbalzato fino ai 2730 punti ed é caduto fino alla chiusura sul minimo a 2700.06 punti (-3.24% / -90 punti). La chiusura sul minimo con volumi in aumento (volume relativo a 1.2) é un segnale decisamente negativo. La tecnologia ha trascinato la caduta (Nasdaq100 -3.78% a 6795 punti) ma praticamente tutti i settori hanno subito pesanti perdite. La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 1161 su 6057, NH/NL a 391 su 963 (non terriile - poteva essere peggio). La volatilità VIX é balzata a 20.74 punti (+4.30) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta relativamente bassa a 0.69.
Stamattina non si vede panico ma i mercati sembrano stabilizzarsi. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3150 punti - ora é a 3162 punti (-0.84%). Il future sull'S&P500 risale a 2715 punti (+13 punti).
Naturalmente dobbiamo aspettare che domani riapra Wall Street per saper cosa intendono fare gli americani. Il crollo di ieri sembra però unicamente un incidente di percorso che ha eliminato gli speculatori long e riportato il mercato su solida base. La correzione minore si é svolta in maniera breve e violenta. Prevediamo ancora questa settimana una ripresa del rialzo.

Commento del 4 dicembre

Da 2814 punti di S&P500 (future) é partita una correzione intermedia

Ieri mattina sull'onda dell'entusiasmo provocato dalla tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina, le borse sono ripartite con entusiasmo al rialzo. Le borse europee hanno aperto in gap up, hanno ancora guadagnato terreno fino alle 09.30 e sono rimaste su alti livelli fino alle 11.00. Poi sono lentamente arrivate le prese di beneficio e gli indici hanno ritracciato. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3240 punti ed é salito fino ai 3245 punti. Ha chiuso la sera a 3218 punti (+1.32%). Gli altri indici azionari si sono comportati in maniera simile rispettando le regole che vigono in queste giornate. Il FTSE MIB (+2.26% a 19622) ha fatto meglio e ha raggiunto il primo obiettivo intermedio per questo rialzo a 19500-19600 punti. Il difensivo SMI (+0.76% a 9106 punti) ha fatto peggio. In mezzo si piazza il DAX (+1.85% a 11465 punti.
Vi avevamo detto che l'S&P500 avrebbe raggiunto la fascia di resistenza a 2800-2810 punti (massimi di metà ottobre e metà novembre) e poi avrebbe dovuto iniziare una correzione intermedia. Il future la mattina in Europa ha toccato un massimo a 2814 punti. Durante la seduta l'S&P500 ha toccato il massimo giornaliero a 2800 punti in apertura. Ha chiuso a 2790.37 punti (+1.63%) con un robusto guadagno di 30 punti. Su tutti i grafici appaiono delle candele rosse rosse più o meno consistenti abbandonate nel nulla. Nell'ambito della correzione minore appena iniziata é possibile e probabile che questi gap vengano chiusi. Significa che l'S&P500 dovrebbe scendere fino ai 2760 punti prima di ripartire al rialzo. Stamattina il future é a 2776 punti (-14 punti). Domani la borsa americana é chiusa. Probabilmente oggi a Wall Street avremo una seduta moderatamente negativa con volumi in calo. L'Europa segue...

Aggiornamento del 3 dicembre

Gap da accelerazione (continuation gap)

La tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina sta entusiasmando gli investitori che stamattina hanno deciso di comperare. Il Nikkei guadagna il +1.05% - Shanghai fa un balzo del +2.6%. Il future sull'S&P500 sale a 2811 punti (+53 punti). Gli indici azionari europei ed americani apriranno con degli ampi gaps up che in questa fase di mercato devono essere delle accelerazioni e delle conferme che il trend rialzista deve continuare. Probabilmente nel corso della giornata ci saranno delle prese di beneficio e un ritracciamento - abbiamo previsto che intorno ai 2800-2815 punti di S&P500 debba iniziare una correzione minore. Il rally di Natale é però lanciato.
L'Eurostoxx50 vale ora 3225 punti (+52 punti) - le borse europee apriranno con guadagni tra il +1.5% ed il +2%. Si preannuncia una giornata di festa per le borse mondiali.

Commento del 1-2 dicembre

Tregua commerciale di 90 giorni tra Stati Uniti e Cina - il rialzo é destinato a continuare senza intoppi

Il commento di una settimana fà aveva un titolo conciso: buy. L'invito a comperare la borsa americana malgrado che l'S&P500 avesse appena chiuso sul livello più basso da maggio e avesse appena terminato una settimana pessima (-3.79%) era inequivocabile. Raramente siamo così convinti di una previsione e così diretti nei nostri consigli d'investimento. Il messaggio era palese: "...nel complesso i dati sul sentiment dicono chiaramente BUY ! Se a questo segnale aggiungiamo l'eccesso di ribasso a corto e medio termine é evidente che ora per l'analisi tecnica bisogna comperare la borsa americana - secondo le statistiche e sulla base dei dati in nostro possesso esiste una probabilità di circa l'80% che si sviluppi una gamba di rialzo della durata di almeno quattro settimane con un potenziale di rialzo di circa il +6% sull'S&P500. Una costellazione così favorevola và sfruttata." In effetti da lunedì la borsa americana é partita al rialzo e sui grafici sono apparse cinque candele bianche con minimi e massimi ascendenti. La spinta é stata possente e ha superato le nostre più rosee aspettative. Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 2760.17 punti (+0.82%) con una performance settimanale del +4.85%. Il Nasdaq100 (+0.82% a 6949 punti) ha fatto ancora meglio con un balzo complessivo nelle ultime cinque sedute del +6.46%. Gli indici azionari erano saliti malgrado le nuvole nere che si addensavano sul fronte delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina prima della riunione del G20 a Buenos Aires. L'incontro tra Trump e Xi ha avuto un esito positivo. Le due superpotenze hanno deciso una tregua commerciale di 90 giorni - nel frattempo cercheranno di raggiungere un accordo. Per le prossime settimane c'é quindi una costellazione ideale alla continuazione del rialzo. I tassi d'interesse di mercato sono scesi grazie all'annuncio della FED di non voler alzare i tassi d'interesse di riferimento in maniera aggressiva - l'incremento di +0.25% che dovrebbe essere annunciato il 19 dicembre dovrebbe essere l'ultimo prima di una lunga pausa. Il reddito dell'US Treasury Bonds a 10 anni é sceso a 3.01% anche grazie al drammatico calo del prezzo del petrolio negli ultimi due mesi. Ora il petrolio si é stabilizzato sui 50 USD (WTI 50.93 USD/barile) - abbastanza basso da ridurre le attese d'inflazione e abbastanza alto per impedire un ulteriore calo delle azioni del settore. L'S&P500 non é ipercomperato. Lo sarà presumibilmente a corto termine verso le seconda metà della prossima settimana. Probabilmente sui 2800 punti ci sarà un massimo intermedio seguito da una correzione minore. Secondo cicli e statistiche il rialzo dovrebbe però continuare fino all'inizio del 2019. Siamo molto indecisi a riguardo del potenziale di rialzo. Settimana scorsa l'S&P500 ha guadagnato 128 punti. Oggi citiamo di conseguenza una variante grafica ottimistica. Da ottobre l'S&P500 ondeggia nel canale delimitato approssimativamente dai 2630-2810 punti - sono 180 punti. Una rottura sopra i 2810 punti libererebbe secondo grafico un potenziale di rialzo equivalente di 180 punti - l'obiettivo quindi sarebbe a 2990 punti - un nuovo massimo storico. Salire sopra il precedente massimo a 2941 del 21 settembre sarà però molto difficile.
Oggi consigliamo di conseguenza di tenere aperte le posizioni long - i traders possono chiudere temporaneamente sui 2800 punti di S&P500 - gli investitori possono restare long fino all'inizio dell'anno prossimo.
Venerdì 30 novembre é deceduto all'età di 94 anni il 41. presidente degli Stati Uniti George Bush. Il funerali di Stato si terranno mercoledì 5 dicembre - in questa giornata di lutto nazionale la borsa restarà eccezionalmente chiusa.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.14% a 3173 punti
DAX                         +0.58% a 11257 punti
SMI                          +2.06% a 9037 punti
FTSE MIB                  +2.53% a 19189 punti
S&P500                    +4.85% a 2760.17 punti
Nasdaq100               +6.46% a 6949 punti

Finora abbiamo parlato della fenomenale settimana della borsa americana e della nostra precisa previsione. Abbiamo intenzionalmente tralasciato l'Europa per due ragioni. Purtroppo le borse europee si sono nuovamente lasciate distanziare dall'America. C'é stato un rally lunedì ma per il resto della settimana l'Europa é stata apatica e riluttante. Non é quello che ci aspettavamo - a causa della sottovalutazione fondamentale speravamo in una riscossa dell'Europa. Invece il rialzo in Europa é debole e anemico. Manca di forza e partecipazione. Forse lunedì ci sarà un risveglio poiché anche l'Europa pativa sotto le conseguenze della guerra commerciale scatenata da Donald Trump. Finora però nulla sul fronte tecnico ci dice che la situazione migliorerà. Anche venerdì Eurostoxx50 (-0.03% a 3173 punti) e colleghi hanno avuto una seduta opaca. Il fatto che alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3186 punti non cambia molto. Probabilmente gli indici azionari europei saliranno nelle prossime settimane in scia all'America. Bisogna quindi restare long. Il potenziale di rialzo sembra però modesto. Ci sono troppi problemi irrisolti. L'economia dell'UE rallenta in maniera preoccupante e le tensioni aumentano. La Brexit é ancora un problema senza una chiara soluzione, il governo italiano con la sua politica di confronto non ottiene risultati tangibili se non quello di innervosire le istituzioni e i mercati finanziari. Infine l'insoddisfazione dei cittadini in parecchi Stati comincia a sfociare in proteste di piazza (p.e. gilets jaunes in Francia). Malgrado un calo dei tassi d'interesse sull'EUR (il future sul Bund tedesco é sul massimo annuale, il Bund decennale rende il 0.322%) le borse non decollano.  Questo é un segnale di debolezza relativa e strutturale. 
La borsa italiana (FTSE MIB +0.15% a 19189 punti) sembra avere a corto termine maggiore potenziale di rialzo - questo é dovuto al fatto che nelle ultime settimane il sentiment era diventato pessimo. La reazione dai minimi potrebbe essere più robusta del resto dell'Europa. Lunedì abbiamo previsto: "Per ora possiamo confermare che la pista é libera fino ai 19500-19600 punti - poi vedremo in che forma si troverà il mercato." A 19500 punti scorre la MM a 50 giorni. Gli ultimi due tentativi di superarla (inizio agosto - fine settembre) sono falliti dopo una falsa rottura al rialzo. 

La seduta di venerdì a Wall Street é stata positiva. Noi ci aspettavamo una seduta di pausa e di consolidamento. È possibile (CBOE Equity put/call ratio a 0.53) che traders abbiamo speculato al rialzo sperando in un esito positivo dall'incontro tra Trump e Xi. Non bisogna di conseguenza sorprendersì se lunedì invece che un rally ci saranno prese di beneficio.
L'S&P500 ha aperto a 2737 punti, é sceso a 2732 punti di minimo ed é risalito a 2747 punti. Poi é rimasto fermo per ore e solo nelle ultime due ore di contrattazioni é salito a balzi fino al massimo a 2760.17 punti (+0.82%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3968 su 3196, NH/NL a 557 su 326 e volume relativo a 1.3. Pochi titoli con alti volumi hanno spinto gli indici al rialzo. Questo non é buono e nel breve potrebbe esserci un ritracciamento prima di affrontare la fascia di resistenza costituita dalle MM a 50 e 200 giorni. Molti analisiti tecnici lanciano segnali d'allarme a causa dell'imminente incrocio di queste due medie mobili (death cross) - questo segnale di vendita a medio termine funziona però molto male quando si tratta di prevedere i trend a corto termine. Questo non é un impedimento al rialzo nelle prossime 4-5 settimane. La volatilità VIX é scesa a 18.07 punti (-0.72).
La tendenza di fondo della borsa americana resta al ribasso con il 34.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 41.42. Siamo positivi fino all'inizio dell'anno prossimo ma restiamo negativi per il 2019.
Settimana prossima prendo alcuni giorni di vacanza - é possibile che certi commenti verranno pubblicati in orari diversi dal normale o in forma ridotta nel caso non ci fosse nulla di importante da riferire.

Commento del 30 novembre

Consolidamento - l'Europa mostra nuovamente una preoccupante debolezza relativa

I grafici a candele hanno dei vantaggi indiscutibili - si vede subito come si é sviluppata una seduta e quale esito ha avuto. Sul DAX le ultime tre candele sono rosse, piene e parallele. Significa che il DAX (-0.01% a 11298 punti) non ha fatto progressi e ha iniziato le sedute vicino ai massimi e le ha chiuse sui minimi - durante la giornata prevalgono le vendite. Sull'S&P500 (-0.22% a 2737.76 punti) appaiono due lunghe candele bianche e un doji star con minimo e massimo ascendenti - significa che l'indice é in una fase di rialzo sostenuta durante la giornata da ulteriori acquisti - l'ultima candela mostra incertezza ed equilibrio e corrisponde probabilmente ad un sano consolidamento.
Anche senza approfondite analisi si arriva ad una chiara conclusione. L'S&P500 si comporta come da previsioni e sta effettuando una rialzo di corto termine con obiettivo indicativo sui 2800 punti. Potrebbe salire più in alto e fino alla prima decade di gennaio 2019 ma per il momento non abbiamo ancora elementi tecnici validi per sostenere questa ipotesi basta sui cicli e sulle statistiche.
Le borse europee invece non hanno trazione - mancano momentum e forza d'acquisto e dopo il rally di lunedì non é successo più niente. La mattina Eurostoxx50 e colleghi provano ad imitare gli Stati Uniti ed aprono in guadagno. Durante la giornata però vendite sporadiche incontrano compratori poco convinti con il risultato che gli indici azionari scivolano verso il basso e chiudono praticamente invariati. Anche ieri la seduta in Europa si é conclusa con un nulla di fatto. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3174 punti (+0.19%), il DAX é bloccato a 11298 punti (-0.01%) e il FTSE MIB ha recuperato la perdita di mercoledì ed é tornato a 19159 punti (+0.23%). Solo l'SMI svizzero ha avuto un balzo del +1.36% a 9015 punti. Per assurdo questo é avvenuto in una giornata dove a sorpresa é arrivata la notizia che il PIL in Svizzera nel terzo trimestre é sceso del -0.2%. La conseguenza é stata una diminuzione dei tassi d'interesse e un calo del CHF e questo ha avuto meccanicamente un influsso positivo sulla borsa. Buone notizie riguardanti il colosso farmaceutico Novartis (+2.45%) hanno fatto il resto.

Ieri in America doveva iniziare un consolidamento di due o tre giorni che doveva far ridiscendere l'S&P500 al massimo fino ai 2700 punti. La prima di queste sedute é andata come previsto. L'S&P500 ha aperto in calo a 2736 punti. È sceso fino alle 17.00 a 2717 punti ed é risalito fino alle 21.00 fino al massimo a 2753 punti. Sul finale é tornato sul livello d'apertura e ha chiuso a 2737.76 punti (-0.22%). Il Nasdaq100 (-0.30% a 6892 punti) si é comportato alla stessa maniera. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3315 su 3797, NH/NL a 511 su 214 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 18.79 punti (+0.30) mentre la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.57 (gli speculatori long si stanno lentamente svegliando). Per ora indice e indicatori si sviluppano secondo le attese. Oggi dovrebbe esserci un'altra seduta simile. Poi molto dipende da cosa succederà durante l'incontro tra Trump e Xi nell'ambito del G20 di questo fine settimana a Buenos Aires. 

Stamattina il Nikkei marcia sul posto (-0.06%) - Shanghai guadagna il +0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2739 punti (-5 punti) - il future é in perdita ma teoricamente l'S&P500 é invariato. L'Eurostoxx50 vale ora 3182 punti - anche oggi le borse europee aprono in guadagno (+0.2%). Considerando l'incertezza prima del G20 e il comportamento nelle ultime tre sedute siamo convinti che anche oggi le borse europee non saliranno. Probabilmente chiuderanno stasera praticamente invariate. Alle 11.00 vengono pubblicati gli ultimi dati sull'inflazione in Europa. Si prevede un aumento dei prezzi al consumo del +2.1%. Vi ricordiamo che questo significa che i tassi d'interesse reali sono negativi. Tempi duri per gli investitori...

Commento del 29 novembre

"I tassi dínteresse sono appena sotto il livello neutro" - Powell (FED) scatena un rally

Ieri fin verso le 17.50 non é successo nulla di importante. I mercati finanziari erano letargigi. Le borse europee hanno aperto la mattina con un tentativo di rialzo che é svanito nel corso della giornata trasformandosi in una oscillazione in laterale con per saldo una debole discesa e un ritorno alla parità. Questo significa che la giornata in Europa é terminata con un nulla di fatto. L'Eurostoxx50 ha chiuso praticamente invariato a 3168 punti (+0.06%) - DAX (-0.09% a 12298 punti), FTSE MIB (-0.18% a 19115 punti) e SMI (-0.04% a 8894 punti) si sono comportati alla stessa maniera. Anche a livello settoriale non ci sono stati movimenti importanti - l'indice delle banche SX7E (+0.09% a 97.75 punti) ha marciato sul posto. Nei commenti serali non sapevamo cosa scrivere - non c'era veramente niente da dire a proposito di una giornata senza spunti. Si é trattato di una seduta in trading range che ha lasciato sui grafici delle minuscole candele che si avvicinavano di molto a dei doji senza importanza.
La situazione é cambiata radicalmente quando verso le 17.50 negli Stati Uniti é iniziato il discorso del capo della FED Jerome Powell all'Economic Club di New York. Powell ha fatto due affermazioni importanti. Ha dichiarato che i tassi d'interesse in America sono appena sotto il livello neutro e che la politica monetaria della Banca Centrale resta flessibile e non segue uno schema prefissato. Questo significa che per il momento il ciclo di rialzi dei tassi d'interesse in America dovrebbe fare una pausa - forse la FED rinuncerà anche all'atteso aumento del +0.25% previsto a dicembre. Nel futuro, se come sembra la congiuntura é destinata a rallentare, la FED potrebbe adattarsi e ridiventare accomodante. I mercati temevano il rincaro del costo del denaro e questo messaggio di Powell é stato quindi accolto in maniera positiva. Malgrado che i tassi d'interesse di mercato siano rimasti fermi, l'USD é calato (EUR/USD a 1.1385) e in borsa si é scatenato un rally. L'S&P500 aveva aperto a 2693 punti e all'inizio era ancora scivolato fino ai 2684 punti chiudendo praticamente il gap d'apertura. Per le 17.50 era tornato sui 2692 punti. Poi, dopo le dichiarazioni di Powell, é decollato. Dopo pochi minuti era a 2717 punti e aveva di colpo superato la resistenza a 2690-2700 punti. In seguito é continuato a salire in maniera regolare fino alla chiusura sul massimo giornaliero a 2743.79 punti (+2.30%). Naturalmente questo preannunciato short covering rally ha avuto come protagonista il Nasdaq100 che é salito a 6913 punti (+3.17%). Inutile aggiungere che le stelle della giornata per volumi e guadagni sono stati i conosciuti AGMAF (Apple +3.85%, Google +3.75%, Microsoft +3.71%, Amazon +6.09%, Facebook +1.30%). Negli ultimi tempi Facebook zoppica e nel club dei leaders viene sostituito da Netflix (+6.01%).
La seduta al NYSE é stata ovviamente ottima con A/D a 5950 su 1262, NH/NL a 501 su 455 e volume relativo a 1.0. L'aumento dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) é modesto ma basta guardare i grafici degli indici per capirne la ragione - siamo ancora in mezzo al range degli ultimi 30 giorni. I dati sul sentiment sono migliorati ma (per fortuna) non di molto: la volatilità VIX é scesa a 18.49 punti (-0.53) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.62 (valore neutro). L'umore degli investitori migliora ma siamo lontani dall'ottimismo. A breve il balzo di ieri deve essere digerito - questo significa che ci deve essere una fase di consolidamento durante la quale l'S&P500 potrebbe tornare fino ai 2700 punti. Probabilmente però non scenderà così in basso prima di ripartire al rialzo. Attenzione al G20 durante il fine settimana in Argentina. Se Stati Uniti e Cina si aprissero al dialogo e cercassero di migliorare le loro relazioni commerciali il rally in borsa potrebbe proseguire in maniera dinamica. In caso contrario non ci aspettiamo una caduta del mercato ma semplicemente un consolidamento più lungo e profondo - in questo caso l'S&P500 potrebbe in effetti rivedere i 2700 punti.
L'impressione tecnica é però che molti sono stati presi in contropiede da questa spinta di rialzo e devono ancora comperare - perché devono coprire posizioni speculative short o perché sono sotto investiti. Questo rialzo a corto termine ha ancora carburante a disposizione. La prossima importante fascia di resistenza si trova a 2781 punti (MM a 50 giorni) - 2813 punti (massimo di novembre).

Stamattina i mercati frenano. Il Nikkei sta guadagnando il +0.34% - Shanghai é invece in calo del -1.3%. Il future sull'S&P500 perde 7 punti a 2734 punti. Le borse europee devono scontare l'ottima seduta di ieri sera a Wall Street ma l'entusiasmo viene temperato dal ritracciamento del future sull'S&P500. Questo significa che l'Eurostoxx50 vale ora 3193 punti - sono 25 punti più che la chiusura ieri e 11 punti in meno del valore raggiunto alle 22.00. Le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.7% - temiamo che oggi possano in parte sgonfiarsi poiché le premesse per l'incontro di sabato tra Trump e Xi non sono molto buone.
Il motto odierno é "consolidamento".

Commento del 28 novembre

L'S&P500 conferma il rialzo con una seduta positiva malgrado notizie negative - l'Europa fa fatica

Dopo il rally di lunedì ieri la giornata é stata caratterizzata da un consolidamento che si é lentamente dissipato nel corso della giornata. Praticamente le borse hanno aperto in negativo e sono scivolate verso il basso fino alle 16.00. Poi lentamente sono tornate a salire. In Europa il recupero non ha permesso agli indici azionari di tornare in positivo. Il DAX ha terminato la giornata a 11309 punti (-0.40%) - il FTSE MIB, che chiude alla stessa ora, ha fatto segnare una perdita simile (-0.43% a 19150 punti). L'Eurostoxx50, che viene calcolato fino alle 18.00, si é fermato a 3166 punti (-0.20%). L'Eurostoxx50 ha perso 6 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero. Per l'analisi tecnica c'é poco da dire. Sarebbe stato meglio che il movimento fosse continuato per confermare appieno l'inizio del rialzo segnalato dal rally di lunedì - possiamo però convivere con questa lieve perdita che non ha fatto danni. L'indice delle banche SX7E é caduto del -0.51% a 97.66 punti - una normale reazione dopo il balzo (+2.91%) di lunedì. 
Il cambio EUR/USD scende a 1.1300. La debolezza dell'EUR non ci piace e non aiuta le borse europee. Il vecchio supporto a 1.13 non conta più nulla - ora il supporto corrisponde al minimo annuale a 1.1215. Il grafico é contraddistinto da ondate regolari di debole ribasso con minimi e massimi discendenti. Il cambio é sotto la MM a 50 giorni in calo. Sembra quindi che il cambio debba continuare gentilmente a scendere anche se escludiamo drammatiche accelerazioni al ribasso. Da giugno il cambio ha perso 3 cts - potrebbe per fine anno arrivare a 1.11-1.12.

L'S&P500 é invece riuscito a completare il recupero e terminare la seduta sul massimo giornaliero e con un guadagno di 8 punti a 2682.17 punti (+0.33%). Non é molto ma il comportamento dell'indice é stato costruttivo - sul grafico appare un'altra candela bianca con minimo a massimo ascendente - un tipico segnale di rialzo. L'indice sale con investitori scettici e questo assicura una continuazione del rialzo causata da tutti quelli che saranno obbligati a seguire il movimento per coprire posizioni short o tornare con posizioni di portafoglio neutrali e non sottoinvestiti come adesso. Preferiamo lenti e solidi rialzi con investitori prudenti piuttosto che rally evanescenti causati dai traders che speculano ma abbandonano subito la presa al primo segnale di pericolo. Ieri il mercato é salito malgrado le notizie negative riguardanti il conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina - una borsa che ignora notizie negative é per definizione forte.
L'S&P500 ha aperto a 2665 punti. All'inizio é caduto fino a 2655 punti di minimo ma poi é tornato sui 2670 punti - su questo livello l'S&P500 é oscillato per ore e solo dopo le 20.00 si é nuovamente mosso al rialzo e ha infine chiuso sul massimo giornaliero a 2682.17 punti (+0.33%). Il Nasdaq100 (+0.34% a 6701 punti) lo ha imitato. Il Russell2000 ha invece perso il -0.87% - questo é un punto negativo che dovremo monitorare nei prossimi giorni.
La seduta al NYSE é stata negativa (a causa del Russell2000/RUT che comprende 2000 azioni) con A/D a 2703 su 4458, NH/NL a 215 su 519 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita di poco a 19.02 punti (+0.12) - la CBOE Equity put/call ratio é tornata alta a 0.70. La strada verso l'alto é aperta fino ai 2690-2700 punti di S&P500 - poi vedremo come si comporta l'S&P500 quando incontra questo primo serio ostacolo. Dovrebbe superarlo dopo una breve esitazione di una o due sedute.
Tra l'altro anche i cadaveri tornano in vita - le monete digitali stanno rimbalzando, segno evidente che gli investitori sono nuovamente disposti a prendere dei rischi. Il Bitcoin nella notte é tornato a 4080 USD (ca. +6%).

Stamattina anche le borse asiatiche si uniscono gentilmente al rialzo. Il Nikkei sta guadagnado il +0.99% - Shanghai lo imita con un +1%. Il future sull'S&P500 é a 2691 punti (+7 punti). Sono le 07.50 - é ancora presto per avere indicazioni concrete riguardanti l'apertura in Europa. Ci aspettiamo però un balzo iniziale di circa il +0.5%. Questo significa che l'Eurostoxx50 dovrebbe iniziare le contrattazioni sui 3180 punti. Considerando che ora teoricamente l'S&P500 si trova sui 2690 punti non crediamo che oggi le borse possano salire sensibilmente più in alto. Le premesse sono in ogni caso per una seduta positiva. Alle 14.30 é atteso il dato sul PIL americano nel terzo trimestre - essendo una revisione l'annuncio non dovrebbe spostare i mercati. Più importante sarà il contenuto della conferenza di Jerome Powell, capo della FED, prevista alle 18.00. Gli analisti si aspettano che Powell parli della possibilità di una pausa nel ritmo di aumento dei tassi d'interesse a causa del rallentamento economico. La parola magica é "normalizzazione".

Commento del 27 novembre

Breakaway gaps

Ieri finalmente i compratori si sono risvegliati e hanno ripreso il coraggio e l'iniziativa. Non c'é voluto molto - solo che il flusso di notizie negative si fermasse. Poi é bastato l'ipervenduto, il pessimismo e l'eccesso di speculazione al ribasso a provocare una reazione nella direzione opposta e l'inizio di un rialzo. L'inizio di questo movimento sui grafici é stato sancito da una serie di gaps di rottura (breakaway gaps) sia in Europa che in America. Gli indici hanno aperto sopra il massimo della seduta di venerdì e non sono più scesi - hanno terminato la giornata vicino ai massimi giornalieri e con sostanziali guadagni. È evidente che non basta una seduta positiva con buoni dati tecnici riguardanti la partecipazione per poter essere sicuri che si é verificata un'inversione di tendenza. Diciamo però che una serie di indizi non possono che farci arrivare a questa conclusione. Dai doppi minimi di settimana scorsa potrebbe al limite esserci solo un rimbalzo tecnico - secondo il calcolo delle probabilità dovrebbe però trattarsi di una fase di sostenibile e sostanziale rialzo - già ieri sera nei commenti sugli indici europei abbiamo indicato i primi obiettivi intermedi.
L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3172 punti (+1.13%) - la strada é aperta fino ai 3250 punti.
Il DAX é salito a 11354 punti (+1.45%) - le prime serie resistenze si trovano sui 11600 punti.
Il FTSE MIB é balzato a 19233 punti (+2.77%). Improvvisamente il governo italiano sembra disposto al dialogo con Bruxelles e pronto a rivedere il budget per lo Stato riducendo il deficit sotto la soglia del -2.4%. I mercati finanziari hanno reagito immediatamente con un rally trascinato dalle banche (SX7E +2.91% a 98.16 punti). Le nostre previsioni sembrano concretizzarsi. Gli investitori erano troppo pessimisti e il FTSE MIB scontava già il peggio. Ora i ribassisti devono coprire mentre timidamente appaiono dei compratori. Come anticipato mercoledì scorso questo rialzo può sorprendere. Possiamo confermare che la pista é libera fino ai 19500-19600 punti - poi vedremo in che forma si troverà il mercato.

Nei commenti di ieri sera siamo rimasti cauti. Non sapevamo se anche l'America si sarebbe mossa con convinzione al rialzo. Invece anche da Wall Street sono arrivati dati confortanti - la seduta é stata positiva e convincente come in Europa.
L'S&P500 ha aperto con un gap up di 8 punti a 2656 punti. È salito a 2671 punti ma poi ha ancora avuto una fase di debolezza ed é sceso a metà giornata a 2750 punti di minimo. Un gap di 2 punti é rimasto aperto. Dopo l'S&P500 é solo salito fino alla chiusura a 2673.45 punti (+1.55%). Il Nasdaq100 si é comportato come d'abitudine in caso di rally e ha sovraperformato (+2.31 a 6678 punti). Tutti i settori hanno partecipato a questo rialzo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4785 su 2401, NH/NL a 330 su 361 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 18.90 punti (-2.62) - la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.64 - gli indicatori di sentiment hanno cambiato direzione.
Ieri sera dopo la chiusura dei mercati alcune affermazioni di Donald Trump riguardanti il conflitto commerciale con la Cina hanno fatto cadere il future sull'S&P500 di una ventina di punti. Stamattina i mercati finanziari accusano il colpo ma stanno tentando di rialzare la testa. Il future sull'S&P500 é a 2664 punti (+3 punti). Se come pensiamo ieri é iniziata una fase di rialzo oggi le borse non devono lasciarsi andare e ricadere ma devono incassare le notizie negative con una seduta di consolidamento.
Al momento la situazione é ancora fluida. Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei sta guadagnando il +0.81% - Shanghai sta perdendo il -0.1%. L'Eurostoxx50 vale ora 3169 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate (-0.1%). Nell'agenda economica non scorgiamo eventi in grado di muovere i mercati. Ci aspettiamo una seduta di pausa. Ideale sarebbe se gli indici azionari riuscissero a guadagnare ancora qualche punto. Ci accontenteremo anche di un consolidamento sui livelli d'apertura.

Aggiornamento del 26 novembre

Black Friday - vendite soddisfacenti - ed ora Cyber Monday

Le vendite registrate durante l'orgia consumistica americana del Black Friday sono stato soddisfacenti. Ora si preannuncia un Cyber Monday ancora più interessante. Oggi sono i giganti delle vendite al dettaglio in rete ad attirare i clienti con offerte favolose e le prospettive sono rosee. Stamattina rimbalza il prezzo del petrolio (+0.70 USD) e il Bitcoin torna sopra i 4000 USD (+8%) dopo un ulteriore crash durante il fine settimana quando il prezzo ha raggiunto i 3600 USD. Sugli schermi riappare luce verde - il future sull'S&P500 sale a 2644 punti (+15 punti). Le borse asiatiche sono ancora miste - il Nikkei sale del +0.78% - Shanghai é in calo del -0.3%.
Sono le 07.45 e non abbiamo ancora indicazioni riguardanti le borse europee. Ci aspettiamo però guadagni iniziali dell'ordine del +0.5%. Le premesse della giornata sono per una seduta positiva - il quadro che si presenta stamattina corrispondono alle nostre previsioni. Speriamo che la tendenza rialzista venga confermata nel corso della settimana.
Alle 10.00 é atteso l'indice ifo tedesco sulle prospettive congiunturali in Germania. Durante la giornata parleranno alcuni responsabili della BCE - Mario Draghi terrà una conferenza alle 15.00. L'umore del mercato é negativo - potrebbero esserci sorprese positive. 

Commento del 24-25 novembre

Buy

Una settimana fà avevamo previsto una moderata continuazione del rialzo in America e descritto la possibilità che le borse europee nelle prossime settimane potessero comportarsi meglio della borsa americana. Invece la settimana appena trascorsa, con la pausa di Thanksgiving, é stata negativa - in America c'é stato ancora un crollo in sole quattro sedute di contrattazioni di cui due con scarsi volumi. L'Europa si é comportata relativamente meglio - il saldo settimanale é però anche qui negativo. Dove abbiamo sbagliato ? Il colpevole é presto trovato - il petrolio. Il 14 novembre (vedi commento tecnico sottostante) eravamo convinti che sui 55 USD il prezzo del petrolio fosse su un minimo intermedio. All'inizio di ottobre era ancora a 76 USD e il ribasso sembrava aver avuto una spinta di esaurimento. In effetti c'é stato un rimbalzo ed il prezzo é risalito sui 58 USD - una settimana fà era ancora a 56.68 USD. Poi c'é stato  un tracollo di cui é inutile discuterne le ragioni. Questo venerdì il petrolio ha raggiunto i 50.39 USD/barile con una perdita giornaliera di -4.24 USD (-7.76%). Questo ha provocato una seduta negativa. L'S&P50 é sceso a 2632.56 punti (-0.66%) con un robusto contributo del settore energetico (ETF Energy -3.14%). Questa però é stata una seduta anomala e semifestiva (Black Friday) che si é conclusa con tre ore di anticipo (13.00 NY Time - 19.00 in Europa) ed é stata contraddistinta da scarsi volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.45).
Ora il petrolio e la borsa americana sembrano pronti per un forte rimbalzo tecnico che almeno per l'S&P500 dovrebbe trasformarsi in una sostanziale e sostenibile fase di rialzo. L'S&P500 é in eccesso di ribasso e con investitori e traders molto pessimisti e speculativamente esposti al ribasso. Le premesse sono ideali per un rally. Possiamo ancora sbagliarci? Certo, anche se più la situazione di eccesso si intensifica e più le probabilità di un rally aumentano. Al giorno d'oggi il 75% del trading é generato dai computers e dominato dagli algoritmi. Questi hanno la tendenza di proseguire in una direzione fino a quando qualcosa non li obbliga a muoversi nella direzione opposta - non hanno sentimenti ed emozioni e quindi eccesso e pessimismo sono dei termine in parte sconosciuti. Il prezzo del petrolio é sceso per 7 settimane consecutive - dai 76 ai 50 USD - é una perdita di 26 USD o il -34% - per tornare sul prezzo di partenza ci vuole un guadagno del +52% - é matematico. Secondo logica la correzione é eccessiva - per un computer questo non conta - nel 2016 fino alla metà del 2017 il prezzo del petrolio é oscillato intorno ai 40 USD (+/-10 USD). Una continuazione del ribasso é possibile ma sarebbe estremamente dannosa. I consumatori ne approfittano - i produttori invece rischiano un fallimento. Qualsiasi movimento troppo brusco ed eccessivo di un bene così importante come il petrolio può avere effetti collaterali dirompenti e andrebbe evitato.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.37% a 3137 punti
DAX                         -1.31% a 11192 punti
SMI                          -0.64% a 8846 punti
FTSE MIB                  -0.87% a 18715 punti
S&P500                    -3.79% a 2632.56 punti
Nasdaq100               -4.95% a 6527 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta positiva. Nulla di particolare - gli indici azionari sono sono mossi nel range del precedenti tre sedute. Hanno però chiuso sul massimo giornaliero allontanandosi sensibilmente dal supporto fornito dai doppi minimi annuali. Inoltre non si sono lasciate impressionare dalla caduta sul finale della borsa americana. L'Eurostoxx50 ha terminato la seduta ufficiale a 3137 punti (+10 punti / +0.34%) - alle 22.00 era ancora a 3132 punti. DAX (+0.49% a 11191 punti) e FTSE MIB (+0.60% a 18715 punti) si sono comportati in maniera simile.
A questo punto é necessario ripetere come si presenta il quadro tecnico generale. La tendenza di base in Europa é saldamente al ribasso. Il nostro indicatore proprietario basta sulla stocastica che usiamo per il trading a medio termine é ancora nettamente su sell. Non ci sono quindi ragioni per comperare azioni ora con l'intenzione di venderle tra sei mesi con guadagno. Siamo però convinti che i minimi annuali per le prossime settimane non verranno peggiorati. Questi doppi minimi servono da solido supporto e a breve deve svilupparsi una spinta di rialzo che ciclicamente può durare fino alla prima settimana di gennaio. Vale la pena giocare questa fase con posizioni speculative long. Speculative perché il mercato é fragile, volatilile ed instabile. Probabilmente il bull market iniziato nel 2009 é finito e siamo all'inizio di un bear market.

La seduta di venerdì a Wall Street é stata strana. Non solo perché é durata 3 ore meno del solito. Ci sono inabituali divergenze tra settori e l'apparenza inganna - la giornata non é andata così male.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2631 punti. È salito ad ondate fino al massimo a 2647 punti e poi é ridisceso in maniera speculare fino ai 2632.56 punti (-0.66%) finali. Il Nasdaq100 (-0.74% a 6527 punti) lo ha imitato. Sembra una giornata decisamente negativa ma l'A/D (3201 su 3857) non conferma. Come mai? Il DJ Transportation ha guadagnato il +0.03% - il Russell2000 é salito del +0.03%. I due indici legati ai future e agli ETF, giocati solitamente dagli investitori retail, sono scesi - il resto del mercato é stato a guardare. Notiamo questa divergenza positiva anche a livello di partecipazione. I dati sui NH/NL (154 su 356 a 30 giorni, 52 su 302 a 90 giorni, 31 su 244 a 180 giorni) sono sorprendentemente buoni. I NL sono diminuiti rispetto ad una settimana fà in tutti i periodi malgrado le forti perdite settimanali degli indici. Il caduta é avvenuta con partecipazione in calo segno di forza relativa. Anche i dati sul sentiment sono interessanti. La volatilità VIX é salita a 21.52 punti (+0.72). La CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.85 (solo a febbraio é salita così in alto) e la MM a 10 giorni é lievitata a 0.76 (massimo annuale) - questo indicatore mostra eccessi di speculazione al ribasso e lancia un forte segnale d'acquisto. Non entriamo nei dettagli - chi si interessa può dare un occhiata su questo sito - nel complesso i dati sul sentiment dicono chiaramente BUY ! Se a questo segnale aggiungiamo l'eccesso di ribasso a corto e medio termine é evidente che ora per l'analisi tecnica bisogna comperare la borsa americana - secondo le statistiche e sulla base dei dati in nostro possesso esiste una probabilità di circa l'80% che si sviluppi una gamba di rialzo della durata di almeno quattro settimane con un potenziale di rialzo di circa il +6% sull'S&P500. Una costellazione così favorevola và sfruttata. Le borse europee dovrebbero seguire e potrebbero sorprendere con una sovraperformance.
Settimana prossima avremo parecchi dati congiunturali che dovrebbero confermare il rallentamento della crescita dell'economia mondiali. Nel contempo però i tassi d'interesse stanno scendendo ed é possibile che le banche centrali comincino a mandare segnali distensivi. In particolare la FED americana potrebbe comunicare che la fase di rialzo dei tassi d'interesse potrebbe almeno momentaneamente essere alla fine. Il rialzo previsto a dicembre dovrebbe essere l'ultimo per parecchio tempo. Questo potrebbe indurre gli investitori all'ottimismo...

Commento del 23 novembre

Seduta negativa in trading range

Ieri gli europei erano svogliati e di cattivo umore. Senza le indicazioni provenienti dall'America, intenta a festeggiare Thanksgiving, gli europei non sapevano cosa fare - gli indici azionari sono oscillati nel range della precedente seduta e sul finale sono caduti vicini al minimo giornaliero. Gli scarsi volumi ci suggeriscono di non dare troppo peso all'esito di questa giornata. L'Eurostoxx50 ha perso 27 punti ed é tornato a 3126 punti (-0.87%). Alle 16.15 era ancora a 3142 punti ma poi i traders hanno deciso di abbandonare le scommesse long e l'indice é ancora sceso di 16 punti. Del rally di mercoledì é rimasto poco. Il minimo di martedì a 3100 punti é ancora lontano ma in vista. Anche gli altri indici si sono comportati in maniera simile e le perdite sono all'incirca uguali ovunque (DAX -0.95% a 11138 punti, FTSE MIB -0.69% a 18603 punti e SMI -0.68% a 8781 punti).
Avremmo preferito che ieri gli europei si limitassero ad un consolidamento - ci aspettavamo una seduta senza sostanziali variazioni. Le notizie arrivate durante la giornata erano però piuttosto negative e quindi non bisogna meravigliarsi che le vendite abbiano prevalso. In particolare il prezzo del petrolio continua la sua discesa. È arrivato a 53.14 USD/barile (qualità WTI). Nelle ultime 24 ore ha perso 1.49 USD o il -2.73%. Noi pensavamo che un rimbalzo del prezzo del petrolio sarebbe stato il catalizzatore di un rally da eccesso di ribasso e di pessimismo in America. Le premesse tecniche rimangono - manca però il catalizzatore. Non per questo abbandoniamo la previsione di un rimbalzo a breve della borsa americana - la ragione potrebbe essere un'altra tipo l'inizio di una trattativa tra Stati Uniti e Cina per cercare di trovare soluzioni alla guerra commerciale. 
Oggi avremo un'altra seduta particolare. In tutto il mondo i grandi magazzini cercano di stimolare i consumatori a comperare prodotti di tutti i tipi attraverso le offerte a prezzi ridotti del Black Friday - purtroppo questa tradizione consumistica americana, che segue Thanksgiving, si é propagata anche all'Europa e al resto del mondo. La seduta a New York terminerà con tre ore di anticipo alle 13.00 - alle 19.00 orario europeo. Pochi operatori e investitori saranno presenti sul mercato. I volumi saranno modesti e normalmente in questa giornata il mercato si muove poco. Questa costellazione si presta però anche a sorprese nelle due direzioni. Finora sembra che prevale il pessimismo. La borsa giapponese era chiusa per festa. Shanghai sta cadendo del -2.4%. Il future sull'S&P500 é a 2637 punti (-12 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3123 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.1%). Oggi non sembrano esserci le premesse per una seduta decisamente positiva. Cambi e tassi d'interesse sono stabili - probabilmente avremo una seduta senza sostanziali variazioni. Il rally da eccesso di ribasso e di pessimismo é rimandato a settimana prossima.

Commento del 22 novembre

Debole rimbalzo con scarsi volumi - Thanksgiving ?

Ieri le borse dovevano cominciare a rimbalzare. La reazione in Europa é stata convincente. Gli indici azionari europei hanno guadagnato più dell'1% (Eurostoxx50 +1.21% a 3154 punti) e hanno chiuso sul massimo giornaliero conpensando buona parte delle perdite di lunedì. Ancora una volta però il movimento é avvenuto tenendo d'occhio quanto stava succedendo a Wall Street. E qui il rialzo é stato deludente. L'S&P500 (+0.30% a 2649.93 punti) é salito sul massimo giornaliero a 2670 punti verso le 17.00 ed é rimasto su questo livello fino alla chiusura in Europa che di conseguenza é stata buona. Poi l'S&P500 ha cominciato gentilmente a perdere terreno. Alle 21.00 era ancora a 2665 punti. Nell'ultima ora di contrattazioni é caduto e ha chiuso sul minimo giornaliero a 2650 punti. La candela sul grafico é rossa. Se questa fosse stata una giornata normale questo debole rimbalzo ci avrebbe fatto paura. Oggi però la borsa americana é chiusa in occasione della Festa del Ringraziamento e quindi la seduta di ieri é stata anomala con moderati volumi di titoli trattati a causa della festa odierna. Prima della lunga pausa i traders avranno preferito non avere posizioni aperte e spesso questo provoca una seduta senza forti variazioni. Non sappiamo quindi se il fallito rally di ieri é da imputare a Thanksgiving o se in effetti il mercato é tecnicamente così debole da non riuscire a reagire in maniera convincente malgrado premesse ideali. Concediamo al mercato un esame di riparazione. Il rimbalzo di ieri però non ci é piaciuto e non vediamo ragioni per suggerire ancora di comperare e confermare la validità delle posizioni long aperte lunedì.

Sulla seduta in Europa c'é poco da aggiungere. DAX (+1.61% a 11244 punti) e SMI (+0.82% a 8841 punti) si sono comportati secondo logica. Molti investitori invece sono rimasti sorpresi dal buon comportamento della borsa italiana. Ma come ? L'UE tuona contro l'Italia e rifiuta il budget rimandandolo al mittente e lo spread scende e il FTSE MIB (+1.41% a 18731 punti) sale ? Ovvio - così é la borsa e così si presenta una tipica reazione tecnica da eccesso di pessimismo. Probabilmente il rimbalzo deve proseguire ma é ancora troppo presto per capire fino a dove potrebbe risalire il FTSE MIB nel mese di dicembre. Per logica deve tornare almeno a 19500 punti ma cammin facendo aggiusteremo il tiro a seconda di come reagisce la borsa alle notizie negative. Se le ignora questa spinta di rialzo può sorprendere in bene.

Come anticipato il rally in America é stato deludente ma analizzando i dettagli notiamo anche parecchi aspetti positivi. Innanzitutto l'A/D (5370 su 1783) e il rapporto NH/NL (185 su 322 !) erano molto meglio di quanto si poteva pensare con soli 8 punti di guadagno sull'S&P500. I nuovi minimi (NL) sono evaporati rispetto ai 1211 di martedì. I buoni dati sono dovuti al fatto che Nasdaq100 (+0.75% a 6575 punti) e soprattutto Russell2000 (RUT +1.31%) si sono comportati decisamente meglio. Specialmente il balzo delle PMI é un segnale positivo. A livello di sentiment la reazione é stata normale - la volatilità VIX é scesa a 20.80 punti (-1.68) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta piuttosto alta a 0.73. A questo punto ci sono due varianti. Si può difendere la teoria del doppio minimo e considerare le due ultime sedute come un test riuscito del supporto con volumi in calo. In questo caso ora deve partire una sostanziale e sostenibile gamba di rialzo. L'alternativa é che il debole rimbalzo di ieri sia un sintomo di debolezza e prepari una rottura del supporto a 2603 punti ed una accelerazione al ribasso. Noi preferiamo non schierarci con nessuna variante ancora per un paio di giorni. Sulla base dei dati sul sentiment siamo convinti che a breve il rimbalzo deve continuare e attendiamo la chiusura settimanale prima di prendere una decisione. Ad istinto restiamo costruttivi sul corto termine. Siamo abbastanza fiduciosi nella nostra previsione da tenere aperte le posizioni speculative long. Non siamo abbastanza convinti per poter consigliare queste posizioni anche ad investitori in un'ottica a medio termine. I long sono un tentativo. Se le borse salgono ancora un +1% metteremo degli stop loss sui prezzi d'acquisto e poi ci metteremo comodi ed osserveremo lo sviluppo della situazione. Il tradizionale rally di Natale é ancora uno scenario valido.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Con la borsa americana chiusa e i suoi investitori impegnati a festeggiare Thanksgiving, nessuno osa prendere iniziative. Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei guadanga il +0.76% - Shanghai sta perdendo il -0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2653 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3147 punti - le borse europee devono ancora scontare la debole chiusura ieri sera a Wall Street e apriranno in calo del -0.2%. Prevediamo una seduta senza sostanziali variazioni.

Commento del 21 novembre

Le vendite sulla tecnologia sono finite - ora vedremo quale tipo di rimbalzo tecnico ci aspetta

Ieri le borse hanno avuto un'altra seduta negativa - probabilmente l'ultima della settimana. Gli indici azionari americani hanno aperto in gap down. Il Nasdaq100 ha toccato un minimo a 6442 punti alle 16.15 - ha chiuso a 6527 punti (-1.75%) con volume relativo a 1.05 - la candela sul grafico é bianca. L'S&P500 ha aperto a 2654 punti, é sceso a 2634 punti ed é poi risalito a 2669 punti di massimo. È ricaduto sul minimo a 2631 punti verso le 21.00 ed é tornato sul finale a 2641.89 punti (-1.82%). Il volume relativo era a 1.25 - la candela sul grafico é rossa. È evidente che le vendite nel settore tecnologico sono finite - la spinta di ribasso si é esaurita. Ora questo effetto deve estendersi al resto del mercato. I dati sul sentiment confermano estremo pessimismo e l'imminenza di un rimbalzo tecnico che formalmente per il Nasdaq100 é già iniziato. La volatilità VIX é salita a 22.48 punti (+2.38) - la CBOE Equity put call ratio é schizzata a 0.82 - sopra il valore di 0.80 che segnala un eccesso di speculazione al ribasso. Le DSI (Daily Sentiment Index) sull'S&P500 e sul Nasdaq100 sono cadute sotto i 10 punti e questo normalmente avviene poco prima di un rally. L'S&P500 ieri sera ha avvicinato il minimo di ottobre a 2603 punti - si é trattato di un test - ora c'é un doppio minimo dal quale si svilupperà una spinta di rialzo. Non sappiamo se avremo solo un rimbalzo tecnico o qualcosa di più sostanzioso e sostenibile. Lo sapremo solo tra qualche giorno ma possiamo anticipare che gli indicatori di medio e lungo termine si sono negli ultimi 10 giorni decisamente deteriorati. Volendo azzardare un'ipotesi prima ancora di vedere la qualità del rimbalzo stimiamo che l'S&P500 può risalire al massimo fino ai 2800 punti - i 3000 punti diventano un sogno difficilmente raggiungibile.

La borsa americana ha nuovamente condizionato la seduta in Europa. Sapevamo che senza un rialzo in America in Europa avrebbe predominato la tendenza di fondo ribassista e ieri ne abbiamo avuto un'ulteriore dimostrazione. Le borse europee hanno aperto in calo, tra le 10.00 e le 13.00 hanno marciato sul posto e nel pomeriggio hanno proseguito la discesa tenendo d'occhio quanto stava succedendo a Wall Street. Il negativo inizio di seduta in America ha provocato un minimo di Eurostoxx50 e colleghi alle 16.15 quando il Nasdaq100 ha toccato il minimo giornaliero. Poi c'é stato un debole rimbalzo che non é bastato a risollevare le sorti della giornata. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3116 punti (-1.40%) con un minimo a 3100 punti, poco sopra il precedente minimo annuale di fine ottobre a 3091 punti. L'indice delle banche (SX7E -2.17% a 94.68 punti) si trova nalla stessa posizione - il minimo annuale a 94.14 punti é vicino. Il DAX tedesco (-1.58% a 11066 punti) ha invece toccato un nuovo minimo annuale marginale a 11009 punti. In generale sui grafici delle borse europee appare un doppio minimo - da qui ci deve per lo meno essere un sensibile rimbalzo tecnico. È ancora presto per una rottura al ribasso - Il terzo tentativo sarà quello decisivo ma ne riparleremo forse a dicembre se non l'anno prossimo. Il FTSE MIB (-1.87% a 18471 punti), come l'Eurostoxx50, é caduto vicino al minimo annuale a 18411 punti. Il sentiment in Italia é particolarmente negativo e quindi qui esiste il maggiore potenziale per una sorpresa positiva. Ieri sera abbiamo speculativamente comperato FTSE MIB a 18500 punti. Non si dovrebbe comperare un'indice in una fase di ribasso e in accelerazione ma di tanto in tanto bisogna rischiare qualcosa - se oggi la borsa americana non rimbalza chiuderemo però subito la posizione. Se non si verifica un rimbalzo quando le premesse tecniche sono ideali é meglio scappare a gambe levate!

Torniamo a New York per vedere i dati della giornata. La seduta é stata negativa con A/D a 1314 su 5900, NH/NL a 147 su 1211 (!) e volume relativo a 1.1. Il forte aumento dei NL é una conseguenza del test dei minimi di ottobre e del nuovo minimo di periodo della tecnologia - i numeri potevano essere peggiori. I dati sono pessimi e a questo punto bisogna domandarsi cosa significano i gap d'apertura. Accelerazione e quindi un sintomo di crash imminente o esaurimento? Favoriamo la seconda variante poiché raramente un crash avviene con preavviso. Ieri tutti parlavano di bear market e del crash delle criptodivise. Quando la borsa ed il bitcoin diventano tema di discussione sui media in toni isterici é normalmente un buon segnale che il fondo, almeno temporaneamente, é vicino.
Non bisogna però perdere di vista lo scenario generale per i mercati finanziari - da tempo segnalavamo l'avvicinarsi di tempi difficili. Chi desidera rinfrescarsi la memoria può rileggere la parte finale del commento tecnico del 10-11 novembre.

Sulla base dei commenti tecnici delle 14.00 sugli indici azionari americani abbiamo anche aperto posizioni speculative long a corto termine sull'S&P500 a 2652 punti e sul Nasdaq100 a 6450 punti.

Stamattina riappaiono i compratori. Alle 08.00 le borse asiatiche stanno chiudendo miste e poco mosse (Nikkei -0.25%, Shanghai +0.2%). Il future sull'S&P500 guadagna 14 punti a 2654 punti. Le borse europee sembrano voler aprire in positivo. L'Eurostoxx50 vale ora 3130 punti (+14 punti, ca. +0.4%) - manca però ancora un'ora all'inizio delle contrattazioni. Oggi pensiamo che gli indici azionari termineranno la seduta sopra i livelli attuali. Vedremo di quanto e con quale partecipazione. Domani in America si festeggia Thanksgiving - la borsa é chiusa.

Commento del 20 novembre

Un'altro crollo della tecnologia - l'illusione é finita

Apple -3.96%, Google -3.91%, Microsoft -3.39%, Amazon -5.09%, Facebook -5.72%. Al crollo dei leader tecnologici AGMAF si aggiunge la pesante caduta dell'icona Netflix -5.45%. Il sogno della crescita senza fine e senza limiti sta svanendo. I millenials sono confrontati con la dura realtà che coinvolge un'altra delle grandi illusioni degli ultimi anni - le criptodivise come il Bitcoin che é precipitato a 4'650 USD. Le perdite negli ultimi 7 giorni raggiungono il -27% per una moneta virtuale che a dicembre dell'anno scorso aveva sfiorato i 20'000 USD di massimo storico. Il tonfo del Bitcoin avviene assieme al crollo della sua società simbolo NVidia (-12% a 144.70 USD) che ad inizio ottobre quotava ancora 290 USD. È ovvio che questo crash del settore lascia profonde tracce sui listini americani. Ci siamo resi conto della debolezza strutturale della tecnologia ma abbiamo sottovalutato il potenziale di ribasso dei suoi leaders.
Ieri la notizia che Apple intende ridurre la produzione dei suoi nuovi iPhones é stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il Nasdaq100 é sceso del -3.26% a 6642 punti. Il minimo del 29 ottobre a 6574 punti non é stato peggiorato ma quella di ieri é la peggior chiusura giornaliera da maggio e l'indice é ormai ben lontano dal massimo storico del 1. ottobre a 7700 punti. Il problema é soprattuto che senza la tecnologia una ripresa del rialzo della borsa americana é praticamente impossibile. Ieri sera abbiamo visto come altri settori possono in parte compensare la debolezza del Nasdaq - energia e finanza hanno terminato la giornata praticamente in pari. Se però il Nasdaq100 ed i suoi leaders non recuperano sarà difficile che l'S&P500 (-1.66% a 2690.73 punti) possa staccarsi dei 2700 punti e risalire almeno sul nostro prossimo obiettivo a 2800-2810 punti.
Ora non sappiamo se la tecnologia contagerà il resto del listino o se invece il crollo della tecnologia é praticamente finito e Wall Street può nelle prossime settimane recuperare terreno. Molte azioni sono ipervendute e si avvicinano ai supporti di lungo periodo - l'esempio é Apple (185.86 USD) con il supporto a 180 USD. Il momentum nella caduta del Nasdaq100 é però forte e potrebbe trasformarsi in panico. In questo caso i supporti tecnici verranno spazzati via. In questo momento valutiamo la probabilità di questa variante negativa al 10%. Con un'altra probabilità prevediamo invece l'imminenza di un altro rally - vedremo se si tratterà di un rimbalzo tecnico o dell'inizio di una sostenibile gamba di rialzo.
Ieri sera l'S&P500 ha aperto in leggero calo a 2733 punti. Subito sono arrivate le vendite e per le 18.00 l'S&P500 era già caduto a 2688 punti condizionando la chiusura in Europa. Poi la discesa é continuata ad un ritmo più blando. Verso le 20.00 l'S&P500 ha toccato il minimo a 2681 punti e poi si é stabilizzato. Sul finale é tornato a 2690.73 punti (-1.66%). Il minimo di giovedì scorso a 2670 punti non é stato avvicinato. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1809 su 5369, NH/NL a 309 su 669 (non male - ci saremmo aspettati molto peggio - relativamente pochi titoli sono al ribasso) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é risalita a 20.10 punti (+1.96) mentre la CBOE Equity put/call ratio é ancora a 0.72. Il problema é che a livello di sentiment non notiamo ancora quegli eccessi necessari per un rally.  La VXN (volatilità sul Nasdaq100) si é fermata a 27.44 punti - a fine ottobre era sui 35 punti. Forse ci vuole ancora una seduta a -3% prima che il Nasdaq100 tocchi il fondo ed un solido minimo.

Dopo aver analizzato quanto successo negli Stati Uniti possiamo fare un passo indietro e tornare in Europa. Le borse sono rimaste praticamente in pari fino alle 16.00 e poi sono sceso insieme a Wall Street. L'Eurostoxx50 ha perso 20 punti a 3160 punti (-0.65) - ha chiuso tristemente sul minimo giornaliero. Il buon comportamento del comparto bancario (SX7E -0.15% a 96.85 punti) non é bastato a salvare la giornata. Le borse europee continuano a scivolare verso il basso con poca pressione di vendita. Nessuno però sembra aver voglia di comperare e se dagli Stati Uniti non viene in buon esempio é evidente che la tendenza di fondo ribassista prevale. Il FTSE MIB (-0.29% a 18823 punti) ha fatto meglio dando l'impressione di essere pronto per risalire. Il DAX tedesco (-0.86%) era invece debole.

Il riassunto é presto fatto. Se la tecnologia americana crolla, il mercato azionario americano perde terreno e l'Europa continua la sua scivolata verso il basso. A breve ci deve ancora essere un rally come quello di giovedì scorso. Speriamo in quella occasione che la qualità della partecipazione migliori in maniera drammatica. In caso contrario le previsioni fino a fine anno devono essere riviste al ribasso.

Stamattina le borse sono nuovamente in rosso. Il Nikkei perde il -1.05% - Shanghai sta lasciando il -2.1% sul terreno. Il future sull'S&P500 é a 2687 punti (-9 punti). L'Eurostoxx50 vale 3147 punti - le borse europee apriranno in calo di circa il -0.4%. Purtroppo non vediamo ragioni per un recupero. I tassi d'interesse scendono e questo é positivo - gli investitori lo vedono però come una conseguenza di un temuto rallentamento economico.
Ieri sera abbiamo chiuso in pari, grazie agli stop loss, le nostre posizioni long in portafoglio su S&P500 e Nasdaq100. Ora aspettiamo. Per gli investitori non ci sono ragioni concrete per un altro tentativo di long.
 
Aggiornamento del 19 novembre

America e Cina litigano

Domenica il vertice dell'APEC (Asia Pacific Economic Cooperation) in Papua Nuova Guinea é terminato senza neanche un formale comunicato finale. I partecipanti non hanno raggiunto nessun tipo di accordo visto che  Cina e Stati Uniti si sono scontrati in disaccordo su qualsiasi tema di tipo commerciale. È in gioco la predominanza delle due superpotenze nella regione e lo scontro comincia a farsi violento sia a parole che a livello di sanzioni. I mercati finanziari reagiscono con moderazione a queste notizie negative. Le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei guadagna il +0.62% mentre Shanghai sta salendo del +0.9%. Sembra che gli investitori attribuiscano una vittoria ai punti alla Cina visto che il cambio EUR/USD sale a 1.1410 (USD debole) e il future sull'S&P500 perde 9 punti a 2734 punti. Il risultato é che le borse europee apriranno praticamente invariate. L'Eurostoxx50 vale ora 3192 punti.
Vi ricordiamo che giovedì l'America festeggia la festa del Ringraziamento (Thanksgiving). La chiusura a Wall Street giovedì condizionerà tutta la settimana visto che molti operatori lasceranno il lavoro già nel pomeriggio di mercoledì. La seduta di venerdì sarà raccorciata di 3 ore e molto probabilmente sarà contraddistinta da bassi volumi e scarsi movimenti. Venerdì con il Black Friday inizia il periodo degli acquisti natalizi - gli operatori osserveranno con attenzione i dati sulle vendite nel tentativo di prevedere i risultati dei giganti della vendita al dettaglio. Per venerdì é prevista una giornata molto fredda - buono per gli acquisti in internet - cattivo per i shopping malls.
In Europa probabilmente saranno i soliti temi a fare oscillare gli indici intorno ad un debole rialzo: Brexit, politica monetaria della BCE (eventuale prolungamento del QE) e politica italiana.

Commento del 17-18 novembre

Rialzo debole e insufficiente per un nuovo massimo storico - tecnologia e social media out - consumi in

Settimana scorsa gli indici azionari hanno avuto una performance negativa. Le borse europee sono crollate lunedì, sono rimbalzate martedì e sono scivolate verso il basso per il resto della settimana. La borsa americana é scesa fino a mercoledì e ha avuto un key reversal day giovedì confermato dalla seduta positiva di venerdì. Dal minimo a 2603 punti del 29 ottobre l'S&P500 é risalito agli attuali 2736.27 punti (+0.22%) - é una plusvalenza di quasi il +4%. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo annuale il 26 ottobre a 3090 punti - venerdì ha chiuso a 3180 punti (-0.30%) - la differenza é un +2.9%. Questa debolezza relativa é una costante che riappare durante tutto l'anno accumulandosi - la performance 2018 dell'S&P500 é del +2.34% - l'Eurostoxx50 nel frattempo ha perso il -9.22%.
Rispetto a settimana scorsa la situazione tecnica generale é invariata. Fino all'inizio del 2019 la borsa americana dovrebbe salire. Sembra però, per ragioni strutturali, che l'S&P500 e il Nasdaq100 non riusciranno a salire su dei nuovi massimi storici. La tecnologia sta perdendo pezzi e le cadute dei leaders si susseguono - venerdì é stato il caso di NVidia (-18.76%). Sta avvenendo una rotazione tra settori - nella lista delle azioni che venerdì hanno toccato dei nuovi massimi a 90 giorni troviamo Comcast, Verizon, Merck, Coca Cola, Proctor&Gable, Pepsico e McDonalds per citare i nomi più famosi - connessioni internet, farmaceutica, alimentare, consumi di base. Tutta roba solida ma non cosi eccitante e volatile come la tecnologia - la differenza di Beta farà in maniera che questa gamba di rialzo sarà poco spettacolare e poco redditizia. Superare la fascia di resistenza a 2800-2810 punti sarà difficile. L'Europa ha troppi problemi. Crescita economica anemica e in calo, Brexit, incertezze politiche e tensioni all'interno dell'UE obbligano le borse ad una lenta discesa (tendenza di fondo ribassista) intercalata da brevi fasi positive inspirate dall'America. Tutti temono la fine del QE della BCE prevista per la fine dell'anno. Le valutazioni fondamentali sono decisamente più interessanti di quelle americane dove le azioni restano oscenamente care. È quindi possibile che nelle prossime settimane le borse europee possano comportarsi meglio dell'America. Questo non appare ancora a livello di analisi tecnica se non nella mancanza di pressione di vendita. Gli indici azionari europei scivolano verso il basso ma non sembrano a breve voler cadere decisamente più in basso a testare i minimi annuali. L'Eurostoxx50 (-0.30% a 3180 punti) sembra assicurato verso il basso dai 3150 punti mentre il DAX tedesco (-0.11% a 11341 punti) ha solido supporto a 11200 punti. La borsa italiana é un caso a parte - una caduta su un nuovo minimo annuale sotto gli 11'000 punti di FTSE MIB (-0.14% a 18878 punti) é solo una questione di tempo. Lo scontro tra governo e mercati finanziari potrebbe però a breve creare sorprese poiché l'Italia ha parecchie carte in suo favore da giocare (surplus primario, autofinanziamento del debito pubblico, bilancia commerciale attiva, contribuente netto dell'UE) e questo potrebbe per il momento obbligare l'UE ad un comportamento accomodante visto che c'é già il fronte Brexit aperto. Forse fino alle elezioni di maggio dell'anno prossimo l'EU eviterà uno scontro con uno dei suoi membri più importanti. Se gli speculatori si ritirano e lo spread scende il FTSE MIB, basato sui titoli bancari, potrebbe sorprendere in bene. L'attuale pessimo sentiment potrebbe servire come trampolino di lancio per un sostanziale rimbalzo tecnico.
Riassumendo a corto si può stare long - le prospettive 2019 per i mercati finanziari sono però decisamente negative. Difficile dire quando la situazione peggiorerà ed inizierà un ribasso anche in America. Noi speriamo non prima di gennaio del 2019 malgrado che questa fase di rialzo iniziata dai minimi di ottobre non sia convincente. L'S&P500 sul lungo termine é chiaramente toppish e il massimo storico del 21 settembre a 2941 punti potrebbe essere definitivo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.51% a 3180 punti
DAX                         -1.63% a 11341 punti
SMI                          -1.93% a 8907 punti
FTSE MIB                  -1.97% a 18878 punti
S&P500                    -1.61% a 2736.27 punti
Nasdaq100               -2.44% a 6867 punti

Giovedì l'Eurostoxx50 aveva terminato la giornata a 3190 punti. Venerdì ha ufficialmente chiuso a 3180 punti (-0.30%). Alle 22.00 sulla base del future valeva 3191 punti. La seduta di venerdì é stata di conseguenza neutra con un'oscillazione senza particolare significato. La serie di candele con minimo a massimo discendenti sui grafici ci preoccupa ma contemporaneamente la mancanza di momentum ha permesso alle Bollinger Bands di stringersi e risalire. Di conseguenza a breve gli indici dovrebbero trovare supporto e gentilmente risalire in scia all'America.

Venerdì le premesse per la seduta a Wall Street erano pessime. A causa dei deludenti risultati trimestrali di NVidia (-18.76%) l'S&P500 doveva perdere in apertura un -0.6% mentre la caduta iniziale del Nasdaq100 doveva essere intorno al -1.2%. Noi nei commenti delle 14.00 avevamo previsto un recupero (candela bianca) senza osare sperare apertamente in una seduta positiva. Invece l'S&P500 é riuscito a guadagnare ancora 6 punti (+0.22% a 2736.27 punti) confermando la validità del key reversal day di giovedì. L'S&P500 ha toccato sul massimo i 2746 punti senza ancora riuscire ad attaccare la resistenza a 2750-2760 punti. Il Nasdaq100 (-0.34% a 6867 punti) ha contenuto le perdite - di positivo notiamo il forte recupero dal minimo a 6797 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3971 su 3153, NH/NL a 323 su 430 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é caduta a 18.14 punti (-1.84). La CBOE Equity put/call ratio é rimasta alta a 0.74. Questo ci induce a credere che il rialzo settimana prossima deve continuare sopra i 2750 punti. Teniamo d'occhio i tassi d'interesse - il reddito dell'US Treaury Bond decennale é sceso a 3.08% e questo sostiene la borsa.
La tendenza di fondo della borsa americana é ancora negativa senza miglioramenti - il 25.2% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 41.22.
Giovedì prossimo l'America festeggia Thanksgiving (Festa del Rigraziamento) - la borsa é chiusa. Venerdì ci sarà una seduta raccorciata con pochi partecipanti. Settimana prossima avremo quindi solo 3 sedute normali - é probabile che non ci saranno sconvolgimenti. Le statistiche favoriscono una performance settimanale moderatamente positiva.

Commento del 16 novembre

Cauto rally - probabilmente deve continuare - lo spartiacque é a 2750 punti di S&P500 (+1.06% a 2730.20 punti)

Ieri le borse europee hanno avuto un'altra seduta moderamente negativa. Le perdite sono state modeste e gli indici hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri. Sui grafici sono però nuovamente apparse delle candele rosse con minimi e massimi discendenti a confermare che la correzione continua. Non possiamo che sperare nell'America per bloccare questa spirale negativa prima di un test dei minimi annuali. Ieri sera eravamo delusi.
L'Eurostoxx50 (-0.47% a 3190 punti) ha perso solo 15 punti e ha chiuso ben 25 punti sopra il minimo. Speravamo però di vedere una demostrazione di forza e una seduta positiva - invece l'Eurostoxx50 é scivolato sotto i 3200 punti e il settore delle banche (SX7E -1.05% a 97.59 punti) ha incassato una pesante perdita. Non crediamo che a breve l'Eurostoxx50 debba ricadere sui 3100 punti poiché mancano pressione di vendita e volumi. L'atteso rialzo però non si concretizza e quindi dovremo cercare alternative. Non saremo sorpresi di trovare l'Eurostoxx50 a fine anno a 3200 punti...
Speravamo che il DAX rimbalzasse (-0.52% a 11353 punti) - invece ha ancora perso 58 punti e ha toccato un nuovo minimo per questa correzione a 11255 punti - la candela sul grafico é rossa. Il bilancio é quindi negativo - il DAX non sembra voler e poter ripartire al rialzo. In fondo però nelle ultime tre sedute non é successo molto. Attendiamo la chiusura settimanale prima di abbandonare la previsione di una ripresa del rialzo. Oggi la situazione potrebbe ribaltarsi  e un veloce ritorno sopra i 11500 punti (massimo di ieri mattina!) ridarrebbe l'iniziativa ai rialzisti. Il future sul Bund é balzato a 160.82 (+0.42%) - é nuovamente a ridosso del massimo annuale - non dimenticatevi che il Bund é e resta il nostro miglior investimento del 2018 come assicurazione contro i ribassi delle borse. Rende poco (0.35%) ma ad inizio anno era a 156 punti. Il DAX da inizio anno perde invece il -12%.
Le borse europee sono scese, lo spread é salito e il FTSE MIB é caduto di altri 172 punti (-0.90% a 18905 punti). L'analisi tecnica condanna il FTSE MIB che continua a perdere terreno. Dopo il rally di ieri sera in America dobbiamo osservare la reazione odierna delle borse europee e del FTSE MIB prima di abbandonare definitivamente l'ipotesi del rialzo fino all'inizio dell'anno prossimo.
Il grafico del FTSE MIB é preoccupante e se oggi il FTSE MIB non reagisce la settimana terminerà con una perdita. A questo punto un test del minimo annuale sembrerebbe inevitabile.
 
Finalmente Wall Street ha reagito con una seduta di forte rialzo alla situazione di eccesso di speculazione al ribasso segnalata dal mercato delle opzioni. Il rally é stato laborioso. L'S&P500 é dovuto ancora scendere fino a 2670 punti (alle 16.35) prima di risalire la china. A fine giornata però il risultato é stato spettacolare e corrisponde ad un key reversal day. L'S&P500 ha recuperato 65 punti dal minimo e ha chiuso a ridosso del massimo giornaliero (2735 punti) a 2730.20 punti (+1.06%) e con volumi di titoli trattati in aumento (volume relativo a 1.1). Secondo le migliori tradizioni la riscossa é stata trascinata dalla tecnologia (Nasdaq100 +1.78% a 6890 punti) ma praticamente tutti i settori con l'eccezione delle utilities (a causa dei danni causati dagli incendi in California) hanno partecipato al movimento. Il prezzo del petrolio é salito ed i tassi d'interesse sono calati - una combinazione ideale per la borsa.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4746 su 2455, NH/NL a 205 su 653. La volatilità VIX é scesa a 19.98 punti (-1.27) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta alta a 0.73. Quest'ultimo dato é sorprendente. Significa che i traders restano cauti e non si sono buttati al rialzo. Questo comportamento aumenta le probabilità che questo rally della borsa non sia solo un rimbalzo tecnico ma possa trasformarsi in un rialzo sostenibile. Una decisiva resistenza é a 2750-2760 punti di S&P500 ed é molto importante. Se viene superata i ribassisti getteranno la spugna e l'indice verrà risucchiato verso l'alto.

Stamattina i mercati finanziari affrontano la giornata con circospezione. Il Nikkei ha perso il -0.53, Shanghai guadagna il +0.4%. Ieri sera dopo la chiusura a Wall Street NVidia (leader tecnologico delle carte grafiche e dei processori per minare bitcoins) ha presentato risultati trimestrali deludenti. Il future sull'S&P500 reagisce con un calo di 6 punti a 2728 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3205 punti - le borse europee apriranno con plusvalenze intorno al +0.4%. Speriamo che stasera l'S&P500 riesca a concludere la seduta con un guadagno - basterebbero pochi punti - il resto delle borse seguirà.

Commento del 15 novembre

La borsa americana dovrebbe salire - invece l'S&P500 saltella sui 2700 punti e la correzione continua - perché?

La correzione in America doveva essere minore ed intermedia. Questo voleva dire che in linea di massima l'S&P500 (-0.76% a 2701.58 punti) doveva scendere per tre sedute fino ad un obiettivo a 2755 punti. Invece il calo dura ormai da cinque sedute e ieri l'indice ha brevementre bucato il supporto a 2700 punti (minimo giornaliero a 2686 punti) e ha chiuso poco sopra con un'altra perdita di 20 punti. Ovviamente il mercato non può sempre muoversi in maniera ideale e secondo le regole. Bastano poche notizie contrarie per estendere un movimento o prolungare una correzione. In fondo l'S&P500 si trova ancora quasi 100 punti sopra il minimo del 29 ottobre a 2603 punti. Però adesso non esistono più margini d'errore. Nel passato, quando la tendenza di fondo era al rialzo, sempre una costellazione tecnica come quella odierna ha provocato un rally che poteva essere un rimbalzo tecnico o la ripresa del rialzo. Se non succede nulla significa che sta cambiando qualcosa a livello di trend. Prima però di esaminare questa variante e le sue conseguenze aspettiamo di vedere cosa succede oggi. Ieri sera i dati sul sentiment hanno mostrato pessimismo (VIX a 21.25 punti, +1.23%) ed eccesso di speculazione al ribasso (CBOE Equity put/call ratio a 0.81). La p/c ratio era a 0.80 già venerdì e dopo due letture abbastanza alte (0.73, 0.70) ieri ha nuovamente superato i 0.80, valore che normalmente scatena un rally da copertura di eccesso di ribasso. Dai 2700 punti di S&P500 il rialzo deve riprendere - in caso contrario lo scenario di una fase positiva fino all'inizio del 2019 deve essere seriamente messa in discussione.

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta moderatamente negativa. L'alternanza di sedute positive e negative si sussegue. Ieri gli indici sono dapprima scesi. Poi hanno recuperato e a metà giornata erano in positivo. Nel pomeriggio la debole apertura a Wall Street ha imposto una chiusura negativa e al centro del range giornaliero. Formalmente si é trattato di una seduta in trading range senza nuovi segnali tecnici. L'Eurostoxx50 (-0.60% a 3205 punti) ha chiuso poco sopra i 3200 punti. Speriamo che l'Eurostoxx50 riparta da questo livello al rialzo. Quando però un indice rimane troppo tempo sul supporto e i rimbalzi diventano sempre più deboli e sono delle occasioni per vendere c'é qualcosa che non va. Se dall'America non arrivano segnali positivi é probabile che ci sarà una rottura al ribasso. Il cambio EUR/USD (1.1340) é tornato sopra gli 1.13. In linea di massima questo é un segnale costruttivo.
Il DAX (-0.52% a 11412 punti) ha chiuso in mezzo al range giornaliero e sul livello d'apertura. Considerando che l'economia tedesca a sorpresa nel terzo trimestre del 2018 si é contratta del -0.2% e l'S&P500 é di nuovo in rosso ieri la borsa tedesca ha retto abbastanza bene. Il grafico però preoccupa e l'impressione é che il DAX sta nuovamente ruotando verso il basso. Se l'America non riparte al rialzo il DAX a breve deve ricadere a 11200 punti. Da li ad un test del minimo annuale a 11051 punti il passo é breve. Restiamo cautamente costruttivi ma invitiamo alla prudenza.
L'alternanza tra sedute positive e negative é continuata anche in Italia. Lo spread sui titoli di Stato lievitare e supera decisamente i 300 bsp - le perdite del FTSE MIB (-0.78% a 19077 punti) sono però relativamente modeste. In verità il FTSE MIB non riesce a staccarsi di molto dal minimo annuale e dai 18500 punti. Se come speriamo non comincia a salire da oggi é probabile che torni a breve a testare il minimo annuale. In fondo l'analisi tecnica é semplice - se quando le premesse sono favorevoli un indice non sale, alla successiva ondata negativa non può che cadere sul precedente minimo. Considerando le politiche economiche di questo governo é probabile che il risultato sarà un nuovo minimo annuale. La sfida all'UE e la difesa della sovranità italiana sul budget rischiano di costare caro. Nel frattempo Matteo Salvini canta Albachiara (cavolo!).

La seduta a Wall Street é stata volatile e contraddistinta da un energico test del supporto a 2700 punti. L'S&P500 ha aperto in positivo a 2744 punti. Subito però i ribassisti si sono imposti e hanno dominato fino alle 20.00 quando l'indice ha toccato un minimo a 2686 punti. In seguito c'é stato un rimbalzo fino ai 2700 punti. Dopo una pausa di mezz'ora l'indice si é impennato fino ai 2720 punti. Sul finale é tornato a 2701.58 punti (-0.76%). La tecnologia ha seguito (Nasdaq100 -0.89% a 6769 punti) mentre un segnale positivo é venuto dal settore dei trasporti (DJT +0.22%). Il prezzo del petrolio é rimbalzato solo di 1 USD e non ha fornito impulsi al mercato. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2599 su 4593, NH/NL a 268 su 724 e volume relativo a 1.1. Non abbiamo indicatori in posizioni estreme in grado di fornire segnali particolari. Solo il sentiment, pessimo, suggerisce l'imminenza di un rimbalzo tecnico.

Ieri sono crollate le criptovalute - il bitcoin ha perso il -12%, ha abbandonato il supporto a 6000 USD e si trova stamattina sui 5700 USD. Le altre maggiori valute hanno perso tra il -10% ed il -16%. Non seguiamo da vicino questo mercato e non conosciamo le ragioni di questo improvviso cedimento. Non é però un segnale incoraggiante per i mercati finanziari.

Stamattina si profila un recupero. Il Nikkei ha marciato sul posto (-0.14%) mentre Shanghai sta salendo del +1.3%. Il future sull'S&P500 é a 2710 punti (+12 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3222 punti (+17 punti). Le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.5%. Speriamo che questa volta riescano a incrementare questa plusvalenza invece che sgonfiarsi come é successo nelle ultime sedute. Siamo stufi di candele rosse sui grafici. Se succedesse anche oggi il rialzo come tendenza di fondo é a rischio.

Commento del 14 novembre

I rialzisti sono diventati più prudenti - avremo un rialzo più lento ma più solido

Ieri in Europa c'é stata una seduta positiva - gli indici azionari hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri con guadagni di circa l'1%. Formalmente si é però trattato di una seduta in trading range che non ha totalmente compensato le perdite di lunedì. Potrebbe essere un rimbalzo tecnico, come suggeriscono i dati sulla partecipazione, o la ripresa del rialzo in scia all'America.
Come speravamo l'Eurostoxx50 (+0.96% a 3224 punti) ha difeso i 3200 punti e ha avuto una seduta decisamente positiva. Non é però ancora chiaro e tecnicamente confermato che sta riprendendo il rialzo - formalmente la seduta é stata in trading range e secondo la partecipazione sembra piuttosto un rimbalzo tecnico. Fino a quando però l'indice resta sopra i 3200 punti (per l'esattezza il supporto é a 3194 punti) é più probabile che l'Eurostoxx50 salga insieme all'America piuttosto che scenda a testare il minimo annuale a 3090 punti.
Il cambio EUR/USD risale stamattina a 1.1295. Se torna sopra gli 1.13 la rottura del supporto potrebbe essere stata un falso segnale. In questo caso anche il rialzo della borsa potrebbe poggiare su basi più solide.
Il DAX (+1.30% a 11472 punti) e FTSE MIB (+0.90% a 19226 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50. Si sono mossi nel range della seduta di lunedì e l'esito finale positivo é molto una conseguenza del buon inizio di seduta a Wall Street. Sappiamo che stamattina parte di questi guadagni spariranno nuovamente e quindi evitiamo analisi approfondite di questa seduta.

Ieri pensavamo che anche a Wall Street ci sarebbe stato per lo meno un rimbalzo. Invece l'S&P500 (-0.15% a 2722.18 punt) ci ha deluso. Avevamo previsto che i ribassisti avrebbero avuto ancora qualcosa da dire e pensavamo che i minimi di lunedì sarebbero stati ritestati con nuovi minimi marginali. Dopo però doveva esserci un forte rimbalzo ed invece il mercato si é unicamente adagiato sui minimi. In fondo questo non é un male. Nelle scorse settimane agli ipervenduti e agli eccessi era sempre seguito un rally provocato da speculatori long. Questi traders non sono il tipo di investitori che provocano un solido e sostenibile rialzo - si ritirano al primo segnale di pericolo. Ora gli speculatori sembrano essere più prudenti - di conseguenza nel futuro la volatilità provocata dalla veloce entrata e uscita di questi attori dal mercato dovrebbe venire a mancare. Il rialzo dovrebbe diventare più lento e più solido. Ieri il prezzo del petrolio (WTI) ha avuto un ultimo crollo a 55.69 USD/barile (-4.24 USD) - questo tuffo sembra un esaurimento del ribasso iniziato ad ottobre dal massimo a 76.90 USD!  Ieri l'ETF Energy ha reagito con una perdita del -2.30% che ha condizionato negativamente la seduta. Ora finalmente questo effetto dovrebbe sparire. Dai 2700+ punti il rialzo dell'S&P500 dovrebbe a breve ricominciare.
L'S&P500 ha aperto a 2736 punti e dopo una breve esitazione é sceso alle 16.30 fino a 2724 punti (il minimo di lunedì era a 2722 punti). Dopo é risalito fino a metà seduta a 2754 punti. I ribassisti hanno ancora tentato un affondo e fino alle 21.30 hanno dominato schiacciando l'S&P500 fino ai 2715 punti. Sul finale l'S&P500 si é risollevato e ha chiuso a 2722.18 punti (-0.15%). Il Nasdaq100 (+0.03% a 6830 punti) é andato meglio ma di poco. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3387 su 3773, NH/NL a 254 su 632 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 20.02 punti (-0.43) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.70.
Tecnicamente la situazione non é cambiata rispetto a lunedì. La seduta di ieri sembra un consolidamento prima della ripresa del rialzo. I supporti sono a 2700 punti di S&P500 e 6800 punti di Nasdaq100 - da qui deve riprendere il rialzo. Questa ipotesi verrebbe messa in discussione solo se i supporti venissero inaspettatamente rotti. Il settore 2750-2760 punti é importante - se venisse superato al rialzo é probabile che i ribassisti gettino la spugna e gli analisti tecnici diano degli ulteriori segnali d'acquisto.

Stamattina i mercati sembrano incerti e fragili. Il Nikkei ha marciato sul posto (+0.16%) mentre Shanghai é in calo (-0.8%). Il future sull'S&P500, che alle 07.30 era ancora in pari, scende adesso (08.30) di 5 punti a 2722 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3200 punti - le borse europee apriranno con perdite indicative del -0.7%. Non crediamo che oggi debbano scendere più in basso. L'S&P500 potrebbe anche decidere di continuare a consolidare sui 2720 punti. Non vediamo però ragioni per una caduta sotto il supporto a 2700 punti.
Tassi d'interesse e cambi sono stabili. I deboli dati sul PIL tedesco (-0.2% nel terzo trimestre 2018) sono conosciuti e sembra che oggi possa essere firmato un accordo sulla Brexit tra Gran Bretagna e UE. Solo gli italiani "non fanno giudizio" e non cedono alle pressioni dell'UE per rivedere il budget per l'anno prossimo.

Commento del 13 novembre

Ancora una seduta negativa era possibile - questo (S&P500 -1.97% a 2726 punti) però fa male

Le borse avevano cominciato a correggere giovedì scorso. Doveva essere una correzione minore o intermedia della durata ideale di tre sedute. In teoria quindi anche ieri gli indici azionari potevano scendere. Lunedì non c'é però stata una semplice seduta negativa. Sia in Europa che in America le perdite sono state da sensibili (Eurostoxx50 -1.10% a 3194 punti) a pesanti (S&P500 -1.97% a 2726.22 punti). La tecnologia ha avuto un crollo - non solo in America (Nasdaq100 -2.98% a 6829 punti), anche in Europa (SAP -5.64%, Infineon -7.83%, STMicroeletronics -6.43%). Noi avevamo previsto una discesa dell'S&P500 al massimo fino ai 2755 punti - questo obiettivo é stato ampiamente superato con un minimo giornaliero a 2722 punti. Cosa sta succedendo? Per il momento non vediamo una ragione particolare per cambiare la nostra road map - la borsa americana dovrebbe ieri aver concluso la sua correzione e dovrebbe oggi riprendere il rialzo. Il prezzo del petrolio (WTI 59.19 USD/barile) é ancora sceso a causa di una dichiarazione di Donald Trump che prevede prezzi in ulteriore calo. Noi invece pensiamo che a breve ci sia un eccesso di ribasso e di pessimismo - crediamo che la prossima spinta di rialzo della borsa americana avrà come protagonista il settore dell'energia. Nell'analisi del fine settimana avevamo previsto che la fine della correzione era imminente poiché il CBOE Equity put/call ratio era salito a 0.80 - ieri questo rapporto é rimasto alto a 0.73. Il put/call ratio degli ETF é balzato addirittura a 2.13. Di conseguenza siamo convinti che la borsa americana stia solo correggendo - in teoria dovrebbe ricominciare a salire già oggi come suggerisce il future che si trova stamattina a 2735 punti (+7 punti). Ovviamente non ne siamo sicuri ma ci sono alcuni sintomi che stamattina possono aiutarci. Le borse europee dovrebbero dare inizio al recupero ed il cambio EUR/USD dovrebbe ricominciare a salire dagli attuali 1.1240. L'Eurostoxx50 (3194 punti) dovrebe stabilizzarsi sui 3200 punti - se invece stamattina i venditori riprendono l'iniziativa e questo indice scende decisamente più in basso c'é un problema.

Ieri le borse europee hanno aperto in guadagno ma subito hanno cominciato a scendere. Il calo é stato regolare durante tutta la giornata. La debole apertura in America ha provocato una chiusura in Europa sui minimi giornalieri. Le perdite si sono assestate intorno al -1%. Solo il DAX (-1.77% a 11325 punti) ha perso decisamente di più a causa del crollo dei suoi due leaders tecnologici. Per una volta il FTSE MIB (-1.05% a 19055 punti) ha fatto meglio. Lo spread é salito e le banche italiane sotto la guida del governo sono corse ere a salvare Banca Carige. Malgrado queste notizie negative il FTSE MIB ha perso "solo" 202 punti in quello che dovrebbe essere stato il terzo e ultimo giorno della correzione.
Questa seduta negativa in Europa non cambia i parametri dell'analisi tecnica. Il quadro generale é negativo come abbiamo ancora spiegata nell'analisi del fine settimana. Se però come pensiamo l'America riparte al rialzo anche l'Europa in scia e a fatica deve seguire.

La seduta a Wall Street é stata decisamente negativa. Sembra che gli investitori retail hanno nuovamente venduto i grandi nomi della tecnologia (Apple -5.04%, Amazon -4.41%) spaventati dalle moderate prospettive di crescita. Goldman Sachs (-7.46%) é stata travolta dalle ripercussioni della scandalo del fondo malese 1MDB - questo ha depresso il settore bancario. Da ultimo ha fatto notizia il crollo dell'icona General Electric (-6.88%) su un nuovo minimo decennale - il colosso industriale americano é in una crisi esistenziale.
L'S&P500 ha aperto a 2776 punti e per le 17.30 é caduto a 2733 punti. Poi per ore é oscillato in laterale sopra questo livello toccando un massimo a 2750 punti. Sul finale si é tuffato fino a 2722 punti e ha chiuso a 2726.22 punti (-1.97%). Ora c'é un forte supporto a 2700 punti. Non dovrebbe essere attaccato - se invece oggi viene avvicinato dovrebbe reggere e rispedire l'indice al rialzo. Una rottura al ribasso é improbabile ma non impossibile visto che spesso i minimi (2603 punti del 29 ottobre) vengono ritestati - é però decisamente troppo presto per un test di questo tipo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1575 su 5645, NH/NL a 336 su 577 e volume relativo a 1.0. I dati sulla partecipazione non mostrano nulla di particolare. I volumi di titoli trattati non sono aumentati e questo parla in favore della tesi della correzione minore. La volatilità VIX é volata a 20.45 punti (+3.09).

Stamattina il Nikkei perde il -2.11% - Shanghai sta invece guadagnando il +1%. Sono le 08.50 e il future sull'S&P500 é nel frattempo salito a 2741 punti (+13 punti) - come speravano si deliena una reazione positiva. L'Eurostoxx50 vale ora 3206 punti (+12 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Idealmente dovrebbe esserci all'inizio un ritracciamento. Poi nel corso della giornata gli indici dovrebbero lentamente risalire e chiudere con moderati guadagni e poco sopra i valori d'apertura. Un rally inatteso sarebbe un cattivo segno - favorirebbe l'ipotesi del rimbalzo tecnico e non della ripresa del rialzo. Vediamo...

Aggiornamento del 12 novembre

Nel terzo trimestre del 2018 la BNS ha venduto azioni americane

Da anni la Banca Nazionale Svizzera stampa Franchi Svizzeri e li vende in cambio di USD e EUR per evitare una eccessiva rivalutazione del CHF. Le divise estere vengono poi investite in obbligazioni e in azioni. A fine ottobre le riserve sono aumentate a 753 Mia di CHF di cui circa il 21% é investito in azioni. In questa maniera la BNS detiene circa 158 Mia di CHF in azioni estere con un capitale creato dal nulla. Una pazzia. Lasciando brevemente da parte questo aspetto di politica monetaria, gli ultimi rapporti che la BNS deve obbligatoriamente fornire alla SEC mostrano che la banca nel terzo trimestre 2018 ha venduto azioni per 7 Mia di USD e ha cominciato a ridurre l'esposizione sul mercato azionario americano. Un segnale che il bull market potrebbe essere alla fine ? Possibile visto che questo comportamento "contrarian" non trova altra giustificazione considerando che la BNS continua ad aumentare gli investimenti in divise estere.

Stamattina il prezzo del petrolio balza a 60.94 USD (+0.65 USD) grazie alla decisione dell'Arabia Saudita di ridurre gradualmente la produzione. Il future sull'S&P500 sale a 2788 punti (+9 punti) mentre il cambio EUR/USD (1.1280) cade sotto la barriera di 1.13.
Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei é fermo (+0.09%) mentre Shanghai sta guadagnando il +1.2%.
L'Eurostoxx50 vale ora 3240 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. La settimana inizia con un'intonazione positiva - dovrebbe rimanere fino a venerdì ma non aspettatevi troppo. Questa settimana sono previsti numerosi dati economici che dovrebbero mostrare un rallentamento della crescita economica e contemporaneamente un lieve aumento del rischio d'inflazione. I numerosi interventi di banchieri centrali dovrebbero confermare il momento di incertezza causata dal passaggio da una politica monetaria estremamente espansiva ad una più neutra e normale. In questo contesto é difficile che gli investitori si lascino trascinare dall'entusiasmo e che ci siano forti acquisti e un sostanziale rialzo.

Commento del 10-11 novembre

Non é il momento del "buy and hold" - bisogna tenere d'occhio la porta d'uscita

La cattiva notizia é che venerdì l'S&P500 ha avuto una seduta decisamente negativa. È caduto fino ad un minimo a 2764 punti ed é poi risalito per chiudere a 2781.01 punti (-0.92%) con una perdita di 26 punti. La buona notizia é che la correzione minore potrebbe già essere finita. Doveva durare al massimo tre giorni e far scendere l'S&P500 a 2774 o 2755 punti. Finora ci sono state due sedute negative e il centro della zona obiettivo é stato raggiunto. Settimana prossima potrebbe ancora esserci una moderata spinta di ribasso ma poi il rialzo di medio termine dovrebbe riprendere trascinato dal settore energia - il petrolio (WTI a 59.87 USD/barile) é decisamente ipervenduto e serpeggia il pessimismo - un forte rimbalzo tecnico é imminente. Fino all'inizio dell'anno prossimo i cicli suggeriscono che la borsa americana dovrebbe restare impostata al rialzo - non sappiamo come si svolgerà questa fase nel dettaglio poiché sulla base di esempi del passato ci sono parecchie varianti. La prima é che il minimo di ottobre a 2603 punti venga ritestato - in questo caso tra fine novembre e metà dicembre l'S&P500 potrebbe ricadere sui 2650 punti per poi risalire fino all'inizio di gennaio 2019 - in questo caso é improbabile che l'S&P500 possa salire sopra i 2900 punti. Una variante potrebbe essere che il test del minimo viene a mancare e il rialzo continua in maniera piuttosto regolare intercalato da correzioni intermedie - l'S&P500 dovrebbe tentare di migliorare il massimo storico a 2941 punti. La variante ottimista é che il bull market debba finire con una accelerazione di tipo esaustivo con un nuovo massimo storico che potrebbe situarsi sui 3000 punti. Non sappiamo quale percorso sceglierà l'S&P500 - i dettagli li potremo definire solo strada facendo. L'importante é sapere che fino all'inizio dell'anno prossimo si può restare long o investiti. Senza gravi incidenti imprevisti la tendenza fondo della borsa americana resterà al rialzo. Il trend a lungo termine si sta però decisamente indebolendo e gli indicatori si stanno deteriorando. Esiste una forte probabilità che il bull market stia finendo e quella attuale potrebbe essere l'ultima sostanziale gamba di rialzo. Non crediamo che in seguito l'S&P500 debba subito cadere - non vediamo un concreto rischio di crash. Non bisogna però comperare azioni ora pensando di tenerle per anni nel portafoglio e ottenere delle buone performance. A lungo termine il potenziale di rialzo é modesto mentre il rischio di ribasso é alto ed in aumento a causa delle altissime valutazioni fondamentali che spesso definiamo come oscene. Quest'anno i prezzi delle azioni americane sono ancora aumentati (S&P500 performance 2018 +4.02%) per mancanza di alternative e a causa dei buy back delle imprese effettuati con la liquidità riimpatriata dall'estero grazie alla riforma fiscale di Donald Trump. Questi effetti stanno però sparendo - i tassi d'interesse stanno aumentando e le obbligazioni in USD cominciano a costituire una valida alternativa alle azioni. Dopo 9 anni di crescita é giunto il momento che il ciclo economico giunga alla sua fine naturale. Questo dovrebbe per lo meno provocare un ridimensionamente delle valutazioni azionarie - se volete chiamatelo bear market.
La situazione in Europa é diversa - é peggio sia economicamente che tecnicamente. In Europa si sta già delieneando una sensibile rallentamento nella crescita economica - la BCE abbandonerà alla fine dell'anno la politica monetaria estremamente espansiva costituita da tassi d'interesse vicini allo 0% e acquisti regolari di Titoli di Stato (QE). Questa é una combinazione velenosa per le borse e se ne vedono già le conseguenze - l'Eurostoxx50 ha perso da inizio anno il -7.83% e praticamente tutte le borse europee sono in rosso. La tendenza di fondo delle borse europee é al ribasso con indici ancora sotto le MM a 50 e 200 giorni in calo. Da qui arriva la nostra reticenza nell'aprire posizioni long per il portafoglio. La correlazione tra Europa ed America dovrebbe permettere a Eurostoxx50 e colleghi di salire ma difficilmente potranno recuperare il terreno perso. È invece probabile che la sottoperformance causata dalla debolezza relativa continui. Un ribasso é improbabile ma é possibile che l'S&P500 fino a gennaio 2019 salga del +4% mentre le borse europe saranno solo di poco più in alto dei livelli attuali. Malgrado che parliamo insistentemente di rialzo i nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica che usiamo per il trading a medio termine su Eurostoxx50 e DAX sono ancora decisamente sotto i 50 punti e di conseguenza su sell.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.47% a 3229 punti
DAX                         +0.09% a 11529 punti
SMI                          +0.98% a 9074 punti
FTSE MIB                  -0.68% a 19258 punti
S&P500                    +2.13% a 2781.01 punti
Nasdaq100               +1.06% a 7039 punti

Venerdì le borse europee sono sceso fino a metà giornata e poi hanno recuperato. A fine giornata il risultato é stato una seduta neutra che da un punto di vista tecnico non ci ha detto molti di nuovo - l'Eurostoxx50 é sceso a 3229 punti (-0.25%) mentre il DAX é salito a 11529 punti (-0.25%). Mercoledì fà vi avevamo promesso una risposta al quesito se il FTSE MIB (-0.88% a 19258 punti) poteva salire fino ai 20500 punti. Giovedì abbiamo preferito attendere la chiusura settimanale. Anche adesso non possiamo fornire un parere chiaro basato sull'analisi tecnica. Ci rendiamo conto che politica e spread sono importanti per definire le oscillazioni a breve della borsa italiana specialmente nella loro ampiezza. Siamo convinti che nelle prossime settimane il FTSE MIB debba salire come le altre borse europee - probabilmente ci sarà una certa sottoperformance provocata dalla debolezza relativa dell'Europa rispetto all'America. Quanto può salire il FTSE MIB dipenderà però dallo sviluppo del litigio tra Roma e Bruxelles relativo al debito pubblico. Temiamo che il conflitto non porti benefici all'Italia e preferiremmo il dialogo - probabilmente anche la borsa non apprezza il confronto duro scelto da Salvini e Di Maio anche nell'ottica degli ultimi indicatori economici che mostrano una brusca frenata nella crescita economica. Favorire la crescita attraverso l'espansione della spesa pubblica come intende fare il governo di Giuseppe Conte é in certi casi una formula vincente - distribuire soldi a pensionati e disoccupati non é però il miglior sistema - ci vorrebbero investimenti in opere pubbliche, ricerca ed istruzione. L'attuale governo invece non riesce neanche a ricostruire il ponte Morandi entro la fine del 2019. Non si può solo e sempre dare la colpa alla Germania e a Bruxelles per tutto quello che non funziona in Italia.

La seduta a Wall Street é stata decisamente negativa ma gli indici azionari hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri e non vediamo emergere una particolare pressione di vendita (volume relativo a 1.1 e NH/NL a 400 su 471). Il mercato si comporta come le previsioni - sta svolgendo una correzione minore ed intermedia all'interno di una fase di rialzo a medio termine.
L'S&P500 ha aperto a 2793 punti e ad ondate é sceso fino alle 20.20 su un minimo a 2764 punti. Poi é risalito a 2787 punti e ha chiuso a 2781 punti. Ha perso 26 punti ma é risalito 17 punti dal minimo - guarda caso la MM a 200 giorni scorre a .... 2763 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1832 su 5342. La tecnologia si é mossa di più come succede spesso in questo periodo - il Nasdaq100 ha perso il -1.67% a 7039 punti (minimo a 6983 punti). Gli obiettivi della correzione erano a 7070 o 6930 punti.
Nei dati sul sentiment notiamo un interessante eccesso - la volatilità VIX é salita a 17.36 punti (+0.64) mentre la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.80. Sapete che valori sui 0.80 o più alti rappresentano a breve un eccesso di speculazione al ribasso. Spesso segue un rally.
La tendenza di fondo della borsa americana é ancora debole con solo il 25.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent sul NYSE a 43.39. Finalmente notiamo un netto miglioramento nell'analisi dei COT - i Commercials hanno sensibilmente ridotto le posizioni short e questo é un segnale positivo per le prossime settimane.
Tradizionalmente il periodo di fine anno fino alle prima decade di gennaio é positivo e anche quest'anno questa regola dovrebbe venire rispettata. I traders guadagneranno soldi con posizioni long. Gli investitori dovrebbero invece usare questo periodo favorevole per ripulire i portafogli da titoli tecnicamente deboli e fragili e lentamente diminuire l'esposizione azionaria. Tempi difficili si avvicinano.

Commento del 9 novembre

La correzione minore é iniziata


Ieri mattina le borse europee hanno aperto in guadagno e sono riuscite a salire ancora per una quarantina di minuti. Poi lentamente si sono sgonfiate - hanno avuto un cedimento dopo le 16.00 e hanno infine chiuso con moderate perdite. L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 3263 punti e ha chiuso a 3237 punti (-0.26%). Come previsto l'America ha iniziato una correzione intermedia e minore e le borse europee si sono adattate. Non c'é molto da dire. Anche in Europa la tendenza é al rialzo - nel breve termine gli indici azionari seguono i ritmi dettati dagli Stati Uniti. C'é però una differenza importante tra Europa ed America - in Europa la tendenza di fondo é al ribasso con i maggiori indici costantemente sotto le MM a 50 e 200 giorni in calo. In America invece la tendenza di fondo é ancora al rialzo e l'S&P500 ha nuovamente superato con il balzo di mercoledì la MM a 200 giorni che appare in leggero calo ma é ancora neutra. In questa fase di rialzo che dovrebbe durare fino all'inizio del 2019 l'America é quindi favorita. Le borse europee dovrebbero sottoperformare e per saldo potrebbero non salire di molto. Il conflitto tra Roma e Bruxelles si é assopito ma cova sotto le ceneri. Molti si domandano quale sarà il ruolo della BCE una volta che terminerà il QE a fine anno. Se la BCE permetterà un aumento dei tassi d'interesse il debito pubblico per molti Paesi diventerà col tempo insopportabile poiché mangerà una fetta considerevole ed eccessiva delle entrate fiscali annuali. Il debito dell'Italia é rifinanziabile ma lentamente assorbirà in un vortice una fetta considerevole dei risparmi impedendo investimenti, consumi e di riflesso crescita economica.
Ieri gli altri indici azionari europei che seguiamo si sono comportati come l'Eurostoxx50 - le perdite di DAX (-0.45% a 11527 punti) e FTSE MIB (-0.57% a 19429 punti) sono state più ampie ma non in maniera rilevante e sostanziale. L'SMI svizzero (+0.49% a 9095 punti) continua invece la sua corsa solitaria grazie alla sua particolare composizione. Molta farmaceutica ed alimentare, poca industria ciclica come auto che stanno frenando l'Europa. L'SMI si trova sopra le MM a 50 e 200 giorni tendenzialmente piatte. Malgrado la sua forza relativa dovrebbe anche lui correggere a partire al più tardi dalla resistenza a 9200 punti. 

La seduta a New York ha seguito il copione. L'S&P500 ha aperto in calo a 2804 punti ma a metà seduta é ancora riuscito ad issarsi a 2815 punti eguagliando il massimo di mercoledì. Poi é iniziata l'attesa correzione intermedia. L'indice é sceso ed ha avuto un tuffo fino ai 2795 punti al termine della seduta della FED (20.00). Sul finale ha recuperato fino ai 2806.84 punti (-0.25%). Questa chiusura decisamente sopra il minimo giornaliero mostra il carattere decisamente "mordido" di questa correzione che non dovrebbe fare danni al trend. Come spiegato nel commento di ieri sull'S&P500 gli obiettivi della correzione sono a 2774 punti o 2755 punti. Poi il rialzo, nel corso di settimana prossima, dovrebbe riprendere. Sembra che il Nasdaq100 (-0.62% a 7158 punti) voglia seguire le oscillazioni dell'S&P500 senza prima raggiungere il suo obiettivo della seconda spinta di rialzo a 7300 punti. Detto semplicemente anche il Nasdaq100 sta già correggendo con obiettivi a 7070 o 6930 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2917 su 4240, NH/NL a 672 su 289 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita di poco a 16.72 punti (+0.36) e la CBOE Equity put/call ratio si é assestata su un normale 0.64. In linea di massimo ci aspettiamo ora due o tre sedute come quella di ieri.

Stamattina le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei perde il -1.05% - Shanghai é in calo del -1.4%. Il future sull'S&P500 alle 0730 era a 2806 punti - ora (08.30) e ulteriormente calato a 2801 punti (-8 punti). Sembra che gli europei sono venditori. Questo si riflette sul valore d'apertura dell'Eurostoxx50 che sarà sui 3220 punti (-17 punti). Le premesse sono per una seduta moderatamente negativa. Non vediamo ragioni per ulteriori vendite e forti perdite.

Commento dell'8 novembre

Rally a Wall Street - tiepido rialzo in Europa - l'S&P500 é di nuovo vicino ad una correzione intermedia

Il risultato delle elezioni di midterm in America ha scatenato un rally a Wall Street. L'S&P500 ha aperto a 2782 punti, in gap up e sopra la MM a 200 giorni. Dopo un iniziale ritracciamento a 2774 punti l'indice é continuato a salire per tutta la giornata - ha toccato un massimo a 2815 punti e ha chiuso poco più in basso a 2813.89 punti con un impressionante guadagno di 58 punti (+2.12%). Durante la giornata i ribassisti non hanno avuto scampo - le correzioni intermedie sono state solo delle brevi pause con discese di 5-6 punti prima della successiva spinta di rialzo. Naturalmente gli investitori hanno nuovamente preferito la tecnologia (Nasdaq100 +3.06% a 7203 punti) - i nostri AGMAF hanno dato spettacolo - Amazon é balzata del +6.86%, gli altri titoli hanno guadagno più del 3% e solo Facebook (+1.06%) ha deluso. Con la seduta di ieri il consolidamento sui 2700-2750 punti di S&P500 é terminato ma la prossima correzione intermedia é già vicina. Non possiamo che riprendere il commento di ieri alle 14.00 e confermarlo: "In generale consigliamo agli investitori di ignorare queste oscillazioni e di restare long con l'intenzione di tenere la posizione fino all'inizio del 2019. Bisogna però essere in chiaro che questo rialzo non sarà lento e regolare come quello che ha contraddistinto la fine del 2017. Aspettativi maggiore volatilità e sensibili correzioni intermedie. La prossima dovrebbe partire dai 2800-2820 punti." (...) "Avremmo preferito che la correzione facesse ridiscendere l'S&P500 sui 2680 punti - la mancanza di questo tuffo ha come conseguenza che gli oscillatori mostrano la possibilità di un massimo intermedio alla fine di questa settimana o all'inizio della prossima." In teoria la correzione intermedia del Nasdaq100 (7203 punti) dovrebbe iniziare dai 7300 punti. Di conseguenza nelle prossime due sedute ci devono essere dei movimenti di assestamento - l'S&P500 potrebbe marciare sul posto e la tecnologia guadagnare ancora un +1% - questi però sono dettagli. Gli investitori possono stare a guardare e godersi questo rialzo di medio termine. I traders possono giocare l'imminente correzione intermedia aprendo posizioni speculative short nelle prossime una a tre sedute sui 2820 punti di S&P500.
Ovviamente la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5542 su 1659, NH/NL a 709 su 248 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é crollata a 16.36 punti (-3.55, -17.83%!) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.59. In generale i dati sul sentiment mostrano un lento ritorno all'ottimismo ma l'accettazione del rialzo é ancora contenuta. Lo scetticismo alimenterà nelle prossime settimane il movimento ma il rally di ieri deve essere a breve riassorbito con una correzione. L'S&P500 ha guadagnato 210 punti in 8 sedute !

Il rialzo in Europa é stato invece deludente. L'Eurostoxx50 (+1.21% a 3246 punti) ha guadagnato 39 punti e ha chiuso a ridosso del massimo giornaliero. Una buona seduta ma ci saremmo aspettati di più considerando quanto stava succedendo a New York. L'Eurostoxx50 si é fermato ieri sera sulla resistenza intermedia a 3250 punti - il rialzo dovrebbe però continuare e non ci aspettiamo subito una correzione intermedia. Dovrebbe piuttosto iniziare dai 3300 punti.
Il DAX (+0.83% a 11579 punti) ha avuto una buona seduta ma non ha convinto. Il rialzo é continuato al piccolo trotto e il DAX sembra affaticato e rischia di sottoperformare. Non ha ancora avvicinato il massimo di venerdì scorso a 11689 punti. L'Eurostoxx50 ha invece raggiunto questa resistenza e l'S&P500 ieri sera l'ha polverizzata. Si può stare long DAX ma questo non é il migliore indice per sfruttare questa spinta di rialzo.
Il FTSE MIB ha invece convinto con un balzo del +1.42% a 19541 punti. Il 25 ottobre avevamo predetto un rally fino ai 20500 punti. Il sentiment era troppo negativo per la borsa italiana e pensavamo che nell'imminente rialzo il FTSE MIB si sarebbe comportato bene - meglio delle altre borse europee. Questa seduta sembra confermare le nostre previsioni. Lo spread sui titoli di Stato non sale più e il FTSE MIB lentamente prende velocità. Nei prossimi giorni il rialzo deve continuare. I 20500 punti sembrano un obiettivo ambizioso per questa spinta di rialzo - stasera vedremo se bisogna aggiustare il tiro...
In generale sembra che le borse europee siano disposte a seguire l'America al rialzo. Gli indici azionari europei però faticano e mostrano debolezza relativa. Tenderanno a sottoperformare.

Stamattina il Nikkei ha reagito con un balzo del +1.83% - Shanghai invece é apatica (-0.2%). Il future sull'S&P500 scende a 2811 punti (-5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3253 punti - le borse europee apriranno con uno striminzito +0.2% e non riescono a superare sostanzialmente i massimi di venerdì. Oggi potrebbero fermarsi qui. Vi ricordiamo che oggi si riunisce la FED - lascerà i tassi d'interesse invariati (annuncio alle 20.00) - le dichiarazioni di Jerome Powell verranno soppesate con attenzione.

Commento del 7 novembre

I democratici prendono il controllo della Camera dei Rappresentanti - le borse reagiscono positivamente

In America si sono svolte le elezioni di midterm. I repubblicani hanno mantenuto il controllo del Senato. I democratici sono riusciti a conquistare con una larga vittoria la maggioranza nella Camera dei Rappresentanti. Donald Trump non potrà più governare gli Stati Uniti con l'appoggio incondizionato del potere legislativo - i mercati finanziari accolgono positivamente questa decisione del popolo americano che reintroduce una forma di controllo sull'attività del Presidente. Molti pensano che la politica americana dovrebbe tornare ad essere più prevedibile e conciliante. Il future sull'S&P500 sale a 2763 punti (+4 punti) - l'S&P500 guadagna circa 7 punti rispetto alla positiva chiusura di ieri sera a 2755.45 punti (+0.63%).

Ieri per il secondo giorno consecutivo le borse europee si sono fermate in attesa di conoscere il risultato elettorale negli Stati Uniti. 
L'Eurostoxx50 ha terminato la seduta a 3207 punti (-0.31%). Dalla chiusura di venerdì a 3214 punti l'indice si é mosso poco. Sta svolgendo l'attesa correzione minore dal massimo di venerdì a 3251 punti. L'indice dovrebbe restare sopra i 3200 punti prima di ricominciare gentilmente a muoversi al rialzo. L'indice delle banche SX7E é caduto del -0.51% a 98.86 punti - questo settore ha un Beta superiore a 1 ed é quindi logico che oscilli più dell'Eurostoxx50. Al momento però i suoi movimenti non sono determinanti. L'Eurostoxx50 ieri sera alle 22.00 valeva 3227 punti - aveva già seguito l'S&P500 al rialzo in previsione di un esito positivo delle elezioni americane. Di conseguenza non vale la pena di analizzare in maniera approfondita della seduta di ieri in Europa. Il consolidamento iniziato venerdì dovrebbe finire oggi. Ulteriori segnali di rialzo provengono dalle divise - stamattina il cambio EUR/USD lievita a 1.1450.
Ieri tutte le borse europee sono rimaste ferme e si sono mosse poco - la rotazione tra mercati e settori notata lunedì é venuta a mancare. Il DAX é scivolato a 11484 punti (-0.09%), il FTSE MIB (-0.07% a 19268 punti) lo ha imitato e l'SMI (-0.18% a 8992 punti) ha perso esattamente quello che aveva guadagnato nella seduta di lunedì. Oggi gli indici azionari europei apriranno con un balzo del +0.5% - questo non significa però ancora che il rialzo riprende visto che gli indici si troveranno ancora sotto i massimi di venerdì. Lo stesso vale per l'S&P500 americano almeno per quel che riguarda il future che venerdì aveva toccato i 2765 punti.

Ieri sera l'S&P500 (+0.63% a 2755.45 punti) ha guadagnato ancora 17 punti e ha chiuso a ridosso del massimo giornaliero e sul massimo di venerdì scorso. Questo mostra che il mercato "ha voglia di salire" ma manca ancora una decisiva rottura al rialzo sopra i 2765 punti per poter dire che la correzione intermedia é finita.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2738 punti e velocemente é salito fino a 2751 punti. Poi fino alle 20.00 é oscillato in laterale in pochi punti. Dopo una caduta fino ai 2740 punti il mercato ha preso una decisione e l'S&P500 si é impennato fino ai 2756 punti di massimo. Ha chiuso poco sotto a 2755 punti. Questa volta la tecnologia (Nasdaq100 +0.75% a 6988 punti) ha seguito docile senza divergere.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4544 su 2633, NH/NL a 423 su 283 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX si é fermata a 19.91 punti (-0.05) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.67 - nulla di particolare da segnalare.
Notiamo l'impressionante e sostanziale crollo del prezzo del petrolio (WTI) che scende a 62.21 USD al barile (-0.89). Il prezzo del petrolio ad inizio ottobre era ancora sui 76 USD - strano che nessuno parli di questo importante calo che nei prossimi mesi avrà conseguenze sull'inflazione e la congiuntura. Il reddito del US Treasury Bond decennale rimane a 3.22%.
Giovedì 8 novembre (domani!) si riunisce la FED per discutere la situazione economica e fissare la politica monetaria - i tassi d'interesse rimarranno invariati - il prossimo aumento é previsto a dicembre. Passata la bufera politica é però probabile che nei prossimi giorni si torni a parlare di economia e costo del denaro.

Abbiamo scritto la prima parte del commento verso le 7 del mattino - ora sono le 08.30 e la situazione sta lentamente evolvendo - l'iniziale reazione positiva dei mercati finanziari sta evaporando. Il future sull'S&P500 é tornato a 2761 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3225 punti - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.4% ma sotto i valori già raggiunti ieri sera alle 22.00. Solo il cambio EUR/USD si mantiene a 1.1450. Le borse asiatiche sono in leggero calo - il Nikkei ha perso il -0.10% - Shanghai cade del -0.7%. Le elezioni in America sono un non evento - il consolidamento e la correzione minore iniziati venerdì potrebbero continuare fino alla fine di questa settimana come era stato inizialmente previsto.

Commento del 6 novembre

Mercati misti in attesa del risultato delle elezioni negli Stati Uniti

Ieri gli investitori hanno fatto un pò di ordine e pulizia nei portafogli - in generale però gli indici azionari sono rimasti stabili e non si sono mossi molto. Ordine e pulizia in Europa ha significato vendere un pò di banche (SX7E -0.37% a 99.37 punti) e un pò di Italia (FTSE MIB - 0.56% a 19281 punti) - in America invece é rimasta sotto pressione la tecnologia con il quartetto Apple (-2.84%), Amazon (-2.27%) Google e Facebook a colorare di rosso il pictogramma dell'S&P500. Il risultato é stato un incremento dell'S&P500 del +0.56% a 2738.41 punti e un calo del Nasdaq100 del -0.41% a 6937 punti. Per quel che riguarda i mercati nel loro complesso non cambia nulla. Dopo una prima gamba di rialzo settimana scorsa si sta svolgendo adesso una correzione minore che per il momento si sta risolvendo in un semplice consolidamento. Internamente il rialzo si sta irrobustendo e a breve dovrebbe esserci un'altra spinta di rialzo. Naturalmente molto nei prossimi giorni dipende dal risultato delle odierne elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Ieri l'Eurostoxx50 si é mosso in soli 20 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero con un misero guadagno di 3 punti. L'indice si é mosso nel range delle due precedenti sedute senza dare nessun segnale tecnico particolare. In linea di massimo ha unicamente confermato i guadagni di settimana scorsa - la pausa serve a digerire. Il DAX si é comportato in maniera simile (-0.21% a 11495 punti). Ieri ci sono state prese di profitto su settori volatili e più rischiosi come banche e tecnologia - ne hanno approfittato settori difensivi come farmaceutica e alimentare - questo spiega il buon comportamento dell'SMI svizzero (+0.18% a 9008 punti) malgrado un rapporto A/D negativo (6/14).
La buona tenuta del cambio EUR/USD (1.1400) e un altro fattore che ci induce all'ottimismo. Probabilmente le borse europe riusciranno a seguire il rialzo dell'America malgrado problemi interni come il rallentamento economico, la Brexit o il conflitto tra Roma e Bruxelles sulla spesa pubblica.

La seduta a New York é stata in generale positiva - solo la tecnologia ha perso terreno. Nelle scorse settimane alcune società di peso hanno pubblicato risultati trimestrali deludenti e di conseguenza parte dell'entusiasmo che circondava il settore é evaporato provocando delle prese di beneficio. Il settore non é in crisi - deve solo correggere delle valutazioni decisamente stratosferiche. Questo processo può essere estremamente doloroso come mostra l'esempio di Nvidia. Dobbiamo renderci conto che questo potrebbe anche essere il destino del mercato azionario americano nel suo insieme visto che fondamentalmente le valutazioni restano oscenamente alte. Il nostro ottimismo riguarda i prossimi due mesi - nell'insieme consigliamo però prudenza. Non bisogna comperare azioni adesso con l'idea di tenerle per anni...
L'S&P500 ha aperto a 2728 punti, é salito a 2733 punti e poi alle 16.20 é caduto sul minimo a 2718 punti. Poi l'indice é risalito e verso le 18.00 era nuovamente sui 2730 punti. Per ore l'S&P500 si é in seguito mosso in laterale, si é impennato fino al massimo a 2744 punti e sul finale é sceso a 2738.41 punti (+0.56%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4111 su 3077, NH/NL a 379/220 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 19.96 punti (+0.45) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata neutra a 0.61.
Sembre che i traders vogliano affrontare le elezioni long mentre le assicurazioni avvengono comperando VIX.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei guadagna il +1.05% - Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 lievita a 2745 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3228 punti - le borse europee aprirano con guadagni intorno al +0.3%. Probabilmente la seduta odierna sarà una brutta copia di quella di ieri. I politologi non fanno previsioni riguardanti l'esito delle elezioni di midterm - l'esito é incerto e nessuno vuole ripetere gli errori fatti in occasione dell'elezione presidenziale. L'incertezza contagia la borsa. Anche noi non ci esprimiamo sullo sviluppo dei mercati finanziari nei prossimi giorni anche se tecnicamente una correzione minore all'interno di un rialzo di medio termine resta la migliore variante.

Aggiornamento del 5 novembre

Elezioni di midterm - le prossime sedute saranno nervose e volatili

Analisti ed investitori osservano ormai con la mente assente i dati economici che vengoono pubblicati in questi giorni. Lo stress test sul sistema finanziario pubblicato dalla BCE ha aiutato settimana scorsa il rally delle azioni bancarie europee e l'indice Caxim delle PMI ha imposto stamattina a Shanghai un tuffo del -0.4%. L'attenzione é però concentrata sulle elezioni di midterm in America che si svolgono domani martedì 6 novembre. Probabilmente fino alla fine della settimana ci saranno delle turbolenze specialmente se non ci sarà un risultato chiaro con un evidente vincitore. In linea di massima é probabile che la correzione minore iniziata venerdì duri ancora un paio di sedute e che in seguito fino a venerdì continui la fase di formazione di base. Tecnicamente però restiamo dell'opinione che manca ancora una sostanziale e sostenibile spinta di rialzo a medio termine fino all'inizio del 2019.
La correzione ha obiettivo ideale a 2680 punti di S&P500 - non possiamo però escludere una caduta fino al settore intorno ai 2650 punti. Un test del minimo di ottobre a 2603 punti é estremamente improbabile. Anche venerdì la borsa americana si é comportata relativamente bene con una chiusura lontana dal minimo giornaliero - i rialzisti stannno lentamente ma fermamente prendendo il controllo delle operazioni accumulando in fasi di debolezza.

Stamattina prevalgono i segnali negativi - non é una sorpresa. Il Nikkei ha perso il -1.63%. Il future sull'S&P500 é a 2717 punti (-7 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3212 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate (-0.1%). Le premesse sono per una seduta in trading range. Probabilmente stasera ritroveremo gli indici di poco sotto i livelli d'apertura.

Commento del 3-4 novembre

La prima spinta di rialzo é finita venerdì alle 12.45 con il future sull'S&P500 a 2765 punti !
È poi cominciata la prevista correzione intermedia


Venerdì le borse sono salite fino a metà giornata quando in successione gli indici azionari europei ed il futures americani hanno toccato il massimo giornaliero. Stranamente non é bastato il deludente risultato trimestrale di Apple (-6.63%), comunicato giovedì sera dopo la chiusura dei mercati americani, a mettere in difficoltà le borse. Anche i dati sul mercato del lavoro USA, pubblicati alle 13.30, non hanno provocato un'immediata reazione negativa. Le vendite sono cominciate unicamente poco dopo le 14.30 e dopo l'apertura di Wall Street. Poi é andato tutto abbastanza svelto. Le borse europee hanno perso più dell'1% dai massimi ma a fine giornata hanno ancora salvato un modesto guadagno. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3214 punti (+0.32%) - alle 22.00 valeva 3225 punti. L'S&P500, dai 2765 punti raggiunti dal future verso le 12.45 punti, é caduto verso le 18.00 fino al primo obiettivo teorico di questa correzione a 2700 punti - vedete come i livelli tecnici vengono in questa fase seguiti alla perfezione. In serata l'S&P500 ha recuperato ed ha chiuso a 2723.06 punti (-0.63%). La correzione intermedia e minore non dovrebbe però essere ancora finita. L'S&P500 potrebbe e dovrebbe ancora cadere fino ai 2680 punti e molto probabilmente prima che gli investitori non sapranno il risultato delle elezioni di midterm del 6 novembre (i risultati definitivi sarano conosciuti solo mercoledì 7 in giornata) il mercato sarà volatile e senza direzione. Poi vedremo - o si parte subito al rialzo nel caso di una vittoria schiacciante dei repubblicani oppure ci potrebbe ancora essere un tuffo e volatilità fino a venerdì. In linea di massima però dopo dovrebbe riprendere il rialzo che dovrebbe far tendenzialmente salire i mercati azionari fino all'inizio del 2019.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.54% a 3214 punti
DAX                         +2.84% a 11519 punti
SMI                          +3.71% a 8992 punti
FTSE MIB                  +3.78% a 19390 punti
S&P500                    +2.42% a 2723.06 punti
Nasdaq100               +1.65% a 6965 punti

Sulla seduta in Europa non abbiamo molto da aggiungere. Gli europei sembrano lentamente convinti che la correzione é terminata e tornano a comperare i mercati precedentemente più venduti e più speculativi. Questo spiega il balzo del FTSE MIB (+1.07% a 19390 punti) e dell'indice delle banche SX7E (+1.45% a 99.74 punti) e la loro buona performance settimanale. Anche in Europa é venuto il momento di comperare dopo che il cambio EUR/USD ha effettuato con successo un test del supporto a 1.1300 ed é tornato a 1.1390.
Per il portafoglio non siamo riusciti a comperare gli indici azionari europei sui minimi - speriamo di poterlo fare nel corso di settimana prossima al termine della correzione intermedia in corso.

La seduta in America é andata meglio di quello che potrebbe suggerire la perdita di 17 punti dell'S&P500 e la caduta del -1.47% del Nasdaq100. L'S&P500 ha aperto a 2748 punti e all'inizio é ancora salito a 2756 punti di massimo. Poi sono arrivate le vendite nel settore tecnologico provocate soprattutto da Apple e dall'aumento dei tassi d'interesse sugli US Treasury Bonds (decennale a 3.22%). L'S&P500 é caduto fino alle 18.00 sul minimo a 2700 punti. In seguito é risalito in maniera irregolare ma costante ed é tornato a 2723 punti. La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3422 su 3736, NH/NL a 388 su 277 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é salita di poco a 19.51 punti (+0.17) - la CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.68. L'indice delle PMI Russell2000 ha guadagnato il +0.19%.
Non crediamo che l'aumento dei tassi d'interesse possa nelle prossime settimane impedire il previsto rialzo di medio termine. Il prezzo del petrolio (WTI) era a metà ottobre sui 74 USD/barile - venerdì ha chiuso a 63.14 USD/barile. L'effetto deflazionistico di questo calo dovrebbe farsi sentire a breve nei dati sull'inflazione.
In un'ottica più a lungo termine ci preoccupano i dati che indicano la tendenza di fondo che restano strenuamente negativi: solo il 19.6% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 39.83. Restiamo dell'opinione che la gamba di rialzo iniziata settimana scorsa dai 2603 punti di S&P500 potrebbe essere l'ultima di questo bull market.
E ora prepariamoci a questa importante settimana elettorale in America. Se i democratici non riescono a recuperare la maggioranza in una delle due Camere, Donald Trump potrà spadroneggare ancora per due anni - una prospettiva da brivido...

Commento del 2 novembre

Il rialzo in America é partito - l'Europa fa ancora fatica - probabile correzione intermedia dai 2750-2765 punti di S&P500

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta tranquilla di consolidamernto. Hanno aperto in pari, sono salite la mattina e sono scese nel pomeriggio. Per saldo l'Eurostoxx50 ha chiuso con un insignificante +0.21% a 3204 punti. Notiamo che l'indice é riuscito a passare i 3200 punti grazie anche al robusto contributo del settore bancario (SX7E +1.47% a 98.31%). Anche la borsa italiana ha provato a farci dimenticare l'opaca prestazione di mercoledì con un balzo del +0.71% a 19185 punti. Il DAX (0.18% a 11468 punti) ha seguito l'Eurostoxx50 - si é però fermato sotto i 11500 punti.
Nel complesso é stata un'altra seduta costruttiva con i segnali d'acquisto provenienti dal MACD che si rafforzano. Probabilmente il rialzo di corto termine deve continuare in scia a Wall Street. Gli indici azionari europei sono però ancora lontani dalle medie mobili (MM) a 50 e 200 giorni che gravano come una cappa sopra il mercato e sono in calo. In America invece il test di queste resistenze é imminente.

Pensavamo che ieri la borsa americana dovesse fermarsi e digerire i guadagni delle due precedenti sedute. Invece il rialzo é continuato. L'S&P500 ha guadagnato altri 28 punti e ha nuovamente chiuso sul massimo giornaliero a 2740.37 punti (+1.06%). Ricordiamo che lunedì l'S&P500 ha toccato il minimo di questa correzione a 2603 punti. Mentre molti temevano un crash noi siamo rimasti convinti rialzisti. Adesso l'indice é quasi 140 punti più in alto!
Ieri purtroppo abbiamo notato un rapido ritorno degli investitori all'ottimismo (VIX a 19.34 punti, -1.89) con una certa tendenza alla speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.51). Di conseguenza crediamo che sullo slancio l'S&P500 debba salire ancora fino ai 2750 o 2765 punti (MM a 200 giorni) - da qui però dovrebbe svilupparsi una correzione intermedia che potrebbe far ridiscendere l'S&P500 fino ai 2680-2700 punti. I traders possono approfittarne.
L'S&P500 ha aperto a 2722 punti e all'inizio ci sono stati alcune rapide e violente oscillazioni con un minimo a 2708 punti. Rapidamente é tornata la calma e l'S&P500 alle 15.30 é tornato a 2730 punti. L'S&P500 é poi salito lentamente e regolarmente fino alla chiusura a 2740.37 punti (+1.46%). Il Nasdaq100 (+1.46% a 7069 punti) ha fatto la sua parte - sta tornando a sovraperformare il mercato.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5598 su 1611, NH/NL a 315 su 282 e volume relativo a 1.2. I molti titoli in guadagno (A) insieme ai volumi in calo suggeriscono a breve la vicinanza di un massimo intermedio.

Stamattina l'ottimismo coinvolge anche i mercati asiatici. Il Nikkei guadagna il +2.63% - Shanghai sta salendo del +2.7%. Il future sull'S&P500 é a 2762 punti (+24 punti). Ieri sera dopo la chiusura della borsa americana Apple ha presentato i suoi risultati trimestrali. I dati non convincono e all'inizio l'azione ha perso il -9% - poi ha recuperato. Un mercato che reagisce bene a notizie potenzialmente negative é un mercato che vuole salire. Sullo slancio é molto probabile che anche l'ultima seduta della settimana sia positiva. Abbiamo però l'impressione che a breve si stia esagerando - a 2765 punti di S&P500 i traders possono prendere benefici e provare a ricomprare più in basso. L'Eurostoxx50 vale ora 3248 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +1.4% - tanto ma probabilmente oggi gli indici non scenderanno più.

Commento del 1. novembre

Vince ma non convince - la formazione di base non é completa - l'America tenterà di chiudere i gaps

Ieri le borse europee ad americana hanno avuto una seduta di rialzo. Gli indici azionari si sono decisamente allontanati dai minimi di venerdì scorso e notiamo sensibili miglioramenti tecnici a livello di momentum e partecipazione. La pressione di vendita é praticamente sparita mentre indicatori tipo il MACD stanno ruotando verso l'alto e forniscono timidi segnali d'acquisto. Le borse però non sono ancora pronte per decollare - lo si é visto ieri dallo svolgimento delle sedute. In Europa dopo un buon inizio gli indici non hanno fatto più progressi e Eurostoxx50 (+1.60% a 3197 punti) e DAX (+1.42% a 11447 punti) sono ricaduti sul finale sotto le importati resistenza (anche a livello psicologico) rispettivamente a 3200 e 11500 punti. In America gli indici azionari sono saliti fin verso le 21.00. Nell'ultima ora di contrattazioni c'é stata la solita ondata di vendite che ha fatto ricadere l'S&P500 (+1.09% a 2711.74 punti) sul livello d'apertura. Questo significa che ci sono ancora molti day traders che vanno long in apertura e vendono nel corso della seduta - non sono questi gli investitori che provocano una fase di rialzo sostenibile e sostanziale.
L'Eurostoxx50 ha guadagnato 50 punti. L'indice sembra abbandonare il settore 3150 punti e voler iniziare una fase di rialzo. Non siamo però convinti poiché vediamo ancora numerose sacche di debolezza e alcuni cantieri aperti. Banche (SX7E +0.65% a 96.89 punti) e Italia (FTSE MIB +0.27%) hanno sottoperformato, segno evidente che da questo fronte potrebbero provenire ancora seri problemi. Il cambio EUR/USD é caduto sul supporto a 1.13 - risale stamattina a 1.1350 - evidentemente il supporto ha provocato una reazione e un rimbalzo - probabilmente ci saranno però altri tentativi di ribasso ora poiché i traders hanno solamente saggiato la solidità del supporto in preparazione di un serio attacco. Temiamo quindi che la crisi di fiducia in Europa non sia ancora conclusa.
Il DAX ha guadagnato 160 punti con forti volumi di titoli trattati. A prima vista questo sembra l'inizio dell'attesa fase di rialzo. Anche l'indicatore MACD sta dando un segnale d'acquisto. Notiamo che dopo la buona apertura il DAX non ha più fatto sensibili progressi e ha chiuso sotto la prima resistenza a 11500 punti. Temiamo quindi che ci possa ancora essere una ricaduta malgrado che il quadro tecnico sia notevolmente migliorato.
In una giornata di forti rialzi sulle borse europee il FTSE MIB (+0.27% a 19050 punti) ha praticamente marciato sul posto. Ha guadagnato 51 punti ma ha chiuso sotto il livello d'apertura e vicino al minimo giornaliero. Questo comportamento non ci piace e temiamo una ricaduta a breve sui 18500 punti. I dati sul PIL nel terzo trimestre 2018 erano deludenti - l'economia italiana non cresce - bisognerà vedere se la crescita economica prevista del budget del governo per i prossimi anni é realistica e raggiungibile. Probabilmente la risposta é negativa.
Dei segnali estremamente positivi arrivano invece dalla Svizzera. L'SMI (+1.90% a 9022 punti) ha dato una impressionante dimostrazione di forza. Dopo l'apertura in gap up l'indice é ancora salito di 110 punti e ha chiuso sul massimo giornaliero. Le MM a 50 e 200 giorni sono state superate di slancio così come la fascia di resistenza a 9000-9030 punti. L'SMI si invola mentre le borse europee si sono appena staccate dal minimo annuale. I 9200 punti sono ora l'obiettivo minimo a corto termine. Spesso l'SMI si muove con anticipo rispetto al resto dell'Europa e mostra la strada da seguire. Speriamo che sia il caso a anche questa volta.

Anche la seduta a Wall Street e stata positiva e l'S&P500 (+1.09% a 2711.74 punti) si é issato sopra i 2700 punti e ha chiuso sopra questa resistenza e livello decisivo. Il rialzo non ha però coinvolto tutti i settori in maniera omogenea, c'é stata la solita ondata di vendite sul finale e il rally del Nasdaq100 (+2.30% a 6967 punti) sembra un balzo fugace provocato dal ritorno degli investitori retail sugli AGMAF. La pressione di vendita é d'altra parte sparita e la situazione tecnica é decisamente migliorata. Riteniamo però che in questo mercato ci siano ancora troppe mani deboli e speculatori di brevissimo termine. Di conseguenza crediamo che la volatile fase di formazione di base debba continuare fino alle elezioni del 9 novembre. Idealmente i gaps che si sono aperti sui grafici ieri devono essere chiusi. Questo significa che in una fase di consolidamento l'S&P500 deve tornare a 2682 punti e il Nasdaq100 a 6810 punti.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2712 punti e nelle prime ore di contrattazioni si é mosso poco. È ridisceso verso le 18.00 a 2709 punti e poi é salito costantemente fino alle 20.00 quando ha raggiunto il massimo a 2736 punti. Sul finale é ricaduto a 2711.74 punti (+1.09%). Al balzo del Nasdaq100 (+2.30%) provocato dagli AGMAF (Apple +2.61%, Google +3.91%, Microsoft +2.97%, Amazon +4.42%, Facebook +3.81%) si contrappone la debole prestazione del DJ Transportation (+0.15%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4499 su 2703, NH/NL a 255 su 436 e volume relativo a 1.5. La volatilità VIX é scesa a 21.23 punti (-2.12) mentre la CBOE Equity put/call ratio torna ad un normale 0.65.
Ora il mercato deve fermarsi e assorbire i guadagni delle ultime due sedute.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Il Nikkei ha perso il -1.03% - Shanghai sta guadagnando il +0.10%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2713 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3194 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Dopo i forti movimenti delle ultime sedute oggi i mercati azionari dovrebbero fermarsi a consolidare.

Commento del 31 ottobre

Convincente seduta positiva a Wall Street con chiusura sul massimo e forti volumi

Dopo il rimbalzo di lunedì ieri le borse europee hanno subito una battuta d'arresto. Dopo una buona apertura c'é stato un ritracciamento e una chiusura con leggere perdite (Eurostoxx50 -0.25% a 3147 punti). Il quadro tecnico sta però migliorando - Il MACD, che con le medie mobili mostra lo sviluppo del momentum, sta girando verso l'alto. Le spinte di ribasso sono sempre meno convincenti mentre sui minimi giornalieri ci sono rabbiose reazioni e acquisti accompagnati da volumi. C'é un evidente tentativo di formazione di base con buone probabilità di successo. Sono sei sedute che l'Eurostoxx50 si ferma intorno ai 3150 punti e l'affondo di venerdì scorso ha provocato una violenta reazione. Abbiamo quindi l'impressione che questa sia la volta buona. Le borse europee tecnicamente stanno  provando a fare base in preparazione di un'inversione di tendenza. Se si risolvono alcuni problemi tipo la debolezza dell'EUR siamo compratori prendendo come riferimento i 3100 punti di Eurostoxx50.
Il rimbalzo "politico" di lunedì in Germania ieri mattina ha avuto una breve continuazione. Per le 10.20 il DAX (-0.42% a 11287 punti) era però già ricaduto sui 11260 punti e per il resto della giornata é poi oscillato intorno a questo valore. Il DAX sta formando base tra i 11000 ed i 11500 punti e sta preparando un'inversione di tendenza. Difficile dire se avremo solo un breve rialzo fino ai 12000 punti o se invece la fase positiva sarà questa volta più lunga. A breve però la spinta di ribasso si é esaurita e sembra che ci sia ben poco spazio verso il basso e parecchio potenziale per un rialzo di corto e medio termine.
Malgrado il balzo dello spread (+5.4% a 314 bps) e la caduta lunedì sera della borsa americana ieri il FTSE MIB ha perso solo 41 punti. Pochi se paragonati al forte guadagno di lunedì (+1.91%). Abbiamo l'impressione che i rialzisti stanno lentamente prendendo il sopravvento - il mercato comincia ad ignorare le notizie negative e onorare i segnali positivi. La formazione di base tra i 18500 ed i 19000 punti potrebbe durare ancora qualche giorno ma in linea di massima consigliamo di comperare sui 18500 punti. 
Fatichiamo a spiegarci la buona prestazione dell'SMI (+1.08% a 8854 punti). Vediamo il balzo di Roche (+2.52%) ma d'altra parte la prestazione dell'indice non é solo dovuta alla farmaceutica - tutti i settori hanno contribuito al guadagno dell'SMI che si comporta molto meglio delle altre borse europee. A 8900-8930 punti c'é una forte resistenza. Vediamo cosa succede oggi ma se l'SMI continua a salire é probabile che anche le borse europee a breve comincino a muoversi al rialzo.
Il cambio EUR/USD scivola a 1.1340. Questa discesa non ci piace. Vorremmo veder apparire sul grafico qualche candela bianca (o verde) e speriamo che il minimo e supporto a 1.13 non venga testato. In caso contrario temiamo la rottura al ribasso con ovvie conseguenze negative per le borse europee.
Insomma - malgrado la seduta leggermente negativa il quadro tecnico in Europa sta diventando costruttivo. Le borse europee sembrano aver toccato il fondo di questa correzione, stanno formando base e si preparano ad un'inversione di tendenza. Ricadute e false partenze sono possibili ma in linea di massima bisogna cominciare a volgere lo sguardo verso l'alto.

Ieri a Wall Street c'é stata una seduta decisamente positiva che non possiamo più solo classificare come semplice rimbalzo tecnico ed ignorare. L'S&P500 (+1.57% a 2682.63 punti) ha guadagnato 41 punti e ha chiuso vicino al massimo giornaliero con forti volumi di titoli trattati. Gli investitori restano prudenti - non sono subito ottimisti e si buttano speculativamente al rialzo. Nei media si parla ampiamente del ribasso della borsa e molti guru, come Robert Prechter, prevedono un crash - questo é uno degli indicatori "soffici" più attendibile. Quando tutti sono negativi é normalmente il momento in cui il mercato ha toccato il fondo. Un crash non si preannuncia mai - é un evento raro ed improvviso.
Ieri l'S&P500 ha aperto a 2640 punti, é sceso a 2635 punti di minimo ed é risalito verso le 15.00 sui 2670 punti. Poi per ore ha svolto ampie oscillazioni intorno ai 2650 punti. Solo dopo le 19.00 e dai 2642 punti l'S&P500 sui é mosso decisamente al rialzo. Ha toccato un massimo a 2685 punti ed ha chiuso a 2682.63 punti (+1.57%). Il Nasdaq100 ha seguito (+1.43% a 6810 punti) come in generale tutti i settori. Non ci sono state sacche di debolezza. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5058 su 2152, NH/NL a 197 su 987 (notevole miglioramento) e volume relativo a 1.5. La volatilità VIX é scesa a 23.35 punti (-1.35) - la CBOE Equity put/call ratio é rimasta abbastanza alta a 0.69. Ci sono lettori che ci segnalano altri indicatori di sentiment - hanno ragione. Ci sono parecchie misurazioni di volatilità, il mercato delle opzioni non comprende solo l'equity put/call ratio e ci sono molteplici inchieste tra differenti categorie di investitori. Esistono anche dei basket con il Fear&Greed Index. Non possiamo citarli tutti e per una prima analisi é meglio seguire pochi indicatori e sempre gli stessi - sono in caso di misurazioni contraddittorie si possono cercare conferme altrove. Noi citiamo pochi numeri ma vi assicuriamo che seguiamo con attenzione parecchi indicatori. L'importante é avere una serie di parametri tecnici affidabili che coprano il campo del momentum, partecipazione e sentiment.
La seduta di ieri sera é stata costruttiva e abbiamo l'impressione che finalmente i rialzisti stiano riprendendo il controllo delle operazioni. Saremo più tranquilli quando l'S&P500 avrà terminato una seduta sopra i 2700 punti. Questa sarebbe una conferma della nostra previsione di una fase di rialzo fino all'inizio del 2019. Ricadute e ulteriori test dei minimi sui 2600 punti di S&P500 sono ancora possibili.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei guadagna il +2.06% - Shanghai sta salendo del +1.3%. Il future sull'S&P500 é a 2697 punti (+12 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3189 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +1.2%. Speriamo che oggi non si passi direttamente dal pessimimsmo all'ottimismo con una seduta di forti rialzi. In un'ottica a medio termine sarebbe meglio che il mercato consolidi ed accumuli con calma. Ci vorrebbe un sensibile ritracciamento durante la giornata e una chiusura sul massimo ma poco sopra il livello d'apertura.

Commento del 30 ottobre

Rimbalzo politico in Europa - capitolazione in America ?

Ieri mattina le borse europee hanno aperto con moderati guadagni e le premesse erano per una giornata tranquilla - l'ipervenduto poteva invogliare ancora qualcuno a qualche acquisto ma in linea di massima non c'erano ragioni particolari per bruschi movimenti. Poi verso le 10.00 é arrivata la notizia che Angela Merkel in Germania intende fare un passo indietro e cedere parte del suo potere preparando la sua successione. A dicembre intendere abbandonare la direzione del partito CDU e alla fine del suo attuale mandato di cancelliere nel 2021 vuole terminare la sua carriera politica. La notizia ha provocato un rally in borsa. Il DAX é balzato del +2% e i listini europei hanno seguito. Si é trattato di un altro rimbalzo tra il politico ed il tecnico che ha cominciato a sfaldarsi nel pomeriggio. A fine giornata il DAX ha chiuso con un +1.20% a 11335 punti. Il rimbalzo é stato più sostanzioso sul FTSE MIB italiano (+1.91% a 19039 punti) dove i traders si aspettano un maggiore potenziale di rialzo una volta che il vento sarà cambiato. Come al solito la borsa italiana é stata trascinata dal settore bancario (SX7E +1.66% a 97.01 punti). L'Eurostoxx50 invece ha fatto più fatica a risollevarsi dai minimi e ha chiuso a 3155 punti (+0.64%). Quello di ieri é stato un tipico rimbalzo che si inserisce in maniera ideale nella fase di formazione di base. La correzione non é terminata ma é praticamente alla fine almeno per quel che concerne il potenziale di ribasso. Ora c'é un periodo di volatilità con improvvisi cambiamenti di direzione e una irregolare alternanza di sedute positive e negative. Ieri sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 era tornato a 3136 punti. Stamattina alle 08.00 vale 3162 punti.

All'America la notizia del graduale ritiro della Merkel non interessava e dopo una buona apertura la borsa ha subito ricominciato a correggere. Gli indici sono nuovamente pesantemente caduti e hanno toccato dei nuovi minimi di periodo. Un rabbioso rally nell'ultima mezz'ora di contrattazzioni accompagnato da forti volumi ha però contenuto le perdite. Questa seduta é stata contraddistinta da un certo panico (la VIX é balzata a 27.86 punti di massimo per tornare in chiusura a 24.70 punti (+0.54)) e da speculazione al ribasso (CBOE Equity put/call ratio a 0.74 - era più alta alle 21.30). Sugli AGMAF abbiamo osservato un crollo finale con pesanti perdite - i volumi sul Nasdaq100 erano però in netto calo (volume relativo a 1.1) - ne deduciamo che gli investitori retail hanno gettato la spugna. Da ultimo una forte divergenza positiva é costituita dal numero dei nuovi minimi a 30 giorni sceso a 1376 (contro i 1844 di venerdì).
Riassumendo abbiamo assistito ad una certa capitolazione con un panico parziale, un mini reversal e forti divergenze positive a livello di partecipazione. Almeno a corto termine la borsa americana ha toccato il fondo e ora deve esserci un sostanziale rimbalzo. La qualità di questa reazione,che dovrebbe durare da uno a tre giorni, ci dirà se sta iniziando l'attesa fase di rialzo o se invece il minimo di ieri sull'S&P500 a 2603 punti (!) deve ancora essere peggiorato.
L'S&P500 ha aperto a 2690 punti e all'inizio é salito fino ai 2706 punti di massimo. Poi é caduto fino alle 20.40 - dapprima lentamente ed infine con un'accelerazione. Dopo aver toccato un abissale minimo a 2603 punti é rimbalzato in 20 minuti a 2641.25 punti (-0.66%). Il Nasdaq100 ha fatto peggio con una caduta fino a 6574 punti e una chiusura a 6713 punti (-2.02%). Il contrasto con il settore delle banche (BKX +1.35%) é stato evidente - questa é un'altra divergenza positiva!
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 2756 su 4456, NH/NL a 166 su 1376 e volume relativo a 1.4. Notiamo che il crollo del Nasdaq100 é stato invece accompagnato da volumi in calo - i volumi si sono concentrati in settori forti !
Insomma - la probabilità é alta che ieri sera l'S&P500 a 2603 punti, sulla forte fascia di supporto a 2600 punti, abbia toccato un minimo significativo. Nei prossimi giorni attendiamo conferme.

Stamattina il rimbalzo iniziato ieri sera in America continua. Il Nikkei ha guadagnato il +1.44% - Shanghai sta salendo del +1%. Il future sull'S&P500 é a 2660 punti (+16 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3168 punti. Le borse europee "salteranno" la caduta della borsa americana di ieri sera e si riagganciano al future sull'S&P500 - aprirano quindi con un guadagno del +0.4%. Un rialzo "sano" dovrebbe iniziare in sordina - speriamo quindi che oggi gli indici azionari europei si fermino sui livelli d'apertura  e consolidino la posizione.

Aggiornamento del 29 ottobre

L'esito delle elezioni influenza alla lunga i mercati finanziari

Durante il fine settimana si é votato in Germania ed in Brasile.
In Assia i partiti che governano a Berlino e reggono l'esecutivo di Angela Merkel hanno subito un'altra cocente sconfitta dopo quella di due settimane fà in Baviera. CDU e SPD hanno perso ognuno l'11% dei voti che sono andati soprattutto a favore dei Verdi (+8.4%) e del partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD +9%). Non é sicuro che CDU e SPD possano ancora governare in Assia poiché in parlamento possiedono solo una maggiornanza di 1 seggio (69 su 138). Per Angela Merkel questo costituisce un pesante monito - se a Berlino non si cambia qualcosa, presto il governo cadrà ed un periodo di instabilità politica in Germania nuocerà a tutta l'UE.
Jair Bolsonaro é stato eletto presidente del Brasile. Il paese sudamericano passa da un governo di sinistra ad uno di destra, estremista e populista. Tutti i governatori delle regioni sono nuovi. Questo é un cambiamento radicale di direzione politica dall'esito altamente incerto.

A breve le borse non dovrebbero reagire visto che l'esito di queste elezioni era previsto e scontato. La tendenza di fondo dei mercati viene però condizionata da questi cambiamenti di potere e probabilmente le difficoltà del governo in Germania sono una delle ragioni della debolezza relativa delle borse europee. 

Stamattina le borse sono relativamente tranquille. Il future sull'S&P500 é a 2665 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 ad alcuni minuti dall'apertura dei mercati vale 3142 punti (+8 punti). Le borse europee iniziano la giornata con guadagni intorno al +0.2%. Dopo la caduta di venerdì oggi ci dovrebbe essere una seduta di consolidamento.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -0.16% mentre Shanghai é in calo del -2.1%.

Commento del 27-28 ottobre

Esaminiamo il mercato sotto un'altra ottica

Venerdì i mercati azionari hanno avuto un'altra seduta decisamente di ribasso. Le borse europee sono in generale cadute su dei nuovi minimi annuali (con l'eccezione del FTSE MIB (-0.70% a 18683 punti) che col minimo giornaliero a 18418 punti ha solo sfiorato questo record negativo a 18411 punti). L'Eurostoxx50 ha toccato 3090 punti di minimo ed ha chiuso a 3135 punti (-0.93%) con un rally nell'ultima ora di contrattazioni. Il DAX si é comportato in maniera simile - minimo a 11051 punti e chiusura a 11200 punti (-0.94%). I nuovi minimi confermano che a corto e medio termine la tendenza é al ribasso. Anche in America c'é stato un tonfo. I maggiori indici sono crollati su un nuovo minimo di periodo confermando che giovedì c'era stato unicamente un robusto ma evanescente rimbalzo tecnico. L'S&P500 é sceso fino a 2628 punti e ha terminato la giornata a 2658.69 punti (-1.73%) - come previsto nel commento delle 14.00 la reazione dal minimo é stata sostanziale (+30 punti). Il Nasdaq100 é dovuto cadere fino ai 6743 punti prima di tornare a 6852 punti (-2.34%).
Come sapete noi pensiamo che a breve la borsa americana debba iniziare una fase di rialzo fino all'inizio del 2019 - le borse europee dovrebbero bene o male e a fatica seguire. Basiamo questa nostra convinzione sugli indicatori di lungo termine che ci dicono che il bull market non é ancora finito. Anche se il top del 21 settembre fosse un massimo definitivo, dopo una prima caduto (quella che si sta verificando adesso) il mercato dovrebbe un'ultima volta recuperare mentre gli indicatori si deteriorano. In questo caso l'atteso rialzo delle prossime settimane deve far salire gli indici su minimi discendenti (S&P500 sotto i 2941 punti del 21 settembre) - poi seguirebbe la caduta definitiva. In ogni caso manca un'ultima gamba di rialzo.
I nuovi minimi di venerdì significano ribasso. Potremmo forse avere torto? Questo ribasso può continuare e far scendere gli indici ancora per settimane molto più in basso di adesso? Esaminiamo il mercato sotto questa ottica - quella del pessimista. Dai massimi di settembre c'é una fase di ribasso che a seconda delle definizioni é una correzione. Finora c'é una serie regolare di minimi discendenti. Gli indici sono ipervenduti a corto termine (RSI sui 28 (DAX) - 30 (Eurostoxx50, S&P500) o 36 punti (Nasdaq100)). Anche a medio termine si avvicina una situazione di ipervenduto (RSI settimanale sull'Eurostoxx50 a 33.44 punti, sull'S&P500 a 36.36 punti). C'é inoltre una situazione di eccesso di ribasso definito come distanza dalle MM a 50 e 200 giorni.
Ci sono le premesse per un minimo almeno per quel che riguarda momentum e partecipazione. Non c'é però panico e realisticamente le RSI lasciano spazio verso il basso. Se fossimo short e convinti ribassisti non vedremo ancora ragioni concrete per correre a chiudere la posizioni. Secondo gli oscillatori potrebbero ancora esserci da una due settimane di mercato bumpy (mercato volatile e accidentato). Le elezioni di metà mandato in America si svolgono il 6 novembre. Come ribassista quale sarebbe il potenziale massimo di ribasso? In Europa non ci sono obiettivi chiari anche se l'ipervenduto dovrebbe limitare l'ampiezza delle ulteriori spinte di ribasso - in ogni caso abbiamo consigliato di comperare FTSE MIB a 18000 punti.
In America l'S&P500 (2658 punti) ha una forte zona di supporto a 2600 punti mentre il minimo annuale risale al 9 di febbraio a 2532 punti. Al più tardi dopo una falsa rottura al ribasso qualsiasi ribassista chiuderebbe posizioni short comperando. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.19% a 3135 punti
DAX                         -3.06% a 11200 punti
SMI                          -1.83% a 8665 punti
FTSE MIB                  -2.08% a 18683 punti
S&P500                    -3.94% a 2658.69 punti
Nasdaq100               -3.58% a 6852 punti

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere. Dei nuovi minimi annuali sono un segnale inequivocabile di ribasso. Di costruttivo notiamo unicamente il buon recupero del cambio EUR/USD a 1.1403 dopo una caduta fino a 1.1335. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva ancora 3131 punti malgrado il crollo a Wall Street.

L'S&P500 ha aperto a 2660 punti e ha avuto un'altra seduta estremamente volatile e con numerosi cambiamenti di direzione. È salito a 2671 punti ed é caduto sul minimo a 2628 punti intorno alle 17.00. È risalito ad ondate fino ai 2692 punti, é ricaduto una quarantina di punti, é di nuovo rimbalzato e sul finale si é sgonfiato fermandosi a 2658.69 punti (-1.73%) - chiusura quindi nel range di mercoledì.   La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2017 su 5182, NH/NL a 80 su 1844 (l'11 ottobre erano 2596 - mercoledì erano 2150 - questo significa che la partecipazione al ribasso é in netto calo !!!) e volume relativo a 1.5 (non buono - un nuovo minimo con volumi in calo sarebbe una buona premessa per un'inversione di tendenza). Purtroppo a livello di sentiment non ci siamo - gli investitori restano troppo fiduciosi e non notiamo panico - la volatilità VIX é ferma a 24.16 punti (-0.06). Solo i traders cominciano ad essere speculativamente orientati al ribasso - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.80 (MM a 10 g a 0.68).
La tendenza di fondo del mercato azionario americano é negativa con il 12.6% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent   
Index a 34.06. L'analisi dei COT mostra che i Commercials hanno ancora marginalmente aumentato le posizioni short.
Riassumendo é possibile che il minimo di venerdì sull'S&P500 a 2628 punti rappresenti la fine della correzione.  È però ancora poco probabile poiché c'é ancora un potenziale residuo di ribasso e manca il necessario panico per un solido minimo e inversione di tendenza. Secondo gli oscillatori la formazione di base con nuovi minimi marginali potrebbe durare fino al 9 di novembre.
Le ultime sedute non si sono chiuse sui minimi e quindi sembra che tra ribassisti e rialzisti si stia sviluppando un combattimento nel quale i ribassisti hanno ancora il sopravvento ma la forza dei rialzisti é in aumento. Speriamo che nelle prossime sedute questo spostamento di forze si accentui e che si concretizzino le premesse per un'inversione di tendenza. Dobbiamo però purtroppo constatare che questa correzione non sembra ancora essere finita su un minimo solido e definitivo.

Commento del 26 ottobre

Un altro rimbalzo tecnico da ipervenduto - la qualità delle reazioni migliora

Mercoledì sera, dopo il crollo a Wall Street, avevamo una estrema situazione di ipervenduto praticamente su tutti i mercati azionari europei ed americani e in tutti i settori. Un rimbalzo tecnico é stata la logica conseguenza. Ieri mattina però le borse europee hanno ancora aperto in negativo e su dei nuovi minimi annuali prima che finalmente le vendite si prosciugassero lasciando spazio ad alcuni acquisti soprattutto speculativi. Il rimbalzo é stato consistente e ha avuto una buona partecipazione - nei prossimi giorni ci deve però ancora essere una spinta di ribasso da esaurimento. La buona notizia é che, considerando la qualità della reazione di ieri, é possibile e probabile (soprattutto in America) che gli indici non debbano più scendere sotto i minimi di mercoledì (USA) e giovedì (Europa).

La reazione in Europa é stata faticosa. L'Eurostoxx50 (+1.09% a 3164 punti) é ancora caduto nei primi dieci minuti di contrattazioni fino a 3108 punti ma poi é risalito a metà giornata di circa 60 punti dal minimo. Nel pomeriggio é ancora scivolato verso il basso e neanche le rassicuranti parole di Mario Draghi sono bastate a sostenerlo. Verso le 15.40 l'indice era di nuovo praticamente in pari e solo il buon inizio di seduta a Wall Street gli ha permesso di salire e chiudere a ridosso del massimo giornaliero con un guadagno di 34 punti.
La debolezza dell'EUR (EUR/USD a 1.1360) e la stabilità del Bund non hanno confermato la seduta positiva della borsa. Divise e tassi d'interesse non hanno reagito con un sospiro di sollievo - solo gli spreads sui titoli di Stato sono scesi ma di poco.
Il DAX tedesco (+1.03% a 1307 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Banche (SX7E +1.53% a 96.40 punti) e FTSE MIB (+1.78% a 18815 punti) hanno fatto meglio. La borsa italiana si trova in una situazione particolare. A breve pensiamo che ci sarà una trattativa politica ed un accordo tra Bruxelles e Roma riguardante il piano finanziario del governo ed il deficit. L'Italia farà delle limitate concessioni simboliche e l'UE le accetterà stando al gioco per evitare problemi più gravi. Questo potrebbe provocare una fase di rialzo a corto termine di sostanziali dimensioni. I problemi però saranno solo rimandati. Se nei prossimi giorni ci fosse ancora una spinta di ribasso su un nuovo minimo annuale (ca. 18000 punti?) provocata da un tuffo di Wall Street vale la pena comperare il FTSE MIB in previsione di un rally fino a circa 20500 punti. Qualsiasi ribasso ha delle fasi di rialzo in controtendenza...

Il rialzo é poi proseguito in America e si é trasformato in un mini rally con evidenti coperture di posizioni short. L'S&P500 (+1.86% a 2707.57 punti) ha aperto a 2679 punti e all'inizio é ancora caduto a 2667 punti di minimo. Poi ad ondate é salito fino in tarda serata su un massimo a 2722 punti. Sul finale é arretrato a 2705 punti - il guadagno giornaliero di 49 punti é considerevole. Ovviamente i traders si sono buttati sulla tecnologia (Nasdaq100 +3.35% a 7016 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5167 su 1286, NH/NL a 109 su 1286 e volume relativo a 1.4. Sul fronte del sentiment la volatilità VIX é scesa solo a 24.22 punti (-1.01) (segnale positivo poiche sembra che gli investitori restano prudenti) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.66.
Malgrado la buona qualità e partecipazione del rimbalzo si é trattato di una seduta in trading range e i maggiori indici sono rimasti sotto la MM a 200 giorni. Non é l'inizio del rialzo ma una buona premessa per una solida base.

Ieri sera dopo la chiusura a Wall Street Amazon e Google hanno presentato risultati trimestrali deludenti. La risposta del mercato non si é fatta attendere. Il future sull'S&P500 é caduto fino a 2657 punti ed é ora (08.20) a 2672 punti (-16 punti). Le borse asiatiche non rimbalzano. Il Nikkei perde ancora il -0.39% - Shanghai é in calo del -0.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3136 punti. Le borse europee apriranno con un tuffo del -1% che cancellerà praticamente i guadagni di ieri. Si preannuncia un'altra seduta difficile per i mercati finanziari. Pensiamo però che questa volta i rialzisti cominceranno ad essere attivi e a fine giornata potrebbe esserci una sorpresa positiva. Crediamo che la chiusura in Europa sarà sopra i livelli d'apertura - candela verde o bianca!

Commento del 25 ottobre

Minicrash  senza panico (S&P500 -3.09%) - malgrado l'ipervenduto ci deve essere ancora una spinta di esaurimento


Ieri le seduta in Europa é stata nuovamente negativa. I maggiori indici azionari hanno chiuso sui minimi giornalieri e nuovi minimi annuali ed in ipervenduto. L'Eurostoxx50 é caduto fino a 3129 punti e ha chiuso a 3130 punti (-0.34%). La RSI giornaliera é a 26.49 punti. Tecnicamente non c'é nulla di nuovo poiché il ribasso continua e fino a quando l'America non avrà toccato il fondo e iniziato il recupero l'Europa, appesantita dal problema UE-Italia, continuerà a scendere. Non c'é bisogno di fare un'analisi approfondita di questa giornata. Il minicrash a Wall Street ha avuto conseguenze anche sui mercati europei. Ieri sera alle 22.00, sulla base delle quotazioni del future, l'Eurostoxx50 valeva 3103 punti. È quindi evidente che l'ipervenduto non basta a bloccare il ribasso anche se un forte rimbalzo tecnico é nell'aria. Oggi si riunisce la BCE per discutere la politica monetaria. I tassi d'interesse resteranno invariati. Nella conferenza stampa delle 14.30 Mario Draghi cercherà di ridare fiducia ai mercati finanziari e assicurare l'impegno della BCE a sostenere la crescita economica e garantire la stabilità del sistema. Vedremo se questo basterà a scatenare un rally tecnico da ipervenduto.
DAX (-0.73% a 11191 punti, RSI a 24.50 punti) e FTSE MIB (-1.69% a 18485 punti, RSI a 25.01 punti) si trovano nella stessa costellazione tecnica dell'Eurostoxx50 - l'SMI é un pò meglio (-0.49% a 8724 punti, RSI a 39.69 punti).
Il settore bancario é un disastro (SX7E -2.21% a 94.95 punti). Un'ultimo segnale negativo proviene dalla caduta del cambio EUR/USD a 1.1405. Come ad agosto dovrebbe trattarsi di una momentaneea rottura sotto il canale d'oscillazione 1.15-1.18. È però un ulteriore indizio delle difficoltà del momento. 

La borsa americana é stata travolta da un'ondata di vendite e gli indici azionari sono crollati su dei nuovi minimi per questa correzione. L'S&P500 (-3.09% a 2656.10 punti) é caduto decisamente più in basso di quanto ci aspettavamo. Pensavamo che potesse stabilizzarsi sui 2700 punti ma quando la volatilità diventa alta esiste questo rischio di esagerazioni. La nostra previsione a medio termine non cambia - necessita unicamente di un aggiustamento poiché la fine della correzione é evidentemente rimandata e in seguito sarà diffciile che l'S&P500 possa risalire fino ai 3000 punti. Restiamo però dell'opinione che ci debba ancora essere una sostanziale e sostenibile fase di rialzo fino all'inizio del 2019.
Nell'immediato esiste un problema - ieri non c'é stato il panico necessario per un solido minimo. Secondo le statistiche nel due terzi (66%) dei casi ad una seduta come quella di ieri segue un'altra giornata negativa malgrado l'ipervenduto (RSI sull'S&P500 a 24.30). Il minimo definitivo sarà quindi molto probabilmente sotto i 2652 punti.
Basta dare un'occhiata alla mappa del mercato (S&P500) di ieri (vedi grafico soprastante) per rendersi conto che la seduta a Wall Street é stata pessima. La tecnologia é stata travolta da uno tsunami di vendite (Nasdaq100 -4.63%) - pensiamo quindi che gli investitori retail abbiano finalmente gettato la spugna. I pochi guadagni ci concentrano nel difensivo settore dei consumi di base e nelle azioni delle società di pubblica utilità che salgono quando i tassi d'interesse scendono.
L'S&P500 ha aperto in pari a 2740 punti e all'inizio é ancora salito a 2742 punti. Poi i ribassisti ed i traders hanno preso l'iniziativa - la tecnica ha iniziato a dominare. L'S&P500 é caduto a 2704 punti e qui c'é stato un primo rimbalzo fino a 2725 punti. Poi c'é stata una caduta fino ai 2692 punti (minimo di martedì a 2691 punti) e qui si é verificato il secondo ovvio rimbalzo fino ai 2710 punti. Dopo le 20.40 la diga ha ceduto. L'S&P500 é crollato fino a 2652 punti di minimo e ha chiuso a 2656.10 punti (-3.09%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1297 su 5946, NH/NL a 146 su 2150 (contro i 2596 dell'11 ottobre con l'S&P5000 a 2710 punti / questa é una divergenza positiva!) e volume relativo a 1.5. E ora passiamo ai dati sul sentiment - qui c'é ancora un problema. La volatilità VIX é salita a 25.23 punti (+4.52 punti) - l'11 ottobre aveva raggiunto i 28.84 punti - noi volevamo vedere un'impennata sopra i 30 punti. La CBOE Equity put/call ratio é andata solo a 0.71 - noi ci aspettavamo un valore sopra i 0.80. Gli investitori sono molto preoccupati ma non ancora in panico. Potrebbe e dovrebbe ancora esserci una conclusiva spinta di ribasso da esaurimento. Attenzione che questa volta il risultato potrebbe essere un key reversal day. Significa un tuffo seguito durante la giornata da un'inversione di tendenza e una chiusura in positivo. Per comperare bisogna agire durante la giornata con dei limiti d'acquisto e non aspettare la chiusura per avere la conferma che il segnale d'acquisto é valido. Dei traders in cerca d'avventura possono mettere limiti d'acquisto sui 2600 punti - qui tra fine marzo e inizio maggio si é formata una solida base - il minimo annuale del 9 febbraio é a 2532 punti.

Stamattina in Asia il ribasso delle borse continua. Il Nikkei perde il -3.86% - Shanghai é in calo del -1%. Il future sull'S&P500 nell'ultima mezz'ora si é mosso di una decina di punti - ora é a 2671 punti (+7 punti) - i mercati sono nervosi e volatili. L'Eurostoxx50 alle 08.05 vale 3106 punti. È impossible prevedere l'esito della seduta odierna. Un investitore deve stare a guardare e attendere una stabilizzazione prima di prendere decisioni d'investimento. Traders aggressivi possono provare, in caso di eccessi di ribasso, di aprire posizioni long. Tra un -1% ed un -3% rispetto alla chiusura di ieri bisogna mettere dei limiti d'acquisto. Buona fortuna !
Le decisioni della BCE verranno comunicate alle 13.45 - la conferenza stampa di Mario Draghi segue alle 14.30.

Commento del 24 ottobre

L'S&P500 testa i 2710 punti e tocca un nuovo minimo a 2691 punti - i dati sul sentiment non garantiscono un minimo definitivo

Ieri le borse europee hanno avuto una pessima giornata e sono precipitate su dei nuovi minimi annuali e nuovamente in ipervenduto. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3132 punti ed ha chiuso a 3141 punti (-1.54%). DAX (-2.17% a 11274 punti, nuovo minimo annuale a 11228 punti) e FTSE MIB (-0.86% a 18802 punti, nuovo minimo annuale a 18705 punti) si sono comportati in maniera simile. Queste accelerazioni al ribasso sono degli evidenti segnali negativi e normalmente la tendenza deve continuare. Sapete però che siamo in attesa di un minimo significativo prima dell'inizio di una sostenibile fase di rialzo, almeno in America. Di conseguenza nei commenti di ieri sera ci siamo limitati a queste poche frasi: "L'Eurostoxx50 apre in gap down e crolla su un nuovo minimo annuale. L'indice é in ipervenduto. È abbastanza per l'atteso minimo significativo? Bisogna comperare? La risposta possiamo darvela domani mattina dopo aver osservato e analizzato chiusura a Wall Street." Passiamo quindi direttamente a commentare la seduta in America.

La seduta a New York é stata negativa ma c'é stata una forte reazione dal minimo che rappresenta per lo meno l'inizio di un altro rimbalzo tecnico. Potrebbe rappresentare l'inizio dell'attesa fase di rialzo a medio termine visto che come atteso l'S&P500 (-0.55% a 2740.69 punti) ha testato il minimo dell'11 ottobre e ha toccato un nuovo minimo marginale a 2691.43 punti. Non si é però verificato un key reveral day poiché l'S&P500 a fine giornata ha ancora lasciato 15 punti sul terreno. Inoltre i dati sul sentiment non hanno mostrato quel panico necessario per un solido  e definitivo minimo. La volatilità VIX é salita "solo" a 20.71 punti (+1.07) con un massimo giornaliero a 24.66 punti - l'11 ottobre il massimo era stato di 28.84 punti. Inoltre la CBOE Equity put/call ratio ha segnato un 0.61, valore che corrisponde alla media di lungo periodo. Insomma quello di ieri sembra un'altro rimbalzo tecnico da ipervenduto - guarda caso il limite inferiore delle BB é a 2693 punti. Non siamo convinti che da adesso inizia l'attesa fase di rialzo - temiamo ulteriori ricadute anche se siamo sicuri che in un'ottica a medio termine bisogna essere long sui 2700 punti di S&P500.  
L'S&P500 ha aperto in gap down a 2712 punti. Su questo ovvio supporto c'é stata una breve reazione che ha fatto risalire l'indice a 2720 punti. Poi c'é stata un'ultima ondata di vendite e bucati i 2710 punti l'S&P500 é sceso alle 16.20 sul minimo giornaliero a 2691 punti. Da qui é iniziato il recupero - ad ondate costanti l'S&P500 é risalito fino alle 21.20 e ha toccato un massimo giornaliero a 2753 punti. In questa maniera ha chiuso il gap d'apertura (minimo di lunedì a 2749 punti). Sul finale é ricaduto ed ha chiuso a 2740.69 punti (-0.55%). Il Nasdaq100 ha mostrato forza relativa. L'indice tecnologico non é sceso sotto il minimo dell'11 ottobre a 6892 punti, si é limitato ad una caduta fino a 6933 punti e ha chiuso a 7118 punti (-0.32%). Non sappiamo se questa fiducia nel settore tecnologico e questo buon comportamento (l'indice non é dovuto scendere in ipervenduto prima di risalire) sia un buon segno oppure no. Probabilmente lo capiremo tra oggi e domani osservando la reazione del mercato alla pubblicazione dei risultati trimestrali di Microsoft e AMD (oggi), Amazon Google e Intel (domani).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2117 su 5093, NH/NL a 101 su 2129 (contro i 2598 dell'11 ottobre !) e volume relativo a 1.4. L'aumento contenuto dei nuovi minimi a 30 giorni é un segnale costruttivo - la partecipazione al ribasso diminuisce.
A corto termine l'S&P500 potrebbe rimbalzare in area 2800 punti. Se risale unicamente fino ai 2770 punti (la MM a 200 giorni scorre a 2768 punti) e poi ridiscende, la fase di formazione di base intorno ai 2700 punti é destinata a durare ancora parecchi giorni.

Stamattina verso le 06.00 il future sull'S&P500 era a 2747 punti - alle 08.00 é ridisceso a 2739 punti (-7 punti). Non sembra che le borse siano convinte della reazione di ieri sera - i venditori riappaiono. Le borse asiatiche sono miste e i guadagni sono modesti. Il Nikkei sale del +0.4% - Shanghai segue con una simile plusvalenza. L'Eurostoxx50 ieri sera alle 22.00 era teoricamente risalito a 3175 punti (+34 punti). Stamattina non riesce a confermare appieno il recupero. Dovrebbe riaprire alle 09.00 intorno ai 3166 punti. Questo guadagno iniziale del +0.8% non basta a cancellare le perdite di ieri e rischia di evaporare nel corso della giornata.
Non sono di certo le esibizioni di Angelo Ciocca a convincere gli investitori che il budget del governo italiano é il metodo giusto per riportare l'Italia sulla strada della crescita economica. Con questi sistemi la Lega potrà vincere le prossime elezioni europee. Non conquisterà però la fiducia degli investitori internazionali e questo alla lunga sarà un problema sempre più grave per i mercati finanziari.

Commento del 23 ottobre

Il crollo delle banche (SX7E -1.17%, BKX -2.74%) preannuncia una spinta di ribasso

Ieri le borse hanno aperto al rialzo. Durante la giornata gli indici si sono però lentamente sgonfiati mentre le vendite aumentavano e i compratori si ritiravano. La seduta é iniziata bene e finita male. I ribassisti controllano ancora le operazioni. Il risultato sia in Europa (Eurostoxx50 -0.65% a 3190 punti) che in America (S&P500 -0.43% a 2755 punti) é stato una seduta moderatamente negativa. Nulla di speciale ma ormai le rotture al ribasso ed i nuovi minimi si sommano.
La chiusura dell'Eurostoxx50 é stata la peggiore dell'anno. La crisi italiana sta lentamente coinvolgendo le borse europee. L'indice delle banche europee SX7E ha nuovamente perso il -1.17% a 98.35 punti - e non é solo colpa delle azioni delle banche italiane.
Il DAX (-0.26%) ha perso solo 29 punti ma ovviamente questa seduta ha lanciato segnali negativi. L'indice ha chiuso vicino al minimo giornaliero e poco sopra il minimo annuale. L'unico aspetto incoraggiante sono i volumi in calo che suggeriscono un prosciugamento delle vendite. Sembra che ci voglia un nuovo minimo annuale marginale con un pò di panico per terminare la correzione. Come anticipato non sappiamo se poi segue una fase di sostenibile rialzo come ci aspettiamo in America. Il grafico nel complesso é preoccupante con MM in calo che pesano sul DAX come una cappa. Restiamo prudenti e attendiamo il momento buono e segnali costruttivi prima di comperare.
Il FTSE MIB (-0.60% a 18966 punti) ha terminato la seduta sul minimo giornaliero - questa é la peggiore chiusura dell'anno. L'ipervenduto può sempre provocare un rimbalzo tecnico - la tendenza é però ancora al ribasso e quindi ci prepariamo nel futuro a nuovi minimi annuali. Il governo può sfidare i mercati finanziari - non deve però meravigliarsi se la reazione é negativa.
Vi ricordiamo che nel commento tecnico dell'11-12 agosto abbiamo indicato un obiettivo a medio termine a 17500-18000 punti. Quella che sembrava un'idea bizzarra diventa lentamente realtà. Solo l'atteso rialzo della borsa americana fino all'inizio di gennaio dell'anno prossimo può impedire la caduta del FTSE MIB su questo obiettivo.
La notizia peggiore viene però dal fronte delle divise. Il cambio EUR/USD cade a 1.1460 e questa volta temiamo che non riuscirà più a tornare stabilmente sopra i 1.15. EUR debole é sinomimo di borse europee deboli. Probabilmente Eurostoxx50 e colleghi nei prossimi giorni scenderanno più in basso - sembra che sia necessario un nuovo minimo annuale marginale per completare la correzione e la formazione di una base prima di una fase di rialzo.
In generale c'é ancora troppa compiacenza nel mercato - la fiducia degli investitori é ancora alta e tutti sono convinti che presto o tardi le borse ricominceranno a salire. Solo quando la maggioranza degli operatori, degli analisti e degli investitori temeranno un crash questa correzione sarà finita - teniamo d'occhio gli indicatori di sentiment - questa volta ci vorrà un forte eccesso per stabilire una solida base.

Anche a Wall Street abbiamo avuto una seduta negativa. A livello settoriale ci sono però state delle notevoli differenze. Il Nasdaq100 ha guadagnato il +0.48% a 7141 punti - l'indice delle banche BKX ha perso il -2.74%. Il primo sembra un rimbalzo tecnico - il secondo é una preoccupante rottura al ribasso.
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2778 punti e dopo un'ora era sul minimo a 2749 punti. Poi ha recuperato una decina di punti e le oscillazioni sono diminuite d'intensità. L'indice si é fermato a 2755.88 punti (-0.43%) con una perdita di 12 punti. Nulla di grave ma ora sul grafico abbiamo quattro candele rosse consecutive e ogni tentativo di rimbalzo é stato respinto. L'impressione é che l'S&P500 prepari l'atteso test del minimo a 2710 punti. Temiamo che il test possa essere pesante - il bordo inferiore delle BB é a 2705 punti, la RSI é a 34.38 punti, e la volatilità VIX é tornata a 19.64 punti (-0.25). Esiste quindi spazio verso il basso - teoricamente abbastanza per un nuovo minimo marginale sotto i 2710 punti. Ieri anche la CBOE Equity put/call ratio (0.57) ci ha delusi abbandonando i 0.80.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2796 su 4348, NH/NL a 122 su 1324 (!) e volume relativo a 1.05.
Stamattina il future é a 2725 punti (-31 punti) - non abbiamo quindi bisogno di filosofare sui dati - é evidente che oggi avremo una pessima giornata con nuovi minimi annuali in Europa - vedremo dove cade l'S&P500.

La giornata é iniziata male già in Asia. Il Nikkei perde il -2.70% - Shanghai é in calo del -2.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3148 punti. Le borse europee apriranno con perdite stimate al -1.2% e su dei nuovi minimi annuali. Un mini crash é possibile. Teniamo d'occhio i dati sul sentiment per capire se é arrivato il momento per comperare.

Aggiornamento del 22 ottobre

Per i mercati finanziari sono importanti i tassi d'interesse ed i risultati delle imprese - non l'Arabia Saudita

L'Arabia Saudita ha confermato che il giornalista Khasshoggi é stato ucciso all'interno dell'ambasciata a Istambul. Secondo la versione dell'Arabia Saudita Khasshoggi sarebbe morto a seguito di una colluttazione con le forze di sicurezza e il principe ereditario Salman non sarebbe stato a conoscenza del fatto. Questa versione é inverosimile. Probabilmente gli agenti hanno ammazzato il giornalista su mandato di Salman. Il caso sta alzando un'ondata di indignazione in tutto il mondo - probabilmente però le conseguenze politiche e economiche saranno trascurabili. L'Occidente ha bisogno del petrolio saudita che é un ottimo cliente commerciale non solo per gli importanti acquisti di armi. Gli interessi prevarranno. In ottobre il prezzo del petrolio é sceso da circa 76 USD agli attuali 69 USD/oncia. La crisi non ha conseguenze sui mercati finanziari.

Questa settimana circa 150 società dell'S&P500 comunicheranno i risultati trimestrali. Spiccano Microsoft, Amazon e Google. Questi dati insieme ai movimenti dei tassi d'interesse saranno determinanti per lo sviluppo della borsa.
Giovedì 25 agosto si riunisce la BCE per discutere la politica monetaria. È previsto che i tassi d'interesse restarano invariati ma ovviamente il caso Italia sarà al centro dell'attenzione. Come osservatori esterni siamo sorpresi di come gli italiani valutino la situazione. L'Italia é un paese sovrano e il Governo ha la libertà, all'interno dei trattati sottoscritti, di prendere le decisioni di spesa pubblica e di bilancio che ritiene giuste e necessarie per il popolo italiano. Gli investitori reagiscono di conseguenza e se lo spread sui titoli di Stato sale e la borsa scende non é un complotto internazionale ma una logica e razionale scelta d'investimento. Se l'economia italiana non va bene non é colpa della Germania o di Bruxelles ma soprattutto dei vari governi che hanno retto le sorti del Paese negli ultimi decenni. Questo sentimento antieuropeista nuoce all'Italia - il confronto con i burocrati di Bruxelles porta a breve ulteriori voti a Lega e Cinque Stalle - non crediamo però il programma economico presentato a metà ottobre possa rilanciare la crescita economica e abbattere la discoccupazione - troppe sovvenzioni e regali agli elettori - troppi pochi investimenti. Stiamo a vedere.

Stamattina i mercati finanziari partono con una nota positiva grazie al balzo del +4.2% della borsa cinese. Il Nikkei guadagna il +0.38%. Il future sull'S&P500 é a 2774 punti (+7 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3233 punti (+23 punti) - le borse europee apriranno con un guadagno di circa il +0.6%. Temiamo che nel corso della giornata si sgonfieranno ma non vediamo ragioni per una seduta negativa.
Fiat vende l'unità Magneti Marelli al fondo d'investimento americano KKR (tramite la controllata giapponese Calsonic Kansei) per 7.1 Mia di USD - questa operazione dovrebbe far fare un salto all'azione. Il prezzo di vendita é superiore ai 6.2-6.6 Mia inizialmente previsti. La vendita all'estero non é un buon segnale per l'Italia.

Commento del 20-21 ottobre

CBOE Equity put/call ratio a 0.82 - l'S&P500 deve fare ancora un tuffo e poi riparte al rialzo - faticosa formazione di base

Dopo la caduta di giovedì, venerdì le borse hanno avuto una seduta di pausa. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3210 punti (-0.02%) - durante la giornata é sceso fino a 3185 punti - il minimo annuale del 15 ottobre a 3180 punti é nuovamente vicino. Durante la giornata il FTSE MIB (-0.04% a 19080 punti) é sceso su un nuovo minimo annuale a 18754 punti. L'indice delle banche europee é precipitato fino ad un nuovo minimo annuale a 97.20 punti prima di recuperare e chiudere a 99.51 punti (-0.57%). Questo conferma che le borse europee sono tecnicamente più deboli di quella americana. Siamo convinti che i 2710 punti di S&P500 (-0.04% a 2767.78 punti) sono un buona base o valido punto di riferimento per un rialzo di alcuni mesi - per il momento non sembra però che le borse europee abbiano la forza di seguire.
Il previsto test dei minimi di ottobre sfocerà in Europa su nuovi minimi annuali marginali - in America avremo invece minimi ascendenti o discendenti ma non lontani dai livelli raggiunti l'11 ottobre. Anche in America però i problemi non mancano - venerdì l'indice dei trasporti DJ Transportation (+0.33%) e Russell2000 (-1.20%) sono scesi a pochi punti dai minimi dell'11 ottobre e probabilmente nei prossimi giorni scenderanno più in basso. Anche all'interno della tecnologia ci sono ulteriori segni di cedimento - venerdì l'indice dei semiconduttori SOX (-1.55%) ha sfiorato un nuovo minimo semestrale.

Insomma - come pensavamo il rialzo dal 15 ottobre non si svolge in maniera lineare ma ha bisogno un certo periodo di consolidamento e alcuni test dei minimi prima di potersi sviluppare. In Europa bisogna essere prudenti poiché il problema italiano rischia di creare una crisi del sistema finanziario. Non é il deficit dello Stato in sé stesso a causare la debolezza dei mercati finanziari. Il conflitto tra il governo italiano e le istituzioni dell'UE stanno però facendo salire alla superficie tutte una serie di problemi - dalla Brexit ai desideri di indipendenza di parecchi Paesi membri (tipo Polonia) - dal dilemma della moneta unica (EUR) senza la necessaria unione fiscale alla mancanza di un budget di spesa pubblica a livello di UE. Siamo ormai al punto in cui l'EU deve decidere se stringere i legami con una maggiore solidarietà o se sfaldarsi. Il processo dovrebbe durare anni e nel frattempo la crisi sarà strisciante poiché non ci sarà più una politica monetaria estremamente accomodante ad attenuare le tensioni finanziarie e nascondere i problemi sotto una marea di liquidità. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.54% a 3210 punti
DAX                         +0.26% a 11553 punti
SMI                          +2.37% a 8872 punti
FTSE MIB                  -0.91% a 19080 punti
S&P500                    +0.02% a 2767.78 punti
Nasdaq100               -0.70% a 7107 punti

Venerdì mattina le borse europee sono sceso. Dopo mezzogiorno sono risalite ed hanno chiuso praticamente in pari con l'eccezzione delle Svizzera. L'SMI (+1.06% 8872 punti) questa settimana si é mosso controcorrente grazie ai buoni risultati trimestrali di Nestlé (+3.09%), Novartis e Roche -  queste 3 azioni costituiscono il 54% dell'indice e da sole possono determinarne la performance.
Vedete nella performance settimanale degli indici azionari europei che il forte rimbalzo tecnico delle prime due sedute della settimana é svanito ed ora gli indici sono nuovamente sul minimo di lunedì. La differenza é che gli indici non sono più così ipervenduti come una settimana fà (le RSI erano sui 25-27 punti - ora sono sui 30.86 (FTSE MIB) 33.85 punti (Eurostoxx50). Mancando il forte ipervenduto é possibile e probabile che settimana prossima ci sia ancora un tuffo. Se Salvini e Di Maio continuano a litigare e le tensioni con Bruxelles aumentano é probabile che il FTSE MIB vada avanti a sottoperformare e scendere.

La borsa americana ha aperto con un consistente guadagno ma nel corso della giornata si é sgonfiata e i maggiori indici hanno poi chiuso con leggere perdite. Dopo la caduta di giovedì non c'é stata una valida reazione e questo lascia presupporre a breve termine una continuazione verso il basso. Sulla base degli indicatori di sentiment pensiamo però che nel corso di settimana prossima l'S&P500 debba ripartire al rialzo - finalmente la CBOE Equity put/call ratio (0.82) ha superato i 0.80 - comincia ad esserci quello speculazione al ribasso necessaria per un solido minimo.
L'S&P500 ha aperto a 2778 punti. Fino alle 16.00 é salito sul massimo a 2797 punti. A ridosso dei 2800 punti si é fermato e con varie ondate di ribasso é sceso fino ad un minimo a 2760 punti verso le 20.00. Sul finale é risalito a 2767.78 punti (-0.04%). Il Nasdaq100 (-0.12% a 7107 punti) si é comportato in maniera simile. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2838 su 4265, NH/NL a 147 su 1143  e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX si é fermata a 19.89 punti (-0.17).
In un ottica a lungo termine ci preoccupano i dati che provengono dai due indicatori che usiamo per determinare la tendenza di base: solo il 18.2% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 42.49. Tra il massimo del 26 gennaio a 2872 punti e quello del 21 settembre a 2941 punti sono emerse delle massicce divergenze negative. È quindi possibile che il mercato azionario americana stia finalmente formando un top di lungo periodo e che la fase di rialzo iniziata il 15 ottobre non sia più in grado di cambiare la tendenza di base. La prossima spinta di rialzo potrebbe deludere a far fermare l'S&P500 sotto i 2872 punti senza l'attesa estensione fino ai 3000 punti.
Settimana scorsa avevamo citato l'analisi dei COT e affermato che lo sviluppo negativo andava monitorato. Questa settimana le posizioni short dei Commercials sono aumentate. Questi investitori professionisti, che spesso fanno delle scommesse corrette, sono prudenti e prevedono un ulteriore calo dell'S&P500. Attenzione quindi che dai 2767 punti di venerdì il test del minimo a 2710 punti potrebbe anche sfociare in un nuovo minimo mensile. Senza panico o una solida base é meglio aspettare e non comperare.
Venerdì il reddito dell'US Treasury Bonds decennale é salito a 3.20%...

Commento del 19 ottobre

Gli USA alzano i toni con la Cina - l'UE rimprovera l'Italia - i tassi d'intesse sul USD salgono - le borse cadono

L'Unione europea riunita a Bruxelles critica aspramente il budget dello Stato italiano che prevede un deficit per il 2019 del -2.4% e un aumento del debito pubblico. Logicamente gli investitori reagiscono negativamente a questo litigio combattuto a colpi di dichiarazioni pubbliche e nel sistema finanziario appaiono gli abituali sintomi di stress. Gli investitori comprano il bene rifugio Bund (+0.51% a 159.74) e i tassi d'interesse di riferimento sull'EUR scendono. Contemporaneamente salgono i tassi d'interesse che deve pagare lo Stato italiano e lo spreads tra Bund e BTP decennali lievita a 330 bps. Le azioni delle banche crollano e l'indice delle banche europee cade su un nuovo minimo annuale a 100.08 punti (-2.20%). Ovviamente la seduta in Europa é stata decisamente negativa. Il FTSE MIB (-1.89% a 19087 punti) é crollato ed é caduto su un nuovo minimo annuale. La strada verso il basso é aperta. Non siamo in grado di prevedere le conseguenze di questa crisi all'interno dell'EU che rischia di minare le fondamenta economiche di questa alleanza - i riflessi sui mercati finanziari sono in ogni caso negativi. Purtroppo la situazione politica si sta sviluppando come avevamo temuto. L'analisi tecnica segnalava da mesi il pessimismo degli investitori. La tendenza di fondo sul FTSE MIB é al ribasso e per ora non si vede la fine della caduta - le reazioni all'ipervenduto sono dei semplici e modesti rimbalzi tecnici ai quali seguono ulteriori minimi. L'obiettivo intermedio a 18750 punti si avvicina.
I problemi tra Italia e EU hanno influenzato anche l'Eurostoxx50 (-0.97% a 3211 punti) e il DAX  (-1.07% a 11589) che hanno terminato la giornata sui minimi giornalieri e con sensibili perdite. Si riavvicinano i minimi annuali che per l'Eurostoxx50 si situa a 3180 punti. A questo punto il rialzo di martedì é stato evidentemente solo un rimbalzo tecnico che é servito ad alleviare l'ipervenduto. Ora segue un'altra spinta di ribasso a testare il minimo annuale. Le conseguenze sono ancora incerte come abbiamo anticipato e spiegato nell'analisi dell'ultimo fine settimana. Secondo l'analisi tecnica l'Europa é più debole dell'America.
In Svizzera c'é stata una seduta anomala. L'SMI si é mosso in direzione opposta al resto dell'Europa grazie ai risultati trimestrali di Novartis (+1.90%) che sono stati ben accolti dagli investitori. L'ottimismo ha contagiato anche l'altra azione farmaceutica (Roche +1.08%). Questo é bastato a far salire l'SMI malgrado una A/D negativa a 9 su 11. Questo effetto é irripetibile e quindi é probabile che oggi l'SMI ricominci a seguire Eurostoxx50 e colleghi.


Il ribasso é continuato in America ma per ragioni diverse. Gli Stati Uniti si ritirano dal trattato postale che permetteva di inviare pacchetti dalla Cina a prezzi stracciati. Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina si intensificano. Inoltre prosegue la discussione sulla politica monetaria della FED e come conseguenza i tassi d'interesse continuano lentamente ma inesorabilmente a salire - ieri il reddito dell'EU Treasury Bond si é fermato al 3.17%. Anche la borsa americana nella seconda parte delle seduta é stata travolta da un'ondata di vendite.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2794 punti e fino alle 17.00 é risalito quasi in pari a 2806 punti. Poi però i ribassisti hanno preso l'iniziativa. Ci sono state due ondate di vendite e l'S&P500 verso le 18.40 é sceso sul minimo a 2855 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni si é risollevato di una ventina di punti e ha chiuso infine a 2768.78 punti (-1.44%) con una vistosa perdita di 40 punti. La caduta é stata più pesante per il Nasdaq100 (-2.23% a 7116 punti) e per il DJ Transportation (-2.62%) che é di nuovo vicinissimo al minimo della correzione di ottobre. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1404 su 5748, NH/NL a 130 su 866 e volume relativo a 1.1 (una seduta negativa con volumi in aumento é un segnale tecnico negativo). La volatilità VIX é balzata a 20.06 punti (+2.66) mentre la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.73.
Ieri alle 14.00 nell'analisi dell'S&P500 abbiamo descritto nel dettaglio cosa potrebbe succedere in questa fase di mercato: "Non pensiamo però che il rialzo possa svilupparsi nelle prossime settimane in maniera lineare. Siamo convinti che presto o tardi ci deve essere ancora una fase di debolezza con un test del minimo a 2710 punti. Come anticipato questa mattina il percorso nei prossimi mesi sarà accidentato. Un ritracciamento del 50% della correzione di ottobre farebbe risalire l'S&P500 sui 2825 punti. Pensiamo quindi che ci possa essere ancora un'estensione di questa gamba di rialzo fino ai 2825-2850 punti e poi ci deve ancora essere una spinta di ribasso. Vi ricordiamo che il minimo annuale del 9 febbraio é stato ritestato solo il 2 aprile - anche questa volta il mercato potrebbe aver bisogno di settimane prima di tornare a testare i minimi e muoversi in seguito in direzione del massimo annuale (2941 punti). Noi prevediamo un rialzo fino a metà gennaio 2019 - nel frattempo però le oscillazioni nelle due direzioni potrebbero essere ampie e numerose. Sappiamo solo che il minimo a 2710 punti é sulla parte inferiore del range (se non é il minimo definitivo) e che all'inizio dell'anno prossimo l'S&P500 potrebbe salire fino a 3000 punti." Il riassunto é presto fatto - nelle prossime settimana ci sarà volatilità - il percorso per salire su un nuovo massimo sarà accidentato - sui 2700-2750 punti si può comperare l'S&P500 in un'ottica a medio termine con buone probabilità di guadagno - tra le tante sedute positive ci saranno però anche parecchie sedute negative e amari ritracciamenti come quello di ieri.

Stamattina i mercati finanziari sembrano ritrovare fiducia e ripartono nella direzione opposta. Il future sull'S&P500 é a 2784 punti (+11 punti) e l'Eurostoxx50 alle 08.10 vale 3220 punti (+9 punti). Non pensiamo che nell'ultima seduta della settimana la tendenza possa cambiare rispetto a ieri - probabilmente oggi ci sarà una seduta di consolidamento e il combattimento tra rialzisti e ribassisti si concluderà con un nulla di fatto. Gli investitori sono però nervosi e basterebbero alcune notizie negative per scatenare un'altra ondata di vendite. Non ci sarà più l'ipervenduto ad impedire una caduta degli indici.
Per la cronaca il Nikkei perde il -0.6% mentre Shanghai sale del +2.5%. Il cambio EUR/USD é sceso sotto gli 1.15 a 1.1470 - questo per le borse europee non é un segnale positivo.

Commento del 18 ottobre

Ritracciamento e consolidamento - di per sé un segnale positivo

Ieri le borse europee non hanno copiato il rally di martedì a New York. Hanno aperto timorose e hanno chiuso con moderate perdite (Eurostoxx50 -0.44% a 3243 punti). Sui grafici appaiono della candele rosse con minimo a massimo ascendenti. Nel complesso il comportamento delle borse europee é stato costruttivo ma oggi non deve esserci un'altra seduta negativa. I guadagni di martedì non devono andare persi in caso contrario gli indici azionari europei andranno a testare i minimi annuali toccati lunedì 15 ottobre. Malgrado discussioni a Bruxelles sul budget italiano, il crollo di Fresenius (-16.48%) che ha messo sotto pressione il settore farmaceutico e la debole apertura a Wall Street l'Eurostoxx50 ha perso solo 14 punti. Questo sembra a prima vista un semplice ritracciamento prima di saltare più in alto. Abbiamo terminato il commento di ieri mattina con questa osservazione: "In un ottica a medio termine sarebbe meglio che adesso ci siano alcuni giorni di consolidamento. Se l'Eurostoxx50 restasse tra i 3250 ed i 3275 punti fino a venerdì avremmo una solida base per continuare in seguito il rialzo." I 3243 punti di ieri sono già marginalmente sotto questo livello - é evidente che il mercato non può permettersi ora di scendere più in basso se no avremo avuto una falsa partenza e la formazione di base durerà più a lungo. In fondo questo non ci dispiace - era quello che volevamo già all'inizio.
DAX (-0.52% a 11715 punti) e SMI (-0.51% a 8750 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50 e probabilmente continueranno a farlo - non abbiamo nessun commento tecnico particolare. Il FTSE MIB italiano (-1.33% a 19455 punti) ha invece un problema. Bruxelles minaccia l'Italia a causa del budget dello Stato per il 2019 che sembra, con il deficit al -2.4%, non rispettare gli accordi. Gli investitori come al solito reagiscono male a questi litigi e lo spread sui titoli di Stato si invola e supera nuovamente i 300 bps. Con una perdita di 262 punti il FTSE MIB si comporta però ancora relativamente bene. Vediamo come si evolve la situazione nei prossimi giorni. Noi restiamo costruttivi malgrado che un test del minimo annuale sembra possibile e a questo punto probabile visto che mancano solo circa 300 punti. Per chi desidera comperare la borsa italiana rimane un territorio a rischio. Tecnicamente il mercato é uno dei più deboli nel panorama europeo e andrebbe evitato. Nel caso di un rimbalzo é però quello che offre il maggiore potenziale di guadagno con un breve rally in controtendenza - é un campo di caccia per traders amanti del pericolo.
Le azioni delle grandi banche italiane ieri hanno retto l'urto - Unicredit (+0.32%) ha addirittura guadagnato in una giornata in generale negativa per le borse europee e le banche (SX7E -0.51%) - questo é un segnale incoraggiante.

La borsa a New York ha avuto una iniziale fase di debolezza. I maggiori indici hanno però terminato la seduta praticamente invariati. Le candele sui grafici sono contraddittorie visto che sono rosse con massimi ascendenti. In linea di massima la seduta di ieri sembra un semplice consolidamento - il rally di martedì deve essere digerito prima che S&P500 (-0.03% a 2809.21 punti) e colleghi possano salire più in alto. C'é solamente un aspetto che ci preoccupa. Ieri il reddito dell'US Treasury Bond decennale é ancora salito a 3.19% - l'aumento dei tassi d'interesse ha preceduto la correzione di ottobre. Se il movimento continua, come suggerisce l'analisi grafica, é probabile che la borsa americana avrà un'altro consistente vuoto d'aria. Questo dovrebbe verificarsi a breve - ancora questa settimana.
L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 2806 punti e all'inizio é ancora sceso a 2781 punti di minimo. Per le 18.20 é risalito sui 2813 punti. Nelle ore successive é oscillato in laterale tra i 2800 ed i 2817 punti con un minimo a 2798 punti. Sul finale si é attestato a 2809.21 punti (-0.03%). Il Nasdaq100 (+0.03% a 7278 punti) ha avuto lo stesso comportamento. La seduta al NYSE é stata piuttosto negativa con A/D a 2609 su 4512, NH/NL a 153 su 406 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ferma a 17.40 punti (-0.22) mentre la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.68.
In America é cominciata la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese. Le reazioni sono violente come mostrano ieri gli esempi di Netflix (+5.28%) e IBM (-7.63%). Gli investitori non sono ciecamente orientati al rialzo ma sono diventati selettivi. Questo dovrebbe valere per la borsa in generale - il percorso nei prossimi mesi sarà accidentato.

Stamattina si stanno verificando dei forti movimenti sul cambio dello Yuan e la borsa cinese é sotto pressione (Shanghai -2.2%). Il Nikkei é in calo (-0.84%) come in generale le borse asiatiche. Il future sull'S&P500 scende a 2802 punti (-14 punti). Il cambio EUR/USD cade sotto gli 1.15 a 1.1485. I mercati finanziari sono irrequieti ma non sappiamo perché - oggi é meglio fare attenzione.
L'Eurostoxx50 vale ora 3234 punti (-9 punti) - le borse europee apriranno in calo (-0.3%) e la situazione potrebbe peggiorare.

Commento del 17 ottobre

L'attesa fase di rialzo fino a fine anno potrebbe già essere iniziata

Ieri le borse europee e americane hanno avuto un'ottima seduta. Gli indici azionari hanno chiuso sui massimi giornalieri e con forti guadagni. Delle lunghe candele verdi sui grafici suggeriscono che l'atteso rialzo di medio termine é iniziato. Non siamo sicuri poiché é difficile distinguere tra un rimbalzo tecnico da ipervenduto e l'inizio di un rialzo. La chiusura sul massimo e la buona partecipazione ci fanno però propendere per la prima variante. Purtroppo sembra che la fase di consolidamento e di formazione di base sia venuta a mancare e questo ci dispiace. Siamo perplessi - il rischio di ricadute e di una falsa partenza sussiste. Siamo sospettosi quando tutto funziona perfettamente come da copione - é quasi troppo bello per essere vero. Avevamo previsto un top il 21 settembre seguito da una sostanziale correzione fino al 15 ottobre. La borsa americana ha toccato il fondo giovedì 11 ottobre - quelle europee hanno raggiunto dei nuovi minimi annuali puntuali lunedì 15 ottobre. È ancora presto per poter confermare che ora avremo un rialzo fino a fine anno o meglio ancora fino alla prima decade di gennaio 2019. È però evidente che l'S&P500 (+2.15% a 2809.92 punti) é già risalito 100 punti dal minimo a 2710 punti - non é più un fugace rimbalzo ma sicuramente qualcosa di più consistente. La domanda da porsi é se conviene ancora saltare sul carro in corsa o se bisogna aspettare una correzione intermedia - un test del minimo con un nuovo minimo marginale sotto i 2710 punti sembra ormai poco probabile.

Ieri mattina non é successo molto. Le borse europee hanno aperto in positivo ma fino a mezzogiorno non si sono praticamente mosse - i guadagni erano insignificanti (+0.2%). Solo nel pomeriggio le borse sono decollate - i compratori hanno abbandonato le loro reticenze anche perché i tassi d'interesse e gli spreads erano in calo. L'Eurostoxx50 ha chiuso sul massimo a 3257 punti (+1.46%). Non sappiamo se questo é stato solo un rally da ipervenduto e da short covering. La reazione é però forte ed evidente e gli indicatori stanno girando verso l'alto anche se non abbiamo ancora segnali d'acquisto a medio termine. La correzione é finita ma questo lo sapevamo già. Per essere relativamente sicuri che non ci saranno più ricadute bisogna però aspettare ancora qualche giorno.
DAX (+1.40% a 11776 punti), FTSE MIB (+2.23% a 19717 punti) e SMI (+1.64% a 8795 punti) si sono comportati come l'Eurostroxx50. Notiamo che in parecchi casi il gap down apertosi sui grafici giovedì scorso resta aperto - deve essere chiuso prima che si possa parlare con convinzione di tendenza rialzista. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica che usiamo per il trading a medio termine rimane su sell - non é molto reattivo e non riesce a seguire un cambiamento di tendenza repentino.

Ieri a Wall Street c'é stato un rally. La borsa é salita praticamente dall'inizio alla fine ed i guadagni sono stati molto forti in tutti i settori. La partecipazione é stata convincente malgrado una certa mancanza di volumi.
L'S&P500 ha aperto a 2771 punti e all'inizio é ancora sceso a 2765 punti. Da qui ha preso slancio, ha bucato la resistenza intermedia a 2775 punti e poi é continuato a salire regolarmente fino al massimo a 2813 punti - ha chiuso poco sotto a 2810 punti (+2,15%) con un forte guadagno di 59 punti. Come ci si poteva aspettare la parte del leone l'ha fatta la tecnologia (Nasdaq100 +2.94% a 7276 punti) ma tutti i settori hanno partecipato al rialzo. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6093 su 1091, NH/NL a 162 su 418 e volume relativo a 1.0 (poco per una giornata del genere). La volatilità VIX é scesa a 17.62 punti (-3.68) mentre la CBOE Equity put/call ratio a 0.63 non si allontana dalla media di lungo periodo. Ci saremmo aspettati un valore decisamente più basso (0.50-0.55). La borsa sembra voler dimenticare la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti e l'aumento dei tassi d'interesse (ieri sera in leggero calo). Si concentra sui risultati trimestrali delle imprese che finora sono buoni. È di ieri l'esempio di JPMorgan (+5.68%) che ha interrotto un fase negativa.

In generale il rally di ieri rientra nelle nostre previsioni. Dal 15 ottobre doveva iniziare una sostenibile e sostanziale fase di rialzo di alcuni mesi. L'unico problema é che il rialzo é partito troppo velocemente ed intensamente - sui grafici abbiamo una ripresa a V e non una classica formazione di base a W. Dobbiamo ora decidere se bisogna ancora comperare ed inseguire questo movimento o se conviene aspettare un consolidamento o una correzione intermedia. Il problema non é cosa fare ma quando. Non abbiamo ancora una soluzione ma ad istinto preferiamo aspettare.

Stamattina si delinea una continuazione al rally di ieri. Le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +1.27%, Shanghai sale del +0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2818 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3273 punti - sono 16 punti di guadagno rispetto a ieri sera (+0.5%). Le borse europee apriranno con moderati guadagni. In un ottica a medio termine sarebbe meglio che adesso ci siano alcuni giorni di consolidamento. Se l'Eurostoxx50 restasse tra i 3250 ed i 3275 punti fino a venerdì avremmo una solida base per continuare in seguito il rialzo.

Commento del 16 ottobre

Deludente rimbalzo in Europa - seduta negativa in America - la pressione di vendita svanisce lentamente

Ieri i maggiori indici azionari europei non hanno rispecchiato immediatamente il rimbalzo tecnico della borsa americana di venerdì scorso. C'é stato bisogno ancora un tuffo la mattina prima che l'ipervenduto provocasse una reazione. Il rimbalzo in Europa é stato deludente ed é unicamente servito ad alleviare l'eccesso di ribasso a cortissimo termine. I nuovi minimi annuali lasciano aperta la strada verso il basso e finora non appaiono divergenze positive che possano suggerire la presenza di un minimo definitivo di questa correzione malgrado che siamo arrivati al 15 ottobre.
La mattina l'Eurostoxx50 (+0.50% a 3210 punti) é sceso su un nuovo minimo annuale a 3180 punti. Solo nel pomeriggio ha recuperato e ha terminato la seduta con un moderato guadagno di 16 punti. Questo rimbalzo tecnico é stato faticoso e penoso - la risposta europea al balzo di venerdì dell'S&P500 (+1.42%) é stata deludente ed é appena riuscita a riportare la RSI a 29.68 punti. Molto probabilmente nei prossimi giorni ci sarà ancora una discesa su un nuovo minimo annuale marginale. Per ora i rialzisti sono pochi e sembrano essere solo degli speculatori attirati dall'eccesso di ribasso. Questo non basta a cambiare la tendenza e far tornare il mercato in un tend rialzista. La formazione di base deve durare qualche giorno. Il DAX tedesco (+0.78% a 11614 punti, nuovo minimo annuale a 11459 punti) e il FTSE MIB italiano (+0.16% a 19287 punti, nuovo minimo annuale a 19166 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50. L'indice delle banche SX7E (+0.08% a 101.92 punti) ha toccato un nuovo record negativo a 101.14 punti.
Il cambio EUR/USD si rafforza a 1.1570. Non sappiamo perché ma come spiegato in precedenti commenti tecnici il grafico é costruttivo e il supporto intorno agli 1.15 é solido. Se il cambio é stabile e la borsa americana termina la sua correzione e riprende il rialzo é probabile che anche l'Europa nei prossimi giorni segue. Vediamo cosa é successo a Wall Street.

L'S&P500 (-0.59% a 2750.79 punti) ha svolto una seduta in trading range e dopo numerosi cambiamenti di direzione ha terminato la giornata con una perdita di 16 punti. La seduta a New York é stata però in generale positiva con A/D a 3989 su 3217, NH/NL a 117 su 868 e volume relativo a 1.0. L'indice tecnologico Nasdaq100 ha perso il -1.24% a 7068 punti. Allora perché i dati della giornata sono così buoni ed il numero dei nuovi minimi a 30 giorni (NL) si é praticamente dimezzato? Semplice - il resto del mercato ha reagito molto meglio come mostrano il Russell2000 (+0.41%) o il DJ Transportation (+0.62%).
Sinceramente siamo combattuti e non sappiamo se bisogna già comperare adesso con l'S&P500 sui 2750 punti. Non sappiamo se ci sarà ancora una spinta di ribasso a testare il minimo a 2710 punti. È un'ipotesi senza conferme poiché ogni fase di formazione di base é diversa una dall'altra. Troppi operatori ed analisti credono che lo svolgimento di questa correzione sarà simile a quello di inizio febbraio. In questo caso la seduta odierna dovrebbe essere decisamente negativa e mercoledì dovrebbe verificarsi un key reversal day con un nuovo minimo mensile marginale. Vediamo cosa succede. Ieri sera i tassi d'interesse sull'USD sono leggermente aumentati ma questo non sembra avere particolarmente disturbato gli investitori.
A livello di sentiment si torna lentamente alla normalità. La volatilità VIX si é fermata a 21.30 punti (-0.01) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata nella norma a 0.61. Il Fear&Greed Index risale di poco a 11 punti.

Stamattina é il turno dell'Asia per un rimbalzo. Il Nikkei sale del +1.14%. Shanghai invece é ancora sotto pressione (-0.8%). Il future sull'S&P500 é a 2758 punti (+9 punti) - sale ma é allo stesso livello di ieri mattina. L'Eurostoxx50 vale ora 3212 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Ieri sera i governi europei, compreso quello italiano, hanno mandato a Bruxelles i loro budget dettagliati per il 2019 - ora inizia l'esame da parte della commissione europea. Probabilmente ci sarà da discutere e si litigherà su sui dettagli e sul superamento dei limiti d'indebitamento. Questo psicologicamente non dovrebbe aiutare le borse malgrado che non ci aspettiamo novità di rilievo.

Aggiornamento del 15 ottobre

Fallisce Sears

Durante il fine settimana sono aumentate le tensioni tra l'Arabia Saudita ed il resto del mondo per la sparizione del giornalista Jamal Khashoggi. Secondo la Turchia Kashoggi é stato assassinato per ordine del principe saudita Salman all'interno dell'ambasciata ad Instambul. La borsa di Riad ha perso il -6% e titoli di società legate in una maniera o nell'altra all'Arabia Saudita come Softbank (-5.5%) sono in calo. Le conseguenze per l'economia mondiale ed i mercati finanziari dovrebbero però essere trascurabili - il prezzo del pertrolio aumenta del +0.7%.
Stamattina il colosso americano delle vendite al dettaglio Sears, da tempo in difficoltà, ha dichiarato fallimento. È una delle tante vittime della rivoluzione del settore che sposta le vendite dai negozi ad Internet.  
Queste poche notizie negative bastano per rimettere pressione sulle borse dopo il rimbalzo tecnico di venerdì a Wall Street. Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era a 2762 punti (-6 punti). Adesso, alle 08.10, il future é più in basso a 2757 punti (-11 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3182 punti. Le borse europee apriranno in leggero calo (-0.3%) - le borse europee non riescono a rimbalzare malgrado l'ipervenduto. Ci aspettiamo alcuni giorni estremamente volatili - speriamo di trovare il momento giusto per comperare. Bisognerà avere i nervi saldi, un pò di pazienza e fortuna. I livelli tecnici non servono per trovare dei buoni limiti d'acquisto - aiutano solo gli indicatori di sentiment.
Per la cronaca stamattina le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei perde il -1.9% mentre Shanghai é in calo del -1.2%.

Commento del 13-14 ottobre

Dopo il terremoto ci sono le scosse di assestamento - ci prepariamo ad una fase di rialzo a medio termine

Venerdì le borse europee hanno terminato una settimana da dimenticare con un'altra seduta negativa - la maggior parte degli indici ha toccato dei nuovi minimi annuali. L'Eurostoxx50 é sceso fino a 3193 punti, ha chiuso a 3194 punti (-0.46%) e alle 22.00 valeva 3206 punti. La deludente reazione alla buona seduta a Wall Street (S&P500 +1.42% a 2767.13 punti) ci da da pensare. Siamo convinti che la borsa americana prossimamente debba iniziare una fase di rialzo fino a fine anno. Manca una fase di formazione di base di alcuni giorni - ne parleremo ancora in seguito. Non sappiamo però come si comporteranno in questo frangente le borse europee. Seguiranno 1:1 il comportamernto dell'America o, come ormai sta succedendo da inizio anno, si lasceranno distanziare?  Le performances 2018 di Eurostoxx50 e S&P500 sono rispettivamente del -8.83% e +3.50% - é evidente che l'Europa é più debole. Gli indici azionari europei sono sui minimi annuali - S&P500 ha svolto dal massimo storico del 21 settembre a 2941 punti una correzione del -7.85% (fino al minimo di giovedì a 2710 punti) - la situazione tecnica é completamente diversa. Il Europa abbiamo un trend ribassista di fondo - in America la tendenza di lungo termine é ancora al rialzo e tra giovedì e venerdì i nostri sistemi di trading hanno dato dei chiari segnali tecnici d'acquisto. È quindi possibile che i cammini di Europa e America non siano paralleli ma che fino a fine anno le differenze possano aumentare. Temiamo la crisi italiana e le sue conseguenze per l'UE. Non si ripeterà un crollo come quello provocato dal tracollo della Grecia. La situazione é diversa e le finanze italiane sono più solide. Le tensioni tra Roma e Bruxelles sono però in aumento e gli investitori odiano l'incertezza e l'instabilità - nel dubbio é probabile che pretenderanno tassi d'interesse più alti per compensare i rischi (questo significa spreads in aumento) e venderanno le borse.
L'analisi tecnica ci da in ogni caso un risultato indiscutibile - si può comperare l'America mentre in Europa c'é ancora un grande punto di domanda. L'ipervenduto provocherà a breve un sostanziale rimbalzo tecnico. Oltre a questo é però ancora incerto se ci sarà una fase di rialzo sostenibile. L'alternativa é un'oscillazione in laterale con una serie di nuovi minimi annuali marginali.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -4.51% a 3194 punti
DAX                         -4.86% a 11523 punti
SMI                          -4.22% a 8660 punti
FTSE MIB                  -5.36% a 19256 punti
S&P500                    -4.10% a 2767.13 punti
Nasdaq100               -3.27% a 7157 punti

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere. Gli indici hanno aperto sui massimi giornalieri e chiuso sui minimi e nuovi minimi annuali. Questo riguarda non solo l'Eurostoxx50 ma anche il DAX (-0.13% a 11523 punti), il FTSE MIB (-0.52% a 19256 punti) e il settore bancario (SX7E -0.51% a 101.84 punti, performance settimanale del -4.42%). Le RSI giornaliere vanno dai 25 ai 27 punti - sono decisamente sotto i 30 punti e mostrano ipervenduto. L'Europa non é rimbalzata malgrado l'ipervenduto e i segnali positivi provenienti da Wall Street. Questo ci da da pensare. Mercati che non reagiscono malgrado premesse positive sono tecnicamente deboli. È probabile che nelle prossime settimane i record negativi di venerdì vengano peggiorati.
L'SMI svizzero ha invece recuperato un +0.25% a 8660 punti. L'indice di borsa svizzero é ancora lontano dal minimo annuale a 8372 punti. La performance 2018 del -7.69% é però paragonabile a quella del resto dell'Europa - le differenze non sono nel trend ma solo nelle diverse reazioni dei singoli settori alle oscillazioni dei mercati - l'indice svizzero dipende molto da farmaceutica ed alimentare.

Passiamo ora all'America e a quello che dobbiamo aspettarci nella prossima manciata di sedute e a medio termine.
Dopo il crollo di mercoledì e giovedì venerdì c'é stato un rimbalzo tecnico. L'S&P500 é risalito a 2767.13 punti (+1.42%) grazie al robusto contributo del settore tecnologico (Nasdaq100 +2.77% a 7157 punti). Questa reazione é stata causata dall'ipervenduto e dall'eccesso di ribasso. Le RSI sono risalite sui 30 punti (S&P500 - 29.52 punti) e gli indici si sono riavvicinati ai bordi inferiori delle Bollinger Bands (S&P500 a 2775 punti). Molto però indica che si tratta solo di un primo rimbalzo tecnico - i volumi erano in calo rispetto ai giorni precedenti (volume relativo a 1.3) mentre dopo la buona apertura gli indici non hanno fatto più sostanziali progressi (la candela dell'S&P500 sul grafico é addirittura rossa).
Raramente dopo un crollo le borse passano subito e direttamente ad una fase di rialzo (ripresa a V). Spesso c'é bisogno che i minimi vengano ritestati e che ci siano alcuni giorni di formazione di base (ripresa a W). Durante la settimana abbiamo visto forte pessimismo ma in precedenti occasioni (come a febbraio) i dati sul sentiment avevano mostrato maggiore panico prima del minimo definitivo. Crediamo di conseguenza che il minimo dell'S&P500 a 2710 punti debba settimana prossima ancora essere  testato e peggiorato. Forse ci sbagliamo poiché in casi del genere non esistono regole fisse - ogni formazione di minimo é leggermente diversa. Forse il rialzo é già iniziato. In ogni caso preferiamo non prendere rischi - abbiamo chiuso le posizioni short a 2750 punti di S&P500 - aspettiamo però ancora un tuffo sotto i 2700 punti prima di seguire i segnali d'acquisto.
L'S&P500 ha aperto a 2770 punti, é salito a 2775 punti di massimo a poi ad ondate é ancora sceso fino a 2729 punti di minimo alle 18.50. Senza scendere a testare i 2710 punti é risalito sui 2740 punti dove si é assestato per alcune ore. Dopo le 20.50 c'é stata una spinta di rialzo fino ai 2775 punti. Sul finale l'indice é tornato a 2767 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4331 su 2863, NH/NL a 77 su 1771 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é scesa a 21.31 punti (-3.67) mentre la CBOE Equity put/call ratio é ferma a 0.67 (MM a 10g a 0.66). Settimana scorsa questo indicatore di sentiment non ha raggiunto valori estremi e questa é una delle ragioni per cui ci aspettiamo ancora una spinta di ribasso - attendiamo pazientemente un picco sopra gli 0.80.
L'indice delle PMI Russell2000 ha guadagnato solo il +0.08% - sembra che il rimbalzo di venerdì abbia coinvolto soprattutto gli indici dove operano i traders e non il mercato nel suo complesso. La tendenza di fondo della borsa americana potrebbe passare negativa - il 16.3% dei titoli é sopra la SMA a 30 giorni - il Bullish Percent Index sul NYSE é a 43.80. Crediamo che questi dati settimana prossima debbano migliorare - é possibile che il rialzo dell'S&P500 fino a fine anno non sfoci in un nuovo massimo storico - in linea di massima però pensiamo che l'S&P500 debba avere un top finale sui 3000 punti all'inizio del 2019.
Un'ultimo dato da tenere d'occhio é quello dei COT - i Commercials hanno aumentato i short - il dato é del 9.10 ed é stato rilevato prima del crollo - se però settimana prossima i Commercials non avranno ridotto gli shorts significa che restano scettici e sulla difensiva. Questo non sarebbe un buon segnale in vista del rialzo fino a fine anno.

Riassumendo la correzione di ottobre sembra praticamente finita. Non crediamo però che il mercato passi direttamente da ribasso a rialzo. Settimana prossima ci aspettiamo un test dei minimi rilevati giovedì o venerdì. Se il test avviene con panico compreremo e apriremo posizioni long in vista di una fase di rialzo di alcuni mesi. I segnali long sono più affidabili in America che in Europa. Le borse europee sono relativamente più deboli e potrebbero restare impastoiate nella crisi italiana ancora per mesi.
Da ultima siamo convinti che il cambio EUR/USD (1.1560) non debba scendere ma piuttosto salire. Non sappiamo perché ma il grafico é costruttivo. Inoltre l'oro sembra all'inizio di una fase di rialzo e questo in genere significa USD debole.

Commento del 12 ottobre

La correzione finisce con il panico - ora segue una fase volatile di formazione di base

Ieri le borse hanno avuto un'altra giornata nera. L'Eurostoxx50 é caduto su un nuovo minimo annuale a 3209 punti (-1.77%) - l'S&P500 ha perso ancora 57 punti a 2728.37 punti (-2.06%). Per sapere quando termina questa correzione bisogna guardare gli indicatori di sentiment - il resto (ipervenduto, eccesso di ribasso, supporti, ecc.) conta poco poiché nei crolli queste barriere tecniche vengono superate. La volatilità sull'S&P500, la VIX, é schizzata a 24.98 punti (+2.02) con un massimo giornaliero a 28.84 punti. La volatilità sul Nasdaq100, la VXN, é balzata a 27.76 punti (+0.84) con un massimo giornaliero a 29.96 punti. La CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.68 - questo valore é alto ma non eccessivo - questo dato ci da da pensare - ne riparliamo dopo. Il Fear&Greed Index é sceso a 5 in una scala da 0 a 100. Questi sono i dati sul sentiment che guardiamo normalmente in questo commento e questi segnalano panico. C'é un ultimo indicatore soft da osservare - ieri sera il telegiornale svizzero si é aperto con la notizia del crollo della borsa - quando tutti cominciano a parlarne normalmente si é vicini alla fine. È impossibile dire con sicurezza che il panico notato ieri é sufficiente per chiudere questa correzione - a febbraio c'é stato bisogno di più. I nostri obiettivi sono stati però ampiamente raggiunti con una tempistica praticamente perfetta - mancano solo due sedute al 15 di ottobre. La fine della correzione é imminente e ieri sera abbiamo chiuso con ampi guadagni le posizioni short che avevamo aperto su S&P500 (+6.14%) e Nasdaq100 (+9.15%).
Si può ora cominciare a comperare in vista di una fase di rialzo fino alla fine dell'anno. Ci saranno però ancora alcune sedute volatili di formazione di base e in questa fase i minimi di ieri potrebbero essere rivisti e peggiorati al ribasso. È impossibile prevedere lo svolgimento di queste scosse di aggiornamento. Possiamo solo dire che il terremoto é passato. Probabilmente a breve ci deve essere un ampio rimbalzo tecnico. A questo deve seguire ancora una moderata spinta di ribasso. Ci può essere una ripresa a V, vale a dire senza questa fase di assestamento, solo in caso di un intervento delle autorità politiche o monetarie. Finora abbiamo sentito solo Donald Trump dare la colpa alla FED dicendo che sono dei pazzi. Non sono però queste le affermazioni utili e necessarie per ristabilire la fiducia nei mercati.

Oggi si delinea una reazione. Il future sull'S&P500 alle 07.30 era a 2780 punti (+34 punti) - ora (08.05) é a 2775 punti (+29 punti). Oggi avremo una seduta volatile. Solo dei traders esperti possono seguire queste oscillazioni. Gli investitori aspettano che la polvere si sia posata - per prendere decisioni d'investimento meglio attendere l'analisi del fine settimana.

La cronaca della giornata di ieri non ha molta importanza. Le borse europee sono in generale cadute su dei nuovi minimi annuali, Questo concerne l'Eurostoxx50 (-1.77% a 3209 punti), il DAX (-1.48% a 11539 punti) e il FTSE MIB (-1.84% a 19356 punti). Questi sono ormai dei buoni livelli d'acquisto in vista del successivo rialzo di medio termine anche se nella fase di assestamento é possibile che ci sia ancora una spinta di ribasso che faccia cadere gli indici marginalmente più in basso. Ieri anche il difensivo SMI svizzero (-2.85% a 8639 punti) ha subito un tracollo. Quando cade tutto il mercato é spesso nella fase di accelerazione finale. Notiamo con interesse che le borse europee si comportano meglio dell'America. Sembra che il problema coinvolga soprattutto Wall Street e la sua evidente sopravvalutazione fondamentale. Forse é anche una conseguenza della forza dell'EUR. Il cambio EUR/USD é salito a 1.1560...

Seguire ieri sera la seduta americana é stato un divertimento - almeno dal punto di vista dell'analisi tecnica. L'S&P500 ha aperto a 2783 punti, é brevemente caduto fino ai 2768 punti e poi ha avuto un ovvio e atteso rimbalzo fino ai 2795 punti di massimo. In questa maniera ha chiuso il gap d'apertura e scaricato a breve l'ipervenduto. Poi sono riapparse le vendite e ad ampie ondate l'S&P500 é sceso fino ad un minimo a 2710 punti. Noi ci aspettavamo una caduta di poco sotto i 2750 punti ed eravamo piuttosto perplessi. Dopo le 20.45 c'é stato un recupero. L'S&P500 ha chiuso infine a 2728.37 punti (-2.06%). La tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 -1.14%) e questo potrebbe essere un segnale che la caduta é alla fine. La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 1648 su 5598, NH/NL a 80 su 2598 (!!!) e volume relativo a 1.6 (!). È sceso praticamente tutto - solo le azioni delle miniere d'oro hanno guadagnato terreno (guarda caso...). Ora abbiamo avuto due sedute pessime - guardate cosa é successo a febbraio - adesso ci sarà un rimbalzo ma molto probabilmente ci deve essere ancora una spinta di ribasso di una o due sedute con un key reversal day.
A questo punto torniamo al CBOE Equity put/call ratio. A livello di opzioni non abbiamo ancora osservato quell'eccesso di speculazione al ribasso normalmente necessario per un minimo significativo. Solo se questo rapporto fosse sopra i 0.80 (ieri a 0.68) saremmo disposti a comperare la borsa americana senza dubbi.

Stamattina c'é una reazione positiva che parte dall'Asia. Le borse della regione stanno guadagnando terreno. Il Nikkei sale del 0.56%, Shanghai segue con un +1.2%. Il future sull'S&P500 é ora a 2781 punti (+35 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3247 punti. Le borse europee apriranno con un balzo del +1%. Non sappiamo se questo rimbalzo può avere un seguito. Siamo però convinti che ci deve ancora essere una moderata spinta di ribasso. Se non oggi all'inizio di settimana prossima.

Commento dell'11 ottobre

Accelerazione al ribasso con panico - la correzione é quasi finita - ancora un paio di sedute molto volatili
Si possono chiudere le posizioni short - per un long é ancora troppo presto

Finalmente ieri le borse hanno accelerato al ribasso e cominciamo a notare ipervenduto e panico. In Europa la seduta in borsa é stata decisamente negativa (Eurostoxx50 -1.65% a 3267 punti). In America é stata pessima (S&P500 -3.29% a 2785.68 punti). La correzione sta entrando nella sua fase finale e dovrebbe terminare come previsto intorno al 15 di ottobre. In Europa avevamo previsto che gli indici sarebbero scesi su dei nuovi minimi annuali. Ieri questi record negativi sono stati raggiunti dal DAX (-2.21% a 11712 punti) e quasi dall'Eurostoxx50 (mancavano solo 5 punti) - il FTSE MIB (-1.71% a 19719 punti) si é fermato poco prima del record negativo toccato martedì a 19679 punti. Vi avevamo detto però che gli obiettivi erano relativi - la fine della correzione sarebbe stata segnalata dagli indicatori di sentiment. Ci vuole panico e un deciso eccesso di ribasso per far finire le vendite. Già ieri sera, senza sapere come avrebbe chiuso l'America, abbiamo scritto "Stasera l'Eurostoxx50 chiude sul minimo giornaliero e su un nuovo minimo di periodo. Al minimo annuale mancano solo 5 punti. La correzione é quasi finita. Manca un ultimo tuffo e panico." e "Pensiamo che un minimo significativo in Europa sia vicino ed imminente." Ieri sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3250 punti (-17 punti). Ora le borse per alcuni giorni saranno dominate dalle emozioni e dalle operazioni obbligate di chiusura e di vendita di quei traders che sono stati sorpresi da questo crollo con posizioni long. Nei prossimi due giorni le oscillazioni giornaliere sarannno molto ampie e imprevedibili. Un minimo significativo é imminente ma potrebbe ancora essere lontano in termine di punti come mostra l'ampia caduta ieri sera del Nasdaq100 (-4.44% a 7044 punti). Crediamo che il fondo sia vicino ma non possiamo escludere che ci siano ancora alcune pessime sedute con perdite giornaliere del -2% / -3%. Entro venerdì bisogna chiudere le posizioni short. Per un long é ancora troppo presto.
Malgrado la caduta degli indici azionari ieri in Europa abbiamo scorto delle divergenze positive. Sembra incredibile ma l'indice delle banche europee SX7E (+0.00% a 104.28 punti) ha chiuso in pari - in questo settore sembra che le vendite siano già alla fine. I classici beni rifugio non hanno reagito. Il future sul Bund é sceso a 157.82 (-0.20%) mentre il cambio EUR/CHF é salito a 1.1435 - gli investitori non hanno comperato né Bund né CHF - il problema sembra circoscritto alla borsa. Infine il cambio EUR/USD é salito a 1.1565 - normalmente la correlazione tra borsa e EUR é positiva.
Non facciamo ulteriori commenti ed analisi sulla seduta in Europa. La correzione si sta svolgendo come previsto ed in ogni caso oggi ci sarà un'ulteriore caduta degli indici azionari. Per scoprire la fine del ribasso non servono ipervenduto ed eccesso di ribasso. Gli indici cadranno oggi su un nuovo minimo annuale e quindi non ci sono più validi supporti. Bisogna osservare gli indicatori di sentiment (sopratutto volatilità) e l'America per sapere quando avremo toccato il fondo.

Ieri finalmente c'é stata a Wall Street un'accelerazione al ribasso. Avevamo previsto un top il 21 settembre seguito da una correzione fino al 15 di ottobre. Per terminare la correzione ci vuole ipervenduto, eccesso di ribasso e panico. Nei giorni scorsi avevamo scritto che bisognava prepararsi ad "una pesante caduta di alcune sedute con panico". Ieri l'S&P500 é sceso a 2785.68 punti (-3.29%) mentre la volatilità VIX é balzata a 22.96 punti (+7.01) - il possibile obiettivo a 2750 punti si avvicina velocemente. Il Nasdaq100 é crollato a 7044 punti (-4.44%) - é quasi arrivato alla MM a 200 giorni (7035 punti) e all'obiettivo a 7000 punti.
La giornata é stata dominata dai ribassisti e dalle vendite. Dopo l'apertura a 2877 punti l'S&P500 é sceso in maniera regolare e senza reazioni degne di nota fino alla chiusura e al minimo a 2785.68 punti (-3.29%). I dati sono eloquenti - al crollo ha partecipato tutto il listino. La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 840 su 6399, NH/NL a 166 su 1929 (!!!) e volume relativo a 1.45. Chi ci segue da tempo sa esattamente cosa significa questa esplosione dei nuovi minimi a 30 giorni e dei volumi e questa impennata della volatilità. La pressione di vendita é forte e non vediamo ancora divergenze positive. Andare long adesso é ancora troppo pericoloso e affrettato. Cercare di anticipare un minimo può essere un'esperienza dolorosa. La CBOE Equity put/call ratio é alta a 0.74 ma per terminare la correzione ci aspettiamo uno o due giorni con valori superiori a 0.80. Il Fear&Greed Index é a 8! Questo indicatore é già sui minimi e segnala l'imminenza di un minimo significativo sull'S&P500.

Non é il momento di perdere la testa. Si sta presentando una buona occasione per comperare in vista di una fase di rialzo fino alla fine dell'anno. Le operazioni d'acquisto devono essere fatte nei prossimi giorni. Difficile dire esattamente quando e a che livello. Purtroppo questa decisione deve essere presa nel corso della giornata e non é possibile dare con anticipo dei validi limiti d'acquisto. I 2750 punti di S&P5000 sono però un buon livello di riferimento.

Stamattina i mercati sono in profondo rosso. Il Nikkei ha perso il -3.96% - Shanghai sta lasciando il -4.80% sul terreno. Il future sull'S&P500 é a 2762 punti (-19 punti). L'Eurostoxx50 in preborsa vale 3224 punti - le borse europee apriranno con perdite di circa il -1.2%. Stamattina dopo un tuffo iniziale dovrebbe esserci un tentativo di recupero - qualcuno comprerà invogliato dai prezzi otticamente bassi. Poi aspetteremo di vedere cosa succede in America. Un rimbalzo oggi é possibile. Molto probabilmente però i minimi di ieri non sono quelli definitivi. Se oggi S&P500 e colleghi rimbalzano ci deve poi ancora essere un spinta di ribasso - forse l'ultima...

Commento del 10 ottobre

Un giro sull'ottovolante - debole rimbalzo tecnico - il DJ Transportation (-1.85%) esplora la prossima spinta di ribasso

Ieri le borse europee sono ancora scese nella prima parte della giornata. Poi verso le 14.00 ipervenduto, rotture sotto i bordi inferiori delle Bollinger Bands e supporti hanno provocato l'inizio dell'atteso rimbalzo tecnico. Per i traders si é trattato di un giro sull'ottovolante. Il FTSE MIB da un -1%, una RSI sotto i 30 punti e una caduta su un nuovo minimo annuale a 19676 punti é tornato a 20062 punti (+1.06%) - tra minimo e massimo giornaliero ci sono 458 punti. Lo spread é calato (di poco - dopo un balzo a 321 punti é tornato a 302 punti (-3 bsp)) e questo ha dato il via alle ricoperture e stimolato qualche acquisto speculativo da ipervenduto. Entro il 15 ottobre l'Italia deve presentare come tutti i Paesi europei il suo budget all'UE - poi si passerà dalle dichiarazioni d'intenti ai fatti basati sui numeri. Non ci saranno più illazioni e stime riguardanti il rapporto deficit / PIL. Vedremo quanto realistico é il piano finanziario di questo governo. I mercati finanziari esprimeranno il loro parere e non si tratterà di speculazione e manipolazione ma di una logica e razionale reazione alle probabili conseguenze economiche di questa avventurosa politica fiscale e di spesa pubblica.
A metà giornata l'Eurostoxx50 (+0.36% a 3321 punti) ha toccato il minimo a 3278 punti e poi finalmente é partito il rimbalzo tecnico. L'indice non é dovuto scendere fino ai 3362 punti come abbiamo stimato lunedì - mancavano però "solo" 16 punti. L'indice delle banche SX7E é salito del +0.83% a 104.28 punti. Il minimo a 102.62 punti é un nuovo minimo annuale marginale. Ogni commento é superfluo - sapete cosa significa per l'analisi tecnica questo ulteriore record negativo.
Nel primo pomeriggio il DAX (+0.25% a 11977 punti) é sceso sul minimo a 11803 punti e poi come le altre borse europee ha iniziato la rimonta. L'indice é dovuto scendere sotto il bordo inferiore delle BB e sotto i 11865 punti, come anticipato lunedì, prima di reagire. La VDAX ha toccato un massimo a 18.32 punti ed tornata la sera a 17.10 punti.
Parlare di rimbalzo tecnico significa che la correzione non é finita - i nuovi minimi di periodo lasciano aperta la strada verso il basso. Ieri sera le borse europee hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri. Esisteva quindi la possibilità di una continuazione verso l'alto. Ieri siamo di conseguenza rimasti cauti e abbiamo dichiarato: "Non possiamo ancora giudicare questo rimbalzo tecnico poiché non sembra ancora finito - forse potremo anticipare qualcosa domani mattina dopo aver analizzato la chiusura a Wall Street." In effetti la candela apparsa ieri sui grafici era un hammer - questa figura tecnica talvolta segnala un minimo e un'inversione di tendenza. Ieri sera però non avevamo nulla che segnalasse la presenza di un solido minimo intermedio e i volumi suggerivano che si trattava solo di un rimbalzo. Vediamo quindi cosa é successo in America.

L'S&P500 (-0.14% a 2880.34 punti) si é semplicemente fermato sulla MM a 50 giorni e ha avuto una seduta senza direzione. Ha aperto e chiuso sullo stesso livello. Ha toccato minimo (2874 punti) e massimo (2894 punti) nella prima ora e un quarto di contrattazioni e poi per il resto della giornata si é limitato ad oscillare in laterale diminuendo l'ampiezza dei movimenti. Nell'analisi del fine settimana avevamo previsto un rimbalzo tecnico tra lunedì e martedì che poteva far risalire l'S&P500 al massimo a 2900 punti. Con l'oscillazione delle due ultime sedute sembra che questo rimbalzo sia già completo. Il limite inferiore delle Bollinger Bands sull'S&P500 é a 2877 punti - ha contenuto per tre sedute i movimenti dell'indice ma ora comincia a scendere. L'indice delle PMI Russell2000 (-0.47%) si é fermato sulla MM a 200 giorni senza riuscire a sviluppare una reazione - un debole comportamento che ci fà temere la rottura al ribasso. La CBOE Equity put/call ratio, dopo l'impennata a 0.84 venerdì scorsa é tornata a 0.62. Insomma - le ragioni per un rimbalzo tecnico sono evaporate mentre gli indici hanno avuto appena un sussulto. Nel frattempo l'indice dei trasporti (DJ Transportation -1.85%) é caduto fragorosamente su un nuovo minimo di periodo e sembra mostrare la strada verso il basso al resto del listino. Anche la tecnologia non recupera - dopo una risalita 7430 punti ieri il Nasdaq100 é ricaduto a 7351 punti (+0.26%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2935 su 4174, NH/NL a 286 su 932 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é lievitata a 15.95 punti (+0.26) e la CBOE Equity put/call ratio é rimasta nella media a 0.62.
La seduta di ieri non ci ha detto nulla di nuovo e ha più che altro confermato le nostre previsioni. L'S&P500 deve continuare a correggere. La correzione potrebbe terminare questa settimana con una pesante caduta di alcune sedute e panico negli indicatori di sentiment o continuare in maniera strisciante ancora per settimane con interruzioni dovute a normali rimbalzi tecnici. Gli oscillatori e l'aspetto stagionale favoriscono la prima variante. Peccato però che stamattina le borse sono stabili e non crollano.

Il future sull'S&P500 é ora invariato a 2888 punti. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei guadagna il +0.08%, Shanghai é in calo del -0.10%. L'Eurostoxx50 vale in preborsa 3316 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%) - non sembrano voler continuare il rimbalzo di ieri. Tassi d'interesse e cambi sono fermi. Forse oggi c'é solo una seduta di pausa...

Commento del 9 ottobre

Nuovo minimo annuale del FTSE MIB e dell'SX7E - USA chiude lontano dai minimi

La settimana é iniziata male per le borse. L'Eurostoxx50 é sceso a 3309 punti (-1.07%) - non manca molto al minimo annuale di marzo a 3261 punti o al minimo di settembre a 3274 punti. Il FTSE MIB ha sfondato quota 20000 ed é caduto a 19851 punti (-2.43%) - nuovo minimo annuale. A Wall Street é andata un pò meglio. L'S&P500 ha toccato un minimo a 30 giorni a 2862 punti ma ha chiuso decisamente più in alto a 2884.43 punti (-0.04%). È stata ancora la tecnologia (Nasdaq100 -0.62% a 7352 punti) a pesare sul listino. Le PMI (Russell2000 -0.16%) hanno iniziato un tentativo di fare base sulla MM a 200 giorni. I supporti sembrano frenare la discesa del mercato ma non sembrano in grado di provocare dei sostanziali rimbalzi. Le borse però non sono in panico. Le volatilità sono aumentate di poco e ci sono ancora dei segmenti dove gli investitori comperano. Ieri in America i settori dei consumi di base (+1.38%), delle banche (+0.72%), delle assicurazioni (+0.66%), dei REIT's (immobiliare +1.46%) e utilities (+0.80) grazie all'aumento dei tassi d'interesse hanno guadagnato terreno. L'esito delle elezioni brasiliane ha provocato un balzo dell'indice Bovespa del +4.57%. 
La correzione delle borse non é finita poiché non abbiamo nessun segnale che possa suggerire l'imminenza o la presenza di un minimo significativo. Le borse non sono ancora ipervendute e non c'é panico.

L'Eurostoxx50 (-1.07% a 3309 punti) ha avuto una seduta negativa - la perdita di 36 punti é di poco superiore a quella delle due precedenti sedute. La conclusione é semplice. L'Eurostoxx50 dovrebbe nei prossimi giorni (forse già oggi) andare a testare il minimo annuale a 3262 punti, A questo punto sarà su un supporto e ipervenduto e dovrebbe rimbalzare. La qualità ed intensità del rimbalzo ci diranno se siamo vicini ad un minimo significativo. Per ora possiamo solo dire che la correzione continua.
L'indice delle banche SX7E ha perso il -1.54% a 103.42 punti. Ha toccato un minimo giornaliero e nuovo minimo annuale a 102.73 punti. Molto spesso c'é una continuazione verso il basso. Non abbiamo nulla che possa suggerire che l'indice é sul fondo.
Il cambio EUR/USD é caduto a 1.1475. Stamattina é a 1.1480. 1.15 non é più un valido supporto poiché é stato più volte leso. Non crediamo che il cambio debba cadere sul prossimo supporto a 1.13 ma molto dipende ora dai tassi d'interesse. In America sono ancora in crescita mentre in Europa cominciano a calare poiché la tipica reazione alla crisi é quella di comperare Bund. Questo aumenta il differenziale dei tassi d'interesse tra UE e America e a breve indebolisce l'EUR. Questo effetto però non dovrebbe perdurare.
Il DAX ha chiuso a 11947 punti (-1.36%). Vedremo come il DAX reagirà quando raggiungerà l'ipervenduto che verrà segnalato da una RSI sotto i 30 punti (ora a 35.25 punti) e da una caduta sotto il bordo inferiore delle Bollinger Bands (11896 punti). Ieri il DAX é caduto con volumi in calo e volatilità VDAX in netto aumento a 17.56 punti (+0.71). Dovrebbe quindi essere vicino ad un minimo intermedio. Il minimo di settembre a 11865 punti dovrebbe essere a breve testato e poco sotto pensiamo che ci sarà una prima sostanziale reazione. Vedremo se questa sarà già la fine della correzione ma dubitiamo.
Da mesi eravamo negativi sulla borsa italiana in previsione di una crisi autunnale. Nel commento del 11/12 agosto avevamo parlato di un obiettivo per una correzione a 20000 punti e di un obiettivo grafico a medio termine a 17500-18000 punti. Ieri il FTSE MIB (-2.43% a 19851 punti) ha chiuso su un nuovo minimo annuale e con una pesante perdita di 494 punti che coinvolge tutto il listino. L'indice a breve si avvicina ad una situazione di ipervenduto. La RSI a 30.78 punti non garantisce però l'imminenza di un rimbalzo tecnico - nella correzione di maggio la RSI era scesa a 21.95 punti (chiusura giornaliera) prima della fine della caduta. Teoricamente questa spinta di ribasso a corto termine dovrebbe esaurisi sui 18750 punti. In questo momento però dominano le emozioni e quindi esagerazioni o rabbiosi rimbalzi tecnici in controtendenza sono possibili. Non vediamo nulla che possa suggerire l'imminenza di un minimo - di conseguenza pensiamo che la discesa debba continuare. Chi é short può stare a guardare. Chi intende comperare é meglio che attenda tempi migliori.

In America l'S&P500 ha perso solo 1 punto (-0.04% a 2884.43 punti) e la candela sul grafico é bianca. Nella seconda parte della giornata la risposta dei rialzisti é stata convincente. I ribassisti hanno però obbligato l'indice ha toccare un nuovo minimo a 30 giorni a 2862 punti prima che il mercato riuscisse a risollevarsi. La correzione deve di conseguenza avere molto probabilmente un seguito. Nulla ci dice che questi 2862 punti possano essere un minimo significativo. Ora esistono due possibilità - o la correzione finisce a breve con un'accelerazione al ribasso con un pò di panico oppure continua in maniera strisciante ancora per un paio di settimane. Naturalmente favoriamo la prima variante che avrebbe anche il vantaggio di fornire un evidente e chiaro minimo con una buona possibilità di andare long in previsione di una fase positiva fino a fine anno.
L'S&P500 ha aperto a 2876 punti e all'inizio é salito a 2888 punti. Poi é caduto a 2864 punti e ha trascorso un paio d'ore su questo livello con un minimo a 2862 punti. Nella seconda parte delle sedute si é risollevato fino a 2889 punti di massimo ed ha chiuso a 2884 punti (-0.04%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3118 su 4068, NH/NL a 216 su 1342 (!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 15.69 punti (+0.87) con un  massimo giornaliero a 18.38 punti (ricordatevi il nostro target a 20 punti...). La CBOE Equity put/call ratio é ricaduta a 0.66.
Il bordo inferiore delle BB sull'S&P500 si trova a 2878 punti. Se dovessimo tentare d'indovinare lo sviluppo dell'S&P500 nei prossimi giorni diremmo che ci devono essere alcune sedute come quella di ieri in attese che le BB si allarghino e la strada verso il basso si apra. Dopo questa corta fase di distribuzione dovrebbe esserci la fase finale della correzione con due o tre sedute decisamente negative e un pò di panico negli indicatori di sentiment. Target? A noi piacciono i 2800 punti...

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei perde il -1.34%. Shanghai sta guadagnado il +0.1%. Il future sull'S&P500 é in calo a 2888 punti (-6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3311 punti. Le borse europee apriranno praticamente invariate.
Si continua a parlare di Italia e tassi d'interesse. Senza degli sviluppi positivi su uno di questi due focolai di crisi sarà difficile che le borse possano oggi recuperare.

Aggiornamento dell'8 ottobre

Tonfo della Cina - i mercati finanziari in generale sono però stabili e indifferenti

Dopo una settimana di pausa in occasione della Golden Week, una serie di giornate di vacanze che comprende la Festa Nazionale, stamattina hanno riaperto le borse cinesi. Shanghai é in calo del -3% malgrado che la Banca Centrale abbia abbassato del -1% il tasso d'interesse per i crediti forniti alle banche. La Cina, almeno per quel che riguarda le quotazioni della aziende in borsa, sta perdendo la guerra commerciale con gli Stati Uniti - da inizio anno l'indice di Shanghai perde circa il -20%. I cinesi hanno però il fiato lungo e questo conflitto potrebbe aiutare il Paese a riequilibrare un'economia eccessivamente basata sulle esportazioni.
Cina a parte i mercati finanziari sono stabili e tranquilli - il future sull'S&P500 é invariato a 2984 punti. Il Nikkei non tratta a causa di una festa in Giappone (giornata della salute e dello sport). In questi giorni bisogna osservare da vicino cambi e tassi d'interesse. Il cambio EUR/USD scivola a 1.1510 - questo é un fattore negativo per l'apertura dei mercati europei. I tassi d'interesse su USD e EUR sono in leggero aumento. Le borse europee apriranno in moderato calo - l'Eurostoxx50 vale ora 3338 punti (-7 punti). Probabilmente fino ad oggi pomeriggio non succederà molto - poi vedremo cosa decideranno di fare gli americani - leggete a questo riguardo i commenti sugli indici azionari USA che pubblichiamo verso le 14.00. Contengono delle indicazioni sullo svolgimento previsto per la seduta a Wall Street - la nostra quota di successo é abbastanza alta e i traders sembrano apprezzare le nostre indicazioni. 
Oggi in America é Columbus Day - la festa si ripercuote sui mercati delle obbligazioni che restano chiusi. La borsa invece é aperta.

Commento del 6-7 ottobre

La correzione é in svolgimento e durerà ancora una decina di giorni - il potenziale di ribasso sembra modesto

Venerdì é stata una giornata negativa che ha formalmente confermato che le borse stanno correggendo poiché sia l'S&P500 (-0.55% a 2885.57 punti) che il Nasdaq100 (-1.21% a 7399 punti) hanno chiuso seduta e settimana sotto i supporti rispettivamente a 2900 punti e 7480 punti (MM a 50 giorni). Ora é sicuro che la correzione deve continuare poiché niente ci suggerisce la presenza o vicinanza di un solido minimo. Inoltre, almeno a livello psicologico, la correzione é stata provocata da un'aumento dei tassi d'interesse e questo movimento non sembra alla fine malgrado un eccesso di rialzo a corto termine. Venerdì il reddito dell'US Treasury Bond a 10 anni é salito a 3.23% e questo costituisce il massimo annuale. L'aumento dei tassi d'interesse sull'USD si é ripercosso anche in Europa (future sul Bund a 157.57, -0.30% / reddito del prestito decennale della Germania a 0.576%) e sulle borse europee (Eurostoxx50 -0.88% a 3345 punti).
Nell'immediato vediamo però le premesse per un selettivo rimbalzo tecnico. L'S&P500 é sceso sul bordo inferiore delle Bollinger Bands a 2877 punti - ci vorranno alcuni giorni per allargarle e spingere il limite inferiore verso il basso. L'indice Russell2000 (-0.90%) é caduto venerdì sulla MM a 200 giorni e questa spesso é l'obiettivo di una correzione a medio termine - da qui dovrebbe per lo meno esserci un rimbalzo. Infine venerdì la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.84 - un valore che mostra eccessiva speculazione al ribasso e che spesso si verifica prima di un rimbalzo tecnico. Di conseguenza nell'immediato (lunedì o martedì) dovrebbe esserci una reazione positiva - S&P500 e Nasdaq100 potrebbero ritestare dal basso i vecchi supporti e ora resistenze.
Ripetiamo però che la correzione non é finita. Gli indici non sono ipervenduti, non c'é pessimismo e panico (VIX a 14.82 punti, +0.60 /  abbiamo anticipato che ci aspettiamo una salita della VIX almeno a 20 punti) e temporalmente il 15 ottobre sembra una data ideale per un solido minimo. Secondo gli oscillatori un minimo potrebbe essere raggiunto verso la metà di settimana prossima ma un eventuale rimbalzo tecnico potrebbe far slittare il tutto di qualche giorno.
Resta aperto il problema degli obiettivi. I maggiori indici azionari europei (Eurostoxx50 e DAX) dovrebbero andare a testare i minimi annuali con una buona probabilità di una discesa su dei nuovi minimi annuali marginali - parliamo quindi di un potenziale di ribasso dai livelli attuali di -2%/-3%. L'S&P500 può scendere al massimo a 2800 punti ma probabilmente si fermerà più in alto (2840 punti?). Non abbiamo un evidente punto di riferimento e siamo combattuti tra Russell2000 che sembra già sul fondo e Nasdaq100 che sembra invece solo all'inizio di un crollo fino ai 7000-7100 punti. Molto probabilmente per trovare il minimo definitivo dovremo basarci sugli indicatori di sentiment e non su supporti o obiettivi calcolati secondo Fibonacci o metodi simili (Elliott Wave, ecc.).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.63% a 3345 punti
DAX                         -1.10% a 12111 punti
SMI                          -0.51% a 9042 punti
FTSE MIB                  -1.77% a 20346 punti
S&P500                    -0.97% a 2885.57 punti
Nasdaq100               -3.00% a 7399 punti

Venerdì é stata semplicemente una giornata negativa che non necessita di grandi commenti. Le borse europee hanno chiuso sui minimi giornalieri e settimanali. Gli indici non sono ipervenduti o in eccesso di ribasso. Le RSI sono sui 37 - 42 punti (Eurostoxx50 41.51 punti) e non ci sono evidenti supporti nelle vicinanze se non sul FTSE MIB (-1.30% a 20346  punti, supporto a 20200-20250 punti, minimo annuale a 20207 punti). Di conseguenza nei prossimi giorni gli indici scenderanno più in basso seguendo il ritmo della borsa americana e le oscillazioni del cambio EUR/USD (1.1525).
Per la cronaca l'Eurostoxx50 ha chiuso a 3345 punti (-0.88%), il DAX a 12111 punti (-1.08%) e l'SMI a 9042 punti (-0.61%). L'indice delle banche europee é caduto a 105.04 punti (-0.98%) - la performance settimanale é del -1.41% - il minimo annuale si trova a 102.86 punti.

In America i mercati finanziari hanno reagito con un balzo dei tassi d'interesse e un calo della borsa a dati relativamente deboli sul mercato del lavoro - significa che in ogni caso la borsa aveva voglia di correggere e ha preso come scusa il dato sulla disoccupazione per muoversi nella direzione voluta.
L'S&P500 ha aperto a 2904 punti ed é ancora brevemente balzato a 2909 punti di massimo. Poi i venditori hanno preso il controllo delle operazioni e hanno fatto scendere l'S&P500 fino ai 2869 punti. A questo punto l'ipervenduto di cortissimo termine ha fatto effetto e c'é stata una reazione. L'S&P500 é risalito dopo le 19.30 fino a 2890 punti e ha chiuso a 2885 punti (-0.55%). Il Nasdaq100 (-1.21% a 7399 punti), dopo la rottura dell'importante ed evidente supporto costituito dalla MM a 50 giorni, ha subito un tracollo. Gli indici sono già rimbalzati nelle ultime due ore e mezza di contrattazioni. Lunedì questo rimbalzo potrebbe continuare oppure i minimi di venerdì devono essere ritestati prima che ci sia un rimbalzo più consistente - non lo sappiamo con esattezza.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2047 su 5056, NH/NL a 196 su 1305 (!) e volume relativo a 1.0. A questo punto dobbiamo fare un inciso - il deterioramento a livello strutturale del mercato azionario americano é grave e preoccupante. Potrebbe provocare una profonda correzione (2650-2700 punti di S&P500) - questa é una variante negativa da non dimenticare anche se finora gli indicatori di lungo termine restano costruttivi e al rialzo con la possibilità di una salita dell'S&P500 a 3000 punti per fine anno.
La volatilità VIX é salita solo a 14.82 punti (+0.60) - il Fear&Greed Index é invece già sceso a 33 punti.

Riassumendo le borse si stanno sviluppando in linea di massima secondo lo scenario che abbiamo descritto e seguito da alcune settimane. Dal punto tornate del 21 settembre le borse stanno correggendo e questa correzione non é ancora finita. Dovrebbe durare fino a metà ottobre senza fare eccessivi danni. La tendenza di fondo della borsa americana é passata però a neutra fino a leggermente negativa - il 29.9% dei titoli americani é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 54.64. In linea di massima dopo questa correzione ci aspettiamo ancora un'ultima spinta di rialzo fino a fine anno. Questa fase potrebbe però essere meno forte del previsto. In ogni caso fino a metà ottobre bisogna restare prudenti. Abbiamo ancora una settimana per capire e prevedere come i mercati si svilupperanno nell'ultimo trimestre dell'anno.

Commento del 5 ottobre

S&P500 e Nasdaq100 salvano a fatica i supporti

Ieri i ribassisti hanno tentato un affondo sfruttando l'insicurezza creata dal rialzo dei tassi d'interesse. Sono riusciti ad ottenere un buon risultato sul Nasdaq100 (-1.93% a 7490 punti) - nel settore della tecnologia si accalcano i piccoli investitori retail che scappano al primo segnale di pericolo. L'S&P500 (-0.82% a 2901.61 punti) ha invece retto il colpo - dopo essere caduto fino ai 2884 punti é riuscito a fine seduta a tornare sopra il supporto a 2900 punti. Tra l'altro, malgrado la pesante perdita, questa reazione é riuscita anche sul Nasdaq100 - l'indice é caduto fino ai 7436 punti ed é tornato a fine giornata a 7490 punti, sopra la MM a 50 giorni (7479 punti) che da maggio costituisce un valido supporto dinamico che accompagna il rialzo. L'Eurostoxx50 (-0.89% a 3375 punti) ha chiuso su un nuovo minimo dal punto tornante del 21 settembre - il calo dal massimo di periodo del 27 settembre a 3452 punti é però ancora moderato. Probabilmente nei prossimi dieci giorni gli indici azionari europei ed americani devono scendere più in basso - specialmente a livello di sentiment gli investitori sono ancora lontani da quel pessimismo necessario per concludere una correzione. Non sarà però una sostanziale correzione come speravamo ma solo una moderata correzione. Ieri i rialzisti hanno dimostrato di avere ancora parecchie munizioni in riserva - la rottura momentanea dei supporti non ha provocato un'ondata di vendite ma una rabbiosa reazione e un veloce recupero. Resta l'incognita dei tassi d'interesse - discuteremo questo tema nell'analisi del fine settimana.

Ieri l'Eurostoxx50 (-0.89% a 3375 punti) ha perso 30 punti e ha chiuso vicino al minimo giornaliero. La lunga candela rossa sul grafico e la peggiore chiusura dal punto tornante del 21 settembre suggeriscono finalmente l'inizio dell'attesa correzione. L'indice delle banche europee SX7E ha guadagnato il +0.65% a 106.08 punti. Questo settore si muove in maniera semindipendente e segue le notizie provenienti dall'Italia ed i movimenti dello spread. La tendenza di fondo resta però al ribasso. Martedì l'indice ha sfiorato un nuovo minimo annuale. Il cambio EUR/USD é caduto fino a un minimo giornaliero a 1.1463. Stamattina recupera a 1.1505 - l'importante supporto a 1.15 é salvo. Senza un netto cedimento della borsa americana é improbabile che l'Eurostoxx50 acceleri al ribasso. Finora c'é un'alternanza di sedute positive e negative e solo per saldo l'indice scende. Al momento sembra che fino a metà ottobre avremo una modesta correzione ma nessun crollo. Mercoledì l'Eurostoxx50 aveva guadagnato il +0.49% - il DAX non aveva trattato. Ieri l'Eurostoxx50 ha perso il -0.89% - il DAX (-0.35% a 12244 punti) ha seguito a distanza ma il conto torna. Il grafico mostra che il DAX sta lentamente scivolando verso il basso mentre il MACD ruota e si sta apprestando a dare un segnale di vendita. La prevista correzione autunnale si sta concretizzando ma la pressione di vendita sembra restare modesta. A corto termine il DAX ha parecchio spazio verso il basso - almeno fino a circa 11900 punti.
Malgrado il calo dello spread ed il rialzo delle azioni delle banche il FTSE MIB (-0.59% a 20613 punti) si é unito alla debolezza delle borse europee e ha perso terreno. Probabilmente ci sarà nei prossimi giorni un ulteriore tentativo di peggiorare il minimo annuale - non sappiamo se il supporto a 20200-20250 punti reggerà il colpo. Non dipende dall'Italia ma dallo sviluppo della correzione generale delle borse. 

A questo punto possiamo tornare a Wall Street e vedere cosa ci ha offerto questa seduta da un punto di vista tecnico.
L'S&P500 ha aperto sul massimo giornaliero a 2919 punti. Subito ha cominciato a scendere definendo lo svolgimento e l'esito negativo della giornata. Ad ondate l'S&P500 é sceso fino alle 20.20 su un minimo a 2884 punti. Una prima reazione ha fatto risalire l'indice a 2900 punti. Dopo un ritracciamento c'é stata ancora una spinta di rialzo che ha permesso all'S&P500 di chiudere a 2901.61 punti (-0.82%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1423 su 5711, NH/NL a 235 su 1109 (come martedì quando l'S&P500 era 22 punti più in alto) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita (solo) a 14.22 punti (+2.61) - la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.72. Le BB scorrono strette a 2873 - 2940 punti - si dovrebbero allargare con un aumento della volatilità. Considerando la situazione tecnica generale e l'aspetto stagionale negativo ci dovranno essere nelle prossime sedute ulteriori tentativi di ribasso.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei perde il -0.58% - le borse cinesi sono ancora chiuse (Festa nazionale). Il future sull'S&P500 sale a 2910 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3376 punti - le borse europee apriranno invariate. Tassi d'interesse e cambi sono stabili. Alle 14.30 verrà pubblicato il rapporto sul mercato del lavoro americano a settembre - dei dati molto buoni dovrebbero provocare un balzo dei redditi degli US Treasury Bonds e un tentativo di ribasso in borsa.
Fino alle 14.30 sarà tutto tranquillo - poi bisogna fare attenzione...

Commento del 4 ottobre

Il reddito dell'USTBond decennale sale su un massimo annuale a 3.15% - USD forte - borsa debole?

Ieri la Germania ha festeggiato la festa nazionale - nel giorno dell'Unità la borsa di Francoforte é rimasta chiusa. Senza i tedeschi le borse europee si sono orientate sull'unico tema d'attualità - l'Italia e il deficit previsto nel DEF. Il governo di Conte ha fatto una parziale concessione all'UE - ha mantenuto il deficit previsto per il 2019 al 2.4% del PIL ma ha ridotto a 2.1% e 1.8% gli obiettivi per i due anni successivi. I mercati finanziari e le borse hanno reagito secondo logica. Lo spread sui titoli di Stati é sceso, le azioni delle banche sono lievitate (SX7E +0.70% a 105.39 punti) e la borsa italiana ha guadagnato terreno (FTSE MIB +0.84% a 20736 punti).
È difficile scorgere una tendenza tra queste oscillazioni disordinate e senza continuità - quello di ieri sembra però un'ulteriore rimbalzo tecnico e quindi il quadro generale resta negativo specialmente in Italia.
Senza i titoli del DAX é difficile dare una valutazione al guadagno di 16 punti dell'Eurostoxx50 (+0.49% a 3405 punti) - l'indice é però tornato sopra i 3400 punti e questo significa che per ora non intende correggere. Ci sono settori come quello farmaceutico che sono chiaramente in un rialzo di corto termine e sostengono il listino. La farmaceutica sta permettendo la continuazione del rialzo dell'SMI svizzero (+0.97% a 9175 punti) che ieri é salito su un nuovo massimo a 30 giorni. Se riesce a passare la resistenza a 9200 punti dovrebbe poter continuare la sua corsa fino ai 9600 punti. Considerando la situazione di stallo delle borse europee dubitiamo che l'SMI possa continuare la sua corsa in solitaria anche se la forza dei titoli farmaceutici (Novartis +1.88%, Roche +1.42%) é impressionante.
Inoltre si delinea un nuovo problema all'orizzonte. Ieri i redditi delle obbligazioni di Stato americane (US Treasury Bonds) hanno fatto un balzo verso l'alto, hanno toccato un massimo annuale e superato importanti resistenze - il reddito delll'USTB decennale é salito a 3.15% e ha superato la resistenza a 3.10%. Il trentennale é a 3.30% di reddito. Le obbligazioni europee si sono sentite in obbligo di seguire. Il future sul Bund tedesco é caduto del -0.75% a 158.37 - il reddito del decennale é salito a 0.482%. Questi movimenti sui tassi d'interesse hanno fatto cadere il cambio EUR/USD sotto gli 1.15 - stamattina é a 1.1470. Con queste premesse negative é impensabile che gli indici azionari europei possano salire più in alto. Per scendere però c'é bisogno la collaborazione dell'America - vediamo cosa é successo ieri sera a Wall Street.

La seduta si é svolta come le due precedenti. Gli indici sono saliti nella prima parte della seduta ma poi hanno ceduto nella seconda parte della giornata. Dopo un buon inizio appaiono venditori che sono in grado di contrastare con successo i tentativi dei rialzisti di raggiungere dei nuovi record. Ieri l'S&P500 (+0.07% a 2925.51 punti) si é fermato a 2939.86 punti di massimo - solo 1 punto dal massimo storico a 2941 punti che non é stato attaccato. Le candele sui grafici di DJI, S&P500 e Nasdaq100 (+0.12% a 7637 punti) sono rosse - gli indici hanno chiuso sotto i livelli d'apertura e questo significa che per saldo durante la giornata hanno vinto i ribassisti.
Nel complesso é stata però una seduta positiva grazie alla reazione delle PMI (Russell2000 +0.92%). Il DJ Industrial (+0.20%) ha toccato un nuovo masismo storico marginale. la borsa americana dal 21 settembre non riesce più a fare sostanziali progressi ma non sta correggendo - é semplicemente in stallo.
L'S&P500 ha aperto a 2935 punti e fino alle 20.30 si é mosso in soli 7 punti (2932-2939 punti). In mancanza di una accelerazione al rialzo c'é poi stato un vuoto d'aria (i traders long si sono ritirati) fino ad un minimo a 2821 punti. Sul finale l'indice é risalito a 2925.51 punti (+0.07%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4045 su 3058, NH/NL a 365 su 795 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 11.61 punti (-0.44) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.56 - il sentiment é eccessivamente positivo.

Stamattina si scende - ma con moderazione. Le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei perde il -0.66% - le borse cinesi sono ancora chiuse. Il future sull'S&P500 é a 2917 punti (-14 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3392 punti. Le borse europee apriranno con una perdita di circa il -0.4% che annullerà i guadagni di ieri. Teniamo d'occhio cambi e tassi d'interesse - i nuovi massimi annuali del reddito del USTB dovrebbe oggi diventare tema di discussione e creare incertezza e insicurezza. Vedremo se avremo una semplice seduta moderatamente negativa o se invece ci sarà un'intensificazione delle vendite.

Commento del 3 ottobre

Minimo annuale del FTSE MIB italiano (-0.23% a 20562 punti) - in America i NL salgono a 1115

Ieri i movimenti degli indici sono stati modesti - la seduta in Europa e negli Stati Uniti é stata moderatamente negativa.
In Europa l'Eurostoxx50 é caduto del -0.74% a 3389 punti. Lindice ha perso 31 punti e sul grafico é apparsa un'altra candela rossa piuttosto marcante. L'Eurostoxx50 ha chiuso decisamente sotto i 3400 punti e l'impressione é che i ribassisti stanno prendendo il sopravvento. Tutto il listino é sotto pressione e non solo le azioni delle banche (SX7E -0.61% a 104.66 punti (minimo giornaliero a 102.95 punti / minimo annuale a 102.86 punti)) come nelle ultime sedute. A breve dovrebbe esserci ancora un fugace rimbalzo tecnico causato dai supporti su FTSE MIB (-0.23% a 20562 punti) e su SX7E che già ieri hanno fatto effetto. Stranamente ieri l'Eurostoxx50 ha perso di più che le borse mediterranee, il settore bancario o il DAX tedesco (-0.42% a 12287 punti). Questo é inusuale - sembra che dei nuovi settori vengano coninvolti nelle vendite. Questo effetto é da osservare da vicino nelle prossime sedute. Non é una conseguenza della chiusura ritardata dell'Eurostoxx50 (17.50) rispetto al resto delle borse europee (17.30) poiché dalle 16.40 la borsa americana é salita fino alle 18.00 circa.
Ieri l'Italia é stata ancora al centro delle discussioni. Lo spread sui titoli di Stato continua a salire e anche ieri il FTSE MIB ha perso terreno. Ha toccato un nuovo minimo annuale a 20207 punti ma ha chiuso 350 punti più in alto. L'impressione é quindi che per il momento la pressione di vendita é in diminuzione e l'indice tenta di difendersi sui 20250 punti.
Volano le parole grosse tra Bruxelles e Roma - non capiamo perché Juncker e colleghi non tacciano e si limitino a discutere il budget italiano nelle apposite riunioni. Questa caciara dei politici é indegna e non fà che attizzare una situazione già pericolosa ed instabile. Assistiamo attoniti a questo triste spettacolo - l'UE dovrebbe fare attenzione a come si comporta con i suoi membri - l'arroganza nei toni di certi personaggi é inaccettabile. Sui contenuti si può discutere ma in maniera pacata e possibilmente a porte chiuse e con le cifre alla mano - non su twitter. La nostra opinione tecnica sul FTSE MIB non cambia. A breve dovrebbe restare sopra i 20200-20250 punti. A medio termine ulteriori minimi annuali sono inevitabili a causa di una situazione economica in via di deterioramento. Non crediamo che la politica economica di questo governo sarà in grado di provocare un cambiamento di rotta. La tendenza di fondo é al ribasso.

A prima vista ieri in America non é successo niente di importante. Il Dow Jones Industrial ha guadagnato il +0.46%, l'S&P500 (-0.04% a 2923.43 punti) ha marciato sul posto mentre la tecnologia (Nasdaq100 -0.22% a 7628 punti) dopo un buon inizio é caduta in negativo - la perdita di 17 punti é però insignificante. Se guardiamo i dati della giornata abbiamo però l'impressione che c'é qualcosa che non collima - la seduta nel suo insieme sembra essere stata pessima. A/D a 2511 su 4551, NH/NL a 280 su 1115 (!!!) mostrano una netta prevalenza delle vendite. La ragione si trova nel settore delle PMI che per il secondo giorno consecutivo ha una pesante caduta (Russell2000 -1.01%). È questo un sintomo di disagio e di crisi o solo un episodio passeggero? Sarà il RUT a trascinare i listini verso il basso o si tratta solo di un assestamento? Ancora non lo sappiamo ma le massiccie divergenze all'interno del mercato azionario americano sono in aumento e questo ci rende inquieti. Non ci sembra il momento per essere tranquillamente long e fiduciosi come mostrano i dati sul sentiment (VIX +0.05 a 12.05 punti, CBOE Equity put/call ratio a 0.55.)
L'S&P500 in fondo ha avuto una seduta tranquilla - si é mosso in soli 12 punti e ha chiuso invariato e al centro del range giornaliero. Ha aperto a 2924 punti, é sceso a 2919 punti e poi verso le 18.00 é salito sul massimo a 2931 punti. Per ore é oscillato sui 2930 punti per poi ricadere a 2919 punti e rimbalzare sul finale a 2923.43 punti (-0.04%).
Per il portafoglio abbiamo aperto ieri posizioni short sull'S&P500 a 2930 punti e sul Nasdaq100 a 7650 punti. Purtroppo i limiti di vendita in Europa non sono stati raggiunti.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei perde il -0.62% - le borse cinesi sono ancora chiuse per ferie. Il future sull'S&P500 é a 2932 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3400 punti. Le borse europee apriranno con plusvalenze intorno al +0.4%. In Germania si festeggia il giorno dell'Unità tedesca (festa nazionale) - la borsa resta chiusa. Ci aspettiamo una giornata relativamente tranquilla con borse poco mosse.

Commento del 2 ottobre

Troppa dispersione - troppe tensioni interne

Ieri le borse europee ed americana hanno avuto una seduta positiva. L'Eurostoxx50 é risalito a 3414 punti (+0.44%) mentre l'S&P500 americano ha guadagnato 10 punti (+0.36% a 2924.59 punti). Il Nasdaq100 (+0.23% a 7645 punti) ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 7700 punti mentre l'S&P500, con un massimo giornaliero a 2937 punti, é arrivato a soli 4 punti dal record storico del 21 settembre. Tutto bene quindi? Per niente - siamo molto inquieti. Ieri il rapporto NH/NL (nuovi massimi su nuovi minimi) a 30 giorni per la borsa americana é stato di 526 su 826 - pessimo considerando che la seduta é stata positiva con i maggiori indici sui massimi storici. Il settore delle PMI ha avuto una rovinosa caduta - il Russell2000 ha perso il -1.39%. In America c'é troppa dispersione - pochi titoli e pochi settori salgono - la maggior parte dei titoli da mesi non fà progressi mentre il drappello dei titoli in calo o in perdita da inizio anno diventa sempre più numeroso.
Anche in Europa ieri abbiamo assistito ad un effetto simile. Mentre l'Eurostoxx50 guadagnava terreno a traino del DAX tedesco (+0.75% a 12339 punti) e dell'SMI svizzero (+0.43% a 9127 punti) il FTSE MIB ha nuovamente perso terreno (-0.49% a 20610 punti) insieme al PSI20 (-0.86%) portoghese. Tra Bruxelles e Roma si comincia a litigare sul budget dello stato italiano e i politici, invece che riflettere, ponderare la situazione con calma e discuterne a porte chiuse, si sono affrettati a fare dichiarazioni pubbliche dai toni polemici e aggressivi. La conseguenza sui mercati finanziari non si é fatta attendere. Lo spread sui titoli di Stato (Bund-BTP) é balzato a 282 bsp e il FTSE MIB, dopo un inizio baldanzoso, ha trascorso il pomeriggio scivolando verso il basso. Ha fine giornata é rimasto un -0.49% (20610 punti). La perdita di 101 punti non é terribile. È però un segnale decisamente negativo poiché gli investitori, tra dubbi ed incertezze, stanno voltando le spalle alla borsa italiana. A corto termine il FTSE MIB dovrebbe difendersi sopra i 20250 punti - a medio termine però un nuovo minimo annuale é inevitabile. Come prevediamo da tempo si preannuncia un autunno di fuoco.
Naturalmente le tensioni tra UE e Italia e l'aumento degli spread ha fatto altre vittime. L'indice delle banche SX7E é sceso a 105.30 punti (-1.17%) mentre il cambio EUR/USD cade stamattina a 1.1540. A questo punto anche una rottura del forte supporto a 1.15 sembra possibile. Riteniamo molto improbabile che in caso di crisi all'interno dell'UE il rialzo delle borse europee possa continuare. La seduta positiva di ieri sembra un rimbalzo tecnico. La spinta di ribasso di venerdì é stata decisamente più forte e convincente della debole reazione ieri che é stata accompagnata da modesti volumi.

L'S&P500 ieri ha aperto in forte guadagno. L'accordo commerciale tra America, Canada e Messico (USMCA), che dovrebbe sostituire il Nafta, ha entusiasmato gli investitori che vedono allontanarsi le conseguenze negative di una guerra commerciale. La sostituzione al vertice di General Electric (+7.09%) e il cambio di strategia hanno fatto involare l'azione e aiutato il settore industriale. L'accordo tra Elon Musk e la SEC ha provocato un incredibile rimbalzo dell'azione di Tesla (+17.35%).
La spinta di rialzo é durata fin verso le 16.30 - l'S&P500 ha toccato un massimo a 2937 punti. Per il resto della giornata gli indici azionari americani sono lentamente ma decisamente scesi. L'S&P500 ha toccato un minimo a 2918 punti e ha chiuso con un'impennata finale a 2924.59 punti (+0.36%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2951 su 4163, NH/NL a 526 su 826 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 12.00 punti (-0.12) mentre la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.57. Le candele sui grafici di molti indici (tra cui S&P500 e Nasdaq100) sono rosse. L'S&P500 ha toccato un massimo a 2937 punti e poi é stato respinto verso il basso senza attaccare il record storico. Il bordo superiore delle BB scorre a 2936 punti. Abbiamo l'impressione che nelle prossime sedute i ribassisti proveranno a combinare qualcosa - speriamo che riescano a buttare l'S&P500 sotto i 2900 punti. Almeno fino a metà ottobre raccomandiamo prudenza - al rialzo c'é ben poco da guadagnare. 

Stamattina gli investitori sembrano preoccupati - appaiono dei cedimenti. Il Nikkei ha marciato sul posto (-0.07%) - a borsa cinese é ancora chiusa per ferie. Il future sull'S&P500 scende a 2922 punti (-8 punti). Ci preoccupa la caduta del cambio EUR/USD che in 4 giorni é sceso da 1.18 agli attuali 1.1545. L'Eurostoxx50 vale ora 3390 punti. Le borse europee apriranno in calo del -0.4% e sotto i minimi di ieri. I 3400 punti di Eurostoxx50 costituiscono un importante supporto psicologico. Se stamattina le borse europee non recuperano la seduta odierna rischia di essere pessima.

Aggiornamento del 1. ottobre

Molte notizie - poco di rilevante

Scorrendo i media stamattina leggiamo parecchie notizie dal fronte politico ed economico ma in fondo non c'é molto di nuovo. Stati Uniti, Canada e Messico hanno raggiunto un nuovo accordo commerciale (USMCA) che dovrebbe sostituire il NAFTA. È troppo presto per valutare le conseguenze di questa intesa. Tutte le parti coinvolte sono però soddisfatte e ritengono di aver concluso le trattative con un successo. I mercati finanziari tirano un sospiro di sollievo - almeno su questo fronte sembra che la guerra commerciale sia scongiurata. Il future sull'S&P500 reagisce con un balzo di 15 punti a 2935 punti. In Europa invece le conseguenze sono modeste - l'Eurostoxx50 vale ora 3405 punti - gli indici azionari europei apriranno con deboli guadagni (+0.2%). Il future sul BTP perde il -0.54% e questo significa che i tassi d'interesse sui titoli di Stato italiani anche oggi salgono e probabilmente il FTSE MIB sarà ancora debole. Con questa premessa é difficile che oggi le borse europee possano involarsi - bisognarà essere contenti se riescono a difendere i guadagni iniziali.
Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei guadagna il +0.55% - in Cina é un giorno di festa. Corea e India sono in calo.
L'agenda economica non offre appuntamenti di particolare interesse.

Commento del 29-30 settembre

Se si escludono Italia e banche é stata una settimana tranquilla e senza segnali particolari

2.4% - sembra questo l'unico dato importante sul quale si sono scatenati i commenti di esperti, analisti, giornalisti, operatori ed investitori alla pubblicazione del piano finanziario del governo italiano per il 2019. La reazione dei mercati é stata logica e prevedibile - lo spread sui titoli di Stato tra Bund tedesco e BTP italiano é schizzato a 265 punti (+12%) e il FTSE MIB (-3.72%) si é inabissato. Tutta questa eccitazione é eccessiva e prematura. Cerchiamo di analizzare la situazione in maniera concisa e pragmatica. L'Italia é un Paese con un alto debito pubblico, una elevata disoccupazione e con una crescita economica inferiore alla media europea. È legittimo da parte del nuovo governo di tentare politiche economiche diverse da quelle dei suoi predecessori che non sono riusciti a sfruttare l'enorme regalo costituito dai bassi tassi d'interesse per rilanciare la crescita economica e ridurre il deficit e il debito pubblico. 5 Stelle e Lega hanno voluto mantenere le promesse elettorali introducendo il Reddito di Cittadinanza e la Flat Tax - é doveroso e comprensibile. Il problema del loro programma economico non é il deficit in sé stesso ma il fatto che ci sono troppe distribuzioni di soldi a casaccio e troppi pochi investimenti - molto probabilmente non raggiungerà l'obiettivo di riportare l'Italia sulla via della prosperità. Gli investitori si aspettavano un deficit del 1.6% come prospettato dal ministro Tria e come patteggiato con l'UE. L'Italia ha il diritto di scegliere altre vie - non deve però lamentarsi se i mercati reagiscono con scetticismo e con delle vendite. Non é una mancanza di fiducia o speculazione ma solo una razionale decisione d'investimento. Le banche italiane sono infarcite di titoli di Stato per i quali per legge non hanno bisogno di mantenere una copertura a livello di mezzi propri. Se il valore di questi titoli scende le banche hanno teoricamente delle perdite. Vendere le azioni delle banche italiane (ISP -8.03%, UCG -6.94%) é una decisione che ha una sua logica. Accusare delle forze occulte di provocare ad arte un crollo della borsa e dei titoli di Stato per impedire all'Italia di fare la politica economica che desidera é ridicolo. C'é da sperare che tra Roma e Bruxelles ci sia una collaborazione e non una guerra come un ministro italiano ha subito dichiarato.
La borsa vive di fondamentali ma anche di emozioni. È possibile che il ribasso iniziato venerdì continui settimana prossima. È difficile dire in effetti quanto "vale" effettivamente la borsa italiana - ci sono troppi rischi ed incognite. È compito dei politici di smorzare i toni e cercare di creare un clima di fiducia. Se Salvini e Di Maio cercheranno invece il confronto duro con l'UE é probabile che gli investitori, incerti e disorientati, continueranno nel dubbio a vendere.
L'analisi tecnica non ci fornisce ancora delle soluzioni o dei segnali chiari. Tra mercoledì e giovedì i maggiori indici azionari europei hanno toccato dei massimi mensili e questo sembrava confermare che la tendenza a corto termine era al rialzo. La caduta di venerdì non é sufficente per dire con sicurezza che la tendenza é cambiata.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.84% a 3399 punti
DAX                         -1.48% a 12246 punti
SMI                          +1.03% a 9088 punti
FTSE MIB                  -3.83% a 20711 punti
S&P500                    -0.54% a 2913.98 punti
Nasdaq100               +1.28% a 7627 punti

Giovedì l'Eurostoxx50 aveva chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo mensile a 3449 punti. Venerdì ha aperto in calo a 3440 punti, é sceso fino alle 14.00 a 3380 punti ed ha chiuso a 3399 punti (-1.47%). Avevamo terminato il commento del mattino con la frase "Se l'Eurostoxx50 resta sopra i 3400 punti non c'é da preoccuparsi". Oggi non siamo in grado di fare previsioni fondate. La seduta di venerdì é stata decisamente negativa ma non pessima. Nel pomeriggio la pressione di vendita é svanita e l'Eurostoxx50 ha difeso il supporto. In fondo solo la borsa italiana (FTSE MIB -3.72% a 20711 punti) e il settore della banche europee (SX7E -3.92% a 106.55 punti / performance settimanale -4.87%) hanno subito un tracollo. Le altre borse europee si sono difese ancora abbastanza bene come mostra il difensivo SMI svizzero (-0.27% a 9088 punti). Dopo una sola seduta negativa non possiamo dichiarare che l'attesa correzione é iniziata melgrado che questa resta la nostra ipotesi di base. La tendenza di fondo delle borse europee é da neutra a ribassista. Le marcanti candele rosse che sono apparse sui grafici venerdì possono ancora solo essere un incidente - ci vuole una continuazione verso il basso settimana prossima per avere delle conferme. Ma soprattutto c'é bisogno che anche la borsa americana cominci a correggere. A Wall Street invece finora regna la stabilità.

Gli americani non si sono lasciati impressionare dalle turbolenze sui mercati finanziari europei. S&P500 (-0.00% a 2913.98 punti) e Nasdaq100 (-0.02%) hanno recuperato le perdite iniziali e hanno chiuso praticamente in pari. Il quadro tecnico é invariato. Il mercato é strutturalmente molto debole ma non vuole correggere. Nessun indice ha toccato settimana scorsa un nuovo massimo storico - le perdite però sono state trascurabili anche grazie alla tecnologia.
L'S&P500 ha aperto a 2909 punti e dopo un balzo é sceso sul minimo a 2907 punti. Il supporto a 2900-2903 punti non é stato attaccato e subito si é capito che la borsa non avrebbe avuto una seduta decisamente negativa ma piuttosto avrebbe trascorso una giornata in trading range. In effetti l'S&P500 fino alle 17.15 é risalito a 2920 punti di massimo. Poi é sceso a 2912 punti, é risalito a 2919 punti ed é caduto sul finale a 2914 punti. Si é mosso in soli 15 punti e ha chiuso in pari - una giornata senza storia specialmente se paragonata a quanto successo in Europa.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3769 su 3214, NH/NL a 375 su 768 (la partecipazione é ancora debole e fonte di forte preoccupazione) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é scesa a 12.12 punti (-0.29) mentre la CBOE Equity put/call ratio é neutra a 0.64 (MM a 10 g a 0.59). Gli investitori restano ottimisti ma questo non ha conseguenze sullo sviluppo degli indici. Il Fear&Greed Index é neutro. La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 44.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percenti Index sul NYSE a 59.18. Le Bollinger Bands dell'S&P500 scorrono vicine, piatte e parallele a 2869-2934 punti. Il 29 agosto l'S&P500 era a 2914 punti - un mese dopo é esattamente allo stesso livello e si é mosso in meno di 80 punti. Non bisogna essere sorpresi che l'analisi tecnica non fornisce segnali particolari e che per il momento non possiamo fare previsioni sicure. Seguendo la tendenza di lungo termine la borsa dovrebbe continuare lentamente a salire. Le divergenze a livello di partecipazione, gli eccessi di rialzo e l'effetto stagionale suggeriscono la possibilità che si verifichi una sostanziale correzione. Finora non succede niente - in fondo, Italia a parte, é stata una settimana tranquilla.

Commento del 28 settembre

Nuovi massimi mensili in Europa - l'America non conferma la ripresa del rialzo

Ieri le borse europee hanno avuto un'altra seduta positiva - la terza consecutiva. Con una certa autoironia ci sembra difficile parlare di correzione dopo un simile risultato anche perché ieri l'Eurostoxx50 (+0.48% a 3449 punti) e l'SMI (+0.35% a 9112 punti) sono saliti su dei nuovi massimi mensili. Il DAX (+0.40% a 12435 punti) ha mancato questo obiettivo per pochi punti e si trova praticamente sul livello di venerdì scorso (12430 punti). L'Eurostoxx50 ha chiuso con un guadagno di 16 punti sul massimo giornaliero e con un nuovo massimo mensile. Questo é un segnale inequivocabile che il rialzo continua e l'ipotesi della sostanziale correzione é probabilmente da scartare. Per una conferma dobbiamo aspettare la chiusura settimanale ma un cambio di rotta oggi é poco probabile. L'Eurostoxx50 é salito malgrado il calo della borsa italiana (FTSE MIB -0.62% a 21511 punti) e del settore bancario (SX7E -0.31% a 110.90 punti) - questa é una dimostrazione di forza da non sottovalutare. Ieri sera il governo italiano ha reso noto i particolari del piano finanziario 2019. Non abbiamo studiato il documento nel dettaglio - abbiamo solo capito che il rapporto deficit PIL sarà del 2.4% - sembra che questa sia l'unica cosa importante. Troppo alto o accettabile poiché nei limiti imposti dal trattato di Maastricht? La risposta arriverà oggi dalla borsa. Per noi questo indebitamento supplementare non é un problema se i soldi sono ben spesi (investimenti) e se viene raggiunto con premesse economiche realistiche.

Anche l'S&P500 (+0.28% a 2914.00 punti) ha guadagnato 8 punti - siamo però delusi dalla prestazione della borsa americana. Dopo tre sedute negative ci saremmo aspettati una risposta più convincente da parte dei rialzisti. Invece nel corso della giornata il rialzo si é sgonfiato e gli indici hanno chiuso nella parte inferiore del range giornaliero. Solo la tecnologia (Nasdaq100 +0.88% a 7629 punti) ed i soliti AGMAF (Apple +2.06%) si sono mossi con decisione al rialzo mentre rimangono le massiccie divergenze a livello di partecipazione. Ieri i nuovi massimi a 30 giorni sono stati solo 314 mentre l'indice delle PMI Russell2000 ha perso il -0.06%.
L'S&P500 ha aperto a 2911 punti e all'inizio é sceso sul minimo a 2909 punti. In seguito é salito in maniera piuttosto regolare fino a metà seduta quando ha toccato il massimo a 2927 punti. Nella seconda parte della seduta l'indice é sceso costantemente fino ad un minimo a 2913 punti. Ha chiuso poco sopra a 2914.00 punti (+0.28%). Formalmente si é trattato di una seduta in trading range.
La seduta al NYSE é stata di poco positiva con A/D a 3576 su 3365, NH/NL a 314 su 848 (rapporto pessimo) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 12.41 punti (-0.48) - la CBOE Equity put/call ratio era normale a 0.61.
Sul grafico dell'S&P500 appare una serie di 3 candele rosse (o nere) seguite da un debole rimbalzo in trading range. Questa costellazione potrebbe essere un Three Black Crowns (tre corvi neri) - se oggi l'S&P500 termina la settimana con una chiusura sotto i 2903 punti (o meglio ancora i simbolici 2900 punti) deve iniziare una sostanziale correzione - almeno in America non ci sono ancora ragioni concrete per abbandonare questa ipotesi negativa.

Non sappiamo ancora come risolvere il dilemma provocato da borse europee che sembrano voler continuare il rialzo e borsa americana che potrebbe ancora seguire lo scenario di una sostanziale correzione fino a metà ottobre. Speriamo che la seduta odierna ci dia un'indicazione chiara.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei guadagna il +1.37% - Shanghai sale del +0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2919 punti (-1 punto). In Europa invece le cosa non si mettono bene. Il cambio EUR/USD scende a 1.1625. L'Eurostoxx50 vale ora 3433 punti (-16 punti) - le borse europee aprirannno con perdite stimate al -0.4%. L'attenzione degli operatori é puntata sui mercati finanziari italiani.
Il future sui BTP è in netto calo (-1.45%) - sembra che gli investitori internazionali non siano entusiasti del budget dello Stato prodotto da 5 Stelle e Lega. Potrebbe esserci un'ondata di vendite specialmente sui titoli delle banche con implicazioni per tutti i listini europei. Se l'Eurostoxx50 resta sopra i 3400 punti non c'é da preoccuparsi.

Commento del 27 settembre

La FED alza i tassi d'interesse per l'ottava volta dal 2015 - gli investitori non si scompongono - le borse si muovono poco

Negli Stati Uniti prosegue il processo di normalizzazione dei tassi d'interesse. La Banca Centrale americana (FED) ieri sera ha alzato i tassi d'interesse del +0.25% - la banda d'oscillazione dei FED Funds é ora a 2%-2.25%. Questo é già il terzo aumento quest'anno e l'ottavo dalla fine del 2015. Mercoledì la FED non ha solo aumentato i tassi d'interesse ma ha anche proseguito il processo di riduzione della somma di bilancio iniziato in autunno dell'anno scorso. Per stimolare l'economia la Banca Centrale aveva aumentato con operazioni di Quantitative Easing la somma di bilancio fino alla fine del 2014 a 4500 Miliardi di USD - circa il 25% del PIL. Nel frattempo gli attivi della FED sono stati ridotti a 4200 Mia. - circa il 20% del PIL. I mercati finanziari hanno reagito con moderazione a questo scontato aumento del costo del denaro. I tassi d'interesse sulle obbligazioni del Tesoro sono leggermente diminuiti mentre l'S&P500, dopo un'impennata a 2931 punti é caduto a 2905.97 punti (-0.33%). Il cambio EUR/USD é rimasto stabile a 1.1750.

Ieri le borse europee sono rimaste in attesa della decisione della FED e della reazione dei mercati finanziari americani. Ci sono stati dei movimenti di aggiustamento e gli indici si sono mossi in maniera scomposta - si va dal -0.10% del FTSE MIB (21646 punti) al +0.66% dell'SMI svizzero (9081 punti). Un calo delle azioni della banche (SX7E -0.44% a 111.25 punti) non ha impedito all'Eurostoxx50 di salire a 3433 punti (+0.39%). Questa é la migliore chiusura giornaliera dell'Eurostoxx50 per questo mese - non sembra che le borse europee vogliano correggere anche se i giochi non sono ancora fatti. A confermare questa impressione si aggiunge il nuovo massimo di periodo dell'SMI di ieri e l'impennata del FTSE MIB di martedì. Il DAX (+0.04% a 12379 punti) invece si mantiene tranquillo sui 12400 punti. Il trend a corto termine delle borse europee é ancora poco chiaro - l'ipotesi della sostanziale correzione é ancora valida anche perché sappiamo che sarà l'America a decidere.

L'S&P500 (-0.33% a 2905.97 punti) ha avuto la quarta seduta negativa consecutiva. La perdita dal massimo storico di venerdì 21 settembre a 2941 punti é solo di 35 punti ma probabilmente i rialzisti cominceranno ad essere nervosi. Non ci sono ancora chiari segnali di vendita malgrado che il primo supporto intermedio a 2916 punti sia stato rotto e superato al ribasso.
L'S&P500 ha aperto a 2919 punti e all'inizio é sceso in pari a 2916 punti. Poi fino alle 20.00 é lievitato fino ai 2923 punti. Dopo il comunicato della FED l'indice si é impennato fino ai 2931 punti per poi cadere in due spinte di ribasso fino al minimo a 2903 punti. Sul finale é risalito a 2906 punti. Il Nasdaq100 (-0.00% a 7563 punti) ha terminato la seduta invariato. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2563 su 4460, NH/NL a 353 su 822 (pessimo considerando che l'S&P500 é salito durante la seduta a 2931 punti - solo 10 punti dal massimo storico) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 12.89 punti (+0.47) - la CBOE Equity put/call ratio é stata piuttosto bassa a 0.59.
Non sappiamo ancora se gli investitori prenderanno come scusa la politica monetaria della FED per vendere e provocare una sostanziale correzione della borsa. La reazione ieri sera ha seguito esattamente il modello in caso di aumento dei tassi d'interesse - la seduta termina con una moderata perdita dopo una prima reazione positiva all'annuncio scontato. L'eccesso di rialzo a medio termine e le oscene valutazioni fondamentali sono evidenti. L'effetto stagionale é negativo. Restiamo quindi della ferma opinione che fino a metà ottobre non ci sono soldi da guadagnare nella borsa americana e di riflesso in Europa. Non siamo però ancora pronti a scommettere in maniera massiccia su una forte correzione.

Stamattina le borse asiatiche ed europee seguono l'esempio degli Stati Uniti. Il Nikkei ha perso il -0.82%, Shanghai é in calo del -0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2911 punti (-1 punto). Ovviamente le borse europee apriranno in calo - l'Eurostoxx50 vale ora 3420 punti - all'inizio gli indici azionari perderanno un -0.4%. Non é ancora niente di grave o significativo - si torna alla chiusura di martedì. Improvvisamente stamattina il cambio EUR/USD é caduto a 1.1705 - inizia una giornata difficile per l'Europa. Vedremo se le vendite si intensificheranno o se invece ci sarà una stabilizzazione sui livelli d'apertura. Non vediamo ragioni particolari per un'ondata di vendite.

Commento del 26 settembre

Aspettando la FED

Ieri le borse si sono mosse poco e i maggiori indici azionari hanno terminato la seduta senza sostanziali variazioni. Solo la borsa italiana si é distinta. Il FTSE MIB ha fatto un balzo del +1.54% a 21669 punti - questo ha aiutato il settore bancario europeo (SX7E +0.76% a 111.74 punti) e l'Eurostoxx50 (+0.27% a 3419 punti) che ha guadagnato 9 punti. Da un punto di vita tecnico però questa seduta non ci dice nulla di particolare. Fino a quando l'Eurostoxx50 resta sopra i 3400 punti lo scenario più probabile é quello di una continuazione del rialzo. I modesti volumi suggeriscono consolidamento. Il DAX (+0.19% a 12374 punti) ha guadagnato 24 punti al termine di una seduta noiosa, con poco volatilità e senza direzione. Per l'analisi tecnica non possiamo dire nulla di nuovo. La candela sul grafico con massimo a minimo discendenti é negativa - il guadagno é ovviamente positivo - per saldo un nulla di fatto anche perché da venerdì il DAX ha perso solo una cinquantina di punti. Solo il FTSE MIB ha raggiunto un nuovo massimo di periodo. Ieri il pendolo delle speculazioni si é mosso nella direzione opposta rispetto a lunedì. Le ultime voci dicono che il governo intende tenere il deficit sotto la soglia del 2% - lo spread é sceso del -4%, le azioni della banche sono balzate (ISP +3.05% / UCG +2.62%) e il FTSE MIB é salito di 329 punti. Questi movimenti sono assurdi poiché basati su supposizioni ed emozioni. Aspettiamo con trepidazione il 27 settembre quando finalmente il governo dovrebbe presentare i dettagli del piano finanziario 2019 e la borsa reagirà ai fatti e non alle supposizioni. Secondo l'analisi tecnica il rialzo del FTSE MIB continua e non ci sono segnali di correzione imminente.
Gli altri indici azionari europei restano sotto i massimi di venerdì 21 settembre - l'ipotesi della sostanziale correzione fino a metà ottobre é ancora valida anche se nelle prime due sedute della settimana non ha ricevuto nessuna conferma.
Il cambio EUR/USD (1.1765) resta a ridosso degli 1.18. Se come sembra ci sarà una rottura al rialzo, la borsa seguirà o la correlazione positiva non funzionerà più? Pensiamo che la risposta dipenda dalla ragione del superamento della resistanza a 1.18. Se sarà la conseguenza di un EUR forte la borsa dovrebbe salire. Se invece avremo un USD debole la correlazione potrebbe cadere e le borse europee potranno correggere indipendentemente dal cambio. La decisione potrebbe concretizzarsi stasera al termine della riunione della FED.

Anche da Wall Street non sono arrivati impulsi o segnali particolari. L'S&P500 (-0.13% a 2915.56 punti) si é mosso in soli 10 punti e ha perso 4 punti. Questo calo é stato compensato dal guadagno del Nasdaq100 (+0.19% a 7563 punti). Il DJ Transportation ha perso nuovamente il -0.52% dopo la caduta del -1.41% di lunedì.
L'S&P500 ha aperto a 2922 punti ed é subito salito sul massimo a 2924 punti. È sceso a 2916 punti, é risalito a 2923 punti e poi é scivolato per ore verso il basso fino a toccare i 2913 punti. Sul finale é rimbalzato a 2915 punti. La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3408 su 3566, NH/NL a 449 su 585 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 12.42 punti (+0.22%) / la CBOE Equity put/call ratio é neutra a 0.61. Le Bollinger Bands sull'S&P500 si sono ristrette a soli 64 punti - possiamo solo dire che si avvicina un movimento dinamico e sostanziale - pensiamo che sarà al ribasso e speriamo che si concretizzi stasera al termine della riunione della FED in cui dovrebbe essere deciso un aumento dei tassi d'interesse del +0.25%.

Stamattina i mercati finanziari sono tranquilli - prevalgono i segnali positivi. Il Nikkei guadagna il +0.36% - Shanghai sale del +0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2927 punti (+6 punti) - da due ore la situazione é invariata. L'Eurostoxx50 vale ora 3425 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.2%. Normalmente prima della fine della riunione della FED le borse lievitano. Pensiamo quindi che le borse europee difenderanno questo guadagno fino a stasera e forse riusciranno anche ad incrementarlo. Le decisioni della FED verranno comunicate alle 20.00. Alle 20.30 seguirà una conferenza stampa di Jerome Powell. Vedremo se le sue affermazioni daranno argomenti agli investitori per prendere iniziative.

Commento del 25 settembre

Seduta negativa ma non decisiva - in un consolidamento i rialzisti devono ancora avere qualcosa da dire

Ieri la seduta di borsa é stata negativa. È un risultato normale dopo due giorni di rialzo che hanno provocato un nuovo massimo storico dell'S&P500 americano e nuovi massimi di periodo sulle borse europee. Il 21 settembre si é verificato un massimo significativo. Non si può però ancora dire se da questo massimo segue l'attesa sostanziale correzione fino a metà ottobre. Ieri le borse europee hanno perso meno di quanto avevano guadagnato venerdì. Dopo una debole apertura gli indici azionari europei sono rimasti praticamente fermi fino al primo pomeriggio. Poi sono scesi insieme a Wall Street e sono rimbalzati sul finale. L'andamento dell'Eurostoxx50 serve da esempio per tutti. L'indice europeo ha aperto sui 3420 punti, alle 15.55 era ancora a 3421 punti, é sceso a 3405 punti di minimo alle 17.10 e ha recuperato sul finale a 3410 punti (-0.59%). La perdita di 20 punti é modesta ed inferiore al guadagno di 27 punti di venerdì. La candela rossa sul grafico dopo una serie di 8 candele bianche (o verdi) é un evento normale al quale non può essere data una rilevanza particolare. Dobbiamo attendere ancora una o due sedute per poter dire se in effetti sta cambiando qualcosa nel trend.
Settimana scorsa le borse sono salite con un'accelerazione giovedì e venerdì. Se devono scendere devono prima distribuire. Questo significa un combattimento tra ribassisti e rialzisti per assumere il controllo delle operazioni. A breve  rialzisti avranno ancora qualcosa da dire. È più importanto osservare ora quali sono le forze residue dei rialzisti piuttosto che analizzare i primi attacchi dei ribassisti come quello di ieri. Nei prossimi giorni ci possono ancora essere delle vampate di rialzo - non siate sorpresi.

Per completare il panorama europeo annotiamo che ieri il DAX é sceso a 12350 punti (-0.64%), l'SMI é scivolato a 8946 punti (-0.55%) mentre il FTSE MIB é caduto a 21340 punti (-0.91%). Ieri sono filtrate le prime indiscrezioni riguardanti il DEF (aumento del deficit al 2.8% malgrado irrealistiche previsioni di crescita economica) e gli investitori hanno reagito con un'impennata dello spread sui titoli di Stato ed un calo abbastanza marcato della borsa.  È troppo presto per dire se é iniziata l'attesa significativa correzione dopo solo una seduta moderatamente negativa. È però ovvio che il calo va nella direzione da noi auspicata.

Anche da Wall Street sono giunti segnali contrastanti e non decisivi. L'S&P500 ha perso 10 punti a 2919.37 punti (-0.35%) - per contro il Nasdaq100 é riuscito a salire a 7548 punti (+0.23%). La seduta, pur essendo stata in generale negativa, non ha dato un risultato univoco.
L'S&P500 ha aperto a 2918 punti. È salito sul massimo a 2923 punti ed é caduto alle 16.50 sul minimo a 2912 punti. Poi ha recuperato una manciata di punti e per il resto della giornata é semplicemente oscillato in laterale. Ha chiuso sul livello d'apertura a 2919 punti. I traders notano che il gap di giovedì scorso é stato chiuso. Dopo questo obbligato ritracciamento il rialzo potrebbe riprendere. Oggi tocca quindi ai rialzisti mostrare se hanno ancora delle forze residue - sarà interessante vedere se riescono a combinare qualcosa prima dell'importante riunione della FED.
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 2280 su 4785, NH/NL a 393 su 734 (orribile e proccupante!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 12.20 punti (+0.52) - la CBOE Equity punti /call ratio é stata nella norma a 0.63.
Notiamo la caduta del DJ Transportation (-1.41%). Ieri la borsa americana é stata sorretta dagli AGMAF (i leaders della tecnologia) e dal settore energia - il resto era in profondo rosso...

Stamattina regna l'equilibrio. Il Nikkei perde il -0.15% - Shanghai sale del +0.5%. Il future sull'S&P500 é invariato a 2926 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3411 punti - le borse europee apriranno invariate. Ieri alcune affermazioni di Mario Draghi riguardanti l'inflazione in Europa hanno provocato un rialzo dei tassi d'interesse e un'impennata dell'EUR. Il cambio EUR/USD é salito fino a 1.1815 ma torna stamattina a 1.1750. Il cambio sta provando a superare la resistenza a 1.18. I tentativi cominciano a sommarsi ed essere insistenti. Le probabilità di una rottura al rialzo sono in aumento. In questo caso il cambio deve tornare a 1.20.

Aggiornamento del 24 settembre

La tendenza é dominante

Durante il fine settimana ho fatto con amici una lunga escursione in montagna. Sabato da Flims/Tschappina (1400m) abbiamo raggiunto la Safiental (Safien Platz/1315m) passando dal Glaspass (1846m). Domenica da Turrahus/Talkirch (1694m) siamo saliti sul Tomülpass (2412m) per poi ridiscendere a Vals (1252m). Per me, che non sono più molto allenato e mi avvicino ai 60 anni, é stata una faticaccia compensata però da due giornate di bel tempo e paesaggi fantastici.
Nelle escursioni si torna sempre al punto di partenza - se si sale bisogna anche scendere - si sa in anticipo quando si raggiunge il punto più alto. In borsa é diverso. Fino a quando si sale bisogna partire dal principio che la salita continuerà. Non si ha una veduta chiara - la cima é sempre avvolta nella nebbia. Si capisce che inizia la discesa solo quando si ha già abbandonato il top. Come nelle escursioni ci sono indizi che la vetta si avvicina - la vegetazione cambia - la temperatura diminuisce - il vento aumenta. La certezza si ha però solo quando la tendenza é cambiata - sul massimo si vive ancora di indizi ed ipotesi.

Venerdì le borse potrebbero aver raggiunto un importante massimo significativo. Non siamo ancora sicuri e non abbiamo abbastanza elementi per consigliare l'apertura sistematica di posizioni short. Abbiamo però abbastanza elementi per consigliare prudenza - almeno per le prossime tre settimane. Non siamo in generale pessimisti. Dopo una forte correzione i nostri modelli vedono la possibilità che entro la fine dell'anno l'S&P500 (2929 punti) salga ancora fino ai 3000 punti. Siamo probabilmente sul Glaspass - prima di poter salire sul Tomülpass bisogna scendere in fondo alla Safiental...

Oggi le borse di Tokyo e di Shanghai erano chiuse a causa di una giornata di festa in Giappone e Cina. Le altre borse asiatiche sono però in calo. Il future sull'S&P500 scende a 2926 punti (-8 punti). Dopo il rialzo di settimana scorsa non é una sorpresa che la settimana inizi con un segno negativo. L'Eurostoxx50 vale ora 3418 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.4%. Vedremo se ci saranno ulteriori vendite o se gli indici azionari, come pensiamo, si assesteranno su questo livello.

La settimana é contrassegnata dalla riunione della FED di martedì e mercoledì. Gli investitori si aspettano un incremento dei tassi d'interesse del +0.25%. Vedremo se questo aumento del costo del denaro avrà ripercussioni sul mercato obbligazionario e sulla borsa americana o se é già stato scontato.

Commento del 22-23 settembre

Stanco nuovo massimo storico dell'S&P500 a 2940.91 punti - l'EUR galvanizza le borse europee

Puntuale all'appuntamento venerdì l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2940.91 punti - l'indice ha terminato la seduta praticamente invariato a 2929.67 punti (-0.04%). Nell'ultima stima del 29 settembre avevamo fissato un obiettivo massimo a 2944 punti. Anche le borse europee hanno raggiunto dei nuovi massimi di periodo - venerdì verso le 10.00 l'Eurostoxx50 ha toccato il massimo a 3436 punti ed ha chiuso poco più in basso a 3430 punti (+0.81%). Le borse europee sono salite in questa fase più di quanto avevamo pensato - il rafforzamento dell'EUR e la ritrovata fiducia degli investitori nell'Italia (FTSE MIB +0.69% a 21536 punti, performance settimanale +3.12%) e nel settore bancario (SX7E +0.21% a 112.01 punti, performance settimanale +4.80%) hanno galvanizzato le borse europee. A dire il vero per l'Europa avevamo solo parlato di rialzo e non avevamo fissato degli obiettivi specifici perché non avevamo delle stima valide. Solo per il DAX (+0.85% a 12430 punti) avevamo indicato un obiettivo massimo a 12400 punti.
Secondo le nostre previsioni le borse dovevano salire su un massimo significativo il 21 settembre. È quello che é avvenuto. Avevamo inoltre previsto l'inizio di una sostanziale correzione fino a metà ottobre. Sinceramente non abbiamo ancora abbastanza elementi per confermare questa previsione. Il quadro tecnico corrisponde a grandi linee quello di fine gennaio - le premesse per una correzione sono ideali ed i rischi verso il basso sono considerevoli. La partecipazione al rialzo é miserabile e questo rende il movimento fragile e a rischio. Non c'é però ancora nessun segnale d'inversione di tendenza - né a livello grafico né secondo gli indicatori . Al contrario giovedì e venerdì abbiamo osservato un'accelerazione al rialzo ed un aumento del momentum. È quindi improbabile che da lunedì gli indici azionari comincino a cadere senza prima un periodo di alcune sedute di distribuzione. Un treno in corsa deve prima fermarsi per poi poter cambiare direzione. Sconsigliamo di conseguenza di aprire subito posizioni short a medio termine in contro tendenza - solo dei traders aggressivi possono avventurarsi su questo terreno minato. Saremo però molto sorpresi se nelle prossime tre settimane l'S&P500 potesse ancora fare dei progressi. La combinazione di tassi d'interesse in aumento e peggioramento delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina dovrebbe per lo meno mettere sul chi vive gli investitori. L'aspetto stagionale e le statistiche mostrano che il periodo tra metà settembre e metà ottobre é per Wall Street il peggiore dell'anno. Di conseguenza riteniamo importante consigliare per lo meno prudenza. Bisogna assicurare i portafogli titoli con degli hedging. Non solo i rischi di una correzione sono alti ma vediamo numerosi paralleli con precedenti occasioni in cui il mercato azionario ha avuto un crash. Fate quindi molta attenzione poiché le prossime settimane sono a rischio - le premesse tecniche sono decisamente ostili e le valutazioni fondamentali della borsa americana sono oscenamente alte.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.56% a 3430 punti
DAX                         +2.53% a 12430 punti
SMI                          +0.28% a 8995 punti
FTSE MIB                  +3.12% a 21536 punti
S&P500                    +0.85% a 2929.67 punti
Nasdaq100               -0.19% a 7531 punti

Venerdì la seduta in Europa é stata positiva e non abbiamo osservato nessun segnale d'esaurimento di trend o d'inversione di tendenza. Il rialzo di corto termine partito intorno al 7 di settembre é molto esteso ma per il momento gli indici azionari non sono ancora in ipercomperato (RSI tra i 53 ed i 64 punti). Teoricamente non vediamo ostacoli ad ulteriori guadagni - gli indici possono sullo slancio salire più in alto. Abbiamo visto solo una reazione negativa che da da pensare. È quella del cambio EUR/USD che venerdì é salito fino a 1.1802 ed é poi ricaduto a 1.1740. La resistenza a 1.18 sembra ancora invalicabile e se l'EUR non continua a rafforzarsi é poco probabile che il rialzo delle borse possa settimana prossima continuare.

A New York la corsa dell'S&P500 (-0.04% a 2929.67 punti) si é fermato dopo il raggiungimento del nuovo record storico a 2941 punti. Il Nasdaq100 (-0.50% a 7531 punti) non sembra avere la forza per toccare in questa fase un nuovo massimo storico. La seduta di venerdì é stata però di pausa e non può essere considerato un reversal. Il gap di giovedì é rimasto aperto e per il momento deve essere considerato come gap da accelerazione che lascia aperta la porta ad ulteriori spinte di rialzo.
L'S&P500 ha nuovamente aperto in gap up a 2938 punti e velocemente é salito fino a 2941 punti. Poi però é ricaduto a 2933 punti chiudendo il gap. Dopo un ritorno a 2938 punti l'indice é scivolato inesorabilmente fino ai 2927 punti di minimo giornaliero. Sul finale é rimbalzato a 2929 punti. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 704 su 439, NH/NL a 704 su 439 e volume relativo a 2.0 (conseguenza delle operazioni legate alla scadenza dei derivati di settembre). La volatilità VIX é scesa a 11.68 punti (-0.12) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.57 -  gli investitori sono ottimisti - non rileviamo una particolare euforia.
La tendenza di fondo della borsa americana resta debolmente ma costantemente al rialzo con il 53.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 59.89.
Il livello superiore delle BB sull'S&P500 si trova a 2930 punti. A breve l'S&P500 deve fermarsi per assorbire questo sforamento.

E ora vediamo come inizia la prossima settimana. Speriamo nell'inizio di una correzione - é però anche possibile che il rialzo continui ignorando il punto tornante del 21 settembre.

Commento del 21 settembre

Finalmente l'S&P500 accelera al rialzo e tocca un nuovo massimo storico a 2934 punti - esaurimento imminente ?

Cominciavamo a perdere la speranza e la pazienza. Avevamo previsto che il rialzo doveva continuare fino ad oggi venerdì 21 settembre - l'odierna scadenza dei derivati é un ideale punto tornante ciclico sul quale i mercati dovrebbero raggiungere un importante massimo significativo. Secondo le statistiche stagionali da lunedì deve iniziare una sostanziale correzione che dovrebbe durare fino a metà ottobre. Inizialmente pensavamo che l'S&P500 potesse salire fino ai 3000 punti. Poi avevamo ridotto l'obiettivo a 2950-2975 punti poiché mancava la partecipazione necessaria per far salire l'S&P500 ad un ritmo abbastanza elevato per raggiungere l'obiettivo entro oggi. Nel corso di questa settimana eravamo perplessi ma fiduciosi. Continuavamo a prevedere un nuovo record storico ma l'obiettivo era sceso a 2940 punti a causa della mancanza di momentum e forza d'acquisto. Finalmente ieri i compratori si sono svegliati - l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2934.80 punti e ha chiuso a 2930.75 punti (+0.78%).
Ora esistono le premesse per un'inversione di tendenza - il rialzo é troppo esteso, gli indici azionari sono lentamente ipercomperati e gli investitori sono molto (troppo?) fiduciosi. La tendenza é però finora chiaramente e saldamente al rialzo. È quindi rischioso tentare di anticipare una correzione aprendo posizioni short. Bisogna prima avere dei segnali di vendita o delle massicce divergenze - per ora a livello tecnico non appare nulla di nuovo tranne che alcuni movimenti sono evidentemente degli assestamenti dovuti ad un eccesso di speculazione. Ad esempio il cambio EUR/USD é salito a 1.1780 - c'era troppo pessimismo sull'EUR e troppi speculatori erano long sull'USD. La copertura di queste posizioni ha provocato un indebolimento dell'USD malgrado che il differenziale dei tassi d'interesse parli in favore della moneta americana. Non crediamo che il cambio possa uscire a breve dal range 1.15-1.18. Manteniamo però l'opinione che la rottura a medio termine avverrà al rialzo.

Ieri le borse europee hanno partecipato alla festa. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +1.03% a 3403 punti. Ha raggiunto l'obiettivo a 3400 punti ma potrebbe salire ancora più in alto visto che é trascinato dal trend, dall'EUR e dal settore bancario (SX7E +1.23% a 111.78 punti). La serie di candele bianche sul grafico con minimo e massimo ascendenti é impressionante e l'indice non é ipercomperato. Non ci sono forti resistenza sul cammino dell'indice verso l'alto e quindi é meglio attendere prima di prevedere con buona probabilità di successo la fine del rialzo. L'Eurostoxx50 sta salendo più di quanto ci eravamo inizialmente aspettati ma alcuni fattori inattesi (Italia, EUR) hanno intensificato il movimento. Non si può prevedere tutto...
Ieri gli altri indici azionari europei che seguiamo regolamente hanno partecipato al rialzo. Il DAX é salito a 12326 punti (+0.88%) - in teoria poteva al massimo salire a 12400 punti. Il FTSE MIB (+0.55% a 21388 punti) ha superato di slancio i 12250 punti ma ieri ha sottoperformato con spread in aumento - forse la festa sta finendo. L'SMI (+0.68% a 9000 punti) é tornato a 9000 punti, un livello ideale per far scadere i derivati di settembre.

La seduta a Wall Street é stata molto buona con tutti i settori a partecipare alla festa. L'S&P500 ha aperto su un nuovo massimo storico a 2924 punti e all'inizio é sceso a 2919 punti di minimo. Un gap di 3 punti é rimasto aperto. Poi l'indice ha continuato a salire regolarmente fino al nuovo record storico a 2934.80 punti. Sul finale é ridisceso a 2930.75 punti (+0.78%). La tecnologia ha fatto la sua parte (Nasdaq100 +1.05% a 7569 punti). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5258 su 1776, NH/NL a 685 su 492 (miserabile!) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX si é stranamente fermata a 11.80 punti (+0.05) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stabile a 0.56. Gli indicatori di sentiment non sono cambiati come poteva far presupporre l'ottima seduta e il nuovo massimo storico. Forse ieri il mercato é stato semplicemente risucchiato verso l'alto dalle operazioni di chiudura dei derivati di settembre. In questo caso la seduta odierna sarà in pari o già negativa.

Per il momento sembra che le borse vogliano continuare la loro corsa. Il future sull'S&P500 é a 2944 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3421 punti. Le borse europee apriranno con un guadagno del +0.6% trascinate da un EUR forte. Gli indici potrebbero trovarsi ora sull'atteso massimo di periodo. Abbiamo l'impressione che oggi non saliranno più in alto. Vediamo se a sorpresa invece cominciano a scendere...
Per la cronaca le borse asiatiche stamattina sono positive. Il Nikkei guadagna il +0.86% mentre a Shanghai notiamo un balzo del +2.4%.
Il prezzo dell'oro sale a 1209 USD/oncia e buca dal basso la MM a 50 giorni - sembra profilarsi un'inversione di tendenza a medio termine e nel breve l'oro dovrebbe guadagnare ancora un 50 USD. Se l'oro sale l'USD dovrebbe scendere... Alle 09.00 il cambio EUR/USD é a 1.1790 - potrebbe verificarsi una rottura della resistenza a 1.18 e in questo caso si torna a 1.20 !

Commento del 20 settembre

Alcuni punti in più - niente di più

Ieri le borse hanno nuovamente avuto una seduta positiva. Gli indici azionari europei ed americani hanno ancora guadagnato qualche punto (con alcune eccezioni di peso relativo). Il rialzo di corto termine che ci deve portare su un massimo significativo questa settimana é continuato. Notiamo però evidenti segni di stanchezza specialmente a Wall Street dove le operazioni di reporting in vista della scadenza dei derivati di settembre sono in pieno svolgimento. Il potenziale di rialzo é modesto anche perché ormai l'aumento dei tassi d'interesse sta cominciando ad innervosire gli investitori. Ieri il reddito dell'US Treasury Bonds a 10 anni é rimasto sopra la barriera psicologica del 3% - ha toccato un massimo a 3.09% e ha chiuso a 3.06% - Il DJ Utilities ha perso di riflesso il -2.08%.

Ieri l'Eurostoxx50 ha chiuso a 3368 punti (+0.30%) - un guadagno di 10 punti al quale hanno contribuito i titoli bancari (SX7E +1.68% a 110.42 punti). Il nostro obiettivo a 3375 punti si avvicina ma per ora non appare nulla negli indicatori che possa suggerire l'imminenza di una massimo e di un'inversione di tendenza. La serie regolare di candele sul grafico con minimo a massimo ascendenti continua e non si intravvede la fine - l'indice non é ancora ipercomperato e l'ipotesi di una massimo entro venerdì é solo sostenuta dall'aspetto ciclico. Consigliamo prudenza nell'apertura anticipata di operazioni short in controtendenza. Forse é meglio attendere settimana prossima o segnali chiari da Wall Street.
Anche il DAX (+0.50% a 12219 punti) ha proseguito la sua corsa. Doveva finire tra i 12200 ed i 12400 punti e per ora non abbiamo una stima migliore o più precisa. Possiamo solo annotare che il nostro indicatore proprietario di trading a medio termine basato sulla stocastica é ancora saldamente su sell. Malgrado il rialzo degli ultimi 10 giorni il quadro tecnico delle borse europee a medio termine resta negativo con una forte probabilità in autunno di nuovi minimi annuali.
Sul FTSE MIB (+0.25% a 21280 punti) non abbiamo nulla di nuovo da dire. L'indice ha raggiunto e superato di poco l'obiettivo a 21250 punti ma questo sforamente era stato preannunciato e ha semplici ragioni matematiche. La scadenza del 27 settembre (DEF - Documento di Economia e Finanza 2018) é in agguato.
L'SMI (+0.27% a 8940 punti) si é adeguato agli altri mercati azionari europei.

L'S&P500 (+0.13% a 2907.95 punti) ha guadagnato 3 punti al termine di una seduta tranquilla e senza tendenza. L'indice si é limitato ad oscillare a caso tra i 2904 ed i 2912 punti e ha chiuso al centro del range senza tentare un attacco al massimo storico a 2916 punti. Sul grafico appare un piccolo doji che in questo specifico caso significa pausa, equilibrio ed indecisione.
Il Nasdaq100 (-0.05% a 7490 punti) ha nuovamente testato il supporto fornito dalla MM a 50 giorni (ora a 7433 punti) - non l'ha bucata ma d'altra parte non é riuscito a rimbalzare con decisione e ripartire al rialzo. Ormai questa fase dura da 10 sedute ed i traders long saranno lentamente stanchi di aspettare. Un tentativo di rialzo il 13 e 14 di settembre é fallito ed ora l'indice tecnologico sembra lentamente a corto di argomenti. I rimbalzi dal supporto diventano sempre più deboli e indecisi. Se non c'é a sorpresa un movimento liberatori tra oggi e domani é molto probabile che ci sia una rottura al