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Commento del 14-15 luglio

Partecipazione miserabile - questo rialzo é a corto di carburante

Nella settimana appena trascorsa la tecnologia, rappresentata dagli indici Nasdaq Composite e Nasdaq100 (+0.13% a 7375 punti) ha fatto segnare dei nuovi massimi storici. Per definizione un indice che raggiunge nuovi record é in una fase di rialzo confermata. La conseguenza é stata che l'S&P500 (+0.11% a 2801.31 punti) invece che completare la formazione a testa e spalla ribassista con una distribuzione sui 2760 punti é salito sul nostro obiettivo alternativo a 2800 punti. L'ipotesi che da metà luglio deve iniziare una correzione piuttosto forte (obiettivo sui 2600 punti) é ancora valida ma manca di conferme. In pratica non sappiamo se settimana prossima il rialzo deve continuare o se invece dal nulla si verifica un'inversione di tendenza. Gli oscillatori mostrano una situazione di ipercomperato - gli indicatori di sentiment ci dicono che gli investitori sono molto ottimisti (VIX a 12.18 punti, -0.40) e speculativamente orientati al rialzo. I cicli ci dicono che a metà mese potrebbe verificarsi un massimo significativo. Insomma - esistono le premesse per l'inizio di una correzione ma il mercato azionario americano potrebbe anche continuare lentamente a salire come se nulla fosse. La tendenza di fondo della borsa americana é ancora debolmente al rialzo con il 56.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni - il Bullish Percent Index sul NYSE é a 59.87. D'altra parte l'S&P500 é bloccato da settimane tra i 2700 ed i 2800 punti - la MM a 50 giorni é in leggera ascesa a 2734 punti - le Bollinger Bands scorrono praticamento orizzontali e parallele tra i 2690 ed i 2814 punti - la tendenza dell'S&P500 é neutra e il mercato non sembra aver la forza per salire sostanzialmente più in alto. Dov'é il problema? Evidentemente a livello di partecipazione. La performance settimana di S&P500, Nasdaq100 e colleghi é positiva ma questo non appare per niente nel numero di titoli che raggiungono dei nuovi massimi di periodo. Confrontiamo il numero di nuovi massimi e nuovi minimi di una settimana fà con i numeri di questo venerdì. Abbiamo a 30 giorni NH/NL a 807 su 212 contro gli attuali 497 (!) su 331, a 90 giorni 542 su 92 contro 316 su 145 e a 120 giorni 360 su 65 contro 219 su 98 - raramente abbiamo osservato un simile deterioramento a livello di partecipazione in un mercato al rialzo. A questo punto esistono solo due possibilità - o improvvisamente e inaspettatamente il mercato riceve sostegno da settori al momento deboli oppure il mercato deve cadere (e pesantemente) appena i pochi settori forti come la tecnologia (già senza i semiconduttori, SOX -0.40%) per una ragione o per l'altra cominciano a perdere di valore.
La borsa americana é formalmente ancora al rialzo mentre quelle europee sembrano unicamente effettuare un rimbalzo tecnico all'interno di un ribasso di medio termine. Dopo la caduta di mercoledì gli indici azionari europei sono risaliti facendo tornare le performances settimanali di poco in positivo. Il rimbalzo di giovedì e venerdì é stato però deludente. Gli indici hanno recuperato pochi punti con moderati volumi e si sono fatti nettamente distaccare dagli americani. Il settore bancario é debole (SX7E +0.03% a 110.62 punti / performance settimanale del -2.23%) ed é sorprendente che Eurostoxx50 e colleghi siano riusciti a tenersi a galla malgrado questa zavorra. Sembra solo una questione di tempo fino alla prossima spinta di ribasso. I nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica che usiamo per le posizioni tattiche a medio termine restano saldamente short su Eurostoxx50, DAX e FTSE MIB.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.20% a 3454 punti
DAX                         +0.36% a 12540 punti
SMI                          +1.88% a 8861 punti
FTSE MIB                  -0.15% a 21892 punti
S&P500                    +1.50% a 2801.31 punti
Nasdaq100               +2.34% a 7375 punti

Martedì le borse europee hanno toccato i massimi settimanali - in questa occasione hanno praticamente raggiunto i nostri obiettivi (3500 punti di Eurostoxx50 e 12600-12800 punti di DAX). Mercoledì sono precipitate e giovedì e venerdì sono risalite a fatica. Venerdì gli indici hanno aperto al rialzo tentando di copiare il rally della sera prima a New York. Dopo la buona apertura non hanno però fatto ulteriori progressi. La sera hanno chiuso al centro del range giornaliero e con moderati guadagni - sui grafici appaiono nuovamente delle piccole candele praticamente senza corpo e tipiche di un mercato senza stimoli. Solo l'SMI svizzero (+0.49% a 8861 punti) é riuscito a toccato venerdì un nuovo massimo settimanale e mensile. Gli altri indici invece sono tristemente rimasti ben lontani dai massimi di martedì. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3454 punti - ha toccato un massimo a 3466 punti e un minimo a 3447 punti - ha chiuso a 3454 punti (+0.26%). Alle 22.00 valeva 3458 punti. Gli altri indici si sono comportati in maniera simile (DAX +0.38% a 12540 punti, FTSE MIB +0.47% a 21892 punti). Tecnicamente questa giornata non ci ha detto nulla di nuovo. Normalmente un rimbalzo tecnico dura al massimo tre giorni. Al più tadi martedì le borse europee dovrebbero ricominciare a scendere verso nuovi minimi annuali.

Venerdì la borsa americana ha fatto una pausa. Sullo slancio del rialzo di giovedì gli indici sono riusciti a guadagnare ancora qualche punto - si tratta però di briciole. In particolare l'S&P500 (+0.11% a 2801.31 punti - massimo giornaliero a 2804.53 punti) ha superato i 2800 punti ma no si può dire che abbia superato e rotto la resistenza costituita dal massimo del 13 marzo a 2802 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2798 punti e all'inizio é ricaduto a 2791 punti. Poi é salito a verso le 17.10 ha toccato i 2704 punti. In seguito é oscillato in laterale in una manciata di  punti e ha chiuso a 2801 punti. Il Nasdaq100 ha seguito (+0.13% a 7375 punti).
La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3480 su 3411, NH/NL a 497 su 331 e volume relativo a 0.9. Venerdì sono stati resi noti i risultati trimestrali di alcune grandi banche americane. Indipendentemente dai dati le azioni sono state vendute (JPM -0.46%, C -2.20%, WFC -1.20) - come temevamo sembra che questo trimestre i dati verranno presi come scusa per prese di beneficio. Vedremo cosa succederà quando arriveranno i risultati dei colossi della tecnologia e dei social media - si comincia lunedì con Netflix.
La nostra previsione per la borsa americana é invariata - settimana prossima a partire al massimo dai 2820-2830 punti di S&P500 e dai 7450 punti di Nasdaq100 deve iniziare una sostanziale correzione a medio termine. Questa coinvolgerà ovviamente anche le borse europee. Nel portafoglio abbiamo fissato dei limiti per aprire posizioni short.

Commento del 13 luglio

Nuovo massimo storico di Nasdaq Comp e Nasdaq100 - S&P500 sull'obiettivo a 2800 punti - l'Europa boccheggia

Oggi cominciamo dall'America - é Wall Street che sta dettando lo sviluppo dei mercati. Innanzittutto un'osservazione generale. Da mesi l'America sta sovraperformando il resto del mondo - la borsa americana passa da un record al successivo mentre l'Europa fatica a tenere il passo e la Cina precipita. È evidente che le borse mondiali potranno correggere o addirittura iniziare un bear market solo quando si verificherà un cedimento a Wall Street - di questo finora non si intravvede ancora nulla malgrado che a trainare il rialzo ci sono ancora pochi cavalli di razza. Basta guardare le performance 2018 per rendersi conto di cosa stiamo parlando. Ieri il Nasdaq100 (+1.69% a 7366 punti) e il Nasdaq Composite hanno fatto segnare un nuovo massimo storico. La performance 2018 del Nasdaq100 é del +15.16% - quella del Nasdaq Composite del +13.33%. Anche l'S&P500 (+0.87% a 2798.29 punti) quest'anno ha guadagnato terreno - per l'esattezza il +4.66%. L'Europa é ormai distanziata - l'Eurostoxx50 (+0.68% a 12493 punti) da inizio anno ha perso il -1.66% mentre il DAX (+0.61% a 3445 punti) è sceso del -3.29%. Il rialzo delle borse sta diventando molto selettivo. Sta guadagnando chi ha investito in America e anche qui bisognava essere capaci di essere nei settori giusti - in caso contrario si rischiava di essere distanziati dagli indici. Gli AGMAF, le azioni dei 5 colossi della tecnologia, sono responsabili di circa il 50% dei guadagni del mercato azionario americano. Anche ieri sera queste società anno trascinato il mercato con guadagni superiori al +2% - Solo Apple (+1.68%) si é mossa come l'indice Nasdaq100. In Europa si sono in generale persi soldi. Si é salvato chi ha avuto la fortuna di scegliere alcuni mercati favoriti da una situazione politica e economica in miglioramento (Francia - CAC40, Olanda - AEX, Portogallo - PSI20) o ha giocato la tecnologia (TecDAX +11.78%).
Mano a mano le borse stanno cedendo e ormai resta solo l'America ed in America solo un limitato gruppo di azioni a continuare e tenere in vita il Bull market. I nuovi massimi storici di ieri sera ci mostrano però che questo rialzo non é ancora finito.

Eravamo convinti che la caduta di mercoledì a Wall Street fosse solo un normale ritracciamento e non l'inizio dell'attesa correzione. Pensavamo che l'S&P500 potesse scendere al massimo fino a 2760 punti prima di riprendere il rialzo in direzione dei 2800+ punti. Non abbiamo dovuto aspettare i classici tre giorni di consolidamento per vedere confermata questa valutazione. Ieri la borsa americana é ripartita al rialzo e l'S&P500 (+0.87% a 2798.29 punti) ha raggiunto l'obiettivo a 2800 punti. Sapete che non ci aspettiamo un massimo esattamente su questo livello - per logica l'S&P500 deve effettuare una rottura al rialzo prima di poter cambiare direzione - ne riparliamo più tardi.
L'S&P500 ha aperto a 2788 punti. All'inizio é ancora sceso a 2781 punti ma poi ha ricominciato a salire in maniera regolare e a metà seduta ha raggiunto i 2798 punti. Sotto la barriera psicologica dei 2800 punti si é fermato. Fino alla fine della giornata é oscillato in laterale tra i 2793 ed i 2799 punti ed ha chiuso vicino al massimo a 2798 punti. La tecnologia ha trascinato i listini - i nuovi massimi storici di Nasdaq Composite e Nasdaq100 hanno provocato acquisti da stop loss o buy stop che hanno intensificato il rally. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4355 su 2519, NH/NL a 461 su 359 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 12.58 punti (-1.05) - la CBOE Equity put/call ratio é caduta a 0.56. In questi dati notiamo subito un'anomalia - i nuovi massimi sono pochi e non aumentano - i nuovi minimi restano relativamente alti. Questo significa che sono veramente pochi titoli al rialzo - il resto del mercato sta a guardare. Questo scarsa partecipazione insieme all'eccesso di ottimismo degli investitori ci dicono che questa spinta di rialzo deve finire relativamente presto. Il bordo superiore delle Bollinger Bands sull'S&P500 é 2810 punti. A questo punto vale nuovamente la previsione di metà giugno - ci deve essere una marginale rottura al rialzo prima che si possa verificare un'inversione di tendenza. Ci immaginiamo una salita fino ai 2820-2830 punti prima che possa verificarsi un massimo significativo. Gli investitori stanno comperando poiché si aspettano degli ottimi risultati trimestrali da parte delle imprese americane - oggi tra l'altro sono attesi i dati di tra colossi bancari: JP Morgan, Wells Fargo e Citigroup. Probabilmente gli investitori cominceranno a vendere quando ci saranno dati deludenti o quando ottimi risultati verranno utilizzati per prese di beneficio. Nei prossimi giorni bisogna osservare con attenzione come reagisce il mercato ai risultati trimestrali delle imprese che, ricordiamo, riguardano il passato. Le borse invece guardano nel futuro...

In Europa ieri doveva esserci un rimbalzo tecnico. In effetti c'é stata una reazione - l'Eurostoxx50 ha guadagnato il +0.68% a 3445 punti. Questa seduta positiva non sembra però, come in America, una ripresa del rialzo, ma un semplice rimbalzo tecnico prima della ripresa della correzione. Ieri i volumi di titoli trattati erano bassi ed in calo rispetto a mercoledì. Il settore bancario (SX7E -0.04% a 110.59) ha addirittura perso terreno. In generale crediamo che i massimi mensili sono stati toccati martedì e che a medio termine le borse europee debbano scendere. Ieri sera eravamo delusi e perplessi - vi invitiamo per i dettagli a leggere i commenti serali. America ed Europa lanciano segnali contrastanti e non sappiamo ancora come si risolverà questa divergenza. È possibile che il rimbalzo in Europa duri fino all'inizio di settimana prossima in attesa che l'America esaurisca il rialzo. È probabile che anche in futuro le borse europee sottoperformino il mercato azionario americano.

Stamattina le borse asiatiche seguono l'America - il Nikkei balza del +1.90% - Shanghai é in calo del -0.3%. Le tendenze non cambiano - la Cina resta sotto pressione. Il future sull'S&P500 é a 2806 punti (+7 punti). La risposta delle borse europee é ancora una volta tiepida. L'Eurostoxx50 vale ora 3458 punti - gli indici apriranno con guadagni intorno al +0.4%. Si preannuncia una giornata positiva. Spesso di venerdì si completa il trend della settimana. Vedremo se oggi in America scorgiamo dei segni di esaurimento - ci piacerebbe vedere una rottura al rialzo dell'S&P500 sopra i 2800 punti seguita da un reversal e da una chiusura in calo, sui minimi e con volumi in aumento. Dubitiamo però che Wall Street ci farà il regalo di un così chiaro segnale d'inversione di tendenza - malgrado il venerdì 13...

Commento del 12 luglio

L'Europa cade e termina la fase di rialzo - l'America inciampa ma dovrebbe riprendersi e ritentare un attacco agli obiettivi

È sempre difficile prevedere quando un rialzo di corto termine deve finire. Spesso esistono le premesse tecniche ma ci vogliono giorni prima che delle notizie negative invitino i rialzisti a prese di beneficio e i ribassisti ad un affondo. Ieri le borse europee (Eurostoxx50 -1.47% a 3422 punti) sono cadute pesantemente e hanno perso quello che avevano precedentemente guadagnato in una settimana. Peccato - all'obiettivo sull'Eurostoxx50 a 3500 punti mancavano martedì solo 20 punti. Rispetto ai 3500 punti di Eurostoxx50 i 12600 punti di DAX (-1.53% a 12417 punti) come obiettivo del rialzo sembravano troppo pochi - il secondo obiettivo a 12800 punti sembrava invece troppo lontano. Ieri abbiamo avuto la soluzione. Dai 12609 punti di martedì ieri il DAX ha perso 192 punti e ha chiuso sul minimo giornaliero. Molto probabilmente il fatto che l'obiettivo a 12600 punti fosse quello giusto é causuale. Per giorni possono esistere le premesse tecniche per un'inversione di tendenza ma non succede niente e il mercato continua a lievitare fino a quando un evento non provoca un brusco cambiamento d'umore. I rialzisti battono in ritirata e i ribassisti si risvegliano dopo una lunga attesa.
Anche l'Eurostoxx50 e il FTSE MIB (-1.58% a 21708 punti) hanno terminato la giornata sul minimo giornaliero e molto probabilmente devono continuare a scendere. L'attesa correzione sembra essere iniziata ma non siamo sicuri - per ora sappiamo solo che martedì é terminata la fase di rialzo a corto termine su quelli che appaiono come degli importanti massimi intermedi. Non sappiamo ancora se abbiamo a che fare con un problema serio o se ci sarà ancora un tentativo di rimonta. Molto dipende dalla tenuta della borsa americana e dall'S&P500 - ieri alle 14.10 avevamo previsto che la seduta a Wall Street sarebbe stata negativa ma gli indici avrebbero chiuso lontano dai minimi - questo doveva provocare oggi un rimbalzo in Europa. Abbiamo avuto ragione come vedremo in seguito. La forza del rimbalzo odierno ci dirà cosa ci aspetta nei prossimi giorni. Un marginale miglioramento dei massimi di martedì é ancora possibile.
A medio termine il destino del mercato é però segnato. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica e che usiamo per le posizioni a medio termine resta saldamente su sell.

Ieri alle 14.00 non eravamo pessimisti - avevamo dato delle buone probabilità di recupero alla borsa americana e di conseguenza in serata avevamo previsto che le borse europee potevano ancora rimbalzare.
La nostra previsione per la seduta dell'S&P500 era la seguente: "Stamattina alle 03.00 il future é crollato fino a 2766 punti. All'apertura in Europa era sui 2775 punti. Ora sta recuperando e questo costituisce una buona premessa per una seduta negativa ma non un crollo. Crediamo che oggi al massimo l'S&P500 possa scendere fino ai 2764 punti e poi dovrebbe risalire. Secondo l'istogramma é probabile che l'S&P500 si stabilizzi in chiusura sui 2776-2780 punti." L'S&P500 ha terminato la seduta a 2774.02 punti (-0.71%). La previsione per il Nasdaq100 (-0.53% a 7244 punti) é stata addirittura migliore: "Il Nasdaq100 aprirà in calo ma sopra i 7200 punti. Il future é in forte recupero dopo essere caduto fino ai 7205 punti. Le premesse sono per una seduta negativa ma probabilmente il Nasdaq100 riuscirà ad assestarsi sui 7240 punti. Dovrebbe brevemente consolidare prima di tentare nelle prossime sedute un attacco al massimo storico a 7310 punti." Raccomandiamo ai nostri abbonati che si dedicano al trading giornaliero di leggere regolarmente i commenti pomeridiani. La nostra percentuale di successo per quel che riguarda le previsioni per la seduta é alta. Dopo questa breve parentesi pubblicitaria torniamo ad analizzare la seduta di ieri a Wall Street che come avete visto non é andata così male. La borsa é inciampata ma non é caduta e sembra in grado nei prossimi giorni di riprendere il rialzo.
L'S&P500 ha perso 20 punti ma i venditori non hanno dominato - l'indice é sceso a 2774 punti già verso le 18.00 e per il resto della giornata si é limitato ad oscillare in laterale tra i 2770 ed 2780 punti. Ha chiuso a 2774.02 punti (-0.71%), 4 punti sotto il livello d'apertura e 4 punti sopra il minimo giornaliero. La caduta non ha fatto evidenti danni tecnici. Le vendite hanno colpito tutti i settori (tecnologia - Nasdaq100 -0.53% a 7244 punti, PMI - Russell2000 -0.71%) ma solo l'indice dei trasporti (DJT -2.00%) é crollato. Per contro il settore delle utilities ( DJU +0.95%) ha guadagnato terreno. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1987 su 4962, NH/NL a 349 su 368 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita (poco) a 13.63 punti (+0.99) - la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.59 - sembra che gli speculatori al ribasso di martedì abbiano già girato le posizioni.
La borsa americana non sembra aver già iniziato la prevista grande correzione. Il calo di ieri sembra unicamente un ritracciamento e consolidamento che idealmente può far scendere l'S&P500 al massimo fino ai 2760 punti prima di un nuovo tentativo di rialzo in direzione dei 2800 punti. Lo scenario riguardante il comportamento dell'indice sui 2800 punti non cambia.

La seduta negativa di ieri in Europa ed America é stata accompagnata da volumi in leggero aumento ma sotto la media di lungo periodo. Possiamo parlare di volumi moderati. Questo significa che la spinta di ribasso non era possente e molto probabilmente il problema non é grave. Questa impressione viene rafforzata dal comportamento di cambi, tassi d'interesse e metalli preziosi che sono rimasti calmi di fronte alle turbolenze sui mercati azionari.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei sale del +1.12% - Shanghai guadagna al momento il +2.2%. Il future sull'S&P500 é a 2784 punti (+10 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3436 punti (+14 punti) - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.4%. Vedremo se saranno in grado di fare ulteriori progressi e se nel corso della giornata i venditori riprenderanno il sopravvento. Il comportamento degli indici azionari durante l'odierno rimbalzo ci darà delle indicazioni sullo svolgimento della correzione a medio termine.

Commento dell'11 luglio

Un'altra monotona seduta di moderato rialzo - divergenza negativa a livello di partecipazione


Ieri le borse europee hanno ripetuto la seduta di lunedì. Si sono mosse in pochi punti e gli indici hanno terminato la seduta poco sopra i livelli d'apertura, al centro del range giornaliero e con moderati  guadagni (Eurostoxx50 +0.37% a 3473 punti). Sui grafici appaiono delle candele con minimi e massimi ascendenti e questo mostra che formalmente la tendenza a corto termine é ancora al rialzo. Emergono però segnali di stanchezza (FTSE MIB e SMI hanno marciato sul posto) e divergenze come il sensibile calo del settore bancario (SX7E -1.02% a 112.57 punti) che potrebbero a breve bloccare il rialzo e imporre una correzione. Naturalmente le borse europee rimangono dipendenti da quanto succede negli Stati Uniti e questo si vede bene dallo svolgimento delle sedute. In apertura le borse europee si riposizionano secondo la chiusura della borsa americana la sera prima e lo sviluppo dei futures durante la notte. La mattina si muovono poco e tutt'al più proseguono il trend - spesso le oscillazioni sono condizionate dallo sviluppo dei cambi. Poi all'inizio del pomeriggio le borse europee si attaccano al treno di New York. Si muovono brevemente verso le 14.30 quando vengono pubblicati dati congiunturali americani (non si capisce perché l'Europa reagisce ai dati economici americani e non molto a quelli europei...) e poi dalle 15.30 Europa ed America si muovono in parallelo. Spesso alle 17.30 la borsa americana, in concomitanza con la chiusura in Europa, raggiunge un minimo o massimo giornaliero. Secondo la logica di un investitore tutto questo non fà molto senso ma per un trader basato in America questo ritmo giornaliero é logico e sensato.
L'Eurostoxx50 ieri ha toccato un massimo giornaliero a 3480 punti alle 13.25 e ha chiuso a 3473 punti (+0.37%) con un guadagno di 13 punti. Il nostro obiettivo a 3500 punti é vicino. Il DAX (+0.53% a 12609 punti) ha guadagnato altri 66 punti é ha raggiunto il possibile obiettivo a 12600 punti indicato martedì 3 luglio. In teoria qui dovrebbe esserci una prima reazione dei ribassisti - ieri non abbiamo ancora visto nulla. Vi ricordiamo che al massimo con questa spinta di rialzo il DAX potrebbe salire fino a 12800 punti. Considerando che ieri il FTSE MIB italiano (+0.11% a 22057 punti) e l'SMI svizzero (+0.10% a 8768 punti) erano già in stallo é probabile che nelle prossime seduta il rialzo di corto termine finisca. Non é ancora chiaro cosa deve seguire dopo. Pausa, correzione o ribasso? Nei giorni scorsi abbiamo dovuto scartare in America e sull'S&P500 l'ipotesi della testa e spalle ribassista. Questo non significa però ancora che la previsione di una sostanziale correzione a partire da metà mese sia sbagliata. Semplicemente la costellazione grafico e tecnica alla base della correzione potrebbe essere differente. Vediamo a che punto siamo a Wall Street.

Ieri la borsa americana ha ancora guadagnato terreno - a livello di indici la seduta é stata positiva. Nei dati della giornata vediamo però alcune anomalie che a questo punto costituiscono delle pericolose divergenze negative poiché gli indici sono vicini a livelli critici. Ci riferiamo ai 2800 punti di S&P500 (+0.35% a 2793.84 punti, massimo giornaliero a 2795 punti) e al massimo storico del Nasdaq100 (+0.09% a 7282 punti, massimo giornaliero a 7297 punti) a 7310 punti. Tra l'altro ieri l'indice delle PMI (piccole e medie imprese) Russell2000 (-0.53%) é stato respinto verso il basso e ha chiuso in negativo dopo aver equivalso il precedente massimo storico di giugno.
L'S&P500 ha aperto in guadagno ed in gap up a 2790 punti. È salito a 2795 punti di massimo e poi é oscillato per ore in laterale intorno ai 2790 punti. È caduto poco prima delle 20.00 sul minimo a 2786 punti (il gap per 2 punti é rimasto aperto !) e poi é salito fino alla chiusura a 2793.84 punti. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa (!) con A/D a 3326 su 3618, NH/NL a 709 su 196 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é leggermente scesa a 12.64 punti (-0.05) mentre la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.74.
I lettori attenti hanno sicuramente notato due dati anomali. Il rapporto NH/NL é peggiorato rispetto a ieri con un netto calo dei nuovi massimi e una lievitazione dei nuovi minimi - questo significa un evidente deterioramento a livello di partecipazione e l'emergere di una certa pressione di vendita. Il secondo dato "strano" é il p/c ratio a 0.74 - con una seduta di questo tipo ci saremmo aspettati un rapporto intorno a 0.62 - c'é qualcuno che a questo punto comperara puts e specula decisamente al ribasso - vedremo nei prossimi giorni se ha ragione. Tra l'altro ieri nel commento sul Nasdaq100 abbiamo anche noi suggerito una prima operazione short.
Nelle ultime due sedute sul grafico dell'S&P500 sono rimasti aperti dei piccoli gap (4 e 2 punti). Considerando i guadagni giornalieri e i dati tecnici é difficile che questi gap corrispondano ad una accelerazione - potrebbero essere un segno di esaurimento in vicinanza degli obiettivi.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. La guerra commerciale tra Cina e Stati Unti si sta arricchendo di ulteriori dichiarazioni aggressive da parte dei protagonisti. Il Nikkei perde il -1.24%  - Shanghai é in calo del -2.4%. Il future sull'S&P500 cade a 2775 punti (-21 punti) - nell'ultima ora (07.20-08.20) é sceso di altri 4 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3450 punti - le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.7%/-0.8%. Il calo non é importante poiché cancella unicamente i guadagni delle ultime due sedute. Come nel gioco dell'oca torniamo alla chiusura di venerdì scorso. Vedremo però se oggi il calo si intensifica o se invece c'é un immediato recupero.
Oggi c'é il summit della NATO e le dichiarazioni di Donald Trump prima dell'incontro lasciano presagire che le discussioni saranno accese e metteranno in evidenza le spaccature tra gli alleati. Non buono per le borse...

Commento del 10 luglio

L'S&P500 punta ai 2800 punti - l'Eurostoxx50 segue fino ai 3500 punti - e dopo ?

Le borse europee continuano a fare progressi - non entusiasmanti ma costanti. Ieri gli indici azionari hanno aperto al rialzo e sullo slancio sono ancora saliti fin verso le 10.00. Poi sono scesi fino all'inizio del pomeriggio. Dopo l'apertura a Wall Street sono risaliti e hanno chiuso sui livelli d'apertura lasciando dei significativi doji sui grafici. I rialzisti non hanno dominato e durante la giornata compratori e venditori si sono compensati - quello che resta é però un guadagno di circa un +0.4% e un nuovo massimo mensile - il rialzo continua al piccolo trotto seguendo quanto succede in America.
L'Eurostoxx50 (+0.35% a 3460 punti) ha aperto e chiuso sullo stesso livello con un guadagno di 12 punti - durante la giornata i rialzisti non hanno fatto progressi ma sono riusciti a difendere il guadagno iniziale e questo é positivo. Sul grafico appare un'altra candela con minimo e massimo ascendenti. Il rialzo di corto termine continua e per ora non appare nessuna divergenza e nessun ostacolo in grado di fermarlo - questo significa che il nostro obiettivo a 3500 punti verrà raggiunto. Poi vedremo. L'indice delle banche SX7E (+0.51% a 113.73 punti) ha fatto meglio dell'Eurostoxx50 ma la differenza non é significativa. A corto termine obiettivo e resistenza si trovano a 116 punti.
Il DAX (+0.38% a 12543 punti) ha guadagnato 47 punti e questo é il dato saliente della giornata. Per il resto non vediamo motivi per entusiasmarci. Dopo la buona apertura l'indice non ha più fatto progressi e la mancanza di volumi rendono il trend fragile. Ora il DAX é tornato in mezzo alle Bollinger Bands. Sullo slancio può guadagnare ancora al massimo 250 punti - a 12800 punti si troverà contro un muro. Crediamo però che si fermerà prima. Cosa significa prima? I 12600 punti si prestano per una reazione dei ribassisti - l'Eurostoxx50 sembra però avere spazio verso l'alto ancora per un +1% e quindi c'é qualcosa che non collima.
Il segnale d'acquisto del MACD, che appare su parecchi grafici, ci infastidisce ma non costituisce un problema di impossibile soluzione visto che la RSI é già sui 50 punti. Guardate cosa é successo un anno fà... Non é detto che a questo segnale debba seguire una sostenibile fase di rialzo se il movimento non parte da una base di ipervenduto. Semplicemente il segnale può sparire tra qualche giorno senza che l'indice faccia ancora sensibili progressi.
Il FTSE MIB (+0.49% a 22033 punti) ha guadagnato altri 108 punti e ha proseguito il rialzo di corto termine. Tecnicamente il movimento non ci entusiasma - manca di volumi, partecipazione e dinamica. I progressi però sono indiscutibili e fino ai 22500 punti non appaiono all'orizzonte ostacoli insuperabili. 500 punti sono però tanti considerando che sull'Eurostoxx50 manca un +1% all'obiettivo e sul DAX sembra mancare ancora meno. In ogni caso per il momento non c'é ragione per opporsi a questo rialzo che potrebbe ancora sorprendere poiché nessuno sembra crederci. Approfittando della pausa estiva e del fatto che in Europa si preferisce non discutere i problemi interni gli indici azionari europei potrebbero continuare a lievitare nella scia dell'America. Determinante é quindi quello che capita a Wall Street - vediamo cosa é successo ieri sera.

Per il terzo giorno consecutivo la borsa americana é salita e l'S&P500 (+0.88% a 2784.17 punti) ha guadagnato circa il +0.85%. Questa regolarità é sorprendente e sospetta ma probabilmente si tratta solo di un caso visto che il resto del mercato non si é mosso in maniera così uniforme. Ieri per esempio é arrivato il tracollo del DJ Utilities (-3.08%) - é bastato un lieve aumento dei tassi d'interesse per scatenare una correzione su questo indice ipercomperato (venerdì la RSI era a 78 punti) ed in eccesso di rialzo. In contrasto c'é stata la logica e relativa reazione del settore bancario (BKX +2.64%).
L'S&P500 ha superato nettamente e con un gap up i 2760 punti e quindi molto probabilmente lo scenario di una testa e spalla ribassista  con massimo ora sui 2760 punti é sbagliato. Il rialzo di corto termine continua sopra il nostro obiettivo primario. Si attiva di conseguenza il nostro obiettivo secondario a 2800 punti - torniamo in fin dei conti a metà giugno quando ci aspettavamo un massimo significativo sui 2800 punti in occasione della scadenza dei derivati di giugno (punto tornante).
L'S&P500 ha aperto a 2772 punti ed é subito salito a 2776 punti. Il successivo ritracciamento ha fatto scendere l'indice solo a 2768 punti lasciando aperto il gap - sapevamo a questo punto che la seduta sarebbe stata decisamente positiva - sul sito avevamo indicato un target a 2780 punti. In effetti alle 18.00 l'S&P500 era già sui questo livello - poi si é limitato ad oscillare per ore tra i 2777 ed i 2783 punti. Sul finale si é impennato ed ha chiuso sul massimo a 2784 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4566 su 2310, NH/NL a 852 su 172 (pochi miglioramenti !) e volume relativo a 0.75 (sono già tutti in vacanza ?). La volatilità VIX é scesa a 12.69 punti (-0.68) e la CBOE Equity put/call ratio era a 0.53 (bassa ma non sotto il livello d'allarme di 0.50). La strada é ora aperta fino ai 2800+ punti - tecnicamente non c'é ulteriore spazio verso l'alto. Il limite superiore delle Bollinger Bands scorre a 2806 punti.
Ieri nessun indice importante ha fatto segnare un nuovo massimo storico. Il Nasdaq100 é salito a 7276 punti (+0.95%). Il massimo storico del 20 giugno é a 7310 punti.
Il cambio EUR/USD sale a 1.1745 - ha toccato ieri un massimo giornaliero a 1.1790 - questo mostra chiaramente la presenza di una resistenza a 1.18. Non ci aspettiamo una rottura al rialzo ma piuttosto una continuazione del consolidamento a 1.15-1.18.

Stamattina i mercati sono ancora in leggero guadagno ma in evidente perdita di velocità. Il Nikkei ha guadagnato il +0.65% mentre Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 é salito stanotte fino a 2798 punti e ora é tornato a 2789 punti (+2 punti). Le borse europee apriranno praticamente invariate malgrado la buona chiusura ieri sera a Wall Street - l'Eurostoxx50 vale ora 3465 punti (+5 punti).
Approfitteremo della pausa odierna per cercare di capire se la previsione di una correzione a partire da metà luglio é ancora valida. Gli indicatori di lungo e medio termine sono toppish e gli oscillatori preannunciano che la borsa americana raggiungerà un massimo tra mercoledì e giovedì - questo non significa però ancora che dopo si scende a picco...

Aggiornamento del 9 luglio

Calcio e un gruppo di ragazzi bloccati in una grotta

Durante il fine settimana ero assente e non ho avuto nessun contatto con i media - non ho letto i giornali - non sono stato in internet. Stamattina presto mi sono informato su quello che era successo negli ultimi due giorni. Ho velocemente capito che non c'é nulla di importante. Le notizie che vengono riportate sulle prime pagine riguardano i mondiali di calcio in Russia e l'odissea di un gruppo di ragazzi in Thailandia rimasti bloccati in una grotta a causa dell'infiltrazione di acqua. Solo in seguito appare la notizia che il segretario di Stato americano Mike Pompeo torna dalla Corea del Nord a mani vuote - I coreani non hanno l'intenzione di denuclearizzare il Paese senza aver ottenuto in anticipo concessioni da parte degli Stati Uniti. Sembra che ancora una volta Donald Trump ha annunciato un successo politico senza aver nulla in mano.
In mancanza di novità le borse continuano la loro corsa. L'Asia é stamattina presto al rialzo (Nikkei +1.21%, Shanghai +2.4%) e di riflesso il future sull'S&P500 sale a 2772 punti (+9 punti). Il cambio EUR/USD lievita a 1.1760. È ancora presto (07.30) per avere delle indicazioni ufficiali sull'apertura in Europa. Ci aspettiamo però un'apertura dell'Eurostoxx50 sui 3460 punti (+0.4%). 
Vediamo cosa ci riserva questa settimana. In agenda non notiamo nessun appuntamento in grado di sconvolgere i mercati. In linea di massima prevediamo che nelle prossime 5 sedute le borse marcino sul posto. L'alternativa é una salita dell'S&P500 (2759 punti) fino ai 2800 punti e dell'Eurostoxx50 fino ai 3500 punti.

Commento del 7-8 luglio

Le borse non scendono e quindi salgono grazie alle coperture - non andranno lontano, forse sono già arrivate

Quando parliamo di settori analizziamo normalmente quello che é sulla bocca di tutti (tecnologia) o quello che é in grado di trascinare i listini (banche, semiconduttori) - guardiamo settori problematici poiché vittime di cambiamenti strutturali (vendite al dettaglio) o molto discussi poiché di interesse comune (petrolio, energia). Oggi però analizziamo qualcosa di normalmente ignorato poiché noioso e solitamente stabile - utilities o società di pubblica utilità. Negli ultimi 30 giorni le utilities sono solo salite. L'indice UTY é passato dai 610.78 punti (minimo dell'11 di giugno) ai 678.24 punti (+0.77%) di questo venerdì senza pause e senza correzioni. Una performance del +11% con quattro successive settimane di consistenti guadagni e quattro robuste candele settimanali bianche sul grafico. Perché ?  Le ragioni possono essere solo due visto che queste società non crescono e le azioni vengono comperati solo per i loro alti e stabili dividendi. Gli investitori, soprattutto istituzionali, prevedono un rallentamento della crescita economica ed un calo dei tassi d'interesse. Anche il buon rapporto sul mercato del lavoro americano a giugno, pubblicato venerdì alle 14.30, non ha fatto cambiare rotta alle utilities. È quindi probabile che il rally dell'S&P500 (+0.85% a 2759.82 punti) sia solo effimero e sia stato provocato da aspetti tecnici. Il sospetto si irrobustisce quando notiamo che ancora una volta i volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.6) sono stati nettamente sotto la media di lungo periodo. La festa infrasettimanale dell'Indipendenza (mercoledì) ha tenuto lontano dalla borsa molti investitori per quasi tutta la settimana. Sono rimasti traders e speculatori. Molti si aspettavano che i dazi doganali introdotti da Stati Uniti e Cina venerdì nell'ambito della guerra commerciale tra i due Paesi indebolissero la borsa. Questi traders erano short e venerdì sono stati obbligati a coprire quando l'S&P500 ha passato senza sforzo la resistenza intermedia a 2742 punti. L'S&P500 é salito fino a 2764 punti di massimo e ha chiuso sul nostro obiettivo per questa fase di rimbalzo tecnico e distribuzione a 2760 punti.
È possibile che il rialzo di corto termine si fermi qui - questo perché l'obiettivo é stato raggiunto e la formazione a testa e spalle ribassista si sta completando come da manuale. Ora ci vorrebbero una settimana di pausa sotto i 2760 punti e dopo la metà di luglio una rottura sotto i 2700 punti per confermare e completare questa struttura grafica e attivare l'obiettivo a 2600 punti.
Torniamo brevemente ai settori - gli interessati possono osservare i grafici di banche e semiconduttori - senza andare nei dettagli notiamo un deterioramento tecnico e debolezza relativa - le banche sembrano pronte per una rottura al ribasso - i semiconduttori sottoperformano da mesi la tecnologia (Nasdaq100 +1.49% a 7207 punti) e sono senza direzione. Questi due settori sono normalmente dei leaders e mostrano in quale direzione si muove l'economia - il minimo che si possa dire é che non riflettono una crescita economica robusta.
Venerdì la seduta a Wall Street é stata decisamente positiva. C'é stata un'accelerazione al rialzo con un sensibile miglioramento degli indicatori di momentum. Che i 2760 punti di S&P500 possano rappresentare un massimo intermedio é quindi un'ipotesi azzardata ancora senza nessuna conferma. Indicatori come il MACD forniscono segnali d'acquisto - lo scenario più probabile nell'immediato é di conseguenza una continuazione del rialzo. Il potenziale di rialzo é però modesto - le borse, in America ed in Europa, non andranno lontano visto che lo scetticismo delle ultime due settimane di giugno ha già lasciato il posto all'ottimismo.
Restiamo dell'opinione che da metà luglio e da livelli vicini a quelli attuali le borse devono iniziare una correzione o un ribasso.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.50% a 3448 punti
DAX                         +1.55% a 12496 punti
SMI                          +1.02% a 8697 punti
FTSE MIB                  +1.38% a 21925 punti
S&P500                    +1.52% a 2759.82 punti
Nasdaq100               +2.36% a 7207 punti

La settimana appena trascorsa doveva essere nelle nostre previsioni "leggermente positiva". è andata meglio di quanto avevamo preventivato ma alla fine i guadagni sono rimasti nei parametri fissati. Nelle prime due settimane di luglio le borse europee dovevano guadagnare circa un +2% - l'S&P500 doveva salire a 2760 punti - in questa settimana si é già fatto parecchia strada ma questo non é un problema se settimana prossima le borse si fermano. L'unica sorpresa, secondo noi, é stato il balzo degli indici americani nella seduta di venerdì.
L'Europa venerdì é rimasta stranamente passiva. Forse perché aveva già fatto troppo giovedì. O forse perché venerdì lo slancio é stato frenato dalla rivalutazione dell'EUR (EUR/USD a 1.1745 +0.47%). Su questa giornata c'é poco da dire. Le borse europee hanno aperto e chiuso sullo stesso livello, si sono mosse nel range della seduta di giovedì e hanno terminato la giornata con deboli e insignificanti guadagni. Quella di venerdì é stata la migliore chiusura settimanale ma i massimi di giovedì non sono stati migliorati. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3448 punti (+0.22%) - é vicino al nostro obiettivo indicativo a 3463 punti. Alle 22.00 l'indice valeva 3451 punti. Il rally a Wall Street non ha trascinato al rialzo i futures europei.
Annotiamo che i nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica validi per le operazioni a medio termine rimangono short - non é una sorpresa visto che una settimana fà avevamo informato che ci voleva un rialzo di circa il +3% per farli girare.

La seduta a New York é andata veramente bene - é stato il risultato di dati sul mercato del lavoro nel complesso positivi e di uno short covering intensificato dai bassi volumi di titoli trattati. L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 2734 punti. Dall'apertura é costantemente salito fino ai 2761 che sono stati raggiunti verso le 17.45. Poi per ore l'indice é rimasto immobile sui 2760 punti. Sul finale si é impennato a 2764 punti, é ricaduto a 2756 punti e si é fermato a 2759.82 punti (+0.85%). Ancora una volta il Nasdaq100 ha sbalordito tutti (+1.49% a 7207 punti) - non manca molto al massimo storico a 7310 punti del 20 giugno - un nuovo massimo storico settimana prossima invaliderebbe la tesi della forte correzione a partire da metà luglio.
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5150 su 1669 e NH/NL a 807 su 212. La volatilità VIX é crollata a 13.37 punti (-1.60) mentre la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.57. Ritorno l'ottimismo - non é ancora l'euforia.
La tendenza di fondo della borsa americana é debolmente rialzista con il 57.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 58.96.
Settimana prossima le borse idealmente dovrebbero marciare sul posto. Le premesse tecniche sono però per una limitata continuazione del rialzo. Le Bollinger Bands sull'S&P500 scorrono a 2694 - 2806 punti. Se l'S&P500 non si ferma a 2760 punti dovrebbe al massimo salire a 2800 punti.
Ci prepariamo ad aprire posizioni short a medio termine - il potenziale di rialzo sembra quasi esaurito mentre i rischi di ribasso sono concreti e sostanziali. Le borse potrebbero non combinare nulla ancora per settimane (l'Eurostoxx50 e l'S&P500 sono semplicemente sui livelli di febbraio e oscillano in laterale) ma un certo deterioramento delle prospettive economiche e degli indicatori di medio termine ci spingono a scommettere al ribasso. Normalmente i mesi estivi sono difficili per le borse e spesso in autunno c'é una caduta.


Commento del 6 luglio

Borse europee un pò meglio del previsto - la seduta positiva a Wall Street segue la road map

La seduta delle borse europee di giovedì ha ricalcato quella di martedì. La mattina gli indici azionari sono saliti grazie ad alcune buone notizie. Le premesse tecniche erano favorevoli visto che le borse sono in un rimbalzo tecnico all'interno di un periodo di distribuzione. Gli indici azionari hanno raggiunto il massimo giornaliero verso le 14.00 e poi sono gentilmente scivolati verso il basso. A fine giornata sono rimasti dei solidi guadagni e le candele sui grafici sono bianche e consistenti - è stata quindi una buona giornata per i mercati finanziari europei che si sono risollevati scacciando le preoccupazioni riguardanti la guerra commerciale e l'instabilità del governo tedesco di Angela Merkel. In Germania sembra che i partiti della coalizione abbiano trovato un accordo sulla politica d'immigrazione. Per il momento l'amministrazione americana ha rinunciato a imporre dazi punitivi sulle importazioni di automobili - il DAX é decollato (+1.19% a 12464 punti) trascinato ovviamente dal settore auto (Volkswagen +4.05%, Daimler +3.76%, BMW +3.71%). Il problema di questi movimenti é che sono emotivi ed effimeri - basta un tweet di Donald Trump per ribaltare la situazione. Dubbi a parte ieri é stata una buona giornata per l'Europa che oltre alle auto ha ritrovato il settore bancario (SX7E +1.49% a 113.00) malgrado che dal fronte dei tassi d'interesse non vengono stimoli. Questa combinazione suggerisce che il balzo é stato soprattutto provocato dagli speculatori e dai traders e che quindi il rialzo non é sostenibile - godiamoci però il momento che ci permetterà di aprire settimana prossima posizioni short a livelli superiori di quelli preventivati.
L'Eurostoxx50 é salito a 3440 punti (+0.84%) dopo aver toccato un massimo giornaliero a 3459 punti verso le 14.00. Il FTSE MIB si é piazzato tra DAX e Eurostoxx50 con un +1.05% a 21914 punti. Ripetiamo che al momento é impossibile fissare degli obiettivi per questa breve spinta di rialzo visto che non abbiamo in Europa validi punti di riferimento e la forza della spinta dipende da fattori difficilmente misurabili ed emotivi. Avevamo detto che questa settimana sarebbe stata positiva - il resto é imponderabile.
A corto termine gli indici azionari europei possono salire più in alto. Venerdì scorso l'Eurostoxx50 aveva terminato la settimana a 3395 punti - avevamo stimato che il potenziale di rialzo fino a metà luglio era di circa il +2% - significa 3463 punti - manca ancora qualcosa ma non molto.

A Wall Street la seduta dopo la pausa dettata dalla festa dell'indipendenza é stata positiva. I volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.6) sono però bassi - molti operatori sono ancora assenti. L'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero a 2736.61 punti (+0.86%) - é però rimasto sotto la prima resistenza a 2742 punti. La chiusura sul massimo costituisce una buona premessa per una continuazione verso l'alto anche perché sono sempre tecnologia (Nasdaq100 +1.23% a 7101 punti) e PMI (Russell2000 +1.15%) a trascinare i listini.
L'S&P500 ha aperto al rialzo a 2729 punti. Fino alle 17.00 é sceso a 2716 punti e ha chiuso il gap d'apertura. Poi per le 18.00 é risalito a 2733 punti dove é rimasto per ore. Dopo un breve cedimento a 2724 punti e salito fino alla chiusura a 2736.61 punti (+0.86%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4929 su 1903 e NH/NL a 552 su 282. La volatilità VIX é scesa a 14.97 punti (-1.17) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.60 (neutra).
Il movimento di contenuto rialzo continua verso gli obiettivi a 2742-2760 punti di S&P500 secondo le previsioni. Gli indicatori si sviluppano in maniera armonica e non notiamo particolari divergenze.

La settimana dovrebbe terminare con un altra seduta di modesti rialzi. Le borse asiatiche stanno aprendo la pista - il Nikkei ha guadagnato il +1.18%, Shanghai sta salendo del +0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2743 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3455 punti (+15 punti). Crediamo che oggi le borse europee si fermeranno sui livelli d'apertura. Potrebbero anche fare marcia indietro visto che oggi America e Cina introducono nuovi dazi sulle importazioni. Le misure sono conosciute da giorni ma la cacofonia dei media potrebbe spaventare gli investitori retail e suggerire prudenza. Al termine di questa settimana finora positiva potrebbero esserci delle prese di beneficio.

Commento del 5 luglio

Con l'America ferma in occasione della festa dell'indipendenza le borse europee non combinano nulla

Con la borsa americana chiusa in occasione della festa dell'indipendenza ieri le borse europee hanno marciato sul posto. Gli indici si sono mossi poco ed hanno chiuso misti, al centro del range giornaliero e senza sostanziali variazioni. Sui grafico appaiono dei piccoli doji a segnalare equilibrio ed incertezza - o forse in mancanza di stimoli particolari gli investitori europei non avevno semplicemente la voglia e la motivazione per fare qualcosa. La seduta é stata noiosa e contrassegnata da bassi volumi di titoli trattati.
L'Eurostoxx50 (+0.17% a 3412 punti) si é mosso in soli 17 punti e la chiusura con un guadagno di 6 punti sembra casuale. L'Eurostoxx50 si é mosso nel range del giorno precedente. Tecnicamente non c'é nulla di nuovo da segnalare - il superamento dei 3400 punti non é importante ed era stato preventivato. Il guadagno dell'indice é stato causato dal buon comportamento del settore finanziario - l'indice delle banche SX7E ha casualmente sovraperformato e ha guadagnato il +0.65% a 111.34 punti.
Senza gli investitori d'oltre oceano anche il DAX (-0.26% a 12317 punti) non ha combinato nulla. Ha aperto e chiuso sullo stesso livello, si é mosso in soli 66 punti e si é fermato al centro del range giornaliero con una insignificante perdita di 31 punti. Il piccolo doji sul grafico e i bassi volumi segnalano stabilità - o indifferenza.
Martedì (+1.57%) il FTSE MIB (-0.36% a 21686 punti) aveva forse esagerato. Ieri ha approfittato del giorno di festa in America per ritracciare e allinearsi con le altre borse europee. È stata una seduta tranquilla e con scarsi volumi - é sempre così quando gli americani sono in vacanza - gli europei non prendono iniziative. La perdita di 77 punti é di per sé insignificante. È però un'altra conferma che la spinta di rialzo in questo rimbalzo dal supporto sui 21250 punti é modesta. Questa calma sulla borsa italiana é sorprendente. Per il momento in Europa si parla molto di profughi e migranti e poco di finanze e debito pubblico. Presto o tardi i nodi verranno al pettine e la pretesa del nuovo governo italiano di stimolare la crescita economica attraverso un aumento della spesa pubblica solleverà nell'UE un vespaio. Non tanto perché l'Italia non é in grado di sopportare il peso del debito ma piuttosto per il fatto che implicitamente il debito viene garantito dagli altri Paesi dell'UE attraverso il meccanismo del target2. A fine anno la BCE terminerà il QE e i titoli di Stato non potranno più essere manipolati e dovranno sottostare alle leggi del mercato della domanda e dell'offerta. Le banche italiane non possono comperare all'infinito e lo spread é destinato a salire. Prevediamo un autunno turbolento - forse però la discussione potrebbe già partire in estate coinvolgendo in prima istanza le azioni delle banche italiane. Teniamo d'occhio i dati congiunturali italiani - un rallentamento della crescita economica potrebbe essere l'elemento scatenante della crisi.
Al termine di una seduta priva di spunti l'SMI (+0.44% a 8663 punti) ha guadagnato altri 38 punti. La borsa svizzera si é comportata meglio del resto dell'Europa grazie alla buona performance dei titoli farmaceutici (Novartis +2.03%, Roche +0.92%). Strutturalmente é stata una seduta negativa con A/D a 8 su 12. Sul grafico si moltiplicano le candele bianche - é possibile che sullo slancio l'SMI superi i 8700 punti.
In generale non osiamo fissare obiettivi per questo rimbalzo che in America, e di conseguenza anche in Europa, dovrebbe terminare solo settimana prossima. Gli indici potrebbero salirte ancora un paio di punti in percentuale o fermarsi qui - ci sono troppe possibili varianti (resistenze, ritracciamenti secondo Fibonacci. MM che servono come punto di riferimento) - non c'é una soluzione che possa offrire maggiori probabilità di successo.

Ricordiamo che ieri la borsa americana é rimasta chiusa in occasione delle festa nazionale dell'indipendenza.

Stamattina i mercati finanziari sono tranquilli. Le borse asaitiche sono in moderato calo - Il Nikkei scende del -0.78% - Shanghai segue con un -0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2717 punti (+4 punti) - come ieri mattina. L'Eurostoxx50 vale ora 3412 punti - le borse europee apriranno invariate. Anche oggi le borse europee e quella americana sembrano voler marciare sul posto.

Commento del 4 luglio

Rialzisti e ribassisti si passano velocemente il testimone - per saldo non si va lontano

Il buon comportamento della borsa americana e la notizia che la coalizione di governo in Germania é salva ha provocato ieri in Europa una seduta di rialzo. Tecnicamente questa é la logica reazione al fatto che gli indici azionari non riuscivano a scendere più in basso e avevano a corto termine trovato un solido supporto.
L'Eurostoxx50 (+1.01% a 3406 punti) non riusciva a scendere sotto i 3350 punti e doveva quindi risalire e continuare a distribuire. L'Eurostoxx50 é rimbalzato ma non ci sono motivi per entusiasmarsi. L'indice ha aperto a 3382 punti ed é salito sul massimo 3420 punti verso le 14.00. Poi fino alla chiusura é scivolato verso il basso senza reazioni o accelerazioni. Ha terminato la giornata a 3406 punti con un guadagno di 32 punti - probabilmente nelle prossime sedute può ancora guadagnare una ventina di punti. Questa però é solo una stima poiché molto dipende dagli Stati Uniti, dai cambi e dalle notizie del momento. Sappiamo unicamente che l'indice deve distribuire fino a metà mese e poi cadere. Preferiamo non indicare un obiettivo del rimbalzo poiché esistono troppe varianti. Questo vale in generale per le borse europee.
La buona chiusura ieri sera a Wall Street ha permesso al DAX (+0.91% a 12349 punti) di aprire con un balzo di quasi 100 punti. Poi é arrivata la notizia che CDU e CSU hanno trovato un accordo sulla politica d'immigrazione e il ministro degli Interni Seehofer rimane al suo posto. Questo ha dato un'ulteriore spinta al mercato e il DAX é salito nel primo pomeriggio fino ai 12428 punti. A questo punto i compratori si sono ritirati e il DAX é scivolato gentilmente verso il basso fino alla chiusura a 12349 punti. Gli indicatori stanno ruotando e mostrano che l'indice a corto termine potrebbe salire più in alto. Siamo però molto scettici sulla base del comportamento del mercato e della situazione tecnica della borsa americana. Lunedì abbiamo indicato che il DAX poteva risalire a 12400 punti e riteniamo che questa stima sia corretta. Queste oscillazioni sono dettate dalle emozioni ma mancano di partecipazione - sono operazioni di trading di breve durata. Non possiamo escludere che il rimbalzo faccia salire il DAX nei prossimi giorni verso i 12600 punti. Riteniamo però che il DAX e in generale gli indici azionari europei stiano rimbalzando all'interno di un periodo di distribuzione - adesso saliranno poco - dopo scenderanno tanto.
Anche il FTSE MIB (+1.57% a 21764 punti) ha avuto una seduta decisamente positiva. Lunedì non abbiamo dato molto peso alla caduta e ora non pensiamo che questo rialzo abbia molto potenziale malgrado che a corto termine la situazione tecnica si stia sviluppando in maniera positiva. Il FTSE MIB non poteva scendere e quindi ora sta salendo - contemporaneamente la base sui 21250 punti da l'impressione che ora l'indice sia assicurato verso il basso. Non bisogna però farsi illusioni. Il comportamento del mercato suggerisce che ci troviamo in una fase di distribuzione - a corto termine c'é spazio verso l'alto ma questo é modesto - difficile quantificarlo - 22250-22500 punti? Il prossimo movimento significativo dovrebbe però essere al ribasso. 
Riassumendo le borse europee hanno avuto una seduta positiva ma non ci sono ragioni per entusiasmarsi. Si tratta più che altro di un rimbalzo tecnico dovuto al fatto che a corto termine gli indici hanno trovato un solido supporto. Non potendo per ora scendere più in basso é logico che risalgano. Il movimento é più o meno intenso a seconda delle notizie del momento. Ieri la ritrovata stabilità del governo in Germania ha stimolato i compratori ma oggi o domani il vento potrebbe già cambiare. I dati sul sentiment, che cambiano molto rapidamente e radicalmente, mostrano una veloce alternanza tra rialzisti e ribassiti - molto é però pura speculazione o reazioni emozionali - questo non crea tendenza e non porta i mercati lontano. Le borse stanno distribuendo prima di un'altra spinta di ribasso che idealmente deve partire a metà luglio.

Ieri Wall Street si é preparata all'odierna festa dell'indipendenza con delle evidenti prese di beneficio. È stata una seduta anomala con bassi volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.5) - la borsa ha chiuso anticipatamente alle 19.00. Non bisogna dare troppo peso all'esito negativo ma si può ugualmente trarre alcune conclusioni.
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2736 punti e chiuso sul minimo a 2713.22 punti (-0.49%). Come ci aspettavamo dopo la buona apertura ci sono state delle prese di beneficio. Le vendite sono però state superiori alle nostre attese. Specialmente sul Nasdaq100 (-1.17% a 7014 punti) c'é stata una fuga degli investitori retail. Tesla (-7.23%) ha subito un tracollo. La seduta al NYSE é stata però decisamente positiva (A/D a 3990 su 2727) grazie alla tenuta del Russell2000 (+0.32%). Sembra che gli investitori istituzionali sono rimasti fedeli al mercato mentre i piccoli scappavano prima delle vacanze. NH/NL a 439 su 223, VIX a 16.14 punti (+0.54) e CBOE Equity put/call ratio a 0.67 completano i soliti dati che non ci dicono nulla di particolare. L'S&P500 resta attaccato alla MM a 50 giorni (2719 punti) ormai piatta. Oggi la borsa americana é chiusa - di conseguenza il mondo finanziario oggi si ferma sui livelli raggiunti ieri sera alle 22.00 (Eurostoxx50 a 3398 punti).

Stamattina regna la calma. Le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei ha perso il -0.34% - Shanghai scende del -0.7%. Il future sull'S&P500 risale a 2719 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3399 punti. Prevediamo una seduta tranquilla che si dovrebbe concludere senza sostanziali variazioni.

Commento del 3 luglio

Borse europee disturbate da avvenimenti politici - in America la fase di distribuzione prosegue secondo previsioni

Ieri le borse europee, impressionate dalla debole chiusura a Wall Street di venerdì e dalle dispute all'interno della coalizione di governo in Germania, hanno aperto in forte calo e fino alle 09.30 sono scese. Dopo questa iniziale ondata di vendite gli indici azionari hanno però nettamente recuperato. Alla sera sono rimaste delle vistose perdite - nessun indice ha però fatto segnare un nuovo minimo di periodo e in linea di massima gli indici si sono mossi nel range della settimana precedente. Sui grafici sono apparsi dei doji che significano equilibrio ed incertezza. Nell'immediato sembra che le borse europee non vogliano scendere più in basso. La logica conseguenza é che devono risalire e continuare a distribuire.  
L'Eurostoxx50 é sceso fino ad un minimo a 3345 punti, é risalito su un massimo a 3386 punti e ha chiuso a 3372 punti (-0.69%). Nessuno dovrebbe essere sorpreso dalla perdita di 23 punti. Ormai da giorni l'Eurostoxx50 si muove tra i 3350 (3360) ed i 3400 punti e ieri sera l'indice si é fermato ancora in questo range, sul livello d'apertura e lontano dal minimo giornaliero. Pensiamo che questa fase di distribuzione possa durare ancora una decina di sedute ma bisogna restare flessibili. Dopo parecchi tentativi andati a vuoto di bucare il supporto sui 3350 punti i rialzisti dovrebbero momentaneamente ritirarsi e lasciare lo spazio ad un rimbalzo più consistente. D'altra parte se inaspettatamente l'S&P500 buca i 2700 punti con anticipo é probabile che l'Eurostoxx50 ricomincia a scendere prima del dovuto. Il comportamento del DAX (-0.55% a 12238 punti) é stato costruttivo malgrado la perdita di 67 punti. A dispetto delle turbolenze sul fronte politico il DAX é riuscito a recuperare dal minimo a 12132 punti e a chiudere 100 punti più in alto e sopra il livello d'apertura. Nonostante le cattive notizie ci sono dei compratori sui 12150 punti - da questo livello dovrebbe svilupparsi un rimbalzo tecnico di parecchi giorni. Non dovrebbe far risalire il DAX di molto (12400 punti?) ma dare il tempo ai difensori di tirare il fiato. La discesa é avvenuto con volumi in calo e con una divergenza positiva sulla RSI. Restiamo di conseguenza dell'opinione che la performance settimanale del DAX e delle borse europee in generale sarà (leggermente) positiva.
Il FTSE MIB (-0.92% a 21427 punti) ha perso 199 punti ma poteva andare molto peggio. La mattina poco dopo l'apertura il FTSE MIB é sceso fino a 21168 punti di minimo e poi ha recuperato. L'impressione é che l'indice non vuole scendere e sta facendo base sui 21250 punti. Non dovrebbe iniziare una fase di rialzo ma distribuire una decina di sedute sui livelli attuali. La nostra previsione non cambia e finora le sedute che si susseguono non ci indicano nulla di diverso. In fondo ieri il FTSE MIB ha solo perso quello che aveva guadagnato venerdì. L'indice ha aperto e chiuso sullo stesso livello - una situazione di patta.
L'SMI (-0.92% a 8529 punti) ha perso circa la metà del guadagno di venerdì. Tecnicamente questa non é una sorpresa. L'SMI ha semplicemente chiuso il gap di venerdì e con un doji conferma la voglia di stabilità sui livelli attuali. La distribuzione continua secondo i piani.

L'S&P500 doveva difendere il supporto a 2700 punti ed eventualmente continuare il rimbalzo iniziato giovedì scorso. Ieri però le premesse per la giornata erano negative e noi ci eravamo limitati ad auspicare una seduta in pari come variante massima. L'S&P500 ha fatto molto meglio (+0.31% a 2726.71 punti) confermando con una buona prestazione il nostro scenario costruttivo almeno per quel che riguarda la prossima decina di sedute.
L'S&P500 ha aperto a 2699 punti ed é subito salito - dopo aver ulteriormente testato con successo il supporto a 2700 punti sapevamo che la seduta non ci avrebbe riservato sorprese negative - la questione era solamente di quanto sarebbe risalito l'indice. C'é stata una serie di massimi e minimi ascendenti. L'S&P500 ad ondate regolari é salito a 2716 punti, é sceso a 2704 punti, é salito a 2720 punti, é sceso a 2713 punti ed é infine salito a 2726 punti. Ha chiuso sul massimo con un guadagno di 8 punti. Come spesso succede in questo caso il rialzo é stato trascinato dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.81% a 7097 punti) e in particolare dagli AGMAF, tutti con un guadagno superiore a quello dell'indice. La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3436 su 3467, NH/NL a 243 su 914 e volume relativo a 0.7 (la pausa infrasettimanale si fà già sentire!). La volatilità VIX é scesa a 15.60 punti (-0.49) mentre la CBOE Equity put/call ratio a 0.58 é tornata sotto la media di lungo periodo.
L'S&P500 si é mosso secondo le previsioni - fino a metà mese l'S&P500 deve lievitare fino ai 2742-2760 punti prima di ricominciare a correggere.

Stamattina le borse asiatiche sono tranquille e poco mosse. Il Nikkei sale del +0.12% - Shanghai é in calo del -0.13%. Il future sull'S&P500 é a 2730 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3391 punti (+19 punti) - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.6% e pensiamo di ritrovarle stasera su questo livello. Domani la borsa americana é chiusa in occasione della festa dell'indipendenza e probabilmente oggi l'S&P500 e colleghi marceranno sul posto con bassi volumi.

Aggiornamento del 2 luglio

Seehofer (CSU) da le dimissioni dal governo e fa cadere la coalizione - o forse no - debole inizio di settimana

In Germania proseguono le discussioni sulla politica d'immigrazione. Il ministro degli interni Seehofer (CSU), scontento dei risultati conseguiti da Angela Merkel (CDU) nella riunione dei capi di Stato europei di settimana scorsa, annuncia le dimissioni. Poi ci ripensa e rinvia la decisione di tre giorni. La grande coalizione di governo tra CDU, CSU e SPD traballa ed esiste la possibilità che Angela Merkel perda la maggioranza in parlamento e che in Germania si vada ad elezioni anticipate. Stamattina l'EUR é in calo (EUR/USD a 1.1650) e il future sull'S&P500 scende a 2710 punti (-11 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3358 punti (-37 punti). Le borsa europee apriranno deboli - le perdite in apertura supereranno l'1%. In teoria la fase di distribuzione doveva durare ancora una decina di sedute. È però evidente che una serie di notizie negative potrebbe far crollare le borse anticipatamente.
Stamattina le borse asiatiche sono in forte ribasso - il Nikkei ha perso il -2.29% - Shanghai é in calo del -2%. Vedremo nel pomeriggio quale sarà la risposta di Wall Street.
Vi ricordiamo che mercoledì 4 luglio in America si festeggia la festa dell'indipendenza - la borsa é chiusa.

Commento del 30 giugno - 1. luglio

Quanto durerà la fase di distribuzione dell'S&P500 sopra i 2700 punti - STS per ancora una decina di sedute ?

Settimana scorsa le borse dovevano scendere fino a metà settimana e poi risalire per l'effetto del window dressing di fine mese. L'S&P500 dai 2754 punti di venerdì 22 giugno doveva idealmente scendere fino ai 2742 punti e poi risalire fino al massimo i 2800 punti. La seduta di lunedì é stata però non solo negativa ma pessima - l'S&P500 é caduto fino a 2698 punti di minimo e a questo punto sapevamo che rilevante sarebbe stato il supporto a 2700 punti. Questo supporto é stata più volte testato durante la settimana. L'S&P500 é sceso giovedì fino ai 2692 punti ma é poi nuovamente risalito sopra il supporto e ha ufficialmente iniziato un rimbalzo tecnico. Rispetto al nostro scenario di una settimana fà l'S&P500 é sceso quindi più in basso e ha iniziato a rimbalzare in ritardo con il risultato che molto probabilmente la chiusura semestrale di venerdì (+0.08% a 2718.37 punti) non sarà un massimo intermedio. La definitiva rottura del supporto a 2700 punti e la continuazione della correzione é rimandata. Di quanto ? Possiamo solo fare delle ipotesi basandoci sul grafico e sugli oscillatori. Sul grafio si profila una interessante testa e spalle (STS) ribassista con obiettivo teorico a 2610 punti in caso di rottura della linea di collo (neckline) che scorre sui 2700 punti. Questa formazione grafica sarebbe teoricamente completa tra una decina di sedute vale a dire a metà luglio. Gli oscillatori topperanno probabilmente alcuni giorni prima. Riassumendo la variante più probabile diventa una distribuzione di una decina di sedute con una risalita dell'S&P500 fino ai 2742 punti. Poi la correzione deve riprendere con obiettivo minimo in vicinanza della MM a 200 giorni (2669 punti) e ideale sui 2600 punti. Poiché l'obiettivo della correzione per il Nasdaq100 (+0.13% a 7040 punti) é a 6600 punti, la variante 2600 punti per l'S&P500 é la soluzione più congruente.
Per quel che riguarda la politica d'investimento non cambia nulla - la correzione continuerà - ha solo un ritardo e partirà ufficialmente da livelli inferiori a quelli previsti. Gli obiettivi però non cambiano.
Per le borse europee la situazione é più complessa ma solo per quel che riguarda gli obiettivi a medio termine. Si stanno mischiando emozioni, politica e cambi a complicare il calcolo - é però evidente che la tendenza a medio termine sarà al ribasso.
La guerra commerciale scatenata dagli Stati Uniti fà oscillare ampiamente gli indici sul corto termine nelle due direzioni mentre a medio termine l'influsso é moderatamente negativo - solo la borsa cinese é in un bear market. Settimana scorsa la discussione in Europa sul problema profughi /migranti ha fatto oscillare le borse dei Paesi protagonisti sulla base dei risultati ottenuti nel vertice dell'UE. La borsa italiana ha retto bene mentre quella tedesca ha subito le conseguenze delle difficoltà incontrate da Angela Merkel sia con i partners europei che sul fronte interno.
Restiamo però dell'opinione che le borse europee avranno tendenza a sottoperformare quella americana. Se i maggiori indici azionari americani correggeranno un -4%/-6% é probabile che la caduta dell'Eurostoxx50 e colleghi sarà almeno di un -6%. Ora basta fare un paio di calcoli - vedrete che tutti gli indici azionari del nostro paniere sono destinati a scendere su un nuovo minimo annuale - d'altronde questo é già successo alcuni giorni fà sull'SMI svizzero mentre il FTSE MIB ha sfiorato questo record negativo mercoledì. Gli obiettivi grafici indicati nel commento del 26 giugno dovranno probabilmente essere rivisti al ribasso.
 
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.17% a 3395 punti
DAX                         -2.18% a 12306 punti
SMI                          -0.08% a 8609 punti
FTSE MIB                  -1.20% a 21626 punti
S&P500                    -1.33% a 2718.37 punti
Nasdaq100               -2.18% a 7040 punti

Venerdì le borse europee sono rimbalzate con entusiasmo interpretando positivamente l'esito della riunione dei capi di Stato dell'UE di giovedì. Gli indici hanno però chiuso poco sotto i livelli d'apertura e nella parte inferiore del range giornaliero. Questo significa che dopo il balzo iniziale i rialzisti non hanno combinato nulla. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3395 punti (+0.89%) ed é rimasto nel range 3360-3400 punti che abbiamo indicato nelle nostre analisi per questa fase di distribuzione. Alle 22.00 l'indice valeva 3384 punti - i rialzisti non devono quindi farsi delle grandi illusioni. È solo un rimbalzo senza potenziale.
Il DAX é risalito a 12306 punti (+1.06%) mentre il FTSE MIB é andato a 21626 punti (+0.89%) - non sappiamo esattamente fino a quale livello possono risalire questi indici nella prossima decina di sedute. Basta un'osservazione di Trump su possibile dazi da imporre al settore auto o l'inizio di una discussione sul debito pubblico italiano per provocare deviazioni di 1%/2%. In linea di massima però pensiamo che ci sia solo un 2% di spazio verso l'alto. Questa tregua dovrebbe durare la massimo fino a metà luglio - potrebbe però esserci un crollo prima.
I nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica restano saldamente short. Ci vorrebbe un rally di circa un +3% per farli girare - ci sembra inverosimile.
L'SMI svizzero venerdì ha fatto  un balzo del +1.74% a 8609 punti dopo aver toccato mercoledì un nuovo minimo annuale a 8372 punti. La reazione é stata provocata da un rally del +3.95% del colosso farmaceutico Novartis - la società ha annunciato la separazione della divisione oftalmologia Alcon e gli investitori hanno accolto la notizia con entusiasmo. L'SMI in seguito non dovrebbe però comportarsi diversamente dalle altre borse europee. Può risalire fino ai 8750 punti circa prima di dover riprendere il ribasso.

La seduta a Wall Street ha deluso le aspettative dei rialzisti - noi compresi. Speravamo in un risultato migliore in questa ultima giornata della settimana che doveva rappresentare la seconda seduta di rimbalzo e la chiusura semestrale con un'intonazione positiva. Il guadagno di 2 punti dell'S&P500 (+0.18% a 2718.37 punti) é striminzito e l'indice ha chiuso sul minimo giornaliero con un tonfo di 20 punti nell'ultima ora di contrattazioni. Se però l'indice deve distribuire ancora una decina di sedute tra i 2700 ed i 2742 punti é meglio che non si sia mosso troppo venerdì. Questi 42 punti sembrano troppo pochi ma vedremo cammin facendo se bisogna cambiare qualcosa specialmente verso l'alto visto lo sviluppo delle medie mobili (sono ora più in alto) rispetto alla precedente spalla di maggio.
L'S&P500 ha aperto a 2730 punti, é salito e fino alle 17.00-17.30 si é fermato sui 2743 punti. Poi l'indice é scivolato verso il basso ma senza strappi e in un ambiente molto tranquillo - alle 21.00 l'S&P500 era sui 2738 punti. Poi é caduto di 20 punti e ha chiuso sul minimo a 2718 punti. Il Nasdaq100 (+0.13%) si é comportato alla stessa maniera - seduta di poco positiva e supporto a 7000 punti tenuto a distanza.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4041 su 2802, NH/NL a 333 su 517 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 16.09 punti (-0.76) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.69 - nulla di nuovo da segnalare.
La tendenza di fondo della borsa americana é ora neutra con il 48.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 57.77. Questo sviluppo corrisponde a quell di un mercato che sta entrando in una correzione ma che non sembra rischiare un ribasso. A livello di cambi (EUR/USD a 1.1685) c'é un pò di volatilità ma il range 1.15-1.18 viene mantenuto. I tassi d'interesse sono stabili. Rispetto a settimana scorsa segnaliamo l'impennata del prezzo del petrolio che é passato dai 68.50 USD/barile (WTI) ai 74.14 USD/barile. In una decina di giorni il prezzo é salito di una decina di USD e si trova oggi sul massimo annuale ma questo rialzo non viene ancora commentato e tematizzato - finora ha solo aiutato il settore energia ma non ha influito (negativamente) sulla borsa in generale o sui tassi d'interesse (pericolo d'inflazione).
Mercoledì 4 luglio in America si festeggia la festa dell'indipendenza - la borsa é chiusa. Questa pausa infrasettimanale frenerà l'attività degli speculatori e limiterà i volumi. Non dovrebbe però influenzare in maniera determinante lo sviluppo di una settimana che si preannuncia leggermente positiva.

Commento del 29 giugno

In Europa seduta debole ma in trading range - l'America rimbalza e potrebbe ritardare la prossima fase di ribasso

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa (Eurostoxx50 -0.93% a 3365 punti) che ha cancellato i progressi fatti mercoledì. In linea di massima però gli indici azionari si sono mossi nel range del giorno precedente senza far segnare dei nuovi minimi di periodo. Questa seduta in trading range mantiene valido lo scenario di una pausa e di un limitato rimbalzo prima della continuazione della correzione. La reazione dai supporti ed il rimbalzo tecnico sembrano prendere più tempo del previsto - gli oscillatori sugli indici americani mostrano che un minimo intermedio si é appena verificato - é quindi probabile che il rimbalzo e il periodo di distribuzione si estendano alle prime sedute del mese di luglio. Una caduta definitiva dell'S&P500 (+0.62% a 2716.31 punti) sotto il supporto a 2700 punti non é imminente.
Ieri le borse europee sono salite fin verso le 10.00 - poi sono riapparsi i venditori che hanno dominato fino nel tardo pomeriggio. Dopo le 16.30 c'é stato un recupero ma era troppo tardi. Non ci aspettavamo questa perdita ma in fondo Eurostoxx50 (-0.93% a 3365 punti) e colleghi non hanno fatto nulla di particolare. L'Eurostoxx50 si é mosso nel range del giorno precedente e ha chiuso con una perdita di 32 punti ma ancora tra quei 3360-3400 punti che doveva mantenere in questa fase di pausa e di distribuzione. L'indice delle banche SX7E (+0.13% a 109.55 punti) ha mostrato finalmente una reazione da ipervenduto e dovrebbe permettere al mercato di restare ancora qualche giorno sul livello attuale prima che la correzione possa continuare.
Anche il FTSE MIB (-0.58% a 21432 punti) ha avuto una seduta in trading range. Questa ricaduta di 125 punti é deludente ma in linea di massima non cambia il quadro tecnico. Il FTSE MIB si é mosso nel range del giorno precedente e ha terminato la seduta sul livello d'apertura e al centro del range giornaliero - sul grafico appare un doji che significa indecisione ed equilibrio. Il supporto sui 21250 punti é ancora valido e secondo noi dovrebbe "tenere" ancora alcuni giorni. Il rimbalzo e il periodo di distribuzione dovrebbero durare fino a metà di settimana prossima specialmente se l'Italia uscisse con un successo e rafforzata dalla riunione dell'UE.
Notiamo un'interessante cambiamento a livello strutturale - ieri le azioni delle grandi banche hanno guadagnato terreno e sono state le perdite di alcuni titoli pesanti (Fiat, STM) a far scendere sull'indice. Le banche sembrano all'inizio di un rimbalzo tecnico di cui potrebbe beneficiare anche il FTSE MIB nei prossimi giorni.
Tecnicamente é stata invece una pessima giornata per il DAX (-1.39% a 12177 punti). Ha perso 171 punti ma questo non é il dato più importante. L'indice ha toccato un nuovo minimo mensile a 12104 punti e la candela sul grafico ha minimo e massimo discendenti - questo significa che la correzione continua malgrado l'eccesso di ribasso. Il DAX é l'unico indice che mostra questa caratteristica ed é per definizione relativamente debole - evidentemente la crisi politica del governo di Angela Merkel pesa sul listino. La debolezza del DAX ha una forte componente emotiva. Appena ci sarà una notizia positiva il DAX rimbalzerà con forza dall'ipervenduto - questo potrebbe ritardare la continuazione della discesa dell'indice visto che normalmente un rimbalzo dura alcuni giorni.

A Wall Street c'é stata una seduta positiva che rappresenta l'inizio ufficiale del rimbalzo tecnico. Dopo giorni di scivolare verso il basso e di test dei supporti gli indici hanno mostrato una convincente reazione e sui grafici riappaiono delle consistenti candele bianche. È probabile che questo ritardato rimbalzo duri alcuni giorni facendo slittare la continuazione della correzione e la discesa definitiva dell'S&P500 (+0.62% a 2716.31 punti) sotto i 2700 punti di una decina di giorni - almeno questo é quanto suggericono ora gli oscillatori di corto termine che hanno appena ricominciato a salire.
L'S&P500 ha aperto a 2700 punti e la battaglia intorno a questo importante supporto é durata circa un'ora. I ribassisti hanno ottenuto un primo vantaggio facendo cadere l'S&P500 fino a un minimo a 2692 punti. Poi é giunta la riscossa dei rialzisti. L'indice é risalito una decina di punti, c'é stata ancora una scaramuccia con un'ultima discesa a 2699 punti e da metà giornata l'indice é poi costantemente salito fino ai 2724 punti. Sul finale é tornato a 2716 punti. Al rimbalzo ha contribuito la tecnologia (Nasdaq100 +0.89% a 7031 punti - ritorno immediato sopra i 7000 punti) e le grandi banche (!). La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 3790 su 3028, NH/NL a 256 su 1213 e volume relativo a 0.9. Il netto peggioramento del rapporto nuovi massimi su nuovi minimi mostra il deterioramento della struttura del mercato che avrà ripercussioni negative a medio termine. La volatilità VIX é scesa a 16.85 punti (-1.06) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.65. Nulla di particolare a livello di sentiment - una logica reazione.

In generale notiamo forti oscillazioni in borsa ma stabilità a livello di cambi (EUR/USD a 1.1650) e tassi d'interesse. Questo significa che non bisogna dare eccessivo peso a questi movimenti repentini degli indici azionari che spesso sono solo la conseguenza di eventi politici e reazioni emozionali. L'importante é osservare le tendenze - da metà giugno le borse puntano verso il basso.

Stamattina il future sull'S&P500 sale ancora a 2728 punti (+8 punti). Il Nikkei marcia sul posto (+0.10%) mentre la borsa di Shanghai rimbalza energicamente (+2.1%) grazie ad alcune affermazioni concilianti di Trump sul tema della guerra commerciale. L'Eurostoxx50 vale ora 3405 punti. Le borse europee apriranno con un balzo di circa il +1% - sembra che i leaders dell'UE abbiano raggiunto un vago accordo sulla politica d'immigrazione e subito arriva la risposta positiva dei mercati. Crediamo che questa guadagno possa essere difeso fino a stasera. È però un rimbalzo tecnico all'interno di una fase di ribasso a medio termine - non dimentichiamolo...

Commento del 28 giugno

Pesante test dei supporti

Ieri le borse europee hanno aperto in pari. Nella prima parte della seduta c'é stata un'ondata di vendite. Gli indici sono scesi su nuovi minimi di periodo - l'SMI svizzero ha toccato un nuovo minimo annuale. Poi dalle 11.00 c'é stato un robusto e impressionante recupero - l'Eurostoxx50 é risalito dai 3340 punti di minimo ai 3424 punti di massimo in circa 5 ore. Sul finale gli indici sono ridiscesi influenzati da Wall Street ma per saldo sono rimaste delle consistenti plusvalenze (Eurostoxx50 +0.84% a 3397 punti) che significano una prosecuzione del rimbalzo tecnico di martedì. Era troppo presto per un ribasso e di conseguenza le borse hanno reagito - i venditori hanno subito una sconfitta ma torneranno presto all'attacco. Notiamo un netto deterioramento della situazione tecnica con parecchie rotture settoriali al ribasso - ieri l'indice delle banche SX7E é caduto fino ad un nuovo minimo annuale a 107.40 punti per poi tornare in chiusura a 109.41 punti (-0.44%) - malgrado la reazione la strada verso il basso é aperta. Questa fase di distribuzione deve durare ancora qualche giorno - avevamo previsto un ritorno ed una pausa dell'Eurostoxx50 nel range 3360-3400 punti. Ieri sera alle 22.00, al termine della pessima seduta in America, l'Eurostoxx50 valeva 3377 punti. 
Il DAX (+0.93% a 12348 punti) ha aperto in pari ma subito sono riapparsi i venditori motivati da una serie di notizie negative e di rotture al ribasso (Deutsche Bank). Siamo rimasti tranquilli e fedeli al nostro scenario di una pausa sopra i 12200 punti fino a venerdì con una possibile risalita fino ai 12480 punti. Il mercato ci ha dato ragione. Dalle 11.00 il DAX é risalito con decisione e volumi e malgrado che non sia riuscito a chiudere sul massimo ha finito la giornata con una candela bianca sul grafico e un guadagno di 114 punti. Ora i ribassisti staranno tranquilli qualche giorno - il tempo per raccogliere le idee, curare le ferite e ritrovare le forze. Riappariranno in forze nel mese di luglio.
Il FTSE MIB (+0.65% a 21557 punti) é caduto fino ad un minimo a 21157 punti - il precedente minimo annuale del 29 maggio a 21122 punti é stato avvicinato ma non superato. Dopo il FTSE MIB ha reagito come le altre borse europee e ha chiuso con un guadagno di 138 punti. Non crediamo alla possibilità di un doppio minimo a formare una solida base - basta osservare i grafici di DAX e Eurostoxx50 per rendersi conto che questa costellazione sul grafico del FTSE MIB é probabilmente solo un caso. Non é però un caso che il FTSE MIB sia rimbalzato - l'avevamo previsto e la reazione ha fatto risalire l'indice in quello che deve essere una rimbalzo in una fase di ribasso a medio termine. Restiamo dell'opinione che il FTSE MIB deve ancora distribuire alcuni giorni sul livello attuale. Poi il ribasso riprenderà - ma per ora godiamoci questo rimbalzo che ci darà indicazioni valide per lo svolgimento della prossima fase negativa.
L'SMI (+0.31% a 8504 punti) é inizialmente crollato su un nuovo minimo annuale a 8372 punti. È stata la classica falsa rottura al ribasso. Una volta esauriti gli stop loss l'SMI é risalito e ha chiuso con un guadagno di 26 punti. Sono pochi ma significano che per il momento, come pensavamo, l'SMI non vuole scendere più in basso. La nostra previsione si é rivelata esatta malgrado che il supporto sui 8450-8500 sembrava rotto - forse abbiamo avuto solo fortuna o forse l'analisi tecnica ha fornito delle valide indicazioni. Non dimentichiamoci però che questo é solo un rimbalzo tecnico di breve durata e potenziale. I venditori non sono morti - hanno solo perso in questo primo tentativo di accelerazione al ribasso.

Pensavamo che a New York ci sarebbe stata una seduta tranquilla con indici azionari a marciare sul posto - questo sarebbe stato lo scenario ideale per confermare la fase di distribuzione dopo il rimbalzo di martedì.
Invece le tensioni sul fronte commerciale hanno nuovamente provocato un'ondata di vendite e l'S&P500 (-0.86% a 2699.63 punti) é ancora una volta sceso a testare il forte supporto a 2700 punti. L'indice non é sceso sotto il minimo di lunedì ma ha chiuso sul minimo giornaliero e questo non ci piace. Il mercato sta preparando un'accelerazione al ribasso e una continuazione della correzione. Speriamo che "tenga" fino alla fine di questa settimana e che non cambi il ciclo. Mettiamo però le cosa in chiaro - il problema é temporale e non di direzione. L'S&P500 deve scendere - non siamo sicuri che la rottura sotto i 2700 punti avverrà ad inizio luglio.
L'S&P500 ha aperto a 2730 punti. È salito fino alle 16.40 toccando un massimo a 2746 punti ed é poi sceso fino alla chiusura sul minimo a 2699 punti. Il Nasdaq100 ha perso il -1.39% a 6969 punti - é un minimo mensile. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1518 su 5371, NH/NL a 373 su 899 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 17.91 punti (+1.99) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.67 - sopra la media ma decisamente più bassa di quanto ci si poteva aspettare.
Per le prossime due sedute non sappiamo bene cosa aspettarci - la caduta di ieri ci ha sorpreso per la sua intensità. Normalmente una chiusura sul minimo ha una continuazione verso il basso. L'S&P500 é però sul supporto a 2700 punti che viene rafforzato al momento dal bordo inferiore delle BB a 2703 punti. Secondo le nostre previsioni l'S&P500 doveva stare sopra i 2700 punti fino a venerdì - domenica scorsa avevamo ipotizzato un ritorno a 2800 punti grazie al window dressing - lunedì abbiamo dovuto ridimensionare le nostre aspettative di rimbalzo. Ora sono le 07.30 del mattino ed il future sull'S&P500 é a 2712 punti (+7 punti) - sappiamo che l'S&P500 per ora difende efficacemente il supporto. Non abbiamo ragioni per prevedere un'anticipata rottura al ribasso. 

Sono le 08.30 e la situazione non é cambiata di molto rispetto ad un'ora fà. Il Nikkei é fermo (+0.05%) mentre Shanghai é in calo del -0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2711 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3389 punti - le borse europee apriranno in calo (ca. -0.3%) ma decisamente sopra i valori di ieri sera alle 22.00. Oggi é previsto un incontro dei capi di Stato europei per discutere la questione degli immigranti illegali - sarà molto difficile trovare un accordo. Le spaccature all'interno dell'UE verranno tematizzate e probabilmente questo non aiuterà i mercati finanziari e l'EUR. Temiamo che le borse europee possano scivolare più in basso - non cadranno però sotto i minimi di ieri. Con l'aiuto dell'America potrebbero anche nel pomeriggio recuperare e chiudere in pari.
Oggi devo andare a Basilea - non potrà pubblicare i commenti delle 14.00 sulla borsa americana - sapete in ogni caso cosa bisogna tenere d'occhio - sono i 2700 punti di S&P500.

Commento del 27 giugno

Debole rimbalzo come inizio di una breve distribuzione

Ieri le borse europee hanno aperto al rialzo e sono salite la mattina sul massimo giornaliero. Poi é ricominciato il declino che si é fermato solo verso le 16.50 - molti indici in questa occasione sono marginalmente scesi sotto il minimo di lunedì. Sul finale le borse sono rimbalzate grazie alla buona tenuta di Wall Street. L'Eurostoxx50 (-0.01% a 3368 punti) ha marciato sul posto. Il FTSE MIB (+0.30% a 21419 punti) ha guadagnato 64 punti, il DAX (-0.29% a 12234 punti) ne ha persi 36. Nel complesso non é successo nulla di importante - le borse europee avevano una buona occasione per rimbalzare e tranne la reazione iniziale non sono riuscite a risalire la china. Sui grafici appaiono piccole candele rosse a conferma della debolezza dei mercati azionari europei.
Molto probabilmente ora ci sarà una distribuzione fino a venerdì. Questo significa che le borse europee si muoveranno sui livelli di ieri o poco più in alto - poi a luglio dovrebbero ricominciare a scendere e raggiungere gli obiettivi a medio termine indicati nel commento di ieri mattina. Ieri non abbiamo notato niente in grado di farci cambiare idea - Eurostoxx50 e colleghi non sono scesi più in basso solo perché non c'era una ragione particolare e perché fattori tecnici (supporti intermedi, limite inferiore delle Bollinger Bands) hanno sostenuto il mercato.

A Wall Street abbiamo assistito ad un debole rimbalzo trascinato da alcuni titoli (AGMAF senza Google, GE +7.76%). C'é stata una seduta in trading range con chiusura sul livello d'apertura. Gli indici si sono mossi in pochi punti con volumi in calo - una tipica seduta di consolidamento dopo il tonfo di lunedì. Visto che la borsa é riuscita a difendere il rimbalzo effettuato nel finale di seduta di lunedì, pensiamo che il forte supporto a 2700 punti di S&P500 debba reggere almeno fino alla fine di giugno.
L'S&P500 ha aperto a 2724 punti. Dopo una breve esitazione é sceso sul minimo a 2715 punti. In seguito é salito per ore in maniera regolare fino al massimo a 2732 punti. Dopo una pausa di 2 ore sui 2728-2732 punti l'indice é caduto sul finale a 2723.06 punti (+0.22%). Come d'abitudine sono stati Nasdaq100 (+0.43% a 7068 punti) e Russell2000 (+0.66%) a trascinare i listini. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4111 su 2739, NH/NL a 419 su 564 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 15.92 punti (-1.41) mentre la CBOE Equity put/call ratio e tornata bassa a 0.52 (!). Ribadiamo l'opinione che l'eccesso di speculazione al rialzo, segnalato dalla p/c ratio, deve obbligare l'S&P500 ad un'ampia correzione che idealmente deve svilupparsi nel mese di luglio. Già parecchi indici sono scesi sulla MM a 200  giorni (DJ Industrial, DJ Transportation) o più in basso (Banche - BKX) e l'S&P500 dovrebbe a breve seguire questo cattivo esempio.

Stamattina prevalgono nuovamente i segni negativi anche se le perdite sono minime. Il future sull'S&P500 alle 06.30 era a 2729 punti - ora (07.50) é a 2726 punti (-2 punti). Il Nikkei sta perdendo il -0.3% - Shanghai é in calo del -1%. Non abbiamo ancora indicazioni ufficiali per le borse europee - stimiamo però che l'Eurostoxx50 debba aprire sui 3380 punti perché deve recuperare il guadagno di ieri sera della borsa americana. Speriamo semplicemente che le borse europee riescano a difendere questo guadagno iniziale. In caso contrario avremo una seduta come ieri.

Commento del 26 giugno

La settimana doveva iniziare con un calo moderato - non con un crollo - correzione o ribasso a medio termine

La settimana doveva iniziare con un calo moderato fino a mercoledì e una risalita fino a venerdì. Solo a luglio doveva partire una forte correzione in grado di far scendere l'Eurostoxx50 (-2.10% a 3369 punti) sull'obiettivo a medio termine a 3275 punti e l'S&P500 (-1.37% a 2717.07 punti) almeno sulla MM a 200  giorni a 2663 punti. Sembra che le nuove sanzioni previste da Donald Trump contro la Cina e i problemi che affliggono l'Europa sul fronte politico ed economico hanno accelerato questo movimento. Ieri non abbiamo avuto una normale seduta negativa ma un crollo che ha fatto scendere gli indici azionari sotto importanti supporti (almeno in Europa) e ha scatenato segnali tecnici di vendita a medio termine. Lo scenario per questa settimana non é ancora da buttare - probabilmente nei prossimi giorni ci sarà un recupero o un rimbalzo tecnico specialmente per quegli indici che sono già scesi in ipervenduto o caduti sotto il bordo inferiore delle Bollinger Bands (DAX -2.46% a 12270 punti, limite inferiore delle BB a 12402 punti). A medio termine però le borse devono scendere più in basso. Ieri abbiamo fissato gli obiettivi anche per gli altri indici europei - sono il risultato di una semplice proiezione verso il basso del canale che é stato valido nel mese di giugno - l'ampiezza del canale corrisponde al potenziale di ribasso a partire dalla rottura del supporto.
Giovedì avevamo già scritto in quale direzione si sarebbero sviluppate le borse europee e con quale potenziale di ribasso. Il rimbalzo di venerdì sembrava aver rimandato la caduta all'inizio del mese di luglio. Il crollo di ieri mostra chiaramente che troppi problemi si sono accumulati sul tappeto e la pressione di vendita ha rotto la diga principale costituita dal supporto sull'Eurostoxx50 (-2.10% a 3369 punti) a 3400 punti. L'indice ha chiuso ieri sera sul minimo giornaliero, con una pesante perdita e una chiara e netta rottura del supporto. L'obiettivo a 3275 punti é stato attivato. L'indice delle banche SX7E é caduto del -2.10% a 110.23 punti. Il problema della borsa non sembra essere il settore finanziario. Sono più le tensioni politiche e la guerra commerciale scatenata dagli Stati Uniti a preoccupare gli investitori. Nel commento tecnico di venerdì scorso avevamo però affermato che le banche non avrebbero costituito l'ancora di salvezza dell'Eurostoxx50 e ieri é arrivata puntuale la conferma. Ricordiamo che il minimo annuale é a 109.30 punti. Sotto si apre il baratro.
Venerdì il DAX (-2.46% a 12270 punti) era solamente rimbalzato con poca convinzione. Era quindi logico che presto o tardi doveva ricominciare a scendere. Ieri però ci aspettavamo solo un calo moderato mentre pensavamo che vendite pesanti sarebbero intervenute solo all'inizio di luglio. Ci siamo sbagliati sulla tempistica ma per il resto il crollo era preventivabile. Ieri sera il DAX ha chiuso sul minimo giornaliero e ampiamente sotto il bordo inferiore delle Bollinger Bands. Sembra di essere all'inizio di febbraio. È molto probabile che ora la caduta continui. Il canale tra i 12600 ed i 13200 punti (600 punti) offre come possibile obiettivo i 12000 punti. Sui 12200 punti ci potrebbe essere una prima reazione vista la presenza di un supporto intermedio - qui il DAX sarà anche ipervenduto. Il rimbalzo ci fornirà indicazioni supplementari sulla pressione di vendita.
Avevamo correttamente interpretato il balzo di venerdì del FTSE MIB (-2.44% a 21355 punti) come un semplice rimbalzo tecnico. Era quindi ovvio che presto o tardi il FTSE MIB avrebbe ricominciato a scendere. Non ci aspettavamo però che succedesse già ieri e con questa intensità. Ieri sera il FTSE MIB ha chiuso sul minimo giornaliero e con una pesante perdita. Una continuazione verso il basso é probabile. L'obiettivo di questa spinta si situa a medio termine 19500-20000 punti. È congruente con quello dell'Eurostoxx50.
L'SMI (-1.83% a 8458 punti) ha perso ieri quello che aveva guadagnato venerdì scorso. L'SMI é tornato sulla zona di supporto a 8450-8500 punti e sul minimo annuale. Non possiamo che confermare quanto già scritto venerdì. Il rischio di ribasso é in aumento - una rottura del supporto é probabile. L'obiettivo teorico é a 8000 punti.

Questa volta anche la seduta a Wall Street é stata pessima. L'S&P500 (-1.37% a 2717.07 punti) ha bucato il supporto intermedio a 2742 punti ed é dovuto scendere fino ai 2700 punti (minimo a 2698 punti) prima di reagire e rimbalzare. L'S&P500 e in generale la borsa americana hanno chiuso lontano dal minimo giornaliero e questo significa che nell'immediato la pressione di vendita diminuisce e ci sarà un rimbalzo. La pausa potrebbe durare fino a venerdì ma questa é solo un'ipotesi utile a riportare lo sviluppo del mercato vicino al ritmo che avevamo previsto nell'analisi del fine settimana sulla base degli indicatori e delle abitudini stagionali.
L'S&P500 ha aperto sul supporto a 2742 punti. Subito ha continuato a scendere e questo ha chiarito la situazione e deciso l'esito della seduta. L'indice é sceso fino alle 18.00 a 2704 punti. È risalito a fatica di una quindicina di punti ma poi sono tornati i venditori. Verso le 21.00 l'S&P500 ha brevemente rotto il supporto a 2700 punti (irrobustito dal bordo interiore delle BB a 2700 punti), ha toccato un minimo a 2698 punti ed é infine risalito a 2717.07 punti (-1.37). Le prese di beneficio hanno travolto la tecnologia (Nasdaq100 -2.21% a 7038 punti). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1470 su 5490, NH/NL a 394 su 978 (notiamo il netto cambiamento - il vento ha cambiato direzione!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 17.33 punti (+3.56). La CBOE Equity put/call ratio é invece aumentata solo a 0.61 (la media di lungo periodo é a 0.62). Malgrado la caduta della borsa gli speculatori restano ottimisti - questa é una buona premessa per una continuazione della correzione a medio termine. Ora ci deve essere un rimbalzo. Pensiamo che il supporto a 2700 punti di S&P500 possa reggere fino al mese di luglio. Poi si scende più in basso...

Stamattina dalle borse asiatiche arrivano segnali costruttivi. Il Nikkei sale del +0.10% - Shanghai contiene le perdite ad un -0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2725 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale 3388 punti - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.5%. Dovrebbero terminare la giornata in positivo ed iniziare una fase di consolidamento che potrebbe durare tutta la settimana.

Aggiornamento del 25 giugno

Trump vuole ora limitare gli investimenti cinesi in società americane

Erdogan vince le elezioni in Turchia e la Lira turca reagisce con un balzo. In Europa si continua a litigare sugli immigranti - l'Italia ha sollevato un vespaio. La gente sembra stanca di litigi e discussioni e preferisce seguire i mondiali di calcio. Nel frattempo negli Stati Uniti Donald Trump pianifica la prossima mossa nella guerra commerciale con la Cina - intende limitare gli investimenti cinesi in società americane. La Cina reagisce lasciando scivolare verso il basso il valore dello Yuan - svalutare la moneta é un sistema semplice e poco eclatante per controbattere i dazi americani.
Ovviamente questo non lascia indifferenti i mercati finanziari. La prima reazione che salta all'occhio stamattina é il calo di 15 punti del future sull'S&P500 a 2744 punti - teoricamente l'S&P500 vale adesso 2741 punti e si trova sull'importante supporto a 2742 punti. Prevedevamo un inizio di settimana negativo ma la situazione potrebbe essere peggio di quanto pensavamo. Forse non avremo solo una "scivolata" fino a mercoledì ma una correzione più importante. L'analisi tecnica può prevedere la direzione del mercato ma difficilmente può anticipare nel dettaglio il flusso delle informazioni e il suo influsso più o meno forte sui mercati finanziari.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei sta perdendo il -0.70% - Shanghai lo imita con un -0.6%. L'Eurostoxx50 vale ora 3416 punti (-25 punti) - le borse europee apriranno con perdite di circa il -0.7%. Probabilmente stasera ritroveremo gli indici azionari europei sui livelli d'apertura. Decisivo però sarà il comportamento dell'S&P500 sui 2742 punti. Vi invitiamo a leggere il commento su questo indice che pubblicheremo verso le 14.00 con le previsioni per la seduta odierna.

Commento del 23-24 giugno

Debole rimbalzo con modesti volumi - rischio di ribasso in aumento

Il venerdì 15 giugno le borse avrebbero dovuto toccare un massimo significativo ed iniziare a correggere. Nell'analisi dello scorso fine settimana avevamo scritto che non vedevamo nessun segnale in questo senso e che di conseguenza non potevamo consigliare l'apertura di posizioni short. Basavamo questa decisione soprattuto sull'S&P500 e sul Nasdaq100 americani di cui possediamo molti elementi d'analisi - non solo perché da Wall Street provengono molti più dati ma anche perché questi due indici comprendono molte più azioni (rispettivamente 500 e 100) con la conseguenza che gli indicatori strutturali e di momentum sono affidabili. Non si può dire la stessa cosa dell'Eurostoxx50 (50 azioni di differenti Paesi), del DAX (30 azioni) del FTSE MIB (40 azioni) o dell'SMI (20 azioni). Inoltre in America abbiamo dati supplementari su tutto il mercato azionario (6800 titoli) e non solo su una stretta selezione.
È successo qualcosa di strano ed inatteso. Il punto tornante del 15 giugno ha avuto inaspettatamente un forte influsso in Europa - in effetti il 15 giugno Eurostoxx50 (+1.12% a 3441 punti) e colleghi hanno toccato un massimo di periodo e poi hanno corretto - vedete dalle performances settimanali che, malgrado il rimbalzo di venerdì, le borse europee hanno avuto una pessima settimana con perdite che in alcuni casi hanno superato il 3%. In America invece l'effetto é stato moderato - quello che ci ha confuso é stato soprattutto il nuovo massimo storico del Nasdaq100 (-0.28% a 7197 punti) a 7310 punti toccato mercoledì 20 giugno la sera a metà seduta (insieme a Nasdaq Composite e Russell2000). Sapevamo che le borse europee avrebbero sottoperformato e questo é puntualmente avvenuto.
A corto termine ci sono tre effetti tecnici da prendere in considerazione.
- È probabile che fino a fine mese le borse resteranno ad alto livello. I portfolio managers, specialmente in America, hanno interesse ad arrivare alla fine del semestre completamente investiti visto che finora la performance 2018 é ampiamente positiva. Cercheranno di avere buoni titoli in portafolio e di fare "sparire" quelli che si sono comportati male. Questo significa che nessuno settimana prossima avrà interesse di vendere (se non obbligati da un qualche evento particolarmente negativo) e verranno ancora comprati i titoli di moda (AGMAF, FAANG) spingendo il Nasdaq100 ancora più in alto.
- Gli oscillatori mostrano invece che la correzione iniziata settimana scorsa deve continuare ancora per un paio di giorni. Gli indici azionari americani dovrebbero scivolare verso il basso fino a mercoledì prima di risalire. Vi ricordiamo a questo punto che esiste un importante supporto a 2742 punti di S&P500 (+0.19% a 2754.88 punti).
- Gli indicatori di sentiment infine mostrano compiacenza e una strenua speculazione al rialzo. Il CBOE Equity put/call ratio venerdì é stato nuovamente basso a 0.56 con la MM a 10 giorni a 0.55 e quella a 20 giorni a 0.56. Si sta riformando la medesima costellazione che a fine gennaio ha provocato una forte correzione della borsa americana con una caduta superiore al 10% su quello che finora é stato il minimo annuale (S&P500 dai 2872 punti di massimo (26 gennaio) ai 2532 punti di minimo (9 febbraio)).
Facendo uno sforzo di immaginazione e combinando i tre fattori appena elencati prevediamo che all'inizio di settimana prossima le borse scivolaranno ancora verso il basso - l'S&P500 dovrebbe testare i 2742 punti. Poi da metà settimana gli indici azionari potrebbero risalire grazie al window dressing - l'S&P500 potrebbe nuovamente tentare di raggiungere i 2800 punti. Da luglio deve iniziare una importante correzione provocata dagli eccessi di fiducia e di speculazione al rialzo. L'S&P500 dovrebbe per lo meno ricadere sulla MM a 200 giorni che ora scorre a 2663 punti. La correzione potrebbe anche essere più profonda visto che l'effetto stagionale é negativo e vediamo da un punto di vista fondamentale accumularsi parecchie nuvole all'orizzonte - dalla guerra commerciale scatenata dagli Stati Uniti, ai litigi europei su immigrati e budget dell'UE fino ad altri temi finora meno discussi come le conseguenze del rafforzamento dell'USD e la crisi di alcune economie emergenti (Argentina, Turchia e altre).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.93% a 3441 punti (SX7E +0.55%)
DAX                         -3.31% a 12579 punti
SMI                          -0.30% a 8616 punti
FTSE MIB                  -3.78% a 21888 punti
S&P500                    -0.89% a 2754.88 punti
Nasdaq100               -0.80% a 7197 punti

Venerdì le borse sono rimbalzate. In Europa gli indici azionari hanno provato a compensare le pesanti perdite di giovedì. Ci sono riusciti Eurostoxx50 (+1.12% a 3441 punti) e SMI (+1.85% a 8616 punti). Hanno invece faticato il DAX (+0.54% a 12579 punti) e il FTSE MIB italiano (+0.99% a 21888 punti) - una reazione logica visto che la Germania é in difficiltà a causa del rallentamento della crecita economica, dei litigi nel governo di Angela Merkel sul tema dell'immigrazione e della possibilità che l'America introduca dei dazi sulle importazioni d'auto. In Italia é invece ancora la situazione politica a far oscillare lo spread sui titoli di Stato e le quotazioni in borsa. Questo di venerdì sembra un tipico rimbalzo tecnico con volumi di titoli trattati in calo. Settimana prossima gli indici dovrebbero ricominciare a scendere seguendo a distanza l'S&P500 americano. Ci aspettiamo che la debolezza relativa dell'Europa rispetto all'America continui. Venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3429 punti (-12 punti) - sembra ovvio che lunedì le borse europee aprirano deboli.

Venerdì la seduta a New York é stata mista - gli indici sono saliti fino a metà giornata ma sono poi ricaduti. L'S&P500 ha salvato un guadagno di 5 punti - il Nasdaq100 ha perso il -0.28% a 7197 punti.
L'S&P500 ha aperto in positivo a 2762 punti. Dopo una breve impennata é sceso sul minimo a 2752 punti. Poi é salito e a metà giornata ha toccato il massimo a 2764 punti. È scivolato verso il basso fino a pochi minuti dalla chiusura quando si trovava a 2758 punti. Sul finale é caduto a 2754.88 punti (+0.19%). L'indice si é mosso in soli 12 punti e ha chiuso vicino al minimo.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4196 su 2636, NH/NL a 701 su 472 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 13.77 punti (-0.87). La borsa é stata sostenuta da un balzo del prezzo del petrolio WTI a 68.58 USD/barile (+3.04 USD). La tendenza di fondo della borsa americana resta debolmente al rialzo con il 58.4% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 61.61. L'analisi dei COT mostra che i Commercials sono decisamente short - spesso hanno ragione.
Le prospettive a medio termine della borsa americana sono negative. Vediamo poco potenziale di rialzo a corto termine (2800-2830 punti) e parecchio rischio di ribasso nella prima parte del prossimo semestre (almeno 2650 punti di S&P500 con un possibile test del minimo annuale a 2532 punti). Le borse europee sono più deboli e potrebbero scendere decisamente più in basso - pianifichiamo l'apertura di posizioni short.

Il cambio EUR/USD difende con veemenza il supporto a 1.15 - restiamo della ferma opinione che il cambio dovrebbe assestarsi per settimane tra gli 1.15 e gli 1.18. Venerdì si é fermato a 1.1660 dopo il minimo annuale marginale di giovedì a 1.1508.

Il Bitcoin é caduto oggi sotto i 6000 USD - vale ora (domenica 12.50) 5900 USD. La bolla speculativa si sta sgonfiando. La nostra opinione é sempre stata semplice e chiara. La Blockchain é una fantastica tecnologia che rivoluzionerà il mondo. Le criptodivise servono a poco o niente e la maggior parte di loro sparirà nel nulla lasciando milioni di investitori creduloni con pesanti perdite. La maggior parte delle ICO sono delle truffe da evitare assolutamente.
Se qualcuno vuole investire nel settore della Blockchain deve possedere le azioni di una società che sviluppa un progetto interessante con delle possibilità di diventare presto a tardi redditizio. Fare una donazione a queste società sotto forma di ICO é demenziale - almeno nell'ottica dell'investitore e sotto un profilo finanziario. Chi riesce a vendere una ICO ed un qualche cretino che non capisce cosa sta comperando e non si da la pena di leggere il White Paper fà invece un'affare al limite dell'illegalità.

Commento del 22 giugno

L'Europa scricchiola - l'S&P500 incassa una serie di notizie negative con una moderata perdita di 17 punti

Ieri le borse hanno avuto una giornata negativa. In Europa si é iniziato bene e finito male. L'Eurostoxx50 dai 3439 punti di mercoledì é salito verso le 09.20 fino a 3456 punti. Poi é iniziata una discesa che é continuata fino a pochi minuti dalla chiusura. L'indice ha raggiunto un minimo a 3395 punti e ha chiuso a 3403 punti (-1.05%). Formalmente il supporto a 3400 punti é salvo ma traballa. Spesso una chiusura sul minimo giornaliero provoca il giorno successivo una continuazione verso il basso specialmente quando si tratta dell'ultima seduta della settimana. Le probabilità si sono decisamente spostate in favore di una rottura al ribasso. In questo caso dovrebbe a corto termine esserci una spinta, come la precedente, di circa 125 punti - il calcolo é presto fatto - l'Eurostoxx50 deve cadere a 3275 punti e testare il minimo annuale. Se oggi non succede un miracolo e l'Eurostoxx50 rimbalza dal supporto a 3400 punti, si apre la strada verso il basso. L'indice delle banche SX7E (-1.38% a 111.26 punti) si é mosso come il resto del listino (se non peggio) e non riesce a frenare la caduta. Da questo settore non dobbiamo aspettarci un'ancora di salvezza. 
L'unico motivo di speranza proviene dall'EUR. Il cambio EUR/USD é crollato ieri a 1.1509 eguagliando il minimo annuale di fine maggio. La reazione é stata però violenta e decisa e ieri sera il cambio é risalito a 1.16. Forse la borsa tenterà di comportarsi alla stessa maniera. Stamattina il cambio é a 1.1630.
La caduta delle borse europee ha ufficialmente due cause. L'Italia e il settore auto tedesco. In Italia la Lega ha attribuito due posti di responsabilità nelle commissioni delle Camere a due economisti euroscettici, Bagnai e Borghi. Pronta é arrivata la risposta degli investitori che hanno venduto - tutto il listino e non solo le azioni delle banche. Il FTSE MIB ha subìto una pesante perdita (-447 punti) ed é tornato al centro del range di giugno. La chiusura sul minimo giornaliero ci dice che probabilmente oggi ci sarà una continuazione verso il basso. È difficile prevedere con anticipo le mosse del governo e le reazioni degli investitori. È però evidente che esistono più rischi di ribasso che potenziale di rialzo. Il FTSE MIB sale a fatica mentre cade velocemente al primo segnale di pericolo. Notiamo l'impennata dello spreads (242 bps, +11%) - questa é ormai una componente tipica delle situazioni di stress.
In Germania si teme che il settore auto rimanga vittima della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti - ieri Daimler ha avvisato gli azionisti che le conseguenze potrebbero essere pesanti e che si sta già assistendo ad un rallentamento delle vendite. Il DAX (-1.44% a 12511 punti) ha perso di più che la media delle borse europee. Noi mercoledì eravamo rimasti costruttivi ma avevamo espresso parecchi dubbi sulle possibilità di recupero del DAX. Ieri il mercato ha mostrato che il nostro scetticismo era giustificato. Il DAX ha chiuso poco sopra il minimo giornaliero, sotto il supporto a 12600 punti e con una pesante perdita di 183 punti. Le BB si stanno allargando mentre il nostro indicatore proprietario di stocastica intensifica il segnale di vendita. È probabile che oggi, ultima giornata della settimana, il ribasso continui. Non siamo in grado di dire fino a quale livello scenderà il DAX - molto dipende dal comportamento della borsa americana. RSI e MACD mostrano che esiste parecchio spazio verso il basso - almeno fino ai 12200 punti. La borsa americana é però ancora stabile e quindi é possibile che il DAX si fermi qui ancora per qualche giorno. Il future sul Bund si é impennato a 162.05 (+0.45%) - il Bund rimane il nostro asset favorito da tenere in portafoglio come assicurazione contro possibili turbolenza finanziarie.
In generale le borse europee danno segnali preoccupanti - stanno abbandonando la tendenza neutra per iniziare un ribasso di medio termine. Abbiamo i primi sporadici segnali di vendita e le prime significative rotture di supporti. Fino a quando la borsa americana manterrà la tendenza di fondo rialzista é probabile che le borse europee siano in grado di limitare i danni. Agli investitori conviene però posizionarsi piuttosto short ed evitare di essere eccessivamente esposti al rialzo.

La borsa americana ha aperto con l'ipoteca della caduta delle borse europee e di una serie di notizie negative. Il CEO di Intel (-2.38%) ha dovuto dare le dimissioni a causa di una scandalo di natura sessuale. La Corte Suprema americana ha deciso che si possono imporre tasse sulle vendite online - questo colpisce i colossi del settore come Amazon (-1.13%). L'S&P500 ha perso 17 punti ed é sceso a 2749.76 punti (-0.63%). Ancora una volta però il supporto a 2742 punti é rimasto intoccato.
La seduta a Wall Street é stato un combattimento tra rialzisti e ribassisti - questi ultimi hanno vinto ai punti. L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2769 punti. È sceso velocemente a 2749 punti, é risalito a 2759 punti, é ricaduto a 2750 punti e ha recuperato fino a 2758 punti. Sul finale ha avuto ancora un attacco di debolezza fino al minimo a 2744 punti ed é infine balzato a 2749.76 punti. Per una volta il Nasdaq100 (-0.87% a 7217 punti) ha fatto peggio ma questo non sorprende visto che le cattive notizie toccavano soprattuto questo settore e che il Nasdaq100 mercoledì aveva toccato un nuovo massimo storico - questo ha invogliato le prese di beneficio.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1839 su 5031, NH/NL a 635 su 564 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita a 14.64 punti (+1.85) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta relativamente bassa a 0.56. Da questi dati non traspare nulla di particolare.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha perso il -0.65% - Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 é a 2758 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3411 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Resta l'impressione che le borse europee vacillano mentre quella americana continua tranquillamente il suo viaggio. I rialzi o rimbalzi in America corrispondono in Europa a deboli reazioni o sedute in pari. Consigliamo prudenza - ne riparliamo il fine settimana.

Commento del 21 giugno

Nuovi massimi storici del Nasdaq Composite, del Nasdaq100 e del Russell2000

Ieri sera a New York gli indici Nasdaq Composite (+0.45%), Nasdaq100 (+0.73% a 7280 punti) e Russell2000 (+0.80%) hanno fatto segnare dei nuovi massimi storici. Basterebbe questo per concludere questo commento tecnico visto che questo é un chiaro segnale che il rialzo della borsa americana continua. Le borse europee (Eurostoxx50 +0.13%) seguono a distanza ma seguono. Sul punto tornante del 15 giugno c'é stata una correzione minore, forse casuale, che non ha provocato danni ed é servita per assorbire l'ipercomperato e diminuire gli entusiasmi degli investitori americani. Nella situazione tecnica però non é cambiato nulla. Le borse europee sono in un trend neutro con dei sussulti quando ci sono delle turbolenze a livello politico o degli interventi della BCE. La borsa americana resta in un debole ma costante rialzo trascinato dalla tecnologia e dal settore delle piccole e medie imprese. Il potenziale di rialzo dell'S&P500 (+0.17% a 2767.32 punti) é modesto ma dovrebbe bastare per un test e una marginale rottura sopra i 2800 punti. Malgrado che molti analisti pronosticano da tempo un ribasso del mercato azionario americano visto che il bull market dura ormai da 9 anni, a livello tecnico non appare nulla che possa indurci a prevedere l'inizio di un ribasso.   

Ieri le borse europee hanno aperto in netto rialzo ma hanno chiuso sui minimi giornalieri riuscendo a salvare dei piccoli guadagni. Questo comportamento non é entusiasmante poiché lascia trasparire durante la giornata una predominanza delle vendite. Bisogna però accontentarsi di questo risultato positivo che termina una serie di tre sedute negative e una correzione minore che si é spenta puntualmente sui supporti. Ci aspettavamo una reazione positiva di Eurostoxx50 e colleghi. Ieri sera eravamo in parte delusi visto che l'Eurostoxx50 (+0.13% a 3439 punti) ha chiuso sul minimo giornaliero e ha salvato solo un guadagno di 4 punti. Questo debole rimbalzo lascia aperta la possibilità che l'Eurostoxx50 voglia ancora provare a bucare il supporto a 3400 punti. Per fortuna che il settore bancario ha lanciato segnali molto incoraggianti. L'indice SX7E delle banche europee é salito del +0.77% a 112.80 punti malgrado che i tassi d'interesse non si siano mossi. Questo suggerisce che a corto termine l'Eurostoxx50 dovrebbe risalire e assestarsi sui 3500 punti.
Il DAX ha guadagnato 17 punti - ci aspettavamo qualcosa di più anche perché questa debole reazione lascia il DAX in una situazione pericolante. L'indice non ha chiuso il gap di martedì, ha terminato la seduta vicino al minimo ed é rimasto sotto le MM a 50 e 200 giorni. Non cambiamo però la nostra opinione costruttiva sperando che oggi il DAX mostri maggiore forza - ci vuole una candela bianca e un ritorno sopra i 12800 per scacciare i dubbi e la possibilità di una rottura al ribasso sotto i 12600 punti.
Malgrado il buon comportamento del comparto bancario il FTSE MIB (+0.16% a 22120 punti) ha guadagnato solo 36 punti. Ha chiuso sotto il livello d'apertura e poco sopra il minimo giornaliero. In fondo é stata una giornata fiacca malgrado il guadagno finale. Per l'analisi tecnica la situazione é invariata - stimiamo sul corto termine il potenziale massimo di rialzo a 22750 punti. A medio termine l'indice sembra voler seguire la MM a 200 giorni ormai piatta.
Un segnale decisamente positivo é arrivato dalla borsa svizzera. Finalmente ieri c'é stata l'attesa consistente reazione. Gli investitori sono tornati a comperare le azioni delle società farmaceutiche (Roche +2.56%) e l'indice SMI (+1.11% a 8557 punti) é risalito di parecchio e ha sovraperformato il resto dell'Europa. Il doppio gap sul grafico combinato con un doji (bambino abbandonato, bullish) rappresenta sul corto termine un'inversione di tendenza che deve far risalire l'SMI almeno a 8700 se non oltre. La marginale rottura al ribasso di martedì si é rivelata, come avevamo giustamente intuito, falsa.
A corto e medio termine prevediamo un assestamento dell'Eurostoxx50 sui 3500 punti e del DAX sui 12800 punti. Qui passano le MM a 200 giorni ormai piatte. Fino a quando il rialzo in America continua le borse europee seguiranno a distanza e con debolezza relativa.

Come scritto nell'introduzione, ieri numerosi importanti indici azionari americani hanno toccato dei nuovi record storici. Questa é una indiscutibile conferma che il rialzo continua e per il momento non appare nessuna importante divergenza in grado di bloccare questo movimento. L'eccesso di rialzo e di fiducia da parte degli investitori frenano e provocano di tanto  in tanto delle correzioni minori e dei consolidamenti. Dalla caduta della prima decade di febbraio la tendenza di fondo é però al rialzo e l'S&P500 segue docilmente la MM a 200 giorni in ascesa.
Ieri l'S&P500 (+0.17% a 2767.32 punti) ha avuto una seduta relativamente tranquilla. Durante la giornata l'indice si é mosso a caso tra i 2764 ed i 2775 punti e ha terminato la giornata nella parte inferiore del range con un guadagno di 5 punti. Lo show é stato rubato dal settore tecnologico con i soliti AGMAF a dominare la scena. Il cambio generazionale é stato sancito dall'annuncio dell'uscita di General Electric (-0.54%) dal Dow Jones Industrial.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4373 su 2458, NH/NL a 907 su 346 (un netto miglioramento) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 12.79 punti (-0.56) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.56. L'S&P500 sembra pronto per tentare un ulteriore attacco ai 2800 punti. Il bordo superiore delle Bollinger Bands é a 2809 punti - l'indice non é ipercomperato.

Stamattina scriviamo il commento presto (06.15-07.30) e le borse asiatiche sono ancora aperte. Il Nikkei sta guadagnando il +0.9% mentre Shanghai sta perdendo il -0.4%. Il future sull'S&P500 sale però a 2781 punti (+9 punti) e questo darà l'intonazione alla giornata influenzando in maniera determinante l'apertura in Europa. Non abbiamo ancora indicazioni ma stimiamo che l'Eurostoxx50 debba valere ora sui 3456 punti (+10 punti). Dovrebbe ripetersi la seduta di ieri - forse oggi gli investitori europei mostranno più convinzione e difenderanno i guadagni iniziali fino a stasera.

Commento del 20 giugno

Una inusuale combinazione di candele bianche con minimi e massimi discendenti

Ieri mattina le nuove tariffe doganali che gli Stati Uniti vogliono imporre alla merce proveniente dalla Cina ha provocato una iniziale ondata di vendite sulle borse europee. L'apertura é stata molto debole e generalmente in gap down. Le vendite non sono però durate a lungo e si sono fermate prima di arrecare danni con indici sui o sopra i supporti. L'Eurostoxx50 é sceso fino ai 3410 punti e non ha avvicinato il supporto sui 3400 punti - il DAX ha toccato un minimo a 12594 punti e si é così adagiato sul supporto a 12600 punti rafforzato dal bordo inferiore delle Bollinger Bands (12596 punti). Entrambi gli indici dopo le 10.30 hanno cominciato a recuperare e hanno terminato la giornata lontani dai minimi e limitando le perdite. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3435 punti (-0.90%) con un settore bancario (SX7E +0.29% a 111.94 punti) addirittura in guadagno. A corto termine é evidente che gli indici stanno correggendo. Le candele di venerdì e lunedì hanno pero unicamente compensato il mini rally della BCE di giovedì scorso e per saldo solo la caduta di ieri é rilevante. Il DAX ha fatto nuovamente peggio dell'Eurostoxx50 - é sceso a 12678 punti (-1.22%). In Germania l'economia sta rallentando e Angela Merkel ha parecchi problemi politici sia sul fronte interno con il partner di governo CSU sia a livello intermazionale con gli altri Paesi europei e gli Stati Uniti. L'impressione é che si sta sviluppando una correzione minore di scarsa importanza che non dovrebbe influenzare in maniera determinante la tendenza di medio termine che resta neutra. Ieri il nostro indicatore proprietario di stocastica che usiamo per le posizioni a medio termine ha dato un debole segnale di vendita sul DAX mentre é rimasto long sull'Eurostoxx50. Non vediamo però ragioni impellenti per seguire questo segnale visto che il DAX ha difeso con successo il supporto e dall'America continuano a venire segnali costruttivi. Fino a quando l'America non corregge l'Europa può accumulare ritardo ma non iniziare una fase di ribasso.
Il FTSE MIB (-0.07% a 22084 punti) ha marciato sul posto grazie al buon comportamento delle azioni delle banche. Malgrado che per l'analisi tecnica tutto é rimasto come prima questa é stata una incoraggiante dimostrazione di forza relativa.
In Europa sono deboli i settori coinvolti nella guerra commerciale scatenata dagli stati Uniti. Questo non coinvolge il settore finanziario che dipende soprattutto dallo sviluppo dei tassi d'interesse e da tensioni politiche in grado di influenzare gli spreads sui titoli di Stato. Per il momento su questi due fronti c'é una tregua che potrebbe durare ancora settimane visto che l'attenzione di politici ed investitori é altrove.
Preoccupa unicamente l'SMI svizzero che ieri ha toccato un nuovo minimo annuale. L'SMI da inizio anno perde il -9.79% contro il -1.88% dell'Eurostoxx50. L'SMI (-0.66% a 8463 punti) ieri ha avuto una seduta negativa ed é caduto sotto i 8500 punti. Non é però stata una seduta pessima e non siamo ancora disposti a condannare la borsa svizzera ad un ribasso. L'SMI ha chiuso sopra il livello d'apertura e quasi 40 punti sopra il minimo giornaliero. L'indice ha perso molto meno che il DAX tedesco (-1.22%) in una giornata che per le borse europee é stata in ogni caso difficile. L'SMI ha superato al ribasso i precedenti minimi del 21 maggio (8454 punti) e dell'8 di giugno (8456 punti) e ha toccato un nuovo minimo annuale a 8424 punti. La rottura é però marginale e preferiamo aspettare l'esito della seduta di oggi prima di parlare di decisiva e definitiva rottura del supporto. L'A/D a 2 su 18 mostra, a dir la verità, un mercato strutturalmente debole. Se il settore farmaceutico, ipervenduto, non rimbalza, le prospettiva per l'SMI non sono buone. Spesso nel passato l'SMI si é mosso e ha fatto tendenza prima delle altre borse europee - questo é dovuto alla particolare composizione di questo indice dominato nell'ordine da farmaceutica, alimentare e finanza.

In America gli occhi degli analisti tecnici erano puntati sull'importante supporto intermedio a 2742 punti di S&P500. Un superamento al ribasso di questa barriera avrebbe significato l'inizio di una correzione più o meno ampia a Wall Street con ovvie conseguenze per l'Europa. Abbiamo tirato un sospiro di sollievo - il minimo giornaliero é stato di 2743 (!) punti verso le 16.40 - l'indice ha poi chiuso quasi 20 punti più in alto a 2762.59 punti (-0.40%). Ancora una volta la tecnologia (Nasdaq100 -0.32% a 7228 punti) e sopratutto le PMI (Russell2000 +0.06%) hanno sostenuto i listini.
L'S&P500 ha aperto in netto calo a 2750 punti. Dopo un tentativo di chiudere il gap iniziale (l'indice é all'inizio rimbalzato a 2754 punti) c'é stato un tuffo fino a 2743 punti. La reazione é stata decisa e l'S&P500 per le 17.50 é tornato a 2760 punti. Poi é oscillato in laterale per ore, ha toccato un massimo a 2765 punti e ha chiuso poco sotto a 2762 punti. Sul grafico appare una terza candela bianca con minimo e massimo discendente - questo significa che i venditori si sono imposti all'apertura dei mercati ma durante la giornata sono stati i compratori a dominare. Questo relativizza le perdite giornaliere e malgrado che il grafico stia ruotando verso il basso l'impressione é che si stia unicamente sviluppando una correzione minore senza conseguenze per il trend rialzista - sta solo sparendo l'ipercomperato e gli investitori stanno tornando più prudenti - in generale questo é un sano e positivo sviluppo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2673 su 4232, NH/NL a 564 su 619 (notate il deterioramento !) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita a 13.35 punti (+1.04) - la CBOE Equity put/call ratio a 0.59 é risalita vicino alla media di lungo periodo a 0.62 (valore neutro).
Considerando il panico che traspariva nei commenti del mattino la seduta é andata meglio di quanto ci si poteva aspettare. La borsa americana mostra ancora forza e resta in un debole ma costante rialzo di fondo. Il punto tornante del 15 giugno sta provocando una correzione minore ma non un'inversione di tendenza.

Stamattina le borse ricominciano a salire. Il future sull'S&P500 é a 2773 punti (+7 punti). Le borse asiatiche sono in positivo. Il Nikkei guadagna il +1.29%, Shanghai sale del +0.4%. L'Eurostoxx50 vale ora 3460 punti (+25 punti) - le borse europee cancellano le perdite di ieri e dovrebbero essere in grado di difendere questi guadagni iniziali fino a stasera. Oggi alle 15.30 parlano Powell (FED), Kuroda (BoJ) e Draghi (BCE). Vedremo se le Banche Centrali hanno qualcosa di nuovo da dire o se i responsabili si limiteranno a rassicurare gli investitori.

Commento del 19 giugno

Le borse europee annullano l'evanescente rally della BCE di giovedì scorso - a New York ancora niente di nuovo

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta decisamente negativa che ha annullato i guadagni di giovedì scorso provocati dall'esito della riunione della BCE. Eravamo scettici sulla possibilità che quel rally potesse avere una sostenibile continuazione e l'avevamo classificato come evanescente reazione tecnica intensificata dalla scadenza dei derivati di giugno. In effetti sono bastate due sedute per eliminare gli effetti delle dichiarazioni di Mario Draghi e riportare gli indici azionari europei al punto di partenza. Peccato che non abbiamo usato quel balzo per aprire le posizioni short che avevamo pazientemente pianificato. Un conto però é non credere nella prosecuzione del rialzo e un'altro é prevedere una sostanziale correzione o un ribasso.

Le borse europee hanno aperto in calo, sono scese regolarmente fino nel primo pomeriggio, hanno consolidato tra le 14.00 e le 16.30 (quando sono stati toccati i minimi giornalieri) e hanno recuperato qualcosa sul finale grazie al buon comportamento della borsa americana. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3466 punti (-1.09%) con un minimo a 3452 punti. L'indice delle banche SX7E (-0.32% a 111.62 punti) si é comportato relativamente bene - da una parte perché i tassi d'interesse sono rimasti stabili - dall'altra perché le ragioni del calo hanno colpito altri settori. I temi che hanno provocato vendite in borsa sono stati la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e le tensioni tra i partiti che formano la coalizione di governo in Germania - per questa ultima ragione ieri il DAX (-1.36% a 12834 punti) era particolarmente sotto pressione. Il DAX é tornato al centro delle Bollinger Bands e su quei 12800 punti che hanno caratterizzato la prima metà di giugno - praticamente l'indice da inizio mese non va da nessuna parte - giovedì scorso ha provato a salire - ora proverà a scendere sotto i 12600 punti. Notiamo con preoccupazione la caduta dell'SMI svizzero (-1.42% a 8519 punti) che torna sul supporto a 8500 punti. Il settore farmaceutico resta in una fase di ribasso (Novartis -2.49%) e tutto il listino é piuttosto debole. Il grafico dell'SMI é preoccupante ed una rottura al ribasso dal largo canale 85000-9000 punti é molto probabile - in questa maniera l'SMI scenderebbe su un nuovo minimo annuale - spesso la Svizzera ha mostrato la strada al resto dell'Europa.
Ieri la borsa italiana non é stata coinvolta dalle turbolenze e si é comportata relativamente bene - il FTSE MIB ha chiuso a 22099 punti (-0.41%). C'é un forte supporto sui 21250 punti.
In generale le borse europee continuano a mostrare debolezza relativa. Non abbiamo segnali di vendita e quindi non apriamo posizioni short. Non vediamo però potenziale di rialzo e ribadiamo l'opinione che esistono considerevoli rischi di ribasso appena il rialzo in America finirà.

Per il momento la situazione a Wall Street é stabile. Questo é almeno quanto possiamo dire dopo la seduta di ieri che si é conclusa con un nulla di fatto (S&P500 -0.21% a 2773.75 punti, Nasdaq100 -0.06% a 7251 punti). Durante la notte Donald Trump ha annunciato di voler tassare ulteriormente le importazioni dalla Cina e questa volta gli investitori si sono veramente spaventati. Il future sull'S&P500 é ora a 2748 punti (-31 punti) - vi ricordiamo che il decisivo supporto si trova a 2742 punti di S&P500 - sotto questo livello inizierà secondo l'analisi tecnica una correzione.
Ieri l'S&P500 ha aperto debole a 2759 punti. Inizialmente é ancora caduta a 2757 punti ma poi ha recuperato con foga e per le 17.15 era tornato a 2773 punti. Per il resto della giornata é oscillato in laterale in pochi punti. Ha toccato un massimo a 2775 punti e ha chiuso a ridosso di questo massimo a 2773.75 punti (-0.21%). Ancora una volta la tecnologia ha sovraperformato e sorretto il mercato. Solo i semicondutttori (SOX -0.99%) hanno avuto un'altra seduta negativa. L'incapacità di questo importante indice di raggiungere un nuovo massimo storico é motivo di preoccupazione malgrado che la tendenza di fondo resta rialzista.
La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3387 su 3563, NH/NL a 706 su 520 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 12.31 punti (+0.33) mentre la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.54. Gli speculatori restano tenacemente long malgrado che da inizio mese l'S&P500 non abbia più fatto sostanziali progressi, il momentum sia in calo e il grafico stia ruotando verso il basso. C'é il rischio che una forte delusione provochi un'ondata di vendite.

Stamattina lo schermo é dominato dal rosso. Le borse sono in forte calo su tutti i fronti. Il Nikkei perde il -1.7% - pesantissime sono le perdite a Shanghai che al momento cade del -4.5%. La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina sta subendo una impressionante escalazione. Il future sull'S&P500 nell'ultima ora ha continuato a scendere - dai 2755 punti agli attuali 2747 punti (-32 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3428 punti - le borse europee apriranno con perdite tra il -1% ed il -1.2%. Il DAX ha supporto sui 12600 punti, l'Eurostoxx50 sui 3400 punti - questi sono i livelli da monitorare oggi - se questi supporto cadono bisogna allacciare le cinture di sicurezza.

Commento del 16-17 giugno

La scadenza dei derivati di giugno avviene nella calma - nessun segnale che le borse sono su un massimo significativo

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.86% a 3505 punti
DAX                         +1.91% a 13010 punti
SMI                          +1.53% a 8642 punti
FTSE MIB                  +3.91% a 22190 punti
S&P500                    +0.01% a 2779.66 punti
Nasdaq100               +1.44% a 7255 punti

Per le borse europee ed americana é stata una settimana positiva. Venerdì, in occasione della scadenza dei derivati di giugno, la seduta é stata negativa ma non abbiamo rilevato nulla che possa confermare l'ipotesi della presenza di un massimo significativo. L'S&P500 (-0.10% a 2779.66 punti) ha perso 3 punti ma ha chiuso a ridosso del massimo giornaliero e 17 punti sopra il minimo. Lo stesso vale per l'Eurostoxx50 (-0.63% a 3505 punti) che alle 10.00 valeva 3516 punti.
Non abbiamo nessun segnale di vendita e nessuna divergenza abbastanza forte da poter giustificare l'apertura di posizioni short.
Venerdì il rapporto NH/NL sul NYSE é stato di 697 su 554 - il calo dei nuovi massimi e l'aumento dei nuovi minimi a 30 giorni mostra un deterioramento della partecipazione ma al momento questo non basta per suggerire l'apertura di posizioni short contro il trend. La tendenza di fondo della borsa americana resta al rialzo con il 61.6% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.26. A livello di sentiment gli investitori restano ottimisti: la volatilità VIX venerdì é scesa a 11.98 punti (-0.14) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61, vicina alla media di lungo periodo. Non rileviamo nessuna euforia come premessa necessaria per una correzione causata da un'eccessiva speculazione al rialzo. Se all'inizio di settimana prossima non ci sono inaspettatamente delle vendite ed una caduta sotto i 2742 punti di S&P500 é possibile che l'S&P500 resti intorno ai 2800 punti fino a fine mese quanto terminerà il primo semestre dell'anno. Senza una ragione particolare é probabile che i portfolio managers manterranno le posizioni e visto che la performances 2018 finora é positiva (S&P500 +3.96%, Eurostoxx50 +0.22%) avranno interesse ad arrivare a fine semestre completamente investiti.
Come potrebbero comportarsi nel prossimo futuro le borse europee? Sicuramente non si muoveranno in maniera opposta agli Stati Uniti ma probabilmente continueranno ad accumulare ritardo e mostrare debolezza relativa. Il settore bancario (SX7E -1.88% a 111.98 punti) resta un sorvegliato speciale. Il calo di questo settore mostra che gli investitori temono una crisi del debito sovrano e normalmente senza la finanza i mercati azionari europei non si muovono. La debolezza delle banche impedirà un rialzo delle borse europee. Settimana scorsa l'Eurostoxx50 (-0.63% a 3505 punti) ha raggiunto il nostro obiettivo a 3500 punti - sopra questo livello non sembra avere potenziale di rialzo. Malgrado che la tendenza di fondo resta da neutra a rialzista non vediamo ragione per comperare.
Venerdì né i nostri indicatori di trading né quelli proprietari basati sulla stocastica (medio termine) hanno dato dei segnali di vendita. Lo scenario più probabile in Europa ed in America per le prossime due settimane é quello di un'oscillazione in laterale sui livelli attuali o poco più in alto. Un'esaurimento del rialzo dell'S&P500 sui 2820-2830 punti é ancora possibile e secondo gli indicatori é pendente.
Non crediamo che ci sarà un rialzo dei tassi d'interesse sia in USD che in EUR - la reazione di settimana scorsa alle decisioni di FED e BCE é stata negativa nel senso che il reddito delle obbligazioni di Stato di prima qualità é sceso. Il cambio EUR/USD (1.1610) dovrebbe restare nel range 1.1510 ed i 1.1850. Un'uscita da questo range significherà che le borse hanno l'intenzione di muoversi in maniera significativa - non é però quello che ci aspettiamo almeno per questo mese. Il sentiment sull'EUR é talmente negativo che una risalita verso gli 1.18+ é più molto probabile che una rottura sotto gli 1.15.
Domani mattina, lunedì 18 giugno, prevediamo che i mercati finanziari si ripresenteranno invariati. Di conseguenza non pubblichiamo un aggiornamento visto che sono ancora a Firenze. Faremo un breve commento unicamente se ci saranno novità di rilievo.

Commento del 15 giugno

La BCE mantiene una politica monetaria espansiva - balzo delle borse europee e tuffo dell'EUR

Ieri l'abituale riunione della Banca Centrale Europea si é conclusa con una parziale sorpresa. La BCE ha lasciato i tassi d'interesse invariati e ha prolungato il QE fino a fine anno. Da settembre la somma dedicata all'acquisto di titoli di Stato verrà ridotta da 30 a 15 Mia di EUR. Come al solito Mario Draghi ha ripetuto che l'EUR é irreversibile e che la BCE farà di tutto per raggiungere i suoi obiettivi di crescita e inflazione. Questo é bastato per dare una frustata alle borse anche se il balzo degli indici azionari sembra più una reazione tecnica di breve durata che qualcosa di più importante e sostenibile. L'Eurostoxx50 é balzato a 3527 punti (+1.37%), ha superato il nostro obiettivo a 3500 punti e ha chiuso vicino al massimo giornaliero. Normalmente la chiusura sul massimo ha il giorno successivo una continuazione. Con questa manipolazione il mercato dovrebbe già essere "ripulito" dai derivati di giugno e oggi non ci aspettiamo più che l'Eurostoxx50 venga risucchiato verso l'alto da questo effetto.
Il cambio EUR/USD é caduto ieri alle 18.00 a 1.1632 (-1.36%) - la correlazione inversa tra borsa e EUR ha funzionato e i due effetti si compensano. Il cambio non dovrebbe scendere decisamente più in basso e l'Eurostoxx50 non dovrebbe salire molto più in alto.
Notiamo un altro effetto interessante. L'indice delle banche SX7E é sceso (!) del -0.21% a 114.13 punti. Tassi d'interesse in calo e la prospettiva che restino su questo livello almeno per ancora un anno pesano sui titoli bancari. Questo effetto dovrebbe persistere.
Il DAX é balzato a 13107 punti (+1.37%). La BCE e Mario Draghi hanno manipolato il mercato secondo i loro desideri e l'imminente scadenza dei derivati di giugno ha aiutato a risucchiare il mercato verso l'alto. La candela di ieri sul grafico del DAX é diversa da tutte quelle che hanno caratterizzato il rialzo da fine marzo - é lunga, bianca e corposa a segnalare un evento che ha scosso il mercato. Non crediamo però che il rialzo possa continuare - quella di ieri é sembrata solo una reazione tecnica e non un cambiamento nelle caratteristiche del trend che resta di base debole. Il DAX potrebbe oggi o lunedì raggiungere il nostro obiettivo iniziale a 13200 punti - il bordo superiore delle BB a 13167 punti (in salita) dovrebbe però fermare questo rialzo che finora era piuttosto di qualità e partecipazione mediocre. Ogni spinta di rialzo nelle scorse settimane era stata con successo contrastata dalle vendite e i progressi giornalieri erano decisamente modesti. Normalmente l'indice terminava la giornata al centro del range giornaliero senza una chiara dominanza degli acquisti. Il future sul Bund é salito a 160.85 (+0.66%) dopo essere ancora sceso sulla MM a 50 giorni che ha servito da supporto - la reazione del Bund é stata modesta se paragonata a quella delle borse - anche per questa ragione pensiamo che ieri abbiamo solo visto il risultato di una sorpresa e non l'inizio di un movimento sostenibile. Il Bund dovrebbe fermarsi sui 161 punti, Durante la "crisi italiana" di fine maggio era salito a 164 - questo a breve non dovrebbe ripetersi. Se il Bund, contro le nostre previsioni, sale decisamente sopra i 161 significa che si prepara un'altra crisi del debito sovrano in Europa. Sarebbe una buona ragione per un ribasso delle borse. Teniamo 'occhio il settore bancario...
Il FTSE MIB (+1.22% a 22486 punti) si é impennato di 270 punti e ha chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo di questo rimbalzo. Non pensiamo che questo rialzo possa continuare - conoscete la nostra previsione di un massimo significativo entro oggi. La seduta di ieri deve aver obbligato gli ultimi short a coprire le posizioni di giugno e ora dovrebbe mancare la benzina. Attenzione però che a livello di indicatori e resistenze esiste ancora spazio verso l'alto. Il FTSE MIB ha superato il massimo della prima decade di giugno e ora la strada é aperta fino al nostro obiettivo a 22750 punti.
Riassumendo ieri le borse europee hanno avuto una buona seduta. Dovrebbe però essere un episodio isolato provocato dalle decisioni della BCE e dalle dichiarazioni di Mario Draghi. L'effetto ieri é stato ampliato dall'imminente scadenza dei derivati di giugno. Non ci aspettiamo una continuazione del rialzo ma piuttosto ci prepariamo ad un massimo significativo che dovrebbe essere seguito da una correzione più o meno ampia.

La borsa americana non si é lasciata sconvolgere dagli eventi europei - ha proseguito il suo lento e costante rialzo con l'abituale contorno di nuovi massimi storici. Anche questa volta i record sono stati raggiunti dalla tecnologia (Nasdaq100 +1.03% a 7279 punti) mentre DJ Industrial (-0.10%) e DJ Transportation (+0.06%) hanno marciato sul posto.
L'S&P500 ha aperto con un balzo di 9 punti a 2784 punti. Prima é salito sul massimo a 2789 punti - poi é sceso sul minimo a 2776 punti. Per le 17.00 aveva fissato il range giornaliero. Dopo é risalito di una manciata di punti e si é limitato ad oscillare in laterale fino alla chiusura a 2782.49 punti (+0.25). Notiamo che per la quarta seduta consecutiva l'S&P500 si é fermato sui 2790 punti!
La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 3780 su 3122, NH/NL a 681 (pochi) su 359 (in sensibile aumento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ricaduta a 12.12 punti (-0.82) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta bassa a 0.50. La MM a 10 giorni di questo indicatore é a 0.54 - questo dovrebbe bastare per provocare a breve una correzione dell'S&P500. Non sappiamo però se avremo una correzione significativa (-10%) o un semplice consolidamento o correzione minore (-3%). Ne discuteremo nell'analisi del fine settimana. Stasera parto per Firenze e torno lunedì sera. Il commento di sabato e domenica apparirà in forma ridotta ma cercherà di dare una risposta ad una domanda che ci perseguita da settimane - oggi le borse toccheranno un massimo significativo e in caso affermativo che tipo di correzione seguirà ?

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Il Nikkei sta salendo del +0.48%, Shanghai sta scendendo del -0.7%. Il future sull'S&P500 é a 2788 punti (-1 punto). È ancora presto (07.50) per avere delle indicazioni sui mercati europei ma ci aspettiamo un'apertura con indici praticamente invariati (+0.1%/+0.2%). Oggi scadono i derivati di giugno. Ci aspettiamo alcuni rapidi movimenti di assestamento ma per saldo gli indici azionari europei dovrebbero marciare sul posto. Nei commenti sugli indici americani delle 14.00 esamineremo la possibilità di un'impennata finale dell'S&P500 sopra i 2800 punti. La resistenza intermedia a 2790 punti ed il massimo di marzo a 2802 punti sembrano però un ostacolo robusto.

Commento del 14 giugno

La FED alza i tassi d'interesse del +0.25% - il target dei FED Funds é ora a 1.75%-2% - borse tranquille

Ieri le borse europee sono rimaste in attesa dell'esito delle riunioni delle banche centrali - si sono mosse a caso nel range di martedì e hanno terminato la seduta senza sostanziali variazioni. Per l'Eurostoxx50 questo ha significato un guadagno di 4 punti che ha fatto salire l'indice a 3479 punti (+0.11%). Il massimo giornaliero é stato di 3488 punti - la barriera magica dei 3500 punti é vicina ma rimane intoccata. A livello di analisi tecnica non c'é nulla di nuovo da dire. La scadenza dei derivati di giugno di venerdì potrebbe corrispondere ad un massimo significativo - al momento vediamo però solo un mercato stanco che non riesce a fare progressi - non abbiamo segnali di vendita o di imminente inversione di tendenza. In un ottica a medio termine ci preoccupa la continua debolezza relativa del settore bancario (SX7E -0.51% a 114.37 punti) - l'indice é rimbalzato dai 110 punti di fine maggio ma poi non é più riuscito a fare progressi - sembra attendere una buona opportunità per un nuovo profondo tuffo verso il basso.
Le medie mobili (MM) a 30, 50 e 200 gioni sull'Eurostoxx50 si sono riunite sui 3500 punti - sembra che questo sia un buon livello di equilibrio e un buon punto di riferimento.
Le altre borse europee si sono comportate più o meno come l'Eurostoxx50 - sono oscillate durante la giornata in pochi punti e l'esito finale della seduta sembra casuale. Il DAX (+0.38% a 12890 punti) e il FTSE MIB (+0.44% a 22216 punti) hanno guadagnato qualche punto, l'SMI (-0.07% a 8634 punti) ne ha persi 6. Probabilmente sono già in corso le operazioni di aggiustamento in relazione alla scadenza dei derivati di giugno. Chi deve chiudere posizioni o effettuare dei report non attende all'ultimo minuto.

La borsa americana ha atteso tranquilla fino alle 20.00 le decisioni della FED. La banca centrale americana ha alzato come atteso e previsto i tassi d'interesse di riferimento sull'USD del +0.25%. Il nuovo target per i FED Funds é a 1.75%-2%. Considerando inflazione e crescita economica questo costo del denaro é ancora basso e la politica monetaria della FED resta espansiva. In effetti la reazione dei mercati finanziari é stata compassata. In borsa ci sono state delle vendite e delle prese di beneficio (S&P500 -0.40% a 2775.63 punti) mentre gli US Treasury Bond sono saliti facendo scendere i tassi d'interesse di mercato. Il cambio EUR/USD é brevemente caduto a 1.1730 ma torna stamattina a 1.1805. Malgrado che la FED abbia dipinto un quadro roseo della situazione economica negli Stati Uniti, che abbia previsto una crescita economica robusta e preventivato ulteriori aumenti dei tassi d'interesse gli investitori sono rimasti tranquilli e hanno mantenuto la rotta. Questo significa che non abbiamo avuto, malgrado la seduta negativa, nessun segnale di vendita e nessuna divergenza che possa indicare una imminente inversione di tendenza. Quella di ieri sembra una normale seduta negativa all'interno di un rialzo intatto. Non c'é stato un key reversal day.
L'S&P500 ha aperto praticamente invariato a 2788 punti e fino alle 20.00 é oscillato tra i 2786 ed i 2791 punti. Dopo l'annuncio della FED l'indice é caduto a 2778 punti ed é poi balzato a 2789 punti (massimo di lunedì e martedì e ora resistenza intermedia). Sul finale delle vendite hanno fatto scendere e chiudere l'indice sul minimo giornaliero a 2775 punti. La tecnologia ha mostrato ancora una volta forza relativa (Nasdaq100 -0.05% a 7205 punti) e questa é una delle ragioni che ci inducono a credere che la perdita di ieri sia insignificante. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2539 su 4340, NH/NL a 774 su 315 e volume relativo. I volumi di titoli trattati sono aumentati ma non in maniera tale da segnalare una particolare importanza di questa seduta. La volatilità VIX é lievitata a 12.94 punti (+0.60%) - la CBOE Equity put/call ratio é stata piuttosto bassa a 0.54. Gli investitori restano ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Riassumendo non rileviamo in questa giornata nulla di particolare. La tendenza della borsa americana resta al rialzo e la nostra previsione di fondo non cambia. Venerdì termina un ciclo ma non sappiamo ancora se dopo segue una correzione che vale la pena seguire con posizioni short. Tra l'altro ieri il Nasdaq100 ha toccato un nuovo massimo storico a 7261 punti prima di ricadere a 7205 punti - questo potrebbe essere un momentaneo esaurimento di trend ma ricordiamo che é meglio evitare di shortare un mercato che fà un nuovo massimo - ci si può provare unicamente se c'é un key reversal day (forte escursione giornaliera, netta perdita alla fine della giornata, alti volumi) - ieri non é stato il caso.

Stamattina alle 06.30 il future sull'S&P500 era a 2779 punti - ora (08.00) é a 2776 punti (-3 punti) - significa che gli europei sono almeno all'inizio della giornata venditori. Vi ricordiamo che oggi si riunisce la BCE. Alle 13.45 verranno comunicate le decisioni di politica monetara prese durante la seduta - i tassi d'interesse resteranno invariati. Durante la conferenza stampa delle 14.30 Mario Draghi dovrà spiegare cosa intende fare con il QE dopo le turbolenze di maggio che hanno coinvolto l'Italia. Noi pensiamo che il QE verrà prolungato oltre la prevista scadenza di settembre. Non é un segnale di estrema fiducia nella crescita economica in Europa e nella stabilità del sistema finanziario europeo. Vedremo come reagiranno i mercati.
L'Eurostoxx50 vale ora 3467 punti (-12 punti) - le borse europee apriranno in calo del -0.3%/-0.5%. Dovrebbero fermarsi qui fino nel pomeriggio. Poi vedremo...
Per la cronaca le borse asiatiche sono in calo dopo che la Bank of Japan ha annunciato un mini tapering - una limitata riduzione degli acquisti mensili di titoli di Stato. Il Nikkei sta perdendo il -0.97%. Shanghai é in calo del -0.4%.

Commento del 13 giugno

Borse ferme in attesa delle Banche Centrali - nuovo massimo storico marginale del Nasdaq100


Ieri gli indici azionari europei ed americani si sono mossi in pochi punti ed hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni.
La differenza di forza tra Stati Uniti ed Europa é stata ancora una volta rispettata. L'S&P500 ha guadagnato 5 punti, ha toccato un nuovo massimo mensile a 2789 punti ed ha chiuso a 2786.85 punti (+0.17%). L'Eurostoxx50 ha perso 4 punti, ha toccato la mattina un massimo a 3497 punti, é sceso nel pomeriggio su un minimo a 3472 punti e ha chiuso poco sopra a 3475 punti (-0.13%). L'euforia provocata dall'incontro tra Donald Trump e Kim Jong-un é duranta unicamente qualche ora - una reazione corretta visto che non é stata raggiunto nessun risultato concreto. L'apertura americana nei riguardi della Corea del Nord é sicuramente un passo positivo - il cammino fino alla pace e alla denuclearizzazione della penisola coreana é ancora lungo e irto di ostacoli.

La seduta di ieri in Europa non fornisce interessanti argomenti all'analisi tecnica. L'Eurostoxx50 ha nuovamente sfiorato l'obiettivo del rialzo a 3500 punti mentre il DAX (-0.00% a 12842 punti) ha toccato un nuovo massimo mensile a 12948 punti poco lontano dall'obiettivo indicativo a 13000 punti. La realtà é però che le borse hanno marciato sul posto. Anche il FTSE MIB (+0.15% a 22119 punti) non ha combinato molto e il rally di lunedì non ha avuto una sostenibile continuazione - sembra ora un semplice rimbalzo tecnico e non l'inizio di una fase di rialzo.
Restiamo dell'opinione che le borse europee possono guadagnare ancora qualche punto nella scia di New York - non sembrano però avere potenziale di rialzo e soprattutto non riescono a sviluppare forza propria. Appena il rialzo in America finirà e ci sarà una correzione l'Europa rischia un tonfo.

Anche la seduta a Wall Street non ci ha riservato sorprese. L'S&P500 (+0.17% a 2786.85 punti) si é nuovamente mosso in una decina di punti - ha confermato il rialzo guadagnando altri 5 punti e avvicinandosi alla barriera dei 2800 punti. Ancora una volta é stata la tecnologia a brillare. Pensavamo che il Nasdaq100 non fosse ancora pronto per il decisivo balzo sopra i 7200 punti. Invece l'indice ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 7214 punti e ha chiuso poco più in basso a 7209 punti (+0.57%).
L'S&P500 ha aperto in guadagno a 2787 punti. Nelle prime ore della seduta é oscillato su questo livello. A metà giornata si é issato fino a 2789 punti ma poi é caduto a 2779 punti di minimo. Sul finale é risalito a 2786 punti e ha chiuso sul livello d'apertura lasciando sul grafico un piccolo doji. La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3512 su 3368, NH/NL a 903 su 263 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é rimasta ferma a 12.34 punti (-0.01) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.50. Quest'ultimo dato segnala speculazione al rialzo - come sapete dopo un paio di giorni con p/c ratio sotto i 0.5 c'é spesso un massimo sull'S&P500 - questo é per lo meno quello che ci aspettiamo entro venerdì.
A questo punto é necessario fare una doverosa osservazione. Il rialzo in America é finora solido e costante. La previsione di un massimo venerdì sui 2820-2830 punti di S&P500 é finora un'ipotesi senza conferme. Al momento c'é una promettente combinazione di ipercomperato, eccesso di rialzo, sopravvalutazione fondamentale e ottimismo che costituisce una buona premessa per un'inversione di tendenza. Non abbiamo però ancora nessun segnale di vendita - neanche da quegli indicatori che usiamo per il trading e che provano ad anticipare i punti tornanti. Agli investitori conviene attendere conferme prima di provare ad aprire posizioni contrarie a questo trend.

Stasera conosceremo il risultato della prima importante riunione di una banca centrale della settimana. Alle 20.00 la FED dovrebbe comunicare l'aumento dei tassi d'interesse americani di un +0.25%. La mossa é attesa e scontata. Importante sarà invece capire come intende procedere la FED nel futuro. In questo senso le attese del mercato sembrano discordanti - stamattina i tassi d'interesse di mercato scendono mentre l'USD si rafforza (EUR/USD a 1.1750) - il future sull'S&P500 sale a 2794 punti (+5 punti). Sarebbe interessante e rivelatore se oggi si verificasse un key reversal day sull'S&P500. Questo significa che l'S&P500 dovrebbe impennarsi a 2820 e poi ricadere e chiudere in negativo con volumi in aumento - sembra un esito poco probabile ma sarebbe un segnale chiaro che l'S&P500 ha toccato un massimo significativo. L'atteso massimo non deve verificarsi venerdì in occasione della scadenza dei derivati di giugno ma entro venerdì!

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei sale del +0.36% - Shanghai scende del -0.6%. L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3478 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno. Probabilmente oggi non succederà nulla e gli indici azionari europei si muoveranno appena. Prima della riunione della FED e della BCE (domani) nessuno oserà prendere iniziative.

Commento del 12 giugno

"A fantastic meeting - a lot of progress - top of the line" - straordinario rimbalzo del FTSE MIB (+3.42%)

Stanotte Donald Trump e Kim Jong-un si sono incontrati a Singapore. Secondo i commenti il meeting ha avuto un risultato positivo - i due leaders hanno discusso per ore e sembra che abbiano fatto progressi in direzione di un avvicinamento tra i due Paesi - alla fine é stato firmato un documento di intenti. Nessuno si aspettava risultati concreti da questo primo incontro - i mercati finanziari accolgono con soddisfazione questo esito positivo. Il future sull'S&P500 (settembre) é a 2789 punti (+2 punti) - l'S&P500 vale circa 2791 punti e balza di conseguenza di 9 punti rispetto alla chiusura di ieri sera a New York (+0.11% a 2782.00 punti) - il rialzo continua secondo i piani.

Facciamo un passo indietro. Ieri gli investitori misteriosamente hanno nuovamente cambiato opinione e hanno comperato Italia e banche - un miracolo o una pura manipolazione del mercato effettuata da un manipolo di potenti e decisi traders? Non lo sappiamo e non importa. In fondo la borsa si é comportata come previsto e l'Eurostoxx50 si dirige verso l'obiettivo a 3500 punti. L'unico problema dal nostro punto di vista é che la spinta é stata possente ed ha avuto una chiara leadership - le banche (SX7E +2.83% a 114.99 punti) - ieri sera l'indice ha chiuso sul massimo giornaliero e con un buon guadagno di 33 punti. Normalmente una seduta del genere ha una continuazione e 20 punti fino ai 3500 punti sono relativamente pochi. La ragione principale del buon comportamento dell'Eurostoxx50 é stato un inatteso e straordinario balzo del FTSE MIB italiano (+3.42% a 22086 punti). Sapevamo che le borse europee potevano all'inizio di questa settimana salire in scia a New York. Mai però ci saremmo aspettati una reazione di questo tipo dalla borsa italiana. Non sappiamo per quale miracolo lo spread sui titoli di Stato é crollato a 236 punti (-12%) e le azioni delle aziende italiane si sono involate. Tecnicamente abbiamo ora un fragile doppio minimo sui 21250 punti di FTSE MIB con una divergenza positiva sulla RSI. Considerando che ci aspettiamo ancora alcune giornate di rialzi il FTSE MIB potrebbe ancora salire ma non abbiamo idea fino a dove. Sono le emozioni e le operazioni speculative dei traders a scuotere il mercato e queste sono difficilmente prevedibili anche perché il trend cambia repentinamente e senza ragione apparente. È però sicuro che il rally di ieri deve avere una continuazione. Provvisoriamente riprendiamo come obiettivo quei 22750 punti indicati nel commento del 6 giugno. Vediamo oggi cosa potrebbe significare il gap di ieri in apertura. Potremmo avere una morning star o un bambino abbandonato - entrambi bullish.
Per il resto c'é poco da dire. Il DAX é salito a 12842 punti (+0.60%) e si dirige verso l'obiettivo a 13000 punti. L'SMI svizzero (+1.31% a 8623 punti) ha imitato in piccolo il FTSE MIB. È rimbalzato per forza di cose dal supporto sui 8500 punti grazie alle banche e ad una buona reazione delle azioni delle società farmaceutiche. Dubitiamo che questa reazione possa essere più di un rimbalzo tecnico fino ai 8760-8800 punti ma dopo solo una giornata é difficile dirlo.
Al momento non abbiamo nessuna ragione per cambiare la nostra previsione che vede salire le borse europee ed americana su un massimo significativo entro venerdì.

La seduta a New York é stata positiva ma di attesa. Gli indici sono saliti ma con un certo timore e senza eccessi. L'S&P500 ha aperto in pari a 2780 punti, é rimasto su questo livello fino alla chiusura in Europa ed é poi salito a 2790 punti di massimo. È rimasto ore fermo a ridosso di questo livello e poi sul finale é ricaduto a 2782.00 punti (+0.11%). In fondo si é trattato di una seduta tranquilla che ha visto l'S&P500 muoversi in soli 10 punti. La tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 +0.22% a 7168 punti) ma il leader del mercato é stato il settore dei trasporti (DJT +1.06%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4010 su 2936, NH/NL a 1026 su 280 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é lievitata a 12.35 punti (+0.17) mentre la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.54. I traders si preparano ad un'impennata della VIX - i piccoli speculatori puntano ancora sul long - nel complesso i dati sul sentiment si sviluppano in maniera soddisfacente. Manca ancora euforia.

Stamattina le borse asiatiche salgono ma senza entusiasmo. Il Nikkei guadagna il +0.4%, Shanghai lievita del +0.8%. L'Eurostoxx50 vale ora 3493 punti (+13 punti). Non crediamo che dopo la buona apertura ci saranno ulteriori sostanziali progressi. Prima delle importanti riunioni di FED (domani) e BCE (giovedì) gli investitori saranno prudenti.

Aggiornamento del 11 giugno

Il G7 termina senza risultati concreti - America first diventa un America contro tutti

Nell'analisi del fine settimana non abbiamo parlato dell'incontro del G7 in Canada. Questa era una scelta e non una mancanza. Non ci aspettavamo da questo meeting nulla in grado di cambiare il corso dei mercati finanziari. In effetti non é scaturito niente di concreto. Si capisce solo che i grandi della terra stanno litigando e che per il momento non esiste accordo su praticamente nessun tema. La politica di Trump di voler prediligere gli interesse degli Stati Uniti é ormai diventata uno scontro con i suoi alleati storici su molti argomenti e soprattutto sul piano commerciale. A questo si aggiunge il problema della volubilità e imprevedibilità del Presidente degli Stati Uniti Trump che reagisce stizzito a qualsiasi opposizione e dichiarazione di disaccordo e cambia idea da un momento all'altro. Non é chiaro se il problema dell'enorme deficit commerciale degli Stati Uniti sia più americano o dei Paesi che esportano in questo Paese. Gli Stati Uniti si indebitano e comprano troppe merci e servizi dall'estero - se Trump vuole ridurre il disavanzo commerciale usando dazi punitivi avranno tutti qualcosa da perdere - la conseguenza sarà sicuramente un rallentamento economico causato da una diminuzione dei consumi americani efffettuati grazie alla leva del debito. Per il momento la situazione é talmente confusa che i mercati finanziari hanno semplicemente deciso, come noi, di ignorarla fino a quando non ci sarà qualcosa di concreto sul tavolo. Nel frattempo Donald Trump é volato a Singapore per incontrare il dittatore nordcoreano Kim Jong-un - un'altro meeting che terminerà con un nulla di fatto e probabilmente con un Donald Trump infuriato e twitterante.

Il fallimento del G7 lascia poche tracce negative sui mercati finanziari. Il future sull'S&P500 a scadenza settembre (da oggi usiamo questo contratto visto che quello di giugno scade venerdì) é a 2779 punti (-3 punti). Il cambio EUR/USD é fermo a 1.18. Le borse asiatiche sono miste - il Nikkei guadagna il +0.5% - Shanghai é in calo del -0.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3450 punti (+3 punti) - le borse europee apriranno praticamente invariate. Questa settimana l'attenzione degli investitori si concentrerà sulle importanti riunioni delle banche centrali americana ed europea. Fino a mercoledì non dovrebbe succedere molto.

Commento del 9-10 giugno

Gli investitori diventano selettivi e mostrano chiare preferenze

È difficile dire qualcosa di nuovo quando i mercati si sviluppano secondo le attese e le previsioni. Da settimane ripetiamo che la tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo e che l'S&P500 (+0.31% a 2778.03 punti) deve salire nel range 2750-2800 per la metà di giugno. Qui dovrebbe verificarsi un massimo significativo e deve seguire per lo meno una correzione se non un ribasso. Questa settimana abbiamo unicamente fatto degli aggiustamenti. L'S&P500 é talmente forte che il massimo potrebbe essere marginalmente sopra i 2800 punti (2820-2830 punti) dopo una rottura sopra la resistenza e massimo di marzo a 2801 punti. Le borse europee sono relativamente deboli e seguono l'America a distanza più per inerzia che per convinzione. Inizialmente a maggio avevamo fissato un obiettivo per l'Eurostoxx50 (-0.36% a 3447 punti) a 3600 punti. Poi, considerando la situazione tecnica di alcuni mercati del sud Europa dopo il vuoto d'aria causato dalla crisi politica in Italia, abbiamo abbassato questo obiettivo a 3500 punti. Non abbiamo ritenuto necessario cambiare opinione malgrado che martedì l'Eurostoxx50 sia salito su un massimo a 3497 punti e giovedì ci sia stata ancora un'impennata fino ai 3490 punti.
Gli investitori stanno diventando selettivi. Noterete confrontando le performances settimanali che non solo l'Europa rimane staccata dall'America ma che anche in Europa ci sono mercati più forti (DAX, AEX, IBEX e PSI (!)) e altri più deboli (FTSE MIB, SMI). È evidente che gli investitori rimangono molto scettici nei riguardi del nuovo governo italiano e hanno continuato a vendere le azioni del FTSE MIB (-1.89% a 21356 punti), specialmente le banche che detengono enormi posizioni di titoli di Stato e di NPL. Per ragioni diverse FTSE MIB e SMI (-0.42% a 8512 punti) hanno sfiorato venerdì un nuovo minimo annuale. La tendenza di fondo di questi due mercati é ora al ribasso dopo che il rimbalzo iniziato la settimana prima si é rivelato una bolla di sapone. La borsa italiana é condizionata dalla sfiducia che circonda il nuovo governo -  la borsa svizzera é vittima della sua struttura fortemente dipendente da una manciata di titoli - il settore farmaceutico soffre e trascina l'SMI verso il basso. Il problema politico italiano é destinato nel futuro a peggiorare se il governo segue, come dovrebbe, il suo programma. La situazione delle aziende farmaceutiche potrebbe invece ribaltarsi velocemente visto che il ribasso sembra eccessivo ed in parte ingiustificato.

Seguiamo a distanza la crisi di alcune economie emergenti. A distanza poiché non siamo coinvolti in queste borse ma con attenzione poiché il problema potrebbe travolgere i mercati finanziari di tutto il mondo se la FED continua ad alzare i tassi d'interesse e ridurre la somma di bilancio. La liquidità In USD verrebbe risucchiata dall'America e dagli USTreasury Bonds e verrebbe a mancare nel resto del mondo. Le banche centrali di Indonesia e India hanno lanciato gridi d'allarme. Settimana scorsa l'Argentina ha ottenuto dal FMI un credito di 50 Mia per sostenere l'economia mentre il Real brasiliano é in caduta libera e trascina nel vortice anche la borsa (Bovespa performance settimanale -5.56%). Il problema dela Turchia é simile (BIST 100 performance settimanale -3.32%).
Le riunioni di settimana prossima della FED americana (mercoledì 13 giugno - comunicato alle 20.00) e della BCE (giovedì 14 giugno - decisione alle 13.45 - conferenza stampa di Draghi alle 14.30) potrebbero essere decisive e determinare quell'inversione di tendenza pronosticata dall'analisi tecnica su base ciclica. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.25% a 3447 punti
DAX                         +0.33% a 12744 punti
SMI                          -1.24% a 8512 punti
FTSE MIB                  -3.41% a 21356 punti
S&P500                    +1.62% a 2779.03 punti
Nasdaq100               +0.97% a 7152 punti

La seduta di venerdì in Europa non ha riservato sorprese - solo conferme. L'Eurostoxx50 ha perso 12 punti (-0.36% a 3447 punti) - ha trascorso tutta la giornata in negativo, ha toccato un minimo a 3422 punti verso le 10.15 e poi ha recuparato grazie al buon comportamento della borsa americana. Rimangono i problemi conosciuti - ci riferiamo in particolare alla debolezza del settore bancario (SX7E -1.04% a 11.82 punti, performance settimanale del -1.41%). DAX (-0.35% a 12766 punti) e SMI (-0.42% a 8512 punti) si sono comportati in maniera simile. Il FTSE MIB invece é nuovamente crollato del -1.89% a 21356 punti mentre lo spreads sui titoli di Stato é salito a 268 bsp (+7%) - sul corto termine gli investitori pretendono un maggiore spread dall'Italia che dalla Grecia - assurdo. Purtroppo gli investitori sono sfiduciati e gli speculatori approfittano dell'occasione - sarà difficile per l'Italia uscire da questa spirale negativa visto che non possono intervenire a sostegno dei loro titoli - l'iniziativa é nelle mani della BCE che in parte ha le mani legate dalle regole di equità.
L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3452 punti - é probabile che lunedì le borse europee riprovino a salire ma evidentemente sono appesantite e non c'é potenziale di rialzo.

La seduta a Wall Street é andata decisamente meglio. L'S&P500 ha aperto in calo a 2767 punti ma ha chiuso sul massimo a 2779.03 punti (+0.31%) con un guadagno di 8 punti. Nulle di speciale - una conferma però che il rialzo é solido e costante - questa settimana l'A/D sull'S&P500 é rimasta costantemente positivo e la partecipazione al movimento sta migliorando invece che peggiorare avvicinandosi ad un massimo. Il bordo superiore delle BB é salito a 2775 punti e accompagna il movimento. Il Nasdaq100 si é fermato (-0.03% a 7152) in quello che sembra un sano consolidamento necessario per abbattere l'ipercomperato (la RSI giornaliera é ridiscesa a 66.40 punti) prima della ripresa del rialzo.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3809 su 3069, NH/NL a 780 su 239 e volume relativo 0.9. La volatilità VIX si é stabilizzata a 12.18 punti (+0.05%) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.60 (MM a 10 giorni a 0.57) - dai dati traspare molto ottimismo ma non ancora quella euforia necessaria per un massimo significativo - ci arriveremo settimana prossima!

Commento dell'8 giugno

L'ipercomperato frena la corsa dell'S&P500 (-0.07% a 2770.37 punti)

Ieri le borse europee hanno terminato la seduta senza sostanziali variazioni. Questo risultato é però deludente - considerando le buone premesse gli indici azionari europei avrebbero dovuto salire parecchio e invece hanno ancora una volta mostrato debolezza cedendo terreno alla prima occasione. A corto termine possono ancora salire ma il potenziale di rialzo é modesto e appena l'America comincerà a correggere l'Europa rischia di affogare. Manteniamo il nostro obiettivo indicativo di 3500 punti di Eurostoxx50 (-0.03% a 3459 punti).
L'Eurostoxx50 ha aperto baldanzoso e sullo slancio é salito a 3490 punti. Sulla soglia dei 3500 punti é stato ancora una volta respinto verso il basso e ha chiuso con una leggera perdita. Le borse europee non salgono malgrado i segnali positivi provenienti dall'America. Temiamo il momento in cui il rialzo in America finirà. L'indice delle banche SX7E é salito a 113 punti (+0.49%) - l'indice ha approfittato di un momentaneo rialzo dei tassi d'interesse in Europa. Se abbiamo ragione per quel che riguarda la nostra previsione sul Bund questo effetto positivo deve sparire a breve.
Le altre borse hanno imitato l'Eurostoxx50. Il DAX (-0.15% a 12811 punti) é partito la mattina al rialzo tentando di copiare il buon esempio proveniente da New York. L'indice ha toccato un massimo verso le 09.30 e per il resto della giornata é scivolato verso il basso con una breve reazione positiva sul finale. Alla fine é rimasta una leggera perdita di 19 punti a confermare che manca forza d'acquisto.
Il FTSE MIB (-0.18% a 21767 punti) ha nuovamente perso qualche punto con titoli bancari molto deboli. Da settimane sul grafico del FTSE MIB appaiono quasi solo candele rosse. Prepariamoci ad una discesa su nuovi minimi annuali appena la tregua tra mercati e politica finirà. Lo spread sui titoli di Stato, EUR e beni rifugio come Bund o CHF rimangono i termometri della crisi latente nel sistema finanziario europeo. Il cambio EUR/USD é risalito a 1.1810. Il massimo giornaliero é stato a 1.1840. Il nostro obiettivo del rimbalzo a 1.18 é stato raggiunto. Una continuazione del rimbalzo in direzione degli 1.20+ é possibile ma poco probabile. La tendenza di fondo sta passando al ribasso e quindi questo rimbalzo non dovrebbe superare un ritracciamento del 50% della precedente spinta di ribasso. Se la tendenza invece resta neutra il rimbalzo potrebbe essere del 62% con potenziale massimo a 1.2060.

Da alcuni giorni in America parlavamo di ipercomperato (specialmente sul Nasdaq) e segnalavamo candele sui grafici al di fuori del bordo superiore delle Bollinger Bands. A breve doveva esserci una pausa o una correzione minore per eliminare questi eccessi. In effetti ieri l'S&P500 (-0.07% a 2770.37 punti) si é fermato e il Nasdaq100 (-0.79% a 7152 punti) ha corretto. Questo sano consolidamento non sembra mettere in discussione il rialzo di corto termine - un massimo significativo non dovrebbe verificarsi prima di settimana prossima.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2776 punti ed é ancora salito a 2779 punti. Questa impennata potrebbe essere un esaurimento di trend e quindi é possibile che questo sia un massimo significativo ma non crediamo - almeno non abbiamo nessun segnale o conferma. Annotiamo però questi 2779 punti con un punto di domanda. Poi l'S&P500 é sceso ad ondate fino alle 20.00 sul minimo a 2760 punti ed é risalito in chiusura a 2770 punti. La seduta al NYSE é stata debolmente negativa con A/D a 3300 su 3597, NH/NL a 1103 su 275 (praticamente uguale a mercoledì) e volume relativo a 1.0. A livello di sentiment é cambiato poco - la volatilità VIX é salita a 12.13 punti (+0.49) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.56 (ancora nettamente sotto la media a 0.63).
La RSI sul Nasdaq100, mercoledì a 72.70 punti, é scesa a 66.42 punti. Il bordo superiore delle BB sull'S&P500 é a 2767 punti. L'iperomperato e l'eccesso di rialzo di cortissimo termine stanno sparendo. Tra una o due sedute il rialzo in America potrebbe riprendere e terminare come previsto il 15 giugno.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei ha perso il -0.5% - Shanghai scende del -1.7%. Il future sull'S&P500 é a 2764 punti (-8 punti) - mentre stavamo scrivendo ha perso ancora 4 punti. L'Eurostoxx50 vale ora e 3430 punti. Le borse europee apriranno con un tuffo del -0.8%. Durante la notte il FMI ha concesso un credito all'Argentina di 50 Mia di USD - le economie dei Paesi emergenti con un deficit nella bilancia dei pagamenti e debiti in USD sono in difficoltà a causa della politica monetaria della FED e della forza del USD. Vi ricordiamo i casi della Turchia e gli appelli di India e Indonesia. Queste crisi dei Paesi emergenti stanno innervosendo gli investitori che temono una mancanza di liquidità sui mercati delle obbligazioni. Presto o tardi anche i mercati azionari saranno coinvolti.

Commento del 7 giugno

Nuovi massimi storici (Nasdaq Comp, Nasdaq100, Russell2000) in America - le borse europee seguono a fatica e a distanza

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta positiva. Nulla di particolare - l'Eurostoxx50 ha guadagnato 4 punti ed é salito a 3460 punti (+0.12%) dopo essere sceso nel pomeriggio fino ai 3434 punti di minimo. L'indice ha semplicemente terminato la giornata sul livello d'apertura che era stato dettato dal buon comportamento della borsa americana la sera prima. Oggi avremo lo stesso effetto grazie all'impennta ieri dell'S&P500 a 2772.35 punti (+0.86%). Le borse europee seguono a fatica e a distanza l'America - lo possiamo vedere anche nei dettagli. Ieri i tassi d'interesse su EUR e USD sono saliti. Questo come d'abitudine ha aiutato il settore bancario. Quello europee, ancora ipervenduto, avrebbe dovuto reagire di più - l'indice SX7E (112.45 punti) si é limitato ad un +1.05%. A Wall Street invece l'indice BKX é balzato del +2.07% - una bella differenza.
Tutti gli indici azionari europei si sono mossi in maniera simile. Il DAX é salito a 12830 punti (+0.34%), L'SMI é rimbalzato a 8545 punti (+0.08%) e il FTSE MIB ha recuperato a 21807 punti (+0.26%). A corto termine gli indici azionari europei dovrebbero continuare a salire seguendo l'America. Abbiamo previsto che questa spinta di rialzo si deve esaurire alla fine di settimana prossima - forse la spinta si smorzerà prima poiché in America notiamo già un eccessivo ottimismo. Il nostro obiettivo per l'Eurostoxx50 rimane a 3500 punti malgrado che ieri sera alle 22.00 l'indice valesse già 3478 punti. Tra obiettivi grafici e realtà ci sono sempre delle differenze matematiche. L'obiettivo teorico sul FTSE MIB é a 22750 punti - troppo distante se paragonato ai 3600 punti di Eurostoxx50...

A Wall Street c'é stata un'altra convincente seduta di rialzo che ha permesso a numerosi indici di salire su dei nuovi massimi storici - ci riferiamo in particolare ai settori della tecnologia (Nasdaq Composite +0.67% e Nasdaq100 +0.60% a 7210 punti) e delle piccole e medie imprese (Russell2000 +0.68%). Gli indici hanno chiuso sul massimo giornaliero e con sostanziali guadagni - questa volta anche energia e banche hanno partecipato alla festa.
L'S&P500 é salito a 2772.35 punti (+0.86%) ed é profondamente entrato nel range 2750-2800 punti che costituisce il nostro obiettivo per questa spinta di rialzo. Lentamente il bordo superiore delle Bollinger Bands (2761 punti) comincia a salire e accompagnare il movimento.
L'S&P500 ha aperto a 2754 punti e all'inizio é ridisceso a 2748 punti. Poi fino alle 17.45 é salito fino ai 2761 punti dove é rimasto fin verso le 20.00. Infine c'é stato un primo balzo fino ai 2766 punti, una pausa ed un ultimo balzo fino ai 2772 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4499 su 2467, NH/NL a 1172 (in aumento!) su 259 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 11.64 punti (-0.76) mentre la CBOE Equity put call ratio é rimasta bassa a 0.53. Lentamente l'ottimismo si sta trasformando in euforia ed eccesso di speculazione al rialzo. Ora abbiamo un problema "di lusso" - se il rialzo continua a questo ritmo l'S&P500 non può arrivare a 2800 punti (al massimo) entro venerdì prossimo - o sale più in alto, o il massimo si verifica prima di venerdì o ci sarà ancora una piccola correzione intermedia. Crediamo quasi che l'S&P500 possa salire più in alto e raggiungere un massimo definitivo sui 2820-2830 punti - questo perché le ultime simili spinte di rialzo sono state di circa 150 punti - dall'ultimo minimo intermedio a 2676 punti il calcolo é presto fatto...

Stamattina il Nikkei sta guadagnando quasi il +1% - Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 lievita a 2774 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3475 punti - guarda caso più o meno lo stesso livello raggiunto ieri sara alle 22.00. L'Europa si adatta all'America senza mostrare vita propria. Le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.4% - stasera dovremmo ritrovare gli indici sul livello d'apertura.

Commento del 6 giugno

Il comportamento durante la seduta ci mostra che le borse europee sono in difficoltà - America al rialzo come da copione

Ieri le borse europee, grazie alla buona chiusura la sera prima a Wall Street, hanno aperto in positivo e sono salite fin verso le 13.00. Non sono però riuscite a difendere i guadagni - nel pomeriggio gli indici azionari sono ridiscesi ed hanno chiuso sui minimi giornalieri. Non si é trattato di un key reversal day visto che le perdita a fine giornata erano modeste e alcuni indici (DAX, AEX, PSI) sono riusciti a salvare qualche punto di guadagno. È però evidente che le borse europee sono in difficoltà - i venditori riappaiono con regolarità annullando buona parte dei guadagni causati da quegli investitori che provano a replicare il rialzo americano. Evidentemente le condizioni in Europa sono diverse.
Ieri sul grafico dell'Eurostoxx50 (-0.37% a 3456 punti) é apparsa una lunga candela rossa con un piccolo corpo in basso. Questa shooting star in concomitanza con un massimo giornaliero a 3497 punti ispira poca fiducia. Per lo meno l'indice non ha chiuso sul minimo giornaliero e sul livello d'apertura creando un pericoloso gravestone doji. Lasciando da parte le strane definizioni delle candele giapponesi l'Eurostoxx50 ha avuto una seduta negativa che contrasta con il buon comportamento della borsa americana. Sono bastate un paio di dichiarazioni della nuova dirigenza italiana a mettere in subbuglio il settore finanziario (indice delle banche europee SX7E -2.12% a 111.28 punti) e far scendere le borse dopo lo zenit raggiunto intorno alle 13.00. La perdita di 13 punti non é importante. L'Eurostoxx50 però non riesce a salire - se non sale cadrà (pesantemente) appena l'America avrà esaurito la spinta di rialzo. Avremmo voglia di andare short ma temporalmente é ancora troppo presto. Ci aspettiamo alcuni giorni di distribuzione sui 3500 punti.
Il cambio EUR/USD lievita stamattina a 1.1725. L'EUR non cede, continua il rimbalzo in direzione degli 1.18 e questo é positivo - significa che le borse europee per ora dovrebbero reggere almeno fino a metà mese.
Il DAX (+0.13% a 12787 punti) ha chiuso con un guadagno di 16 punti ma quasi 130 punti (1%) sotto il massimo giornaliero. Questo é deludente. Sembra quasi che il rimbalzo dal minimo di giovedì scorso a 12547 punti sia già terminato e che i ribassisti abbiano già ripreso il controllo delle operazioni - probabilmente questa é solo un'impressione visto che ciclicamente é troppo presto per un ribasso. È troppo presto per un short - a corto termine non c'é però molto da aspettarsi da questa anemica spinta di rialzo.
Il future sul Bund é salito a 161.18 (+0.31%) - gli spreads salgono mentre il reddito del Bund scende - un chiaro segnale di tensioni nel sistema finanziario europeo. Naturalmente in un simile contesto a subire le maggiori conseguenze negative é stato ancora una volta il FTSE MIB (-1.18% a 21750 punti). Il nuovo governo italiano ha ribadito in alcune dichiarazioni di voler seguire ed implementare il programma sottoscritto dai due partiti, 5 Stelle e Lega - é giusto e legittimo, ma questo non piace agli investitori. La reazione é stata la solita. Lo spread sui titoli di Stato si é impennato,  il FTSE MIB é caduto dopo una mattinata positiva e le vendite si sono concentrati sui titoli bancari. L'indice ha perso 259 punti e sembra per lo meno voler tornare a testare il minimo annuale. Non crediamo che il ribasso di maggio debba riprendere subito in maniera dinamica ma molto probabilmente la tendenza di fondo del mercato azionario italiano é al ribasso - ci aspetta un'estate di fuoco e consigliamo estrema prudenza.

La borsa americana ha praticamente ignorato i problemi dell'Europa. L'S&P500 (+0.07% a 2748.80 punti) si é mosso poco - ha terminato la giornata con un piccolo ma significativo guadagno di 2 punti - significativo poiché l'indice ha difeso e confermato la rottura al rialzo di lunedì sopra i 2742 punti. Ancora una volta la tecnologia (Nasdaq100 +0.32% a 7166 punti) ha trascinato il plotone. Nel sottofondo anche le PMI (Russell2000 +0.68% - nuovo massimo storico) hanno fatto la loro parte mentre frenano energia (ETF Energy -0.24%) e banche (BKX -0.47%).
L'S&P500 ha aperto a 2747 punti. È salito a 2752 punti di massimo ed é sceso ad ondate fino al minimo 2739 punti. Poi é tornato a 2751 punti ed ha chiuso poco sotto a 2748 punti. Notiamo la chiusura nella parte superiore del range giornaliero - un contrasto rispetto alla chiusura in Europa sui minimi. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4177 su 2719, NH/NL a 999 su 297 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 12.40 punti (-0.34) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.48! Questo ultimo dato sotto il 50% indica che comincia ad esserci eccesso di speculazione al rialzo. Troppo ottimismo - forse questa spinta di rialzo terminerà prima del 15 giugno o forse ci deve ancora essere una correzione intermedia.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei sta guadagnando il +0.47% mentre Shanghai perde il -0.1%. Il future sull'S&P500 é a 2756 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3468 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.3%. Le premesse sono per una seduta positiva in trading range. Una delusione come ieri é possibile. Teniamo d'occhio gli spreads...

Commento del 5 giugno

Candele rosse in Europa - l'S&P500 (+0.45% a 2746 punti) supera i 2742 punti

La seduta di borsa in Europa é stata positiva ma poco convincente. Gli indici azionari hanno aperto al rialzo e sono subito saliti sui massimi giornalieri. Poi per il resto della giornata sono tendenzialmente scesi e malgrado che in generale abbiano trascorso la giornata in positivo l'impressione é che siano stati i venditori a controllare le operazioni. Viste le premesse ci aspettavamo di più. I volumi di titoli trattati sono risultati modesti. L'impressione resta quella di un rimbalzo tecnico e non dell'inizio di una fase di rialzo con molto potenziale. L'Eurostoxx50 (+0.46% a 3469 punti) ha aperto con un balzo a 3480 punti, Ha toccato un massimo a 3485 punti e poi é scivolato stancamente per ore verso il basso. Dopo un minimo verso le 16.40 a 3464 punti ha chiuso a 3469 punti con un guadagno di 16 punti. L'Eurostoxx50 ha trascorso tutta la giornata in positivo ma i rialzisti non hanno dominato. Gli investitori sono selettivi. Hanno comperato Spagna (IBEX +1.22%) e venduto Italia (FTSE MIB -0.45%) - una chiara decisione politica. L'obiettivo a 3500 punti fissato nell'analisi del fine settimana sembra troppo vicino ma dopo aver osservato questa seduta preferiamo non cambiarlo. Anche le banche (SX7E +0.23% a 113.69 punti) non hanno convinto. Il DAX tedesco (+0.37% a 12770 punti) non ha fatto meglio malgrado che spesso questo indice si orienta all'America. In una giornata tutto sommato positiva per le borse europee il FTSE MIB (-0.45% a 22010 punti) ha perso 100 punti. Sul grafico appare una lunga candela rossa. Evidentemente gli investitori non apprezzano il nuovo governo - il rimbalzo dal minimo di martedì scorso, che doveva far risalire l'indice a 22250 punti, sembra già terminato.
Riassumendo le borse europee ieri hanno vinto ma non hanno convinto. Tecnicamente sembra che abbiano completato un rimbalzo e che ora ci debba essere una spinta di ribasso. Sappiamo che questo scenario non é coerente con quanto mostra l'America. Se S&P500 e colleghi, come sembra, continuano a salire fino a metà mese, é poco probabile che Eurostoxx50 e colleghi rispondano con un tuffo. Quello che vogliamo dire é che i mercati azionari europei sono relativamente deboli con alcuni settori in uno stato preoccupante. Non vediamo ragioni per comperare malgrado che a corto termine dovrebbero riuscire a guadagnare ancora del terreno in scia agli Stati Uniti.

Il cambio EUR/USD é stabile a 1.1690. Si é impennato fino a 1.1744 ma poi é tornato al punto di partenza. Il rimbalzo potrebbe finire qui senza raggiungere gli 1.18. Attenzione poiché vale l'equazione EUR debole e borse europee deboli. Se il cambio non sale probabilmente anche le borse arrancheranno.

In America invece continua a splendere il sole. Non c'é un rialzo possente e dinamico ma ogni giorno il mercato lancia segnali positivi. L'S&P500 (+0.45% a 2746,87 punti) ha superato la resistenza a 2742 punti e ha raggiunto un nuovo massimo a 60 giorni, la tecnologia (Nasdaq100 +0.84% a 7143 punti) continua a tirare il plotone e alla chetichella il Russell2000 (+0.33%) é salito su un nuovo massimo storico.
L'S&P500 ha avuto una seduta straordinariamente tranquilla. Si é mosso unicamente tra i 2740 ed i 2749 punti e ha chiuso in mezzo al range a 2746 punti. Noterete che ha aperto in gap up - non é né ridisceso a chiudere il gap né ha mostrato un'accelerazione al rialzo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4306 su 2660, NH/NL a 967 su 316 e volume relativo a 1.0. I valori sul sentiment si sviluppano come avevamo sperato - forse troppo velocemente. La volatilità VIX é scesa a 12.74 punti (-0.72) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.55. Ora ci verrebbero un paio di sedute di pausa in maniera di non surriscaldare il mercato prima di metà mese. Ieri la borsa americana é salita malgrado il calo del settore energia e dei trasporti (DJT -0.73%) - segno di una sana rotazione.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Le borse asiatiche marciano sul posto. Il Nikkei ha guadagnato il +0.19%. Shanghai sale del +0.4%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2741 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3473 punti (+4 punti). Le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Entro stasera non ci aspettiamo molto di più.

Aggiornamento del 4 giugno

Troppo scetticismo e troppi analisti a caccia di problemi

Durante il fine settimana abbiamo come d'abitudine sfogliato la stampa finanziaria e letto le considerazioni di analisti fondamentali e tecnici. Traspare un pessimismo che non appare sui grafici degli indici azionari e negli indicatori tecnici. Molti pensano che una crisi economica e finanziaria si avvicini - si parla di Italia e delle tensioni all'interno dell'UE, della guerra commerciale che gli Stati Uniti stanno lanciando contro mezzo mondo o della debolezza di monete di Paesi emergenti. Tutti questi sono però fatti conosciuti che non sembrano turbare più di quel tanto le borse. La realtà é che l'S&P500 si trova solo 5% sotto il massimo storico di gennaio, il Nasdaq100 é a poco più dell'1% dal record di metà marzo mentre il Russelll2000 settimana scorsa ha toccato un nuovo massimo storico.
In Europa, malgrado che la BCE stia ancora seguendo una politica monetaria estremamente espansiva con tanto di QE, l'Eurostoxx50 (3453 punti) é ancora molto lontano dal massimo storico del 6 marzo 2000 a 5495 punti. Solo il DAX tedesco (12724 punti) é vicino al massimo storico del 23 gennaio 2018 a 13296 punti.
Dettagli a parte notiamo troppo scetticismo e paura malgrado una situazione delle borse tutto sommato positiva. Tecnicamente sono ancora tendenze rialziste a prevalere e non notiamo quelle divergenze che spesso appaiono prima di importanti inversioni di tendenza o ribassi. Normalmente lo scetticismo alimenta i rialzi. È l'euforia che fà morire il bull market - questa non si vede.

Stamattina le borse proseguono sulla via segnata venerdì. Il future sull'S&P500 sale a 2738 punti (+4 punti) e il cambio EUR/USD lievita a 1.1690. L'Eurostoxx50 vale 3474 punti (+21 punti). Le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.6%. Potrebbero nel corso della giornata guadagnare ancora qualche punto. Dovrebbero poi essere bloccate dagli Stati Uniti - senza una ragione particolare l'S&P500 faticherà a passare la resistenza a 2742 punti.
Anche dall'Asia arrivano segnali positivi. Il Nikkei ha guadagnato il +1.37% - Shanghai sale del +0.6%.

Commento del 2-3 giugno

Governo che va e governo che viene - significativa rottura al rialzo del Nasdaq100

Dopo una settimana movimenta finalmente venerdì in Italia é nato il nuovo governo 5 Stelle - Lega guidato dal primo ministro Giuseppe Conte con Luigi Di Maio e Matteo Salvini vicepresidenti. In Spagna invece il governo di Mariano Rajoy é stato sfiduciato e sostituito da un nuovo governo di stampo socialista guidato da Pedro Sanchez. Le borse sembrano aver accolto le decisioni con un sospiro di sollievo. Almeno il periodo di incertezza ed instabilità é terminato. Pensiamo però che questa sia solo una tregua tra mercati finanziari e politica. Se il nuovo governo italiano intende concretizzare il programma politico ed economico che sta alla base dell'alleanza tra 5 Stelle e Lega é probabile che il debito pubblico aumenterà notevolmente insieme alle tensioni con Bruxelles e alle turbolenze sui mercati finanziari. In Spagna i socialisti sono scesi a patti con il movimento di protesta Podemos e con i partiti indipendentisti baschi e catalani per prendere il potere - anche questo non é di certo una garanzia di stabilità e di rapporti distesi con l'UE.
Nelle ultime due settimane le performance settimanali delle borse europee sono state negative - quelle della borsa americana positive. In Europa la correzione a corto termine sembra essere terminata giovedì dopo gli evidenti eccessi di ribasso di FTSE MIB (+1.49% a 22109 punti) e del settore bancario (SX7E +2.81% a 113.43 punti). Le tendenza di fondo sono neutre.
In America invece la tendenza di fondo é ancora debolmente al rialzo con il 63.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 59.33 punti. L'S&P500 (+1.08% a 2734.61 punti) si prepara ad abbandonare al rialzo il canale 2700-2742 punti e dovrebbe entro metà mese entrare nel range 2750-2800 punti che costituisce l'obiettivo di questa spinta di rialzo. Il mercato é ancora trascinato dal settore tecnologico. Il Nasdaq100 (+1.67% a 7084 punti) venerdì ha finalmente superato la forte resistenza a 7000 punti e vede ora a portata di mano il massimo storico del 13 marzo a 7186 punti. La rottura al rialzo é evidente, viene ampiamente commentata sui media e si aggiunge al nuovo massimo storico del Russelll2000 (+0.88%) di mercoledì che é stato riavvicinato venerdì. La borsa americana sembra essere in buona forma malgrado che fatica a fare ulteriori progressi. Venerdì sono stati pubblicati i dati sul mercato del lavoro USA a maggio - l'economia ha creato altri 223'000 nuovi posti di lavoro e la disoccupazione é scesa al 3.8% - molto probabilmente la FED nella sua prossima riunione del 13 giugno alzerà nuovamente i tassi d'interesse del +0.25%.
S&P500 e colleghi dovrebbero ancora salire per un paio di settimane - é possibile che questo periodo positivo si estenda fino a fine mese e alla fine del primo semestre - non crediamo che i portfolio managers abbandonimo il mercato prima di questa scadenza. In linea di massima pensiamo che le borse europee dovranno seguire malgrado che quello di venerdì abbia ancora solo l'aspetto del rimbalzo tecnico. È difficile capire quanto a lungo potrà durare la tregua tra politica e finanza in Europa. L'equilibrio é instabile ma non solo sul fronte italiano. È in corso una guerra commerciale tra Stati Uniti da una parte e Cina, Europa, Canada e Messico dall'altra. Il rafforzamento dell'USD sta mettendo in seria difficoltà economie emergenti con un forte disavanzo della bilancia dei pagamenti come Turchia o Argentina. Per ora i sismografi delle crisi si muovono ancora poco. Il cambio EUR/USD ha toccato martedì un minimo significativo a 1.1510 ed é rimbalzato fino a 1.1724 - venerdì si é fermato a 1.1660. Il rimbalzo deve far risalire il cambio a 1.18. Se la tregua dura fino a fine mese il cambio può tornare a 1.20+. Il CHF é relativamente stabile a 1.1523 ma é decisamente più in basso degli 1.20 di aprile - la forza del CHF, il cui prestito decennale della Confederazione rende il -0.06% (!), é un chiaro segnale di crisi.
Gli spreads sui titoli di Stato dei Paesi mediterranei con l'Italia in testa si sono impennati ma sono poi ridiscesi nella seconda parte della settimana. Il prezzo del'oro é stabile (1293 USD) e in EUR non si muove da mesi. Il prezzo del petrolio questa settimana é ancora sceso dai 67.88 USD ai 65.81 USD al barile (WTI).
Riassumendo é probabile nelle prossime due settimane le borse mondiali possano salire. Il rialzo é più stabile in America che in Europa. Decisioni politiche possono influenzare in maniera decisiva questa situazione poiché il sentiment gioca un ruolo essenziale.
È possibile che questo periodo positivo duri fino a fine giugno. Da luglio in avanti non vediamo potenziale di rialzo. Dovrebbe esserci una correzione - per ora un ribasso (calo superiore al -10%) sembra essere poco probabile.
 
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.90% a 3453 punti              
DAX                         -1.65% a 12724 punti
SMI                          -1.60% a 8618 punti
FTSE MIB                  -1.29% a 22109 punti
S&P500                    +0.49% a 2734.62 punti
Nasdaq100               +1.77% a 7084 punti

Venerdì in Europa c'é stata ancora una seduta positiva. Ìl tuffo finale di giovedì era stato provocato dall'imposizione da parte degli Stati Uniti di tariffe doganali su acciaio e alluminio. Questo aveva toccato soprattutto il DAX (+0.95% a 12724 punti) e meno il FTSE MIB (+1.49% a 22109 punti) il cui rimbalzo era già iniziato sul minimo di martedì a 21122 punti. Venerdì invece il rimbalzo ha coinvolto tutti i listini e la reazione é stata particolarmente possente dove c'era una forte situazione di ipervenduto e di eccesso di ribasso come sulle banche (SX7E +2.81% a 113.43 punti) o sull'SMI (+1.91% a 8618 punti). L'Eurostoxx50 é risalito a 3453 punti (+1.38%) dopo il minimo di giovedì a 3391 punti. L'indice ha chiuso lontano dal massimo giornaliero a 3468 punti toccato verso le 15.00. Alle 22.00 l'indice valeva però 3464 punti e quindi é probabile che settimana prossima il rimbalzo continui. Non siamo in grado di dire fino a quale livello risalirà l'indice. In linea di massima ci aspettiamo un ritracciamento del 50% della spinta di ribasso di maggio e quindi stimiamo che l'Eurostoxx50 possa risalire a 3500 punti. Potrebbe però essere una stima per difetto. Molto dipende dalla porzione di credito che gli investitori saranno disposti a concedere al nuovo governo italiano e dallo sviluppo delle trattative commerciali tra UE e Stati Uniti.

Il buon report sul mercato del lavoro USA (venerdì alle 14.30) ha stimolato i listini americani già ben disposti grazie all'Europa. L'S&P500 ha aperto in leggero gap up a 2722 punti o dopo un inizio altalenante é salito fino alle 19.30 su un massimo a 2737 punti. È poi scivolato 8 punti verso il basso ma é tornato in chiusura a 2734.62 punti (+1.08%). Come anticipato la tecnologia ha trasciato il rialzo (Nasdaq100 +1.67% a 77084 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4815 su 2110, NH/NL a 778 su 286 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é crollata a 13.46 punti (-1.97) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata ad essere bassa (0.56). Questo veloce e marcato passaggio all'ottimismo é la ragione per cui non crediamo che esista molto potenziale di rialzo - i 2800 punti di S&P500 come obiettivo sono veramente il massimo che possiamo immaginarci. Il limite superiore delle Bollinger Bands é a 2755 punti e in calo. Per poter salire l'S&P500 deve prima riuscire a spingerlo verso l'alto.
Il trend a corto e medio termine é al rialzo.

Commento del 1. giugno

La guerra commerciale colpisce l'Europa

Donald Trump ha imposto tariffe doganali sulle importazioni negli Stati Uniti per acciaio ed alluminio. Si vocifera che questa misura verrà estesa alle auto. Il rimbalzo di mercoledì é stato soffocato da questa notizia negativa e le borse europee sono nuovamente crollate dopo un buon inizio di seduta. L'Eurostoxx50 (-1.00% a 3406 punti) é caduto su un nuovo minimo mensile e prosegue la correzione. Lunedì abbiamo previsto che un minimo significativo sarebbe stato toccato a 3400 o 3360 punti. Non cambiamo opinione. Gli indici sono ormai in ipervenduto e la notizia era prevista da tempo. Passato il primo effetto psicologico le borse europee dovrebbero recuperare insieme a Wall Street.
L'indice delle banche SX7E ha perso ancora il -1.00% a 110.33 punti (minimo a 109.30 punti !). La nostra posizione short aperta a fine dicembre 2016 a 115 punti é stata chiusa ieri a 110 punti con un guadagno di +4.35% - ad un certo momento, all'inizio di quest'anno, stavamo perdendo più del 24% ! La RSI é a 14 punti - preparatevi ad un possente rimbalzo tecnico appena la BCE apre la bocca e annuncia un probabile prolungamento del QE.
Il DAX (-1.40% a 12604 punti) é caduto su un nuovo minimo mensile e prosegue la correzione. La discesa sarà frenata dal supporto fornito dalla MM a 50 giorni e dal bordo inferiore delle BB (sui 12600 punti). L'indice però non é ipervenduto e ha spazio verso il basso. Potrebbe esserci un pò di panico ed una caduta fino ai 12400 punti prima di una prima consistente reazione. La VDAX (17.69 punti, +0.35) non si muove. Negli ultimi 12 mesi ha toccato un massimo a 40 punti. Attenzione poiché gli investitori sembrano sottovalutare i problemi ed essere ancora troppo ottimisti.   
L'SMI svizzero (-1.42% a 8456 punti) é particolarmente debole. Il previsto test del minimo annuale ha provocato una rottura al ribasso e una caduta su un nuovo minimo a 8454 punti. Ieri sera l'SMI ha chiuso sul minimo giornaliero e con una pesante perdita di 121 punti. La RSI é a 24 punti - l'indice é ipervenduto e un rimbalzo é imminente. Le caratteristiche del rimbalzo ci diranno se la tendenza a medio termine resta neutra o passa al ribasso.
In Italia sembra che 5 Stelle e Lega abbiano trovato un accordo di governo che incontra il consenso di Mattarella - forse a breve ci sarà un nuovo governo. Per ora la borsa italiana prende la notizia bene. Il FTSE MIB (-0.06% a 21784 punti) é andato meglio che il resto dell'Europa e ha chiuso invariato. A livello tecnico non cambia nulla. Oggi il rimbalzo potrebbe continuare ma non sembra avere potenziale. Vediamo - le emozioni dominano e la politica ci ha abituato a sorprese e ribaltoni.

La borsa americana ha avuto una seduta negativa. L'S&P500 (-0.69% a 2705.27 punti) si é però semplicemente mosso nel range di mercoledì e soprattutto ha nuovamente difeso con successo il supporto a 2700 punti. Di conseguenza il quadro tecnico generale non cambia e resta costruttivo. La tecnologia continua a sostenere i listini. Il Nasdaq100 (-0.12% a 6967 punti) resta a ridosso dei 7000 punti e prepara una rottura al rialzo.
L'S&P500 ha aperto a 2715 punti ed é inizialmente sceso a 2708 punti. Dopo una pausa su questo livello c'é stato un recupero fino ai 2720 punti. Poi sono riapparsi i venditori e alle 20.00 é stato raggiunto il minimo a 2700 punti. Questo robusto supporto ha retto, l'indice é rimbalzato fino a 2711 punti ed ha infine chiuso a 2705 punti con una sensibile perdita di 18 punti. Considerando le notizie che fanno prevedere un'escalazione del conflitto commerciale tra America da una parte e UE, Canada e Messico dall'altra, la borsa americana si é comportata bene. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2337 su 4571, NH/NL a 660 su 331 e volume relativo a 1.2. Forti volumi sul minimo a 2700 punti ci indicano che questo supporto é solido. La volatilità VIX é salita a 15.43 punti (+0.49) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.63 - nulla di speciale da segnalare sul fronte del sentiment.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo ma di poco. Il Nikkei ha perso il -0.14% - Shanghai sta perdendo il -0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2714 punti (+9 punti), L'Eurostoxx50 vale alle 08.30 3430 punti (+24 punti). Oggi le borse europee proveranno nuovamente a rimbalzare. La seduta odierna sarà positiva . Probabilmente prima del fine settimana i traders preferiranno non prendere rischi e le chiusure dovrebbero situarsi poco lontano dai livelli d'apertura. Osserveremo con interesse la reazione degli investitori al nuovo governo italiano targato 5 Stelle - Lega. Malgrado lo spostamento di Savona alle Politiche Comunitarie il governo di Giuseppe Conte non differisce di molto da quello che all'inizio della settimana aveva provocato un'ondata di sfiducia da parte dei mercati finanziari.

Commento del 31 maggio

Rimbalzo tecnico da ipervenduto in Europa - in America ritorna tutto come prima

Tra lunedì e martedì le borse europee erano cadute in ipervenduto. L'eccesso di ribasso aveva colpito particolarmente i settori finanziari e la borsa italiana. Anche il cambio EUR/USD aveva subito le conseguenze della crisi politica italiana con una caduta sul minimo annuale a 1.1510. Per contro il future sul Bund tedesco era salita su un nuovo massimo storico contribuendo all'esplosione dello spread sui titoli di Stato italiani. Ieri i mercati finanziari europei hanno approfittato del primo momento di tregua sul fronte politico italiano per un dovuto ed ovvio rimbalzo tecnico. Questo si é rivelato particolarmente intenso su quei mercati dove le esagerazioni al ribasso erano state più marcate vale a dire FTSE MIB (+2.09% a 21797 punti) e EUR (il cambio EUR/USD é risalito a 1.1665). Sugli altri mercati le reazioni sono state meno spettacolari. L'Eurostoxx50 é risalito solo del +0.38% a 3441 punti mentre l'indice delle banche europee ha addirittura avuto ancora una giornata negativa (-0.12% a 112.18 punti) dopo aver toccato un incredibile minimo (considerando che un mese fà l'indice era a 130 punti) a 110.19 punti. Dobbiamo però subito calmare le velleità dei rialzisti. Quello di ieri sembra al momento unicamente un rimbalzo tecnico con modesti volumi e dal potenziale limitato. Potrebbe aver segnato la fine della spinta di ribasso a corto termine ma non dovrebbe durare più di tre sedute. Ieri sera per dare un'idea abbiamo indicato un obiettivo a 22250 punti di FTSE MIB - un'indice che un mese fà era a 24500 punti - il rimbalzo di ieri ha fatto risalire la RSI dai 21.63 punti di martedì a 31.09 punti.
L'Eurostoxx50 (+0.38% a 3441 punti) si é mosso tra i 3408 ed i 3446 punti - il massimo é stato toccato in tarda mattinata - dopo una correzione intermedia c'é voluto un buon inizio di seduta a Wall Street per far risalire un mercato che si stava già sgonfiando. Il DAX (+0.93% a 12783 punti) ha fatto meglio. Ha però svolto semplicemente una seduta nel range di martedì con volumi in calo - la candela sul grafico é tornata nelle Bollinger Bands - una logica reazione e nulla di più.
Stranamente il difensivo SMI /-0.68% a 8578 punti) ha ancora perso terreno - non é stato aiutato dai suoi due settori più rappresentativi, alimentari e farmaceutica.
Un'altra ragione per cui pensiamo che il rimbalzo non ha un gran potenziale é appunto questa mancanza di partecipazione. Sono risaliti i settori ipervenduti e in precedenza particolarmente colpiti dalla crisi italiana. Il resto del mercato era ancore debole.

Martedì l'S&P500 (+1.27% a 2724.01 punti) era caduto sotto i 2700 punti. La nostra opinione era che la borsa americana si era comportata relativamente bene e che al massimo poteva fare una correzione minore prima di riprendere il rialzo. La reazione é stata immediata e la caduta di martedì à risultata essere unicamente un incidente di percorso senza conseguenze. L'S&P500 é subito tornato nel range 2700-2742 punti che é in vigore dal 10 di maggio ed ha ripreso il cammino verso l'obiettivo a 2750-2800 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2705 punti e non é più tornato sotto i 2700 punti. All'inizio é sceso a 2702 punti di minimo ma poi é salito costantemente fino a metà giornata sul massimo a 2728 punti. Nella seconda parte della seduta é semplicemente oscillato tra i 2721 ed i 2728 punti ed ha chiuso a 2724 punti. L'indice é stato sorretto da un rimbalzo del prezzo del petrolio (ETF Energy +3.03%) mentre la tecnologia questa volta é rimasta indietro. Il Nasdaq100 (+0.72% a 6976 punti) fatica ad attaccare la forte resistenza a 7000 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5252 su 1707, NH/NL a 1000 su 241 (notate il netto cambiamento rispetto ai dati di martedì (512 su 489) che avevamo criticato!) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é caduta a 14.94 punti (-2.08) - la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.56. È sorprendente come l'umore degli investitori cambia velocemente e in maniera marcata dopo movimenti di soli 1%-2% dell'indice - questo é un forte segno di incertezza che impedisce sostanziali movimenti. Restiamo dell'opinione che nel corto termine l'S&P500 deve salire nel range 2750-2800 punti - scordatevi però l'idea del rally estivo!

Stamattina il rimbalzo é proseguito in Asia ma sembra fermarsi in Europa. Il Nikkei ha guadagnato il +0.99% - Shanghai sale del +1.4%. Il future sull'S&P500 é a 2721 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3441 punti. Le borse europee apriranno invariate mentre il cambio EUR/USD lievita a 1.1680.
Oggi é Corpus Domini - é una festa cattolica che viene ancora rispettata in alcuni cantoni della Svizzera, in alcuni Länder della Germania e in Austria. A Zurigo é un giorno di lavoro normale. Non dovrebbero esserci conseguenze per le borse - eventualmente i volumi sul DAX e sull'SMI saranno modesti.

Commento del 30 maggio

Borse europee nel caos - l'America vacilla ma regge - indici europei vicini ad un minimo e ad un rimbalzo

Sempre più investitori si rendono conto del pericolo che potrebbe costituire l'Italia per la stabilità del sistema finanziario europeo. I media e i politici invece che calmare le acque e cercare di trovare una soluzione che assicuri stabilità attizzano la controversia. Il risultato é ovvio. Lo spread sui titoli di Stato aumenta, i venditori si accaniscono sul settore bancario e sulla azioni italiane e la caduta degli indici fa scattare gli stop loss ed i limiti di vendita provocando un effetto a valanga. Gli investitori corrono nell'incertezza a comperare beni rifugio come il CHF (cambio EUR/CHF a 1.1468) o il Bund tedesco (future a 163.31 +0.83% e nuovo massimo storico).
Sui mercati azionari europei cominciano ad apparire i primi segni di panico che normalmente segnalano l'imminenza di un minimo intermedio. Gli indici più stabili e forti come il DAX tedesco (-1.53% a 12666 punti) si avvicinano ai supporti forniti dai bordi inferiori delle Bollinger Bands o dalle MM a 50 o 200 giorni (supporti sul DAX a 12550-12600 punti). Il FTSE MIB italiano (-2.65% a 21350 punti) é invece in caduta libera. Seguendo il più tipico dei scenari di crisi ieri la borsa italiana ha avuto un'altra pessima seduta. Lo spread sui titoli di Stato é ancora aumentato e come conseguenza i venditori si sono accaniti sui titoli finanziari che sono crollati. Il FTSE MIB ha aperto in gap down, é caduto fino a 21122 punti ma ha chiuso 230 punti più in alto. Alla fine risulta un'ulteriore pesante perdita di 581 punti. Ieri c'é stato panico puro ed é probabile che un minimo sia imminente - pensavamo che l'indice potesse fermare la caduta sui 22000 punti ma ci siamo sbagliati - abbiamo sottovalutato la spinta di ribasso che ha fatto cadere la RSI a 21.63 punti. Avevamo preannunciato questa possibilità nell'analisi del fine settimana. L'indice é decisamente ipervenduto. Il problema é che il ribasso delle ultime 2 settimane ha fatto notevoli danni tecnici. È improbabile che il FTSE MIB possa semplicemente ripartire al rialzo - la fiducia degli investitori é stata scossa nelle fondamenta e a livello politico non si prevede un rapido ritorno alla stabilità. Il prossimo imminente rimbalzo ci dirà se il FTSE MIB potrà in seguito stabilizzarsi sui 22500 punti o se invece il ribasso deve continuare a medio termine. Solo traders coraggiosi possono ora andare long. Gli investitori stanno a guardare e aspettano per lo meno la presenza di un solido minimo. Malgrado i toni da catastofe dei media la performance 2018 del FTSE MIB  é passata solo ieri in negativo (-2.30%).
L'Eurostoxx50 (-1.56% a 3428 punti) ha perso altri 54 punti. La crisi italiana ci sembra una tempesta in un bicchier d'acqua almeno per quel che riguarda le conseguenze finanziarie e sulla crescita economica. Le borse europee stanno correggendo ed é difficile capire quando potrebbero toccare un minimo. Sono le emozioni a dominare - la paura e l'incertezza stimola le vendite e mette i compratori sulla difensiva. L'Eurostoxx50 é caduto sotto le MM a 50 e 200 giorni ed é lentamente in ipervenduto. L'indice delle banche europee SX7E ha perso il -4.43% a 112.31 punti - ha toccato un minimo a 111.39 punti - c'é supporto a 112 punti. Una perdita giornaliera del genere denota panico.
Un minimo in Europa é imminente. Potrebbero però ancora esserci uno o due giorni di vendite. Poi deve seguire per lo meno un sostanziale rimbalzo come a febbraio. Il rimbalzo sull'Eurostoxx50 potrebbe partire dai 3400 punti o dai 3360 punti.
Il cambio EUR/USD é crollato a 1.1535 - ha toccato un minimo annuale a 1.1510. Non c'é una ragione fondamentale per questa caduta - é solo un problema di fiducia. Il supporto di medio termine a 1.16 é caduto. La tendenza di fondo sta passando al ribasso. Un rimbalzo delle borse deve corrispondere ad una risalita del cambio. Gli 1.20 sembrano ormai lontani anche perché il momentum del ribasso é aumentato invece che diminuire. Non sappiamo esattamente da quale livello partirà un rimbalzo - sappiamo solo che é imminente e dovrebbe far tornare il cambio a 1.18. Tra alcuni giorni la tendenza a medio termine passerà formalmente al ribasso. 

Lunedì la borsa americana era rimasta chiusa in occasione del Memorial Day. Dopo due giorni di crisi profonda in Europa era interessante osservare ieri quale sarebbe stata la risposta degli americani. L'S&P500 (-1.16% a 2689.86 punti) ha avuto una seduta negativa ma le perdite sono contenute. Specialmente la tecnologia (Nasdaq100 -0.49% a 6926 punti) si é comportata relativamente bene. Male invece hanno fatto i titoli bancari (ETF Financial -3.34%) - é logico. Tecnicamente ci disturba la caduta dell'S&P500 sotto il supporto a 2700 punti. L'indice é però rimasto sopra la MM a 50 giorni (2672 punti) ed ha chiuso 13 punti sopra il minimo a 2676 punti. L'impressione é quindi che l'S&P500 stia svolgendo unicamente una correzione minore con obiettivo sui 2635-2650 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2702 punti e fino alle 17.30 ha dato l'impressione di riuscire a difendere il supporto a 2700 punti - é oscillato tra i 2710 ed i 2697 punti. Poi però le vendite hanno preso il sopravvento e a metà seduta l'indice é caduto a 2679 punti. Nella seconda parte delle giornata é successo poco. L'indice é scivolato su un minimo giornaliero a 2676 punti e nell'ultima ora di contrattazioni é risalito a 2689.86 punti. La seduta al NYSE é stata negativa ma non terribile con A/D a 2484 su 4504, NH/NL a 512 su 489 (solo modesti cambiamenti) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX si é impennata a 17.02 punti (+3.80) - la CBOE Equity put/call ratio é rimasta a 0.65 - su valori neutri.
Riassumendo la borsa americana si é fatta influenzare poco dalla caduta delle borse europee. Ha avuto una seduta negativa ma questa sembra solo l'inizio di una correzione minore senza gravi conseguenze. Pensiamo che dopo l'S&P500 possa riprendere il rialzo con obiettivo i 2750-2800 punti.
Il vantaggio della "crisi" é che i tassi d'interesse di riferimento (Bund e USTreasury Bonds) sono in calo. Questo migliora le premesse monetarie e dovrebbe aiutare a sostenere i listini.

Dalle 07.30 il cambio EUR/USD sta salendo (ora, alle 08.20 é a 1.1570) e il future sull'S&P500 é a 2698 punti (+6 punti ma in pratica + 9 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3425 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Oggi sembra esserci una stabilizzazione - vedremo se questo é l'inizio dell'atteso rimbalzo tecnico.
Le borse asiatiche stamattina sono deboli - hanno seguito l'esempio di Europa e America. Il Nikkei ha perso il -1.52% / Shanghai é in calo del -1.60%.

Commento del 29 maggio

L'Italia (FTSE MIB - 2.08%) zavorra le borse europee - sullo slancio le vendite potrebbero continuare malgrado l'ipervenduto

Ieri i mercati finanziari europei hanno dato i soliti e conosciuti segnali di stress. Il cambio EUR/USD é caduto su un nuovo minimo annuale a 1.1607, lo spread sui titoli di Stato italiani é balzato a 235 punti (anche grazie alla salita del Bund tedesco, classico bene rifugio, su un nuovo massimo storico), l'indice delle banche europee SX7E é caduto a 117.51 punti (-1.67%) e la borsa italiana si é affossata (FTSE MIB (-2.08% a 21932 punti).
Le elezioni politiche italiane si sono svolte domenica 4 marzo. Lunedì 5 marzo il FTSE MIB aveva terminato la seduta a 21819 punti (-0.42%). In quel momento si sapeva esattamente che sarebbe stato molto difficile formare un governo dopo la vittoria dei 5 Stelle e della Lega. Eppure il FTSE MIB é salito fino all'inizio di maggio e solo da alcuni giorni il mercato é in caduta libera.  Ogni tanto bisogna domandarsi cosa salta nell'anticamera del cervello degli investitori... Questa reazione tardiva può solo essere spiegata con l'indolenza degli investitori che reagiscono solo all'evidenza dei fatti dopo aver ignorato degli indizi evidenti.
Mattarella ha fatto fallire il possibile governo 5 Stelle e Lega e ora la politica italiana é nel caos. Anche gli investitori sembrano presi dal panico. Ci sembra prematuro e sbagliato vendere alla cieca visto che non si sa chi governerà nella prossima legislatura e con quale programma. Ieri il FTSE MIB é caduto fino a 21797 punti e poi ha recuperato. A fine giornata resta però una pesante perdita di 465 punti. Ora il FTSE MIB é ipervenduto (RSI a 26.14 punti) - l'ultima candela sul grafico é al di fuori del bordo inferiore delle Bollinger Bands e sotto le MM a 30, 50 e 200 giorni. L'indice si é fermato sui minimi di fine marzo che teoricamente potrebbero offrire un supporto. La pressione di vendita é forte e gli investitori sono impauriti - lo spread é alle stelle. Ora ci sono due teorie di analisi tecnica. La prima é che la spinta di ribasso é talmente forte che l'ipervenduto non conta - anzi é un segno che i ribassisti dominano e sono in grado di spingere il mercato decisamente più in basso. L'altra possibilità é che da questa situazione di ipervenduto si sviluppi un possente rimbalzo se appena si apre uno spiraglio politico ad una soluzione.
Gli speculatori ed i traders anticiclici comprano - gli investitori aspettano tempi migliori. La performance 2018 é ancora del +0.36% !
Notiamo con interesse e divertimento che i commentatori si scatenano contro la speculazione internazionale - sarebbero gli avvoltoi stranieri a complottare contro l'Italia e affossare i mercati finanziari. Questa discussione é ridicola e superflua. I mercati sono dominati dalla domanda e dall'offerta e quando i tassi d'interesse scendevano grazie agli acquisti e alle manipolazioni della BCE nessuno si lamentava. Ora che il pendolo si muove in una direzione sfavorevole gridano tutti contro l'attacco speculativo dall'estero come se si trattasse di un'ingerenza negli affari e nella politica italiana. È invece una normale reazione di fronte ad uno sviluppo della situazione decisamente negativo.

Ieri la caduta della borsa italiana e del settore finanziario ha zavorrato le borse europee ma non le ha fatte crollare. Il calo dell'Eurostoxx50 (-0.93% a 3482 punti) é stato tutto sommato moderato. L'indice é salito la mattina fino a 3515 punti di massimo ed é caduto nel pomeriggio fino ad un minimo a 3473 punti. Sul finale si é risollevato. In quattro sedute negative l'indice ha però cancellato un mese di progressi. A corto termine l'Eurostoxx50 é al ribasso - a medio termine é ancora al rialzo. Per saldo é difficile capire quali forze prevarranno. La seduta di ieri é stata anomala considerando l'assenza degli investitori americani e i bassi volumi di titoli trattati. Ieri le borse hanno dovuto incassare l'effetto negativo del fallimento del governo 5 Stelle e Lega. Oggi vedremo come si sviluppa la situazione senza questo aspetto emotivo e con tutti gli investitori presenti sul mercato.
In linea di massima pensiamo che il rialzo di Eurostoxx50 e DAX (-0.58% a 12863 punti) possa riprendere nei prossimi giorni dai minimi di ieri. I nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica sono ancora long a medio termine. A corto termine ci sono però alcuni segnali di vendita come quello del MACD. Scoperchiato il vaso di Pandora di una UE finanziariamente insostenibile non é da escludere che la crisi duri ora dei mesi. Le possibilità di intervento della BCE sono scarse - sarà interessante ascoltare i prossimi commenti dei responsabili - oggi sono previsti due discorsi (12.30 e 18.30).

Ieri la borsa americana era chiusa in occasione del Memorial Day. Ieri mattina il future sull'S&P500 era a 2729 punti - stamattina é a 2718 punti (-2 punti rispetto a venerdì). Anche a Wall Street ci sono delle ripercussioni della crisi italiana.
Stamattina le borse asiatiche sono in leggero calo. Il Nikkei ha perso il -0.62% - Shangahi sta lasciando un -0.3% sul terreno. L'Eurostoxx50 vale ora 3472 punti (-10 punti). Gli indici azionari europei apriranno in calo del -0.3% e sui minimi di ieri. Vedremo se nel pomeriggio la borsa americana si lascia coinvolgere o se reagisce. In generale il supporto a 2700 punti di S&P500 é decisivo per lo sviluppo delle borse sul corto e medio termine.
Non solo in Italia ci sono problemi. Uno sciopero generale sta scuotendo il Brasile e pesa sulla borsa (Bovespa -4.49%). Questa crisi si aggiunge alla svalutazione di parecchie monete di Paesi indebitati in USD. Il caso più conosciuto e pericoloso come possibile effetto destabilizzante é quello della Turchia.
Malgrado che sui maggiori indici azionari conviene restare investiti non é il momento per comperare e rischiare eccessive speculazioni al rialzo.

Aggiornamento del 28 maggio

Mattarella supera le sue competenze e blocca il governo 5 Stelle - Lega. Gli investitori per ora staranno a guardare...

Domenica il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha posto il veto a Paolo Savona come ministro delle finanze. Francesco Conte ha rinunciato al mandato di formare il governo. Ora Mattarella ha dato l'incarico a Carlo Cottarelli per tentare di formare un governo di tecnici del Presidente. È improbabile che un governo del genere ottenga la fiducia del Parlamento. L'Italia si dirige verso nuove elezioni. Malgrado l'incertezza politica i mercati reagiranno positivamente allo "scampato pericolo di un governo populista e antieuropeista." Stamattina il cambio EUR/USD rimbalza a 1.1720. Questa reazione positiva sarà di breve durata. Gli investitori staranno in seguito a guardare e aspetteranno lo sviluppo della situazione prima di prendere ulteriori iniziative.

Il prezzo del petrolio é in forte calo. Perde stamattina il -2.5% (WTI a 66.2 USD/barile). Questo avrà un effetto negativo sulle azioni delle società del settore ma gioverà nel complesso ai mercati azionari. Il future sull'S&P500 sale di 10 punti a 2729 punti.
Vi ricordiamo che la borsa americana oggi é chiusa in occasione del Memorial Day.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei guadagna il +0.13% - Shanghai é ferma (-0.03%). L'Eurostoxx50 vale ora (07.45) 3521 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno. Senza le indicazioni provenenti da Wall Street é probabile che oggi dopo l'apertura gli indici guadagnino ancora qualche punto e poi si fermino.

Commento del 26-27 maggio

Si possono criticare le reazioni dei mercati ma non si possono ignorare

Lo Stato italiano ha un indebitamento totale di circa 2300 miliardi di EUR - corrisponde al 130% del PIL. Il nuovo governo vuole introdurre una flat tax, che ridurrà le entrate, e un reddito di cittadinanza, che aumenterà le uscite. Inoltre é previsto un'annaquamento della riforma delle pensioni - l'età di pensionamento non sarà più alzata a 67 anni a partire dal 2019 e sarà nuovamente possibile andare in pensione anticipatamente a 62 anni. Si stima che queste misure costeranno allo Stato circa 60 Mia all'anno - tanto per un Paese già fortemente indebitato e che evidentemente non intende mantenere il limite del 3% di deficit annuo previsto dai trattati di Maastricht. 5 Stelle e Lega non hanno spiegato come intendono compensare queste maggiori uscite.
Il reddito del BTP decennale é salito nelle ultime settimane al 2.47% - é di 206 punti base (2.06%) superiore al reddito del Bund tedesco decennale - questa differenza é il tanto discusso spread. Corrisponde ad un premio che lo Stato italiano deve pagare per compensare il rischio legato ad un a minore qualità delle sue obbligazioni. Tra febbraio e maggio di quest'anno lo spread oscillava intorno ai 130 punti. L'incremento é eccessivo ? Durante la crisi europea del 2011 lo spread era salito a 500 punti - é evidente che esiste ancora parecchio spazio verso l'alto.
Media, osservatori, analisi e politici italiani criticano la speculazione internazionale per questa reazione dei mercati finanziari - é sbagliato. È logico che gli investitori vendano il titolo di un debitore che mostra l'intenzione di non voler contenere la spesa pubblica e mantenerla in un sano rapporto con le entrate fiscali. Non si parla di surplus o di riduzione del debito totale ma unicamente di una limitazione della crescita del debito. Sinceramente 2.47% é poco - questo tasso d'interesse é stato reso possibile unicamente dal QE della BCE - é evidente che se l'Italia, come quasi tutti gli altri Paesi europei, può rifinanziarsi ad un costo così basso é grazie alla politica monetaria della BCE e alla garanzia implicita dell'UE. La gente ha la memoria corta. Agli inizi degli anni 80, quando c'era ancora la Lira italiana, i BTP rendevano più del 20%... A quei tempi l'inflazione era molto più alta di adesso - l'economia italiana e lo Stato convivevano però con un costo del denaro nettamente superiore a quello attuale.
Dare la colpa a Bruxelles, ai tedeschi o agli speculatori per il comportamento dei mercati finanziari é sbagliato. È una reazione logica e normale - se 5 Stelle e Lega intendono effettivamente concretizzare quanto scritto nel contratto di governo é probabile che lo spread aumentarà ulteriormente e che il FTSE MIB, trascinato dai titoli bancari, debba scendere decisamente più in basso. La comunità internazionale deve accettare le scelte del popolo italiano - sono il risultato di un processo democratico. Gli investitori non sono però obbligati a condividere le scelte politiche e finanziarie del nuovo governo e rifinanziare lo Stato italiano al costo attuale. Non si tratta di ingerenza ma di pura logica d'investimento.
Di ingerenza si deve invece parlare nei riguardi dei molti commenti critici che vengono da Bruxelles o da parecchi politici europei specialmente se fatti pubblicamente attraverso i media. Il tentativo dell'UE e di governi europei di influenzare la formazione del governo italiano o il suo programma minacciando ritorsioni politiche e finanziarie é inaccettabile. Ognuno deve mettere ordine a casa propria prima di intromettersi nelle faccende degli altri e ci sembra che nessun governo europeo ha le carte in regola per criticare l'Italia.

Settimana scorsa le borse europee sono state scosse dalle faccende politiche italiane. Mercoledì 16 maggio il FTSE MIB (-1.54% a 22398 punti) aveva chiuso a 23734 punti. Questo era stato il nostro commento che conteneva un chiaro avvertimento: "Sono trapelati sulla stampa i dettagli di un possibile contratto di governo tra 5 Stelle e Lega. Non é nostro compito commentare il contenuto di questo documento. È però evidente che agli investitori il programma politico ed economico non é piaciuto e hanno venduto la borsa italiana, i BTP e di riflesso banche e EUR. Il FTSE MIB ha rotto il supporto a 24000 punti e sta ora correggendo. A corto termine é in balia della politica e delle emozioni. È quindi impossibile fare delle stime. Se la speculazione internazionale decide di giocare contro l'Italia la caduta potrebbe essere spettacolare e profonda. Agli investitori consigliamo di congedarsi dalla borsa italiana e stare per un pò a guardare. Restare coinvolti in una situazione simile é pura speculazione." Il ribasso é continuato e venerdì il FTSE MIB ha chiuso a 22398 punti (-1.54%). Mercoledì 23 maggio abbiamo così commentato la situazione: "Una volta che ci sarà un governo in carica e le speculazioni saranno terminate dovrebbe esserci un ampio rimbalzo in attesa di vedere come in effetti si muoverà la nuova compagine governativa. È troppo tardi per vendere e troppo presto per comperare. Solo gli speculatori possono provare un long. Quest'anno tutte le rotture sotto la MM a 200 giorni (linea rossa) sono state marginali e di breve durata. Varrebbe in ogni caso la pena di comperare sui 22000-22500 punti anche perché a quel punto l'indice sarà ipervenduto." Manteniamo questa opinione.
Come vedete dalle performance settimanali degli indici azionari la "crisi" italiana ha influenzato negativamente tutte le borse europee. Venerdì si é anche aggiunta la Spagna (IBEX -1.71%) dove il governo del primo ministro Rajoy, travolto da uno scandalo finanziario, rischia di cadere ed aprire un periodo di instabilità politica.
Malgrado le perdite le borse europee sono ancora al rialzo e se la pressione di vendita proveniente da Italia e Spagna sparisse é probabile che i maggiori indici (Eurostoxx50 e DAX) ricominceranno a salire insieme all'America verso i nostri obiettivi (3600 e 13200 punti). Venerdì il DAX (+0.65% a 12938 punti) ha mostrato una buona reazione e l'Eurostoxx50 (-0.18% a 3515 punti) ha contenuto le perdite malgrado la caduta di FTSE MIB, IBEX e settore bancario (SX7E - indice delle banche europee, -1.86% a 119.51 punti / performance settimanale -3.94%).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.66% a 3515 punti              
DAX                         -1.07% a 12938 punti
SMI                          -2.03% a 8759 punti
FTSE MIB                  -4.48% a 22398 punti
S&P500                    +0.31% a 2721.33 punti
Nasdaq100               +1.38% a 6961 punti

Venerdì a Wall Street non é successo nulla di particolare - come atteso c'é stata una seduta tranquilla prima del lungo fine settimana del Memorial Day. L'S&P500 (-0.24% a 2721.33 punti) é rimasto ampiamente nel range 2700-2742 punti. Il mercato é riuscito a compensare una forte caduta del prezzo del petrolio (WTI -2.83 USD a 67.88 USDS/barile) che ha influito sul settore dell'energia (ETF Energy -2.60%). Nel commento del 21-22 aprile avevamo scritto che il petrolio a 68.40 USD era su un massimo e doveva correggere. Ci siamo sbagliati ma non di molto. Invece che le solite tre spinte di rialzo ce ne sono state quattro e il prezzo é salito fino a 72.90 USD. Sono però bastate 4 sedute di correzione per eliminare questo eccesso.
L'S&P500 ha aperto a 2724 punti, é salito a 2727 punti di massimo ed é poi sceso a balzi per ore fino ad un minimo a 2715 punti. Sul finale é rimbalzato ed ha chiuso a 2721 punti. Il range giornaliero é stato di soli 12 punti - l'indice ha chiuso in mezzo al range con bassi volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.75). La debolezza dell'energia é stata compensata dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.16% a 6961 punti. La seduta al NYSE é stata nel complesso negativa con A/D a 3185 su 3688, NH/NL a 542 su 332. La volatilità VIX é salita a 13.22 punti (+0.69) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61 - non abbiamo nessuna situazione di eccesso.
La borsa americana continua a consolidare e lo scenario più probabile rimane quello della continuazione del rialzo con una salita dell'S&P500 nel range 2750-2800 punti. Qui ci aspettiamo un massimo significativo seguito da una correzione. Al momento non vediamo rischi di ribasso (caduta del mercato superiore al -10%).
Per logica le borse europee dovrebbero seguire. La premessa é però una tregua in Italia. Ci deve essere un sostanziale rimbalzo del FTSE MIB dal settore 22000-22500 punti.
Lo spread e i cambi saranno il termometro della crisi. Il cambio EUR/USD é sceso venerdì su un nuovo minimo annuale a 1.1646 ed ha terminato la giornata a 1.1650. Il cambio é ipervenduto e il sentiment é estremamente negative. Esistono le premesse per un rimbalzo fino agli 1.20 ma la reazione tarda a concretizzarsi. Altro sintomo di crisi é la forza del CHF - il cambio EUR/CHF é sceso venerdì a 1.1563 - alcune settimane fà aveva brevemente superato il nostro target 2018 a 1.20.

Lunedì 28 maggio la borsa americana é chiusa in occasione del Memorial Day. Domani mattina pubblichiamo il nostro abituale aggiornamento della situazione. Possiamo però già adesso dire che l'Europa senza l'America non prenderà iniziative. L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3515 punti. Finora (domenica 14.00) non c'é nessuna notizia in grado di destabilizzare i mercati che dovrebbero riaprire lunedì senza sostanziali variazioni.

Commento del 25 maggio

Donald Trump ha annullato il previsto incontro con il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un
Questo ha provocato un tuffo di alcune ore delle borse che lascia segni soprattutto in Europa

La seduta di ieri avrebbe dovuto essere in pari. In Europa i mercati finanziari stavano assorbendo la notizia della formazione in Italia del governo 5 Stelle - Lega mentre in America, in mancanza di stimoli, gli indici avrebbero dovuto muoversi in pochi punti. In effetti fino alle 15.40 é successo poco. La borse europee sono rimbalzate la mattina ma poi si sono lentamente sgonfiate. Nel primo pomeriggio erano in pari o in leggero calo. A Wall Street la seduta era cominciata con indici praticamente fermi. Poi alle 15.40
Donald Trump ha annullato l'incontro con il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un previsto a Singapore il 12 giugno prossimo. C'é stata un'ondata di vendite in borsa e gli indici azionari sono precipitati fino alle 17.00. Poi hanno recuperato ma per l'Europa era troppo tardi per eliminare completamente l'effetto di questa notizia. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3521 punti (-0.57%). Formalmente questa rappresenta una continuazione al ribasso del calo di mercoledì e l'inizio di una correzione. Questa é però evidentemente la conseguenza fugace di una notizia negativa senza impatto durevole sui mercati. Per questa ragione già ieri sera non abbiamo drammatizzato e giudicato che questa sarebbe stata al massimo una correzione minore di due o tre giorni. Oggi le borse europee devono recuperare - già ieri sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3535 punti. Dobbiamo aspettare il fine settimana per capire se le borse europee sono in effetti in difficoltà o se devono ancora salire insieme alla borsa americana. In teoria lo scenario di base é ancora valido. L'S&P500 dovrebbe salire nel range 2750-2800 punti mentre l'Eurostoxx50 e il DAX (-0.94% a 12855 punti) dovrebbero raggiungere i loro obiettivi rispettivamente a 3600 punti e 13200 punti. Non é ancora chiaro quale sarà il giudizio degli investitori, a parte la prima emozionale reazione, sul governo "populista" in Italia. Il FTSE MIB (-0.71% a 22749 punti) sta continuando a correggere ma i segnali forniti dall'analisi tecnica é che questo calo dovrebbe a breve finire ed essere seguito da un ampio rimbalzo. Ci aspettiamo la stessa reazione da parte dell'EUR - il cambio EUR/USD (1.1710) dovrebbe rimbalzare fino ai 1.20+. D'altra parte é evidente che l'analisi tecnica mostra tendenze e probabilità - non può prevedere in anticipo le decisioni a sorpresa di capi di Stato o avvenimenti improvvisi. Bisognerebbe poter eliminare l'affetto a breve di annunci come quelli di ieri dai grafici e dagli indicatori. Purtroppo non é possibile. È il compito di un'interpretazione soggettiva di decidere se dare credito o meno a determinate reazioni.

La seduta a Wall Street é stata leggermente negativa. Gli indici azionari hanno nel corso della giornata compensato quasi completamente le perdite della prima ora e mezza di contrattazioni e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri. Questo é un segnale positivo.
L'S&P500 ha aperto a 2729 punti e fino alle 15.40 é salito a 2732 punti - il massimo giornaliero. Poi é arrivato l'annuncio di Donald Trump riguardante il meeting con la Corea del Nord e l'S&P500 é caduto fino alle 17.00 su un minimo a 2708 punti. Da questo livello l'indice ha poi costantemente recuperato, é risalito fino a 2730 punti ed ha chiuso a 2727.76 punti (-0.20%). C'é chi ha fatto meglio. Il Nasdaq100 (-0.06% a 6949 punti) e il Russell2000 (+0.04%) hanno chiuso praticamente in pari mentre il DJ Transportation (+1.17%) ha guadagnato terreno grazie ad un calo del prezzo del petrolio (WTI 70.71 USD/barile, -1.13). La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3188 su 3725, NH/NL a 503 (in aumento!) su 315 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é rimasta ferma a 12.53 punti (-0.05) mentre la CBOE Equity put/call ratio risulta nella norma (0.64). 
L'S&P500 é bloccato da 11 sedute nello stretto range 2700-2742 punti. Ieri il mercato ha mostrato forza incassando senza vacillare una notizia negativa. Restiamo dell'opinione che la rottura avverrà al rialzo. Lunedì prossimo la borsa americana é chiusa in occasione della festa del Memorial Day. È poco probabile che già oggi l'S&P500 provi ad accelerare al rialzo sopra i 2742 punti - mancano però solo 14 punti - vediamo alle 14.00 quali saranno le premesse per la seduta odierna.

Le borse asiatiche stamattina sono miste. Il Nikkei é fermo (+0.06%) mentre Shanghai é in calo del -0.6%. Il future sull'S&P500 alle 0730 era a 2735 punti - ora é scivolato a 2732 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3539 punti (+18 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.5% annullando gran parte delle perdite di ieri. Vedremo se dopo questa buona apertura ci saranno ancora dei movimenti importanti. Oggi é venerdì... nel pomeriggio sono previsti discorsi di un membro della BCE, del capo della BoE Carney e del responsabile della FED Powell.

Commento del 24 maggio

Caduta poco preoccupante delle borse europee - Reazione poco convincente dell'S&P500

Ieri la crisi politica italiana (se di crisi si può parlare - più che altro é incertezza) si é estesa a tutte le borse europee. Non solo il FTSE MIB (-1.31% a 22911 punti) é caduto insieme al settore bancario (SX7E -1.49% a 123.44 punti). Anche l'Eurostoxx50 (-1.27% a 3542 punti) ed il DAX tedesco (-1.47% a 12976 punti) hanno avuto una pessima giornata. I mercati finanziari hanno dato i conosciuti segnali di stress. Gli spreads sui titoli di Stato sono aumentati, il Bund (+0.38% a 159.66) - classico bene rifugio in caso di crisi - é balzato su un nuovo massimo annuale mentre l'EUR é caduto su un nuovo minimo annuale contro USD (EUR/USD a 1.1710 / minimo a 1.1685) ed ha ceduto anche contro il Franco Svizzero (EUR/CHF a 1.1638). Insomma gli investitori hanno mostrato la loro inquitudine nei confronti della prospettiva, ormai concreta, di un governo 5 Stelle - Lega in Italia. La volontà degli Italiani, espressa nelle urne, deve essere rispettata. Il governo deve essere giudicato sulla base del suo operato ed é sbagliato fare un processo alle intenzioni. Ai mercati finanziari non piacciono però i salti nel buio e la reazione é comprensibile.
È difficile dire se ieri é iniziata una correzione - lunedì il DAX aveva toccato un massimo a 90 giorni e non basta un giorno di calo per invocare con certezza l'inversione di tendenza. Inoltre ieri sera gli indici azionari europei hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri. Le perdite sono consistenti ma non massicce. I volumi erano in aumento ma restano nella media di lungo periodo - non é stato un giorno da record. Il DAX (12976 punti) ha perso quello che aveva guadagnato nelle precedenti tre sedute ed é tornato sui 13000 punti. L'Eurostoxx50 (3542 punti) si é fermato poco sotto quei 3560 punti dove era rimasto parecchi giorni a metà maggio prima dell'impennata che l'aveva portato a sfiorare i 3600 punti. Gli indicatori che usiamo per il trading non hanno fornito dei segnali di vendita.
Insomma - la seduta di ieri in Europa é stata negativa ma potrebbe trattarsi solo di un incidente di percorso. il 25 aprile scorso abbiamo avuto una giornata simile e poi il rialzo é ripreso. Il vantaggio di questa seduta é che l'ipercomperato di corto termine é sparito. La RSI sul DAX é scesa di colpo dai 70 ai 58 punti. Vediamo cosa succede oggi prima di trarre conclusioni affrettate.

La seduta a Wall Street é stata positiva almeno per quel che riguarda i maggiori indici. La borsa non ha combinato molto fino alle 20.00. Poi la pubblicazione del protocollo dell'ultima seduta della FED ha provocato degli acquisti e ha fatto lievitare il mercato. L'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero a 2733.29 punti (+0.32%). In precedenza aveva aperto in gap down a 2712 punti ed era oscillato in laterale svogliatamente tra i 2710 ed i 2721 punti.
Messi da parte PMI (Russell2000 +0.15%) e energia (ETF Energy -0.01%) gli investitori si sono rivolti di nuovo alla tecnologia (Nasdaq100 +0.87% a 6953) nell'ambito di quella rotazione tra settori che osserviamo da settimane.
I dati delle giornata non sono però convincenti. Strutturalmente la seduta é stata equilibrata con A/D a 3524 su 3414, NH/NL a 422 su 308 e volume relativo a 0.95. Il forte calo dei nuovi massimi a 30 giorni mostra che al rialzo manca una leadership ed una forza trainante. La volatilità VIX é scesa a 12.58 punti (-0.64) - si avvicina a quei 12 punti da noi indicati come condizione per un massimo significativo sull'S&P500. La CBOE Equity put/call ratio é stata invece di 0.65 - un dato insignificante.
L'S&P500 é bloccato tra i 2700 ed i 2742 punti. Questa fase di incertezza può continuare ancora qualche giorno. Una rottura al rialzo é la variante con maggiori probabilità.

La giornata odierna sembra voler seguire la falsariga di ieri. Il cambio EUR/USD (1.1705) non recupera. Il Bund tedesco sale mentre i futures sugli indici azionari europei sono in calo. Malgrado la seduta positiva ieri sera a Wall Street le borse europee apriranno in calo. L'Eurostoxx50 vale ora 3535 punti (-7 punti) - il minimo ieri era a 3528 punti e vale come supporto intermedio. Il future sull'S&P500 é a 2725 punti (-6 punti). Vedremo se oggi le borse europee rimbalzeranno o se invece le vendite continueranno. Il governo "populista" italiano non piace a Bruxelles e i commenti della stampa sono negativi - é possibile che questo argomento venga preso come scusa per una correzione minore circoscritta ai listini europei.
Per la cronaca le borse asiatiche sono miste - il Nikkei ha perso il -1.11% - Shanghai é in calo del -0.4%. India e Taiwan salgono.

Commento del 23 maggio

Lenti e faticosi progressi

Lunedì avevamo avuto un segnale positivo proveniente dagli Stati Uniti con il nuovo massimo storico dell'indice delle piccole e medie imprese Russell2000. Ieri é seguito il nuovo massimo a 90 giorni del DAX tedesco (+0.71% a 13170 punti). Non é molto ma abbastanza per dire che la tendenza di fondo delle borse europee, con alcune eccezioni tipo l'Italia, e americana é ancora al rialzo. Da una decina di giorni prevediamo un'accelerazione al rialzo dell'S&P500 (-0.31% a 2724.44 punti) nel range 2750-2800 punti. Finora non é successo nulla e l'indice resta bloccato tra i 2700 ed i 2742 punti. Anche ieri l'S&P500 ha toccato questa resistenza intermedia - non é riuscito a superarla ed é ricaduto tristemente di una ventina di punti. Bisogna avere pazienza. Dopo il rialzo di gennaio ed il crollo di febbraio il mercato si é semplicemente assestato e fatica a ritrovare forza e trazione. Gli investitori si muovono stancamente da un settore all'altro senza grande convinzione. I volumi di titoli trattati sono da settimane modesti e sotto la media di lungo periodo. Al momento non appare nessun segnale d'inversione di tendenza e nessuna divergenza in grado di provocare un ribasso.
Solo due indici hanno raggiunto i nostri obiettivi. Il DAX ieri a 13204 punti e il Nasdaq100 (-0.17% a 6893 punti) settimana scorsa a 7008 punti. Non sembrano voler correggere ma semplicemente consolidare. Un comportamento logico e comprensibile visto che le altre borse europee a gli altri indici americani sembrano ancora avere potenziale di rialzo.

Ieri le borse europee hanno recuperato la seduta positiva di Wall Street di lunedì. L'Eurostoxx50 é salito a 3587 punti (+0.41%). Lunedì sera valeva teoricamente 3582 punti - ieri mattina ha aperto a 3575 punti ed é salito subito a 3581 punti. Questo significa che ieri in giornata i rialzisti hanno provocato unicamente un guadagno di 5-6 punti - poco. Sul DAX abbiamo già in parte riferito - ha terminato la seduta con un consistente guadagno ma 34 punti sotto il massimo giornaliero. LA RSI é a 70.36 punti - il bordo superiore delle BB é a 13276 punti, al MACD basterebbe una seduta da -1% per dare un segnale di vendita. Il rialzo é stanco e molto esteso ma potrebbe ancora riservarci un'estensione di 100-200 punti in attesa che l'Eurostoxx50 salga a 3600 punti.
Il FTSE MIB é risalito del +0.54% a 23216 punti. Questo é un segnale incoraggiante che però non va sopravvalutato. La tendenza a corto termine é ancora al ribasso. Probabilmente gli investitori hanno smesso di vendere in attesa di vedere la versione definitiva del governo e di studiare i dettagli del piano economico. Se in effetti il nuovo governo vuole rilanciare l'economia attraverso un aumento della spesa pubblica e sgravi fiscali é probabile che lo spread sui titoli di Stato ricomincerà a salire. Un Paese fortemente indebitato che intende fare ulteriori debiti sopra i limiti imposti dal trattato di Maastricht dovrebbe in effetti pagare tassi d'interesse superiori agli attuali. Vedremo come si comporterà la BCE che finora per "salvare" l'EUR ha finanziato attraverso il QE i deficit dei Paesi europei. Se la BCE "collabora" il programma economico del nuovo governo potrebbe essere accettato senza tumulti dai mercati e non provocare un ribasso del FTSE MIB. Ieri c'é stata una tregua tra investitori e politica. Vediamo se questa tregua dura.

La seduta a New York é stata deludente. Ci aspettavamo che finalmente l'S&P500 fosse in grado di superare la resistenza intermedia a 2742 punti e salire sopra i 2750 punti. Invece l'S&P500 ha toccato nella prima ora di contrattazioni un massimo a 2742 punti ma poi é ricaduto. Per ore é oscillato tra i 2735 ed i 2739 punti e dopo le 20.30 é caduto fino a 2722 punti. Ha infine chiuso a 2724.44 punti (-0.31%). È mancata la spinta fornita nei giorni scorsi del settore energia (ETF Energy -1.33%) poiché il prezzo del petrolio é sceso. Invece la tecnologia (Nasdaq100 -0.17%) ha retto bene.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2807 su 4127, NH/NL a 916 su 212 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita di poco a 13.22 punti (+0.14) - la CBOE Equity put/call ratio é relativamente bassa a 0.58.
Le MM a 200 giorni degli indici azionari americani più importanti stanno ancora salendo - quelle a 50 giorni cominciano gentilmente a scendere. È difficile capire se i più frustrati da questa pausa sono i rialzisti o i ribassisti. Chi getterà per primo la spugna? Secondo il trend gli indici dovrebbero ancora salire. Secondo gli oscillatori gli indici sono su un massimo intermedio. Secondo gli indicatori c'é poco potenziale di rialzo a fronte di uno scarso rischio di ribasso. Attendiamo un chiaro segnale o una situazione di evidente eccesso per prendere nuove decisioni d'investimento.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei ha perso il -1.11% - Shanghai sta scendendo del -1.1%. Il future sull'S&P500 é a 2720 punti (-5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3576 punti (-11 punti) - le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.3%.
Le trattative commerciali tra Cina e Stati Uniti sono ad un punto morto dopo che Donald Trump ha annunciato il suo disappunto sui risultati finora conseguiti. Gli investitori sono demotivati e disorientati. I mercati nel breve sono senza direzione. Anche oggi non ci aspettiamo sostanziali variazioni.

Commento del 22 maggio

L'indice Russell2000 (+0.66%) sale su massimo storico e mostra che il rialzo in America é ancora vivo e vegeto

Ieri in numerosi paesi europei tra cui Germania, Francia e Svizzera era un giorno di festa. L'Eurostoxx50 ufficialmente non ha trattato poiché alcune borse europee, tra cui quella tedesca (DAX), erano chiuse in occasione di Pentecoste. Teoricamente ieri sera l'Eurostoxx50 valeva 3582 punti (+9 punti). In generale é stata una giornata positiva.
Non così per la borsa italiana. Il FTSE MIB (-1.52% a 23092 punti) ha aperto male a 23082 punti. La mattina ha recuperato e a metà giornata era quasi in pari. Significa che gli investitori italiani ed europei erano pronti a dare fiducia (o almeno il beneficio del dubbio) al nuovo governo italiano targato 5 Stelle - Lega. Nel pomeriggio però con l'arrivo degli americani sul mercato il FTSE MIB é ricaduto e ha chiuso sul livello d'apertura e nuovamente con una pesante perdita. Ieri in Italia era il giorno dei dividendi - 19 società del FTSE MIB hanno staccato il dividendo e questo ha provocato una caduta dell'indice di circa 400 punti o il -1.7%. Per l'analisi tecnica questo influsso esogeno non influisce molto sulla situazione generale anche se ripulita da questo effetto la seduta é stata positiva.
Il gioco degli speculatori al ribasso é conosciuto. Si vuole obbligare il governo italiano a rispettare le regole imposte da Bruxelles. Per questo si vendono BOT e BTP, lo spreads sui titoli di Stato aumenta a dismisura e la borsa precipita. Nessuno é in grado di dire quando questo gioco al massacro può finire. Per questo già a metà di settimana scorsa avevamo invitato gli investitori alla prudenza. Rotto il supporto a 24000 punti il FTSE MIB é in caduta libera e le barriere tecniche (ipervenduto, Bollinger Bands, supporti) non sono più valide. La candela di ieri sul grafico é quasi completamente al di sotto del limite inferiore delle Bollinger Bands. In teoria un segnale di eccesso di ribasso - in pratica é meglio evitare acquisti durante un ribasso con una dinamica e motivazione di questo tipo. Il ribasso può finire oggi o solo tra alcune settimane. A corto termine il FTSE MIB può cadere fino ai 22000 punti prima di essere obbligato ad eseguire almeno un rimbalzo tecnico.

A Wall Street la settimana é iniziata con una seduta decisamente positiva che ha permesso all'indice delle piccole e medie imprese Russell 2000 (RUT +0.66%) di salire su un nuovo massimo storico. Questo é una chiaro segnale che il rialzo é vivo e vegeto. C'é uno spostamento dei favori degli investitori dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.57% a 6905 punti) ad altri settori come quello dell'energia (Bullish Percent Index Energy a 87.10 !) - questo può essere considerato una sana rotazione tra settori.
L'S&P500 (+0.74% a 2733.01 punti) ha aperto a 2733 punti. È salito a 2739 punti di massimo e sceso a 2725 punti di minimo. Si é poi assestato in questo range e ha chiuso vicino al livello d'apertura a 2733 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4847 su 2169, NH/NL a 1068 a 225 (buona espansione dei nuovi massimi a 30 giorni) e volume relativo a 0.8. Gli indicatori di sentiment si sviluppano come atteso - la VIX é scesa a 13.08 punti (-0.34) mentre la CBOE EQuity put/call ratio é stata nuovamente bassa a 0.54. Gli oscillatori mostrano che un massimo significativo é temporalmente vicino ma non accennano a scendere - significa che la scadenza é rinviata di qualche giorno e l'S&P500 dovrebbe riuscire a salire sull'obiettivo a 2750-2800 punti. Si concretizza il sospetto che contemporaneamente il Nasdaq100 dovrebbe ritestare i 7000 punti senza riuscire a superarli.
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno fatto lievitare il prezzo del petrolio (WTI a 72.35 USD/barile, +0.98%). Al momento questo aumento ha ripercussioni positive in borsa mentre non crea aspettative d'inflazione visto che ieri i Bonds non si sono mossi. Nell'immediato questo aiuterà i listini azionari. Presto o tardi però ci saranno ripercussioni negative. Notiamo con interesse che finora il settore dei trasporti (DJT +1.28) non subisce l'influsso negativo dell'aumento dei prezzi del carburante.

Stamattina i mercati sono molto tranquilli. Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha perso il -0.15% - Shanghai é in calo del -0.4%. Il future sull'S&P500 é a 2734 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3575 punti - aprirà 2 punti sopra il livello di chiusura di venerdì e 7 punti sotto il valore teorico raggiunto ieri sera. Le borse europee apriranno con un leggero guadagno. In teoria dovrebbero riuscire a guadagnare ancora qualche punto. Temiamo però che la situazione italiana possa avere diramazioni in Europa ed espandersi. Ieri l'indice delle banche SX7E é sceso a 123.43 punti (-0.79%). Le vendite che colpiscono i valori italiani coinvolgono anche l'EUR e i titoli finanziari europei. Potrebbero allargarsi ad altri Paesi e settori.

Aggiornamento del 21 maggio - Pentecoste

Nuovo governo in Italia - le trattative commerciali tra USA e Cina fanno lenti progressi

In Italia sembra che finalmente 5 Stelle e Lega abbiano raggiunto un accordo per formare il governo - il primo ministro devrebbe essere Giuseppe Conte, Matteo Salvini dovrebbe diventare ministro degli Interni mentre Luigi di Maio dovrebbe prendere il ministero del lavoro. Vedremo come gli investitori accoglieranno la notizia. Fino a venerdì scorso la prospettiva di un governo populista aveva provocata un aumento dello spread sui Titoli di Stato e un calo del FTSE MIB. Forse adesso le acque si calmeranno in attesa di vedere in effetti come si comporterà il nuovo governo.
I colloqui commerciali tra Cina e Stati Uniti proseguono senza concreti progressi. Ad un certo momento sembrava che si arrivasse ad una rottura. Ora per lo meno le due parti hanno deciso di prolungare le trattative e questo é costruttivo.

Stamattina prevalgono i segnali positivi. Le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +0.35% - Shanghai sale del +0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2727 punti (+14 punti). Il cambio EUR/USD continua a scivolare verso il basso e tocca un nuovo minimo annuale a 1.1740. L'Eurostoxx50 vale ora 3583 punti (+10 punti). DAX e SMI oggi non trattano. Le altre borse europee apriranno con modesti guadagni. Prevediamo una seduta positiva e senza grandi movimenti. La chiusura dovrebbe situarsi sul livello d'apertura.

Commento del 19-20 maggio

Il rialzo non é finito

Venerdì l'Eurostoxx50 (-0.51% a 3573 punti) ha toccato un nuovo massimo a 90 giorni a 3596 punti. Il DAX (-0.28% a 13077 punti) lo ha imitato con un massimo a 13133 punti. Gli indici sono in seguito ricaduti ma questo non sembra un key reveral day - l'aumento dei volumi di titoli trattati é solo una conseguenza della scadenza dei derivati di maggio e la perdita finale é troppo contenuta - la caduta dal massimo é inferiore all'1% e gli indici non hanno chiuso sul minimo giornaliero. Non abbiamo nessun segnale d'inversione di tendenza o che gli indici abbiano raggiunto un massimo significativo malgrado la vicinanza dei nostri obiettivi.
Anche in America la seduta di venerdì é stata negativa - l'S&P500 é scivolato a 2712.97 punti (-0.54%). È però stata una seduta tranquilla e senza direzione con l'S&P500 che é oscillato in soli 10 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero e sul livello d'apertura. Notiamo però il nuovo massimo storico dell'indice Russell2000 (+0.08%) e la seduta in pari del DJ Transportation (+0.00%) sul cui grafico appare un evidente canale orizzontale. Il DJT sembra pronto a rompere il canale al rialzo e accelerare sopra i 10800 punti.
Insomma - il rialzo é in perdita di velocità ma scorrendo i grafici vediamo molte costellazioni costruttive e marginali rotture al rialzo. Malgrado tracce di ipercomperto niente lascia presupporre l'imminenza di un'inversione di tendenza. Lo scenario più probabile é che gli indici azionari debbano nei prossimi giorni salire ancora più in alto e l'atteso massimo significativo si verificherà settimana prossima.
Esistono però dei problemi.
In Italia l'instabilità politica e l'incertezza riguardante la formazione del governo ed il suo programma politico ed economico hanno provocato un'impennata dello spread sui titoli di Stato ed una caduta del FTSE MIB (-1.48% a 23449 punti). Nelle prossime sedute la pressione di vendita potrebbe aumentare e la speculazione potrebbe accanirsi. Formalmente il FTSE MIB é in un ribasso di corto termine ed é impossibile stimare attraverso l'analisi tecnica quando e dove questa caduta potrebbe finire.
Il problema italiano ha colpito il settore bancario europeo. L'indice SX7E (-1.72% a 124.41 punti) ha perso nell'ultima settimana il -4.25% (!). Era dai tempi della crisi delle banche del primo trimestre del 2016 che non assistavamo ad un simile crollo. È sorprendente che la debolezza del settore finanziario non sia riuscita a far deragliare il rialzo dell'Eurostoxx50. Sarà interessante osservare come si risolverà questa divergenza. Saranno le banche ad affossare l'Eurostoxx50 e obbligarlo ad una correzione oppure appena l'SX7E si stabilizzerà l'Eurostoxx50 continuerà a salire? Considerando che il SX7E ha supporto a 124 punti la risposta é imminente.
In America la tecnologia ha perso la sua leadership e la forza relativa. Il Nasdaq100 (-0.51% a 6866 punti) sembra formare un'ampia testa e spalle ribassista. A corto termine l'indice sembra aver toccato un massimo intermedio lunedì 14 maggio a 7008 punti (il nostro obiettivo era a 7000 punti) e aver cominciato una correzione. Come a marzo potrebbe però ancora reagire e risalire se come pensiamo l'S&P500 terminerà il rialzo a 2750-2800 punti.
Da ultimo preoccupa il crollo di molte monete di Paesi emergenti. Abbiamo in precedenti commenti segnalato i problemi che coinvolgono Turchia, Argentina e Sud Africa. Ora l'instabilità si sta allargando a tutta l'America latina compreso il Brasile e all'Indonesia. La fuga da questa moneta provoca il rafforzamento dell'USD americano con ovvie potenziali conseguenze destabilizzatrici sui listini azionari. Venerdì il cambio EUR/USD é sceso fino a 1.1750 per infine tornare a 1.1770. Si può discutere se la rivalutazione dell'USD sia una conseguenza di problemi nei Paesi emergenti o dell'aumento dei tassi d'interesse a breve sull'USD. C'é da domandarsi quali conseguenze potrebbero avere queste eccessive oscillazioni dei cambi sulle borse. Al momento ci sono delle crisi in singoli Paesi ma i mercati finanziari nel complesso sembra solidi e stabili.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.19% a 3573 punti              
DAX                         +0.59% a 13077 punti
SMI                          -0.59% a 8940 punti
FTSE MIB                  -2.94% a 23449 punti
S&P500                    -0.54% a 2712.97 punti
Nasdaq100               -1.24% a 6866 punti

Settimana scorsa ci aspettavamo di più dall'America. Mentre in Europa l'Eurostoxx50 ed il DAX si sono involati verso nuovi massimi di periodo confermando la tendenza rialzista, a Wall Street c'é stata una serie di sedute deludenti e senza direzione. All'impennata di lunedì (massimo dell'S&P500 a 2742 punti) non é seguita un'accelerazione ma una serie di giornate di pausa. Anche venerdì non é successo molto. L'S&P500 ha aperto in calo a 2716 punti. È salito su un massimo a 2719 punti alle 16.20 ed é sceso su un minimo a 2709 punti alle 16.40. Poi si é mosso a caso all'interno di questo range e ha chiuso a 2712.97 punti (-0.26%). Il Nasdaq100 (-0.51% a 6866 punti) ha confermato le difficoltà notate nei giorni precedenti con una seduta debole.
La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3225 su 3647, NH/NL a 772 su 508 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é ferma a 13.42 punti (-0.01) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.66.
Settimana scorsa si é parlato molto di petrolio e il settore energy si é comportato bene - bisogna però relativizzare - il prezzo del petrolio (WTI) in una settimana é salito da 70.70 e 71.37 USD/barile. Poco. Ha fatto notizia solo il Brent (78.70) che ha brevemente superato la soglia psicologica degli 80 USD al barile.
Per definizione la tendenza dominante alla borsa americana é debolmente rialzista con il 59.7% dei titoli sopra la SMA a 30 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 57.93.
Venerdì i tassi d'interesse sull'USD sono scesi sensibilmente. È possibile che il lungo ribasso degli USTreasury Bonds, iniziato a settembre dell'anno scorso, sia momentaneamente finito. Questa potrebbe essere la molla per far ripartire settimana prossima l'S&P500 al rialzo.

Riassumendo il rialzo in Europa ed America non é terminato come speravamo settimana scorsa su un massimo significativo. Questo massimo sembra slittare nel tempo. Non vediamo rischi di ribasso malgrado che ci sono delle gravi crisi circoscritte ad alcuni Paesi e monete.

In alcuni paesi europei (Austria, Francia, Germania, Norvegia e Svizzera) lunedì é festa (Pentecoste).
Le borse svizzera (SMI) e tedesca (DAX) non trattano.
Il nostro ufficio rimane chiuso - il sito viene aggiornato normalmente.

Commento del 18 maggio

Le borse europee, malgrado l'Italia, escono al rialzo dal consolidamento - in America manca leadership

Ieri le borse europee sono ripartite al rialzo. Dopo cinque giorni di pausa durante i quali i maggiori indici azionari si sono mossi sul posto, ieri c'é stato un consistente balzo verso l'alto. Gli indici hanno terminato la seduta sui massimi giornalieri e nuovi massimi a 90 giorni. Ora ci stiamo avvicinando ai nostri obiettivi mentre cominciano ad esserci situazioni di ipercomperato segnalate dalle RSI giornaliere sui 70 punti. L'Eurostoxx50 é salito a 3592 punti (+0.82%) - manca poco al nostro obiettivo a 3600 punti. Il DAX si é fermato a 13114 punti (+0.91%) - poco lontano dall'obiettivo a 13200. Avevamo previsto che un massimo significativo doveva concretizzarsi nella seconda parte di questa settimana. In teoria per questi due indici si presenta la possibilità di un massimo oggi. L'unico problema é che l'America é in ritardo - l'S&P500 é fermo a 2720.13 punti (-0.09%) e non dovrebbe toccare un massimo prima di settimana prossima. Non sappiamo ancora come risolvere il problema costituito da questo scollamento temporale.

In Europa DAX e Eurostoxx50 stanno seguendo lo scenario originale e stanno terminando la fase di rialzo con un massimo significativo. SMI (+0.16% a 8988 punti) e FTSE MIB (+0.29% a 23802 punti) si trovano in una situazione differente. L'indice svizzero sembra aver già toccato un massimo sui 9000+ punti e aver già cominciato a correggere. Probabilmente si fermerà alcuni giorni sui 9000 punti in attesa che anche gli altri indici abbiano terminato questa fase. La borsa italiana é in balia dei problemi politici relativi alla formazione del nuovo governo. Ieri c'é stata una tregua tra borsa ed investitori. Il FTSE MIB é debolmente rimbalzato e lo spread sui titoli di Stato si é stabilizzato. Il FTSE MIB formalmente sta però correggendo, ieri ha sottoperformato ed é restato sotto i 24000 punti. Lo sviluppo a corto termine é incerto - i movimenti sono dettati dalla speculazione e agli investitori consigliamo di non farsi coinvolgere fino a quando non si delinea una situazione tecnica chiara.
Notiamo che il settore bancario (SX7E +0.04% a 126.59 punti) resta debole. Da una parte é costruttivo che l'Eurostoxx50 riesca a salire malgrado la zavorra delle banche. D'altra parte sappiamo per esperienza che un rialzo non và lontano se non viene sorretto e accompagnato dal settore bancario. Forse é questo il tallone d'Achille del mercato che provocherà l'atteso massimo significativo.

Speravamo che ieri l'S&P50o continuasse a salire sfruttando la spinta di mercoledì. Invece si é nuovamente fermato. L'indice ha aperto a 2720 punti e ha chiuso sullo stesso livello (-0.09% a 2720.12 punti). Durante la giornata si é mosso tra i 2711 ed i 2732 punti - sul grafico appare un doji che mostra equilibrio ed incertezza. Sembra una semplice pausa di consolidamento all'interno di un rialzo intatto e non completo.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3936 su 2959, NH/NL a 908 su 251 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é ferma a 13.43 punti (+0.01) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.57 (bassa ma non in territorio estremo). Ieri la debolezza della tecnologia (Nasdaq100 -0.41% a 6901 punti) é stata compensata dalla forza dell'energia (ETF Energy +1.51%). C'é una rotazione tra settori senza una chiara e costante leadership.
Questa seduta non ci ha detto niente di nuovo. La previsione di un massimo tra i 2750 ed i 2800 punti é ancora valida - il massimo si sposta a settimana prossima.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +0.4% - Shanghai sale del +1.1%. Il future sull'S&P500 é a 2724 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3582 punti (-10 punti). Le borse europee apriranno miste. Il DAX dovrebbe aprire in leggero guadagno.
In molti paesi europei (compresi Svizzera e Germania) lunedì prossimo é festa (Pentecoste). Ci sarà di conseguenza un lungo fine settimana. È probabile che i traders preferiscano chiudere le posizioni e ridurre i rischi. Oggi ci aspettiamo una seduta tranquilla e le borse europee dovrebbero chiudere in pari. Speriamo che l'America riesca a fare progressi - leggete a questo riguardo i commenti delle 14.00.

Commento del 17 maggio

La borsa americana torna a salire e sembra mentenere lo scenario originale

Ieri mattina abbiamo presentato due possibili scenari a corto termine per la borsa americana. O l'attesa correzione era già iniziata oppure l'S&P500 doveva restare sopra i 2700 punti, consolidare e riprendere il rialzo che doveva poi terminare solo settimana prossima tra i 2750 ed i 2800 punti. Nel commento sull'S&P500 del pomeriggio abbiamo fatto una scelta e indicato la nostra opinione: "Ad istinto non crediamo che i 2742 punti di massimo di lunedì sia l'atteso massimo significativo. Crediamo piuttosto che ci debba essere ancora un consolidamento e un'ultima spinta di rialzo. Ci sono forti movimenti sui cambi, sui tassi d'interesse e sui prezzi delle materie prime che stanno influenzando anche il mercato azionario ma non sembra che si stia verificando un'inversione di tendenza."
Ieri l'S&P500 ha reagito positivamente ed é tornato a 2722.46 punti (+0.41%). Non é stata una seduta spettacolare ma il mercato ha mostrato chiaramente l'intenzione a breve di non voler scendere più in basso. L'S&P500 ha aperto in leggero guadagno a 2714 punti. Ha avuto una fase di indecisione e ha toccato alle 17.30 un minimo a 2712 punti. Dopo la chiusura in Europa é partito al rialzo e ha raggiunto a metà giornata un massimo a 2727 punti. Poi non é successo più molto. L'indice é oscillato in laterale, é ricaduto a 2717 punti e sul finale si é issato a 2722 punti. Il Nasdaq100 (+0.60% a 6930 punti) ha seguito lo stesso percorso. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4708 su 2239, NH/NL a 809 su 276 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é scesa a 13.46 punti (-1.17) - sembra che i traders vogliano andare a caccia di un minimo sui 12 punti prima di tentare di far tornare la VIX sopra i 15 punti. La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.50 (!) - vi ricordiamo che ci vogliono un paio di sedute con questo indicatore sui 0.50 per mostrare un eccesso di speculazione al rialzo e la possibile presenza di un massimo significativo sull'S&P500.

Stamattina devo uscire presto a causa di un appuntamento. Per quel che riguarda l'Europa mi limito all'essenziale e invito gli interessati a leggere i commenti di ieri sera. L'Eurostoxx50 per la quarta seduta consecutiva non si é mosso - ha chiuso a 3562 punti (-0.04%) dopo aver trascorso la giornata ad oscillare a caso tra i 3551 ed 3567 punti. Considerando la caduta del FTSE MIB (-2.32% a 23734 punti) e la debolezza del settore bancario (SX7E -2.27% a 126.54 punti) l'indice europeo si é comportato bene e sembra consolidare prima di riprendere il rialzo. La borsa italiana era sotto pressione a causa dei conosciuti problemi politici. Gli investitori diventano nervosi e vendono BTP (spread in forte aumento) e azioni italiane. Le tensioni sui mercati finanziari europei si riflettono sulle azioni delle banche e sull'EUR ma sembrano circoscritti. Il cambio EUR/USD é caduto ieri fino a 1.1763 punti di minimo. Dovrebbe ora provare nuovamente a rimbalzare fino a 1.20+. Stamattina si trova a 1.1825.

Stamattina presto i mercati sono piuttosto tranquilli. Il Nikkei sale del +0.6% - Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2723 punti. Non abbiamo ancora indicazioni riguardanti l'Eurostoxx50 ma stimiamo che ora dovrebbe valere 3572 punti. Le borse europee dovrebbero aprire con modesti guadagni (+0.3%). Sarà interessante osservare il comportamento della borsa italiana in balia degli avvenimenti politici. Ieri il FTSE MIB ha rotto il supporto a 24000 punti e in teoria sta correggendo. La situazione potrebbe però improvvisamente cambiare. Agli investitori consigliamo di stare a guardare ed evitare speculazioni.

Commento del 16 maggio

Secondo il Nasdaq100 la borsa americana ha già toccato l'atteso massimo significativo

La seduta di ieri in Europa é stata insignificante. Inutile perdere tempo ad analizzarla nel dettaglio. Gli indici azionari si sono mossi in pochi punti nel range dei giorni precedenti e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Per l'Eurostoxx50 (-0.04% a 3564 punti) questo ha significato un calo di 1 punto - in quattro sedute l'indice ha perso 5 punti. Il rialzo é bloccato ma formalmente é ancora valido.

La seduta a Wall Street é stata più interessante. Non per il suo svolgimento visto che dopo la debole apertura gli indici si sono limitati ad oscillare in laterale. Le perdite a fine giornata sono però risultate importanti e potrebbero significare che il rialzo é finito in anticipo con il massimo di lunedì dell'S&P500 (-0.68% a 2711.45 punti) a 2742 punti.
Facciamo un passo indietro. Da giorni i tassi d'interesse sull'USD stanno lievitando. L'USTreasury Bonds a 10 anni rende il 3.08% ed é quindi tornato sopra la barriera psicologica del 3%. Quello ad 1 anno rende il 2.31%. Specialmente l'aumento dei tassi d'interesse a breve ha provocato il rafforzamento dell'USD ed il collasso di alcune monete di Paesi fortemente indebitati con l'estero come la Lira turca, Il Peso argentino o il Rand sudafricano. Il cambio EUR/USD é nuovamente sceso a 1.1835 dopo il rimbalzo tecnico a 1.20. La forza dell'USD ha provocato un calo del prezzo dell'oro a 1291 USD/oncia. L'oro é nuovamente caduta sotto la soglia dei 1300 USD ma in EUR (1093 EUR/oncia) rimane incollato ai 1100 EUR. In mezzo a questi ampi movimenti su Bond e cambi si muovono i mercati azionari. Per ora le tensioni hanno unicamente provocato il ritracciamento di ieri della borsa americana.
L'S&P500 ha aperto debole a 2715 punti e per tutta la giornata é oscillato in laterale tra i 2702 ed i 2715 punti. Ha chiuso in mezzo al range a 2711.45 punti (-0.68%). Notiamo che durante la giornata ribassisti e rialzisti si sono equivalsi. L'S&P500 é rimasto sopra la barriera psicologica dei 2700 punti. Gli indici hanno aperto in gap down - questo potrebbe significare l'inizio di una correzione o un ribasso ma ci vogliono dei segnali di vendita per confermare questa impressione. Per ora nessun indicatore é passato su sell e nessun importante supporto é stato rotto. Solo le coincidenze sul Nasdaq100 sono troppe per essere casuali. Lunedì l'indice aveva toccato i 7008 punti di massimo e aveva raggiunto in questa maniera il primo possibile obiettivo del rialzo. Ieri nelle nostre previsioni il Nasdaq100 doveva cadere a 6890 punti e poi rimbalzare una quarantina di punti. Invece l'indice é sceso decisamente più in basso ed solo rimbalzato a 6888 punti (-1.09%). La candela rossa sul grafico abbandonata nel nulla preoccupa poiché questo gap down nel 75% dei casi significa un'inversione di tendenza.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2548 su 4414, NH/NL a 507 su 392 (un evidente spostamento di forze) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 14.63 punti (+1.70) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.62.
Ora esistono solo due possibilità. La correzione é iniziata in anticipo e per l'S&P500 una decina di punti sotto il primo possibile obiettivo. Questo scenario verrebbe confermato nel caso in cui l'S&P500 scendesse nei prossimi giorni sotto i 2675 punti o se ci fossero tre sedute consecutive negative. Oppure il rialzo é ancora valido e in questo caso l'S&P500 dovrebbe restare sopra i 2700 punti, consolidare e poi ricominciare a salire. In questo caso un massimo si verificherebbe solo settimana prossima sui previsti 2750-2800 punti.

Stamattina prevalgono i segni negativi. Le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei ha perso il -0.44%, Shanghai perde il -0.6%. Il future sull'S&P500, che verso le 07.00 era ancora in positivo, scivola a 2708 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3557 punti (-7 punti). Le borse europee sono piuttosto stabili e inizieranno le contrattazioni con un leggero calo del -0.2%.
Alle 11.00 verranno pubblicati gli ultimi dati sull'inflazione in Europa. Alle 14.00 é atteso un discorso di Mario Draghi. Da un paio di giorni i tassi d'interesse sull'EUR stanno aumentando. Vediamo se oggi i venditori riusciranno a fare pressione anche sulle borse europee. Per il momento la giornata si apre all'insegna della stabilità.

Commento del 15 maggio

Il rialzo si é fermato - in teoria manca ancora un'ultimo balzo prima di un massimo significativo

Ieri le borse si sono fermate - come martedì 8 maggio. Settimana scorsa gli indici dopo la pausa sono ancora riusciti a fare un balzo verso l'alto. Anche questa volta ci aspettiamo ancora un paio di giornate positive prima che la spinta di rialzo si esaurisca su un massimo intermedio. L'unico problema é che gli oscillatori segnalano che siamo vicini alla fine di un ciclo - come sapete ci aspettavamo un massimo tra la metà e la fine di questa settimana. Non possiamo escludere la possibilità che il carburante sia già finito malgrado che per il momento non vediamo nessuna divergenza e nessun segnale d'inversione di tendenza. Quella di ieri sembra una normale seduta di consolidamento all'interno di una fase rialzista non ancora completa.

La seduta in Europa é stata noiosa e senza argomenti d'interesse. L'Eurostoxx50 serve da esempio per tutti. L'indice si é mosso in pochi punti - tra i 3553 ed i 3568 punti. Ha chiuso invariato e al centro del range giornaliero a 3565 punti (-0.01%). In genere gli indici hanno semplicemente svolto una seduta nel range del giorno precedente. Solo l'SMI svizzero (+0.08%) ha toccato un nuovo massimo mensile ma non é andato lontano. Il FTSE MIB (+0.26% a 24221 punti) sembra approfittare del fatto che a livello politico si muove qualcosa. L'indice é però bloccato tra i 24000 ed i 24550 punti e una decisione sul trend  a corto termine é pendente. La borsa italiana non si staccherà completamente dal resto dell'Europa - se l'Eurostoxx50 comincia a correggere anche il FTSE MIB subirà la forza di gravità. Di conseguenza anche se il FTSE MIB potesse fare ancora un balzo verso l'alto e raggiungere un nuovo massimo annuale non bisogna aspettarsi che poi il rialzo possa continuare a lungo.

Ieri anche a Wall Street non é successo nulla. L'S&P500 (+0.09% a 2730.16 punti) sullo slancio ha guadagnato ancora 2 punti. Ha però chiuso lontano dal massimo a 2742 punti e sul grafico appare una piccola candela rossa (chiusura sotto il livello d'apertura) dopo una serie di 6 candele bianche consecutive. Graficamente la situazione del Nasdaq100 (+0.17% a 6964 punti) é interessante poché l'indice ha toccato un massimo a 7008 punti e ha così raggiunto il primo possible obiettivo del rialzo di corto termine. Molti analisti parleranno ora di testa e spalle ribassista. È giusto ma ci vuole una discesa sotto i 6600 punti circa (neckline) per attivare questa formazione - questo livello é lontano.
L'S&P500 ha aperto a 2734 punti e all'inizio é salito fino ai 2742 punti. Dopo aver superato il bordo superiore delle BB a 2737 punti, l'indice é ridisceso in due ondate a 2725 punti. È risalito 8 punti, é ricaduto a testare il minimo ed ha infine chiuso a 2730 punti. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3250 su 3761, NH/NL a 813 (ancora in calo!) su 243 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é salita (ups!) a 12.93 punti (+0.28) - la CBOE Equity put/call ratio é nella norma a 0.62.
Riassumendo ieri la borsa americana si é fermata. Gli indici potrebbero aver già raggiunto l'atteso massimo intermedio come suggerisce il comportamento del Nasdaq100. Non abbiamo però ancora nessuna conferma e lo sviluppo più probabile resta quello di una continuazione verso l'alto ancora per 2 o 3 giorni.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha perso il -0.21% - Shanghai sale del +0.1%. Il future sull'S&P500 sta scendendo - é ora a 2721 punti (-9 punti). Ieri il cambio EUR/USD é risalito fino a 1.1996 - stamattina ricade a 1.1920. Il rimbalzo tecnico con obiettivo a 1.20+ potrebbe essere finito. L'Eurostoxx50 vale ora 3553 punti (-12 punti) - le borse europee apriranno in calo (-0.3%). Non crediamo che oggi debbano cadere sensibilmente più in basso. Oggi sono previsti numerosi dati congiunturali dall'Europa. Dovrebbero segnalare un rallentamento della crescita economica. Sarà interessante osservare la reazione dei mercati. In un mercato rialzista gli investitori dovrebbero focalizzarsi sugli aspetti positivi come quello dell'impossibilità da parte della BCE di alzare i tassi d'interesse. Una reazione negativa significherebbe che il vento per le borse sta nuovamente cambiando.

Aggiornamento del 14 maggio

Come reagirà la borsa ad un governo 5 Stelle - Lega?

Di Maio e Salvini hanno annunciato che un accordo per la formazione di un governo 5 Stelle e Lega é imminente. Oggi si dovrebbe conoscere il nome del candidato a dirigere il governo e i due leaders dovrebbero recarsi da Mattarella per avere un incarico ufficiale. Come reagiranno i mercati finanziari ? Secondo noi molto dipenderà dal programma del governo. Se ci sarà una soluzione di continuità con il rispetto dei parametri di deficit e di indebitamento previsti dai trattati il governo populista e anti europeo 5 Stelle - Lega dovrebbe lasciare gli investitori indifferenti. Diversa sarebbe la situazione se il nuovo governo decidesse di aumentare il deficit per rilanciare la crescita economica e se si mettesse in dubbio l'appartenenza all'UE e l'uso dell'EUR. In questo caso é probabile che malgrado gli interventi della BCE lo spread sui titoli di Stato comincerà a salire e la borsa a scendere. Di Maio e Salvini sono furbi - non crediamo che fin dall'inizio rischieranno di mettere in crisi il rapporto con l'UE e l'idillio con i mercati finanziari che vale da inizio anno. I toni saranno concilianti e crediamo che la reazione della borsa sarà cauta ma positiva. Il FTSE MIB dovrebbe continuare a salire insieme alle altre borse europee ed americana. Il problema questa settimana non sarà l'Italia ma il massimo significativo sugli indici azionari americani e probabilmente anche europei che ci aspetta nei prossimi giorni.

La settimana inizia con un'intonazione positiva. Le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +0.47% - Shanghai sale del +0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2738 punti (+9 punti). Il cambio EUR/USD prosegue il rimbalzo in direzione degli 1.20 e si trova a 1.1965. Il quadro che osserviamo stamattina corrisponde alle attese. La conseguenza é che le borse europee apriranno in positivo ma vengono frenate dal recupero dell'EUR. L'Eurostoxx50 vale ora 3569 punti (+4 punti). La seduta odierna dovrebbe essere tranquilla e non dovrebbe riservare sorprese. Le borse europee marceranno sul posto mentre quella americana dovrebbe guadagnare ancora qualche punto.

Commento del 12-13 maggio

Borse in perdita di velocità e partecipazione - manca solo un eccesso di rialzo ed euforia per un massimo significativo

Nella settimana appena trascorsa la borsa americana ha sorpreso in bene. Pensavamo che l'S&P500 (+0.17% a 2727.72 punti) non avesse la forza di superare i 2700+ punti e invece tra mercoledì e giovedì l'S&P500 ha superato tutti gli ostacoli - la MM a 50 giorni a 2677 punti, la barriera a 2700 punti e il massimo di aprile a 2717 punti. L'indice é anche riuscito a spingere verso l'alto il bordo superiore delle Bollinger Bands (ora a 2729 punti) grazie ad alcune marginali sforature. Ci siamo fatti ingannare dalla volatilità VIX (12.65 punti, -0.58). Da febbraio questo indicatore rimaneva sopra i 15 punti e noi pensavamo che anche questa volta, raggiunto questo livello, la VIX sarebbe ricominciata a salire e l'S&P500 a scendere. Invece c'é stata una rottura al ribasso con un evidente tentativo di tornare su quei 10 punti che hanno contraddistinto il 2017 fino quasi alla fine di gennaio 2018. Ora la VIX sta scendendo troppo velocemente e gli investitori passano dall'ottimismo all'euforia. Un minimo sulla VIX sembra vicino ed imminente proprio mentre l'S&P500, secondo gli oscillatori, si avvicina ad un massimo. La prossima evidente resistenza sull'S&P500 é a 2800 punti. Pensiamo però che l'indice fermerà prima la sua corsa. Il rialzo perde di momentum e ha scarsa partecipazione. Venerdì scadono i derivati di maggio. Il Nasdaq100 (-0.16% a 6952 punti) potrebbe toccare un massimo a 7000-7023 punti. La tendenza di fondo della borsa americana é da neutra a debolmente al rialzo (60.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 55.16). Il prezzo del petrolio (WTI 70.70 USD/barile) é in stallo sui 70-72 USD - il sostegno al rialzo del settore energia dovrebbe venire a mancare.
Di conseguenza confermiamo la nostra previsione di massima - l'S&P500 deve toccare un massimo significativo nella seconda parte di settimana prossima tra i 2750 ed i 2800 punti. La stessa sorte dovrebbe toccare alle borse europee - indicativamente l'Eurostoxx50 (-0.12% a 3565 punti) può salire fino ai 3600 punti - per il DAX (-0.17% a 13001 punti) un'obiettivo indicativo si situa sui 13200 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.43% a 3565 punti              
DAX                         +1.42% a 13001 punti
SMI                          +1.01% a 8993 punti
FTSE MIB                  -0.72% a 24159 punti
S&P500                    +2.41% a 2727.72 punti
Nasdaq100               +2.71% a 6952 punti

La seduta di venerdì é stata sia in Europa che in America di scarso interesse. Gli indici si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso al centro del range giornaliero e senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 ha perso 4 punti (-0.12% a 3565 punti) mentre l'S&P500 ne ha guadagnati 4 (+0.17% a 2727.72 punti). La differenza é stata causata probabilmente dal rimbalzo del cambio EUR/USD a 1.1940. Il cambio ha toccato un minimo mercoledì a 1.1838 punti e poi é risalito da una situazione di eccesso di ribasso e di sfiducia. Il cambio a breve deve tornare a 1.20+ e poi vedremo. In linea di massima ci aspettiamo un'altra lunga fase di stasi. Le conseguenze sulle borse europee sono evidenti.

L'S&P500 ha aperto a 2623 punti. È salito sul massimo a 2632 punti ed é poi sceso in due lunghe ondate sul minimo a 2717 punti. Dopo le 20.15 ha recuperato una decina di punti ed ha chiuso a 2727.72 punti (+0.17%). Il Nasdaq100 (-0.16% a 6952) é invece sceso - la società di software per la sicurezza Symantec (-33%) ha annunciato un'inchiesta interna per problemi di bilancio non ben definiti - l'azione é crollata influenzando il settore.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3857 su 3085, NH/NL a 892 (!) su 263 e volume relativo a 0.75. Notiamo il netto calo dei nuovi massimi a 30 giorni (mercoledì e giovedì erano stati più di 1000) e gli scarsi volumi. Sappiamo che un rialzo può continuare malgrado questa debole partecipazione ma bisogna rendersi conto che il movimento é fragile e a rischio di fallimento.
La volatilità VIX é scesa a 12.65 punti (-0.58) mentre la CBOE Equity put/call ratio é bassa a 0.60. Questo rapido passaggio da pessimismo a ottimismo e l'avvicinarsi dell'euforia sono problematici. Il Fear&Greed Index é passato in mese dai 17 ai 62 punti.

Riassumendo i grafici sono costruttivi ed il rialzo iniziato ad aprile non é ancora finito. Si avvicina però un significativo massimo. Non sappiamo esattamente cosa seguirà dopo. Non ci aspettiamo ancora un forte ribasso - per questo i dati macroeconomici sono ancora troppo buoni e la politica monetaria troppo accomodante. Dovrebbe però esserci una correzione abbastanza lunga e profonda da permettere e rendere profittevole l'apertura di posizioni short.

Un capitolo a parte lo merita il FTSE MIB (+0.52% a 24159 punti). A corto termine la borsa italiana é in balia della politica. Tra lunedì e giovedì gli investitori internazionali hanno segnalato di non apprezzare l'ipotesi di elezioni anticipate (vuoto di potere) o di un governo 5stelle - Lega che viene definito populista ed anti europeo. I danni in borsa sono però stati modesti e venerdì il FTSE MIB é rimbalzato. Fino a quando l'indice resta sopra i 24000 punti la tendenza dominante resta al rialzo. Se oltre tutto settimana prossima il FTSE MIB riuscisse a salire sopra i 24550 punti e raggiungere un nuovo massimo storico, avremo la conferma che la politica non é un elemento di disturbo tale da provocare un ribasso. Ovvio però che la borsa italiana non potrà ignorare quanto succederà nel resto dell'Europa. È improbabile che il FTSE MIB possa continuare a salire in solitaria se l'Eurostoxx50 comincia a correggere dai 3600 punti.

Commento dell'11 maggio

L'S&P500 (+0.94% a 2723 punti) rompe al rialzo ma non andrà lontano - massimo settimana prossima tra i 2750 ed i 2800 punti

La seduta ieri in Europa é stata strana ed anomala. In alcuni Paesi come la Germania e la Francia era un giorno di festa (Ascensione) - malgrado ciò le borse erano aperte. Il risultato é stato un pò confuso, misto (DAX +0.62%, CAC40 +0.20, Eurostoxx50 -0.00%, FTSE MIB -0.96%) e disordinato. Con scarsi volumi gli indici si sono mossi a caso. Il risultato più credibile lo ha fornito l'Eurostoxx50 (-0.00% a 3569 punti) che ha chiuso invariato dopo una caduta a metà giornata fino a 3549 punti. Da registrare c'é però anche un nuovo massimo marginale a 90 giorni a 3474 punti. Questo mostra che il rialzo é intatto. Gli indici azionari lottano in parte contro ipercomperato ed eccesso di rialzo. Notiamo però dall'esempio del DAX (+0.62% a 13022 punti) che sono in grado di spingere dolcemente il bordo superiore delle Bollinger Bands verso l'alto. Questo significa che gli eccessi sono in grado di rallentare il rialzo ma non ancora di bloccarlo. Non appare nessuna importante divergenza e nessun segnale d'inversione di tendenza. Non é ancora arrivato il momento di aprire posizioni short.
La borsa italiana si é invece mossa in controtendenza. Evidentemente l'ipotesi di un governo 5 Stelle e Lega non piace. Gli investitori internazionali temono questa combinazione che viene definita populista e anti europea. Il FTSE MIB (-0.96% a 24033 punti) ha perso 232 punti ed é brevemente sceso sotto i 24000 punti - il supporto é stato ripreso in extremis. La decisione sul trend si avvicina e per il momento prevalgono i segnali negativi. Lo spread BTP-Bund si impenna. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo verso le 15.00 e poi ha recuperato - il FTSE MIB invece non é riuscito nel pomeriggio a risalire. È evidente che gli americani stanno vendendo. Non é ancora chiaro se questo abbandono sfocerà in una correzione o se invece é solo un episodio temporaneo. Come abbiamo anticipato il supporto a 24000 punti é decisivo.
Ieri é iniziato l'atteso e dovuto rimbalzo tecnico sul cambio EUR/USD. Mercoledì il cambio ha toccato un minimo annuale a 1.1823. Ieri é risalito fino a 1.1946 e stamattina si trova a 1.1915. Con questo rimbalzo il cambio deve risalire sugli 1.20. Vedremo quali saranno le conseguenze sulle borse europee. La debolezza dell'EUR ha sicuramente favorito e sostenuto il rialzo delle borse europee da inizio aprile fino a mercoledì. Vedremo se questo momentaneo rafforzamento avrà conseguenze sul trend. Pensiamo di si ma non sappiamo quanto. Invece che un calo di Eurostoxx50 e colleghi potrebbe unicamente provocare una sottoperformance dell'Europa nei riguardi dell'America. Nei prossimi giorni le borse europee faranno probabilmente ancora dei progressi - questi rischiano però di essere impercettibili.
Questo significa che indicativamente questo rialzo finirà settimana prossima sui 3600 punti di Eurostoxx50.

In America c'é stata una seconda seduta decisamente positiva. L'S&P500 (+0.94% a 2723.07 punti) é balzato nuovamente di quasi il +1% e ha superato di slancio la fascia di resistenza tra i 2700 (resistenza psicologica), 2717 (massimo del 18.4) e 2720 (limite superiore delle Bollinger Bands) punti. Gli investitori hanno deciso che la MM a 200 giorni é un solido supporto che non necessita ulteriori test. Come pensavamo il mercato sembra solidamente assicurato verso il basso e quindi ora sta andando a vedere quanto spazio esiste verso l'alto. Crediamo che non ce ne sia molto. Restiamo dell'opinione che non é iniziata una sostenibile fase di rialzo a medio termine. Superata la prima fascia di resistenza lo spazio verso l'alto si é aperto fino ai 2800 punti. Ipercomperato e oscillatori mostrano che un massimo dovrebbe essere raggiunto settimana prossima. A livello di sentiment vediamo molto ottimismo ed eccesso di speculazione al rialzo. Riassumendo questi fattori pensiamo che questa spinta di rialzo debba finire tra la metà e la fine di settimana prossima sui 2750-2800 punti di S&P500.
L'S&P500 ha aperto a 2706 punti e all'inizio é sceso a 2704 punti lasciando aperto un piccolo gap di 3 punti. Poi l'indice é salito regolarmente fino alle 19.00 raggiungendo un massimo a 2726 punti. Nelle ultime tre ore di contrattazzioni si é fermato ed ha chiuso a 2723 punti. Il Nasdaq100 (+1.02% a 6963 punti) si é mosso in parallelo. Per questo indice tecnologico alcuni giorni fà avevamo fissato un primo obiettivo sui 7000 punti. Se non si ferma qui può salire a testare il massimo storico a 7186 punti del 13 marzo. Teniamo d'occhio questi due obiettivi e paragoniamoli a quelli sull'SP500 per poter individuare con precisione il massimo di questa spinta di rialzo. Possiamo subito dire che i 7000 punti sul Nasdaq100 sembrano troppo pochi...
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4908 su 2058, NH/NL a 1012 su 269 e volume relativo a 0.8. Notiamo subito la scarsa partecipazione - il numero di nuovi massimi a 30 giorni é uguale a quello di mercoledì (nessun aumento !?) mentre i volumi di titoli trattati sono nettamente sotto la media. La volatilità VIX é scivolata a 13.23 punti (-0.19). Non sappiamo come la VIX può sistemarsi tra i 10 ed i 15 punti. Crediamo semplicemente che non bisogna fissarsi sui 10 punti - rotto il supporto a 15 punti ora la VIX scenderà ancora più in basso senza necessariamente raggiungere i 10 punti - poi risalirà velocemente. La CBOE Equity put/call ratio é a 0.51 - la malsana speculazione al rialzo é evidente.

Stamattina Il Nikkei ha deciso di seguire l'America e fà un balzo del +1.16%. Shanghai invece é in calo del -0.3%. Il future sull'S&P500 é a 2718 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 vale alle 08.30 3568 punti. Le borse europee apriranno invariate. Come pensavamo il rimbalzo dell'EUR sta frenando. Raramente di venerdì c'é una seduta completamente diversa dal resto della settimana. Di conseguenza ci aspettiamo che la seduta odierna si concluda con un modesto guadagno o al massimo in pari.

Commento del 10 maggio

Il problema iraniano fa salire il prezzo del petrolio (WTI 71.14 USD / +2.08 USD) - rally a Wall Street

Ieri le borse europee sono salite - hanno riguadagnato quello che avevano perso martedì e in certi casi qualcosa in più. L'Eurostoxx50 (+0.33% a 3569 punti) ha chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo a 90 giorni - lo spazio verso l'alto é aperto. La prossima resistenza si trova sui 3600 punti. Come pensavamo il calo di martedì é stata una insignificante e normale seduta negativa all'interno di un rialzo. Il DAX (+0.24% a 12943 punti) ha guadagnato 30 punti. È di nuovo sul bordo superiore delle Bollinger Bands e su un massimo a 90 giorni. L'indice da tre sedute marcia sul posto ma il grafico resta costruttivo - il rialzo é intatto e la pausa é servita a eliminare parte dell'eccesso di rialzo. Il FTSE MIB (+0.51% a 24266 punti) ha reagito dopo la pesante caduta di martedì. Il rimbalzo non é però stato convincente e lo spread sui titoli di Stato ha continuato a salire. È possibile che a corto termine il volo del FTSE MIB sia concluso. La situazione si chiarirà nelle prossime una a due sedute e decisivo é il range 24000 - 24550 punti. Una rottura al ribasso sancirebbe l'inizio di una correzione. Un nuovo massimo annuale entro venerdì ci direbbe invece che il trend dominante é ancora al rialzo. Il comportamento dell'indice ci lascia leggermente perplessi - mentre le altre borse europee hanno chiuso la sera sul massimo, il FTSE MIB si é sgonfiato. L'impressione é che la mattina i traders hanno giocato il rimbalzo mentre gli investitori d'oltre oceano nel pomeriggio hanno venduto. Normalmente gli investitori sono più forti e riescono presto o tardi ad imporsi.
Riassumendo il rialzo in Europa é intatto e gli indici sembrano in grado di continuare a salire malgrado ipercomperato ed eccesso di rialzo. Nuovi massimi a 90 giorni su parecchi indici azionari confermano che la tendenza é al rialzo.
Fino a quando l'America e la debolezza dell'EUR aiutano, il rialzo può continuare al piccolo trotto.

Ieri sera a Wall Street c'é stato un mini rally provocato da un'impennata del prezzo del petrolio (WTI 71.14 USD /barile, +2.08 USD). Martedì il prezzo era sceso - le reazioni internazionali alla decisione unilaterale degli Stati Uniti di ritirarsi dall'accordo con l'Iran sul nucleare, in generale negative, hanno però provocato un'altra fiammata sul prezzo dell'oro nero. Il settore energia (ETF Energy +2.04%) ha trascinato il rialzo - tutti i settori hanno però partecipato al movimento.
L'S&P500 ha aperto a 2678 punti e fino alle 18.00 é semplicemente oscillato tra i 2674 ed i 2682 punti chiudendo il gap con mercoledì. Poi l'indice é salito regolarmente fino ad un massimo a 2701 punti. Dopo aver raggiunto questo livello verso le 20.15, il mercato si é fermato e l'S&P500 ha chiuso a 2697.79 punti (+0.97%). Come d'abitudine la tecnologia (Nasdaq100 +1.14% a 6893 punti) ha sovraperformato. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4544 su 2426, NH/NL a 1008 su 374 e volume relativo a 0.95. Avevamo scritto che a corto termine l'S&P500 poteva salire sui 2700 punti - a 2711 punti si trova ora il livello superiore delle Bollinger Bands. C'é però un cambiamento importante a livello di sentiment - forse l'S&P500 cercherà di salire più in alto.
La volatilità VIX é scesa a 13.42 punti (-1.29). Per la prima volta da febbraio la VIX termina una seduta decisamente sotto i 15 punti. Potrebbe continuare a scivolare verso il basso e tornare sui 10 punti - in questo caso l'S&P500 potrebbe aver iniziato una sostenibile fase di rialzo che potrebbe portarlo a ritestare il massimo annuale. Decisive saranno le prossime sedute e il comportamento dell'indice sui 2700-2717 punti (massimo di aprile).

Stamattina prevalgono ancora i segni positivi. Il Nikkei é salito del +0.39% - Shanghai ha guadagnato il +0.51%, Il future sull'S&P500 é a 2701 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale poco prima dell'apertura dei mercati europei 3571 punti (+2 punti). Mentre l'Eurostoxx50 non si muove il DAX dovrebbe iniziare le contrattazioni con un balzo del +0.4%. Oggi dovrebbe ancora esserci una seduta moderatamente positiva.
In Svizzera si festeggia la festa dell'Ascensione. La borsa di Zurigo é chiusa.
Oggi a causa di un assenza non pubblichiamo i commenti sugli indici americani (14.00). I prossimi aggiornamenti riguarderanno la chiusura delle borse europee (19.00).

Commento del 9 maggio

Un grande sbadiglio - Eurostoxx50 -0.18% - S&P500 -0.03%

Ieri sera Donad Trump ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo sul nucleare. La notizia era nell'aria da tempo e ha lasciato i mercati finanziari indifferenti. L'S&P500 ha avuto una veloce caduta ma si é prontamente ripreso ed ha chiuso praticamente invariato a 2671.92 punti (-0.03%). Il prezzo del petrolio, che nelle ultime settimane era lievitato in attesa della decisione del presidente americano é caduto a 69.06 USD/barile (-1.67) - un'altro esempio della regola "compra i rumori e vendi i fatti".
Stranamente ha fatto più scalpore la notizia che in Italia i partiti non sono riusciti a trovare un compromesso e non sono in grado di formare un governo. Per gli italiani e gli addetti ai lavori questa non é di certo una sorpresa. C'é da domandarsi cosa cambierà dopo le elezioni anticipate previste a luglio o settembre ma questo é un altro discorso. I mercati finanziari hanno reagito con un'impennata dello spread sui titoli di Stato e con un tuffo del FTSE MIB a 24142 punti (-1.64%). L'indice era ipercomperato ed aveva raggiunto anche il secondo obiettivo del rialzo a 24500 punti - questa reazione negativa é la logica conseguenza. Finora non c'é nulla da preoccuparsi poiché il FTSE MIB ha chiuso lontano dal minimo giornaliero, toccato la mattina alle 11.20, e sopra i 24000 punti. Per ora questa perdita improvvisa di 400 punti é solo un'incidente di percorso. Diventa un problema se oggi questa seduta si ripete.
L'Eurostoxx50 (-0.18% a 3557 punti) ha perso 7 punti. Il DAX (-0.28% a 12912 punti) ha avuto una seduta in trading range - ha terminato la seduta nella parte superiore del range e sul livello d'apertura. Ogni tanto in qualsiasi rialzo può esserci una seduta negativa e questa non ha nulla di particolare. Le borse europee hanno avuto una seduta in calo - hanno però chiuso lontano dal minimo giornaliero e tecnicamente hanno semplicemente svolto una seduta nel range del giorno precedente. Non c'é nessuna ragione per allarmarsi.
L'unico motivo d'inquietudine sono la debolezza relativa del settore bancario (SX7E -0.53% a 128.36 punti) e l'improvvisa caduta dell'EUR (EUR/USD a 1.1850 - minimo a 1.1838). Ieri non é stato l'USD a rafforzarsi ma l'EUR a perdere terreno. C'é un problema in Europa ? Troppo presto per dirlo - così a prima vista non sembra.
A livello tecnico il cambio EUR/USD a 1.1850 é decisamente ipervenduto - la psicologia é estremamente negativa - con queste premesse un forte ed improvviso rimbalzo tecnico sopra gli 1.20 é imminente.

Gli investitori hanno atteso fino alle 20.00 la decisione di Donald Trump sull'Iran. L'S&P500 ha aperto a 2668 punti ed é oscillato a caso trai 2661 ed i 2676 punti. Dopo l'annuncio l'indice é caduto fino a 2655 punti ma é in seguito tornato a 2671.92 punti (-0.03%). Notiamo unicamente che l'indice ha nuovamente rispettato la resistenza costituita dalla MM a 50 giorni a 2677 punti (in calo). La tecnologia (Nasdaq100 -0.09% a 6815 punti) é rimasta in mezzo al plotone. Al balzo del DJ Tranportation (+0.81%), conseguenza del calo del prezzo del petrolio, si oppone la caduta del DJ utilities (-2.37%). La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3351 su 3394, NH/NL a 722 su 361 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é ferma a 14.71 (-0.04) mentre la CBOE Equity put/call ratio é risalita a 0.61 - rimane però sotto la media di lungo periodo. A livello di sentiment la situazione non cambia - troppo ottimismo e troppa speculazione al rialzo.

Stamattina i mercati sono tranquilli. Il Nikkei ha perso il -0.38% - Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2671 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3562 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno. Prevediamo una ripetizione della seduta di ieri.
Domani in Svizzera si festeggia la festa dell'Ascensione. La borsa di Zurigo é chiusa. Le borse europee saranno invece in generale aperte (con alcune eccezioni - Austria, Scandinavia).

Commento dell'8 maggio

Gli indicatori di sentiment ci dicono che l'S&P500 é già fermo - Europa forte grazie al calo del cambio EUR/USD (1.1910)

La giornata di ieri ha seguito il modello di comportamento che ha contraddistinto le ultime due settimane. Le borse europee si sono rafforzate ignorando l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo. Non siamo in grado di dire quanto questo movimento finirà. Come abbiamo spiegato nell'analisi del fine settimana, visto che l'abituale correlazione con l'America non funziona, non possiamo misurare il potenziale residuo di rialzo. Si potrebbe andare a tentativi usando Fibonacci o guardando dove ci sono delle forte resistenze - le probabilità che questi metodi portino dei risultati affidabili non sono però molto alte. Si può solo continuare a monitorare lo sviluppo della situazione e rilevare quando ci saranno delle divergenze o dei segnali d'inversione di tendenza. Per il momento non c'é nessun grave ostacolo all'orizzonte. Solo la debolezza relativa del settore bancario (SX7E +0.11% a 129.05 punti) sta frenando ma non sembra sufficiente per bloccare la corsa delle borse europee.
L'Eurostoxx50 é salito a 3564 punti (+0.38%) - é solo 14 punti sopra il nostro obiettivo originario a 3550 punti - quello di ieri é però un nuovo massimo a 90 giorni e l'indice é tornato sopra le MM a 200 e 50 giorni - é evidente che il trend di corto termine é al rialzo dal minimo annuale di fine marzo. Il DAX (+1.00% a 12948 punti) da alcuni giorni si comporta meglio delle altre borse europee. Sembra essere una conseguenza della debolezza dell'EUR nei riguardi dell'USD che favorisce l'industria d'esportazione germanica. L'effetto deve sparire se il cambio si stabilizza. Il FTSE MIB (+0.86% a 24544 punti) prosegue la sua corsa malgrado che non si riesca a formare un governo e che probabilmente in estate bisogna tornare a votare - la borsa ignora la crisi politica. Il FTSE MIB ha raggiunto anche l'obiettivo a 24500 punti ed é nuovamente ipercomperato. Vedremo se il consolidamento che deve cominciare a breve sarà una semplice pausa nel rialzo o l'inizio di una correzione. Ieri anche il difensivo SMI svizzero (+0.84% a 8978 punti) si é unito al rialzo europeo.

L'S&P500 ha avuto una giornata movimentata. Rialzisti e ribassisti si sono dati battaglia e alla fine l'S&P500 (+0.35% a 2672.63 punti) ha guadagnato 9 punti solo grazie al vantaggio iniziale. In effetti l'S&P500 ha aperto a 2671 punti e nei primi 30 minuti di contrattazioni é salito a 2681 punti. Qui i traders hanno reagito mostrando di tenere d'occhio e rispettare la MM a 50 giorni a 2679 punti. L'S&P50 é ricaduto a 2671 punti, é risalito una manciata di punti e poi é oscillato per ore tra i 2676 ed i 2680 punti. Dopo le 20.00 l'indice si é impennato fino a 2683 punti ma ancora una volta é stato respinto verso il basso ed é caduto fino a 2664 punti. Sul finale l'S&P500 é tornato a 2672 punti.
La tecnologia (Nasdaq100 +0.78% a 6821 punti) ha nuovamente brillato. Il DJTransportation (-0.08%) é rimasto fermo.
La seduta al NYSE (per comodità parliamo di NYSE ma in effetti i dati radunano tutti i titoli trattati in America incluso Nasdaq, AMEX e OTC) é stata positiva con A/D a 4370 su 2611, NH/NL a 873 su 268 e volume relativo a 0.8 (!). La volatilità VIX é ferma a 14.75 punti (-0.02) mentre la CBOE Equity put/call ratio é ancora bassa a 0.54. Notiamo che la VIX non é scesa malgrado la seduta positiva - i 15 punti sono un livello importante. La P/C ratio mostra ancora speculazione al rialzo. Con questi dati sul sentiment e sulla base del comportamento ieri degli indici (ed i bassi volumi) riteniamo che difficilmente l'S&P500 potrà salire decisamente più in alto. Al massimo con questa spinta risalirà a 2700 punti per poi ricadere.  

Stamattina il cambio EUR/USD accenna un tentativo di rimbalzo (1.1930) - il future sull'S&P500 é fermo a 2671 punti (+1 punto). Come logica conseguenza anche le borse europee sono in stallo. L'Eurostoxx50 vale ora 3562 punti. Gli indici azionari europei apriranno in leggero calo. Oggi ci aspettiamo una chiusura senza sostanziali variazioni.
Per la cronaca le borse asiatiche sono miste - il Nikkei ha guadagnato il +0.24% - Shanghai sta salendo del +0.8%.
Oggi sono previsti due discorsi - verso le 09.00 parla il capo della FED Powell - stasera alle 20.00 per una volta Donald Trump rinuncerà ai Twitter é terrà una conferenza stampa.

Aggiornamento del 7 maggio

Petrolio (WTI) sopra i 70 USD al barile - il settore dell'energia é un leader

Da metà aprile parliamo regolarmente del prezzo del petrolio. Sui 67-68 USD al barile il rialzo sembrava a fine corsa. Avevamo però detto che non si vedevano segnali d'inversione di tendenza. Ora la possibilità che Donald Trump  decida di abbandonare l'accordo con l'Iran sta facendo lievitare ulteriormente il prezzo dell'oro nero. Stamattina il futures esce da una fase di consolidamento e si impenna sopra i 70 USD. Da inizio aprile a Wall Street il settore petrolio e quello dell'energia in generale sono in forte rialzo e stanno sostenendo il mercato. È quindi probabile che nei prossimi giorni l'S&P500 continui a salire in direzione dei 2700 punti. Il rialzo del prezzo del petrolio ha una forte componente speculativa. A medio / lungo termine é destinato a fallire ed inciampare sulla differenza tra domanda e offerta. Nell'immediato é però probabile che il prezzo salga - Donald Trump comunicherà la sua decisione sabato 12 maggio e la tensione sta salendo anche perché l'Amministrazione americana lancia segnali chiari - il deal lascia troppo margine di manovra agli iraniani senza contropartite per i Paesi signatari e gli Stati Uniti in particolare e di conseguenza va cancellato.

Stamattina, petrolio a parte, non notiamo novità di rilievo. Il Nikkei guadagna il +0.12% - Shanghai é in forte rialzo (+1.3%). Il future sull'S&P500 sale a 2672 punti (+9 punti). Le borse europee apriranno al rialzo. L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3560 punti - gli indici azionari europei apriranno con guadagni dell'ordine del +0.3%. Il cambio EUR/USD scivola a 1.1950 e probabilmente sta aiutando i listini europei. Le premesse sono per una seduta positiva anche se sarà molto difficile fare ulteriori progressi dopo la buona apertura.

Commento del 5-6 maggio

Rally a Wall Street senza volumi e partecipazione - il rialzo é destinato a fallire per eccesso di ottimismo

Settimana scorsa le borse europee hanno sfruttato il +1%/+2% di potenziale di rialzo che gli avevamo attribuito nell'analisi di domenica scorsa grazie al rafforzamento dell'USD e la caduta del cambio EUR/USD da 1.2125 a 1.1960 (-1.36%). L'S&P500 ha invece marciato sul posto - fino a giovedì ha testato il supporto a 2600 punti e ha toccato un minimo a 2594 punti. Venerdì il rapporto sul mercato del lavoro americano ad aprile ha provocato un calo dei tassi d'interessi e un rally in borsa. L'S&P500 é risalito a 2663.42 punti (+1.28%) e la performance 2018 é tornata praticamente in pari (-0.38%).
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 46.6% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 51.09. Per il momento non si deliena nessuna nuova tendenza. Verso il basso l'S&P500 é assicurato dalla fascia di supporto a 2550-2600 punti - l'indice ha toccato brevemente un minimo annuale il 9 febbraio 2538 punti - il 2 aprile c'é stato un secondo tuffo fino ai 2553 punti. Tra aprile e maggio ci aspettavamo l'inizio di una sostenibile fase di rialzo - non ci sono però ancora le premesse. Il mercato oscilla sballottato dalla speculazione - i traders passano velocemente dal pessimismo all'ottimismo e le posizioni long o short vengono subito abbandonate dopo delle fiammate di pochi punti in percentuale. I dati sulla partecipazione mostrano chiaramente la mancanza di potere d'acquisto e di pressione di vendita - i volumi sono modesti. Il rally di venerdì a Wall Street dovrebbe avere una breve continuazione ma molto probabilmente non si trasformerà in un sostenibile rialzo.
Siamo invece incerti per quel che riguarda lo sviluppo delle borse europee. Venerdì il FTSE MIB (+1.12% a 24335 punti) ha chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo annuale. Ha raggiunto questo risultato malgrado che il settore bancario europeo (SX7E +0.04% a 128.91 punti / performance settimanale -0.37%) non abbia particolarmente brillato. La borsa italiana si é emancipata dal settore finanziario - questo é un ulteriore segnale di forza. Anche il DAX (+1.02% a 12819 punti) e l'Eurostoxx50 (+0.61% a 3550 punti) hanno subito compensato il calo di giovedì e sono tornati a ridosso dei massimi a 60 giorni e delle resistenze. Facciamo fatica capire le intenzioni delle borse europee. Il rialzo a corto termine é intatto e non vediamo nessun segnale d'inversione di tendenza.
Gli analisti tecnici lavorano normalmente coi grafici e con tre gruppi di indicatori - partecipazione, momentum e sentiment (psicologia). Gli indicatori funzionano bene se esistono abbastanza dati a disposizione riguardanti un grande numero di titoli. In Europa molti di questi dati mancano e gli indici comprendono pochi titoli - é difficile avere informazioni significative da DAX (30 azioni), SMI (30 azioni), il FTSE MIB (40 azioni) o Eurostoxx50 (50 azioni). È ovvio che le analisi basate sull'S&P500 (500 azioni) o su tutti i titoli trattati al NYSE, Amex a Nasdaq (6980) hanno maggiore valenza e danno migliori risultati. In Europa spesso viaggiamo a vista e cerchiamo di individuare massimi o minimi basandoci sulle correlazioni con la borsa americana o su ipercomperato e ipervenduto. Talvolta questo metodo non funzione. In particolare é possibile che ora il rialzo delle borse europee continui lentamente mentre la borsa americana marcia sul posto. L'analisi tecnica ci dice che molto probabilmente l'S&P500 non é all'inizio di una sostenibile fase di rialzo - crediamo che già settimana prossima l'S&P500 debba ricadere e testare pesantemente la fascia di supporto a 2550-2600 punti. Non siamo sicuri che l'Europa seguirà. È possibile che l'Eurostoxx50 e colleghi si fermino semplicemente a consolidare e che poi ricomincino a salire con l'S&500 quando questo ripartirà al rialzo dai 2550-2600 punti. Il cambio EUR/USD é un'incognita. Venerdì é sceso fino a 1.1911 prima di tornare a 1.1960. Secondo noi deve fare una lunga pausa intorno a 1.20. La rotazione verso il basso della MM a 50 giorni e la dinamica rottura del supporto a 1.20 mostrano però che la speculazione si é di nuovo gettata nel mercato delle divise. Non possiamo escludere un accanimento e una caduta fino a 1.16 malgrado che non esistono le premesse fondamentali.
Se il cambio scende le borse europee saliranno malgrado che la borsa americana non si muoverà.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.81% a 3550 punti              
DAX                         +1.90% a 12819 punti
SMI                          +0.69% a 8903 punti
FTSE MIB                  +1.70% a 24335 punti
S&P500                    -0.24% a 2663.42 punti
Nasdaq100               +1.69% a 6769 punti

Venerdì le borse europee hanno terminato la seduta con consistenti guadagni e sui massimi giornalieri. La tendenza a corto termine é al rialzo e per ora non si vede la fine. Il movimento può venir rallentato da ipercomperato e dal bordo superiore delle Bollinger Bands ma non vediamo nessuna importante divergenza e nessun segnale d'inversione di tendenza. L'Eurostoxx50 (3550 punti) venerdì alle 22.00 valeva 3557 punti. È probabile che le borse europee settimana prossima continuino moderatamente a salire.

L'S&P500 americano giovedì é rimbalzato dal supporto. Venerdì ha continuato la salita grazie ai dati sul mercato del lavoro che mostrano come l'economia é in crescita senza spinte inflazionistiche da parte di occupazioni e salari. L'S&P500 ha aperto a 2616 punti é salito costantemente fino alle 20.30 quando ha toccato un massimo a 2670 punti. Sul finale é lentamente calato a 2663.42 punti (+1.28%). Apple (+3.92%) é balzata su un nuovo massimo storico ed ha stimolato il settore tecnologico (Nasdaq100 +1.89% a 6769 punti). Tutti i settori hanno però partecipato al rialzo. Malgrado l'eccesso e la forte speculazione anche il prezzo del petrolio (69.72 USD/barile, +1.29) é ancora riuscito a guadagnare terreno malgrado il nostro scetticismo - ovviamente le azioni del settore energia ne hanno approfittato. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5248 su 1733, NH/NL a 678 su 455 e volume relativo a 0.85. Notate la deludente partecipazione con una debole espansione dei nuovi massimi a 30 giorni ed i volumi in calo e sotto la media di lungo periodo. I problemi maggiori del rally sono però a livello di sentiment. La volatilità VIX é scesa a 14.77 punti (-1.13) mentre la CBOE Equity put/call ratio é risultata bassa a 0.55. Riappare la sindome di eccesso d'ottimismo e di speculazione al rialzo. Il rally é quindi destinato a fallire. Esiste unicamente un piccola probabilità che i tempi stiano cambiando - se la VIX resta sotto i 15 punti e scende nuovamente in direzione dei 10 punti, come l'anno scorso, il rialzo dell'S&P500 potrebbe inaspettatamente continuare.
Noi non ci crediamo. Le Bollinger Bands sull'S&P500 scorrono a 2612-2708 punti. Nell'analisi dei COT notiamo che i Commercials restano short e non cambiano idea. Siamo quindi convinti che l'S&P500 debba ancora una volta tuffarsi nel range 2550-2600 punti. Dopo una lunga oscillazione in laterale non basterà però una breve caduta per avere ipervenduto e panico - ci vorrebbe un mini crash...
Sembra allora che questa fase di indecisione tra i 2600 ed i 2700 punti di S&P500 debba ancora durare al lungo.

Commento del 4 maggio

L'S&P500 testa il supporto a 2600 punti - questa fase non é ancora finita

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa. È la logica conseguenza della situazione tecnica di un rialzo di corto termine troppo esteso che si scontra con le resistenze. Inoltre sono venuti a mancare due sostegni importanti. La borsa americana era in calo - ieri sera l'S&P500 é finalmente sceso sui 2600 punti. Inoltre la caduta del cambio EUR/USD si é fermata - ieri il cambio si é stabilizzato a 1.1985 - ci sono state ancora del vendite che lo hanno fatto ridiscendere a 1.1950 - non c'é però stato un nuovo minimo mensile e poi é seguito un rimbalzo.
L'Eurostoxx50 é sceso a 3529 punti (-0.69%) - é semplicemente tornato nel range 3500-3550 punti e la RSI é caduta 7 punti riallontanandosi dai 70 punti che segnalano ipercomperato. Il DAX (-0.88%) ha svolto una seduta in trading range. È stato respinto verso il basso dal bordo superiore delle Bollinger Bands e ha perso circa la metà dei guadagni di mercoldì. Il FTSE MIB (-0.83% a 24064 punti) é sceso di 201 punti ma é rimasto sopra i 24000 punti.
Questa seduta negativa non significa ancora nulla. Non ha fatto danni al trend - non ci sono segnali di vendita o d'inversione di tendenza. Per ora sembra unicamente che le borse euopee vogliano fare una pausa di consolidamento. Per ricominciare a salire ci vuole però una spinta. Non crediamo che questa possa venire da cambi o tassi d'interesse - resta solo l'America - vediamo cosa é successo a Wall Street.

Finalmente l'S&P500 (-0.23% a 2629.73 punti) ha testato il supporto sui 2600 punti. L'S&P500 ha aperto in gap down a 2622 punti ed é sceso fino ad un minimo a 2594 punti. Ha passato la MM a 200 giorni (2615 punti) e i 2600 punti senza problemi. Solo dopo la classica marginale e falsa rottura al ribasso ha reagito ed é risalito ad ondate. Verso le 19.30 é tornato sui 2633 punti e poi fino alla chiusura é oscillato tra i 2626 ed i 2637 punti. Si é fermato a 2629 punti. A prima vista questo sembra un test riuscito del supporto - l'hammer sul grafico sembra la classica figura d'inversione di tendenza. Non pensiamo però che la storia sia finita qui. A livello di sentiment mancano completamente le premesse per l'inizio d una sostenibile fase di rialzo. Ieri la VIX si é impennata a 18.66 punti ma poi é tornata a 15.90 punti (-0.07) - gli investitori sono troppo ottimisti. Tutti sono convinti che dai 2600 punti si risale - nessuno ha "mollato" la presa e i traders sono rimasti long. Chi dovrebbe comperare ora? Dalle statistiche trapela che adesso sono solo i massicci buy back delle aziende a sostenere i listini. Sappiamo dove vanno a finire i soldi della riforma fiscale voluta da Donald Trump!
La CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.76 - questo mostra un certo nervosismo ma nulla più - é il minimo di reazione considerando che il mercato azionario americano sta testando importanti supporti di lungo periodo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2735 su 4238, NH/NL a 415 su 723 (pochi) e volume relativo a 1.0. Il mercato é sceso sul supporto e ha reagito con volumi nella media e senza un aumento della pressione di vendita. Il test del supporto é stato unicamente un tastare e saggiare il terreno - un vedere quale é la reazione dei rialzisti. La reazione c'é stata ma é solamente bastata per un rimbalzo di 35 punti e per chiudere la giornata con una leggera perdita di 6 punti. Siamo convinti che nei prossimi giorni i ribassisti ci riproveranno - la VIX deve salire parecchio e non solo avere un breve sussulto.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2628 punti (-3 punti). Il rimbalzo di ieri non ha per ora una continuazione. Le borse asiatiche sono in leggero calo (Nikkei -0.16%, Shanghai -0.2%). L'Eurostoxx50 vale ora 3536 punti. Le borse europee devono scontare la reazione positiva della borsa americana e apriranno stamattina con un guadagno di circa il +0.3%. Oggi é l'ultima seduta della settimana e non crediamo che possa succedere molto. Le borse dovrebbero chiudere senza sostanziali variazioni. Solo il rapporto sul mercato del lavoro americano ad aprile che verrà pubblicato alle 14.30 potrebbe creare scompiglio a fornire argomenti per ulteriori vendite.

Commento del 3 maggio

Europa al rialzo, America al ribasso - come spiegare questa divergenza che sembra perdurare?

Ieri Eurostoxx50 (+0.50% a 3553 punti), DAX (+1.51% a 12802 punti) e FTSE MIB (+1.19% a 24265 punti) hanno toccato dei nuovi massimi a 60 giorni - per la borsa italiana questo corrisponde anche al nuovo massimo annuale. La tendenza a corto termine delle borse europee é al rialzo - grafici ed indicatori avevano segnalato (vedi commento dell'ultimo fine settimana) che dopo il consolidamento esisteva ancora un +1/+2% di spazio verso l'alto. Ora però il movimento é decisamente troppo esteso. L'Eurostoxx50 ha raggiunto l'obiettivo massimo a 3550 punti, il DAX si scontra con il bordo superiore delle Bollinger Bands (12806 punti) e il FTSE MIB é nuovamente ipercomperato dopo la classica marginale rottura al rialzo. Segue ora una correzione? Ancora non sembra. Gli indicatori segnalano eccessi ma niente suggerisce che un'inversione di tendenza é imminente.
Sarebbe tutto molto più facile e chiaro se America ed Europa si stessero muovendo in sincronia e se valesse l'abituale correlazione. Invece da circa due settimana c'é una strana divergenza. La performance 2018 dell'S&P500 (-0.72% a 2635.67 punti) é del -1.42% - quella dell'Eurostoxx50 é passata al +1.50%. C'é una differenza del 3% circa. A prima vista questo effetto é stato provocato dai cambi. L'EUR/USD a metà aprile era ancora a 1.24 - ieri é caduto fino a 1.1938 di minimo e torna stamattina a 1.1980. Questi 4 cts sono poco più del 3% - il conto sembra tornare. Se come pensiamo il cambio deve tornare sopra gli 1.20 e stabilizzarsi questa divergenza tra Wall Street e l'Europa deve sparire. Speriamo che sia così perché per il momento non sappiamo bene quale scenario seguire (rialzo europeo o ribasso americano). Le borse europee devono ora scontrarsi con numerosi ostacoli - devono quindi consolidare o correggere ma la tendenza resta fino a prova contraria al rialzo. Invece l'S&P500 si sta avvicinando al decisivo test del supporto sui 2600 punti con investitori ancora piuttosto ottimisti e incuranti del pericolo. Finora avevamo sempre sperato che questo test avvenisse con ipervenduto e panico e che quindi ci sarebbe stato un solido minimo come base per un successivo rialzo di medio termine. Questo scenario corrisponde anche al consenso tra gli analisti tecnici. Come al solito esiste però l'alternativa - sul grafico dell'S&P500 si delinea un grande cuneo discendente con l'apice sul massimo annuale e con base sui 2550 punti. Una rottura al ribasso da questa formazione grafica ha un obiettivo teorico sui 2250 punti.
Il nostro scenario favorito resta però quello originale. L'S&P500 testa nei prossimi giorni con successo il supporto a 2600 punti mentre le borse europee correggono. Poi tutto sale ancora per 3-4 settimane. Il cambio EUR/USD torna nel range 1.20-1.22 e le borse europee sottoperformano cedendo il vantaggio accumulato nelle ultime due settimane. Poi a giugno allacciamo le cinture di sicurezza...

Ieri la borsa americana ha aspettato fino alle 20.00 l'esito della riunione della FED. L'S&P500 ha aperto a 2651 punti ed é oscillato stancamente in laterale tra i 2643 ed i 2653 punti. La Banca Centrale americana ha lasciato i tassi d'interesse invariati e non ha detto nulla di nuovo. L'S&P500 si é brevemente impennato fino a 2660 punti e poi é sceso fino al minimo a 2631 punti. Ha chiuso dopo un breve imbalzo a 2635.67 punti (-0.72%). Il Nasdaq100 (-0.56% a 6644 punti) ha contenuto le perdite grazie al balzo di Apple (+4.42%) dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali. La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3351 su 3516, NH/NL a 608 su 401 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita solo a 15.97 punti (+0.48) - poco considerando come l'S&P500 si avvicina inesorabilmente al supporto a 2600 - 2614 punti (MM a 200 giorni). Avrete forse notato che ieri la VIX é scesa fino a 14.75 punti per poi rimbalzare con energia - il supporto a 15 punti funziona. La CBOE Equity put/call ratio é nella norma a 0.65.
Le Bollinger Bands dell'S&P500 scorrono a 2606-2711 punti e si stanno restringendo - un movimento dinamico si avvicina.

Stamattina la borsa giapponese é chiusa. Shanghai sta guadagnando il +0.4%. Il future sul'S&P500 é  2630 punti (+2 punti). Manca un'ora all'apertura dei mercati europei. L'Eurostoxx50 vale ora 3550 punti - le borse europee sembrano voler ignorare il calo di ieri sera a New York e apriranno praticamente invariate (-0.10%). Notiamo con interesse che il cambio EUR/USD risale a 1.1985 - non vuol dire però ancora molto visto che normalmente le vendite appaiono nel pomeriggio.
In teoria la seduta odierna in Europa ed America dovrebbe essere negativa. In mancanza di notizie importanti le borse potrebbero però decidere di fare semplicemente una pausa.

Commento del 2 maggio

Borse europee chiuse - S&P500 fermo - tecnologia top, DJ Industrial e DJ Transportation flop

Mentre in Europa le borse sono rimaste chiuse in occasione della festa del lavoro, a Wall Street si é operato normalmente. È stata una seduta di pausa e di assestamente in preparazione di due importanti eventi. La pubblicazione, ieri sera dopo la chiusura dei mercati finanziari, dei risultati trimestrali di Apple (+2.32%) e l'odierna seduta della FED. L'S&P500 (+0.25% a 2654.80 punti) ha guadagnato 6 punti. Questo risultato sembra però casuale ed é stato provocato unicamente da una strana impennata nell'ultima ora di contrattazioni. Per la maggior parte della giornata l'indice é rimasto in negativo e ha toccato un minimo a 2625 punti. Il test del supporto a 2600 punti avverrà nei prossimi giorni.
I traders hanno scelto di comperare la tecnologia (Nasdaq100 +1.16% a 6682 punti) e gli AGMAF che hano tutti guadagnato più dell'1%. Considerando quanto osservato nelle scorse settimane questa scelta é sconsiderata. Prima degli earnings le azioni salgono ma dopo abbiamo sempre assistito a prese di beneficio. Ieri sera Apple ha presentato dei solidi risultati e gli investitori hanno apprezzato l'aumento del dividendo e l'annuncio di un ulteriore programma di riacquisto di azioni proprie. Nei dati non vediamo però nulla di entusiasmante - i prodotti di Apple sono maturi e la società fatica a incrementare i volumi di vendita e la cifra d'affari - i margini sono in calo. Probabilmente oggi seguiranno le vendite dopo il balzo delle ultime due sedute.
L'S&P500 ha aperto in gap down ma come spesso succede nelle ultime settimane il gap é stato chiuso già durante la seduta. L'indice é sceso in due ondate a 2625 punti di minimo. Poi é risalito lentamente in pari e sul finale ha ancora guadagnato una decina di punti ed ha chiuso sul massimo a 2654.80 punti. Non bisogna però farsi ingannare da tecnologia e S&P500 - la seduta in generale é stata equilibrata con A/D a 3500 su 3454, NH/NL a 324 su 760 (in sensibile aumento...) e volume relativo a 0.95. Notiamo il calo del DJ Industrial (-0.27%) e del DJ Transportation (-0.34%). A livello di sentiment i segnali sono misti - la volatilità VIX é scesa a 15.49 punti (-0.44) mentre la CBOE Equity put/call ratio era relativamente alta a 0.68.
L'S&P500 si é comodamente assestato al centro delle Bollinger Bands (2607-2711 punti), poco sotto la MM a 50 giorni (2684 punti) ormai piatta e poco sopra la MM a 200 giorni (2613 punti) ancora il lento aumento. La performance 2018 é del -0.70%. Indovinare la prossima sostenibile tendenza non é facile - se finalmente ci fosse un test del supporto sui 2600 punti e se come pensiamo questo si rivelasse solido l'S&P500 non potrebbe poi che salire.
Oggi si riunisce la FED - stasera alle 20.00 dovrebbe comunicare le sue decisioni. Dovrebbe lasciare i tassi d'interesse invariati. Il prossimo aumento di +0.25% é previsto solo a giugno. I commenti di Jerome Powell sulla situazione economica negli Stati Uniti ed sulle eventuali implicazioni sulla politica monetaria potrebbero influenzare i tassi d'interese e di riflesso cambi e borsa.
Il cambio EUR/USD ieri é caduto sul supporto a 1.20. È sceso brevemente sotto questa barriera e ha toccato un minimo a 1.1981. Stamattina é a 1.20. Prevediamo su questo livello un assestamento. Il trend a corto termine é al ribasso ed il momentum é forte - é quindi possibile che i traders cerchino nell'immediato di far scendere il cambio marginalmente più in basso. La tendenza di fondo é però neutra e un minimo intermedio sull'oro suggerisce la presenza (o la vicinanza) di un minimo intermedio anche sul cambio EUR/USD.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2651 punti (-1 punto) - in teoria l'indice perde quasi 4 punti. Il Nikkei ha perso il -0.22% - Shanghai lo sta imitando (-0.2%). Le borse europee sono al rialzo - apriranno con guadagni intorno al +0.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3535 punti (+17 punti). La debolezza dell'EUR si riflette positivamente sulla borsa. Stamattina gli indici potrebbero guadagnare ancora qualche punto ma poi devono sgonfiarsi.

Commento del 1. maggio

S&P500 (2648 punti) - Terzo e decisivo tentativo di rottura sotto la media mobile a 200 giorni (2612 punti)

Ieri le borse europee hanno guadagnato qualche punto. L'Eurostoxx50 ha raggiunto un massimo mensile a 3536 punti (+0.50%). Non si é però trattato di un movimento convincente. Più che altro gli indici si sono mossi per inerzia. I traders hanno visto che i futures americani salivano e che il cambio EUR/USD scendeva (1.2070) - la logica conseguenza era che le borse europee dovevano salire. Nessun indice però ha superato un livello determinante. Il DAX tedesco (+0.25% a 12612 punti) resta bloccato intorno ai 12600 punti - li ha toccati per la prima vota il 17 aprile e da allora non é più riuscito a fare progressi. Il FTSE MIB italiano (+0.22% a 23979 punti) é fermo a ridosso dei 24000 punti e ha perso la forza relativa - non riesce più a sovraperformare il resto dell'Europa. L'SMI (+0.49% a 8889 punti) sta tornando in forma grazie al fatto che il settore farmaceutico sta ritrovando il favore degli investitori - l'indice é però fermo a ridosso della fascia di resistenza a 8900-9000 punti.
In generale le borse europee stanno consolidando. Gli indici azionari sono tornati sopra le MM a 50 giorni che stanno lentamente girando verso l'alto. Il quadro tecnico é costruttivo. La tendenza di fondo é però neutra ed il potenziale di rialzo é modesto. Al momento non sembra prepararsi nessun movimento significativo.

Ieri a Wall Street ci aspettavamo una seduta in pari o positiva. Prima dell'apertura i futures erano in guadagno e non avevamo notato nulla che potesse provocare delle vendite. Ci siamo sbagliati e ce ne siamo accorti velocemente osservando la volatilità VIX. Dai 15.41 punti di venerdì pensavamo che la VIX sarebbe scesa sul supporto a 15 punti prima di ripartire al rialzo. È quello che é successo ma la reazione é avvenuta nello spazio di ore invece che di giorni. Ieri la VIX é scesa in apertura a 15.13 punti mentre l'S&P500 saliva sul massimo giornaliero a 2683 punti. Poi la VIX (15.93 punti, +0.52) ha cominciato salire e l'S&P500 (-0.82% a 2648.05 punti) a scendere...
A questo punto é evidente che ieri sera la borsa americana ha avuto una seduta negativa. Gli indici hanno chiuso sui minimi giornalieri e con vistose perdite distribuite su tutto il listino. Osserviamo con interesse che prima della pubblicazione dei risultati trimestrali le azioni salgono - lo si é visto ancora ieri con Apple (+1.81%) che comunicherà gli utili oggi dopo la chiusura. Dopo ci sono in generale prese di beneficio che durano parecchi giorni malgrado risultati convincenti e sopra le stime degli analisti. È evidente che gli investitori non sono molto ottimisti riguardanti il futuro - usano il momento buono per vendere pensando ovviamente che questa crescita degli utili non é sostenibile.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2677 punti ed é inizialmente salito a 2683 punti. Poi il gap é stato chiuso. L'S&P500 é sceso ma non si é fermato sui 2670-2675 punti, come pensavamo noi, ma é caduto decisamente più in basso. Verso le 20.00 ha raggiunto i 2655 punti, si é fermato fino a poco prima della chiusura e sul finale si é tuffato a 2648 punti. Anche la tecnologia (Nasdaq100 -0.76% a 6605 punti) ha seguito. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2272 su 4712, NH/NL a 603 su 475 e volume relativo a 1.0. A livello di sentiment gli investitori non si sono lasciati molto influenzare da questo calo (VIX a 15.93, CBOE Equity put/call ratio a 0.61).
Nell'immediato i ribassisti hanno preso l'iniziativa e la logica conseguenza é che l'S&P500 deve tornare a testare i 2600 punti. La MM a 200 giorni, che é il punto di riferimento, é a 2612 punti. Anche l'ultimo minimo del 25 aprile é a 2612 punti. Questo sarà il terzo tentativo di rottura - sarà decisivo. Noi pensiamo che in una maniera o nell'altra l'S&P500 ripartirà al rialzo. Lo farà formando base sui 2600 punti oppure dopo una falsa rottura al ribasso con un pò di panico ed ipervenduto.

Oggi le borse cinesi ed europee (con l'eccezione della Gran Bretagna) sono chiuse in occasione della festa del lavoro. Il Nikkei ha guadagnato il +0.18%. Il future sull'S&P500 alle 09.00 é a 2649 punti (+2 punti). Vi invitiamo a leggere i commenti sugli indici americani che pubblichiamo come d'abitudine alle 14.00 per sapere cosa dovrebbe succedere stasera a Wall Street.

Aggiornamento del 30 aprile

Feste e scarsi volumi

Stamattina mancano punti di riferimento. In Giappone e Cina é un giorno di festa - le borse sono chiuse. Vediamo solo che i futures salgono più dell'1% - entro domani però la situazione potrebbe cambiare. Il future sull'S&P500 é a 2680 punti (+8 punti). Questo darà l'impostazione all'apertura in Europa. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con plusvalenze intorno al +0.5%. Non crediamo che faranno ulteriori progressi anche perché domani, 1. maggio, c'é la festa del lavoro. Oggi traders e speculatori cercheranno di non prendere rischi e i volumi saranno modesti.
Sarà interessante vedere come gli indici si comporteranno in vicinanza delle resistenze - le più vicine sono i 12600-12660 punti di DAX ed i 24000 punti di FTSE MIB - i 3550 punti di Eurostoxx50 per oggi sono troppo lontani.

Commento del 28-29 aprile

Senza un esaurimento del ribasso non può esserci rialzo - la speculazione fà oscillare gli indici ma non crea tendenza

Tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio le borse hanno avuto una veloce, brutale e profonda correzione. Dopo questa forte spinta di ribasso esistevano parecchie opzioni. Le borse potevano essere all'inizio di una correzione di medio termine che avrebbe fatto scendere gli indici molto più in basso. Oppure dopo un esaurimento del ribasso con panico e ipervenduto le borse potevano ricominciare a salire e riattaccare i massimi annuali. Invece le borse hanno deciso di fermarsi - ci sono state delle brevi e fugaci spinte di rialzo e di ribasso causate dalla speculazione ma in linea di massima gli indici azionari si stanno muovendo tra il massimo annuale del 23-26 gennaio ed i minimi del 9 febbraio. Le borse europee sono ancora rimbalzate due volte sui minimi toccando dei nuovi minimi annuali marginali. Da febbraio però la tendenza di fondo dei mercati azionari é diventata neutra e per il momento non si delinea nessun cambiamento. Ribadiamo che "la situazione tecnica generale però non cambia. Non vediamo rischio di ribasso e lo sviluppo più probabile a medio termine é una ripresa del rialzo o una lunga distribuzione in laterale sui livelli attuali."
Dopo 9 anni di crescita economica tutti sanno che questo ciclo congiunturale si avvicina alla fine - le Banche Centrali stanno per forza abbandonando la politica monetaria estremamente espansiva e assistiamo ad una normalizzazione dei tassi d'interesse. Questo significa che i tassi d'interesse di mercato subiscono un aggiustamento, salgono e tornano ad essere positivi al saldo dell'inflazione. Questi fattori frenano le borse - non ci sono più ragioni per investire quando si avvicina un deterioramento delle condizioni economiche e monetarie. D'altra parte non c'é ancora bisogno di abbandonare i mercati azionari. L'economia é ancora in crescita, le società presentano dei buoni risultati trimestrali (anche se non bisogna dimenticare che questi dati riguardano il passato) e mancano alternative d'investimento. La conseguenza é che l'S&P500 (+0.11% a 2669.91 punti) non sale più - le probabilità che i 2872 punti del 26 gennaio rappresentino il top del bull market sono in lento e costante aumento. La borsa americana resta oscenamente cara ma nessuno osa abbandonarla. Il party si avvicina alla fine ma tutti continuano a godersi la festa convinti di potersene andare prima che succeda qualcosa di male. Hanno ragione nel senso che al momento sia tecnicamente che da un punto di vista fondamentale non appaiono gravi problemi all'orizzonte. Questo periodo d'incertezza può durare ancora settimane o mesi. Gli investitori giocano ancora alcune carte - preferiscono i settori di crescita come la tecnologia e si sentono più sicuri nel comperare mercati fondamentalmente meno cari e che sembrano rimasti indietro come il FTSE MIB italiano (performance 2018 +9.49%). Da inizio anno però i mercati azionari più importanti marciano sul posto (S&P500 -0.14%, Eurostoxx50 +0.41%) e non sembrano volersi muovere nel prossimo futuro. L'S&P500 (2670 punti) a corto termine potrebbe ricadere sui 2600 punti o continuare a salire fino ai 2720-2750 punti. Difficilmente però l'S&P500 uscirà da questo range senza un evento particolare in grado di destabilizzare il mercato.
Notiamo questa stabilità anche a livello di tassi d'interesse e di cambi. Il reddito dell'US Treasury Bond a 10 anni (2.959%) é tornato sotto il 3%. ed il cambio EUR/USD (1.2125), pur avendo rotto il supporto a 1.22 sembra in grado di difendere il range 1.20-1.25.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.69% a 3518 punti              
DAX                         +0.32% a 12580 punti
SMI                          +0.40% a 8843 punti
FTSE MIB                  +0.41% a 23927 punti
S&P500                    -0.01% a 2669.91 punti
Nasdaq100               -0.17% a 6656 punti

Venerdì il rally di giovedì ha avuto una breve continuazione. La spinta si é però velocemente esaurita e gli indici azionari, sia in Europa che in America, hanno chiuso lontani dal massimo giornaliero e con modesti guadagni.
L'Eurostoxx50 é salito a 3518 punti (+0.36%). Praticamente é oscillato per tutta la settimana intorno ai 3500 punti. Il DAX (+0.64% a 12580 punti) non riesce a superare i 12600 punti malgrado che gli indicatori ci dicono che la strada verso l'alto si é aperta. Il FTSE MIB (-0.47% a 23927 punti) é decisamente bloccato dai 24000 punti. Non riesce più a fare progressi in solitaria - l'ipercomperato viene lentamente riassorbito ma molto probabilmente per continuare a salire la borsa italiana ha bisogno l'aiuto di Eurostoxx50 e colleghi.
In generale le borse europee sembrano avere un 1%/2% di potenziale di rialzo - poi dovrebbero ricadere. Non vediamo le premesse tecniche per un sostenibile rialzo di medio termine.
L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3514 punti.

Venerdì a Wall Street ci aspettavamo una seduta tranquilla con gli indici a muoversi in pochi punti e chiudere senza sostanziali variazioni. In effetti, malgrado che la crescita del PIL americano nel primo trimestre dell'anno (+2.3%) sia stato superiore alle stime degli analisti, l'S&P500 (+0.11% a 2669.91 punti) ha marciato sul posto e anche il rally di giovedì della tecnologia (Nasdaq100 +0.10% a  6656 punti) non ha avuto un seguito.
L'S&P500 ha aperto in guadagno e sul massimo di giovedì a 2675 punti. Questo é stato però il massimo giornaliero. L'indice é caduto ad ondate fino ai 2659 unti, é risalito a metà seduta a 2675 punti e poi é oscillato in laterale tra i 2667 ed i 2675 punti fino alla chiusura a 2670 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3901 su 3017, NH/NL a 603 su 426 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 15.41 punti (-0.83) (vi ricordiamo che esiste un supporto intermedio a 15 punti) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata normale a 0.64. La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 46.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 53.86 punti.
Il prezzo del petrolio (68.10 USD/barile) questa settimana si é fermato sui 68 USD. Nel commento del 14-15 aprile vi avevamo detto che il prezzo (allora a 67.40 USD) aveva toccato un massimo intermedio - in effetti il rialzo si é fermato. Il prezzo del petrolio sembra però consolidare e per il momento non vediamo segnali d'inversione di tendenza.

L'unico indicatore che manda un segnale fuori dal coro viene dai COT. I Commercials sono da settimane decisamente short e continuano ad incrementare la posizione. Normalmente questi investitori nel medio termine sono giusti. Questo significa che secondo loro esistono più rischi di ribasso che potenziale di rialzo.

Martedì prossimo, 1. maggio, molte borse europee sono chiuse. In America invece questa festa non esiste.
I traders europei cercherano di non prendere rischi. I volumi lunedì saranno modesti poiché molti operatori saranno assenti - avranno approfittato dell'occasione per fare il ponte.

Commento del 27 aprile

Short covering rally - Facebook +9.06%

Mercoledì sera la correzione dell'S&P500 (+1.04% a 2666.94 punti) si era fermata a 2612 punti, poco sopra la media mobile a 200 giorni. La maggior parte degli operatori si aspettava finalmente un'accelerazione al ribasso - molti speculatori erano posizionati short. Dal supporto l'S&P500 é rimbalzato e ieri gli ottimi risultati trimestrali di alcuni colossi della tecnologia hanno innescato un short covering rally. Chi era short é stato obbligato ad abbandonare la scommessa, comperare e chiudere la posizione. Sintomatica é la reazione di Facebook (+9.06%). Il leader mondiale dei social media, da settimane sommerso dalle critiche per il mancato rispetto della privacy degli abbonati e per l'uso sconsiderato e vendita dei dati personali, ha presentato un utile trimestrale nettamente superiore alle stime degli analisti. Almeno a livello di redditività Facebook sembra aver superato la crisi senza danni. L'azione é balzata e l'effetto si é esteso a tutto il settore della tecnologia. Gli investitori hanno ricomperato gli AGMAF (Nasdaq100 +2.08% a 6649 punti) e hanno concentrato gli acquisti sulle società che la sera, dopo la chiusura, dovevano comunicare i risultati - Amazon (+3.96%), Microsoft (+2.11%), Intel (+3.25%) - evidentemente queste erano delle scommesse a breve e non degli investimenti.
Avrete intuito che ieri sera a Wall Street c'é stata una buona seduta. Questo rally sembra però unicamente una reazione al fatto che per il momento la borsa americana non é riuscita a scendere più in basso. Non crediamo che ora stia già iniziando l'attesa sostenibile fase di rialzo a medio termine. Crediamo piuttosto che nei prossimi giorni ci debba ancora essere un tentativo di ribasso. La base non é ancora completa.

Restiamo in America - torneremo dopo in Europa.
L'S&P500 ha aperto in positivo ed in gap up a 2649 punti. Da qui é salito ad ondate fino alle 21.00 quando ha toccato un massimo a 2679 punti. Sul finale é ricaduto a 2666.94 punti (+1.04%). La tecnologia ha trascinato il rialzo - per la cronaca notiamo che anche l'indice dei semiconduttori SOX (+2.09%) é rimbalzato ed ha contribuito al rally.
Non tutto é oro quel che luccica - non bisogna lasciarsi abbagliare dai guadagni dei maggiori indici poiché ci sono parecchie zone d'ombra e di debolezza. L'indice dei trasporti DJT ha perso il -0.90%. I dati della giornata sono buoni ma non entusiasmanti - A/D a 4701 su 2252, NH/NL a 581 su 416 e volume relativo a 1.0. Avrete sicuramente notato il deludente e debole aumento dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) - martedì erano 693... A livello di sentiment notiamo l'immediato riaffiorare dell'ottimismo - la volatilità VIX é caduta a 16.24 punti (-1.60) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.61 (sotto la media di lungo periodo a 0.63).

Ovviamente anche le borse europee hanno avuto una seduta positiva - non poteva essere altrimenti viste le premesse. Gli indici azionari hanno aperto in guadagno grazie alla buona tenuta di Wall Stret la sera prima. Sono saliti la mattina prima della riunione della BCE. Mario Draghi e colleghi non hanno deluso le aspettative - la BCE ha lasciato i tassi d'interesse invariati e ha dipinto un quadro positivo dell'economia. Draghi ha mantenuto la possibilità di ulteriori misure di stimolo monetario - il QE potrebbe essere prolungato oltre la scadenza di settembre. I Bonds hanno reagito con un rally, il cambio EUR/USD é caduto a 1.21 e le borse sono lievitate. New York ha fatto il resto.
Considerando tutti questi fattori positivi i guadagni a fine giornata sono modesti - l'Eurostoxx50 é risalito a 3506 punti (+0.58%) mentre il DAX é tornato a 12500 punti (+0.63%). Solo il FTSE MIB (+1.00% a 24039 punti) é nuovamente balzato sul massimo annuale.
Basta rileggere gli ultimi commenti tecnici per comprendere questa reazione.

Stamattina le borse scontano il rally di ieri sera a Wall Street ma nulla più. L'Asia non sembra farsi contagiare dall'ottimismo creato dall'incontro tra i leaders della Corea del Nord e del Sud. Il Nikkei ha guadagnato il +0.58%, Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2670 punti (-4 punti) - in pratica l'S&P500 guadagna ancora 3 punti. Ieri dopo la chiusura Amazon e colleghi hanno in effetti pubblicato utili in forte aumento e la prima reazione é stata positiva. L'entusiasmo sta però già sparendo - il future é salito fino a 2676 punti e poi si é sgonfiato.
L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3515 punti. Le borse europee apriranno con moderati guadagni. Oggi in agenda ci sono parecchi interessanti dati economici. Le borse sembrano però sopratutto trascinate da aspetti tecnici ed emozioni. Nelle prossime ore potrebbero estendere i guadagni. Poi dovrebbero ritornare sui loro passi. Per saldo gli indici dovrebbero oggi chiudere in positivo ma lontani dai massimi giornalieri.

Commento del 26 aprile

Rimbalzo tecnico dell'S&P500 dalla MM a 200 giorni - rotture su EUR/USD e US Treasury Bonds innervosiscono gli investitori

Ieri le borse europee si sono adattate alla caduta della borsa americana di martedì. I cali di settimana scorsa a Wall Street erano stati ignorati dagli europei. Ieri però resistenze e in parte ipercomperato hanno obbligato gli indici azionari europei a retrocedere. A prima vista questa sembra unicamente una normale seduta negativa che non ha fatto danni. Gli indici hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri con perdite tra il -0.70% e il -1.00%. È poco - d'altra parte però un indice come l'Eurostoxx50 (-0.71% a 3485 punti) ha cancellato i guadagni delle precedenti 5 sedute. Questo significa che il rialzo di corto termine, se non é finito, é per lo meno in stallo.   Il DAX (-1.02% a 12422 punti) martedì era stato respinto verso il basso dalla resistenza a 12600 punti. Ieri é caduto fino alla MM a 50 giorni (12302 punti) e al centro delle Bollinger Bands prima di risalire. Sembra che il consolidamento nei prossimi giorni possa svolgersi in questi 300 punti.
L'unico problema é che questi modesti ritracciamenti stanno facendo ruotare verso il basso gli indicatori di momentum. Questo significa che i rialzisti hanno solo alcune sedute di tempo per prendere fiato prima di riprendere l'iniziativa. In caso contrario il consolidamento durerà più a lungo e si trasformerà in una correzione minore. La situazione tecnica generale però non cambia. Non vediamo rischio di ribasso e lo sviluppo più probabile a medio termine é una ripresa del rialzo o una lunga distribuzione in laterale sui livelli attuali.
Ieri anche la borsa italiana é stata obbligata a fare un passo indietro. La resistenza a 24000 punti, l'ipercomperato e una seduta in Europa generalmente in calo hanno costretto il FTSE MIB (-0.97% a 23801 punti) ad una seduta negativa. Potrebbe essere l'inizio di una correzione ma non crediamo. Bisogna osservare le prossime due / tre sedute per saperlo. Il FTSE MIB ha chiuso lontano dal minimo giornaliero e questo é un segnale costruttivo. L'indice potrebbe fermarsi alcuni giorni sui 23700 punti e poi provare a ripartire al rialzo. Se però nelle prossime 5 sedute non riesce a toccare un nuovo massimo annuale é probabile che la correzione debba essere più lunga e profonda. L'ipotesi del doppio massimo sui 24000 punti non ci piace - é troppo ovvia e viene smentita dalle statistiche.

Ieri il cambio EUR/USD é caduto sotto la barriera degli 1.22. È sceso fino a 1.2160 e torna stamattina a 1.2180. Una rottura definitiva del supporto farà cadere il cambio fino agli 1.20. Gli investitori sono irritati - non sanno esattamente cosa significa questa debolezza dell'EUR e quali potrebbero essere le conseguenze. L'analista tecnico ammonisce chi già grida al ribasso. La rottura é marginale e già il 1. marzo scorso il cambio era brevemente sceso a 1.2155 per poi recuperare. La tendenza di fondo del cambio EUR/USD é neutra e non vediamo ragioni per un cambiamento - vedremo se oggi Mario Draghi ci fornirà degli argomenti fondamentali.
Un'altro motivo di nervosismo é la salita del reddito dell'US Treasury Bonds a 10 anni sopra il 3% - ora é a 3.03%. Abbiamo già trattato l'argomento in precedenti commenti. Noi crediamo che sarà ancora la deflazione a dominare negli anni a venire e non pensiamo che i tassi d'interesse debba sostanzialmente salire. D'altra parte ci aspettavamo a breve un'impennata del reddito sopra il 3% per provocare un'ultima ondata di vendite sull'S&P500 che sarebbe sfociata in un solido minimo a medio termine. Sembra che il momento non é ancora venuto. Ieri l'S&P500 ha deciso di fare un debole rimbalzo tecnico - vediamo come é andata.

Ieri le premesse a Wall Street erano per una seduta negativa. Nel pomeriggio i futures erano in netto calo e quattro candele rosse consecutive sul grafico dell'S&P500 unite alla pressione degli oscillatori non lasciavano presagire nalla di buono. Alcuni importanti indici erano però vicini alla media mobile a 200 giorni. Vi avevamo avvisati che da questi supporti poteva esserci una reazione ed é quello che é successo.
L'S&P500 ha aperto a 2633 punti ed é caduto fino al minimo a 2612 punti. La vicinanza della MM a 200 giorni a 2609 punti é stata sufficiente per stimolare i rialzisti. L'indice ha balzi irregolari é tornato a 2633 punti e dopo alcune ore a combinare nulla é salito a 2645 punti di massimo. Da qui é ricaduto una decina di punti e si é infine fermato a 2639.40 punti (+0.18%). Il Nasdaq100 ha chiuso in pari (+0.08% a 6514 punti). L'indice dei semiconduttori SOX (-0.12%) si é salvato sulla MM a 200 giorni. Abbiamo notato una buona reazione solo nel settore dei trasporti (DJT +1.04%).
La seduta al NYSE é stata negativa (!) con A/D a 3013 su 3915, NH/NL a 337 su 613 (solo in leggero aumento...) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scivolata a 17.84 punti (-0.18) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.70.
Quello di ieri sembra essere stato un tipico rimbalzo tecnico con modesti volumi da un ovvio supporto. È molto probabile che a breve ci sia ancora un spinta di ribasso in direzione dei 2600 punti di S&P500.

Oggi l'attenzione degli investitori é puntata sulla BCE che si riunisce per discutere la politica monetaria. I tassi d'interesse resteranno invariati. Mario Draghi dovrebbe però dare una previsione sulla crescita economica europea e fornire indicazioni sulla fine del QE. Oggi si incontrano i leaders della Corea del Nord e del Sud. Segnali di distensione potrebbero fornire impulsi positivi alle borse.
Stamattina il Nikkei giapponese sale del +0.49%. A Shanghai invece c'é un preoccupante cedimento (-2%). Il future sull'S&P500 é dato in pari a 2644 punti - in pratica il valore dell'indice sale di 5 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3490 punti. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.2%. Prevediamo che stamattina le borse si fermeranno in attesa di conoscere l'esito della riunione della BCE. Alle 14.30 Mario Draghi terrà la conferenza stampa. Crediamo che il QE verrà prolungato oltre la scadenza di settembre - la somma destinata agli acquisti mensili verrà però ulteriormente ridotta. Difficile dire se questa basterà a far tornare l'ottimismo tra gli operatori.

Commento del 25 aprile

L'S&P500 cade rispettando obiettivi e tempistica

Ieri le borse europee hanno marciato sul posto. La seduta é stata noiosa e di scarso interesse. La mattina gli indici sono saliti e hanno toccato in genere dei nuovi massimi mensili. Nel pomeriggio però sono caduti, hanno raggiunto un minimo poco dopo le 16.00 e sono rimbalzati sul finale. A fine giornata l'Eurostoxx50 (-0.06% a 3510 punti) ha perso un'inezia: 5 punti. L'indice azionario europeo ha toccato un nuovo massimo mensile a 3523 punti. Ha però chiuso in pari e al centro del range giornaliero. In pratica si é trattato di una seduta senza significati tecnici particolari. Non c'é nessun segnale che suggerisca la fine del rialzo e la presenza di un massimo intermedio - d'altra parte l'Eurostoxx50 fatica a fare ulteriori sostanziali progressi. Neanche il settore bancario (SX7E -0.30% a 131.58 punti) é riuscito a dare impulsi positivi. Il DAX (-0.17% a 12550 punti) ha nuovamente provato a superare i 12600 punti. È salito fino ad un massimo a 12647 punti e poi é stato rispedito verso il basso. Il DAX sembra non riuscire per ora a passare la resistenza a 12600 punti - di conseguenza é probabile che debba ridiscendere e cercare le forze per un altro tentativo. In questo caso dovrebbe tornare sui 12300 punti. Poi vedremo se si ferma semplicemente al centro delle BB e sulla MM a 50 giorni ormai piatta o se trova la motivazione per ritentare un rialzo. Preferiamo la seconda variante sulla base della nostra previsione sull'S&P500. Bisogna però pazientare qualche giorno. Il FTSE MIB (+0.22% a 24035 punti) ha guadagnato terreno. La plusvalenza di 53 punti é modesta ma importante - il FTSE MIB ha superato la barriera dei 24000 punti ed ancora una volta sovraperforma il resto dell'Europa. Ora l'indice di borsa italiano é decisamente ipercomperato ma esperienze del passato ci suggeriscono di non parlare subito di correzione. Spesso questi rialzi in solitaria e contro logica (considerando il caos a livello politico) possono durare più del normale poiché si alimentano con lo scetticismo. Più il FTSE MIB sale ora e più sarà pesante la successiva caduta.
In generale abbiamo l'impressione che l'Europa stia aspettando la fine del ciclo a medio termine della borsa americana. Gli indici devono consolidare ancora qualche giorno in attesa di un minimo significativo a Wall Street.

Ieri la borsa americana ha avuto una seduta decisamente negativa. Malgrado che questo é esattamente quello che ci eravamo aspettati
a livello di previsioni siamo rimasti sorpresi visto che le premesse per la giornata erano positive. Nel primo pomeriggio i futures erano in guadagno di circa un +0.5% grazie ai buoni risultati trimestrali di Google. Dopo la buona apertura però gli indici sono stati travolti da un'ondata di vendite. Sembra che gli investitori approfittino di buoni risultati trimestrali per prese di beneficio. Dopo la buona apertura l'azione di Google (-4.77% e -4.45%) é precipitata travolgendo il settore tecnologico (Nasdaq100 -2.10% a 6509 punti / Amazon -3.81%, Facebook -3.71%). La stessa sorte é toccata a Caterpillar (-6.20%). Sembra che gli speculatori abbandonino i titoli che hanno provocato il rialzo di aprile. È esattamente quello che ci vuole - eliminata la speculazione le borse troverano una solida base. Vedremo poi se da questa base sapranno ritrovare la via del rialzo.
L'S&P500 (-1.34% a 2634.36 punti) ha aperto a 2680 punti ed é salito subito sul massimo giornaliero a 2683 punti. Poi i ribassisti hanno preso il controllo delle operazioni. L'indice é sceso regolarmente fino ad un minimo a 2617 punti. Solo dopo le 20.30 l'S&P500 ha reagito ed é tornato a 2634 punti. Da giorni nelle ultime ore di contrattazioni gli indici azionari americani risalgono. Questo significa che ancora molti operatori comprano sul finale alla ricerca di un minimo - quando queste mani doboli saranno sparite esiste in effetti la possibilità di un solido minimo. Ci vuole una seduta con forti vendite, volumi e chiusura sul minimo per raggiungere questa situazione. Oppure un key reversal day. Vediamo - secondo gli oscillatori questo dovrebbe verificarsi a metà di questa settimana - non dobbiamo aspettare molto. L'obiettivo resta sui 2600 punti di S&P500.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2369 su 4566, NH/NL a 693 su 546 (entrambi in aumento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 18.02 punti (+1.68) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.68.
Manca un pò di ipervenduto ed un pò di panico per un solido minimo. Forse l'S&P500 nelle prossime una a due sedute deve cadere sotto i 2600 punti. Meglio aspettare - non c'é ragione per correre a comperare un mercato che accelera al ribasso con indicatori in deterioramento.

Stamattina prevalgono nuovamente i segnali negativi - il calo dei mercati é però contenuto. Le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei ha perso il -0.28%. Shanghai é in calo del -0.4. Il future sull'S&P500 stamatina presto era a 2628 punto. Ora é risalito a 2631 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3483 punti. Le borse europee accusano il colpo e apriranno con perdite intorno al -0.8%. Vedremo se nel corso della giornata ci saranno ulteriori vendite - questo é possibile negli Stati Uniti. Gli europei preferiranno attendere l'esito della seduta di domani della BCE prima di prendere iniziative.

Un'ultima osservazione rivolta ai nostri lettori più attenti ed esigenti. L'indice dei semiconduttori SOX (-0.82%) ieri ha perso meno del resto del mercato e ha fermato la sua caduta sulla media mobile (MM) a 200 giorni. Questo é un segnale costruttivo - é possibile che la correzione del settore della tecnologia sia vicino alla fine. Teniamo d'occhio il SOX!
Il reddito dell'USTBond decennale ha superato il 3% e ha raggiunto i 3.005%. Il mercato segue alla lettera il copione.

Commento del 24 aprile

Pausa a Wall Street - l'Europa lievita probabilmente a causa del calo dell'EUR

Ieri le borse europee sono scese poco dopo l'apertura - una reazione alla seduta negativa di venerdì scorso in America. Dopo una mezz'ora gli indici azionari sono però risaliti e a metà giornata erano in pari o in leggero guadagno. La sera c'é stata ancora un'impennata come conseguenza dell'indebolimento dell'EUR e di una buona apertura a Wall Street. Le borse europee hanno chiuso con modesti guadagni - l'Eurostoxx50 ha raggiunto un nuovo massimo mensile a 3515 punti (+0.54%) ed il FTSE MIB lo ha seguito (+0.64% a 23982 punti) mostrando l'ormai abituale forza relativa e sovraperformance.
L'Eurostoxx50 ha ignorato la debolezza delle ultime due sedute di settimana scorsa a New York ed é riuscito a guadagnare altri 21 punti. Il rialzo continua e si dimostra più robusto di quanto ci eravamo aspettati. Avevamo previsto che l'Eurostoxx50 poteva salire a 3500-3550 punti ma questa scollatura tra Europa ed America ci sorprende. Forse una conseguenza dell'ormai evidente divergenza a livello di politica monetaria e fiscale? Possibile visto che anche l'EUR sta perdendo terreno. L'Eurostoxx50 ha chiuso sul massimo giornaliero e quindi sembra che nei prossimi giorni l'indice possa salire più in alto. Al momento non c'é nessuna evidente barriera che può fermarlo (ipercomperato o resistenza) prima dei 3550 punti.
Il FTSE MIB ha guadagnato altri 153 punti e ha terminato la seduta sul massimo giornaliero e a ridosso dei 24000 punti. Come a gennaio e in numerose precedenti occasioni é probabile che ci sia una marginale rottura al rialzo sopra l'obiettivo e resistenza a 24000 punti prima che inizi una correzione. È però improbabile che il FTSE MIB possa continuare a salire ignorando resistenze ed ipercomperato (RSI a 72 punti). La correzione che comincerà nelle prossime sedute ci dirà se in seguito esiste ancora potenziale di rialzo e in caso affermativo quanto.
DAX (+0.25% a 12572 punti) e SMI (-0.01% a 8806 punti) da alcune sedute accumulano ritardo rispetto all'Eurostoxx50. Non stanno proseguendo il rialzo di corto termine ma stanno piuttosto imitando l'America e svolgendo una breve correzione. Ieri questi due indici hanno chiuso sul massimo ma non hanno fatto registrare un nuovo record mensile.
Tra Europa ed America esiste uno scollamento nel ciclo. A corto termine le borse europee sono a ridosso di importanti resistenze e sembrano vicine ad un massimo intermedio - in parte gli indici sono ipercomperati.
In America invece ci aspettiamo che questa settimana si verifichi un minimo significativo a medio termine. In seguito, se non c'é ancora una ormai improbabile un'ondata di vendite con panico e ipervenduto, si dovrebbe formare una base per una fase di rialzo a medio termine. È improbabile che America ed Europa si sviluppino in maniera divergente e quindi nei prossimi giorni dobbiamo trovare una soluzione. Al momento la variante più probabile é che l'S&P500 consolidi sui 2600+ punti per una decina di giorni mentre le borse europee svolgono una correzione minore e poi i due mercati ricominciano a salire assieme. La variante é che la scollatura continui favorita da una caduta del cambio EUR/USD (1.2210) - questo é possibile nel caso in cui il cambio rompesse il supporto a 1.22 e cadesse a 1.20.

Ieri sera l'S&P500 (+0.01% a 2670.29 punti) ha marciato sul posto. L'indice ha aperto in guadagno a 2675 punti. È lentamente salito fino a metà seduta a 2682 punti ed é poi con calma sceso fino al minimo a 2658 punti. Sul finale é tornato a 2670.29 punti. Il Nasdaq100 ha perso il -0.28% a 6648 punti - la differenza non é significativa. Qualcosa d'altro però ci preoccupa. Il settore dei semiconduttori (SOX -1.33%) é da metà marzo in una fase di ribasso che ieri ha raggiunto un punto critico. Da tre giorni il settore é in caduta libera e l'indice é sceso sulla media mobile a 200 giorni. Una rottura al ribasso sarebbe segnale di vendita a medio-lungo termine e avrebbe conseguenze negative per tutto il settore tecnologico. Potrebbe esserci una breve ondata di vendite da panico.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2942 su 3978, NH/NL a 562 (in sensibile aumento) su 419 e volume relativo a 0.8 (poco!). La volatilità VIX é scesa a 16.34 punti (-0.54) e la CBOE Equity put/call ratio era a 0.61 (di poco sotto la media). A livello di sentiment non ci sono cambiamenti.
Questa seduta non cambia la nostra previsione. L'S&P500 nei prossimi giorni dovrebbe scendere sui 2650 punti. Se il SOX rompe al ribasso o il reddito dell'USTBonds decennale (2.964%) si impenna decisamente sopra il 3% l'S&P500 potrebbe cadere al massimo fino ai 2600 punti. Poi dovrebbe iniziare una fase di rialzo con o senza formazione di base sui 2600+ punti.

Stamattina scriviamo il commento presto - le borse asiatiche sono ancora aperte. Il Nikkei sta guadagnando il +0.8% - Shanghai mette a segno un +1.8%. Il future sull'S&P500 é a 2679 punti (+8 punti). Le borse europee apriranno al rialzo. Stimiamo che l'Eurostoxx50 aprirà sui 3525 punti (+10 punti). Le premesse sono per una seduta positiva - sarà però difficile fare ulteriori sensibili progressi dopo la buona apertura. Il cambio EUR/USD (1.2210) sembra voler difendere il supporto a 1.22 - significa che oggi deve risalire e frenare le borse europee.

Aggiornamento del 23 aprile

Earnings

Nelle scorse settimana l'attenzione degli investitori si é concentrata su argomenti d'attualità come la crisi siriana, la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, le tensioni tra Russia e Gran Bretagna (e alleati) e lo scontro tra Stati Uniti e Corea del Nord. Questi temi hanno provocato volatilità ma poca tendenza - sono l'economia ed i risultati delle imprese a muovere le borse sul medio e lungo termine.
Questa settimana si dovrebbe ricominciare a considerare i fondamentali. Negli Stati Uniti la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese sta entrando nel vivo. Nei prossimi giorni i colossi della tecnologia presenteranno i loro numeri cominciando oggi con Google. Giovedì si riparlerà di politica monetaria, tassi d'interesse e QE - al termine della seduta della BCE Mario Draghi dovrebbe chiarire la sua posizione - la scadenza di settembre si avvicina.
In linea di massima dovremmo avere una settimana senza grandi variazioni. Nella prima parte dovrebbe esserci un moderato calo seguito da un recupero. Nei prossimi giorni si tratterà di capire se le borse hanno ancora del potenziale di rialzo fino all'estate o se invece si limiteranno ad oscillare in laterale nei range di febbraio-aprile. Al momento non vediamo rischi di ribasso.

Stamattina i mercati finanziari sono stabili e tranquilli. Le borse asiatiche marciano sul posto. Il Nikkei ha perso il -0.29% - Shanghai é in calo del 0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2676 punti (+5 punti). Le borse europee apriranno con un leggero guadagno - l'Eurostoxx50 vale ora 3497 punti (+3 punti). Probabilmente oggi avremo una seduta senza sostanziali variazioni.

Al momento l'attenzione degli analisti é concentrata sul reddito dell'US Treasury Bond decennale che é risalito al 2.97% e sfiora la barriera psicologica del 3%. Questa impennata é provocata da paura d'inflazione e dal timore che il debito statale americano, in forte aumento, non possa più essere rifinanziato a questo prezzo. Siamo convinti che sul lungo termine debbano ancora prevalere le forze deflattive. Non crediamo che siamo all'inizio di un periodo di forti rialzi del prezzo del denaro. Come spiegato nelle previsioni del 2018 si tratta unicamente di riportare i tassi d'interesse ad un livello normale - questo significa che i tassi d'interesse reali devono tornare ad essere positivi e remunerare il risparmio invece che penalizzarlo. Un'impennata a breve dei tassi d'interesse é però possibile e molto probabilmente in questo caso potrebbe esserci un breve tuffo dei mercati azionari. La scusa é buona.

Commento del 21-22 aprile

Minimo intermedio a metà di settimana prossima - successivamente rialzo con potenziale modesto ed incerto

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta tranquilla - si sono mosse in pochi punti e sui grafici risultano delle piccole candele con poco corpo. Degli indici che analizziamo l'Eurostoxx50 (+0.22% a 3494 punti) e il FTSE MIB hanno toccato dei nuovi massimi mensili. DAX (-0.21% a 12540 punti) e SMI (-0.29% a 8807 punti) hanno invece perso terreno e seguono il solco tracciato da Wall Street. Una settimana fà avevamo previsto l'inizio di una correzione. Avevamo basato questa previsione sull'S&P500 i cui oscillatori segnalavano l'imminenza di un massimo intermedio sui 2700 punti. In effetti l'S&P500 (-0.85% a 2670.17 punti) é salito ancora tre giorni e ha toccato un massimo mercoledì a 2717 punti. Il superamento della MM (media mobile) a 50 giorni e della resistenza a 2700 punti ha provocato un breve short covering e una classica falsa rottura al rialzo. Solo giovedì e venerdì sono tornate a prevalere le vendite e l'S&P500 é ricaduto - la performance settimanale é però moderatamente positiva.
Gli analisiti tecnici sono sempre alla ricerca di un trend da utilizzare per posizioni long o short. Esistono però dei periodi durante i quali la borsa semplicemente non va da nessuna parte. Da inizio anno l'Eurostoxx50 é sceso del -0.34% - l'S&P500 ha marciato sul posto con un -0.13%. Nell'immediato l'S&P500 dovrebbe scendere più in basso. Gli oscillatori non si sono ancora "scaricati". La pressione di vendita é però modesta. L'S&P500 dovrebbe toccare un minimo a metà di settimana prossima tra i 2650 ed i 2600 punti (forte supporto). La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 49.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 56.04. A lungo termine il mercato é decisamente toppish. Esiste ancora la possibilità che verso metà anno l'S&P500 salga a testare ed eventualmente migliorare marginalmente il massimo storico del 26 gennaio a 2872 punti. Le probabilità sono però in calo visto che il ribasso di febbraio-aprile non si é concluso con un solido minimo con panico ed ipervenduto. La mancanza di un solido minimo ha lasciato "vivi e vegeti" gli speculatori al ribasso che impediscono ora lo sviluppo di una robusta spinta di rialzo. Il rialzo di corto termine iniziato il 2 aprile dai 2554 punti di S&P500 é debole e fragile. Il mercato si muove con poca partecipazione e pochi volumi e manca di leadership. Da inizio aprile, oltre alla tecnologia, si é mosso molto bene il settore energia grazie ad un'impennata del prezzo del petrolio (WTI USD 68.40/barile). Ora questa spinta si é esaurita - secondo l'analisi tecnica é molto probabile che il prezzo del petrolio abbia toccato un massimo intermedio significativo. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.28% a 3494 punti              
DAX                         +0.79% a 12540 punti
SMI                          +0.36% a 8807 punti
FTSE MIB                  +2.14% a 23829 punti
S&P500                    +0.52% a 2670.17 punti
Nasdaq100               +0.59% a 6667 punti

La borsa americana sta correggendo. Quelle europee invece sembrano unicamente consolidare ad alto livello. Come spiegato nell'introduzione l'Eurostoxx50 é salito tutta la settimana e venerdì ha toccato un massimo mensile a 3505 punti. Il rialzo é in stallo visto che i progressi nelle ultime sedute sono stati minimi. Gli indici però non mostrano l'intenzione di voler correggere malgrado che siano vicino agli obiettivi (Eurostoxx50 a 3500-3550 punti, DAX a 12600 punti e FTSE MIB a 24000 punti). Sinceramente siamo perplessi - dobbiamo osservare come si comporta il mercato all'inizio di settimana prossima per poter decidere se il rialzo ha potenziale e ha abbastanza forza per permettere agli indici, dopo una pausa di consolidamento ed un eventuale ritracciamento, di superare le resistenze. Per ora solo il FTSE MIB (RSI a 70 punti) é ipercomperato. Probabilmente le dichiarazioni di Mario Draghi di venerdì hanno giocato un ruolo importante - secondo il capo della BCE la crescita economica ha raggiunto un picco. Questo fà sognare gli investitori poiché potrebbe significare che la politica monetaria estrememente espansiva potrebbe durare ancora degli anni e il QE non finirà come previsto finora a settembre. Come reazione l'EUR si é indebolito ed il cambio EUR/USD é sceso a 1.2290.
L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3490 punti - l'Europa sembra immune al calo della borsa americana.

Venerdì l'S&P500 ha aperto sul massimo a 2693 punti. È caduto ad ondate fino ai 2669 punti e poi per ore é oscillato in laterale tra i 2668 ed i 2677 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é sceso sul minimo a 2660 punti ed é risalito in chiusura a 2670.17 punti (-0.85%). La reazione della tecnologia (Nasdaq100 -1.58%) é stata più marcata. Questo settore non sovraperforma più il mercato - si muove unicamente con maggiore volatilità. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1931 su 4885, NH/NL a 397 su 393 (sensibile aumento dei nuovi minimi a 30 giorni!) e volume relativo a 1.0 (il calo é accompagnato da un'espansione dei volumi). La volatilità VIX é salita poco a 16.88 punti (+0.92) mentre la CBOE Equity put/call ratio é nella media a 0.65. Tutto lascia presupporre che la spinta di ribasso iniziata giovedì deve continuare ancora qualche giorno. Non dovrebbe però fare danni e non vediamo ragioni per una sostanziale accelerazione al ribasso. I cicli favoriscono un minimo significativo entro venerdì 27 aprile.
Giovedì prossimo si riunisce la BCE e si discuterà la politica monetaria. Mario Draghi lascerà i tassi d'interesse invariati. Potrebbe però segnalare la possibilità che il QE venga prolungato oltre la scadenza di settembre. Questo sarebbe uno stimolo per le borse europee che potrebbero terminare la fase di consolidamento.  

Commento del 20 aprile

Semplice pausa di consolidamento - secondo gli oscillatori ci aspettavamo di più

Ieri le borse europee hanno marciato sul posto. L'S&P500 (-0.57% a 2693.13 punti) invece ha trascorso tutta la seduta in negativo e ha terminato la giornata nuovamente sotto la barriera psicologica dei 2700 punti. L'indice americano ha però chiuso lontano dal minimo giornaliero a 2682 punti ed é rimasto sopra la media mobile (MM) a 50 giorni a 2687 punti. Il numero dei nuovi minimi a 30 giorni non é aumentato in maniera significativa (258) e non sembra apparire pressione di vendita. In generale le borse sembrano semplicemente consolidare prima di riprendere il rialzo. Strano - sulla base degli oscillatori ci aspettavamo una spinta di ribasso abbastanza intensa - vediamo se alla pause di ieri seguono oggi delle vendite più forti specialmente in Europa. Al momento non vediamo nulla di particolare. Non sembra prepararsi un ribasso mentre il rialzo é debole e fragile e non dovrebbe portare lontano.

L'Eurostoxx50 ha aperto a 3492 punti, ha toccato un massimo a 3495 punti ed un minimo a 3478 punti. Ha chiuso a 3486 punti (-0.12%) nella parte inferiore del range e e con una piccola perdita. La spinta di rialzo é per il momento finita ma non sembra esserci un'inversione di tendenza. Un lieve aumento dei tassi d'interesse sull'EUR ha invogliato gli investitori a comperare azioni di banche (SX7E +0.55% a 130.09 punti). Il DAX (-0.19% a 12567 punti) ha seguito l'Eurostoxx50 a ruota. Il FTSE MIB italiano (+0.14% a 23792 punti) ha ancora guadagnato 32 punti. Poco ma abbastanza per mostrare che il rialzo non vuole (ancora) fermarsi e che la borsa italiana gode ancora di forza relativa rispetto al resto dell'Europa. I 24000 punti sono però ormai vicini, la RSI supera i 70 punti ed i nodi politici stanno venendo al pettine. Prepariamoci ad una correzione.

La seduta a New York é stata negativa. Non ha però mostrato nulla di speciale - sembra un semplice passo indietro dopo giorni di progressi. L'S&P500 ha aperto a 2701 punti. Ha perso una manciata di punti ma subito é risalito a 2702 punti. Poi però le vendite hanno prevalso. L'S&P500 é sceso lentamente fino al minimo a 2681.90 punti e nelle ultime due ore di contrattazioni é risalito a 2693.13 punti (-0.57%). Come era logico aspettarsi il calo del Nasdaq100 (-0.85% a 6774 punti) é stato più marcato. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2195 su 4649, NH/NL a 616 (brusco calo!) su 258 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita di poco a 15.96 punti (+0.36) - la CBOE Equity put/call ratio é ritornata neutra a 0.64.
Probabilmente questa fase di consolidamento si risolverà con una semplice correzione minore di alcune sedute - da come si comportarenno  borse nelle prossime giornate potremmo capire se esiste ancora parecchio potenziale di rialzo. A prima vista non sembra.

Stamattina regna nuovamente la calma e la stabilità. Il future sull'S&P500 é a 2691 punti (-2 punti). Il Nikkei ha perso il -0.13% - Shanghai cade del -1.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3483 punti (-3 punti) - le borse europee apriranno praticamente invariate (-0.1%). Durante la giornata ci aspettiamo qualche ulteriore vendita ma la settimana dovrebbe terminare senza sconvolgimenti.

Commento del 19 aprile

Le borse difendono i guadagni acquisiti - consolidamento

Ieri le borse europee ed americana hanno ancora guadagnato qualche punto. È stata una giornata tranquilla durante la quale gli indici si sono mossi poco. Le borse hanno aperto salendo sul massimo giornaliero - poi ci sono state delle sporadiche prese di beneficio e i mercati si sono assestati senza più muoversi di molto. I volumi di titoli trattati restano moderati e sotto le medie di lungo periodo. L'impressione é che le borse stiano semplicemente consolidando prima di una breve correzione minore. Ampiezza e durata di questa correzione ci diranno come potrebbe continuare questo strano rialzo che si svolge con poca partecipazione e convinzione.
L'Eurostoxx50 é salito a 3490 punti (+0.37%) - durante la giornata ha toccato un massimo a 3495 punti che si trova pochi punti dal nostro obiettivo originale a 3500-3550 punti. Il DAX (+0.04% a 12590 punti) é arrivato sul nostro obiettivo a 12600 punti. Ora il limite superiore delle BB sta salendo (12668 punti) mentre la RSI non é ancora in ipercomperato - questo significa che lentamente lo spazio verso l'alto si sta aprendo se gli investitori riuscissero a trovare la motivazione per ulteriori acquisti. Per questo normalmente ci vuole un consolidamento o una correzione minore della durata massima di 3 giorni. Il FTSE MIB (+0.47% a 23759 punti) continua a mostrare forza relativa e sale sistematicamente sovraperformando il resto delle borse europee. L'obiettivo a 24000 punti si avvicina ma salire più in alto sarà molto difficile poiché si presenterà una combinazione di ipercomperato e forte ed evidente resistenza. L'SMI svizzero (+0.13%  8831 punti) segue in coda. Il CHF (EUR/CHF a 1.1970) sta perdendo di valore e per il momento non ci sono spiegazioni plausibili. L'obiettivo 2018 e forte resistenza a 1.20 sono stati raggiunti. Strano che la borsa svizzera, dove ci sono parecchi titoli d'esportazione che approfittano della debolezza del CHF, non si comporta meglio.

In America la seduta é stata leggermente positiva. Sui grafici dei maggiori indici appaiono dei piccoli doji con minimo e massimo ascendenti. Significa che dopo la buona apertura rialzisti e ribassisti si sono equivalsi - gli indici hanno però toccato un nuovo massimo mensile e questo significa che la strada verso l'alto resta aperta.
L'S&P500 (+0.08% a 2708.64 punti) é rimasto tutta la giornata sopra i 2700 punti difendendo il terreno acquisito martedì. L'indice ha aperto a 2712 punti, é sceso sul minimo a 2703 punti ed é salito sul massimo a 2717 punti. Dopo aver fissato il range giornaliero l'S&P500 é semplicemente oscillato per ore tra i 2710 ed i 2716 punti e solo sul finale é ricaduto a 2708 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3943 su 2862, NH/NL a 1143 su 127 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é rimasta stabile a 15.60 punti (+0.35) mentre la CBOE Equity put/call ratio e finalmente bassa a 0.56. Notiamo il buon comportamento della tecnologia (Nasdaq100 +0.25% a 6833 punti) ma sopratutto del DJ Transportation (+1.68%).
Il livello superiore delle BB sull'S&P500 é a 2719 punti. Ieri é stato rispettato. Vediamo adesso un eccesso di ottimismo sia sulla VIX (il supporto a 15 punti viene difeso) che sulle opzioni. È molto probabile che ora l'S&P500 si fermi. Vedremo se corregge ed in caso affermativo come.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. In Asia il Nikkei ha marciato sul posto (+0.20%) mentre a Shanghai la borsa sale quasi dell'1%. Il future sull'S&P500 é a 2711 punti (+2 punti). Le borse europee apriranno con leggeri guadagni - l'Eurostoxx50 vale ora 3494 punti (+4 punti).

Commento del 18 aprile

Il rialzo continua ed accelera sopra i nostri obiettivi - i cicli non funzionano e non sappiamo dove ci sarà il prossimo massimo

Questa settimana le borse dovevano cominciare a correggere in vicinanza delle resistenza. A dire il vero pensavamo che le borse europee dovessero fermarsi più in alto dei livelli raggiunti venerdì - più o meno dove si trovano adesso. L'Eurostoxx50 (+1.07% a 3478 punti) poteva essere bloccato dai 3475 punti anche se il nostro obiettivo si situava a 3500-3550 punti. Il DAX (+1.57% a 12585 punti) poteva al massimo salire a 12600 punti. Ci eravamo però basati sull'S&P500 (+1.07% a 2706.39 punti) per dire che il rialzo doveva finire. L'indice americano doveva fermarsi tra i 2680 ed i 2700 punti e ridiscendere poiché avevamo due cicli negativi a corto e medio termine che si sommavano e indicavano la possibilità di un minimo tra il 20 ed il 27 di aprile. La giornata di ieri ci mostra che questa previsione é sbagliata.
Ieri le borse hanno avuto un'ottima seduta con forti guadagni e chiusure vicino ai massimi giornalieri. Il rialzo continua altre i nostri limiti temporali e oltre i nostri obiettivi e per ora non sappiamo quando potrebbe fermarsi. Notiamo un'irrazionale ottimismo e il ritorno della speculazione sui titoli tecnologici - sappiamo però per esperienza che questo fenomeno non provoca un'immediata fine del rialzo ma piuttosto ha tendenza ad alimentare il trend. Lasciando per un attimo da parte il bordo superiore delle Bollinger Bands a 2721 punti, che può rallentare la salita dell'S&P500, l'indice ha adesso resistenza a 2800 punti. In teoria questo é il prossimo obiettivo grafico.
Che probabilità ci sono che quella di ieri sia stata una falsa rottura al rialzo ed esaurimento? Poche considerando il fatto che ieri l'S&P500 ha trascorso gran parte della giornata sopra i 2700 punti senza ridiscendere sotto questa barriera e osservando la situazione stamattina.

Ieri le borse europee sono salita dall'inizio alla fine della giornata. Hanno terminato la seduta sui massimi giornalieri e nuovi massimi mensili e con sostanziali  guadagni superiori al +1%. Non abbiamo avuto particolari o nuovi segnali d'acquisto ma il fatto che il rialzo abbia accelerato in vicinanza degli obiettivi é una prova di forza. L'accelerazione segnala una volontà di rottura. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3478 punti (+1.07%) - sulla resistanza a 3475 punti. Il DAX (+1.57% a 12585 punti) si é fermato a ridosso dell'obiettivo a 12600 punti e vicino al bordo superiore delle BB a 12616 punti. Il FTSE MIB (+1.37% a 23649 punti) ha seguito la corrente - come sapete obiettivo e resistenza sono solo a 24000 punti. L'SMI (+1.07% a 8820 punti) si é accodato.
Due fattori ci lasciano perplessi. I modesti volumi e la mancata partecipazione del settore bancario (SX7E +0.59% a 128.76 punti). Sono problemi da tenere sott'occhio ma non dei motivi per credere che un'inversione di tendenza sia imminente.

A questo punto l'attenzione degli operatori si é spostata a New York e si é focalizzata sui 2700 punti di S&P500. La borsa americana ha dato una risposta chiara. L'S&P500 ha aperto in gap up a 2694 punti, é sceso a 2692 punti a prendere slancio e poi é salito come nulla fosse fino alle 17.00 e fino ai 2707 punti. Superata la resistenza si é seduto sopra. L'indice é oscillato per parecchie ore tra i 2702 ed i 2708 punti. Solo sul finale si é impennato a 2713 punti ed é ricaduto a 2706.39 punti (+1.07%). Gli investitori sono tornati a comperare tecnologia a piene mani - il Nasdaq100 é balzato del +2.11% a 6816 punti. Come ai tempi d'oro titoli speculativi come Twitter (+11.41%) e Netflix (+9.19%) hanno fatto balzi incredibili ma l'entusiasmo non ha trascurato i classici come Google (+3.49%) o Amazon (+4.32%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5022 su 1849, NH/NL a 1025 su 153 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é caduta sul supporto a 15.25 punti (-1.31) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stranamente alta a 0.68.
Riteniamo pericolosa questa combinazione di eccessivo ottimismo, speculazione e scarsi volumi. Graficamente però il rialzo continua e non siamo in grado di dire dove e quando potrebbe fermarsi.

Stamattina prevalgono nuovamente i segnali positivi per le borse. Il future sull'S&P500 sale a 2710 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3484 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.2%. Non sembra che i venditori vogliamo prendere iniziative e le premesse sono per una seduta moderatamente positiva.
Tra l'altro stamattina anche le borse asiatiche si sono unite al rialzo. Non solo Il Nikkei (+1.41%) ha guadagnato terreno - anche Shanghai (+0.80%) oggi sale.

Commento del 17 aprile

La borsa americana vuol salire più in alto - l'S&P500 testa la MM a 50 giorni - key time

Ieri la seduta in Europa é stata noiosa - gli indici azionari si sono mossi poco ed hanno chiuso al centro del range giornaliero e senza significative variazioni. Ci sono dei giorni al termine dei quali non si sa veramente cosa dire.
L'Eurostoxx50 (-0.20% a 3441 punti) é oscillato tra i 3435 ed i 3455 punti e ha chiuso al centro del range con una trascurabile perdita di 7 punti. Possiamo solo annotare che il massimo di venerdì a 3467 punti non é stato migliorato - l'ipotesi che questo sia un massimo intermedio é ancora valida ma per il resto questa seduta leggermente negativa sembra casuale e senza significato.
Il DAX (-0.41% a 12391 punti) ha perso 51 punti e si é fermato nella parte inferiore del range. Il calo non é importante e tecnicamente la situazione non cambia. DAX e colleghi non hanno reagito al rialzo dei mercati azionari americani e nel pomeriggio sono rimasti fermi o sono scesi. Strano. A prima vista non vediamo ragioni per questo inesplicabile scollamento. Il ciclo delle borse europee sembra spostato di un qualche giorno. A fine marzo hanno raggiunto un minimo alcuni giorni prima di Wall Street. Forse adesso sta succedendo lo stesso con il massimo...
Il FTSE MIB (-0.00%) non si é mosso e la piccola star sul grafico si vede appena. Veramente non c'é nulla da dire se non che il mercato ha fatto una pausa.
L'SMI (-0.57% a 8726 punti) ha perso 49 punti ma circa 40 punti di questo calo sono da imputare allo stacco del dividendo di Nestlé. Senza questo fattore esogeno l'SMI avrebbe marciato sul posto e avrebbe perso solo una manciata di punti. Di conseguenza si tratta di una seduta senza conseguenze e senza importanza.
Riassumendo questa seduta negativa in Europa non ci dice molto. I massimi di venerdì scorso non sono stati migliorati e quindi é possibile che stia iniziando una correzione. I bassi volumi di titoli trattati ci suggeriscono però di non dare peso a questo segnale.

Mentre le borse europee terminavano la giornata con delle leggere perdite l'S&P500 (+0.81% a 2677.84 punti) si é involato. A Wall Street c'é stata una seduta decisamente positiva e molti indici, tra cui l'S&P500, hanno raggiunto dei nuovi massimi mensili. Solo il DJ Transportation (+2.32%) ha però accelerato al rialzo sopra la MM a 50 giorni fornendo un ulteriore segnale d'acquisto. Il resto del mercato si é fermato sotto le resistenze. Il Nasdaq100 (+0.71% a 6675 punti), malgrado il guadagno, non é riuscito a migliorare il massimo di venerdì.
L'S&P500 ha aperto a 2670 punti, é brevemente caduto a 2665 punti di minimo ed é poi regolarmente salito fino a metà giornata sul massimo a 2686 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é scivolato fino ai 2677 punti dove ha chiuso.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4807 su 2071, NH/NL a 715 (sensibile aumento - non male...) su 251 e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é scesa a 16.56 punti (-0.85) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.64.
La borsa sale senza volumi. Gli investitori sono tornati abbastanza velocemente ottimisti. L'S&P500 si é fermato sotto la MM a 50 giorni a 2686 punti e sotto la resistenza a 2700 punti. Questo fragile rialzo deve finire adesso oppure tutti quelli che stanno ad aspettare e sono ancora scettici saranno obbligati a saltare sul treno in corsa. Questo rialzo si decide nelle prossime una a due sedute.
Noi non cambiamo opinione - i cicli puntano verso il basso e questo fragile rialzo senza volumi dovrebbe finire a breve e lasciare spazio ad una ulteriore correzione fino ai 2600 punti o ad un ribasso.

Stamattina sono nuovamente i rialzisti a controllare le operazioni. Il future sull'S&P500 sale a 2693 punti (+12 punti) e le borse europee apriranno con plusvalenze intorno al +0.3%/+0.4% e sui massimi di ieri. L'Eurostoxx50 vale poco prima dell'apertura 3452 punti (+11 punti). Non pensiamo che possano salire decisamente più in alto anche perché vengono frenate dalla forza dell'EUR. È però evidente che per il momento le borse stanno ancora salendo e non sembrano mostrare l'intenzione di cambiare tendenza e correggere.
Tra l'altro dall'Asia non vengono segnali molto incoraggianti. Il Nikkei marcia sul posto (+0.05%) mentre per il secondo giorno consecutivo Shanghai (-1.4%) subisce una sensibile perdita.
Vediamo oggi cosa combina l'S&P500 tra la MM a 50 giorni (2686 punti ) e la resistenza statica a 2700 punti. In questo settore l'indice deve bloccarsi. In caso contrario la nostra previsione di un ribasso fino al 20-27 aprile rischia di essere sbagliata.

Aggiornamento del 16 aprile

Si cerca una soluzione politica al conflitto siriano - ci vorrà qualche giorno per spostare l'attenzione dei mercati altrove

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. La crisi siriana ed i vari scandali che avvolgono la presidenza di Donald Trump non sembrano in grado di dare ulteriori stimoli ai mercati finanziari. Speriamo che lentamente l'attenzione degli investitori torni a focalizzarsi sull'economia e sui risultati delle imprese. Questo dovrebbe riportare una certa razionalità nel comportamento degli investitori che ultimamente agivano troppo sulla base di emozioni.
Il future sull'S&P500 vale 2662 punti (+5 punti). In Asia il Nikkei ha guadagnato il +0.26% - Shanghai é in calo del -1.5%. Le borse europee apriranno in leggero guadagno. L'Eurostoxx50 poco prima delle 09.00 vale 3452 punti (+4 punti). Sembra che oggi le borse vogliano fare una pausa di riflessione.

Commento del 14-15 aprile

Sono un analista, non un oracolo - possibile massimo intermedio a 2680 punti di S&P500

Negli scorsi giorni abbiamo previsto che la spinta di rialzo partita il 26 di marzo in Europa ed il 2 aprile in America dovesse esaurirsi su un massimo intermedio venerdì 13 aprile - come possibili obiettivi abbiamo individuato i 2672-2674 punti o i 2700 punti di S&P500 e i 3475 o 3500 punti di Eurostoxx50. Questa previsione sembra quella di un oracolo - é possibile essere così precisi ed indovinare sia il momento che il livello in cui avviene un'inversione di tendenza? La risposta é ovviamente no. Uno dei principi della nostra metodologia di lavoro é però sempre stato quello di voler dare ai nostri lettori dei chiari punti di riferimento anche al costo di sbagliare. Perché? La risposta é semplice - non servono a nessuno le analisi in cui si dice che il rialzo deve continuare ma se l'S&P500 non supera i 2700 punti (o se il FTSE MIB non supera i 24000 punti) é possibile che inizi un ribasso. È la tipica previsione con la quale molti analisti si vantano di aver sempre ragione. Con questo però non si può fare trading o investire. D'altra parte bisogna essere in chiaro quali sono le regole che stanno alla base delle nostre previsioni. Vediamole sulla base dell'esempio attuale.
Venerdì l'Eurostoxx50 (+0.12% a 3448 punti) ha toccato un massimo a 3467 punti. L'S&P500 (-0.29% a 2656.30 punti) ha aperto sul massimo a 2680 punti ed ha chiuso in negativo. È questo l'atteso massimo intermedio?
Noi abbiamo calcolato che le borse dovevano raggiungere un massimo intorno al 13 aprile. Questa previsione é basata sugli oscillatori di corto termine. A questo scopo noi usiamo degli oscillatori proprietari - chi usa sistemi standard può utilizzare la stocastica. Quando gli oscillatori arrivano in un settore di ipercomperato significa che l'indice é vicino ad un massimo. La spinta può durare ancora una fino a tre sedute in caso di notizie particolarmente positive. Dopo però le prese di beneficio dei trader frenano la spinta. Se il mercato é in una fase di forte rialzo questo si concretizza in un consolidamento ad alto livello - l'indice può semplicemente fermarsi alcune sedute e ritracciare dal massimo un 1%. Adesso che la tendenza di fondo é invece neutra dovrebbe esserci una reazione più marcata. Per logica dovrebbe almeno esserci un test dei 2600 punti. Ci sono però cicli a corto e medio termine. Un ciclo a medio termine mostra la possibilità di un minimo intorno al 20 di aprile - la scadenza può essere essere estesa fino al 27 aprile. Poiché si sommano due cicli negativi crediamo cha la spinta di ribasso che deve partire ora (o é partita venerdì pomeriggio) possa essere una sostanziale spinta di ribasso con obiettivo sui 2500-2550 punti. Vi ricordate sicuramente che nel nostro scenario generale manca un solido minimo a medio termine con ipervenduto a panico. La base sui 2600 punti non ci sembra abbastanza solida per poter generare una fase di rialzo sostenibile a medio termine.
Abbandoniamo il tempo e passiamo agli obiettivi. Guardiamo solo l'S&P500. I 2700 punti sono un'evidente resistenza statica. A 2690 punti si trova la MM a 50 giorni. In genere questa linea non costituisce supporto o resistenza. Quando però, come adesso, comincia a scendere dopo un rialzo di 16 mesi e offuscare come una cappa il grafico, l'effetto é significativo. Infine il rally delle ultime due settimane era debole per quel che riguardava la partecipazione quantitativa e qualitativa e aveva parecchie componenti speculative. Per questa ragione non pensavamo che l'S&P500 sarebbe andato lontano e si sarebbe fermato intorno alla MM a 50 giorni e tra la resistenza intermedia a 2674 punti e la resistenza a 2700 punti.
Ritorniamo ora alla domanda d'apertura - venerdì la borse hanno raggiunto un massimo intermedio e settimana prossima devono ricominciare a scendere? La risposta é si con le dovute limitazioni del caso. Se lunedì Stati Uniti e Russia annunciano di volersi sedere al tavolo delle tratttive e trovare una soluzione politica per la Siria il rialzo ha avrà sicuramente un'estensione di alcuni giorni e l'S&P500 potrebbe balzare fino ai 2780-2800 punti. Lo stesso succederebbe nel caso in cui Cina e Stati Uniti decidessero di abbandonare la guerra commerciale e cercassero di trovare un accordo equo di libero scambio. L'analisi tecnica mostra da che parte tira il vento ma non é in grado di anticipare eventi imprevedibili. Raggiunto un massimo non sappiamo inoltre quale tipo di ribasso dobbiamo poi aspettarci. Consolidamento ad alto livello o forte spinta di ribasso? L'unione di due cicli favorisce l'ipotesi della sostanziale caduta ma sinceramente nelle ultime settimane il mercato si é mostrato molto resistente a una serie di notizie negative. Perché adesso l'S&P500 dovrebbe improvvisamente perdere 100-150 punti e raggiungere un nuovo minimo annuale? Non lo sappiamo. Siamo però convinti che ci sono abbastanza elementi per shortare l'S&P500 tra i 2674 ed i 2700 punti mentre non vediamo ragioni per comperare ora. Aspettiamo un solido minimo e l'esaurimento dei cicli negativi prima di andare long.
Ricordiamoci infine in quale situazione generale ci troviamo. L'anno scorso le borse sono solo salite. Quest'anno non vanno da nessuna parte. La performance 2018 dell'S&P500 é del -0.65% - quella dell'Eurostoxx50 del -1.59%.
Sul lungo termine il mercato é toppish - a febbraio potrebbe essere iniziato un bear market ma non abbiamo ancora conferme.   

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.17% a 3448 punti              
DAX                         +1.64% a 12442 punti
SMI                          +1.21% a 8776 punti
FTSE MIB                  +1.75% a 23330 punti
S&P500                    +1.99% a 2656.30 punti
Nasdaq100               +3.03% a 6628 punti

Escluso il fatto che venerdì gli indici azionari hanno toccato dei nuovi massimi mensili vicini ai nostri obiettivi, la seduta non offre interessanti spunti di analisi. Le borse europee hanno toccato il massimo verso le 15.00 e sono poi scese - hanno salvato modesti guadagni. A Wall Street il massimo si é verificato in apertura di seduta. Gli indici hanno chiuso con modeste perdite e lontani dai minimi giornalieri. Non abbiamo nessun segnale di vendita e nessun tipo di conferma che é stato raggiunto un massimo intermedio significativo. Non c'é stato un reversal - i volumi di titoli trattati sono stati bassi. Le candele sui grafici hanno minimo e massimo ascendenti.
L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3448 punti (+0.12%) tutti gli indici si sono mossi in maniera simile. I guadagni oscillano tra il +0.02% (SMI) e il +0.22% (DAX).

L'S&P500 ha perso 7 punti. Ha toccato un massimo in apertura a 2680 punti e un minimo verso le 21.20 a 2645 punti. Sul finale é rimbalzato a 2656.30 punti (-0.29%). Ovviamente le prese di beneficio hanno fatto scendere il Nasdaq100 un pò di più (-0.42% a 6628 punti, massimo a 6703 punti, MM a 50 giorni a 6730 punti, obiettivo massimo a 6800 punti) ma questa componente negativa viene compensata dalla buona prestazione di DJ Transportation (+0.09%) e DJ Utilities (+0.68%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2594 su 4053, NH/NL a 429 su 274 e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é scesa (?!) a 17.41 punti (-1.08) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.66. Specialmente i bassi volumi ci dicono che gli investitori sono rimasti in attesa dell'esito e delle conseguenze dell'attacco di Stati Uniti Gran Bretagna e Francia in Siria.
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 42.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 52.15.
A livello di tassi d'interesse, prezzi dei metalli preziosi e cambi da settimane regna la calma. Non notiamo nessun movimento significativo che possa influenzare le borse.
Prendiamo nota del fatto che il prezzo del petrolio (WTI 67.39 USD/barile) é salito venerdì su un nuovo massimo annuale. L'aumento dei prezzi dell'energia non sembra però preoccupare gli analisti e non é tema di discussione.
E ora vediamo come inizia la settimana entrante. Non stupitevi se per alcuni giorni l'S&P500 continua ad oscillare sui 2680 punti...
Lunedì la citta di Zurigo ha un giorno di festa particolare per segnare l'inizio della primavera: il Sächsi Lüüte.   
La borsa svizzera é aperta ma i volumi saranno magri. Il nostro sito viene aggiornato regolarmente.

Commento del 13 aprile

Il rialzo di corto termine continua - dovrebbe finire oggi o lunedì su un massimo intermedio

Ieri gli indici azionari americani ed europei hanno guadagnato terreno. Le plusvalenze sono state di circa il +1% e in Europa gli indici hanno raggiunto dei nuovi massimi mensili marginali. Il movimento é ancora caratterizzato da modesti volumi ed un veloce ritorno all'ottimismo. Probabilmente é destinato a smorzarsi sulle prime resistenze che, nel caso in cui la spinta é debole, bastano a fermare il rialzo. Già ieri sera l'SP500 (+0.83% a 3663.99 punti) é stato fermato dalla prima resistenza intermedia a 2672-2674 punti (massimo giornaliero a 2674 punti) e sul finale ha perso 10 punti.

Ieri le borse europee sono oscillate sulla parità fino a metà giornata. Sono decollate nel pomeriggio e si sono fermato unicamente verso le 16.15. Sul finale si sono fermate ed hanno ritracciato. I guadagni sono però stati sufficienti per cancellare le perdite di mercoledì e raggiungere nuovi massimi mensili marginali. L'Eurostoxx50 é salito a 3444 punti (+0.71%) - é ora a contatto con la fascia di resistenza a 3450-3475 punti. Salire più in alto con questa spinta sarà difficile. Il DAX (+0.98% a 12415 punti) é svettato a 12415 punti. Ora ha di fronte una serie di resistenze - una statica sui 12600 punti, il bordo superiore delle BB e la MM a 200 giorni a 12660 punti. Nell'immediato escludiamo che il DAX abbia la forza di sfondare questo muro. Il FTSE MIB (+1.27% a 23304 punti) continua la sua corsa verso i 24000 punti - la via é libera ma basta fare due calcoli e paragonare la situazione con Eurostoxx50 e colleghi per vedere che l'obiettivo é troppo lontano.

A New York c'é stata una seduta simile. L'S&P500 ha aperto in positivo a 2656 punti ed é subito salito. Fino a metà seduta é oscillato sui 2660 punti e poi il rialzo é continuato fino ai 2674 punti di massimo. Su questa resistenza intermedia l'indice si é fermato ed é ricaduto a 2664 punti. Ancora una volta ha fatto meglio la tecnologia (Nasdaq100 +1.11% a 6656 punti) che sembra aver dimenticato i problemi che hanno coinvolto due dei suoi pesi massimi (Facebook e Amazon).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4114 su 2620, NH/NL a 459 su 182 e volume relativo a 0.8 (!). La volatilità VIX é caduta a 18.49 punti (-1.75) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.66.
Gli indicatori sono misti e vicini  posizioni neutre. Non abbiamo nessun segnale particolare. In una situazione del genere bisogna seguire il trend fino a quando non si esaurisce. A corto termine il trend é al rialzo ma é fragile vista ma mancanza di volumi e la mediocre partecipazione. A medio termine il trend é neutro.

Stamattina regna la calma. Il future sull'S&P500 é invariato a 2664 punti. Le borse europee apriranno in pari - l'Eurostoxx50 vale 3445 punti. Anche in Asia le borse sono miste e poco mosse - il Nikkei lievita del +0.54% - Shanghai é in calo del -0.2%. In teoria oggi dovrebbe esserci un'altra e forse ultima seduta positiva con possibili obiettivi a 2674 o 2700 sull'S&P500 e 3475 o 3500 punti sull'Eurostoxx50. Nell'analisi del fine settimana esamineremo la possibilità che sia stato raggiunto un massimo intermedio. In caso affermativo dovrebbe poi seguire una fase negativa fino a circa il 20 aprile. Alla fine di questo ribasso più o meno intenso potrebbe esserci finalmente un solido minimo a medio termine e potrebbe nascere una sostenibile fase di rialzo. Quella attuale ha i piedi d'argilla.

Commento del 12 aprile

Seduta negativa senza apparenti conseguenze

Ieri le borse hanno avuto una seduta negativa con moderate perdite. A dire il vero non abbiamo molto da dire al riguardo. Questa giornata non ha cambiato la situazione tecnica e non abbiamo nessun segnale particolare. Notiamo unicamente i bassi volumi di titoli trattati che ci dice molto sull'umore degli investitori. Tra un flusso costante di notizie contradditorie si fà fatica a trovare una direzione e nel dubbio si resta a guardare. La mancanza di volumi rende però anche il trend vulnerabile. Da un paio di giorni presentiamo sul commento dell'S&P500 uno scenario alternativo al semplice rialzo a corto termine. Questa variante viene al momento favorita dallo sviluppo degli oscillatori che indicano la vicinanza di un massimo (2-3 giorni) intermedio e la possibilità di un minimo di corto e medio termine verso il 20 di aprile. Ne riparleremo nell'analisi del fine settimana.

Ieri l'Eurostoxx50 é sceso a 3419 punti (-0.55%) ed é tornato sulla MM a 200 giorni. La rottura al rialzo di martedì non sembra falsa e non viene negata da questo ritracciamento. Il DAX (-0.83% a 12294 punti) si é comportato alla stessa maniera e la perdita più consistente non ci preoccupa. Il FTSE MIB (-0.69% a 23012 punti) questa volta non é riuscito a fare meglio del resto dell'Europa. L'SMI svizzero (-0.54% a 8708 punti) non riesce ad approfittare della debolezza del CHF (EUR/CHF a 1.1860). La classica moneta rifugio CHF in questo momento non viene comperata. Si vede che gli investitori non danno troppo peso alla crisi siriana. Anche l'oro (1354 USD/oncia) si é mosso appena.

La seduta a Wall Street é stata noiosa. L'S&P500 (-0.55% a 2642.19 punti) é partito male e non é riuscito a recuperare - ha chiuso sul livello d'apertura con una perdita di 14 punti. La tecnologia ha seguito (Nasdaq100 -0.49% a 6583 punti) senza fornire spunti particolari.
L'S&P500 ha aperto a 2642 punti e fino a metà seduta é riuscito a risalire fino ai 2663 punti. È in seguito ricaduto fino ad un minimo a 2641 punti ed ha chiuso poco sopra a 2642 punti. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3175 su 3498, NH/NL a 426 su 241 e volume relativo a 0.75 (!). La volatilità VIX é scivolata a 20.24 punti (-0.23) - la CBOE Equity put/call ratio era nella media a 0.65. A corto termine l'S&P500 dovrebbe entro venerdì tentare di risalire almeno a 2674 punti. Molto però dipende dalle decisioni di Donald Trump e dagli sviluppi sui vari scenari di crisi (Siria, guerra commerciale con la Cina).

Stamattina i mercati sono sorprendentemente tranquilli. Le borse asiatiche si muovono appena - il Nikkei é sceso del -0.12% - Shanghai sale del +0.3%. Il future sull'S&P500 é a 2644 punti (+3 punti). Le borse europee marciano sul posto - l'Eurostoxx50 aprirà invariato sui 3419 punti.

Commento dell'11 aprile

Ora il rialzo é evidente - non sappiamo ancora se tenderà ad accelerare o se si fermerà sui 2700 punti di S&P500

Ieri le borse hanno ancora guadagnato terreno ed ora il rialzo sui grafici é evidente. Per le prima volta le candele sui grafici di Eurostoxx50 (+0.70% a 3438 punti) e DAX (+1.11% a 12397 punti) si trovano sopra la MM a 50 giorni. Per gli analisti tecnici scatta un segnale d'acquisto a medio termine. Per il resto la seduta in Europa é stata poco spettacolare. Gli indici si sono mossi in pochi punti e sui grafici si fatica a scorgere le candele dopo giorni di sedute volatili. Gli indici hanno chiuso sul livelli d'apertura e con consistenti guadagni - le candele sono quindi minuscole ma non possono essere ignorate poiché svettano sfacciatamente sopra il gruppo degli ultimi giorni. I segnali positivi si moltiplicano - anche il FTSE MIB (+0.52% a 23173 punti) ha guadagnato altri 120 punti e ha raggiunto un nuovo massimo a 60 giorni. Malgrado l'empasse politica l'indice lievita nello scetticismo generale e si trova ormai solo poco più di 800 punti dal massimo annuale sui 24000 punti.
Siamo convinti che gli obiettivi indicati negli scorsi giorni per questa spinta di rialzo verranno raggiunti. Non sappiamo però se esiste maggiore potenziale. Al momento manca decisamente partecipazione e quindi temiamo che appenna verrà raggiunta la combinazione di ipercompera e resistenze (statiche o limite superiore delle Bollinger Bands) ci sarà una battuta d'arresto.
Poi bisognerà riesaminare approfonditamente la situazione.

Anche a New York c'é stata una buona seduta. L'S&P500 é salito a 2656.87 punti (+1.67%) e la tecnologia (Nasdaq100 +2.22%) ha ricominciato a trainare i listini. L'S&P500 ha aperto in forte guadagno a 2645 punti ed é riuscito ad incrementarlo durante la giornata. È oscillato tra i 2640 ed i 2660 punti (un range abbastanza compresso) ed ha chiuso nella parte superiore del range a 2656 punti. La resistenza intermedia a 2672-2674 punti non é stata attaccata. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5488 su 1331, NH/NL a 421 su 241 e volume relativo a 0.9. Ci preoccupa la debole partecipazione sia quantitativa che qualitativa - se non cambia qualcosa il rischio é alto che l'S&P500 non abbia la forza per passare sopra i 2700 punti. Questa possibilità é sostenuta dagli indicatori di sentiment. La volatilità VIX é scesa a 20.47 punti (-1.30) e la CBOE Equity put/call ratio é risultata molto bassa a 0.57. Gli investitori stanno tornando fiduciosi troppo velocemente e c'é già troppa speculazione al rialzo da parte di investitori retail.

Stamattina le premesse sono per una seduta negativa. Gli Stati Uniti preparano un attacco militare in Siria e le borse reagiscono male. Il future sull'S&P500 scende a 2644 punti (-11 punti) e l'Eurostoxx50 aprirà sui 3429 punti (-0.3%). Niente di male - non crediamo che le perdite durante la giornata aumenteranno in maniera considerevole. Le borse hanno più volte dimostrato nei giorni scorsi di saper incassare le cattive notizie senza fatica - si concentrano sui fondamentali e sui dati delle imprese che finora rimangono costruttivi. Nessuno parla più di tassi d'interesse (che non salgono) e finora non si vede traccia d'inflazione.

Commento del 10 aprile

Costruttivo consolidamento

Ieri le borse europee si sono mosse poco e hanno guadagnato qualche punto. L'Eurostoxx50 é salito a 3414 punti (+0.20%). A prima vista sembra una seduta senza interesse. L'occhio attento dell'analista tecnico scorge però sui grafici dei dettagli costruttivi e che suggeriscono l'imminenza di un inversione di tendenza e di una spinta di rialzo.
La candela sul grafico dell'Eurostoxx50 si vede appena e il guadagno di 6 punti sembra essere troppo modesto per contare qualcosa. È  però successo qualcosa di importante. L'indice é entrato in contatto con la MM a 50 giorni a 3416 punti e ha provato a superarla. Ieri il tentativo é fallito ma sembra solo una questione di tempo per una rottura al rialzo visto che la MM a 50 giorni sta ancora scendendo. Questo avvenimento dovrebbe segnare la fine della fase di ribasso iniziata a febbraio e segnalare l'inizio di una fase di rialzo. Da inizio febbraio l'Eurostoxx50 e gli indici azionari europei in generale si muovono costantemente sotto la MM a 50 giorni che determina il trend al ribasso - una rottura al rialzo sarebbe un significativo cambiamento con conseguenze positive a medio termine. I 3500-3550 punti indicato giovedì come possibili obiettivi sono ancora indicativi. L'indice potrebbe salire anche più in alto ma adesso é troppo presto per dirlo.
Il DAX (+0.17% a 12261 punti) ha guadagnato 20 punti ed ha terminato la seduta nella parte inferiore del range giornaliero e sotto il livello d'apertura. Tecnicamente non si é trattato di una seduta entusiasmante se non fosse per il fatto che il DAX come l'Eurostoxx50 sta testando dal basso la MM a 50 giorni. Si trova sotto questa media mobile da inizio febbraio e un superamento di questa linea sarebbe la prima conferma che la tendenza di fondo sta cambiando. Le premesse per una rottura al rialzo sono molto buone poiché vediamo su più fronti segnali di forza.
Il FTSE MIB (+0.54% a 23054 punti) ha guadagnato 124 punti. Nulla di spettacolare ma questo balzo é tecnicamente rilevante visto che l'indice ha raggiunto un massimo a 60 giorni e ha nuovamente sovraperformato le altre borse europee. Nel commento di giovedì scorso avevamo anticipato questo movimento. Questo però si é concretizzato malgrado la caduta di venerdì a Wall Street - questo é importante e rappresenta una dimostrazione di forza. La strada fino ai 24000 punti é aperta. 

La seduta a Wall Street ha deluso chi si aspettava una forte reazione dopo il crollo di venerdì. L'S&P500 (+0.33% a 2613.16 punti) ha guadagnato solo 8 punti e si é allontanato di poco dalla zona di supporto sui 2600 punti. Ha però svolto una tranquilla seduta in trading range e ha trascorso tutta la giornata in territorio positivo. Per noi si tratta di una semplice seduta di consolidamento con modesti volumi (volume relativo a 0.9). Non appare pressione di vendita e la caduta sul finale di seduta ci sembra insignificante. In effetti il grafico giornaliero dell'S&P500 assomiglia ad una parabola. L'indice ha aperto a 2617 punti, é lentamente salito fino ai 2653 punti di massimo decelerando mano a mano che si avvicinava all'apice e poi é ricaduto fino a 2610 punti di minimo. Un breve rimbalzo sul finale ha fissato la chiusura dell'indice a 2613 punti. La tecnologia (Nasdaq100 +0.61% a 6472 punti) sembra ritrovare la sua forza relativa grazie alla biotecnologia.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3700 su 2989 e A/D a 249 su 368, La volatilità VIX é stranamente salita a 21.77 punti (+0.28) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61. Sembra che gli investitori istituzionali sono più prudenti mentre i privati tendenzialmente stanno comperando ma é azzardato fare una simile affermazione solo sulla base di un paio di dati. Prendiamo peò nota di queste osservazioni per poter poi giudicare la qualità del rialzo ed il suo potenziale.

Stamattina torna la fiducia sui mercati azionari dopo alcune dichiarazioni d'apertura al libero commercio mondiale da parte dei cinesi. Il future sull'S&P500 balza a 2651 punti (+32 punti) e le borse europee apriranno in netto rialzo - l'Eurostoxx50 vale ora 3440 punti. Non sappiamo se oggi avremo un'altra falsa pertenza o una seduta decisamente positiva. Prepariamoci però, oggi o nei prssimi giorni, ad una accelerazione al rialzo.
Un'ultima osservazione: le borse europee stanno lievitando e stanno annullando la tendenza ribassista malgrado la forza dell'EUR (EUR/USD a 1.2310) - anche questo é un segnale di forza.
Le borse asiatiche stamattina erano positive: Il Nikkei ha guadagnato il +0.64% - Shanghai balza del +1.67%.


Aggiornamento del 9 aprile

Inizio di settimana secondo i piani - le borse aprono in positivo e ignorano il tonfo di venerdì a Wall Street

Stamattina non resta traccia della pessima seduta di venerdì in America. Il future sull'S&P500 rimbalza a 2622 punti (+16 punti) e le borse europee invece che ripartire dai liveli depressi raggiunti venerdì alle 22.00 aprono in positivo. L'Eurostoxx50 inizia le contrattazioni sui 3410 punti (+2 punti). Ci accontentiamo - non prevediamo un rialzo forte e dinamico ma unicamente una reazione al fatto che mancano ulteriori argomenti per vendere. Se le borse non scendono non possono che fermarsi o risalire.
Oggi ci aspettiamo una seduta moderatamente positiva.
Per la cronaca le borse asiatiche hanno guadagnato terreno. Il Nikkei é salito del +0.51% mentre Shanghai lievita del +0.2%.

Commento del 7-8 aprile

L'S&P500 forma base sui 2600 punti - un rialzo é più probabile che un'accelerazione al ribasso

Settimana scorsa le borse hanno avuto uno sviluppo altalenante. Si sono susseguite in maniera caotica fugaci spinte di rialzo e di ribasso. Il risultato a livello di performance é stato discordante e molti investitori saranno ormai confusi. In Europa gli indici azionari più importanti in quattro sedute hanno guadagnato terreno. In America invece le cinque sedute hanno avuto nel complesso un esito negativo. Lasciando brevemente da parte il caos e la volatilià provocati dai vari annunci in relazione alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina c'é un fatto che risalta: l'S&P500 (-2.19% a 2604.47 punti) ha costantemente difeso il supporto sui 2600 punti e la MM (media mobile) a 200 giorni (ora a 2594 punti) - su questo livello sembra formarsi una solida base che dovrebbe per lo meno provocare una fase di rialzo a corto termine fino ai 2700 punti. Il Nasdaq100 (-2.45% a 6433 punti) conferma questa impressione - questa settimana ha fermato la sua caduta sopra la MM a 200 giorni (6286 punti) e a soli 26 punti dal nostro obiettivo a 6300 punti. L'unico indice americano che nell'immediato ci preoccupa é il DJ Transportation (-2.94%) che venerdì ha toccato un nuovo minimo a 30 giorni - é però rimbalzato 110 punti da questo minimo pericolosamente vicino alla MM a 200 giorni. Ci sono quindi delle crepe nel muro ma in linea di massima non sembra che ora debba esserci un'accelerazione al ribasso ma piuttosto una fase di rialzo. Ripetiamo però il nostro avviso - ci sono valide ragioni per non essere speculativamente short ma non ci sono abbastanza argomenti tecnici per andare long. La situazione tecnica a lungo termine si sta deterioramente ed anche quella medio termine non é brillante considerando che tutti gli indici azionari si stanno muovendo sotto le MM a 50 giorni che ormai hanno cambiato direzione e scendono premendo come una cappa minacciosa sul mercato. Settimana scorsa le borse hanno retto malgrado una serie di notizie negative. Ci aspettiamo quindi che settimana prossima parta una fase di rialzo a corto termine una volta che le basi sui 2600 punti di S&P500 e sui 3380 punti di Eurostoxx50 saranno complete.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.23% a 3408 punti              
DAX                         +1.19% a 12241 punti
SMI                          -0.80% a 8671 punti
FTSE MIB                  +2.31% a 22929 punti
S&P500                    -1.38% a 2604.47 punti
Nasdaq100               -2.45% a 6433 punti

Non c'é bisogno di analizzare nel dettaglio la seduta di venerdì in Europa. Gli indici hanno svolto una seduta nel range del giorno precedente e hanno terminato la giornata poco lontani dai livelli d'apertura e con moderate perdite. Si é trattato di una seduta cosiddetta "tronca" perché nel dopo borsa la caduta di Wall Street ha coinvolto anche i futures europei. Non ci sono però danni rilevanti o nuovi segnali tecnici. La situazione rispetto a giovedì é praticamente invariata e sul corto termine é costruttiva malgrado che venerdì avremmo preferito osservare una continuazione del rally di giovedì. Trump ha deciso altrimenti.
L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3408 punti (-0.64%) - per le 22.00 é teoricamente caduto a 3384 punti. Il livello d'apertura di giovedì sui 3380 punti non é stato superato al ribasso é questo é un segnale di forza. L'Eurostoxx50 dovrebbe settimana prossima ripartire al rialzo da questi 3380 punti - al massimo potrebbe ancora cadere fino a 3350 punti per chiudere il gap.
Gli altri indici si sono mossi alla stessa maniera. Il DAX -0.52% a 12241 punti, 12186 punti alle 22.00) segue l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (-0.17% a 22929 punti) mostra forza relativa, l'SMI (-0.82% 8671 punti) é invece più debole.
La caduta dell'indice delle banche SX7E (-1.14% a 126.22 punti) non sembra essere un problema grave.

A Wall Street invece la seduta é stata pessima. L'S&P500 ha perso 58 punti ed é ricaduto a 2604.47 punti (-2.19%). Ha però toccato un minimo a 2586 punti verso le 21.00 e ancora una volta é rimbalzato dopo questa marginale rottura del supporto. Questo supporto sui 2600 punti sembra ormai diventare una solida base. Il Nasdaq100 (-2.45% a 6433 punti) si é comportato in maniera simile.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1394 su 5423, NH/NL a 341 su 533 e volume relativo a 0.9. Il numero dei nuovi minimi a 30 giorni non aumenta e i volumi sono modesti e sotto la media - per questo riteniamo la probabilità di un'accelerazione al ribasso bassa anche se non possiamo escluderla - temporalmente é però troppo tardi (doveva esserci prima d Pasqua).
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra (Bullish Percent Index sul NYSE a 50.15) tendente al negativo (29.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni).
Riassumendo non ci sono ragioni tecniche per correre a comperare. Il quadro generale é negativo ma sul corto termine ci deve essere un rialzo di corto termine che potrebbe anche trasformarsi in una fase di rialzo a medio termine - questa però dovrebbe essere l'ultima fase positiva di un mercato che sul lungo termine sta ruotando verso il basso. Forse siamo già in un bear market anche se i tempi per un'accelerazione al ribasso non sembrano ancora maturi.

Commento del 6 aprile

Short covering rally - adesso ci vuole un consolidamento


Dopo il key reversal day di mercoledì a Wall Street é seguito ieri un rally in Europa provocato soprattuto dalla copertura di posizioni short. Gli indici azionari hanno aperto in gap up e hanno terminato la seduta in vicinanza dei massimi giornalieri con forti guadagni. In genere dopo una seduta del genere c'é una continuazione verso l'alto. Oggi non sarà il caso visto che Donald Trump ha avuto un'altra idea geniale e ha annunciato di voler studiare altri dazi doganali su 100 Mia di USD di merce proveniente dalla Cina. La guerra commerciale é in pieno svolgimento.
L'Eurostoxx50 ha aperto in gap up sui 3380 punti e ha chiuso a 3430 punti (+2.68) - teoricamente questa spinta di rialzo potrebbe far risalire l'Eurostoxx50 fino ai 3500-3550 punti. Ripetiamo che tecnicamente vediamo molte ragioni per chiudere posizioni short ma non abbiamo ancora validi argomenti per consigliare posizioni long. I minimi di aprile sono abbastanza solidi per impedire a corto termine un'ulteriore accelerazione al ribasso ma manca un solido minimo a medio termine caratterizzato da ipervenduto e panico. Non ci sarebbe da stupirsi se ora l'Eurostoxx50 consolidasse e tornasse sui 3365 punti prima di provare a salire più in alto.
Gli altri indici azionari europei hanno avuto lo stesso comportamento dell'Eurostoxx50 compresi gap up e chiusura sul massimo. Anche i guadagni sono simili (DAX +2.90% a 12305 punti / FTSE MIB +2.35% a 22969 punti / SMI +2.21% a 8742 punti).
Con questo rally il ribasso iniziato a febbraio é formalmente terminato.

L'S&P500 ha avuto un'altra seduta positiva ma la spinta sembra già essersi fermata sulla prima resistenza intermedia a 2674 punti. Ieri pomeriggio alle 14.00 avevamo fatto il seguente pronostico per la giornata: "Questa apertura in gap up ci sembra eccessiva.  C'é una resistenza intermedia a 2674 punti che oggi dovrebbe bastare a stoppare il rialzo. È possibile che dopo l'S&P500 si sgonfi e ridiscenda fino ai 2649 per chiudere il gap. In linea di massima però ci aspettiamo che oggi l'S&P500 finisca la giornata con un guadagno di una decina di punti." In effetti l'S&P500 ha toccato un massimo a metà giornata a 2672 punti, é poi sceso fino ad un minimo a 2649 punti ed é risalito in chiusura a 2662.84 punti (+0.69%) guadagnando 18 punti. Anche la tecnologia (Nasdaq100 +0.53% a 6594 punti) ha fatto la sua parte. Sono saliti bene i soliti nomi: Facebook, Netflix, Amazon, Tesla (+6.54%) - questo fatto unito ai modesti volumi (volume relativo a 0.8) ci dice che al momento comperano i piccoli investitori retail - sono in genere i primi che scappano appena gira il vento.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4812 su 1919, NH/NL a 458 su 161. La volatilità VIX é scesa a 18.94 punti (-1.12) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61 - é gia tornato un certo ottimismo. Nelle ultime 9 sedute l'S&P500 si é mosso tra i 2553 ed i 2674 punti - la MM a 200 giorni scorre a 2592 punti. È probabile che ora l'S&P500 debba consolidare qualche giorno tra i 2600 ed i 2670 punti.

Stamattina le affermazioni di Trump spaventano gli investitori e le borse cambiano nuovamente direzione. Il future sull'S&P500 cade a 2635 punti (-26 punti). Il Nikkei scivola del -0.14% - Shanghai perde solo il -0.18%. L'Eurostoxx50 vale ora 2301 punti - le borse europee apriranno deboli - gli indici azionari scenderanno all'inizio del -0.9%. Non crediamo che oggi debbano scendere più in basso. Le borse nei giorni scorsi si sono dimostrate resistenti agli annunci di dazi commerciali da parte di Stati Uniti e Cina che finora rappresentano soprattutto una prova di forza dalle conseguenze incerte.

Commento del 5 aprile

Malgrado notizie negative le borse si rifiutano di scendere - questa indecisione può durare ancora settimane

Lasciando da parte indicatori e grafici spesso é il comportamento dei mercati durante la seduta a mostrare come stanno interagendo le forze e quali stanno prevalendo. Quando le borse recuperano da pesanti perdite e chiudono vicino ai massimi giornalieri malgrado una serie di notizie negative significa che i venditori hanno esaurito le loro munizioni. Questo indica la presenza di un minimo più o meno importante. Può seguire un semplice rialzo di corto termine di alcune sedute o una fase positiva più lunga e duratura. Con quello che abbiamo visto ieri é però diventato molto improbabile che le borse terminino la fase di ribasso con un'accelerazione di tipo esaustivo su nuovi minimi annuali con ipervenduto e panico. A questo punto é meglio abbandonare subito le posizioni short e restare a guardare - l'intonazione di fondo dei mercati é ancora negativa e in mancanza di un solido minimo é probabile che nelle prossime settimane ci sia ancora un importante tentativo di ribasso. In teoria l'S&P500 (+1.16% a 2644.69 punti) deve risalire sopra i 2700 punti prima di confermare una eventuale inversione di tendenza. Sappiamo però per esperienza che é meglio prendere subito una decisione senza aspettare conferme tardive specialmente quando si tratta di chiudere delle posizioni short in guadagno. Il reversal di ieri sull'S&P500 e in generale sugli indici azionari americani non é un segnale abbastanza forte e convincente per indurci a comperare e andare long. Lo scenario più probabile ora é che l'S&P500 oscilli ancora per settimane tra i 2600 ed i 2800 punti prima di, probabilmente, rompere al ribasso. Conviene però affrontare questo periodo senza posizioni speculative aperte piuttosto che subire la pressione nervosa di posizioni che guadagnano e perdono senza un chiaro controllo della situazione.
Per questa ragione chiudiamo oggi tutte le posizioni short a medio termine in portafoglio.

Ieri le borse europee sono precipitate la mattina e hanno recuperato nel pomeriggio. A fine giornata sono rimaste delle modeste perdite e questo ci impedisce di parlare di reversal. Gli hammer sui grafici mostrano però chiaramente che per il momento gli indici non vogliono scendere più in basso. La reazione é stata forte e convincente e nessun indice ha toccato un nuovo minimo annuale malgrado che in alcuni casi (DAX, SMI) mancava pochissimo.
L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3300 punti ed ha chiuso a 3340 punti (-0.20%) con una insignificante perdita di 7 punti. Dal settore bancario non sono venuti spunti particolari (SX7E -0.39% a 124.17 punti). Il DAX é caduto fino a 11792 punti - ha marginalmente rotto la barriera psicologica dei 11800 punti e si é appoggiato sul bordo inferiore delle BB a 11798 punti. Non ha però testato il minimo annuale a 11726 punti ed é ripartito al rialzo - ha terminato la giornata a 11957 punti (-0.37%). Solo l'SMI svizzero (-0.89% a 8553 punti) non si é risollevato di tanto dal minimo giornaliero. Il minimo annuale a 8501 punti non é stato attaccato.
Il FTSE MIB (-0.30%) si é comportato come l'Eurostoxx50 - non abbiamo nulla di nuovo da annotare.

Dopo l'annuncio da parte della Cina di voler imporre dazi doganali su merci provenienti dagli Stati Uniti per 50 Mia di USD i futures sugli indici azionari americani sono inizialmente andati a picco - l'S&P500 ha teoricamente raggiunto i 2560 punti. Pensavamo che questo finalmente potesse provocare un'accelerazione al ribasso e panico ed invece la reazione é stata diametralmente opposta. La borsa americana ha aperto in recupero sui minimi giornalieri e ha chiuso sui massimi con guadagni superiori all'1%. Formalmente questo é un key reversal day che non sottovalutiamo malgrado il carattere speculativo del movimento e i modesti volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.95).  L'S&P500 ha aperto a 2576 punti ed é praticamente salito per tutta la giornata con una lunga pausa sui 2610 punti a metà seduta. Ha toccato un massimo a 2649 punti ed ha chiuso a 2644.69 punti (+1.16%). Il Nasdaq100 (+1.57% a 6560 punti) si é comportato in maniera simile. Notiamo che il minimo é stato a 6326 punti a soli 26 punti dal nostro obiettivo. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5006 su 1764, NH/NL a 306 su 796. La volatilità VIX é scesa a 20.06 punti (-1.04) mentre la CBOE Equity put call ratio é stata nella norma a 0.63. A livello tecnico non é cambiato molto ma ormai é evidente che l'S&P500 non vuole scendere sotto la MM a 200 giorni. Se non scende ha solo due altre possibilità - o si ferma tra i 2580-2660 punti o sale.

Stamattina la reazione delle borse asiatiche é positiva. Il Nikkei balza del +1.70% - Shanghai é chiusa per festività. Il future sull'S&P550 guadagna ancora qualche punto a 2656 punti (+9 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +1%/+1.2% - l'Eurostoxx50 vale ora 3381 punti. Non ci aspettiamo una immediata e sostanziale continuazione del rialzo - é probabile che nel corso della giornata le borse europee perdano parte dei guadagni iniziali. Avremo però una seduta positiva.

Commento del 4 aprile

Borse europee indecise sotto l'influsso di diverse correnti - evidente rimbalzo tecnico a Wall Street

Le borse europee hanno faticato a trovare il livello d'equilibrio tra la compensazione dell'anomalo rimbalzo di giovedì, ultima seduta prima di Pasqua, il crollo di lunedì sera a Wall Street e il rimbalzo della borsa americana nel pomeriggio. Il risultato é che gli indici azionari hanno aperto in calo e sono caduti fino alle 10.30 con perdite che hanno superato l'1%. Dopo timidamente sono tornati i compratori, gli indici si sono stabilizzati, hanno fatto base e nel pomeriggio sono risaliti dopo che il recupero a Wall Street si é concretizzato. Per saldo l'Eurostoxx50 (-0.43% a 3347) ha scelto di chiudere sul livello d'apertura con una modesta perdita di 14 punti. La mattina era sceso fino ad un minimo a 3324 punti. Il buon recupero dal minimo e la modesta perdita ci dicono che non é ancora venuto il momento per l'attesa accelerazione finale ed esaurire la correzione su un solido minimo a medio termine. Ieri ci eravamo aspettati maggiore pressione di vendita e una minusvalenza più consistente - dobbiamo accontentarci. La spinta di ribasso non sembra completa e nei prossimi giorni prevediamo un'ultima spinta verso i 3200-3250 punti. Speriamo di non dover aspettare troppo questo momento e soprattutto che la spinta finale non venga sostituita da un lungo stillicidio senza una fine evidente.
Il DAX tedesco (-0.78% a 12002 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Ha toccato la mattina un minimo a 11913 punti e poi é risalito. Esiste un evidente supporto a 11800 punti dove ora scorre anche il limite inferiore delle Bollinger Bands. Questo supporto deve essere rotto nei prossimi giorni - in caso contrario avremo un'altra onda di rialzo come quella di inizio marzo prima che la correzione possa terminare con una spinta di ribasso ed un nuovo minimo annuale. L'SMI svizzero (-1.26% a 8631 punti) sembra già aver preso questa strada e punta decisamente verso un nuovo minimo annuale sotto i 8600 punti. Questo sostiene la nostra variate preferita - nei prossimi giorni ci deve ancora essere una spinta di ribasso - spesso la borsa svizzera si é mossa con qualche giorno di anticipo rispetto al resto dell'Europa. Il FTSE MIB italiano (+0.44% a 22510 punti) ha terminato la giornata con un sorprendente guadagno. Cosa é successo? La buona performance di alcuni titoli (Fiat +7.32%, Moncler +6.38%, Mediaset +6.43%) ha sicuramente aiutato l'indice. Poi la borsa italiana giovedì scorso era "rimasta indietro" e doveva recuperare. Da ultimo é ormai evidente che la tendenza di fondo del FTSE MIB é neutra - il ribasso che caratterizza i grafici delle borse europee da inizio febbraio in Italia non appare. Il FTSE MIB da mesi non va da nessuna parte e si muove secondo regole proprie intorno ai 22500 punti. Tra i 21500 ed i 24000 punti sembra tutto possibile. A corto termine favoriamo una discesa sulla parte inferiore del canale. Come per il resto dell'Europa una caduta sui 21500 punti nella prossima decina di sedute significherebbbe probabilmente un minimo a medio termine a cui deve seguire una sostenibile fase di rialzo.

Ieri pomeriggio le borse europee sono risalite grazie ai segnali positivi provenienti da Wall Street. Vediamo come é andata.
La seduta é stata positiva e l'S&P500 (+1.26% a 2614.45 punti) é tornato sopra i 2600 punti e sopra la MM a 200 giorni. Molti analisti tecnici parlano già di falsa rottura al ribasso (la caduta di lunedì) e fine della correzione. Noi non sposiamo questa interpretazione. Il balzo di ieri ci sembra un semplice rimbalzo tecnico con modesti volumi (volume relativo a 0.9) e favorito da alcuni aspetti psicologici. Alle 20.30 l'S&P500 era ancora in pari a 2582 punti. Aveva aperto a 2592 punti, era sceso sul minimo a 2575 punti e era risalito a 2605 punti - poi si stava limitando ad oscillare in laterale sulla parte inferiore del range. Alle 20.30 é arrivata la notizia che la Casa Bianca non intendeva prendere misure concrete contro Amazon (+1.46%) che nei giorni precedenti era stata più volte e duramente attaccata su Twitter da Donald Trump. Come per miracolo l'azione ha guadagnato 45 USD (!) e il resto del listino ha seguito. L'S&P500 é balzato di 27 punti (+1%), ha toccato un massimo a 2619 punti e sul finale é ricaduto a 2614 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4920 su 1888, NH/NL a 198 su 701. La volatilità VIX é scesa a 21.10 punti (-2.25) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.65.
Ora il mercato é tornato alla situazione di prima di Pasqua. La MM a 200 giorni (2590 punti) sembra fare supporto all'S&P500 e spingerlo verso l'alto. Manca però una solida base per un movimento di rialzo. I ribassisti rimangono in agguato - la tecnologia (Nasdaq100 +1.06% a 6458 punti) mostra ancora debolezza relativa.
Non abbiamo ragioni concrete per abbandonare la previsione di un'accelerazione al ribasso di tipo esaustivo. È però evidente che ora le borsa faticano a scendere e i rimbalzi si fanno più frequenti e consistenti. Finora però sono ancora solo dei rimbalzi concentrati sopratutto su titoli discussi e speculativi (Tesla +5.96%). Speriamo che nei prossimi giorni i ribassisti prendano decisamente l'iniziativa.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Il Nikkei ha guadagnato il +0.18% - Shanghai sale del +0.2%. Il future sull'S&P500 scende a 2605 punti (-8 punti). Le borse europee fanno una somma di questi segnali positivi e negativi e decidono di aprire praticamente invariate. L'Eurostroxx50 vale ora 3351 punti (+4 punti). Alle 11.00 sono attesi i dati sull'inflazione europea - non ci aspettiamo una reazione delle borse visto che ora si muovono solo sulla base delle emozioni e non seguendo i dati economici. Lo sciopero dei ferrovieri in Francia sta paralizzando il Paese ed é un importante banco di prova per Macron - lascia però indifferente la borsa (CAC40 -0.29%)

Commento del 3 aprile

Inizio di settimana col botto - la caccia ai minimi annuali é aperta

Ci aspettavamo che ieri l'S&P500 eliminasse i guadagni di giovedì scorso, dovuti probabilmente ad un effetto di window dressing, e che durante questa settimana l'indice scendesse sui 2600 punti per preparare la rottura al ribasso. Invece l'attacco dei ribassisti é stato immediato e decisivo. Probabilmente la pausa pasquale é stata usata dagli investitori per rendersi conto della situazione e la reazione é logica e comprensibile. L'S&P500 ha rotto il supporto sui 2600 punti, é precipitato sotto la MM a 200 giorni a 2590 punti ed é precipitato fino ad un minimo a 2553 punti. Sul finale ha recuperato fino a 2581.88 punti (-2.23%) ma la perdita giornaliera é imponente (-59 punti) e il danno tecnico é stato arrecato - la strada verso il basso é aperta.
Come era facile intuire le vendite si sono concentrate sulla tecnologia (Nasdaq100 -2.89% a 6390 punti) e su alcune società da giorni nel mirino delle critiche (Amazon -5.21%, Tesla -5.13%, Netflix -5.10%).  A queste si é aggiunta ieri Intel (-5.10%) dopo la minaccia di Apple di abbandonare i suoi semiconduttori. Gli indici non sono ancora in ipervenduto e non appare ancora panico. Di conseguenza, malgrado che ieri nelle ultime due ore di contrattazioni, ci sia stato un sensibile recupero, é probabile che la discesa debba continuare.
L'S&P500 ha aperto a 2632 punti e all'inizio é ancora salito a 2637 punti. Poi fino a metà seduta é caduto a 2571 punti rompendo di slancio tutti i supporti intermedi. Dopo un rimbalzo fino ai 2586 punti, l'indice verso le 20.00 é caduto sul minimo giornaliero a 2553 punti. Per un'oretta ha formato base e poi é risalito fino ai 2581.88 punti (-2.23%). La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 1093 su 5795, NH/NL a 173 su 1555 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 23.62 punti (+3.65) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.77. Vi ricordiamo che ci aspettiamo un'impennata della VIX fino ai 50 punti circa e una put/call ratio sopra gli 0.80 per alcuni giorni per avere un minimo significativo. La RSI dell'S&P500 é a 36.84 punti - quella del Nasdaq100 é a 36.65 - entrambe devono scendere sotto i 30 punti.
Stamattina le borse asiatiche sono deboli ma non crollano. Il Nikkei ha perso il -0.45%, Shanghai scende dell'1%. Il future sull'S&P500 recupera a 2584 punti (-9 punti). Le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.8%. L'Eurostoxx50 vale ora 3338 punti contro la chiusura del giovedì prima di Pasqua a 3361 punti. Per ora assistiamo ad una discesa controllata.
Sul fronte dei cambi e dei tassi d'interesse non vediamo nessun movimento particolare. Oggi le borse europee dovrebbero avere una seduta negativa ma non un crollo. Probabilmente ci vorranno alcuni giorni prima che ci siano le premesse per l'atteso solido minimo a medio termine.

Aggiornamento del 2 aprile - Lunedì di Pasqua

La fine del trimestre ha provocato un impennata artificiale che deve essere eliminata

La Pasqua é trascorsa nella calma e non ci sono novità di rilievo - per fortuna.
In Asia le borse erano aperte - in generale gli indici azionari hanno perso qualche punto. Il Nikkei é sceso del -0.31% mentre Shanghai ha lasciato il -0.18% sul terreno. Il future sull'S&P500 é stabile da stamattina sui 2635 punti. Ora (11.00) é a 2634 punti (-9 punti). Significa che l'S&P500 vale 2630 punti, 10 punti meno che la chiusura di venerdì scorso. Nel pomeriggio la borsa americana aprirà in calo e questo dovrebbe essere il preludio ad una settimana negativa. Non ci aspettiamo un crollo ma solo un ritorno sui 2600 punti e sulla MM a 200 giorni (2589 punti). Poi vedremo c'é ci saranno le ragioni e la motivazione per una rottura al ribasso.
Abbiamo esaminato le statistiche delle fine del primo trimestre - normalmente nelle ultime due sedute di marzo c'é un impennata che viene poi cancellata all'inizio di aprile - probabilmente le banche d'affari spingono un qualche titolo per migliorare le performance trimestrali in quello che nel piccolo é un window dressing. Spesso però questa spinta non é sostenibile.
Sul fronte di cambi e tassi d'interesse non ci sono movimenti significativi.

Commento del 31 marzo - 1. aprile

Malgrado la settimana positiva prevalgono i segnali tecnici negativi - manca una spinta di ribasso

Lunedì 26 marzo gli indici azionari europei (con l'eccezione del FTSE MIB italiano, +0.36% a 22411 punti) hanno raggiunto dei nuovi minimi annuali. Per il resto della settimana sono risaliti e nel complesso la performance delle ultime quattro sedute prima di Pasqua é positiva. Dal massimo annuale del 23 gennaio appare sui grafici una serie regolare di massimi e minimi discendenti - a metà marzo si sono verificati numerosi dead cross (incrocio dall'alto della MM a 50 giorni sulla MM a 200 giorni) che sono dei segnali di vendita a medio termine - il nostro indicatore proprietario a medio termine basato sulla stocastica é ancora per Eurostoxx50 (+0.91% a 3361 punti) e DAX (+1.31% a 12096 punti) nettamente su sell. L'impressione generale é quindi che le borse europee debbano continuare a correggere e a partire da settimana prossima debba ancora svilupparsi una spinta di ribasso - prima potrebbero esserci alcuni giorni di distribuzione visto che gli investitori hanno bisogno una ragione per ricominciare a vendere.
La borsa americana é in una situazione leggermente diversa - gli indici sono crollati a febbraio e hanno toccato dei minimi annuali il 9 febbraio. Questi minimi sono tutt'ora validi - gli attesi test non si sono ancora verificati. Alla fine di settimana scorsa l'S&P500 é sceso fino a 2585 punti (chiusura a 2588 punti) e si é fermato sulla MM a 200 giorni. Notiamo che la precedente peggior chiusura dell'anno si era verificata l'8 febbraio a 2581 punti. Sembra quindi che su questo livello ci sia per lo meno un supporto intermedio che questa settimana é stato più volte avvicinato ma mai superato. L'S&P500 (+1.38% a 2640.87 punti) sta rimbalzando dalla MM a 200 giorni attualmente a 2589 punti. Settimana prossima, al più tardi dai 2675 punti, dovrebbe ricominciare a scendere e andare finalmente a testare il minimo annuale a 2532 punti. Il rimbalzo potrebbe durare più a lungo e trasformarsi in un periodo di distribuzione di una decina di sedute - in questa fase l'S&P500 potrebbe salire più in alto e andare a ritoccare i 2700 punti. Attenzione però che una distribuzione più lunga implica anche una successiva spinta di ribasso più forte e violenza.
Resta valido il principio che per un solido minimo a medio termine ci vuole ipervenduto e panico. In mancanza di queste due componenti ogni fase di rialzo di corto termine deve essere considerata come un rimbalzo in un ambiente generalmente ostile e negativo - la borsa americana resta oscenamente cara mentre i tassi d'interesse a corto termine (LIBOR) sull'USD sono in aumento e gli investitori restano piuttosto spensierati e non abbandonano il loro ottimismo di fondo (VIX a 19.97 punti, - 2.90).
La tecnologia é in difficoltà - il Nasdaq100 (+1.86% a 6581 punti) mercoledì ha toccato un minimo mensile a 6410 punti prima di rimbalzare. Nell'immediato potrebbe risalire fino ai 6800 punti prima che possa esserci la decisiva spinta di ribasso che farà scendere l'indice a testare il minimo annuale a 6164 punti. Speriamo però che il rimbalzo si fermi prima.
In generale, sui grafici degli indici azionari americani e europei, le MM a 50 giorni stanno ruotando verso il basso e coprono come una cappa minacciosa le candele dei grafici. Questo é un segnale preoccupante perché quando inizia un ribasso la MM a 50 giorni in calo é una resistenza difficile da superare e un'inversione di tendenza diventa un affare complicato. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.10% a 3361 punti              
DAX                         +1.77% a 12096 punti
SMI                          +2.01% a 8741 punti
FTSE MIB                  +0.55% a 22411 punti
S&P500                    +2.06% a 2640.87 punti
Nasdaq100               +1.12% a 6581 punti

Giovedì, ultima giornata di borsa prima della pausa pasquale, ci aspettavamo una seduta di pausa con indici azionari praticamente invariati. Invece é stata una giornata di rialzi come mostrano in namiera esemplare l'Eurostoxx50 (+0.91% a 3361 punti) e l'S&P500 (+1.38% a 2640.87 punti). Questa seduta positiva é stata un pò troppo intensa per inserirsi in maniera ideale nel concetto del rimbalzo tecnico prima dell'ultima spinta di ribasso. Però non possiamo farci niente e in linea di massima la situazione tecnica non é cambiata. Forse questo balzo é solo una conseguenza della fine del semestre - c'é chi ne ha approfittato per migliorare il bilancio prima di dover presentare i risultati. Il cedimento del future sull'S&P500 nel dopo borsa (2637 punti corrispondenti a 2633 punti di indice, -7 punti) é un indizio in questa direzione. In Europa notiamo con piacere che l'SMI svizzero si é mosso in controccorennte e ha perso il -0.17% a 8741 punti - chi ha letto il nostro commento di mercoledì sera conosce la ragione della nostra soddisfazione.

Anche in America la giornata é stata favorevole ai rialzisti. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 2623 punti e all'inizio é ricaduto a 2609 punti. Poi é ripartito al rialzo e alle 17.10 ha raggiunto i 2641 punti. Fino alle 20.0 é oscillato in laterale sotto questo livello - in seguito c'é stata un'impennata fino al massimo a 2659 punti. Sul finale l'S&P500 é tornato a 2641 punti ed ha chiuso. La tecnologia ha recuperato (Nasdaq100 +1.86%) dopo il tonfo di martedì (-3.32%) e mercoledì (-1.06%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5217 su 1577, NH/NL a 336 su 494 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 19.97 punti (-2.90) - la CBOE Equity put/call ratio era nella media a 0.63. La tendenza di fondo della borsa americana é tra il neutra e negativa con il 29.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 51.03.

All'inizio di settimana prossima speriamo che riprenda il ribasso. Non ne siamo però sicuri.
Sapete che a breve ci aspettiamo un'ultima spinta di ribasso che deve provocare, con ipervenduto e panico, un solido minimo a medio termine. Dopo questo minimo prevediamo una fase di rialzo di alcuni mesi che potrebbe sfociare per alcuni indici azionari particolarmente forti su nuovi massimi storici. Non siamo di conseguenza negativi malgrado che consideriamo queste spinte di ribasso e di rialzo che si verificano da inizio 2018 come la fase finale del bull market e il completamento di un top di lungo periodo.
È possibile che l'atteso rialzo a medio termine stia già iniziando e mancherà l'ultima spinta di ribasso. Detto altrimenti l'esaurimento del ribasso c'é stato lunedì scorso in Europa con i nuovi minimi annuali su numerosi indici - in America il test del minimo potrebbe invece venire a mancare ed essere sostituito dalla formazione di una base sulla MM a 200 giorni (S&P500). Questa ipotesi non ci piace ma considerando la buona seduta di giovedì questa possibilità non può essere esclusa a priori. Chi é short e preferisce non correre rischi e prendere i benefici deve comperare all'inizio di settimana prossima e chiudere le posizioni.
Da come inizierà il nuovo trimestre potremmo dire quale delle due varianti é quella giusta. 
Lunedì di Pasqua le borse europee sono chiuse. In America invece Wall Street riapre. Lunedì in mattinata pubblicheremo un breve aggiornamento.
Auguriamo una felice e serena Pasqua.


Commento del 30 marzo

Oggi le borse sono chiuse in occasione del Venerdì Santo. Pubblichiamo l'analisi del fine settimana domani, sabato 31 marzo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.10% a 3361 punti              
DAX                         +1.77% a 12096 punti
SMI                          +2.01% a 8741 punti
FTSE MIB                  +0.55% a 22411 punti
S&P500                    +2.06% a 2640.87 punti
Nasdaq100               +1.12% a 6581 punti

Commento del 29 marzo

Movimenti di assestamento prima di Pasqua - la spinta di ribasso partita a metà marzo non é completa

Ieri le borse europee si sono comportate relativamente bene. Le premesse erano per una seduta decisamente negativa dopo che martedì sera la borsa americana aveva terminato le contrattazioni con pesanti perdite. In effetti gli indici azionari europei hanno aperto in calo e fino a metà mattinata sono scesi in profondo rosso. Non hanno però superato al ribasso i minimi di lunedì (e minimi annuali) e lentamente hanno cominciato a recuperare. In serata hanno ignorato un'apertura a Wall Street senza impulsi e hanno chiuso sui massimi giornalieri. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +0.43% a 3331 punti - non é molto ma é la seconda seduta positiva consecutiva. I rialzisti stanno dando per lo meno dei segnali di vita.
La spinta di ribasso iniziata a metà marzo non sembra completa. Gli indici questa settimana hanno fermato la loro discesa senza cadere in ipervenduto e senza appoggiarsi su nessuno apparente supporto. Non abbiamo nessun segnale di minimo in posizione, nessun segnale d'acquisto e nessun segnale d'inversione di tendenza. Di conseguenza partiamo dal principio che settimana prossima il ribasso deve continuare.
Il DAX tedesco (-0.25% a 11940 punti) ha ancora perso 30 punti - ha però chiuso sulla parte superiore del range giornaliero e dopo 5 candele rosse sul grafico appare una candela bianca - la pressione di vendita é diminuita e i rialzisti riescono a terminare una seduta in vantaggio. Il FTSE MIB (+0.55% a 22331 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 grazie anche al contributo del settore bancario (SX7E +0.47% a 125.15 punti). Sicuramente il calo dell'EUR (EUR/USD a 1.2330) ha contribuito alla ripresa delle borse europee.
Il comportamento dell'SMI svizzero (+1.36% a 8756 punti) lascia il dubbio che questa settimana le borse europee possano aver toccato un minimo significativo. Ieri l'SMI ha mostrato una forte reazione - la seconda in due giorni con un indiscutibile A/D a 20 su 0. Il gap del 22 marzo é stato praticamente chiuso e se oggi l'indice riesce ancora a salire la tendenza di corto termine passa da ribassista a neutra. Spesso la Svizzera ha mostrato la strada al resto dell'Europa cambiando tendenza con alcuni giorni di anticipo. Teniamo d'occhio questo mercato dove la tecnologia dei social media e di internet non gioca nessun ruolo. 

Se l'Europa ha dato segni di vita l'America invece ha terminato la seduta nuovamente in calo e nella parte inferiore del range giornaliero. Notiamo però che l'S&P500 (-0.29% a 2605 punti) per la quarta seduta consecutiva resta sopra la MM a 200 giorni che già il 9 febbraio aveva bloccato la prima spinta di ribasso. Questo supporto ha fermato la caduta dell'indice. Manca però panico e ipervenduto per un solido minimo a medio termine.
L'S&P500 ha aperto a 2611 punti e per tutta la giornata é oscillato a caso e senza tendenza tra i 2593 ed i 2632 punti. Ha chiuso nella parte inferiore del range a 2605 punti. La seduta al NYSE é stata moderatamente negativa con A/D a 3172 su 3577, NH/NL a 202 su 1136 e volume relativo a 1.05. Notiamo che il numero dei nuovi minimi a 30 giorni (NL a 1136) é minore di quello registrato venerdì scorso (1305 punti). La pressione di vendita é in calo - le vendite si concentrano nel settore della tecnologia (Nasdaq100 -1.06% a 6460) e nei titoli conosciuti e a grande capitalizzazione (Amazon -4.38%, Tesla -7.67%, Netflix -4.96%). È evidente che i piccoli investitori retail sono particolarmente attivi ed eccitati mentre il resto del mercato é più calmo e stabile. Non sappiamo in quale direzione avverrà il contagio. Ieri il Nasdaq100 ha toccato un nuovo minimo mensile e normalmente questo indice é leader. Di conseguenza restiamo dell'opinione che settimana prossima la borsa americana debba ancora essere travolta da un ultima ondata di vendite.
La volatilità VIX é salita di poco a 22.87 punti (+0.37) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.68. Sul sentiment non abbiamo nulla di nuovo da segnalare.

Oggi é l'ultima seduta prima della pausa pasquale. Normalmente oggi i volumi sono in calo e i movimenti sono modesti. Le borse dovrebbero terminare la giornata senza cambiamenti significativi. Alle 06.30 il future sull'S&P500 era a 2605 punti. Ora (08.00) é salito a 2609 punti (+ 1 punto) - questo significa per lo meno che all'inizio della seduta in Europa non dovrebbero prevalere le vendite. L'Eurostoxx50 vale ora 3330 punti - le borse europee apriranno in pari.
Per la cronaca il Nikkei stamattina ha guadagnato il +0.10% - Shanghai sta salendo del +0.7%.
Domani, Venerdì Santo, le borse sono chiuse. Lunedì di Pasqua in Europa sarà ancora un giorno di festa. In America invece si ricomincia a trattare. Il nostro prossimo commento tecnico verrà pubblicato sabato 31 marzo.

Commento del 28 marzo

Il rimbalzo dell'S&P500 é durato ancora 4 ore - poi sono riprese le vendite - l'Europa rincorre con un giorno di ritardo

Non ci siamo ancora abituati al ritorno della volatilità. Nel 2017 e fino al massimo storico del 26 gennaio 2018 a 2872 punti l'S&P500 era salito in maniera monotona e regolare. I movimenti giornalieri erano inferiori all'1% e le correzioni si limitavano ad alcuni punti in percentuale distribuiti nell'arco di qualche giorno. Ora la musica é cambiata - giovedì scorso l'S&P500 ha perso il -2.52% - venerdì é seguito un altro tonfo del -2.10%. Lunedì doveva esserci un rimbalzo e in effetti l'indice é balzato del +2.72% chiudendo sul massimo giornaliero a 2658 punti. Normalmente i rimbalzi che iniziano in questa maniera durano al massimo tre giorni. Ieri nel commento pomeridiano sull'S&P500 avevano prudentemente affermato che "la chiusura vicino al massimo implica una continuazione del rialzo almeno per qualche ora". Pensavamo che l'S&P500 avrebbe aperto in guadagno, sarebbe salito ancora qualche punto e poi si sarebbe fermato, avrebbe ritracciato e chiuso in pari. In effetti l'S&P500 é salito fino ai 2674 punti - poi sono riprese le vendite e l'S&P500 é pesantemente caduto 78 punti (!), ha debolmente reagito ed ha chiuso a 2612.62 punti (-1.73%). Chi lunedì aveva comperato tecnologia facendosi attirare dalle valutazioni otticamente interessanti ha fatto un errore - il Nasdaq100 (-3.32%) é precipitato a 6529 punti e ha praticamente cancellato i lauti guadagni di lunedì. Gli investitori sembrano rendersi conto che le valutazioni di alcune società sono stratosferiche e fondamentalmente ingiustificate - esempi sono NVidia (-7.76%), il produttore di carte grafiche usate nei PC che minano le criptovalute, Tesla (-8.22%), il produttore di futuristiche auto elettriche che accumula solo perdite e Twitter (-12.03%) che ha lo stesso modello di business di Facebook con la differenza di non guadagnare un soldo. Ora il trend ribassista ha ripreso il sopravvento e il raggiungimento di un nuovo minimo annuale é solo una questione di tempo.
Facciamo un passo indietro. Ieri le borse europee hanno unicamente seguito, ancora una volta stupidamente e ciecamente, l'America. Lunedì a Wall Street c'era stata un'ottima seduta e ieri gli europei non hanno trovato di meglio che copiare. Le borse europee hanno aperto con consistenti guadagni. Non sono però riuscite a fare ulteriori sostanziali progressi. La sera hanno chiuso con significative plusvalenze ma sotto i valori d'apertura. Le candele sui grafici sono rosse e questo ci ha spinto ieri sera a porre seri dubbi sulla sostenibilità del movimento che sembrava un fugace rimbalzo tecnico. In effetti oggi arriverà il conto.
L'Eurostoxx50 é risalito a 3317 punti (+1.17%) - ha aperto a 3330 punti e ha toccato un massimo a 3336 punti. Il DAX (+1.56% a 11970 punti), il FTSE MIB (+0.90% a 22209 punti) e l'SMI (+1.52% a 8638 punti) si sono comportati in maniera simile. Le borse europee dovrebbero aprire stamattina in calo di circa il -1.2%. Di conseguenza non vale la pena fare lunghe considerazioni tecniche (gli interessati possono leggere i commenti serali) su questa seduta - é evidente che quello di ieri é stato solo un breve rimbalzo all'interno di un trend che resta ribassista.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2663 punti. Fino alle 19.00 é oscillato in laterale in un canale piuttosto ampio (2653-2674 punti). Poi le vendite hanno ripreso il sopravvento e gli indici sono caduti fino a poco prima della chiusura. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1714 su 5096, NH/NL a 288 su 823 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita di poco a 22.50 punti (+1.47) mentre la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.71 - sopra la media ma ancora lontana dagli 0.8.
Mancano due sedute alla fine di questa settimana. Venerdì Santo é una festa che viene osservata in quasi tutto il mondo e le borse sono tutte chiuse. Il Lunedì di Pasqua é invece festa solo in Europa - a Wall Street la borsa é aperta. Gli europei devono affrontare una lunga pausa di 4 giorni. L'America invece salterà solo una seduta. Normalmente prima di una lunga pausa di questo tipo le borse si fermano - i traders evitano di  prendere posizioni speculative e i volumi diminuiscono. In linea di massima pensiamo che l'S&P500 deve fermarsi sui 2600 punti e la continuazione del ribasso dovrebbe essere rimandata a settimana prossima.
Vi ricordiamo che per un soldo minimo ci vuole ipervenduto e panico. Con il rimbalzo di lunedì l'ipervenduto si é allontanato - non si nota ancora nessuna panico - al massimo nervosismo.

Stamattina (08.00) le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei ha perso il -2.11% - Shanghai é in calo del -1%. Il future sull'S&P500 é a 2612 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3283 punti (-34 punti). Dopo la debole apertura le borse dovrebbero stabilizzarsi e fermarsi. Visto che le ultime tre sedute sono state molto movimentate ci sembra strano fare questa previsione - non abbiamo però niente di meglio. Intorno ai 2600 punti l'S&P500 (minimo ieri a 2596 punti) sembra avere un buon supporto intermedio e non pensiamo che verrà rotto prima di Pasqua.

Commento del 27 marzo

Il forte rimbalzo in America cambia i tempi - l'ultima spinta di ribasso é rimandata a dopo Pasqua

Ieri la borsa americana doveva rimbalzare e preparare l'ultimo tuffo - secondo gli oscillatori la fine della correzione doveva verificarsi a metà di questa settimana. Il rimbalzo doveva però avvenire in trading range e con moderati volumi di titoli trattati. Gli indici americani dovevano muoversi nel range di venerdì e chiudere lontani dal massimo giornaliero. Invece il rimbalzo é stato robusto e decisamente più forte di quanto ci aspettavamo - troppo secondo i nostri gusti. L'S&P500 ha chiuso vicino al massimo giornaliero e con un consistente guadagno di 70 punti. Salendo a 2658.55 punti (+2.72% - massimo a 2661 punti) l'indice ha superato di 4 punti il massimo di venerdì. Il short covering non sembra finito e quindi é probabile che sullo slancio l'S&P500 guadagni ancora qualche punto. È improbabile che nella corta settimana prima di Pasqua riesca nuovamente a cambiare direzione e cadere su un nuovo minimo annuale.
Fino a prova contraria il ribasso non é terminato - ci aspettiamo ancora a corto termine una discesa in direzione dei 2500 punti. Questa impostazione é valida fino a quando l'S&P500 resta sotto i 2695 punti. Se inaspettatamente oggi o domani l'S&P500 salisse sopra questa barriera dovremmo rivedere la nostra previsione. Ieri il rimbalzo in America ha coinvolto tutto il listino. Ovviamente la tecnologia é stato il settore favorito (Nasdaq100 +3.78% a 6753 punti) malgrado la crisi di Facebook (+0.42%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5218 su 1625, NH/NL a 242 su 828 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 21.03 punti (-3.84) - la CBOE Equity put/call ratio é tornata a livelli normali (0.63).
L'andamento della seduta a Wall Street spiega il comportamento delle borse europee che si sono limitate a seguire stupidamente e ciecamente l'America. L'S&P500 ha aperto molto bene a 2632 punti ma fino alle 17.20 é sceso su un minimo a 2602 punti. In seguito é salito regolarmente fino alla fine della seduta ma per le borse europee era troppo tardi. Gli investitori hanno visto l'arretramento della borsa americana e hanno pensato che il rimbalzo fosse già finito. Le borse europee, che fino alle 15.40 erano nettamente in positivo hanno cambiato direzione e sono caute pesantemente. L'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo minimo annuale a 3261 punti e ha chiuso a 3278 punti (-0.59%). Gli altri indici si sono comportati in maniera simile. DAX (-0.83% a 11787 punti) e SMI (-0.70% a 8509 punti) hanno fatto segnare un nuovo minimo annuale. Il FTSE MIB (-1.24% a 22011 punti) non ha ancora raggiunto questo record negativo ma la perdita di ieri é stata consistente - la borsa italiana segue.
Formalmente le borse europee sono ancora in una fase di ribasso. Le candele di ieri sui grafici sono rosse e hanno minimo a massimo discendenti. Oggi le borse europee proveranno nuovamente a rimbalzare. Vedremo cosa riusciranno a fare. La forza dell'EUR (EUR/USD a 1.2460) le frena.

Stamattina i mercati sono influenzati dal forte rimbalzo ieri sera a New York. Il future sull'S&P500 sale a 2676 punti (+17 punti) e ovviamente le borse europee cercano di correggere l'errore di ieri. L'Eurostoxx50 vale ora 3332 punti (+54 punti). Le borse europee apriranno con un balzo del +1.6%. Non dovrebbero salire molto più in alto e piuttosto sgonfiarsi nel corso della giornata.
Per la cronaca il Nikkei ha guadagnato il +2.65% - le borse cinesi salgono invece solo di un +1%.

Esiste la possibilità che la correzione delle borse sia terminata con anticipo tra venerdì scorso e lunedì sera. La reazione della borsa americana dal minimo é stata forte e convincente. Non abbiamo però nessuna conferma di questa possibile variante - é un'ipotesi che non possiamo scartare e che dobbiamo tenere in considerazione. Se il rimbalzo supera i tre giorni di durata é probabile che la spinta di ribasso partita a metà marzo sia finita. In questo caso non sappiamo ancora cosa ci aspetta nel prossimo futuro.

Aggiornamento del 26 marzo

C'é una variante negativa - il crash - ha una bassa probabilità

La scorsa settimana le borse mondiali sono cadute pesantemente. La tendenza a corto termine é decisamente al ribasso. Pensiamo che nei prossimi giorni ci debba ancora essere un'accelerazione verso il basso che deve sfociare in panico ed ipervenduto. Questo secondo noi sarà un buon momento per comperare. Bisognerà chiudere in ogni caso le posizioni short a medio termine ed eventualmente aprire posizioni long. Nei prossimi tre mesi potrebbe esserci una consistente fase di rialzo - questa previsione non é né una sorpresa né una novità. Corrisponde allo scenario descritto nelle "previsioni 2018" - finora lo sviluppo dei mercati finanziari segue a grandi linee le nostre aspettative.
C'é però una variante negativa che sabato abbiamo preferito non discutere per non distorgliere l'attenzione dallo scenario principale. Le borse negli scorsi giorni si sono mosse secondo uno schema che nel passato in alcuni casi ha provocato un crash. Pensiamo che le probabilità siano basse - indicativamente un 10%. Basiamo questa stima soprattutto su fattori economici. Non crediamo che una recessione mondiale sia imminente e la politica monetaria delle banche centrali é ancora espansiva ed accomodante. È meglio però essere prudenti ed agire considerando questa eventualità.

Stamattina si delinea un rimbalzo tecnico. L'alto numero di titoli in perdita (declines) nelle sedute di giovedì e venerdì in America ci dicevano che oggi doveva esserci una reazione. Il future sull'S&P500 sta salendo - si trova ora (08.00) a 2616 punti (+18 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3300 punti. Le borse europee apriranno praticamente in pari vale a dire sui livelli della chiusura ufficiale di venerdî scorso. Se come pensiamo si tratta di un rimbalzo gli indici azionari non dovrebbero salire di molto - dovrebbero piuttosto sgonfiarsi nel corso della giornata. I volumi di titoli trattati dovrebbero essere modesti e sotto la media.
Questa é la settimana che precede Pasqua. Venerdì praticamente in tutto il mondo é una giornata di festa e le borse restaranno chiuse. Non sappiamo se questo avrà un influsso sulla previsione di un minimo significativo a metà settimana - ne riparleremo nei prossimi giorni. Vi ricordiamo che anche in Europa siamo passati all'ora estiva. La differenza d'orario con New York é tornata a 6 ore. Wall Street apre alle 15.30 e chiude alle 22.00.

Commento del 24-25 marzo

Un solido minimo a medio termine si avvicina - potrebbe verificarsi a metà di settimana prossima - ci vuole panico e ipervenduto

Venerdì é stata un'altra pessima giornata per le borse mondiali. La mattina c'é stato un tentativo di recupero dopo una debole apertura - nel pomeriggio però c'é stata un'altra massiccia ondata di vendite. L'Eurostoxx50 ha perso per saldo 50 punti e ha chiuso a 3298 punti (-1.50%). Questo é un nuovo minimo annuale. Durante la seduta l'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3279 punti - in serata a Wall Street si é verificato un'ulteriore crollo e alle 22.00 l'Eurostoxx50, sulla base del future, valeva 3268 punti. È evidente che la spinta di ribasso non é ancora finita. Anche il DAX tedesco ha toccato un nuovo minimo annuale a 11818 punti - ha chiuso poco sopra a 11886 punti (-1.77%). La borsa svizzera ha fatto meglio anche se l'SMI (-0.80% a 8569 punti) non ha saputo evitare un nuovo minimo annuale. Solo il FTSE MIB a prima vista si é salvato (-0.49% a 22289 punti) - forse una conseguenza dello sviluppo della situazione politica. Il FTSE MIB é uno dei pochi indici azionari europei che nel 2018 ha ancora una performance positiva (+1.99%). Nei prossimi giorni é però condannato a seguire le altre borse europee almeno nella direzione. La tendenza a corto termine in Europa é chiaramente al ribasso come mostrano i nuovi minimi annuali. Si avvicina una situazione di ipervenduto. Gli indici sono in generale sotto i bordi inferiori delle Bollinger Bands (Eurostoxx50 a 3294 punti, DAX a 11919 punti) che non riescono a fermare la caduta dell'indice visto il forte momentum. Le RSI giornaliere sono sui 34 punti (solo il FTSE MIB é più "forte" con una RSI a 43 punti). A condurre il ballo é però Wall Street. È l'America il fulcro della crisi che provoca il ribasso delle borse. Agli investitori non piace lo scandalo dell'abuso dei dati personali degli utenti che coinvolge molte aziende della tecnologia, Facebook innanzitutto, e temono le conseguenza della guerra commerciale scatenata da Donald Trump. I cinesi venerdì hanno annunciato misure di ritorsione. Secondo l'analisi tecnica però un solido minimo a medio termine é vicino. Come abbiamo già preannunciato in vari commenti durante la settimana crediamo che una combinazione di panico e ipervenduto dovrebbe verificarsi verso la metà di settimana prossima. Questa sarà per lo meno un'occasione per chiudere le posizioni short a medio termine in portafoglio. Potrebbe anche essere un buon momento per aprire posizioni long - crediamo che in seguito ci sarà una fase positiva di alcuni mesi che potrebbe sfociare in America in nuovi massimi storici sui maggiori indici. Per esserne sicuri dobbiamo però prima osservare come termina questa correzione. La decisione per quel che riguarda lo sviluppo delle borse nei prossimi mesi cadrà in America - vediamo a che punto siamo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.90% a 3298 punti              
DAX                         -4.06% a 11886 punti
SMI                          -3.53% a 8569 punti
FTSE MIB                  -2.49% a 22289 punti
S&P500                    -5.95% a 2588.26 punti
Nasdaq100               -7.29% a 6508 punti

Venerdì a Wall Street ci aspettavamo una seduta negativa ma un rallentamento della caduta. Invece c'é stato un altro crollo. Gli indici azionari hanno chiuso sul minimo giornaliero con pesanti perdite che hanno superato il 2%. L'S&P500 (-2.10% a 2588.26 punti) ha rotto definitivamente anche il supporto a 2650 punti e si sta dirigendo verso il minimo annuale a 2532 punti (9. febbraio) per l'atteso test. La borsa americana ha retto fino alle 19.00. L'S&P500 ha aperto salendo sul massimo giornaliero a 2657 punti - ha avuto ampie oscillazioni ma alle 19.00 era ancora a 2646 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni i ribassisti hanno dominato. L'S&P500 é sceso costantemente fino alla chiusura a 2588.26 punti (-2.10%). La perdita di 55 punti é pesante - sul grafico appaiono, come ad inizio febbraio, due lunghe candele rosse. Anche la tecnologia ha ceduto alla pressione di vendita (Nasdaq100 -2.61% a 6508 punti). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1273 su 5530, NH/NL a 184 su 1305 e volume relativo a 1.05. Per il secondo giorno consecutivo i titoli in calo (D come declines) hanno superato i 5000. Spesso dopo due sedute di questo tipo c'é un rimbalzo abbastanza sostanzioso - la seduta di lunedì potrebbe essere positiva. La spinta di ribasso non é però completa. Ci vuole ipervenduto e panico per un solido minimo. La RSI sull'S&P500 é a 29.98 punti - il limite inferiore delle BB é a 2630 punti - l'indice ha sfiorato la MM a 200 giorni a 2585 punti. Nel complesso una situazione di ipervenduto é vicina. Invece non c'é ancora panico - gli investitori sembrano ancora piuttosto rilassati e relativamente fiduciosi. La volatilità VIX é salita solo a 24.87 punti (+1.53) e la CBOE Equity put/call ratio é stata 0.76 (MM a 10g a 0.66). Nel commento di venerdì avevamo indicato quali valori ci aspettiamo nei prossimi giorni.
La tendenza di fiondo della borsa americana é da neutra a negativa con il 24.87% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 52.76.
In una situazione di questo tipo é difficile fissare degli obiettivi di questa spinta di ribasso. Ci sono vari metodi ma nessuno sicuro. Sul grafico dell'S&P500 abbiamo disegnato uno dei metodi più semplici - con questo arriviamo ad un obiettivo indicativo a 2500 punti. Il risultato é coerente - vi ricordiamo che l'obiettivo sul Nasdaq100 é a 6300 punti. Purtroppo solo dopo averlo visto potremmo dire con sicurezza che siamo in presenza di un solido minimo - il sentiment é decisivo.
L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3268 punti. Fino a dove potranno cadere le borse europee? Indicativamente ci aspettiamo un minimo definitivo sui 3200 di Eurostoxx50 intorno a mercoledì. Bisogna considerare però due fattori. Se come pensiamo lunedì c'é un rimbalzo, il minimo potrebbe verificarsi alcuni giorni più tardi. Poiché é l'America a decidere, é probabile il minimo verrà toccato a Wall Stret con borse europee ufficialmente chiuse. Se non operate con futures o altri derivati trattabili fino a tarda sera é probabile che gli indici azionari europei ufficialmente si fermeranno un pò più in alto.
Ricordatevi che nella notte tra sabato e domenica anche in Europa passiamo all'ora estiva. La differenza d'orario tra Europa e New York torna ad essere di 6 ore.

Commento del 23 marzo

I ribassisti ripartono all'attacco - si apre lo spazio verso il basso - test dei minimi annuali

Ci eravamo quasi rassegnati al fatto che per vedere un test dei minimi annuali toccati il 9 febbraio scorso avremmo dovuto attendere il mese di aprile. Marzo stava trascorrendo nella calma relativa con mercati neutri e relativamente stabili. È sempre difficile capire quando un periodo di distribuzione sta finendo. Ci ha pensato Donald Trump con i suoi dazi doganali su 50 Mia di USD di beni importati dalla Cina a destabilizzare i mercati finanziari. Il caso Facebook nei giorni scorsi aveva innevosito gli investitori ed eliminato la tecnologia come settore di sostegno della borsa. Ieri le dighe hanno ceduto.
Le vendite sono cominciate la mattina in Europa e sono continuate la sera in America. Gli indici azionari hanno chiuso sui minimi giornalieri e non bisogna lasciarsi ingannare dal breve rimbalzo osservato ieri sera in Europa dopo le 17.00. A Wall Street gli indici azionari hanno chiuso sui minimi e con pesanti perdite. Tutto lascia supporre che il ribasso deve continuare nei prossimi giorni e che supporti intermedi e limiti inferiori delle Bollinger Bands non basteranno a fermare la caduta. Ci vorrà ipervenduto e panico perché si verifichi un solido minimo - al momento entrambi i fattori sono ancora lontani. Per alcuni indici questo significherà nuovi minimi annuali. Già ieri l'SMI svizzero (-1.66% a 8637 punti) ha avvicinato questo record negativo. L'indice delle banche europee SX7E é crollato a 125.46 punti (-2.27%) - questo é un nuovo minimo annuale - l'SX7E ha rotto l'ultimo supporto a 127.80 punti é ora si apre una voragine verso il basso - non si vedono solidi supporti fino ai 77 punti. Ovviamente con questa spinta di ribasso l'indice non cadrà così in basso - i rischi sono però considerevoli.
L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo giornaliero a 3320 punti ed ha chuso a 3348 punti (-1.55%). Alle 22.00, orario di chiusura dei futures, l'indice valeva 3315 punti. Stamattina aprirà più in basso. Ci sembra inutile adesso discutere la situazione tecnica - lo faremo con calma nell'analisi del fine settimana - il trend a corto termine é evidentemente al ribasso. Vi ricordiamo che il minimo annuale é di 3306 punti e risale al 9 di febbraio.
La situazione del DAX tedesco (-1.70% a 12100 punti)  é simile. Il FTSE MIB (-1.85% a 22397 punti) é più lontano dal minimo annuale visto che le elezioni hanno provocato il 5 marzo una caduta fino ai 21460 punti. Il trend é però uguale per tutti - a corto termine bisogna essere short.
L'S&P500 é crollato a 2643.69 punti (-2.52%). Ha rotto con un gap down il supporto intermedio a 2700 punti ed é caduto direttamente sul prossimo obiettivo a 2650 punti (minimo intermedio a 2647 punti, 2 marzo). Malgrado che l'indice abbia bucato il bordo inferiore delle Bollinger Bands a 2662 punti é probabile che scenda già a breve decisamente più in basso a causa del forte momentum. Le vendite hanno coinvolto tutto il listino in maniera uniforme e anche la tecnologia (Nasdaq100 -2.50% a 6682) ha seguito. Notiamo, come in Europa, il franamento del settore bancario (BKX -4.14%).
L'S&P500 ha aperto in gap down a 2682 punti. Fino alle 19.00 sembrava volersi fermare su questo livello - era oscillato tra i 2663 ed i 2695 punti e si trovava in mezzo al range. Poi i ribassisti hanno tentato un affondo e hanno avuto successo. L'S&P500 é sceso fino ai 2641 punti ed ha chiuso a 2643.69 punti (-2.52%). La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 1169 su 5673, NH/NL a 276 su 724 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita a 23.34 punti (+5.48) - la CBOE Equity put/call ratio é risultata piuttosto alta a 0.74. Questi dati significano paura ma non panico. Ci vorrà un'impennata della VIX sopra i 50 punti e alcuni gioni di P/C ratio sopra lo 0.8 per finire questa spinta di ribasso e avere un solido minimo.
Ora gli indici cadono sotto il limite inferiore delle BB - normalmente questa situazione di relativo ipervenduto di breve termine può sussistere alcuni giorni obbligando le BB ad aprirsi. Poi ci deve essere una reazione sotto forma di un rimbalzo. Non dovrebbe verificarsi subito - avremo tempo di parlarne durante il fine settimana e fissare una road map.
Stamattina il Nikkei ha perso il -4.51%! Shanghai é in calo del -3.4%. Per i rialzisti c'é però un filo di speranza - la giornata potrebbe riservare delle sorprese positive. Il future sull'S&P500 alle 06.30 era a 2624 punti - alle 08.00 era risalito a 2630 punti - ora (08.15) é a 2633 punti (-10 punti). Almeno su questo livello sembrano esserci alcuni coraggiosi compratori. L'Eurostoxx50 vale ora 3301 punti. Le borse europee apriranno con perdite intorno al -1.5%. Eurostoxx50 e DAX si trovano sui minimi annuali - da qui potrebbe esserci un tentativo di rimbalzo. Sapete però cosa significa tecnicamente il termine rimbalzo - é una breve reazione in una fase di ribasso...

Commento del 22 marzo

La FED alza il tasso d'interesse di riferimento al 1.75% (+0.25%) - le borse reagiscono con indifferenza

Ieri le borse europee hanno fatto una pausa in attesa dell'esito della riunione della FED che sarebbe terminata alle 19.00. Gli indici si sono mossi in pochi punti e hanno terminato la giornata praticamente invariati. L'esempio lo ha dato il DAX tedesco (+0.01%) che ha marciato sul posto. L'Eurostoxx50 é invece sceso a 3401 punti (-0.32%) - ha pesato la debolezza del settore bancario (SX7E -0.94% a 128.37 punti). Il calo dell'indice delle banche europee SX7E é l'unico elemento d'interesse per l'analisi tecnica. Vi ricordiamo che il supporto é a 127.80 punti ed é ormai vicino. Il settore finanziario ha un problema - non sembra essere un rialzo dei tassi d'interesse decennali poiché sono praticamente fermi da inizio anno. Da mesi ci aspettiamo che il problema dell'indebitamento degli Stati riemerga. Forse il momento si sta avvicinando.
La borsa italiana (FTSE MIB +0.10% a 22820 punti) é rimasta stabile malgrado il calo delle azioni delle grandi banche - hanno compensato il settore auto e un balzo di ENI (+0.78%). L'SMI (-0.72% a 8783 punti) a corto termine é in una fase di ribasso - l'indice sembra voler scendere verso la fine del mese su un nuovo minimo annuale. Non sappiamo se la borsa svizzera sta indicando la strada al resto dell'Europa il cui trend di base é ancora neutro. Forse l'SMI sta perdendo solo per via della distribuzione dei dividendi e della debolezza di alcuni sui pesi massimi (farmaceutica, Nestlé -1.45%). Spesso nel passato l'SMI si é mosso prima dell'Eurostoxx50 e quindi conviene tenere d'occhio lo sviluppo della situazione. Se l'SMI non ferma la sua caduta sui 8700 punti (e forma una interessante potenziale testa e spalle rialzista) dovrebbe in seguito scendere su un nuovo minimo annuale. Con questa premessa é improbabile che l'Eurostoxx50 e colleghi possano salire - al massimo stanno fermi.

La FED e Jerome Powell non hanno sorpreso e hanno deciso quello che tutti si aspettavano. Il tasso d'interesse di riferimento sull'USD é stato aumentato del +0.25% a 1.75%. Nel 2018 sono previsti due ulteriori aumenti. Nel 2019 le stretta monetaria potrebbe essere più robusta - tutti però sanno che nei prossimi 12 mesi la situazione potrebbe cambiare e quindi é inutile preoccuparsi in anticipo.
Bisogna rendersi conto che un tasso d'interesse al 1.75% dopo 9 anni di crescita economica robusta ed un ulteriore stimolo congiunturale proveniente dalla riforma fiscale significa ancora una politica monetaria molto espansiva.
Gli investitori hanno reagito con un'alzata di spalle all'esito della riunione della FED. L'S&P500 é sceso a 2711.93 punti (-0.18%) ma é rimasto ampiamente sopra il supporto a 2700 punti e sopra il minimo di lunedì a 2694 punti. Ci sarà bisogno un'altra ragione e forse qualche giorno di distribuzione prima che ci sia l'attesa spinta di ribasso in direzione dei 2650 punti.
L'S&P500 ha aperto quasi invariato a 2715 punti. È salito sui 2727 punti ed é rimasto ad oscillare su questo livello fino alle 19.00. Dopo la decisione della FED e la conferenza stampa di Powell c'é stata una certa volatilità - l'indice é balzato fino a 2739 punti di massimo ed é caduto a 2709 punti di minimo. Alla fine si é fermato nella parte inferiore del range giornaliero a 2711.93 punti (-0.18%). Anche la tecnologia ha perso terreno (Nasdaq100 -0.47% a 6853 punti). Non bisogna però farsi troppo impressionaree dal calo di questi due indici guida. La seduta al NYSE é stata in generale positiva con A/D a 3992 su 2729, NH/NL a 459 su 338 e volume relativo a 0.95. Si sono comportati  bene il settore energia (ETF Energy +2.72%) grazie ad un ulteriore balzo del prezzo del petrolio (WTI 65.17 USD/barile) e le piccole e medie imprese (Russell2000 / RUT +0.57%). Questa rotazione tra settori garantisce sul corto termine la stabilità del mercato.
La volatilità VIX é scesa a 17.86 punti (-0.34) - la CBOE Equity put/call ratio é neutra a 0.62. Dal sentiment non arrivano segnali.
A corto termine l'S&P500 sembra stare bene sui 2700 punti. Le Bollinger Bands scorrono orizzontali e regolari a 2676 - 2793 punti. Probabilmente ci vorrà del tempo prima che il mercato decida di muoversi. Lo sviluppo più probabile resta quello della continuazione della correzione. Non ci aspettiamo però un ribasso. Al contrario un test del minimo annuale a 2532 punti di S&P500 sarebbe da considerare a medio termine come un'occasione d'acquisto. Sono passati quasi tre mesi dall'inizio dell'anno e la performance dell'S&P500 é finora del +1.43% - "molto rumore per nulla". 

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha guadagnato il +0.99% - Shanghai é in calo del -0.5%. In Europa invece sembra prevalere lo scetticismo. Alle 06.30 il future sull'S&P500 era a 2721 punti - ora (08.15) é sceso a 2714 punti (-4 punti). Ovviamente le borse europee apriranno in calo - l'Eurostoxx50 vale 3384 punti (-17 punti). Oggi vedremo cosa decide la Bank of England per quel che riguarda la politica monetaria. In generale non sembra esserci nulla in grado di provocare una recessione mondiale e un ribasso delle borse. Gli investitori sono però irritati da una serie di notizie negative e l'entusiasmo di inizio anno é sparito. Nell'incertezza si diventa prudenti e si vende qualcosa per avere contante e margine di manovra - la conseguenza é che la correzione delle borse continua in maniera strisciante e selettiva.

Commento del 21 marzo

Rimbalzo - oggi tocca a Jerome Powell

Ieri si é verificato un rimbalzo delle borse dopo che lunedì sera l'S&P500 ed il Nasdaq100 si erano fermati sui supporti. In mancanza di notizie di rilievo e in attesa dell'esito dell'odierna riunione della FED americana era logico che gli indici azionari avrebbero provato a recuperare parte delle pesanti perdite della prima seduta della settimana.
La reazione in Europa é stata convincente. I maggiori indici hanno recuperato circa la metà delle perdite di martedì. In alcuni casi , come per il FTSE MIB italiano (+0.73% a 22798 punti) il recupero é stato più marcato. L'Eurostoxx50 é risalito a 3412 punti (+0.51%). Stacchiamoci per un attimo dai movimenti giornalieri - notiamo che già alla fine della prima settimana di febbraio l'Eurostoxx50 era su questo livello - é oscillato nel frattempo in circa 150 punti ma per saldo non si é mosso - lo stesso vale per il DAX tedesco (+0.74% a 12307 punti). La tendenza di fondo delle borse europee é neutra con una certa dominanza dei segnali tecnici negativi. In particolare nei giorni scorsi si sono verificati dei dead cross (incrocio dall'alto della MM a 50 giorni sulla MM a 200 giorni = segnale di vendita a medio termine) e le candele sui grafici sono da inizio febbraio sotto la MM a 50 giorni ormai in calo. Gli indicatori sono misti e a corto termine in territorio neutro. Significa che nell'immediato qualsiasi movimento di un 2% intorno ai valori attuali é possibile. Il DAX mostra idealmente questa situazione - si trova a 12307 punti, in mezzo alle Bollinger Bands (12003-12623 punti) stabili e parallele - in questi 600 punti può muoversi liberamente senza che il quadro tecnico cambi sostanzialmente. I volumi di titoli trattati e la dinamica nei movimenti suggeriscono però che tra i ribassisti esiste maggiore forza e convinzione - anche ieri i volumi erano in calo rispetto a lunedì. Di conseguenza crediamo che la rottura avverrà al ribasso. È solo una questione di tempo - la distribuzione potrebbe però durare ancora parecchie sedute se non settimane.

In America il rimbalzo é stato più fiacco. I dubbi sulla tecnologia sono rimasti (Facebook -2.56%, Twitter -10.38%) ma sul resto del listino sono tornati timidamente i compratori. A Wall Street c'é stata una seduta tranquilla e in trading range. L'S&P500 si é mosso a caso in soli 14 punti (2710-2724 punti) e ha chiuso in mezzo al range a 2716.94 punti (+0.15). Il Nasdaq100 ha fatto meglio (+0.31% a 6886) - una logica reazione considerando il tonfo di lunedì. La seduta al NYSE é stata però leggermente negativa con A/D a 3145 su 3580 e NH/NL a 382 su 488. Questa é una conseguenza della debolezza relativa delle piccole e medie imprese - Il Russell2000 (-0.01%) ha marciato sul posto. Dal sentiment sono arrivati segnali di distensione - la volatilità VIX é scesa a 18.20 punti (-0.82) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta alta a 0.68. La maggior parte degli analisti tecnici condividono il risultato delle nostre analisi - prevalgono i segnali negativi e di conseguenza il supporto intermedio a 2700 punti di S&P500 non dovrebbe reggere a lungo. Anche un novizio vede sul grafico il minimo del 2 marzo a 2647 punti e quindi tutti prevedono almeno una caduta su questo supporto intermedio se non una discesa a testare il minimo annuale a  2532 punti. Questo consenso non ci piace e ci rende inquieti. Raramente il mercato si comporta secondo le previsioni della maggior parte dei partecipanti poiché tutti dovrebero già essere posizionati di conseguenza vale a dire short. Cosa potrebbe essere l'alternativa? Forse l'S&P500 resterà nel range 2650-2800 ancora per parecchio tempo. L'economia mondiale cresce ancora a ritmi sostenuti e le politiche monetarie sono ancora per lo più espansive. Gli investitori potrebbero accettare le alte valutazioni della borsa americana ancora per mesi. Le misure protezionistiche degli Stati Uniti non sembrano ancora sufficienti a scatenare una guerra commerciale con conseguenze tali da provocare una recessione.

Oggi la FED termina la sua riunione di due giorni e alle 19.00 comunicherà le sue decisioni. Un aumento dei tassi d'interesse del +0.25% é molto probabile ed é scontato dai mercati. Tutti cercheranno di capire durante la conferenza stampa delle 19.30 se Jerome Powell e colleghi intendono aumentare il prezzo del denaro ad un ritmo più veloce di quanto suggerito finora.
Fino alle 19.00 le borse dovrebbero restare calme - poi vedremo. L'S&P500 dovrebbe marciare sul posto (future attualmente a 2725 punti / +2 punti) mentre le borse europee dovrebbero fermarsi sui livelli d'apertura. Sembra che stamattina intendano nuovamente aprire in leggero guadagno - L'Eurostoxx50 vale ora 3420 punti.

Commento del 20 marzo

Mercati in discesa - alla spinta di ribasso in direzione dei 2700 punti di S&P500 deve seguirne una seconda

La giornata di ieri ha dato una risposta a molti quesiti. Come é possibile che l'S&P500 scenda a 2700 punti e il Nasdaq100 contemporaneamente cada a 2800 punti? - semplice, basta che Facebook crolli del -6.77% e trascini nel vortice gli AGMAF. Cosa faranno le borse europee quando la borsa americana ricomincerà a correggere? - come d'abitudine e attraverso la normale correlazione seguiranno malgrado la forza relativa di settimana scorsa. Ci sarà in America un test dei minimi di febbraio? Probabilmente si ma prima ci sarà un rimbalzo dai 2700 punti di S&P500, poi deve esserci una caduta a 2650 punti e infine una fase di panico - ci sarà bisogno di tempo e non succederà a marzo. 

Ieri le borse europee hanno aperto in calo, sono cadute fino alle 09.40 e poi hanno recuperato fino a metà giornata tornando sui livelli d'apertura. L'iniziale ondata di vendite era un sintomo di malessere che abbiamo sottovalutato. Non pensavamo che la settimana potesse iniziare così male ma probabilmente la scadenza dei derivati di marzo aveva artificialmente sostenuto il mercato e aveva ampliato un rimbalzo che in teoria doveva essere più fiacco. Le borse europee sono poi ricadute pesantemente nel pomeriggio a traino di New York. In una giornata sono spariti i guadagni del rimbalzo che c'era stato tra mercoledì e venerdì di settimana scorsa.
L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3394 punti (-1.24). Su tutti gli indici le perdite sono state di circa l'1% - DAX -1.39% a 12217 punti, SMI - 0.80% a 8811 punti e FTSE MIB -0.98% a 22633 punti. Anche le banche (SX7E -1.05% a 129.10 punti) si sono mosse nella corrente. Non é successo ancora nulla di grave ma l'impressione é che la tendenza di fondo neutra possa passare a breve ribassista. Non crediamo che a marzo gli indici debbano scendere a migliorare i record annuali negativi ma é evidente che i ribassisti sono più forti e tendenzialmente le borse nelle prossime settimane devono scendere. Il deterioramento tecnico si sta facendo evidente con segnali di vendita su MACD, dead cross sulle medie mobili e MM a 50 giorni che stanno girando verso il basso e costituiscono ormai una cappa minacciosa sopra le candele dei grafici.

Non pensavamo che New York avrebbe ceduto prima della riunione della FED di mercoledì ma commenti negativi su Facebook (-6.77%) hanno scatenato le vendite sulla tecnologia (Nasdaq100 -2.21% a 6864 punti) e hanno scaraventato gli indici al ribasso. In una sola seduta sono stati raggiunti gli obiettivi a 2700 punti di S&P500 (-1.42% a 2712.92 punti, minimo a 2694.59 punti) e 6800 punti di Nasdaq100 (minimo a 6806 punti). Dopo le 19.30 gli indici sono rimbalzati e hanno chiuso lontano dai minimi giornalieri e decisamente sopra i supporti. Questo significa che i supporti fanno effetto e devono provocare un rimbalzo tecnico di alcune sedute. Vi ricordiamo che mercoledì sera termina la riunione della FED - questo evento potrebbe scuotere il mercato - potrebbe sia ampliare il rimbalzo che scatenare immediatamente una seconda spinta di ribasso in direzione del prossimo importante supporto a 2650 punti di S&P500.Che cambia però é solo la tempistica ma non il percorso.
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1466 su 5361, NH/NL a 353 su 546 e volume relativo a 1.0. Come notate la seduta non é stata pessima - considerando le perdite sugli indici i danni potevano essere più gravi. Le vendite hanno colpito tutti i settori (DJT -0.35, DJU -0.80%, RUT -0.98%) ma si sono concentrate sulla grossa capitalizzazione e sulla tecnologia - probabilmente hanno venduto sopratutto i piccoli investitori retail. La volatilità VIX é balzata a 19.02 punti (+3.22). La CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.67. Gli investitori sono preoccupati e sulla difensiva ma non c'é quel panico necessario per un solido minimo di medio periodo. Siamo convinti che il calo deve continuare e a medio termine é meglio restare short.

Stamattina continua il rimbalzo iniziato ieri sera verso le 19.30. Il future sull'S&P500 é a 2726 punti (+3 punti) - l'S&P500 vale circa 2721 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3404 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.3%. Molto probabilmente gli investitori preferiranno non prendere ulteriori iniziative prima di saper cosa intendono fare Jerome Powell e colleghi. Fino a domani sera non dovrebbe succedere nulla di importante.
Le borse asiatiche non si sono fatte impressionare dalle turbolenze a New York. Il Nikkei ha perso il -0.47% - Shanghai sale del +0.3%.
Sul fronte dei tassi d'interesse e dei cambi regna la stabilità.

Aggiornamento del 19 marzo

Manca la fantasia per comperare borse molto care

Leggendo i commenti degli operatori si ha l'impressione che stia venendo a mancare l'entusiasmo e l'ottimismo per il futuro. Comincia a farsi strada lo scetticismo nei riguardi della politica economica e commerciale di Donald Trump. In Europa si levano nuovamente le voci degli Euroscettici che ricordano, a giusta ragione, che l'EUR senza un'unione fiscale, é insostenibile.
In borsa vediamo maggiore forza e convinzione nelle fasi di ribasso malgrado che al momento la tendenza di fondo dei mercati resta neutra.
Stamattina prevalgono nuovamente i segnali negativi. Il future sull'S&P500 perde 8 punti a 2748 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3427 punti (-11 punti). Le borse europee apriranno in calo del -0.3%. Non dovrebbero cadere decisamente più in basso ma un recupero é improbabile. Questa settimana l'attenzione degli investitori é puntata sulla FED che sotto la nuova guida di Jerome Powell dovrebbe decidere un aumento dei tassi d'interesse del +0.25%. Sarà importante capire come nel futuro la Banca Centrale americana intende alzare il costo del denaro. I mercati sono pronti a tre aumenti del +0.25% nel 2018. Di più potrebbe provocare una caduta delle borse.

Commento del 17-18 marzo

L'S&P500 punta ad una correzione fino ai 2700 punti - improvvisa e inattesa forza relativa delle borse europee

Settimana scorsa é cambiato qualcosa - le borse europee hanno mostrato forza relativa  - non sappiamo ancora se questo sarà un effetto duraturo e sostenibile o solo un recupero di una precedente sottoperformance. È però sicuro che in questa fase correttiva le borse europee non scenderanno a toccare un nuovo minimo annuale.
Martedì sera le borse europee hanno toccato un minimo intermedio - poi sono seguite tre candele bianche e le performance settimanali sono positive. Sempre martedì gli indici azionari americani hanno toccato un massimo mensile, hanno avuto un reversal e sono scese per il resto della settimana. Sul grafico ci sono cinque candele rosse consecutive e le performance settimanali sono decisamente negative malgrado che venerdì non sia successo nulla di importante. La scadenza dei derivati di marzo é trascorsa nella calma - le borse europee sono salite (Eurostoxx50 +0.72%) mentre quella americana ha marciato sul posto (S&P500 +0.17% a 2752.01 punti).
Una settimana fà le borse europee sembravano aver terminato un rimbalzo e sembravano pronte per ipartire al ribasso. Il rialzo di corto termine della borsa americana invce sembrava poter continuare - ora le parte si sono invertite. E evidente che la situazione é confusa e questo succede relativamente spesso in fasi di indecisione come durante una distribuzione. Il segnale più evidente e affidabile sembra quello proveniente dall'S&P500 - settimana prossima la correzione dovrebbe continuare in direzione dei 2700 punti. Cosa faranno le borse europee nel frattempo? Gli indici si trovano nuovamente sui massimi di marzo e sulle resistenze. Per logica dovrebbero venir respinti verso il basso e seguire l'S&P500. Teniamo però d'occhio i 3450 punti di Eurostoxx50 ed i 12500  punti di DAX. Se inaspettatamente all'inizio di settimana prossima queste resistenze vengono superate dobbiamo cambiare velocemente strategia. Non crediamo che siamo all'inizio di una fase di rialzo ma é possibile che gli indici salgano ancora un +1% (massimi di fine febbraio-inizio marzo) e debbano distribuire più a lungo prima di scendere. A questo punto bisogna aspettare prima di vendere.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.53% a 3438 punti              
DAX                         +0.35% a 12389 punti
SMI                          -0.55% a 8882 punti
FTSE MIB                  +0.49% a 22857 punti
S&P500                    -1.24% a 2752.01 punti
Nasdaq100               -1.14% a 7020 punti

Venerdì é stata una giornata un pò strana dominata dalle scadenze dei derivati di marzo. Le borse europee sono salite - quelle americana ha marciato sul posto almeno per quel che riguarda l'S&P500 (+0.17%) e il Nasdaq100 (-0.16%). In generale però la seduta a Wall Street é stata positiva con A/D a 4218 su 2490, NH/NL a 636 su 377 e volume relativo a 1.5. Molti indici settoriali sono saliti come il DJ Transportation (+0.87%), il DJ Utilities (+1.11%) e il Russell2000 (+0.60%). Venerdì si é ripetuta la situazione tecnica di giovedì. S&P500 e Nasdaq100 hanno difeso i supporti malgrado i tentativi di rottura. A questo punto la seduta di lunedì diventa decisiva. O c'é subito una netta rottura al ribasso con un gap down oppure ci sarà un debole e fiacco rimbalzo di al massimo tre giorni. Cambia il percorso ma non la previsione. La costellazione tecnica favorisce una continuazione della correzione in direzione dei 2700 punti di S&P500. Tra l'altro la tendenza di fondo della borsa americana é ormai neutra con il 50.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 59.19. I movimenti a corto termine diventano a questo punto prevedibili usando oscillatori, BB, e indicatori di sentiment. Venerdì la volatilità VIX é scesa a 15.80 punti (-0.79) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.63 (MM a 10 giorni a 0.59). C'é troppo ottimismo per un minimo e quindi é poco probabile che l'S&P500 ricominci a salire dai 2750 (+/-) punti. Ancora due appunti. Le BB sull'S&P500 scorrono a 2676-2794 punti e sono ormai orizzontali. L'S&P500 può muoversi liberamente in questo range. L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3433 punti. Se durante il fine settimana non succede nulla le borse europee lunedì apriranno in calo.

Commento del 16 marzo

Movimenti di assestamento prima della grande scadenza dei derivati di marzo

Le borse europee hanno avuto una giornata positiva. È una conferma che la pressione di vendita é modesta e che durante questa correzione minore gli indici non scenderanno su dei nuovi minimi annuali. Probabilmente oscilleranno ancora per parecchi giorni se non settimane tra i minimi ed i massimi di marzo. Una sostanziale spinta di ribasso nella seconda metà di marzo sembra ormai poco probabile - la fase di distribuzione sembra durare più a lungo.
L'Eurostoxx50 é risalito a 3414 punti (+0.64%) - l'indice delle banche SX7E (+0.32% a 128.89 punti) continua a sottoperformare ma non mostra l'intenzione di voler attaccare il supporto a 127.80 punti.

L'S&P500 ha avuto una seduta interessante. Formalmente ha perso 2 punti e ha chiuso nella parte inferiore del range giornaliero. È però rimasto sulla MM a 50 giorni (2748 punti) e dopo aver chiuso il gap a 2741 punti é risalito. L'impressione é quindi che dalla base attuale voglia nuovamente rimbalzare e non subito continuare a correggere in direzione dei 2700 punti. L'impressione viene confermata dala Nasdaq100 (-0.14% a 7031 punti) che malgrado tre tentativi e tre candele rosse sul grafico non scende sotto i 7000 punti.

Stamattina presto il future sull'S&P500 era a 2752 punti (-3 punti) Ora (10.30) il future é risalito a 2758 punti (+3 punti) e le borse europee sono nuovamente in positivo. Le borse si sono assestate su livelli significativi prima della scadenza dei derivati. L'Eurostoxx50 é sui 3425 punti e il DAX si appiccica ai 12400 punti. Probabilmente oggi le borse si fermeranno qui. La correzione dovrebbe riprendere settimana prossima ma non aspettatevi nulla di forte e dinamico. Gli investitori non hanno più ragioni per comperare e nell'incertezza vendono qualcosa. È difficile dire quanto potrebbe durare questa fase di distribuzione - é però evidente che il bull market si avvicina alla fine - ci sono più rischi di ribasso che potenziale di rialzo.

Commento del 15 marzo

Un tentativo di rimbalzo é stato respinto - i ribassisti controllano la situazione - moderata correzione

Ieri le borse hanno tentato di reagire. Il rimbalzo é però fallito. Gli indici azionari hanno aperto in positivo e in Europa sono ancora saliti fino alle 14.30, orario di inizio delle contrattazioni a Wall Street. Poi sono tornate le vendite e le chiusure sono risultate sotto i livelli d'apertura. Sui grafici appare in genere un'altra candela candela rossa a confermare quella lunga di martedì. In Europa gli indici hanno chiuso con leggere perdite (Eurostoxx50 -0.19% a 3391 punti) - il DAX ha fatto meglio (+0.14% a 12237 punti) mentre il FTSE MIB é caduto pesantemente (-1.05% a 22452 punti) eliminando il sospetto rimbalzo di 80 punti sul finale di seduta di martedì. Gli indici hanno chiuso vicino ai minimi giornalieri ma non sui minimi e con volumi in calo. L'impressione é quindi che i ribassisti controllano le operazioni ma non dominano. In Europa non siamo ancora in grado di fissare degli obiettivi per questa correzione - crediamo però che le borse europee non sono ancora pronte per un nuovo minimo annuale - probabilmente ci sarà ancora una oscillazione di settimane tra i minimi e i massimi di marzo.
L'unico settore che ci preoccupa e dobbiamo tenere d'occhio é quello delle banche. L'indice SX7E é sceso ieri a 128.48 punti (-1.37%) - supporto é a 127.80 punti. Se il supporto viene rotto la strada verso il basso si apre fino ai 119 punti. Questo significherebbe un potenziale di ribasso del -6.9% - é tanto.
Venerdì scadono i derivati di marzo - é una grande scadenza trimestrale. Spesso c'é una certa volatilità prima della scadenza - serve ad eliminare i traders e obbligarli a chiudere le posizioni. A metà settimana normalmente c'é una stabilizzazione e ritorna la calma. Per questa ragione pensiamo che fino a venerdì non succederà più nulla di importante - i giochi sembrano fatti.

L'S&P500 americano ha perso altri 16 punti a 2749.48 punti (-0.57%). È caduto sul primo supporto intermedio a 2750 punti. La MM a 50 giorni scorre a 2747 punti. Settimana scorsa si era formato un gap tra i 2740 ed i 2751 punti - con il minimo di ieri a 2744 punti questo gap é stato quasi chiuso.
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2777 punti. È sceso ad ondate fino ai 2744 punti dove si é fermato un paio d'ore. È risalito a 2762 punti ed é ricaduto in chiusura a 2748 punti. Abbiamo notato parecchia debolezza nel settore dei trasporti (DJT -1.72%) mentre la tecnologia (Nasdaq100 -0.08%) ha retto bene. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2511 su 4191, NH/NL a 481 su 274 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é lievitata a 17.23 punti (+0.88) - la CBOE Equity put/call ratio é ora sopra la media a 0.69 - l'ottimismo come atteso lascia spazio ad un certo nervosismo. In generale la pressione di vendita é modesta e non aumenta - non ci sono motivi per comperare e sporadiche prese di beneficio fanno scivolare selettivamente gli indici verso il basso. Crediamo che l'S&P500 si fermerà tra i 2740 ed i 2760 punti circa fino alla fine di questa settimana. Poi la correzione dovrebbe continuare in direzione dei 2700 punti. Secondo il grafico il Nasdaq100 dovrebbe correggere fino ai 6800 punti - é circa un -3% ed é troppo se paragonato con l'S&P500. Non sappiamo dove ci sarà una differenza - l'analisi tecnica non é una scienza esatta.

Stamattina le borse riprovano a rimbalzare. Il Nikkei ha guadagnato il +0.12%. Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 é a 2760 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3404 punti (+13 punti). La seduta odierna potrebbe anche essere positiva. In linea di massimo però ci aspettiamo che gli indici chiudano senza sostanziali variazioni.
Stasera volo a Amsterdam - trascorro alcuni giorni in Olanda - torno a Zurigo lunedì sera. È possibile che in questo periodo il sito venga aggiornato in maniera irregolare e unicamente nel caso in cui ci sia qualcosa di significativo da segnalare.

Commento del 14 marzo

Un reversal da inizio ad una correzione minore - non sembra l'inizio di un ribasso

Da giorni prevedevamo l'inizio di una correzione delle borse europee ed americana verso la metà di questa settimana. In effetti la correzione é iniziata ieri dopo che tutti gli indici hanno toccato dei nuovi massimi marginali della spinta di rialzo iniziata a cavallo del venerdì 2 (USA) e del lunedì 5 marzo (Europa). Siamo soddisfatti dell'esito delle nostre analisi - siamo delusi del fatto che i nostri limiti di vendita per il portafoglio sono stati sfiorati ma non abbiamo nessun eseguito. Questa é un'ulteriore dimostrazione del fatto che l'analisi tecnica può fornire delle indicazioni di massima piuttosto precise ma non perfette. L'Eurostoxx50 (-0.94% a 3397 punti) ha toccato un massimo a 3446 punti - il limite di vendita era a 3450 punti. Il DAX (-1.59% a 12221 punti) ha raggiunto i 12455 punti di massimo - é rimasto un 0.4% sotto il limite di vendita a 12500 punti. In America non é andata meglio. Anche i nostri ordini su S&P500 (-0.64% a 2765.31 punti, massimo a 2802 punti, limite a 2810 punti) e Nasdaq100 (-1.19% a 7046 punti, massimo a 7172 punti, limite a 7200 punti) non sono stati eseguiti. Per fortuna restiamo short a medio termine.
Su tutti i mercati si é verificato un reversal. Questo significa che tutte le borse hanno aperto bene, sono salite su un nuovo massimo, hanno cambiato direzione e hanno chiuso con una sensibile perdita e sul minimo giornaliero. La candele sui grafici sono rosse e lunghe - i volumi sono nella media. Questo significa che la correzione é probabilmente iniziata. Avremo una conferma se oggi ci sarà una continuazione verso il basso. Il future scadenza giugno (premio di 5 punti) sull'S&P500 é ora a 2769 punti (-5 punti) - le borse europee apriranno in calo di circa il -0.5%. È probabile che la seduta odierna sarà negativa.
Abbiamo però buone notizie anche per i rialzisti. Al momento non sembra che sia iniziata una fase di sostenibile ribasso ma solo una correzione minore causata dall'ipercomperato. Ieri sono scesi titoli ed azioni che negli ultimi 10 giorni erano saliti troppo e troppo svelto. Le borse non state travolte da un'ondata di vendite indiscriminata ma sono scese sopratutto a causa di prese di beneficio circoscritte. Crediamo di conseguenza che l'S&P500 debba scendere al massimo fino ai 2700 punti e poi riproverà a salire. Forse le borse europee eviteranno dei nuovi minimi annuali. È presto per poter confermare questa previsione - gli indici sono scesi finora solo per alcune ore. Il messaggo é però chiaro - non vediamo ragioni per correre a vendere - la situazione non é paragonabile a quella di inizio febbraio.
Per quel che riguarda la seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere ai commenti serali. Notiamo unicamente che l'inversione di tendenza si é verificata a metà mattina mentre in America il calo é iniziato solo verso le 15.00 orario europeo. Non sembra che la debolezza dell'Europa sia stata provocata dall'America anche se le vendite a Wall Street hanno poi provocato un'accelerazione al ribasso.

In America c'é un certo nervosismo e parecchia incertezza. Le borse hanno reagito in maniera strana e in parte irrazionale alle numerose notizie provenienti dal fronte economico e politico. La lista é lunga - da Trump che vieta l'acquisto dell'americana Qualcomm da parte della Broadcom (Singapore / Cina) ai dati sull'inflazione fino all'esonero di Tillerson da capo della diplomazia americana. È logico che gli investitori non capiscano più in quale direzione intende muoversi l'America.
L'S&P500 ha aperto in positivo a 2795 punti e all'inizio ha ancora trovato la forza per issarsi a 2802 punti. Poi é sceso fino a metà seduta a 2770 punti, é rimbalzato a 2783 punti ed é poi caduto sul minimo a 2758 punti. Sul finale é tornato a 2765.31 punti (-0.64%) - é stata una seduta movimentata durante la quale l'S&P500 si é mosso più volte in un range di 44 punti. Il cedimento del Nasdaq100 (-1.19% a 7046 punti) é stata più marcato con evidenti prese di beneficio sugli AGMAF. Questo é stato compensato dalla forza in altri settori (DJ Transportation +0.48%, DJ Utilities +0.38%) e questa é la ragione che ci induce a credere che questa sia solo una correzione minore. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 2261 su 4482, NH/NL a 1064 su 186 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita di poco a 16.35 punti (+0.57) - la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.57 - gli investitori non si fanno impressionare da questa seduta negativa - questo ottimismo nelle prossime sedute deve sparire.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei ha perso il -0.85% - Shanghai scende del -0.6%. Ora sono le 08.15 e i futures europei ed americani stanno recuperando - quello sull'S&P500 é a 2771 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3887 punti (-10 punti). Le premesse sono per una seduta moderatamente negativa. Sul fronte dei tassi d'interesse e sui cambi regna la calma.
Alle 09.00 parla Mario Draghi. Alle 13.30 sono previsti numerosi dati economici americani riguardanti le vendite al dettaglio e i prezzi alla produzione. Speriamo che oggi Trump stia tranquillo.

Commento del 13 marzo

Dopo una buona apertura le borse fanno marcia indietro - la spinta di rialzo sta diminuendo d'intensità

Ieri gli indici azionari europei ed americani hanno aperto bene e sono subito balzate sul massimo giornaliero. Poi hanno fatto marcia indietro e dopo un ritracciamento sono oscillate senza direzione. Per saldo le borse europee hanno guadagnato qualche punto (Eurostoxx50 +0.26% a 3429 punti). Quella americana ha chiuso mista - l'S&P500 ha perso 3 punti (-0.13% a 2783.02 punti) dopo aver superato in preborsa i 2800 punti - il Nasdaq100 invece é ancora salito su un nuovo record storico a 7156 punti prima di tornare a 7131 punti (+0.42%). La spinta di rialzo sta diminuendo d'intensità e gli indici si stanno fermando - questa é una buona premessa per un'inversione di tendenza e l'inizio di un'altra correzione a corto termine. Ci aspettiamo che questo avvenga tra oggi e domani a livelli leggermente superiori a quelli attuali. La previsione del fine settimana sembra finora corretta e non abbiamo nulla da segnalare.
Nella nostra previsione originale l'Eurostoxx50 doveva salire sui 3400-3425 punti prima di ricominciare a correggere. Negli scorsi giorni abbiamo dovuto alzare questo target a 3450 punti a causa dell'inattesa forza dei listini americani. Ieri l'indice ha toccato un massimo a 3444 punti ed é infine tornato a 3429 punti. Il comportamento dell'indice mostra che effettivamente su questi livelli l'aria é rarefatta. Anche dal settore bancario (SX7E +0.17% a 131.05 punti) non arrivano più stimoli particolari. Gli altri indici europei si comportano in maniera simile. Per esempio il DAX doveva salire fino ai 12400- punti. Ieri abbiamo fissato un limite di vendita per il portafoglio a 12500 punti. L'indice ha toccato un massimo a 12455 punti e ha chiuso a 12418 punti (+0.58%). In generale gli indicatori sono misti e neutrali - le borse potrebbero oscillare in un ampio range di circa il 4% intorno ai valori attuali. La previsione di una correzione viene dall'America. Altri dettagli sui singoli indici li trovate nei commenti serali.

Ieri il future sull'S&P500 é salito fino agli 2805 punti. Durante la seduta però l'indice é riuscito a toccare un massimo a 2797 punti poco dopo l'apertura - poi é stato costretto a ricadere a 2779 punti. Fissati massimo e minimo della giornata l'indice é semplicemente oscillato in laterale ed ha chiuso a 2783.02 punti (-0.13%). Il DJIndustrial (-0.62%) ha fatto peggio - la tecnologia (Nasdaq +0.36%) ha fatto meglio - la divergenza notata settimana scorsa rimane. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4004 su 2710, NH/NL a 1333 su 170 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 15.78 punti (+1.14) - la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.57. L'impressione é che si sta preparando l'attesa correzione - svolgimento e intensita di questa fase negativa ci diranno cosa succederà nelle prossime settimane. Se l'S&P500 resta sopra i 2700 punti dovrebbe tentare in seguito di migliorare il massimo storico - questa é però solo un'idea di manovra - nella prossima decina di giorni avremo il tempo e la possibilità di definire meglio il percorso che seguirà l'indice.
Avrete notato che durante il fine settimana l'America ha introdotto l'ora estiva - le contrattazioni a Wall Street iniziano alle 14.30 e terminano alle 21.00. Anche l'ora di pubblicazione dei dati economici é ovviamente cambiata - gli attesissimi dati sull'inflazione (CPI) saranno comunicati oggi alle 13.30. Un ultimo cambiamento - i sistemi informatici mostrano ora i futures scadenza giugno. Ci adattiamo - il future sull'S&P500 scadenza giugno vale ora 2792 punti (+3 punti) - la differenza con marzo (che scade questo venerdì) e il cash é di circa 5 punti - significa che l'S&P500 vale ora 2787 punti.

Stamattina le borse in Asia sono miste. Il Nikkei é salito del +0.66% - Shanghai é in calo del -0.5%. Le borse europee si orientano all'America. L'Eurostoxx50 vale ora 3436 punti (+7 punti). Gli indici azionari europeei apriranno con guadagni intorno al +0.2% e al centro del range di ieri. Dovrebbero fermarsi su questo livello fino nel pomeriggio in attesa dei dati sull'inflazione americana. Poi vedremo se inizia già l'attesa correzione o se c'é ancora un balzo - ci piacerebbe che si verificasse la seconda variante in maniera da poter riaprire le nostre posizioni short.

Aggiornamento del 12 marzo

Mercati azionari divisi tra i nuovi minimi annuali di lunedì in Europa e i nuovi massimi storici di venerdì in America

Nuovi minimi sono un segnale di ribasso - nuovi massimi sono un segnale di rialzo - é facile comprendere che alla fine della scorsa settimana molti analisti, noi compresi, avessero le idee un pò confuse. Durante il fine settimana abbiamo letto molte opinioni di nostri colleghi. Abbiamo esaminato delle analisi che prevedono una continuazione del rialzo, altre che arrivavano alla conclusione che la correzione di febbraio non é ancora terminata e nel prossimo futuro deve ancora essere una spinta di ribasso - entrambe le tesi venivano sostenute da validi argomenti tecnici. Nel corto termine prevale sicuramente il rialzo americano - non c'é ancora nessun segnale di un massimo intermedio o divergenze talmente forti da poter provocare a breve un'inversione di tendenza. Nasdaq e Nasdaq100 hanno toccato venerdì dei nuovi massimi storici e in mancanza di resistenze possono sullo slancio continuare a salire. L'S&P500 (2786 punti) il 27 febbraio aveva toccato un massimo intermedio a 2789 punti. Un doppio massimo é poco probabile considerando che l'S&P500 ha iniziato questa gamba di rialzo a corto termine da un minimo ascendente a 2647 punti. Il limite superiore delle Bollinger Bands é a 2792 punti - le bande sono praticamente orizzontali - negli ultimi mesi le forature sono sembra state modeste e fugaci. Considerando la posizione degli oscillatori che, come indicato nell'analisi del fine settimana, puntano su un massimo intermedio intorno a mercoledì, é probabile che la spinta di rialzo si esaurisca nelle prossime due-tre sedute sui 2800-2810 punti di S&P500. C'é ancora un mini gap da colmare tra i 2809 ed i 2812 punti che risale ad inizio febbraio.
È molto probabile che le borse europee seguano lo stesso ritmo. Il potenziale di rialzo sembra però limitato e modesto - circa un +1%.
Questo dovrebbe permettere agli indici di salire leggermente sopra i nostri obiettivi.

Stamattina sugli schermi prevale ancora il colore verde. Il future sull'S&P500 sale a 2803 punti (+14 punti). Le borse asiatiche sono al rialzo - il Nikkei ha guadagnato il +1.77% - Shanghai sale del +0.6%. L'Eurostoxx50 vale al momento 3439 punti. Guadagna 29 punti rispetto alla chiusura di venerdì (+0.9%). Le premesse sono per una seduta positiva. Difficilmente le borse europee potranno continuare a salire dopo la buona apertura. Probabilmente guadagnaranno ancora qualche punto - poi si fermeranno e ritracceranno. Stasera prevediamo una chiusura sul livello d'apertura o poco sotto.
Stasera alle 19.00 viene pubblicato il Treasury Budget - questo dato mostra il deficit dello Stato americano - Trump sta aprendo una voragine nei conti dello Stato - il dato dovrebbe riaccendere la discussione sulla sostenibilità del debito, potrebbe far salire i tassi d'interesse e bloccare il rialzo delle borse.
Durante il fine settimana gli Stati Uniti sono passati all'ora estiva. La borsa di New York apre alle 14.30 e chiude alle 21.00 orario europeo.

Commento del 10-11 marzo

Buon compleanno Bull Market - massimo storico del Nasdaq

Il 9 marzo del 2009 l'S&P500 ha toccato un minimo di lungo periodo a 666 punti - da quel giorno é iniziato un rialzo di lungo termine - ora ha festeggiato i 9 anni di durata. Venerdì 9 marzo l'S&P500 ha chiuso a 2786.57 punti (+1.74%). Non manca molto al record storico del 26 gennaio 2018 a 2872 punti. Venerdì la tecnologia ha fatto segnare un nuovo massimo storico. Nasdaq (+1.79%) e Nasdaq100 (+1.93% a 7101 punti) stanno trascinando il rialzo. L'S&P500 invece é ancora sotto il massimo intermedio del 27 febbraio a 2789.15 punti - lo ha quasi eguagliato. Il Dow Jones Industrial (+1.77%) é invece in ritardo - é ancora un -2% sotto il massimo intermedio del 27 febbraio. La situazione é confusa - il Nasdaq sembra aver ripreso il rialzo - l'S&P500 é ancora in bilico mentre sul DJIndustrial predomina ancora la spinta di ribasso di febbraio. Se guardiamo i fondamentali lo sviluppo é paradossale. La correzione di febbraio aveva subìto una prima accelerazione al ribasso il 2 febbraio quando era stato pubblicato il job report di gennaio - in quella occasione dati migliori del previsto avevano infiammato la paura dell'inflazione e l'S&P500 era crollato in una seduta di 60 punti. Venerdì scorso il rapporto sul mercato del lavoro americano a febbraio era migliore delle stime degli analisti - l'economia americana ha creato in un mese 313'00 nuovi posti di lavoro. Nessuno ha parlato di inflazione - gli analisti hanno invece ribadito che la crescita economica é robusta. I tassi d'interesse sono leggermente saliti e la borsa si é involata. Perché questa reazione diametralmente opposta? A febbraio c'erano troppe scommesse short sulla volatilità VIX - la copertura ha provocato un'impennata della VIX e un crollo degli indici azionari. Settimana scorsa invece c'erano ancora troppe posizioni short sugli indici - le ultime sono state evidentemente chiuse venerdì. Gli indici hanno aperto in gap up e sono saliti fino alla chiusura sul massimo giornaliero - un evidente short squeeze. Gli indici azionari europei sono invece rimasti impassibili di fronte al rally a Wall Street. L'Eurostoxx50 ha chiuso con un leggero guadagno a 3420 punti (+0.21%) - alle 22.00 valeva 3426 punti. Il DAX ha terminato la settimana a 12346 punti (-0.07%) - alle 22.00 é salito poco più in alto a 12374 punti.
Ora la situazione tecnica é confusa e ingarbugliata. Le borse europee hanno toccato un minimo annuale lunedì scorso e sembrano aver unicamente svolto un rimbalzo tecnico fino a venerdì che si é spento sugli obiettivi (3400-3425 punti di Eurostoxx50 / 12400- punti di DAX). Lo scenario più probabile resta quello di una seconda spinta di ribasso nella seconda metà di marzo che dovrebbe sfociare su un nuovo minimo annuale. La borsa americana é invece in una forma migliore. I dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio imposti da Trump sembrano ancora una volta stimolare la fantasia degli investitori malgrado che le valutazioni fondamentali delle azioni americane siano oscenamente alte. Sembra per lo meno poco probabile che il Nasdaq100 (7101 punti) possa a corto termine cambiare direzione e ricadere a marzo sui 6200 punti. Di conseguenza  bisogna trovare uno scenario alternativo o una via di mezzo che possa soddisfare i segnali tecnici contrastanti che provengono dai mercati finanziari.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.79% a 3420 punti              
DAX                         +3.63% a 12346 punti
SMI                          +3.52% a 8931 punti
FTSE MIB                  +3.80% a 22745 punti
S&P500                    +3.54% a 2786.57 punti
Nasdaq100               +4.26% a 7101 punti

La chiave di lettura dei mercati azionari é secondo noi il Nasdaq. Se il rialzo della tecnologia é duraturo e sostenibile, il resto bene o male seguirà. Le borse americane e europee sono correlate positivamente - ci possono essere dei periodi di sovra o sotto performance - é però improbabile che ci sia uno sviluppo divergente. Cerchiamo quindi di capire come si muoverà il Nasdaq100 nelle prossime settimane e poi sapremo all'incirca cosa potrebbe succedere con il resto.
Il Nasdaq100 é a corto termine nuovamente ipercomperato. Il limite superiore delle BB é a 7124 punti. L'indice é 900 (!) punti sopra la MM a 200 giorni, 350 punti sopra quella 50 giorni. I leaders (AGMAF) hanno fatto troppa strada in troppo poco tempo. Dal pessimismo di una settimana fà si é passati di nuovo ad un ottimismo che a livello di opzioni sfiora l'euforia. La seduta di venerdì, con l'apertura in gap up e la chiusura sul massimo sembra una forma di esaurimento. Gli oscillatori ci dicono che verso la metà di settimana prossima dovrebbe esserci un massimo intermedio. Di conseguenza pensiamo che nelle prossime sedute deve partire per lo meno una correzione. Ci sembra poco probabile che la correzione possa trasformarsi in un ribasso fino ai 6200 punti. L'indice dovrebbe però tornare almeno sui 6800 punti. A quel punto vedremo se la tecnologia continuerà a condurre e sovraperformare. In caso affermativo la previsione di una forte spinta di ribasso a marzo che deve sfociare in un nuovo minimo annuale é sbagliata.
Con questa premessa é facile fare una previsione per le borse europee. Settimana prossima devono provare a riscendere. Se durante la correzione del Nasdaq100 gli indici azionari europei toccano dei nuovi minimi annuali si apre la strada verso il basso. In caso contrario avremo minimi ascendenti, la correzione di febbraio resterà un episodio isolato senza conseguenze e gli indici torneranno lentamente verso l'alto. Resterà da risolvere il problema delle MM a 50 e 200 giorni in calo che mostrano mercati tendenzialmente ribassisti.

Venerdì ci aspettavamo una seduta di borsa senza sostanziali variazioni degli indici. In Europa é andata così. In America invece la previsione si é rivelata completamente sbagliata a causa del job report delle 14.30. L'S&P500 alle 15.30 ha aperto in gap up a 2753 punti, é brevemente sceso a 2751 punti e poi é partito decisamente al rialzo. L'indice ha superato con un balzo la MM a 50 giorni a 2742 punti e la fascia di resistenza intermedia a 2730-2750 punti - i shortisti sono rimasti in trappola e sono stati obbligati a coprire le posizioni comperando. L'S&P500 é salito in maniera costante e regolare fino alla chiusura a 2786.57 punti (+1.74%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5240 su 1531, NH/NL a 1262 su 200 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 14.64 punti (-1.90). La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.53 - la MM a 10 giorni scende a 0.61. Tutti i settori hanno contribuito e sono saliti più o meno fortemente (DJT +2.62%, RUT +1.60%, DJU +0.36%). L'impressione generale é quella di un short covering rally condotto dalla tecnologia - il rialzo ha partecipazione e volumi mediocri - gli investitori sono tornati troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Un massimo intermedio sembra imminente. L'S&P500 si é fermato a ridosso del massimo intermedio del 27 febbraio a 2789.15 punti. Probabilmente da qui o poco sopra partirà la prossima correzione. È difficile stimare quanti traders sono ancora short e devono coprire e quanti investitori ingenui si faranno invogliare dai nuovi massimi della tecnologia e seguiranno gli ovvi segnali d'acquisto generati dalle rotture al rialzo.
Una settimana fà la tendenza di fondo della borsa americana era da neutra a negativa - ora é da neutra a positiva con il 49.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 57.02. Le borse europee stanno peggio - é facile immaginarsi cosa questo significa...

Commento del 9 marzo

Le borse sono tornate a livelli critici - tra rimbalzo e rialzo

Ieri le borse hanno avuto ancora una giornata di rialzi. La BCE ha lasciati i tassi d'interesse invariati e non ha annunciato nessun cambiamento nel suo programma di acquisto di obbligazioni (QE). Mario Draghi é però riuscito ancora una volta a dare speranza ai mercati finanziari ribadendo che i tassi d'interesse resteranno bassi ancora per un lungo periodo di tempo e che il QE potrebbe essere esteso dopo settembre. Gli analisti prevedono ora che gli acquisti continueranno fino a fine anno - a settembre la somma dovrebbe ridursi dagli attuali 30 Mia di EUR al mese a 10 Mia al mese. Fino alle 14.30 gli indici azionari erano in leggero guadagno. Dopo la conferenza stampa di Mario Draghi le borse sono ripartite al rialzo e hanno terminato la giornata con consistenti guadagni e vicine al massimo giornaliero. Dopo le 15.30 i progressi sono però stati impercettibili - la spinta fornita dalla BCE sembra essere già finita. Finora questa é stata una settimana positiva - d'abitudine la seduta di venerdì riprende il trend delle precedenti sedute. Inoltre ieri gli indici hanno chiuso vicino ai massimi - una continuazione verso l'alto é quindi probabile. Di conseguenza oggi le borse dovrebbero ancora guadagnare terreno. Questo é per noi un problema. I maggiori indici hanno praticamente raggiunto l'obiettivo del rimbalzo - se continuano a salire allo stesso ritmo é possibile che il rialzo di corto termine continui e che non sia solo un rimbalzo. Speriamo che oggi ci sia una seduta di pausa e che gli indici azionari europei e americani stasera chiudano praticamente invariati. In caso contrario il nostro scenario che prevede una forte spinta di ribasso nella seconda parte del mese di marzo potrebbe essere sbagliato.

L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3413 punti (+1.06%) - il massimo giornaliero era a 3419 punti - l'indice é nel nostro obiettivo a 3400-3425 punti. Ora dovrebbe fermarsi. Considerando che sale da quattro sedute é logico che cominciamo ad inquietarci. Negli ultimi giorni i tassi d'interesse e gli spreads sui titoli di Stato sono scesi - questo ha frenato il rimbalzo dei titoli bancari (SX7E +0.42% a 131.20 punti) - é un comportamento un pò stupido e deciso dagli algoritmi ma la borsa funziona così. Nelle ultime sedute i volumi di titoli trattati in borsa erano in calo - questo sostiene l'ipotesi che il rialzo delle ultime quattro sedute é solo un rimbalzo - per definizione un rimbalzo deve essere seguito da un'altra spinta di ribasso - prima di cambiare direzione però il rialzo deve fermarsi.
Le altre borse europee si sono comportate come l'Eurostoxx50. Il DAX é salito a 12355 punti (+0.90%) - secondo noi il rimbalzo doveva fermarsi a ridosso dei 12400 punti (questo é il significato dell'indicazione 12400- punti). Il FTSE MIB é balzato a 22731 punti (+1.15%). Per la borsa italiana non avevamo fissato un obiettivo preciso - avevamo unicamente indicato un potenziale a 22750 punti facendo dipendere questo livello dalla reazione del mercato alla situazione politica. Sfumature a parte anche il FTSE MIB ha raggiunto l'obiettivo.

Anche la borsa americana ha avuto una seduta positiva. L'S&P500 ha aperto a 2732 punti e fino alle 20.00 é scivolato ad ondate fino al minimo a 2722 punti. Poi ha avuto un minirally fino ai 2740 punti, ha ritracciato a 2728 punti e si é fermato a 2738.97 punti (+0.45%). Anche l'S&P500 ha così raggiunto il nostro obiettivo a 2730-2750 punti. La situazione del Nasdaq100 é delicata . Con la chiusura di ieri a 6966 punti (+0.53%) l'indice é ormai poco lontano dal massimo storico a 7023 punti. A fine febbraio l'indice si era fermato a 7000 punti. Un triplo massimo é poco probabile. Speriamo che si verifichi un massimo discendente - per questo il rialzo deve fermarsi qui e adesso. In caso contrario il Nasdaq100 salirà su un nuovo recordo storico e una spinta di ribasso a testare il minimo annuale nella seconda metà di marzo diventa inverosimile e tecnicamente improbabile.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3825 su 2899, NH/NL a 956 su 219 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 16.54 punti (-1.22) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.61. Gli indicatori tecnici si sviluppano come previsto specialmente a livello di sentiment. Non abbiamo però ancora nessun segnale di massimo intermedio e teoricamente il rialzo potrebbe continuare visto che nulla (ipercomperato, BB) lo blocca. Il rimbalzo dal minimo intermedio di venerdì scorso era stato trascinato dal Russell2000 - ieri l'indice si é fermato (-0.16%).

Stamattina le borse sono ferme. Il future sull'S&P500 alle 07.30 era a 2739 punti - ora si trova a 2737 punti (-2 punti). In Asia prevalgono i segni positivi - il Nikkei ha guadagnato il +0.47%, Shanghai sale del +0.4%. Le borse europee apriranno in leggero calo - l'Eurostoxx50 vale ora 3408 punti. Alle 14.30 in America verrà pubblicato il rapporto sul mercato del lavoro a febbraio - questi dati dovrebbero dare l'intonazione ad una seduta che in caso contrario dovrebbe concludersi senza sostanziali variazioni.

Il prezzo del Bitcoin cade stamattina a 8800 USD. L'euforia sulle monete virtuali sta sparendo. Le quotazioni di molte ICO stanno precipitando a zero. Finalmente sta tornando un certo ordine in un mercato che a fine 2017 era impazzito. Ora c'é la lotta per la sopravvivenza - resteranno in vita poche società con progetti di valore. Tutto il resto morirà insieme alla speculazione.

Commento dell'8 marzo

Distribuzione con modesti volumi di titoli trattati - riunione della BCE

Le borse hanno superato senza problemi le dimissioni di Gary Cohn, consigliere economico di Trump. Probabilmente gli investitori hanno ragione - meglio vedere quali sono le conseguenze e chi sarà il successore prima prendere delle decisioni. La guerra commerciale tra gli Stati Uniti ed il resto del mondo é un rischio ma per il momento non c'é ancora nulla di concreto. Trump ha promesso di fare qualcosa ai suoi elettori per proteggere l'America dalle importazioni di acciaio e alluminio dall'estero. Per ragioni politiche é obbligato a prendere dei provvedimenti. In effetti i dazi doganali di Cina, UE e altri Paesi sono più alti di quelli americani. Protezionismo e decisioni unilaterali non sono però una buona soluzione come la storia ci insegna.
Le borse europee hanno avuto una seduta sorprendentemente positiva. Per il terzo giorno consecutivo gli indici azionari hanno guadagnato terreno dopo che lunedì avevano toccato in apertura nuovi minimi annuali. Probabilmente questa é una reazione ad uno scenario estremamente negativo che non si sta concretizzando. In Germania si é trovato un accordo di governo tra CDU e SPD, in Italia le elezioni amministrative hanno creato una situazione di ingovernabilità che al momento non sembra dare fastidio a nessuno, la guerra commerciale con gli Stati Uniti si svolge per ora solo a livello di minacce e i tassi d'interesse sono fermi sui livelli di inizio febbraio. È quindi abbastanza logico che le borse stiano rimbalzando dai minimi con modesti volumi di titoli trattati. Gli indici si avvicinano agli obiettivi (3400-3425 punti di Eurostoxx50, 12400- punti di DAX) e finora seguono in maniera disciplinata la road map - stanno distribuendo in attesa della prossima spinta di ribasso.
L'Eurostoxx50 (+0.58% a 3377 punti) ha aperto vicino al minimo e ha chiuso vicino al massimo. Si é mosso nel range delle due precedenti sedute e per ora non abbiamo niente di nuovo da dire. Anche dal settore bancario (SX7E +0.33% a 130.65 punti) non giungono stimoli particolari. DAX (+1.09% a 12245 punti) e FTSE MIB (+1.22%) hanno fatto meglio. Forse una reazione alla sottoperformance a partire dal minimo intermedio del 9 febbraio. Questi due indici lunedì erano caduti decisamente più in basso - l'Eurostoxx50 invece non é sceso all'inizio di questa settimana su un nuovo minimo annuale. L'SMI svizzero (+0.22% a 8784 punti) é rimasto staccato ma non c'é ragione per preoccuparsi. In parte il ritardo é imputabile allo stacco dei dividendi.
Nelle prossime sedute non si aspettiamo cambiamenti di rilievo. Dopo tre sedute positive gli indici dovrebbero oscillare in laterale in un'alternanza di sedute positive e negative. Oggi si riunisce la BCE per discutere la politica monetaria. L'esito della seduta verrà comunicato alle 13.45. La conferenza stampa di Draghi seguirà alle 14.30. Non ci si aspetta nessun cambiamento a livello di tassi d'interesse o QE. Si cercherà solo di capire se in effetti gli acquisti di obbligazioni finiranno a settembre o se la BCE pianifica di continuare a manipolare i tassi d'interesse all'infinito. Ormai sembra evidente che l'obiettivo d'inflazione al 2%, che non viene mai raggiunto, é solo una scusa per continuare a finanziare i deficit statali e impedire una crisi da debiti.

Ieri mattina la borsa americana sembrava destinata ad una pessima seduta. Invece non é successo nulla. Dall'iniziale crollo i future hanno recuperato, i gap down in apertura di seduta (15.30) sono risultati modesti e gli indici hanno subito recuperato. L'S&P500 ha terminato la giornata praticamente invariato (-0.05% a 2726.80 punti). Il Nasdaq100 come al solito ha fatto meglio (+0.24% a 6929 punti). DJTransportation (-0.26%) e DJUtilities (-0.73%) hanno servito da controbilancia.
La seduta al NYSE é stata debolmente positiva con A/D a 3637 su 3072, NH/NL a 944 su 199 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 17.76 punti (-0.60) - la CBOE Equity put/call ratio é ancora relativamente bassa a 0.58 - gli indicatori di sentiment si sviluppano come previsto con un ritorno dell'ottimismo e della speculazione al rialzo. Gli altri indicatori sono misti, confusi e contraddittori. A seconda dell'impostazione degli analisti si può estrapolare una scenario rialzista o uno ribassista - questo é tipico di un mercato senza una chiara direzione e che, secondo noi, sta distribuendo. Nel'immediato ci sono due livelli da tenere d'occhio: il supporto intermedio a 2700 punti (che ieri ha retto egregiamente) e l'obiettivo a 2730-2750 punti.
L'impressione é che per il momento i rialzisti sono più forti - nei prossimi giorni, sia in Europa che in America, ci aspettiamo una salita degli indici sugli obiettivi e resistenze intermedie.

Stamattina regna nuovamente la calma. Sono le 07.30 - scrivo il commento in anticipo visto che oggi sono assente - non potrò di conseguenza pubblicare i commenti sugli indici americani delle 14.00. In ogni caso oggi non dovrebbe succedere nulla di particolare.
Il future sull'S&P500 é invariato a 2724 punti. Le borse europee dovrebbero aprire con leggeri guadagni (+0.1% / +0.2%) grazie al recupero ieri sera della borsa americana nella seconda parte della seduta. Le borse asiatiche sono moderatamente al rialzo. Il Nikkei guadagna il +0.55% - Shanghai sale del +0.4%. Cambi e tassi d'interesse sono stabili. Oggi ci aspettiamo una giornata di pausa con indici azionari senza sostanziali variazioni. Non crediamo che Mario Draghi abbia in riserva qualcosa in grado di muovere i mercati.

Commento del 7 marzo

Il rimbalzo si sta fermando - le dimissioni di Gary Cohn, consigliere economico di Trump, possono provocare il ribasso

Ieri il rimbalzo iniziato venerdì sera in America ha rallentato. Considerando che le borse europee hanno chiuso sui minimi giornalieri sembra che la spinta si stia già esaurendo. In termini di tempo questo sembra essere prematuro. In termini di punti invece non siamo lontani dagli obiettivi. L'Eurostoxx50 (+0.08% a 3357 punti) ha toccato un massimo a 3390 punti - secondo noi doveva tornare sui 3400-3425 punti. L'S&P500 (+0.26% a 2728.12 punti) ha raggiunto i 2732.08 punti - secondo le nostre previsioni doveva risalire a 2730-2750 punti, fermarsi e poi distribuire. Non intendiamo sprecare troppo tempo per analizzare questa seduta moderatamente positiva - durante la notte é giunta la notizia che Gary Cohn, consigliere economico di Donald Trump, ha dato le dimissioni. Cohn, ex COO di Goldman Sachs, era l'ultimo esperto di economia moderato e di esperienza nel team del Presidente. Era garante di stabilità e sicurezza ed era contro i dazi doganali su acciaio e alluminio. Ora nulla si oppone all'inizio di una guerra commerciale tra l'America e il resto del mondo e questo non piace per niente ai mercati finanziari. Il future sull'S&P500 cade stamattina alle 07.30 a 2687 punti (-36 punti) - stanotte ha toccato un minimo a 2681 punti. È possibile che le dimissioni di Cohn siano il segnale d'inizio dell'attesa possente spinta di ribasso che deve far scendere l'S&P500 a testare il minimo annuale a 2532 punti. Ci sembra inutile parlare ora di continuazione della distribuzione - bisogna prima vedere cosa succede oggi - l'S&P500 ha supporto a 2650 punti. Se oggi l'indice scende sotto questa barriera bisogna allacciare le cinture di sicurezza.

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da dire anche perché le ultime notizie da Washington cambiano le carte in tavola. Gli interessati possono leggere i commenti tecnici sugli indici europei pubblicati ieri sera.
L'S&P500 (+0.26% a 2728.12 punti) ha avuto una giornata positiva ma il momentum che ha caratterizzato le due precedenti sedute é sparito. L'indice ha aperto sul massimo a 2732 punti ed é caduto sul minimo a 2711 punti verso le 17.30. Per il resto della giornata si é mosso tra questi due valori. Nelle ultime due ore si é stabilizzato sulla parte superiore del range e ha chiuso a 2728 punti. Notiamo che l'indice non ha attaccato la MM a 50 giorni a 2738 punti e che i volumi di titoli trattati sono in calo (volume relativo a 0.9). Questo significa che, anche senza le dimissioni di Cohn, la spinta di rialzo si stava esaurendo. Il Nasdaq100, come al solito, ha fatto meglio (+0.46% a 6913 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4686 su 2045 e NH/NL a 820 su 167. La volatilità VIX é scesa a 18.36 punti (-0.37) - la CBOE Equity put/call ratio é rimasta bassa a 0.52.
Questa seduta si inserisce in maniera ideale nel nostro scenario di base - l'S&P500 stava rallentando la sua salita - avrebbe dovuto fermarsi sui 2730-2750 punti - potevano esserci ancora alcune sedute in trading range con la put/call ratio sui 0.50-0.60 punti. Poi il mercato sarebbe stato maturo per un ribasso. Vediamo ora se questa road map subisce un cambiamento.

Mentre stavamo scrivendo le borse si stavano stabilizzando. Sono le 08.15 e il future sull'S&P500 sta recuperando terreno - ora é a 2696 punti (-28 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3338 punti - le borse europee apriranno con perdite stimabili al -0.7%. Forse le dimissioni di Cohn non avranno conseguenze gravi. Sarà importante osservare la reazione di Wall Street. Leggete a questo proposito i commenti delle 14.00 sugli indici azionari americani.
Per la cronaca le borse asiatiche sono al ribasso - il Nikkei ha perso il -0.73% - Shanghai é in calo del -0.6%. Il cambio EUR/USD é salito a 1.2420 - l'USD é debole.

Commento del 6 marzo

Rimbalzo (troppo) veloce - deve imballarsi nelle prossime sedute

Ieri i mercati azionari europei si sono lasciati impressionare negativamente dall'esito delle elezioni politiche italiane e hanno aperto in calo. Noi eravamo piuttosto sorpresi e perplessi visto che sulla base dell'analisi tecnica avevamo previsto che il rimbalzo iniziato venerdì sera in America sarebbe stato ripreso dall'Europa e sarebbe continuato. Oltre tutto non vedavamo nulla di particolarmente preoccupante o di diverso rispetto a quanto previsto dai sondaggi. In ogni caso questa apertura in negativo si é rivelata una partenza falsa e subito le borse sono salite. Nel preborsa l'Eurostoxx50 valeva 3300 punti - ufficialmente l'indice ha aperto a 3309 punti e ha chiuso a 3352 punti (+0.92%) - il massimo giornaliero é stato di 3360 punti. Il DAX tedesco si é mosso in maniera simile - apertura a 11831 punti (nuovo minimo annuale) - massimo a 12110 punti e chiusura a 12090 punti (+1.49%). Sui grafici appaiono delle lunghe candele bianche che costituiscono un reversal giornaliero e la garanzia per una continuazione verso l'alto. Lo spazio sembra però limitato. Domenica abbiamo stimato che l'Eurostoxx50 deve risalire sui 3400-3425 punti e ora manca solo un +1%/+2%. Non abbiamo ancora ragioni concrete per adattare questo target. La borsa italiana ha sottoperformato - il FTSE MIB ha recuperato 360 punti dal minimo comportandosi durante la giornata come il resto dell'Europa - la caduta iniziale era però troppo pesante e l'indice non é riuscito a chiudere in positivo - si é fermato a 21819 punti (-0.42%). Il settore bancario era particolarmente debole e ha pesato come un macigno sull'indice - questo effetto si é riscontrato anche in Europa (SX7E -0.56% a 129.46 punti). L'indice delle banche europee SX7E ha rotto il supporto a 130 punti - se la rottura é valida l'indice deve scendere nelle prossime sedute sul supporto intermedio a 127.80 punti. Considerando il quadro generale questa però sembra una semplice falsa rottura al ribasso.

Il rimbalzo iniziato venerdì in America é proseguito ieri. Non abbiamo molti commenti da fare visto che il mercato si sviluppa come previsto. L'unico problema é che il movimento é un pò troppo veloce e dinamico. L'S&P500 doveva tornare dai 2647 punti (minimo di venerdì) a 2730-2750 punti. Ieri l'S&P500 si é fermato a 2720.94 punti (+1.10%) e ha toccato un massimo a 2728 punti. Ora dovrebbe rallentare e fermarsi. Non siamo però sicuri che questo succeda - sul grafico ci sono due solide candele bianche che mostrano due sedute di forte rialzo con chiusura vicino al massimo giornaliero. Normalmente l'S&P500 dovrebbe continuare a salire ancora qualche giorno e non bloccarsi di colpo - vediamo...
L'S&P500 ha aperto a 2680 punti e inizialmente é sceso (come previsto nel commento del pomeriggio - al momento l'analisi tecnica sull'S&P500 funziona molto bene - anche intraday) a 2675 punti di minimo. Dopo questo calo iniziale é ripreso il rialzo - per le 18.00 l'indice é salito a 2714 punti, é oscillato per ore su questo livello e nell'ultima ora di contrattazioni si é impennato fino a 2728 punti di massimo. Ha chiuso a 2721 punti. Il Nasdaq100 (+1.03% a 6881 punti) lo ha imitato. Un triplo massimo a 7000-7020 punti sembra poco probabile. Ci sarà quindi un massimo discendente o un nuovo massimo storico. Speriamo che non si concretizzi la seconda variante poiché a quel punto una spinta di ribasso fino ad un nuovo minimo annuale sotto i  6164 punti diventa poco probabile.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4879 su 1892, NH/NL a 662 su 229 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 18.73 punti (-0.86) - la CBOE Equity put/call ratio é bassa a 0.55 - i dati sul sentiment suggeriscono che un massimo intermedio é temporalmente vicino - prima ci piacerebbe però vedere ancora un paio di sedute di questo tipo.

Stamattina le borse hanno ancora un'intonazione positiva. Il future sull'S&P500 sale a 2722 punti (+3 punti). Le borse asiatiche sono al rialzo - il Nikkei ha guadagnato il +1.70% - Shanghai sale del +1%. L'Eurostoxx50 vale ora 3376 punti (+24 punti) - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.7%. Stasera dovremmo ritrovare gli indici su questo livello o poco più in alto.

Aggiornamento del 5 marzo

In Italia sarà difficile formare un governo

Le elezioni politiche italiane hanno fornito un risultato ambiguo. Ha vinto la coalizione di centro destra con ca. il 37% dei voti. All'interno del gruppo il partito più forte é la Lega di Salvini (ca. 18.0%) che in teoria dovrebbe ricevere il difficile compito di formare un governo. Il Partito più votato é il Movimento 5 Stelle con ca. il 32.0% dei voti. Il Centrosinistra ha perso - ha ricevuto solo il 23.2% delle preferenze - il DP di Matteo Renzi e dell'ex premier Gentiloni é scivolato al ca. 19.0%. La partecipazione é scesa al 73% contro il 75.2% del 2013 - gli italiani si interessanno sempre meno alla politica. Prima delle elezioni nessun blocco ha annunciato l'intenzione di voler formare una coalizione per governare. I numeri mostrano però chiaramente che saranno necessari dei compromessi. L'Europa non sarà entusiasta dell'esito delle urne - i partiti euroscettici hanno la maggioranza. Vedremo come reagiranno oggi le borse.
In Germania ci sarà una riedizione della grande coalizione tra CDU e SPD - la cancelliera Angela Merkel rimane in sella ma la sua posizione si é indebolita. Anche in questo caso i mercati finanziari non hanno motivi per festeggiare.
Stamattina notiamo le prime reazioni - il cambio EUR/USD scende a 1.2275. Il future sull'S&P500 perde 20 punti e torna a 2670 punti. Le borse europee non rimbalzano - al contrario accusano il colpo. L'Eurostoxx50 vale ora 3303 punti - gli indici azionari europei apriranno con perdite di circa il -0.6% e su un nuovo minimo annuale. Siamo stupiti da questa reazione - l'esito delle elezioni politiche italiane corrisponde ai sondaggi e non dovrebbe essere una sorpresa. Sarà ora importante vedere se ci sarà un rimbalzo o se invece le borse europee saranno travolte dalle vendite. Ad istinto questa reazione negativa ci sembra eccessiva - pensiamo che nel pomeriggio a Wall Street ci sarà un recupero dai livelli attuali (l'S&P500 deve risalire dagli attuali 2670 punti) e quindi non crediamo che le borse europee debbano continuare a scendere.
Per la cronaca riferiamo che le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha perso il -0.67% - Shanghai sta guadagnando il +0.1%. L'Asia non sembra farsi impressionare dai dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio imposti dagli Stati Uniti e dai problemi politici europei.

Commento del 3-4 marzo

L'Europa perde la testa e tocca in anticipo nuovi minimi annuali - l'America segue alla perfezione l'analisi tecnica

Venerdì le borse dovevano scendere almeno la mattina e toccare un minimo intermedio. In effetti le borse europee hanno aperto in negativo, sono rimaste per tutta la giornata sotto pressione, hanno toccato un minimo verso le 17.00 e sono brevemente rimbalzate sul finale. Per saldo le perdite sono risultate pesanti e gli indici hanno in genere toccato dei nuovi minimi annuali. Non pensavamo che questo dovesse avvenire già venerdì visto che l'S&P500 era ancora circa 120 punti sopra il minimo annuale. Abbiamo sottovalutato la debolezza relativa delle borse europee - inoltre una volta che gli indici azionari si sono avvicinati ai supporti forniti dai minimi annuali e li hanno rotti gli investitori hanno ceduto alle emozioni e c'é stata una breve valanga di vendite da panico. Evidentemente c'é chi ha perso la testa e non si é accorto che nel frattempo a Wall Street la borsa stava recuperando terreno. Gli stop loss hanno fatto il resto.
L'Eurostoxx50 é caduto su un nuovo minimo annuale a 3316 punti ed ha chiuso a 3324 punti (-2.19%) - alle 22.00 però l'indice era ritornato a 3351 punti. Il DAX si é comportato alla stessa maniera - nuovo minimo annuale a 11877 punti, chiusura a 11913 punti (-2.27%) e rimbalzo nel dopo borsa fino ai 12002 punti. Chi ha venduto nel pomeriggio se ne pentirà almeno nel corto termine. Nel medio termine invece la correzione non é terminata. In America manca ancora una spinta di ribasso a testare i minimi annuali e in questa occasione le borse europee scenderanno decisamente più in basso dei records negativi raggiunti venerdì.
A Wall Street invece tutto é funzionato alla perfezione. L'S&P500 doveva scendere a testare il supporto a 2650 punti e rimbalzare. La borsa americana non sembra ancora pronta per l'attesa ulteriore e decisiva spinta di ribasso e quindi doveva rimbalzare e continuare a distribuire. L'S&P500 ha toccato un minimo a 2647 punti ed ha chiuso a 2691.25 punti (+0.51%). Pensavamo che la tecnplogia sarebbe stata ancora abbastanza forte da risollevare il mercato - in effetti il Nasdaq100, dopo una falsa rottura sotto i 6700 punti, ha guadagnato il +0.90% ed é tornato a 6811 punti. Settimana prossima il rimbalzo dovrebbe continuare e ci aspettiamo che l'S&P500 torni sui 2730-2750 punti e continui a distribuire. In teoria anche le borse europee dovrebbero recuperare terreno. Bisogna però osservare la reazione alle elezioni politiche italiane e alla conferma delle formazione di un governo di grande coalizione (CDU - SPD / Groko) in Germania prima di  poter dire se l'Europa sovraperformerà o sottoperformerà l'America. Le premesse sono che la debolezza relativa continui e quindi il rimbalzo dell'Eurostoxx50 e colleghi sarà anemico. Per il momento partiamo dall'ipotesi di un rimbalzo fino ai 3400-3425 punti di Eurostoxx50. Le prospettiva a medio termine si sono però deteriorate dopo che la scorsa settimana le borse sono ricadute e il mese di febbraio é terminato con una performance negativa. Nelle prossime settimane gli indici azionari delle maggiori borse europee ed americana devono cadere su un nuovo minimo annuale con panico e un impennata degli indicatori di sentiment. Solo il Nasdaq100 potrebbe salvarsi.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.32% a 3324 punti              
DAX                         -4.57% a 11913 punti
SMI                          -3.57% a 8628 punti
FTSE MIB                  -3.35% a 21912 punti
S&P500                    -2.04% a 2691.25 punti
Nasdaq100               -1.24% a 6811 punti

Venerdì le borse europee durante la seduta ufficiale non hanno dato segnali di reazione. Secondo gli indicatori gli indici sono ipervenduti e si trovano sotto i bordi inferiori delle Bollinger Bands. Di conseguenza un rimbalzo é molto probabile anche perché l'America si é mossa anticipatamente in questa direzione. Se lunedì, come pensiamo, gli indici europei tornano sopra i precedenti minimi del 9 febbraio, é molto probabile che non avremo solo un breve rimbalzo di alcune ore ma un rialzo di corto termine di almeno tre sedute. I massimi dell'inizio della settimana (26-27 febbraio) non verranno però più superati.
L'S&P500ha aperto in calo a 2663 punti e nei primi 15 minuti di contrattazioni é caduto sul minimo a 2647 punti - poi ha recuperato. Alle 17.30, quando ha chiuso l'Europa, era a 2663 punti - strano che Eurostoxx50 e colleghi hanno reagito poco. Poi ha continuato a salire e verso le 18.00 ha raggiunto i 2675 punti. È oscillato su questo livello fino alle 21.30 e infine si é involato fino al massimo a 2696 punti. Ha chiuso a 2691.25 punti (+0.51%) in quello che risulta essere un'altro reversal - questa volta positivo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4675 su 2070, NH/NL a 300 su 657 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 19.59 punti (-2.88) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.71 (MM a 10 giorni a 0.63 e in aumento). I dati sul sentiment rimangono abbastanza buoni e questo ci dice che esaurito il rimbalzo e la fase di distribuzione ci deve ancora essere una possente spinta di ribasso. La tendenza di fondo della borsa americana é da neutra a negativa con il 29.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 53.90 punti.
Da fine gennaio l'analisi tecnica funziona bene e riusciamo nuovamente a prevedere con anticipo e sufficiente precisione le oscillazioni dei mercati specialmente in America. Stiamo ritrovando la fiducia nei nostri mezzi dopo che il lungo rialzo del 2017 aveva praticamente ibernato l'analisi tecnica - qualsiasi segnale non aveva conseguenze in un mercato che sembrava conoscere solo una direzione. Ora invece rialzisti e ribassisti si stanno dando battaglia ad armi praticamente pari e operare in borsa long e short sta ridiventando divertente, interessante e profittevole.

Commento del 2 marzo

Il supporto a 2700 punti era troppo ovvio - oggi dovrebbe verificarsi un minimo intermedio

Ieri gli indici azionari sono nuovamente caduti piuttosto pesantemente. Sia in Europa che in America le borse hanno ceduto e hanno terminato la giornata con sostanziali perdite. Crediamo che questo calo non sia ancora l'inizio della spinta di ribasso che deve portare le borse a marzo su un nuovo minimo annuale - piuttosto questa volatilità e nervosismo fanno parte della fase di distribuzione. Di conseguenza ci aspettiamo che la caduta delle ultime tre sedute finisca oggi e che settimana prossima ci sia ancora un rimbalzo. Questa previsione é sostenuta dalla presenza di supporti intermedi (Eurostoxx50 a 3375 punti, DAX a 12000 punti, S&P500 a 2650 punti) e dal fatto che i tassi d'interesse sono tornati a scendere.

Sui grafici delle borse europee ieri sono apparse lunghe candele rosse - gli indici azionari sono caduti piuttosto pesantemente e hanno chiuso poco sopra i minimi giornalieri. L'Eurostoxx50 é sceso a 3399 punti (-1.16%) - il DAX é crollato a 12191 punti (-1.97%). Non c'é molto da dire - non ci aspettavamo già ieri questa caduta ma considerando la situazione tecnica generale il calo non é una sorpresa.
Nel dopo borsa gli indici sono scesi decisamente più in basso - oggi, ultima giornata della settimana, la discesa deve continuare almeno stamattina. In un ottica a medio termine bisogna restare short - nel corso del mese le borse devono testare i minimi annuali e come abbiamo indicato in precedenti commenti le borse europee devono scendere decisamente più in basso. A corto termine però si possono realizzare i guadagni - traders aggressivi possono oggi comperare sui supporti o poco sotto.

Pensavamo che il supporto intermedio a 2700 punti di S&P500 (-1.33% a 2677.67 punti) avrebbe retto al primo attacco. Ci siamo sbagliati ma questo é un peccato veniale. La previsione di massima é corretta e sapevamo che indovinare le oscillazioni di corto termine in una fase di distribuzione é estremammente difficile. Spesso movimenti di 1%-2% sono legati a fattori emozionali o notizie imprevedibili. Dall'andamento della seduta notiamo che troppi traders erano ancora long con stop loss sui 2700 punti. Il supporto ha retto fino alle 19.00 - poi, una volta rotta la diga, la caduta é stata veloce e definitiva. L'S&P500 ha toccato un minimo a 2659 punti, é rimbalzato una ventina di punti ed é poi oscillato fino alla chiusura a 2677 punti. Il Nasdaq100 (-1.51% a 6750 punti) si é comportato in maniera simile con un minimo giornaliero a 6696 punti. La reazione dai minimi é stata evidente e probabilmente qui la borsa americana cercherà di fare base e nuovamente rimbalzare.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2417 su 4352, NH/NL a 221 su 786 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é salita a 22.47 punti - la CBOE Equity put/call ratio é lievitata a 0.72. Il quadro generale é quello di una normale seduta negativa in un ribasso di corto termine. Non vediamo una particolare pressione di vendita che possa farci prevedere un'accelerazione al ribasso. I tassi d'interesse sono tornati a scendere mentre il cambio EUR/USD é risalito stamattina a 1.2260. Ieri il cambio é sceso su un minimo a 1.2155 ma già in serata era tornato a 1.2210 - il supporto a 1.22 regge ma la tendenza di fondo sta diventando neutra.

Stamattina le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei crolla del -2.71% - Shanghai perde al momento il -0.6%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2679 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3372 punti. Le borse europee apriranno con perdite di circa il -0.8%. Stamattina dopo una debole apertura tenteranno un recupero. Poi dipende cosa decideranno di fare gli americani. Ieri l'S&P500 é sceso fino ai 2659 punti di minimo - é possibile che oggi ci sia un test del supporto a 2650 punti prima di un'altro rimbalzo tecnico di qualche giorno. Ricordiamoci però che un ribasso é caratterizzato da minimi e massimi discendenti - questo significa che l'S&P500 non tornerà più sopra i 2789 punti (massimo di martedì) e che in seguito scenderà sotto i 2532 punti (minimo del 9 febbraio).

Commento del 1. marzo

Maggiori volumi al ribasso

Ieri le borse hanno avuto un'altra giornata negativa. Le perdite sono risultate modeste ma sufficienti per confermare che la spinta di rialzo dal minimo del 9 febbraio é terminata. È iniziata l'attesa fase di distribuzione - questo significa che gli indici azionari devono oscillare in laterale in maniera piuttosto casuale con una serie di sedute positive e negative. Distribuzione significa anche che il prossimo movimento significativo deve essere al ribasso. Le borse stanno seguendo lo scenario che abbiamo presentato già nel commento tecnico del 10-11 febbraio - i minimi annuali del 9 febbraio devono essere ritestati e questo dovrebbe avvenire nel mese di marzo appena iniziato. Per il momento la situazione si sviluppa come previsto specialmente a livello psicologico - oscillatori e indicatori di sentiment ci forniscono segnali affidabili - questo non era il caso nella lunga fase di rialzo tra novembre 2016 e gennaio 2018 - ora l'ipercomperato ha un effetto e questo é un segno evidente che i tempi stanno cambiando.

Ieri le borse europee hanno aperto e chiuso più o meno sullo stesso livello e poco sopra il minimo giornaliero. A fine giornata l'Eurostoxx50 ha perso 19 punti ed é sceso a 3439 punti (-0.55%) - é una perdita modesta ma l'indice si é allontanato sensibilmente dai 3475 punti (chiusura del gap) ed é tristemente tornato sotto le medie mobili a 50 e 200 giorni. Le borse europee hanno cambiato direzione sui nostri obiettivi per il rimbalzo che si situavano a 3450-3560 punti (poi "aggiustati" a 3475 punti) di Eurostoxx50 e 12600 punti di DAX (-0.44% a 12435 punti). Non vediamo una particolare pressione di vendita e quindi non pensiamo che si debba già ora sviluppare l'attesa spinta di ribasso verso nuovi minimi annuali. È però evidente che la tendenza di fondo da neutra sta virando nuovamente sul ribasso. Gli indici stanno ricominciando a cadere dopo un rimbalzo inferiore al 50% della precedente spinta di ribasso, senza che la RSI potesse tornare sopra i 50 punti e con MM a 50 e 200 punti che stanno ruotando verso il basso.
L'SMI svizzero (-0.96% a 8906 punti) é da due giorni particolarmente debole ed é caduto sul supporto intermedio a 8900 punti. Spesso la borsa svizzera, con i suoi titoli difensivi nei settori della farmaceutica ed alimentare, ha mostrato la strada al resto dell'Europa. Se l'SMI rompe al ribasso é un cattivo segno - Eurostoxx50 e colleghi dovrebbero seguire con un certo distacco temporale.
Il cambio EUR/USD é sceso a 1.2190. Il cambio "balla" sul supporto a 1.22. Se il supporto viene definitivamente rotto il cambio scenderà a 1.20. Questo avrà implicazioni sul trend che da rialzista passerà a neutro per la prima volta da maggio dell'anno scorso.

Anche a Wall Street c'é stata una seduta di ribassi. Questo ci ha sorpreso poiché ci aspettavamo una seduta di assestamento e senza sostanziali variazioni. L'S&P500 (-1.11% a 2713.83 punti) resta però ampiamente nel canale 2700 - 2800 punti e quindi questo movimento rientra in quello che era possibile e preventivabile. Una settimana fà l'S&P500 era a 2701 punti - per saldo non si é mosso di molto.
L'S&P500 ha aperto a 2756 punti - nelle prime due ore di contrattazioni é salito a 2760 punti ed é sceso a 2739 punti. Poi si é limitato ad oscillare intorno ai 2757 punti fino alle 20.00. A questo punto i ribassisti hanno preso decisamente l'iniziativa e l'S&P500 é sceso fino alla chiusura a 2713 punti. La tecnologia (Nasdaq100 -0.67% a 6854 punti) si é comportata meglio. Fino a quando questo settore mostra forza relativa é poco probabile che si sviluppi l'attesa seconda spinta di ribasso. Ci sarà da preoccuparsi quando ci sarà una seduta con una perdita del Nasdaq100 decisamente superiore a quella dell'S&P500. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1574 su 5195, NH/NL a 245 su 550 e volume relativo a 1.1. Notiamo che da un mese i volumi durante i ribassi sono decisamente più alti che durante le fasi di rialzo - é evidente da quale parte c'é più forza e partecipazione e in quale direzione si muoverà il mercato una volta che questo periodo di distribuzione terminerà. La volatilità VIX é balzata a 19.85 punti (+1.26) - la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.67.

Stamattina le borse sono ancora indecise. Verso le 07.00 il future sull'S&P500 era a 2708 punti (-6 punti) - ora la situazione si é ribaltata - il future é risalito a 2717 punti (+3 punti). Le borse asiatiche sono miste (Nikkei -1.58% / Shanghai +0.6%). L'Eurostoxx50 vale ora 3426 punti. Le borse europee apriranno in calo (-0.4%) ma meglio di quanto ci si poteva aspettare. Se come pensiamo il cambio EUR/USD difende il supporto a 1.22 ed i tassi d'interesse rimangono stabili é probabile che oggi per saldo le borse si muovano poco e termineranno la giornata senza sostanziali variazioni.

Commento del 28 febbraio

Brillante intervento di Powell al Congresso - chiaro, sicuro, deciso e pragmatico - per questo alle borse non é piaciuto

Ieri il nuovo responsabile della FED Jerome Powell ha testimoniato davanti ad una commissione del Congresso. Secondo noi é stato brillante - abbiamo seguito i suoi ragionamenti e abbiamo capito le sue intenzioni. Dopo anni di frasi sibilline dei suoi predecessori di formazione accademica Greenspan, Bernanke e Yellen, Powell si é espresso in maniera chiara e sicura. Ha detto apertamente come stanno le cose. Alzerà i tassi d'interesse gradualmente - finora la FED prevede quest'anno tre aumenti - lui però da inizio anno constata un irrobustimento della crescita economica - se l'innanzamento del costo del denaro sarà più veloce del previsto non dipende solo da lui ma anche dall'opinione dei suoi colleghi - per il resto ha rimandato tutti alla prossima seduta del FOMC che si terrà tra tre settimane. Powell ha ammesso che la politica fiscale e l'indebitamento dello Stato americano non sono sostenibili. Infine si é rifiutato di rispondere a domande non di sua competenza spiegando in maniera chiara e comprensibile quali sono i compiti e responsabilità della FED e indirettamente cosa invece ricade nell'ambito della politica. Lui deve favorire la crescita economica ed il pieno impiego  ed evitare un surriscaldamento - contemporaneamente deve raggiungere l'obiettivo di un 2% d'inflazione - non può combattere le disuguaglianze di reddito tra la popolazione o decidere cosa faranno le società con gli sgravi fiscali proposti da Trump e dai repubblicani e accettati in votazione dal Congresso.
L'impressione é che Powell intende perseguire il suo mandato senza eccessivi riguardi per i mercati finanziari - i tempi in cui la FED intenzionalmente favoriva il rialzo delle borse con l'obiettivo di creare ricchezza e stimolare i consumi sembrano passati.
Questo discorso chiaro non é piaciuto agli investitori che preferivano le bugie della Yellen e l'ambiguità dei suoi predecessori. Si pensava che qualsiasi cosa succedesse la FED sarebbe corsa in soccorso dei mercati finanziari. Powell invece ha definito distintamente le responsabilità di ognuno, con una chiara divisione di compiti tra Banca Centrale e politica e ha fatto capire che non esiste una soluzione magica per uscire dalla difficile attuale situazione - i tassi d'interesse sono rimasti troppo bassi troppo a lungo e tornare alla normalità sarà sotto certi aspetti doloroso - l'economia americana é però secondo lui sana e robusta e lui é ottimista. Durante la testimonianza di Powell i tassi d'interesse sono cominciati a salire e la borsa a scendere - l'S&P500 ha chiuso sul minimo giornaliero a 2744.28 punti (-1.27%) - nulla di grave - ha perso solo quello che aveva guadagnato lunedì - la reazione delle borse é però sintomatica.

Le borse europee hanno avuto un'altra seduta deludente. Dopo il +1.18% dell'S&P500 lunedì, Eurostoxx50 e colleghi hanno aperto sul massimo giornaliero. Subito però hanno fatto marcia indietro e la mattina tra le 10.00 (DAX) e le 12.00 (Eurostoxx50) hanno toccato i minimi giornalieri. Nel pomeriggio hanno recuperato e chiuso con modeste perdite. Malgrado che in alcuni casi gli indici azionari abbiamo toccato dei nuovi massimi marginali per questa spinta di rialzo, é evidente che le borse europee faticano a salire più in alto e tendenzialmente stannno distribuendo - i 3475 punti di Eurostoxx50 (-0.15% a 3458 punti) ed i 12600 punti di DAX (-0.29% a 12490 punti) sembrano il limite massimo del rimbalzo dal minimo del 9 febbraio. Ora gli indici devono oscillare in laterale.
L'Eurostoxx50 ieri sera alle 22.00 valeva 3442 punti.
Altri dettagli li trovate nei commenti serali dei mercati europei.   

L'S&P500 ha aperto invariato sui 2479 punti e nella prima ora di contrattazioni é lievitato fino ai 2489 punti. Poi, mano a mano che Powell esprimeva le sue opinioni, l'S&P500 ha cambiato direzione e ha cominciato a scendere. Ad ondate é caduto fino a 2744.28 punti (-1.27%) e ha chiuso. Il Nasdaq100 (-1.27% a 6900 punti) lo ha copiato. Più pesanti sono state le perdite del DJ Trasportation (-2.28%) e del DJ Utilities (-1.71%). In generale le vendite hanno colpito tutti i settori ma non abbiamo osservato una particolare pressione. La seduta al NYSE é stata negativa mo non pessima - A/D a 1195 su 5604, NH/NL a 467 su 298 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 18.59 punti (+2.79) - la CBOE Equity put/call ratio é tornata sopra la media a 0.63.
La reazione negativa alle parole di Powell era scontata. È possibile che questa ricaduta sotto i 2750 punti rappresenti la fine del rialzo di corto termine ma non siamo sicuri - gli indicatori sono contraddittori e il nuovo massimo a 2789 punti lascia aperta la strada per i 2800 punti. Vedremo se oggi i ribassisti sfrutteranno il vantaggio della chiusura sul minimo o se invece riappariranno i rialzisti tentando di sfruttare il pull back per ulteriori acquisti. In linea di massima però la nostra previsione non cambia - ci aspettiamo una distribuzione indicativamente tra i 2700 ed i 2800 punti punti di S&P500. Non pensiamo che i tempi siano già maturi per un'altra spinta di ribasso.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei ha perso il -1.38% - Shanghai sta scendendo del -1%. Si vedono anche però indici in territorio positivo. Il future sull'S&P500 stamattina presto era a 2745 punti - ora (08.15) e salito a 2747 punti (-1 punto). Si preannuncia una seduta di assestamento. L'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 3436 punti (ca. -0.6%). Non crediamo che nel corso della giornata la situazione debba peggiorare. Al contrario - una risalita del cambio EUR/USD (1.2230) dovrebbe aiutare i listini europei e le azioni delle banche dovrebbero fare bene grazie ad un leggero aumento dei tassi d'interesse.

Commento del 27 febbraio

L'S&P500 sale verso i 2800 punti - l'Europa resta indietro

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta positiva - niente però in confronto all'America. Il guadagno di +0.76% dell'Eurostoxx50 (3463 punti) impallidisce tra il +1.60% di venerdì ed il +1.18% di ieri sera dell'S&P500 (2779.60 punti). Evidentemente la spinta di rialzo dal minimo del 9 febbraio non é finita e ha ancora del potenziale. Gli indici azionari europei hanno però toccato i nostri obiettivi ieri mattina verso le 09.30 e poi non hanno più combinato nulla - le candele sui grafici sono rosse e mostrano che gli indici hanno chiuso sotto i livelli d'apertura - in linea di massima é stata una giornata senza tendenza durante la quale ha guadagnato chi era long in anticipo e non chi ha comperato all'apertura dei mercati. Noi abbiamo aperto delle posizioni short a 3460 punti di Eurostoxx50 e a 12600 punti di DAX (+0.35% a 12527 punti) - In un ottica a medio termine pensiamo che questa sia la giusta strategia malgrado che a corto termine ci possono ancora essere delle modeste spinte di rialzo in scia a Wall Street. Gli indicatori sono misti e contraddittori e a livello di grafici esiste spazio verso l'alto. È però indiscutibile che l'Europa mostra debolezza relativa e appena il rally in America si fermerà le borse europee rischiano di cadere.
Agli investitori sembrano piacere poco l'Italia (FTSE MIB +0.15% a 22706 punti) e il settore bancario (+0.06% a 134.11 punti). Intuiamo le ragioni e constatiamo la debolezza di questi comparti e la loro sottoperformance nei riguardi del resto dell'Europa. Ormai questa sembra essere una costante che dovrebbe proseguire nell'immediato futuro. Solo chi desidera speculare sul risultato delle elezioni politiche del 4 marzo può essere long FTSE MIB - tecnicamente questo mercato é da evitare.
Ieri sera abbiamo riesaminato i grafici e fatto delle ipotesi per il caso in cui, come sembra, l'S&P500 possa salire a 2800 punti. L'Eurostoxx50 dovrebbe chiudere il gap a 3475 punti - ieri ha toccato un massimo giornaliero a 3470 punti - stamattina (08.00) vale 3471 punti. Il DAX ieri ha toccato i 12600 punti - la MM a 200 giorni a 12739 punti sembra un ostacolo insormontabile.
In linea di massima vale ancora il nostro scenario di base - il rialzo dovrebbe fermarsi, gli indici dovrebbero distribuire in laterale e a marzo ci dovrebbe essere un'altra spinta di ribasso. Basandoci su esempi del passato questo succede nell'80% dei casi. Dobbiamo unicamente rivedere questa previsione (e considerare il restante 20%) se un qualche importante indice riuscisse a raggiungere un nuovo massimo storico. Teniamo d'occhio la tecnologia negli Stati Uniti e l'indice Nasdaq100.

In America c'é stata un'altra seduta di decisi rialzi. L'S&P500 ha aperto in gap up a 2758 punti, é sceso a 2754 punti verso le 16.30 e poi é salito fino a fine giornata - ha toccato un massimo a 2780 punti ed ha chiuso a 2779.60 punti (+1.18%). Ha semplicemente saltato la resistenza a 2750 punti. Si é quindi attivata la variante positiva presentata nell'analisi del fine settimana che prevede un'estensione fino ai 2800 punti. Il Nasdaq100 é balzato a 6989 punti (+1.34%) - il massimo storico del 26 gennaio a 7023 punti si avvicina rapidamente. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4818 su 1985, NH/NL a 485 su 171 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 15.80 punti - la CBOE Equity put/call ratio é di nuovo bassa a 0.59. Gli oscillatori segnalano che il mercato é nuovamente ipercomperato e gli indicatori di sentiment mostrano che torna l'ottimismo. Ieri sera abbiamo osservato una prima divergenza - l'indice DJ Utilities, che reagisce ai tassi d'interesse, ha perso il -0.30%. Abbiamo quindi l'impressione che il rialzo a New York si deve ora esaurire - probabilmente oggi le borse si fermeranno in attesa di sentire cosa ha da dire Jerome Powell nella sua testimonianza davanti al Congresso (16.00).

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha guadagnato il +1.04% - Shanghai cede la momento il -1.1%. Il future sull'S&P500 é a 2778 punti (-6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora (08.30) 3470 punti - aprirà sul massimo di ieri con un guadagno del +0.2% - poco considerando che nel frattempo la borsa americana ha guadagnato ancora un +1%. Come nelle precedenti sedute crediamo che dopo la buona apertura le borse europee si sgonfieranno - dovrebbero tornare in pari e poi aspettare nel pomeriggio la reazione di Wall Street al discorso del capo della FED. A livello di cambi e tassi d'interesse regna la calma.

Aggiornamento del 26 febbraio

Borse care e tecnicamente fragili - possono però ancora salire un +2%

Sabato la Berkshire Hathaway del famoso investitore Warren Buffett ha pubblicato il rapporto annuale. La società, che capitalizza circa 500 Mia di USD, ha 116 Mia di USD in contanti. Buffett si lamenta di non trovare società sulle quali investire. La ragione - le eccessive valutazioni. Secondo lui le aziende a maggiore capitalizzazione sono semplicemente troppo care e i prezzi sono gonfiati dopo anni di riaquisti di azioni proprie da parte delle società stesse. Non possiamo che essere d'accordo.
Nell'analisi del fine settimana abbiamo dimenticato di parlare dei volumi. In generale i volumi di titoli trattati sono stati alti durante la caduta tra la fine di gennaio ed il 9 febbraio e sono diminuiti nel recupero delle ultime due settimane. Venerdì il volume relativo é stato di 0.85 in una giornata durante la quale l'S&P500 ha guadagnato il +1.60%. Questo ci dice che il ribasso ha avuto maggiore partecipazione che il successivo rialzo - é probabile che i venditori riappariranno relativamente presto.
Nell'analisi del fine settimana abbiamo presentato una scenario positivo ed uno negativo. In quello positivo l'S&P500 (2747 punti) può salire ancora fino ai 2800 punti prima di cadere. In quello negativo un massimo intermedio é stato già raggiunto e deve proseguire l'oscillazione in laterale di tipo distributivo prima che a marzo si sviluppi l'attesa seconda spinta di ribasso. La decisione deve verificarsi oggi negli Stati Uniti.
Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +1.22% - Shanghai sta salendo del +1.2%. Il future sull'S&P500 verso le 07.30 era a 2753 punti - ora é scivolato a 2751 punti (+3 punti). Le borse europee apriranno con plusvalenze di circa il +0.5% - l'Eurostoxx50 vale ora 3458 punti. Non crediamo che stamattina possano salire sensibilmente più in alto. Vi invitiamo a leggere i commenti delle 14.00 sugli indici americani nei quali daremo le indicazioni per la seduta odierna a Wall Street - la tendenza della settimana non é ancora chiara.
Martedì alle 16.00 il nuovo capo della FED Jerome Powell testimonierà davanti al Congresso e darà la sua opinione su economia e politica monetaria. Questa é la prima apparizione pubblica di Powell e le sue parole verranno soppesate con attenzione per cercare di conoscere le sue intenzioni. Gli investitori temono un aumento troppo veloce dei tassi d'interesse che potrebbe far deragliare la crescita economica e destabilizzare i mercati finanziari.

Commento del 24-25 febbraio

Gli indici azionari hanno raggiunto i livelli superiori dei canali d'ascillazione - l'America può ancora salire

Venerdì le borse europee hanno avuto un'altra seduta senza una direzione precisa. Gli indici hanno aperto bene, sono ricaduti in negativo fino a metà giornata, sono saliti sul massimo giornaliero verso le 15.00 e poi, visto che l'indizio di sedute a Wall Street era piatto, si sono nuovamente sgonfiate fin verso le 16.20. Sul finale gli investitori hanno nuovamente cambiato idea e gli indici sono tornati sul livello d'apertura e hanno chiuso con moderati guadagni. Sui grafici appaiono delle piccole candele senza corpo che indicano equilibrio ed indecisione. Ci sono però segnali positivi - i massimi della giornata su Eurostoxx50 (+0.28% a 3441 punti) e DAX (+0.18% a 12483 punti) corrispondono anche a dei nuovi massimi marginali per la spinta di rialzo iniziata dai minimi del 9 febbraio. Come pensavamo esiste ancora un certo potenziale di rialzo e gli indici si avvicinano al bordo superiore dei canali d'oscillazione - secondo le nostre stime l'Eurostoxx50 poteva risalire a 3460 punti - il DAX a 12600 punti. La borsa americana ha avuto un'ottima seduta ed é partita decisamente al rialzo nella seconda parte della giornata. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva di conseguenza 3456 punti - il DAX 12543 punti - é quindi probabile che all'inizio di settimana prossima gli obiettivi verranno raggiunti. Gli indicatori non forniscono segnali particolari - ci dicono unicamente che una modesta continuazione del rialzo é possibile specialmente se l'America da il buon esempio. Vediamo a che punto siamo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.41% a 3441 punti              
DAX                         +0.26% a 12483 punti
SMI                          -0.43% a 8948 punti
FTSE MIB                  -0.55% a 22672 punti
S&P500                    +0.55% a 2747.30 punti
Nasdaq100               +1.86% a 6896 punti

Per giorni abbiamo ripetuto che l'S&P500 stava difendendo con successo il supporto intermedio a 2700 punti. Poiché il quadro generale tecnico era costruttivo ci aspettavamo che l'S&P500 salisse verso il nostro target a 2750-2760 punti. Mercoledì e giovedì l'S&P500 si é fermato poco sopra i 2700 punti - venerdì é finalmente partito al rialzo e con un'unica robusta spinta é salito a 2747.30 punti (+1.60%). L'indice é tornato sopra la MM a 50 giorni e la chiusura sul massimo giornaliero ci dice che probabilmente vuole salire ancora più in alto. Farebbe anche senso - per giorni i ribassisti hanno provato senza successo a far scendere l'indice sotto i 2700 punti - ora stanno battendo in ritirata come mostrano bene i dati sul sentiment (VIX a 16.49 punti (-2.23 punti), CBOE Equity put/call ratio a 0.62 con MM a 10 giorni a 0.65). Non crediamo che questo effetto possa sparire in una giornata e quindi ci aspettiamo che l'S&P500 possa salire più in alto. Quanto più in alto ? - é valida la nostra stima a 2760 punti? Non lo sappiamo - secondo il grafico l'S&P500 ha la strada aperta fino ai 2800 punti. È un +2% dalla chiusura di venerdì. Il rialzo viene ancora trascinato dal settore tecnologico. Il Nasdaq100 venerdì é balzato a 6896 punti (+1.99%) - chiudere la posizione short a 6800 punti e riaprirla a 6890 punti si é rivelata finora una buona operazione. Il problema é che se il Nasdaq100 non si ferma sulla resistenza intermedia a 6900 punti salirà sicuramente a testare il massimo storico del 26 gennaio a 7023 punti - mancano 127 punti o il +1.8%. La conclusione é semplice - se lunedì il rialzo continua l'S&P500 salirà fino a ridosso dei 2800 punti mentre il Nasdaq100 raggiungerà un nuovo massimo storico marginale. L'alternativa é che lunedì le borse ripartano al ribasso - la seduta di venerdì ci dice che questo é improbabile - lo scenario generale a medio termine che prevede una distribuzione in laterale e un test dei minimi annuali a marzo suggerisce invece che questa variante non é da sottovalutare e da scartare a priori.
Venerdì la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5354 su 1426, NH/NL a 268 su 249 e volume relativo a 0.85. La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 41.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 56.86.

Se gli indici azionari americani salgono ancora un +2% come reagiranno le borse europee? In generale l'Europa é più debole dell'America. Il rimbalzo dal minimo del 9 gennaio é anemico e manca di forza e partecipazione. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica resta su sell. Settimana scorsa il calo di 1 cts del cambio EUR/USD (1.2305) non ha avuto evidenti benefici. Il settore bancario marcia sul posto (SX7E -0.28% a 134.05 punti, performance settimanale del -0.10%) mentre la BCE dà segni di nervosismo. In Lettonia la terza banca del Paese viene liquidata poiché sull'orlo del fallimento e il Presidente della Banca Centrale é stato arrestato sotto l'accusa di corruzione. Le banche greche sono state invitate a ridurre più velocemente i NPL a bilancio e a rispettare gli impegni presi. I media internazionali osservano con apprensione lo sviluppo della situazione politica italiana nell'imminenza delle elezioni politiche del 4 marzo - anche questa settimana il FTSE MIB (+0.93% a 22672 punti) ha sottoperformato malgrado il balzo di venerdì. Riassumendo non pensiamo che l'Europa potrà recuperare il terreno perso nei riguardi dell'America (performance 2018: S&P500 +2.76%, Eurostoxx50 -1.80%). Molto probabilmente la correlazione positiva continuerà a funzionare e quindi se Wall Street sale l'Europa seguirà a distanza. Sul corto termine il potenziale di rialzo sembra veramente poco - probabilmente il nostro obiettivo a 3450-3460 punti di Eurostoxx50 é troppo basso - in un ottima a medio termine vendere però su questo livello dovrebbe essere una strategia vincente. In Europa manca la tecnologia che é responsabile dei 2/3 del rialzo in America e manca lo stimolo, anche psicologico, dato dalla riforma fiscale.

Commento del 23 febbraio

Borse senza direzione - non riescono a scendere - proveranno a salire ma non andranno lontano

Ieri i maggiori indici azionari hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3432 punti (+0.05%), l'S&P500 ha guadagnato 2 punti e si é fermato a 2703.96 punti (+0.10%). L'oscillazione in laterale continua e lentamente gli indicatori si stanno assestando. Molti analisti sono irritati dal fatto che i segnali sono contraddittori - questo però é normale considerando che sul corto termine le borse non vanno da nessuna parte. Sintomatici sono i movimenti durante la giornata - le borse reagiscono a notizie senza grande valore ma importanti su base emozionale e si copiano l'una con l'altra cercando di anticipare un movimento significativo che non si verifica. Ieri Jean Claude Junker, presidente della Commissione europea, si é intromesso a sproposito nelle elezioni italiane esprimento il timore che non sarà possibile formare un governo operativo. Tralasciando il fatto che probabilmente ha ragione poteva stare zitto - le borsa italiana ha reagito negativamente, é caduta di quasi il -2% e poi ha recuperato - il FTSE MIB ha perso 189 punti (-0.84%) mentre le borse europee in generale hanno marciato sul posto. Questo é un esempio di reazione emozionale sulla base di una notizia praticamente senza importanza.
Ieri per il secondo giorno consecutivo le borse europee hanno trascorso gran parte della giornata in negativo con perdite che hanno sfiorato l'1%. Poi, sorprese dal fatto che a Wall Street l'apertura era stata positiva e che gli indici azionari americani salivano, hanno recuperato. Per DAX (-0.07% a 12461 punti) e SMI (-0.24% a 8967 punti) questo non é bastato per chiudere in positivo ma mancava poco. L'Eurostoxx50 (+0.05% a 3432 punti) invece, che tratta fino alle 17.50, é riuscito ha guadagnare in extremis 2 punti. Mercoledì e giovedì i venditori sono stati attivi ma non sono riusciti a far scendere gli indici. È probabile che adesso stiano tranquilli - ora i rialzisti dovrebbero provare a migliorare i massimi delle scorse sedute. Per logica nei prossimi giorni l'Eurostoxx50 dovrebbe provare a salire a 3450-3460 punti mentre il DAX salirà verso i 12500-12600 punti. Considerando la costellazione tecnica generale dovrebbe però essere solo un movimento verso la parte alta del canale laterale.

L'S&P500 (+0.10% a 2703.96 punti) é salito fino ai 2731 punti e poi é ricaduto. A prima vista questo comportamento é deludente - l'indice é rimasto sotto la MM a 50 giorni e sotto il massimo di mercoledì. Noi però diamo maggior peso agli aspetti positivi. L'S&P500 ancora una volta ha difeso con successo il supporto intermedio a 2700 punti. Ha toccato un minimo a 2698 punti ed é rimbalzato. Due settori critici come il DJ Transportation (+0.55%) e il DJ Utilities (+0.51%) hanno guadagnato terreno e mostrano forza relativa. La stanchezza della tecnologia (Nasdaq100 +0.04% a 6761 punti) non sembra un problema. Di conseguenza restiamo dell'opinione che il prossimo movimento a cortissimo termine (1-3 sedute) deve essere un tentativo di salita dell'S&P500 a 2750 - 2760 punti. Chi ha posizioni di trading short (come per esempio noi nel portafoglio sul Nasdaq100) deve chiuderle e cercare di riaprirle un 2% più in alto.
La seduta ieri al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3115 su 3650, NH/NL a 218 su 316 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 18.72 punti (-1.30) - la CBOE Equity put/call ratio é in territorio neutro a 0.63. L'impressione generale é quella di un mercato che si sta assestando e calmando - dovrebbe restare senza tendenza ancora per parecchie sedute.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +0.62 - Shanghai sale del +0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2725 punti (+14 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3445 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.4%. Dopo due giornate opache é probabile che oggi le borse europee riusciranno a difendere le plusvalenze fino a stasera.

Commento del 22 febbraio

La FED vuole alzare i tassi d'interesse ma é preoccupata dalle eccessive valutazioni e dagli squilibri nei mercati finanziari

Ieri le borse europee hanno trascorso gran parte della giornata in negativo. Solo in serata hanno recuperato e hanno terminato la giornata vicino ai massimi giornalieri. Per la maggior parte degli indici questo ha significato una seduta in trading range e una chiusura con una leggera perdita - questo risultato corrisponde alla nostra previsioni di un'oscillazione in laterale e non necessita di ulteriori estesi commenti oltre a quelli scritti ieri sera. Da un punto di vista tecnico non c'é nulla di nuovo. Come pensavamo le borse non reagiscono ai tardivi segnali d'acquisto forniti da indicatori di momentum come il MACD tarati su tempi troppo lunghi per misurare in maniera tempestiva le veloci e forti oscillazioni delle ultime tre settimane.
L'Eurostoxx50 é sceso a 3430 punti (-0.14%) - il DAX tedesco lo ha imitato (-0.14% a 12470 punti) così come Il FTSE MIB (-0.09% a 22653 punti). L'SMI svizzero (+0.08% a 8989 punti) ha fatto meglio ma la differenza non é rilevante.
In ogni caso le borse europee hanno ricominciato a seguire da vicino l'America. È nuovamente Wall Street, dopo la pausa di lunedì, a condurre il ballo. Ieri la borsa di New York ha aperto bene ed é salita fin verso le 20.15 - poi é caduta e ha chiuso in perdita. Questo significa che l'Eurostoxx50 ieri sera alle 22.00 valeva 3409 punti contro la chiusura ufficiale delle 17.50 a 3430 punti - considerando questo sviluppo non vale la pena di perdere troppo tempo ad analizzare la seduta ufficiale in Europa.

Ieri alle 20.00 é stato pubblicato il protocollo dell'ultima seduta della FED. I responsabili della Banca Centrale americana hanno constatato che la crescita economica é robusta e intendono continuare ad alzare il costo del denaro nel 2018. D'altra parte sono preoccupati delle eccessive valutazioni dei mercati finanziari e osservano con apprensione l'insorgere di squilibri. Sanno di essere in una difficile situazione poiché una politica monetaria più restrittiva potrebbe provocare una caduta delle quotazioni delle azioni.
La borsa ha inizialmente reagito in maniera positiva a queste informazioni. L'S&P500 fino alle 20.00 era oscillato tra i 2725 ed i 2737 punti - dopo le 20.00 si é impennato fino ai 2747 punti. L'euforia é però durata poco. Dopo una ventina di minuti la borsa americana ha cambiato direzione e ha cominciato a scendere - la caduta si é fermata solo alla chiusura sul minimo giornaliero. L'S&P500 ha chiuso a 2701.33 punti (-0.55%) - questa volta anche il Nasdaq100 (-0.30% a 6759 punti) ha perso terreno. C'é stata però una costruttiva reazione del settore dei trasporti (DJ Transportation +0.30%) e in generale la seduta al NYSE é stata equilibrata (A/D a 3137 su 3605, NH/NL a 339 su 252, volume relativo a 1.0). Di conseguenza non pensiamo che sia già iniziata la seconda spinta di ribasso ma che continui la fase di distribuzione tra i 2650 ed i 2750 punti di S&P500.
A livello di sentiment non appare nulla di nuovo o di rilevante. La volatilità VIX é scesa a 20.02 punti (-0.58) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata nuovamente relativamente bassa a 0.58.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo - solo la Cina, che ha riaperto dopo giorni di festa, é in guadagno. Il Nikkei ha perso il -1.18% - Shanghai sale del +2%. Il future sull'S&P500 é a 2693 punti (-6 punti) - l'S&P500 sembra non riuscire a difendere i 2700 punti - ne riparliamo alle 14.00. L'Eurostoxx50 vale ora (08.10) 3405 punti - é sul minimo di ieri. Le borse europee apriranno con perdita intorno al -0.8%. La situazione nel corso della giornata non dovrebbe peggiorare sensibilmente. Il cambio EUR/USD scende a 1.2260 e questo dovrebbe aiutare - i tassi d'interesse sono fermi.

Commento del 21 febbraio

Borse europee in positivo grazie ai cambi - seduta negativa a Wall Street - mercati in laterale

Ieri é stata una giornata diversa dal solito. Le borse non si sono mosse assieme nella stessa direzione ma sono oscillate in maniera apparentemente disordinata. Dopo il calo di lunedì ieri le borse europee (Eurostoxx50 +0.80% a 3435 punti) hanno recuperato terreno complice il cambio EUR/USD che é sceso a 1.2350 - stamattina il rafforzamento dell'USD o l'indebolimento (dipende dal punto di vista) dell'EUR continuano (1.2325). La borsa americana era invece debole - il calo non é avvenuto durante la seduta ufficiale a Wall Street - già la mattina i futures erano in negativo e durante la giornata non sono mai riusciti a recuperare. Il comportamento delle borse non é una sorpresa - il rialzo di corto termine é finito tra venerdì e lunedì e ora é iniziato il periodo di distribuzione in laterale con un'ampia oscillazione. È normale che all'interno di questa oscillazione i movimenti siano piuttosto disordinati. Non crediamo che la seduta negativa di ieri in America (S&P500 -0.58% a 2716.26 punti) rappresenti l'inizio di una spinta di ribasso - é piuttosto la conferma che venerdì scorso l'S&P500 ha toccato un massimo intermedio a 2754 punti - riteniamo possibile che nei prossimi giorni questo massimo venga ancora marginalmente migliorato. Ieri i deludenti risultati trimestrali di Wal Mart (-10.18%) hanno pesato sui maggiori indici e appesantito i settori dei consumi e della vendita al dettaglio. Dovrebbe però trattarsi di un effetto temporaneo visto che la tecnologia (Nasdaq100 +0.13% a 6779 punti) é riuscita a guadagnare terreno malgrado la giornata negativa.

Come detto in apertura di commento le borse europee hanno avuto una giornata positiva. La seduta é stata l'opposto di quella di lunedì - gli indici hanno chiuso vicino al massimo giornaliero e con sostanziali guadagni che hanno compensato le perdite di lunedì. Sui grafici appaiono due candele parallele. L'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo massimo marginale del rimbalzo a 3436 punti - come anticipato ieri sera non pensiamo però che debba andare otre i 3450 (limite superiore del canale d'oscillazione) - 3460 punti (limite di vendita per una posizione short in portafoglio). Il DAX é salito a 12487 punti (+0.83%) - malgrado che la chiusura sul massimo suggerisca la possibilità di una continuazione verso l'alto il potenziale sembra esaurirsi a 12600 punti. Il fatto che l'indicatore MACD sia vicino ad un segnale d'acquisto non ci impressiona - il segnale sembra tardivo e una conseguenza della forte volatilità delle ultime tre settimane. Non dovrebbe rafforzarsi ma piuttosto svanire. L'SMI svizzero (+0.82% a 8981 punti) segue le borse europee - il gap tra i 9000 ed i 9100 punti resta però aperto. Il FTSE MIB italiano ieri é salito del +0.46% a 22673 punti - ha guadagnato meno che l'Eurostoxx50 (+0.80%) - lunedì aveva perso di più (-1.00% contro -0.55%) che l'indice europeo - questa debolezza relativa ci preoccupa - le elezioni politiche sembrano innervosire gli investitori esteri. Non sembra essere un problema di banche - ieri l'SX7E (+0.49% a 134.47 punti) ha frenato ma questo compensa unicamente l'esito della seduta di lunedì durante la quale l'SX7E si era comportato meglio.
È evidente che il cambio EUR/USD influenza la performance delle borse europee. L'EUR debole aiuta gli indici azionari europei - questo effetto non sarà però duraturo - dagli attuali 1.2325 il cambio dovrebbe scendere sul supporto a 1.22 e poi fermarsi.

La seduta a Wall Street é stata negativa. Non solo l'S&P500 é sceso - anche il DJIndustrial (-1.01%) e il DJTransportation (-1.54%) hanno perso terreno - solo la tecnologia si é salvata grazie al robusto contributo dei semiconduttori (SOXX +1.76%). Fino a quando gli investitori restano aggrappati a questi settori é improbabile che si sviluppi una seconda sostanziale spinta di ribasso. In teoria la distribuzione in laterale deve durare alcune settimane - i nostri occhi sono di conseguenza puntati sulla prossima seduta della FED di metà marzo - in quella occasione il nuovo responsabile Jerome Powell dovrà chiarire le sue intenzioni e la sua strategia per alzare i tassi d'interesse e ridurre la somma di bilancio della Banca Centrale.
La seduta di ieri al NYSE é stata negativa con A/D a 1857 su 4957, NH/NL a 301 su 225 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 20.60 punti (+1.14) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.66 (neutra). Non vediamo problemi imminenti - in linea di massimo crediamo che nei prossimi giorni l'S&P500 non dovrebbe scendere sotto i 2700 punti - pensiamo piuttosto che tenterà ancora una volta di salire sui 2750-2760 punti.

Stamattina alle 06.30, quando ho cominciato a lavorare, il future sull'S&P500 era a 2710 punti (-4 punti) - ora sembra che ci sia un cambio di opinione e direzione - il future é salito alle 08.10 a 2718 punti (+4 punti). Forse hanno contribuito le borse asiatiche che stanno chiudendo in positivo - il Nikkei ha guadagnato il +0.32% - le borse cinesi sono ancora chiuse. L'Eurostoxx50 vale ora 3431 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate (-0.1%). Nel corso della giornata gli indici potrebbero ancora salire e superare marginalmente i massimi di ieri.
Stasera alle 20.00 verrà pubblicato il protocollo dell'ultima seduta della FED - gli analisti cercheranno di capire se nel 2018 il costo del denaro verrà aumentato 3 o 4 volte - le borse sono molto sensibili ai tassi d'interesse e ogni accenno alla possibilitâ che la FED possa seguire una politica monetaria più restrittiva del previsto potrebbe mandare gli investitori in fibrillazione.

Commento del 20 febbraio

L'S&P500 ha toccato un massimo intermedio e significativo venerdì - le borse europee l'hanno fatto lunedì

Ieri mattina le borse europee hanno aperto al rialzo - dopo pochi minuti hanno toccato il massimo giornaliero - questo é stato probabilmente il massimo intermedio che corrisponde al massimo raggiunto venerdì sera a Wall Street. Per il resto della giornata gli indici azionari europei sono tendenzialmente scesi con bassi volumi - l'assenza degli americani si é fatta sentire. La chiusura é stata poco sopra i minimi della seduta con moderate perdite. Nulla di grave ma la spinta di rialzo di settimana scorsa si é esaurita. Ora, come preannunciato, dovrebbe iniziare un periodo di distribuzione di settimane con un'ampia oscillazione in laterale. I massimi di ieri possono essere ancora superati marginalmente - il prossimo movimento significativo dovrebbe però essere un test del minimo annuale. In teoria questo dovrebbe avvenire nel mese di marzo - gli ultimi movimenti sono stati però veloci e violenti - é possibile che le normali fasi di pausa, distribuzione e accumulazione vengano a mancare. Inoltre per un'altra spinta di ribasso e un test del minimo annuale ci vuole una ragione almeno apparente. Se questa occasione si presenterà già tra una decina di giorni o solo a marzo inoltrato non lo deciderà l'analisi tecnica.
L'Eurostoxx50 (-0.55% a 3407 punti) in pre borsa é salito fino ai 3442 punti. Ha però aperto la seduta ufficiale in positivo e con un balzo su un massimo a 3436 punti. Poi per il resto della giornata é scivolato verso il basso e la sera ha terminato la seduta vicino al minimo giornaliero e con una perdita di 19 punti. Niente di importante ma probabilmente il rimbalzo dal minimo é terminato e ora l'Eurostoxx50 é destinato ad oscillare in laterale sui 3375-3450 punti per settimane. Lo stesso vale per il DAX tedesco - l'indice ha aperto in positivo ed é balzato subito sul massimo a 12505 punti. Poi i compratori sono spariti e ad ondate regolari il DAX é sceso fino a fine giornata. Ha raggiunto un minimo a 12361 punti ed ha chiuso poco sopra (-0.53% a 12385 punti) con una perdita di 66 punti. Non escludiamo la possibilità che nelle prossime sedute il DAX provi ancora a salire sui 12600 punti. In linea di massima però crediamo che il rimbalzo dal minimo ha esaurito la sua spinta e il suo potenziale e ora il DAX deve oscillare in laterale tra i 12200 ed i 12600 punti. Questi valori sono stime per dare uno scenario di base e di riferimento. Non abbiamo chiari punti di riferimento con cui fissare i limiti di un canale d'oscillazione. Il FTSE MIB (-1.00% a 22568 punti) si trova in una situazione tecnica leggermente diversa poiché ha toccato il minimo annuale solo mercoledì scorso. Come la borsa americana venerdì, il FTSE MIB ha avuto ieri un reversal dopo aver toccato un massimo intermedio in apertura a 22860 punti. Probabilmente anche in Italia il rimbalzo dal minimo ha esaurito il suo potenziale ed é praticamente finito. La fase di distribuzione dovrebbe verificarsi tra i 22000 ed i 22800 punti circa. In genere questa fase dura settimane. Sembra però che queste fasi siano ora compresse e tutto si muova più velocemente del solito.
Ieri in America era un giorno di festa - la borsa é rimasta chiusa - nel pomeriggio però il future sull'S&P500 ha perso una trentina di punti - gli operatori hanno fatto vacanza ma sembra che i computers spinti dagli algoritmi hanno ignorato la giornata festiva. Il future sull'S&P500 la mattina ha raggiunto i 2748 punti - verso le 16.50 ha toccato un minimo a 2720 punti e verso le 17.30, orario di chiusura in Europa, veleggiava sui 2728 punti. Ora (08.10) é a 2731 punti punti.
Il cambio EUR/USD é sceso a 1.2385 - questo dovrebbe aiutare le borse europee.
Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei perde il -0.45% - le borse cinesi sono ancora chiuse. L'Eurostoxx50 vale ora 3410 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni (+0.10%). Probabilmente stamattina non succederà nulla - tutti aspetteranno il ritorno degli americani sui mercati e sarà nuovamente Wall Street a fornire un'orientazione alle borse.

Aggiornamento del 19 febbraio

Quello che ha provocato la correzione di febbraio riapparirà

Gli analisti cercano di spiegare quello che é successo nelle ultime tre settimane. Le borse hanno avuto una forte ed improvvisa correzione e poi hanno recuperato. Si parla di manipolazione della volatilità VIX e dei suoi derivati. Si parla dell'aumento dei tassi d'interesse del US Treasury Bonds decennale che si é avvicinato alla barriera del 3%. Si parla della politica fiscale e del budget della spesa pubblica degli Stati Uniti - Donald Trump e i repubblicani sembrano intenzionati a fare ulteriori debiti. Infine si guarda con forte e giustificata preoccupazione all'enorme massa di debiti accumulati dall'economia mondiale negli ultimi decenni. Nessuno sa con precisione perché le borse sono caduta. Possiamo però assicurarvi che questo fenomeno si ripeterà - una volta che il genio é uscito dalla lampada non é più possibile farlo rientrare - la calma che ha dominato nel 2017 é sparita e dobbiamo prepararci nel futuro a maggiore volatilità ed incertezza. La ragione é semplice - dopo decenni di tassi d'interesse in calo e una politica monetaria estremamente espansiva siamo vicini ad un'inversione di tendenza - questo avrà delle conseguenza poiché cambierà abitudini acquisite in decenni. Le reazioni saranno violente, imprevedibili e inattese anche perché possedere qualsiasi assets potrebbe essere una strategia perdente. Improvvisamente tutti decideranno che é arrivato il momento di vendere e nessuno vorrà più comperare. Consigliamo a tutti di sviluppare una strategia per sopravvivere in un bear market che coinvolgerà non solo le azioni ma anche e soprattuto le obbligazioni. Improvvisamente la liquidità sparirà, i rischi cresceranno e i prezzi in generale scenderanno - nel futuro é più probabile che continuerà ad esserci deflazione.
Crediamo che almeno fino a questa estate non succederà nulla di grave - dopo un test dei minimi annuali a marzo prevediamo che le borse avranno ancora una fase di rialzo a medio termine che sfocerà in un massimo a metà anno. Considerando quanto successo a febbraio possiamo anche sbagliarci. Le alte valutazioni fondamentali, specialmente in America, suggeriscono prudenza.

Oggi i mercati finanziari americani sono chiusi in occasione del Washington's Birthday o President's Day. Come d'abitudine. visto che mancano gli investitori americani, le borse europee si muoveranno poco. Apriranno in positivo e poi si fermeranno. Il future sull'S&P500 é ora a 2745 punti (+10 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3436 punti (+10 punti). In una giornata tranquilla e senza particolari eventi le borse europee stasera dovrebbero chiudere sui livelli d'apertura.
Per inciso in Cina si festeggia ancora il nuovo anno - le borse sono chiuse. Il Nikkei ha guadagnato stamattina il +1.94%.

Commento del 17-18 febbraio

La spinta di rialzo si é esaurita - ora inizia la fase di distribuzione - America più forte di Europa a causa dell'USD ?

Tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio le borse hanno svolto una profonda correzione di due settimane. Venerdì 9 febbraio gli indici azionari hanno toccato il fondo. Nella settimana appena trascorsa c'é stata una forte spinta di rialzo che ha fatto recuperare alle borse parecchio del terreno perduto. Gli indici americani hanno ritracciato circa due terzi della correzione. Gli indici europei hanno recuperato circa un terzo di quanto hanno perso dal massimo. In Europa la caduta é iniziata il 24 gennaio - l'America ha invece ancora toccato nuovi record storici il 26 gennaio e ha iniziato la correzione il 27 gennaio. Evidentemente l'America si comporta meglio che l'Europa - é caduta meno - é rimbalzata meglio. L'Eurostoxx50 da inizio anno perde il -2.17% - la performance 2018 dell'S&P500 é finora del +2.19%. In parte questa differenza si può spiegare con lo sviluppo del cambio EUR/USD. A inizio anno era a 1.2003 - una settimana fà si trovava a 1.2250 - questo venerdì si é fermato a 1.2405 dopo un massimo giornaliero e nuovo massimo annuale marginale a 1.2555. Nella settimana appena trascorso abbiamo però visto chiaramente dallo sviluppo degli indici durante le sedute che gli americani vendevano Europa e comperavano America. L'Eurostoxx50, il DAX e l'SMI sembrano aver svolto un rimbalzo tecnico dal minimo e sembrano pronti per una nuova spinta di ribasso. L'S&P500 e il Nasdaq100 sono invece in un rialzo di corto termine. Abbiamo l'impressione che questo rialzo sia puntualmente finito venerdì - in questo caso resta valido il nostro scenario di base che prevede nelle prossime settimane una fase di distribuzione prima di un test dei minimi annuali nel corso del mese di marzo. Considerando l'evidente debolezza relativa é probabile che le borse europee cadano a marzo decisamente sotto i minimi di febbraio. Crediamo che il cambio EUR/USD abbia avuto un doppio massimo e che la resistenza a 1.25-.12550 debba reggere. Ora dovrebbe verificarsi una correzione di ca. 5 cts - questo dovrebbe un pò aiutare le azioni europee. Non pensiamo però che questa basti a ribaltare la situazione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +3.06% a 3426 punti              
DAX                         +2.85% a 12452 punti
SMI                          +3.51% a 8986 punti
FTSE MIB                  +2.85% a 22797 punti
S&P500                    +4.30% a 2732.22 punti
Nasdaq100               +5.58% a 6770 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta positiva e hanno recuperato un pò di terreno rispetto all'America. Non hanno però pienamente convinto malgrado i consistenti guadagni. Gli indici erano sui massimi già verso le 10.30. Sono poi scivolati verso il basso per ore e solo grazie al recupero a Wall Street dopo una debole apertura hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri e in guadagno. Ancora una volta abbiamo visto che é Wall Street a condurre le danze. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3426 punti (+1.10%) - il massimo giornaliero é stato di 3432 punti - alle 22.00 l'indice valeva 3429 punti - una settimana fà abbiamo fissato un obiettivo per il rimbalzo a 3450-3475 punti - non abbiamo sbagliato di molto e sappiamo il perché. Lo stesso vale per il DAX (+0.86% a 12452 punti), l'SMI (+0.77% a 8986 punti) e il FTSE MIB (+1.34% a 22797 punti). Tra l'altro gli indici europei sono in genere sotto le MM a 50 e 200 giorni - quelli americani sono tornati sopra. Correzione e rimbalzo sono stati veloci e violenti - non ci fidiamo di conseguenze degli indicatori che usiamo normalmente poiché sono tarati per periodi più lunghi. Per esempio il MACD sta girando e dovrebbe fornire a metà di settimana prossima un segnale d'acquisto - tardi e probabilmente troppo tardi visto che secondo noi la fase di rialzo é praticamente terminata.

Venerdì il rialzo é proseguito fino alle 18.40. In quel momento l'S&P500 (+0.04% a 2732.22 punti) ha toccato un probabile massimo intermedio a 2754.42 punti. Crediamo che questo sia un massimo per tre ragioni. Si trova vicino ai nostri obiettivi (2700 punti o MM a 50 giorni a 2725 punti). Si é verificato quando i nostri oscillatori indicavano l'imminenza di un massimo. Durante la seduta si é quasi verificato un reversal - l'indice ha chiuso 22 punti sotto il massimo - il Nasdaq100 (-0.36% a 6770 punti) é salito fino a 6840 punti é poi é ricaduto e ha terminato la seduta con una perdita di 24 punti che piazza una candela rossa sul grafico dopo una serie di 5 candele bianche. Tra l'altro anche il DJ Transportation (-0.51%) ha chiuso in negativo.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4015 su 2728, NH/NL a 367 su 167 e volume relativo a 1.0. Questi dati non ci dicono nulla di particolare. La volatilità VIX si é fermata a 19.46 punti (+0.33). La CBOE Equity put/call ratio é stata piuttosta bassa a 0.52 - la MM a 10 giorni (0.69) sta scendendo da un massimo - questo normalmente succede all'inizio di una fase di assestamento. La tendenza di fondo della borsa americana é neutra - il 42.1% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni - il Bullish Percent sul NYSE é a 54.89.
Riassumendo ci sembra molto probabile che la spinta di rialzo iniziata dal minimo del 9 febbraio sia finita. Non possiamo ancora esserne sicuri visto che il probabile massimo si é verificato solo venerdì verso le 18.40. Lunedì prossimo la borsa americana é chiusa (Washington's Bithday) e quindi é probabile che molti traders abbiano chiuso le posizioni prima del lungo fine settimana - questo giustifica le vendite sul finale con l'obiettivo di incassare i consistenti guadagni settimanali. Conviene aspettare e vedere come inizia la prossima settimana prima di prendere iniziative. In ogni caso la settimana prossima non dovrebbe essere negativa - noi prevediamo l'inizio di una fase di distribuzione e quindi la performance settimanale dovrebbe essere più o meno in pari. Se ci sbagliamo il rialzo avrà un'estensione.
L'Europa seguirà l'America - temiamo però che la debolezza relativa persisterà. Il quadro tecnico delle borse europee a medio e lungo termine si sta deteriorando - il settore bancario (SX7E +0.86% a 134.17 punti) non reagisce più come dovrebbe all'aumento dei tassi l'interesse - l'indice SX7E fatica a staccarsi dal supporto a 130 punti. Raccomandiamo prudenza. Solo i traders possono buttarsi in operazioni long di breve durata. Gli investitori invece devono prendere in considerazione l'eventualità che quest'anno la performance sarà negativa. Temiamo che il massimo annuale sia già stato raggiunto a gennaio. L'estensione temporanea a 3700 punti, che abbiamo prospettato nelle previsioni 2018, potrebbe essere stato il massimo del 23 gennaio a 3687 punti.

Commento del 16 febbraio

L'America decolla come un razzo - l'Europa vola bassa

Ieri é stata un altra giornata positiva per le borse. Il rialzo di corto termine dal minimo di venerdì scorso continua. Tra Europa ed America si sta però aprendo un varco - L'Eurostoxx50 (+0.59% a 3389 punti) ha recuperato circa un terzo delle perdite di febbraio - l'S&P500 (+1.21% a 2731.20 punti) invece é risalito sopra la MM a 50 giorni (2723 punti), ha già superato il nostro obiettivo per questa spinta di rialzo a 2700 punti ed ha compensato più del 50% della caduta di febbraio. La borsa americana é decisamente più tonica dei mercati europei. Forse é una semplice conseguenza della debolezza dell'USD rispetto all'EUR - stamattina il cambio EUR/USD é salito su un nuovo massimo annuale a 1.2555 ed é ora a 1.2540. L'impressione é però che, in questa fase, gli investitori istituzionali comprano America mentre approfittano della fase positiva per vendere Europa. In ogni caso nell'analisi del fine settimana dovremo rivedere i nostri obiettivi. Difficilmente l'Eurostoxx50 raggiungerà i 3450-3475 punti mentre l'S&P500 sembra poter continuare la sua corsa fino ai 2750-2800 punti.

Anche ieri le borse europee hanno faticato. Gli indici azionari hanno aperto bene ma poi si sono fermati per ore - solo in tarda mattinata hanno ricominciato a muoversi al rialzo e hanno toccato un massimo verso le 11.30. Poi però sono tornati i venditori e gli indici sono scesi fino alle 17.00. Solo sul finale sono rimbalzati - questo ha permesso anche al DAX (+0.06%) di chiudere la giornata in positivo. Anche l'SMI svizzero (+0.21% a 8917 punti) e il FTSE MIB italiano (+0.28% a 22495 punti) non hanno combinato molto. Il settore bancario zoppica (+0.35% a 133.03 punti) malgrado che i tassi d'interesse continuano lentamente a lievitare.
Insomma - le borse europee sembrano salire a singhiozzo grazie al fatto che la borsa americana decolla. C'é da domandarsi cosa succederà quando il rialzo a Wall Street si esaurirà. Tecnicamente parlando le borse europee mostrano debolezza relativa e rischiano una pesante caduta quando ci verificherà la prossima spinta di ribasso.

L'S&P500 (+1.21% a 2731.20 punti) ci ha sorpreso in positivo. Pensavamo che rallentasse intorno ai 2700 punti invece ieri sera ha avuto un'altra seduta di forte rialzo ed ha chiuso sul massimo giornaliero con un guadagno di 32 punti. La tecnologia (Nasdaq100 +1.79% a 6795 punti) sta trascinando il movimento al quale partecipano tutti i settori, utilities comprese. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4951 su 1835, NH/NL a 314 su 194 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ferma a 19.13 punti (-0.13) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.61. Sinceramente non sappiamo quando e dove potrebbe esaurirsi questa spinta di rialzo. Gli oscillatori ci dicono che un massimo intermedio é temporalmente vicino. È possibile che il rialzo si fermi oggi sui 2750 punti visto che lunedì la borsa é chiusa.

Stamattina le borse vogliono salire. Il future sull'S&P500 alle 07.30 era a 2737 punti - ora é a 2739 punti (+5 punti). Il Nikkei giapponese ha guadagnato il +1.18% - la borsa cinese é chiusa in occasione dei festeggiamenti per l'inizio dell'anno. L'Eurostoxx50 vale ora 3406 punti - l'indice aprirà con un guadagno di 17 punti (+0.5%) - é poco considerando il balzo dell'S&P500 e il fatto che il massimo di ieri era a 3414 punti. In Europa si profila una seduta in trading range - in America la settimana si chiuderà con un nuovo massimo - nell'immediato l'aria é rarefatta.

Commento del 15 febbraio

L'S&P500 sale malgrado l'aumento dell'inflazione - l'Europa segue ciecamente

Ieri le borse europee hanno aperto in positivo. Subito però si sono fermate e hanno aspettato fino alle 14.30 i dati sull'inflazione americana. Nel primo pomeriggio l'Eurostoxx50 valeva 3362 punti - stava guadagnando 25 punti rispetto alla chiusura di martedì. Poi sono statti resi noti i dati - i prezzi ai consumi in America a gennaio sono saliti più del previsto mentre le vendite al dettaglio sono inaspettatamente scese. Questi dati contrastanti hanno messo le borse in fibrillazione. Gli indici sono inizialmente crollati. L'Eurostoxx50 é caduto in pochi minuti a 3319 punti. Il future si é addirittura immerso fino ai 3309 punti. Poi le borse hanno ricominciato a salire - i tassi d'interesse sembravano indifferenti ai dati economici e gli investitori hanno deciso che il tuffo degli indici azionari costituiva un'occasione d'acquisto - il rialzo di corto termine iniziato venerdì scorso é proseguito. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3369 punti (+0.87%) - probabilmente é stato frenato dal settore bancario (SX7E +0.68 a 132.56 punti). Il DAX ha fatto meglio (+1.17% a 12339 punti) - alle 14.30 c'é stato un momento di panico ed il future é caduto fino ai 12066 punti - questo mostra che gli investitori sono ancora molto nervosi e dei forti vuoti d'aria sono ancora possibili. Il FTSE MIB ha toccato un nuovo minimo annuale a 21907 punti. Poi é risalto fino ai 22433 punti (+1.81%) - probabilmente la falsa rottura al ribasso ha intensificato il successivo short covering - questa ottima performance giornaliera non significa ancora che il FTSE MIB voglia recuperare terreno e ritrovare la sua forza relativa. L'SMI é salito a 8899 punti (+1.67%) - agli investitori sono piaciuti i risultati annuali di Credit Suisse (+3.79%).
Riassumendo le borse europee hanno avuto una seduta positiva che si inserisce in maniera ideale nel rialzo di corto termine iniziato dal minimo di venerdì scorso - gli obiettivi si avvicinano e lentamente il ritmo di salita degli indici deve diminuire - ci aspettiamo nelle prossime una a due sedute gli indici si fermino e comincino a distribuire.

L'Europa ha seguito l'America che resta il mercato che conduce il ballo. Vediamo cosa é successo a Wall Street.
La borsa americana ha reagito come quelle europee. È solo che alle 14.30 si trattavano solo i futures e quindi l'effetto dei dati sull'inflazione sugli indici non si vede. Alle 14.30 il future sull'S&P500 é caduto a 2627 punti. L'indice però alle 15.30 ha aperto sul minimo giornaliero a 2648 punti ed é salito praticamente fino a fine giornata. Ha toccato un massimo a 2702 punti ed ha chiuso a 2698.63 punti (+1.34%). Ora abbiamo i seguenti punti di riferimento: la MM a 50 giorni scorre a 2721 punti - il massimo del rimbalzo di settimana scorsa é stato a 2727 punti - noi ci aspettavamo per ragioni psicologiche che la spinta di rialzo dal minimo di venerdì scorso finisse sui 2700 punti. Ieri però il mercato ha ignorato dei dati sull'inflazione in linea di massima negativi e il Nasdaq100 (+1.85% a 6675 punti) ha superato senza problemi la MM a 50 giorni a 6602 punti. La borsa sembra avere quindi più forza e slancio di quanto ci eravamo inizialmente immaginati. Il nostro scenario a medio termine non cambia - i minimi di febbraio devono essere ritestati, probabilmente in marzo - sembra però che non é ancora venuto il momento di shortare - a corto termine l'S&P500 potrebbe salire ancora un +2% prima di imballarsi.
Ieri la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5115 su 1692, NH/NL a 222 su 284 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 19.26 punti (-5.71) mentre la CBOE Equity put/call ratio é ricaduta a 0.59 - gli investitori ritrovano l'ottimismo e la voglia di speculare al rialzo - si stanno creando le premesse per la prossima spinta di ribasso.

Stamattina le borse asiatiche salgono. Il Nikkei ha guadagnato il +1.40% - Shanghai si accontenta di un +0.5%. Il future sull'S&P500 era alle 07.30 a 2707 punti - ora, alle 08.30, é a 2711 punti (+14 punti). La direzione che prenderanno oggi i mercati é evidente. L'Eurostoxx50 vale ora 3401 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.9%. Considerando che l'S&P500 é su un livello delicato non crediamo che dopo la buona apertura gli indici continueranno a salire. Sembra però che stia tornando l'ottimismo e l'opinione generale é che la caduta di inizio febbraio sia solo stato un incidente senza conseguenze. Vedremo. Pensiamo che un massimo intermedio potrebbe essere raggiunto domani sera.

Commento del 14 febbraio

La seduta negativa in Europa ci sorprende - per fortuna Wall Street rimette tutto a posto

Ieri le borse europee hanno perso un -0.5% nell'ultima mezz'ora di contrattazioni. Il risultato é stata una seduta negativa che ci ha leggermente sorpreso. Pensavamo che il rimbalzo dal minimo di venerdì scorso sarebbe durato più a lungo. L'impressione é che ci siano ancora parecchi investitori con i nervi tesi - appena c'é una nuvola all'orizzonte c'é qualcuno che vende. Forse ci sono ancora troppi traders che speculano long e abbandonano facilmente e velocemente la scommessa temendo ulteriori cedimenti. I tassi d'interesse però non salgono più e il minimo di venerdì scorso é solido. Di conseguenza a corto termine manteniamo lo scenario positivo descritto nell'analisi del fine settimana e nei commenti serali.
L'Eurostoxx50 é caduto a 3341 punti (-0.81%). Ha perso in totale 27 punti - 18 dei quali nell'ultima mezz'ora coi contrattazioni - ha chiuso sul minimo giornaliero ma con modesti volumi. Non ci aspettiamo una continuazione verso il basso ma piuttosto una ripresa del rialzo in direzione dei 3400 punti. Il DAX (-0.70% a 12196 punti) si é comportato in maniera simile - ha perso 60 punti sul finale.
L'unico aspetto che ci preoccupa é la debolezza del settore bancario - l'indice SX7E é sceso a 131.67 punti (-1.30%). Per il secondo giorno consecutivo l'indice ha mostrato debolezza relativa. Potrebbe esserci un problema in grado di contagiare i listini europei. C'é un solido supporto intorno ai 130 punti. Solo se questo supporto venisse attaccato e rotto bisognerebbe cominciare a preoccuparsi. Ovviamente la borsa italiana subisce le conseguenze della debolezza delle banche. Quella di ieri é stata la peggiore chiusura del FTSE MIB dell'anno (-1.35% a 22034 punti). Non abbiamo niente da aggiungere al commento serale: "Con questa perdita di 302 punti e la chiusura sul minimo il grafico del FTSE MIB peggiora e ci fa temere la rottura al ribasso. Strano visto che gli altri indici europei sembrano aver trovato un solido minimo venerdì scorso e ora dovrebbero lentamente risalire. È il secondo giorno che la borsa italiana mostra debolezza relativa. Forse si sta verificando quello che temevamo da tempo. L'incertezza sul fronte politico, la debole crescita economica e l'enorme debito pubblico stanno spaventando gli investitori stranieri che vendono. Conoscete la nostra opinione fondamentale negativa. Consigliamo prudenza ora che anche il quadro tecnico si sta deteriorando."

Per fortuna l'S&P500 (+0.26% a 2662.94 punti) é riuscito ieri sera a ribaltare una situazione di partenza negativa. Pensavamo che la seduta sarebbe finita con una perdita dopo l'impressionante recupero dal minimo di venerdì a 2532 punti. Invece i rialzisti non hanno mollato la presa. Formalmente si é trattato di una seduta in trading range che lascia intatto il rialzo di corto termine - l'S&P500 dovrebbe risalire sui 2700 punti prima di incontrare nuovamente resistenza da parte dei venditori.
L'S&P50 ha aperto in calo a 2645 punti. Subito é caduto sul minimo a 2637 punti ma é velocemente risalito a 2648 punti. Qui ha fatto una pausa di ore per poi balzare a metà seduta sui 2662 punti. In seguito é oscillato su questo livello fino alla chiusura (+0.26% a 2662.94 punti) con un massimo giornaliero a 2668 punti. Ancora una volta gli investitori hanno favorito il settore tecnologico (Nasdaq100 +0.46% a 6553 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4031 su 2694, NH/NL a 123 su 318 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é ferma a 24.97 punti (-0.64) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.73. Come pensavamo sta tornando la calma - il range giornaliero é in diminuzione dopo la forte volatilità di settimana scorsa.

Stamattina il Giappone ha presentato dei dati deludenti sulla crescita economica (PIL +0.5%, stime a +1.0%). La borsa (Nikkei) reagisce con un -0.48%. Le borse asiatiche in generale seguono invece gli Stati Uniti. Shanghai é in guadagno del +0.5%. Il future sull'S&P500 sale a 2668 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3358 punti - le borse europee aprirano con un balzo del +0.5%. Questo non basta a recuperare le perdite di ieri. Sembra che le borse europee perdano terreno rispetto all'America. Oggi dobbiamo studiare questo fenomeno...

Commento del 13 febbraio

Fase di assestamento

Venerdì verso le 19.40 le borse hanno toccato il fondo e hanno raggiunto un solido minimo. La correzione di febbraio é così terminata. Da questo minimo l'S&P500 é rimbalzato un centinaio di punti. Ieri le borse europee hanno recuperato questa fase di rimbalzo e sullo slancio sono salite ancora qualche punto. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +1.27% a 3368 punti. La maggior parte del guadagno si é verificato in apertura e nei primi 40 minuti di contrattazioni. Poi il mercato é semplicemente oscillato in laterale. Dopo il forte rimbalzo dal minimo ora i mercati si stanno assestando. Questo significa che cercheranno un livello di equilibrio tra il massimo ed il minimo annuali. Durante il fine settimana abbiamo descritto lo scenario per le prossime settimane - ieri sera, nei commenti sui vari indici, abbiamo dato delle indicazioni di massima su quelli che potrebbero essere dei livelli di equilibrio per le prossime sedute. I dettagli sono difficili da definire - in una decina di sedute le borse sono passate dall'ipercomperato all'ipervenduto - sono crollate dai massimi annuali o storici ai minimi annuali. Ora gli speculatori e i traders devono aggiustare le posizioni e si muovono in maniera disordinata da posizioni long a short e viceversa - la volatilità deve però diminuire e gli indici azionari assestarsi. Per gli investitori la prossima decina di sedute sarà insignificante - per saldo i cambiamenti saranno modesti.
Le altre borse europee si sono comportate come l'Eurostoxx50. DAX (+1.45% a 12262 punti) e SMI (+1.61% a 8822 punti) hanno fatto meglio. Il FTSE MIB italiano (+0.77% a 22336 punti) invece é rimasto indietro. Forse é un caso - forse é una conseguenza della debole prestazione del settore bancario (SX7E +1.01% a 133.41 punti) - forse la forza relativa mostrata nelle ultime settimane sta sparendo. Dopo solo una seduta fuori dal coro non possiamo ancora dare un giudizio definitivo - teniamo d'occhio lo sviluppo della situazione.

A Wall Street la seduta é stata positiva. A causa di un errore nel nostro calendario pensavamo che ieri fosse una giornata di festa. Invece il Washington Birthday é solo tra una settimana - si scusiamo per l'informazione sbagliata che abbiamo corretto nel corso della giornata. L'S&P500 ha aperto a 2644 punti e nella prima ora é ancora caduto a 2623 punti. Dopo aver chiuso il gap con venerdì é ripartito al rialzo e ad ondate ha raggiunto un massimo a 2672 punti. Solo finale si é sgonfiato ed ha chiuso a 2656.00 punti (+1.39%). Ovviamente la tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 +1.73%) - subito gli investitori sono corsi a comperare i "soliti" settori. La seduta al NYSE é stata molto positiva con A/D a 5058 su 1773, NH/NL a 84 su 392 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é scesa a 25.61 (-3.45) - la CBOE Equity put/call ratio é tornata normale a 0.67. I rimbalzi di settimana scorsa si erano fermati sotto la MM a 50 giorni che scorre ora a 2719 punti. È probabile che gli investitori, che imparano da quello che vedono, cominceranno a vendere prima. Crediamo di conseguenza che l'S&P500 si fermerà nei prossimi giorni sui 2650-2700 punti. A corto termine non ci aspettiamo sostanziali movimenti.

Stamattina torna la calma - l'Eurostoxx50 aprirà sui 3367 punti e quindi praticamente invariato. La spinta di rialzo dal minimo di venerdì si é spenta - il future sull'S&P500 riperde 13 punti a 2642 punti. Le borse asiatiche sono in generale in positivo (Shanghai +1.00) - solo il Nikkei ha perso il -0.75%.

Ieri sera Donald Trump ha reso noto il suo piano da 1500 Mia di USD di investimenti in infrastrutture. Ci sono però alcuni problemi. 1500 Mia non bastano per risanare l'infrastruttura americana dopo decenni di insufficiente manutenzione - secondo le stime di esperti ci vorrebbe il triplo di questa cifra. Inoltre nel progetto di Trump lo Stato Centrale dovrebbe mettere a disposizione solo 200 Mia. Il resto deve venire dai singoli Stati membri e da investitori privati - questo non é realistico. Da ultimo ci si rende conto che Donald Trump é bravo a spendere ma sta creando una voragine nei conti degli Stati Uniti già pesantemente indebitati. Alcune settimana fà i suoi progetti venivano accolti con cieco entusiasmo - ora il vento é cambiato - prevale lo scetticismo e si alzano voci critiche. La luna di miele di Donald Trump con i mercati finanziari é finita - é durata anche troppo a lungo. 
 
Aggiornamento del 12 febbraio

La discussione si sposta sul debito ed i tassi d'interesse

I media hanno discusso durante il fine settimana le ragioni della forte correzione delle borse nel mese di febbraio. Si punta il dito sul fatto che le azioni sono molto care e sull'aumento dei tassi d'interesse. Non é una novità - é solo sorprendente che gli investitori hanno ignorato questi aspetti per mesi mentre nell'euforia gli indici azionari passavano da un record al successivo. Ora ci si rende conto che i repubblicani nei prossimi anni hanno l'intenzione di continuare a fare debiti - contemporaneamente la FED intende alzare i tassi d'interesse di riferimento e diminuire la somma di bilancio lasciando scadere senza rinnovarli trillioni di titoli di Stato. Chi finanzierà nel futuro il debito degli Stati Uniti e a quale prezzo ? Nessuno ha una risposta e l'incertezza pesa sui mercati finanziari facendo lievitare i tassi d'interesse e cadere le borse. È evidente che la spensieratezza é sparita lasciando il posto ad una certa preoccupazione che renderà nei prossimi mesi i mercati decisamente volatili - forse quest'anno non rivedremo più la VIX sotto i 10 punti - accettiamo scommesse.
Stamattina sullo slancio di venerdì il future sull'S&P500 guadagna altri 16 punti a 2635 punti. Ci sembra eccessivo e unicamente una conseguenza del buon comportamento delle borse asiatiche (Nikkei chiuso, Shanghai +1.0%). I tassi d'interesse sono in leggero aumento. Di conseguenza crediamo che dopo la buona apertura (+1.2%) le borse europee ritracceranno e si fermeranno.
Pensavamo che oggi in America fosse un giorno di festa - Washington's Birthday o President Day. Invece il nostro calendario di borsa ci ha dato un'informazione sbagliata - il termine esatto é lunedì 19 febbraio.

Commento del 10-11 febbraio

L'S&P500 crolla sulla MM (media mobile) a 200 giorni e risale - reversal day e fine della correzione ?

Preciso come un orologio svizzero venerdì l'S&P500, dai 2581 punti di giovedì, é nuovamente crollato su un nuovo minimo annuale a 2532 punti. Poi é risorto come una fenice in quello che é evidentemente un key reversal day. L'indice é risalito fino ai 2638 punti ed ha chiuso a 2619.55 punti (+1.49%). La MM a 200 giorni si situa a 2539 punti - questo era l'obiettivo classico di una correzione - l'indice ha effettuato una falsa e marginale rottura al ribasso e in seguito ha mostrato una convincente reazione di 106 punti dal minimo e ha terminato la seduta con un guadagno di 38 punti. Gli alti volumi di titoli trattati (volume relativo a 1.6) confermano che questo non é solamente un rimbalzo tecnico - é molto probabile che questa correzione é finita con un solido e sostenibile minimo - l'S&P500 dal massimo storico del 26 gennaio a 2872 punti ha perso il -11.8%. Per definizione o convenzione una correzione é tale se la caduta supera il -10%.
Per terminare la correzione ci voleva panico - venerdì la volatilità VIX si é impennata fino a 41.06 punti e ha chiuso a 29.06 punti (-4.40). Il massimo di lunedì a 50.30 punti non é stato superato. Siamo però in presenza di valori molto alti e di una divergenza positiva e questo dovrebbe bastare. La CBOE Equity put/call ratio é lievitata a 0.88. Per la prima volta il valore ha superato i 0.80 come ci eravamo augurati.
Infine nel commento di mercoledì 7 febbraio vi avevamo indicato che ci sarebbe stato bisogno che anche le utilities partecipassero ad una seduta positiva in maniera da essere sicuri che anche sul fronte dei tassi d'interesse la situazione si stava distendendo - venerdì le utilities hanno guadagnato il +2.03%.
Non siamo pienamente convinti di questo rimbalzo e della solidità del minimo - la reazione sulla MM a 200 giorni é stata troppo ovvia e il settore dei trasporti non ha partecipato (-0.23%) come dovuto. È però sicuro che sul corto termine l'S&P500 deve risalire e che per un pò i ribassisti staranno tranquilli. È infine evidente che qualcosa é cambiato. Dall'elezione di Donald Trump a novembre del 2016 la borsa americana era salita con una impressionante regolarità passando da un record al successivo. Ora questa serie si é interrotta con una brutale e veloce correzione. Vediamo quali sono le consequenze e qual'é il probababile scenario per le prossime settimane e mesi.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -5.97% a 3326 punti              
DAX                         -5.30% a 12107 punti
SMI                          -5.84% a 8682 punti
FTSE MIB                  -4.46% a 22166 punti
S&P500                    -5.16% a 2619.55 punti
Nasdaq100               -5.14% a 6412 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto un'altra seduta negativa. Non vogliamo però perdere tempo con l'analisi di questa giornata. L'Europa segue l'America e quindi é molto probabile che anche le borse europee abbiamo toccato un minimo significativo e che questa correzione sia terminata. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3326 punti (-1.52%) - nel primo pomeriggio ha toccato un minimo a 3306 punti - nel dopo borsa (sulla base del valore del future) é crollato fino ai 3256 punti e alle 22.00 é risalito a 3350 punti. Vedete che le borse europee hanno raggiunto un minimo insieme all'America e formalmente hanno avuto un reversal.
Il DAX si é comportato alla stessa maniera con un minimo giornaliero verso le 14.00 a 12003 punti, una chiusura ufficiale a 12107 punti (-1.25%), un crollo nel dopo borsa fino ai 11900 punti e un valore alle 22.00 a 12212 punti. 

Ci sono parecchi esempi di correzioni nella fase terminale di un bull market o dopo una lunga fase di rialzo. In genere il comportamento dopo la prima forte correzione é un periodo di volatilità di una decina di giorni fino a tre settimane. È probabile che ora ci sia una fase di assestamento con gli indici ad oscillare tra il massimo ed il minimo della settimana appena trascorsa. Tra circa un mese dovrebbe esserci ancora un test dei minimi di venerdì. L'esito di questo test é incerto - potrebbero esserci dei minimi discendenti (vale a dire che gli indici potrebbero ancora toccare a fine febbraio - metà marzo nuovi minimi annuali) ma poi dovrebbe esserci una fase positiva fino all'inizio dell'estate. Questo é lo scenario tipico di una fase di formazione di base a W. Nelle previsioni 2008 abbiamo dichiarato che la prima correzione superiore al 10% avebbe segnato la fine del bull market iniziato nel 2009 e l'inizio di un bear market. Questa regola é ancora valida in termini generali ma bisogna andare nei dettagli. È molto probabile che il bull market stia finendo - é però possibile che nei prossimi mesi l'S&P500 salga ancora sopra i 2872 punti (record storico del 26 gennaio). Possiamo escludere l'accelerazione finale esponenziale di tipo esaustivo con obiettivo sui 3400 punti. Abbiamo più volte descritto questa variante sostenuta da Grantham e Dalio. La premessa era però una salita continua senza correzioni e il crollo dell'ultima settimana rende questo scenario decisamente improbabile. Non possiamo però a priori escludere che l'S&P500 abbia ancora una fase di rialzo fino ai 3000 punti come ipotizzato nelle previsioni 2018 - molto dipende dalla forza e partecipazione alla fase di rialzo che inizierà settimana prossima.
In generale l'economia mondiale é ancora in crescita. L'ambiente é però surriscaldato e sul fronte dei consumi esistono parecchi segnali di stanchezza. La normalizzazione della politica monetaria da parte delle Banche Centrali provoca un rialzo dei tassi d'interesse che in termini reali devono tornare positivi. Il periodo d'oro iniziato nel 2009 sta finendo e le borse anticiperanno il top dell'economia con un top degli indici azionari. Questo top potrebbe essersi verificato a gennaio di quest'anno per alcune borse forti come America (DJ Industrial, S&P500, Nasdaq), Germania (DAX) o Svizzera (SMI). Forse il top é rimandato all'estate e nuovi massimi storici marginali sono ancora possibili. Il potenziale di rialzo é però modesto mentre i rischi di ribasso, come ha dimostrato il mese di febbraio, sono invece considerevoli.
Riassumendo nell'immediato i mercati azionari hanno trovato un solido minimo. Nelle prossime settimane la borse dovrebbero recuperare e quindi i traders devono tendenzialmente operare long. I minimi di venerdì verranno nelle prossime settimane ritestati. Non crediamo però che sia già iniziata una sostenibile e duratura fase di ribasso malgrado che la tendenza di fondo della borsa americana sia diventata ribassista (19.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percenti Index sul NYSE a 47.90). È probabile che insieme ad una fase di ribasso dei tassi d'interesse dopo l'impennata di gennaio, le borse abbiano ancora una fase positiva fino a metà anno. Gli investitori devono però, in un ottica di lungo termine, cominciare a ridurre la posizioni azionarie. I rimbalzi delle prossime settimane e le fasi positive dei prossimi mesi devono essere utilizzate per vendere. Si deve unicamente comperare nell'ottica di posizioni long della durata di settimane - massimo mesi. Grazie all'analisi tecnica sarà possibile fare delle interessanti operazioni di trading.

Pensavamo che lunedì in America fosse un giorno di festa - Washington's Birthday o President Day. Invece il nostro calendario di borsa ci ha dato un'informazione sbagliata - il termine esatto é lunedì 19 febbraio.
In Europa avremo una seduta positiva. Dopo la buona apertura é però probabile che non succeda più nulla.

Commento del 9 febbraio

L'inevitabile seconda spinta di ribasso é già arrivata - manca il panico

Le fasi si stanno susseguendo a ritmo serrato. Al rimbalzo di martedì e mercoledì ieri é già seguita l'attesa seconda spinta di ribasso. La pausa di distribuzione é mancata ma questo era possibile - ieri mattina, parlando dell'S&P500 avevamo fornito questo orizzonte temporale: "La pausa sotto i 2719 punti (...) dovrebbe durare alcune ore o alcune sedute." In effetti ieri le borse sono rimaste relativamente tranquille fin verso le 15.00. Poi sono tornate le vendite e le borse sono nuovemente crollate. La chiusura ha bloccato la caduta delle borse europee. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3377 punti (-2.24%) con un minimo a 3360 punti - il DAX é sceso fino a 12187 punti e ha terminato la giornata a 12187 punti (-2.62%). Per inciso vi ricordiamo che avevamo dei limiti d'acquisto per chiudere delle vecchie posizioni short a 3360 punti di Eurostoxx50 e a 12200 punti di DAX! Gli altri indici azionari che seguiamo regolarmente hanno seguito disciplinati (FTSE MIB -2.26% a 22466 punti e SMI a 8763 punti -2.36%). Quello di ieri può essere considerato l'atteso test dei minimi di febbraio. In alcuni casi il test é sfociato in un nuovo minimo mensile marginale. Non crediamo che le borse debbano scendere sensibilmente più in basso. La prossima fase dovrebbe essere un rally di sollievo di alcune settimane. Chi vuole può già cominciare a comperare. Nelle prossime sedute é però possibile che ci sia ancora una spinta di ribasso - questo perché in America non abbiamo ancora osservato abbastanza panico per un minimo solido e definitivo. Tecnicamente le borse europee sarebbero abbastanza ipervendute per iniziare già ora un ampio movimento di recupero.

In America si é verificato un altro crollo. L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2681 punti e ha chiuso sul minimo a 2581.00 punti (-3.75%). Non c'é bisogno molto per descrivere l'andamento della seduta - ad ondate irregolari l'indice é sceso per tutta la giornata e i ribassisti hannno tenuto il controllo delle operazioni dall'inizio alla fine. La tecnologia ha subito la stessa fine (Nasdaq100 -4.19% a 6306 punti). I dati della giornata sono interessanti - la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 846 su 6038, NH/NL a 91 su 1476 e volume relativo a 1.5. La volatilità VIX é salita a 33.46 punti (+5.73) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.75. Cosa notate ? Il numero di nuovi minimi a 30 giorni (NL) é stato di soli 1476 contro i 2957 di martedì - la pressione di vendita a livello di partecipazione sta diminuendo. I dati sul sentiment sono ancora relativamente bassi. Martedì la VIX era salita a 50 punti - noi ci aspettavano che la CBOE Equity put/call ratio salisse ancora più in alto - non abbiamo ancora avuto un giorno sopra i 0.8 - minimi significativi degli indici azionari sono normalmente accompagnati da impennate del put/call ratio a 0.90-0.95. Combinando questi fattori sembra che la correzione é praticamente terminata ma ci vorrebbe maggiore panico per un solido minimo definitivo. Forse ci vuole ancora un rimbalzo e una terza spinta di ribasso. In questo momento non lo sappiamo ancora. Nel commento di martedì mattina 6 febbraio abbiamo scritto che l'obiettivo classico di una correzione a medio termine sarebbe la MM a 200 sull'S&P500 che é ora a 2538 punti. Nel rimbalzo l'S&P500 ha rispettato esattamente questi livelli - é possibile che anche la spinta di ribasso segua le stesse regole - mancano solo 43 punti...

Stamattina si comincia con una reazione. Alle 07.30 il future sull'S&P500 era a 2602 punti (+8 punti) - ora, alle 08.20, il future é già a 2609 punti (+15 punti). Significa che l'indice vale 2611 punti - una differenza di +30 punti rispetto alla chiusura di ieri sera. Questo "salva" le borse europee che apriranno in calo ma con perdite contenute. L'Eurostoxx50 vale ora 3359 punti (-18 punti).
Le borse asiatiche sono deboli - il Nikkei ha perso il -2.27%, Shanghai lascia un -4.1% sul terreno. In America i politici litigano ancora sul budget dello Stato - in mancanza di un accordo potrebbe esserci ancora un shut down dell'Amministrazione. Un compromesso all'ultimo minuto sarebbe invece una notizia in grado di far rimbalzare la borsa. Vedremo alle 14.00 come si presenta la situazione prima dell'apertura a Wall Street.

Commento dell'8 febbraio

I minimi di martedì devono essere testati - pausa di distribuzione dopo il rimbalzo tecnico

Ieri il rimbalzo tecnico si é esteso all'Europa sotto forma di una seduta decisamente positiva. Gli indici hanno aperto in positivo, hanno mantenuto i guadagni la mattina e sono ulteriormente saliti nel pomeriggio per chiudere vicini ai massimi giornalieri e con consistenti plusvalenze. Concretamente l'Eurostoxx50 ha terminato la giornata a 3454 punti (+1.76%) - il DAX é salito a 12590 punti (+1.60%). Altri indici più volatili come quello della borsa italiana (FTSE MIB +2.86% a 22986 punti) o quello delle banche europee (SX7E +2.04% a 136.13 punti) hanno fatto meglio. La forte correzione o mini crash iniziato a febbraio ha sconvolto gli indicatori che sono momentaneamente inutilizzabili - bisogna aspettare un assestamento per poter ricominciare a basare le previsioni sugli abituali parametri. Per ora funzionano unicamente gli indicatori di sentiment e l'analisi a onde - solo in America, dove l'analisi tecnica é più usata e seguita, ci sono dei valori di riferimento su cui basarsi per prevedere i prossimi sussulti a corto termine. Uno di questi l'abbiamo citato ieri nel commento pomeridiano (14.00) sull'S&P500: "Nel frattempo l'S&P500 dovrebbe salire fino alla MM a 50 giorni (2718 punti), fermarsi e distribuire." Vediamo cosa é successo a Wall Street.
Il rimbalzo tecnico delle borse é finito puntuale ieri sera in America. L'S&P500 ha aperto in calo di 10 punti a 2685 punti. Nelle prime due ore di contrattazioni é riuscito ancora a salire a 2727 punti. Poi la spinta fornita dal rimbalzo tecnico si é esaurita e l'indice é nuovamente scivolato a 2990 punti. È oscillato per ore in laterale in una trentina di punti e ha chiuso sul minimo a 2681.66 punti (-0.50%). Gli investitori più nervosi (forse i piccoli privati ?) hanno venduto AGMAF - tutti questi titoli erano in netto calo (ca. -2%) e il Nasdaq100 é sceso del -1.26% a 6582 punti. La seduta al NYSE é stata nuovamente negativa con A/D a 3177 su 3643, NH/NL a 114 su 486 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é scesa a 27.73 punti (-2.25) mentre la CBOE Equity put/call ratio é a 0.68.
La MM a 50 giorni dell'S&P500 scorre a 2719 punti - il massimo ieri é stato di 2727 punti - l'S&P500 sembra rispettare questa regola tecnica. È di conseguenza probabile che ora l'S&P500 si debba fermare sotto questo livello e poi ci dovrebbe essere un'altra spinta di ribasso e il test del minimo di febbraio. La pausa sotto i 2719 punti (il valore é indicativo - i mercati sono molto volatili - una foratura di 10-15 punti é possibile) dovrebbe durare alcune ore o alcune sedute. Ci deve essere qualcosa che spaventi nuovamente gli investitori, già con i nervi tesi, e scateni la seconda ondata di  vendite. Teniamo d'occhio i tassi d'interesse e seguiamo i dati economici che potrebbero suggerire inflazione.
Naturalmente gli altri mercati azionari seguiranno l'esempio dell'America. Ieri sera l'S&P500 ha chiuso in perdita e quindi stamattina l'Europa aprirà in calo. Poi ci sarà una pausa.

Le borse asiatiche oggi sono miste. La Cina ha reso noto che il surplus della bilancia commerciale é in forte calo. Lo Yuan si é indebolito e la borsa é in calo (Shanghai -1.5%). Il Nikkei invece guadagno il +1.17%. Il future sull'S&P500 é a 2673 punti (+5 punti).
L'Eurostoxx50 vale ora 3430 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.5%. Oggi prevediamo una seduta molto meno volatile delle precedenti con una chiusura vicina ai valori d'apertura.

Nelle nostre previsioni per il 2018 abbiamo scritto che una correzione dell'S&P500 del -10% dal massimo avrebbe segnato la fine del bull market e l'inizio del bear market. Abbiamo indicato i 2600 punti di S&P500 come un valore critico. Martedì il minimo é stato a 2593 punti. Naturalmente non possiamo prendere una decisione sulla base di una rottura marginale e fugace. Ci vorrebbe per lo meno una chiusura settimanale sotto questo livello. Nell'analisi del fine settimana discuteremo però questa eventualità.

Oggi a causa di un impegno improvviso sono in Ticino e sono occupato durante tutta la giornata.
Non posso pubblicare i commenti delle 14.00 - scusate.

Commento del 7 febbraio

L'America rimbalza - manca ancora una spinta di ribasso con un minimo ascendente - poi la correzione é finita

Ieri gli indici azionari mondiali hanno toccato dei nuovi minimi annuali. Le borse europee hanno ancora chiuso con sostanziali perdite (Eurostoxx50 -2.41% a 3394 punti). A Wall Street invece, dopo le pesanti minusvalenze di lunedì, si é verificato un considerevole rimbalzo tecnico (S&P500 +1.74% a 2695.14 punti). Dopo questa prima reazione é molto probabile che ci sia ancora una spinta di ribasso. I minimi di ieri devono essere testati. Se questo test si conclude con un minimo ascendente la correzione sarà formalmente terminata. Solo i traders e gli analisti tecnici hanno ancora un problema - i futures sono scesi molto più in basso degli indici - non é quindi chiaro dove si trovano esattamente i minimi di riferimento. Facciamo due esempi.
Ieri il DAX (-2.32% a 12392 punti) durante la seduta é sceso fino a 12232 punti - il future si é inabissato fino a 11689 punti! I valori corrispondenti per l'S&P500 sono 2593 punti (minimo durante la seduta) e 2530 punti (minimo per il future). In linea di massima valgono i valori conseguiti durante la seduta a mercati aperti. I future sul Globex hanno talvolta una scarsa liquidità che provoca prezzi completamente distorti.

Ieri é stata una giornata campale con molta volatilità e un alternanza di panico e speranza. Gli indici hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri e questo lascia ben sperare. Significa che i rialzisti cominciano a reagire e ci sono compratori. È però molto probabile che ci sia ancora una spinta di ribasso e molto improbabile che ci sia una ripresa a V. Non crediamo che da qui le borse risaliranno come se nulla fosse. Dopo il terremoto di inizio febbraio ci saranno bisogno di parecchie sedute per riparare i danni - i mercati devono prima calmarsi e fare base.
Le borse europee hanno chiuso un 1% sopra i minimi ma ancora con sensibili perdite che si sono aggirate attorno al -2.4%. Per la cronaca l'indice delle banche SX7E ha perso il -2.51% a 133.41 punti. Il minimo é stato a 132.06 punti e quindi esattamente sull'obiettivo a 132 punti. Magari é solo un caso - questo sembra essere l'unico indice che ha rispettato livelli tecnici nel marasma di ieri. La seduta in Europa si é svolta con un occhio rivolto all'America - sono i mercati americani ad aver condotto il ballo. Vediamo quindi cosa é successo a Wall Street.

L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2593 punti. Subito c'é stato un rally - poco dopo le 16.00 l'indice ha raggiunto i 2676 punti e molti hanno tirato un sospiro di sollievo - sono seguite ore di forti oscillazioni intorno alla chiusura di lunedì (2648 punti) - l'indice é passato più volte dal positivo al negativo e viceversa. Solo verso le 20.30 é ripreso il rialzo - l'S&P500 ha raggiunto un massimo a 2693 punti e ha chiuso poco sotto a 2695.14 punti (+1.74%). Naturalmente tutti si sono buttati sulla tecnologia (Nasdaq100 +2.62% a 6666 punti) e hanno trascurato le utilities (-1.57%). Peccato perché se le utilities salivano (sono titoli ad alto dividendo e dipendenti dai tassi d'interesse) significava che il problema era risolto.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4703 su 2170 e volume relativo a 1.9. I rapporti nuovi massimi su nuovi minimi sono terribile - NH/NL a 65 su 2957. Vi ricordate quando durante il rialzo definivamo valori di NH sui 600-1000 come insufficienti o suboptimali? La volatilià VIX durante la seduta é esplosa su un massimo a 50.30 punti ! A fine giornata é tornata a 29.98 punti (-7.34). Ieri molti prodotti derivati sulla VIX erano sospesi dalle contrattazioni - per questo é anche tornata la calma a Wall Street. La faccenda però non é risolta - ancora molti traders sono intrappolati in posizioni short insostenibili.

Stamattina il future é a 2673 punti (-21 punti). Nelle ultime ore si é mosso tra i 2662 ed i 2697 punti. La volatilità é ancora alta.
Le borse asiatiche sono miste - il Nikkei ha guadagnato il +0.15%, Shanghai sta perdendo il -1.7%. L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3425 punti. Le borse europee apriranno con sensibili guadagni (ca. +1%). Probabilmente aspetteranno indicazioni da Wall Street per sapere quale direzione prendere. Restiamo dell'idea che manca un test dei minimi di ieri - non sappiamo però se già oggi ci deve essere ancora un tuffo prima della fine definitiva della correzione o se questo processo slitta a giovedì o venerdì.

In generale la correzione ha fatto danni. Le performance 2018 dei mercati europei sono negative. L'S&P500 guadagna ancora un +0.81% ma ha perso un -10% dal massimo. È possibile che le borse non riusciranno più a riprendersi e che i massimi di gennaio siano anche i massimi annuali. Discuteremo questa eventualità durante il fine settimana.

Commento del 6 febbraio

Doveva essere una correzione, non un crash - minimo imminente

Ieri si sono rotte le dighe, gli investitori sono stati travolti dal panico e le borse sono decisamente crollate. Non ci aspettavamo questa reazione a catena visto che non erano apparsi nessuno dei sintomi che hanno caratterizzato precedenti crash. Purtroppo ogni situazione é diversa - probabilmente i mesi di "ipercomperato, eccesso di rialzo, illimitata e ingiustificata fiducia da parte degli investitori e la forte speculazione al rialzo" hanno provocato una valanga inarrestabile una volta che il mercato ha cominciato a "mollare". La correzione si é trasformata in un crash e tutti i nostri obiettivi sono stati superati al ribasso.
Ora c'é poco da analizzare. Ieri gli indici azionari di mezzo mondo hanno subito pesanti perdite e hanno chiuso sui minimi giornalieri superando qualsiasi barriera tecnica. Supporti, limiti inferiori delle Bollinger Bands, MM e ipervenduto non hanno bloccato la caduta ed ora é impossibile sapere dove si formerà un minimo intermedio e dove ci sarà una prima sostanziale reazione. L'unica cosa che é certa é che il minimo é imminente - manteniamo questa previsione che abbiamo formulato negli scorsi giorni e che viene sottolineata dagli indicatori di sentiment. Ieri sera la volatilità VIX é esplosa a 37.32 punti (+20.01). Il panico é un'ottima premessa per la  fine del crash. Attenzione però che ci possono essere ancora un paio di giorni di caduta libera.
Per il resto c'é poco da dire. Le borse europee hanno subito sensibili perdite (Eurostoxx50 -1.26% a 3478 punti, DAX -0.76% a 12687 punti) ma la caduta ha accelerato nel dopo borsa quanto le vendite hanno travolta i listini a New York. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3374 punti, il DAX era sceso a 12260 punti - l'apertura stamattina é prevista su questi livelli.

Ieri sera l'S&P500 ha chiuso a 2648.94 punti. Il future é però sceso sotto i 2600 punti. L'S&P500 ha aperto a  2741 punti all'inizio é ancora salito a 2763 punti. Poi lentamente sono ritornati i venditori. L'indice é sceso ed ha accelerato fino ad un minimo a 2638 punti. È rimbalzato a 2700 punti ed é ricaduto in chiusura a 2649 punti, segno evidente che c'é ancora chi é obbligato a vendere. Tutti gli indici hanno seguito - il Nasdaq100 é sceso a 6495 punti (-3.91%) con A/D a 0 su 100. La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 756 su 6209, NH/NL a 71 su 2688 (!!!) e volume relativo a 1.6. La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.73 - ci aspettavamo un valore più alto e questo ci fà temere che ci sono ancora troppi irriducibili traders long. Probabilmente ci deve ancora essere delle sedute negative.

Stamattina i mercati sono molto nervosi e volatili. Le borse asiatiche sono crollate seguendo New York (Nikkei -4.76%, Shanghai -3.2%). Il future sull'S&P500 si é mosso durante la notte tra i 2529 ed i 2634 punti. Ora é a 2594 punti (-13 punti). Le borse europee apriranno con perdite intorno al -3.5% - l'Eurostoxx50 vale ora 3358 punti. Chi ha i nervi saldi può cominciare a comperare qualcosa.
I tassi d'interesse sono in calo - questo ad un certo punto dovrebbe dare sostegno al mercato -  chi vende ancora adesso sono solo gli speculatori che non hanno più i margini per tenere aperte posizioni long. Questo processo continuerà fino a quando la valanga non si arresterà. La MM a 200 giorni sull'S&P500 é a 2533 punti. Questo sarebbe l'obiettivo classico di una correzione a medio termine - é solo che questa correzione ha solo 6 giorni di vita...

Aggiornamento del 5 febbraio

Consolidamento ?

Dopo la caduta delle borse europee ed americana di venerdì era ovvio che stamattina anche gli asiatici avrebbero in buona parte seguito (Nikkei -2.53%, Shanghai +0.73%). Di conseguenza anche i futures americani sono ancora in calo (S&P500 a 2751 punti, -5 punti). I tassi d'interesse sono però fermi e per il resto regna la stabilità. È quindi probabile che stamattina le borse europee fermeranno la caduta e tenteranno un recupero. Gli investitori e sopratutto i traders sono però nervosi e quindi c'é da aspettarsi una seduta volatile. Non é ancora possibile capire se le borse ricominceranno a salire dai livelli attuali o se invece l'S&P500 deve completare all'inizio di questa settimana la correzione cadendo fino ai 2700 punti.
L'Eurostoxx50 vale ora (08.30) 3500 punti. Le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.7%. Gli indici si trovano però sul livello già raggiunto venerdì sera alle 22.00 e quindi la giornata non sembra iniziare in maniera particolarmente negativa. I future si stanno muovendo sensibilmente e questa é una buona premessa per una giornata turbolente.
Stamattina le borse europee, già ipervendute, tenteranno un recupero. Decisivo sarà però l'intervento e l'attitudine degli americani. Leggete a questo riguardo il commento sull'S&P500 delle 14.00 - in quel momento sarà più facile capire come terminerà la giornata e cosa ci riserva la settimana.

Commento del 3-4 febbraio

La correzione si sta sviluppando - c'é già un pò di panico...

Venerdì le borse sono crollate - almeno questa é l'impressione che hanno avuto la maggior aperte degli investitori dopo mesi di rialzo e innumerevoli sedute durante le quali l'S&P500 non aveva mai perso più del -0.6%. Venerdì scorso l'S&P500 aveva chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo storico a 2872.87 punti - questo venerdì l'S&P500 ha terminato la seduta vicino al minimo giornaliero e con una pesante perdita di 60 punti (-2.12% a 2762.13 punti). Nell'arco della settimana l'indice guida americano ha lasciato il -3.85% sul terreno. Era evidente che presto o tardi l'indice doveva correggere - all'inizio della settimana avevamo riconosciuto i sintomi di quello che si stava preparando. Ora si tratta di capire se questa correzione deve continuare e quali conseguenze avrà sulle tendenze a medio termine.
Qui abbiamo un problema di obiettivi. Le borse europee sembrano già aver completato la correzione. L'Eurostoxx50 é sceso a 3523 punti (-1.51%) - il nostro obiettivo era a 3525 punti - alle 22.00 l'indice valeva 3503 punti. Il minimo di gennaio ed ultimo valido supporto visibile sul grafico é a 2469 punti. Il DAX ha terminato ufficialmente la settimana a 12785 punti (-1.68%). Il nostro obiettivo era a 12800 punti - alle 22.00 l'indice valeva 12712 punti. La MM a 200 giorni, tipico obiettivo di riferimento per una correzione a medio termine scorre a 12748 punti - la candela di venerdì sul grafico é completamente al di fuori del limite inferiore delle Bollinger Bands (12942 punti). Le RSI giornaliere di Eurostoxx50 e DAX si avvicinano ai 30 punti. Insomma - la correzione delle borse europee potrebbe finire adesso - lunedì, se la situazione si sviluppa normalmente, ci deve per lo meno essere un rimbalzo tecnico e in seguito un assestamento. L'alternativa é che si verifichi un crash da panico e provocato dalla chiusura obbligata delle massicce posizioni speculative long accumulate negli scorsi mesi. Non conviene comperare un mercato in caduta libera - é però tardi per vendere e prima di farlo é meglio osservare cosa succedere all'inizio della prossima settimana. In fondo minusvalenze del -1.5% / -2.0% in una giornata non sono niente di speciale. È la percezione degli investitori che é distorta dopo mesi di volatilità troppo bassa.
La correzione della borsa americana sembra invece in pieno svolgimento. Chi ha letto regolarmente i nostri commenti e le nostre analisi sa esattamente che gli obiettivi teorici sono più in basso rispetto ai livelli raggiunti venerdì. L'S&P500 ha chiuso a 2762.13 punti (-2.12%) con un minimo a 2759.97 punti. Nel dopo borsa l'indice é ancora sceso a 2755 punti. Il nostro primo obiettivo a 2750 punti é di conseguenza vicino - al secondo a 2700 punti mancano ancora un -2%. Esistono buone probabilità che la correzione sia già praticamente terminata - questo risolverebbe il problema della sfasatura tra America ed Europa. Lo scenario più probabile é però quello di una continuazione della correzione. Vediamo in quale situazione tecnica si trova la borsa americana e quali scenari si presentano.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.36% a 3523 punti              
DAX                         -4.16% a 12785 punti
SMI                          -3.10% a 9220 punti
FTSE MIB                  -2.74% a 23202 punti
S&P500                    -3.85% a 2762.13 punti
Nasdaq100               -3.74% a 6760 punti

Premettiamo che nei dati tecnici della seduta di venerdì a Wall Street non notiamo nulla che suggerisce l'imminenza di un crash. Notiamo invece degli elementi che normalmente si presentano in vicinanza di un minimo intermedio - se come pensiamo la tendenza di fondo della borsa americana resta al rialzo come finora mostrano gli indicatori (49.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 70.58) é probabile che settimana prossima la spinta di ribasso si esaurisce e l'S&P500 risalga.
L'A/D a 779 su 6117 era pessima - é stato venduto praticamernte tutto - questo a corto termine é un segno di panico e esaurimento e normalmente la seduta che segue é positiva con almeno un rimbalzo tecnico. La volatilità VIX é balzata a 17.31 punti (+3.84 punti) - come sapete avevamo previsto che la VIX avrebbe superato i 16 punti - questo segnale di panico potrebbe essere sufficiente per fermare la caduta del mercato. La CBOE Equity put/call ratio doveva salire alcuni giorni sui 0.75-0.80 - venerdì per il primo giorno é balzata a 0.77 - un solo giorno é poco ma potrebbe essere abbastanza.
Venerdì l'S&P500 ha aperto in gap down a 2808 punti. La seduta é stata dominata e controllata dai ribassisti. Ad ondate irregolari l'S&P500 é sceso praticamente tutto il giorno. L'indice ha toccato un minimo a 2760 punti e ha chiuso a 2762.13 punti (-2.12%). La seduta al NYSE é stata molto negativa. Il numero di nuovi minimi a 30 giorni é esploso a 1467 - i nuovi massimi sono scesi a 205. Il netto aumento del volume dei titoli trattati (volume relativo a 1.3) sottolinea la pressione di vendita. Ora i ribassisti hanno il vento in poppa - normalmente dovrebbero cercare di approfittare della situazione e provare di far scendere il mercato più in basso. In questo senso la seduta di lunedì é molto importante. Se come suggeriscono gli indicatori c'é un rimbalzo tecnico il vantaggio psicologico dei ribassisti sparirebbe immediatamente.
Venerdì anche il Nasdaq100 é crollato (-2.05% a 6760 punti). Rotto il supporto a 6800 punti ora l'indice tecnologico dovrebbe scendere sull'obiettivo a 6600 punti - il grafico del Nasdaq100 ci dice che la correzione non é ancora finita. L'indice mostra ancora forza relativa.
Perché le borse sono cadute? Evidentemente esistevano le premesse tecniche - gli indici erano decisamente ipercomperati e gli investitori erano troppo ottimisti. L'elemento scatenante é stato però l'aumento dei tassi d'interesse sia in Europa (Bund decennale a 0.763%) che in America (USTBond decennale a 2.841%). Negli Stati Unti la discussione riguardante i tassi d'interesse é particolarmente intensa. C'é che diceva che se il decennale superava il 2.75% di reddito sarebbe iniziato un rialzo di lungo periodo con conseguenze negativa sulla borsa - c'é invece che sostiene che il livello critico si situa al 3%. Dettagli a parte il veloce rialzo delle ultime settimane del reddito delle obbligazioni ha innervosito gli investitori e scatenato le vendite di realizzo. Noi non crediamo che il prezzo del denaro debba già salire in maniera sensibile. Nei prossimi giorni é però questo il mercato da seguire.

Riassumendo le borse europee, che erano in un trend neutro a medio termine, sembrano aver terminato una correzione che ha portato gli indici dal livello superiore del canale valido da novembre dell'anno scorso a quello inferiore. Esiste un elemento d'incertezza dato dal settore bancario - l'indice SX7E (-1.35% a 138.40 punti) ha perso il supporto a 140 punti e ora in teoria dovrebbe ricadere sui 130-132 punti- forse però stiamo dando un'importanza eccessiva a questi 140 punti che sono stati violati più volte nelle due direzioni. La conseguenza é anche che l'obiettivo della correzione del FTSE MIB (-1.44% a 23202 punti) é poco chiaro.
La borsa americana potrebbe già lunedì tentare di stabilizzarsi e recuperare. Se non ci riesce é probabile che ci debbano essere ancora alcune sedute di ribasso e l'S&P500 debba scendere sui 2700 punti. In questo caso il Nasdaq100 raggiungerà l'obiettivo a 6600 punti. Teniamo d'occhio lo sviluppo dei tassi d'interesse poiché sono questi ad innervosire gli investitori.
Da un punto di vista ciclico settimana prossima dovrebbe verificarsi un minimo.
Lunedì 19 febbraio in America é festa (Washington's Birthday).  

Commento del 2 febbraio

Wall Street sul filo del rasoio - o l'SP500 riprende il rialzo dai 2800+ punti o cade fino a 2700 punti - occhio ai tassi d'interesse

Tra mercoledì e giovedì ci aspettavamo un rimbalzo tecnico delle borse. Questo rimbalzo é stato anemico e si é concentrato in Europa nelle prime ora di contrattazioni e in America in preborsa. Ieri mattina le borse europee hanno ancora accennato una reazione e hanno aperto in positivo. Dai 13189 punti di mercoledì il DAX (-1.41% a 13003 punti) é ancora salito su un massimo a 13301 punti - in questa maniera il nostro obiettivo del rimbalzo a 13300 punti é stato centrato. Questa impennata é però durata poco - il massimo giornaliero é stato toccato alle 09.35 e poi gli indici azionari sono ricaduti. La discesa é stata dolce fino nel primo pomeriggio ed ha accelerato con l'arrivo degli investitori americani. La sera le borse europee hanno chiuso sui minimi giornalieri e con una significativa perdita che costituisce senza dubbio una prematura continuazione della correzione. L'Eurostoxx50 é salito fino ai 3636 punti, ha toccato un minimo a 3567 punti ed ha chiuso a 3577 punti (-0.88%). Una volta rotti i 3600 punti l'obiettivo della correzione si situava sui 3525 punti - il DAX doveva scendere sui 12800 punti. Abbiamo fondati dubbi che questi obiettivi siano corretti. Vediamo due varianti - o le borse toccano già oggi un minimo intermedio e risalgono oppure la correzione deve essere più lunga e profonda. In favore della prima variante c'é il comportamento della borsa americana - ne parliamo dopo. La variante negativa é invece una logica conseguenza della posizione attuale degli indicatori (che lasciano ancora parecchio spazio di manovra verso il basso) e il fatto che alcuni indici sono adesso su degli importanti supporti - per quel che riguarda gli indici che seguiamo da vicino ci riferiamo al settore delle banche (SX7E -0.39% a 140.29 punti) e al FTSE MIB italiano (+0.15% a 23541 punti). Se l'SX7E perde il supporto a 140 punti la tendenza di fondo da rialzista torna neutra e l'indice dovrebbe ricadere sui 130 punti. All'incirca lo stesso vale per il FTSE MIB - se il supporto intermedio a 23500 punti regge l'indice riprende il rialzo dopo un sano consolidamento. In caso contrario cadrà almeno di altri 750 punti. Per inciso siamo negativi da un punto di vista fondamentale per la borsa italiana - sotto questo punto di vista favoriamo la variante negativa.  La debolezza delle borse europee é una conseguenza di una velenosa combinazione di tassi d'interesse in crescita e EUR forte (EUR/USD a 1.25). Abbiamo l'impressione che il cambio EUR/USD non possa superare la fascia 1.25-1.26 mentre il future sul Bund (158.39 -0.19%) dovrebbe fermare la sua caduta sui 158 punti (se il Bund scende significa che il tasso d'interesse di riferimento, quello del prestito della Germania a 10 anni, sale - ora é a 0.726%). Secondo questi parametri le borse europee dovrebbero essere vicine ad un minimo intermedio - tenete però d'occhio EUR e Bund per sapere cosa in effetti succederà in borsa.

La borsa americana ha avuto un'altra seduta interessante malgrado che l'S&P500 (-0.06% a 2821.98 punti), per il secondo giorno consecutivo, abbia terminato la giornata senza sostanziali variazioni. La borsa americana ha fallito il rimbalzo ma d'altra parte sembra non voler scendere decisamente più in basso. Ancora una volta un tentativo di affondo da parte dei ribassisti é stato respinto e gli indici hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri. Temendo la reazione della borsa alla pubblicazione dei risultati trimestrali gli investitori hanno venduto in anticipo - l'esempio più evidente é quello di Amazon (-4.20%). Sembra quasi che la borsa ha anticipato la correzione e sia ora pronta per ripartire al rialzo.
L'S&P500 si é mosso tra i 2812 punti ed i 2836 punti - ha aperto a 2817 punti, ha toccato il minimo verso le 21.40 e ha chiuso a 2821.98 punti (-0.06%). L'effetto di "presa dei benefici anticipatamente" ha fatto cadere il Nasdaq100 a 6901 punti (-0.70%). Entrambi gli indici si sono però fermati sui minimi delle due precedenti sedute dando l'impressione che si sta formando un supporto intermedio - come tutti i supporti possono servire come base per la ripresa del rialzo o scatenare un'ondata di vendite nel caso in cui cadessero. A questo punto siamo veramente nell'incertezza - il mercato sembra sul filo del rasoio - sappiamo unicamente che una decisione é imminente e l'elemento scatenante potrebbe essere il rapporto sul mercato del lavoro previsto oggi alle 14.30. La borsa americana potrebbe ancora una volta evitare una profonda correzione se oggi l'S&P500 resta sopra i 2800 punti (una difesa del supporto a 2812 punti sarebbe ancora meglio) e riprendere il rialzo. Se invece oggi il mercato "molla" ci sarà una profonda correzione.
La seduta al NYSE é stata moderatemente negativa (grazie al recupero del Russell2000 +0.39%!) con A/D a 3181 su 3570, NH/NL a 314 su 902 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é rimasta ferma a 13.47 punti (-0.07) mentre la CBOE Equity put/call ratio é ancora relativamente bassa a 0.59. Oscillatori e indicatori di ipercomperato sono scesi ad un livello tale da teoricamente permettere una ripresa del rialzo. D'altra parte indicatori come il MACD rafforzano il loro segnale di vendita. Riassumendo la borsa americana é sul filo del rasoio. Come in numerose precedenti occasioni nell'ultimo anno il rialzo potrebbe riprendere dopo una lieve correzione che ha solo eliminato gli eccessi più evidenti. Il mercato sembra d'altra parte pronto e maturo per una sostanziale correzione - se però non cade adesso é probabile che i ribassisti scoraggiati battano ancora una volta in ritirata.

Stamattina regna un certo nervosismo. Le borse asiatiche sono miste - il Nikkei perde il -0.69% - Shanghai sale del +0.6%. Le criptodivise stanno accelerando la loro caduta. Il Bitcoin é a 8800 USD - a dicembre 2017 aveva brevemente superato i 20000 USD. Ormai questa non é più una correzione ma un crash - i guru del settore tacciono. Il future sull'S&P500 é a 2816 punti (-7 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3563 punti (ca. -0.4%). Probabilmente stamattina ci saranno ulteriori vendite. Poi vedremo se l'America é in grado di innescare il recupero o se invece i ribassisti prenderanno decisamente il sopravvento.

Commento del 1. febbraio

Debole rimbalzo tecnico

A partire da ieri mattina ci aspettavamo un rimbalzo tecnico dopo le due sedute negative di lunedì e martedì. Teoricamente il rimbalzo tecnico doveva durare da due a tre giorni e far risalire l'S&P500 (+0.05% a 2823.81 punti) al massimo fino ai 2850 punti.
La prima giornata é stata per i rialzisti deludente. Le borse europee hanno aperto in positivo e sono salite ancora fin verso le 09.50 con guadagni che hanno raggiunto il +0.5%. Già però nel corso della mattinata gli indici sono nuovamente scivolati verso il basso. Nel pomeriggio le borse europee sono tornate in pari, dopo l'apertura a Wall Street gli indici azionari sono ricaduti in negativo e solo in chiusura sono tornati praticamente in pari. Per saldo un nulla di fatto. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3606 punti (-0.02%) e il DAX (-0.06% a 13189 punti) lo ha imitato. Il FTSE MIB (+0.11% a 23507 punti) si é comportato leggermente meglio ma la differenza sembra solo casuale. Un'ulteriore aumento dei tassi d'interesse sull'EUR non ha aiutato il settore bancario - l'indice SX7E (-0.17% a 140.70 punti) "balla" ancora sopra il decisivo supporto a 140 punti. Oggi dovrebbe esserci un'ulteriore tentativo di rimbalzo - considerando però il risultato di mercoledì non bisogna avere grandi pretese. L'Eurostoxx50 ieri era arrivato a 3621 punti di massimo - stamattina aprirà a 3624 punti - non pensiamo che andrà sensibilmente più in alto.

L'S&P500 ha terminato la giornata praticamente invariato (+0.05% a 2823.81 punti). Rialzisti e ribassisti si sono però aspramente combattuti come mostrano i volumi in netto aumento (volume relativo a 1.3). La candela di mercoledì sul grafico dell'S&P500 copre completamente quella di martedì - il mercato é oscillato parecchio intorno al livello di equilibrio prima di fermarsi in pari.
L'S&P500 ha aperto in positivo ed é salito subito sul massimo a 2839 punti. Per le 16.00 é ricaduto sui 2824 punti e poi ha lentamente recuperato fino ai 2831 punti. In seguito un affondo dei ribassisti ha fatto cadere l'indice su un nuovo minimo per questa correzione a 2813 punti. Sul finale l'indice si é risollevato e ha chiuso in pari a 2823 punti. Ancora una volta la tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 +0.28% a 6950 punti). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2937 su 3817 (a causa della debolezza del settore delle PMI, Russell2000 -0.49%) e NH/NL a 337 su 732. La volatilità VIX é scesa a 13.54 punti (-1.25) - la CBOE Equity put/call ratio resta sorprendentemente bassa a 0.59.
Oggi ci sarà un'altro tentativo di rimbalzo provocato, come ci aspettavamo, dai buoni risultati trimestrali di alcuni colossi della tecnologia. Il future sull'S&P500 é ora di nuovo a 2834 punti (+8 punti). Dopo il semifallimento di ieri la seduta odierna é decisiva. Se come pensiamo anche oggi il rimbalzo sarà anemico, da venerdì o al più tardi settimana prossima dovrebbe svilupparsi un'altra spinta di ribasso. Considerando gli eccessi accumulati durante il mese di gennaio é probabile che questa sia la volta buona per una sostanziale correzione. L'indicatore MACD sull'S&P500 fornsce un segnale di vendita. Il nostro pacchetto di indicatori che usiamo per il trading é ancora muto.

Stamattina il Nikkei guadagna il +1.6%. Shanghai é invece in calo del -1%. Mentre scrivevamo la situazione di partenza in Europa non é cambiata - L'Eurostoxx50 vale ora 3625 punti e le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.5%. Pensiamo che queste plusvalenze resteranno fino a stasera. Stasera dopo la chiusura a Wall Street sono attesi con trepidazione i risultati trimestrali di Apple, Google e Amazon. Gli analisti temono sorprese negative da parte di Apple - i numeri di Google e Amazon dovrebbero invece essere decisamente positivi. È quindi possibile che il rimbalzo tecnico duri fino a domani pomeriggio. 

Commento del 31 gennaio

Correzione - dai 2824 punti di S&P500 ci deve essere un rimbalzo tecnico prima di un'altra spinta di ribasso. Earning season

Ieri la borsa americana ha avuto una seduta decisamente negativa - la prima dell'anno. L'S&P500 ha aperto in gap down a 2833 punti e ha chiuso a 2822.43 punti (-1.09%) con una sostanziale perdita di 31 punti. Era ovvio che presto o tardi ci sarebbero state delle vendite e delle prese di beneficio - questo non basta a invertire la tendenza di fondo del mercato azionario americanao che resta saldamente al rialzo. Ci sono però due importanti cambiamenti - a livello tecnico i primi sistemi ed indicatori danno dei segnali di vendita - psicologicamente molti investitori sono stati presi in contropiede e l'euforia deve lasciare il posto al timore o il panico prima che il rialzo possa riprendere. Ieri avevamo indicato due possibili obiettivi intermedi - 2000 e 2824 punti di S&P500. Il primo obiettivo é stato raggiunto ed é probabile che dai 2824 punti (più o meno - ieri sera l'S&P500 ha toccato un minimo a 2818 punti) ci sia ora un rimbalzo tecnico di una ventina di punti. Normalmente ci deve essere una spinta iniziale di ribasso di 3 giorni prima che possa esserci un primo rimbalzo - bisogna però essere flessibili e adattarsi agli avvenimenti. Ieri sera Donald Trump ha tenuto l'atteso discorso sullo stato dell'Unione davanti al Congresso. È probabile che il suo programma di investimenti nelle infrastrutture scateni l'entusiamo degli investitori che vedono già miliardi di commesse pubbliche affluire nelle casse delle imprese americane. Inoltre la stagione di pubblicazione dei risultati delle imprese (earning season) sta entrando nel vivo. Oggi prima dell'apertura sono attesi i risultati di Boeing - uno dei titoli industriali che negli ultimi mesi ha sostenuto il volo del DJ Industrial. Dopo la chiusura sono attesi i dati di Microsoft e Facebook. Infine domani saranno gli altri colossi della tecnologia Apple, Google e Amazon a rendere noti i loro utili trimestrali. Il gruppo degli AGMAF dovrebbe permettere al mercato di tentare un recupero. Ci aspettiamo che l'S&P500 risalga verso i 2850 punti. Poi ci deve essere un'altra spinta di ribasso che tolga di mezzo gli speculatori long e rimetta il rialzo nuovamente su solide basi. Per riprendere la tendenza di fondo l'S&P500 dovrebbe in seguito ridiscendere sui 2750 punti. Ci vorrebbe però una correzione più profonda per riassorbire l'ipercomperato e eliminare l'euforia - una discesa sui 2700 sarebbe una migliore soluzione. Prima però vediamo come si sviluppa il rimbalzo tecnico. Intensità e durata di questa reazione ci daranno le informazioni necessarie per stimare la prossima inevitabile spinta di ribasso.
Restiamo in America prima di tornare in Europa - in ogni caso le borse europee seguono solo docilmente mantenendo il trend di base neutro. L'S&P500 ha aperto in gap down a 2833 punti e all'inizio, come lunedì, c'é stato un tentativo di reazione che ha fatto risalire l'S&P500 a 2837 punti. Poi l'indice é caduta verso le 16.10 a 2818 punti - questo é stato il minimo giornaliero - il fatto che nel resto della giornata questo minimo non é più stato attaccato mostra che la pressione di vendita é ancora contenuta. L'S&P500 é risalito a 2834 punti e poi fino a fine giornata é oscillato una decina di punti intorno ai 2830 punti. Ha chiuso a 2823.43 punti (-1.09%). La tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 -0.82% a 6930 punti) - in generale la correzione della borsa americana dovrebbe finire quando anche in questo settore assisteremo ad una svendita. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1349 su 5509, NH/NL a 212 su 841 (!) e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é salita a 14.79 punti (+0.95) - vi ricordiamo che c'é bisogna una salita almeno sui 16 punti per terminare la correzione. La CBOE Equity put/call ratio é ancora bassa a 0.61. È normale che salga all'inizio di una correzione - dovrebbero esserci alcuni giorni sui 0.75-0.80 al termine della correzione.
Riassumendo la borsa americana sta svolgendo una correzione di corto termine all'interno di un trend rialzista. È molto probabile che la correzione debba proseguire - nulla negli indicatori mostra la presenza di un minimo intermedio - al contrario molto suggerisce che la correzione é solo nella sua fase iniziale. Aspetti psicologici (discorso dell'Unione, risultati trimestrali) e tecnici (supporto intermedio a 2824 punti di S&P500) favoriscono ora un rimbalzo tecnico fino a circa 2850 punti di S&P500. Poi dovrebbe esserci una seconda spinta di ribasso più consistente della prima.

Le borse europee stanno seguendo docili Wall Street. Ieri hanno aperto deboli, hanno tentato un recupero in mattinata ma hanno poi ripreso la discesa nel pomeriggio insieme all'America. Hanno chiuso poco sopra i minimi giornalieri con una perdita intorno all'1% - esattamente come avevamo stimato il mattino. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3606 punti (-1.00%). Il supporto intermedio a 3600 punti provocherà ora un rimbalzo tecnico. In seguito però dovrebbe esserci un'altra spinta di ribasso con obiettivo massimo a 3525 punti - non c'é nulla di nuovo visto che avevamo anticipato questo scenario in precedenti commenti. DAX (-0.95% a 13197 punti) e FTSE MIB (-1.35% a 23480 punti) si sono comportati in maniera simile. Per i dettagli del rimbalzo tecnico leggete p.f. i commenti di ieri sera. In questo scenario c'é un comparto che stona - l'indice delle banche SX7E (-1.48% a 140.94 punti) doveva in teoria difendere il supporto a 140 punti prima di riprendere il rialzo. È possibile che i 140 punti servano da base per un rimbalzo tecnico. Se lo scenario di una correzione valido in generale per le borse funziona anche per l'SX7E, l'indice dovrebbe però cadere in seguito sotto i 140 punti.

Notiamo uno sviluppo preoccupante. Il cambio EUR/CHF é sceso a 1.1585. Perché il CHF continua a rafforzarsi? - suona in lontananza un segnale d'allarme che non riusciamo ad interpretare. Il cambio é su un minimo a 60 giorni e ha rotto il supporto intermedio a 1.16 - questo e un segnale negativo e che dobbiamo monitorare con attenzione.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei perde ancora il -0.71% - Shanghai invece é praticamente in pari. Alle 07.00 il future sull'S&P500 era ancora sui 2828 punti - ora (08.40) é lievitato a 2832 punti (+8 punti). Le borse europee apriranno in positivo (ca. +0.3%) - l'Eurostoxx50 vale ora 3617 punti. Secondo le nostre previsioni dovrebbero terminare la giornata con plusvalenze intorno al +0.5%.

Commento del 30 gennaio

Seduta negativa a Wall Street - per ora sembra solo una correzione minore con obiettivo a 2800-2824 punti di S&P500

Dopo settimane di rialzo ieri la borsa americana ha avuto un cedimento - l'S&P500 é sceso a 2853.53 punti (-0.67%). Il calo di 19 punti é moderato ma abbastanza per mettere in subbuglio analisti ed investitori. Naturalmente tutti ora discutono la possibilità che il rialzo sia finito, almeno momentanemente, e che sia iniziata una correzione più o meno importante. Premettiamo che dopo una semplice seduta negativa come quella di ieri nessuno é in grado di dire se c'é stata un'inversione di tendenza - ci sono bisogno ancora un paio di sedute per poter prendere una decisione fondata. La prima impressione però é che non si tratta di qualcosa di grave. I rialzisti possono attendere lo sviluppo della situazione senza troppe preoccupazioni - i ribassisti possono sperare ma non hanno ancora vinto nessuna battaglia. Gli indicatori tecnici non hanno fornito nessun segnale di vendita - neanche il nostro pacchetto di indicatori che usiamo per il trading é passato su sell visto che momentum e partecipazione sono caduti assieme. La RSI giornaliera sull'S&P500 é scesa a 76.89 punti - quella settimanale é scivolata a 85.33 punti. Il mercato resta ipercomperato e probabilmente gli indici devono scendere ancora alcune sedute. Sembra però che ci siano delle semplici prese di beneficio senza un sensibile aumento della pressione di vendita. Questo significa che l'S&P500 dovrebbe scendere fino ai 2824 punti o fino ai 2800 punti fino a mercoledì o poi risalire e tentare di migliorare il record storico. Se l'S&P500 scende sotto i 2800 punti significa invece che il problema é più grave.
Restiamo negli Stati Uniti prima di tornare in Europa. Ieri il mercato ha rispettato le regole tecniche - nel commento del pomeriggio avevamo previsto una discesa dell'S&P500 sui 2855 punti - ha chiuso a 2853.53 punti (-0.67%) - questo significa che l'indice ha avuto una normale e prevedibile seduta negativa e non ha fatto nulla di eccezionale. Non c'é nessuna notizia importante che possa provocare un'inversione di tendenza. L'S&P500 ha aperto in calo a 2864 punti e ha tentato un recupero risalendo fino ai 2870 punti. Poi é ricaduto e a questo punto era chiaro che ci sarebbe stata una seduta in trading range. L'indice é sceso a 2855 punti, si é stabilizzato per alcune ore sopra questo livello, é caduto fino a minimo giornaliero a 2851 punti ed é tornato in chiusura a 2853 punti. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1584 su 5291, NH/NL a 707 su 555 (l'espansione dei nuovi minimi é sensibile e va osservata con attenzione) e volume relativo a 1.0 (nessun aumento dei volumi a segnalare pressione di vendita). Considerando il pessimo rapporto A/D ci saremmo aspettati una perdita dell'S&P500 più consistente. Il Nasdaq100 ha perso solo il -0.49% a 6988 punti. La volatilità VIX si é impennata a 13.84 punti (+2.76) - durante questa correzione minore dovrebbe salire sui 16 punti. La CBOE Equity put/call ratio resta relativamente bassa a 0.57. Come abbiamo anticipato nel commento pomeridiano sul Nasdaq100, gli investitori sembrano aver paura che i risultati trimestrali di Apple (-2.07%), attesi giovedì, possano deludere.

La seduta in Europa é stata opaca e senza spunti d'interesse. Dopo il nuovo record storico di venerdì dell'S&P500 americano le borse europee hanno aperto in positivo e sullo slancio hanno guadagnato ancora qualche punto. Verso le 09.15 gli indici erano però già sui massimi giornalieri - si sono fermati alcune ore a gustarsi il panorama (massimo dell'Eurostoxx50 a 3651 punti) e poi sono ricaduti (minimo dell'Eurostoxx50 a 3636 punti). È evidente che al momento manca potere d'acquisto - la tendenza di fondo dei mercati azionari europei resta neutra. L'Eurostoxx50 é sceso a 3643 punti (-0.12%) - il DAX (-0.12% a 13324 punti) lo ha imitato. Malgrado un aumento dei tassi d'interesse nemmeno il settore bancario si é mosso (SX7E +0.01% a 143.05 punti). Il calo del cambio EUR/USD a 1.2350 (stamattina a 1.2370) non ha aiutato le borse europee.
L'intonazione di fondo dei listini europei é positiva - i grafici sono costruttivi - questo però sembra più che altro una conseguenza del rally in America. Ora che l'America svolgerà per lo meno una correzione minore é probabile che gli indici azionari europei abbandonimo la parte superiore del canale orizzontale valido da novembre dell'anno scorso per scendere sulla parte inferiore. Concretamente l'Eurostoxx50 potrebbe ridiscendere dagli attuali 3643 punti fino al massimo i 3525 punti in alcuni giorni.

Stanotte il future sull'S&P500 é sceso fino a 2831 punti - ora (07.50) é tornato a 2841 punti (-12 punti). I traders si stanno agitando e le premesse sono per una giornata negativa. Non sembra però che ci debba essere un'ondata di vendite con forti perdite sugli indici. Le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei sta perdendo il -1.43%, Shanghai é in negativo del -1.0%. L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3623 punti- le borse europee apriranno con minusvalenze intorno al -0.5%. Durante la giornata ci aspettiamo ancora delle vendite. Non crediamo però che le perdite stasera supereranno l'1%.

Aggiornamento del 29 gennaio

La RSI misura velocità e momentum - valori molto alti sono anormali ma non garantiscono una correzione

Spesso nelle nostre analisi riguardanti la borsa americana parliamo di ipercomperato e di eccesso di rialzo. Ci sono molti indicatori per misurare questi due effetti - quelli che noi citiamo più sovente sono la RSI per l'ipercomperato e la distanza dalle medie mobili per l'eccesso di rialzo. L'ipercomperato ci dice che il mercato sta salendo ad una velocità troppo forte e normalmente insostenibile. Un valore di RSI superiore ai 70 é per definizione una situazione di ipercomperato. L'S&P500 ha guadagnato da inizio anno il +7.45% - é evidente che l'indice non può continuare a salire a questo ritmo anche perché questo bull market é iniziato a marzo del 2009 ed é ormai maturo. Un valore di RSI molto alto é però un indicatore ambivalente - da una parte ci dice che la velocità é alta e insostenibile - d'altra parte ci mostra che la spinta di rialzo é possente e abbiamo a che fare con una situazione particolare e con un mercato in grado di superare tutti gli ostacoli. Al momento può essere pubblicato qualsiasi dato economico e Donald Trump può dire qualsiasi cosa - l'effetto sul mercato é sempre positivo poiché gli investitori ormai sono convinti che l'economia americana e le sue imprese sono sulla strada del'infinita crescita e prosperità. Nessuno é in grado di dire quando terminerà questo periodo d'oro - lo scopriremo solamente quando vedremo un cambiamento in questa costellazione tecnica. Per ora ogni lunedì si ripresenta la medesima situazione di partenza - il future sull'S&P500 (2873 punti, -1 punto) é in leggero calo - questo sembra però il trampolino di lancio per ulteriori guadagni.
Le borse asiatiche sono deboli (Nikkei -0.04%, Shanghai -1%). L'Eurostoxx50 vale ora 3654 punti - sono 7 punti in più della chiusura ufficiale di venerdì e 4 punti in meno del valore raggiunto alle 22.00. Il cambio EUR/USD é fermo a 1.2420 - i tassi d'interesse salgono (l'USTB a 10 anni rende il 2.703%) ma questo non sembra influenzare le borse.
Questa settimana verranno pubblicati numerosi dati economici rilevanti - specialmente per l'Europa. Martedì (mercoledì mattina presto in Europa) Trump terrà l'atteso discorso sullo stato dell'Unione davanti al Congresso. Vediamo se nei prossimi giorni cambia qualcosa.
Alla fine del commento del fine settimana abbiamo consigliato di lasciarsi trascinare dalla corrente del fiume - non bisogna però dimenticare che spesso quando la corrente diventa più forte significa che si é vicini ad una cascata e diventa difficile raggiungere la riva del fiume e mettersi in salvo.

Commento del 27-28 gennaio

La borsa americana se ne frega dell'analisi tecnica, delle eccessive valutazioni e dei parametri fondamentali

Venerdì le borse europee hanno guadagnato terreno e hanno terminato la seduta con moderati profitti - l'Eurostoxx50 é salito a 3647 punti (+0.48%) - nel dopo borsa (22.00) ha raggiunto i 3664 punti. Formalmente la tendenza di medio termine é ancora neutra. L'Eurostoxx50 resta sotto i 3700 punti e il massimo di novembre 2017 a 3708 punti.
La borsa americana si é nuovamente involata. L'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo storico a 2872.87 punti (+1.18%). Tecnicamente questo rialzo ha superato tutti i limiti ed i precedenti record. Mai l'S&P500 aveva terminato una seduta con la RSI giornaliera sopra gli 84 punti - venerdì la RSI ha raggiunto i 86.69 punti. Lo stesso eccesso vale per per la RSI settimanale che é ora a 90.51 punti (!!!). L'indice venerdì ha chiuso sul massimo - il momentum é talmente forte che é praticamente sicuro che settimana prossima l'S&P500 toccherà un nuovo record storico. Le probabilità invece che al termine di settimana prossima avremo un'altra performance positiva sono di circa il 66%.
Non solo gli analisti tecnici osservano attoniti ed impotenti il rally della borsa americana. Anche i fondamentalisti faticano ormai a formulare un modello in grado di giusticare il livello raggiunto dai listini americani. Osserviamo ad esempio il catalogo sottostante che raccoglie parametri tecnici, economici e fondamentali con lo scopo di prevedere quando un mercato azionario é maturo per l'inizio di un bear market. Il modello della società Crescat ha fornito ora il segnale più forte di eccesso che sia mai stato raggiunto nella storia - il segnale é ancora più intenso di quelli registrati ai massimi delle due precedenti bolle speculative del 1999 e del 2007. Questo non significa che il rialzo dell'S&P500 é finito - esiste, come abbiamo più volte segnalato e calcolato in precedenti occasioni, ancora un certo margine di manovra. Prendiamo ad esempio l'indicatore di borsa più lontano dal massimo (S&P500 % of 200 DMA) - vi risparmiamo i dettagli del calcolo - per salire dagli attuali 66% al massimo a 100% l'S&P500 dovrebbe arrampicarsi velocemente fino ai 3460 punti. Ritroviamo il valore già indicato nell'analisi del 6-7 gennaio.
La borsa americana é sicuramente in una fase di euforia - l'accelerazione al rialzo é paragonabile a quella del Bitcoin a dicembre dell'anno scorso. Nelle prossime settimane però il rialzo potrebbe continuare ed addirittura accelerare - nessuno é in grado di prevedere la fine del rally in anticipo - sapremo che il bull market é terminato unicamente quando ci sarà la prima seria correzione.


C'é ancora un'aspetto da considerare nella straordinaria performance di Wall Street. Le azioni americane salgono di valore anche perché l'USD é molto debole. Settimana scorsa il cambio EUR/USD é passato da 1.2223 a 1.2425 - é un incremento del +1.63% che spiega in parte la differenza di performance tra Europa ed America. Un'investitore che calcola in EUR ha guadagnato sull'S&P500 ma ha perso sul cambio - per saldo resta circa un +0.6%...
Cosa potrebbe bloccare il rally delle borsa americana? La lista delle possibili fonti di crisi é lunga. Spesso però é un aumento del costo del denaro e una politica monetaria restrittiva smorzare l'entusiasmo degli investitori e impongono un'inversione di tendenza. Il reddito del prestito decennale dell'US Treasury é salito a 2.66%. Molti analisti hanno affermato negli scorsi mesi che la barriera dei 2.6% era cruciale - non sembra però il caso. Il 3% sembra un livello più critico. Al momento però la politica monetaria americana é ancora espansiva, l'economia é in crescita e la riforma fiscale di Donald Trump ha provocato un palpabile ottimismo. Ad intuito sembra che la corsa dell'S&P500 possa continuare malgrado ipercomperato, eccessi ed investitori troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo.  

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.06% a 3647 punti              
DAX                         -0.70% a 13340 punti
SMI                          +0.06% a 9515 punti
FTSE MIB                  +0.45% a 23857 punti
S&P500                    +2.23% a 2872.87 punti
Nasdaq100               +2.76% a 7023 punti

La giornata di venerdì non ha fornito nuovi argomenti all'analisi tecnica. Le borse europee, trascinate dall'America, hanno avuto una seduta positiva ma sono rimaste distanti dai massimi toccati martedì. Il trend di fondo é neutro con indicatori moderatamente positivi e grafici costruttivi. È evidente che l'Europa non riesce a stare al passo con l'America  - parlando con colleghi del settore finanziario riappaiono costantemente le solite preoccupazioni - Brexit, instabilità politica, indebitamento (col problema della Grecia che si trascina e non viene risolto) e concorrenza fiscale da parte degli Stati Uniti, rendono le prospettive per l'economia europea incerte. Nel dubbio si preferisce puntare sui mercati emergenti e sull'America piuttosto che sulla disunita Europa.

Venerdì l'S&P500 ha guadagnato ancora 33 punti - incredibile. I dati economici pubblicati alle 14.30 (PIL +2.6% al di sotto delle stime generalmente superiori al +3%) non hanno fornito motivi di entusiasmo. In effetti l'S&P500 ha aperto a 2846 punti - in guadagno ma decisamente sotto il massimo storico a 2853 punti. Dall'apertura però i rialzisti hanno preso l'iniziativa e l'indice é salito fino alla chiusura a 2872.87 punti (+1.18%) con una sostanziale pausa sui 2853-2855 punti. La tecnologia come d'abitudine ha sovraperformato (Nasdaq100 +1.54%) - a spingere il settore ci hanno pensato i semiconduttori (SOX +3.26%) dopo che Intel (+10.55%) ha pubblicato un ottimo rapporto trimestrale. Il buon risultato di Intel ha contagiato il concorrente AMD (+4.35%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4345 su 2431, NH/NL a 802 su 599 (questa diminuzione dei nuovi massimi e aumento dei nuovi minimi é una preoccupante e massiccia divergenza negativa) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 11.08 punti (-0.50) mentre la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.49. Le MM a 10 giorni (0.53) e a 20 giorni (0.54) sono a livelli bassissimi e mai visti da anni - la speculazione al rialzo é massiccia.
Riassumendo ci sembra impossibile che il rialzo possa continuare ma lo diciamo da settimane basando sempre sullo stesso pacchetto di indicatori. È evidente che la spinta di rialzo é talmente forte da superare i freni e limiti normalmente imposti dai parametri tecnici. L'intenso momentum impedisce al nostro sistema di trading di fornire un segnale di vendita. Vendere contro una corrente così forte sembra una cattiva idea. Comperare in una simile situazione di eccesso é estremamente rischioso ma potrebbe essere remunerativo.
Fino a quando la borsa americana sale il resto del mondo o starà a guardare o seguirà - un ribasso é improbabile. Si può solo dimenticare fondamentali e tecnica, chiudere gli occhi e lasciarsi trascinare dalla corrente.

Commento del 26 gennaio

Dollaro forte - dollaro debole. Le opinioni divergono e le borse sono confuse

Ieri la cacofonia riguardante il valore dell'USD é diventata insopportabile. Il Ministro delle Finanze americano Steven Mnuchin ha dichiarato di non avere niente contro un USD debole che aiuta l'economia americana. Ha replicato il Ministro al Commercio Wilbur Ross dicendo che l'America combatterà per difendere la sua industria d'esportazione - il protezionismo indebolisce l'USD ma non é questa la politica degli Stati Uniti. Mario Draghi ha tentato di reagire ribadendo la volontà della BCE di seguire una politica monetaria molto espansiva ben oltre la fine del QE prevista a settembre 2018. Il tentativo di Draghi di bloccare il rialzo del cambio EUR/USD é stato un fallimento - il cambio ieri pomeriggio si é involato e ha toccato un massimo a 1.2536. Gli é volato in soccorso durante la notte il presidente Donald Trump con la dichiarazione che grazie alla sua politica economica l'USD diventerà sempre più forte - il cambio ha recuperato e si trova stamattina a 1.2450. Guerra verbale a parte l'USD negli ultimi mesi si é indebolito e il trend del cambio EUR/USD é evidentemente al rialzo. Il nostro obiettivo a 1.26 per il 2018 é già stato praticamente raggiunto.
Ieri si é visto come le borse oscillano a dipendenza dello sviluppo dei tassi d'interesse e dei cambi. L'EUR forte ha provocato un'ulteriore caduta delle borse europee. L'Eurostoxx50 é sceso a 3630 punti (-0.36%) salvando il supporto a 3625 punti. Il DAX é sceso a 13298 punti (-0.87%) - sul minimo giornaliero a 13222 punti l'indice ha sfiorato il nostro obiettivo per un consolidamento a 13200 punti. In controtendenza si sono invece mosse le banche (SX7E +1.20% a 142.88 punti) grazie al rialzo dei tassi d'interesse sull'EUR. Decisamente ieri Mario Draghi non era in forma e non ha convinto nessuno - i mercati finanziari si sono mossi al contrario di quello che avrebbe voluto sulla base delle sue dichiarazioni. Il settore bancario in crescita ha ovviamente aiutato la borsa italiana - il FTSE MIB é rimbalzato a 23719 punti (+0.41%).
Malgrado queste oscillazioni il quadro tecnico delle borse europee non cambia. Da mesi i maggiori indici non vanno da nessuna parte e il rialzo di corto termine della borsa italiana dovrebbe essere alla fine.

Ieri Wall Street ha marciato sul posto. Evidentemente i compratori sono a corto di argomenti e di munizioni. L'S&P500 si é mosso in soli 17 punti - ha aperto sul massimo (2848 punti) e chiuso al centro del range giornaliero e praticamente invariato (+0.06% a 2839.25 punti). I rialzisti controllano ancora la situazione ma non riescono più a fare progressi - non é una sorpresa considerando la massiccia situazione di ipercomperato. Il Nasdaq100 (-0.04% a 6916 punti) é rimasto fermo. Il tentativo di recuperare la perdita di mercoledì é fallito. Da alcuni giorni il DJ Transportation (-1.58%) é debole - nessuno però ne parla e questa divergenza non sembra influenzare l'S&P500. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3137 su 3627, NH/NL a 771 (pochi) su 327 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é lievitata a 11.58 punti (+0.11) mentre la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.56.
In genere nell'ultima seduta della settimana non ci sono sconvolgimenti della situazione - significa che anche oggi la borsa americana dovrebbe stare ferma o guadagnare pochi punti. Oggi alle 14.00 Donald Trump parla al WEF di Davos - sentiamo se ci riserva una sorpresa.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei perde il -0.16% - Shanghai sta salendo del +0.3%. Il future sull'S&P500 é a 2845 punti (+4 punti). Le borse europee apriranno in positivo - l'Eurostoxx50 vale ora 3637 punti (+0.2%). Al momento gli investitori concentrano la loro attenzione sul WEF di Davos soppesando le dichiarazioni dei protagonisti. Stanno ignorando i dati economici - da settimana prossima la musica potrebbe cambiare anche perché non tutti i dati riguardanti l'economia americana sono buoni. Siamo sorpresi che non si parli ancora delle elezioni in Italia - i mercati stanno ignorando ì rischi dell'instabilità politica e l'enorme indebitamento del Paese che finora viene tenuto sotto controllo solo grazie alla compiacenza della BCE. L'Italia non é sola. Anche Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda e Belgio hanno un rapporto debito PIL che supera il 100%. L'Europa finanziariamente é messa male...

Commento del 25 gennaio

La caduta dell'USD provoca movimenti di assestamento
La borsa americana si ferma, quelle europee scendono mentre i prezzi delle materie prime (in USD) salgono

L'USD Index, che misura il valore della moneta americana contro un paniere di monete mondiali, ha rotto ieri il supporto psicologico a 90 punti ed é caduto a 88.73 - significa che nelle ultime 24 ore l'USD ha perso circa il -1.4% ed é caduto su un minimo pluriennale (da fine 2014). Il prossimo supporto é solo a 85 punti. Questo significa che gli investitori hanno fiducia nelle imprese americane (borsa) ma non nello Stato che si sta indebitando (moneta) - Trump sta comperando crescita economica a debito del futuro.
Il terremoto sul mercato delle divise ha provocato delle scosse di assestamento sugli altri mercati finanziari. Le borse europee sono cadute (Eurostoxx50 -0.79% a 3643 punti) proprio quando sembravano voler abbandonare il canale orizzontale valido da novembre dell'anno scorso e riprendere il rialzo di medio termine. Il nuovo massimo storico del DAX (-1.07% a 13414 punti) di martedì si é rivelato una falsa rottura al rialzo. Da due giorni ripetevamo che il rialzo di corto termine delle borse europee non era convincente e ieri finalmente é arrivata la conferma. L'Eurostoxx50 non é riuscito a raggiungere i 3700 punti e superare il massimo del 1 novembre 2017 a 3708 punti. A questo punto é probabile che gli indici azionari europei debbano ridiscendere - non sappiamo se ci deve essere un semplice consolidamento o una correzione più o meno profonda. Abbiamo però definito una semplice regola per prendere una decisione. Se l'Eurostoxx50 resta sopra i 3625 fino a venerdì significa che sta svolgendo un tipico consolidamento di 3 giorni - in seguito dovrebbe esserci un'altro tentativo di salire sopra i 3700 punti. Per un'ulteriore conferma bisogna seguire l'indice delle banche SX7E (-0.26% a 141.92 punti) - questo deve restare sopra i 140 punti e confermare con un test dall'alto la validità della rottura sopra i 140 punti. L'EUR forte é evidentemente un veleno per l'industria d'esportazione europea e di riflesso per la borsa. Vedremo se oggi Mario Draghi riuscirà a stoppare il volo dell'EUR ribadendo la volontà della BCE di perseguire una politica monetaria molto espansiva. Stamattina si riunisce la BCE - le decisioni del comitato verranno comunicate alle 13.45 mentre la conferenza stampa di Mario Draghi seguirà alle 14.30. Le possibilità della BCE di influenzare i cambi sono però modeste visto che il problema é soprattutto la debolezza dell'USD.

Ieri le borse europee hanno chiuso sui minimi giornalieri con perdite abbastanza consistenti. Sui grafici appaiono delle lunghe candele rosse che segnalano la momentanea fine del rialzo. Ora vedremo se c'é semplicemente una pausa o una correzione. Molto dipende dagli Stati Uniti. Leggete i dettagli per i singoli indici azionari nei commenti serali.

La borsa americana ha aperto al rialzo e gli indici si sono involati verso nuovi record storici. Questa volta però i rialzisti sono battuti in ritirata e gli indici hanno perso i guadagni iniziali - la seduta si é chiusa in toni chiaroscuri. L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2852.97 punti - é però ricaduto fino a 2824 punti (-29 punti dal massimo) e ha chiuso praticamente invariato a 2837.54 punti (-0.06%). Le oscillazioni sul Nasdaq100 sono state ancora più violente - dopo un massimo storico a 6992 punti l'indice é caduto a 6880 punti di minimo (-112 punti) e ha chiuso a 6919 punti (-0.63%). Difficile dire se questa battuta d'arresto avrà delle conseguenze. Giovedì 16 gennaio c'era stata una seduta simile - il giorno dopo il rialzo era continuato come se nulla fosse successo. È meglio quindi aspettare e vedere cosa succede nei prossimi due giorni prima di cominciare a filosofare sulle possibilità di correzione - negli indicatori non notiamo nessun significativo cambiamento.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2915 su 3877, NH/NL a 1062 (pochi) su 263 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é lievitata a 11.47 punti (+0.37) - la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.53. Il nostro pacchetto di indicatori che usiamo per il trading ha mancato di un soffio un segnale di vendita. Considerando che l'S&P500 resta massicciamente ipercomperato a corto e medio termine un trader in cerca di avventure potrebbe ora provare uno short con stop a 2842 punti.

Donald Trump sta volando in Svizzera - domani parlerà a Davos al WEF. Vedremo se riuscirà a convincere i partecipanti che "America first" non significa protezionismo. Le prossime ore potrebbero essere cruciali per l'USD.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei ha perso il -1.11% - Shanghai al momento scende del -0.3%. Il future sull'S&P500 é a 2840 punti (-1 punto). Le borse europee apriranno praticamente invariate - L'Eurostoxx50 vale ora 3646 punti (+3 punti). Stamattina ci aspettiamo un lieve rimbalzo - poi i mercati si fermeranno in attesa della BCE.

Commento del 24 gennaio

Nuovi record in Europa ed America - non sappiamo quando questo rialzo si fermerà

Ieri gli indici azionari europei ed americani sono ancora saliti e hanno raggiunti nuovi massimi, storici (DAX, S&P500, Nasdaq) o di periodo (Eurostoxx50, FTSE MIB). Ci sembra ormai inutile fare grandi discussioni riguardanti la qualità del rialzo visto che partecipazione, momentum o sentiment non influenzano la direzione del movimento. Ci sono giornate dove gli indici chiudono sui livelli d'apertura e al centro del range giornaliero (come ieri in Europa) o sedute dove i guadagni sono modesti (come ieri per l'S&P500 / +0.22% a 2839.13 punti) ma questo nella sostanza importa poco. Malgrado gli eccessi e indicatori in posizioni insostenibili le borse continuano a salire e in mancanza di punti di riferimento e di regole funzionanti non siamo in grado di prevedere quando questo rialzo si fermerà. Anche gli esperti più famosi sono ormai perplessi e presentano opinioni diametralmente opposte. Ieri a Davos Ray Dalio, il famoso gestore del più grande fondo hedge al mondo, Bridgewater, ha affermato che la fase finale del rialzo é appena iniziata e che gli investitori non devono tenere cash ma essere completamente investiti. Il premio Nobel Shiller ha invece affermato che una importante correzione potrebbe concretizzarsi in qualsiasi momento e senza ragione apparente.
Si può discutere su previsioni economiche, valutazioni fondamentali e decisioni politiche - é però indiscutibile che le borse sono in generale care e che liquidità ed entusiasmo sono le forze trainanti di questo rally - la storia ci insegna che entrambi possono sparire in pochi giorni.

Ieri le borse europee hanno aperto molto bene, sono salite ancora qualche punto e poi si sono fermate e hanno fatto marcia indietro. La sera hanno chiuso con moderati guadagni e sui livelli d'apertura. Sul taccuino rimangono i nuovi massimi storici del DAX (+0.72% a 13560 punti / massimo a 13596 punti) e il nuovo massimo annuale dell'Eurostoxx50 (+0.19% a 2672 punti, massimo a 3687 punti) e del FTSE MIB (-0.22% a 23836 punti, massimo a 24050 punti). Il settore delle banche ha ritracciato (-0.26% a 141.92 punti) dopo la rottura al rialzo di lunedì - un consolidamento di alcuni giorni sopra i 140 punti é una normale procedura prima della continuazione del rialzo.
Non possiamo ancora dichiarare con convinzione che la tendenza di fondo della borse europee é tornata al rialzo - l'Eurostoxx50 non ha ancora superato il massimo del 1. novembre 2017 a 3708 punti e il DAX si é fermato sul precedente massimo a 13525 punti senza effettuare una chiara rottura ed accelerazione. I dati tecnici stanno però migliorando e i grafici sono costruttivi. C'é solo da domandarsi cosa succederà quando il rally in America si ferma o quando ci si renderà conto che la forza dell'EUR (EUR/USD a 1.2335) é veleno per l'economia d'esportazione europea.

In America i rialzisti hanno ancora il pieno controllo della situazione - ogni minimo ritracciamento viene comperato. Il Dow Jones Industrial (-0.01%) ieri ha fatto una pausa ma ci ha pensato il settore tecnologico (Nasdaq100 +0.83% a 6963 punti) ha trascinare il rialzo e provocare nuovi massimi storici. 
L'S&P500 si é mosso poco (2830-2842 punti) ma ha trascorso quasi tutta la giornata in positivo, ha toccato un nuovo massimo storico a 2842.24 punti e ha chiuso a 2839.13 punti (+0.22%) con un guadagno di 6 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4125 su 2589, NH/NL a 1026 su 243 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ferma a 11.10 punti (+0.07) mentre la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.52. Sul grafico del Nasdaq100 si vede una chiara esponenziale accelerazione al rialzo - il ritmo di salita é chiaramente insostenibile - l'indice potrebbe però solo fermarsi e consolidare - non deve necessariamente correggere. Il nostro pacchetto di indicatori che usiamo per il trading é vicinissimo ad un segnale di vendita - ci vuole però almeno una seduta negativa per ridurre il momentum. Se l'S&P500 continua a salire il sistema resta long.

Il cambio EUR/USD stamattina é salito fino a 1.2335 - l'USD é debole e questo é un aspetto che non viene discusso. La borsa crede nell'economia americana - il mercato delle divise no - é chiaramente intimorito dal deficit della bilancia commerciale e dall'esplosione del debito pubblico. La riforma fiscale é positiva per le imprese ma scava un'altro buco nelle finanze statali. Trump sta finanziando la crescita economica con i debiti. Christine Lagarde, presidente del FMI, ha ammonito che nei periodi di crescita economica bisognerebbe rimettere ordine nelle finanze statali e accumulare riserve per poter affrontare la prossima inevitabile crisi. L'America e molti Paesi europei stanno facendo esattamente il contrario.

Stamattina la musica non cambia. Quando abbiamo cominciato a scrivere questo commento il future sull'S&P500 era a 2838 punti (-1 punto) - ora é a 2842 unti (+3 punti) e le borse europee apriranno praticamente invariate (Eurostoxx50 a 3670 punti). Le borse asiatiche sono miste (Nikkei -0.81%, Shanghai +0.40%).
Da 100 sedute l'S&P500 non ha una seduta con una perdita superiore all'1% - da 96 sedute l'S&P500 non ha una seduta con una perdita superiore al 0.6%. Quando al casinò per 100 volte di seguito viene il rosso e mai il nero si può cominciare a pensare che la roulette é truccata o difettosa...

Commento del 23 gennaio

La farsa del shutdown é già terminata - la borsa americana festeggia con nuovi record storici - rialzo inarrestabile

Anche ieri le borse sono salite. In Europa i guadagni sono stati modesti. Gli indici azionari hanno chiuso la sera poco sopra i livelli d'apertura (Eurostoxx50 +0.44% a 3665 punti). In America invece gli investitori hanno festeggiato l'accordo tra i politici sul budget dello Stato e la veloce fine del shotdown dell'amministrazione pubblica. L'S&P500 (+0.81% a 2832.97 punti) ha guadagnato altri 22 punti e ha terminato la giornata sul massimo e con un nuovo record storico a 2833.03 punti. La spinta di rialzo é talmente forte che la borsa americana continua a salire malgrado l'evidente situazione di ipercomperato ed eccesso di rialzo che supera qualsiasi precedente esempio nella storia della borsa. Non avendo parametri di riferimento possiamo solo seguire attoniti la salita degli indici azionari americani in attesa che cambi qualcosa. Neanche l'incremento dei tassi d'interesse sembra impensierire gli investitori - ieri il reddito del prestito decennale dell'US Treasury si é fissato al 2.64%.

L'Eurostoxx50 (+0.44% a 3665 punti) ha avuto una seduta positiva e si avvicina lentamente al massimo di novembre dell'anno scorso a 3700 punti. Solo il superamento di questa resistenza farebbe passare formalmente la tendenza di medio termine al rialzo. Come ripetiamo da giorni i segnali mandati dagli indicatori sono positivi e i grafici sono costruttivi. Ieri si é aggiunto un altro fattore che attendavamo da tempo. L'indice delle banche SX7E (+1.54% a 142.29 punti), dopo numerosi tentativi, ha superato di slancio e in maniera convincente la resistenza a 140+ punti. Il rialzo del settore bancario può dare un contributo alle borse europee e toglie uno dei freni più importanti che obbligavano da mesi i listini europei ad oscillare in laterale.
Il DAX (+0.22% a 13463 punti) si é comportato in maniera simile. Ha guadagnato 29 punti al termine di una seduta opaca - si avvicina però inesorabilmente al massimo storico a 13525 punti.
Il FTSE MIB ha ancora guadagnato 140 punti ed é ormai vicino all'obiettivo a 24000 punti. La spinta di rialzo é talmente forte che l'obiettivo verrà raggiunto malgrado l'evidente situazione di ipercomperato (RSI a 76.89 punti) e di eccesso (ca. +2300 punti da inizio anno). Non sappiamo quando si esaurirà questa spinta di rialzo - per il momento non c'é ragione per vendere. Difficile dire cosa succederà in seguito visto che i normali cicli sono spariti. Saremo in grado di dirlo unicamente quando vedremo la formazione di un massimo intermedio.

In America gli indici sono saliti mano a mano che dal fronte politico arrivavano segnali distensivi - già nel pomeriggio si era delinaato un accordo sul budget e circolava la voce che il shutdown sarebbe durato ancora poco.
L'S&P500 ha aperto sui 2808 punti ed é salito ad ondate con pause a 2818 e 2826 punti. Sul finale é salito su un nuovo massimo storico
a 2833.03 punti e ha chiuso a 2832.97 punti (+0.81%). Il settore tecnologico (Nasdaq100 +1.05% a 6906 punti) ha nuovamente trascinato il listino. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4365 su 2413, NH/NL a 977 su 226 e volume relativo a 1.0. L'espansione dei nuovi massimi e subottimale e i volumi non accompagnano i nuovi record - queste debolezze a livello di partecipazione non bastano però a far deragliare il rialzo che sembra inarrestabile. La volatilità VIX é scesa a 11.03 punti (-0.24) - la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.56.
Teniamo in considerazione la tesi di un'accelerazione esaustiva presentata nel commento del 6-7 gennaio.

Stamattina sullo schermo domina ancora il verde. Il Nikkei ha guadagnato il +1.3% - Shanghai sale nella stessa maniera. Il future sull'S&P500 é a 2839 punti (+4 punti). Le borse europee devono scontare gli ultimi progressi dele borse americana e asiatiche - l'Eurostoxx50 vale ora 3683 punti (+18 punti) - gli indici apriranno con guadagni intorno al +0.5%. Sembra che anche oggi l'unica domanda da porsi é quanto ampi saranno i guadagni a fine giornata.

Aggiornamento del 22 gennaio

Il Government Shutdown non impressiona gli investitori - borse praticamente invariate

I politici in America non riescono a trovare un accordo sul budget dello Stato. Le attività amministrative subiscono un blocco a causa della mancanza di finanziamento. Questa procedura inizia con la chiusura di attività non assolutamente necessarie come musei, parchi o monumenti. Solo se il blocco continua la chiusura si estende in altri rami dell'amministrazione. Le borse a giusta ragione non sembrano farsi impressionare dal problema che si é presentato già 18 volte nel passato. Normalmente una soluzione viene trovata in pochi giorni e i dipendenti pubblici lasciati a casa ricevono retroatttivamente il loro salario. Il future sull'S&P500 stamattina perde 3 punti a 2808 punti - gli investitori sono cauti ma non reagiscono con un'ondata di vendite. Vedremo come si evolve la situazione nel corso della settimana. Venerdì il presidente Trump dovrebbe venire a Davos in Svizzera come ospite del WEF - se dovesse annullare la sua visita a causa dei conflitti politici a Washington non sentiremo la sua mancanza...
Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei é fermo (-0.02%) mentre Shanghai sta salendo del +0.4%. L'Eurostoxx50 vale ora 3659 punti (+10 punti) - le borse europee devono ancora onorare il nuovo record dell'S&P500 di venerdì scorso e apriranno con guadagni del +0.2% / +0.3%. Il cambio EUR/USD é praticamente invariato a 1.2230.
La settimana inizia in maniera poco spettacolare e all'insegna della stabilità.

Commento del 20-21 gennaio

Potremmo copiare il commento di settimana scorsa...

Da 395 giorni l'S&P500 (+0.44% a 2810.30 punti) sale senza una correzione di almeno un -5% - questo é un altro record storico che si aggiunge ai numerosi eccessi che caratterizzano questo lungo ed esteso bull market. Venerdì la RSI settimanale ha toccato i 88.39 punti - un livello mai visto da quando esiste l'indice S&P500. Ovviamente qualsiasi record é fatto per essere migliorato - trend e momentum favoriscono una continuazione del rialzo della borsa americana. Presto o tardi però un limite invalicabile varrà raggiunto - adesso anche i più ottimisti cominciano ad essere a disagio nel dover giustificare le valutazioni fondamentali raggiunte dalla borsa americana.
Repubblicani e democratici venerdì non hanno raggiunto un accordo sul budget dello Stato - da lunedì parte di conseguenza il shut down - parti dell'amministrazione pubblica smettono di operare non avendo i fondi a disposizione. In teoria questo dovrebbe avere un impatto negativo sulla borsa e dovrebbe essere il catalizzatore per una correzione. Vedremo però se in effetti gli investitori decideranno di vendere azioni - il debito pubblico americano ha superato da mesi i 20'000 Mia di USD e nessuno sembra preoccuparsi. Molti Stati nel mondo risolvono i problemi accumulando debiti da accollare alle generazioni future e vista la disponibilità delle Banche Centrali a finanziare questa pazzia il sistema finanziario sembra funzionare senza intoppi - fino alla prossima inevitabile crisi di fiducia.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.01% a 3649 punti              
DAX                         +1.43% a 13434 punti
SMI                          -0.39% a 9509 punti
FTSE MIB                  +1.36% a 23749 punti
S&P500                    +0.86% a 2810.30 punti
Nasdaq100               +1.12% a 6834 punti

L'analisi tecnica ha poco di nuovo da segnalare rispetto a settimana scorsa - l'S&P500 e gli indici azionari americani in generale non hanno corretto ma hanno continuato la loro scalata verso nuove vette. Come avevamo anticipato, visto che il cambio EUR/USD (1.2223) sta consolidando intorno agli 1.22, le borse europee hanno ripreso a muoversi insieme a quella americana ritrovando l'abituale correlazione. DAX (+1.15% a 13434 punti) e Eurostoxx50 (+0.78% a 3649 punti) hanno rafforzato la loro posizione e sembrano poter uscire al rialzo dal canale valido da novembre-dicembre dell'anno scorso. Abbiamo mano a mano segnalato questo miglioramente nei commenti nel corso della settimana. Non si é però ancora verificata una definitiva rottura al rialzo - formalmente la tendenza di medio termine é ancora neutra. Il nostro indice di riferimento, quello dele banche europee (SX7E +0.35% a 140.13 punti) non ha ancora superato la resistenza a 140+ punti. Vi ricordiamo che a livello di fondamentali fà più senso investire in Europa, dove le valutazioni sono ancora ragionevoli, piuttosto che in America.
Il FTSE MIB (+0.50% a 23749 punti) ha proseguito il rialzo di corto termine e sta cercando di raggiungere i 24000 del 2015. Pensavamo che la gamba di rialzo partita ad inizio anno dovesse esaurirsi intorno ai 23500 punti ma abbiamo sottovalutato l'euforia che ha trascinato i listini americani e di riflesso quelli europei.
In generale i grafici degli indici azionari europei sono costruttivi e dopo un lungo consolidamento sembra riprendere il rialzo. Ci vuole però una chiara rottura delle resistenze (13500 punti di DAX, 3700 punti di Eurostoxx50) per dare via libera.

Nel frattempo la probabilità che in America ci sia una correzione continua ad aumentare. D'altra parte la tendenza di fondo resta saldamente al rialzo (71.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 75.23) e di conseguenza, se ci fosse l'uspicata e prevista correzione dell'S&P500 fino ai 2700 punti, si dovrebbe presentare una occasione d'acquisto a medio termine.
Venerdì l'S&P500 (+0.44% a 2810.30 punti) ha guadagnato altri 12 punti e ha chiuso a ridosso del nuovo massimo storico (2810.33 punti) e massimo giornaliero. Questa forte chiusura, come già scritto una settimana fà, normalmente implica una continuazione verso l'alto. Di conseguenza la probabilità che settimana prossima l'S&P500 tocchi un nuovo record é di circa l'80%.
Venerdì Wall Street ha aperto al rialzo grazie al buon comportamento delle borse europee. Fino alle 20.00 l'S&P500 é oscillato in pochi punti (minimo a 2798 punti). Poi sul finale i rialzisti hanno ancora comperato e l'S&P500 é salito fino ai 2810 punti. Il Nasdaq100 (+0.34% a 6834 punti) si é comporato in maniera simile con un nuovo record storico. DJI e DJT hanno guadagnato terreno ma sono rimasti sotto i massimi di mercoledì. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4907 su 1829, NH/NL a 828 (pochi!) su 299 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é scesa a 11.27 punti, la CBOE Equity put/call ratio era ancora bassa a 0.56. Rispetto a settimana scorsa non c'é nulla di nuovo tranne che l'eccesso di rialzo é ancora più pronunciato. Il nostro sistema di trading non ha ancora fornito un segnale di vendita malgrado che presi singolarmente i tre pacchetti di indicatori (partecipazione, momentum, sentiment) sono su sell. Il momentum rimane troppo forte...

Ora non possiamo che aspettare lunedì e vedere se il shut down dell'Amministrazione americana può essere quell'evento atteso e necessario per provocare una correzione dei mercati azionari.

Commento del 19 gennaio

L'attenzione si sta spostando dall'America all'Europa...

Ieri le borse europee hanno guadagnato terreno. In linea di massima i guadagni sembrano solo una conseguenza del rally a New York. Dopo il rialzo di mercoledì sera in America ieri mattina le borse europee hanno aperto in positivo e sono riuscite a difendere i guadagni fino a sera. Non hanno fatto ulteriori sostanziali progressi ma almeno non si sono sgonfiate come succedeva di solito nelle precedenti sedute. Come abbiamo spiegato nei commenti serali i grafici sono costruttivi malgrado che per Eurostoxx50 (+0.23% a 3621 punti) e DAX (+0.74% a 13281 punti) la tendenza a medio termine rimane neutra. Gli indici però si stanno muovendo verso il livello superiore del canale orizzontale valido da circa due mesi e di conseguenza, almeno per adesso, una rottura al rialzo é più probabile che una al ribasso. Fondamentalmente uno sviluppo del genere farebbe anche senso. La borsa americana é oscenamente cara - a confronto quelle europee sono ancora relativamente a buon mercato. Abbiamo un chiaro punto di riferimento costituito dal settore bancario - fino a quando l'indice delle banche SX7E (-0.29% a 139.64 punti) resta sotto la forte resistenza a 140+ punti le borse europee sono condannate ad oscillare in laterale senza tendenza.
Il FTSE MIB (+0.49% a 23630 punti) ha avuto la migliore chiusura dell'anno. Il FTSE MIB si é però mosso nel range di martedì senza toccare un nuovo massimo annuale - di conseguenza non si può ancora parlare di continuazione del rialzo malgrado che il grafico sia costruttivo e l'indice continua a mostrare forza relativa. Se non ci fosse la borsa americana a pesare come una spada di Damocle con una possibile correzione saremmo convinti che dopo un consolidamento per assorbire l'ipercomperato il FTSE MIB potrebbe salire decisamente più in alto. I 3 massimi del 2015 sui 24000 punti (con massimo assoluto a 24157 punti) sono un logico obiettivo. 
Riassumendo le borse europee stanno tecnicamente facendo progressi malgrado che la tendenza d fondo resti in generale neutra. Il FTSE MIB é in un rialzo di corto termine - questa spinta doveva esaurirsi sui 23500 punti - questo significa che la borsa italiana ora deve fermarsi a consolidare. La borsa americana ieri si é fermata con volumi sopra la media - gli indici sembrano in stallo - uno stallo con velocità in calo sfocia normalmente in una caduta - é possibile che la borsa americana corregga senza trascinare verso il basso l'Europa - sarebbe logico che gli investitori diminuissero il peso degli impegni in America in favore dell'Europa. Vedremo - per ora questa rotazione é solamente accennata e non confermata.

Ieri l'S&P500 (-0.16% a 2798.03 punti) ha marciato sul posto. Il rally di mercoledì non ha avuto una continuazione e malgrado che mancasse unicamente un passo, l'indice non ha toccato un nuovo record storico. Dopo solo una giornata di pausa é impossibile giudicare se l'indice sta consolidando o distribuendo. L'S&P500 si é mosso in soli 13 punti e ha chiuso sul livello d'apertura e al centro del range giornaliero. Per l'analisi tecnica si tratta di una seduta neutra senza una particolare orientazione per oggi.
Quasi tutti gli indici erano leggermente in negativo - solo il Nasdaq100 (+0.02% a 6811 punti) ha chiuso in verde.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2114 su 4617, NH/NL a 594 su 391 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é ancora salita a 12.22 punti (+0.31), mentre la CBOE Equity put/call ratio (0.56) é rimasta bassa e sotto la media. Sembra che gli investitori istituzionali si preparano ad un aumento della volatilità e ad una correzione dell'S&P500 mentre quelli privati restano molto ottimisti e speculativamente esposti al rialzo. Questa valutazione é però semplicistica - la VIX potrebbe salire unicamente a causa della chiusura di posizioni short sui derivati.

Stamattina c'é una novità - il future sull'S&P500 (2794 punti, -2 punti) é in calo. Le borse asiatiche sono in leggero rialzo (Nikkei +0.22%, Shanghai +0.4%). L'Eurostoxx50 vale ora 2616 punti (-5 punti) - le borse europee apriranno con una perdita di circa il -0.2%. Non vediamo ragioni per movimenti significativi (anche i tassi d'interesse e i cambi sono stabili) e quindi pensiamo stasera di ritrovare gli indici azionari sui livelli di stamattina.

Commento del 18 gennaio

One way market ? - lo si diceva anche del Bitcoin...

Il 17 dicembre 2017 il prezzo del Bitcoin aveva superato i 20'000 USD. Ieri, esattamente un mese dopo, é caduto momentaneamente sotto i 10'000 USD. Gli esperti parlano di una "correzione". Matematicamente la correzione é del -50% - adesso ci vuole un guadagno del +100% per tornare a 20'000 USD.
Le Criptocurrency sono pura speculazione - non c'é paragone con il mercato regolato delle azioni. La psicologia é però la stessa. A dicembre erano tutti entusiasti e convinti che il mercato potesse solo salire. Ora c'é chi si lecca le ferite.
A Wall Street abbiamo una situazione simile. I dati sul sentiment sono alle stelle. Il calo di martedì (S&P500 -0.35%) é stato subito preso come occasione d'acquisto. Ieri la borsa americana é ripartita al rialzo e l'S&P500 (+0.94% a 2802.56 punti) per la prima volta nella storia, ha terminato la seduta sopra i 2800 punti. Solo per poco (massimo a 2807.04 punti) non ha toccato un nuovo record storico. La borsa americana sembra conoscere una sola direzione (one way market) mentre le borse europee marciano sul posto (Eurostoxx50 -0.25% a 3612 punti). In un mondo globalizzato e nel quale la crescita economica é ormai coordinata in tutti i Paesi, questa divergenza tra Europa ed America é difficilmente comprensibile. Sinceramente siamo perplessi - non tanto della pausa in Europa ma soprattutto del rally in America. Tutti i nostri indicatori tecnici si trovano in territorio estremo - normalmente a questo punto il mercato dovrebbe almeno fermarsi, potrebbe correggere o essere vicinissimo ad un top di lungo periodo. Invece non succede niente e ogni giorno c'é una ragione per far salire i listini. Ieri Apple (+1.65%) ha annunciato di voler reinpatriare gli utili parcheggiati all'estero (252 Mia di USD) e di voler investire negli Stati Uniti nei prossimi 5 anni 30 Mia di USD in nuovi centri di ricerca. Gli investitori, galvanizzati dalla notizia, hanno comperato tecnologia (Nasdaq100 +1.09% a 6810 punti) e quei titoli che sembrano "rimasti indietro" - l'esempio é Intel (+2.90%) che nello scorso mese era stata scossa della notizia che i suoi microprocessori avevano un problema di sicurezza. Il settore ieri (SOX +2.89%) ha accelerato al rialzo toccando un nuovo netto massimo storico.
Quando finirà questa pazzia? Non lo sappiamo ma l'esempio del Bitcoin deve servire da lezione.

Ieri in America ci aspettavamo un rimbalzo tecnico. La seduta é però andata molto meglio del previsto e non si può parlare di rimbalzo ma si deve affermare che il rialzo ha ripreso di vigore. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 2786 punti. È sceso brevemente fino a 2778 punti ma poi é salito costantemente fino ad un massimo a 2807 punti. Solo sul finale prese di beneficio hanno fatto ridiscendere l'indice a 2802.56 punti (+0.94%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4648 su 2121, NH/NL a 657 su 330 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é stranamente salita a 11.91 punti (+0.25) - la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.48. Ci sembra inutile discutere questi dati (ROC e MFI sono altissimi e a livelli insostenibili) visto che non rileviamo un'influenza sul trend - la debole partecipazione (NH) non sembra rallentare il rialzo.

Sulle borse europee c'é poco da dire. Da mesi gli indici oscillano in laterale senza tendenza e anche ieri non é successo nulla. L'EUrostoxx50 (-0.25% a 3612 punti) sta ritornando sui 3600 punti - il DAX (-0.47% a 13184 punti) rimane attaccato alla MM a 50 giorni ormai piatta. L'indice delle banche SX7E (-0.55% a 139.23 punti) é sttao come previsto respinto dalla resistenza sui 140 punti. L'SMI svizzero (-0.25% a 9440 punti) continua a correggere a causa della debolezza del settore farmaceutico.
Il cambio EUR/USD ha fermato la sua corsa sugli 1.23 e ora consolida intorno agli 1.22.

Stamattina ci ritroviamo con l'abituale situazione di partenza. Le borse asiatiche sono miste (Nikkei -0.48%, Shanghai +0.9%) - il future sull'S&P500 invece guadagna i soliti 2 punti (2896 punti) e non cede di un millimetro. Le borse europee apriranno in guadagno (Eurostoxx50 a 3624 punti, +12 punti) grazie al rally di ieri sera a New York. Probabilmente però non andranno lontano.

Commento del 17 gennaio

Minireversal a Wall Street dopo nuovi massimi storici - potrebbe essere l'inizio di una correzione minore o un top

Ieri le borse, sia in Europa che in America, sono nuovamente ripartite al rialzo. Questa volta però gli indici non sono riusciti a difendere i guadagni iniziali e non hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri. Le borse europee hanno raggiunto il massimo giornaliero verso le 11.30, sono sceso nel primo pomeriggio e sono cadute in serata quando il vento a Wall Street é girato. La borsa americana ha aperto festeggiando nuovi massimi storici su quasi tutti i maggiori indici. L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2807.54 punti. Poi però sono arrivate le vendite e questa volta i ribassisti sono riusciti ad imporsi e hanno provocato un minireversal. L'S&P500 ha perso quasi 40 punti dal massimo ed ha infine chiuso a 2776.42 punti (-0.35%) con volumi di titoli trattati in forte aumento (volume relativo a 1.3). Il reversal é avvenuto senza notizie particolare ad influenzare lo sviluppo del mercato - di conseguenza é significativo - a corto termine la borsa americana ha toccato un massimo rilevante. Era ovvio che presto o tardi ci sarebbe stata una seduta negativa - la borsa non poteva continuare a salire all'infinito. Si tratta ora di capire se questa seduta negativa avrà conseguenze o se il mercato deve solo riassorbire l'ipercomperato prima di ripartire al rialzo. Per inciso la RSI giornaliera dell'S&P500 é scesa a 77.63 punti, quella settimanale a 84.81 punti - il calo é sensibile ma il mercato resta decisamente ipercomperato. Il cambiamento d'umore ieri sul mercato é stato netto - la seduta ha avuto una sviluppo completamente diverso da tutte le sedute precedenti durante il 2018. Di conseguenza pensiamo che non sia solo un incidente di percorso ma qualcosa di più importante. I nostri indicatori non danno nessun segnale di vendita. Di conseguenza pensiamo che lo scenario più probabile é quello di una correzione minore fino a circa 2700 punti di S&P500. Questo calo, che dovrebbe concretizzarsi nella prossima decina di sedute, dovrebbe lasciare la tendenza di fondo al rialzo e costituire a medio termine un'occasione d'acquisto.
Esiste la possibilità che l'S&P500 abbia raggiunto un top a 2807 punti. È un'ipotesi da esaminare con attenzione nei prossimi giorni ma per il momento, dopo solo una seduta moderatamente negativa, non ha ancora il minimo elemento tecnico a supporto e conferma.

Facciamo un passo indietro e torniamo in Europa.  

Ieri mattina le borse europee hanno tentato di imitare l'America. Hanno aperto in positivo e hanno continuato a salire fin verso le 11.30 raggiungendo guadagni superiori all'1%. Poi però il rialzo si é esaurito e gli indici sono nuovamente scivolati verso il basso. L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 3639 punti - il valore più alto degli ultimi 60 giorni. Fino nel primo pomeriggio gli indici hanno difeso consistenti plusvalenze. In serata però, quando si é realizzato il reversal in America, le borse europee sono decisamente scese e in chiusura hanno salvato solo dei guadagni di pochi punti che spariranno definitivamente stamattina all'apertura dei mercati. L'Eurostox50 ha chiuso a 3622 punti (+0.28%), il DAX a 13246 punti (+0.35%). La situazione tecnica non cambia - il trend delle borse europee resta neutro e gli indici restano bloccati nel canale orizzontale che si é formato tra novembre e dicembre dell'anno scorso. Il FTSE MIB ha toccato un massimo annuale a 23697 punti e poi é caduto a 23495 punti (-0.21%) - l'indice ha chiuso sul minimo giornaliero e ha completato un minireversal che ha terminato il rialzo di corto termine. Noi avevamo previsto un massimo intermedio intorno ai 23500 punti. Ora inizia una correzione. Anche l'SMI svizzero sta correggendo (-0.77% a 9464 punti). Spesso la borsa svizzera é alcuni giorni davanti ai colleghi europei - il massimo annuale é stato toccato 5 sedute fà.
Un'ultimo appunto riguarda il settore bancario - avevamo previsto che la forte resistenza a 140 punti avrebbe bloccato il rialzo. Ieri l'indice SX7E é sceso del -0.29% a ... 140 punti.

L'S&P500 ha aperto ieri in forte gap up a 2800 punti. Sulla slancio é ancora salito e ha toccato un nuovo record storico a 2807.54 punti. Anche gli altri maggiori indici (DJ Industrial, DJ Transport, Nasdaq, Nasdaq100, Russell2000) hanno raggiunto nuovi records storici. Poi però sono arrivate le vendite. L'S&P500 é sceso per gran parte della giornata fino ad un minimo a 2768 punti - é rimbalzato a 2780 punti ed é poi ridisceso in chiusura a 2776.42 punti (-0.35%). Il Nasdaq100 (-0.31% a 6737 punti) si é comportato in maniera simile. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2228 su 4591 e NH/NL a 1450 su 354. La volatilità VIX é salito a 11.66 punti (+1.50). La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.49 ! Gli speculatori sono ancora convinti rialzisti.
Pensiamo che é iniziata una correzione minore - questa potrà terminare unicamente quando l'estremo ottimismo sarà sparito e l'ipercomperato verrà riassorbito. Nell'immediato (oggi - forse solo nella prima ora di contrattazioni) dovrebbe esserci un breve rimbalzo tecnico. In seguito la correzione dovrebbe continuare. Non ci aspettiamo crolli - dovrebbe piuttosto esserci un lento scivolare verso il basso - la VIX deve salire sui 16 punti e la CBOE Equity put call ratio deve mostrare valori sugli 0.7-0.8 per alcuni giorni. Prima sarà molto difficile ed improbabile che il rialzo possa riprendere.

Stamattina le borse asiatiche non si fanno impressionare dal calo a Wall Street. Il Nikkei perde il -0.43% mantre Shanghai sta guadagnando il +0.2. Il future sull'S&P500 é a 2783 punti (+1 punto) - rispetto alla chiusura dell'indice é salito però di 7 punti. Malgrado questo formale rimbalzo le borse europee apriranno in calo. L'Eurostoxx50 vale ora 3608 punti (-0.4%). Stamattina ci aspettiamo un tentativo di rimbalzo - stasera però le borse europee dovrebbero chiudere sui livelli d'apertura o più in basso.

Commento del 16 gennaio

Giornata insignificante - il future sull'S&P500 (2797 punti / +9 punti) continua a salire...

Ieri la borsa americana era chiusa in occasione del Martin Luther King Day. In Europa non é successo niente. Gli indici azionari europei hanno aperto invariati, hanno perso qualche punto quando il cambio EUR/USD ha continuato a salire insieme al future sull'S&P500, e poi si sono fermate. Dopo la prma mezz'ora di contrattazioni i giochi erano fatti. Alla sera le borse europee hanno chiuso senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 ha marciato sul posto (-0.02% a 3611 punti) - come settimana scorsa il DAX ha sotto performato (-0.34% a 13200 punti) mentre la borsa italiana é riuscita a guadagnare ancora qualche punto (FTSE MIB +0.49% a 23543 punti). L'analisi tecnica non segnala nulla di nuovo. I maggiori indici sono fermi in un canale orizzontale ormai valido da più di 60 giorni mentre il FTSE MIB, grazie a auto (Fiat +2.14%) e energia (ENI, Enel) é ancora in un rialzo di corto termine. Avevamo previsto che la spinta doveva esaurirsi sui 23500 punti e malgrado lo sforamento di ieri manteniamo questa opinione.
Ieri a Wall Street non si é trattato - il future sull'S&P500 ha però continuato a lievitare - ieri si é mosso intorno ai 2794 punti, stamattina é già salito a 2798 punti (+9 punti). Sembra quindi che oggi l'S&P500 voglia aprire con un altro gap up e su un nuovo massimo storico - incredibile! Se l'S&P500 chiude stasera a 2800 punti raggiungerà il più alto valore di RSI della storia.

Non riusciamo a immaginarci l'uscita da questa situazione di stallo - le borse europee sono ferme - l'S&P500 sale tutti i giorni e l'USD continua a perdere di valore. Questa strana correlazione e movimento non possono durare all'infinito. Vedremo chi cederà per primo. Ieri il cambio EUR/USD é salito a 1.2296 di massimo - secondo noi questa spinta di rialzo doveva terminare sugli 1.23 e sfociare in un consolidamento - ora il cambio é a 1.2270. Se il cambio si stabilizza le borse europee partiranno a caccia dell'S&P500? Possibile - stamattina l'Eurostoxx50 vale 2620 punti - questo significa che le borse europee, che da un punto di vista fondamentale sono decisamente meno care che l'America, stamattina apriranno con guadagni intorno al +0.2%. Ieri l'indice delle banche SX7E (+0.06% a 140.41 punti) si é fermato sull'importante resistenza a 140 punti - pensiamo che bisogna guardare da vicino questa indice per capire se le borse europee possono riprendere il rialzo.
Una cosa é sicura - per ora non appare nessun segnale di vendita e non vediamo rischio di ribasso.

Stamattina in Asia prevale il verde - Il Nikkei ha guadagnato il +0.99% - Shanghai sta salendo del +0.8%. L'agenda economica non offre appuntamenti di particolare interesse. Vedremo se nel pomeriggio la borsa americana confermerà i progressi del future o se finalmente riapparirà ina certa cautela di fronte agli evidenti eccessi fondamentali e tecnici.

Aggiornamento del 15 gennaio

Martin Luther King Day - la debolezza dell'USD provoca movimenti di assestamento

Oggi i mercati finanziari americani restano chiusi in occasione del Martin Luther King Day. Questa festa negli Stati Unti avrà ripercussioni in Europa. Dopo l'apertura le borse andranno in letargo e in mancanza di impulsi da oltre Oceano probabilmente si fermeranno e oscilleranno con modesti volumi. Il cambio EUR/USD é salito stamattina sullo slancio fino a 1.2240 - ora é tornato a 1.2210. La debolezza dell'USD provoca un rialzo dei prezzi delle materie prime - i due effetti si compensano - non bisogna per esempio farsi impressionare dell'impennata del prezzo dell'oro a 1342 USD/oncia - il prezzo in EUR rimane stabile sui 1100 EUR/oncia. Il calo dell'USD aiuta la borsa americana - il future sull'S&P500 sale stamattina a 2792 punti (+3 punti). Invece le borse europee non si muovono - l'Eurostoxx50 aprirà stamattina praticamente invariato a 3612 punti - i listini europei non reagiscono né al nuovo record di venerdì di S&P500 e colleghi né ai guadagni del future stamattina - il tutto viene assorbito dal cambio.
Seguendo lo sviluppo dei cambi probabilmente si potrà capire quando finirà questa gamba di rialzo a Wall Street e potrà esserci una correzione. Per ora non appare nulla di nuovo.
Per la cronaca stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse - il Nikkei ha guadagnato il +0.26% - Shanghai sta perdendo il -0.5%.

Commento del 13-14 gennaio

La borsa americana mostra i più alti valori di RSI dal 1928 - collasso dell'USD

Prima di passare all'analisi tecnica facciamo una considerazione fondamentale. Non avremmo mai immaginato che l'S&P500 americano potesse salire a 2787 punti. L'indice é decisamente sopravvalutato - ultimamente usiamo l'espressione "oscenamente caro". In effetti  il Shiller Price Earnig Ratio é al momento a 33.90 - questo é il 101.8% sopra la media di lungo periodo di 16.8. Secondo questo metodo di valutazione per i prossimi dieci anni la performance media annuale dell'indice dovrebbe essere del -3.5%. Questo non significa che l'S&P500 non può salire più in alto. Nel 1999-2000 questo P/E era salito per mesi sopra i 40 con un massimo a 44.2.
Usando il grafico sottostante guardiamo questa sopravvalutazione fondamentale sotto un'altra prospettiva.


Aggiustato per l'inflazione l'S&P500 sul lungo termine sale annualmente del +1.82%. Questo incremento costituisce una tendenza di lungo termine (linea rossa) intorno alla quale l'S&P500 oscilla secondo i cicli economici e lo sviluppo dei tassi d'interesse. Al momento l'indice é il 121% sopra questa media (il valore sul grafico di 117% é quello di fine 2017 - bisogna aggiungere la performance del +4.2% da inizio anno). Usando massimi e minimi é possibile disegnare un canale (linee nere punteggiate) che limita il movimento. Solo nel 2000 l'S&P500 ha superato il livello attuale di sopravvalutazione - questo conferma che storicamente il mercato azionario americano é molto caro - se si comporta come durante la bolla speculativa di Internet del 1999-2000 può ancora guadagnare un +10/+15%. Bisogna anche rendersi conto che in seguito ci sarà inevitabilmente un bear market di indicativamente un -50%.
Purtroppo psicologicamente nell'analisi tecnica ci lasciamo influenzare da questa indiscutibile analisi fondamentale. Malgrado che da mesi la tendenza di fondo del mercato azionario americano é al rialzo noi fatichiamo ad essere long e temiamo continuamente una correzione e un crollo. Gli indicatori ci dicono che il rialzo deve continuare. Venerdì l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2787.85 punti e ha chiuso a 2786.24 punti (+0.67%). Sulla base del momentum molto forte c'é una probabilità del 76% che settimana prossima l'S&P500 raggiunga un nuovo record - secondo le regole di Fibonacci il prossimo obiettivo é a 2811 punti.
D'altra parte secondo la RSI giornaliera (83.42 punti), settimanale (87.39 punti) e mensile, l'S&P500 é 100 anni che non é così ipercomperato. Solo una volta nella storia la RSI giornaliera é stata più alta. Questo ci da una probabilità di circa l'80% che la seduta di martedì prossimo sarà negativa e che la performance di settimana prossima sarà negativa. A questo punto fare una previsione diventa un rompicapo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.10% a 3612 punti              
DAX                         -0.56% a 13245 punti
SMI                          -0.11% a 9546 punti
FTSE MIB                  +2.93% a 23429 punti
S&P500                    +1.57% a 2786.24 punti
Nasdaq100               +1.58% a 6758 punti

Se la borsa americana continua a guadagnare terreno, quelle europee, con alcune eccezioni, non vanno da nessuna parte. L'Eurostoxx50 da inizio ottobre 2017 oscilla intorno ai 3600 punti. Ad inizio novembre era salito sui 3700 punti. Ad inizio gennaio é ridisceso sui 3500 punti - venerdì ha chiuso a 3612 punti (+0.48%) e al momento non si deliena una chiara tendenza. Gli indicatori sono misti e contradditori. Il trend a medio termine é formalmente neutro e questo vale anche per il DAX tedesco (+0.32% 13245 punti) con un canale di circa 600 punti intorno alla MM a 50 giorni (13136 punti) ormai piatta e all'interno delle Bollinger Bands ormai orizzontali.
Il FTSE MIB italiano costituisce un'eccezione alla quale siamo abituati. Spesso la borsa italiana inizia l'anno con un periodo positivo. Il rialzo dei tassi d'interesse sull'EUR ha dato una spinta al settore bancario italiano ed europeo (SX7E +0.39% a 140.42 punti) - dal minimo di inizio anno e dal supporto fornito dalla MM a 200 giorni il FTSE MIB ha sviluppato un rialzo di corto termine di circa 1800 punti. Ora però é probabile che la spinta si esaurisca e che l'indice si fermi a consolidare. L'SX7E ha forte resistenza a 140 punti con un massimo a 12 mesi a 140.92 punti a maggio del 2017. Ci sembra improbabile che l'indice abbia la forza per salire più in alto.
Le borse europee vengono fermate dalla forza dell'EUR - la debolezza dell'USD invece aiuta la borsa americana. Il cambio EUR/USD é balzato venerdì sopra la resistenza a 1.21 e ha terminato la giornata a 1.2195 (+1.35%). Nel corto termine non dovrebbe salire molto più in alto - il nostro obiettivo 2018 é a 1.26. Restiamo convinti rialzisti sul cambio EUR/USD - nell'immediato però si é esagerato e c'é bisogno una pausa di consolidamento intorno agli 1.22.
Cosa potrebbe obbligare le borse europee a prendere una determinata direzione? Sicuramente EUR, tassi d'interesse e borsa americana giocano un ruolo importante. Se le correlazioni continuano a funzionare le borse europee dovrebbero salire se il rally della borsa americana continua e l'EUR perde di valore. Le borse europee invece correggeranno se in America c'é un cedimento che per il momento non appare all'orizzonte.

In effetti venerdì a Wall Street c'é stata ancora una seduta di rialzo che é sfociata in nuovi massimi storici per la maggior parte degli indici. La spinta di rialzo resta intensa e la partecipazione é nuovamente in aumento. Sinceramente non vediamo cosa potrebbe indurre gli investitori a vendere - non si lasciano impressionare dalle alte valutazioni, dall'ipercomperato e dall'eccesso di rialzo. Mai abbiamo visto una tale costante speculazione al rialzo - raramente la CBOE Equity put/call ratio rimane così bassa (0.50, MM a 10 giorni a 0.56, MM a 20 giorni a 0.56)  per così tanto tempo. La tendenza di fondo del mercato azionario americano resta saldamente rialzista con il 73.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 74.77. Lo scenario più negativo a corto termine che possiamo immaginarci é una correzione fino ai 2700 punti di S&P500. Teoricamente però questa non dovrebbe fare danni al trend di medio termine e dovrebbe costituire un'opportunità d'acquisto.
Sulla giornata di venerdì non abbiamo nulla di particolare da annotare. La seduta é stata nuovamente controllata e dominata dai rialzisti. L'S&P500 ha aperto in gap up a 2769 punti. Per le 17.00 era già salito a 2784 punti - poi é oscillato in laterale per ore e solo sul finale si é impennato fino ai 2787.85 punti (nuovo record storico) e ha chiuso poco sotto a 2786.24 punti (+0.67%). Anche la tecnologia ha fatto la sua parte (Nasdaq100 +0.75% a 6758 punti) malgrado il cedimento di Facebook (-4.47%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4274 su 2478, NH/NL a 1386 su 262 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é lievitata a 10.16 punti (+0.28). 
Nulla sembra poter fermare la corsa di Wall Street - neanche l'aumento dei tassi d'interesse (il reddito del USTBonds decennale é salito a 2.55%) o le sbandate di Donald Trump che ha definito alcuni Paesi del Centro America (El Salvador, Haiti) e dell'Africa dei buchi di merda (shitholes).

Commento del 12 gennaio

Borsa americana monotonamente al rialzo - borse europee generalmente neutre

Ieri fino nel primo pomeriggio le borse europee erano tranquille e praticamente invariate. Poi é stato pubblicato il protocollo dell'ultima seduta della BCE dove si discute la fine del QE. Gli investitori hanno interpretato le dichiarazioni come una possibilità che la politica monetaria della BCE diventi meno accomodante prima del previsto e hanno immediatamente reagito. I tassi d'interesse sono saliti e le azioni delle banche hanno guadagnato terreno (SX7E +0.66% a 139.77 punti /massimo a 140.58 punti). Anche il cambio EUR/USD si é impennato tornando decisamente sopra gli 1.20 (EUR/USD a 1.2040) e questo ha avuto conseguenze negative sull'Eurostoxx50 (-0.40% a 3595 punti) che ha perso quanto ha guadagnato l'EUR con una sfasatura dovuta al settore finanziario. Insomma - ancora una volta la borsa si é mossa secondo la bacchetta della BCE e ballando secondo gli algoritmi. L'Eurostoxx50 é tornato tristemente nel range di dicembre (sotto i 3600-3614 punti) e sembra che debba restarci ancora per parecchio tempo anche perché la azioni delle banche devono ora fermarsi - l'indice SX7E ha cozzato contro la resistenza a 140 punti ed é stato respinto verso il basso. Il DAX (-0.59% a 13202 punti) é precipitato fino ai 13151 punti sotto la pressione del cambio EUR/USD. Poi ha recuperato dal minimo grazie come al solito alla borsa americana. Sul grafico però rimane una candela rossa e la perdita giornaliera mostra chiaramente l'incapacità del DAX di abbandonare il canale di novembre e dicembre dell'anno scorso. Il DAX é bloccato in un canale intorno ai 13100 punti e delimitato dalle BB (12856-13423 punti) - la tendenza a medio termine é neutra e per il momento non si profila nessuna sostenibile tendenza.
Il FTSE MIB aveva testato ad inizio anno il supporto costituito dalla MM a 200 giorni a 21613 punti - ieri ha chiuso a 23305 punti (+0.64%). Come pensavamo il FTSE MIB é ancora riuscito a muoversi in controtendenza e salire. Questo grazie soprattutto ai guadagni delle azioni bancarie. Avevamo descritto questo effetto nei giorni scorsi e previsto che il FTSE MIB poteva salire su un nuovo massimo a 12 mesi grazie alla strana spinta fornita dai tassi d'interesse in aumento e dalla conseguente buona performance delle banche. Ora però questa spinta anomala deve esaurirsi. L'SX7E é arrivato a 139.77 punti (+0.66%) e ha cozzato contro la resistenza a 140 punti (massimo a 140.58 punti). La psicologia degli investitori rischia inoltre di cambiare radicalmente  e velocemente. Finora l'aumento del costo del denaro ha avuto in maniera perversa un effetto positivo. Improvvisamente però ci si renderà contro che un EUR forte e tassi d'interesse in aumento sono veleno per l'economia e le finanze statali. Il rialzo a corto termine del FTSE MIB dovrebbe avere le ore contate. Considerando l'ampiezza della spinta da inizio anno crediamo che un massimo significativo verrà raggiunto oggi sui 23400-23500 punti. L'indice ha guadagnato 1700 punti in 8 sedute - é evidente che questo momentum é insostenibile.
Mentre le borse europee faticano a trovare una tendenza in America il tempo resta costantemente sul bello. Sembra che il martellante messaggio di Trump "Make America great again" sta convincendo gli investitori che le cose non possono che andare meglio. Malgrado valutazioni fondamentali stratosferiche gli indici azionari americani passano da un record storico al successivo senza pause o correzioni intermedie.

A Wall Street c'é stata la solita seduta di rialzo - i maggiori indici hanno toccato nuovi record storici e hanno chiuso sul massimo giornaliero con consistenti guadagni. L'S&P500 si é fermato a 2767.56 punti (+0.70%) - stamattina il future é a 2770 punti. La tecnologia ha seguito (Nasdaq100 +0.69% a 6708 punti) mentre il DJ Transportation ha fatto un salto di gioia (+2.30%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5340 su 1463, NH/NL a 1149 su 270 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ferma a 9.88 punti (+0.06) - la CBOE Equity put/call ratio é bassa a 0.50. Ipercomperato ed eccesso di rialzo non sono in grado di fermare il rally dell'S&P500 che da inizio anno é già salito del +3.51%. Non siamo in grado di fare una previsione riguardante la durata e l'estensione di questa gamba di rialzo. Possiamo solo aspettare e osservare attoniti se cambia qualcosa.

Stamattina i mercati sono fermi. Le borse asiatiche non si sono mosse di molto. Nikkei (-0.29%) e Shanghai (+0.12%) marciano praticamente sul posto. Il future sull'S&P500 é a 2771 punti (+1 punto) - significa che l'S&P500 si prepara ad un'altra seduta da record. Lunedì Wall Street é chiusa in occasione del Martin Luther King Day - In teoria prima del lungo fine settimana i traders cercheranno di limitare i rischi e dovrebbero esserci delle prese di beneficio. L'Eurostoxx50 vale ora 3606 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.3% come conseguenza della buona chiusura ieri sera in America. Nessuno osa più vendere - di conseguenza oggi gli indici azionari o si fermeranno sui livelli d'apertura o guadagneranno ancora qualche punto.
In Germania Angela Merkel fatica a trovare un accordo di governo con la SPD - nessuno sembra però preoccuparsi - con la scusa di voler evitare alla Germania un periodo di instabilità politica é sicuro che le parti troveranno una soluzione che gli permetterà di restare aggrappati al potere ancora per 4 anni.

Commento dell'11 gennaio

I tassi d'interesse salgono e le azioni delle banche seguono - le borse consolidano

Ieri le borse hanno dato segni di stanchezza e i maggiori indici azionari hanno perso qualche punto. Questa seduta negativa non segna però l'inizio di una correzione - gli indici hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri, i volumi sono rimasti nella media e alcuni settori, come quello delle banche (SX7E +2.54% a 138.86 punti) hanno guadagnato terreno. Un temporaneo rialzo dei tassi d'interesse in USD e EUR sta provocando dei movimenti d'assestamento.
L'Eurostoxx50 é tornato a 3609 punti (-0.36%) e ha toccato un minimo giornaliero a 3599 punti. In questa maniera é tornato sul massimo di dicembre e non é riuscito a continuare il rialzo in direzione del massimo di novembre - la forza del settore bancario non é bastata a trascinare l'indice verso l'alto e questa a corto termine é una cattiva notizia per i bulls. In una sana rotazione c'é sempre un settore in grado di prendere il testimone della staffetta e spingere il mercato. In questo caso invece il mercato sembra bloccarsi nel range degli ultimi due mesi del 2017 e negli indicatori non appare abbastanza forza per una continuazione del rialzo. Le prese di beneficio sono state più evidenti sul DAX tedesco (-0.78% a 13281 punti). Invece il FTSE MIB italiano (+0.66% a 23157 punti) ha approfittato del risveglio del settore finanziario ed é salito su un nuovo massimo a 12 mesi. Poiché l'indice delle banche SX7E ha forte resistenza a 140 punti e il rialzo dei tassi d'interesse sembra effimero non crediamo che il FTSE MIB abbia molto potenziale di rialzo a corto termine.
Riassumendo le borse europee hanno avuto una seduta negativa ancora senza conseguenze sul trend. I maggiori indici si sono fermati sui massimi di dicembre e non sembrano in grado di uscire dal canale orrizzontale che vale ormai da mesi. Arrivati sul bordo superiore del canale é probabile che ora scendano nuovamente sul bordo inferiore.

A Wall Street c'é stata la prima seduta negativa dell'anno. I ribassisti hanno provato un timido attacco ma non sono riusciti a raggiungere un risultato significativo. L'S&P500 é caduto dopo 20 minuti di contrattazioni fino ai 2736 punti ma i rialzisti hanno rapidamente ripreso il controllo delle operazioni e sono riusciti a far risalire l'indice fino ai 2752 punti. Un assestamento sul finale ha fissato l'indice in chiusura a 2748.23 punti (-0.11%). Considerando gli eccessi e l'ipercomperato il risultato ottenuto ieri dai venditori é misero. I rialzisti mantengono il controllo della situazione.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2747 su 3946, NH/NL a 616 su 536 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ricaduta a 9.82 punti (-0.26) - la CBOE Equity put/call ratio (0.64) é stata nella media - gli investitori mantengono la calma e la fiducia e non mostrano l'intenzione di voler abbandonare le posizioni long. La partecipazione al rialzo é subottimale con pochi NH e una marcata espansione dei NL. Negli scorsi mesi abbiamo però osservato questo effetto più volte senza conseguenze rilevanti sul trend rialzista. Anche il nostro indicatore per il trading si rifiuta di fornire un segnale di vendita poiché il momentum é ancora troppo forte rispetto alla partecipazione.

Stamattina non appare nulla di nuovo. Il future sull'S&P500 sale a 2752 punti (+2 punti) e compensa praticamente le piccola perdita di ieri. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei perde il -0.39% - Shanghai sta guadagnando il +0.1%. L'Eurostoxx50 vale ora 3612 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno. Le borse sono in stallo ma i venditori non prendono l'iniziativa - sembra che oggi le borse siano destinate ad una sana pausa di consolidamento.

Commento del 10 gennaio

Sull'S&P500 appare un doji - sul Nasdaq100 c'é una candela rossa - la performance é però ancora positiva

Il risultato della seduta di mercoledÌ é simile a quello di martedì - l'Eurostoxx50 é salito del +0.18% a 3622 punti, l'S&P500 ha guadagnato 3 punti a 2751.29 punti (+0.13%) e ha toccato un nuovo record storico a 2759.14 punti. Questo significa che c'é stata un'altra seduta positiva - in effetti però da due giorni i progressi degli indici sono modesti. Il rialzo é in stallo e molti si preparano ad una correzione come ben mostra la volatilità VIX che é lievitata a 10.08 punti (+0.56). La maggior parte degli investitori si aspetta un consolidamento e una discesa dell'S&P500 al massimo fino ai 2700 punti prima della ripresa del rialzo. Per assorbire l'ipercomperato a medio termine (RSI settimanale dell'S&P500 a 85.72 punti) ci vorrebbero però alcune settimane negative e una correzione ben più consistente. La miglior cosa da fare é tenere d'occhio lo sviluppo della situazione e degli indicatori - dopo i primi tre giorni di calo vedremo subito se gli investitori stanno facendo sul serio con le vendite o se stanno unicamente prendendo il fiato prima di ricominciare a comperare.
Per inciso il nostro pacchetto di indicatori che usiamo per il trading é vicinissimo ad un segnale di vendita - singolarmente ogni indicatore é su sell - nel complesso però il sistema é ancora long poiché il momentum é ancora troppo alto.

Le borse europee hanno ancora guadagnato terreno. I massimi di dicembre sono stati superati ma quelli di novembre non ancora e valgono come resistenza a medio termine. Concretamente l'Eurostoxx50 (+0.18% a 3622 punti) ha superato la fascia 3600+ punti ed il massimo di dicembre a 3614 punti - il massimo di novembre si trova però a 3708 punti. Il settore delle banche SX7E (+0.50% a 135.42 punti) sta aiutando le borse europee e ha ancora potenziale verso l'alto - la forte resistenza a 140 punti sembra però invalicabile vista l'indecisione che domina il settore. Il DAX (+0.13% a 13385 punti) ieri ha marciato sul posto - i 13400 punti sembrano in grado di bloccare il rialzo a corto termine e obbligare l'indice ad una correzione. Il limite superiore delle Bollinger bands scorre a 13404 punti e l'indice non sembra aver la forza di spingerlo con decisione verso l'alto. La MM a 50 giorni (13133 punti) é praticamente orizzontale e l'impressione é che il DAX debba nelle prossime settimane continuare a seguirla in un canale di circa 500 punti (+/-250 punti).
Il FTSE MIB (+0.70% a 23005 punti) si trova in una situazione particolare a causa del forte peso del settore finanziario al suo interno - lo abbiamo spiegato ieri nel commento serale. A corto termine la resistenza a 23000-23130 punti bloccherà il rialzo - vedremo se ci sarà una correzione o un semplice consolidamento.

La borsa americana ieri sembrava voler continuare indisturbata la sua corsa. Invece alle 20.00 il carburante é terminato e gli indici si sono sgonfiati. Al termine della giornata i guadagni sono stati modesti - il Russell2000 (2000 azioni di piccole e medie imprese) ha addirittura perso alcuni punti (-0.11%) e questo ha provocato un peggioramento dei dati strutturali - la seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2958 su 3802, NH/NL a 956 su 353 e volume relativo a 1.0.
L'S&P50 ha aperto a 2753 punti, é sceso a 2747 punti e dopo un doppio minimo é salito fino alle 20.00 ed i 2759.14 punti (nuovo record storico). Poi l'indice é sceso 8 punti ed ha chiuso a 2751.29 punti (+0.13%). Anche la tecnologia (Nasdaq100 +0.02%) sembra stanca.
Riassumendo la spinta di rialzo si sta finalmente esaurendo. Ora vedremo se il mercato vuole unicamente fare una pausa di consolidamento con una correzione minore di ca. -2% o se invece si concretizza una correzione più importante.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha perso il -0.22%. Shanghai sale del +0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2748 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3617 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.2%. Non vediamo ragioni per un'ondata di vendite e quindi crediamo che oggi i mercati faranno unicamente una pausa e consolideranno. Questo significa che stasera prevediamo una chiusura degli indici azionari europei con leggere perdite ma nulla più (-0.2% / -0.5%).

Commento del 9 gennaio

Le borse rallentano ma (ancora) non si fermano

Ieri le borse hanno ancora guadagnato terreno - finora non appare nessun segnale concreto di correzione. Le performance giornaliere sono state sia in Europa (Eurostoxx50 +0.24% a 3616 punti) che in America (S&P500 +0.17% a 2747.71 punti) moderatamente positive - i guadagni sono di pochi punti ma considerando l'ipercomperato bisogna meravigliarsi che anche la quinta seduta del 2018 sia terminata con un progresso degli indici azionari.
In Europa le borse hanno aperto euforiche sul massimo giornaliero - in preborsa il DAX (+0.36% a 13367 punti) era salito sopra i 13400 punti - poi l'entusiamo é diminuito e ci sono state delle vendite che hanno fatto cadere gli indici azionari durante la giornata anche leggermente in negativo. Nel tardo pomeriggio c'é stato un recupero e gli indici hanno chiuso al centro del range giornaliero. Malgrado i progressi gli indici non hanno ancora sostanzialmente sorpassato i massimi di dicembre che valgono ancora come resistenza - ci riferiamo ai 3610+ punti di Eurostoxx50, ai 13340 punti di DAX e ai 22840 punti di FTSE MIB (+0.37% a 22845 punti). Il canale d'oscillazione di novembre e dicembre sembra ancora valido anche perché indici come il DAX combattono ancora contro il bordo superiore delle Bollinger Bands (13362 punti) che si allargano solo lentamente.
L'SMI svizzero (-0.16% a 9541 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 9584 punti prima di cedere alla gravità e terminare la giornata in perdita. La candela rossa sul grafico rappresenta formalmente un reversal e dovrebbe significare almeno sul corto termine che c'é un massimo significativo in posizione. Dovrebbe ora esserci almeno una correzione minore di 200 punti circa.
Riassumendo ieri in Europa il rialzo di corto termine é continuato. La spinta sembra diminuire e il momentum é in calo. Per il momento però questo é un semplice rallentamento e non un'inversione di tendenza. Un rialzo deve però rallentare prima che possa iniziare una correzione.

In America gli indici azionari hanno aperto in negativo e sono rimasti debolmente in rosso per circa metà seduta. Poi però sono tornati i compratori e gli indici hanno chiuso a ridosso del massimo giornaliero e con modesti ma significativi guadagni - i maggiori indici hanno raggiunto dei nuovi records storici e riescono a salire malgrado l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo - questo é un segnale di forza da non sottovalutare in un ottica a medio termine.
L'S&P500 ha aperto a 2742 punti ed é sceso sul minimo a 2737 punti. Poi a fasi irregolari é salito fino ai 2748 punti e ha chiuso a 2747.71 punti (+0.17%). Ancora una volta gli investitori hanno favorito la tecnologia (Nasdaq100 +0.3% a 6676 punti) - quasi tutti i settori sono però in guadagno. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3820 su 2952, NH/NL a 997 (in calo) su 347 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX (9.52 punti, +0.30) e la CBOE Equity put/call ratio (0.63) restano bassi.
La RSI sull'S&P500 é a 79.05 punti - il limite superiore delle BB é a 2739 punti - malgrado gli eccessi il rialzo dell'S&P500 continua e finora il nostro sistema di trading non ha ancora fornito un segnale di vendita - il momentum é ancora troppo alto...

Il cambio EUR/USD (1.1960) come previsto ha cozzato contro la resistenza a 1.21 ed é ricaduto. Se nei prossimi giorni resta sopra gli 1.19 circa é probabile che il prossimo tentativo di rialzo abbia successo e il cambio salga sopra gli 1.21. Al momento non si vede una chiara correlazione tra sviluppo delle borse e EUR. La forza della moneta europea, che era stata citata come ragione per la correzione della seconda parte di dicembre, non viene più considerata nei commenti. A posteriori é sempre facile trovare una causa per giustificare un movimento delle borse - se poi questa é la vera ragione agli analisti importa poco...

Stamattina i mercati sono fermi. Il future sull'S&P500 é a 2745 punti (-1 punto). Le borse asiatiche sono in positivo. Il Nikkei, dopo la pausa di ieri, riapre con un +0.55%. Shanghai sale del +0.1%. L'Eurostoxx50 vale ora 3617 punti - le borse europee apriranno invariate. Ieri hanno rallentato - oggi cominceranno a scendere? Stiamo a vedere - dopo 5 sedute di rialzo non osiamo più prevedere una seduta negativa.

Aggiornamento del 8 gennaio

Se la borsa americana non corregge adesso non corregge più

La spinta di rialzo fornita dalla liquidità che tradizionalmente deve essere investita ad inizio anno si deve essere esaurita. Da giorni prevediamo l'inizio di una correzione a partire da oggi, lunedì 8 gennaio.
Per il trading sull'S&P500 utilizziamo un pacchetto di indicatori che dividiamo in tre gruppi - momentum (misurano l'intensità e la velocità della spinta), breath (mostrano la partecipazione) e sentiment (tastano la psicologia degli investitori). Da tempo questi singoli gruppi di indicatori forniscono a turno segnali di vendita - il segnale nel suo complesso é però valido solamente quando viene fornito in contemporanea dai tre gruppi. Il segnale é altamente performante - quando viene dato non sbaglia praticamente mai - il problema é che possono esserci anche dei cambiamenti di tendenza senza un segnale preventivo. L'ultima volta che il sistema ha fornito un segnale di vendita é stato ad aprile 2016. Per fare trading i segnali arrivano troppo raramente - sono però affidabili e la mancanza di segnali di vendita corrisponde allo sviluppo del mercato negli ultimi mesi. Ora il sistema é vicinissimo ad un segnale - deve solo diminuire il momentum e aumentare leggermente la partecipazione - questa costellazione può concretizzarsi con una o due sedute di pausa con A/D positiva e NH sopra i 1000 - vediamo... 

Stamattina per ora non appare nulla di nuovo - il verde prevale ancora sugli schermi. Il future sull'S&P500 é a 2744 punti (+2 punti). Le borse asiatiche sono in positivo - Il Nikkei non tratta mentre Shanghai sale del +0.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3618 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.3%. Gli indici azionari europei testano i massimi di novembre-dicembre - verranno respinti verso il basso da queste ovvie resistenze o svetteranno sopra le Bollinger Bands dando un'altra dimostrazione di forza? Sinceramente non abbiamo idea - le borse sembrano solo voler salire e prevedere correzioni é ormai fuori moda. L'ottimismo é alle stelle.

Commento del 6-7 gennaio

Inizio dell'anno col botto - la tesi di J. Grantham é quella di un'accelerazione esaustiva fino ai 3400-3700 punti di S&P500

Da mesi tentiamo di prevedere una correzione della borsa americana o di trovare il top del bull market iniziato a marzo del 2009. Finora abbiamo costantemente mancato il nostro obiettivo. L'S&P500 (+0.70% a 2743.15 punti ) non correggere e continua a salire - venerdì l'indice ha toccato un nuovo record storico a 2743.43 punti. È evidente che l'analisi tecnica in questa fase del mercato durante la quale le normali fasi, cicli e volatilità sono spariti, non fornisce segnali affidabili. Non ci sembra che questo sia un nostro problema specifico - i nostri colleghi arrivano alle nostre medesime conclusioni e da ormai un anno si limitano ad alzare gli obiettivi una volta che un target é stato raggiunto. È possibile che ci troviamo nella fase finale del bull market che viene ben descritta nello studio del famoso Jeremy Grantham di GMO (link nel titolo). In questo caso la borsa non correggerà più e avrà ancora un'accelerazione finale di tipo esaustivo durante la quale i fondamentali non avranno più nessuna importanza. A dire il vero avevamo anche noi descritto questo scenario nel nostro commento del 21-22 ottobre scorso - in quel momento l'S&P500 valeva 2574 punti e avevamo scritto che l'S&P500 poteva salire ancora per settimane senza interruzione con ulteriori guadagni di +10% fino a +20% - a grandi linee questo corrisponde a obiettivi sui 2800 e 3100 punti. Ci sembra probabile, osservando la lunghezza del bull market, l'assenza di correzioni da circa 13 mesi e l'accelerazione delle ultime settimane, che effettivamente la borsa americana si trova in questa euforica fase di accelerazione. Siamo però praticamente alla fine come suggerisce John Hussmann nel suo tweet del 5 gennaio , siamo da una qualche parte nel mezzo o solo all'inizio come teorizza Grantham? Nessuna ha una risposta valida a questa domanda. Sappiamo però che la borsa americana é già oscenamente cara e continua a salire da mesi senza correggere - questo comportamento anomalo é talmente evidente che già noi avevamo ipotizzato mesi fà l'esistenza di questa fase di esaurimento. Un'altro aspetto da considerare e che il rialzo può continuare ancora per mesi e che la sindrome di ipercomperato, eccesso di rialzo, troppa fiducia da parte degli investitori e smisurata speculazione al rialzo segnalata dagli indicatori non servirà a prevedere in maniera affidabile top e correzioni. Solo quando  il mercato cambierà ritmo sapremo che siamo alla fine. L'analisi tecnica può trovare dei punti tornanti - sono quelle date quando le premesse per un massimo ed un'inversione di tendenza sono ideali - in questo caso bisogna tenere gli occhi aperti - il prossimo appuntamento come sapete é lunedì 8 gennaio. Considerando le statistiche questo momento é importante -  l'S&P500 quest'anno ha già guadagnato il +2.6% - se lunedì non corregge ma continua a salire é probabile che la performance del mese di gennaio sarà positiva - normalmente se a gennaio la borsa americana parte al rialzo, anche la performance annuale é positiva.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.87% a 3607 punti              
DAX                         +3.11% a 13319 punti
SMI                          +1.87% a 9557 punti
FTSE MIB                  +4.16% a 22762 punti
S&P500                    +2.60% a 2743.15 punti
Nasdaq100               +4.02% a 6653 punti

Venerdì c'é stata ancora una seduta positiva sia in Europa che in America. Gli indici hanno chiuso sui massimi giornalieri con sostanziali guadagni. La maggior parte degli indici americani e l'SMI svizzero (+0.50% a 3557 punti) hanno toccato nuovi record storici. Non abbiamo visto nessun accenno di decelerazione e non notiamo divergenze che possano provocare un'inversione di tendenza. Osserviamo gli abituali eccessi di rialzo che però da mesi non bastano a provocare delle correzioni. S&P500 e colleghi non possono ignorare all'infinito questi scompensi - presto o tardi la nostra previsione di una correzione sarà giusta - sarà però una magra consolazione.

Venerdì l'Eurostoxx50 (+1.09% a 3607 punti) é tornato sul bordo superiore del canale orrizzontale che blocca l'indice da metà novembre. Lo stesso vale per il DAX (+1.15% a 13319 punti) e per il FTSE MIB italiano (+1.11% a 22762 punti). La rottura al ribasso di martedì si é rivelato un falso segnale e un'anomalia per noi inspiegabile. Basta osservare il grafico del FTSE MIB per rendersi conto che il mercato non si sviluppa in maniera armonica ma reagisce nervosamente ed eccessivamente agli impulsi. La tendenza a corto termine é al rialzo. La buona chiusura venerdì favorisce una continuazione del movimento - l'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3610 punti. Tutto però dipende da Wall Street ora che dal fronte dei tassi d'interesse (Bund a 161.61, -0.06%, reddito del decennale a 0.441) e dei cambi (EUR/USD a 1.2030 - forte resistenza a 1.2080-1.21) non vengono più impulsi. La spinta fornita dalla liquidità che tradizionalmente deve essere investita ad inizio anno dovrebbe essersi esaurita.

L'S&P500 venerdì ha avuto un'altra seduta di solido rialzo. Ha esordito a 2732 punti ed é velocemente sceso a 2728 per chiudere il gap d'apertura. Poi é salito costantemente fino alla chiusura a 2743.15 punti (+0.70%). L'indice ha guadagnato 19 punti con volumi nella media. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4189 su 2538 e NH/NL a 1020 su 287. Il numero dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) non aumenta (giovedì era a 1087!) - la partecipazione é in diminuzione e questo effetto é causata dalla debolezza relativa del Russell2000 (+0.28%). La tecnologia invece passa da un record al successivo (Nasdaq100 +1.04% a 6653 punti). Gli AGMAF continuano ad attirare gli investitori - le 5 azioni hanno guadagnato venerdì tra il +1.14% al +1.62%. I dati sul sentiment rimangono in territorio estremo (VIX invariata a 9.22, CBOE Equity put/call ratio a 0.58, MM a 10g e a 20g a 0.56).
Il riassunto é presto fatto. Se lunedì non inizia una correzione di almeno un 3% la borsa continuerà a salire ininterrottamente per settimane o mesi verso un top di lungo periodo. Il potenziale di rialzo é sostanziale malgrado che la borsa sia già oscenamente cara
Le borse europee seguiranno a distanza. È probabile che durante l'anno riappaia il problema dell'indebitamento statatale. Fino a quando però la BCE continuerà a manipolare il mercato delle obbligazioni e i tassi d'interesse (il programma di QE dovrebbe scadere a settembre 2018) mancherà al mercato il termometro per rendersi conto che la febbre é ancora alta e il malato europeo non fa progressi.

Commento del 5 gennaio

Spinta di rialzo più forte del previsto - leaders (SMI / Nasdaq100) in stallo

Per il terzo giorno consecutivo le borse hanno guadagnato terreno. Il rally di inizio anno era previsto - rispetta le statistiche e le tradizioni. Il movimento é però più intenso di quanto ci eravamo aspettati specialmente in Europa.
Dopo la seduta negativa di martedì avevamo l'impressione, sulla base degli indicatori di medio termine, che le borse europee stessero unicamente rimbalzando. Invece ieri hanno avuto una seduta talmente buona da rimettere in questione questo scenario ribassista.
L'Eurostoxx50 dal minimo di martedì a 3469 punti doveva risalire sui 3525 punti entro oggi prima di ricominciare a scendere. Ieri ha chiuso a 3568 punti (+1.68%) grazie al forte contributo del settore finanziario (SX7E +2.53% a 134.32 punti). Anche il DAX ha nettamente superato i 13000 punti e si é fermato ieri sera a 13167 punti (+1.46%). Tecnicamente queste reazioni erano possibili - gli indici sono semplicemente tornati al centro delle Bollinger Bands e dei canali d'oscillazione che erano rimasti validi da novembre fino a dicembre 2017. La rottura al ribasso della prima seduta di gennaio sembrava confermare lo scenario negativo - ora invece il nostro indicatore proprietario di stocastica ha fornito un segnale d'acquisto e sinceramente non sappiamo se in effetti anche le borse europee partono al rialzo a caccia di nuovi massimi o se invece si fermeranno qui e settimana prossima ricominceranno a scendere insieme all'America. La reazione della borsa italiana (FTSE MIB +2.77% a 22515 punti) suggerisce che ci troviamo in una fase di acquisti da panico - tutto sale e ieri gli investitori si sono buttati sugli ultimi mercati e titoli che sembrano rimasti indietro. Normalmente questo comportamento si verifica vicino ad un massimo intermedio. Questa ipotesi viene rafforzata dal fatto che la borsa svizzera (SMI +0.32% a 9509 punti), che precedentemente aveva "tirato" il rialzo ed era vicina al massimo storico, ieri si é praticamente fermata.
Riassumendo le borse europee non stanno semplicemente rimbalzando prima di riprendere il ribasso - il balzo di ieri é stato troppo consistente. Dobbiamo però attendere alcuni giorni prima di poter sostituire questo scenario negativo con una nuova previsione a medio termine. Le MM a 50 e 200 giorni si stanno appaiattendo e da metà novembre gli indici azionari europei per saldo marciano sul posto. Oggi dovrebbe esaurirsi l'effetto positivo provocato dalla liquidità che viene investita nelle prima sedute del mese di gennaio e che provoca il tradizionale rally di inizio anno. Gli indici azionari oggi dovrebbero fermarsi - questa é la premessa indispensabile per l'inizio settimana prossima di una correzione.

Secondo la nostra previsione l'S&P500 doveva salire entro oggi al massimo fino ai 2720 punti prima di cominciare a correggere a partire dall'8 di gennaio. Ieri l'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 2729.29 punti. Non ha però terminato questa seduta sul massimo giornaliero come le due precedenti. L'S&P500 ha aperto a 2719 punti ed é salito per le 16.40 su massimo. Poi é ricaduto a 2722 punti ed é oscillato in laterale in una manciata di punti fino alla chiusura a 2723.99 punti (+0.40%). La spinta di rialzo sembra essersi esaurita anche perché é mancato l'apporto dei leaders della tecnologia (Nasdaq100 solo +0.13% a 6584 punti). Insomma - il treno sta rallentando - oggi dovrebbe fermarsi - settimana prossima dovrebbe cambiare direzione.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4323 su 2409, NH/NL a 1187 su 296 e volume relativo a 1.05. L'espansione dei nuovi massimi é relativamente debole - la partecipazione al rialzo é modesta - abbiamo però citato questa debolezza strutturale già decine di volte negli ultimi mesi ma l'S&P500 continua imperterrito a salire. Ieri la RSI giornaliera ha raggiunto i 74.86 punti - il mercato é ovviamente ipercomperarato ma questo non sembra interessare nessuno. Gli indicatori di sentiment (VIX a 9.22 punti, +0.07 / CBOE Equity put/call ratio a 0.50) restano su valori ideali per scatenare una correzione.
Dall'inizio dell'anno l'S&P500 ha già guadagnato il +1.88% malgrado che le azioni siano già nettamente sopravvalutatte ed oscenamente care. Fino a quando può continuare questa pazzia ? - forse ancora a lungo visto che a Natale mia madre di 80+ anni mi ha chiesto cosa é il Bitcoin e se conviene comperarlo. Le obbligazioni della Confederazione svizzera a 10 anni rendono il -0.107%. L'Italia a 2 anni "paga" il -0.205%. La fallita Grecia per un'obbligazione a 2 anni versa un interesse del +1.47%. È ovvio che a queste condizioni la liquidità affluisca ancora sul mercato azionario.

Stamattina le borse asaitiche sono ancora in positivo. Il Nikkei guadagna il +0.96% - Shanghai sale del +0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2726 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3571 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno. Oggi ci aspettiamo una seduta di pausa - eventualmente ci dovrebbero essere le prime prese di beneficio.
Normalmente di venerdì non si concretizza un'inversione di tendenza - la correzione dovrebbe iniziare solo settimana prossima. Non sarebbe però male se stasera le borse europee chiudessero già in negativo.

Commento del 4 gennaio

La tradizionale spinta di inizio anno deve esaurirsi tra oggi e domani - la borsa americana é in ottima forma

Ieri il rialzo di inizio anno é continuato. Per l'Europa questo ha significato una continuazione del rimbalzo di martedì. In America invece il rally é sfociato un ulteriori nuovi massimo storici dei maggiori indici. La spinta non mostra ancora debolezze - ieri gli indici azionari americani hanno chiuso sui massimi giornalieri, con volumi di titoli trattati sopra la media e con consistenti guadagni. È quindi probabile che ci siano ancora una a due sedute positive prima che possa verificarsi una dovuta ed inevitabile correzione.

Le borse europee stanno rimbalzando e risalendo verso i precedenti supporti. Ci riferiamo ai 13000 punti di DAX, ai 3525 punti di Eurostoxx50 e ai 22000 punti di FTSE MIB. La situazione tecnica di Europa e America continua ad essere completamente differente. Mentra l'Europa é in un ribasso di medio termine che dovrebe riprendere settimana prossima, l'America prosegue imperterrita il suo debole ma costante rialzo - da mesi l'S&P500 sale inesorabilmente e costantemente passando da un record al successivo. L'Europa da inizio novembre del 2017 non riesce più a seguire. Non sappiamo perché (la causa non sembra essere solo la forza dell'EUR) ma sarà interessante scoprirlo per sapere se si tratta di un problema che potrebbe coinvolgere l'intera economia mondiale.
Ieri Eurostoxx50 (+0.56% a 3509 punti) e DAX (+0.83% a 12978 punti) hanno avuto una seduta positiva a traino dell'America. Si é però visto sul finale che al primo accenno di pericolo gli investitori scappano. Comportamento e volumi sostengono l'ipotesi del rimbalzo tecnico. La borsa italiana invece resta relativamente debole - ieri il FTSE MIB (+0.27% a 21904 punti) ha faticato anche a causa del settore finanziario che non reagisce.
La borsa svizzera ha riaperto col botto dopo la pausa del 2 gennaio. L'SMI (+1.03% a 9478 punti) é balzato su un nuovo massimo a 12 mesi e dovrebbe raggiungere un nuovo massimo storico (9548 punti) prima di correggere insieme al resto dell'Europa.

La borsa americana invece é ancora trascinata da liquidità ed entusiasmo. Bisogna riconoscere che i dati economici al momento sono molto buoni e malgrado le sfuriate di Donald Trump non si sta scatenando nessun conflitto importante. In questa maniera prevale il trend malgrado che la borsa sia ormai oscenamente cara.
L'S&P500 ha aperto in leggero gap up a 2697 punti ed é salito ad ondate fino poco prima della chiusura su un nuovo massimo storico a 2714.37 punti. Sul finale é sceso 1 punto ed ha chiuso a 2713.06 punti (+0.64%). Ancora una volta é stata la tecnologia (Nasdaq100 +0.99% a 6575 punti) a trascinare il listino - quasi tutti i settori hanno però partecipato al rialzo malgrado che i dati sulla partecipazione non siano entusiasmanti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4260 su 2516, NH/NL a 1019 su 422 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é scesa a 9.15 punti (-0.62) mantre la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.54.
Abbiamo un target a 2720 punti di S&P500 che deve essere raggiunto entro venerdì - mancano 7 punti. Ieri l'S&P500 ne ha guadagnati 17, martedì l'indice era salito di 22 punti. Per logica oggi il rialzo deve decisamente rallentare e devono apparire i primi segnali di distribuzione. La RSI giornaliera é a 72.54 punti - il bordo superiore delle Bollinger Bands é a 2714 punti. Ipercomperato e BB dovrebbero per lo meno rallentare il galoppo dell'S&P500.

Stamattina sale nuovamente tutto. Il Nikkei ha iniziato l'anno con un balzo del +2.95%. Le altre borse asiatiche sono in guadagno (Shanghai +0.6%). Il future sull'S&P500 é a 2713 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3524 punti - il DAX é indicativamente a 13040 punti. In teoria le borse europee dovrebbero oggi fermarsi qui. Se salgono decisamente più in alto la nostra teoria del rimbalzo tecnico potrebbe essere sbagliata.

Commento del 3 gennaio

L'S&P500 sale su un nuovo massimo storico a 2695.89 punti - l'Europa zoppica

Ieri si é ripresentata la situazione che ha caratterizzato le ultime settimane del 2017. Le borse europee hanno aperto in positivo ma subito sono riapparsi i venditori. Gli indici azionari sono caduti fino alle 11.00 facendo sensibili danni. Ad un certo punto le minusvalenze hanno superato il -1%. Ancora una volta é stata la forza dell'America a risollevare le sorti delle borse europee che a fine giornata hanno contenuto le perdite ad un accettabile -0.3% / -0.4%. L'Eurostoxx50 é precipitato fino ai 3469 punti per infine tornare a 3490 punti (-0.36). Il DAX tedesco é caduto al di fuori del limite inferiore delle Bollinger Bands (12855 punti) e ha raggiunto un minimo a 12745 punti - la sera é risalito a 12871 punti (-0.36%). Il FTSE MIB ha addirittura raggiunto il tipico obiettivo di una correzione a medio termine vale a dire la MM a 200 giorni (minimo a 21613 punti) per poi rimbalzare a 21845 punti (-0.04%). Su tutti i grafici appare una candela con minimo a massimo discendente - questo significa che la correzione iniziata a novembre continua e almeno fino ai minimi di ieri esiste spazio verso il basso. D'altra parte la reazione ieri dai minimi é stata convincente e sui grafici appaiono degli hammer che mostrano l'inizio di un rimbalzo tecnico che dovrebbe stabilizzare il mercato per alcuni giorni. Questo ci porta la nostro scenario di base che prevedeva l'inizio di una correzione generalizzata delle borse a partire dall'8 gennaio.

La borsa americana é ripartita baldanzosa al rialzo ignorando la debolezza europea e rispettando statistiche e tradizioni che vedono le prime 2-3 sedute dell'anno positive. Trascinata da un settore tecnologico spumeggiante (Nasdaq100 +1.80% a 6511 punti) la borsa americana ha galoppato verso nuovi record. L'S&P500 ha aperto in positivo a 2684 punti. Dopo una breve discesa a 2682 punti l'indice é salito a 2695 punti per le 16.30. Sul precedente massimo storico l'S&P500 si é fermato praticamente fino alla chiusura oscillando in pochi punti. Sul finale l'indice é salito a 2695.79 punti (+0.83%) con un nuovo massimo storico marginale a 2695.89 punti. In questa maniera si é attivato l'obiettivo a 2720 punti per la fine di questa settimana. È difficile che il rialzo possa durare più a lungo - la spinta fornita dalla liquidità dovrebbe venire a mancare a d'altra parte gli investitori sono talmente ottimisti (VIX a 9.77 punti, -1.27 punti) e speculativamente orientati al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.47) da sfiorare l'incoscienza.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4756 su 2082, NH/NL a 928 su 419 e volume relativo a 0.95. Notiamo debolezza nei settori bancari e delle vendite al dettaglio. Gli investitori sembrano impauriti dal rialzo dai tassi d'interesse ma per ora le reazioni negative sono solo settoriali. Per il resto giocano i soli temi - tecnologia su e dettaglianti giù.

Il cambio EUR/USD ha toccato un massimo a 1.2081 ed é poi tornato a 1.2050. La forza della moneta europea é un'ipoteca per l'economia e indebolisce la borsa. Crediamo però che nel corto termine la resistanza sugli 1.21 sarà in grado di bloccare il movimento ed imporre un consistente consolidamento. Questo dovrebbe ristabilire la correlazione tra borse europee ed americana.

Stamattina le borse asiatiche salgono ma senza entusiasmo. Il Nikkei é ancora chiuso - Shanghai guadagna il +0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2696 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3498 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.2% - poco considerando il comportamento di S&P500 e colleghi. Crediamo però che oggi gli indici azionari europei manterranno questa guadagno fino a fine giornata - cambi e tassi d'interesse si sono fermati e dovrebbero aiutare le borse europee a ritrovare fiducia.

Aggiornamento del 2. gennaio

Secondo le tradizioni il nuovo anno inizia con una nota positiva

La prima seduta dell'anno sembra voler rispettare le tradizioni. Le borse asiatiche sono al rialzo. Mentre in Giappone é ancora giorno di festa e la borsa é chiusa, la Cina festeggia il nuovo anno con un balzo del +1.3%. Il future sull'S&P500 é a 2680 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 2515 punti - le borse europee dovrebbero aprire con guadagni intorno al +0.3%. Ci aspettiamo che gli indici azionari restino sui livelli d'apertura fino a stasera. Sarebbe interessante se succedesse qualcosa di diverso. In particolare se riapparissero i venditori e questo balzo iniziale venisse cancellato nel corso della giornata, significarebbe che le borse stanno effettivamente preparando una sostanziale correzione.
Oggi in Svizzera é giorno di festa (Berchtoldstag). I nostri uffici sono chiusi fino all'8 di gennaio. Il sito viene aggiornato normalmente.

Commento del 30 dicembre - 1. gennaio

All'inizio del 2018 ci sarà una correzione - é possibile che questa correzione corrisponda al top di lungo periodo.

Il 2017, come vedete dalla tabella sottostante, é stato un ottimo anno di borsa che ha superato qualsiasi più rosea aspettativa. L'S&P500 a fine 2016 era a 2238 punti. Noi avevamo ribadito che sui 2200 punti il mercato era sopravvalutato ma che sull'onda dell'entusiasmo provocato dall'elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti poteva ancora esserci un'estensione di un +10%. L'S&P500 a dicembre ha toccato un nuovo massimo storico a 2695 punti e ha terminato l'anno a 2673 punti. Come vedete l'S&P500 é andato meglio del previsto anche se parte della buona performance é da imputare alla perdita di valore della moneta americana. Il cambio EUR/USD a fine 2016 era a 1.0524. Noi eravamo rialzisti e lo siamo rimasti tutto l'anno. All'inizio avevamo un target a 1.12 ma lo abbiamo mano a mano alzato. A fine anno il cambio si é fermato a 1.2003 (+14.05%) - questa rivalutazione della moneta europea e contemporanea svalutazione dell'USD relativizza la performance della borsa americana per un investitore europeo mentre migliora sensibilmente la performance delle borse europee per un investitore americano che ragiona in USD.

Le performance annuali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +6.60% a 3504 punti
SX7E                        +10.88% a 130.48 punti
DAX                         +12.51% a 12917 punti
SMI                          +14.14% a 9381 punti
FTSE MIB                  +13.61% a 21853 punti
S&P500                    +19.42% a 2673.61 punti
Nasdaq100               +31.52% a 6396 punti

Ora la borsa americana secondo noi non é solo sopravvalutata ma ormai oscenamente cara. L'S&P500 ha avuto una performance positiva per tutti i mesi del 2017 - questo nella storia non era mai successo (il mese di marzo nominalmente é negativo ma se si prendono in considerazione i dividendi pagati la performance é positiva). È evidente che ormai nessuno osa più prevedere un massimo e una correzione classica (-10%). La combinazione di ipercomperato, eccesso di rialzo, irrazionale fiducia da parte degli investitori e forte esposizione long da parte degli speculatori non sembra essere in grado di mettere in ginocchio il mercato azionario americano.
Ora però il mercato é ipercomperato anche a medio termine (RSI settimanale a 80.31) e numerosi indicatori di sentiment sono in territorio estremo. Da settimane la speculazione al rialzo é massiccia (CBOE Equity put/call ratio a 0.59, MM a 10g a 0.57, MM a 20 g a 0.58). Prima della fine dell'anno l'S&P500 (-0.52% a 2673.61 punti) ha mostrato un netto cedimento.
Siamo quindi convinti che all'inizio del 2018 ci sarà una correzione con obiettivo ideale a 2600 punti. È possibile che il mercato riesca ancora a lievitare e resistere alla montante pressione di vendita nella prima settimana di gennaio quando viene investita la liquidità affluita sui conti risparmio a fine anno. Al più tardi a partire dall'8 gennaio ci sarà poi un netto cedimento. Le caratteristiche di questa caduta ci diranno se abbiamo a che fare con la solita correzione minore prima della ripresa del rialzo di lungo periodo (60.4% dei titoli sono ancora sopra la SMA a 50 giorni, il Bullish Percent Index sul NYSE é a 71.30) o se invece si sta formando il top di lungo periodo che ipotizziamo da settimane. Nel secondo caso la correzione sarà più profonda e potrebbe far scendere l'S&P500 direttamente fino ai 2500 punti.
Ricordiamoci che qualsiasi bull market muore nell'euforia e quando sembra che l'economia possa solo crescere all'infinito.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.28% a 3504 punti              
DAX                         -1.19% a 12917 punti
SMI                          -0.13% a 9381 punti
FTSE MIB                  -1.60% a 21853 punti
S&P500                    -0.36% a 2673.61 punti
Nasdaq100               -1.06% a 6396 punti

Nell'ultima settimana del 2017 le borse hanno avuto un cedimento. Il calo é stata modesto in America e si é concretizzato solo nell'ultima seduta di venerdì. Le borse europee hanno invece avuto tre sedute consecutive negative e venerdì sono stati fragorosamente rotti i supporti di medio termine. L'Eurostoxx50 (-0.58% a 3504 punti) é caduto sotto i 2625 punti, Il FTSE MIB (-0.52% a 21853 punti) ha rotto al ribasso la barriera dei 22000 punti. Esiste una remota possibilità che queste rotture siano false poiché sono avvenute nelle anomale sedute a cavallo tra Natale e Capodanno e con bassi volumi di titoli trattati. La probabilità é però bassa poiché graficamente la rottura é netta. Di conseguenza bisogna aspettarsi all'inizio dell'anno prossimo una continuaziona verso il basso. Resta valida l'opzione di alcune sedute di pausa con un leggero rimbalzo all'inizio di gennaio e al massimo fino all'8.

Non abbiamo ancora elaborato uno scenario definitivo per il 2018. Il 2017 ha sfidato tutte le regole dell'analisi tecnica. L'economia si é sviluppata meglio del previsto ed il lungo periodo di crescita economica iniziato del 2009 non sembra voler finire. Siamo convinti che la politica monetaria estremamente espansiva delle Banche Centrali sia stato il motore sia della crescita economica, sia dell'esplosione delle borse che evidentemente sono in una bolla speculativa. Fino a quando può durare questo bull market? La FED ha terminato il QE e sta alzando i tassi d'interesse. Nel corso del 2018 anche BCE, BoE, BoJ e BNS dovrebbero cambiare rotta e per lo meno terminare i programmi di acquisti titoli. È quindi molto probabile che il Bull Market sia vicino alla sua fine. Bisogna solo valutare se la morte avverrà prima dell'inevitabile svolta provocata dalle Banche Centrali e se ne sarà una semplice conseguenza.
Il 2017 le borse hanno conosciuto solo una direzione. Nel 2018 siano sicuri che la volatilità aumentarà notevolmente e ci sarà bisogno dell'analisi tecnica per non farsi travolgere dalle inversioni di tendenza.

Commento del 29 dicembre

Window dressing - strani movimenti senza importanza e senza volumi

Ieri ci aspettavamo un'altra seduta di borsa tranquilla e con indici azionari fermi. Invece in Europa nel tardo pomeriggio c'é stata una strana ondata di vendite che ha fatto cadere gli indici sui primi supporti. Probabilmente questi assestamenti sono provocati dalle operazioni di window dressing per fine anno. I portfolio managers comprano i mercati andati bene e vendono quelli andati male (o meno bene) - lo stesso vale per le singole azioni. Questo spiega la lievitazione del cambio EUR/USD (1.1945) e la scivolata dell'Eurostoxx50 (-0.73% a 3524 punti) e delle borse europee in generale. La borsa americana invece rimane a ridosso dei massimi storici (S&P500 +0.18% a 2687.54 punti).
L'Eurostoxx50 verso le 16.15 valeva ancora 3540 punti - questo valore era già stato raggiunto la mattina verso le 09.40 dopo alcune vendite in apertura. Poi in serata l'indice é caduto con pochi volumi, ha toccato un minimo a 3520 punti e ha terminato la giornata a 3524 punti, vicino al supporto a 3525 punti che costituisce il limite inferiore del canale d'oscillazione valido da novembre. Questo calo non é una sorpresa visto che riflette le nostre previsioni. È solo la tempistica che é inattesa visto che fino all'inizio del 2018 ci aspettavamo mercati stabili e tranquilli. Il DAX tedesco (-0.69% a 12979 punti) si é comportato in maniera simile. Ha rotto il primo supporto intermedio a 13000 punti ma resta sopra l'obiettivo e zona di supporto sui 12800-12850 punti (minimo di dicembre, limite inferiore delle Bollinger Bands). Considerando lo sviluppo in generale dei mercati e gli scarsi volumi non crediamo che le borse europee debbano rompere i supporti ed accelerare al ribasso. È più probabile che a corto termine si verifichi un altro rimbalzo tecnico. Solo dopo la prima settimana di gennaio la costellazione tecnica favorisce una continuazione verso il basso - abbiamo parecchi segnali di vendita da indicatori di momentum e dal nostro indicatore proprietario di stocastica. Questo vale anche per il FTSE MIB (-0.36% a 22120 punti) e il conosciuto forte supporto a 22000 punti.

Le vendite europee non hanno avuto conseguenze in America dove la borsa ha avuto un'altra seduta insignificante. L'S&P500 ha guadagnato 5 punti a 2687.54 punti (+0.18%) ma si sta verificando un effetto buffo ed inatteso - il future non si muove (stamattina nuovamete a 2688 punti) mentre cambia unicamente il premio. Come dire che questi lievi cambiamenti sull'indice sono irrilevanti.
L'S&P500 s é mosso in soli 5 punti con scarsi volumi (volume relativo a 0.55). Ha aperto a 2686 punti, é sceso un paio di punti ed é oscillato intorno ai 2684 punti (minimo a 2682 punti) fino alla chiusura. Come mercoledì un'impennata sul finale ha fatto chiudere l'indice sul massimo a 2687.54 punti (+0.18%). Il Nasdaq100 (+0.09% a 6441 punti) ha seguito. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4218 su 2496 e NH/NL a 466 su 279. La volatilità VIX é scesa a 10.18 punti (-0.29) - la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.57. Ci sono troppi speculatori long - aspettiamo sempre che la chiusura di queste posizioni e le relative vendite provochino una correzione minore sull'S&P500 di al massimo 80 punti. In linea di massima prevediamo che questa fase di debolezza si verificherà a partire dall'8 di gennaio.

Stamattina i mercati sono fermi. Il Nikkei ha perso il -0.08% - Shanghai sale del +0.15%. Il future sull'S&P500 é a 2688 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3526 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno - non dovrebbero scendere sotto i supporti e non dovrebbero salire di molto visto che il cambio EUR/USD (1.1950) resta alto. Pensiamo quindi stasera di ritrovare gli indici sui livelli d'apertura.

Questa é l'ultima seduta dell'anno. Auguriamo un felice e prospero 2018.

Commento del 28 dicembre

Di giornate del genere se ne può fare a meno

Ieri si é ricominciato a trattare normalmente dopo la pausa di Natale. È stata però una giornata noiosa che ha lasciato gli indici azionari praticamente invariati. Le borse si sono mosse poco ed i volumi di titoli trattati sono stati circa la metà del normale. In questa maniera vengono rispettate le previsioni - fino a fine anno non dovrebbe succedere nulla di particolare.
L'Eurostoxx50 ha terminato la seduta a 3550 punti (-0.09%) - DAX (-0.02% a 13070 punti) e FTSE MIB (-0.04% a 22201 punti) si sono comportati in maniera simile. Le debolezza del settore bancario (SX7E -0.56% a 131.82 punti) non ha avuto conseguenze.
La forza dell'EUR (EUR/USD a 1.1930) non sembra influenzare le borse europee. Mesi fa si parlava solo dei differenziali dei tassi d'interesse per giustificare le oscillazioni sui cambi - ora sembrano tutti preoccupati per l'aumento dell'indebitamento degli Stati Uniti provocato, tra l'altro, dalla riforma fiscale. Giustificazioni a parte é evidente che la tendenza di fondo resta al rialzo - il nostro target 2018 é a 1.26.
Le borse europee dovrebbero muoversi in laterale ancora fino a fine anno. All'inizio dell'anno prossimo potrebbe esserci una breve impennata. La nostra impressione é però che l'uscita definitiva dal canale d'oscillazione valido da novembre sarà al ribasso. Anche ieri all'inizio della seduta c'é stato un tentativo di rialzo - questo é però stato subito utilizzato per vendite e gli indici sono tornati ai punti di partenza.

Anche l'S&P500 non si é mosso (+0.08% a 2682.62 punti). Alcuni minuti prima della chiusura era a 2679 punti - poi, con un balzo sospetto, ha chiuso in guadagno. L'indice si é mosso in soli 6 punti. Ha aperto a 2681 punti, é salito per le 17.00 a 2685 punti ed é poi lentamente caduto a 2679 punti. Sul finale é tornato a 2682 punti. Anche la tecnologia (Nasdaq100 +0.03% a 6435 punti) non ha fornito impulsi.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3682 su 2977, NH/NL a 509 su 282 e volume relativo a 0.6. La volatilità VIX é lievitata a 10.47 punti (+0.22) mentre la CBOE Equity put/call ratio é ancora bassa a 0.55. Ci domandiamo quando gli speculatori long perderanno la pazienza e venderanno visto che malgrado le buone premesse stagionali l'S&P500 é fermo da 6 sedute.

Anche stamattina é tutto tranquillo. Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei perde il -0.59%, Shanghai sta salendo del +0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2687 punti (+1 punto) - noterete forse che ieri mattina era a 2688 punti... L'Eurostoxx50 vale ora 3548 punti - le borse europee apriranno in leggero calo. Ci aspettiamo (purtroppo) una ripetizione della seduta di ieri.

Commento del 27 dicembre

Apple (-2.54%) muove la tecnologia - per il resto tutto tranquillo

Ieri le borse europee sono rimaste chiuse. A New York invece c'é stata una seduta di durata normale ma con volumi di titoli trattati decisamente sotto la media (volume relativo 0.5). L'unica notizia degna di nota sono le vendite del nuovo iPhone x che nel periodo natalizio sono risultate sotto le aspettative. Questo ha fatto cadere il titolo della Apple (-2.54%) e l'indice tecnologico Nasdaq100 (-0.49% a 6433 punti). Questo calo si é verificato già all'apertura dei mercati. Per il resto della giornata non é più successo nulla e gli indici azionari sono oscillati stancamente in laterale fino alla chiusura. L'S&P500 ha aperto a 2680 punti, si é mosso tra i 2678 ed i 2682 punti ed ha chiuso a 2680.50 punti (-0.11%). Il calo di momentum sta facendo ruotare verso il basso i relativi indicatori - il MACD si appresta a fornire un debole segnale di vendita. Il quadro tecnico generale però non cambia.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3531 su 3141 e NH/NL a 639 su 322. La volatilità VIX é salita a 10.25 punti (+0.35).
Come pensavamo la borsa americana vuole arrivare a fine anno sui livelli attuali. Il Window Dressing dovrebbe far guadagnare all'indice ancora una manciata di punti fino al 31 decembre. Prima della fine dell'anno i Portfolio Managers adattano il portafoglio allo sviluppo annuale del mercato - comprano titoli vincenti e vendono titoli perdenti - in un anno come il 2017 di performance positiva cercano di essere pienamente investiti per dare l'impressione di aver seguito correttamente il mercato. Per questo le borse potrebbero nei prossimi giorni ancora lievitare ed il cambio EUR/USD sale oggi a 1.1880.

Oggi si torna a operare normalmente in tutto il mondo. Stamattina le borse asiatiche sono miste - il Nikkei guadagna il +0.07% - Shanghai perde il -0.9%. Il future sull'S&P500 é a 2688 punti (+1 punto) - in pratica l'S&P500 vale 2685 punti (+4 punti). Le borse europee apriranno in leggero calo - l'Eurostoxx50 vale ora 3551 punti. Come ieri sera in America prevediamo oggi in Europa una seduta tranquilla - gli indici dovrebbero muoversi poco e chiudere praticamente invariati.

Commento del 23-26 dicembre

Fino all'8 gennaio mercati calmi e stabili

La settimana prima di Natale é trascorsa nella calma e le borse si sono mosse poco. La riforma fiscale negli Stati Uniti, fermamente voluta da Donald Trump e dai repubblicani, é stata finalmente approvata dalle due Camere del parlamento e con la firma del Presidente é entrata in vigore. La borsa non ha più reagito poiché aveva già scontato l'evento. Ormai gli investitori istituzionali, in vista della chiusura di fine anno, si sono ritirati dal mercato e restano solo traders e investitori privati a muovere i listini e causare i modesti volumi di titoli trattati. Normalmente questa stasi si protrae fino a fine anno. Di conseguenza nei prossimi giorni non si aspettiamo movimenti sostanziali delle borse e avremo tempo di riflettere su cosa potrebbe succedere nel 2018 - l'ipotesi del top di lungo periodo in America é ancora all'esame. Fino al 31 dicembre avremo  ancora tre sedute di borsa in Europa, quattro negli Stati Uniti. Le prime sedute del nuovo anno di solito sono positive poiché deve essere investita la liquidità affluita sui conti risparmio. Tra feste e settimane raccorciate le operazioni importanti dovrebbero riprendere solo lunedì 8 gennnaio. Se entro questa data non succede nulla di importante a livello politico, é molto probabile che tra una decina di giorni ritroveremo indici azionari invariati o leggermente superiori ai livelli attuali. L'alternativa é che i traders utilizzino le buone premesse tecniche per una correzione e gli scarsi volumi, per tentare un affondo - é capitato l'anno scorso e l'effetto potrebbe ripetersi quest'anno.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.20% a 3553 punti              
DAX                         -0.23% a 13072 punti
SMI                          +0.00% a 9394 punti
FTSE MIB                  +0.52% a 22209 punti
S&P500                    +0.28% a 2683.34 punti
Nasdaq100               -0.02% a 6449 punti

Venerdì prima di Natale non é successo più nulla di importante. Le borse europee hanno aperto in calo del -0.3% e poi si sono fermate. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3553 punti (-0.49%) con il settore bancario particolarmente debole (SX7E -1.06% a 132.56 punti). Il canale laterale é intatto - dallo sviluppo degli indicatori sembra però che l'uscita avverrà al ribasso e quindi all'inizio dell'anno prossimo ci aspettiamo una rottura sotto i 3525 punti. Lo stesso vale per il DAX (-0.28% a 13072 punti) - qui esiste un supporto intermedio a 13000 punti la cui rottura dovrebbe in seguito permettere all'indice di scendere fino ai 12800 punti. Senza la collaborazione da parte degli Stati Uniti é poco probabile che le borse europee scendano più in basso. Determinante per le prime settimane dell'anno prossimo sarà di conseguenza il comportamento di S&P500 e colleghi.
Il FTSE MIB al momento difende l'importante supporto a 22000 punti ma come andiamo ripetendo da settimane la borsa italiana sembra strutturamente e relativamente debole e quindi ci aspettiamo una rottura al ribasso con obiettivi a 21200 (massimo) o 21500 punti (MM a 200 giorni). 
La borsa americana resta sopravvalutata, ipercomperata e con investitori troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Finora però questa sindrome non ha provocato una correzione e quindi il debole rialzo potrebbe anche continuare senza pause. Ormai l'S&P500 e colleghi stanno rompendo tutti i record di durata ed estensione del rialzo e quindi indovinare un massimo é questione di fortuna visto che a libvello tecnico non emerge nulla di nuovo. Speriamo di poterlo velocemente identificare una volta che si sarà verificato.
Venerdì 22 dicembre l'S&P500 si é fermato. L'indice si é mosso in soli 7 punti con moderati volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.7). Tecnicamente si é trattato di una seduta senza importanza. L'indice ha aperto a 2685 punti ed é sceso a 2678 punti per le 17.30. Poi é risalito fino alla chiusura a 2683.34 punti (-0.05). Anche la tecnologia (Nasdaq100 -0.12%) non ha combinato nulla. Solo il DJ Transportation (+0.43%) ha guadagnato decisamente terreno e fatto segnare la miglior chiusura della storia. La seduta al NYSE é stata equilibratat con A/D a 3667 su 3428, NH/NL a 481 su 314 e volume relativo a 0.7. La volatilità VIX resta bassa (9.90 punti, +0.28) insiame alla MM a 10 giorni sulla CBOE Equity put/call ratio (0.57). A livello di sentiment le premesse per una correzione dell'S&P500 rimangono ideali. La tendenza di fondo della borsa americana resta debolmente ma stabilmente al rialzo con il 59.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 70.92.
Fino all'8 gennaio vediamo un potenziale massimo di rialzo a 2710 punti di S&P500 (obiettivo secondo Fibonacci). Una correzione minore dovrebbe invece far ridiscendere l'S&P500 sui 2600 punti. Nelle prossime sedute la borsa rimane in balia degli investitori retail che sono volubili e emozionali - con bassi volumi basterebbe poco a provocare un movimento di un paio di punti in percentuale. La variante più probabile é quella di una rialzo di una trentina di punti nelle prossime 8 sedute. La variante negativa ma meno probabile é quella di una caduta di un'ottantina di punti.

Ieri, lunedì 25 dicembre, giorno di Natale, le borse sono rimaste chiuse. Oggi, martedì 26 dicembre le borse cinesi (senza Hong Kong), giapponese e degli Stati Uniti sono aperte. Il Nikkei stamattina ha perso il -0.2% - Shanghai ha guadagnato il +0.78%. Il future sull'S&P500 é ora (10.30) invariato a 2686 punti. È probabile che nel pomeriggio a Wall Street ci sia una seduta simile a quella del venerdì prima di Natale.

Commento del 22 dicembre

Mercati tranquilli - ignorato dai media riappare lo spettro della Catalogna

Dopo due sedute negative le borse europee non avevano motivi per cadere più in basso e cominciare a rompere i primi supporti intermedi. Di conseguenza ieri sono rimbalzate anche perché la stabilità della borsa americana non offriva alternative. Ora i maggiori indici azionari sono tornati nel canale orizzontale, valido praticamente da metà novembre, e come previsto ci resteranno almeno fino alla fine dell'anno.
L'Eurostoxx50 ha aperto a 3550 punti, é sceso fino ai 3534 punti ed é risalito a 3570 punti (+0.51%). Il limite inferiore del canale e supporto é a 3525 punti. Avevamo eventualmente previsto un test ma non una rottura e lo svolgimento della seduta di ieri ci da ragione. Per il terzo giorno consecutivo i tassi d'interesse sull'EUR sono saliti e questa volta le azioni delle banche hanno reagito secondo la logica vale a dire positivamente (SX7E +0.91% a 133.98 punti).
Il rimbalzo del DAX (+0.31% a 13109 punti) dai 13000 punti (minimo a 13013 punti) é stato fiacco e accompagnato da deboli volumi. Prima di Natale però non ci si poteva aspettare altro.
Il FTSE MIB con il minimo a 21999.89 punti (!) é arrivato esattamente sul supporto a 22000 prima di risalire a 22240 punti (+0.59%).
La tendenza di fondo delle borse europee é ora neutra con alcune sfumature. L'SMI svizzero (+1.18% a 9424 punti) é ancora in un rialzo di corto termine e sembra poter fare meglio del resto dell'Europa grazie all'indebolimento del CHF.
Sul DAX vale ancora il segnale di vendita a medio termine dato dal nostra indicatore proprietario di stocastica - significa che nelle prossime settimane é più probabile un tentativo di ribasso che una ripresa del rialzo verso un nuovo massimo storico.
Fino a fine anno é però probabile che non succeda più nulla di importante.

Ignorata dai media la Catalogna é andata alle urne. Secondo i primi risultati i partiti indipendentisti hanno ottenuto la maggioranza assoluta. Il piano di Rajoy di mettere sotto il giogo la provincia ribelle é fallito e l'UE ha un altro problema che si aggiunge ai tanti che si accumulano in agenda (Brexit, Polonia, profughi, mancanza di un governo in Germania, governo di destra in Austria, ecc.). Siamo sorpresi del fatto che ad ottobre questo tema era onnipresente nei media. Oggi praticamente non se ne parla - molti stamattina saranno sorpresi nell'apprendere che si sono svolte delle elezioni politiche. Strano. Oggi la borsa spagnola potrebbe reagire negativamente - per il resto non ci aspettiamo nell'immediato delle conseguenze.

Ieri l'S&P500 ha avuto una seduta positiva (+0.20% a 2684.57 punti) ma non ha attaccato il massimo storico a 2695 punti. L'indice ha aperto a 2687 punti, é brevemente caduto a 2682 punti per poi salire lentamente fino a 2692 punti. A metà giornata ha ricominciato a scendere e ha chiuso a 2684 punti. Evidentemente il mercato al momento non ha la forza per salire più in alto. Da giorni la CBOE Equity put/call ratio (0.56) é sotto la media di lungo periodo (0.62). Significa che molti traders e speculatori sono long nella speranza che l'S&P500 faccia ancora un balzo grazie all'approvazione della legge fiscale e al periodo stagionale favorevole. Vedremo quando perderanno la pazienza e chiuderanno le posizioni. L'anno scorso questo "vuoto d'aria" si é verificato tra il 28 ed il 30 dicembre.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4085 su 2642, NH/NL a 674 su 338 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 9.62 punti (-0.10). Le premesse tecniche per una correzione minore sussistono e sono ideali.

Oggi é l'ultima seduta prima di Natale e nessuno ha più voglia di borsa. I mercati sono fermi. Il future sull'S&P500 é a 2689 punti (+1 punto). Le borse asiatiche sono praticamente invariate. L'Eurostoxx50 vale ora 3554 punti. Le borse europee aprono in calo del -0.3%. Probabilmente si fermeranno qui fino a stasera.

Auguriamo ai nostri abbonati Buon Natale e buone feste.

Commento del 21 dicembre

Pausa fino a fine anno

Finalmente la riforma fiscale negli Stati Uniti é stata approvata dalle due camere del parlamento e entrerà in vigore. Il polverone si sta posando e l'eccitazione diminuisce. Nelle prossime settimane saremo innondati dalle opinioni degli esperti che ci spiegheranno le conseguenze di questa legge e le probabili ripercussioni sull'economia. Due aspetti sono certi. Le imprese pagheranno meno imposte. Ci sarà un aumento dei guadagni di circa il +12% - questo sembra già ampiamente scontato nella performance annuale dell'S&P500 (+19.7%). Il debito statale aumenterà di circa 1500 Mia di USD. Gli sgravi fiscali concessi a imprese e facoltosi contribuenti verrà pagato dalle generazioni future. È difficile credere che questa voragine verrà colmata grazie alla crescita economica generata dagli sgravi fiscali come pretende Trump. La storia suggerisce che questo effetto non si concretizzerà - per lo meno non in maniera sufficiente e permanente. La reazione delle borse é finora in buona parte comprensibile - premia Wall Street a scapito di altre zone economiche come l'Europa. L'USD si indebolisce - una ovvia reazione visto che gli Stati Uniti accumulano debiti.
Ora però l'effetto psicologico della riforma fiscale é ampiamente scontato dalle borse. Si avvicina la fine dell'anno e gli investitori istituzionali hanno già chiuso i libri e si ritirano dai mercati. È probabile che fino a fine anno non succeda più nulla di importante.

Ieri le borse europee, con una seduta decisamente negativa, hanno confermato che il balzo di lunedì era effettivamente una falsa rottura al rialzo. Ieri le borse hanno aperto invariate e sul massimo giornaliero. Poi sono scese lentamente accelerando sul finale quando si é visto che anche Wall Street non era più in grado di fornire impulsi positivi. L'Eurostoxx50 é sceso a 3552 punti (-0.83%) - i 3600 punti sono ormai lontani mentre si avvicina il supporto a 3525 punti. Pensiamo che l'Eurostoxx50 debba fermarsi in questo canale fino alla fine dell'anno. La pressione di vendita é modesta. Le banche (SX7E -0.61% a 132.77 punti) hanno partecipato al movimento malgrado che i tassi d'interesse siano in netta ascesa da due giorni.
Il DAX é caduto a 13069 punti (-1.11%). L'indice é tristemente tornato sotto i 13200  punti e si dirige ora verso il supporto sui 12800 punti. In linea di massima dovrebbe stabilizzarsi in questi 400 punti fino a fine anno. Le Bollinger Bands sono ancora più strette (12896-13261 punti). Questo é l'unico elemento di incertezza - ci sembra improbabile che il DAX possa ancora restare fermo in un canale di un 3% per parecchio tempo. Il nostro indicatore proprietario di stocastica valido a medio termine rimane su sell.
La discesa del FTSE MIB (-0.74% a 22109 punti) é continuata insieme a quella delle altre borse europee. Nei prossimi giorni il FTSE MIB testerà il supporto a 22000 punti. Una rottura al ribasso é probabile - l'inizio di una sostenibile fase negativa é per il momento uno scenario senza il sostegno di argomenti tecnici. Al massimo possiamo intravvedere una testa e spalle ribassista con obiettivo a 21200 punti. Sicuramente esistono più rischi di ribasso che potenziale di rialzo.
L'SMI (-0.90% a 9314 punti) martedì aveva toccato un massimo annuale a 9468 punti. Il minireversal di martedì ha avuto ieri una conferma. Ora l'SMI sta svolgendo una correzione minore con obiettivo a 9270 punti. L'effetto stagionale favorisce in seguito una stabilizzazione sui 9300 punti fino alla fine dell'anno.

Ieri l'S&P500 ha fatto una seduta di pausa in contrasto con i tweets trionfalistici di Trump. C'é stata un ultimo tentativo di rialzo con un'apertura a 2691 punti. L'indice é però immediatamente caduto di 10 punti e con questo reazione é evidente che negli scorsi giorni l'S&P500 ha raggiunto un massimo intermedio che molto probabilmente non verrà più migliorato nel corso del 2017. L'S&P500 dopo la volatile apertura si é fermato. È caduto fino a 2676 punti poi si é stabilizzato sui 2680 punti. Ha chiuso a 2679.25 punti (-0.08). Più o meno tutti gli indici si sono comportati alla stessa maniera (Nasdaq100 .0.13% a 6472 punti) con l'eccezzione del DJ Transportation (+0.88%) che ha toccato un nuovo massimo storico.
La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3447 su 3284, NH/NL a 553 su 412 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 9.72 punti (-0.31) - la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.56. Normalmente con questa costellazione tecnica e dopo un massimo intermedio il mercato dovrebbe svolgere una correzione. Trend ed effetto stagionale bloccheranno però l'S&P500 sui 2650 punti fino a fine anno.

Stamattina é tutto tranquillo. Il future sull'S&P500 é a 2683 punti (+2 punti). Le borse asiatiche marciano sul posto. Il Nikkei ha perso il -0.13% - Shanghai sale del +0.3%. L'Eurostoxx50 vale ora 3551 punti - le borse europee apriranno invariate. Nelle ultime sue sedute sono scese nel pomeriggio - pensiamo che oggi l'effetto si ripeterà ma con minore intensità.
Il cambio EUR/USD é a 1.1870. Chi per tutto il 2017 ha previsto un rafforzamento dell'USD e un indebolimento dell'EUR, soprattutto a causa dei differenziali dei tassi d'interesse, sarebbe ora che riveda le sue opinioni. La riforma fiscale degli Stati Uniti non contiene nulla in grado di aiutare l'USD. I guadagni delle multinazionali parcheggiati all'estero sono già in USD e non provocheranno nessun effetto quando verranno reimpatriati.

Commento del 20 dicembre

Le borse europee non confermano la rottura al rialzo - S&P500 a corto di carburante

Come sospettavamo ieri le borse europee non hanno confermato la rottura al rialzo di lunedì. In apertura gli indici sono ancora riusciti a guadagnare una manciata di punti - poi si sono fermati e fino nel primo pomeriggio sono rimasti praticamente fermi e in pari. È poi bastato che sui futures americani apparisse il segno negativo per provocare vendite in Europa. Le borse sono scese ed hanno chiuso sui minimi giornalieri, con sensibili perdite a scarsi volumi di titoli trattati.
L'Eurostoxx50 (-0.75% a 3582 punti) ha perso 18 punti - ha terminato la seduta sul minimo e nuovamente sotto i 3600 punti. Come temevamo la rottura al rialzo di lunedì si é rivelata falsa e rimane valido il canale laterale tra i 3525 ed i 3600 punti. Fallito il rialzo é possibile che ora l'Eurostoxx50 torni sul bordo inferiore del canale. In linea di massima però dovrebbe oscillare in laterale fino a fine anno. L'indice delle banche SX7E (+0.08% a 133.58 punti) si é comportato relativamente bene come conseguenza di un aumento dei tassi d'interesse.
Il DAX (-0.72% a 13215 punti) non é tornato immediatamente sotto i 13200 punti ma ci é mancato poco. La spinta rialzista di lunedì é stata compensata e annullata dalla caduta di 96 punti. Il DAX ha chiuso sul minimo giornaliero e quella di lunedì sembra ora una tipica falsa rottura al rialzo.Per esserne sicuri oggi il DAX deve tornare definitivamente sotto i 13200 punti ed eventualmente chiudere il gap di lunedì. In questo caso potrebbe e dovrebbe anche tornare sul supporto a 12800 punti (forse farà un minimo solo sui 12850 punti) prima di rassegnarsi ad oscillare in laterale sui 13000 punti fino a fine anno. Notiamo i bassi volumi di titoli trattati. I movimenti di questi giorni sono provocati da investitori retail - non dovrebbero trasformarsi in tendenza.
Il FTSE MIB (-0.52% a 22275 punti) non ha attaccato la resistenza intermedia a 22500 punti ma é ricaduto come le altre borse europee. Ha terminato la seduta sul minimo giornaliero e ora dovrebbe esserci un ulteriore attacco al supporto a 22200 punti. Temiamo che nei prossimi giorni il FTSE MIB romperà il supporto e cadrà fino ai 21500 punti circa. Questa sarebbe la logica conseguenza di debolezza relativa, indicatori leggermente negativi e posizione dell'indice rispetto all'Eurostoxx50 (che dovrebbe nei prossimi giorni fare una minicorrezione del -2% circa). Non crediamo che stia iniziando una fase di ribasso ma dobbiamo osservare il comportamento del FTSE MIB sui 22000 punti prima di poterlo dire con sicurezza.  

L'S&P500 americano (-0.32% a 2681.47 punti) ha avuto una seduta negativa e questa é la reazione minima all'impennata delle due precedenti sedute. La candela di lunedì sul grafico abbandonata nel nulla era un chiaro segnale di momentaneo esaurimento di trend e quindi é logico che ieri il mercato si sia fermato ed abbia ritracciato. Questa seduta non ha ancora nessun significato tecnico particolare - non siamo in grado di dire se rappresenta l'inizio di una correzione malgrado che le premesse restino favorevoli. Bisogna vedere se oggi c'é una continuazione verso il basso ed in caso affermativo di che tipo e qualità per poter ipotizzare una correzione.
L'S&P500 ha aperto a 2693 punti - in guadagno di 3 punti e ad 1 punto dal massimo storico. Poi però é sceso regolarmente e senza reazione fino ai 2680 punti. Dopo un breve rimbalzo ha chiuso a 2681 punti. La tecnologia ha perso qualche punto in più (Nasdaq100 -0.50%) mentre il DJT (+0.13%) ha raggiunto un nuovo massimo storico. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2156 su 4569, NH/NL a 636 su 495 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 10.03 punti (+0.50) - la CBOE Equity put/call ratio é rimasta bassa a 0.53. Nessuno crede che una correzione sia possibile prima di inizio gennaio dell'anno prossimo. Noi aspettiamo che il polverone sollevato dalla riforma fiscale negli Stati Uniti si posi con l'approvazione nelle due camere del Parlamento. Poi vedremo se il mercato ha in effetti voglia di correggere o se il rialzo continua come al solito. Per ora l'S&P500 sembra unicamente stanco - il momentum é in calo.

Stamattina torna già il sereno. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei é salito del +0.09%, Shanghai é in calo del -0.3%. Il future sull'S&P500 sale di 6 punti a 2690 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3586 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.1%). Dopo il calo di ieri stamattina c'é un tentativo di rimbalzo - crediamo però che le borse si sgonfieranno nel corso della giornata. Mancano argomenti per ulteriori acquisti e gli operatori sono smotivati. Per stasera prevediamo che gli indici torneranno in rosso - le perdite saranno però contenute e i volumi scarsi.

Commento del 19 dicembre

Record e bambini abbandonati

Ieri le borse europee hanno deciso di seguire gli Stati Uniti e sono partite decisamente al rialzo. Hanno aperto con guadagni intorno al +0.5% e subito sono continuate a salire raggiungendo già verso le 10.00 altitudine da crocera. Significa che a quest'ora avevano già accumulato buona parte dei guadagni e per il resto della giornata si sono limitate ad oscillare in laterale. L'Eurostoxx50, dai 3560 punti di venerdì, alle 10.00 si trovava sui 3600 punti. Ha poi chiuso a 3609 punti (+1.37%) dopo aver toccato un massimo a 3613 punti. Formalmente questa é una rottura al rialzo - quella di ieri é la migliore chiusura da metà novembre e l'Eurostoxx50 é rimasto sopra i 3600 punti. La rottura é però ancora marginale e ci vuole una continuazione oggi per poter parlare di ripresa del rialzo con possibile obiettivo sui 3700 punti per la prima settimana di gennaio del 2018. Il settore delle banche (SX7E +1.07% a 133.47 punti) ha partecipato al movimento senza entusiasmo. Il DAX ( +1.59% a 13312 punti) si é comportato in maniera simile. Dopo settimane di paralisi ha avuto una seduta di forte rialzo. L'indice ha aperto in gap up, é salito sopra il bordo superiore delle BB e non é più sceso. Ha chiuso sul massimo giornaliero e con un importante guadagno di 208 punti. Formalmente il DAX ha rotto il canale valido da metà novembre e riprende il rialzo. In questo caso entro fine anno il DAX salirà su un nuovo massimo storico. La rottura deve però ancora essere confermata - i volumi ieri non erano entusiasmanti e l'indice sembra dipendere molto dallo sviluppo della borsa americana.
Quella di ieri potrebbe anche essere una falsa partenza e falsa rottura provocata dagli investitori retail - gli istituzionali sembrano assenti.
Non siamo ancora convinti che le borse europee vogliano abbandonare l'oscillazione in laterale valida in fondo da metà ottobre. Le rottura al rialzo dei maggiori indici sono ancora marginali e dopo una sola seduta veramente positiva non siamo ancora disposti a mutare la nostra strategia. È però evidente che l'impostazione di fondo resta positiva e nell'immediato il rischio di correzioni é basso. Bisogna solo decidere se vale ancora il canale laterale o se in effetti la spinta di rialzo di ieri é sostenibile.
Il FTSE MIB (+1.34% a 22390 punti) ha seguito le altre borse europee ma resta sotto la prima resistanza intermedia a 12500 punti. Teoricamente é ancora invischiato nel range 12200-12500 punti con una leggera prevalenza dello scenario ribassista. Vediamo però cosa succede oggi prima di dare un giudizio definitivo.
Tutti parlano di rally di Natale ed in effetti gli indicatori puntano in questa direzione. Se però l'America si blocca anche l'Europa non andrà lontano. Vediamo cosa é successo ieri sera a Wall Street.

A prima vista non c'é nulla di nuovo. L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2694.97 punti ed ha chiuso poco più in basso a 2690.16 punti (+0.54%). La seduta si é però svolta in una calma surreale - l'S&P500 ha aperto con un netto gap up di 10 punti (2689 punti) e poi si é mosso in soli 5 punti (2690-2695 punti)! Sui grafici di molti indici appaiono delle piccole candele bianche abbandonate nel nulla. Questo può significare accelerazione, esaurimento o premessa per una correzione. Ci sono due candele sulle tre necessarie per la combinazione tecnica chiamata bambino abbandonato (bearish abandoned baby). Se oggi segue un'apertura in gap down e una seduta negativa (candela rossa), il segnale d'inversione di tendenza é completo. Al momento però le probabilità sono scarse. Il future sull'S&P500 é a 2695 punti (+1 punto) e stasera dovrebbe essere approvata definitivamente la riforma fiscale. Senza un colpo di scena é difficile che con queste premesse l'S&P500 oggi cada.
Ma tornamo a ieri sera. Il rialzo ha trascinato tutto il listino con numerosi indici a toccare nuovi massimo storici. Anche il tecnologico Nasdaq100 (+0.73% a 6513 punti) si é involato. Sembra inutile dire che tutti gli indici azionari sono ipercomperati ed in eccesso di rialzo a corto e medio termine. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4848 su 1954, NH/NL a 1026 (meglio) su 279 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é a 9.53 punti (+0.11) mentre la CBOE Equity put/call ratio é sempre bassa a 0.50. Gli investitori sono ancora molto ottimisti e speculativamente posizionati al rialzo.
Non cambia nulla - malgrado le buone premesse per una correzione la borsa americana continua lentamente ed inesorabilmente a salire. Il grafico dell'S&P500 assomiglia a quello dei fondi del famoso truffatore Bernard Madoff.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Il Nikkei ha perso il -0.12% - Shanghai sale del +0.8%. Il future sull'S&P500 é invariato - anche il Bitcoin non si muove (che é tutto dire...). L'Eurostoxx50 vale ora 3608 punti. Le borse europee apriranno in pari. Vediamo se oggi confermano la parziale rottura al rialzo di ieri (ci vuole una seduta in pari o in guadagno) o se invece Eurostoxx50 e DAX ricadono sotto le vecchie resistenze (3600 punti e 13200 punti).
Gli investitori istituzionali hanno già praticamente chiuso i libri e terminato le operazioni prima della fine dell'anno. I mercati sono in balia degli emozionali e irrazionali investitori privati - potrebbero esserci delle sorprese malgrado che la tradizione suggerisce che le borse resteranno positive fino alla fine della prima settimana di gennaio 2018.

Aggiornamento del 18 dicembre

Paura, orgoglio ed avidità

Le previsioni di borsa cercano di portare un aspetto di efficienza e razionalità in un settore che é dominato da molti fattori imperscrutabili e dai sentimenti - per questa ragione spesso le previsioni sono sbagliate. Sono però necessarie poiché é impossibile investire senza avere delle idee su cosa potrebbe succedere nel futuro. Bisogna avere uno scenario di base ed essere pronti ad adattarlo a seconda dello sviluppo della situazione. Le emozioni provocano poi due fonti di errore - sbagliano i mercati, fatti da persone, che non si muovono mai in situazioni di equilibrio ma sono sembra sotto o sopravvalutati. Sbagliano gli investitori e gli analisti poiché malgrado l'evidenza non riescono a cambiare il loro atteggiamento quando il mercato si muove diversamente dalle attese.
Gli investitori hanno paura di perdere e di rischiare - faticano ad ammettere l'errore e cercano costantemente conferme della loro opinione sbagliata mettendo da parte gli argomenti contrari - si buttano in avventure senza senso poiché invidiosi del momentaneo successo di altri e attirati del facile guadagno.
Al momento ci sono due esempi lampanti - la borsa americana é oscenamente cara. L'S&P500 é evidentemente sopravvalutato. Trend, momentum e liquidità favoriscono però nel corto termine ulteriori guadagni. Tutti corrono nella stessa direzione nella paura di perdere qualcosa - nessuno riesce ad analizzare razionalmente le conseguenze della riforma fiscale dei repubblicani. Trump vende aria e sogni - in questa maniera é stato eletto a Presidente. Forse é vero che l'America aveva bisogno una ventata di ottimismo e di fiducia in sé stessa. Presto o tardi però la realtà dei fatti verrà alla luce. Il 2017 é stato l'anno dell'illusione - vedremo se il 2018 sarà l'anno del ritorno alla dura realtà.
Il Bitcoin e le monete virtuali in generale sono un'illusione. Il Bitcoin può assumere qualsiasi valore poiché non ha valore. È un bene con offerta limitata per cui la natura umana ha creato una domanda teoricamente illimitata. Il Bitcoin non é una moneta poiché non serve come usuale mezzo di pagamento e il suo prezzo é troppo volatile. Ci saranno molte persone che diventeranno ricche e molte che invece perdranno tutti i loro risparmi. Alla fine di tutto questo restarà solo una interessante e valida tecnologia - la blockchain. Nel frattempo, come abbiamo già scritto in precedenti occasioni, il Bitcoin può salire a 100'000 USD o ricadere a 100 USD. Chi vuole speculare, con paura orgoglio e avidità, può cimentarsi con il Bitcoin - considerando il disequilibrio tra domanda e offerta é probabile che nel corto termine il prezzo salga ancora. Come tutte le bolle speculative é però destinata a scoppiare. Siate coscienti.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2688 punti (+6 punti) - l'indice vale 2685 punti - questo teoricamente é un nuovo record storico. La settimana che precede Natale inizia con un'intonazione positiva. Le borse asiatiche sono miste (Nikkei +1.63%, Shanghai -0.1%). L'Eurostoxx50 vale ora 3588 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.5%. Pensiamo di ritrovare gli indici stasera sui livelli d'apertura. Notizie riguardanti la riforma fiscale negli Stati Uniti ed il voto finale al Parlamento potrebbero ancora influenzare i mercati. Anticipando un esito positivo le borse sono già salite parecchio - é quindi possibile che nel corso della settimana seguiranno prese di beneficio.

Commento del 16-17 dicembre

Le correlazioni non funzionano più - alcuni indicatori mostrano livelli inusuali

Una settimana fà l'S&P500 era a 2651 punti. Avevamo previsto una correzione minore fino ai 2625 punti. In seguito, poiché spesso la scadenza dei derivati di dicembre corrisponde ad un massimo intermedio, pensavamo che venerdì l'S&P500 potesse tornare sui 2650 punti. Avendo escluso la possibilità di una forte correzione, avevamo detto, come variante positiva, che fino a fine anno l'S&P500 poteva salire su un nuovo massimo storico marginale poco sopra i 2665 punti. La seduta di venerdì ha fatto saltare questo scenario - l'S&P500 é balzato a 2675.81 punti (+0.90%) con un nuovo massimo storico a 2679.63 punti. Ufficialmente la ragione sarebbe che la riforma fiscale di Trump e dei repubblicani é ormai pronta per essere approvata da entrambe le Camere del Parlamento. La notizia non é nulla di nuovo - di conseguenza la reazione positiva é ancora più significativa - é bastato poco in termine di contenuti per far fare al mercato un'altra impennata malgrado ipercomperato ed eccesso di fiducia da parte degli investitori. Questa é una sindome a doppio taglio. Se un indice sale malgrado che é ipercomperato (RSI sopra i 70 punti) significa che la spinta di rialzo é possente. Normalmente se tutti sono molto ottimisti (VIX sotto i 10 punti, Fear&Greed Index, inchieste) e speculativamente orientati al rialzo (CBOE Equity put/call ratio / MM a 10 giorni sotto 0.60) significa che tutti hanno già comperato e dovrebbe mancare ulteriore carburante per salire più in alto - d'altra parte nessuno vende nella convinzione che il mercato può solo salire. Bastano poi, per saldo, pochi nuovi acquirenti obbligati forse a comperare prima della fine dell'anno, a far salire ulteriormente il mercato. In ogni caso venerdì abbiamo avuto un'ulteriore dimostrazione che l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo non bastano a fermare il movimento. Stupiti abbiamo osservato come la borsa americana é riuscita ancora ad avere una seduta decisamente positiva malgrado i record e gli eccessi - il rialzo sembra ancora vivo e vegeto e in piena forma. A questo punto la nostra ipotesi di un top sui 2657 punti comincia a fare acqua da tutte le parti - in un top di lungo periodo non sono 20 punti o l'1% a fare una decisiva differenza - é però il comportamento del mercato a farci venire seri dubbi.
La tendenza di fondo della borsa americana resta saldamente al rialzo - il 55.8% dei titoli si trova sopra la SMA a 50 giorni, il Bulllish Percent Index sul NYSE é a 69.59.
Le borse europee invece dovevano oscillare in laterale fino a fine anno. La tendenza di fondo é neutra. Settimana scorsa le borse europee si sono comportate secondo questa previsione con alcune sfumature. L'SMI svizzero (+0.12% a 9394 punti) ha toccato venerdì un nuovo massimo annuale a 9416 punti - la tendenza a corto termine é al rialzo e nelle prossime settimane l'indice sembra puntare sul miglioramento del massimo storico a 9548 punti che risale a giugno del 2007.
Il FTSE MIB italiano (-0.44% a 22094 punti) sta invece testando l'importante supporto a 22000 punti. A medio e corto termine la tendenza é ancora neutra. I rischi di una rottura al ribasso sono però in notevole aumento.
Non sappiamo bene come si svilupperanno queste divergenze - ci sembra difficile che la borsa americana continui a salire, quelle europee oscillino in laterale ancora per settimane mentre il FTSE MIB amplia la correzione di novembre sotto i 22000 punti. Deve succedere qualcosa di diverso anche perché le borse non possono restare per molto tempo così stabili con volatilità molto basse e Bollinger Bands molto strette.
In generale però fino all'8 di gennaio del 2018 le premesse per una continuazione del rialzo sono buone mentre la probabilità di una forte correzione o di un inversione di tendenza sono deboli.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.80% a 3560 punti              
DAX                         -0.38% a 13103 punti
SMI                          +0.81% a 9394 punti
FTSE MIB                  -2.98% a 22094 punti
S&P500                    +0.92% a 2675.81 punti
Nasdaq100               +1.92% a 6466 punti

Venerdì le borse europee si sono trascinate fino alla scadenza dei derivati di dicembre e fino alla chiusura. Gli indici azionari hanno trascorso buona parte della giornata tra il leggermente negativo e il pari e solo grazie alla spinta fornita da Wall Street hanno poi guadagnato qualche punto sul finale e hanno finalmente chiuso in positivo. Si é però trattato di una pallida prestazione in confronto ai fuochi d'artificio di Wall Street. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3560 punti (+0.12%) appensantito dal settore bancario (SX7E -0.46% a 132.06 punti). Poco importa se alle 22.00 é riuscito nel dopo borsa a issarsi a 3569 punti. Le borse europee si muovono (come previsto) stancamente in laterale e non sembrano voler cambiare ritmo.

L'S&P500 ha aperto a 2565 punti e dopo una lieve caduta a 2563 punti é salito a sbalzi fino a un nuovo massimo storico a 2579.63 punti. Nell'ultima mezz'ora di contrattazioni ha ritracciato fino ai 2672 punti per infine chiudere a 2675.81 punti (+0.90%). Nel dopo borsa l'indice é arrivato a 2680 punti! La tecnologia ha partecipato con entusiasmo a questo rally - il Nasdaq100 ha raggiunto un nuovo record storico a 6466 punti (+1.20%).
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 4666 su 2067, NH/NL a 581 (patetico) su 449 e volume relativo a 1.9 (dovuto alla scadenza dei derivati). La volatilità VIX é caduta a 9.42 punti (-1.07) mentre la CBOE Equity put/call ratio é di 0.57 con la MM a 10 giorni a 0.59. Questi sono dati che mostrano un mercato con scarsa partecipazione e traders speculativamente orientati al rialzo - é quindi un mercato fragile - una correzione potrebbe essere violenta - é solo che il mercato non mostra la minima intenzione di correggere...
La RSI settimanale dell'S&P500 é a 83.43 punti - questo é il valore più alto degli ultimi 20 anni e significa un forte situazione di ipercomperato a medio termine. Per nessuno sembra però suonare un segnale d'allarme.
Notiamo una seconda situazione inusuale o per meglio dire poco coerente con lo sviluppo della borsa. La curva dei rendimenti degli US Tresury Bonds si sta appiattendo - l'USTB a 2 anni rende il 1.84%, quello a 30 anni il 2.68%. Questo significa che il mercato delle obbligazioni prevede un rallentamento economico e niente inflazione.

Settimana prossima andiamo verso Natale. Non crediamo che possa cambiare qualcosa nel trend o nell'ottimismo degli investitori. La borsa americana é oscenamente cara ma evidentemente ci sono ancora molti investitori che credono nel suo potenziale di rialzo. Il window dressing per fine anno obbligherà i portfolio managers ad essere completamente investiti. Normalmente la prima settimana di un nuovo anno é positiva visto che viene investita la liquidità affluita sui conti risparmio.
Conclusione: é difficile e improbabile che prima dell'8 gennaio 2018 le borse cambino direzione.

Commento del 15 dicembre

L'ipotesi del top lanciata ad inizio dicembre con S&P500 a 2657 punti é ancora valida...

Ieri l'S&P500 (-0.41% a 2652.01 punti) ha finalmente avuto una seduta negativa. Non é però questa la ragione che ci invoglia a riprendere l'argomento. In fondo mercoledì l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 2671 punti. È però evidente che da inizio dicembre il cammino dell'S&P500 si é fatto più irrequieto e che nelle ultime 9 sedute, malgrado che si parla sempre di rialzo, l'indice non ha fatto sostanziali progressi. Notiamo inoltre delle divergenze - parecchi indici a dicembre hanno una performance negativa e/o non sono riusciti a migliorare il record storico (Nasdaq, Nasdaq100, Russell2000). Infine ci sono alcuni importanti settori in evidente difficoltà che stanno correggendo o hanno iniziato una fase di ribasso - l'esempio più lampante é quello dei semiconduttori (SOX). Indipendentemente dall'esito delle singole sedute continuiamo a seguire da vicino lo sviluppo generale della situazione. Sicuramente non é un momento buono per comperare azioni.

Ieri le borse europee hanno avuto un'altra seduta negativa. I venditori non hanno dominato ma hanno prevalso. I maggiori indici sono rimasti leggermente in negativo o in pari fino nel pomeriggio inoltrato. Sul finale però c'é stato ancora un cedimento e gli indici hanno chiuso sul minimo giornaliero con moderate perdite. L'Eurostoxx50 ha trascorso gran parte della giornata sui 3570-3580 punti. In chiusura é però caduto a 3556 punti (-0.71%). Le banche hanno contribuito a questo risultato (SX7E -0.91% a 132.67 punti). Ora gli indici sono tornati al centro del range valido da metà novembre e che secondo noi dovrebbe bloccare le borse europee fino a fine anno in un canale laterale. Una conferma ci viene anche dal DAX tedesco (-0.44% a 13068 punti) - le BB scorrono a 12913-13198 punti - nell'ultimo mese l'indice si é mosso tra i 12800 ed i 13200 punti. Sembra che il DAX voglia sistemarsi in questo range relativamente stretto e rimandare eventuali rotture alla prima settimana di gennaio dell'anno prossimo. Gli indicatori sono misti, possibilisti e in generale in posizione neutra. Non é il momento di prendere iniziative.
La situazione del FTSE MIB (-0.93% a 22191 punti) si sta deteriorando. Anche ieri la borsa italiana ha perso terreno e ha mostrato debolezza relativa. Il supporto a 22000 punti si avvicina rapidamente - se oggi il calo non rallenta aumentano le probabilità di una rottura al ribasso. La MM a 50 giorni, finora piatta, sta ora girando verso il basso. Le elezioni politiche sono state fissate per il 4 marzo 2018 - questa notizia ha riacceso i riflettori internazionali sull'Italia e sulla sua situazione economica. Il giudizio degli investitori non sembra positivo.
Invece la borsa svizzera continua a cavarsela relativamente bene. Ieri l'SMI ha perso solo il -0.12% a 9383 punti e durante la giornata ha toccato un nuovo massimo annuale a 9416 punti. La candela sul grafico con minimo e massimo ascendenti assicura che a corto termine la tendenza é ancora al rialzo. 

Torniamo in America. Dopo la decisione di mercoledì sera della FED di aumentare i tassi d'interesse del +0.25% (e prevedere altri 3 aumenti nel 2018) ci sono state delle vendite. Non si può dire se queste sono solo delle prese di beneficio, l'inizio di una correzione minore o qualcosa di più grave. Per il momento si tratta di una seduta negativa isolata e senza conseguenze tecniche. L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2668 punti e ha chiuso sul minimo a 2652 punti. Per saldo ha perso 11 punti. È normale che prima della scadenza odierna dei derivati di dicembre ci siano delle scosse di assestamento. Come sapete noi ci aspettavamo di peggio.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1904 su 4830, NH/NL a 462 su 534 e volume relativo a 1.0. Notiamo l'aumento dei nuovi minimi a 30 giorni che hanno superato il numero dei nuovi massimi - l'S&P500 un mese fà era circa 100 punti più in basso - strutturalmente il mercato é decisamente più debole di quanto mostra l'indice.
La volatilità VIX é lievitata a 10.49 punti (+0.31) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.60 - gli investitori restano ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Ora tutti parlano del rally di Natale. Considerando il trend questa é in effetti la variante più probabile. Guardate però cosa é successo l'anno scorso - dal 9 dicembre al 24 gennaio l'S&P500 é oscillato in laterale e per saldo non si é mosso. Questa é una variate che stiamo prendendo in seria considerazione all'interno del top di lungo periodo.

Oggi scadono i derivati di dicembre. È una grande scadenza trimestrale che implica parecchi aggiustamenti tecnici nei portafogli. Ci saranno forti volumi e alcuni movimenti improvvisi e irrazionali - per saldo però gli indici azionari dovrebbero muoversi poco.

Il future sull'S&P500 è stamattina a 2660 punti (+4 punti). Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.68%, Shanghai -0.8%). L'Eurostoxx50 vale ora 3552 punti. Le borse europee apriranno con una leggera perdita (-0.1%). Se non siete dei traders accaniti oggi é meglio non guardare la borsa - non perderete niente. Io adesso vado a spalare - stanotte ha nevicato e ho circa 30 cm di neve fresca da spostare per uscire e raggiungere il garage. Sta però tornando il sole e si preannuncia una giornata fantastica.

Commento del 14 dicembre

Janet Yellen fà sbadigliare i mercati ed esce di scena

Ieri l'S&P50 ha toccato un nuovo massimo storico a 2671.88 punti. Poi é ridisceso a 2664 punti ed ha atteso la decisione della FED. La banca centrale americana, come previsto, ha alzato i tassi d'interesse del +0.25%. Questo rincaro del prezzo del denaro era ampiamente scontato e la borsa ha reagito con indifferenza. L'S&P500 é risalito a 2671 punti, é ridisceso verso le 22.00 a 2667 punti ed é stranamente caduta negli ultimi minuti di contrattazioni a 2662.85 punti (-0.05%). Come vedete non é successo nulla - l'S&P500 si é mosso in soli 9 punti e ha chiuso invariato. Janet Yellen esce di scena con la borsa americana apparentemente in piena forma. Noi ci aspettavamo un'aumento della volatilità ed una reazione - invece la seduta di ieri é simile alle molte sedute che l'hanno preceduta quest'anno. Cercare negli indicatori dei dettagli che possano suggerire l'imminenza di un sostanziale movimento serve a poco. L'S&P500 sale semplicemente in maniera lenta, regolare e costante.
Anche oggi il mercato é letargico - il future sull'S&P500 é invariato a 2669 punti (+4 punti) - significa che l'indice vale 2667 punti e la caduta ieri sera nell'ultimo minuto di contrattazioni a 2662 punti si rivela un'anomalia. Probabilmente nelle prossime tre settimane non succederà più niente di importante. Nell'euforia, per fine anno tutti vorranno essere investiti e di conseguenza l'S&P500 potrebbe guadagnare ancora qualche punto. L'ipercomperato e l'eccesso di rialzo non sembrano provocare le abituali reazioni negative - abbiamo a che fare con una borsa completamente anestetizzata.
I dati della seduta di ieri non contengono elementi nuovi. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4228 su 2488, NH/NL a 537 su 355 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 10.18 punti (+0.26) senza conseguenze negative sull'S&P500. La CBOE Equity put/call ratio a 0.57 resta sotto la media. Venerdì scadono i derivati di dicembre. Le probabilità che si concretizzi ancora l'atteso "vuoto d'aria" sono scarse.

Facciamo un passo indietro e torniamo in Europa. In generale le borse europee hanno avuto una seduta speculare rispetto a quella di martedì. L'Eurostoxx50 é sceso a 3581 punti (-0.52%) ed é tristemente tornato sotto i 3600 punti riperdendo quanto guadagnato il giorno prima (+0.51%). La nostra ipotesi di un movimento in laterale fino alla fine dell'anno prende corpo.
Per il resto abbiamo avuto due segnali contraddittori. L'SMI svizzero é balzato a 9394 punti (+0.35%) - questo é un nuovo massimo annuale e costituisce la ripresa ufficiale del rialzo dopo due mesi di consolidamento. L'indice sembra voler attaccare il massimo storico a 9473 punti risalente ad agosto del 2015. Questa strana divergenza ci sorprende - la Svizzera sale mentre l'Europa zoppica. Spesso nel passato l'SMI ha mostrato la strada al resto dell'Europa. Vedremo se nei prossimi giorni la divergenza continua o se i mercati azionari di Svizzera ed Europa tornano a muoversi in parallelo.
L'SMI é salito ma il FTSE MIB (-1.44% a 22400 punti) é caduto piuttosto pesamentemente. È una conseguenza dell'annuncio che finalmente l'anno prossimo ci saranno le elezioni. Il FTSE MIB ha chiuso sul minimo rompendo l'importante e vitale supporto intermedio a 22500 punti. Ora torna d'attualità il supporto a 22000 punti che aveva bloccato la correzione di novembre. Teoricamente questo supporto dovrebbe reggere e obbligare il FTSE MIB ad oscillare in laterale tra i 22000 ed i 22800 (eventualmente 23000) punti fino a fine anno. Dopo una seduta negativa provocata da un annuncio di contenuto politico é però prematuro trarre delle conclusioni. Vediamo cosa succede oggi.
Oggi nell'ordine terminano le riunioni di BNS (09.30), BoE (13.00) e BCE (13.45) che hanno lo scopo di discutere e decidere la politica monetaria. Tutte la banche centrali dovrebbero lasciare i tassi d'interesse invariati. I commenti dei responsabili nelle successive conferenze stampa potrebbero però muovere le borse. Mario Draghi parlerà alle 14.30.    

Stamattina le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei ha perso il -0.32%, Shanghai lascia al momento il -0.35% sul terreno. Mentre scrivavamo il future (marzo) dell'S&P500 é salito a 2670 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3574 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Considerando che ieri in America non ci sono state reazioni negative é probabile che stamattina gli indici azionari europei salgano e tornino in pari - agli europei piace copiare gli americani. Poi vedremo se Mario Draghi e colleghi hanno qualcosa di interessante da dire. Noi crediamo che prima di Natale eviteranno accuratamente di sorprendere gli investitori con delle novità. Di conseguenza ci aspettiamo borse immobili e indici azionari stasera praticamente invariati.

Commento del 13 dicembre

Borse caute prima delle riunioni delle banche centrali

Le borse europee sono rimaste tranquille e hanno trascorso buona parte della giornata ferme con guadagni intorno al +0.2%. Solo in serata gli indici hanno ancora guadagnato qualche punto quando l'S&P500 si é involato verso un nuovo record storico - hanno chiuso sui massimi giornalieri con moderate plusvalenze. L'Eurostoxx50 si é fermato sui fatidici 3600 punti (+0.51%). Chiaramente questo é un progresso ma non ancora la riprese del rialzo. È la migliore chiusura delle ultime 3 settimane ma non costituisce ancora un'uscita dal canale laterale che ha catturato l'indice da metà novembre e sembra poter durare fino a fine anno. Anche il DAX (+0.46% a 13183 punti) é salito ma non é riuscito a superare i massimi delle due precedenti sedute né a svettare decisamente sopra le Bollinger Bands. L'SMI svizzero (+0.50% a 9361 punti) ha avuto la migliore chiusura dell'anno senza migliorare però il massimo annuale. Il FTSE MIB é rimasto indietro (+0.16% a 22727 punti) a causa della passività del settore bancario (SX7E +0.32% a 135.07 punti).
In generale la situazione tecnica dele borse europee migliora. Possiamo escludere che possa svilupparsi ancora nelle prossime settimane una sostanziale correzione. Lo scenario più probabile, fino a prova contraria, resta però quello dell'oscillazione in laterale - gli indicatori di medio termine sono tendenzialmente misti e neutri. Vedremo se domani la BCE riuscirà a cambiare qualcosa.

A New York l'S&P500 (+0.15% a 2664.11 punti) é riuscito a toccare un nuovo massimo storico marginale a 2669.72 punti. È però ridisceso nella seconda parte della seduta a 2664 punti "salvando" solo un magro bottino di 4 punti. Questo nuovo record é, come potete facilmente immaginarvi, un'ulteriore conferma che il trend dominante é al rialzo. La seduta di ieri a New York ha però dato risultati misti - il tecnologico Nasdaq100 (-0.16% a 6383 punti) e il largo indice delle piccole e medio imprese Russell2000 (-0.24%) hanno perso terreno. In effetti la seduta al NYSE é stata nel complesso negativa con A/D a 3058 su 3646, NH/NL a 525 su 413 (in aumento) e volume relativo a 1.0. Come conseguenza la volatilità VIX é salita a 9.92 punti (+0.58). Restiamo dell'opinione che ancora questa settimana ci deve essere un "vuoto d'aria" di circa un -1%. Questo dovrebbe abbattere l'ipercomperato e porre le basi per un minirally natalizio che dovrebbe permettere all'S&P500 di ritoccare il massimo storico.
Forse la scusa potrebbe venire dalla riunione odierna della FED. Il FOMC deciderà un aumento dei tassi d'interesse del +0.25%. Il comunicato é atteso stasera alle 20.00. Alle 20.30 seguirà una conferenza stampa durante la quale verranno illustrate la situazione congiunturale e le intenzioni per il futuro. Alzare i tassi d'interesse e contemporaneamente ridurre la somma di bilancio della FED troppo velocemente potrebbe essere una combinazione in grado di spaventare gli investitori e provocare delle vendite.

Stamattina le borse sono tranquille e poco mosse - il future sull'S&P500 é a 2665 punti (-2 punti). In Asia il Nikkei ha perso il -0.52% - in generale però le borse salgono come Shanghai (+0.7%). L'Eurostoxx50 vale ora 3590 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.2%. Pensiamo di ritrovare gli indici stasera sui livelli d'apertura.

Commento del 12 dicembre

Mercati senza idee si aggrappano ai riferimenti tecnici

Ieri le borse si sono mosse poco e a fine giornata i risultati sono misti e contraddittori.
L'Eurostoxx50 é sceso a 3582 punti (-0.26%). La mattina ha ancora provato a salire ed é appena riuscito a mettere la testa sopra i 3600 punti (massimo a 3601 punti). Poi é scivolato verso il basso per tutta la giornata e ha chiuso poco sopra il minimo (3579 punti). L'escursione giornaliera é stata solo di 22 punti. Evidentemente il balzo di venerdì provocato dal rally delle banche (SX7E -0.24% a 134.74 punti) é stato eccessivo e doveva essere riassorbito. Sul DAX (-0.23% a 13123 punti) la reazione tecnica é stata ancora più evidente - l'indice é stato bloccato dal bordo superiore delle Bollinger Bands (13169 punti) ed é stato respinto verso il basso. Normalmente quando basta questa fiacca barriera a fermare un movimento significa che la spinta é debole. Ora sembra che le borse europee debbano rimanere catturate nel range (canale laterale) formatosi da metà novembre. Abbiamo però bisogno ancora alcuni giorni di contrattazioni per esserne sicuri. Solo il FTSE MIB (-0.36% a 22691 punti) si trova in una situazione diversa a causa del forte peso del settore finanziario nell'indice. L'abbiamo spiegato nel commento serale. A corto termine i 22500 punti sono vitali e decisivi - costituiscono la frontiera tra la continuazione del rialzo verso un nuovo massimo entro fine anno e un ritorno nel modus correzione con una ricaduta a 22000 punti. Lo scenario positivo é quello più probabile.
Se l'Europa ha dato segni di debolezza l'America invece ha proseguito imperturbata il rialzo. L'S&P500 (+0.32% a 2659.99 punti) si é mosso in soli 9 punti - ha aperto a 2652 punti, vicino al minimo di 2651 punti, ed é salito fino alla chiusura sul massimo a 2660 punti. È stata una giornata poco spettacolare durante la quale però i ribassisti non hanno mai preso l'iniziativa - sembrano rassegnati.
La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 3616 su 3132, NH/NL a 513 (pochi) su 369 (in aumento...) e volume relativo a 0.9. In generale questa spinta di rialzo partita dai 2600 punti non viene sostenuta dai volumi di titoli trattati che sono in calo. La volatilità VIX é ulteriormente scesa a 9.34 punti (-0.24). Il quadro tecnico é quello di un rialzo in questa fase fragile che ha bisogno di consolidare. Crediamo quindi che sul corto termine l'S&P500 debba scendere sui 2625 punti e non salire su un nuovo massimo storico marginale sopra i 2665 punti.
In mancanza di nuove idee gli investitori sono tornati a giocare secondo le vecchie abitudini - comperare tecnologia (Nasdaq100 +0.78% a 6393 punti).
Notiamo una interessante coincidenza - il prezzo dell'oro intorno ai 1240 USD/oncia sembra aver toccato un minimo intermedio. I tassi d'interesse sull'USD a 2 anni stanno salendo da tre mesi senza che nessuno ne prenda nota o ne parli. Si prepara un cambiamento rispetto al monotono rialzo della borsa americana degli ultimi mesi. Difficile dire però se può succedere qualcosa a breve - ci sono troppi appuntamenti e fattori importanti che stabilizzano il mercato (riunione FED, scadenza derivati di dicembre, rally di natale, chiusura di fine anno) -  probabilmente dovremmo attendere l'inizio del 2018 per sentire un cambiamento della musica.

Stamattina i mercati sono tranquilli - il future sull'S&P500 (marzo) é a 2665 (+1 punto). Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.22%, Shanghai -1%). L'Eurostoxx50 vale ora 3590 punti - le borse europee devono scontare la buona seduta di ieri a Wall Street apriranno con guadagni intorno al +0.2%. Ci aspettiamo una ripetizione della seduta di ieri - gli indici azionari europei dovrebbero terminare la giornata senza sostanziali variazioni.

Aggiornamento del 11 dicembre

Si parla solo di Bitcoin - in effetti non c'é niente di meglio di cui discutere

Stanotte sono iniziate le contrattazioni del future sul Bitcoin al CBOE. Ovviamente ci sono stati balzi incredibili nei prezzi e numerose interruzioni delle quotazioni - gli speculatori sono ormai concentrati in questo mercato ristretto che fa sognare. Sarà interessante osservare come e quando scoppierà questa prima bolla finanziaria planetaria favorita da internet. Nessuno é in grado di dire quanto vale questa moneta virtuale - in effetti non ha nessun valore intrinseco - il bitcoin é stato creato nel 2008 e 9 anni dopo non serve come diffuso mezzo di pagamento. A cosa serve non lo sa bene nessuno ma tutti lo vogliono.
All'ombra della mania delle monete virtuali i mercati azionari continuano lentamente a salire. Anche stamattina non appare nulla di nuovo. Il future sull'S&P500 é a 2657 punti (+3 punti) - questo valore si riferisce al future scadenza marzo 2018 - é il contratto usato adesso dalla maggior parte dei sistemi informatici poiché il contratto di dicembre (2655 punti, +4 punti) scade venerdì. Basta guardare questo valore di riferimento per sapere che la settimana inizia con un'intonazione positiva. Le borse asiatiche sono al rialzo (Nikkei +0.61%, Shanghai +1.2%). L'Eurostoxx50 vale ora 3602 punti - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.3% circa - si troveranno però sotto il massimo di venerdì (3612 punti) e quindi c'é da aspettarsi una seduta in trading range. Stasera dovremmo ritrovare gli indici azionari europei poco lontani dal livello d'apertura.
Questa é la settimana delle banche centrali che si riuniscono quest'anno per l'ultima volta per decidere la politica monetaria. Mercoledì sarà il turno della FED americana. Giovedì sarà spettacolo con nell'ordine la BNS (Svizzera), la BoE (Inghilterra) e la BCE (Europa). Come d'abitudine i banchieri centrali avranno un'occhio di riguardo per i mercati finanziari ed é improbabile che dicano qualcosa in grado di turbare le borse.

Commento del 9-10 dicembre

S&P500 - Bull market di 3196 giorni (dal 9.3.2009 - il secondo più lungo della storia)
666 giorni senza una correzione del 10% - 529 giorni senza una correzione del 5% - 399 giorni senza una correzione del 3%

Ancora una volta le banche centrali hanno dettato lo sviluppo delle borse. La BCE venerdì ha pubblicato un addendum che ammorbidisce le disposizioni riguardanti i prestiti in sofferenza (NPL) nei bilanci delle banche. Come risultato le borse europee, trascinate dal settore bancario (SX7E +2.33% a 135.07 punti) venerdì sono partite al rialzo. Gli indici hanno aperto in gap up e dopo un'oscillazione in laterale senza una direzione precisa hanno terminato la giornata sul livello d'apertura e con consistenti guadagni (Eurostoxx50 +0.51% a 3591 punti). Questo balzo si somma a quello di lunedì provocato dalla legge fiscale negli Stati Uniti e per saldo la settimana di borsa in Europa é stata decisamente positiva. Solo in alcuni casi (FTSE MIB +1.40% a 22773 punti) sono stati superati i massimi della seconda metà di dicembre. Di conseguenza non si  può ancora dichiarare formalmente la correzione di novembre e dicembre come terminata. Il quadro tecnico generale é però decisamente migliorato e le probabilità che a dicembre si sviluppi ancora una spinta di ribasso sono in notevole diminuzione. Settimana prossima, al termine della riunione di mercoledì 13 dicembre, la FED alzerà i tassi d'interesse ma questa decisione é ampiamente attesa e scontata - fino a mercoledì sera ci sarà malgrado tutto una certa attesa e le borse restaranno ferme. Venerdì 15 dicembre c'é l'ultima grande scadenza trimestrale dei derivati, futures e opzioni. Potrebbe ancora esserci una certa volatilità ma seguendo le abitudini il mercato dovrebbe tentare di salire in anticipo su un massimo intermedio - sicuramente non scenderà su un minimo. Non da ultimo non bisogna dimenticare le statistiche che favoriscono un mese di dicembre positivo.
Riassumendo é poco probabile che a dicembre le borse possano ancora correggere - Lo scenario più probabile, suggerito dagli indicatori tornati a corto termine in territorio neutro, é una stabilizzazione sui livelli attuali - la variante é che l'S&P500 (+0.55% a 2651.50 punti) provi ancora a migliorare marginalmente il massimo storico del 4 dicembre a 2665 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.93% a 3591 punti              
DAX                         +2.27% a 13153 punti
SMI                          +0.48% a 9319 punti
FTSE MIB                  +3.02% a 22773 punti
S&P500                    +0.35% a 2651.50 punti
Nasdaq100               +0.11% a 6344 punti

Venerdì il DAX (+0.83% a 13153 punti) é tornato sopra la MM a 50 giorni - la RSI é neutra a 55.49 punti mentre il nostro indicatore proprietario di stocastica é risalito a 48.02 punti (sopra i 50 punti c'é un segnale d'acquisto a medio termine). Tutto sommato il quadro tecnico é migliorato - con un minimo a 12810 punti (1.12.) la correzione di novembre potrebbe essere terminata poco sopra il primo possibile obiettivo a 12800 punti. Non abbiamo però ancora una conferma - il limite superiore delle BB a 13160 punti potrebbe (e dovrebbe) rispedire l'indice verso il basso e obbligare semplicemente la borsa tedesca ad una oscillazione in laterale sui 13000 punti fino a fine anno.
L'Eurostoxx50 (+1.93% a 3591 punti) ha approfittato del balzo del settore bancario - non avendo passato stabilmente i 3600 punti é però possibile che si fermi nel range 3525-3600 punti.
Riassumendo il quadro tecnico si é rischiarato - le borse europee non hanno però ancora formalmente terminato la correzione di novembre e dicembre con una rottura al rialzo e per ora la variante più probabile a corto termine é un'oscillazione in laterale.

In America abbiamo la solita combinazione di ipercomperato, eccesso di rialzo, smoderato ottimismo e pericolosa speculazione al rialzo che ci accompagna da mesi. Finora questo non é servito a scatenare una correzione come abbiamo indicato nel titolo del commento odierno. Semplicemente questo rialzo continua lentamente ma inesorabilmente e sta migliorando qualsiasi record storico. La tendenza di fondo resta debolmente al rialzo con il 52.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 57.36 punti.
Venerdì la borsa americana ha copiato quella europea - l'S&P500 (+0.55% a 2651.50 punti) ha aperto con un guadagno di 9 punti a 2648 punti. All'inizio é sceso a 2644 punti - un gap di 3 punti con giovedì é rimasto aperto. A metà giornata l'indice é salito sul massimo a 2651 punti e poi é oscillato tra i 2646 ed i 2651 punti fino alla chiusura. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4097 su 2551, NH/NL a 429 su 313 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é ricaduta a 9.58 punti (-0.58). La CBOE Equity put/call ratio é di nuovo bassa a 0.60 - la MM a 10 giorni é a 0.58 - é probabile che ci sia all'inizio di settimana scorsa un breve vuoto d'aria per obbligare gli speculatori long a chiudere le posizioni - ideale sarebbe una caduta fino a circa 2625 punti prima di una risalita sui 2650 punti per venerdì. Il trend rialzista e il fattore stagionale favoriscono un mini rally per Natale - prima però ci dovrebbe essere una breve correzione di un -1% per scuotere il mercato e preparare la scadenza dei derivati di dicembre prevista venerdì 22 dicembre.
Poi gli operatori avranno chiuso i libri e fino a fine anno non succederà più nulla di significativo se non si verificherà un evento inatteso ed importante. I palestinesi di Hamas non sembrano avere i mezzi militari per scatenare un conflitto contro Israele o effettuare un attentato contro gli americani rei di aver accettato il principio che Gerusalemme é la capitale dello Stato d'Israele.

Commento del 8 dicembre

Le borse lievitano senza riprendere il rialzo

Ieri le borse europee (Eurostoxx50 +0.32% a 3573 punti) e americana (S&P500 +0.29% a 2636.98 punti) hanno guadagnato qualche punto con volumi di titoli trattati sotto la media. Gli indici hanno chiuso al centro del range giornaliero senza fornire segnali particolari.
Non sembra che debba riprendere il rialzo - le borse piuttosto mostrano distribuzione. Guardando indicatori e analizzando i dati della giornata abbiamo l'impressione che il prossimo movimento significativo sarà al ribasso.
Attendiamo però il ritorno a Zurigo per fare un esame approfondito della situazione - al momento non sembra che i mercati debbano spiccare il volo e d'altra parte manca pressione di vendita per la previsa continuazione della correzione.
Stamattina il future sull'S&P500 é a 2643 punti (+4 punti) - oggi dovremmo avere una ripetizione della seduta di ieri.

Commento del 7 dicembre

Tutti contenti dello status quo

Dopo l'eccitazione di settimana scorsa e l'aumento delle volatilità sta ora ritornando la calma. I volumi di titoli trattati sono in calo e i movimenti giornalieri degli indici sono in diminuzione. Dopo alcune sedute con balzi superiori all'1% ora i saldi giornalieri sono tornati ad essere di poco lontani dal 0%. Ieri l'Eurostoxx50 é sceso durante la giornata fino ai 3531 punti ma poi ha recuperato e ha terminato la giornata sul livello d'apertura a 3561 punti (-0.25%). Questa seconda seduta negativa non é perô bastata a cancellare i guadagni di lunedì malgrado la debolezza del settore bancario (SX7E -1.16% a 130.25 punti.
L'S&P500 si é mosso in soli 10 punti ed ha chiuso invariato (-0.01% a 2629.27 punti). Ai sensi dell'analisi tecnica é stat una seduta senza importanza che ha unicamente permesso alla tecnologia di rimbalzare (nasdaq100 +0.45% a 6293 punti).
Sul corto termine le borse sono senza tendenza - vediamo se nei prossimi giorni appaiono gli attesi segnali di distribuzione. 

Commento del 6 dicembre

Il reversal di lunedì in America sembra distribuzione

Ieri sulle borse europee ed americana hanno prevalso i segni negativi. Non sembra che la pressione di vendita stia aumentando ma chi si aspettava un'accelerazione al rialzo dopo l'approvazione al Senato americano della riforma della legge fiscale é certamente deluso. L'Eurostoxx50 ha terminato la giornata a 3570 punti (-0.16%) dopo essere sceso a metà giornata fino ad un minimo a 3552 punti. L'indice si é mosso nel range della seduta di lunedì e il settore bancario ha mostrato debolezza relativa (SX7E -0.49% a 131.78 punti). La correzione che in sottofondo determina la tendenza da inizio novembre sembra destinata a continuare. Per il momento però non vediamo eccessivi rischi di ribasso - in ogni caso non superiori agli obiettivi indicati da settimane.
L'S&P500 ha chiuso con una perdita di 10 punti a 2629.57 punti (-0.37%). Questa é la seconda seduta di moderato calo - sul grafico appare un'altra candela rossa a mostrare la prevalenza delle vendite durante la giornata. Sembra quindi che l'S&P500 voglia svolgere una correzione minore il cui obiettivo teorico dovrebbe situarsi sui 2570 punti. Il mercato sembra solamente stanco. Questa pausa sembra essere l'inizio di un perido di distribuizione ma non ne siamo ancora sicuri - ricordiamo che lunedì l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2665 punti e la nostra previsione che questo sia un massimo importante e forse il top del bull market é solo un'ipotesi ancora senza conferma.
Speriamo nei prossimi giorni di avere maggiori indizi. Le borse dovrebbero avere un 'andamento irregolare e solo per saldo dovebbero leggermente scendere specialmente negli Stati Uniti.

Commento del 5 dicembre

L'euforia dura poco - tecnologia nuovamente in difficoltà

L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 2665.19 punti ma poi ha cambiato direzione e ha chiuso in perdita del -0.11% e sul minimo giornaliero a 2639.44 punti. Questo minireversal, con volumi di titoli trattati sopra la media, lascia una marcante candela rossa sul grafico e potrebbe essere importante. Il mercato non accoglie la riforma fiscale con euforia ma con cautela e con una pesante caduta del settore tecnologico (Nasdaq100 -1.17% a 6263 punti). Il Nasdaq100 ha ripreso come previsto la correzione in direzione dei 6200 punti.
Restiamo dell'opinione che la borsa americana ha raggiunto un massimo significativo e che probabilmente sta formando un top di lungo periodo. Consigliamo prudenza malgrado che ieri la risposta delle borse europee (Eurostoxx50 +1.38% a 3576 punti) sia stata a prima vista entusiasta.
Dopo la buona apertura però anche in Europa gli ulteriori progressi sono stati modesti e nessun indice sembra aver terminato la fase correttiva.

Aggiornamento del 4 dicembre

Euforia o ritorno alla realtà ?

Dopo l'approvazione da parte del Senato americano della revisione della legge fiscale bisogna ora osservare come i mercati finanziari reagiscono a questa notizia. Ci sarà ancora una fase di euforico rialzo o gli investitori giudicheranno opportuno analizzare prima le conseguenze e preferiranno sul corto termine realizzare guadagni? Uno studio ha calcolato che la riforma fiscale provocherà un aumento una tantum degli utili delle imprese di circa il +12%. Il dato é però solo in parte rilevante - le forze che fanno muovere la borsa sono liquidità (e di conseguenza la politica monetaria delle Banche Centrali) e la psicologia.
Stamattina il future sull'S&P500 sale a 2659 punti (+15 punti). La prima risposta della borsa é moderatamente positiva. L'S&P500 recupera la perdita di giovedì e si trova nuovamente sul massimo storico. Solo nel pomeriggio però scopriremo come stanno veramente le cose. Le borse asiatiche sono miste - il Nikkei perde il -0.42%, Shanghai é in pari. L'Eurostoxx50 vale ora 3567 punti (+40 punti). Le borse europee apriranno con un balzo di circa il +1.2%. Pensiamo che questa prima risposta positiva andrà scemando nel corso della giornata ma possiamo sbagliarci. L'esito finale della seduta odierna é incerto - stiamo a guardare e stasera tireremo le somme.

Commento del 2-3 dicembre

Top

Venerdì Michael Flynn, ex consulente alla sicurezza della casa Bianca, si é dichiarato colpevole di aver fatto dichiarazioni false all'FBI nell'ambito del Russiagate. Avrebbe avuto dei contatti con la Russia durante la campagna elettorale e il compito gli sarebbe stato assegnato da Jared Kushner, genero di Donald Trump. Questa notizia, resa nota intorno alle 17.00, ha fatto precipitare in mezz'ora l'S&P500 di circa 44 punti - verso le 17.30 l'indice ha toccato un minimo giornaliero a 2605 punti. Il crollo ha ovviamente influenzato e compromesso la chiusura dei mercati europei. In seguito l'S&P500 ha recuperato e ha chiuso a 2642 punti (-0.20%).
Nella notte il Senato ha approvato la revisione della legge fiscale con una maggioranza risicata di 51 voti favorevoli e 49 voti contrari. Questo progetto era fortemente voluto da Donald Trump e dai repubblicani - era invece ferocemente osteggiato dai democratici che hanno votato in maniera compatta contro. Esistono delle differenze tra il progetto presentato alla Camera dei Rappresentanti e la versione approvata dal Senato. Ci deve quindi essere un processo di aggiustamento - é però molto probabile che prima di Natale Donald Trump possa firmare la legge definitiva che entrerà in vigore. Le opinioni riguardante la revisione divergono - non riusciamo a leggere una valutazione ed analisi oggettive specialmente per quel che riguarda le conseguenze sul ceto medio-basso americano. Secondo i repubblicani questa fascia della popolazione verrà sgravata - secondo i democratici invece dovranno pagare di più per ricchi ed imprese. Non é chiaro se questa nuova legge fiscale servirà a stimolare la crescita economica. Limitiamoci quindi a due considerazioni che hanno evidenti implicazioni per i mercati finanziari. Le tasse per le imprese diminuiranno - l'aliquota scenderà dal 35% al 20% - di conseguenza gli utili aumenteranno - difficile dire quanto di questo effetto é già scontato nelle quotazioni attuali - secondo noi molto o tutto considerando che questa ultima spinta di rialzo é iniziata a novembre dell'anno scorso e ormai ci sono stati 12 mesi positivi di seguito senza correzioni intermedie. Nel 2017, ottavo anno di questo bull market, l'S&P500 ha già guadagnato il +17%. Il debito pubblico americano a livello federale ha raggiunto quest'anno i 20'000 miliardi di USD. Nei prossimi 10 anni, questo debito aumenterà di altri 1'500 miliardi a causa del deficit supplementare provocato dalla revisione della legge fiscale . Con queste premesse é difficile che la FED possa alzare di parecchio i tassi d'interesse e presto o tardi la moneta americana potrebbe avere una crisi di sfiducia. Secondo noi questa é una delle ragioni per cui il cambio EUR/USD (1.1890) sale malgrado che il differenziale dei tassi d'interesse giochi in favore della moneta americana.

Riassumiamo. Secondo noi il Russiagate é una tempesta in un bicchier d'acqua. Ha provocato venerdì un vuoto d'aria ma non é qualcosa che può far deragliare la presidenza di Donald Trump o provocare una forte correzione sui mercati azionari.
Abbiamo l'impressione, sulla base di quanto osservato settimana scorsa nel comportamento della borsa e nello sviluppo degli indicatori, che l'effetto della revisione della legge fiscale sia già scontato. Manteniamo l'opinione che il record a 2657 punti dell'S&P500 di giovedì 30 novembre dovrebbe essere un massimo significativo e potrebbe essere il top del bull market iniziato nel lontano 2009.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.50% a 3527 punti              
DAX                         -1.52% a 12861 punti
SMI                          -0.55% a 9274 punti
FTSE MIB                  -1.38% a 22106 punti
S&P500                    +1.53% a 2642.22 punti
Nasdaq100               -1.11% a 6337 punti

Mercoledì e giovedì le borse europee avevano aperto bene ed erano salite la mattina per poi farsi travolgere nel pomeriggio dalle vendite provenienti dall'America. Venerdì i traders hanno mostrato capacità di apprendimento e hanno cambiato strategia. Gli indici sono caduti la mattina - i minimi sono stati toccati intorno alle 11.30. Poi sono risaliti e verso le 16.15 erano in pari o in guadagno. La notizia del possibile coinvolgimento di Donald Trump nel Russiagate ha poi fatto precitare le borse fino alla chiusura. L'Eurostoxx50 ha terminato la seduta a 3527 punti (-1.19%) - alle 22.00 é risalito nel dopo borsa a 3547 punti - per saldo questa perdita di 23 punti  (ca. -0.7%) é realistica. In ogni caso la seduta é stata negativa e la performance settimanale é negativa. La correzione delle borse europee sta continuando come da copione. Venerdì gli indici di riferimento hanno raggiunto i primi significativi supporti e obiettivi (Eurostoxx50 a 3524 punti, DAX a 12810 punti). Poi sono rimbalzati ed ora prevediamo alcuni giorni di distribuzione prima che possa svilupparsi un'altra spinta di ribasso. Pensiamo che ora la correlazione tra America ed Europa tornerà a funzionare dopo la divergenza che si é sviluppata a novembre ed ha avuto il suo apice settimana scorsa. Come e quando la correzione in Europa proseguirà lo deciderà Wall Street.

Dall'introduzione avete capito che la seduta di venerdì a New York é stata movimenta. L'S&P500 ha aperto invariato a 2648 punti e fino alle 17.00 é rimasto su questo livello con un massimo a 2650 punti. Poi In mezz'ora l'S&P500 é precipitato sul minimo a 2605 punti. Digerita la notizia su Flynn la borsa ha recuperato. L'S&P500 ha chiuso a 2642 punti (-0.20%) quando ormai era certo che la revisione della legge fiscale sarebbe stata approvata dal Senato - questo é successo nella notte a borsa chiusa.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2746 su 3973, NH/NL a 545 (in forte calo) su 400 (in netto aumento) e volume relativo a 1.2. La volatilità VIX é salita a 11.43 punti (+0.15) mentre la CBOE Equity puts/calls ratio resta piuttosto bassa a 0.63 (MM a 10 giorni a 0.57). Si può dimostrare che il balzo dell'S&P500 dai 2600 punti é stato provocato dagli investitori retail che operano soprattutto attraverso ETF. È probabile che questa impennata sia un eccesso ed un esaurimento - restiamo della ferma opinione che ora ci vuole un consolidamento. Vedremo come lunedì le borse reagiranno al voto di venerdì notte al Senato. Pensiamo però che non succederà nulla.
Settimana scorsa abbiamo avuto l'incomprensibile crollo del Nasdaq100 (mercoledì) - lo strano aumento della volatilità VIX - l'incredibile rally del settore dei trasporti (DJT +7% in 3 sedute) - la divergenza con l'Europa. Sono tutti segni di eccitamento e irrequitezza. Li osserviamo spesso in vicinanza di massimi significativi.
Mettiamo le cosa in chiaro. La tendenza di fondo della borsa americana é ancora saldamente al rialzo (58.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 70.38) - il mese di dicembre é statisticamente uno dei migliori dell'anno durante il quale la borsa americana sale. L'S&P500 é però oscenamente sopravvalutato e ci sono sintomi di massimo. Teniamo di conseguenza gli occhi aperti e come già suggerito giovedì evitiamo di prendere rischi proprio adesso.

Settimana prossima sono in vacanza - il commento tecnico verrà pubblicato regolarmente - le analisi sui singoli indici potrebbero subire ritardi o non venir pubblicate se la seduta non offrisse elementi d'interesse. Vi ringrazio per la comprensione.

Commento del 1. dicembre

Comportamento del gregge

La riforma del sistema fiscale americano lanciata dai repubblicani ed ora al vaglio del senato sta facendo impazzire gli investitori. È evidente che le imprese americane approfitteranno della diminuzione dell'aliquota fiscale al 20% - ormai se ne parla da circa un anno e questa é anche in parte la ragione del rialzo da novembre dell'anno scorso. Ora però questa idea si sta trasformando in mania collettiva con strane diramazioni e conseguenze per il resto dell'economia e borse mondiali. Con l'impressione di perdere un'occasione gli investitori si sono messi a correre a destra e sinistra senza riflettere. A Wall Street il rialzo ha subìto un'accelerazione e ieri sera l'S&P500 (+0.82% a 2647.58 punti) ha toccato un nuovo incredibile massimo storico a 2657.74 punti. Gli acquisti hanno trascinato tutti gli indici azionari americani verso nuovi record e solo il Nasdaq é rimasto indietro dopo la caduta di mercoledì. Se il rialzo in America ha ancora una sua logica, il calo delle borse europee (Eurostoxx50 -0.56% a 3570 punti) diventa invece un'operazione astrusa e poco comprensibile. Perché gli americani vendono Europa ? Forse stanno solo spostando liquidità dall'Europa all'America - forse ritengono che le imprese europee nel futuro saranno perdenti nei riguardi di quelle americane - o forse pensano che i debiti indeboliranno l'USD e che il rafforzamento dell'EUR bloccherà la ripresa europea. Poco importa. Come suggeriva l'analisi tecnica le borse europee sono deboli e sta riprendendo la correzione di novembre che orami diventa una seconda spinta di ribasso che si svilupperà a dicembre.
In ogni caso bisogna essere coscienti del fatto che questa divergenza non può perdurare e che il rialzo della borsa americana non può continuare. Si può analizzare la riforma fiscale e le sue conseguenze sull'economia e sulle imprese in qualsiasi maniera - questo però non cambia nulla al fatto che la borsa americana é oscenamente cara e sopravvalutata. La riforma fiscale ha inoltre vincenti e perdenti - i soldi dati alle imprese verranno tolti altrove creando un effetto negativo sulla crescita economica per esempio a livello di consumi. L'euforia che travolge le borse é ingiustificata e provocata dall'eccesso di liquidità a basso prezzo. Quando il gregge comincia a correre può anche cambiare improvvisamente direzione come ha ben mostrato il mini crash delle monete digitali o del Nasdaq100 dei giorni scorsi.

Ieri mattina le borse europee sono nuovamente salite. Nel pomeriggio sono nuovamente scese. Mercoledì gli indici avevano ancora salvato un leggero guadagno lasciando aperta la possibilità che volessero nuovamente seguire l'America al rialzo e chiudere il capitolo della correzione di novembre. Invece ieri hanno chiuso in perdita e sui minimi giornalieri mostrando chiaramente l'intenzione di scendere. L'Eurostoxx50 é caduto a 3570 punti (-0.56%) con la partecipazione del settore bancario (SX7E -0.73% a 132.19 punti). Il DAX (-0.29% a 13024 punti) ha seguito. Il FTSE MIB (+0.19% a 22368 punti) ha salvato un guadagno ma si é comportato alla stessa maniera chiudendo la seduta sul minimo giornaliero. Gli indici europei danno chiari segnali di debolezza e ci aspettiamo che nei prossimi giorni i minimi di novembre vengano attaccati e superati al ribasso.

In America invece il rialzo é continuato in maniera sbalorditiva. L'S&P500 ha aperto su un nuovo massimo storico a 2636 punti, é brevemente sceso a 2634 punti a chiudere il gap e poi ha continuato la sua corsa fino a un record a 2657.74 punti. Nella seconda perte della giornata l'indice ha ritracciato e chiuso a 2647.58 punti (+0.82%). In altri settori la corsa é stata ancora più tumultuosa. In tre sedute il DJ Transportation (+1.97%) e salito dai 9600 punti al nuovo massimo storico di ieri a 12347 punti - é un +7% ! Stiamo parlando di indici e non di singole azioni - gli investitori stanno perdendo la testa !
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3828 su 2881, NH/NL a 1085 (in netto calo - perché?) su 282 e volume relativo a 1.5 (wow!). La volatilità VIX é salita a 11.28 punti (+0.58) mentre la CBOE Equity puts/calls/ ratio resta bassa a 0.55. Notiamo molti dati al di fuori della norma e numerose divergenze. Ci sono parecchie piccole scosse che potrebbero preannunciare un terremoto di vaste dimensioni - squillano in sottofondo dei segnali d'allarme - attenzione...
L'S&P500 ieri ha esagerato e la candela sul grafico si trova completamente al di fuori delle Bollinger Bands (2556-2632 punti). Il rialzo può continuare ma in caso di incidente l'assestamente sarà doloroso, veloce e tumultuoso.
Il Nasdaq100 é rimbalzato a 6365 punti (+0.86%) - é molto probabile che la caduta di mercoledì non sia un episodio isolato e che ci debba essere un seguito. Meglio tenere le cinture di sicurezza allacciate.

Ieri sera il voto sulla riforma fiscale é stato posticipato e stamattina. Il future sull'S&P500 scende a 2642 punti (-6 punti). Le borse asiatiche sono miste - il Nikkei guadagna il +0.44% - Shanghai perde il -0.10%. L'Eurostoxx50 vale ora 3572 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni - ci aspettiamo una ripetizione delle due precedenti sedute - la mattina su - il pomeriggio giù e per saldo un'altra seduta negativa.

Vediamo la possibilità che i 2657 punti di S&P500, record toccato ieri, sia il massimo definitivo del bull market iniziato nel 2009.
Se oggi la riforma fiscale viene approvata potrebbe ancora esserci una breve impennata. Sconsigliamo però assolutamente acquisti di azioni americane adesso. Forse ci sbagliamo - in questo momento però i rischi di ribasso sono notevoli ed é quindi meglio essere prudenti.


Commento del 30 novembre

Il mercato é vulnerabile

Ieri fino all'apertura di New York (15.30) sembrava una normale seduta di rialzo. Le borse europee continuavano a salire dopo una buona apertura. Dai 3583 punti di martedì sera l'Eurostoxx50 aveva aperto mercoledì a 3608 punti e fino alle 16.10 era salito su un massimo giornaliero a 3619 punti. Poi improvvisamente c'é stato un mini crash che ha travolto la tecnologia e le monete digitali come il Bitcoin. È stato un terremoto violento ma circoscritto a pochi titoli e pochi settori. Gli AGMAF sono crollati con Facebook (-4.00%) a mostrare le perdite più vistose. Il Nasdaq100 (-1.73% a 6311 punti) ha perso più del 2% ed é sceso fino ad un minimo a 6279 punti prima di stabilizzarsi e debolmente rimbalzare. Il settore dei semiconduttori (SOXX -4.39%) é precipitato. Il resto del mercato azionario é rimasto però a guardare e ci sono stati solo alcuni adattamenti a questo surreale sviluppo della situazione.

Le borse europee si sono sgonfiate. L'Eurostoxx50 é tornato a 3590 punti (+0.18%) malgrado il buon comportamento del settore bancario (SX7E +1.39% a 133.16 punti). Anche il DAX (+0.02% a 13061 punti) e il FTSE MIB (+0.15% a 22325 punti) sono tornati al punto di partenza. L'SMI svizzero ha toccato un nuovo massimo annuale a 9363 punti prima di essere obbligato a tornare a 9304 punti (-0.17%). La situazione tecnica in Europa é ora incerta. Le borse hanno fatto un convincente tentativo di riprendere il rialzo ma sono state respinte verso il basso da un inesplicabile crollo della tecnologia in America. Ieri avevamo definito i 3600 punti di Eurostoxx50 come una frontiera importante e abbiamo visto come é andata. Ora bisogna vedere se la caduta del Nasdaq100 é un sintomo di una malattia contagiosa o se invece si é solo trattato di una scossa di assestamento all'interno di un rialzo intatto. Per ora, considerando il nuovo massimo storico dell'S&P500, bisogna partire dal principio che la seconda variante é quella giusta.

Guardando l'S&P500 (-0.04% a 2626.07 punti) e i dati della seduta sembra che in America non é successo niente di importante. L'S&P500 ha aperto a 2626 punti e nella prima mezz'ora di contrattazioni é salito su un nuovo massimo storico a 2634.89 punti. Poi la caduta della tecnologia ha fatto effetto. Non molto però - a metà seduta l'S&P500 é sceso a 2620 punti di minimo, é rimbalzato una manciata di punti e fino a fine giornata é rimasto sui 2625 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3272 su 3466, NH/NL a 1214 (forte aumento!) su 327 e volume relativo a 1.3. Il numero dei nuovi massimi a 30 giorni cresce grazie ad una marcata rotazione tra settori. L'indice dei trasporti (DJT) ha guadagnato il +3.30% - quello delle banche (BKX) é balzato del +2.69%. Sembra che la borsa americana sta cercando un nuovo equilibrio e nuove forze - gli investitori si spostano dalla tecnologia verso altri settori finanziari e ciclici - forse questa é una conseguenza della riforma fiscale o dei buoni dati sulla crescita economica. La volatilità VIX é salita a 10.70 punti (+0.67) - la CBOE Equity puts/calls ratio é rimasta bassa a 0.52.
Quest'anno la tecnologia ha avuto più volte dei "vuoti d'aria" di alcuni punti in percentuale - é quello che può succedere in caso di ipercomperato ed eccesso di rialzo. Finora tutte queste correzioni minori si sono risolte con la ripresa del rialzo e la salita dell'indice Nasdaq su nuovi massimi storici. Fino a prova contraria dobbiamo partire dal principio che anche questa volta succederà lo stesso. In genere il Nasdaq100 (-1.73% a 6311 punti) é debole alcuni giorni e scende fino alla MM a 50 giorni (ora a 6158 punti). Ieri c'é stato questo crollo iniziale - dopo solo 1 giorno é troppo presto per fare previsioni. Se però il Nasdaq100 risale subito senza testare la MM a 50 giorni é sicuro che il rialzo della borsa americana deve continuare. Se invece continua a scendere bisogna osservare se questa debolezza si diffonde ad altri settori o se invece l'S&P500 semplicemente si ferma e consolida in attesa che il temporale "tecnologico" sia passato.

Stamattina é di nuovo tutto tranquillo. Il future sull'S&P500 é a 2626 punti (+1 punto). Le borse asiatiche sono generalmente in calo - solo il Nikkei guadagna il +0.57% - Shanghai invece perde il -0.6%. L'Eurostoxx50 vale ora 3696 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno  (+0.2%). Vediamo come i mercati assorbono la caduta della tecnologia. Il future sul Nasdaq100 é a 6306 punti - per il momento non rimbalza e non scende a testare i minimi di ieri. Si preannuncia una giornata interessante.

Commento del 29 novembre

Powell e riforma fiscale fanno fare ancora un balzo all'S&P500 (+0.98%) - accelerazione o esaurimento ?

Ieri le borse europee non hanno continuato la discesa iniziata lunedì ma hanno avuto una seduta positiva - non potevano fare altro visti i segnali provenienti da Wall Street. Il rialzo in America continua al galoppo e con queste premesse l'Europa non può correggere. Al massimo si ferma come ha fatto tra lunedì e martedì - in effetti ieri l'Eurostoxx50 (+0.55% a 3583 punti) ha compensato la perdita della prima seduta della settimana. Alle 22.00 l'indice azionario europeo valeva 3602 punti - é quindi evidente che il rialzo a Wall Street sta risucchiando verso l'alto anche l'Europa malgrado che tecnicamente ci sia ancora la correzione di novembre da completare.
Gli indici azionari europei hanno aperto in positivo, hanno ancora avuto una fase di debolezza in mattinata ma poi sono risaliti e si sono fermati per ore con guadagni intorno al +0.3%/+0.4% - sul finale hanno ancora guadagnato qualche punto tentando di imitare il rally dell'S&P500 americano. Il DAX tedesco (+0.46% a 13059 punti) difende il supporto intermedio sui 13000 punti. Il FTSE MIB é salito solo del +0.52% a 22291 punti - ha recuperato solo la metà della perdita di lunedì e questo é un segno di debolezza. Il settore delle banche (SX7E +0.37% a 131.34 punti) ha fatto il suo dovere senza brillare - sarà interessante osservare cosa succede oggi visto che ieri sera le banche americane a New York erano in forte rialzo. L'SMI svizzero (+0.61% a 9320 punti) si é assestato sopra i 9300 punti. Se nei prossimi giorni non scende decisamente sotto i 9300 punti é possibile che riprenda la tendenza rialzista indicata dalla MM a 50 giorni e salga su un nuovo massimo storico a 9550-9600 punti per fine anno.    

Ieri il rialzo dell'S&P500 ha cambiato ritmo. Non c'é stato un cedimento ma un'incredibile accelerazione al rialzo. L'S&P500 é salito su un nuovo netto massimo storico a 2627.69 punti - ha chiuso sul massimo a 2627.04 punti (+0.98%) con un guadagno giornaliero di 25 punti. Da inizio anno l'S&P500 sale restando all'interno delle Bollinger Bands - solo in alcune occasioni era svettato una manciata di punti sopra la banda superiore rientrando immediatamente. Ieri ha chiuso 13 punti sopra il limite superiore (BB a 2562-2614 punti). Questa é una impressionante dimostrazione di forza considerando la durata del rialzo, l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo. Questa impennata può essere esaurimento o accelerazione. In entrambi i casi deve ora esserci un consolidamento. Il balzo é stato provocato da due fattori - le dichiarazioni del prossimo presidente della FED Powell davanti al Congresso e la riforma fiscale che sembra vicina al traguardo. Siamo abbastanza sorpresi di questa reazione. Powell non ha detto nulla di nuovo - ha confermato che a dicembre verranno alzati i tassi d'interesse - intende proseguire sulla linea tracciata e col tempo diminuire la somma di bilancio della FED - ha però dato una buona impressione generale. La riforma fiscale potrebbe essere approvata ancora questa settimana al Senato - prevede sgravi per le imprese e quindi é logico che la borsa reagisce in maniera positiva - i piani però sono conosciuti da mesi e in teoria sono una delle ragioni del rialzo della borsa da novembre dell'anno scorso - non capiamo questa ulteriore ondata di ottimismo.
L'S&P500 ha aperto sul precedente massimo a 2606 punti. Subito ha continuato la sua corsa e a metà seduta era a 2620 punti. Ha avuto una correzione intermedia a 2610 punti e poi ha ripreso il rialzo fino al nuovo record a 2627 punti. Il movimento é stato dinamico (21 punti) e diverso dalle anemiche sedute in cui l'indice si muove in pochi punti. Abbiamo notato anche un importante cambiamento. Gli AGMAF erano improvvisamente deboli - solo Microsoft era in positivo - per questa ragione il Nasdaq100 ha guadagnato solo il +0.26% a 6422 punti. Gli acquisti si sono concentrati nel settore bancario (BKX +2.98%) e finanziario. Sarà interessante osservare se questa é una sana rotazione tra settori o se il calo degli AGMAF é un segnale che a Wall Street sta iniziando un'ondata di prese di beneficio. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4654 su 2039, NH/NL a 822 (maledizione - perché così pochi?) su 284 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 10.03 punti (+0.16) - questa divergenza non ci piace. La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.50 - c'é troppa malsana speculazione al rialzo - le premesse sono ideali per una correzione minore come quella di giugno.

Riassumendo ieri c'é stata un'accelerazione al rialzo e gli indici azionari americani hanno toccato dei nuovi massimi storici - questo conferma che la tendenza resta saldamente al rialzo. Il balzo di ieri deve essere riassorbito. Questo può avvenire con un consolidamento ad alto livello o con una correzione minore. Notizie negative come l'ulteriore test missilistico della Corea del Nord e il fatto che la riforma fiscale scaverà un'ulteriore voragine dei conti dello Stato americano non vengono prese in considerazione. Pensiamo quindi che la variante del consolidamento (S&P500 tra i 2600 ed i 2630 punti per una decina di giorni) sia quella più probabile.

Stamattina il future sull'S&P500 é invariato a 2626 punti - nessuno vuole prendere guadagni e quindi l'Europa seguirà l'America. L'Asia c'entra poco malgrado che Nikkei (+0.57%) e Shanghai (+0.10%) salgano. L'Eurostoxx50 vale ora 3608 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +0.7%. Lo sviluppo da qui deciderà la tendenza per le prossime settimane. Se gli indici continuano a salire il trend torna al rialzo. Se invece l'Eurostoxx50 ricade sotto i 3600 punti il capitolo correzione resta aperto.

Commento del 28 novembre

Seduta negativa ma non convincente

Questa settimana doveva iniziare con una seduta negativa - specialmente in America. L'obiettivo é stato raggiunto ma a fatica e in maniera poco convincente. Le borse europee verso le 17.10 erano ancora in pari e sono cadute solo sul finale. L'Eurostoxx50 é sceso a 3564 punti (-0.64%). Ha terminato la giornata sul minimo e con una perdita di 25 punti - si é però mosso nel range delle precedenti 3 sedute senza fornire segnali decisivi di un'imminente rottura al ribasso. Le banche (SX7E -0.78% a 130.85 punti) si sono mosse in cima al plotone ma non hanno tirato la corsa - si sono limitate a fare il loro dovere. Ieri sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3567 punti - forse il calo sul finale é stato solo un'incidente. Vediamo - per confermare la nostra ipotesi e previsione di una continuazione della correzione di novembre oggi deve seguire per lo meno un'altra seduta negativa.
Il DAX (-0.46% a 13000 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 con una piccola ma importante differenza. È rimasto sopra il supporto psicologico dei 13000 punti rafforzato dalla MM a 50 giorni (12988 punti). Non ha rotto al ribasso e potrebbe semplicemente consolidare su questo livello malgrado che l'indicatore MACD sia ancora saldamente su sell e punti verso il basso.
Il FTSE MIB ha avuto una brutta caduta a 22176 punti (-1.07%). Il determinante supporto a 22000 si avvicina velocemente e la borsa italiana potrebbe essere la prima a rompere al ribasso e raggiungere un nuovo minimo mensile. Questo dovrebbe segnalare una continuazione della correzione di tutte le borse europee.
Riassumendo la nostra previsione di un ulteriore calo delle borse europee e di una continuazione della correzione di novembre sembra corretta. Ci vorrebbe però un minimo di collaborazione da parte dell'America.

S&P500 (-0.04% a 2601.42 punti) e Nasdaq100 (-0.05% a 6406 punti) hanno terminato la giornata in rosso. Parlare di seduta negativa é però fuorviante. Entrambi gli indici hanno toccato dei nuovi massimi storici e la perdita finale é piccola, insignificante e casuale. In pratica la borsa americana ha marciato sul posto in quello che sembra un consolidamento prima di continuare il rialzo.
L'S&P500 si é mosso in soli 7 punti. Ha aperto invariato a 2602 punti, é salito su un nuovo massimo storico marginale a 2606.41 punti ed é caduto sul minimo a 2699 punti . Poi si é assestato e fermato fino alla chiusura a 2601 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2405 su 4252, NH/NL a 608 (pochi!) su 228 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é lievitata a 9.87 punti (+0.22). Questa settimana i mercati sono in attesa di sapere se i repubblicani riescono a far passare in Senato la revisione della legge fiscale. Questa favorisce i ricchi e le imprese - non la classe media. Non é sicuro che la borsa accoglierà la notizia con un rally visto che la contropartita sarà un'ulteriore voragine annuale di 1500 Mia nei conti dello Stato.

Stamattina i mercati sono nuovamente fermi. Il future sull'S&P500 é invariato a 2601 punti. Le borse asiatiche sono praticamente ferme (Nikkei +0.03%, Shanghai +0.3%). L'Eurostoxx50 vale ora 3572 punti. Le borse europee apriranno con un debole guadagno di circa il +0.2%. Oggi sono previsti alcuni discorsi di responsabili di Banche Centrali - non crediamo che abbiano qualcosa di nuovo da dire. Ci aspettiamo una giornata noiosa con borse ad oscillare in pochi punti.

Aggiornamento del 27 novembre

La hausse eméne la hausse

"Il rialzo provoca il rialzo" é un vecchio detto di borsa. Ci é tornato in mente domenica leggendo le analisi tecniche di colleghi e osservando il grafico del Bitcoin. I grafici delle borse puntano verso l'alto e il trend al rialzo é evidente - più il movimento dura e più si rafforza e nessuno osa prevederne la fine - psicologicamente si tende a sottovalutare i segnali d'allarme e a non più considerare indicatori che finora non hanno funzionato nel prevedere massimi e inversioni di tendenza. Gli investitori non vendono poiché non ne vedono la ragione. Può succedere qualsiasi cosa che presto o tardi i prezzi delle azioni ricominciano a salire. Oltre tutto se si vende non si sa cosa fare con i soldi che non rendono più nulla. Il contante non é una soluzione ma un problema.
Nel commento del 14-15 ottobre scorso vi avevamo dato la nostra opinione sul Bitcoin. Il prezzo della moneta digitale continua a salire in maniera esponenziale (ca. 9600 USD/btc) . È un fenomeno tipico dei nostri tempi. Il Bitcoin non ha nessun valore intrinseco e non serve a niente - non é un mezzo di pagamento (provate a vivere una giornata normale pagando con bitcoins) e nessuno é in grado di spiegare in maniera razionale questo incredibile rialzo. È solo un effetto di domanda (in continuo aumento grazie all'euforia) e offerta (limitata). In mancanza di punti di riferimento il Bitcoin può salire a qualsiasi prezzo. Si tratta con assoluta certezza di una bolla speculativa - può però durare ancora per parecchio tempo poiché alimentata da liquidità, avidità e una buona dose di fantasia e forza criminale.

Stamattina non appare nulla di nuovo. Le borse riapriranno poco sotto i livelli di venerdì a causa di una certa debolezza della borsa cinese (Shanghai -1%). Per questa ragione le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.28%) e il future sull'S&P500 scende a 2599 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 2571 punti (-10 punti) - le borse europee apriranno in perdita del -0.3%. Sapete che noi ci aspettiamo una seduta negativa e quindi crediamo che nel corso della giornata ci saranno ulteriori vendite. Vediamo se succede in effetti qualcosa o se stasera gli indici azionari europei saranno sui livelli di venerdì o decisamente più in basso.

Commento del 25-26 novembre

Nuovo record storico dell'S&P500 - statisticamente settimana prossima deve scendere
Per logica la correzione in Europa deve continuare


Secondo le statistiche nella settimana di Thanksgiving la borsa americana sale. Anche in questa occasione la tradizione é stata rispettata - l'S&P500 in quattro sedute ha guadagnato 24 punti, ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 2604.21 punti e ha terminato la corta seduta di venerdì a 2602.42 punti (+0.21%). Da 12 mesi la borsa americana sale senza correzioni significative e anche questo costituisce un record - il trend é talmente costante e regolare che nessuno osa più metterlo in discussione. Ormai nessuna divergenza o eccesso riesce bloccare il rialzo e il lavoro degli analisti tecnici si limita all'aggiornamento delle statistiche con nuovi record e al tentativo di indovinare dove potrebbe trovarsi un qualche ostacolo in grado di interrompere brevemente questa monotonia. All'entusiasmo del Black Friday dovrebbe seguire il disincanto del Cyber Monday. Venerdi scorso é stata la giornata degli acquisti di Natale soprattuto nei settori tradizionali - lunedì questa festa consumistica continua ma si concentra in Internet. Lunedì vengono pubblicati i dati delle vendite relative al venerdì e al fine settimana. Secondo il principio di "sell on good news" normalmente da lunedì in avanti la borsa scende e dovrebbe esserci una correzione minore favorita dall'eccesso di speculazione al rialzo. Non vediamo però assolutamente nulla che potrebbe suggerire l'imminenza di una sostanziale correzione o di un'inversione di tendenza. Raramente il mese di dicembre é negativo in un'anno di borsa decisamente positivo come il 2017.
La situazione in Europa é diversa. Malgrado che gli indici azionari nelle ultime 5 sedute abbiano guadagnato terreno, il mercato sembra ancora nel mezzo di una correzione non ancora conclusa. Le borse salgono la mattina ma ricadono nel pomeriggio - gli europei favoriscono il rimbalzo tecnico - gli americani tendenzialmente vendono. Il nostro indicatore proprietario di stocastica fornisce ancora un segnale di vendita a medio termine - questo segnale é particolarmente forte sul DAX. Di conseguenza pensiamo che settimana prossima un calo della borsa americana dovrebbe permettere la prevista continuazione della correzione delle borse europee. Il settore delle banche (SX7E +1.00% a 131.88 punti) é rimbalzato per i tipici tre giorni. Di conseguenza già lunedì le borse europee dovrebbero ricominciare a scendere. Gli obiettivi della correzione sono conosciuti e si situano sotto i minimi di novembre - ci riferiamo ai 12800 di DAX (+0.39% a 13059 punti) e ai 3450-3500 punti di Eurostoxx50 (rispettivamente obiettivo grafico e obiettivo matematico).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.98% a 3581 punti              
DAX                         +0.51% a 13059 punti
SMI                          +1.55% a 9325 punti
FTSE MIB                  +1.46% a 22416 punti
S&P500                    +0.91% a 2602.42 punti
Nasdaq100               +1.50% a 6409 punti

Venerdì le borse europee sono salite ma non hanno convinto. Gli indici sono partiti al rialzo e hanno toccato i massimi giornalieri intorno alle 13.15-13.30. Nel pomeriggio però hanno perso buona parte dei guadagni e a fine giornata hanno salvato solo delle modeste plusvalenze. Sui grafici appaiono delle proccupanti candele con ampie escursioni giornalieri ma corpi concentrati alla base. Significa che i venditori riescono ad avere l'ultima parola senza ancora riuscire ad imporsi. L'Eurostoxx50 é salito fino a 3601 punti ed é infine tornato a 3581 punti (+0.26%) - nel dopo borsa é sceso a 3579 punti - poca cosa considerando il nuovo record di S&P500 e colleghi e la forza del settore bancario (SX7E +1.00% a 131.88 punti). Il cambio EUR/USD é inspiegabilmente salito a 1.1932 - la forza dell'EUR (che rispetta il trend e segue le nostre previsioni di massima) blocca sicuramente le borse europee. Il DAX (+0.39% a 13059 punti) é tecnicamente debole - probabilmente una conseguenza dell'incertezza politica che non sparirà in breve tempo. Il FTSE MIB (+0.08% a 22416 punti) venerdì ha mostrato debolezza relativa - la rottura del supporto a 22000 punti dovrebbe avvenire settimana prossima.

Non bisogna dare troppo peso alla seduta di venerdì a Wall Street. Le contrattazioni sono finite tre ore prima del normale e molti operatori erano assenti - questo ha provocato la discesa del volume relativo a 0.4. I dati sono però ugualmente importanti visto che gli indici hanno toccato dei nuovi massimi storici. Questo ha riguardato l'S&P500 ma anche altri indici come il Nasdaq100 (+0.36% a 6409 punti). Gli investitori continuano a comperare le solite azioni (AGMAF) che sembrano inarrestabili malgrado valutazioni fondamentali oscene. Il Black Friday ha fatto balzare l'azione di Amazon di ancora il +2.58% e il patrimonio dell'azionista di maggioranza e CEO Jeff Bezos ha superato i 100 Mia di USD.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3947 su 2616 e NH/NL a 536 su 142. Inutile dire che il numero di nuovi massimi a 30 giorni é striminzito considerando che la borsa é salita su un record storico. La volatilità VIX é scesa a 9.65 punti (-0.23) - le scommesse al ribasso sui derivati della VIX sono mastodontiche - ormai tutti ripetono all'infinito le scommesse che funziona da 12 mesi senza interruzione. In borsa però non esiste una sola direzione ma due - presto o tardi le bolle (azioni e obbligazioni) devono scoppiare e considerando le forze e le somme in gioco lo faranno in maniera esplosiva.
Per ora però la tendenza di fondo della borsa americana resta saldamente moderatamente al rialzo con il 58.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 66.92.
L'impressione generale basata su decenni di esperienza é che le Banche Centrali stanno perdendo il controllo della situazione. Per anni hanno costretto gli investitori ad abbandonare le obbligazioni in favore di investimenti più rischiosi come azioni o immobili. Lo scopo era di rilanciare l'economia attraverso la creazione artificiale di patrimonio e benessere. Questa ricchezza é però affluita nelle tasche di pochi e questo non é servito per stimolare consumi ed investimenti. Ora gli Stati occidentali sono seppelliti da una montagna di debiti che riescono a servire unicamente perché i tassi d'interesse sono artificialmente bassi. La crescita economica e la diminuizione della disoccupazione sono modeste se paragonati allo stimolo monetario e ai deficit statali. Le Banche Centrali non possono tornare alla normalità poiché questo provocherà un crollo delle borse, una recessione e un'esplosione del debito pubblico con molti casi di default. Di conseguenza andremo avanti così (tassi d'interesse reali negativi e QE) fino a quando il sistema non crollerà per conto suo sotto il peso del debito.

Commento del 24 novembre

Senza l'America a mostrare la strada le borse europee si fermano e aspettano

Ieri la borsa americana era chiusa in occasione della festa del ringraziamento (Thanksgiving). Speravamo che gli europei mostrassero un certo spirito di iniziativa ed indipendenza - invece senza i mercati americani le borse europee hanno semplicemente marciato sul posto. L'apertura é stata debole poiché l'Europa ha preso come punto di riferimento la borsa cinese che era caduta pesantemente. Gli indici azionari europei hanno però recuperato nel corso della mattinata e poi si sono fermati. L'Eurostoxx50 (+0.26% a 3572 punti) ha guadagnato 10 punti. Probabilmente questo é il risultato di un calcolo matemativo - mercoledì l'indice era sceso mentre la borsa americana aveva chiuso in pari - ieri c'é stato un certo effetto di compensazione. Le banche (SX7E +0.21% a 130.58 punti) si sono mosse come il resto del listino. In Germania (DAX -0.05% a 13008 punti) pesa probabilmente l'incertezza politica. Gli altri indici come FTSE MIB (+0.37% a 22397 punti) e SMI (+0.26% a 9315 punti) si sono accodati all'Eurostoxx50.
Noi speravamo che ieri continuasse la spinta di ribasso che si era sviluppata nella seconda parte della giornata di mercoledì. Invece le borse hanno leggermente recuperato. Siamo stati un pò ingenui - pensavamo che malgrado Thanksgiving gli europei fossero in grado di ragionare con la loro testa ed imporre una tendenza. Invece si sono fermati ad aspettare - probabilmente sono stati gli americani a vendere mercoledì e senza di loro non é successo più nulla. La seduta di ieri non cambia però la situazione tecnica - lo scenario più probabile in Europa resta quella della continuazione della correzione di novembre.
Oggi sarà probabilmente ancora una giornata insignificante. In America la borsa riapre ma la seduta viene raccorciata di tre ore - le contrattazioni finiscono alle 13.00 (19.00 orario europeo). Con queste premesse é sicuro che i volumi saranno modesti e gli indici si muoveranno di poco. Dopo la festa di famiglia oggi iniziano gli acquisti di Natale con gli sconti offerti durante il Black Friday. Normalmente i commercianti annunciano affari strabilianti e questo fornisce una ventata di ottimismo e spinge al rialzo le azioni delle società di vendite al dettaglio. Di solito la seduta odierna é positiva - attenzione però che la settimana successiva é spesso negativa e contrassegnata da prese di beneficio. Inoltre nei giorni scorsi abbiamo notato parecchia speculazione al rialzo sul mercato delle opzioni - tutti sono long e tutti gli analisti dicono che oggi la borsa americana deve salire - meglio diffidare di quello che é sicuro poiché normalmente é anche già scontato.

Stamattina regna al calma e la stabilità. Il future sull'S&P500 é a 2596 punti (+2 punti) - questo significa che l'S&P500 vale come alla chiusura di mercoledì. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse - il Nikkei guadagna il +0.13% - Shanghai é in calo del -0.1%. L'Eurostoxx50 vale ora 3572 punti. Le borse europee apriranno in pari. Probabilmente oggi non succederà nulla di speciale.

Commento del 23 novembre

Le borse europee hanno ripreso puntuali la correzione - l'America si ferma per Thanksgiving

Ieri il DAX ha aperto in positivo, é salito su un massimo giornaliero a 13192 punti ma poi é ricaduto. La mattina é sceso e in seguito ha recuperato - verso le 14.00 era ancora invariato sui 13170 punti. Nel pomeriggio sono arrivate le vendite. DAX (-1.16% a 13015 punti) e le borse europee sono caduti e hanno chiuso sui minimi giornalieri. Le perdite sono andate dai -0.05% del FTSE MIB (22315 punti) passando dai -0.47% dell'Eurostoxx50 (3562 punti) fino ai 152 punti del DAX. L'indice tedesco ha perso 177 punti dal massimo in quello che può essere considerato un mini reversal. Questa caduta é sorprendente e intrigante poiché é avvenuta mentre la borsa americana era immobile - si inserisce perfettamente nella nostra previsione di una ripresa della correzione di novembre. Non capiamo perché le borse europee mostrano debolezza e scendono mentre l'America passa da un record storico al successivo. Questo comportamento corrisponde però ai segnali lanciati dall'analisi tecnica - forse tra qualche giorno capiremo cosa sta succedendo a livello di fondamentali. Non crediamo che il calo del DAX sia solo una conseguenza dell'incertezza e instabilità politica in Germania. Abbiamo l'impressione che ci sia un altro problema vista l'alta volatilità ed indecisione nel settore dei cambi. Stamattina il cambio EUR/USD risale a 1.1830 mentre il CHF si rafforza.
Sui grafici degli indici azionari europei sono riapparse delle candele rosse - ieri hanno nuovamente predominato le vendite. Unica eccezione di interesse é il rimbalzo del settore bancario (SX7E +0.25% a 130.30 punti) causato soprattutto dalle azioni delle due grandi banche italiane. Vedremo oggi se si tratta di un caso o se il rimbalzo ha potenziale. In linea di massima però il settore finanziario deve partecipare alla correzione delle borse europee - in caso contrario é poco probabile che gli indici scendano sensibilmente sotto i minimi realizzati finora a novembre. Il prossimo livello da tenere d'occhio sono i 12800 punti di DAX - qui si deciderà se avremo solo una correzione minore fino al primo supporto e fino al livello inferiore delle Bollinger Bands o se ci può essere un inattteso ribasso di medio termine. Nel frattempo l'Eurostoxx50 dovrebbe scendere (matematicamente) sui 3500 punti.

Oggi l'America festeggia Thanksgiving. La borsa é chiusa e già ieri gli indici azionari si sono fermati con volumi di titoli trattati in netto calo (volume relativo a 0.8). L'S&P500 si é mosso in soli 6 punti ed ha chiuso praticamente invariato a 2597.08 punti (-0.08%). Il Nasdaq100 (+0.12% a 6386 punti) ha guadagnato invece ancora una manciata di punti e ha toccato un nuovo massimo storico marginale. Dopo l'odierna festa del ringraziamento, che tradizionalmente viene dedicata alla famiglia, venerdì inizieranno gli acquisti di Natale con i conosciuti ribassi del Black Friday. Anticipando buoni risultati ieri gli investitori hanno ancora comperato Amazon (+1.46%). La seduta al NYSE é stata leggermente positiva con A/D a 3650 su 3017 e NH/NL a 664 (pochi) su 169. La volatilità VIX é salita a 9.88 punti (+0.15) - la CBOE Equity puts/calls ratio (0.57) é rimasta sotto i 0.6 - questa combinazione segnala un'eccesso di speculazione che spesso provoca almeno una reazione negativa. Come vedete per l'America non osiamo più utilizzare la parola correzione - il termine ribasso é bandito.
 
Mancando gli investitori americani sarà molto interessante osservare come si comporterà oggi l'Europa. Normalmente le borse dovrebbero fermarsi sui livelli d'apertura. Vediamo...

Stamattina la borsa cinese é molto debole - Shanghai al momento é in calo del -2.3% - il Nikkei non tratta (anche in Giappone é una giornata festiva). Il future sull'S&P500 é a 2593 punti (-1 punto / il future sul Globex tratta sempre malgrado la giornata di festa in America). L'Eurostoxx50 vale ora 3558 punti - le borse europee apriranno in leggero calo.

Commento del 22 novembre

L'S&P500 raggiunge la barriera psicologica dei 2600 punti - nuovo record senza novità per l'analisi tecnica

"Un mondo di pura immaginazione" é il titolo di una presentazione di Grant Williams che ho guardato stamattina alle 06.00 dopo aver constatato che ieri sera l'S&P500 americano (+0.65% a 2599.03 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 2601.19 punti. È necessario di tanto in tanto tornare alla realtà per capire cosa sta succedendo. Le borse non riflettono l'andamento dell'economia ed il valore intrinseco delle imprese. I prezzi delle azioni sono gonfiati artificialmente da anni di politica monetaria espansiva (QE), tassi d'interesse vicino allo 0% e un'espansione del credito mai vista nella storia. Questo rialzo può continuare perché ormai é solamente spinto da liquidità ed entusiasmo e ignora completamente i fondamentali ed i valori reali degli assets finanziari. Gli esempi di Tesla, dell'Argentina o del mercato immobiliare di Vancouver spiegati da Williams nella sua divertente presentazione sono sintomatici. Il problema é che questa fase di finale di formazione di una bolla finanziaria fà anche saltare buona parte dei metodi di analisi tecnica che usiamo normalmente. Gli eccessi di ottimismo segnalati da inchieste, volatilità, puts/calls ratio, Rydex ratios o altro non hanno nessun significato se non confermare l'esuberanza degli investitori. I cicli, statistiche e effetti stagionali vengono annullati da un rialzo che per durata ed estensione sta rompendo qualsiasi record. I normali parametri che segnalano ipercomperato ed eccesso di rialzo funzionano solo parzialmente poiché gli indici tendono a muoversi costantemente sui limiti superiori senza mai effettuare normali correzioni. Abbiamo voglia di mettere da parte i nostri manuali di analisi tecnica e fare come tutti - prevedere una continuazone del rialzo all'infinito poiché questa da anni é la strategia vincente. Se giocate alla roulette e per 50 volte di fila viene il colore rosso, conviene giocare il rosso pur sapendo che teoricamente la probabilità di indovinare é leggermente inferiore al 50% - l'altra possibilità é che la roulette é truccata...

Ieri le borse europee sono salite. Teoricamente questo dovrebbe essere il se