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Commento del 19 ottobre

Partecipazione deludente e parecchio ottimismo

Ieri in Europa é iniziato l'atteso consolidamento con una seduta moderatamente negativa (Eurostoxx50 -0.75% a 4151 punti). La borsa americana invece ha continuato la sua corsa e l'S&P500 (+0.34% a 4486.46 punti) ha chiuso vicino al massimo giornaliero con un moderato guadagno di 15 punti. Avevamo presupposto che l'S&P500 potesse sullo slancio avere un'altra seduta positiva ma non riusciamo a capire questa divergenza tra Europa ed America. Certamente la ragione non sta nella differenza d'orario - già alle 17.20 l'S&P500 era salito a 4483 punti - le borse europee si sono semplicemente rifiutate di recuperare come l'America e chiudere in guadagno. Ci preoccupa la scarsa partecipazione al rialzo a Wall Street. A/D a 3695 su 4295 e NH/NL a 606 (in netto calo) su 490 (quasi raddoppiati rispetto a venerdì) sono dati che appaiono normalmente in una seduta negativa. Inoltre gli indicatori di sentiment migliorano troppo velocemente - in tre sedute siamo passati dal pessimismo ad un ottimismo che sfiora l'euforia - per lo meno nessuno parla più di correzione o di rischio di ribasso. In questo caso ci sono solo due possibilità per annullare la divergenza - o gli indici azionari americani scendono o gli indicatori di partecipazione migliorano di colpo. Le borse europee sembrano dire che una certa prudenza é giustificata.

La seduta di ieri in Europa é stata deludente sia per la perdita di 31 punti dell'Eurostoxx50 sia per il comportamento delle borse. L'Eurostoxx50 (-0.75% a 4151 punti) dopo l'apertura in calo é sceso fino alle 15.30 e malgrado il buon inizio di seduta a Wall Street, il recupero dal minimo ha lasciato a fine giornata una sensibile perdita che annulla praticamente i guadagni di venerdi. Ci aspettavamo l'inizio di una fase di consolidamento ma ieri gli indici azionari europei sono apparsi più deboli di quanto ci eravamo immaginati. Speriamo che l'Eurostoxx50 resti sopra la MM a 50 giorni. Il FTSE MIB (-0.83% a 26268 punti) ha perso più dell'Eurostoxx50 (-0.75%) - bisogna però relativizzare questo dato poiché ieri il FTSE MIB é stato appesantito dallo stacco del dividendo di 4 importanti società tra cui Intesa San Paolo - senza questo effetto esogeno il FTSE MIB avrebbe mostrato forza relativa.
L'indice delle banche SX7E ha perso solo il -0.28% a 103.16 punti - non male - l'indice sovraperforma l'Eurostoxx50 malgrado che da due giorni i tassi d'interesse siano tornati a salire.
Insomma - in questa seduta le borse europee hanno perso di più di quanto ci eravamo immaginati - il consolidamente é iniziato con una perdita abbastanza consistente. Vediamo però come reagisce oggi l'Europa al buon finale di seduta a Wall Street. Ci dovrebbe essere una reazione positiva.

Dalle indicazioni fornita dai futures sembrava che anche la borsa americana dovesse ritracciare. Invece la debolezza é durata ben poco. L'S&P500 ha aperto in calo a 4453 punti e all'inizio é sceso a 4447 punti di minimo. Poi sono tornati i compratori che si sono nuovamente concentrati nel settore tecnologico (Nasdaq100 +1.01% a 15300 punti). L'S&P500 é risalito con slancio e alle 17.20 ha raggiunto i 4483 punti. Poi il mercato si é fermato. L'S&P500 é ancora salito qualche punto e ha chiuso s 4486.46 punti. Malgrado i dati negativi sulla partecipazione anche il Russell2000 (+0.10%) é salito. I tassi d'interesse erano invariati mentre i Summation Index salgono ancora. Sul fronte del sentiment la volatilità VIX é rimasta bassa a 16.31 punti (+0.01), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.42 e il Fear&Greed Index é balzato di altri 5 punti a 55 punti.
Insomma - seduta positiva ma i dati sulla partecipazione non confermano la buona forma della borsa.
Tre settori hanno trascinato il rialzo - se però si guarda dietro le quinte si scopre qualcosa di sorprendente. Dietro Consumer Cyclical troviamo Amazon (+1.11%) e Tesla (+3.21%) - dietro Communication Services c'é tra altri Facebook (+3.26) e Google (+1.00%) e nell'amata tecnologia i maggiori guadagni arrivano da Apple (+1.18%) e Microsoft (+1.01%).

Stamattina le borse asiatiche si fanno contagiare dal rialzo in America (Nikkei +0.71%, Cina + ca. 1%). Il future sull'S&P500 sale di 5 punti. Alle 08.15 l'Eurostoxx50 vale 4160 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.2% - poco considerando la perdita di ieri. Forse il problema é il cambio EUR/USD che sale a 1.1650 - il rafforzamento dell'EUR compensa in parte la sottoperformance delle borse europee...

Aggiornamento del 18 ottobre

La situazione economica non giustifica un rialzo

L'economia cinese nel terzo trimestre dell'anno é cresciuta meno del previsto. Su base annua la crescita é del +4.9% - gli economisti prevedevano un'espansione del +5.2% dopo il +7.9% del trimestre precedente. L'economia cinese rallenta la sua corsa - considerando che questo Paese é la fabbrica dell'Occidente é probabile che anche l'espansione economica in Europa ed America stia diminuendo. In ogni caso non si sta verificando quella crescita esplosiva auspicata da politici e banchieri centrali che doveva permettere al mondo di lasciarsi velocemente alle spalle la pandemia. Fare debiti, aumentare la spesa pubblica e mantenere una politica monetaria estremamente espansiva non basta. La spiegazione di questo fenomeno é complessa. Chi ha tempo e voglia può leggere l'analisi trimestrale della società d'investimento Hoisington. In 5 pagine viene spiegato in maniera magistrale perché la deflazione da debiti continuerà anche nel futuro a determinare uno sviluppo insoddisfacente delle economie occidentali.

Stamattina i dati economici provenienti dalla Cina hanno bloccato le borse asiatiche. Il Nikkei perde il -0.20% - Shanghai é in calo del -0.3% - l'A50 crolla del -2.4%. Il future sull'S&P500 perde -14 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4164 punti (-18 punti) - le borse europee apriranno in calo del -0.4%. Pensiamo che stamattina le borse cercheranno di tornare in pari - chi non ha comperato settimana scorsa lo farà nelle prossime ore. Lo sviluppo in seguito é incerto - dovrebbe iniziare una fase di consolidamento. Pensiamo che stasera ritroveremo gli indici poco lontano dai livelli d'apertura.

Commento del 16-17 ottobre

È tornata la voglia di prendere rischi ed é riapparsa la forza d'acquisto 

La settimana é iniziata male ed é finita molto bene. Le sedute di lunedì e martedì sono state negative. Mercoledì c'é stata la svolta - la giornata é cominciata con un calo ma c'é stato un buon recupero che ha permesso alle borse europee di chiudere in perdita ma lontano dai minimi e alla borsa americana di mettere a segno una prima seduta positiva con chiusura sopra il livello d'apertura. Giovedì gli indici azionari sono decollati e venerdì c'é stata l'attesa continuazione del movimento di rialzo. Da parecchi giorni avevamo visto che la pressione di vendita era sparita e avevamo affermato che la correzione di settembre-ottobre era terminata almeno per quel che riguardava la perdita in termine di punti. La borse però facevano fatica a risalire e mancava forza d'acquisto - non sapevamo se ci sarebbe stata ancora una fase di formazione di base o ancora un ultimo tuffo con panico e ipervenduto. Ora la situazione é chiara - la tendenza a corto termine é al rialzo e tra gli investitori torna l'ottimismo a la voglia di prendere rischi. Non ci sembra che la situazione economica giustifichi questo sviluppo favorevole ma probabilmente due fattori bastano a scatenare gli acquisti. Da una parte molte azioni hanno corretto parecchio dai massimi di settembre e sembrano offrire almeno otticamente delle buone occasioni per comperare a dei prezzi "convenienti". D'altra parte i tassi d'interesse restano bassi (reddito dell'USTBond decennale in USD a 1.59%, reddito del Bund decennale in EUR a -0.1615%) obbligando gli investitori a comperare azioni come unica alternativa valida per avere una qualche probabilità di raggiungere i propri obiettivi di performance. La liquidità é tornata a scorrere in direzione delle borse e gli indicatori tecnici migliorano su tutta la linea con la conseguenza che i segnali d'acquisto si moltiplicano dando ulteriore fiducia agli investitori.
A breve il movimento di rialzo comincia già ad essere troppo esteso - l'S&P500 (+0.75% a 4471.37 punti) e arrivato sul bordo superiore delle Bollinger Bands mentre la volatilità VIX (6.30 punti, -0.56) é già scesa sul primo supporto a 16 punti. Venerdì il Fear&Greed Index é balzato di 12 punti a 51 punti - il cambio d'umore é evidente. Sullo slancio pensiamo che lunedì mattina le borse si presenteranno ancora in guadagno - spesso il primo rally d'uscita da una base dura almeno tre giorni a causa della copertura delle posizioni short. Poi però dovrebbe seguire un ritracciamento e un consolidamento specialmente se i tassi d'interesse continuano a salire come hanno fatto venerdì.
Dallo sviluppo degli indicatori sembra che sia iniziata una fase di rialzo a medio termine e adesso i cicli sono favorevoli fino a fine anno. La situazione é però simile a quella dell'anno scorso - guardate cosa é successo tra settembre e dicembre del 2000. Vedrete che un anno fà si era verificata una falsa partenza con una ricaduta nella seconda metà di ottobre. Pensiamo che questo scenario possa ripetersi a grandi linee anche quest'anno. Tutti sono adesso sicuri che le borse saliranno fino a fine anno malgrado che non c'é nessuna ragione razionale per giustificare questo movimento. C'é stata una reazione di sollievo poiché sembra che il problema del fallimento di Evergrande non stai creando un effetto contagio. Però ci sono i problemi dell'inflazione, del forte aumento dei prezzi dell'energia, dell'interruzion delle catene di rifornimento mondiali, del rallentamento dell'economia cinese, del ristagno della crescita in Europa ed in America. Insomma - senza prevedere una caduta delle borse non vediamo abbastanza fattori positivi per giustificare un sostanziale rialzo. Pensiamo quindi che questo rialzo di corto termine in America e in Europa si fermerà prima dei massimi di settembre e che poi ci sarà una ricaduta verso i minimi di ottobre. Verso fine anno le borse dovrebbero poi in effetti salire ma considerando l'esperienza é probabile che il ritmo di crescita sarà moderato. Concretamente crediamo che dagli attuali 4471 punti l'S&P500 possa ancora salire sui 4500 punti per poi ricadere in un paio di settimane a 4300 punti - questo é uno scenario di massima che naturalmente dovremmo adattare sulla base degli avvenimenti. Riassumendo non vediamo ragioni per andare massicciamente long - evitiamo di comperare più azioni di quanto prevede una normale esposizione neutra. Come abbiamo trovato correttamente e tempestivamente il minimo della correzione speriamo di essere in grado di individuare per tempo il massimo di questa spinta di rialzo a corto termine. Non dovrebbe essere lontano.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.69% a 4182 punti
SX7E (banche)          +0.71% a 103.45 punti
DAX                         +2.51% a 15587 punti
SMI                         +1.67% a 11961 punti
FTSE MIB                 +1.68% a 26489 punti
S&P500                    +1.82% a 4471.37 punti
Nasdaq100               +0.63% a 15146 punti

La seduta di venerdì é stata la logica continuazione di quella di giovedì. Gli investitori si sono alzati la mattina e hanno visto che giovedì le borse avevano definitivamente cambiato direzione, si sono domandati cosa potevano ancora comperare per approfittare del rialzo e hanno dato i loro ordini d'acquisto. Gli indici azionari, sia in Europa (Eurostoxx50 +0.82% a 4182 punti) che in America (S&P500 +0.75% a 4471.37 punti) hanno aperto in guadagno e sono saliti lentamente per tutta la giornata chiudendo a ridosso dei massimi giornalieri con moderate plusvalenze. Nessun trader ha osato vendere e andare contro la corrente. Chi era ancora short é stato costretto a chiudere, comperare ed alimentare il rialzo. Lunedì questo effetto dovrebbe affievolirsi e le prime solide resistenze dovrebbero bloccare il movimento. Gli indici sono lontani dall'ipercomperato e gli indicatori di momentum hanno appena girato al rialzo - é possibile che ci sbagliamo e che quindi gli indici possano salire ancora qualche giorno - sulla base dei grafici non vediamo però un potenziale di rialzo a breve (una settimana) superiore all'1%.

L'S&P500 ha aperto a 4457 punti, é salito a 4470 punti ed é ridisceso alle 16.30 a 4458 punti. Dopo aver mostrato di non poter cadere in negativo l'indice é partito decisamente al rialzo ed é regolarmente salito fino a 4475 punti di massimo - ha chiuso a 4471.37 punti (+0.75%). Il Nasdaq100 (+0.63% a 15146 punti) ha seguito l'S&P500 mentre il Russell2000 (-0.37%) ha rovinato la giornata almeno per quel che riguarda la partecipazione. La seduta al NYSE é stata in effetti di poco positiva con A/D a 4047 su 3952, NH/NL a 1201 su 257 e volume relativo a 1.0. Il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.48. I Summation Index salgono. Per inciso l'S&P500 é sullo stesso livello del 15 settembre (30 giorni fà) - le due candele sul grafico si assomigliano.
Per definizione la tendenza di fondo della borsa americana é tornata al rialzo con il 51.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 57.04.

Nella settimana appena trascorsa le grandi banche hanno presentato i risultati trimestrali - i risultati erano solo in parte convincenti - ottime Bank of America e Goldman Sachs - OK JP Morgan e deludente Well Fargo (che però venerdì é stata comperata). Settimana prossima sono previsti i dati di alcuni big della new economy/tecnologia come Tesla, ASML, Netflix, Intel, SAP. IBM. Vedremo come reagiranno gli investitori - un mercato che vuole salire ignora le cattive notizie (e viceversa).

Commento del 15 ottobre

Accelerazione al rialzo

Ieri le borse hanno concluso la discussione di come doveva terminare la correzione con una impressionante e decisiva accelerazione al rialzo. Sia in Europa (Eurostoxx50 +1.61% a 4149 punti) che in America (S&P500 +1.71% a 4438.26) abbiamo avuto una seduta estremamente positiva che ha permesso agli indici di abbandonare definitivamente il pantano di inizio ottobre ed attaccare, in parte con successo, le resistenze. In particolare l'S&P500 ha superato di slancio i 4400 punti e la linea di trend discendente dal massimo di settembre dando un segnale d'acquisto. In Europa il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica ha fornito un segnale d'acquisto a medio termine. Il rally sembra però dipendere da un calo dei tassi d'interesse (reddito dell'USTBond decennale a 1.52%, -0.04%). Secondo la nostra analisi dei futures su USTreasury Bond e Bund questo sembra essere solo un rimbalzo tecnico che non dovrebbe durare più di qualche giorno. Pensiamo di conseguenza che questa spinta di rialzo in borsa possa già finire oggi ed essere nuovamente seguita da una pausa con larghe oscillazioni in laterale.

Ieri le borse europee hanno avuto un'ottima giornata e sono salite dall'apertura fino alla chiusura. L'Eurostoxx50 (+1.61% a 4149 punti) ha guadagnato 68 punti e ha ripreso il rialzo. La resistenza costituita dalla MM a 50 giorni potrebbe obbligare l'indice a fare una pausa. Ci sono motivi per essere ottimisti ma pochi per essere entusiasti - il rally é stato stimolato da un netto ribasso dei tassi d'interesse che sembra una pura reazione tecnica. In fondo l'Eurostoxx50 é sullo stesso livello di metà giugno. Lo stesso vale per il DAX tedesco (+1.40% a 15462 punti) con una resistenza intermedia intorno ai 15600 punti fornita dalla MM a 50 giorni e dal bordo superiore delle BB. Il FTSE MIB (+1.23% a 26277 punti) si trova in una positzione tecnica migliore ed é più in avanti nel ciclo - dovrebbe poter salire fino al massimo annuale di 26688 punti prima di essere bloccato. Le banche (SX7E +0.86 a 101.70 punti) hanno partecipato a fatica al rally dell'Eurostoxx50 - evidentemente permane l'influsso, nel bene e nel male, dei tassi d'interesse.
In generale questa seduta positiva é stato un movimento liberatorio che fa passare definitivamente al rialzo il trend a corto termine. Il rischio di un test dei minimi di inizio ottobre é stato eliminato.

La borsa americana ha mostrato subito l'intenzione di cambiare marcia - l'S&P500 ha aperto in forte guadagno, in gap up e sopra i 4400 punti a 4404 punti. Dopo il classico ritracciamento fino ai 4400 punti per testare il supporto l'indice é partito al rialzo e non si é più farmato fino alla chiusura a 4438.26 punti (+1.71%). Le correzioni intermedie sono state più che altro delle pause senza conseguenze. Tutti i settori hanno contribuito ai guadagni degli indici (Nasdaq100 +1.88%, RUT +1.44%, DJT +1.58%) - in particolare i settori più dinamici tipo semiconduttori (SOX +3.08%) sono saliti maggiormente. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5975 su 1998, NH/NL a 951 su 188 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é crollata a 16.86 punti (-1.78), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.45 e il Fear&Greed Index é salito a 39 punti (+7). I Summation Index salgono.
Probabilmente ci sono ancora parecchi traders short che sono stati sorpresi dalla velocità del rialzo - dovranno chiudere le posizioni e comperare dando ancora una spinta agli indici per uno o due giorni. Poi molto dipenderà dai tassi d'interesse. A questo riguardo c'é un conflitto di interessi - la borsa sale quando salgono i prezzi delle materie prime con il petrolio in prima linea. Se i prezzi salgono aumentano le prospettive d'inflazione - con questo scenario é difficile che i tassi d'interesse possano scendere in maniera sostanziale. Pensiamo di conseguenza che la corsa dell'S&P500 si fermerà sui 4460 punti - poi ci sarà nuovamente una pausa con un possibile ritorno a 4400 punti.

Stamattina anche le borse asiatiche si fanno contagiare dal buon umore di europei ed americani. Il Nikkei ha guadagnato il +1.81% - le borse cinesi sono di circa il +0.5% in positivo. Il future sull'S&P500 sale ancora di 13 punti. Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 4165 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Pensiamo di ritrovarle stasera sui livelli d'apertura.
I dati sulle vendite al dettaglio in America attesi alle 14.30 dovrebbero rilanciare la discussione sulla dinamica della ripresa economica e potrebbero avere ripercussioni sui tassi d'interesse.

Commento del 14 ottobre

Seduta costruttiva - tecnicamente siamo ancora in una fase di consolidamento

Ieri i tassi d'interesse sono scesi insieme al prezzo del petrolio e le borse hanno tirato un sospiro di sollievo. La tecnologia finalmente si é risollevata (Nasdaq100 +0.76% a 14774 punti) provocando una seduta positiva a Wall Street (S&P500 +0.30% a 4363.80 punti). Anche in Europa la seduta é stata positiva (Eurostoxx50 +0.69% a 4083 punti) - l'unico problema é che il calo dei tassi d'interesse ha subito provocato delle prese di beneficio sui titoli bancari (SX7E -2.05% a 100.83 punti) con le ovvie e conosciute conseguenze sulla borsa italiana (FTSE MIB -0.12% a 25958 punti). Anche in America, malgrado i buoni risultati trimestrali di JPMorgan (-2.64%) ha prevalso la logica imposta dai tassi d'interesse (reddito dell'USTBond decennale a 1.56%, .0.03%) e l'indice settoriale BKX ha perso il -0.77%.
Nel complesso é stata una giornata costruttiva con un miglioramento degli indicatori tecnici di momentum e partecipazione. Un test del minimo di settembre però non é ancora scongiurato specialmente fino a quando l'S&P500 resta sotto i 4400 punti e sotto la linea di trend discendente dal massimo di settembre.

Le borse europee hanno iniziato la giornata con un tuffo iniziale ma subito hanno recuperato e già per le 09.30 sono tornate in positivo. Verso le 11.00 avevano già raggiunto i livelli di chiusura - per il resto della giornata si sono limitate ad oscillare in laterale senza più reagire a  quanto stava succedendo a Wall Street. I maggiori indici hanno avuto una seduta moderatamente positiva (DAX +0.68% a 15249 punti, SMI +0.49% a 11814 punti). Dei problemi del FTSE MIB abbiamo già parlato. A breve tutto dipende dallo sviluppo dei tassi d'interesse. Considerando la reazione positiva del cambio EUR/USD (1.1590) e del prezzo dell'oro pensiamo che almeno a corto termine la reazione debba durare qualche giorno.

L'S&P500 ha aperto come negli ultimi giorni in guadagno a 4365 punti ed é sceso nella prima ora di contrattazioni sul minimo a 4330 punti. Dopo le 16.15 é risalito e alle 20.00 ha toccato il massimo a 4372 punti. Questa volta non é più ricaduto in negativo. È solo scivolato una decina di punti verso il basso e ha chiuso a 4363.80 (+0.30%). Per una volta anche il Russell2000 (+0.34%) si é mosso in parallelo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5134 su 2840, NH/NL a 525 su 389 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 18.64 punti (-1.21), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.48 e il Fear&Greed Index si é fermato a 32 punti (invariato).
I Summation Index stanno salendo.
Dopo questa giornata dobbiamo ammettere che lo sviluppo a breve é incerto. Se ieri eravamo convinti che ci dovesse essere ancora una spinta di ribasso con un test pesante dei minimi di settembre oggi sembra possibile che la correzione si risolva con la formazione di una base e una lenta ripresa del rialzo.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4378 punti (+23 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +1.46% - le borse cinesi sono miste e sulla parità. L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 4117 punti (+34 punti). Le borse europee apriranno con un balzo del +0.8%. Vedremo se saranno in grado di difendere questi guadagni fino a stasera. Ultimente le borse non sono mai state in grado di mantenere una tendenza per tutta la giornata. I cambiamenti di direzione sono stati numerosi malgrado che da inizio mese sui grafici europei prevalgano le candele bianche (o verdi).

Commento del 13 ottobre

Da giorni l'S&P500 verso la fine della seduta viene venduto

Ieri abbiamo avuto una seduta moderatamente negativa sia in Europa (Eurostoxx50 -0.43% a 4055 punti) che in America (S&P500 -0.24% a 4350.65 punti). Dopo il rally di mercoledì e giovedì di settimana scorsa abbiamo avuto tre sedute in perdita - gli indici scivolano verso il basso poiché mancano i compratori. La pressione di vendita é praticamente assente. Abbiamo notato che verso la fine della seduta a New York arrivano le vendite. Spesso sono gli investitori istituzionali a vendere sul finale. Crediamo però che la ragione attualmente sia un'altra. Ancora troppi traders stanno tentando la fortuna andando long (CBOE Equity put/call ratio a 0.41) e una volta che si rendono conto che il mercato non sale gettano la spugna e chiudono la posizione. Per eliminare queste mani deboli che provocano le false partenze ci vuole una seduta che li scoraggi - ci vorrebbe una seduta che li convinca che il mercato non é in grado di riprendere il rialzo. Temiamo quindi che debba ancora esserci una seduta decisamente negativa con un nuovo minimo marginale per questa correzione. Concretamente pensiamo che ci sarà nei prossimi giorni una caduta dell'S&P500 sotto i 4300 punti. In questo caso avremo un'occasione d'acquisto.

Come abbiamo previsto la mattina, le borse europee sono salite dopo aver aperto con una perdita di circa l'1% - non sono però riuscite a tornare in pari. L'Eurostoxx50 (-0.43% a 4055 punti) ha aperto con un tuffo fino a 4019 punti e poi ha recuperato nel corso della giornata. La sera é rimasta una moderata perdita di 17 punti. Al forte rialzo di giovedì scorso sono seguite tre sedute negative. La pressione di vendita é modesta ma é sufficiente per far scivolare l'indice verso il basso e farci prevedere un ulteriore test dei supporti (ca. 4000 punti). La formazione di una base ha bisogno di parecchi giorni e una serie di sedute up and down. L'alternativa é quella che abbiamo descritto nell'introduzione - un sell off con panico. A questo punto preferiremo quasi l'ondata di vendite finale in maniera di chiudere questa fase negativa che si trascina. Il DAX tedesco (-0.34% a 15146 punti) si comporta come l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (+0.23% a 25990 punti) ieri ha sovraperformato compensando la perdita di lunedì. L'SMI (-0.13% a 11756 punti ) marcia sul posto.

L'S&P500 ha aperto in guadagno a 4374 punti. All'inio é caduto fino a 4350 punti, é risalito alle 18.00 a 4373 punti per poi scendere a balzi irregolari fino al minimo a 4342 punti. Ha chiuso a 4350.65 punti (-0.24%), Sul grafico appare una preoccupante serie di tre candele rosse con minimo a massimo discendenti. Il Nasdaq100 (-0.35% a 14662 punti) é sceso malgrado che ieri i tassi d'interesse siano diminuiti (USTB decennale a 1.59%). La seduta al NYSE é stata positiva (grazie al Russell2000 +0.61%) con A/D a 4683 su 3304, NH/NL a 467 su 582 e volume relativo a 1.0. I dati sul sentiment sono misti e contraddittori con un'insolito calo della volatilità VIX (19.85 punti, -0.15).
Riassumendo la borsa americana non trova gli argomenti per salire - manca di "trazione". Probabilmente deve quindi ridiscendere per trovare terreno solido.

Stamattina il future sull'S&P500 perde 7 punti. il Nikkei perde il -0.32% - le borse cinesi guadagnano più dell'1%. Cambi e tassi d'interesse sono invariati. L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 4050 punti (-5) - le borse europee apriranno in leggero calo. Oggi le grandi banche americane cominciano a pubblicare i dati trimestrali - di turno sono JP Morgan e BlackRock. Vedremo se questo sarà in grado di muovere un mercato che comincia ad essere letargico - da 20 giorni l'S&P500 gira intorno ai 4350 punti.

Commento del 12 ottobre

L'S&P500 non riesce a superare i 4400 punti e conferma che la tendenza non é ancora al rialzo

Ieri in Europa c'é stata una seduta insignificante - come previsto gli indici hanno chiuso praticamente in pari (Eurostoxx50 -0.02% a 4072 punti). La seduta a Wall Street é stata più interessante malgrado la giornata parzialmente festiva (Columbus Day). L'S&P500 é salito fino a 4415 punti ma poi ha cambiato direzione ed é caduto nuovamente caduto sotto la resistenza costituita dai 4400 punti e dalla linea di trend discendente dal massimo di settembre. L'S&P500 ha chiuso con una perdita di 30 punti a 4361.19 punti (-0.69%) e conferma in questo modo di non avere ancora la forza per riprendere il rialzo. È quindi probabile che ci debba essere un periodo di consolidamento sui 4300-4400 punti prima che la fase di correzione sia conclusa. Poiché durante la correzione non abbiamo mai osservato ipervenduto e panico é possibile che ci sia ancora un tuffo a testare i minimi di settembre.

L'Europa non ci fornisce elementi d'analisi. C'é poco da dire su una seduta durante la quale gli indici si muovono in pochi punti e chiudono praticamente invariati (Eurostoxx50 -0.02% a 4072 punti, DAX -0.05% a 15199 punti) - oltre tutto questo é esattamente quello che avevamo previsto la mattina. Finora non abbiamo ancora abbastanza elementi tecnici per poter prevedere a breve una ripresa del rialzo malgrado che questa sia la variante più probabile dopo una correzione di medio termine.

L'S&P500 ha aperto invariato a 4385 punti e per le 16.30 é salito sul massimo a 4415 punti. Per circa un'ora si é difeso su questo livello ma poi ha cominciato a scendere e la sua caduta si é fermata solo con la chiusura a 4361.19 punti (-0.69%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2762 su 5199, NH/NL a 802 su 642 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita a 20.00 punti (+1.23), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.50 e il Fear&Greed Index é sceso a 32 punti (-2). I Summation Index sono misti e poco mossi - quello sul NYSE é salito, quello sul Nasdaq é sceso. Nel complesso é stata una seduta peggiore di quanto mostra la perdita dell'indice. Le vendite hanno toccato tutti i settori (Nasdaq100 -0.72, DJT -0.3%, RUT-0.56%) ed evidentemente manca la voglia e la motivazione per comperare. Ci sono troppi problemi ed incertezze - non da ultimo i tassi d'interesse che continuano a salire (reddito dell'USTBond decennale a 1.61%, +0.03%).

In Cina la crisi di Evergande si sta estendendo ad altre società del settore immobiliare. Gli investitori temono altre insolvenze e vedono azioni e obbligazioni al primo segnale di pericolo - stamattina le borse cinesi perdono il -2%. Il Nikkei é sceso del -0.97%.
Il future sull'S&P500 sta cadendo di altri 22 punti - l'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 4030 punti (-42 punti) - le borse europee apriranno con una perdita del -1% - potrebbe esserci un recupero ma difficilmente oggi gli indici azionari chiuderanno senza perdite.

Aggiornamento dell'11 ottobre

Columbs Day - inizio del periodo di pubblicazione dei risultati delle imprese

Stamattina il future sull'S&P500 perde 15 punti. Le borse non sembrano ancora pronte per riprendere il rialzo e continuano a formare base. In America oggi si festeggia il Columbus Day. Il mercato obbligazionario é chiuso - la borsa a Wall Street tratta normalmente. Probabilmente avremo però una seduta poco interessante con volumi di titoli trattati inferiori allla media. Dopo un'apertura in calo ci aspettiamo un recupero e una chiusura senza sostanziali variazioni.
Questa settimana inizia il periodo di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese. Nella seconda parte della settimana sono di turno le grandi banche. Probabilmente i dati riguardanti gli utili delle imprese e le prospettive per il futuro saranno in grado di dare una tendenza ai mercati azionari per le prossime settimane.
Oggi sono assente - i commenti sui mercati azionari americani delle 14.00 non verranno pubblicati.

Commento del 9-10 ottobre

La tendenza é ora neutra o rialzista? - l'aumento dei tassi d'interesse é un impedimento

Mercoledì la correzione é finita - in Europa abbiamo visto un pò di panico - in America c'é stato un key reversal day. Il rialzo di giovedì ha confermato la fine della fase negativa. Nel complesso la correzione si é sviluppata come previsto - gli obiettivi sono stati raggiunti e il minimo si é verificato alcuni giorni prima della scadenza di metà ottobre. Secondo i cicli le borse dovrebbero ora ricominciare a salire e considerando che l'S&P500 (-0.19% a 4391.34 punti) si trova a soli 154 punti (3.5%) dal massimo storico di inizio settembre a 4545 punti é logico che questo massimo deve essere testato ed eventualmente migliorato. Gli indicatori sono però ora nel complesso neutri. Ci sono due settori forti (energia e finanza) che hanno la capacità di trascinare il listino al rialzo - la premessa per un rialzo dell'S&P500 é però che la tecnologia non continui a mostrare debolezza relativa e costituire una zavorra per il mercato azionario. Qui vediamo un problema. La tendenza dei tassi d'interesse é al rialzo (reddito dell'US TBond decennale a 1.61% (+0.03%) - reddito del Bund tedesco decennale a -0.151%). Questa é una logica reazione all'aumento dell'inflazione causato in parte dall'incremento del prezzo del petrolio. L'aumento dei tassi d'interesse é inoltre una manna per il settore bancario che può aumentare i suoi margini sui crediti. È invece un problema per il settore tecnologico - o almeno la correlazione é storicamente negativa. Non vediamo quindi come il problema potrebbe essere risolto - bisogna dare al mercato la possibilità di dimostrare che ci stiamo sbagliando ma se lo sviluppo del mercato obbligazionario continua nella direzione attuale é difficile che il Nasdaq100 (-0.51% a 14820 punti) torni agli splendori dei primi 8 mesi dell'anno. Probabilmente bisognerà aspettare la fine del mese e la pubblicazione dei risultati trimestrali degli AGMAF per avere una conferma definitiva - per ora sembra che il Nasdaq100 debba bloccarsi in un trend neutro intorno ai 15000 punti.
Insomma - la correzione di medio termine é praticamente finita malgrado che gli indicatori di medio termine non siano scesi abbastanza in basso per poter dire con sicurezza che questa fase é conclusa. La pressione di vendita é però sparita - d'altra parte non sembra esserci abbastanza forza d'acquisto per una ripresa sostenibile del rialzo. A parte energia e finanza, che salgono insieme ai tassi d'interesse, non appaiono altri settori forti. La ripresa economica sembra subire un rallentamente e questo si rispecchia nel settore dei consumi - le azioni dei colossi del settore Amazon e Walmart da mesi oscillano in laterale. Lo stesso vale per le azioni dei titoli innovativi e speculativi - l'ETF ARK Innnovation, gestito dalla famosa Cathie Wood, é fermo ai livelli di marzo - sembra che agli investitori comincia a mancare la propensione al rischio. Malgrado un miglioramento degli indicatori di momentum e partecipazione non vediamo ancora abbastanza elementi per poter prevedere da adesso a fine anno un rialzo delle borse. Non ci sono ragioni per essere short ma neanche motivi per avere più azioni in portafoglio di una normale posizione neutra.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.94% a 4073 punti
SX7E (banche)          +3.73% a 102.72 punti
DAX                         +0.33% a 15206 punti
SMI                         +1.64% a 11765 punti
FTSE MIB                 +1.70% a 26051 punti
S&P500                    +0.79% a 4391.34 punti
Nasdaq100               +0.19% a 14820 punti

La seduta di venerdì non ci ha detto nulla di nuovo. Le borse europee hanno digerito il rally di giovedì con un modesto ritracciamento (Eurostoxx50 -0.61% a 4073 punti, DAX -0.29% a 15206 punti). Gli investitori si sono preoccupati quando la borsa americana é scesa nella prima parte della seduta a New York con la conseguenza che le perdite si sono concretizzate dopo le 15.15 quando gli indici erano ancora in pari. I temi banche (SX7E +0.07%) e energia (ENI +2.33%) sono ancora dominanti e di conseguenza la forza relativa della borsa italiana permane (FTSE MIB +0.23% a 26051 punti). Gli indici sono adesso tra la MM a 200 giorni e la MM a 50 giorni che si stanno appiattendo - é una situazione di stabilità ma non vediamo niente che inciti al rialzo. Il nostro indicatore proprietario di medio termine basato sulla stocastica é sui 32 punti in una scala da 0 a 100 - migliora ma é ancora su sell.

L'S&P500 ha perso 8 punti (-0.19% a 4391.34 punti). Sono pochi ma la reazione é significativa - l'indice non é riuscito a stare sopra i 4400 punti e a superare la linea di trend discendente dal massimo di settembre. Pensiamo di conseguenza che settimana prossima debba scendere a colmare il gap a 4363 punti prima di risalire.
L'S&P500 ha aperto a 4410 punti e dopo una lunga fase di incertezza é sceso alle 19.30 sul minimo a 4389 punti. Per le 20.30 é tornato a 4405 punti ma nuovamente non é riuscito a stare sopra i 4440 punti ed é ricaduto in chiusura a 4391.34 punti (-0.19%). La tecnologia ha nuovamente deluso (Nasdaq100 -0.51%) e stavolta neanche il Russell2000 (-0.76%) ha salvato il listino. La conseguenza é una seduta negativa con A/D a 3092 su 4802, NH/NL a 705 su 487 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é scesa a 18.77 punti (-0.77) mentre il CBOE Equity put/call ratio era abbastanza alto a 0.55  - dagli indicatori di sentiment arrivano segnali misti e contraddittori.
La tendenza di fondo della borsa americana é al massimo neutra con il 38.6% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 53.83.

Lunedì in America si festeggia il Columbus Day. Il mercato obbligazionario é chiuso - la borsa a Wall Street tratta normalmente. Probabilmente i volumi di titoli trattati saranno inferiori allla media.

Commento dell'8 ottobre

L'S&P500 chiude a 4400 punti - abbastanza per dire che la correzione é finita - troppo poco per dire che riprende il rialzo

Mercoledì sera sembrava che la correzione fosse finita con un key reversal day a Wall Street. Ieri si trattava di avere delle conferme.
In Europa c'é stata una seduta decisamente positiva con forti guadagni e una chiusura sul massimo giornaliero. L'Eurostoxx50 (+2.14% a 4098 punti) si ritrova 133 punti sopra il minimo di mercoledì (+3.35%) - una prestazione convincente. Per confermare l'inversione di tendenza l'S&P500 americano avrebbe dovuto salire sopra i 4400 punti e rompere la linea di trend discendente dal massimo di inizio settembre. Durante la seduta l'S&P500 ha raggiunto un massimo a 4430 punti ma poi ha ripiegato e ha chiuso a 4399.76 punti (+0.83%). Questa reazione é sufficiente per confermare che la correzione é finita - la ripresa del rialzo invece sembra fallita. Probabilmente ora deve esserci una fase di consolidamento prima che le borse possano salire più in alto. Bisogna inoltre domandarsi se i gap al rialzo che si sono aperti ieri sui grafici devono essere richiusi oppure no. In teoria questo non é necessario - sarebbe però meglio per eliminare quegli speculatori long che si sono subito buttati a comperare appena nel Congresso americano si é delienato un accordo per alzare il tetto del debito. D'altra parte bisogna vedere quanti short ci sono ancora che devono chiudere le posizioni ed alimentare il rialzo - crediamo pochi visto che gli indici hanno "ballato" sui minimi per 4/5 sedute rendendo evidente il fatto che si stava formando una base e che il vento stava cambiando di direzione.

Ieri l'Europa ha confermato la fine della correzione con una seduta decisamente positiva. L'Eurostoxx50 ha guadagnato 86 punti e ha chiuso sul massimo giornaliero. Il rialzo é stato generalizzato e ha coinvolto tutti i mercati e settori (DAX +1.85 a 15250 punti, Eurostoxx50 +2.14% a 4098 punti, FTSE MIB +1.51% a 25992 punti e SMI +1.68% a 11763 punti). Il FTSE MIB italiano e l'SMI svizzero sono più in avanti nel ciclo e sono già in una fase di rialzo. Nelle prossime sedute vedremo come gli indici riprendono il rialzo. La correzione doveva durare fino a metà ottobre ed é quindi finita qualche giorno prima del previsto - questo vale per il raggiungimento del minimo definitivo - pensiamo che debba ancora esserci una pausa con una certa volatilità prima che le borse possano salire in maniera sostenibile. Concretamente riteniamo possibile che l'Eurostoxx50 debba consolidare sui 4100-4150 punti prima che sia in grado di salire più in alto e attaccare il massimo annuale. Per gli altri indici vale lo stesso - i livelli per un consolidamento li abbiamo indicati nei commenti serali.

La borsa americana é partita decisamente al rialzo e ha toccato il massimo dopo un'ora di contrattazioni. Dopo i rialzisti si sono calmati e la borsa é scivolata verso il basso perdendo circa la metà dei guadagni iniziali. Ovviamente la giornata positiva é un fattore costruttivo. Invece la chiusura lontana dal massimo frena gli entusiasmi. La borsa é salita malgrado un aumento dei tassi d'interesse (reddito dell'USTB decennale a 1.58% (+0.05%)) - é stata un'eccezione - vedrete che il tema inflazione ricomincerà a breve a preoccupare gli investitori.
L'S&P500 ha aperto salendo subito a 4402 punti e ha proseguito la sua corsa fino ai 4430 punti. Poi é scivolato verso il basso fino alla chiusura a 4399.76 punti. Il Nasdaq100 (+0.88%) e il Russell2000 (+1.59%) hanno seguito. Ne risulta una seduta decisamente positiva con A/D a 6089 su 1900, NH/NL a 811 su 294 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 19.54 punti (-1.46), il CBOE Equity put/call ratio era stranamente alto per una seduta del genere (0.52) mentre il Fear&Greed Index é salito a 32 punti (+5). Gli indicatori di momentum tipo MACD si apprestano a dare un segnale d'acquisto - i Summation Index salgono leggermente.
In generale abbiamo un netto miglioramento della situazione tecnica - la correzione é finita e ci sono le premesse per la ripresa del rialzo. I postumi della correzione devono però ancora essere assorbiti con una pausa di consolidamento che potrebbe essere contrassegnata da parecchia volatilità.

Stamattina il future sull'S&P500 sale di 2 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4091 punti (-7 punti). Le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Pensiamo che stamattina torneranno in pari. Poi vedremo cosa deciderano di fare gli americani. I tassi d'interesse stanno ancora salendo insieme al prezzo del petrolio. Alle 14.30 verrà pubblicato il rapporto sul mercato del lavoro americano a settembre. Se questo confermerà il rischio d'inflazione é possibile che la seduta a Wall Street sia moderatamente negativa influezando la chiusura in Europa.

Commento del 7 ottobre

Siamo alla fine del tunnel - si vede la luce

Ieri mattina c'é stata ancora una possente spinta di ribasso e gli indici azionari di riferimento europei sono caduti su dei nuovi minimi per questa correzione. L'Eurostoxx50 (-1.30% a 4012 punti) é precipitato fino a 3965 punti. Si temeva che ci potesse essere ancora un cedimento in America visto che sulla base del future l'S&P500 era nuovamente sceso a 4284 punti. C'é voluta tutta la mattina per calmare gli animi e stabilizzare il mercato. Nel pomeriggio c'é stato un recupero ma questo non é bastato per permettere alle borse europee di tornare in positivo. A fine giornata sono rimaste delle sostanziali perdite - gli indici sono però tornati sui supporti (Eurostoxx50 a 4000 punti e DAX (-1.46% a 14973 punti) a 15000 punti) facendo sorgere il sospetto che si fosse trattato di una falsa rottura al ribasso - per lo meno il rimbalzo dal minimo é stato consistente. Peccato che negli indicatori di sentiment non sia ancora apparso del panico anche se ieri dal comportamento dei future (improvvisi cedimenti con gap down) si vedeva che serpeggiava parecchio nervosismo.

La seduta in America é stata positiva e costruttiva - esiste la possibilità che questa giornata abbia segnato la fine della correzione poiché c'é stato un evidente reversal. L'S&P500 ha aperto in forte calo a 4316 punti e all'inizio é ancora caduto a 4290 punti di minimo. Poi é risalito e a metà seduta si é stabilizzato intorno ai 4310 punti. In serata é salito a 4359 punti, ha consolidato e sul finale si é impennato fino a 4363.55 punti (+0.41%). L'indice é salito di 75 punti dal minimo passando da una forte perdita a un moderato guadagno. Questa é la seconda seduta positiva consecutiva che sembra rappresentare un key reversal day. La correzione sarebbe finita se l'indice riuscisse a salire sopra i 4400 punti. Non crediamo che ci riuscirà al primo tentativo ma probabilmente abbiamo visto il minimo della correzione. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3192 su 4744, NH/NL a 282 su 1194 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 21.00 punti, il CBOE Equity put/call ratio é neutro a 0.48 e il Fear&Greed Index é invariato a 27 punti. Ieri la tecnologia ha convinto (Nasdaq100 +0.63% a 14766 punti). Un calo del prezzo del petrolio ha fatto scendere i tassi d'interesse e ha indebolito il Russell2000 (-0.60%).

Stamattina il future sull'S&P500 sale ancora di 20 punti - l'indice vale 4383 punti. In Europa avremo una seduta di rialzo e i guadagni dovrebbero superare l'1%. Poi ci aspettiamo ancora una fase di incertezza di alcuni giorni.

Commento del 6 ottobre

Un buon rimbalzo tecnico

Ieri c'é stato un rimbalzo dopo la negativa seduta di lunedì che in America aveva causato dei nuovi minimi per questa correzione. Abbiamo questa volta osservato una strana alleanza tra settore tecnologico (Nasdaq100 +1.39%) e settore finanziario. Mentre il rialzo delle banche (SX7E +3.99%) é giustificato da un aumento dei tassi d'interesse di mercato il rally delle azioni tecnologiche é più che altro un rimbalzo tecnico. Il rimbalzo é stato più convincente in Europa, dove le perdite di lunedì sono state più che compensate, che in America che per saldo nelle due giornate é ancora in perdita. Questa seduta può essere catalogata nel processo di formazione di base nella parte finale di una correzione. Avremo ancora dei tuffi e dei rimbalzi ma per saldo non crediamo che le borse debbano ancora sostanzialmente scendere sotto i minimi di lunedì. Ci sono addirittura mercati come il FTSE MIB italiano (+1.95% a 25956 punti) che mostrano già dei minimi ascendenti.

A testimoniare un mercato che sta cercando di fare base ieri le borse europee sono ripartite nella direzione opposta. La seduta é iniziata in positivo e fino alle 16.00 é stata contrassegnata da un timido rialzo. Poi un dato congiunturale americano positivo ha fatto decollare i listini e l'Eurostoxx50 (+1.73% a 4065 punti) ha chiuso sul massimo giornaliero e con un sostanziale guadagno che compensa ampiamente la perdita di lunedì. Non crediamo che questa seduta metta il punto finale alla correzione e che da adesso le borse europee debbano solo salire. Il supporto a 4000 punti si dimostra però solido - dovrebbe essere ancora testato e in teoria una caduta sui 3950 punti é ancora possibile. Sui 4000 punti potrebbe però verificarsi il minimo della correzione.
Il DAX (+1.05% a 15194 punti) si é comportato in maniera simile. Il supporto a 15000 punti si dimostra solido - può ancora essere  testato ma dovrebbe costituire il minimo della correzione.
La borsa italiana (FTSE MIB +1.95% a 25956 punti) mostra forza relativa con un minimo ascendente ad inizio ottobre rispetto al minimo di settembre - sembra quindi che i 25000 punti non saranno più testati e che abbiamo già visto il minimo della correzione.
Le borse europee sono ripartite al rialzo grazie ai settori ciclici e finanziari. Ovviamente con questa costellazione la borsa svizzera (SMI +0.04% a 11587 punti) ha faticato. Le azioni delle banche hanno guadagnato parecchio ma questo non é bastato a compensare il leggero calo dei titoli difensivi che hanno un forte peso nell'indice di borsa svizzero. La nostra opinione tecnica é invariata. Siamo rialzisti dai 11400 punti ma ci vorrà ancora qualche giorno e delle false partenze prima che l'SMI possa ricominciare a salire in maniera sostenibile.

Le borse europee hanno chiuso sul massimo giornaliero poiché la borsa americana ha toccato il suo massimo verso le 17.15. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 4320 punti, é sceso a 4313 punti di minimo e poi é salito deciso fino ai 4365 punti. In seguito, dopo questo rally di 50 punti, il mercato si é fermato e l'S&P500 é oscillato tra i 4352 ed i 4369 punti fino alle 21.15, Sul finale l'indice é ricaduto a 4345.72 punti. Questa chiusura 24 punti sotto il massimo mostra che i ribassisti sono ancora vivi e vegeti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5161 su 2826, NH/NL a 585 su 807 (entrambi in calo!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 21.30 punti (-1.66) mentre il CBOE Equity put/call ratio é nuovamente neutro a 0.45. I Summation Index sono ancora in leggero calo.
Insomma - strutturalmente il mercato migliora e la pressione di vendita é in diminuzione. Sono però ancora pochi i settori forti (petrolio) e per ora la borsa americana non ha l'energia per riprendere il rialzo. La correzione e la formazione di una base non sono completi.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 in calo di 24 punti. Le borse asiatiche sono in perdita (quelle cinesi sono ancora chiuse causa festività). Alle 08.40 l'Eurostoxx50 vale 4028 punti (-37 punti). Le premesse sono per una seduta negativa. Crediamo però che oggi ci sarà un recupero dopo la debole apertura. In fondo il rialzo dei tassi d'interesse (reddito dell'USTB decennale a 1.54%, +0.05%) non é così forte e non sembra più spaventare gli investitori.

Commento del 5 ottobre

Manca un pò di panico per un solido minimo - black out di Facebook (-4.89%) & Co.

La settimana é iniziata male. Cattive notizie riguardanti il mercato immobiliare cinese (Evergrande) hanno messo sotto pressione le borse asiatiche con la conseguenza che il future sull'S&P500 la mattina era debole. Poi nel pomeriggio dei dati economici hanno fatto lievitare i tassi d'interesse e il black out di Facebook (-4.89%), che ha coinvolto anche i servizi affiliati di Whatsapp e Instagram, ha invogliato gli investitori a vendere nuovamente il settore tecnologico (Nasdaq100 -2.16% a 14472 punti). Un mercato al rialzo é in grado di incassare questi fattori negativi senza cedere, Qui però abbiamo ancora un mercato all'interno di una correzione dove gli investitori sono nervosi, insicuri e pronti a scappare al primo segno di pericolo. Il risultato é stata una seduta negativa sia in Europa (Eurostoxx50 -0.96% a 3996 punti) che in America (S&P500 -1.30% a 4300.46 punti) durante la quale i minimi di venerdì sono stati testati o marginalmente superati al ribasso. Siamo convinti che il minimo di questa correzione di medio termine é vicino - ripetiamo però che la correzione non é ancora terminata e fino a circa la metà di ottobre rimane il rischio di questi improvvisi vuoti d'aria. Notiamo aspetti costruttivi - i settori difensivi (SMI +0.06%) mostrano forza relative e ieri in America sono aumentati sia i NH (771) che i NL (1205). Ci sono settori forti come quello dell'energia (ETF Energy +1.63%) - é la tecnologia soprattutto che deve correggere e non sembra ancora aver toccato il fondo.
La migliore garanzia per un solido minimo sarebbe un pò di panico. Finora negli indicatori di sentiment (VIX a 22.96 punti, +1.81) abbiamo notato pessimismo ma nessun eccesso che possa suggerire che gli investitori sono in panico.

Le borse europee hanno aperto in calo ma durante la giornata hanno provato a reagire e hanno recuperato. A metà giornata gli indici azionari erano praticamente in pari. La borsa americana ha però nuovamente avuto un cedimento provocato dai big della tecnologia e le borse europee hanno prontamente seguito e hanno chiuso sul minimo giornaliero e con una sensibile perdita. L'unico aspetto positivo é che ora le borse europee perdono meno di quella americana. Restiamo dell'idea che il minimo della correzione non é lontano.
L'Eurostoxx50 (-0.96% a 3996 punti) ha perso 39 punti e questa é la peggiore chiusura dall'inizio della correzione. Il minimo di venerdì non é stato superato al ribasso e l'indice é lentamente in ipervenduto. Questo significa che ora l'Eurostoxx50 dovrebbe cominciare a consolidare e accumulare sopra i 3950 punti. Lo stesso vale per il DAX (-0.79% a 15036 punti) appoggiato sul bordo inferiore delle Bollinger Bands e sul supporto a 15000 punti (MM a 200 giorni) e per il FTSE MIB (-0.60% a 25460 punti). L'indice delle banche SX7E ieri ha perso il -1.39% a 98.02 punti malgrado un aumento dei tassi d'interesse. Capitolazione?

L'S&P500 ha aperto in calo a 4352 punti e subito ha cominciato a scendere. In pratica la caduta é durata un'ora - alle 17.40 l'indice ha toccato il minimo a 4279 punti e poi per il resto della giornata é oscillato in laterale in una ventina di punti. È ancora risalito a 4307 punti e ha chiuso a 4300.46 punti (-1.30%). La tecnologia era molto debole (Nasdaq100 -2.16% a 14472 punti) con i 5 big in perdita. Il resto del mercato (DJT -0.29%, RUT -1.08%) ha contenuto le perdite. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2285 su 5748, NH/NL a 771 su 1205 e volume relativo a 1.1. La CBOE Equity put/call ratio era a 0.59 - ci vorrebbe un'impennata a 0.62-0.69 per indicare panico. Il Fear&Greed Index resta basso a 25 punti (-2). I Summation Index sono in calo.
Ieri gli indici hanno marginalmente superato al ribasso i minimi di venerdì - la pressione di vendita é però sparita dopo un'ora di contrattazioni e gli indici hanno chiuso decisamente sopra il minimo giornaliero. Non crediamo che gli indici debbano scendere decisamente più in basso - hanno però bisogno di una decina di giorni di consolidamento prima che possa svilupparsi un sostenibile movimento di rialzo.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 invariato a 4290 punti. Il Nikkei ha perso il -2.19% - le borse cinesi sono chiuse con l'eccezione di Hong Kong che é in pari. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4008 punti (+12 punti). Prevediamo una seduta di pausa con un tentativo stamattina in Europa di rimbalzo - non crediamo però che New York sia già pronta per un recupero.

Aggiornamento del 4 ottobre

Evergrande sospesa in borsa

Stanotte alla borsa di Hong Kong l'azione del colosso immobiliare Evergrande é stata sospesa dalle transazioni. Si vocifera che la società sull'orlo del fallimento possa essere "salvata" da Hopson Development disposta a rilevare una partecipazione del 51% per 40 Mia di HK$. Delle azioni di altre società sospettate di avere problemi di liquidità sono però in perdita - lo spettro del fallimento si aggira nelle borse cinesi. Il future sull'S&P500 ha all'inizio perso una quarantina di punti - ora ha recuperato e si trova a 4330 punti - cede 17 punti rispetto alla chiusura di venerdì sera.
L'Eurostoxx50 aprirà sui 4020 punti (-15 punti). Sembra che le borse europee non riescano ad approfittare della buona chiusura venerdì sera a Wall Street e si orientino piuttosto alla situazione attuale.
Il quadro odierno non é sorprendente - fino a metà ottobre ci aspettiamo mercati relativamente deboli. Le premesse oggi sono per una seduta moderatamente negativa malgrado tassi d'interesse in leggero calo.

Commento del 2-3 ottobre

La correzione sembra praticamente completa - ci preoccupano i grafici dei tassi d'interesse

Venerdì l'S&P500 (+1.15% a 4357.04 punti) sulla base del future ha toccato la mattina un minimo a 4260 punti. Nel pomeriggio si é verificato un possente rimbalzo e l'indice ha chiuso 100 punti sopra questo teorico minimo. Crediamo che con questa reazione la correzione é praticamente terminata. Praticamente significa che fino a metà ottobre il mercato dovrebbe ancora essere piuttosto debole - l'S&P500 dovrebbe avere alcune false partenze con formazione di base sui 4250 punti. In termine di punti non dovrebbe però scendere decisamente più in basso - temporalmente, rispettando i cicli, dovrebbe aver bisogno di un paio di settimane di consolidamento prima di poter riprendere il rialzo. Anche in Europa la correzione sembra completa. Venerdì gli indici hanno nuovamente avuto una seduta negativa (Eurostoxx50 -0.32% a 4035 punti). Sul minimo giornaliero (Eurostoxx50 a 3981 punti) gli indici di riferimento hanno raggiunto le medie mobili e 200 giorni e poi sono rimbalzati e hanno chiuso decisamente sopra questi minimi - alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva addirittura 4052 punti. Con questa robusta reazione dal minimo la spinta di ribasso sembra essersi esaurita.
Ora bisogna chiedersi cosa potrebbe succedere da adesso fino alla fine dell'anno. I cicli da metà ottobre sono moderatamente positivi e quindi ci aspettiamo che gli indici risalgano. Formalmente questa correzione é finita se l'S&P500 riesce a terminare una seduta sopra i 4403-4406 punti o se supera la linea di trend discendente che abbiamo inserito sul grafico. Ci preoccupa lo sviluppo dei tassi d'interesse. Tra giovedì e venerdì il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso a 1.48% (-0.04%) - in generale però i tassi d'interesse sembrano in una fase di rialzo di medio termine e il ritracciamente degli ultimi due giorni sembra solo un normale test dell'alto delle precedenti resistenze e ora supporti. Evitando di rendere l'analisi troppo complicata o dettagliata sembra che fino a fine anno i tassi d'interesse debbano tendenzialmente salire e con questa premessa dubitiamo che la borsa americana posso tornare agli splendori del mese di agosto. Il discorso per le borse europee é ancora più difficile poiché praticamente da aprile gli indici si limitano ad oscillare in laterale senza fare sostanziali progressi. Parliamo ancora di rialzo poiché le MM a 50 e 200 giorni stanno ancora leggermente salendo - in pratica però la tendenza di fondo é neutra. L'unica ragione per cui troviamo che l'Europa é ancora interessante sono le valutazioni fondamentali che sono ancora ragionevoli rispetta alle oscene valutazioni della borsa americana.
Riassumendo sembra che con il tuffo di venerdì mattina la correzione sia praticamente finita. Non bisogna però correre a comperare poiché ci deve ancora essere una fase di consolidamento - in questa fase potrebe ancora esserci un consistente vuoto d'aria con panico (in effetti avremmo preferito che la correzione terminasse con del panico negli indicatori di sentiment - questo non c'é stato). Infine non bisogna essere troppo investiti in azioni poiché il potenziale di rialzo nei prossimi mesi sembra modesto e limitato ad alcuni settori. Se come pensiamo i tassi d'interesse continueranno a lievitare bisogna possedere settori ciclici e banche ed evitare la tecnologia. È giunto il momento di investire in maniera selettiva e non più generale.
Secondo i grafici e i nostri indicatori il cambio EUR/USD (1.1595) a 1.1560 e l'oro (1761 USD/oncia) a 1721 USD hanno toccato dei minimi significativi e nelle prossime settimane e mesi dovrebbero tendenzialmente guadagnare terreno rispettando la conosciuta correlazione negativa tra USD e oro.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.96% a 4035 punti
SX7E (banche)          +1.22% a 99.02 punti
DAX                         -2.42% a 15156 punti
SMI                         -2.05% a 11575 punti
FTSE MIB                 -1.36% a 25615 punti
S&P500                    -2.21% a 4357.04 punti
Nasdaq100               -3.50% a 14791 punti

Venerdì le borse hanno iniziato la giornata con pesanti perdite e sembrava che potesse esserci un crollo. Invece poco dopo l'apertura in Europa le vendite sono evaporate e gli indici hanno lentamente recuperato. Ci voleva una notizia positiva per permettere ai compratori di riprendere coraggio e il controllo delle operazioni. Quando il colosso farmaceutico americano Merck (+8.37%) ha annunciato di aver scoperto un medicamento molto efficace contro il Coronavirus le borse hanno ripreso il rialzo. Gli acquisti si sono intensificati la sera a Wall Street. Era tardi per le borse europee che hanno chiuso lontano dai minimi ma ancora con delle perdite (Eurostoxx50 -0.32%. DAX -0.68%, FTSE MIB -0.27%). Invece la borsa americana é decollata e da una seduta potenzialmente molto negativa siamo arrivati ad una seduta decisamente positiva.
L'S&P500 ha aperto a 4327 punti e all'inizio é ancora sceso a 4288 punti di minimo. Ha in seguito recuperato e a metà seduta si é attestato a 4330 punti. Dopo le 20.00 c'é ancora stata una spinta di rialzo fino a 4375 punti e l'indice ha infine chiuso a 4357.04 punti (+1.15%) con un decisamente inatteso guadagno di 49 punti che formalmente rappresenta un key reversal day. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5643 su 2332, NH/NL a 682 su 1083 e volume relativo a 1.0. Malgrado la pessima apertura e i nuovi netti minimi a 30 giorni i NL erano di poco superiori a martedì. La volatilità VIX é scesa a 21.15 punti (-1.99), il CBOE Equity put/call ratio era neutro sulla media di lungo periodo a 0.56 mentre il Fear&Greed Index é ancora basso a 27 punti (+2). I Summation Index salgono impercettibilmente. La tendenza di fondo della borsa americana é da neutra a ribassista con il 37.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 51.11.

Fino a metà ottobre bisogna restare prudenti e i traders debbono piuttosto giocare al ribasso fino a quando l'S&P500 non termina una seduta sopra i 4406 punti. Da metà ottobre gli investitori possono guardare al futuro con ottimismo ma devono tenere d'occhio lo sviluppo dei tassi d'interesse. L'inflazione in Europa e in America si aggira ora sul 4-5%. Questo significa che i tassi 'interesse reali sono di un -4%. Questo sembra non bastare più per spingere le borse sempre più in alto. Una normalizzazione sul fronte dei tassi d'interesse implica un ritorno a tassi d'interesse reali vicini allo 0%. Vedremo se gli investitori spingendo al rialzo i tassi d'interesse di mercato obbligheranno le Banche Centrali ad abbandonare la politica monetaria estremente espansiva.
Non dimentichiamo i problemi del mercato immobiliare e dell'approvviginamento energetico in Cina. Un forte rallentamento dell'economia cinese non può che avere ripercussioni negative sulle economie occidentali e sulle borse.

Commento del 1. ottobre

Le borse non rimbalzano - la correzione sarà più profonda del previsto

Ieri le borse hanno aperto in positivo e all'inizio della seduta sono salite sui massimi di mercoledì. Pensavamo che e il rimbalzo potesse essere più consistente a far salire l'S&P500 nuovamente a 4400 punti. Invece l'indice di riferimento americano si é fermato a 4382 punti dopo che il giorno precedente si era impennato fino a 4385 punti. Poi le borse, sia in Europa (Eurostoxx50 -0.79% a 4048 punti) che in America (S&P500 -1.19% a 43307.54 punti) sono state nuovamente travolta da un'ondata di vendite. Sembra che i mercati non hanno ancora la forza per risollevarsi. Sta però cambiando qualcosa. I tassi d'interesse, almeno in America, non salgono più - ieri il reddito dell'USTBond decennale é sceso a 1.52% (-0.03%) con la conseguenza che la tecnologia ha sovraperformato (Nasdaq100 -0.43% a 14689 punti). Il numero dei nuovi minimi a 30 giorni non aumenta (NL a 966) - la pressione di vendita é limitata. Infine secondo i nostri indicatori di sentiment di corto termine (DSI), i metalli preziosi devono aver toccato un minimo ed iniziato una fase di rialzo mentre il cambio EUR/USD dovrebbe farlo tra oggi e settimana prossima - in pratica pensiamo che a circa 1.1680 dovrebbe esserci un minimo significativo. Ci aspettiamo di conseguenza che anche la caduta delle borse sia quasi finita malgrado che secondo i cicli la correzione non dovrebbe finire prima di metà ottobre. 

In Europa é stata una giornata deludente. Malgrado che mercoledì non avevamo escluso ulteriori ritracciamenti pensavamo che ieri le borse europee potessero difendere i guadagni iniziali ed eventualmente incrementarli nel pomeriggio. Invece gli indici sono saliti nella prima ora ma poi sono costantemente scesi, sul mezzogiorno sono caduti in negativo e hanno chiuso sul minimo giornaliero e con moderate perdite. L'Eurostoxx50 (-0.79% a 4048 punti) ha perso 32 punti e ha cancellato il guadagno di mercoledì. Siamo però convinti che debba ancora esserci un rally prima di una caduta sotto il minimo del 20 settembre. Le altre borse europee si sono comportate più o meno come l'Eurostoxx50 - le differenze sono state causate dalla forza o debolezza relativa di certi settori. Il FTSE MIB (-0.21% a 25683 punti) ha perso meno grazie al settore bancario (SX7E +0.03% a 100.31 punti) mentre l'SMI svizzero (+0.12% a 11642 punti) ha guadagnato qualche punto grazie ai suoi settori difensivi. Nel ciclo e nella correzione le borse si trovano però più o meno tutte nella stessa situazione - gli indici sono lentamente ipervenduti a medio termine e non sembra più esserci molto spazio verso il basso prima che la correzione finisca.

Se la seduta in Europa é stata deludente quella in America é stata pessima poiché invece che concludersi sul massimo giornaliero e con l'S&P500 sui 4400 punti é finita con una pesante caduta e una chiusura sul minimo - questa chiusura é stata anche la peggiore del mese.
L'S&P500 ha aperto in guadagno a 4380 punti, ha toccato un massimo a 4382 punti e poi é sceso. Dopo una prima spinta di ribasso a 4315 punti c'é stato un recupero fino a 4348 punti. Nell'ultima ora c'é stata una caduta finale fino a 4307.54 punti (-1.19%). Stranamente sia Nasdaq100 (-0.43%) che Russell2000 (-0.94%) hanno perso meno. La conseguenza é che la seduta al NYSE é stata negativa ma non pessima: A/D a 3082 su 4902, NH/NL a 443 su 966 e volume relativo a 1.1. I dati sul sentiment sono cambiati poco: VIX a 23.14 punti (+0.58), CBOE Equity put/call ratio a 0.58 e Fear&Greed Index a 25 punti (-3). Purtroppo pensiamo che per terminare la correzione ci vorrà del panico - finora vediamo pessimismo ma nessun panico.

Stamattina il future sull'S&P500 perde ancora 35 punti. Il Nikkei é sceso del -2.32%. Le borse cinesi sono in pari. L'Eurostoxx50 alle 08.55 vale 3988 punti - le borse europee apriranno in forte calo (-1.5%). Non escludiamo la possibilità di un venerdì nero con una caduta finale di un -3%.

Commento del 30 settembre

Ad un primo debole rimbalzo deve seguirne uno più convincente fino ai 4400 punti di S&P500

Ieri c'é stato un primo tentativo di rimbalzo dopo le pesanti perdite di martedì. Il rimbalzo é stato debole - gli indici hanno chiuso nella parte inferiore del range giornaliero - le borse europee hanno chiuso con moderati guadagni (Eurostoxx50 +0.53% a 4080 punti) mentre la borsa americana ha chiuso mista e praticamente in pari - al guadagno di 6 punti dell'S&P500 (+0.16% a 4359.46 punti) si contrappongono le perdite del Nasdaq100 (-0.11% a 14752 punti) e del Russell2000 (-0.20%). Ci sono però buone notizie - la pressione di vendita diminuisce - il numero dei nuovi minimi a 30 giorni é in calo - a cortissimo termine gli indici sono ancora ipervenduti. Di conseguenza, come anticipato ieri sera, pensiamo che ci debba ancora essere un ulteriore tentativo di rimbalzo con obiettivo a 4400 punti di S&P500. Pensiamo che questo verrà provocato da un reazione dei tassi d'interesse e dei cambi. Ieri la borsa ha reagito positivamente malgrado che il reddito dell'USTBond decennale sia ancora lievitato a 1.55% (+0.01%) e il cambio EUR/USD abbia toccato un nuovo minimo annuale a 1.1590. Crediamo che a breve il rialzo dei tassi d'interesse tassi e dell'USD siano eccessivi e ci aspettiamo una correzione - il calo dei tassi interesse provocherà una copertura degli short in borsa e un breve rally della borsa.

In Europa questo primo rimbalzo non é stato molto convincente. Le borse europee hanno chiuso nella parte inferiore del range giornaliero con un moderato guadagno. L'Eurostoxx50 (+0.53% a 4080 punti) é salito di 22 punti - pochi rispetto alla perdita di martedì. Non crediamo però che il rimbalzo sia concluso. Potrebbe esserci ancora un ritracciamento ma in seguito ci aspettiamo un ulteriore tentativo di rialzo nelle prossime una a tre sedute. La reazione dell'indice delle banche europee SX7E (+1.68% a 100.28 punti) é stata più convincente - l'indice torna sopra i 100 punti e conferma la tendenza rialzista. Stranamente questa volta il FTSE MIB (+0.64% a 25736 punti) non ha saputo approfittarne.
L'SMI svizzero doveva terminare la correzione a medio termine a 11400 punti. Martedì ha toccato un minimo a 11465 punti. Ieri é salito con forza relativa e buona partecipazione a 11628 punti (+1.24%). Teniamo d'occhio questo mercato che potrebbe anticipare lo sviluppo delle altre borse di una decina di giorni.
Il cambio EUR/USD é caduto sul minimo annuale a 1.1590. Siamo sorpresi da questa facile rottura al ribasso - ora il cambio dovrebbe cadere fino a 1.15.

L'S&P500 ha avuto una seduta volatile e senza una precisa direzione. L'indice ha aperto a 4370 punti, é salito a balzi fino a 4385 punti, é caduto velocemente fino a 4355 punti, é risalito a 4385 punti ed é infine sceso a 4359.46 punti (+0.16%). La chiusura 26 punti sotto il massimo é una delusione per i rialzisti - l'indice non ha però toccato un nuovo minimo mensile e questo é un segnale costruttivo. La debolezza sembra per una volta concentrata nei big della tecnologia. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3696 su 4289, NH/NL a 413 su 997 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 22.56 punti (-0.69) mentre il CBOE Equity put/call ratio é neutro a 0.51.
Crediamo che ora ci sarà un secondo tentativo di rialzo. Questo dovrebbe "andare meglio" poiché molti scettici, visto quanto successo ieri, all'inizio non parteciparanno e saranno obbligati a saltare sul treno in corsa quando l'S&P500 supererà i 4385 (doppio massimo di ieri). A questo scopo ci vorranno delle notizie positive sul fronte dei tassi d'interesse. Sarà meglio che i politici americani smettano di litigare e trovino velocemente delle soluzioni per alzare il tetto del debito.

Stamattina il future sull'S&P500 guadagna 33 punti - il Nikkei perde il -0.31% - la borsa cinesi sono al rialzo. L'Eurostoxx50 aprirà sui 4090 punti (+10 punti). Molti penseranno che la seduta odierna sarà come ieri e quindi stamattina ci sarà un ritracciamento. Pensiamo però che il pomeriggio potrebbe sorprendere in bene e permettere alle borse di chiudere sui massimi e con consistenti guadagni.

Commento del 29 settembre

I litigi tra repubblicani e democratici fanno ulteriormente salire i tassi d'interesse - il mercato cede di fronte a troppi problemi

I prezzi dell'energia continuano a salire - la Gran Bretagna é senza benzina, la Cina é a corto di carbone e deve diminuire la produzione industriale. I dati sull'inflazione restano alti e lentamente si comincia a credere che questa non sia così transitoria come affermano i responsabili delle Banche Centrali. A questi problemi si é aggiunto ieri il Congresso americano che non trova un accordo per alzare il tetto di indebitamento dello Stato - l'amministrazione americana rischia di dover cominciare a ridurre i suoi servizi (shutdown) e il Tesoro sta finendo i soldi - l'America si avvicina ad un'insolvenza tecnica. Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito a 1.54%. Non é tanto - a maggio il reddito si aggirava sugli 1.70% ma é la tendenza al rialzo a mettere in difficoltà il settore tecnologico (Nasdaq100 -2.85% a 14770 punti) che fino ad inizio settembre era solamente salito ignorando qualsiasi segnale d'allarme.
Il risultato é che ieri c'é stata un'ondata di vendite ed é partita l'attesa seconda spinta di ribasso. Noi pensavamo che ci sarebbe stata una pausa fino a fine mese e che la correzione di medio termine sarebbe ripresa solo ad ottobre - abbiamo sbagliato la tempistica - per il resto la previsione é esatta. Ora dovremmo cercare di gestire questa anticipata e profonda spinta di ribasso. L'S&P500 (-2.04% a 4352.63 punti) doveva ridiscendere sui 4300 punti - ieri ha toccato un minimo a 4346 punti. L'Eurostoxx50 (-2.56% a 4058 punti) aveva un obiettivo a 4000 punti. Se la correzione deve durare fino a metà ottobre é ovvio che nel frattempo gli indici non possono solo scendere - ci saranno dei rimbalzi tecnici e della fasi di stasi - é anche possibile che gli indici debbano scendere decisamente più in basso. Potremmo dare maggiori informazioni dopo aver osservato le caratteristiche e l'intensità del prossimo rimbalzo.

Ieri mattina improvvisamente tutti si sono resi conto che i prezzi dell'energia stanno salendo, che l'inflazione non é temporanea e che i tassi d'interesse stanno aumentando. Tutti questi problemi si sono scaricati nel mercato azionario e le borse sono state travolte da un'ondata di vendite. L'Eurostoxx50 (-2.56% a 4058 punti) ha chiuso sul minimo giornaliero con una perdita di 100 punti. L'unico aspetto positivo é che il supporto intermedio a 4045 punti (chiusura del 20 settembre e apertura del giorno successivo) dovrebbe rallentare o fermare la caduta e provocare un rimbalzo. Lo stesso vale per il DAX (-2.09% a 15248 punti) che si é fermato vicino al minimo giornaliero con una perdita di 325 punti. Il bordo inferiore delle BB a 15219 punti dovrebbe contenere la caduta e servire come base per un rimbalzo. Il FTSE MIB (-2.14% 25573 punti) questa volta non si é salvato e non ha più mostrato forza relativa.
La ragione é evidente - ieri neanche le banche (SX7E -2.26% a 98.62 punti) sono riuscite a salvarsi dalle vendite - é un segno che comincia già ad esserci un certo fuggi fuggi generale - quando si ha paura si vende tutto. 
La borsa svizzera può consolarsi - l'SMI ha perso "solo" il -1.76% a 11485 punti - l'obiettivo a 11400 punti é vicino e l'ipervenduto dovrebbe cominciare a fare effetto. L'aspetto difensivo dell'indice dovrebbe preservare l'SMI da ulteriori pesanti danni.  
Il cambio EUR/USD scende a 1.1685 - il minimo annuale é a 1.1665 - secondo noi questo supporto dovrebbe reggere almeno il primo attacco. Il cambio sembra voler usare 1.18 come livello di riferimento per continuare ad oscillare in laterale.

Anche la seduta a Wall Street é stata pessima. Il listino é crollato senza rotazione tra settori - praticamente é sceso tutto (A/D a 1159 su 6878) - solo l'energia si é salvata (ETF Energy +0.34%) grazie all'aumento del prezzo del petrolio. L'S&P500 ha aperto a 4413 punti e volocemente ha spazzato via i supporto intermedi sui 4400 punti- È sceso regolarmente fino a metà seduta quando ha toccato il minimo a 4346 punti. I successivi tentativi di rimbalzo non hanno avuto successo. L'S&P500 verso le 21.20 era a 4180 punti ma sul finale é ricaduto a 4352.63 punti (-2.04%). Il Nasdaq100 (-2.85% a 14770 punti) ha toccato un nuovo minimo mensile - avevamo ipotizzato questa possibilità prevedendo che la correzione sarebbe terminata a 14500 o addirittura a 14000 punti.
La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 1159 su 6878, NH/NL a 609 su 1005 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 23.25 punti (+4.49), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.55 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 28 punti (-6) - nel complesso negli indicatori di sentiment appare pessimismo ma non panico.

Molto probabilmente partirà adesso un rimbalzo tecnico - la seduta di ieri é stata pessima e spesso c'é una reazione positiva - la vicinanza di alcuni supporti dovrebbe servire come trampolino di lancio. Inoltre stamattina il prezzo del petrolio scende, i tassi d'interesse non si muovono e i politici a Washington si stanno dando da fare per trovare un compromesso.

Il future sull'S&P500 guadagna 21 punti. Il Nikkei perde il -2.12% mentre le borse cinesi contengono le perdite (ca. -1%). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4075 punti - le borse europee apriranno con un debole guadagno di circa il +0.4%. Il rimbalzo farà fatica a partire e probabilmente ci saranno all'inizio alcuni ritracciamenti - venerdì però ritroveremo le borse a livelli superiori rispetto alla chiusura di ieri. I traders a corto termine si posizionano long - gli investitori si preparano ad una continuazione della correzione dopo un rimbalzo tecnico che potrebbe anche essere sostanziale (S&P500 di nuovo a 4400 punti).

Commento del 28 settembre

Ritorna la rotazione tra settori - Nasdaq100 (-0.81%) contro Russell2000 (+1.46%)

A prima vista sembra che la settimana sia iniziata senza scossoni. Le borse europee hanno chiuso leggermente in guadagno (Eurostoxx50 +0.17% a 4165 punti) mentre l'S&P500 (-0.28% a 4443.11 punti) si é mosso in soli 21 punti e ha chiuso con un'insignificante perdita di 12 punti. C'erano però delle buone premesse per una seduta decisamente positiva e questo risultato lascia un pò l'amaro in bocca. Si ha l'impressione che il rimbalzo di settimana scorsa sia terminato e che ora gli indici siano in stallo in attesa di una seconda spinta di ribasso. Forse siamo noi che ce lo immaginiamo poiché questo sarebbe il nostro scenario favorito - pausa fino ad inizio ottobre e poi un tuffo fino a metà mese. Notiamo però che l'Eurostoxx50 (+0.17% a 4165 punti, resistenza a 4200 punti, massimo giornaliero a 4196 punti) ) e il DAX (+0.27% a 15573 punti, resistenza sulla MM a 50 giorni) si sono fermati su delle possibili resistenze e sono stati respinti verso il basso mentre sui grafici americani di S&P500 e Nasdaq100 appaiono delle evidenti linee di trend ribassiste partendo dal massimo di settembre. Per ora l'America "si salva" grazie ad una violenta e marcata rotazione tra settori. La tecnologia é debole (Nasdaq100 -0.81% a 15204 punti) anche a causa dell'aumento dei tassi d'interesse (reddito dell'USTBond decennale a 1.48%, +0.01%) - questa debolezza viene compensata dalla forza del settore energia che si riversa soprattutto sul Russell2000 (+1.46%). È raro vedere una simile differenza tra un Nasdaq in perdita e un RUT in guadagno.

Gli investitori hanno accolto positivamente l'esito delle elezioni in Germania e ieri mattina le borse europee hanno aperto in forte rialzo. La festa é durata solo qualche minuto - da questo massimo giornaliero in apertura gli indici azionari europei sono scivolati verso il basso per quasi tutta la giornata e hanno chiuso poco sopra il minimo giornaliero. L'Eurostoxx50 (+0.17% a 4165 punti) ha salvato un magro bottino di 7 punti - molto pochi considerando l'ottima performance del settore bancario (SX7E +3.15% a 100.90 punti). L'indice settoriale supera la barriera dei 100 punti e raggiunge un nuovo massimo annuale - la tendenza é al rialzo e la strada verso l'alto é aperta. Come d'abitudine la forza del settore bancario ha permesso al FTSE MIB italiano si sovraperformare (+0.63% a 26132 punti).
C'é un'accesa discussione tra analisti ed investitori sulle conseguenze dell'aumento dei prezzi dell'energia (petrolio e gas). Evidentemente c'é una spinta inflazionistica - nessuno é in grado di dire se l'inflazione sarà temporanea o ci saranno conseguenze durature. In ogni caso a corto termine c'é un rialzo in borsa dei settori energia e dei tassi d'interesse - quest'ultimo aiuta il settore bancario - non sembra che questo trend debba finire a breve - é quindi improbabile che la borsa nel suo complesso abbia un ampio cedimento visto che abbiamo dei settori portanti. Noi ci aspettiamo unicamente una correzione di un -3% in un paio di settimane.

L'S&P500 ha svolto una noiosa sedute in trading range. L'indice si é mosso in soli 21 punti e ha toccato il minimo (4436 punti) e il massimo (4457 punti) giornalieri nella prima ora di contrattazioni. A chiuso sul livello d'apertura, al centro del range e con un insignificante perdita di 12 punti. Grazie al rialzo del Russell2000 (+1.46%) la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4834 su 3148, NH/NL a 1104 su 545 (entrambi in aumento!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 18.76 punti (+1.01) mentre il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.43. I Summation Index sono saliti.
Nel complesso osserviamo una sana rotazione tra settori che dovrebbe impedire alla borsa americana di subire gravi danni. Il trend ribassista dai massimi di settembre é però ormai evidente. Se l'S&P500 rompesse il supporto intermedio a 4403-4406 punti dovrebbe in seguito cadere fino ai 4300 punti. Secondo gli oscillatori questo impulso ribassista dovrebbe arrivare solo settimana prossima.

Stamattina il mercato é incerto - il future sull'S&P500 nell'ultima ora é passato da un +9 all'attuale -8. L'Eurostoxx50 vale 4164 punti - le borse europee apriranno in leggero calo. Sembra che stamattina gli europei vogliano vendere - nella prima parte della seduta ci sarà un calo. Poi vedremo cosa decideranno gli americani - al momento il prezzo del petrolio e del gas salgono insieme ai tassi d'interesse sull'USD e l'USD - abbiamo lo stesso scenario che ha condizionato la seduta di ieri.

Aggiornamento del 27 settembre

Elezioni in Germania e mercato immobiliare cinese

I tedeschi hanno votato - finalmente si conoscono i risultati delle elezioni in Germania. Hanno perso i partiti tradizionali - SPD e CDU/CSU si sono fermati intorno al 25% dei voti. Lo spettro di un governo totalmente di sinistra é stato eliminato - SPD, Verdi e Sinistra non hanno insieme abbastanza voti per formare un governo. Per assurdo sappiamo con certezza che due partiti minori come i Verdi (14.8%) e la FDP (11.5%) andranno al governo - non si sa se lo faranno insieme alla SPD, partito di maggioranza relativa con il 25.7% dei voti o con la CDU/CSU che ha raccolto solo il 24.1% dei voti. La grande sconfitta é la CDU che con Armin Laschet non ha proposto un candidato in grado di sostituire con autorevolezza Angela Merkel. La borsa dovrebbe festeggiare la fine del periodo di incertezza - a questo punto chi nel futuro governerà in Germania non é molto importante.

In Cina dopo Evergrande sembra che un secondo colosso immobiliare, Sunac, ha problemi di liquidità. I mercati finanziari e la borsa non sembrano però essere proccupati. Le borse cinesi sono miste mentre il future sull'S&P500 guadagna 23 punti.
L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 4195 punti (+37 punti). Si festeggia l'esito delle elezioni in Germania - il party non dovrebbe durare a lungo. Pensiamo che dopo la fiammata iniziale le borse si fermeranno. I prezzi dell'energia continuano a salire e presto o tardi il problema dell'approvvigionamento in gas e petrolio per l'inverno comincerà a preoccupare gli investitori.

Commento del 25-26 settembre

Una bolla speculativa alimentata dal credito - il mercato immobiliare cinese. E le borse ?

In Cina circa il 75% dei risparmi privati é investito nel mercato immobiliare. Come nel resto del mondo anche la Cina negli ultimi due decenni ha reagito ad ogni crisi economica abbassando il costo del denaro e pompando liquidità nel sistema finanziario. Si é così creata un'immensa bolla speculativa - non poche famiglie possiedono 4 o 5 appartamenti e ci sono città fantasma e milioni di appartamenti sfitti in attesa di un locatore. Tutti sono convinti che il governo interverrà a sostenere il mercato ogni volta che apparirà il rischio di un crollo. Il partito comunista cinese ha però preso un'altra decisione - vuole eliminare la speculazione provocando ora una crisi e un danno gestibile nell'economia per evitare una catastrofe più tardi. Evergrande é una delle più grandi società immobiliari cinesi - ha circa 300 Mia di USD di debiti e 120'000 impiegati. Evergrande ha cominciato a non pagare gli interessi sui debiti ed é insolvente - si avvicina alla bancarotta. Il governo sembra voler gestire attivamente questo processo per evitare disordini sociali - farà in maniera che chi ha comperato e pagato un appartamento non ancora costruito lo riceverà - indennizzerà i piccoli risparmiatori che hanno investito nei prodotti finanziari di Evergrande. La Cina lo può fare anche perché le grandi banche del Paese sono statali. Il fallimento di Evergrande non dovrebbe essere un problema per il sistema finanziario mondiale ma un esempio e un ammonimento. Non é un problema poiché a fronte dei debiti c'é parecchia sostanza - manca soprattutto la liquidità. Il PCC farà in modo che saranno i grandi investitori a incassare le perdite. La Cina ha però deciso di combattere in maniera attiva le bolle speculative e gli eccessi. In questo solco si inseriscono anche le azioni contro i big della tecnologia che controllano i dati, il gioco in Internet e le monete digitali.
Nel resto del mondo invece si continua a pensare che i governi aumenteranno la spesa pubblica e che le Banche Centrali manterranno una politica monetaria espansiva all'infinito. Gli investitori sono convinti che la bolla speculativa delle borse debba crescere continuamente e che non si sgonfierà mai. Forse la Cina sta agendo in maniera più saggia e previdente delle autorità politiche e monetarie occidentali. Nella sua ultima seduta la FED americana ha deciso di ridurre gli acquisti di obbligazioni sul mercato - operazione conosciuta come Quantitative Easing. Al momento la FED acquista 120 Mia di USD di titoli al mese. Molti operatori si aspettano che la riduzione inizi a novembre di quest'anno. Nel frattempo i tassi d'interesse di mercato stanno salendo - il reddito dell'USTBond decennale é lievitato venerdì a 1.47% (+0.06%). I mercati azionari rappresentano per le economie occidentali il mercato immobiliare cinese. Sono decisamente sopravvalutati - questo é il risultato di anni di politiche fiscali e monetarie eccessivamente espansive. Vedremo come in America ed in Europa verrà risolto questo evidente problema. Malgrado che i tassi d'interesse anche in Europa stiano salendo, il reddito delle obbligazioni di Stato é ancora in gran parte negativo (reddito del Bund decennale a -0.22%). A confronto le azioni sono ancora attrattive. Le obbligazioni non sono concorrenziali.

Questa settimana c'é stato un crollo delle borse lunedì - come é sempre successo da inizio anno questo vuoto d'aria é stato comperato e la perdita é stata cancellata in pochi giorni. Le performance settimanali sono moderatamente positive. A livello finanziario (Credit Default Swap) non sembra che il caso Evergrande possa rappresentare un problema per i sistemi finanziari mondiali che non mostrano segni di stress. I prezzi dei tradizionali beni rifugio (oro, CHF) non salgono - anzi sta scendendo. Tecnicamente le borse sembrano in grado di riprendere il rialzo - ci vogliono però dei nuovi massimi per avere una conferma. Per ora i nostri indicatori di base sono ancora in territorio neutro (il nostro indicatore "europeo" basato sulla stocastica é a 50.68 in una scala da 1 a 100, in America il 45.2% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE é a 53.00). I cicli e gli indicatori di medio termine ci dicono invece che la correzione questa volta non é terminata. Pensiamo che almeno fino a metà ottobre le borse debbano restare volatili e ci aspettiamo ancora un test dei minimi di lunedì (S&P500 a circa 4300 punti e Eurostoxx50 a circa 4000 punti). Il problema non sono la Cina e Evergrande ma l'inflazione e l'aumento dei tassi d'interesse. Vedremo quando le borse cominceranno a reagire. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.67% a 4158 punti
SX7E (banche)          +1.25% a 97.82 punti
DAX                         +0.27% a 15531 punti
SMI                          -0.99% a 11817 punti
FTSE MIB                  +1.01% a 25968 punti
S&P500                     +0.51% a 4455.48 punti
Nasdaq100                -0.02% a 15329 punti

Venerdì c'é stata una seduta di assestamento e di consolidamento. In Europa c'é stato un moderato calo (Eurostoxx50 -0.87% a 4158 punti) dopo tre sedute di rialzo. In America gli indici si sono semplicemente fermati (S&P500 +0.15% a 4455.48 punti) in maniera che le performance settimanali in Europa ed America sono praticamente uguali. Le differenze sono settoriali. L'aumento dei tassi d'interesse ha favorito le banche e la borsa italiana in Europa e ha frenato la tecnologia in America - la debolezza del settore farmaceutico ha punito l'SMI svizzero. L'impulso ribassista di venerdì 17 e lunedì 20 settembre é stato annullato e gli indici si trovano nuovamente in campo neutro. A corto termine prevale il rialzo - a medio termine la situazione é incerta nel senso che gli indicatori possono essere interpretati sia in maniera costruttiva (miglioramento) sia negativa (ribasso non completo). I cicli suggeriscono cautela fino a metà ottobre.
Ci sorprende il fatto che negli indicatori di sentiment non appare mai pessimismo o panico. Sono solo i rialzisti a fermarsi e diventare cauti - mai i ribassisti ad essere veramente aggressivi - nessuno osa più essere bearish dopo mesi di fallimenti nelle speculazioni al ribasso.

Venerdì la borsa americana sembrava voler imitare l'Europa e ha aperto in calo - nel corso della giornata ha però recuperato - la stessa cosa non si può dire di Eurostoxx50 e colleghi che non sono più risaliti dopo il calo del mattino.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 4436 punti e dopo mezz'ora era già a 4455 punti. È poi oscillato in laterale con un minimo a 4440 punti per salire in serata sul massimo a 4463 punti. Ha chiuso a 4455.48 punti (+0.15%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3130 su 4822 (a causa dell calo del Russell2000, -0.49%), NH/NL a 677 su 425 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 17.75 punti (-0.88), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.57 mentre il Fear&Greed Index é lievitato a 32 punti (+1 punto). I Summation Index sono leggermente saliti. Noterete che gli indicatori mandano segnali contraddittori - questa é la conseguenza di un trend rialzista di corto termine e uno ribassista di medio termine. Secondo gli oscillatori il trend positivo di breve potrebbe perdurare ancora per due o tre sedute.
Siamo però convinti che nelle prossime due a tre settimane gli indici azionari debbano per saldo scendere - questo anche perché sui grafici si vedono delle evidente linee di trend discendenti dai massimi di inizio settembre.

Commento del 24 settembre

Anche gli indici americani chiudono il gap di lunedì

Ieri la seduta sia in Europa (Eurostoxx50 +1.08% a 4194 punti) che in America (S&P500 +1.21% a 4448.98 punti) é andata meglio del previsto. Pensavamo che l'S&P500 dovesse fermarsi sui 4400 punti o al massimo salire poco più in alto e colmare il gap a 4427 punti. Invece l'indice ha toccato un massimo giornaliero a 4465 punti e ha chiuso nuovamente sopra la MM a 50 giorni a 4437 punti. Avevamo escluso che potesse esserci il solito rialzo a V dopo la correzione intermedia - invece sembra che si stia verificando proprio questo scenario malgrado che gli indicatori di medio termine e i cicli ostili ci facessero preferire la variante della correzione di medio termine con formazione di base sui minimi di lunedì. Non siamo ancora convinti che la correzione sia terminata ma dobbiamo ammettere che la variante più probabile é che c'é stato il solito breve vuoto d'aria che come d'abitudine é stato comperato. Non c'é differenza per quel che riguarda la tendenza di base che resta al rialzo - é però evidente che all'inizio della settimana abbiamo perso una buona occasione d'acquisto se gli indici non scendono più a ritestare i minimi mensili.

Con una terza seduta di forte rialzo le borse europee hanno cancellato il calo di venerdì e il crollo di lunedì scorsi. Il problema Evergrande sembra dimenticato. Ci aspettavamo una spinta di rialzo a corto termine da una situazione di ipervenduto ma ora le borse stanno salendo più di quanto ci eravamo immaginati. L'Eurostoxx50 (+1.08% a 4194 punti) ha guadagnato nuovamente 44 punti e ha chiuso vicino al massimo giornaliero. Se come pensavamo noi la correzione deve continuare fino a metà ottobre ora la spinta dovrebbe esaurirsi e l'Eurostoxx50 deve prima fermarsi e poi ridiscendere. Possiamo però sbagliarci poiché questa correzione adesso sembra una delle tante correzioni minori senza conseguenze. Il DAX (+0.88% a 15644 punti) si comporta come l'Eurostoxx50 - le elezioni di questo fine settimana non sembrano impensierire gli investitori anche perché i Verdi (die Grüne) e la Sinistra (die Linke) hanno perso nei sondaggi consensi e un governo di sinistra insieme alla SPD é diventata una remota possibilità. È invece possibile che i moderati della FDP entrino in governo occupando l'importante ministero delle finanze.
Ieri l'indice delle banche europee SX7E (+2.36% a 97.40 punti) ha nuovamente sovraperformato il resto del mercato anche grazie ad un netto aumento dei tassi d'interesse di mercato. Come d'abitudine ne ha approfittato il FTSE MIB (+1.41% a 26081 punti).  
Il future sul Bund é caduto a 170.50 (-0.72%) - questo é un nuovo minimo di periodo e la tendenza é al ribasso - questo significa rialzo dei tassi d'interesse. Quando le borse cominceranno a preoccuparsi di questo fenomeno?

Ieri l'S&P50 ha subito messo le cose in chiaro. Ha aperto a 4418 punti e dopo mezz'ora si trovava già a 4448 punti. In seguito il ritmo di salita é diminuito - l'indice ha guadagnato terreno fino alle 20.00 quando ha toccato il massimo a 4465 punti. Come é salito é poi sceso - regolarmente e con calma. In chiusura é tornato a 4448.98 punti (+1.21%). Il rialzo ha coinvolto tutto il listino (Nasdaq100 +0.92%, DJT +1.67%, RUT +1.82%). Solo la tecnologia sembra farsi frenare dall'aumento dei tassi d'interesse (reddito dell'USTBond decennale a 1.41%, +0.09%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5975 su 1997, NH/NL a 746 su 267 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 18.63 punti (-2.24), il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente basso a 0.43 e il Fear&Greed Index, che reagisce in ritardo, é balzato a 31 punti (+6 punti). Ora il mercato deve digerire due ottime sedute. Se l'S&P500 riesce a consolidare sui 4430 punti é probabile che settimana prossima debba salire più in alto. Se invece scende nuovamente sotto i 4416 punti torna in auge la variante della correzione a medio termine.

Stamattina il future sull'S&P500 perde 6 punti. Le borse asiatiche sono miste - Evergrande non paga gli interessi sui prestiti in USD e lo spettro del fallimento riappare. L'Eurostoxx50 vale 4188 punti (-6 punti). Oggi si preannuncia una seduta di pausa e di consolidamento. Teniamo d'occhio i tassi d'interesse dopo il sensibile aumento di ieri. Se continuassero a salire a questo ritmo é probabile che si ricominci a parlare di inflazione - sappiamo che questo é veleno per le borse...

Commento del 23 settembre

Tapering da novembre e nessun aumento dei tassi d'interesse nel 2022 - gli investitori sono soddisfatti

Ieri la società cinese Evergrande ha lanciato segnali incoraggianti pagando gli interessi su un'obbligazionei in Yuan - la FED americana ha cercato di calmare i mercati e ha annunciato come previsto l'inizio della riduzione negli acquisti di titoli di Stato a partire da novembre. Secondo le dichiarazioni di Jerome Powell non sono previsti aumenti dei tassi d'interesse prima del 2023. Queste notizie positive hanno alimentato il rimbalzo delle borse iniziato lunedì sera in America. Le borse europee hanno avuto una seduta decisamente positiva (Eurostoxx50 +1.29% a 4150 punti) e sono state seguite a ruota da quella americana (S&P500 +0.95% a 4395.64 punti). Come abbiamo spiegato ieri nei commenti sugli indici americani la situazione tecnica é complessa poiché abbiamo un rimbalzo di corto termine alimentato dall'ipervenduto mentre gli indicatori di medio termine ci dicono che la correzione non é ancora terminata. Di conseguenza non pensiamo che gli indici possano già adesso risalire in maniera sostenibile. Pensiamo che l'S&P500 debba fermarsi intorrno ai 4400 punti - in seguito i minimi di lunedì (S&P500 a 4306 punti) dovrebbero essere nuovamente testati - i cicli sono ostili fino alla metà di ottobre e ci aspettiamo che nelle prossime due a tre settimane debba esserci la formazione di una base intorno ai minimi di lunedì. Rimane aperta la questione dei gap che si sono aperti lunedì. In Europa sono stati chiusi ieri. In America invece sono ancora aperti - ieri l'S&P500 ha toccato un massimo giornaliero a 4416 punti - il limite superiore del gap si trova a 4427 punti. Eravamo partiti dall'ipotesi che il gap sarebbe rimasto aperto. I 4400 punti di S&P500 non sembrano però costituire a breve una valida resistenza e l'esempio dell'Europa potrebbe riversarsi sull'America. Di conseguenza é possibile che l'S&P500 salga ancora nelle prossime una a due sedute fino a 4430 punti circa prima che ci sia ancora una spinta di ribasso.

Nel secondo giorno di rimbalzo l'Eurostoxx50 (+1.29% a 4150 punti) ha guadagnato nuovamente 52 punti ed é tornato su quei 4150 punti che ormai da metà giugno servono come punto di riferimento. Non pensiamo che ci sia stata una semplice correzione a V. Favoriamo la variante della correzione di medio termine e crediamo che l'indice debba fare base sui 4000 punti prima di poter risalire in maniera sostenibile. Dopo aver eliminato l'ipervenduto di corto termine ci aspettiamo che il minimo di lunedì venga ritestato.
Il DAX (+1.03% a 15506 punti) e il FTSE MIB (+1.44% a 25717 punti) si comportano come l'Eurostoxx50 e si trovano in una situazione tecnica simile. L'SMI (+0.41% a 11837 punti) in questo momento fatica a recuperare poiché i titoli difensivi appesantiscono l'indice. Il rimbalzo delle borse europee é trascinato dai titoli ciclici e non da quelli difensivi come alimentari o farmaceutica.
L'indice delle banche SX7E é balzato del +2.99% a 95.15 punti. La forte reazione non ci sorprende - nel commento di ieri mattina abbiamo scritto che il crollo degli scorsi giorni era ingiustificato.

L'S&P500 ha aperto a 4374 punti, é sceso a 4367 punti di minimo ed é poi risalito verso le 18.00 sui 4400 punti - su questo livello ha atteso le decisioni della FED. Dopo le 20.00 c'é stata della volatilità. L'indice ha toccato un massimo a 4416 punti e ha chiuso a 4395.64 punti (+0.95%). Il Nasdaq100 (+0.99% a 15176 punti) da alcuni giorni segue a ruota l'S&P500. Il Russell2000 ha guadagnato il +1.48% grazie al settore energia. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6169 su 1840, NH/NL a 451 su 358 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 20.87 punti (-3.49), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.44 (gli speculatori sono subito andati long...) mentre il Fear&Greed Index é salito di poco a 25 punti (+2).
Ripetiamo - la tendenza a corto termine é al rialzo ma verso l'alto c'é poco spazio - a medio termine gli indicatori sono ancora negativi e ci dicono che la correzione non é terminata. 

Stamatina il future sull'S&P500 guadagna 12 punti e le borse asiatiche sono in positivo. Alle 08.35 l'Eurostoxx50 vale 4178 punti (+28 punti). Pensiamo che il rimbalzo debba fermarsi qui - stamattina le borse europee non dovrebbero più salire. Non sappiamo se già nel pomeriggio riappariranno i venditori. Se non ci saranno delle notizie negative a cambiare l'umore degli investitori é probabile che oggi avremo ancora una seduta moderatamente positiva sia in Europa che in America.

Commento del 22 settembre

Correzione intermedia - Evergrande amplifica il calo. Il minimo deve essere testato

Due settimane fà avevamo previsto l'inizio di una correzione intermedia che doveva far scendere gli indici americani di un -3%/-5%. L'S&P500 (-0.08% a 4354.19 punti) doveva cadere fino a circa 4400 punti. In effetti dal massimo storico a 4545 punti del 2 settembre l'indice é crollato lunedì fino a 4306 punti di minimo prima di cominciare a rimbalzare. La correzione é stata di conseguenza di circa il -5%. La caduta é stata amplificata dai problemi del gigante immobiliare cinese Evergrande che sembra dover fallire sotto il peso di 300 Mia di USD di debiti. Pensavamo che le borse europee potessere perdere più che quella americana ma invece la correzione ha avuto le stesse dimensioni.
Avrete notato che finora abbiamo parlato di correzione. Nel linguaggio tecnico questo significa che la tendenza di base dovrebbe restare al rialzo e che quindi nelle prossime settimane gli indici azionari dovrebbero ricominciare a salire. Questo però non é sicuro. Parliamo di correzione solo perché adesso non é ancora chiaro qual'é la tendenza dominante - non ci sono ancora abbastanza segnali negativi per poter dire che si é verificata un'inversione di tendenza. Secondo i nostri indicatori di base la tendenza di fondo della borsa americana é da neutra a ribassista (il 31.1% dei titoli sono sopra la SMA a 50 giorni, il Bullish Percent Index sul NYSE é a 50.40 punti). La MM a 50 giorni, che da inizio anno sosteneva il rialzo, é stata indiscutibilmente e chiaramente rotta al ribasso. Sui grafici si sono formati dei minimi discendenti (il minimo attuale é inferiore a quello di metà agosto). Bisogna però osservare lo svolgimento del rimbalzo iniziato lunedì per poter dire con sicurezza che il trend di base sta cambiando. Se gli indici riuscissero a tornare sopra le MM a 50 giorni e consolidassero fino a metà ottobre é possibile che per fino alla fine dell'anno possa esserci ancora un tentativo di migliorare i massimi storici rispettivamente i massimi annuali. Ricordiamoci che le premesse del bull market sono ancora presenti - le politiche monetarie delle Banche Centrali rimangono estremamente espansive e la spesa pubblica aumenta costantemente per combattere gli effetti negativi della pandemia. I tassi d'interesse finora non salgono (reddito dell'US Treasury Bond decennale a 1.33%). A questo riguardo sarà interessante constatare cosa decide la FED americana. La riunione odierna termina stasera alle 20.00.

Dopo il crollo di lunedì ieri c'é stato un rimbalzo. Poiché la borsa americana era già rimbalzata lunedì in serata la reazione in Europa é stata forte - l'Eurostoxx50 ha guadagnato 54 punti a 4097 punti (+1.33%). I guadagni si sono concretizzati nella prima ora e mezza di contrattazioni - per il resto della giornata le borse europee sono oscillate in laterale. Il DAX (che da inizio settembre é costituito da 40 società invece che 30) (+1.43% a 15348 punti) e il FTSE MIB (+1.22% a 25353 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50. Il difensivo SMI (+1.22% a 25353 punti) ha invece reagito meno - aveva perso meno nel ribasso e questo comportamento é quindi logico e normale.
Il settore bancario (SX7E +0.15% a 92.39 punti) é molto debole e ha perso nella correzione molto di più che il resto del mercato. Molti investitori temono che la crisi di Evergrande possa intaccare il sistema finanziario e pensano che gli istituti bancari possano restare coinvolti. Noi non condividiamo questo pessimismo anche perché i beni rifugio come oro o CHF non vengono comperati - non sembra che i mercati si stanno orientando verso una profonda crisi a livello mondiale. Il problema dovrebbe essere circoscritto alla Cina.

L'S&P500 ieri sera ha chiuso in pari (-0.08% a 4354.19 punti) e sul minimo giornaliero. Lunedì l'indice era rimbalzato circa 50 punti dal minimo e ieri non ha trovato la forza per un ulteriore recupero. Crediamo che nei prossimi giorni il minimo di lunedì a 4306 punti debba essere ritestato. Almeno questo dovrebbe essere il normale svolgimento di questa fase secondo l'analisi tecnica. Saranno però le notizie provenienti dalla Cina e dalle Banche Centrali a decidere come avverrà la formazione di una base. In ogni caso le borse sono ora ipervendute e gli investitori sono pessimisti (VIX a 24.36 punti (-1.35), Fear&Greed Index a 21 punti (-2). A corto termine dovrebbe esserci della volatilità sul minimo ma tendenzialmente nei prossimi giorni il recupero dovrebbe continuare. Ieri il numero di nuovi minimi a 30 giorni é decisamente diminuito (NH/NL a 288 su 750).
Notiamo che i Summation Index sono in calo - molti investitori stanno da mesi perdendo soldi nella borsa americana e probabilmente non hanno più voglia di speculare al rialzo. Solo la tecnologia (Nasdaq100 +0.10%) continua a comportarsi relativamente bene.

Stamattina il future a scadenza dicembre sull'S&P500 é a 4365 punti - significa che l'indice vale 4376 punti (+22 punti). Evergrande nella notte ha trovato la liquidità per rispettare un pagamento di interessi e gli investitori tirano un sospiro di sollievo. Alle 08.50 l'Eurostoxx50 vale 4127 punti (+30 punti). Il rimbalzo dal minimo continua. Pensiamo che l'S&P500 possa risalire senza problemi fino ai 4400 punti. Chiudere il gap  a 4427 punti sarà invece molto difficile...

Avviso

Da martedì 7 settembre a martedì 21 settembre sono in vacanza. I mercati finanziari sono molto tranquilli e non si delinea un cambiamento di tendenza. Di conseguenza, invece che lavorare anche in vacanza, ho deciso di sospendere per questo periodo la pubblicazione di analisi e commenti. Il sito non verrà aggiornato.
A tutti gli abbonati vengono accreditati 15 giorni di abbonamento.
Nel caso che succedesse qualcosa di importante, se iniziasse una correzione o se si verificasse un'inversione di tendenza pubblicherò il commento del mattino in forma abbreviata.

Aggiornamento del 6 settembre

Il Covid ci perseguiterà ancora per parecchio tempo

Domani volo dalla Svizzera nell'Italia del sud. Ieri sera ho riempito i questionari richiesti dalla linea aerea Swiss e dal governo italiano (Passenger Locator Form digitale europeo) per poter entrare sull'aereo e attraversare la frontiera con l'Italia. Malgrado che io sia vaccinato e avessi gli allegati necessari in forma elettronica ho impiegato insieme a mia moglie più di un'ora per completare la procedura online. Penso che nel futuro ci penserà due volte prima di muovermi in aereo e andare all'estero. A queste condizioni il traffico aereo difficilmente tornerà a livelli pre pandemia. Vedremo come saranno le vacanze in Italia - per precauzione ho stampato parecchie copie dei certificati di vaccinazione Covid - temo che li useremo parecchio.

Durante il fine settimana dal fronte economico non ci sono state novità di rilievo. Il future sull'S&P500 lievita a 4539 punti (+5 punti) mentre le borse asiatiche stamattina sono euforiche (Nikkei +1.79%).
Sempre più economisti si domandano perché la FED americana non reagisce ai dati sull'inflazione. È veramente un fenomeno temporaneo ? Ci sono molti dubbi poiché adesso stanno salendo non solo i prezzi ma anche i salari. Sorge il sospetto che la Banca Centrale é ormai in trappola e non può (e non vuole) fare marcia indietro. Come ha fatto finora, anche nel futuro troverà qualsiasi scusa per mantenere una politica monetaria estremamente espansiva e finanziare i debiti dello Stato. Debiti ed inflazione distruggeranno la fiducia nella moneta. Sotto questa ottica il rialzo interminabile delle borse é comprensibile. Meglio possedere dei beni reali che qualcosa che perde costantemente di valore sotto i colpi di interessi reali negativi come il contante o le obbligazioni.

Oggi la borsa americana é chiusa in occasione della festa del lavoro (Labour Day). Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 4213 punti (+11 punti). Le borse europee apriranno con moderati guadagni. È possibile che sullo slancio gli indici salgano ancora qualche punto. Poi si fermeranno, ci sarà un ritracciamento e una stabilizzazione. Senza gli americani é molto probabile che il pomeriggio sarà poi molto tranquillo e senza movimenti di rilievo. Poiché gli europei da soli non prendono iniziative é probabile che avremo una seduta di poco positiva (+0.3%/ +0.5%).

Commento del 4-5 settembre

Oscillatori e resistenze devono provocare una pausa nel rialzo americano - non si intravvede un'inversione di tendenza

Le borse europee hanno avuto una settimana tranquilla con una serie casuale di sedute positive e negative. Per saldo non si sono mosse in maniera sostanziale e hanno nuovamente accumulato ritardo nei riguardi della borsa americana. Le performances settimanali sono miste con leggeri guadagni sull'Eurostoxx50 (+0.26%) e sul FTSE MIB (+0.22%) e perdite sul DAX (-0.45%) e sull'SMI (-0.70%). Ci sono delle brevi ondate d'acquisti su mercati (PSI 20 performance settimanale +3.05%) o settori che sembrano rimasti indietro o improvvisamente interessanti a causa di movimenti sui tassi d'interesse o sui prezzi delle materie prima ma il tutto dura poco e non si trasforma in tendenze sostenibili. In generale le borse europee si trovano poco sopra i massimi di giugno e non riescono a fare sostanziali progressi malgrado che la tendenza di fondo sia ancora debolmente al rialzo. Ci preoccupa il fatto che appena c'é un accenno di debolezza a Wall Street subito le borse europee vengono vendute e mostrano debolezza relativa. Temiamo che nel caso in cui ci fosse una correzione intermedia le perdite in Europa possano essere superiori che in America.
In America invece il rialzo é continuato al solito ritmo - gli indici hanno regolarmente toccato dei nuovi massimi storici (Nasdaq100 mercoledì, S&P500 giovedì a 4545.85 punti) ma non hanno mostrato l'intenzione di accelerare al rialzo. L'S&P500 rispetta la linea di trend che unisce i massimi da aprile e rimane all'interno delle Bollinger Bands senza riuscire ad allargarle. Sembra quindi che il rialzo abbia un limite - questa barriera continua a spostarsi verso l'alto al ritmo di 35-40 punti alla settimane. Finora tutte le correzioni minori finiscono sulla MM a 50 giorni. Settimana prossima crediamo che il rialzo debba bloccarsi ed é possibile che inizi un'altra correzione intermedia. Le ragioni sono molteplici. S&P500 e Nasdaq100 sono da giorni sulle resistenze. Possono salire poco (nelle ultime 4 sedute l'S&P500 ha guadagnato 4 punti) mentre possono correggere un -3% senza che ci sia un danno alla tendenza di fondo rialzista. Gli oscillatori sono arrivati venerdì su un apparente massimo ciclico. Il mese di settembre é statisticamente il peggiore dell'anno. Infine c'é la solita combinazione di ipercomperato, eccesso di rialzo e ottimismo da parte degli investitori (che raggiunge l'euforia nel caso del Nasdaq100 e in particolare del gruppo AGMAF & friends (NVidia, Netflix, Tesla)). Sappiamo che questo non garantisce la correzione ma é un'ottima premessa. Infine i tassi d'interesse stanno salendo (reddito dell'US Treasury Bond decennale a 1.33%, +0.04%) - abbiamo l'impressione che questa volta il movimento dovrebbe continuare in direzione 1.50%-1.75% con ovvie conseguenze sui mercati azionari.
Riassumendo prevediamo ora una correzione intermedia di circa un -3% sull'S&P500 e -4%/-5% sul Nasdaq100. Temiamo che in questa fase la caduta delle borse europee potrebbe essere più pesante ma bisogna fare attenzione ai cambi. L'attuale rafforzamento dell'EUR (cambio EUR/USD a 1.1880) sembra mettere in difficoltà gli indici azionari europei - pensiamo però che la resistenza a 1.19 dovrebbe reggere.
La tendenza di fondo della borsa americana é d'altra parte saldamente al rialzo (59.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e Bullish Percent Index sul NYSE a 61.89) e non vediamo dei cambiamenti negli indicatori che possano farci presupporre un'inversione di tendenza.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.26% a 4202 punti
SX7E (banche)          +0.02% a 96.88 punti
DAX                         -0.45% a 15781 punti
SMI                          -0.70% a 12351 punti
FTSE MIB                  +0.22% a 26064 punti
S&P500                     +0.58% a 4535.43 punti
Nasdaq100                +1.42% a 15652 punti

Venerdì il job report americano di agosto é stato deludente. L'economia ha creato senza il settore agricolo 235'000 nuovi posti di lavoro invece dei previsti 750'000. I salari sono saliti del +0.6% invece dell'atteso +0.3%. Sembra quindi delinearsi un rallentamento della crescita economica con inflazione - aleggia lo spettro della stagflazione. La borsa americana ha reagito con indifferenza. Dopo un breve tuffo iniziale gli indici hanno recuperato e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. L'S&P500 si é mosso in soli 20 punti e ha chiuso a 4535.45 punti (-0.03%) con una insignificante perdita di 1 punto.
Come d'abitudine il mercato é stato sorretto dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.31% a 15652 punti) mentre il resto del listino era debole (DJT -1.07%, RUT -0.52%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3208 su 4674, NH/NL a 794 (sempre pochi!) su 204 e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é rimasta ferma a 16.41 punti (+0.00), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.50 mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 54 punti (-2). I Summation Index stanno salendo.
Le borse europee sono rimaste ferme fino nel primo pomeriggio. Dopo le notizie economiche provenienti dall'America sono cadute e in seguito non sono più riuscite a recuperare malgrado il buon esempio dell'America. L'Eurostoxx50 ha concluso la giornata con un calo del -0.71% a 4202 punti. Gli altri indici hanno subito perdite simili e di conseguenza la seduta é stata moderatamente negativa malgrado che al momento in cui l'Europa ha chiuso gli indici americani fossero già praticamente in pari.

Nelle varie inchieste effettuate in America gli investitori non sono particolarmente ottimisti. I bulls non sono molti - mancano però le voci negative. Nessuno osa prevedere un calo del mercato azionario. Il consenso é che il rialzo deve continuare almeno fino a fine anno con poco potenziale e nessun rischio di una sostanziale correzione. Stranamente i catastrofisti hanno spostato l'inizio del grande ribasso all'anno prossimo quando la FED sarà obbligata a diminuire lo stimolo monetario. Ricordiamoci però che raramente le borse si comportano secondo il consenso. Teniamo gli occhi aperti e in particolare non escludiamo la variante dell'accelerazione di tipo esaustivo - in questo caso anche l'Europa verrà risucchiata verso l'alto.

Commento del 3 settembre

Rotazione tra settori con indici praticamente fermi

Ieri l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 4545.85 punti - nella tendenza della borsa non cambia nulla. In America é anche riapparsa la rotazione tra settori. Mentre il Nasdaq100 (-0.04% a 15604 punti) ha fatto una pausa, ci hanno pensato i settori energia (ETF Energy +2.54%) e farmaceutica a spingere il mercato verso l'alto. Anche il Russell2000 sembra risvegliarsi (+0.74%). Il momentum é in calo e da giorni l'S&P500 balla sul bordo superiore delle Bollinger Bands e combatte contro la linea di trend che collega i massimi da aprile. Per il momento non abbiamo però nessun segnale particolarmente negativo - non sembra che il mercato voglia correggere - al contrario grazie alle PMI la partecipazione sta migliorando (NH/NL a 1093 su 123).
Mentre in America si festeggia un record dopo l'altro le borse europee seguono a distanza e rispetto ai massimi di giugno hanno fatto ben pochi progressi. Anche ieri l'Eurostoxx50 (+0.10% a 4232 punti) non ha saputo fare di meglio che guadagnare solo 4 punti. 
Anche la tendenza in Europa é al rialzo - lo dicono i magri progressi degli ultimi mesi e il fatto che gli indici si trovano sopra la MM a 50 giorni che salgono leggermente. Il trend é costante ma non é entusiasmante - non viene voglia di saltare sul treno in corsa e si ha l'impressione che appena a Wall Street si delineasse una correzione in Europa potrebbe esserci una pesante caduta. Ieri i vari indici si sono mossi in gruppo (DAX +0.10% a 15840 punti, FTSE MIB +0.20% a 26233 punti, SMI -0.00% a 12432 punti) come in quelle tappe dei giri ciclistici dove nessuno ha la voglia e la forza di attaccare e sfilacciare il plotone.

Da giorni il future sull'S&P500 si presenta in guadagno e questo condiziona l'andamento di tutta la giornata. Le borse europee provano a seguire ma non ci riescono e nel pomeriggio l'S&P500 apre in guadagno. Sullo slancio l'indice sale su un nuovo massimo e poi si sgonfia - a fine giornata resta una moderata plusvalenze che accontenta e scontenta tutti.
Ieri l'S&P500 ha aperto a 4542 punti e velocemente é salito sul nuovo record storico a 4545.85 punti. Fino alle 19.00 ha ballato intorno ai 4540 punti e poi in un'ora é sceso a 4524 punti di minimo. Fino a poco prima della chiusura é oscillato intorno ai 4528 punti. Negli ultimi minuti degli acquisti hanno fissato la chiusura a 4536.95 punti (+0.28%).
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5228 su 2657, NH/NL a 1093 su 123 e volume relativo a 0.95. I dati sul sentiment sono praticamente invariati - i Summation Index salgono.
In generale non vediamo segnali di cedimento - al contrario sembra che gli acquisti si stiamo estendendo ad altri settori ciclici. Sembra che il rialzo possa continuare - vedremo se subirà un'accelerazione o se invece l'S&P500 continuerà a salire al ritmo di 35-40 punti.

Ora il future sull'S&P500 é a 4542 punti (+7 punti). L'Eurostoxx50 vale 4231 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Stamattina proveranno a salire - poi si fermeranno in attesa di conoscere le intenzioni degli americani. Alle 14.30 verrà pubblicato il job report di agosto. Poiché gli investitori sono ottimisti interpreteranno qualsiasi numero in maniera positiva. Se i dati sono buoni significa che la ripresa economica galoppa - se i dati sono deludenti significa che la FED non potrà diminuire la spinta monetaria. In ogni caso ci aspettiamo una seduta moderatamente positiva. Lunedì l'America festeggia il giorno del lavoro (Labour Day).

Commento del 2 settembre

Ancora una chiusura lontana dal massimo giornaliero - i venditori si stanno svegliando?

Ieri le borse europee hanno avuto un sussulto d'orgoglio con plusvalenze in parecchi mercati e settori - la seduta ha però mandato segnali contrastanti. L'Eurostoxx50 (+0.74% a 4227 punti) ha guadagnato 30 punti e verso le 10.15 ha toccato un nuovo massimo annuale a 4251 punti. Questo é sicuramente un segnale positivo anche se non significa ancora una rottura al rialzo. D'altra parte l'Eurostoxx50 ha chiuso 24 punti sotto il massimo giornaliero e quindi i rialzisti non hanno dominato. Se guardiamo da dove sono venuti i guadagni notiamo la buona performance del francese CAC40 (+1.18%) e dello spagnolo IBEX35 (+1.64%) - invece il tedesco DAX ha perso il -0.33% (15824 punti) e quindi non abbiamo un rialzo generalizzato di tutti i mercati ma un movimento selettivo. L'indice delle banche SX7E é balzato del +1.34% a 98.06 punti - si unisce ai mercati forti anche grazie ad un aumento dei tassi d'interesse. Come d'abitudine il FTSE MIB (+0.66% a 26181 punti) ha approfitato del buon comportamento del settore bancario.
In generale questa seduta si inserisce in maniera ideale nel nostro scenario di mercati azionari europei con una debole tendenza rialzista di fondo ma che per saldo non riescono a fare sensibili progressi. Non abbiamo l'impressione che le borse europee possano colmare il ritardo con l'America e cominciare improvvisamente a salire in maniera dinamica sovraperformando.

Per il secondo giorno consecutivo l'S&P500 (+0.03% a 4524.09 punti) l'S&P500 ha marciato sul posto. E ancora una volta nella parte finale della seduta l'indice é sceso e ha chiuso decisamente sotto il massimo giornaliero perdendo la maggior parte dei guadagni accumulati nella prima parte della giornata. Ci vuole un certo sforzo per poter definire questo un segnale negativo - rispetto ai giorni scorsi c'é perô un cambiamento. L'S&P500 non riesce a superare la linea di trend che collega i massimi e non riesce a spingere verso l'alto le Bollinger Bands - al contrario le BB limitano il movimento di rialzo. I venditori sembrano prendere coraggio - per due giorni hanno bloccato il rialzo - vediamo se adesso sono in grado di provocare una seduta decisamente negativa. Per questo ci vorrebbe un cedimento del settore tecnologico (Nasdaq100 +0.18% a 15611 punti e nuovo record storico) cosa che al momento sembra un'utopia. Tutti sono ottimisti sulla tecnologia e tutti hanno comperato - almeno a livello di sentiment ci sono delle buone premesse per una sorpresa. Ricordiamo però che finora la tendenza é saldamente al rialzo e a livello di indicatori non vediamo dei cambiamenti.
L'S&P500 ha aperto in guadagno a 4530 punti e all'inizio é oscillato senza direzione toccando un minimo a 4525 punti. Dopo le 18.00 ha deciso di salire e alle 19.30 ha raggiunto il massimo a 4537 punti. Il record storico di lunedì non é stato migliorato per una frazione di punto. Poi sono arrivate le vendite e a strappi irregolari l'indice é sceso fino alla chiusura a 4524.09 punti (+0.03%). La seduta al NYSE é stata positiva (grazie a DJT +0.61% e RUT +0.58%) con A/D a 4766 su 3101, NH/NL a 878 su 152 e volume relativo a 1.0. Gli indicatori di sentiment sono stabili (VIX a 16.11 punti (-0.37), CBOE Equity put/call ratio a 0.45, Fear&Greed Index a 57 punti (-4)).
I Summation Index stanno salendo.
Insomma - nulla indica che il rialzo é alla fine. Nelle ultime due sedute però le forze di compratori e venditori si sono equivalse. Poiché il mese di settembre é statisticamente il peggiore dell'anno e gli indici sono ipercomperati, in eccesso di rialzo e a contatto con delle resistenze, consigliamo di tenere gli occhi aperti e fare attenzione.

Ora il future sull'S&P500 é a 4520 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4216 punti - le borse europee scontano il debole finale di seduta ieri sera a Wall Street. Gli indici azionari europei apriranno con perdite di circa il -0.25%. Prevediamo una seduta noiosa e con pochi movimenti - a fine giornata é probabile che ritroveremo gli indici poco lontano dai livelli d'apertura.

Commento del 1. settembre

Stanchezza passeggera?

Ieri le borse europee (Eurostoxx50 -0.06% a 4196 punti) ed americana (S&P500 -0.13% a 4522.68 punti) hanno avuto una seduta leggermente negativa. Ovviamente queste lieve perdite non hanno fatto danni e hanno lasciato la situazione tecnica invariata. L'unico aspetto interessante della giornata é che le borse non sono riuscite a difendere i guadagni iniziali e durante la giornata hanno prevalso le vendite. L'Eurostoxx50 é salito in tarda mattinata fino a 4222 punti - ha chiuso 26 punti più in basso. Il future sull'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 4542 punti - l'indice nel pomeriggio ha però aperto a 4528 punti e ha terminato la giornata 6 punti più in basso a 4522 punti. Non vogliamo dare troppo peso a questi deboli segnali negativi - se però il fenomeno oggi si ripete significa che i rialzisti stanno perdendo il predominio e potrebbbe iniziare una fase di consolidamento. D'altra parte ieri mattina abbiamo parlato di possibile rottura e accelerazione al rialzo di S&P500 e Nasdaq. La seduta di ieri é bastata a far rientrare l'S&P500 sotto la linea di trend ascendente e all'interno delle Bollinger Bands. Sembra quindi che la tendenza debba restare al rialzo ma anche continuare come prima vale a dire con la stessa inclinazione - questo significa un incremento di circa 4 punti al giorno o 20 punti alla settimana.

Ieri la risposta al nuovo record storico di lunedì a Wall Street da parte delle borse europee é stata deludente. L'Eurostoxx50 é salito la mattina e ha raggiunto i 4222 punti di massimo. Non é però riuscito a salire più in alto, attaccare il massimo annuale e inanellare la terza seduta consecutiva positiva. L'indice é caduto di 40 punti e ha chiuso con una perdita di 2 punti - troppo poco per parlare di reversal ma un mercato forte non si comporta in questa maniera. Tutto questo conferma la nostra impressione - formalmente la tendenza é al rialzo - effettivamente da metà giugno l'indice non riesce più a fare sostanziali progressi e non vediamo ragioni per comperare adesso. Se l'America corregge é probabile che le borse europee rispondano con un tonfo. 
Il DAX (-0.33% a 15835 punti) ha raggiunto i 16006 punti di massimo - ha sfiorato il precedente massimo storico a 16030 punti. Da questa ovvia resistenza e dal bordo superiore delle BB é stato però respinto e ha chiuso 170 punti più in basso con una perdita di 52 punti. I tassi d'interesse sono saliti. L'indice delle banche ha risposto con un moderato rialzo (SX7E +0.75% a 96.76 punti) - sinceramente ci saremmo aspettati di più - questo indice é ormai senza direzione e non sembra in grado di attaccare nuovamente la resistenza a 100 punti. Il FTSE MIB (-0.06% a 26009 punti) non ha saputo approfittare dei guadagni del settore bancario europeo - se il FTSE MIB non sale in simili occasioni come potrebbe riprendere il rialzo ?
Insomma - in Europa niente di nuovo.

Dopo la buona seduta di lunedì ieri la borsa americana ha fatto una pausa. Gli indici hanno chiuso al centro del range giornaliero con modeste variazioni. L'S&P500 ha aperto sui 4528 punti e all'inizio é caduto sul minimo a 4517 punti. Per la chiusura in Europa é risalito a 4531 punti, in serata é ridisceso a 4521 punti e poi é oscillato intorno a questo valore fino alla chiusura a 4522.68 punti (-0.13%). Il Nasdaq100 (-0.14% a 15582 punti) ha copiato l'S&P500 mentre il Russell2000 ha guadagnato il 0.34%. L'incremento del RUT ha provocato una seduta positiva con A/D a 4453 su 3402, NH/NL a 730 (pochi) su 181 e volume relativo a 1.05 (conseguenza dell'ultima seduta del mese?). Secondo logica la VIX é salita a 16.48 punti (+0.29), il CBOE Equity put/call ratio é salito leggermente a 0.46 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 53 punti (-4 punti). I Summation Index sono saliti.
Questa seduta ci dice poco o nulla - notiamo unicamente che la rottura al rialzo di lunedì non ha avuto una continuazione. Vediamo se anche oggi le borse dopo una buona apertura si sgonfiano.
La buona apertura é data dal future sull'S&P500 che sale a 4537 punti (+16 punti). Alle 08.20 l'Eurostoxx50 vale 4220 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.6% e sul massimo di ieri. Spesso la prima seduta di un mese é positiva a causa della liquidità affluita sui conti risparmio che deve essere investita.
Lunedì 6 settembre la borsa americana é chiusa in occasione della festa del lavoro (Labour Day). Entro venerdì i traders cercheranno di ridurre le esposizioni in maniera da affrontare il lungo fine settimana con pochi rischi.

Commento del 31 agosto

S&P500 - ulteriore rottura al rialzo sopra il bordo superiore delle BB e nuovo record - segnali di accelerazione

Ieri sera l'S&P500 ha guadagnato ancora 19 punti - ha toccato un nuovo record storico a 4537 punti e ha chiuso a 4528.79 punti (+0.43%). La tecnologia (Nasdaq100 +1.11% a 15605 punti) é nuovamente il settore trascinante con gli AGMAF (Apple +3.04%, Amazon +2.15%, Facebook +2.15%) in evidenza. Il rialzo sta subendo un cambiamento. Ieri l'S&P500 ha bucato la linea di trend che da aprile collega i massimi e limita il rialzo - contemporaneamente l'indice é uscito dal bordo superiore delle Bollinger Bands (BB). Sembra quindi che la tendenza stia subendo un'accelerazione - é possibile che tra oggi e domani questa rottura al rialzo venga negata. È però molto pericoloso tentare ora di opporsi al rialzo aprendo operazioni short - spesso la fase finale di un lungo rialzo é un'accelerazione di tipo esponenziale che può durare poco (alcune settimane) ma avere performance eccezionalmente buone (+10%/+20%). Malgrado la debole partecipazione (NH/NL a 929 su 182, volume relativo a 0.8) non abbiamo nessun indizio concreto che a breve possa verificarsi una significativa correzione o un'inversione di tendenza. 
L'unico aspetto preoccupante é la concentrazione del rialzo in pochi settori - ormai sta sparendo anche l'abituale e sana rotazione tra settori. Ieri DJTransportation (-0.46%) e Russell2000 (-0.49%) hanno perso terreno mentre le borse europee hanno sottoperformato (Eurostoxx50 +0.19%). La debolezza relativa dell'Europa non sembra un problema specifico ma piuttosto una conseguenza della corsa in solitaria di  S&P500 e Nasdaq. L'Europa si comporta come le altre borse mondiali vale a dire in maniera normale. È la borsa americana con pochi titoli di peso a salire in maniera anomala.

Ieri le borse europee sono salite nella prima mezz'ora di contrattazioni e poi non hanno più combinato niente. Hanno ancora mostrato debolezza relativa rispetto all'America poiché non sono più riuscite a fare progressi mentre l'S&P500 si é involato verso un nuovo record storico. In paragone il guadagno di 7 punti del l'Eurostoxx50 é una marcia sul posto. Non sembra che l'Eurostoxx50 abbia la forza per riprendere il rialzo e salire su un nuovo massimo annuale. Lo stesso vale per DAX (+0.22% a 15887 punti), FTSE MIB (+0.07% a 26024 punti) e SMI (-0.02% a 12436 punti). Non abbiamo nessun segnale di vendita - il comportamento degli indici azionari europei é però deludente e non vediamo nessuna ragione per comperare. L'indice delle banche SX7E ha perso il -0.85% a 96.04 punti. I dati sull'inflazione in Germania mostrano che i prezzi al consumo ristagnano. I tassi d'interesse scendono di poco e questo basta per mettere in ginocchio le azioni bancarie. Anche in America abbiamo osservato lo stesso fenomeno. Strano perché normalmente le banche fanno parte dei settori ciclici che guadagnano quando l'economia cresce.
Questo irrobustisce il sospetto che la borsa americana sale non perché le prospettive economiche sono eccellenti ma perché é spinta dalla liquidità e dalla speculazione.

La seduta a New York ha seguito l'abituale svolgimento. L'S&P500 ha aperto con una caduta a 4514 punti. Poi é salito velocemente fino alle 17.15 quando ha raggiunto i 4536 punti. In seguito per ore é oscillato in laterale tra i 4531 ed i 4537 punti. Sul finale é caduto a 4528 punti. La seduta al NYSE é stata negativa (!) con A/D a 3755 su 4134, NH/NL a 929 su 182 e volume realtivo a 0.8. La volatilità VIX é scesa a 16.19 punti (-0.20), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.42 e il Fear&Greed Index é balzato a 57 punti (+7 punti). I Summation Index salgono.
Malgrado la pessima partecipazione S&P500 e Nasdaq guadagnano terreno e la loro corsa sembra inarrestabile. Al contrario - abbandonati dal resto del plotone sembra che ormai poche azioni vengono comperate da tutti e godono ormai dell'appoggio incondizionato degli investitori. In questo senso comincia ad apparire dell'irrazionale euforia.

Stamattina ritroviamo il future a 4539 punti (+15 punti). Questo ulteriore balzo fornisce l'intonaziona alla giornata. Il Nikkei guadagna il +1.08%. L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 4210 punti - le borse europee apriranno con moderati guadagni di circa il +0.3%. Probabilmente stasera chiuderanno sui livelli d'apertura.

Aggiornamento del 30 agosto

Afghanistan e uragano Ida su New Orleans - niente che possa influenzare i mercati finanziari

Durante il fine settimana si é parlato molto di Afghanistan e dell'uragano Ida che ha raggiunto le coste dell'America provocando parecchi danni. Questi non sono però temi che influenzano i mercati finanziari che mantengono stamattina il loro corso. Le borse asiatiche hanno dovuto scontare il nuovo massimo storico venerdì sera a Wall Street - il Nikkei ha guadagnato il +0.52%. Le borse cinesi sono ancora in calo (Shanghai -0.20%) e si muovono in maniera indipendente secondo gli umori del partito comunista cinese.
Il future sull'S&P500 guadagna 2 punti a 4507 punti. Alle 08.15 l'Eurostoxx50 vale 4189 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Vedremo se gli investitori troveranno ancora degli argomenti per comperare.
Noi durante il fine settimana abbiamo riflettuto sul concetto di inflazione transitoria. Ci disturba un'evidente contraddizione. Se l'inflazione é transitoria significa che l'attuale crescita economica é solo un fuoco di paglia e nei prossimi mesi ci sarà per lo meno un netto rallentamento. Bisogna domandarsi se un aumento del PIL del 1%/2% é conciliabile che i livelli raggiunti dalla borsa americana. Se invece nel futuro l'economia si espanderà a ritmi nettamente superiori una spinta inflazionistica é inevitabile e i tassi d'interesse devono salire. In ogni caso questa combinazione di politica monetaria estremamente espansiva e crescita economica provocata da un'espansione della spesa statale tramite l'aumento del debito pubblico non é sostenibile.
Questa settimana non vediamo nell'agenda economica appuntamenti in grado di influenzare in maniera determinante i mercati finanziari. Inizia tra un paio di giorni il mese di settembre che statisticamente é uno dei peggiori dell'anno. Non osiamo più parlare di correzione ma ci sembra difficile che questa settimana le borse possano ancora salire.

Commento del 28-29 agosto

Rialzo all'infinito ?

Da inizio anno il rialzo dell'S&P500, malgrado alcuni sussulti intermedi, segue l'incremento della somma di bilancio della FED. Sembra che ormai l'unico fattore determinante per la borsa sia la liquidità fornita dalla Banca Centrale. Tutto il resto, sia che provenga dall'analisi fondamentale o dall'analisi tecnica, sembra non avere nessun influsso. Possiamo elencare decine di dati ed indicatori per dimostrare che la borsa americana é oscenamente cara ma questo sembra non essere sufficiente per poter prevedere una fine imminente di questo rialzo che continua a dimostrarsi forte e regolare - venerdì l'S&P500 (+0.88% a 4509.37 punti) ha toccato un nuovo record storico a 4513 punti e la performance da inizio anno é del +20.06%. L'ultima correzione degna di nota risale ad ottobre dell'anno scorso. L'analisi tecnica da mesi fornisce lo stesso risultato - gli indici azionari sono spesso ipercomperati, in eccesso di rialzo e gli investitori sono troppo ottimisti. Questa combinazione ad intervalli regolari dovrebbe provocare per lo meno delle correzioni - di tanto in tanto delle correzioni minori ed intermedie e qualche volta delle correzioni più importanti (-10%) e della durata di qualche settimana. Invece quello che ancora chiamiamo correzioni sono delle brevi cadute di due o tre punti in percentuale fino alla MM a 50 giorni - ogni caduta di questo genere viene però subito comperata ed é seguita da un nuovo massimo storico. Ormai nessuno osa più essere negativo sulla borsa americana ed i pessimisti, o gli investitori prudenti come siamo noi, si limitano ad essere sotto investiti. Nessun investitore privato compera obbligazioni poichè i redditi reali (reddito nominale meno il tasso d'inflazione) sono negativi. In Europa il Bund tedesco decennale rende il -0.4255% mentre in America il reddito dell'US Treasury Bond decennale é al 1.31%, poco sopra il reddito da dividendi dell'S&P500 (1.28%). E evidente che si preferisce prendere il rischio di comperare azioni piuttosto che essere sicuri di perdere soldi comperando obbligazioni. Nel passato qualsiasi bolla speculativa é arrivata alla fine, é scoppiata ed é stata seguita da un crollo più o meno lungo e grave. Anche questa volta arriveremo a questo risultato. La domanda é unicamente quando a da quali livelli. Purtroppo nessuno é in grado di dare una risposta malgrado che addesso molti analisti cominciano ad essere decisamente irrequieti i pensano che il limite é vicino. Il governo americano e la FED non intendono però togliere il piede dall'acceleratore e fino a quando l'orchestra suona nessuno pensa che sia giunto il momento di abbandonare la festa. Noi con le nostre analisi cominciamo ad essere frustrati poiché non osserviamo nessun cambiamento e non possiamo, settimana dopo settimana, che ripetere la stessa litania - ci sentiamo superflui come un poliziotto in mezzo al traffico che per ore fa unicamente cenno alle auto di proseguire. Cosa servono gli eccessi e le divergenze se il mercato finge di non vederli ? Che significato hanno i cicli annuali e stagionali in calo se l'S&P500 continua a salire ignorandoli? Il mercato ha per definizione sempre ragione e la tendenza rialzista é evidente e indiscutibile. Speriamo solo che questa pazzia non termini con un improvviso e imprevedibile crash - nel passato i crolli sono sempre stati preceduti da scosse di avvertimenti e non si sono mai verificati direttamente da un nuovo massimo storico. Speriamo quindi anche questa volta di renderci conto con anticipo quando si verificherà un'importante inversione di tendenza. Per ora non possiamo che dare via libera - il semaforo resta sul verde in America e sul giallo in Europa. Giallo significa che fino a quando l'America non corregge neanche l'Europa cederà. Formalmente però il trend rialzista in Europa é debole e gli indici azionari europei seguono a fatica e a distanza quelli americani.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.05% a 4191 punti
SX7E (banche)          +2.32% a 96.86 punti
DAX                         +0.28% a 15851 punti
SMI                          +0.19% a 12439 punti
FTSE MIB                  +0.34% a 26006 punti
S&P500                     +1.52% a 4509.37 punti - nuovo record storico
Nasdaq100                +2.25% a 15432 punti - nuovo record storico

Venerdì l'attenzione degli investitori era focalizzata sul discorso di Jerome Powell a Jackson Hole. Il capo della FED ha dichiarato di voler ridurre gli acquisti di titoli di Stato (QE) entro la fine dell'anno e che un aumento dei tassi d'interesse di riferimento non é ancora in discussione. Non ha trattato il problema dell'inflazione che secondo la FED é un effetto transitorio. Agli investitori questa combinazione di moderato tapering combinato con una promessa di voler mantenere la politica monetaria espansiva ancora per parecchio tempo é piaciuta. L'S&P500, che fino alle 16.00 veleggiava sui 4485 punti, é salito a razzo fino alle 16.20 quando ha raggiunto i 4504 punti. In seguito, come spesso succede negli ultimi mesi. l'indice si é mosso in una decina di punti. Ha toccato un massimo storico a 4513 punti e ha chiuso poco più in basso a 4509.37 punti (+0.88%). Il rialzo ha coinvolto tutto il listino (Nasdaq100 +1.01% a 15432 punti e nuovo record storico, DJTransportation +1.23% e Russell2000/RUT +2.85%). Le affermazioni di Powell, hanno indebolito l'USD e hanno fatto salire il prezzo del petrolio e dei metalli prezioni con ovvie conseguenze sulle azioni dei settori correlati (ETF Energy +2.67%).
Gli indici azionari europei, che fino alle 15.00 veleggiavano intorno alla parità, hanno seguito a distanza lo sviluppo della situazione a Wall Street. Hanno chiuso sul massimo giornaliero con moderati guadagni (Eurostoxx50 +0.51% a 4191 punti, DAX +0.37% a 15851 punti). La sottoperformance dell'Europa é però evidente - una settimana fà l'Eurostoxx50 aveva perso il -1.94% - questa settimana ha guadagnato il +0.51% - una netta differenza con il -0.59% e +1.52% dell'S&P500. Le borse europee sono poco sopra i massimi di giugno e il massimo annuale risale al 13 agosto. Malgrado valutazioni fondamentali interessanti rispetto all'America le borse europee faticano a fare progressi - chi vuole delle borsa a buon prezzo deve guardare i mercati emergenti - chi cerca borse tecnicamente molto forti deve restare negli Stati Uniti - l'Europa é noiosa.

La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6703 su 1228, NH/NL a 878 su 184 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é crollata a 16.39 punti (-2.45), il CBOE Equity put/call ratio é nuovamente basso a 0.49 e il Fear&Greed Index é neutro a 50 punti (+11 punti!). I Summation Index stanno salendo. La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 55.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 59.61 punti. Il sospiro di sollievo degli investitori é evidente - l'umore (sentiment) migliora adesso che Jerome Powell ha confermato il suo sostegno ai mercati finanziari.  
I ribassisti e quelli che prevedono un imminente crollo della borsa (p.e. Jeremy Grantham, Michael Burry, John Hussmann) tacciono. Gli analisti di Wall Street alzano regolarmente le stime dell'S&P500 per fine anno. Gli ottimisti parlano ora di 4800 punti. Se l'S&P500 continua a salire al ritmo attuale l'obiettivo é a 4830 punti - basta prolungare la linea di trend che collega da metà aprile i massimi per arrivare a questo obiettivo - non c'é bisogno di essere un analista strapagato a Wall Street - bastano una riga e una matita.
A noi questo rialzo sembra una pazzia - per il momento non abbiamo però niente di meglio da offrire.

Commento del 27 agosto

L'attentato a Kabul fa scendere la borsa americana - calo senza conseguenze

Ieri le borse hanno perso terreno. La ragione non sono solamente gli attentati all'aeroporto di Kabul - le borse europee (Eurostoxx50 -0.27% a 4169 punti) hanno aperto in calo e malgrado un recupero la mattina hanno trascorso tutta la giornata in negativo. Solo il difensivo SMI svizzero (+0.36%) é riuscito a guadagnare qualche punto grazie ai suoi titoli difensivi. In America sembrava che dovesse esserci una seduta di pausa con indici praticamente invariati. Le cattive notizie provenienti dall'Afghanistan hanno però provocato delle sporadiche vendite e la borsa é scesa - l'S&P500 ha chiuso sul minimo giornaliero a 4470 punti (-0.58%) con una moderata perdita di 26 punti. I volumi di titoli trattati erano decisamente sotto la media (volume relativo a 0.80) - questo mostra che non c'é stata una fuga dal mercato ma piuttosto alcune logiche prese di beneficio - dopo tre sedute di rialzo é normale che ci sia un ritracciamento - per saldo la performance settimanale é ancora decisamente positiva e questo calo non ha fatto nessun danno.
Nel complesso la situazione tecnica non é cambiata e la tragedia di Kabul non ha influenzato in maniera determinante il trend rialzista della borsa americana. Le borse europee invece deludono - l'Eurostoxx50 (-0.27% a 4169 punti) e il DAX (-0.42% a 15793 punti) sono fermi vicini alle vecchie resistenze di giugno rispettivamente a 4160 e 15800 punti - da mesi gli indici non fanno progressi e ci vuole una certa benevolenza per poter parlare di trend rialzista. Gli indici sono ancora sopra le MM a 50 e 200 giorni che salgono ancora leggermente. Basta però guardare i portafogli investiti in azioni europee per rendersi conto che guadagnare qualcosa é da mesi un'ardua impresa.

L'S&P500 ha aperto a 4493 punti e all'inizio é ancora salito a 4495 punti. Quando é arrivata la notizia della prima esplosione all'aeroporto di Kabul l'indice é sceso fino a 4470 punti. Poi ha recuperato e alle 18.00 era nuovamente sui 4487 punti. In seguito é sceso in maniera regolare fino alla chiusura sul minimo a 4470 punti (-0.58%). Le vendite erano diffuse su tutto il listino senza una particolare pressione di vendita (DJT -0.69%, RUT -1.13%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2045 su 5856, NH/NL a 511 su 255 (rapporto senza grandi variazioni rispetto ai precedenti giorni !) e volume relativo a 0.8. A livello di sentiment c'é stato un chiaro peggioramento a conferma che gli investitori sono pronti a scappare al primo segno di pericolo (ma finora non lo fanno) - la volatilità VIX é balzata a 18.84 punti (+2.05), il CBOE Equity put/call ratio é lievitato a 0.55 mentre il Fear&Greed Index é caduto a 39 punti (-5 punti). Il Summation Index sul NYSE torna a scendere - quello sul Nasdaq sale ancora. Il reddito dell'USTBond decennale é fermo a 1.34% (-0.01%). Nel complesso le pessime notizie provenienti dall'Afghanistan non hanno intaccato il rialzo della borsa americana - gli investitori (giustamente) temono molto di più le conseguenze di una eventuale stretta monetaria da parte della FED che degli attentati di un manipolo di terroristi su suolo straniero.

Oggi alle 16.00 é atteso il discorso di Jerome Powell nell'ambito della riunione dei responsabili delle Banche Centrali a Jackson Hole. Non crediamo che Powell dirà qualcosa in grado di spaventare gli investitori. Sa esattamente che l'economia e i mercati finanziari sono fragili e quindi doserà attentamente le sue affermazioni. Noi pensiamo che la FED stia volontariamente cercando di provocare inflazione per risolvere il problema dell'eccessivo indebitamento dello Stato. In questo caso manterrà una politica monetaria estremamente espansiva il più a lungo possibile - seguendo l'esempio del Giappone questo potrebbe significare all'infinito.

Stamattina il future sull'S&P500 risale a 4478 punti (+12 punti). Le borse asiatiche sono miste - il Nikkei ha perso il -0.39% - Shanghai sta guadagnando il +0.5%. L'Eurostoxx50 alle 0.30 vale 4172 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.1%) - crediamo che questa mattina cercheranno di salire ancora qualche punto (+0.5% ?) e poi si fermeranno in attesa del discorso di Jerome Powell. Siamo convinti che le dichiarazioni del responsabile della FED non muoveranno i mercati in maniera importante. Crediamo che oggi le borse chiuderanno con moderati guadagni compensando le perdite di ieri.

Commento del 26 agosto

Un'altra seduta positiva con nuovi massimi storici marginali e ... vendite in chiusura

La giornata di ieri é stata una copia di quella di martedì. Le borse europee hanno marciato sul posto - l'Eurostoxx50 ha guadagnato il +0.07% a 4181 punti - martedì la plusvalenza era stata del +0.04%. In America l'S&P500 (+0.22% a 4496.19 punti) e il Nasdaq100 (+0.07% a 15368 punti) sono saliti di qualche punto e hanno toccato dei nuovi massimi storici marginali. Gli indici azionari si sono mossi in pochi punti con modesti volumi - gli investitori sembrano in attesa di conoscere l'esito della conferenza dei responsabili delle Banche Centrali che si terrà tra oggi e domani a Jackson Hole.

Veramente su questa giornata abbiamo poco da dire. L'unico movimento rilevante é stato nuovamente l'aumento dei tassi d'interesse al quale questa volta ha partecipato anche l'Europa (future sul Bund a 176.02, -0.46%). Questo ha provocato l'abituale balzo del settore bancario europeo (SX7E +2.08% a 97.83 punti) che però questa volta non ha contagiato la borsa italiana (FTSE MIB +0.12% a 26060 punti). Da alcuni giorni le borse europee non riescono a seguire il rialzo della borsa americana. Gli indici di riferimento sono fermi poco sopra i massimi di giugno. Le borse europee mostrano debolezza relativa e se non salgono adesso possiamo immaginarci cosa succederà quando l'America comincerà a correggere.
Il reddito dell'USTBond decennale é salito a 1.35% (+0.06%) - questo movimento viene finora ignorato dalla borsa.

L'S&P500 ha aperto nuovamente cadendo sul minimo a 4485 punti. È salito fino alle 18.30 a 4501 punti, é sceso lentamente fino a 4485 punti, si é nuovamente impennato alle 21.45 a 4501 punti ed é caduto sul finale a 4496.19 punti (+0.22%). L'indice si é mosso in soli 16 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4812 su 3043, NH/NL a 681 (pochi!) su 182 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 16.79 punti (-0.43), il CBOE Equity put/call ratio é basso a 0.42 mentre il Fear&Greed Index balza a 44 punti (+7 punti). I Summation Index salgono.
Come vedete rispetto a martedì c'é solo un logico miglioramento del sentiment - per il resto nulla di nuovo. Esistono le premesse ideali per una breve correzione intermedia con protagonista la tecnologia - il trend a medio termine sembra però voler restare saldamente al rialzo. Teniamo d'occhio i tassi d'interesse...

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 4486 punti (-7 punti). Il Nikkei é fermo (+0.06%) - le borse cinesi sono in netto calo (Shanghai -1.1%). L'Eurostoxx50 alle 08.45 vale 4159 punti (-22 punti) - le borse europee perdono in apertura un -0.5%. Da alcuni giorni le borse europee non convincono - galleggiano a fatica. Crediamo quindi che stamattina gli indici scenderanno più in basso (-1% ?) e poi si fermeranno in attesa di capire cosa intendono fare gli americani. Il discorso di Jerome Powell a Jackson Hole é in agenda domani alle 16.00.

Commento del 25 agosto

Ancora una seduta positiva con nuovi massimi storici marginali e ... vendite in chiusura

Ieri le borse si sono praticamente fermate in attesa di conoscere l'esito della riunione dei responsabili delle Banche Centrali che avrà luogo, in maniera virtuale, giovedì e venerdì a Jackson Hole. È stata una giornata noiosa e priva di spunti d'interesse. Gli indici si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso al centro del range giornaliero con modeste variazioni. Mentre in Europa si é marciato sul posto (Eurostoxx50 +0.04% a 4178 punti con DAX in guadagno (+0.33%) e FTSE MIB (-0.07%) e SMI (-0.32%) in perdita) in America sullo slancio gli indici azionari hanno ancora guadagnato terreno. L'S&P500 (+0.15% a 4486.23 punti) e il Nasdaq100 (+0.29% a 15357 punti) hanno toccato dei nuovi record storici e questo come sapete é un segnale indiscutibile di rialzo. L'unico aspetto interessante é lo sviluppo del mercato durante la seduta. In America statisticamente i piccoli investitori agiscono in apertura mentre gli investitori istituzionali si muovono durante la giornata e concentrano le loro decisioni in chiusura. I piccoli stanno comperando - gli istituzionali invece da due giorni vendono provocando un breve vuoto d'aria nell'ultima ora di contrattazioni. Tutto questo potrebbe significare nulla ed essere solamente uno sviluppo casuale - sembra però che i big players non siano molto ottimisti per il prossimo futuro mentre i traders (CBOE Equity put/call ratio a 0.39) continuano a speculare al rialzo.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. È stata una giornata noiosa durante la quale gli indici azionari europei si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso praticamente invariati. Tecnicamente é stata una giornata insignificante. L'Eurostoxx50 (+0.04% a 4178 punti) ha chiuso con un magro guadagno di 2 punti - é rimasto sopra il supporto a 4160 punti ma non ha confermato il trend rialzista con un'altra seduta decisamente positiva. Gli altri indici si sono mossi in maniera simile.

L'S&P500 ha aperto in guadagno ed é subito caduto sul minimo a 4482 punti. È salito a 4491 punti e a metà seduta é ridisceso a 4484 punti. Ha ripreso il rialzo fino alle 21.15 quando ha toccato il nuovo record a 4492 punti. Sul finale é caduto a 4486.23 punti (+0.15%). Sembra una seduta movimentata ma in realtà l'S&P500 si é mosso in soli 10 punti (!) e la discesa finale é stata di soli 6 punti.
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva (grazie al Russell2000 +1.02%) con A/D a 5549 su 2358, NH/NL a 538 su 206 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é ferma a 17.22 punti (+0.07), il CBOE Equity put/call ratio é basso a 0.39 mentre il Fear&Greed Index é balzato a 37 punti (+8 punti). I Summation Index sono saliti. Il reddito dell'USTBond decennale é lievitato a 1.29% (+0.04%).
Nel complesso é stata una buona seduta con la solita modesta partecipazione. Si é comperato ancora energia (ETF Energy +1.66%) e titoli speculativi come quelli cinesi che nelle scorse settimane erano precipitati.

Stamattina il future sull'S&P500 é fermo a 4481 punti. Le borse asiatiche marciano sul posto (Nikkei -0.03%, Shanghai +0.5%). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4178 punti - le borse europee apriranno invariate. Prevediamo una ripetizione della seduta di ieri con meno movimenti, meno volumi e trascurabili variazioni degli indici azionari.

Commento del 24 agosto

Un susseguirsi di minimi e massimi ascendenti - un trend rialzista da manuale

Ieri sera l'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 4489.88 punti - ha chiuso 10 punti più in basso a 4479.53 punti (+0.85%). Tralasciando il fatto che una settimana fà aveva chiuso esattamente sullo stesso livello, sul grafico continua la serie di minimi e massimi ascendenti sopra la MM a 50 giorni in ascesa. Abbiamo un trend rialzista da manuale che non si può mettere in discussione fino a quando non c'é una rottura al ribasso. Tutti i discorsi riguardanti la debole partecipazione e le divergenze sono a questo punto superflui e pane unicamente per gli analisti tecnici. Fino a quando l'S&P500 non sale sopra la linea di trend che collega i massimi (attualmente sui 4500 punti con un incremento di 4 punti al giorno) non c'é neanche quella accelerazione esponenziale che dovrebbe esaurire la tendenza. Questa situazione sussiste da novembre dell'anno scorso e fino a quando non ci sarà un cambiamento radicale nel trend o negli indicatori bisogna partire dal principio che il rialzo debba continuare anche nel futuro. A conferma del fatto che la tecnologia é, e rimane, la forza trainante di questo bull market ieri sera il Nasdaq100 (+1.46% a 15312 punti) ha raggiunto un nuovo netto massimo storico.
Un rialzo dei tassi d'interesse di mercato sembra essere l'unico fattore in grado di mettere in difficoltà la borsa - finora però i tassi d'interesse sono stabili (reddito dell'USTBond decennale a 1.25%, -0.01%) e i tassi d'interesse reali restano ampiamente negativi. Le Banche Centrali manipolano i tassi d'interesse impedendo che riflettano l'aumento delle attese inflazionistiche.

La seduta in Europa é stata deludente per chi sperava che gli indici azionari europei potessero recuperare il distacco accumulato settimana scorsa e riprendere il rialzo in maniera dinamica. Le borse hanno avuto una seduta positiva (Eurostoxx50 +0.70% a 4176 punti) e gli indici hanno guadagnato terreno. Hanno però chiuso vicini ai livelli d'apertura (o addirittura sotto come il DAX (+0.28% a 15852 punti)) e questo significa che durante la giornata c'é stato equilibrio tra rialzisti e ribassiti. L'Europa ha ignorato la buona apertura nel pomeriggio a New York e i nuovi massimi storici americani. Sia l'Eurostoxx50 che il DAX sono tornati sopra le resistenze (rispettivamente a 4160 e 12800 punti) e formalmente hanno ripreso il rialzo - il comportamento delle borse europee durante la giornata é però poco convincente - il potere d'acquisto sembra moderato - non ci sono ragioni per entusiasmarsi. Forse gli indici azionari europei sono in effetti é destinati a riprendere il rialzo e nei prossimi giorni miglioreranno i massimi annuali o storici - questo almeno é quanto suggerisce il trend a corto termine. Ieri però le borse europee non hanno dato una dimostrazione di forza ma di debolezza relativa.

L'S&P500 ha aperto in forte guadagno a 4463 punti. Questo é stato il minimo giornaliero - l'indice non é più sceso a colmare il gap iniziale come pensavamo noi. Come spesso succede in questo interminabile rialzo l'indice é salito regolarmente nelle prime ore di contrattazioni e ha raggiunto verso le 18.15 i 4486 punti. A questo punto si é fermato. È oscillato tra i 4482 ed i 4489 punti e sul finale é stato vittima di prese di beneficio e ha chiuso a 4479 punti. Alla seduta positiva (A/D a 6235 su 1723, NH/NL a 500 su 290 e volume relativo a 0.95) ha partecipato tutto il listino (DJT +0.94%, RUT +1.88%). Malgrado ciò il Summation Index sul NYSE é ancora sceso - quello sul Nasdaq é salito di poco. A livello di sentiment notiamo un ovvio miglioramento (VIX a 17.15 punti (-1.41), CBOE Equity put/call ratio a 0.41, Fear&Greed Index a 29 punti (+6)). Il rapporto put/call mostra una pericolosa speculazione al rialzo ma pensiamo che l'effetto negativo sul mercato apparirà solo tra qualche giorno se avremo ancora una o due sedute di questo tipo.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 4484 punti (+9 punti). Le borse asiatiche salgono (Nikkei +0.87%, Shanghai +1%). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4195 punti (+19 punti) - sembra che debba ripetersi la seduta di lunedì.

Aggiornamento del 23 agosto

Taper

Questa settimana si riuniscono a Jackson Hole i responsabili delle Banche Centrali delle maggiori potenze economiche mondiali. Il meeting inizia giovedì - il discorso di Jerome Powell, capo della FED, é in agenda venerdì.
Nelle scorse settimane le borse hanno ignorato qualsiasi tipo di problemi - economici e politici. Hanno mostrato di temere solamente la possibilità che le Banche Centrali riducano lo stimolo monetario - questa misura é conosciuta in inglese come taper. Per questa ragione ogni volta che un rappresentante di una Banca Centrale, soprattutto della FED, ha dovuto prendere posizione a riguardo dei dati sull'inflazione, gli investitori hanno unicamente fatto attenzione alla possibilità del tapering. Le domande sono tutte andate nella stessa direzione - quando la FED ha intenzione di ridurre il Quantitative Easing e quando intende alzare i tassi d'interesse di riferimento. Finora si parla soprattutto di 2023 - é una data abbastanza lontana da non impensierire i mercati finanziari. Vedremo tra giovedì e venerdì se a questo riguardo ci saranno delle novità.

Fino a giovedì crediamo che i mercati finanziari resteranno letargici. Settimana scorsa tutti hanno visto che la borsa americana non vuole correggere - i rialzisti hanno ancora il controllo delle operazioni e ogni debolezza viene comperata. Dai 4441 punti di venerdì l'S&P500 cercherà nei prossimi giorni di lievitare in direzione del massimo storico a 4480 punti. Poi vedremo come reagiranno i mercati finanziari. Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é al 1.26% - nessuno discute il problema dell'indebitamento dello Stato Americano e del raggiungimento del limite massimo imposto dalla legge. I tassi d'interesse reali sono decisamente negativi - crediamo che nei prossimi mesi i tassi d'interesse di mercato debbano salire e questo per le borsa potrebbe rappresentare un grave problema.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 4451 punti (+14 punti). Le borse asiatiche scontano la buona seduta di venerdì scorso a Wall Street e guadagnano terreno - il Nikkei sale del +1.79% - Shanghai é in guadagno del +1.3%. L'Eurostoxx50 vale 4178 punti (+31 punti) - le borse europee apriranno con un balzo del +0.7% - l'Eurostoxx50 si troverà nuovamente sopra la barriera dei 4160 punti. Sarà interessante osservare se dopo questa buona apertura ci saranno ancora degli acquisti. La seduta sarà molto probabilmente positiva ma noi ci aspettiamo una chiusura sotto i livelli d'apertura.

Commento del 21-22 agosto

La tecnologia continua a sostenere il rialzo - nessuna possibilità per una correzione a medio termine

Due motivi ci inducono a dire che é stata una settimana deludente.
Alla fine della prima settimana di agosto gli indici azionari europei avevano rotto al rialzo dando un segnale d'acquisto - la lunga oscillazione in laterale, che da giugno aveva tenuto bloccato i mercati in un trend neutro, sembrava terminata. Noi avevamo affermato che la rottura doveva essere confermata con un test dall'alto delle vecchie resistenze. Per una settimana però il rialzo era continuato ed era sfociato venerdì 13 agosto su dei nuovi massimi annuali o storici. Nelle ultime 5 sedute l'Europa ha corretto e gli indici azionari sono ricaduti sotto i supporti. L'Eurostoxx50 dalla vecchia resistenza a 4160 punti era salito fino a 4242 punti. Venerdì, malgrado una seduta positiva (+0.55%) ha chiuso a 4147 punti - anche nel dopo borsa (valore alle 22.00 4154 punti) non ha "ripreso" i 4160 punti. Questo significa che la rottura al rialzo é fallita e che la sovraperformance dell'Europa si é liquefatta appena é arrivato un segnale di debolezza e di pericolo dall'America. Le borse europee hanno perso più terreno di quella americana.
L'S&P500 (+0.81% a 4441.67 punti) é sceso fino a giovedì quando all'inizio della seduta ha toccato il minimo settimanale a 4367 punti. Dopo due sedute negative sembrava che dovesse essercene una terza - tutti gli analisti tecnici si aspettavano che l'indice scendesse per lo meno a testare la MM a 50 giorni (4345 punti). Quest'anno tutte le correzioni intermedie si erano fermate su questa linea. Invece l'S&P500 é subito ripartito al rialzo e in due sedute, grazie ai big della tecnologia (Nasdaq100 +1.06% a 15092 punti), ha recuperato buona parte delle perdite delle prime tre sedute. Malgrado un evidente deterioramento della struttura del mercato (i Summation Index continuano a scendere) ancora una volta la borsa americana ha evitato una correzione a medio termine. Lo svolgimento delle sedute mostra in maniera inequivocabile che ogni debolezza viene comperata. Il rialzo riprende senza che si delinei una situazione di ipervenduto (RSI sui 30 punti) o di diffuso pessimismo (VIX sopra i 30 punti, CBOE Equity put/call ratio sopra i 0.63). Questa situazione é irritante poiché esiste constantemente il pericolo di un sostanziale vuoto d'aria. Se ci fosse una correzione che eliminasse gli eccessi si potrebbe in seguito comperare con convinzione - gli abbondanti programmi di spesa pubblica e l'espansiva politica monetaria delle Banche Centrali garantiscono liquidità e sostegno ai mercati finanziari. Forse é questo che spinge costantemente le borse verso l'alto creando una differenza rispetto ad altri bull markets della storia. Questa volta i redditi negativi o insufficienti delle obbligazioni obbligano gli investitori a comperare azioni malgrado che siano in prospettiva decisamente troppo care. C'é tanta liquidità in cerca di investimenti redditizi e questo inflaziona i prezzi dei beni reali. Tutti si aspettano che questa pazzia finisca quando le Banche Centrali saranno obbligate a ridurre lo stimolo monetario. Raramente però i mercati finanziari seguono il consenso. Crediamo che i responsabili intendano ridurre il mostruoso debito pubblico creando inflazione e mantenendo contemporanemente artificialmente i tassi d'interesse bassi. 

L'effetto della liquidità annulla l'efficacia di molti indicatori fondamentali e tecnici. Le divergenze permangono senza che la borse corregano per colmarle. I cicli vengono ignorati. Gli effetti stagionali sono stati annullati. In questo momento siamo tornati alla casella di partenza nel senso che la tendenza delle borse europee é neutra mentre il mercato americano é diviso in due. Buona parte del mercato sta correggendo (Russell2000) e da mesi non riesce a fare progressi - questo si rispecchia nei nostri indicatori di riferimento che sono misti e stanno peggiorando (36.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 53.76 punti). L'S&P500 e il Nasdaq100 sono invece ancora al rialzo e considerando quanto successo nelle ultime sedute crediamo che settimana prossima raggiungeranno un nuovo massimo storico. Gli investitori non ritengono che il Covid nella variante Delta e l'Afghanistan siano pericolosi per la borsa. Hanno invece paura di perdere il sostegno delle Banche Centrali. Giovedì a Jackson Hole si incontrano i responsabili delle Banche Centrali - qualsiasi dichiarazione che dovesse suggerire una riduzione degli acquisti di titoli (QE) o addirittura un aumento dei tassi d'interesse di riferimento verrebbe sicuramente recepita come un segnale negativo. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.94% a 4147 punti
SX7E (banche)          -4.26% a 94.66 punti
DAX                         -1.06% a 15808 punti
SMI                          -0.39% a 12415 punti
FTSE MIB                  -2.76% a 25918 punti
S&P500                     -0.59% a 4441.67 punti
Nasdaq100                -0.29% a 15092 punti

Venerdì, dopo il rimbalzo di giovedì, la domanda era se ci sarebbe stata una continuazione del rialzo o se invece sarebbe ripresa la correzione che aveva contraddistino la prima parte della settimana.
La risposta é stata confusa in Europa (Eurostoxx50 +0.55% a 4147 punti contro DAX +0.27% a 15808 punti e FTSE MIB -0.04% a 25918 punti) e evidente in America (S&P500 +0.81% a 441.67 punti). Le borse europee hanno boccheggiato in negativo fino nel pomeriggio e solo con l'avvicinarsi dell'apertura a Wall Street hanno cominciato a salire e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri. Non sono però riuscite a colmare il distacco accumulato durante la settimana.
L'S&P500 ha aperto a 4407 punti - i rialzisti hanno subito preso il controllo delle operazioni e i ribassisti sono spariti. L'S&P500 é salito "sparato" fino a 4435 punti. Dalle 16.30 ha fatto una pausa di due ore su questo livello. Poi c'é stata un'oscillazione intorno a 4440 punti con un minimo a 4433 punti ed un massimo giornaliero a 4444 punti. L'indice ha chiuso a 4441.67 punti ()+0.81%). Tutto il listino ha dato il suo contributo alla buona giornata (DJT +0.24%, RUT +1.65%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5955 su 1962, NH/NL a 290 su 1076 e volume relativo a 0.95. I NL sono ancora troppi considerando che i maggiori indici sono 1% dai massimi storici - ma come scritto in precedenza queste divergenze non sembrano avere un influsso. I dati sul sentiment sono contradditori - mentre il Fear&Greed Index resta molto basso (25 punti, +3) la volatilità VIX é caduta di 3.11 punti a 18.56 punti. Ormai in rete si trovano decine di indicatori di sentiment con i quali, visto il caos, si può fare qualsiasi previsione (rialzo o ribasso). Noi preferiamo usare sempre gli stessi (VIX, rapporti put/call, Fear&Greed Index, DSI) poiché sono collaudati e sappiamo come interpretarli - non sempre funzionano bene.   
Dopo due sedute positive i rialzisti hanno il sostegno del momentum e sembrano aver ripreso il controllo della situazione. L'ovvia conseguenza sarebbe che settimana prossima l'S&P500 riesca a salire sopra i 4480 punti e tocchi un nuovo record storico. Non sappiamo se le borse europee saranno in grado di seguire. La mancata rottura al rialzo di inizio agosto potrebbe indurre molti investitori sulla difensiva. L'EUR é debole (EUR/USD a 1.1695) e un investitore che ragiona in USD ha perso sulle azioni e sul cambio. In questo senso la giornata di lunedì é decisiva visto che i maggiori indici si trovano nuovamente a ridosso delle vecchie resistenze. Teniamo d'occhio i 4160 punti di Eurostoxx50 e 15800 punti di DAX.

Commento del 20 agosto

Rimbalzo dell'S&P500 trascinato dai big della tecnologia - l'Europa é succube dell'America

Ieri, da un punto di vista tecnico, la seduta a New York é stata decisamente negativa - il rapporto A/D era a 2157 su 5794 con una netta prevalenza dei titoli in perdita mentre il rapporto NH/NL a 163 su 1751 ha visto un notevole incremento dei nuovi minimi a 30 giorni che testimonia pressione di vendita. L'S&P500 (+0.13% a 4405.80 punti) é però riuscito a colmare il gap d'apertura e chiudere con un guadagno di 5 punti. Come é possibile? Gli investitori hanno comperato pochi titoli della tecnologia (p.e. NVidia +3.98%, Microsoft +2.08%) e questo ha permesso al Nasdaq100 (+0.51% a 14933 punti) di recuperare terreno. Il resto del mercato era invece in affanno - il Russell2000 ha perso nuovamente il -1.22% - il DJT é sceso del -1.25%. Il risultato é evidente - i Summation Index continuano a scendere mentre l'inquietudine degli investitori aumenta (Fear&Greed Index a 22 punti (-3 punti), CBOE Equity put/call ratio a 0.61).
Ieri il future sull'S&P500 é sceso in mattinata fino a 4347 punti - in vicinanza della MM a 50 giorni (oggi a 4348 punti) il future ha reagito ed é risalito. È evidente che il mercato azionario americano in questo momento é governato da aspetti tecnici.
Secondo noi le borse stanno correggendo e la discesa continuerà fino a quando avremo ipervenduto e un pò di panico. Nei commenti di ieri abbiamo già fatto delle ipotesi riguardanti tempistica ed obiettivi.

Ieri abbiamo potuto ancora una volta constatare che le borse europee restano dipendenti da New York. Come ripetuto più volte nel passato le borse europee non sono in grado di sviluppare un rialzo senza la collaborazione della borsa americana - possono sovraperformare per brevi periodi ma appena a Wall Street si delinea una correzione gli indici europei seguono immediatamente a ruota.
Ieri mattina le borse europee sono state travolte da un'ondata di vendite. Probabilmente dopo la seduta decisamente negativa di mercoledì sera a Wall Street molti hanno pensato che fosse venuto il momento per vendere. Nel pomeriggio però c'é stato un recupero - l'Eurostoxx50 (-1.54% a 4124 punti) ha chiuso 41 punti sopra il minimo giornaliero. A questo segnale costruttivo si contrappone la pesante perdita di 66 punti e la rottura del supporto a 4160 punti. Con alcune sedute negative l'Eurostoxx50 ha cancellato tutti i progressi da inizio agosto ed ora l'indice é tornato formalmente in un trend neutro intorno ai 4100 punti.
Gli altri indici europei del nostro panorama si sono comportati in maniera simile (DAX - 1.25% a 15765 punti, FTSE MIB -1.63% a 25928 punti, SMI -1.13% a 12403 punti) - nei trends ci sono delle leggere differenze che abbiamo evidenziato nei commenti serali. Nella sostanza però non cambia nulla. La fase di rialzo ha subito una grave battuta d'arresto. Non é ancora chiaro se dopo una correzione minore avremo una ripresa del rialzo o se la correzione é destinata a continuare fino ad ottobre come suggeriscono i cicli. Discuteremo la questione nell'analisi del fine settimana.

L'S&P500 ha aperto in gap down a 4380 punti. All'inizio é sceso a 4378 punti ma poi ha subito recuperato e a balzi é risalito alle 18.00 fino ai 4418 punti. In seguito l'indice é sceso ad ondate nuovamente a 4384 punti, é risalito a 4417 punti ed ha infine chiuso a 4405.80 punti (+0.13%). È stata una seduta volatile con un aspro combattimento intorno ai 4400 punti. Come spiegato é stata però una seduta in generale negativa e siamo convinti che il mercato deve ancora correggere. Sembra però che non debba esserci una violenta caduta in pochi giorni ma una discesa intercalata da rimbalzi sui supporti tecnici - il prossimo é la MM a 50 giorni. Pensiamo che questa volta l'S&P500 scenderà più in basso. Cercando di combinare lo sviluppo degli indicatori con il movimento degli oscillatori crediamo che l'S&P500 debba scendere verso la metà di settimana prossima sui 4300 punti. Ripetiamo però che questa stima presuppone un pò di ipervenduto e di panico (VIX a 21.67 punti, +0.10, nostro obiettivo a 32-38 punti).

Stamattina il future sull'S&&P500 scende a 4391 punti (-9 punti). Alle 08.40 l'Eurostoxx50 vale 4124 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Dopo il rimbalzo di ieri oggi potrebbe esserci una seconda spinta di ribasso. Gli investitori sembrano preoccupati delle numerose notizie negative che provengono da diverse direzioni - molti problemi che sembravano superati o di secondaria importanza (Covid, Afghanistan, inflazione) continuano a influenzare negativamente l'economia e l'umore della gente.

Commento del 19 agosto

Puzza di bruciato...

Ancora una volta c'é poco da dire sulla seduta di borsa in Europa. Gli indici sono scesi la mattina, hanno recuperato nel pomeriggio e hanno terminato la giornata senza grandi variazioni. L'Eurostoxx50 (-0.17% a 4189 punti) ha perso qualche punto senza avvicinare il supporto a 4160 punti. Il DAX invece é salito (+0.28% a 15966 punti) insieme al FTSE MIB (+0.50% a 12545 punti) che ha approfittato di una buona giornata del settore bancario (SX7E +0.89% a 97.03 punti). In generale ieri gli investitori erano nuovamente disposti a prendere dei rischi e hanno ricomperato quanto avevano venduto il giorno prima. L'SMI svizzero ha continuato la sua corsa (+0.54% a 26357 punti) e ha toccato un nuovo massimo storico.
Nel complesso le borse europee non hanno dato segnali particolari - sembra che stiano consolidando sopra i primi supporti costituiti dai massimi di giugno. Considerando la pessima seduta di ieri sera a Wall Street la situazione oggi dovrebbe cambiare ma dobbiamo essere sinceri - nella seduta di ieri non abbiamo rilevato nulla che possa suggerire l'inizio di una correzione.

L'S&P500 ha perso il -1.07% a 4400.27 punti - ha raggiunto il primo supporto a 4400 punti. Questa seduta decisamente negativa é un evidente cambiamento nel trend e chiude la spinta di rialzo iniziata a metà luglio. Ora bisognerà vedere se avremo la solita correzione minore fino alla MM a 50 giorni (4345 punti) o se questa volta i ribassisti avranno la forza di imporsi e far scendere l'S&P500 decisamente più in basso. Noi rileviamo da mesi forti divergenze a livello di partecipazione e riteniamo che le fondamenta del rialzo si stiano sgretolando - siamo fautori di una importante correzione di un -10%. È troppo presto per trarre delle conclusioni ma oggettivamente la giornata di ieri sembra solo l'inizio di una breve correzione di portata limita. Abbiamo già rilevato un forte peggioramento dei dati sul sentiment (Fear&Greed Index a 25 punti, -12 punti) e il numero dei nuovo minimi a 30 giorni (NL a 899) é diminuito invece che aumentare - i settori fino a ieri deboli stanno rallentando la caduta e tentando di fare base. In linea di massima di aspettiamo quindi una breve caduta dell'S&P500 fino a venerdì e poco sotto la MM a 50 giorni ma niente di peggio. Il Nasdaq100 (-0.96% a 14857 punti) potrebbe cadere fino a 14500 punti. Vediamo però cosa succede oggi poiché il calo ieri é iniziato dopo le 20.00 ed é durato finora solo 2 ore.

L'S&P500 ha aperto a 4438 punti, é salito a 4454 punti ed é poi scivolato verso il basso fino alle 20.00. Dopo la pubblicazione del protocollo dell'ultima riunione della FED c'é stata una violenta oscillazione - in seguito hanno prevalso le vendite e gli indici sono scesi fino alla chiusura sul minimo - l'S&P500 si é fermato a 4400.27 punti (-1.07%).
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 2453 su 5368, NH/NL a 269 su 899 e volume relativo a 0.95. Le vendite hanno toccato tutti i settori (DJT -0.82%, RUT -0.84%). La volatilità VIX é balzata a 21.57 punti (+3.66) - il CBOE Equity put/call ratio é salito meno di quanto ci si poteva immaginare (0.52).
Nel complesso abbiamo avuto un'aumento della pressione di vendita - il mercato sembra però solo all'inizio di una spinta di ribasso poiché i volumi sono ancora relativamente bassi e gli acquisti di puts sono limitati.
I Summation Index sono ancora scesi.

Stamattina alle 07.30 il future sull'S&P500 perdeva 4 punti - ora (08.40) ne perde 25. Sembra che gli investitori europeei siano pessimisti e stanno vendendo. L'Eurostoxx50 vale 4142 punti - perde circa l'1% e cade sotto il supporto a 4160 punti - la giornata si preannuncia molto interessante.
Il Nikkei ha perso il -1.10% - Shanghai é in calo del -0.5%. Il cambio EUR/USD ha rotto il supporto a 1.17, é sceso a 1.1675 e si trova sul minimo annuale. È evidente che sui mercati finanziari sta cambiando qualcosa - nei prossimi giorni si tratterà di capire se avremo solo una breve correzione delle borse di portata limitata o se invece il rialzo é a rischio ed é iniziata quella correzione di medio termine fino a metà ottobre da noi auspicata sulla base dei cicli.

Commento del 18 agosto

L'S&P500 barcolla ma non crolla

Dal nuovo record storico di lunedì a 4468 punti ieri l'S&P500 é caduto fino a 4417 punti. Dopo le 19.00 l'indice ha però recuperato e ha chiuso 31 punti più in alto a 4448.08 punt (-0.71%). Il Nasdaq100 (-0.71% a 15002 punti) ha difeso il supporto a 15000 punti. I ribassisti hanno imposto una seduta negativa ma a parte questo limitato successo non hanno ottenuto risultati rilevanti ai sensi dell'analisi tecnica. Non capiamo perché stamattina molti pessimisti in rete festeggiano come se si fosse verificata un'inversione di tendenza. Noi non rileviamo nulla di particolare in questo calo e non abbiamo nessun segnale di vendita. Ovviamente continuiamo ad osservare i conosciuti problemi di partecipazione che stanno erodendo il mercato - ieri il rapporto NH/NL é esploso a 245 su 1439 anche perché il Russell2000 (RUT - 1.19%) era nuovamente debole. I Summation Index hanno accelerato la loro caduta. Non vediamo però ragioni per cambiare il nostro approccio - la tendenza di fondo della borsa americana (ci riferiamo in particolare ai maggiori indici S&P500 e Nasdaq 100) resta al rialzo.

Ieri sera siamo rientrati tardi e non abbiamo scritto i commenti sulla seduta in Europa. C'era anche una ragione evidente. Non sembrava che valesse la pena sprecare tante parole per analizzare una giornata durante la quale non era successo nulla di particolare ed i maggiori indici (Eurostoxx50 -0.14% a 4196 punti / DAX -0.02% a 15922 punti) avevano chiuso in leggero calo. Abbiamo notato la fuga da alcuni settori speculativi come quello delle banche (SX7E -1.62% a 96.17 punti). A questo riguardo abbiamo solo il rammarico che il nostro obiettivo a 100 punti non é stato raggiunto ma é stato solo sfiorato con un massimo venerdì scorso a 99.50 punti. L'ovvia conseguenza della caduta delle azioni delle banche é stata la sottoperformance della borsa italiana (-0.85% a 26224 punti) che come sappiamo dipende dai sui due big bancari. Di positivo rileviamo il nuovo record storico della borsa svizzera (SMI +0.47% a 12477 punti) - grazie ai suoi colossi dei settori alimentari (Nestlé +1.50%) e farmaceutico la corsa dell'SMI verso l'obiettivo a 12800 punti sembra inarrestabile.
Nel complesso la seduta in Europa é stata costruttiva. Gli indici sono scesi la mattina ma dopo alcune iniziali vendite si sono stabilizzati e dopo le 09.15 hanno recuperato e sono oscillati in laterale senza subire le conseguenze della debole apertura a Wall Street.

L'S&P500 ha aperto in forte calo a 4446 punti. Dopo un recupero fino ai 4457 punti l'indice é caduto verso le 17.00 sul minimo a 4417 punti. Notiamo che il supporto a 4400 punti non é stato avvicinato. Dopo metà seduta l'S&P500 ha recuperato a balzi irregolari e ha chiuso a 4448.08 punti (-0.71%)- La perdita di 31 punti é rilevante specialmente dopo una serie interminabile di sedute positive. L'indice dista però solo un 1% dal massimo - in pratica non é successo ancora niente. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1928 su 6004, NH/NL a 245 su 1439 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita come pensavamo a 17.91 punti (+1.79), il CBOE Equity put/call ratio é lievitato a 0.58 mentre il Fear&Greed Index é precipitato a 37 punti (-12).
Ora bisogna vedere qual'é la reazione degli investitori a questa battuta d'arresto. Normalmente queste debolezze vengono comperate e quindi ci si potrebbe aspettare che nei prossimi giorni ci sia un recupero. Ieri però abbiamo notato un evidente avversione al rischio (risk off) con vendite nei settori speculativi e acquisti in quelli difensivi. Se stasera i ribassisti ripartono all'attacco potrebbe delienarsi un cambiameto di trend. In ogni caso é troppo presto per parlare di correzione.

Stamattina il future sull'S&P500 guadagna 2 punti a 4446 punti. Le borse asiatiche guadagnano terreno (Nikkei +0.59%, Shanghai +0.8%). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 4198 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno. Sembra che oggi torneremo ad avere una tranquilla seduta estiva con gli indici che si muoveranno in pochi punti.

Commento del 17 agosto

Nuovo record storico dell'S&P500

Stamattina devo uscire presto e quindi pubblico un commento in formato ridotto. In ogni caso non c'é molto da dire. Il nuovo record storico dell'S&P500 a 4480 punti é un segnale indiscutibile di rialzo che mostra come la crisi afgana non influenza i mercati finanziari. L'S&P500 ha aperto in calo a 4454 punti ed é sceso fino a 4437 punti di minimo. Dopo le 17.00 le vendite sono finite e l'indice é risalito in maniera costante fino alla chiusura a 4479.71 punti (+0.26%). Nei commenti serali avevamo già dato poco peso alla chiusura europea in calo (Eurostoxx50 -0.64% a 4202 punti). In effetti gli indici azionari avevano chiuso lontani dai minimi giornalieri e con moderate perdite. Nessun importante supporto era stato avvicinato e non avevamo nessun segnale di vendita. Bisogna quindi catalogare questa seduta europea come una normale seduta negativa all'interno di una fase di rialzo.
Ieri sera a New York non abbiamo visto dei cambiamenti significativi negli indicatori. La debole partecipazione al rialzo e la fragile struttura del mercato sono ancora presenti come mostrano i dati. Il rapporto NH/NL (405 su 1179) era pessimo ed entrambi i Summation Index sono ancora scesi. La volatilità VIX (16.12 punti, +0.67) ha avuto unicamente un breve sussulto. La chiusura del mercato sul massimo giornaliero e il nuovo record dell'S&P500 bastano però a spazzare via tutte le preoccupazioni. Per ora il trend rialzista non può essere messo in discussione.
Gli investitori tirano un sospiro di sollievo (Fear&Greed Index a 49 punti, +6 punti). Neanche la cocente sconfitta degli Stati Uniti in Afghanistan é in grado di far deragliare il bull market. Economicamente questa reazione non fa una grinza. Psicologicamente ci saremmo aspettati altro.

Stamattina alle 07.00 ritroviamo il future sull'S&P500 a 4462 punti (-12 punti). L'S&P500 perde teoricamente quanto guadagnato ieri. Le borse asiatiche sono in leggero calo (Nikkei -0.1%, Shanghai -1.0%). È presto per poter dire come apriranno le borse europee - pensiamo però non ci saranno differenze importanti rispetto alla chiusura di ieri sera - al massimo un calo di un -0.1%/-0.2%.
 
Aggiornamento del 16 agosto

I talebani riconquistano l'Afghanistan - cocente sconfitta degli americani - i mercati finanziari sono indifferenti

I talebani sono entrati a Kabul, il presidente Ghani é scappato all'estero e gli americani abbandonano il Paese. Questo rappresenta una cocente sconfitta, militare, economica e politica per gli Stati Uniti e per il presidente Joe Biden. I mercati finanziari non reagiscono alla notizia. Il future sull'S&P500 perde 12 punti a 4450 punti ma non pensiamo che questo calo sia una diretta conseguenza di quanto successo nel fine settimana. In effetti sui mercati finanziari non appaiono segnali di crisi. Il prezzo del petrolio é in calo del -1.2%, i tassi d'interesse scendono, il cambio EUR/USD é fermo a 1.1790. A questo punto, dimenticando la crisi afgana, tornano in evidenza i problemi tecnici della borsa. Vedremo oggi in giornata se le debolezze che abbiamo identificato nell'analisi del fine settimana provocheranno delle vendite o se invece le borse recupereranno subito le moderate perdite iniziali.
Il Nikkei ha perso il -1.61% - Shanghai é in pari. Alle 08.15 l'Eurostoxx50 vale 4200 punti (-29 punti) - le borse europee apriranno con perdite di circa il -0.70%. Vi ricordiamo che noi ci aspettavamo un test dall'alto della vecchia resistenza e ora supporto a 4160 punti.

Commento del 15-16 agosto

Il massimo annuale del Russell2000 risale a metà marzo - forti divergenze sul Nasdaq - per il resto luce verde

Durante la settimana le borse sono nuovamente salite e gli indici azionari hanno toccato dei nuovi massimi annuali o storici. Le borse europee, dopo la rottura al rialzo di una settimana fà, hanno sovraperformato la borsa americana. Ci aspettavamo una correzione minore della tecnologia (Nasdaq100) in concomitanza con un aumento dei tassi d'interesse di mercato sull'USD. In effetti c'é stata solamente della debolezza relativa del Nasdaq100 che durante la settimana ha praticamente marciato sul posto (+0.18%) senza riuscire a migliorare il massimo storico di giovedì 5 agosto. Notiamo che l'indice delle piccole e medie imprese americane Russell2000 ha toccato il massimo storico a metà marzo di quest'anno - da allora sta oscillando in un ampio canale di circa il 10% senza più riuscire a fare progressi. In genere un top di lungo periodo della borsa inizia con la debolezza dei settori speculativi (tipo SPAC) e secondari (come Russell2000). Sono dopo un periodo di mesi questa debolezza di fondo comincia ad erodere il resto del mercato e gli ultimi a cedere sono gli indici delle società a larga capitalizzazione come S&P500 o Nasdaq100. La deludente partecipazione che segnaliamo da mesi potrebbe essere un sintomo di questa erosione delle fondamenta del mercato. Finora però la tendenza dei maggiori indici é debolmente ma solidamente al rialzo mentra quella della borsa americana nel suo complesso é neutra (48% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e Bullish Percent Index sul NYSE a 60.71 punti). C'é una diffusa inquietudine che appere negli indicatori di sentiment (Fear&Greed Index a 43 punti). L'impressione é che molti sono pronti ad abbandonare il mercato al primo segno di pericolo - al momento però non ci sono venditori - manca la pressione di vendita. Secondo questa costellazione se ci fosse un cedimento di alcuni punti in percentuale sotto i primi supporti (ca. 4380 punti di S&P500 e 15000 punti di Nasdaq100) dovrebbe staccarsi poi una slavina di consistenti dimensioni.
La caduta di Kabul e dell'Afghanistan nella mani dei Talibani, la cocente sconfitta degli americani e la perdita di credibilità di Joe Biden potrebbero rappresenzare quella scossa psicologica necessaria per cambiare il rapporto di forze in campo - una ritirata dei rialzisti e un tentativo di affondo dei ribassisti potrebbe provocare, in un mercato molto fragile a livello psicologico, una sensibile correzione.
Sul Nasdaq constiamo le più grosse divergenze (venerdì NH/NL a 285 su 505!). Il Summation Index é nuovamente in calo. Il Nasdaq100 (+0.31% a 15136 punti) ha toccato a metà luglio i 15000 punti - da quel momento non ha più fatto sostanziali progressi mentre molti indicatori di momentum e partecipazione sono in calo. L'euforia a cortissimo termine che mostra il DSI vicino a 90 punti mal si sposa con un indice in stallo. Siamo convinti che in caso di correzione sarà la tecnologia a subire le maggiori perdite.

Le borse europee si sono comportate meglio di quella americana. Crediamo che questo effetto possa perdurare. Prima di tutto perché fondamentalmente le azioni europee sono più a buon mercato di quella americane. Inoltre i settori ciclici, adesso in voga, sono parecchio rappresentati  negli indici europei mentre la tecnologia, che sembra perdere il favore degli investitori, é sottorappresentata. L'impressione é quindi che ci sia non solo una rotazione tra settori ma anche una tra Paesi - molte banche e investitori internazionali consigliano ora di investire in Europa piuttosto che in America. La sovraperformance non significa però uno sviluppo divergente - se l'America corregge é probabile che anche gli indici azionari europei scenderanno. Se la correzione si verificasse in un momento in cui molti investitori sono assenti (come adesso) é probabile che le borse a bassa capitalizzazione (come quella italiana) cadranno di più degli altri mercati.
Per il momento però la correzione é solo un'ipotesi basata su pochi elementi - alcuni indici sono ipercomperati (SMI e FTSE MIB con RSI sopra i 70 punti) e molti sono in eccesso di rialzo (forte distanza dalle MM a 50 e 200 giorni).
Come segnaliamo da giorni la volatilità VIX (15.45 punti, -0.14) é troppo bassa mentre il DSI é sotto i 10 punti - siamo quindi convinti che a breve la VIX debba impennarsi e se l'abituale correlazione negativa funzione regolarmente, l'S&P500 dovrebbe scendere. Lunedì mattina vedremo se la crisi afgana é in grado di scuotere le borse dal torpore - ormai i day trader si stanno addormentando davanti agli schermi poiché durante la giornata gli indici non si muovono più - venerdì l'S&P500 é oscillato in soli 8 punti (0.18%)! Se lunedì non succede nulla é molto probabile che il trend prevalga e avremo un'altra settimana moderatamente positiva.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.32% a 4229 punti - nuovo massimo annuale
SX7E (banche)          +1.37% a 98.88 punti
DAX                         +1.37% a 15977 punti - nuovo record storico
SMI                          +2.37% a 12464 punti - nuovo record storico
FTSE MIB                  +2.51% a 26652 punti - nuovo massimo annuale
S&P500                     +0.71% a 4468.00 punti - nuovo record storico
Nasdaq100                +0.18% a 15136 punti

La seduta di venerdì non ci ha riservato sorprese. Al termine di una settimana positiva ci aspettavamo una seduta di leggeri guadagni
e così é stato. Gli indici, sia in Europa (Eurostoxx50 +0.08% a 4229 punti) che in America (+0.16% a 4468.00 punti) hanno ancora guadagnato qualche punto e hanno fatto registrare nuovi massimi annuali o storici. È stata però una seduta senza storia con pochi movimenti e scarsi volumi. I nuovi massimi sono dei segnali indiscutibili di rialzo.

L'S&P500 ha aperto salendo a 4468 punti, poi é caduto a 4461 punti. Dopo aver praticamente toccato il massimo e il minimo della giornata la seduta era finita - l'indice ha chiuso con un balzo finale a 4468.00 punti (+0.16%). C'é stata la solita bilancia tra settori - é salita la tecnologia (Nasdaq100 +0.31%) - é sceso il Russell2000 (RUT -0.93%). La seduta al NYSE é stata di conseguenza negativa (il Nasdaq100 raggruppa 100 azioni, il Russell2000 invece 2000) con A/D a 3329 su 4550, NH/NL a 578 su 712 e volume relativo a 0.75. Negli indicatori non ci sono cambiamenti di rilievo.
Speriamo che settimana prossima la situazione cambi poiché questo debole rialzo é esasperante. Durante la giornata non si può fare praticamente nulla. Chi vuole fare trading deve indovinare quale potrebbe essere la differenza tra la chiusura serale e l'apertura del giorno dopo. In genere bisogna essere long. Forse é meglio prendere vacanza - buon Ferragosto a tutti!

Commento del 13 agosto

Nel trend nulla di nuovo - nei media si moltiplicano gli articoli sulla pericolosità della variante Delta

Ieri gli indici azionari sono saliti come nei giorni precedenti toccando dei nuovi massimi annuali (Eurostoxx50 +0.48% a 4226 punti) o storici (S&P500 +0.30% a 4460.83 punti) - in fondo avremmo potuto copiare il commento di ieri cambiando unicamente le cifre. Evidentemente ci sono delle piccole differenze che però non sono importanti - abbiamo assistito al risveglio del DAX (+0.70% a 15937 punti) e il settore tecnologico ha nuovamente dato un contributo al rialzo (Nasdaq100 +0.40% a 15088 punti). Infine il settore bancario ha fatto una pausa - l'indice SX7E (-0.60% a 98.68 punti) si é fermato a ridosso dei 100 punti (massimo a 99.42 punti) - la reazione é logica - in caso contrario i 100 punti non sarebbero una resistenza se fosse così facile avvicinarli e superarli.
Nel complesso però non vediamo nessuna cambiamento nel trend e gli indicatori tecnici non mandano segnali particolari - solo la volatilità VIX (15.59 punti, -0.47) é scesa troppo in basso con investitori pessimisti e traders che speculano al ribasso. Pessimismo sulla VIX é ottimismo sull'S&P500 - tutto va bene fino a quando non si esagera come adesso - nei prossimi giorni il percorso della VIX deve cominciare ad essere accidentato e contraddistinto da alcuni balzi. Se la VIX fa dei balzi l'S&P500 deve fare dei tuffi...

Sulla seduta in Europa non abbiamo niente da aggiungere ai commenti degli scorsi giorni e alle analisi di ieri sera. Abbiamo su tutti i mercati dei nuovi massimi e la rottura al rialzo é riuscita. Ci spiace che é mancata finora la conferma sotto forma di un test dall'alto delle vecchie resistenze ed ora supporti.

In America l'S&P500 ha aperto invariato sui 4445 punti e all'inizio é sceso fino a 4436 punti. Sul minimo di mercoledì i venditori sono nuovamente spariti e i compratori hanno ripreso il controllo delle operazioni. Dalle 16.10 in avanti l'indice é solo salito, ha raggiunto sullo slancio un nuovo record storico a 4461.77 punti e ha chiuso a 4460.83 punti (+0.30%). L'abituale rotazione tra settori é avvenuta tra Russell2000 (-0.28%) e Nasdaq100 (+0.40%) - il saldo é stato per l'S&P500 nuovamente positivo. La seduta nel complesso é stata però strutturalmente negativa con A/D a 3330 su 4520, NH/NL a 779 su 568 e volume relativo a 0.8. Gli indicatori di sentiment sono misti - solo la VIX é decisamente troppo bassa. Il Summation Index sul NYSE é salito - quello sul Nasdaq é di poco in positivo.
Insomma - in questo lungo ed interminabile rialzo con cambia nulla e per il momento non possiamo che prevederne la continuazione.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 4454 punti (-1 punto). Le borse asiatiche sono in leggero calo (Nikkei -0.14%, Shanghai -0.2%). Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 4427 punti - le borse europee apriranno in pari. Probabilmente finiremo la settimana con un'intonazione positiva - questo significa una seduta in pari o con ulteriori leggeri guadagni.

Ogni mattina leggiamo una rassegna della stampa e delle rete che grazie ai sistemi informatici oggigiorno a disposizione abbiamo adattato ai nostri interessi e bisogni. Notiamo stamattina molti articoli riguardante la variante Delta del Covid e la sua pericolosità - sembra che una nuova ondata di contagi potrebbe mettere nuovamente in difficoltà le economie occidentali. Il tema sembra cominciare a preoccupare malgrado che sia conosciuto da tempo. Le tensioni tra fautori e contrari alla vaccinazione aumentano e superano decisamente i limiti di una normale e civile discussione. Prendiamo in considerazione la possibilità che il Covid possa ancora influire negativamente sulle borse ed essere preso come scusa per una correzione.

Commento del 12 agosto

Nuovi massimi - lungo e costante rialzo senza cambiamenti negli indicatori

Ieri gli indici azionari hanno nuovamente guadagnato terreno sia in Europa (Eurostoxx50 +0.44% a 4206 punti) che in America (S&P500 +0.25% a 4447.70 punti). Tutti gli indici europei che analizziamo hanno toccato un nuovo massimo storico (DAX +0.35% a 15826 punti, SMI +0.21% a 12387 punti) o annuale (Eurostoxx50, FTSE MIB +0.98% a 26457 punti). In America l'S&P500 ha fatto registrare un nuovo record storico a 4449.44 punti. I guadagni giornalieri sono moderati ma costanti - per il momento bisogna partire dal principio che questo movimento deve continuare poiché non esistono più evidenti resistenze e non ci sono sostanziali cambiamenti negli indicatori. Certi mercati cominciano ad essere ipercomperati a corto e/o medio termine (p.e. RSI sul FTSE MIB a 69.93 punti) ma sappiamo che questo non significa necessariamente che debba esserci una correzione - basta una pausa di consolidamento per assorbire questo tipo di "surriscaldamento". Le borse semplicemente ignorano tutti i problemi tecnici come la mancanza di partecipazione o i cicli ostili.

Le borse europee sono state tranquille ed erano praticamente invariate fino nel primo pomeriggio. Poi la buona apertura a Wall Street ha provocato degli acquisti, gli indici azionari europei si sono impennati ma alle 15.15 é stato toccato il massimo giornaliero ed era tutto finito. L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 4419 punti e ha chiuso 13 punti più in basso a 4406 punti. Il FTSE MIB (+0.98% a 26457 punti) ha sovraperformato le altre borse europee grazie alla buona spinta fornita delle azioni bancarie. L'indice settoriale europeo SX7E ha guadagnato il +1.29% a 99.28 punti e l'obiettivo a 100 punti é a portata di mano.
A livello tecnico non ci sono cambiamenti - la rottura al rialzo di settimana scorsa prosegue lentamente senza accelerazioni ed entusiasmo. Le vecchie resistenze non vengono testate.

L'S&P500 ha aperto a 4448 punti ed é subito salito sul nuovo record storico a 4449.44 punti. Dopo pochi minuti la spinta di rialzo é svanita e l'indice per un paio d'ore é sceso fino ai 4436 punti. Da metà seduta ha recuperato e ha chiuso a 4447.70 punti. Ancora una volta l'S&P500 si é mosso in soli 13 punti con un minimo ed un massimo ascendente. Il Nasdaq100 (-0.17% a 15027 punti) sta correggendo - il calo é impercettibile e non corrisponde a quanto ci eravamo aspettati. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5063 su 2835, NH/NL a 815 su 536 e volume relativo a 0.95. Notiamo che la volatilità VIX é scesa ancora più in basso a 16.06 punti (-0.73) - come spiegato in precedenti commenti ci aspettiamo che a breve la VIX cominci a salire - l'effetto sull'S&P500 é incerto anche se normalmente questi due indici sono correlati inversamente.
I Summation Index sono leggermente saliti. I tassi d'interesse sono stabili (reddito dell'USTB decennale a 1.35%, -0.01%).
Non ci sono cambiamenti nelle caratteristiche di questo rialzo che ignora i limiti ed i problemi tecnici.

Ora il future sull'S&P50 é invariato a 4440 punti. Le borse asiatiche alle 07.45 sono in leggero calo (ca. -0.2%). Pensiamo che le borse europee apriranno in pari. Avremo probabilmente una ripetizione delle precedenti sedute con pochi movimenti e indici che marceranno sul posto.

Commento dell'11 agosto

Nuovi massimi di Eurostoxx50 e S&P500 - un rialzo forte e dinamico ha però un'altro aspetto

La seduta di borsa é stata nuovamente positiva - l'Eurostoxx50 europeo (+0.26% a 4187 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale a 4197 punti mentre l'S&P500 americano (+0.10% a 4438.75 punti) ha migliorato il record storico portandolo a 4445.21 punti. Gli investitori non hanno però voglia di festeggiare - gli acquisti sui nuovi massimi sono sporadici e i volumi di titoli trattati sono modesti - forse una conseguenza del fatto che molti sono in vacanza. Il rialzo non é dinamico ma costante - viene accompagnato da una scarsa partecipazione (in America NH/NL a 698 su 538) e da molta rotazione tra settori. D'altra parte non c'é neanche una correzione - gli indici azionari salgono semplicemente in maniera regolare, senza strappi e senza intoppi. Difficile dire fino a quando questa situazione potrebbe persistere anche perché a livello tecnico non ci sono cambiamenti significativi. L'unico grave problema é che specialmente la borsa americana é oscenamente cara - presto o tardi questa bolla speculativa é destinata ad esplodere ma nessuno sa quando - tutti pensano che non può succedere nulla fino a quando le Banche Centrali continuano a sostenere i mercati finanziari attraverso una politica monetaria estremamente accomodante. Spesso però la borsa non segue il consenso - pensiamo che sarà un evento inatteso e imprevedibile a cambiare il corso di questa tendenza rialzista.

Le borse europee sono salite la mattina, hanno fatto una lunga pausa nella parte centrale della giornata, hanno seguito la buona fase d'apertura a Wall Street e si sono sgonfiate sul finale. L'Eurostoxx50 (+0.26% a 4187 punti) ha guadagnato 13 punti ma ha chiuso 10 punti sotto il massimo giornaliero e nuovo massimo annuale a 4197 punti. Una dimostrazione di forza ha un'altro aspetto. 
Assistiamo ad un rialzo a piccoli passi. Niente entusiasmo o accelerazioni - i volumi di titoli trattati sono modesti. Per questa ragione temiamo un fallimento e una caduta simile a quella di metà giugno. Ci piacerebbe  vedere come l'Eurostoxx50 ritesta i 4160 punti dall'alto prima di confermare che é iniziata una nuova gamba di rialzo con un potenziale di circa il 5%. Chi compra e segue la corrente prende una decisione logica ma deve assumersi il rischio di una caduta e mettere uno stop loss poco sotto i 4160 punti.
Il FTSE MIB (+0.24% a 26201 punti) si trova in una situazione simile a quella dell'Eurostoxx50 - ieri l'indice ha toccato un nuovo massimo annuale.
Il DAX tedesco (+0.16% a 15770 punti) invece da giugno marcia sul posto. Ieri l'indice ha ripetuto le due precedenti sedute - lunedì ha perso 16 punti, ieri ne ha guadagnati 25 - per saldo si muove in pochi punti e con scarsi volumi di titoli trattati. Fino a quando il DAX resta ampiamente all'interno delle BB, orizzontali e parallele, e la MM a giorni é piatta, c'é poca speranza che si sviluppi un'altra spinta di rialzo. Questa é anche una delle ragioni per cui non crediamo molto alla rottura al rialzo dell'Eurostoxx50 perché difficilmente l'Europa senza la Germania può andare lontano.
L'SMI svizzero (+0.41% a 12361 punti) ha accelerato al rialzo. L'indice sembra risucchiato verso l'alto dai certificati short a barriera. Anche ieri l'SMI ha guadagnato 50 punti, ha toccato un nuovo massimo storico e ha sovraperformato le altre borse europee. Il tutto grazie non solo ai titoli farmaceutici ma ad un misto di azioni di diversi settori. Per questa ragione pensiamo che gli acquisti seguano adesso l'indice e non singole azioni. La tendenza é ovviamente al rialzo e per ora non vediamo pericoli all'orizzonte.
Insomma - le borse europee lievitano ma il rialzo sembra dipendere da Wall Street.

In America abbiamo avuto una seduta mista con pochi movimenti per lo più casuali. L'S&P500 (+0.10% a 4436.75 punti) ha guadagnato 4 punti. Il Nasdaq100 é sceso (-0.52% a 15053 punti) ma la sua debolezza é stata compensata da altri settori (DJT +1.87%, RUT +0.20%). L'S&P500 si é mosso in soli 15 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero - per l'analisi tecnica é stata una seduta senza tendenza. La seduta al NYSE nel complesso é stata positiva con A/D a 4261 su 3643, NH/NL a 698 su 538 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é ferma a 16.79 punti (+0.07), i traders speculano long (CBOE Equity put/call ratio a 0.43) e il Fear&Greed Index é stabile (36 punti, +1).
Riassumendo questa seduta non ci ha detto nulla di nuovo. Il Nasdaq100 perde qualche punto come reazione al DSI eccessivamente alto. Non sembra però che voglia correggere. Non c'é pressione di vendita - appena un indice comincia a scendere i venditori si ritirano al primo ostacolo.

Il cambio EUR/USD sta testando il minimo annuale a 1.1707. Stamattina é a 1.1710. Gli acquisti sulla moneta americana sono provocati dai numerosi programmi di stimolo economico varati da Joe Biden. Ormai abbiamo perso il conto di quanto proposto e quanto deciso. Le notizie in questo senso però si susseguono e creano una sensazione di euforia per quel che riguarda le possibilità di crescita dell'economia e di riflesso la moneta si rafforza. A marzo di quest'anno, quando l'USD si era rivalutato a scapito dell'EUR, le borse europee avevano sovraperformato la borsa americana - l'effetto sembra ripetersi.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 4426 punti (-3 punti). Le borse asiatiche salgono (Nikkei +0.65%, Shanghai +0.10%). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4193 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno. I mercati finanziari non reagiscono più ai dati congiunturali. La terza ondata di infezioni di Covid19 non sembra far paura - cittadini e economia stanno imparando a convivere con il virus. Ci aspettiamo una giornata tranquilla con indici azionari praticamente invariati.

Commento del 10 agosto

Gli investitori sono in vacanza - solo i traders sono attivi

Ieri le borse si sono mosse in pochi punti e i volumi di titoli trattati sono stati modesti - i maggiori indici azionari hanno terminato la seduta praticamente invariati. Ci sono stati degli argomenti interessanti come il crollo del prezzo dell'oro (1735 USD/oncia) la mattina presto in Asia - abbiamo osservato movimenti spettacolari su alcune azioni oggetto di speculazione come Biontech (+14.97%), Moderna (+17.10%) o Coinbase (+8.60%). Infine alcuni indici hanno approfittato della buona performance di alcuni settori - gli acquisti di titoli finanziari hanno aiutato la borsa italiana (FTSE MIB +0.54% a 26139 punti) mentre alcuni titoli farmaceutici (Roche +2.58%) hanno attirato l'interesse degli investitori e spedito l'SMI svizzero (+1.10% a 12310 punti) su un nuovo record storico. In generale però la seduta é stata fiacca (Eurostoxx50 +0.06% a 4177 punti, S&P500 -0.09% a 4432.35 punti) e la situazione situazione tecnica non é cambiata. L'unico aspetto degno di nota sono i nuovi massimi annuali su alcuni indici azionari europei che in linea di massima confermano l'avvenuta rottura al rialzo di settimana scorsa. Potrebbe però ancora trattarsi di una falsa rottura al rialzo come a metà luglio abbiamo avuto una falsa rottura al ribasso. Ci vorrebbe un test riuscito delle vecchie resistenze e ora supporti per essere sicuri che abbiamo un valido segnale d'acquisto per una sostenibile fase di rialzo (+5%).

L'S&P500 ha aperto invariato a 4436 punti. Ha provato a scendere ma si é fermato a 4424 punti. È poi lentamente salito a balzi irregolari e ha toccato un massimo a 4439 punti senza osare migliore il record storico a 4440 punti. Alla fine si é fermato a 4432.35 punti (-0.09%). Il Nasdaq100 (+0.15 a 15133 punti) ha guadagnato qualche punto mentre il Russell2000 (-0.58%) é sceso appesantito dal settore energia. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3319 su 4558, NH/NL a 554 su 479 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é salita a 16.72 punti (+0.57), il CBOE Equity put/call ratio era nella media a 0.49 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 35 punti (-1 punto). I Summation Index erano quasi fermi. Il reddito dell'USTBond decennale é salito a 1.33% (+0.02%) - l'aumento dei tassi d'interesse di mercato sull'USD viene considerata la ragione del rafforzamento dell'USD - il cambio EUR/USD é sceso a 1.1740 (minimo a 3 mesi) e sembra che il minimo annuale a 1.17 debba essere ritestato. 
L'impressione generale é che la spinta di rialzo in America perde di slancio - il mercato intende fare una pausa che fino a prova contraria dovrebbe essere un consolidamento poiché a livello tecnico non appare nulla di nuovo rispetto alle scorse settimane.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 4421 punti (-4 punti). Le borse asiatiche sono favorevoli (Nikkei +0.24%, Shanghai +0.4%). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4180 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Non ci sono notizie importanti e quindi prevediamo un'altra seduta tipica del periodo di vacanze estive - pochi movimenti, modesti volumi e indici praticamente invariati.

Aggiornamento del 9 agosto

Flash crash dell'oro che perde di colpo 100 USD - incidente o primo segnale di problemi in arrivo?

Durante la notte il prezzo dell'oro é precipitato fino a 1668 USD/oncia e si trova stamattina a 1739 USD - venerdì scorso l'oro aveva ceduto il supporto a 1800 USD e aveva terminato la settimana a 1763 USD. Anche il prezzo dell'argento di riflesso é in forte calo mentre le quotazioni degli altri metalli preziosi sono stabili. Negli ambienti finanziari si dice che un ordine di vendita di 4 Mia di USD abbia fatto crollare il prezzo dell'oro. A prima vista questo sembra unicamente un'incidente senza gravi conseguenze. Non ci sono movimenti sostanziali e particolari sugli altri mercati finanziari (borse, divise, obbligazioni - tassi d'interesse).
Il future sull'S&P500 é a 4420 punti (-9 punti) - con il discount di questo contratto significa che l'S&P500 vale 4427 punti. Il Nikkei non tratta a causa di un giorno di festa in Giappone - Shanghai sta guadagnando il +1%. Alle 08.00 l'Eurostoxx50 vale 4165 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Dopo il rialzo di settimana scorsa non é sorprendente che all'inizio di questa settimana ci siano delle prese di beneficio. In molti Paesi é tempo di vacanze - molti operatori sono assenti. Pensiamo che questa settimana ci sarà una pausa di consolidamento anche perché nel calendario finanziario non scorgiano appuntamenti importanti.

Commento del 7-8 agosto

Il rialzo sembra poter continuare sormontando i problemi tecnici

Settimana scorsa pensavamo che potesse iniziare una correzione delle borse - gli indicatori tecnici segnalavano che il Nasdaq100 (-0.47% a 15109 punti) era vicino ad un massimo intermedio mentre i tassi d'interesse sull'US Treasury Bond decennale (1.31%, +0.08%), che hanno un'evidente influenza su questo indice come ha mostrato al correzione di metà febbraio - inizio marzo, dovevano cominciare a salire da un minimo significativo. Venerdì i dati sul mercato del lavoro americano hanno in effetti provocato un sensibile aumento dei tassi d'interesse di mercato ma la reazione delle borse é stata deludente. Il Nasdaq100 ha perso terreno ma poco - l'S&P500 (+0.17% a 4436.52 punti) ha ancora guadagnato 7 punti e ha toccato un record storico a 4440.82 punti. Il cambio  EUR/USD ha reagito violentemente con una discesa da 1.1830 a 1.1760 - l'oro ha seguito la conosciuta correlazione ed é pesamentemente caduto nuovamente sotto il supporto a 1800 USD raggiungendo i 1763 USD. Insomma - tutto ha funzionato come previsto tranne la cosa più importante - l'S&P500 grazie all'abituale rotazione tra settori ha continuato imperterrito a salire e a questo punto non sappiamo più cosa potrebbe bloccarlo. Sembra che con l'analisi tecnica non siamo in grado di prevedere una correzione - le combinazioni di ipercomperato ed eccesso di rialzo non provocano come al solito delle prese di beneficio - l'euforia causa una o due sedute negative ma poi il mercato si risolleva - le carenze a livello di partecipazione (NH/NL a 792 su 414 - i dati cumulati non sono meglio...) vengono compensate da una rotazione tra settori. Se la tecnologia fa una pausa, come é successo venerdì, ci sono altri settori ciclici legati alla crescita economica (finanza, energia, industria, materiali) che prendono il testimone. Non parliamo più neanche delle oscene valutazioni fondamentali poiché il mercato é ormai mesi che le ignora. Gli investitori hanno liquidità in abbondanza e non vendono azioni in mancanza di alternative. Tutti sono convinti che fino a quando le Banche Centrali faranno di tutto per tenere basso il costo del denaro e finanzieranno i debiti pubblici ormai esplosi a livelli razionalmente inaccettabili e insostenibili, il party deve continuare. Tutti si rendono conto dell'assurdità della situazione e dell'esistenza di una bolla speculativa di epiche dimensioni. Nessuno però é in grado di prevedere quando la festa finirà e quindi, fino a quando c'é da divertirsi e da guadagnare, nessuno scappa. Il QE ha eliminato le obbligazioni come veicolo d'investimento per gli investitori privati che si concentrano sulle azioni.
Fino a quando non osserveremo un cambiamento nel comportamento del mercato azionario o negli indicatori non possiamo che prevedere una continuaziona del rialzo al quale sembra che anche l'Europa abbia nuovamente voglia di partecipare. I segnali di rottura al rialzo si moltiplicano e l'Eurostoxx50 (+0.36% a 4176 punti) venerdì é salito su un nuovo massimo annuale. Sembra che le borse europee abbiamo iniziato una spinta di rialzo a medio termine e sulla base della lunghezza del consolidamento sembra che esista un potenziale di circa il +5% di guadagno. Il rialzo ignora anche i cicli annuali e di lungo termine in calo e l'effetto stagionale negativo. A questo punto chi é ribassista sulla base dei segnali lanciati su più fronti dall'analisi tecnica é obbligato a gettare la spugna di fronte all'evidenza dei fatti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.08% a 4176 punti - nuovo massimo annuale
SX7E (banche)          +5.02% a 97.54 punti
DAX                         +1.40% a 15761 punti
SMI                          +0.49% a 12176 punti
FTSE MIB                  +2.51% a 26000 punti - nuovo massimo annuale
S&P500                     +0.17% a 4436.52 punti - nuovo record storico
Nasdaq100                +1.00% a 15109 punti

Questa settimana abbiamo avuto solo delle sedute di pausa con chiusure senza sostanziali cambiamenti, o delle sedute di moderato rialzo.
Venerdì le borse europee hanno ancora guadagnato terreno - la seduta é stata caratterizzata da un aumento dei tassi d'interesse di mercato che prontamente ha provocato degli acquisti sul settore bancario (SX7E +2.52% a 97.54 punti) e di riflesso una buona performance relativa della borsa italiana (FTSE MIB +1.30% a 26000 punti). Ora che i tassi d'interesse ricominciano a salire il nostro obiettivo a 100 punti di SX7E é nuovamente realistico e raggiungibile. In generale gli indici europei stanno lievitando e stanno abbandonando il canale di oscillazione orizzontale valido da giugno. Questo rottura al rialzo sui grafici dovrebbe far salire gli indici a medio termine dai livelli attuali di circa un +5%. Il condizionale é legato a due fattori. In primo luogo le vecchie resistenze e ora supporti devono essere ritestati con successo per convalidare la rottura al rialzo - concretamente all'inizio di settimana prossima l'Eurostoxx50 dai 4176 punti deve ridiscendere sui 4160 punti, tenere il supporto e ripartire definitivamente al rialzo. La seconda condizione é che l'S&P500 non cominci a correggere - per questo, secondo noi, l'S&P500 deve restare sopra i 4400 punti ma ne riparliamo a tempo debito. Se l'America corregge é molto probabile che il rialzo dell'Europa fallisca e che le borse europee tornino nel range di giugno - luglio. È una variante da non escludere  considerando la falsa rottura al ribasso di metà luglio - se c'é stata una falsa rottura al ribasso può anche esserci una falsa rottura al rialzo.

Venerdì l'S&P500 (+0.17% a 4436.52 punti) ha toccato un nuovo record storico a 4440.82 punti ma il comportamento durante la giornata non é stato brillante. L'indice si é mosso in soli 11 punti (!) e ha chiuso al centro del range giornaliero (4429-4440 punti) con un magro bottino di 7 punti e modesti volumi. La tendenza resta debolmente ma saldamente al rialzo - il trend della borsa americana nel complesso é invece neutro (46.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni - Bullish Percent Index sul NYSE a 59.36 punti). 
Il rialzo del DJTransportation (+0.55%) e del Russell2000 (RUT +0.53%) hanno compensato il calo della tecnologia (Nasdaq100 -0.47%) con il risultato che la seduta al NYSE é stata di poco positiva con A/D a 4161 su 3716, NH/NL a 792 (pochi!) su 414 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 16.15 punti (-1.13) - il CBOE Equity put/call ratio é relativamente alto a 0.55 (la media di lungo periodo é a 0.48) mentre il Fear&Greed Index é salito a 36 punti (+2). I Summation Index sono leggermente saliti. I dati sul sentiment (umore degli investitori) sono misti - solo la volatilità VIX sembra decisamente troppo bassa (DSI a 11 punti) e pronta per un rimbalzo o un rialzo.
Insomma - venerdì ci aspettavamo una seduta negativa con un aumento dei tassi d'interesse e un marcato calo del settore tecnologico. I tassi d'interesse sono in effetti balzati trascinandosi dietro l'USD ma la reazione della borsa é stata blanda. L'impressione é quindi che più nulla é in grado di rallentare, fermare o far deragliare questo rialzo.
Forse bisogna dare a Wall Street ancora un paio di giorni di tempo per reagire all'aumento dei tassi d'interesse. Se però all'inizio di settimana prossima l'S&P500 non ridiscende sotto i 4400 punti é molto probabile che ci aspettino ancora parecchie settimane di moderato rialzo e quindi nuovi massimi storici sugli indici della borsa americana.

Commento del 6 agosto

Eurostoxx50 e S&P500 ballano sui massimi - i grafici sono costruttivi ma gli indicatori non confermano

Ieri é stata una buona giornata sia per le borse europee (Eurostoxx50 +0.39% a 4161 punti) che per quella americana (S&P500 +0.60% a 4429.10 punti). Come percentuale di guadagno é stata una seduta nella norma con moderati guadagni - niente di speciale. Sui grafici però si delieano delle rotture al rialzo. L'Eurostoxx50 ha toccato i 4166 punti e in questa maniera ha migliorato di 2 punti il precedente massimo annuale di metà giugno. L'S&P500 invece ha eguagliato il massimo storico del 29 luglio a 4429 punti e quella di ieri é la migliore chiusura giornaliera della storia dell'indice - il Nasdaq100 (+0.65% a 15181 punti) ha superato di una trentina di punti il precedente massimo storico. Ci sono state delle marginali rotture al rialzo che potrebbero significare in Europa l'inizio di una nuova spinta di rialzo a medio termine dopo un lungo periodo di consolidamento, e in America un'estensione di un trend che é già rialzista.
Il problema é che, se i grafici sono costruttivi, gli indicatori non confermano. Gli indicatori di partecipazione mostrano che la forza d'acquisto é insufficiente per salire decisamente più  in alto - gli oscillatori ci dicono che in America alcuni indici determinanti come il Nasdaq sono su dei massimi intermedi - infine gli indicatori di sentiment di cortissimo termine (DSI) mostrano euforia sul Nasdaq e pessimismo sulla volatilità VIX (17.28 punti, -0.6). Ieri i tassi d'interesse in America sono saliti (reddito dell'USTBond decennale a 1.23%, +0.04%) ma questo non ha avuto un effetto negativo sul comparto tecnologico come speravamo.
Bisogna ora vedere come regiscono i mercati oggi ai dati di luglio del mercato del lavoro americano che verranno resi noti alle 14.30. Nell'analisi del fine settimana avremo il tempo di decidere se si sta preparando una ripresa e/o una continuazione del rialzo o se invece, come pensiamo noi e come dovrebbe succedere secondo i cicli negativi, ci deve essere una correzione.

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da dire. Stranamente gli indici erano scoordinati. L'Eurostoxx50 ha toccato il massimo in tarda mattinata e poi é oscillato in laterale - sembrava quasi che fosse stato fermato dalla resistenza costituita del massimo annuale. DAX (+0.33% a 15744 punti) e FTSE MIB (+0.69% a 25665) sono invece saliti piuttosto nel pomeriggio chiudendo sul massimo giornaliero. L'SMI svizzero (+0.17% a 12199 punti) marcia invece sul posto poiché i suoi leaders (Nestlé, Roche e Novartis) e sono decisamente stanchi. Tutti gli indici azionari europei da qualche giorno lievitano ma non hanno ancora dato dei chiari segnali d'acquisto.

L'S&P500 ha subito voluto cancellare la perdita del giorno prima. Ha aperto a 4413 punti, é lentamente salito a 4422 punti ed é risceso a 4416 punti. Alle 21.30 era tranquillo sui 4420 punti ma sul finale c'é stata un'ultima ondata d'acquisti e l'indice ha chiuso sul massimo a 4429.10 punti (+0.60%). Il Nasdaq100 (+0.65% a 15181 punti) ha seguito. DJT (+1.26%) e Russell2000 (+1.81%) hanno sovraperformato con il risultato che la seduta é stata decisamente positiva con A/D a 5619 su 2276, NH/NL a 583 su 573 e volume relativo a 0.95. La partecipazione resta miserabile con un numero di NH troppo basso. Il CBOE Equity put/call ratio era nella media a 0.52 mentre il Fear&Greed Index é balzato a 34 punti (+8). I Summation Index sono leggermente saliti.
I trader hanno fatto vedere come possono abbandonare un titolo senza prevviso - AMD ieri é precipitata del -5.41% dopo aver guadagnato un +50% in tre settimane.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 4421 punti (-1). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 4164 punti (+3 punti). I mercati azionari sono praticamente fermi e fino ad oggi pomeriggio ci aspettiamo che regni la calma. Poi vedremo....

Commento del 5 agosto

Comportamento costruttivo delle borse europee - forza relativa e parziali rotture al rialzo

Ieri le borse europee hanno dato segnali di risveglio - l'Eurostoxx50 (+0.65% a 4145 punti) ha guadagnato 25 punti ed é tornato a soli 20 punti dal massimo annuale di metà giugno a 4165 punti. Abbiamo notato due aspetti positivi. Le borse europee sono salite malgrado la debolezza di New York - invece che insaccarsi appena l'S&P500 (-0.46% a 4402.66 punti) perdeva una manciata di punti hanno ignorato il calo e hanno chiuso vicine al massimo giornaliero. Inoltre cominciano a verificarsi delle interessanti rotture al rialzo come sul francese CAC40 (+0.33%) che ha toccato un nuovo netto massimo annuale. Tra l'altro il CAC40 con un +21% da inizio anno é una delle migliori borse europee di un certo peso insieme all'AEX olandese (+22%).
Il DAX tedesco (+0.88% a 15692 punti) si é comportato ancora meglio ma resta un 300 punti dal massimo annuale. Se guardate il grafico noterete che malgrado il guadagno di 137 punti nel trend non cambia nulla. Anche il comportamento del mercato azionario tedesco é stato però costruttivo poiché in serata il DAX non é sceso malgrado la debole apertura a Wall Street. Forse che le borse europee riescono ad emanciparsi dall'America? Non crediamo ma nei prossimi giorni esamineremo con attenzione lo sviluppo della situazione per vedere se esiste effettivamente la possibilità che emerga della forza relativa.
In Svizzera c'é stata un'altra seduta con pochi movimenti e l'SMI (+0.13% a 12178 punti) ha chiuso praticamente in pari. Questa é però la migliore chiusura della storia e questo basta a confermare che la tendenza é debolmente al rialzo. Non siamo molto positivi per questo mercato che manca attualmente di forza poiché i tre big (Nestlé, Roche e Novartis) marciano sul posto - d'altra parte non c'é nessuna ragione per vendere. 
Insomma - dall'Europa abbiamo dei segnali costruttivi - vediamo nei prossimi giorni se abbiamo delle conferme sotto forma di ulteriori rotture al rialzo. A questo scopo avremmo però bisogno una certa collaborazione da parte dell'America e questa non é per niente scontata.

In effetti a Wall Street abbiamo avuto una seduta mista per quel che riguarda gli indici e una seduta negativa per quel che riguarda la struttura (A/D a 2410 su 5483). L'S&P500 (-0.46% a 4402.66 punti) ha perso terreno ma ha difeso il supporto a 4400 punti. La tecnologia rappresentata dal Nasdaq100 (+0.14% a 15083 punti) ha ancora guadagnato terreno - tutti adorano i semiconduttori (SOX +1.18%) e in particolare il duo AMD (+5.52%) e NVidia (+2.32%) - fino a quando questa mania durerà é improbabile che il mercato azionario americano possa correggere.
Per il resto abbiamo avuto una seduta un pò sconclusionata e senza tendenza - l'S&P500 si é mosso a caso in soli 16 punti nel range del giorno precedente. Dopo tre sedute di combattimenti tra rialzisti e ribassisti intorno ai 4400 punti si é deciso di fare una pausa.
L'S&P500 ha aperto a 4408 punti ed é ancora salito sul massimo a 4416 punti. Poi ad ondate é sceso sul supporto a 4400 punti. Visto che il supporto ha retto le parti hanno deciso di fare una tregua. L'S&P500 é oscillato in laterale e ha chiuso a 4402.66 punti (-0.46%). Notiamo che la partecipazione resta debole con pochi NH e abbastanza NL (NH/NL a 478 su 837) - la situazione é particolarmente instabile sul Nasdaq (NH/NL a 239 su 509). I Summation Index sono nuovamente in calo. La volatilità VIX é ferma a 17.97 punti (-0.07), il CBOE Equity put/call ratio é a 0.52 mentre il Fear&Greed Index é ricaduto a 26 punti (-4).
Il reddito dell'USTBond decennale é fermo a 1.19%. Secondo gli oscillatori e il DSI il Nasdaq100 dovrebbe essere su un massimo intermedio e essere pronto per una correzione minore - secondo noi questa dovrebbe corrispondere ad un temporaneo aumento dei tassi d'interesse - vediamo se già oggi appare qualcosa prima dell'importante rapporto sul mercato del lavoro americano di luglio atteso domani alle 14.30.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 praticamente invariato a 4397 punti (+2). L'Eurostoxx50 vale 4140 punti (-5) - le borse europee aprirano in leggero calo. Oggi ci aspettiamo una seduta di pausa - gli indici dovrebbero muoversi di pochi punti e chiudere praticamente invariati.

Commento del 4 agosto

I ribassisti si fermano sul supporto a 4370 punti di S&P500

Ieri gli indici azionari europei si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso sul livello d'apertura, praticamente invariati e al centro del range giornaliero. Questo vale per tutti gli indici che analizziamo che a fine giornata presentano delle differenze inferiori al 0.1% (!) (Eurostoxx50 +0.03% a 4118 punti, DAX -0.09% a 15555 punti, FTSE MIB +0.02% a 25356 punti e SMI -0.06% a 12163 punti). Gli indici dell'UE da metà giugno non riescono più a fare progressi e la MM a 50 giorni é ormai piatta. Tutto questo conferma che per il momento la tendenza é neutra e a breve ci sono poche speranze per un movimento significativo.

Dopo questa seduta opaca e insignificante in Europa, passiamo subito all'America che invece ha fornito agli analisti tecnici alcuni momenti di tensione e dei temi d'analisi. I ribassisti hanno nuovamente tentato un affondo e questa volta si sono fermati sopra l'evidente supporto a 4370 punti di S&P500. L'indice é caduto alle 16.40 a 4373 punti e a questo punto i traders sono intervenuti e hanno comperato. L'effetto é stato spettacolare. Immediatamente l'indice é risalito a 4385 punti, ha consolidato per circa un'ora e poi ha ripreso la sua corsa fino ai 4407 punti che sono stati toccati verso le 17.45. Con l'S&P500 nettamente sopra i 4400 punti i rialzisti hanno poi avuto vita facile - l'indice é salito lentamente fino alla chiusura a 4423.15 punti (+0.82%). Lunedì i rialzisti sembravano in difficoltà - ieri hanno mostrato la capacità da saper ancora dominare la scena. A livello di partecipazione il mercato appare però debole e fragile. Il rapporto nuovi massimi su nuovi minimi a 30 giorni (NH/NL a 473 su 733) mostra che in sottofondo esiste una certa pressione di vendita che si estende anche al comparto tecnologico (Nasdaq NH/NL a 238 su 473). I settori forti come quello dei semiconduttori (SOX +0.57%) non mollano e gli investitori una volta che hanno trovato un nuovo amore sono ancora in grado di farlo decollare come mostra l'esempio di  AMD (+3.62%) . La prossima correzione minore sembra però dietro l'angolo come abbiamo spiegato ieri nel commento sul Nasdaq100. A questo riguardo notiamo che ieri il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso a 1.19% (-0.01%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4758 su 3159 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ricaduta a 18.04 punti (-1.42), il CBOE Equity put/call ratio é nuovamente basso a 0.47 e il Fear&Greed Index é risalito a 30 punti (+6). Il Summation Index sul NYSE é salito, quello sul Nasdaq é ancora in calo.
Il rialzo ieri é apparso su tutto il listino (Nasdaq100 +0.65%, DJT +1.45%, RUT +0.36%) - una decisa debolezza iniziale del Russell2000 é sparita nel corso della giornata.
Ora l'S&P500 (4423 punti) si trova nuovamente a pochi punti dal massimo storico (4430 punti). Sarebbe logico che tra oggi e domani l'indice riuscisse a raggiungere un nuovo massimo storico marginale sui 4440 punti. Verso la fine della settimana dovrebbe però partire del Nasdaq100 una correzione minore.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4413 punti (-2 punti). Le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei +0.22%, Shanghai -0.8%). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale a 4137 punti (+19 punti). Le borse europee apriranno con moderati guadagni - dovrebbero riuscire a difendere questa iniziale plusvalenza fino a stasera.

Commento del 3 agosto

I rialzisti hanno perso l'iniziativa

Ieri mattina sembrava che la settimana dovesse iniziare come al solito - vale a dire con i rialzisti a controllare la situazione e a far lievitare le borse. In effetti gli indici azionari europei hanno aperto in guadagno e nei primi 10 minuti di contrattazioni sono saliti baldanzosi con guadagni che hanno ampiamente superato l'1% - l'Eurostoxx50 (+0.67% a 4116 punti) dai 4089 punti di venerdì é balzato fino a 4135 punti. Poi improvvisamente la spinta é finita - gli indici sono scivolati verso il basso fino a metà giornata e poi hanno recuperato nel pomeriggio senza ritrovare la forza mostrata in apertura. Rimane la delusione di un mercato che dopo la buona apertura non ha più fatto progressi ed é stato vittima di prese di beneficio. Abbiamo quindi avuto una seduta in generale positiva ma per niente convincente per quel che riguarda la forze dei rialzisti. La tendenza resta neutra.
Gli altri indici che analizziamo si sono comportati peggio dell'Eurostoxx50. Il DAX (+0.16% a 15568 punti) ha perso quasi completamente i guadagni iniziali mentre il FTSE MIB (-0.05% a 25351 punti) ha chiuso addirittura in leggera perdita e sul minimo giornaliero. Questa volta le banche (SX7E -0.41% a 92.49 punti) hanno giocato contro il mercato azionario italiano. Ieri hanno prevalso le vendite causate dai tassi d'interesse ancora in calo. Se i tassi d'interesse non salgono il nostro obiettivo a 100 punti é utopico. La costante diminuzione dei tassi d'interesse da metà maggio é una contraddizione. Se la crescita economica é robusta e l'inflazione cresce ci si potrebbe aspettare che i tassi d'interesse salgano e tornino per lo meno in positivo (il reddito di tutte le obbligazioni di Stato tedesche é ora negativo compreso il Bund trentennale!). Non si riesce a capire se questo sviluppo rispecchia effettivamente la situazione economica e le decisioni d'investimento dei risparmiatori o se é solo una conseguenza delle manipolazioni delle Banche Centrali.

In America abbiamo avuto lo stesso effetto come in Europa - buona apertura ma chiusura lontana dal massimo giornaliero e vicina al minimo giornaliero. Poiché l'S&P500 (-0.18% a 4387.16 punti) ha perso 8 punti si potrebbe parlare di reversal - la perdita é però modesta e i volumi di titoli trattati troppo bassi per poter credere che si sia verificata un'inversione di tendenza. In ogni caso le candele rosse sui grafici mostrano che dopo il gol iniziale dei rialzisti la partita é stata vinta dai ribassisti.
L'S&P500 ha aperto a 4420 punti e si é mosso poco fino alle 17.30 quando valeva 4414 punti. Poi c'é stata una veloce caduta fino a 4395 punti seguita da un'oscillazione di ore sui 4394-4402 punti - é evidente che i 4400 punti sono un importante livello di riferimento. Sul finale l'indice é caduto fino a 4384 punti e ha chiuso a 4387.16 punti (-0.18%). Il mini reversal ha coinvolto tutti gli indici (Nasdaq100 +0.02%, DJT -0.58%, RUT -0.48%) - la tecnologia ha ancora sovraperformato e in questo senso non é cambiato nulla.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3813 su 4095, NH/NL a 830 su 372 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é balzata a 19.46 punti (+1.22), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.51 mentre il Fear&Greed Index é rimasto a 24 punti. A livello di sentiment notiamo unicamente che la VIX si muove parecchio appena l'S&P500 mostra un qualsiasi segno di debolezza - il nervosismo é palpabile. I Summation Index erano nuovamente in leggero calo.
Ieri gli indici si sono appena mossi e gli indicatori tecnici sono praticamente invariati. Formalmente non é cambiato nulla nel trend. Sembrava però che la settimana dovesse iniziare con i rialzisti a dominare nuovamente la scena. Invece ieri hanno perso l'iniziativa e a sorpresa non sono riusciti ad imporsi. L'S&P500 ha confermato il ritorno sotto i 4400 punti. Tutto questo cambia leggermente l'intonazione di fondo. Invece che parlare incondizionatamente di rialzo bisogna prendere in seria considerazione la possibilità di un lungo consolidamento.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4394 punti (+13 punti). Significa che l'S&P500 vale nuovamente 4400 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 4115 punti - le borse europee apriranno invariate. Poiché nei prossimi giorni non sono attese notizie importanti pensiamo che le borse sprofonderanno nella pausa estiva. Se i ribassisti non cercheranno di approfittare della stanchezza dei rialzisti per tentare un affondo é possibile che fino a venerdì non succeda nulla.

Aggiornamento del 2 agosto

Le borse cinesi rimbalzano e questo é abbastanza per un iniziare la settimana con ottimismo

Come spiegato nell'analisi di domenica, come si sarebbero presentati i mercati azionari stamattina avrebbe probabilmente determinato l'andamento della settimana. I mercati asiatici si riprendono dopo che le borse cinesi si sono stabilizzate, il governo ha assunto toni concilianti e gli investitori hanno ripreso fiducia. Shanghai sta guadagnando il +1.8% - il Nikkei é salito del +1.76%. Il future sull'S&P500 si é subito adattato - stanotte é balzato di una ventina di punti a al momento é a 4413 punti (+24 punti). Questo significa che l'S&P500 vale 4419 punti e si trova nettamente sopra la barriera dei 4400 punti.
Insomma  si delinea la solita settimana di moderato rialzo e l'S&P500 dovrebbe marginalmente migliorare il massimo storico a 4430 punti. Come d'abitudine le borse europee seguono le indicazioni provenienti dagli altri mercati e soprattutto da Wall Street. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4116 punti (+27 punti) - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.6%. Ci aspettiamo che riescano a difendere questa buona apertura e che terminino la giornata con moderati guadagni. Ormai anche i pessimisti stanno gettando la spugna e si adattano ad una situazione evidente - le borse non vogliono correggere.
Le discussioni con gli investitori privati sono ormai diventate monotone - nessuno vuole comperare obbligazioni mentre tutti chiedono quali azioni si possono ancora comperare con la liquidità che langue in conto corrente.

Commento del 31 luglio - 1. agosto

Salita esponenziale o crash ? né uno né l'altro - forse ci sarà un consolidamento di mesi

Tra gli analisti tecnici e fondamentali circolano due teorie. La prima prevede che il rialzo continui e che ci sia un'accelerazione finale di tipo esponenziale. Uno dei conosciuti rappresentanti di questa variante é David Hunter che prevede che l'S&P500 debba salire ancora quest'anno a 5000 punti prima che si verifichi un crollo epocale delle borse. La seconda teoria é quella seguita dai numerosi pessimisti che si aspettano da un momento all'altro un crash causato principalmente dalle oscene valutazioni fondamentali raggiunte dal mercato azionario americano. Noi analizziamo regolarmente il mercato a ricerca di elementi a sostegno di una o dell'altra teoria. In questo momento non vediamo nessun segnale di accelerazione. Settimana scorsa molti si aspettavano che gli ottimi risultati trimestrali dei colossi della tecnologia fossero un grado di fare accelerare al rialzo il Nasdaq100 e i listini americani. Invece il rialzo é proseguito con il solito ritmo. L'S&P500 ha toccato un nuovo record storico giovedì a 4430 punti ma ha chiuso venerdì a 4395.26 punti (-0.58%) - ha terminato quindi la settimana sotto il primo supporto a 4000 punti e con una perdita complessiva in 5 sedute di 16 punti. Il ritmo del rialzo dell'S&P500 é costante da circa un anno - la salita della MM a 50 giorni é regolare e non mostra nessun segno di accelerazione. L'analisi tecnica non offre neanche molti elementi in favore dei teorici del crash. Da un paio di mesi il rialzo diverge dai cicli che prevedono un calo del mercato azionario americano fino ad ottobre. Il divario che si é creato dovrebbe essere colmato e in questo senso é possibile che ci sia un sostanziale vuoto d'aria - questo potrebbe però verificarsi unicamente nel caso in cui una correzione minore facesse scendere l'S&P500 sotto la MM a 50 giorni (ora a 4283 punti) cambiando improvvisamente le regole del gioco. In questo caso la correzione minore potrebbe svilupparsi in una correzione di medio termine - un evento atteso da tempo e in teoria necessario per eliminare gli eccessi e riportare la borsa su solide basi. C'é però già troppo pessimismo per un crash - nei dati sul sentiment (Fear&Greed Index a 24 punti, -6 punti) notiamo già tanta cautela e molto scetticismo.
Non bisogna infine dimenticare che le forze che hanno spinto il rialzo fino ad oggi sono ancora presenti e hanno un influsso costante e determinante. La FED segue una politica monetaria estremamente espansiva malgrado una preoccupante spinta inflazionistica. Il governo americano lancia un programma di spesa pubblica dopo l'altro (deficit spending) e i bassi tassi d'interesse (reddito dell'US Treasury Bond decennale a 1.24%, -0.04%) spingono gli investitori a comprare azioni come unica possibile alternativa (TINA) per poter conseguire un reddito del capitale sufficiente a raggiungere gli obiettivi e coprire l'inflazione. Lasciando perdere le valutazioni fondamentali ormai stratosferiche gli investitori hanno l'impressione di non poter abbandonare il mercato azionario e sono convinti che i prezzi delle azioni debbano sempre salire. La nuova generazione di investitori ha unicamente l'esperienza di un bull market durante il quale bisognava comperare qualsiasi correzione e qualsiasi debolezza (BTFD) per aver successo. In ogni crisi Stati e Banche Centrali sono intervenuti per risollevare l'economia e soprattutto i mercati azionari. Con due potenti attori pronti a salvare il mercato azionario a qualsiasi costo e in qualsiasi occasione cosa potrebbe andare male ?

Riassumendo sia la teoria dell'accelerazione esponenziale che quella del crash non vengono sostenute dall'analisi tecnica. La tendenza di fondo della borsa americana é secondo i nostri due indicatori di riferimento neutra (43.4% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 57.33 punti). L'S&P500 e il Nasdaq si trovano in un debole rialzo poiché riescono regolarmente a migliorare il massimo storico e restano sopra le MM a 200 e 50 giorni in ascesa. Ignorano finora le conosciute divergenze a livello di partecipazione e i cicli ostili. Lo scenario più probabile per il prossimo futuro é quindi che questo lento rialzo debba continuare - senza accelerazioni e senza crash. D'altra parte non é possibile che questo movimento possa continuare all'infinito. Questa settimana praticamente per tutte le borse la performance é stata negativa - l'eccezione é costituita del FTSE MIB (-0.60% a 25363 punti) che é stato aiutato dalla buona prestazione del settore bancario europeo (SX7E -0.80% a 92.87) e in particolare da Unicredit (performance settimanale +5.39%) che dovrebbe riprendere le parti interessanti di MPS dettando le condizioni allo Stato Italiano (tanto le perdite e le differenze contabili le pagano il contribuente...).
Nella settimana appena trascorsa le borse sono sembrate affaticate - malgrado una serie di buone notizie gli indici azionari non sono più riusciti a fare progressi. Sui grafici sembra delinearsi la prossima correzione minore - facciamo quindi attenzione poiché presto o tardi una correzione minore si trasformerà in correzione a medio termine. Bisogna però vendere unicamente se l'S&P500 rompe il supporto fornito dalla MM a 50 giorni con un evidente deterioramente degli indicatori e momentum. Fino a quel momento conviene ignorare la borsa con le sue oscillazioni a corto termine e godersi le vacanze estive.
Per le borse europee la strategia é ancora più semplice - seguiranno ciecamente quanto succederà in America - la tendenza é da mesi neutra. Poiché ultimamente i tentativi di ribasso sono più convincenti di quelli di rialzo riteniamo che per il futuro la variante della rottura al ribasso e della correzione sia quella più probabile. I traders possono giocare sulla sovraperformance di singoli mercati (FTSE MIB) o settori (banche). Molto probabilmente a tutti sarà sfuggito il fatto che venerdì l'SMI svizzero (+0.25% a 12116 punti) ha toccato per 4 punti un nuovo massimo storico marginale - sembra che in fondo possedere Nestlé o Roche sul lungo periodo sia una strategia vincente.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.48% a 4089 punti
SX7E (banche)          +1.59% a 92.87 punti
DAX                         -0.80% a 15554 punti
SMI                          -0.12% a 12116 punti
FTSE MIB                  +0.95% a 25363 punti
S&P500                     -0.37% a 4395.26 punti
Nasdaq100                -1.00% a 14959 punti

Venerdì i deludenti risultati trimestrali di Amazon (-7.56%) hanno influito negativamente sulle borse europee (Eurostoxx50 -0.67% a 4089 punti) e americana (S&P500 -0.54% a 4395.26 punti). Gli indici azionari hanno però chiuso lontani dai minimi giornalieri e con moderate perdite. L'impressione é quindi che questa seduta negativa resterà senza conseguenze. Per decidere come si prosegue dovremmo vedere se lunedì l'S&P500 si ripresenterà sopra i 4400 punti o se invece il future sarà in negativo. Un calo iniziale dovrebbe significare l'inizio di una correzione minore con obiettivo sull'S&P500 a 4300 punti.

L'S&P500 ha aperto con un tonfo iniziale a 4392 punti. Alla debole apertura non sono seguite ulteriori vendite. Sono subito arrivati i compratori e l'indice per le 16.10 é risalito a 4412 punti. In seguito é sceso di una quindicina di punti ed é oscillato per ore tra i 4390 ed i 4400 punti. Ha chiuso a 4395.26 punti (-0.54%). La caduta di Amazon non ha avuto gravi conseguenze sul settore tecnologico (Nasdaq100 -0.58% a 14959 punti). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2682 su 5222, NH/NL a 610 su 473 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 18.24 punti (+0.54) - il CBOE Equity put/call ratio era a 0.56. Il Summation Index sul NYSE é salito - quello sul Nasdaq era in calo. Molti indicatori sono in posizione neutra e non abbiamo segnali particolari. I grafici sono toppish e quindi favoriamo la variante della correzione minore ma possiamo facilmente sbagliarci.
Molti investitori si godono le vacanze estive - la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese si avvicina alla fine - settimana prossima non sono previsti dati economici molto importanti o eventi straordinari. Non bisogna quindi stupirsi se avremo una settimana di pausa con mercati azionari poco mossi e indici senza sostanziali variazioni.

Commento del 30 luglio

C'é molta stanchezza... - Amazon é il punto tornante ?

Ieri le borse sono ancora salite sia in Europa (Eurostoxx50 +0.33% a 4116 punti) che in America (S&P500 +0.42% a 4419.15 punti). Non é stata però una prestazione convincente. Le borse europee hanno toccato il massimo giornaliero nel primo pomeriggio e poi sono scivolate verso il basso senza più reagire al nuovo massimo storico dell'S&P500 (4429.97 punti). Le borse europee sono sembrate stanche, smotivate ed apatiche - senza forza. I guadagni di ieri non cambiano il quadro tecnico che resta contrassegnato da una tendenza neutra che da aprile non permette più agli indici azionari europei di fare sostanziali progressi. L'intonazione di fondo é costruttiva visto che gli indici restano sopra le MM a 50 giorni e le MM a 200 giorni sono ancora in crescita. Inoltre settimana scorsa un tentativo di correzione é stato respinto con successo. Le borse europee danno però l'impressione di essere in stallo e di aspettare unicamente la buona occasione per cadere. Delle borse che non salgono quando le premesse sono ideali e non seguono il buon esempio della borsa americana sembrano delle borse in distribuzione. In ogni caso non vediamo buone ragioni per comperare e aspettiamo pazientemente dei segnali di vendita che secondo i cicli e la stagionalità non dovrebbero tardare.

In America c'é stata la solita seduta di moderato rialzo con rotazione tra settori. L'entusiasmo e la fantasia sui titoli tecnologici (Nasdaq100 +0.20% a 15048 punti) sta scemando dopo che la reazione degli investitori a degli ottimi risultati trimestrali é stata mista - ieri Facebook ha perso il -4.02% solo perché la società nel prossimo futuro non ritiene di poter continuare a crescere al ritmo dell'ultimo trimestre. Il testimone é stato ripreso dai settori ciclici e questo ha permesso finalmente ai Summation Index di cambiare direzione - ieri sono saliti.
L'S&P500 ha aperto sul massimo di mercoledì a 4416 punti e sullo slancio é salito alle 17.00 a 4429 punti. Fino alle 19.00 l'indice é oscillato in pochi punti sotto questo nuovo record storico e infine é scivolato verso il basso e ha chiuso a 4419.15 punti (+0.42%). Durante la giornata l'indice si é mosso in soli 13 punti (!) - questo la dice lunga sull'entusiasmo e la partecipazione (volume relativo a 0.9) che circondano questi nuovi massimi storici. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5127 su 2746 e NH/NL a 764 su 303 - praticamente in tutti i settori ci sono stati dei guadagni (DJT +0.79%, RUT +0.68%). A livello di sentiment (umore degli investitori) non ci sono cambiamenti rilevanti (VIX a 17.70 (-0.61), CBOE Equity put/call ratio a 0.48, Fear&Greed Index a 30 punti (+5).
Ieri sera dopo la chiusura della borsa Amazon ha pubblicato i risultati trimestrali. Gli utili erano ottimi ma la crescita del gruppo é in calo specialmente nell'attività dell'archiviazione e salvataggio dei dati (cloud) - nel dopo borsa l'azione ha perso circa il -6%.
Questa é la ragione della caduta stamattina del future sull'S&P500 - il contratto é sceso fino ad un minimo a 4370 punti e si trova adesso a 4377 punti (-35 punti). Vedremo se questa debolezza verrà considerata una buona occasione d'acquisto e se i compratori appariranno già stamattina. Noi pensiamo che dovrebbero esserci delle generali prese di beneficio e che ci sarà quindi un'altra correzione minore fino alla MM a 50 giorni - questo significa che nelle prossime 1 a 3 sedute l'S&P500 dovrebbe cadere sui 3300 punti. Poi vedremo se la pressione di vendita aumenta o se si tratta del solito vuoto d'aria senza conseguenze.
L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4091 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.6%. Sembra poco - forse tutti pensano che si tratti unicamente di un problema limitato ad Amazon e al settore tecnologico. Notiamo però che degli AGMAF solo Google ha convinto e dopo i risultati trimestrali l'azione é decisamente salita. Nei casi di Apple, Facebook e Amazon invece gli investitori hanno reagito con delle vendite - forse é giunto il momento che il Nasdaq100 corregga.

Commento del 29 luglio

Molto nervosismo - pochi risultati

Ieri tutti aspettavano di vedere come il mercato avrebbe reagito ai risultati trimestrali di Apple, Microsoft e Google e al comunicato finale al termine della riunione della FED. I movimenti delle azioni tecnologiche sono stati modesti - solo Google (+3.18%) é balzata sulla base dei buoni risultati - il calo di Apple (-1.22%) mostra che non sempre i prezzi delle azioni salgono sulla base di un aumento considerevole degli utili. In generale é stata però una giornata positiva per la tecnologia - il Nasdaq100 (+0.41% a 15018 punti) ha recuperato parte della perdita del giorno precedente. La FED non ha cambiato nulla nella sua politica monetaria e Jerome Powell non ha detto nulla di nuovo - dopo una breve fibrillazione il mercato azionario si é calmato e l'S&P500 (-0.02% a 4400.64 punti) ha chiuso invariato. Insomma - tranne l'atteso rimbalzo da ipervenduto del Russell2000 (+1.51%) non é successo nulla di speciale e a livello tecnico non abbiamo niente di nuovo da segnalare. Il rapporto NH/NL é tornato nella normalità (418 su 379) e questo significa una scarsa partecipazione ma sappiamo che il mercato non sembra preoccuparsi di questo problema strutturale. I Summation Index sono ancora scesi ma la velocità della caduta é in netta diminuzione - questo lascia supporrre che a breve il calo debba finire.
I tassi d'interesse sull'USD non si sono mossi (reddito dell'USTBond decennale a 1.26% (+0.01%)) ma l'USD ha reagito negativamente alle dichiarazioni di Powell (EUR/USD a 1.1860) - l'analisi tecnica aveva anticipato questo movimento e vi avevamo avvisato lunedì mattina che la tendenza stava cambiando.

Facciamo un passo indietro. Le borse europee hanno avuto una seduta positiva (Eurostoxx50 +0.94% a 4103 punti) che segue alla seduta negativa di martedì (Eurostoxx50 -0.93%). In pratica c'é una serie di sedute positive e negative ma per saldo gli indici azionari europei si muovono poco e sono praticamente sui livelli raggiunti a metà aprile. Il DAX (+0.33% a 15570 punti) costituisce l'esempio tipico. A metà aprile aveva toccato i 15500 punti. Ora é al centro delle Bollinger Bands e sulla MM a 50 giorni che scorre ormai orizzontale. Per ora non abbiamo indizi validi per poter prevedere la prossima tendenza delle borse europee con buona probabilità di riuscita. Il mercato é senza stimoli e la pausa estiva non aiuta a invogliare gli investitori a prendere l'iniziativa.

L'S&P500 ha aperto in guadagno a 4408 punti. All'inizio é sceso fino a 4394 punti ma in seguito é tornato a 4406 punti. Prima della fine della riunione della FED l'indice é scivolato a 4392 punti - dopo le 20.00 é salito sul massimo giornaliero a 4415 punti ma sul finale é ricaduto a 4400.64 punti (-0.02%). Insomma - una seduta volatile e senza una direzione precisa che si é conclusa con un nulla di fatto.
La seduta al NYSE é stata (grazie al Russell2000 +1.51%) positiva con A/D a 5865 su 2061 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 18.31 (-1.05), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.52 (la media di lungo periodo é a 0.49) e il Fear&Greed Index é scivolato a 25 punti (-1). Nei dati sul sentiment troviamo qualsiasi cosa - dal pessimismo del Fear&Greed Index all'ottimismo dei DSI - non osiamo dedurre da questi dati contradditri qual'é il vero umore degli investitori che sembra variare a seconda del segmento di mercato.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4397 punti (+4 punti) - l'S&P500 cash vale 4404 punti e si trova nuovamente sopra la barriera dei 4400 punti. L'Eurostoxx50 vale 4109 punti (+7 punti). Sembra che avremo un'altra seduta estiva con scarsi volumi, pochi movimenti e indici azionari praticamente invariati. Ieri dopo la chiusura dei mercati Facebook ha comunicato i suoi risultati trimestrali - malgrado utili in forte aumento l'azione nel dopo borsa ha perso il -3.4%. Oggi é il turno di Amazon.

Commento del 28 luglio

I ribassisti tentano un affondo ma non ottengono risultati significativi

Ieri sia in Europa (Eurostoxx50 -0.93% a 4064 punti) che in America (S&P500 -0.47% a 4401.46 punti) c'é stata una seduta moderatemente negativa che a livello tecnico non ha fatto danni - gli indici azionari si trovano ancora decisamente sopra il livello di una settimana fà. I ribassisti hanno tentato un affondo ma non sono riusciti ad ottenere dei risultati significativi. Gli indici hanno chiuso decisamente sopra il minimo giornaliero e questo mostra che qualsiasi ritracciamento viene ancora comperato - i rialzisti sono vivi e vegeti. L'S&P500 é riuscito a riprendere il primo supporto a 4400 punti dopo una discesa fino a 4372 punti. C'é stato un cambiamento - per una volta la tecnologia era debole e il Nasdaq100 ha perso il -1.11% a 14956 punti - l'indice é caduto fino a 14787 prima di trovare la forza di risalire 170 punti. Notiamo con estremo interesse che l'azione di Tesla (-1.95%), malgrado che la società abbia presentato ottimi risultati trimestrali, é stata vittima di prese di beneficio. Molte di queste azioni di moda sono quotate per la perfezione e malgrado utili in aumento gli investitori sembrano delusi appena c'é un dettaglio che non mostra un futuro radioso.
Infine abbiamo rilevato l'abituale debolezza a livello di partecipazione. I Summation Index sono ancora in calo e il rapporto NH/NL (309 su 1075) si é nettamente deteriorato - é bastata una normale seduta negativa per far lievitare il numero dei nuovi minimi a 30 giorni sopra i 1000!

Le borse europee, impressionate dal crollo dei listini cinesi, hanno aperto in calo e hanno continuato la loro discesa fino alle 09.45. Le vendite sono rapidamente finite e il resto della giornata é trascorso nella calma. Gli indici hanno recuperato fino nel primo pomeriggio e sono in seguito nuovamente scesi quando la borsa americana ha aperto debole. I minimi del mattino non sono più stati superati. Sui grafici appaiono delle piccole candele con il corpo nel mezzo - significa che dopo l'apertura le forze di rialzisti e ribassisti si sono bilanciate. Le borse europee continuano nel complesso a non convincere e la variante più probabile sembra un'uscita al ribasso dal canale orizzontale valido da giugno. Settimana scorsa c'é già stato un primo tentativo. Per il momento però il trend resta neutro e conviene attendere segnali chiari prima di muoversi.

L'S&P500 ha aperto a 4400 punti e all'inizio é ancora salito a 4409 punti di massimo. Poi c'é stato l'attacco dei ribassisti che ha provocato una caduta sotto i 4400 punti e una discesa fino ai 4373 punti verso le 19.30. In seguito il mercato ha trovato la forza per recuperare e l'S&P500 ha chiuso a 4401.46 punti (-0.47%). Il mercato era debole in generale e non abbiamo notato la solita sana rotazione tra settori (DJT -2.21%, RUT -1.13%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2294 su 5616, NH/NL a 309 su 1075 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 19.36 punti (-1.78%), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.59 mentre il Fear&Greed Index é ricaduto a 26 punti (-6 punti). I dati sul sentiment offrono parecchie possibilità d'interpretazione - noi ci limitiamo ad osservare che c'é parecchio nervosismo e questo porta per lo meno ad instabilità - il mercato sembra pronto per un rapido e ampio movimento.

I risultati trimestrali di Apple, Microsoft e Google non smuovono le acque - il future sull'S&P500 é a 4393 punti (-1 punto). Il Nikkei ha perso il -1.39% - le borse cinesi sono miste (Shanghai -0.5%). L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 4076 punti (+8 punti) - le borse europee apriranno con un leggero guadagno di circa il +0.2%. Stasera alle 20.00 termina la seduta della FED - fino a quel momento non pensiamo che gli investitori prenderanno iniziative. Crediamo che le borse europee chiuderanno in pari. Vedremo se gli americani venderanno le azioni dei big della tecnologia dopo la pubblicazioni degli utili come é stato il caso ieri con Tesla.

Commento del 27 luglio

Le borse europee consolidano - l'S&P500 fa segnare un nuovo massimo storico marginale

Da settimane ripetiamo che fino a quando a livello tecnico nel trend non cambia qualcosa é probabile che il rialzo debba continuare - ieri purtroppo é stata un'altra giornata durante la quale non é apparso nulla di nuovo. Le borse europee non sono riuscite a continuare a salire dopo l'ottima seduta di venerdì e hanno consolidato. Gli indici si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso con leggere perdite (Eurostoxx50 -0.16% a 4102 punti, DAX - 0.32% a 15619 punti). Il FTSE MIB (+0.68% a 25296 punti) é salito contro corrente - questa però non é una sorpresa ma una conferma di quanto osservato a metà di settimana scorsa (mercoledì 21 luglio). Il settore bancario europeo (SX7E +2.17% a 93.39 punti) torna a godere dell'interesse degli investitori e la borsa italiana ne approfitta. Escludiamo che ci possa essere uno svilupoo divergente tra Eurostoxx50 e FTSE MIB e quindi la giornata di ieri dovrebbe costituire un'eccezione. È però probabile che nel prossimo futuro banche e borsa italiana possano sovraperformare. Finora sembra però che le borse europee mantengano la tendenza neutra e continuino ad oscillare nel canale orizzontale valido da giugno. Ripetiamo - negli indicatori tecnici non appare nulla di nuovo che possa far presagire un'accelerazione al rialzo. Al contrario é molto probabile che se la borsa americana corregge quelle europee seguano a ruota.
Anche la seduta in America ha rispettato l'abituale copione. Gli investitori hanno comperato i big della tecnologia - ieri si sono buttati su Tesla (+2.21%) visto che la compagnia avrebbe presentato i risultati trimestrali dopo la chiusura dei mercati. L'S&P500 (+0.24% a 4422.73 punti) ha guadagnato qualche punto grazie al settore energia (ETF Energy +2.47%). Il Nasdaq100 ha marciato sul posto (+0.09% a 15125 punti) - poiché l'indice é ipercomperato e stasera sono attesi i risultati trimestrali dei tre big Apple Microsoft e Google é normale che non sia successo nulla di particolare. La partecipazione al rialzo resta però miserabile malgrado il guadagno del Russell2000 (RUT  +0.33%) - i Summation Index continuano a scendere mentre il rapporto NH/NL a 462 su 595 mostra un leggero aumento di entrambi i valori - in sottofondo c'é pressione di vendita mentre la forza d'acquisto resta modesta. In un rialzo con partecipazione i NH dovrebbero veleggiare, dopo una serie di nuovi massimi storici su S&P500 e Nasdaq, sui 1500/2000. Sappiamo che questa divergenza può anche risolversi in maniera positiva per il mercato se improvvisamente tutto il listino venisse coinvolto nel rialzo. Guardandosi intorno sembra però che le borse stiano "perdendo pezzi" e non siano in una situazione molto sana - vediamo piuttosto distribuzione. Il rialzo delle borse internazionali si é fermato, le borse cinesi sono in calo, quelle europee in stallo. Attendiamo con estremo interesse l'esito delle prossime due o tre sedute.

L'S&P500 ha aperto a 4409 punti  e durante la seduta non é più sceso sotto i 4400 punti. All'inizio é salito a 4415 punti e poi é ricaduto sul minimo giornaliero a 4405 punti. Per le 17.30 (chiusura in Europa) l'indice é risalito a 4419 punti. In seguito l'S&P500 é oscillato in pochi punti e grazie ad un'impennata finale ha chiuso a 4422.30 punti (+0.24%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4138 su 3770 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é stranamente salita a 17.58 punti (+0.38), il CBOE non ha pubblicato i dati sul mercato delle opzioni e il Fear&Greed Index é rimasto fermo a 32 punti.

Stamattina il Nikkei guadagna il +0.45% - le borse cinesi sono invece ancora in calo (Shanghai -1.2%). Il future sull'S&P500 é a 4405 punti (-9 punti) - i buoni risultati trimestrali di Tesla non smuovono il mercato - sembra che gli utili in aumento siano già stati scontati dai mercati. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4094 punti (-6 punti) - le borse europee apriranno in leggero calo. Prevediamo un'altra seduta di pausa in attesa di conoscere i risultati trimestrali di Apple, Microsoft e Google.
Domani sera si riunisce la FED per discutere la situazione economica e definire la politica monetaria - ci aspettiamo che a breve l'inflazione torni ad essere un argomento di discussione. Qualsiasi segnale da parte della FED in direzione di una diminuzione dello stimolo monetario potrebbe mandare i mercati in fibrillazione.

Aggiornamento del 26 luglio

Quando tutti conoscono le regole e le seguono é spesso il momento in cui il mercato cambia il gioco

Ormai é evidente - tutte le correzioni dell'S&P500 si fermano alla media mobile (MM) a 50 giorni - questi brevi vuoti d'aria costituiscono delle occasioni d'acquisto a cui segue un nuovo massimo storico. Questa é la prima regola valida da inizio anno o meglio ancora da maggio dell'anno scorso. La seconda regola é che bisogna comperare gli AGMAF e quindi il Nasdaq100 prima della pubblicazione dei risultati trimestrali. In previsione di utili in forte aumento il Nasdaq100 sale sempre.
Tutti conoscono queste regole che settimana scorsa hanno avuto un'ulteriore conferma - per l'ottava volta quest'anno l'S&P500 é risalito dopo un test o una marginale rottura sotto la MM a 50 giorni. Questa volta la reazione é stata particolarmente forte e dinamica come se ai traders cominciasse a piacere giocare questo gioco che assicura guadagni sicuri e ad occhi chiusi. Attenzione però che quando si é instaurata un'abitudine spesso é giunto il momento che il gioco cambi. È probabile che uno dei prossimi tentativi di correzione non si fermi sulla media mobile a 50 giorni ma che ci sia una rottura dinamica del supporto in grado di scatenare il panico. È inoltre possibile che al momento in cui gli AGMAF renderanno noti gli utili trimestrali non ci sia un'impennata ma una caduta - questo perché tutti hanno comperato in anticipo e tutti aspettano un'ultima accelerazione per vendere. Insomma - le prossime sedute rischiano di essere molto interessanti e ricche di sorprese.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4392 punti (-13 punti). Per una volta non iniziamo la giornata con il future in positivo. L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 4086 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.5%. Oggi dovrebbe esserci una seduta di consolidamento. Il Nikkei ha guadagnato il +1.01% - Shanghai é in calo del -2.5%. La debolezza dei mercati azionari cinesi comincia ad essere tema di discussione e di preoccupazione. Normalmente però la correlazione tra Cina e il tandem America - Europa é scarsa.

Il cambio EUR/USD risale a 1.1780. Il cambio sta formando base sugli 1.1750 e temiamo che il nostro obiettivo a 1.17 non venga raggiunto. L'impressione é che si stia preparando una spinta di rialzo.

Commento del 24-25 luglio

Tecnologia all in

Una settimana fà avevamo previsto che doveva esserci una breve "frana" che doveva far cadere l'S&P500 di un -3% - avevamo escluso l'eventualità di una correzione più importante o di un'inversione di tendenza sulla base dei dati sul sentiment che mostravano investitori già piuttosto pessimisti e con un piede sull'uscita. Avevamo nuovamente messo in evidenza che da inizio anno qualsiasi correzione si era fermata sulla MM a 50 giorni. In effetti lunedì c'é stata una pesante caduta - dai 4327 punti di venerdì l'S&P500 é sceso fino a 4233 punti di minimo - la MM a 50 giorni in quel momento scorreva a 4240 punti. A dire il vero noi prevedevamo qualcosa di più e in particolare ci aspettavamo maggiore debolezza nel settore tecnologico. Invece l'ondata di vendite é durata unicamente qualche ora e il Nasdaq100 invece che sotto performare ha sovraperformate scatenando la successiva spinta di rialzo. Da martedì le borse sono unicamente salite come se un'orda di investitori avesse solo aspettato una correzione minore per comperare. La seduta di venerdì é stata decisamente positiva sia in Europa (Eurostoxx50 +1.23% a 4109 punti) che in America. L'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 4415.18 punti e ha chiuso poco più in basso a 4411.79 punti (+1.01%). Ancora una volta la tecnologia ha trascinato il rialzo (Nasdaq100 +1.15% a 15111 punti, nuovo record storico) con i conosciuti AGMAF in evidenza (Google +3.58%, Facebook +5.30%). Le divergenze a livello di partecipazione permangono e si rafforzano. Malgrado i nuovi record sugli indici il rapporto nuovi massimi su nuovi minimi a 30 giorni (NH/NL a 436 su 576) é negativo (!) e decisamente preoccupante. Lo stesso vale per gli altri periodi presi in considerazione (NH/NL a 90 giorni a 254 su 357, a 180 giorni a 193 su 232). Neanche il Nasdaq si salva - abbiamo NH/NL a 30 giorni a 220 su 403 e a 1 anno a 66 su 81. Sono in calo soprattutto titoli della biotecnologia e di società cinesi - senza cercare di razionalizzare i dati é evidente che la partecipazione é miserabile. Solo l'S&P100 sale - i restanti 400 titoli dell'indice S&P500 ristagnano con un grafico che copia quello dell'Eurostoxx50. Non é una sorpresa che i Summation Index sono ancora in calo. Molti analisti tecnici sono perplessi poiché molti indicatori mostrano un mercato debole e non confermano il rialzo. Venerdì il TRIN (un'oscillatore di cortissimo termine che indica ipervenduto o ipercomperato) é balzato a 3.08 - questo significa ipervenduto (!) e si verifica normalmente in giornate di forte ribasso. Questa anomalia può succedere unicamente quando pochi titoli di peso salgono con pochi volumi mentre tanti titoli scendono con forti volumi. Insomma - le divergenze si intensificano e solo alcune azioni di grandi società tecnologiche proseguono il rialzo e permettono agli indici di salire. Da mesi c'é questa situazione - nei pochi momenti in cui la tecnologia ha corretto una rotazione tra settori ha favorito il Russell2000 (RUT +0.46%) e il mercato complessivamente ha superato qualsiasi momento di difficoltà. Fino a quando non cambia qualcosa dobbiamo partire dal principio che questo strano e anomalo rialzo sostenuto dalla liquidità può continuare malgrado che le valutazioni fondamentali non costituiscano più un parametro di riferimento. Gli investitori stanno semplicemente ignorando il fatto che le azioni sono oscenamente care. Nel passato le bolle speculative sono state ricorrenti - terminano sempre con dei periodi di irrazionale euforia e spesso con delle accelerazioni finali di tipo esponenziale. Malgrado i numerosi gridi di allarme provenienti da analisti economici, fondamentali e tecnici, é possibile che il rialzo possa continuare ancora per mesi e subire addirittura un'accelerazione. Probabilmente lo scopriremo osservando settimana prossima come il mercato reagisce ai risultati trimestrali degli AGMAF. I risultati saranno da buoni a ottimi - vedremo se ci saranno prese di beneficio e se invece le azioni verranno nell'entusiasmo nuovamente comperate catapultando il Nasdaq100 verso dei nuovi record storici. Sembra inutile rimarcare che il Nasdaq100 é ipercomperato e in eccesso di rialzo a corto e medio termine - da mesi la borsa ignora questi eccessi e probabilmente lo farà anche nel prossimo futuro.

E le borse europee come si comportano? Semplicemente la tradizionale correlazione tra America e Europa continua a funzionare nel senso che il rialzo della borsa americana impedisce agli indici azionari europei di correggere. Lunedì Eurostoxx50 e colleghi sono pesamentemente caduti e ci sono state delle rottura al ribasso e dei segnali di vendita. La crisi é però rientrata mercoledì sera quando gli indici, grazie al buon esempio di Wall Street, hanno annullato le perdite di lunedì e sono rientrati nei canali di oscillazione orizzontali validi da giugno. Sullo slancio il rialzo é poi proseguito giovedì e venerdì permettendo agli indici di chiudere la settimana con una performance positiva. Per il momento nulla ci permette di prevedere una continuazione del rialzo e una salita degli indici su nuovi massimi annuali o storici. È però una variante da prendere in considerazione visto che il tentativo di ribasso é fallito.
Non crediamo che il nuovo massimo storico dell'SMI svizzero (+1.28% a 12130 punti) possa servire da esempio. Questo perché questo massimo é marginale e deve essere ancora confermato - potrebbe trattarsi di una falsa rottura al rialzo. Inoltre l'SMI nel passato ha seguito più da vicino l'S&P500 che l'Eurostoxx50.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.82% a 4109 punti
SX7E (banche)          +2.42% a 91.41 punti
DAX                         +0.83% a 15669 punti
SMI                          +0.87% a 12130 punti - nuovo massimo storico
FTSE MIB                  +1.34% a 25124 punti
S&P500                     +1.96% a 4411.79 punti - nuovo massimo storico
Nasdaq100                +2.93% a 15111 punti - nuovo massimo storico

Venerdì a Wall Strett ci aspettavamo una seduta moderatamente positiva. Non pensavamo però che ci fosse già abbastanza pressione d'acquisto per far salire gli indici subito su dei nuovi massimi storici. Abbiamo sottovalutato la spinta fornita dagli AGMAF prima dei risultati trimestrali - la seduta é andata meglio del previsto.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 4386 punti. Dopo una breve discesa a 4381 punti l'indice é salito di slancio sopra i 4400 punti - ha raggiunto alle 16.30 i 4407 punti. Poi si é fermato per ore oscillando sopra i 4400 punti. Sul finale c'é stato ancora un breve rally fino ai 4415 punti e l'S&P500 ha chiuso a 4411.79 punti (+1.01%). Il Nasdaq100 ha sovraperformato (+1.15%), DJT (+0.69%) e RUT  (+0.46%) hanno sottoperformato. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4597 su 3289 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é scesa a 17.20 (-0.49), il CBOE Equity put/call ratio era stranamente alto a 0.61 mentre il Fear&Greed Index é balzato a 32 punti (+7 punti). Per definizione la tendenza della borsa americana non é al rialzo ma da neutra a leggermente al ribasso - solo il 41.7% dei titoli sono sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE (53.28) é di poco sopra i 50 punti.

Da marzo dell'anno scorso le borse salgono spinte da un'enorme massa di liquidità proveniente da due fronti - le Banche Centrali con i tassi d'interesse vicini allo 0% ed il QE e gli Stati con i programmi di spesa pubblica previsti inizialmente per assorbire gli effetti negativi della recessione da Covid19 e successivamente per rilanciare la crescita economica. Nell'immediato non sembra che debba cambiare qualcosa e agli investitori non restano più molte possibilità - la liquidità perde di valore a causa di tassi d'interesse reali negativi. L'unica alternativa valida sembra quella di comperare azioni non perché gli utili delle società giustificano le alte valutazioni ma perché il bull market induce gli investitori a credere di riuscire nel futuro di vendere le azioni a qualcun'altro ad un prezzo superiore.
Questa spirale virtuosa continuerà fino a quando non finirà - sarà molto difficile prevederne la fine. Chi investe in azioni deve però essere cosciente dei pericoli - prima del primo crollo della borsa non ci saranno segnali d'avvertimento. Uscire al momento giusto sarà un caso fortunato.
I gap up di venerdì sera a Wall Street potrebbero essere un segnale di esaurimento - le rotture al rialzo potrebbero essere dei falsi segnali. Lunedì Tesla presenta i risultati trimestrali. Martedì seguiranno Apple, Microsoft e Google. Vediamo come inizia la settimana...

Commento del 23 luglio

Rialzo senza novità a livello tecnico

Ieri le borse hanno guadagnato terreno sia in Europa (Eurostoxx50 +0.80% a 4059 punti) che in America (S&P500 +0.20% a 4367.48 punti). Le borse europee hanno semplicemente copiato quanto stavano facendo gli americani e il rialzo rispecchia l'ottima seduta di mercoledì a Wall Street che si era conclusa sul massimo giornaliero. Inoltre non c'era nessuna ragione per vendere visto che ieri la BCE, al termine della sua regolare seduta, ha ribadito la sua politica monetaria estremamente espansiva con tassi d'interesse vicini allo 0% e una continuazione dei massicci acquisti di titoli di Stato conosciuto sotto l'acronimo di QE. In America non abbiamo visto nulla di nuovo - si é verificata la solita rotazione tra settori che a dire il vero comincia ad essere nevrotica. In effetti non fa molto senso che il Russell2000 dopo due ottime sedute (+2.99% e +1.81%) abbia perso senza ragione apparente il -1.55%. Sembra che ci sia un'orda di speculatori che si sposta rapidamente da un tema al successivo senza una logica apparente - questo rende il mercato instabile e a cortissimi termine imprevedibile. Per il resto hanno funzionato i soliti meccanismi - il reddito dell'USTBond decennale é sceso (1.27%, -0.03%) e questo ha permesso al settore tecnologico di sovraperformare (Nasdaq100 +0.65% a 14940 punti). Tutti sono in attesa dei risultati trimestrali degli AGMAF che verranno pubblicati settimana prossima. Poiché tutti sono convinti che gli utili saranno ottimi nessuno vende e molti comprano sperando in un rally dopo la notizia. Infine i 15000 punti hanno un'attrazione fatale poiché sono un'importante barriera psicologica e rappresentano il record storico. Come spiegato nel commento di ieri pomeriggio é improbabile che una correzione possa partire prima di conoscere i risultati trimestrali dei big della tecnologia - mancano solo 60 punti ai 15000 punti ed é probabile che sullo slancio questa resistenza venga attaccata.

Come spiegato nei commenti serali le borse europee si sono lasciate alle spalle la pesante caduta di lunedì e stanno tornando nel canale di oscillazione valido da inizio giugno. L'Eurostoxx50 (+0.80% a 4059 punti) dopo l'apertura é salito subito (09.10) a 4058 punti e per il resto della giornata non ha più combinato nulla. Questo é un chiaro segnale che la spinta di rialzo sta scemando. L'Eurostoxx50 é tornato al centro del range 3950-4150 punti e sulla MM a 50 giorni. Il quadro tecnico generale favorisce uno scenario che vede le borse europee riprendere il canale orizzontale valido da giugno. In poche parole pensiamo che l'Eurostoxx50 é destinato a muoversi intorno ai 4050 punti ancora per settimane se non che la borsa americana decide improvvisamernte di avere una correzione più seria che non una semplice discesa a testare la linea mobile a 50 giorni in ascesa. Gli altri indici azionari si trovano in una situazione simile - trovate i dettagli nei commenti serali. La realtà é che da metà aprile gli indici non riescono più a fare sostanziali progressi. Questa settimana abbiamo visto che le borse non vogliono correggere. Nei dati tecnici e sui grafici non appare però l'intenzione di voler effettuare un'accelerazione al rialzo. Dobbiamo attendere che cambi qualcosa a livello tecnico per poter prevedere un'uscita da questa tendenza neutra.

L'S&P500 ha aperto a 4363 punti e all'inizio é oscillato nervosamente intorno a questo livello. Alle 16.40 ha toccato un massimo intermedio a 4366 punti per poi cadere alle 18.00 sul minimo a 4350 punti. In seguito l'indice é salito regolarmente fino alla chiusura. Ha toccato un massimo giornaliero a 4369 punti e si é fermato a 4367.48 punti (+0.20%). Malgrado i guadagni di S&P500 e Nasdaq100 (+0.65%) la seduta alla borsa americana é stata negativa (A/D a 2859 su 5049, NH/NL a 318 su 329 e volume relativo a 0.9) a causa del cedimento del Russell2000 (RUT -1.55%). La volatilità VIX é scesa a 17.69 punti (-0.22), il CBOE Equity put/call ratio é lievitato a 0.57 e il Fear&Greed Index é rimasto fermo a 25 punti. I Summation Index sono ancora in calo. Le forti divergenze a livello di partecipazione permangono ma non sembrano disturbare e influenzare negativamente l'S&P500.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 4373 punti (+13 punti). Le borse sembrano voler completare la settimana con un'altra seduta positiva. L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 4074 punti (+25 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.5%.
I risultati trimestrali di Intel, resi noti ieri sera dopo la chiusura della borsa americana, erano convincenti. Oggi non sono previsti dati economici in grado di influenzare i mercati finanziari. Probabilmente stasera gli indici azionari chiuderanno vicini ai livelli d'apertura. Questo significa che avremo un'altra seduta positiva che ci permetterà di archiviare definitivamente le sedute negative di venerdì e lunedì scorsi.

Commento del 22 luglio

Le borse cancellano il tonfo di lunedì - l'America non sembra in grado di riprendere il rialzo

Sullo slancio di martedì ieri le borse sono nuovamente salite. Le borse europee si sono fatte ispirare dal +1.52% dell'S&P500 della sera prima e hanno recuperato il ritardo. Sono salite la mattina, hanno fatto una pausa a metà giornata e quando da Wall Street é nuovamente arrivata luce verde hanno continuato la loro corsa e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri con sostanziali guadagni. L'Eurostoxx50 si é issato a 4026 punti (+1.78%) ed é quindi tornato sopra il supporto a 4000 punti cancellando l'impulso ribassista di inizio settimana. Ci sono degli indici come il DAX (+1.36% a 15422 punti) che non hanno ancora annullato il segnale di vendita e che in teoria si trovano ancora in una fase di correzione. Da come si sta sviluppando la situazione sembra però che le borse europee debbano per lo meno tornare nel canale orizzontale valido da giugno. Poi tutto dipenderà da cosa intende fare la borsa americana.

Ieri in Europa si é comportato molto bene il settore bancario (SX7E +3.31% a 90.29 punti). Questo ha approfittato di una serie di fattori positivi - la buona performance in generale delle borse europee, l'aumento dei tassi d'interesse di mercato sull'EUR e i buoni risultati trimestrali di alcuni colossi tipo UBS. Pensiamo che nel futuro l'aumento dei tassi d'interesse potrebbe continuare - come già scritto più volte in precedenti commenti pensiamo che lunedì sera i tassi d'interesse su EUR e USD abbiano toccato un minimo significativo e ora debbano risalire in maniera sostenibile. L'indice SX7E ha il potenziale per salire fino ai 100 punti e questo potrebbe aiutare particolarmente la borsa italiana. Ieri il FTSE MIB (+2.36% a 24675 punti) ha sovraperformato e ha recuperato parte del suo ritardo. Il grafico ha un aspetto ancora ribassista ma ovviamente é impensabile che la borsa italiana si comporti in maniera opposta al resto del mercato. Nei prossimi giorni il FTSE MIB dovrebbe tornare sui 25000 punti e stabilizzarsi.

Anche la borsa americana ha avuto una buona giornata e l'S&P500 (+0.82% a 4358.69 punti) é salito sopra i 4330 punti dando l'impressione di poter continuare la sua corsa. Non siamo però ancora convinti che nei prossimi giorni l'S&P500 abbia la forza per attaccare il massimo storico a 4392 punti. Dopo due sedute con un alto rapporto A/D (ieri 6314 su 1626 punti) dovrebbe esserci una seduta negativa e quindi un ritracciamento per ritestare i 4330 punti. In questa occasione potremo decidere cosa ci aspetta nel futuro. Ieri abbiamo nuovamente osservato la conosciuta rotazione tra settori che si é espresse in una buona performance relativa del Russell2000 (RUT +1.81%) e dei settori energia e banche. Questo però non é andato a detrimento del Nasdaq100 (+0.77% a 14842 punti) che é salito malgrado un aumento dei tassi d'interesse (reddito dell'USTBond decennale a 1.30%, +0.07%). Evidentemente se la situazione non cambia gli indici azionari americani sono destinati a migliorare i massimi storici. La partecipazione al rialzo é però ancora scarsa mentre i Summation Index continuano a scivolare verso il basso (sembrano però cominciare a fare base). Di conseguenza crediamo che la partita riguardante il trend a corto e medio termine non é ancora decisa.

L'S&P500 ha aperto in gap up a 4338 punti e questo ha praticamente deciso l'esito finale. L'S&P500 é velocemente balzato fino a 4350 punti e poi é ancora salito leggermente e lentamente fino al massimo a 4359 punti. Ha chiuso poco sotto a 4358.69 punti (+0.82%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6314 su 1626, NH/NL a 443 (pochi) su 168 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 17.91 punti (-1.82), il CBOE Equity put/call ratio é rimasto stabile a 0.46 e il Fear&Greed Index é salito a 25 punti (+5 punti).
I maggiori indici azionari americani si sono mossi nel range della seduta di venerdì scorso. Ora sarà molto più difficile fare ulteriori progressi e ci aspettiamo che ci sia per lo meno una pausa con un ritorno dell'S&P500 a 4330 punti. In questa fase vedremo come si sviluppa la situazione tecnica e se appare quella leadership necessaria per attaccare i massimi storici. Per ora abbiamo ancora fondati dubbi.

Stamattina il future dell'S&P500 é a 4353 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4045 punti (+19 punti). Le borse europee apriranno con moderati guadagni (+0.5%). Sembra che avremo una seduta positiva ma non crediamo che gli indici azionari possano salire di molto sopra i livelli attuali.
Oggi si riunisce la BCE per discutere la situazione economica e la politica monetaria. Alle 13.45 verranno rese note le decisioni. Ci aspettiamo che i tassi d'interesse restino invariati - poiché a nessuno sembra ormai interessare cosa racconta Christine Lagarde nelle sue conferenze stampa ci aspettiamo che l'evento non abbia nessuna conseguenza sui mercati finanziari.

Commento del 21 luglio

L'S&P500 risale dalla MM a 50 giorni - dovrebbe essere stato un rimbalzo

Dopo la pesante caduta di lunedì (-1.59%) ieri l'S&P500 é rimbalzato con convinzione (+1.52% a 4323.06 punti) dalla media mobile (MM) a 50 giorni. Lo aveva già fatto più volte quest'anno e non bisogna quindi stupirsi di questa reazione che é stata favorita da una situazione di ipervenduto del Russell2000 (RUT +2.99%) e da una posizione favorevole degli oscillatori.
Speravamo che a breve l'S&P500 potesse scendere più in basso e che quindi potesse esserci una correzione più severa in grado di riportare il mercato su solide basi eliminando gli eccessi - per il momento però non sembra che il mercato voglia soddisfarci.

La reazione positiva si era già delienata in Europa. Dopo il tonfo di lunedì (-2.66% a 3928 punti) l'Eurostoxx50 la mattina aveva aperto in positivo e aveva raggiunto i 3979 punti verso le 09.35. Poi però gradualmente erano riapparsi i venditori e l'indice nel pomeriggio era ricaduto in negativo. Solo dopo l'apertura a New York c'é stato un solido recupero che ha permesso all'indice di chiudere a 3956 punti (+0.71%). Gli altri indici azionari si sono comportati in maniera simile e questo significa che sono riusciti a recuperare solo circa un quarto (fino a un terzo) delle perdite del giorno precedente. Le borse europee lunedì hanno rotto al ribasso e formalmente hanno dato un segnale di vendita - stanno di conseguenza correggendo e la reazione di ieri, avvenuta con bassi volumi di titoli trattati, non può che essere considerata come un anemico rimbalzo. C'é stata una semplice seduta nel range del giorno precedente e le piccole candele rosse sui grafici mostrano che durante la giornata i compratori erano assenti. Non possiamo però essere decisamente negativi e parlare di correzione a medio termine o ribasso e la ragione probabilmente la conoscete già. La correlazione tra Europa ed America impedisce alle borse europee di scendere se dall'America non arriva il "permesso". Fino a quando la borsa americana non darà un segnale di vendita é poco probabile che le borse europee scendano più in basso - probabilmente si fermeranno un gradino più in basso rispetto al canale d'oscillazione di giugno - metà luglio e aspetteranno di capire cosa intendono fare gli americani.

Lunedì sera la borsa americana era in parecchi settori ipervenduta e c'era stato del panico specialmente nel mercato delle opzioni. È quindi logico che ieri ci sia stata una reazione positiva - la sua ampiezza ci ha però stupito e ci pone di fronte ad una logica questione - sta riprendendo il rialzo o si tratta solo di un robusto rimbalzo? Al momento favoriamo la seconda opzione. La reazione dalla MM a 50 giorni era ovvia ed attesa. Un mercato sano però non avrebbe avuto un simile deterioramente prima di reagire. I Summation Index sono talmente deboli che neanche il rally di ieri ha permesso a questi indicatori di cambiare direzione. Il quadro tecnico generale é quello di un mercato strutturalmente debole che non dovrebbe aver la forza per salire su dei nuovi massimi malgrado che S&P500 e Nasdaq100 siamo solo un 2% sotto i record storici. Sospettiamo che la situazione del mercato debba cambiare sotto l'influsso dei tassi d'interesse - lunedì il reddito dell'USTBond decennale é sceso a 1.19% mentre il DSI sui Bonds é salito a 90 punti. Ieri il reddito é salito (1.23%, +0.04%) e crediamo che questa sia un'inversione di tendenza per una fase di rialzo a medio termine. Malgrado che finora il mercato non ci ha dato ragione, crediamo che nel prossimo futuro la tecnologia (Nasdaq100 +1.23% a 14728 punti) debba sottoperformare mettendo in difficoltà la borsa americana,
L'S&P500 ha aperto in leggero guadagno a 4262 punti. Fino alle 18.00 l'indice é salito con slancio fino a 4333 punti. Poi si é fermato - é sceso una decina di punti ed é salito sul massimo giornaliero a 4336 punti. Sul finale é caduto a 4323.06 punti (+1.52%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6680 su 1260, NH/NL a 276 su 544 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é caduta a 19.73 punti (-2.77), il CBOE Equity put/call ratio é tornato nella media a 0.44 e il Fear&Greed Index é risalito a 20 punti (+3 punti).
Nel complesso é stata una buona seduta che ha bilanciato la pessima seduta di lunedì. Ora siamo tornati al punto di partenza con la differenza che nell'immediato sono i rialzisti ad avere l'iniziativa. Il combattimento si sta svolgendo intorno ai 4330 punti - solo se l'S&P500 riuscisse a chiudere una seduta decisamente sopra questo livello la teoria del rimbalzo tecnico potrebbe eessere sbagliata.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4316 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 aprirà sui 3976 punti - le borse europee guadagnano in apertura un +0.5% - probabilmente sullo slancio saliranno ancora qualche punto e poi si fermeranno in attesa di capire cosa intendono fare gli americani.  Il Nikkei ha guadagnato il +0.58% - Shanghai sta salendo del +0.7%.
In America prosegue la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese - ieri sera dopo la chiusura Netflix ha deluso con una forte diminuzione degli abbonati negli Stati Uniti. Non tutto quello che é tecnologia brilla - é possibile che nel prossimo futuro parecchie società non potranno soddisfare le alte previsioni di analisti ed investitori.

Commento del 17-18 luglio

Il rialzo del Nasdaq100 si é fermato a 15000 punti - nelle ultime 3 sedute é cambiato qualcosa - correzione intermedia

Da metà maggio la tecnologia aveva permesso all'S&P500 di continuare il rialzo. Il più importante indice azionario americano sale praticamente senza interruzione da novembre dell'anno scorso - ci sono state solo alcune correzioni intermedie e minori che hanno fatto ridiscendere l'indice di un paio di punti in percentuale fino alla MM a 50 giorni - la tendenza di fondo della borsa americana é però sempre rimasta al rialzo. Come accennato all'inizio del commento, da maggio il rialzo é stato trascinato dal Nasdaq100 e soprattutto da alcuni titoli di peso - alcuni anni fà abbiamo identificato negli AGMAF (Apple, Google, Microsoft, Amazon, Facebook) la forza trainante del mercato. Ultimamente la partecipazione al rialzo é diminuita fino a diventare miserabile - ormai sono solo poche società di peso a continuare il rialzo mentre la maggior parte del listino azionario americano da tempo sta correggendo - lo vediamo dai Summation Index sul NYSE e sul Nasdaq che hanno "toppato" a metà febbraio e hanno ricominciato a scendere da metà giugno. Mercoledì 14 luglio l'S&P500 ha raggiunto il record storico a 4393.68 punti - ha però terminato la seduta 19 punti più in basso con una candela rossa sul grafico. Giovedì e venerdì la borsa americana é scesa - l'S&P500 é caduto a 4327.16 punti (-0.75%). Nelle ultime tre sedute della settimana il mercato é cambiato - il Nasdaq100 é sceso insieme all'S&P500 e ha perso la forza relativa - la rotazione tra settori non ha più funzionato e il Russell2000 (RUT -1.24%) non é stato in grado di compensare il calo dell'indice tecnologico. Insomma - dopo tre settimane di performance positive questa settimana l'S&P500 ha dovuto lasciare il -0.97% sul terreno e le ultime tre candele sul grafico sono rosse - questo mostra che pur non dominando (le chiusure erano in genere lontane dal minimo giornaliero) i venditori hanno finalmente preso l'iniziativa. Parlare di correzione é ancora prematuro - l'S&P500 si trova a soli 66 punti dal massimo storico. Sull'S&P500 non abbiamo ancora un segnale di vendita e non é ancora stato rotto nessun importante supporto - la MM a 50 giorni scorre a 4239 punti e da inizio anno é stata in grado di contenere tutte le modeste correzioni intermedie.
Temiamo però che questa volta possa verificarsi una frana - non un crash. La tecnologia era l'ultimo bastione che sosteneva il mercato e negli ultimi giorni abbiamo visto delle vendite massicce specialmente nell'amato settore dei semiconduttori. L'impressione é che il mercato nel suo complesso resta solido ma i traders e gli speculatori long stanno battendo in ritirata - venerdì il CBOE Equity put/call ratio é balzato a 0.69, il valoro più alto da inizio anno. Ci sono tantissimi investitori inesperti che usano la leva del credito e che fino adesso hanno pensato che il mercato, e in particolare i big della tecnologia, potesse solo crescere di valore. Per molti gli AGMAF sono diventati un sostituto delle obbligazioni. In questo momento si é creata la costellazione ideale per un sostanziale vuoto d'aria provocato dagli speculatori che spaventati si ritirano dal mercato - finora si erano limitati a saltare da un titolo all'altro senza abbandonare la borsa. Pensiamo che una caduta di un -3% sull'S&P500 e di un -5% sul Nasdaq100 all'inizio di settimana prossima sia possibile e probabile. Non crediamo però che ci sarà qualcosa di peggio - la ragione sono gli indicatori di sentiment che mostrano già parecchio pessimismo tra gli investitori - specialmente il Fear&Greed Index é già sceso a 23 punti (-6 punti) e si avvicina al livello di panico. Inoltre gli oscillatori di corto termine sono già parecchio in basso e potrebbero toccare il fondo verso la fine di settimana prossima. Infine il numero di nuovi minimi a 30 giorni venerdì é diminuito (NL a 1416 contro i 1711 del giorno precedente malgrado la discesa degli indici), Questa é una divergenza positiva e mostra che la discesa dei titoli relativamente deboli sta perdendo di slancio.
Insomma - all'inizio di settimana prossima potrebbe esserci una breve ondata di vendite e un "ripulisti" concentrata nel settore tecnologico. Non ci aspettiamo però un crash o un cambiamento nella tendenza di base della borsa americana che al momento sta diventando neutra (35.7% dei titoli sopra la SMA a 30 giorni e Bullish Percent Index sul NYSE a 56.46).
Vi ricordiamo che i cicli annuali e di lungo periodo sono in calo fino ad ottobre. Di conseguenza crediamo che dopo questa correzione intermedia la borsa americana non riuscirà più a migliorare il massimo storico, Vedremo in seguito se é destinata ad oscillare in laterale come stannno facendole borse europee o se invece ci sarà una correzione più importante con una lunga scivolata verso il basso.

E le borse europee come potrebbero comportarsi in questo frangente? A corto termine il trend é neutro. Gli indici azionari europei da inizio giugno stanno marciando sul posto. Parecchi indici sono fermi sul livello di metà aprile - l'Eurostoxx50 (-0.51% a 4035 punti) aveva già raggiunto i 4037 punti il 16 aprile. Al momento vediamo parecchi segnali di debolezza ma come avete potuto leggere nei commenti durante la settimana riguardanti i singoli indici, non abbiamo ancora nessuna decisiva rottura al ribasso. Il Nasdaq100 quest'anno ha già corretto due volte. Da metà febbraio a metà marzo e a maggio. Notiamo che le borse europee hanno ignorato la prima correzione mentre hanno subìto la seconda. La correlazione é più alta tra Europa e S&P500 che tra Europa e Nasdaq100. Probabilmente questa é una conseguenza dei pochi titoli tecnologici presenti nei listini europei. Se come pensiamo la correzione a Wall Street sarà incentrata sui titoli tecnologici del Nasdaq100, ci aspettiamo che le conseguenze negative sulle borse europee saranno modeste. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.79% a 4035 punti
SX7E (banche)          -2.95% a 89.25 punti
DAX                         -0.94% a 15540 punti
SMI                          +0.31% a 12026 punti
FTSE MIB                  -1.03% a 24792 punti
S&P500                     -0.97% a 4327.16 punti
Nasdaq100                -0.97% a 14681 punti

Giovedì eravamo incerti su come classificare la seduta negativa. Venerdì la situazione é diventata evidente - i venditori hanno decisamente preso l'iniziativa e il sopravvento. Sia in Europa che in America gli indici azionari hanno aperto in positivo ma non sono riusciti a fare ulteriori sostanziali guadagni. In Europa dopo le 12.00 e a Wall Street dopo le 16.10 gli indici sono ricaduti in negativo. L'Eurostoxx50 (-0.51% a 4035 punti) e i suoi colleghi (DAX -0.57% a 15540 punti e FTSE MIB -0.33% a 24792 punti) hanno chiuso con moderate perdite. Sul finale di seduta hanno recuperato qualche punto grazie al fatto che la borsa americana si era stabilizzata. Non bisogna però farsi ingannare - l'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 4023 punti, poco sopra il minimo durante la seduta a 4014 punti. Nessun indice ha rotto i supporti che però, come sapete, non sono lontani. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica ha dato un segnale di vendita a medio termine sul DAX - il segnale non é definitivo e deve ancora essere confermato. È però un ulteriore tassello del puzzle che attribuisce maggiore probabilità ad una rottura al ribasso con relativa correzione alla variante del rialzo.
Notiamo con interesse il buon comportamento della borsa svizzera. L'SMI venerdì é salito del +0.42% a 12026 punti e la performance settimanale é positiva (+0.31%). Evidentemente i titoli difensivi sono ancora richiesti - questo tende a confermare l'ipotesi che la correzione toccherà la tecnologia e probabilmente i settori ciclici ma meno i settori difensivi come alimentari, farmaceutica e lusso.

I venditori hanno controllato anche la seduta a Wall Street. L'S&P500 ha aperto sul massimo a 4374 punti. È sceso velocemente fino alle 16.10 a 4345 punti. Poi fino alle 20.00 é oscillato in laterale in pochi punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é sceso fino a 4322 punti ed ha chiuso poco sopra a 4327 punti (-0.75%). Le vendite hanno colpito tutto il listino (Nasdaq100 -0.76%, DJT -1.39%, RUT -1.24%). I tassi d'interesse sono rimasti fermi (reddito dell'UTBond decennale a 1.31%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2016 su 5875, NH/NL a 321 su 1416 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita 18.45 punti (+1.44) - nella correzione di maggio era salita a 28 punti - ha quindi ancora parecchio spazio verso l'alto.
Nei commenti nei social media delle ultime due settimane sembrava che il mercato azionario americano potesse solo salire - chi non comperava e speculava al rialzo veniva considerato uno stupido. Ora ci sono state due sedute negative ad interrompere la serie vincente. Basteranno spaventare i piccoli traders long ed indurli a vendere? Lo scopriremo all'inizio di settimana prossima.

Purtroppo io sarà assente da oggi fino a martedì sera. Di conseguenza non potrò pubblicare i commenti e le analisi di lunedì e martedì.
A tutti gli abbonati vengono accreditati due giorni di abbonamento. Mi scuso dell'inconveniente.

Commento del 16 luglio

"Se la borsa americana starnutisce le borse europee si prendono un raffreddore."

Questo detto ha avuto ieri una conferma - l'S&P500 in serata stava scendendo una ventina di punti e questo é bastato a far cadere le borse europee e farle chiudere con perdite leggermente superiori al -1% e vicine al minimo giornaliero. Questa é la ragione per cui temiamo che appena ci sarà una correzione in America le borse europee rischiano di sottoperformare ed avere una fase di ribasso. Ieri sugli indici azionari europei non abbiamo registrato nessuna rottura al ribasso e nessun segnale di vendita. Dobbiamo però osservare da vicino come si comporta l'America per poter decidere se le borse europee cadranno sotto i supporti e cominceranno seriamente a correggere. Naturalmente non basterà che un'indice cada sotto il supporto ma ci vorrà una generale rottura al ribasso. L'Eurostoxx50 (-1.05% a 4056 punti) dovrebbe cadere sotto i 4000 punti - il DAX (-1.01% a 15629 punti) dovrebbe scendere sotto i 15400 punti (chiusura dell'8 luglio e bordo inferiore delle BB) e il FTSE MIB (-1.27% a 24875 punti) dovrebbe rompere il supporto a 24500 punti. A questo punto bisognerà cominciare seriamente a preoccuparsi - non prima.    

Ieri l'S&P500 ha avuto una seconda seduta negativa consecutiva e non ha toccato un nuovo record storico. Non eravamo più abituati ad una simile "serie nera" e malgrado il moderato calo (-0.33% a 4360.03 punti) abbiamo l'impressione che qualcosa stia cambiando nel trend. Ieri é mancata l'abituale rotazione tra settori mentre il deterioramento strutturale sta facendo ulteriori progressi. I Summation Index sono ancora in calo e non bisogna essere stupiti se su alcuni indicatori di sentiment appare pessimismo (Fear&Greed Index a 29 punti, -5 punti). Sono solo i due grandi indici S&P500 e Nasdaq che si mantengono vicini ai massimi storici grazie alla forza relativa e all'ottima performance dei big della tecnologia. La maggior parte del listino azionario america sta invece scendendo da settimane e l'investitore medio con un portafoglio diversificato sta perdendo soldi ed é evidentemente frustrato - ha l'impressione di mancare qualcosa o di sbagliare qualcosa nella sua politica d'investimento.

L'S&P500 ha aperto in calo a 4362 punti ma nella prima parte della seduta ha recuperato fino alla parità (4369 punti). Poi é sceso a leggere ondate e alle 18.45 era ancora a 4361 punti. In seguito ha fatto un tuffo e ha toccato alle 20.00 il minimo a 4340 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni ha recuperato e ha chiuso a 4360.03 punti (-0.33%). L'indice ha perso 14 punti ma i venditori non hanno dominato - la chiusura si trova 20 punti sopra il minimo e solo due punti sotto l'apertura. Per una volta il Nasdaq100 ha perso di più (-0.71% a 14794 punti) - forse una conseguenza dell'eccessivo ottimismo a cortissimo termine (DSI a 89 punti). Anche il Russell2000/RUT ha perso il -0.55%. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2935 su 4933, NH/NL a 220 su 1711 (!) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita di poco a 17.01 punti (+0.68) mentre il CBOE Equity put/call ratio é rimasto a 0.49.
Per ora questa sembra solo una normale seduta negativa all'interno di un rialzo intatto.

Stamattina il future sull'S&P500 é in pari a 4352 punti. Alle 08.25 l'Eurostoxx50 vale 4062 punti (+6 punti) - le borse europee apriranno con un leggero guadagno. Tenteranno di recuperare le perdite di ieri? Non crediamo. I mercati azionari sembrano stanchi - questo non significa che debbano scendere ma che per il momento la spinta di rialzo si é esaurita.
Il Nikkei stamattina perde il -0.98% - Shanghai é in calo del -0.5%.
Probabilmente gli investitori attenderanno le prossime due settimane ed i risultati dei big della tecnologia prima di decidere sul da farsi.

Commento del 15 luglio

Le borse marciano sul posto - l'America chiude nuovamente lontana dal massimo giornaliero

Per quel che riguarda gli indici azionari e gli indicatori tecnici la seduta di ieri é stata insignificante. L'Eurostoxx50 (+0.12% a 4099 punti) e l'S&P500 (+0.12% a 4374.30 punti) hanno chiuso con leggeri guadagni. L'S&P500 ha toccato un nuovo record storico marginale a 4393.68 punti e questo conferma in maniera inequivocabile che la tendenza della borsa americana é al rialzo. Lo svolgimento della seduta a Wall Street é stato nuovamente contrassegnato da un netto calo dal massimo giornaliero e da una chiusura vicina al minimo giornaliero - l'impressione é quindi che gli indici facciano fatica a salire più in alto e che il Nasdaq100 (+0.17% a 14900 punti, massimo giornaliero a 15001 punti) abbia una resistenza a 15000 punti. Questo non significa che dobbiamo preoccuparci o prepararci ad una correzione. Significa unicamente che il rialzo sta facendo una pausa e dobbiamo cercare di capire quale aspetto avrà la fase successiva. Potrebbe essere un'accelerazione così come una correzione. Per ora sono pochi titoli della tecnologia (Apple +2.41%) a sostenere il listino. Da settimane la maggior parte dei titoli trattati in America sta perdendo terreno come mostrano i Summation Index in calo. La partecipazione al rialzo é miserabile (A/D a 278 su 1213) con un settore delle PMI (RUT -1.63%) in chiara difficoltà. Non sappiamo però se nel futuro sarà il Russell2000 a recuperare o il Nasdaq100 a cedere. La nostra ipotesi che i tassi d'interesse dovevano salire (reddito dell'USTBond decennale a 1.37%. -0.05%) e influire negativamente sul settore tecnologico per il momento é sbagliata. I tassi d'interesse sono stabili e non si fanno impressionare dai dati economici che mostrano inflazione (più o meno transitoria...).

Anche ieri le borse europee si sono mosse in pochi punti e hanno chiuso praticamente invariate. L'Eurostoxx50 (+0.12% a 4099 punti) ha guadagnato 6 punti ma le ultime due candele sul grafico si vedono appena. L'Eurostoxx50 resta al centro del canale orizzontale valido da inizio giugno e la tendenza é neutra con MM a 50 giorni in appiattimento. Il DAX (-0.00% a 15789 punti) ha nuovamente marciato sul posto e per saldo non si é mosso. I volumi di titoli trattati sono ulteriormente in calo - il mercato si sta addormentando. Il DAX resta nella parte superiore del canale orizzontale valido da inizio giugno e la tendenza é neutra. Malgrado dei nuovi massimi storici marginali l'indice si rifiuta di accelerare al rialzo. Il FTSE MIB (+0.15% a 25194 punti) ha guadagnato 37 punti e si appoggia sulla MM a 50 giorni ormai piatta. Anche il FTSE MIB é al centro del canale orizzontale valido da inizio giugno e la tendenza é neutra - praticamente l'indice si muove intorno ai 25000 punti da quasi tre mesi e non sembra voler assumere una tendenza sostenibile al rialzo o al ribasso.
Riassumendo le borse europee per il momento sono da dimenticare. Da settimane oscillano in laterale in pochi punti e non mostrano l'intenzione di voler cambiare il loro comportamento.

L'S&P500 ha aperto con un nuovo record storico marginale a 4393.68 punti. Subito sono però arrivate delle vendite e l'indice é sceso verso le 18.00 sul minimo giornaliero a 4362 punti. In seguito é rimbalzato una quindicina di punti e fino alla chiusura é oscillato intorno ai 4376 punti. Ha chiuso a 4374.30 punti. La seduta L NYSE é stata negativa con A/D a 2921 su 5003 e volume realtivo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 16.33 punti (-0.79(, il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.49 (la media di lungo periodo é a 0.46) mentre il Fear&Greed Index resta basso a 34 punti (-1 punto).
Malgrado lo scetticismo di molti analisti la borsa americana non mostra l'intenzione di voler correggere. Le divergenze a livello di partecipazione e l'ipercomperato non bastano a provocare un'inversione di tendenza.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 4354 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 4087 punti - le borse europee apriranno con un calo del -0.3%. Le borse sembrano volersi fermare e al momento ne i discorsi dei responsabili delle Banche Centrali (oggi alle 15.30 parla Jerome Powell) ne i dati economici o i risultati trimestrali delle imprese sembrano poter dare impulsi decisivi ai mercati finanziari.

Commento del 14 luglio

Minireversal - se significa qualcosa lo scopriremo oggi

Ieri fino alle 18.00 tutto stava andando come al solito. Le borse europee avevano terminato la seduta senza sostanziali variazioni (Eurostoxx50 -0.06% a 4090 punti) mentre l'S&P500 aveva toccato un nuovo record storico marginale a 4392.37 punti. Poi il vento ha cambiato direzione. L'S&P500 é sceso 26 punti dal massimo e ha chiuso a 4369.31 punti (-0.35%) con una modesta perdita di 15 punti. L'indice ha lasciato sul terreno quello che aveva guadagnato il giorno precedente - non sembra nulla di importante. Però sul grafico appare una candela rossa e formalmente questo é un mini reversal poiché l'indice ha chiuso in perdita dopo un nuovo massimo. Il calo dal massimo é contenuto e i volumi di titoli trattati erano nella media (volume relativo a 0.95) - non c'é un motivo concreto per pensare che l'indice stia iniziando una fase negativa anche perché il Nasdaq100 rimane solidissimo (-0.02% a 14974 punti) e continua a sovraperformare. C'é stato però un lieve cambiamento nel monotono ed interminabile rialzo e questo attira la nostra attenzione. Se oggi c'é una sostanziale continuazione verso il basso é possibile che il rialzo sia finito e che inizi una correzione. Per questo l'indice dovrebbe scendere sotto i 4289- 4300 punti - questo supporto sembra ancora lontano ma non si sa mai.

Malgrado che la borsa americana nel tardo pomeriggio sia ancora salita le borse europee ieri si sono mosse in pochi punti e hanno chiuso praticamente invariate. L'Eurostoxx50 (-0.06% a 4090 punti) ha perso 2 punti. Il DAX (-0.00% a 15789 punti) ha marciato sul posto. Non c'é stato nessun tentativo di proseguire il rialzo delle ultime due sedute e attaccare il massimo annuale.
Il settore delle banche ieri a Wall Street era debole e gli europei si sono affrettati a copiare. Il risultato é che l'indice SX7E ha perso il -1.48% a 90.81 punti. La conseguenza la potete intuire. Il FTSE MIB (-0.50% a 25156 punti) ha ha perso 126 punti. Il calo di UCG (-1.99%) e ISP (-1.71%) ha zavorrato il FTSE MIB.

Il cambio EUR/USD scende stamattina a 1.1785 - il supporto a 1.18 é stato attaccato con successo . Secondo noi la tendenza a corto termine é al ribasso e il cambio dovrebbe ricadere a 1.17.

L'S&P500 ha aperto a 4378 punti e fino alle 18.00 é salito regolarmente fino ai 4392 punti. Ci aspettavamo che il mercato come d'abitudine si fermasse. Invece l'indice é sceso e poco prima della chiusura ha toccato il minimo giornaliero a 4366 punti. Sul finale é rimbalzato a 4369.31 punti (-0.35%). Il Nasdaq100 ha toccato un nuovo record storico a 15002 punti (!) ed é poi ricaduto a 14874 punti (-0.02%). Il Russell2000 (-1.88%) era decisamente debole. La seduta al NYSE é stata di conseguenza negativa con A/D a 1618 su 6302, NH/NL a 302 su 657 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 17.02 punti (+0.95) il CBOE Equity put/call ratio é relativamente basso a 0.48 e il Fear&greed Index é sceso a 35 punti (-3). Da come si muovono i dati sul sentiment sembra che molti investitori e trader sono long ma pronti a scappare al primo segnale di pericolo - la bolla speculativa é evidente e nessuno vuole essere coinvolto in un eventuale crash - una piccola slavina potrebbe provocare la valanga. Pensiamo però che fino a quando la tecnologia regge non ci sono pericoli. Ieri mattina il DSI sul Nasdaq era a 89 punti - un ritracciamento era questione di ore e si é prontamente verificato. La debolezza del Russell2000 e la conseguente fragilità strutturale del mercato (i Summation Index continuano a scendere e mostrano che da settimane la maggior parte delle azioni sono in calo) restano un problema da non sottovalutare.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 4357 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 vale 4085 punti (-9 punti). Le borse europee apriranno in leggero calo ma non sembra che la giornata sarà pessima. In America é iniziata la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese. Questa settimana dominano le banche - finora i risultati sono misti e le reazioni negative.

Commento del 13 luglio

Una delle solite sedute di moderato rialzo con nuovi record storici marginali

Ieri, sia in Europa (Eurostoxx50 +0.62% a 4093 punti) che in America (S&P500 +0.35% a 4384.63 punti), c'é stata una seduta di moderato rialzo con bassi volumi di titoli trattati. L'S&P500 e il DAX (+0.65% a 15790 punti) hanno toccato dei nuovi record storici marginali. Malgrado i progressi, le borse europee sono ancora nel trend neutro che le tiene bloccate in uno stretto canale orizzontale da metà giugno. Da come si sviluppa la situazione aumenta la probabilità che questa pausa sia un consolidamento e che quindi prossimamente le borse europee rompino al rialzo e ricomincino a salire. Tra i vari indici che analizziamo ci sono delle leggere differenze che abbiamo spiegato nei commenti serali. I grafici di Eurostoxx50 e FTSE MIB (+0.92% a 25283 punti), malgrado il recupero delle ultime due sedute e il ritorno sopra la MM a 50 giorni, sono ancora tendenzialmente negativi con parecchi massimi e minimi discendenti dal massimo annuale di metà giugno. Sappiamo però che il destino dell'Europa é strettamente legato all'America dove il rialzo prosegue regolare, impertubabile e senza correzioni intermedie. Purtroppo in America a livello tecnico non appare nulla di nuovo e quindi bisogna partire del principio che gli indici debbano salire più in alto malgrado che ormai gli eccessi sono sotto gli occhi di tutti.

L'S&P500 ha aperto a 4365 punti e come per magia é salito in linea retta fino alle 16.45 a 3480 punti. Qui si é fermato. È oscillato per ore in pochi punti, é salito su un nuovo record storico a 3486 punti e ha chiuso poco più in basso a 4384.63 punti (+0.35%). Il Nasdaq100 ha seguito a ruota (+0.35% a 14877 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4488 su 3379, NH/NL a 461 su 307 e volume relativo a 0.8. I dati sul sentiment sono praticamente invariati (VIX a 16.17 punti (-0.01), CBOE Equity put/call ratio a 0.49 e Fear&Greed Index a 38 punti (+1)). I Summation Index sono ancora in calo. Divergenze negative e scarsa partecipazione non sembrano in grado di influenzare il trend. I DSI si stanno riavvicinando ai 90 punti - é probabile che nei prossimi giorni ci sia un breve vuoto d'aria causato dall'eccesso di ottimismo e speculazione al rialzo -
Vedremo se l'indice dei prezzi ai consumi di giugno, che verrà reso noto alle 14.30, riuscirà smuovere i tassi d'interesse (reddito dell'USTBond decennale a 1.38% (+0.01%) e di riflesso le borse.

Stamattina i mercati azionari sono fermi ed apatici. Il future sull'S&P500 é a 4371 punti (-5 punti). L'Eurostoxx50 vale 4098 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Fino ad oggi pomeriggio non c'é da aspettarsi niente.

Aggiornamento del 12 luglio

Anche Apple supera finalmente il massimo di febbraio

Venerdì Apple si é formalmente unita al rialzo dei big della tecnologia - l'azione dopo mesi di attesa ha superato il precedente massimo di febbraio e ha fatto segnare un nuovo record storico. Molti vedono questo evento come un segnale che il rialzo della tecnologia e del Nasdaq100 devono continuare. Noi non siamo così entusiasti. Apple é un titolo importante e rappresenta, con una capitalizzazione di 2390 Mio di USD, circa il 13% del Nasdaq100. Non é però una società puramente tecnologica e formalmente rientra nel settore "consumer electronics". Non é un motore del rinnovamento tecnologico che aumenta la produttività dell'economia ma rispecchia piuttosto la propensione mondiale ai consumi. La rottura al rialzo deve ancora essere confermata e non significa necessariamente che il mercato nel suo complesso ha ancora parecchio potenziale di rialzo. Apple é semplicemente rimasta indietro e raggiunge con mesi di ritardo quell'obiettivo che i suoi conosciuti colleghi del club AGMAF hanno già raggiunto nelle scorse settimane. È ovvio che ai nuovi massimi degli indici azionari americani debbano partecipare le sue componenti più importanti.

Stamattina le borse asiatiche hanno copiato quanto successo venerdì in Europa e in America. Il Nikkei ha guadagnato il +2.17%, Shanghai sale del +0.7%. Il future sull'S&P500 frena - é a 4353 punti (-7 punti). Come conseguenza anche le borse europee apriranno il leggero calo - l'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 4064 punti (-4 punti, -0.1%).
Questa settimana sono previsti parecchi dati economici interessanti. Il primo sarà martedì l'indice dei prezzi ai consumi di giugno in America. Questo dato sull'inflazione potrebbe muovere i tassi d'interesse. Come sapete noi ci aspettiamo che ora i tassi d'interesse sull'USD tornino a salire e provochino una correzione della tecnologia. Vediamo... Oggi sembra che avremo una seduta tranquilla durante la quale gli indici azionari dovrebbero muoversi poco e chiudere praticamente invariati.

Commento del 10-11 luglio

Settimana volatile che si conclude con l'abituale nuovo record storico dell'S&P500

Abbiamo avuto una settimana come da copione. L'eccesso di ottimismo segnalato in America dai DSI (Daily Sentiment Index) sui 90 punti per i maggiori indici azionari ha provocato giovedì un breve vuoto d'aria che ha fatto scendere l'S&P500 fino ai 4289 punti. La liquidità e la relativa domanda di azioni hanno subito provocato una reazione e un'ondata d'acquisti - la borsa americana ha già recuperato parte delle perdite nella seduta di giovedì per poi esplodere venerdì con un nuovo record storico dell'S&P500 (+1.13% a 4369.55 punti) a 4371.60 punti. La regola che prevedeva un nuovo massimo dopo una serie di 7 sedute positive (vedi commento di una settimana fà) é stata rispettata. In questa fase le borse europee hanno fatto da comparse e hanno seguito le indicazioni provenienti da Wall Street. Gli indici azionari europei hanno provato giovedì a scendere e si sono verificate alcune rotture al ribasso (Eurostoxx50, FTSE MIB). Il rally di venerdì (Eurostoxx50 +1.91% a 4068 punti) ha però immediatamente eliminato questi segnali negativi ed ha riportato le borse europee nel canale d'oscillazione valido da inizio giugno e nel trend neutro. Le performance settimanali delle borse europee sono miste - l'Eurostoxx50 ha perso il -0.40%. Questa é una conseguenza dell'intensa rotazione tra settori che questa settimana ha nuovamente penalizzato il settore finanziario e di conseguenza la borsa italiana - il FTSE MIB nelle ultime 5 sedute ha perso il -0.91% malgrado il balzo di +1.67% di venerdì.
La situazione tecnica non é cambiata. Il rialzo della borsa americana prosegue come un rullo compressore - ignora qualsiasi debolezza strutturale e qualsiasi divergenza - non possiamo che ripetere la raccomandazione di evitare di opporsi ad un rialzo di questo tipo che gode dell'appoggio incondizionato delle Banche Centrali e della politica. L'unica differenza che notiamo rispetto ad una settimana fà ed abbiamo segnalato in anticipo negli ultimi commenti, é il probabile minimo intermedio sui tassi d'interesse. Da metà maggio fino adesso il rialzo é stato trascinato e sostenuto dal settore tecnologico che si é mosso in stretta correlazioni con i Bonds (rialzo dei Bonds e ribasso dei tassi d'interesse). Secondo i grafici e gli indicatori il ribasso dei tassi d'interesse é finito ed ora deve esserci una fase si rialzo. Questo rialzo é iniziato tra giovedì e venerdì (reddito dell'USTBond a 1.37%, +0.07%) e dovrebbe fermare il rally del Nasdaq100. L'effetto negativo é già apparso venerdì sotto forma di una sottoperformance del Nasdaq100 (+0.70% a 14826 punti). Se però questa sottoperformance nei prossimi giorni non si trasforma in correzione la borsa americana nel suo complesso non può che continuare a guadagnare terreno. Non bisogna dimenticare che gli investitori agiscono globalmente. La ripresa economica in Cina sta rallentando - nei Paesi asiatici imperversa ancora la pandemia - in Europa la ripresa economica stenta ad accelerare mentre riappaiono dei focolai di di Covid19 (Olanda, Catalogna). Malgrado le valutazioni fondamentali oscenamente alte l'America appare ancora come un garante di stabilità e come l'alternativa più valida - le società tecnologiche macinano utili e sembrano un veicolo d'investimento che assicura crescita e guadagni. Sono un magnete per la liquidità che sfugge dai mercati obbligazionari e dai tassi d'interesse reali negativi.
Al momento non appare nulla in grado di bloccare il rialzo della borsa americana - gli europei sono obbligati a seguire. A questo punto é possibile che le borse europee terminino l'oscillazione in laterale che le tiene ferme da mesi (l'Eurostoxx50 é sui livelli di metà aprile!) e che si verifichi una rottura al rialzo. Noi manteniamo il nostro atteggiamento prudente basato sui cicli che prevedono una discesa delle borse fino ad ottobre. È però evidente che per il momento la direzione indicata dai cicli é sbagliata - le borse non stanno scendendo ma salgono in America e sono neutre in Europa. Siamo però rimasti sottoinvestiti finora e non abbiamo il coraggio di andare long con convinzione proprio adesso.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.40% a 4068 punti
SX7E (banche)          -1.98% a 91.97 punti
DAX                         +0.24% a 15687 punti
SMI                          +0.21% a 11994 punti
FTSE MIB                  -0.91% a 25051 punti
S&P500                     +0.40% a 4369.55 punti
Nasdaq100                +0.67% a 14826 punti

Venerdì c'é stata una seduta decisamente positiva sia in Europa (Eurostoxx50 +1.91% a 4068 punti) che in America (S&P500 +1.13% a 4369.55 punti).
Le borse europee hanno aperto in positivo, sono salite fino in tarda mattinata e poi si sono fermate in attesa di vedere cosa intendevano combinare gli americani. Dopo la buona apertura a Wall Street il rialzo é continuato e gli indici azionari europei hanno chiuso sui massimi giornalieri con forti guadagni. Gli indici sono tornati nei canali d'oscillazione in laterale validi da metà giugno. Il capitolo della rottura al ribasso sembra chiuso ma lascia uno strascico negativo sui grafici. L'Eurostoxx50 mostra dal 18 di giugno una serie di massimi discendenti e il minimo di giovedì a 3962 punti sembra aver aperto la strada verso il basso. Il FTSE MIB (+1.67% a 25051 punti) mostra un simile preoccupante grafico mentre il DAX (+1.73% a 15687 punti) mantiene strettamente il trend neutro con una serie alternante di sedute positive e negative sopra la MM a 50 giorni e sopra il bordo inferiore delle BB. È difficile dire con sicurezza se le borse europee stanno distribuendo o accumulando. Secondo i grafici la rottura dovrebbe verificarsi al ribasso. Gli indicatori sono invece costruttivi - l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo sono spariti e gli indicatori di momentum come il MACD stanno girando verso l'alto e potrebbero dare un segnale d'acquisto. A dire il vero però tutto questo non é molto importante visto che é la borsa americana ad imporre il ritmo di danza. Se la borsa americana continua a salire é possibile che le borse europee presto o tardi si decidano a seguire. Se invece la borsa americana si ferma o corregge e improbabile che le borse europee possano salire in solitaria. Non sembra che dai cambi possano venire degli impulsi decisivi visto che il cambio EUR/USD non sembra volersi allontanare di molto dagli 1.20 (+/- 2 cts).

A Wall Street gli investitori hanno subito mostrato l'intenzione di volersi lasciare alle spalle in vuoto d'aria di giovedì. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 4330 punti e fino alle 17.40 é salito fino ai 4365 punti. Poi ha fatto una lunga pausa. Solo sul finale l'indice é salito fino ai 4371 punti ed ha chiuso poco più in basso a 4369.55 punti (+1.13%). All'inizio il Nasdaq100 é rimasto fermo in pari. Solo dopo un'ora di contrattazioni ha deciso di partecipare alla festa (+0.70% a 14826 punti). La rotazione tra settori e l'aumento dei tassi d'interesse ha però favorito il Russell2000 (+2.17%) e questo ha fatto nettamente migliorare i dati tecnici della giornata. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6509 su 1394, NH/NL a 325 su 245 e volume relativo a 0.85. I dati sul sentiment sono ovviamente migliorati (VIX a 16.18 punti (-2.82), CBOE Equity put/call ratio a 0.53 e Fear&Greed Index a 37 punti (+5 punti)).
Sembra che dobbiamo rassegnarci all'idea che la borsa americana non vuole correggere - ogni ritracciamento viene subito comperato.
Pensiamo che ora il reddito dell'USTBond decennale debba salire in direzione di 1.75%/2.00% - questo é almeno quello che suggeriscono grafico e indicatori. Questo aumento deve mettere in difficoltà il settore tecnologico. Venerdì abbiamo visto che la difficoltà si é tradutta unicamente in una sottoperformance. A febbraio questo effetto aveva però causato una correzione di circa il -11% del Nasdaq100 - vediamo cosa succede questa volta. Non pensiamo però che senza la tecnologia l'S&P500 possa andare lontano.

Commento del 9 luglio

Rottura al ribasso in Europa ma l'America non conferma

Ieri le borse europee sono state travolte da un'ondata di vendite che é iniziata all'apertura dei mercati ed é terminata nel primo pomeriggio. Dopo settimane di relativa tranquillità le perdite giornaliere hanno superato il -2% e sui grafici di alcuni indici appaiono delle preoccupanti rotture al ribasso. L'Eurostoxx50 é sceso a 3991 punti (-2.18%). Questa é la peggiore chiusura da inizio giugno e l'indice cade decisamente sotto la MM a 50 giorni e sotto il supporto a 4050 punti. In teoria l'indice dovrebbe scendere nei prossimi giorni più in basso visto che non é ancora ipervenduto, Scriviamo "in teoria" poiché non bisogna considerare un'indice in maniera a sé stante ma nel contesto del mercato. Vediamo quindi che il DAX tedesco (-1.73% a 15420 punti), malgrado che questa sia la peggior chiusura da inizio giugno, si é salvato sopra il bordo inferiore delle Bollinger Bands e ha quasi eguagliato il minimo del 21 giugno. Non si può quindi parlare di decisiva rottura al ribasso anche perché il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica (54.60 punti) non é sceso sotto i 50 punti e non ha dato un segnale di vendita. Anche le perdite dell'SMI (-1.33% a 11924 punti) sono moderate e l'indice rimane vicino ai 12000 punti, livello che ha contraddistinto l'ultima ventina di sedute. La rottura al ribasso del FTSE MIB (-2.55% a 24641 punti) é invece netta e come sappiamo é stata accentuata dalle debolezza relativa del settore bancario (SX7E -2.65% a 89.50). A questo proposito abbiamo una interessante previsione - crediamo che il calo dei tassi d'interesse sul corto termine sia terminato ieri con un'accelerazione - il sentiment sulle obbligazioni é euforico e estremamente negativo sui tassi - crediamo che adesso i tassi d'interesse sia in EUR che in USD debbano risalire e quindi ci prepariamo ad un periodo di sovraperformance del settore bancario e ad un periodo difficile per la tecnologia.
Riassumendo le borse europee stanno correggendo e alcuni indici presentano delle preoccupanti rotture al ribasso. La correzione é però formalmente iniziata già il 18 giugno e, come ben mostrano le RSI in calo e sui 35-45 punti, é già servita ad eliminare buona parte dell'ipercomperato. Se la borsa americana non comincia a correggere (e finora non sembra il caso) difficilmente le borse europee scenderanno decisamente più in basso. Preferiamo attendere la chiusura settimanale per potrebbe dare maggori indicazioni sulla durata e profondità della correzione che sembra finora minore e con scarsa pressione di vendita.

Anche a Wall Street abbiamo avuto una seduta negativa (S&P500 -0.86% a 4320.82 punti) ma gli indici hanno chiuso decisamente sopra i minimi giornalieri raggiunti nella prima ora di contrattazioni e le perdite a fine giornata sono moderate. Questa sembra essere stata una normale seduta negativa all'interno di un rialzo che é stata necessaria per eliminare parte dell'euforia a cortissimo termine segnalata dai DSI sui 85-90 punti. Non é apparsa una particolare pressione di vendita. Si é accentuata la debolezza strutturale visto che il Russell2000 (RUT -0.94%) ha nuovamente perso parecchio terreno é questo ha provocato un'esplosione dei nuovi minimi a 30 giorni (NL a 2316 punti). I Summation Index ovviamente proseguono la loro discesa. Il settore tecnologico (Nasdaq100 -0.60% a 14722 punti) continua a sostenere il mercato azionario americano e fino a quando non ci sarà un cedimento del Nasdaq é poco probabile che possa svilupparsi una correzione a Wall Street. Le cose potrebbero cambiare se i tassi d'interesse sull'USD (reddito dell'USTBond decennale a 1.30%, -0.03%) ricominciassero a salire come prevediamo. In questo caso il Nasdaq100 dovrebbe correggere - l'effetto negativo potrebbe però essere compensato da una ripresa del Russell2000 (con energia e banche) e si potrebbe nuovamente verificare una rotazione tra settori. Queste però sono solo delle interessanti riflessioni. Dobbiamo vedere come reagisce il mercato nelle prossime due o tre sedute.
L'S&P500 ha aperto in forte calo a 4303 punti. All'inizio é caduto fino ad un minimo a 4289 punti - poi ha recuperato e a metà seduta era nuovamente a 4330 punti. Nella seconda parte della giornata é sceso lentamente a 4308 punti ed é rimbalzato sul finale a 4320.82 punti (-0.86%). L'indice ha salvato il supporto intermedio a 4300 punti e ha chiuso 31 punti sopra il minimo - malgrado la perdita di 37 punti ha dato una dimostrazione di forza.
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1997 su 5895, NH/NL a 151 su 2316 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 19.00 punti (+2.80), il CBOE Equity put/call ratio era abbastanza alto a 0.59 mentre il Fear&Greed Index é caduto a 32 punti (-7 punti).

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4317 punti (+4 punti) - alle 07.00 era ancora a 4309 punti. Questo significa che gli europei vogliono recuperare parte delle perdite di ieri (che sembrano eccessive) e nei loro acquisti coinvolgono il future. L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 4016 punti (+25 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.6%.
Non sappiamo se la borsa americana intende correggere ma siamo convinti che la seduta negativa di ieri non sarà un episodio isolato. Crediamo che oggi le borse europee dopo l'apertura non saliranno più in alto. È possibile che nel pomeriggio a Wall Street riappaiano i venditori - leggete i commenti delle 14.00 per maggiori dettagli.

Commento dell'8 luglio

Un'altra seduta tecnicamente negativa con nuovi record storici di S&P500 e Nasdaq

Ieri le borse europee sono rimbalzate visto che il loro tentativo di scendere sotto i supporti di martedì non era stato "approvato" dall'America. Constatato che il rialzo a Wall Street prosegue costante e regolare gli europei sono stati costretti a rientrare nei ranghi. La conseguenza é stata ieri una seduta decisamente positiva che ha visto il DAX (+1.17% a 15692 punti) recuperare completamente le perdite di martedì. Invece l'Eurostoxx50 (+0.64% a 4078 punti) sembra essere debolmente rimbalzato poiché ha recuperato solo parte del calo del giorno precedente. La differenza é stata fatta soprattutto dal settore bancario (SX7E -0.78% a 91.94 punti) che ha rifiutato di partecipare alla festa e ha preferito seguire i segnali provenienti dai tassi d'interesse ancora in calo. Strana questa discesa dei tassi d'interesse che da due giorni ha subito un'accelerazione - questo movimento non corrisponde alla narrativa vigente di un'economia che cresce robusta con inflazione temporanea. Ma torniamo alla borsa. Con titoli bancari deboli é ovvio che la borsa italiana (FTSE MIB +0.23% a 25285 punti) ha arrancato in fondo al gruppo. Differenze a parte la tendenza delle borse europee é praticamente da metà aprile neutra. Da giugno questo movimento in laterale si é cementato con MM a 50 giorni in orizzontale e BB strette e parallele. Non siamo ancora in grado di prevedere il termine e l'uscita da questa fase neutra. I cicli e gli eccessi negli Stati Uniti ci fanno preferire la variante della correzione. La tendenza di fondo e gli indicatori di momentum ci dicono che una rottura al rialzo non é da escludere. Come al solito a decidere sarà l'America anche se c'é un fattore da considerare. Da settimane la borsa americana passa da un record al successivo mentre le borse europee sono ferme. L'America non può andare meglio - se c'é un cambiamento può solo significare correzione o ribasso. Questo significa un peggioramento per l'Europa dalla situazione attuale di stallo.

In America abbiamo avuto un'altra seduta tecnicamente negativa (A/D a 3362 su 4535, NH/NL a 395 su 1604!) con guadagni su S&P500 (+0.34% a 4358.13 punti) e Nasdaq100 (+0.16% a 14810 punti). Entrambi gli indici hanno toccato dei nuovi record storici mentre i Summation Index continuano a scendere. Difficilmente il mercato può continuare a salire con simili divergenze a livello di partecipazione. O la partecipazione migliora (e per questo il Russell2000 (RUT -0.95%) deve ricominciare a salire) oppure ad un certo momento deve verificarsi un importante vuoto d'aria per riportare il mercato su solide basi.
L'S&P500 ha aperto a 4350 punti e dopo una salita a 4356 punti é caduto alle 16.45 sul minimo a 4329 punti. Ha subito recuperato e dalle 18.00 in avanti si é attestato sui 4358 punti. Sul finale si é impennato su un nuovo record a 4361.88 punti ed ha chiuso a 4358.13 punti (+0.34%). A livello di sentiment non ci sono cambiamenti rilevanti (VIX a 16.20 punti (-0.24), CBOE Equity put/call ratio a 0.52, Fear&Greed Index a 39 punti (invariato)).
Da quasi due mesi il mercato azionario americano si appoggia sulla tecnologia. Il Nasdaq100 é passato dai 13000 punti del 19 maggio agli attuali 14800 punti. Sono 1800 punti o quasi il 14% di guadagno in meno di due mesi. Non vi sembra che stiamo esagerando ?
In ogni caso dei nuovi massimi storici sono delle conferme indiscutibili che il trend é al rialzo. Al momento non abbiamo nulla che potrebbe farci pensare che la fine del movimento é imminente. A livello di sentiment notiamo solo che c'é troppo ottimismo sui USTBonds rispettivamente pessimismo sui tassi d'interesse. Crediamo che nei prossimi giorni i tassi d'interesse sull'USD debbano ricominciare a salire. Per logica questo dovrebbe innescare una correzione del Nasdaq.

Stamattina c'é qualcosa di nuovo. Verso le 07.00 il future sull'S&P500 era a 4341 punti - ora (08.15) é sceso a 4337 punti (-12 punti). La giornata non inizia con il future in guadagno o in recupero. L'Eurostoxx50 vale 4060 punti (-18 punti). Le borse europee apriranno con una perdita di circa il -0.5%. Il Nikkei ha perso il -0.81% - Shanghai é in calo del -0.7%. Preferiamo non fare previsioni per la giornata ed osservare attentamente cosa succede. Forse si deliena un cambiamento...

Commento del 7 luglio

Europa debole appena l'America si ferma - la tecnologia tiene in piedi la baracca

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa (Eurostoxx50 -0.85% a 4052 punti) e gli indici azionari si sono riavvicinati ai supporti costituiti dai limiti inferiori delle Bollingers Bands, dalle MM a 50 giorni e da una serie di supporti statici che si sono formati negli ultimi 30 giorni. Non c'é stato nessun tentativo di rottura al ribasso e non é scattato alcun segnale di vendita. L'impressione generale é però che il trend neutro valido da metà aprile sia maturo - se non ci fosse il rialzo della borsa americana a trattenere gli investitori crediamo che sarebbe già iniziata da giorni una correzione.
In America il rialzo dell'S&P500 (-0.20% a 4343.54 punti) si é fermato non prima però che l'indice toccasse un nuovo massimo storico marginale a 3456.46 punti. La seduta é stata simile alle molte che l'hanno preceduta nei mesi di giugno e luglio. I tassi d'interesse sono scesi (reddito dell'USTBonds decennale a 1.37%, -0.07%) e la tecnologia ha sovraperformato - il Nasdaq100 ha ancora guadagnato un +0.40% a 14786 punti. Invece i settori energia (ETF Energy -3.25%) e banche (BKX -2.66%) sono caduti piuttosto pesantemente trascinando verso il basso il Russell2000 (RUT -1.36%). Logicamente questo ha provocato un forte aumento dei nuovi minimi a 30 giorni (NL a 1396 punti) dando l'impressione di un esercito che avanza con impressionanti perdite tra i soldati - questo continuo deterioramente della partecipazione preoccupa gli analisti tecnici poiché spesso questo fenomeno ha preceduto degli importanti crolli di mercato. Non é però sicuro che la storia debba ripetersi.

Fino alle 15.30 le borse europee erano solo in leggero calo. La borsa americana dopo l'apertura ha cominciato a scendere e subito le borse europee l'hanno imitata. Grazie ad un breve rimbalzo sul finale gli indici hanno chiuso poco sopra i minimi giornaliero con perdite vicine all'1% (Eurostoxx50 -0.85% a 4052 punti, DAX -0.96% a 15511 punti, FTSE MIB -0.84% a 25227 punti). Solo il difensivo SMI svizzero (-0.02% a 11965 punti) é rimasto immune a questo effetto. Da mesi le borse europee non riescono più a fare sostanziali progressi e da giugno oscillano in un canale orrizzontale mentre il trend é neutro. In questo momento si stanno avvicinando ai limiti inferiori del canale. Per una rottura al ribasso ci vuole la collaborazione dell'America.

L'S&P500 ha aperto con un nuovo massimo storico margianale a 4356 punti. Poi l'indice é sceso fino a metà seduta a 3414 punti, In seguito ha recuperato fino alla chiusura a 4343.54 punti (-0.20%). L'indice ha chiuso con una perdita di 8 punti e 29 punti sopra il minimo. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2275 su 5660, NH/NL a 365 su 1396 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 16.44 punti (+1.37%), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.51 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 39 punti (-6). La tecnologia (Nasdaq100 +0.40%, Amazon +4.69%, Apple +1.47%) tiene in piedi un mercato che mostra parecchie crepe. I Summation Index sono in calo.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4331 punti (-2 punti). Non é più la manciata di punti di guadagno di settimana scorsa ma per ora manca pressione di vendita. L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 4056 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.1%). Oggi ci aspettiamo una seduta tranquilla - almeno fino alle 20.00 quando verrà pubblicato il protocollo dell'ultima riunione del FOMC (organo della FED). In questo momento si ricomincerà a discutere di politica monetaria e tassi d'interesse. Pensiamo che solo un aumento dei tassi d'interesse potrebbe frenare la corsa della tecnologia ed imporre al mercato azionario americano una battuta d'arresto.

Commento del 6 luglio

Gli europei si fanno una dormitina

Ieri la borsa a Wall Street era chiusa. In occasione della Festa dell'Indipendenza gli americani hanno l'abitudine di avere un lungo fine settimana a disposizione - quest'anno il 4 luglio cadeva di domenica e quindi si é deciso di aggiungere il lunedì 5 come giorno festivo.
Le borse europee si sono comportate come fanno solitamente quando gli investitori americani sono assenti e mancano le indicazioni provenienti da Oltre Oceano. Gli indici azionari hanno aperto la mattina seguendo le indicazioni provenienti dai mercati asiatici - hanno aperto quindi in calo. Dopo d'abitudine c'é la scelta tra due varianti - o gli indici si fermano sul livello d'apertura o risalgono e chiudono in pari. Ieri gli europei hanno scelto la seconda variante. Le borse hanno recuperato dopo la debole apertura e hanno chiuso praticamente in pari. L'Eurostoxx50 (+0.07% a 4087 punti) ha guadagnato di 3 punti. Il DAX tedesco (+0.08%) e l'SMI svizzero (+0.02% a 11967 punti) si sono comportati alla stessa maniera. I tassi d'interesse ieri sono saliti e quindi le azioni delle banche (SX7E +1.72% a 95.41 punti) hanno guadagnato terreno. Ne ha approfittato il FTSE MIB (+0.63% a 25411 punti) ma questo é un effetto conosciuto e molto probabilmente di breve durata. Ormai questa é una semplice reazione istintiva e meccanica.
Questa seduta insignificante, con indici fermi e con scarsi volumi di titoli trattati, non cambia la situazione tecnica. Le borse europee sono in un trend neutro da circa metà aprile e noi abbiamo l'impressione che una correzione viene unicamente impedita dal rialzo della borsa americana. Vedremo se da oggi cambia qualcosa visto che tecnicamente la borsa americana sembra essere arrivata venerdì su un massimo significativo.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4341 punti (-1 punto) mentre l'Eurostoxx50 vale 4077 punti. Le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Probabilmente gli indici azionari europei stamattina si fermeranno in attesa di vedere cosa decidono di fare gli americani - sarà interessante osservare se l'S&P500 e il Nasdaq assorbiranno nei prossimi giorni gli eccessi con una semplice pausa o se invece cominceranno a scendere. Ormai non osiamo più prevedere una fase di ribasso...

Aggiornamento del 5 luglio

I cicli

Da settimane parliamo dei cicli annuali e di lungo periodo sulla borsa americana che sono in calo - poiché a grandi linee gli indici azionari dovrebbero seguire questi cicli noi ci aspettiamo che la borsa cominci a correggere. Ma come funzionano questi cicli e quanto sono affidabili? Noi non facciamo dell'analisi ciclica - per questo ci basiamo su due società americane specializzate in questo campo. Poiché sono dei servizi a pagamento non possiamo pubblicare i risultati sul nostro sito. Possiamo però darvi un'idea di come funzionano sulla base di informazioni accessibili liberamente al pubblico come quelle di Thomas Bulkowsky. Passando dal link trovate le sue ultime simulazioni di inizio luglio. Osservate i tre grafici di Dow Jones Industrial, Nasdaq e S&P500, Vedrete che i cicli hanno cominciato a scendere a maggio ma cadono decisamente a luglio dopo una fase intermedia positiva a giugno. Funzionano i cicli ? - a grandi linee si ma spesso ci sono degli scollamenti temporali e nell'ampiezza delle oscillazioni. In ogni caso i cicli avevano corettamente previsto il crollo di marzo dell'anno scorso causato dal Covid - di conseguenza sono uno strumento da non sottovalutare.

Oggi la borsa americana é chiusa. Alle 08.05 il future sull'S&P500 é a 4335 punti (-7 punti). L'Eurostoxx50 vale 4077 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Sarà interessante osservare se gli europei, abbandonati a loro stessi, decideranno di vendere e far scendere gli indici più in basso e se invece le borse semplicemente si fermeranno con bassi volumi in attesa che domani si ricominci a lavorare a Wall Street.  

Commento del 3-4 luglio

La borsa americana si riduce a Amazon (+2.27%), Apple (+1.96%), Microsoft (+2.23%) e Google (+2.30%)

Niente sembra in grado di bloccare il rialzo della borsa americana. Nella settimana appena trascorsa le borse europee si sono mosse a caso scendendo quando erano abbandonate a loro stesse e salendo quando si rendevano contro che a Wall Street si passava da un record storico al successivo. La performance settimana delle borse europee é mista - alcuni indici hanno guadagnato terreno (DAX +0.27%) ma la maggior parte é scesa - l'Eurostoxx50 (+0.13% a 4084 punti) ha perso il -0.88%. Non c'é però nessun segnale di vendita e fino a quando in America non cambierà qualcosa é improbabile che le borse europee possano dissociarsi iniziando a correggere. La tendenza in Europa é neutra.
L'S&P500 (+0.75% a 4352.34 punti) invece é reduce da 7 sedute positive consecutive e di conseguenza ha toccato venerdì un nuovo record storico a 4355.43 punti e durante la settimana ha guadagnato il +1.67% grazie alla spinta proveniente dal settore tecnologico. Anche il Nasdaq100 (+1.15%) ha toccato venerdì un nuovo massimo storico. Gli analisti tecnici constatano attoniti che tutti i loro gridi d'allarme basati sulla scarsa partecipazione risuonano nel nulla almeno per quel che riguarda i maggiori indici. Stanno succedendo molte cose che non fanno molto senso - venerdì la seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3719 su 4125 - i Summation Index sono leggermenti scesi e questo significa che la maggior parte dei titoli sta perdendo terreno. Il rapporto NH/NL (379 su 531) era miserabile a causa soprattutto del calo del Russell2000 (-1.01%). La correlazione tra Nasdaq e RUT é sul minimo storico e questo conferma la furiosa rotazione tra settori. Come é allora possibile che l'S&P500 continua a salire ? - bastano le azioni dei quattro colossi indicati nel titolo con il contorno di un qualche altra società di moda a far lievitare il mercato. È normale ? - la risposta evidentemente é no ma questo non ci serve molto per prevedere la fine di questo movimento. In questo momento siamo semplicemente disarmati di fronte ad un rialzo che sfida i cicli e parametri validi da decenni. Possiamo solo dire che é meglio evitare di opporsi a questo rialzo che sembra procedere come un carro armato in grado superare qualsiasi ostacolo - divergenze, ipercomperato ed eccesso di rialzo vengono ignorati. Spesso i rialzi sono terminati per degli errori di politica monetaria - in questo momento però la liquidità continua a scorrere a fiumi e dal mercato obbligazionario non arrivano segnali d'allarme (reddito dell'USTBond decennale a 1.44%, -0.04%). Oppure il Bull Market é morto per sfinimento e per euforia al termine di un'accelerazione finale di tipo esaustivo. Finora però il rialzo é regolare e non sta accelerando. Insomma - fino a quando non cambia qualcosa dobbiamo partire dal principio che il bull market in America non é ancora alla fine. Le borse europee al momento fanno da ruota di scorta - se l'America non corregge presto o tardi che gli indici azionari europei ricominceranno a salire. Attenzione però se all'inizio di settimana prossima si verifica una rottura al ribasso. In questo momento a Wall Street potrebbe tremare le gambe e a qualcuno potrebbe venire finalmente la voglia di vendere. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.88% a 4084 punti
SX7E (banche)          -2.56% a 93.80 punti
DAX                         +0.27% a 15650 punti
SMI                          -0.29% a 11964 punti
FTSE MIB                  -0.89% a 25282 punti
S&P500                     +1.67% a 4352.34 punti
Nasdaq100                +2.66% a 14727 punti

Sulla seduta di venerdì non c'é molto da dire. Si é ripetuto il film già visto nei giorni precedenti. Le borse europee sono salite baldanzose fino alle 10.00. Poi hanno cambiato direzione, sono scese e sono infine oscillate in laterale con un 'occhio a New York. L'S&P500 é salito dall'apertura e quindi la chiusura in Europa é stata conciliante - l'Eurostoxx50 ha guadagno il +0.13% a 4084 punti. Il massimo annuale del 18 giugno a 4165 punti é ancora a portata di mano.

La seduta a New York é stata invece da Dottor Jekill & Mister Hyde. Il mercato nel suo complesso era debole con perdite soprattutto nel settore delle PMI (RUT -1.01%) - invece i guadagni dei colossi tecnologici sono bastati a fare involare l'S&P500 e il Nasdaq. Il rialzo é malsano e il rischio che qualcosa vada male sta quindi aumentano - però può continuare e sempre nel passato una serie di 7 sedute positive é sfociata a medio termine in un nuovo massimo. Questo significa che, statisticamente parlando, settimana prossima può esserci un ritracciamento o una correzione minore ma in seguito l'S&P500 deve salire sopra i 4355 punti.
L'S&P500 ha aperto in gap up sul minimo a 4329 punti. L'indice é salito regolarmente fino alle 19.00 quando ha toccato i 4349 punti. Poi si é "calmato". L'S&P500 ha ancora toccato un massimo storico a 4355 punti e ha chiuso poco più in basso a 4352.3 punti (+0.75%). L'A/D dell'indice era di 305 su 194 ! La volatilità VIX é scesa a 15.07 punti (-0.41), il CBOE Equity put/call ratio é salito a 0.51 mentre il Fear&Greed Index é rimasto uguale a 45. Nel complesso gli indicatori di sentiment mostra che gli investitori sono fiduciosi e quasi pienamente investiti - a cortissimo termine c'é euforia (DSI) ma questa può essere compensata con un breve tuffo di due o tre sedute e -2%/-3% in percentuale. Questo non significa che ci sarà un'inversione di tendenza malgrado che i cicli sono in calo fino ad ottobre. Ci vorrebbe una caduta sotto i 4200 punti per cambiare il trend.

Lunedì la borsa americana é chiusa. Il 4 settembre negli Stati Uniti si festeggia la giornata dell'Indipendenza e per tradizione ci sono alcuni giorni di vacanza - quest'anno é stato aggiunto il lunedì 5 come giornata non lavorativa. Domani potremo osservare cosa combinano gli europei senza gli americani. Noi avremo il tempo per approfondire le nostre analisi e vedere se ci viene una qualche nuova idea.

Commento del 2 luglio

Nuovo record storico dell'S&P500 ma gli indicatori non cambiano - partecipazione patetica

Ieri, visto che ancora una volta la borsa americana si apprestava a salire su dei nuovi massimi storici, le borse europee hanno rinviato l'inizio della correzione e sono rimbalzate. Il rimbalzo é stato nuovamente poco convincente. Gli indici azionari hanno aperto in positivo e sono saliti baldanzosi fino alle 10.00. Poi si sono sgonfiati e sono scesi di un -1% dal massimo. Un recupero nel pomeriggio ha permesso una chiusura con moderati guadagni (Eurostoxx50 +0.36% a 4078 punti, DAX +0.47% a 15603 punti, FTSE MIB +0.73% a 25286 punti) che compensano solo in parte le perdite di mercoledì. Eurostoxx50 e DAX hanno recuperato circa la metà del precedente calo - il FTSE MIB ha fatto meglio grazie alla forza del settore bancario (SX7E +1.84% a 95.38 punti) e al risveglio di ENI (+1.85%) che finalmente sembra accorgersi che le azioni del settore in America si stanno comportando decisamente meglio.
Le borse europee si muovono ancora in laterale oscillando in un range di pochi punti in percentuale (ca. 3%) e da metà aprile non hanno fatto sostanziali progressi - la tendenza é neutra. L'impressione é che gli indici vogliano scendere ma fino a quando la borsa americana continuerà a salire é improbabile che le borse europee rompano i supporti. Possono sottoperformare ma difficilmente divergono.

In America c'é stata la solita seduta di rialzo e l'S&P500 (+0.52% a 4319.94 punti) ha raggiunto un nuovo record storico marginale a 4320.66 punti. I dati sul mercato del lavoro pubblicati alle 14.30 hanno fatto salire i tassi d'interesse (reddito dell'USTBond decennale a 1.48%, +0.03%). Le conseguenze le conosciamo a memoria - la tecnologia ha marciato sul posto (Nasdaq100 +0.03% a 14560 punti) e con la solita rotazione tra settori sono saliti energia e banche. Ne ha approfittato il Russell2000 (RUT +0.81%). Malgrado tutto questo rialzo la partecipazione é patetica e miserabile - solo 407 titoli in America hanno toccato un nuovo massimo a 30 giorni mentre 363 hanno fatto segnare un nuovo minimo.
L'S&P500 ha già aperto su un nuovo massimo a 4306 punti, È brevemente sceso a 4304 punti ma poi é salito per il resto della giornata in maniera più o meno regolare fino ai 4320 punti raggiunti con un'accelerazione poco prima della chiusura a 4319.94 punti (+0.52%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4896 su 2985 e volume relativo a 0.9. Il sentiment é migliorato (VIX a 14.48 punti (-0.35), CBOE Equity put/call ratio a 0.44, Fear&Greed Index a 45 punti (+4). I Summation index sono leggermente saliti.
A livello tecnico non appare nulla di nuovo - ipercomperato ed eccesso di rialzo non frenano il rialzo e questo é un segno che la tendenza é robusta. È molto strano che gli indici continuino a salire malgrado i cicli in calo - spesso ci sono delle differenze temporali specialmente quando si tratta di cicli di lungo termine e/o annuali. Qui però la differenza é ormai ampia - per colmare il gap ci vorrebbe un'improvvisa caduta di parecchi punti in percentuale.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4310 punti (invariato). Il Nikkei é salito del +0.21% - Shanghai, dopo dati economici deludenti, perde il -1.9%. L'Eurostoxx50 alle 08.25 vale 4082 punti (+4 punti) - le borse europee si rifiutano di farsi contagiare dall'entusiasmo che regna a Wall Street e aprono stamattina con un magro +0.1%. Oggi é l'ultima seduta della settimana e prima del lungo fine settimana della Festa dell'Indipendenza americana é improbabile che succeda qualcosa. Non pensiamo che il rapporto sul mercato del lavoro americano a giugno che verra pubblicato alle 14.30 possa cambiare qualcosa. Un mercato orientato al rialzo interpreta i dati sempre in maniera positiva. Se la disoccupazione diminuisce é un segnale che la ripresa economica é robusta. Se la creazione di posti di lavoro é inferiore alle attese va bene perché i tassi d'interesse non salgono.
Non riusciamo ancora a spiegarci da un punto di vista fondamentale perché l'USD si rafforza (EUR/USD a 1.1845) - l'analisi grafica ci da però un chiaro obiettivo a 1.17.
Improvvisamente non si parla più di Bitcoin (ca. 32900 USD) dopo che a metà aprile il prezzo era salito fino a 64000 USD. Questo mostra in maniera esemplare come un rialzo può terminare improvvisamente nell'euforia ed essere seguito da una pesante caduta.  Un'altro esempio tipico di speculazione é quello del legno da costruzione - ad inizio maggio sembrava che il mercato delle costruzioni dovesse fermarsi per mancanza di legno. Le esagerazioni sono all'ordine del giorno.

Commento del 1. luglio

Come lunedì - borse europee deboli e nuovo record storico marginale dell'S&P500

Ieri le borse europee sono nuovamente cadute (Eurostoxx50 -1.05% a 4064 punti) ripetendo la strana seduta di lunedì. Strana perché gli indici azionari europei sono scesi malgrado che da Wall Street venissero segnali incoraggianti. L'S&P500 (+0.13% a 4297.50 punti), quando le borse europee hanno chiuso, era praticamente in pari e durante la seduta ha ancora toccato un nuovo record storico marginale a 4302.43 punti. L'unica differenza importante é la forza dell'USD - il cambio EUR/USD cade a 1.1840 e come avevamo intuito sulla base del grafico sembra voler andare a testare il minimo annuale a 1.17. Non capiamo perché l'apprezzamento della moneta americana debba contribuire alla differenza di performance tra Europa ed America - al massimo dovrebbe essere il contrario visto che la somma tra USD forte e borsa al rialzo favorisce decisamente l'America. In ogni caso ieri gli indici azionari europei si sono fermati appena sopra i primi importanti supporti - é però improbabile che si verifiche una rottura al ribasso se da Wall Street non arriva un segnale negativo che apra la strada verso il basso.

L'Eurostoxx50 (-1.05% a 4064 punti) ha perso 43 punti e quella di ieri é la peggiore chiusura del mese. L'indice si é fermato poco sopra il primo importante supporto statico a 4040 punti dove scorre anche la MM a 50 giorni (4049 punti e in crescita). Attenzione perché malgrado che la tendenza sia ancora neutra e il mercato americano non cede l'Eurostoxx50 si appresta a dare un segnale di vendita. Dal massimo annuale del 18 giugno la serie di massimi discendenti é ormai evidente.
Anche a Francoforte l'altalena tra sedute positive e negative é proseguita - ieri il DAX (-1.02% a 15531 punti) ha perso 159 punti. Martedì l'indice non era salito a testare il massimo storico e il bordo superiore delle BB. Ieri invece ha provato a scendere sul bordo inferiore delle BB e sul supporto fornito dalla MM 50 giorni. Non c'é ancora nessuna decisiva rottura o segnale di vendita. L'impressione é però che i ribassisti si sono svegliati, stanno prendendo lentamente il sopravvento e hanno più forza e convinzione che i rialzisti. Se fossimo obbligati a scegliere scommettemmo al ribasso anche perché é in questa direzione che vanno i cicli.
Il FTSE MIB (-1.01% a 25102 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 e si trova nella medesima situazione tecnica. Non c'é quindi bisogno di fare grandi commenti. Se l'indice termina una seduta decisamente sotto i 25000 punti avremo un segnale di vendita che segnerà l'inizio di una correzione. Ieri sera non mancava molto...
L'SMI (-0.71% a 11942 punti) non é riuscito a salire su un nuovo massimo storico - é invece caduto e ha perso 85 punti con una marcante candela rossa sul grafico. Secondo le regole questo non é un doppio massimo - temporalmente i due massimi sono troppo vicini. Sembra però che l'SMI non riesce a salire più in alto e lentamente sono i ribassisti che stanno prendendo l'iniziativa. È almeno evidente che da metà mese il trend é cambiato. La forte distanza dalla MM a 50 giorni mostra una pericolosa situazione di eccesso di rialzo che potrebbe essere eliminata con una violenta caduta di 500 punti o, al massimo, fino agli 11200 punti. Attenzione... Da giovedì 17 giugno, da quando avevamo per la prima volta citato la possibilità di una forte correzione, la situazione é cambiato poco a livello di punti ma di parecchio per quel che riguarda la tendenza. Il rally iniziato a maggio é finito e ha lasciato spazio ad un movimento in laterale che puzza di distribuzione. L'unica ragione che ci trattiene dal shortare massicciamente l'SMI é che spesso le prime sedute di un nuovo semestre sono positive a causa della liquidità affluita sui conti di previdenza che deve essere investita. 
Insomma - sembra che le borse europee abbiano voglia di scendere - senza gli americani é però improbabile che lo facciano.

La seduta a New York é stata noiosa - gli indici si sono mossi a caso in pochi punti e hanno chiuso praticamente invariati. L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 4302.43 punti e ha chiuso a 4297.50 punti (+0.13%). Il Nasdaq100 (-0.12% a 14554 punti) si é mosso in soli 52 punti - ha aperto e chiuso sullo stesso livello con una insignificante perdita di 18 punti. Anche il resto del mercato era letargico (DJT +0.18%, RUT +0.07). La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3943 su 3919, NH/NL a 335 (in calo!) su 637 (in aumento!) e volume relativo a 0.95. Gli indicatori di sentiment sono fermi - i Summation Index sono ancora in calo.
Insomma - l'indebolimento strutturale progredisce ma per il momento la borsa americana non mostra la minima intenzione di voler correggere gli eccessi. Probabilmente fino a quando dal fronte dei tassi d'interesse (reddito dell'USTBond decennale a 1.45%) arriva via libera gli investitori continuaranno ad amare la tecnologia e questo basterà far lievitare la borsa americana.
Spesso questo idillio termina improvvisamente con un importante vuoto d'aria.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4295 punti (+7 punti). Sapendo questo sappiamo tutto - le borse europee devono rimbalzare e probabilmente avremo la solita seduta moderatamente positiva con nuovi massimi storici marginali negli Stati Uniti. Il Nikkei ha perso il -0.33% - Shanghai sta guadagnado il +0.10%. Alle 08.20 l'Eurostoxx50 vale 4087 punti - le borse europee apriranno in positivo (+0.5%). Probabilmente riusciranno a difendere questa plusvalenza fino a stasera ripetendo la seduta di martedì.
In America sta iniziano il lungo fine settimana della festa dell'Indipendenza - da oggi i volumi saranno in calo mentre lunedì 5 luglio la borsa di New York sarà chiusa. Sembra improbabile che fino a settimana prossima possa succedere qualcosa di importante sui mercati finanziari.

Commento del 30 giugno

Questo mercato, pur continuando a salire, puzza di bruciato

Ieri la musica non é cambiata. Gli investitori hanno ancora comperato tecnologia (Nasdaq100 +0.33% a 14572 punti) e l'S&P500 (+0.03% a 4291.80 punti) ha toccato un nuovo record storico a 4300.52 punti. Le borse europee hanno preso nota del fatto che la borsa americana non intende correggere e hanno nuovamente cambiato direzione - sono rimbalzate (Eurostoxx50 +0.43% a 4107 punti) e hanno compensato le perdite di lunedì. La tendenza delle borse europee é neutra - quella della borsa americana é debolmente al rialzo. Debolmente significa che il ritmo di salita (momentum) é modesto ma costante - da inizio anno sull'S&P500 ci sono state solo delle correzioni minori senza importanza che sono state sempre usate per degli acquisti. Ci sono state due correzioni importanti del Nasdaq100 provocate da un aumento temporaneo dei tassi d'interesse - queste correzioni hanno provocato della volatilità ma a livello di trend di lungo termine e performance sono state insignificanti - da inizio anno le performance di S&P500 (+14%), Nasdaq100 (+13%) o Russell2000 (+17%) sono state ottime e praticamente uguali. La rotazione tra settori ha provocato un appiattimento.
Strutturalmente però questo mercato appare molto fragile a livello di partecipazione. Negli ultimi giorni questa debolezza strutturale é aumentata. Anche ieri il mercato é salito con poco: A/D a 3206 su 4643, NH/NL a 470 (!) su 533 (!) e volume relativo a 0.9. I Summation Index sul NYSE e sul Nasdaq sono scesi. Questo significa che la maggior parte dei titoli sta perdendo terreno e molti investitori si stanno domandando come é possibile che il loro portafoglio stia perdendo di valore mentre gli indici passano da un record al successivo. Questa perplessità si rispecchia nei dati sul sentiment. La volatilità VIX é salita a 16.02 punti (+0.26), il CBOE Equity put/call ratio era nella media (0.43) mentre il Fear&Greed Index é fermo a 43 punti - sotto i 50 punti che separano pessimismo da ottimismo. Come si può sviluppare questa situazione di fragilità? In due maniere: o la partecipazione migliora notevolmente confermando il rialzo degli indici oppure ci deve essere un sostanziale vuoto d'aria per riportare il mercato su solide basi. L'eccesso di rialzo e i cicli negativi ci fanno favorire la variante della correzione - questa dovrebbe partire nei prossimi giorni dopo la chiusura del semestre. Vediamo se prima della festa nazionale del 4 luglio qualcuno ha voglia di vendere.

Ieri le borse europee sono rimbalzate senza convinzione. L'Eurostoxx50 dopo la perdita di lunedì (-0.75%) é risalito a 4107 punti (+0.43%) e ha chiuso al centro del range giornaliero. Sembra che le borse europee cedano terreno appena vedono qualcosa in America che non gli piace e risalgano poi a fatica. In ogni caso da aprile gli indici non riescono più a fare sostanziali progressi - la tendenza di corto termine é neutra e gli indici si mantengono a fatica sopra le MM a 50 giorni. Le Bollinger Bands sono strette, orizzontali e parallele - questo avviene normalmente prima di un movimento rapido e significativo. Insomma - non pensiamo che la calma che contraddistingue le ultime settimane possa durare a lungo e le premesse sono per un importante vuoto d'aria che si dovrebbe verificare a breve (questo significa entro la prima settimana di luglio).

Anche ieri l'S&P500 si é mosso in pochi punti (13) e l'esito della seduta é stato deciso dal movimento che si é verificato sul future prima dell'apertura. L'S&P500 ha iniziato le contrattazioni a 4290 punti. All'inizio é salito sul nuovo record storico a 4300 punti e poi é scivolato verso il basso per ore fino a 4287 punti. Sul finale é rimbalzato a 4291.80 punti (+0.03%).  I pochi guadagni sono concentrati sulla tecnologia (Nasdaq100 +0.33% a 14572 punti) mentre il Russell2000 ha perso il -0.58%. La borsa americana, come pensavamo, é salita per la fine del semestre su un massimo. Oggi dovrebbe fermarsi. Da giovedì aumentano notevolmente le probabilità che i venditori si sveglino e cerchino di prendere l'iniziativa e il controllo delle operazioni.

Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era a 4287 punti - ora (08.20) é sceso a 4283 punti (+1 punto). Oggi mancherà l'abituale apertura in guadagno - l'Eurostoxx50 vale 4098 punti e quindi le borse europee perdono un -0.2%. Per logica oggi, ultimo giorno del mese e del semestre, dovrebbe esserci una seduta molto tranquilla con indici azionari praticamente invariati.

Commento del 29 giugno

Borse europee spossate - nuovi record storici di S&P500 e Nasdaq100 - non cambia mai niente?

Stamattina siamo piuttosto frustrati e dobbiamo sfogarci - sembra che analizzare in maniera approfondita il mercato usando i parametri tecnici per individuare un massimo significativo e prevedere un'inversione di tendenza sia un'impresa senza senso e senza possibilità di successo. Almeno per quel che riguarda la tecnologia e il Nasdaq100 (+0.23% a 15554 punti) che dal 2009 non ha mai avuto un anno con una performance negativa! Ieri in America abbiamo avuto una seduta negativa secondo i parametri tecnici - l'A/D era a 3434 su 4521 e DJTransportation (-0.95%) e Russell2000 / RUT (-0.52%) hanno perso terreno. Gli acquisti si sono concentrati sul settore tecnologico e S&P500 (+0.23% a 4290.61 punti), Nasdaq Comp e Nasdaq100 (+1.25% a 14525 punti) hanno toccato dei nuovi massimi storici trascinati dai soliti nomi (Facebook +4.18%) e dal settore dei semiconduttori (+2.52%). Il mercato ha assorbito senza problemi la debolezza dei settori energia e banche.
A questo punto un'analisi del mercato sembra fatica sprecata poiché i nuovi massimi storici sono un segnale inequivocabile e indiscutibile di rialzo. A dire il vero abbiamo previsto che il mercato azionario americano dovesse salire fino alla fine del semestre - stiamo però continuando a spostare la data di un possibile massimo. In verità continuando a prevedere una correzione presto o tardi avremo ragione ma forse sarà solo un caso. Insomma - stamattina dubitiamo delle nostre capacità di previsione anche perché negli indicatori tecnici non vediamo nulla di nuovo. Mentre le borse europee da circa due mesi non stanno andando da nessuna parte (Eurostoxx50 -0.75% a 4089 punti) malgrado valutazioni fondamentali relativamente interessanti, il rialzo dell'S&P500 e del Nasdaq sembrano infiniti malgrado che le azioni siano oscenamente care.
La borsa americana continua ad essere in eccesso di rialzo e tra gli investitori, relativamente ottimisti, nessuno osa più mettersi dalla parte dei bears, vendere, aprire posizioni short e prevedere un ribasso. La partecipazione al rialzo é mediocre (NH/NL a 602 su 613) ma sembra che tutto questo non basti a far cambiare direzione all'S&P500 e al suo partner favorito Nasdaq100. I tassi d'interesse non salgono (reddito dell'US Treasury Bond decennale a 1.49%, -0.05%) e gli investitori, armati di ampia liquidità, non vedono altra alternativa all'acquisto di azioni.

In Europa é stata una giornata un pò strana poiché le borse (Eurostoxx50 -0.75% a 4089 punti) hanno chiuso sul minimo giornaliero con moderate perdite mentre la borsa americana lanciava segnali positivi (alle 17.30 l'S&P500 era in pari mentre il Nasdaq100 era salito su un nuovo record storico). Sui grafici degli indici azionari europei la perdita e la candela rossa non hanno un significato particolare e non ci sono conseguenze a livello tecnico - gli indici azionari sono semplicemente sul livello di inizio mese e la tendenza a corto termine é neutra. Come spesso é successo quest'anno dobbiamo osservare quel che succede in America per capire se l'Europa intende correggere o sta semplicemente consolidando. Se in America non inizia una correzione é poco probabile che le borse europee rompano i supporti e comincino a scendere in solitaria.
Ieri i tassi d'interesse sono scesi e come logica conseguenza le azioni delle banche sono cadute (SX7E -2.40% a 93.96 punti). Piuttosto pesantemente a dire il vero e questo rafforza la nostra impressione che la forza relativa del settore é finita e che il massimo di inizio giugno poco sopra i 100 punti é definitivo. A subire le conseguenze del calo delle azioni delle banche é stato soprattutto il FTSE MIB italiano (-1.11% a 25227 punti). Questo mercato non sta però mandando segnali particolarmente negativi e non ci sembra che nel futuro debba comportarsi peggio dell'Eurostoxx50 - probabilmente il tuffo di ieri é stato unicamente un attacco di debolezza temporanea senza conseguenze durature.

Sulla seduta a Wall Street c'é poco da dire. L'S&P500 ha aperto su un nuovo massimo a 4287 punti. All'inizio é ridisceso a 4276 punti, é rimbalzato, e a metà giornata é ricaduto sul minimo a 4274 punti. Poi é salito fino al nuovo record storico a 4292 punti e ha chiuso poco più in basso a 4290.61 punti (+0.23%). Il guadagno di 9 punti é modesto ma indiscutibile. La volatilità VIX é salita a 15.75 punti (+0.14), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.42 mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 43 punti (-1 punto). Il Summation Index sul NYSE é leggermente sceso - quello sul Nasdaq é salito.
Insomma gli indicatori tecnici sono deboli - il mercato però sale trascinato dalla tecnologia - come nel calcio vince chi segna i goals e non chi gioca meglio o ha i giocatori più bravi e più pagati. Un riferimento alla vittoria della Svizzera contro la Francia é puramente casuale.

Stamattina il future sull'S&P500 perdeva 7 punti - un'incredibile attacco di debolezza - adesso però (08.15) sta recuperando e si trova a 4277 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 vale 4093 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni e non mostrano l'intenzione di voler recuperare le perdite di ieri. Il Nikkei ha perso il -0.81% - anche Shanghai é in calo del -0.8%. Sembra che almeno fino alla fine del mese la borsa americana non abbia l'intenzione di scendere. Sembra inutile scrutare l'agenda economica in cerca di appuntamenti importanti poiché ogni dato economico muove un pò i tassi d'interesse e provoca una rotazione tra i settori in borsa. Da mesi però l'influsso dei dati economici sul trend degli indici azionari é trascurabile.

Aggiornamento del 28 giugno

Variante Delta e calcio

Durante il fine settimana non ci sono stati avvenimenti in grado di influenzare i mercati finanziari. Le notizie che abbondano nei media girano tutte intorno al Covid 19 e ai campionati europei di calcio - niente di nuovo e niente di importante dunque.
La logica conseguenza é che stamattina le borse sono stabili, i cambi sono praticamente invariati e il prezzo del petrolio é fermo. Solo i prezzi dei metalli preziosi stanno salendo ma ormai nessuno si interessa più a questo mercato relativamente stabile - i traders preferiscono giocare con le divise digitali.
Le borse asiatiche sono in leggero calo - il Nikkei ha perso il -0.10% mentre Shanghai sta lasciando il -0.2% sul terreno. Il future sull'S&P500 é a 4275 punti (+4 punti) - anche in questo ambito non cambia niente - il future si ripresenta con un guadagno di qualche punto che da l'intonazione alla giornata. A questo punto la psicologia gioca un ruolo decisivo. Fino a quando il future sale le aspettative sono per una continuazione del rialzo - con questa premessa nessuno osa vendere e in mancanza di venditori le borse possono solo lievitare come hanno fatto negli ultimi due mesi. La situazione potrebbe cambiare con la fine del semestre ma fino a mercoledì ci sono ancora tre sedute di borsa.
Come d'abitudine domenica abbiamo letto le analisi dei nostri colleghi analisti tecnici. Le tesi sono diametralmente opposte. Chi segue trends e usa l'analisi grafica prevede la continuazione del rialzo o addirittura pensa che potrebe verificarsi un'accelerazione. Chi come noi da parecchio peso agli indicatori di partecipazione, momentum e sentiment nota la mediocre partecipazione che ultimamente sta addirittura diminuendo e teme la correzione. È difficile gestire questa dicotomia - più le borse salgono distanziandosi dalle medie di  lungo periodo e più si creano delle situazioni di eccesso e di fragilità. Il rialzo alimenta il rialzo ma d'altra parte fa aumentare il rischio di correzioni. Più il mercato sale senza delle sane correzioni intermedie e più aumenta la possibilità che eventuali correzioni siano improvvise, brutali e sostanziali.
Insomma - molto gira intorno al calcolo delle probabilità che grazie alle sue espressioni matematiche da una falsa impressione di precisione - invece molte valutazioni sono soggettive e aleatorie. Prevedere lo sviluppo delle borse non é una scienza esatta e basta poco per cambiare completamente le carte in tavola.
Alle 08.15 l'Eurostoxx50 vale 4120 punti - le borse europee apriranno invariate. Nell'agenda economica non scorgiamo appuntamenti importanti. Ci aspettiamo di conseguenza una seduta tranquilla - gli indici azionari dovrebbero chiudere praticamente invariati.

Commento del 26-27 giugno

Nessuno vende prima della fine del semestre - window dressing?

Una settimana fà eravamo convinti che le borse stessero cominciando a correggere malgrado che molti indici azionari avessero appena toccato dei nuovi massimi storici o annuali. Non avevamo ancora dei segnali di vendita e non sapevamo se la pessima seduta di venerdì 18 giugno fosse stata unicamente una conseguenza della scadenza dei derivati o se invece rappresentava l'inizio di una spinta di ribasso. Sapevamo d'altra parte che esiste un diffuso interesse a terminare il semestre su dei massimi - gli investitori istituzionali cercano di arrivare su questa scadenza completamente investiti e con i titoli "giusti" vale a dire quelli che finora si sono comportati meglio (window dressing). In questa maniera possono dimostrare di aver assolto correttamente il loro compito e possono massimizzare le loro performance fees. L'ottima seduta di lunedì ha cancellato lo scenario negativo e ha rilanciato il rialzo che é sfociato tra giovedì e venerdì in nuovi record storici sulla borsa americana - l'S&P500 (+0.33% a 4280.70 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 4286.12 punti.
La situazione tecnica di fondo però non cambia - le borse a medio termine sono ipercomperate e molti indici sono in eccesso di rialzo (distanza eccessiva dalle MM di medio e lungo periodo). Secondo gli oscillatori un massimo potrebbe essere raggiunto a metà di settimana prossima in concomitanza con la fine del mese. Negli indicatori di sentiment non appare una generale euforia (Fear&Greed Index a 44 punti, +5 punti). I DSI (Daily Sentiment Index) molto alti sugli indici azionari e molto basso sulla volatilità VIX (15.62 punti, -0.35) mostrano però che a breve si é esagerato - questa impressione viene confermata dagli alti volumi di titoli trattati venerdì (volume relativo a 1.25, 1.6 sul Nasdaq) che suggeriscono un esaurimento di trend a cortissimo termine. I cicli annuale e di lungo termine sono in calo insieme al Summation Index sul NYSE (quello sul Nasdaq invece sta salendo). Il quadro tecnico quindi rispetto ad una settimana fà non cambia - la tendenza di fondo della borsa americana é moderatamente al rialzo (62.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e Bullish Percent Index sul NYSE a 68.08 punti) ma il rischio di un importante vuoto d'aria nei prossimi giorni é molto alto. Considerando i giorni di valuta sulle operazioni di borsa pensiamo che la settimana debba iniziare ancora con una o due sedute di pausa - il resto della settimana dovrebbe essere in discesa. Una settimana fa avevamo parlato di 4000 punti di S&P500 per fine mese - ovviamente questo obiettivo non é più realistico. Il movimento delle ultime 5 sedute ci obbliga ad alzare l'obiettivo indicativo sui 4080-4100 punti da raggiungere in un paio di settimane.
La premessa per questa correzione é che appaia della pressione di vendita. I rialzisti sono cauti ma costituiscono un gruppo numeroso e agguerrito. Invece mancano i ribassisti - nessuno assicura i portafogli al ribasso con future o opzioni (si nota questo effetto nell'analisi dei COT e del mercato delle opzioni) e nelle inchieste effettuate tra i vari tipi di investitori i bears sono su livelli molto bassi. Insomma - essere pessimisti non é più di moda. Nessuno parla più dei fondamentali e delle valutazioni delle azioni in America che sono assurdamente alte. Il mercato é mosso dai traders che parlano di momentum e flow. Si compra quello che sale e non quanto é a buon prezzo e dovrebbe guadagnare di valore. Le borse festeggiano i dati economici deludenti che fanno diminuire i tassi d'interesse e allontanano il momento in cui le Banche Centrali saranno obbligate a seguire una politica monetaria meno espansiva di quella attuale. Il concetto di "inflazione temporanea" si sta facendo strada. Noi non sappiamo se nel futuro ci sarà inflazione - il comportamento dei mercati obbligazionari (reddito dell'USTBond decennale a 1.54%, +0.05%) dice di no visto che i redditi reali (interessi meno inflazione) sono decisamente negativi. Sappiamo però che questo mercato é manipolato dalle Banche Centrali tramite le operazioni di QE e quindi non possiamo basare le nostre decisioni d'investimento su redditi tenuti artificialmente bassi.
Gli investitori di tutto il mondo hanno però un problema - la liquidità e il reddito fisso sono una palla al piede che talvolta genera con certezza redditi negativi. L'unica alternativa malgrado i rischi e le valutazioni eccessivamente alte sono solo i beni reali (azioni, immobili, materie prime) - fino a quando la musica suonerà tutti contineranno a ballare.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.91% a 4120 punti
SX7E (banche)          +2.16% a 96.27 punti
DAX                         +1.04% a 15608 punti
SMI                          +0.49% a 11999 punti
FTSE MIB                  +1.16% a 25510 punti
S&P500                     +2.74% a 4280.70 punti
Nasdaq100                +2.10% a 14345 punti

La seduta di venerdì é stata senza storia - ha semplicemente completato una settimana di rialzo con un leggero guadagno sui principali indici azionari.
L'Eurostoxx50 si é fermato a 4120 punti (-0.04%) - durante la settimana le borse europee hanno avuto un andamento altalenante e non sono riuscite a migliorare i massimi annuali o storici della settimana precedente. La performance settimanale é però positiva e compensa le perdite della settimana precedente - per saldo l'Europa marcia sul posto e da metà aprile i progressi sono modesti. Come mostra in maniera esemplare il DAX (+0.12% a 15608 punti) le borse si sono assestate al centro delle Bollinger Bands ormai strette, piatte e parallele. Le borse sono mature per un movimento dinamico - ovviamente noi siamo convinti che questo movimento dinamico debba essere al ribasso - contro questa ipotesi parla il trend - in favore gli indicatori di partecipazione, momentum e sentiment. Anche i cicli sono negativi e con una costellazione tecnica di questo tipo almeno le probabilità sono in favore della correzione di medio termine.

Venerdì la borsa americana ha praticamente ripetuto la seduta di giovedì. L'S&P500 ha aperto in gap up a 4276 punti e si é mosso in soli 15 punti. Con una discesa a 4271 punti l'indice ha colmato il gap sul grafico ed verso la fine ha toccato il massimo storico a 4286 punti. Ha chiuso a 4280.70 punti con un guadagno di 14 punti da imputare soprattutto al settore energia (petrolio a 74.05 USD/barile, +0.75) e banche (grazie all'aumento dei tassi d'interesse di mercato). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4599 su 3212 e NH/NL a 829 (pochi) su 236. L'S&P500 a metà aprile era a 4191 punti - ora é quasi 100 punti più in alto - é un guadagno di poco superiore al 2% in due mesi - é poco ma il trend é indiscutibile e costante. Vediamo se settimana prossima cambia qualcosa. Noi pensiamo che una salita del reddito dell'USTBond decennale sopra gli 1.75% possa essere l'evento in grado di scatenare le vendite soprattutto nel settore tecnologico.

Commento del 25 giugno

Nuovi record storici di S&P500 e Nasdaq - come ovvia conseguenza le borse europee non correggono e risalgono

Ieri é stata una buona giornata per le borse mondiali. Gli indici azionari europei sono risaliti (Eurostoxx50 +1.13% a 4122 punti) e hanno compensato le perdite di mercoledì. Avevamo notato che le borse europee stavano provando a correggere ma che l'America era stabile e quindi non dava via libera. Gli europei, come succede in politica, si sono piegati alle indicazioni piuttosto chiare provenienti da Wall Street e le borse, invece che continuare a scendere ed attaccare i supporti, sono nuovamente rimbalzate. In America c'é stata un'altra seduta surreale durante la quale l'S&P500 (+0.58% a 4266.49 punti) si é mosso in soli 9 (!) punti e ha toccato un nuovo record storico a 4271.28 punti. Non c'é pressione di vendita e i ribassisti sono terrorizzati e frustrati - non osano più prendere l'iniziativa. Ogni mattina il future sull'S&P500 si ripresenta con leggeri guadagni e questo da l'intonazione alla giornata - chi vuole vendere ci rinuncia in attesa di prezzi migliori e chi ha della liquidità compra seguendo il trend che sembra ricompensare all'infinito chi specula long. Ormai la rete é piena di guru che comprano qualsiasi cosa o dopo qualche giorno si vantano di avere facoltà di previsione particolari. È abbastanza facile poiché in un mercato che passa da un record storico al successivo chi é long ha ragione é chi é short ha torto e sta zitto. Ad un certo punto le regole del gioco cambieranno e riappariranno le Cassandre - questo momento non sembra però ancora giunto.

Le borse europee hanno nuovamente cambiato direzione. Venerdì scorso erano pesantemente cadute. Lunedì e martedì sono rimbalzate mentre mercoledì sono nuovamente inciampate. Ieri non hanno potuto che constatare la stabilità della borsa americana e quindi hanno deciso di compensare il tuffo di mercoledì. Per saldo le borse europee stanno marciando sul posto. Da alcuni giorni gli indici azionari europei sembrano distribuire e la tendenza a corto termine é neutra. È però evidente che se l'America non corregge non lo fà neanche l'Europa. Grazie alla rotazione tra settori le borse europee si muovono in maniera omogenea. Di tanto in tanto, a dipendenza della forza relativa di un settore o di un altro, c'é un indice che qualche giorno si comporta meglio o peggio degli altri - ieri il FTSE MIB (+1.38%) si é comportato meglio del DAX (+0.86% a 15589 punti) grazie alla plusvalenza del settore bancario (SX7E +1.38% a 95.46 punti). La performance da inizio anno é però all'incirca uguale per tutti e da metà aprile i guadagni sono di circa il +2%. La spinta di rialzo é modesta ma indiscutibile - gli indici lievitano e per il momento non ci sono segnali di vendita malgrado che eccessi, divergenze e cicli negativi ci lasciano in uno stato di continua apprensione.

La seduta a Wall Street é stata molto strana. S&P500 e Nasdaq/Nasdaq100 hanno aperto su dei nuovi massimi storici marginali e poi non si sono più mossi. I nuovi record non hanno provocato ne euforia ed ulteriori acquisti ne hanno scatenato delle vendite di realizzo. L'S&P500 ha aperto a 4264 punti ed é oscillato per tutta la giornata tra i 4262 ed i 4271 punti. L'indice ha chiuso a 4266.49 punti (+0.58%). Il Nasdaq100 si é comportato in maniera simile con un massimo a 14429 punti e una chiusura a 14365 punti (+0.64%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5911 su 1939. Considerando i nuovi massimi storici degli indici i dati sulla partecipazione sono terribile (NH/NL a 661 su 271) - raramente abbiamo visto delle divergenze così forti. La volatilità VIX é scesa a 15.97 punti (-0.35), il CBOE Equity put/call ratio é basso a 0.40 mentre il Fear&Greed Index é salito a 39 punti (+4). Quest'ultimo indicatore mostra ancora pessimismo - questa é una conseguenza della composizione dell'indice che considera anche i dati sulla partecipazione (strength & breadth) al momento pessimi. Il Summation Index sul NYSE é ancora sceso di poco - quello sul Nasdaq adesso sale.
Il mercato azionario americano é caratterizzato dall'assenza di vendite e di pessimisti - nessuno osa più opporsi al trend e prevedere un ribasso contro l'evidente volontà dei governi e delle Banche Centrali di inflazionare i mercati finanziari. Pensiamo che fino alla fine del semestre non ci saranno le premesse per l'inizio di una correzione - tutti hanno l'interesse ad arrivare al 30 giugno completamente investiti e con indici azionari su dei massimi. Poi vedremo se qualcuno deciderà di scappare considerando le assurde valutazioni fondamentali raggiunte da molte borse - quella americana in primis. Gli oscillatori e gli indicatori di sentiment suggeriscono che settimana prossima si deve verificare un massimo significativo a corto termine.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 4258 punti (+2 punti). Questo ci dice che probabilmente avremo una seduta leggermente positiva anche perché raramente di venerdì cambia l'intonazione che ha dominato durante la settimana. Il Nikkei ha guadagnato il +0.66% - Shanghai sale del +1.2%. Cambi, tassi d'interesse e prezzi delle materire prime sono stabili. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4126 punti (+4 punti) - le borse europee apriranno con un leggero guadagno. Nell'agenda economica non sono previsti appuntamenti d'interesse. Per logica gli indici oggi chiuderanno vicini al livelli d'apertura.

Commento del 24 giugno

L'Europa ricomincia a correggere dopo un rimbalzo mentre l'America difende il trend rialzista - non fa senso...

Ieri le borse europee hanno aperto sul massimo giornaliero e chiuso vicino al minimo con sensibili perdite. Sui grafici appaiono delle lunghe candele rosse che confermano la nostra ipotesi - gli indici azionari lunedì sono solamente rimbalzati. L'Eurostoxx50 (-1.14% a 4076 punti) ha perso 47 punti ma é rimasto sopra il minimo di lunedì e sopra la MM a 50 giorni. Il DAX (-1.15% a 15456 punti) si é comportato in maniera simile - é caduto di 180 punti ma si é fermato sopra il minimo di lunedì, sopra il limite inferiore delle BB e sopra la MM a 50 giorni. Lo stesso vale per il FTSE MIB (-0.94% a 25077 punti).
Martedì abbiamo scritto che secondo noi il balzo di lunedì era stato un rimbalzo tecnico. Pensavamo che la correzione fosse ancora lo scenario più probabile rispetto all'accelerazione al rialzo. Per confermare l'inizio di una correzione ci vuole però una chiusura sotto i primi supporti costituiti dalla MM a 50 giorni e, meglio ancora, dai minimi di lunedì.
Un fatto ci lascia perplessi - la borsa americana non cede e l'S&P500 (-0.11% a 4241.84 punti) rimane a ridosso del massimo storico - se l'America non corregge dubitiamo che le borse europee possano scendere decisamente più in basso.

La seduta a Wall Street é stata noiosa e non ci ha fornito nessun argomento di analisi tecnica. L'S&P500 (-0.11% a 4241.84 punti) si é mosso in soli 15 punti e ha chiuso con una leggera perdita di 4 punti che si é concretizzata sul finale. L'indice tecnologico Nasdaq100 ha toccato un nuovo record storico marginale a 14324 punti e ha chiuso in pari a 14274 punti (+0.03%). Sappiamo che dei nuovi massimi sono dei segnali inequivocabili di rialzo. In questo caso però la spinta é talmente debole (NH/NL a 524 su 318) che fatichiamo ad entusiasmarci.
La giornata é stata senza storia. L'S&P500 ha aperto a 4251 punti, é salito a 4256 punti (1 punti dal record storico), é oscillato intorno a 4248 punti ed é caduto sul finale sul minimo a 4241.84 punti (-0.11%). La seduta al NYSE é stata positiva (grazie al Russell2000 / RUT (+0.33%) - come sapete questo indice comprende 2000 azioni contro le 500 dell'S&P500 o le 100 del Nasdaq100) con A/D a 4144 su 3644, NH/NL a 524 su 318 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é scesa a 16.32 punti (-0.34), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.39 mentre il Fear&Greed Index é salito a 35 punti (+3 punti). I Summation Index sono in lieve calo.
Questo mercato é contrassegnato dalla mancanza di forza d'acquisto e pressione di vendita. I tassi d'interesse sono fermi (reddito dell'USTBond decennale a 1.50% (+0.02%)) malgrado le feroci discussioni tra i teorici dell'inflazione e quelli della deflazione. I dati economici ci dicono che la crescita economica é in perdita di velocità - le borse reagiscono però positivamente a queste notizie - sembra che gli investitori temano più che altro un aumento dei tassi d'interesse.
Al momento gli investitori non hanno ragioni per vendere malgrado i guadagni - se vendono non sanno cosa fare con il contante che spesso viene punito dalla banche con tassi d'interesse negativi. Fino a quando ci sarà una ragione per restare nel mercato azionario é probabile che le borse non scenderanno. È possibile che il bull market morirà semplicemente di stanchezza. Basterà che chi ha comperato azioni a credito decida di vendere per ripagare i debiti innescando un ribasso. Il Margin Debt in America é il più alto della storia - evviva la speculazione!

Stamattina il future sull'S&P500 risale a 4240 punti (+9 punti). Le borse asiatiche marciano sul posto (Nikkei -0.05%, Shanghai -0.00%). Alle 08.15 l'Eurostoxx50 vale 4093 punti - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.4%. Fino nel primo pomeriggio pensiamo che non succederà nulla. Alle 14.30 verranno pubblicati alcuni dati economici americani che potrebbero essere usati come scusa per muovere il mercato. In linea di massima abbiamo però l'impressione che le borse vogliano terminare il semestre vicine ai massimi annuali e quindi vicine ai livelli attuali.
Alle 11.00, al termine della sua periodica riunione, la Bank of England renderà note le sue decisioni di politica monetaria - non pensiamo però che questo evento possa influenzare le borse.

Commento del 23 giugno

Nuovo record storico del Nasdaq100

Ieri le borse europee hanno marciato sul posto. L'Eurostoxx50 (+0.26% a 4123 punti) é riuscito a guadagnare ancora qualche punto - l'impressione é però che gli indici azionari europei stiano solo rimbalzando dopo la caduta di venerdì scorso. In due sedute hanno recuperato circa la metà delle perdite di venerdì. Tra i vari indici ci sono delle differenze anche perché la loro composizione é diversa. Il FTSE MIB (-0.32% a 25315 punti) per esempio ha sottoperformato a causa della debolezza del settore bancario.
Non sappiamo come definire la tendenza di fondo. Se guardiamo semplicemente le medie mobili (MM) a 50 e 200 giorni il quadro é ancora costruttivo - in effetti le curve stanno salendo e gli indici rispettano il supporto fornito dalla MM a 50 giorni. Da mesi però le borse europee non fanno sostanziali progressi e quindi si può quasi parlare di tendenza neutra. Ulteriori dettagli sulla situazione tecnica dei vari indici li trovate nei commenti serali.
È evidente che fino a quando non ci sarà una correzione in America anche l'Europa continuerà a fare lenti progressi - anche ieri gli indici europei sono saliti in serata grazie agli impulsi positivi provenienti da Wall Street. Temiamo però che i cicli ostili presto o tardi provocheranno un importante vuoto d'aria.

Gli investitori hanno aspettato con ottimismo il discorso di Jerome Powell delle 20.00. L'S&P500 ha aperto in pari a 4224 punti e all'inizio é ancora sceso a 4219 punti. Dopo é seguita la solita spinta di rialzo - alle 17.15 l'indice é salito a 4241 punti. Poi per ore l'S&P500 é rimasto immobile sui 4240 punti. Dopo le 20.00 l'indice si é impennato a 4255 punti (non ha migliorato il massimo storico a 4257 punti) e ha chiuso a 4246.44 punti (+0.51%). Il listino é stato nuovamente trascinato dalla tecnologia - il Nasdaq100 ha raggiunto un nuovo massimo storico a 14270 punti (+0.94%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4253 su 3537, NH/NL a 401 su 496 (nel complesso il rapporto é deludente) e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é scesa a 16.66 punti (-1.23) - il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.47 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 32 punti (-1). I Summation Index sono ancora in calo.
La situazione in America é diversa rispetto all'Europa. L'S&P500 ha più che compensato la spinta di ribasso della fine di settimana scorsa e sta sfiorando il massimo storico. La tecnologia ha ritrovato la sua forza e il trend torna ad essere al rialzo. Malgrado che da due mesi l'S&P500 non stia facendo sostanziali progressi (a metà aprile era a 4191 punti - in due mesi ha guadagnato una sessantina di punti o meno del 2%) il mercato non mostra segni di cedimento e non sembra voler cambiare direzione.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 4246 punti (+10 punti). Alle 08.45 l'Eurostoxx50 vale 4229 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni (+0.1%/+0.2%). Il Nikkei (+0.03) e Shanghai (+0.10%) sono fermi. I tassi d'interesse sono stabili (reddito dell'USTBond decennale a 1.48%, -0.02%). Sembra che avremo un'altra giornata di debole rialzo.

Commento del 22 giugno

Contrattacco

Dopo la caduta di venerdì ci aspettavamo che questa settimana la correzione continuasse. In effetti ieri mattina i venditori avevano ancora il controllo delle operazioni. Il future sull'S&P500 era sceso durante la notte a 4126 punti e il Nikkei la mattina aveva chiuso con una pesante perdita del -3.39%. La situazione si é ribaltata dopo l'apertura in Europa. Dopo un tuffo iniziale gli indici azionari europei si sono fermati e sono ricominciati a salire. Verso le 10.00 erano in pari e hanno continuato il recupero fino alle 12.00. Poi le borse europee hanno aspettato gli americani. Dopo la buona apertura a Wall Street le borse europee hanno guadagnato ancora qualche punto (pochi a dire il vero se paragonati al rally che si stava verificando in America) e hanno chiuso sul massimo giornaliero e con moderati guadagni (+0.4% / +0.7%). L'Eurostoxx50 ha toccato la mattina un minimo a 4049 punti e ha chiuso a 4110 punti (+0.67%). Il guadagno di 29 punti compensa solo in parte le perdite di venerdì (-75 punti) e considerando i modesti volumi sembra solo un rimbalzo tecnico. La spinta di ribasso di venerdì prevale ancora e domina il quadro tecnico. Il problema é che in America la reazione é stata decisamente più robusta.

In effetti il future sull'S&P500 ha cominciato a lievitare già dalla mattina presto. L'S&P500 alle 15.30 ha aperto sui 4177 punti - circa 40 punti sopra il minimo indicato dal future durante la notte. Subito c'é stata una possente spinta di rialzo di provenienza a dire il vero piuttosto sospetta. Evitiamo però di razionalizzare e restiamo oggettivi - valutiamo la situazione solo sotto l'aspetto tecnico. L'S&P500 é salito alle 17.00 a 4217 punti. A questo punto l'indice era già in guadagno del +1.2% e si trovava nuovamente sopra la MM a 50 giorni e sopra la barriera psicologica dei 4200 punti - il mercato era "salvo". Dopo le 17.00 é successo stranamente poco o nulla. L'S&P500 é ancora salito fino ai 4226 punti ed ha chiuso a 4224.79 punti (+1.40%). Ieri é tornata di moda la narrativa della robusta crescita economica con rischio di inflazione. I tassi d'interesse sono saliti (reddito dell'USTBond decennale a 1.50%, +0.05%), la tecnologia ha sottoperformato (Nasdaq100 +0.62%) e c'é stato un forte rimbalzo di settori come energia e banche. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5600 su 2290, NH/NL a 377 su 546 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é caduta a 17.89 punti (-2.81), il CBOE Equity put/call ratio é di nuovo basso a 0.42 e il Fear&Greed Index é salito a 33 punti +3 punti). I Summation Index sono ancora in calo.
Insomma la borsa americana ha recuperato completamente la perdita di venerdì e torna ad essere nuovamente in equilibrio. La spinta di ribasso é stata compensata con l'abituale rotazione tra settori. Ora non capiamo quali sono le intenzioni degli investitori. Da circa metà aprile le borse non vanno da nessuna parte. Malgrado che la tendenza di fondo sia ancora rialzista se consideriamo le MM a 50 e 200 giorni, gli indici azionari non fanno più sostanziali progressi. Secondo i cicli le borse dovrebbero scendere ma in realtà qualsiasi tentativo di ribasso viene prontamente respinto.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4220 punti (+7 punti). Questo ulteriore guadagno é la conseguenza del forte rialzo delle borse asiatiche che dovevano recuperare a traino di Europa ed America - il Nikkei ha guadagnato il +3.12%.
L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4124 punti - le borse europee apriranno che un balzo del +0.3%. Il rialzo di ieri avrà un seguito? Ne dubitiamo fortemente. Pensiamo che continuerà l'andamento altalenante con una serie di sedute positive e negative ed un aumento della volatilità. Alla fine dovrebbero prevalere i cicli ed i ribassisti - magari però dovremmo aspettare la fine del mese.

Aggiornamento del 21 giugno

Le borse sono salite troppo anticipando la ripresa economica - c'é bisogno di un assestamento

Improvvisamente tutti hanno cominciato a parlare di correzione. Gli analisti che incitavano a comperare azioni come unica alternativa al reddito fisso scoprono che i prezzi delle materie prime stanno calando da settimane - basta guardare l'esempio del legname da costruzione. Avremo nei prossimi mesi una robusta crescita economica sostenuta dalla spesa statale e da una politica monetaria espansiva. Probabilmente però le borse nell'entusiasmo sono salite troppo anticipando questa ripresa economica. Ora che nelle cifre e nei dati economici comincia a trasparire la realtà ci si rende conto che le borse devono correggere. È difficile stimare quanto deve durare questo processo di assestamento. Sicuramente però si svolgerà ad ondate - spinte di ribasso verranno interrotte da ampi rimbalzi. In un rialzo le fase negative sono delle correzioni. In un ribasso é il contrario - le fasi positive sono delle correzioni. A breve le borse devono scendere più in basso - essendo però questa la prima spinta di ribasso é probabile che basteranno poco ipervenduto e pessimismo per arrivare ad un primo minimo significativo - questo significa RSI appena sotto i 30 punti e un lieve eccesso negli indicatori di sentiment. Il Fear&Greed Index é già a 30 punti - sotto i 25 punti inizia il panico...

Stamattina gli investitori ritrovano un pò di coraggio. Alle 07.00 il future sull'S&P500 era a 4134 punti (-19) mentre il Nikkei chiudeva a -3.39%. Ora (08.15) il future é risalito a 4144 punti (-9 punti). Probabilmente molti pensano che la prevista debole apertura in Europa sia un'occasione d'acquisto - vedremo se hanno ragione. L'Eurostoxx50 vale 4048 punti - le borse europee apriranno con un calo del -0.8%. Stamattina potrebbe esserci un tentativo di tornare in pari. Poi vedremo nel pomeriggio cosa intendono fare gli americani.

Commento del 19-20 giugno

La correzione inizia il giorno della scadenza - dovrebbe essere una correzione intermedia all'interno di un ribasso di mesi

Tra lunedì e giovedì le borse sono oscillate in pochi punti e senza direzione. Ormai venerdì mattina avevamo abbandonato la speranza che la prevista correzione potesse partire nella settimana di scadenza dei derivati di giugno. Avevamo pianificato di discutere la situazione tecnica e le probabilità di una correzione in questa analisi del fine settimana. Invece proprio venerdì c'é stato un decisivo ribaltamento della situazione che ha fatto passare gli indici azionari da dei massimi significativi ad una fase a corto termine di ribasso. L'Eurostoxx50 (-1.80% a 4083 punti) ha toccato poco prima di mezzogiorno un nuovo massimo annuale a 4165 punti - ha chiuso 82 punti più in basso e in questa maniera ha praticamente cancellato in alcune ore tutti i guadagni del debole rialzo da inizio giugno. L'SMI svizzero (-0.58% a 11941 punti) venerdì ha toccato un nuovo record storico a 12072 punti - il Nasdaq100 (-0.80% a 14049 punti) ha invece raggiunto un record il giorno prima a 14205 punti. La correzione sta coinvolgendo soprattuto i settori ciclici e quelli che in teoria approfittavano di una forte crescita economica con tassi d'interesse in aumento. Le perdite sono già pesanti in settori come materiali di base, energia o finanza (banche). Questo spiega la differenza di performance tra i vari indici - Il Nasdaq100 si é difeso bene grazie alla tecnologia, l'SMI é salito grazie ad alimentari e farmaceutica. L'S&P500 (-1.31% a 4166.45 punti) e il DAX tedesco (-1.78% a 15448 punti) sembrano già più in avanti nella correzione - le RSI sono sui 43-46 punti - l'S&P500 é già sceso sotto la MM a 50 giorni. Gli indicatori di sentiment in America mostrano già un certo pessimismo. La volatilità VIX é balzata a 20.70 punti (+2.95) e se interpretiamo correttamente il grafico sembra che debba salire sui 24-26 punti prima che la correzione dell'S&P500 possa finire. Il Fear&Greed Index é già crollato a 30 punti (-11 punti).
L'intonazione di fondo dei mercati azionari sta però cambiando. I nostri indicatori di riferimento in America (46.9% dei titoli sono sopra la SMA a 50 giorni, il Bullish Percent Index sul NYSE é sceso a 65.34 punti) mostrano un netto indebolimento - la tendenza di base non é più al rialzo ma neutra. I Summation Index sul NYSE e sul Nasdaq hanno cominciato a scendere da alti livelli. Sulla base dei cicli di lungo periodo e annuale crediamo quindi che le borse sono unicamente all'inizio di una fase di ribasso che potrebbe durare fino ad ottobre. Secondo una nostra simulazione l'S&P500 potrebbe scendere sui 3500 punti. Non bisogna credere ciecamente a queste simulazioni - non prevediamo un ribasso del 15-20%. Vi avvisiamo unicamente che sembra esserci parecchio potenziale di ribasso e questa correzione non é un'occasione d'acquisto. Invece il successivo rimbalzo dovrebbe essere un'ultima occasione per vendere a prezzi elevati.
Dopo solo una seduta decisamente negativa non possiamo parlare di correzione generale delle borse. Alcuni indici si sono mossi appena e non hanno dato nessun segnale di vendita. In America abbiamo però una serie di rotture al ribasso (DJ Industrial, DJ Transportation, S&P500, Russell2000) che sono inequivocabili - si sta verificando una correzione a corto termine. Questa prima spinta di ribasso (o correzione a seconda dei punti di vista) dovrebbe terminare per fine mese sui 4000 punti di S&P500. Questa é una stima iniziale su cui non scommettiamo poiché sappiamo che la seduta di venerdì é stata dominata dalle scadenze tecniche (volume relativo a 1.5) e di conseguenza potrebbe aver lanciato dei falsi segnali tecnici. Per tutta la settimana ci sono stati dei forti movimenti di assestamento che male rispecchiano le abituali correlazioni e la logica. Il cambio EUR/USD é crollato a 1.1860. il prezzo dell'oro é precipitato a 1487 USD/oncia mentre il reddito dell'US Treasury Bond decennale é sceso a 1.45% (-0.07%) mentre tutti parlano di inflazione.
Un'ultima osservazione - le borse europee sono relativamente più forti di quella americana. Nei prossimi mesi é probabile che l'Europa si comporti meglio dell'America - chi vuole possedere azioni deve essere preferibilmente investito in Europa.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.05% a 4083 punti - nuovo massimo annuale a 4165 punti
SX7E (banche)          -4.06% a 94.23 punti
DAX                         -1.56% a 15448 punti
SMI                          +0.84% a 11941 punti - nuovo record storico a 12072 punti
FTSE MIB                  -1.94% a 25218 punti
S&P500                     -1.91% a 4166.45 punti
Nasdaq100                +0.37% a 14049 punti

Venerdì fino nel primo pomeriggio i mercati erano calmi - gli indici azionari europei erano praticamente invariati o in leggero calo. Poi nel pomeriggio sono apparsi dei venditori e gli indici hanno cominciato e scendere insieme al future sull'S&P500. A fine giornata le perdite erano pesanti - si può parlare di un key reversal day che ha ribaltato il risultato settimanale. Le perdite di venerdì hanno fatto si che la performance settimanale degli indici dell'UE fosse decisamente negativa. L'Eurostoxx50 ha chiuso poco sopra il minimo giornaliero a 4083 punti (-1.80%) - alle 22.00 l'indice valeva 4081 punti. Gli altri indici si sono comportati alla stessa maniera. Sui grafici appaiono delle lunghe candele rosse che raggiungono il limite inferiore delle Bollinger Bands. Non abbiamo ancora dei segnali di vendita a medio termine ma sembra ormai evidente che le borse vogliono scendere.

L'S&P500 ha aperto in gap down a 4192 punti e non é più riuscito a tornare sopra la barriera dei 4200 punti. Per ore é oscillato in una ventina di punti e sembrava volersi fermare con una perdita dell'1%. Alle 21.40 era ancora a 4184 punti. Sul finale é caduto fino a 4164 punti ed ha chiuso a 4166.45 punti (-1.31%). La tecnologia ha retto abbastanza bene ed il Nasdaq100 (-0.80% a 14049 punti) é rimasto sopra il supporto intermedio a 14000 punti - il comportamento di questo indice resta costruttivo. DJT (-1.33%) e RUT (-2.17%) hanno invece perso parecchio terreno. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1720 su 6159, NH/NL a 343 su 1383 e volume relativo a 1.5. Come descritto precedentemente gli indicatori di sentiment sono decisamente peggiorati - anche i traders stanno battendo in ritirata (CBOE Equity put/call ratio a 0.56). Lunedì vedremo se queste pessima seduta é stata unicamente provocata dalla scadenza tecnica dei derivati di giugno o se invece come pensiamo noi é l'inizio di una spinta di ribasso. Per sollevare il morale ai rialzisti ricordiamo che gli investitori istituzionali hanno interesse a far terminare il semestre con dei buoni risultati per incassare le performance fees. La caduta del future sull'S&P500 nel dopo borsa a 4141 punti non promette però nulla di buono per settimana prossima.

Commento del 18 giugno

Scosse di assestamento in vista dell'odierna scadenza dei derivati

Ieri sui mercati finanziari ci sono stati parecchi movimenti inusuali spiegabili unicamente con l'imminente scadenza dei derivati di giugno. L'USD é decollato e il cambio EUR/USD é precipitato a 1.19. Questo potrebbe essere spiegato con un aumento del differenziale dei tassi d'interesse in favore dell'USD - invece é successo esattamente il contrario con il future sul USTBond trentennale a fare un inusuale balzo verso l'alto. Contemporaneamente ieri sono crollati i prezzi dei metalli prezioni - l'oro ha perso in due giorni 90 USD e si trova stamattina a USD 1783/oncia - dall'ipercomperato di fine maggio é passato velocemente all'ipervenduto. Terminiamo la lista (incompleta) con il decollo del Nasdaq100 (+1.29% a 14163 punti) su un nuovo record storico - in una giornata prevalentemente negativa (A/D a 2869 su 4962) per la borsa americana l'indice tecnologico é salito grazie ai suoi 5 big AGMAF e alcune azioni di semiconduttori (NVidia +4.76%, AMD +5.55%). Chi però stamattina guarda i mercati azionari di tutto questo nota poco o niente visto che l'Eurostoxx50 (+0.15% a 4158 punti) e l'S&P500 (-0.04% a 4221.86 punti) hanno chiuso praticamente invariati. I maggiori indici azionari si avvicinano all'odierna scadenza di giugno di futures ed opzioni nella calma - in questa settimana le borse si sono mosse appena e gli indici arrivano a questa importante scadenza su dei massimi significativi. Ancora non sappiamo se dopo questi massimi avremo una importante correzione o semplicemente un'altra fase di consolidamento per assorbire eccessi ed ipercomperato.

Anche ieri le borse europee si sono mosse poco e hanno chiuso al centro dei range giornalieri e senza sostanziali variazioni. Abbiamo avuto le solite conferme del rialzo con un nuovo massimo annuale dell'Eurostoxx50 (+0.15% a 4158 punti) a 4164 punti e un nuovo record storico dell'SMI (+0.24% a 12011 punti) a 12017 punti. Anche il DAX (+0.11% a 15727 punti) e il FTSE MIB (-0.21% a 25713 punti) hanno chiuso poco lontano dal valore del giorno precedente. Gli indici sono generalmente ipercomperati e la spinta di rialzo é modesta - da inizio mese l'Eurostoxx50 ha guadagnato una sessantina di punti - questa plusvalenza potrebbe essere spazzata via in una giornata decisamente negativa. Finora però non emerge nessun segnale di debolezza. A livello tecnico non appaiono problemi all'orizzonte.

La seduta a Wall Street é stata un pochino più movimentata. L'S&P500 si é mosso in 36 punti con parecchi cambiamenti di direzione e ci sono delle forti differenze tra i vari indici - al rialzo del Nasdaq100 (+1.29%) si contrappone la debolezza del DJT (-2.10%) e del Russell2000/RUT (-1.18%). Tra queste due correnti l'S&P500 ha deciso di chiudere praticamente in pari (-0.04% a 4221.86 punti). Una rottura del supporto intermedio a 4200 punti (minimo a 4196 punti) non ha avuto conseguenze.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2869 su 4962, NH/NL a 564 su 1030 (!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 17.75 punti (-0.40), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.49 e il Fear&Greed Index é sceso a 41 punti (-4 punti). Nel complesso gli indicatori di sentiment mostrano che gli investitori sono cauti e leggermente pessimisti - questo quadro é sorprendente visto che il Nasdaq100 ha toccato un record storico e l'S&P500 é solo 36 punti sotto il massimo. Evidentemente a molti non piace il fatto che malgrado che si parli sempre di rialzo l'S&P500 é solo 30 punti sopra il massimo intermedio a 4191 punti del 16 aprile! Tra l'altro i Summation Index ieri sono scesi - la maggior parte degli investitori ricomincia a perdere soldi...
In America esistono le premesse ideali per una correzione minore causata dalle vendite di speculatori long che perdono la pazienza. 

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4216 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4161 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Oggi ci saranno movimenti improvvisi e volatilità quando ci saranno le scadenze tecniche - in linea di massima ci aspettiamo però che gli indici terminino la giornata praticamente invariati.
Anche in Asia stamattina regna la calma - Il Nikkei ha perso il -0.19% - Shanghai sta salendo del +0.10%.

Commento del 17 giugno

La FED prevede di alzare i tassi d'interesse per due volte entro la fine del 2023

Ieri sera alle 20.00 é terminata la regolare riunione della FED per discutere la situazione economica e decidere adattamenti nella politica monetaria. Per ora la FED non cambia nulla - si rende però conto che l'inflazione potrebbe essere più alta della stime iniziali e non solo transitoria - prevede di dover alzare i tassi d'interesse entro la fine del 2023. Questo lieve cambiamento nell'attegiamento della FED ha provocato un pò di volatilità sui mercati. Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito a 1.57% (+0.06%) e l'S&P500 ha perso 22 punti. La reazione degli investitori é però stata contenuta - il primo supporto a 4200 punti di S&P500 é bastato per far rimbalzare l'indice fino ai 4223.70 punti (-0.54%). Aumenta la probabilità di una correzione intermedia ma per ora non abbiamo nessun segnale di vendita. La partecipazione continua a peggiorare - il rapporto NH/NH é passato a 582 su 535 mentre il Summation Index sul NYSE ha cominciato a scendere. Almeno per qualche giorno se non settimane non parleremo più di nuovi massimi annuali o storici. Non é però ancora chiaro se avremo una consistente correzione e di che tipo. Vi ricordiamo che secondo i cicli la borsa americana dovrebbe restare tendenzialmente debole fino ad ottobre. Non é realistico pensare che le borse europee possano muoversi in maniera divergente.

La seduta in Europa é stata priva d'interesse. Come pensavamo gli indici si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 é salito a 4151 punti (+0.20%) senza migliorare il massimo annuale di martedì. Solo l'SMI svizzero (+0.50% a 11982 punti) continua la sua corsa e ha fatto segnare un nuovo record storico malgrado l'ipercomperato. Ieri é stato nuovamente il settore farmaceutico insieme a quello assicurativo a far salire l'indice. Questi due settori erano da inizio anno rimasti indietro e offrono un buon reddito da dividendo. Novartis e Roche sembrano avere ancora del potenziale di rialzo - queste due azioni costituiscono circa il 35% dell'indice. Non c'é ragione per tentare di anticipare un massimo significativo e tentare di opporsi al trend.

A Wall Street gli investitori sono rimasti in attesa del comunicato della FED fino alle 20.00. L'S&P500 ha aperto sul massimo a 4250 punti ed é scivolato fino ai 4235 punti. Dopo le 20.00 l'indice é caduto in brevi ondate fino ai 4202 punti di minimo. Poi é rimbalzato fino ai 4237 punti e sul finale é ridisceso a 4223.70 punti (-0.54%). Malgrado l'aumento dei tassi d'interesse il Nasdaq100 ha sovraperformato (-0.34% a 13983 punti). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2715 su 5108, NH/NL a 582 su 535 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 18.15 punti (+1.13), il CBOE Equity put/call ratio era piuttosto alto a 0.55 e il Fear&Greed Index é caduto a 45 punti (-6). Si vede che gli investitori sono nervosi e temono una correzione - al minimo cedimento del mercato gli indicatori di sentiment si impennano. Per questa ragione pensiamo che a breve il potenziale di ribasso é modesto. Crediamo che l'S&P500 potrebbe attacare il primo supporto (psicologico più che altro) a 4200 punti e scendere a 4180 punti. Poi vedremo - ne riparliamo il fine settimana quando si sarà posato il polverone causato dalla scadenza dei derivati di giugno.

Stamattina alle 08.30 il future sull'S&P500 scende a 4195 punti (-17 punti). L'Eurostoxx50 vale 4133 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.5%. Pensiamo che stamattina proveranno a scendere più in basso - ci vuole una seduta decisamente negativa per obbligare i long a chiudere la posizioni.
Il Nikkei ha perso il -0.93% - Shanghai é in pari.
Il cambio EUR/USD é caduto a 1.1990. L'USD si rafforza ora che ci sono delle prospettive di aumento dei tassi d'interesse sull'USD. Il cambio resta ancorato al nostro livello di riferimento a 1.20.

Commento del 16 giugno

Nuovi massimi marginali ma borse stanche

Anche ieri le borse hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni. E anche ieri su parecchi indici abbiamo registrato dei nuovi massimi annuali o storici. L'Eurostoxx50 europeo (+0.26% a 4143 punti) ha toccato poco dopo l'apertura un nuovo massimo annuale a 4158 punti. Lo stesso l'ha fatto l'S&P500 (-0.20% a 4246.59) con un nuovo massimo storico a 4257.16 punti all'inizio della seduta. I dati sulla partecipazione sono in deterioramento - lunedì era notevolmente aumentato il numero dei nuovi minimi a 30 giorni in America (NL) - ieri é fortemente diminuito il numero dei nuovi massimi a 30 giorni (NH da 1082 a 630). Sarà difficile che le borse possano fare ulteriori progressi senza una sana correzione in grado di eliminare la speculazione - la scadenza dei derivati di giugno di venerdì obbligherà i traders a rivedere le posizioni - dovrebbero esserci delle prese di beneficio e difficilmente tutte le posizioni long verranno riaperte. Sembra però che il resto della settimana debba trascorrere nella calma - i mercati sono tranquilli e l'aumento della volatilità VIX (17.02 punti, +0.63) non corrisponde ad un aumento della volatilità giornaliera - persiamo che venerdì gli indici azionari chiuderanno vicino ai livelli attuali.

Ieri sera non abbiamo scritto i commenti serali sulla seduta in Europa poiché veramente non c'era niente di nuovo da dire riguardante l'analisi tecnica. Gli indici hanno aperto sui massimi e hanno chiuso sui minimi - quello che a parole sembra un movimento importante é in effetti un oscillare in un range di meno del 0.5% - in pratica le borse sono rimaste ferme con modesti volumi di titoli trattati. Gli indici in generale hanno guadagnato qualche punto e oltre al massimo dell'Eurostoxx50 registriamo anche il nuovo record storico dell'SMI (+0.47% a 11922 punti) che continua a salire malgrado l'ipercomperato. Questo é un segnale di forza da parte della borsa svizzera che lievita grazie alla old economy rappresentata da alimentari, lusso e farmaceutica.

Anche la seduta a Wall Street é stata noiosa e senza sorprese - l'SP500 si é mosso in soli 19 punti. L'indice ha aperto su un nuovo massimo storico a 4257.16 punti. Da questo massimo é però sceso fino a 4238 punti verso le 17.40. In seguito é risalito a 4252 punti e in chiusura é ricaduto a 4246.59 punti (-0.20%). Il Nasdaq100 (-0.69% a 14030 punti) é ricaduto a 14000 punti facendo nascere il sospetto che il nuovo record di lunedì sia una falsa rottura al rialzo - é però ancora troppo presto per dirlo - ci vorrebbe una caduta sotto i 14000 punti (e in seguito sotto i 13800 punti) per confermare questa possibilità e l'inizio di una correzione. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3154 su 4671, NH/NL a 630 su 386 e volume relativo a 0.9. A livello di sentiment non ci sono cambiamenti importanti. I Summation Index continuano a salire. Per ora il rialzo non sembra in pericolo.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4238 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 4151 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni (+0.2%). Prevediamo una copia della seduta di ieri.
Oggi c'é la periodica riunione della FED per discutere la situazione economica e decidere eventuali adattamenti nella politica monetaria. Nessuno prevedere dei cambiamenti nei tassi d'interesse o nel QE - a tutti però interesserà leggere come la FED valuta il problema inflazione e come intende affrontarlo - é possibile che dopo le 20.00 i  mercati comincino a muoversi. In quale direzione non dipende dall'analisi tecnica ma dalle dichiarazioni di Jerome Powell.

Commento del 15 giugno

Una raffica di nuovi massimi

La seduta di ieri é stata poco spettacolare - gli indici azionari si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso con modesti guadagni. Abbiamo però rilevato una raffica di nuovi massimi annuali (Eurostoxx50 +0.14% a 4132 punti, massimo a 4155 punti) o storici (S&P500 +0.18% a 4255.15 punti, nuovo record storico a 4255.59 punti). Ricordiamo che dei nuovi massimi sono dei segnali inequivocabili di rialzo e confermano il trend. A questo punto sembra che le borse vogliano seguire lo scenario classico e che debbano di conseguenza salire su un massimo significativo in occasione della scadenza dei derivati di giugno di venerdì.
In questa calma apparente abbiamo osservato alcuni movimenti interessanti e inusuali. La volatilità VIX, che normalmente scende quando c'é una seduta positiva del'S&P500, é salita a 16.39 punti (+0.74) - non conosciamo la ragione di questa variazione ma prendiamo nota di questa divergenza - c'é chi sta comperando VIX - questa é l'abituale strategia degli investitori istituzionali che si assicurano contro una possibile correzione del mercato. Il numero dei titoli americani che hanno toccato un nuovo minimo a 30 giorni (NL) é più che raddoppiato dai 192 di venerdì ai 475 di ieri - da una qualche parte sta arrivando della pressione di vendita. Fino alle 21.20 l'S&P500 era ancora in perdita di 10 punti e si trovava a 4237 punti. Un'ondata d'acquisti sul finale concentrata sui big della tecnologia (p.e. Apple +2.46%) ha catapultato l'S&P500 sul massimo giornaliero e nuovo record storico a 4255.59 punti - sembra che le mani forti abbiano interesse a far salire gli indici più in alto possibile per la scadenza dei derivati. Contemporaneamente il reddito dell'USTBond decennale é salito a 1.51% (+0.04%) e si muove come previsto.
Riassumendo finora il rialzo continua e sulla base di quanto visto nella prima seduta della settimana é probabile che le borse salgano su dei massimi significativi in occasione della scadenza dei derivati di giugno di venerdì. Non pensiamo però che la salità sarà regolare e costante fino a venerdì sera. È probabile che tra mercoledì e giovedì ci siano degli scossoni per obbligare anche i long a mollare la presa. Le divergenze osservate ieri aumentano la probabilità che successivamente ci sia una correzione delle borse di una certa importanza (-5%).

Le borse europee hanno come al solito copiato l'America. Hanno aperto in positivo e nella prima ora di contrattazioni sono salite con slancio. Poi il carburante é venuto a mancare. Gli indici sono scivolati verso il basso fino nel pomeriggio e solo dopo l'apertura a Wall Street si sono risollevati e hanno chiuso generalmente in rialzo. Oltre al nuovo massimo annuale dell'Eurostoxx50 notiamo il nuovo record storico del DAX (-0.13% a 15673 punti) a 15802 punti e il nuovo record storico dell'SMI (+0.21% a 11866 punti) a 11895 punti. Il FTSE MIB (+0.16% a 25757 punti) si é mosso come le altre borse europee senza però raggiungere un nuovo massimo. Nel trend e negli indicatori tecnici non appare nulla di nuovo. Solo l'SMI svizzero é decisamente ipercomperato (RSI a 78.88 punti).

L'S&P500 ha aperto a 4241 punti e fino alle 21.20 si é mosso stancamente tra i 4134 ed i 4144 punti (range di 10 punti!). Solo sul finale si é impennato a 4255.15 punti (+0.18%). Il Nasdaq100 (+0.93% a 14128 punti), dopo due mesi di attesa, ha raggiunto un nuovo massimo storico. Abbiamo assistito alla solita rotazione tra settori - la forza della tecnologia é stata compensata dal calo di DJT (-0.87%) e PMI (Russell2000 / RUT -0.41%). La seduta al NYSE é stata strutturalmente negativa (!) con A/D a 3406 su 4433, NH/NL a 1082 su 475 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é salita a 16.39 punti (+0.74) mentre il CBOE Equity put/call ratio é nuovamente (troppo) basso a 0.36. Il Fear&Greed Index é invariato a 54 punti. I Summation Index continuano a salire.
Malgrado i nuovi record di S&P500 e Nasdaq ieri la borsa americana non ha tecnicamente convinto. Gli indici sono saliti grazie a pochi titoli tecnologici e al settore dei semiconduttori. I nuovi massimi sono però indiscutibili e per ora nulla sembra impedire una continuazione dei rialzo.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 (settembre) a 4256 punti (+10 punti). Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 4153 punti - le borse europee apriranno con un guadagno di circa il +0.5% e sul massimo di ieri. Pensiamo che avremo un'altra seduta moderatamente positiva - dopo la buona apertura e un nuovo massimo annuale / storico marginale gli indici azionari dovrebbero ridiscendere e chiudere sui livelli d'apertura o poco più in basso.
Il Nikkei ha guadagnato il +0.96% - Shanghai perde il -0.9%. Da inizio anno le borse cinesi sono di poco in guadagno...  

Aggiornamento del 14 giugno

Secondo le statistiche l'S&P500 corregge prima della scadenza dei derivati solo se è ipercomperato

Nell'analisi del fine settimana abbiamo discusso dell'importanza della scadenza dei derivati di venerdì 18 giugno. Spesso in questa occasione ci sono delle turbolenze e quest'anno la probabilità di questo scenario é alta a causa del minimo annuale della volatilità VIX (15.65 punti). Spesso in occasione di una grande scadenza trimestrale dei derivati gli indici salgono su dei massimi o scendono su dei minimi significativi. Ovviamente questa volta possiamo solo aspettarci un massimo. Abbiamo esaminato parecchi esempi del passato e in particolare cosa succede quando il mercato é reduce da una lungo periodo di rialzo. Abbiamo notato che l'S&P500 comincia a correggere alcuni giorni prima della scadenza (da 3 a 5 giorni prima) solo quando il mercato é ipercomperato a corto termine (RSI sopra i 70 punti). Sembra che l'ipercomperato aumenti il nervosismo dei traders che non attendono all'ultimo minuto per prendere i guadagni e chiudere le posizioni in scadenza. Invece quando il rialzo é stato lento e regolare e la RSI é ancora decisamente sotto i 70 punti la correzione e l'aumento della volatilità VIX iniziano solo la settimana dopo la scadenza. Cosa dobbiamo  aspettarci questa volta? In questo momento la RSI sull'S&P500 é a 62.49 punti, quella sul Nasdaq100 a 63.39 punti. La VIX é bassa ma il DSI (Daily Sentiment Index) é ancora decisamente sopra i 10 punti - c'é ancora del margine per un calo. Per quel che riguarda unicamente l'aspetto tecnico la variante più probabile é che l'S&P500 riesca ancora a salire moderatamente fino a venerdì - l'obiettivo ideale si situa a 4265 punti. Dagli attuali 4247 punti si tratta di un guadagno di 18 punti. Sulla base delle statistiche una correzione dovrebbe iniziare solo settimana prossima. Naturalmente tutto questo vale unicamente se non succede qualcosa in grado di destabilizzare i mercati finanziari in anticipo. Nell'agenda politica ed economica non vediamo però nessun appuntamento abbastanza importante da influenzare le borse in maniera significativa.

Stamattina ritroviamo il future sul'S&P500 a 4238 punti (+2 punti) - da oggi ci riferiamo al contratto a scadenza settembre che ha un discount di circa 10 punti rispetto all'indice cash. Le borse cinesi sono chiuse per un giorno di festa - il Nikkei ha guadagnato il +0.73%.
L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4135 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni. La settimana inizia nella calma e i mercati finanziari sono stabili e poco mossi. Finora non abbiamo nessuna indicazione per poter dire se in effetti avremo una settimana di moderato rialzo o se invece a breve la volatilità aumenterà in preparazione della scadenza dei derivati.

Commento del 12-13 giugno

Cicli contro Banche Centrali - chi vince?

In questa settimana le borse hanno nuovamente guadagnato terreno - l'S&P500 americano (+0.19% a 4247.44 punti) ha toccato giovedì un nuovo record storico a 4249.74 punti mentre venerdì l'Eurostoxx50 europeo (+0.75% a 4126 punti ) ha raggiunto un nuovo massimo annuale a 4129 punti. La tendenza di fondo delle borse é al rialzo e questo viene confermato dai due nostri indicatori di riferimento in America: il 72.5% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 73.66 punti. Da più di un anno non ci sono delle correzioni degne di nota (-10%) - il mercato azionario assorbe le situazioni di eccesso unicamente con delle correzioni intermedie di un -3%/-5% che sono difficili da prevedere in anticipo poiché vengono normalmente scatenate da eventi particolari. Tutti, noi compresi, sono alla ricerca del top di questo lungo bull market poiché le valutazioni fondamentali, specialmente in America, sono molto alte. Possiamo con validi motivi parlare di mercati azionari oscenamente cari e fondamentalmente sopravvalutati. Sappiamo quali sono le forze che spingono le borse - sono l'eccesso di liquidità ed i bassi tassi d'interesse che obbligano gli investitori, in mancanza di alternative, a comperare azioni. Le Banche Centrali però non cambiano rotta o per lo meno non sembrano intenzionate a diminuire lo stimolo monetario. Malgrado che giovedì l'indice dei prezzi al consumo americano abbia mostrato che l'inflazione su base annua cresce del +5% (!) la FED lascia i tassi d'interesse di riferimento vicino allo 0% e continua a comperare più di 100 Mia di obbligazioni al mese nell'ambito del Quantitative Easing - il risultato é che il reddito dell'US Treasury Bond decennale non sale ed é al 1.47% (-0.02%). Il reddito reale é di circa il -3.5% in negativo. In Europa la situazione é simile - il reddito del Bund decennale é al -0.2745% mentre l'inflazione é ufficialmente al +2.0%.
Da maggio i cicli annuali e di lungo periodo sono in calo e noi avevamo previsto sulla base di questa indicazione che le borse dovessere tendenzialmente correggere fino ad ottobre. Ci possono essere degli sviluppi divergenti tra cicli e mercati azionari di settimane ma in genere se il ciclo é negativo come é il caso adesso é raro che la borsa salga in controtendenza. Tra cicli e Banche Centrali chi vince? La risposta é evidente - crediamo che fino a quando le Banche Centrali non si mostreranno preoccupate dei dati sull'inflazione e non mostreranno l'intenzione di voler cambiare qualcosa nella loro politica monetaria, il rialzo delle borse é destinato a continuare. Ovviamente esiste sempre la possibilità di brevi correzioni intermedie. Una di queste dovrebbe verificarsi tra la metà e la fine del mese e dovrebbe essere causata da ragioni tecniche - venerdì 18 giugno scadono i derivati (futures e opzioni) - é una grande scadenza trimestrale e spesso questo evento corrisponde ad un punto tornante. Poiché le operazioni di reporting avvengono nel corso della settimana é probabile che un massimo intermedio venga raggiunto intorno alla giornata di mercoledì - questa possibilità viene confermata dagli oscillatori. Nei nostri indicatori non appare però la possibilità che si verifichi un'inversione di tendenza e l'inizio di un ribasso.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.91% a 4126 punti - nuovo massimo annuale
SX7E (banche)          -1.04% a 98.22 punti
DAX                         +0.00% a 15693 punti
SMI                          +2.34% a 11841 punti - nuovo record storico
FTSE MIB                  +0.57% a 25717 punti
S&P500                     +0.41% a 4247.44 punti
Nasdaq100                +1.65% a 13998 punti

Nella seduta di venerdì le borse europee si sono fatte ispirare da Wall Street - giovedì sera l'S&P500 aveva toccato un nuovo record storico e questo ha contagiato gli europei. Le borse hanno aperto in leggero guadagno e sono salite lentamente per tutta la giornata con modesti volumi di titoli trattati. Alla fine tutti gli indici hanno chiuso con un moderato guadagno. L'Eurostoxx50 (+0.75 a 4126 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale e questo come sapete e un segnale indiscutibile di rialzo. Il DAX ha guadagnato il +0.78% a 15693 punti, il FTSE MIB, frenato dal settore bancario (SX7E -0.20% a 98.22 punti), é salito del +0.31% a 25717 punti. L'SMI (+0.26% a 11841 punti) ha toccato un nuovo record storico a 11873 punti - il guadagno giornaliero é modesto ma ugualmente rimarcabile considerando la forte situazione di ipercomperato a corto termine (RSI a 78 punti).
Riassumendo, dopo il lungo consolidamento tra metà aprile e maggio, le borse europee hanno ripreso il rialzo. Il movimento é tecnicamente sano e nulla sembra indicare che debba terminare a breve. Il momentum é scarso - non ci saranno nel futuro accelerazioni e i guadagni settimanali resteranno modesti - non c'é però nessuna ragione per abbandonare il mercato malgrado che il rialzo sembra essere decisamente maturo (ci riferiamo all'ipercomperato di medio termine e ai cicli). 

In America c'é stata una seduta di poco positiva - fino alle 21.40 però non era successo nulla e l'S&P500 era praticamente in pari a 4238 punti. L'indice ha aperto con un'impennata a 4246 punti, é sceso in due ondate fino a metà seduta a 4232 punti di minimo, ha recuperato ed ha chiuso sul massimo giornaliero a 4247.44 punti (+0.19%). L'indice tecnologico Nasdaq100 (+0.27% a 13998) é salito secondo logica a 14000 punti - nell'ambito della conosciuta rotazione tra settori DJT (+0.98%) e RUT (+1.06%) hanno sovraperformato. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5004 su 2787, NH/NL a 836 (relativamente pochi e in calo!) su 192 e volume relativo a 0.75. Per quel che riguarda il sentiment la volatilità VIX é scesa sul minimo annuale a 15.65 punti (-0.45), Il CBOE Equity put/call ratio é neutro a 0.48 mentree il Fear&Greed Index é lievitato a 54 punti (+ punti). Non c'é troppo ottimismo o euforia - che mancano sono i ribassisti. Sembra che più nessuno osi posizionarsi short. I Summation Index sono saliti.
Insomma - il rialzo é intatto e non vediamo situazioni di eccesso da compensare. Il mercato da mesi presenta gli stessi problemi a livello di partecipazione e questi finora non hanno provocato delle sostanziali correzioni. L'unico problema che osserviamo é la mancanza di settori "rimasti indietro" e che varrebbe ancora la pena comperare. Pur usando l'immaginazione non sappiamo cosa potrebbe provocare un'estensione del rialzo. D'altra parte negli indicatori non vediamo nulla che possa mettere in pericolo il trend.
Giovedì l'S&P500 ha superato il massimo di maggio a 4238 punti. Formalmente ha effettuato una rottura al rialzo e questo é un momento delicato. L'indice deve essere in grado di confermare la rottura con ulteriori guadagni. Se invece ricade la rottura potrebbe essere negata e questo dovrebbe causare prese di beneficio e vendite. Psicologicamente un eventuale ritorno dell'S&P500 sotto i 4200 punti sarebbe un segnale negativo e dovrebbe provocare l'inizio di una correzione.

Commento dell'11 giugno

Nessuna correzione in vista

L'S&P500 sale costantemente da marzo dell'anno scorso - il movimento viene accompagnato dalla MM a 50 giorni che sale insieme all'indice e serve da livello di riferimento. Ogni tanto ci sono delle correzioni intermedie di modeste proporzioni e l'S&P500 torna a giocare con la MM a 50 giorni con una breve rottura e un rapido recupero. Tutti i nostri tentativi di trovare un massimo significativo e l'inizio di una fase di ribasso sono stati vani. Ieri l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 4249.74 punti e ha chiuso poco più in basso a 4239.18 punti (+0.47%). Il precedente record a 4238 punti é stato migliorato di poco ma il progresso é indiscutibile. Noi di tanto in tanto troviamo negli indicatori delle situazioni anomale o delle divergenze che ci fanno sperare in un cambiamento del trend. Finora però nessuna situazione di eccesso sembra impensierire il mercato. Ieri il dato sull'inflazione superiore alle stime degli analisti ha fatto scendere i tassi d'interesse (invece che farli salire come da logica) con la conseguenza che la tecnologia ha nuovamente guadagnato terreno e il Nasdaq100 (+1.05% a 13960 punti) ha superato la zona di resistenza a 13800 punti. La nostra ipotesi di una testa e spalle ribassista é da gettare. A questo punto non possiamo che seguire il debole trend rialzista e restare in attesa che questo mercato oscenamente caro venga fermato dalle valutazioni fondamentali eccessive.

Considerando gli appuntamenti in agenda (riunione della BCE e dati sull'inflazione americana) ieri in Europa ci aspettavamo una seduta movimentata con sensibili cambiamenti. Siamo ovviamente delusi - l'Eurostoxx50 (-0.02% a 4096 punti) si é mosso in soli 29 punti e ha chiuso invariato e al centro del range giornaliero. Per l'analisi tecnica c'é poco da dire - il momentum é in calo ma finora non c'é nessun segno di cedimento - il rialzo é solo in stallo. Il DAX (-0.06% a 15571 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (-0.40% a 25638 punti) italiano ha invece perso 103 punti. Da quando il FTSE MIB ha superato i 25000 punti, l'indice ha sovraperformato il resto dell'Europa. Da due giorni il FTSE sta facendo una correzione minore per assorbire l'ipercomperato e mettersi "in riga" con il resto dell'Europa. Questa debolezza relativa dovrebbe terminare a breve. Poi il FTSE MIB si riunirà al plotone europeo.

L'indice dei prezzi ai consumi americano superiore alle stime degli analisti ha fatto scendere il reddito dell'USTBond decennale a 1.45% (-0.05%) - questa strana e poco logica reazione ha favorito i titoli tecnologici (Nasdaq100 +1.05%). Il resto del mercato però non ha brillato (DJT -0.72%, RUT -0.68%) - non abbiamo assistito ad una convincente accelerazione al rialzo ma al solito modesto guadagno con partecipazione suboptimale.
L'S&P500 ha aperto a 4236 punti ed é velocemente salito a 4249.74 punti (nuovo record storico). Per le 17.00 l'indice é ricaduto a 4220 punti. Non si é però verificato un reversal - il mercato si é stabilizzato, l'S&P500 con una parabola é risalito a 4245 punti e ha chiuso a 4239.18 punti (+0.47%). La seduta al NYSE é stata di poco positiva con A/D a 4220 su 3595, NH/NL a 910 su 272 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é caduta a 16.10 punti (-1.79), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.43 mentre il Fear&Greed Index é aumentato di 2 punti a 52 punti. I Summation Index salgono. A livello di sentiment abbiamo un cauto ottimismo contrassegnato dalla mancanza di investitori orientati al ribasso.

Oggi non sono previsti dati economici importanti - é improbabile che nell'ultima seduta della settimana ci sia un'inversione di tendenza. Il future sullS&P500 é a 4239 punti (+1 punto). Alle 08.15 l'Eurostoxx50 vale 4100 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.1%).
Il Nikkei é in pari (-0.02%) - Shanghai sta perdendo il -0.3%. Se gli avvenimenti di ieri non sono riusciti a smuovere le acque é probabile che oggi avremo un'altra seduta letargica.

Commento del 10 giugno

Non ci siamo persi niente...

Nell'analisi del fine settimana avevamo discusso la possibilità che l'S&P500 (-0.18% a 4219.55 punti) attaccasse il record storico del 5 maggio a 4238 punti. Malgrado che l'estensione del rialzo fosse la variante più probabile non davamo a questo mercato molto potenziale verso l'alto. Martedì l'S&P500 ha toccato un massimo giornaliero a 4236 punti, ieri é arrivato fino ai 4237 punti prima di cadere una ventina di punti. Rispetto alla chiusura di venerdì scorso a 4229 punti l'indice non si é mosso di molto e non é riuscito a fare sostanziali progressi. Un'altro livello per noi importante erano i 13800 punti di Nasdaq100 (+0.03% a 13814 punti) - in questo caso c'é stata una marginale rottura della resistenza ma questa non é decisiva. L'ipotesi della testa e spalle ribassista é ancora valida anche perché le due ultime candele sul grafico sono rosse - i tentativi di rialzo sono stati respinti dopo i guadagni in apertura.
E in Europa? L'Eurostoxx50 (+0.02% a 4096 punti) martedì ha toccato un nuovo massimo annuale a 4115 punti. Anche gli altri indici hanno toccato dei nuovi record. Tutto questo però cambia qualcosa nel quadro tecnico? Sappiamo che la tendenza di fondo é debolmente rialzista - rispetto a venerdì scorso però l'Eurostoxx50 é salito di soli 7 punti. Non ci sono ragioni per entusiasmarsi. Il DAX tedesco (-0.38% a 15581 punti) in questi tre giorni ha perso un centinaio di punti - il FTSE MIB (-0.26% a 25741 punti) ne ha guadagnati 170. Solo l'SMI svizzero (+1.13% a 11788 punti) si é involato grazie ad un rally dell'importante settore farmaceutico (Novartis +2.33%, Roche +3.08%) - avevamo previsto questo movimento con alcuni giorni di anticipo (commento del 3 giugno). Ora l'indice é decisamente ipercomperato (RSI a 76 punti) e dovrebbe rientrare nei ranghi comportandosi come le altre borse europee.
Insomma - nelle ultime tre sedute non ci siamo persi niente. Gli indici si  sono mossi appena e in generale la situazione tecnica é invariata. Notiamo unicamente dei cambiamenti a livello di sentiment. Gli investitori americani sono diventati più ottimisti malgrado la marcia sul posto. La VIX (17.89 punti , +0.82%) ieri é aumentata e questo sembra solo l'inizio di un movimento di rialzo.
Il reddito dell'USTBond decennale é sceso a 1.50% (-0.03%). Notiamo che malgrado il calo dei tassi d'interesse la borsa non ha saputo approfittarne - questo é inusuale e lo interpretiamo come una mancanza di potere d'acquisto. Il DSI sui Bond é molto alto - crediamo quindi che ora debba esserci un movimento di rialzo sui tassi d'interesse e il reddito dovrebbe tornare sopra gli 1.70%.
Nel complesso questa pausa di tre giorni favorisce i ribassisti - visto che i rialzisti non sono riusciti a migliorare il record a 4238 punti di S&P500 é ora il turno dei ribassisti - tocca a loro prendere l'iniziativa e far vedere se sono in grado di creare pressione di vendita. Finora questa é inesistente.

La seduta di ieri é stata noiosa e si é conclusa senza sostanziali variazioni degli indici azionari che si sono mossi poco con modesti volumi. L'Eurostoxx50 ha chiuso in pari (+0.02% a 4096 punti) mentre DAX e FTSE MIB hanno perso qualche punto. Da un paio di giorni la farmaceutica é tornata di moda e l'SMI ne sta approfittando (+1.13% a 11788 punti e nuovo record storico). Nell'ambito della conosciuta rotazione tra settori sembra che gli investitori abbiano scoperto un nuovo amore - durerà poco.

L'S&P500 ha aperto a 4234 punti e fino alle 20.30 si é mosso in laterale in una manciata di punti - ha toccato un massimo giornaliero a 4237 punti. Dopo le 20.30 é sceso ed ha chiuso sul minimo giornaliero a 4219.55 punti (-0.18%). Grazie al calo dei tassi d'interesse la tecnologia si é ancora difesa bene (Nasdaq100 +0.03% a 13814 punti) mentre il resto del mercato era più debole (DJT -1.24%, RUT -0.71%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3230 su 4573, NH/NL a 1193 su 163 e volume relativo a 0.75 (1.1 sul Nasdaq). Notiamo che il CBOE Equity put/call ratio era molto basso a 0.36 - gli speculatori sono nuovamente long - negli ultimi tempi erano spesso dalla parte sbagliata. Il Fear&Greed Index é ancora neutro a 50 punti (=).

Oggi alle 14.30 é atteso l'indicatore principale riguardante l'inflazione - l'indice USA dei prezzi ai consumi di maggio. Prima, alle 13.45, la BCE comunicherà le sue decisioni di politica monetaria. È possibile che oggi le borse cominceranno a muoversi dopo giorni di apatia.
Stamattina il future sull'S&P500 é a 4220 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.50 é a 4100 punti. Le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Fino a mezzogiorno non succederà nulla - vedremo se nel pomeriggio le notizie saranno in gradi di muovere i tassi d'interesse e di riflesso le borse.

Commento del 5-6 giugno

The trend is your friend - in un rialzo un'estensione é più probabile che un'inversione

Anche questa settimana non é iniziata una correzione e le borse hanno nuovamente guadagnato terreno. Gli indici azionari europei hanno raggiunto dei nuovi massimi annuali (Eurostoxx50 e FTSE MIB) o storici (DAX e SMI) marginali. La borsa americana, grazie al balzo di venerdì (S&P500 +0.88% a 4229.89 punti), ha una performance settimanale positiva - la tendenza di fondo é al rialzo come mostrano i nostri indicatori di riferimento (il 67.3% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 73.22 punti). Malgrado che da metà aprile i guadagni sono modesti, i progressi ed i nuovi massimi sono indiscutibili. Quando il trend é al rialzo é probabile che ci sia una continuazione mentre é meno probabile che si verifichi un'inversione di tendenza specialmente adesso che non c'é una situazione estrema di eccesso di rialzo, di ipercomperato e di ottimismo da parte degli investitori.
D'altra parte vogliamo ricordare qual'é la nostra previsione di fondo. Il massimo dell'S&P500 del 7 di maggio dovrebbe essere una massimo significativo - lo stesso vale per il doppio massimo di aprile del Nasdaq100 (+1.78% a 13770 punti) sui 14000+ punti specialmente se l'indice non riesce più a superare la resistenza a 13800 punti (testa e spalle ribassista). Finora questa ipotesi é ancora valida e non é ancora stata confutata dai fatti - venerdì l'attacco al massimo storico dell'S&P500 si é spento a 4233 punti e il Nasdaq100 ha toccato un massimo giornaliero a 13784 punti. I cicli annuale e di lungo termine dell'S&P500 sono in calo e secondo noi la borsa americana dovrebbe essere tendenzialmente debole fino ad ottobre.
Al termine della seduta di venerdì a New York tutti gli investitori sono positivi (VIX a 16.42 punti, -1.62) e tutti i traders che seguiamo su twitter si aspettano per settimana prossima un nuovo massimo storico dell'S&P500 sopra i 4238 punti. Nell'inchiesta effettuata tra i  membri dell'associazione degli investitori individuali (AAII) il 2 giugno i ribassisti (bears) sono risultati essere solo il 19.8% - il livello più basso dell'anno. Siamo sempre prudenti nelle nostre previsioni quando tutti sono della stessa opinione - se tutti sono già long in attesa dell'estensione del rialzo chi comprerà adesso per far salire l'indice più in alto? 
Gettando uno sguardo sull'agenda economica di settimana prossima notiamo che giovedì é prevista la pubblicazione dell'indice ai prezzi al consumo per maggio. I mercati sono molto sensibili a questi dati sull'inflazione come abbiamo visto venerdì (riprendiamo in seguito questo argomento). Negli scorsi mesi c'é stata un'ondata di vendite prima di questo dato - di conseguenza preferiamo osservare come inizia la prossima settimana prima di confermare la previsione al momento più ovvia che é quella della continuazione del rialzo al piccolo trotto.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.46% a 4089 punti
SX7E (banche)          +0.74% a 99.26 punti
DAX                         +1.11% a 15692 punti - nuovo record storico
SMI                          +1.26% a 11570 punti - nuovo record storico
FTSE MIB                  +1.59% a 25570 punti - nuovo massimo annuale
S&P500                     +0.61% a 4229.89 punti
Nasdaq100                +0.62% a 13770 punti

Venerdì la seduta é stata salvata dal report sul mercato del lavoro americano a maggio pubblicato alle 14.30 - l'economia americana ha creato meno posti di lavoro rispetto alle stime degli analisti ed é successo esattamente il contrario di quello che avevamo previsto nel commento delle 14.00 - la paura dell'inflazione é diminuita, i tassi d'interesse sono scesi (reddito dell'USTBond decennale a 1.56%, -0.07%), l'USD si é indebolito e le borse sono decollate trascinate dal settore tecnologico.
Fino alle 12.30 le borse europee erano in perdita, verso le 14.30 erano praticamente in pari e dopo l'apertura a New York sono salite e hanno chiuso a ridosso del massimo giornaliero con modesti guadagni (Eurostoxx50 +0.25% a 4089 punti). Il calo dei tassi d'interesse si é visto anche in Europa (future sul Bund a 170.38, +0.26%, reddito del Bund decennale a -0.212%) e le azioni delle banche (SX7E -1.13% a 99.26 punti) sono scese. Queste correlazioni tra tassi d'interesse, divise, tecnologia e banche sono ormai inculcate nella mente degli investitori da funzionare sempre e automaticamente - dovremo cominciare a preoccuparci per la borsa quando appariranno delle divergenze.
I nuovi massimi storici o annuali degli indici azionari europei ci obbligano a ricordare quali sono le regole di base - i massimi significano che la tendenza é al rialzo e che la variante più probabile rimane quella della continuazione del movimento. La partecipazione al rialzo é modesta - il momentum é scarso - gli indici però lievitano e finora non appare nulla all'orizzonte in grado di provocare un'inversione.

Grazie al job report la borsa americana ha aperto in positivo. L'S&P500 ha iniziato la seduta dai 4214 punti ed é salito lentamente e con lunghe pause fino al massimo a 4133 punti. Solo negli ultimi 5 minuti di contrattazioni l'indice é sceso a 4229.89 punti (+0.88%). Il guadagno di 37 punti é consistente - dall'apertura l'indice é però salito di soli 15 punti. L'indice si é mosso nel range settimanale senza superare il massimo di martedì 1 giugno. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5286 su 2540, NH/NL a 818 (pochi) su 218 e volume relativo a 0.8 (scarso). La volatilità VIX é caduta a 16.42 punti (-1.62), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.44 mentre il Fear&Greed Index é salito a 48 punti (+2 / neutro). A livello di sentiment non notiamo eccesso di ottimismo ma piuttosto mancanza di pessimismo. Malgrado che molti investitori siano scettici per quel che riguarda il potenziale di rialzo (probabilmente a causa delle altissime valutazioni fondamentali) nessuno teme un ribasso e sembra assicurarsi contro una simile eventualità. Spesso questa costellazione ha provocato dei brevi e veloci vuoti d'aria di -3%/-5%. I Summation Index stanno salendo.
Riassumendo le borse sono in un solido ma debole trend rialzista. Per ora i cicli negativi in America hanno fermato gli indici sui livelli di aprile ma non hanno provocato un'inversione di tendenza. In generale gli indicatori tecnici mostrano che esiste una buona probabilità che questo andamento altalenante continui e che la prossima settimana inizi con una breve correzione minore. Niente sembra far presagire a breve la possibilità di un'inversione di tendenza e di un ribasso.

Purtroppo devo nuovamente assentarmi alcuni giorni. Parto oggi, domenica 6 giugno e torno mercoledì 9 giungo in serata.
Ricomincerò a pubblicare i commenti mercoledì sera o giovedì mattina - a tutti gli abbonati vengono accreditati 3 giorni di abbonamento.

Commento del 4 giugno

Malgrado i problemi di Apple e Tesla la borsa americana é stabile e quelle europee lievitano

Ieri in Europa abbiamo avuto una seduta mista - mentre DAX (+0.19% a 15632 punti) e FTSE MIB (+0.29% a 25452 punti) sono ancora riusciti a guadagnare qualche punto, l'Eurostoxx50 é sceso a 4079 punti (-0.23%) - forse questa é solo la conseguenza del fatto che l'Eurostoxx50 chiude venti minuti più tardi delle altre borse. L'S&P500 ha perso il -0.36% a 4192.85 punti - alle 17.10 ha toccato il massimo giornaliero a 4204 punti - questo ha sostenuto le borse europee nella fase finale della seduta. Nel complesso abbiamo avuto una giornata con modeste variazioni. Le borse europee rimangono vicine ai massimi di martedì - in questa giornata il DAX ha toccato un nuovo record storico a 15685 punti - l'Eurostoxx50 ha fatto segnare un nuovo massimo annuale a 4101 punti - il FTSE MIB ha raggiunto un nuovo record annuale a 25553 punti. Questi massimi rappresentano una rottura al rialzo che sancisce formalmente la ripresa del trend. Il movimento non é convincente - gli indici faticano a fare progressi. Rispetto a metà aprile i guadagni sono modesti. Quella di ieri  é però in generale la migliore chiusura giornaliera dell'anno e quindi la tendenza positiva é indiscutibile. Gli indici non sono ipercomperati e non appaiono eccessi in grado di provocare a breve un'inversione di tendenza. L'SMI svizzero (+0.35% a 11510 punti) ha chiuso su un nuovo massimo storico e l'obiettivo finale del rialzo a 11500-11600 punti é stato praticamente raggiunto. La tendenza é al rialzo ed esiste ancora dello spazio verso l'alto prima dell'ipercomperato. Per il momento non vediamo nessuna ragione per vendere anche perché i titoli farmaceutici hanno appena cominciato a salire e sembrano avere ancora del potenziale.
Riassumendo le borse europee salgono lentamente - nell'ultimo mese e mezzo non hanno fatto sostanziali progressi - i guadagni si situano sul +1%/+2%. Al momento però non appare nessun segnale che possa far prevederere l'inizio di una sostanziale correzione.

In America invece la seduta é stata negativa. Come previsto la tecnologia é nuovamente debole - il Nasdaq100 (-1.06% a 13529 punti) negli scorsi giorni é stato respinto verso il basso dalla resistenza a 13800 punti. Alcuni titoli importanti sia a livello di capitalizzazione (Apple) che a livello psicologico (Tesla - la stella dell'economia "distruttiva" di ARK Invest) sono in seria difficoltà con un evidente trend ribassista a corto termine e il rischio di importanti rottura al ribasso. Tesla ad esempio ha raggiunto a gennnaio i 900 USD. Ora é a 572 USD (-5.33%) e ha rotto il supporto a 600 USD con un'obiettivo teorico a 300 USD. Finora la debolezza di questi big é compensata dal resto del mercato - il Summation Index sul Nasdaq sta ancora salendo. La situazione tecnica é però labile e temiamo che un test del supporto a 13000 punti da parte del Nasdaq100 possa scatenare una valanga. Per adesso però il mercato regge.
Ieri l'S&P500 ha aperto in calo a 4184 punti e all'inizio é caduto fino a 4168 punti. Da qui ha recuperato in due ondate ed é risalito per le 17.10 sul massimo giornalierio a 4204 punti. In seguito l'indice é scivolato fino alla chiusura a 4192.85 punti (-0.36%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2861 su 4956, NH/NL a 653 (pochi) su 319 (in aumento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 18.04 punti, il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.41 mentre il Fear&Greed Index é neutro a 46 punti (-1). Ieri sono scesi anche DJT (-0.48%) e RUT (-0.81%).
La scorsa settimana era terminata con l'S&P500 a 4204 punti - finora é successo poco o niente. L'S&P500 ha avuto una serie di sedute senza direzione e con modesti cambiamenti. La perdita in tre sedute é di 12 punti - nulla. Pensiamo però che nei prossimi giorni debba esserci un tentativo di ribasso - vedremo come l'S&P500 si comporterà sull'importante supporto intermedio a 4150 punti.

Come anticipato martedì mattina é cominciata puntuale la correzione di oro (1870 USD/oncia) e dell'USD (EUR/USD a 1.2110). La correzione non é ancora completa.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4189 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 4082 punti - le borse europee apriranno con un leggero guadagno (+0.1%). Probabilmente le borse staranno tranquille fino nel primo pomeriggio. Poi vedremo se il rapporto sul mercato del lavoro americano a maggio (14.30) riuscirà a dare impulsi al mercato.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -0.40% mentre Shanghai sta salendo del +0.1%. Anche dall'Asia arrivano segnali misti.

Commento del 1. giugno

Le borse europee si trascinano senza idee

Ieri gli investitori americani e quelli anglosassoni erano assenti dai mercati - le borse di New York e Londra sono rimaste chiuse. Come spesso succede in occasioni del genere le borse europee sono rimaste senza punti di riferimento e si sono trascinate senza idee e senza stimoli. Il risultato é stata una seduta moderatamente negativa (Eurostoxx50 -0.76% a 4039 punti) e soprattutto con bassi volumi di titoli trattati. Le marginali rotture al rialzo di settimana scorsa sono state negate e gli indici sono tornati nei range validi da aprile. Le borse europee hanno aperto in leggero calo e durante tutta la giornata i compratori sono rimasti assenti. Gli indici sono scivolati verso il basso con una breve accelerazione sul finale e hanno chiuso sul minimo giornaliero. Il DAX tedesco (-0.64% a 15421 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (+0.00% a 25170 punti) ha chiuso in pari e normalmente una seduta del genere non meriterebbe nessun commento. La mattina però l'indice ha toccato un nuovo massimo annuale a 25278 punti e la borsa italiana si é comportata meglio delle altre borse europee che erano in perdita. Nel complesso quindi la prestazione della borsa italiana é buona e costruttiva - il FTSE MIB mostra forza relativa. Anche la borsa svizzera ha perso terreno dopo il massimo storico di venerdì scorso. L'SMI (-0.55% a 11363 punti) ha svolto una seduta nel range di venerdì e ha perso meno di quanto aveva guadagnato il giorno prima. Ovvio che non si può essere contenti - al momento però dobbiamo catalogare questa perdita come una normale seduta negativa all'interno di una fase di rialzo.
Riassumendo non possiamo dare peso a questa seduta in moderato calo e con scarsi volumi - malgrado le candele rosse sui grafici non abbiamo nessun segnale particolarmente negativo. Nell'analisi del fine settimana avevamo dubitato della validità della rottura al rialzo e questa seduta sembra confermare la nostra opinione.

Stamattina ritroviamo il future sullS&P500 a 4205 punti (+2 punti) - ieri sera era sceso insieme alle borse europeee a 4192 punti. Il recupero del future provoca una reazione positiva delle borse europee - alle 08.00 l'Eurostoxx50 vale 4052 punti.
Le borse asiatiche si sono mosse poco - il Nikkei ha perso il -0.12% - Shanghai é al momento in pari.
Archiaviata l'insipida seduta di ieri in Europa la settimana di borsa inizia oggi.

Il prezzo dell'oro é salito a 1918 USD/oncia - l'oro é ipercomperato mentre l'USD é vicino all'ipervenduto - ci prepariamo ad una correzione minore. Crediamo che l'oro debba tornare sui 1850 USD mentre il cambio EUR/USD dovrebbe ridiscendere sugli 1.20.

A causa di un lutto in famiglia devo assentarmi un paio di giorni a partire da oggi pomeriggio.
Il sito viene aggiornato fino ai commenti delle 14.00 sugli indici azionari americani. Il servizio viene sospeso probabilmente fino a giovedì in giornata. A tutti gli abbonati verranno accreditati 2 giorni di abbonamento.

Aggiornamento del 31 maggio

Memorial Day

Il fine settimana é trascorso senza eventi in grado di influenzare i mercati finanziari. Di conseguenza stamattina si riparte dalla chiusura di venerdì. Il future sull'S&P500 é a 4206 punti (+4 punti). Alle 08.15 l'Eurostoxx50 vale 4065 punti - le borse europee apriranno in leggero calo. Il Nikkei ha perso il -0.98% - Shanghai é in pari.
Oggi la borsa americana é chiusa in occasione del Memorial Day - l'assenza degli investitori americani si farà sentire. Senza le indicazioni provenienti da Oltre Oceano oggi le borse europee si muoveranno poco e i volumi di titoli trattati saranno modesti.

Durante il mese di maggio abbiamo spesso preso in considerazione la possibilità di una correzione. Secondo noi i cicli e la debole partecipazione favoriscono questo scenario. Naturalmente ci stiamo chiedendo quale evento potrebbe provocare una correzione visto che finora una regolare e sana rotazione tra settori ha sempre permesso al mercato di assorbire senza danni gli eccessi di rialzo e l'ipercomperato. Pensiamo che la chiave di lettura la forniscano le obbligazioni. Malgrado che si parli constantemente di inflazione i tassi d'interesse da aprile, quando l'USTBond decennale aveva raggiunto l'1.7% di reddito, sono in leggero calo. Secondo il mercato obbligazionario, solitamente molto efficente, avremo una crescita economica robusta ma non eccezionale e i tassi d'interesse non sono destinati a salire. Con uno scenario del genere abbiamo l'impressione che le azioni delle banche hanno corso troppo - una correzione delle borse dovrebbe cominciare da qui - vediamo.

Commento del 29-30 maggio

L'ipotesi ciclica é ancora valida

Settimana scorsa le borse hanno ancora guadagnato terreno. Parlare però di ripresa del rialzo é eccessivo. In America nessun indice é riuscito a superare i massimi di inizio maggio. L'S&P500 (+0.08% a 4204.11 punti) si é fermato a 4218 punti e non ha fatto nessun tentativo di attaccare il record storico di 4238 punti del 7 maggio - l'indice ha guadagnato il +0.99% lunedì e per il resto della settimana ha marciato sul posto con una serie di sedute senza direzione, con pochi movimenti e modesti volumi. La tecnologia ha nuovamente mostrato forza relativa ma anche in questo caso dopo il balzo di lunedì (Nasdaq100 +1.71%) é successo ben poco. In Europa l'Eurostoxx50 (+0.78% a 4070 punti) ha toccato venerdì un nuovo massimo annuale a 4075 punti. Non possiamo però definire questo nuovo massimo come una decisiva rottura al rialzo - l'indice era già a metà aprile sui 4040 punti e non riusciamo ad entusiasmarci per un guadagno inferiore all'1% in un mese e mezzo. Sui grafici queste "rotture" al rialzo si vedono appena - si può al massimo parlare di mercati che stanno lievitando senza correggere. Anche il FTSE MIB (+0.45%) ha toccato venerdì un nuovo massimo annuale - la situazione tecnica é però paragonabile a quella dell'Eurostoxx50. Il mercato azionario più importante in Europa, quello tedesco, é invece in stallo. Il DAX (+0.74% a 15520 punti) era già il 19 aprile a 15500 punti - martedì ha toccato un record storico a 15568 punti - notiamo però che questo nuovo massimo marginale non ha scatenato l'entusiasmo degli investitori e provocato nuovi acquisti e un'accelerazione al rialzo. L'oscillazione in laterale iniziata ad aprile prosegue - le Bollinger Bands sono piatte e parallele.
In America l'ipotesi ciclica secondo la quale la borsa deve essere tendenzialmente debole e in calo fino a metà ottobre é ancora valida. I cicli a cui ci riferiamo sono quelli di lungo periodo e annuali - l'inizio di un ciclo ribassista di questo tipo non significa necessariamente che subito gli indici devono scendere - ci posso essere dei ritardi anche di settimane rispetto al termine previsto. L'importante é che non ci sia nel frattempo un chiaro rialzo ma piuttosto, come sta avvenendo adesso, un'oscillazione in laterale causata da un mercato a cui mancano forza e motivazione per salire più in alto. A inizio maggio abbiamo previsto che il doppio massimo del Nasdaq100 sui 14000 punti dovrebbe essere il massimo definitivo dell'anno. Finora questa previsione é ancora valida. Il Nasdaq100 questa settimana poteva salire fino ai 13800 prima di ricominciare a correggere. Venerdì l'indice si é fermato a 13686 punti (+0.21%) e sul grafico comincia a intravvedersi l'attesa testa e spalle ribassista.
Insomma - questa settimana positiva non può ancora essere interpretata come la ripresa del rialzo ma deve piuttosto essere vista come un'onda verso l'alto in un trend di medio termine ancora poco chiaro. Sapete che la tendenza di fondo delle borse é ancora al rialzo come mostrano le MM a 50 e 200 giorni in aumento. In America la tendenza rialzista é confermata dai due nostri indicatori di riferimento: il 63.9% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 71.83 punti. Questo significa che lo scenario più probabile per il prossimo futuro resta quello di un modesto rialzo che segue il ritmo di salita delle MM.
I problemi a livello di partecipazione però rimangono e con cifre del genere non vediamo abbastanza forza d'acquisto per permettere agli indici di salire ulteriormente in maniera sostenibile. In mancanza di potenziale di rialzo non esistono molte possibilità - o le borse continuano a oscillare in laterale con una costante rotazione tra settori oppure c'é un periodo più o meno lungo di correzione come suggeriscono i cicli. Adesso gli indici cominciano a collidere con le MM a 50 giorni. Pensiamo quindi che l'oscillazione in laterale iniziata ad aprile che ha permesso di eliminare l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo si avvicina alla fine.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.11% a 4070 punti
SX7E (banche)          +1.23% a 98.53 punti
DAX                         +0.53% a 15520 punti
SMI                          +1.79% a 11426 punti
FTSE MIB                  +0.78% a 25169 punti
S&P500                     +1.16% a 4204.11 punti
Nasdaq100                +2.05% a 13686 punti

Venerdì, rispettando la logica che vede le borse terminare la settimana con l'intonazione che era stata valida fino a quel momento, la seduta é stata moderatamente positiva.
Le borse europee sono lentamente salite dall'apertura fino alla chiusura - grazie ai guadagni di questa giornata la performance settimanale dell'Eurostoxx50 (+0.78% a 4070 punti) ha superato l'1%. Anche per gli altri indici (DAX +0.74% a 15520 punti e FTSE MIB +0.45% a 25169 punti) questa seduta ha contribuito il larga parte al buon risultato settimanale. Notiamo il nuovo record storico e la forza relativa della borsa svizzera (SMI +0.76% a 11426 punti) - questo mercato difensivo é salito grazie ai titoli del lusso (Richemont, Swatch) - é sorprendente che l'SMI si comporti così bene nello scenario propagato dagli analisti di crescita economica con inflazione. Le borse non rispecchiano le previsioni degli economisti. Polemicamente osserviamo che l'accelerazione al rialzo dell'SMI si é verificata quando la Svizzera ha interrotte le trattative durate 7 anni per un accordo quadro con l'UE poiché le posizioni erano troppo divergenti - non sembra che la borsa si sia spaventata di fronte a questo "divorzio".

La seduta di venerdì a New York ha rispecchiato le precedenti tre. Gli indici si sono mossi a caso in pochi punti e senza spunti particolari. L'S&P500 ha aperto a 4212 punti, é sceso a 4206 punti di minimo ed é salito alle 18.00 sul massimo a 4218 punti. In seguito é scivolato verso il basso - alle 21.50 era ancora a 4212 punti e sul finale é caduto a 4204 punti salvando un misero guadagno di 3 punti. Non ci sono stati movimenti particolari (Nasdaq100 +0.21%, DJT +0.26%, RUT -0.18%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4415 su 3337, NH/NL a 650 (pochi!) su 165 e volume relativo a 0.9. Gli indicatori di sentiment sono stabili (VIX a 16.76 punti (+0.02), CBOE Equity put/call ratio a 0.45 e Fear&Greed Index a 38 punti (+2)). I Summation Index sono saliti. Il reddito dell'USTBond decennale é sceso a 1.58% (-0.03%). Secondo gli oscillatori le borse dovrebbero essere su un massimo intermedio (tra venerdì e martedì prossimo).
Lunedì la borsa americana é chiusa in occasione del Memorial Day.
Venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 4062 punti (-8 punti). Vediamo come si presentano i mercati lunedì mattina - le premesse sono finora per una seduta in Europa molto tranquilla e leggermente negativa.

Commento del 28 maggio

Seduta mista con indici poco mossi - nulla di nuovo

Ieri sembrava che dovesse esserci una seduta moderatamente negativa - a metà giornata le borse europee perdevano un -0.4% mentre il future sull'S&P500 era in calo di una decina di punti. Nel primo pomeriggio sono stati pubblicati una serie di dati congiunturali migliori delle attese - il future sull'S&P500 ha recuperato una ventina di punti e i tassi d'interesse sull'USD sono saliti (reddito dell'USTBond decennale a 1.61%, +0.03%). Le conseguenze sono state le solite - le azioni delle banche ne hanno approfittato (BKX +1.47%, SX7E +2.18%) e l'USD si é rafforzato. Invece che aprire poco sopra il primo supporto a 4180 punti l'S&P500 (+0.12% a 4200.88 punti) si é ritrovato a 4208 punti, sopra la barriera psicologica dei 4200 punti. Sulla slancio l'indice é ancora salito a 4213 punti di massimo ma poi ad ondate é ricaduto a 4297 punti. Un recupero sul finale ha permesso all'S&P500 di chiudere a 4200.88 punti (+0.13%). L'aumento dei tassi d'interesse ha penalizzato la tecnologia (Nasdaq100 -0.33%) ma questa debolezza é stata compensata dai settori ciclici (DJT +0.67%, RUT +1.06%) seguendo le abituali regole della rotazione tra settori. Insomma - l'S&P500 invece di dare l'impressione di voler nuovamente correggere ed eventualmente formare una testa e spalle ribassista, si é issato sopra i 4200 punti ed ora sembra puntare al massimo storico a 4238 punti. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5288 su 2484, NH/NL a 631 (pochi!) su 161 e volume relativo a 1.4. La volatilità VIX é caduta a 16.74 punti (-0.62), il CBOE Equity put/call ratio era relativamente basso a 0.41 mentre il Fear&Greed Index resta stranamente in territorio "pessimismo" a 36 punti (+1 punto).
Una ventina di punti di S&P500 hanno psicologicamente fatto la differenza - malgrado che a livello tecnico sia cambiato poco o nulla i rialzisti sono adesso in vantaggio. Prima del lungo fine settimana del Memorial Day é poco probabile che si verifichi un ribaltamento di fronte.

E le borse europee? Grazie ai buoni dati economici americani dopo le 14.30 sono risalite decisamente in positivo. In serata si sono però sgonfiate con risultati alterni. L'Eurostoxx50 (+0.19% a 4039 punti) ha guadagnato 7 punti e durante la seduta ha eguagliato il massimo annuale a 4056 punti. Il DAX (-0.28% a 15406 punti) invece ha perso 44 punti e sul grafico appare un'altra candela rossa con minimo e massimo discendenti. Il FTSE MIB é balzato a 25056 punti (+1.12%) e chiude per la prima volta quest'anno sopra i 25000 punti. Infine l'SMI svizzero (-0.07% a 11340 punti) ha toccato un nuovo record storico a 11408 punti ma ha chiuso praticamente in pari.
Le borse europee rimangono a ridosso dei massimi annuali e delle resistenze ma non hanno ancora mostrato una decisa rottura al rialzo in grado di confermre il trend rialzista.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4209 punti (+10 punti). Alle 08.40 l'Eurostoxx50 vale 4050 punti - le borse eruopee apriranno in guadagno (+0.3%) ma sotto i massimi di ieri. Prima del lungo fine settimana del Memorial Day non crediamo che i traders prenderanno dei rischi ed apriranno nuove posizioni. Ci aspettiamo quindi che le borse termineranno una settimana nel complesso positiva con una seduta di modesto rialzo.

Commento del 27 maggio

Le borse sono a un punto morto

Ieri le borse si sono mosse poco - al termine di una seduta senza direzione sia gli indici europei (Eurostoxx50 -0.11% a 4031 punti) che quelli americani (S&P500 +0.19% a 4195.99 punti) hanno chiuso praticamente invariati. Il rialzo é in stallo ma i ribassisti non riescono a prendere l'iniziativa - c'é una rotazione tra settori come mostrano i rialzi dell'SMI (+0.38% a 11348 punti) o del Russell2000 (+1.97%). Non c'é però nuovo afflusso di denaro e manca la spinta per salire più in alto. Restiamo dell'opinione che i cicli negativi presto o tardi provocheranno un'inversione di tendenza - sembra però che bisogna avere pazienza poiché manca un evento catalizzatore in grado di scatenare le vendite.

In Europa c'é stata un'altra seduta poco convincente che ha ripetuto lo svolgimento di quella di martedì - rialzo la mattina e ritorno nel pomeriggio al punto di partenza. L'Eurostoxx50 ha aperto in guadagno ed é salito nuovamente a testare il massimo annuale - questa volta é arrivato a 4054 punti prima di cambiare direzione e chiudere 23 punti più in basso e con una leggera perdita di 5 punti. Il DAX tedesco (-0.09% a 15450 punti) si é comportato alla stessa maniera. C'é poco da dire - i rialzisti non riescono ad imporsi e a far partire una nuova spinta di rialzo. Se gli indici non riescono a salire é probabile che a breve ci sia un tentativo di partire nella direzione opposta. Il FTSE MIB (-0.46% a 24778 punti) ha sottoperformato - questa debolezza sembra però casuale e conseguenza delle cattive notizie provenienti da Unicredit (-2.03%). Mentre le borse europee hanno chiuso in leggero calo dopo un'ulteriore fallito tentativo di rottura al rialzo l'SMI svizzero (+0.38% a 11348 punti) ha guadagnato altri 43 punti. Sul grafico c'é adesso una convincente serie di 4 candele bianche con minimo e massimo ascendenti. È possibile che l'obiettivo a 11500-11600 punti venga raggiunto sullo slancio senza correzioni intermedie.

Anche la seduta a Wal Street é stata noiosa, senza direzione e avara di spunti d'analisi. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 4197 punti e all'inizio é sceso sul minimo del giorno precedente a 4182 punti. Poi é risalito fino a metà seduta toccando un massimo a 4202 punti. A questo punto sia i ribassisti che i rialzisti non sapevano più cosa fare e l'indice si é assestato in chiusura a 4196 punti (+0.19%). È stata quindi una seduta nel range del giorno precedente. In generale però la borsa ha guadagnato terreno (Nasdaq100 +0.33%, DJT +0.95%, RUT +1.97%) - l'S&P500 per una volta é il fanalino di coda. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5890 su 1895, NH/NL a 382 su 314 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é caduta a 17.36 punti (-1.48), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.44 mentre il Fear&Greed Index é salito di 2 punti a 35 punti.
Ora esistono due correnti di pensiero. I rialzisti dicono che le borse hanno fatto numerosi tentativi di accelerare al rialzo e presto o tardi riusciranno a rompere le resistenze. I ribassisti invece sono convinti che dopo i numerosi tentativi falliti é evidente che le borse non hanno più la forza per salire e devono scendere. Noi sulla base dei cicli favoriamo la variante negativa.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4187 punti (-6 punti). Le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei -0.33%, Shanghai +0.3%). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4032 punti - le borse europee apriranno invariate. Si avvicina il lungo fine settimana del Memorial Day - lunedì 31 maggio in America la borsa resta chiusa. In mancanza di stimoli particolari é probabile che la settimana termini con un paio di sedute tranquille e senza forti movimenti.

Commento del 26 maggio

Nuovi massimi di SMI, DAX e Eurostoxx50 - tecnicamente però la rottura al rialzo é fallita

Ieri sembrava essere la giornata giusta per una chiara rottura al rialzo delle borse europee e per una conferma del trend rialzista in America con la leadership della tecnologia. Invece il risultato finale é diverso - specialmente per quel che concerne l'analisi tecnica.
Un nuovo record storico é venuto da una borsa che nessuno si aspettava - quella svizzera. Tutti parlano di titoli ciclici e tecnologici - invece l'SMI (+0.71% a 11305 punti) ha guadagnato 80 punti grazie ai titoli del lusso ed alimentari. L'SMI ha confermato con un nuovo netto massimo storico il trend rialzista. In genere questo indice riesce a staccarsi 400 punti dalla MM a 50 giorni - di conseguenza pensiamo che l'obiettivo di questa spinta debba situarsi sui 11500-11600 punti.
Le altre borse europee hanno chiuso senza sostanziali variazioni - i rialzisti hanno motivi per essere delusi. Gli indici azionari hanno aperto in guadagno e sembravano sulla buona via per rompere le resistenze e accelerare al rialzo. DAX (+0.18% a 15465 punti - nuovo massimo storico a 15568 punti) e Eurostoxx50 (+0.01% a 4036 punti - nuovo massimo annuale a 4057 punti) invece dopo un nuovo massimo marginale hanno cambiato direzione e hanno chiuso sul minimo giornaliero e praticamente in pari. La candela sul grafico é rossa. Le chiusure si situano sotto i precedenti massimi assoluti di settimana scorsa. Per l'analisi tecnica questa é una falsa rottura delle resistenze e per il momento non possiamo dire che la tendenza rialzista torna ad essere dominante. Il FTSE MIB (+0.01% a 24892 punti) si é comportato alla stessa maniera con la differenza che la perdita di lunedì causata dallo stacco dei dividendi ha impedito all'indice di toccare ieri un nuovo massimo annuale. L'indice sembra essere stato respinto verso il basso dalla debole resistenza fornita dai 25000 punti. Malgrado la seduta nel complesso positiva non possiamo confermare che il FTSE MIB deve continuare a salire. 

Anche la borsa di New York non ha convinto. Dopo il buon inizio di settimana tutti si aspettavano una continuazione del rialzo - l'S&P500 (-0.21% a 4188.13 punti) sembrava pronto a superare i 4200 punti ed attaccare il record storico a 4238 punti. Invece la seduta é stata piuttosto negativa (A/D a 2713 su 5099, NH/NL a 432 su 344, volume relativo a 0.9) malgrado che il Nasdaq100 (+0.12%) sia ancora riuscito a guadagnare terreno.
L'S&P5090 ha aperto salendo sul massimo giornaliero a 4213 punti. Dopo é sceso a balzi irregolari per quasi tutta la giornata. Ha toccato un minimo a 4182 punti e ha chiuso a 4188 punti. Ancora una volta notiamo una rotazione tra settori - vince la tecnologia mentre DJT (-0.98%) e RUT (-0.97%) erano decisamente deboli. La volatilità VIX é salita a 18.84 punti (+0.44), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.49 mentre il Fear&Greed Index é ancora sceso a 33 punti (-2 punti). I Summation Index si sono mossi di poco - quello sul NYSE é sceso - quello sul Nasdaq é salito.
Insomma - questa seduta ha lanciato segnali misti e confusi. I rialzisti possono guardare al rialzo del Nasdaq100 - la candela sul grafico ha minimo e massimo ascendenti. I ribassisti notano la debolezza generale della seduta che si é verificata proprio quando la borsa sembrava pronta per ripartire con convinzione al rialzo.
Noi notiamo che il reddito dell'USTBond decennale é sceso a 1.56% (-0.05%). I dati congiunturali sono deludenti e sembra che la ripresa economica americana sostenuta dalla spesa pubblica potrebbe essere un fuoco di paglia. In ogni caso il verdetto dei mercati obbligazionari é chiaro - non credono allo scenario inflazionistico.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 4197 punti (+12 punti). Anche oggi i mercati ripartono con un'intonazione positiva. L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 4052 punti. Da un punto di vista psicologico la seduta odierna é importante - se i rialzisti falliscono nuovamente potrebbero battere in ritirata. Vedremo se oggi le borse europee riescono a chiudere in guadagno e sui massimi giornalieri o se invece ricadono come ieri.
Il Nikkei ha perso il -0.32% - le borse cinesi sono miste e poco mosse.
I cicli sulla borsa americana sono in calo - indicatori di medio e lungo termine stanno ruotando verso il basso e il quadro tecnico si sta indebolendo. Restiamo prudenti e convinti che il prossimo movimento dinamico e significativo sarà al ribasso.

Commento del 25 maggio

La risurrezione dei big della tecnologia

La settimana é iniziata con un rimbalzo dei prezzi delle monete digitali ed un calo dei tassi d'interesse (reddito dell'USTBond decennale a 1.61%, -0.02%). Questa é la combinazione ideale per spingere i titoli tecnologici al rialzo. In effetti gli investitori non si sono fatti pregare e hanno comperato soprattutto le azioni dei big e del Nasdaq100 (+1.71% a 13641 punti). Questo ha avuto ripercussioni a cascata su tutto il listino. Il Nasdaq é salito del 1.41%, l'S&P500 ha guadagnato il +0.99% a 4197.05 punti mentre DJT (+0.87%) e Russell2000/RUT (+0.54%) sono saliti ma hanno sottoperformato. In generale é però stata una buona giornata per la borsa americana visto che i Summation Index sono saliti e sugli indicatori di momentum come il MACD si delienano dei buy cross. A questo punto sembra che l'S&P500 possa nei prossimi giorni raggiungere un nuovo record storico malgrado che ci siano le solite divergenze a livello di partecipazione (NH/NL a 492 (!) su 235 e volume relativo a 0.7).
Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. La festa dell'Ascensione ha tenuto parecchi investitori lontani dai mercati - le borse di Germania, Svizzera e Austria erano chiuse. L'Eurostoxx50 indicativamente era trattato alle 18.00 a 4047 punti (+0.48%).
Il FTSE MIB é sceso a 24891 punti (-0.34%). Questa perdita di 86 punti é però senza importanza. Ieri in Italia le azioni di molte società sono state trattate dopo lo stacco dei dividendi - questo effetto ha provocato un calo di circa il -0.9% del FTSE MIB che ha ragioni puramente matematiche e non significa una perdita della borsa. Senza questo fenomeno una tantum il FTSE MIB avrebbe guadagnato il +0.5%. 
L'S&P500 ha aperto in guadagno a 4180 punti ed é subito salito - alle 16.40 ha raggiunto i 4200 punti. Per ore é rimasto su questo livello poi é lievitato fino al massimo giornaliero a 4109 punti per infine lentamente tornare a 4197 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4938 su 2871. La volatilità VIX é precipitata a 18.40 punti (-1.75), Il CBOE Equity put/call ratio torna ad essere basso a 0.40 mentre il Fear&Greed Index ancora non si muove (35 punti, +1). Sembra che l'ottimismo torni a serpeggiare tra i traders mentre gli investitori sono ancora circospetti.
L'impressione generale é che le borse stiano ripartendo al rialzo dopo aver consolidato per circa un mese e mezzo. Manca ancora la conferma data da nuovi massimi di periodo. Questa potrebbe già arrivare oggi in Europa visto che l'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4060 punti. Il future sull'S&P500 sale a 4210 punti (+16 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +0.67% mentre le borse cinesi stanno salendo di più del +2%. I mercati non sembrano farsi influenzare negativamente dal calo del PIL tedesco nel primo trimestre di quest'anno del -1.8%.

Aggiornamento del 24 maggio

Mercati tranquilli

La settimana inizia senza sorprese. Il Nikkei ha guadagnato il +0.17% - Shanghai sale del 0.3%. Il future sull'S&P500 poco prima dell'apertura delle borse europee é a 4164 punti (+12 punti). Ovviamente l'Eurostoxx50 é ufficiosamente in guadagno - alle 08.55 l'indice vale 4037 punti (+12 punti). Poiché in alcuni Paesi europei, tra cui Germania, Austria e Svizzera é un giorno di festa (Ascensione), l'attività sarà ridotta e alcuni indici non verranno calcolati - sulla base dei futures si potrà però vedere come si sviluppano le borse. Per avere informazioni attendibili dovremmo aspettare nel pomeriggio l'apertura della borsa di New York.

Commento del 22-23 maggio

Investitori a caccia di nuovi temi d'investimento - la caccia potrebbe essere inutile e senza risultati concreti 

Settimana scorsa c'é stato parecchio su e giù e rotazione tra settori. Il risultato di questa volatilità é stata una marcia sul posto con conseguenze miste a livello di indici. In America DJ Industrial e S&P500 hanno perso qualche punto mentre il Nasdaq100 é riuscito a terminare la settimana con un guadagno. In Europa tutti gli indici hanno una performance leggermente positiva - rispetto al solito schema delle scorse settimane che vedeva i settori ciclici ed il DAX a prevalere sono invece stati il difensivo SMI e il FTSE MIB ha mostrare i maggiori guadagni. Gli investitori hanno comperato settori come alimentari o lusso o borse che a livello fondamentale sono meno care. Martedì 18 maggio gli indici azionari europe hanno toccato dei nuovi massimi annuali o storici (DAX) ma questa marginale rottura al rialzo si é rivelata fugace ed é stata immediatamente negata - gli indici sono tornati nel canale d'oscillazione in laterale valido da aprile.
La pausa ha eliminato l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo - le RSI giornaliere sono tornate sui 50 punti mentre molti indici sono sulle MM a 50 giorni e non più parecchi punti più in alto. Le borse sembrano avere completato una correzione attraverso un consolidamento - gli indicatori di momentum come il MACD stanno facendo base e sembrano voler girare al rialzo mentre I Summation Index in America stanno terminando la loro discesa - venerdì quello sul NYSE ha ancora perso qualcosa mentre quello sul Nasdaq per il secondo giorno consecutivo é salito. La correzione del Nasdaq100 dal doppio massimo di aprile e il consolidamento dell'S&P500 sui 4060-4240 punti (un range di 160 punti o meno del 4%) hanno cambiato l'umore degli investitori che hanno abbandonato l'euforia di inizio aprile per passare lentamente ad un certo pessimismo (Fear&Greed Index a 34 punti, -3 punti). La tendenza di fondo della borsa americana é per definizione al rialzo con il 55.4% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 68.54 punti.
Riassumendo secondo l'analisi tecnica dei grafici e degli indicatori le borse sembrano aver completato un consolidamento con una correzione in alcuni segmenti di mercato come la tecnologia. Potrebbero nei prossimi giorni o settimane riprendere il rialzo. Vediamo però due problemi. Il primo é conosciuto - i cicli annuali e di lungo periodo sono adesso negativi e mostrano che le borse dovrebbero tendenzialmente essere deboli e scendere fino ad ottobre - finora però i cicli negativi non hanno avuto un influsso determinante - il rialzo si é fermato ma gli indici per ora non scendono. Il secondo problema é che lentamente gli investitori sembrano non sapere più cosa comperare - sono passati dalla tecnologia ai settori industriali - sono saliti i prezzi delle materie prime e sono stati comperati i settori energia e materiali. Poi si é arrivati ai settori ciclici come auto o finanza. Sono cresciute di valore le azioni delle banche che approfittano di migliori prospettive congiunturali e dell'aumento dei tassi d'interesse. Ora però queste spinte di rialzo sembrano complete. Numerosi assets speculativi stannno correggendo - i tassi d'interesse non aumentano più (reddito dell'UST Bond decennale a 1.63%, reddito del Bund tedesco decennale a -0.1325%). I mercati obbligazionari sembrano ignorare le discussioni tra economisti riguardanti il rischio di inflazione. Insomma - la spinta di rialzo sembra essersi esaurita e non appare all'orizzonte nulla di nuovo in grado di spingere le borse più in alto considerando anche che le valutazioni fondamentali, specialmente in America, sono oscenamente alte. I Bullish Percent Index ristagnano e solo le miniere d'oro mostrano un aumento della forza relativa e sembrano svegliarsi dopo che per mesi sono state ignorate.
Pensiamo che la prossima settimana sarà decisiva - sembrano esserci molte scommesse al rialzo a margine (vale a dire usando la leva del debito). La volatilità delle ultime due settimane mostra che i traders cominciano a diventare nervosi e vogliono una soluzione. Crediamo che il periodo di oscillazione in laterale che ha portato le Bollinger Bands a restringersi e muoversi parallelle ed orizzontali, debba finire. Secondo noi prevarranno i cicli negativi. Grafici ed oscillatori favoriscono però la variante della rottura al rialzo. Siamo di fronte ad un futuro incerto che offre però due vantaggi. La soluzione riguardante il prossimo trend sembra vicina e il range nel quale le borse possono muoversi senza dare un segnale definitivo é ristretto. Come traders bisogna decidere per una direzione (andando long o short) e mettere degli stop loss sui supporti o sulle resistenze - nel caso che il mercato andasse nella direzione opposta la perdita sarà contenuta. Poiché non bisognerà aspettare a lungo una strategia basata sulle opzioni ha alte probabilità di successo.
Gli investitori devono aspettare che le borse decidano tra rialzo e ribasso prima di adattare il portafoglio.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.14% a 4025 punti
SX7E (banche)          -0.13% a 97.33 punti
DAX                         +0.14% a 15437 punti
SMI                          +0.94% a 11225 punti
FTSE MIB                  +0.84% a 24975 punti
S&P500                     -0.43% a 4155.86 punti
Nasdaq100                +0.14% a 13411 punti

Il rialzo di giovedì e proseguito fino a venerdì verso le 16.00 quando l'S&P500 ha toccato il massimo giornaliero a 4188 punti. Poi le borse hanno nuovamente cambiato direzione. Per le borse europee i venditori si sono svegliati tardi e gli indici hanno chiuso con moderati guadagni (Eurostoxx50 +0.65% a 4025 punti). Nel complesso però é stata una buona settimana per le borse europee che si sono comportate meglio dell'America e hanno chiuso a ridosso dei massimi annuali - alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva ancora 4027 punti.

In America ha deluso la tecnologia. Dopo le due sedute di rialzo di mercoledì e giovedì il Nasdaq100 (-0.61% a 13411 punti) era riuscito a superare i 13400 punti e la MM a 50 giorni (13463 punti) - sembrava sullo slancio poter proseguire il rialzo fino ai 14000 punti e trascinare la borsa americana. Invece venerdì l'indice ha aperto sul massimo e chiuso sul minimo con una perdita di 82 punti. Molti stanno perdendo la speranza che la tecnologia a breve possa ritrovare "l'antico splendore".
L'S&P500 ha aperto a 4180 punti, é brevemente salito fino a 4188 punti ma poi si é spento. È sceso ad ondate irregolari fino alle 19.00 quando ha toccato i 4151 punti, ha recuperato due volte fino ai 4158 punti e ha chiuso praticamente invariato a 4155.86 punti (-0.08%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4267 su 3433 (grazie al RUT +0.34%), NH/NL a 546 su 157 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é scesa a 20.15 punti (-0.52) mentre la CBOE Equity put/call ratio era nella media (0.53).
I modesti volumi e i bassi rapporti NH/NL mostrano che non c'é né forza d'acquisto né pressione di vendita. A metà di settimana scorsa i rialzisti erano convinti di aver ripreso il sopravvento - venerdì hanno perso l'iniziativa.
Settimana prossima dovrebbe esserci una decisione. Durante il fine settimana i prezzi delle monete digitali sono nuovamente in forte calo - questo di solito ha un influsso negativo sul settore tecnologico.
Lunedì in Svizzera, Germania e Austria si festeggia l'Ascensione - le borse di questi Paesi sono chiuse.
Il sito viene aggiornato regolarmente.

Commento del 21 maggio

Le borse festeggiano il recupero del Bitcoin - adesso siamo al punto di partenza

Ieri le monete digitali sono rimbalzate in maniera spettacolare dai minimi di mercoledì sera e anche le borse hanno tirato un sospiro di sollievo. Sia in Europa (Eurostoxx50 +1.58% a 3999 punti) che in America (S&P500 +1.06% a 4159.12 punti) c'é stata una seduta decisamente positiva che cancella le perdite di mercoledì. Ora gli indici azionari sono nuovamente tornati al centro nel canale d'oscillazione valido praticamente da inizio aprile - al momento né rialzisti né ribassisti sembrano essere in grado di imporsi. I volumi di titoli trattati sono modesti e più che altro sembra verificarsi una rotazione tra temi e settori - ieri é tornata di moda la tecnologia ed i big cap (Nasdaq100 +1.93% 13494 punti) mentre ci sono state prese di beneficio in altri settori ciclici (DJT -0.59%, RUT +0.64% (sottoperformance)). L'ipercomperato e l'eccesso di rialzo sono nel frattempo stati riassorbiti - gli investitori non sono più eccessivamente ottimisti (Fear&Greed Index a 37 punti, +2 punti). È possibile che prossimamente il rialzo riprenda seguendo la tendenza di fondo - secondo i cicli questo scenario é poco probabile - ne discuteremo nel commento del fine settimana.

Le borse europee hanno aperto al rialzo ma mano a mano nel corso della mattinata i guadagni iniziali sono evaporati. Verso le 11.30 gli indici azionari erano tornati in pari. Nel pomeriggio però ci hanno pensato gli americani a far decollare gli indici che hanno chiuso sui massimi giornalieri e con forti guadagni. Il DAX (+1.70% a 15370 punti) ha fatto meglio dell'Eurostoxx50 (+1.58% a 3999 punti) mentre per una volta la borsa italiana é rimasta indietro (FTSE MIB +0.88% a 24702 punti) frenata dal settore bancario (SX7E +0.40% a 96.31 punti). Tutto sommato é stata però una buona seduta per le borse europee alle quali sono però mancati i volumi. L'impressione é stata quella di un rimbalzo come reazione al tonfo di mercoledì - non sembra che gli indici stiano prendendo la rincorsa per attaccare i massimi annuali malgrado che siano distanti solo un 1% dai record.

Ieri mattina i futures americani erano scesi - quello dell'S&P500 era tornato a 4112 punti. Dopo le 11.30 é però cominciata la rimonta e alle 15.30 l'indice ha aperto in guadagno a 4130 punti. Questo é stato il minimo giornaliero. Gli investitori hanno subito mostrato le loro intenzioni - l'S&P500 é partito al rialzo e si é fermato solo alle 17.50 quando ha toccato i 4167 punti. Poi l'indice é oscillato in laterale, si é impennato brevemente fino ai 4172 punti ed é caduto sul finale a  4159.12 punti (+1.06%). Si sono comportati molto bene i big della tecnologia. Il Nasdaq100 ha superato l'importante resistenza a 13400 punti. L'indice é ancora di poco tornato sopra la MM a 50 giorni a 13456 punti e potrebbe in questa maniera aver concluso la correzione iniziata ad aprile. Il condizionale é d'obbligo visto che la rottura al rialzo é ancora marginale. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5736 su 2080, NH/NL a 380 su 257 e volume relativo a 0.9 (0.7 sul Nasdaq). La volatilità VIX é scesa a 20.67 punti (-1.51), il CBOE Equity put/call ratio é di nuovo basso a 0.48 mentre il Fear&Greed Index é salito di poco a 37 punti (+2). Il Summation Index sul NYSE é in calo - quello sul Nasdaq100 é salito.
Anche a Wall Street abbiamo l'impressione che ci sia stato un rimbalzo tecnico. Provando a leggere nella mente dei traders crediamo che abbiano visto la reazione del Bitcoin e si siano domandati cosa potevano comperare per approfittarne. La logica risposta é stata tecnologia (Tesla +4.14%). Questa spinta dovrebbe finire oggi. Se la nostra interpretazione é corretta oggi le borse chiuderanno in pari dopo un'apertura in guadagno.

Alle 08.40 il future sull'S&P500 é a 4163 punti (+9 punti) mentre l'Eurostoxx50 vale 4008 punti (+9 punti). Settimana scorsa il rimbalzo era durato fino a venerdì sera. Questa volta pensiamo che finirà prima poiché il rimbalzo é già iniziato mercoledì sera dopo la chiusura in Europa. Pensiamo quindi che dopo la buona apertura le borse non riusciranno più a progredire. L'America deciderà se avremo una seduta in pari o con un modesto guadagno (+0.2%/+0.4%).

Commento del 20 maggio

Una tempesta in un bicchiere d'acqua o le scosse che precedono un terremoto ?

Ieri é stata una giornata movimentata con una pesante caduta delle borse nella prima parte della giornata e un recupero nel tardo pomeriggio a partire dalle 16.40. Poiché la reazione dai minimi é iniziata tardi le borse europee hanno chiuso con forti perdite (Eurostoxx50 -1.71% a 3936 punti) malgrado che siano risalite circa un +1% dal minimo giornaliero. In America invece le perdite a fine seduta sono state modeste (S&P500 -0.29% a 4115.68 punti) - il Nasdaq100 é riuscito addirittura a chiudere in guadagno (+0.15% a 13238 punti) dopo che per la terza volta il supporto a 13000 punti ha tenuto. Nessun indice nel nostro panorama ha rotto un decisivo supporto o ha dato un segnale di vendita. Non é chiaro se queste turbolenze siano state unicamente un episodio isolato causata dal crollo delle monete virtuali (o cryptocurrencies) o se invece questo sia un segnale di instabilità e della possibilità che le borse stiano preparando un mini crash. Il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito a 1.68% (+0.04%) - questo é un segnale d'allarme. L'analisi tecnica non fornisce ancora una soluzione anche se voi conoscete la nostra opinione - sulla base dei cicli ci aspettiamo mercati azionari in calo fino ad ottobre - secondo noi il massimo dell'S&P500 del 7 maggio a 4238 punti dovrebbe essere definitivo. Ieri però i rialzisti hanno ancora dimostrato di avere l'intenzione per comperare qualsiasi ritracciamento e di avere le forze per imporsi.

Ieri c'é stato un crollo delle criptodivise che ha messo di riflesso i mercati azionari sotto pressione. Le borse europee sono cadute fino alle 16.15 e hanno poi partecipato al generale recupero dei mercati finanziari. L'Eurostoxx50 (-1.71% a 3936 punti) ha toccato un minimo giornaliero a 3892 punti e ha chiuso 44 punti (!) più in alto con una perdita di 68 punti. Abbiamo più volte parlato di supporto a 3950 punti ma considerando il doppio minimo di inizio maggio sarebbe più corretto parlare di 3920 punti. Non possiamo di certo parlare di rottura al ribasso e segnale di vendita dopo un recupero così convincente dal minimo giornaliero. Lo stesso vale per il DAX (-1.77% a 15113 punti) - l'indice é sceso fino a 14961 punti e ha chiuso 152 punti più in alto con una perdita di 273 punti. L'indice ha salvato il supporto a 15000 punti e ha nuovamente evitato un segnale di vendita. L'uscita dal range 15000-15500 punti é incerta e la tendenza a corto termine é ancora neutra. Il FTSE MIB (-1.58% a 24486 punti) ha fatto segnare un minimo a 24260 punti ed é poi rimbalzato di 246 punti. Il supporto a 24000 punti non é stato né rotto né attaccato. La forte reazione dal minimo mostra che i compratori sono attivi e acquistano su qualsiasi debolezza. Non sembra che a breve questo mercato voglia rompere al ribasso. Abbiamo però detto la stessa cosa martedì riguardante il rialzo. Ovviamente per ora il FTSE MIB é bloccato e l'uscita dal range 24000-25000 punti é incerta. Anche ieri il FTSE MIB ha sovraperformato l'Eurostoxx50 - questo é un segnale di forza.
Insomma - questa seduta decisamente negativa ha fatto scendere gli indici unicamente sui minimi di settimana scorsa e sul bordo inferiore del canale d'oscillazione valido da inizio aprile - non c'é stata una rottura al ribasso e il rimbalzo dal minimo é stato convincente. Le previsioni per le prossime settimane sono ancora incerte anche se noi sulla base dei cicli siamo tendenzialmente negativi.

Il ribasso é proseguito in America ma é terminato verso le 16.40 quando l'S&P500 ha toccato un minimo a 4061 punti. Poi la borsa ha recuperato regolarmente fino alle 19.15 quando l'S&P500 ha raggiunto i 4108 punti. Alle 20.00 la pubblicazione del protocollo dell'ultima riunione della FED ha provocato ancora della volatilità e l'S&P500 é tornato a 4084 punti. Poi però c'é stato ancora un recupero e l'indice ha chiuso sul massimo giornaliero a 4115 punti con una modesta perdita di 12 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2309 su 5502, NH/NL a 180 su 604 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 22.18 punti (+0.84), il CBOE Equity put/call ratio era piuttosto alto a 0.58 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 35 punti (-3 punti).
I rialzisti vedono che il mercato sta assorbendo l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo con molta volatilità e un modesto calo dal massimo storico - gli investitori stanno diventando pessimisti. Secondo loro terminato questo periodo ci sono le premesse per la ripresa del rialzo. I  ribassisti interpretano queste sedute negative come dei ripetuti tentativi di ribasso che presto o tardi avranno successo - l'aumento dei tassi d'interesse é veleno per le borse. Noi prima di dare un'opinione definitiva preferiamo osservare l'uscita dal range 4060 punti (nuovo decisivo supporto) - 4238 punti (massimo storico). Una chiusura giornaliera sotto i 4125 punti non é più sufficiente per dare un segnale di vendita considerando la forte reazione dal minimo e la MM a 50 giorni che scorre a 4081 punti.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4109 punti (-2 punti). Le borse europee devono ancora recuperare il recupero sul finale della borsa americana. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3962 punti (+26 punti). L'esito dell'odierna seduta é incerto. Ieri il Bitcoin é crollato fino a 30200 USD - poi é risalito a 40150 USD - ora si trova sui 39500 USD. Tutti osservano da vicino questo mercato speculativo - é probabile che a breve le oscillazioni del bitcoin e delle monete digitali in generale si riflettano sulle borse. Non crediamo però che le turbolenze su questo mercato di nicchia possano mettere in difficoltà i mercati finanziari.

Commento del 19 maggio

In Europa nuovi massimi annuali marginali - in America nuova spinta di ribasso

Tentando di copiare la seduta di rialzo di venerdì sera a Wall Street, ieri mattina le borse europee hanno aperto in positivo e sullo slancio sono salite su dei nuovi massimi annuali (Eurostoxx50 e FTSE MIB) o storici (DAX) marginali. La rottura al rialzo é fallita - dopo le 09.20 gli indici sono scesi, hanno perso circa un -1% dal massimo giornaliero e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Praticamente questo significa che l'Eurostoxx50 é inizialmente balzato a 4043 punti di massimo (3 punti sopra il precedente massimo annuale di aprile) e ha chiuso a 4005 punti (-0.04%) con una perdita di 1 punto. La tendenza di corto termine resta neutra.
Il DAX (-0.07% a 15386 punti, nuovo massimo storico a 15538 punti) e il FTSE MIB (+0.07% a 24880 punti, nuovo massimo annuale a 25113 punti) si sono comportati in maniera simile. Poiché i rialzisti non sono riusciti ad imporsi ora la palla passa nel campo dei ribassisti. Vedremo nei prossimi giorni cosa riusciranno a fare all'interno del canale d'oscillazione laterale che si é delienato a partire da inizio aprile. Per quasi tutti gli indici ci sono dei supporti statici sul livello inferiore di questi canali che vengono ora rafforzati dalle MM a 50 giorni e dai bordi inferiori delle Bollinger Bands - spesso questi livelli di riferimento si trovano vicini come nel caso del DAX dove tutto scorre ora sui 15000 punti. Avevamo indicato questi importanti livelli per dei segnali di vendita a medio termine nel commento del 5 maggio.

La seduta a New York é trascorsa nella calma assoluta fino alle 20.00. Sembrava che dovessimo avere una insignificante seduta in trading range con chiusura in pari. Invece dopo le 20.00 ci sono state due spinte di ribasso, l'S&P500 ha perso 30 punti e ha chiuso sul minimo giornaliero a 4127.83 punti (-0.85%). Gli analisti si affannano per cercare di trovare la ragione di queste vendite - noi avvisiamo solamente che le ondate di vendita senza chiare motivazioni sono le più pericolose - sono un segno evidente dell'intenzione del mercato di voler scendere. Avrete notato che l'S&P500 si é fermato sul decisivo supporto a 4125 punti...
Sono scesi praticamente tutti gli indici in maniera compatta (Nasdaq100 -0.71%, DJT -1.20%, RUT -0.73%). I settori più deboli erano energia, finanza e industriali - questi erano anche i settori più forti nelle scorse settimane e venivano ora osannati da tutti gli analisti - sapete però come reagisce il mercato a delle situazioni di eccessi di rialzo e di ottimismo. Potete anche dare un'occhiata alle monete virtuali (Bitcoin -12% / -30% negli ultimi 7 giorni) per rendervene conto.
La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3991 su 4176, NH/NL a 636 su 267 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 21.34 punti (+1.62), il CBOE Equity put/call  ratio era neutro a 0.48 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 38 punti. I Summation Index sono in calo.
Sembre evidente che é iniziato un'altro tentativo di correzione dopo che gli indici non sono stati in gradi di attaccare i massimi storici di inizio maggio. Il primo tentativo di ribasso di settimana scorsa é fallito - tra giovedì e venerdì le borse sono risalite. Vediamo se questo secondo tentativo avrà successo. Conoscete la nostra opinione basata sui cicli.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4107 punti (-16 punti). Le borse europee devono scontare sia il finale di sedute in calo a Wall Street sia questa ulteriore perdita. L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 3968 punti - le borse europee apriranno con un tuffo del -1%. Pensiamo che dopo l'apertura ci saranno ancora delle vendite - poi seguirà un tentativo di recupero. Nel pomeriggio tutto dipenderà dagli americani - leggete i nostri commenti delle 14.00.
Il Nikkei ha perso il -1.28% - Shanghai scende del -0.6%.
Finora non appare pressione di vendita e c'é poco nervosismo - gli investitori sembrano sottovalutare il rischio di un importante vuoto d'aria - é meglio fare attenzione specialmente su quelle posizioni azionarie speculative e non sostenute dai fondamentali...

Commento del 18 maggio

Seduta senza direzione e chiusura senza sostanziali variazioni

La settimana é iniziata tranquillamente e senza sorprese. Le borse europee hanno copiato l'America di venerdì sera con un'apertura al rialzo. Dopo però ci sono state delle vendite, gli indici sono scesi fino a metà giornata e sono risaliti nel pomeriggio. Alla fine hanno chiuso con delle leggere perdite (Eurostoxx50 -0.26% a 4006 punti / DAX -0.13% a 15396 punti) o con dei marginali guadagni (FTSE MIB +0.39% a 24862 punti / SMI +0.13% a 11135 punti). A livello tecnico non ci sono cambiamenti di rilievo. Da circa un mese gli indici azionari europei oscillano in laterale e non si capisce se vogliono uscire al rialzo seguendo la tendenza di fondo o rompere al ribasso seguendo i cicli.
Dopo l'ottima seduta di venerdì con un rapporto A/D talmente alto da mostrare un eccesso di rialzo a cortissimo termine, ieri ci aspettavamo un ritracciamento e una seduta negativa. In effetti l'S&P500 é sceso a 4163.29 punti (-0.25%) e il Nasdaq100 (-0.60% a 13312 punti) é stato respinto verso il basso dalla resistenza a 13400 punti - questa seduta negativa non sembra però avere un significato particolare e non sembra rappresentare l'inizio di una fase di ribasso o di correzione. Non c'era pressione di vendita e gli indici hanno chiuso lontano dai minimi giornalieri. L'S&P500 dopo l'apertura a 4161 punti é ancora salito a 4171 punti. Dopo é sceso fino alle 19.40 su un minimo a 4142 punti - il supporto a 4125 punti non é stato né avvicinato né testato. Nelle ultime due ore di contrattazioni l'S&P500 é risalito a 4163.29 punti (-0.25%). La seduta al NYSE é stata di poco positiva (grazie al Russell2000/RUT +0.11%) con A/D a 3972 su 3855, NH/NL a 577 su 339 e volume relativo a 0.95. La volatiltà VIX é salita a 19.72 punti (+0.91), il CBOE Equity put/call ratio era relativamente alto a 0.55 mentre il Fear&Greed Index é ancora fermo a 40 punti. I Summation Index sono ancora lievemente in calo.
Il prezzo del petrolio (+1.4%) e dell'oro (1868 USD/oncia, +26 USD) sono saliti facendo lievitare i prezzi delle azioni delle compagnie attive nei settori. In generale ci sono molte scommesse al rialzo sui prezzi delle materie prime. Questo é il tema principale che sostiene ora le borse - si parla anche molto di inflazione malgrado che il reddito dell'USTBond decennale (1.64% / +0.01%) non si muove. L'effetto sui mercati obbligazionari é quasi più pronunciato in Europa - la Germania é rimasto l'unico Paese europeo (UE) dove il reddito del prestito dello Stato decennale (Bund) é negativo - il resto (compresi Olanda, Austria e Francia) hanno redditi ormai positivi. Il differenziale dei tassi d'interesse si muove in favore dell'EUR facendo lievitare il valore della moneta europea nei riguardi dell'USD.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4173 punti (+15 punti). Dopo l'assestamento di ieri sembra che oggi le borse vogliano salire - almeno l'S&P500 recupera quanto perso ieri sera. Il Nikkei stamattina ha guadagnato il +2.15% - Shanghai é in pari. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 4038 punti (+32 punti) - l'indice é nuovamente vicinissimo al massimo annale a 4040 punti. Una rottura al rialzo sembra possibile - noi siamo ancora scettici considerando come si é comportato ieri il DAX a contatto con il bordo superiore delle Bollinger Bands.

Aggiornamento del 17 maggio

Speculazione ovunque

Nei vari social media si trovano dappertutto filmini e dichiarazioni di giovani investitori che stanno guadagnando una fortuna trattando criptocurrency o azioni di società distruttive con un futuro radioso ma ancora senza prodotti, fatturato e utili. In molti Paesi in via di sviluppo molte persone abbandonano il loro lavoro per dedicarsi a tempo pieno a questa lucrativa attività di trading. Pochi si rendono conto che questo periodo durerà poco e che il successo é effimero e unicamente il risultato di una malsana speculazione che terminerà male per la maggior parte dei piccoli investitori.
Segmenti del mercato hanno già corretto o sono già crollati come le SPAC. In generale pero i maggiori indici azionari di Stati Uniti ed Europa sono ancora vicini aì massimi annuali o storici. La festa potrebbe finire questa settimana o unicamente tra alcuni anni - nessuno lo sa con precisione. L'S&P500 ha terminato il 2020 a 3756 punti. Noi avevamo ad inizio anno constatato l'evidente volontà da parte dei Governi e delle Banche Centrali di voler favorire la crescita economica e sostenere i mercati finanziari. Per questa ragione, malgrado le elevate valutazioni fondamentali, avevamo previsto un anno di borsa da neutro a moderatamente positivo. Praticamente pensavamo che l'S&P500, se tutto andava bene, poteva terminare l'anno sui 3800-4000 punti. L'S&P500 (4232 punti) é adesso semplicemente troppo in alto - siamo molto scettici nei riguardi della possibilità di ulteriori sostanziali guadagni. In linea di massima ci aspettiamo un ribasso ad ondate fino ad ottobre fino a circa 3400-3600 punti - negli ultimi tre mesi dell'anno i cicli favoriscono invece la variante di una rialzo. Probabilmente questo scenario di correzione seguito da un moderato recupero é sbagliata poiché gli investitori hanno l'abitudine di esagerare in una direzione o nell'altra. Se ci sarà adesso qualcosa in grado di provocare un'inversione di tendenza dovrebbe esserci un forte ribasso che si concluderà solo con del panico come a marzo del 2020.
Nel corto termine bisogna osservare il supporto a 4125 punti di S&P500 - se l'indice terminasse una settimana decisamente sotto questo livello é probabile che la tendenza sia cambiata.

Stamattina il future ull'S&P500 é a 4162 punti (-6 punti). Le borse asiatiche sono miste (Nikkei -0.94%, Shanghai +0.7%). Alle 08.20 l'Eurostoxx50 vale 4026 punti (+9 punti) - le borse europee apriranno con dei leggeri guadagni. Durante il fine settimana Elon Musk ha nuovamente fatto delle dichiarazioni che hanno provocato una massiccia ondata di vendite sulle monete digitali - gli speculatori sono frustrati e di pessimo umore - non crediamo che oggi abbiano voglia di spingere le borse al rialzo. C'é già chi parla di correlazione tra Bitcoin e S&P500. Lasciando da parte queste discutibili teorie conoscete la nostra opinione - la seduta odierna dovrebbe essere negativa - a fine giornata vedremo che tipo di seduta abbiamo avuto. Sapete che secondo il ciclo annuale un ribasso potrebbe iniziare verso la metà di maggio...

Commento del 15-16 maggio

L'S&P500 torna sopra i 4125 punti - sembra aver svolto una semplice correzione se non fosse per i cicli negativi

Una settimana fà aspettavamo l'inizio di una fase di ribasso - il ciclo di lungo termine era già in calo da inizio maggio mentre quello annuale sarebbe diventato negativo a metà mese. La nostra ipotesi di un top sul Nasdaq era diventata più probabile con una caduta di 600 punti dal massimo storico di fine aprile ma non era ancora stata confermata.
Da lunedì a mercoledì la borsa americana é precipitata e l'S&P500 ha toccato un minimo a 4056 punti - l'indice si é salvato sopra la MM a 50 giorni ma la rottura del supporto a 4125 punti aveva generato nei nostri sistemi un segnale di vendita. Eravamo convinti che si fosse verificata un'inversione di tendenza. Giovedì e venerdì la borsa americana é risalita - l'S&P500 ha terminato la settimana a 4173.85 punti (+1.49%). L'indice ha recuperato 127 punti dal minimo e si trova nuovamente a soli 65 punti dal massimo storico - la performance settimanale é però negativa. Il grafico da l'impressione che la borsa americana ha svolto unicamente una delle tante correzioni minori che abbiamo già avuto quest'anno (fine gennaio, inizio febbraio, fine marzo). Sembra che la MM a 50 giorni sia ancora servita da supporto. Nelle precedenti occasioni l'S&P500 ha in seguito ripreso il rialzo verso un nuovo record storico. Le MM a 50 giorni e a 200 giorni salgono regolarmente. Anche questa volta é bastato un pò di pessimismo negli indicatori di sentiment per risvegliare la voglia di comperare. Sinceramente adesso non sappiamo se dobbiamo seguire questi segnali positivi forniti dagli indicatori di momentum e dal grafico o se invece bisogna credere ai cicli negativi. Il comportamento delle borse europee non ci aiuta a prendere una decisione. Gli indici azionari europei sono crollati martedì ma non hanno rotto nessun supporto e non hanno dato nessun segnale di vendita. L'Eurostoxx50 durante la settimana ha perso 17 punti ma le borse in generale si sono mosse intorno alla parità - al calo dell'Eurostoxx50 si contrappongono i guadagni di DAX e FTSE MIB - la borsa italiana ha approfittato dell'ulteriore spinta di rialzo del settore bancario. D'altra parte nessuna borsa ha fatto segnare un nuovo massimo annuale anche se alcuni alcuni indici (CAC40, IBEX) ci sono andati molto vicini. Formalmente da inizio aprile le borse europee sono ancora in un trend neutro - c'é un'oscillazione in laterale che in linea di massima rappresenta un consolidamento - finora però non c'é stata la ripresa del rialzo.
Riassumendo il rally della borsa americana tra giovedì e venerdì é stato troppo forte per essere un semplice rimbalzo tecnico. Speriamo che la prossima settimana inizi nuovamente con un tuffo ma sinceramente non ne siamo sicuri. Il momentum favorisce a breve il rialzo. Solo il Nasdaq100 (+2.16% a 13393 punti), risalendo a 13400 punti, sembra aver completato un rimbalzo tecnico che rispetta il livello ideale per un rimbalzo all'interno di una spinta di ribasso non completa. Se i cicli negativi hanno ragione e prevalgono, la borsa americana settimana prossima deve scendere trascinata verso il basso dalla tecnologia. Un nuovo record storico dell'S&P500 cancellerebbe invece l'ipotesi del top e del ribasso.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.42% a 4017 punti
SX7E (banche)          +3.75% a 97.46 punti
DAX                         +0.11% a 15416 punti
SMI                          -0.47% a 11120 punti
FTSE MIB                  +0.63% a 24766 punti
S&P500                     -1.39% a 4173.85 punti
Nasdaq100                -2.38% a 13393 punti

La seduta di venerdì non é per niente andata come speravamo. Pensavamo che dopo il rimbalzo di giovedì le borse sarebbero nuovamente scese. Invece sia in Europa (Eurostoxx50 +1.64% a 4017 punti) che a New York (S&P500 +1.49% a 4173.85 punti) c'é stata una seduta di rialzo con forti guadagni e una chiusura sul massimo giornaliero. Solo i modesti volumi non confermano la dominanza dei rialzisti. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 4039 punti - il massimo annuale risale al 19 aprile a 4040 punti. È possibile che le borse europee lunedì segnalino la fine del periodo di consolidamento con dei nuovi massimi annuali.

L'S&P500 ha aperto in gap up a 4145 punti e non é più sceso - il destino della seduta era già segnato con questa convincente apertura sopra il massimo di giovedì e sopra il supporto a 4125 punti. L'indice é regolarmente salito fino ai 4183 punti. Dopo le 21.00 il rialzo si é esaurito, l'indice é andato in laterale e ha chiuso a 4173.85 punti (+1.49%). Forse il ritracciamento é stato causato dal Nasdaq100 (+2.16% a 13393 punti) che é ricaduto sotto l'obiettivo a 14000 punti (rafforzato dalla MM a 50 giorni a 13402 punt). Se la seduta di martedì era stata dominata dai ribassisti quella di venerdì ha l'impronta dei rialzisti (A/D a 6795 su 1063, NH/NL a 433 su 318 e volume relativo a 0.8). La volatilità VIX é precipitata a 18.81 punti (-4.32), il CBOE Equity put7call ratio é sceso a 0.54 mentre il Fear&Greed Index é rimasto stranamente fermo a 40 punti). I Summation Index sono ancora in calo ma vicini ad un minimo intermedio. Secondo i nostri indicatori di riferimento la tendenza di fondo della borsa americana é debolmente al rialzo con il 53.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 67.07.
L'A/D nettamente squilibrato mostra un eccesso di rialzo nel cortissimo termine che normalmente deve essere compensato con una seduta negativa - pensiamo quindi che lunedì l'S&P500 possa scendere. Sarà però il future lunedì mattina a dirci quali saranno le intenzioni degli investitori.

Per inciso il grafico dell'oro (USD 1842 o EUR 1517 /oncia) é molto costruttivo e il prezzo sembra pronto a rompere al rialzo sopra la MM a 200 giorni con un primo obiettivo a 1950 USD/oncia. Spesso un rialzo dell'oro corrisponde ad un ribasso dell'USD.

Commento del 14 maggio

Robusto rimbalzo in America nel range del giorno precedente

Dopo la pessima seduta di mercoledì ieri a Wall Street, ieri doveva esserci una reazione. La reazione doveva permettere alle borse europee di recuperare dopo una pessima apertura. In linea di massima però ci aspettavamo che gli indici azionari europei (Eurostoxx50 +0.13% a 3952 punti) chiudessero con una perdita mentre quelli americani (S&P500 +1.22% a 4112.50 punti) dovevano risalire ma non di molto - pensavamo che al massimo l'S&P500 potesse tornare a 4100 punti. Il rimbalzo é stato più robusto del previsto - le borse europee hanno chiuso in positivo e circa un +2.5% sopra il minimo giornaliero - l'S&P500 é invece tornato sopra i 4100 punti. Per l'analisi tecnica non ci sono però stati cambiamenti significativi. Le borse europee non hanno ancora rotto al ribasso e non ci sono segnali di vendita malgrado che ieri sono stati toccati intraday dei nuovi minimi a 30 giorni - da giorni gli indici testano i supporti. In America é ancora valido il segnale di vendita generato mercoledì con la discesa dell'S&P500 sotto i 4125 punti - la tendenza di fondo sembra essere passata al ribasso specialmente sulla tecnologia (Nasdaq100 +0.82% a 13109 punti) che continua a sottoperformare.

Ieri nelle prime ore di contrattazioni le borse europee sono precipitate e l'Eurostoxx50 (+0.13% a 3952 punti) ha toccato poco dopo le 11.00 un nuovo netto minimo a 30 giorni a 3857 punti. Nel commento del mattino avevamo previsto che ci sarebbe stato un recupero nel pomeriggio - questo é stato più forte del previsto. L'Eurostoxx50 ha chiuso con un guadagno di 5 punti e nuovamente sopra il decisivo supporto a 3950 punti. L'Eurostoxx50 mostra segni di cedimento ma per ora non c'é nessuna rottura al ribasso e nessun segnale di vendita. Lo stesso vale per il DAX (+0.33% a 15199 punti) e per il FTSE MIB (+0.14% a 24486 punti - a fine giornata gli indici hanno chiuso sopra i decisivi supporti che si trovano rispettivamente a 14900-15000 punti e a 24000 punti.
La borsa svizzera era chiusa in occasione della festa dell'Ascensione.

L'S&P500 (+1.22% a 4112.50 punti) ha aperto in guadagno a 4089 punti - la seduta é stata volatile e con numerosi cambiamenti di direzione - l'indice si é mosso nel range del giorno precedente - ha però chiuso sopra il livello d'apertura con un robusto guadagno di 49 punti che corrisponde ad un ritracciamento superiore al 50% della perdita del giorno precedente.
Dopo l'apertura a 4089 punti, l'indice é salito a 4128 punti, é ricaduto a metà giornata a 4088 punti, é salito fino quasi alla chiusura a 4131 punti e si é fermato a 4112 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4913 su 2959, NH/NL a 182 su 1268 (in leggero aumento...) e volume relativo a 0.9. I dati sembrano quelli tipici di una seduta di rimbalzo. La volatilità VIX é precipitata a 23.13 punti (-4.46), il CBOE Equity put/call ratio era relativamente alto a 0.63 mentre il Fear&Greed Index é salito a 40 punti (+3 punti). I Summation Index sono in calo.
Non sappiamo cosa potrebbe succedere adesso poiché la borsa si sta comportando diversamente di quanto ci eravamo aspettati sulla base degli oscillatori. Ieri doveva esserci un debole rimbalzo mentre oggi il ribasso doveva proseguire in direzione dei 4000 punti di S&P500. Solo da questo livello doveva esserci un sostenibile rimbalzo di qualche giorno. Molto dipende da cosa succede oggi e da come le borse terminano la settimana. Malgrado che alle 08.25 il future sull'S&P500 sia a 4123 punti (+16 punti) la seduta odierna dovrebbe essere negativa. La prossima settimana dovrebbe poi iniziare con un tuffo dell'S&P500 in direzione dei 4000 punti e del Nasdaq100 verso i 12800 punti - qui dovrebbe esserci un primo minimo significativo a corto termine. Se invece oggi si sale dobbiamo rivedere totalmente il nostro scenario. Secondo il ciclo annuale la borsa americana avrebbe dovuto cominciare a scendere dopo la metà di maggio - é possibile che questa settimana volatile sia solamente un ultimo periodo di distribuzione.

Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3978 punti (+26 punti). Le borse europee apriranno con guadagni del +0.6% circa. Secondo noi non dovrebbero salire decisamente più in alto e cadere in negativo nel pomeriggio - vediamo...

Breve commento del 13 maggio - Ascensione

Segnale di vendita a medio termine sulla borsa americana

Ieri c'é stata l'attesa pesante caduta della borsa americana (S&P500 -2.14% a 4063.04 punti) alla quale ha partecipato tutto il listino (Nasdaq100 -2-62%, DJT -2.29%, RUT - 3.26%). L'S&P500 ha aperto a 4130 punti, é ancora brevemente salito a 4134 punti di massimo e poi ha cominciato a scendere. I ribassisti hanno dominato e le vendite sono durate per tutta la giornata. L'S&P500 é sceso regolarmente, ha toccato un minimo a 4056 punti ed é rimbalzato negli ultimi minuti di contrattazioni a 4063 punti. L'S&P500 ha definitivamente rotto il supporto a 4125 punti e ha dato un segnale di vendita a medio termine. Il Nasdaq ha confermato la nostra ipotesi di un doppio massimo e top. La tendenza di fondo é adesso al ribasso e secondo i cicli potrebbe durare fino ad ottobre. Naturalmente la borsa americana non scenderà continuamente - come nel rialzo ci saranno delle ondate con fasi di ribasso interrotte da dei rimbalzi tecnici. Prevediamo che il primo rimbalzo possa iniziare nei prossimi giorni (venerdì o lunedì prossimo) e potrebbe far risalire l'S&P500 sui 4100 punti. 
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1119 su 6779, NH/NL a 217 su 1148 e volume relativo a 1.0. Il rapporto A/D é pessimo - spesso dopo una seduta del genere c'é un primo debole ed anemico rimbalzo tecnico. I NL sono meno che ieri (!) - malgrado la pessima seduta la partecipazione al ribasso é in diminuzione - per questo prevediamo nei prossimi giorni un sostanziale rimbalzo.
La volatilità VIX é balzata a 27.59 (+5.75), il CBOE Equity put/call ratio à lievitato a 0.63, il Fear&Greed Index é sceso a 37 punti (-12). A breve c'é un pò di panico (VIX) - potrebbe però essere peggio prima di un solido minimo.

Le borse europee si sono comportate relativamente bene (Eurostoxx50 +0.03% a 3947 punti) e hanno osservato senza grandi emozioni la caduta che si stava verificando a New York. Non abbiamo nessun segnale di vendita e non é stato rotto nessun supporto. Potete leggere i nostri commenti serali per ulteriori dettagli. È possibile che sia iniziato un periodo di sovraperformance delle borse europee con una rotazione a scapito dell'America. Ne parleremo nel fine settimana.

Stamattina alle 08.45 il future sull'S&P500 é a 4069 punti (+10 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.50 vale 3910 punti - le borse europee apriranno con un tuffo del -1%. Stamattina ci aspettiamo ulteriori vendite. Nel pomeriggio dovrebbe esserci un recupero - avremo sicuramente una seduta negativa ma grazie ad un modesto rimbalzo tecnico a New York é possibile che la chiusura si situi sopra il livello d'apertura.
Tra venerdì e lunedì dovrebbe ancora esserci un'ultima spinta di ribasso per completare questa prima gamba di ribasso iniziata dal massimo del 7 maggio a 4238 punti di S&P500. Settimana prossima ci sarà un sostanziale rimbalzo.

Commento del 12 maggio

Rotazione tra settori - questa volta però non in positivo ma in negativo

Ieri la caduta iniziata lunedì sera a New York é continuata coinvolgendo inizialmente le borse asiatiche (Nikkei -3.08%) e poi quelle europee (Eurostoxx50 -1.92% a 3946 punti). Il testimone é in seguito tornato a Wall Street dove c'é stata una seconda seduta negativa (S&P500 -0.87% a 4152.10 punti). Abbiamo però osservato un effetto sorprendente. Finora si era solamente parlato di debolezza del settore tecnologico e mancanza di contagio sul resto del listino - sembrava che solo il Nasdaq dovesse correggere mentre il resto del mercato stava consolidando. Ieri sera la musica é cambiata - il Nasdaq100 é rimbalzato (-0.06% a 13351 punti) dopo essere precipitato fino a 13094 punti. Le vendite hanno improvvisamente travolto i leaders delle scorse settimane come mostra la pesante caduta del DJ Industrial (-1.36%) e del DJ Transportation (-1.39%). Questo significa che sta avvenendo una rotazione tra settori ma in senso negativo. All'inizio é stata venduta la tecnologia - ora i ribassisti cominciano a vendere altri settori facendo esplodere il numero dei nuovi minimi a 30 giorni (NH/NL a 171 su 1734 !!!). Questo potrebbe essere l'inizio di una seria correzione - per avere un chiaro segnale di vendita abbiamo però bisogno una chiusura giornaliera dell'S&P500 per lo meno sotto i 4125 punti - ieri l'indice ha toccato un minimo a 4111 punti ma poi é risalito e ha chiuso 41 punti più in alto. I ribassisti hanno messo a segno una stoccata ma non hanno dominato.

Le borse europee hanno copiato quanto successo a New York. L'Eurostoxx50 (-1.92% a 3946 punti) ha aperto con una caduta a 3958 punti e non é più riuscito a recuperare. Ha chiuso però 21 punti sopra il minimo giornaliero di 3917 punti. In questa maniera l'Eurostoxx50 ha testato i minimi di settimana scorsa e la MM a 50 giorni senza rompere al ribasso. Questo significa che il trend futuro é ancora incerto. Questo oscillazioni intorno ai 4000 punti possono essere sia consolidamento che distribuzione. Noi sulla base dei cicli favoriamo come sapete l'inizio di una fase negativa. Il DAX (-1.82% a 11119 punti) e il FTSE MIB (-1.64% a 24396 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50 - ci sono delle leggere differenze riguardanti i livelli di riferimento ed i supporti (leggete a questo riguardo i commenti serali) ma in linea di massima la previsione tecnica é la stessa - la correzione o il ribasso sono degli scenari che stanno prendendo corpo ma non c'é ancora nessun segnale di vendita. Bisogna però valutare la possibilità di una sostanziale discesa degli indici azionari nelle prossime settimane e non credere che l'attuale debolezza sia una buona opportunità d'acquisto in vista di una continuazione del rialzo. I rischi sembrano essere al ribasso.

L'S&P500 ha aperto sui 4141 punti ed ha chiuso 11 punti più in alto a 4152 punti. A prima vista sembra che non sia successo nulla di speciale. I movimenti all'interno dell'indice sono però stati violenti. Il Nasdaq100 ha recuperato un 2% dal minimo - mentre i titoli tecnologici risalivano gli investitori hanno cominciato a vendere altri settori che sembrano aver corso troppo come energia, trasporti o finanziari. Sarà interessante osservare se questa rotazione porterà ad una rottura dei supporti e all'inizio di una fase negativa come suggeriscono i cicli.
L'S&P500 ha aperto a 4141 punti e dopo una fase di incertezza é precipitato fino a 4111 punti di minimo. Poi é risalito e verso le 17.30 si é attestato sui 4145 punti. Infine é oscillato intorno a questo valore fino alla chiusura a 4152.10 punti (-0.87%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2495 su 5337, NH/NL a 171 su 1734 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX si é impennata a 21.84 punti (+2.18), il CBOE Equity put/call ratio e salito di poco a 0.57 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 49 punti (-2). Non appare ancora pessimismo - solo un pò di inquietudine tra gli investitori istituzionali che giocano normalmente la VIX per assicurare i portafogli.
I Summation Index sono in calo.
Ieri la pressione di vendita é aumentata ma non in maniera decisiva. È possibile che ci siano ancora alcuni giorni di indecisione con larghe oscillazioni tra i 4110 ed i 4190 punti di S&P500 prima di un tentativo di rottura al ribasso. Secondo la nostra analisi tecnica il tentativo dovrebbe avere successo. Negli ultimi mesi abbiamo però spesso sbagliato nel predire le correzioni e quindi aspettiamo una rottura definitiva dei supporti prima di dare dei segnali di vendita.

Stamattina il future sull'S&P500 é 4130 punti (-16 punti). È in calo ma in recupero dal minimo stanotte a 4110 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale a 3932 punti (-14 punti). Le borse europee apriranno in calo ma sopra i minimi di ieri - non crediamo che stamattina scenderanno decisamente più in basso.
Il Nikkei ha nuovamente perso il -1.61% - Shanghai sta guadagnando il +0.6%.
Domani in Svizzera é un giorno di festa (Ascensione). Noi pubblicheremo i commenti normalmente ma in forma ridotta.

Commento dell'11 maggio

Il Nasdaq100 (-2.63%) ha definitivamente un problema - rottura al ribasso

Ieri fino alle 20.00 sembrava che dovessimo avere un tranquillo lunedì senza sostanziali variazioni degli indici azionari. L'Eurostoxx50 aveva chiuso a 4023 punti (-0.27%). L'indice europeo aveva perso una decina di punti e non era riuscito ad attaccare il massimo annuale malgrado che mancassero pochi punti. Le borse europee però avevano chiuso miste senza fornire nessun segnale particolare. Il DAX (+0.00% a 15400 punti) si era fermato mentre il FTSE MIB (+0.78% a 24802 punti) era riuscito a guadagnare 190 punti grazie alla forza del settore bancario (SX7E +2.24%). Insomma - in Europa avevamo avuto una seduta senza direzione che seguiva i temi conosciuti - debolezza nei settori difensivi (alimentare, farmaceutica) e forza in settori ciclici come banche, auto o chimica.

Anche in America la prima parte della seduta non ha riservato sorprese. L'S&P500 oscillava intorno alla parità mentre un calo del Nasdaq100 sembrava essere solo un attacco di debolezza del settore tecnologico (AGMAF e Tesla con perdite finali superiori al -2%) - la pressione di vendita non si allargava ad altri settori. Dopo le 20.00 invece é cominciato a scendere un pò tutto - ufficialmente gli investitori hanno paura dell'inflazione - in pratica, come sapete, il problema del Nasdaq100 era nell'aria da tempo. L'S&P500 é caduto dai 4225 punti delle 20.00 fino alla chiusura sul minimo giornaliero a 4188 punti (-1.04%). Il Nasdaq100 (-2.63% a 13359 punti) é precipitato su un nuovo minimo mensile ed é di poco sceso sotto la MM a 50 giorni. Abbiamo un segnale di vendita a corto termine sulla borsa americana. Potrebbe trattarsi dell'ennesima correzione minore. Se invece l'S&P500 scende decisamente sotto i 4125 punti é probabile che sia iniziato quel periodo negativo segnalato dai cicli che potrebbe accompagnarci fino ad ottobre. Nei prossimi giorni dobbiamo osservare fino a dove scendono gli indici e soprattutto come si comporta il mercato - finora qualsiasi correzione minore é stata comperata - se invece vedremo che i rimbalzi giornalieri verranno venduti sapremo che il problema é più grave che una semplice debolezza relativa del settore tecnologico.

L'S&P500 ha aperto in pari a 4233 punti e fino alle 20.00 é oscillato tra i 4220 ed i 4236 punti - sembrava una tranquilla seduta senza direzione e in trading range - nessuno sembrava preoccuparsi del fatto che il Nasdaq100 stesse perdendo un -1%. Poi improvvisamente la pressione di vendita é apparso su tutto il listino - l'S&P500 con due ondate ed una pausa intermedia a 4200 punti é caduto fino ai 4188.43 punti (-1.04%). Non solo la tecnologia era in difficoltà (Nasdaq100 -2.63%) - anche il Russell2000 (RUT -2.59%) é stato venduto. Probabilmente avremo una correzione generale della borsa quando e se i settori forti (DJIndustrial -0.10%, DJTransportation -0.09%) cominceranno a cadere.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2022 su 5811, NH/NL a 1215 su 956 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 19.66 punti (+2.97), il CBOE Equity put/call ratio é lievitato a 0.59 mentre il Fear&Greed Index é sceso 4 punti a 51 punti.
I Summation Index sono in calo - il reddito dell'USTreasury Bond decennale é salito a 1.63% (+0.03%).
Evitiamo di gridare alla correzione dopo un giorno negativo - notiamo pero che il Nasdaq100 sta cedendo come previsto. Nasdaq Composite e Nasdaq100 sembrano aver completato completato il top e la nostra ipotesi di un ribasso trascinato da questo settore ottiene un'ulteriore conferma. I cicli sono negativi e come sapete pensavamo che la borsa americana potesse cominciare a scendere all'inizio di maggio (ciclo di lungo termine) o alla metà di maggio (ciclo annuale). È quindi possibile che venerdì 7 maggio l'S&P500 abbia toccato il suo massimo annuale definitivo.

Stamattina non ripartiamo con un rimbalzo ma con una caduta più in basso. Il future sull'S&P500 é a 4166 punti (-17 punti). Alle 08.45 l'Eurostoxx50 vale 3972 punti (-1%). Vedremo se stamattina le borse europee tenteranno di chiudere il gap down d'apertura o se invece la pressione di vendita aumenterà. Crediamo che una seria correzione deve cominciare con i potenziali venditori che vedono gli indici sgretolarsi sotto i loro piedi e devono inseguirli per riuscire a vendere.
Per la cronaca stamattina il Nikkei ha perso il -3.08%.

Aggiornamento del 10 maggio

Ci stiamo abituando e non prendiamo in considerazione altre possibilità

Nei media si discute solo del rialzo delle borse, dei prezzi delle materie prime e delle valute digitali. Tutti sono convinti che i prezzi dei beni reali (o virtuali) possano solo salire poiché vengono sostenuti dalla liquidità, dai bassi tassi d'interesse e dalla volontà dei governi e delle Banche Centrali. Nessuno si pone la domanda fino a quando tutto questo fa senso. Se l'economia cresce sul lungo termine ad un ritmo del +1.5% non é possibile che il prezzo delle azioni cresca tutti gli anni del +20%/30% - é evidente ed assodato che al momento le azioni sono molto care. Eppure tutti continuano a comperare. L'evidenza del rialzo sconfigge la logica della matematica finanziaria.
Stamattina ritroviamo gli indici azionari in positivo - il future sull'S&P500 é a 4231 punti (+6 punti). Anche questa settimana inizia con nuovi record storici. Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 4039 punti (1 punto dal massimo annuale) - le borse europee apriranno con un leggero guadagno del +0.15%. Al momento nulla sembra turbare il bull market - i rialzisti sono euforici e continuano ad alzare i loro target - i ribassisti non osano più parlare e preferiscono evitare di esprimere opinioni che alla luce dei fatti si rivelano da più di un anno sbagliate. Fino a quando nei mercati non appare qualcosa di nuovo anche noi non possiamo che prevedere prezzi delle azioni in aumento - teniamo però d'occhio la tecnologia....

Commento dell'8-9 maggio

Nuovo massimi storici di S&P500, DJI e DJT - la tecnologia é relativamente debole e sottoperforma

Anche questa settimana si sono verificati dei nuovi massimi storici su numerosi indici azionari americani. L'S&P500 ha toccato venerdì i 4238.04 punti e ha chiuso a 4232.60 punti (+0.74%) - il precedente massimo del 29 aprile é stato migliorato di 20 punti. Come sapete dei nuovi record storici sono una conferma indiscutibile e inequivocabile di rialzo - il 60.5% delle azioni americane é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 72.87 punti. Da alcune settimane segnaliamo la debolezza relativa del settore tecnologico e il 25 aprile abbiamo lanciato l'ipotesi che il Nasdaq Composite e il Nasdaq100 (+0.78% a 13719 punti) abbiano raggiunto ad aprile un massimo significativo e possibile massimo annuale. Finora questa ipotesi é ancora valida - in questa settimana il Nasdaq100 (+0.78% a 13719 punti) ha avuto una performance negativa (-1.02%) e venerdì sembra aver completato l'atteso rimbalzo tecnico fino ai 13800 punti (massimo giornaliero a 13814 punti). Pensavamo che la debolezza del settore tecnologico potesse contagiare il resto del listino ma finora ci siamo sbagliati. Secondo i cicli la borsa americana (rappresentata dall'S&P500) poteva cominciare a scendere da inizio maggio seguendo i cicli di lungo periodo oppure poteva "reggere" ancora per un paio di settimane e cominciare a scendere solo a partire da metà maggio seguendo il ciclo annuale. Il nuovo massimo storico marginale di venerdì non può ancora essere considerato come un'accelerazione al rialzo - la previsione che la borsa americana scenderà a partire da metà maggio é ancora valida anche se in questo momento sembra appesa ad un filo poiché il momentum é chiaramente dalla parte dei rialzisti. Un'ipotesi va però difesa fino a quando non viene confutata dai fatti. Se settimana prossima l'S&P500 continua a salire, il Nasdaq100 termina una seduta decisamente sopra i 13800 punti e gli indici azionari europei salgono su dei nuovi massimi annuali (i record risalgono alla metà di aprile) saremmo obbligati ad abbandonare l'ipotesi del top - in questo caso il rialzo potrà continuare e noi saremo obbligati ad andare a cercare altre possibilità per un massimo definitivo. Al momento la situazione tecnica di base non cambia - notiamo evidenti divergenze negative a livello di partecipazione ma questa sindrome esiste da settimane e non sembra in grado di provocare un'inversione di tendenza.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.50% a 4034 punti
SX7E (banche)          +2.22% a 93.93 punti
DAX                         +1.34% a 15399 punti
SMI                          +1.37% a 11173 punti
FTSE MIB                  +1.95% a 24612 punti
S&P500                     +1.23% a 4232.60 punti
Nasdaq100                -1.02% a 13719 punti

Questa settimana le borse europee hanno recuperato quanto avevano perso nelle due precedenti settimane. Sembra che quello che gli investitori temano di più é un aumento dei tassi d'interesse. In effetti le borse sono andate a picco martedì dopo che Janet Yellen aveva ventilato la possibilità che le misure di stimolo del Governo stessero surriscaldando l'economia e che forse la FED avrebbe dovuto alzare leggermente il costo del denaro. I dati sul mercato del lavoro pubblicati venerdì erano invece nettamente inferiori alle previsioni per quel che riguarda il numero di nuovi jobs creati nel mese di aprile. Questo conferma che la ripresa economica non é così dinamica come si pensava, ha allontanato lo spettro di un aumento dei tassi d'interesse e ha fatto decollare le borse. Venerdì l'Eurostoxx50 (+0.87% a 4034 punti) ha chiuso sul massimo giornaliero e a soli 6 punti dal massimo annuale del 19 aprile. Gli altri indici azionari si sono comportati in maniera simile (DAX +1.34% a 15933 punti, FTSE MIB +0.48% a 24612 punti e SMI +1.37% a 11173 punti).
La tendenza di fondo delle borse europee resta al rialzo - gli indici azionari si trovano sopra le MM a 50 e 200 giorni in ascesa. Il rialzo é in netta perdita di momentum - gli indici da inizio aprile hanno fatto solo marginali progressi. Finora però qualsiasi ritracciamento é stato comperato e qualsiasi segnale di vendita, anche a corto termine, é stato immediatamente cancellato. Le borse europee rimangono strettamente correlate a quella americana e non appare nulla che possa suggerire che possa esserci uno scollamento. Le borse europee seguono gli stessi temi di Wall Street - vengono comperati settori ciclici, energia, banche. Per questa ragione il difensivo SMI svizzero sta sottoperformando. Finora non c'é però nessun importante settore o segmento di mercato in una fase di ribasso. Fino a prova contraria il rialzo può continuare.

Venerdì il job report di aprile é stato accolto positivamente dai mercati azionari. L'S&P500 ha aperto invariato a 4201 punti ed é subito partito al rialzo - ha superato di slancio il massimo storico a 4218 punti e alle 16.20 ha raggiunto i 4236 punti. Poi per ore é oscillato in laterale tra i 4124 punti ed i 4138.04 punti. Sul finale é ricaduto a 4132.60 punti (+0.74%). Il Nasdaq100 (+0.78%) ha seguito senza sovraperformare - i maggiori impulsi sono arrivati dal DJT (+1.39%) e dal Russell2000/ RUT (+1.35%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5874 su 1940, NH/NL a 365 (pochi NH!) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é crollata a 16.69 punti (-1.70), il CBOE Equity put/call ratio é neutro a 0.51 mentre il Fear&Greed Index é salito a 55 punti (+4 punti). Gli investitori sono piuttosto ottimisti ma non euforici. Il Summation Index sul NYSE é salito - quello sul Nasdaq é sceso.
Nel complesso é stata una buona seduta e i nuovi record storici confermano che la tendenza é al rialzo. Tranne che per i cicli negativi niente ci dice che gli indici debbano correggere o cambiare direzione. Siamo unicamente convinti che la sottoperformance del settore tecnologico continuerà. Vedremo se i molti settori ciclici che da parecchi mesi salgono senza sosta (energia, materie prime, materiali, banche, ecc.) potranno continuare ad apprezzarsi e compensare la debolezza del Nasdaq100. Non dimentichiamo che secondo tutti i parametri la borsa americana é oscenamente cara.

Un breve commento sulle criptodivise che continuano a crescere di prezzo ad un ritmo esponenziale. Questi divise non hanno nessun valore intrinseco quindi possono essere trattate a qualsiasi prezzo - questo é un vantaggio e parla in favore di una continuazione del rialzo. È però evidente che si tratta di una bolla speculativa che terminerà con un crollo. Come detto più volte in passato fino a quando la gente ci crede e c'é domanda il fatto che l'offerta é limitata crea le premesse per un rialzo esplosivo. Il bitcoin é stato creato nel 2009 e fino ad oggi (dopo 12 anni) non si é imposto come mezzo di pagamento ma solo come veicolo di speculazione e mezzo per aggirare le restrizioni di esportazione di capitali ed evadere il fisco.
I paralleli con la bolla speculativa dei tulipani del 1600 in Olanda sono evidenti.
Dall'inizio di questa mania migliaia di monete virtuali sono sparite poiché non più trattate e senza valore. Probabilmente questo succederà anche con Bitcoin, Ethereum e il resto. Il prezzo di queste monete virtuali sopravvissute potrebbe però ancora decuplicare più volte prima di crollare. Chi si getta in questa avventura deve essere cosciente dei rischi - il potenziale di guadagno é però ancora gigantesco.
Personalmente mi disturba un aspetto - il Bitcoin e le altre divise digitali vengono sempre raffigurate come delle monete d'oro. In fondo é una truffa poiché esistono solo in una blockchain e sono puramente virtuali. Se sparicono da una memoria digitale sono perse per sempre. Non c'é niente di fisico.

Commento del 7 maggio

Mi assento un paio di giorni - devo uscire presto e mi limito ad un breve commento

Ieri in Europa c'é stata una seduta volatile con numerosi cambiamenti di direzione. L'Eurostoxx50 (-0.08% a 3999 punti) ha chiuso al centro del range giornaliero con una insignificante perdita di 3 punti. DAX (+0.17% a 15196 punti, FTSE MIB (+0.13% a 24495 punti) e SMI (+0.02% a 11111 punti) si sono comportati alla stessa maniera e hanno terminato la giornata praticamente invariati. Gli indici si sono stabilizzati sopra i supporti. Per l'analisi tecnica non c'é nulla di nuovo.

La borsa americana si é comportata alla stessa maniera fino alle 20.40. L'S&P500 ha aperto a 4166 punti - c'é poi stato un sali e scendi senza una direzione precisa con un minimo a 4147 punti e un massimo intermedio a 4183 punti alle 17.45. Poi l'indice é scivolato verso il basso e alle 20.40 era in pari a 4168 punti. Infine c'é stato un rally innescato dalla tecnologia - nel commento delle 14.00 sul Nasdaq100 avevamo previsto questa reazione che si é verificata con alcune ore di anticipo. L'S&P500 é decollato e ha chiuso a 4201.62 punti (+0.82%) ed é stato seguito a ruota dal Nasdaq100 (+0.82% a 13613 punti). Il resto del listino ha seguito a distanza (DJT +0.54%, RUT +0.00%). La seduta al NYSE é stata solo moderatamente positiva (A/D a 4266 su 3522) con un preoccupante aumento dei nuovi minimi a 30 giorni (NH/NL a 729 su 1161). A livello di sentiment non ci sono sorprese (VIX a 18.39 punti (-0.76), CBOE Equity put/call ratio a 0.57 e Fear&Greed Index fermo a 51 punti.
I Summation Index sono in calo - quello sul NYSE di poco.
L'S&P500 ha riconquistato i 4200 punti e si trova nuovamente a soli 18 punti dal massimo storico. DJ Industrial (+0.93%) e DJ Transportation (+0.54%) hanno toccato ieri un nuovo massimo storico. Malgrado i problemi a livello di partecipazione la borsa americana continua il rialzo - l'S&P500 sale malgrado che questa volta la tecnologia non trascini il movimento ma si limiti a seguire.

Stamattina alle 08.00 ritroviamo il future sull'S&P500 a 4198 punti (+4 punti). Il Nasdaq100 potrebbe rimbalzare fino ai 13700-13800 punti. Sembra che oggi avremo ancora una seduta moderatamente positiva. Alle 14.30 verrà pubblicato il rapporto sullo stato del mercato del lavoro americano ad aprile. Vedremo se i dati daranno una spinta al mercato oppure no.

Commento del 6 maggio

Rally in Europa che annulla il segnale di vendita - la situazione tecnica rimane precaria e instabile

Le borse europee hanno avuto una seduta di forte rialzo (Eurostoxx50 +1.99% a 4002 punti). È stata una reazione a quanto successo il giorno prima in America. Tutti pensavano che la borsa americana stesse precipitando e si erano affrettati a vendere. Invece gli indici azionari americani hanno recuperato terreno nella seconda parte della seduta di martedì e ieri gli indici azionari europei si sono affrettati a copiare l'esempio e sono ripartiti con slancio nella direzione opposta. Noi pensavamo che le borse europee potessero recuperare circa la metà della perdite del giorno precedente e che di conseguenza dovessero salire di un +1%. Invece il rialzo é durato per tutta la giornata e la seduta é stata speculare rispetto a quella di martedì. Le borse europee hanno chiuso sul massimo giornaliero e con guadagni intorno al +2% (DAX +2.12% a 15170 punti, FTSE MIB +2.03% a 24463 punti). In questa maniera gli indici sono tornati sopra i supporti e hanno formalmente annullato il segnale di vendita. Ora tecnicamente siamo al punto di partenza - la tendenza di fondo é al rialzo ma i cicli favoriscono l'inizio di una fase negativa. Questa nervosa oscillazione di poco sopra i supporti potrebbe durare fino a metà mese. Nelle ultime due settimane abbiamo notato che le borse non riescono più a fare sostanziali progressi. Martedi abbiamo osservato che al minimo segnale di pericolo gli investitori vendono e sono in grado di far cadere facilmente gli indici di alcuni punti in percentuale, sotto i supporti e sotto i limiti inferiori delle Bollinger Bands. Il rischio di improvvisi e sostanziali vuoti d'aria é considerevole.

Ieri la borsa americana avrebbe dovuto continuare il rimbalzo di martedì - l'S&P500 doveva far vedere di essere capace di tornare sui 4200 punti. Invece questa dimostrazione di forza é fallita. L'S&P500 é risalito alle 18.00 fino al massimo giornaliero a 4189 punti. Poi però é ricaduto in pari (+0.07% a 4167.59 punti) ed é tornato più vicino al supporto (4125 punti) che al record storico a 4218 punti. Ancora una volta la tecnologia ha mostrato debolezza relativa (Nasdaq100 -0.30% a 13503 punti) e il Nasdaq100 non é riuscito a cancellare il segnale di vendita generato martedì con la caduta sotto il supporto a 13700-13800 punti. I Summation Index sono in calo. La situazione tecnica rimane precaria ed instabile. Pensiamo che la debolezza del settore tecnologico potrebbe contagiare tutto il listino appena l'isteria riguardante il rischio d'inflazione, che sostiene settori come energia, materiali di base o finanziari, sparirà. Per lo meno in questo momento il mercato delle obbligazioni (USTBond decennale a 1.59% (-0.02%)) non sembra credere a questo scenario.
L'S&P500 ha aperto al rialzo a 4182 punti. All'inizio l'indice é ridisceso fino ai 4161 punti ma poi i rialzisti sono tornati alla carica e hanno fatto risalire l'indice fino ai 4187 punti. Dopo le 18.00 la spinta si era esaurita, l'indice ha perso una decina di punti, é oscillato in laterale qualche ora ed é infine caduto a 4167.59 punti (+0.07%). Come martedì la tecnologia era debole mentre si sono difesi bene DJI (+0.29%) e DJT (+0.09%). La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 4141 su 3665, NH/NL a 673 su 583 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 19.15 punti (-0.33), Il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente basso a 0.46 mentre il Fear&Greed Index é rimasto a 51 punti (=). Gli investitori si sono rilassati dopo lo spavento di martedì.
Noi crediamo che la caduta di martedì sia solo un sintomo di una situazione tecnica che si sta deteriorando - lentamente la rotazione tra settori sta diminuendo poiché ormai é salito tutto e non si sa più cosa comperare. Tutti hanno vissuto sulla propria pelle il crollo di uno o più "eroi" del passato (ieri é stato il caso di Peloton (-14.56%)) e sembra difficile che si possa ricreare quello stato di euforia necessario per far accelerare gli indici al rialzo.

Stamattina il future sull'S&P500 é 4162 punti (+2 punti) - l'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3996 punti (-6 punti). Le borse europee apriranno in leggero calo. Crediamo che stamattina proveranno a tornare in positivo. Poi si fermeranno. Crediamo che oggi avremo una seduta senza sostanziali variazioni o una seduta moderatamente negativa - prima dell'importante rapporto sul mercato del lavoro americano ad aprile previsto domani alle 14.30 gli investitori saranno prudenti.

Commento del 5 maggio

Rottura al ribasso e segnale di vendita in Europa - l'America non conferma

Dopo giorni di calma e di sedute insignificanti ieri finalmente le borse si sono mosse - al ribasso. A provocare l'ondata di vendite sono state alcune dichiarazioni di Janet Yellen che ha parlato di rischio di surriscaldamento dell'economia e necessità di alzare "un pochino" i tassi d'interesse per evitare il problema. Nella tarda serata la Yellen ha fatto marcia indietro rimangiandosi l'affermazione che i programmi di stimolo di Joe Biden possano surriscaldare l'economia. Fino alle 13.20 le borse europee erano tranquille e praticamente invariate. Poi i mercati azionari sono stati travolti da un'ondata di vendite che é proseguita fin verso le 18.00. Abbastanza quindi per far cadere in ginocchio le borse europee ma non quella americana.

In Europa abbiamo finalmente avuto l'attesa seduta decisamente negativa con chiusura sul minimo giornaliero. L'Eurostoxx50 (-1.89% a 3924 punti) ha perso 76 punti e ha chiuso sotto il supporto a 3950 punti dando un segnale di vendita.
Ieri sera abbiamo commentato in questa meniera gli avvenimenti: "Adesso bisogna vedere se stasera l'S&P500 conferma questo segnale di vendita. In teoria domani dovrebbe esserci per lo meno un rimbalzo fino ai 3950 punti - se questo rimbalzo venisse a mancare allacciate le cinture di sicurezza. Se il rimbalzo fa tornare a fine seduta l'Eurostoxx50 sopra i 3950 punti abbiamo avuto oggi un semplice incidente di percorso e una falsa rottura al ribasso. Avrete capito che la seduta di domani é decisiva."
È appurato che le tendenze si decidono a New York ma prima di passare ad analizzare quanto successo a Wall Street guardiamo cosa hanno combinato le altre borse europee. Il DAX (-2.49% a 14856 punti) é precipitato di 380 punti e ha terminato la seduta sotto il supporto a 15000 punti - anche per questo indice abbiamo un segnale di vendita. Infine il FTSE MIB (-1.81% a 23977 punti) é caduto di  442 punti e ha chiuso marginalmente sotto il supporto a 24000 punti. In questo caso il segnale di vendita é debole. L'SMI (-1.33% a 10970 punti) é sceso "solo" di 148 punti e ha chiuso sotto il decisivo supporto a 11000 punti. L'SMI perde molto meno che le altre borse europee - il carattere difensivo dell'SMI ha frenato la caduta. Il prossimo supporto e obiettivo di una fase di ribasso é a 10600 punti.
L'indice delle banche SX7E ha perso solo il -1.14% a 91.03 punti. L'indice mostra forza relativa in una giornata di borsa pessima e con tassi d'interesse di mercato in calo - questo é un segnale molto costruttivo.
Il cambio EUR/USD é ricaduto a 1.2020. A corto termine c'é un evidente supporto a 1.20 - secondo noi dovrebbe essere rotto dopo qualche tentativo.
Riassumendo le borse europee sono cadute al primo segnale di pericolo. È una reazione tipica ad una situazione di eccesso - tutti temono la correzione e vendono appena c'é un cedimento. C'é però poco da fidarsi degli europei che hanno dimostrato nel passato di avere i nervi fragili e di dipendere troppo da quanto sta succedendo a New York. Dopo il rimbalzo odierno potremo fare il punto della situazione e potremo dire se i segnali di vendita sono validi oppure no. Non basta una seduta negativa (specialmente in Europa) per poter con sicurezza dichiarare che é iniziata una correzione.

In effetti la borsa americana é caduta solo fino alle 18.00 - poi ha recuperato. L'S&P500 (-0.67% a 4164.66 punti) é sceso fino a 4128 punti di minimo ma é risalito 36 punti dal minimo chiudendo con una moderata perdita. Ricordiamo che noi abbiamo indicato un decisivo supporto a 4125 punti - l'indice doveva terminare una seduta sotto questo livello per dare un segnale di vendita. Il supporto non é stato rotto - neanche nel corso della seduta. Le vendite si sono concentrate nello strutturalmente debole settore tecnologico (Nasdaq100 -1.85% a 13544 punti, Apple -3.54%) mentre altri settori sono risultati immuni. Il DJ Industrial (+0.04%), il DJT (+0.04%) e settori come banche o materiali hanno guadagnato terreno.
L'S&P500 ha aperto in forte calo a 4174 punti e fino alle 18.00 é sceso ad ondate regolari e ha raggiunto un minimo a 4127 punti. Poi l'indice é lentamente e costantemente risalito fino a 4154 punti. Sul finale c'é stata un'impennata fino a 4164.66 punti (-0.67%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa (complice il Russell2000 in netto calo (-1.28%)) con A/D a 2436 su 5391, NH/NL a 568 su 876 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 19.48 punti (+1.17), il CBOE Equity put/call ratio era più alto del solito a 0.56 e il Fear&Greed Index é sceso a 51 punti (-3). In generale gli indicatori di sentiment sono peggiorati - mostrano una leggera inquietudine ma nessun pessimismo. I Summation Index sono leggermente scesi.
Insomma - a New York c'é stata una normale seduta negativa che non sembra rappresentare l'inizio di un ribasso. Solo il Nasdaq1000 ha fornito un debole segnale di vendita - debole poiché l'indice ha chiuso 150 punti sopra il minimo giornaliero e potrebbe già aver completato una correzione minore fino alla MM a 50 giorni.
Bisogna ora osservare come si svolge l'odierno rimbalzo. Per il momento non sembra che bisogna affrettarsi a vendere. Il supporto a 4125 punti di S&P500 resta determinante e finora non é in pericolo - la pressione di vendita é ancora moderata e limitata al settore tecnologico. Solo se ci fosse un contagio ci sarebbe da preoccuparsi.

Stamattina il future sull'S&P500 si trova a 4164 punti (+6 punti). Le borse in Giappone e Cina sono ancora chiuse. Il cambio EUR/USD scende nuovamente a 1.20 - pensiamo che una rottura sotto gli 1.20 possa avere conseguenze negative sulle borse.
L'Eurostoxx50 alle 08.35 vale 3950 punti (+26 punti). Le borse europee riapriranno con guadagni di circa il +0.6% e intorno ai supporti. Pensiamo che stamattina dovrebbero provare a salire più in alto (fino a +1%). Il pomeriggio invece potrebbe riservare sorprese negative. La caduta di ieri ha sicuramente lasciato un segno - chi é troppo esposto long cercherà di usare il rimbalzo per vendere. Le vendite di ieri non sono casuali - le dichiarazioni della Yellen sono state unicamente una scusa per delle prese di beneficio che erano dovute da tempo. L'ipotesi che stia iniziando una correzione é ancora valida - é però possibile che ci vogliano ancora alcuni giorni altalenanti prima che la nuova tendenza si imponga.

Commento del 4 maggio

La mattina si compra - la sera si vende

Il mese di maggio é iniziato con una seduta positiva sia in Europa (Eurostoxx50 +0.64% a 4000 punti) che in America (S&P500 +0.27% a 4192.66 punti). Gli indici non hanno però provato a migliorare i massimi annuali o storici e nella seconda parte della giornata hanno prevalso le vendite - gli indici hanno chiuso lontani dai massimi giornalieri. Sembra mancare il potere d'acquisto per salire più in alto - é quindi possibile che il movimento laterale delle ultime due settimane sia distribuzione e non consolidamento e accumulazione. In questo momento però non c'é pressione di vendita. Non é ancora possibile prevedere se avremo un'accelerazione al rialzo o al ribasso. Malgrado che le Bollinger Bands molto strette significano che probabilmente un movimento significativo é imminente i cicli ci dicono che questa fase di incertezza potrebbe durare fino a metà mese. Noi favoriamo la variante dell'inizio di una correzione o di un ribasso fino ad ottobre - questa é la soluzione che sembrano suggerire le divergenze a livello di partecipazione e i cicli di lungo termine e annuali. Ieri il Nasdaq100 (-0.44% a 13799 punti) si é seduto sul primo supporto a 13800 punti - questo é il primo indice che potrebbe dare un segnale di vendita a corto termine.

Dopo due sedute negative l'Eurostoxx50 (+0.64% a 4000 punti) ieri é risalito con moderati volumi di trattati. L'indice ha chiuso al centro del range giornaliero. Questa seduta ci dice che le borse europee non sono ancora pronte per una rottura ed accelerazione al ribasso. Forse si é trattato della solita seduta positiva di inizio mese quando la nuova liquidità affluita sui conti risparmio deve essere investita. Il DAX (+0.66% a  15236 punti) ha evitato di testare il bordo inferiore delle BB e si é comportato come l'Eurostoxx50 - rally nella prima ora di contrattazioni, calo fino a mezzogiorno, recupero fino alle 14.00 e lento calo fino alla chiusura. Il FTSE MIB (+1.15% a 24420 punti) si é comportato relativamente meglio - probabilmente questa é una conseguenza del fatto che la borsa italiana aveva alle spalle quattro sedute negative e non solo due.
Con tassi d'interesse invariati ieri le banche hanno sottoperformato (SX7E +0.21% a 92.08 punti).
Malgrado questa seduta positiva non vediamo le premesse per una continuazione a breve del rialzo. Crediamo piuttosto che durante la settimana ci sarà un tentativo di scendere sotto i minimi di aprile.

La borsa americana ha avuto una seduta positiva (A/D a 4796 su 3035, NH/NL a 758 su 347 e volume relativo a 0.9). L'S&P500 (+0.27% a 4192.66 punti) però non é però riuscito a difendere i guadagni iniziali ed ha chiuso 4 punti sopra il minimo giornaliero con un magro bottino di 11 punti. Il Nasdaq100 é sceso del -0.44%. Non si può parlare di conseguenza di ripresa del rialzo ma piuttosto di una seduta di pausa che non soddisfa nessuno.I Summation Index praticamente non si sono mossi.
L'SP500 ha aperto in positivo a 4204 punti. All'inizio é salito a 4209 punti - poi ha cambiato direzione a fino alle 17.30 é sceso a 4193 punti. In seguito é lentamente risalito e alle 21.00 ha nuovamente raggiunto i 4203 punti. Sul finale é ricaduto a 4188 punti e ha chisuo a 4193 punti. Gli indicatori di sentiment si sono mossi poco e in maniera disordinata (VIX a 18.31 punti (-0.30), CBOE Equity put/call ratio a 0.51 e Fear&Greed Index a 54 punti (-2)). Il reddito dell'USTBond decennale é sceso a 1.63% (-0.02%). Il prezzo del petrolio é salito del +2%. Decisamente questa seduta ha lanciato segnali discordanti e non ci fornisce nessun elemento valido per poter prevedere la direzione del prossimo movimento significativo.

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 4178 punti (-7 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3999 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. L'agenda economica non offre appuntamenti di grande interesse. La stagione di pubblicazione dei risulati delle imprese americane prosegue - oggi il nome più importante é la farmaceutica Pfizer - non ci sono però più società in grado da sole di muovere i listini. Dopo il balzo di ieri é probabile che oggi avremo una seduta leggermente negativa.

Aggiornamento del 3 maggio

Covid-19, inflazione e cryptovalute

Durante il fine settimana i temi discussi nella stampa internazionale sono rimasti i soliti.
Mentre in Europa si fanno lenti progressi contro il Covid19 grazie ai vaccini, l'India viene travolta da un'ondata di nuove infezioni - il numero dei decessi aumenta in maniera esponenziale. I Paesi in via di sviluppo sono in una profonda crisi sanitaria ed economica.
In America stanno salendo i prezzi di case, energia e di molti beni di prima necessità - si discute se i dati riguardanti l'inflazione corrispondano alla realtà. I tassi d'interesse sembrano troppo bassi e molti ritengono che la politica monetaria della FED sia troppo accomodante. Noi pensiamo che a breve i tassi d'interesse di mercato debbano salire spingendo al rialzo l'USD. Per il momento non ci sono conseguenze sulla borsa americana - l'umore degli investitori potrebbe però cambiare rapidamente.
Nel frattempo spregiudicati investitori e speculatori continuano a spingere i prezzi delle monete digitali al rialzo. La notizia del giorno é che l'Ethereum, la seconda moneta digitale per capitalizzazione dopo il Bitcoin, ha superato i 3000 USD e ha toccato un nuovo record storico a 3106 USD. Considerando che il valore intrinseco di queste monete é nullo (provate stamattina ad andare a fare la spesa al supermercato e chiedete se é possibile pagare in Ethereum) l'aumento di valore di questi assets virtuali é un segno dei tempi.
Da due settimane il rialzo delle borse é in stallo - vedremo come usciremo da questa fase di apparente consolidamento. La tendenza dei mercati azionari in generale é al rialzo. I cicli suggeriscono che il rischio di una correzione o un ribasso sono alti.

All'inizio di questa settimana ci sono tre giorni di festa sia in Giappone che in Cina. I mercati finanziari mondiali devono fare a meno degli investitori asiatici. Stamattina il future sull'S&P500, che é il contratto che fornisce l'intonazione alle borse, sale a 4183 punti (+9 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3976 punti (+2 punti). Le borse europee apriranno con leggeri guadagni (DAX +0.2%). Sui mercati azionari non ci sono novità di rilievo. Sembra che avremo un'altra seduta tranquilla e senza sostanziali variazioni.

Commento del 1-2 maggio

Le borse sono in stallo - i cicli sono ostili - malgrado l'assenza di segnali di vendita bisogna essere prudenti

Questa settimana i rialzisti sono rimasti delusi mentre i ribassisti hanno tirato un sospiro di sollievo. Si sapeva che i risultati trimestrali dei big della tecnologia sarebbero stati da buoni a ottimi e che la crescita dell'economia nel primo trimestre del 2021 era stata molto robusta (PIL +6.4%). Molti pensavano che la pubblicazione dei dati avrebbe provocato un'accelerazione al rialzo della borsa americana. In effetti gli utili record delle sei più grandi società tecnologiche americane, Apple, Microsoft, Amazon, Google e Facebook e Tesla sono stati onorati solo in parte dagli investitori - le reazioni dei prezzi delle azioni sono state miste con la conseguenza che malgrado dei nuovi massimi storici marginali, sia Nasdaq Composite che Nasdaq100 hanno terminato la settimana con una perdita. L'ipotesi che abbiamo presentato una settimana fà di un doppio massimo o una falsa rottura al rialzo é ancora valida.
Joe Biden ha presentato un nuovo programma di stimolo economico - dopo quello dedicato a combattere gli effetti negativi della pandemia e quello per le infrastrutture é arrivato un piano da 2300 Mia di USD per sostenere le famiglie e aumentare la spesa sociale. Vi ricordate le regole europee del trattato di Maastricht? Prevedevano che il deficit annuale di uno Stato non potesse superare la soglia del 3% - in questo momento gli Stati Uniti si stanno indebitando ad un ritmo annuo del 19% (!) del PIL. Se non ci fosse la FED a finanziare il debito stampando moneta gli Stati Uniti avrebbero da tempo fatto la fine del Venezuela. Le cifre ci fanno però capire che siamo di fronte al più grande esperimento monetario e di spesa pubblica della storia il cui esito é altamente incerto. I rischi sono inflazione, svalutazione e un sistema finanziario e sociale fuori controllo. Già adesso i prezzi delle materie prime e dei beni reali stanno esplodendo mentre circa un terzo della popolazione americana vive grazie ai soldi versati dello Stato - molti preferiscono incassare gli assegni provenienti dal governo piuttosto che andare a lavorare. Molte imprese cercano disperatamente collaboratori mentre la disoccupazione resta ancora molto alta.
Vedremo cosa succederà quando questa spinta eccezionale finirà e il Paese ritornerà alla normalità. Se le spese e gli investimenti non avranno creato un  circolo virtuoso di crescita economica restaranno solo grandi disuguaglianze, molta gente disillusa ed una immensa montagna di debiti.
Da inizio aprile gli indici azionari non riescono più a fare sostanziali progressi. Le performances delle ultime due settimane sono leggermente negative. Possiamo parlare di borse in stallo. La tendenza di fondo resta al rialzo poiché gli indici sono sopra le MM a 200 e 50 giorni in crescita. In America il 59.2% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 75.15 punti. Bisogna quindi partire dal principio che questa pausa sia un periodo di consolidamento e che nel futuro del borse continueranno a salire. A maggio però iniziano statisticamente i 6 mesi peggiori dell'anno. Il ciclo di lungo periodo é già in calo mentre il ciclo annuale mostra che le borse potrebbero ancora "reggere" fino a metà maggio ma poi dovrebbero scendere (e di parecchio) fino ad ottobre.
Non abbiamo ancora nessun segnale di vendita - nei commenti giornalieri abbiamo ripetutamente avvisato che la rottura dei primi supporti, relativamente vicini, potrebbero far precipitare la situazione. A breve sembra che i tassi d'interesse sia sull'EUR che sull'USD debbano salire - intanto l'USD dovrebbe rafforzarsi e ci aspettiamo che il cambio EUR/USD torni a 1.18. Forse sarà questo a far partire una fase di ribasso delle borse. Quando le borse cominceranno a scendere (se lo faranno come prevediamo noi) anche i tassi d'interesse dovrebbero di nuovo calare. Non chiedeteci cosa potrebbe provocare questa inversione di tendenza poiché non lo sappiamo - lo scenario é però consistente. È possibile che la ripresa economica sarà inferiore alle attese, che una nuova variante del Covid19 faccia nuovamente ripartire la pandemia o che ci sia un qualche nuovo evento in grado di destabilizzare l'economia mondiale - viste le numerosi tensioni internazionali e le bombe vaganti tipo Archegos c'é solo l'imbarazzo della scelta.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.96% a 3974 punti
SX7E (banche)          +7.51% a 91.89 punti
DAX                         -0.94% a 15136 punti
SMI                          -1.59% a 11022 punti
FTSE MIB                  -1.00% a 24141 punti
S&P500                     +0.02% a 4181.17 punti
Nasdaq100                -0.58% a 13860 punti

Settimana scorsa nelle borse europee ed americana abbiamo avuto una serie di sedute di poco negative o positive. Gli indici si sono mossi poco e le borse hanno reagito con un'alzata di spalle ai numerosi dati economici e agli utili delle imprese americane. Le azioni delle singole imprese si sono mosse violentemente dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali ma il mercato nel suo insieme é rimasto fermo. Questa pausa ad alto livello (l'S&P500 ha toccato giovedì un nuovo record storico marginale a 2418 punti) ha permesso alle borse di assorbire parte del'ipercomperato di corto termine - inoltre gli investitori sono diventati più prudenti come mostrano la VIX salita a 18.61 punti (dai 17.33 di una settimana fà), il CBOE Equity put/call ratio lievitato a 0.59 (da 0.39) e il Fear&Greed Index sceso a 56 punti (da 61 punti). Nel sottofondo aumenta la pressione di vendita (il numero dei NL sta crescendo) ma finora non ci sono sostanziali conseguenze negative. Ripetiamo - fino a prova contraria (tipo una pessima seduta con chiusura sul minimo e volumi di titoli trattati in forte aumento) o fino alla rottura dei primi supporti bisogna partire dal principio che le borse stanno unicamente consolidando prima di riprendere il rialzo.
Venerdì sia in Europa (Eurostoxx50 -0.55% a 3974 punti) che in America (S&P500 -0.72% a 4181.17) la seduta é stata negativa. Questa seduta non ha però cambiato il quadro tecnico generale - in particolare l'S&P500 é risalito dopo aver raggiunto la prima zona di supporto a 4170-4175 punti - sembra che i venditori non siano in grado di prendere l'iniziativa e dominare. Da mesi sul grafico non c'é una lunga e marcante candela rossa con chiusura sul minimo giornaliero.
L'S&P500 ha aperto a 4188 punti e nella prima ora é risalito a 4196 punti. Poi é lentamente sceso ad ondate fino a i 4174 punti. Dopo le 20.00 ha recuperato ed ha chiuso a 4181 punti con una perdita di 30 punti. Il range giornaliero é di soli 24 punti. Tutti i maggiori indici sono scesi (Nasdaq100 -0.78% a 13860 punti, DJT -0.47%, RUT - 1.65) - ovviamente la seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2161 su 5618, NH/NL a 458 su 375 e volume relativo a 1.0. I Summation Index sono adesso in calo. Il reddito dell'USTBond decennale é invariato a 1.65%.
Il cambio EUR/USD venerdì é pesantemente caduto a 1.2020 - c'é stato l'atteso cambiamento di tendenza a corto termine che dovrebbe riportare il cambio intorno a 1.18.
Insomma - la seduta di venerdì ha visto un arretramento generale delle borse - non abbiamo però nessun elemento per poter dire che questo é l'inizio di una fase negativa.
Vediamo come inizia il nuovo mese - secondo la nostra previsione le borse potrebbero scendere da subito o continuare ad oscillare in laterale, come hanno fatto da metà aprile, ancora per due settimane. Secondo i cicli annuali prevediamo un ribasso a partire da metà maggio fino a metà ottobre. Non bisogna però ancora andare contro la tendenza dominante che fino a prova contraria é al rialzo. Concretamente é meglio evitare adesso acquisti di azioni e bisogna tenere la mano pronta a schiacciare il pulsante d'uscita e di vendita.

Commento del 30 aprile

Nuovi record storici in America - l'Europa traballa

Ieri l'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 4218.78 punti e ha chiuso poco più in basso a 4211.47 punti (+0.68%) con un guadagno di 28 punti. La tendenza della borsa americana é indiscutibilmente al rialzo. La tecnologia fatica a tenere il passo - il Nasdaq100 ha toccato un nuovo record storico marginale a 14073 punti - ha però chiuso 100 punti più in basso (+0.49% a 13970 punti) senza confermare la rottura al rialzo. La partecipazione resta debole. Diciamo che al momento i grafici trionfano sugli indicatori - mentre i primi parlano solo di rialzo i secondi invitano alla prudenza poiché da settimane mostrano divergenze negative specialmente a livello di partecipazione e in particolare nel settore tecnologico. Temiamo che l'aumento dei tassi d'interesse (reddito dell'USTBond decennale a 1.65%, +0.02%) possa presto o tardi mettere in difficoltà il mercato azionario ma al momento non vediamo nessuna valida ragione per prevedere un top e un'inversione di tendenza.

Abbiamo iniziato il commento parlando della borsa americana poiché é questa che conduce il ballo. Ieri in Europa c'é stata una seduta negativa (Eurostoxx50 -0.45% a 3997 punti) che contrasta con quanto visto a Wall Street. Il problema é che la debolezza in Europa é apparsa già all'apertura dei mercati. Da giorni prevedevamo che ci sarebbe stato a breve un movimento importante con un'accelerazione in una o nell'altra direzione. Ora sembra che la rottura debba avvenire al ribasso.
Le premesse la mattina erano per una seduta positiva. Dopo la buona apertura però le borse europee non sono più riuscite a fare progressi. L'Eurostoxx50 é caduto in negativo nel pomeriggio. La perdita di 18 punti é modesta. Preoccupa però il fatto che l'Eurostoxx50 invece che attaccare il massimo annuale é caduto dopo una serie di 6 sedute dove o é salito o ha marciato sul posto. La tendenza é al rialzo e tutti si aspettano che l'Eurostoxx50 salga. Spesso però il mercato non segue il consenso ma fa esattamente l'opposto. Se il supporto a 3950 punti venisse rotto sarebbero guai. Il DAX (-0.90% a 15154 punti) ha aperto in positivo ma poi é sceso praticamente per tutta la giornata e ha chiuso vicino al minimo con una vistosa perdita di 138 punti. Se l'indice scende sotto i 15000 punti deve iniziare una correzione poiché molti analisti tecnici avranno un segnale di vendita. Sarà un segnale da non trascurare perché come preannunciato ora deve esserci un movimento rapido e significativo. I tassi d'interesse in aumento hanno spinto l'indice delle banche SX7E (+1.16% a  91.87 punti) ancora al rialzo. Attenzione però che il settore non può muoversi per tanto in controtendenza rispetto all'Eurostoxx50. Se l'Eurostoxx50 comincia a cadere (e non scendere dolcemente come ieri) anche il SX7E verrà trascinato verso il basso.
Il FTSE MIB (-0.74% a 24278 punti) ha vistosamente perso terreno malgrado il buon comportamento del settore bancario. L'ovvio importante supporto sul FTSE MIB si trova a 24000 punti.
Riassumendo ieri le borse europee hanno ignorato i segnali costruttivi provenienti dall'America ed hanno avuto una seduta negativa. Può essere solo un problema temporaneo - al momento non abbiamo nessuna segnale di vendita. Bisogna però monitorare con attenzione lo sviluppo della situazione. Finora abbiamo giudicato il movimento laterale da metà aprile come un consolidamento che doveva terminare con una ripresa del rialzo. Ieri però gli indici sono scesi e si sono pericolosamente avvicinati ai supporti proprio quando si avvicina il momento in cui deve esserci una decisiva rottura al rialzo o al ribasso. Questo attacco di debolezza in concomitanza con tassi d'interesse in sensibile aumento ci preoccupa.

L'S&P500 ha aperto sul nuovo massimo storico a 4218 punti. L'indice é caduto in due ondate fino alle 18.05 quando ha toccato il minimo giornaliero a 4176 punti. Il gap up in apertura é stata in questa maniera colmato. Poi l'S&P500 é ripartite al rialzo e con un movimento regolare é risalito fino ai 4215 punti. Sul finale é sceso a 4211.47 punti (+0.68%). La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3961 su 3837, NH/NL a 1060 su 205 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 17.61 punti (+0.33), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.47 e il Fear&Greed Index é balzato a 66 punti (+5). I Summation Index sono saliti.
Malgrado gli ottimi risultati trimestrali Apple (-0.07%) ha marciato sul posto. Solo Facebook (+7.30%) ha reagito con un balzo ai convincenti risultati. In generale abbiamo l'impressione che molti dati positivi siano già scontati nelle attuali quotazioni stratosferiche delle azioni. Anche il forte aumento del PIL americano (+6.4%) non ha scatenato un rally ma é stato onorato solo con una seduta moderatamente positiva.
Dubbi a parte i nuovi record storici sono un segnale indiscutibile di rialzo e fino a prova contraria bisogna partire dal principio che gli indici saliranno più in alto.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4192 punti (-11 punti). L'Eurostoxx50 vale 3997 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate e non sembrano avere l'intenzione di recuperare le perdite di ieri. Ci vorrebbe oggi un guadagno del +0.5% per evitare che la performance settimanale sia negativa.
Ieri sera dopo la chiusura a Wall Street Amazon ha presentato dei buoni risultati trimestrali - nel dopo borsa l'azione ha guadagnato il +2%. Adesso tutti i big della tecnologia hanno pubblicato i loro utili trimestrali - bisogna osservare con attenzione come si comporta il Nasdaq100 nei prossimi giorni - malgrado ottimi dati la chiusura del 16 aprile é ancora la migliore della storia. La nostra ipotesi del doppio massimo é ancora valida.

Commento del 29 aprile

Joe Biden spende - la FED finanzia il debito e tiene bassi i tassi d'interesse - le imprese macinano utili

Dopo il pacchetto di aiuti Covid-19 da 1900 Mia. di USD e il programma di investimento in infrastrutture da 2300 Mia di USD Joe Biden ha annunciato ulteriori uscite aggiuntive per 1800 Mia di USD in spese sociali per aiutare le famiglie americane. Jerome Powell e la FED finanziano il mostruoso deficit continuando a mantenere i tassi d'interesse di riferimento a 0% e acquistando 120 Mia di titoli di Stato ogni mese. In un mondo dove tutti vivono al di sopra delle proprie possibilità spendendo dei soldi che non esistono le imprese macinano utili - lo ha dimostrato ieri sera anche Apple presentando dopo a chiusura a Wall Street degli ottimi risultati trimestrali. Malgrado che ieri sera l'S&P500 (-0.08% a 4183.18 punti) abbia marciato sul posto niente sembra in grado di turbare il rialzo delle borse. L'analisi tecnica non può che confermare la tendenza rialzista sancita da un nuovo massimo storico dell'S&P500 a 4201.53 punti. La partecipazione miserabile (NH/NL a 817 (!) su 182) e il momentum in calo sembrano non interessare a nessuno.

Per la quarta seduta consecutiva le borse europee si sono mosse in pochi punti senza direzione e hanno chiuso senza sostanziali variazioni (Eurostoxx50 +0.08% a 4015 punti, DAX +0.28% a 15292 punti, FTSE MIB -0.06% a 24459 punti). Il momentum é in calo, le Bollinger Bands si stanno restringendo, sui grafici appaiono delle costellazioni tecniche tipo dei triangoli orizzontali che presuppongono l'imminenza di un movimento significativo. Di solito dopo una pausa di questo tipo le borse ricominciano a muoversi in direzione del trend dominante che attualmente é al rialzo. I segnali negativi mandati del Nasdaq non sono però spariti e ieri il Nasdaq100 ha perso il -0.42% a 13901 punti. Di conseguenza l'accelerazione al rialzo non é ancora un dato di fatto.

L'S&P500 ha aperto a 4191 punti e fino alle 20.00 é oscillato a caso tra 4184 e 4196 punti. Dopo la conclusione della riunione della FED e durante la conferenza stampa di Jerome Powell l'indice si é impennato fino ad un nuovo massimo storico a 4201 punti ma poi é ricaduto a 4183.18 punti (-0.08%). Il 16 aprile l'indice aveva toccato i 4191 punti - nel frattempo non ha fatto progressi.
Anche gli altri indici si sono mossi poco (DJT -0.16%, RUT +0.13%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4447 su 3316, NH/NL a 817 su 182 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 0.43, il CBOE Equity put/call ratio é stabile a 0.43 mentre il Fear&Greed Index é lievitato a 61 punti (+2). I Summation Index stanno lentamente salendo.
Ieri sera l'S&P500 ha chiuso in calo, sul minimo giornaliero e 18 punti sotto il massimo giornaliero - non possiamo però parlare di segnale negativo o reversal - é stata semplicemente una seduta neutra senza significato particolare.

I buoni risultati trimestrali di Apple e Facebook fanno salire il future sul Nasdaq100 del +0.8%. Di riflesso il future sull'S&P500 sale a 4198 punti (+22 punti). L'Eurostoxx50 vale 4022 punti (+7 punti) - le borse europee apriranno con un guadagno di circa il +0.2%. Niente di entusiasmante e nessuna accelerazione - probabilmente avremo però una seduta di moderato rialzo.
Alle 14.30 é previsto il dato sulla crescita economica (PIL) negli Stati Uniti nel primo trimestre dell'anno - la stima degli analisti é a +6.1%. Sicuramente il dato non deluderà gli investitori.

Commento del 28 aprile

Google fantastica - Microsoft delude - gli effetti si compensano

La seduta di ieri é stata semplicemente una brutta copia di quella di lunedì. Brutta perché invece che guadagnare qualche punto sia le borse europee (Eurostoxx50 -0.22% a 4012 punti) che quella americana (S&P500 -0.02% a 4186.72 punti) hanno chiuso con delle leggere perdite. Gli indici azionari si sono nuovamente mossi in pochi punti intorno al livello d'apertura e hanno chiuso senza sostanziali variazioni e con modesti volumi di titoli trattati. A livello tecnico non c'é molto da dire - dopo un periodo di pausa spesso ci sono però dei forti movimenti dinamici per uscire dal trading range - molti grafici mostrano che questa pausa, che finora sembra essere di consolidamento e di assorbimento dell'ipercomperato, si avvicina alla fine. 

C'é sempre poco da commentare quando durante una giornata un indice si muove senza direzione in pochi punti e chiude senza sostanziali variazioni. La perdita di ieri in Europa (Eurostoxx50 -0.22%, DAX - 0.31% e FTSE MIB -0.17%) compensa il guadagno di lunedì e gli l'indici sono ancora dove si trovavano giovedì scorso. Dopo una pausa di questo tipo é poco probabile che il mercato ricominci a salire lentamente e moderatamente seguendo il trend - in genere c'é un'accelerazione in una o nell'altra direzione. La variante più probabile é il rialzo - la più pericolosa é un ribasso che potrebbe essere violento e veloce poiché nessuno se l'aspetta.
Sul grafico del DAX si vede che le Bollinger Bands si stanno restringendo mentre l'indice si chiude in un triangolo orizzontale che sembra vicino alla fine.L'impressione é che gli investitori abbiano ancora bisogno una manciata di sedute per decidere, sulla base degli utili delle imprese e dei dati economici, cosa conviene fare. Siamo convinti che il mese di maggio sarà diverso da quello di aprile.

L'S&P500 ha aperto in leggero guadagno a 4190 punti. Si é mosso tra un minimo a 4176 punti e un massimo di 4193 punti (range di 17 punti) e ha chiuso invariato a 4186.72 punti (-0.02%). Sulla tecnologia abbiamo osservato delle prudenti prese di beneficio (Nasdaq100 -0.47%). il DJ Transportation (+1.44%) ha fatto registrare un nuovo record storico. La seduta al NYSE é stata moderatamente negativa con A/D a 3598 su 4166, NH/NL a 792 su 164 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é rimasta stabile a 17.56 punti (-0.08), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.50 mentre il Fear&Greed Index é fermo a 59 punti (+1).
Ieri sera dopo la chiusura una serie di importanti società tecnologiche tra cui Microsoft e Google ha presentato i risultati trimestrali. Quelli di Google erano ottimi e l'azione nel dopo borsa é decollata - quelli di Microsoft erano buoni ma gli investitori si aspettavano di più e l'azione é caduta. Gli effetti si compensano - il future sul Nasdaq100 stamattina é invariato. Pensiamo che ci sono molti traders long che si aspettavano una decisa spinta di rialzo grazie ai buoni risultati dei big della tecnologia - se vedono che il mercato non si muove potrebbero decidere di mollare la presa e vendere. Pensiamo che prima di prendere una simile decisione aspetteranno per lo meno di conoscere i dati di Apple previsti stasera dopo la chiusura a Wall Street.

Stamattina i mercati finanziari sono nuovamente fermi e tranquilli. il future sull'S&P500 é a 4183 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 4114 punti (+2 punti). Le borse europee apriranno in leggero guadagno - sembra che anche la terza seduta di questa settimana sarà come le due precedenti e non ci saranno movimenti rilevanti.
Oggi si riunisce la FED per discutere la situazione economica e la politica monetaria. L'esito della riunione verrà comunicato alle 20.00. Alle 20.30 seguirà la conferenza stampa di Jerome Powell. Non crediamo che ci saranno novità di rilievo ma come sapete quando il più potente presidente di una Banca Centrale parla é meglio ascoltare.

Commento del 27 aprile

Tesla é un trader, non un produttore d'auto

La settimana é iniziata sia in Europa (Eurostoxx50 +0.19% a 4020 punti) che in America (+0.18% a 4187.62 punti) con una seduta leggermente positiva. Gli indici si sono mossi poco con modesti volumi di titoli trattati. Le borse sembravano a corto di argomenti o in attesa di nuovi impulsi. Dopo la chiusura a New York Tesla ha pubblicato i risultati trimestrali. Il guadagno per azione ha superato le stime degli analisti - il resto (entrate, cash flow, margini, liquidità) era più o meno come previsto. L'unico problema é che Tesla non guadagna producendo e vendendo auto elettriche - i sui utili derivano unicamente dalla vendita di certificati CO2 ad altre compagnie e (novità) dal trading con bitcoins che in questo trimestre ha generato un reddito di 100 Mio di USD. Questo é il sistema che tiene in piedi questo bull market - non é di certo un modello di crescita economica sostenibile che genera ricchezza e posti di lavoro. Chi compra le azioni di Tesla non si interessa a questi dettagli - ai traders interessano solo la narrativa, le emozioni ed il trend. I fondamentali sono qualcoso di complicato e superfluo - le borse salgono e ricompensano questo tipo di società "distruttive".

La giornata di ieri in borsa non necessita di grandi commenti - l'Eurostoxx50 si é mosso in soli 22 punti - l'S&P500 é oscillato in 12 punti - abbiamo avuto una seduta tranquilla e senza direzione. I guadagni a fine giornata sono trascurabili - mostrano unicamente che nel dubbio le borse preferiscono guadagnare qualche punto anche perché i risultati delle imprese in questo trimestre di ripresa economica non possono che essere buoni. Buoni e superiori alle stime degli analisti di Wall Street che stanno facendo il solito gioco - tengono le stime basse in maniera da poter esultare al momento della comunicazione dei dati effettivi e spingere le azioni al rialzo.
Eurostoxx50 e DAX (+0.11% a 15296 punti) hanno guadagnato qualche punto. L'indice delle banche SX7E é balzato del +2.70% a 87.78 punti. Ieri il settore si é comportato molto bene malgrado che i tassi d'interessi erano invariati - forse c'é un certo ottimismo visto che si ricomincia a parlare del Recovery Plan che dovrebbe rilanciare la crescita economica europea. La forza del settore bancario ha sostenuto il FTSE MIB (+0.52% a 24513 punti) - un effetto che conosciamo bene. In Italia, uno dei Paesi che più approfitta del Recovery Plan, il governo Draghi ha trasmesso i dettagli del piano di investimenti al Parlamento per la ratifica. Logico che in Italia regni un certo entusiasmo malgrado le critiche dei soliti scettici.
Gli indici azionari europei sono tornati a ridosso dei massimi annuali del 16-19 aprile. Questi massimi non sono stati ancora migliorati. L'impressione però é che il capitolo correzione potrebbe già essere terminato - fino a prova contraria la tendenza é al rialzo con un latente rischio di forti vuoti d'aria poiché senza correzioni c'é sempre un eccesso da compensare.

La seduta a Wall Street si é aperta con lieve balzo dell'S&P500 a 4187 punti - a questo punto la giornata era già praticamente finita visto che per il resto della giornata l'indice si é semplicemente mosso in 12 punti interno a questo valore. Poco dopo le 21.00 l'indice ha toccato un nuovo record storico marginale a 4194.19 punti e in chiusura é tornato a 4187.62 punti (+0.18%). Bene si sono comportati la tecnologia (Nasdaq100 +0.61% a 14026 punti) e le PMI (RUT +1.15%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5189 su 2603, NH/NL a 114 su 124 e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é salita a 17.64 punti (+0.31), il CBOE Equity put/call ratio era relativamente basso a 0.43 e il Fear&Greed Index é sceso a 58 punti (-3 punti). I Summation Index sono saliti. A livello tecnico non ci sono cambiamenti di rilievo. La tendenza é al rialzo - da oggi fino a giovedì verrano resi noti i risultati trimestrali dei 5 big della tecnologia AGMAF - la reazione della borsa servirà a confermare il trend o a provocare l'inizio di una correzione - l'ipotesi del doppio massimo sul Nasdaq é ancora valida.

Stamattina non cambia nulla - ritroviamo il future sull'S&P500 a 4187 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.25 vale 4019 punti - le borse europee apriranno in pari. Microsoft e Google pubblicheranno i risultati trimestrali stasera dopo la chiusura dei mercati americani. Fino a quel momento non dovrebbe succedere nulla di importante.

Aggiornamento del 26 aprile

Gli analisti litigano

Stamattina ritroviamo i mercato finanziari allo stesso punto di come li avevamo lasciati venerdì sera. Il future sull'S&P500 é a 4172 punti (+1 punto). Il Nikkei ha guadagnato il +0.42% mentre Shanghai sta perdendo il -0.5%. I cambi, i tassi d'interesse ed i prezzi dei metalli preziosi sono praticamente invariati. Alle 08.15 l'Eurostoxx50 vale 4013 punti - le borse europee apriranno in pari. Pensiamo che stamattina le borse europee proveranno a guadagnare qualche punto per cercare di imitare quanto é successo venerdì a Wall Street. La spinta dovrebbe però essere modesta ed esaurirsi in un paio d'ore. Al momento non vediamo nessuna ragione particolare per un movimento importante della borsa americana - i risultati trimestrali di Tesla verranno pubblicati solo dopo la chiusura.
Gli analisti litigano a colpi di grafici ed indicatori. Chi lavora con i grafici vede sopratutto tendenze rialziste ed invoca l'accelerazione - finora per non c'é nessuna segnale di melt-up - la tendenza di S&P500 e colleghi é al rialzo ma l'inclinazione del movimento non sta aumentando - le linee di trend che limitano superiormente i grafici non vengono violate. Gli analisti fondamentali e chi da parecchio peso agli indicatori di partecipazione prevedono invece la fine del bull market e si aspettano a maggio un crollo della borsa. Le analisi sono entrambe corrette - le conclusioni però divergono e quindi il mercato dimostrerà che qualcuno ha torto. Un rialzo normalmente si sviluppa con delle fasi positive e delle correzioni intermedie - é probabile che anche questa volta lo sviluppo futuro non si sposterà di molto da questo scenario abituale lasciando tutti un pò delusi. Per fare notizia e attirare l'attenzione degli investitori (e clienti) bisogna però prevedere qualcosa di speciale - non bisogna essere sorpresi se i titoli delle analisi mettono spesso in evidenza eventi eccezionali. 
Probabilmente oggi non succederà nulla di importante.

Commento del 24-25 aprile

Borsa americana in fibrillazione - per vedere la correzione ci vuole la lente di ingrandimento...

Nell'analisi del fine settimana del 18 aprile avevamo constatato che la tendenza delle borse era ancora solidamente al rialzo - la maggior parte degli indici azionari aveva raggiunto dei nuovi massimi annuali o storici. Secondo l'analisi tecnica in quel momento le borse erano ipercomperate e in eccesso di rialzo non solo a corto ma anche a medio termine. Malgrado la forza del trend e l'impressione che si stesse verificando un'accelerazione avevamo (nuovamente) ipotizzato l'inizio di una correzione. Quello che é seguito é stato un andamento altalenante che ha l'aspetto di una fibrillazione - c'é stata una serie di sedute decisamente negative e positive intorno ad importanti livelli di supporto / resistenza (p.e. 13800 punti di Nasdaq100) che ha provocato sia segnali di vendita che segnali d'acquisto a corto termine. Sorprende la mancanza di continuità - dopo le prime due sedute negative (lu e ma) eravamo convinti che fosse iniziata una correzione - minore ed intermedia o più importante e a medio termine - ma almeno una correzione con un certo potenziale di ribasso (4090 punti di S&P500). Invece tra mercoledì e venerdì c'é stato un su e giù con sedute dall'andamento e risultati completamente opposti che hanno disorientato anche i traders più esperti. Per saldo durante la settimana gli indici sono scesi e quindi in teoria abbiamo a che fare con una correzione. In America però le perdite sono talmente contenuto che ci vuole la lente d'ingrandimento per vedere il calo sul grafico. La seduta di venerdì a Wall Street é stata decisamente positiva (S&P500 +1.09% a 4180.17 punti) - l'S&P500 ha fatto registrare un nuovo massimo storico a 4194.17 punti e si é fermato 14 punti più in basso con un forte guadagno di 45 punti. La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo (59.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percend Index sul NYSE a 71.51) e quindi lo scenario più probabile é che le borse ricomincino settimana prossima a salire chiudendo il capitolo correzione con un semplice ritracciamento o consolidamento che ha permesso ai mercati di assorbire per lo meno parte dell'ipercomperato di corto termine.
Non siamo però ancora disposti ad abbandonare la variante correzione perché dal settore tecnologico arrivano segnali discordanti - da settimane osserviamo divergenze negative su Nasdaq Composite / Nasdaq100 e il quadro tecnico a medio termine continua a non convincere. È possibile che si stia verificando un doppio massimo sul Nasdaq Comp rispettivamente una falsa rottura al rialzo sul Nasdaq100. Questo significa che settimana prossima gli indici potrebbero ripartire al ribasso e dare un segnale di vendita - osserviamo con attenzione i 13800 punti di Nasdaq100 (+1.30% a 13941 punti) e sopratutto i 13500 punti per un segnale di vendita definitivo.
Da dove viene questo pessimismo che osservando il grafico sembra ingiustificato? Prima di tutto la tecnologia mostra ancora debolezza relativa rispetto all'S&P500 - la correzione di metà febbraio / inizio marzo ha strutturalmente indebolito questo settore che da due mesi sottoperforma. Il price momentum é in calo (per gli interessati questo lo si vede con l'indicatore ROC). La partecipazione al rialzo é da settimane debole e suboptimale - lo si vede nei rapporti A/D, NH/NL e sul Bullish Percent Index. Il Bullish Percent Index sul Nasdaq Comp é a 59.96 - a febbraio era sopra gli 80 punti. In assoluto il Nasdaq si comporta bene grazie al Nasdaq100 e agli AGMAF. È però troppo poco - il rialzo posa su fondamenta fragili e si avvicina il momento della verità. Settimana prossima Apple, Microsoft, Amazon, Google, Facebook e Tesla presenteranno i risultati trimestrali. Tra qualche giorno sapremo se la tecnologia ha ancora la forza per spingere al rialzo i listini americani o se invece, come sospettiamo, ci sarà effettivamente una caduta e una correzione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.49% a 4013 punti
SX7E (banche)          -3.00% a 85.47 punti
DAX                         -1.17% a 15279 punti
SMI                          -0.55% a 11200 punti
FTSE MIB                  -1.45% a 24386 punti
S&P500                     -0.13% a 4180.17 punti (nuovo massimo storico a 4194 punti)
Nasdaq100                -0.71% a 13941 punti

Stranamente le borse europee venerdì hanno marciato sul posto (Eurostoxx50 -0.04%) e non hanno seguito l'America al rialzo. Non é stato un problema di differenze d'orario o di rialzo ritardato a Wall Street. Alle 16.50 l'S&P500 era già a 4184 punti. Semplicemente sembrava che le borse europee non avessero più forza per salire e sono rimaste a guardare. La prova é che alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 4010 punti (-3). Forse si é verificato l'effetto di compensazione sul cambio che abbiamo già spesso osservato nel passato. Il cambio EUR/USD é salito a 1.21 e questa forza dell'EUR (ca. +0.7%) fa la differenza. In USD la performance delle borse in Europa ed in America é praticamente uguale. È evidente che lo sviluppo futuro delle borse europee continua dipendere dagli Stati Uniti. Fino a prova contraria la tendenza delle borse europee é al rialzo.
I tassi d'interesse salgono anche in Europa. Il reddito del Bund decennale é salito dai -0.57% di inizio anno agli attuali -0.25%. Si tratta ancora di interessi negativi che tendono a spostare la liquidità dal reddito fisso alla borsa. Il reddito da dividendi dell'Eurostoxx50 é attualmente di circa il 3.2%. Da questo punto di vista in Europa é più interessante investire in azioni che in obbligazioni - il vantaggio sta però diminuendo. In America é l'opposto - l'S&P500 rende l'1.38% mentre il reddito dell'US Treasury Bond decennale é a 1.58%.   

Dopo la seduta negativa di giovedì pensavamo che venerdì a New York ci sarebbe stato almeno un ulteriore tentativo di ribasso. Invece la borsa é salita dall'apertura fino alle 21.40 - solo sul finale c'é stato un ritracciamento. L'S&P500 ha aperto praticamente in pari a 4138 punti. Subito é partito al rialzo e alle 16.50 era già a 4184 punti. Poi per ore il mercato si é fermato e l'S&P500 é oscillato in una manciata di punti. Sul finale c'é stata un'impennata fino a 4194 punti - negli ultimi 20 minuti delle vendite hanno fatto scendere l'indice a 4180.17 punti (+1.09%). È stata una seduta decisamente positiva (A/D a 6172 su 1606, NH/NL a 743 su 145) con la partecipazione omogenea di quasi tutti i settori (Nasdaq100 +1.30%, DJT +1.42% (nuovo massimo storico), RUT +1.76%). La volatilità VIX é ricaduta a 17.33 punti (-1.38 / torna tra i 16 ed i 18.50 punti), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.39 e il Fear&Greed Index é salito a 61 punti (+2). Gli indicatori di sentiment mostrano ottimismo ma c'é parecchio margine per un miglioramento.
I Summation Index sono saliti.
A prima vista questa seduta positiva cancella i segnali negativi della settimana e rimette in corsa il rialzo - sembra che gli indici settimana prossima debbano continuare a salire. Non ci sono abbastanza elementi negativi per indurci a speculare al ribasso.
La situazione tecnica del Nasdaq Composite però non ci piace. Come bisogna tradurre questa valutazione ambigua in una strategia operativa? Un esempio : un trader può essere long Nasdaq100 (idealmente ha comperato venerdì quando l'indice é salito sopra i 13800 punti o ha aspettato la chiusura per avere un segnale chiaro e lo ha fatto sui 13940 punti). All'inizio mette uno stop loss poco sotto i 13800 punti - se l'indice sale sposta lo stop loss sul livello d'acquisto. Vende short solo se l'indice rompe la linea di trend ascendente dai minimi di marzo - questa si trova ora sui 13500 punti (in crescita). Buona fortuna e attenzione ai risultati trimestrali dei big della tecnologia...

Commento del 23 aprile

I ribassisti contrattaccano e ribaltano la situazione in loro favore - Nasdaq100 (-1.24% a 13762 punti) sotto i 13800 punti

Ieri sera verso le 19.00 l'amministrazione di Joe Biden ha comunicato i dettagli della proposta di aumento delle imposte. Limposizione fiscale delle imprese deve aumentare a circa il 28% e questo lo si sapeva da tempo - da quando Biden aveva annunciato il suo piano di investimenti in infrastrutture. La borsa americana ieri sera ha però reagito negativamente. Fino a qual momento gli indici azionari erano saliti. Le borse europee avevano continuato il rimbalzo iniziato mercoledì (Eurostoxx50 +0.97% a 4014 punti) mentre l'S&P500 dopo un'apertura in calo era tornato in positivo e si trovava sui 4179 punti. In un'ora l'S&P500 é caduto di 56 punti a 4123 punti di minimo. Dopo le 20.00 ha recuperato una decina di punti e ha chiuso a 4134.98 punti (-0.92%). L'indice ha perso quello che aveva guadagnato mercoledì - in teoria torniamo alla casella di partenza. In pratica ci sono due importanti differenze che danno un vantaggio ai ribassisti. I rialzisti sono stati presi in contropiede ed ora i ribassisti hanno il momentum in loro favore. Inoltre il Nasdaq100 (-1.24% a 13762 punti) é caduto sotto il supporto a 13800 punti e ha dato un segnale tecnico di vendita - la tecnologia sarebbe il settore più colpito da un aumento delle imposte. La rottura al ribasso non é ancora definitiva - 38 punti sono pochi e le ultime tre candele sul grafico sono praticamente parellele - i minimi di mercoledì e giovedì sono quasi gli stessi - l'indice ha chiuso 50 punti sopra il minimo. La seduta odierna dovrebbe però fornire chiarezza. Se l'America chiude in positivo stiamo avendo un semplice consolidamento - se invece l'S&P500 scende e cade sotto i 4100 punti é probabile che la correzione sia appena agli inizi e debba proseguire.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. Raramente le borse europee prendono l'iniziativa - in genere si limitano a copiare quanto sta succedendo in America e la giornata di ieri non é stata un'eccezione. Gli indici hanno aperto in positivo e sono lentamente saliti per tutta la giornata chiudendo vicino ai massimi giornalieri e con dei consistenti guadagni. Oggi cambieranno nuovamente direzione - sarà unicamente interessante vedere se dopo l'apertura in calo si fermano o se invece le vendite si intensificano. Finora la settimana é stata di poco negativa e il comportamento degli indici assomiglia ad un semplice consolidamento per assorbire l'ipercomperato.

Come descritto nell'introduzione l'ondata di vendite in America é durata solo un'ora. In seguito la borsa si é stabilizzata, é rimbalzata ma non é riuscita a recuperare. Le perdite a fine giornata sono importanti soprattuto nell'importante settore tecnologico. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3034 su 4712, NH/NL a 640 su 179 e volume relativo a 0.95. A livello di partecipazione i dati sono relativamente buoni - l'A/D é negativa ma non pessima e il numero dei NL é nettamente diminuito come conseguenza della forza relativa del Russell2000 (RUT -0.31%). Sappiamo però che al momento la tecnologia é determinante - se il Nasdaq100 comincia a scendere trascinerà il resto verso il basso.
La volatilità VIX é balzata a 18.71 punti (+1.21), il CBOE Equity put/call ratio é più alto a 0.52 mentre il Fear&Greed Index é sceso di poco a 52 punti (-2). I Summation Index scendono.
Insomma - con questa seduta negativa si riapre la strada verso il basso e noi tiriamo un sospiro di sollievo. Malgrado il rialzo di mercoledì avevamo continuato a difendere l'ipotesi della correzione. Finora però é successo poco se non un'altalena e un susseguirsi di sedute negative e positive. Speriamo che l'ultima seduta della settimana porti un pò di chiarezza e confermi lo scenario della correzione.

Stamattina il future sull'S&P500 é praticamente invariato a 4128 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3999 punti (-15). In genere le borse europee, in situazioni paragonabili, tentano la mattina di colmare la perdita iniziale. Poi vedremo cosa decideranno di fare gli americani. Ieri sera Intel ha pubblicato dei risultati che non hanno soddisfatto le eccessive aspettative degli investitori - l'azione nel dopo borsa ha perso il -2%. Le monete digitali (Bitcoin), che mostrano l'appetito al rischio degli speculatori, perdono nelle ultime 24 ore circa il -10%. L'impressione generale é che l'euforia sta lasciando spazio ad una certa prudenza e questo significa che le borse potrebbero questa volta veramente correggere.

Commento del 22 aprile

La borsa americana cancella l'impulso ribassista - la correzione potrebbe essere solo un consolidamento

Ieri sia le borse europee (Eurostoxx50 +0.91% a 3976 punti) che quella americana (S&P500 +0.93% a 4173.42 punti) sono salite. La seduta positiva in Europa aveva l'aspetto di un rimbalzo anche perché gli indici hanno recuperato solo circa la metà della perdita del giorno precedente. Invece la reazione positiva in America é stata più robusta e convincente. Gli indici non hanno solo compensato la perdità di martedì ma anche buona parte di quella di lunedì. Per saldo questa settimana l'S&P500 é in calo di appena 12 punti - inoltra la reazione ieri é sembrata più forte e convincente della tentennante discesa delle due precedente sedute. Ieri l'S&P500 ha aperto sul minimo a 4127 punti ed é salito con delle pause praticamente per tutta la giornata, Ha chiuso due punti sotto il massimo giornaliero a 4173.42 punti (+0.93%). Gli acquisti hanno coinvolto tutto il listino (Nasdaq100 +0.91%, DJT +0.98%, RUT +2.35%) malgrado che l'azione di riferimento della giornata (Netflix -7.40%) sia precipitata dopo aver pubblicato dei risultati trimestrali deludenti.
Riassumendo tra lunedì e martedì avevamo avuto l'impressione che fosse iniziata una correzione anche perché il calo era cominciato puntuale in occasione del massimo del ciclo a medio termine. Malgrado che gli indici americani non avessero dato nessun segnale di vendita pensavamo che la discesa potesse accelerare e ci eravamo fidati del segnale d'acquisto fornito dalla volatilità VIX (17.50 punti, -1.18) che aveva superato la resistenza a 18.50 punti. La positiva seduta di mercoledì ha invece cancellato l'impulso ribassista e ora ci ritroviamo alla casella iniziale. La costellazione tecnica continua a favorire lo sviluppo di una correzione intermedia - il primo tentativo di ribasso é però miseramente fallito e bisogna domandarsi se i ribassisti hanno ancora abbastanza forze e motivazione per imporsi.

Non facciamo lunghi commenti sulla seduta in Europa che ieri sera abbiamo classificato come possibile rimbalzo. La ragione é semplice - per essere un rimbalzo oggi le borse dovevano nuovamente scendere - invece sembra che stamattina gli indici apriranno con un guadagno del +0.7%. Possiamo paragonare l'Europa all'America con l'unica differenza che l'Europa segue l'America con alcune ore di ritardo. Non sappiamo se le borse europee stanno ancora correggendo o semplicemente consolidando prima di continuare a salire. La caduta di lunedì e martedì ha eliminato buona parte dell'ipercomperato di corto termine e questo riapre la strada verso l'alto. Ci sarebbe ancora dell'eccesso di rialzo da compensare con una sana discesa fino alle MM a 50 giorni ma sappiamo che se un rialzo é forte questa fase di assorbimento non é necessaria. Insomma - favoriamo ancora la variante della correzione intermedia ma a questo punto non possiamo escludere che il rialzo continui e che questa settimana, tra il calo di lunedì e martedì e il rimbalzo di mercoledì e giovedÌ (?) ci sia solo una pausa di consolidamento.

Come spiegato nell'introduzione la seduta a Wall Street é stata decisamente di rialzo con una salita dall'apertura in leggero calo fino alla chiusura un +1% più in alto. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6541 su 1282, NH/NL a 564 su 628 (ancora tanti ma in netta diminuzione) e volume relativo a 0.85. Il CBOE Equity put/call ratio é stabile a 0.43 mentre il Fear&Greed Index é balzato a 58 punti (+11 punti). Il Summation Index sul NYSE era praticamente invariato - quello sul Nasdaq é ancora in discesa. La partecipazione resta il tallone d'Achille di questo rialzo ma sta migliorando.
Adesso l'S&P500 é di nuovo a soli 18 punti dal massimo storico - al Nasdaq100 (+0.91% a 13935 punti) mancano 115 punti al record. Nuovi massimi significherebbero che la "correzione" é terminata e il rialzo riprende vigore. Fino a questo punto favoriamo però la variante della correzione e ci aspettiamo che l'S&P500 cada nelle prossime sedute sui 4090 punti. Facciamo questa previsione malgrado che stamattina il future sull'S&P500 é invariato a 4164 punti.

Oggi si riunisce la BCE per discutere la situazione economica e decidere eventuali cambiamenti nella politica monetaria. Il comunicato finale é previsto alle 13.45 - alle 14.30 seguira la conferenza stampa di Christine Lagarde. Non ci aspettiamo novità - la responsabile della BCE condurrà la solita guerra verbale assicurando un appoggio incondizionato ai mercati finanziari - l'effetto potrà solo essere neutro o positivo.

Commento del 21 aprile

Quest'anno tutte le correzioni sono state inferiori alle nostre previsioni - siamo quindi prudenti...

Ieri finalmente é apparsa pressione di vendita e adesso é evidente che le borse stanno correggendo. Le perdite in Europa sono state massicce (Eurostoxx50 -1.98% a 3940 punti). In America invece l'S&P500 (-0.68% a 4134.94 punti) ha contenuto le perdite - ha recuperato 16 punti dal minimo a 4119 punti toccato verso le 17.30. Il Nasdaq100 (-0.71% a 13809 punti) si é salvato in chiusura sopra il determinante supporto a 13800 punti. Se fossimo in tempi normali ora dovrebbe esserci una correzione di medio termine con un potenziale di ribasso tra un -5% ed un -10%. Da inizio anno però qualsiasi correzione si é fermata prima dei livelli che noi avevamo previsto. Prima di ricominciare a salire gli indici azionari non sono scesi in ipervenduto e non c'é stato panico. Di conseguenza questa volta siamo prudenti. Venerdì scorso l'S&P500 ha toccato un massimo storico a 4191 punti e ieri sera si é fermato solo 56 punti più in basso - é appena un -1.33%. Potrebbe anche solo esserci una breve correzione minore di tre sedute - in questo caso tra oggi e domani in giornata gli indici potrebbero già aver esaurito il potenziale di ribasso. Consigliamo però di attendere e osservare attentamente cosa succede - la maggior parte degli investitori si aspetta che il rialzo riprenda a breve e pochi hanno assicurato le posizioni contro possibili pesanti cadute (lo si vede dal mercato delle opzioni e dall'analisi dei COT). Se il calo accelerasse o se gli indici continuassero a scendere per parecchi giorni é possibile che ad un certo momento ci sia una possente ondata di vendite da parte di chi é esposto speculativamente al rialzo e non ha più i soldi per coprire le posizioni (il caso di Archegos deve servire da lezione).
Insomma - non ci aspettiamo molto da questa correzione che nasce come correzione minore e intermedia. Vediamo però parecchia debolezza a livello di partecipazione (NH/NL a 412 su 1210, Summation Index in calo) e gli indici sono ancora lontani dai primi solidi supporti. È meglio non sottovalutare il minaccioso messaggio lanciato dalle consistenti candele rosse apparse ieri sui grafici.

Ieri le borse europee hanno chiuso sul minimo giornaliero, con una pesante perdita e con volumi di titoli trattati in aumento. Sul grafico, per la prima volta da febbraio, appaiono delle marcanti candele rosse. È iniziata l'attesa correzione. Secondo una prima valutazione dovrebbe trattarsi di una correzione minore con i seguenti obiettivi indicativi: Eurostoxx50 a circa i 3850 punti, DAX (-1.55% a 15129 punti) a 14500 punti e FTSE MIB (-2.44% a 24088 punti) a 23500 punti. Dopo un lungo e costante rialzo questo tuffo ha il vantaggio di eliminare l'ipercomperato velocemente - la correzione potrebbe finire già questa settimana. 
L'indice delle banche SX7E é crollato del -3.86% a 85.70 punti. Sembra che il lungo periodo trascorso sugli 88 punti sia stata distribuzione. In questo caso il primo obiettivo della correzione si situa sugli 82 punti anche se purtroppo l'obiettivo più probabile si trova decisamente più in basso a 75 punti.

L'S&P500 ha aperto sui 4154 punti e all'inizio é ancora salito a 4159 punti. Poi le vendite hanno preso decisamente il sopravvento e l'indice é caduto fino alla chiusura in Europa a 4119 punti. Poi ha recuperato e per ore é ampiamente oscillato intorno ai 4130 punti. Sul finale si é impennato a 4137 punti e ha chiuso a 4134.94 punti (-0.68%). Il Russell2000 (-1.96%) era molto debole mentre il DJT ha guadagnato il +0.65%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1839 su 5980, NH/NL a 412 su 1210 (!) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 18.68 punti (+1.39) - finalmente la VIX parte al rialzo e supera la resistenza. Il CBOE Equity put/call ratio (0.48) si é mosso appena mentre Il Fear&Greed Index é sceso a 47 punti (-10).

Ieri sera dopo la chiusura Netflix ha presentato risultati trimestrali inferiori alle attese - in particolare il numero dei nuovi abbonati era decisamente inferiore alle stime e l'azione nel dopo borsa ha perso il -9%. Settimana prossima verranno comunicat i risultati trimestrali dei big della tecnologia. Questo sarà probabilmente il momento decisivo - se i dati deludono la correzione potrebbe continuare a medio termine - se invece gli utili saranno superiori alle ambiziose stime degli analisti é probabile che il rialzo riprenda trascinato dalla tecnologia.

Stamattina il future sull'S&P500 é invariato a 4126 punti. Le borse europee apriranno in guadagno (Eurostoxx50 a 3960 punti, +20 punti) - questa é la logica reazione alla forte perdite di ieri e al fatto che dopo le 17.30 l'S&P500 é risalito. Vedremo se nel corso della giornata riappariranno i venditori.

Commento del 20 aprile

Seduta moderatamente negativa senza pressione di vendita

Quando gli indici azionari chiudono sui minimi giornalieri con sostanziali perdite e con volumi di titoli trattati in aumento, tutti i settori sono in calo, il numero dei nuovi minimi a 30 giorni é in sensibile aumento ed i volumi si concentrano sui titoli in perdita parliamo di pressione di vendita. La pressione di vendita é necessaria per far scendere il mercato in maniera sostenibile e sostanziale nell'arco di più giorni e provocare una correzione. Ieri sia in Europa (Eurostoxx50 -0.32% a 4019 punti) che in America (S&P500 -0.53% a 4163.26 punti) abbiamo avuto una seduta negativa senza pressione di vendita. L'impressione é che questa é stata una semplice seduta negativa necessaria a cortissimo termine per assorbire parte degli eccessi - non abbiamo nessun elemento a sostegno dell'ipotesi che stia iniziando una correzione.

Ieri mattina molti indici azionari europei hanno fatto registrare dei nuovi massimi annuali. L'Eurostoxx50 (-0.32% a 4019 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale marginale a 4040 punti. È rimasto sui 4035 punti fino all'apertura a New York e solo quando gli indici azionari americani sono scesi é passato in negativo. Ha chiuso con una perdita di 13 punti che non ha nessun significato particolare. Non possiamo di certo definire questa seduta come un reversal day. Non c'é nessun segnale di inizio di correzione.
Lo stesso vale per il DAX (-0.59% a 15368 punti) che in apertura ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 15501 punti. È poi sceso ed é rimasto sui 14430 punti fino all'apertura a New York - solo quando gli indici azionari americani sono scesi é passato decisamente in negativo. La chiusura nel range di venerdì con una perdita di 91 punti non ha dato nessun segnale di vendita.
Il FTSE MIB (-0.21% a 24691 punti) ha semplicemente perso 52 punti - grazie alla forza relativa del settore bancario la borsa italiana ha limitato le perdite. L'indice delle banche europee SX7E é salito del +1.16% a 89.14 punti grazie ad un aumento dei tassi d'interesse di mercato - la solita storia...
Insomma - in Europa abbiamo avuto una seduta negativa ma questo sembra solo un caso - in un rialzo non si può pensare che gli indici possano solo e unicamente salire tutti i giorni.

Ogni giorno analizziamo lo svolgimento della seduta a Wall Street. Lo scopo di questo esercizio é di tentare di capire come sono distribuite le forze tra rialzisti e ribassisti, come si comportano i due gruppi e quali mezzi sono disposti a mettere in campo. Ieri hanno vinto i ribassisti visto che l'S&P500 (-0.53% a 4163.26 punti) ha perso 22 punti. L'indice ha però chiuso lontano dal minimo giornaliero (4150 punti) che é stato toccato a metà seduta (18.40). La discesa sul minimo é stata tentennante e l'indice ha trascorso la maggior parte della seduta sui 4160 punti. In chiusura, il momento dove appaiono gli investitori istituzionali, l'indice é salito a 3163 punti. Insomma - sembra che i ribassisti hanno vinto una scaramuccia ma non abbiano l'intenzione di attaccare in maniera massiccia. I ribassisti si sono difesi con ordine e in maniera efficace.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2211 su 5565, NH/NL a 531 su 809 (tanti però...) e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é balzata a 17.29 punti (+1.04), il CBOE Equity put/call ratio é rimasto stabile a 0.45 mentre il Fear&Greed Index é lievitato a 55 punti (+1). Il Summation Index sul NYSE é lievemente sceso - il calo di quello del Nasdaq é stato più pronunciato.
Osserviamo le solite divergenze a livello di partecipazione - nelle ultime due settimane avevamo lo stesso effetto e la borsa ha ignorato il problema. Non possiamo pensare che adesso possa comportarsi diversamente.
Ai sostenitori dell'ipotesi dell'inizio di una correzione quanto successo ieri é piaciuto - ci vuole però per lo meno un'altra seduta di questo tipo prima di poter pensare di avere ragione. Teniamo sempre d'occhio i 13800 punti di Nasdaq100 (-0.95% a 13907 punti).

Stamattina il future sull'S&P500 risale a 4164 punti (+8 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 4021 punti - le borse europee arpriranno in leggero guadagno. Ieri sera dopo la chiusura IBM ha presentato dei buoni risultati trimestrali e l'azione ha guadagnato terreno. Oggi sono attesi i dati di Netflix. Se la tecnologia fornisce risultati convincenti e gli investitori reagiscono positivamente e non con prese di beneficio sarà difficile che la borsa possa correggere.

Aggiornamento del 19 aprile

Nella fase finale di un bull market tutto sembra perfetto

Come d'abitudine durante il fine settimana abbiamo letto cosa scrivono i nostri colleghi analisti tecnici e fondamentali. Sembra che arriviamo tutti alla medesima conclusione. I mercati azionari, specialmente negli Stati Uniti, sono oscenamente cari e si osservano molti indizi di irrazionale esuberanza ed eccessiva speculazione. I grafici però puntano verso l'alto e finora qualsiasi tentativo di prevedere un top o una sostanziale correzione sono miseramente falliti. Malgrado che molti si rendono conto del pericolo nessuno può permettersi di abbandonare la festa e restare a guardare. Tutti sono convinti di poter vendere in tempo - o per lo meno hanno guadagnato talmente bene che sono incuranti della possibilità di perdere un paio di punti in percentuale nel caso di una correzione. Ormai sembra accertato che i Governi e le Banche Centrali faranno di tutto per tenere bassi i tassi d'interesse ed impedire qualsiasi crisi dei mercati finanziari. Qualsiasi crollo sembra gestibile dalle Banche Centrali che sono disposte a comperare tutto quello che potrebbe essere venduto - azioni comprese come mostra bene l'esempio della BoJ.
Sinceramente non abbbiamo argomenti validi per confutare questa teoria - ci domandiamo però perché bisogna pagare ancora le tasse visto che le spese dello Stato possono essere finanziate dalle Banche Centrali....

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 4167 punti (-8 punti) - questo ci dice già quale sarà l'intonazione della giornata. Il Nikkei ha chiuso in pari - Shanghai sta guadagnando il +1.5%. L'Eurostoxx50 alle 08.40 é a 4035 punti (+2) - le borse europee apriranno praticamente invariate. Potrebbe ripetersi lo svolgimento della scorsa settimana - alcune sedute con pochi movimenti e pochi volumi con in mezzo una o due sedute positive in grado di far salire entro venerdì gli indici del solito +1%/+2%.

Commento del 17-18 aprile

Speculazione rampante

I mercati finanziari sono ormai dominati dalla speculazione infiammata dalla liquidità abbondante a prezzo zero. Questa settimana abbiamo osservato attoniti il decollo della moneta digitale Dogecoin e analizzato la valutazione di Hometown International. Dogecoin é una moneta digitale nata per scherzo che raffigura un cane, figura immaginaria (meme) di internet. La moneta non serve a nulla - ce ne sono poche e sono concentrate nelle mani di pochi proprietari. Viene sostenuta da Elon Musk che assieme ad altre figure conosciute (influencers) incita all'acquisto - poca offerta e parecchia domanda fanno salire il prezzo alle stelle senza una ragione particolare. Hometown International  possiede unicamente un piccolo negozio di alimentari che negli ultimi due anni ha fatturato circa 30000 EUR. Il proprietario del negozietto é l'azionista di maggioranza e direttore generale della società. Non si sa per quale ragione ma a febbraio la capitalizzazione della società quotata in borsa ha raggiunto i 113 Mio di USD. Come ai tempi della bolla di internet oggi basta creare qualcosa e lanciarlo come moda in rete - viene comperato da una banda di speculatori incurante dei fondamentali e dai fondi hedge che seguono trend e momentum - a questo punto l'asset può raggiungere qualsiasi valore - come nella tulipomania del 1600 quando un singolo bulbo poteva valere quando una casa nel centro di Amsterdam.

Settimana scorsa le borse sono ancora salite. Gli investitori passano rapidamente da un tema all'altro ma non abbandonano il mercato. C'é solamente una rotazione tra settori. Ogni settimana le Banche Centrali comperano miliardi di obbligazioni - altri miliardi di titoli a reddito fisso scadono e vengono ripagati. Gli investitori si trovano in mano liquidità e non sanno cosa fare - o comperano azioni o aspettano. Nel primo caso alimentano il rialzo delle borse - nel secondo caso subiscono la pressione da parte delle banche che non vogliono liquidità sui conti sulla quale pagano interessi passivi. C'é una costante pressione che sposta capitali dalla liquidità al mercato azionario o su qualsiasi altro bene che cresce di valore. Venerdi sono state riscoperte le borse europee - il DAX (+1.34% a 15459 punti) ha toccato un nuovo record storico - l'Eurostoxx50 (+0.99% a 4033 punti) ha raggiunto un nuovo massimo annuale. Sapete che certi indici comprendono i dividendi (DAX) mentre in altri casi l'indice viene calcolato sulla base dei prezzi dell'azione senza comprendere i dividendi (Eurostoxx50, SMI, FTSE MIB) - questo spiega in parte la differenza di performance sul lungo termine. Calcolando che l'Eurostoxx50 ha pagato nel 2020 quasi il 4% di dividendo questo effetto non é trascurabile - non é però il tema dell'odierna analisi. Spiega però in parte la "sovraperformance" del DAX.
Nuovi massimi di periodo sono una conferma del trend e un segnale indiscutibile. Le borse proseguono il rialzo ignorando gli eccessi e le divergenze. Non siamo in grado di dire quando questo bull market finirà. In questo momento appaiono però tutti sintomi che definiscono la fase finale. Accelerazione, speculazione e nessun rispetto dei limiti tecnici e dei valori fondamentali. Seguendo trend e momentum questo movimento può continuare ancora per dei mesi con risultati sorprendenti. Noi forse riusciremo a dire quando il movimento é alla fine - spesso in questo caso appaiono massiccie divergenze. Finora però a livello tecnico non c'é nulla di nuovo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.36% a 4033 punti (nuovo massimo annuale)
SX7E (banche)          +0.75% a 88.12 punti
DAX                         +1.48% a 15459 punti (nuovo massimo storico)
SMI                          +0.22% a 11263 punti (nuovo massimo annuale)
FTSE MIB                  +1.29% a 24744 punti
S&P500                     +1.37% a 4185.47 punti (nuovo massimo storico)
Nasdaq100                +1.42% a 14041 punti (nuovo massimo storico)

Vedete che settimana scorsa gli indici azionari sono nuovamente lievitati su nuovi record. I guadagni si sono concretizzati in una giornata - giovedì in America (S&P500 +1.11%) e venerdì in Europa (Eurostoxx50 +0.99%). Per il resto é stata una settimana tranquilla con scarsi movimenti e modesti volumi. Gli indici restano strenuamente ipercomperati e in eccesso di rialzo - la volatilità VIX non parte al rialzo (come avevamo previsto noi) e si é adagiata sui 16 punti (16.25 punti, -0.32). La partecipazione al rialzo resta bassa e suboptimale. Per ora tutti questi "problemi" tecnici non provocano correzioni o rallentamenti. Il nostro compito si limita ad osservare il rialzo e annunciare eventuali rischi o cambiamenti nel trend - per il resto siano disarmati poiché le caratteristiche speculative del rialzo hanno tolto efficacia ai nostri strumenti tecnici.

Venerdì l'S&P500 ha aperto in gap up a 4182 punti. All'inizio é sceso per colmare il gap. Ha toccato un minimo a 4170 punti, é rimbalzato a 4182 punti e si é fermato per ore intorno ai 3178 punti. Sul finale c'é stata la solita impennata su un nuovo record storico (4191.31 punti) e il ritracciamento in chiusura a 4185.47 punti (+0.36%). Gli acquisti erano distribuiti su tutti i settori (Nasdaq100 +0.11% a 14041 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4215 su 3566, NH/NL a 793 su 786 (pochi NH, tanti NL considerando i nuovi massimi sugli indici) e volume relativo a 0.9. Il CBOE Equity put/call ratio era a 0.44 mentre il Fear&Greed Index é balzato a 59 punti (+8). Il Summation Index sul NYSE é salito, quello sul Nasdaq é ancora in calo.
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 58.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 75.00.
Ora le borse non sono solo ipercomperate a corto termine ma anche a medio termine. Vedremo settimana prossima se anche questo segnale di eccesso viene ignorato.
Finora le reazioni alla pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese sono miste. Le azioni della banche, protagoniste settimana scorsa, sono salite o sono rimaste ferme. Seguiamo con interesse i dati che potrebbero causare sorprese.

Commento del 16 aprile

Nuovi massimi storici mentre i dati sulla partecipazione restano discordanti

Ieri abbiamo avuto un'altra seduta di rialzo. In Europa l'Eurostoxx50 é salito a 3993 punti (+0.43%). Il guadagno di 17 punti é modesto - l'Eurostoxx50 però ha raggiunto un nuovo massimo annuale a 3997 punti e ha chiuso vicino al massimo e questo é un segnale indiscutibile di rialzo. Da inizio settimana l'indice é salito di 15 punti - non c'é ragione per entusiasmarsi. L'indice però sale malgrado l'ipercomperato e questo é un segnale di forza.
La borsa americana ha guadagnato ancora terreno trascinata dalla tecnologia (Nasdaq100 +1.61% 14026 punti). L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 4173.49 punti. In fondo potremmo chiudere qui questo commento tecnico. Malgrado dubbi ed eccessi i nuovi massimi confermano il trend rialzista. Questo mercato ha però un problema irrisolto. La partecipazione é modesta - il numero di nuovi massimi a 30 giorni (607) é basso e non aumenta - il numero di nuovi minimi (NL a 629) resta relativamente alto e mostra che ci sono dei segmenti di mercato deboli. DJT (+0.38%) e RUT (+0.42%) seguono a fatica distanziati. Ieri la maggior parte dei volumi sul Nasdaq si é concentrata sui titoli in calo - per questa ragione il Summation Index continua a scendere. Non é quindi un mercato in cui bisogna continuare a comperare ma un mercato in cui bisogna ovviamente restare long seguendo il trend ma mantenendo un'estrema prudenza con una chiara disciplina. Bisogna avere una strategia d'uscita - non sulla carta me inserita nei sistemi con degli stop loss. Lo scenario più probabile é una continuazione del rialzo ma il rischio di un improvviso e sostanziale vuoto d'aria é alto.

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere rispetto ai commenti serali. DAX (+0.30% a 15255 punti) e SMI (+0.38%) hanno guadagnato qualche punto senza raggiungere dei nuovi massimi. Il FTSE MIB (-0.19% a 24528 punti) é stato vittima del calo dei tassi d'interesse che ha pesato sul settore bancario ed sulle utilities. Le differenze tra i vari indici sono però contenute e insignificanti.
L'indice delle banche SX7E ha perso il -1.39% a 86.83 punti. Per il momento questo é un settore senza tendenza e da evitare.
Il cambio EUR/USD scende a 1.1965 dopo aver sfiorato gli 1.20. Questa é una resistenza che si é formata a marzo e potrebbe bloccare il rimbalzo dal minimo annuale a 1.1704. Siamo però ancora a livello di ipotesi - non abbiamo ancora un'idea chiara sulla tendenza a medio termine.

L'S&P500 si é nuovamente mosso in pochi punti ma a livelli stratosferici. L'indice ha aperto a 4153 punti, é brevemente sceso a 4150 punti é poi é lentamente salito sui 4165 punti. Per ore é oscillato intorno a questo valore. Sul finale si é impennato a 4173 punti e ha chiuso poco più in basso a 4170.42 punti (+1.11%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4962 su 2855 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 16.57 punti (-0.42), il CBOE Equity put/call ratio é stabile a 0.48 mentre il Fear&Greed Index é neutro a 51 punti (+1). Malgrado le divergenze a livello di partecipazione la borsa americana trova sempre argomenti per salire malgrado l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo. È straordinario considerando che il resto delle borse mondiali non riesce a seguire il ritmo di crescita della borsa americana - la performance della borsa cinese da inizio anno é negativa.

Stamattina c'é un lieve cambiamento. Abbiamo cominciato a scrivere con il future sull'S&P500 a 4158 punti - ora (08.35) é a 4155 punti (-7 punti). Di solito prima dell'apertura in Europa sale - oggi scende. L'Eurostoxx50 vale 3995 punti - le borse europee apriranno con un lieve guadagno. Oggi é l'ultima seduta della settimana. Raramente, senza una ragione specifica, la seduta del venerdì é diversa rispetto al resto della settimana. Pensiamo di conseguenza che oggi avremo una giornata tranquilla e che gli indici chiuderanno poco distanti dal livello d'apertura.

Commento del 15 aprile

Di nuovo un mercato con doppia personalità (Nasdaq100 -1.30% / Russell2000 +0.84%)

Ieri fin verso le 20.00 non é successo nulla di importante - i mercati finanziari erano letargici, le borse europee avevano chiuso praticamente invariate e l'S&P500 era in pari dopo aver toccato un nuovo record storico a 4151 punti. L'attenzione degli operatori era focalizzara sulla prima quotazione di Coinbase, una piattaforma per investire in monete digitali come il bitcoin. L'azione ha aperto ad un livello stratosferico ma nel corso della serata ha perso di valore e ha chiuso -14% sotto il livello d'apertura. Forse é questa la ragione delle vendite nelle ultime due ore di contrattazioni a Wall Street. L'S&P500 ha perso 17 punti e ha chiuso a 4124.66 punti (-0.41%) - per la prima volta da giorni sul grafico appare una candela rossa che sembra interrompere a breve l'interminabile rialzo. Vedremo oggi se si tratta solo di un incidente di percorso o dell'inizio di una correzione minore. La prima impressione é che si unicamente trattato di una normale seduta negativa all'interno di una fase di rialzo - le vendite hanno colpito sopratutto la tecnologia mentre le PMI sono rimbalzate facendo riapparire il carattere ambivalente di questo mercato azionario. La rotazione tra settori continua e la debolezza della tecnologia é stata subito compensata da acquisti in settori ciclici come energia e materiali di base.

Sulla seduta di borsa in Europa c'é poco da dire - l'encefalogramma di questo mercato é piatto. Anche ieri Eurostoxx50 (+0.23% a 3976 punti) e colleghi (DAX -0.17% a 15209 punti, FTSE MIB -0.10% a 24574 punti) si sono mossi poco e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Fino a prova contraria il trend é al rialzo - questo significa che potrebbe esserci un breve vuoto d'aria per compensare l'ipercomperato ma poi gli indici azionari dovrebbero continuare a salire.
L'indice della banche SX7E ha guadagnato il +0.84% a 88.05 punti grazie ad un aumento dei tassi d'interesse di mercato - questi 88 punti cominciano ad essere ossessionanti.

Il cambio EUR/USD balza a 1.1975. Il cambio é risalito sopra le MM a 50 e 200 giorni - la fase di ribasso che é culminata a fine marzo sul minimo a 1.1704 é finita. Lo sviluppo a medio termine é ora altamente incerto - al momento non siamo ancora in grado di dare indicazioni precise e fondate.

Come anticipato la seduta a Wall Street é stata insignificante fino alle 20.00. Poi sono arrivate delle vendite che hanno provocato una caduta del Nasdaq e di riflesso dell'S&P500. Nel complesso si é però trattato di una seduta neutra ed equilibrata (NH/NL a 4370 su 3391, NH/NL a 533 su 326, volume relativo a 0.85) che non ha cambiato la situazione tecnica.
L'S&P500 ha aperto a 4139 punti e all'inizio é salito su un nuovo massimo storico a 4151 punti. Lentamente l'indice é sceso ma poco prima delle 20.00 si trovava ancora a 4141 punti. Poi é caduto ad ondate fino a 4120 punti ed é rimbalzato a 4124.66 punti (-0.41%). La volatilità VIX é salita di poco a 16.99 punti (+0.34), Il CBOE Equity put/call ratio é invariato a 0.43 e il Fear&Greed Index é neutro a 49 punti (-2). Il Summation Index sul NYSE é leggermente salito - quello sul Nasdaq continua a scendere.

Stamattina il future sull'S&P500 risale a 4128 punti (+10 punti). Il Nikkei si é fermato (+0.07%) - Shanghai perde il -0.6% (da inizio anno l'indice é sceso del -2%!). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3981 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.15%). In Europa avremo probabilmente un'altra seduta tranquilla che dovrebbe concludersi senza sostanziali variazioni. Sarà interessante osservare nel pomeriggio se in America riappariranno i venditori.

Commento del 14 aprile

Il Nasdaq100 sceglie la variante del nuovo massimo storico

In Europa abbiamo avuto un'altra seduta tranquilla - gli indici azionari si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso praticamente invariati (Eurostoxx50 +0.13% a 3967 punti). Da una parte sembra che le borse europee non riescano a tenere il passo con gli Stati Uniti - d'altra parte non correggono malgrado un'evidente situazione di ipercomperato e di eccesso di rialzo. Da 5 o 6 giorni (a seconda dell'indice) le borse europee sono in stallo - dopo l'ultimo balzo di martedì 6 aprile (massimo dell'Eurostoxx50 a 3988 punti) non ci sono più stati progressi e sui grafici appare una serie più o meno uniforme di piccole candele parallele. È possibile che questa serie prosegua e che gli indici possano ancora lentamente salire fino a quando l'America non corregge. Poi ci sarà un'improvviso vuoto d'aria per compensare gli eccessi. Al momento non appare però nulla in grado di provocare un'inversione di tendenza e un ribasso.

Da giorni la borsa americana sale trascinata da un gruppo circoscritto di titoli tecnologici. Non sapevamo se il Nasdaq100 (+1.21% a 13986 punti) avrebbe provato a salire su un nuovo record storico e se si sarebbe fermato prima visto che apparivano delle evidenti divergenze a livello di partecipazione. Come spesso succede la tendenza ha avuto la meglio e ieri sera il Nasdaq100 ha raggiunto un nuovo massimo storico. Le divergenze però sono rimaste. Il rapporto NH/NL sul Nasdaq (197 su 579) é lievemente peggiorato invece che migliorare e il Summation Index continua a scendere. Basta però la forza relativa dei leaders (Apple +2.43%) per far salire gli indici. Ora abbiamo nuovamente un listino diviso in due - il DJTransportation (-0.71%) e il Russell2000 (-0.22%) sono nuovamente deboli. Si ripresenta l'annosa questione - ci sarà nuovamente una sana rotazione tra settori e una staffetta tra settori ciclici e tecnologia o finalmente il mercato é destinato a correggere nel suo complesso? Finora ha sempre vinto la variante della rotazione tra settori e per saldo l'S&P500 passa da un record storico al successivo - poiché nei dati tecnici non appare nulla di diverso rispetto agli scorsi mesi dobbiamo partire dal principio che la borsa non é ancora arrivata su un top e non é ancora matura per una sostanziale correzione.
L'S&P500 ha aperto a 4127 punti e dopo un lieve calo iniziale a 4124 punti é risalito sui 4130 punti. L'indice é oscillato su questo livello fino alle 21.10. Poi é arrivata la solita spinta di rialzo - l'S&P500 é salito con regolarità fino a 4148 punti e solo dopo le 21.10 é sceso a 4141.59 punti (+0.33%). Il guadagno di 13 punti é modesto ma il nuovo record storico é innegabile - il trend resta saldamente al rialzo.
La seduta al NYSE é stata di poco positiva con A/D a 4055 su 3752, NH/NL a 456 su 788 (!) e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é scesa a 16.65 (-0.26), il CBOE Equity put/call ratio é basso a 0.44 mentre il Fear&Greed Index é neutro a 51 punti (-3). È sorprendente che il Fear&Greed Index sia a 51 punti malgrado i nuovi record di molti indici tra cui l'S&P500 e il Nasdaq100. Questo si spiega con la debole partecipazione (strength and breadth) - investitori euforici comprano tutto - qui invece gli acquisti sono molto selettivi come se gli investitori non si fidassero più del mercato ma solo di alcuni leaders. Ripetiamo il nostro avvertimento - questo rialzo poggia su deboli fondamenta.

Il rialzo sarà fragile ma prosegue implacabile - stamattina il future sull'S&P500 é a 4136 punti (+3 punti). Il Nikkei guadagna il +0.35% - Shanghai perde il -0.6%. Ieri negli Stati Uniti sono stati pubblicati i dati sull'inflazione che erano superiori alle stime degli analisti. Il reddito dell'US Treasury Bond é però sceso a 1.64% (-0.05%) - una reazione che sfida la logica. Ormai il mercato obbligazionario é talmente manipolato dalle Banche Centrali che non ci si può più fidare. L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3979 punti (+12 punti / +0.3%) - la reazione delle borse europee é tiepida - gli indici apriranno in guadagno ma nuovamente sotto i massimi annuali. Ci aspettiamo una chiusura sui livelli d'apertura.

Commento del 13 aprile

Aumentano i nuovi minimi a 30 giorni, specialmente sul Nasdaq

Ieri é stata una giornata tranquilla sia in Europa che in America. La maggior parte degli indici azionari ha chiuso con delle leggere perdite - una logica conseguenza dell'ipercomperato. Ci sono state delle sporadiche vendite ma non é apparsa pressione di vendita - i volumi di titoli trattati erano bassi (in America il volume relativo era di 0.7) e l'impressione é stata che in mancanza di ulteriori ragioni per comperare hanno prevalso delle vendite di realizzo. Notiamo il sensibile peggioramento dei rapporti NH/NL - al NYSE (30 giorni) sono stati 202 su 570 - sono valori anomali considerando che ieri sera l'S&P500 (-0.02% a 4127.99 punti) ha toccato un nuovo record storico a 3131.76  punti. La ragione principale di questa debolezza strutturale é l'ulteriore calo del Russell2000 (-0.43%). Il problema non risiede solo nelle piccole e medie imprese. Anche il rapporto NH/NL del Nasdaq (202 / 570) mostra un preoccupante aumento dei nuovi minimi. Il Summation Index sul NYSE é leggermente salito - quello sul Nasdaq é sceso. I dati sulla partecipazione del Nasdaq costituiscono una netta divergenza rispetto al fatto che il Nasdaq100 é solo una cinquantina di punti dal massimo storico. Come sapete questo tipo di divergenze può risolversi in due maniere - o la partecipazione migliora o il Nasdaq deve correggere.

Ieri le borse europee sono oscillate in laterale in una seduta senza direzione. Gli indici hanno chiuso vicono ai minimi giornalieri ma le perdite a fine giornata sono modeste. Era ovvio che presto o tardi dovesse anche esserci una seduta negativa - é successo a metà di settimana scorsa e nuovamente ieri. L'Eurostoxx50 (-0.43% a 3962 punti) e il DAX (-0.13% a 15215 punti) devono riassorbire l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo e quindi salgono a fatica e ogni tanto hanno bisogno di prendere il fiato con una seduta come quella di lunedì. Non é apparsa pressione di vendita - il mercato azionario europeo sembrava semplicemente stanco e ci sono state delle sporadiche vendite durante una seduta calma, con pochi movimenti e scarsi volumi.
A livello tecnico non é cambiato niente.

L'S&P500 ha aperto praticamente invariato a 3124 punti. Sembrava una giornata durante la quale nessuno aveva voglia di prendere risci ed operare. Gli indici sono oscilalti in pochi punti e senza una chiara tendenza. L'S&P500 si é mosso tra i 4114 ed i 4131 punti e ha chisuo a 4128 punti (-0.02%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3188 su 4587. La volatilità VIX é salita leggermente a 16.91 punti (+0.22), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.48 mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 54 punti (-6). Ipercomperato ed eccesso di rialzo hanno bloccato il rialzo - per ora però il mercato non mostra l'intenzione di correggere.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a  4116 punti (-4 punti). Alle 08.15 l'Eurostoxx50 vale 3966 punti (+4 punti). Le borse europee apriranno in leggero guadagno. Sembra che oggi avremo una seduta calma e che gli indici si muoveranno in pochi punti.

Aggiornamento del 12 aprile

Battuta d'arresto

La settimana inizia con una battuta d'arresto. Vivo in un villaggio nella campagna tra Zurigo e Zugo a 700 m di altitudine - stamattina la temperatura é caduta nuovamente a zero gradi e nevica - l'inverno fa ancora una breve apparizione.
Le borse si comportano in maniera simile. Il Nikkei a pochi minuti dalla chiusura perde il -0.7% - Shanghai é in calo del -1%. Il future sull'S&P500 é a 4107 punti (-12 punti).
Ieri sera Jerome Powell é apparso alla televisione CBS in un'attesa intervista di 60 minuti. Il responsabile della FED non ha detto nulla di nuovo - prevede una forte crescita economica e ritiene che il Covid19 potrebbe ancora costituire un pericolo - consiglia vaccinazioni e distanza sociale. Le sue dichiarauzioni non hanno influenzato i mercati finanziari.
Stamattina abbiamo scorso i siti di molti nostri colleghi - notiamo che nessuno osa più essere negativo e molti hanno alzato i loro target - appare sempre più spesso un'obiettivo a 4400 punti di S&P500.
Questo é il risultato di un'ovvia constatazione - i grafici puntano verso l'alto e non appare nulla che potrebbe segnalare problemi all'orizzonte e l'imminenza di un'inversione di tendenza - citando una mia collega "everything looks good".
Grafici e indicatori mandano due segnali contrastanti - secondo i nostri indicatori adesso la borsa americana é su un massimo intermedio e dovrebbe esserci una correzione minore all'interno di un rialzo intatto. Vediamo - stamattina per lo meno non iniziamo la giornata con il solito guadagno di una decina di punti dell'S&P500.

Commento del 10-11 aprile


Per quanto tempo un mercato può ignorare i fondamentali? Fino a quando durerà questo bull market? Nessuno é in grado di dare una risposta - molti tentano da anni di individuare il top ma nessuno ci riesce e nessuno ci riuscirà - probabilmente quando l'S&P500 (+0.77% a 4128.80 punti) avrà raggiunto il massimo definitivo non ce ne renderemo conto se non dopo mesi. La prima correzione verrà presa come un'occasione d'acquisto e solo dopo il secondo tuffo cominceranno a sorgere i primi dubbi che la festa é finita. Siamo unicamente sicuri che il mercato azionario, specialmente quello americano, é in una bolla speculativa e chi compra adesso deve prepararsi ad un rendimento totale nei prossimi 10 anni negativo. Il P/E dell'S&P500 é attualmente sui 42 mentre il valore di lungo termine é sui 14/16 - in genere quando il P/E supera i 20 i fondamentalisti cominciano ad agitarsi e lanciano i primi segnali d'allarme.
Bisogna fare attenzione - il mercato é ora dominato unicamente dalla liquidità e dalle emozioni. La liquidità può sparire velocemente e l'umore degli investitori può cambiare di colpo a causa di un evento inatteso. Se il mercato non ha il sostegno dei fondamenti la caduta dal massimo sarà rovinosa e inevitabile - ad un eccesso di rialzo segue sempre un eccesso di ribasso. In questo momento il rialzo a Wall Street ha tutte le caratteristiche di una fase finale di un bull market - era più o meno nelle stesse condizioni a febbraio dell'anno scorso e all'inizio della pandemia. Il Covid19 e la risposta coordinata di Stati e Banche Centrali hanno salvato il bull market - senza il virus non ci sarebbe stata una ragione per la reazione senza precedenti delle autorità politiche e monetarie - il bull market sarebbe finito con un'accelerazione esaustiva e poi il bear market avrebbe fatto il suo corso. Al momento sembra che al bull market manchi ancora l'ultima fase di mania e irrazionale esuberanza - normalmente dura pochi mesi. Attenzione però che non c'é nessuna garanzia - la più grande bolla speculativa della storia recente delle borse é quella che si é verificata in Giappone del 1989 - il Nikkei nel 1989 ha raggiunto i 38957 punti e quel punto aveva un P/E di 65 ! Il successivo bear market é finito solo nel 2009 a 7055 punti. Oggi dopo più di 30 anni il Nikkei veleggia sui 30000 punti - chi ha comperato sul top e ancora in perdita. Se l'America si comporta in maniera simile l'S&P500 può ancora salire per anni - non crediamo però che sarà il caso visto il carattere decisamente speculativo e irrazionale che sta assumendo il rialzo in questo 2021. È però possibile, sulla base dei nostri modelli, che fino a fine maggio l'S&P500 salga accelerando fino ai 4400-4600 punti.

Settimana scorsa abbiamo assistito al ritorno dei big della tecnologia. Anni fà abbiamo creato l'acronimo AGMAF che riunisce le 5 società con la maggior capitalizzazione del Nasdaq100 - ai tempi le avevamo ordinate per capitalizzazione - erano Apple, Google, Microsoft, Amazon e Facebook. Ad oggi la classifica é cambiato poco - Apple resta la più grande, Facebook é la più piccola - le altre tre si scambiano regolarmente la posizione - queste 5 società rappresentano circa il 21% dell'S&P500 e il 45% del Nasdaq100. Nel titolo del commento odierno vedete la performance settimanale di queste 5 società - da sole hanno praticamente trascinato e provocato la continuazione del rialzo e permesso all'S&P500 di raggiungere un nuovo massimo storico a 4129.48 punti. Dopo una rotazione tra settori che ha toccato la farmaceutica, i ciclici (industria, chimica, metalli), i petroliferi (energia) e le banche gli investitori sono tornati ai vecchi amori - non sapendo più cosa comperare hanno riscoperto la tecnologia che offre sul lungo termine la garanzia di successo. O almeno questa é la nostra interpretazione. Le prime sedute dopo Pasqua e all'inizio del mese di aprile dovevano essere positive. Dovrebbero rappresentare la fase iniziale di una spinta di rialzo di medio termine fino a metà / fine maggio. La settimana si é svolta secondo la previsione - l'unica differenza rispetto alle nostre stime é stata la performance della borsa americana superiore alle aspettative - pensavamo che l'S&P500 dovesse fermarsi sui 4100 punti e consolidare - invece venerdì ha proseguito la sua corsa. Ora esistono le premesse ideali per un'altra correzione intermedia e minore - gli indici sono ipercomperati e in eccesso di rialzo - gli oscillatori sono su dei massimi - gli investitori sono molto ottimisti. Per l'analisi tecnica settimana prossima deve iniziare una correzione di circa 150 punti di S&P500 (-3%/-4%). Se però come temiamo il bull market é nella sua fase finale di accelerazione i limiti tecnici verranno semplicemente ignorati - gli indici possono continuare a salire imperterriti saltando le resistenze solitamente imposti dagli indicatori tecnici. In un caso del genere, a dire il vero piuttosto raro, i nostri strumenti non servono a niente se non che a confermare il trend. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.83% a 3978 punti
SX7E (banche)          -0.96% a 87.46 punti
DAX                         +0.84% a 15234 punti
SMI                          +1.08% a 11238 punti
FTSE MIB                  -1.14% a 24429 punti
S&P500                     +2.71% a 4128.80 punti (nuovo massimo storico)
Nasdaq100                +3.87% a 13845 punti

Nella scorsa settimana le borse europee hanno ancora guadagnato un pò di terreno - hanno fatto molta fatica e si sono trascinate dietro la borsa americana. I guadagni giornalieri sono stati inferiori all'1%, gli indici hanno spesso chiuso sotto il livello d'apertura e mai sul massimo giornaliero. Insomma - é stata una settimana di moderato rialzo (con l'eccezione dell'Italia e della Spagna) con nuovi massimi annuali o storici marginali - gli indici hanno lottato contro l'ipercomperato ma non hanno corretto perché l'America l'ha impedito. Il settore bancario, spesso determinante per la buona salute del mercato, é da settimane fermo. Ci sono per lo meno buone premesse per una correzione intermedia - senza correzione il rialzo può solo proseguire lentamente e continua ad esserci il pericolo latente di un importante vuoto d'aria - le MM a 50 giorni scorrono un 5%/6% più in basso.

La seduta di venerdì a Wall Street é stata un pò strana. Strutturalmente é stata una seduta neutra (A/D a 3933 su 3838 / NH/NL a 413 su 344) con bassi volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.75). La maggior parte dei titoli non si é mossa - la performance media delle azioni trattate al NYSE é stata del +0.05%. Solo l'S&P500 (+0.77%) e il Nasdaq100 (+0.63%) hanno guadagnato terreno grazie ad un inesplicabile rally negli ultimi 50 minuti della seduta. Il Russell2000 ha marciato sul posto (+0.04%) - la performance settimanale é negativa (-0.40%). L'S&P500 ha aperto invariato a 4097 punti. È salito lentamente fino a 4110 punti e poi si é fermato. Alle 21.10 era a 4108 punti e infine é decollato - ha toccato un nuovo massimo storico a 4129.48 punti e ha chiuso a 4128.80 punti (+0.77%).
La volatilità VIX é ancora scesa a 16.69 punti (-0.26), il CBOE Equity put/call ratio é salito a 0.50 mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 60 punti (-2). La debolezza del Russell2000 crea del disordine a livello di sentiment.
I Summation Index sono saliti - la tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 58.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 73.63 punti. Malgrado gli eccessi, che adesso idealmente dovrebbero essere compensati con una correzione minore, il rialzo a medio termine può continuare.

Il reddito dell'USTBond decennale é a 1.67% e rimane vicino al massimo annuale a 1.74%. È probabile che nei prossimi mesi ci sarà dell'inflazione (i prezzi al consumo dovrebbero a maggio salire del 3% per un effetto di recupero dopo la pandemia) e i tassi d'interesse di mercato dovrebbero ulteriormente lievitare. Vedremo se questo avrà un effetto negativo sul prezzo delle azioni come é successo tra metà febbraio e inizio marzo con la tecnologia.

Sta iniziando il periodo di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese - da mercoledì prossimo arriveranno i primi numeri importanti. Sono di turno le grandi banche con mercoledì JPMorgan e Walls Fargo, giovedì Bank of America e Citigroup (e Pepsico), venerdì Morgan Stanley. Dopo la recessione provocata dalla pandemia gli analisti si aspettano che in media gli utili delle società dell'S&P500 siano saliti del +28% - le buone notizie dovrebbero alimentare l'ottimismo degli investitori.
Al momento non appare nulla all'orizzonte in grado di fare deragliare le borse. 

Commento del 9 aprile

La rotazione tra settori sembra arrivare alla fine

Mentre il rialzo delle borse prosegue la rotazione tra settori mostra che gli investitori non sanno più cosa comperare. I tassi d'interesse non salgono più e i titoli finanziari si sono fermati. L'indice delle banche europee SX7E (-0.88% a 88.04 punti) ondeggia da settimane intorno a 88 punti. Il prezzo del petrolio é fermo da metà marzo sui 60 USD al barile - il rally de settore energia é terminato. In Europa gli investitori ricominciano a comperare alimentari o farmaceutica - per questa ragione l'SMI svizzero (+0.71% a 11206 punti) si é involato mentre le borse europee sembrano in stallo. In America solo il Nasdaq100 (+1.04% a 13758 punti) sembra avere ancora del potenziale di rialzo - i big della tecnologia (Apple +1.92%) permettono anche all'S&P500 (+0.42% a 4097.17 punti) di toccare un nuovo massimo storico ma il mercato sembra stanco. Il rapporto NH/NL (402 su 351) non migliora e non mostra una sana partecipazione. Insomma - la liquidità affluisce continuamente sul mercato azionario e il trend resta chiaramente al rialzo - il comportamento degli investitori mostra però che lentamente non sanno più cosa comperare - anche gli speculatori diventano meno aggressivi (CBOE Equity put/call ratio a 0.45). C'é un aspetto che é poco chiaro e sul quale le opinioni degli esperti divergono. Sono tutti investiti o restano ancora molti scettici che siedono su della liquidità e sono sotto pressione perché il mercato gli sta "sfuggendo" al rialzo ? Difficile da dire poiché d'altra parte anche il margin debt (le operazioni long effettuate a credito) sono su un massimo storico. C'é chi come il fondo Archegos sta speculando al rialzo a leva e se ad un certo momento la borsa corregge dovrà vendere accentuando il movimento di ribasso. Non si capisce se per saldo c'é ancora potere d'acquisto.

Grazie ai segnali positivi provenienti da Wall Street ieri mattina le borse europee hanno aperto al rialzo. L'Eurostoxx50 (+0.53% a 3977 punti) ha esordito con un balzo fino a 3976 punti. Poi l'indice si é nuovamente fermato lottando contro l'ipercomperato. Questa altalena (una seduta negativa e una positiva con un nuovo massimo marginale) può continuare ancora qualche giorno fino a quando la borsa americana non deciderà di nuovamente correggere. Fino a quel momento l'Eurostoxx50 può ancora guadagnare una decina di punti. 
Anche il DAX (+0.17% a 15202 punti) ha aperto in positivo a 15236 punti. Poi non é più riuscito a fare progressi e ha chiuso poco più in basso con un modesto guadagno. La RSI é a 75 punti e le ultime tre candele sul grafico sono rosse e sul bordo superiore delle BB. Difficilmente potrà salire più in alto senza consolidare. Mentre le borse europee sono riuscite ancora a guadagnare qualche punto il FTSE MIB (-0.66% a 24576 punti) é sceso e ha chiuso vicino al minimo giornaliero. Potrebbe solo essere un problema settoriale e temporaneo. Ieri auto (Stellantis -2.37%) e banche (UCG -3.36%, ISP -1.63%) non hanno goduto dei favori degli investitori e la borsa italiana é stata particolarmente penalizzata. Non crediamo che questo sia l'inizio di una correzione o di un periodo di sottoperformence della borsa italiana.
Riassumendo le borse europee fanno molta fatica a fare ulteriori progressi ma fino a quando il rialzo della borsa amerciana prosegue imperterrito non c'é rischio di una sostanziale correzione.

Come pensavamo l'S&P500 (+0.42% a 4097.17 punti) é ancora riuscito a salire grazie al contributo della tecnologia (Nasdaq100 +1.04% a 13758 punti). Lo svolgimento della seduta é stato da manuale. L'S&P500 ha aperto in gap up a 4093 punti. All'inizio é caduto in due brevi ondate fino a 4082 punti e ha colmato il gap. Poi é salito fino a metà giornata a 4095 punti. Infine si é fermato - é oscillato per ore tra i 4092 ed i 4098 punti e ha chiuso a 4097.17 punti (+0.42%). È mancato solo il record a 4100 punti e il successivo ritracciamento - arriveranno oggi.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5349 su 2434, NH/NL a 402 su 351 (!?) e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é scesa a 16.95 punti (-0.21) mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 62 punti (-1). Gli indicatori di sentiment lanciano segnali contrastanti. Siamo sembra in attesa di un'impennata della VIX che é scesa troppo in basso. I Summation Index sono saliti.
Per ora nulla mostra che il rialzo ha dei seri problemi. Gli indici possono continuare a salire malgrado l'eccesso di rialzo e la debole partecipazione. Gli oscillatori mostrano però che il mercato é su un massimo intermedio e quindi ci aspettiamo che settimana prossima ci sia un'altra correzione minore.

Stamattina il future sull'S&éP500 é fermo a 4091 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3978 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Pensiamo che oggi non succederà nulla di importante.

Commento dell'8 aprile

Pausa di consolidamento - il Nasdaq100 a breve ha ancora del potenziale di rialzo

Ieri abbiamo avuto una giornata tranquilla. Le borse si sono mosse in pochi punti e hanno chiuso praticamente invariate. C'era bisogno una pausa dopo il rally di lunedì in America e il rialzo di martedì mattina in Europa. Gli indici azionari europei sono a breve decisamente ipercomperati e in eccesso di rialzo. Faranno molta fatica a fare ulteriori progressi. In America invece il Nasdaq100 (+0.28% a 13616 punti) sembra avere ancora del potenziale e dovrebbe tentare ancora questa settimana di salire sul massimo storico di metà febbraio - questo significa che l'S&P500 (+0.15% a 4079.95 punti) entro venerdì dovrebbe raggiungere i 4100 punti. A questo punto le borse saranno nuovamente mature per la prossima correzione intermedia.

Le borse europpee hanno fatto una pausa necessaria per assorbire l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo. L'Eurostoxx50 (-0.34% a 3956 punti) ha perso 10 punti e la candela sul grafico é rossa segnalando che ieri hanno prevalso le vendite. Il gap di martedì é stato quasi colmato. Lo scenario ideale sarebbe ora una discesa fino a 3948 punti per chiudere il gap e permettere alla RSI di tornare sotto i 70 punti. Poi il rialzo dovrebbe riprendere - America permettendo.
Il DAX (-0.24% a 15176 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. L'indice ha perso 36 punti e la candela sul grafico é tornata all'interno delle BB. Il gap di martedì é stato quasi colmato. Il DAX dovrebbe idealmente scendere fino a 15110 punti per chiudere il gap.
Martedì il FTSE MIB (-0.08% a 24740 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale a 24939 punti ed é poi ricaduto. L'indice a breve é ipercomperato e in eccesso di rialzo - comincia a fare fatica a fare ulteriori progressi e deve consolidare. Il trend rialzista non sembra a rischio ma abbiamo l'impressione che ora debba esserci una pausa e un ritracciamento sui 24500 punti. Questo moderato calo sarebbe utile e ideale per eliminare gli eccessi. Lo spread sui titoli di Stato é risalito sopra i 100 punti - questo per ora non sembra disturbare il mercato azionario.
L'indice delle banche approfitta di tassi d'interesse stabili per guadagnare qualche frazione di punto (SX7E +0.33% a 88.82 punti). È circa un mese però che l'indice non si stacca dagli 88 punti e non riesce più a fare progressi. Non é un segnale positivo per l'Eurostoxx50.
Il cambio EUR/USD é salito fino a 1.1914 ed é poi ricaduto a 1.1885. Il rimbalzo potrebbe essere terminato qui a contatto con la MM a 200 giorni.

Anche la seduta a New York é stata senza storia. I maggiori indici si sono mossi poco e i volumi di titoli trattati erano bassi (volume relativo a 0.7 !). Come spesso abbiamo visto nelle scorse settimane il mercato si é diviso in due. La tecnologia (Nasdaq100 +0.28% a 13616 punti) ha sostenuto il mercato e ha permesso all'S&P500 (+0.15% a 4079.95 punti) di "galleggiare". Invece l'indice delle PMI (Russell2000 / RUT -1.60%) ha subito forti perdite. La conseguenza é stata una seduta strutturalmente negativa (A/D a 266 su 5091) con un rapporto NH/NL (308 su 266) sorprendentemente debole considerando che l'S&P500 é a 6 punti dal massimo storico. A livello di sentiment notiamo la caduta della volatilità VIX a 17.16 (-0.96) - siamo convinti che nei prossimi giorni la VIX deve salire facendo partire una correzione dell'S&P500 - questo potrebbe però succedere solo settimana prossima e quando l'indice avrà toccato i 4100 punti. Il CBOE Equity put/call ratio era a 0.47 - il Fear&Greed Index é sceso di poco a 63 punti (-1). Stranamente il Summation Index sul NYSE é salito mentre quello sul Nasdaq é sceso - inattesa divergenza che dobbiamo tenere d'occhio.

Stamattina le borse asiatiche marciano sul posto (Nikei -0.07%, Shanghai +0.15%). Il future sull'S&P500 sale a 3988 punti (+18 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3971 punti (+15 punti / +0.4%). Pensiamo che la seduta sia già finita qui - ci aspettiamo dei movimenti sul livello d'apertura e una seduta in Europa moderatamente positiva. L'S&P500 stasera potrebbe toccare i 4100 punti - questo record potrebbe rappresentare a breve un massimo significativo.

Commento del 7 aprile

Dopo il rally di inizio trimestre le borse si fermano per assorbire gli eccessi

Lunedì 5 aprile le borse europee erano ancora chiuse - la borsa americana ha sorpreso un pò tutti con un balzo dell'S&P500 del +1.58% a 4076.82 punti. Ieri le borse europee hanno seguito a fatica - hanno aperto in positivo e in mattinata sono riuscite a guadagnare ancora qualche punto restando però bel lontane dalla prestazione degli americani. Nel pomeriggio di indici azionari europei sono scesi e hanno chiuso sotto il livello d'apertura e con un moderato guadagno (Eurostoxx50 +0.62% a 3970 punti). Non é stata una giornata entusiasmante ma malgrado questa prestazione opaca che lascia delle candele rosse sui grafici i maggiori indici azionari hanno toccato dei nuovi massimi storici (DAX +0.70% a 15212 punti) o annuali (Eurostoxx50, FTSE MIB +0.21% a 24761 punti). Questi nuovi massimi confermano che il trend é al rialzo. Ora gli indici sono decisamente ipercomperati (RSI sopra i 75 punti) e in eccesso di rialzo (candele sopra il bordo superiore delle Bollinger Bands e di molto sopra le MM a 50 giorni). È probabile che adesso ci sia una pausa di consolidamento. Questa pausa é anche giusticata dal fatto che gli acquisti di inizio trimestre dovrebbero essere quasi finiti.

Ieri sullo slancio la borsa americana é riuscita a guadagnare ancora qualche punto. L'S&P500 verso le 18.00 ha toccato un nuovo massimo storico a 4088.23 punti. In seguito ci sono state delle logiche prese di beneficio e l'indice é ridisceso sul livello d'apertura e ha chiuso a 3073.94 punti (-0.10%). Questo leggero calo appare su tutti gli indici (Nasdaq100 -0.14% a 13578 punti, DJT -0.32%, RUT -0.25%). Le borse hanno semplicemente bisogno di digerire i guadagni delle precedenti sedute - non appare pressione di vendita - i volumi di titoli trattati sono modesti (volume relativo a 0.8). L'unico aspetto preoccupante é il numero dei nuovi massimi (NH a 560) che non aumenta e ristagna a bassi livelli. Fino a quando però non ci sono settori deboli in grado di mettere in difficoltà il mercato (NL a 120), il rialzo può continuare. Per il resto é stata una seduta neutra (NH/NL a 4005 su 3759) che ha lasciato gli indicatori di sentiment praticamente invariati (VIX a 18.12 punti (+0.21), CBOE Equity put/call ratio a 0.41 e Fear&Greed Index a 64 punti (invariato). I Summation Index sono saliti.

L'unico aspetto veramente interessente delle ultime due sedute é il calo dei tassi d'interesse sull'USD (reddito dell'USTBonds a 1.67%, -0.06%) e l'apparente inversione di tendenza sul cambio EUR/USD (1.1870). Sembra che i 1.1704 di fine marzo siano stati un minimo significativo. Il fatto non ci disturba visto che secondo noi quest'anno il cambio doveva assestarsi intorno a 1.18. Il recupero dell'EUR sembra però eliminare la forza relativa delle borse europee. Il rimbalzo dovrebbe fermarsi intorno a 1.19.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 4065 punt (+1 punto). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3968 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate e per oggi non ci aspettiamo una seduta di rialzo - la scelta é tra una seduta di consolidamento o un moderato calo. Anche dall'Asia non arrivano segnali particolari - il Nikkei ha guadagnato il +0.12%, Shanghai sta perdendo il -0.3%.

Aggiornamento del 5 aprile - 11.00

Aprile é statisticamente il miglior mese dell'anno

Oggi, lunedì di Pasqua, le borse europee sono ancora chiuse. In Asia il Nikkei ha guadagnato il +0.79% - in Cina é una giornata di festa. In India le infezioni da Coronavirus aumentano nuovamente in maniera esponenziale e la borsa reagisce con un -1.8%.
A New York avremo una normale seduta di borsa - al momento il future sull'S&P500 é a 4028 punti (+18 punti) - l'indice secondo questa indicazione dovrebbe aprire in gap up e su un nuovo massimo storico a 4038 punti.
Gli economisti prevedono che negli Stati Uniti la crescita economica ad aprile e nel secondo trimestre dell'anno sarà esplosiva grazie agli stimoli combinati provenienti dallo Stato e dalla FED. Grazie all'intenso e efficiente programma di vaccinazioni la pandemia sembra essere sotto controllo e questo permette l'apertura dell'economia - il morale della popolazione migliora e ripartono i consumi. Statisticamente per i mercati azionari il mese di aprile é il migliore dell'anno e dei buoni risultati trimestrali delle imprese aiuteranno a stimolare la fantasia degli investitori. Non bisogna però dimenticare che la borsa é proiettata nel futuro - non si muove sulla base di quanto sta succedendo ora ma di quello che avverrà nei prossimi mesi o anni. Molti pensano che l'attuale forte crescita sia solo un fuoco di paglia - dopo torneremo ad una crescita economica asfittica e riaffiorerà il problema della deflazione. Il rialzo dei tassi d'interesse dovrebbe essere solo temporaneo. La borsa non ha reagito all'annuncio di Joe Biden di voler alzare le tasse alle imprese - questa misura vale circa 200 fino a 300 punti di S&P500 (in meno).
Nessuno prevede che nelle prossime settimana l'S&P500 possa scendere - la domanda che tutti si pongono é solo quella dell'entità dei guadagni - c'é chi parla di accelerazione esplosiva fino a 3400 punti di S&P500 e chi invece pensa che il potenziale di rialzo sia modesto poiché gli investitori sono già troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. L'analisi tecnica conferma il rialzo e non fornisce nessun elemento che possa farci temere che il movimento é alla fine o che addirittura possa verificarsi a breve un'inversione di tendenza. L'ipercomperato sembra in grado in qualsiasi momento di provocare delle correzioni minori di lieve entità ma nulla di più serio.

Domani mattina, a causa di un'assenza imprevista, non potremo pubblicare il solito commento tecnico che in ogni caso riguarderebbe solo la giornata di borsa in America. Ci scusiamo del'inconveniente.

Commento del 3-4 aprile

Nuovi massimi e S&P500 sopra i 4000 punti confermano il rialzo

La correzione di marzo é terminata in anticipo giovedì 25 e nella settimana appena trascorsa le borse sono unicamente salite (con una pausa in Europa mercoledì) - gli indici azionari europei e americani di riferimento sono passati da un record annuale o storico al successivo. La fase di rialzo che doveva seguire alla correzione di marzo é già cominciata e il trend viene confermato da una serie di minimi e massimi ascendenti - nelle varie correzioni intermedie che ci sono state da inizio anno Eurostoxx50 (+0.68% a 3946 punti) e S&P500 (+1.18% a 4019.87 punti) non sono mai scesi sotto il minimo della precedente correzione. Ovviamente i fondamentalisti hanno un problema poiché specialmente la borsa americana é oscenamente cara - gli investitori hanno perso il contatto con la realtà e comprano azioni solamente poiché pensano nel futuro di poterle vendere a qualcun altro ad un prezzo superiore e non perché ritengono che i guadagni presenti e futuri della società giustifichino valutazioni superiori. È però sbagliato tentare di indovinare un massimo definitivo o prevedere la fine del bull market unicamente sulla base di questi elementi fino a quando l'analisi tecnica mostra che il mercato resta strutturalmente robusto con un costante afflusso di liquidità. Eccessi di rialzo e ottimismo possono in ogni momento provocare delle correzioni più o meno profonde - questi problemi non sono però sufficienti per causare una radicale inversione di tendenza.
Nell'immediato é probabile che debba verificarsi un'altro consolidamento. Spesso le prime sedute di un nuovo trimestre sono positive e quest'anno l'effetto é stato intensificato dalla fine di una correzione che ha invogliato gli acquisti e dal nuovo piano di investimenti di Joe Biden da 2250 Mia. Inoltre la barriera psicologica dei 4000 punti di S&P500 ha fatalmente risucchiato il mercato verso l'alto. All'inizio di settimana prossima questi effetti svaniranno e il mercato si troverà in eccesso di rialzo e troppo lontano da qualsiasi logico supporto. La volatilità VIX é scesa giovedì a 17.33 punti (-2.07 punti) e questo ulteriore crollo era quello che ci voleva per passare da un segnale di ottimismo sull'S&P500 a quello di euforia. È molto probabile che ora la VIX debba risalire obbligando l'S&P500 a scendere. Pensiamo però che avremo unicamente un calo di una sessantina di punti prima della ripresa del rialzo. È ancora poco chiaro come si comporteranno in questa fase i tassi d'interesse e come reagirà la borsa. Venerdì il reddito dell'USTBond decennnale é nuovamente salito a 1.72% ma questa volta le borse hanno ignorato questo elemento solitamente negativo. Venerdì il future sull'S&P500 (4019 punti) é salito a 4027 punti e questo corrisponde ad un valore di indice cash di circa 4036 punti - lo stesso vale per il Nasdaq100 (13329 punti) il cui future é salito a 13347 punti.
Insomma - il rialzo di medio termine di aprile - maggio é iniziato e verrà psicologicamente sostenuto da un miglioramento dei dati fondamentali come abbiamo visto venerdì con il report sul mercato del lavoro americano a marzo (creazione di 916'000 nuovi posti di lavoro). I mercati sembrano immuni all'aumento delle attese di inflazione e all'incremento dei tassi d'interesse. Le Banche Centrali non perdono occasione per ribadire la loro intenzione e capacità di voler mantenere i tassi d'interesse molto bassi ancora per un lungo periodo di tempo. I Governi spendono miliardi in programmi di sostegno all'economia colpita dal Covid19 e in piani di investimento per rilanciare la crescita - non si preoccupano del debito che si sta accumulando e tutti pensano che il debito non é un problema poiché non verrà mai ripagato e può essere rifinanziato grazie alla copiacenza delle Banche Centrali. Questo assurdo nirvana sarà probabilmente in grado di far salire le borse ancora per qualche mese anche perché quando si vendono azioni o assets speculativi con le monete digitali non si sa cosa comperare d'altro. Le banche fanno pressione con tassi d'interesse negativi e continua proposte d'investimento per spingere tutti nel pentolone dei mercati borsistici. L'esempio del collasso del fondo Archegos mostra però che basta poco per destabilizzare un sistema fondamentalmente fragile e con troppa speculazione a margine. Bisogna essere long tenendo un paracadute a portata di mano - ogni investitore a questo punto dovrebbe programmare una strategia d'uscita.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.05% a 3946 punti (nuovo massimo annuale)
SX7E (banche)          +0.57% a 88.31 punti
DAX                         +2.43% a 15107 punti (nuovo massimo storico)
SMI                          +0.01% a 11118 punti
FTSE MIB                  +1.30% a 24710 punti (nuovo massimo annuale)
S&P500                     +1.14% a 4019.87 punti (nuovo massimo storico)
Nasdaq100                +2.70% a 13329 punti

Sull'ultima seduta della settimana, quella di giovedì, c'é in fondo poco da dire. Gli indici sono saliti e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri e su dei nuovi record. Tecnicamente ci sono degli evidenti eccessi come mostra in maniera esemplare il DAX - RSI a 74.94 punti e indice sul bordo superiore delle Bollinger Bands sono un segnale inequivocabile di surriscaldamento. Basta però una pausa o un breve ritracciamento per assorbire questi eccessi e permettere in seguito al mercato di continuare la sua corsa. Al momento non vediamo nulla in grado di provocare un'inversione di tendenza - il ciclo favorisce ora una continuazione del rialzo fino a metà / fine maggio.

Anche la seduta a New York é stata positiva. L'S&P500 ha avuto un'ultima esitazione quando é arrivato a contatto dei 4000 punti. Ha aperto a 3999 punti e all'inizio é ancora dovuto scendere a 3992 punti per colmare il gap e prendere la rincorsa. Poi é salito costantemente e regolarmente fino alle 21.40 quando ha raggiunto i 3410 punti. C'é infine stata un'impennata finale a 3419.87 punti (+1.18). Il rialzo é stato trascinato dal Nasdaq100 (+1.82% a 13329 punti) che ha passato la fascia di resistenza a 13200-13300 punti chiudendo il capitolo correzione. Il Russell2000 (+1.50%) si é mosso nella corrente. Il risultato é stata una seduta decisamente positiva con A/D a 6163 su 1644, NH/NL a 334 (pochi ?!) su 75 e volume relativo a 0.85. Il CBOE Equity put/call ratio era a 0.42 - il Fear&Greed Index é balzato a 58 punti (+7). I Summation Index hanno cambiato direzione e cominciano timidamente a salire. La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 56.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 70.23. I mercati finanziari sono esuberanti e anche il prezzo del petrolio, dei metalli preziosi e delle monete digitali stanno salendo.
Insomma - le borse giocano la carta del boom economico e al momento anche l'analisi tecnica conferma il rialzo. Fino a quando la musica suona nessuno ha voglia di abbandonare la festa malgrado l'ora tarda, la stanchezza e l'eccessivo consumo di alcoolici (e prodotti stimolanti di varia natura...).

Commento del 1. aprile

Nuovo faticoso record storico dell'S&P500

Ieri sera Joe Biden ha rivelato i dettagli del suo piano di investimenti per rilanciare sul lungo termine la crescita economica negli Stati Uniti. Il Presidente intende spendere 2250 Mia in 8 anni rifinanziando la spesa attraverso un aumento delle imposte alle imprese e ai cittadini con redditi superiori ai 400'000 USD. La borsa é salita prima del discorso di Joe Biden - l'S&P500 ha raggiunto un nuovo record storico a 3994.41 punti. Il piano non ha scatenato l'entusiasmo degli investitori e ha deluso i traders che vedevano i 4000 punti a portata di mano. L'S&P500 é caduto nell'ultima mezz'ora di contrattazioni e ha chiuso sul livello d'apertura a 3972.89 punti - un guadagno di 14 punti ma una discesa di 22 punti dal massimo. Nel frattempo il reddito dell'USTBond decennale é salito a 1.74% (+0.01%) - vedrete che prossimamente si ricomincerà a parlare insistentemente di inflazione. La tendenza delle borse mondiali é al rialzo e la maggior parte degli analisti prevedono ora una continuazione del trend almeno fino a maggio. A noi non piace il fatto che la correzione di marzo é praticamente venuta a mancare specialmente in Europa e sull'S&P500 - hanno invece corretto Russell2000 e Nasdaq100. Le borse iniziano il mese di aprile in ipercomperato e con investitori parecchio ottimisti e speculativamente esposti al rialzo. Malgrado questi freni il rialzo può continuare - sarebbe però meglio che ci fosse almeno un consolidamento per permettere al mercato di salire su basi solide. In caso contrario si potranno verificare delle improvvise e violente correzioni intermedie. Vediamo un problema specialmente per il settore tecnologico che viene attaccato su due fronti - dall'aumento dei tassi d'interesse e dal previsto incremento delle tasse previsto dal budget di Joe Biden.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. Ieri il rialzo ha fatto una pausa - gli indici hanno chiuso praticamente invariati. Non é una sorpresa considerando l'ipercomperato e il recupero del cambio EUR/USD (1.1720). L'Eurostoxx50 (-0.18% a 3919 punti), il DAX (-0.00% a 15008 punti) e il FTSE MIB (+0.05% a 24648 punti) si sono mossi in pochi punti. Nessuno probabilmente aveva voglia di rovinare una buona fine di trimestre. Oggi la musica potrebbe cambiare - é l'ultima seduta prima della pausa Pasquale....

La seduta a Wall Street é stata positiva. L'S&P500 ha aperto al rialzo a 3971 punti ed é salito in maniera regolare fino alle 19.15 quando ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 3994 punti. In seguito l'indice é sceso ma alle 21.30 era ancora a 3988 punti. Solo sul finale é caduto e ha chiuso a 3972.89 punti (+0.36%). Il rialzo é stato sostenuto dai grandi nomi della tecnologia (Nasdaq100 +1.51% a 13091 punti) ma anche il Russell2000 (+1.13%) ha fatto la sua parte. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4799 su 2976, NH/NL a 254 su 140 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 19.40 punti (-0.21), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.42 mentre il Fear&Greed Index é risalito a 51 punti (+6 punti). I Summation Index sono ancora leggermente scesi ma sembrano vicini al fondo.
La situazione tecnica é confusa poiché nell'immediato non abbiamo segnali chiari mentre a medio termine la borsa americana possiede le premesse tecniche per proseguire il rialzo. Ci piacerebbe vedere ancora una correzione minore di un centinaio di punti di S&P500 - il Nasdaq100 fino a quando non supera stabilmente i 13200 punti é ancora formalmente in una fase di correzione con obiettivo minimo a 12500 punti. Abbiamo davanti a noi la lunga pausa pasquale e normalmente prima dovrebbero esserci delle vendite di realizzo. D'altra parte spesso un nuovo semestre inizia con degli acquisti provocati dalla liquidità affluita sui conti dei sistemi pensionistici. Insomma - affrontiamo le prossime sedute nella completa incertezza - sembra che la borsa voglia salire ma il diffuso ottimismo ci rende sospettosi e vediamo un concreto rischio di un vuoto d'aria.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3972 punti (+5 punti). Dall'Asia arrivano segnali positivi (Nikkei +0.72%, Shanghai +0.6%). Alle 08.40 l'Eurostoxx50 vale 3931 punti (+12 punti) - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.3%. Sembra che oggi avremo una seduta moderatamente positiva. Tranne il nostro razionalmente ingiustificato senso di inquietudine non c'é nulla che si oppone ad una seduta di nuovi massimi storici o annuali.

Domani, venerdì 2 aprile le borse europee, quella americana così come la maggior parte delle borse mondiali sono chiuse in occasione del venerdì Santo. In America alle 14.30 verrà pubblicato l'importante rapporto sul mercato del lavoro a marzo - sono aperti i mercati obbligazionari e si trattano i futures sugli indici.
Lunedì di Pasqua le borse europee saranno chiuse mentre a Wall Street ci sarà una normale seduta.
Il nostro prossimo commento tecnico  / analisi del fine settimana verrà pubblicato sabato 3 aprile.

Commento del 31 marzo

Nuovi massimi in Europa e consolidamento in America - logico visto che il cambio EUR/USD cade a 1.17

Ieri le borse europee hanno continuato il rialzo - il DAX (+1.29% a 15008 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 15029 punti - come sapete questo é un segnale indiscutibile - qui si tratta unicamente di capire quando e dove la tendenza potrebbe finire. Valori di RSI nettamente sopra i 70 punti segnalano ipercomperato ma non costituiscono una garanzia che un massimo significativo é vicino ed imminente. Questo indicatore mostra anche che il trend é robusto e in grado di superare le abituali barriere tecniche. C'é un'evidente correlazione tra la forza delle borse europee e il calo del cambio EUR/USD (1.17) - il nostro obiettivo grafico si situa a 1.16 e quindi per logica il rialzo delle borse europee può proseguire alla condizione che dall'America non arrivino segnali decisamente negativi.
A New York l'S&P500 (-0.32% a 3958.55 punti) ha perso 12 punti in una seduta senza direzione e con modesti volumi di titoli trattati. C'é stato un rimbalzo del Russell2000 (RUT +1.72%) a conferma del fatto che al momento il mercato ha due facciate. Solo venerdì scorso c'é stato un rialzo generalizzato. Se no abbiamo sempre delle sedute con forti differenze tra settori in perdita e settori in guadagno come se ci fosse un greggie di speculatori che si sposta velocemente da un tema all'altro. L'implosione del fondo hedge Archegos mostra che non tutti gli speculatori hanno la mano felice e probabilmente c'é anche chi sta subendo delle pesanti perdite malgrado che gli indici sono vicini ai massimi storici. Questo é anche il messaggio lanciato dai Summation Index che anche ieri sono scesi. Questa speculazione a leva é favorita dai bassi tassi d'interesse. Sembra però che il gioco si avvicina alla fine - é bastata una correzione minore per mettere in difficoltà quegli speculatori long che non hanno riserve e agiscono con leve superiori al 10 (secondo la stampa Archegos lavorava con leve tra 3 e 8 - secondo noi visto che il fondo valeva 10 Mia di USD e le perdite delle banche si aggirano sugli 8 Mia di USD la leva doveva essere decisamente superiore a 10). Bisogna fare attenzione perché questo mercato é molto vulnerabile e instabile.

Ieri le borse europee ci hanno sorpreso con una seduta decisamente positiva - l'accelerazione fà sorgere il dubbio che ci sia una certa irrazionale euforia. Sembra che gli investitori internazionali abbiano deciso di comperare Europa approfittando del fatto che l'EUR continua a perdere di valore. È una situazione un pò assurda - il cambio EUR/USD scende poiché gli investitori credono di  più nella ripresa americana che in quella europea e il differenziale dei tassi d'interesse si muove in favore dell'USD. Le borse europee sono evidentemente in una fase di rialzo - l'Eurostoxx50 (+1.12% a 3926 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale a 3929 punti e ha chiuso vicino al massimo con un guadagno di 45 punti. Ora, secondo il RSI a 73.22 punti, l'indice é nuovamente ipercomperato. Temiamo che l'Eurostoxx50 possa essere vicino ad un massimo significativo - tutto dipende da come si svolge il prossimo inevitabile consolidamento. DAX e FTSE MIB (+0.88% a 24636 punti) si trovano in una situazione tecnica simile - questo mostra che gli acquisti toccano tutto il continente senza distinzioni.

L'S&P500 ha aperto a 3960 punti e ha chiuso a 3958.55 punti (-0.32%). Sul grafico appare una seconda candela con poco corpo - durante la giornata il mercato é senza direzione e sembra voler consolidare. Lunedì il Russell2000 era crollato del -2.83% - ieri é rimbalzato del +1.72% senza ragioni apparenti - non c'é molta logica in questi movimenti se non quella della speculazione. Il Nasdaq100 (-0.53% a 12896 punti) sembra invece voler seguire tranquillamente l'S&P500. Questa é però solo un'impressione basata su alcune sedute. Il grafico mostra un cuneo discendente che invoglia all'accelerazione al ribasso - il supporto é sui 12800 punti. Se l'indice chiude una seduta sotto questo livello dovrebbe poi continuare a correggere fino ai 12000 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4620 su 3156, NH/NL a 169 su 561 (deterioramento!) e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é ridiscesa a 19.61 punti (-1.13), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.48 mentre il Fear&Greed Index é rimasto stabile a 45 punti (+1). Il reddito dell'USTBond decennale é fermo a 1.73%. In America si riaccende la discussione relativa al rischio di inflazione visto che Joe Biden intende alzare le tasse e lanciare un piano d'investimento in infrastrutture da 3'000 Mia di USD. Gli Stati Uniti (e non solo loro) stanno decisamente esagerando con il debito...  

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3944 punti (-3 punti). Il Nikkei ha perso il -0.86% - Shanghai é in calo del -0.4%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3918 punti (-11 punti). Le borse europee apriranno con una leggera perdita del -0.3%. Stamattina potrebbe esserci un tentativo di tornare in pari. Crediamo però che nel corso della giornata ci saranno delle vendite di realizzo visto che si avvicina la lunga pausa di Pasqua. Un rimbalzo del cambio EUR/USDF dagli 1.17 dovrebbe alimentare il ritracciamento.
Stamattina bisognerà anche guardare i dati sulla disoccupazione in Germania (08.55) e sull'inflazione in Europa (11.00). Lo scenario dipinto attualmente dai mercati finanziari (fine della pandemia e forte crescita economica senza inflazione) si sembra troppo ottimistico e dovrebbe presto o tardi scontrarsi con la realtà dei fatti (e dei dati economici).

Commento del 30 marzo

Seduta negativa a Wall Street senza conseguenze per l'S&P500

Se ieri sera qualcuno guardava i dati tecnici della giornata di borsa in America avrebbe sicuramente detto che gli indici erano caduti. In effetti l'A/D a 1944 su 5892 e un aumento dei NL (nuovi minimi a 30 giorni) da 291 a 464 sono un segnale indiscutibile di debolezza. Inoltre i Summation Index su NYSE e Nasdaq continuano a scendere - questo significa che la maggior parte dei titoli sta perdendo terreno e che molti investitori stanno seduti su posizioni in perdita. Si é poi stupiti quando si vede che l'S&P500 ha perso solo 3 punti a 3971.09 punti (-0.09%) e anche il Nasdaq100 (-0.10% a 12965 punti) sta marciando sul posto. Cosa é successo ? Il settore delle piccole e medie imprese (PMI) concentrato nel Russell2000 (RUT -2.83%) é crollato, continua a correggere e sembra voler accelerare al ribasso. Insomma - a New York abbiamo una borsa con due facciate - una buona e una cattiva. Bisogna vedere quale prevarrà nelle prossime settimane. Siamo leggermente preoccupati perché anche il grafico del Nasdaq100 non é entusiasmante...

Le borse europee invece sono salite in maniera omogenea tra nuovi massimi storici (DAX +0.47% a 14817 punti) ) e nuovi massimi annuali. L'Eurostoxx50 (+0.42% a 3882 punti) ha guadagnato 19 punti ed é salito su un nuovo massimo annuale a 3890 punti. La tendenza é al rialzo con il problema che senza una dovuta correzione l'indice é ipercomperato e vulnerabile. Questo significa che può continuare a salire in maniera moderata frenato dagli eccessi o può improvvisamente correggere senza preavviso. Questa settimana prima di Pasqua é corta visto che venerdì Santo le borse sono in generale chiuse - potrebbero ancora esserci delle sorprese negative.
La crisi del fondo americano Archegos ha provocato delle perdite ad alcune banche europee. Nel dubbio é stato venduto tutto il settore (SX7E -1.29% a 86.68 punti) malgrado un aumento dei tassi d'interesse di mercato. Per questa ragione il FTSE MIB (+0.12% a 24421 punti ha sottoperformato le altre borse europee. L'SMI svizzero (-0.24% a 11089 punti) ha invece perso 27 punti. Dopo lo scandalo del fondo Greensill Credit Suisse (-13.83%) é pesantemente coinvolta anche nelle crollo del fondo hedge Archegos - gli investitori stanno perdendo la fiducia in questa banca che da anni é in crisi. La colpa é del management e del CdA che sono degli incapaci. Le vendite delle azioni delle banche (anche UBS (-3.90%) é stata toccata dal fenomeno) hanno pesato sull'SMI. Per fortuna il peso del settore finanziario nell'indice é ormai modesto dopo anni di ridimensionamenti e difficoltà. L'A/D a 13 su 7 é positiva ma le pesanti perdite sui titoli bancari hanno zavorrato l'indice.

La seduta a Wall Street é stata movimentata mentre informazioni e speculazioni riguardanti la liquidazione del fondo Archegos si rincorrevano. L'S&P500 ha aperto in calo a 3960 punti. È salito a 3972 punti per poi cadere alle 17.00 a 3943 punti di minimo. Poi c'é stata una fase positiva e volatile - l'indice é risalito alle 19.00 a 3979 punti. Alla fine il mercato si é calmato. L'S&P500 ha ancora toccato un massimo a 3981 punti e ha chiuso praticamente invariato a 3971 punti. I dati sul sentiment sono sorprendenti. La volatilità VIX (che riguarda l'S&P500) é balzata a 20.74 punti (+1.88), il CBOE Equity put/call ratio é relativamente alto a 0.51 mentre il Fear&Greed Index scende a 44 punti (-6). Appaiono segnali di inquietudine malgrado che l'S&P500 é a pochi punti dal massimo storico - strano.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3960 punti (+1 punto). Le borse asiatiche sono in positivo ma non di molto (Nikkei +0.16%, Shanghai +0.5%). L'Eurostoxx50 alle 08.50 vale 3901 punti (+19 punti / +0.5%). Le borse europee continuano tranquilllamente il rialzo. È soprendente - ad inizio anno nessuno aveva puntato sull'Europa come mercato azionario sul quale investire in questo 2021 anche perché la pandemia e la recessione sembrano ancora avere il sopravvento.

Aggiornamento del 29 marzo

Il rally di venerdì sera evapora...

Durante il fine settimana si é scoperto che le vendite di venerdì riguardanti le azioni di società cinesi quotate a New York e di azioni di colossi delle comunicazioni americani come Viacom (-27.31%) sono state provocate dal fondo Archegos che é stato obbligato a vendere azioni poiché le sue posizioni nei riguardi di banche e brokers erano scoperte. Credit Suisse e Nomura annunciano stamattina di aver subito perdite significative a causa delle operazioni di questo fondo - non é chiaro cosa sta succedendo ma il future sull'SP500 cade a 3937 punti (-27 punti) e cancella buona parte dello strano rally di venerdì sera. Si vocifera che il fondo deve ancora vendere alcune decine di miliardi di azioni e sui mercati finanziari c'é un certo nervosismo.
La nave container Evergiven non é più incagliata, galleggia e i motori funzionano normalmente - il canale di Suez nelle prossime ore sarà nuovamente navigabile. Le borse di Tokio (Nikkei +0.53%) e Shanghai (+0.3%) approfittano della notizia positiva per il commercio mondiale.
Durante il fine settimana l'Europa é passata all'orario estivo spostando le lancette dell'orologio in avanti di un'ora. La differenza d'orario con New York é tornata ad essere di 6 ore - la borsa americana apre nuovamente alle 15.30 e chiude alle 22.00.
Vediamo ora se il problema creato dalle difficoltà del fondo Archegos sono serie e in grado di influenzare i mercati finanziari - fino a quando non avremo informazioni precise prevarrà l'incertezza e ci saranno delle vendite. Venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3891 punti - stamattina alle 08.20 vale 3871 punti - guadagna ancora 5 punti (+0.15%) rispetto alla chiusura ufficiale di venerdì sera.
Sul fronte dei cambi, dei prezzi delle materie prime e dei tassi d'interesse non ci sono movimenti rilevanti.

Commento del 27-28 marzo

L'ultima ora e dieci minuti della seduta a Wall Street mi ha lasciato basito...

Fino a giovedì era evidente che l'S&P500 americano stava correggendo. Dal massimo storico del 17 marzo a 3983.87 punti l'indice era sceso fino ad un minimo a 3853 punti ed era rimbalzato. Venerdì alle 19.50 l'S&P500 era tornato a 3918 punti - era nuovamente sopra la MM a 50 giorni e 5 punti sopra la chiusura del venerdì precedente - sarebbe bastata la solita ondata di vendite sul finale di seduta per avere una performance settimanale negativa. Invece la borsa improvvisamente é decollata lasciandoci basiti. In un'ora l'indice é salito a razzo fino a 3978 punti e ha chiuso poco più in basso a 3874.54 punti (+1.66%). Questo movimento ha coinvolto tutti i settori (DJT +2.30%, Nasdaq100 +1.55%, RUT +1.76%) ed é avvenuto malgrado un aumento dei tassi d'interesse (reddito dell'USTBond a 1.67%, +0.04%). Improvvisamente il mercato sembra aver ricominciato a credere ad uno scenario di forte crescita economica e ha dimenticato che l'aumento dei tassi d'interesse può essere negativo per i bilanci delle società tecnologiche. A prima vista tutto questo ha una logica. Se si va nei dettagli sorge però un certo senso di inquietudine. Il movimento di rialzo é partito dalla volatilità VIX (18.86 punti, -0.95) che é stata spinta verso il basso dagli investitori istituzionali - questa potrebbe essere una manipolazione del mercato in vista della chiusura del trimestre. 2I titoli più speculativi della cosiddetta economia distruttiva sono però stati venduti con Tesla (-3.39%) in testa. Insieme a questi titoli sono scese le azioni dei titoli più shortati amati dai piccoli speculatori long e le SPAC (veicoli di investimento "vuoti" in cerca di "vittime"). Infine sono state anche vendute le azioni di società cinesi quotate negli Stati Uniti.
Insomma - la seduta é stata molto strana e sembra che i tradizionali investitori istituzionali si siano presi una rivincita contro gli  speculatori e gli investitori che seguono il momentum e quelli che si muovono sul mercato delle opzioni. La domanda da porsi é se questo nuovo paradigma é una tendenza sostenibile o solo un evento passeggero che sparirà per la fine del mese di marzo.
Già giovedì sera evavamo esaminato l'ipotesi che la correzione fosse finita e l'avevamo rigettata per la semplice ragione che non avevamo nessun elemento tecnico a sostegno della possibilità che i 3853 punti di S&P500 potessero essere il minimo definitivo della correzione intermedia. Oggi siamo allo stesso punto anche se il rally di venerdì sera sposta le probabilità decisamente in favore di una ripresa del rialzo. Ci vuole però un nuovo record storico dell'S&P500 e un ritorno del Nasdaq100 (+1.55% a 12979 punti) sopra i 13200-13300 punti per essere sicuri che la correzione é terminata. Oscillatori e indicatori sono ancora possibilisti. Secondl gli oscillatori la correzione doveva terminare unicamente verso la metà di settimana prossima. I Summation Index sono ancora in calo e gli indici azionari europei sono già nuovamente ipercomperati. A prima vista non sembra che a corto termine le borse abbiano molto potenziale di rialzo. Le correzioni hanno il vantaggio di eliminare le mani deboli e la speculazione riportando il rialzo su solide basi. Quando invece le correzioni terminano troppo presto senza aver creato questi presupposti il successivo rialzo deve immediatamente combattere contro parecchi ostacoli tecnici ed é a rischio di fallimento.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.77% a 3866 punti
SX7E (banche)          -0.61% a 87.81 punti
DAX                         +0.88% a 14749 punti
SMI                          +1.36% a 11116 punti
FTSE MIB                  +0.80% a 24393 punti
S&P500                     +1.57% a 3974.54 punti
Nasdaq100                +0.87% a 12979 punti

Le borse venerdì sembravano aver voglia di buttarsi la correzione alle spalle e di voler riprendere il rialzo. La seduta é stata positiva sia in Europa (Eurostoxx50 +0.89% a 3866 punti) che in America. Con due sedute positive gli indici azionari hanno praticamente eliminato l'effetto negativo di 4-5 sedute di scivolata verso il basso e questo in generale é un segnale che i rialzisti sono più forti dei ribassisti.
Venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3891 punti, il DAX (+0.87% a 14749 punti) 14851 punti. Questi valori teorici corrispondono rispettivamente ad un nuovo massimo storico ed un nuovo massimo annuale. È evidente che la correzione per le borse europee é stata solamente un consolidamento e se questi valori lunedì mattina verranno confermati le borse europee stanno riprendendo il rialzo favorite dalla debolezza dell'EUR nei riguardi dell'USD (EUR/USD a 1.1795 con un minimo annuale a 1.1762).

Come anticipato la seduta a New York é stata strana. L'S&P500 ha aperto a 3925 punti e fino alle 19.50 é oscillato in laterale tra i 3943
ed i 3917 punti. Verso le 19.00 ci sono stati due brevi tentativi di rottura al ribasso con un doppio minimo. Poi la borsa é decollata con il risultato che conoscete. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5713 su 2071, NH/NL a 367 su 291 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ricaduta a 18.86 punti (-0.95), il CBOE Equity put/call ratio era piuttosot alto a 0.58 (cosa sta succedendo ai piccoli speculatori long?) mentre il Fear&Greed Index é balzato a 52 punti (+12 punti!). A breve (DSI) sembra esserci parecchia euforia e questo ci fà dubitare della sostenibilità del rally iniziato venerdì sera.
I Summation Index sono ancora in calo - la tendenza di fondo della borsa americana é formalmente al rialzo con il 51.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 65.81.
Insomma - il semaforo é tornato sul verde ma sotto lampeggia ancora una luce gialla - a cosa si riferisce? - possiamo attraversare l'incrocio senza rischiare di farci travolgere o di trovare un pedone in mezzo alla careggiata? Lunedì mattina dovremmo saperlo con certezza. Mercoledì 31 marzo finisce il trimestre - é possibile che gli investitori istituzionali cerchino di far salire il mercato fino a questa data - se però non riescono a provocare un'accelerazione sopra i simbolici 4000 punti di S&P500 temiamo che possa esserci un'altra correzione dietro l'angolo.

Commento del 26 marzo

Reazione d'orgoglio del Russell2000 (+2.29%)

Ieri ci aspettavamo che dopo una pessima apertura la borsa americana avrebbe tentato un recupero - almeno per colmare il gap d'apertura fino ai 3889 punti di S&P500. In effetti l'S&P500 ha iniziato le contrattazioni a 3873 punti e dopo alcuni minuti di indecisione é sceso fino alle 16.00 quando ha toccato il minimo giornaliero a 3853 punti. A questo punto l'indice era sotto la MM a 50 giorni a 3870 punti. Da qui é iniziata la reazione che però é stata più forte di quanto ci eravamo immaginati. L'indice é risalito fino a metà seduta a 3901 punti e poi si é fermato e ha ritracciato. I rialzisti sono però successivamente ripartiti all'attacco - probabilmente c'é stato parecchio short covering sul Russell2000 (+2.29%) dopo una serie di sedute pessime che avevano fatto cadere l'ndice in alcuni giorni di più del -10%. Con una seconda spinta di rialzo l'S&P500 é risalito fino a 3919 punti di massimo e solo sul finale é ricaduto a 3909.52 punti (+0.52%). Insomma - ci aspettavamo per saldo una seduta con una perdita di una ventina di punti ed invece abbiamo un guadagno di 20 punti e una candela bianca sul grafico che fa tornare subito l'indice sopra la MM a 50 giorni in ascesa. Possibile che la correzione sia terminata qui? Tutto é possibile visto che l'analisi tecnica é strettamente legata al calcolo delle probabilità. Diciamo però che é poco probabile visto che finora si é visto ben poco pessimismo (Fear&Greed Index a 40 punti, invariato) e non abbiamo nessun elemento tecnico a sostegno di questa tesi. I Summation Index sono ancora in calo e soprattutto gli investitori non hanno ancora preso una decisione tra scenario deflattivo o inflattivo. Crediamo che il reddito dell'UST Bond decennale (1.63%) debba ancora salire verso il 2% e provocare un'ultimo tonfo del Nasdaq100 (-0.14% a 12780 punti) che ieri sera non ha brillato.

Nei giorni scorsi ci siamo lamentati che l'Eurostoxx50 (-0.00% a 3832 punti) aveva terminato la seduta senza sostanziali variazioni e questo non ci dava molti spunti di analisi. Ieri sera l'Eurostoxx50 ha chiuso in pari e veramente c'é poco da commentare. Notiamo unicamente che dopo le 12.00 ci sono state delle vendite e l'indice é sceso fino ad un minimo a 3784 punti (-1.2%!). Dopo l'apertura a New York l'indice ha recuperato e questo é un segnale di forza. Abbiamo l'impressione che la forza relativa delle borse europee é una conseguenza dell'indebolimento dell'EUR rispetto all'USD. Questo però non cambia nulla al fatto che le borse europee stanno semplicemente consolidando e non correggendo. Ripetiamo - é possibile che questa pausa permetta alle borse europee di assorbire l'ipercomperato. Favoriamo ancora una discesa sui 3750 punti di Eurostoxx50 prima della ripresa del rialzo ma é possibile che questa correzione minore venga a mancare e venga semplicemente sostituita da un consolidamento con EUR debole.
Lo stesso discorso vale per il DAX (+0.08% a 14621 punti) e per il FTSE MIB (+0.04% 24218 punti).
L'SMI (+0.32% a 11098 punti) é riuscito a guadagnare ancora qualche punto grazie al fatto che al momento gli investitori favoriscono nuovamente i titoli value, come alimentari o farmaceutica, alle speculazioni sulle società che hanno teoricamente ritmi di crescita e potenziale illimitati ma non guadagnano un soldo.

La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5373 su 2360, NH/NL a 151 su 1309 e volume relativo a 0.95. Notiamo il forte aumento dei nuovi minimi a 30 giorni. La volatilità VIX é ricaduta a 19.81 punti (-1.39) mentre il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente piuttosto alto a 0.58. Non rileviamo niente in questi dati che possa suggerire la presenza di un minimo intermedio. Nessun indice é rimbalzato da un rilevante supporto. Secondo gli oscillatori la correzione dovrebbe continuare almeno fino a metà di settimana prossima. Di conseguenza non pensiamo che dal minimo di ieri a 3853 punti di S&P500 possa svilupparsi una sostenibile spinta di rialzo. Pensiamo piuttosto che nei prossimi giorni questo minimo debba essere rivisitato.

Stamattina alle 08.50 il future sull'S&P500 é a 3915 punti (+14 punti). L'Eurostoxx50 é a 3856 punti (+24 punti). Le borse europee apriranno con un balzo del +0.6%/+0.8%. Sullo slancio é probabile che proveranno a guadagnare ancora qualche punto. Poi torneranno al punto di partenza e aspetteranno indicazioni da New York.
Il Nikkei ha guadagnato il +1.56% - Shanghai sale del +0.6%. Sembra che le borse vogliano terminare la settimana con una seduta (moderatamente) positiva.

Commento del 25 marzo

L'America corregge - l'Europa é per lo più indifferente

La giornata di ieri é stata una copia di quella di martedì con la differenza che questa volta le vendite a Wall Street hanno travolto anche il Nasdaq100 (-1.68%). In Europa c'é stata un'altra seduta senza sostanziali variazioni sui maggiori indici azionari (Eurostoxx50 +0.14% a 3832 punti). Il calo di martedì a New York ha provocato un'apertura in calo ma le borse europee hanno velocemente recuperato - nel pomeriggio non é più successo nulla di importante. L'Europa sembra immune ed indifferente alle turbolenze in Asia e in America.
La seduta a Wall Street é iniziata come previsto vale a dire con un rimbalzo - l'S&P500 é risalito fino a 3942 punti contro la nostra stima di 3930 punti. Poi però si é ripetuto quanto già successo martedì - é apparsa pressione di vendita e da metà giornata gli indici sono scesi con un'accelerazione sul finale che ha provocato una chiusura sul minimo giornaliero e con pesanti perdite sul Russell2000 (-2.35%). Questa volta anche la tecnologia ha subito danni (Nasdaq100 -1.68%) malgrado che i tassi d'interesse siano rimasti stabili (reddito dell'USTBond decennale a 1.62%, -0.01%). Ci sono buone e cattive notizie. La cattiva é che la correzione sta guadagnando in momentum e partecipazione e quindi é molto probabile che gli indici debbano scendere sensibilmente più in basso. La buona é che gli oscillatori stanno scendendo velocemente mentre gli investitori stanno diventando pessimisti (Fear&Greed Index 40 punti, -9 punti). È quindi possibile che un minimo significativo venga raggiunto verso fine mese a che ad aprile possa partire una spinta di rialzo. Questo é quanto suggerisce l'analisi tecnica dei mercati azionari. Non sappiamo ancora come si inserisce lo sviluppo dei tassi d'interesse in questo scenario. La correzione delle borse doveva avvenire insieme ad un'impennata del reddito dell'USTBonds in direzione del 2% - invece adesso le borse scendono per conto loro solo a causa dell'ipercomperato e dell'eccesso di ottimismo che devono essere compensati ed assorbiti.

Sull'Europa c'é poco da dire. Anche la seduta di ieri é stata senza spunti e non fornisce elementi d'analisi. L'Eurostoxx50 (+0.14% a 3832 punti), e in generale le borse europee (DAX -0.35%, FTSE MIB +0.39%), é caduto nei primi 5 minuti di contrattazioni ma poi ha recuperato e dopo le 10.00 ha veleggiato intorno alla parità. Sembra che le borse europee vogliano ignorare le correzioni settoriali che stanno avvenendo in America. L'inpressione é che si sta verificando un semplice consolidamento che non dovrebbe sfociare una una correzione ma piuttosto in un modesto ritracciamento di un paio di punti in percentuale - qualcosa simile a quanto successo a febbraio.

Il cambio EUR/USD cade a 1.1820 con un nuovo minimo annuale a 1.1804... La rottura al ribasso é ancora marginale ma la strada verso l'obiettivo a 1.16 sembra aperta anche perché la MM a 200 non serve più da supporto.

L'S&P500 ha aperto al rialzo a 3928 punti. Nella prima ora l'indice ha marciato sul posto ma poi con nostra sorpresa c'é stata ancora una lieve spinta di rialzo e l'indice alle 16.00 ha raggiunto i 3940 punti. Dopo però sono arrivate lentamente ma inesorabilmente le vendite. L'indice é sceso alle 19.20 fino a 3928 punti e poi é caduto come un sasso fino alle chiusura a 3989.14 punti (-0.55%). Questa volta sia tecnologia (Nasdaq100 -1.68% a 12798 punti) che PMI (RUT -2.35%) erano sotto pressione. Si sono salvati il settore energia (ETF Energy +2.51% / il blocco del canale di Suez ha provocato un temporaneo incremento del prezzo del petrolio) e quello dei trasporti (DJT +1.04%). La seduta al NYSE é stata nuovamente decisamente negativa con A/D a 2396 su 5381, NH/NL a 175 su 733 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 21.20 punti (+0.90) e il CBOE Equity put/call ratio (0.57) comincia ad essere sopra la media di lungo periodo. L'umore degli investitori peggiora in maniera vistosa. I Summation Index sono in calo.
Insomma - la correzione prosegue come da copione. Dal massimo del 16 marzo il Russell2000 ha perso circa il -10% - la caduta non può continuare a questo ritmo per parecchio tempo anche perché questo non sembra l'inizio di un ribasso ma una correzione. Dobbiamo però osservare delle vendite da panico prima di poter pensare che la discesa é alla fine - pensiamo che questo possa rispecchiarsi in una impennata del CBOE Equity put/call ratio sopra i 0.70. L'alternativa potrebbe essere una salita della volatilità sul Russell2000 (ora a 33.52 punti) decisamente sopra i 40 punti.

Ora il future sull'S&P500 é a 3886 punti (+6 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +1.14% - Shanghai é in pari (-0.10%). L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3818 punti - come ieri le borse europee apriranno con un modesto calo del -0.3%. Per il terzo giorno consecutiva potrebbe ripetersi la stessa seduta - recupero la mattina, apertura a New York alle 14.30 in guadagno e ritorno dei venditori dopo le 16.00.

Commento del 24 marzo

Crollo del Russell2000 (-3.58%) - gli speculatori perdono la capacità di spingere il mercato al rialzo

Ieri a Wall Street c'é stato un improvviso vuoto d'aria e dopo le 19.30 l'S&P500 (-0.76% a 3910.52 punti) é caduto dai 3936 punti fino al minimo a 3901 punti. L'indice é rimbalzato sul finale e ha chiuso a 3910 punti. Questa volta non é stata la tecnologia a provocare il ribasso ma le PMI raggruppate nel Russell2000 (RUT -3.58%). Questo indice é crollato trascinato verso il basso dai settori energia e finanza. Avrete forse notato che lunedì il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.39 - questo valore mostra una forte speculazione al rialzo. Nella fase di rialzo da novembre a febbraio un valore del genere mostrava che gli speculatori long stavano spingendo il mercato - spesso avevano successo e nei giorni successivi la borsa saliva. Ora invece sembra che abbiano perso il controllo delle operazioni. L'eccesso di speculazione provoca adesso una reazione negativa. Gli incitamenti a comperare qualsiasi cosa lanciati sui social media non hanno più l'effetto sperato - forse perché, considerando le difficoltà del settore tecnologico (Nasdaq100) da metà febbraio, ci si é resi conto che il mercato non conosce solo una direzione - il gregge dei piccoli speculatori sta diventando più prudente. Questo é anche il senso del segnale mandato dai Summation Index che ieri sono nuovamente scesi. Questi indicatori mostrano come si comporta la maggior parte delle azioni. Se scendono é difficile possedere un titolo che guadagna. Se scendono mentre gli indici salgono significa che pochi titoli sostengono il rialzo é che c'é una folta schiera di investitori frustrati pronti a voltare le spalle alla borsa. Ma torniamo agli avvenimenti di ieri sera. Finalmente c'é stata una seduta negativa che sembra confermare la nostra previsione di una correzione intermedia. A questo scopo però ci vorrebbe oggi una continuazione verso il basso. Finora c'é un certo deterioramento degli indicatori ma nessun segnale di vendita. Gli indici hanno però "girato" quando e dove avevamo pensato e questo é un fatto incoraggiante. Anche il Nasdaq100 (-0.52% a 13017 punti) ha avuto una seduta negativa malgrado tassi d'interesse in calo. L'indice é rimasto sotto i 13300 punti e sotto la MM a 50 giorni e sembra aver ripreso la correzione iniziata a metà febbraio dai 13879 punti).

La seduta in Europa é stata insignificante. I maggiori indici azionari hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Da due giorni le borse europee non vanno da nessuna parte. La scivolata verso il basso dell'Eurostoxx50 (-0.18%) é impercettibile - non abbastanza per parlare di correzione. Anche il DAX (+0.03% a 14662 punti) ha marciato sul posto vittima di una rotazione tra settori. Ieri ci sono state prese di beneficio sulle azioni automobilistiche e sono stati comperati titoli difensivi come utilities o farmaceutica. Questo é per il momento un mercato senza spunti e senza direzione. Gli indici europei potrebbero anche eliminare l'ipercomperato in questa maniera - un consolidamento e un modesto ritracciamento.

Il cambio EUR/USD é caduto a 1.1840 - l'attacco al minimo annuale previsto una settimana fà si sta realizzando. Una rottura sotto gli 1.1830 attiverebbe un obiettivo a 1.16.

Ma torniamo a Wall Street - il mercato che fa tendenza. L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 3933 punti - per ore l'indice é oscillato a caso in una ventina di punti. È sceso fino ai 3928 punti, é salito su un massimo a 3949 punti e un'ora e mezza prima della chiusura era ancora a 3936 punti. Poi le vendite che stavamo colpendo il Russell2000 si sono intensificate coinvolgendo tutto il listino. L'S&P500 é caduto sul minimo a 3901 punti ed é rimbalzato fino a 3910.52 punti (-0.76%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1159 su 6668, NH/NL a 225 su 593 e volume relativo a 1.0. Spesso dopo una seduta così negativa a livello di partecipazione (pessimo A/D e volumi su A/D) c'é un debole rimbalzo. Se oggi la borsa non rimbalza significa che la pressione di vendita é dominante. La volatilità VIX é balzata a 20.30 punti (+1.42), il CBOE Equity put/call ratio era neutro a 0.44 e il Fear&Greed Index é sceso a 49 punti (-5). Se come pensiamo é iniziata una correzione ha ancora parecchia strada da percorrere visto che gli indicatori di sentiment sono in territorio neutro - non c'é ancora nessun segnale di pessimismo.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3901 punti (+1 punto). Il Nikkei ha perso il -2.04% - Shanghai é in calo del -1.60%. L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3813 punti (-14 punti). Le borse europee sono ancora immuni ai segnali negativi provenienti da Asia e Stati Uniti. Gli indici azionari europei apriranno con una modesta perdita del -0.3%. Ci interessa molto vedere cosa succede oggi. La caduta di ieri a Wall Street potrebbe solo essere un incidente senza conseguenze. Dalla seduta di oggi ci aspettiamo una conferma dell'inizio della correzione. Se invece l'S&P500 rimbalza sopra i 3930 punti dovremo rivedere questa previsione.

Commento del 23 marzo

La borsa americana gira a vuoto

L'S&P50 era salito il 16 febbraio a 3950 punti di massimo. Ieri l'indice ha toccato un massimo giornaliero a 3955 punti e ha chiuso 15 punti più in basso a 3940.59 punti (+0.70%) con un guadagno di 27 punti. Quella che a prima vista sembra una seduta positiva é stata per l'analisi tecnica una seduta a partecipazione negativa (A/D a 3463 su 4292) dovuta al cedimento del Russell2000 (RUT -0.91%). È un fatto matematico. Non bisogna dimenticare che il Nasdaq100 (+1.70% a 13086 punti) contiene 100 azioni, l'S&P500 ha 500 membri mentre il Russell2000 raccoglie le azioni di 2000 piccole e medie imprese. Avrete già capito che ieri é stata una seduta di rialzo per la tecnologia e una di ribasso per le PMI e i settori di energia e banche. La conosciuta e seguitissima correlazione con i tassi d'interesse di mercato ha nuovamente funzionato a meraviglia - il reddito dell'USTBond decennale é sceso a 1.69% (-0.05%). La seduta di ieri non ha per niente convinto a livello di partecipazione - l'A/D era deludente (348 su 219) mentre i Summation Index sono in calo. Insomma - la costellazione tecnica sembra confermare l'imminente inizio di una correzione intermedia e non bisogna lasciarsi disturbare del guadagno dell'S&P500 che era preventivato. Come preannunciato ieri mattina le statistiche ci dicono che il lunedì dopo la scadenza dei derivati di marzo e dopo la riunione della FED la seduta a Wall Street é di solito positiva.

Ieri sera non abbiamo scritto nessun commento riguardante la seduta in Europa. La ragione é semplice. Non é successo nulla di rilevante e non sapevamo cosa scrivere.
Le borse europee hanno aperto in calo ma hanno subito recuperato e dalle 11 in avanti sono semplicemente oscillate stancamente in laterale intorno alla parità. L'Eurostoxx50 (-0.08% a 3833 punti) ha chiuso praticamente in pari. Il DAX (+0.25% a 14657 punti) ha ancora guadagnato qualche punto grazie al settore auto (VW +7.29%). Questi movimenti sono assurdi sia per la loro intensità che motivazione. Per mesi i mercati sono stati a guardare mentre la capitalizzazione di Tesla superava di gran lunga quella sommate delle maggiori case automobilistiche mondiali. Poi ci si é resi conto che tutti stanno producendo delle buone auto elettriche e che tutti i costruttori tradizionali stanno conquistando quote del mercato dell'auto elettrica. Improvvisamente c'é stato in borsa un movimento a valanga - non é stato un lento riflusso ma un vero e proprio tsunami - ad inizio anno l'azione di Volkswagen era a 148 EUR - il 17 febbraio era lievitata a 161 EUR - poi c'é stata l'accelerazione e ieri l'azione ha raggiunto i 237 EUR. È come se VW avesse scoperto da un giorno all'altro l'auto elettrica e che questo "nuovo prodotto" fosse in grado di raddoppiare l'utile della società in un paio di mesi. L'eccitazione si sta estendendo a tutto il settore dell'auto europeo - ieri anche Porsche (+8.92%) e Ferrari (+4.88%) hanno goduto dei favori degli investitori. Sono delle borse pazze - qualcuno comincia ad urlare "auto" e se l'idea piace e cominciano ad esserci dei movimenti improvvisamente tutti corrono a comperare anche se ormai i prezzi non giustificano minimamente una decisione d'acquisto.
Per una qualche strana ragione ieri anche il settore farmaceutico ha ritrovato i favori degli investitori. Ne ha approfittato l'SMI (+0.74% a 11048 punti) per superare inaspettatamente gli 11000 punti e toccare un nuovo massimo annuale.

Sulla seduta a Wall Street abbiamo ancora poco da dire. L'S&P500 ha aperto in leggero guadagno a 3915 punti ed é salito regolarmente fino alle 20.00 quando ha toccato il massimo a 3955 punti. Poi é sceso fino alla chiusura a 3940 punti (+0.70%). Il movimento é stato trascinato dai grandi nomi della tecnologia (Nasdaq100 +1.70%). I dati sul sentiment sono interessanti. La volatilità VIX é caduta a 18.88 punti (-2.07), il CBOE Equity put/call ratio era nuovamente molto basso a 0.39 mentre il Fear&Greed Index é salito a 54 punti (+1 punto). Molti sono convinti che l'S&P500 é partito alla conquista dei 4000 punti. Vedremo se avranno ragione - se però tutti hanno già comperato per approfittare di questa accelerazione mancheranno ulteriori compratori e l'S&P500 invece che salire scenderà.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3922 punti (-8 punti). Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.61%, Shanghai -0.9%). L'Eurostoxx50 alle 08.15 vale 3816 punti (-17 punti) - le borse europee apriranno in calo del -0.4%. Al momento le indicazioni fornite dai mercati sono insufficienti per poter parlare di seduta negativa. Conoscete però la nostra opinione - oggi i venditori dovrebbero lentamente farsi avanti....

Aggiornamento del 22 marzo

Per ridurre l'inflazione bisogna diminuire i tassi d'interesse... (secondo l'Erdoganomics)

Settimana scorsa il governatore della Banca Centrale turca ha alzato a sorpresa il tasso d'interesse di riferimento sulla Lira Turca del 2% con l'obiettivo di difendere il corso della moneta e contenere l'inflazione. La mossa non é piaciuta al Presidente Erdogan che lo ha licenziato. In due anni questo é il quarto governatore che viene eliminato per non aver seguito le direttive di politica economica del Presidente secondo il quale per contenere l'inflazione bisogna abbassare il costo del denaro e non diminuirlo. Insomma - secondo Erdogan le teorie economiche sono sbagliate. La reazione dei mercati non si é fatta attendere - durante il fine settimana la Lira Turca ha perso circa il -15% rispetto all'USD. La Turchia é sull'orlo del collasso economico con un'inflazione galoppante e una disoccupazione che secondo le stime raggiunge il 30%. Il peso della Turchia nell'economia mondiale é trascurabile - una crisi economica non dovrebbe destabilizzare i mercati finanziari. Se la Turchia fosse occupata a risolvere i problemi interni ci potrebbero anche essere dei risvolti positivi. Il paese non avrebbe più il tempo e le risorse per immischiarsi in parecchi conflitti regionali - soprattutto in Siria e Irak.
La Turchia é alle porte dell'Europa ed é un importante partner commerciale - le difficoltà turche potrebbero avere risvolti negativi sulle numerose società con interessi economici nel Paese.
Turchia a parte il fine settimana non ha offerto novità di rilievo. Il future sull'S&P500 é stamattina a 3894 punti (-5 punti). Secondo le statistiche il lunedì che segue la riunione della FED e la scadenza dei derivati di marzo é una seduta positiva. Vediamo se la giornata odierna segue le tradizioni. Un rimbalzo oggi dovrebbe costituire per i traders un'occasione di vendita in vista della correzione che dovrebbe svilupparsi nel corso della settimana. Stamattina il Nikkei ha perso il -2.07% - Shanghai sta guadagnando il +1.1%. L'Eurostoxx50 alle 08.20 vale 3829 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Alle 14.00 Jerome Powell terrà un discorso ma non pensiamo che dirà qualcosa di diverso o nuovo rispetto a settimana scorsa.

Commento del 20-21 marzo

La prova di forza tra FED e mercati fa salire i tassi d'interesse e correggere le borse 

Il reddito dell'US Treasury Bond decennale continua a salire - venerdì ha raggiunto gli 1.74% (+0.03%). L'aumento dei tassi d'interesse é una scusa per una correzione intermedia della borsa americana specialmente nel settore tecnologico che é il più sensibile a questo incremento. La Banca Centrale americana ha più volte dichiarato la sua intenzione di voler mantenere i tassi d'interesse di riferimento vicini allo 0% ancora per un lungo periodo di tempo - mercoledì Jerome Powell ha affermato di non prevedere aumenti fino al 2023. D'altra parte l'inflazione e le aspettative d'inflazione in America aumentano - si situano al momento intorno al 2.2% e questo significa che i tassi d'interesse reali sono negativi. Abbiamo ampiamente discusso questo tema nelle nostre previsioni per il 2021. Gli investitori non hanno interesse a possedere obbligazioni con un reddito reale negativo specialmente quando vedono che i tassi d'interesse di mercato salgono e il valore delle obbligazioni scende. La guerra verbale e le assicurazioni della FED non bastano - é probabile che gli investitori vendano obbligazioni e che il tasso d'interesse continui a salire fino a quando la FED non annuncerà misura concrete per stoppare questo sviluppo. I previsti acquisti di obbligazioni per 120 Mia di USD nell'ambito del QE non bastano considerando che il programma di stimolo economico del governo da 1900 Mia di USD deve essere finanziato attraverso il debito e l'emissione di obbligazioni del Tesoro. Fino a quando durerà questa prova di forza? Nessuno é in grado di dirlo ma ci sono alcuni elementi da considerare che possono aiutarci a fare una stima.
Il reddito reale sugli investimenti a reddito fisso in USD é negativo ma il saldo é in diminuzione. Pensiamo che in ogni caso i mercati siano pronti ad accettare un reddito reale nullo - questo significa che il reddito dell'USTB decennale potrebbe salire fino al 2%-2.25%.
I Bond sono adesso ipervenduti e il DSI é molto basso - I Bond probabilmente non possono scendere molto più in basso prima che ci sai una sostanziale reazione positiva. Giudichiamo che dagli attuali 1.74% il reddito possa ancora lievitare in direzione dei 2% ma non molto più in alto.
Il reddito da dividendo dell'S&P500 é adesso all'1.49% -  lentamente comincia ad esserci un certo interesse a comperare obbligazioni che competono con i dividendi delle azioni.
Al termine della riunione di mercoledì scorso la FED non ha voluto affrontare direttamente il problema giustificando la sua posizione con il fatto che la spinta inflazionistica dovrebbe essere moderata e di breve durata. Non pensiamo che nell'arco dei prossimi giorni sia disposta a cambiare opinione. Crediamo di conseguenza che la prova di forza tra FED e mercati possa durare ancora alcune settimane - il lasso di tempo ideale e necessario per una correzione minore delle borse.
Riassumendo crediamo che il reddito dell'USTBond decennale debba salire lentamente e ad ondate (considerando che il Bond é già ipervenduto) fino al 2%. Nel frattempo la borsa americana dovrebbe svolgere una salutare correzione per eliminare l'ipercomperato e parte dell'eccesso di ottimismo. In questa fase l'S&P500 (3913 punti) potrebbe tornare sui 3700-3800 punti (usando differenti metodi arriviamo a diversi obiettivi tra questi due valori) mentre il Nasdaq100 (12867 punti) potrebbe cadere fino a 12000 punti. Secondo i cicli a questa correzione minore ed intermedia dovrebbe seguire un'ultima possente spinta di rialzo fino a giugno.
I nostri indicatori tecnici sostengono questa previsione.
Sulla base di questo scenario per la borsa americana come potrebbero comportarsi le borse europee che finora hanno ignorato il calo dei titoli tecnologici americani ? Su questo punto siamo incerti. Le borse europee sono fondamentalmente meno care di quella americana - i tassi d'interesse in Europa stanno salendo meno - il reddito del Bund decennale é ancora a -0.288%. Le borse europee salgono grazie ai settori ciclici e finanziari - entrambi non si trovano nell'epicentro della correzione. Al contrario - le banche approfittano dell'aumento dei tassi d'interesse di mercato. Molto dipende degli aspetti psicologici - se gli investitori si spaventano e gli indicatori di sentiment non passano solo dall'ottimismo allo scetticismo ma arrivano a segnalare panico, la correzione coinvolgerà tutto il listino borse europee comprese. In linea di massima però non pensiamo che una correzione di un -5% possa scatenare il panico e quindi riteniamo che le borse europee verrannno meno colpite dal fenomeno. Gli indici potrebbero limitarsi, come già precedentemente annunciato, a scendere sui livelli dove si é verificata la rottura al rialzo di marzo - sono i 3750 punti di Eurostoxx50 (3837 punti) e i 14200 punti di DAX (14621 punti). 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.10% a 3837 punti
SX7E (banche)          -0.53% a 88.35 punti
DAX                         +0.82% a 14621 punti
SMI                          +1.18% a 10967 punti
FTSE MIB                  +0.36% a 24199 punti
S&P500                     -0.77% a 3913.10 punti
Nasdaq100                -0.54% a 12867 punti

La scadenza dei derivati di marzo non ha provocato volatilità. Se trascuriamo gli alti volumi di titoli trattati la seduta di venerdì si é svolta nella calma e gli indici hanno chiuso poco lontano dai livelli d'apertura. Le borse europee dovevano scontare la pessima chiusura di giovedì a New York e hanno aperto in calo. Durante la giornata gli indici sono oscillati in laterale e non sono riusciti a recuperare. Il risultato é stata una seduta negativa ma che non ha fatto danni. Il DAX (-1.05% a 14621 punti) ha toccato giovedì un nuovo massimo storico L'Eurostoxx50 (-0.79% 3837 punti) ha perso 30 punti e ha raggiunto giovedì un nuovo massimo annuale. Non si può ancora parlare di inizio di correzione anche perché le performances settimanali sono positive. Gli indici sono però ipercomperati e quindi dovrebbero ora scendere.

L'S&P500 (-0.06% a 3913.10 punti) ha perso 2 punti e questo ci dice già che non é successo molto. L'indice inizialmente é ancora sceso a 3886 punti di minimo - dopo la caduta di giovedì c'é stata quindi una continuazione verso il basso con una candela sul grafico con massimo e minimo discendenti che puzza di correzione. Il Nasdaq100 (+0.61% a 12867 punti) é rimbalzato ma questo non deve sorprendere visto che l'indice giovedì era crollato del -3.13%. La seduta al NYSE é stata di poco positiva con A/D a 4716 su 3012, NH/NL a 362 su 244 e volume relativo a 1.8 (causato dalla scadenza dei derivati). La volatilità VIX é scesa a 20.95 punti (-0.63), il CBOE Equity put/call ratio é salito leggermente a 0.51 (i traders long stanno perdendo il coraggio?) mentre il Fear&Greed Index é sceso a 53 punti (-2). I Summation Index erano in calo.
Riassumendo la correzione é appena iniziata e venerdì la borsa si é fermata per occuparsi delle operazioni di chiusura dei derivati di marzo. Settimana prossima gli oscillatori cominceranno a scendere facendo pressione tecnica sui listini. Ci aspettiamo una discesa spalmata su parecchie giornate con sedute negative intercalate da rimbalzi secondo il ritmo dettato dallo sviluppo dei tassi d'interesse.

Commento del 19 marzo

A Wall Street é iniziata la correzione intermedia

Ieri c'é stato nuovamente uno scollamento tra Europa (Eurostoxx50 +0.46% a 3867 punti) e America (S&P500 -1.48% a 3915.46 punti). Le borse europee hanno continuato tranquillamente il rialzo e sembrano voler rispettare la regola di un massimo in occasione della scadenza dei derivati di marzo. Forse però questo é solamente la conseguenza del fatto che le vendite a Wall Street sono cominciate solo verso le 17.00 e in quel momento l'S&P500 era ancora sui 3963 punti - l'Europa non ha fatto in tempo a scontare il successivo calo della borsa americana . Inoltre bisogna considerare quali sono i settori dove si sta verificando la correzione causata da un aumento preoccupante dei tassi d'interesse - in effetti il reddito dell'USTBond decennale é salito a 1.71% (+0.08%). Mentre settori ben rappresentati in Europa come quello della banche ne approfittano e salgono ancora (SX7E +2.33% a 90.91 punti), ieri sono precipitati la tecnologia (Nasdaq100 -3.13%) e il settore dell'energia (ETF Energy -4.49%) che come avevamo detto più volte era salito troppo. Inoltre sta avvenendo un riequilibrio nel settore automobilistico. Era ormai evidente che le valutazioni dei costruttori di auto elettriche come Tesla (-6.93%) erano assurde mentre i costruttori tradizionali stanno investendo con successo miliardi per adattarsi alle nuove esigenze del mercato - di questo effetto ne sta approfittando il DAX tedesco (+1.23% a 14775 punti) che ha nel listino parecchie case automobilistiche di rango mondiale (VW, Daimler (+4.80%), BMW). Insomma - secondo gli oscillatori e gli indicatori di sentiment nella seconda parte di questa settimana doveva iniziare una correzione. Era possibile che gli indici salissero fino all'odierna scadenza dei derivati di marzo ma la correzione poteva partire anche prima visto che le operazioni di reporting avvengono a metà settimana. Sembra che l'evento scatenante sia stata la riunione della FED di mercoledì - i mercati non credono che la Banca Centrale americana sia in grado di tenere sotto controllo i tassi d'interesse sull'USD a lungo termine e stanno andando a vedere dove si situa la soglia di "dolore". È possibile che questa prova di forza duri parecchi giorni e spinga il reddito del Bond decennale verso il 2% - in questa fase le borse dovrebbero correggere trascinate dalla tecnologia. Il Nasdaq100 potrebbe cadere fino a 12000 punti. 

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da dire. Le borse hanno aperto in positivo e la mattina hanno combinato poco o niente. Nel primo pomeriggio gli indici sono saliti e hanno toccato il massimo giornaliero verso le 17.00. L'impressione é che gli acquisti pomeridiani provengano dall'America. Dopo le 17.00 le borse si sono sgonfiate ma in mezz'ora gli indici sono scesi poco e hanno chiuso con guadagni da moderati (Eurostoxx50 +0.46% a 3867 punti, FTSE MIB +0.33% a 24460 punti, SMI +0.47% a 10973 punti) a forti (DAX +1.23% a 14775 punti). Gli indici hanno toccato dei nuovi massimi annuali o storici a conferma del trend rialzista. Vedremo ora come le borse europee reagiranno alla correzione in America. Fino a quando la correzione tocca solo settori come tecnologia o energia é probabile che gli effetti negativi sui listini europei saranno modesti. Riprendiamo l'argomento durante il fine settimana valutando quale potrebbe essere l'effetto contagio.

Ieri fino alle 17.00 la borsa americana era tranquilla e si stava profilando una seduta moderatamente negativa causata da un calo della tecnologia. Poi la pressione al rialzo sui tassi d'interesse é aumentata insieme alle vendite nel settore tecnologico. Inoltre il prezzo del petrolio é crollato del -7% causando un'ondata di prese di beneficio sulle azioni delle società del settore. Nasdaq100 (-3.13%) e Russell2000/RUT (-2.94%) sono precipitati e l'S&P500 non ha potuto evitare i danni. L'indice ha aperto in calo a 3955 punti e fino alle 17.00 é oscillato tra i 3945 ed i 3969 punti. In seguito c'é stata una possente spinta di ribasso e dai 3969 punti l'indice é caduto fino al minimo giornaliero a 3910 punti. Sul finale é rimbalzato a 3915.46 punti (-1.48%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1412 su 6398, NH/NL a 723 su 178 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita, come previsto da giorni, a 21.58 punti (+2.35), il CBOE Equity put/call ratio é lievitato a 0.47 mentre il Fear&Greed Index é sceso solo a 55 punti (-3). I Summation Index sono nuovamente in calo. Vedremo ora come prosegue questa correzione. Gli investitori osservano da vicino i tassi d'interesse e valutano qualsiasi segnale congiunturale in grado di muoverli. Oggi le borse saranno occupate con la scadenza dei derivati di marzo - non sono previsti dati economici in grado di muovere il mercato.

Il future sull'S&P500 é sceso stamattina sotto i 3900 punti ma ora é risalito a 3915 punti (+8 punti). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3845 punti (-22 punti). Crediamo che fino alle 12.00 le borse europee tenteranno un recupero - nel pomeriggio le cose potrebbero cambiare con il ritorno sul mercato degli investitori americani. La correlazione é semplice - se i tassi d'interesse sull'USD salgono la borsa americana scende. Il differenziale dei tassi d'interesse tra USD e EUR si sta da settimane muovendo in favore della moneta americana - questo spiega la forza dell'USD (EUR/USD a 1.1930). Il trend potrebbe continuare causando una caduta fino a 1.16. Un decisivo supporto é a 1.1830-1.1850.

Commento del 18 marzo

La FED non ci convince - tiepida risposta della borsa

Ieri sera la Banca Centrale americana, al termine della sua riunione periodica, ha lasciato i tassi d'interesse di riferimento invariati e continua a comperare titoli di Stato e obbligazioni (QE) al ritmo di 120 Mia al mese. Jerome Powell ritiene che i tassi d'interesse ufficiali resteranno vicino allo 0% almeno fino al 2023. La FED non teme una spinta inflazionistica - pensa che la crescita indotta dal programma di stimolo economico sarà robusta e potrebbe provocare un aumento dei prezzi per alcuni trimestri - non vede però la necessità di contrastare questo effetto con un aumento del costo del denaro. Insomma - la FED tenta di vendere lo scenario di una robusta crescita economica con tassi d'interesse bassi e nessun rischio d'inflazione se non temporaneo. Ieri le borse hanno accolto positivamente ma senza entusiasmo questa versione. Il reddito dell'USTBond decennale, che durante la seduta era salito a 1.69%, é ridisceso a 1.63% (+0.01%). L'S&P500, che aveva atteso il comunicato della FED oscillando sui 3945 punti, é balzato su un nuovo record storico a 3983.87 punti per poi chiudere a 3974.12 punti (+0.29%) con un magro bottino di 11 punti.   

Oggi le borse europee dovevano fermarsi in attesa di conoscere le decisioni di politica monetaria della FED che sono state rese note la sera alle 19.00, e quindi dopo la chiusura dei mercati finanziari europei. L'Eurostoxx50 (-0.03% a 3849 punti) si é mosso in pochi punti e ha chiuso praticamente invariato. C'é poco da dire - la candela sul grafico si vede appena - la seduta non fornisce elementi d'analisi.
Questo vale anche per il DAX (+0.27% a 14596 punti) con la differenza che questo indice ha chiuso con un leggero guadagno causato da acquisti sui titoli automobilistici (VW +11.04%, BMW +6.16%).
Insomma - gli indici azionari europei sono generalmente ipercomperati -  se l'America come pensiamo nei prossimi giorni comincia a correggere é molto probabile che l'Europa questa volta seguirà.

La seduta a Wall Street non ci ha detto nulla di nuovo. In fondo l'esito della riunione della FED é stato un non evento che ha bloccato il mercato fino alle 19.00 ma che in fondo non ha provocato scompiglio. L'S&P500 ha aperto a 3948 punti e fino alle 19.00 é oscillato a caso tra i 3935 ed i 3951 punti. Poi dopo il comunicato della Banca Centrale c'é stata una spinta di rialzo che in ondate nervose ha fatto salire l'indice fino ad un nuovo record storico marginale a 3983.87 punti. Nell'ultima ora di contrattazioni l'indice é scivolato verso il basso e ha chiuso a 3974.12 punti (+0.29%). L'entusiasmo degli investitori é durato solo un'ora e ha provocato un rally di una quarantina di punti - poco. Gli acquisti si sono distribuiti su tutti i settori (Nasdaq100 +0.38% a 13202 punti, RUT +0.73%). Notiamo che il Nasdaq100 non ha superato la barriera dei 13200 punti ed é quindi ancora vulnerabile ad una spinta di ribasso e ad una continuazione della correzione iniziata dal massimo del 16 febbraio a 13879 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4928 su 2780, NH/NL a 499 su 138 e volume relativo a 1.0. I dati sulla partecipazione sono mediocri e deludenti considerando i nuovi record degli indici. La volatilità VIX é scesa a 19.23 punti (-0.56), il CBOE Equity put/call ratio era invariato a 0.44 mentre il Fear&Gred Index é lievitato a 58 punti (+2 punti). La borsa americana si dirige puntualmente verso il massimo significativo che dovrebbe essere raggiunto in questi giorni in concomitanza con la scadenza dei derivati di marzo.

Stamattina ritroviamo il future di giugno sull'S&P500 a 3965 punti (+1 punto) - a causa del discount questo corrisponde ad un valore dell'indice cash a 3974 punti. Le borse asiatiche hanno seguito il rialzo di ieri sera a Wall Street (Nikkei +1.01%, Shanghai +0.5%). L'Eurostoxx50 alle 08.25 vale 3874 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.6%. Oggi ci saranno le ultime operazioni di reporting prima della scadenza dei derivati di domani. Potrebbero esserci dei movimenti veloci ed incomprensibili, Per saldo pensiamo che stasera le borse europee si fermeranno vicine ai livelli d'apertura. Dopotutto parliamo di nuovi record storici (DAX) o annuali (Eurostoxx50 e FTSE MIB).
Oggi sono attesi i discorsi di alcuni membri della BCE tra cui Christine Lagarde alle 09.00. Alle 13.00 la BoE comunicherà la sua valutazione sullo stato dell'economia britannica e le sue decisioni di politica monetaria.

Commento del 17 marzo

VIX a 19.79 punti - massimo dell'S&P500 imminente

Ieri abbiamo avuto una normale seduta che ha seguito il trend. Le borse europee hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri e sui massimi annuali con moderati guadagni (Eurostoxx50 +0.55% a 3851 punti) mentre l'S&P500 ha terminato la seduta senza sostanziali variazioni (S&P500 -0.16% a 3962.71 punti) dopo aver toccato un nuovo massimo storico a 3981 punti. Abbiamo notato che la volatilità VIX (19.79 punti, -0.24) é scesa sotto la barriera psicologica dei 20 punti. Secondo i dati sul sentiment (DSI) di questo indicatore c'é adesso molto pessimismo - tutti pensano che la VIX possa solo scendere. Crediamo che sia arrivato il momento per un'impennata che deve corrispondere all'inizio di una correzione dell'S&P500. Forse dovremo ancora aspettare qualche giorno poiché gli oscillatori mostrano che al top possono mancare ancora una o due sedute - inoltre la scadenza dei derivati di marzo é solo venerdì. D'altra parte non bisogna sottovalutare i primi segni di cedimento - vi avevamo detto che la correzione sarebbe partita dai settori più di moda negli ultimi mesi e che il più toccato sarebbe stato l'indice Russell2000 - ieri il RUT é sceso del -1.72%...

Le borse europee si dirigono tranquillamente verso la scadenza dei derivati di marzo che dovrebbe corrispondere ad un massimo intermedio. L'Eurostoxx50 (+0.55% a 3851 punti) partecipa a questo movimento che viene favorito dalla liquidità in cerca di investimenti con buone prospettive. La borse vivono nell'attesa di una forte crescita economica causata dai piani di stimolo lanciati dai governi e sostenuti dalle Banche Centrali. Purtroppo probabilmente avremo solo una forte fiammata congiunturale di qualche trimestre ma questo per ora basta a spingere le borse al rialzo.
Il DAX (+0.66% a 14557 punti) ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 14601 punti sostenuto dal settore automobilistico che ha un forte peso. Lentamente gli investitori si rendono conto che il mercato delle auto elettriche non appartiene solo a Tesla. Anche gli altri produttori stanno investendo miliardi per conquistare questa nuova fetta di mercato. In questo momento gli investitori favoriscono Volkswagen (+6.71%) ma anche le azioni degli altri big del settore guadagnano terreno e questo spinge il DAX al rialzo.
Anche il FTSE MIB (+0.50% a 24261 punti) si é accodato alle altre borse europee.
In Europa la situazione tecnica é invariata. Aspettiamo il ritracciamento sui livelli di rottura di settimana scorsa. La tendenza di fondo é al rialzo ma questa volta gli indici azionari europei non scapperanno alla correzione minore che si delinea sulla borsa americana.

Il cambio EUR/USD scivola a 1.1900. L'impressione é che si sta verificando un tentativo di scendere sotto gli 1.1835 e sotto la MM a 200 giorni. Crediamo che il cambio possa in effetti scendere su un nuovo minimo annuale e cadere velocemente fino a 1.16.

In America abbiamo assistito alla solita seduta a correnti alternate. Il Nasdaq100 ha guadagnato il +0.53% a 13152 punti ed é tornato sulla MM a 50 giorni. RUT (-1.72%) e DJT (-1.56%) sono invece scesi. L'S&P500 si é fermato nel mezzo (-0.16% a 3962.71 punti).
L'S&P500 ha aperto a 3972 punti, é salito sul nuovo massimo storico a 3981 punti per poi cadere ad ondate fino ai 3953 punti di minimo. Sul finale é risalito a 3962 punti. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 2338 su 5411, NH/NL a 588 (pochi!) su 82 e volume relativo a 0.95. Il CBOE Equity put/call ratio era a 0.43 mentre il Fear&Greed Index é sceso a 56 punti. Il Summation Index sul NYSE é salito mentre quello su Nasdaq é sceso (!). C'é una divergenza negativa che dobbiamo osservare con attenzione - può essere un episodio isolato o un problema strutturale che può provocare una continuazione della correzione del Nasdaq100 ora che l'obiettivo massimo di un rimbalzo é stato raggiunto.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3951 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3846 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.1%/-0.2%). Oggi l'attenzione degli investitori é concentrata sull'esito della riunione della FED. Ci si aspetta che Jerome Powell annunci delle misure volte a contrastare l'aumento dei tassi d'interesse a lungo termine. L'annuncio é previsto alle 19.00. Pensiamo quindi che le borse europee chiuderanno oggi senza sostanziali variazioni. Wall Street rimarra tranquilla in attesa fino alle 19.00 - poi ci saranno ancora due ore di contrattazioni per mostrare cosa si pensa delle misure della FED. Considerando l'imminente scadenza dei derivati di marzo potrebbe scatenarsi il putiferio.

Commento del 16 marzo

Massimo intermedio in occasione della scadenza dei derivati di marzo

Ieri le borse europee hanno marciato sul posto (Eurostoxx50 -0.09% a 3829 punti) mentre l'S&P500 (+0.65% a 3968.94 punti) si é involato verso un nuovo massimo storico grazie alla spinta fornita dalla tecnologia (Nasdaq100 +1.12% a 13082 punti). Questa é la logica conseguenza del calo dei tassi d'interesse di mercato sia in EUR che in USD. In Europa sono scesi i titoli bancari (SX7E -1.23% a 87.73 punti) - in America c'é stato un calo nel settore bancario (BKX -0.83%) e dell'energia (ETF Energy -1.14%) ma questo é stato più che compensato dalla buona performance della tecnologia. Quando certi meccanismi entrano nella mente degli investitori si ripetono per settimane o mesi prima che il mercato non si inventa una nuova storia. Ora gli occhi degli investitori sono puntati sul reddito dell'USTBond decennale (1.62%, -0.02%) e secondo il movimento di questa obbligazione di riferimento si muovono anche i settori considerati come sensibili ai tassi d'interesse.
In ogni caso il comportamento del mercato rispetta in questo momento la previsione. La tendenza é al rialzo e abitualmente la scadenza trimestrale dei derivati avviene su un massimo o su un minimo significativo. In questo caso non avremo ovviamente un massimo. Poiché normalmente le posizioni in derivati vengono chiuse alcuni giorni prima della scadenza é probabile che il massimo si debba verificare intorno a mercoledì - almeno questo é quanto suggeriscono gli oscillatori.
Ieri c'é stata un netto miglioramento degli indicatori di sentiment (Fear&Greed Index a 67 punti, +8). La volatilità VIX é ulteriormente scesa a 20.03 punti (-0.66) - il DSI (indicatore a pagamento) sulla VIX é molto basso - é probabile che a breve ci debba essere una reazione sotto forma di un'impennata della volatilità e un calo dell'S&P500. Facciamo quindi attenzione a quanto viene discusso tra analisti ed investitori - ad un certo momento emergerà un tema che verrà identificato come problematico per la borsa e verrà scelto come scusa per correggere. Potrebbe essere l'intenzione di Joe Biden di alzare le tasse per cercare di ridurre l'immenso debito pubblico.

Le borse europee stanno semplicemente consolidando. Non sembrano avere l'intenzione di svolgere il classico ritracciamente fino al livello su cui si é verificata settimana scorsa la rottura al rialzo (Eurostoxx50 a 3750 punti / DAX a 14200 punti). La seduta di ieri si é conclusa  con un nulla di fatto (Eurostoxx50 -0.09% a 3929 punti) ed é tecnicamente insignificante. È improbabile che prima della scadenza trimestrale dei derivati di marzo di venerdì possa iniziare una correzione intermedia.
Nei prossimi giorni gli indici azionari europei dovrebbero riuscire a guadagnare ancora qualche punto - questo in attesa della prossima correzione intermedia a Wall Street che potrebbe iniziare nella seconda parte di questa settimana. Pensiamo che il massimo verrà toccato mercoledì ma fino a settimana prossima non dovrebbe apparire pressione di vendita.

In America pensavamo che questa settimana l'S&P500 poteva salire su un nuovo massimo storico marginale sui 3960 punti. Questa ottimistica previsione é già stata superata. Ieri l'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 3970.08 punti e ha chiuso a ridosso del massimo a 3968.94 punti (+0.65%). È stata una seduta di moderato e solido rialzo con buona partecipazione e Summation Index in aumento. Gli investitori sono attirati dagli obiettivi a numeri interi e spesso in vicinanza di questi traguardi gli indici vengono risucchiati verso l'alto. Pensiamo quindi che questa settimana l'S&P500 possa ancora raggiungere i 4000 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4954 su 2827, NH/NL a 1019 su 69 (relativamente pochi NH contro NL praticamente assenti) e volume relativo a 1.0. Gli speculatori sono ancora convinti long (CBOE Equity put/call ratio a 0.38). Si vocifera che buona parte dei sussidi alle famiglie previsti dal piano di sostegno economico di Biden da 1.9 Mia di USD andranno a finire in borsa...

Stamattina le borse asiatiche copiano l'America (Nikkei +0.52%, Shanghai +0.8%). Il future scadenza giugno sull'S&P500 é 3962 punti (+4 punti). Le borse europee devono scontare la buona chiusura ieri sera a Wall Street e l'incremento del future americano stamattina. Apriranno quindi con guadagni di circa il +0.5% (Eurostoxx50 a 3844 punti).
Avrete notato che l'America é già passata all'orario estivo. Gli importanti dati sulle vendite al dettaglio verranno resi noti alle 13.30 orario europeo (invece che le solite 14.30). Secondo la ben informata BoA potrebbe esserci una sorpresa negativa. Non pensiamo che dopo la buona apertura oggi le borse europee possano salire più in alto - non ci stupirebbe un'altra chiusura in pari.
Per quel che riguarda lo sviluppo dei tassi d'interesse tutti sono in attesa delle decisioni di domani della FED - ci si aspetta che la Banca Centrale decida delle misure per controllare i tassi d'interesse di lungo termine.

Commento del 15 marzo

Wall Street a corrente alternata - i tassi d'interesse salgono (reddito dell'USTBond decennale  a 1.64%)

Una settimana fà eravamo convinti che la correzione della borsa americana iniziata a metà febbraio non fosse ancora finita. Pensavamo che dopo un rimbalzo dovesse esserci ancora una seconda spinta di ribasso che coinvolgesse i settori ciclici e le borse europee. Invece già lunedì sera, dopo una seduta di forte rialzo in Europa, ci siamo accorti di esserci sbagliati. L'Eurostoxx50 e i suoi colleghi europei hanno accelerato al rialzo e hanno abbandonato la tendenza neutra (o debolmente rialzista) valida da novembre dell'anno scorso e hanno riagganciato la borsa americana al rialzo. Adesso i guadagni da inizio anno (performance 2021 ad oggi) sono nuovamente solidi sia per l'Europa (Eurostoxx50 +7.90%) che per l'America (S&P500 +4.99%).
Tutti si sono resi conto che i tassi d'interesse stanno salendo. Da una parte questo é un segnale positivo poiché significa che la ripresa economica sarà robusta. L'aumento del costo del denaro sta però mettendo in difficoltà i settori sensibili all'aumento dei tassi d'interesse come la tecnologia. Il Nasdaq100 (-0.88% a 12937 punti) sta formalmente ancora correggendo malgrado che la performance settimanale sia stata positiva. Altri settori avantaggiati dall'aumento dei tassi d'interesse, come banche o assicurazioni, stanno invece sovraperformando. Il mercato azionario americano si muove quindi con correnti alternate e contrapposte. Avrete notato che la corsa del Russell2000 continua (PMI - ciclico, performance 2021 +19.20%) mentre altri settori come tecnologia, farmaceutica o consumi di base faticano a seguire. Molto probabilmente fino a quando i tassi d'interesse saliranno questo comportamento della borsa non cambierà. Poi i tassi d'interesse si fermeranno e avranno una correzione - in questa fase la tecnologia probabilmente ricomincerà a trascinare il rialzo della borsa americana nella fase finale. Avevamo previsto che dopo la correzione di marzo la borsa americana sarebbe salita fino a giugno - questo ciclo non cambia - l'unica differenza é che probabilmente la correzione delle S&P500 (+0.10% a 3943.34 punti) é finita sul minimo del 4 marzo a 3723 punti e che le borse europee non hanno partecipato a questo fase negativa.

Gli indicatori mostrano che le borse mondiali sono adesso in un trend rialzista. A corto termine dovrebbe verificarsi un massimo intermedio questa settimana e questo significa che deve seguire a breve una correzione minore. Finora la combinazione tra oscillatori e indicatori di sentiment ci aveva aiutato a individuare queste correzioni con precisione. Ora questo diventa più difficile poiché gli indicatori di sentiment mandano segnali contraddittori. Questo dipende dal mercato di riferimento dei vari tipi di investitori. Chi investiva in tecnologia é perplesso e non molto ottimista - le varie spinta intermedie di ribasso delle ultime settimane hanno scalfito la fiducia di questi traders - per intenderci bene chi possiede Tesla comincia ad avere dei dubbi che l'azione possa solo salire. Gli speculatori, concentrati nel mercato delle opzioni (CBOE Equity put/call ratio a 0.44) seguono il momentum - sono ancora long e ottimisti. A breve la volatilità VIX (20.69 punti, -1.22) é scesa sul limite inferiore del canale di oscillazione degli ultimi mesi. Il DSI troppo basso mostra che scendere più in basso sarà molto difficile mentre é molto probabile che ci sia ora una spinta di rialzo sulla VIX. Come sapete, grazie alla correlazione negativa, questo significa che deve esserci una correzione intermedia dell'S&P500. La VIX segnala una certa euforia nel cortissimo termine.

Le borse europee sono salite nelle prime quattro sedute della settimana. Venerdì c'é stata una seduta negativa - l'Eurostoxx50 é sceso a 3833 punti (-0.32%). Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva nuovamente 3850 punti. Possiamo di conseguenza ignorare questa seduta formalmente negativa.

L'S&P500 ha toccato giovedì 11 marzo un nuovo record storico marginale a 3960.27 punti. Venerdì, dopo una debole apertura, l'indice ha recuperato e ha chiuso vicino al massimo giornaliero a 3943.34 punti (+0.10%). L'aumento del reddito dell'USTBond decennale a 1.64% (+0.10%) ha provocato delle vendite nel settore tecnologico (Nasdaq100 -0.88% a 12937 punti) ma questo effetto negativo é stato compensato da guadagni in altri comparti (DJT +0.96%, RUT +0.61%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4227 su 3473, NH/NL a 1149 su 51 e volume relativo a 0.9. Gli scarsi volumi e la debole rottura al rialzo di giovedì ci fanno credere che a breve c'é poco spazio di manovra. L'S&P500 dovrebbe salire ancora sui 3950-3960 punti prima di dover nuovamente correggere.
Notiamo che i Summation Index ricominciano a salire. Questo indicatore ci dice come si sta comportando la maggior parte delle azioni. Quando i Summation Index salgono é più facile per gli investitori avere delle azioni che stanno guadagnando terreno. Se gli indici salgono mentre i Summation Index scendono significa che il rialzo é trascinato da pochi titoli ed é di consegenza fragile anche perché gli investitori sono frustrati - pochi possiedono i titoli "giusti".
La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 63.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent lndex sul NYSE a 73.44. Il Bullish Percent Index sull'energia é a 100 - venerdì l'ETF Energy ha guadagnato il +0.21% malgrado un calo del prezzo del petrolio (65.61 USD/barile, -0.41) - notiamo euforia e pensiamo che la prossima correzione coinvolgerà pesantemente questo settore.

Stamattina i mercati asiatici sono misti. Il Nikkei guadagna il +0.17% - Shanghai é in calo del -1%. Il future di giugno sull'S&P500 (ha un discount di 9 punti) é salito stanotte fino a 3947 punti. Adesso é a 3927 punti (- 5 punti). L'Eurostoxx50 vale 3836 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno.
Da oggi cominciamo ad usare come riferimento i futures che scadono a giugno - in effetti venerdì 19 ci sarà la grande scadenza trimestrale dei derivati di marzo. Spesso in questa occasione le borse si trovano su dei minimi o massimi significativi o su dei punti tornanti. Questa volta crediamo che verso la metà di questa settimana ci sarà un massimo intermedio.

Commento del 13-14 marzo

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +4.46% a 3833 punti
SX7E (banche)          +2.05% a 88.82 punti
DAX                         +4.18% a 14502 punti
SMI                          +2.19% a 10839 punti
FTSE MIB                  +5.00% a 24113 punti
S&P500                     +2.64% a 3943.34 punti
Nasdaq100                +2.12% a 12937 punti

Informazione

Domani mattina vado in ospedale per un intervento chirurgico di lieve entità. Devo fare una pausa di tre giorni. Tra venerdì 12 marzo a domenica 14 marzo il sito non verrà aggiornato. Mi scuso dell'inconveniente. Agli abbonati vengono accreditati tre giorni di abbonamento.
Michele Bernasconi

Commento dell'11 marzo

Nuovo periodo di rialzo in Europa

Per il terzo giorno consecutivo le borse europee hanno guadagnato terreno. Gli indici azionari passano da un record al successivo - o si tratta di un nuovo massimo annuale come nel caso dell'Eurostoxx50 (+0.89% a 3819 punti) o di un nuovo massimo storico come nel caso del DAX (+0.71% a 14540 punti). Sui grafici sono apparse tre candele bianche consecutive e piene - un segno che c'é una robusta forza d'acquisto che parte la mattina e prosegue durante la giornata. Come si vede bene sul grafico del DAX le candele hanno sorpassato il bordo superiore delle Bollinger Bands e le stanno facendo allargare - il trend sembre essere più forte dei limiti tecnici. Pensavamo che dopo il rally di lunedì ci sarebbe stato un calo di momentum ed invece ieri il guadagno giornaliero é stato superiore a quello di martedì. Insomma - dopo che da mesi le borse europee oscillavano in laterale sembra che improvvisamente l'interesse degli investitori internazionali si sia spostato in Europa. Considerando il lungo periodo di consolidamento questa spinta di rialzo potrebbe avere parecchio potenziale. Nei prossimi giorni dovrebbe esserci un ritracciamento per testare dall'alto le vecchie resistenze. Partiamo dal principio che questo test avrà successo poiché le premesse tecniche e fondamentali sono buone.

Ieri l'Eurostoxx50 (+0.89% a 3819 punti) e il DAX (+0.71% a 14540 punti) hanno ripetuto la seduta di martedì - apertura sul minimo e chiusura sul massimo con un sostanziale guadagno. Ci sono adesso sul grafico tre candele bianche consecutive che confermano il nuovo trend rialzista. Ora deve esserci un ritracciamento che deve convalidare la rottura al rialzo. L'Eurostoxx50 potrebbe ridiscendere fino ai 3750 punti. Il DAX potrebbe al massimo tornare a 14200 punti. È raro che per tre giorni consecutivi il DAX resta sopra il bordo superiore delle BB - questo succede normalmente dopo un minimo e all'inizio di un rialzo dinamico - non ce l'aspettavamo come accelerazione su un nuovo record storico - attenzione poiché questo significa che il movimento ha forza e non si lascia impensierire dalla correzione di settori come quello bancario o delle assicurazioni.
Anche il FTSE MIB (+0.46% a 23926 punti) ha avuto un'altra seduta di rialzo e ha raggiunto un nuovo massimo annuale. La rottura e accelerazione al rialzo sembrano validi. Dopo tre sedute positive si delinea a cortissimo termine una situazione di eccesso che deve essere compensata con un breve consolidamento. In questa fase il FTSE deve restare sopra i 23600 punti per confermare il nuovo trend rialzista.
Insomma - durante la correzione della borsa americana, che ha coinvolto soprattutto la tecnologia, l'Europa é stata a guardare. Adesso gli acquisti trascinano anche i mercati europei al rialzo. Considerando il ritardo accumulato con l'America questo movimento potrebbe stupire per durata ed ampiezza. Dopo tre giorni di rialzo é ancora troppo presto per fare delle previsioni. Con una chart point&figure é però possibile fissare degli obiettivi grafici calcolati sull'ampiezza della base. Lo faremo prossimamente.

Anche la seduta in America é stata positiva - l'S&P500 é salito a 3898.81 punti (+0.60%). La prestazione di Wall Street é stata però meno convincente di quella europea. L'S&P500 ha chiuso sul livello d'apertura dopo un'oscillazione in laterale senza direzione. L'indice é teoricamente rimasto sotto la linea di trend discendente - c'é stata unicamente una rottura durante la giornata rientrata per la chiusura. Il Nasdaq100 (-0.33% a 12752 punti) non é riuscito a fare ulteriori progressi dopo i fuochi d'artificio del rimbalzo di martedì. Nel complesso però l'intornazione é rialzista grazie anche al nuovo massimo storico del Dow Jones Industrial.
L'S&P500 ha aperto in guadagno a 3902 punti. Per tutta la giornata é oscillato in laterale cambiando direzione più volte. Ha toccato un minimo a 3885 punti e un massimo a 3917 punti e ha chiuso a 3898.81 punti (+0.60%). È un mercato di flussi e riflussi - al calo della tecnologia si contrappongono i balzi di banche (+2.50%) e energia (+2.53%) e ad approfittarne é stato il Russell2000 (RUT +1.81%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5558 su 2167, NH/NL a 919 su 94 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 22.56 punti (-1.47) - il DSI si avvicina ai 10 punti e quindi a breve ci aspettiamo un aumento della volatilità. Questo significa che l'S&P500 deve nuovamente correggere prima di poter raggiungere un nuovo massimo storico. Il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.42 mentre il Fear&Greed Index é salito di poco a 51 punti (+1 punto).
C'é un cambiamento a livello di Summation Index - come preannunciato ieri nel commento sull'S&P500 quello sul NYSE é salito - quello sul Nasdaq é ancora in calo.

Stamattina il future sull'S&P500 sale a 3922 punti (+25 punti). Tutti parlano del piano di stimolo economico da 1900 Mia di USD degli americani e degli effetti positivi che ci saranno per l'economia americana e mondiale. Il bombardamento mediatico é martellante ed é improbabile che in una situazione del genere qualcuno abbia voglia di vendere. Malgrado questa premessa riteniamo che oggi sia la giornata ideale per l'inizio di una correzione intermedia - finora i mercati ci danno torto - l'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3831 punti (+11 punti). Qualcuno vuole scommettere con noi che la seduta in Europa sarà negativa? - in questo caso partite col vantaggio del trend e di un guadagno iniziale del +0.3%. Il Nikkei ha guadagnato il +0.60% - Shanghai sta salendo del +2.3%.
Oggi si riunisce la BCE - alle 13.45 ci sarà il comunicato finale - alle 14.30 seguirà la conferenza stampa di Christine Lagarde.

Commento del 10 marzo

La risurrezione del Nasdaq100 (+4.03%)

Negli ultimi giorni avevamo segnalato che il Nasdaq100 era ipervenduto e maturo per un sostanziale rimbalzo - il movimento doveva partire in concomitanza con un calo dei tassi d'interesse di mercato (reddito dell'USTBonds decennale a 1.55%, -0.04%). Ieri finalmente questo rimbalzo si é verificato e come spesso succede negli ultimi tempi l'ampiezza della reazione ha superato anche le nostre più ottimistiche aspettative. Avevamo previsto che il Nasdaq100 poteva risalire sui 12800 punti - non pensavamo però che questo potesse succedere in alcune ore di contrattazioni (Nasdaq100 +4.03% a 12794 punti, massimo giornaliero a 12868 punti). Queste ondate di acquisti sono puramente speculative e purtroppo non sono sostenibili - nessuno può credere che l'aumento dell'azione di Tesla del +19.64% sia in qualche modo in relazione con l'attività economica e i risultati della società - nessuno può pensare che il rialzo possa continuare in questa maniera. Le borse sono ormai diventati dei casinò dove società capitalizzate a 700 Mia di USD possono cambiare di valore di un +/-10% in alcune ore - é economicamente assurdo. Polemiche a parte ieri c'é stata una seduta di rialzo sia in Europa (Eurostoxx50 +0.61% a 3786 punti) che in America (S&P500 +1.42% a 3875.44 punti). Ora bisogna vedere se le rotture al rialzo in Europa e i nuovi segnali positivi in America possono avere una continuazione o se ancora una volta si tratta di una falsa partenza.

Ieri in Europa c'é stata una continuazione al rialzo che a prima vista conferma l'accelerazione di lunedì e il nuovo trend rialzista. Attenzione però che spesso queste rotture durano al massimo tre giorni con guadagni giornalieri in calo - poi segue la caduta e il test del livello di rottura che per l'Eurostoxx50 (+0.61% a 3786 punti) e per il DAX (+0.40% a 14438 punti) si trovano rispettivamente sui 3750 punti e 14200 punti. È quindi ancora troppo presto per cantare vittoria.
La candela di ieri sul grafico di molti indici é completamente sopra il bordo superiore delle Bollinger Bands - un evento raro. O il mercato si ferma e aspetta che le BB si allargano o gli indici ricadono a breve nelle BB.
Il FTSE MIB (+0.57% a 23816 punti) sta seguendo le altre borse europee e ieri ha raggiunto un nuovo massimo annuale. In teoria questo potrebbe essere l'inizio di una nuovo spinta di rialzo a corto termine o la continuazione del debole rialzo di fondo valido da novembre dell'anno scorso. Vale però quanto scritto a proposito di Eurostoxx50 e DAX - é ancora troppo presto per parlare di spinta di rialzo sostenibile.

L'S&P500 ha aperto in forte guadagno a 3860 punti. Il grafico della seduta é una parabola con apice verso le 20.00 a 3903 punti e chiusura dopo una caduta finale a 3875.44 punti (+1.42%). Come anticipato gli acquisti si sono concentrati sui pesi massimi della tecnologia - il resto del mercato ha seguito a distanza (DJT +0.48%, RUT +1.91%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5527 su 2223, NH/NL a 734 su 92 e volume relativo a 1.05. Naturalmente questa seduta ha fatto migliorare gli indicatori di momentum e partecipazione - ci sono elementi a sostegno della possibilità della ripresa del rialzo. Noi notiamo però che il grafico dell'S&P500 é ancora negativo poiché la linea di trend discendente é ancora valida. Il Nasdaq100 é tornato a 12800 punti - era l'obiettivo del rimbalzo e niente di più. Infine i dati sul sentiment (VIX a 24.03 punti (-1.44), CBOE Equity put/call ratio a 0.42, Fear&Greed Index a 50 punti (+1)) mostrano che gli investitori sono già nuovamente più ottimisti. Probabilmente la correzione a medio termine non é finita. Non si sta però svolgendo in maniera dinamica come pensavamo ma in maniera strisciante e ad ondate. Potrebbe quindi durare più del previsto - per un solido minimo ci vuole pessimismo e un pò di panico.

Stamattina ritroviaamo il future sull'S&P500 a 3866 punti (-7 punti). Il Nikkei (+0.03%) e Shanghai (in pari) marciano sul posto. L'Eurostoxx50 vale 3782 punti - le borse europee apriranno in leggero calo. Alle 14.30 in America verrà pubblicato l'indice dei prezzi al consumo di febbraio - questo dato riguardante l'inflazione riaccenderà la discussione sui tassi d'interesse e probabilmente darà l'impulso al mercato. Fino nel primo pomeriggio ci aspettiamo borse senza direzione e praticamente invariate.

Commento del 9 marzo

Divergenza tra Europa (DAX +3.31%) ed America (Nasdaq100 -2.91%)

Ieri abbiamo avuto una sorpresa. La normale correlazione tra America ed Europa é saltata in maniera sostanziale ed evidente mettendo in dubbio uno degli elementi del nostro scenario di base. Detto semplicemente la correzione a New York doveva questa settimana cambiare caratteristiche ed essere meno tecnologica e più ciclica - la correzione americana inoltre doveva coinvolgere maggiormente l'Europa. Invece i tassi d'interesse sull'USTBonds decennale ieri sono ancora saliti a 1.59%, il Nasdaq100 é nuovamente precipitato (-2.91% a 12299 punti) con modesti effetti negativi sull'S&P500 (-0.54% a 3821.35 punti) e le borse europee si sono involate verso nuovi massimi annuali (Eurostoxx50 +2.55% a 3763 punti) o storici (DAX +3.31% a 3763 punti).
Ora ci troviamo in una situazione strana ed inattesa. La tendenza delle borse europee sembra passare al rialzo mentre l'America é ancora in una correzione. I Bonds in America e la tecnologia sono però ipervenduti e devono a breve rimbalzare - non sappiamo con quale effetto sul resto dei listini visto che i segnali sono discordanti e contraddittori. Non sappiamo se quando ci sarà il rimbalzo della tecnologia l'S&P500 si involerà verso un nuovo record storico o se invece, come pensiamo noi, ci sarà una rotazione tra settori e la correzione comincerà a coinvolgere i settori ciclici come energia o banche. Invece che subito cambiare opinione sulla base dei segnali lanciati dalla seduta di ieri, preferiamo aspettare l'esito delle prossime sedute - in particolare dobbiamo vedere se le numerose rotture al rialzo osservate ieri in Europa verranno confermate o se invece ci sarà un reversal. Nei prossimi giorni l'Eurostoxx50 (3763 punti) può confermare il rialzo restando sopra i 3750 punti o negarlo tornando sui 3700 punti. Lo stesso vale per il DAX - i 14200 punti sono il livello decisivo.
Tra questi movimenti disordinati delle borse si inserisce il cambio EUR/USD che é sceso a 1.1860. Il rafforzamento dell'USD e l'indebolimento dell'EUR rendono più attraenti i listini europei per chi investe con moneta di riferimento USD - questo spiega in parte la migliore performance delle borse europee.

Ieri le borse europee hanno chiuso sui massimi giornalieri con forti guadagni. È stata un'ottima prestazione che puzza di rottura al rialzo - potrebbe rappresentare la fine del lungo trend neutro valido da inizio anno. Aspettiamo una conferma.

L'S&P500 ha aperto in leggero guadagno a 3843 punti. Dopo un'inizio di seduta tentennante l'indice é salito ad ondate irregolari fino ai 3881 punti. Dopo le 19.15 é sceso e con un'accelerazione sul finale é ricaduto a 3819 punti. Ha chiuso a 3821.35 punti (-0.54%) con una perdita di 20 punti. Come detto é stata nuovamente la tecnologia a pesare sui listini mentre il resto si é comportato relativamente bene (DJT +0.68%, RUT +0.49%). La seduta al NYSE é stata per saldo neutra ed equilibrata con A/D a 3926 su 3808, NH/NL a 1133 su 267 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é salita a 25.47 punti (+0.81), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.45 mentre il Fear&Greed Index (49 punti, -2) é praticamente invariato e neutro.
Vedete nei dati che in America ci sono due correnti contrapposte che praticamente si annullano e si compensano - gli investitori abbandonano la tecnologia e comprano settori ciclici. Questo movimento é molto esteso come mostra l'eccesso di ribasso sul Nasdaq100 a corto termine. Aspettiamo ora un movimento di riflusso per cercare di capire per saldo quale corrente é più forte.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3841 punti (+22 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +0.99% mentre Shanghai perde nuovamente il -1.8%. L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3760 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Dopo i forti guadagni di ieri e la seduta mista a New York ci aspettiamo stamattina in Europa delle prese di beneficio specialmente se il cambio EUR/USD torna a salire. Nel pomeriggio vedremo come il Nasdaq100 rimbalzerà dal supporto sui 12200-12300 punti.

Aggiornamento dell'8 marzo

L'approvazione del piano di stimolo economico da 1900 Mia di USD non scatena un rally...

Venerdì sera il Senato americano ha approvato il piano da 1.900 mia di USD dell'amministrazione Biden per stimolare l'economia americana e compensare le perdite provocate dal Covid19. Molti investitori ed analisti si aspettavano che la notizia provocasse un rally della borsa. Finora la reazione dei mercati é deludente - i tassi d'interesse salgono e il future sull'S&P500, dopo una breve impennata fino a 3866 punti, scende alle 07.30 a 3825 punti (-13 punti).
Stamattina preoccupano i mercati azionari asiatici. Mentre il Nikkei perde "solo" il -0.42% gli indici cinesi sono in forte calo - Shanghai sta scendendo del -2.3%. Nel frattempo (08.30) il future sull'S&P500 é sceso a 3818 punti (-21 punti). È evidente che la settimana non inizia con una continuazione del rimbalzo di venerdì. L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3714 punti - stamattina dovrebbe riprendere le contrattazioni sui 3692 punti. Le borse europee apriranno con un guadagno del +0.6%. Stamattina ci saranno ancora delle vendite - poi ci aspettiamo un leggero recupero in attesa ci capire quali sono le intenzioni degli americani. La nostra opinione non cambia rispetto a quanto previsto nell'analisi del fine settimana.

Commento del 6-7 marzo

Grazie al rimbalzo la performance settimanale é positiva - la correzione a medio termine non é finita

Dopo tre sedute in profondo rosso venerdì a Wall Street c'é stato l'atteso rimbalzo. Anche questa volta abbiamo sottovalutato l'ampiezza del movimento - pensavamo che l'S&P500 dovesse risalire a 3820 punti ed invece la possente spinta di rialzo ha catapultato  l'S&P500 (+1.95% a 3841.95 punti) fino ad un massimo giornaliero a 3851 punti. Le due sedute di rialzo di lunedì e venerdì hanno superato con i loro guadagni le pesanti perdite delle 3 sedute da martedì a giovedì - per saldo la performance settimanale dell'S&P500 é positiva. A livello di punti il rally di venerdì ha esaurito a corto termine il potenziale di rimbalzo. Probabilmente però ci vorranno ancora alcune sedute di distribuzione prima che le borse cambino nuovamente direzione e ricomincino a correggere. Restiamo dell'opinione che la correzione a medio termine non é finita poiché sul minimo di giovedì a 3723 punti non abbiamo visto niente che potrebbe suggerire la presenza di un solido minimo definitivo a medio termine.
Questa correzione ha un risvolto inatteso. Sta coinvolgendo soprattutto i settori tecnologici concentrati nel Nasdaq100 (+1.64% a 12668 punti) che anche questa settimana, come le due precedenti, ha perso parecchio terreno. Ci sono invece altri settori ciclici come energia o banche che nelle ultime settimane hanno continuato tranquillamente il rialzo - vengono favoriti dalla ripresa economica e il rialzo dei tassi d'interesse (reddito dell'USTBonds decennale a 1.56%) non li disturba. In certi casi li favorisce addirittura - le banche in un periodo di aumento dei tassi d'interesse riescono a migliorare lo spread sui crediti (differenza tra il tasso d'interesse applicato ai clienti e costi di rifinanziamento) in loro favore.  
A breve gli USTBonds sono ipervenduti e gli investitori sono estremamente pessimisti - ci deve essere un rimbalzo sui Bonds che significa tassi d'interesse di mercato in calo. Gli investitori hanno un problema - non sanno decidere se un rialzo dei tassi d'interesse é positivo o negativo per la borsa - gli ottimisti vedono una forte crescita economica mentre i pessimisti sottolineano gli effetti negativi del rialzo dei tassi sulla congiuntura e sui bilanci delle imprese indebitate. Noi crediamo che ora debba verificarsi un'onda di riflusso - i tassi d'interesse sono saliti troppo in troppo poco tempo senza una effettiva ragione - l'inflazione é ancora un miraggio. Crediamo che la seconda parte della correzione colpirà maggiormente i settori ciclici mentre la tecnologia dovrebbe mostrare nuovamente forza relativa. Per logica a questa fase dovrebbero partecipare anche le borse europee che da inizio anno oscillano stancamente in laterale. Il restringimento delle Bollinger Bands (vedi DAX) é un avvertimento - un sostanziale movimento si avvicina e l'analisi tecnica favorisce decisamente la variante della spinta di ribasso.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.91% a 3669 punti
SX7E (banche)          +3.75% a 87.03 punti
DAX                         +0.97% a 13920 punti
SMI                          +0.81% a 10607 punti
FTSE MIB                  +0.51% a 22965 punti
S&P500                     +0.81% a 3841.95 punti
Nasdaq100                -1.86% a 12668 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta decisamente negativa ma possiamo chiudere già qui la discussione poiché un'analisi approfondita é superflua. Alle 17.30 l'S&P500 si trovava sul minimo giornaliero a 3730 punti e il rimbalzo non era ancora partito - le borse europee hanno chiuso ufficialmente con l'America ancora in forte calo. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3714 punti - questo significa che questa seduta negativa praticamente non esiste. A corto termine il trend in Europa é neutro mentre la tendenza di fondo resta debolmente rialzista. Ci sono settori in rialzo come le banche (SX7E +0.66% a 87.03 punti). Nel corso di settimana prossima la situazione dovrebbe cambiare.
Il cambio EUR/USD é sceso venerdì sul minimo annuale a 1.1915. Stranamente nessuno parla di questo ampio movimento e delle conseguenze dell'indebolimento dell'EUR. Non dimentichiamo che per gli investitori che ragionano in USD le azioni europee stanno perdendo di valore a causa dei cambi e quindi gli indice stanno per loro correggendo. Da inizio anno é pur sempre una differenza superiore al 3%...

I dati sul mercato del lavoro americano pubblicati alle 14.30 erano molto buoni (379'000 nuovi posti di lavoro contro gli attesi 182'000) e all'inizio la borsa ha reagito nuovamente in maniera negativa visto che i tassi d'interesse sono salito. L'S&P500 ha aperto a 3805 punti e fino alle 17.30 é sceso e ha toccato un minimo a 3730 punti. Poi finalmente l'eccesso di ribasso ha avuto la meglio ed é iniziato il short covering. L'S&P500 é salito fino a 3851 punti e solo sul finale é tornato a 3841.95 punti (+1.95%). Praticamente tutti i settori hanno partecipato al rally (DJT +3.09%, RUT +2.11%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5691 su 2020, NH/NL a 600 su 1998 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é precipitata a 24.66 punti (-3.91), la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.60 (i traders si sono finalmente spaventati) e il Fear&Greed Index é balzato a 59 punti (+11 punti).
I Summation Index sono ancora in calo.
La tendenza di fondo della borsa americana debolmente al rialzo con il 51.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.05.

Pensiamo che settimana prossima debba succedere qualcosa che metterà in dubbio lo scenario della forte ripresa economica congiunturale. I Bonds sono ipervenduti - petrolio e rame e in generale i prezzi delle materie prime (escluso i metalli preziosi) sono ipercomperati - ci deve essere una correzione. La borse dovrebbero ricominciare a scendere fino alla terza settimana di marzo verso un minimo definitivo a medio termine. In generale non siamo per niente pessimisti - dopo la correzione ci aspettiamo un periodo di rialzo di circa tre mesi durante il quale l'S&P500 dovrebbe superare i 4000 punti.

Commento del 5 marzo

Pessima seduta a Wall Street - abbastanza per un rimbalzo ma non per un solido minimo definitivo
L'Europa non segue la correzione dell'America

Ieri alle 18.05 Jerome Powell si é fatto intervistare dal Wall Street Journal. L'attesa era enorme. Tutti volevano sapere se la FED era preoccupata dal rialzo dei tassi d'interesse e come intendeva affrontare questo problema. Jerome Powell non ha detto nulla di nuovo. La FED ha come obiettivo la piena occupazione e giudica in maniera benigna un temporaneo aumento dell'inflazione sopra l'obiettivo del 2%. La FED non intende per ora cambiare nulla nella propria politica monetaria. Gli investitori e gli analisti si aspettavano di più - pensavano che Powell avrebbe annunciato misure concrete. Di conseguenza i tassi d'interesse sono saliti (reddito dell'UTBonds decennale a 1.54%), il dollaro americano si é rafforzato (EUR/USD a 1.1950) e la borsa americana é nuovamente crollata (S&P500 -1.34% a 3768.47 punti) trascinata verso il basso dalla tecnologia (Nasdaq100 -1.73%). La seduta a New York é stata estremamente volatile - evitiamo per ragioni di tempo di descrivere i vari passaggi da ottimismo a pessimismo con rally intermedi e tuffi impressionanti. Passiamo direttamente alle conclusioni. A corto termine c'é abbastanza ipervenduto per un sostanzaile rimbalzo che potrebbe partire gia oggi - molto però dipende dal report sul mercato del lavoro americano a febbraio atteso alle 14.30. Se la borsa non rimbalzo oggi lo farà all'inizio di settimana prossima specialmente se stasera gli indici restano sopra i minimi di ieri sera (S&P500 a 3723 punti, Nasdaq100 a 12314 punti). Su certi settori (semiconduttori / SOX) o titoli molto speculativi abbiamo visto del panico - alcuni titoli come Google o Facebook sono invece già saliti in controtendenza. Questi sono sintomi di un imminente rimbalzo. A medio termine però il calo non sembra ancora finito. Gli oscillatori di medio termine e il ciclo ci dicono che la borsa americana potrebbe ancora scendere fino alla terza settimana di marzo. Ieri non abbiamo visto panico generale negli indicatori di sentiment - la volatilità é salita di poco a 28.57 punti (+1.90), Il CBOE Equity put/call ratio (0.54) é salito unicamente di poco sopra la media di lungo periodo a 0.53 e il Fear&Gredd Index a 48 punti (-4 punti) é di poco sotto il valore neutro. Insomma - a breve avremo un rimbalzo ma la correzione non é ancora finita. Il rimbalzo della borsa deve essere accompagnato da un rimbalzo dei USTBond rispettivamente un calo, almeno momentaneo, dei tassi d'interesse. Il DSI sui Bonds é a 9 punti - sapete che un valore sotto i 10 punti é raro, segnala un forte pessimismo e garantisce che a breve deve esserci una reazione.

Le borse europee sono state sballottate dagli avvenimenti americani ma hanno chiuso senza vistosi cambiamenti (Eurostoxx50 -0.21% a 3704 punti). A dire il vero siamo sorpresi - non c'é l'abituale correlazione tra Europa ed America. Questo si può spiegare in due maniere. Le borse europee a fine 2020 non avevano partecipato al rialzo e quindi é logico che non partecipino al ribasso. Inoltre in America é soprattutto la tecnologia che sta mettendo in ginocchio il mercato - questo settore é meno presente e dominante in Europa. Crediamo però che la seconda parte della correzione debba coinvolgere maggiormente l'S&P500 e quindi ci aspettiam che anche le borse europee prossimamente si muoveranno decisamente verso il basso. Per il momento il trend in Europa é neutro e niente suggerisce che ci possa essere un movimento di rialzo malgrado il nuovo record storico del DAX di mercoledì.

Il prezzo dell'oro é sceso sotto i 1700 USD/oncia. La tendenza a corto termine é al ribasso e molti temono un crollo. Noi siamo costruttivi e abbiamo comperato Barrick Gold (GOLD). L'oro é ipervenduto (RSI a 26 punti) mentre da 4 giorni i prezzi delle azioni delle miniere d'oro non scendo più o salgono. Questa é una divergenza positiva - crediamo che si stia preparando un'inversione di tendenza.

Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era a 3762 punti. Con la debole apertura delle borse europee é ancora sceso a 3739 punti ma ora (13.30) é risalito a 3773 punti (+7 punti). Il rimbalzo é nei blocchi di partenza - i dati attesi alle 14.30 potrebbero dare il via libera.

Commento del 4 marzo

La borsa reagisce in maniera irrazionale ai dati sull'occupazione USA - le emozioni dominano - Wall Street sta correggendo

Ieri mattina sembrava che le borse dovessero avere una seduta positiva. Senza grandi clamori il DAX (+0.29% a 14080 punti) era salito su un nuovo massimo storico a 14185 punti - pochi se ne sono accorti poiché l'indice da inizio anno guadagna solo il +2.63%. Alle 14.15 la situazione é cambiata radicalmente. L'ADP ha pubblicato il numero di nuovi impieghi creati a febbraio nell'economia americana al di fuori del settore agricolo. I 117'000 nuovi posti di lavoro erano nettamente inferiori alla stima degli analisti di 177'000. Questo dato deludente ha provocato una reazione irrazionale sui mercati finanziari. I tassi d'interesse sull'USD sono tornati a salire (USTBond decennale a 1.47%) e la borse é andata a picco (S&P500 -1.31% a 3819.72 punti) trascinata dalla tecnologia (Nasdaq100 -2.88% a 12683 punti). Si potrebbe spiegare questa reazione per assurdo - se la ripresa economica é così anemica la FED sarà nuovamente obbligata ad intervenire e le ulteriori misure di stimolo non possono che surriscaldare l'economia e creare inflazione. In ogni caso si vede come la borsa reagisce ora in maniera molto emozionale e nervosa. Se alcuni mesi fà tutte le notizie venivano viste in maniera positiva ora comincia a succedere il contrario. Non possiamo che interpretare questi ampi movimenti come distribuzione - la correzione della borsa americana sembra solo all'inizio malgrado che il Nasdaq100 abbia già perso 1200 punti dal massimo del 16 febbraio (ca. -9%) e si avvicini velocemente all'obiettivo primario a 12000 punti.

Ieri mattina le borse europee sono salite e i maggiori indici hanno raggiunto guadagni di circa il +1%. L'Eurostoxx50 (+0.14% a 3712 punti) verso le 10.15 ha toccato un massimo a 3742 punti. Poi lentamente sono arrivate le vendite. Gli indici sono scivolati verso il basso, sono caduti insieme all'America dopo le 14.15 e hanno recuperato sul finale. L'Eurostoxx50 ha chiuso con un leggero guadagno di 5 punti. Il massimo annuale del 15 febbraio é stato egualizzato - d'altra parte non si é verificata una rottura al rialzo e l'indice ha chiuso decisamente più in basso. I segnali si annullano a vicenda e per saldo la tendenza resta neutra con un'intonazione di fondo rialzista visto che l'indice é ancora sopra le MM a 50 e 200 giorni. Questo vale anche per il DAX (+0.29% a 14080 punti).
La seduta del FTSE MIB (-0.16% a 23046 punti) é terminata con una leggera perdita di 36 punti. Il FTSE MIB si é comportato come le altre borse europee con una salita la mattina, un forte calo nel pomeriggio e un recupero sul finale. Anche ieri però il FTSE MIB ha mostrato debolezza relativa nei riguardi dell'Eurostoxx50 (+0.14%) malgrado la buona performance del settore bancario (SX7E +2.36% a 87.12 punti). Uno o due giorni di sottoperformance possono essere un caso - se la debolezza si ripete per parecchi giorni c'é un problema.

Il future sull'S&P500 ieri mattina era salito a 3911 punti. Come spiegato i dati sul mercato del lavoro delle 14.15 hanno cambiato radicalmente la situazione. L'indice ha aperto alle 15.30 sul massimo 3874 punti e con ampie ondate é sceso fino alla chiusura sul minimo a 3819.72 punti (-1.31%). Le vendite si sono concentrate sui grandi nomi della tecnologia mentre energia e banche hanno ancora guadagnato terreno. Questo spiega il comportamento relativamente buono del Russell2000 (-1.06%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2765 su 4951, NH/NL a 792 su 939 e volume relativo a 1.05 (0.9 sul Nasdaq). La volatilità VIX é salita a 26.67 punti (+2.57), il CBOE Equity put/call ratio é di nuovo sopra 0.40 (0.48) e il Fear&Greed Index é caduto a 52 punti (-9 punti). I Summation Index sono ancora in calo.
Ora siamo convinti che la borsa americana sta distribuendo e in alcuni settori sta già correggendo. Il nervosismo e l'alta volatilità sono tipiche di questa fase dove prevalgono le emozioni. Stasera alle 18.05 é previsto un discorso di Jerome Powell durante il quale dovrebbe annunciare nuove misure per tenere i tassi d'interesse sotto controllo. La borsa potrebbe reagire con violenza - un possibile rally dell'S&P500 deve essere venduto.

Sono le 08.50. Il future sull'S&P500 é a 3810 punti (-6 punti) - l'Eurostoxx50 vale 3690 punti (-22 punti). Le borse asiatiche stamattina erano in calo (Nikkei -2.16%, Shanghai -2%). Tutti sono in attesa delle decisioni della FED - probabilmente stamattina le borse europee saliranno leggermente per colmare parte delle perdite iniziali. Poi i mercati si fermeranno fino a stasera alle 18.00.

Commento del 3 marzo

Come le maree

Da alcuni giorni la borsa americana viene mossa dai traders che a seconda dell'umore della giornata comprano o vendono gli stessi titoli provocando dei movimenti sugli indici superiori al solito. Basta guardare quanto succcesso ieri su Tesla (-4.45%) o Zoom (-9.00%), due azioni che abbiamo citato nel commento di ieri, per avere una conferma. Dopo il rally di lunedì ieri l'S&P500 é ricaduto a 3870.29 punti (-0.81%). Per lo meno sembra che la spinta di lunedì non costituisca l'inizio di una fase di rialzo ma debba piuttosto essere vista come una fase di distribuzione. L'inizio di marzo non é come l'inizio di febbraio.

Le borse europee ieri hanno marciato sul posto. Sono salite la mattina e scese nel pomeriggio - a fine giornata gli indici più importanti hanno chiuso con leggere variazioni. Dopo la buona seduta di lunedì ieri l'Eurostoxx50 (+0.03% a 3707 punti) si é fermato. Si é mosso in pochi punti e ha chiuso praticamente invariato e al centro del range giornaliero. Purtroppo questa seduta non ci fornisce argomenti d'analisi - conferma piuttosto il trend neutro. Per il DAX (+0.19% a 14039 punti) vale lo stesso ragionamento.
Sugli indici cosiddetti minori ci sono stati dei movimenti più ampi. Mentre le borse europee hanno chiuso in leggero guadagno il FTSE MIB (-0.78% a 23083 punti) é caduto in maniera vistosa, ha perso 181 punti e ha chiuso sul minimo giornaliero. Debolezza temporanea o la borsa italiana ha un problema? Per ora non possiamo dirlo visto che dal grafico non traspare nulla di particolare. L'SMI (+1.03% a 10817 punti) ha avuto un'altra buona seduta con l'aggiunta che il mercato azionario svizzero ha nettamente sovraperformato l'Europa. Una conseguenza dell'indebolimento del CHF (EUR/CHF a 1.1040) o forse gli acquisti di inizio mese? L'indice resta nel range 10600-11000 punti. L'analista tecnico vede sul grafico tre possibilità - un canale discendente, un canale orizzontale o un rialzo che con questa spinta deve far salire l'SMI direttamente su un nuovo massimo annuale. La decisione cadrà nelle prossime due o tre sedute.La variante del rialzo é la meno probabile.

La seduta a New York invece é stata decisamente negativa. L'S&P500 (-0.81% a 3870.29 punti) ha chiuso vicino al minimo giornaliero a causa di un'ondata di vendite sul finale (-32 punti) - come venerdì scorso. Si dice che in chiusura agiscono le mani forti costituite dagli investitori istituzionali. Nella somma delle due prime sedute della settimana hanno prevalso i rialzisti - molto probabilmente ci sarà ora un tentativo di far salire l'S&P500 stabilmente sopra i 3900 punti piuttosto che una discesa sotto i 3800 punti. Se però il tentativo fallisce la prossima spinta decisiva sarà al ribasso.
L'S&P500 ha aperto in leggero guadagno a 3904 punti. L'indice é sceso fino alle 17.40 quando ha toccato il minimo a 3868 punti. Poi é risalito fino ai 3802 punti ed é ridisceso in chisura a 3870 punti - una giornata volatile con bassi volumi sul Nasdaq - i traders si sono divertiti specialmente giocando al ribasso sulla tecnologia (Nasdaq100 -1.68%) e sul Russell2000 (-1.93%) - é evidente che molti investitori hanno giudicato il balzo di lunedì come esccessivo. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2499 su 5203, NH/NL a 430 su 429 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita di poco a 24.10 punti (+0.75), il CBOE Equity put/call ratio é lievitato a 0.44 e il Fear&Greed Index é sceso a 61 punti (-5 punti). I Summation Index sono in calo.
Questa seduta ha relativizzato il rialzo di lunedì e ha tolto parecchia forza a questa spinta. Sembra che adesso avremo alcuni giorni di oscillazione tra i 3800 ed i 3900 punti - vedremo se si tratta di distribuione (come pensiamo noi) o di accumulazione. 
 
Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3892 punti (+24 punti) - la giornata inizia in maniera positiva. L'Eurostoxx50 vale 3728 punti (+0.60%). Non crediamo che oggi le borse possano andare decisamente più in alto - per l'Eurostoxx50 sarebbe la terza seduta consecutiva positiva. Pensiamo che l'S&P500 debba essere nuovamente respinto verso il basso dai 3900 punti - crediamo che la seduta sarà moderatamente positiva ma le borse europee dovrebbero chiudere sotto i livelli d'apertura.
Le borse asiatiche stamattina si sono riprese - il Nikkei ha guadagnato il +0.51% - Shanghai sta salendo del +2%.

Commento del 2 marzo

Investitori iperattivi e sovraeccitati

Secondo le previsioni ieri doveva esserci un moderato rimbalzo - ci aspettavamo che verso la metà di questa settimana l'S&P500 risalisse dai 3811 punti di venerdì fino a 3850-3880 punti. L'S&P500 ha invece toccato un massimo giornaliero a 3914 punti e ha chiuso a 3901.82 punti (+2.28%) con un guadagno di 90 punti e modesti volumi di titoli trattati. Il rimbalzo, se di rimbalzo si tratta, ha già superato in una giornata le nostre più ottimistiche previsioni. Evidentemente stamattina siamo perplessi - questo rally non corrisponde per niente all'immagine che avevamo davanti agli occhi di un mercato che rimbalza debolmente prima di ricominciare a correggere. D'altra parte questa seduta non sembra rappresentare l'inizio di un'ulteriore spinta di rialzo - il Nasdaq100, malgrado il guadagno del +2.89%, ha il volume più basso dell'anno di titoli trattati. Gli investitori sembrano aver semplicemente comperato le azioni di moda che avevano precedentemente corretto (p.e. Apple +5.39%, Tesla +6.36%, Zoom +9.65%) senza apparentemente riflettere se questo fa senso sulla base dei fondamentali. L'esempio più evidente é stato il balzo del settore dell'energia (ETF Energy +2.60%) malgrado che il prezzo del petrolio fosse sceso del -1.40%. Inoltre preoccupa il fatto che, negli indicatori di sentiment, dalla prudenza osservata venerdì siamo nuovamente passati ad una preoccupante esuberanza - gli investitori sono di nuovo decisamente ottimisti (Fear&Greed Index a 66 punti, +18 punti!) e speculativamente orientati al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.38). Quando il mercato azionario fa qualcosa che secondo noi é "strano" o "inatteso" preferiamo sempre aspettare uno o due giorni prima di emettere un parere definitivo su quanto accaduto ed eventualmente correggere le nostre previsioni a breve.

Già durante la seduta in Europa ci siamo accorti che le cose non stavano andando come pensavamo. Anche in Europa ieri doveva iniziare un rimbalzo di portata limitata. Invece c'é stata un'imperiosa spinta di rialzo con modesti volumi di titoli trattati. L'Eurostoxx50 (+1.93% a 3706 punti) ha chiuso con un guadagno di 69 punti e a ridosso del massimo giornaliero. Le perdite delle ultime due sedute sono state cancellate con un colpo di spugna. Questa seduta sembra negare lo scenario di una correzione e riportare l'Eurostoxx50 per lo meno in un trend neutro. Questi rapidi e radicali cambiamenti d'umore e di direzione sono sconvolgenti e irrazionali. Il rialzo ha coinvolto in maniera omogenea tutti i mercati (DAX +1.64% a 14012 punti, FTSE MIB +1.82% a 23264 punti) e tutti i settori, anche quelli difensivi ben rappresentati nell'SMI svizzero (+1.75% a 10706 punti). L'indice delle banche SX7E (+1.10% a 84.80 punti) é salito meno che il resto del mercato. Questo é dovuto al calo dei tassi d'interesse. Presto o tardi i mercati devono decidere se giocare lo scenario della forte crescita economica con inflazione o quello dell'espansione congiunturale di un qualche trimestre senza inflazione. In entrambi i casi le azioni sono troppo care - abbiamo visto settimana scorsa che lo scenario preferito di una forte crescita economica senza inflazione e con tassi d'interesse stabili e molto bassi non é consistente.
Il cambio EUR/USD scende a 1.2025. Anche a livello dei cambi non si riesce più a riconoscere una logica nei movimenti disordinati intorno a 1.20. La MM a 50 giorni comincia a scendere - quella a 200 giorni continua a salire e fornisce ipotetico supporto ma solo a 1.18.

L'S&P500 ha già aperto in forte rialzo a 3869 punti. Gli investitori hanno nuovamente interpretato la discesa dell'S&P500 di settimana scorsa a 3800 punti (minimo a 3789 punti) come una correzione minore completa e grazie alla motivazione fornita dal calo dei tassi d'interesse sono ripartiti alla carica. L'S&P500 é prima ridisceso a 3865 punti e poi é partita una prima lunga onda di rialzo. L'indice é lentamente e regolarmente salito sui 3900 punti ed é poi scivolato a 3889 punti. Da qui é partita una seconda onda con apice a 3914 punti e fine (chiusura) a 3901.82 punti (+2.38%). Abbiamo già citato il Nasdaq - anche il Russell2000 (+3.37%) ha fatto la sua parte. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6470 su 1284, NH/NL a 586 su 206 (nulla di speciale) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 23.35 punti (-4.60) - i Summation Index sono ancora in calo.
Insomma questa seduta di forte rialzo non fornisce ancora un'indicazione chiara riguardante il trend. La variante della correzione a medio termine resta la nostra favorita malgrado che ora ci sia di fianco un punto di domanda. Pensiamo e speriamo ora di avere un paio di sedute di consolidamento - queste dovrebbero fornirci le informazioni necessarie per interpretare correttamente le intenzioni degli investitori malgrado che a breve si stanno comportando in maniera nevrastenica. 

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3886 punti (-12 punti) - questo conferma le statistiche che ci dicono che dopo una seduta di forte rialzo come quella di ieri spesso c'é una seduta moderatamente negativa di consolidamento. L'Eurostoxx50 vale 3697 punti (-9 punti) - le borse europee apriranno in leggero calo. Stamattina dovrebbero provare a tornare il pari. Poi cercheranno nuovi impulsi - potrebbero trovarli nei dati sull'inflazione nell'UE previsti alle 11.00.
Le borse asiatiche stamattina non seguono l'esempio di New York e sono in calo - il Nikkei perde il -0.86% - Shanghai é in calo del -1.2%.

Aggiornamento del 1. marzo

Si inizia con il rimbalzo...

Stamattina i futures sui Bonds salgono, i tassi d'interesse scendono ed il sole ritorna a splendere sui mercati finanziari - anche il Bitcoin, che domenica aveva dato segni di cedimento, sta guadagnado terreno. Il future sull'S&P500 sale a 3845 punti (+35 punti) - é già sulla buona strada per raggiungere i 3850- 3880 punti che abbiamo indicato domenica come possibile obiettivo di un rimbalzo di alcuni giorni. Per evitare le solite domande degli abbonati precisiamo che queste sono sempre delle indicazioni di massima che possono venire leggermentte adattate a secondo le informazioni del momento. Sapete però quali sono i temi caldi da seguire: tassi d'interesse e piano di rilancio economico da 1900 Mia negli Stati Uniti che dovrebbe essere approvato dal Congresso durante questa settimana. Il tutto viene poi condito dai dati economici che mano a mano verranno pubblicati nel corso della settimana.
Bisogna poi fare attenzione se ci sono dei movimenti discordanti - stamattina non vediamo nulla di strano - i prezzi del petrolio, del rame e dei metalli preziosi sono tornati a salire.
Alle 08.20 l'Eurostoxx50 vale 3667 punti (+31 punti) - le borse europee apriranno con plusvalenze di circa il +0.8%/+1.0%. Sullo slancio stamattina gli indici azionari europei saliranno più in alto. Poi si fermeranno in attesa di sapere quali sono le intenzioni degli americani. Nel pomeriggio ci aspettiamo una stabilizzazione ad alto livello. Ulteriori acquisti sono possibili ma dovrebbero essere limitati - non pensiamo che già oggi i ribassisti proveranno un affondo. Restiamo però dell'opinione che il rimbalzo deve essere utilizzato per vendere - la correzione di marzo é solo agli inizi.

Commento del 27-28 febbraio

Il reddito dell'USTBonds decennale ricade a 1.44% (-0.10%) - rimbalzo a breve ma in seguito la correzione deve continuare

Si supponeva che la FED americana fosse in grado di tenere i tassi d'interesse sotto controllo e che la fenomenale ripresa economica che deve seguire alla recessione provocata dalla pandemia potesse verificarsi senza spinte inflazionistiche. Per settimane le borse hanno ignorato il rialzo esplosivo dei prezzi delle materie prime come petrolio o rame. Questo non era considerato come un problema ma una buona ragione per comperare azioni dei settori dell'energia o delle materie prime. Improvvisamente settimana scorsa ci si é invece resi conto che esiste un dilemma - non può esserci crescita economica senza un aumento del costo del denaro e quest'ultimo é un problema per i mercati azionari. Specialmente perché i prezzi delle azioni scontano un forte incremento degli utili delle imprese ma non scontano un aumento dei tassi d'interesse. Insomma - non si può avere l'uovo e la gallina e quando il reddito dell'US Treasury Bonds ha raggiunto la soglia critica dell'1.5% (che guarda caso era stata con mesi di anticipo indicata da molti analisti noi compresi - vedi commento tecnico del 9-10 gennaio) le borse hanno reagito con un'ondata di vendite. Le perdite più forti si sono verificate nel settore tecnologico che secondo la narrativa é più sensibile alle variazioni del costo del denaro. Nuturalmente questo é in parte assurdo e ingiustificato - il reddito dell'USTBonds é salito dai 0.65% di settembre 2020 fino agli 1.34% di una settimana fà senza che nessuno battesse ciglio - al contrario la borsa continuava a salire e passare da un record storico al successivo. L'aumento dei tassi era invece una buona ragione per comperare le azioni delle banche. Improvvisamente però molti hanno cominciato a parlare di inflazione e quando il reddito dell'USTB decennale ha superato l'1.5% é scoppiato il putiferio. Come diciamo spesso una volta che le premesse tecniche per una corrrezione sono ideali ci vuole solo una scusa per scatenare le vendite. Le borse questa settimana sono scese - in Europa (Eurostoxx50 -2.07%) meno che in America (S&P500 -2.45%). Del rialzo da inizio anno non resta però più tanto (DAX +0.49%, Eurostoxx50 +2.36%, S&P500 +1.47%, Nasdaq +2.36%). La fiducia dei rialzisti é stata scossa nelle fondamenta e molto probabilmente a metà febbraio si é verificato un massimo significativo. Malgrado che l'S&P5000 abbia in tre sedute testato con successo il supporto sui 3800 punti (supporto statico + MM a 50 giorni) non crediamo che ci sia solo stata una correzione minore e che la borsa americana possa tranquillamente riprendere il rialzo. Sia gli indicatori di medio termine che quelli sul sentiment puntano in un'altra direzione. La variante favorita anche dai cicli é quella di una correzione di medio termine che dovrebbe terminare nella terza settimana di marzo. Come aveva correttamente indicato il DSI (Daily Sentiment Index) sui Bonds venerdì si é verificato un rimbalzo - i futures sui USTBonds sono risaliti (anche quelli sul Bund! - il "problema" é anche europeo), i tassi d'interesse sono ridiscesi e il Nasdaq100 (+0.63% a 12909 punti) é rimbalzato. L'S&P500 invece ha avuto ancora una seduta negativa (-0.48% a 3811.15 punti) e ha chiuso nella parte inferiore del range giornaliero con una caduta di 40 punti nell'ultima ora di contrattazioni. È possibile che la prossima settimana inizi ancora con un breve tuffo delle borse - forse l'S&P500 deve ancora scendere sotto i 3800 punti a causa dei molti speculatori obbligati a vendere a causa dei margin calls causati dalla debole chiusura di venerdì. Pensiamo però che il temporaneo calo dei tassi d'interesse debba a breve provocare un rimbalzo delle borse - concretamente l'S&P500 potrebbe tornare a metà di settimana prossima sui 3850-3880 punti. Questo eventuale rimbalzo deve però essere venduto. In seguito la correzione a medio termine deve fare il suo corso e far scendere l'S&P500 decisamente più in basso. La ragione? A dire il vero non importa ma potrebbe essere sia essere un'ulteriore impennata dei tassi d'interesse che la delusione nel caso in cui il piano di stimolo economico di 1900 Mia di USD dell'amministrazione Biden non venisse approvato (o venisse edulcorato) dal Congresso. Fino a dove potrebbe cadere l'S&P500? Possiamo solo fare delle ipotesi. La prima spinta di ribasso é stata di circa 150 punti. Nell'ambito di una classica correzione ABC la seconda spinta potrebbe essere di ampiezza simile dopo un rimbalzo di una cinquantina di punti - arriviamo ad un obiettivo sui 3700 punti. Temiamo però che le vendite, finora concentrate nei settori più speculativi, debbano estendersi al resto del listino. La pressione di vendita deve aumentare e gli investitori devono passare dall'attuale lieve inquietudine (Fear&Greed Index a 48 punti, -10 punti) al pessimismo con un breve passaggio al panico. In questo caso il potenziale massimo di ribasso é a 3500 punti dove si troverà tra un paio di settimane la MM a 200 giorni. Le borse europee dovrebbero seguire docilmente - sulla base di quanto osservato settimana scorsa é possibile che le perdite in Europa saranno più contenute. Gli eccessi di rialzo sono più pronunciati in America é sarebbe logico che la borsa americana corregga di più.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.07% a 3636 punti
SX7E (banche)          +1.42% a 83.88 punti
DAX                         -1.48% a 13786 punti
SMI                          -1.71% a 10522 punti
FTSE MIB                  -1.24% a 22848 punti
S&P500                     -2.45% a 3811.15 punti
Nasdaq100                -4.94% a 12909 punti

Venerdì le borse europee hanno seguito come d'abitudine i segnali provenienti dagli Stati Uniti. Gli indici hanno aperto in calo e sono subito precipitati sui minimi giornalieri. Poi hanno recuperato quasi tutte le perdite ma sono ricaduti nel pomeriggio dopo la debole apertura a Wall Street. Infine si sono "attaccati" all'America e sono risaliti moderatamente fino alla chiusura. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3636 punti (-1.33%) con un minimo a 3622 punti. Alle 22.00 l'indice valeva 3643 punti. Finalmente anche il settore bancario (SX7E -2.16% a 83.88 punti) ha sentito la forza di gravità - la performance settimanale é però positiva!
In Europa vengono ancora comperati i settori ciclici - le prese di beneficio sono arrivate solo venerdì. In un contesto del genere é evidente che il difensivo SMI svizzero (-1.28% a 10522 punti) continua soffrire.
Nelle prossime settimane riteniamo che le borse europee resteranno molto volatili - sarà importante non perdere di vista la tendenza di fondo. Da inizio anno gli indici azionari europei oscillano in laterale. Ci sono le prime rottura sotto le MM a 50 giorni in ascesa. Evitiamo di fisare degli obiettivi per questa correzione poiché, come in America, il range tra la variante migliore e quella peggiore é troppo ampio. Speriamo dopo aver osservato il rimbalzo che dovrebbe verificarsi all'inizio di settimana prossima di poter fare una stima affidabile. Più il rimbalzo sarà anemico e più la correzione sarà profonda.

La seduta di venerdì a Wall Street e andata secondo i piani fino alle 21.50 - il crollo sul finale ci ha sorpreso e non sappiamo cosa significhi. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 3846 punti ma all'inizio é ancora sceso e si é verificata l'attesa marginale rottura del supporto a 3800 punti. L'indice é crollato alle 16.30 a 3789 punti di minimo. Poi é risalito ad ondate fino a metà giornata a 3861 punti. Dopo un'ulteriore calo di una trentina di punti e una risalita a 3851 punti alle 21.50 c'é stata la caduta finale a 3811.15 punti (-0.48%). A livello settoriale gli investitorti sono andati alla disordinata ricerca di vincitori e perdenti (DJT -0.31%, RUT +0.04%, Nasdaq100 +0.63%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2681 su 5004, NH/NL a 183 su 717 e volume relativo a 1.2 (0.9 sul Nasdaq). La volatilità VIX é scesa (!) a 27.95 punti (-0.94) mentre Il CBOE Equity put/call ratio si é finalmente mosso al rialzo (0.63). I Summation Index continuano a scendere.
Vediamo ora come inizia la settimana entrante - oggi, domenica, i prezzi delle criptovalute sono in calo - il Bitcoin perde il -3%. Spesso questo significa che lunedì le borse apriranno in calo.

Il prezzo dell'oro é caduto a 1734 USD/oncia. Si é verificata una evidente e proccupante rottura al ribasso di cui non capiamo le ragioni. A breve l'oro é ipervenduto (RSI a 29.13) - potrebbe rimbalzare fino a 1760-1770 USD e salvare la base per un successivo rialzo. La tendenza di fondo sembra però passare al ribasso e questa é una cattiva notizia per i rialzisti come noi. Vi terremo aggiornati sullo sviluppo della situazione. In generale in periodi di inflazione il prezzo dell'oro aumenta. Il calo attuale del prezzo contraddice la narrativa della spinta inflazionistica...

Commento del 26 febbraio

Improvvisamente i tassi d'interesse diventano importanti - il rally di mercoledì era solo un rimbalzo?

Martedì l'S&P500 era precipitato fino a 3805 punti ma poi era risorto e aveva terminato la giornata in positivo a 3881 punti (+0.13%). Mercoledì i rialzisti erano ancora riusciti ad imporsi e a far salire l'S&P500 a 3925 punti (+1.14%). Ovviamente ieri mattina eravamo perplessi. Dopo questo doppio colpo non davamo i ribassisti ancora per spacciati ma pensavamo che avessero bisogno alcuni giorni per riorganizzarsi. Nel pomeriggio nel commento sul Nasdaq100 avevamo spiegato nel dettaglio la situazione tecnica di un mercato messo alle corde dal rialzo dei tassi d'interesse. Ieri sera il reddito dell'US Treasury Bond decennale é salito sopra gli 1.50% (1.54%, +0.16%) e improvvisamente il mercato ha preso nota di questo pericolo e ha reagito violentemente. La reazione é stata lenta - dopo un'apertura in calo l'S&P500 é ancora risalito in pari a 3925 punti. Poi é crollato trascinato verso il basso sia dalla tecnologia (Nasdaq100 -3.56%) che dal Russell2000 (-3.69%). L'S&P500 é precipitato fino a 3814 punti di minimo ed ha chiuso a 3829.34 punti (-2.45%) - l'indice é rimasto sopra il minimo di martedì a 3805 punti e sopra la MM a 50 giorni. Non pensiamo però che la discesa sia finita qui. La ragione é semplice e potete già intuirla se leggete regolarmente i nostri commenti. Gli indicatori di sentiment mostrano ancora troppo ottimismo. La volatilità VIX é salita a 28.89 punti (+7.55 punti) e questo mostra un certo nervosismo. Il Fear&Greed Index é però ancora sopra i 50 punti (58 punti, -5 punti) e il CBOE Equity put/call ratio a 0.47 é ancora piuttosto basso e mostra che gli speculatori long non demordono. A breve (oggi o all'inizio di settimana prossima) ci sarà un rimbalzo poiché alcuni indici e settori sono ipervenduti e perché ci aspettiamo un calo dei tassi d'interesse causato da un eccesso di pessimismo sui Bonds (DSI troppo basso) - l'impennata di ieri sera ha tutto l'aspetto di un esaurimento. Fino a quando però non ci sarà un pò di pessimismo e panico tra gli speculatori é probabile che questa correzione debba continuare.

Non perdiamo troppo tempo a commentare ed analizzare la seduta in Europa che é stata moderatamente negativa (Eurostoxx50 -0.56% a 3685 punti). Le borse europee hanno chiuso quando il calo a New York era appena cominciato e quindi stamattina apriranno decisamente più in basso con perdita iniziali (stima delle 08.00) di circa il -1.60%. Finora la nostra opinione é stabile - le borse europee sono in una tendenza neutra con un concreto rischio di correzione a medio termine. Abbiamo sempre detto e ripetuto però che lo sviluppo della situazione dipendeva dagli Stati Uniti - se l'America corregge l'Europa segue - passiamo quindi subito ad analizzare quanto successo a Wall Street.

La seduta in America é stata negativa ma per l'analisi tecnica non pessima. L'S&P500 all'inizio é salito fino a 3925 punti e poco prima della chiusura é crollato a 3814 punti - é una differenza di 111 punti tra massimo e minimo. Ha chiuso con un rimbalzo a 3829.34 punti (-2.45%). Le vendite hanno travolto tutti i settori e particolarmente quelli che erano saliti parecchio nelle ultime settimane - nella tecnologia abbiamo assistito a dei veri e propri crash (indice dei semiconduttori SOXX -5.70%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 805 su 6953, NH/NL a 808 su 450 e volume relativo a 1.1. Su questi numeri due osservazioni - spesso quando il rapporto A/D é cosÌ negativo (10/90) c'é un rimbalzo a breve - il numero dei nuovi minimi (NL a 450) é decisamente inferiore rispetto a martedì (900) e questo significa che il crollo si concentra su pochi titoli. Pensiamo quindi che dopo una rottura marginale sotto i 3800 punti l'S&P500 debba nuovamente rimbalzare - il rimbalzo deve coincidere con un calo dei tassi d'interesse. Le caratteristiche del rimbalzo ci diranno come prosegue la correzione. Tenete d'occhio i tanti indicatori di sentiment! - noi ne citiamo sempre solo 3 ma esistono parecchi dati per misurare il polso del mercato. Prossimamente faremo una lista.
I Summation Index continuano a scendere.

Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era a 3823 punti. Nel frattempo é sceso fino a 3802 punti e si trova ora a 3811 punti (-16 punti) - c'é parecchio nervosismo e volatilità. Il Nikkei ha perso il -3.99%. Shanghai é in calo del -2.1%. Alle 08.30 l'Eurostoxx50 vale 3638 punti (-47 punti). La giornata inizia con un tuffo - come finirà? Crediamo che molti penseranno che questa é un occasione d'acquisto. Certi titoli di moda come Tesla (-8.06%) hanno già perso un -25% dal massimo 2021. Ci sarà quindi un rimbalzo.
Nell'analisi del fine settimana cercheremo di definire lo svolgimento della correzione - si tratterà di capire se conviene alla fine della correzione comperare o se invece il massimo di metà febbraio a 3950 punti di S&P500 é stato il massimo definitivo del bull market.

Commento del 25 febbraio

Nuovo record storico del DJ Industrial - il rialzo mostra i muscoli

Ieri ci aspettavamo che il rimbalzo iniziato martedì avesse una breve e limitata continuazione. Invece c'é stata una seduta di rialzo sia in Europa (Eurostoxx50 +0.46% a 3706 punti) che negli Stati Uniti (S&P500 +1.14% a 3925.43 punti). Specialmente a Wall Street i rialzisti hanno dominato con forti guadagni sugli indici e una chiusura sul massimo giornaliero. Il saldo settimanale dell'S&P500 é nuovamente positivo spazzando via tutti gli sforzi dei ribassisti delle prime due sedute della settimana. L'indice Dow Jones Industrial ha fatto registrare un nuovo record storico - l'S&P500 é nuovamente 25 punti dal record vale a dire meno dell'1%. Si può ancora ipotizzare la correzione a medio termine? Le probabilità diminuiscono malgrado che le premesse a livello tecnico restano ideali. Il calo di martedì dell'S&P500 fino ai 3805 punti e la MM a 50 giorni può essere però visto come un test riuscito del trend rialzista e questo mette il vento nelle vele del rialzo mentre mortifica i ribassisti. Ieri due nostri colleghi, un australiano ed un americano, hanno gettato la spugna - hanno affermato che é inutile fare previsioni contrarie alla politica monetaria della FED. Fino a quando le Banche Centrali continueranno a pompare liquidità nel sistema un forte calo delle borse é impossibile - in effetti la correlazione tra rialzo e espansione della massa monetaria é evidente. Resta il problema della forte divergenza tra borsa ed economia - la bolla speculativa é evidente - tutti sono però convinti che Governi e Banche Centrali hanno il controllo della situazione e possono impedirne lo scoppio. Hanno ragione fino a prova contraria...

Le borse europee hanno avuto una seduta di moderato rialzo che ha eliminato a breve il rischio di una rottura dei primi supporti. Gli indici sono tornati sui livelli di una decina di giorni fà. Da parecchie sedute l'Eurostoxx50 (+0.46% a 3706 punti) girovaga intorno ai 3700 punti. Ieri sera l'Eurostoxx50 ha chiuso vicino al massimo giornaliero, con un guadagno di 16 punti e nuovamente a ridosso di questo valore. Abbiamo poco da dire - la tendenza a corto termine é neutra e fino a prova contraria la tendenza di fondo é debolmente rialzista visto che l'indice lievita sopra le MM a 50 e 200 giorni in leggera ascesa. L'ipotesi della correzione resta nell'aria ma finora non ci sono elementi concreti per confermare questa previsione. DAX e FTSE MIB si trovano in una situazione tecnica simile con livelli di riferimento rispettivamente a 14000 punti e 23000 punti.  
I tassi d'interesse sono ancora saliti e la seduta in borsa é stata positiva. La logica conseguenza é che il settore bancario (SX7E) ne ha nuovamente approfittare per balzare del +1.36% a 84.90 punti. Energia e finanza sono i due settori di moda del momento.
Anche l'SMI svizzero (+1.12% a 10727 punti) ha avuto sorprendentemente una seduta ottima. Il supporto a 10600 punti é servito da trampolino di lancio per un convincente rimbalzo. L'SMI é tornato al centro del range 10600-11000 e conferma la tendenza neutra. Resta però sotto la MM a 50 giorni - la seduta di oggi dovrebbe essere decisiva per determinare il trend a medio termine.

L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 3875 punti - nulla sembrava indicare che potesse esserci una forte spinta di rialzo anche perché fino alle 16.00 l'indice é ancora sceso fino ai 3859 punti. Poi però sono arrivati gli acquisti e l'indice é salito in maniera convincente e dinamica fino alle 19.30 quando ha raggiunto i 3926 punti. Ha questo punto il mercato si é fermato. L'S&P500 si é mosso in laterale, ha ancora toccato un massimo giornaliero a 3928 punti e ha chiuso a 2925.43 punti (+1.14%). Il Nasdaq100 all'inizio é stato ancora travolto dalle vendite ma poi si é unito al rialzo pur sottoperformando (+0.81% a 13302 punti). Il leader della giornata é stato nuovamente il Russell2000 (+2.38%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5820 su 1880, NH/NL a 1174 su 146 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é scesa a 21.34 punti (-1.77), Il CBOE Equity put/call ratio é nuovamente molto basso a 0.35 e il Fear&Greed Index é balzato a 63 punti (+6). I Summation Index sono ancora in leggero calo.
Bisogna ora porsi una domanda - il tonfo di martedì é stato solo un insignificante incidente di percorso o un sintomo di cedimento? Non lo sappiamo ma ci ripromettiamo di riprendere l'argomento durante il fine settimana dopo aver osservato e analizzato l'andamento delle ultime due sedute della settimana.

Stamattina il Nikkei ha guadagnato il +1.67% - Shanghai sale del +0.6%. Il future sull'S&P500 era alle 07.30 a 3931 punti - un'ora più tardi si trova a 3926 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale 3721 punti - le borse europee devono ancora scontare il buon finale di seduta ieri sera a Wall Street e apriranno con un guadagno di circa il +0.4%. Pensiamo che stamattina le borse si fermeranno sui livelli d'apertura - forse ci saranno delle prudenti prese di beneficio. Nel pomeriggio molto dipenderà dai dati economici e dai relativi movimenti dei tassi d'interesse. Il DSI (Daily Sentiment Index) mostra che i Bonds americani dovrebbero essere vicino ad un minimo intermedio ed i tassi d'interesse su un massimo.

Commento del 24 febbraio

Un pareggio con tanti gol

Ieri rialzisti e ribassisti si sono dati battaglia. Entrambi sono riusciti ad imbastire delle azioni spettacolari e possono vantarsi di avere dominato per parte della giornata. I ribassiti sono riusciti a schiacciare l'Eurostoxx50 (-0.29% a 3689 punti) in tarda mattinata fino ai 3643 punti - nel pomeriggio dopo l'apertura hanno fatto precipitare l'S&P500 (+0.13% a 3881.37 punti) fino ad un minimo a 3805 punti. La reazione dei rialzisti é stata però rabbiosa ed efficace. A fine seduta gli indici azionari hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Chi ha preso libero per godersi la bella giornata primaverile non nota a prima vista niente di questo scontro che ha coinvolto soprattutto i traders. Le conseguenze appaiono però a livello tecnico - il numero dei nuovi minimi a 30 giorni (NL a 900) é aumentato considerevolmente e la fiducia dei rialzisti di poter dominare a piacimento la situazione é stata scossa nelle fondamenta - la strada verso il basso si é aperta. Queste sembrano le prime scosse di avvertimento di un terremoto di maggiore importanza.

La seduta in Europa é stata insolita poiché si é verificato uno scollamento rispetto ai movimenti a Wall Street. Non riusciamo ancora a interpretare quanto sta succedendo. Ci spieghiamo - l'Eurostoxx50 (-0.29% a 3689 punti) ha aperto invariato a 3698 punti e come pensavamo all'inizio é salito a 3708 punti. Il rialzo iniziale é stato però molto più breve di quanto ci eravamo aspettati. Il successivo affondo dei ribassisti é stato questa volta impressionante. L'Eurostoxx50 é sceso regolarmente e senza rimbalzi degni di nota fino alle 11.35 quando ha toccato il minimo a 3643 punti (65 punti dal massimo - sono tanti). L'indice ha poi recuperato e la reazione alla debole apertura a Wall Street é stata sorprendentemente moderata. Invece di un ulteriore crollo l'Eurostoxx50 é sceso ancora dai 3780 punti fino ai 3653 punti (minimo ascendente) e poi é risalito fino alla chiusura a 3689 punti. Rispetto all'America l'Europa si é comportata meglio - l'azione dei ribassisti la mattina é stata però massiccia e dominante. Ora abbiamo nuovamente segnali contrastanti - una perdita di 10 punti contro una candela sul grafico che corrisponde ad un hammer invertito (chiusura lontana dal minimo, sul massimo e sul livello d'apertura) e che é un segnale molto costruttivo. Per saldo l'Eurostoxx50 scivola verso il basso ma le perdite sono così modeste che si fatica a parlare di correzione. I colpi di ribasso però si susseguono e diventano più forti. L'ipotesi della correzione a medio termine prende corpo. DAX (-0.61% a 13864 punti) e FTSE MIB (-0.30% a 22939 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50.
Lunedì a New York le banche hanno guadagnato terreno e ieri i tassi d'interesse in Europa sono saliti - le azioni delle banche hanno preso questi spunti per una seduta positiva. Potrebbe essere l'ultima visto che ci aspettiamo a breve una reazione negativa sui tassi d'interesse e pensiamo che la correzione delle borse dovrebbe guadagnare in velocità e partecipazione.
L'SMI svizzero (-0.83% a 10609 punti) si é salvato in extremis sopra i 10600 punti ma l'impressione generale é negativa. Il listino si sta indebolendo su tutti i fronti mentre anche il CHF perde terreno. Sembra quasi che gli investitori internazionali si siano stufati della Svizzera, dei suoi titoli difensivi e noiosi e dei tassi d'interesse negativi. Forse però sono gli svizzeri a vendere tartassati dai tassi d'interesse negativi che le banche cominciano ad applicare sui conti correnti anche degli investitori privati e retail. In ogni caso l'impressione é che la correzione non finisce qui. Il problema dell'SMI sono i 3 big (Nestlé, Novartis, Roche) che continuano a scivolare verso il basso.

L'S&P500 ha aperto in gap down a 3845 punti e all'inizio é precipitato fino a 3805 punti - la MM a 50 giorni a 3796 punti era a portata di mano. L'indice é rimbalzato e alle 17.00 é tornato a 3866 punti. Fino a metà seduta l'indice é ancora scivolato a 3834 punti ma in seguito i rialzisti hanno preso coraggio e il controllo delle operazioni. L'S&P500 é risalito a 3896 punti di massimo (91 punti sopra il minimo!) e ha chiuso a 3881.37 punti (+0.13%). Nessuno dopo l'apertura si sarebbe aspettato una chiusura in positivo. Il Nasdaq100 (-0.22% a 13194 punti) ha ancora perso terreno - le vendite si sono però spostate su altri settori (Russell2000 -0.88%). La seduta al NYSE é stata negativa (ma non terribile) con A/D a 2889 su 4791, NH/NL a 760 su 900 e volume relativo a 1.1. I Summation Index continuano a scivolare verso il basso. I dati sul sentiment sono rimasti sorprendentemente stabili. La VIX é scesa (!) a 23.11 punti (-0.34), il CBOE Equity put/call ratio era a 0.44 mentre il Fear&Greed Index é sceso di poco a 57 punti (-1).

Stamattina verso le 07.20 il future sull'S&P50 era sceso a 3852 punti - ora ha recuperato e si trova a 3866 punti (-11 punti) - il nervosismo e la volatilità intraday aumentano. Il Nikkei ha perso l'1.61% - Shanghai é in calo del -2%. L'Eurostoxx50 vale 3684 punti. Le borse europee apriranno in leggero calo. All'inizio dovrebbero cercare di tornare in pari. Poi vedremo - é poco probabile che avremo una seduta tranquilla. Ieri sera i rialzisti hanno dominato - pensiamo che ora tocchi ai ribassisti di fare un tentativo.

Commento del 23 febbraio

La pesante caduta della tecnologia non spaventa gli investitori

Ieri il Nasdaq100 ha perso il -2.63%. Gli investitori sono però rimasti indifferenti a questa pesante caduta - gli indicatori di sentiment si sono mossi di poco e segnalano ancora ottimismo. In generale la seduta a New York é stata solo moderatamente negativa - i settori portanti degli ultimi 10 giorni sono ancora stati comperati (DJTransportation +0.81%, ETF Energy +3.46%, Banche BKX +1.40%) seguendo la narrativa della ripresa economica con rischio di inflazione. A completare il quando c'é stato l'aumento del reddito dell'USTreasury Bond decennale a 1.37% (+0.03%). Il cedimento di un importante segmento del mercato come la tecnologia é un buon preludio ad una correzione generale delle borse. Fino a quando però si verifica una sana rotazione tra settori e gli investitori restano tranquilli il potenziale di ribasso é modesto.

Le borse europee sono state sballottate dai segnali contrastanti provenienti dagli Stati Uniti dove la tecnologia era in perdita mentre altri settori come finanziari e petrolio erano in guadagno. La mattina l'Eurostoxx50 (-0.37% a 3699 punti) é precipitato fino a 3660 punti. Poi ha recuperato e la sera ha chiuso sul massimo giornaliero a 3699 punti che significa una perdita di 14 punti. Abbiamo quindi una seduta negativa contro un comportamento dell'indice durante la giornata costruttivo. Per saldo l'impressione resta quella di un mercato neutro e dipendente dagli Stati Uniti. Il DAX (-0.31% a 13950 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 con un tuffo la mattina fino a 13802 punti e un successivo recupero fino a 13975 punti. L'indice ha chiuso vicino al massimo giornaliero a 13950 punti che significa una perdita di 43 punti.
Il FTSE MIB (-0.55% a 23009 punti) ha copiato il comportamento costruttivo degli indici azionari europei - l'unico problema é che l'indice italiano ha perso di più dell'Eurostoxx50 (-0.37%). Questa debolezza relativa conferma il fatto che l'effetto Draghi é sparito.
Fino a prova contraria la tendenza di fondo é neutra. 
L'SMI svizzero (-0.07% a 10697 punti) ha chiuso in pari. In genere c'é poco da dire quando una seduta termina senza sostanziali variazioni. La candela odierna sul grafico ha massimo e minimo discendenti - questo corrisponde a ribasso. L'indice ha però chiuso vicino al massimo e la candela é bianca - il supporto e obiettivo a 10600 punti é stato praticamente raggiunto (minimo a 10610 punti) e ha provocato un sostanziale rimbalzo. È possibile che l'SMI si fermi semplicemente ancora per settimane tra i 10600 ed i 11000 punti. Per esserne sicuri bisogna osservare il prossimo test del supporto che dovrebbe avvenire ancora questa settimana.

L'S&P500 ha aperto debole a 3880 punti e subito é caduto sul minimo a 3874 punti. Dopo un rimbalzo a 3890 punti il minimo é stato testato con una discesa a 3877 punti. L'indice é risalito fino a 3885 punti e dopo la chiusura in Europa c'é stata una fase di rialzo fino a 3902 punti di massimo. Nelle ultime due ore di contrattazioni l'S&P500 é tristemente sceso fino alla chiusura a 3876.50 punti (-0.77%). Malgrado la caduta del Nasdaq100 (-2.63% a 13223 punti) e dei suoi pesi massimi AGMAF + Tesla (-8.55%) la seduta al NYSE é stata solo moderatamente negativa con A/D a 3140 su 4574, NH/NL a 1057 (tanti!) su 384 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é salita di poco a 23.45 punti (+1.40), il CBOE Equity put/call ratio é rimasto basso a 0.43 mentre il Fear&Greed Index si é appena mosso (58 punti, -1). Nel complesso la seduta é andata meglio di quanto potrebbero suggerire i due maggiori indici S&P500 e Nasdaq100. Abbiamo in questo momento un settore debole (tecnologia) in grado di provocare una correzione di medio termine. La domanda adesso é se il resto del mercato seguirà oppure no. Per avere una risposta ci vorranno alcuni giorni visto che il Nasdaq100 sta arrivando sul supporto a 13100 punti e deve ancora rimbalzare prima di tentare una rottura al ribasso.

Stamattina il future sull'S&P500 risale a 3890 punti (+16 punti). Alle 08.40 l'Eurostoxx50 vale 3701 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno. Per logica stamattina proveranno a salire più in alto - poi si fermeranno in attesa di saper cosa intendono fare gli americani. Oggi la borsa giapponese era chiusa - la borsa di Shanghai é in calo del -0.2% e non reagisce dopo la caduta di ieri.
Il cambio EUR/USD é salito a 1.2170. Ora dovrebbe fermarsi e ricadere. La situazione é interessante poiché la debolezza dell'USD favorisce il rialzo dei prezzi delle materie prime e dell'oro. Se l'USD invece si rafforza potrebbero esserci conseguenze negative sui prezzi delle materie prime e tutta la discussione riguardante una possibile spinta inflazionistica dovrebbe affievolirsi.

Commento del 22 febbraio

Aumenta il nervosismo

Durante il fine settimana parecchi analisti, commentatori e grandi investitori si sono espressi sull'attuale situazione dei mercati finanziari. Le opinioni come al solito divergono - l'unica cosa che si nota é l'inquietudine e il nervosismo. Tutti si rendono conto che il rialzo é insostenibile e che non é possibile che la borsa salga all'infinito spinta da una ripresa farlocca basata sui debiti. I tassi d'interesse non possono restare troppo tempo vicini allo 0% o addirittura in negativo. C'é chi, con buoni argomenti, prevede l'inizio di una ciclo inflazionistico. Noi non siamo in grado di giudicare l'esattezza di queste previsioni. Ci interessa però un fattore - gli investitori devono nelle prossime settimane abbandonare il nirvana nel quale si trovano da mesi - gli indicatori di sentiment non possono restare ancora per parecchio tempo sui livelli attuali che mostrano investitori molto ottimisti e decisamente orientati speculativamente al rialzo. Non sappiamo quale sarà il movente ma ci aspettiamo che a breve VIX e colleghi comincino a lievitare e preannunciare una correzione simile a quella avuta un'anno fà. In poche parole manteniamo la previsione di una correzione a medio termine.

Stamattina il Nikkei ha guadagnato il +0.4% - Shanghai é in calo del -1.4%. Il future sull'S&P500 alle 08.30 é a 3877 punti (-25 punti). L'Eurostoxx50 vale 3691 punti - le borse europee apriranno in calo di circa il -0.6%. Questo é un cambiamento - eravamo abituati a degli inizi di settimana contrassegnati da una seduta positiva. Vediamo se oggi appare della pressione di vendita o se invece come al solito ci sarà nel pomeriggio un recupero.

Commento del 20-21 febbraio

La pausa permette di assorbire gli eccessi di corto termine - il quadro tecnico a medio termine é invariato

Nella settimana appena trascorsa l'Eurostoxx50 (+0.48%) ha guadagnato terreno. La performance positiva del'indice europeo di riferimento é stata possibile grazie al buon comportamento di alcuni mercati come Francia (CAC40 +1.23%) Spagna (IBEX +1.20%) o Portogallo (PSI20 +1.95%) - a livello settoriale spicca il rialzo del settore bancario (SX7E +3.79%). A rovinare il bilancio ci hanno pensato gli altri "nostri" indici, DAX, SMI e FTSE MIB che invece hanno perso terreno. Nel complesso é stata una settimana mista e praticamente neutra con un'alternanza di sedute positive e negative. I balzi di lunedì e venerdì (Eurostoxx50 +0.88% a 3713 punti) hanno sovrastato le sedute di martedì, mercoledì e giovedÌ moderatamente negative. Non é mai apparsa pressione di vendite - nelle sedute negative gli indici si sono limitati a scivolare verso il basso. Per il DAX si può parlare di correzione minore - per l'Eurostoxx50 si può dire che il rialzo ha perso di slancio ed é in stallo. L'impressione generale é che le borse stiano facendo semplicemente una pausa e si sta verificando un'ulteriore rotazione tra settori con vendite sui settori difensivi e acquisti sui settori ciclici. Vale ancora la narrativa della ripresa economica con rischio di inflazione - durante la settimana i tassi d'interesse di mercato sono saliti e questo in borsa ha favorito i settori finanziari.
In America domenica scorsa eravamo convinti che la settimana del Washington Birthday sarebba stata negativa come suggerito dalle statistiche. Inoltre gli oscillatori ci avevano detto che gli indici dovevano trovarsi su dei massimi intermedi e quindi una discesa dal massimo era la logica conseguenza. Abbiamo avuto ragione ma con molta fatica (&P500 -0.71%) - gli indici sono scesi senza convinzione e nelle 4 sedute di questa settimana raccorciata i rialzisti hanno fatto vedere di essere ancora vivi e vegeti e in grado di dominare gli avvenimenti. Questo calo ha permesso di ridurre gli eccessi di corto termine. A medio termine però la borsa americana resta ipercomperata, in eccesso di rialzo e con investitori troppo ottimisti e speculativamento orientati al rialzo. Le premesse per una correzione a medio termine restano ideali e questa variante viene favorita dai cicli. Adesso sia rialzisti che ribassisti hanno lentamente un problema poiché da circa due settimana l'S&P500 non va da nessuna parte - i traders che si erano abituati a guadagnare ogni giorni sono lentamente frustrati dalle leggere perdite che si accumulano nelle ultime sedute (i Summation Index sono in calo) mentre i ribassisti non riescono a organizzare un attacco serio e non riescono a far partire una correzione degna del suo nome (-5%/-10%). È poco probabile che l'S&P500 continui per parecchio tempo a ballare sui 3900 punti anche se  é possibile che ci sia ancora una settimana di pausa. Al momento solo la tecnologia mostra debolezza - il numero dei nuovi minimi sul Nasdaq comincia a lievitare, gli indici sottoperformano e i big (AGMAF+T) marciano sul posto. I traders preferiscono continuare a giocare le azioni delle società del Russell2000 (venerdì +2.05%, performance settimanale -1.12%) che sono più volatili e facilmente manipolabili. Crediamo che qui si trovi la chiave di lettura di questo mercato - se ad un certo momento e per una ragione qualsiasi gli speculatori long (CBOE Equity pu/call ratio ancora basso a 0.43) decidono di abbandonare la partita potrebbe partire una veloce e profonda correzione paragonabile a quella di un anno fà. Il problema é che non ne vediamo la ragione - l'unico apparente pericolo proviene dai tassi d'interesse - il reddito dell'USTBond decennale é salito a 1.34% (+0.05). Come già anticipato crediamo che la soglia di dolore si trovi a 1.5%.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.48% a 3713 punti
SX7E (banche)          +3.79% a 82.70 punti
DAX                         -0.40% a 13993 punti
SMI                          -1.61% a 10704 punti
FTSE MIB                  -1.17% a 23136 punti
S&P500                     -0.71% a 3906.71 punti
Nasdaq100                -1.64% a 13580 punti

Venerdì le borse europee hanno semplicemente seguito disciplinate i segnali provenienti da Wall Street. Giovedì sera la borsa americana aveva chiuso in forte recupero e vicino al massimo giornaliero - di riflesso c'é stata un'apertura positiva venerdì mattina in Europa. Durante la giornata gli indici azionari europei sono saliti insieme ai futures americani. La logica conseguenza é stata una seduta moderatamente positiva (Eurostoxx50 +0.88% a 3713 punti) e una chiusura vicino massimo giornaliero. Quando l'S&P500 é sceso le borse europee erano chiuso e non hanno partecipato al calo - l'Eurostoxx50 però alle 22.00 valeva 3706 punti. L'SMI svizzero, come unica eccezione tra i "nostri" indici é sceso (-0.12% a 10704 punti) - potete intuirne la ragione - é stato il calo delle azioni dei settori alimentare e farmaceutico a premere sull'indice in una giornata se no strutturalmente positiva (A/D a 12 su 8).
Gli indici hanno toccato il massimo lunedì - per l'Eurostoxx50 si é trattato di un nuovo massimo annuale - per il DAX invece di un massimo discendente. La tendenza di fondo in Europa é da neutra a leggermente rialzista. A breve prevale un'intonazione da correzione minore.

L'S&P500 ha aperto al rialzo a 3924 punti. Fino alle 16.30 l'indice é salito a tentoni e ha raggiunto un massimo a 3930 punti. Poi é sceso in tre ondate fino ai 3903 punti. Sul finale é rimbalzato a 3906.71 punti (-0.19%). La tecnologia (Nasdaq100 -0.41% a 13580 punti) ha fatto peggio - il Russell2000 (RUT +2.05%) é andato molto meglio. Il risultato é che la seduta é NYSE é stata strutturalmente positiva con A/D a 5181 su 2441, NH/NL a 692 su 149 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 22.05 punti (-0.44), il CBOE Equity put/call ratio era ancora basso a 0.43 mentre il Fear&Greed Index é rimasto stabile a 58 punti (-1).
La tendenza di fondo della borsa americana é saldamente al rialzo con il 79.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 76.06 punti.
La borsa americana sta consolidando - per saldo durante la settimana gli indici sono scesi e quindi si può parlare di correzione minore. Se la borsa é - come sostengono in molti - nella fase finale di un rialzo che dovrebbe sfociare in un top definitivo, non dovrebbe ora fermarsi ma accelerare al rialzo. Di conseguenza ci aspettiamo a breve una decisione tra le due varianti - una continuazione esplosiva del rialzo o una correzione di medio termine. Noi favoriamo la seconda variante anche perché vediamo che ormai i dati sul sentiment non scendono più. La maggior parte degli investitori crede in maniera convinta e incrollabile, che la borsa può solo salire. Normalmente questo é il momento in cui succede esattamente l'opposto.

Commento del 19 febbraio

Un'altra seduta di poco negativa - é poco probabile che la correzione continui in questa maniera

Ieri le borse europee (Eurostoxx50 -0.51% a 3681 punti) e quella americana (S&P500 -0.44% a 3913.97 punti) hanno avuto una seduta moderatamente negativa. Non appare pressione di vendita, i volumi di titoli trattati sono costanti, il numero dei nuovi minimi a 30 giorni (NL a 239) non aumenta e gli indici chiudono la sera lontani dai minimi giornalieri. Insomma - le borse scivolano verso il basso in quella che finora deve essere catalogata come una correzione minore o consolidamento. Non pensiamo che il movimento possa continuare in questa maniera e questo ha ragioni psicologiche e tecniche. Chi era abituato a giocare al rialzo e guadagnare soldi in poco tempo ora sta perdendo qualcosa ogni giorno - é probabile che ad un certo momento si stufi e chiuda le posizioni ancora aperte in attesa di tempi migliori. Questo dovrebbe provocare un tuffo di un paio di giorni ed un'impennata degli indicatori di sentiment che per ora si sono appena mossi dai minimi (VIX e CBOE Equity put/call ratio) o dai massimi (Fear&Greed Index). Per i traders i fattori tempo e timing sono importanti - ogni giorno che trascorre senza un movimento significativo fa diminuire il valore delle opzioni dipendenti dal tempo - il premio diminuisce. Questo mette pressione sui traders e li obbliga a prendere una decisione. Se il trader é long (come dovrebbero essere la maggior parte dei traders visto che da settimane il CBOE Equity put/call ratio é molto basso) e i mercati sono vicino ai massimi l'unica possibile decisione é quella di vendere.
Insomma - se in tempi brevi il calo non finisce e il rialzo non riprende é probabile che si verifichi un'accelerazione al ribasso. Questo scenario diventa ogni giorno più probabile visto che l'attuale scivolata sta facendo peggiorare gli indicatori che cominciano a mandare sporadici segnali di vendita - questo riguarda specialmente gli indicatori di momentum. I Summation Index da due giorni scendono - di poco ma scendono. Questo in parole povere significa che la maggior parte delle azioni sta perdendo terreno - sta diventando difficile trovare delle azioni che stanno salendo di valore. Gli analisti cominciano ad arrampicarsi sui vetri quando si tratta di trovare nuovi temi d'investimenti - adesso dalle banche arrivano proposte per investimenti sostenibili e legati ai temi della svolta energetica. La storia però é già vecchia e i prezzi delle azioni promettenti sono già stratosferici.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire - la correzione strisciante continua e per ora non appare nulla di nuovo. Malgrado il forte calo della borsa americana in serata l'Eurostoxx50 (-0.51% a 3681 punti) é sceso solo di 19 punti e ha chiuso sul livello già raggiunto a mezzogiorno. La correzione potrebbe finire sui 3650 punti o sulla MM a 50 giorni che si trova una cinquantina di punti più in basso. Non c'é fretta a comperare - la correzione a medio termine é ancora una valida alternativa. 
Ieri a Francoforte é girata la voce che Volkswagen (+4.63%) intende scorporare Porsche e piazzarla in borsa - un'operazione simile a quella compiuta da Fiat con Ferrari. Questo ha spinto al rialzo il settore automobilistico e ha impedito che il DAX (-0.16% a 13886 punti) scendesse più in basso in una giornata negativa per le borse europee. A livello tecnico non cambia nulla - la correzione minore sul DAX continua.
Il FTSE MIB (-1.11% a 22921 punti) é decisamente ricaduto sotto i 23000 punti e il verdetto é chiaro. Niente rottura al rialzo e tutt'al più la tendenza é neutra con livello di riferimento sui 22500 punti. Il bonus Draghi é sparito ed ora la borsa italiana rientra nei ranghi in attesa che il nuovo Governo faccia i miracoli che tutti si aspettano. Attenzione che neanche Mario Draghi ha la bacchetta magica specialmente con un Parlamento di delusi che aspetta solo l'occasione per una rivincita. Quanto ci metterà Matteo Renzi per ricominciare a tramare contro un Governo nel quale ha perso uno dei "suoi" due ministri? Lui che dall'alto del suo 3% di lettori pretende di condizionare la politica italiana? Vedrete che la calma ed armonia attuale dureranno poco... L'appoggio massiccio al governo apparso durante il voto di fiducia al Parlamento é solo di facciata. 
Anche la borsa svizzera da segni di cedimento. I deludenti risultati trimestrali di Credit Suisse (-3.23%) hanno fatto pressione sul comparto bancario. Neanche Nestlé ha brillato (-1.12%, cifra d'affari in calo) e la logica conseguenza é stata un'altra seduta decisamente negativa. L'SMI (-0.85% a 10717 punti) é arrivato di slancio sulla MM a 50 giorni e ha chiuso sul minimo giornaliero. Considerando che i venditori hanno preso il sopravvento e il momentum aumenta é probabile che l'SMI debba cadere a breve fino ai 10600 punti.

In America dei preoccupanti dati sulla disoccupazione hanno provocato un'iniziale ondata di vendita. L'S&P500 ha aperto in calo a 3901 punti e dopo una pausa di mezz'ora su questo livello é caduto alle 16.30 fino ai 3885 punti di minimo. C'é stato un rimbalzo di una quindicina di punti ed una pausa di alcune ore. Poi l'S&P500 é lentamente risalito fino ai 3922 punti ed é caduto sul finale a 3913.97 punti (-0.44%). L'indice ha perso 17 punti ma ha chiuso nella parte superiore del range giornaliero e durante la seduta i rialzisti sono stati maggiormente attivi. Per usare il linguaggio calcistico hanno avuto un maggiore controllo di palla. Per ora i ribassisti riescono a mettere assegno dei brevi affondi ma non dominano.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1764 su 5884, NH/NL a 292 su 236 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita 22.49 punti (+0.99), il CBOE Equity put/call ratio é lievitato a 0.51 (un cambiamento!) e il Fear&Greed Index é sceso a 59 punti (-7).

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3905 punti (-4 punti). Indubbiamente questa settimana la musica é cambiato - il future non si presenta più con solidi guadagni ma praticamente invariato - l'ipercomperato segnalato dagli oscillatori fa effetto.
Il Nikkei perde il -0.72% - Shanghai guadagna il +0.7%. L'Eurostoxx50 alle 08.10 vale 3687 punti - le borse europee devono ancora rispecchiare il recupero della borsa americana nella seconda parte della seduta. Aprono stamattina con lievi guadagni (+0.2%). Oggi é l'ultima seduta di una settimana di debole correzione. Ci aspettiamo che il quadro venga completato da un'altra seduta moderatamente negativa.

Commento del 18 febbraio

Manca pressione di vendita

Ieri l'S&P500 ha chiuso praticamente in pari (-0.03% a 3931.33 punti). I ribassisti hanno perso un'altra occasione per mettere a segno un affondo e provocare insicurezza tra i rialzisti. Si rafforza l'impressione che le borse stiano solamente consolidando prima di riprendere il rialzo. Non tutti i mercati si trovano però nella stessa situazione. Il DAX tedesco (-1.10% a 13909 punti) guadagna da inizio anno solo il +1.39% e la tendenza di fondo del mercato azionario tedesco può essere difficilmente definita come rialzista malgrado che le MM a 50 e 200 giorni stiano ancora salendo. Lo stesso discorso vale per l'SMI svizzero (-0.90% a 10809 punti) che da inizio anno oscilla senza una chiara tendenza tra i 10600 e gli 11000 punti. Insomma - solo parte dei mercati finanziari partecipano alla festa che si verifica soprattutto in America ed in Asia. Le borse vengono trascinate dalla liquidità e da molta fantasia - le azioni che salgono maggiormente vengono spinte da mode e hanno la caratteristica di non poter essere valutate da un punto di vista fondamentale poiché non hanno una lunga storia aziendale fatta di cifre d'affari e utili. Qualcosa che non ha un valore (tra l'altro questo vale anche per il Bitcoin) può assumere qualsiasi valore basta che si crei abbastanza interesse e domanda con una bella storia a fare da supporto. È possibile che questa mania duri ancora parecchio tempo malgrado gli avvertimenti di numerosi economisti ed analisti che la situazione non é sostenibile. In costellazioni di questo tipo conviene seguire per corti periodi la corrente o puntare su settori sottovalutati e trascurati in attesa che vengano riscoperti. Consigliamo caldamente in questo momento di dare un'occhiata alle miniere d'oro e ad azioni come Barrick Gold (-4.01% a 20.83 USD).

Ieri l'Eurostoxx50 (-0.71% a 3699 punti) ha perso 26 punti ed é tornato sul livello di chiusura di venerdì scorso. L'impressione sulla base dello sviluppo degli indicatori e dello svolgimento della seduta é però che l'Eurostoxx50 sta unicamente svolgendo una correzione minore che dovrebbe riportarlo in alcune seduta sui 3650 punti. Non vediamo apparire pressione di vendita e l'indice scivola solo verso il basso influenzato negativamente da New York. Finora però non abbiamo nessun segnale di vendita a medio termine - il mercato deve solamente assorbire gli eccessi. Il DAX (-1.10% a 13909 punti) ha perso 155 punti ed é tornato tristemente al centro delle BB. Ripetiamo che non vediamo apparire pressione di vendita e l'impressione generale é che l'indice deve unicamente correggere nel range 13500-14200 punti. La tendenza di fondo é neutra e senza la borsa tedesca é difficile che i listini europei possano andare lontano.
Anche il FTSE MIB (-1.12% a 23178 punti) ha avuto una seduta negativa. Dopo questo calo di 262 punti i 23000 punti assumono un valore decisivo. Se il FTSE MIB nei giorni scorsi ha rotto al rialzo ed ha iniziato una fase positiva a medio termine l'indice non deve cadere sotto questo livello. In caso contrario l'impennata sopra i 23000 punti causata dall'euforia legata alla figura di Mario Draghi dovrà essere catalogata come una falsa rottura al rialzo, In questo secondo scenario, che oggi sembra più probabile, la tendenza di fondo della borsa italiana viene confermata come neutra e a medio termine c'é poco da aspettarsi. Probabilmente gli investitori aspettaranno le prime mosse del nuovo governo prima di decidere se la fiducia riposta nel nuovo Premier é giustificata.

Notiamo che il cambio EUR/USD segue la previsione e scende a 1.2040. Dopo il rimbalzo a 1.2150 doveva seguire una spinta di ribasso e il cambio dovrebbe tornare sotto gli 1.20 e testare il minimo annuale.

A New York ci sono state delle prese di beneficio nei settori che hanno corso troppo (Nasdaq100 -0.54% a 13699 punti e Russell2000 -0.74%) ma nel complesso i ribassisti non sono riusciti a combinare molto. L'S&P500 ha chiuso invariato a 3931.33 punti (-0.03%). Per chi come noi é in attesa dell'inizio di una correzione é stata una giornata deludente.
L'S&P500 ha aperto in calo a 3905 punti , é sceso a 3900 punti, é rimbalzato a 3922 punti ed ha poi ritentato di bucare la barriera psicologica a 3900 punti. Dopo un minimo ascendente a 3903 punti i ribassiti hanno abbandonato il campo. L'S&P500 é salito regolarmente fino alla chiusura a 3931 punti. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2866 su 4761, NH/NL a 624 (!) su 213 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é rimasta ferma a 21.50 punti (+0.04), il CBOE Equity put/call ratio era basso a 0.39 e il Fear&Greed Index é sceso a 66 punti (-5 punti). A livello di indicatori c'é un cambiamento - i Summation Index sono scesi.
Nel complesso sembra che sia iniziata una fase di consolidamento - questo significa che per parecchi giorni le borse non saliranno più. Sembra però che i ribassisti non riescano ad trovare motivi per creare una certa pressione di vendita. L'impressione é che c'é poco spazio verso il basso - qualsiasi ritracciamento viene subito comperato.

Stamattina verso le 07.30 il future sull'S&P500 era a 3920 punti - ora é scivolato a 3915 punti (-12 punti).  Sembra che anche oggi le borse non hanno l'intenzione di salire - probabilmente avremo un'altra seduta di consolidamento e leggermente negativa. L'Eurostoxx50 alle 08.40 vale 3996 punti (-3 punti). Il Nikkei ha perso il -0.19% - Shanghai sta guadagnado il +0.5%.

Commento del 17 febbraio

La borsa americana ferma la sua corsa - non mostra ancora l'intenzione di correggere

Oggi sono in viaggio - il commento é sintentico - mi scuso per l'inconveniente.
Ieri le borse europee hanno avuto una seduta di poco negativa (Eurostoxx50 -0.21% a 3726 punti). È stata una logica reazione al rialzo di lunedì - i mercati europei hanno dovuto adattarsi alla borsa americana che dopo la giornata di festa ha avuto una seduta di pausa (S&P500 -0.06% a 3932.59 punti). Sia in Europa che in America non é apparsa pressione di vendita - le perdite sono modeste e a livello tecnico non é apparso nulla di nuovo. Non siamo in grado di dire se questo é l'inizio di una correzione ma a prima vista sembra di no. Ci sono state unicamente delle prese di beneficio su settori che ultimamente hanno corso troppo (RUT -0.72%) e delle sane rotazioni tra settori. L'aumento dei tassi d'interesse sia in Europa che in America (reddito dell'USTBonds decennale a 1.30%, +0.10%) ha favorito il settore bancario (BKX +2.95%) - l'ondata di freddo che sta colpendo gli Stati Uniti ed in particolare il Texas ha fatto lievitare i prezzi dell'energia (petrolio, gas naturale, benzina, olio da riscaldamento) e ha fatto salire le azioni delle società del settore (ETF Energy +2,51%). Insomma - non sembra che le borse stiano preparando un'inversione di tendenza - non appaiono forti divergenze e i Summation Index in America continuano a salire. Probabilmente le borse devono unicamente fare una pausa ed assorbire gli eccessi.
Per un commento sulla seduta in Europa vi rimandiamo ai commenti tecnici sui singoli indici che abbiamo pubblicato ieri in serata.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 3948 punti e dopo circa un'ora é salito sul nuovo massimo storico a 3950.43 punti. Come sapete un nuovo massimo é un segnale inequivocabile di rialzo. Poi sono arrivate delle vendite e a metà seduta l'S&P500 ha toccato il minimo giornaliero a 3823 punti. Poi é rimbalzato, si é stabilizzato per ore sui 3935 punti ed é infine sceso a 3932.59 punti (-0.06%). Il Nasdaq100 (-0.24% a 13773 punti) lo ha imitato.
La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3870 su 3793, NH/NL a 1337 su 145 e volume relativo a 1.0. Come pensavamo la VIX é rimbalzata dal supporto a 20 punti (21.46 punti, +1.49). Il CBOE Equity put/call ratio era a 0.42. Il Fear&Greed Index é salito a 71 punti (+8). A livello di sentiment c'é certamente troppo ottimismo. Ci vorrebbe una notizia negativa per scuotere la fiducia degli investitori e provocare un'ondata di vendite. La correzione a medio termine é ancora una variante da non scartare ma se non appare qualcosa di nuovo é difficile che si verifichi un'inversione di tendenza. Il rialzo é troppo stabile.
Stamattina alle 07.30 il future sull'S&P500 é a 3930 punti (+2 punti) - probabilmente anche oggi avremo una seduta di pausa - sembra che le borse vogliano semplicemente consolidare.

Commento del 16 febbraio

L'Europa si sveglia

Lunedì la borsa americana era chiusa in occasione del President's Day (o Washington Birthday). In genere in giornate del genere le borse europee si fermano dopo l'apertura e il risultato é una giornata noiosa e senza direzione. Ieri c'é stato qualcosa di diverso malgrado che i volumi di titoli trattati siano stati bassi rispecchiando l'assenza degli investitori americani. Gli europei hanno comperato e in linea di massima é stata una seduta di rialzo con la leadership del settore finanziario. Molti indici azionari hanno raggiunto dei nuovi massimi annuali e questo potrebbe rappresentare l'inizio di una nuova gamba di rialzo a medio termine. La condizione é che oggi questa rottura al rialzo venga confermata.

Siamo sorpresi in positivo da questa seduta di rialzo dell'Eurostoxx50 (+1.04% a 3734 punti). Le borse europee hanno approfittato della giornata di festa in America per salire in solitaria e questo é inusuale - l'Eurostoxx50 ha aperto in guadagno e sul minimo giornaliero ed é salito tranquillamente fino a sera per chiudere vicino al massimo e nuovo massimo annuale. Il netto rialzo dei tassi d'interesse negli scorsi giorni ha favorito il settore bancario (SX7E +2.91% a 82.00 punti) - l'indice SX7E ha rotto al rialzo sopra la zona di resistenza a 79-79.50 punti. Se in generale non si tratta di una falsa rottura al rialzo delle borse europee (lo scopriremo oggi) é probabile che l'Eurostoxx50 abbia iniziato una nuova fase di rialzo a medio termine al termine di un lungo consolidamento.
Anche il DAX (+0.42% a 14109 punti) ha avuto una seduta positiva. Al contrario dell'Eurostoxx50 ha però aperto e chiuso sullo stesso livello senza migliorare il massimo annuale. È stata quindi una seduta di guadagni e con modesti volumi che non fornisce però ancora segnali decisivi riguardanti il trend.
Il future sul Bund é caduto 175.24 (-0.31%) - é la seconda seduta con il Bund molto debole. Improvvisamente anche in Europa si parla di crescita economica ed inflazione - i tassi d'interesse salgono stimolando le azioni del settore finanziario. Difficile dire se si tratta unicamente di un fuoco di paglia come suggeriscono i fondamentali. I grafici mostrano rotture al ribasso sui Bonds e al rialzo sulle azioni di banche e assicurazioni. È quindi meglio non sottovalutare il movimento.
Il FTSE MIB (+0.83% a 23604 punti) ha aperto in guadagno ed é oscillato tranquillamente sul livello d'apertura che costituisce un nuovo massimo annuale. È possibile che il FTSE MIB abbia iniziato una nuova fase di rialzo a medio termine al termine di un lungo consolidamento. Graficamente il prossimo obiettivo é sui 24500 punti.
In una giornata in generale positiva per le borse europee anche l'SMI svizzero (+0.56% a 10941 punti) é riuscito a guadagnare terreno. Non sono stati però i titoli difensivi a performare bene ma quelli dei settori finanziario (banche, assicurazioni) e ciclici (p.e. cemento). In mancanza di una chiara e stabile leadership abbiamo ancora fondati dubbi sulla possibilità dell'SMI di superare gli 11000 punti. Visto come si comportano le borse europee é però un'eventualità che non possiamo più ignorare.

Stamattina ritroviamo il future sull'S&P500 a 3951 punti (+20) - é un paio di punti sopra il livello di ieri sera. Le borse asiatiche sono al rialzo - il Nikkei ha guadagnato il +1.28% - la borsa di Shanghai é ancora chiusa. Statisticamente la settimana che segue la festa del Washington Birthday a Wall Street é moderatamente negativa. Secondo i nostri oscillatori l'S&P500 é su un massimo intermedio e deve in una qualche maniera correggere e assorbire gli eccessi. Vediamo come reagisce oggi il mercato prima di cambiare opinione e abbracciare senza riserve lo scenario di un rialzo finale di alcuni mesi con un'accelerazione di tipo esaustivo.

Aggiornamento del 15 febbraio

VIX a 19.97 punti - non sembra una rottura al ribasso

Venerdì scorso la volatilità VIX, che come sapete é inversamente correlata con l'S&P500 americano, é scesa sotto la barriera psicologica e supporto a 20 punti. Non abbiamo commentato questo fatto nell'analisi del fine settimana. Un abbonato ci ha domandato spiegazioni e ha chiesto se questa rottura non sia significativa e non sia l'inizio di un ribasso che potrebbe portare la VIX nei prossimi mesi nuovamente sui 10 punti. Questo avrebbe come conseguenza che l'S&P500 é destinato a continuare il rialzo ancora per parecchio tempo. Non diamo troppo peso a questa discesa della VIX - ci aspettiamo al contrario una salita a breve di questo indicatore e pensiamo che questa é solo una marginale e insignificante lesione del supporto o una falsa rottura al ribasso. È possibile che nei prossimi mesi la VIX debba scendere più in basso ma siamo convinti che questo primo tentativo sarà un fallimento.
Stamattina non appare nessuna segno di correzione. Al contrario - il future sull'S&P500 sale a 3946 punti (+15 punti) e teoricamente domani l'S&P500 aprirà nuovamente in gap up e sui un nuovo record storico. Siamo perplessi - sulla base dei nostri indicatori e previsioni crediamo che l'S&P500 non debba salire a breve più in alto. Oggi la borsa americana é chiusa in occasione del President's Day (o Washinghton Birthday). Vediamo domani come si presenta il mercato. Se l'S&P500 confermasse la salita su un nuovo record storico sui 3950 punti dobbiamo rivedere il nostro scenario e ripescare la variante del blow-off.

Stamattina i commentatori festeggiano la salita del Nikkei (+1.91%) sopra i 30000 punti - pochi ricordano dove si trovava questo indice 31 anni fà. La borsa di Shanghai é chiusa (Festa di primavera). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3717 punti (+23 punti) - le borse europee apriranno con guadagni del +0.6% - per noi vale lo stesso discorso fatto per l'S&P500.
Dal fronte della pandemia provengono segnali contrastanti. Mentre in Israele grazie alle vaccinazioni il problema sembra essere sotto controllo gli europei hanno paura delle mutazioni e di una terza ondata di infezioni. In Italia una delle prime decisioni del Governo é stata quella di prolungare la chiusura delle stazioni sciistiche fino al 5 di marzo - in questa maniera la stagione é già praticamente finita. Anche in Svizzera il Governo é contrario ad una riapertura dell'economia malgrado gli appelli dei Cantoni e delle associazioni di categoria. 
In America un'ondata di gelo polare ha fatto aumentare in maniera sproporzionata i consumi di energia - il prezzo del petrolio sale stamattina del +2% mentre in certe zone degli Stati Uniti i prezzi dell'energia elettrica sono decuplicati. Ovviamente questi sono effetti di breve durata ma i sintomi sono chiari - se vogliamo nel futuro passare dai combustibili fossili all'era dell'energia elettrica dobbiamo aumentare la produzione di elettricità e ammodernare la rete di distribuzione. Sono necessari investimenti miliardari. In questo contesto l'energia nucleare potrebbe ritornare d'attualità poiché non provoca emissioni di CO2.

Commento del 13-14 febbraio

La fase che precede lo scoppio di una bolla speculativa é imprevedibile


Tutti i dati fondamentali dei mercati azionari, specialmente quelli della borsa americana, concordano nel dire che si é formata una bolla speculativa. L'attuale rialzo é insostenibile e presto o tardi deve finire. Purtroppo é praticamente impossibile prevedere quando il rialzo finirà con un'accelerazione finale di tipo esaustivo. Abbiamo esaminato parecchi esempi nel passato - le caratteristiche della fase finale sono simili ma mai uguali. Guardate ad esempio il Nikkei225 della borsa giapponese. Già nel 1988, dopo la forte correzione generale delle borse mondiali dell'ottobre del 1987, il rialzo sembrava esagerato e vicino alla fine. Invece il Nikkei ha continuato la sua corsa fino al 29 dicembre del 1989 quando ha toccato un record storico a 38957 punti. Notiamo che oggi il Nikkei vale 29520 punti - dopo 32 anni l'indice non ha ancora recuperato le perdite - pensiamo che la borsa americana rischia di fare la stessa fine ma questa é musica di un futuro così lontano che noi non saremo più qui a commentare. La correzione di ottobre 1987 é paragonabile a quella di marzo 2020 - il Nikkei ha raggiunto il top due anni più tardi. Significa che l'S&P500 (+0.47% a 3934.83 punti) può proseguire il rialzo fino a metà dell'anno prossimo? Questo tipo di paragoni temporali non fa senso. Vedete però che la corsa dell'S&P500 può continuare poiché la fase finale di un rialzo di questo tipo non ha più nessun rapporto con la realtà dei fondamentali e può portare a dei risultati sorprendenti, inattesi e pirotecnici. Il problema é che non partecipare a questa fase finale per paura del successivo crollo puù essere doloroso sia psicologicamente che in termini pecuniari - l'S&P500 può ancora salire un +10%/+20% dai livelli attuali. In contrapposizione c'é un secondo problema - tutti sono convinti di essere in grado di individuare il top e di riuscire a vendere in tempo prima del successivo crollo. Anche questa pretesa é sbagliata - molto probabilmente la prima caduta dal top verrà interpretata come semplice correzione e occasione per comperare. Insomma - gestire questa situazione é molto difficile specialmente adesso poiché non esistono alternative - o si comprano azioni e si partecipa al ballo fino a quando la musica finirà o si resta in contanti e in termini reali si perdono soldi ogni giorno che passa.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.09% a 3695 punti
SX7E (banche)          +2.65% a 79.68 punti
DAX                         -0.05% a 14049 punti
SMI                          +1.16% a 10880 punti
FTSE MIB                  +1.42% a 23410 punti
S&P500                     +1.23% a 3934.83 punti
Nasdaq100                +1.50% a 13807 punti

Settimana scorsa ci aspettavamo che le borse salissero su un massimo significativo verso la metà della settimana - poi doveva iniziare una correzione che poteva spaziare dal semplice consolidamento alla correzione di medio termine fino a metà o fine marzo. Purtroppo non é andata esattamente secondo i piani. Alla seduta positiva di lunedì sono seguite due sedute leggermente negative che hanno fatto slittare il massimo di un paio di giorni. Giovedì e venerdì ci sono state altre due sedute di moderato rialzo (Eurostoxx50 +0.65% a 3695 punti / S&P500 +0.47% a 3934.83 punti) e sembra che il massimo sia stato raggiunto venerdì con una breve impennata in chiusura a New York. La prevista correzione deve iniziare settimana prossima e in precedenti commenti abbiamo già descritto alcune varianti di come potrebbe svilupparsi questa fase. Potrebbe esserci un semplice consolidamento - se invece comincia ad apparire pressione di vendita, ci sono un paio di sedute con sensibili perdite e chiusura sui minimi giornalieri (candele rosse) e venissero rotti dei supporti intermedi é possibile che avremo una correzione a medio termine. Il problema é che una correzione di questo tipo costituirebbe un'interruzione della fase finale del rialzo che deve portare allo scoppio della bolla speculativa - questa fase finale deve essere esponenziale e senza correzioni intermedie. Insomma - dobbiamo vedere cosa succede nelle prime sedute di  settimana prossima per poter prevedere come le borse assorbiranno l'ipercomperato. Secondo noi, bolla speculativa a parte, dovrebbe esserci una correzione di medio termine di tipo ciclico.

Venerdì le borse sono salite sia in Europa che in America. L'Eurostoxx50 (+0.65% a 3695 punti) ha raggiuinto un nuovo massimo annuale. L'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 3937.23 punti e ha chiuso poco più in basso a 3934.83 punti (+0.47%). Entrambi gli indici hanno chiuso vicino al massimo giornaliero - questa chiusura insieme ai nuovi massimi sono dei segnali indiscutibili di rialzo. Ora c'é una situazione che si é presentata molto spesso negli ultimi 10 mesi - le borse sono in eccesso di rialzo con modesta partecipazione ed investitori molto ottimisti. Finora ci sono state solo alcune correzioni minori (-3%/-5%) ma nulla di più grave. È una caratteristica di un bull market di reagire poco all'ipercomperato.
La performance settimana é di poco superiore al +1% - poco rispetto al rally della settimana precedente - il momenum é in calo.

Venerdì l'S&P500 ha aperto in calo a 3909 punti ma velocemente é tornato in pari ed é rimasto parecchio tempo sui 3915-3922 punti. La seduta sembrava dover terminare nella calma e in pari ma dopo le 21.30 c'é stata ancora un'impennata e una chiusura con 18 punti di guadagno a 3934 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4583 su 2937. NH/NL a 784 (troppo pochi!) su 100 e volume relativo a 0.7 (1.05 sul Nasdaq). La scarsa partecipazione e i modesti volumi rendono il rialzo fragile ma non sono una garanzia per un'inversione di tendenza. I Summation Index sono saliti - la tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con l'84.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 78.32. Si parla molto di tecnologia - il settore trainante da inizio anno é però quello delle piccole e medie imprese (PMI) raggruppate nel Russell2000 - da inizio anno questo indice é salito del +15.85% contro il +4.76% dell'S&P500.
Ora le borse devono correggere - secondo gli indicatori avremo probabilmente solo un consolidamento o una correzione minore di un paio di punti in percentuale. Solo i cicli favoriscono una correzione a medio termine. Vediamo come inizia la nuova settimana.

Commento del 12 febbraio

Seduta in trading range

Dopo che martedì e mercoledì le borse europee erano scese ieri sono rimbalzate (Eurostoxx50 +0.64% a 3671 punti) e hanno recuperato buona parte delle perdite delle due precedenti sedute. I movimenti sono però modesti - non sono sedute dove appaiono una particolare forza d'acquisto o pressione di vendita. Le borse stanno semplicemente facendo una pausa e imitano quanto succede in America. Rispetto agli Stati Uniti però l'Europa vaccina meno e spende meno soldi per stimolare l'economia. È quindi logico, almeno a livello psicologico, che la borsa americana continui a sovraperformare quelle europee. Inoltre la maggior parte delle aziende tecnologiche e quelle delle cosiddette tecnologie distruttive, che al momento attirano l'attenzione degli investitori e provocano tanto entusiasmo, non si trovano in Europa.
L'Eurostoxx50 ha guadagnato 23 punti ma sostanzialmente ha solo svolto una seduta nel range del giorno precedente senza fornire segnali particolari. Il DAX (+0.77% a 14040 punti) si é comportato alla stessa amniera. La variante più probabile resta quella della correzione minore in un trend di base neutro. A breve bisogna guardare verso il basso e non verso l'alto...
Il FTSE MIB (+0.18% a 23307 punti) ha marciato sul posto. Ha svolto una seduta in trading range e ha chiuso con un leggero guadagno di 42 punti. Ha sottoperformato il resto delle borse europee confermando la nostra impressione che il rally provocato dalla scelta di Mario Draghi come prossimo capo del Governo é terminato. Ora gli investitori vogliono dei fatti prima di prendere ulteriori decisioni. Lasciate da parte le emozioni adesso si parla di programma di governo e di ministri - le cose si complicano come normalmente avviene quando si tratta di dividere la torta.

Anche a New York abbiamo avuto una seduta senza direzione. La buona performance del settore tecnologico (Nasdaq100 +0.58% a 13734 punti) ha permesso ai maggiori indici di guadagnare qualche punto. I massimi del giorno precedente non sono stati superati - anche in America abbiamo avuto una seduta in trading range che non offre ulteriori elementi per determinare il trend a corto termine. L'S&P500 ha aperto a 3920 punti e all'inizio é ancora salito a 3926 punti di massimo - come mercoledì l'indice non é riuscito a salire più in alto ma é stato colpito dalle vendite. Dopo una pausa sui 3920 punti l'indice é sceso verso le 18.00 sul minimo a 3890 punti. In seguito con due spinte di rialzo ha recuperato fino alla chiusura a 3916.38 punti (+0.17%). La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3800 su 3732, NH/NL a 954 su 92 e volume relativo a 0.9 (1.7 sul Nasdaq). La volatilità VIX é scesa a 21.25 punti (-0.74), il CBOE Equity put/call ratio é basso a 0.38 e il Fear&Greed Index é sceso a 58 punti (-5 punti).
Nelle ultime tre sedute l'S&P500 é sempre partito bene ma non ha più fatto pregressi - é stato bloccato da sporadiche vendite e ha chiuso leggermente sotto il livello d'apertura. Gli oscillatori mostrano che l'indice é su un massimo significativo e che ora deve correggere. La correzione potrebbe essere un semplice consolidamento di qualche giorno o una correzione importante a medio termine come suggeriscono i cicli. Riprendiamo l'argomento nell'analisi del fine settimana.

Il cambio EUR/USD é salito a 1.2150 e si trova adesso a 1.2125 - l'obiettivo del rimbalzo é stato raggiunto. Adesso arriva la parte più difficile che prevede una ricaduta sotto gli 1.20 verso un nuovo minimo annuale.

Stamattina alle 08.15 il future sull'S&P500 é a 3903 punti (-9 punti). Per la prima volta da giorni l'S&P500 si presenta in calo - forse sta cambiando qualcosa. Il Nikkei ha perso il -0.15% - le borse cinesi sono chiuse. L'Eurostoxx50 vale 3661 punti (-10 punti) - le borse europee apriranno in leggero calo. In linea di massima ci aspettiamo una seduta moderatamente negativa - non vediamo nulla nell'agenda economica che potrebbe stimolare le vendite e causare un marcato calo dei listini.

Commento dell'11 febbraio

Stop

La corsa delle borse é per il momento finita. Ieri per il secondo giorno consecutivo le borse hanno marciato sul posto e la maggior parte degli indici azionari europei (Eurostoxx50 -0.35% a 3648 punti) ed americani (S&P500 -0.03% a 3909.88 punti) hanno perso qualche punto. L'S&P500 ha ancora toccato poco dopo l'apertura un nuovo record storico a 3931.50 punti - dopo il balzo iniziale sono però arrivate le vendite e l'indice é caduto di 46 punti prima di stabilizzarsi e recuperare. Gli speculatori long hanno perso lo slancio e stanno diventando più prudenti. Stamattina il future guadagna nuovamente 5 punti - non si vedono però più i forti guadagni delle ultime 6-7 sedute quando la corsa della borsa americana sembrava inarrestabile. Per il momento questa pausa sembra unicamente un consolidamento con volumi in calo - la tendenza in America é ancora solidamente al rialzo. Le premesse tecniche per una sostanziale correzione sono però ideali - manca una evidente ragione per vendere ma forsa apparirà all'improvviso come é successo un anno fà.

Per il secondo giorno consecutivo l'Eurostoxx50 (-0.35% a 3648 punti) ha perso una decina di punti. Per ora il calo é modesto e non appare pressione di vendita. Sembra essere una semplice correzione minore che tipicamente dovrebbe far tornare l'Eurostoxx50 sulla MM a 50 giorni. Attenzione però se improvvisamente c'é una seduta con una forte perdita, chiusura sul minimo giornaliero e volumi in aumento - in questo caso la probabilità di una forte correzione favorita da una costellazione tecnica ideale a questo scopo diventerebbe molto probabile. Sul grafico del DAX (-0.56% a 13933 punti) é apparsa la terza candela rossa consecutiva e l'indice é tornato esattamente sul livello raggiunto una settimana fà.
I programmi europei di vaccinazione non avanzano e molti Paesi prolungano le misure di chiusura dell'economia e di riduzione della libertà di movimento dei cittadini. Abbiamo l'impressione che comincia a farsi strada il dubbio che la fine della pandemia e la successiva ripresa economica potrebbero essere una strada in salita con un esito finale al di sotto delle aspettative. 
Non bisogna stupirsi se con prospettive di questo tipo il difensivo SMI svizzero (+0.20% a 10825 punti) torna a sovraperformare.
Nel complesso le borse europee sono in stallo. Gli indici stanno scivolando verso il basso senza pressione di vendita in quella che finora sembra una semplice correzione minore o consolidamento. Fino a quando l'America non da segni di cedimento non bisogna temere nulla di peggio.

L'S&P500 ha aperto in gap up a 3929 punti ed é subito salito sul nuovo massimo storico a 3931.50 punti. Poi é sceso in due ondate fino al minimo giornaliero a 3885 punti. Prontamente é rimbalzato a 3909 punti e tra le 17.00 e le 20.30 é semplicemente oscillato stancamente intorno a questo livello. Poi si é ancora impennato fino ai 3919 punti per scendere in chiusura a 3909.88 punti (-0.03%). Improvvisamente sembra che le forze di rialzisti e ribassisti si equivalgono - neanche a livello di settori ci sono grandi differenze (DJT -0.04%, RUT -0.72%). La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3640 su 3904, NH/NL a 1354 su 50 e volume relativo a 0.95 (1.6 sul Nasdaq). La volatilità VIX é salita a 21.99 punti (+0.3&), il CBOE Equity put/call ratio resta basso a 0.37 e il Fear&Greed Index é scivolato a 63 punti (-2). I Summation Index sono saliti.
Insomma - per il secondo giorno consecutivo ai rialzisti sono mancati gli argomenti e le narrative per spingere gli indici più in alto. Il momentum é in calo e questo offre delle possibilità ai ribassisti. Non appare però pressione di vendita e quindi fino a prova contraria si tratta unicamente di un consolidamento all'interno di un interminabile rialzo. Le premesse tecniche per una correzione rimangono ideali. Gli oscillatori ci dicono che gli indici sono su dei massimi intermedi - vediamo cosa succede...

Stamattina alle 08.20 il future sull'S&P500 é a 3910 punti (+7 punti). L'Eurostoxx50 vale 3651 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno. Pensiamo che stamattina proveranno a recuperare le perdite di ieri. Poi dovrebbero fermarsi. Crediamo che nel pomeriggio torneranno al punto di partenza poiché abbiamo l'impressione che il consolidamento a New York debba per lo meno durare qualche giorno.

Commento del 10 febbraio

Primi segnali di stanchezza

Ieri le borse si sono mosse in pochi punti - gli indici azionari europei (Eurostoxx50 -0.12% a 14011 punti) ed americani (S&P500 -0.11% a 3911.23 punti) hanno chiuso senza sostanziali variazioni e con modesti volumi di titoli trattati. Le borse europee non riescono a riprendere il rialzo - malgrado che nei giorni scorsi molti indici abbiano toccato dei nuovi massimi annuali la tendenza di medio termine resta neutra. L'S&P500 ha raggiunto un nuovo record storico a 3818.35 punti. Per l'analisi tecnica la tendenza é al rialzo e i numerosi eccessi non vengono compensati attraverso delle normali correzioni intermedie. In mancanza di correzioni minori é probabile che ad un certo momento si verifichi una correzione più importante e di medio termine - attualmente la costellazione tecnica é paragonabile a quella di un anno fà prima che la pandemia provocasse il crash di febbraio-marzo.

In Europa c'é poco da dire su una seduta noiosa alla fine della quale gli indici si sono mossi poco. L'Eurostoxx50 si é nuovamente mosso in soli 21 punti. La candela odierna sul grafico si vede appena. Possiamo solo dire che il rialzo si é fermato - se questo é un consolidamento o l'inizio di una correzione non lo sappiamo. Dopo il minireversal di lunedì il DAX (-0.34% a 14011 punti) ha avuto una seduta negativa e sul grafico appare una seconda candela rossa. Le perdite e i volumi sono troppo bassi per poter dare peso a questo calo. La spinta di rialzo a corto termine sembra però essersi esaurita dopo una falsa rottura al rialzo. In Italia (FTSE MIB -0.54% a 23300 punti) sembra che il rally provocato dalla designazione di Mario Draghi a probabile nuovo capo di un Governo tecnico sia finito. Ci sono state delle vendite e sul grafico é apparsa la prima candela rossa del mese. L'indice ha perso solo 125 punti - però c'é un cambiamento. Crediamo che a breve il FTSE MIB debba tornare sui 22000-22500 punti. Attenzione che il mercato é dominato dalle emozioni e quindi non segue la logica ma le notizie della giornata. Se la formazione del governo incontrasse delle difficoltà potrebbe subito esserci un'ondata di vendite provocata dai delusi.
Anche il rialzo del settore bancario (SX7E -0.62% a 78.21 punti) é momentaneamente finito. La resistenza sui 79 punti ha bloccato il movimento. Il cambio EUR/USD é risalito a 1.2125 - il rimbalzo dovrebbe bloccarsi al più tardi a 1.2150 - poi il cambio deve ricominciare a scendere.

L'S&P500 ha svolto una seduta senza direzione - si é mosso in soli 16 punti e ha chiuso quasi invariato (-0.11% a 3911,23 punti) al centro del range giornaliero. Ha toccato un nuovo record storico a 3918.35 punti e questo basta per poter dire che la tendenza resta indiscutibilmente al rialzo. La debole partecipazione sia a livello di NH (NYSE 1391) che per quel che riguarda i volumi (volume relativo a 0.8) non sembrano essere un problema. Secondo gli oscillatori l'indice é su un massimo intermedio - vedremo che tipo di correzione seguirà - potrebbe unicamente verificarsi un consolidamento ad alto livello.
La tecnologia (Nasdaq100 -0.06% a 13687 punti) si é fermata come l'S&P500. Ieri é stato nuovamente il settore delle PMI (Russell2000 +0.40%) a permettere alla borsa americana di avere una seduta positiva (A/D a 4514 su 3014). A livello di sentiment la situazione non cambia in maniera importante (VIX a 21.63, +0.39 / Fear&Greed Index a 65 punti, +9). La speculazione long (CBOE Equity put/call ratio a 0.36!) resta la forza propulsiva di questo rialzo. I Summation Index sono ancora saliti.

Stamattina la situazione non cambia. Il future sull'S&P500 (3919 punti +14 punti) si ripresenta in guadagno e su un nuovo massimo storico. Le borse asiatiche continuano a guadagnare terreno (Nikkei +0.19%, Shanghai +1.4%). L'Eurostoxx50 alle 08.30 vale 3674  punti (+13 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Stasera dovrebbero chiudere poco lontano dal livello d'apertura.

Commento del 9 febbraio - 12.00

Potrebbe ancora esserci una correzione a medio termine prima di un rialzo finale

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta leggermente positiva ma senza direzione. L'Eurostoxx50 (+0.27% a 3665 punti) ha guadagnato 10 punti e ha toccato un nuovo massimo annuale marginale a 3681 punti. Durante la giornata é oscillato in soli 20 punti. Il DAX ha aperto sul massimo giornaliero e ha chiuso sul minimo praticamente in pari (+0.02% a 14059 punti). I nuovi massimi confermano la tendenza positiva a corto termine - non é ancora invece sicuro che la tendenza a medio termine sia al rialzo. La spinta é decisamente fiacca e le rotture sopra i precedenti massimi marginali.
La borsa americana invece ha ancora guadagnato terreno e i maggiori indici hanno raggiunto dei nuovi record storici (S&P500 +0.74% a 3915.59 punti) chiudendo sui massimi giornalieri. La tendenza é indiscutibilmente long.
Il problema in generale é che questo rialzo ha caratteristiche sempre più speculative mentre le divergenze a medio termine aumentano specialmente a livello di partecipazione - adesso anche la tecnologia fatica mentre a tirare la volata sono rimaste le PMI del Russell2000 (+2.53%) la cui redditività futura é un mistero. Inoltre l'aumento dei tassi d'interesse (USTBond decennale a 1.19% (+0.04)) comincia a preoccupare quegli analisti che ancora lavorano con i fondamentali - ovviamente se il costo del denaro aumenta le azioni diventano meno attrattive sotto diversi punti di vista. Ciclicamente la borsa americana doveva correggere fino alla fine di marzo - esiste quindi la possibilità che questa settimana inizi ancora una correzione a medio termine prima di un ultimo rialzo primaverile ed estivo.  Secondo gli oscillatori la borsa americana é vicina ad un massimo intermedio - vedremo se assorbirà questo eccesso con una semplice pausa di consolidamento e se ci sarà un calo pronunciato. Possiamo solo dire che il quadro tecnico generale assomiglia molto a quello di un anno fà all'inizio della pandemia...

Ieri l'Eurostoxx50 (+0.27% a 3665 punti) ha chiuso esattamente sul livello d'apertura con un lieve guadagno di 10 punti. L'indice si é mosso a caso e senza una precisa direzione tra i 3361 ed i 3381 punti. L'Eurostoxx50 sembra voler fare una pausa - non é chiaro cosa questo significhi. In linea di massima bisogna partire dal principio che nei prossimi giorni l'indice proverà a migliorare l'odierno massimo annuale. Il fatto che la spinta di rialzo si stia indebolendo non vuole ancora significare che si debba verificare un'inversione di tendenza. Il DAX (+0.02% a 14059 punti) ha chiuso in pari e sul minimo giornaliero. Ha aperto salendo sul massimo e nuovo massimo annuale a 14169 punti. L'indice sembra aver fatto una falsa rottura al rialzo ed é stato respinto verso il basso dal bordo superiore delle BB. Normalmente questa é una debole resistenza che viene rispettata unicamente da un debole trend rialzista. Anche dal DAX, come dall'Eurostoxx50, non vengono segnali di forza particolari. Il rialzo sembra in stallo - non c'é però nessun segnale o indizio che sia finito.
La borsa italiana (FTSE MIB +1.48% a 23425 punti) é ancora salita trascinata dall'effetto Mario Draghi. Tutti pensano che Draghi sarà in grado di salvare il Paese e rilanciare la crescita economica. Si dimentica che una persona da sola non é in grado di opporsi ad un sistema. Quello di Draghi sarà un governo tecnico a tempo che durerà al massimo fino alla fine della legislatura vale a dire nel 2023. Poi i partiti riprenderanno il potere e probabilmente si tornerà alle vecchie abitudini - usare lo Stato per i propri interessi personali e di quello dei propri clienti ed elettori. Il rialzo é però giustificato poiché la gestione oculata di alcuni importanti dossier potrebbe dare veramente degli impulsi importanti all'economia e alla società italiana. Il rialzo e la sovraperformance della borsa italiana possono continuare. Il FTSE MIB non potrà però muoversi in controtendenza. Vedremo quanto dura il rialzo della borsa italiana. Probabilmente le prime tensioni ci saranno già in occasione della scelta dei ministri e della presentazione del programma di governo.

L'S&P500 ha guadagnato ancora 28 punti e ha chiuso con un'impennata su un nuovo record storico. I rialzisti hanno il controllo della situazione e non sembra che siano stanchi o indecisi.
L'S&P500 ha aperto a 3892 punti e subito é salito e dopo una mezz'ora era già a 3905 punti. Poi per ore é oscillato tra i 3895 e i 3905 punti. Solo nell'ultima mezz'ora di contrattazioni c'é stata una spinta fino ai 3915.59 punti (+0.74%). Per una volta gli AGMAF e la tecnologia in generale hanno sottoperformato (Nasdaq100 +0.67%) mentre il Russell2000 (+2.53%) ha dato spettacolo. I tre indici hanno raggiunto un nuovo record storico. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 6176 su 1408, NH/NL a 1473 su 46 e volume relativo a 0.9 (1.4 sul Nasdaq100). Dagli indicatori di sentiment sono arrivati segnali strani visto che la VIX é salita a 21.24 punti (+0.37) mentre il Fear&Gred Index é sceso s 56 punti (-4).
Per il secondo giorno consecutivo il DSI sul Nasdaq é a 91 punti. A breve deve esserci un vuoto d'aria - vedemo se avremo unicamente una seduta decisamente negativa o se inizia una correzione come suggeriscono gli oscillatori.

Siamo a metà giornata - le borse europee sono in calo (-0.2%/-0.4%) mentre il future sull'S&P500 é a 3903 punti (-4 punti). Finora la seduta é leggermente negativa e non appare pressione di vendita. Pensiamo che avremo quindi solo una seduta moderatamente negativa.

Aggiornamento dell'8 febbraio

La palla del rialzo continua a rimbalzare da un mercato all'altro

Durante il fine settimana l'attenzione negli Stati Uniti si é concentrata sul Super Bowl - la finale del calcio americano. Si é parlato ancora di Covid19 e di politica ma non c'é nulla di nuovo. È quindi logico che il nuovo record storico della borsa americana di venerdì sia servito per far ripartire stamattina le borse asiatiche al rialzo - il Nikkei é salito del +2.12% mentre Shanghai sta guadagnando il +1%. In rete gli analisti fanno a gara a fissare nuovi obiettivi astronomici per l'S&P500 - nessuno é in grado di giustificare su base fondamentale questi obiettivi che vanno dai 4100 ai 4500 punti. È però fuori dubbio che rialzisti ed ottimisti hanno dalla loro il trend e il momentum. C'é decisamente tanta euforia e speculazione ma nessuno é in grado di dire quando sarà troppa e il limite sarà raggiunto.
Alle 08.30 il future sull'S&P500 é a 3894 punti (+13 punti) - sulla base di questa indicazione l'S&P500 dovrebbe aprire in gap up e su un nuovo record storico. L'Eurostoxx50 vale 3674 punti (+19 punti) - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.6%. Non crediamo che questo ritmo di salita sia sostenibile - oggi ci aspettiamo una chiusura dei gap d'apertura e crediamo che stasera le borse chiuderanno praticamente in pari.

Commento del 6-7 febbraio

Una crescita finanziata dal debito e basata sui consumi e non sugli investimenti - festa a breve e poi ?

È stata una di quelle settimane al termine delle quali bisogna domandarsi se l'analisi tecnica ha in effetti la capacità di predire il futuro sviluppo delle borse. Venerdì 29 gennaio l'S&P500 aveva chiuso a 3714 punti dopo aver toccato il minimo annuale a 3694 punti. Sulla base di indicatori e grafici le borse stavano correggendo e dovevano scendere più in basso. Noi avevamo unicamente previsto un rimbalzo tecnico fino ai 3740 punti prima della ripresa del ribasso. Non eravano gli unici a fare questa previsione - praticamente tutti gli analisti tecnici si aspettavano una continuazione del ribasso in direzione almeno dei 3600 punti - anche l'analisi ciclica confermava questo scenario con mercati tendenzialmente deboli fino a fine marzo. Invece ci siamo sbagliati e non di poco ma totalmente. La settimana é stata contraddistinta da 5 sedute di rialzo e una performance fenomenale. L'S&P500 (+0.39% a 3886.83 punti) ha toccato venerdì un nuovo record storico a 3894.56 punti. Ora ci troviamo nella situazione opposta rispetto ad una settimana fà. I nuovi massimi annuali (Eurostoxx50 +0.37% a 3655 punti) o storici praticamente su tutti gli indici azionari sia in Europa che negli Stati Uniti lasciano aperta la strada verso l'alto. La tendenza é al rialzo e nessun indicatori é in posizione estrema - é improbabile che le borse venerdì siano arrivate su un massimo significativo. A brevissimo termine ci sono degli evidenti segnali di eccesso (DSI troppo alto su Nasdaq e troppo basso su VIX) - é probabile che la prossima settimana inizi con un modesto ritracciamento. Ormai però tutti stanno abbracciando la teoria del melt up o accelerazione finale di tipo esaustivo che abbiamo presentato nel commento del 9-10 gennaio.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +5.01% a 3655 punti
SX7E (banche)          +9.77% a 77.62 punti
DAX                         +4.64% a 14056 punti
SMI                          +1.55% a 10755 punti
FTSE MIB                  +7.00% a 23083 punti
S&P500                     +4.65% a 3886.83 punti
Nasdaq100                +5.25% a 13603 punti

Venerdì la seduta é stata moderatamente positiva sia in Europa (Eurostoxx50 +0.37% a 3655 punti) che in America (S&P500 +0.39% a 3886.83 punti).
Le borse europee hanno aperto e chiuso sullo stesso livello e al centro del range giornaliero con modesti volumi di titoli trattati. Non c'é molto da dire - le borse europee stanno seguendo gli Stati Uniti. Questa settimana c'é stato in più l'effetto Mario Draghi che ha aiutato la borsa italiana (FTSE MIB +0.80% a 23083 punti) e il settore bancario europeo (SX7E +1.90% a 77.92 punti). L'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo massimo annuale marginale, il DAX tedesco (-0.03% a 14056 punti) l'ha mancato per 17 punti mentre il FTSE MIB l'ha nettamente superato - nel complesso la tendenza delle borse europee é ancora formalmente neutra e tendenzialmente sottoperformano ancora l'America. Da inizio anno l'Eurostoxx50 ha guadagnato il +2.90% contro il +3.48% dell'S&P500, il +7,51% del Nasdaq e il +12.94% del Russell2000. È evidente in quali mercati é meglio essere investiti. Le valutazioni fondamentali contano poco - l'importante sembra essere l'ampiezza dello stimolo economico - i 1900 Mia di USD previsti dalla nuova amministrazione americana di Joe Biden corrispondono al 9% del PIL! In confronto i soldi del Recovery Fund europeo sono spiccioli che vengono spesi troppo lentamente. Purtroppo la maggior parte di questi soldi andranno direttamente nelle tasche dei cittadini per coprire le perdite causate dal Covid19 e per stimolare i consumi interni. Il loro effetto sarà di corta durata - una fiammata congiunturale. Per far crescere l'economia in maniera sostenibile ci vogliono investimenti in infrastrutture e nell'apparato produttivo.

Venerdì alle 14.30 é stato pubblicato il rapporto sul mercato del lavoro americano a gennaio. L'economia americana ha creato meno posti di lavoro del previsto - la reazione della borsa é stata positiva. Il ragionamento é che dati economici negativi obbligano il Governo e la Banca Centrale a programmi di stimolo sempre più robusti - quando una borsa é al rialzo seguendo una certa narrativa qualsiasi informazione viene interpretata in maniera da inserirsi in questo scenario di massima.
L'S&P500 ha aperto su un nuovo massimo storico a 3889 punti. All'inizio é sceso a 3874 punti e ha quasi colmato il gap con il giorno precedente. Poi é ripartito al rialzo e a metà seduta ha toccato il nuovo record storico a 3894 punti. Sul finale l'indice é tornato a 3887 punti. Ancora una volta il Russell2000 (+1.40% e nuovo massimo storico) ha fatto faville - non venite a dirmi che il settore delle PMI patisce durante la pandemia.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5366 su 2132, NH/NL a 1013 (pochi!) su 60 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 20.87 punti (-0.90), il CBOE Equity put/call ratio é basso a 0.42 e il Fear&Greed Index é fermo a 60 punti (=). I Summation Index sono saliti. La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con l'83.50% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE 72.95 punti.
Al momento nulla sembra in grado di bloccare il rialzo della borsa americana malgrado che sia oscenamente cara. L'unico pericolo potrebbe provenire dai tassi d'interesse se il reddito dell'US Treasury Bond decennale continuasse a salire - crediamo che i primi segnali d'allarme dovrebbero arrivare se il reddito dagli attuali 1.19% (massimo annuale) salisse a 1.50%.

Il cambio EUR/USD ha toccato un minimo a 1.1952 e venerdì é risalito a 1.2050. Almeno in questo compartimento la nostra analisi era perfetta. Questo ci risolleva un pò il morale.

Una settimana fà tutti prevedevano una continuazione della correzione. Questa settimana il consenso prevede una continuazione del rialzo. Noi non abbiamo argomenti validi per prevedere qualcosa di diverso se non un breve ritracciamento all'inizio della settimana. Ci sbaglieremo ancora una volta ?

Commento del 5 febbraio

Solito rialzo con modesta pertecipazione e troppa speculazione

Ieri le borse, sia in Europa (Eurostoxx50 +0.90%) che in America (S&P500 +1.09% a 3871.74 punti) hanno nuovamente guadagnato terreno. Questa settimana ci sono state solamente sedute positive. Di conseguenza il discorso correzione, valido una settimana fà, é definitivamente chiuso - quello che poteva essere unicamente un rimbalzo ha superato la durata di tre sedute. Tra gli indici europei solo il FTSE MIB (+1.65% a 22900 punti) ha superato il massimo di gennaio e ha toccato un nuovo massimo annuale. La borsa italiana sta però vivendo un momento particolare grazie all'effetto Mario Draghi - non può essere presa come punto di riferimento. La tendenza delle borse europee é ancora neutra. L'S&P500 ha toccato un nuovo record storico marginale a 3872.42 punti. Anche il Russell2000 (+1.98% a 2202 punti) ha raggiunto un nuovo massimo storico. Malgrado che le rotture non siano convincenti la tendenza della borsa americana é al rialzo. Il trend ha le solite caratteristiche - gode di scarsa partecipazione (NH a 822) e secondo gli oscillatori gli indici sono nuovamente in ipercomperato. Gli investitori tornano ad essere troppo ottimisti (VIX a 21.77 punti, -1.14) e speculativamente orientati al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.41). A breve e sullo slancio la borsa americana può salire più in alto e poi dovrà nuovamente correggere. Questo crea il tipico svolgimento di una rialzo con ondate e minimi e massimi ascendenti. Poiché la borsa sale molto più velocemente degli utili delle imprese tutti si aspettano prima o poi una correzione più importante che non arriva mai. Il mare di liquidità creato dalle Banche Centrali mantiene costante la pressione d'acquisto. Noi siamo giornalmente confrontati col problema - troppi clienti con troppa liquidità, tassi d'interesse negativi e banche che propongono incessantemente investimenti in azioni come unica altenativa. Per ora in effetti non sembrano esserci varianti a questo spirale virtuosa (fino a quando le borse salgono...). C'é solo un problema - le azioni sono molto care.

L'Eurostoxx50 (+0.90% a 3642 punti) ha guadagnato altri 30 punti - ha chiuso vicino al massimo giornaliero e a ridosso del massimo di gennaio. Non sappiamo se l'indice sarà in grado di rompere al rialzo - in questo momento però questa é la variante più probabile poiché a breve il trend é indiscutibilmente al rialzo e nessun indicatore é su posizioni talmente estreme da rendere impossibile un'estensione del movimento. Per il DAX (+0.91% a 14060 punti) vale lo stesso discorso.
In Italia domina la politica. Nessun partito é in grado di mettere in discussione la figura carismatica di Mario Draghi. Nessuno ha la forza per imporre elezioni anticipate e in ogni caso i partiti attualmente al governo non hanno il minimo interesse a sbarrargli la strada - tutti vogliono terminare la legislatura. Di conseguenza é molto probabile che all'inizio di settimana prossima Draghi possa presentare un Governo e ottenere la fiducia delle Camere. Gli investitori italiani e internazionali sono felici e la borsa festeggia. Vedremo fino a quando durerà questa esuberanza. Draghi é un banchiere e non un politico - sarà un ottimo gestore delle Res Publica ma verrà messo da parte alla prima occasione poiché andrà a toccare gli interessi di troppa gente. Ieri il FTSE MIB (+1.65% a 22900 punti) ha guadagnato 372 punti ed é salito su un nuovo massimo annuale. Il trend é al rialzo - fino a quando dura...
Ieri anche il difensivo SMI svizzero (+0.79% a 10861 punti) ha partecipato al rialzo delle borse europee. Difficile capire la ragione che spinge gli investitori un giorno a vendere e il giorno successivo a comperare le stesse azioni. Ieri i titoli farmaceutici sono stati nuovamente comperati (ROG +2.23%) e l'effetto sull'SMI é ovvio.

Il cambio EUR/USD (1.1965) é caduto fino a 1.1952 mentre i prezzi dei metalli preziosi, inversamente correlati all'USD, crollano. Abbiamo consigliato di chiudere eventuali short ma é troppo presto per aprire posizioni long. L'USD Index, attualmente a 91.50, sembra poter salire a 92 punti. È difficile dire quale livello tecnico é decisivo visto che sono coinvolte parecchie divise. 

A Wall Street c'é stata un'altra seduta positiva. Gli indici hanno aperto in leggero guadagno e sono saliti fino alla chiusura sul massimo - i ribassisti non si sono fatti  vedere. Nessuno osa più vendere. Joe Biden propone un mostruoso piano di stimoli economici da 1900 Mia di USD coronato da pagamenti diretti ai cittadini di migliaia di USD e proposte insane come quella di eliminare i debiti degli studenti. In mezzo a questo tsunami di soldi nessuno osa più mettere in dubbio una ripresa economica drogata. Qualsiasi notizia viene interpretata in maniera positiva. Se secondo i dati la congiuntura va male é sicuro che il Governo e la Banca Centrale interverranno in maniera sempre più massiccia. Se secondo i dati la congiuntura va relativamente bene é una conferma che l'economia é sulla buona strada.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 3840 punti ed é salito fino alle 17.00 a 3856 punti. Poi la corsa ha rallentato e l'S&P500 era alle 21.50 a 3860 punti. Sul finale c'é stata la caccia al record - l'indice si é impennato e ha chiuso a 3871.74 punti (+1.09%).
La seduta al NYSE à stata positiva con A/D a 5517 su 1970, NH/NL a 822 su 89 e volume relativo a 1.0. La VIX é scesa a 21.77 punti (-1.14), la CBOE Equity put/call ratio era a 0.41 e il Fear&Greed Index é salito a 60 punti (+3 punti). Sugli indicatori di sentiment c'é ancora margine di miglioramento. I Summation Index sono  saliti.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 3873 punti (+9 punti). Alle 08.30 L'Eurostoxx50 vale 3653 punti (+11 punti). Alle 14.30 é atteso il rapporto sul mercato del lavoro USA a gennaio. La disoccupazione sarà ancora molto alta ma probabilmente meglio del previsto - vedremo come le borse reagiranno a questi segnali misti. Dopo 4 sedute positive é probabile che oggi le borse non cambino direzione - la variante più probabile é quella di un'ultima seduta moderatamente positiva.

Commento del 4 febbraio

Il rimbalzo é finito - adesso vale la tendenza di fondo rialzista o si ricomincia a correggere?

Odiamo i titoli dei commenti che finiscono con un punto di domanda - i nostri abbonati vogliono risposte e non quesiti. Purtroppo oggi non possiamo farne a meno poiché, come anticipato ieri mattina, il rimbalzo é stato talmente forte da annullare l'impulso ribassista di settimana scorsa. D'altra parte l'S&P500 (+0.10% a 3830.17 punti), malgrado i guadagni delle ultime tre sedute, non ha raggiunto un nuovo massimo storico - ieri ha toccato i 3847 punti mentre il record del 26 gennaio é a 3870 punti. Formalmente nessun indice ha ripreso il rialzo - neanche il forte Nasdaq100 (-0.40% a 13402 punti) che ieri ha approfittato di un balzo straordinario di Google (+7.40%) dopo la pubblicazione di ottimi risultati trimestrali. Gli indicatori sembrano nuovamente segnare bel tempo - i Summation Index hanno ricominciato timidamente a salire. Questo però non é ancora abbastanza per poter parlare di rialzo.

Ieri in Europa le borse hanno nuovamente guadagnato terreno (Eurostoxx50 +0.54% a 3609 punti). Questa terza terza seduta di rialzo, che teoricamente potrebbe a breve concludere il rimbalzo, é stata diversa dalla due precedenti. L'Eurostoxx50, e con lui la maggior parte degli indici azionari europei, ha aperto salendo direttamente sul massimo giornaliero a 3632 punti. Ha chiuso in mezzo al range giornaliero con un moderato guadagno di 17 punti - dopo la buona apertura non é più riuscito a fare progressi e la spinta di rialzo si é esaurita. Oggi l'indice dovrebbe scendere - a questo punto vedremo quali sono le forze dei ribassisti e se c'é abbastanza pressione di vendita per tornare sui minimi di settimana scorsa.
Il FTSE MIB (+2.09% a 22527 punti) ha avuto un'ottima giornata e ha sovraperformato il resto delle borse europee - la situazione tecnica però non é ancora cambiata. Mario Draghi é salito al Colle e ha accettato la proposta di Mattarella di tentare di formare un governo tecnico con un largo appoggio di forze politiche. Il fatto che Draghi abbia accettato con riserve e che la nuova maggioranza é tutt'altro che scontata non ha impedito agli investitori di accogliere la notizia con entusiasmo. Il FTSE MIB é salito a metà giornata fino a 22737 punti e poi si é sgonfiato - ha chiuso sul livello d'apertura con un forte guadagno di 461 punti - grazie all'effetto Draghi il FTSE MIB sovraperforma nettamente le altre borse europee. Questa terza terza seduta di rialzo dovrebbe teoricamente a breve concludere il rimbalzo. Vedremo in pratica quanto dura la festa. L'indice delle banche europee SX7E é salito del +1.15% a 74.18 punti. Grandi protagoniste sono state le azioni delle banche italiane. Da una parte UCG (+4.18%) e ISP (+4.29%) sono tra i pochi titoli che comprano anche gli investitori stranieri. D'altra parte si vede come sono stati comprati i titoli italiani dell'Eurostoxx50. L'ipotesi che Mario Draghi possa diventare Presidente del Governo in Italia ha sostenuto il settore bancario sulla base dello strano ragionamento che l'ex presidente della BCE avrà un occhio di riguardo per il settore. Abbiamo fondati dubbi che un governo tecnico possa risolvere i problemi dell'Italia. Tutti i tentativi nella storia (Ciampi, Dini, Monti) sono naufragati a causa della litigiosità dei partiti a cui non piace farsi da parte per il bene del Paese. Speriamo bene poiché tra pandemia, gestione della ripresa economica e Recovery Fund c'é molto da fare e in fretta.

Il cambio EUR/USD ha toccato un minimo a 1.2003 e rimbalza stamattina a 1.2010. Dovrebbe esserci una falsa rottura del supporto prima che possa svilupparsi un sostanziale rimbalzo. Chiudete a breve eventuali posizioni short in caso di caduta sugli 1.1980.  

La seduta a New York é stata neutra, senza direzione e si é conclusa con un nulla di fatto. L'S&P500 ha colmato il gap del 27 gennaio ma per il resto non c'é nulla di particolare da segnalare se non che il rimbalzo é terminato.
L'S&P50 ha aperto a 3830 punti e dopo una breve impennata a 3841 punti é caduto verso le 16.30 sul minimo a 3817 punti. Da qui é lentamente e costantemente salito fino al massimo a 3847 punti. Sul finale é ricaduto a 3830.17 punti (+0.10%). Il Nasdaq100 ha perso qualche punto - probabilmente una conseguenza dell'euforia a corto termine (DSI a 88 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4659 su 28