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Commento del 19-20 gennaio

Cicli opposti danno risultati sorprendenti - accelerazione al rialzo - massimo alla scadenza dei derivati?

Sulla base di indicatori, cicli, oscillatori e statistiche riguardanti il passato avevamo sviluppato per i prima mesi dell'anno uno scenario di massima positivo per le borse mondiali. La base era costituita dalle previsioni per il 2019 che contemplano una salita nel primo trimestre dell'anno dell'S&P500 (+1.32% a 2670.71 punti) fino ai 2800 punti. Il percorso per arrivare a questo obiettivo doveva però essere piuttosto tortuoso. L'S&P500 doveva salire settimana scorsa sulla resistenza a 2600 punti ed avere una correzione minore ed intermedia. In seguito doveva estendere il rialzo fino ai 2640 punti circa, obiettivo che doveva essere raggiunto a metà di settimana prossima. Dai 2640 punti doveva iniziare una fase di distribuzione al termine della quale l'S&P500 in febbraio sarebbe caduto a testare il minimo del 2018 a 2346 punti. Questo test doveva risultare in un massimo ascendente. In seguito una gamba di rialzo possente doveva far salire ad ondate l'S&P500 fino al probabile massimo annuale a 2800 punti. Senza le fasi intermedie l'S&P500 doveva quindi andare dai 2346 punti del 26 dicembre ai 2800 punti verso la fine di marzo. Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 2670.71 punti - la direzione é quella giusta - il problema é che le fasi non si stanno succedendo come preventivato e che non sappiamo dove a quando si fermerà questa gamba di rialzo a medio termine. Nessuno lo sa malgrado che molti colleghi stanno provando ad indovinarlo usando come riferimento cicli e resistenze. I maggiori indici hanno superato settimana scorsa le MM a 50 giorni - ora tutti osservano le MM a 200 giorni  - si trovano a 2741 punti per l'S&P500 e a 7030 punti per il Nasdaq100.
Noi abbiamo un'ipotesi che potrà essere confermata o smentita già martedì prossimo (lunedì la borsa americana é chiusa). La scadenza dei derivati di gennaio, che si é verificata venerdì, potrebbe aver provocato un effetto di esaurimento che si é manifestato con un risucchio degli indici verso l'alto e la conseguente ottima seduta di venerdì. In questo caso una correzione deve iniziare subito all'inizio di settimana prossima. Al momento però nulla suggerisce che gli indici azionari europei ed americani si trovano su dei massimi intermedi. Il rialzo gode di buona salute con un buon momento e solida partecipazione. Gli investitori sono ancora scettici (VIX a 17.80 punti, 0.26) e solo a livello di mercato delle opzioni (CBOE Equity put/call ratio a 0.54 dopo il 0.52 di giovedì) vediamo un certo surriscaldamento. Un caso particolare é costituito dal Nasdaq100 (+0.98% a 6784 punti) - l'indice venerdì ha raggiunto il nostro obiettivo a 6800 punti (massimo a 6816 punti) mentre la volatilità VXN (21.89 punti, -0.65) é sul minimo annuale ma mostra una divergenza positiva (la VXN non ha toccato un nuovo minimo ma sembra fare base e essere pronta a salire - se la VXN sale il Nasdaq100 scende). Da un punto di vista tecnico il Nasdaq100 é l'unico indice che ha finora seguito le nostre previsioni esattamente. È un settore leader - se corregge il resto del mercato seguirà.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.11% a 3135 punti
DAX                         +2.92% a 11205 punti
SMI                          +2.13% a 9023 punti
FTSE MIB                  +2.17% a 19708 punti
S&P500                    +2.87% a 2670.71 punti
Nasdaq100               +2.77% a 6784 punti

Venerdì mattina avevamo lasciato poche probabilità alle borse europee per una sostanziale salita malgrado che il trend fosse ancora al rialzo. Invece siamo stati smentiti dai fatti. Con una improvvisa e inesplicabile accelerazione Eurostoxx50 (+2.14% a 3135 punti), DAX (+2.63% a 11205 punti) e FTSE MIB (+1.22% a 19708 punti) hanno superato le resistenze ed obiettivi situati rispettivamente a 3100 punti, 11000 punti e 19500 punti. Ora abbiamo lo stesso problema che in America - non sappiamo fino a dove potrebbero salire le borse europee prima della prossima correzione o inversione di tendenza. In teoria venerdì é stato generato un segnale d'acquisto a medio termine ma fatichiamo a seguirlo per il semplice fatto che non sappiamo dove potrebbe portarci. Il rally di venerdì é stato strano (é venuto dal nulla) e potrebbe essere stato solo una conseguenza della scadenza dei derivati e di segnali tecnici d'acquisto, seguiti dagli algoritmi, generati dal superamento delle resistenze e delle MM a 50 giorni. È troppo presto per dire se si tratta di una falsa rottura al rialzo, che verrà velocemente eliminata, o l'inizio di un movimento sostenibile.

Anche a Wall Street c'é stata una seduta decisamente positiva che ha coinvolto, senza rilevanti eccezzioni, tutto il listino. L'S&P500 ha aperto in gap up a 2653 punti. È sceso a 2647 punti di minimo (lasciando aperti 2 punti di gap) e poi é ripartito al rialzo. A metà seduta ha raggiunto il massimo a 2675 punti. Nella seconda parte delle giornata é scivolato verso il basso fino a 2662 punti. Sul finale si é impennato ed ha chiuso a 2670.71 punti (+0.98%). Il Nasdaq100 ha fatto peggio (+0.98% a 6784 punti), frenato dalle deludenti notizie provenienti da Netflix (-3.99%) e Tesla (-12.97%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5331 su 1865, NH/NL a 1916 (OK!) su 67 e volume relativo a 1.0. Per tutti gli indici che seguiamo la RSI é tra i 60 ed i 64 punti - secondo questo indicatore gli indici non sono ancora in ipercomperato. Secondo gli oscillatori di medio termine il massimo é ancora distante qualche giorno. Il quadro tecnico generale favorisce di conseguenza una continuazione del rialzo. L'unica eccezzione é costituita dall'ipotesi del massimo causato dalla scadenza dei derivati di gennaio - sapremo se questa ipotesi é valida all'inizio di settimana prossima. È tardi per comperare ma é ancora troppo presto per vendere.

A livello di cambi, tassi d'interesse e prezzi delle materie prime non abbiamo nulla da segnalare. Il rialzo del prezzo del petrolio (WTI a 54.04 USD/barile, +1.68 USD) sta seguendo fedelmente quello della borsa americana. Lo teniamo d'occhio nel caso in cui si sviluppasse una divergenza.

Lunedì 21 gennaio i mercati finanziari americani e la borsa sono chiusi in occasione del Martin Luther King Day.

Commento del 18 gennaio

America - key time / Europa - da dimenticare

Cominciamo oggi con il tema più semplice. Le borse europee non vanno da nessuna parte malgrado che il trend a corto termine sia ancora formalmente al rialzo. Il 4 gennaio c'é stato un balzo consistente (ca. +3%) che ha allontanato gli indici azionari dai minimi del 2018. Il rialzo é continuato per due giorni. Poi si é fermato. L'Eurostoxx50 (-0.26% a 3069 punti) e il DAX (-0.12% a 10918 punti) marciano da sette sedute sul posto senza più riuscire a fare sostanziali progressi. Il FTSE MIB (-0.04% a 19470 punti) ha fatto un pò meglio - guadagna da inizio anno il +6.26% contro un misero +2.26% dell'Eurostoxx50. Da un paio di giorni però anche il FTSE MIB si é fermato sotto la resistenza a 19500 punti e non riesce a superarla. Ci proverà ancora ma non sappiamo con quali risultati. L'SMI svizzero (+0.45% a 8914 punti) in Europa é un caso separato - sta seguendo il ritmo di rialzo dell'S&P500 - probabilmente poiché grazie al fatto di trovarsi al di fuori dell'UE non é direttamente coinvolta nei problemi che affliggono l'UE confrontata con il fallimento della Brexit e varie tensioni politiche.
In questo contesto restano molto volatili le azioni delle banche. Dopo il rally di mercoledì, che abbiamo commentato con - Ieri gli investitori, o forse é meglio chiamarli un minipolo di speculatori da strapazzo, non hanno trovato di meglio che comperare le azioni delle banche (SX7E +3.31% a 94.30 punti) accorgendosi con giorni di ritardo che il settore in America stava andando molto bene (Citigroup +17.90% da inizio anno) grazie a solidi risultati trimestrali. Probabilmente si tratta di un fuoco di paglia.- , ieri c'é stato l'immediato dietro front con una perdita del -2.04% (92.38 punti). Chi vuole divertirsi a fare trading trova un buon terreno di caccia con alta volatilità. Chi invece vuole investire in qualcosa di solido sarà meglio che guardi altrove.
Restiamo dell'idea che le borse europee hanno poco potenziale di rialzo. Stamattina l'Eurostoxx50 riapre sui 3088 punti - i 3100 punti di obiettivo sono vicini ma sembrano irraggiungibili... L'unica notizia positiva é che a livello tecnico non si vede nulla che possa suggerire l'inizio di un ribasso.

Ieri l'S&P500 ha avuto un'altra seduta decisamente positiva. Ha guadagnato quasi 20 punti e si é issato a 2635.96 punti (+0.76%). Durante la giornata ha toccato un massimo a 2645 punti e ha così raggiunto il nostro obiettivo a 2640 punti. Lo ha fatto con alcuni giorni di anticipo nei riguardi della tabella di marcia e con dati sul sentiment che non corrispondono ancora al nostro modello di ottimismo. In effetti la volatilità VIX é scesa "solo" a 18.06 punti (-0.98) mentre noi ci aspettavamo un calo sul supporto a 16 punti. La CBOE Equity put/call ratio a 0.52 mostra invece speculazione al rialzo e questa é una buona premessa per un massimo intermedio o per lo meno per una correzione minore. Il Fear&Greed Index é salito in zona neutra a 44 punti. Il comportamento del mercato nelle prossime sedute é decisivo (key time). L'S&P500 potrebbe fermarsi e distribuire aumentando fortemente la probabilità che la spinta di rialzo si esaurisca come atteso sui 2640 punti. Oppure potrebbe continuare a salire - premettiamo che gli indicatori sono estesi ma mostrano che esiste ancora spazio verso l'alto. Il nostro obiettivo per il Nasdaq100 (+0.75% a 6718 punti) é a 6800 punti.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2607 punti. Questo però si é rivelato essere il minimo giornaliero. L'indice é salito regolarmente fino a 2624 punti, ha ritracciato alcuni punti e dopo le 20.00 si é involato. Ha toccato il massimo a 2645 punti e dopo alcune marcate oscillazioni ha chiuso a 2636 punti. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 4925 su 2211, NH/NL a 1396 (poteva essere meglio) su 62 e volume relativo a 0.95. Nel rialzo non appaiono divergenze e secondo la RSI gli indici non sono ancora ipercomperati.

Stamattina anche le borse asiatiche salgono (Nikkei +1.27%, Shanghai +1.4%). Adesso sono le 08.50 - il future sull'S&P500 é a 2641 punti (+6 punti) e l'Eurostoxx50 vale 3090 punti. Le borse europee apriranno con un balzo del +0.7%. Forse oggi riusciranno a difendere questo guadagno fino a stasera.
Per fortuna che gli investitori non si lasciano influenzare negativamente da turbulenze tipo Brexit o shutdown e si concentrano sui risultati trimestrali delle imprese (finora molto buoni) e sui dati congiunturali. Oggi alle 15.15 osserveremo con interesse i dati sulla produzione industriale in America a dicembre. Stiamo cercando di capire se l'America sta solo rallentando o se va incontro a larghi passi ad una recessione. 

Commento del 17 gennaio

Rialzo in perdita di momentum - un massimo intermedio non é lontano - forse correzione - ancora nessun ribasso

Ieri gli indici azionari hanno guadagnato ancora qualche punto. L'Eurostoxx50 (+0.30% a 3077 punti) e il DAX (+0.36% a 10931 punti) hanno raggiunto il massimo giornaliero in apertura. Poi si sono sgonfiati e sono risaliti la sera grazie, come al solito, al buon esempio proveniente dagli Stati Uniti. Per saldo sono rimasti dei modesti guadagni. Le borse europee arrancano e sono a corto di argomenti - nelle ultime 6 sedute non hanno fatto sensibili progressi. Ieri gli investitori, o forse é meglio chiamarli un minipolo di speculatori da strapazzo, non hanno trovato di meglio che comperare le azioni delle banche (SX7E +3.31% a 94.30 punti) accorgendosi con giorni di ritardo che il settore in America stava andando molto bene (Citigroup +17.90% da inizio anno) grazie a solidi risultati trimestrali. Probabilmente si tratta di un fuoco di paglia.
Il FTSE MIB italiano (+1.63% a 19477 punti) potrebbe costituire un caso a parte. In Italia é sorprendente come il vento può cambiare completamente da un giorno (martedì -0.03% con banche molto deboli) all'altro. La volatilità delle azioni delle banche é impressionante ed assurda considerando che UCG (+5.82%) e ISP (+3.73%) sono tra le azioni a maggior capitalizzazione del mercato. Quello in corso é il terzo tentativo di superare la resistenza a 19500 punti dopo una lunga oscillazione in laterale che potrebbe costituire la formazione di una solida base. Sinceramente non sappiamo se il FTSE MIB riuscirà a salire più in alto. Il grafico é costruttivo - i fondamentali un disastro. 
L'SMI svizzero (+0.74% a 8824 punti) fa corsa a sé. Il forte peso nell'indice di farmaceutica e alimentare ne condizionano lo sviluppo. L'SMI imita più l'S&P500 americano che le borse europee. La spinta di rialzo dal minimo di dicembre (8138 punti) é molto estesa ma a livello di indicatori c'é ancora spazio verso l'alto. Quanto non siamo in grado di dirlo. Notiamo una buona rotazione tra settori e secondo la RSI l'indice non é ipercomperato. Non bisogna quindi stupirsi se l'SMI riesce ad issarsi fino ai 9100-9200 punti. Non vediamo ancora ragioni per opporci a questo trend rialzista e tentare di anticipare un massimo intermedio.
Riassumendo le borse europee sono ancora in un rialzo di corto termine ma fanno molta fatica e sono in debito d'ossigeno. È possibile che DAX e Eurostoxx50 non riescano a passare le resistenze a 11000 e 3100 punti. Un ribasso non sembra imminente - é più probabile che ci sia un periodo di distribuzione con nuovi massimi annuali marginali.

L'S&P500 (+0.22% a 2616.10 punti) sullo slancio della rottura al rialzo sopra i 2600 punti é salito ancora. Però non é andato lontano. Ha toccato un massimo a 2625.76 punti verso le 20.30 e poi é caduto di 10 punti prima di chiudere. Per una volta la tecnologia (Nasdaq100 -0.02% a 6668 punti) non ha aiutato il mercato. Forse perché nessuna società di spicco ha pubblicato risultati trimestrali. La settimana é stata all'insegna delle banche - ieri Goldman Sachs (+9.54%) e Bank of America (+7.16%) hanno entusiasmato gli investitori con solidi guadagni e questo ha messo le ali al settore creando, come già detto precedentemente, anche un ingiustificato effetto contagio all'Europa. L'ultima candela sul grafico del'S&P500 é però un piccolo doji - l'indice ha aperto e chiuso sullo stesso livello con una evidente perdita di momentum. A breve é difficile stimarne lo sviluppo poiché si stanno scontrando due cicli - gli oscillatori di corto termine scendono mentre quelli di medio termine stanno salendo con un massimo possibile a metà di settimana prossima. È quindi possibile che ora ci siano alcune sedute di incertezza con movimenti intorno ai 2600 punti. La partecipazione al rialzo é però buona e gli investitori non sono ottimisti ma ancora scettici. Di conseguenza siamo convinti che la spinta di rialzo iniziata a dicembre non é completa. Non dovrebbe mancare molto ad un massimo intermedio che come sapete stimiamo possa situarsi sui 2640 punti di S&P500. Non ci sono ancora le premesse per un'inversione di tendenza.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4768 su 2364 (Russell2000 +0.66%!) , NH/NL a 1312 (!) su 47 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita (!) a 19.04 punti (+0.44) mentre la CBOE Equity put/call ratio era a 0.60 (neutro). Tranquillamente il Fear&Greed Index é lievitato a 38 punti.

Sono le 07.30 ed é un pò presto per avere le prime indicazioni valide sull'apertura in Europa. Il future sull'S&P500 é a 2605 punti (-8 punti) e quindi stimiamo che l'Eurostoxx50 aprirà in calo di circa 12 punti (-0.4%) a 3065 punti.
Al momento Tokio e Shanghai perdono un -0.2%. La Gran Bretagna non sa come gestire la Brexit - l'UE si arrocca dietro la sua forza politica e non fa concessioni. Il risultato é che saranno tutti perdenti. L'UE presto o tardi cadrà a causa dell'insostenibilità economica di questo costrutto artificiale ed incompleto - l'agonia sarà però lunga.

Commento del 16 gennaio

L'S&P500 lievita sopra i 2600 punti con buona partecipazione e scetticismo

Le borse europee hanno ignorato lo scontato voto negativo del parlamento inglese sull'accordo che doveva regolare la Brexit e hanno preferito orientarsi agli Stati Uniti. Il risultato é stata una seduta moderatamente positiva che ha in parte cancellato le perdite di lunedì. Da un punto di vita tecnico c'é poco da dire. Gli indici azionari europei stanno consolidando sotto le resistenze (Eurostoxx50 a 3100 punti e DAX a 11000 punti) e si preparano a salire più in alto appena l'S&P500 darà il via libera. Considerando quanto abbiamo osservato ieri sera a Wall Street questo potrebbe succedere a breve anche se l'Europa sembra ancora voler accumulare del ritardo. La correlazione funziona bene - la fastidiosa abitudine dell'Europa di sottoperformare dovrebbe però avere l'effetto che il vecchio continente seguirà distaccato.
L'Eurostoxx50 ha aperto con una impennata fino a 3088 punti. Nel pomeriggio é ricaduto a 3044 punti di minimo ma sul finale, grazie al buon esempio dell'America, ha recuperato e ha chiuso al centro del range giornaliero a 3068 punti (+0.42%). L'indice é stato frenato dalla battuta d'arresto (senza conseguenze) del settore bancario (SX7E -0.13% a 91.28 punti) - le banche italiane hanno perso terreno dopo alcune osservazioni negative della BCE sui NPL che sono state subito tacciate d'intromissione da Salvini. Alla borsa questi litigi non piacciono. Il DAX tedesco (+0.33%) a 10891 punti) ha seguito l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (-0.03% a 19165 punti) ha marciato sul posto - il calo delle banche é stato compensato dal resto del listino in positivo. L'SMI é balzato del +0.74% a 8824 punti - ha completamente recuperato la perdita del giorno prima grazie alla buona prestazione del settore farmaceutico.
In generale le borse europee hanno ancora un moderato potenziale di rialzo a breve termine. La spinta dai minimi di dicembre 2018 non é finita ma troppi fattori fondamentali negativi frenano il rialzo. Si tratta evidentemente di un rimbalzo all'interno di un trend di base ribassista. Appena gli investitori tornerenno ottimisti ci saranno le premesse per il prossimo tuffo.

Sembra che il consolidamento dell'S&P500 (+1.07% a 2610.30 punti) sotto l'evidente resistenza a 2600 sia già terminato. Ieri l'indice ha superato questa barriera e ha chiuso decisamente più in alto. L'indice si é fermato 4 sedute e ha ritracciato solo fino ai 2562 punti - significa che é ancora in una forma migliore di quanto pensavamo. Di conseguenza con questa gamba di rialzo potrebbe anche salire sopra il nostro obiettivo a 2640 punti - il prossimo test é a 2631 punti dove scorre la MM a 50 giorni.
L'S&P500 ha aperto a 2585 punti e per le 16.000 era già salito a 2605 punti - era evidente che c'era qualcosa che bolliva in pentola. La prima rottura sopra i 2600 punti é stata venduta e l'indice é ricaduto a 2593 punti. Poi però i rialzisti sono tornati all'attacco e l'S&P500 a metà seduta ha toccato il massimo a 2613 punti. L'indice é ridisceso ancora una volta a 2594 punti ma sul finale si é issato a 2610 punti dove ha chiuso. Hanno nuovamente brillato i conosciuti nomi della tecnologia (Nasdaq100 +1.97%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4932 su 2236, NH/NL a 879 e 56 e volume relativo a 0.9 - i dati sulla partecipazione sono OK - ieri erano meglio (NH a 896) ma per il momento ci accontentiamo. A livello di sentiment continuiamo ad osservare scetticismo (VIX a 18.60 punti, -0.47 / CBOE Equity put/call ratio a 0.70). Evidentemente c'é ancora chi crede che una spinta di ribasso sia imminente e questa é una condizione ideale per la continuazione del rialzo - c'é ancora qualcuno che nei prossimi giorni sarà obbligato a saltare sul trend in corsa (perché é short o sottoinvestito). Ripetiamo che l'S&P500 probabilmente esaurirà questa spinta di rialzo quando la volatilità VIX scenderà sul supporto a 16 punti. L'obiettivo a 2640 punti é indicativo.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei perde il -0.64%. Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 sale a 2615 punti (+9 punti). Gli europei sembrano contenti che la sconfitta di Theresa May e il rigetto da parte del parlamento inglese dell'accordo sulla Brexit non ha conseguenze sui mercati finanziari. L'Eurostoxx50 vale ora 3083 punti - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.5%. Stamattina potrebbero salire più in alto e tentare di superare le resistenze.
In America continua la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese. I dati vengono seguiti da vicino dagli investitori. Finora la tendenza é di onorare dei buoni risultati (Netflix +6.52%) e ignorare risultati meno convincenti (JP Morgan +0.73%). Probabilmente dopo la correzione di dicembre e la delusione di Apple molti si aspettavamo di peggio.

Commento del 15 gennaio

Problemi di salute

Ieri notte sono dovuto andare d'urgenza all'ospedale per forti dolori al ventre. Niente di grave per fortuna. Sono tornato stamattina a casa. Non sono però in grado di pubblicare regolarmente il commento tecnico del mattino. Mi scuso con gli abbonati.
In ogni caso mi sembra che finora la settimana non ci offra nulla di nuovo. L'Eurostoxx50 ieri ha perso il -0.48% a 3055 punti e l'S&P500 é sceso a 2582.61 punti (-0.53%). Gli indici hanno però chiuso al centro del range giornaliero e sui grafici appaiono dei piccoli doji che significano semplicemente equilibrio ed incertezza. I volumi di titoli trattati erano in calo (New York - volume relativo a 0.85) - non appare pressione di vendita.
Stamattina il future sull'S&P500 risale a 2595 punti (+15 punti) e l'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 3078 punti. Oggi i mercati dovrebbero recuperare le perdite di ieri e per saldo tornare alla situazione di venerdì sera. Il consolidamento sotto i 2600 punti di S&P500 continua.

Aggiornamento del 14 gennaio

Prudenza

Stamattina il future sull'S&P500 scende a 2547 punti (-20 punti). Secondo i media il calo é dovuto al shutdown dell'amministrazione pubblica americana, che ha raggiunto una lunghezza dannosa per l'economia e di cui non si vede la fine, e al nervosismo degli investitori in vista dell'inizio dal periodo di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese americane. A noi la ragione non importa - abbiamo previsto che la settimana doveva iniziare con un moderato calo delle borse e quindi quanto osserviamo stamattina non ci sorprende e non ci disturba.
La borsa giapponese é chiusa per una festa - Shanghai sta guadagnando il +1%. Le borse europee intendono seguire l'esempio degli Stati Uniti. L'Eurostoxx50 vale ora 3051 punti (-19 punti) - gli indici azionari europei apriranno con minusvalenze intorno a -0.6%. Oggi potrebbero scendere più in basso. La Gran Bretagna si prepara alla votazione finale sul Brexit. L'accordo con l'UE non dovrebbe domani ottenere l'approvazione del Parlamento e Theresa May subirà una dura sconfitta. Nessuno sa cosa succederà in seguito. Gli investitori odiano l'incertezza. Nel dubbio vendono.

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Commento del 12-13 gennaio

Pausa prima della correzione

Quello odierno sarà probabilmente uno dei commenti più corti dell'anno. Le reagioni sono semplici. La seduta di borsa di venerdì in Europa e in America non ci ha detto nulla di nuovo. Gli indici azionari hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni. Abbiamo utilizzato il nostro tempo per completare le previsioni per il 2019 che potete trovare sulla pagina dedicata a questo tema. Oggi i nostri abbonati avranno già abbastanza da leggere e non c'é bisogno di tediarli con ripetizioni di quanto scritto nei giorni scorsi.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.93% a 3070 punti
DAX                         +1.11% a 10887 punti
SMI                          +2.62% a 8828 punti
FTSE MIB                  +2.43% a 19290 punti
S&P500                    +2.54% a 2596.25 punti
Nasdaq100               +2.78% a 6601 punti

L'Eurostoxx50 ha aperto in guadagno grazie all'esempio fornito dalla borsa americana il giorno prima. È salito a 3087 punti di massimo ed é sceso a 3056 punti di minimo. Ha chiuso al centro del range giornaliero a 3070 punti (-0.18%) con una insignificante perdita di 5 punti. L'indice si é mosso nel range delle due precedenti sedute e resta ampiamente sotto il target per questa gamba di rialzo a 3100 punti. Restiamo in attesa dell'inizio di una correzione - il segnale dovrebbe provenire dall'America. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva ancora 3070 punti. Il DAX tedesco (-0.31% a 10887 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Anche il FTSE MIB ha marciato sul posto (-0.06% a 19290 punti). Solo l'SMI svizzero si é distinto con un balzo di 26 punti (+0.30% a 8828 punti). Ha però chiuso sul minimo giornaliero dopo aver raggiunto l'obiettivo grafico a 8800 punti. Ora anche l'SMI presenta delle premesse ideali per l'inizio di una correzione. A 8800-8830 punti scorrono le MM a 50 e 200 giorni che nel recente passato hanno costituito una resistenza formidabile.

Anche la seduta a Wall Street à stata noiosa e senza spunti particolari. L'S&P500 ha aperto in calo a 2584 punti. È sceso a 2577 punti di minimo ed é risalito a metà giornata a 2595 punti. Ha ritracciato a 2586 punti per infine salire e chiudere sul massimo giornaliero a 2596.25 punti (-0.01%). L'S&P500 resta sotto la resistenza a 2600 punti (che abbiamo più volte segnalato e commentato in precedenti analisi) e per il momento non mostra l'intenzione di correggere. Non siamo sicuri che ci sarà l'attesa correzione minore prima della prevista estensione del rialzo fino ai 2640 punti. Gli oscillatori devono scaricare l'ipercomperato - questo processo potrebbe anche risultare unicamente in un consolidamento ad alto livello. Anche la tecnologia non mostra segni tangibili di debolezza (Nasdaq100 -0.29% a 6601 punti).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3726 su 3424, NH/NL a 826 su 41 e volume relativo a 0.75. I bassi volumi suggeriscono che la spinta di rialzo si é esaurita - un ritracciamento con bassi volumi é anche un segnale che l'indice consolida e probabilmente non corregge - in ogni caso avevamo previsto una correzione moderata.
La volatilità VIX é caduta a 18.19 punti (-1.31) - c'é un evidente supporto a 16 punti. Tutti si aspettano che questa spinta di rialzo in borsa finisca con la VIX a 16 punti - teniamo d'occhio questo livello per stimare l'ampiezza e la direzione delle prossime oscillazioni degli indici. La CBOE Equity put/call ratio é a 0.77 - la MM a 10 g é solo a 0.63 e comincia a salire. Quando sale, dopo qualche giorno, l'S&P500 dovrebbe cominciare a scendere.

Dopo la seduta di venerdì non abbiamo nessun movimento importante negli indicatori. Non abbiamo nessun motivo per cambiare la nostra previsione che resta quella di una correzione minore fino a circa 2520 punti di S&P500 e poi un completamento del rialzo con una spinta fino a 2640 punti. La correzione minore potrebbe essere sostituita da alcuni giorni di pausa e di consolidamento sui 2560-2600 punti. Le borse europee seguono a distanza.

Il cambio EUR/USD si é fermato a 1.1470. La rottura sopra gli 1.15 non é stata confermata.

Martedì 15 gennaio nel parlamento britannico si svolgerà la votazione sul Brexit. Lunedì in borsa non dovrebbe succedere molto poiché tutti resteranno in attesa di questa importante decisione. Una conferenza di Jerome Powell nel pomeriggio non dovrebbe influenzare i mercati - negli scorsi giorni il capo della FED ha più volte tranquillizzato i mercati affermando di essere pronto ad adattare la politica monetaria ad un eventuale raffreddamento congiunturale.
È più importante per il mercato azionario l'inizio della stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle società americane. Comincia lunedì con Citigroup.

Commento dell'11 gennaio

Sullo slancio le borse salgono ancora - divergenze a livello di partecipazione sono in agguato

Ieri doveva iniziare una correzione minore. Invece il rialzo é continuato e gli indici azionari europei ed americani hanno terminato la giornata con dei moderati guadagni. In Europa le borse hanno chiuso sul massimo giornaliero grazie ad un recupero a Wall Street dopo una debole apertura. I rialzisti non hanno però ragioni per gridare vittoria e credere in una continuazione del movimento. Formalmente si é trattato di una seduta in trading range - Eurostoxx50 (+0.18% a 3075 punti) e DAX (+0.26% a 10921 punti) non hanno superato i massimi del giorno precedente. Solo l'SMI ha fatto uno straordinario balzo del +1.31% a 8801 punti. Da un punto di vista tecnico però questo non é una sorpresa - l'obiettivo del rialzo era in ogni caso a 8800 punti dove si trova una zona di resistenza e scorre la MM (media mobile) a 50 giorni. Il FTSE MIB (+0.63% a 19300 punti) ha continuato a mostrare forza relativa e secondo logica ha guadagnato più dell'Eurostoxx50. Il FTSE MIB aveva toccato il giorno prima un massimo a 19297 punti. La foratura é marginale e in ogni caso una volta superati i 19000 punti avevamo subito indicato un probabile successivo obiettivo a 19500 punti. Non sappiamo perché ma il FTSE MIB spesso si comporta bene nei primi mesi dell'anno e ci sorprende con robuste fasi di rialzo e di sovraperformance. Purtroppo queste fasi non sono mai sostenibili - nei mesi successivi questo vantaggio sparisce.
Riassumendo ieri le borse sono ancora salite ma sembra che la correzione sia solo rimandata - gli obiettivi di questa gamba di rialzo sono stati riavvicinati ma non superati.     

Per l'America vale più a meno la stessa cosa. Gli indici hanno fatto ulteriori progressi e hanno marginalmente superato i massimi del giorno precedente. L'S&P500 (+0.45% a 2596.64 punti) si é però fermato a ridosso dei 2600 punti - ha toccato un massimo giornaliero a 2697.82 punti. Nel frattempo il rialzo del Nasdaq100 (+0.31% a 6620 punti) ha rallentato e appaiono divergenze a livello di partecipazione. Citiamo solo la più importante ed evidente. Il numero di nuovi massimi a 30 giorni (NH) é sceso a 748 contro i 1078 di mercoledì - questo malgrado che tutti i maggiori indici siano saliti, compreso il Russell2000 (+0.46%). Questo significa che meno titoli di peso continuano a guadagnare terreno mentre il resto si sta fermando. La correzione é vicina.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2569 punti e all'inizio é sceso a 2562 punti di minimo. Poi sono riapparsi i compratori. A metà seduta l'indice ha raggiunto i 2592 punti, ha corretto fino a 2574 punti ed é infine salito a 2597.82 punti di massimo. Ha chiuso poco sotto a 2596 punti con volume relativo a 0.9 (!). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4440 su 2779 e NH/NL a 748 su 39. La volatilità VIX é scesa a 19.50 punti (-0.48) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.65. A livello di sentiment non c'é nulla di nuovo.
Ieri la borsa americana ha recuperato dopo un inizio di seduta difficile e ha chiuso vicino al massimo - questo é un segnale di forza che tende a confermare il nostro scenario per le prossime settimane. Secondo gli oscillatori deve iniziare ora una correzione minore. Prese di beneficio faranno scendere l'S&P500 qualche decina di punti. Non appare pressione di vendita e quindi ci aspettiamo successivamente una ripresa del rialzo in direzione dei 2640 punti.

Stamattina le borse asiatiche continuano a salire. Il Nikkei ha guadagnato il +0.97% mentre Shanghai lo imita con un +1%, Il future sull'S&P500 é fermo a 2592 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3080 punti - le borse europee apriranno con un marginale guadagno del +0.2%. Raramente di venerdì la tendenza settimanale cambia senza una ragione concreta. Di conseguenza ci aspettiamo oggi una seduta senza sostanziali variazioni.
Notiamo che il cambio EUR/USD (1.1520) resta sopra la vecchia resistenza intermedia e ora supporto a 1.15. Da giugno dell'anno scorso il cambio si muove tra i 1.12 ed i 1.18 - questo potrebbe essere stato un lungo consolidamento. È possibile che stia iniziando una sostanziale fase di rialzo. Chi ha investimenti in USD non deve sottovalutare questa eventualità.

Commento del 10 gennaio

Doji - probabilmente il massimo intermedio é stato raggiunto

Ieri le borse europee (Eurostoxx50 +0.50% a 3070 punti) e americana (S&P500 +0.41% a 2584.96 punti) hanno nuovamente guadagnato terreno. Dopo le aperture in positivo però gli indici azionari non sono più riusciti a fare sostanziali progressi. Hanno chiuso sui livelli d'apertura e sui grafici appaiono dei doji - della candele senza corpo che segnalano la mancanza di direzionalità e momentum nel mercato durante la giornata. La spinta di rialzo sta venendo a mancare quando gli indici hanno praticamente raggiunto le resistenze e gli obiettivi fissati (Eurostoxx50 a 3100 punti, S&P500 a 2600 punti). C'é quindi una forte probabilità che ieri le borse abbiano raggiunto puntuali l'atteso massimo intermedio. I dati tecnici restano però costruttivi - in particolare gli investitori sono scettici e non ottimisti. I dati sulla partecipazione restano solidi e non appaiono divergenze. Di conseguenza é probabile che dopo una correzione minore di alcuni giorni le borse provino a salire più in alto.
L'Eurostoxx50 ha terminato la giornata con un guadagno di 15 punti - si é però fermato sotto livello d'apertura (3076 punti) senza fare ulteriori progressi. Sul massimo a 3089 punti l'indice ha quasi raggiunto l'obiettivo e resistenza a 3100 punti. È probabile che ora ci debba per lo meno essere una pausa di consolidamento. Potrebbe anche esserci una correzione minore. Non crediamo che l'Eurostoxx50 debba scendere a ritestare il minimo 2018 a 2908 punti. È troppo presto. Il DAX tedesco (+0.83% a 10893 punti) si é comportato in maniera simile. L'obiettivo a 11000 punti era vicino (massimo a 10961 punti). Il FTSE MIB (+0.94% a 19179 punti) ha guadagnato altri 179 punti e ha superato di slancio i 19000 punti e la MM a 50 giorni. L'indice conferma la sua buona forma e la sua forza relativa. Difficilmente però potrà continuare a salire se le borse europee, come sembra, devono correggere.
L'indice delle banche SX7E é sceso del -0.25% a 90.97 punti - un primo segnale di stanchezza e che il rialzo si é imballato? Vediamo cosa succede oggi per una conferma che le borse europee hanno raggiunto l'atteso massimo intermedio.
Il cambio EUR/USD é balzato ieri a 1.1550 ed é stamattina a 1.1560 - ha superato la resistenza a 1.15 - la tendenza a medio termine potrebbe passare al rialzo. Una conferma sarebbe una chiusura settimanale sopra gli 1.15. Sui cambi sta cambiando qualcosa - potrebbe succedere la stessa cosa in borsa.

La seduta a New York si é svolta come da copione. Ci aspettavamo un'apertura sui 2580 punti e una ulteriore spinta in direzione dei 2600 punti. Poi però l'indice doveva fermarsi, tornare sui suoi passi e chiudere in pari. In effetti ha aperto a 2581 punti ed ha avuto una seduta volatile e senza direzione. È salito alle 20.10 su un massimo a 2595 punti ma é poi ricaduto ed ha chiuso a 2594.96 punti (+0.41%) con un guadagno di 10 punti. Abbiamo solo degli indizi, forniti dal comportamento e dagli oscillatori, che l'indice potrebbe trovarsi su un massimo intermedio - non abbiamo ancora nessuna conferma che debba correggere.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5186 su 1993, NH/NL a 1078 su 38 e volume relativo a 0.95 (!). La volatilità VIX é scesa a 19.98 punti (-0.49), la CBOE Equity put/call ratio é finalmente bassa a 0.59 e il Fear&Greed Index lievita a 27 punti. Il sentiment mostra ancora parecchio scetticismo nei riguardi di questo rialzo. I piccoli traders però cominciano a speculare long - normalmente questo significa che ora devono esserci delle sedute negative. Chiunque vede ora sul grafico la resistenza a 2600 punti di S&P500 - questo dovrebbe per lo meno bloccare gli acquisti in attesa di vedere cosa succede - come logica conseguenza il rialzo deve fermarsi e potrebbe esserci una correzione. Ad istinto ci aspettiamo una discesa fino ai 2520 punti e poi un'altro tentativo di rialzo fino ai 2640 punti. Questa road map ideale secondo l'analisi tecnica subirà sicuramente delle variazioni a seconda del flusso delle notizie.

Stamattina sugli schermi riappare il rosso. Le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei perde il -1.36% - Shanghai il -0.7%. Il future sull'S&P500 é a 2568 punti (-13 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3054 punti. Le borse europee apriranno con perdite di circa il -0.5%. Vediamo come inizia la correzione - se si sviluppa come pensiamo (correzione modesta e minore) oggi gli indici azionari non dovrebbero perdere più dell'1%.

Commento del 9 gennaio

Finora funziona tutto secondo i piani - massimo intermedio vicino ad imminente

Ieri gli indici azionari hanno ancora guadagnato terreno. Le borse europee sono salite fino all'apertura di New York. Poi, appena la borsa americana ha avuto un vuoto d'aria, sono subito cadute perdendo la metà dei guadagni giornalieri. A fine giornata sono rimaste delle modeste plusvalenze che scontentano un pò tutti. I rialzisti si sarebbero aspettati di più - in effetti il distacco dall'America sta aumentando. I ribassisti avrebbero preferito vedere una seduta come quella di lunedì - si accontentano del fatto che gli indici azionari europei non si staccano con decisione dai minimi del 2018 e non hanno ancora superato nessuna seria resistenza.
L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo giornaliero a 3079 punti - ha terminato la giornata a 3055 punti (+0.70%) con  un guadagno di 21 punti. L'obiettivo per questa spinta di rialzo a 3100 punti si avvicina. Sarà interessante osservare fino a dove ridiscenderanno le borse europee con la prossima correzione. Tecnicamente Eurostoxx50 e DAX (+0.52% a 10804 punti) sono strutturamente piuttosto deboli e i dati economici mostrano che la crescita in Europa sta rallentando in maniera sensibile. Gli investitori stanno osservando con apprensione le conseguenze della fine del QE della BCE. Per ora i mercati obbligazionari sono tranquilli (Future sul Bund a 163.79 punti, +0.05%) anche perché all'orizzonte non appare inflazione (al contrario l'obiettivo del 2% fissato dalla BCE é stato ampiamente fallito visto che l'ultimo dato indica che l'nflazione é scesa nell'UE al +1.6%). L'attuale rialzo di corto termine sembra in Europa decisamente un rimbalzo all'interno di un trend dominante saldamente al ribasso. Solo il FTSE MIB (+0.25% a 19000 punti) sembra aver fatto base e potrebbe partire al rialzo. Facciamo però fatica ad immaginarci una fase di rialzo in un Paese dove i fondamentali economici sono deboli.

Il rialzo  a New York é continuato secondo i piani e la seduta di ieri si é svolta esattamente come ci eravamo aspettati. Sui grafici appaiono delle altre candele bianche con minimi a massimi ascendenti e gli obiettvi si avvicinano mentre gli indicatori si sviluppano come preventivato. Non vediamo divergenze - secondo gli oscillatori un massimo intermedio deve essere raggiunto oggi o domani.
L'S&P500 ha aperto a 2575 punti, é brevemente salito sul massimo a 2580 punti per poi cadere fino alle 16.50 sul minimo a 2547 punti. In seguito é salito praticamente fino alla chiusura - ha toccato i 2576 punti ed ha chiuso a 2574.41 punti (+0.97%). Noi avevamo previsto un massimo sui 2780 punti, un ritracciamento fino a 2565 punti e una chiusura a ridosso del massimo. Ancora meglio é andata la previsione per il Nasdaq100 (+0.98% a 6551 punti) - secondo noi doveva chiudere a 6550 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5452 su 1762, NH/NL a 941 su 55 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 20.47 punti (-0.93) mentre la CBOE Equity put/call ratio era normale a 0.63. Il Fear&Greed Index é salito a 24 punti. Nel complesso gli investitori restano pessimisti e scettici. Questo costituisce una buona premessa per una continuazione del rialzo dopo una correzione minore che dovrebbe partire a breve da un massimo a ridosso dei 2600 punti di S&P500.

Stamattina le borse sono ancora al rialzo. Il future sull'S&P500 é a 2579 punti (+7 punti). Le borse asiatiche salgono (Nikkei +1.06%, Shangahi +0.7%). L'Eurostoxx50 vale ora 3083 punti (+28 punti) - le borse europee apriranno con un guadagno di circa il +1%. Sembra che oggi possa essere raggiunto l'atteso massimo intermedio con una perfetta sincronizzazione tra tempo e livello. Ci sembra quasi troppo bello per essere vero. Questo significa che conviene chiudere posizioni long ma non ancora aprire posizioni short.

Commento dell'8 gennaio

L'S&P500 segue la rotta - l'Europa sbanda

Le borse europee, grazie al rally a Wall Street di venerdì scorso, hanno aperto al rialzo. Purtroppo questo buon inizio ha costituito anche il massimo giornaliero. Durante la giornata gli indici si sono sgonfiati e sono scivolati lentamente ma costantemente verso il basso. Solo sul finale hanno recuperato ma questo non é bastato per raddrizzare le sorti di una seduta che per saldo é risultata negativa. Concretamente l'Eurostoxxx50 ha aperto a 3050 punti (contro la chiusura venerdì a 3041 punti) é sceso fino a 3016 punti di minimo e si é risollevato sul finale a 3033 punti (-0.27%). Come venerdì la forza relativa del settore bancario (SX7E +0.52% a 90.95 punti) ha permesso alla borsa italiana di fare meglio e guadagnare terreno (FTSE MIB +0.65% a 18953 punti). Questa é però stata un'eccezione. I cali di DAX (-0.18% a 10747 punti) e SMI (-0.84% a 8536 punti) confermano che la giornata in Europa é stata negativa. Questa é una delusione. Dopo il balzo di venerdì é comprensibile che ci sia stata una seduta di consolidamento. Considerando però che la borsa americana , incurante di questo effetto, é continuata a salire, questo comportamento mostra che il rialzo in Europa é piuttosto debole. Ieri sera nei commenti sui singoli indici abbiamo indicato gli obiettivi di questa gamba di rialzo - non sono lontani. L'unico indice azionario sul quale varrebbe la pena di puntare é stranamente il FTSE MIB. La base a 18000-18500 punti sembra solida e l'indice sta tentando di superare la MM a 50 giorni - le MM stanno lentamente ruotando e potrebbero cominciare a salire. Fondamentalmente non crediamo nel potenziale di rialzo della borsa italiana - la situazione politica ci fà paura e il programma finanziario del governo ci sembra inconsistente - l'analisi tecnica però é costruttiva.

Pensavamo che il rialzo in America dovesse fare una pausa dopo il rally di venerdì. Invece la borsa americana ha trovato la forza e la motivazione per fare ulteriori guadagni malgrado l'assenza di notizie positive e rilevanti. L'S&P500 ha guadagnato 18 punti salendo a 2549.69 punti (+0.70%). Durante la giornata i rialzisti hanno tenuto il controllo delle operazioni e ai ribassisti non rimasto altro che lo scetticismo - la volatità VIX é lievitata a 21.40 punti (+0.02).
L'S&P500 ha aperto in calo a 2534 punti e all'inizio é sceso fino a 2524 punti. Poi é salito fino a metà seduta sul massimo a 2566 punti. A questo punto ci sono state delle vendite che però non hanno fatto danni. L'S&P500 é sceso a 2547 punti, é risalito a 2557 punti ed ha infine chiuso a 2549.69 punti. Ancora una volta la tecnologia ha fatto bene (Nasdaq100 +1.02% a 6488 punti) - il rialzo si é però fatto più selettivo (Amazon +3.44%, Apple -0.22%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5673 su 1597, NH/NL a 840 (raddoppio!) su 57 e volume relativo a 1.0. La CBOE put/call ratio é nella media a 0.60 - il Fear&Greed Index sale a 19 punti ma é ancora molto basso. I dati sul sentiment suggeriscono che pochi credono in questa gamba di rialzo e nel suo potenziale. Secondo gli oscillatori un massimo intermedio sarà raggiunto a metà di questa settimana. Crediamo però che la successiva correzione dovrebbe essere modesta e che a medio termine l'S&P500 potrebbe salire sopra i 2600 punti. I prossimi giorni saranno decisivi. Tra guerra commerciale, muro, shutdown e Brexit ci sono ancora parecchi problemi irrisolti sul tappeto.

Stamattina prevangono ancora i segnali positivi. Il Nikkei sale del +0.90% - Shanghai invece cede del -0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2559 punti (+8 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3042 punti - guadagna 9 punti (+0.3%) ma resta nel range di ieri. Saremmo contenti se le borse europee riuscissero a difendere i guadagni iniziali fino a stasera.

Aggiornamento del 7 gennaio

Da AGMAF a MAGAF

AGMAF - abbiamo creato questo acronimo il 13 maggio del 2017. In ordine di capitalizzazione gli AGMAF (Apple, Google, Microsoft, Amazon, Facebook) erano i leaders del settore tecnologico e i motori del rialzo della borsa americana. Sul top due di queste società avevano superato i 1000 Mia di USD di capitalizzazione di borsa. È giunto il momento per una revisione.
Dopo la forte correzione di dicembre, che ha travolto il settore tecnologico, la classifica é cambiata. La società con la maggiore capitalizzazione al mondo é diventata Microsoft con circa 800 Mia. Segue il gruppo Amazon, Google, Apple con circa 700 Mia. - l'ordine cambia da un giorno all'altro a seconda della performance. Chiude distanziata Facebook con circa 400 Mia. Gli AGMAF sono diventati i MAGAF - sono più piccoli ma ancora potenti e determineranno lo sviluppo della borsa americana anche nel futuro.
Stamattina i mercati finanziari riprendono sull'onda degli avvenimenti di venerdì scorso. Il Nikkei balza del +2.71% e Shanghai segue con un +0.7%. Il future sull'S&P500 sale a 2538 punti (+7 punti). Il prezzo del petrolio guadagna un +1.51% a 57.92 USD/barile. Il rialzo prosegue in Europa - l'Eurostoxx50 vale alle 08.10 3052 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.4%.
Il shutdown dell'amministrazione pubblica americana prosegue mentre il presidente Trump valuta la possibilità di costruire il suo muro dichiarando un'emergenza nazionale in maniera da svincolare questa questione dal budget del 2019.
Ci prepariamo ad una giornata positiva - restiamo però convinti che il rialzo di corto termine debba esaurirsi nel corso di questa settimana con l'S&P500 a ridosso dei 2600 punti.

Commento del 5-6 gennaio

Il rally di venerdì riporta il saldo settimanale in positivo - si può prevedere il trend ma non l'ampiezza dei movimenti giornalieri

È stata una settimana movimentata. Malgrado la seduta negativa di giovedì con un crollo in America (Eurostoxx50 -1.29%, S&P500 -2.48%) abbiamo continuato a credere nel rialzo di corto termine. I dati tecnici non ci offrivano nessuna altra valida soluzione - un prematuro test dei minimi del 2018 non sembrava una variante perseguibile sulla base dei dati sulla partecipazione e sul sentiment. In effetti la seduta di venerdì é stata positiva. Non solo - c'é stato un impressionanate rally (S&P500 +3.43% a 2531.94 punti) che ha cancellato con un colpo di spugna tutti i dubbi accumulati nei giorni precedenti. Purtroppo siamo in grado di prevedere il trend e possiamo anticipare alcuni movimenti - non possiamo però dire con precisione quando ci sarà una violenta accelerazione come quella che si é verificata venerdì. La mattina abbiamo avuto sentore che poteva succedere qualcosa e abbiamo anche consigliato "Varrebbe quasi la pena di comperare l'Europa". Dopo la delusione provocata da Apple non sembrava però possibile che la riscossa avvenisse immediatamente. Ora le borse sono nuovamente ritornate sulla road map definita a Natale - l'S&P500 deve salire sui 2600 punti verso la metà di settimana prossima. In seguito dovrebbe esserci una fase di distribuzione e una spinta di ribasso a testare i minimi del 2018 - probabilmente questo avverrà a febbraio. Noi che di solito siamo pessimisti e che abbiamo ufficialmente dichiarato l'inizio di un bear market siamo però costruttivi per quel che riguarda il primo trimestre del 2019. Come hanno mostrato i dati sul mercato del lavoro americano resi noti venerdì, l'economia sembra crescere ad un ritmo ancora sostenuto. Troppi analisti ed investitori scommettono sull'imminente inizio di una recessione. Dopo 9 anni di espansione economica e la fine della politica monetaria estremamente espansiva da parte delle Banche Centrali é ovvio che si affrontino i prossimi mesi con una certa apprensione. Noi però non vediamo ancora le premesse per un crollo delle borse - sia a livello fondamentale che secondo l'analisi tecnica. Crediamo di conseguenza che tra marzo ed aprile l'S&P500 posso rivedere i 2800 punti. Non sappiamo esattamente come potrebbero comportarsi in questo periodo le borse europee e in linea di massima ci affidiamo alla normale correlazione tra America e Europa. Pensiamo quandi che anche le borse europee possano fare bene malgrado che sul vecchio continente le condizioni economiche siano piuttosto preoccupanti. Fondamentalmente però le azioni europee sono a buon mercato e se i tassi d'interesse non salgono potrebbe crearsi un mix ideale per un  sostanziale e sostanzioso rimbalzo tecnico a medio termine. Concretamente ci aspettiamo una risalita dell'Eurostoxx50 nel primo trimestre sui 3200-3250 punti. È probabile che dovremo più volte rivedere questa stima - giovedì l'Eurostoxx50 era vicino al minimo a 52 settimane e l'attuale rimbalzo é appena accennato - non ci sono ancora dei veri e propri segnali d'acquisto. È però importante sapere che per alcuni mesi le borse devono prevalentemente salire. I livelli raggiunti tra Natale e Capodanno dovrebbero essere dei minimi validi per parecchi mesi.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.85% a 3041 punti
DAX                         +1.98% a 10767 punti
SMI                          +2.17% a 8608 punti
FTSE MIB                  +2.77% a 18831 punti
S&P500                    +1.86% a 2531.94 punti
Nasdaq100               +2.18% a 6422 punti

Venerdì le borse europee hanno aperto al rialzo e sono continuate a salire per tutta la giornata. Gli indici azionari hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri con forti guadagni (Eurostoxx50 +2.95% a 3041 punti) che hanno portato la performance settimanale in positivo. L'anno inizia bene - dopo una scivolata verso il basso con la quale nessun indice ha superato al ribasso i minimi del 27 dicembre 2018 il rally di venerdì sembra aver dato ufficialmente inizio ad una fase di rialzo. Non abbiamo ancora segnali d'acquisto ma il miglioramento degli indicatori tecnici é massiccio ed evidente. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3050 punti - settimana prossima il rialzo deve continuare anche perché abbiamo notato reazioni su quasi tutti i mercati - i tassi d'interesse sono tornati a salire dopo un eccesso di ribasso (Future sul Bund a 164.03 (0.61%) - reddito del Bund decennale a 0.21%) mentre l'oro ha terminato la sua salita a ridosso dei 1300 USD/oncia (1295 USD/oncia). Venerdì é stata pubblicato il dato sull'inflazione nell'UE - i prezzi al consumo sano saliti del +1.6%. Questo significa che i tassi d'interesse reali sono negativi - con la fine del QE questa anomalia dovrebbe lentamente sparire. Sarebbe quindi logico e normale che nel corso dell'anno il reddito del Bund decennale salisse a 1%-1.5%. Come reagiranno le borse? - questo é un problema che ci toglie il sonno - per giustificare un rialzo delle borse crediamo che nel primo trimestre i tassi d'interesse lieviterano gentilmente ma non si impenneranno.
Per inciso il rialzo é stato trascinato dal settore bancario (SX7E +4.41% a 90.48 punti). Questa tipica e rabbiosa reazione da ipervenduto ed eccesso di ribasso mostra chiaramente che a breve l'indice ha toccato un solido minimo - da giorni mostrava forza relativa come avevamo sottolineato nei nostri commenti.

La seduta a Wall Street é stata ottima - non solo a livello di guadagni degli indici ma anche per quel che riguarda i dati tecnici. L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2479 punti. Per le 16.00 é salito sopra i 2500 punti e quindi c'é stata un'esitazione e un ritracciamento di una decina di punti. Poi però i rialzisti hanno ripreso il controllo delle operazioni. A metà seduta l'S&P500 era salito sul massimo a 2538 punti. Per il resto della giornata é oscillato in una quandicina di punti e ha chiuso a 2531.94 punti (+3.43%). Ovviamente i titoli più comperati sono stati quelli che nei giorni precedenti erano stati maggiormente venduti (Nasdaq100 +4.48% a 6422 punti). Anche Apple (+4.27%) é risuscitata.
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6345(!) su 949, NH/NL a 410 su 73 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é crollata a 21.38 punti (-4.07) mentre la CBOE Equity put/call ratio é caduta a 0.59. Questi dati si commentano da soli - il reversal é evidente. A breve ci deve essere un consolidamento sui 2530 punti di S&P500. Poiché secondo gli oscillatori il massimo di questa spinta di rialzo dovrebbe essere raggiunto intorno a mercoledì prossimo forse l'obiettivo a 2600 punti é troppo ambizioso e non verrà raggiunto - solo avvicinato.
Il rally venerdì é stata provocato dal job report che mostra un'economia USA robusta e da alcune di dichiarazioni di Jerome Powell che é pronto ad adattare la politica monetaria della FED allo sviluppo congiunturale. I tassi d'interesse, come avevamo previsto, sono tornati a salire (US Treasury Bonds a 10 anni al 2.67%, +0.11%). Questa correlazione tra Bond e borsa deve continuare a funzionare nelle prossime settimane - eventuali divergenze saranno un segnale che qualcosa non funziona correttamente.
Ricordiamoci però che la tendenza di fondo della borsa americana resta al ribasso - solo il 24.9% dei titoli sono sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent sul NYSE é a 24.19. Si possono comperare azioni per un trade di alcune settimane ma non bisogna investire con l'dea di tenere le azioni per anni e guadagnare.
Martedì 15 gennaio nel parlamento britannico é prevista la votazione sul Brexit - il dibattito inizierà mercoledì 9 gennaio. Probabilmente settimana prossima la politica influenzerà pesantemente lo sviluppo delle borse. Non dimentichiamoci che il braccio di ferro tra Democratici e Trump sul muro continua e il shutdown dell'amministrazione pubblica perdura con concreti danni economici. Se il blocco continua la borsa presto o tardi reagirà negativamente - questa potrebbe essere una buona ragione per una spinta di ribasso di tipo correttivo dalla metà di settimana prossima.

Commento del 4 gennaio

Apple (-9.96%) rovina la festa - rialzo a rischio ma ancora possibile (e secondo noi probabile)

Ieri Apple ha sorpreso gli investitori con l'annuncio che le vendite natalizie sono state inferiori alle attese e di conseguenza le previsioni riguardanti la cifra d'affari per il futuro devono essere ridotte. La notizia, resa nota giovedì sera dopo la chiusura dei mercati finanziari americani, ha influenzato in maniera determinante la seduta di ieri in Europa (Eurostoxx50 -1.29% a 2954 punti) e in America (S&P500 -2.48% a 2447.89 punti) e ha provocato un'ondata di vendite nel settore tecnologico. Questa rovinosa ed imprevista caduta ha rovinato il rialzo di corto termine. Sui grafici appaiono delle marcanti candele rosse che cancellano i guadagni delle ultime 2 (Europa) o 3 (America) sedute. Bisogna porsi la domanda se questa battuta d'arresto é solo un incidente di percorso o se il rialzo é cancellato e subito sostituito dal trend ribassista di base. L'analisi tecnica propende per una continuazione del rialzo di corto termine anche perché gli indici restano ancora ampiamente sopra i minimi del 2018. I dati sulla partecipazione mostrano un mercato decisamente migliore di quanto suggerisce il crollo degli indici. Le vendite si sono concentrate in alcuni settori mentre nel resto del mercato apparivano delle zone di forza. Malgrado la delusione di Apple a breve restiamo costruttivi.

La seduta in Europa é stata negativa - poco da dire. Possiamo solo consolarci con il fatto che le perdite, considerando i tempi, sono state contenute e abbiamo notato qua e la degli acquisti selettivi. L'indice svizzero SMI (+0.44% a 8466 punti) é salito grazie al buon comportamento di alimentari (Nestlé +1.80%) e farmaceutici (Roche +2.40%). L'indice delle banche SX7E (+0.06% a 86.66 punti) ha marciato sul posto malgrado l'aumento degli spreads sui titoli di Stato specialmente in Italia (FTSE MIB -0.61% a 18218 punti). I grafici di Eurostoxx50 (-1.29% a 2954 punti) e del DAX (-1.55% a 10416 punti) rimangono però negativi con MM in calo, candele con massimi discendenti (e da mesi sotto le MM a 50 giorni) e Bollinger Bands parallele e in discesa. Solo l'ipervenduto, l'eccesso di ribasso e il fatto che i minimi del 2018 non sono ancora stati peggiorati ci fanno ancora sperare in un rialzo di corto termine.

A condurre le danze é però l'America. Vediamo come é andata a Wall Street. A prima vista la giornata é stata pessima. L'S&P500 (-2.48% a 2447.89 punti) ha perso 62 punti e ha chiuso vicino al minimo giornaliero con volumi in aumento. In genere questo significa che l'indice deve continuare a scendere. L'indice però ha aperto a 2490 punti e per le 16.40 era già caduto a 2450 punti - nel resto della giornata non é successo più molto. C'é stato un rimbalzo fino a 2486 punti, un'oscillazione in laterale con una moderata discesa e una caduta sul finale a 2446 punti. Ovviamente il Nasdaq100, dominato da Apple e tecnologia, é crollato (-3.36% a 6147 punti). A livello di settori ci sono però delle sorprese. La tecnologia e le società fornitrici di Apple sono stati vendute in maniera massiccia (Semiconduttori / SOX -5.94%, Computer Hardware -5.44%, Disk Drive -6.46%). Il resto del mercato con Commodities (+0.61%) in testa ha però resistito alla pressione di vendita. Energia e consumi hanno limitato le perdite. I settori legati ai tassi d'interesse (Utilities +0.09) hanno guadagnato terreno grazie alla caduta del reddito dell'US Treasury Bond a 10 anni a 2.56% (-0.10%)! Il calo dei rendimenti sembra eccessivo e il rally delle obbligazioni di Stato americane entra in zona di ipercomperato.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2356 su 4883, NH/NL a 170 su 174 (addirittura in calo !) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 25.45 punti (+2.23) mentre la CBOE Equity put/call ratio si é impennata a 0.73. Il Fear&Greed Index resta basso a 10 punti.
Crediamo quindi che, malgrado la rovinosa caduta di ieri, il rialzo di corto termine sia ancora valido. Oggi ci sarà un rimbalzo tecnico - il future sull'S&P500 é ora a 2470 punti (+22 punti). Se questa reazione sarà convincente e sostenibile é probabile che l'S&P500 riprenda la sua corsa in direzione dei 2600 punti. Varrebbe quasi la pena di comperare l'Europa.
L'Eurostoxx50 vale ora 2982 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +1% ignorando il pessimo finale di seduta di ieri sera a Wall Street. Oggi é l'ultima seduta della settimana - l'agenda economica offre alcuni appuntamenti d'interesse come i dati sull'inflazione in Europa alle 11.00 o il rapporto sul mercato del lavoro USA a dicembre alle 14.30. Osserveremo con attenzione la reazione dei mercati - dovrebbero essere in grado di ignorare cattive notizie riguardanti il passato.
Per la cronaca le borse asiatiche mandano segnali misti. Il Nikkei inizia il 2019 con un -2.47 - Shanghai sta guadagnando il +2%.

Commento del 3 gennaio

Seduta di consolidamento in attesa di capire cosa ci riserva il 2019 - Apple delude (-8% nel dopo borsa)

Ieri le borse hanno iniziato il nuovo anno praticamente in tutto il mondo - solo il Giappone e la Svizzera erano ancora in ferie. La giornata é iniziata male ma é finita abbastanza bene - é evidente che sui livelli attuali ci sono dei compratori malgrado che i dati sulla partecipazione siano ancora poco convincenti. Non bisogna molto fidarsi dell'impressione fornita da queste prime sedute del nuovo anno durante le quali gli investitori sono ancora alla ricerca di ispirazione. I modesti volumi di titoli trattati mostrano che fino a settimana prossima molti operatori sono ancora in ferie - quella osservata ieri é stata solo una schermaglia - l'impressione tecnica é però quella di un consolidamento.
Le borse europee hanno aperto in calo e nei primi minuti di contrattazioni sono pesantemente cadute con nostra sorpresa. Il minimo giornaliero é stato però toccato già alle 09.20 e poi é iniziato il recupero. In chiusura gli indici erano poi praticamente invariati.
L'Eurostoxx50 aveva terminato il 2018 a 2986 punti. Ieri é crollato a 2937 punti di minimo - dalle 09.20 è risalito costantemente fino alle 17.20 quando ha toccato il massimo a 3002 punti. Ha infine chiuso a 2993 punti - teoricamente il 31 dicembre l'Eurostoxx50 valeva 3001 punti e quindi molti sistemi informatici riportano una performance del -0.27% - in verità si tratta di un +0.23%. Questo corrisponde anche al risultato del DAX (+0.20% a 10580 punti) e a quello del FTSE MIB (+0.04% a 18331 punti). La borsa italiana si é risollevata dopo un tonfo iniziale (minimo del FTSE MIB a 17959 punti) provocato dalla notizia del commissariamento di Carige da parte della BCE. La banca veneta é sottocapitalizzata e non rispetta più i parametri di legge - deve essere risanata - vedremo se e come gli azionisti verranno invitati alla cassa. Il comportamento ieri delle borse europee é stato costruttivo ma nulla più - gli indici azionari faticano a risalire dai minimi del 2018 e il settore bancario (SX7E -0.49% a 86.61 punti) manda ancora segnali di preoccupante debolezza. Il future sul Bund é salito su un nuovo massimo pluriennale (164.98) mentre il reddito del prestito decennale della Germania scende a 0.17%. È evidente che gli investitori prevedono un rallentamento economico o una crisi finanziaria e comprano il bene rifugio per eccellenza.

Anche l'S&P500 (+0.13% a 2510.03 punti) ha guadagnato ancora 3 punti malgrado che le premesse fossero per una seduta negativa. Il shut down dell'amministrazione americana prosegue mentre Trump ed i democratici continuano a litigare per questo stupido muro. Trump vuole che nel budget 2019 siano riservati 5 Mia di USD per la costruzione del muro alla frontiera col Messico - per fortuna che secondo le affermazioni del Presidente doveva essere il Paese sudamericano a pagare...
L'S&P500 ha aperto in calo a 2473 punti e all'inizio é sceso fino a 2467 punti. Dopo pochi minuti ha però ricominciato a salire e alle 17.20 era già nuovamente a 2510 punti. Poi é oscillato in laterale, ha toccato un massimo a 2519 punti, é ricaduto a 2496 punti ed ha infine chiuso a 2510 punti. Il Nasdaq100 lo ha imitato con un +0.49% a 6360 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4911 su 2364, NH/NL a 158 su 225 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é calata a 23.22 punti (-2.20) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.67. Il reddito dell'US Treasury Bonds a 10 anni é sceso a 2.66% (-0.03) - vi ricordate quando ad inizio novembre il reddito aveva raggiunto il 3.24% e tutti (noi no) parlavano di inflazione e politica monetaria restrittiva? Polemica a parte il calo dei tassi d'interesse dovrebbe aiutare la borsa malgrado che sia un chiaro segnale di rallentamento della crescita economica.
Riassumendo la seduta di ieri é sembrato un tipico consolidamento all'interno di un rialzo di corto termine. Il momentum é in netto calo e quindi ora potrebbe esserci un ritracciamento - esiste un supporto intermedio a 2467 punti (massimo del 26.12 - minimo di ieri). L'obiettivo del rialzo é a 2600 punti per il 10 di gennaio - l'unico problema é che questo obiettivo viene indicato da tutti gli analisti visto che i 2600 punti sono una evidente resistenza. Raramente il mercato si comporta esattamente secondo il consenso.

Ieri sera dopo la chiusura dei mercati Apple ha annunciato che la cifra d'affari nel periodo natalizio é nettamente inferiore alle stime - anche le previsioni di vendita per il futuro sono state ridotte. Nel dopo borsa il titolo ha perso il -8% e il future sull'S&P500 cade stamattina a 2475 punti (-36 punti). La borsa giapponese é ancora chiusa - Shanghai é praticamente in pari. L'Eurostoxx50 vale ora 2969 punti - le borse europee anche stamattina apriranno con un tonfo del -0.8%. Riusciranno anche oggi a recuperare? Non crediamo visto che adesso per l'analisi tecnica ci vorrebbe un sano consolidamento con un modesto ritracciamento.

Commento del 2 gennaio

La borsa americana termina con una seduta positiva un dicembre disastroso

Lunedì 31 dicembre in America c'é stata una seduta normale come orari d'apertura. I modesti volumi di titoli trattati ci invitano però a non dare molto peso all'esito di questa giornata. Ora i risultati dell'anno borsistico 2018 sono completi e sono decisamente negativi. Non é una sorpresa - il pessimo dicembre é stato però un imprevisto e ha rovinato la festa specialmente a Wall Street. L'S&P500 solo nell'ultimo mese dell'anno ha perso il -9.18%. Senza questo tonfo i maggiori indici azionari americani avrebbero chiuso anche il 2018 con un bilancio positivo.

Le performance annuali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -14.77% a 2986 punti
SX7E                        -33.50% a 86.76 punti
DAX                         -18.26% a 10559 punti
SMI                          -10.17% a 8429 punti
FTSE MIB                  -16.15% a 18324 punti
S&P500                    -6.23% a 2506.85 punti
Nasdaq100               -1.04% a 6330 punti

La seduta di lunedì a Wall Street é stata volatile e senza direzione. L'S&P500 (+0.85% a 2506.85 punti) si é mosso tra i 2482 ed i 2509 punti e grazie ad un rally sul finale ha chiuso con un guadagno di 21 punti. Non diamo troppo peso all'esito di questa seduta di fine anno che é solo servita a far tornare l'S&P500 momentaneamente sopra la barriera dei 2500 punti. Momentaneamente perché il rialzo di corto termine dovrebbe spegnersi tra i 2550 ed i 2600 punti nella prima decade di gennaio. In seguito il minimo del 2018 a 2346 punti deve essere ritestato. Questo dovrebbe avvenire nel mese di febbraio. Non pensiamo però che la prima parte del 2019 sarà terribile. Al contrario - dopo il test del minimo dovrebbe ancora esserci un'ampia spinta di rialzo - avremo però il tempo di parlarne nelle prossime settimane.
Lunedì anche la tecnologia si é comportata bene. Quasi tutti i settori hanno guadagnato terreno compreso il Nasdaq100 (+0.71% a 6330 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4949 su 2328, NH/NL a 121 su 242 e volume relativo 0.75. A livello di sentiment i dati migliorano (VIX a 25.42 punti (-2.92) e CBOE Equity put/call ratio a 0.60) e mostrano un lento ritorno di fiducia tra gli investitori.
La tendenza di fondo é al ribasso - il trend di corto termine é al rialzo - prevedere i movimenti a breve é però molto difficile poiché investitori nervosi reagiscono in maniera eccessiva a qualsiasi informazione che sembra rilevante - poche in effetti lo sono.

Oggi le borse riaprono in tutto il mondo con l'eccessione della Svizzera e del Giappone. Shanghai perde il -1.15%. L'S&P500 cade a 2479 punti (-25 punti). Come conseguenza l'Eurostoxx50 vale ora 2965 punti. L'anno inizia male in Europa visto che le borse apriranno con una perdita di circa il -0.7%. Per oggi ci aspettiamo una stabilizzazione a questo livello.

Aggiornamento del 31 dicembre

Una fine d'anno conciliante

Donald Trump continua a twittare. Questa volta ha annunciato che le trattative commerciali con la Cina proseguono con successo. I mercati finanziari reagiscono a questa "buona notizia" - il future sull'S&P500 sale a 2507 punti (+21 punti). Stamattina la maggior parte delle borse asiatiche sono chiuse - solo Hong Kong (+1.30%) mostra che la giornata inizia bene.
Oggi in Europa l'Eurostoxx50 non tratta. Anche i nostri DAX, SMI e FTSE MIB non vengono commerciati. Nel pomeriggio a Wall Street avremo una seduta teoricamente normale per quel che riguarda gli orari d'apertura. Probabilmente però molti operatori saranno assenti e i volumi saranno modesti. Dopo un'apertura al rialzo non ci aspettiamo forti movimenti. Quanto vediamo stamattina sembra confermare la previsione di un rialzo di corto termine fino alla prima decade di gennaio 2019 con un obiettivo di riferimento a 2600 punti di S&P500.

Commento del 29-30 dicembre

Dopo una settimana corta avremo un altra settimana corta - é tempo di bilanci

Velocemente si avvicina la fine dell'anno ed é tempo di bilanci. Rileggiamo le nostre previsioni per il 2018, che si sono rivelate abbastanza buone, e prepariamo quelle per il 2019. La maggior parte delle borse europee hanno terminato l'anno. Lunedì 31 dicembre si tratterà ancora solo su alcune piazze per noi secondarie come Londra, Parigi, Amsterdam e Lisbona. Queste inutili sedute termineranno alle 14.05. A Wall Street invece avremo una seduta normale almeno per quel che riguarda gli orari d'apertura.
La performance 2018 dell'Eurostoxx50 é stata del -14.77%. Avevamo previsto un massimo annuale sui 3700 punti e un minimo sui 3000 punti. Il massimo é stato a gennaio a 3687 punti - il minimo é stato raggiunto settimana scorsa a 2908 punti. Pensavamo che l'Eurostoxx50 potesse terminare l'anno con una moderata perdita tra i 3200-3400 punti. Invece le borse europee sono tendenzialmente scese tutto l'anno raggiungendo i minimi a dicembre - abbiamo sbagliato il timing ma questo é comprensibile. Avremo il tempo di riparlarne nei prossimi giorni.
Settimana scorsa abbiamo avuto poche sedute e in linea di massima le borse si sono comportate come avevamo previsto nel commento del fine settimana scorso. Malgrado ciò ci sono alcuni sviluppi interessanti.

Le performance settimanali (2 sedute in Europa, 4 sedute in America) degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.47% a 2986 punti
DAX                         -0.70% a 10559 punti
SMI                          +0.12% a 8429 punti
FTSE MIB                  -0.40% a 18324 punti
S&P500                    +2.86% a 2485.79 punti
Nasdaq100               +3.95% a 6285 punti

Venerdì in Europa c'é stato un robusto e sostanziale rimbalzo. Le borse sembrano aver terminato la spinta di ribasso di dicembre. Un minimo significativo si é verificato giovedì con un giorno di ritardo rispetto all'America. Ora deve essere iniziato un rialzo di corto termine da ipervenduto e da eccesso di ribasso e di pessimismo. Secondo l'analisi grafica l'Eurostoxx50 (+1.67% a 2986 punti) dovrebbe risalire fino ai 3050 punti. Sembra poco considerando che questa fase dovrebbe durare fino alla prima decade di gennaio dell'anno prossimo. Da mesi l'indice non riesce più a superare la MM a 50 giorni in calo - in questo caso stimiamo che il rimbalzo potrebbe proseguire fino ai 3100 punti circa prima che la tendenza di fondo ribassista torni a dominare.
Venerdì tutti gli indici azionari europei hanno recuperato terreno (DAX +1.71% a 10559 punti, SMI +2.85% a 8429 punti, FTSE MIB +1.44% a 18324 punti). Il rally é avvenuto con modesti volumi di titoli trattati e si sono mosse soprattuto le azioni che nei giorni precedenti avevano subito un tracollo. Questo comportamento é tipico di un rimbalzo tecnico anche se i volumi sotto la media possono anche essere una conseguenza del periodo festivo.

Dopo l'impressionante rally di mercoledì (S&P500 +4.96%) e la continuazione di giovedì (+0.86%) venerdì la borsa americana ha fatto una pausa. L'S&P500 (-0.12% a 2485.79 punti) ha avuto una seduta volatile e senza una chiara tendenza e ha chiuso al centro del range giornaliero con una insignificante perdita di 3 punti. Anche il Nasdaq100 (-0.05% a 6285 punti) ha marciato sul posto. L'indice delle piccole e medie imprese Russell2000 (RUT +0.46%) é invece ancora salito influenzando in maniera positiva i dati per la giornata.
La seduta al NYSE é stata in effetti positiva con A/D a 4636 su 2603, NH/NL a 100 su 242 (crollati!) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 28.34 punti (-1.62) mentre la CBOE Equity put/call ratio é risultata (già troppo) bassa a 0.44. La MM a 10 giorni é però ancora a 0.79. Il Fear&Greed Index é risalito solo a 12 punti. Gli investitori sono ancora pessimisti e c'é ancora parecchio short covering nella pipeline - abbastanza per far proseguire il rialzo ancora una decina di sedute verso il nostro obiettivo a 2600 punti di S&P500.
La tendenza di fondo resta saldamenta al ribasso con il 14.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 20.68.
A livello puramente episodico notiamo che clienti ci contattano per chiederci se questa é una buona occasione per comperare azioni o se bisogna aspettare un'ulteriore caduta dei mercati prima di farlo. Nessuno vuole sapere se bisogna vendere ora o se si può speculare su una continuazione del rialzo iniziato settimana scorsa prima di vendere. Psicologicamente gli investitori sono ancora nello schema del bull market (compra le correzioni) e non in quello del bear market (vendi i rimbalzi). Questo é in parte incomprensibile visto che il ribasso in Europa dura già da 11 mesi e ha già fatto parecchi danni.
Sembra che molti non si rendano conto in quale situazione si trovano i mercati finanziari. Siamo alla fine di un ciclo di crescita congiunturale e ora segue un rallentamento economico o una recessione. Normalmente in un momento simile i tassi d'interesse reali dovrebbero essere ampiamente positivi e le finanze statali sane. Invece le Banche Centrali nel complesso iniziano solo ora a ritirare liquidità dai mercati finanziari e la loro politica monetaria é ancora decisamente espansiva. Rimproverare la FED americana perché il tasso d'interesse di riferimento sui FED Funds é salito a 2.25%-2.5% mentre l'economia cresce del 3.4%, l'inflazione é a +2.2% e la disoccupazione é sui minimi decennali é assurdo. Questo politica monetaria é da espansiva a neutra - non di certo restrittiva.
La BCE termina a fine anno il QE mentre i tassi d'interesse sull'EUR sono al 0% - la Banca Centrale europea ha fallito nel suo tentativo di creare un circolo virtuoso di crescita economica ed ora non ha margine di manovra. La colpa però é soprattutto della politica che non ha saputo sfruttare le occasioni avute negli ultimi 10 anni e ha sprecato l'enorme regalo costituito da tassi d'interesse sul debito pubblico ridicolmente bassi - i soldi risparmiati nel servire il debito pubblico sono stati buttati al vento.

Martedì 1. gennaio le borse sono chiuse. Le contrattazioni riprendono il mercoledì 2 gennaio - non in Svizzera però dove festeggiamo ancora il Berchtolds Tag. Lunedì 31 dicembre e mercoledì 2 gennaio pubblicheremo dei brevi aggiornamenti. I commenti riprenderanno al ritmo normale mercoledì 2 gennaio. Nel frattempo prepariamo le previsioni per il 2019 - un esercizio difficile considerando le incognite, la volatilità e l'instabilità politica in numerosi paesi.

Auguriamo ai nostri abbonati buone feste e un felice e prospero Anno Nuovo!

Commento del 28 dicembre

Questa spinta di ribasso dovrebbe essere terminata - i minimi devono essere ritestati

Dopo tre giorni di pausa a causa delle feste natalizie ieri le borse europee hanno riaperto. Gli investitori europei non si sono fatti impressionare dal rally della sera prima a Wall Street e hanno preferito vendere. L'Eurostoxx50 é caduto su un nuovo minimo annuale a 2908 punti e solo dopo le 17.00 ha recuperato a 2937 punti (-2.10%) - resta comunque una perdita giornaliera di 63 punti. Ora anche in Europa esiste una situazione di ipervenduto e di eccesso di ribasso. È probabile che con il crollo di ieri anche le borse europee abbiano raggiunto un minimo intermedio e debbano risalire. Questa é la buona notizia. La cattiva é che normalmente questo minimo per essere solido deve essere ritestato con alti volumi. Comperare adesso é quindi una guerra dei nervi poiché probabilmente dopo un primo debole rimbalzo di alcuni giorni ci deve ancora essere un vuoto d'aria.
In un'ottica a medio e lungo termine é molto impressionante, in senso negativo, la caduta dell'indice delle banche SX7E a 84.72 punti (-2.33%). Deutsche Bank ha toccato un minimo storico a 6.75 EUR (-4.14%) ma tutto il settore sembra sull'orlo del baratro. Questo é un segnale che c'é un forte malessere all'interno del sistema finanziario europeo.
Ieri tutti gli indici del nostro panorama (DAX -2.37% a 10381 punti, FTSE MIB -1.81% a 18064 punti) hanno perso terreno in maniera simile. Anche il difensivo SMI é crollato dal -2.63% a 8195 punti - normalmente le azioni di alimentari e farmaceutica sono le ultime che vengono vendute in una fase di ribasso.

In America sembrava che il rally di mercoledì non potesse avere una continuazione immediata. Invece dopo una fase di debolezza che ha fatto ridiscendere l'S&P500 a 2398 punti di minimo il mercato ha recuperato. Dopo le 20.10 una possente ondata d'acquisti ha fatto risalire le quotazioni e l'S&P500 ha chiuso sul massimo a 2488.83 punti (+0.86%). Questo mini rally é avventuto con volumi in calo (volume relativo a 0.95) e senza l'appoggio della tecnlogia (Nasdaq100 +0.41% a 6288 punti) e quindi il rialzo é ancora da considerarsi fragile - un test del vago supporto a 2400 punti é ancora possibile. A corto termine però il peggio é passato.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3979 su 3238, NH/NL a 67 su 654 (netto calo) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa solo a 29.96 punti (-0.45) e la CBOE Equity put/call ratio é rimasta piuttosto alta a 0.73. Riassumendo riteniamo che il minimo di mercoledì a 2346 punti sia definitivo. Come anticipato ieri é iniziata una fase di rialzo a corto termine che però probabilmente non si svilupperà in maniera lineare. Dovrebbe ancora esserci un test del minimo con una discesa sui 2380- 2420 punti accompagnata da alti volumi.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei perde il -0.42% mentre Shanghai sta guadagnando il +0.6%. Il future sull'S&P500 scivola a 2485 punti (-9 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 2957 punti. Probabilmente oggi in Europa ci sarà una seduta positiva - non bisogna però aspettarsi troppo considerando quanto osservato ieri. Con la fine del QE europeo verrà a mancare il sostegno della politica monetaria proprio quando l'economia sembra cominciare a boccheggiare e le borse traballano. Una combinazione di certo non entusiasmante.
 
Commento del 27 dicembre

Rimbalzo tecnico da ipervenduto - confermiamo l'obiettivo grafico a 2600 punti di S&P500

Sono già trascorsi tre giorni dal fine settimana del 22-23 dicembre. In questo periodo abbiamo festeggiato Natale e i mercati finanziari europei sono rimasti chiusi con alcune eccezioni senza grande rilevanza. In America invece ci sono state due sedute - una, negativa (S&P500 -2.71% a 2351.10 punti) e raccorciata, il 24 dicembre che abbiamo brevemente commentato ieri mattina. La seconda ieri che é stata un impressionante e massiccio rally da ipervenduto ed eccesso di ribasso. Pensavamo che questo rally potesse iniziare già lunedì dai 2400 punti ma gli sviluppi politici e la posizione anomala nel calendario di questa seduta hanno deciso altrimenti.

L'S&P500 ha aperto in guadagno a 2380 punti. All'inizio é però ancora caduto e ha toccato un nuovo minimo annuale marginale a 2346 punti. Verso le 17.00 é iniziata la riscossa. In un'ora l'S&P500 é risalito a 2400 punti ed é rimasto su questo livello per le due ore successive. Infine é lievitato e dopo le 21.00 ha accelerato al rialzo. Ha chiuso sul massimo giornaliero a 2467.70 punti (+4.96%) con uno storico guadagno di 116 punti. Tutti i settori hanno partecipato al rally e come d'abitudine si é particolarmente distinta la tecnologia (Nasdaq100 +6.16% a 6262 punti). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6044 su 1237 (S&P500 a 498 su 2!), NH/NL a 74 su 2013 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é crollata a 30.41 punti (-5.66 punti) mentre la CBOE Equity put/call ratio é scesa ad un normale 0.62.
Tecnicamente si é trattatto indiscutibilmente di un short covering rally accompagnato da volumi non particolarmente alti. Nei prossimi giorni questo movimento può continuare - come anticipato in precedenti commenti l'obiettivo di questo previsto rialzo di corto termine si situa a 2600 punti. Molti fattori in questo momento influiscono sulle oscillazioni e sulle reazioni giornaliere. L'ipervenduto e l'eccesso di ribasso sono stati ridotti ma non eliminati e quindi la copertura di short deve continuare e risucchiare il mercato verso l'alto. Anche l'aspetto stagionale (window dressing in occasione della chiusura di fine anno) e quello statistico (fino alla prima decade di gennaio le borse normalmente salgono) aiuteranno le borse. Non bisogna però dimenticare che ora ci troviamo in un bear market e che segnali di vendita di lungo termine sono stati appena generati. Molti investitori aspetteranno la prima buona occasione per vendere. Infine i problemi che hanno causato il ribasso non sono spariti. Il blocco dell'Amministrazione americana verrà per forza di cose risolto a breve. Il resto invece tornerà d'attualità all'inizio dell'anno prossimo.

Stamattina si torna a trattare in Europa e la reazione sarà matematica. Il future sull'S&P500 stamattina scende a 2460 punti (-8 punti). Per saldo da domenica scorsa l'S&P500 guadagna 40 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3000 punti - aprirà invariato ma 36 punti più in alto del valore registrato venerdì scorso alle 22.00. Magari stamattina ci saranno ancora degli acquisti ma chi si aspetta un rally probabilmente resterà deluso.
Per la cronaca notiamo che stamattina anche il Nikkei ha reagito con un balzo del +3.84%. La risposta di Shanghai é invece deludente (-0.6%).
Ieri il prezzo del petrolio (WTI) é rimbalzato a 46.22 USD/barile (+3.69). I movimenti su tassi d'interesse e divise sono invece stati insignificanti. Il rally della borsa é stato un fenomeno tecnico limitato alle azioni.

Conciso aggiornamento del 26 dicembre

Long term sell signal !

Lunedì 24 dicembre l'S&P500 ha chiuso a 2351.10 punti (-2.71%). RSI a 19.21 punti. RSI settimanale a 29.18 punti.
Dati della seduta: A/D a 1667 su 5531, NH/NL a 50 su 3158 (!), volume relativo a 0.79.
Volatilità VIX a 36.07 punti (+5.96), CBOE Equity put/call ratio a 0.79.
I nostri indicatori forniscono per la borsa americana un segnale di vendita a lungo termine - il bear market é iniziato ufficialmente.
Questo significa che da ora in avanti le fasi di rialzo devono essere considerate come dei rimbalzi all'interno di un ribasso di lungo termine. I rialzi devono essere venduti.
Un rally causato da ipervenduto, eccesso di ribasso e panico é imminente. Ci vuole però un catalizzatore per farlo partire. In mancanza di una notizia positiva possono ancora esserci alcune sedute negative anche perché nel periodo tra Natale e fine Anno molti operatori sono assenti e le borse sono esposte ad attacchi speculativi.
Oggi la borsa americana é aperta normalmente - alle 13.45 il future sull'S&P500 é a 2364 punti (+22 punti) - l'S&P500 dovrebbe aprire sui 2360-2362 punti. Le premesse sono per una seduta in trading range. La chiusura dipenderà dalle notizie della giornata. Se non ci fosse nulla di particolare l'S&P500 dovrebbe chiudere sui 2360-2380 punti.

Aggiornamento del 24 dicembre

Mercati relativamente tranquilli

In America prosegue la chiusura parziale (shut down) dell'amministrazione pubblica visto che i politici non sono ancora riusciti a trovare un accordo per il budget 2019. Il segretario del tesoro Steven Mnuchin ha contattato le sei più grandi banche americane e si é assicurato che queste dispongono della liquidità necessaria per rispondere a qualsiasi difficoltà finanziaria. Il "Plunge Protection Team", un gruppo di specialisti previsto per impedire cadute eccessive e dannose dei mercati finanziari, é pronto e operativo. Queste misure, annunciate via Twitter, potrebbero anche essere contraproduttive poiché psicologicamente confermano che esite un pericolo di crollo - almeno stamattina bastano però a ridare fiducia e stabilità ai mercati. Il future sull'S&P500 sale a 2429 punti (+15 punti) - l'S&P500 vale circa 2426 punti contro la chiusura di venerdì a 2416 punti.
Stamattina in Asia le borse erano in parte aperte. Shanghai sale del +0.4%. Cambi e tassi d'interesse sono praticamente invariati. L'Eurostoxx50 oggi non tratta. Anche le borse di Francoforte (DAX), Zurigo (SMI) e Milano (FTSE MIB) sono chiuse. In Europa é prevista una seduta raccorciata a Londra e Parigi. Anche a Wall Street avremo una seduta più corta del solito - la borsa americana apre alle 15.30 e chiude alle 19.00. I volumi saranno scarsi - probabilmente assisteremo ad una seduta di consolidamento con pochi movimenti.
Pubblicheremo il nostro prossimo commento giovedì 27 dicembre verso le 08.30.
Auguriamo a tutti gli abbonati un felice e tranquillo periodo festivo. Buon Natale.

Commento del 22-23 dicembre

Ci prepariamo ad una fase di rialzo di alcune settimane all'interno di un bear market

Da più di due anni ci aspettavamo questo crash della borsa americana - più volte durante quest'anno avevamo parlato delle oscene valutazioni fondamentali delle azioni americane e del rischio di ribasso. Eppure l'ampiezza del crollo durante il mese di dicembre ci ha sorpreso. Cerchiamo di scoprirne le cause e cerchiamo di prevedere cosa succederà probabilmente nelle prossime settimane.
L'S&P500 il 3 dicembre ha toccato un massimo giornaliero a 2800 punti - venerdì ha toccato un minimo annuale a 2408 punti e ha chiuso a 2416.62 punti (-2.06%). Dal massimo al minimo la perdita é di 392 punti o il -14% - questa caduta é avvenuta in meno di un mese e per l'esattezza in 14 sedute. Avevamo osservato il grave deterioramento strutturale del mercato ma evidentemente non gli abbiamo dato il dovuto peso. Il momento determinante si é verificato a metà ottobre. La borsa americana aveva appena avuto una brusca correzione, simile a quella di febbraio, dopo che l'S&P500 aveva toccato il 21 settembre un nuovo massimo storico a 2941 punti. Nel commento del 13-14 ottobre abbiamo scritto: "La tendenza di fondo della borsa americana potrebbe passare negativa - il 16.3% dei titoli é sopra la SMA a 30 giorni - il Bullish Percent Index sul NYSE é a 43.80." Un simile segnale negativo era già apparso a febbraio e quindi avevamo ignorato l'avvertimento dato dagli indicatori con questa frase: "Crediamo che questi dati settimana prossima debbano migliorare - é possibile che il rialzo dell'S&P500 fino a fine anno non sfoci in un nuovo massimo storico - in linea di massima però pensiamo che l'S&P500 debba avere un top finale sui 3000 punti all'inizio del 2019." Nel commento del 20-21 ottobre il problema si era ripresentato: "In un ottica a lungo termine ci preoccupano i dati che provengono dai due indicatori che usiamo per determinare la tendenza di base: solo il 18.2% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 42.49. Tra il massimo del 26 gennaio a 2872 punti e quello del 21 settembre a 2941 punti sono emerse delle massicce divergenze negative. È quindi possibile che il mercato azionario americana stia finalmente formando un top di lungo periodo e che la fase di rialzo iniziata il 15 ottobre non sia più in grado di cambiare la tendenza di base." A partire da questo momento questi due indicatori non sono mai tornati sopra il 50 e noi col tempo abbiamo dimenticato le possibili conseguenze negative e sottovalutato questo segnale d'allarme. Distratti dalla lunga oscillazione tra i 2600 ed i 2800 punti abbiamo pensato che il ribasso fosse rimandato all'inizio del 2019 - in effetti quasi mai il mese di dicembre é negativo per la borsa e noi ci siamo lasciati abbagliare dalle statistiche e dai dati sul sentiment. Il pessimismo aveva due volte in ottobre e a novembre provocato un rimbalzo dai 2600-2630 punti. Eravamo convinti che sarebbe successo anche questa volta. Invece, per numerose ragioni che non vale la pena elencare, c'é stata una rottura ed accelerazione al ribasso. Il reversal del 10 dicembre poteva essere un ulteriore momento chiave - anche in questo caso l'analisi tecnica era stata corretta ma la conclusione purtroppo errata: "Il grafico da l'impressione che ci possa essere un triplo minimo e che quindi ora deve partire una spinta di rialzo. In effetti sarà così perché secondo i nostri segnali un rally é imminente e come anticipato nell'analisi del fine settimana é partito in serata in America. Il triplo minimo probabilmente é un caso ma darà l'opportunità a molti analisti tecnici di propagare la validità dell'analisi grafica. In verità il triplo minimo funziona raramente ed esiste sopratutto nell'immaginario. La statistica dice che normalmente al terzo tentativo c'é una rottura al ribasso...".  Il possibile rally natalizio si é trasformato in un crash dopo due giorni di rimbalzo e la definitiva rottura del supporto a 2600 punti.
Ora la tendenza di fondo del mercato americano é ribassista. L'11.4% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni - il Bullish Percent Index sul NYSE é a 23.22 punti. I dati confermano l'inizio di un bear market che sul lungo termine dovrebbe far ridiscendere l'S&P500 sotto i 1000 punti. Questo movimento non sarà lineare e durerà parecchio tempo. Ci saranno della pause e delle fasi di rialzo in controtendenza. L'inizio di un sostanziale rimbalzo tecnico é imminente. Nei commenti dei giorni scorsi avevamo anticipato che l'obiettivo tecnico di questa spinta di ribasso si trova a circa 2400 punti - il minimo di venerdì a 2408 punti era molto vicino all'obiettivo. Ora deve iniziare l'attesa risalita fino ai 2600 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.97% a 3000 punti
DAX                         -2.13% a 10633 punti
SMI                          -3.37% a 8417 punti
FTSE MIB                  -2.72% a 18397 punti
S&P500                    -7.05% a 2416.62 punti
Nasdaq100               -8.32% a 6046 punti

La seduta di venerdì in Europa si é conclusa senza sostanziali variazioni e non necessita di lunghi commenti. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3000 punti (+0.02%). Durante la giornata l'indice ha toccato però un nuovo minimo annuale a 2957 punti. Alle 22.00 valeva 2964 punti. Il ribasso di conseguenza continua. Settimana scorsa le borse europee si sono comportate molto meglio dell'America - avevamo previsto questa possibile sovraperformance dell'Europa. Una scarsa consolazione visto che in linea di massimo prevedevamo una settimana di borsa in generale positiva e non un crash.
Il mercato azionario europeo resta strutturalmente molto debole. L'indice delle banche SX7E é crollato su un nuovo minimo annuale a 86.74 punti (-0.79%). Anche la borsa italiana si é unita al folto gruppo di mercati con nuovi minimi annuali. L'indice FTSE MIB ha rotto il supporto a 18500 punti ed é caduto a 18397 punti (-0.97%).
Settimana prossima probabilmente le borse europee risaliranno insieme all'America. Si tratterà però solo di una fase positiva all'interno di un ribasso di lungo termine.

Venerdì la seduta a Wall Street é stata nuovamente pessima. Probabilmente questa é stata la conseguenza di un effetto che negli ultimi giorni é stato dimenticato - quello della scadenza dei derivati di dicembre. Questa grande scadenza trimestrale spesso corrisponde ad un minimo o un massimo clclico. Questa volta evidentemente si tratta di un minimo.
L'S&P500 ha aperto a 2468 punti ed é rimasto stabile fino alle 16.00. Poi si é impennato fino ai 2504 punti e questo ha determinato il recupero delle borse europee e la chiusura in pari. Poi i ribassisti hanno nuovamente preso il controllo delle operazione e le vendite hanno dominato fino alle 21.40. L'S&P500 ha toccato un nuovo minimo annuale a 2408 punti poi é rimbalzato e ha chiuso a 2416.62 punti (-2.06%). Tutti i settori hanno contribuito al ribasso - anche la tecnologia (Nasdaq100 -3.15% a 6046 punti). Il prezzo del petrolio é caduto su un nuovo minimo di periodo a 45.59 USD/barile (WTI) - ad inizio ottobre era ancora a 87 USD.
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1374 su 5889, NH/NL a 73 su 2900 e volume relativo a 1.9. I dati sulla partecipazione sono orribili. Il picco di volumi é però probabilmente una conseguenza della scadenza dei derivati e non una testimonianza della forte pressione di vendita. Il momentum del ribasso é robusto e quindi ci potrebbero essere bisogno alcune sedute di "frenata" prima che la borsa possa ripartire al rialzo. C'é una situazione di ipervenduto, eccesso di ribasso e panico come non vedevamo da anni. La RSI sull'S&P500 é a 22.44 punti - quella sul Nasdaq100 a 28.42 punti. La volatilità VIX é balzata a 30.11 punti (+1.73). La CBOE Equity put/call ratio é schizzata su un stratosferico 1.13 con la MM a 10 giorni a 0.81. Il Fear&Greed Index é a 3 punti su una scala che va da 0 a 100. Probabilmente il crollo finale di venerdì é una conseguenza dei derivati - normalmente non si sarebbe verificato malgrado le pessime notizie che arrivano dal fronte politico americano (dimissioni del ministro della difesa e shut down dell'amministrazione).
Settimana prossima c'é la pausa natalizia. In Europa le borse rimangono chiuse fino al 26 dicembre. Si tratterà solo il giovedì 27 e venerdì 28. In America invece i mercati finanziari sono aperti anche lunedì 24 (seduta raccorciata - la chiusura é prevista alle 13.00) e mercoledì 26 dicembre (seduta normale).
Lunedì 24 pubblicheremo un breve aggiornamento. Ci vuole un impulso positivo per far partire le borse al rialzo. Vedremo se durante il fine settimana Donald Trump e il congresso avranno trovato un accordo sul budget in maniera che la chiusura dell'amministrazione pubblica americana possa immediatamente terminare. In questo caso il previsto rialzo inizierà lunedì. In caso contrario ci potranno ancora essere una o due sedute di pausa sui 2400 punti di S&P500.

Commento del 21 dicembre

Nuovi minimi annuali mostrano che i ribassisti dominano - gli eccessi causeranno ora un tentativo di stabilizzazione

Ieri sia in Europa che in America il ribasso é continuato. Gli indici azionari hanno toccato dei nuovi minimi annuali - l'Eurostoxx50 é sceso a 3000 punti (-1.68%) mentre l'S&P500 é crollato fino a 2441 punti di minimo ed ha chiuso a 2467.42 punti (-1.47%). L'ipervenduto e l'eccesso di ribasso sono evidenti ma il momentum domina e le vendite continuano. In una situazione del genere é impossibile dire in anticipo quando i mercati toccheranno il fondo visto che i supporti e le barriere tecniche non vengono rispettati dagli investitori ormai in panico. Ieri la volatilità VIX é balzata a 28.38 punti (+2.80) e durante la seduta ha toccato un massimo a 30.30 punti - la CBOE Equity put/call ratio é risultata nuovamente altissima a 0.91 mentre il Fear&Gred Index é precipitato a 5 punti. Difficilmente ci possono essere parecchie sedute con parametri del genere e quindi ora un tentativo di stabilizzazione é inevitabile. Il grafico dell'S&P500 offre la seguente soluzione - una caduta fino ai 2400 punti e un rimbalzo fino ai 2600 punti, punto di rottura al ribasso del canale 2600-2800 punti che era valido da metà ottobre. Le borse europee sembrano meno danneggiate e meno ipervendute - probabilmente perché si trovano praticamente sullo stesso livello già raggiunto il 10 dicembre. Il FTSE MIB (-1.93% a 18576 punti) malgrado la perdita di ieri é rimasto sopra il supporto a 18500 punti senza toccare un nuovo minimo annuale. Sarà però l'America a dettare il ritmo e decidere quando inizierà un rimbalzo.

Ieri la seduta in America é stata nuovamente pessima. L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 2498 punti. È salito fino a 2509 punti e poi i ribassisti hanno nuovamente preso il controllo delle operazioni. L'indice ha ondate é sceso fino ad un nuovo minimo annuale a 2441 punti e dopo le 20.00 é rimbalzato a 2487 punti. Questo rimbalzo di 47 punti accompagnato da forti volumi potrebbe significare una forma di esaurimento delle vendite. Sul finale l'S&P500 é tornato a 2467.42 punti (-1.58%). Le vendite hanno colpito tutti i settori indistintamente - il Nasdaq100 é sceso a 6267.42 punti (-1.57%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1514 su 5751, NH/NL a 56 su 3032 (!) e volume relativo a 1.44. L'esplosione dei nuovi minimi in tutti gli orizzonti temporali e il forte aumento dei volumi dei titoli trattati mostrano che gli investitori ormai hanno venduto qualsiasi cosa - agiscono in maniera sconsiderata e sono in panico - un minimo intermedio e significativo deve essere vicino. 
La RSI sull'S&P500 é a 25.53 punti - nettamente sotto il limite di 30 punti che segnala ipervenduto. Questo garantisce a breve una reazione tecnica. Può essere una pausa, un rimbalzo o un'inversione di tendenza. Solo una volta che potremo analizzare questa reazione saremo in grado di fare delle valide previsioni. Nel caso di un debole rimbalzo con scarsi volumi é probabile che il ribasso riprenda di vigore. Vendere adesso é tardi - comperare é temerario.
La tendenza di base e di lungo termine della borsa americana é al ribasso.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei perde il -1.13% - Shanghai cade del -0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2485 punti (-1 punto) - é rimbalzato ieri subito dopo la chiusura a New York - in teoria l'indice vale 2481 punti e questo significa un +14 punti.
Notiamo anche altri interessanti cambiamenti. Il cambio EUR/USD é salito a 1.1460 come conseguenza della debolezza dell'USD. Il reddito dell'US Treasury Bond a 10 anni ha smesso di scendere ed é a 2.79% (+0.02%) - se il reddito risale é probabile che anche la borsa, terrorizzata da una possibile sensibile rallentamento economico, recuperi terreno.
L'Eurostoxx50 vale ora 2995 punti (-5 punti) - le borse europee apriranno "solo" in leggero calo (-0.2%). Oggi, ultima seduta della settimana, deve esserci un tentativo di stabilizzazione e di recupero. Vedremo quali saranno le forze in campo - quelle dei ribassisti le conosciamo - quelle residue dei rialzisti sono invece un'incognita.

Commento del 20 dicembre

Crash di Natale - gli indicatori non funzionano normalmente - il ribasso può continuare

Ieri sera Jerome Powell ha fatto esattamente quello che aveva previsto di fare da tempo e aveva preannunciato con largo anticipo. Alle 20.00 la FED ha alzato i tassi d'interesse di riferimento sull'USD del +0.25%. Considerando i segnali di rallentamento provenienti dall'economia la FED intende alzare l'anno prossimo il costo del denaro ancora due volte - in precedenza prevedeva tre aumenti. Powell ha sottolineato l'indipendenza della Banca Centrale dalla politica e ha ribadito di prendere le sue decisioni sulla base del mandato ricevuto e secondo principi economici - questo messaggio era evidentemente indirizzato al Presidente Trump che nelle scorse settimane si era espresso in maniera critica sull'operato della FED pretendendo una politica monetaria espansiva.
La borsa ha reagito con un'ondata di vendite. Questa reazione é per noi incomprensibile ma ne prendiamo nota - osserviamo che il reddito dell'USD Treasury Bonds a 10 anni é caduto a 2.77% - questo é il livello più basso da maggio di quest'anno - a inizio novembre il reddito era sul massimo annuale a 3.24%. Nell'immediato questo contratto é decisamente ipervenduto con un sentiment (DSI) pessimo.
L'S&P500 ha aperto in leggero guadagno a 2551 punti e fino alle 20.00 é salito a 2575 punti. Dopo il comunicato della FED c'é stata un'impennata fino ai 2585 punti e subito dopo l'indice é precipitato a 2546 punti. Dopo un rimbalzo a 2564 punti c'é stata un'altra violenta ondata di vendite e l'S&P500 é crollato sul nuovo minimo annuale a 2489 punti. Sul finale si é stabilizzato sopra i 2500 punti e ha chiuso a 2506.96 punti (-1.54%). Anche la tecnologia (Nasdaq100 -2.29% a 6343 punti) ha accusato il colpo. È evidente che di rally di Natale non si può più parlare - questo é uno dei peggiori mesi di dicembre della storia della borsa e al massimo si può parlare di crash di Natale. Il disastro appare in tutta la sue gravità sul DJ Transportation - l'indice a inizio dicembre era ancora sugli 11'000 punti - ieri sera é crollato a 9147 punti (-3.15%) - nel mese di dicembre ha perso il -17%.
Purtroppo gli indicatori tecnici non forniscono dei segnali attendibili. C'é una evidente situazione di ipervenduto, eccesso di ribasso e di pessimismo. Questo però non provoca un rimbalzo e un'inversione di tendenza - momentum e pressione di vendita sono troppo forti e le normali barriere tecniche vengono superate senza sforzo. L'S&P500 si trova ora 200 punti sotto la MM a 50 giorni e 250 punti sotto la MM a 200 giorni - é in eccesso di ribasso. La RSI giornaliera é a 28.35 - l'indice é ipervenduto. Non parliamo poi degli indicatori di sentiment che vanno dal forte pessimismo al panico - il riassunto lo mostra il Fear&Greed Index a 8 punti. Stranamente però ieri sera la VIX ha chiuso invariata a 25.58 punti (?!). La CBOE Equity put/call ratio é nuovamente balzata a 0.85 - il dato si avvicina al record di lunedì a 0.97 - é rarissimo che un simile eccesso di speculazione al ribasso non provochi un rally da short covering.
Non possiamo che dichiarare la nostra impotenza - non sappiamo quando la borsa americana toccherà il fondo. Il ribasso a breve può continuare - la reazione dal prossimo minimo sarà violenta e improvvisa ma non sappiamo quando questa spinta si esaurirà. Graficamente, la rottura al ribasso da parte dell'S&P500 del canale 2600-2800 ha attivato un obiettivo a 2400 punti. Usiamo cifre tonde - considerando il momentum fissare obiettivi più precisi non fa senso.

Finora non abbiamo parlato di Europa perché l'esito positivo della seduta di ieri non é importante. Molto più interessante é la situazione stamattina. L'Eurostoxx50 ha chiuso ieri sera a 3051 punti (+0.37%). Ieri alle 22.00 valeva 3014 punti, Stamattina in preborsa vediamo delle indicazioni a 3011 punti. L'indice é sul minimo annuale e supporto del 10 dicembre a 3007 punti. Forse le borse europee reggeranno l'urto e ricominceranno a salire - la riscossa delle borse potrebbe venire a sorpresa dall'Europa.
Ieri la borsa italiana ha reagito con un +1.59% (FTSE MIB a 18942 punti) all'accordo tra Bruxelles e Roma sul budget 2019 (deficit del -2.04%). Almeno uno dei problemi europeo più spinosi é momentaneamente risolto. Se anche sul fronte del Brexit ci fossero dei progressi l'Europa, fondamentalmente più a buon mercato che l'America, potrebbe sorprendere in bene. Fino a quando gli indici azionari europei non toccato un nuovo minimo annuale si può provare a speculare long.

Ancora un paio di dati sulla serata a Wall Street. La seduta é stata decisamente negativa con A/D a 1666 su 5559, NH/NL a 116 su 2313 e volume relativo a 1.3. La spinta di ribasso é possente ma non la partecipazione. I NL (2313) sono meno che lunedì (2409) quando l'S&P500 aveva toccato un minimo a 2530 punti - ieri é sceso fino a 2489 punti...

Stamattina il ribasso prosegue in Asia. Il Nikkei ha perso il -2.89% - Shanghai é in calo del -0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2492 punti (-12 punti) - significa che l'S&P500 vale 2488 punti - il minimo di ieri sera durante la seduta. L'Eurostoxx50 vale ora (08.15) 3010 punti (-41 punti). Le borse europee apriranno con perdite indicative del -1.3%. L'esito della seduta é altamente incerto - non osiamo fare previsioni anche se la salita del cambio EUR/USD a 1.1420 e la stabilità dei tassi d'interesse sono segnali incoraggianti.

Commento del 19 dicembre

Prima vendere e poi riflettere al posto di buy the dips

Negli ultimi due mesi il comportamento degli investitori é radicalmente cambiato. Appena una società delude le attese, pubblica risultati inferiori alle stime o comunica un ristagno della cifra d'affari immediatamente l'azione viene venduta. Non si tratta di deboli correzioni ma di veri e propri crolli. Lo scetticismo ha sostituito il cieco ottimismo - nel bull market notizie negative venivano semplicemente ignorate - ora invece le reazioni sono esagerate. Per nove lunghi anni ogni correzione é stata comperata e ogni volta gli indici azionari, almeno quelli americani, salivano più in alto dando ragione agli ottimisti. Ora sono i pessimisti a prevalere ed aver ragione e da ogni angolo spuntano analisti e commentatori che prevedono un crollo. Forse avranno ragione ma nell'immediato si é esagerato sia con le vendite che con il pessimismo. Le borse europee sembrano fare base - da una settimana non seguono più l'America al ribasso e non toccano nuovi minimi di periodo. In America la situazione di ipervenduto e di eccesso di pessimismo é ormai estrema - le premesse per un rimbalzo tecnico sono ottime. Ieri l'S&P500 (+0.01% a 2546 punti) ha marciato sul posto dopo aver toccato un nuovo minimo annuale marginale a 2528 punti. La pressione di vendita diminuisce - i ribassisti sono stanchi. Ora vedremo se ci saranno dei convinti compratori e non solo acquisti determinati dalla copertura di posizioni short.

Le borse europee hanno chiuso ieri sera con una moderata perdita e sul livello d'apertura. Hanno subito le premesse negative provenienti dagli Stati Uniti ma durante la giornata sono oscillate senza che ribassisti o rialzisti prendessero il sopravvento. L'Eurostoxx50 (-0.77% a 3040 punti) ha avuto una seduta negativa ma resta ampiamente nel range di settimana scorsa. Mentre la borsa americana precipita quelle europee sembrano voler fare base. Questo comportamento costruttivo dovrebbe essere la premessa per un sostanziale rimbalzo tecnico fino ai 3150 punti. Questa previsione é però incerta visto che il trend dominante é chiaramente al ribasso e gli indicatori mostrano che esiste spazio verso il basso. L'indice delle banche SX7E cade a 90.03 punti (-0.31%) - una perdita contenuta. Anche il DAX (-0.29% a 10740 punti) rimane nel range di settimana scorsa. Il doji sul grafico suggerisce che l'indice sta consolidando o per meglio dire sta facendo una pausa prima di un nuovo impulso. Trend e momentum favoriscono una continuazione del ribasso. Dall'America giungono però chiari segnali per un rimbalzo tecnico. Di conseguenza pensiamo che a breve anche il DAX debba tentare di risalire in direzione dei 11200 punti. Il FTSE MIB oscilla ormai da metà ottobre tra i 18500 ed i 19500 punti - la discesa delle MM a 50 e 200 giorni si sta appiattendo. Ieri il FTSE MIB (-0.26% a 18644 punti) ha avuto una seduta negativa ma resta ampiamente nel range di settimana scorsa. Ci sono delle valide premesse tecniche per un sostanziale rimbalzo a partire dai 18500 punti (supporto).
Il future sul Bund lievita a 163.57 (+0.09%) - é poco ma questa é la migliore chiusura dell'anno!
Il cambio EUR/USD risale a 1.1380. Da quasi due mesi é fermo su questo livello. Sta affrontando la MM a 50 giorni in calo. Se riesce a tenere la pressione ancora una decina di giorni é probabile che il prossimo movimento significativo sia al rialzo.

La seduta a New York ha avuto un risultato misto contraddistinto dall'S&P500 fermo a 2546.16 punti (+0.01). Non é stata però una seduta tranquilla. L'S&P500 é oscillato in 46 punti e tra i settori buoni (Nasdaq100 +0.67% a 6491, semiconduttori SOX +1.28%) e quelli cattivi (banche BKX -1.36%, energia ETF Energy -2.36%) ci sono forti differenze. Notiamo però una diminuzione dei nuovi minimi a 30 giorni (NL) e un contemporaneo aumento della volatilità VIX a 25.58 punti (+1.06). La pressione di vendita sembra diminuire mentre aumenta il pessimismo degli investitori. Questa contraddizione costituisce una buona premessa per l'inizio di un rimbalzo tecnico. Tutti si aspettano che la borsa continui a scendere mentre invece alcuni titoli stanno già cambiando direzione. A breve i traders short saranno obbligati a chiudere e comperare.
L'S&P500 ha avuto una seduta volatile contraddistinta da numerosi cambiamenti di direzione. Ha aperto a 2565 punti ed é salito sul massimo a 2574 punti. È caduto a 2552 punti ed é risalito a 2571 punti. Da metà giornata é ricaduto fino al minimo a 2528 punti e dopo un rimbalzo di 32 punti ha chiuso invariato a 2546 punti. La seduta al NYSE é stata moderatamente negativa con A/D a 3267 su 3953, NH/NL a 89 su 1793 (in diminuzione da 2409!) e volume relativo a 1.05. La CBOE Equity put/call ratio é rimasta alta a 0.69.

Oggi é la giornata della FED. Non é più sicuro che il tasso d'interesse verrà alzato del +0.25% considerando gli evidenti segnali di rallentamento economico, la caduta della borsa e gli attacchi di Donald Trump.
Stamattina il future sull'S&P500 sale di 14 punti a 2552 punti. Le borse asiatiche sono ancora in calo (Nikkei -0.59%, Shanghai -1%).
Le borse europee apriranno con un guadagno intorno al +0.3% - l'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3049 punti (+9 punti). Probabilmente i mercati finanziari restaranno con il fiato sospeso fino a stasera alle 20.00 quando la FED comunicherà le sue decisioni. La reazione é incerta ma considerando la costellazione tecnica le varianti vanno da una seduta di moderato calo all'inizio di un violento rally da short covering.

Commento del 18 dicembre

Abbiamo sottovalutato momentum e pessimismo - l'S&P500 non é sceso a 2570 punti ma é crollato a 2530 punti (NL)


Pensavamo che la settimana prima di Natale sarebbe trascorsa, almeno fino a mercoledì e fino alla fine della riunione della FED americana, nella calma. Invece ieri c'é stata un'altra ondata di vendite. Nel commento tecnico sull'S&P500 e nel video pomeridiano avevamo ipotizzato una discesa fino ai 2570 punti seguita da un reversal - come lunedì di una settimana fà. Abbiamo però sottovalutato il pessimismo ed il momentum. L'S&P500 é crollato fino a 2530 punti e ha testato il minimo annuale del 9 febbraio 2018 a 2532 punti peggiorandolo di 2 punti. Sul finale l'indice ha recuperato a 2545.94 punti (-2.08%) ma alla fine resta ugualmente una pesante perdita di 54 punti. Strano da dirsi ma tecnicamente non é cambiato molto - l'S&P500 é solo più ipervenduto e l'eccesso di ribasso si é accentuato - il pessimismo si é avvicinato al panico con la salita della volatilità VIX a 24.52 punti (+2.89 punti - massimo a 25.88 punti). La CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.97 - questo dato mostra una eccessiva speculazione al ribasso ed é il valore più alto dell'anno. Presto o tardi doveva esserci un'uscita al ribasso dal range 2600-2810 punti - non ci aspettavamo però questa accelerazione al ribasso proprio adesso - credevamo che ora ci sarebbe stata solo una falsa e marginale rottura del supporto a 2600 punti.
Siamo convinti che a breve ci sarà un rimbalzo - chiamare questa prossima fase positiva rally di Natale é però ormai fuori luogo visto che dovremo accontentarci di un ritorno dell'S&P500 sui 2650-2700 punti. È però fuori dubbio che dopo l'esaurimento di ieri l'S&P500 é arrivato nuovamente su un importante supporto che ha alte probabilità di provocare un short covering rally.

È interessante osservare che ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa. Le perdite sono però risultate modeste (Eurostoxx50 -0.94% a 3063 punti) considerando che questa giornata si situa tra due pessime sedute per l'S&P500 che venerdì aveva già perso il -1.91%. Stamattina le borse europee apriranno in negativo ma ancora sopra i minimi annuali toccato lunedì 10 dicembre. Sembra che questa fase di panico coinvolga soprattutto l'America e che improvvisamente le borse europee si dimostrino stabili e relativamente più forti. Come ripetiamo da settimane la tendenza dominante in Europa é al ribasso. A breve però gli indici azionari europei stanno facendo base e stanno preparando una spinta di rialzo. Potrebbero per una volta aiutare l'America a terminare questa fase di vendite. Per la cronaca il DAX é sceso a 10772 punti (-0.86%) mentre il FTSE MIB ha subito una perdita più pesante ed é sceso a 18693 punti (-1.15%). La borsa italiana resta sotto l'influsso del debole settore bancario (SX7E -1.88% a 90.31 punti). Anche l'EUR si é rafforzato - il cambio EUR/USD é salito a 1.1355 - in questo periodo questo effetto di borse europee relativamente forti e EUR in recupero é inusuale. Una interessante divergenza positiva.

L'S&P500 ha aperto in gap down a 2581 punti, é salito a 2589 punti ed é poi caduto a 2568 punti (raggiungendo il nostro obiettivo intermedio a 2570 punti). C'é stato un recupero fino ai 2601 punti e l'indice é rimasto tra le 17 e le 18 su questo livello. Nella seconda parte della seduta i ribassisti hanno ripreso l'iniziativa ed il controllo delle operazioni. L'S&P500 é sceso regolarmente fino al minimo a 2530 punti. Solo negli ultimi 10 minuti di contrattazioni é rimbalzato di 18 punti (!) e ha chiuso a 2546 punti. Il Nasdaq100 ha perso più terreno (-2.22% a 6448 punti). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1226 su 6048, NH/NL a 103 su 2409 e volume relativo a 1.1.
La RSI sull'S&P500 é a 31.62 punti - il limite inferiore delle BB é a 2559 punti. Se si concentra l'analisi su momentum e partecipazione si arriva alla conclusione che esiste ancora una certo spazio verso il basso - la pressione di vendita é forte - ci potrebbero ancora essere una o due sedute di panico con una rottura del supporto a 2530 punti. Secondo il sentiment invece ci sono evidentemente le premesse per un inizio immediato di un rally causato dalle prese di beneficio dei ribassisti (short covering rally). Difficile dire quale effetto deve prevalere - ci siamo troppo abituati al comportamento del mercato durante un bull market - questo é probabilmente durato 9 anni ed é finito a settembre sul massimo storico dell'S&P500 a 2941 punti. Ora valgono le regole di un bear market - i supporti vengono rotti facilmente mentre i rimbalzi si fermano sulle prime resistenze. Inoltre ci vuole veramente panico e non solo pessimismo per scatenare una reazione. La volatilità VIX (24.52 punti, +2.89) é molto alta ma ancora a 13 punti dal massimo annuale di febbraio (chiusura del 5 febbraio a 37.32, max intraday a 50.30). Da inizio mese l'S&P500 ha perso 255 punti - il mercato é in caduta libera e normalmente é sconsigliabile tentare di andare al rialzo basandosi unicamente sugli indicatori di sentiment.

Scorrendo i media stamattina notiamo che i profeti del crash, capitanati dal famoso Marc Faber, sono tornati a far parlare di sé. Le previsioni di catastrofe imminente si moltiplicano e vengoni citati i motivi che appaiono anche nelle nostre analisi da anni. Per esperienza sappiamo che raramente (significa finora mai) un crash si verifica quando tutti se l'aspettano. Se Trump e la FED non fanno nei prossimi giorni dei gravi errori non crediamo che il ribasso debba continuare. Sulla consistenza di un eventuale rimbalzo tecnico abbiamo però fondati dubbi. 
Stamattina le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -1.77%, Shanghai -0.8%). Le borse europee apriranno però sul livello già raggiunto ieri alle 22.00 - non più in basso. Il future sull'S&P500 é invariato a 2555 punti - l'S&P500 vale 2551 punti. L'Eurostoxx50 vale alle 08.25 3040 punti (-23 punti) - le borse europee apriranno con perdite di circa il -0.8%. Non crediamo che l'Eurostoxx50 voglia andare a testare il minimo annuale a 3007 punti. Probabilmente si fermerà qui fino ad oggi pomeriggio. Poi vedremo cosa intendono fare gli americani - per logica dovrebbero aspettare fino a domani sera e conoscere le intenzioni della FED prima di prendere delle decisioni.
Prevediamo una seduta di consolidamento - in caso di notizie positive potrebbe già oggi iniziare un rally da ipervenduto.

Aggiornamento del 17 dicembre

Mercati tranquilli prima di Natale

Chi si aspettava un inizio di settimana col botto é deluso. I commenti degli analisti di questo fine settimana erano decisamente divisi in due campi diametralmente opposti. La maggior parte si aspettava ora un crash considerando come era terminata la settimana precedente a Wall Street - gli analisti tecnici invece sono per lo più schierati nel nostro campo e propendono per un rimbalzo tecnico e per un modesto rally natalizio. Stamattina il future sull'S&P500 é a 2614 punti (+8 punti). Da oggi i sistemi informatici cominciano a riportare il future a scadenza marzo 2019 poiché il future di dicembre 2018 scade venerdì prossimo. La differenza tra i due contratti é di 4 punti - uno spread matematico dovuto semplicemente a dividendi e tassi d'interesse sul capitale. Il future ci dice che la giornata si presenta come positiva ma niente di speciale. Anche sul fronte dei cambi e dei tassi d'interesse non ci sono cambiamenti di rilievo. Durante il fine settimana non é successo nulla di particolare.
Le borse asiatiche sono in leggero rialzo - il Nikkei guadagna il +0.67% - Shanghai sale del +0.16%. L'Eurostoxx50 vale ora 3100 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.2%. L'agenda economica non offre appuntamenti di rilievo. Il dato sull'inflazione in Europe atteso alle 11.00 (+2.00%) non dovrebbe muovere i mercati finanziari.
Forse fino a metà settimana avremo un pò di pace e per effetto dell'ipervenduto le borse potranno tranquillamente lievitare.

Commento del 15-16 dicembre

Si é verificato l'affondo a 2600 punti di S&P500 - il problema é che non c'é stata una reazione - sentiment bullish

Una settimana fà ci aspettavamo l'inizio di un rimbalzo tecnico dopo un una discesa dell'S&P500 a 2620 punti o una caduta fino a testare il supporto a 2603 punti. In effetti lunedì l'S&P500 é crollato fino a 2583 punti (il precedente minimo risale al 2 aprile a 2553 punti) ed é rimbalzato. Lunedì é risalito fino a 2637 punti - nei giorni successivi si é issato fino a 2685 punti e poi é ricaduto. La nostra speranza che fosse iniziato un rally natalizio é evaporata per mancanza di momentum e partecipazione. Troppi settori importanti, tra cui piccole e medie imprese (RUT -2.57%) trasporti (DJT -1.64%) e banche (-1.09%) stanno trascinando il mercato verso il basso - tutti questi indici venerdì hanno raggiunto dei nuovi minimi annuali.
Venerdì la borsa americana ha avuto un'altra pessima seduta - come purtroppo temevamo l'S&P500 é nuovamente caduto a 2600 punti. Ha toccato un minimo giornaliero a 2593 punti ed ha chiuso a 2599.95 punti (-1.91%) con una pesante perdita di 50 punti. Ancora una volta il sentiment é pessimo e come sapete questo é un segnale bullish per il mercato azionario. A breve deve iniziare un'altro rimbalzo tecnico - gli oscillatori sono sui minimi e forse già lunedì gli indici ripartiranno al rialzo. Il problema é che questi rimbalzi sono sempre più deboli - durano sempre meno tempo e gli indici risalgono meno punti con un numero sempre superiore di settori che si rifiutano di partecipare a questi rally ormai evanescenti. In America solo il 21.5% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE é a 33.39 punti. La tendenza di fondo del mercato azionario é negativa e temiamo che presto o tardi ci sarà una pesante accelerazione al ribasso. Come ripetiamo da tempo é molto probabile che il bull market iniziato nel 2009 é finito in America a settembre di quest'anno. Il top in Europa si é verificato ancora prima - tra novembre del 2017 e gennaio di quest'anno a seconda degli indici. Ora bisogna essere prudenti. Settimana prossima ci sarà ancora un ultimo tentativo di rally natalizio - i traders possono provare ad andare long - per gli investitori sarà invece una delle ultime occasioni di ridurre le posizioni azionarie. Il 18 e 19 dicembre si riunisce la FED - molto probabilmente deciderà ancora un aumento del tasso d'interesse di riferimento sui FED Funds del +0.25% (mercoledì 19 dicembre, 20.00) - contemporaneamente dovrebbe comunicare che per un pò dovrebbe essere l'ultimo. Forse questo sarà il catalizzatore per l'ultima spinta di rialzo dell'anno.
A breve l'Europa continua a seguire l'America. Settimana scorsa le borse europee si sono comportate leggermente meglio - la differenza é però esigua considerando che venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva ancora 3078 punti. È riapparso l'effetto già più volte riscontrato durante questo pazzo 2018 - la differenza di performance tra Europa e America é stata compensata dal cambio EUR/USD che é sceso da 1.1380 a 1.1305.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.11% a 3092 punti
DAX                         +0.72% a 10865 punti
SMI                          -0.20% a 8713 punti
FTSE MIB                  +0.90% a 18910 punti
S&P500                    -1.26% a 2599.95 punti
Nasdaq100               -0.28% a 6595 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta moderatamente negativa. Tecnicamente questa giornata non ci ha detto nulla di nuovo. In generale gli indici azionari europei hanno toccato un nuovo minimo annuale lunedì. Sono risaliti fino a mercoledì e ridiscesi nelle ultime due sedute della settimana. Venerdì si sono fermati nel centro del range settimanale e con una performance settimanale positiva. La tendenza dominante é però ancora decisamente al ribasso. Da mesi gli indici restano sotto le MM a 50 giorni in calo e per ora non si intravvede un cambiamento sostanziale. I nostri indicatori proprietari basta sulla stocastica restano saldamente su sell.
L'Eurostoxx50 ha chiuso la seduta ufficiale a 3092 punti (-0.63%) - gli altri indici europei si sono comportati in maniera simile. Il future sul Bund ha terminato la settimana a 163.21 (+0.28%) - il massimo annuale é stato toccato lunedì a 163.64 - il Bund decennale rende il 0.261%! Sapete esattamento questo cosa significa a livello d'investimenti (consigliamo da anni  il Bund come investimento difensivo) e per quel che riguarda le prospettive di crescita economica (rallentamento congiunturale) e d'inflazione.

Venerdì l'S&P500 ha aperto a 2623 punti. È salito per chiudere il gap fino ai 2635 punti e poi é caduto ad ondate costanti e regolari fino ad un minimo a 2593 punti. Negli ultimi 12 minuti di contrattazioni é risalito a 2600 punti - ha chiuso a 2599.95 punti (-1.91%). Il Nasdaq100 é precipitato a 6595 punti (-2.56%) - nel nostro commento su questo indice avevamo preventivato una caduta fino ai 6600 punti. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1455 su 5748, NH/NL a 107 su 1650 (tanti...) e volume relativo a 1.0. La pressione di vendita é in aumento e questo ci preoccupa. Il sentiment é pessimo e vicino al panico - la volatilità VIX é salita a 21.63 punti (+0.98), la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.79, il Fear&Greed Index é a 8 punti. Il pessimismo tra gli investitori individuali (inchiesta dell'associazione AAII) é al livello più alto dall'aprile del 2013. Considerando che l'S&P500 ed il Nasdaq100 sono su un supporto e gli oscillatori sono su dei minimi, é molto probabile che il pessimo sentiment provochi un'altro rally da ipervenduto ed eccesso di ribasso e pessimismo. Come sapete le statistiche dicono che il periodo tra il 12 dicembre e la prima decade di gennaio é normalmente tra i migliori dell'anno. Stiamo però anche noi perdendo la speranza che si verifichi un vero e proprio rally natalizio.
Vediamo come si presentano i mercati lunedì mattina - la pessima chiusura venerdì sera a Wall Street potrebbe sfociare in una breve continuazione verso il basso in particolare se nelle prossime ore non ci fossero delle informazioni positive in grado di ridare fiducia agli investitori.

Commento del 14 dicembre

Seduta senza spunti - il DJ Transportation (-1.64%) cade su un nuovo minimo annuale 

Ieri l'Eurostoxx50 si é mosso tra i 3109 ed i 3128 punti - ha chiuso in mezzo al range a 3112 punti (+0.14%) - una insignificante variazione di 4 punti. Anche l'S&P500 americano non ha combinato molto. Ha aperto a 2658 punti, é salito a 2670 punti di massimo, é sceso a 2637 punti di minimo e ha chiuso praticamente invariato al centro del range giornaliero a 2650.54 punti (-0.02%). Non abbiamo molto da dire a proposito di questa seduta senza spunti. Abbiamo solo alcune osservazioni di carattere generale.
In Europa il FTSE MIB (+0.54% a 19048 punti) ha guadagnato terreno mentre l'SMI svizzero (-0.52% a 8814 punti) ha perso 46 punti. La diversa composizione dei due indici e alcune notizie hanno provocato questa differenza casuale. L'Italia e Bruxelles si riconciliano mentre il deficit dello Stato italiano per il 2019 scende nell'ultima versione al 2% del PIL. Lo spread cade a 268 bps e la borsa sale grazie anche alle azioni delle banche.
In America l'S&P500 non si é mosso e come d'abitudine la tecnologia (Nasdaq100 +0.06% a 6768 punti) ha fatto leggermente meglio. Il settore delle piccole e medie imprese (Russell2000 -1.55%) ha avuto però una cattiva giornata. Peggio ancora ha fatto il settore dei trasporti - il DJ Transportation (-1.64%) cade su un nuovo minimo annuale e questo, secondo la Dow Theory, non lascia prevedere nulla di buone per il DJ Industrial e in generale per la borsa americana a medio e lungo termine.
La seduta ieri al NYSE é stata negativa con A/D a 2326 su 4864, NH/NL a 168 su 1099 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 20.65 punti (-0.81) - la CBOE Equity put/call ratio é risalita a 0.75. Siamo un pò delusi dal comportamento della borsa americana negli scorsi giorni. Dopo il reversal di lunedì é successo ben poco e gli indicatori sono ancora misti - non vediamo gli attesi miglioramenti a livello di partecipazione. Il rischio di un ulteriore vuoto d'aria fino ai 2600 punti di S&P500 sussiste anche perché gli oscillatori non sembrano ancora aver esaurito il ciclo di ribasso. Siamo però a metà dicembre e ormai fino a Natale manca solo una manciata di sedute. Sui temi che preoccupano momentaneamente gli investitori (Brexit, guerra commerciale USA-Cina, ecc.) non ci sono cambiamenti di rilievo - sembra difficile che ci possa ancora essere un sostanziale e sostenibile rialzo fino alla fine dell'anno o all'inizio dell'anno prossimo. I mercati finanziari sembrano in stallo e disorientati.

Stamattina la Cina ha pubblicato una serie di dati congiunturali che mostrano un evidente rallentamento della crescita economica. Le borse asiatiche reagiscono negativamente. Il Nikkei ha perso il -2.09% - Shanghai é in calo del -1.5%. Il future sull'S&P500 cade a 2627 punti (-19 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3088 punti (-24 punti) - le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.8%. Negli scorsi giorni gli indici azionari aprivano in guadagno e nel corso della giornata le borse si sgonfiavano. Ora vedremo se i compratori avranno il coraggio di intervenire o se invece i venditori prenderanno definitivamente il sopravvento.

Commento del 13 dicembre

Adesso si svegliano anche gli europei - rialzo alimentato dallo scetticismo

Ieri mattina abbiamo terminato il commento mattutino con questa osservazione: "L'Eurostoxx50 vale ora 3078 punti (+23 punti). Per dare trazione al mercato ci vorrebbe una seduta di rialzo con chiusura sul massimo giornaliero senza una ragione particolare. Forse oggi é la giornata buona..." In effetti gli investitori europei si sono risvegliati e si sono accorti che non c'erano più ragioni concrete per vendere. La reazione é stata una serie di acquisti provocati dall'ipervenduto e dall'eccesso di ribasso. L'Eurostoxx50 é salito fino a 3119 punti di massimo e solo sul finale ha ritracciato ed ha chiuso a 3108 punti (+1.72%). Come normalmente succede in questi rialzi sono stati comperati i "cadaveri" - in questo caso il settore bancario (SX7E +2.99% a 92.09 punti) con in testa Deutsche Bank (+5.81%) seguita a ruota dalle azioni delle banche italiane (ISP +4.08% e UCG +2.49%). Improvvisamente nel cielo appaiono i primi raggi di sole. Il governo italiano sembra pronto a ridurre il deficit nel budget dello Stato al 2% del PIL - lo spread cade a 274 bsp, il valore più basso da inizio ottobre. In Gran Bretagna Theresa May in tarda serata (22.00) sopravvive ad un voto di sfiducia in parlamento. In Germania il governo prepara dei piani di salvataggio per il settore bancario e studia una fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank. Bruscamente gli indici azionari europei risalgono con la partecipazione di tutti i settori e gli indicatori si risollevano dai minimi e cominciano a girare verso l'alto. I pessimisti iniziano ad avere il sospetto che il vento sta girando. Solo i volumi di titoli trattati restano sotto la media. È meglio però un rialzo che inizia alla chetichella piuttosto che un rally evanescente causato dagli speculatori. Naturalmente il rialzo in Europa segue il movimento in America e quindi avremo bisogno che S&P500 e colleghi continuino a salire - le premesse sono buone.
Per la cronaca ieri tutti gli indici hanno guadagnato parecchio terreno e hanno chiuso vicino al massimo giornaliero. Il FTSE MIB é balzato a 18945 punti (+1.91%) - l'SMI (+1.68% a 8861 punti) segue mentre il DAX (+1.38% a 10929 punti) chiude la nostra lista. Dopo solo due sedute positive gli indicatori non forniscono ancora dei segnali d'acquisto e la tendenza di fondo resta ancora saldamente ribassista. Restiamo però dell'opinione che fino all'inizio dell'anno prossimo le borse dovrebbero salire. Peccato che le posizioni long in portafoglio sono state chiuse dagli stop loss. Forse varrebbe la pena comperare ancora adesso.
 
La borsa americana ha avuto un'altra seduta positiva. Il grafico manda però segnali contraddittori visto che le ultime due candele sono rosse ma con minimi e massimi ascendenti. Martedì e mercoledì ci sono stati importanti vendite sul finale che hanno schiacciato gli indici sotto i livelli d'apertura. Nel complesso però il quadro tecnico é decisamente incoraggiante. In particolare sul fronte del sentiment notiamo ancora parecchio scetticismo e tutti parlano di rimbalzo prima della ripresa del ribasso - nessuno osa più prevedere un rally natalizio. Normalmente questa reticenza provoca un lento ma costante rialzo che deve essere rincorso gradualmente da tutti gli investitori in particolare con l'avvicinarsi della fine dell'anno. Il Nasdaq100 da inizio anno guadagna il +5.75% - l'S&P500 perde ancora un -0.84% - se la borsa sale tutti i gestori professionisti saranno obbligati a chiudere il 2018 con portafogli per lo meno neutri e non sotto investiti.
L'S&P500 ha aperto come martedì a 2671 punti. Fino alle 19.15 é salito a balzi irregolari sul massimo a 2685 punti. Poi ha avuto un vuoto d'aria fino alle 20.40 con un minimo intermedio a 2657 punti. Fino alle 21.40 ha recuperato fino a 2667 punti e solo sul finale é caduto sul minimo a 2651.07 punti (+0.54%). Ancora una volta la tecnologia é stata favorita dagli investitori (Nasdaq100 +0.89% a 6764 punti). Finalmente anche il Russell2000 (+1.05%) si é mosso al rialzo - ci preoccupano invece la debolezza relativa di DJTransportation (+0.03%) e delle banche (BKX +0.33%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5003 su 2163, NH/NL a 274 su 581 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 21.46 punti (-0.30) - la CBOE Equity put/call ratio é tornata normale a 0.62.
Nel complesso i grafici danno ancora segnali negativi visto che gli indici mostrano da ottobre una serie di minimi discendenti e sono sotto le MM a 50 giorni in calo. I primi titoli importanti stanno però tentando di rompere al rialzo queste linee di trend ribassiste e se ci fosse un indice che riuscisse a tornare sopra la MM a 50 giorni di colpo tutti vorranno comperare. Essere short a corto termine é pericoloso e sconsigliabile - essere long é per lo meno razionale sulla base del sentiment ancora pessimo. Il Fear&Greed Index é ancora bassissimo a 10 punti.

Stamattina sugli schermi prevale nuovamente il verde. Alle 06.30 il future sull'S&P500 era a 2660 punti - ora (08.00) é lievitato a 2665 punti (+14 punti). Il Nikkei guadagna il +0.95% - Shanghai sale del +1.2%. L'Eurostoxx50 aprirà sui 3115 punti (+0.2%). probabilmente stamattina le borse europee guadagneranno ancora qualche punto e poi rimarranno in attesa dell'esito della riunione della BCE (13.45) - in seguito ascolteranno Mario Draghi nella conferenza stampa delle 14.30 e alla fine decideranno sul da farsi. La BCE lascerà tassi d'interesse e politica monetaria invariati. La reazione degli investitori sarà da neutra a positiva visto che come al solito Draghi cercherà di dare fiducia e minimizzare problemi e rischi. Alle 09.30 la BNS e il suo direttore, Thomas Jordan, si cimenteranno nel medesimo esercizio.

Commento del 12 dicembre

L'Europa segue e rimbalza - l'America consolida - il (mini) rally di Natale é partito

Lunedì sera la borsa americana é rimbalzata e ieri quelle europee hanno semplicemente seguito. Hanno aperto in guadagno e durante la giornata hanno nuovamente rincorso come un'ombra gli avvenimenti a Wall Street. L'S&P500 nel tardo pomeriggio si é sgonfiato dopo una buona apertura e anche l'Eurostoxx50 (+1.27% a 3055 punti) ha chiuso lontano dal massimo giornaliero a 3083 punti. Sembra inutile fare analisi tecniche approfondite sugli indici azionari europei visto che si muovono come delle marionette a seguito dell'America. Notiamo unicamente che il rimbalzo ha a malapena coperto le perdite di lunedì. Le borse europee sembrano poggiare su gambe traballanti e non bisogna essere sorpresi considerando i problemi e i fondamentali in deterioramento. La Gran Bretagna sembra dirigersi verso una Brexit caotica e disordinata - la Francia di Macron, travolta dalla rivolta dei giubbotti gialli, fa concessioni finanziarie che provocheranno un superamento dei limiti di deficit e di indebitameto, la BCE si avvicina alla fine del Quantitative Easing proprio quando la congiuntura comincia a rallentare. Questa é una lista delle principali preoccupazioni del mercato senza dimenticare quanto sta succedendo alla periferia (caduta del governo in Belgio, difficoltà del governo socialista in Spagna dopo le elezioni in Andalusia, attacco nell'Ungheria di Orban contro la libertà di stampa e le università, ecc.). I sintomi del malessere appaiono in maniera palese nel settore bancario - ieri l'indice delle banche SX7E é rimbalzato debolmente e a fatica (+0.26% a 89.42 punti) - il FTSE MIB (+0.98% a 18591 punti) é stato frenato dalle azioni delle due grandi banche in perdita - questo comportamento é preoccupante. È probabile che nelle prossime settimana le borse europee possano salire. Sarà però solo un rialzo di corto termine all'interno di un trend ribassista dominante che sfocierà nei prossimi mesi in nuovi minimi.

La borsa americana ha avuto una seduta altalenante e volatile che si é conclusa con un nulla di fatto (S&P500 -0.04% a 2636.78 punti). Nel complesso é stata una giornata negativa (DJT -0.46%, Russell2000 -0.21%, BKX (banche) -1.23%) ma non possiamo lamentarci. In una giornata contraddistinta da notizie ostili al mercato (in mancanza di un accordo sul budget il presidente Trump ha minacciato di gradualmente ridurre l'attività dell'amministrazione pubblica / government shutdown), la borsa americana ha consolidato e ha mantenuto i guadagni di lunedì con la leadership della tecnologia (Nasdaq100 +0.32% a 6704 punti). Pretendere di più era difficile.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2671 punti e fino alle 16.40 é oscillato in pochi punti con un massimo giornaliero a 2674 punti. Poi ha scelto la variante della chiusura del gap. È sceso fino alle 20.00 sul minimo a 2621 punti, é risalito a strappi a 2658 punti e sul finale é ricaduto a 2636 punti. La seduta al NYSE é stata moderatamente negativa con A/D a 3234 su 3938, NH/NL a 182 su 969 (i NL restano alti - mhhh) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scivolata a 21.76 punti (-0.88), la CBOE Equity put/call ratio torna alla normalità con un 0.65. Sui grafici appaiono parecchie candele rosse e questo non é molto incoraggiate. Verso il basso la borsa sembra però assicurata - il bordo inferiore delle BB sull'S&P500 é a 2604 punti.
Da oggi statisticamente inizia il rally di Natale - normalmente dal 12 dicembre in avanti inizia uno dei periodi migliori dell'anno. Le vendite si sono prosciugate. Ora devono apparire i compratori...

Stamattina anche le borse asiatiche si sono unite al rialzo - il Nikkei guadagna il +2.22%, Shanghai lievita del +0.3%. Il future sull'S&P500 sale a 2656 punti (+24 punti) e ovviamente questo determina l'apertura delle borse europee. L'Eurostoxx50 vale ora 3078 punti (+23 punti). Per dare trazione al mercato ci vorrebbe una seduta di rialzo con chiusura sul massimo giornaliero senza una ragione particolare. Forse oggi é la giornata buona...

Commento del 11 dicembre

Ancora una volta ipervenduto e pessimismo provocano un rimbalzo tecnico


Ieri le borse europee hanno aperto in calo influenzate dalla caduta della borsa americana venerdì sera. Fino nel pomeriggio la situazione é rimasta stabile e le perdite erano contenute. Poi é arrivata la notizia che Theresa May ha deciso di rinviare la votazione sul Brexit prevista per oggi nel parlamento britannico. Sicura della sconfitta il primo ministro inglese ha preferito una ritirata strategica citando la possibilità di ulteriori trattative con l'UE per un eventuale miglioramento dell'accordo. È poi stata Wall Street a dare il colpo decisivo. L'S&P500 é sceso la sera a testare il minimo di fine ottobre e come d'abitudine le borse europee sono crollate dopo aver resistito alla pressione di vendita fino alle 15.30. Ieri sera l'Eurostoxx50 (-1.36% a 3017 punti) ha chiuso su un nuovo minimo annuale. Gli europei ormai sono impietriti e non sono più capaci di ragionare e prendere decisioni in maniera indipendente.
L'indice delle banche SX7E (-2.61% a 89.19 punti) é crollato su un nuovo minimo annuale malgrado che il calo dei tassi d'interesse e la stabilità degli spreads sui titoli di Stato non giustificano il panico. Graficamente la strada verso il basso é aperta fino ai 77 punti. Molto probabilmente l'indice reagirà prima ma é difficile indovinare da quale livello non essendoci punti di riferimento.
Il DAX (-1.54% a 10622 punti) si é comportato in maniera simile all'Eurostox50 e ha raggiunto un nuovo minimo annuale. L'ultima candela sul grafico é fuori dalle BB e la RSI scende sotto i 30 punti (ipervenduto).
Il FTSE MIB (-1.77% a 18410 punti) si é unito agli altri indici azionari europei e ha raggiunto un nuovo minimo annuale (per 1 punto!). Il FTSE MIB ha chiuso sul minimo giornaliero con una pesante perdita di 331 punti. Il grafico da l'impressione che ci possa essere un triplo minimo e che quindi ora deve partire una spinta di rialzo. In effetti sarà così perché secondo i nostri segnali un rally é imminente e come anticipato nell'analisi del fine settimana é partito in serata in America. Il triplo minimo probabilmente é un caso ma darà l'opportunità a molti analisti tecnici di propagare la validità dell'analisi grafica. In verità il triplo minimo funziona raramente ed esiste sopratutto nell'immaginario. La statistica dice che normalmente al terzo tentativo c'é una rottura al ribasso... 
Nei commenti serali abbiamo anticipato l'imminenza di un rimbalzo tecnico. Le osservazioni sono andate da "Sappiamo solo che un rimbalzo é vicino sia in termine di punti che di tempo" a "Un rimbalzo tecnico é imminente ma la decisione verrà presa da Wall Street." fino a "Siamo quindi convinti che un minimo significativo é vicino. Seguirà un rally da ipervenduto che potrà far risalire il DAX al massimo sulla MM a 50 giorni." 
Vediamo come é andata la seduta a Wall Street.

Ancora una volta la borsa americana ha reagito positivamente ad una situazione di ipervenduto, eccesso di ribasso e pessimismo. Avevamo previsto che l'S&P500 dai 2633 punti di venerdì dovesse ancora scendere a 2620 punti o a testare il minimo di ottobre a 2603 punti prima che ci fosse una reazione e un rally. In effetti l'S&P500 ha aperto a 2637 punti ed é dovuto cadere fino a 2583 punti di minimo prima che si realizzasse l'atteso reversal. Alle 17.00 l'indice ha toccato il minimo, ha fatto base per una mezz'ora e poi ad ondate regolari é risalito. Alle 21.40 ha toccato il massimo a 2647 punti e infine si é sgonfiato e ha chiuso a 2637.72 punti (+0.18). Per completare un classico key reversal day ci sarebbe solo voluto un aumento dei volumi che invece sono rimasti nella media (volume relativo a 1.0). I listini sono stati trascinati dalla tecnologia (Nasdaq100 +1.05% a 6682 punti) mentre energia e banche (!) hanno frenato. La seduta al NYSE é stata negativa (a causa del calo del Russell2000, -0.34%) con A/D a 2547 su 4681, NH/NL a 118 su 1741. La predominanza dei Declines e l'espansione dei NL a 30 giorni non ci piacciono e ci preoccupano. Il rimbalzo potrebbe fallire e potrebbe esserci un ulteriore test del minimo. In questo senso la seduta odierna sarà importante e forse decisiva - dobbiamo osservare un miglioramento a livello di partecipazione per poter prevedere una continuazione del rimbalzo. Siamo però ottimisti e vediamo fino a dove il mercato potrebbe risalire. Il Nasdaq100 ha resistenza sui 7000 punti - ha quasi un 5% di potenziale di rialzo. Questo significa che l'S&P500 potrebbe tornare sui 2780 punti. Le Bollinger Bands scorrono a 2608-2798 punti - sui 2600 punti c'é un buon supporto ma sarà difficile che l'S&P500 possa tornare sopra i 2800 punti anche considerando il fatto che le MM a 50 e 200 giorni sono sui 2750-2760 punti. A livello di sentiment regna ancora il pessimismo e la cautela - la volatilità VIX é scivolata a 22.64 punti (-0.59), la CBOE Equity put/call ratio é rimasta alta a 0.70.
Riassumendo, se la seduta odierna é positiva o se per lo meno c'é una semplice pausa di consolidamento, il rialzo iniziato ieri deve continuare. Potrebbe durare fino all'inizio di gennaio 2019 ma per questo ci vogliono delle notizie positive sui fronti caldi (guerra commerciale USA-Cina, Brexit). Stimiamo che questa prima spinta di rialzo deve far risalire l'S&P500 fino a circa 2750 punti. Le borse europee seguiranno a distanza.

Stamattina i mercati azionari asiatici e europei si risollevano. Il Nikkei perde ancora un -0.31% mentre Shanghai guadagna il +0.4%. Il future sull'S&P500 é a 2637 punti (-6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3041 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.8%. Pensiamo che in giornata potrebbero esserci ulteriori acquisti e quindi ulteriori guadagni degli indici azionari. Prevediamo però che all'inizio del rimbalzo gli investitori saranno cauti e quindi stasera ci aspettiamo una chiusura con guadagni intorno al +1%.
Questo é l'ultimo tentativo di rally natalizio - se fallisce si preannunciano tempi difficili.

Aggiornamento del 10 dicembre

Ci aspetta una settimana di tensione

Sul fronte della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti non ci sono novità di rilievo. La CFO di Huawey resta in prigione in Canada mentre la Cina convoca l'ambasciatore americano a Pechino per una protesta ufficiale e minaccia ritorsioni.
Stamattina il Giappone ha reso noto che il PIL del terzo trimestre é sceso del -0.6% - la contrazione dell'economia giapponese é stata più forte del previsto.
Ci aspetta una settimana di tensione con la pubblicazione di numerosi dati economici significativi e decisioni importanti. Martedì é previsto in Gran Bretagna il voto sul Brexit in parlamento. Giovedì ci saranno le riunioni di BNS (Svizzera) e BCE (Europa) per discutere la situazione economica e decidere eventuali adattamenti nella politica monetaria.
Sui mercati finanziari la settimana inizia male. Il future sull'S&P500 sta perdendo 18 punti a 2618 punti. Con questo contratto in calo é ovvio che il resto "guarda fuori male". Le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei perde il -2.04%, Shanghai scende del -0.8%. L'Eurostoxx50 vale ora 3038 punti - aprirà con una perdita del -0.6% e poco sopra il minimo annuale. Probabilmente deve scendere più in basso prima di poter rimbalzare. Vi ricordiamo che secondo la nostra analisi tecnica l'inizio di un rimbalzo tecnico in America é imminente - dovrebbe cominciare sui 2620 punti di S&P500 o con un test del supporto a 2603 punti. 

Commento del 8-9 dicembre

Doveva esserci una correzione intermedia, non una spinta di ribasso. Ci sarà ancora un rimbalzo dai 2620 punti di S&P500

La settimana appena trascorsa é stata un disastro per le nostre previsioni a medio termine. Il rialzo iniziato in Europa e in America dai minimi del 20-23 novembre avrebbe dovuto continuare dopo una correzione intermedia. Avevamo previsto che la correzione sarebbe iniziata dai 2800-2810 punti di S&P500 (livello generale di riferimento) e in effetti lunedì il future à salito fino a 2814 punti mentre l'indice durante la seduta ufficiale ha toccato un massimo a 2800 punti prima di cominciare a scendere. Ci aspettavamo che l'S&&P500 in due o tre sedute scendesse fino ai 2760 punti prima di ripartire al rialzo. Invece, per numerose reagioni che non stiamo qui ora ad elencare, l'S&P500 in tre sedute ha raggiunto un minimo giovedì a 2621 punti e ha terminato la settimana a 2633.08 punti (-2.33%). La performance settimanale del -4.60% cancella il guadagno della settimana precedente del +4.85%. Il minimo del 26 ottobre a 2603 punti é in vicinanza. La tendenza di lungo termine della borsa americana é ancora al rialzo - quella delle borse europee (con alcune eccezioni tipo l'SMI svizzero) é al ribasso. La conseguenza del fallito rialzo é che le borse europee hanno toccato questa settimana dei nuovi netti minimi annuali. Il guadagno dell'ultima settimana di novembre (Eurostoxx50 +1.14%) e stato spazzata via dalla sostanziale perdita di questa settimana (-3.61%). 
A questo punto le previsioni a medio termine sono incerte. Questo non significa che non abbiamo le idee chiare su quanto deve succedere nelle prossime settimane. Come ripetiamo da mesi la borsa americana é toppish e il bull market iniziato nel 2009 é praticamente alla fine. Non sappiamo ancora se il massimo del 21 settembre a 2941 punti di S&P500 é definitivo o se ci sarà ancora una spinta di rialzo in direzione dei 3000 punti. Una settimana fà quest'ultimo sembrava lo scenario più probabile - ora, con l'S&P500 a 2633 punti e con la finestra temporale che si sta lentamente restringendo (prevedevamo il massimo per la prima decade di gennaio 2019). questo obiettivo sembra ormai irraggiungibile. A corto termine deve iniziare un rimbalzo tecnico dai 2620 punti di S&P500. L'indice potrebbe già lunedì partire al rialzo o potrebbe ancora avere una breve fase di debolezza fino a testare i 2603 punti. Le premesse per l'inizio di un'altra spinta di rialzo sono nuovamente ideali. C'é una situazione di eccesso di ribasso, gli investitori sono pessimisti (VIX a 23.23 punti, +2.04 / il Fear&Greed Index é caduto a 11 punti) e stanno eccessivamente speculando al ribasso (CBOE Equity put/call ratio gio a 0.85, ve a 0.77), la pressione di vendita é in calo (mancata espansione dei nuovi minimi) e ci sono (in America) parecchi supporti in grado di rispedire almeno momentaneamente gli indici verso l'alto. Infine la situazione sui tassi d'interesse in USD si sta normalizzando (reddito degli USTresury Bills a 3 mesi a 2.32%, degli USTBonds a 2 anni a 2.72% e a 10 anni a 2.85%) e l'effetto negativo dell'inversione della curva dei redditi é sparito. Il calo generale dei tassi d'interesse dovrebbe nuovamente favorire i mercati azionari. Questo vale anche per l'Europa - il reddito del Bund tedesco a 10 anni é sceso sul minimo annuale a 0.247%. Vi abbiamo costantemente consigliato di mantenere questo investimento difensivo - il future é salito quest'anno da 156.40 ai 163.37 di venerdì - non é molto ma é sicuramente meglio della performance 2018 del DAX (-16.49%).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.61% a 3058 punti     (YTD -12.71%)
DAX                         -4.17% a 10788 punti
SMI                          -3.49% a 8741 punti
FTSE MIB                  -2.33% a 18742 punti
S&P500                    -4.60% a 2633.08 punti     (YTD -1.52%)
Nasdaq100               -4.83% a 6613 punti

Venerdì le borse europee sono rimbalzate seguendo l'andamento di Wall Street di giovedì. Purtroppo l'Europa segue sempre e non é mai in grado di sviluppare una tendenza in maniera autonoma. L'Eurostoxx50 é salito dai 3046 punti di giovedì fino alle 16.05 a 3097 punti di massimo. Poi gli europei si sono accorti che la borsa americana stava di nuovo scendendo e l'Eurostoxx50 é caduto fino alla chiusura a 3058 punti (+0.41%). È rimasto un guadagno di 12 punti che alle 22.00 era sparito (valore teorico a 3043 punti). Abbiamo poco da dire su degli indici che toccano nuovi minimi annuali con volumi in aumento e chiusure sui minimi giornalieri. Il trend é evidentemente al ribasso. Le candele di DAX e Eurostoxx50 sui grafici sono però fuori dal limite inferiore delle Bollinger Bands. Di conseguenza quando la borsa americana rimbalzerà anche in Europa ci sarà un rally. Crediamo che fino a fine anno ci sarà una stabilizzazione e l'Eurostoxx50 potrà tornare sui 3200 punti. La tendenza dominante resta però ribassista. Gli avvenimenti delle ultime due settimane hanno mostrato che le borse reagiscono alle notizie in maniera emozionale e violenta. Se improvvisamente sul fronte della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina arrivassero delle notizie positive con concreti progressi in direzione di un accordo le borse potrebbero sviluppare un rally del +5% indipendentemente dalla situazione tecnica del momento. In caso di ipervenduto e panico (come adesso) la reazione potrebbe anche essere più intensa. Di conseguenza qualsiasi posizione di trading deve essere assicurata con degli stop loss.

Venerdì la borsa americana ha avuto ancora una pessima giornata. L'S&P500 é ricaduto a 2633.08 punti (-2.33%). La pressione di vendita era però in netto calo (NL a 1037 contro i 963 di martedì quando l'S&P500 era sceso a 2697 punti) mentre appariva tra gli investitori un certo panico. È quindi probabile che il supporto sui 2603-2620 punti regga e provochi una gamba di rialzo di cui non siamo ancora in grado di stimare la portata.
L'S&P500 ha aperto a 2670 punti, é salito a 2708 punti di massimo e poi ad andate é sceso fino ad un minimo a 2623 punti. Nell'ultima ora di contrattazioni l'indice é risalito a 2633 punti. Il Nasdaq100 ha seguito (-3.30% a 6613 punti). Tra l'altro tutti, noi compresi, parlano sempre di tecnologia. Questo però non é il miglior settore dell'anno della borsa americana. La migliore performance viene dalla farmaceutica e questo spiega anche la forza relativa dell'SMI svizzero (+0.94% a 8741 punti).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1958 su 5168, NH/NL a 208 su 1037 e volume relativo a 1.05. Le BB sull'S&P500 scorrono a 2612-2811 punti. Lunedì l'S&P500 potrebbe ancora scendere sui 2600-2620 punti. Poi partirà un'altra spinta di rialzo.

Il cambio EUR/USD é salito a 1.1380. Malgrado che la tendenza dominate é debolmente al ribasso il cambio sembra poter difendere la zona di supporto sugli 1.13 (minimo annuale a 1.1215). Noi siamo convinti che l'USD come moneta é ancora peggio dell'EUR e che nei prossimi anni il cambio debba salire - escludiamo una caduta sulla parità come previsto da numerosi analisti. I dati fondamentali americani assomigliano a quelli di un Paese sudamericano altamente indebitato e con un forte deficit strutturale dello Stato. Gli USA hanno un deficit della bilancia commerciale e dei pagamenti e si avvicinano ad una crisi di fiducia nella quale i suoi debitori si rifiuteranno di prestare ulteriore denaro a prezzi ridicoli. Il rischio é inflazione e svalutazione dell'USD. Non siamo degli utopisti. Famosi investitori come Ray Dalio difendono e spiegano questa teoria. Con la borsa e le obbligazioni USD in bolla é estremamente pericoloso pianificare investimenti a lungo termine in USD quando anche la moneta rischia un tracollo.

Commento del 7 dicembre

Le borse europee crollano su un nuovo minimo annuale - panico ingiustificato - alle 17.30 é iniziato un rimbalzo tecnico

Ieri le borse europee hanno avuto una pessima seduta. I meggiori indici azionari, rappresentati dall'Eurostoxx50 (-3.31% a 3046 punti), sono caduti su dei nuovi minimi annuali e hanno chiuso sul minimo giornaliero con pesanti perdite e volumi in aumento.
Non abbiamo tempo stamattina per commentare ulteriormente questa giornata. Gli interessati possono leggere i commenti serali sui singoli indici azionari. Era però evidente alle chiusura delle borse europee che a breve doveva iniziare un forte rimbalzo tecnico da eccesso di ribasso.
Puntuale la reazione é arrivata da Wall Street. L'S&P500 ha aperto sui 2660 punti, é caduto fino alle 17.30 su un minimo a 2621 punti e poi é iniziata la riscossa. L'indice ha chiuso sul massimo giornaliero a 2695.95 punti (-0.15%). Il Nasdaq100 é addirittura riuscito a terminare la giornata con un consistente guadagno di 43 punti a 6838 punti (+0.64%). Non siamo ancora in grado di prevedere nel dettaglio cosa potrebbe succedere nelle prossime settimane. Prima dobbiamo osservare come si sviluppa questo rimbalzo tecnico specialmente in Europa. L'S&P500 é per ora bloccato in un ampio range tra i 2620 ed i 2810 punti. Tenderà ad oscillare intorno ai 2700 punti.
Nell'analisi del fine settimana potremo fare il punto della situazione e aggiornare lo scenario almeno fino all'inizio del 2019. La previsione di un robusto e sostenibile rialzo é ormai da archiviare. Questo non significa però che un rally di Natale verrà completamente a mancare. La reazione ieri delle borse europee é fondamentalmente incomprensibile. È però la conseguenza di un labile rialzo a corto termine che é stato travolto dal riaffiorare con potenza del trend ribassista di base. Speravamo che a dicembre ci sarebbe stata una tregua ma ci siamo sbagliati. Purtroppo quando due tendenze contrarie in orizzonti temporali diversi si scontrano possono risultare degli effetti inattesi.  

Commento del 6 dicembre

Seduta deludente in Europa - l'arresto del CFO di Huawai fa nuovamente divampare la guerra commerciale

L'esito della seduta di ieri in Europa é logico ma deludente. Dopo il crollo di martedìi sera a Wall Street ieri l'Eurostoxx50 ha aperto in calo a 3150 punti. Sullo slancio é caduto fino a 3146 punti di minimo e poi ha recuperato fino a metà giornata a 3170 punti. Visto che la borsa americana era chiusa e gli investitori USA erano assenti ci aspettavamo che la borsa difendesse il recupero fino alla chiusura. Invece l'Eurostoxx50 é nuovamente scivolato verso il basso e ha chiuso sul livello d'apertura a 3250 punti (-1.22%). I modesti volumi non significano mancanza di venditori - non possiamo quindi considerare questa seduta come una semplice correzione. Il grafico suggerisce che il rialzo é fallito e molto probabilmente l'Eurostoxx50 non combinerà più nulla fino a fine anno. Possiamo sbagliarci - lo sapremo dopo la seduta di oggi e dopo aver visto come reagiscono gli americani. In teoria dovrebbe a breve esserci un rally da ipervenduto. L'indice delle banche SX7E ha perso il -0.57% a 95.65 punti. Si é comportato diversamente che l'Eurostoxx50 poiché ha recuperato dal minimo a 94.55 punti. Il problema é che il minimo annuale a 94.14 punti é terribilmente vicino.
Crediamo che nell'immediato i tassi d'interesse debbano salire in maniera che le borse europee possano recuperare. Gli europei temono un eccessivo rallentamento congiunturale e sono probabilmente troppo pessimisti. In questo caso le banche dovrebbero comportarsi meglio del resto del mercato - come ieri.
Il DAX (-1.19% a 11200 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 come testimonia il doji star sul grafico. Non sembra che questa sia solo una correzione minore ma lo sapremo con sicurezza solo stasera. Il future sul Bund é scivolato a 162.85 (-0.19%). Questa é una strana reazione. In teoria il Bund dovrebbe comportarsi in questa maniera solo se il DAX sale - forse c'é uno spostamento temporale di un giorno... Dagli 11100 punti al più tardi il DAX dovrebbe risalire ma ormai questo movimento sembra solo un'oscillazione nelle Bollinger Bands ormai orizzontali. La tendenza a corto termine sembra neutra e non al rialzo.
Il FTSE MIB (-0.13% a 19328 punti) si é comportato relativamente bene. Politica e spreads condizionano ancora a breve le oscillazioni del mercato. Come pensavamo sembra che la borsa italiana possa sovraperformare e nelle ultime due sedute sembra solo aver effettuato una correzione minore prima di riprendere il rialzo. Prima di poter dare un parere definitivo dobbiamo però aspettare la seduta odierna ed il ritorno degli investitori americani sul mercato.
La borsa americana é rimasta chiusa a causa della giornata di lutto nazionale per la morte del'ex presidente George Bush.

Le autorità americane hanno fatto arrestare in Canada il CFO dell'azienda cinese Huawei da tempo sospettata di spionaggio commerciale. Questo atto ostile degli americani contro la Cina fa nuovamente divampare la guerra commerciale e i mercati finanziari reagiscono di conseguenza. Il future sull'S&P500, che ieri pomeriggio era ancora a 2717 punti (+16 punti) cade stamattina a 2678 punti (-21 punti). Le borse europee apriranno con perdite intorno al -1%. Non sappiamo cosa potrebbe succedere oggi. Sulla base dei dati tecnici di martedì oggi la borsa americana doveva rimbalzare. Ovviamente non sembra il caso. 
Il Nikkei ha perso il -1.91% - Shanghai é in calo del -1.7%. Le premesse sono per una seduta negativa provocata da una reazione emozionale. In casi del genere l'umore potrebbe anche cambiare velocemente. Potrebbe esserci un rally da sollievo dopo una pessima apertura o un crash nel caso in cui i cinesi reagissera nella manera forte.

Commento del 5 dicembre

Doveva essere una modesta correzione intermedia, non un crollo (S&P500 -3.24% a 2700.06 punti)

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa - l'Eurostoxx50 ha perso il -0.80% a 3189 punti. Ieri sera eravano leggermente preoccupati ma non avevamo motivi concreti per temere un'ondata di vendite. Invece gli americani hanno usato notizie contraddittorie riguardanti la tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina e l'inversione della curva dei tassi d'interesse, che normalmente segnala una recessione, per vendere in maniera massiccia. Il movimento é stato accentuato dal fatto che oggi la borsa americana é chiusa. 
Non siamo in grado in questo momento di valutare se sta cambando qualcosa nel trend o se si tratta solo di un incidente di percorso. Appena avremo preso una decisione basata su dati concreti e non solo sulla base di emozioni aggiorneremo questo commento.

Ore 10.40: Malgrado le pesanti perdite non sembra che le borse debbano crollare. Abbiamo l'impressione che l'ondata di vendite di ieri sera sia stata generata dagli algoritmi che hanno reagito all'inversione della curva dei tassi d'interesse sull'USD. Un'inversione significa che i tassi d'interesse a corto termine sono più alti di quelli a lungo termine. Questo effetto si verifica quando gli investitori si aspettano un forte rallentamento economico e un calo del costo del denaro - comprano obbligazioni a lungo termine per assicurarsi redditi interessanti e riducono la liquidità. Stamattina però la situazione sembra normalizzarsi. L'US Treasuy Bonds a 2 anni rende il 2.80% - quello a 10 anni il 2.91%.
Ieri l'S&P500 ha aperto a 2782 punti e all'inizio é ancora salito a 2786 punti di massimo. Un calo di soli 4 punti rispetto alla chiusura di lunedì. Poi però i venditori hanno preso il controllo delle operazioni. L'S&P500 é caduto alle 19.40 fino a 2706 punti, é rimbalzato fino ai 2730 punti ed é caduto fino alla chiusura sul minimo a 2700.06 punti (-3.24% / -90 punti). La chiusura sul minimo con volumi in aumento (volume relativo a 1.2) é un segnale decisamente negativo. La tecnologia ha trascinato la caduta (Nasdaq100 -3.78% a 6795 punti) ma praticamente tutti i settori hanno subito pesanti perdite. La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 1161 su 6057, NH/NL a 391 su 963 (non terriile - poteva essere peggio). La volatilità VIX é balzata a 20.74 punti (+4.30) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta relativamente bassa a 0.69.
Stamattina non si vede panico ma i mercati sembrano stabilizzarsi. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3150 punti - ora é a 3162 punti (-0.84%). Il future sull'S&P500 risale a 2715 punti (+13 punti).
Naturalmente dobbiamo aspettare che domani riapra Wall Street per saper cosa intendono fare gli americani. Il crollo di ieri sembra però unicamente un incidente di percorso che ha eliminato gli speculatori long e riportato il mercato su solida base. La correzione minore si é svolta in maniera breve e violenta. Prevediamo ancora questa settimana una ripresa del rialzo.

Commento del 4 dicembre

Da 2814 punti di S&P500 (future) é partita una correzione intermedia

Ieri mattina sull'onda dell'entusiasmo provocato dalla tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina, le borse sono ripartite con entusiasmo al rialzo. Le borse europee hanno aperto in gap up, hanno ancora guadagnato terreno fino alle 09.30 e sono rimaste su alti livelli fino alle 11.00. Poi sono lentamente arrivate le prese di beneficio e gli indici hanno ritracciato. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3240 punti ed é salito fino ai 3245 punti. Ha chiuso la sera a 3218 punti (+1.32%). Gli altri indici azionari si sono comportati in maniera simile rispettando le regole che vigono in queste giornate. Il FTSE MIB (+2.26% a 19622) ha fatto meglio e ha raggiunto il primo obiettivo intermedio per questo rialzo a 19500-19600 punti. Il difensivo SMI (+0.76% a 9106 punti) ha fatto peggio. In mezzo si piazza il DAX (+1.85% a 11465 punti.
Vi avevamo detto che l'S&P500 avrebbe raggiunto la fascia di resistenza a 2800-2810 punti (massimi di metà ottobre e metà novembre) e poi avrebbe dovuto iniziare una correzione intermedia. Il future la mattina in Europa ha toccato un massimo a 2814 punti. Durante la seduta l'S&P500 ha toccato il massimo giornaliero a 2800 punti in apertura. Ha chiuso a 2790.37 punti (+1.63%) con un robusto guadagno di 30 punti. Su tutti i grafici appaiono delle candele rosse rosse più o meno consistenti abbandonate nel nulla. Nell'ambito della correzione minore appena iniziata é possibile e probabile che questi gap vengano chiusi. Significa che l'S&P500 dovrebbe scendere fino ai 2760 punti prima di ripartire al rialzo. Stamattina il future é a 2776 punti (-14 punti). Domani la borsa americana é chiusa. Probabilmente oggi a Wall Street avremo una seduta moderatamente negativa con volumi in calo. L'Europa segue...

Aggiornamento del 3 dicembre

Gap da accelerazione (continuation gap)

La tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina sta entusiasmando gli investitori che stamattina hanno deciso di comperare. Il Nikkei guadagna il +1.05% - Shanghai fa un balzo del +2.6%. Il future sull'S&P500 sale a 2811 punti (+53 punti). Gli indici azionari europei ed americani apriranno con degli ampi gaps up che in questa fase di mercato devono essere delle accelerazioni e delle conferme che il trend rialzista deve continuare. Probabilmente nel corso della giornata ci saranno delle prese di beneficio e un ritracciamento - abbiamo previsto che intorno ai 2800-2815 punti di S&P500 debba iniziare una correzione minore. Il rally di Natale é però lanciato.
L'Eurostoxx50 vale ora 3225 punti (+52 punti) - le borse europee apriranno con guadagni tra il +1.5% ed il +2%. Si preannuncia una giornata di festa per le borse mondiali.

Commento del 1-2 dicembre

Tregua commerciale di 90 giorni tra Stati Uniti e Cina - il rialzo é destinato a continuare senza intoppi

Il commento di una settimana fà aveva un titolo conciso: buy. L'invito a comperare la borsa americana malgrado che l'S&P500 avesse appena chiuso sul livello più basso da maggio e avesse appena terminato una settimana pessima (-3.79%) era inequivocabile. Raramente siamo così convinti di una previsione e così diretti nei nostri consigli d'investimento. Il messaggio era palese: "...nel complesso i dati sul sentiment dicono chiaramente BUY ! Se a questo segnale aggiungiamo l'eccesso di ribasso a corto e medio termine é evidente che ora per l'analisi tecnica bisogna comperare la borsa americana - secondo le statistiche e sulla base dei dati in nostro possesso esiste una probabilità di circa l'80% che si sviluppi una gamba di rialzo della durata di almeno quattro settimane con un potenziale di rialzo di circa il +6% sull'S&P500. Una costellazione così favorevola và sfruttata." In effetti da lunedì la borsa americana é partita al rialzo e sui grafici sono apparse cinque candele bianche con minimi e massimi ascendenti. La spinta é stata possente e ha superato le nostre più rosee aspettative. Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 2760.17 punti (+0.82%) con una performance settimanale del +4.85%. Il Nasdaq100 (+0.82% a 6949 punti) ha fatto ancora meglio con un balzo complessivo nelle ultime cinque sedute del +6.46%. Gli indici azionari erano saliti malgrado le nuvole nere che si addensavano sul fronte delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina prima della riunione del G20 a Buenos Aires. L'incontro tra Trump e Xi ha avuto un esito positivo. Le due superpotenze hanno deciso una tregua commerciale di 90 giorni - nel frattempo cercheranno di raggiungere un accordo. Per le prossime settimane c'é quindi una costellazione ideale alla continuazione del rialzo. I tassi d'interesse di mercato sono scesi grazie all'annuncio della FED di non voler alzare i tassi d'interesse di riferimento in maniera aggressiva - l'incremento di +0.25% che dovrebbe essere annunciato il 19 dicembre dovrebbe essere l'ultimo prima di una lunga pausa. Il reddito dell'US Treasury Bonds a 10 anni é sceso a 3.01% anche grazie al drammatico calo del prezzo del petrolio negli ultimi due mesi. Ora il petrolio si é stabilizzato sui 50 USD (WTI 50.93 USD/barile) - abbastanza basso da ridurre le attese d'inflazione e abbastanza alto per impedire un ulteriore calo delle azioni del settore. L'S&P500 non é ipercomperato. Lo sarà presumibilmente a corto termine verso le seconda metà della prossima settimana. Probabilmente sui 2800 punti ci sarà un massimo intermedio seguito da una correzione minore. Secondo cicli e statistiche il rialzo dovrebbe però continuare fino all'inizio del 2019. Siamo molto indecisi a riguardo del potenziale di rialzo. Settimana scorsa l'S&P500 ha guadagnato 128 punti. Oggi citiamo di conseguenza una variante grafica ottimistica. Da ottobre l'S&P500 ondeggia nel canale delimitato approssimativamente dai 2630-2810 punti - sono 180 punti. Una rottura sopra i 2810 punti libererebbe secondo grafico un potenziale di rialzo equivalente di 180 punti - l'obiettivo quindi sarebbe a 2990 punti - un nuovo massimo storico. Salire sopra il precedente massimo a 2941 del 21 settembre sarà però molto difficile.
Oggi consigliamo di conseguenza di tenere aperte le posizioni long - i traders possono chiudere temporaneamente sui 2800 punti di S&P500 - gli investitori possono restare long fino all'inizio dell'anno prossimo.
Venerdì 30 novembre é deceduto all'età di 94 anni il 41. presidente degli Stati Uniti George Bush. Il funerali di Stato si terranno mercoledì 5 dicembre - in questa giornata di lutto nazionale la borsa restarà eccezionalmente chiusa.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.14% a 3173 punti
DAX                         +0.58% a 11257 punti
SMI                          +2.06% a 9037 punti
FTSE MIB                  +2.53% a 19189 punti
S&P500                    +4.85% a 2760.17 punti
Nasdaq100               +6.46% a 6949 punti

Finora abbiamo parlato della fenomenale settimana della borsa americana e della nostra precisa previsione. Abbiamo intenzionalmente tralasciato l'Europa per due ragioni. Purtroppo le borse europee si sono nuovamente lasciate distanziare dall'America. C'é stato un rally lunedì ma per il resto della settimana l'Europa é stata apatica e riluttante. Non é quello che ci aspettavamo - a causa della sottovalutazione fondamentale speravamo in una riscossa dell'Europa. Invece il rialzo in Europa é debole e anemico. Manca di forza e partecipazione. Forse lunedì ci sarà un risveglio poiché anche l'Europa pativa sotto le conseguenze della guerra commerciale scatenata da Donald Trump. Finora però nulla sul fronte tecnico ci dice che la situazione migliorerà. Anche venerdì Eurostoxx50 (-0.03% a 3173 punti) e colleghi hanno avuto una seduta opaca. Il fatto che alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3186 punti non cambia molto. Probabilmente gli indici azionari europei saliranno nelle prossime settimane in scia all'America. Bisogna quindi restare long. Il potenziale di rialzo sembra però modesto. Ci sono troppi problemi irrisolti. L'economia dell'UE rallenta in maniera preoccupante e le tensioni aumentano. La Brexit é ancora un problema senza una chiara soluzione, il governo italiano con la sua politica di confronto non ottiene risultati tangibili se non quello di innervosire le istituzioni e i mercati finanziari. Infine l'insoddisfazione dei cittadini in parecchi Stati comincia a sfociare in proteste di piazza (p.e. gilets jaunes in Francia). Malgrado un calo dei tassi d'interesse sull'EUR (il future sul Bund tedesco é sul massimo annuale, il Bund decennale rende il 0.322%) le borse non decollano.  Questo é un segnale di debolezza relativa e strutturale. 
La borsa italiana (FTSE MIB +0.15% a 19189 punti) sembra avere a corto termine maggiore potenziale di rialzo - questo é dovuto al fatto che nelle ultime settimane il sentiment era diventato pessimo. La reazione dai minimi potrebbe essere più robusta del resto dell'Europa. Lunedì abbiamo previsto: "Per ora possiamo confermare che la pista é libera fino ai 19500-19600 punti - poi vedremo in che forma si troverà il mercato." A 19500 punti scorre la MM a 50 giorni. Gli ultimi due tentativi di superarla (inizio agosto - fine settembre) sono falliti dopo una falsa rottura al rialzo. 

La seduta di venerdì a Wall Street é stata positiva. Noi ci aspettavamo una seduta di pausa e di consolidamento. È possibile (CBOE Equity put/call ratio a 0.53) che traders abbiamo speculato al rialzo sperando in un esito positivo dall'incontro tra Trump e Xi. Non bisogna di conseguenza sorprendersì se lunedì invece che un rally ci saranno prese di beneficio.
L'S&P500 ha aperto a 2737 punti, é sceso a 2732 punti di minimo ed é risalito a 2747 punti. Poi é rimasto fermo per ore e solo nelle ultime due ore di contrattazioni é salito a balzi fino al massimo a 2760.17 punti (+0.82%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3968 su 3196, NH/NL a 557 su 326 e volume relativo a 1.3. Pochi titoli con alti volumi hanno spinto gli indici al rialzo. Questo non é buono e nel breve potrebbe esserci un ritracciamento prima di affrontare la fascia di resistenza costituita dalle MM a 50 e 200 giorni. Molti analisiti tecnici lanciano segnali d'allarme a causa dell'imminente incrocio di queste due medie mobili (death cross) - questo segnale di vendita a medio termine funziona però molto male quando si tratta di prevedere i trend a corto termine. Questo non é un impedimento al rialzo nelle prossime 4-5 settimane. La volatilità VIX é scesa a 18.07 punti (-0.72).
La tendenza di fondo della borsa americana resta al ribasso con il 34.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 41.42. Siamo positivi fino all'inizio dell'anno prossimo ma restiamo negativi per il 2019.
Settimana prossima prendo alcuni giorni di vacanza - é possibile che certi commenti verranno pubblicati in orari diversi dal normale o in forma ridotta nel caso non ci fosse nulla di importante da riferire.

Commento del 30 novembre

Consolidamento - l'Europa mostra nuovamente una preoccupante debolezza relativa

I grafici a candele hanno dei vantaggi indiscutibili - si vede subito come si é sviluppata una seduta e quale esito ha avuto. Sul DAX le ultime tre candele sono rosse, piene e parallele. Significa che il DAX (-0.01% a 11298 punti) non ha fatto progressi e ha iniziato le sedute vicino ai massimi e le ha chiuse sui minimi - durante la giornata prevalgono le vendite. Sull'S&P500 (-0.22% a 2737.76 punti) appaiono due lunghe candele bianche e un doji star con minimo e massimo ascendenti - significa che l'indice é in una fase di rialzo sostenuta durante la giornata da ulteriori acquisti - l'ultima candela mostra incertezza ed equilibrio e corrisponde probabilmente ad un sano consolidamento.
Anche senza approfondite analisi si arriva ad una chiara conclusione. L'S&P500 si comporta come da previsioni e sta effettuando una rialzo di corto termine con obiettivo indicativo sui 2800 punti. Potrebbe salire più in alto e fino alla prima decade di gennaio 2019 ma per il momento non abbiamo ancora elementi tecnici validi per sostenere questa ipotesi basta sui cicli e sulle statistiche.
Le borse europee invece non hanno trazione - mancano momentum e forza d'acquisto e dopo il rally di lunedì non é successo più niente. La mattina Eurostoxx50 e colleghi provano ad imitare gli Stati Uniti ed aprono in guadagno. Durante la giornata però vendite sporadiche incontrano compratori poco convinti con il risultato che gli indici azionari scivolano verso il basso e chiudono praticamente invariati. Anche ieri la seduta in Europa si é conclusa con un nulla di fatto. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3174 punti (+0.19%), il DAX é bloccato a 11298 punti (-0.01%) e il FTSE MIB ha recuperato la perdita di mercoledì ed é tornato a 19159 punti (+0.23%). Solo l'SMI svizzero ha avuto un balzo del +1.36% a 9015 punti. Per assurdo questo é avvenuto in una giornata dove a sorpresa é arrivata la notizia che il PIL in Svizzera nel terzo trimestre é sceso del -0.2%. La conseguenza é stata una diminuzione dei tassi d'interesse e un calo del CHF e questo ha avuto meccanicamente un influsso positivo sulla borsa. Buone notizie riguardanti il colosso farmaceutico Novartis (+2.45%) hanno fatto il resto.

Ieri in America doveva iniziare un consolidamento di due o tre giorni che doveva far ridiscendere l'S&P500 al massimo fino ai 2700 punti. La prima di queste sedute é andata come previsto. L'S&P500 ha aperto in calo a 2736 punti. È sceso fino alle 17.00 a 2717 punti ed é risalito fino alle 21.00 fino al massimo a 2753 punti. Sul finale é tornato sul livello d'apertura e ha chiuso a 2737.76 punti (-0.22%). Il Nasdaq100 (-0.30% a 6892 punti) si é comportato alla stessa maniera. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3315 su 3797, NH/NL a 511 su 214 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 18.79 punti (+0.30) mentre la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.57 (gli speculatori long si stanno lentamente svegliando). Per ora indice e indicatori si sviluppano secondo le attese. Oggi dovrebbe esserci un'altra seduta simile. Poi molto dipende da cosa succederà durante l'incontro tra Trump e Xi nell'ambito del G20 di questo fine settimana a Buenos Aires. 

Stamattina il Nikkei marcia sul posto (-0.06%) - Shanghai guadagna il +0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2739 punti (-5 punti) - il future é in perdita ma teoricamente l'S&P500 é invariato. L'Eurostoxx50 vale ora 3182 punti - anche oggi le borse europee aprono in guadagno (+0.2%). Considerando l'incertezza prima del G20 e il comportamento nelle ultime tre sedute siamo convinti che anche oggi le borse europee non saliranno. Probabilmente chiuderanno stasera praticamente invariate. Alle 11.00 vengono pubblicati gli ultimi dati sull'inflazione in Europa. Si prevede un aumento dei prezzi al consumo del +2.1%. Vi ricordiamo che questo significa che i tassi d'interesse reali sono negativi. Tempi duri per gli investitori...

Commento del 29 novembre

"I tassi dínteresse sono appena sotto il livello neutro" - Powell (FED) scatena un rally

Ieri fin verso le 17.50 non é successo nulla di importante. I mercati finanziari erano letargigi. Le borse europee hanno aperto la mattina con un tentativo di rialzo che é svanito nel corso della giornata trasformandosi in una oscillazione in laterale con per saldo una debole discesa e un ritorno alla parità. Questo significa che la giornata in Europa é terminata con un nulla di fatto. L'Eurostoxx50 ha chiuso praticamente invariato a 3168 punti (+0.06%) - DAX (-0.09% a 12298 punti), FTSE MIB (-0.18% a 19115 punti) e SMI (-0.04% a 8894 punti) si sono comportati alla stessa maniera. Anche a livello settoriale non ci sono stati movimenti importanti - l'indice delle banche SX7E (+0.09% a 97.75 punti) ha marciato sul posto. Nei commenti serali non sapevamo cosa scrivere - non c'era veramente niente da dire a proposito di una giornata senza spunti. Si é trattato di una seduta in trading range che ha lasciato sui grafici delle minuscole candele che si avvicinavano di molto a dei doji senza importanza.
La situazione é cambiata radicalmente quando verso le 17.50 negli Stati Uniti é iniziato il discorso del capo della FED Jerome Powell all'Economic Club di New York. Powell ha fatto due affermazioni importanti. Ha dichiarato che i tassi d'interesse in America sono appena sotto il livello neutro e che la politica monetaria della Banca Centrale resta flessibile e non segue uno schema prefissato. Questo significa che per il momento il ciclo di rialzi dei tassi d'interesse in America dovrebbe fare una pausa - forse la FED rinuncerà anche all'atteso aumento del +0.25% previsto a dicembre. Nel futuro, se come sembra la congiuntura é destinata a rallentare, la FED potrebbe adattarsi e ridiventare accomodante. I mercati temevano il rincaro del costo del denaro e questo messaggio di Powell é stato quindi accolto in maniera positiva. Malgrado che i tassi d'interesse di mercato siano rimasti fermi, l'USD é calato (EUR/USD a 1.1385) e in borsa si é scatenato un rally. L'S&P500 aveva aperto a 2693 punti e all'inizio era ancora scivolato fino ai 2684 punti chiudendo praticamente il gap d'apertura. Per le 17.50 era tornato sui 2692 punti. Poi, dopo le dichiarazioni di Powell, é decollato. Dopo pochi minuti era a 2717 punti e aveva di colpo superato la resistenza a 2690-2700 punti. In seguito é continuato a salire in maniera regolare fino alla chiusura sul massimo giornaliero a 2743.79 punti (+2.30%). Naturalmente questo preannunciato short covering rally ha avuto come protagonista il Nasdaq100 che é salito a 6913 punti (+3.17%). Inutile aggiungere che le stelle della giornata per volumi e guadagni sono stati i conosciuti AGMAF (Apple +3.85%, Google +3.75%, Microsoft +3.71%, Amazon +6.09%, Facebook +1.30%). Negli ultimi tempi Facebook zoppica e nel club dei leaders viene sostituito da Netflix (+6.01%).
La seduta al NYSE é stata ovviamente ottima con A/D a 5950 su 1262, NH/NL a 501 su 455 e volume relativo a 1.0. L'aumento dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) é modesto ma basta guardare i grafici degli indici per capirne la ragione - siamo ancora in mezzo al range degli ultimi 30 giorni. I dati sul sentiment sono migliorati ma (per fortuna) non di molto: la volatilità VIX é scesa a 18.49 punti (-0.53) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.62 (valore neutro). L'umore degli investitori migliora ma siamo lontani dall'ottimismo. A breve il balzo di ieri deve essere digerito - questo significa che ci deve essere una fase di consolidamento durante la quale l'S&P500 potrebbe tornare fino ai 2700 punti. Probabilmente però non scenderà così in basso prima di ripartire al rialzo. Attenzione al G20 durante il fine settimana in Argentina. Se Stati Uniti e Cina si aprissero al dialogo e cercassero di migliorare le loro relazioni commerciali il rally in borsa potrebbe proseguire in maniera dinamica. In caso contrario non ci aspettiamo una caduta del mercato ma semplicemente un consolidamento più lungo e profondo - in questo caso l'S&P500 potrebbe in effetti rivedere i 2700 punti.
L'impressione tecnica é però che molti sono stati presi in contropiede da questa spinta di rialzo e devono ancora comperare - perché devono coprire posizioni speculative short o perché sono sotto investiti. Questo rialzo a corto termine ha ancora carburante a disposizione. La prossima importante fascia di resistenza si trova a 2781 punti (MM a 50 giorni) - 2813 punti (massimo di novembre).

Stamattina i mercati frenano. Il Nikkei sta guadagnando il +0.34% - Shanghai é invece in calo del -1.3%. Il future sull'S&P500 perde 7 punti a 2734 punti. Le borse europee devono scontare l'ottima seduta di ieri sera a Wall Street ma l'entusiasmo viene temperato dal ritracciamento del future sull'S&P500. Questo significa che l'Eurostoxx50 vale ora 3193 punti - sono 25 punti più che la chiusura ieri e 11 punti in meno del valore raggiunto alle 22.00. Le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.7% - temiamo che oggi possano in parte sgonfiarsi poiché le premesse per l'incontro di sabato tra Trump e Xi non sono molto buone.
Il motto odierno é "consolidamento".

Commento del 28 novembre

L'S&P500 conferma il rialzo con una seduta positiva malgrado notizie negative - l'Europa fa fatica

Dopo il rally di lunedì ieri la giornata é stata caratterizzata da un consolidamento che si é lentamente dissipato nel corso della giornata. Praticamente le borse hanno aperto in negativo e sono scivolate verso il basso fino alle 16.00. Poi lentamente sono tornate a salire. In Europa il recupero non ha permesso agli indici azionari di tornare in positivo. Il DAX ha terminato la giornata a 11309 punti (-0.40%) - il FTSE MIB, che chiude alla stessa ora, ha fatto segnare una perdita simile (-0.43% a 19150 punti). L'Eurostoxx50, che viene calcolato fino alle 18.00, si é fermato a 3166 punti (-0.20%). L'Eurostoxx50 ha perso 6 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero. Per l'analisi tecnica c'é poco da dire. Sarebbe stato meglio che il movimento fosse continuato per confermare appieno l'inizio del rialzo segnalato dal rally di lunedì - possiamo però convivere con questa lieve perdita che non ha fatto danni. L'indice delle banche SX7E é caduto del -0.51% a 97.66 punti - una normale reazione dopo il balzo (+2.91%) di lunedì. 
Il cambio EUR/USD scende a 1.1300. La debolezza dell'EUR non ci piace e non aiuta le borse europee. Il vecchio supporto a 1.13 non conta più nulla - ora il supporto corrisponde al minimo annuale a 1.1215. Il grafico é contraddistinto da ondate regolari di debole ribasso con minimi e massimi discendenti. Il cambio é sotto la MM a 50 giorni in calo. Sembra quindi che il cambio debba continuare gentilmente a scendere anche se escludiamo drammatiche accelerazioni al ribasso. Da giugno il cambio ha perso 3 cts - potrebbe per fine anno arrivare a 1.11-1.12.

L'S&P500 é invece riuscito a completare il recupero e terminare la seduta sul massimo giornaliero e con un guadagno di 8 punti a 2682.17 punti (+0.33%). Non é molto ma il comportamento dell'indice é stato costruttivo - sul grafico appare un'altra candela bianca con minimo a massimo ascendente - un tipico segnale di rialzo. L'indice sale con investitori scettici e questo assicura una continuazione del rialzo causata da tutti quelli che saranno obbligati a seguire il movimento per coprire posizioni short o tornare con posizioni di portafoglio neutrali e non sottoinvestiti come adesso. Preferiamo lenti e solidi rialzi con investitori prudenti piuttosto che rally evanescenti causati dai traders che speculano ma abbandonano subito la presa al primo segnale di pericolo. Ieri il mercato é salito malgrado le notizie negative riguardanti il conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina - una borsa che ignora notizie negative é per definizione forte.
L'S&P500 ha aperto a 2665 punti. All'inizio é caduto fino a 2655 punti di minimo ma poi é tornato sui 2670 punti - su questo livello l'S&P500 é oscillato per ore e solo dopo le 20.00 si é nuovamente mosso al rialzo e ha infine chiuso sul massimo giornaliero a 2682.17 punti (+0.33%). Il Nasdaq100 (+0.34% a 6701 punti) lo ha imitato. Il Russell2000 ha invece perso il -0.87% - questo é un punto negativo che dovremo monitorare nei prossimi giorni.
La seduta al NYSE é stata negativa (a causa del Russell2000/RUT che comprende 2000 azioni) con A/D a 2703 su 4458, NH/NL a 215 su 519 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita di poco a 19.02 punti (+0.12) - la CBOE Equity put/call ratio é tornata alta a 0.70. La strada verso l'alto é aperta fino ai 2690-2700 punti di S&P500 - poi vedremo come si comporta l'S&P500 quando incontra questo primo serio ostacolo. Dovrebbe superarlo dopo una breve esitazione di una o due sedute.
Tra l'altro anche i cadaveri tornano in vita - le monete digitali stanno rimbalzando, segno evidente che gli investitori sono nuovamente disposti a prendere dei rischi. Il Bitcoin nella notte é tornato a 4080 USD (ca. +6%).

Stamattina anche le borse asiatiche si uniscono gentilmente al rialzo. Il Nikkei sta guadagnado il +0.99% - Shanghai lo imita con un +1%. Il future sull'S&P500 é a 2691 punti (+7 punti). Sono le 07.50 - é ancora presto per avere indicazioni concrete riguardanti l'apertura in Europa. Ci aspettiamo però un balzo iniziale di circa il +0.5%. Questo significa che l'Eurostoxx50 dovrebbe iniziare le contrattazioni sui 3180 punti. Considerando che ora teoricamente l'S&P500 si trova sui 2690 punti non crediamo che oggi le borse possano salire sensibilmente più in alto. Le premesse sono in ogni caso per una seduta positiva. Alle 14.30 é atteso il dato sul PIL americano nel terzo trimestre - essendo una revisione l'annuncio non dovrebbe spostare i mercati. Più importante sarà il contenuto della conferenza di Jerome Powell, capo della FED, prevista alle 18.00. Gli analisti si aspettano che Powell parli della possibilità di una pausa nel ritmo di aumento dei tassi d'interesse a causa del rallentamento economico. La parola magica é "normalizzazione".

Commento del 27 novembre

Breakaway gaps

Ieri finalmente i compratori si sono risvegliati e hanno ripreso il coraggio e l'iniziativa. Non c'é voluto molto - solo che il flusso di notizie negative si fermasse. Poi é bastato l'ipervenduto, il pessimismo e l'eccesso di speculazione al ribasso a provocare una reazione nella direzione opposta e l'inizio di un rialzo. L'inizio di questo movimento sui grafici é stato sancito da una serie di gaps di rottura (breakaway gaps) sia in Europa che in America. Gli indici hanno aperto sopra il massimo della seduta di venerdì e non sono più scesi - hanno terminato la giornata vicino ai massimi giornalieri e con sostanziali guadagni. È evidente che non basta una seduta positiva con buoni dati tecnici riguardanti la partecipazione per poter essere sicuri che si é verificata un'inversione di tendenza. Diciamo però che una serie di indizi non possono che farci arrivare a questa conclusione. Dai doppi minimi di settimana scorsa potrebbe al limite esserci solo un rimbalzo tecnico - secondo il calcolo delle probabilità dovrebbe però trattarsi di una fase di sostenibile e sostanziale rialzo - già ieri sera nei commenti sugli indici europei abbiamo indicato i primi obiettivi intermedi.
L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3172 punti (+1.13%) - la strada é aperta fino ai 3250 punti.
Il DAX é salito a 11354 punti (+1.45%) - le prime serie resistenze si trovano sui 11600 punti.
Il FTSE MIB é balzato a 19233 punti (+2.77%). Improvvisamente il governo italiano sembra disposto al dialogo con Bruxelles e pronto a rivedere il budget per lo Stato riducendo il deficit sotto la soglia del -2.4%. I mercati finanziari hanno reagito immediatamente con un rally trascinato dalle banche (SX7E +2.91% a 98.16 punti). Le nostre previsioni sembrano concretizzarsi. Gli investitori erano troppo pessimisti e il FTSE MIB scontava già il peggio. Ora i ribassisti devono coprire mentre timidamente appaiono dei compratori. Come anticipato mercoledì scorso questo rialzo può sorprendere. Possiamo confermare che la pista é libera fino ai 19500-19600 punti - poi vedremo in che forma si troverà il mercato.

Nei commenti di ieri sera siamo rimasti cauti. Non sapevamo se anche l'America si sarebbe mossa con convinzione al rialzo. Invece anche da Wall Street sono arrivati dati confortanti - la seduta é stata positiva e convincente come in Europa.
L'S&P500 ha aperto con un gap up di 8 punti a 2656 punti. È salito a 2671 punti ma poi ha ancora avuto una fase di debolezza ed é sceso a metà giornata a 2750 punti di minimo. Un gap di 2 punti é rimasto aperto. Dopo l'S&P500 é solo salito fino alla chiusura a 2673.45 punti (+1.55%). Il Nasdaq100 si é comportato come d'abitudine in caso di rally e ha sovraperformato (+2.31 a 6678 punti). Tutti i settori hanno partecipato a questo rialzo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4785 su 2401, NH/NL a 330 su 361 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 18.90 punti (-2.62) - la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.64 - gli indicatori di sentiment hanno cambiato direzione.
Ieri sera dopo la chiusura dei mercati alcune affermazioni di Donald Trump riguardanti il conflitto commerciale con la Cina hanno fatto cadere il future sull'S&P500 di una ventina di punti. Stamattina i mercati finanziari accusano il colpo ma stanno tentando di rialzare la testa. Il future sull'S&P500 é a 2664 punti (+3 punti). Se come pensiamo ieri é iniziata una fase di rialzo oggi le borse non devono lasciarsi andare e ricadere ma devono incassare le notizie negative con una seduta di consolidamento.
Al momento la situazione é ancora fluida. Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei sta guadagnando il +0.81% - Shanghai sta perdendo il -0.1%. L'Eurostoxx50 vale ora 3169 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate (-0.1%). Nell'agenda economica non scorgiamo eventi in grado di muovere i mercati. Ci aspettiamo una seduta di pausa. Ideale sarebbe se gli indici azionari riuscissero a guadagnare ancora qualche punto. Ci accontenteremo anche di un consolidamento sui livelli d'apertura.

Aggiornamento del 26 novembre

Black Friday - vendite soddisfacenti - ed ora Cyber Monday

Le vendite registrate durante l'orgia consumistica americana del Black Friday sono stato soddisfacenti. Ora si preannuncia un Cyber Monday ancora più interessante. Oggi sono i giganti delle vendite al dettaglio in rete ad attirare i clienti con offerte favolose e le prospettive sono rosee. Stamattina rimbalza il prezzo del petrolio (+0.70 USD) e il Bitcoin torna sopra i 4000 USD (+8%) dopo un ulteriore crash durante il fine settimana quando il prezzo ha raggiunto i 3600 USD. Sugli schermi riappare luce verde - il future sull'S&P500 sale a 2644 punti (+15 punti). Le borse asiatiche sono ancora miste - il Nikkei sale del +0.78% - Shanghai é in calo del -0.3%.
Sono le 07.45 e non abbiamo ancora indicazioni riguardanti le borse europee. Ci aspettiamo però guadagni iniziali dell'ordine del +0.5%. Le premesse della giornata sono per una seduta positiva - il quadro che si presenta stamattina corrispondono alle nostre previsioni. Speriamo che la tendenza rialzista venga confermata nel corso della settimana.
Alle 10.00 é atteso l'indice ifo tedesco sulle prospettive congiunturali in Germania. Durante la giornata parleranno alcuni responsabili della BCE - Mario Draghi terrà una conferenza alle 15.00. L'umore del mercato é negativo - potrebbero esserci sorprese positive. 

Commento del 24-25 novembre

Buy

Una settimana fà avevamo previsto una moderata continuazione del rialzo in America e descritto la possibilità che le borse europee nelle prossime settimane potessero comportarsi meglio della borsa americana. Invece la settimana appena trascorsa, con la pausa di Thanksgiving, é stata negativa - in America c'é stato ancora un crollo in sole quattro sedute di contrattazioni di cui due con scarsi volumi. L'Europa si é comportata relativamente meglio - il saldo settimanale é però anche qui negativo. Dove abbiamo sbagliato ? Il colpevole é presto trovato - il petrolio. Il 14 novembre (vedi commento tecnico sottostante) eravamo convinti che sui 55 USD il prezzo del petrolio fosse su un minimo intermedio. All'inizio di ottobre era ancora a 76 USD e il ribasso sembrava aver avuto una spinta di esaurimento. In effetti c'é stato un rimbalzo ed il prezzo é risalito sui 58 USD - una settimana fà era ancora a 56.68 USD. Poi c'é stato  un tracollo di cui é inutile discuterne le ragioni. Questo venerdì il petrolio ha raggiunto i 50.39 USD/barile con una perdita giornaliera di -4.24 USD (-7.76%). Questo ha provocato una seduta negativa. L'S&P50 é sceso a 2632.56 punti (-0.66%) con un robusto contributo del settore energetico (ETF Energy -3.14%). Questa però é stata una seduta anomala e semifestiva (Black Friday) che si é conclusa con tre ore di anticipo (13.00 NY Time - 19.00 in Europa) ed é stata contraddistinta da scarsi volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.45).
Ora il petrolio e la borsa americana sembrano pronti per un forte rimbalzo tecnico che almeno per l'S&P500 dovrebbe trasformarsi in una sostanziale e sostenibile fase di rialzo. L'S&P500 é in eccesso di ribasso e con investitori e traders molto pessimisti e speculativamente esposti al ribasso. Le premesse sono ideali per un rally. Possiamo ancora sbagliarci? Certo, anche se più la situazione di eccesso si intensifica e più le probabilità di un rally aumentano. Al giorno d'oggi il 75% del trading é generato dai computers e dominato dagli algoritmi. Questi hanno la tendenza di proseguire in una direzione fino a quando qualcosa non li obbliga a muoversi nella direzione opposta - non hanno sentimenti ed emozioni e quindi eccesso e pessimismo sono dei termine in parte sconosciuti. Il prezzo del petrolio é sceso per 7 settimane consecutive - dai 76 ai 50 USD - é una perdita di 26 USD o il -34% - per tornare sul prezzo di partenza ci vuole un guadagno del +52% - é matematico. Secondo logica la correzione é eccessiva - per un computer questo non conta - nel 2016 fino alla metà del 2017 il prezzo del petrolio é oscillato intorno ai 40 USD (+/-10 USD). Una continuazione del ribasso é possibile ma sarebbe estremamente dannosa. I consumatori ne approfittano - i produttori invece rischiano un fallimento. Qualsiasi movimento troppo brusco ed eccessivo di un bene così importante come il petrolio può avere effetti collaterali dirompenti e andrebbe evitato.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.37% a 3137 punti
DAX                         -1.31% a 11192 punti
SMI                          -0.64% a 8846 punti
FTSE MIB                  -0.87% a 18715 punti
S&P500                    -3.79% a 2632.56 punti
Nasdaq100               -4.95% a 6527 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta positiva. Nulla di particolare - gli indici azionari sono sono mossi nel range del precedenti tre sedute. Hanno però chiuso sul massimo giornaliero allontanandosi sensibilmente dal supporto fornito dai doppi minimi annuali. Inoltre non si sono lasciate impressionare dalla caduta sul finale della borsa americana. L'Eurostoxx50 ha terminato la seduta ufficiale a 3137 punti (+10 punti / +0.34%) - alle 22.00 era ancora a 3132 punti. DAX (+0.49% a 11191 punti) e FTSE MIB (+0.60% a 18715 punti) si sono comportati in maniera simile.
A questo punto é necessario ripetere come si presenta il quadro tecnico generale. La tendenza di base in Europa é saldamente al ribasso. Il nostro indicatore proprietario basta sulla stocastica che usiamo per il trading a medio termine é ancora nettamente su sell. Non ci sono quindi ragioni per comperare azioni ora con l'intenzione di venderle tra sei mesi con guadagno. Siamo però convinti che i minimi annuali per le prossime settimane non verranno peggiorati. Questi doppi minimi servono da solido supporto e a breve deve svilupparsi una spinta di rialzo che ciclicamente può durare fino alla prima settimana di gennaio. Vale la pena giocare questa fase con posizioni speculative long. Speculative perché il mercato é fragile, volatilile ed instabile. Probabilmente il bull market iniziato nel 2009 é finito e siamo all'inizio di un bear market.

La seduta di venerdì a Wall Street é stata strana. Non solo perché é durata 3 ore meno del solito. Ci sono inabituali divergenze tra settori e l'apparenza inganna - la giornata non é andata così male.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2631 punti. È salito ad ondate fino al massimo a 2647 punti e poi é ridisceso in maniera speculare fino ai 2632.56 punti (-0.66%) finali. Il Nasdaq100 (-0.74% a 6527 punti) lo ha imitato. Sembra una giornata decisamente negativa ma l'A/D (3201 su 3857) non conferma. Come mai? Il DJ Transportation ha guadagnato il +0.03% - il Russell2000 é salito del +0.03%. I due indici legati ai future e agli ETF, giocati solitamente dagli investitori retail, sono scesi - il resto del mercato é stato a guardare. Notiamo questa divergenza positiva anche a livello di partecipazione. I dati sui NH/NL (154 su 356 a 30 giorni, 52 su 302 a 90 giorni, 31 su 244 a 180 giorni) sono sorprendentemente buoni. I NL sono diminuiti rispetto ad una settimana fà in tutti i periodi malgrado le forti perdite settimanali degli indici. Il caduta é avvenuta con partecipazione in calo segno di forza relativa. Anche i dati sul sentiment sono interessanti. La volatilità VIX é salita a 21.52 punti (+0.72). La CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.85 (solo a febbraio é salita così in alto) e la MM a 10 giorni é lievitata a 0.76 (massimo annuale) - questo indicatore mostra eccessi di speculazione al ribasso e lancia un forte segnale d'acquisto. Non entriamo nei dettagli - chi si interessa può dare un occhiata su questo sito - nel complesso i dati sul sentiment dicono chiaramente BUY ! Se a questo segnale aggiungiamo l'eccesso di ribasso a corto e medio termine é evidente che ora per l'analisi tecnica bisogna comperare la borsa americana - secondo le statistiche e sulla base dei dati in nostro possesso esiste una probabilità di circa l'80% che si sviluppi una gamba di rialzo della durata di almeno quattro settimane con un potenziale di rialzo di circa il +6% sull'S&P500. Una costellazione così favorevola và sfruttata. Le borse europee dovrebbero seguire e potrebbero sorprendere con una sovraperformance.
Settimana prossima avremo parecchi dati congiunturali che dovrebbero confermare il rallentamento della crescita dell'economia mondiali. Nel contempo però i tassi d'interesse stanno scendendo ed é possibile che le banche centrali comincino a mandare segnali distensivi. In particolare la FED americana potrebbe comunicare che la fase di rialzo dei tassi d'interesse potrebbe almeno momentaneamente essere alla fine. Il rialzo previsto a dicembre dovrebbe essere l'ultimo per parecchio tempo. Questo potrebbe indurre gli investitori all'ottimismo...

Commento del 23 novembre

Seduta negativa in trading range

Ieri gli europei erano svogliati e di cattivo umore. Senza le indicazioni provenienti dall'America, intenta a festeggiare Thanksgiving, gli europei non sapevano cosa fare - gli indici azionari sono oscillati nel range della precedente seduta e sul finale sono caduti vicini al minimo giornaliero. Gli scarsi volumi ci suggeriscono di non dare troppo peso all'esito di questa giornata. L'Eurostoxx50 ha perso 27 punti ed é tornato a 3126 punti (-0.87%). Alle 16.15 era ancora a 3142 punti ma poi i traders hanno deciso di abbandonare le scommesse long e l'indice é ancora sceso di 16 punti. Del rally di mercoledì é rimasto poco. Il minimo di martedì a 3100 punti é ancora lontano ma in vista. Anche gli altri indici si sono comportati in maniera simile e le perdite sono all'incirca uguali ovunque (DAX -0.95% a 11138 punti, FTSE MIB -0.69% a 18603 punti e SMI -0.68% a 8781 punti).
Avremmo preferito che ieri gli europei si limitassero ad un consolidamento - ci aspettavamo una seduta senza sostanziali variazioni. Le notizie arrivate durante la giornata erano però piuttosto negative e quindi non bisogna meravigliarsi che le vendite abbiano prevalso. In particolare il prezzo del petrolio continua la sua discesa. È arrivato a 53.14 USD/barile (qualità WTI). Nelle ultime 24 ore ha perso 1.49 USD o il -2.73%. Noi pensavamo che un rimbalzo del prezzo del petrolio sarebbe stato il catalizzatore di un rally da eccesso di ribasso e di pessimismo in America. Le premesse tecniche rimangono - manca però il catalizzatore. Non per questo abbandoniamo la previsione di un rimbalzo a breve della borsa americana - la ragione potrebbe essere un'altra tipo l'inizio di una trattativa tra Stati Uniti e Cina per cercare di trovare soluzioni alla guerra commerciale. 
Oggi avremo un'altra seduta particolare. In tutto il mondo i grandi magazzini cercano di stimolare i consumatori a comperare prodotti di tutti i tipi attraverso le offerte a prezzi ridotti del Black Friday - purtroppo questa tradizione consumistica americana, che segue Thanksgiving, si é propagata anche all'Europa e al resto del mondo. La seduta a New York terminerà con tre ore di anticipo alle 13.00 - alle 19.00 orario europeo. Pochi operatori e investitori saranno presenti sul mercato. I volumi saranno modesti e normalmente in questa giornata il mercato si muove poco. Questa costellazione si presta però anche a sorprese nelle due direzioni. Finora sembra che prevale il pessimismo. La borsa giapponese era chiusa per festa. Shanghai sta cadendo del -2.4%. Il future sull'S&P500 é a 2637 punti (-12 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3123 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.1%). Oggi non sembrano esserci le premesse per una seduta decisamente positiva. Cambi e tassi d'interesse sono stabili - probabilmente avremo una seduta senza sostanziali variazioni. Il rally da eccesso di ribasso e di pessimismo é rimandato a settimana prossima.

Commento del 22 novembre

Debole rimbalzo con scarsi volumi - Thanksgiving ?

Ieri le borse dovevano cominciare a rimbalzare. La reazione in Europa é stata convincente. Gli indici azionari europei hanno guadagnato più dell'1% (Eurostoxx50 +1.21% a 3154 punti) e hanno chiuso sul massimo giornaliero conpensando buona parte delle perdite di lunedì. Ancora una volta però il movimento é avvenuto tenendo d'occhio quanto stava succedendo a Wall Street. E qui il rialzo é stato deludente. L'S&P500 (+0.30% a 2649.93 punti) é salito sul massimo giornaliero a 2670 punti verso le 17.00 ed é rimasto su questo livello fino alla chiusura in Europa che di conseguenza é stata buona. Poi l'S&P500 ha cominciato gentilmente a perdere terreno. Alle 21.00 era ancora a 2665 punti. Nell'ultima ora di contrattazioni é caduto e ha chiuso sul minimo giornaliero a 2650 punti. La candela sul grafico é rossa. Se questa fosse stata una giornata normale questo debole rimbalzo ci avrebbe fatto paura. Oggi però la borsa americana é chiusa in occasione della Festa del Ringraziamento e quindi la seduta di ieri é stata anomala con moderati volumi di titoli trattati a causa della festa odierna. Prima della lunga pausa i traders avranno preferito non avere posizioni aperte e spesso questo provoca una seduta senza forti variazioni. Non sappiamo quindi se il fallito rally di ieri é da imputare a Thanksgiving o se in effetti il mercato é tecnicamente così debole da non riuscire a reagire in maniera convincente malgrado premesse ideali. Concediamo al mercato un esame di riparazione. Il rimbalzo di ieri però non ci é piaciuto e non vediamo ragioni per suggerire ancora di comperare e confermare la validità delle posizioni long aperte lunedì.

Sulla seduta in Europa c'é poco da aggiungere. DAX (+1.61% a 11244 punti) e SMI (+0.82% a 8841 punti) si sono comportati secondo logica. Molti investitori invece sono rimasti sorpresi dal buon comportamento della borsa italiana. Ma come ? L'UE tuona contro l'Italia e rifiuta il budget rimandandolo al mittente e lo spread scende e il FTSE MIB (+1.41% a 18731 punti) sale ? Ovvio - così é la borsa e così si presenta una tipica reazione tecnica da eccesso di pessimismo. Probabilmente il rimbalzo deve proseguire ma é ancora troppo presto per capire fino a dove potrebbe risalire il FTSE MIB nel mese di dicembre. Per logica deve tornare almeno a 19500 punti ma cammin facendo aggiusteremo il tiro a seconda di come reagisce la borsa alle notizie negative. Se le ignora questa spinta di rialzo può sorprendere in bene.

Come anticipato il rally in America é stato deludente ma analizzando i dettagli notiamo anche parecchi aspetti positivi. Innanzitutto l'A/D (5370 su 1783) e il rapporto NH/NL (185 su 322 !) erano molto meglio di quanto si poteva pensare con soli 8 punti di guadagno sull'S&P500. I nuovi minimi (NL) sono evaporati rispetto ai 1211 di martedì. I buoni dati sono dovuti al fatto che Nasdaq100 (+0.75% a 6575 punti) e soprattutto Russell2000 (RUT +1.31%) si sono comportati decisamente meglio. Specialmente il balzo delle PMI é un segnale positivo. A livello di sentiment la reazione é stata normale - la volatilità VIX é scesa a 20.80 punti (-1.68) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta piuttosto alta a 0.73. A questo punto ci sono due varianti. Si può difendere la teoria del doppio minimo e considerare le due ultime sedute come un test riuscito del supporto con volumi in calo. In questo caso ora deve partire una sostanziale e sostenibile gamba di rialzo. L'alternativa é che il debole rimbalzo di ieri sia un sintomo di debolezza e prepari una rottura del supporto a 2603 punti ed una accelerazione al ribasso. Noi preferiamo non schierarci con nessuna variante ancora per un paio di giorni. Sulla base dei dati sul sentiment siamo convinti che a breve il rimbalzo deve continuare e attendiamo la chiusura settimanale prima di prendere una decisione. Ad istinto restiamo costruttivi sul corto termine. Siamo abbastanza fiduciosi nella nostra previsione da tenere aperte le posizioni speculative long. Non siamo abbastanza convinti per poter consigliare queste posizioni anche ad investitori in un'ottica a medio termine. I long sono un tentativo. Se le borse salgono ancora un +1% metteremo degli stop loss sui prezzi d'acquisto e poi ci metteremo comodi ed osserveremo lo sviluppo della situazione. Il tradizionale rally di Natale é ancora uno scenario valido.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Con la borsa americana chiusa e i suoi investitori impegnati a festeggiare Thanksgiving, nessuno osa prendere iniziative. Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei guadanga il +0.76% - Shanghai sta perdendo il -0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2653 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3147 punti - le borse europee devono ancora scontare la debole chiusura ieri sera a Wall Street e apriranno in calo del -0.2%. Prevediamo una seduta senza sostanziali variazioni.

Commento del 21 novembre

Le vendite sulla tecnologia sono finite - ora vedremo quale tipo di rimbalzo tecnico ci aspetta

Ieri le borse hanno avuto un'altra seduta negativa - probabilmente l'ultima della settimana. Gli indici azionari americani hanno aperto in gap down. Il Nasdaq100 ha toccato un minimo a 6442 punti alle 16.15 - ha chiuso a 6527 punti (-1.75%) con volume relativo a 1.05 - la candela sul grafico é bianca. L'S&P500 ha aperto a 2654 punti, é sceso a 2634 punti ed é poi risalito a 2669 punti di massimo. È ricaduto sul minimo a 2631 punti verso le 21.00 ed é tornato sul finale a 2641.89 punti (-1.82%). Il volume relativo era a 1.25 - la candela sul grafico é rossa. È evidente che le vendite nel settore tecnologico sono finite - la spinta di ribasso si é esaurita. Ora questo effetto deve estendersi al resto del mercato. I dati sul sentiment confermano estremo pessimismo e l'imminenza di un rimbalzo tecnico che formalmente per il Nasdaq100 é già iniziato. La volatilità VIX é salita a 22.48 punti (+2.38) - la CBOE Equity put call ratio é schizzata a 0.82 - sopra il valore di 0.80 che segnala un eccesso di speculazione al ribasso. Le DSI (Daily Sentiment Index) sull'S&P500 e sul Nasdaq100 sono cadute sotto i 10 punti e questo normalmente avviene poco prima di un rally. L'S&P500 ieri sera ha avvicinato il minimo di ottobre a 2603 punti - si é trattato di un test - ora c'é un doppio minimo dal quale si svilupperà una spinta di rialzo. Non sappiamo se avremo solo un rimbalzo tecnico o qualcosa di più sostanzioso e sostenibile. Lo sapremo solo tra qualche giorno ma possiamo anticipare che gli indicatori di medio e lungo termine si sono negli ultimi 10 giorni decisamente deteriorati. Volendo azzardare un'ipotesi prima ancora di vedere la qualità del rimbalzo stimiamo che l'S&P500 può risalire al massimo fino ai 2800 punti - i 3000 punti diventano un sogno difficilmente raggiungibile.

La borsa americana ha nuovamente condizionato la seduta in Europa. Sapevamo che senza un rialzo in America in Europa avrebbe predominato la tendenza di fondo ribassista e ieri ne abbiamo avuto un'ulteriore dimostrazione. Le borse europee hanno aperto in calo, tra le 10.00 e le 13.00 hanno marciato sul posto e nel pomeriggio hanno proseguito la discesa tenendo d'occhio quanto stava succedendo a Wall Street. Il negativo inizio di seduta in America ha provocato un minimo di Eurostoxx50 e colleghi alle 16.15 quando il Nasdaq100 ha toccato il minimo giornaliero. Poi c'é stato un debole rimbalzo che non é bastato a risollevare le sorti della giornata. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3116 punti (-1.40%) con un minimo a 3100 punti, poco sopra il precedente minimo annuale di fine ottobre a 3091 punti. L'indice delle banche (SX7E -2.17% a 94.68 punti) si trova nalla stessa posizione - il minimo annuale a 94.14 punti é vicino. Il DAX tedesco (-1.58% a 11066 punti) ha invece toccato un nuovo minimo annuale marginale a 11009 punti. In generale sui grafici delle borse europee appare un doppio minimo - da qui ci deve per lo meno essere un sensibile rimbalzo tecnico. È ancora presto per una rottura al ribasso - Il terzo tentativo sarà quello decisivo ma ne riparleremo forse a dicembre se non l'anno prossimo. Il FTSE MIB (-1.87% a 18471 punti), come l'Eurostoxx50, é caduto vicino al minimo annuale a 18411 punti. Il sentiment in Italia é particolarmente negativo e quindi qui esiste il maggiore potenziale per una sorpresa positiva. Ieri sera abbiamo speculativamente comperato FTSE MIB a 18500 punti. Non si dovrebbe comperare un'indice in una fase di ribasso e in accelerazione ma di tanto in tanto bisogna rischiare qualcosa - se oggi la borsa americana non rimbalza chiuderemo però subito la posizione. Se non si verifica un rimbalzo quando le premesse tecniche sono ideali é meglio scappare a gambe levate!

Torniamo a New York per vedere i dati della giornata. La seduta é stata negativa con A/D a 1314 su 5900, NH/NL a 147 su 1211 (!) e volume relativo a 1.1. Il forte aumento dei NL é una conseguenza del test dei minimi di ottobre e del nuovo minimo di periodo della tecnologia - i numeri potevano essere peggiori. I dati sono pessimi e a questo punto bisogna domandarsi cosa significano i gap d'apertura. Accelerazione e quindi un sintomo di crash imminente o esaurimento? Favoriamo la seconda variante poiché raramente un crash avviene con preavviso. Ieri tutti parlavano di bear market e del crash delle criptodivise. Quando la borsa ed il bitcoin diventano tema di discussione sui media in toni isterici é normalmente un buon segnale che il fondo, almeno temporaneamente, é vicino.
Non bisogna però perdere di vista lo scenario generale per i mercati finanziari - da tempo segnalavamo l'avvicinarsi di tempi difficili. Chi desidera rinfrescarsi la memoria può rileggere la parte finale del commento tecnico del 10-11 novembre.

Sulla base dei commenti tecnici delle 14.00 sugli indici azionari americani abbiamo anche aperto posizioni speculative long a corto termine sull'S&P500 a 2652 punti e sul Nasdaq100 a 6450 punti.

Stamattina riappaiono i compratori. Alle 08.00 le borse asiatiche stanno chiudendo miste e poco mosse (Nikkei -0.25%, Shanghai +0.2%). Il future sull'S&P500 guadagna 14 punti a 2654 punti. Le borse europee sembrano voler aprire in positivo. L'Eurostoxx50 vale ora 3130 punti (+14 punti, ca. +0.4%) - manca però ancora un'ora all'inizio delle contrattazioni. Oggi pensiamo che gli indici azionari termineranno la seduta sopra i livelli attuali. Vedremo di quanto e con quale partecipazione. Domani in America si festeggia Thanksgiving - la borsa é chiusa.

Commento del 20 novembre

Un'altro crollo della tecnologia - l'illusione é finita

Apple -3.96%, Google -3.91%, Microsoft -3.39%, Amazon -5.09%, Facebook -5.72%. Al crollo dei leader tecnologici AGMAF si aggiunge la pesante caduta dell'icona Netflix -5.45%. Il sogno della crescita senza fine e senza limiti sta svanendo. I millenials sono confrontati con la dura realtà che coinvolge un'altra delle grandi illusioni degli ultimi anni - le criptodivise come il Bitcoin che é precipitato a 4'650 USD. Le perdite negli ultimi 7 giorni raggiungono il -27% per una moneta virtuale che a dicembre dell'anno scorso aveva sfiorato i 20'000 USD di massimo storico. Il tonfo del Bitcoin avviene assieme al crollo della sua società simbolo NVidia (-12% a 144.70 USD) che ad inizio ottobre quotava ancora 290 USD. È ovvio che questo crash del settore lascia profonde tracce sui listini americani. Ci siamo resi conto della debolezza strutturale della tecnologia ma abbiamo sottovalutato il potenziale di ribasso dei suoi leaders.
Ieri la notizia che Apple intende ridurre la produzione dei suoi nuovi iPhones é stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il Nasdaq100 é sceso del -3.26% a 6642 punti. Il minimo del 29 ottobre a 6574 punti non é stato peggiorato ma quella di ieri é la peggior chiusura giornaliera da maggio e l'indice é ormai ben lontano dal massimo storico del 1. ottobre a 7700 punti. Il problema é soprattuto che senza la tecnologia una ripresa del rialzo della borsa americana é praticamente impossibile. Ieri sera abbiamo visto come altri settori possono in parte compensare la debolezza del Nasdaq - energia e finanza hanno terminato la giornata praticamente in pari. Se però il Nasdaq100 ed i suoi leaders non recuperano sarà difficile che l'S&P500 (-1.66% a 2690.73 punti) possa staccarsi dei 2700 punti e risalire almeno sul nostro prossimo obiettivo a 2800-2810 punti.
Ora non sappiamo se la tecnologia contagerà il resto del listino o se invece il crollo della tecnologia é praticamente finito e Wall Street può nelle prossime settimane recuperare terreno. Molte azioni sono ipervendute e si avvicinano ai supporti di lungo periodo - l'esempio é Apple (185.86 USD) con il supporto a 180 USD. Il momentum nella caduta del Nasdaq100 é però forte e potrebbe trasformarsi in panico. In questo caso i supporti tecnici verranno spazzati via. In questo momento valutiamo la probabilità di questa variante negativa al 10%. Con un'altra probabilità prevediamo invece l'imminenza di un altro rally - vedremo se si tratterà di un rimbalzo tecnico o dell'inizio di una sostenibile gamba di rialzo.
Ieri sera l'S&P500 ha aperto in leggero calo a 2733 punti. Subito sono arrivate le vendite e per le 18.00 l'S&P500 era già caduto a 2688 punti condizionando la chiusura in Europa. Poi la discesa é continuata ad un ritmo più blando. Verso le 20.00 l'S&P500 ha toccato il minimo a 2681 punti e poi si é stabilizzato. Sul finale é tornato a 2690.73 punti (-1.66%). Il minimo di giovedì scorso a 2670 punti non é stato avvicinato. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1809 su 5369, NH/NL a 309 su 669 (non male - ci saremmo aspettati molto peggio - relativamente pochi titoli sono al ribasso) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é risalita a 20.10 punti (+1.96) mentre la CBOE Equity put/call ratio é ancora a 0.72. Il problema é che a livello di sentiment non notiamo ancora quegli eccessi necessari per un rally.  La VXN (volatilità sul Nasdaq100) si é fermata a 27.44 punti - a fine ottobre era sui 35 punti. Forse ci vuole ancora una seduta a -3% prima che il Nasdaq100 tocchi il fondo ed un solido minimo.

Dopo aver analizzato quanto successo negli Stati Uniti possiamo fare un passo indietro e tornare in Europa. Le borse sono rimaste praticamente in pari fino alle 16.00 e poi sono sceso insieme a Wall Street. L'Eurostoxx50 ha perso 20 punti a 3160 punti (-0.65) - ha chiuso tristemente sul minimo giornaliero. Il buon comportamento del comparto bancario (SX7E -0.15% a 96.85 punti) non é bastato a salvare la giornata. Le borse europee continuano a scivolare verso il basso con poca pressione di vendita. Nessuno però sembra aver voglia di comperare e se dagli Stati Uniti non viene in buon esempio é evidente che la tendenza di fondo ribassista prevale. Il FTSE MIB (-0.29% a 18823 punti) ha fatto meglio dando l'impressione di essere pronto per risalire. Il DAX tedesco (-0.86%) era invece debole.

Il riassunto é presto fatto. Se la tecnologia americana crolla, il mercato azionario americano perde terreno e l'Europa continua la sua scivolata verso il basso. A breve ci deve ancora essere un rally come quello di giovedì scorso. Speriamo in quella occasione che la qualità della partecipazione migliori in maniera drammatica. In caso contrario le previsioni fino a fine anno devono essere riviste al ribasso.

Stamattina le borse sono nuovamente in rosso. Il Nikkei perde il -1.05% - Shanghai sta lasciando il -2.1% sul terreno. Il future sull'S&P500 é a 2687 punti (-9 punti). L'Eurostoxx50 vale 3147 punti - le borse europee apriranno in calo di circa il -0.4%. Purtroppo non vediamo ragioni per un recupero. I tassi d'interesse scendono e questo é positivo - gli investitori lo vedono però come una conseguenza di un temuto rallentamento economico.
Ieri sera abbiamo chiuso in pari, grazie agli stop loss, le nostre posizioni long in portafoglio su S&P500 e Nasdaq100. Ora aspettiamo. Per gli investitori non ci sono ragioni concrete per un altro tentativo di long.
 
Aggiornamento del 19 novembre

America e Cina litigano

Domenica il vertice dell'APEC (Asia Pacific Economic Cooperation) in Papua Nuova Guinea é terminato senza neanche un formale comunicato finale. I partecipanti non hanno raggiunto nessun tipo di accordo visto che  Cina e Stati Uniti si sono scontrati in disaccordo su qualsiasi tema di tipo commerciale. È in gioco la predominanza delle due superpotenze nella regione e lo scontro comincia a farsi violento sia a parole che a livello di sanzioni. I mercati finanziari reagiscono con moderazione a queste notizie negative. Le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei guadagna il +0.62% mentre Shanghai sta salendo del +0.9%. Sembra che gli investitori attribuiscano una vittoria ai punti alla Cina visto che il cambio EUR/USD sale a 1.1410 (USD debole) e il future sull'S&P500 perde 9 punti a 2734 punti. Il risultato é che le borse europee apriranno praticamente invariate. L'Eurostoxx50 vale ora 3192 punti.
Vi ricordiamo che giovedì l'America festeggia la festa del Ringraziamento (Thanksgiving). La chiusura a Wall Street giovedì condizionerà tutta la settimana visto che molti operatori lasceranno il lavoro già nel pomeriggio di mercoledì. La seduta di venerdì sarà raccorciata di 3 ore e molto probabilmente sarà contraddistinta da bassi volumi e scarsi movimenti. Venerdì con il Black Friday inizia il periodo degli acquisti natalizi - gli operatori osserveranno con attenzione i dati sulle vendite nel tentativo di prevedere i risultati dei giganti della vendita al dettaglio. Per venerdì é prevista una giornata molto fredda - buono per gli acquisti in internet - cattivo per i shopping malls.
In Europa probabilmente saranno i soliti temi a fare oscillare gli indici intorno ad un debole rialzo: Brexit, politica monetaria della BCE (eventuale prolungamento del QE) e politica italiana.

Commento del 17-18 novembre

Rialzo debole e insufficiente per un nuovo massimo storico - tecnologia e social media out - consumi in

Settimana scorsa gli indici azionari hanno avuto una performance negativa. Le borse europee sono crollate lunedì, sono rimbalzate martedì e sono scivolate verso il basso per il resto della settimana. La borsa americana é scesa fino a mercoledì e ha avuto un key reversal day giovedì confermato dalla seduta positiva di venerdì. Dal minimo a 2603 punti del 29 ottobre l'S&P500 é risalito agli attuali 2736.27 punti (+0.22%) - é una plusvalenza di quasi il +4%. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo annuale il 26 ottobre a 3090 punti - venerdì ha chiuso a 3180 punti (-0.30%) - la differenza é un +2.9%. Questa debolezza relativa é una costante che riappare durante tutto l'anno accumulandosi - la performance 2018 dell'S&P500 é del +2.34% - l'Eurostoxx50 nel frattempo ha perso il -9.22%.
Rispetto a settimana scorsa la situazione tecnica generale é invariata. Fino all'inizio del 2019 la borsa americana dovrebbe salire. Sembra però, per ragioni strutturali, che l'S&P500 e il Nasdaq100 non riusciranno a salire su dei nuovi massimi storici. La tecnologia sta perdendo pezzi e le cadute dei leaders si susseguono - venerdì é stato il caso di NVidia (-18.76%). Sta avvenendo una rotazione tra settori - nella lista delle azioni che venerdì hanno toccato dei nuovi massimi a 90 giorni troviamo Comcast, Verizon, Merck, Coca Cola, Proctor&Gable, Pepsico e McDonalds per citare i nomi più famosi - connessioni internet, farmaceutica, alimentare, consumi di base. Tutta roba solida ma non cosi eccitante e volatile come la tecnologia - la differenza di Beta farà in maniera che questa gamba di rialzo sarà poco spettacolare e poco redditizia. Superare la fascia di resistenza a 2800-2810 punti sarà difficile. L'Europa ha troppi problemi. Crescita economica anemica e in calo, Brexit, incertezze politiche e tensioni all'interno dell'UE obbligano le borse ad una lenta discesa (tendenza di fondo ribassista) intercalata da brevi fasi positive inspirate dall'America. Tutti temono la fine del QE della BCE prevista per la fine dell'anno. Le valutazioni fondamentali sono decisamente più interessanti di quelle americane dove le azioni restano oscenamente care. È quindi possibile che nelle prossime settimane le borse europee possano comportarsi meglio dell'America. Questo non appare ancora a livello di analisi tecnica se non nella mancanza di pressione di vendita. Gli indici azionari europei scivolano verso il basso ma non sembrano a breve voler cadere decisamente più in basso a testare i minimi annuali. L'Eurostoxx50 (-0.30% a 3180 punti) sembra assicurato verso il basso dai 3150 punti mentre il DAX tedesco (-0.11% a 11341 punti) ha solido supporto a 11200 punti. La borsa italiana é un caso a parte - una caduta su un nuovo minimo annuale sotto gli 11'000 punti di FTSE MIB (-0.14% a 18878 punti) é solo una questione di tempo. Lo scontro tra governo e mercati finanziari potrebbe però a breve creare sorprese poiché l'Italia ha parecchie carte in suo favore da giocare (surplus primario, autofinanziamento del debito pubblico, bilancia commerciale attiva, contribuente netto dell'UE) e questo potrebbe per il momento obbligare l'UE ad un comportamento accomodante visto che c'é già il fronte Brexit aperto. Forse fino alle elezioni di maggio dell'anno prossimo l'EU eviterà uno scontro con uno dei suoi membri più importanti. Se gli speculatori si ritirano e lo spread scende il FTSE MIB, basato sui titoli bancari, potrebbe sorprendere in bene. L'attuale pessimo sentiment potrebbe servire come trampolino di lancio per un sostanziale rimbalzo tecnico.
Riassumendo a corto si può stare long - le prospettive 2019 per i mercati finanziari sono però decisamente negative. Difficile dire quando la situazione peggiorerà ed inizierà un ribasso anche in America. Noi speriamo non prima di gennaio del 2019 malgrado che questa fase di rialzo iniziata dai minimi di ottobre non sia convincente. L'S&P500 sul lungo termine é chiaramente toppish e il massimo storico del 21 settembre a 2941 punti potrebbe essere definitivo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.51% a 3180 punti
DAX                         -1.63% a 11341 punti
SMI                          -1.93% a 8907 punti
FTSE MIB                  -1.97% a 18878 punti
S&P500                    -1.61% a 2736.27 punti
Nasdaq100               -2.44% a 6867 punti

Giovedì l'Eurostoxx50 aveva terminato la giornata a 3190 punti. Venerdì ha ufficialmente chiuso a 3180 punti (-0.30%). Alle 22.00 sulla base del future valeva 3191 punti. La seduta di venerdì é stata di conseguenza neutra con un'oscillazione senza particolare significato. La serie di candele con minimo a massimo discendenti sui grafici ci preoccupa ma contemporaneamente la mancanza di momentum ha permesso alle Bollinger Bands di stringersi e risalire. Di conseguenza a breve gli indici dovrebbero trovare supporto e gentilmente risalire in scia all'America.

Venerdì le premesse per la seduta a Wall Street erano pessime. A causa dei deludenti risultati trimestrali di NVidia (-18.76%) l'S&P500 doveva perdere in apertura un -0.6% mentre la caduta iniziale del Nasdaq100 doveva essere intorno al -1.2%. Noi nei commenti delle 14.00 avevamo previsto un recupero (candela bianca) senza osare sperare apertamente in una seduta positiva. Invece l'S&P500 é riuscito a guadagnare ancora 6 punti (+0.22% a 2736.27 punti) confermando la validità del key reversal day di giovedì. L'S&P500 ha toccato sul massimo i 2746 punti senza ancora riuscire ad attaccare la resistenza a 2750-2760 punti. Il Nasdaq100 (-0.34% a 6867 punti) ha contenuto le perdite - di positivo notiamo il forte recupero dal minimo a 6797 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3971 su 3153, NH/NL a 323 su 430 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é caduta a 18.14 punti (-1.84). La CBOE Equity put/call ratio é rimasta alta a 0.74. Questo ci induce a credere che il rialzo settimana prossima deve continuare sopra i 2750 punti. Teniamo d'occhio i tassi d'interesse - il reddito dell'US Treaury Bond decennale é sceso a 3.08% e questo sostiene la borsa.
La tendenza di fondo della borsa americana é ancora negativa senza miglioramenti - il 25.2% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 41.22.
Giovedì prossimo l'America festeggia Thanksgiving (Festa del Rigraziamento) - la borsa é chiusa. Venerdì ci sarà una seduta raccorciata con pochi partecipanti. Settimana prossima avremo quindi solo 3 sedute normali - é probabile che non ci saranno sconvolgimenti. Le statistiche favoriscono una performance settimanale moderatamente positiva.

Commento del 16 novembre

Cauto rally - probabilmente deve continuare - lo spartiacque é a 2750 punti di S&P500 (+1.06% a 2730.20 punti)

Ieri le borse europee hanno avuto un'altra seduta moderamente negativa. Le perdite sono state modeste e gli indici hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri. Sui grafici sono però nuovamente apparse delle candele rosse con minimi e massimi discendenti a confermare che la correzione continua. Non possiamo che sperare nell'America per bloccare questa spirale negativa prima di un test dei minimi annuali. Ieri sera eravamo delusi.
L'Eurostoxx50 (-0.47% a 3190 punti) ha perso solo 15 punti e ha chiuso ben 25 punti sopra il minimo. Speravamo però di vedere una demostrazione di forza e una seduta positiva - invece l'Eurostoxx50 é scivolato sotto i 3200 punti e il settore delle banche (SX7E -1.05% a 97.59 punti) ha incassato una pesante perdita. Non crediamo che a breve l'Eurostoxx50 debba ricadere sui 3100 punti poiché mancano pressione di vendita e volumi. L'atteso rialzo però non si concretizza e quindi dovremo cercare alternative. Non saremo sorpresi di trovare l'Eurostoxx50 a fine anno a 3200 punti...
Speravamo che il DAX rimbalzasse (-0.52% a 11353 punti) - invece ha ancora perso 58 punti e ha toccato un nuovo minimo per questa correzione a 11255 punti - la candela sul grafico é rossa. Il bilancio é quindi negativo - il DAX non sembra voler e poter ripartire al rialzo. In fondo però nelle ultime tre sedute non é successo molto. Attendiamo la chiusura settimanale prima di abbandonare la previsione di una ripresa del rialzo. Oggi la situazione potrebbe ribaltarsi  e un veloce ritorno sopra i 11500 punti (massimo di ieri mattina!) ridarrebbe l'iniziativa ai rialzisti. Il future sul Bund é balzato a 160.82 (+0.42%) - é nuovamente a ridosso del massimo annuale - non dimenticatevi che il Bund é e resta il nostro miglior investimento del 2018 come assicurazione contro i ribassi delle borse. Rende poco (0.35%) ma ad inizio anno era a 156 punti. Il DAX da inizio anno perde invece il -12%.
Le borse europee sono scese, lo spread é salito e il FTSE MIB é caduto di altri 172 punti (-0.90% a 18905 punti). L'analisi tecnica condanna il FTSE MIB che continua a perdere terreno. Dopo il rally di ieri sera in America dobbiamo osservare la reazione odierna delle borse europee e del FTSE MIB prima di abbandonare definitivamente l'ipotesi del rialzo fino all'inizio dell'anno prossimo.
Il grafico del FTSE MIB é preoccupante e se oggi il FTSE MIB non reagisce la settimana terminerà con una perdita. A questo punto un test del minimo annuale sembrerebbe inevitabile.
 
Finalmente Wall Street ha reagito con una seduta di forte rialzo alla situazione di eccesso di speculazione al ribasso segnalata dal mercato delle opzioni. Il rally é stato laborioso. L'S&P500 é dovuto ancora scendere fino a 2670 punti (alle 16.35) prima di risalire la china. A fine giornata però il risultato é stato spettacolare e corrisponde ad un key reversal day. L'S&P500 ha recuperato 65 punti dal minimo e ha chiuso a ridosso del massimo giornaliero (2735 punti) a 2730.20 punti (+1.06%) e con volumi di titoli trattati in aumento (volume relativo a 1.1). Secondo le migliori tradizioni la riscossa é stata trascinata dalla tecnologia (Nasdaq100 +1.78% a 6890 punti) ma praticamente tutti i settori con l'eccezione delle utilities (a causa dei danni causati dagli incendi in California) hanno partecipato al movimento. Il prezzo del petrolio é salito ed i tassi d'interesse sono calati - una combinazione ideale per la borsa.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4746 su 2455, NH/NL a 205 su 653. La volatilità VIX é scesa a 19.98 punti (-1.27) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta alta a 0.73. Quest'ultimo dato é sorprendente. Significa che i traders restano cauti e non si sono buttati al rialzo. Questo comportamento aumenta le probabilità che questo rally della borsa non sia solo un rimbalzo tecnico ma possa trasformarsi in un rialzo sostenibile. Una decisiva resistenza é a 2750-2760 punti di S&P500 ed é molto importante. Se viene superata i ribassisti getteranno la spugna e l'indice verrà risucchiato verso l'alto.

Stamattina i mercati finanziari affrontano la giornata con circospezione. Il Nikkei ha perso il -0.53, Shanghai guadagna il +0.4%. Ieri sera dopo la chiusura a Wall Street NVidia (leader tecnologico delle carte grafiche e dei processori per minare bitcoins) ha presentato risultati trimestrali deludenti. Il future sull'S&P500 reagisce con un calo di 6 punti a 2728 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3205 punti - le borse europee apriranno con plusvalenze intorno al +0.4%. Speriamo che stasera l'S&P500 riesca a concludere la seduta con un guadagno - basterebbero pochi punti - il resto delle borse seguirà.

Commento del 15 novembre

La borsa americana dovrebbe salire - invece l'S&P500 saltella sui 2700 punti e la correzione continua - perché?

La correzione in America doveva essere minore ed intermedia. Questo voleva dire che in linea di massima l'S&P500 (-0.76% a 2701.58 punti) doveva scendere per tre sedute fino ad un obiettivo a 2755 punti. Invece il calo dura ormai da cinque sedute e ieri l'indice ha brevementre bucato il supporto a 2700 punti (minimo giornaliero a 2686 punti) e ha chiuso poco sopra con un'altra perdita di 20 punti. Ovviamente il mercato non può sempre muoversi in maniera ideale e secondo le regole. Bastano poche notizie contrarie per estendere un movimento o prolungare una correzione. In fondo l'S&P500 si trova ancora quasi 100 punti sopra il minimo del 29 ottobre a 2603 punti. Però adesso non esistono più margini d'errore. Nel passato, quando la tendenza di fondo era al rialzo, sempre una costellazione tecnica come quella odierna ha provocato un rally che poteva essere un rimbalzo tecnico o la ripresa del rialzo. Se non succede nulla significa che sta cambiando qualcosa a livello di trend. Prima però di esaminare questa variante e le sue conseguenze aspettiamo di vedere cosa succede oggi. Ieri sera i dati sul sentiment hanno mostrato pessimismo (VIX a 21.25 punti, +1.23%) ed eccesso di speculazione al ribasso (CBOE Equity put/call ratio a 0.81). La p/c ratio era a 0.80 già venerdì e dopo due letture abbastanza alte (0.73, 0.70) ieri ha nuovamente superato i 0.80, valore che normalmente scatena un rally da copertura di eccesso di ribasso. Dai 2700 punti di S&P500 il rialzo deve riprendere - in caso contrario lo scenario di una fase positiva fino all'inizio del 2019 deve essere seriamente messa in discussione.

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta moderatamente negativa. L'alternanza di sedute positive e negative si sussegue. Ieri gli indici sono dapprima scesi. Poi hanno recuperato e a metà giornata erano in positivo. Nel pomeriggio la debole apertura a Wall Street ha imposto una chiusura negativa e al centro del range giornaliero. Formalmente si é trattato di una seduta in trading range senza nuovi segnali tecnici. L'Eurostoxx50 (-0.60% a 3205 punti) ha chiuso poco sopra i 3200 punti. Speriamo che l'Eurostoxx50 riparta da questo livello al rialzo. Quando però un indice rimane troppo tempo sul supporto e i rimbalzi diventano sempre più deboli e sono delle occasioni per vendere c'é qualcosa che non va. Se dall'America non arrivano segnali positivi é probabile che ci sarà una rottura al ribasso. Il cambio EUR/USD (1.1340) é tornato sopra gli 1.13. In linea di massima questo é un segnale costruttivo.
Il DAX (-0.52% a 11412 punti) ha chiuso in mezzo al range giornaliero e sul livello d'apertura. Considerando che l'economia tedesca a sorpresa nel terzo trimestre del 2018 si é contratta del -0.2% e l'S&P500 é di nuovo in rosso ieri la borsa tedesca ha retto abbastanza bene. Il grafico però preoccupa e l'impressione é che il DAX sta nuovamente ruotando verso il basso. Se l'America non riparte al rialzo il DAX a breve deve ricadere a 11200 punti. Da li ad un test del minimo annuale a 11051 punti il passo é breve. Restiamo cautamente costruttivi ma invitiamo alla prudenza.
L'alternanza tra sedute positive e negative é continuata anche in Italia. Lo spread sui titoli di Stato lievitare e supera decisamente i 300 bsp - le perdite del FTSE MIB (-0.78% a 19077 punti) sono però relativamente modeste. In verità il FTSE MIB non riesce a staccarsi di molto dal minimo annuale e dai 18500 punti. Se come speriamo non comincia a salire da oggi é probabile che torni a breve a testare il minimo annuale. In fondo l'analisi tecnica é semplice - se quando le premesse sono favorevoli un indice non sale, alla successiva ondata negativa non può che cadere sul precedente minimo. Considerando le politiche economiche di questo governo é probabile che il risultato sarà un nuovo minimo annuale. La sfida all'UE e la difesa della sovranità italiana sul budget rischiano di costare caro. Nel frattempo Matteo Salvini canta Albachiara (cavolo!).

La seduta a Wall Street é stata volatile e contraddistinta da un energico test del supporto a 2700 punti. L'S&P500 ha aperto in positivo a 2744 punti. Subito però i ribassisti si sono imposti e hanno dominato fino alle 20.00 quando l'indice ha toccato un minimo a 2686 punti. In seguito c'é stato un rimbalzo fino ai 2700 punti. Dopo una pausa di mezz'ora l'indice si é impennato fino ai 2720 punti. Sul finale é tornato a 2701.58 punti (-0.76%). La tecnologia ha seguito (Nasdaq100 -0.89% a 6769 punti) mentre un segnale positivo é venuto dal settore dei trasporti (DJT +0.22%). Il prezzo del petrolio é rimbalzato solo di 1 USD e non ha fornito impulsi al mercato. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2599 su 4593, NH/NL a 268 su 724 e volume relativo a 1.1. Non abbiamo indicatori in posizioni estreme in grado di fornire segnali particolari. Solo il sentiment, pessimo, suggerisce l'imminenza di un rimbalzo tecnico.

Ieri sono crollate le criptovalute - il bitcoin ha perso il -12%, ha abbandonato il supporto a 6000 USD e si trova stamattina sui 5700 USD. Le altre maggiori valute hanno perso tra il -10% ed il -16%. Non seguiamo da vicino questo mercato e non conosciamo le ragioni di questo improvviso cedimento. Non é però un segnale incoraggiante per i mercati finanziari.

Stamattina si profila un recupero. Il Nikkei ha marciato sul posto (-0.14%) mentre Shanghai sta salendo del +1.3%. Il future sull'S&P500 é a 2710 punti (+12 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3222 punti (+17 punti). Le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.5%. Speriamo che questa volta riescano a incrementare questa plusvalenza invece che sgonfiarsi come é successo nelle ultime sedute. Siamo stufi di candele rosse sui grafici. Se succedesse anche oggi il rialzo come tendenza di fondo é a rischio.

Commento del 14 novembre

I rialzisti sono diventati più prudenti - avremo un rialzo più lento ma più solido

Ieri in Europa c'é stata una seduta positiva - gli indici azionari hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri con guadagni di circa l'1%. Formalmente si é però trattato di una seduta in trading range che non ha totalmente compensato le perdite di lunedì. Potrebbe essere un rimbalzo tecnico, come suggeriscono i dati sulla partecipazione, o la ripresa del rialzo in scia all'America.
Come speravamo l'Eurostoxx50 (+0.96% a 3224 punti) ha difeso i 3200 punti e ha avuto una seduta decisamente positiva. Non é però ancora chiaro e tecnicamente confermato che sta riprendendo il rialzo - formalmente la seduta é stata in trading range e secondo la partecipazione sembra piuttosto un rimbalzo tecnico. Fino a quando però l'indice resta sopra i 3200 punti (per l'esattezza il supporto é a 3194 punti) é più probabile che l'Eurostoxx50 salga insieme all'America piuttosto che scenda a testare il minimo annuale a 3090 punti.
Il cambio EUR/USD risale stamattina a 1.1295. Se torna sopra gli 1.13 la rottura del supporto potrebbe essere stata un falso segnale. In questo caso anche il rialzo della borsa potrebbe poggiare su basi più solide.
Il DAX (+1.30% a 11472 punti) e FTSE MIB (+0.90% a 19226 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50. Si sono mossi nel range della seduta di lunedì e l'esito finale positivo é molto una conseguenza del buon inizio di seduta a Wall Street. Sappiamo che stamattina parte di questi guadagni spariranno nuovamente e quindi evitiamo analisi approfondite di questa seduta.

Ieri pensavamo che anche a Wall Street ci sarebbe stato per lo meno un rimbalzo. Invece l'S&P500 (-0.15% a 2722.18 punt) ci ha deluso. Avevamo previsto che i ribassisti avrebbero avuto ancora qualcosa da dire e pensavamo che i minimi di lunedì sarebbero stati ritestati con nuovi minimi marginali. Dopo però doveva esserci un forte rimbalzo ed invece il mercato si é unicamente adagiato sui minimi. In fondo questo non é un male. Nelle scorse settimane agli ipervenduti e agli eccessi era sempre seguito un rally provocato da speculatori long. Questi traders non sono il tipo di investitori che provocano un solido e sostenibile rialzo - si ritirano al primo segnale di pericolo. Ora gli speculatori sembrano essere più prudenti - di conseguenza nel futuro la volatilità provocata dalla veloce entrata e uscita di questi attori dal mercato dovrebbe venire a mancare. Il rialzo dovrebbe diventare più lento e più solido. Ieri il prezzo del petrolio (WTI) ha avuto un ultimo crollo a 55.69 USD/barile (-4.24 USD) - questo tuffo sembra un esaurimento del ribasso iniziato ad ottobre dal massimo a 76.90 USD!  Ieri l'ETF Energy ha reagito con una perdita del -2.30% che ha condizionato negativamente la seduta. Ora finalmente questo effetto dovrebbe sparire. Dai 2700+ punti il rialzo dell'S&P500 dovrebbe a breve ricominciare.
L'S&P500 ha aperto a 2736 punti e dopo una breve esitazione é sceso alle 16.30 fino a 2724 punti (il minimo di lunedì era a 2722 punti). Dopo é risalito fino a metà seduta a 2754 punti. I ribassisti hanno ancora tentato un affondo e fino alle 21.30 hanno dominato schiacciando l'S&P500 fino ai 2715 punti. Sul finale l'S&P500 si é risollevato e ha chiuso a 2722.18 punti (-0.15%). Il Nasdaq100 (+0.03% a 6830 punti) é andato meglio ma di poco. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3387 su 3773, NH/NL a 254 su 632 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 20.02 punti (-0.43) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.70.
Tecnicamente la situazione non é cambiata rispetto a lunedì. La seduta di ieri sembra un consolidamento prima della ripresa del rialzo. I supporti sono a 2700 punti di S&P500 e 6800 punti di Nasdaq100 - da qui deve riprendere il rialzo. Questa ipotesi verrebbe messa in discussione solo se i supporti venissero inaspettatamente rotti. Il settore 2750-2760 punti é importante - se venisse superato al rialzo é probabile che i ribassisti gettino la spugna e gli analisti tecnici diano degli ulteriori segnali d'acquisto.

Stamattina i mercati sembrano incerti e fragili. Il Nikkei ha marciato sul posto (+0.16%) mentre Shanghai é in calo (-0.8%). Il future sull'S&P500, che alle 07.30 era ancora in pari, scende adesso (08.30) di 5 punti a 2722 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3200 punti - le borse europee apriranno con perdite indicative del -0.7%. Non crediamo che oggi debbano scendere più in basso. L'S&P500 potrebbe anche decidere di continuare a consolidare sui 2720 punti. Non vediamo però ragioni per una caduta sotto il supporto a 2700 punti.
Tassi d'interesse e cambi sono stabili. I deboli dati sul PIL tedesco (-0.2% nel terzo trimestre 2018) sono conosciuti e sembra che oggi possa essere firmato un accordo sulla Brexit tra Gran Bretagna e UE. Solo gli italiani "non fanno giudizio" e non cedono alle pressioni dell'UE per rivedere il budget per l'anno prossimo.

Commento del 13 novembre

Ancora una seduta negativa era possibile - questo (S&P500 -1.97% a 2726 punti) però fa male

Le borse avevano cominciato a correggere giovedì scorso. Doveva essere una correzione minore o intermedia della durata ideale di tre sedute. In teoria quindi anche ieri gli indici azionari potevano scendere. Lunedì non c'é però stata una semplice seduta negativa. Sia in Europa che in America le perdite sono state da sensibili (Eurostoxx50 -1.10% a 3194 punti) a pesanti (S&P500 -1.97% a 2726.22 punti). La tecnologia ha avuto un crollo - non solo in America (Nasdaq100 -2.98% a 6829 punti), anche in Europa (SAP -5.64%, Infineon -7.83%, STMicroeletronics -6.43%). Noi avevamo previsto una discesa dell'S&P500 al massimo fino ai 2755 punti - questo obiettivo é stato ampiamente superato con un minimo giornaliero a 2722 punti. Cosa sta succedendo? Per il momento non vediamo una ragione particolare per cambiare la nostra road map - la borsa americana dovrebbe ieri aver concluso la sua correzione e dovrebbe oggi riprendere il rialzo. Il prezzo del petrolio (WTI 59.19 USD/barile) é ancora sceso a causa di una dichiarazione di Donald Trump che prevede prezzi in ulteriore calo. Noi invece pensiamo che a breve ci sia un eccesso di ribasso e di pessimismo - crediamo che la prossima spinta di rialzo della borsa americana avrà come protagonista il settore dell'energia. Nell'analisi del fine settimana avevamo previsto che la fine della correzione era imminente poiché il CBOE Equity put/call ratio era salito a 0.80 - ieri questo rapporto é rimasto alto a 0.73. Il put/call ratio degli ETF é balzato addirittura a 2.13. Di conseguenza siamo convinti che la borsa americana stia solo correggendo - in teoria dovrebbe ricominciare a salire già oggi come suggerisce il future che si trova stamattina a 2735 punti (+7 punti). Ovviamente non ne siamo sicuri ma ci sono alcuni sintomi che stamattina possono aiutarci. Le borse europee dovrebbero dare inizio al recupero ed il cambio EUR/USD dovrebbe ricominciare a salire dagli attuali 1.1240. L'Eurostoxx50 (3194 punti) dovrebe stabilizzarsi sui 3200 punti - se invece stamattina i venditori riprendono l'iniziativa e questo indice scende decisamente più in basso c'é un problema.

Ieri le borse europee hanno aperto in guadagno ma subito hanno cominciato a scendere. Il calo é stato regolare durante tutta la giornata. La debole apertura in America ha provocato una chiusura in Europa sui minimi giornalieri. Le perdite si sono assestate intorno al -1%. Solo il DAX (-1.77% a 11325 punti) ha perso decisamente di più a causa del crollo dei suoi due leaders tecnologici. Per una volta il FTSE MIB (-1.05% a 19055 punti) ha fatto meglio. Lo spread é salito e le banche italiane sotto la guida del governo sono corse ere a salvare Banca Carige. Malgrado queste notizie negative il FTSE MIB ha perso "solo" 202 punti in quello che dovrebbe essere stato il terzo e ultimo giorno della correzione.
Questa seduta negativa in Europa non cambia i parametri dell'analisi tecnica. Il quadro generale é negativo come abbiamo ancora spiegata nell'analisi del fine settimana. Se però come pensiamo l'America riparte al rialzo anche l'Europa in scia e a fatica deve seguire.

La seduta a Wall Street é stata decisamente negativa. Sembra che gli investitori retail hanno nuovamente venduto i grandi nomi della tecnologia (Apple -5.04%, Amazon -4.41%) spaventati dalle moderate prospettive di crescita. Goldman Sachs (-7.46%) é stata travolta dalle ripercussioni della scandalo del fondo malese 1MDB - questo ha depresso il settore bancario. Da ultimo ha fatto notizia il crollo dell'icona General Electric (-6.88%) su un nuovo minimo decennale - il colosso industriale americano é in una crisi esistenziale.
L'S&P500 ha aperto a 2776 punti e per le 17.30 é caduto a 2733 punti. Poi per ore é oscillato in laterale sopra questo livello toccando un massimo a 2750 punti. Sul finale si é tuffato fino a 2722 punti e ha chiuso a 2726.22 punti (-1.97%). Ora c'é un forte supporto a 2700 punti. Non dovrebbe essere attaccato - se invece oggi viene avvicinato dovrebbe reggere e rispedire l'indice al rialzo. Una rottura al ribasso é improbabile ma non impossibile visto che spesso i minimi (2603 punti del 29 ottobre) vengono ritestati - é però decisamente troppo presto per un test di questo tipo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1575 su 5645, NH/NL a 336 su 577 e volume relativo a 1.0. I dati sulla partecipazione non mostrano nulla di particolare. I volumi di titoli trattati non sono aumentati e questo parla in favore della tesi della correzione minore. La volatilità VIX é volata a 20.45 punti (+3.09).

Stamattina il Nikkei perde il -2.11% - Shanghai sta invece guadagnando il +1%. Sono le 08.50 e il future sull'S&P500 é nel frattempo salito a 2741 punti (+13 punti) - come speravano si deliena una reazione positiva. L'Eurostoxx50 vale ora 3206 punti (+12 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. Idealmente dovrebbe esserci all'inizio un ritracciamento. Poi nel corso della giornata gli indici dovrebbero lentamente risalire e chiudere con moderati guadagni e poco sopra i valori d'apertura. Un rally inatteso sarebbe un cattivo segno - favorirebbe l'ipotesi del rimbalzo tecnico e non della ripresa del rialzo. Vediamo...

Aggiornamento del 12 novembre

Nel terzo trimestre del 2018 la BNS ha venduto azioni americane

Da anni la Banca Nazionale Svizzera stampa Franchi Svizzeri e li vende in cambio di USD e EUR per evitare una eccessiva rivalutazione del CHF. Le divise estere vengono poi investite in obbligazioni e in azioni. A fine ottobre le riserve sono aumentate a 753 Mia di CHF di cui circa il 21% é investito in azioni. In questa maniera la BNS detiene circa 158 Mia di CHF in azioni estere con un capitale creato dal nulla. Una pazzia. Lasciando brevemente da parte questo aspetto di politica monetaria, gli ultimi rapporti che la BNS deve obbligatoriamente fornire alla SEC mostrano che la banca nel terzo trimestre 2018 ha venduto azioni per 7 Mia di USD e ha cominciato a ridurre l'esposizione sul mercato azionario americano. Un segnale che il bull market potrebbe essere alla fine ? Possibile visto che questo comportamento "contrarian" non trova altra giustificazione considerando che la BNS continua ad aumentare gli investimenti in divise estere.

Stamattina il prezzo del petrolio balza a 60.94 USD (+0.65 USD) grazie alla decisione dell'Arabia Saudita di ridurre gradualmente la produzione. Il future sull'S&P500 sale a 2788 punti (+9 punti) mentre il cambio EUR/USD (1.1280) cade sotto la barriera di 1.13.
Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei é fermo (+0.09%) mentre Shanghai sta guadagnando il +1.2%.
L'Eurostoxx50 vale ora 3240 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.4%. La settimana inizia con un'intonazione positiva - dovrebbe rimanere fino a venerdì ma non aspettatevi troppo. Questa settimana sono previsti numerosi dati economici che dovrebbero mostrare un rallentamento della crescita economica e contemporaneamente un lieve aumento del rischio d'inflazione. I numerosi interventi di banchieri centrali dovrebbero confermare il momento di incertezza causata dal passaggio da una politica monetaria estremamente espansiva ad una più neutra e normale. In questo contesto é difficile che gli investitori si lascino trascinare dall'entusiasmo e che ci siano forti acquisti e un sostanziale rialzo.

Commento del 10-11 novembre

Non é il momento del "buy and hold" - bisogna tenere d'occhio la porta d'uscita

La cattiva notizia é che venerdì l'S&P500 ha avuto una seduta decisamente negativa. È caduto fino ad un minimo a 2764 punti ed é poi risalito per chiudere a 2781.01 punti (-0.92%) con una perdita di 26 punti. La buona notizia é che la correzione minore potrebbe già essere finita. Doveva durare al massimo tre giorni e far scendere l'S&P500 a 2774 o 2755 punti. Finora ci sono state due sedute negative e il centro della zona obiettivo é stato raggiunto. Settimana prossima potrebbe ancora esserci una moderata spinta di ribasso ma poi il rialzo di medio termine dovrebbe riprendere trascinato dal settore energia - il petrolio (WTI a 59.87 USD/barile) é decisamente ipervenduto e serpeggia il pessimismo - un forte rimbalzo tecnico é imminente. Fino all'inizio dell'anno prossimo i cicli suggeriscono che la borsa americana dovrebbe restare impostata al rialzo - non sappiamo come si svolgerà questa fase nel dettaglio poiché sulla base di esempi del passato ci sono parecchie varianti. La prima é che il minimo di ottobre a 2603 punti venga ritestato - in questo caso tra fine novembre e metà dicembre l'S&P500 potrebbe ricadere sui 2650 punti per poi risalire fino all'inizio di gennaio 2019 - in questo caso é improbabile che l'S&P500 possa salire sopra i 2900 punti. Una variante potrebbe essere che il test del minimo viene a mancare e il rialzo continua in maniera piuttosto regolare intercalato da correzioni intermedie - l'S&P500 dovrebbe tentare di migliorare il massimo storico a 2941 punti. La variante ottimista é che il bull market debba finire con una accelerazione di tipo esaustivo con un nuovo massimo storico che potrebbe situarsi sui 3000 punti. Non sappiamo quale percorso sceglierà l'S&P500 - i dettagli li potremo definire solo strada facendo. L'importante é sapere che fino all'inizio dell'anno prossimo si può restare long o investiti. Senza gravi incidenti imprevisti la tendenza fondo della borsa americana resterà al rialzo. Il trend a lungo termine si sta però decisamente indebolendo e gli indicatori si stanno deteriorando. Esiste una forte probabilità che il bull market stia finendo e quella attuale potrebbe essere l'ultima sostanziale gamba di rialzo. Non crediamo che in seguito l'S&P500 debba subito cadere - non vediamo un concreto rischio di crash. Non bisogna però comperare azioni ora pensando di tenerle per anni nel portafoglio e ottenere delle buone performance. A lungo termine il potenziale di rialzo é modesto mentre il rischio di ribasso é alto ed in aumento a causa delle altissime valutazioni fondamentali che spesso definiamo come oscene. Quest'anno i prezzi delle azioni americane sono ancora aumentati (S&P500 performance 2018 +4.02%) per mancanza di alternative e a causa dei buy back delle imprese effettuati con la liquidità riimpatriata dall'estero grazie alla riforma fiscale di Donald Trump. Questi effetti stanno però sparendo - i tassi d'interesse stanno aumentando e le obbligazioni in USD cominciano a costituire una valida alternativa alle azioni. Dopo 9 anni di crescita é giunto il momento che il ciclo economico giunga alla sua fine naturale. Questo dovrebbe per lo meno provocare un ridimensionamente delle valutazioni azionarie - se volete chiamatelo bear market.
La situazione in Europa é diversa - é peggio sia economicamente che tecnicamente. In Europa si sta già delieneando una sensibile rallentamento nella crescita economica - la BCE abbandonerà alla fine dell'anno la politica monetaria estremamente espansiva costituita da tassi d'interesse vicini allo 0% e acquisti regolari di Titoli di Stato (QE). Questa é una combinazione velenosa per le borse e se ne vedono già le conseguenze - l'Eurostoxx50 ha perso da inizio anno il -7.83% e praticamente tutte le borse europee sono in rosso. La tendenza di fondo delle borse europee é al ribasso con indici ancora sotto le MM a 50 e 200 giorni in calo. Da qui arriva la nostra reticenza nell'aprire posizioni long per il portafoglio. La correlazione tra Europa ed America dovrebbe permettere a Eurostoxx50 e colleghi di salire ma difficilmente potranno recuperare il terreno perso. È invece probabile che la sottoperformance causata dalla debolezza relativa continui. Un ribasso é improbabile ma é possibile che l'S&P500 fino a gennaio 2019 salga del +4% mentre le borse europe saranno solo di poco più in alto dei livelli attuali. Malgrado che parliamo insistentemente di rialzo i nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica che usiamo per il trading a medio termine su Eurostoxx50 e DAX sono ancora decisamente sotto i 50 punti e di conseguenza su sell.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.47% a 3229 punti
DAX                         +0.09% a 11529 punti
SMI                          +0.98% a 9074 punti
FTSE MIB                  -0.68% a 19258 punti
S&P500                    +2.13% a 2781.01 punti
Nasdaq100               +1.06% a 7039 punti

Venerdì le borse europee sono sceso fino a metà giornata e poi hanno recuperato. A fine giornata il risultato é stato una seduta neutra che da un punto di vista tecnico non ci ha detto molti di nuovo - l'Eurostoxx50 é sceso a 3229 punti (-0.25%) mentre il DAX é salito a 11529 punti (-0.25%). Mercoledì fà vi avevamo promesso una risposta al quesito se il FTSE MIB (-0.88% a 19258 punti) poteva salire fino ai 20500 punti. Giovedì abbiamo preferito attendere la chiusura settimanale. Anche adesso non possiamo fornire un parere chiaro basato sull'analisi tecnica. Ci rendiamo conto che politica e spread sono importanti per definire le oscillazioni a breve della borsa italiana specialmente nella loro ampiezza. Siamo convinti che nelle prossime settimane il FTSE MIB debba salire come le altre borse europee - probabilmente ci sarà una certa sottoperformance provocata dalla debolezza relativa dell'Europa rispetto all'America. Quanto può salire il FTSE MIB dipenderà però dallo sviluppo del litigio tra Roma e Bruxelles relativo al debito pubblico. Temiamo che il conflitto non porti benefici all'Italia e preferiremmo il dialogo - probabilmente anche la borsa non apprezza il confronto duro scelto da Salvini e Di Maio anche nell'ottica degli ultimi indicatori economici che mostrano una brusca frenata nella crescita economica. Favorire la crescita attraverso l'espansione della spesa pubblica come intende fare il governo di Giuseppe Conte é in certi casi una formula vincente - distribuire soldi a pensionati e disoccupati non é però il miglior sistema - ci vorrebbero investimenti in opere pubbliche, ricerca ed istruzione. L'attuale governo invece non riesce neanche a ricostruire il ponte Morandi entro la fine del 2019. Non si può solo e sempre dare la colpa alla Germania e a Bruxelles per tutto quello che non funziona in Italia.

La seduta a Wall Street é stata decisamente negativa ma gli indici azionari hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri e non vediamo emergere una particolare pressione di vendita (volume relativo a 1.1 e NH/NL a 400 su 471). Il mercato si comporta come le previsioni - sta svolgendo una correzione minore ed intermedia all'interno di una fase di rialzo a medio termine.
L'S&P500 ha aperto a 2793 punti e ad ondate é sceso fino alle 20.20 su un minimo a 2764 punti. Poi é risalito a 2787 punti e ha chiuso a 2781 punti. Ha perso 26 punti ma é risalito 17 punti dal minimo - guarda caso la MM a 200 giorni scorre a .... 2763 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1832 su 5342. La tecnologia si é mossa di più come succede spesso in questo periodo - il Nasdaq100 ha perso il -1.67% a 7039 punti (minimo a 6983 punti). Gli obiettivi della correzione erano a 7070 o 6930 punti.
Nei dati sul sentiment notiamo un interessante eccesso - la volatilità VIX é salita a 17.36 punti (+0.64) mentre la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.80. Sapete che valori sui 0.80 o più alti rappresentano a breve un eccesso di speculazione al ribasso. Spesso segue un rally.
La tendenza di fondo della borsa americana é ancora debole con solo il 25.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent sul NYSE a 43.39. Finalmente notiamo un netto miglioramento nell'analisi dei COT - i Commercials hanno sensibilmente ridotto le posizioni short e questo é un segnale positivo per le prossime settimane.
Tradizionalmente il periodo di fine anno fino alle prima decade di gennaio é positivo e anche quest'anno questa regola dovrebbe venire rispettata. I traders guadagneranno soldi con posizioni long. Gli investitori dovrebbero invece usare questo periodo favorevole per ripulire i portafogli da titoli tecnicamente deboli e fragili e lentamente diminuire l'esposizione azionaria. Tempi difficili si avvicinano.

Commento del 9 novembre

La correzione minore é iniziata


Ieri mattina le borse europee hanno aperto in guadagno e sono riuscite a salire ancora per una quarantina di minuti. Poi lentamente si sono sgonfiate - hanno avuto un cedimento dopo le 16.00 e hanno infine chiuso con moderate perdite. L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 3263 punti e ha chiuso a 3237 punti (-0.26%). Come previsto l'America ha iniziato una correzione intermedia e minore e le borse europee si sono adattate. Non c'é molto da dire. Anche in Europa la tendenza é al rialzo - nel breve termine gli indici azionari seguono i ritmi dettati dagli Stati Uniti. C'é però una differenza importante tra Europa ed America - in Europa la tendenza di fondo é al ribasso con i maggiori indici costantemente sotto le MM a 50 e 200 giorni in calo. In America invece la tendenza di fondo é ancora al rialzo e l'S&P500 ha nuovamente superato con il balzo di mercoledì la MM a 200 giorni che appare in leggero calo ma é ancora neutra. In questa fase di rialzo che dovrebbe durare fino all'inizio del 2019 l'America é quindi favorita. Le borse europee dovrebbero sottoperformare e per saldo potrebbero non salire di molto. Il conflitto tra Roma e Bruxelles si é assopito ma cova sotto le ceneri. Molti si domandano quale sarà il ruolo della BCE una volta che terminerà il QE a fine anno. Se la BCE permetterà un aumento dei tassi d'interesse il debito pubblico per molti Paesi diventerà col tempo insopportabile poiché mangerà una fetta considerevole ed eccessiva delle entrate fiscali annuali. Il debito dell'Italia é rifinanziabile ma lentamente assorbirà in un vortice una fetta considerevole dei risparmi impedendo investimenti, consumi e di riflesso crescita economica.
Ieri gli altri indici azionari europei che seguiamo si sono comportati come l'Eurostoxx50 - le perdite di DAX (-0.45% a 11527 punti) e FTSE MIB (-0.57% a 19429 punti) sono state più ampie ma non in maniera rilevante e sostanziale. L'SMI svizzero (+0.49% a 9095 punti) continua invece la sua corsa solitaria grazie alla sua particolare composizione. Molta farmaceutica ed alimentare, poca industria ciclica come auto che stanno frenando l'Europa. L'SMI si trova sopra le MM a 50 e 200 giorni tendenzialmente piatte. Malgrado la sua forza relativa dovrebbe anche lui correggere a partire al più tardi dalla resistenza a 9200 punti. 

La seduta a New York ha seguito il copione. L'S&P500 ha aperto in calo a 2804 punti ma a metà seduta é ancora riuscito ad issarsi a 2815 punti eguagliando il massimo di mercoledì. Poi é iniziata l'attesa correzione intermedia. L'indice é sceso ed ha avuto un tuffo fino ai 2795 punti al termine della seduta della FED (20.00). Sul finale ha recuperato fino ai 2806.84 punti (-0.25%). Questa chiusura decisamente sopra il minimo giornaliero mostra il carattere decisamente "mordido" di questa correzione che non dovrebbe fare danni al trend. Come spiegato nel commento di ieri sull'S&P500 gli obiettivi della correzione sono a 2774 punti o 2755 punti. Poi il rialzo, nel corso di settimana prossima, dovrebbe riprendere. Sembra che il Nasdaq100 (-0.62% a 7158 punti) voglia seguire le oscillazioni dell'S&P500 senza prima raggiungere il suo obiettivo della seconda spinta di rialzo a 7300 punti. Detto semplicemente anche il Nasdaq100 sta già correggendo con obiettivi a 7070 o 6930 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2917 su 4240, NH/NL a 672 su 289 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita di poco a 16.72 punti (+0.36) e la CBOE Equity put/call ratio si é assestata su un normale 0.64. In linea di massimo ci aspettiamo ora due o tre sedute come quella di ieri.

Stamattina le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei perde il -1.05% - Shanghai é in calo del -1.4%. Il future sull'S&P500 alle 0730 era a 2806 punti - ora (08.30) e ulteriormente calato a 2801 punti (-8 punti). Sembra che gli europei sono venditori. Questo si riflette sul valore d'apertura dell'Eurostoxx50 che sarà sui 3220 punti (-17 punti). Le premesse sono per una seduta moderatamente negativa. Non vediamo ragioni per ulteriori vendite e forti perdite.

Commento dell'8 novembre

Rally a Wall Street - tiepido rialzo in Europa - l'S&P500 é di nuovo vicino ad una correzione intermedia

Il risultato delle elezioni di midterm in America ha scatenato un rally a Wall Street. L'S&P500 ha aperto a 2782 punti, in gap up e sopra la MM a 200 giorni. Dopo un iniziale ritracciamento a 2774 punti l'indice é continuato a salire per tutta la giornata - ha toccato un massimo a 2815 punti e ha chiuso poco più in basso a 2813.89 punti con un impressionante guadagno di 58 punti (+2.12%). Durante la giornata i ribassisti non hanno avuto scampo - le correzioni intermedie sono state solo delle brevi pause con discese di 5-6 punti prima della successiva spinta di rialzo. Naturalmente gli investitori hanno nuovamente preferito la tecnologia (Nasdaq100 +3.06% a 7203 punti) - i nostri AGMAF hanno dato spettacolo - Amazon é balzata del +6.86%, gli altri titoli hanno guadagno più del 3% e solo Facebook (+1.06%) ha deluso. Con la seduta di ieri il consolidamento sui 2700-2750 punti di S&P500 é terminato ma la prossima correzione intermedia é già vicina. Non possiamo che riprendere il commento di ieri alle 14.00 e confermarlo: "In generale consigliamo agli investitori di ignorare queste oscillazioni e di restare long con l'intenzione di tenere la posizione fino all'inizio del 2019. Bisogna però essere in chiaro che questo rialzo non sarà lento e regolare come quello che ha contraddistinto la fine del 2017. Aspettativi maggiore volatilità e sensibili correzioni intermedie. La prossima dovrebbe partire dai 2800-2820 punti." (...) "Avremmo preferito che la correzione facesse ridiscendere l'S&P500 sui 2680 punti - la mancanza di questo tuffo ha come conseguenza che gli oscillatori mostrano la possibilità di un massimo intermedio alla fine di questa settimana o all'inizio della prossima." In teoria la correzione intermedia del Nasdaq100 (7203 punti) dovrebbe iniziare dai 7300 punti. Di conseguenza nelle prossime due sedute ci devono essere dei movimenti di assestamento - l'S&P500 potrebbe marciare sul posto e la tecnologia guadagnare ancora un +1% - questi però sono dettagli. Gli investitori possono stare a guardare e godersi questo rialzo di medio termine. I traders possono giocare l'imminente correzione intermedia aprendo posizioni speculative short nelle prossime una a tre sedute sui 2820 punti di S&P500.
Ovviamente la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5542 su 1659, NH/NL a 709 su 248 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é crollata a 16.36 punti (-3.55, -17.83%!) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.59. In generale i dati sul sentiment mostrano un lento ritorno all'ottimismo ma l'accettazione del rialzo é ancora contenuta. Lo scetticismo alimenterà nelle prossime settimane il movimento ma il rally di ieri deve essere a breve riassorbito con una correzione. L'S&P500 ha guadagnato 210 punti in 8 sedute !

Il rialzo in Europa é stato invece deludente. L'Eurostoxx50 (+1.21% a 3246 punti) ha guadagnato 39 punti e ha chiuso a ridosso del massimo giornaliero. Una buona seduta ma ci saremmo aspettati di più considerando quanto stava succedendo a New York. L'Eurostoxx50 si é fermato ieri sera sulla resistenza intermedia a 3250 punti - il rialzo dovrebbe però continuare e non ci aspettiamo subito una correzione intermedia. Dovrebbe piuttosto iniziare dai 3300 punti.
Il DAX (+0.83% a 11579 punti) ha avuto una buona seduta ma non ha convinto. Il rialzo é continuato al piccolo trotto e il DAX sembra affaticato e rischia di sottoperformare. Non ha ancora avvicinato il massimo di venerdì scorso a 11689 punti. L'Eurostoxx50 ha invece raggiunto questa resistenza e l'S&P500 ieri sera l'ha polverizzata. Si può stare long DAX ma questo non é il migliore indice per sfruttare questa spinta di rialzo.
Il FTSE MIB ha invece convinto con un balzo del +1.42% a 19541 punti. Il 25 ottobre avevamo predetto un rally fino ai 20500 punti. Il sentiment era troppo negativo per la borsa italiana e pensavamo che nell'imminente rialzo il FTSE MIB si sarebbe comportato bene - meglio delle altre borse europee. Questa seduta sembra confermare le nostre previsioni. Lo spread sui titoli di Stato non sale più e il FTSE MIB lentamente prende velocità. Nei prossimi giorni il rialzo deve continuare. I 20500 punti sembrano un obiettivo ambizioso per questa spinta di rialzo - stasera vedremo se bisogna aggiustare il tiro...
In generale sembra che le borse europee siano disposte a seguire l'America al rialzo. Gli indici azionari europei però faticano e mostrano debolezza relativa. Tenderanno a sottoperformare.

Stamattina il Nikkei ha reagito con un balzo del +1.83% - Shanghai invece é apatica (-0.2%). Il future sull'S&P500 scende a 2811 punti (-5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3253 punti - le borse europee apriranno con uno striminzito +0.2% e non riescono a superare sostanzialmente i massimi di venerdì. Oggi potrebbero fermarsi qui. Vi ricordiamo che oggi si riunisce la FED - lascerà i tassi d'interesse invariati (annuncio alle 20.00) - le dichiarazioni di Jerome Powell verranno soppesate con attenzione.

Commento del 7 novembre

I democratici prendono il controllo della Camera dei Rappresentanti - le borse reagiscono positivamente

In America si sono svolte le elezioni di midterm. I repubblicani hanno mantenuto il controllo del Senato. I democratici sono riusciti a conquistare con una larga vittoria la maggioranza nella Camera dei Rappresentanti. Donald Trump non potrà più governare gli Stati Uniti con l'appoggio incondizionato del potere legislativo - i mercati finanziari accolgono positivamente questa decisione del popolo americano che reintroduce una forma di controllo sull'attività del Presidente. Molti pensano che la politica americana dovrebbe tornare ad essere più prevedibile e conciliante. Il future sull'S&P500 sale a 2763 punti (+4 punti) - l'S&P500 guadagna circa 7 punti rispetto alla positiva chiusura di ieri sera a 2755.45 punti (+0.63%).

Ieri per il secondo giorno consecutivo le borse europee si sono fermate in attesa di conoscere il risultato elettorale negli Stati Uniti. 
L'Eurostoxx50 ha terminato la seduta a 3207 punti (-0.31%). Dalla chiusura di venerdì a 3214 punti l'indice si é mosso poco. Sta svolgendo l'attesa correzione minore dal massimo di venerdì a 3251 punti. L'indice dovrebbe restare sopra i 3200 punti prima di ricominciare gentilmente a muoversi al rialzo. L'indice delle banche SX7E é caduto del -0.51% a 98.86 punti - questo settore ha un Beta superiore a 1 ed é quindi logico che oscilli più dell'Eurostoxx50. Al momento però i suoi movimenti non sono determinanti. L'Eurostoxx50 ieri sera alle 22.00 valeva 3227 punti - aveva già seguito l'S&P500 al rialzo in previsione di un esito positivo delle elezioni americane. Di conseguenza non vale la pena di analizzare in maniera approfondita della seduta di ieri in Europa. Il consolidamento iniziato venerdì dovrebbe finire oggi. Ulteriori segnali di rialzo provengono dalle divise - stamattina il cambio EUR/USD lievita a 1.1450.
Ieri tutte le borse europee sono rimaste ferme e si sono mosse poco - la rotazione tra mercati e settori notata lunedì é venuta a mancare. Il DAX é scivolato a 11484 punti (-0.09%), il FTSE MIB (-0.07% a 19268 punti) lo ha imitato e l'SMI (-0.18% a 8992 punti) ha perso esattamente quello che aveva guadagnato nella seduta di lunedì. Oggi gli indici azionari europei apriranno con un balzo del +0.5% - questo non significa però ancora che il rialzo riprende visto che gli indici si troveranno ancora sotto i massimi di venerdì. Lo stesso vale per l'S&P500 americano almeno per quel che riguarda il future che venerdì aveva toccato i 2765 punti.

Ieri sera l'S&P500 (+0.63% a 2755.45 punti) ha guadagnato ancora 17 punti e ha chiuso a ridosso del massimo giornaliero e sul massimo di venerdì scorso. Questo mostra che il mercato "ha voglia di salire" ma manca ancora una decisiva rottura al rialzo sopra i 2765 punti per poter dire che la correzione intermedia é finita.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2738 punti e velocemente é salito fino a 2751 punti. Poi fino alle 20.00 é oscillato in laterale in pochi punti. Dopo una caduta fino ai 2740 punti il mercato ha preso una decisione e l'S&P500 si é impennato fino ai 2756 punti di massimo. Ha chiuso poco sotto a 2755 punti. Questa volta la tecnologia (Nasdaq100 +0.75% a 6988 punti) ha seguito docile senza divergere.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4544 su 2633, NH/NL a 423 su 283 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX si é fermata a 19.91 punti (-0.05) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.67 - nulla di particolare da segnalare.
Notiamo l'impressionante e sostanziale crollo del prezzo del petrolio (WTI) che scende a 62.21 USD al barile (-0.89). Il prezzo del petrolio ad inizio ottobre era ancora sui 76 USD - strano che nessuno parli di questo importante calo che nei prossimi mesi avrà conseguenze sull'inflazione e la congiuntura. Il reddito del US Treasury Bond decennale rimane a 3.22%.
Giovedì 8 novembre (domani!) si riunisce la FED per discutere la situazione economica e fissare la politica monetaria - i tassi d'interesse rimarranno invariati - il prossimo aumento é previsto a dicembre. Passata la bufera politica é però probabile che nei prossimi giorni si torni a parlare di economia e costo del denaro.

Abbiamo scritto la prima parte del commento verso le 7 del mattino - ora sono le 08.30 e la situazione sta lentamente evolvendo - l'iniziale reazione positiva dei mercati finanziari sta evaporando. Il future sull'S&P500 é tornato a 2761 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3225 punti - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.4% ma sotto i valori già raggiunti ieri sera alle 22.00. Solo il cambio EUR/USD si mantiene a 1.1450. Le borse asiatiche sono in leggero calo - il Nikkei ha perso il -0.10% - Shanghai cade del -0.7%. Le elezioni in America sono un non evento - il consolidamento e la correzione minore iniziati venerdì potrebbero continuare fino alla fine di questa settimana come era stato inizialmente previsto.

Commento del 6 novembre

Mercati misti in attesa del risultato delle elezioni negli Stati Uniti

Ieri gli investitori hanno fatto un pò di ordine e pulizia nei portafogli - in generale però gli indici azionari sono rimasti stabili e non si sono mossi molto. Ordine e pulizia in Europa ha significato vendere un pò di banche (SX7E -0.37% a 99.37 punti) e un pò di Italia (FTSE MIB - 0.56% a 19281 punti) - in America invece é rimasta sotto pressione la tecnologia con il quartetto Apple (-2.84%), Amazon (-2.27%) Google e Facebook a colorare di rosso il pictogramma dell'S&P500. Il risultato é stato un incremento dell'S&P500 del +0.56% a 2738.41 punti e un calo del Nasdaq100 del -0.41% a 6937 punti. Per quel che riguarda i mercati nel loro complesso non cambia nulla. Dopo una prima gamba di rialzo settimana scorsa si sta svolgendo adesso una correzione minore che per il momento si sta risolvendo in un semplice consolidamento. Internamente il rialzo si sta irrobustendo e a breve dovrebbe esserci un'altra spinta di rialzo. Naturalmente molto nei prossimi giorni dipende dal risultato delle odierne elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Ieri l'Eurostoxx50 si é mosso in soli 20 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero con un misero guadagno di 3 punti. L'indice si é mosso nel range delle due precedenti sedute senza dare nessun segnale tecnico particolare. In linea di massimo ha unicamente confermato i guadagni di settimana scorsa - la pausa serve a digerire. Il DAX si é comportato in maniera simile (-0.21% a 11495 punti). Ieri ci sono state prese di profitto su settori volatili e più rischiosi come banche e tecnologia - ne hanno approfittato settori difensivi come farmaceutica e alimentare - questo spiega il buon comportamento dell'SMI svizzero (+0.18% a 9008 punti) malgrado un rapporto A/D negativo (6/14).
La buona tenuta del cambio EUR/USD (1.1400) e un altro fattore che ci induce all'ottimismo. Probabilmente le borse europe riusciranno a seguire il rialzo dell'America malgrado problemi interni come il rallentamento economico, la Brexit o il conflitto tra Roma e Bruxelles sulla spesa pubblica.

La seduta a New York é stata in generale positiva - solo la tecnologia ha perso terreno. Nelle scorse settimane alcune società di peso hanno pubblicato risultati trimestrali deludenti e di conseguenza parte dell'entusiasmo che circondava il settore é evaporato provocando delle prese di beneficio. Il settore non é in crisi - deve solo correggere delle valutazioni decisamente stratosferiche. Questo processo può essere estremamente doloroso come mostra l'esempio di Nvidia. Dobbiamo renderci conto che questo potrebbe anche essere il destino del mercato azionario americano nel suo insieme visto che fondamentalmente le valutazioni restano oscenamente alte. Il nostro ottimismo riguarda i prossimi due mesi - nell'insieme consigliamo però prudenza. Non bisogna comperare azioni adesso con l'idea di tenerle per anni...
L'S&P500 ha aperto a 2728 punti, é salito a 2733 punti e poi alle 16.20 é caduto sul minimo a 2718 punti. Poi l'indice é risalito e verso le 18.00 era nuovamente sui 2730 punti. Per ore l'S&P500 si é in seguito mosso in laterale, si é impennato fino al massimo a 2744 punti e sul finale é sceso a 2738.41 punti (+0.56%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4111 su 3077, NH/NL a 379/220 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 19.96 punti (+0.45) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata neutra a 0.61.
Sembre che i traders vogliano affrontare le elezioni long mentre le assicurazioni avvengono comperando VIX.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei guadagna il +1.05% - Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 lievita a 2745 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3228 punti - le borse europee aprirano con guadagni intorno al +0.3%. Probabilmente la seduta odierna sarà una brutta copia di quella di ieri. I politologi non fanno previsioni riguardanti l'esito delle elezioni di midterm - l'esito é incerto e nessuno vuole ripetere gli errori fatti in occasione dell'elezione presidenziale. L'incertezza contagia la borsa. Anche noi non ci esprimiamo sullo sviluppo dei mercati finanziari nei prossimi giorni anche se tecnicamente una correzione minore all'interno di un rialzo di medio termine resta la migliore variante.

Aggiornamento del 5 novembre

Elezioni di midterm - le prossime sedute saranno nervose e volatili

Analisti ed investitori osservano ormai con la mente assente i dati economici che vengoono pubblicati in questi giorni. Lo stress test sul sistema finanziario pubblicato dalla BCE ha aiutato settimana scorsa il rally delle azioni bancarie europee e l'indice Caxim delle PMI ha imposto stamattina a Shanghai un tuffo del -0.4%. L'attenzione é però concentrata sulle elezioni di midterm in America che si svolgono domani martedì 6 novembre. Probabilmente fino alla fine della settimana ci saranno delle turbolenze specialmente se non ci sarà un risultato chiaro con un evidente vincitore. In linea di massima é probabile che la correzione minore iniziata venerdì duri ancora un paio di sedute e che in seguito fino a venerdì continui la fase di formazione di base. Tecnicamente però restiamo dell'opinione che manca ancora una sostanziale e sostenibile spinta di rialzo a medio termine fino all'inizio del 2019.
La correzione ha obiettivo ideale a 2680 punti di S&P500 - non possiamo però escludere una caduta fino al settore intorno ai 2650 punti. Un test del minimo di ottobre a 2603 punti é estremamente improbabile. Anche venerdì la borsa americana si é comportata relativamente bene con una chiusura lontana dal minimo giornaliero - i rialzisti stannno lentamente ma fermamente prendendo il controllo delle operazioni accumulando in fasi di debolezza.

Stamattina prevalgono i segnali negativi - non é una sorpresa. Il Nikkei ha perso il -1.63%. Il future sull'S&P500 é a 2717 punti (-7 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3212 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate (-0.1%). Le premesse sono per una seduta in trading range. Probabilmente stasera ritroveremo gli indici di poco sotto i livelli d'apertura.

Commento del 3-4 novembre

La prima spinta di rialzo é finita venerdì alle 12.45 con il future sull'S&P500 a 2765 punti !
È poi cominciata la prevista correzione intermedia


Venerdì le borse sono salite fino a metà giornata quando in successione gli indici azionari europei ed il futures americani hanno toccato il massimo giornaliero. Stranamente non é bastato il deludente risultato trimestrale di Apple (-6.63%), comunicato giovedì sera dopo la chiusura dei mercati americani, a mettere in difficoltà le borse. Anche i dati sul mercato del lavoro USA, pubblicati alle 13.30, non hanno provocato un'immediata reazione negativa. Le vendite sono cominciate unicamente poco dopo le 14.30 e dopo l'apertura di Wall Street. Poi é andato tutto abbastanza svelto. Le borse europee hanno perso più dell'1% dai massimi ma a fine giornata hanno ancora salvato un modesto guadagno. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3214 punti (+0.32%) - alle 22.00 valeva 3225 punti. L'S&P500, dai 2765 punti raggiunti dal future verso le 12.45 punti, é caduto verso le 18.00 fino al primo obiettivo teorico di questa correzione a 2700 punti - vedete come i livelli tecnici vengono in questa fase seguiti alla perfezione. In serata l'S&P500 ha recuperato ed ha chiuso a 2723.06 punti (-0.63%). La correzione intermedia e minore non dovrebbe però essere ancora finita. L'S&P500 potrebbe e dovrebbe ancora cadere fino ai 2680 punti e molto probabilmente prima che gli investitori non sapranno il risultato delle elezioni di midterm del 6 novembre (i risultati definitivi sarano conosciuti solo mercoledì 7 in giornata) il mercato sarà volatile e senza direzione. Poi vedremo - o si parte subito al rialzo nel caso di una vittoria schiacciante dei repubblicani oppure ci potrebbe ancora essere un tuffo e volatilità fino a venerdì. In linea di massima però dopo dovrebbe riprendere il rialzo che dovrebbe far tendenzialmente salire i mercati azionari fino all'inizio del 2019.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.54% a 3214 punti
DAX                         +2.84% a 11519 punti
SMI                          +3.71% a 8992 punti
FTSE MIB                  +3.78% a 19390 punti
S&P500                    +2.42% a 2723.06 punti
Nasdaq100               +1.65% a 6965 punti

Sulla seduta in Europa non abbiamo molto da aggiungere. Gli europei sembrano lentamente convinti che la correzione é terminata e tornano a comperare i mercati precedentemente più venduti e più speculativi. Questo spiega il balzo del FTSE MIB (+1.07% a 19390 punti) e dell'indice delle banche SX7E (+1.45% a 99.74 punti) e la loro buona performance settimanale. Anche in Europa é venuto il momento di comperare dopo che il cambio EUR/USD ha effettuato con successo un test del supporto a 1.1300 ed é tornato a 1.1390.
Per il portafoglio non siamo riusciti a comperare gli indici azionari europei sui minimi - speriamo di poterlo fare nel corso di settimana prossima al termine della correzione intermedia in corso.

La seduta in America é andata meglio di quello che potrebbe suggerire la perdita di 17 punti dell'S&P500 e la caduta del -1.47% del Nasdaq100. L'S&P500 ha aperto a 2748 punti e all'inizio é ancora salito a 2756 punti di massimo. Poi sono arrivate le vendite nel settore tecnologico provocate soprattutto da Apple e dall'aumento dei tassi d'interesse sugli US Treasury Bonds (decennale a 3.22%). L'S&P500 é caduto fino alle 18.00 sul minimo a 2700 punti. In seguito é risalito in maniera irregolare ma costante ed é tornato a 2723 punti. La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3422 su 3736, NH/NL a 388 su 277 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é salita di poco a 19.51 punti (+0.17) - la CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.68. L'indice delle PMI Russell2000 ha guadagnato il +0.19%.
Non crediamo che l'aumento dei tassi d'interesse possa nelle prossime settimane impedire il previsto rialzo di medio termine. Il prezzo del petrolio (WTI) era a metà ottobre sui 74 USD/barile - venerdì ha chiuso a 63.14 USD/barile. L'effetto deflazionistico di questo calo dovrebbe farsi sentire a breve nei dati sull'inflazione.
In un'ottica più a lungo termine ci preoccupano i dati che indicano la tendenza di fondo che restano strenuamente negativi: solo il 19.6% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 39.83. Restiamo dell'opinione che la gamba di rialzo iniziata settimana scorsa dai 2603 punti di S&P500 potrebbe essere l'ultima di questo bull market.
E ora prepariamoci a questa importante settimana elettorale in America. Se i democratici non riescono a recuperare la maggioranza in una delle due Camere, Donald Trump potrà spadroneggare ancora per due anni - una prospettiva da brivido...

Commento del 2 novembre

Il rialzo in America é partito - l'Europa fa ancora fatica - probabile correzione intermedia dai 2750-2765 punti di S&P500

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta tranquilla di consolidamernto. Hanno aperto in pari, sono salite la mattina e sono scese nel pomeriggio. Per saldo l'Eurostoxx50 ha chiuso con un insignificante +0.21% a 3204 punti. Notiamo che l'indice é riuscito a passare i 3200 punti grazie anche al robusto contributo del settore bancario (SX7E +1.47% a 98.31%). Anche la borsa italiana ha provato a farci dimenticare l'opaca prestazione di mercoledì con un balzo del +0.71% a 19185 punti. Il DAX (0.18% a 11468 punti) ha seguito l'Eurostoxx50 - si é però fermato sotto i 11500 punti.
Nel complesso é stata un'altra seduta costruttiva con i segnali d'acquisto provenienti dal MACD che si rafforzano. Probabilmente il rialzo di corto termine deve continuare in scia a Wall Street. Gli indici azionari europei sono però ancora lontani dalle medie mobili (MM) a 50 e 200 giorni che gravano come una cappa sopra il mercato e sono in calo. In America invece il test di queste resistenze é imminente.

Pensavamo che ieri la borsa americana dovesse fermarsi e digerire i guadagni delle due precedenti sedute. Invece il rialzo é continuato. L'S&P500 ha guadagnato altri 28 punti e ha nuovamente chiuso sul massimo giornaliero a 2740.37 punti (+1.06%). Ricordiamo che lunedì l'S&P500 ha toccato il minimo di questa correzione a 2603 punti. Mentre molti temevano un crash noi siamo rimasti convinti rialzisti. Adesso l'indice é quasi 140 punti più in alto!
Ieri purtroppo abbiamo notato un rapido ritorno degli investitori all'ottimismo (VIX a 19.34 punti, -1.89) con una certa tendenza alla speculazione al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.51). Di conseguenza crediamo che sullo slancio l'S&P500 debba salire ancora fino ai 2750 o 2765 punti (MM a 200 giorni) - da qui però dovrebbe svilupparsi una correzione intermedia che potrebbe far ridiscendere l'S&P500 fino ai 2680-2700 punti. I traders possono approfittarne.
L'S&P500 ha aperto a 2722 punti e all'inizio ci sono stati alcune rapide e violente oscillazioni con un minimo a 2708 punti. Rapidamente é tornata la calma e l'S&P500 alle 15.30 é tornato a 2730 punti. L'S&P500 é poi salito lentamente e regolarmente fino alla chiusura a 2740.37 punti (+1.46%). Il Nasdaq100 (+1.46% a 7069 punti) ha fatto la sua parte - sta tornando a sovraperformare il mercato.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5598 su 1611, NH/NL a 315 su 282 e volume relativo a 1.2. I molti titoli in guadagno (A) insieme ai volumi in calo suggeriscono a breve la vicinanza di un massimo intermedio.

Stamattina l'ottimismo coinvolge anche i mercati asiatici. Il Nikkei guadagna il +2.63% - Shanghai sta salendo del +2.7%. Il future sull'S&P500 é a 2762 punti (+24 punti). Ieri sera dopo la chiusura della borsa americana Apple ha presentato i suoi risultati trimestrali. I dati non convincono e all'inizio l'azione ha perso il -9% - poi ha recuperato. Un mercato che reagisce bene a notizie potenzialmente negative é un mercato che vuole salire. Sullo slancio é molto probabile che anche l'ultima seduta della settimana sia positiva. Abbiamo però l'impressione che a breve si stia esagerando - a 2765 punti di S&P500 i traders possono prendere benefici e provare a ricomprare più in basso. L'Eurostoxx50 vale ora 3248 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +1.4% - tanto ma probabilmente oggi gli indici non scenderanno più.

Commento del 1. novembre

Vince ma non convince - la formazione di base non é completa - l'America tenterà di chiudere i gaps

Ieri le borse europee ad americana hanno avuto una seduta di rialzo. Gli indici azionari si sono decisamente allontanati dai minimi di venerdì scorso e notiamo sensibili miglioramenti tecnici a livello di momentum e partecipazione. La pressione di vendita é praticamente sparita mentre indicatori tipo il MACD stanno ruotando verso l'alto e forniscono timidi segnali d'acquisto. Le borse però non sono ancora pronte per decollare - lo si é visto ieri dallo svolgimento delle sedute. In Europa dopo un buon inizio gli indici non hanno fatto più progressi e Eurostoxx50 (+1.60% a 3197 punti) e DAX (+1.42% a 11447 punti) sono ricaduti sul finale sotto le importati resistenza (anche a livello psicologico) rispettivamente a 3200 e 11500 punti. In America gli indici azionari sono saliti fin verso le 21.00. Nell'ultima ora di contrattazioni c'é stata la solita ondata di vendite che ha fatto ricadere l'S&P500 (+1.09% a 2711.74 punti) sul livello d'apertura. Questo significa che ci sono ancora molti day traders che vanno long in apertura e vendono nel corso della seduta - non sono questi gli investitori che provocano una fase di rialzo sostenibile e sostanziale.
L'Eurostoxx50 ha guadagnato 50 punti. L'indice sembra abbandonare il settore 3150 punti e voler iniziare una fase di rialzo. Non siamo però convinti poiché vediamo ancora numerose sacche di debolezza e alcuni cantieri aperti. Banche (SX7E +0.65% a 96.89 punti) e Italia (FTSE MIB +0.27%) hanno sottoperformato, segno evidente che da questo fronte potrebbero provenire ancora seri problemi. Il cambio EUR/USD é caduto sul supporto a 1.13 - risale stamattina a 1.1350 - evidentemente il supporto ha provocato una reazione e un rimbalzo - probabilmente ci saranno però altri tentativi di ribasso ora poiché i traders hanno solamente saggiato la solidità del supporto in preparazione di un serio attacco. Temiamo quindi che la crisi di fiducia in Europa non sia ancora conclusa.
Il DAX ha guadagnato 160 punti con forti volumi di titoli trattati. A prima vista questo sembra l'inizio dell'attesa fase di rialzo. Anche l'indicatore MACD sta dando un segnale d'acquisto. Notiamo che dopo la buona apertura il DAX non ha più fatto sensibili progressi e ha chiuso sotto la prima resistenza a 11500 punti. Temiamo quindi che ci possa ancora essere una ricaduta malgrado che il quadro tecnico sia notevolmente migliorato.
In una giornata di forti rialzi sulle borse europee il FTSE MIB (+0.27% a 19050 punti) ha praticamente marciato sul posto. Ha guadagnato 51 punti ma ha chiuso sotto il livello d'apertura e vicino al minimo giornaliero. Questo comportamento non ci piace e temiamo una ricaduta a breve sui 18500 punti. I dati sul PIL nel terzo trimestre 2018 erano deludenti - l'economia italiana non cresce - bisognerà vedere se la crescita economica prevista del budget del governo per i prossimi anni é realistica e raggiungibile. Probabilmente la risposta é negativa.
Dei segnali estremamente positivi arrivano invece dalla Svizzera. L'SMI (+1.90% a 9022 punti) ha dato una impressionante dimostrazione di forza. Dopo l'apertura in gap up l'indice é ancora salito di 110 punti e ha chiuso sul massimo giornaliero. Le MM a 50 e 200 giorni sono state superate di slancio così come la fascia di resistenza a 9000-9030 punti. L'SMI si invola mentre le borse europee si sono appena staccate dal minimo annuale. I 9200 punti sono ora l'obiettivo minimo a corto termine. Spesso l'SMI si muove con anticipo rispetto al resto dell'Europa e mostra la strada da seguire. Speriamo che sia il caso a anche questa volta.

Anche la seduta a Wall Street e stata positiva e l'S&P500 (+1.09% a 2711.74 punti) si é issato sopra i 2700 punti e ha chiuso sopra questa resistenza e livello decisivo. Il rialzo non ha però coinvolto tutti i settori in maniera omogenea, c'é stata la solita ondata di vendite sul finale e il rally del Nasdaq100 (+2.30% a 6967 punti) sembra un balzo fugace provocato dal ritorno degli investitori retail sugli AGMAF. La pressione di vendita é d'altra parte sparita e la situazione tecnica é decisamente migliorata. Riteniamo però che in questo mercato ci siano ancora troppe mani deboli e speculatori di brevissimo termine. Di conseguenza crediamo che la volatile fase di formazione di base debba continuare fino alle elezioni del 9 novembre. Idealmente i gaps che si sono aperti sui grafici ieri devono essere chiusi. Questo significa che in una fase di consolidamento l'S&P500 deve tornare a 2682 punti e il Nasdaq100 a 6810 punti.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2712 punti e nelle prime ore di contrattazioni si é mosso poco. È ridisceso verso le 18.00 a 2709 punti e poi é salito costantemente fino alle 20.00 quando ha raggiunto il massimo a 2736 punti. Sul finale é ricaduto a 2711.74 punti (+1.09%). Al balzo del Nasdaq100 (+2.30%) provocato dagli AGMAF (Apple +2.61%, Google +3.91%, Microsoft +2.97%, Amazon +4.42%, Facebook +3.81%) si contrappone la debole prestazione del DJ Transportation (+0.15%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4499 su 2703, NH/NL a 255 su 436 e volume relativo a 1.5. La volatilità VIX é scesa a 21.23 punti (-2.12) mentre la CBOE Equity put/call ratio torna ad un normale 0.65.
Ora il mercato deve fermarsi e assorbire i guadagni delle ultime due sedute.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Il Nikkei ha perso il -1.03% - Shanghai sta guadagnando il +0.10%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2713 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3194 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Dopo i forti movimenti delle ultime sedute oggi i mercati azionari dovrebbero fermarsi a consolidare.

Commento del 31 ottobre

Convincente seduta positiva a Wall Street con chiusura sul massimo e forti volumi

Dopo il rimbalzo di lunedì ieri le borse europee hanno subito una battuta d'arresto. Dopo una buona apertura c'é stato un ritracciamento e una chiusura con leggere perdite (Eurostoxx50 -0.25% a 3147 punti). Il quadro tecnico sta però migliorando - Il MACD, che con le medie mobili mostra lo sviluppo del momentum, sta girando verso l'alto. Le spinte di ribasso sono sempre meno convincenti mentre sui minimi giornalieri ci sono rabbiose reazioni e acquisti accompagnati da volumi. C'é un evidente tentativo di formazione di base con buone probabilità di successo. Sono sei sedute che l'Eurostoxx50 si ferma intorno ai 3150 punti e l'affondo di venerdì scorso ha provocato una violenta reazione. Abbiamo quindi l'impressione che questa sia la volta buona. Le borse europee tecnicamente stanno  provando a fare base in preparazione di un'inversione di tendenza. Se si risolvono alcuni problemi tipo la debolezza dell'EUR siamo compratori prendendo come riferimento i 3100 punti di Eurostoxx50.
Il rimbalzo "politico" di lunedì in Germania ieri mattina ha avuto una breve continuazione. Per le 10.20 il DAX (-0.42% a 11287 punti) era però già ricaduto sui 11260 punti e per il resto della giornata é poi oscillato intorno a questo valore. Il DAX sta formando base tra i 11000 ed i 11500 punti e sta preparando un'inversione di tendenza. Difficile dire se avremo solo un breve rialzo fino ai 12000 punti o se invece la fase positiva sarà questa volta più lunga. A breve però la spinta di ribasso si é esaurita e sembra che ci sia ben poco spazio verso il basso e parecchio potenziale per un rialzo di corto e medio termine.
Malgrado il balzo dello spread (+5.4% a 314 bps) e la caduta lunedì sera della borsa americana ieri il FTSE MIB ha perso solo 41 punti. Pochi se paragonati al forte guadagno di lunedì (+1.91%). Abbiamo l'impressione che i rialzisti stanno lentamente prendendo il sopravvento - il mercato comincia ad ignorare le notizie negative e onorare i segnali positivi. La formazione di base tra i 18500 ed i 19000 punti potrebbe durare ancora qualche giorno ma in linea di massima consigliamo di comperare sui 18500 punti. 
Fatichiamo a spiegarci la buona prestazione dell'SMI (+1.08% a 8854 punti). Vediamo il balzo di Roche (+2.52%) ma d'altra parte la prestazione dell'indice non é solo dovuta alla farmaceutica - tutti i settori hanno contribuito al guadagno dell'SMI che si comporta molto meglio delle altre borse europee. A 8900-8930 punti c'é una forte resistenza. Vediamo cosa succede oggi ma se l'SMI continua a salire é probabile che anche le borse europee a breve comincino a muoversi al rialzo.
Il cambio EUR/USD scivola a 1.1340. Questa discesa non ci piace. Vorremmo veder apparire sul grafico qualche candela bianca (o verde) e speriamo che il minimo e supporto a 1.13 non venga testato. In caso contrario temiamo la rottura al ribasso con ovvie conseguenze negative per le borse europee.
Insomma - malgrado la seduta leggermente negativa il quadro tecnico in Europa sta diventando costruttivo. Le borse europee sembrano aver toccato il fondo di questa correzione, stanno formando base e si preparano ad un'inversione di tendenza. Ricadute e false partenze sono possibili ma in linea di massima bisogna cominciare a volgere lo sguardo verso l'alto.

Ieri a Wall Street c'é stata una seduta decisamente positiva che non possiamo più solo classificare come semplice rimbalzo tecnico ed ignorare. L'S&P500 (+1.57% a 2682.63 punti) ha guadagnato 41 punti e ha chiuso vicino al massimo giornaliero con forti volumi di titoli trattati. Gli investitori restano prudenti - non sono subito ottimisti e si buttano speculativamente al rialzo. Nei media si parla ampiamente del ribasso della borsa e molti guru, come Robert Prechter, prevedono un crash - questo é uno degli indicatori "soffici" più attendibile. Quando tutti sono negativi é normalmente il momento in cui il mercato ha toccato il fondo. Un crash non si preannuncia mai - é un evento raro ed improvviso.
Ieri l'S&P500 ha aperto a 2640 punti, é sceso a 2635 punti di minimo ed é risalito verso le 15.00 sui 2670 punti. Poi per ore ha svolto ampie oscillazioni intorno ai 2650 punti. Solo dopo le 19.00 e dai 2642 punti l'S&P500 sui é mosso decisamente al rialzo. Ha toccato un massimo a 2685 punti ed ha chiuso a 2682.63 punti (+1.57%). Il Nasdaq100 ha seguito (+1.43% a 6810 punti) come in generale tutti i settori. Non ci sono state sacche di debolezza. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5058 su 2152, NH/NL a 197 su 987 (notevole miglioramento) e volume relativo a 1.5. La volatilità VIX é scesa a 23.35 punti (-1.35) - la CBOE Equity put/call ratio é rimasta abbastanza alta a 0.69. Ci sono lettori che ci segnalano altri indicatori di sentiment - hanno ragione. Ci sono parecchie misurazioni di volatilità, il mercato delle opzioni non comprende solo l'equity put/call ratio e ci sono molteplici inchieste tra differenti categorie di investitori. Esistono anche dei basket con il Fear&Greed Index. Non possiamo citarli tutti e per una prima analisi é meglio seguire pochi indicatori e sempre gli stessi - sono in caso di misurazioni contraddittorie si possono cercare conferme altrove. Noi citiamo pochi numeri ma vi assicuriamo che seguiamo con attenzione parecchi indicatori. L'importante é avere una serie di parametri tecnici affidabili che coprano il campo del momentum, partecipazione e sentiment.
La seduta di ieri sera é stata costruttiva e abbiamo l'impressione che finalmente i rialzisti stiano riprendendo il controllo delle operazioni. Saremo più tranquilli quando l'S&P500 avrà terminato una seduta sopra i 2700 punti. Questa sarebbe una conferma della nostra previsione di una fase di rialzo fino all'inizio del 2019. Ricadute e ulteriori test dei minimi sui 2600 punti di S&P500 sono ancora possibili.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei guadagna il +2.06% - Shanghai sta salendo del +1.3%. Il future sull'S&P500 é a 2697 punti (+12 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3189 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +1.2%. Speriamo che oggi non si passi direttamente dal pessimimsmo all'ottimismo con una seduta di forti rialzi. In un'ottica a medio termine sarebbe meglio che il mercato consolidi ed accumuli con calma. Ci vorrebbe un sensibile ritracciamento durante la giornata e una chiusura sul massimo ma poco sopra il livello d'apertura.

Commento del 30 ottobre

Rimbalzo politico in Europa - capitolazione in America ?

Ieri mattina le borse europee hanno aperto con moderati guadagni e le premesse erano per una giornata tranquilla - l'ipervenduto poteva invogliare ancora qualcuno a qualche acquisto ma in linea di massima non c'erano ragioni particolari per bruschi movimenti. Poi verso le 10.00 é arrivata la notizia che Angela Merkel in Germania intende fare un passo indietro e cedere parte del suo potere preparando la sua successione. A dicembre intendere abbandonare la direzione del partito CDU e alla fine del suo attuale mandato di cancelliere nel 2021 vuole terminare la sua carriera politica. La notizia ha provocato un rally in borsa. Il DAX é balzato del +2% e i listini europei hanno seguito. Si é trattato di un altro rimbalzo tra il politico ed il tecnico che ha cominciato a sfaldarsi nel pomeriggio. A fine giornata il DAX ha chiuso con un +1.20% a 11335 punti. Il rimbalzo é stato più sostanzioso sul FTSE MIB italiano (+1.91% a 19039 punti) dove i traders si aspettano un maggiore potenziale di rialzo una volta che il vento sarà cambiato. Come al solito la borsa italiana é stata trascinata dal settore bancario (SX7E +1.66% a 97.01 punti). L'Eurostoxx50 invece ha fatto più fatica a risollevarsi dai minimi e ha chiuso a 3155 punti (+0.64%). Quello di ieri é stato un tipico rimbalzo che si inserisce in maniera ideale nella fase di formazione di base. La correzione non é terminata ma é praticamente alla fine almeno per quel che concerne il potenziale di ribasso. Ora c'é un periodo di volatilità con improvvisi cambiamenti di direzione e una irregolare alternanza di sedute positive e negative. Ieri sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 era tornato a 3136 punti. Stamattina alle 08.00 vale 3162 punti.

All'America la notizia del graduale ritiro della Merkel non interessava e dopo una buona apertura la borsa ha subito ricominciato a correggere. Gli indici sono nuovamente pesantemente caduti e hanno toccato dei nuovi minimi di periodo. Un rabbioso rally nell'ultima mezz'ora di contrattazzioni accompagnato da forti volumi ha però contenuto le perdite. Questa seduta é stata contraddistinta da un certo panico (la VIX é balzata a 27.86 punti di massimo per tornare in chiusura a 24.70 punti (+0.54)) e da speculazione al ribasso (CBOE Equity put/call ratio a 0.74 - era più alta alle 21.30). Sugli AGMAF abbiamo osservato un crollo finale con pesanti perdite - i volumi sul Nasdaq100 erano però in netto calo (volume relativo a 1.1) - ne deduciamo che gli investitori retail hanno gettato la spugna. Da ultimo una forte divergenza positiva é costituita dal numero dei nuovi minimi a 30 giorni sceso a 1376 (contro i 1844 di venerdì).
Riassumendo abbiamo assistito ad una certa capitolazione con un panico parziale, un mini reversal e forti divergenze positive a livello di partecipazione. Almeno a corto termine la borsa americana ha toccato il fondo e ora deve esserci un sostanziale rimbalzo. La qualità di questa reazione,che dovrebbe durare da uno a tre giorni, ci dirà se sta iniziando l'attesa fase di rialzo o se invece il minimo di ieri sull'S&P500 a 2603 punti (!) deve ancora essere peggiorato.
L'S&P500 ha aperto a 2690 punti e all'inizio é salito fino ai 2706 punti di massimo. Poi é caduto fino alle 20.40 - dapprima lentamente ed infine con un'accelerazione. Dopo aver toccato un abissale minimo a 2603 punti é rimbalzato in 20 minuti a 2641.25 punti (-0.66%). Il Nasdaq100 ha fatto peggio con una caduta fino a 6574 punti e una chiusura a 6713 punti (-2.02%). Il contrasto con il settore delle banche (BKX +1.35%) é stato evidente - questa é un'altra divergenza positiva!
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 2756 su 4456, NH/NL a 166 su 1376 e volume relativo a 1.4. Notiamo che il crollo del Nasdaq100 é stato invece accompagnato da volumi in calo - i volumi si sono concentrati in settori forti !
Insomma - la probabilità é alta che ieri sera l'S&P500 a 2603 punti, sulla forte fascia di supporto a 2600 punti, abbia toccato un minimo significativo. Nei prossimi giorni attendiamo conferme.

Stamattina il rimbalzo iniziato ieri sera in America continua. Il Nikkei ha guadagnato il +1.44% - Shanghai sta salendo del +1%. Il future sull'S&P500 é a 2660 punti (+16 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3168 punti. Le borse europee "salteranno" la caduta della borsa americana di ieri sera e si riagganciano al future sull'S&P500 - aprirano quindi con un guadagno del +0.4%. Un rialzo "sano" dovrebbe iniziare in sordina - speriamo quindi che oggi gli indici azionari europei si fermino sui livelli d'apertura  e consolidino la posizione.

Aggiornamento del 29 ottobre

L'esito delle elezioni influenza alla lunga i mercati finanziari

Durante il fine settimana si é votato in Germania ed in Brasile.
In Assia i partiti che governano a Berlino e reggono l'esecutivo di Angela Merkel hanno subito un'altra cocente sconfitta dopo quella di due settimane fà in Baviera. CDU e SPD hanno perso ognuno l'11% dei voti che sono andati soprattutto a favore dei Verdi (+8.4%) e del partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD +9%). Non é sicuro che CDU e SPD possano ancora governare in Assia poiché in parlamento possiedono solo una maggiornanza di 1 seggio (69 su 138). Per Angela Merkel questo costituisce un pesante monito - se a Berlino non si cambia qualcosa, presto il governo cadrà ed un periodo di instabilità politica in Germania nuocerà a tutta l'UE.
Jair Bolsonaro é stato eletto presidente del Brasile. Il paese sudamericano passa da un governo di sinistra ad uno di destra, estremista e populista. Tutti i governatori delle regioni sono nuovi. Questo é un cambiamento radicale di direzione politica dall'esito altamente incerto.

A breve le borse non dovrebbero reagire visto che l'esito di queste elezioni era previsto e scontato. La tendenza di fondo dei mercati viene però condizionata da questi cambiamenti di potere e probabilmente le difficoltà del governo in Germania sono una delle ragioni della debolezza relativa delle borse europee. 

Stamattina le borse sono relativamente tranquille. Il future sull'S&P500 é a 2665 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 ad alcuni minuti dall'apertura dei mercati vale 3142 punti (+8 punti). Le borse europee iniziano la giornata con guadagni intorno al +0.2%. Dopo la caduta di venerdì oggi ci dovrebbe essere una seduta di consolidamento.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -0.16% mentre Shanghai é in calo del -2.1%.

Commento del 27-28 ottobre

Esaminiamo il mercato sotto un'altra ottica

Venerdì i mercati azionari hanno avuto un'altra seduta decisamente di ribasso. Le borse europee sono in generale cadute su dei nuovi minimi annuali (con l'eccezione del FTSE MIB (-0.70% a 18683 punti) che col minimo giornaliero a 18418 punti ha solo sfiorato questo record negativo a 18411 punti). L'Eurostoxx50 ha toccato 3090 punti di minimo ed ha chiuso a 3135 punti (-0.93%) con un rally nell'ultima ora di contrattazioni. Il DAX si é comportato in maniera simile - minimo a 11051 punti e chiusura a 11200 punti (-0.94%). I nuovi minimi confermano che a corto e medio termine la tendenza é al ribasso. Anche in America c'é stato un tonfo. I maggiori indici sono crollati su un nuovo minimo di periodo confermando che giovedì c'era stato unicamente un robusto ma evanescente rimbalzo tecnico. L'S&P500 é sceso fino a 2628 punti e ha terminato la giornata a 2658.69 punti (-1.73%) - come previsto nel commento delle 14.00 la reazione dal minimo é stata sostanziale (+30 punti). Il Nasdaq100 é dovuto cadere fino ai 6743 punti prima di tornare a 6852 punti (-2.34%).
Come sapete noi pensiamo che a breve la borsa americana debba iniziare una fase di rialzo fino all'inizio del 2019 - le borse europee dovrebbero bene o male e a fatica seguire. Basiamo questa nostra convinzione sugli indicatori di lungo termine che ci dicono che il bull market non é ancora finito. Anche se il top del 21 settembre fosse un massimo definitivo, dopo una prima caduto (quella che si sta verificando adesso) il mercato dovrebbe un'ultima volta recuperare mentre gli indicatori si deteriorano. In questo caso l'atteso rialzo delle prossime settimane deve far salire gli indici su minimi discendenti (S&P500 sotto i 2941 punti del 21 settembre) - poi seguirebbe la caduta definitiva. In ogni caso manca un'ultima gamba di rialzo.
I nuovi minimi di venerdì significano ribasso. Potremmo forse avere torto? Questo ribasso può continuare e far scendere gli indici ancora per settimane molto più in basso di adesso? Esaminiamo il mercato sotto questa ottica - quella del pessimista. Dai massimi di settembre c'é una fase di ribasso che a seconda delle definizioni é una correzione. Finora c'é una serie regolare di minimi discendenti. Gli indici sono ipervenduti a corto termine (RSI sui 28 (DAX) - 30 (Eurostoxx50, S&P500) o 36 punti (Nasdaq100)). Anche a medio termine si avvicina una situazione di ipervenduto (RSI settimanale sull'Eurostoxx50 a 33.44 punti, sull'S&P500 a 36.36 punti). C'é inoltre una situazione di eccesso di ribasso definito come distanza dalle MM a 50 e 200 giorni.
Ci sono le premesse per un minimo almeno per quel che riguarda momentum e partecipazione. Non c'é però panico e realisticamente le RSI lasciano spazio verso il basso. Se fossimo short e convinti ribassisti non vedremo ancora ragioni concrete per correre a chiudere la posizioni. Secondo gli oscillatori potrebbero ancora esserci da una due settimane di mercato bumpy (mercato volatile e accidentato). Le elezioni di metà mandato in America si svolgono il 6 novembre. Come ribassista quale sarebbe il potenziale massimo di ribasso? In Europa non ci sono obiettivi chiari anche se l'ipervenduto dovrebbe limitare l'ampiezza delle ulteriori spinte di ribasso - in ogni caso abbiamo consigliato di comperare FTSE MIB a 18000 punti.
In America l'S&P500 (2658 punti) ha una forte zona di supporto a 2600 punti mentre il minimo annuale risale al 9 di febbraio a 2532 punti. Al più tardi dopo una falsa rottura al ribasso qualsiasi ribassista chiuderebbe posizioni short comperando. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.19% a 3135 punti
DAX                         -3.06% a 11200 punti
SMI                          -1.83% a 8665 punti
FTSE MIB                  -2.08% a 18683 punti
S&P500                    -3.94% a 2658.69 punti
Nasdaq100               -3.58% a 6852 punti

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere. Dei nuovi minimi annuali sono un segnale inequivocabile di ribasso. Di costruttivo notiamo unicamente il buon recupero del cambio EUR/USD a 1.1403 dopo una caduta fino a 1.1335. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva ancora 3131 punti malgrado il crollo a Wall Street.

L'S&P500 ha aperto a 2660 punti e ha avuto un'altra seduta estremamente volatile e con numerosi cambiamenti di direzione. È salito a 2671 punti ed é caduto sul minimo a 2628 punti intorno alle 17.00. È risalito ad ondate fino ai 2692 punti, é ricaduto una quarantina di punti, é di nuovo rimbalzato e sul finale si é sgonfiato fermandosi a 2658.69 punti (-1.73%) - chiusura quindi nel range di mercoledì.   La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2017 su 5182, NH/NL a 80 su 1844 (l'11 ottobre erano 2596 - mercoledì erano 2150 - questo significa che la partecipazione al ribasso é in netto calo !!!) e volume relativo a 1.5 (non buono - un nuovo minimo con volumi in calo sarebbe una buona premessa per un'inversione di tendenza). Purtroppo a livello di sentiment non ci siamo - gli investitori restano troppo fiduciosi e non notiamo panico - la volatilità VIX é ferma a 24.16 punti (-0.06). Solo i traders cominciano ad essere speculativamente orientati al ribasso - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.80 (MM a 10 g a 0.68).
La tendenza di fondo del mercato azionario americano é negativa con il 12.6% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent   
Index a 34.06. L'analisi dei COT mostra che i Commercials hanno ancora marginalmente aumentato le posizioni short.
Riassumendo é possibile che il minimo di venerdì sull'S&P500 a 2628 punti rappresenti la fine della correzione.  È però ancora poco probabile poiché c'é ancora un potenziale residuo di ribasso e manca il necessario panico per un solido minimo e inversione di tendenza. Secondo gli oscillatori la formazione di base con nuovi minimi marginali potrebbe durare fino al 9 di novembre.
Le ultime sedute non si sono chiuse sui minimi e quindi sembra che tra ribassisti e rialzisti si stia sviluppando un combattimento nel quale i ribassisti hanno ancora il sopravvento ma la forza dei rialzisti é in aumento. Speriamo che nelle prossime sedute questo spostamento di forze si accentui e che si concretizzino le premesse per un'inversione di tendenza. Dobbiamo però purtroppo constatare che questa correzione non sembra ancora essere finita su un minimo solido e definitivo.

Commento del 26 ottobre

Un altro rimbalzo tecnico da ipervenduto - la qualità delle reazioni migliora

Mercoledì sera, dopo il crollo a Wall Street, avevamo una estrema situazione di ipervenduto praticamente su tutti i mercati azionari europei ed americani e in tutti i settori. Un rimbalzo tecnico é stata la logica conseguenza. Ieri mattina però le borse europee hanno ancora aperto in negativo e su dei nuovi minimi annuali prima che finalmente le vendite si prosciugassero lasciando spazio ad alcuni acquisti soprattutto speculativi. Il rimbalzo é stato consistente e ha avuto una buona partecipazione - nei prossimi giorni ci deve però ancora essere una spinta di ribasso da esaurimento. La buona notizia é che, considerando la qualità della reazione di ieri, é possibile e probabile (soprattutto in America) che gli indici non debbano più scendere sotto i minimi di mercoledì (USA) e giovedì (Europa).

La reazione in Europa é stata faticosa. L'Eurostoxx50 (+1.09% a 3164 punti) é ancora caduto nei primi dieci minuti di contrattazioni fino a 3108 punti ma poi é risalito a metà giornata di circa 60 punti dal minimo. Nel pomeriggio é ancora scivolato verso il basso e neanche le rassicuranti parole di Mario Draghi sono bastate a sostenerlo. Verso le 15.40 l'indice era di nuovo praticamente in pari e solo il buon inizio di seduta a Wall Street gli ha permesso di salire e chiudere a ridosso del massimo giornaliero con un guadagno di 34 punti.
La debolezza dell'EUR (EUR/USD a 1.1360) e la stabilità del Bund non hanno confermato la seduta positiva della borsa. Divise e tassi d'interesse non hanno reagito con un sospiro di sollievo - solo gli spreads sui titoli di Stato sono scesi ma di poco.
Il DAX tedesco (+1.03% a 1307 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Banche (SX7E +1.53% a 96.40 punti) e FTSE MIB (+1.78% a 18815 punti) hanno fatto meglio. La borsa italiana si trova in una situazione particolare. A breve pensiamo che ci sarà una trattativa politica ed un accordo tra Bruxelles e Roma riguardante il piano finanziario del governo ed il deficit. L'Italia farà delle limitate concessioni simboliche e l'UE le accetterà stando al gioco per evitare problemi più gravi. Questo potrebbe provocare una fase di rialzo a corto termine di sostanziali dimensioni. I problemi però saranno solo rimandati. Se nei prossimi giorni ci fosse ancora una spinta di ribasso su un nuovo minimo annuale (ca. 18000 punti?) provocata da un tuffo di Wall Street vale la pena comperare il FTSE MIB in previsione di un rally fino a circa 20500 punti. Qualsiasi ribasso ha delle fasi di rialzo in controtendenza...

Il rialzo é poi proseguito in America e si é trasformato in un mini rally con evidenti coperture di posizioni short. L'S&P500 (+1.86% a 2707.57 punti) ha aperto a 2679 punti e all'inizio é ancora caduto a 2667 punti di minimo. Poi ad ondate é salito fino in tarda serata su un massimo a 2722 punti. Sul finale é arretrato a 2705 punti - il guadagno giornaliero di 49 punti é considerevole. Ovviamente i traders si sono buttati sulla tecnologia (Nasdaq100 +3.35% a 7016 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5167 su 1286, NH/NL a 109 su 1286 e volume relativo a 1.4. Sul fronte del sentiment la volatilità VIX é scesa solo a 24.22 punti (-1.01) (segnale positivo poiche sembra che gli investitori restano prudenti) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.66.
Malgrado la buona qualità e partecipazione del rimbalzo si é trattato di una seduta in trading range e i maggiori indici sono rimasti sotto la MM a 200 giorni. Non é l'inizio del rialzo ma una buona premessa per una solida base.

Ieri sera dopo la chiusura a Wall Street Amazon e Google hanno presentato risultati trimestrali deludenti. La risposta del mercato non si é fatta attendere. Il future sull'S&P500 é caduto fino a 2657 punti ed é ora (08.20) a 2672 punti (-16 punti). Le borse asiatiche non rimbalzano. Il Nikkei perde ancora il -0.39% - Shanghai é in calo del -0.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3136 punti. Le borse europee apriranno con un tuffo del -1% che cancellerà praticamente i guadagni di ieri. Si preannuncia un'altra seduta difficile per i mercati finanziari. Pensiamo però che questa volta i rialzisti cominceranno ad essere attivi e a fine giornata potrebbe esserci una sorpresa positiva. Crediamo che la chiusura in Europa sarà sopra i livelli d'apertura - candela verde o bianca!

Commento del 25 ottobre

Minicrash  senza panico (S&P500 -3.09%) - malgrado l'ipervenduto ci deve essere ancora una spinta di esaurimento


Ieri le seduta in Europa é stata nuovamente negativa. I maggiori indici azionari hanno chiuso sui minimi giornalieri e nuovi minimi annuali ed in ipervenduto. L'Eurostoxx50 é caduto fino a 3129 punti e ha chiuso a 3130 punti (-0.34%). La RSI giornaliera é a 26.49 punti. Tecnicamente non c'é nulla di nuovo poiché il ribasso continua e fino a quando l'America non avrà toccato il fondo e iniziato il recupero l'Europa, appesantita dal problema UE-Italia, continuerà a scendere. Non c'é bisogno di fare un'analisi approfondita di questa giornata. Il minicrash a Wall Street ha avuto conseguenze anche sui mercati europei. Ieri sera alle 22.00, sulla base delle quotazioni del future, l'Eurostoxx50 valeva 3103 punti. È quindi evidente che l'ipervenduto non basta a bloccare il ribasso anche se un forte rimbalzo tecnico é nell'aria. Oggi si riunisce la BCE per discutere la politica monetaria. I tassi d'interesse resteranno invariati. Nella conferenza stampa delle 14.30 Mario Draghi cercherà di ridare fiducia ai mercati finanziari e assicurare l'impegno della BCE a sostenere la crescita economica e garantire la stabilità del sistema. Vedremo se questo basterà a scatenare un rally tecnico da ipervenduto.
DAX (-0.73% a 11191 punti, RSI a 24.50 punti) e FTSE MIB (-1.69% a 18485 punti, RSI a 25.01 punti) si trovano nella stessa costellazione tecnica dell'Eurostoxx50 - l'SMI é un pò meglio (-0.49% a 8724 punti, RSI a 39.69 punti).
Il settore bancario é un disastro (SX7E -2.21% a 94.95 punti). Un'ultimo segnale negativo proviene dalla caduta del cambio EUR/USD a 1.1405. Come ad agosto dovrebbe trattarsi di una momentaneea rottura sotto il canale d'oscillazione 1.15-1.18. È però un ulteriore indizio delle difficoltà del momento. 

La borsa americana é stata travolta da un'ondata di vendite e gli indici azionari sono crollati su dei nuovi minimi per questa correzione. L'S&P500 (-3.09% a 2656.10 punti) é caduto decisamente più in basso di quanto ci aspettavamo. Pensavamo che potesse stabilizzarsi sui 2700 punti ma quando la volatilità diventa alta esiste questo rischio di esagerazioni. La nostra previsione a medio termine non cambia - necessita unicamente di un aggiustamento poiché la fine della correzione é evidentemente rimandata e in seguito sarà diffciile che l'S&P500 possa risalire fino ai 3000 punti. Restiamo però dell'opinione che ci debba ancora essere una sostanziale e sostenibile fase di rialzo fino all'inizio del 2019.
Nell'immediato esiste un problema - ieri non c'é stato il panico necessario per un solido minimo. Secondo le statistiche nel due terzi (66%) dei casi ad una seduta come quella di ieri segue un'altra giornata negativa malgrado l'ipervenduto (RSI sull'S&P500 a 24.30). Il minimo definitivo sarà quindi molto probabilmente sotto i 2652 punti.
Basta dare un'occhiata alla mappa del mercato (S&P500) di ieri (vedi grafico soprastante) per rendersi conto che la seduta a Wall Street é stata pessima. La tecnologia é stata travolta da uno tsunami di vendite (Nasdaq100 -4.63%) - pensiamo quindi che gli investitori retail abbiano finalmente gettato la spugna. I pochi guadagni ci concentrano nel difensivo settore dei consumi di base e nelle azioni delle società di pubblica utilità che salgono quando i tassi d'interesse scendono.
L'S&P500 ha aperto in pari a 2740 punti e all'inizio é ancora salito a 2742 punti. Poi i ribassisti ed i traders hanno preso l'iniziativa - la tecnica ha iniziato a dominare. L'S&P500 é caduto a 2704 punti e qui c'é stato un primo rimbalzo fino a 2725 punti. Poi c'é stata una caduta fino ai 2692 punti (minimo di martedì a 2691 punti) e qui si é verificato il secondo ovvio rimbalzo fino ai 2710 punti. Dopo le 20.40 la diga ha ceduto. L'S&P500 é crollato fino a 2652 punti di minimo e ha chiuso a 2656.10 punti (-3.09%). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1297 su 5946, NH/NL a 146 su 2150 (contro i 2596 dell'11 ottobre con l'S&P5000 a 2710 punti / questa é una divergenza positiva!) e volume relativo a 1.5. E ora passiamo ai dati sul sentiment - qui c'é ancora un problema. La volatilità VIX é salita a 25.23 punti (+4.52 punti) - l'11 ottobre aveva raggiunto i 28.84 punti - noi volevamo vedere un'impennata sopra i 30 punti. La CBOE Equity put/call ratio é andata solo a 0.71 - noi ci aspettavamo un valore sopra i 0.80. Gli investitori sono molto preoccupati ma non ancora in panico. Potrebbe e dovrebbe ancora esserci una conclusiva spinta di ribasso da esaurimento. Attenzione che questa volta il risultato potrebbe essere un key reversal day. Significa un tuffo seguito durante la giornata da un'inversione di tendenza e una chiusura in positivo. Per comperare bisogna agire durante la giornata con dei limiti d'acquisto e non aspettare la chiusura per avere la conferma che il segnale d'acquisto é valido. Dei traders in cerca d'avventura possono mettere limiti d'acquisto sui 2600 punti - qui tra fine marzo e inizio maggio si é formata una solida base - il minimo annuale del 9 febbraio é a 2532 punti.

Stamattina in Asia il ribasso delle borse continua. Il Nikkei perde il -3.86% - Shanghai é in calo del -1%. Il future sull'S&P500 nell'ultima mezz'ora si é mosso di una decina di punti - ora é a 2671 punti (+7 punti) - i mercati sono nervosi e volatili. L'Eurostoxx50 alle 08.05 vale 3106 punti. È impossible prevedere l'esito della seduta odierna. Un investitore deve stare a guardare e attendere una stabilizzazione prima di prendere decisioni d'investimento. Traders aggressivi possono provare, in caso di eccessi di ribasso, di aprire posizioni long. Tra un -1% ed un -3% rispetto alla chiusura di ieri bisogna mettere dei limiti d'acquisto. Buona fortuna !
Le decisioni della BCE verranno comunicate alle 13.45 - la conferenza stampa di Mario Draghi segue alle 14.30.

Commento del 24 ottobre

L'S&P500 testa i 2710 punti e tocca un nuovo minimo a 2691 punti - i dati sul sentiment non garantiscono un minimo definitivo

Ieri le borse europee hanno avuto una pessima giornata e sono precipitate su dei nuovi minimi annuali e nuovamente in ipervenduto. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3132 punti ed ha chiuso a 3141 punti (-1.54%). DAX (-2.17% a 11274 punti, nuovo minimo annuale a 11228 punti) e FTSE MIB (-0.86% a 18802 punti, nuovo minimo annuale a 18705 punti) si sono comportati in maniera simile. Queste accelerazioni al ribasso sono degli evidenti segnali negativi e normalmente la tendenza deve continuare. Sapete però che siamo in attesa di un minimo significativo prima dell'inizio di una sostenibile fase di rialzo, almeno in America. Di conseguenza nei commenti di ieri sera ci siamo limitati a queste poche frasi: "L'Eurostoxx50 apre in gap down e crolla su un nuovo minimo annuale. L'indice é in ipervenduto. È abbastanza per l'atteso minimo significativo? Bisogna comperare? La risposta possiamo darvela domani mattina dopo aver osservato e analizzato chiusura a Wall Street." Passiamo quindi direttamente a commentare la seduta in America.

La seduta a New York é stata negativa ma c'é stata una forte reazione dal minimo che rappresenta per lo meno l'inizio di un altro rimbalzo tecnico. Potrebbe rappresentare l'inizio dell'attesa fase di rialzo a medio termine visto che come atteso l'S&P500 (-0.55% a 2740.69 punti) ha testato il minimo dell'11 ottobre e ha toccato un nuovo minimo marginale a 2691.43 punti. Non si é però verificato un key reveral day poiché l'S&P500 a fine giornata ha ancora lasciato 15 punti sul terreno. Inoltre i dati sul sentiment non hanno mostrato quel panico necessario per un solido  e definitivo minimo. La volatilità VIX é salita "solo" a 20.71 punti (+1.07) con un massimo giornaliero a 24.66 punti - l'11 ottobre il massimo era stato di 28.84 punti. Inoltre la CBOE Equity put/call ratio ha segnato un 0.61, valore che corrisponde alla media di lungo periodo. Insomma quello di ieri sembra un'altro rimbalzo tecnico da ipervenduto - guarda caso il limite inferiore delle BB é a 2693 punti. Non siamo convinti che da adesso inizia l'attesa fase di rialzo - temiamo ulteriori ricadute anche se siamo sicuri che in un'ottica a medio termine bisogna essere long sui 2700 punti di S&P500.  
L'S&P500 ha aperto in gap down a 2712 punti. Su questo ovvio supporto c'é stata una breve reazione che ha fatto risalire l'indice a 2720 punti. Poi c'é stata un'ultima ondata di vendite e bucati i 2710 punti l'S&P500 é sceso alle 16.20 sul minimo giornaliero a 2691 punti. Da qui é iniziato il recupero - ad ondate costanti l'S&P500 é risalito fino alle 21.20 e ha toccato un massimo giornaliero a 2753 punti. In questa maniera ha chiuso il gap d'apertura (minimo di lunedì a 2749 punti). Sul finale é ricaduto ed ha chiuso a 2740.69 punti (-0.55%). Il Nasdaq100 ha mostrato forza relativa. L'indice tecnologico non é sceso sotto il minimo dell'11 ottobre a 6892 punti, si é limitato ad una caduta fino a 6933 punti e ha chiuso a 7118 punti (-0.32%). Non sappiamo se questa fiducia nel settore tecnologico e questo buon comportamento (l'indice non é dovuto scendere in ipervenduto prima di risalire) sia un buon segno oppure no. Probabilmente lo capiremo tra oggi e domani osservando la reazione del mercato alla pubblicazione dei risultati trimestrali di Microsoft e AMD (oggi), Amazon Google e Intel (domani).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2117 su 5093, NH/NL a 101 su 2129 (contro i 2598 dell'11 ottobre !) e volume relativo a 1.4. L'aumento contenuto dei nuovi minimi a 30 giorni é un segnale costruttivo - la partecipazione al ribasso diminuisce.
A corto termine l'S&P500 potrebbe rimbalzare in area 2800 punti. Se risale unicamente fino ai 2770 punti (la MM a 200 giorni scorre a 2768 punti) e poi ridiscende, la fase di formazione di base intorno ai 2700 punti é destinata a durare ancora parecchi giorni.

Stamattina verso le 06.00 il future sull'S&P500 era a 2747 punti - alle 08.00 é ridisceso a 2739 punti (-7 punti). Non sembra che le borse siano convinte della reazione di ieri sera - i venditori riappaiono. Le borse asiatiche sono miste e i guadagni sono modesti. Il Nikkei sale del +0.4% - Shanghai segue con una simile plusvalenza. L'Eurostoxx50 ieri sera alle 22.00 era teoricamente risalito a 3175 punti (+34 punti). Stamattina non riesce a confermare appieno il recupero. Dovrebbe riaprire alle 09.00 intorno ai 3166 punti. Questo guadagno iniziale del +0.8% non basta a cancellare le perdite di ieri e rischia di evaporare nel corso della giornata.
Non sono di certo le esibizioni di Angelo Ciocca a convincere gli investitori che il budget del governo italiano é il metodo giusto per riportare l'Italia sulla strada della crescita economica. Con questi sistemi la Lega potrà vincere le prossime elezioni europee. Non conquisterà però la fiducia degli investitori internazionali e questo alla lunga sarà un problema sempre più grave per i mercati finanziari.

Commento del 23 ottobre

Il crollo delle banche (SX7E -1.17%, BKX -2.74%) preannuncia una spinta di ribasso

Ieri le borse hanno aperto al rialzo. Durante la giornata gli indici si sono però lentamente sgonfiati mentre le vendite aumentavano e i compratori si ritiravano. La seduta é iniziata bene e finita male. I ribassisti controllano ancora le operazioni. Il risultato sia in Europa (Eurostoxx50 -0.65% a 3190 punti) che in America (S&P500 -0.43% a 2755 punti) é stato una seduta moderatamente negativa. Nulla di speciale ma ormai le rotture al ribasso ed i nuovi minimi si sommano.
La chiusura dell'Eurostoxx50 é stata la peggiore dell'anno. La crisi italiana sta lentamente coinvolgendo le borse europee. L'indice delle banche europee SX7E ha nuovamente perso il -1.17% a 98.35 punti - e non é solo colpa delle azioni delle banche italiane.
Il DAX (-0.26%) ha perso solo 29 punti ma ovviamente questa seduta ha lanciato segnali negativi. L'indice ha chiuso vicino al minimo giornaliero e poco sopra il minimo annuale. L'unico aspetto incoraggiante sono i volumi in calo che suggeriscono un prosciugamento delle vendite. Sembra che ci voglia un nuovo minimo annuale marginale con un pò di panico per terminare la correzione. Come anticipato non sappiamo se poi segue una fase di sostenibile rialzo come ci aspettiamo in America. Il grafico nel complesso é preoccupante con MM in calo che pesano sul DAX come una cappa. Restiamo prudenti e attendiamo il momento buono e segnali costruttivi prima di comperare.
Il FTSE MIB (-0.60% a 18966 punti) ha terminato la seduta sul minimo giornaliero - questa é la peggiore chiusura dell'anno. L'ipervenduto può sempre provocare un rimbalzo tecnico - la tendenza é però ancora al ribasso e quindi ci prepariamo nel futuro a nuovi minimi annuali. Il governo può sfidare i mercati finanziari - non deve però meravigliarsi se la reazione é negativa.
Vi ricordiamo che nel commento tecnico dell'11-12 agosto abbiamo indicato un obiettivo a medio termine a 17500-18000 punti. Quella che sembrava un'idea bizzarra diventa lentamente realtà. Solo l'atteso rialzo della borsa americana fino all'inizio di gennaio dell'anno prossimo può impedire la caduta del FTSE MIB su questo obiettivo.
La notizia peggiore viene però dal fronte delle divise. Il cambio EUR/USD cade a 1.1460 e questa volta temiamo che non riuscirà più a tornare stabilmente sopra i 1.15. EUR debole é sinomimo di borse europee deboli. Probabilmente Eurostoxx50 e colleghi nei prossimi giorni scenderanno più in basso - sembra che sia necessario un nuovo minimo annuale marginale per completare la correzione e la formazione di una base prima di una fase di rialzo.
In generale c'é ancora troppa compiacenza nel mercato - la fiducia degli investitori é ancora alta e tutti sono convinti che presto o tardi le borse ricominceranno a salire. Solo quando la maggioranza degli operatori, degli analisti e degli investitori temeranno un crash questa correzione sarà finita - teniamo d'occhio gli indicatori di sentiment - questa volta ci vorrà un forte eccesso per stabilire una solida base.

Anche a Wall Street abbiamo avuto una seduta negativa. A livello settoriale ci sono però state delle notevoli differenze. Il Nasdaq100 ha guadagnato il +0.48% a 7141 punti - l'indice delle banche BKX ha perso il -2.74%. Il primo sembra un rimbalzo tecnico - il secondo é una preoccupante rottura al ribasso.
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2778 punti e dopo un'ora era sul minimo a 2749 punti. Poi ha recuperato una decina di punti e le oscillazioni sono diminuite d'intensità. L'indice si é fermato a 2755.88 punti (-0.43%) con una perdita di 12 punti. Nulla di grave ma ora sul grafico abbiamo quattro candele rosse consecutive e ogni tentativo di rimbalzo é stato respinto. L'impressione é che l'S&P500 prepari l'atteso test del minimo a 2710 punti. Temiamo che il test possa essere pesante - il bordo inferiore delle BB é a 2705 punti, la RSI é a 34.38 punti, e la volatilità VIX é tornata a 19.64 punti (-0.25). Esiste quindi spazio verso il basso - teoricamente abbastanza per un nuovo minimo marginale sotto i 2710 punti. Ieri anche la CBOE Equity put/call ratio (0.57) ci ha delusi abbandonando i 0.80.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2796 su 4348, NH/NL a 122 su 1324 (!) e volume relativo a 1.05.
Stamattina il future é a 2725 punti (-31 punti) - non abbiamo quindi bisogno di filosofare sui dati - é evidente che oggi avremo una pessima giornata con nuovi minimi annuali in Europa - vedremo dove cade l'S&P500.

La giornata é iniziata male già in Asia. Il Nikkei perde il -2.70% - Shanghai é in calo del -2.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3148 punti. Le borse europee apriranno con perdite stimate al -1.2% e su dei nuovi minimi annuali. Un mini crash é possibile. Teniamo d'occhio i dati sul sentiment per capire se é arrivato il momento per comperare.

Aggiornamento del 22 ottobre

Per i mercati finanziari sono importanti i tassi d'interesse ed i risultati delle imprese - non l'Arabia Saudita

L'Arabia Saudita ha confermato che il giornalista Khasshoggi é stato ucciso all'interno dell'ambasciata a Istambul. Secondo la versione dell'Arabia Saudita Khasshoggi sarebbe morto a seguito di una colluttazione con le forze di sicurezza e il principe ereditario Salman non sarebbe stato a conoscenza del fatto. Questa versione é inverosimile. Probabilmente gli agenti hanno ammazzato il giornalista su mandato di Salman. Il caso sta alzando un'ondata di indignazione in tutto il mondo - probabilmente però le conseguenze politiche e economiche saranno trascurabili. L'Occidente ha bisogno del petrolio saudita che é un ottimo cliente commerciale non solo per gli importanti acquisti di armi. Gli interessi prevarranno. In ottobre il prezzo del petrolio é sceso da circa 76 USD agli attuali 69 USD/oncia. La crisi non ha conseguenze sui mercati finanziari.

Questa settimana circa 150 società dell'S&P500 comunicheranno i risultati trimestrali. Spiccano Microsoft, Amazon e Google. Questi dati insieme ai movimenti dei tassi d'interesse saranno determinanti per lo sviluppo della borsa.
Giovedì 25 agosto si riunisce la BCE per discutere la politica monetaria. È previsto che i tassi d'interesse restarano invariati ma ovviamente il caso Italia sarà al centro dell'attenzione. Come osservatori esterni siamo sorpresi di come gli italiani valutino la situazione. L'Italia é un paese sovrano e il Governo ha la libertà, all'interno dei trattati sottoscritti, di prendere le decisioni di spesa pubblica e di bilancio che ritiene giuste e necessarie per il popolo italiano. Gli investitori reagiscono di conseguenza e se lo spread sui titoli di Stato sale e la borsa scende non é un complotto internazionale ma una logica e razionale scelta d'investimento. Se l'economia italiana non va bene non é colpa della Germania o di Bruxelles ma soprattutto dei vari governi che hanno retto le sorti del Paese negli ultimi decenni. Questo sentimento antieuropeista nuoce all'Italia - il confronto con i burocrati di Bruxelles porta a breve ulteriori voti a Lega e Cinque Stalle - non crediamo però il programma economico presentato a metà ottobre possa rilanciare la crescita economica e abbattere la discoccupazione - troppe sovvenzioni e regali agli elettori - troppi pochi investimenti. Stiamo a vedere.

Stamattina i mercati finanziari partono con una nota positiva grazie al balzo del +4.2% della borsa cinese. Il Nikkei guadagna il +0.38%. Il future sull'S&P500 é a 2774 punti (+7 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3233 punti (+23 punti) - le borse europee apriranno con un guadagno di circa il +0.6%. Temiamo che nel corso della giornata si sgonfieranno ma non vediamo ragioni per una seduta negativa.
Fiat vende l'unità Magneti Marelli al fondo d'investimento americano KKR (tramite la controllata giapponese Calsonic Kansei) per 7.1 Mia di USD - questa operazione dovrebbe far fare un salto all'azione. Il prezzo di vendita é superiore ai 6.2-6.6 Mia inizialmente previsti. La vendita all'estero non é un buon segnale per l'Italia.

Commento del 20-21 ottobre

CBOE Equity put/call ratio a 0.82 - l'S&P500 deve fare ancora un tuffo e poi riparte al rialzo - faticosa formazione di base

Dopo la caduta di giovedì, venerdì le borse hanno avuto una seduta di pausa. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3210 punti (-0.02%) - durante la giornata é sceso fino a 3185 punti - il minimo annuale del 15 ottobre a 3180 punti é nuovamente vicino. Durante la giornata il FTSE MIB (-0.04% a 19080 punti) é sceso su un nuovo minimo annuale a 18754 punti. L'indice delle banche europee é precipitato fino ad un nuovo minimo annuale a 97.20 punti prima di recuperare e chiudere a 99.51 punti (-0.57%). Questo conferma che le borse europee sono tecnicamente più deboli di quella americana. Siamo convinti che i 2710 punti di S&P500 (-0.04% a 2767.78 punti) sono un buona base o valido punto di riferimento per un rialzo di alcuni mesi - per il momento non sembra però che le borse europee abbiano la forza di seguire.
Il previsto test dei minimi di ottobre sfocerà in Europa su nuovi minimi annuali marginali - in America avremo invece minimi ascendenti o discendenti ma non lontani dai livelli raggiunti l'11 ottobre. Anche in America però i problemi non mancano - venerdì l'indice dei trasporti DJ Transportation (+0.33%) e Russell2000 (-1.20%) sono scesi a pochi punti dai minimi dell'11 ottobre e probabilmente nei prossimi giorni scenderanno più in basso. Anche all'interno della tecnologia ci sono ulteriori segni di cedimento - venerdì l'indice dei semiconduttori SOX (-1.55%) ha sfiorato un nuovo minimo semestrale.

Insomma - come pensavamo il rialzo dal 15 ottobre non si svolge in maniera lineare ma ha bisogno un certo periodo di consolidamento e alcuni test dei minimi prima di potersi sviluppare. In Europa bisogna essere prudenti poiché il problema italiano rischia di creare una crisi del sistema finanziario. Non é il deficit dello Stato in sé stesso a causare la debolezza dei mercati finanziari. Il conflitto tra il governo italiano e le istituzioni dell'UE stanno però facendo salire alla superficie tutte una serie di problemi - dalla Brexit ai desideri di indipendenza di parecchi Paesi membri (tipo Polonia) - dal dilemma della moneta unica (EUR) senza la necessaria unione fiscale alla mancanza di un budget di spesa pubblica a livello di UE. Siamo ormai al punto in cui l'EU deve decidere se stringere i legami con una maggiore solidarietà o se sfaldarsi. Il processo dovrebbe durare anni e nel frattempo la crisi sarà strisciante poiché non ci sarà più una politica monetaria estremamente accomodante ad attenuare le tensioni finanziarie e nascondere i problemi sotto una marea di liquidità. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.54% a 3210 punti
DAX                         +0.26% a 11553 punti
SMI                          +2.37% a 8872 punti
FTSE MIB                  -0.91% a 19080 punti
S&P500                    +0.02% a 2767.78 punti
Nasdaq100               -0.70% a 7107 punti

Venerdì mattina le borse europee sono sceso. Dopo mezzogiorno sono risalite ed hanno chiuso praticamente in pari con l'eccezzione delle Svizzera. L'SMI (+1.06% 8872 punti) questa settimana si é mosso controcorrente grazie ai buoni risultati trimestrali di Nestlé (+3.09%), Novartis e Roche -  queste 3 azioni costituiscono il 54% dell'indice e da sole possono determinarne la performance.
Vedete nella performance settimanale degli indici azionari europei che il forte rimbalzo tecnico delle prime due sedute della settimana é svanito ed ora gli indici sono nuovamente sul minimo di lunedì. La differenza é che gli indici non sono più così ipervenduti come una settimana fà (le RSI erano sui 25-27 punti - ora sono sui 30.86 (FTSE MIB) 33.85 punti (Eurostoxx50). Mancando il forte ipervenduto é possibile e probabile che settimana prossima ci sia ancora un tuffo. Se Salvini e Di Maio continuano a litigare e le tensioni con Bruxelles aumentano é probabile che il FTSE MIB vada avanti a sottoperformare e scendere.

La borsa americana ha aperto con un consistente guadagno ma nel corso della giornata si é sgonfiata e i maggiori indici hanno poi chiuso con leggere perdite. Dopo la caduta di giovedì non c'é stata una valida reazione e questo lascia presupporre a breve termine una continuazione verso il basso. Sulla base degli indicatori di sentiment pensiamo però che nel corso di settimana prossima l'S&P500 debba ripartire al rialzo - finalmente la CBOE Equity put/call ratio (0.82) ha superato i 0.80 - comincia ad esserci quello speculazione al ribasso necessaria per un solido minimo.
L'S&P500 ha aperto a 2778 punti. Fino alle 16.00 é salito sul massimo a 2797 punti. A ridosso dei 2800 punti si é fermato e con varie ondate di ribasso é sceso fino ad un minimo a 2760 punti verso le 20.00. Sul finale é risalito a 2767.78 punti (-0.04%). Il Nasdaq100 (-0.12% a 7107 punti) si é comportato in maniera simile. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2838 su 4265, NH/NL a 147 su 1143  e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX si é fermata a 19.89 punti (-0.17).
In un ottica a lungo termine ci preoccupano i dati che provengono dai due indicatori che usiamo per determinare la tendenza di base: solo il 18.2% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 42.49. Tra il massimo del 26 gennaio a 2872 punti e quello del 21 settembre a 2941 punti sono emerse delle massicce divergenze negative. È quindi possibile che il mercato azionario americana stia finalmente formando un top di lungo periodo e che la fase di rialzo iniziata il 15 ottobre non sia più in grado di cambiare la tendenza di base. La prossima spinta di rialzo potrebbe deludere a far fermare l'S&P500 sotto i 2872 punti senza l'attesa estensione fino ai 3000 punti.
Settimana scorsa avevamo citato l'analisi dei COT e affermato che lo sviluppo negativo andava monitorato. Questa settimana le posizioni short dei Commercials sono aumentate. Questi investitori professionisti, che spesso fanno delle scommesse corrette, sono prudenti e prevedono un ulteriore calo dell'S&P500. Attenzione quindi che dai 2767 punti di venerdì il test del minimo a 2710 punti potrebbe anche sfociare in un nuovo minimo mensile. Senza panico o una solida base é meglio aspettare e non comperare.
Venerdì il reddito dell'US Treasury Bonds decennale é salito a 3.20%...

Commento del 19 ottobre

Gli USA alzano i toni con la Cina - l'UE rimprovera l'Italia - i tassi d'intesse sul USD salgono - le borse cadono

L'Unione europea riunita a Bruxelles critica aspramente il budget dello Stato italiano che prevede un deficit per il 2019 del -2.4% e un aumento del debito pubblico. Logicamente gli investitori reagiscono negativamente a questo litigio combattuto a colpi di dichiarazioni pubbliche e nel sistema finanziario appaiono gli abituali sintomi di stress. Gli investitori comprano il bene rifugio Bund (+0.51% a 159.74) e i tassi d'interesse di riferimento sull'EUR scendono. Contemporaneamente salgono i tassi d'interesse che deve pagare lo Stato italiano e lo spreads tra Bund e BTP decennali lievita a 330 bps. Le azioni delle banche crollano e l'indice delle banche europee cade su un nuovo minimo annuale a 100.08 punti (-2.20%). Ovviamente la seduta in Europa é stata decisamente negativa. Il FTSE MIB (-1.89% a 19087 punti) é crollato ed é caduto su un nuovo minimo annuale. La strada verso il basso é aperta. Non siamo in grado di prevedere le conseguenze di questa crisi all'interno dell'EU che rischia di minare le fondamenta economiche di questa alleanza - i riflessi sui mercati finanziari sono in ogni caso negativi. Purtroppo la situazione politica si sta sviluppando come avevamo temuto. L'analisi tecnica segnalava da mesi il pessimismo degli investitori. La tendenza di fondo sul FTSE MIB é al ribasso e per ora non si vede la fine della caduta - le reazioni all'ipervenduto sono dei semplici e modesti rimbalzi tecnici ai quali seguono ulteriori minimi. L'obiettivo intermedio a 18750 punti si avvicina.
I problemi tra Italia e EU hanno influenzato anche l'Eurostoxx50 (-0.97% a 3211 punti) e il DAX  (-1.07% a 11589) che hanno terminato la giornata sui minimi giornalieri e con sensibili perdite. Si riavvicinano i minimi annuali che per l'Eurostoxx50 si situa a 3180 punti. A questo punto il rialzo di martedì é stato evidentemente solo un rimbalzo tecnico che é servito ad alleviare l'ipervenduto. Ora segue un'altra spinta di ribasso a testare il minimo annuale. Le conseguenze sono ancora incerte come abbiamo anticipato e spiegato nell'analisi dell'ultimo fine settimana. Secondo l'analisi tecnica l'Europa é più debole dell'America.
In Svizzera c'é stata una seduta anomala. L'SMI si é mosso in direzione opposta al resto dell'Europa grazie ai risultati trimestrali di Novartis (+1.90%) che sono stati ben accolti dagli investitori. L'ottimismo ha contagiato anche l'altra azione farmaceutica (Roche +1.08%). Questo é bastato a far salire l'SMI malgrado una A/D negativa a 9 su 11. Questo effetto é irripetibile e quindi é probabile che oggi l'SMI ricominci a seguire Eurostoxx50 e colleghi.


Il ribasso é continuato in America ma per ragioni diverse. Gli Stati Uniti si ritirano dal trattato postale che permetteva di inviare pacchetti dalla Cina a prezzi stracciati. Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina si intensificano. Inoltre prosegue la discussione sulla politica monetaria della FED e come conseguenza i tassi d'interesse continuano lentamente ma inesorabilmente a salire - ieri il reddito dell'EU Treasury Bond si é fermato al 3.17%. Anche la borsa americana nella seconda parte delle seduta é stata travolta da un'ondata di vendite.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2794 punti e fino alle 17.00 é risalito quasi in pari a 2806 punti. Poi però i ribassisti hanno preso l'iniziativa. Ci sono state due ondate di vendite e l'S&P500 verso le 18.40 é sceso sul minimo a 2855 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni si é risollevato di una ventina di punti e ha chiuso infine a 2768.78 punti (-1.44%) con una vistosa perdita di 40 punti. La caduta é stata più pesante per il Nasdaq100 (-2.23% a 7116 punti) e per il DJ Transportation (-2.62%) che é di nuovo vicinissimo al minimo della correzione di ottobre. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1404 su 5748, NH/NL a 130 su 866 e volume relativo a 1.1 (una seduta negativa con volumi in aumento é un segnale tecnico negativo). La volatilità VIX é balzata a 20.06 punti (+2.66) mentre la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.73.
Ieri alle 14.00 nell'analisi dell'S&P500 abbiamo descritto nel dettaglio cosa potrebbe succedere in questa fase di mercato: "Non pensiamo però che il rialzo possa svilupparsi nelle prossime settimane in maniera lineare. Siamo convinti che presto o tardi ci deve essere ancora una fase di debolezza con un test del minimo a 2710 punti. Come anticipato questa mattina il percorso nei prossimi mesi sarà accidentato. Un ritracciamento del 50% della correzione di ottobre farebbe risalire l'S&P500 sui 2825 punti. Pensiamo quindi che ci possa essere ancora un'estensione di questa gamba di rialzo fino ai 2825-2850 punti e poi ci deve ancora essere una spinta di ribasso. Vi ricordiamo che il minimo annuale del 9 febbraio é stato ritestato solo il 2 aprile - anche questa volta il mercato potrebbe aver bisogno di settimane prima di tornare a testare i minimi e muoversi in seguito in direzione del massimo annuale (2941 punti). Noi prevediamo un rialzo fino a metà gennaio 2019 - nel frattempo però le oscillazioni nelle due direzioni potrebbero essere ampie e numerose. Sappiamo solo che il minimo a 2710 punti é sulla parte inferiore del range (se non é il minimo definitivo) e che all'inizio dell'anno prossimo l'S&P500 potrebbe salire fino a 3000 punti." Il riassunto é presto fatto - nelle prossime settimana ci sarà volatilità - il percorso per salire su un nuovo massimo sarà accidentato - sui 2700-2750 punti si può comperare l'S&P500 in un'ottica a medio termine con buone probabilità di guadagno - tra le tante sedute positive ci saranno però anche parecchie sedute negative e amari ritracciamenti come quello di ieri.

Stamattina i mercati finanziari sembrano ritrovare fiducia e ripartono nella direzione opposta. Il future sull'S&P500 é a 2784 punti (+11 punti) e l'Eurostoxx50 alle 08.10 vale 3220 punti (+9 punti). Non pensiamo che nell'ultima seduta della settimana la tendenza possa cambiare rispetto a ieri - probabilmente oggi ci sarà una seduta di consolidamento e il combattimento tra rialzisti e ribassisti si concluderà con un nulla di fatto. Gli investitori sono però nervosi e basterebbero alcune notizie negative per scatenare un'altra ondata di vendite. Non ci sarà più l'ipervenduto ad impedire una caduta degli indici.
Per la cronaca il Nikkei perde il -0.6% mentre Shanghai sale del +2.5%. Il cambio EUR/USD é sceso sotto gli 1.15 a 1.1470 - questo per le borse europee non é un segnale positivo.

Commento del 18 ottobre

Ritracciamento e consolidamento - di per sé un segnale positivo

Ieri le borse europee non hanno copiato il rally di martedì a New York. Hanno aperto timorose e hanno chiuso con moderate perdite (Eurostoxx50 -0.44% a 3243 punti). Sui grafici appaiono della candele rosse con minimo a massimo ascendenti. Nel complesso il comportamento delle borse europee é stato costruttivo ma oggi non deve esserci un'altra seduta negativa. I guadagni di martedì non devono andare persi in caso contrario gli indici azionari europei andranno a testare i minimi annuali toccati lunedì 15 ottobre. Malgrado discussioni a Bruxelles sul budget italiano, il crollo di Fresenius (-16.48%) che ha messo sotto pressione il settore farmaceutico e la debole apertura a Wall Street l'Eurostoxx50 ha perso solo 14 punti. Questo sembra a prima vista un semplice ritracciamento prima di saltare più in alto. Abbiamo terminato il commento di ieri mattina con questa osservazione: "In un ottica a medio termine sarebbe meglio che adesso ci siano alcuni giorni di consolidamento. Se l'Eurostoxx50 restasse tra i 3250 ed i 3275 punti fino a venerdì avremmo una solida base per continuare in seguito il rialzo." I 3243 punti di ieri sono già marginalmente sotto questo livello - é evidente che il mercato non può permettersi ora di scendere più in basso se no avremo avuto una falsa partenza e la formazione di base durerà più a lungo. In fondo questo non ci dispiace - era quello che volevamo già all'inizio.
DAX (-0.52% a 11715 punti) e SMI (-0.51% a 8750 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50 e probabilmente continueranno a farlo - non abbiamo nessun commento tecnico particolare. Il FTSE MIB italiano (-1.33% a 19455 punti) ha invece un problema. Bruxelles minaccia l'Italia a causa del budget dello Stato per il 2019 che sembra, con il deficit al -2.4%, non rispettare gli accordi. Gli investitori come al solito reagiscono male a questi litigi e lo spread sui titoli di Stato si invola e supera nuovamente i 300 bps. Con una perdita di 262 punti il FTSE MIB si comporta però ancora relativamente bene. Vediamo come si evolve la situazione nei prossimi giorni. Noi restiamo costruttivi malgrado che un test del minimo annuale sembra possibile e a questo punto probabile visto che mancano solo circa 300 punti. Per chi desidera comperare la borsa italiana rimane un territorio a rischio. Tecnicamente il mercato é uno dei più deboli nel panorama europeo e andrebbe evitato. Nel caso di un rimbalzo é però quello che offre il maggiore potenziale di guadagno con un breve rally in controtendenza - é un campo di caccia per traders amanti del pericolo.
Le azioni delle grandi banche italiane ieri hanno retto l'urto - Unicredit (+0.32%) ha addirittura guadagnato in una giornata in generale negativa per le borse europee e le banche (SX7E -0.51%) - questo é un segnale incoraggiante.

La borsa a New York ha avuto una iniziale fase di debolezza. I maggiori indici hanno però terminato la seduta praticamente invariati. Le candele sui grafici sono contraddittorie visto che sono rosse con massimi ascendenti. In linea di massima la seduta di ieri sembra un semplice consolidamento - il rally di martedì deve essere digerito prima che S&P500 (-0.03% a 2809.21 punti) e colleghi possano salire più in alto. C'é solamente un aspetto che ci preoccupa. Ieri il reddito dell'US Treasury Bond decennale é ancora salito a 3.19% - l'aumento dei tassi d'interesse ha preceduto la correzione di ottobre. Se il movimento continua, come suggerisce l'analisi grafica, é probabile che la borsa americana avrà un'altro consistente vuoto d'aria. Questo dovrebbe verificarsi a breve - ancora questa settimana.
L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 2806 punti e all'inizio é ancora sceso a 2781 punti di minimo. Per le 18.20 é risalito sui 2813 punti. Nelle ore successive é oscillato in laterale tra i 2800 ed i 2817 punti con un minimo a 2798 punti. Sul finale si é attestato a 2809.21 punti (-0.03%). Il Nasdaq100 (+0.03% a 7278 punti) ha avuto lo stesso comportamento. La seduta al NYSE é stata piuttosto negativa con A/D a 2609 su 4512, NH/NL a 153 su 406 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ferma a 17.40 punti (-0.22) mentre la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.68.
In America é cominciata la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese. Le reazioni sono violente come mostrano ieri gli esempi di Netflix (+5.28%) e IBM (-7.63%). Gli investitori non sono ciecamente orientati al rialzo ma sono diventati selettivi. Questo dovrebbe valere per la borsa in generale - il percorso nei prossimi mesi sarà accidentato.

Stamattina si stanno verificando dei forti movimenti sul cambio dello Yuan e la borsa cinese é sotto pressione (Shanghai -2.2%). Il Nikkei é in calo (-0.84%) come in generale le borse asiatiche. Il future sull'S&P500 scende a 2802 punti (-14 punti). Il cambio EUR/USD cade sotto gli 1.15 a 1.1485. I mercati finanziari sono irrequieti ma non sappiamo perché - oggi é meglio fare attenzione.
L'Eurostoxx50 vale ora 3234 punti (-9 punti) - le borse europee apriranno in calo (-0.3%) e la situazione potrebbe peggiorare.

Commento del 17 ottobre

L'attesa fase di rialzo fino a fine anno potrebbe già essere iniziata

Ieri le borse europee e americane hanno avuto un'ottima seduta. Gli indici azionari hanno chiuso sui massimi giornalieri e con forti guadagni. Delle lunghe candele verdi sui grafici suggeriscono che l'atteso rialzo di medio termine é iniziato. Non siamo sicuri poiché é difficile distinguere tra un rimbalzo tecnico da ipervenduto e l'inizio di un rialzo. La chiusura sul massimo e la buona partecipazione ci fanno però propendere per la prima variante. Purtroppo sembra che la fase di consolidamento e di formazione di base sia venuta a mancare e questo ci dispiace. Siamo perplessi - il rischio di ricadute e di una falsa partenza sussiste. Siamo sospettosi quando tutto funziona perfettamente come da copione - é quasi troppo bello per essere vero. Avevamo previsto un top il 21 settembre seguito da una sostanziale correzione fino al 15 ottobre. La borsa americana ha toccato il fondo giovedì 11 ottobre - quelle europee hanno raggiunto dei nuovi minimi annuali puntuali lunedì 15 ottobre. È ancora presto per poter confermare che ora avremo un rialzo fino a fine anno o meglio ancora fino alla prima decade di gennaio 2019. È però evidente che l'S&P500 (+2.15% a 2809.92 punti) é già risalito 100 punti dal minimo a 2710 punti - non é più un fugace rimbalzo ma sicuramente qualcosa di più consistente. La domanda da porsi é se conviene ancora saltare sul carro in corsa o se bisogna aspettare una correzione intermedia - un test del minimo con un nuovo minimo marginale sotto i 2710 punti sembra ormai poco probabile.

Ieri mattina non é successo molto. Le borse europee hanno aperto in positivo ma fino a mezzogiorno non si sono praticamente mosse - i guadagni erano insignificanti (+0.2%). Solo nel pomeriggio le borse sono decollate - i compratori hanno abbandonato le loro reticenze anche perché i tassi d'interesse e gli spreads erano in calo. L'Eurostoxx50 ha chiuso sul massimo a 3257 punti (+1.46%). Non sappiamo se questo é stato solo un rally da ipervenduto e da short covering. La reazione é però forte ed evidente e gli indicatori stanno girando verso l'alto anche se non abbiamo ancora segnali d'acquisto a medio termine. La correzione é finita ma questo lo sapevamo già. Per essere relativamente sicuri che non ci saranno più ricadute bisogna però aspettare ancora qualche giorno.
DAX (+1.40% a 11776 punti), FTSE MIB (+2.23% a 19717 punti) e SMI (+1.64% a 8795 punti) si sono comportati come l'Eurostroxx50. Notiamo che in parecchi casi il gap down apertosi sui grafici giovedì scorso resta aperto - deve essere chiuso prima che si possa parlare con convinzione di tendenza rialzista. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica che usiamo per il trading a medio termine rimane su sell - non é molto reattivo e non riesce a seguire un cambiamento di tendenza repentino.

Ieri a Wall Street c'é stato un rally. La borsa é salita praticamente dall'inizio alla fine ed i guadagni sono stati molto forti in tutti i settori. La partecipazione é stata convincente malgrado una certa mancanza di volumi.
L'S&P500 ha aperto a 2771 punti e all'inizio é ancora sceso a 2765 punti. Da qui ha preso slancio, ha bucato la resistenza intermedia a 2775 punti e poi é continuato a salire regolarmente fino al massimo a 2813 punti - ha chiuso poco sotto a 2810 punti (+2,15%) con un forte guadagno di 59 punti. Come ci si poteva aspettare la parte del leone l'ha fatta la tecnologia (Nasdaq100 +2.94% a 7276 punti) ma tutti i settori hanno partecipato al rialzo. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6093 su 1091, NH/NL a 162 su 418 e volume relativo a 1.0 (poco per una giornata del genere). La volatilità VIX é scesa a 17.62 punti (-3.68) mentre la CBOE Equity put/call ratio a 0.63 non si allontana dalla media di lungo periodo. Ci saremmo aspettati un valore decisamente più basso (0.50-0.55). La borsa sembra voler dimenticare la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti e l'aumento dei tassi d'interesse (ieri sera in leggero calo). Si concentra sui risultati trimestrali delle imprese che finora sono buoni. È di ieri l'esempio di JPMorgan (+5.68%) che ha interrotto un fase negativa.

In generale il rally di ieri rientra nelle nostre previsioni. Dal 15 ottobre doveva iniziare una sostenibile e sostanziale fase di rialzo di alcuni mesi. L'unico problema é che il rialzo é partito troppo velocemente ed intensamente - sui grafici abbiamo una ripresa a V e non una classica formazione di base a W. Dobbiamo ora decidere se bisogna ancora comperare ed inseguire questo movimento o se conviene aspettare un consolidamento o una correzione intermedia. Il problema non é cosa fare ma quando. Non abbiamo ancora una soluzione ma ad istinto preferiamo aspettare.

Stamattina si delinea una continuazione al rally di ieri. Le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +1.27%, Shanghai sale del +0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2818 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3273 punti - sono 16 punti di guadagno rispetto a ieri sera (+0.5%). Le borse europee apriranno con moderati guadagni. In un ottica a medio termine sarebbe meglio che adesso ci siano alcuni giorni di consolidamento. Se l'Eurostoxx50 restasse tra i 3250 ed i 3275 punti fino a venerdì avremmo una solida base per continuare in seguito il rialzo.

Commento del 16 ottobre

Deludente rimbalzo in Europa - seduta negativa in America - la pressione di vendita svanisce lentamente

Ieri i maggiori indici azionari europei non hanno rispecchiato immediatamente il rimbalzo tecnico della borsa americana di venerdì scorso. C'é stato bisogno ancora un tuffo la mattina prima che l'ipervenduto provocasse una reazione. Il rimbalzo in Europa é stato deludente ed é unicamente servito ad alleviare l'eccesso di ribasso a cortissimo termine. I nuovi minimi annuali lasciano aperta la strada verso il basso e finora non appaiono divergenze positive che possano suggerire la presenza di un minimo definitivo di questa correzione malgrado che siamo arrivati al 15 ottobre.
La mattina l'Eurostoxx50 (+0.50% a 3210 punti) é sceso su un nuovo minimo annuale a 3180 punti. Solo nel pomeriggio ha recuperato e ha terminato la seduta con un moderato guadagno di 16 punti. Questo rimbalzo tecnico é stato faticoso e penoso - la risposta europea al balzo di venerdì dell'S&P500 (+1.42%) é stata deludente ed é appena riuscita a riportare la RSI a 29.68 punti. Molto probabilmente nei prossimi giorni ci sarà ancora una discesa su un nuovo minimo annuale marginale. Per ora i rialzisti sono pochi e sembrano essere solo degli speculatori attirati dall'eccesso di ribasso. Questo non basta a cambiare la tendenza e far tornare il mercato in un tend rialzista. La formazione di base deve durare qualche giorno. Il DAX tedesco (+0.78% a 11614 punti, nuovo minimo annuale a 11459 punti) e il FTSE MIB italiano (+0.16% a 19287 punti, nuovo minimo annuale a 19166 punti) si sono comportati come l'Eurostoxx50. L'indice delle banche SX7E (+0.08% a 101.92 punti) ha toccato un nuovo record negativo a 101.14 punti.
Il cambio EUR/USD si rafforza a 1.1570. Non sappiamo perché ma come spiegato in precedenti commenti tecnici il grafico é costruttivo e il supporto intorno agli 1.15 é solido. Se il cambio é stabile e la borsa americana termina la sua correzione e riprende il rialzo é probabile che anche l'Europa nei prossimi giorni segue. Vediamo cosa é successo a Wall Street.

L'S&P500 (-0.59% a 2750.79 punti) ha svolto una seduta in trading range e dopo numerosi cambiamenti di direzione ha terminato la giornata con una perdita di 16 punti. La seduta a New York é stata però in generale positiva con A/D a 3989 su 3217, NH/NL a 117 su 868 e volume relativo a 1.0. L'indice tecnologico Nasdaq100 ha perso il -1.24% a 7068 punti. Allora perché i dati della giornata sono così buoni ed il numero dei nuovi minimi a 30 giorni (NL) si é praticamente dimezzato? Semplice - il resto del mercato ha reagito molto meglio come mostrano il Russell2000 (+0.41%) o il DJ Transportation (+0.62%).
Sinceramente siamo combattuti e non sappiamo se bisogna già comperare adesso con l'S&P500 sui 2750 punti. Non sappiamo se ci sarà ancora una spinta di ribasso a testare il minimo a 2710 punti. È un'ipotesi senza conferme poiché ogni fase di formazione di base é diversa una dall'altra. Troppi operatori ed analisti credono che lo svolgimento di questa correzione sarà simile a quello di inizio febbraio. In questo caso la seduta odierna dovrebbe essere decisamente negativa e mercoledì dovrebbe verificarsi un key reversal day con un nuovo minimo mensile marginale. Vediamo cosa succede. Ieri sera i tassi d'interesse sull'USD sono leggermente aumentati ma questo non sembra avere particolarmente disturbato gli investitori.
A livello di sentiment si torna lentamente alla normalità. La volatilità VIX si é fermata a 21.30 punti (-0.01) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata nella norma a 0.61. Il Fear&Greed Index risale di poco a 11 punti.

Stamattina é il turno dell'Asia per un rimbalzo. Il Nikkei sale del +1.14%. Shanghai invece é ancora sotto pressione (-0.8%). Il future sull'S&P500 é a 2758 punti (+9 punti) - sale ma é allo stesso livello di ieri mattina. L'Eurostoxx50 vale ora 3212 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Ieri sera i governi europei, compreso quello italiano, hanno mandato a Bruxelles i loro budget dettagliati per il 2019 - ora inizia l'esame da parte della commissione europea. Probabilmente ci sarà da discutere e si litigherà su sui dettagli e sul superamento dei limiti d'indebitamento. Questo psicologicamente non dovrebbe aiutare le borse malgrado che non ci aspettiamo novità di rilievo.

Aggiornamento del 15 ottobre

Fallisce Sears

Durante il fine settimana sono aumentate le tensioni tra l'Arabia Saudita ed il resto del mondo per la sparizione del giornalista Jamal Khashoggi. Secondo la Turchia Kashoggi é stato assassinato per ordine del principe saudita Salman all'interno dell'ambasciata ad Instambul. La borsa di Riad ha perso il -6% e titoli di società legate in una maniera o nell'altra all'Arabia Saudita come Softbank (-5.5%) sono in calo. Le conseguenze per l'economia mondiale ed i mercati finanziari dovrebbero però essere trascurabili - il prezzo del pertrolio aumenta del +0.7%.
Stamattina il colosso americano delle vendite al dettaglio Sears, da tempo in difficoltà, ha dichiarato fallimento. È una delle tante vittime della rivoluzione del settore che sposta le vendite dai negozi ad Internet.  
Queste poche notizie negative bastano per rimettere pressione sulle borse dopo il rimbalzo tecnico di venerdì a Wall Street. Stamattina alle 07.00 il future sull'S&P500 era a 2762 punti (-6 punti). Adesso, alle 08.10, il future é più in basso a 2757 punti (-11 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3182 punti. Le borse europee apriranno in leggero calo (-0.3%) - le borse europee non riescono a rimbalzare malgrado l'ipervenduto. Ci aspettiamo alcuni giorni estremamente volatili - speriamo di trovare il momento giusto per comperare. Bisognerà avere i nervi saldi, un pò di pazienza e fortuna. I livelli tecnici non servono per trovare dei buoni limiti d'acquisto - aiutano solo gli indicatori di sentiment.
Per la cronaca stamattina le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei perde il -1.9% mentre Shanghai é in calo del -1.2%.

Commento del 13-14 ottobre

Dopo il terremoto ci sono le scosse di assestamento - ci prepariamo ad una fase di rialzo a medio termine

Venerdì le borse europee hanno terminato una settimana da dimenticare con un'altra seduta negativa - la maggior parte degli indici ha toccato dei nuovi minimi annuali. L'Eurostoxx50 é sceso fino a 3193 punti, ha chiuso a 3194 punti (-0.46%) e alle 22.00 valeva 3206 punti. La deludente reazione alla buona seduta a Wall Street (S&P500 +1.42% a 2767.13 punti) ci da da pensare. Siamo convinti che la borsa americana prossimamente debba iniziare una fase di rialzo fino a fine anno. Manca una fase di formazione di base di alcuni giorni - ne parleremo ancora in seguito. Non sappiamo però come si comporteranno in questo frangente le borse europee. Seguiranno 1:1 il comportamernto dell'America o, come ormai sta succedendo da inizio anno, si lasceranno distanziare?  Le performances 2018 di Eurostoxx50 e S&P500 sono rispettivamente del -8.83% e +3.50% - é evidente che l'Europa é più debole. Gli indici azionari europei sono sui minimi annuali - S&P500 ha svolto dal massimo storico del 21 settembre a 2941 punti una correzione del -7.85% (fino al minimo di giovedì a 2710 punti) - la situazione tecnica é completamente diversa. Il Europa abbiamo un trend ribassista di fondo - in America la tendenza di lungo termine é ancora al rialzo e tra giovedì e venerdì i nostri sistemi di trading hanno dato dei chiari segnali tecnici d'acquisto. È quindi possibile che i cammini di Europa e America non siano paralleli ma che fino a fine anno le differenze possano aumentare. Temiamo la crisi italiana e le sue conseguenze per l'UE. Non si ripeterà un crollo come quello provocato dal tracollo della Grecia. La situazione é diversa e le finanze italiane sono più solide. Le tensioni tra Roma e Bruxelles sono però in aumento e gli investitori odiano l'incertezza e l'instabilità - nel dubbio é probabile che pretenderanno tassi d'interesse più alti per compensare i rischi (questo significa spreads in aumento) e venderanno le borse.
L'analisi tecnica ci da in ogni caso un risultato indiscutibile - si può comperare l'America mentre in Europa c'é ancora un grande punto di domanda. L'ipervenduto provocherà a breve un sostanziale rimbalzo tecnico. Oltre a questo é però ancora incerto se ci sarà una fase di rialzo sostenibile. L'alternativa é un'oscillazione in laterale con una serie di nuovi minimi annuali marginali.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -4.51% a 3194 punti
DAX                         -4.86% a 11523 punti
SMI                          -4.22% a 8660 punti
FTSE MIB                  -5.36% a 19256 punti
S&P500                    -4.10% a 2767.13 punti
Nasdaq100               -3.27% a 7157 punti

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere. Gli indici hanno aperto sui massimi giornalieri e chiuso sui minimi e nuovi minimi annuali. Questo riguarda non solo l'Eurostoxx50 ma anche il DAX (-0.13% a 11523 punti), il FTSE MIB (-0.52% a 19256 punti) e il settore bancario (SX7E -0.51% a 101.84 punti, performance settimanale del -4.42%). Le RSI giornaliere vanno dai 25 ai 27 punti - sono decisamente sotto i 30 punti e mostrano ipervenduto. L'Europa non é rimbalzata malgrado l'ipervenduto e i segnali positivi provenienti da Wall Street. Questo ci da da pensare. Mercati che non reagiscono malgrado premesse positive sono tecnicamente deboli. È probabile che nelle prossime settimane i record negativi di venerdì vengano peggiorati.
L'SMI svizzero ha invece recuperato un +0.25% a 8660 punti. L'indice di borsa svizzero é ancora lontano dal minimo annuale a 8372 punti. La performance 2018 del -7.69% é però paragonabile a quella del resto dell'Europa - le differenze non sono nel trend ma solo nelle diverse reazioni dei singoli settori alle oscillazioni dei mercati - l'indice svizzero dipende molto da farmaceutica ed alimentare.

Passiamo ora all'America e a quello che dobbiamo aspettarci nella prossima manciata di sedute e a medio termine.
Dopo il crollo di mercoledì e giovedì venerdì c'é stato un rimbalzo tecnico. L'S&P500 é risalito a 2767.13 punti (+1.42%) grazie al robusto contributo del settore tecnologico (Nasdaq100 +2.77% a 7157 punti). Questa reazione é stata causata dall'ipervenduto e dall'eccesso di ribasso. Le RSI sono risalite sui 30 punti (S&P500 - 29.52 punti) e gli indici si sono riavvicinati ai bordi inferiori delle Bollinger Bands (S&P500 a 2775 punti). Molto però indica che si tratta solo di un primo rimbalzo tecnico - i volumi erano in calo rispetto ai giorni precedenti (volume relativo a 1.3) mentre dopo la buona apertura gli indici non hanno fatto più sostanziali progressi (la candela dell'S&P500 sul grafico é addirittura rossa).
Raramente dopo un crollo le borse passano subito e direttamente ad una fase di rialzo (ripresa a V). Spesso c'é bisogno che i minimi vengano ritestati e che ci siano alcuni giorni di formazione di base (ripresa a W). Durante la settimana abbiamo visto forte pessimismo ma in precedenti occasioni (come a febbraio) i dati sul sentiment avevano mostrato maggiore panico prima del minimo definitivo. Crediamo di conseguenza che il minimo dell'S&P500 a 2710 punti debba settimana prossima ancora essere  testato e peggiorato. Forse ci sbagliamo poiché in casi del genere non esistono regole fisse - ogni formazione di minimo é leggermente diversa. Forse il rialzo é già iniziato. In ogni caso preferiamo non prendere rischi - abbiamo chiuso le posizioni short a 2750 punti di S&P500 - aspettiamo però ancora un tuffo sotto i 2700 punti prima di seguire i segnali d'acquisto.
L'S&P500 ha aperto a 2770 punti, é salito a 2775 punti di massimo a poi ad ondate é ancora sceso fino a 2729 punti di minimo alle 18.50. Senza scendere a testare i 2710 punti é risalito sui 2740 punti dove si é assestato per alcune ore. Dopo le 20.50 c'é stata una spinta di rialzo fino ai 2775 punti. Sul finale l'indice é tornato a 2767 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4331 su 2863, NH/NL a 77 su 1771 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é scesa a 21.31 punti (-3.67) mentre la CBOE Equity put/call ratio é ferma a 0.67 (MM a 10g a 0.66). Settimana scorsa questo indicatore di sentiment non ha raggiunto valori estremi e questa é una delle ragioni per cui ci aspettiamo ancora una spinta di ribasso - attendiamo pazientemente un picco sopra gli 0.80.
L'indice delle PMI Russell2000 ha guadagnato solo il +0.08% - sembra che il rimbalzo di venerdì abbia coinvolto soprattutto gli indici dove operano i traders e non il mercato nel suo complesso. La tendenza di fondo della borsa americana potrebbe passare negativa - il 16.3% dei titoli é sopra la SMA a 30 giorni - il Bullish Percent Index sul NYSE é a 43.80. Crediamo che questi dati settimana prossima debbano migliorare - é possibile che il rialzo dell'S&P500 fino a fine anno non sfoci in un nuovo massimo storico - in linea di massima però pensiamo che l'S&P500 debba avere un top finale sui 3000 punti all'inizio del 2019.
Un'ultimo dato da tenere d'occhio é quello dei COT - i Commercials hanno aumentato i short - il dato é del 9.10 ed é stato rilevato prima del crollo - se però settimana prossima i Commercials non avranno ridotto gli shorts significa che restano scettici e sulla difensiva. Questo non sarebbe un buon segnale in vista del rialzo fino a fine anno.

Riassumendo la correzione di ottobre sembra praticamente finita. Non crediamo però che il mercato passi direttamente da ribasso a rialzo. Settimana prossima ci aspettiamo un test dei minimi rilevati giovedì o venerdì. Se il test avviene con panico compreremo e apriremo posizioni long in vista di una fase di rialzo di alcuni mesi. I segnali long sono più affidabili in America che in Europa. Le borse europee sono relativamente più deboli e potrebbero restare impastoiate nella crisi italiana ancora per mesi.
Da ultima siamo convinti che il cambio EUR/USD (1.1560) non debba scendere ma piuttosto salire. Non sappiamo perché ma il grafico é costruttivo. Inoltre l'oro sembra all'inizio di una fase di rialzo e questo in genere significa USD debole.

Commento del 12 ottobre

La correzione finisce con il panico - ora segue una fase volatile di formazione di base

Ieri le borse hanno avuto un'altra giornata nera. L'Eurostoxx50 é caduto su un nuovo minimo annuale a 3209 punti (-1.77%) - l'S&P500 ha perso ancora 57 punti a 2728.37 punti (-2.06%). Per sapere quando termina questa correzione bisogna guardare gli indicatori di sentiment - il resto (ipervenduto, eccesso di ribasso, supporti, ecc.) conta poco poiché nei crolli queste barriere tecniche vengono superate. La volatilità sull'S&P500, la VIX, é schizzata a 24.98 punti (+2.02) con un massimo giornaliero a 28.84 punti. La volatilità sul Nasdaq100, la VXN, é balzata a 27.76 punti (+0.84) con un massimo giornaliero a 29.96 punti. La CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.68 - questo valore é alto ma non eccessivo - questo dato ci da da pensare - ne riparliamo dopo. Il Fear&Greed Index é sceso a 5 in una scala da 0 a 100. Questi sono i dati sul sentiment che guardiamo normalmente in questo commento e questi segnalano panico. C'é un ultimo indicatore soft da osservare - ieri sera il telegiornale svizzero si é aperto con la notizia del crollo della borsa - quando tutti cominciano a parlarne normalmente si é vicini alla fine. È impossibile dire con sicurezza che il panico notato ieri é sufficiente per chiudere questa correzione - a febbraio c'é stato bisogno di più. I nostri obiettivi sono stati però ampiamente raggiunti con una tempistica praticamente perfetta - mancano solo due sedute al 15 di ottobre. La fine della correzione é imminente e ieri sera abbiamo chiuso con ampi guadagni le posizioni short che avevamo aperto su S&P500 (+6.14%) e Nasdaq100 (+9.15%).
Si può ora cominciare a comperare in vista di una fase di rialzo fino alla fine dell'anno. Ci saranno però ancora alcune sedute volatili di formazione di base e in questa fase i minimi di ieri potrebbero essere rivisti e peggiorati al ribasso. È impossibile prevedere lo svolgimento di queste scosse di aggiornamento. Possiamo solo dire che il terremoto é passato. Probabilmente a breve ci deve essere un ampio rimbalzo tecnico. A questo deve seguire ancora una moderata spinta di ribasso. Ci può essere una ripresa a V, vale a dire senza questa fase di assestamento, solo in caso di un intervento delle autorità politiche o monetarie. Finora abbiamo sentito solo Donald Trump dare la colpa alla FED dicendo che sono dei pazzi. Non sono però queste le affermazioni utili e necessarie per ristabilire la fiducia nei mercati.

Oggi si delinea una reazione. Il future sull'S&P500 alle 07.30 era a 2780 punti (+34 punti) - ora (08.05) é a 2775 punti (+29 punti). Oggi avremo una seduta volatile. Solo dei traders esperti possono seguire queste oscillazioni. Gli investitori aspettano che la polvere si sia posata - per prendere decisioni d'investimento meglio attendere l'analisi del fine settimana.

La cronaca della giornata di ieri non ha molta importanza. Le borse europee sono in generale cadute su dei nuovi minimi annuali, Questo concerne l'Eurostoxx50 (-1.77% a 3209 punti), il DAX (-1.48% a 11539 punti) e il FTSE MIB (-1.84% a 19356 punti). Questi sono ormai dei buoni livelli d'acquisto in vista del successivo rialzo di medio termine anche se nella fase di assestamento é possibile che ci sia ancora una spinta di ribasso che faccia cadere gli indici marginalmente più in basso. Ieri anche il difensivo SMI svizzero (-2.85% a 8639 punti) ha subito un tracollo. Quando cade tutto il mercato é spesso nella fase di accelerazione finale. Notiamo con interesse che le borse europee si comportano meglio dell'America. Sembra che il problema coinvolga soprattutto Wall Street e la sua evidente sopravvalutazione fondamentale. Forse é anche una conseguenza della forza dell'EUR. Il cambio EUR/USD é salito a 1.1560...

Seguire ieri sera la seduta americana é stato un divertimento - almeno dal punto di vista dell'analisi tecnica. L'S&P500 ha aperto a 2783 punti, é brevemente caduto fino ai 2768 punti e poi ha avuto un ovvio e atteso rimbalzo fino ai 2795 punti di massimo. In questa maniera ha chiuso il gap d'apertura e scaricato a breve l'ipervenduto. Poi sono riapparse le vendite e ad ampie ondate l'S&P500 é sceso fino ad un minimo a 2710 punti. Noi ci aspettavamo una caduta di poco sotto i 2750 punti ed eravamo piuttosto perplessi. Dopo le 20.45 c'é stato un recupero. L'S&P500 ha chiuso infine a 2728.37 punti (-2.06%). La tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 -1.14%) e questo potrebbe essere un segnale che la caduta é alla fine. La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 1648 su 5598, NH/NL a 80 su 2598 (!!!) e volume relativo a 1.6 (!). È sceso praticamente tutto - solo le azioni delle miniere d'oro hanno guadagnato terreno (guarda caso...). Ora abbiamo avuto due sedute pessime - guardate cosa é successo a febbraio - adesso ci sarà un rimbalzo ma molto probabilmente ci deve essere ancora una spinta di ribasso di una o due sedute con un key reversal day.
A questo punto torniamo al CBOE Equity put/call ratio. A livello di opzioni non abbiamo ancora osservato quell'eccesso di speculazione al ribasso normalmente necessario per un minimo significativo. Solo se questo rapporto fosse sopra i 0.80 (ieri a 0.68) saremmo disposti a comperare la borsa americana senza dubbi.

Stamattina c'é una reazione positiva che parte dall'Asia. Le borse della regione stanno guadagnando terreno. Il Nikkei sale del 0.56%, Shanghai segue con un +1.2%. Il future sull'S&P500 é ora a 2781 punti (+35 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3247 punti. Le borse europee apriranno con un balzo del +1%. Non sappiamo se questo rimbalzo può avere un seguito. Siamo però convinti che ci deve ancora essere una moderata spinta di ribasso. Se non oggi all'inizio di settimana prossima.

Commento dell'11 ottobre

Accelerazione al ribasso con panico - la correzione é quasi finita - ancora un paio di sedute molto volatili
Si possono chiudere le posizioni short - per un long é ancora troppo presto

Finalmente ieri le borse hanno accelerato al ribasso e cominciamo a notare ipervenduto e panico. In Europa la seduta in borsa é stata decisamente negativa (Eurostoxx50 -1.65% a 3267 punti). In America é stata pessima (S&P500 -3.29% a 2785.68 punti). La correzione sta entrando nella sua fase finale e dovrebbe terminare come previsto intorno al 15 di ottobre. In Europa avevamo previsto che gli indici sarebbero scesi su dei nuovi minimi annuali. Ieri questi record negativi sono stati raggiunti dal DAX (-2.21% a 11712 punti) e quasi dall'Eurostoxx50 (mancavano solo 5 punti) - il FTSE MIB (-1.71% a 19719 punti) si é fermato poco prima del record negativo toccato martedì a 19679 punti. Vi avevamo detto però che gli obiettivi erano relativi - la fine della correzione sarebbe stata segnalata dagli indicatori di sentiment. Ci vuole panico e un deciso eccesso di ribasso per far finire le vendite. Già ieri sera, senza sapere come avrebbe chiuso l'America, abbiamo scritto "Stasera l'Eurostoxx50 chiude sul minimo giornaliero e su un nuovo minimo di periodo. Al minimo annuale mancano solo 5 punti. La correzione é quasi finita. Manca un ultimo tuffo e panico." e "Pensiamo che un minimo significativo in Europa sia vicino ed imminente." Ieri sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3250 punti (-17 punti). Ora le borse per alcuni giorni saranno dominate dalle emozioni e dalle operazioni obbligate di chiusura e di vendita di quei traders che sono stati sorpresi da questo crollo con posizioni long. Nei prossimi due giorni le oscillazioni giornaliere sarannno molto ampie e imprevedibili. Un minimo significativo é imminente ma potrebbe ancora essere lontano in termine di punti come mostra l'ampia caduta ieri sera del Nasdaq100 (-4.44% a 7044 punti). Crediamo che il fondo sia vicino ma non possiamo escludere che ci siano ancora alcune pessime sedute con perdite giornaliere del -2% / -3%. Entro venerdì bisogna chiudere le posizioni short. Per un long é ancora troppo presto.
Malgrado la caduta degli indici azionari ieri in Europa abbiamo scorto delle divergenze positive. Sembra incredibile ma l'indice delle banche europee SX7E (+0.00% a 104.28 punti) ha chiuso in pari - in questo settore sembra che le vendite siano già alla fine. I classici beni rifugio non hanno reagito. Il future sul Bund é sceso a 157.82 (-0.20%) mentre il cambio EUR/CHF é salito a 1.1435 - gli investitori non hanno comperato né Bund né CHF - il problema sembra circoscritto alla borsa. Infine il cambio EUR/USD é salito a 1.1565 - normalmente la correlazione tra borsa e EUR é positiva.
Non facciamo ulteriori commenti ed analisi sulla seduta in Europa. La correzione si sta svolgendo come previsto ed in ogni caso oggi ci sarà un'ulteriore caduta degli indici azionari. Per scoprire la fine del ribasso non servono ipervenduto ed eccesso di ribasso. Gli indici cadranno oggi su un nuovo minimo annuale e quindi non ci sono più validi supporti. Bisogna osservare gli indicatori di sentiment (sopratutto volatilità) e l'America per sapere quando avremo toccato il fondo.

Ieri finalmente c'é stata a Wall Street un'accelerazione al ribasso. Avevamo previsto un top il 21 settembre seguito da una correzione fino al 15 di ottobre. Per terminare la correzione ci vuole ipervenduto, eccesso di ribasso e panico. Nei giorni scorsi avevamo scritto che bisognava prepararsi ad "una pesante caduta di alcune sedute con panico". Ieri l'S&P500 é sceso a 2785.68 punti (-3.29%) mentre la volatilità VIX é balzata a 22.96 punti (+7.01) - il possibile obiettivo a 2750 punti si avvicina velocemente. Il Nasdaq100 é crollato a 7044 punti (-4.44%) - é quasi arrivato alla MM a 200 giorni (7035 punti) e all'obiettivo a 7000 punti.
La giornata é stata dominata dai ribassisti e dalle vendite. Dopo l'apertura a 2877 punti l'S&P500 é sceso in maniera regolare e senza reazioni degne di nota fino alla chiusura e al minimo a 2785.68 punti (-3.29%). I dati sono eloquenti - al crollo ha partecipato tutto il listino. La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 840 su 6399, NH/NL a 166 su 1929 (!!!) e volume relativo a 1.45. Chi ci segue da tempo sa esattamente cosa significa questa esplosione dei nuovi minimi a 30 giorni e dei volumi e questa impennata della volatilità. La pressione di vendita é forte e non vediamo ancora divergenze positive. Andare long adesso é ancora troppo pericoloso e affrettato. Cercare di anticipare un minimo può essere un'esperienza dolorosa. La CBOE Equity put/call ratio é alta a 0.74 ma per terminare la correzione ci aspettiamo uno o due giorni con valori superiori a 0.80. Il Fear&Greed Index é a 8! Questo indicatore é già sui minimi e segnala l'imminenza di un minimo significativo sull'S&P500.

Non é il momento di perdere la testa. Si sta presentando una buona occasione per comperare in vista di una fase di rialzo fino alla fine dell'anno. Le operazioni d'acquisto devono essere fatte nei prossimi giorni. Difficile dire esattamente quando e a che livello. Purtroppo questa decisione deve essere presa nel corso della giornata e non é possibile dare con anticipo dei validi limiti d'acquisto. I 2750 punti di S&P5000 sono però un buon livello di riferimento.

Stamattina i mercati sono in profondo rosso. Il Nikkei ha perso il -3.96% - Shanghai sta lasciando il -4.80% sul terreno. Il future sull'S&P500 é a 2762 punti (-19 punti). L'Eurostoxx50 in preborsa vale 3224 punti - le borse europee apriranno con perdite di circa il -1.2%. Stamattina dopo un tuffo iniziale dovrebbe esserci un tentativo di recupero - qualcuno comprerà invogliato dai prezzi otticamente bassi. Poi aspetteremo di vedere cosa succede in America. Un rimbalzo oggi é possibile. Molto probabilmente però i minimi di ieri non sono quelli definitivi. Se oggi S&P500 e colleghi rimbalzano ci deve poi ancora essere un spinta di ribasso - forse l'ultima...

Commento del 10 ottobre

Un giro sull'ottovolante - debole rimbalzo tecnico - il DJ Transportation (-1.85%) esplora la prossima spinta di ribasso

Ieri le borse europee sono ancora scese nella prima parte della giornata. Poi verso le 14.00 ipervenduto, rotture sotto i bordi inferiori delle Bollinger Bands e supporti hanno provocato l'inizio dell'atteso rimbalzo tecnico. Per i traders si é trattato di un giro sull'ottovolante. Il FTSE MIB da un -1%, una RSI sotto i 30 punti e una caduta su un nuovo minimo annuale a 19676 punti é tornato a 20062 punti (+1.06%) - tra minimo e massimo giornaliero ci sono 458 punti. Lo spread é calato (di poco - dopo un balzo a 321 punti é tornato a 302 punti (-3 bsp)) e questo ha dato il via alle ricoperture e stimolato qualche acquisto speculativo da ipervenduto. Entro il 15 ottobre l'Italia deve presentare come tutti i Paesi europei il suo budget all'UE - poi si passerà dalle dichiarazioni d'intenti ai fatti basati sui numeri. Non ci saranno più illazioni e stime riguardanti il rapporto deficit / PIL. Vedremo quanto realistico é il piano finanziario di questo governo. I mercati finanziari esprimeranno il loro parere e non si tratterà di speculazione e manipolazione ma di una logica e razionale reazione alle probabili conseguenze economiche di questa avventurosa politica fiscale e di spesa pubblica.
A metà giornata l'Eurostoxx50 (+0.36% a 3321 punti) ha toccato il minimo a 3278 punti e poi finalmente é partito il rimbalzo tecnico. L'indice non é dovuto scendere fino ai 3362 punti come abbiamo stimato lunedì - mancavano però "solo" 16 punti. L'indice delle banche SX7E é salito del +0.83% a 104.28 punti. Il minimo a 102.62 punti é un nuovo minimo annuale marginale. Ogni commento é superfluo - sapete cosa significa per l'analisi tecnica questo ulteriore record negativo.
Nel primo pomeriggio il DAX (+0.25% a 11977 punti) é sceso sul minimo a 11803 punti e poi come le altre borse europee ha iniziato la rimonta. L'indice é dovuto scendere sotto il bordo inferiore delle BB e sotto i 11865 punti, come anticipato lunedì, prima di reagire. La VDAX ha toccato un massimo a 18.32 punti ed tornata la sera a 17.10 punti.
Parlare di rimbalzo tecnico significa che la correzione non é finita - i nuovi minimi di periodo lasciano aperta la strada verso il basso. Ieri sera le borse europee hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri. Esisteva quindi la possibilità di una continuazione verso l'alto. Ieri siamo di conseguenza rimasti cauti e abbiamo dichiarato: "Non possiamo ancora giudicare questo rimbalzo tecnico poiché non sembra ancora finito - forse potremo anticipare qualcosa domani mattina dopo aver analizzato la chiusura a Wall Street." In effetti la candela apparsa ieri sui grafici era un hammer - questa figura tecnica talvolta segnala un minimo e un'inversione di tendenza. Ieri sera però non avevamo nulla che segnalasse la presenza di un solido minimo intermedio e i volumi suggerivano che si trattava solo di un rimbalzo. Vediamo quindi cosa é successo in America.

L'S&P500 (-0.14% a 2880.34 punti) si é semplicemente fermato sulla MM a 50 giorni e ha avuto una seduta senza direzione. Ha aperto e chiuso sullo stesso livello. Ha toccato minimo (2874 punti) e massimo (2894 punti) nella prima ora e un quarto di contrattazioni e poi per il resto della giornata si é limitato ad oscillare in laterale diminuendo l'ampiezza dei movimenti. Nell'analisi del fine settimana avevamo previsto un rimbalzo tecnico tra lunedì e martedì che poteva far risalire l'S&P500 al massimo a 2900 punti. Con l'oscillazione delle due ultime sedute sembra che questo rimbalzo sia già completo. Il limite inferiore delle Bollinger Bands sull'S&P500 é a 2877 punti - ha contenuto per tre sedute i movimenti dell'indice ma ora comincia a scendere. L'indice delle PMI Russell2000 (-0.47%) si é fermato sulla MM a 200 giorni senza riuscire a sviluppare una reazione - un debole comportamento che ci fà temere la rottura al ribasso. La CBOE Equity put/call ratio, dopo l'impennata a 0.84 venerdì scorsa é tornata a 0.62. Insomma - le ragioni per un rimbalzo tecnico sono evaporate mentre gli indici hanno avuto appena un sussulto. Nel frattempo l'indice dei trasporti (DJ Transportation -1.85%) é caduto fragorosamente su un nuovo minimo di periodo e sembra mostrare la strada verso il basso al resto del listino. Anche la tecnologia non recupera - dopo una risalita 7430 punti ieri il Nasdaq100 é ricaduto a 7351 punti (+0.26%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2935 su 4174, NH/NL a 286 su 932 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é lievitata a 15.95 punti (+0.26) e la CBOE Equity put/call ratio é rimasta nella media a 0.62.
La seduta di ieri non ci ha detto nulla di nuovo e ha più che altro confermato le nostre previsioni. L'S&P500 deve continuare a correggere. La correzione potrebbe terminare questa settimana con una pesante caduta di alcune sedute e panico negli indicatori di sentiment o continuare in maniera strisciante ancora per settimane con interruzioni dovute a normali rimbalzi tecnici. Gli oscillatori e l'aspetto stagionale favoriscono la prima variante. Peccato però che stamattina le borse sono stabili e non crollano.

Il future sull'S&P500 é ora invariato a 2888 punti. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei guadagna il +0.08%, Shanghai é in calo del -0.10%. L'Eurostoxx50 vale in preborsa 3316 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%) - non sembrano voler continuare il rimbalzo di ieri. Tassi d'interesse e cambi sono fermi. Forse oggi c'é solo una seduta di pausa...

Commento del 9 ottobre

Nuovo minimo annuale del FTSE MIB e dell'SX7E - USA chiude lontano dai minimi

La settimana é iniziata male per le borse. L'Eurostoxx50 é sceso a 3309 punti (-1.07%) - non manca molto al minimo annuale di marzo a 3261 punti o al minimo di settembre a 3274 punti. Il FTSE MIB ha sfondato quota 20000 ed é caduto a 19851 punti (-2.43%) - nuovo minimo annuale. A Wall Street é andata un pò meglio. L'S&P500 ha toccato un minimo a 30 giorni a 2862 punti ma ha chiuso decisamente più in alto a 2884.43 punti (-0.04%). È stata ancora la tecnologia (Nasdaq100 -0.62% a 7352 punti) a pesare sul listino. Le PMI (Russell2000 -0.16%) hanno iniziato un tentativo di fare base sulla MM a 200 giorni. I supporti sembrano frenare la discesa del mercato ma non sembrano in grado di provocare dei sostanziali rimbalzi. Le borse però non sono in panico. Le volatilità sono aumentate di poco e ci sono ancora dei segmenti dove gli investitori comperano. Ieri in America i settori dei consumi di base (+1.38%), delle banche (+0.72%), delle assicurazioni (+0.66%), dei REIT's (immobiliare +1.46%) e utilities (+0.80) grazie all'aumento dei tassi d'interesse hanno guadagnato terreno. L'esito delle elezioni brasiliane ha provocato un balzo dell'indice Bovespa del +4.57%. 
La correzione delle borse non é finita poiché non abbiamo nessun segnale che possa suggerire l'imminenza o la presenza di un minimo significativo. Le borse non sono ancora ipervendute e non c'é panico.

L'Eurostoxx50 (-1.07% a 3309 punti) ha avuto una seduta negativa - la perdita di 36 punti é di poco superiore a quella delle due precedenti sedute. La conclusione é semplice. L'Eurostoxx50 dovrebbe nei prossimi giorni (forse già oggi) andare a testare il minimo annuale a 3262 punti, A questo punto sarà su un supporto e ipervenduto e dovrebbe rimbalzare. La qualità ed intensità del rimbalzo ci diranno se siamo vicini ad un minimo significativo. Per ora possiamo solo dire che la correzione continua.
L'indice delle banche SX7E ha perso il -1.54% a 103.42 punti. Ha toccato un minimo giornaliero e nuovo minimo annuale a 102.73 punti. Molto spesso c'é una continuazione verso il basso. Non abbiamo nulla che possa suggerire che l'indice é sul fondo.
Il cambio EUR/USD é caduto a 1.1475. Stamattina é a 1.1480. 1.15 non é più un valido supporto poiché é stato più volte leso. Non crediamo che il cambio debba cadere sul prossimo supporto a 1.13 ma molto dipende ora dai tassi d'interesse. In America sono ancora in crescita mentre in Europa cominciano a calare poiché la tipica reazione alla crisi é quella di comperare Bund. Questo aumenta il differenziale dei tassi d'interesse tra UE e America e a breve indebolisce l'EUR. Questo effetto però non dovrebbe perdurare.
Il DAX ha chiuso a 11947 punti (-1.36%). Vedremo come il DAX reagirà quando raggiungerà l'ipervenduto che verrà segnalato da una RSI sotto i 30 punti (ora a 35.25 punti) e da una caduta sotto il bordo inferiore delle Bollinger Bands (11896 punti). Ieri il DAX é caduto con volumi in calo e volatilità VDAX in netto aumento a 17.56 punti (+0.71). Dovrebbe quindi essere vicino ad un minimo intermedio. Il minimo di settembre a 11865 punti dovrebbe essere a breve testato e poco sotto pensiamo che ci sarà una prima sostanziale reazione. Vedremo se questa sarà già la fine della correzione ma dubitiamo.
Da mesi eravamo negativi sulla borsa italiana in previsione di una crisi autunnale. Nel commento del 11/12 agosto avevamo parlato di un obiettivo per una correzione a 20000 punti e di un obiettivo grafico a medio termine a 17500-18000 punti. Ieri il FTSE MIB (-2.43% a 19851 punti) ha chiuso su un nuovo minimo annuale e con una pesante perdita di 494 punti che coinvolge tutto il listino. L'indice a breve si avvicina ad una situazione di ipervenduto. La RSI a 30.78 punti non garantisce però l'imminenza di un rimbalzo tecnico - nella correzione di maggio la RSI era scesa a 21.95 punti (chiusura giornaliera) prima della fine della caduta. Teoricamente questa spinta di ribasso a corto termine dovrebbe esaurisi sui 18750 punti. In questo momento però dominano le emozioni e quindi esagerazioni o rabbiosi rimbalzi tecnici in controtendenza sono possibili. Non vediamo nulla che possa suggerire l'imminenza di un minimo - di conseguenza pensiamo che la discesa debba continuare. Chi é short può stare a guardare. Chi intende comperare é meglio che attenda tempi migliori.

In America l'S&P500 ha perso solo 1 punto (-0.04% a 2884.43 punti) e la candela sul grafico é bianca. Nella seconda parte della giornata la risposta dei rialzisti é stata convincente. I ribassisti hanno però obbligato l'indice ha toccare un nuovo minimo a 30 giorni a 2862 punti prima che il mercato riuscisse a risollevarsi. La correzione deve di conseguenza avere molto probabilmente un seguito. Nulla ci dice che questi 2862 punti possano essere un minimo significativo. Ora esistono due possibilità - o la correzione finisce a breve con un'accelerazione al ribasso con un pò di panico oppure continua in maniera strisciante ancora per un paio di settimane. Naturalmente favoriamo la prima variante che avrebbe anche il vantaggio di fornire un evidente e chiaro minimo con una buona possibilità di andare long in previsione di una fase positiva fino a fine anno.
L'S&P500 ha aperto a 2876 punti e all'inizio é salito a 2888 punti. Poi é caduto a 2864 punti e ha trascorso un paio d'ore su questo livello con un minimo a 2862 punti. Nella seconda parte delle sedute si é risollevato fino a 2889 punti di massimo ed ha chiuso a 2884 punti (-0.04%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3118 su 4068, NH/NL a 216 su 1342 (!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 15.69 punti (+0.87) con un  massimo giornaliero a 18.38 punti (ricordatevi il nostro target a 20 punti...). La CBOE Equity put/call ratio é ricaduta a 0.66.
Il bordo inferiore delle BB sull'S&P500 si trova a 2878 punti. Se dovessimo tentare d'indovinare lo sviluppo dell'S&P500 nei prossimi giorni diremmo che ci devono essere alcune sedute come quella di ieri in attese che le BB si allarghino e la strada verso il basso si apra. Dopo questa corta fase di distribuzione dovrebbe esserci la fase finale della correzione con due o tre sedute decisamente negative e un pò di panico negli indicatori di sentiment. Target? A noi piacciono i 2800 punti...

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei perde il -1.34%. Shanghai sta guadagnado il +0.1%. Il future sull'S&P500 é in calo a 2888 punti (-6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3311 punti. Le borse europee apriranno praticamente invariate.
Si continua a parlare di Italia e tassi d'interesse. Senza degli sviluppi positivi su uno di questi due focolai di crisi sarà difficile che le borse possano oggi recuperare.

Aggiornamento dell'8 ottobre

Tonfo della Cina - i mercati finanziari in generale sono però stabili e indifferenti

Dopo una settimana di pausa in occasione della Golden Week, una serie di giornate di vacanze che comprende la Festa Nazionale, stamattina hanno riaperto le borse cinesi. Shanghai é in calo del -3% malgrado che la Banca Centrale abbia abbassato del -1% il tasso d'interesse per i crediti forniti alle banche. La Cina, almeno per quel che riguarda le quotazioni della aziende in borsa, sta perdendo la guerra commerciale con gli Stati Uniti - da inizio anno l'indice di Shanghai perde circa il -20%. I cinesi hanno però il fiato lungo e questo conflitto potrebbe aiutare il Paese a riequilibrare un'economia eccessivamente basata sulle esportazioni.
Cina a parte i mercati finanziari sono stabili e tranquilli - il future sull'S&P500 é invariato a 2984 punti. Il Nikkei non tratta a causa di una festa in Giappone (giornata della salute e dello sport). In questi giorni bisogna osservare da vicino cambi e tassi d'interesse. Il cambio EUR/USD scivola a 1.1510 - questo é un fattore negativo per l'apertura dei mercati europei. I tassi d'interesse su USD e EUR sono in leggero aumento. Le borse europee apriranno in moderato calo - l'Eurostoxx50 vale ora 3338 punti (-7 punti). Probabilmente fino ad oggi pomeriggio non succederà molto - poi vedremo cosa decideranno di fare gli americani - leggete a questo riguardo i commenti sugli indici azionari USA che pubblichiamo verso le 14.00. Contengono delle indicazioni sullo svolgimento previsto per la seduta a Wall Street - la nostra quota di successo é abbastanza alta e i traders sembrano apprezzare le nostre indicazioni. 
Oggi in America é Columbus Day - la festa si ripercuote sui mercati delle obbligazioni che restano chiusi. La borsa invece é aperta.

Commento del 6-7 ottobre

La correzione é in svolgimento e durerà ancora una decina di giorni - il potenziale di ribasso sembra modesto

Venerdì é stata una giornata negativa che ha formalmente confermato che le borse stanno correggendo poiché sia l'S&P500 (-0.55% a 2885.57 punti) che il Nasdaq100 (-1.21% a 7399 punti) hanno chiuso seduta e settimana sotto i supporti rispettivamente a 2900 punti e 7480 punti (MM a 50 giorni). Ora é sicuro che la correzione deve continuare poiché niente ci suggerisce la presenza o vicinanza di un solido minimo. Inoltre, almeno a livello psicologico, la correzione é stata provocata da un'aumento dei tassi d'interesse e questo movimento non sembra alla fine malgrado un eccesso di rialzo a corto termine. Venerdì il reddito dell'US Treasury Bond a 10 anni é salito a 3.23% e questo costituisce il massimo annuale. L'aumento dei tassi d'interesse sull'USD si é ripercosso anche in Europa (future sul Bund a 157.57, -0.30% / reddito del prestito decennale della Germania a 0.576%) e sulle borse europee (Eurostoxx50 -0.88% a 3345 punti).
Nell'immediato vediamo però le premesse per un selettivo rimbalzo tecnico. L'S&P500 é sceso sul bordo inferiore delle Bollinger Bands a 2877 punti - ci vorranno alcuni giorni per allargarle e spingere il limite inferiore verso il basso. L'indice Russell2000 (-0.90%) é caduto venerdì sulla MM a 200 giorni e questa spesso é l'obiettivo di una correzione a medio termine - da qui dovrebbe per lo meno esserci un rimbalzo. Infine venerdì la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.84 - un valore che mostra eccessiva speculazione al ribasso e che spesso si verifica prima di un rimbalzo tecnico. Di conseguenza nell'immediato (lunedì o martedì) dovrebbe esserci una reazione positiva - S&P500 e Nasdaq100 potrebbero ritestare dal basso i vecchi supporti e ora resistenze.
Ripetiamo però che la correzione non é finita. Gli indici non sono ipervenduti, non c'é pessimismo e panico (VIX a 14.82 punti, +0.60 /  abbiamo anticipato che ci aspettiamo una salita della VIX almeno a 20 punti) e temporalmente il 15 ottobre sembra una data ideale per un solido minimo. Secondo gli oscillatori un minimo potrebbe essere raggiunto verso la metà di settimana prossima ma un eventuale rimbalzo tecnico potrebbe far slittare il tutto di qualche giorno.
Resta aperto il problema degli obiettivi. I maggiori indici azionari europei (Eurostoxx50 e DAX) dovrebbero andare a testare i minimi annuali con una buona probabilità di una discesa su dei nuovi minimi annuali marginali - parliamo quindi di un potenziale di ribasso dai livelli attuali di -2%/-3%. L'S&P500 può scendere al massimo a 2800 punti ma probabilmente si fermerà più in alto (2840 punti?). Non abbiamo un evidente punto di riferimento e siamo combattuti tra Russell2000 che sembra già sul fondo e Nasdaq100 che sembra invece solo all'inizio di un crollo fino ai 7000-7100 punti. Molto probabilmente per trovare il minimo definitivo dovremo basarci sugli indicatori di sentiment e non su supporti o obiettivi calcolati secondo Fibonacci o metodi simili (Elliott Wave, ecc.).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.63% a 3345 punti
DAX                         -1.10% a 12111 punti
SMI                          -0.51% a 9042 punti
FTSE MIB                  -1.77% a 20346 punti
S&P500                    -0.97% a 2885.57 punti
Nasdaq100               -3.00% a 7399 punti

Venerdì é stata semplicemente una giornata negativa che non necessita di grandi commenti. Le borse europee hanno chiuso sui minimi giornalieri e settimanali. Gli indici non sono ipervenduti o in eccesso di ribasso. Le RSI sono sui 37 - 42 punti (Eurostoxx50 41.51 punti) e non ci sono evidenti supporti nelle vicinanze se non sul FTSE MIB (-1.30% a 20346  punti, supporto a 20200-20250 punti, minimo annuale a 20207 punti). Di conseguenza nei prossimi giorni gli indici scenderanno più in basso seguendo il ritmo della borsa americana e le oscillazioni del cambio EUR/USD (1.1525).
Per la cronaca l'Eurostoxx50 ha chiuso a 3345 punti (-0.88%), il DAX a 12111 punti (-1.08%) e l'SMI a 9042 punti (-0.61%). L'indice delle banche europee é caduto a 105.04 punti (-0.98%) - la performance settimanale é del -1.41% - il minimo annuale si trova a 102.86 punti.

In America i mercati finanziari hanno reagito con un balzo dei tassi d'interesse e un calo della borsa a dati relativamente deboli sul mercato del lavoro - significa che in ogni caso la borsa aveva voglia di correggere e ha preso come scusa il dato sulla disoccupazione per muoversi nella direzione voluta.
L'S&P500 ha aperto a 2904 punti ed é ancora brevemente balzato a 2909 punti di massimo. Poi i venditori hanno preso il controllo delle operazioni e hanno fatto scendere l'S&P500 fino ai 2869 punti. A questo punto l'ipervenduto di cortissimo termine ha fatto effetto e c'é stata una reazione. L'S&P500 é risalito dopo le 19.30 fino a 2890 punti e ha chiuso a 2885 punti (-0.55%). Il Nasdaq100 (-1.21% a 7399 punti), dopo la rottura dell'importante ed evidente supporto costituito dalla MM a 50 giorni, ha subito un tracollo. Gli indici sono già rimbalzati nelle ultime due ore e mezza di contrattazioni. Lunedì questo rimbalzo potrebbe continuare oppure i minimi di venerdì devono essere ritestati prima che ci sia un rimbalzo più consistente - non lo sappiamo con esattezza.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2047 su 5056, NH/NL a 196 su 1305 (!) e volume relativo a 1.0. A questo punto dobbiamo fare un inciso - il deterioramento a livello strutturale del mercato azionario americano é grave e preoccupante. Potrebbe provocare una profonda correzione (2650-2700 punti di S&P500) - questa é una variante negativa da non dimenticare anche se finora gli indicatori di lungo termine restano costruttivi e al rialzo con la possibilità di una salita dell'S&P500 a 3000 punti per fine anno.
La volatilità VIX é salita solo a 14.82 punti (+0.60) - il Fear&Greed Index é invece già sceso a 33 punti.

Riassumendo le borse si stanno sviluppando in linea di massima secondo lo scenario che abbiamo descritto e seguito da alcune settimane. Dal punto tornate del 21 settembre le borse stanno correggendo e questa correzione non é ancora finita. Dovrebbe durare fino a metà ottobre senza fare eccessivi danni. La tendenza di fondo della borsa americana é passata però a neutra fino a leggermente negativa - il 29.9% dei titoli americani é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 54.64. In linea di massima dopo questa correzione ci aspettiamo ancora un'ultima spinta di rialzo fino a fine anno. Questa fase potrebbe però essere meno forte del previsto. In ogni caso fino a metà ottobre bisogna restare prudenti. Abbiamo ancora una settimana per capire e prevedere come i mercati si svilupperanno nell'ultimo trimestre dell'anno.

Commento del 5 ottobre

S&P500 e Nasdaq100 salvano a fatica i supporti

Ieri i ribassisti hanno tentato un affondo sfruttando l'insicurezza creata dal rialzo dei tassi d'interesse. Sono riusciti ad ottenere un buon risultato sul Nasdaq100 (-1.93% a 7490 punti) - nel settore della tecnologia si accalcano i piccoli investitori retail che scappano al primo segnale di pericolo. L'S&P500 (-0.82% a 2901.61 punti) ha invece retto il colpo - dopo essere caduto fino ai 2884 punti é riuscito a fine seduta a tornare sopra il supporto a 2900 punti. Tra l'altro, malgrado la pesante perdita, questa reazione é riuscita anche sul Nasdaq100 - l'indice é caduto fino ai 7436 punti ed é tornato a fine giornata a 7490 punti, sopra la MM a 50 giorni (7479 punti) che da maggio costituisce un valido supporto dinamico che accompagna il rialzo. L'Eurostoxx50 (-0.89% a 3375 punti) ha chiuso su un nuovo minimo dal punto tornante del 21 settembre - il calo dal massimo di periodo del 27 settembre a 3452 punti é però ancora moderato. Probabilmente nei prossimi dieci giorni gli indici azionari europei ed americani devono scendere più in basso - specialmente a livello di sentiment gli investitori sono ancora lontani da quel pessimismo necessario per concludere una correzione. Non sarà però una sostanziale correzione come speravamo ma solo una moderata correzione. Ieri i rialzisti hanno dimostrato di avere ancora parecchie munizioni in riserva - la rottura momentanea dei supporti non ha provocato un'ondata di vendite ma una rabbiosa reazione e un veloce recupero. Resta l'incognita dei tassi d'interesse - discuteremo questo tema nell'analisi del fine settimana.

Ieri l'Eurostoxx50 (-0.89% a 3375 punti) ha perso 30 punti e ha chiuso vicino al minimo giornaliero. La lunga candela rossa sul grafico e la peggiore chiusura dal punto tornante del 21 settembre suggeriscono finalmente l'inizio dell'attesa correzione. L'indice delle banche europee SX7E ha guadagnato il +0.65% a 106.08 punti. Questo settore si muove in maniera semindipendente e segue le notizie provenienti dall'Italia ed i movimenti dello spread. La tendenza di fondo resta però al ribasso. Martedì l'indice ha sfiorato un nuovo minimo annuale. Il cambio EUR/USD é caduto fino a un minimo giornaliero a 1.1463. Stamattina recupera a 1.1505 - l'importante supporto a 1.15 é salvo. Senza un netto cedimento della borsa americana é improbabile che l'Eurostoxx50 acceleri al ribasso. Finora c'é un'alternanza di sedute positive e negative e solo per saldo l'indice scende. Al momento sembra che fino a metà ottobre avremo una modesta correzione ma nessun crollo. Mercoledì l'Eurostoxx50 aveva guadagnato il +0.49% - il DAX non aveva trattato. Ieri l'Eurostoxx50 ha perso il -0.89% - il DAX (-0.35% a 12244 punti) ha seguito a distanza ma il conto torna. Il grafico mostra che il DAX sta lentamente scivolando verso il basso mentre il MACD ruota e si sta apprestando a dare un segnale di vendita. La prevista correzione autunnale si sta concretizzando ma la pressione di vendita sembra restare modesta. A corto termine il DAX ha parecchio spazio verso il basso - almeno fino a circa 11900 punti.
Malgrado il calo dello spread ed il rialzo delle azioni delle banche il FTSE MIB (-0.59% a 20613 punti) si é unito alla debolezza delle borse europee e ha perso terreno. Probabilmente ci sarà nei prossimi giorni un ulteriore tentativo di peggiorare il minimo annuale - non sappiamo se il supporto a 20200-20250 punti reggerà il colpo. Non dipende dall'Italia ma dallo sviluppo della correzione generale delle borse. 

A questo punto possiamo tornare a Wall Street e vedere cosa ci ha offerto questa seduta da un punto di vista tecnico.
L'S&P500 ha aperto sul massimo giornaliero a 2919 punti. Subito ha cominciato a scendere definendo lo svolgimento e l'esito negativo della giornata. Ad ondate l'S&P500 é sceso fino alle 20.20 su un minimo a 2884 punti. Una prima reazione ha fatto risalire l'indice a 2900 punti. Dopo un ritracciamento c'é stata ancora una spinta di rialzo che ha permesso all'S&P500 di chiudere a 2901.61 punti (-0.82%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1423 su 5711, NH/NL a 235 su 1109 (come martedì quando l'S&P500 era 22 punti più in alto) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita (solo) a 14.22 punti (+2.61) - la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.72. Le BB scorrono strette a 2873 - 2940 punti - si dovrebbero allargare con un aumento della volatilità. Considerando la situazione tecnica generale e l'aspetto stagionale negativo ci dovranno essere nelle prossime sedute ulteriori tentativi di ribasso.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei perde il -0.58% - le borse cinesi sono ancora chiuse (Festa nazionale). Il future sull'S&P500 sale a 2910 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3376 punti - le borse europee apriranno invariate. Tassi d'interesse e cambi sono stabili. Alle 14.30 verrà pubblicato il rapporto sul mercato del lavoro americano a settembre - dei dati molto buoni dovrebbero provocare un balzo dei redditi degli US Treasury Bonds e un tentativo di ribasso in borsa.
Fino alle 14.30 sarà tutto tranquillo - poi bisogna fare attenzione...

Commento del 4 ottobre

Il reddito dell'USTBond decennale sale su un massimo annuale a 3.15% - USD forte - borsa debole?

Ieri la Germania ha festeggiato la festa nazionale - nel giorno dell'Unità la borsa di Francoforte é rimasta chiusa. Senza i tedeschi le borse europee si sono orientate sull'unico tema d'attualità - l'Italia e il deficit previsto nel DEF. Il governo di Conte ha fatto una parziale concessione all'UE - ha mantenuto il deficit previsto per il 2019 al 2.4% del PIL ma ha ridotto a 2.1% e 1.8% gli obiettivi per i due anni successivi. I mercati finanziari e le borse hanno reagito secondo logica. Lo spread sui titoli di Stati é sceso, le azioni delle banche sono lievitate (SX7E +0.70% a 105.39 punti) e la borsa italiana ha guadagnato terreno (FTSE MIB +0.84% a 20736 punti).
È difficile scorgere una tendenza tra queste oscillazioni disordinate e senza continuità - quello di ieri sembra però un'ulteriore rimbalzo tecnico e quindi il quadro generale resta negativo specialmente in Italia.
Senza i titoli del DAX é difficile dare una valutazione al guadagno di 16 punti dell'Eurostoxx50 (+0.49% a 3405 punti) - l'indice é però tornato sopra i 3400 punti e questo significa che per ora non intende correggere. Ci sono settori come quello farmaceutico che sono chiaramente in un rialzo di corto termine e sostengono il listino. La farmaceutica sta permettendo la continuazione del rialzo dell'SMI svizzero (+0.97% a 9175 punti) che ieri é salito su un nuovo massimo a 30 giorni. Se riesce a passare la resistenza a 9200 punti dovrebbe poter continuare la sua corsa fino ai 9600 punti. Considerando la situazione di stallo delle borse europee dubitiamo che l'SMI possa continuare la sua corsa in solitaria anche se la forza dei titoli farmaceutici (Novartis +1.88%, Roche +1.42%) é impressionante.
Inoltre si delinea un nuovo problema all'orizzonte. Ieri i redditi delle obbligazioni di Stato americane (US Treasury Bonds) hanno fatto un balzo verso l'alto, hanno toccato un massimo annuale e superato importanti resistenze - il reddito delll'USTB decennale é salito a 3.15% e ha superato la resistenza a 3.10%. Il trentennale é a 3.30% di reddito. Le obbligazioni europee si sono sentite in obbligo di seguire. Il future sul Bund tedesco é caduto del -0.75% a 158.37 - il reddito del decennale é salito a 0.482%. Questi movimenti sui tassi d'interesse hanno fatto cadere il cambio EUR/USD sotto gli 1.15 - stamattina é a 1.1470. Con queste premesse negative é impensabile che gli indici azionari europei possano salire più in alto. Per scendere però c'é bisogno la collaborazione dell'America - vediamo cosa é successo ieri sera a Wall Street.

La seduta si é svolta come le due precedenti. Gli indici sono saliti nella prima parte della seduta ma poi hanno ceduto nella seconda parte della giornata. Dopo un buon inizio appaiono venditori che sono in grado di contrastare con successo i tentativi dei rialzisti di raggiungere dei nuovi record. Ieri l'S&P500 (+0.07% a 2925.51 punti) si é fermato a 2939.86 punti di massimo - solo 1 punto dal massimo storico a 2941 punti che non é stato attaccato. Le candele sui grafici di DJI, S&P500 e Nasdaq100 (+0.12% a 7637 punti) sono rosse - gli indici hanno chiuso sotto i livelli d'apertura e questo significa che per saldo durante la giornata hanno vinto i ribassisti.
Nel complesso é stata però una seduta positiva grazie alla reazione delle PMI (Russell2000 +0.92%). Il DJ Industrial (+0.20%) ha toccato un nuovo masismo storico marginale. la borsa americana dal 21 settembre non riesce più a fare sostanziali progressi ma non sta correggendo - é semplicemente in stallo.
L'S&P500 ha aperto a 2935 punti e fino alle 20.30 si é mosso in soli 7 punti (2932-2939 punti). In mancanza di una accelerazione al rialzo c'é poi stato un vuoto d'aria (i traders long si sono ritirati) fino ad un minimo a 2821 punti. Sul finale l'indice é risalito a 2925.51 punti (+0.07%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4045 su 3058, NH/NL a 365 su 795 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 11.61 punti (-0.44) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.56 - il sentiment é eccessivamente positivo.

Stamattina si scende - ma con moderazione. Le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei perde il -0.66% - le borse cinesi sono ancora chiuse. Il future sull'S&P500 é a 2917 punti (-14 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3392 punti. Le borse europee apriranno con una perdita di circa il -0.4% che annullerà i guadagni di ieri. Teniamo d'occhio cambi e tassi d'interesse - i nuovi massimi annuali del reddito del USTB dovrebbe oggi diventare tema di discussione e creare incertezza e insicurezza. Vedremo se avremo una semplice seduta moderatamente negativa o se invece ci sarà un'intensificazione delle vendite.

Commento del 3 ottobre

Minimo annuale del FTSE MIB italiano (-0.23% a 20562 punti) - in America i NL salgono a 1115

Ieri i movimenti degli indici sono stati modesti - la seduta in Europa e negli Stati Uniti é stata moderatamente negativa.
In Europa l'Eurostoxx50 é caduto del -0.74% a 3389 punti. Lindice ha perso 31 punti e sul grafico é apparsa un'altra candela rossa piuttosto marcante. L'Eurostoxx50 ha chiuso decisamente sotto i 3400 punti e l'impressione é che i ribassisti stanno prendendo il sopravvento. Tutto il listino é sotto pressione e non solo le azioni delle banche (SX7E -0.61% a 104.66 punti (minimo giornaliero a 102.95 punti / minimo annuale a 102.86 punti)) come nelle ultime sedute. A breve dovrebbe esserci ancora un fugace rimbalzo tecnico causato dai supporti su FTSE MIB (-0.23% a 20562 punti) e su SX7E che già ieri hanno fatto effetto. Stranamente ieri l'Eurostoxx50 ha perso di più che le borse mediterranee, il settore bancario o il DAX tedesco (-0.42% a 12287 punti). Questo é inusuale - sembra che dei nuovi settori vengano coninvolti nelle vendite. Questo effetto é da osservare da vicino nelle prossime sedute. Non é una conseguenza della chiusura ritardata dell'Eurostoxx50 (17.50) rispetto al resto delle borse europee (17.30) poiché dalle 16.40 la borsa americana é salita fino alle 18.00 circa.
Ieri l'Italia é stata ancora al centro delle discussioni. Lo spread sui titoli di Stato continua a salire e anche ieri il FTSE MIB ha perso terreno. Ha toccato un nuovo minimo annuale a 20207 punti ma ha chiuso 350 punti più in alto. L'impressione é quindi che per il momento la pressione di vendita é in diminuzione e l'indice tenta di difendersi sui 20250 punti.
Volano le parole grosse tra Bruxelles e Roma - non capiamo perché Juncker e colleghi non tacciano e si limitino a discutere il budget italiano nelle apposite riunioni. Questa caciara dei politici é indegna e non fà che attizzare una situazione già pericolosa ed instabile. Assistiamo attoniti a questo triste spettacolo - l'UE dovrebbe fare attenzione a come si comporta con i suoi membri - l'arroganza nei toni di certi personaggi é inaccettabile. Sui contenuti si può discutere ma in maniera pacata e possibilmente a porte chiuse e con le cifre alla mano - non su twitter. La nostra opinione tecnica sul FTSE MIB non cambia. A breve dovrebbe restare sopra i 20200-20250 punti. A medio termine ulteriori minimi annuali sono inevitabili a causa di una situazione economica in via di deterioramento. Non crediamo che la politica economica di questo governo sarà in grado di provocare un cambiamento di rotta. La tendenza di fondo é al ribasso.

A prima vista ieri in America non é successo niente di importante. Il Dow Jones Industrial ha guadagnato il +0.46%, l'S&P500 (-0.04% a 2923.43 punti) ha marciato sul posto mentre la tecnologia (Nasdaq100 -0.22% a 7628 punti) dopo un buon inizio é caduta in negativo - la perdita di 17 punti é però insignificante. Se guardiamo i dati della giornata abbiamo però l'impressione che c'é qualcosa che non collima - la seduta nel suo insieme sembra essere stata pessima. A/D a 2511 su 4551, NH/NL a 280 su 1115 (!!!) mostrano una netta prevalenza delle vendite. La ragione si trova nel settore delle PMI che per il secondo giorno consecutivo ha una pesante caduta (Russell2000 -1.01%). È questo un sintomo di disagio e di crisi o solo un episodio passeggero? Sarà il RUT a trascinare i listini verso il basso o si tratta solo di un assestamento? Ancora non lo sappiamo ma le massiccie divergenze all'interno del mercato azionario americano sono in aumento e questo ci rende inquieti. Non ci sembra il momento per essere tranquillamente long e fiduciosi come mostrano i dati sul sentiment (VIX +0.05 a 12.05 punti, CBOE Equity put/call ratio a 0.55.)
L'S&P500 in fondo ha avuto una seduta tranquilla - si é mosso in soli 12 punti e ha chiuso invariato e al centro del range giornaliero. Ha aperto a 2924 punti, é sceso a 2919 punti e poi verso le 18.00 é salito sul massimo a 2931 punti. Per ore é oscillato sui 2930 punti per poi ricadere a 2919 punti e rimbalzare sul finale a 2923.43 punti (-0.04%).
Per il portafoglio abbiamo aperto ieri posizioni short sull'S&P500 a 2930 punti e sul Nasdaq100 a 7650 punti. Purtroppo i limiti di vendita in Europa non sono stati raggiunti.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei perde il -0.62% - le borse cinesi sono ancora chiuse per ferie. Il future sull'S&P500 é a 2932 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3400 punti. Le borse europee apriranno con plusvalenze intorno al +0.4%. In Germania si festeggia il giorno dell'Unità tedesca (festa nazionale) - la borsa resta chiusa. Ci aspettiamo una giornata relativamente tranquilla con borse poco mosse.

Commento del 2 ottobre

Troppa dispersione - troppe tensioni interne

Ieri le borse europee ed americana hanno avuto una seduta positiva. L'Eurostoxx50 é risalito a 3414 punti (+0.44%) mentre l'S&P500 americano ha guadagnato 10 punti (+0.36% a 2924.59 punti). Il Nasdaq100 (+0.23% a 7645 punti) ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 7700 punti mentre l'S&P500, con un massimo giornaliero a 2937 punti, é arrivato a soli 4 punti dal record storico del 21 settembre. Tutto bene quindi? Per niente - siamo molto inquieti. Ieri il rapporto NH/NL (nuovi massimi su nuovi minimi) a 30 giorni per la borsa americana é stato di 526 su 826 - pessimo considerando che la seduta é stata positiva con i maggiori indici sui massimi storici. Il settore delle PMI ha avuto una rovinosa caduta - il Russell2000 ha perso il -1.39%. In America c'é troppa dispersione - pochi titoli e pochi settori salgono - la maggior parte dei titoli da mesi non fà progressi mentre il drappello dei titoli in calo o in perdita da inizio anno diventa sempre più numeroso.
Anche in Europa ieri abbiamo assistito ad un effetto simile. Mentre l'Eurostoxx50 guadagnava terreno a traino del DAX tedesco (+0.75% a 12339 punti) e dell'SMI svizzero (+0.43% a 9127 punti) il FTSE MIB ha nuovamente perso terreno (-0.49% a 20610 punti) insieme al PSI20 (-0.86%) portoghese. Tra Bruxelles e Roma si comincia a litigare sul budget dello stato italiano e i politici, invece che riflettere, ponderare la situazione con calma e discuterne a porte chiuse, si sono affrettati a fare dichiarazioni pubbliche dai toni polemici e aggressivi. La conseguenza sui mercati finanziari non si é fatta attendere. Lo spread sui titoli di Stato (Bund-BTP) é balzato a 282 bsp e il FTSE MIB, dopo un inizio baldanzoso, ha trascorso il pomeriggio scivolando verso il basso. Ha fine giornata é rimasto un -0.49% (20610 punti). La perdita di 101 punti non é terribile. È però un segnale decisamente negativo poiché gli investitori, tra dubbi ed incertezze, stanno voltando le spalle alla borsa italiana. A corto termine il FTSE MIB dovrebbe difendersi sopra i 20250 punti - a medio termine però un nuovo minimo annuale é inevitabile. Come prevediamo da tempo si preannuncia un autunno di fuoco.
Naturalmente le tensioni tra UE e Italia e l'aumento degli spread ha fatto altre vittime. L'indice delle banche SX7E é sceso a 105.30 punti (-1.17%) mentre il cambio EUR/USD cade stamattina a 1.1540. A questo punto anche una rottura del forte supporto a 1.15 sembra possibile. Riteniamo molto improbabile che in caso di crisi all'interno dell'UE il rialzo delle borse europee possa continuare. La seduta positiva di ieri sembra un rimbalzo tecnico. La spinta di ribasso di venerdì é stata decisamente più forte e convincente della debole reazione ieri che é stata accompagnata da modesti volumi.

L'S&P500 ieri ha aperto in forte guadagno. L'accordo commerciale tra America, Canada e Messico (USMCA), che dovrebbe sostituire il Nafta, ha entusiasmato gli investitori che vedono allontanarsi le conseguenze negative di una guerra commerciale. La sostituzione al vertice di General Electric (+7.09%) e il cambio di strategia hanno fatto involare l'azione e aiutato il settore industriale. L'accordo tra Elon Musk e la SEC ha provocato un incredibile rimbalzo dell'azione di Tesla (+17.35%).
La spinta di rialzo é durata fin verso le 16.30 - l'S&P500 ha toccato un massimo a 2937 punti. Per il resto della giornata gli indici azionari americani sono lentamente ma decisamente scesi. L'S&P500 ha toccato un minimo a 2918 punti e ha chiuso con un'impennata finale a 2924.59 punti (+0.36%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2951 su 4163, NH/NL a 526 su 826 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 12.00 punti (-0.12) mentre la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.57. Le candele sui grafici di molti indici (tra cui S&P500 e Nasdaq100) sono rosse. L'S&P500 ha toccato un massimo a 2937 punti e poi é stato respinto verso il basso senza attaccare il record storico. Il bordo superiore delle BB scorre a 2936 punti. Abbiamo l'impressione che nelle prossime sedute i ribassisti proveranno a combinare qualcosa - speriamo che riescano a buttare l'S&P500 sotto i 2900 punti. Almeno fino a metà ottobre raccomandiamo prudenza - al rialzo c'é ben poco da guadagnare. 

Stamattina gli investitori sembrano preoccupati - appaiono dei cedimenti. Il Nikkei ha marciato sul posto (-0.07%) - a borsa cinese é ancora chiusa per ferie. Il future sull'S&P500 scende a 2922 punti (-8 punti). Ci preoccupa la caduta del cambio EUR/USD che in 4 giorni é sceso da 1.18 agli attuali 1.1545. L'Eurostoxx50 vale ora 3390 punti. Le borse europee apriranno in calo del -0.4% e sotto i minimi di ieri. I 3400 punti di Eurostoxx50 costituiscono un importante supporto psicologico. Se stamattina le borse europee non recuperano la seduta odierna rischia di essere pessima.

Aggiornamento del 1. ottobre

Molte notizie - poco di rilevante

Scorrendo i media stamattina leggiamo parecchie notizie dal fronte politico ed economico ma in fondo non c'é molto di nuovo. Stati Uniti, Canada e Messico hanno raggiunto un nuovo accordo commerciale (USMCA) che dovrebbe sostituire il NAFTA. È troppo presto per valutare le conseguenze di questa intesa. Tutte le parti coinvolte sono però soddisfatte e ritengono di aver concluso le trattative con un successo. I mercati finanziari tirano un sospiro di sollievo - almeno su questo fronte sembra che la guerra commerciale sia scongiurata. Il future sull'S&P500 reagisce con un balzo di 15 punti a 2935 punti. In Europa invece le conseguenze sono modeste - l'Eurostoxx50 vale ora 3405 punti - gli indici azionari europei apriranno con deboli guadagni (+0.2%). Il future sul BTP perde il -0.54% e questo significa che i tassi d'interesse sui titoli di Stato italiani anche oggi salgono e probabilmente il FTSE MIB sarà ancora debole. Con questa premessa é difficile che oggi le borse europee possano involarsi - bisognarà essere contenti se riescono a difendere i guadagni iniziali.
Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei guadagna il +0.55% - in Cina é un giorno di festa. Corea e India sono in calo.
L'agenda economica non offre appuntamenti di particolare interesse.

Commento del 29-30 settembre

Se si escludono Italia e banche é stata una settimana tranquilla e senza segnali particolari

2.4% - sembra questo l'unico dato importante sul quale si sono scatenati i commenti di esperti, analisti, giornalisti, operatori ed investitori alla pubblicazione del piano finanziario del governo italiano per il 2019. La reazione dei mercati é stata logica e prevedibile - lo spread sui titoli di Stato tra Bund tedesco e BTP italiano é schizzato a 265 punti (+12%) e il FTSE MIB (-3.72%) si é inabissato. Tutta questa eccitazione é eccessiva e prematura. Cerchiamo di analizzare la situazione in maniera concisa e pragmatica. L'Italia é un Paese con un alto debito pubblico, una elevata disoccupazione e con una crescita economica inferiore alla media europea. È legittimo da parte del nuovo governo di tentare politiche economiche diverse da quelle dei suoi predecessori che non sono riusciti a sfruttare l'enorme regalo costituito dai bassi tassi d'interesse per rilanciare la crescita economica e ridurre il deficit e il debito pubblico. 5 Stelle e Lega hanno voluto mantenere le promesse elettorali introducendo il Reddito di Cittadinanza e la Flat Tax - é doveroso e comprensibile. Il problema del loro programma economico non é il deficit in sé stesso ma il fatto che ci sono troppe distribuzioni di soldi a casaccio e troppi pochi investimenti - molto probabilmente non raggiungerà l'obiettivo di riportare l'Italia sulla via della prosperità. Gli investitori si aspettavano un deficit del 1.6% come prospettato dal ministro Tria e come patteggiato con l'UE. L'Italia ha il diritto di scegliere altre vie - non deve però lamentarsi se i mercati reagiscono con scetticismo e con delle vendite. Non é una mancanza di fiducia o speculazione ma solo una razionale decisione d'investimento. Le banche italiane sono infarcite di titoli di Stato per i quali per legge non hanno bisogno di mantenere una copertura a livello di mezzi propri. Se il valore di questi titoli scende le banche hanno teoricamente delle perdite. Vendere le azioni delle banche italiane (ISP -8.03%, UCG -6.94%) é una decisione che ha una sua logica. Accusare delle forze occulte di provocare ad arte un crollo della borsa e dei titoli di Stato per impedire all'Italia di fare la politica economica che desidera é ridicolo. C'é da sperare che tra Roma e Bruxelles ci sia una collaborazione e non una guerra come un ministro italiano ha subito dichiarato.
La borsa vive di fondamentali ma anche di emozioni. È possibile che il ribasso iniziato venerdì continui settimana prossima. È difficile dire in effetti quanto "vale" effettivamente la borsa italiana - ci sono troppi rischi ed incognite. È compito dei politici di smorzare i toni e cercare di creare un clima di fiducia. Se Salvini e Di Maio cercheranno invece il confronto duro con l'UE é probabile che gli investitori, incerti e disorientati, continueranno nel dubbio a vendere.
L'analisi tecnica non ci fornisce ancora delle soluzioni o dei segnali chiari. Tra mercoledì e giovedì i maggiori indici azionari europei hanno toccato dei massimi mensili e questo sembrava confermare che la tendenza a corto termine era al rialzo. La caduta di venerdì non é sufficente per dire con sicurezza che la tendenza é cambiata.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.84% a 3399 punti
DAX                         -1.48% a 12246 punti
SMI                          +1.03% a 9088 punti
FTSE MIB                  -3.83% a 20711 punti
S&P500                    -0.54% a 2913.98 punti
Nasdaq100               +1.28% a 7627 punti

Giovedì l'Eurostoxx50 aveva chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo mensile a 3449 punti. Venerdì ha aperto in calo a 3440 punti, é sceso fino alle 14.00 a 3380 punti ed ha chiuso a 3399 punti (-1.47%). Avevamo terminato il commento del mattino con la frase "Se l'Eurostoxx50 resta sopra i 3400 punti non c'é da preoccuparsi". Oggi non siamo in grado di fare previsioni fondate. La seduta di venerdì é stata decisamente negativa ma non pessima. Nel pomeriggio la pressione di vendita é svanita e l'Eurostoxx50 ha difeso il supporto. In fondo solo la borsa italiana (FTSE MIB -3.72% a 20711 punti) e il settore della banche europee (SX7E -3.92% a 106.55 punti / performance settimanale -4.87%) hanno subito un tracollo. Le altre borse europee si sono difese ancora abbastanza bene come mostra il difensivo SMI svizzero (-0.27% a 9088 punti). Dopo una sola seduta negativa non possiamo dichiarare che l'attesa correzione é iniziata melgrado che questa resta la nostra ipotesi di base. La tendenza di fondo delle borse europee é da neutra a ribassista. Le marcanti candele rosse che sono apparse sui grafici venerdì possono ancora solo essere un incidente - ci vuole una continuazione verso il basso settimana prossima per avere delle conferme. Ma soprattutto c'é bisogno che anche la borsa americana cominci a correggere. A Wall Street invece finora regna la stabilità.

Gli americani non si sono lasciati impressionare dalle turbolenze sui mercati finanziari europei. S&P500 (-0.00% a 2913.98 punti) e Nasdaq100 (-0.02%) hanno recuperato le perdite iniziali e hanno chiuso praticamente in pari. Il quadro tecnico é invariato. Il mercato é strutturalmente molto debole ma non vuole correggere. Nessun indice ha toccato settimana scorsa un nuovo massimo storico - le perdite però sono state trascurabili anche grazie alla tecnologia.
L'S&P500 ha aperto a 2909 punti e dopo un balzo é sceso sul minimo a 2907 punti. Il supporto a 2900-2903 punti non é stato attaccato e subito si é capito che la borsa non avrebbe avuto una seduta decisamente negativa ma piuttosto avrebbe trascorso una giornata in trading range. In effetti l'S&P500 fino alle 17.15 é risalito a 2920 punti di massimo. Poi é sceso a 2912 punti, é risalito a 2919 punti ed é caduto sul finale a 2914 punti. Si é mosso in soli 15 punti e ha chiuso in pari - una giornata senza storia specialmente se paragonata a quanto successo in Europa.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3769 su 3214, NH/NL a 375 su 768 (la partecipazione é ancora debole e fonte di forte preoccupazione) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é scesa a 12.12 punti (-0.29) mentre la CBOE Equity put/call ratio é neutra a 0.64 (MM a 10 g a 0.59). Gli investitori restano ottimisti ma questo non ha conseguenze sullo sviluppo degli indici. Il Fear&Greed Index é neutro. La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 44.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percenti Index sul NYSE a 59.18. Le Bollinger Bands dell'S&P500 scorrono vicine, piatte e parallele a 2869-2934 punti. Il 29 agosto l'S&P500 era a 2914 punti - un mese dopo é esattamente allo stesso livello e si é mosso in meno di 80 punti. Non bisogna essere sorpresi che l'analisi tecnica non fornisce segnali particolari e che per il momento non possiamo fare previsioni sicure. Seguendo la tendenza di lungo termine la borsa dovrebbe continuare lentamente a salire. Le divergenze a livello di partecipazione, gli eccessi di rialzo e l'effetto stagionale suggeriscono la possibilità che si verifichi una sostanziale correzione. Finora non succede niente - in fondo, Italia a parte, é stata una settimana tranquilla.

Commento del 28 settembre

Nuovi massimi mensili in Europa - l'America non conferma la ripresa del rialzo

Ieri le borse europee hanno avuto un'altra seduta positiva - la terza consecutiva. Con una certa autoironia ci sembra difficile parlare di correzione dopo un simile risultato anche perché ieri l'Eurostoxx50 (+0.48% a 3449 punti) e l'SMI (+0.35% a 9112 punti) sono saliti su dei nuovi massimi mensili. Il DAX (+0.40% a 12435 punti) ha mancato questo obiettivo per pochi punti e si trova praticamente sul livello di venerdì scorso (12430 punti). L'Eurostoxx50 ha chiuso con un guadagno di 16 punti sul massimo giornaliero e con un nuovo massimo mensile. Questo é un segnale inequivocabile che il rialzo continua e l'ipotesi della sostanziale correzione é probabilmente da scartare. Per una conferma dobbiamo aspettare la chiusura settimanale ma un cambio di rotta oggi é poco probabile. L'Eurostoxx50 é salito malgrado il calo della borsa italiana (FTSE MIB -0.62% a 21511 punti) e del settore bancario (SX7E -0.31% a 110.90 punti) - questa é una dimostrazione di forza da non sottovalutare. Ieri sera il governo italiano ha reso noto i particolari del piano finanziario 2019. Non abbiamo studiato il documento nel dettaglio - abbiamo solo capito che il rapporto deficit PIL sarà del 2.4% - sembra che questa sia l'unica cosa importante. Troppo alto o accettabile poiché nei limiti imposti dal trattato di Maastricht? La risposta arriverà oggi dalla borsa. Per noi questo indebitamento supplementare non é un problema se i soldi sono ben spesi (investimenti) e se viene raggiunto con premesse economiche realistiche.

Anche l'S&P500 (+0.28% a 2914.00 punti) ha guadagnato 8 punti - siamo però delusi dalla prestazione della borsa americana. Dopo tre sedute negative ci saremmo aspettati una risposta più convincente da parte dei rialzisti. Invece nel corso della giornata il rialzo si é sgonfiato e gli indici hanno chiuso nella parte inferiore del range giornaliero. Solo la tecnologia (Nasdaq100 +0.88% a 7629 punti) ed i soliti AGMAF (Apple +2.06%) si sono mossi con decisione al rialzo mentre rimangono le massiccie divergenze a livello di partecipazione. Ieri i nuovi massimi a 30 giorni sono stati solo 314 mentre l'indice delle PMI Russell2000 ha perso il -0.06%.
L'S&P500 ha aperto a 2911 punti e all'inizio é sceso sul minimo a 2909 punti. In seguito é salito in maniera piuttosto regolare fino a metà seduta quando ha toccato il massimo a 2927 punti. Nella seconda parte della seduta l'indice é sceso costantemente fino ad un minimo a 2913 punti. Ha chiuso poco sopra a 2914.00 punti (+0.28%). Formalmente si é trattato di una seduta in trading range.
La seduta al NYSE é stata di poco positiva con A/D a 3576 su 3365, NH/NL a 314 su 848 (rapporto pessimo) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 12.41 punti (-0.48) - la CBOE Equity put/call ratio era normale a 0.61.
Sul grafico dell'S&P500 appare una serie di 3 candele rosse (o nere) seguite da un debole rimbalzo in trading range. Questa costellazione potrebbe essere un Three Black Crowns (tre corvi neri) - se oggi l'S&P500 termina la settimana con una chiusura sotto i 2903 punti (o meglio ancora i simbolici 2900 punti) deve iniziare una sostanziale correzione - almeno in America non ci sono ancora ragioni concrete per abbandonare questa ipotesi negativa.

Non sappiamo ancora come risolvere il dilemma provocato da borse europee che sembrano voler continuare il rialzo e borsa americana che potrebbe ancora seguire lo scenario di una sostanziale correzione fino a metà ottobre. Speriamo che la seduta odierna ci dia un'indicazione chiara.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei guadagna il +1.37% - Shanghai sale del +0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2919 punti (-1 punto). In Europa invece le cosa non si mettono bene. Il cambio EUR/USD scende a 1.1625. L'Eurostoxx50 vale ora 3433 punti (-16 punti) - le borse europee aprirannno con perdite stimate al -0.4%. L'attenzione degli operatori é puntata sui mercati finanziari italiani.
Il future sui BTP è in netto calo (-1.45%) - sembra che gli investitori internazionali non siano entusiasti del budget dello Stato prodotto da 5 Stelle e Lega. Potrebbe esserci un'ondata di vendite specialmente sui titoli delle banche con implicazioni per tutti i listini europei. Se l'Eurostoxx50 resta sopra i 3400 punti non c'é da preoccuparsi.

Commento del 27 settembre

La FED alza i tassi d'interesse per l'ottava volta dal 2015 - gli investitori non si scompongono - le borse si muovono poco

Negli Stati Uniti prosegue il processo di normalizzazione dei tassi d'interesse. La Banca Centrale americana (FED) ieri sera ha alzato i tassi d'interesse del +0.25% - la banda d'oscillazione dei FED Funds é ora a 2%-2.25%. Questo é già il terzo aumento quest'anno e l'ottavo dalla fine del 2015. Mercoledì la FED non ha solo aumentato i tassi d'interesse ma ha anche proseguito il processo di riduzione della somma di bilancio iniziato in autunno dell'anno scorso. Per stimolare l'economia la Banca Centrale aveva aumentato con operazioni di Quantitative Easing la somma di bilancio fino alla fine del 2014 a 4500 Miliardi di USD - circa il 25% del PIL. Nel frattempo gli attivi della FED sono stati ridotti a 4200 Mia. - circa il 20% del PIL. I mercati finanziari hanno reagito con moderazione a questo scontato aumento del costo del denaro. I tassi d'interesse sulle obbligazioni del Tesoro sono leggermente diminuiti mentre l'S&P500, dopo un'impennata a 2931 punti é caduto a 2905.97 punti (-0.33%). Il cambio EUR/USD é rimasto stabile a 1.1750.

Ieri le borse europee sono rimaste in attesa della decisione della FED e della reazione dei mercati finanziari americani. Ci sono stati dei movimenti di aggiustamento e gli indici si sono mossi in maniera scomposta - si va dal -0.10% del FTSE MIB (21646 punti) al +0.66% dell'SMI svizzero (9081 punti). Un calo delle azioni della banche (SX7E -0.44% a 111.25 punti) non ha impedito all'Eurostoxx50 di salire a 3433 punti (+0.39%). Questa é la migliore chiusura giornaliera dell'Eurostoxx50 per questo mese - non sembra che le borse europee vogliano correggere anche se i giochi non sono ancora fatti. A confermare questa impressione si aggiunge il nuovo massimo di periodo dell'SMI di ieri e l'impennata del FTSE MIB di martedì. Il DAX (+0.04% a 12379 punti) invece si mantiene tranquillo sui 12400 punti. Il trend a corto termine delle borse europee é ancora poco chiaro - l'ipotesi della sostanziale correzione é ancora valida anche perché sappiamo che sarà l'America a decidere.

L'S&P500 (-0.33% a 2905.97 punti) ha avuto la quarta seduta negativa consecutiva. La perdita dal massimo storico di venerdì 21 settembre a 2941 punti é solo di 35 punti ma probabilmente i rialzisti cominceranno ad essere nervosi. Non ci sono ancora chiari segnali di vendita malgrado che il primo supporto intermedio a 2916 punti sia stato rotto e superato al ribasso.
L'S&P500 ha aperto a 2919 punti e all'inizio é sceso in pari a 2916 punti. Poi fino alle 20.00 é lievitato fino ai 2923 punti. Dopo il comunicato della FED l'indice si é impennato fino ai 2931 punti per poi cadere in due spinte di ribasso fino al minimo a 2903 punti. Sul finale é risalito a 2906 punti. Il Nasdaq100 (-0.00% a 7563 punti) ha terminato la seduta invariato. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2563 su 4460, NH/NL a 353 su 822 (pessimo considerando che l'S&P500 é salito durante la seduta a 2931 punti - solo 10 punti dal massimo storico) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 12.89 punti (+0.47) - la CBOE Equity put/call ratio é stata piuttosto bassa a 0.59.
Non sappiamo ancora se gli investitori prenderanno come scusa la politica monetaria della FED per vendere e provocare una sostanziale correzione della borsa. La reazione ieri sera ha seguito esattamente il modello in caso di aumento dei tassi d'interesse - la seduta termina con una moderata perdita dopo una prima reazione positiva all'annuncio scontato. L'eccesso di rialzo a medio termine e le oscene valutazioni fondamentali sono evidenti. L'effetto stagionale é negativo. Restiamo quindi della ferma opinione che fino a metà ottobre non ci sono soldi da guadagnare nella borsa americana e di riflesso in Europa. Non siamo però ancora pronti a scommettere in maniera massiccia su una forte correzione.

Stamattina le borse asiatiche ed europee seguono l'esempio degli Stati Uniti. Il Nikkei ha perso il -0.82%, Shanghai é in calo del -0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2911 punti (-1 punto). Ovviamente le borse europee apriranno in calo - l'Eurostoxx50 vale ora 3420 punti - all'inizio gli indici azionari perderanno un -0.4%. Non é ancora niente di grave o significativo - si torna alla chiusura di martedì. Improvvisamente stamattina il cambio EUR/USD é caduto a 1.1705 - inizia una giornata difficile per l'Europa. Vedremo se le vendite si intensificheranno o se invece ci sarà una stabilizzazione sui livelli d'apertura. Non vediamo ragioni particolari per un'ondata di vendite.

Commento del 26 settembre

Aspettando la FED

Ieri le borse si sono mosse poco e i maggiori indici azionari hanno terminato la seduta senza sostanziali variazioni. Solo la borsa italiana si é distinta. Il FTSE MIB ha fatto un balzo del +1.54% a 21669 punti - questo ha aiutato il settore bancario europeo (SX7E +0.76% a 111.74 punti) e l'Eurostoxx50 (+0.27% a 3419 punti) che ha guadagnato 9 punti. Da un punto di vita tecnico però questa seduta non ci dice nulla di particolare. Fino a quando l'Eurostoxx50 resta sopra i 3400 punti lo scenario più probabile é quello di una continuazione del rialzo. I modesti volumi suggeriscono consolidamento. Il DAX (+0.19% a 12374 punti) ha guadagnato 24 punti al termine di una seduta noiosa, con poco volatilità e senza direzione. Per l'analisi tecnica non possiamo dire nulla di nuovo. La candela sul grafico con massimo a minimo discendenti é negativa - il guadagno é ovviamente positivo - per saldo un nulla di fatto anche perché da venerdì il DAX ha perso solo una cinquantina di punti. Solo il FTSE MIB ha raggiunto un nuovo massimo di periodo. Ieri il pendolo delle speculazioni si é mosso nella direzione opposta rispetto a lunedì. Le ultime voci dicono che il governo intende tenere il deficit sotto la soglia del 2% - lo spread é sceso del -4%, le azioni della banche sono balzate (ISP +3.05% / UCG +2.62%) e il FTSE MIB é salito di 329 punti. Questi movimenti sono assurdi poiché basati su supposizioni ed emozioni. Aspettiamo con trepidazione il 27 settembre quando finalmente il governo dovrebbe presentare i dettagli del piano finanziario 2019 e la borsa reagirà ai fatti e non alle supposizioni. Secondo l'analisi tecnica il rialzo del FTSE MIB continua e non ci sono segnali di correzione imminente.
Gli altri indici azionari europei restano sotto i massimi di venerdì 21 settembre - l'ipotesi della sostanziale correzione fino a metà ottobre é ancora valida anche se nelle prime due sedute della settimana non ha ricevuto nessuna conferma.
Il cambio EUR/USD (1.1765) resta a ridosso degli 1.18. Se come sembra ci sarà una rottura al rialzo, la borsa seguirà o la correlazione positiva non funzionerà più? Pensiamo che la risposta dipenda dalla ragione del superamento della resistanza a 1.18. Se sarà la conseguenza di un EUR forte la borsa dovrebbe salire. Se invece avremo un USD debole la correlazione potrebbe cadere e le borse europee potranno correggere indipendentemente dal cambio. La decisione potrebbe concretizzarsi stasera al termine della riunione della FED.

Anche da Wall Street non sono arrivati impulsi o segnali particolari. L'S&P500 (-0.13% a 2915.56 punti) si é mosso in soli 10 punti e ha perso 4 punti. Questo calo é stato compensato dal guadagno del Nasdaq100 (+0.19% a 7563 punti). Il DJ Transportation ha perso nuovamente il -0.52% dopo la caduta del -1.41% di lunedì.
L'S&P500 ha aperto a 2922 punti ed é subito salito sul massimo a 2924 punti. È sceso a 2916 punti, é risalito a 2923 punti e poi é scivolato per ore verso il basso fino a toccare i 2913 punti. Sul finale é rimbalzato a 2915 punti. La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3408 su 3566, NH/NL a 449 su 585 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 12.42 punti (+0.22%) / la CBOE Equity put/call ratio é neutra a 0.61. Le Bollinger Bands sull'S&P500 si sono ristrette a soli 64 punti - possiamo solo dire che si avvicina un movimento dinamico e sostanziale - pensiamo che sarà al ribasso e speriamo che si concretizzi stasera al termine della riunione della FED in cui dovrebbe essere deciso un aumento dei tassi d'interesse del +0.25%.

Stamattina i mercati finanziari sono tranquilli - prevalgono i segnali positivi. Il Nikkei guadagna il +0.36% - Shanghai sale del +0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2927 punti (+6 punti) - da due ore la situazione é invariata. L'Eurostoxx50 vale ora 3425 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.2%. Normalmente prima della fine della riunione della FED le borse lievitano. Pensiamo quindi che le borse europee difenderanno questo guadagno fino a stasera e forse riusciranno anche ad incrementarlo. Le decisioni della FED verranno comunicate alle 20.00. Alle 20.30 seguirà una conferenza stampa di Jerome Powell. Vedremo se le sue affermazioni daranno argomenti agli investitori per prendere iniziative.

Commento del 25 settembre

Seduta negativa ma non decisiva - in un consolidamento i rialzisti devono ancora avere qualcosa da dire

Ieri la seduta di borsa é stata negativa. È un risultato normale dopo due giorni di rialzo che hanno provocato un nuovo massimo storico dell'S&P500 americano e nuovi massimi di periodo sulle borse europee. Il 21 settembre si é verificato un massimo significativo. Non si può però ancora dire se da questo massimo segue l'attesa sostanziale correzione fino a metà ottobre. Ieri le borse europee hanno perso meno di quanto avevano guadagnato venerdì. Dopo una debole apertura gli indici azionari europei sono rimasti praticamente fermi fino al primo pomeriggio. Poi sono scesi insieme a Wall Street e sono rimbalzati sul finale. L'andamento dell'Eurostoxx50 serve da esempio per tutti. L'indice europeo ha aperto sui 3420 punti, alle 15.55 era ancora a 3421 punti, é sceso a 3405 punti di minimo alle 17.10 e ha recuperato sul finale a 3410 punti (-0.59%). La perdita di 20 punti é modesta ed inferiore al guadagno di 27 punti di venerdì. La candela rossa sul grafico dopo una serie di 8 candele bianche (o verdi) é un evento normale al quale non può essere data una rilevanza particolare. Dobbiamo attendere ancora una o due sedute per poter dire se in effetti sta cambiando qualcosa nel trend.
Settimana scorsa le borse sono salite con un'accelerazione giovedì e venerdì. Se devono scendere devono prima distribuire. Questo significa un combattimento tra ribassisti e rialzisti per assumere il controllo delle operazioni. A breve  rialzisti avranno ancora qualcosa da dire. È più importanto osservare ora quali sono le forze residue dei rialzisti piuttosto che analizzare i primi attacchi dei ribassisti come quello di ieri. Nei prossimi giorni ci possono ancora essere delle vampate di rialzo - non siate sorpresi.

Per completare il panorama europeo annotiamo che ieri il DAX é sceso a 12350 punti (-0.64%), l'SMI é scivolato a 8946 punti (-0.55%) mentre il FTSE MIB é caduto a 21340 punti (-0.91%). Ieri sono filtrate le prime indiscrezioni riguardanti il DEF (aumento del deficit al 2.8% malgrado irrealistiche previsioni di crescita economica) e gli investitori hanno reagito con un'impennata dello spread sui titoli di Stato ed un calo abbastanza marcato della borsa.  È troppo presto per dire se é iniziata l'attesa significativa correzione dopo solo una seduta moderatamente negativa. È però ovvio che il calo va nella direzione da noi auspicata.

Anche da Wall Street sono giunti segnali contrastanti e non decisivi. L'S&P500 ha perso 10 punti a 2919.37 punti (-0.35%) - per contro il Nasdaq100 é riuscito a salire a 7548 punti (+0.23%). La seduta, pur essendo stata in generale negativa, non ha dato un risultato univoco.
L'S&P500 ha aperto a 2918 punti. È salito sul massimo a 2923 punti ed é caduto alle 16.50 sul minimo a 2912 punti. Poi ha recuperato una manciata di punti e per il resto della giornata é semplicemente oscillato in laterale. Ha chiuso sul livello d'apertura a 2919 punti. I traders notano che il gap di giovedì scorso é stato chiuso. Dopo questo obbligato ritracciamento il rialzo potrebbe riprendere. Oggi tocca quindi ai rialzisti mostrare se hanno ancora delle forze residue - sarà interessante vedere se riescono a combinare qualcosa prima dell'importante riunione della FED.
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 2280 su 4785, NH/NL a 393 su 734 (orribile e proccupante!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 12.20 punti (+0.52) - la CBOE Equity punti /call ratio é stata nella norma a 0.63.
Notiamo la caduta del DJ Transportation (-1.41%). Ieri la borsa americana é stata sorretta dagli AGMAF (i leaders della tecnologia) e dal settore energia - il resto era in profondo rosso...

Stamattina regna l'equilibrio. Il Nikkei perde il -0.15% - Shanghai sale del +0.5%. Il future sull'S&P500 é invariato a 2926 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3411 punti - le borse europee apriranno invariate. Ieri alcune affermazioni di Mario Draghi riguardanti l'inflazione in Europa hanno provocato un rialzo dei tassi d'interesse e un'impennata dell'EUR. Il cambio EUR/USD é salito fino a 1.1815 ma torna stamattina a 1.1750. Il cambio sta provando a superare la resistenza a 1.18. I tentativi cominciano a sommarsi ed essere insistenti. Le probabilità di una rottura al rialzo sono in aumento. In questo caso il cambio deve tornare a 1.20.

Aggiornamento del 24 settembre

La tendenza é dominante

Durante il fine settimana ho fatto con amici una lunga escursione in montagna. Sabato da Flims/Tschappina (1400m) abbiamo raggiunto la Safiental (Safien Platz/1315m) passando dal Glaspass (1846m). Domenica da Turrahus/Talkirch (1694m) siamo saliti sul Tomülpass (2412m) per poi ridiscendere a Vals (1252m). Per me, che non sono più molto allenato e mi avvicino ai 60 anni, é stata una faticaccia compensata però da due giornate di bel tempo e paesaggi fantastici.
Nelle escursioni si torna sempre al punto di partenza - se si sale bisogna anche scendere - si sa in anticipo quando si raggiunge il punto più alto. In borsa é diverso. Fino a quando si sale bisogna partire dal principio che la salita continuerà. Non si ha una veduta chiara - la cima é sempre avvolta nella nebbia. Si capisce che inizia la discesa solo quando si ha già abbandonato il top. Come nelle escursioni ci sono indizi che la vetta si avvicina - la vegetazione cambia - la temperatura diminuisce - il vento aumenta. La certezza si ha però solo quando la tendenza é cambiata - sul massimo si vive ancora di indizi ed ipotesi.

Venerdì le borse potrebbero aver raggiunto un importante massimo significativo. Non siamo ancora sicuri e non abbiamo abbastanza elementi per consigliare l'apertura sistematica di posizioni short. Abbiamo però abbastanza elementi per consigliare prudenza - almeno per le prossime tre settimane. Non siamo in generale pessimisti. Dopo una forte correzione i nostri modelli vedono la possibilità che entro la fine dell'anno l'S&P500 (2929 punti) salga ancora fino ai 3000 punti. Siamo probabilmente sul Glaspass - prima di poter salire sul Tomülpass bisogna scendere in fondo alla Safiental...

Oggi le borse di Tokyo e di Shanghai erano chiuse a causa di una giornata di festa in Giappone e Cina. Le altre borse asiatiche sono però in calo. Il future sull'S&P500 scende a 2926 punti (-8 punti). Dopo il rialzo di settimana scorsa non é una sorpresa che la settimana inizi con un segno negativo. L'Eurostoxx50 vale ora 3418 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.4%. Vedremo se ci saranno ulteriori vendite o se gli indici azionari, come pensiamo, si assesteranno su questo livello.

La settimana é contrassegnata dalla riunione della FED di martedì e mercoledì. Gli investitori si aspettano un incremento dei tassi d'interesse del +0.25%. Vedremo se questo aumento del costo del denaro avrà ripercussioni sul mercato obbligazionario e sulla borsa americana o se é già stato scontato.

Commento del 22-23 settembre

Stanco nuovo massimo storico dell'S&P500 a 2940.91 punti - l'EUR galvanizza le borse europee

Puntuale all'appuntamento venerdì l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2940.91 punti - l'indice ha terminato la seduta praticamente invariato a 2929.67 punti (-0.04%). Nell'ultima stima del 29 settembre avevamo fissato un obiettivo massimo a 2944 punti. Anche le borse europee hanno raggiunto dei nuovi massimi di periodo - venerdì verso le 10.00 l'Eurostoxx50 ha toccato il massimo a 3436 punti ed ha chiuso poco più in basso a 3430 punti (+0.81%). Le borse europee sono salite in questa fase più di quanto avevamo pensato - il rafforzamento dell'EUR e la ritrovata fiducia degli investitori nell'Italia (FTSE MIB +0.69% a 21536 punti, performance settimanale +3.12%) e nel settore bancario (SX7E +0.21% a 112.01 punti, performance settimanale +4.80%) hanno galvanizzato le borse europee. A dire il vero per l'Europa avevamo solo parlato di rialzo e non avevamo fissato degli obiettivi specifici perché non avevamo delle stima valide. Solo per il DAX (+0.85% a 12430 punti) avevamo indicato un obiettivo massimo a 12400 punti.
Secondo le nostre previsioni le borse dovevano salire su un massimo significativo il 21 settembre. È quello che é avvenuto. Avevamo inoltre previsto l'inizio di una sostanziale correzione fino a metà ottobre. Sinceramente non abbiamo ancora abbastanza elementi per confermare questa previsione. Il quadro tecnico corrisponde a grandi linee quello di fine gennaio - le premesse per una correzione sono ideali ed i rischi verso il basso sono considerevoli. La partecipazione al rialzo é miserabile e questo rende il movimento fragile e a rischio. Non c'é però ancora nessun segnale d'inversione di tendenza - né a livello grafico né secondo gli indicatori . Al contrario giovedì e venerdì abbiamo osservato un'accelerazione al rialzo ed un aumento del momentum. È quindi improbabile che da lunedì gli indici azionari comincino a cadere senza prima un periodo di alcune sedute di distribuzione. Un treno in corsa deve prima fermarsi per poi poter cambiare direzione. Sconsigliamo di conseguenza di aprire subito posizioni short a medio termine in contro tendenza - solo dei traders aggressivi possono avventurarsi su questo terreno minato. Saremo però molto sorpresi se nelle prossime tre settimane l'S&P500 potesse ancora fare dei progressi. La combinazione di tassi d'interesse in aumento e peggioramento delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina dovrebbe per lo meno mettere sul chi vive gli investitori. L'aspetto stagionale e le statistiche mostrano che il periodo tra metà settembre e metà ottobre é per Wall Street il peggiore dell'anno. Di conseguenza riteniamo importante consigliare per lo meno prudenza. Bisogna assicurare i portafogli titoli con degli hedging. Non solo i rischi di una correzione sono alti ma vediamo numerosi paralleli con precedenti occasioni in cui il mercato azionario ha avuto un crash. Fate quindi molta attenzione poiché le prossime settimane sono a rischio - le premesse tecniche sono decisamente ostili e le valutazioni fondamentali della borsa americana sono oscenamente alte.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.56% a 3430 punti
DAX                         +2.53% a 12430 punti
SMI                          +0.28% a 8995 punti
FTSE MIB                  +3.12% a 21536 punti
S&P500                    +0.85% a 2929.67 punti
Nasdaq100               -0.19% a 7531 punti

Venerdì la seduta in Europa é stata positiva e non abbiamo osservato nessun segnale d'esaurimento di trend o d'inversione di tendenza. Il rialzo di corto termine partito intorno al 7 di settembre é molto esteso ma per il momento gli indici azionari non sono ancora in ipercomperato (RSI tra i 53 ed i 64 punti). Teoricamente non vediamo ostacoli ad ulteriori guadagni - gli indici possono sullo slancio salire più in alto. Abbiamo visto solo una reazione negativa che da da pensare. È quella del cambio EUR/USD che venerdì é salito fino a 1.1802 ed é poi ricaduto a 1.1740. La resistenza a 1.18 sembra ancora invalicabile e se l'EUR non continua a rafforzarsi é poco probabile che il rialzo delle borse possa settimana prossima continuare.

A New York la corsa dell'S&P500 (-0.04% a 2929.67 punti) si é fermato dopo il raggiungimento del nuovo record storico a 2941 punti. Il Nasdaq100 (-0.50% a 7531 punti) non sembra avere la forza per toccare in questa fase un nuovo massimo storico. La seduta di venerdì é stata però di pausa e non può essere considerato un reversal. Il gap di giovedì é rimasto aperto e per il momento deve essere considerato come gap da accelerazione che lascia aperta la porta ad ulteriori spinte di rialzo.
L'S&P500 ha nuovamente aperto in gap up a 2938 punti e velocemente é salito fino a 2941 punti. Poi però é ricaduto a 2933 punti chiudendo il gap. Dopo un ritorno a 2938 punti l'indice é scivolato inesorabilmente fino ai 2927 punti di minimo giornaliero. Sul finale é rimbalzato a 2929 punti. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 704 su 439, NH/NL a 704 su 439 e volume relativo a 2.0 (conseguenza delle operazioni legate alla scadenza dei derivati di settembre). La volatilità VIX é scesa a 11.68 punti (-0.12) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.57 -  gli investitori sono ottimisti - non rileviamo una particolare euforia.
La tendenza di fondo della borsa americana resta debolmente ma costantemente al rialzo con il 53.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 59.89.
Il livello superiore delle BB sull'S&P500 si trova a 2930 punti. A breve l'S&P500 deve fermarsi per assorbire questo sforamento.

E ora vediamo come inizia la prossima settimana. Speriamo nell'inizio di una correzione - é però anche possibile che il rialzo continui ignorando il punto tornante del 21 settembre.

Commento del 21 settembre

Finalmente l'S&P500 accelera al rialzo e tocca un nuovo massimo storico a 2934 punti - esaurimento imminente ?

Cominciavamo a perdere la speranza e la pazienza. Avevamo previsto che il rialzo doveva continuare fino ad oggi venerdì 21 settembre - l'odierna scadenza dei derivati é un ideale punto tornante ciclico sul quale i mercati dovrebbero raggiungere un importante massimo significativo. Secondo le statistiche stagionali da lunedì deve iniziare una sostanziale correzione che dovrebbe durare fino a metà ottobre. Inizialmente pensavamo che l'S&P500 potesse salire fino ai 3000 punti. Poi avevamo ridotto l'obiettivo a 2950-2975 punti poiché mancava la partecipazione necessaria per far salire l'S&P500 ad un ritmo abbastanza elevato per raggiungere l'obiettivo entro oggi. Nel corso di questa settimana eravamo perplessi ma fiduciosi. Continuavamo a prevedere un nuovo record storico ma l'obiettivo era sceso a 2940 punti a causa della mancanza di momentum e forza d'acquisto. Finalmente ieri i compratori si sono svegliati - l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2934.80 punti e ha chiuso a 2930.75 punti (+0.78%).
Ora esistono le premesse per un'inversione di tendenza - il rialzo é troppo esteso, gli indici azionari sono lentamente ipercomperati e gli investitori sono molto (troppo?) fiduciosi. La tendenza é però finora chiaramente e saldamente al rialzo. È quindi rischioso tentare di anticipare una correzione aprendo posizioni short. Bisogna prima avere dei segnali di vendita o delle massicce divergenze - per ora a livello tecnico non appare nulla di nuovo tranne che alcuni movimenti sono evidentemente degli assestamenti dovuti ad un eccesso di speculazione. Ad esempio il cambio EUR/USD é salito a 1.1780 - c'era troppo pessimismo sull'EUR e troppi speculatori erano long sull'USD. La copertura di queste posizioni ha provocato un indebolimento dell'USD malgrado che il differenziale dei tassi d'interesse parli in favore della moneta americana. Non crediamo che il cambio possa uscire a breve dal range 1.15-1.18. Manteniamo però l'opinione che la rottura a medio termine avverrà al rialzo.

Ieri le borse europee hanno partecipato alla festa. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +1.03% a 3403 punti. Ha raggiunto l'obiettivo a 3400 punti ma potrebbe salire ancora più in alto visto che é trascinato dal trend, dall'EUR e dal settore bancario (SX7E +1.23% a 111.78 punti). La serie di candele bianche sul grafico con minimo e massimo ascendenti é impressionante e l'indice non é ipercomperato. Non ci sono forti resistenza sul cammino dell'indice verso l'alto e quindi é meglio attendere prima di prevedere con buona probabilità di successo la fine del rialzo. L'Eurostoxx50 sta salendo più di quanto ci eravamo inizialmente aspettati ma alcuni fattori inattesi (Italia, EUR) hanno intensificato il movimento. Non si può prevedere tutto...
Ieri gli altri indici azionari europei che seguiamo regolamente hanno partecipato al rialzo. Il DAX é salito a 12326 punti (+0.88%) - in teoria poteva al massimo salire a 12400 punti. Il FTSE MIB (+0.55% a 21388 punti) ha superato di slancio i 12250 punti ma ieri ha sottoperformato con spread in aumento - forse la festa sta finendo. L'SMI (+0.68% a 9000 punti) é tornato a 9000 punti, un livello ideale per far scadere i derivati di settembre.

La seduta a Wall Street é stata molto buona con tutti i settori a partecipare alla festa. L'S&P500 ha aperto su un nuovo massimo storico a 2924 punti e all'inizio é sceso a 2919 punti di minimo. Un gap di 3 punti é rimasto aperto. Poi l'indice ha continuato a salire regolarmente fino al nuovo record storico a 2934.80 punti. Sul finale é ridisceso a 2930.75 punti (+0.78%). La tecnologia ha fatto la sua parte (Nasdaq100 +1.05% a 7569 punti). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5258 su 1776, NH/NL a 685 su 492 (miserabile!) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX si é stranamente fermata a 11.80 punti (+0.05) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stabile a 0.56. Gli indicatori di sentiment non sono cambiati come poteva far presupporre l'ottima seduta e il nuovo massimo storico. Forse ieri il mercato é stato semplicemente risucchiato verso l'alto dalle operazioni di chiudura dei derivati di settembre. In questo caso la seduta odierna sarà in pari o già negativa.

Per il momento sembra che le borse vogliano continuare la loro corsa. Il future sull'S&P500 é a 2944 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3421 punti. Le borse europee apriranno con un guadagno del +0.6% trascinate da un EUR forte. Gli indici potrebbero trovarsi ora sull'atteso massimo di periodo. Abbiamo l'impressione che oggi non saliranno più in alto. Vediamo se a sorpresa invece cominciano a scendere...
Per la cronaca le borse asiatiche stamattina sono positive. Il Nikkei guadagna il +0.86% mentre a Shanghai notiamo un balzo del +2.4%.
Il prezzo dell'oro sale a 1209 USD/oncia e buca dal basso la MM a 50 giorni - sembra profilarsi un'inversione di tendenza a medio termine e nel breve l'oro dovrebbe guadagnare ancora un 50 USD. Se l'oro sale l'USD dovrebbe scendere... Alle 09.00 il cambio EUR/USD é a 1.1790 - potrebbe verificarsi una rottura della resistenza a 1.18 e in questo caso si torna a 1.20 !

Commento del 20 settembre

Alcuni punti in più - niente di più

Ieri le borse hanno nuovamente avuto una seduta positiva. Gli indici azionari europei ed americani hanno ancora guadagnato qualche punto (con alcune eccezioni di peso relativo). Il rialzo di corto termine che ci deve portare su un massimo significativo questa settimana é continuato. Notiamo però evidenti segni di stanchezza specialmente a Wall Street dove le operazioni di reporting in vista della scadenza dei derivati di settembre sono in pieno svolgimento. Il potenziale di rialzo é modesto anche perché ormai l'aumento dei tassi d'interesse sta cominciando ad innervosire gli investitori. Ieri il reddito dell'US Treasury Bonds a 10 anni é rimasto sopra la barriera psicologica del 3% - ha toccato un massimo a 3.09% e ha chiuso a 3.06% - Il DJ Utilities ha perso di riflesso il -2.08%.

Ieri l'Eurostoxx50 ha chiuso a 3368 punti (+0.30%) - un guadagno di 10 punti al quale hanno contribuito i titoli bancari (SX7E +1.68% a 110.42 punti). Il nostro obiettivo a 3375 punti si avvicina ma per ora non appare nulla negli indicatori che possa suggerire l'imminenza di una massimo e di un'inversione di tendenza. La serie regolare di candele sul grafico con minimo a massimo ascendenti continua e non si intravvede la fine - l'indice non é ancora ipercomperato e l'ipotesi di una massimo entro venerdì é solo sostenuta dall'aspetto ciclico. Consigliamo prudenza nell'apertura anticipata di operazioni short in controtendenza. Forse é meglio attendere settimana prossima o segnali chiari da Wall Street.
Anche il DAX (+0.50% a 12219 punti) ha proseguito la sua corsa. Doveva finire tra i 12200 ed i 12400 punti e per ora non abbiamo una stima migliore o più precisa. Possiamo solo annotare che il nostro indicatore proprietario di trading a medio termine basato sulla stocastica é ancora saldamente su sell. Malgrado il rialzo degli ultimi 10 giorni il quadro tecnico delle borse europee a medio termine resta negativo con una forte probabilità in autunno di nuovi minimi annuali.
Sul FTSE MIB (+0.25% a 21280 punti) non abbiamo nulla di nuovo da dire. L'indice ha raggiunto e superato di poco l'obiettivo a 21250 punti ma questo sforamente era stato preannunciato e ha semplici ragioni matematiche. La scadenza del 27 settembre (DEF - Documento di Economia e Finanza 2018) é in agguato.
L'SMI (+0.27% a 8940 punti) si é adeguato agli altri mercati azionari europei.

L'S&P500 (+0.13% a 2907.95 punti) ha guadagnato 3 punti al termine di una seduta tranquilla e senza tendenza. L'indice si é limitato ad oscillare a caso tra i 2904 ed i 2912 punti e ha chiuso al centro del range senza tentare un attacco al massimo storico a 2916 punti. Sul grafico appare un piccolo doji che in questo specifico caso significa pausa, equilibrio ed indecisione.
Il Nasdaq100 (-0.05% a 7490 punti) ha nuovamente testato il supporto fornito dalla MM a 50 giorni (ora a 7433 punti) - non l'ha bucata ma d'altra parte non é riuscito a rimbalzare con decisione e ripartire al rialzo. Ormai questa fase dura da 10 sedute ed i traders long saranno lentamente stanchi di aspettare. Un tentativo di rialzo il 13 e 14 di settembre é fallito ed ora l'indice tecnologico sembra lentamente a corto di argomenti. I rimbalzi dal supporto diventano sempre più deboli e indecisi. Se non c'é a sorpresa un movimento liberatori tra oggi e domani é molto probabile che ci sia una rottura al ribasso e questa potrebbe (e dovrebbe) scatenare l'attesa sostanziale correzione della borsa americana.
La seduta al NYSE é stata equilibrata (o leggermente negativa) con A/D a 3357 su 3640, NH/NL a 587 su 710 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 11.75 punti (-1.04) e la CBOE Equity put/call ratio a 0.57 é rimasta sotto la media di lungo periodo - gli investitori sono molto fiduciosi e gli indicatori si sviluppano finora come ci eravamo aspettati in preparazione di un massimo significativo sull'S&P500. Mancano ormai due sedute a venerdì e alla scadenza dei derivati di settembre - é evidente che al massimo l'S&P500 potrà salire su un nuovo massimo marginale di poco sopra i 2916 punti. Niente di più. Potrebbe anche non riuscirci considerando che ieri l'indice si é mosso in laterale con assoluta mancanza di momentum e forza d'acquisto. In questo caso avremo un massimo discendente sull'S&P500 e un triangolo simmetrico sul Nasdaq100 con rottura al ribasso - una valida combinazione.

Stamattina i mercati finanziari sono tranquilli e poco mossi. Le borse asiatiche marciano sul posto (Nikkei +0.00%, Shanghai -0.1%). Il future sull'S&P500 é fermo a 2915 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3371 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Sembra che oggi le borse non vogliano muoversi di molto - sono senza direzione.

Commento del 19 settembre

S&P500 (+0.54% a 2904 punti) - nuovo massimo storico a portata di mano - i 2950-2975 punti sono troppo lontani

Ieri le borse hanno ripreso il rialzo e la caduta di lunedì, in retrospettiva, sembra solo un incidente di percorso. La spinta di rialzo ha però una mediocre partecipazione e non vediamo la sperata accelerazione accompagnata da euforia. Nei prossimi giorni l'S&P500 può salire su un nuovo massimo storico sopra i 2916 punti di fine agosto - sembra però non avere la forza necessaria per impennarsi fino ai 2950-2975 punti che avevamo inizialmente previsto. A livello di partecipazione continuiamo ad osservare debolezza che ha provocato nelle ultime 11 sedute 11 Hindenburg Omen - a seconda del metodo utilizzato gli omen sono solo 8 ma questo é un dettaglio di poca importanze. È invece rilevante il fatto che questo segnale, che spesso nel passato ha indicato la vicinanza di un crash di borsa, sta mostrando una forte divergenza a livello di nuovi massimi e nuovi minimi. Il mercato e il rialzo sono fragili e basterebbe poco per provocare almeno una forte correzione simile a quella di gennaio.
L'Eurostoxx50 (+0.37% a 3358 punti) ha guadagnato 12 punti. Questo é un nuovo massimo di periodo. Il rialzo di corto termine iniziato una decina di giorni fà continua con una regolare serie di candele bianche (o verdi a seconda dei sistemi) con minimi e massimi ascendenti. Crediamo che il movimento possa finire entro venerdì sui 3375 punti ma questa é solo una stima. Solo il punto tornante del 21 settembre può provocare l'inversione di tendenza - gli indicatori danno finora via libera.
Dopo la pausa e il ritracciamento di lunedì, ieri anche il DAX (+0.51% a 12157 punti) é ricominciato a salire e ha guadagnato 61 punti. Per ora il rialzo di corto termine si sviluppa come previsto. Malgrado che il MACD dia solo ora un segnale d'acquisto e RSI e BB lascino parecchio spazio verso l'alto crediamo che un massimo significativo verrà raggiunto entro venerdì. Questa spinta di rialzo deve indicativamente esaurirsi tra i 12200 ed 12400 punti.
Il FTSE MIB (+0.55% a 21228 punti) é riuscito a confermare la buona prestazione di lunedì - non ha decisamente sovraperformato ma si é mosso con il plotone e questo é un segnale di forza. I rappresentanti del governo ripetono come una litania che il budget 2019 rispettera i limiti di deficit imposti dall'UE. Gli investitori ci credono - lo spread scende e la borsa sale. Vedremo - la scadenza del 27 settembre si avvvicina e a quel punto sapremo se i politici stanno facendo sul serio e quali promesse elettorali non verranno mantenute. Ieri sera il FTSE MIB ha quasi raggiunto il nostro obiettivo del rimbalzo a 21250 punti ma probabilmente il FTSE MIB deve salire più in alto insieme alle altre borse europee. Ci aspettiamo, ovviamente, un massimo significativo entro venerdì.

Dopo il capitombolo di lunedì provocato dalle sanzioni commerciali di Donald Trump contro la Cina ieri ci aspettavamo una riscossa del mercato azionario americano. Questa é arrivata puntuale e ha ristabilito il rialzo di corto termine. I dati della giornata non sono entusiasmanti specialmente a livello di partecipazione ma l'S&P500 (+0.54% a 2904.31 punti) é tornato sopra i 2900 punti e il Nasdaq100 (+0.80% a 7494 punti) é risalito sui 7500 punti. Nei prossimi giorni gli indici dovrebbero salire su dei nuovi massimi storici. All'S&P500 mancano 12 punti (+0.4%) mentre il Nasdaq100 ha bisogno di altri 197 punti (+2.62%). Nei prossimi giorni si tratterà di capire se si concretizzano quelle premesse tecniche necessarie per un'inversione di tendenza come suggeriscono i cicli.
L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2890 punti e subito é balzato a 2898 punti. Poi la salita é continuata regolare e l'indice verso le 18.00 ha raggiunto i 2909 punti. In seguito é oscillato per ore in laterale e in pochi punti. Ha toccato un massimo a 2911 punti e sul finale é scivolato a 2904 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 507 su 697, NH/NL a 507 su 697 (deludente!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ridiscesa a 12.79 punti (-0.89) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.55. È forse inutile ripetere che ci vogliono uno o più giorni con la p/c ratio sotto i 0.5 per scatenare la correzione.
Le prossime sedute rischiano di essere volatili. Lentamente i traders devono chiudere le operazioni effettuate con i derivati a scadenza settembre e spostarle eventualmente sulla scadenza di dicembre. Questo spesso provoca turbolenze visto che si tratta oltre tutto di una grande scadenza trimestrale.
Un'ultima osservazione riguarda il potenziale di rialzo dell'S&P500 nelle prossime 3 sedute. L'indice non é ipercomperato (RSI a 61 punti) ma il bordo superiore delle BB si trova a 2919 punti. Il Money Flow é neutro e la ROC é piatta. Secondo le statistiche il potenziale massimo di rialzo da questa situazione di partenza é di 40 punti (=2944 punti). Molto probabilmente sarà meno. Bisognerà accontentarsi di un nuovo massimo storico marginale.

Stamattina ritroviamo i mercati come li avevamo lasciati ieri sera - almeno a livello di futures. Le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei sta guadagnando il +1.08%, Shanghai sale del +1.3%. Il future sull'&P500 é fermo a 2912 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3359 punti - le borse europee apriranno in pari o con leggeri guadagni. Per logica anche la seduta odierna sarà positiva - non aspettiamoci però molto - un +0.5% sarebbe già un buon risultato.

Commento del 18 settembre

Donald Trump rovina la fase finale del rialzo con ulteriori sanzioni commerciali contro la Cina

Questa doveva essere una settimana di rialzo che doveva culminare venerdì su un massimo significativo. È purtroppo iniziata male. Le borse europee sono vacillate ma si sono salvate con una performance neutra o leggermente negativa (Eurostoxx50 +0.04% a 3346 punti). In America c'é stata invece un'ondata di vendite nel settore tecnologico (Nasdaq100 -1.47% a 7434 punti) che ha provocato una seduta moderatamente negativa (S&P500 -0.56% a 2888.80 punti). Questa seduta negativa non ha fatto danni al trend che resta al rialzo - ha però interrotto la serie di sedute positive che doveva sfociare in un massimo significativo ed in euforia. Per il momento non abbiamo uno scenario diverso o migliore. Pensiamo che dopo il 21 settembre debba iniziare una sostanziale correzione fino a circa la metà di ottobre. Adesso però non sappiamo cosa potrebbe succedere nelle prossime 4 sedute. Ieri sera Donald Trump ha annunciato ulteriori dazi commerciali punitivi su 200 Mia di USD di merci importate dalla Cina. La misura era nell'aria ma gli investitori hanno reagito negativamente - molto probabilmente questa é una reazione all'eccesso di ottimismo che avevamo riscontrato giovedì e venerdì nei dati sul sentiment. Ieri gli indici azionari americani hanno chiuso sui minimi e con volumi in aumento - normalmente questo ha una continuazione verso il basso. Se oggi come sembra le borse non salgono é molto improbabile che l'S&P500 possa poi impennarsi fino ai 2950-2975 punti entro venerdì. L'alternativa potrebbe essere un fallito tentativo di migliorare i massimi storici (2916 punti di S&P500) prima della grande correzione.
L'Eurostoxx50 (+0.04% a 3346) ha chiuso ieri sera praticamente in pari grazie al sostegno del settore bancario (SX7E +1.19% a 108.16 punti). Tecnicamente non c'é nulla di nuovo. A breve l'Eurostoxx50 può salire più in alto ma non di molto (25-30 punti?). A medio termine il quadro complessivo é preoccupante (MM in calo e ondate di ribasso con massimi a minimi discendenti) e un nuovo minimo annuale in autunno sembra inevitabile.
Lo stesso vale per il DAX (-0.23% a 12096 punti). La giornata di ieri ha lasciato una candela bianca sul grafico e ha provocato una perdita di 28 punti con volumi in calo. Mischiando il tutto abbiamo una seduta neutra che non ci dice nulla di nuovo sulle intenzioni del mercato. I modesti volumi di titoli trattati ci dicono che non c'é ancora ragione per preoccuparsi. Lo scenario più probabile a breve é una continuazione del rialzo come suggerisce il segnale d'acquisto del MACD. Il quadro generale con MM a 50 e 200 giorni in calo é però negativo - a medio termine ci aspettiamo una caduta del DAX su un nuovo minimo annuale.
La borsa italiana si é mossa controcorrente (FTSE MIB +1.08% a 21111 punti). Il governo guadagna di credibilità a livello internazionale, lo spread scende e i titoli bancari hanno avuto un rally che ha trascinato il listino e l'indice. La borsa italiana mostra forza relativa ma é difficile dire se il movimento é sostenibile visto che finora gli investitori reagiscono solo in maniera emozionale e non sulla base dei fatti. L'economia italiana boccheggia e finora il governo ha fatto poco per aiutarla. Vedremo. Avevamo previsto un rimbalzo fino ai 21250 punti - per ora non possiamo che mantenere questa previsione visto che non é stata ancora confutata dallo sviluppo del mercato e della situazione tecnica. 

Speravamo che ieri l'S&P500 potesse attaccare il massimo storico a 2916 punti. Invece dopo l'apertura a 2904 punti sono subito arrivate le vendite ad eliminare questa possibilità. L'indice é sceso ad ondate regolari fino al minimo a 2886 punti e solo sul finale é rimbalzato lievemente a 2888.80 punti (-0.56%). A corto termine l'indice é bloccato tra gli 2864 ed i 2916 punti - il massimo discendente di venerdì a 2905 punti da a breve un leggero vantaggio ai ribassisti. Molto più interessante é la situazione tecnica del Nasdaq100 (-1.47% a 7434 punti). Ieri le vendite degli investitori retail hanno travolto Apple (-2.66%) e Amazon (-3.15). Il Nasdaq100 si é adagiato sulla MM a 50 giorni a 7424 punti che come sapete funge da maggio da supporto. Tutti sono convinti che l'indice debba ripartire al rialzo dal settore 7400-7424 punti  - troppi traders sono speculativamente long. Potrebbe ora realizzarsi quello che abbiamo auspicato una settimana fà - una falsa rottura al ribasso per togliere di mezzo gli speculatori e dare via libera all'ultima spinta di rialzo. L'unico problema é che ora sembriamo in ritardo per poter completare il rialzo entro venerdì...
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2555 su 4449, NH/NL a 472 su 741 (di nuovo un rapporto negativo con una netta espansione dei nuovi minimi) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é balzata a 13.68 punti (+1.61) e la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.64 - i dati sul sentiment suggeriscono che si sta verificando una delle tante correzioni intermedie e minori che hanno costellato quest'anno. Questo non ci piace poiché la conseguenza é che dopo ci sarà ancora un'altra debole spinta di rialzo senza un cambiamento nel ritmo e nel trend.

Stamattina presto il future sull'S&P500 era in calo a 2893 punti (-3 punti) - ora il mercato sembra girare - il future sale a 2898 punti (+2 punti). Anche il cambio EUR/USD reagisce con un balzo a 1.1715. L'Eurostoxx50 vale ora 3345 punti. Le borse europee apriranno in pari o in leggero calo. Forse oggi ci sarà una seduta di pausa e consolidamento. Il nostro scenario di un massimo significativo entro venerdì non é ancora da buttare.
La ragione del cambio d'umore é la buona reazione delle borse asiatiche - il Nikkei guadagna il +1.44% e Shanghai segue con un +1.3%.
Oggi alle 10.15 Mario Draghi tiene un discorso. Speriamo che limiti i suoi commenti all'economia e alla politica monetaria senza immischiarsi nella situazione politica dei singoli Paesi dell'UE - non é il suo compito.

Aggiornamento del 17 settembre

Investitori preoccupati dalle conseguenze del conflitto commerciale tra Cina a Stati Uniti.

Gli Stati Uniti sono stati colpiti dall'uragano Florence. In Asia é stato il tifone Mangkhut a seminare morte e distruzione. Non sono però questi i motivi che spingono le borse stamattina al ribasso. Gli investitori sono piuttosto preoccupati dal fatto che Cina e Stati Uniti continuano a litigare e non trovano un accordo commerciale. Oggi Donald Trump dovrebbe annunciare ulteriori dazi punitivi su 200 Mia di merci importate dalla Cina. La risposta del gigante asiatico non dovrebbe tardare.
Le statistiche confermano quello che molti economisti temevano ed avevano previsto. La riforma fiscale statunitense, che favorisce il rimpatrio dei capitali delle imprese depositati all'estero, non sta provocando un aumento degli investimenti ma piuttosto un incremento degli acquisti di azioni proprie. Questa probabilmente é una delle ragioni del rialzo della borsa americana da inizio anno e dell'evidente forza relativa del mercato azionario statunitense. Uno sviluppo malsano.
Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Giappone é in festa (giornata del rispetto per gli anziani) mentre a Shanghai la borsa perde il -1%. Il future sull'S&P500 é a 2906 punti (-5 punti) - da oggi consideriamo il contratto a scadenza dicembre visto che quello di settembre scade venerdì. L'Eurostoxx50 vale ora 3335 punti - le borse europee apriranno in calo di circa il -0.4%. Durante la giornata speriamo in un recupero. Per concretizzare la nostra ipotesi di un massimo significativo delle borse entro venerdì non deve partire adesso una correzione intermedia.

Commento del 15-16 settembre

Massimi storici in America ma per il resto c'é poco da rallegrarsi

Si parla molto di bull market e dei nuovi massimi storici degli indici azionari americani - probabilmente settimana prossima l'S&P500 (+0.03% a 2904.98 punti) raggiungerà un nuovo record e questo evento sarà riportato con ampio clamore dai media. La maggior parte degli investitori però non vedono dei consistenti guadagni nei loro portafogli e sono frustrati. La ragione é semplice - basta guardare la lista degli indici azionari delle maggiori piazze finanziarie mondiali e analizzare la performance da inizio anno (cliccando su Prestazione). Notiamo che solo in America e nel settore tecnologico sono stati realizzati dei lauti guadagni. Per il resto il quadro é deludente. Le borse europee da inizio hanno sono generalmente in calo (Eurostoxx50 -4.48%), il Nikkei giapponese é quasi in pari (+1.48%), la Cina é un disastro (Shanghai -18.91%) e i mercati emergenti boccheggiano. In certi paesi appaiono dei segni positivi come nel caso dell'India ma spesso questi guadagni vengono cancellati da una forte svalutazione della moneta. Per un portafoglio in EUR era difficile guadagnare soldi con una strategia passiva a bilanciata se non si aveva la fortuna di aver effettuato una scelta oculata delle società sulle quali investire. I tassi d'intesse sono bassi e in leggero aumento - questo significa che la performance del comparto obbligazionario é praticamente in pari - il reddito fornito dagli interessi viene cancellato dal calo del valore dell'obbligazione. Il total return del Bund da inizio anno é di circa il +0.4%.
In fondo il concetto di selettività vale anche per gli Stati Uniti. Chi possiede un ETF sull'S&P500 ha avuto nel 2018 in USD una performance del +8.65% - chi però é rimasto investito in singoli titoli doveva possedere i grandi nomi della tecnologia (Nasdaq Composite +16.03%) o una buona selezione di piccole e medie imprese (Russell2000 +12.17%). Chi invece aveva scelto i grossi nomi del DJ Industrial é fermo ad un +5.81% che scende ad un +0.45% per il NYSE Composite. Da mesi i problemi della borsa americana restano quelli della partecipazione e della valutazione fondamentale oscenamente alta. Considerando la lunghezza del ciclo economico e i fondamentali é difficile consigliare ancora adesso di comperare la borsa americana malgrado che la tendenza di fondo resta saldamente al rialzo (47.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 58.34). Cosa si può dunque fare per migliorare la performance del portafoglio negli ultimi 3 mesi e mezzo del 2018? Se non siete disposti a speculare short praticamente niente. Settimana prossima il rialzo di corto termine iniziato nella settimana appena conclusasi deve già terminare. La nostra previsione resta quella di un nuovo massimo storico dell'S&P500 per il 21 settembre sui 2950-2975 punti. Ancora una volta il rally é trascinato dalla tecnologia. Le borse europee seguiranno. I cicli, lo sviluppo degli indicatori e l'aspetto stagionale favoriscono in seguito lo sviluppo di una sostanziale correzione fino a circa metà ottobre. Se volete guadagnare dovete settimana prossima posizionarvi short sui mercati azionari.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.63% a 3344 punti
DAX                         +1.38% a 12124 punti
SMI                          +1.43% a 8970 punti
FTSE MIB                  +2.14% a 20885 punti
S&P500                    +1.16% a 2904.98 punti
Nasdaq100               +1.55% a 7545 punti

La seduta di venerdì ha confermato quanto già osservato e affermato nel corso della settimana. Le borse europee hanno aperto la mattina con un guadagno di circa il +0.4% e sono riuscite a difendere questa plusvalenza fino a sera. DAX (+0.57% a 12124 punti) e Eurostoxx50 hanno fatto registrare la migliore chiusura settimanale - dopo due settimane negative finalmente gli indici sono risaliti. Non importa se si parla di rimbalzo o di rialzo di corto termine - il potenziale é modesto (ca. +2%) e il movimento dovrebbe esaurirsi nel corso di settimana prossima. Formalmente si tratta di un rimbalzo visto che la tendenza di fondo resta al ribasso. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica che usiamo per il trading a medio termine resta saldamente su sell con valori intorno ai 25 punti (sotto i 50 punti é negativo). Il FTSE MIB (+0.19%) é ancora in balia dell'incertezza politica ma i dati economici e l'analisi tecnica parlano chiaro - indice a medio termine à destinato a scendere su un nuovo minimo annuale.
L'SMI svizzero (+0.11% a 8970 punti) é bloccato sotto i 9000 punti che sembra l'obiettivo di questa spinta di rialzo a corto termine. Se settimana prossima il rialzo in Europa continua anche la Svizzera deve seguire. La situazione tecnica con i possibili scenari a corto termine restano quelli descritti nel commento di lunedì.

La seduta a Wall Street é stata deludente. Le premesse erano per un'altra giornata di rialzo ma il mercato si é bloccato forse a causa dei disastri provocati dall'uragano Florence o dall'eventualità di una esclazione nel conflitto commerciale tra USA e Cina.
L'S&P500 si é mosso in soli 13 punti, ha aperto e chiuso sullo stesso livello e praticamente in pari (+0.03% a 2904.98 punti). Il doji sul grafico segnala che il mercato ha fatto una pausa. Una continuazione del rialzo é lo scenario più probabile. Prese di profitto sulla tecnologia (Nasdaq100 -0.21% a 7545 punti) sono state compensate da guadagni sulle PMI (Russell2000 +0.47%). La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3574 su 3400, NH/NL a 585 su 548 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 12.07 punti (-0.30) mentre la CBOE Equity put/call ratio era a 0.58 (MM a 10 giorni a 0.61). Come sapete per un massimo significativo ci vuole un pò di euforia e gli indicatori di sentiment si stanno sviluppando la direzione auspicata.
Venerdì 21 scadono i derivati di settembre - sarà una grande ed importante scadenza trimestrale. Spesso questo corrisponde ad un minimo o un massimo delle borse - in questo caso non può essere che un massimo. Gli oscillatori mostrano che nelle prossime 3-5 sedute i maggiori indici azionari dovrebbero essere nuovamente ipercomperati. La RSI sull'S&P500 é già salita a 64.14 punti. Combinando tutti questi fattori non possiamo che confermare la nostra previsione di un nuovo massimo storico dell'S&P500 entro la fine della settimana prossima sui 2950-2975 punti. La prossima correzione rischia di essere seria - ci immaginiamo una discesa dell'S&P500 fino ai 2750 punti circa - questa però non rappresenterà la fine del bull market.

Commento del 14 settembre

L'S&P500 sale verso un nuovo record storico - massimo definitivo entro il 21 settembre ?

Nel commento di inizio settembre (1-2) avevamo fatto questa previsione che abbiamo mantenuto e seguito fino ad oggi: "... non sappiamo se l'S&P500 può ripartire al rialzo già dai 2900 punti o se deve svolgere una correzione minore fino ai 2870 punti prima di andare a caccia di un nuovo record storico. In fondo questo non é molto importante. Sappiamo però che questo rialzo non é finito e teoricamente l'S&P500 può salire fino a metà settembre fino ai 3000 punti prima che il movimento si esaurisca nell'euforia generale." Dopo due settimane possiamo fare un consuntivo - l'S&P500 ha completato la correzione sui 2870 punti (ha toccato un minimo il 7 settembre a 2864 punti ma non ha mai terminato una seduta sotto i 2870 punti). Ora ha definitivamente ripreso il rialzo - ieri sera ha chiuso a 2904.18 punti (+0.53%). Molto probabilmente deve esaurire la spinta nel corso di settimana prossima - il termine ideale é il 21 settembre, giorno di scadenza dei derivati. Sarà difficile che l'S&P500 possa accelerare fino ai 3000 punti poiché non vediamo emergere una particolare forza d'acquisto - é sempre la tecnologia a trascinare il movimento (Nasdaq100 +0.98% a 7561 punti). Durante le fasi di rialzo quest'anno l'S&P500 ha guadagnato in media un +1.5% in una settimana. Potrebbe quindi salire ancora una sessantina di punti fino ai 2950-2975 punti. Le borse europee sembrano voler seguire a distanza. In linea di massima prevediamo in seguito una profonda correzione fino a metà ottobre - ne riparleremo nell'analisi del fine settimana.

Ieri l'attenzione degli investitori era concentrata sull'esito delle riunioni della Bank of England e della Banca Centrale Europea. Entrambe hanno lasciato i tassi d'interesse invariati. La BCE ha confermato che a fine anno le operazioni di acquisto di titoli di Stato nell'ambito del QE cesseranno e che non prevede aumenti del costo del denaro prima della fine del 2019. Come d'abitudine le borse sono lievitate prima degli annunci e della conferenza stampa di Mario Draghi. Poi si sono sgonfiate. L'Eurostoxx50 dai 3326 punti di mercoledì é salito alle 13.30 fino a 3354 punti - poi é tornato a 3333 punti (+0.21%). Il DAX si é comportato in maniera simile (+0.19% a 12055 punti). Malgrado il buon comportamento del settore bancario europeo (+1.06% a 106.36 punti) la borsa italiana ha perso terreno (FTSE MIB -0.56% a 20846 punti). Mario Draghi durante la conferenza stampa ha criticato il governo italiano colpevole di fare troppe dichiarazioni contraddittorie che hanno fatto danni alla credibilità internazionale. In risposta ad una domanda Draghi ha affermato di aspettare una versione definitiva del budget 2019 prima di poter dire quali potrebbero essere le conseguenze sui tassi d'interesse e sullo spread - concordiamo appieno.
Non sappiamo per quale ragione il cambio EUR/USD é schizzato a 1.1695. La reazione però non ci dispiace. Come sapete noi siamo convinti che l'USD non deve rafforzarsi contro EUR - non crediamo per niente ad una crisi dell'EUR ed una possibile caduta a medio termine del cambio sulla parità. Tecnicamente siamo convinti che il range 1.15-1.18 sarà valido ancora per parecchio tempo. Poiché la crisi di agosto non ha provocato un ribasso del cambio ma solo una fugace caduta a 1.13, é probabile che l'uscita dal trading range avvenga nel futuro al rialzo.

La seduta a New York é stata decisamente positiva e questo é in parte una sorpresa. Non pensavamo che il mercato azionario americano fosse già pronto a partire al rialzo - credevamo che il consolidamento sui 2870 punti di S&P500 dovesse durare ancora fino ad oggi. In fondo però questo non é molto importante.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2900 punti. L'indice é salito dapprima sul massimo giornaliero a 2906.76 punti ed é poi sceso sul minimo a 2896 punti. Il gap é rimasto aperto e questo ha determinato l'esito della seduta. L'S&P500 é oscillato per ore sui 2900 punti e ha chiuso a 2904.18 punti (+0.53%). La presentazione dei nuovi prodotti di Apple (+2.42%) ha convinto consumatori e investitori e ha provocato ulteriori acquisti sulla tecnologia. Per il resto la seduta non ha nulla di impressionante malgrado che l'S&P500 si trova nuovamente a 12 punti dal massimo storico del 29 agosto a 2916 punti.
La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 3970 su 3036, NH/NL a 616 su 577 e volume relativo a 1.0. A livello di sentiment notiamo già un pericoloso ritorno all'eccesso di ottimismo (VIX a 12.37 punti (-0.77), CBOE Equity put/call ratio a 0.50) - speriamo che questo non provochi un'altra correzione intermedia ma sia un passo in direzione di quella attesa euforia che dovrebbe sfociare settimana prossima in un massimo significativo e forse definitivo.

Stamattina ci sono le premesse per una chiusura settimanale positiva. Il Nikkei guadagna il +1.19% - Shanghai sale del +0.1%. Il future sull'S&P500 é a 2907 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 viene quotato in pre borsa a 3345 punti (+12 punti) - le borse europee inizieranno le contrattazioni con guadagni intorno al +0.4%. Dovrebbero riuscire a difendere questa plusvalenza fino a stasera - potrebbero anche incrementarla se l'America collabora.

Commento del 13 settembre

Il rialzo non vuole (ancora) partire


Ieri Europa ed America si sono scambiate i ruoli - l'Europa (Eurostoxx50 +0.45% a 3326 punti) ha tirato la volata - l'America (S&P500 +0.04% a 2888.92 punti) ha frenato. Il risultato finale é lo stesso - il rialzo non riesce a svilupparsi e per saldo le borse nelle ultime 5 sedute hanno marciato sul posto e continuano a consolidare.
A dire il vero il risultato della seduta di mercoledì inganna. Le borse europee hanno trascorso gran parte della giornata senza combinare nulla. Verso le 16.30 i maggiori indici azionari erano ancora in pari. Poi la borsa americana é decollata e come al solito l'Europa, senza riflettere e per istinto, ha seguito. L'S&P500 alle 17.30 ha toccato il massimo giornaliero a 2894 punti - questo ha permesso alle borse europee di chiudere in guadagno e vicino al massimo giornaliero. Non bisogna farsi però ingannare da questa chiusura positiva. L'S&P500 si é nel corso della giornata sgonfiato e di conseguenza stamattina, invece che proseguire il rialzo, le borse europee apriranno in calo. Eurostoxx50 (+0.45% a 3326 punti) e DAX (+0.52% a 12032 punti) negli ultimi giorni hanno eliminato l'ipervenduto, hanno formato base  e danno l'impressione di voler ripartire verso l'alto. La realtà é però che i progressi sono veramente modesti e fatichiamo a trovare un settore "forte" in grado di trascinare un rialzo di corto termine. Ieri il settore delle banche europee (SX7E -0.25% a 105.24 punti) ha perso terreno. Ci troviamo in una situazione ancora senza via d'uscita. Gli indici azionari europei salgono quando scendono i tassi d'interesse (Bund +0.19% a 159.63 punti) - se scendono i tassi d'interesse si indebolisce il settore finanziario. A corto termine le borse europee hanno fatto solida base - il DAX si é stabilizzato sui 12000 punti e potrebbe ancora avere un buco d'aria fino ai 11800 punti. L'Eurostoxx50 si é seduto comodamente sopra i 3300 punti e non dovrebbe più scendere sotto i 3275 punti. Sembra però mancare il carburante per una sostenibile spinta di rialzo. Ci aspettavamo che questa venisse dagli Stati Uniti ma abbiamo l'impressione che bisogna ancora aspettare e avere pazienza.
Un'ultimo appunto concerne il FTSE MIB italiano (+0.52% a 20963 punti) che ieri si é comportato come l'Eurostoxx50. La borsa italiana vive sulle discussioni riguardanti il budget dello Stato, il debito pubblico e lo spread. L'ultima notizia é che i Cinque Stelle pretendono di avere 10 Mia di EUR per finanziare il reddito di cittadinanza - in caso contrario chiedono le dimissioni del ministro delle finanze Tria. Quest'ultimo si é dichiarato favorevole al reddito di cittadinanza ma solo a costo zero - non deve provocare un peggioramento del deficit. È evidente che mantenre le premesse elettorali e tenere il deficit sotto la soglia del 3% sono due obiettivi incompatibili. Vedremo cosa sarà il risultato - da questo dipende nelle prossime settimane la sovra- o sottoperformance del FTSE MIB rispetto alla altre borse europee. A breve il FTSE MIB oscilla intorno ai 20500 punti senza tendenza. A medio termine prevediamo sulla base di grafico e indicatori una rottura al ribasso.

A questo punto bisogna guardare cosa é successo a Wall Street. La piccola star sul grafico dell'S&P500 (+0.04 a 2888.92 punti) ci dice che é stata una giornata equilibrata e senza direzione - non ci siamo però annoiati - rialzisti e ribassisti si sono dati battaglia senza ottenere risultati concreti.
L'S&P500 ha aperto in pari a 2887 punti. Il primo attacco é venuto dai ribassisti che hanno fatto cadere l'indice sul minimo a 2879 punti. La reazione dei rialzisti é stata rabbiosa e per le 17.30 l'indice é salito sul massimo a 2894 punti. A questo punto il confronto si é trasformato in guerra di trincea. L'S&P500 é ricaduto sui 2882 punti e poi si é mosso a caso in laterale e ha chiuso a 2889 punti - poco sopra il livelloo d'apertura. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3884 su 3078, NH/NL a 464 su 716 (non migliora...) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX si é fermata a 13.14 punti (-0.08) mentre i traders scommettono nuovamente al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.55). Sembra che i rialzisti non riescano ad ottenere i risultati sperati - crediamo quindi che a breve i traders long getteranno la spugna provocando ancora una caduta sui 2850-2860 punti. Vediamo - la settimana ha ancora due sedute - le trattative commmerciali tra Stati Uniti e Cina sono ad un punto morto e l'uragano Florence toccherà oggi la costa degli Stati Uniti. Prima però dobbiamo ascoltare cosa hanno da dirci i responsabili di BCE e BoE. Al termine delle sedute odierne verranno comunicate le decisioni (BoE 13.00, BCE 13.45). Le due banche centrali dovrebbero lasciare i tassi d'interesse invariati. La conferenza stampa di Mario Draghi é prevista a partire delle 14.30. Spesso le borse europee la mattina lievitano tentando di anticipare le dichiarazioni solitamente costruttive di Draghi. Crediamo però che oggi non ci sarà molto di positivo e di nuovo da dire e quindi prevediamo che i mercati nel pomeriggio si sgonfieranno.

Stamattina le borse asiatiche salgono - il Nikkei sta guadagnando il +1% - Shanghai segna un +0.4%. Il future sull'S&P500 é a 2886 punti (-2 punti). Le borse europee reagiscono in maniera matematica - l'S&P500 é 8 punti sotto il livello raggiunto ieri sera alle 17.30 e quindi ora l'Eurostoxx50 vale 3320 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). La seduta odierna potrebbe essere volatile ma pensiamo di ritrovare stasera gli indici sui livelli d'apertura.

Commento del 12 settembre

Una giornata di AGMAF (Apple +2.53% / Amazon +2.48%) - il consolidamento continua

La seduta in Europa é stata assolutamente neutra e tecnicamente insignificante. L'Eurostoxx50 (+0.07% a 3311 punti) ha svolto una seduta in trading range e ha terminato la giornata sul livello d'apertura e con un minuscolo guadagno di 2 punti. La mattina le borse europee sono cadute di circa un -1% dopo la pubblicazione alle 11.00 degli indici ZEW tedeschi. La sera c'é stato un recupero inspirato dagli Stati Uniti - questo é un segnale di forza ma non significa ancora che Eurostoxx50 e DAX debbano subito ripartire al rialzo. Crediamo che ci debbano ancora essere alcuni giorni di consolidamento.
Il DAX (-0.13% a 11970 punti) ha toccato un nuovo minimo di periodo a 11865 punti - questo suggerisce che una discesa nei prossimi giorni fino agli 11800 punti é ancora possibile. Il FTSE MIB (-0.32% a 20853 punt) si é mosso nella parte superiore del range di lunedì e ha perso 65 punti - poco rispetto al balzo del giorno precedente (+2.30%). Chi però si aspettava una continuazione del rally é rimasto deluso. La borsa italiana al momento pende dalle labbra dei politici e qualsiasi dichiarazione riguardante la politica economica si riflette nello spread sui titoli di Stato e sulla borsa. Poiché nessuno sa cosa gli salta per il cervello é difficile prevedere i movimenti a breve del mercato che resta dominato dalle emozioni. Da circa un mese il FTSE MIB é sui 20500-21000 punti - la tendenza a corto termine é neutra.

Mentre le borse europee stavano terminando la giornata a malapena in pari la borsa americana poneva le basi per una seduta positiva.
Ieri sono stati nuovamente gli AGMAF a trascinare il rialzo. Vi ricordiamo che questo acronimo riunisce le 5 società della tecnologia con la maggiore capitalizzazione al mondo e che dominano il Nasdaq100 (+0.81% a 7507 punti) e in generale il mercato azionario. Si tratta di Apple, Google, Microsoft, Amazon e Facebook. Quando abbiamo per la prima volta usato questo acronimo questa era anche la classifica per capitalizzazione - nel frattempo Amazon ha guadagnato 2 posti e ha momentaneamente superato i 1000 Mia di USD di valore in borsa. Ieri tutti questi titoli hanno guadagnato più dell'1% - un chiaro segnale che sono stati gli ETF e gli investitori retail a spingere il mercato verso l'alto. Oggi Apple presenta i suoi nuovi modelli di IPhone e tradizionalmente prima di questo evento il prezzo dell'azione sale.
Ieri l'S&P500 ha aperto sul minimo giornaliero a 2867 punti. Il mercato é però subito partito al rialzo e per le 18.10 l'indice ha ribaltato la situazione e ha toccato il massimo a 2892 punti. Poi non é successo più nulla. L'S&P500 é scivolato lentamente verso il basso fino alla chiusura a 2887.89 punti (+0.37%). La seduta al NYSE é stata equilibrata (!) con A/D a 3460 su 3533, NH/NL a 485 (-80!) su 762 (+100!) e volume relativo a 1.0. Il deterioramento del rapporto tra nuovi massimi e nuovi minimi ci dice che strutturalmente il mercato é ancora debole e difficilmente può continuare a salire senza una pausa più lunga sui 2870 punti. Non bastano i pochi leaders della tecnologia per trascinare l'S&P500 su un nuovo massimo storico - almeno non ancora. La volatilità VIX é scesa a 13.82 punti (-0.94) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61 - gli investitori tornano ottimisti troppo velocemente...
Riassumendo la seduta positiva ieri a Wall Street non ci sembra ancora l'inizio dell'attesa fase di rialzo. È stata causata da pochi nomi della tecnologia e non sembra sostenibile. La nostra previsione non cambia - ci aspettiamo ancora alcuni giorni di consolidamento sui 2870 punti.

Stamattina regna al calma e la stabilità. Il future sull'S&P500 é fermo a 2890 punti. L'Eurostoxx50 vale 3318 punti (+7 punti) - le borse europee apriranno come ieri in leggero guadagno. Prima delle riunioni di domani della BCE e della BoE non crediamo che gli investitori prenderanno iniziative. Ci aspettiamo una seduta tranquilla con movimenti limitati - gli indici azionari dovrebbero chiudere stasera senza sostanziali variazioni.
Per la cronaca le borse asiatiche perdono qualche punto - il Nikkei é sceso del -0.3% mentre a Shanghai c'é una minusvalenza del -0.1%.

Commento dell'11 settembre

Consolidamento - nuovo massimo storico del DJ Transportation (+1.82%)

Ieri la seduta doveva essere positiva - venerdì le borse europee erano ancora ipervendute e gli indici azionari americani si trovavano su ovvi supporti. In effetti c'é stato un modesto e poco convincente rimbalzo. Non sembra che sia già iniziata una fase di sostanziale e sostenibile rialzo. L'impressione é piuttosto quella di un consolidamento che deve durare ancora qualche giorno e durante il quale i minimi di settimana scorsa devono essere ritestati. Abbiamo osservato degli interessanti sviluppi come la buona reazione in Europa del settore bancario (SX7E +1.55% a 105.81 punti) e della borsa italiana (FTSE MIB +2.30% a 20918 punti) o la salita in America del settore dei trasporti su un nuovo massimo storico (DJ Transportation +1.82%) - questo tende a sostenere la nostra ipotesi che a corto termine le borse devono salire. Bisogna però avere un pò di pazienza.
L'Eurostoxx50 (+0.48% a 3309 punti) doveva rimbalzare da una situazione di ipervenduto (RSI a 28 punti). Il rimbalzo é riuscito solo in parte visto che ieri sera l'indice ha chiuso lontano dal massimo giornaliero. Ha guadagnato 16 punti con un solido contributo fornito dal settore bancario e dalla borsa italiana e spagnola. Crediamo che ci sia bisogno un consolidamento prima che l'Eurostoxx50 possa salire in maniera sostanziale e sostenibile. Sui 3275-3300 punti conviene però comperare - ci dovrebbero essere alcuni giorni di tempo per farlo.
Anche il DAX (+0.22% a 11986 punti) doveva rimbalzare da una situazione di ipervenduto (RSI a 30 punti). Il rimbalzo é risultato debole e anemico - l'indice ha guadagnato solo 26 punti con modesti volumi di titoli trattati. Probabilmente ci deve essere una fase di consolidamento tra gli 11800 ed i 12100 punti della durata di alcuni giorni prima che il DAX possa risollevarsi in maniera duratura e sostenibile. In ogni caso la reazione di ieri é stata nel complesso deludente e un'altro tuffo nei prossimi giorni é possibile e abbastanza probabile.
In Italia il primo ministro Conte e il ministro dell'economia e delle finanze Tria hanno affermato che il governo nel budget 2019 intende rispettare i limiti d'indebitamento previsti all'interno dell'UE. Questa dichiarazione congiunta ha spedito lo spread in cantina e ha fatto decollare la borsa. Sarà vero? Vedremo ma per il momento il FTSE MIB (+2.30% a 20918 punti) si invola con le banche a tirare il plotone. Una reazione così emozionale é difficilmente quantificabile a livello di analisi tecnica. Settimana scorsa avevamo affermato che per ora il supporto a 20240 punti avrebbe retto. L'obiettivo di un rimbalzo é a 21250 punti. Per il momento ci atteniamo a questi due parametri e non possiamo dire di più.
L'SMI (+0.99% a 8930 punti) ha evidentemente completato la correzione a 8800 punti e ieri é ripartito al rialzo con la leadership della farmaceutica (Novartis +1.52%). La spinta di rialzo si é intensificata grazie all'indebolimento del CHF. Ora il grafico é intrigante. Sembra, sulla base dei minimi e massimi intermedi discendenti e sulla possibilità che la tendenza di fondo sia passata al ribasso, che l'SMI debba risalire in qualche seduta solo fino ai 9000 punti circa per poi ripartire al ribasso. L'incrocio dal basso della MM a 50 giorni sulla MM a 200 giorni costituisce però un segnale d'acquisto a medio termine e deve concretizzarsi oggi. Di conseguenza la variante é che abbiamo avuto una correzione minore ABC e ora l'SMI deve risalire decisamente sopra i 9200 punti. Probabilmente oggi potremo dare una risposta definitiva.
L'S&P500 (+0.19% a 2877.13 punti) ha avuto una seduta tranquilla - si é mosso in soli 11 punti, ha guadagnato 5 punti e la candela sul grafico é rossa. Abbiamo quindi dei segnali contradditori ma nel complesso l'impressione, come atteso, é che l'indice sta consolidando sui 2870 punti prima di riprendere il rialzo. Ieri nel commento delle 13.20 abbiamo scritto: "Dopo 4 sedute negative sarebbe logico che sul supporto a 2870 punti ci sia ora una reazione - non siamo però convinti che questo sia già l'inizio dell'attesa spinta di rialzo a corto termine verso un nuovo massimo storico. Preferiamo l'dea di alcune sedute di consolidamento e in questa fase di formazione di base é possibile che l'S&P500 scenda ancora sotto i 2864 punti - prossimo supporto é a 2850 punti. Chi vuole comperare non deve affrettarsi - chi é short e segue la correzione deve pensare di chiudere sui 2850-2870 punti entro le prossime 2-4 sedute.
Ora il future é a 2885 punti (+11 punti). L'S&P500 sta rimbalzando e aprirà in guadagno e sopra il massimo di venerdì. Si prepara un rally ? Non crediamo. Pensiamo piuttosto che l'S&P500 debba ricadere nel range di venerdì e chiudere sui 2876-2880 punti."
Stamattina non possiamo che confermare questa valutazione e constatare che la previsione per la giornata era corretta.
L'S&P500 ha aperto a 2883 punti e all'inizio é salito sul massimo giornaliero a 2887 punti. Poi é ricaduto di una manciata di punti e per il resto della giornata é oscillato in laterale con un minimo a 2876 punti. Ha chiuso a 2877.13 punti (+0.19%). Il Nasdaq100 (+0.23% a 7447 punti) ha avuto una seduta più volatile e durante la giornata é anche caduto in negativo ma in linea di massima si é comportato in maniera simile. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4085 su 2923, NH/NL a 565 su 644 (netto calo dei NL) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 14.16 punti (-0.72) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata sulla media di lungo periodo a 0.62.
Malgrado che stamattina il future é a 2884 punti (+4 punti) restiamo dell'opinione che il rialzo non riprenderà direttamente ma che ci vogliono ancora alcuni giorni di consolidamento - una fugace discesa sotto i 2864 punti é ancora possibile.

Stamattina il Nikkei balza del +1.26% - Shanghai invece perde il -0.4%. L'Eurostoxx50 vale ora 3318 punti. Le borse europee apriranno nuovamente con guadagni intorno al +0.2%. Ci aspettiamo una ripetizione della seduta di ieri.
Alle 11.00 sono attesi gli indici ZEW sulle prospettive congiunturali in Germania. In un mercato senza energia é probabile che questi numeri possano dare una spinta al mercato.

Aggiornamento del 10 settembre

Inizio di settimana tranquillo - ovvio rimbalzo da ipervenduto (Europa) e supporti (America)

Durante il fine settimana, almeno sul fronte economico, non é successo nulla di importante. È quindi logico che oggi ci debba essere un rimbalzo tecnico. Venerdì le borse europee erano rimaste in ipervenduto e gli indici azionari americani si erano seduti sui supporti (S&P500 -0.22% a 2871.68 punti, supporto a 2864-2870 punti / Nasdaq100 - 0.31% a 7430 punti / supporto a 7400 punti). Dopo quattro sedute negative é statisticamente molto probabile che oggi l'S&P500 termini la giornata con una plusvalenza. La qualità ed l'intensità del rimbalzo odierno ci daranno le informazioni necessarie per sapere cosa ci attende nelle prossime due settimane.
Il future sull'S&P500 é ora a 2878 punti (+3 punti). Sono le 07.40 e non abbiamo ancora indicazioni riguardanti i mercati azionari europei. È però facile prevedere un'apertura con leggeri guadagni. Vedremo se oggi i compratori riprenderanno fiducia o se perderanno l'iniziativa nel corso della giornata. Un'altra seduta di consolidamento non é da escludere e sarebbe una buona variante per costituire una solida base per una successiva fase di rialzo.
Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei sta guadagnando il +0.25% - Shanghai é in calo del -0.8%. Cambi e tassi d'interesse sono stabili.
Questa settimana, giovedì 13 settembre, si riuniscono Bank of England e Banca Centrale Europa per discutere la politica monetaria e decidere eventuali cambiamenti nei tassi d'interesse. Non ci aspettiamo decisioni importanti - l'attenzione degli investitori sarà però concentrata su questi appuntamenti - spesso gli investitori anticipano l'esito di queste riunioni comperando e facendo lievitare le borse.
 
Commento del 8-9 settembre

Ci sono alcuni sviluppi negativi - l'EUR si indebolisce, i tassi d'interesse salgono e i minimi di venerdì sono discendenti

La seduta di venerdì doveva terminare sia in Europa che in America senza sostanziali variazioni dei principali indici azionari. Doveva essere una seduta di pausa e di consolidamento prima della ripresa del rialzo. Se ci limitiamo ad osservare il risultato alla fine della giornata dobbiamo constatare che in effetti gli indici non si sono mossi di molto. Eurostoxx50 (-0.08% a 3293 punti) e DAX (+0.04% a 11959 punti) hanno marciato sul posto. L'S&P500 (-0.22% a 2871.68 punti) ha perso 6 punti ma ha nuovamente chiuso sopra i 2870 punti e lontano dal minimo giornaliero a 2864 punti. Gli indici hanno però toccato dei nuovi minimi di periodo e hanno recuperato solo sul finale di seduta - le candele sui grafici hanno minimi e massimi discendenti e questo é un segno che formalmente la correzione continua - non ci sono ancora segnali tecnici d'inversione di tendenza malgrado l'evidente calo del momentum. Cosa é successo venerdì di particolare? In America é stato pubblicato un report sul mercato del lavoro che mostra una crescita economica robusta (+204'000 nuovi posti di lavoro al di fuori del settore agricolo) e sopratutto un'impennata del rischio d'inflazione - su base annua i salari orari medi sono saliti del +2.9%. I tassi d'interesse sono saliti in America e in Europa (Bund -0.26% a 159.95) e questo ha avuto delle conseguenze negative sulla borsa nei settori sensibili ad un aumento del costo del denaro. Il DJ Utilities é caduto del -1.12%. Il mercato delle divise ha reagito con una caduta del cambio EUR/USD a 1.1553 - sapete che ultimamente c'é una correlazione tra EUR e borse europee che funziona piuttosto bene - questo di conseguenza é un segnale negativo per Eurostoxx50 e colleghi. Un'ultima osservazione riguarda il settore bancario europe - l'indice SX7E venerdì ha toccato un nuovo minimo annuale a 102.89 punti - ha chiuso a 104.20 punti (-1.29%). Spesso la finanza determina la tendenza e un nuovo minimo annuale é un segnale inequivocabile.
In linea di massima la previsione di una ripresa del rialzo é ancora valida anche perché la tendenza di fondo del mercato azionario americano é ancora debolmente al rialzo (46.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 58.64). La seduta di venerdì non ci ha però dato le conferme che speravamo. Non abbiamo osservato divergenze positive, non c'é stata in Europa una reazione convincente all'ipervenduto e malgrado la tenuta formale dei supporti i minimi discendenti mostrano che i ribassisti sono stati ancora in grado di fare lievi progressi. La variante negativa dell'accelerazione al ribasso non può ancora essere esclusa.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.01% a 3293 punti
DAX                         -3.27% a 11959 punti
SMI                          -1.45% a 8843 punti
FTSE MIB                  +0.88% a 20447 punti
S&P500                    -1.03% a 2871.68 punti
Nasdaq100               -2.93% a 7430 punti

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3274 punti verso le 15.50. Vi ricordiamo che il minimo annuale di marzo é a 3261 punti. L'indice ha chiuso 19 punti più in alto a 3293 punti (-0.08%). Una buona reazione ma non un key reversal day visto che alla fine é risultata ancora una perdita di 3 punti. La RSI é a 28 punti - l'indice é ipervenduto. Se non recupera significa che la pressione di vendita é forte e domina. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3290 punti.
L'SMI svizzero ha guadagnato un +0.28% a 8843 punti grazie alla forza del settore farmaceutico - anche l'SMI ha però toccato un minimo discendente a 8796 punti. Il FTSE MIB é sceso a 20447 punti (-0.39%) a causa della ritrovata debolezza del settore bancario - questo malgrado il calo dello spread.

Gli occhi restano puntati su Wall Street - se l'America riprende il rialzo é sicuro che anche in Europa si verificherà l'atteso sostanziale rimbalzo visto che si deve risolvere una situazione di ipervenduto.
L'S&P500 ha avuto una seduta altalenante. A causa dei dati sul mercato del lavoro, pubblicati alle 14.30 e all'aumento dei tassi d'interesse l'S&P500 ha aperto in netto calo a 2866 punti. Per le 17.30 era però risalito a 2883 punti che é risultato il massimo giornaliero. Questo ha permesso il recupero delle borse europee. In seguito ad ondate l'S&P500 é caduto sul minimo a 2864 punti - il minimo di giovedì a 2867 punti é stato  superato al ribasso ma non di molto (3 punti) e non per molto. L'S&P500 é rimbalzato e si é assestato sui 2868 punti. Sul finale é salito a 2876 punti ed é sceso a 2871.68 punti dove ha chiuso (-0.22%). Il Nasdaq100 ha toccato un minimo a 7401 punti (vi ricordiamo che il nostro obiettivo era a 7400 punti) e ha chiuso a 7430 punti (-0.31%). Da maggio tutte le correzioni si sono fermate sopra la MM a 50 giorni  - ora é a 7375 punti e sale di circa 10 punti a seduta.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2492 su 4436, NH/NL a 407 su 760 (si deteriora ma non in maniera drammatica) e volume relativo a 1.0. Gli indici sono ora al centro delle Bollinger Bands e le RSI sono vicine ai 50 punti - gli indicatori sono neutri. A livello di sentiment la VIX é lievitata a 14.88 punti (+0.23) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.77 (MM a 10 giorni a 0.60). Entrambi gli indicatori possono ancora salire - non devono.
Insomma - se la tendenza di fondo resta al rialzo settimana prossima l'S&P500 deve ricominciare a salire. Questo é lo scenario più probabile. La variante é che la tendenza dominante sta cambiando e che questa correzione deve essere più profonda. Non abbiamo nessuna ragione concreta per credere che questo sia il caso - non possiamo però neanche escluderlo. Solo l'effetto stagionale ostile (calo da settembre a metà ottobre) sostiene questa variante negativa.
Ora non ci resta che aspettare e vedere come si presentano i mercati lunedì mattina...

Commento del 7 settembre

Correzione praticamente conclusa - dai minimi di ieri deve svilupparsi un'ultima spinta di rialzo

Ieri le borse europee hanno provato di fermare la caduta e di iniziare un recupero. Il tentativo é fallito verso le 16.00 a causa dell'America e della tecnologia. È successo quello che avevamo previsto da giorni. L'S&P500 (-0.37% a 2878.05 punti) ha raggiunto l'obiettivo ideale della correzione a 2870 punti (minimo giornaliero a 2867.29 punti). Il fatto più sorprendente é che anche il Nasdaq100 (-0.93% a 7453 punti) ha raggiunto l'obiettivo a 7400 punti (minimo giornaliero a 7405 punti) malgrado che, come avevamo indicato ancora ieri mattina, la differenza sembrava incolmabile e i due obiettivi non sembravano coerenti.
Ma torniamo in Europa. Le borse hanno trascorso buona parte della giornata ad oscillare intorno alla parità. L'Eurostoxx50 (-0.59% a 3296 punti) aveva chiuso mercoledì a 3315 punti e fino alle 16.00 non si é staccato di molto da questo livello. Alle 16.00 l'indice é salito sul massimo giornaliero a 3327 punti. Poi c'é stata ancora un'ondata di vendite generata dagli Stati Uniti e l'indice ha chiuso sul minimo giornaliero. Avevamo stimato ieri mattina che il ribasso doveva esaurirsi sui 3300 punti - ora siamo 4 punti più in basso. Da tre giorni le borse europee sono in caduta libera. Il momentum é però in diminuzione e ieri c'é stato un primo tentativo di reazione. È improbabile che gli indici possano cambiare immediatamente direzione. Ci vuole un pò di consolidamento e quindi ci aspettiamo almeno una pausa di una seduta - quella odierna. Gli indici sono ora però decisamente ipervenduti e se come pensiamo il rialzo in America deve riprendere, anche in Europa ci deve ancora essere una sostanziale spinta di rialzo prima del crollo tra metà settembre e metà ottobre su nuovi minimi annuali.
Il DAX é caduto a 11955 punti (-0.59%). L'indice non ha ancora raggiunto l'ultima zona di supporto a 11800 punti ma potrebbe tentare un recupero da questo livello visto che é decisamente ipervenduto - la RSI giornaliera é a 29.65 punti (i 30 punti sono il limite formale per l'ipervenduto) e l'ultima candela sul grafico é completamente sotto il livello inferiore delle Bollinger Bands (12024 punti). In ogni caso, suppporto o non supporto, il ragionamento é semplice - se S&P500 e Eurostoxx50 ricominciano a salire anche il DAX seguirà.
Ieri l'indice delle banche SX7E (-0.96% a 105.56 punti) é tornato a scendere insieme al resto del mercato. L'anomalia provocata dall'Italia é terminata anche se il FTSE MIB (-0.27% a 20527 punti) é ancora riuscito a sovraperformare. Vedremo cosa succederà quando il governo 5 Stelle - Lega presenterà il bilancio di previsione 2019 - o non riusciranno a mantenere le promesse elettoriali (reddito di cittadinanza) o sforeranno il limite del 3% sul rapporto deficit/PIL.
Da ultimo annotiamo che anche l'SMI svizzero (-0.57% a 8818 punti) ha avvicinato l'obiettivo della correzione a 8800 punti. Ci sono molte coincidenze a livello tecnico ed é probabile che tutti questi supporti, nell'insieme, riescano a provocare un'inversione di tendenza delle borse europee a corto termine.
Ieri nel commento sul Nasdaq100 siamo stati prudenti ma chiari - la pessima seduta di mercoledì doveva avere una continuazione verso il basso e l'obiettivo a 7400 punti era evidente. In effetti la borsa americana ha aperto in pari e fino alle 16.00 é ancora salita sul massimo giornaliero. Poi puntuali sono arrivate le vendite nel settore tecnologico e questo ha determinato l'esito finale negativo.
L'S&P500 ha aperto a 2889 punti, é sceso a 2884 punti ed é salito sul massimo a 2892 punti. Poi é caduto a 2869 punti e qui c'é stata una prima reazione determinata dal supporto a 2870 punti. L'indice é risalito a 2876 punti ma in seguito é ricaduto sul minimo a 2867 punti. A questo punto era evidente che i ribassisti non erano in grado di far scendere il mercato più in basso. Nelle ultime due ore di contrattazioni l'S&P500 ha recuperato fino ai 2882 punti ed ha chiuso a 2978.02 punti (-0.37%). Il Nasdaq100 si é comportato in maniera simile con un minimo a 7405 punti ed una chiusura a 7453 punti (-0.93%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2630 su 4393, NH/NL a 485 su 591 (ulteriore deterioramento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 14.65 punti (+0.74) mentre la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.74. A livello di sentiment questo sembra sufficiente per provocare un minimo intermedio sull'S&P500.
Ora non abbiamo ancora nessuna conferma che la correzione é finita a 2870 punti di S&P500 - ci sono indizi ma nessun elemento sicuro. Secondo grafico ed indicatori ci sarebbe spazio verso il basso almeno fino ai 2800 punti. È quindi arrischiato aprire posizioni long. In Europa ed America ci sono però abbastanza motivi per chiudere posizioni short. Oggi ci aspettiamo una seduta di consolidamento con eventualmente un ulteriore test dei supporti. Nell'analisi del fine settimana faremo il punto della situazione.

Stamattina allle 07.00 il future sull'S&P500 era a 2876 punti (-3 punti) - ora il mercato sta girando - alle 08.45 il future é a 2881 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale 3304 punti (+8 punti). La giornata inizia con un tentativo di stabilizzazione. Le borse europee apriranno in guadagno del +0.25%. Non crediamo che già oggi possano ripartire al rialzo. Raramente di venerdì si realizza un'inversione di tendenza. Oggi ci accontentiamo di una seduta in pari o di una chiusura sui livelli d'apertura.

Commento del 6 settembre

Il plotone si sfalda - le conseguenze possono essere negative

Ieri in Europa c'é stata un'altra ondata di vendite. I principali indici azionari sono scesi sui minimi di luglio e agosto e dopo una breve esitazione hanno rotto questi supporti e sono scesi più in basso. Ora Eurostoxx50 (-1.30% a 3315 punti) e DAX (-1.39% a 12040 punti) stanno puntando sui minimi annuali. Non sono lontani. Il minimo dell'Eurostoxx50 risale al 26 marzo ed é a 3261 punti - il DAX ha un ultimo supporto sui 11800 punti mentre il minimo annuale del 26 marzo é a 11726 punti. Manca un -1.5/-2.0%. Nell'immediato gli indici sono ipervenduti e la candela di ieri sui grafici é sotto il bordo inferiore delle Bollinger Bands. Di conseguenza é possibile che ci sia ancora una fase di rialzo fino a circa metà settembre prima che il ribasso di medio termine riprenda il sopravvento e spinga gli indici su dei nuovi minimi annuali. È però solo una questione di tempistica - non di trend come abbiamo preannunciato da tempo.
L'Eurostoxx50 ha chiuso sul minimo giornaliero a 3315 punti (-1.30%). Nell'analisi del fine settimana avevamo previsto che le borse europee sarebbero andate a testare i minimi di luglio e agosto. La caduta é però avvenuta prima del previsto ed in maniera dinamica e fragorosa. Ora l'indice é ipervenduto e l'S&P500 sembra vicino ad un minimo intermedio. Di conseguenza questa settimana l'Eurostoxx50 dovrebbe toccare un minimo intermedio e dovrebbe in seguito risalire. Stimiamo che possa ancora scendere sui 3300 punti e poi deve rimbalzare. I rimbalzi sono però occasioni di vendita su un indice che é destinato in autunno a cadere su un nuovo minimo annuale. Al momento viene solo salvato dal settore bancario (SX7E +0.83% a 106.58 punti) che grazie ad una situazione anomala e temporanea in Italia si muove in controtendenza. Il cambio EUR/USD é risalito 1.1630 - una ragione in più per credere che il minimo di questa spinta di ribasso sull'Eurostoxx50 é vicino ed imminente.
Ieri mattina il DAX (-1.39% a 12040 punti) ha tentato di difendere il supporto a 12100 punti ma il tutto si é risolto in un rimbalzo di un'ora. Poi il DAX é caduto fino 12080 punti aprendo la strada verso il basso. A questo punto il recupero durante la pausa di pranzo non poteva che essere un'altro rimbalzo prima della spinta finale di ribasso che ha fatto cadere il DAX sul minimo a 12035 punti. Da qui il mercato non é si é più risollevato. Ora l'indice é in ipervenduto mentre la borsa americana potrebbe aver concluso la sua correzione. Potrebbe ora esserci una fase di rialzo a corto termine fino a circa metà settembre prima del crollo su un nuovo minimo annuale.
Il FTSE MIB ha chiuso invariato (-0.09%) ma ha avuto una seduta parecchio volatile con alcuni cambiamenti di direzione. Da tre giorni il mercato é diviso in due. Da una parte ci sono le azioni delle banche che salgono grazie all'ipotesi che il governo possa presentare un budget che rispetti i parametri imposti dall'UE. Dall'altra il resto del mercato che ieri ha ricominciato a scendere. Ieri il FTSE MIB ha perso solo 19 punti - una buona prestazione se paragonata al resto dell'Europa. Appena però il bluff sul deficit statale verrà smascherato lo spread tornerà a salire e la borsa crollerà visto che alle normali vendite si aggiungerà la rabbia di chi ha comperato questa settimana e si sentirà tradito e deluso. Se il governo rispetta il suo programma il deficit supererà il 3% del PIL - qualcuno ne uscirà con le ossa rotte - chi crede al programma o chi crede al contenimento del deficit. Restiamo dell'opinione che a medio termine il FTSE MIB cadrà sotto i 20000 punti.
Notate i molti condizionali legati alla possibilità che ora in Europa si sviluppi ancora un sostenibile e sostanziale rimbalzo - il tutto dipende dal comportamento di Wall Street. Vediamo a che punto siamo.

Per il secondo giorno consecutivo l'S&P500 (-0.28% a 2888.60%) ha avuto una seduta negativa con una candela con minimo e massimo discendenti. La perdita é però di soli 8 punti e l'indice ha chiuso al centro del range giornaliero. L'impressione é quindi che stia unicamente avvenendo l'attesa correzione minore con obiettivo a 2870 punti - il minimo ieri é stato a 2877 punti.
Ieri però abbiamo assistito ad uno strano fenomeno. Il mercato si é letteralmente spaccato in due. Da una parte abbiamo avuto DJ Industrial (+0.09%) e DJ Transportation (+0.59%) che hanno guadagnato terreno. Dall'altra abbiamo notato una pesante caduta della tecnologia (Nasdaq100 -1.30% a 7523 punti) con alcuni suoi leaders colpiti da pesanti vendite (Netflix -6.17%, Twitter -6.06%, Microsoft -2.88%, Amazon -2.19%). Di cosa si tratta ? Una normale rotazione tra settori ? Ancora non lo sappiamo ma siamo sempre piuttosto nervosi e sul chi vive quanto vediamo senza una ragione particolare un vuoto d'aria nella tecnologia - abbiamo visto a gennaio / febbraio quale può essere il risultato. 
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2862 su 4137, NH/NL a 488 su 540 (netto deterioramento e segnale d'allarme!) e volume relativo a 1.05 (pressione di vendita in aumento?). La volatilità VIX é salita di poco a 13.91 punti (+0.75) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta nella media a 0.62 - gli investitori sono ancora rilassati e ottimisti malgrado il calo dell'S&P500.
In America la borsa sta svolgendo una correzione minore. L'S&P500 sembra vicino all'obiettivo (mancano 18 punti o un -0.6%) - il Nasdaq100 invece può cadere ancora fino ai 7400 punti (mancano 123 punti o il -1.6%). Non siamo però sicuri che la correzione sarà così indolore e che poi il rialzo riprenderà. Il plotone si sta sfaldando e ci sono importanti defezioni - la partecipazione al rialzo é da tempo mediocre mentre la pressione di vendita é in aumento. Ci dovrebbero essere ancora una o due sedute negative. Poi faremo il punto della situazione.

Stamattina i mercati sono tranquilli ma ancora in leggero calo. Il future sull'S&P500 é a 2885 punti (-3 punti). Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Nikkei e Shanghai scendono del -0.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3310 punti (-5 punti). Le borse europee inizieranno le contrattazioni con perdite di circa il -0.2%. Poco - il problema é che i principali indici saranno su dei nuovi minimi di periodo e senza supporti fino ai minimi annuali.In teoria ci aspettiamo oggi un reversal e una chiusura in Europa in pari o in positivo. In realtà é sempre difficile indovinare i minimi e le inversioni di tendenza.

Commento del 5 settembre

In Europa prevalgono le vendite - minimi di agosto in vista. L'America é ancora in buona salute

Ieri le borse europee hanno aperto in guadagno. Il balzo iniziale di circa il +0.2% si é però subito rivelato una trappola. Dopo pochi minuti sono arrivate le vendite che sono proseguite fin verso le 14.00. Le perdite non sono state massiccie ma la pressione di vendita é risultata costante. I ribassisti hanno dominato. Dopo le 14.00 c'é stato un rimbalzo ma verso le 15.50 i minimi giornalieri sono stati ritestati. Poi come d'abitudine gli europei si sono orientati all'America. A Wall Street c'é stato un recupero dopo un debole inizio di contrattazioni e Eurostoxx50 e colleghi si sono risollevati. Il recupero é stato spettacolare in Italia. Dai 20376 punti di minimo il FTSE MIB (+1.01% a 20601 punti) é risalito di 200 punti in poco più di un'ora. È bastata la notizia non confermata che Matteo Salvini ritiene necessario mantenere il rapporto deficit/PIL poco sopra il 2% (e decisamente sotto la barriera del 3%) per far cadere lo spread sui titoli di Stato e far decollare le azioni delle banche. Ieri sera il FTSE MIB ha chiuso con un guadagno di 205 punti mentre le borse europee in generale hanno perso un -1%. Appare inverosimile che improvvisamente il nuovo governo si dimostri virtuoso e decida di contenere la spesa pubblica - ci sembra una fake news o per lo meno un mero desiderio considerando il programma di governo. In ogni caso il rimbalzo di lunedì é continuato ieri a sorpresa - abbiamo molti dubbi sul fatto che questo movimento possa proseguire ma per il momento é almeno evidente che il supporto a 20240 punti regge.
Questa seduta positiva in Italia é però da valutare come un'anomalia. Probabilmente questo balzo controcorrente verrà compensato nei prossimi giorni. In Europa sono riapparsi i problemi descritti nell'analisi di domenica. Molte monete di Paesi emergenti sono deboli e questo ha scatenato le vendite in Europa dopo la buona apertura. L'incredibile rimbalzo del settore bancario (SX7E +1.21% a 105.70 punti) é stato provocato dalla situazione in Italia e non é bastato ad impedire una pesante perdita di 36 punti dell'Eurostoxx50 (-1.05% a 3359 punti). L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo giornaliero a 3344 punti - sta ritestando il supporto a 3350 punti. Sapete che avevamo previsto questa caduta ma pensavamo che solo verso la fine di settembre l'indice poteva andare a caccia del minimo annuale. È quindi possibile che ora l'Eurostoxx50 rimbalzi ancora una volta dal supporto. In linea di massima pensiamo che l'S&P500 (-0.17% a 2896.72 punti) sta solo svolgendo una correzione minore fino ai 2870 punti prima di riprendere il rialzo che dovrebbe culminare in un top a metà settembre. È quindi possibile e probabile che l'Eurostoxx50 abbia ancora una spinta di rialzo prima di cadere su un nuovo minimo annuale. Questi però sono solo dei dettagli. La tendenza di fondo delle borse europee é al ribasso.
Anche il DAX tedesco (-1.10% a 12210 punti) ha avuto una cattiva giornata. Dopo l'apertura sul massimo a 12402 punti sono riapparsi i venditori che hanno tenuto il controllo delle operazioni fino a sera. Verso le 15.50 l'indice ha toccato un minimo a 12162 punti. Poi ha fatica é risalito di una cinquantina di punti. Ogni reazione durante la giornata si é però rivelata un rimbalzo tecnico. La correzione ha subito un'accelerazione verso il basso prima del previsto ma la direzione presa dal mercato non é una sorpresa. Ora l'unica domanda é se il supporto a 12100-12120 punti reggerà un terzo attacco provocando un'ulteriore rimbalzo o se invece il DAX sta già puntando verso un nuovo minimo annuale. Pensiamo che ci debba essere ancora una fase intermedia di rialzo fino a metà settembre. Teoricamente quindi il supporto potrebbe reggere - matematicamente però abbiamo seri dubbi. Se l'S&P500 perde ancora un -1% il debole DAX dovrebbe perdere qualcosa in più - con una caduta di 150-200 punti il DAX sarebbe a 12000 punti...

La seduta a New York é stata negativa ma l'S&P500 (-0.17% a 2896.72 punti) ha contenuto le perdite e ha chiuso lontano dal minimo giornaliero a 2885 punti. Per i rialzisti questa é un'ulteriore dimostrazione di forza. I ribassisti invece fanno notare la rottura del supporto intermedio e barriera psicologica a 2900 punti e la candela sul grafico con massimo e minimo discendenti - l'indice sembra per lo meno voler effettuare l'attesa correzione minore in direzione dei 2870 punti.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2896 punti e alle 15.50 é caduto fino a 2886 punti. Poi c'é stato un robusto rimbalzo fino ai 2900 punti che ha condizionato la chiusura in Europa. In seguito hanno nuovamente predominato i venditori. Per le 18.00 l'S&P500 é sceso sul minimo a 2885 punti. Nella seconda parte dela seduta c'é stato un lento recupero fino ai 2897 punti, una scivolata fino ai 2892 punti e un'impennata finale a 2896 punti. Notiamo che l'indice ha trascorso tutta la giornata sotto i 2900 punti. La tecnologia ha perso qualcosa in più (Nasdaq100 -0.42% a 7622 punti) ma abbiamo notato delle accelerazioni al rialzo che "puzzano" di euforia e esaurimento. Ci riferiamo in particolare a Amazon (+1.33%)AMD (+11.48%). Forse la fase di euforia che ci aspettiamo fino a metà settembre si limiterà solo a certi titoli e settori.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2446 su 4639, NH/NL a 667 su 484 (sensibile deterioramento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita di poco a 13.16 punti (+0.30) mentre la CBOE Equity put/cal ratio é rimasta piuttosto bassa a 0.59.
L'impressione é che l'America voglia svolgere una morbida correzione minore - in qualche giorno l'S&P500 dovrebbe scivolare in direzione dei 2870 punti.

Stamattina prevalgono i segni negativi. Le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei perde il -0.44%, Shanghai segue con un -1.2%. Il future sull'S&P500 é a 2892 punti (-6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3352 punti (-7 punti) - il DAX sembra invece voler ricadere a 12165 punti (-40 punti). Teoricamente i supporti sono a 3344-3350 punti di Eurostoxx50 e 12100-12120 punti di DAX - oggi verranno testati e probabilmente gli indici scenderanno più in basso. Ci sarà poi un'accelerazione o un rimbalzo? Preferiamo la variante del rimbalzo - almeno per oggi...

Commento del 4 settembre

Una giornata insignificante con alcuni rimbalzi tecnici

Ieri non é successo nulla di particolare. Gli indici azionari europei si sono mossi in pochi punti ed in maniera casuale. La borsa americana era chiusa in occasione del Labour Day e gli investitori europei, abbandonati a loro stessi, hanno preferito non prendere iniziative. L'Eurostoxx50 (+0.06% a 3395 punti) si é mosso in soli 15 punti e ha chiuso praticamente invariato. Per l'analisi tecnica una seduta insignificante e da dimenticare. Il settore delle banche ha mostrato segni di vita (SX7E +0.27% a 104.44 punti). Probabilmente si é trattato di un rimbalzo tecnico dopo che l'indice venerdì ha toccato un nuovo minimo annuale. Ieri non c'erano ragioni per ulteriori vendite e quindi sono bastati un paio di opportunisti in cerca di titoli otticamente a buon prezzo per far risalire l'indice. La buona giornata delle banche ha avuto ripercussioni in Italia. Anche la borsa italiana ha approfittato della pausa offerta dal Labour Day per un rimbalzo tecnico. Non essendoci un motivo per rompere il supporto fornito dal minimo annuale, testato venerdì, il FTSE MIB (+0.62% a 20395 punti) é risalito con modesti volumi di titoli trattati. Tecnicamente non cambia nulla - la continuazione del ribasso é solo rimandata.
Sul grafico del DAX (-0.14% a 12346 punti) é apparsa una piccola candela bianca malgrado la perdita di 17 punti. Basta guardarla e considerare gli scarsi volumi di titoli trattati per rendersi conto che ieri non é successo nulla di particolare. L'assenza degli investitori americani ha provocato una seduta senza interesse durante la quale il DAX si é mosso in soli 58 punti - l'esito finale leggermente negativo é casuale e si é concretizzato già la mattina all'apertura.
Insomma - la seduta ieri in Europa é stata noiosa e non ci  ha dato nessun nuovo elemento di analisi. Come d'abitudine quando in America la borsa é chiusa gli europei non hanno il coraggio di prendere iniziative autonome e le borse marciano sul posto. Una dimostrazione in più, se ce n'era ancora bisogno, di quanto i mercati finanziari europei dipendono dalle decisioni prese dagli americani. 
Oggi finalmente si torna alla normalità. Stamattina i guadagni del future sull'S&P500 (+7 punti a 2909 punti) stanno dando un'intonazione positiva ai mercati. Il Nikkei ha chiuso quasi in pari (-0.10%) mentre Shanghai fà un balzo del +1.1%. L'Eurostoxx50 vale ora 3400 punti. Le borse europee apriranno con plusvalenze sui +0.1%/+0.2%. Non pensiamo che possano salire molto più in alto poiché nelle notizie non notiamo nulla che possa oggi stimolare la fantasia degli investitori ed indurli a comperare.

Aggiornamento del 3 settembre

Labour Day

Oggi in America la borsa é chiusa in occasione della festa del lavoro. Come spesso succede in questi casi i mercati finanziari fanno una pausa. Mancando le indicazioni fornite normalmente dagli americani gli altri non sanno cosa fare. Il future sull'S&P500 é a 2904 punti - -2 punti rispetto alla chiusura di venerdì e 2 punti sopra la chiusura ufficiale dell'indice di settimana scorsa (2901.59 punti). Le borse asiatiche sono in leggero calo - il Nikkei ha perso il -0.59% - Shanghai lascia al momento un -0.2% sul terreno. L'Eurostoxx50 vale ora 3385 punti - le borse europee apriranno con minusvalenze intorno al -0.2%. Le premesse sono per una seduta leggermente negativa - gli indici azionari scenderanno sotto il minimo di settimana scorsa e proseguiranno la correzione. Non ci aspettiamo però un'ondata di vendite.
La pausa in America ci permette di analizzare con calma il mercato e di riflettere. Vediamo molti aspetti che tendono a confermare il nostro scenario per i prossimi mesi. La borsa americana sembra preparare un'accelerazione di tipo esaustivo verso un massimo significativo. Guardate ad esempio il grafico settimanale di Apple - la società più grande al mondo in termini di capitalizzazione (1111 Mia di USD) e leader del settore tecnologico. L'accelerazione del rialzo da inizio agosto é evidente - il ritmo di apprezzamento é insostenibile - il trend deve giungere alla fine. Lo stesso effetto lo si può osservare sul grafico mensile di Amazon (974 Mia di USD di capitalizzazione in borsa). Tutto questo ci ricorda molto la bolla speculativa di Internet e la fase finale del bull market nel 1999-marzo 2000. È impossibile determinare con precisione quando il mercato raggiungerà il top - i sintomi però ci sono quasi tutti - manca euforia.

Commento del 1-2 settembre

Da inizio anno S&P500 +8.52% / Eurostoxx50 -3.23% - le tendenze divergenti permangono

I mercati finanziari europei presentano dei tipici sintomi di stress. Il future sul Bund (+0.12% a 163.14) si trova ad un punto dal massimo storico - l'obbligazione decennale della Germania rende il 0.33%. Il Franco svizzero si rafforza - quest'anno il cambio EUR/CHF é salito ad aprile fino a 1.20. Da quel momento non ha fatto che scivolare verso il basso - una settimana fà era a 1.1429 - venerdì si é fermato a 1.1241. L'indice delle banche europee SX7E (-0.84% a 104.16 punti) venerdì ha toccato un nuovo minimo annuale a 103.89 punti. Insomma - gli investitori comprano la sicurezza rappresentata dai tipici beni rifugio Bund e CHF - vendono invece il settore maggiormente a rischio in caso di crisi economica e/o di un attacco di tipo speculativo nei riguardi di Paesi fortemente indebitati e non intenzionati a controllare l'espansione della spesa pubblica. Ovviamente nel secondo scenario ci riferiamo particolarmente all'Italia - venerdì il FTSE MIB é caduto a 20269 punti (-1.10%) - ha toccato un minimo giornaliero a 20243 punti - il minimo annuale a 20236 punti non é stato superato per poco. Non possiamo però che ripetere il nostro avvertimento. Un nuovo record negativo é inevitabile - l'obiettivo a corto termine é a 20000 punti - quello a medio termine, che abbiamo già indicato ad inizio agosto, é a 17500-18000 punti.
All'orizzonte si profila in Europa una crisi del debito sovrano. Teniamo d'occhio gli spreads.
Ad un'Europa che lentamente sta scivolando verso il basso si contrappone un'America che si presenta ancora in ottima forma. Ci riferiamo sia all'economia che alla borsa che passa da un record al successivo. Settimana scorsa i maggiori indici azionari hanno raggiunto dei nuovi massimi storici. Mercoledì l'S&P500 (+0.01% a 2901.59 punti) ha toccato un record a 2916.50 punti. Giovedì hanno seguito Nasdaq Composite e Nasdaq100 (+0.15% a 7654 punti) - quest'ultimo indice, che raggruppa le maggiori società tecnologiche ha toccato i 7691 punti - infine venerdì, in una giornata relativamente tranquilla e neutra, l'indice delle piccole e medie imprese Russell2000 (+0.48%) ha fatto segnare un nuovo record storico. All'appello manca solo ancora il DJ Industrial (-0.09% a 25064 punti) il cui massimo storico (26616 punti) risale a gennaio.
La settimana appena trascorsa ha visto riaffiorare una situazione tecnica che abbiamo già più volte descritto quest'anno. La borsa americana si trova in una fase di debole ma costante e solido rialzo. Il 58.5% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni - il Bullish Percent Index sul NYSE é a 60.62. La tecnologia trascina i listini (Nasdaq Composite / performance 2018 +17.47%). Questa tendenza di fondo non sembra in pericolo malgrado che la partecipazione al rialzo é mediocre. La pausa di giovedì e venerdì ha permesso di riassorbire l'ipercomperato di cortissimo termine. Come spiegato nel commento di venerdì scorso non sappiamo se l'S&P500 può ripartire al rialzo già dai 2900 punti o se deve svolgere una correzione minore fino ai 2870 punri prima di andare a caccia di un nuovo record storico. In fondo questo non é molto importante. Sappiamo però che questo rialzo non é finito e teoricamente l'S&P500 può salire fino a metà settembre fino ai 3000 punti prima che il movimento si esaurisca nell'euforia generale. Senza euforia non ci sarà un top definitivo - l'alternativa é una lunga distribuzione ma per ora non sembra che il mercato scelga questa via.
America e Europa non possono divergere completamente. È improbabile che se l'Europa in autunno sprofonda in una crisi la borsa americana possa ignorare il problema e continuare a salire. Come abbiamo accennato nel commento di giovedì ci aspettiamo di conseguenza che nel mese di settembre si profili una nuovo soluzione rispetto alla combinazione attuale di rialzo in America e trend neutro in Europa. Dovendo azzardare un'ipotesi pensiamo che questa situazione possa perdurare ancora un paio di settimane - nel frattempo l'S&P500 dovrebbe salire su un nuovo massimo storico - i 3000 punti sembrano lontani ma non sono un'obiettivo irraggiungibile - in fondo mancano solo 100 punti che a questo punto rappresentano "solo" un +3.4%. In caso di accelerazione finale di tipo esaustivo un movimento del genere in una decina di sedute é possibile. È meglio evitare di shortare un mercato tecnicamente così forte cercando di anticipare un massimo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.07% a 3393 punti
DAX                         -0.25% a 12364 punti
SMI                          -0.88% a 8973 punti
FTSE MIB                  -2.28% a 20269 punti
S&P500                    +0.93% a 2901.59 punti
Nasdaq100               +2.26% a 7654 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta negativa (Eurostoxx50 -1.11% a 3393 punti) mentre l'America ha marciato sul posto (S&P500 +0.01% a 2901.59 punti). Evidentemente gli investitori giudicano che l'Europa viene maggiormente toccata dalla crisi della Lira turca (e in generale delle economie emergenti che soffrono il deflusso di USD causato dal drenaggio effettuato dalla FED) e dalla guerra commerciale scatenata da Donald Trump. Mercoledì gli Stati Uniti hanno comunicato che la crescita del PIL nel secondo trimestre é stata del +4.2%! Venerdì invece l'Europa ha pubblicato un dato sull'inflazione ad agosto (+2% / core +1.0%) che presuppone un rallentamento della crescita economica. I dati sono eloquenti. Tornando la seduta di venerdì la buona apertura a New York ha permesso alle borse europee di recuperare ma non di evitare la chiusura in netta perdita e sui minimi settimanali. Le borse europee stanno nuovamente correggendo e sono in avanti nel ciclo - le RSI sono sui 40-45 punti (FTSE MIB a 33 punti) mentre la RSI giornaliera dell'S&P500 é a 66.34 punti (Nasdaq100 a 70.15 punti).
Mentre le borse europee stanno andando a ritestare i minimi (e supporti) di luglio e agosto la borsa americana migliora i massimi storici. Una rottura al ribasso delle borse europee é solamente una questione di tempo - dipendono però dal comportamento della borsa americana. Concretamente se nelle prossime due settimane l'S&P500 va a caccia di nuovi record é molto probabile che la tendenza generale delle borse europee resti neutra e che i supporti di luglio e agosto di Eurostoxx50 e DAX reggano. La rottura al ribasso dell'indice delle banche SE7E e la vicina rottura del supporto costituito dal minimo annuale sul FTSE MIB mostrano però che il destino dei listini europei a medio termine é segnato.

Venerdì la borsa americana ha avuto una seduta neutra. L'S&P500 non si é mosso, Il Nasdaq100 ha guadagnato 12 punti, il Russell2000 é salito del +0.48%. La risposta americana alla caduta in Europa é stata nuovamente positiva ed é da considerarsi come una dimostrazione di forza.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2897 punti. All'inizio é salito a 2906 punti di massimo ma poi é ricaduto sul minimo a 2891 punti. Da metà giornata l'indice ha recuperato in maniera irregolare e ha chiuso invariato a 2901.59 punti. La seduta al NYSE é stata leggermente positiva con A/D a 3919 su 3059, NH/NL a 558 su 304 (troppi pochi nuovi massimi a 30 giorni!) e volume relativo a 0.95. La partecipazione al rialzo é miserabile ma questo rende solo il movimento fragile e a rischio - non costituisce una divergenza tale da rappresentare un segnale di vendita. La volatilità VIX é scesa a 12.86 punti (-0.67) mentre la CBOE Equity put/call ratio (0.63) é tornata sulla media di lungo periodo. A livello di sentiment c'é ottimismo ma non ancora euforia.
Alle 22.00 il future sull'S&P500 ha chiuso a 2906 punti - l'Eurostoxx50 valeva 3392 punti (invariato). Probabilmente la giornata di lunedì inizierà con indici azionari invariati. Considerando che lunedì la borsa americana é chiusa in occasione del Labour Day la seduta in Europa rischia di essere tranquilla e senza grandi movimenti. Ne riparliamo domani mattina. La debole chiusura di venerdì é però il sintomo di un male più profondo che potrebbe riapparire già all'inizio di settimana prossima. In effetti c'é un particolare che abbiamo dimenticato di citare - i volumi di titoli trattati venerdì in Europa erano in netto aumento. Sembra esserci una certa pressione di vendita che rischia di far cadere le borse europee prima di quanto prevediamo noi. Se in America é ancora meglio evitare i short in Europa é rischioso andare long credendo che i nuovi massimi storici di S&P500 e colleghi costituiscano una rete di sostegno.

Commento del 31 agosto

Lira turca di nuovo a picco - banche europee (SX7E) sul minimo annuale - il resto corregge con l'Italia in prima fila

Ieri é riapparso lo spettro della crisi della Lira turca. Da giorni sotto pressione ieri la Lira turca ha di nuovo sfiorato i minimi annuali del 12-13 agosto e ovviamente le borse hanno reagito negativamente. Le vendite non hanno però travolto i listini ma si sono unicamente concentrate sulle azioni della banche europee (SX7E -1.56% a 105.04 punti - minimo annuale a 104.93 punti il 20 agosto) - l'indice SX7E é ricaduto sul minimo annuale e ha chiuso sul minimo giornaliero. Le borse europee hanno avuto una seduta negativa e l'Eurostoxx50 é sceso a 3431 punti (-0.73%). Non si é però ripetuto il panico di metà agosto - gli indici hanno chiuso lontano dai minimi giornalieri e con moderate perdite. Solo il FTSE MIB (-1.28% a 20495 punti) ha perso decisamente più dell'1% e questo non é di certo una sorpresa. Il settore finanziario domina l'indice e di per sé la borsa italiana é già relativamente debole. È quindi logico che in una giornata del genere la borsa italiana sia stata quella a subire le maggiori perdite - il minimo annuale si riavvicina.
Anche la borsa americana ha avuto una seduta negativa. Considerando però le circostanze e l'evidente ipercomperato l'S&P500 (-0.44% a 2901.13 punti) se l'é cavata egregiamente. Ha perso solo 13 punti e ha chiuso sopra la barriera psicologica dei 2900 punti. Questa buona prestazione conferma che la tendenza resta molto probabilmente al rialzo. Se come sembra l'S&P500 sta semplicemente consolidando doveva scendere fino ai 2900 punti per poi ripartire al rialzo. La seduta di ieri potrebbe essere stata sufficiente per eliminare l'ipercomperato e permettere all'indice di ricominciare a salire. L'alternativa é che il consolidamento deve durare più a lungo. Cambia poco. In questo caso l'S&P500 potrebbe ridiscendere fino a circa 2870 punti (test dall'alto del massimo di gennaio e chiusura del gap di lunedì) prima di ricominciare a salire verso la metà di settimana prossima.

Ieri mattina dopo l'apertura un'ondata di vendite ha travolto le borse europee. Alle 10.50 però la caduta degli indici si é fermata come per incanto, c'é stato un recupero e poi le borse sono semplicemente oscillate in laterale fino alla chiusura. L'Eurostoxx50 é caduto fino ad un minimo a 3423 punti ed ha terminato la giornata a 3431 punti (-0.73%). Evidentemente gli investitori agiscono ora in maniera più oculata e sanno che le conseguenze della crisi turca per l'economia europea sono modeste. I rischi sono concentrati nel sistema bancario ed é quindi comprensibile che le vendite si siano infine accentrate su questo settore. La situazione tecnica di SX7E e FTSE MIB (-1.28% a 20495 punti) e simile. Per entrambi gli indici un nuovo minimo annuale é solo questione di tempo.
Il DAX tedesco é caduto fino ai 12400 punti e ha chiuso a 12494 punti (-0.54%). Il DAX non sembra ancora voler correggere. Crediamo che nei prossimi giorni distribuirà sui 12400-12600 punti. Una salita a breve fino ai 12750-12800 punti é ancora possibile ma molto dipende dagli Stati Uniti. Difficile dire fino a dove salirà il DAX se l'S&P500 si impenna fino ai 2930 punti.

Mercoledì l'S&P500 era salito fino ad un nuovo record storico a 2916 e aveva chiuso in ipercomperato (RSI a 71.79 punti) a 2914 punti. È quindi normale che ieri abbia avuto una seduta negativa. Il quadro generale resta però decisamente costruttivo. Ieri il Nasdaq100 ha toccato un nuovo massimo storico a 7691 punti prima di essere costretto a cedere e tornare a 7642 punti (-0.23%). L'S&P500 (-0.44% a 2901.13 punti) ha perso meno di quanto aveva guadagnato mercoledì e ha chiuso sopra i 2900 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2908 punti e nelle prime ore é oscillato in laterale in pochi punti toccando un massimo a 2912 punti. Per la chiusura in Europa é sceso a 2904 punti ma poi é tornato a veleggiare sui 2912 punti. Solo verso le 20.00 c'é stato un vuoto d'aria che in due ondate ha fatto cadere l'indice a 2895 punti. Sul finale l'S&P500 si é nuovamente issato a 2901 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2312 su 4665, NH/NL a 562 su 293 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é balzata a 13.53 punti (+1.28) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta bassa a 0.58. Siamo convinti che a corto termine ci debba essere ancora una spinta di rialzo in direzione dei 2920-2930 punti - in quella occasione dovrebbe apparire euforia (VIX sotto i 12 punti, p/c ratio sotto i 0.5). A quel punto potrà iniziare un'ampia correzione che potrebbe durare fino a metà ottobre.
La seduta negativa ha avuto il vantaggio di far rientrare l'S&P500 all'interno delle Bollinger Bands (livello superiore a 2910 punti) e di diminuire l'ipercomperato (RSI a 66.26 punti) - il freno causato da questo effetto é stato a breve eliminato.

Stamattina scriviamo il commento molto presto. Il Nikkei tratta ancora - adesso é praticamente in pari (+0.04%). Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 recupera a 2902 punti (+1 punto). Per saldo le borse europee dovrebbero aprire in leggero calo. Ci aspettiamo che l'Eurostoxx50 riprenda le contrattazioni sui 3425 punti - in generale le borse europee perderanno all'inizio un -0.2%. La settimana é stata finora positiva e non crediamo che debba finire male. Ci aspettiamo di conseguenza che le borse europee chiudano oggi praticamente in pari mentre in America l'S&P500 potrebbe guadagnare una manciata di punti. Turchia permettendo...

Commento del 30 agosto

La borsa americana deve consolidare ma il rialzo non é finito - l'Europa é affaticata

Ieri gli indici azionari hanno ancora guadagnato terreno. Europa ed America hanno però mostrato due volti distinti. Eurostoxx50 (+0.25% a 3456 punti) e colleghi hanno faticato. Dopo una buona apertura sono ricaduti in negativo e solo grazie ad un buon inizio di seduta a Wall Street nel pomeriggio hanno recuperato e chiuso in guadagno e vicino al massimo giornaliero. Non hanno però migliorato il massimo di martedì e hanno unicamente recuperato le perdite del giorno precedente senza fare ulteriori progressi.
L'S&P500 (+0.57% a 2914.04 punti) é invece salito decisamente su un nuovo massimo storico con il robusto appoggio da parte del settore tecnologico (Nasdaq100 +1.19% a 7660 punti). Il movimento di rialzo in America é ora troppo esteso (RSI sopra i 70 punti e candele da giorni al di fuori del limite superiore delle Bollinger Bands) e necessita urgentemente di una pausa di consolidamento. L'impressione é però che il rialzo a corto termine non é finito. Manca euforia e/o un'accelerazione per esaurire la spinta. Il fatto però che ieri siano stati i soliti nomi (Apple +1.49%, Amazon +3.38%) a trascinare il rialzo ci dice che sono solo ormai soprattutto i piccoli investitori retail a comperare - la partecipazione é in generale mediocre - a corto termine il rialzo é praticamente finito - confermiamo l'obiettivo a 2920-2930 punti indicato ieri.
L'Eurostoxx50 (+0.25% a 3456 punti) ha aperto in pari a 3448 punti. La mattina é sceso a 3438 punti di minimo e solo nel pomeriggio ha recuperato. Grazie ad un balzo di 18 punti dell'S&P500 su un nuovo massimo storico la sera l'Eurostoxx50 é riuscito a chiudere sul massimo giornaliero e con un modesto guadagno. L'indice ha recuperato la perdita di martedì - una prestazione deludente se paragonata a quella degli Stati Uniti. L'Europa si ferma mentre Wall Street prosegue la sua corsa - é una situazione già vista quest'anno e che é sfociata in una importante correzione. L'indice delle banche SX7E (+0.36% a 106.70 punti) ha fatto il suo dovere e nulla più.
Il cambio EUR/USD é lievitato a 1.1700. Dove sono i guru che prevedevano quest'anno un cambio a 1 e giubilavano quando la crisi turca ha provocato un fugace vuoto d'aria fino a 1.13? Ci piacerebbe sapere ora la loro opinione. La nostra é conosciuta - uscire dal range 1.15-1.18 sarà difficile e a breve impossibile.
Il DAX (+0.27% a 12561 punti) ha guadagnato 34 punti ma ha deluso. Mentre la borsa americana si involava il DAX marciava sul posto - ha chiuso ieri sera sul livello d'apertura. Le borse europee con il DAX in testa continuano a sottoperformare rispetto all'America e la tendenza di fondo é neutra. Appena a Wall Street si profilerà una correzione le borse europee si tufferanno. A breve il DAX può ancora salire fin verso i 12800 punti. L'alternativa é che l'indice si fermi sui 12600 punti e cominci a correggere già da questo livello.
Il FTSE MIB (+0.68% a 20760 punti) ha avuto una buona giornata ma questa prestazione sembra casuale e non basta a compensare la perdita di martedì (-0.85%). 

Di tutt'altro tono é stata la seduta a Wall Street. Chi come noi si aspettava che i 2900 punti di S&P500 fossero un ostacolo che potesse essere superato solo dopo un certo lavoro si é sbagliato. L'S&P500 ha aperto a 2899 punti e dopo una breve esitazione e una discesa a 2898 punti di minimo é ripartito con decisione al rialzo. Per le 17.30 e la chiusura in Europa ha raggiunto i 2915 punti. Poi, come nelle precedenti sedute, si é limitato a oscillare in pochi punti con modesti volumi. Si é mosso tra i 2910 ed i 2916.50 (nuovo record storico) punti e ha chiuso a 2914.04 punti. La RSI giornaliera é a 71.79 punti - il limite superiore delle BB scorre a 2904 punti - l'indice é ipercomperato. Il Nasdaq100 (+1.19% a 7660 punti) si é comportato in maniera simile e ha trascinato i listini con una netta sovraperformance. Ha toccato un nuovo record a 7762 punti - la RSI é a 71.66 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4414 su 2527, NH/NL a 697 su 220 (i nuovi massimi a 30 giorni sono decisamente troppo pochi!) e volume relativo a 0.85 (i volumi di titoli trattati sono deludenti). La volatilità VIX é scesa a 12.25 punti (-0.25). Per il terzo giorno consecutivo la CBOE Equity put/call ratio (0.55) é rimasta sotto i 0.60 ma non é scesa sotto i 0.50 come speravamo. La costellazione tecnica favorisce ora una pausa di consolidamento. Manca però ancora una spinta di esaurimento.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha guadagnato il +0.11% - Shanghai perde il -0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2911 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3448 punti. Da giorni l'Eurostoxx50 balla intorno ai 3450 punti e anche oggi non dovrebbe allontanarsi di molto da questo livello.

Commento del 29 agosto

I 2900 punti bloccano il rialzo dell'S&P500 e dell'Europa - consolidamento o correzione ?

Ieri il rialzo delle borse si é bloccato. Per le borse europee questo ha significato una seduta leggermente negativa dopo nuovi massimi marginali di periodo. In America invece l'S&P500 (+0.03% a 2897.52 punti) ha toccato un nuovo record storico a 2903.77 punti e ha chiuso senza sostanziali variazioni. Non si può ancora dire se le borse stanno solo consolidando prima di continuare il rialzo o se stanno preparando una correzione minore. Gli indicatori non danno nessun segnale di vendita e non mostrano significative divergenze. Possiamo (e dobbiamo) però fare delle ipotesi paragonando la costellazione tecnica attuale con esempi del passato. Considerando gli sbalzi nel momentum, la scarsa partecipazione e la mancanza di euforia a livello di sentiment crediamo che l'S&P500 debba ancora salire 20 - 30 punti prima di essere maturo per una correzione. Non sembra che la borsa americana voglia ripetere il rally di gennaio poiché il Money Flow é irregolare.
Facciamo fatica a conciliare alcuni fattori. Il FTSE MIB (-0.85% a 20620 punti) é pronto per inabissarsi malgrado che a breve sembra ancora in grado di difendere il minimo annuale a 20236 punti. Se la borsa italiana a settembre va a picco significa che in Europa ci sarà una crisi - in questo caso é improbabile che l'Eurostoxx50 possa salire. Se le prospettive a medio termine in Europa sono negative é possibile che il rialzo in America prosegua senza importanti correzioni? Difficile. A questo punto é probabile che a settembre ci sia una correzione più importante che rispettando gli aspetti stagionali duri fino a metà ottobre. Meglio essere prudenti.
Sul grafico dell'Eurostoxx50 (-0.24% a 3447 punti) ieri é apparsa la prima candela rossa da giorni dopo che l'indice ha toccato un nuovo massimo di periodo a 3463 punti. L'Eurostoxx50 ha perso 9 punti. Il rialzo si é fermato perché l'S&P500 si é bloccato a ridosso dei 2900 punti. La perdita é stata causata del calo delle azioni delle banche (SX7E -0.91% a 106.32 punti) e dalla debolezza della borsa italiana (FTSE MIB -0.85%). No comment - i soliti e conosciuti problemi permangono.
Il DAX (-0.09% a 12527 punti) la mattina ha toccato un nuovo massimo di periodo a 12597 punti. Poi si é fermato, é ricaduto e ha chiuso in negativo e sotto il livello d'apertura. Sul grafico appare la prima candela rossa da giorni. Anche il DAX ha cominciato a consolidare a causa del fatto che l'S&P500 si é fermato a ridosso dei 2900 punti. Non si può ancora dire se l'indice farà una semplice pausa nel rialzo e se farà una correzione minore fino ai 12400 punti.
La borsa italiana ha avuto un'altra seduta deludente durante la quale il FTSE MIB (-0.85% a 20620 punti) ha sottoperformato il resto dell'Europa e ha perso 177 punti. La tendenza a medio termine é al ribasso e un nuovo minimo annuale é solo una questione di tempo.
L'unico aspetto positivo é che la spinta di ribasso che farà cadere il FTSE MIB sotto i 20250 punti non sembra imminente.

Ieri l'S&P500 ha nuovamente aperto in gap up a 2902 punti. L'indice é salito fino al nuovo massimo storico a 2903.77 punti ma poi é ricaduto e verso le 18.00 ha toccato il minimo giornaliero a 2893 punti. In seguito si é mosso intorno ai 2898 punti e ha chiuso praticamente invariato a 2897.52 punti. Il Nasdaq100 si é comportato in maniera simile - ha toccato un nuovo record storico a 7588 punti e ha chiuso a 7570 punti (+0.15%). La seduta al NYSE é stata leggermente negativa (strano considerando che il Russell2000 (+0.02%) non si é mosso) con A/D a 3173 su 3771, NH/NL a 604 su 215 (pericoloso deterioramento) e volume relativo a 0.8 (deludente! - i volumi non confermano la rottura al rialzo). La volatilità VIX é salita a 12.50 punti (+0.34) mentre la CBOE Equity put/call ratio (0.53) non é scesa sotto i 0.50 come speravamo. Insomma - il motore del rialzo della borsa americana balzella e perde giri ma riesce ancora a far fare progressi agli indici azionari. Manca ancora quella euforia necessaria per un massimo significativo. Il limite superiore delle BB é a 2895 punti. L'impressione é che ci possono ancora essere alcune sedute di modesti rialzi prima di una correzione. I dettagli verranno decisi dagli avvenimenti. Sarà una notizia negativa a scatenare le vendite.

Stamattina non appare nulla di nuovo. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei +0.2%, Shanghai -0.3%). Il future sull'S&P500 sale a 2904 punti (+5 punti). È ancora troppo presto (07.30) per avere indicazioni precise sull'Eurostoxx50. Stimiamo però che l'indice aprirà alle 09.00 sui 3454 punti. Le premesse sono per una seduta in trading range. L'esito finale é incerto. Pensiamo che la seduta possa essere positiva ma difficilmente l'Eurostoxx50 guadagnerà più di un +0.3%.

Commento del 28 agosto

Anche il Nasdaq100 partecipa alla festa - momentum in aumento

Le borse hanno iniziato la settimana con un'altra seduta positiva. In Europa i maggiori indici azionari hanno fatto registrare nuovi massimi di periodo nettamente sopra i nostri obiettivi originali per un rimbalzo. Questo significa che il rialzo a corto termine continua e per il momento non siamo in grado di dire quando e dove si fermerà - dipende dall'America. A Wall Street l'S&P500 (+0.77% a 2896.74 punti) ha toccato un nuovo record storico a 2898.25 punti ed é già arrivato a ridosso del prossimo obiettivo a 2900 punti. Qui c'é una resistenza data dalla linea di trend ascendente (vedi video) - inoltre l'S&P500 si trova ora sopra il limite superiore delle Bollinger Bands a 2887 punti - di conseguenza molti si aspettano che ora il rialzo faccia un'altra pausa e ci sia un consolidamento o una correzione intermedia. Attenzione però che questa correzione non sembra necessaria - ieri il Nasdaq100 (+0.98% a 7559 punti) ha raggiunto un nuovo massimo storico. Almeno fino ai 7600 punti ha via libera. La tecnologia sembra riprendere la leadership e con il sostegno dei semiconduttori (SOX +1.57%) può nuovamente trascinare Wall Street al rialzo. Il momentum sull'S&P500 é in aumento come se improvvisamente stessero affluendo capitali freschi sul mercato azionario. Di conseguenza é molto probabile che l'S&P500 continui la sua corsa e che ci sia almeno un balzo sopra i 2900 punti. A livello di sentiment vediamo strasbordante ottimismo ma manca ancora quell'euforia necessaria per un massimo significativo sull'S&P500 e un'inversione di tendenza. Molti shortisti, che erano convinti che l'oscillazione tra i 2800 ed i 2860 punti sarebbe continuata ancora per settimane, sono in difficoltà e devono coprire - questo potrebbe impedire a breve sensibili correzioni.

L'Eurostoxx50 ha trascoso gran parte della giornata sui 3440 punti. Solo sul finale ha seguito New York ed é ancora salito a 3456 punti (+0.83%). Le analogie tra la situazione attuale e quella di inizio luglio si moltiplicano. L'Eurostoxx50 non mostra segni di stanchezza e "tallona" la borsa americana. Preferiamo ora attendere segnali di un massimo imminente prima di prevedere l'inizio di una correzione. A luglio l'Eurostoxx50 aveva avuto un consolidamento a partire dai 3475 punti prima di continuare a salire - meglio non escludere questa eventualità molto bullish visto che l'indice non é ancora ipercomperato e teoricamente ha spazio verso l'alto. L'indice delle banche SX7E (+0.65% a 107.30 punti) fatica in fondo al plotone ma segue.
Il DAX (+1.16% a 12538 punti) si é comportato in maniera simile e ha dato una dimostrazione di forza. Ha guadagnato 143 punti e ha chiuso ieri sera sul massimo e sopra la MM a 50 giorni. Pensavamo che si fermasse almeno a 12500 punti ed evidentemente ci siamo sbagliati. Ora é meglio stare a guardare prima di tentare di prevedere una correzione. I volumi di titoli trattati sono bassi e in calo ma la tendenza é evidente e non và combattuta malgrado questa divergenza a livello di partecipazione. Da come si mettono le cose il DAX potrebbe salire senza pause fino ai 12800 punti.
Solo la borsa italiana é ancora a corto d'ossigeno. Ieri il FTSE MIB (+0.27% a 20797 punti) ha guadagnato 55 punti ma c'é poco da rallegrarsi. L'indice ha trascorso gran parte della giornata in negativo e solo  la sera, quando ormai tutto era al rialzo é riuscito a riemergere. Ha però ancora una volta mostrato debolezza relativa poiché percentualmente ha perso terreno in relazione all'Eurostoxx50 (+0.83%). Il FTSE MIB é il grande malato d'Europa. Starà a galla fino a quando prosegue il rialzo di corto termine trascinato da Wall Street ma poi si inabisserà. Pensiamo che questo avverrà già nel mese di settembre. Ripetiamo che a breve può rimbalzare fino ai 21250 punti.

A Wall Street il rialzo é continuato sullo slancio fornito dal discorso di Jerome Powell a Jackon Hole. A questo si é aggiunta ieri la notizia che Stati Uniti e Messico sono pronti a siglare un nuovo accordo commerciale. In realtà si tratta di un'altro bluff di Donald Trump poiché le novità di rilievo sono poche. Il vecchio accordo NAFTA che comprende anche il Canada vale ancora e non é ancora stato annullato dal Congresso. Un mercato al rialzo é però sembra incline ad onorare notizie positive e ignorare quelle negative.
L'S&P500 ha così aperto in gap up a 2889 punti, é brevemente sceso a 2887 punti ed é poi salito a 2895 punti verso le 16.30. In seguito, come venerdì, non é più successo nulla. L'indice si é mosso tra i 2891 ed i 2898 punti ed ha chiuso a 2896.74 punti (+0.77%). Il gap é rimasto aperto e sembra accelerazione e non esaurimento. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4410 su 2580, NH/NL a 860 su 177 (migliora ma non é ancora ottimale) e volume relativo a 0.9. I dati sono buoni ma non eccezionali - per questo non pensiamo che si tratti di un'accelerazione di tipo esaustivo. La volatilità VIX é salita a 12.16 punti (+0.17) mentre la CBOE Equity put/call ratio é a 0.53. Attendiamo una p/c ratio sotto i 0.50 per poter annunciare l'imminenza di una correzione (minore).
Riassumendo il rialzo domina e per il momento malgrado gli eccessi non esiste nessuna ragione per tentare di opporsi aprendo posizioni short. Fondamentalmente il mercato azionario americano é oscenamente caro ma fino a quando il circolo virtuoso continua é improbabile si formino le premesse per un ribasso.

Stamattina prevalgono ancora i segnali positivi malgrado che il future sull'S&P500 (2898 punti , +1 punto) mostri rispetto di fronte alla barriera dei 2900 punti. Il Nikkei ha guadagnato il +0.10% - Shanghai al momento é in calo del -0.2%. L'Eurostoxx50 vale ora 3460 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Probabilmente si fermeranno in attesa di capire le intenzioni degli americani.

Aggiornamento del 27 agosto

Jerome Powell a Jackson Hole promette stabilità e rassicura gli investitori

Venerdì sera Jerome Powell ha tenuto il suo atteso discorso a Jackson Hole. Il responsabile della FED ha ripetuto i principi che guidano l'attuale politica monetaria americana - la crescita economica deve essere accompagata da un graduale aumento dei tassi d'interesse e da un lento ritorno alla normalità attraverso una regolare riduzione della somma di bilancio della Banca Centrale. Questa affermazioni non contengono nulla di nuovo ma hanno servito allo scopo di rassicurare gli investitori. In fondo con questa politica monetaria, economia e borsa si sono finora sviluppate in maniera positiva e questo dovrebbe proseguire anche nel futuro. Questa promessa di continuità ha permesso la salita della borsa americana venerdì sera su un nuovo massimo storico e provoca stamattina un ulteriore balzo del future sull'S&P500 a 2882 punti (+6 punti).
Naturalmente anche le borse asiatiche e quelle europee rispondono in maniera positiva. Il Nikkei ha guadagnato il +0.92% - Shanghai sale del +1.7%. L'Eurostoxx50 vale ora 3444 punti (+17 punti, ca. +0.5%) - il DAX veleggia sui 12460 punti. Evidentemente le borse hanno voglia di salire e per ora non siamo in grado di dire quando e dove termineranno la loro corsa. Le prossime evidenti resistenze su Eurostoxx50 e DAX si trovano rispettivamente a 3450 e 12500 punti. Sullo slancio questi obiettivi verranno probabilmente raggiunti stamattina. È difficile che oggi le borse europee possano fare meglio.

Commento del 25-26 agosto

Nuovo record storico dell'S&P500 a 2876.16 punti - rialzo debole ma ancora dominante

Settimana scorsa ci aspettavamo l'inizio di una correzione minore dell'S&P500 dai 2850+ punti. Ci siamo sbagliati - l'S&P500 ha superato i 2850 punti lunedì, ha toccato martedì un nuovo massimo storico a 2873 punti, ha consolidato due giorni sopra i 2850 punti e venerdì ha ricominciato a salire raggiungendo un nuovo record storico a 2876.16 punti - ha chiuso poco sotto a 2874.69 punti (+0.62%). Per fortuna ci eravamo accorti che l'S&P500 non dava segni di debolezza e in assenza di eccessi e divergenze abbiamo subito dichiarato che la pausa era probabilmente un consolidamento, che il rialzo poteva continuare e non c'erano ragioni per aprire posizioni short contro il trend dominante. In effetti la tendenza di fondo della borsa americana resta debolmente ma saldamente al rialzo con il 57.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 59.30. Come sapere un nuovo massimo é sempre una conferma che il trend é al rialzo. Per ora non abbiamo nessun segnale di eccesso che potrebbe indurci a prevedere un'imminente inversione di tendenza. L'S&P500 é 75 punti sopra la MM a 50 giorni e 152 sopra quella a 200 giorni - la RSI giornaliera é a 63.88 punti mentre quella settimanale é a 66.17 punti (sotto i 70 punti che rappresentano l'ipercomperato). Le Bollinger Bands scorrono a 2803 - 2880 punti. La volatilità VIX é scesa a 11.99 punti (-0.42) mentre la CBOE Equity put call ratio ha terminato la giornata di venerdì a 0.57. C'é la solita combinazione di (quasi) ipercomperato, (quasi) eccesso di rialzo e forte ottimismo da parte degli investitori. Nessun indicatore ha però raggiunto livelli d'allarme e l'ottimismo non é ancora euforia. Questo significa che il rialzo può continuare al piccolo trotto in direzione dei 2900 punti anche perché la tecnologia (Nasdaq100 +0.96% a 7485 punti) ha ritrovato abbastanza forza per accompagnare e sostenere il rialzo senza più essere forza trainante.
Ovviamente in questa situazione le borse europee settimana scorsa sono rimbalzate in maniera più estesa del previsto e non hanno (ancora) ricominciato a correggere. La tendenza di fondo in Europa é però neutra e aspettiamo solo un cedimento a Wall Street per poter osservare una ripresa del ribasso.
Riassumendo il rialzo in America non é forte e dinamico ma secondo quanto vediamo finora a livello tecnico può continuare. Non vediamo rischi di ribasso. Se Wall Street sale l'Europa segue a distanza.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.67% a 3427 punti
DAX                         +1.51% a 12394 punti
SMI                          +0.54% a 9051 punti
FTSE MIB                  +1.60% a 20742 punti
S&P500                    +0.86% a 2874.69 punti (nuovo massimo storico a 2876.16 punti)
Nasdaq100               +1.46% a 7485 punti

Venerdì la seduta in Europa si é svolta come preventivato. È stata una copia delle due precedenti sedute con modesti guadagni, candele bianche sui grafici e un nuovo massimo marginale di periodo. L'Eurostoxx50 é salito fino a 3436 punti e ha chiuso a 3427 punti (+0.24%). Il DAX lo ha imitato con un +0.23% a 12394 punti. Solo il FTSE MIB si é comportato meglio (+0.65% a 20742 punti) - questa lieve sovraperformance ha però unicamente permesso alla borsa italiana di avere la stessa performance settimane degli altri indici. Dal settore bancario (SX7E +0.05% a 106.61 punti) non é arrivato nessun sostegno particolare.
Malgrado la buona seduta a New York l'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva solo 3430 punti.

Tra mercoledì e giovedì ci eravamo accorti che l'S&P500 stava solo consolidando e non iniziando a correggere. Malgrado che le premesse per la seduta di venerdì fossero positive non ci aspettavamo che l'S&P500 potesse salire direttamente su un nuovo massimo storico.
L'indice ha aperto a 2865 punti e dopo una breve caduta fino ai 2862 punti é salito per le 18.00 a 2876 punti. Da questo record l'S&P500 non si é più mosso - il resto della seduta é stato surreale. Fino alla chiusura l'S&P500 si é mosso tra i 2871 ed i 2876 punti e ha chiuso a 2874.69 punti con bassi volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.75). Non si può certo dire che Wall Street ha festeggiato in nuovo massimo storico. Malgrado che anche il Nasdaq Composite (+0.86%) e il Russelll2000 (+0.50%)  siano saliti su un nuovo record storico i dati della seduta sono poco impressionanti : A/D a 4836 su 2072, NH/NL a 579 su 195 (martedì il rapporto era migliore!) e volume relativo a 0.75. La partecipazione al rialzo é mediocre ma gli indici continuano a salire e questo é l'importante.
Al momento non abbiamo niente che indichi la presenza o l'imminenza di un massimo significativo. Malgrado che la borsa americana sia decisamente sopravvalutata la liquidità in USD continua ad affliuire verso Wall Street e defluire dalle economie emergenti. La riforma fiscale di Trump favorisce gli acquisti di azioni proprie da parte delle Corporations americane che stanno facendo rientrare negli Stati Uniti gli utili parcheggiati all'estero. Finora in mancanza d'alternative e con dati economici che garantiscono crescita economica ancora almeno fino alla fine del 2019 questo circolo virtuoso sembra inarrestabile.

Commento del 24 agosto

Borse ferme ed indicatori incerti o neutri - solo il FTSE MIB punta verso il basso

Ieri le borse si sono mosse in pochi punti e hanno terminato la giornata con insignificanti variazioni. Gli indici più importanti hanno leggermente perso ma questo sembra casuale e non ha fornito nessun segnale tecnico o spunto di analisi. Nel breve le borse sono semplicemente ferme in attesa di impulsi.
L'Eurostoxx50 (-0.03% a 3419 punti) ha svolto una seduta in trading range. Si é mosso in soli 14 punti e ha chiuso praticamente invariato e 3 punti sopra il minimo. La minuscola candela sul grafico si vede appena. Tecnicamente non c'é nulla di nuovo da dire. L'Eurostoxx50 si é fermato sull'obiettivo (3400-3425 punti) ma non sappiamo ancora se sta accumulando o distribuendo. Dovendo scommettere punteremo sul ribasso ma sappiamo benissimo che per questo c'é bisogno la collaborazione di Wall Street. Le banche (SX7E -0.34% a 106.56 punti) non bastano. Il DAX (-0.16% a 12363 punti) si trova nella stessa situazione. Mercoledì si é mosso poco. Ieri non si é mosso per niente. Tecnicamente non c'é nulla di nuovo. Attendiamo segnali chiari da Wall Street che sembra toppish ma non molla. L'unico indice veramente debole e in un trend ribassista é il FTSE MIB (-0.44% 20608 punti). Ieri ha ripetuto la seduta di mercoledì. Ha perso 91 punti mentre l'Eurostoxx50 non si é mosso. Non possiamo che ripetere quanto già scritto nei giorni precedenti. A breve potrebbe ancora esserci una reazione emozionale e un rimbalzo aiutato dall'ipervenduto come quello di martedì. A medio termine però un nuovo minimo annuale é inevitabile. Vi ricordiamo che nel commento tecnico dell'11-12 agosto abbiamo indicato un obiettivo a medio termine a 17500-18000 punti. Lo spread sui titoli di Stato continua a lievitare insieme ai commenti negativi della stampa internazionale sulla politica economica del governo. Chi ha una montagna di debiti e non ha la facoltà di stampare moneta dovrebbe proccuparsi dell'opinione degli investitori che in una maniera o nell'altra devono essere invogliati a comperare BTP per finanziare il debito statale. Se la domanda non compensa l'offerta il prezzo sale - in questo caso si tratta del tasso d'interesse. L'Italia non può permetterselo.
Anche a New York é successo poco o niente. L'S&P500 (-0.17% a 2856.98 punti) é sceso fino ai 2854 punti - due punti sotto il minimo di mercoledì. Non ha però attaccato il primo supporto a 2850 punti ma ha chiuso 3 punti sopra il minimo. Si é mosso in soli 14 punti con modesti volumi e l'impressione finora é che stia consolidando e preparando un'altra spinta di rialzo.
L'S&P500 ha aperto a 2860 punti, é salito fino ai 2868 punti di massimo e caduto fino ai 2854 punti di minimo - tutto questo per le 17.30. In seguito é oscillato intorno ai 2858 punti e ha chiuso a 2857 punti. La seconda parte della giornata é stata una noia totale con il mercato praticamente immobile. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2317 su 4649, NH/NL a 482 su 224 e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é salita a 12.41 punti (+0.16) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61 (neutro). L'S&P500 si sta comodamente muovendo all'interno delle Bollinger Bands (2802-2875 punti) che salgono leggermente. Ieri il Nasdaq100 (-0.14% a 7413 punti) non ha fornito nessun impulso - é rimasto però sopra i 7400 punti.

Anche oggi le borse europee ed americana non sembrano aver voglia di muoversi. Malgrado i guadagni in Asia (Nikkei +0.82%, Shanghai finora +0.5%) il future sull'S&P500 reagisce con solo un +3 punti a 2861 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3423 punti (+4 punti) - le borse europee apriranno con guadagni del +0.1%/+0.2%. Visto che oggi é venerdì e finora la settimana é stata positiva cercheranno stamattina di salire più in alto - non andranno lontano.
Durante il fine settimana sono assente - il commento tecnico verrà pubblicato domenica in serata.

Commento del 23 agosto

Le borse si fermano in attesa della prossima tendenza - l'America sembra non voler correggere

Ieri abbiamo avuto una seduta interlocutoria. Le borse europee hanno continuato il rimbalzo (Eurostoxx50 +0.25% a 3420 punti) malgrado che sono già riapparse sacche di debolezza (FTSE MIB -0.40% a 20699 punti). Per lo meno sui grafici dei maggiori indici azionari europei appaiono candela bianche (chiusura sopra il livello d'apertura) con massimi ascendenti - questo significa che predominano ancora, ma di poco, gli acquisti. A fine giornata però i progressi sono stati microscopici come mostra in maniera esemplare il DAX tedesco (+0.01% a 12385 punti). In America l'S&P500 (-0.04% a 2861.82 punti) ha marciato sul posto senza fornire segnali particolari. Il Nasdaq100 (+0.37% a 7424 punti) é però tornato sopra i 7400 punti e questo mette un grosso punto di domanda di fianco all'ipotesi della correzione minore trascinata dalla tecnologia. Insomma la seduta di  ieri ha fatto insorgere più dubbi che certezze. Non possiamo escludere la possibilità che il rimbalzo in Europa continui insieme al debole rialzo in America. Speriamo nelle prossime due sedute di avere chiarezza.
L'Eurostoxx50 (+0.25% a 3420 punti) ha guadagnato altri 9 punti ma é rimasto sotto i 3425 punti. La candela bianca sul grafico e il nuovo massimo di periodo a 3429 punti ci dicono però che il rimbalzo non é ancora finito. Vediamo forti analogie tra la situazione attuale e quella di inizio luglio. La differenza sostanziale é la situazione tecnica dell'S&P500 che dovrebbe correggere - questo dovrebbe obbligare anche l'Europa a scendere. Nell'incertezza é però meglio attendere per aprire posizioni short. Non c'é nessun indicatore in posizione estrema che suggerisca l'arrivo di una nuova ondata di vendite. Negli ultimi 12 mesi l'Eurostoxx50 ha perso il -0.49% - in pratica da mesi non sta andando da nessuna parte. Le MM in calo ci dicono però che al momento prevale una leggera tendenza ribassista. Il settore bancario (SX7E +0.14% a 106.92 punti) non ha fornito spunti particolari.
Il DAX (+0.01% a 12385 punti) si é fermato con volumi in aumento. Malgrado la candela bianca sul grafico e il nuovo massimo marginale l'impressione é che il rimbalzo é praticamente concluso. Ora ci sarà una fase di distribuzione prima della prossima spinta di ribasso. Ripetiamo però che é meglio attendere segnali chiari da Wall Street prima di aprire posizioni short.
Abbiamo l'impressione che il rimbalzo del FTSE MIB (-0.40% a 20699 punti) é già finito. Il FTSE MIB é salito ancora la mattina ma dalle 13.30 é solamente sceso con lievi reazioni tecniche. Lo spread torna a salire e il FTSE MIB a sottoperformare. Evidentemente agli investitori non piacciono i programmi del nuovo governo che vuole rilanciare la crescita economica tramite l'aumento del debito. In America funziona - in Italia no perché mancano una forte economia pronta ad investire e una banca centrale indipendente. Non bisogna prendersela se gli investitori internazionali preferiscono abbandonare il mercato azionario e non comperare obbligazioni di Stato a 10 anni che rendono solo il 3.06%. A breve il rimbalzo del FTSE MIB ha ancora un certo potenziale grafico. Forse risale fino ai 21250 punti. A medio termine bisogna prepararsi ad un nuovo minimo annuale. La nostra previsione negativa non cambia - anzi si rafforza in ogni occasione.
L'S&P500 (-0.04% a 2861.82 punti) ha marciato sul posto. Si é mosso in soli 11 punti con modesti volumi di titoli trattati. L'indice ha chiuso leggermente sotto i precedenti massimi di inizio agosto (2862-2863 punti) ma questa rottura non é certamente sufficiente per dichiarare l'inizio di una correzione. Al contrario il ritorno del Nasdaq100 (+0.37% a 7424 punti) sopra i 7400 punti fa momentaneamente sfumare l'ipotesi di una correzione provocata dalla tecnologia. In un mercato senza evidenti debolezze e senza segnali di vendita bisogna partire dal principio che il rialzo può continuare malgrado gli eccessi. Questo ultimi possono essere riassorbiti tramite un semplice consolidamento ad alto livello.
L'S&P500 ha aperto a 2860 punti e all'inizio é sceso a 2856 punti di minimo. Dopo é risalito e ha raggiunto alle 17.40 i 2867 punti di massimo. Poi é semplicemente oscillato nel range e ha chiuso a 2862 punti. La pubblicazione alle 20.00 del protocollo dell'ultima seduta della FED ha provocato una certa volatilità ma nulla più. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3946 su 2988, NH/NL a 518 su 165 (debole partecipazione) e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é scesa a 12.25 punti (-0.61) - la CBOE Equity put/call ratio é ancora bassa (0.60) ma non raggiunge quei valori estremi (0.50) che normalmente segnalano l'imminenza di un'ondata di vendite.
Insomma - chi nella giornata di ieri ha cercato segnali per l'inizio di una correzione minore non ha trovato nulla. Wall Street ha però ignorato le polemiche che circondano il presidente Trump in relazione a due pagamenti per assicurare il silenzio di sue presunte amanti e questo é un segnale di stabilità.

Stamattina regna la calma. Il Nikkei ha guadagnato il +0.25% - Shanghai sta salendo del +0.6%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2861 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3419 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Ci aspettiamo purtroppo una ripetizione della seduta di ieri.
Oggi inizia il simposio della FED del Kansas a Jackson Hole. I responsabili delle politiche monetarie di mezzo mondo si riuniscono per discutere la situazione economica. Vedremo se traspariranno notizie in grado di muovere i mercati. Ne dubitiamo.

Commento del 22 agosto

Nuovi massimi storici marginali di S&P500, DJ Transportation e Russell2000 - ora inizia un'altra correzione minore

Ieri le borse europee hanno avuto un'altra seduta positiva e hanno esteso il rimbalzo. Invece che fermarsi a 3400 punti l'Eurostoxx50 ha scelto la variante di una salita fino ai 3425 punti (massimo giornaliero a 3424 punti) prima di sgonfiarsi e chiudere a 3411 punti (+0.53%). Questa variante non era la nostra favorita ma era la logica conseguenza del fatto che l'S&P500 (+0.21% a 2862.96 punti) é salito a migliorare il massimo storico di gennaio a 2872 punti prima di iniziare l'ulteriore attesa correzione minore. La reazione delle borse europee é stata anche leggermente più forte del previsto poiché abbiamo sottovalutato la forza del rimbalzo del cambio EUR/USD dal minimo di settimana scorsa a 1.13. Nel commento dell'11-12 agosto avevamo previsto un rapido ritorno nel range 1.15-18 ma poi ci eravamo limitati a pronosticare un recupero a 1.15. Invece già ieri il cambio é risalito a 1.16 e si é stabilizzato stamattina a 1.1570. Questa violenta reazione ha provocato un effetto a catena. I tassi d'interessi in Europa sono tornati a salire permettendo un forte rimbalzo dei titoli bancari (SX7E +1.45% a 106.77 punti). Ne ha approfittato la borsa italiana dove il FTSE MIB in ipervenduto é risalito a 20783 punti (+1.53%). Vedete che spesso é difficile determinare obiettivi precisi poiché basta poco ed un logico effetto di correlazione per spostare gli equilibri. Nella sostanza però non cambia nulla. Le borse europee sono solo rimbalzate mentre la borsa americana ha confermato il debole ma tuttora dominante rialzo di fondo con dei nuovi massimi storici.
In linea di massima ci aspettiamo ora una correzione minore dell'S&P500 fino ai 2800 punti. Questo non dovrebbe obbligare le borse europee a scendere su nuovi minimi annuali poiché il rimbalzo degli ultimi giorni é stato più forte di quanto inizialmente previsto. Nei prossimi giorni l'Europa potrebbe recuperare parte del distacco accumulato nelle ultime settimane nei riguardi dell'America. Il risultato é che dovremmo avere ora un periodo di circa un mese di borse senza direzione. Ne riparliamo nell'analisi del fine settimana. Questo scenario dipende dal comportamento dell'USD e qui non abbiamo ancora le idee in chiaro. I 95 punti di USD Index sono un livello importante e non sappiamo ancora se questo supporto reggerà.

Da giorni ci perseguitava la domanda se l'S&P500 avrebbe tentato di migliorare il massimo storico di gennaio a 2872 punti prima di ricominciare a correggere. Ieri abbiamo avuto la risposta. In un colpo l'S&P500 ha superato i precedenti massimi di inizio agosto a 2862 e 2863 punti, ha raggiunto i 2872 punti e sullo slancio é salito fino ad un nuovo massimo storico marginale a 2873.23 punti. Poi, sfiancato, é ricaduto a 2862.96 punti (+0.21%). Questo nuovo record storico é stato confermato da ulteriori massimi storici del Russell2000 (+1.48%) e DJ Transportation (+1.86%). Invece ha nuovamente frenato la tecnologia. Il Nasdaq100 (+0.35% a 7397 punti) é rimasto sotto la resistenza a 7400 punti e probabilmente si appresta a condurre la prossima correzione.
L'S&P500 ha aperto a 2862 punti ed é inizialmente salito a 2868 punti fissando l'esito finale della seduta. Dopo una discesa a 2863 punti (17.20) in concomitanza con la chiusura in Europa l'indice é salito con decisione e ha toccato a metà seduta (19.00) il nuovo record storico a 2873.23 punti. Poi é ricaduto senza più reagire fino ai 2863 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4847 su 2211, NH/NL a 779 su 171 (debole e deludente aumento dei nuovi massimi a 30 giorni) e volume relativo a 0.9 (solo?). La volatilità VIX é salita (!) a 12.86 punti (+0.37) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta bassa a 0.58. La borsa non ha festeggiato questo record che é stato raggiunto con scarsa partecipazione. Il nuovo massimo non ha scatenato ulteriori acquisti - ha invece motivato le prese di beneficio. La tendenza di fondo é debolmente al rialzo - l'S&P500 ha però impiegato 7 mesi per superare di 1 punto il precedente massimo di gennaio. Il bordo superiore delle BB a 2871 punti é stato sufficiente per respingere l'indice verso il basso. Le BB non sono una resistenza ma solo una banda statistica entro la quale si muove un valore con una probabilità più o meno alta in relazione al periodo scelto. Le BB contengono i movimenti dell'S&P500 se questi non sono forti e dinamici - in caso contrario l'S&P500 buca le bande che sono poi costrette a seguire. Nel caso specifico ne deduciamo che l'S&P500 non vuole accelerare al rialzo ma solo apprezzarsi lentamente nel tempo. Ora si é staccato in maniera eccessiva dalle MM a 200 e 50 giorni in fiacca crescita e quindi deve probabilmente ridiscendere.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha guadagnato il +0.58% - Shanghai sta perdendo il -0.6%. Il future sull'S&P500 scende a 2853 punti (-9 punti) - l'indice sembra voler continuare la correzione iniziata ieri dai 2873 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3404 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Non vediamo nulla in grado di giustificare un'ondata di vendite e di conseguenza ci aspettiamo stasera una chiusura sui livelli d'apertura. Il rimbalzo delle borse europee dovrebbe essere finito ma ci vuole un motivo per tornare a vendere. In mancanza di una valida ragione si fermano a distribuire...

Commento del 21 agosto

L'Europa e l'EUR rimbalzano - l'S&P500 é già in perdita di momentum frenato dalla tecnologia

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta positiva. Una reazione logica e quasi necessaria considerando il distacco che si era ormai creato tra Europa e Stati Uniti. Probabilmente si é però solo trattato di un rimbalzo tecnico - le caratteristiche del movimento e i modesti volumi di titoli trattati puntano almeno in questa direzione. Avevamo previsto che l'Eurostoxx50 (+0.61% a 3393 punti) poteva risalire al massimo fino ai 3400 punti. Ieri ha toccato un massimo a 3405 punti e poi é ricaduto una decina di punti ed ha chiuso. I problemi strutturali persistono - la borsa italiana (FTSE MIB +0.27% a 20471 punti) ha ancora mostrato debolezza relativa e l'indice delle banche SX7E (+0.10% a 105.24 punti) arranca in fondo al plotone. Non siamo sicuri che il rimbalzo dell'Eurostoxx50 si fermerà qui perché esiste la possibilità che l'S&P500 (+0.24% a 2857.05 punti) salga ancora a testare il massimo annuale a 2872 punti. In questo caso l'Eurostoxx50 potrebbe tornare sui 3425 punti. In seguito ci aspettiamo però un altro serio attacco al supporto a 3350 punti.
Il cambio EUR/USD lievita stamattina a 1.1530. Il rimbalzo dal minimo annuale a 1.13 doveva far risalire il cambio almeno a 1.15. Se il cambio sale anche l'Eurostoxx50 potrebbe ancora guadagnare qualche punto.
Dopo tre settimane di calo il DAX (+0.99% a 12331 punti) ha iniziato la settimana con un balzo di 120 punti. La reazione é stata favorita da una situazione di eccesso di ribasso e dall'ammorbidirsi della crisi turca. I bassi volumi di titoli trattati incitano però alla prudenza. Fino a dove potrebbe risalire a corto il DAX? Molto dipende dal comportamento dell'S&P500 - esiste la possibilità che l'S&P500 dagli attuali 2858 punti cerchi ancora di migliorare il massimo storico a 2872 punti. In questo caso il DAX potrebbe estendere il rimbalzo fino ai 12500 punti.
La strategia operativa é semplice - chi in Europa é short a medio termine resta short e aspetta - chi ha tentato un long speculativo deve chiudere ora - per tornare short si possono aspettare alcuni giorni per avere chiarezza dall'America.

Come d'abitudine é Wall Street a dettare legge e indicare la strada da seguire. Vediamo come andata la seduta di ieri e se c'é qualcosa di nuovo. L'S&P500 (+0.61% a 2857.05 punti) ha guadagnato ancora 7 punti. L'impressione é però che sia a corto di ossigeno - se dovessimo fare una scommessa punteremo sull'ennesima correzione minore piuttosto che sulla continuazione a corto termine del rialzo e un attacco in direzione dei 2872 punti di massimo storico. In effetti ieri l'S&P500 é salito fino a quasi 2860 punti - si é però fermato prima dei precedenti massimi di agosto (2862-2863 punti) e ampiamente all'interno delle Bollinger Bands (2802-2868 punti). L'indice sembra al momento non avere la forza per salire più in alto. È bloccato dall'indebolimento del settore tecnologico - il Nasdaq100 (-0.08% a 7371 punti) non riesce più a superare i 7400 punti. A fine giugno una situazione grafica simile si era risolta con una accelerazione al rialzo. Questa volta però la partecipazione é debole e molti leaders stanno correggendo. Temiamo quindi che finalmente il Nasdaq100 corregga - il segnale verrà fornito da una rottura del supporto fornito dalla MM a 50 giorni (7285 punti). Non crediamo che la forza del settore dei trasporti (DJT +1.19% - l'indice é ad un passo dal massimo storico) basterà a compensare un cedimento della tecnologia.
L'S&P500 ha aperto con un balzo fino a 2857 punti. Fino alle 17.00 é sceso ad ondate a 2850 punti (nuovo supporto intermedio!). In seguito é lentamente salito fino al massimo a 2859.76 punti per sgonfiarsi sul finale e chiudere a 2857 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4736 su 2297, NH/NL a 673 su 286 (modesto miglioramento) e volume relativo a 0.8 (scarsi volumi). La volatilità VIX é scesa a 12.49 punti (-0.15) - la CBOE Equity put/call ratio é caduta a 0.55.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha guadagnato il +0.19% - Shanghai sta salendo del +1.3%. Il future sull'S&P500 é invariato a 2859 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3390 punti. Le borse europee aprirano praticamente invariate e la forza dell'EUR non sembra aiutarle. Le premesse sono per una seduta di pausa.

Aggiornamento del 20 agosto

Inizio di settimana tranquillo - politiche monetarie al centro dell'attenzione

Il crollo della Lira turca é una conseguenza della politica economica del governo che ha finanziato la crescita con capitali stranieri. Crediti in USD sono stati trasformati in Lire turche e sono serviti per finanziare molti progetti immobiliari e industriali a bassa produttività. Ora che la FED comincia a ridurre la sua somma di bilancio e la liquidità in USD a livello mondiale diminuisce, i capitali defluiscono dapprima dalla periferia per rientrare in investimenti in USD. Chi deve ripagare con Lire turche un debito in USD corre a comperare la moneta americana ed innesca una spirale deflattiva che é culminata settimana scorsa nel crollo. L'unico sistema per bloccare questo movimento e ristabilire la fiducia é alzare i tassi d'interesse di riferimento o chiedere aiuto e nuovi crediti al FMI in maniera da rendere nuovamente attraente la Lira turca o compensare il deflusso di liquidità con capitali freschi - purtroppo Erdogan, per questioni di prestigio e di credibilità politica, non vuole fare né uno né l'altro. Per il momento sono misure simili a stabilizzare il valore della moneta - i tassi a breve (overnight) sulla Lira turca sono raddoppiati ed il Quatar ha messo a disposizione 15 Mia di USD per sostenere il fratello mussulmano. Sul medio termine queste misure sono però inefficaci.
I disequilibri sono stati causati dalla politica economica di Erdogan - il catalizzatore della crisi é però la politica monetaria lentamente restrittiva della FED americana - probabilmente se ne riparlerà questa settimana nell'ambito della riunione a Jackson Hole. Molti analisti sono ora alla ricerca della prossima vittima - parecchi puntano il dito sulla Polonia e lo Sloty.

Stamattina i mercati finanziari sono tranquilli e poco mossi. Non ci sono novità di rilievo.
Le borse asiatiche sono in generale al rialzo con l'eccezione del Giappone (Nikkei -0.31%). Shanghai sale del +0.4%. Il future sull'S&P500 é a 2554 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3381 punti - rispetto alla chiusura di venerdì l'indice guadagna 8 punti (+0.25%). Le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Come descritto nell'analisi del fine settimana a breve l'Eurostoxx50 può salire fino ai 3400 punti. Non pensiamo che ci riesca oggi malgrado l'inizio di giornata positivo. In linea di massima ci aspettiamo che oggi gli indici si muovano poco e terminino la seduta senza sostanziali variazioni.

Commento del 18-19 agosto

Nuvole all'orizzonte per Italia ed Europa - arriva un temporale?

Settimana scorsa gli speculatori si sono nuovamente accaniti contro la Turchia. La Lira turca ha toccato il fondo lunedì 13 agosto ma sembrava che la crisi stesse convolgendo altre monete con un pericoloso effetto di contagio a macchia d'olio su numerosi Paesi emergenti con un forte deficit della bilancia dei pagamenti. Le turbolenze in borsa sono di conseguenza durate tutta la settimana - le borse europee hanno però toccato i minimi settimanali mercoledì 15 agosto quando sono stati anche raggiunti i nostri obiettivo di riferimento per questa correzione (3350 punti di Eurostoxx50 e 12140 punti di DAX). Quando i traders e gli speculatori trovano un tema lo seguono fino in fondo anche se fondamentalmente questo non é giustificato - l'importante é la psicologia e quando regna il panico tutto é possibile e i movimenti sono molto ampi e dinamici - offrono ottime possibilità di trading. Nel commento di settimana scorsa avevamo scritto che "La Lira turca non può perdere il 14% tutti i giorni e quindi un rimbalzo tecnico é imminente - questione di giorni se non di ore." In effetti il cambio EUR/TRY (cambio inverso, se sale la Lira Turca perde di valore!) é schizzato lunedì a 7.34, é ricaduto giovedì a 6.45 per terminare la settimana a 6.92.
Come avevamo facilmente previsto sulla base di precedenti osservazione e seguendo la logica, la crisi turca ha maggiormente coinvolto le borse europee e il settore bancario (SX7E -0.76% a 105.14, nuovo minimo annuale, performance settimanale del -3.90%). Invece l'America, meno toccata dal problema, ha proseguito il suo cammino con solo alcuni tentennamenti. In mezzo alle turbolenze provocate dalla crisi turca appaiono però due importanti sviluppi.
1. La borsa italiana continua ad essere debole e perde vistosamente terreno rispetto all'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (-0.53% a 20415 punti) durante la settimana ha fatto segnare regolarmente dei nuovi minimi annuali. Da maggio lo spread sui titoli di Stato tra BTP e Bund tedesco é salito da circa 125 punti base (1.25%) a 300 punti base (3%). Gli investitori internazionali sono preoccupati della situazione finanziaria dell'Italia. Perché? Ne abbiamo parlato in numerose occasione - il nuovo governo 5 Stelle / Lega ha ripetutamente indicato la sua intenzione di voler stimolare la crescita economica attraverso un aumento delle spesa pubblica. È ovvio che gli investitori internazionali si mostrino preoccupati visto il già forte indebitamento dello Stato italiano. Ora si aggiungono altri due fattori. La BCE ridurrà da settembre i suoi acquisti di titoli di Stato a 15 Mia al mese e a fine anno terminerà definitivamente queste operazioni di QE. Il mercato non sarà più manipolato ma verrà lasciato al libero gioco della domanda e dell'offerta. In questo senso l'aumento dello spread rispecchia unicamente la differenza di qualità del debitore. L'Italia non farà mai default. I tassi d'interesse sono però troppo bassi e non compensano i rischi. Gli speculatori lo sanno e stanno già giocando contro l'Italia facendo lievitare lo spread. Quando la BCE sarà fuori dal gioco il movimento potrebbe autoalimentarsi come é successo con il crollo della Lira turca. Un aumento dei tassi d'interesse avrebbe effetti disastrosi sull'economia, sul debito pubblico e sui bilanci delle banche infarciti di Titoli di Stato e di crediti inesigibili (NPL). La catastrofe costituita dal tragico crollo del ponte Morandi a Genova non ha solo causato delle vittime ma ha anche interrotto una delle più importanti vie di comunicazione sul quale scorrono le merci che affluiscono nel porto di Genova. Il governo non dovrebbe solo accanirsi nel cercare e punire i colpevoli ma dovrebbe al più presto trovare delle soluzioni per ripristinare i collegamenti. Le conseguenze negative sul PIL italiano dovrebbero essere sensibili e i mercati finanziari hanno reagito di conseguenza. Non sta a noi giudicare se questo é sciacallaggio - c'é purtroppo sempre qualcuno che sfrutta le catastrofi per fare affari o cercare di guadagnare capitale politico. La borsa rispecchia però le conseguenze economiche negative del crollo e noi dobbiamo tenerne conto. La tendenza della borsa italiana é al ribasso - l'obiettivo della correzione a 20000 punti si avvicina. Una settimana fà avevamo indicato un obiettivo a medio termine a 17500-18000 punti e nelle ultime 5 sedute il FTSE MIB ha fornito solamente conferme che questo obiettivo é realistico malgrado che a cortissimo termine l'indice é ipervenduto (RSI a 29 punti) e dovrebbe al più tardi dai 20000 punti rimbalzare in maniera sensibile e sostenibile.
2. La tecnologia in America, rappresentata dall'indice Nasdaq100, ha perso la sua leadership. Per la quarta (!) settimana consecutiva l'indice ha sottoperformato l'S&P500. Questa settimana questo efffetto é diventato evidente con l'S&P500 (+0.33% a 2850.13 punti) che ha guadagnato terreno mentre il Nasdaq100 (+0.04% a 7377 punti) é sceso sotto il supporto a 7400 punti. Da anni la tecnologia trascina il rialzo di Wall Street. Questa sua debolezza é un segno che le cose stanno cambiando? Non lo sappiamo ancora. Malgrado la seduta positiva di venerdì non cambiamo però idea. Secondo l'analisi tecnica il potenziale di rialzo a corto termine é modesto se non nullo. L'S&P500 dovrebbe settimana prossima fare un'altra correzione minore e tornare per lo meno a 2800 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.60% a 3373 punti
DAX                         -1.72% a 12210 punti
SMI                          -0.30% a 9003 punti
FTSE MIB                  -3.20% a 20415 punti (nuovo minimo annuale)
S&P500                    +0.59% a 2850.13 punti
Nasdaq100               -0.41% a 7377 punti

La seduta di venerdì é stata probabilmente condizionata dalla scadenza dei derivati di agosto.
Le borse europee hanno provato a scendere con gli indici più importanti che nel pomeriggio hanno ritestato  i minimi di mercoledì - l'Eurostoxx50 (-0.14% a 3374) é ridisceso fino ai 3354 punti, Il DAX (-0.22% a 12210 punti) é ricaduto fino ai 12135 punti. Poi però sono risalite nelle ultime ore di contrattazioni e hanno chiuso com modesti e tecnicamente insignificanti perdite. Solo il FTSE MIB (-0.53% a 20415 punti) ha fatto registrare un nuovo minimo annuale.
La borsa americana ha invece provato a salire e l'S&P500, con nostra sorpresa, é riùscito a superare i 2850 punti ed é salito fino ai 2855 punti di massimo. Sul finale é ricaduto a 2850.13 punti (+0.33) ma ha guadagnato altri 9 punti. Nel commento di venerdì mattina avevamo scritto che dai 2850 punti ci aspettavamo un'altra correzione minore fino ai 2800 punti. In linea di massima questa previsione é ancora valida. Mancano però solo 22 punti al massimo storico del 26 gennaio a 2872 punti. Basterebbe una buona notizia (tipo uno sviluppo positivo nelle trattative commerciali tra Cina e Stati Uniti) per dare la motivazione necessaria ai traders per andare a prendere il massimo storico. Le copertura di short e i buy stop risucchierebbero in questo caso l'indice verso l'alto per un nuovo massimo storico marginale prima che parta la prossima correzione minore.
La seduta di venerdì a Wall Street é stata positiva con A/D a 4674 su 2287, NH/NL a 523 su 398 (scarsa partecipazione) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 12.64 punti (-0.81) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.70. I dati sul sentiment non forniscono indicazioni valide per prevedere i prossimi movimenti dell'indice. Gli investitori restano ottimisti senza euforia.
Le Bollinger Bands sull'S&P500 scorrono a 2799-2866 punti. La tendenza di fondo della borsa americana é ancora debolmente rialzista con il 49.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percenti Index sul NYSE a 57.33. La ROC sull'S&P500 é a 0.34 (quasi neutra). In un mercato senza momentum ed importanti flussi di liquidità é poco probabile che l'S&P500 possa impennarsi sopra il bordo superiore delle BB e proseguire in seguito il rialzo. Di conseguenza pensiamo che settimana prossima dai 2850+ punti l'S&P500 debba scendere con la collaborazione del Nasdaq100 (+0.04% a 7377 punti) che mostra segni di stanchezza.
Cosa faranno nel frattempo le borse europee? Dovrebbero seguire l'America con l'effetto correttivo fornito dal cambio. Dal minimo a 1.13, venerdì sera il cambio EUR/USD é risalito a 1.1440. Avevamo previsto un rimbalzo fino a 1.15 che si sta puntualmente realizzando. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3376 punti. La buona chiusura a Wall Street e il rafforzamento dell'EUR non hanno aiutato molto l'Eurostoxx50. Pensiamo quindi che il rimbalzo potrebbe a breve far salire l'Eurostoxx50 al massimo fino ai 3400 punti. Poi le borse europee dovrebbero scendere insieme all'America. A settembre prevediamo che Eurostoxx50 e DAX cadano fino ai minimi annuali di marzo.
Tra giovedì 23 e sabato 25 agosto c'é l'incontro informale dei governatori delle Banche Centrali a Jackson Hole in America. Di conseguenza settimana prossima si ricomincerà a discutere di politica monetaria e tassi d'interesse. Vedremo se filtreranno informazioni in grado di muovere i mercati. Nel passato alcuni importanti cambiamenti sono stati annunciati nell'ambito di questo simposio.

Commento del 17 agosto

Piccole candele bianche in Europa, candela rossa sul Nasdaq100 - malgrado i guadagni prepariamoci ad ulteriori cali

Ieri le borse hanno avuto una giornata positiva - hanno tentato di dimenticare la crisi della Lira turca che negli ultimi giorni ha terminato la sua caduta ed é riuscita a recuperare un pò di terreno grazie agli sforzi delle autorità politiche e monetarie. Il rimbalzo in Europa non é stato convincente - l'Eurostoxx50 é salito a 3377 punti (+0.55%) e sui grafici appaiono delle piccole candele bianche ma considerando la performance della borsa americana le borse europee arrancano. Mercoledì l'S&P500 aveva perso un -0.76% contro il -1.48% dell'Eurostoxx50 - ieri al +0.55% dell'Eurostoxx50 l'S&P500 ha risposto con un +0.79% e stamattina le borse europee sembrano voler riprendere le contrattazioni praticamente invariate. Le piccole candele bianche sui grafici degli indici europei mostrano che durante la giornata i compratori hanno combinato ben poco - l'impressione é quella di un rimbalzo tecnico inevitabile visto che mercoledì gli indici erano scesi sugli obiettivi e supporti e obbligato considerando la buona reazione di Wall Street. Anche su altri fronti non vediamo segnali di forza. L'indice delle banche SX7E ha recuperato uno striminzito +0.25% a 105.94 punti - normalmente la reazione di questo settore, che attira traders e speculatori a causa della sua alta volatilità, é più forte e convincente. La borsa italiana, chiusa mercoledì per Ferragosto, é precipitata su un nuovo minimo annuale (FTSE MIB -1.83% a 20524 punti). Nelle due sedute l'Eurostoxx50 ha accumulato un -0.9% (-1.48% / +0.55%) - é evidente che la borsa italiana, scossa anche dal tragico crollo del ponte Morandi a Genova, ha sottoperformato e continua a mostrare debolezza relativa. Le azioni della società Atlantia, per molti responsabile della catastrofe, hanno perso il -22.26%.
Il cambio EUR/USD é rimbalzato dal minimo annuale a 1.1300 fino a 1.1380. Ha iniziato la giornata su questo livello e la sera lo abbiamo ritrovato lì. L'EUR in giornata non ha fatto progressi e non ha confermato la validità del rimbalzo delle borse. Insomma - le borse europee hanno recuperato più che altro perché la borsa americana é salita. Per sapere se questo rimbalzo ha potenziale (lo anticipiamo - crediamo di no) guardiamo cosa é successo a Wall Street e giudichiamo se il rialzo della borsa americana può continuare.

Mercoledì l'S&P500 era sceso sul supporto a 2800 punti e aveva cominciato a rimbalzare. Ieri voleva e doveva compensare la perdita di mercoledì (-0.76%). Ci é riuscito mettendo a segno un +0.79% e terminando la seduta a 2840.69 punti. Il catalizzatore del recupero sono stati i buoni risultati trimestrali del colosso delle vendite al dettaglio Wal Mart (+9.33%). Questo titolo ha provocato il balzo del Dow Jones Industrial (+1.5%) e ha aiutato l'S&P500. Notiamo però che il Nasdaq100 (+0.27% a 7374 punti), senza questo effetto, ha combinato poco. Ha ripreso solo 19 punti e la candela sul grafico é rossa a testimoniare una prevalenza delle vendite durante la giornata. L'S&P500 ha chiuso il gap di venerdì scorso salendo sul massimo giornaliero a 2850 punti - non ha però superato questo vecchio supporto intermedio. Il Nasdaq100 é rimasto sotto i 7400 punti, vecchio supporto e ora resistenza.
L'S&P500 ha aperto ha 2836 punti e dopo una breve discesa a 2835 punti di minimo é salito regolarmente fino al massimo a 2850 punti raggiunti verso le 18.15. Poi é semplicemente scivolato verso il basso fino ai 2838 punti per chiudere a 2840.69 punti (+0.79%). Durante la giornata l'indice si é mosso in soli 14 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5201 su 1812, NH/NL a 443 su 384 (deludente espansione dei nuovi massimi dai 304 di mercoledì) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 13.45 punti (-1.19). La CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.60.
Non vediamo una particolare forza d'acquisto - é stata una seduta positiva all'interno di un mercato neutro e senza particolari spunti. L'impressione é che dai 2850 punti l'S&P500 deve ridiscendere - la ragione? - perché dai 2800 punti é salito...

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Il Nikkei ha guadagnato il +0.40% - Shanghai perde il -1.0%. Il future sull'S&P500 é invariato a 2844 punti. L'Eurostoxx50 vale 3379 punti (+2 punti) - le borse europee riprenderanno le contrattazioni senza sostanziali variazioni. Oggi scadono i derivati di agosto - questo potrebbe provocare durante la giornata una certa volatilità. Per saldo pensiamo però che oggi le borse si muoveranno poco.

Commento del 16 agosto

Eurostoxx50 e DAX cadono sugli obiettivi a 3350 e 12140 punti - l'S&P500 mostra ancora forza relativa
Ora deve esserci una reazione ma la correzione non sembra finita


Ieri la correzione delle borse europee é ripresa con slancio dopo il fallito rimbalzo di martedì. Ieri i ribassisti sono tornati all'attacco e hanno fatto cadere l'Eurostoxx50 (-1.48% a 3359 punti) sul nostro obiettivo a 3350 punti (minimo giornaliero a 3349 punti). Ieri sera l'indice ha chiuso poco sopra a 3359 punti con una pesante perdita di 50 punti. L'indice é quasi ipervenduto (RSI a 32 punti) e potrebbe tentare di stabilizzarsi su questo livello. Crediamo però che in seguito scenderà piu in basso perché la correzione in America sembra prendere vigore solo adesso. I rialzisti possono consolarsi con la buona prestazione relativa dell'indice delle banche SX7E (-1.08% a 105.67 punti) - potrebbe però essere solo la conseguenza della chiusura della borsa italiana - quindi é meglio stare a guardare e non basarsi su questa divergenza positiva per tentare un long in controtendenza. I 3350 punti sono un ovvio supporto. Se da qui l'indice non rimbalza con vigore é probabile che ci debba ancora essere un tuffo fino ai 3275-3300 punti. Ieri i volumi di titoli trattati erano in aumento malgrado la giornata di festa in alcuni Paesi europei compresi parte della Svizzera e della Germania. Significa che l'ondata di vendite é stata massiccia - il ribasso gode di buona partecipazione - dei 50 titoli dell'Eurostoxx50 solo 1 ieri ha guadagnato terreno - 46 erano in perdita e 3 in pari, quelli italiani che non hanno trattato (Enel, Eni e Intesa San Paolo). Ricordiamo che Unicredit e Generali erano uscita dall'indice a settembre 2016.
Il DAX (-1.58% a 12163 punti) ha perso 195 punti e ha raggiunto il nostro obiettivo a 12140 punti (minimo a 12120 punti). In teoria l'indice non é ancora ipervenduto e non appare ancora panico (VDAX a a 20.34 punti, +2.27 / il massimo annuale é stato raggiunto a gennaio a 40 punti). Quindi non é sicuro che ieri sia stato toccato un minimo significativo. L'indice sembra voler accelerare al ribasso e pensiamo che ci debba essere ancora un ultima ondata di vendite. Meglio aspettare prima di comperare.
La continuazione della correzione delle borse non é stata una sorpresa poiché l'avevamo ampiamente prevista - la tempistica invece si - non ci aspettavamo che già ieri i ribassisti tentassero un affondo anche perché la Lira turca ha recuperato terreno. La crisi turca sembra però contagiare altre monete di Paesi con un forte deficit della bilancia dei pagamenti come l'Indonesia o l'India. Anche il dollaro di Honk Kong é sotto pressione e le autorità monetarie sono dovute intervenire. L'Argentina ha dovuto alzare i tassi d'interesse sul Peso per difendere la sua moneta da un'eccessiva svalutazione . Avevamo segnalato questo problema nelle nostre previsioni per il 2017 (!) - é sorprendente che ci siano voluti quasi 2 anni prima che questi disequilibri venissero alla superficie. La crisi della Lira turca sta contagiando le monete di altri Paesi - in generale l'USD si sta rafforzando troppo creando gravi problemi in Paesi con debiti in USD. È quindi possibile che la correzione delle borse duri più a lungo di quanto ci si poteva immaginare all'inizio. La correzione non dovrebbe però trasformarsi in ribasso. Sugli obiettivi si possono chiudere le posizioni short. È però troppo presto per andare long.

Il cambio EUR/USD é caduto ieri sera a 1.1330 - ha toccato un minimo giornaliero e nuovo minimo annuale é a 1.13 - l'obiettivo grafico a 1.12 si avvicina velocemente. Sugli 1.12 potrebbe anche concretizzarsi il minimo di questa correzione sull'Eurostoxx50 - ricordatevi la strana correlazione EUR-borse europee che sembra ancora funzionare egregiamente. Stamattina il cambio rimbalza a 1.1395 - questo significa che anche le borse europee oggi rimbalzeranno.

La seduta a New York é stata negativa e il Nasdaq100 (-1.24% a 7354 punti) ha sfondato l'importante supporto a 7400 punti. Ancora una volta però l'S&P500 (-0.76% a 2818.37 punti) ha mostrato di essere più forte dell'Europa. Ha contenuto le perdite, ha chiuso 16 punti sopra il minimo giornaliero e ha difeso in maniera convincente il supporto a 2800 punti. Dobbiamo prendere in considerazione la possibilità che l'S&P500 riprenda il rialzo dai 2800+ e che non completi la correzione con una discesa sull'obiettivo teorico a 2750-2780 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2821 punti e all'inizio é risalito a 2826 punti (minimo di martedì !). Poi per le 17.00 é sceso sul minimo a 2802 punti. Senza attaccare il supporto a 2800 punti é risalito a metà seduta a 2818 punti. Dopo un'ulteriore fase di debolezza (2806 punti) l'indice é tornato in chiusura a 2818.37 punti (-0.76%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1733 su 5117, NH/NL a 304 su 987 (sensibile deterioramento) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita a 14.64 punti (+1.33) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta ferma a 0.66. Non vediamo sul sentiment  l'abituale costellazione che garantisce la presenza di un solido minimo - la pressione di vendita sembra aumentare. Di conseguenza non crediamo che l'S&P500 possa semplicemente ricominciare a salire da qui. Pensiamo che debba per lo meno consolidare qualche giorno sui 2800+ punti o tentare ancora un affondo in direzione dell'obiettivo.
Notiamo che ieri il DJ Transportation ha chiuso in pari (+0.01%). 

Stamattina prevalgono i segnali positivi. Il future sull'S&P500 é a 2831 punti (+10 punti). La reazione delle borse europee é tiepida. L'Eurostoxx50 vale ora 3367 punti (+8 punti). Gli indici riprenderanno le contrattazioni con guadagni di circa il +0.3%. Probabilmente influenza negativamente l'inerzia dell'Asia (Nikkei +0.04%, Shanghai -0.2%) e il fatto che la Lira turca à nuovamente in leggero calo.
Oggi ci aspettiamo una seduta positiva ma non un rally - probabilmente nei prossimi giorni i minimi di ieri devono essere ritestati ma per esserne sicuri bisogna per lo meno osservare il comportamento dei mercati stamattina.

Commento del 15 agosto

L'America rimbalza (S&P500 +0.64%), l'Europa no (Eurostoxx50 -0.01%) e l'EUR per niente

La Lira turca ieri si é stabilizzata e ha recuperato un 7% su USD. La Banca Centrale turca non ha ufficialmente alzato i tassi d'interesse ma ha agito nelle retrovie in questa direzione e ha aiutato le banche fornendo liquidità in USD e intervenendo sul mercato dei cambi. Le borse europee hanno inizialmente reagito positivamente a questo segnale. L'ottimismo é però durato poco - l'Eurostoxx50 é salito dai 3409 punti di lunedì fino a 3433 punti. Alle 09.15 la breve spinta di rialzo si é esaurita e il rimbalzo si é insabbiato. L'Eurostoxx50 é tornato sui suoi passi e ha chiuso in pari a 3409 punti (-0.01%). Per saldo si é quindi fermato mentre il settore bancario (SX7E -0.60% a 106.82 punti) ha continuato la sua discesa e ha toccato un nuovo minimo annuale. Un tentativo di rimbalzo é fallito e di conseguenza la correzione nei prossimi giorni deve continuare.
Il cambio EUR/USD é risalito fino a 1.1430. Poi la sera é caduto su un nuovo minimo annuale a 1.1340 - non é neanche riuscito a salvare gli 1.14 di lunedì ma ha continuato il ribasso in direzione dell'obiettivo a 1.12. Stamattina é a 1.1325. In teoria l'EUR in calo avrebbe dovuto corrispondere ad un Eurostoxx50 in perdita. Probabilmente la correlazione ricomincerà a funzionare oggi obbligando l'Eurostoxx50 a scendere più in basso. Anche il DAX (+0.00% a 12358 punti) ha fallito il rimbalzo e questo ci mostra che probabilmente la crisi non é ancora risolta. Questa ulteriore chiusura sotto i 12400 punti ci dice che probabilmente la correzione deve continuare secondo i piani. Ieri sera il DAX ha chiuso sul bordo inferiore delle Bollinger Bands. La pausa é servita ad assorbire parte degli eccessi.
Il tragico crollo del ponte Morandi a Genova ha provocato la caduta del valore dell'azione della società responsabile della sua manutenzione (Atlantia -5.39%). Il listino é stato influenzato in maniera negativa ma solo marginalmente. L'ulteriore calo delle azioni delle banche, ancora causato dalla crisi della Lira turca, é stato compensato da un rimbalzo di altri titoli. Il FTSE MIB (-0.30% a 20906 punti) ha fatto segnare ieri sera la peggiore chiusura dell'anno - il minimo di lunedì non é però stato superato al ribasso. Un ulteriore tentativo di rimbalzo é ancora possibile - in linea di massima però la correzione deve continuare secondo i piani.

La borsa americana sembra infischiarsene dei problemi della Turchia e delle minacce provenienti da Ankara. In fondo é giusto così visto che il peso dell'economia turca a livello mondiale é trascurabile. La Turchia é un membro della Nato e occupa una importante posizione geopolitica. La sua bilancia commerciale é però negativa e il suo più importante partner é l'UE. Un boicotto della Turchia non può impensierire gli Stati Uniti e le sue imprese.
L'S&P500 (+0.64% a 2839.96 punti) ha avuto una seduta positiva ma si é mosso nel range di lunedì e non é risalito sopra i 2850 punti rispettivamente non ha chiuso il gap. Formalmente quindi si trova ancora in una fase di correzione.
L'S&P500 ha aperto a 2832 punti e all'inizio é ancora sceso a 2826 punti di minimo. Poi per le 17.00 é risalito a 2840 punti. Dopo si limitato ad oscillare in laterale tra i 2836 ed i 2843 punti fino alla chiusura a 2840 punti. Il Nasdaq100 (+0.62% a 7447 punti) lo ha imitato. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4781 su 2238, NH/NL a 462 su 525 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é scesa a 13.31 punti (-1.47) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.66. Nei dati non notiamo nulla di particolare. Si tratta di una normale seduta positiva con modesti volumi. Dovrebbe trattarsi di un rimbalzo all'interno di una correzione minore che si sta svolgendo con scarsa pressione di vendita e quasi controvoglia.
Oggi é Ferragosto. In parecchie regioni europee si festeggia l'ascesa di Maria in cielo (Francia, Belgio, Austria, Portogallo, Grecia,..). La borsa italiana é chiusa. Nei cantoni svizzeri e nei Länder tedeschi cattolici é un giorno di festa. Vista l'assenza di numerosi investitori i volumi in borsa saranno modesti e i movimenti limitati.
Stamattina le borse asiatiche sono nuovamente in rosso. Il Nikkei perde il -0.8% mentre Shanghai é in calo del -1.5%. Il future sull'S&P500 é a 2836 punti (-4 punti). È ancora presto (07.30) per avere delle indicazioni sull'apertura in Europa. Ci aspettiamo però che la buona chiusura ieri sera a Wall Street venga compensata dai segnali negativi di stamattina - di conseguenza l'Eurostoxx50 dovrebbe aprire senza sostanziali variazioni. Stamattina la Lira turca é stabile - le borse oggi dovrebbero muoversi in pochi punti e marciare sul posto.

Commento del 14 agosto

Il crollo della Lira turca si ferma - la correzione delle borse fa una pausa

Ieri le borse europee ed americana hanno avuto una seduta moderatamente negativa come si conviene ad una correzione minore. Mentre la Lira turca perdeva ancora il -7.8% contro USD, l'Eurostoxx50 é sceso a 3409 punti (-0.48%) e l'S&P500 é scivolato a 2821.93 punti (-0.40%). A trascinare il ribasso sono state le banche (SX7E -1.78% a 107.46 punti) mentre la tecnologia americana (Nasdaq100 -0.10% a 7401 punti) ha praticamente ignorato il problema. Malgrado che siano le emozioni a dominare, il comportamento degli investitori mantiene una certa logica.
In Europa la correzione é continuata trascinata dal settore bancario che é caduto su un minimo annuale. Graficamente questo record negativo apre la strada verso il basso. Il cambio USD/TRY é salito ancora e lentamente le aziende turche indebitate in USD dovrebbero annunciare gravi problemi che andranno dall'insolvenza alla vendita alla disperata di beni per colmare la voragine dei debiti che si sta aprendo. Le banche spagnole, francesi, tedesche e italiane sono particolarmente esposte - al momento le possibili perdite sono difficilmente quantificabili. Nel dubbio gli investitori vendono. Solo se la Turchia alzasse i tassi d'interesse o introducesse dei controlli sui cambi e sull'esportazione dei capitali la TRY (Lira turca) potrebbe recuperare terreno in maniera sostenibile. L'alternativa é una richiesta d'aiuto al FMI - escludiamo però che Erdogan scelga questa alternativa che significherebbe una grave sconfitta politica.
La correzione minore delle borse continua. Sull'Eurostoxx50 (-0.48% a 3409 punti) manteniamo il nostro obiettivo a 3350 punti. In DAX tedesco (-0.53% a 12358 punti) dovrebbe nella prossima decina di sedute scendere a 12140-12200 punti. Il FTSE MIB (-0.58% a 20969 punti) é caduto su un nuovo minimo annuale. Questo significa che la correzione continua e che la strada verso il basso resta aperta. Confermiamo l'obiettivo teorico a 20000 punti (anche se questo sembra troppo basso se paragonato all'obiettivo che abbiamo per l'Eurostoxx50). Il doji sul grafico del FTSE MIB, nel quale traspare del verde (chiusura leggermente sopra il livello d'apertura) potrebbe significare che dal minimo di ieri sta iniziando un rimbalzo tecnico. Questo non deve durare più di tre giorni e non deve far tornare il FTSE MIB sopra i 21250 punti. Lo spreads sui titoli di Stato sale mentre le azioni delle banche sono ancora deboli - il mercato si comporta come nel caso di una crisi finanziaria. Potrebbe intensificarsi anche se i rischi immediati di contagio dalla Turchia sull'Italia ci sembrano scarsi. Teniamo d'occhio (l'odiatissimo) spread.
Avrete notato che gli obiettivi della correzione, appena iniziata, sono solo un -2% sotto i livelli di chiusura di ieri. L'SMI svizzero (-0.29% a 9005 punti) potrebbe già aver terminato la correzione. È evidente che la correzione non dovrebbe fare sensibili danni - il peso dell'economia turca é a livello mondiale trascurabile. La crisi dovrebbe però far riflettere gli investitori ed indurli ad un comportamento più prudente. Nei prossimi mesi ci aspettiamo uno sviluppo delle borse più selettivo e rispettoso dei fondamentali. Nell'immediato ci sono degli eccessi che andrebbero compensati con un rimbalzo tecnico. Sui grafici le ultime candele sono al di fuori del limite inferiore delle Bollinger Bands - visto che la pressione di vendita é modesta é probabile che ora ci sia una pausa in maniera da eliminare questa anomalia che si presenta unicamente nel caso di forte correzione o ribasso.

Anche a Wall  Street la seduta é stata negativa. L'esito sembra però più che altro dovuto all'emulazione o ad un senso di partecipazione ai problemi che affliggono alcuni Paesi emergenti con forti scompensi a livello di bilancia dei pagamenti (oltre alla Turchia abbiamo Brasile, India e Sud Africa per citare solo i più importanti).
L'S&P500 ha aperto in positivo a 2836 punti e all'inizio é ancora salito a 2843 punti di massimo. Poi é caduto fino ad un minimo a 2820 punti. Con questo comportamento ha rispettato le indicazioni fornite dal future - significa che i traders e l'analisi tecnica stanno dominando questa correzione. Nelle ultime ore di contrattazioni l'S&P500 é risalito a 2832 punti ed é ridisceso in chiusura a 2821.93 punti (-0.40%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2081 su 4955, NH/NL a 333 su 770 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 14.78 punti (+1.62) mentre la CBOE Euity put/call ratio é rimasta relativamente bassa a 0.64.
Finora la correzione si sviluppa come previsto e non notiamo anomalie o divergenze. L'obiettivo teorico resta a 2750-2780 punti. Ribadiamo che in seguito, se la correzione segue il nostro scenario, é probabile che l'S&P500 salirà su un nuovo massimo storico sopra i 2872 punti.

Stamattina il cambio della Lira Turca si é stabilizzato e subito le borse reagiscono in maniera positiva. Il future sull'S&P500 é a 2834 punti (+9 punti) - in pratica l'S&P500 sale di 12 punti rispetto alla chiusura di ieri sera. L'Eurostoxx50 vale ora 3425 punti (+16 punti) e recupera in questa maniera le perdite di ieri. Le borse europee apriranno con un guadagno del +0.5% e dovrebbero stamattina salire più in alto con un sospiro di sollievo e grazie ad alcune operazioni di short covering. Nel pomeriggio ci aspettiamo un ritorno sui livelli d'apertura. Il "conto" da pagare relativo al crollo della Lira Turca non é ancora stato scontato interamente dai mercati. Ci aspettiamo che la correzione duri ancora una decina di giorni.

Aggiornamento del 13 agosto

Complotto politico e Lira turca - abbiamo dimenticato il rame

Nell'analisi del fine settimana abbiamo ampiamente parlato della Lira turca e delle conseguenze sui mercati finanziari del crollo di questa moneta. Ci siamo dimenticati di trattare il rame che avevamo citato nel titolo. Il rame é un metallo industriale che viene utilizzato in numerosi settori - dalla costruzione, ai trasporti fino all'elettronica. È un indicatore anticipatore e da inizio giugno ha perso circa il 15% del suo valore. Normalmente questo é un segnale che l'economia mondiale rallenta. Il calo del prezzo é in parte un mistero visto che conflitti e scioperi in numerosi Paesi produttori (p.e. Cile) dovrebbero diminuire l'offerta. La reazione negativa potrebbe essere una conseguenza del conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina, paese che assorbe circa la metà della produzione mondiale di rame. La rivalutazione dell'USD aumenta il prezzo in Yuan e ne diminuisce la domanda. Non bisogna trarre conclusioni affrettate dallo sviluppo del prezzo di alcuni metalli industriali nelle ultime settimane. In ogni caso però il calo del prezzo del rame é un segnale d'allarme da non sottovalutare.
Torniamo alla Turchia. Durante il fine settimana Erdogan non ha fatto nulla per diminuire la tensione sui mercati finanziari e sostenenere il valore della moneta. La Banca Centrale dovrebbe aumentare i tassi d'interesse e la Turchia potrebbe introdurre limitazioni sull'esportazione dei capitali. Erdogan invece attribuisce la colpa per la perdita di valore della Lira ad una congiura internazionale condotta dagli Stati Uniti e non agli squilibri economici. Non parla dell'enorme debito della bilancia dei pagamenti né dall'insicurezza per gli investitori internazionali, che scappano, causata dalla sua politica.
Il risultato é che stamattina la Lira turca perde ancora un -7% contro USD. Il cambio EUR/USD scende a 1.14 mentre il future sull'S&P500 cade a 2828 punti (-8 punti). Le borse europee apriranno in calo - l'Eurostoxx50 vale ora 3406 punti (-0.6%). Pensiamo che dopo una prima ondata di vendite le borse europee si stabilizzeranno e tenteranno un recupero. Dovrebbero stamattina tornare in pari. Poi vedremo quali notizie arriveranno da Ankara ed eventualmente quale sarà la reazione di Washington - gli europei stanno a guardare.
Il comportamento delle borse asiatiche non é importante ma per la cronaca riportiamo un -1.86% del Nikkei e un calo della borsa di Shanghai del -0.5%.

Commento dell'11-12 agosto

La Turchia mette in ginocchio l'Europa e le sue banche - parte l'attesa correzione minore. Attenzione al rame.


Fino a giovedì la settimana é trascorsa nella calma e senza movimenti rilevanti. Le borse europee erano erano più deboli di quelle americane, i tassi d'interesse di riferimento sull'EUR stavano scendendo e il Bund tedesco per contro saliva, L'EUR scivolava verso il supporto a 1.1510 e il CHF continuava a rafforzarsi. C'erano dei sintomi di malessere ma nulla lasciava presagire il terremoto che é seguito. Venerdì é scoppiata la crisi turca che ha travolto le borse europee e le sue banche. L'Eurostoxx50 (-1.94% a 3426 punti) e i suoi colleghi hanno aperto in calo e sono tendenzialmente scesi durante tutta la giornata. I rimbalzi sono stati venduti e i venditori hanno tenuto il controllo delle operazioni fino alla chiusura vicino ai minimi giornalieri. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3413 punti verso le 16.50 e ha terminato la giornata a 3426 punti con una pesante perdita di 68 punti e volumi di titoli trattati in aumento. Naturalmente il settore bancario (SX7E -3.23% a 109.41 punti) ha subito un tracollo poiché si teme che le banche con consistenti esposizioni in Lira turca subiscano forti perdite a causa della svalutazione della moneta e dell'eventuale insolvenza dei debitori. L'indice SX7E non ha però avvicinato il minimo annuale del 27 giugno a 107.40 punti. Invece il FTSE MIB italiano (-2.51% a 21090 punti) é sceso su un nuovo minimo annuale a dimostrazione della sua debolezza relativa. Aspettavamo questo nuovo record negativo da tempo. Esamineremo le conseguenze in seguito. Il DAX tedesco é caduto a 12424 punti (-1.99%) con un minimo giornaliero a 12390 punti. Usiamo questo indice per un'analisi preliminare. La MM a 50 giorni scorre praticamente piatta a 12619 punti - il limite inferiore delle BB é 12443 punti - la RSI é a 41.52 punti (l'indice non é ipervenduto) mentre il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica ha fornito venerdì un segnale di vendita a medio termine. Sui 12400 punti c'é un supporto intermedio risalente a luglio mentre il primo solido supporto é solo sui 12140 punti. La volatilità VDAX é salita a 17.93 punti (+2.70, +17.74%). Durante la forte correzione di gennaio la VDAX era salita a 40 punti. È evidente che i movimenti a corto termine delle borse dipendono dallo sviluppo della crisi turca e in particolare dal valore della moneta (TRY) che solo venerdì ha perso il -14% contro EUR. Teoricamente dai 12400 punti il DAX potrebbe rimbalzare ma la correzione non sembra finita. L'indice dovrebbe per lo meno scendere nella prossima decina di sedute sui 12140-12200 punti prima che la correzione sia completa. Non ci aspettiamo un ribasso (calo superiore al -10%) poiché la borsa americana sembra in grado di incassare il colpo senza danni. L'impressione é però che a medio termine le borse europee debbano scendere decisamente più in basso - il FTSE MIB serve da apripista e la crisi turca é solo l'antipasto.
Il cambio EUR/USD é caduto fino a 1.1388 e ha terminato la settimana a 1.1410. Il supporto a 1.1510 é definitivamente rotto e il prossimo obiettivo al ribasso si situa a 1.12. Al momento l'USD sta uscendo vincitore dalla guerra commerciale e finanziaria scatenata da Donald Trump. I partner commerciali (Cina, Messico e Canada (Nafta), UE) sono sulla difensive a sono costretti a trattare. Gli Stati Uniti però subiscono anche loro dei danni - il prezzo delle merci importate aumenta e il deficit dello Stato sta esplodendo - temiamo che presto o tardi questi disequilibri si rifletteranno in maniera negativa sulla moneta. Malgrado che le tendenze a corto e medio termine siano al ribasso non consigliamo la vendita di EUR in favore di USD. Ci sono troppi acquisti speculativi di USD e il sentiment é eccessivamente ottimista per la moneta americana - uno short covering é vicino. Questo significa che a breve il cambio potrebbe scendere fino a 1.12 ma poi potrebbe tornare rapidamente nel range 1.15-1.18. Ricordiamo che contro la logica economica per ora abbiamo una correlazione positiva tra EUR é borse - EUR debole significa borsa europee in calo. Bisognerà fare attenzione al momento in cui questa regola non funzionerà più.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.71% a 3426 punti
DAX                         -1.52% a 12424 punti
SMI                          -1.38% a 9031 punti
FTSE MIB                  -2.30% a 21090 punti (nuovo minimo annuale)
S&P500                    -0.25% a 2833.28 punti
Nasdaq100               +0.17% a 7404 punti

Prima di passare alle previsioni vediamo come New York ha reagito alla crisi turca e al crollo delle borse europee. Wall Street ha retto
il colpo. Gli indici hanno aperto con una perdita di circa il -0.7% ma poi invece che continuare a scendere sono oscillati in laterale e hanno chiuso sui livelli d'apertura. I ribassisti hanno vinto ma non hanno dominato. L'S&P500 ha esordito in gap down a 2836 punti. Nelle prime ore si é semplicemente mosso in laterale in pochi punti. A metà seduta ha toccato un massimo a 2842 punti e poi é scivolato verso il basso fino ad un minimo a 2825 punti. Infine é rimbalzato fino ai 2837 punti ed ha chiuso a 2833.28 punti (-0.71%). Notiamo due punti negativi - il primo supporto a 2848-2850 punti é stato rotto ed il gap d'apertura é rimasto aperto. D'altra parte il Nasdaq100 (-0.78% a 7408 punti) si é salvato sopra il primo supporto a 7400 punti. Considerando la caduta in Europa ed il crollo della Lira turca, che a breve é ipervenduta, New York si é comportata molto bene. La prima conclusione é che difficilmente l'S&P500 farà qualcosa di più dell'attesa correzione minore di 80-100 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2235 su 4744, NH/NL a 401 su 648 e volume relativo a 0.95. Non appare una particolare pressione di vendita. La volatilità VIX é balzata a 13.16 punti (+1.89) mentre la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.70. Dai dati sul sentiment traspare inquietudine ma nulla più. Questa sembra una scelta giusta. La Turchia non é un problema in grado di far deragliare la crescita economica americana. Il peso dell'economia turca nel contesto mondiale é trascurabile. C'é però un rischio di contagio. Vedremo cosa succede settimana prossima. Non possiamo sapere cosa succederà lunedì e quindi non possiamo prevedere un rimbalzo delle borse anche se esistono chiaramente le premesse tecniche.
Il quadro generale si sta però sviluppando come atteso. C'é una correzione minore delle borse che può far scendere l'S&P500 sui 2750-2780 punti. Il primo solido supporto é a 2800 punti - la MM a 50 giorni scorre a 2784 punti. Le borse europee sono più vulnerabili e dovrebbero scendere più in basso vale a dire perdere in percentuale più che l'S&P500 americano. Attenzione che a breve se l'EUR rimbalza é probabile che ci sia una reazione positiva anche delle borse. Non siamo in grado di fare previsioni più precise - non decide l'analisi tecnica ma il comportamento di Erdogan e delle autorità monetarie turche - la reazione degli investitori sarà soprattutto emozionale e potrebbe non rispettare i parametri tecnici. Concretamente se ci sarà panico il DAX non rimbalzerà dai supporti che abbiamo indicato e non si fermerà all'interno delle Bollinger Bands ma precipiterà in ipervenduto e sotto qualsiasi supporto. Le borse europee lo seguiranno.
La Lira turca non può perdere il 14% tutti i giorni e quindi un rimbalzo tecnico é imminente - questione di giorni se non di ore.
A medio termine le prospettive si stanno deteriorando. Tornando al FTSE MIB un obiettivo grafico di un ribasso a medio termine si situa sui 17500-18000 punti mentre una correzione ha come obiettivo i 20000 punti. La tendenza di fondo della borsa italiana é passata al ribasso mentre formalmente quella di Eurostoxx50, DAX e SMI é ancora neutra. In America invece la tendenza di fondo é ancora di poco debolmente al rialzo - il 49.4% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 59.37.
In generale é meglio ora essere molto prudenti. L'effetto stagionale é negativo fino a metà ottobre e non vediamo ragioni per operare long se non nel caso di forti eccessi di ribasso che potremo segnalare a tempo debito nei nostri commenti tecnici.
Mercoledì 15 agosto la borsa italiana é chiusa in occasione di ferragosto.

Commento del 10 agosto

L'Europa scricchiola - la borsa americana deve correggere


Siamo leggermente irrequieti. Ieri in borsa non é successo niente di speciale - i maggiori indici azionari hanno terminato la giornata praticamente invariati. Da esempio servono l'Eurostoxx50 europeo (+0.02% a 3494 punti) e l'S&P500 americano (-0.14% a 2853.58 punti). Abbiamo però l'impressione che qualcosa stia cambiando in sfavore dei mercati finanziari europei. Giorni fà vi abbiamo segnalato la strana correlazione tra EUR e borse - improvvisamente l'EUR in calo corrispondeva e borse deboli e non viceversa come é normalmente il caso e come suggerisce la logica. Ieri sera il cambio EUR/USD era scivolato a 1.1530. Stamattina é crollato a 1.1460 rompendo fragorosamente il supporto a 1.1508-1.1510 e cadendo su un nuovo minimo annuale. Non siamo ancora in grado di giudicare le conseguenze di questa rottura ma é evidente che questo é un gesto di sfiducia nei riguardi dell'Europa. Restiamo nel campo delle divise. A partire da metà luglio abbiamo notato e segnalato un rafforzamento del CHF - normalmente quando la moneta svizzera, bene rifugio per eccellenza, guadagna di valore malgrado tassi d'interesse negativi, significa che c'é da una qualche parte una situazione di crisi. O per lo meno ci sono investitori che, per ragioni ancora sconosciute, preferiscono la sicurezza del CHF a tutto il resto. Stamattina il cambio EUR/CHF é sceso a 1.1423 - vi ricordiamo che il massimo annuale é a 1.20. Passiamo ai tassi d'interesse. Lasciando da parte l'interminabile discussione sugli spreds sui titoli di Stato notiamo che il future sul Bund (+0.25% a 162.58) continua lentamente a salire - significa che un altro bene rifugio (obbligazioni di Stato tedesche) viene comperato - i tassi d'interesse europei (decennali) scendono invece che salire come dovrebbero se l'economia fosse in forte crescita con rischio di inflazione (come vorrebbe la BCE). Da ultimo ci disturba il comportamento da inizio giugno del FTSE MIB (-0.72% a 21634 punti). L'S&P500 americano é al rialzo e a pochi punti dal massimo storico - la borsa svizzera si é involata (SMI da 8400 a 9200 punti) - Eurostoxx50 e DAX sono saliti - a fatica ma hanno recuperato sensibilmente terreno. Il FTSE MIB invece sobbalza sopra il minimo annuale senza riuscire a fare progressi - il supporto a 21250 punti rimane vicino e la borsa italiana mostra debolezza relativa. Insomma - senza avere conferme abbiamo parecchi indizi che suggeriscono la possibilità che in Europa si prepara una crisi finanziaria con epicentro l'Italia.

Ieri in borsa é stata una giornata noiosa all'insegna della stabilità. Gli indici si sono mossi poco e a casaccio. Hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni. Il DAX tedesco (+0.34% a 12676 punti) ha guadagnato terreno mentre il FTSE MIB (-0.72% a 21634 punti) é caduto trascinato dal settore bancario (SX7E -0.45% a 113.06 punti). Non possiamo però dare peso a questa differenza - in fondo martedì era successo il contrario. A livello tecnico non c'é (ancora) nulla di particolare da segnalare.

Anche la seduta in America é terminata con un nulla di fatto. Solo l'andamento della seduta ci induce a credere che il rialzo é arrivato ad un punto morto e che l'attesa correzione é imminente. L'S&P500 ha toccato un massimo giornaliero a 2862 punti - per il secondo giorno consecutivo non é riuscito a migliorare il massimo di martedì a 2863 punti. Sul finale di seduta l'indice é caduto fino ai 2852 punti e ha chiuso vicino a questo minimo a 2853.58 punti (-0.14%) - questa chiusura é una buona premessa per una continuazione verso il basso - a corto termine il primo supporto si trova a 2848 punti - se l'indice non difende questo suppporto dovrebbe cominciare a correggere.
La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3494 su 3430, NH/NL a 547 su 462 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é salita (!) a 11.27 punti (+0.42) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta neutrale a 0.62. Tutto il listino é rimasto tranquillo - anche la tecnologia (Nasdaq100 -0.03% a 7466 punti) si é mossa nella corrente. I nostri limiti di vendita per il portafoglio (2865 punti di S&P500 e 7500 punti di Nasdaq100) sono stati sfiorati (massimo sul Nasdaq100 a 7498 punti) e purtroppo gli ordini non sono stati eseguiti.

Come preannunciato nell'introduzione il cambio EUR/USD crolla stamattina a 1.1460. Questo ha delle conseguenze. Il future sull'S&P500 scende a 2842 punti (-12 punti) mentre l'Eurostoxx50 vale ora 2469 punti - le borse europee apriranno con perdite indicative del -0.7%. Non é molto ma considerando la pausa estiva e i movimenti modesti delle ultime sedute questa differenza é importante. Vedremo se nel corso della giornata c'é un recupero di borse e EUR o se invece ci saranno finalmente ulteriori vendite.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -1.25% mentre Shanghai é praticamente in pari. La caduta dell'EUR sembra che sia stata causata alla BCE che si é dichiarata ancora preoccupata dalla fragilità delle banche europee e dalla loro esposizione in assets in Lira turca..

Commento del 9 agosto

Nessun segno di cedimento malgrado che non si fanno più progressi

Ieri é stata una giornata veramente noiosa. Gli indici azionari europei ed americani hanno terminata la giornata senza sostanziali variazioni - si sono mosso poco e con modesti volumi. Le borse europee hanno aperto in calo. All'inizio sono scese ma poi é bastato il supporto a 12600 punti sul DAX (-0.12% a 12633 punti) ha provocare una reazione. Gli indici sono risaliti fino a metà giornata e poi sono tornati al punto di partenza. Alla fine gli operatori erano tutti delusi o contenti. Chi si aspettava l'inizio di una correzione non ha visto nulla per poter sostenere questa ipotesi - non é apparsa pressione di vendita, non sono stati rotti dei supporti e gli indicatori non mandano segnali particolari. I rialzisti invece, specialmente in America, possono dire che malgrado l'ipercomperato, il calo di momentum e l'eccesso di ottimismo gli indici non scendono. Sembra quindi che la borsa americana stia semplicemente facendo una pausa di consolidamento prima di tentare di salire più in alto.
L'Eurostoxx50 é scivolato a 3493 punti (-0.31%). Possiamo solo prendere nota del fatto che l'indice rimane saldamente sui 3480-3500 punti e per ora non si delinea nessuna tendenza. Anche il settore bancario (SX7E -0.45% a 113.57 punti) si muove a caso. La borsa italiana, come era facile prevedere, ieri é tornata a muoversi con la corrente (FTSE MIB -0.29% a 21790 punti) - il balzo di martedì era solo una conseguenza della buona performance di Unicredit dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali - non é un segno che la borsa italiana sta per uscire dal pantano dei 21250-22500 punti e sta per iniziare un periodo di forza relativa. L'SMI svizzero (-0.27% a 9176 punti) ha ritracciato dai 9200 punti come logica reazione ad un rally troppo esteso e ad una evidente situazione di ipercomperato.
Malgrado che ieri le borse europee abbiano terminato la giornata in negativo non abbiamo l'impressione che stia iniziando una correzione. La spinta di rialzo in America ha perso di forza e momentum ma non é ancora finita - nel frattempo l'Europa é ferma ed aspetta.  

Anche a Wall Street non é successo nulla di importante. Basta guardare la performance dei maggiori indici (S&P500 -0.03% a 2857.70 punti / Nasdaq100 +0.09% a 7469 punti) per rendersi conto che i listini sono fermi. A Iivello tecnico la situazione é invariata.
L'S&P500 si é mosso in soli 9 punti. Ha aperto a 2856 punti, é sceso a 2853 punti ed é risalito in concomitanza con la chiusura in Europa a 2860 punti. In serata ha ancora raggiunto un massimo a 2862 punti ed ha infine chiuso a 2857.70 punti (-0.03%). La seduta al NYSE é stata debolmente negativa con A/D a 3158 su 3716, NH/NL a 437 su 574 (= deterioramento) e volume relativo a 0.8. La partecipazione al rialzo resta mediocre. La volatilità VIX é scivolata 10.85 punti (-0.08) - la CBOE Equity put/call ratio é nella media a 0.62.
A New York regna la calma assoluta. Questo significa che seguendo il trend dominante gli indici possono ancora salire di poco per giorni - l'S&P500 potrebbe e dovrebbe tentare di migliorare il massimo storico a 2872 punti. Nel frattempo l'ottimismo resterà alto (VIX a 10 / 11 punti) e gli investitori vivono in uno stato di autocompiacimento e di falsa sicurezza. Poi improvvisamente un evento o una notizia negativa provocheranno un vuoto d'aria - tecnicamente si tratterà di una correzione minore di un -4%/-5%. Non possiamo che restare in attesa che le borse si sveglino. A breve c'é pochissimo potenziale di rialzo mentre le probabilità di una sensibile correzione sono alte e in costante aumento - é solo una questione di tempo.

Stamattina le borse asiatiche sono miste - il Nikkei perde il -0.12% - Shanghai sta guadagnando il +1.9%. Il future sull'S&P500 é a 2857 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3494 punti - le borse europee apriranno invariate. L'agenda economica non offre oggi appuntamenti di particolare interesse. Trump non twitta notizie interessanti e anche Elon Musk é tranquillo. Prevediamo un'altra giornata di calma piatta.

Commento dell'8 agosto

Tutti parlano di Tesla (+10.99% a 379 USD) - un esempio tipico di un mercato che vive di hype (montature) ed eccessi

Ieri il CEO e azionista di riferimento Elon Musk ha pubblicato un breve twitter con il quale annuncia l'intenzione di privatizzare Tesla a 420 USD per azione - il finanziamento sarebbe assicurato. Si tratta come sapete di una società che produce auto elettriche e che non ha mai realizzato un utile - capitalizza 56 Mia di USD e nel 2017 ha prodotto circa 100'000 auto. Volkswagen ha venduto nello stesso anno 10.4 Mio di veicoli, ha guadagnato 11.4 Mia. di EUR e vale 72 Mia di EUR. L'azione di Tesla é balzata dell'11% anche perché la notizia ha indotto molti shortisti a coprire la posizione. Non commentiamo ulteriormente il caso - trovate abbastanza informazioni a riguardo nei media. Il caso é però sintomatico - la borsa vive oggi in un mondo irreale nel quale tutto sembra possibile. Anche creare 6 mia di USD di capitale azionario con un tweet che si rivelerà probabilmente un bluff.

Ieri le borse europee hanno guadagnato terreno. Non potevano fare altro visto che la borsa americana saliva da giovedì sera e ieri si stava preparando ad un'altra seduta di rialzo. La prestazione é stata però deludente. Gli indici hanno chiuso in genere lontani dai massimi giornalieri e solo con moderati guadagni. Il DAX (+0.40% a 12648 punti) ha addirittura terminato la giornata sul minimo giornaliero dopo essere salito fino a 12738 punti. Come ci aspettavamo però non é riuscito a difendere il terreno acquisito la mattina ed é ricaduto nel pomeriggio. Tecnicamente ha chiuso il gap di giovedì scorso ma resta bloccato tra i 12600 ed i 12800 punti in attesa che l'S&P500 americano esaurisca la spinta di rialzo. L'Eurostoxx50 (+0.60% a 3504 punti) ha fatto meglio ed é tornato sopra i 3500 punti. Si é però mosso nel range di settimana scorsa senza mostrare una particolare forza. Al momento esiste una strana correlazione positiva tra borsa e EUR - é come se gli investitori passassero da un giorno nel quale danno fiducia all'Europa (come ieri) ad un altro in cui temono una crisi (come giovedì scorso). Per saldo però non sta succedendo nulla di importante e significativo. La tendenza di fondo delle borse europee resta neutra in attesa di una correzione generale delle borse che dovrebbe realizzarsi a breve considerando i dati sul sentiment in America. Ieri il FTSE MIB (+1.27% a 21853 punti) ha guadagna 273 punti. Una buona giornata per la borsa italiana poiché l'indice ha chiuso vicino al massimo giornaliero e non si é sgonfiato nel pomeriggio come le altre borse europee. Forse questa é però solo la conseguenza di una borsa praticamente "in vacanza". Tecnicamente non cambia molto visto che il FTSE MIB é tornato semplicemente al centro del range di settimana scorsa e ha chiuso il gap di giovedì. Al balzo dell'indice ha contribuito Unicredit (+2.88%) che ha presentato un utile trimestrale superiore alle stime degli analisti. Questo effetto oggi non si ripeterà e quindi é probabile che la borsa italiana rientri subito nei ranghi.

La borsa americana continua lentamente a salire. Le plusvalenze giornaliero continuano a diminuire ma finora le sedute terminano in positivo e S&P500 (+0.28% a 2858.45 punti) e colleghi raggiungono nuovi massimi di periodo.
Ieri la seduta é terminata praticamente all'apertura. Dopo il balzo iniziale gli indici sono semplicemente oscillati in pochi punti e hanno chiuso sul livello d'apertura. Il mercato sembra in stallo. Come spiegato negli scorsi giorni si sta preparando un'altra correzione minore. Gli indici potrebbero però salire marginalmente ancora qualche giorno prima della caduta. L'S&P500 é a soli 14 punti dal massimo storico e la tentazione per i traders di migliorare questo record (o almeno di provarci) é grande.
L'S&P500 ha aperto a 2857 punti, é oscillato tra i 2856 ed i 2863 punti e ha chiuso a 2858.45 punti (+0.28%). Il Nasdaq100 (+0.32% a 7462 punti) e il Russell2000 (+0.24%) hanno fatto la loro parte. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4111 su 2863, NH/NL a 572 su 478 e volume relativo a 0.9. La partecipazione resta mediocre, il momentum é in calo. La volatilità VIX é scesa a 10.93 punti (-0.34) e secondo le opzioni tutti sono convinti che la VIX resterà bassa. È quindi probabile che succederà il contrario. Ci prepariamo ad un sensibile aumento della VIX e di conseguenza ad una correzione della borsa americana. 

Stamattina é tutto tranquillo. Il Nikkei ha chiuso in pari (-0.01%) mentre Shanghai é in perdita del -1.2%. Il future sull'S&P500 é a 2858 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3496 punti (-8 punti). Le borse europee apriranno in calo del -0.2%. Dovrebbe esserci una seduta speculare rispetto a ieri. Stamattina ci saranno delle ulteriori vendite ma poi crediamo che ci sarà un recupero e gli indici stasera dovrebbero chiudere sui livelli d'apertura.
Oggi mettiamo dei limiti di vendita per aprire posizioni short per il portafoglio in preparazione di una correzione minore di un centinaio di punti sull'S&P500.

Commento del 7 agosto

L'inerzia può far salire l'S&P500 su un nuovo massimo storico - l'Europa si congeda

Ieri le borse europee sono oscillate in maniera vistosa ma la sera hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni e al centro del range giornaliero. Sembra una seduta senza storia che lascia la situazione tecnica invariata. In pratica si nota che gli indici azionari europei non riescono più a seguire l'America al rialzo. Si sono semplicemente fermati con un EUR piuttosto debole (EUR/USD a 1.1560) e tassi d'interesse di riferimento in calo. Sembra che gli investitori internazionali preferiscano puntare sull'economia americana in forte espansione che sull'Europa ed i suoi problemi di crescita anemica, debito pubblico in aumento e crisi politiche.
L'Eurostoxx50 si é fermato a 3483 punti (+0.03%). Questi 3480 punti stanno ormai diventando una persecuzione. Erano il nostro obiettivo principale del rialzo di corto termine iniziato a giugno. Il problema é che una volta raggiunto l'obiettivo il mercato si é semplicemente fermato. L'Eurostoxx50 ha provato a salire e settimana scorsa ha provato a correggere. Ora si é stabilizzato e l'esito della seduta di lunedì é sintomatico per un mercato ormai bloccato dall'afa estiva. L'indice delle banche SX7E (-0.31% a 113.25 punti) torna a scendere. Da questo settore non ci aspettiamo impulsi positivi - al massimo sorprese negative. Tra i 110 ed i 117 punti l'indice a breve può muoversi liberamente. Anche il DAX (-0.14% a 12598 punti) non é più in grado di fornire impulsi. Ieri ha fatto un pò su e un pò giù - a fine giornata l'indice ha chiuso con una insignificante perdita di 17 punti e al centro del range giornaliero. Il rimbalzo iniziato venerdì sembra già finito. Ora vedremo fino a quando il DAX si fermerà sui 12600 punti e sulla MM a 50 giorni prima di sviluppare una nuova tendenza. Al momento gli indicatori di corto termine sono neutri e vicini all'equilibrio. I bassi volumi suggeriscono di non aspettarsi molto da questa settimana di vacanze estive. Il FTSE MIB (-0.03% a 21580 punti) non recupera la perdita di settimana scorsa malgrado che la borsa americana abbia dato il buon esempio. La borsa italiana é ormai bloccata su questo livello da inizio giugno é ha perso alcune buone occasioni per ripartire al rialzo. È di conseguenza probabile che l'uscita dal range 21250-22500 punti avvenga al ribasso poiché da un punto di vista economico il nuovo governo sta facendo ben poco per raddrizzare la situazione. Se l'economia non cresce almeno come il resto dell'EU e contemporaneamente il debito sale é probabile che presto o tardi ci sia un'ondata di vendite sui titoli di Stato e sulla borsa.

Ieri la borsa americana ha continuato il rialzo di corto termine iniziato giovedì in giornata. L'S&P500 é salito a 2850.40 punti (+0.35%) -
il Nasdaq100 (+0.59% a 7439 punti) e il Russell2000 (+0.65%) hanno trascinato il movimento che si é sviluppato in maniera uniforme. Notiamo nuovi massimi marginali di periodo su tutti i principali indici azionari. Questo significa che, pur mancando di momentum e partecipazione, gli indici sembrano in grado di lievitare ulteriormente. L'S&P500 si trova solo a 22 punti dal massimo storico del 26 gennaio. Se come sembra riesce a superare i 2850 punti é ovvio che tenterà di migliorare questo record malgrado che verrà frenato nella sua corsa dell'eccesso di rialzo e dalle Bollinger Bands che si espandono solo lentamente (2776 - 2851 punti).
L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 2837 punti. Da qui é però subito salito e con un movimento costante ha raggiunto verso le 19.00 il massimo a 2853 punti. Poi é solo oscillato in laterale in una manciata di punti ed ha chiuso a 2850.40 punti (+0.35%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4227 su 2764, NH/NL a 525 su 510 (i dati sono simili a quelli di venerdì - i NH non aumentano) e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é ancora scesa a 11.27 punti (-0.37) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.62 (nella media). Notiamo il balzo di Facebook (+4.45%) - malgrado i deludenti risultati trimestrali e le polemiche che circondano la società gli investitori utilizzano qualsiasi caduta per comperare. Abbiamo notato lo stesso effetto settimana scorsa su Tesla. Questo é tipico per un mercato che non vuole correggere.

Stamattina prevale ancora l'ottimismo. Le borse asiatiche sono al rialzo - il Nikkei ha guadagnato il +0.66% e questa volta anche in Cina (Shanghai +2.3%) si compra. Il future sull'S&P500 é a 2854 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3491 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.3%. Non crediamo che possano andare lontano. Dopo un +0.5% dovrebbero fermarsi ed eventualmente ritracciare.

Aggiornamento del 6 agosto

Il 22 agosto questo diventerà il bull market più lungo della storia (3543 giorni dal 9 marzo del 2009)

Inizia un'altra settimana di caldo torrido e le borse si avvicinano lentamente ad un altro record storico. L'S&P500 avevva toccato un minimo il 9 marzo 2009 a 666 punti. Ora é a 2840 punti e si trova solo 32 punti sotto il massimo storico del 26 gennaio 2018 a 2872 punti. È logico che molti tentano di prebvedere la fine di questo lungo rialzo. Per il momento però gli indici azionari americani continuano lentamente a lievitare e all'rozzonte si intravvede solo una correzione minore. Niente lascia prevedere un ribasso - l'economia americana marcia a pieno ritmo grazie ad una ideale combinazione di denaro a basso prezzo e una politica fiscale estremamente espansiva. Il prezzo da pagare é un stratosferico deficit dello stato ed un aumento costante e irreversibile del deficit pubblico. Presto o tardi questo provocherà un collasso del sistema finanziario ma per il momento la festa può continuare.
Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei marcia sul posto (-0.05%) mentre Shanghai perde il -1.4%. La borsa indiana al contrario sale del +0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2842 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3487 punti - le borse europee apriranno in positivo (+0.2%). Oggi non dovrebbe succedere molto.
L'agenda della settimana non contiene appuntamenti di estremo interesse. Le borse dovrebbero continuare ad oscillare seguendo i twitter di Trump e i nuovi capitoli della guerra commerciale e politica (Iran) che gli Stati Uniti hanno scatenato con mezzo mondo.
Controlliamo da vicino lo sviluppo dei cambi - l'EUR/USD é a 1.1555 e si avvicina al supporto a 1.15...

Commento del 4-5 agosto

Da una qualche parte nel mezzo del nulla

All'inizio della settimana il Nasdaq100 ha rotto il supporto intermedio a 7300 punti ed é sceso fino a 7158 punti. Contemporaneamente l'S&P500 ha testato il supporto a 2800 punti - lunedì é sceso fino ad un minimo a 2798 punti - giovedì i ribassisti ci hanno riprovato e l'indice ha toccato un minimo a 2796 punti. Pensavamo che fosse iniziata una correzione minore trascinata dalla tecnologia. Invece il mercato si é risollevato. Dalla MM a 50 giorni il Nasdaq100 (+0.32% a 7395 punti) ha recuperato ed ha annullato il segnale di vendita. L'S&P500 (+0.46% a 2840.35 punti) é risalito dai 2800 punti, come aveva già fatto a metà luglio, é sta provando a migliorare il massimo mensile a 2848 punti. Il problema é che non sembra esserci spazio verso l'alto. La spinta di rialzo ha poca partecipazione e venerdì é già ripparsa la sindrome di eccesso e di speculazione al rialzo. Di conseguenza é poco probabile che l'S&P500 possa superare sostanzialmente i 2850 punti. Le Bollinger Bands si sono nel frattempo ristrette e scorrono ora a 2775-2846 punti. Venerdì gli indici azionari americani hanno chiuso vicini al massimo giornaliero e settimanale  é quindi probabile che settimana prossima ci sia una breve continuazione verso l'alto. Poco sopra i 2850 punti dovrebbe poi cominciare un altro tentativo di correzione minore. La realtà é che ormai da mesi l'S&P500 fatica a staccarsi dei 2800-2850 punti. Tecnicamente gli indici sono da qualche parte in mezzo al nulla. A deboli segnali di vendita seguono deboli segnali d'acquisto - notizie particolari o sorprese a livello di risultati d'impresa provocano delle brevi fiammate o delle improvvise cadute. Non riesce a svilupparsi una trend e un movimento sostenibile. Formalmente la tendenza di fondo della borsa americana resta debolmente al rialzo con il 50.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index a 59.09. 50 é il valore neutro - vedete che gli indicatori veleggiano di poco sopra l'equilibrio.
L'Eurostoxx50 (+0.38% a 3482 punti) da un mese non si stacca dai 3480-3500 punti - anche in Europa sembra regnare la stabilità. La performance settimanale é stata però negativa e nelle ultime 5 sedute l'Europa ha decisamente sottoperformato l'America. Questa debolezza relativa é preoccupante poiché si é verificata con un EUR debole (EUR/USD a 1.1570). Normalmente é il contrario. Borse e EUR in calo suggeriscono che in Europa sta lentamente emergendo un problema. Non sappiamo di cosa si tratta (congiuntura, guerra commerciale che si sviluppa in maniera sfavorevole all'UE, tassi d'interesse, indebitamento statale, tensioni politiche ?) ma notiamo che gli indici azionari accumulano ritardo rispetto all'America. La tendenza di fondo é neutra per DAX (+0.55% a 12515 punti) e Eurostoxx50 mentre il FTSE MIB (+0.80% a 21586 punti) sussulta sopra i 21250 punti evitando a fatica di cadere su un nuovo minimo annuale.
Non possiamo che ripetere il nostro costante avvertimento - appena la borsa americana comincerà a correggere e probabile che le borse europee cadranno pesantemente su nuovi minimi annuali. Manteniamo le posizioni short in portafoglio.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.19% a 3482 punti
DAX                         -1.90% a 12615 punti
SMI                          -0.17% a 9158 punti
FTSE MIB                  -1.68% a 21568 punti
S&P500                    +0.76% a 2840.35 punti
Nasdaq100               +1.35% a 7395 punti

Venerdì le borse europee sono rimbalzate dopo la caduta di mercoledì e giovedì. Non potevano fare niente d'altro visto che giovedì sera e venerdì la borsa americana é ripartita al rialzo - praticamente si é trascinata dietro l'Europa più per inerzia che per convinzione.
Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3492 punti contro la chiusura ufficiale a 3482 punti (+0.38%).
Anche la seduta a New York é stata positiva ed é stata la logica continuazione della reazione iniziata giovedì. L'S&P500 ha aperto a 2829 punti. All'inizio é ancora sceso in pari a 2827 punti. Poi é salito a 2834 punti ed é ricaduto a 2829 punti. Dopo la chiusura in Europa l'S&P500 é gentilmente salito fino alla chiusura a 2840.35 punti (+0.46%). È stata una seduta tranquilla durante la quale il mercato si é mosso poco (range di 13 punti) e con moderati volumi (volume relativo a 0.9). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3720 su 3293 e NH/NL a 540 su 541 - la partecipazione al rialzo resta suboptimale per non dire mediocre. A livello di sentiment notiamo che é bastato poco per far tornare tutti ottimisti (VIX a 11.64 punti, -0.55) e pronti a speculare al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.56). Questo ci dice che per lo meno manca quello sano scetticismo che sta alla base di qualsiasi sano e sostenibile rialzo. Settimana prossima i rialzisti dovrebbero nuovamente ritirarsi ed i ribassisti dovrebbero riprovare a far correggere le borse. Per ora non vediamo rischi di ribasso.
Si possono trascorrere le vacanze senza passare le giornate a controllare cosa succedere in borsa. È probabile che ancora per settimane non succederà nulla di importante malgrado che il restringersi delle Bollinger Bands e la caduta delle volatilità su livelli mediamente bassi ci suggeriscono la possibilità dell'avvicinarsi di sostanziali movimenti.
Teniamo d'occhio il supporto a 1.15 sul cambio EUR/USD (1.1580). Ci aspettiamo che il supporto regga ma in caso di rottura é probabile che anche le borse europee abbiano un forte vuoto d'aria.

Commento del 3 agosto

L'S&P500 (+0.49% a 2827.22 punti) difende il supporto a 2800 punti - correzione a singhiozzo

Ieri finalmente in Europa é apparsa una certa pressione di vendita e gli indici azionari hanno avuto una pessima giornata con una pesante caduta. L'Eurostoxx50 é sceso a 3469 punti (-1.14%). L`S&P500 invece ha aperto sul minimo a 2796 punti e ha chiuso vicino al massimo a 2827.22 punti (+0.49%). È evidente che l'indice non ha ancora voglia di continuare la correzione in direzione dei 2750 punti ed é ancora in grado di difendere agevolmente il supporto intermedio a 2800 punti. Di conseguenza le borse europee dovranno avere ancora pazienza. In Europa però si addensano le nuvole all'orizzonte. Le borse scendono malgrado la debolezza dell'EUR (EUR/USD a 1.1585). Questo significa che lentamente in Europa si sta concretizzando un problema in grado di schiacciare le borse su nuovi minimi annuali. Considerando la perdita del FTSE MIB (-1.73% a 21414 punti) é probabile che sarà l'Italia ad entrare nel mirino della speculazione internazionale.

Commento del 2 agosto

FTSE MIB a corrente alternata (-1.91% dopo un +1.25%) - il resto gira in tondo


Ieri per le borse é stata una giornata insignificante. L'S&P500 (-0.10% a 2813.36 punti) continua a restare sopra il supporto intermedio a 2800 punti. L'Eurostoxx50 (-0.46% a 3509 punti) non si allontana dai 3500 punti.
A corto termine continuiamo decisamente a favorire lo scenario di una correzione minore con una discesa dell'S&P500 sui 2750 punti. Le borse europee dovrebbero gentilmente seguire.
La borsa italiana é particolarmente volatile. Questo é un segno di instabilità che potrebbe sfociare in un movimento significativo. In questo caso lo scenario più probabile é quello di una caduta del FTSE MIB su un nuovo minimo annuale.

Commento del 1. agosto

Dal supporto a 2800 punti l'S&P500 provoca un rimbalzo tecnico generale

Oggi 1. agosto in Svizzera si celebra la festa nazionale.
Ieri le borse sono rimbalzate. L'Eurostoxx50 é risalito a 3525 punti (+0.38%). Con nostra sorpresa le banche (SX7E +1.29% a 116.73 punti) si stanno comportando relativamente bene.
L'S&P500 é tornato a 2816.29 punti (+0.49%). Si é mosso tra i 2808 ed i 2824 punti e ha chiuso nella parte superiore del range. Per il momento, come a metà luglio, il supporto a 2800 punti regge. Ieri il mercato é rimasto in attesa dei risultati trimestrali di Apple e anche la tecnologia si é risollevata (Nasdaq100 +0.54% a 7232 punti).
Secondo oscillatori e indicatori gli indici azionari americani dovrebbero tendenzialmente scivolare verso il basso fino a metà di settimana prossima. Di conseguenza ci aspettiamo nei prossimi giorni una continuazione della correzione minore.
In generale i mercati finanziari sono tranquilli e non sembra che si stia preparando un movimento importante. Questo riguarda non solo le borse ma anche divise e tassi d'interessi.

Commento del 31 luglio

Il Nasdaq100 sta correggendo con obiettivo a 6800 punti - l'S&P500 deve cadere a 2750 punti - e l'Europa ?

Ieri le borse europee hanno aperto e chiuso più o meno sullo stesso livello. Gli indici si sono mossi poco e hanno terminato la giornata con moderate perdite - l'Eurostoxx50 é sceso a 3512 punti (-0.42%). Come pensavamo il rialzo si é fermato per "mancanza di carburante" ma non sembra che stia per iniziare una sostanziale correzione.
La seduta a New York é stata più interessante. Il Nasdaq100 (-1.42%) ha bucato il supporto a 7300 punti é ha fornito un segnale di vendita che deve valere almeno per una correzione minore. Come pensavamo gli investitori si sono lasciati spaventare dai crolli di Facebook e Twitter e hanno venduto la tecnologia - specialmente gli AGMAF. Il resto del mercato é rimasto relativamente stabile e non abbiamo notato un forte aumento della pressione di vendita.
L'S&P500 ha ricominciato a giocare con il supporto a 2800 punti. Ha aperto sul massimo a 2821 punti, é sceso fino a 2798 punti di minimo ed é rimbalzato in chiusura a 2802.60 punti (-0.58%). Probabilmente ci vorranno alcuni tentativi prima che il supporto venga rotto e l'indice possa raggiungere l'obiettivo di questa attesa correzione minore a 2750 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2856 su 4112, NH/NL a 420 a 979 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 14.26 punti (+1.23) mentre la CBOE Equity put/call ratio era a 0.72. 
Insomma - la borsa americana sta svolgendo una correzione minore causata dalla tecnologia evidentemente in eccesso di rialzo. Sembra però soprattutto un problema americano. Le borse europee si stanno lasciando influenzare ma non sembrano voler effettuare una sostanziale correzione. Dovrebbero ritracciare solo di un paio di punti in percentale.
Stasera dopo la chiusura della borsa americana Apple pubblicherà i suoi risultati trimestrali.

Commento del 28-29 luglio

Dopo Facebook crolla anche Twitter (-20.54%) - i social media mettono in ginocchio il Nasdaq100

Settimana scorsa il rialzo delle borse é continuato ma ci sono stati alcuni incidenti - giovedì Facebook (-0.78%) é crollata del -18.96% - venerdì ha seguito Twitter con un -20.54%. In entrambi i casi sono stati dei risultati trimestrali deludenti e un numero di utenti in calo (o inferiore alle stime degli analisti) a provocare una massiccia ondata di vendite. Ci si deve ormai domandare se il successo dei social media é giunto alla fine - queste società non sembrano più in grado di crescere in maniera tale da giustificare le stratosferiche valutazioni. Questo effetto potrebbe estendersi alla tecnologia. Il Nasdaq100 questa settimana é stato l'unico indice azionario del nostro paniere che ha perso terreno (performance settimanale del -0.73%), Non eravamo abituati a questo comportamento - per mesi il Nasdaq aveva trascinato il rialzo della borsa americana. È possibile che ora questa forza trainante venga a mancare. Venerdì il Nasdaq100 (-1.40% a 7296 punti) ha chiuso poco sotto il primo supporto a 9300 punti. Già a partire da mercoledì vi avevamo avvisati che una volta raggiunto l'obiettivo a 7500 punti il Nasdaq100 avrebbe dovuto cominciare a correggere. Avremmo avuto un segnale di vendita solo con una chiusura giornaliera sotto i 7300 punti - 4 punti non sono abbastanza per poter dichiarare che la correzione é cominciata. Mercoledì la borsa americana ha toccato dei nuovi massimi di periodo - il Nasdaq ed il Nasdaq100 hanno fatto registrare dei nuovi massimi storici. Le borse europee invece sono salite fino a venerdì quando hanno raggiunto dei nuovi massimi di periodo. Grazie all'accordo tra Trump e Junker sembra che un inasprimento della guerra commerciale tra Stati Uniti e Europa sia scongiurato e i mercati azionari hanno reagito in maniere entusiasta. Gli indici azionari hanno però unicamente raggiunto e superato di poco i nostri obiettivi. L'Eurostoxx50 (+0.51% a 3527) ha superato i 3480-3500 punti ma venerdì alle 22.00 valeva 3512 punti. Lo stesso vale per il DAX tedesco (+0.40% a 12860 punti) che ha passato i 12800 punti ma é poi tornato alle 22.00 a 12824 punti. In Europa non abbiamo nessun segnale di vendita e nessuna forte divergenza. Il rialzo di corto termine é intatto e potrebbe proseguire. Malgrado il raggiungimento degli obiettivi e l'improvvisa debolezza del settore tecnologico in America non ci sono ancora ragioni per andare short con convinzione. L'esempio dell'SMI svizzero (+0.42% a 9173 punti) é un monito. L'indice doveva fermarsi a 9000 punti. Malgrado l'ipercomperato l'indice ha continuato a salire e le altre borse europee potrebbero comportarsi alla stessa manera e tentare di colmare il divario di performance che le separa dall'America.  

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.96% a 3527 punti
DAX                         +2.38% a 12860 punti
SMI                          +2.02% a 9173 punti
FTSE MIB                  +0.73% a 21955 punti
S&P500                    +0.61% a 2818.82 punti
Nasdaq100               -0.73% a 7296 punti

La seduta di venerdì in Europa non ci ha riservato sorprese e tecnicamente non ci ha detto nulla di nuovo. Gli indici hanno aperto in positivo e la mattina hanno ancora guadagnato qualche punto. Poi si sono fermati e hanno terminato la seduta con modesti guadagni. Alle 22.00, influenzati dalla seduta negativa a New York, sono poi tornati al punto di partenza chiudendo teoricamente la giornata praticamente in pari. L'Eurostoxx50 dai 3509 punti di giovedì é salito fino a 3529 punti e ha chiuso a 3527 punti (+0.51%). Alle 22.00 é poi tornato a 3512 punti.

In America ci aspettavamo una seduta tranquilla e senza sostanziali variazioni. Invece hanno predominato le vendite che questa volta hanno coinvolto tutto il listino. L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2843 punti, é sceso fino a metà giornata a 2808 punti e poi fino alla chiusura é lentamente risalito fino a 2818.82 punti (-0.66%). Il Nasdaq100 ha perso il -1.40% a 7296 punti. Al contrario di giovedì anche il Russell2000 (-1.89%) si é insaccato. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2001 su 4986, NH/NL a 544 su 835 (!) e volume relativo a 1.05. Notiamo che la seduta negativa é accompagnata da volumi e pressione di vendita in aumento.La volatilità VIX é salita a 13.03 punti (+0.89) mentre la CBOE Equity put/call é lievitata a 0.67. Inutile dire che i dati sul sentiment possono salire ancora di parecchio e questo significa che l'S&P500 può scendere di parecchio. Ricordiamo che il nostro obiettivo per l'attesa correzione minore é a 2750 punti. Non vediamo ancora le premesse per un ribasso.
Riassumendo la borsa americana sta svolgendo l'attesa correzione minore. Finora però non abbiamo ancora segnali tecnici di vendita. La correzione minore potrebbe unicamente servire ad assorbire gli eccessi senza invertire la tendenza di fondo che resta debolmente rialzista. Il 50.8% dei titoli della borsa americana si trova ancora sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 59.44.
È poco probabile che le borse europee possano continuare a salire se l'America corregge. Una divergenza come quella verificatasi nella seconda parte della scorsa settimana é eccezionale e irripetibile.

Commento del 27 luglio

Troppo nervosismo - poca tendenza

Ieri Trump, Junker e Draghi hanno dato una forte spinta alle borse europee (Eurostoxx50 +1.18% a 3509 punti). Facebook (-18.96%) ha fermato la borsa americana (Nasdaq100 -1.43% a 7400 punti). Si può trarre una prima conclusione - gli investitori sono nervosi ed indecisi e si lasciano sballottare dagli avvenimenti politici. Seconda conclusione - gli analisti non sanno più fare il loro lavoro e i risultati trimestrali delle società sorprendono e provocano balzi incredibili sui prezzi delle azioni. Ieri non abbiamo avuto solo il crollo di Facebook ma anche il rally di AMD (+14.33%).
Ieri le borse europee sono ripartite al rialzo grazie alla notizia che Trump e Junker hanno trovato un accordo per scongiurare un inasprirsi della guerra commerciale. Gli Stati Uniti rinunciano ad introdurre dazi punitivi sulle importazioni di auto europee e il settore ha festeggiato. I balzi di BMW (+4.42%) VW (+3.96%) e Daimler (+2.71%) hanno fatto decollare il DAX (+1.83% a 12809 punti) e aiutato l'Eurostoxx50 (+1.18% a 3509 punti). Le borse euopee hanno chiuso sul massimo giornaliero e su dei nuovi massimi di periodo. L'Eurostoxx50 ha raggiunto l'obiettivo a 3480-3500 punti - lo stesso vale per il DAX a 12800 punti. La chiusura sul massimo giornaliero e con volumi in aumento ci dice che oggi probabilmente ci sarà una continuazione verso l'alto. Gli indici non sono ipercomperati e potrebbero estendere il rialzo e tentare a medio termine di recuperare il ritardo accumulato con l'America. Sui livelli attuali ci sono delle resistenze - il comportamento degli indici oggi ci dirà se una correzione é ancora possibile e se resta uno scenario valido o se invece il rialzo deve continuare. Formalmente le borse europee sono ancora in una tendenza neutra.
Ci insospettisce il comportamento dell'SMI svizzero che ieri ha nettamente superato l'obiettivo a 9000 punti. L'SMI (+1.33% a 9139 punti) ha seguito con entusiasmo il rally delle borse europee. La resistenza a 9000 punti é stata decisamente rotta con un'impressionante gap up ed un guadagno di 120 punti. Ora l'indice é ipercomperato e a breve dovrebbe ridiscendere sui 9000 punti (ora supporto intermedio) e chiudere il gap. È però possibile che la correzione estiva venga a mancare e che in seguito l'SMI si stabilizzi sui 9000 punti. Il rally dei 8400 punti ai 9100 punti in un mese non é sostenibile. Dei risultati trimestrali positivi e superiori alle previsioni stanno dando dei buoni argomenti agli investitori per comperare. Molti sono stati ingannati dalla caduta del mercato a maggio causata più che altro da timori ingiustificati. Il cambio EUR/CHF é sceso a 1.1582. Perché il CHF si rafforza? Questa é una domanda che ci perseguita da giorni. Normalmente un CHF forte ferma un rialzo della borsa svizzera molto dipendente dalle esportazioni. Inoltre spesso il CHF viene comperato come bene rifugio e quando si teme una crisi nel sistema finanziario europeo. In borsa non vediamo niente che possa suggerire la possibilità di tensioni nell'UE.
Insomma - le borse europee non sono ancora ipercomperate e gli indicatori danno ancora via libera. Un nuovo massimo di periodo é un invito ai compratori e per ora non appaiono segnali d'esaurimento o importanti divergenze. Secondo noi l'Eurostoxx50 ed il DAX non dovrebbero scostarsi di molto dai 3480-3500 punti e dai 12800 punti. Notizie positive possono però a breve estendere il rialzo in un mercato tendenzialmente neutro. Non abbiamo nessun segnale di vendita e nessuna importante divergenza tecnica.
 
Ieri la borsa americana ha avuto una seduta positiva ma S&P500 (-0.30% a 2837.44 punti) e Nasdaq100 (-1.43%) sono scesi. Questa é la conseguenza del crollo di Faceboook (-18.96%). La borsa americana ha però subìto unicamente una battuta d'arresto senza conseguenze tecniche.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2838 punti e per tutta la giornata si é mosso a caso tra i 2835 ed i 2845 punti toccati a metà giornata. È stata una seduta in trading range che l'indice ha concluso a 2837.44 punti (-0.30%) con una poco importante perdita di 8 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3927 su 3010, NH/NL a 808 su 492 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é scivolata a 12.12 punti (-0.15) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta a 0.62. Notiamo il miglioramento del rapporto NH/NL causato dalla buona giornata del Russell2000 (+0.60%). Ieri sera dopo la chiusura Amazon ha presentato risultati trimestrali convincenti. La prima reazione nel dopo borsa é stato un balzo del +4% dell'azione. Il future sull'S&P500 é ora a 2844 punti (+1 punto) - l'S&P500 sale teoricamente di 7 punti.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei sta guadagnando il +0.44% - Shanghai é in pari. Al momento (08.00) l'Eurostoxx50 vale 3509 punti - le borse europee apriranno invariate. Per l'analisi tecnica la seduta odierna é importante - gli indici dovrebbero esitare e ritracciare a contatto con le resistenze. Gli investitori invece possono godersi la giornata di bel tempo - non dovrebbe succedere nulla di significativo e probabilmente gli indici azionari europei ad americani termineranno la giornata senza sostanziali variazioni.

Domani parto per una settimana di vacanza. Il 1. agosto é la festa nazionale svizzera. Il sito verrà aggiornato regolarmente ma mi limiterò all'essenziale. Se non ci saranno cambiamenti importanti pubblicherò unicamente dei brevi aggiornamenti.

Commento del 26 luglio

Donald Trump cambia nuovamente idea - estensione del rialzo con acquisti senza senso - esaurimento ?

Ieri sera avevo osservato la fine della seduta in Europa e poi ero uscito rimandando la stesura dei commenti sugli indici azionari europei alla tarda serata. Volevo approfittare del bel tempo e non vedevo l'urgenza di scrivere un'analisi su una seduta negativa ma senza nulla di particolare. L'Eurostoxx50 era sceso a 3468 punti (-0.43%) dopo il nuovo massimo mensile del giorno prima. Evidentemente non c'era la forza e la volontà per proseguire il rialzo. La borsa americana era in pari e non sembrava volersi muovere.
Poco prima delle 22.00 ho riacceso il computer e ho avuto la grande sorpresa di trovare una situazione completamente cambiata. L'S&P500 (+0.91% a 2846.07 punti) stava salendo su un nuovo massimo mensile mentre i futures sugli indici azionari europei seguivano e avevano più che compensato le perdite della giornata. Cosa é successo? Dopo mesi di guerra verbale e dazi punitivi sembra che gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno trovato una soluzione per risolvere il conflitto commerciale. Al termine di un incontro tra Donald Trump e Jean Claude Junker i due leader hanno annunciato un accordo su numerosi punti e l'intenzione di voler eliminare i dazi punitivi e le barriere doganali. Questa notizia ha fatto decollare i mercati finanziari. Poiché la situazione é ancora poco chiara e i due leaders si sono limitati a dichiarazioni di intenti la reazione degli investitori é stata confusa ed in parte senza senso. È stato comperato un pò di tutto e a caso concentrandosi sui soliti settori (Nasdaq100 +1.38% a 7508 punti) e lasciando da parte il resto e la massa (Russell2000 +0.30%). L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3496 punti. Che senso aveva a questo punto commentare ancora una seduta che aveva fatto scendere l'Eurostoxx50 dai 3483 punti di martedì ai 3468 punti? Lasciamo perdere e concentriamoci sugli avvenimenti che hanno mosso i mercati nella tarda serata.

L'S&P500 ha aperto praticamente invariato a 2819 punti e per ore é oscillato in laterale tra i 2819 ed i 2823 punti. A metà giornata ha cominciato a lievitare e verso le 20.30 aveva raggiunto i 2830 punti, massimo di martedì. Dopo la conferenza stampa di Trump e Junker l'S&P500 si é impennato, ha toccato un nuovo massimo di periodo a 2848 punti e ha chiuso a 2846.07 punti (+0.91%). Ma le sorprese non sono finite qui. Dopo la chiusura Facebook ha annunciato risultati trimestrali inferiori alle attese e un numero di utenti in calo - gli investitori delusi hanno venduto in massa e nel dopo borsa il titolo ha perso circa il -20%! Il future sul Nasdaq100, che durante la seduta era salito su un nuovo massimo storico a 7508 punti (+1.38%) ha perso circa il -1.5%.
Ma torniamo alla seduta a Wall Street che é stata logicamente positiva con A/D a 4413 su 2501, NH/NL a 530 su 714 e volume relativo a 1.0. Alt! - sicuramente i lettori attenti hanno notato un importante particolare - il numero di nuovi minimi a 30 giorni é ancora salito - si passa dai 465 di lunedì ai 589 di martedì fino ai 714 (!) di ieri malgrado i nuovi record dei maggiorri indici azionari. C'é pressione di vendita che finora non appare negli indici ma che rischia di metterli presto o tardi in ginocchio. La volatilità VIX é scesa di poco a 12.29 punti (-0.12) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata normale a 0.61. I traders non sembrano farsi ingannare dall'evanescente impennata di ieri sera.
Riassumendo il balzo di ieri sera in America non sembra sostenibile. Difficilmente il rialzo può continuare ma per ora non sappiamo quale potrebbe essere la reazione agli eccessi e (ormai) all'ipercomperato. Bisogna sperare che Donald Trump la finisca di cambiare idea e strategia ogni paio di giorni in maniera che in borsa possa delinearsi una chiara tendenza. A dire il vero una tendenza c'é - é un lento e costante rialzo in America con la leadership della tecnologia. Il problema é che questo rialzo é troppo esteso e a causa di Trump a forte rischio di fallimento. È troppo rischioso andare long mentre non esistono ancora segnali tecnici per giustificare un short. Forse l'accelerazione di ieri é stato un classico esaurimento di  trend. Vediamo - i primi supporti sono a 2800 punti di S&P500 e a 7500 punti di Nasdaq100. Il future sull'S&P500 é ora a 2834 punti (-7 punti). 

Stamattina le borse asiatiche sembrano non credere alle giravolte di Trump. Il Nikkei sta perdendo il -0.14% - Shanghai é in calo del -0.6%. L'Eurostoxx50 vale alle 08.00 3486 punti - sale dalla chiusura ufficiale di ieri a 3468 punti e scende dal valore di ieri alle 22.00 di 3496 punti. Si trova ancora su quei 3480 punti che ci accompagnano da parecchio tempo. Oggi si riunisce la BCE - vediamo se Mario Draghi alle 14.30 avrà qualcosa di interessante da dire. Non pensiamo - ormai ripete da mesi monotonamente gli stessi concetti senza più riuscire a convincere nessuno. Non saremmo sorpresi se oggi le borse reagissero negativamente...

Commento del 25 luglio

Defezioni nelle retrovie

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta di rialzo. Cominciamo però il commento odierno con l'America visto che l'inizio e la fine della seduta europea sono stati condizionati da quanto é successo a Wall Street. Per il resto ci ha pensato la Cina.

L'S&P500 (+0.48% a 2820.40 punti) ha toccato un nuovo massimo a sei mesi a 2830 punti - solo a gennaio-febbraio era stato più in alto. Il Nasdaq Composite (-0.01%) ed in Nasdaq100 (+0.47% a 7406 punti) hanno raggiunto dei nuovi massimi storici. Fino a qui tutto bene - il trend rialzista é intatto e confermato. Dietro la facciata però l'edificio si sta sgretolando - nelle retrovie ci sono parecchie preoccupanti defezioni. Dietro ai leaders ci sono già indici e settori che stanno battendo in ritirata - e non sono abbandoni di poco conto. Il primo crollo riguarda il settore dei trasporti - il DJ Transportation ha perso il -1.53%. Anche le PMI non hanno partecipato ieri alla festa - il Russell2000 é sceso del -1.07%. Perfino nella tecnologia, che resta il settore trainante del mercato, ci sono delle sacche di debolezza. Ieri il Nasdaq Composite ha chiuso con una leggera perdita mentre il settore dei semiconduttori (SOX - 1.09%) é inciampato pesantemente. Questa disfunzione del mercato appare nei numeri della giornata - A/D a 3114 su 3842 (rapporto negativo), NH/NL a 685 su 589 (notate l'aumento sensibile dei nuovi minimi a 30 giorni) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 12.41 punti (-0.21) mentre la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.63 (la VIX si riferisce all'S&P500 - la p/c ratio a tutto il mercato - lo sviluppo divergente é logico).
Insomma - Wall Stret ha vinto ma non ha convinto. L'impressione é che l'S&P500 abbia finalmente esaurito la spinta di rialzo su l'atteso massimo a 2820-2830 punti. Il problema é che non sappiamo ancora cosa ci aspetta nei prossimi giorni e settimane - a breve l'alternativa é tra un'altra correzione minore fino ai 2750 punti o qualcosa di più consistente. A medio - lungo termine é possibile che il massimo storico a 2872 punti del 26 gennaio sia un massimo definitivo. L'S&P500 fa molta fatica a salire (a metà marzo era a 2800 punti) ma non vuole scendere.
Per la cronaca l'S&P500 ha aperto in gap up a 2823 punti. Nella prima ora di contrattazioni é salito sul massimo a 2830 punti. Poi é ridisceso sui 2820 punti ed é oscillato in laterale fino alle 19.00. Poi l'indice é sceso fino ai 2811 punti di minimo per risalire infine a 2820 punti. Sul grafico appare un doji abbastanza lungo (19 punti) che potrebbe significare esaurimento. Se nei prossimi giorni l'S&P500 ricade sotto i 2800 punti inizierà una correzione. Sulla base di quanto successo ieri e delle sviluppo degli indicatori questa é la nostra previsione. 

Ora possiamo tornare all'Europa. La mattina l'Eurostoxx50 e colleghi hanno aperto in positivo stimolati dai buoni risultati trimestrali di Google (+3.89%). Fino alle 10.30 circa non é successo nulla. Poi sono stati pubblicati alcuni dati economici positivi sulla Germania e la Cina ha annunciato un programma di stimoli congiunturali. Le borse sono balzate e l'Eurostoxx50 é salito fino ad un nuovo massimo di periodo a 3494 punti. Poi le borse si sono sgonfiate seguendo dalle 16.30 l'esempio di New York. L'Eurostoxx50 ha abbandonato il nuovo massimo mensile marginale per tornare a 3483 punti (+0.85%). L'ottimo comportamento del settore bancario (SX7E +2.23% a 113.27 punti) non é bastato per far avanzare l'Eurostoxx50 in direzione dei 3500 punti. L'indice europeo rimane incollato al nostro obiettivo a 3480 punti. Siamo stupiti da queste fiammate speculative - basta parlare di miglioramenti congiunturali che subito tutti corrono a comperare azioni di banche per poi abbandonarle al primo segnale di pericolo. Ieri i buoni risultati trimestrali di UBS (+4.32%) hanno sicuramente sostenuto il settore e aiutato l'SMI svizzero (+0.51% a 9005 punti) a raggiungere i 9000 punti. Su questo nuovo massimo di periodo e obiettivo l'SMI deve fermarsi e probabilmente correggere. Il DAX (+1.12% a 12689 punti) ha aperto bene e poi é rimasto tranquillo fin verso le 10.40. Dopo é balzato verso l'alto ed é salito fino a 12755 punti - infine si é sgonfiato. Ha chiuso con un consistente guadagno di 140 punti ma lontano dal massimo giornaliero. Un attacco in direzione dei 12800 punti é ancora possibile ma ci sembra molto improbabile che stia iniziando una nuova spinta di rialzo dopo il consolidamento delle ultime tre sedute. Manteniamo l'obiettivo a 12800 punti - poi ci sarà ancora una fase negativa - consolidamento o correzione: é troppo presto per una previsione fondata. Ci insospettisce il fatto che il rally é stato trascinato da auto e banche - puzza di speculazione e breve o per lo meno di movimento non sostenibile.
Il nostro indicatore proprietario basta sulla stocastica e che usiamo per le posizioni tattiche a medio termine é tornato ieri sera marginalmente long. Questo inabituale flip-flap é la dimostrazione che i mercati sono indecisi...

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei sale del +0.4% - Shanghai sta perdendo il -0.1%. Il future sull'S&P500 scivola a 2817 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3480 punti (-3 punti) - le borse europee apriranno in leggero calo. Ieri i rialzisti hanno fatto progressi ma la sera si sono ritirati. È probabile che oggi saranno prudenti in attesa della riunione della BCE di domani. Alle 10.00 viene pubblicato l'indice Ifo tedesco - ieri un dato simile ha fatto balzare il DAX di 50 punti. Stasera dopo la chiusura a Wall Street saranno resi noti i risultati trimestrali di Facebook.

Commento del 24 luglio

Consolidamento

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa. Gli indici azionari si sono però mossi in pochi punti e hanno aperto e chiuso sullo stesso livello. Sui grafici appaiono dei piccoli doji che significano pausa ed incertezza. Gli indici hanno trascorso la giornata nel range di venerdì e hanno terminato la seduta con leggere perdite. Questa non sembra la continuazione di una correzione che in teoria poteva essere iniziata a metà di settimana scorsa. Sembra un semplice consolidamento.
L'Eurostoxx50 é sceso a 3454 punti (-0.17%) mentre l'indice delle banche SX7E ha guadagnato il +0.63% a 110.80 punti.  Il DAX (-0.10% a 12548 punti) si é mosso in pochi punti e nel range di venerdì. Ha chiuso con una insignificante perdita di 12 punti. Avrebbe dovuto continuare a correggere ed invece é fermo con bassi volumi di titoli trattati. L'impressione é quindi che stia semplicemente consolidando sopra i 12400 punti. In Italia l'uscita di scena di Marchionne ha provocato un'ondata di vendite sulle azioni delle società della galassia Agnelli (Fiat, Ferrari, Exor). Questo ha provocato la caduta del FTSE MIB (-0.87% a 21605 punti) che però, dopo la perdita iniziale, si é comportato come l'Eurostoxx50. Non pensiamo di conseguenza che il calo debba continuare - si é trattato di un incidente di percorso. Come le altre borse europee Il FTSE MIB sembra voler consolidare e non correggere. La permanenza dell'indice sui 21500-22000 punti dovrebbe essere più lunga di quanto inizialmente previsto.
Per i ribassisti la settimana é cominciata con una delusione. Dopo l'apertura in leggero calo non é successo più nulla. Le borse non sembrano all'inizio di una forte correzione malgrado che gli indicatori di medio termine favoriscano per le prossime settimane un calo degli indici azionari su nuovi minimi annuali. L'impressione dopo la seduta di ieri é che potremo goderci le vacanze estive poiché non si profila all'orizzonte nessun sostanziale movimento.

In America un'ulteriore serio tentativo di bucare il supporto a 2800 punti di S&P500 é fallito. L'S&P500 ha aperto a 2800 punti e all'inizio della seduta ci sono stati due tentativi di ribasso con minimi a 2796 e 2795 punti. Alle 16.30 i venditori si sono ritirati. L'S&P500 si é risollevato e a metà giornata é tornato a 2807 punti. Nella seconda parte della seduta l'indice é semplicemente oscillato in laterale tra i 2804 ed i 2808 punti ed ha chiuso a 2806.98 punti (+0.18%). Il Nasdaq100 (+0.29% a 7371 punti) ha fatto leggermente meglio. La seduta al NYSE é stata però negativa con A/D a 3122 su 3817, NH/NL a 574 su 465 (notiamo l'aumento dei NL) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 12.62 punti (-0.24) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata ad essere bassa a 0.55. Insomma - l'S&P500 non vuole scendere sotto i 2800 punti ma appena c'é una seduta positiva gli investitori tornano ad essere troppo ottimisti. La partecipazione al rialzo resta decisamente debole. Di conseguenza é poco probabile che le evanescenti spinte di rialzo possano far salire l'S&P500 di molto. Potrebbe esserci ancora un tentativo di salita in direzione dei 2820-2830 punti ma su questo livello é probabile che anche le forze e la motivazione dei rialzisti verranno a mancare. La correzione non inizia - l'alternativa non sembra però una continuazione del rialzo ma una permanenza più lunga del previsto dell'S&P500 sui 2800 punti.

Ieri sera Google ha presentato ottimi risultati trimestrali. Il future sull'S&P500 é ora a 2817 punti (+5 punti) - l'S&P500 vale circa 2818 punti (+11 punti). Le borse europee non sembrano farsi contagiare dall'euforia - l'Eurostoxx50 vale ora 3470 punti. In apertura gli indici azionari europei saliranno del +0.4%. Poi, come ieri, rischiano di fermarsi e muoversi in pochi punti con scarsi volumi.
Per la cronaca stamattina le borse asiatiche sono in moderato rialzo. Il Nikkei sta guadagnando il +0.47% - Shanghai balza del +1.5%.

Aggiornamento del 23 luglio

Indicatori misti forniscono segnali contraddittori - la soluzione é probabilmente un mercato neutro

Durante il fine settimana abbiamo studiato le analisi di colleghi e concorrenti. Con buoni e validi argomenti tecnici abbiamo letto analisi che prevedono una continuazione del rialzo della borsa americana e altri che prevedono l'inizio di una sostanziale correzione. Lo stesso vale per l'Europa malgrado che per Eurostoxx50 e colleghi le previsioni siano prevalentemente negative. Tutto dipende da quali indicatori vengono usati e a quali si attribuisce il maggior peso. In generale però non ci sono segnali "forti" - molti indicatori si muovono su posizioni neutre e forniscono unicamente marginali segnali d'acquisto o di vendita - prendere posizioni sulla base di questi segnali é spesso arrischiato. Come bisogna comportarsi in una simile situazione d'incertezza? La migliore strategia é l'attesa o la difesa. Bisogna attendere di avere segnali di buona qualità e confermati. Oppure nell'incertezza bisogna scegliere la strategia d'investimento che ci difende da eventuali perdite. Non c'é bisogno di seguire un segnale di vendita con posizioni short - si può anche restare liquidi o assicurare un portafoglio long con un hedging. Lo stesso vale con una segnale d'acquisto incerto. Non bisogna subito comperare ma per lo meno si devono chiudere eventuali posizioni speculative short.
Non da ultimo bisogna considerare la possibilità che quando i segnali tecnici sono deboli e contraddittori vuol dire che il mercato oscilla in laterale senza tendenza e può continuare a farlo anche nel futuro. L'S&P500 e L'Eurostoxx50 si trovano oggi sullo stesso livello del 13-15 marzo scorsi - non saremmo sorpresi se tra due mesi, tra correzioni minori e brevi ed evanescenti spinte di rialzo ci ritrovassimo nuovamente sui 2800 punti di S&P500 e sui 3450 punti di Eurostoxx50.

Stamattina le borse asiatiche sono miste ma per una volta é il Giapppone a scendere (Nikkei -1.38%) e la Cina a salire (Shanghai +0.7%). Il future sull'S&P500 é a 2799 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale alle 08.00 3452 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Le premesse sono per una seduta tranquilla e senza sostanziali variazioni. Stasera dopo la chiusura della borsa americana sono attesi i risultati trimestrali di Google.

Commento del 21-22 luglio

Correzioni minori e rotazione tra settori - manca una sostanziale correzione

A metà giugno avevamo previsto una correzione delle borse. L'S&P500 (-0.09% a 2801.83 punti) in effetti ha toccato un massimo a 2791 punti il 13 giugno ed é sceso fino al 28 giugno a 2692 punti - una correzione minore di quasi 100 punti. Contemporaneamente l'Eurostoxx50 (-0.33% a 3460 punti) ha toccato un massimo il 15 giugno a 3540 punti ed é caduto il 27 giugno su un nuovo minimo annuale a 3340 punti - la perdita di 200 punti é stata più consistente ma ancora inferiore a quel -10% che costituisce per definizione una normale correzione. Poi gli indici azionari sono risaliti. Seguendo cicli ed oscillatori nell'analisi di domenica scorsa abbiamo previsto la vicinanza di un massimo significativo - a questo massimo doveva nuovamente seguire una correzione. Dopo mesi di oscillazione in laterale ci aspettavamo l'inizio di una correzione più importante. Gli obiettivi  del rialzo a corto termine erano a 2820-2830 punti di S&P500, 7450 punti di Nasdaq100 e 3480 punti di Eurostoxx50. L'S&P500 ha toccato un massimo mercoledì a 2816.76 punti, il Nasdaq100 (-0.03% a 7350 punti) ha raggiunto un nuovo massimo storico martedì a 7418 punti mentre l'Eurostoxx50 si é impennato mercoledì fino ai 3487 punti e poi é sceso. Le sedute di giovedì e venerdì sono state in generale negative ma non abbiamo ancora nessuna conferma che stia iniziando una correzione. Al contrario parecchi segnali suggeriscono lo svolgimento di un consolidamento ad alto livello contraddistinto da una sana rotazione tra settori. Per esempio venerdì il settore dei Biotech (-0.03%), pur senza fare progressi, ha toccato un nuovo massimo storico mentre il settore dei trasporti (DJTransportation -0.06%) ha fatto registrare un nuovo massimo mensile. Da giorni esistono i presupposti tecnici e stagionali per l'inizio di una correzione ma le borse non scendono - basta guardare le performances settimanali per rendersi conto che gli indici azionari stanno marciando sul posto. Solo l'SMI svizzero (+0.64% a 8991 punti), per la seconda settimana consecutiva ha guadagnato decisamente terreno e ha sovraperformato grazie alla forza relativa del settore farmaceutico. Temiamo di conseguenza che gli eccessi di rialzo verranno riassorbiti unicamente attraverso un'altra correzione minore di poco conto. La pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese americane prosegue senza conseguenza per la borsa - la maggior parte delle società presenta ottimi risultati e batte le previsioni degli analisti. I dati non vengono utilizzati per giustificare prese di beneficio. Gli investitori americani ignorano la guerrra commerciale scatenata da Donald Trump - solo la borsa cinese é da mesi in una fase di ribasso. Se malgrado tutto questo l'S&P500 non scende non sappiamo cosa potrebbe scatenare una correzione - temiamo quindi che l'S&P50 possa unicamente scendere sui 2750 punti e poi ricominciare a salire e tentare di migliorare il massimo storico del 26 gennaio 2876 punti.
Settimana scorsa abbiamo aperto posizioni short a medio termine su DAX, Eurostoxx50 e SMI. I limiti di vendita su S&P500, Nasdaq100 e FTSE MIB non sono stati raggiunti. Settimana prossima ci aspettiamo ulteriore debolezza. Se però i ribassisti non tentano un deciso affondo e le vendite restano sporadiche chiuderemo le posizioni - probabilmente con modesti guadagni o in pari.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.28% a 3460 punti
DAX                         +0.16% a 12561 punti
SMI                          +1.47% a 8991 punti
FTSE MIB                  -0.45% a 21794 punti
S&P500                    +0.02% a 2801.83 punti
Nasdaq100               -0.35% a 7350 punti

Venerdì le borse hanno avuto una seduta negativa. Non abbiamo avuto però nessuna conferma che stia iniziando una correzione. L'S&P500 (-0.09% a 2801.83 punti) ha ancora una volta difeso strenuamente il supporto intermedio a 2800 punti. L'Eurostoxx50 (-0.33% a 3460 punti) ha chiuso lontano dal minimo giornaliero e con una modesta perdita di 11 punti - la performance settimanale é positiva. Solo il DAX tedesco (-0.98% a 12561 punti) ha avuto un netto cedimento. Questo però é riconducibile al settore auto (Daimler -2.35%, Volkswagen -2.25% e BMW -1.82%) dopo che Donald Trump ha nuovamente minacciato tasse punitive sulle importazioni di auto in America. All'inizio della settimana il DAX era salito parecchio a causa della ragione opposta (sembrava che il rischio di dazi fosse sparito) e la performance settimanale del DAX é positiva. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica venerdì é tornato marginalmente su sell - tatticamente restiamo di conseguenza short malgrado che il segnale é debole e si muove sulla linea neutra.
Il FTSE MIB (-0.41% a 21794 punti / Fiat -2.31%) ha copiato l'Eurostoxx50.

La seduta a New York é stata leggermente negativa - troppo poco per parlare di seduta in calo. L'S&P500 si é mosso in soli 9 punti (!). Ha aperto a 2801 punti ed é salito a 2809 punti per le 17.30. Poi é sceso lentamente e ad ondate fino ai 2800 punti. Dal supporto é risalito una manciata di punti ed ha infine chiuso a 2801.83 punti (-0.09%). Il Nasdaq100 (-0.03% a 7350 punti) si é comportato in maniera simile. La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3165 su 3762, NH/NL a 567 su 322 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é bloccata a 12.86 punti (-0.01) mentre la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.66 (MM a 10 giorni a 0.62) - a livello di sentiment non c'é niente di speciale da segnalare. Questa pausa fa scendere gentilmente gli oscillatori mentre le BB si allargano per inerzia (2684-2840 punti). Se nelle prossime 3-5 sedute l'S&P500 non crolla il capitolo correzione é per questo mese da archiviare. L'S&P500 può ancora per settimane oscillare tra i 2700 ed i 2800 punti. L'obiettivo ideale di una correzione minore é attualmente sui 2750 punti.
La tendenza di fondo della borsa americana resta debolmente al rialzo con il 56.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 60.90.
I movimenti più importanti settimana scorsa si sono verificati sulle divise e sui prezzi delle materie prime - specialmente sui metalli preziosi. Giovedì il cambio EUR/USD é caduto fino a 1.1575 - venerdì é tornato a 1.1720. Il prezzo dell'oro é crollato giovedì su un nuovo minimo annuale a 1211 USD/oncia - poi é risalito a 1232 USD. Sul corto termine l'oro ha toccato un minimo significativo e sta rimbalzando. La tendenza di fondo é però da neutra a ribassista e quindi il rimbalzo non andrà molto lontano (target a 1260-1280 USD/oncia).  La correlazione inversa con l'USD funziona bene e di conseguenza é probabile che il cambio EUR/USD risalga a 1.18. Questi movimenti non sembrano influenzare la borsa.      
Giovedì 26 luglio si riunisce la BCE per discutere la situazione economica e la politica monetaria. Non sono attese novità di rilievo ma Mario Draghi non perderà l'occasione per proseguire la sua guerra psicologica sull'irreversibilità dell'EUR.
Presto tardi in Europa si ricomincerà a discutere di debiti statali e di deficit specialmente se il nuovo governo italiano si ostina ad aumentare la spesa pubblica (salvare il buco nero Alitalia non é una buona idea ed é un cattivo esempio di gestione scriteriata delle finanze pubbliche) - forse però trascorreremo l'estate senza scosse e le tensioni riappariranno solo in autunno.

Commento del 20 luglio

Il supporto a 2800 punti respinge il primo timido tentativo di correzione dell'S&P500


Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa ma non vediamo ancora nessun motivo per preoccuparci. Gli indici azionari sono semplicemente scivolati verso il basso senza sbalzi e con volumi in calo. Fino a prova contraria quella di ieri é solo stata una seduta negativa all'interno di una fase di rialzo. È logico che vicino alle resistenze ci sia una reazione negativa - questo non significa ancora che sia iniziata l'attesa correzione. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica si indebolisce ma sia per l'Eurostoxx50 che per il DAX resta su buy. La seduta di oggi con la chiusura settimanale é decisiva per il trend a medio termine.
L'Eurostoxx50 (-0.39% a 3471 punti) ha perso 14 punti - la metà di quanto ha guadagnato mercoledì. Dopo una buona apertura l'Eurostoxx50 é scivolato verso il basso senza pressione di vendita - questa sembra solo una seduta negativa come conseguenza di una situazione di eccesso. La borsa non può sempre solo salire - quando raggiunge delle resistenze ci sono delle reazioni. Non abbiamo ancora nessun segnale di vendita - potrebbe essere iniziata una correzione ma non abbiamo nessun tipo di conferma.
Il FTSE MIB (-0.40% a 21885 punti) ha perso quanto l'Eurostoxx50 e si é comportato alla stessa maniera. Da un punto di vista tecnico non abbiamo nulla da dire - unicamente la debolezza dei titoli bancari é preoccupante. L'indice delle banche europee SX7E (-0.43% a 110.30 punti) perde come il resto del mercato.
Il DAX (-0.63% a 12686 punti) ha perso 79 punti - di più che l'Eurostoxx50 ma meno di quanto ha guadagnato mercoledì. L'indice é semplicemente scivolato verso il basso senza sbalzi e con volumi in calo. Da alcuni giorni il DAX é più volatile che l'Eurostoxx50 - forse una conseguenza dell'attività dei traders in un mercato estivo con pochi investitori.
Per una volta sono stati più interessanti i movimenti osservati su cambi e tassi d'interesse.Il cambio EUR/USD ha avuto un vuoto d'aria fino a 1.1575 ma poi , grazie ad una dichiarazione di Donald Trump che preferisce un USD più debole, ha recuperato a 1.1650. Il forte supporto a 1.15 non é stato avvicinato e la fase di consolidamento (o distribuzione?) tra gli 1.15 e gli 1.18 prosegue. Le divise stanno diventando parte della guerra commerciale. I cinesi, invece che imporre dazi sulle merci americane stanno semplicemente e alla chetichella svalutando lo Yuan. Il future sul Bund é salito a 163.14 (+0.20%). Questa é la migliore chiusura giornaliera dell'anno! Tassi d'interesse in calo significa che gli investitori non si aspettano inflazione né una forte crescita economica. Il Bund decennale rende il 0.32%. Il reddito reale, ripulito del tasso d'inflazione, é negativo.

Anche a Wall Street c'é stata una seduta negativa. L'S&P500 nella prima mezz'ora di contrattazioni é caduto sul supporto a 2800 punti (per l'esattezza il minimo giornaliero é stato a 2799.77 punti). Il supporto ha retto questo primo timido attacco e l'indice é risalito una decina di punti. Poi fino a fine giornata é oscillato tra i 2804 ed i 2811 punti ed ha chiuso a 2804.49 punti (-0.40%). La tecnologia ha seguito (Nasdaq100 -0.51% a 7352 punti) mentre il settore delle PMI (Russell2000 +0.56%) si é mosso controcorrente. Questo spiega i relativamente buoni dati tecnici della giornata. La seduta al NYSE stata infatti positiva con A/D a 3642 su 3300, NH/NL a 602 su 352 (un modesto miglioramento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 12.87 punti (+0.77) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata neutra a 0.62. Non siamo in grado di dire se questa seduta negativa é l'inizio dell'attesa correzione o semplicemente un normale ritracciamento dopo una rottura al rialzo. Visto che non é stato rotto nessun supporto e non abbiamo nessun segnale di vendita per ora dobbiamo propendere per la seconda variante. Tranne il fatto che l'S&P500 ha perso 11 punti nulla nel comportamento della borsa suggerisce che ieri sia iniziata una sostanziale correzione.

Stamattina le borse asiatiche sono prevalentemente positive. Il Nikkei perde il -0.29% ma Shanghai sta salendo del +1.8%. Il future sull'S&P500 é a 2803 punti (-2 punti). È in calo ma un'ora fà era più basso. Le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.2%. L'Eurostoxx50 vale ora 3466 punti. I mercati finanziari sono tranquilli e nulla lascia presagire forti movimenti. Di conseguenza oggi ci aspettiamo borse calme e pensiamo che stasera gli indici azionari europei ed americani chiuderanno senza forti variazioni.

Commento del 19 luglio

Wall Street, un calo dei tassi d'interesse e un indebolimento dell'EUR aiutano le borse europee. Fino a quando?

Grazie a tre impulsi coordinati (rialzo in America, tassi d'interesse in calo, EUR debole) ieri le borse europee sono ripartite al rialzo e hanno terminato la seduta vicine ai massimi giornalieri e con consistenti plusvalenze. L'Eurostoxx50 (+0.80% a 3485 punti) é salito di 28 punti e ha raggiunto e marginalmente superato l'obiettivo a 3480 punti. Sullo slancio l'indice potrebbe guadagnare ancora qualche punto ma per mantenere la serie di massimi discendenti iniziata a maggio non deve risalire sui 3525 punti ma fermarsi sui 3480-3500 punti prima di cominciare a correggere. Secondo i normali parametri tecnici (RSI) l'indice non é ipercomperato. Confidiamo però nell'America e nella correlazione tra America ed Europa (con una certa sottoperformance da parte dell'Europa) per una prossima inversione di tendenza.
Il DAX (+0.82% a 12766 punti), che nelle prime due sedute della settimana aveva sovraperformato grazie a dei balzi inattesi di azioni di società in situazioni eccezionali, ieri ha semplicemente seguito l'Eurostoxx50. Ha guadagnato altri 104 punti ed é salito in direzione del secondo obiettivo a 12800 punti. Siamo leggermente nervosi ed inquieti. Il rialzo sembra accelerare e rinforzarsi invece che rallentare ed indebolirsi. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica é passato su buy - falsi segnali di breve durata sono possibili ma lo stesso questo non ci piace anche perché il MACD punta decisamente verso l'alto. Ora la fascia di resistenza sui 12800 punti (gap di metà giugno, MM a 50 e 200 giorni, BB) dovrebbe fermare il rialzo. Vedremo se come pensiamo ci sarà un'inversione di tendenza o se avremo un semplice ritracciamento. Molto, ripetiamo, dipende dall'America...
Mentre Eurostoxx50 e colleghi ieri si sono involati verso gli obiettivi, il FTSE MIB (-0.03% a 21972 punti) ha marciato sul posto. La borsa italiana funziona a corrente alternata. Martedì ha esagerato al rialzo - ieri é rimasta al palo - strano. Evidentemente ci sono dei fattori emotivi che hanno un influsso - l'azione del governo 5 Stelle - Lega gioca in questo oscillazioni a breve un ruolo determinante. Basta però dare un'occhiata al grafico per rendersi conto che da inizio giugno il FTSE MIB non va semplicemente da nessuna parte.
Restiamo dell'opinione che l'indice può ancora salire a 22250 prima di cominciare a correggere. La prossima correzione dovrebbe provocare un nuovo minimo annuale ma per questo ci vorrà un minimo di collaborazione da parte dell'America.
Ieri il colosso farmaceutico Novartis (+3.15% / ca. 18% dell'indice SMI) ha pubblicato dei buoni risultati trimestrali - il balzo dell'azione ha causato un guadagno del +0.55% dell'indice SMI (+1.29% a 8938 punti). Basta questo a spiegare la buona prestazione dell'indice e il raggiungimento dell'obiettivo a 8900 punti. Sullo slancio l'SMI sembra in grado di raggiungere i 9000 punti. Se li supera abbiamo un problema poiché verrebbero a mancare i presupporti grafici per l'inizio di una correzione. Se l'SMI passa in una fase di rialzo cosa combineranno le altre borse europee? - spesso la Svizzera ha mostrato la strada... Il cambio EUR/CHF é sceso a 1.1640 - da giorni il CHF é forte - molto, molto strano. Chi compera CHF? Normalmente il CHF viene ricercato solo in momenti di crisi...

Il rialzo delle borse europee dipende ed é strettamente correlato al rialzo della borsa americana. Potete essere sicuri che appena l'America comincerà a correggere anche l'Eurostoxx50 e colleghi ricominceranno a scendere. Vediamo quindi a che punto siamo a Wall Street.
Ieri l'S&P500 (+0.22% a 2815.62 punti) ha guadagnato 6 punti - il Nasdaq100 (-0.18% a 7390 punti) ne ha persi 13. Per saldo la borsa ha marciato sul posto. L'S&P500 ha aperto a 2812 punti. Dopo un'ora di contrattazioni é sceso sul minimo a 2805 punti - a metà seduta ha toccato il massimo a 2816 punti. Poi é semplicemente scivolato a 2812 punti ed é tornato in chiusura a 2815 punti. Notiamo che si é mosso in soli 11 punti e ha raggiunto un nuovo massimo mensile ad una manciata di punti dal nostro obiettivo a 2820-2830 punti. La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 3854 su 3074, NH/NL a 504 su 428 (un lieve peggioramento rispetto a ieri - la partecipazione resta miserabile) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é ferma a 12.10 punti (+0.04) mentre la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.56 - se scende nei prossimi giorni sotto i 0.50 avremo i presupposti a livello di sentiment per l'inizio dell'attesa correzione. Le Bollinger Bands dell'S&P500 scorrono a 2685-2830 punti.
La borsa americana segue il nostro scenario e si sviluppa come previsto - gli indici hanno quasi raggiunto i nostri obiettivi e le premesse per l'inizio della correzione sono praticamente complete.
L'unico problema é che ogni volta che notiamo un cedimento strutturale in grado di far cadere il mercato c'é dopo pochi giorni una reazione. Da giorni stavamo osservando l'indice dei trasporti che stava distribuendo e mostrava debolezza relativa - secondo la Dow Theory industria (DJI) e trasporti (DJT) devono muoversi in parallelo e confermare l'un con l'altro i movimenti. Ieri il DJ Tranportation é balzato del +2.29% eliminando il rischio di una brutta e pericolosa rottura sotto la MM a 200 giorni.

Stamattina i mercati finanziari sono tranquilli. Le borse asiatiche sono in leggero calo. Il Nikkei ha perso il -0.11% - Shanghai scende del -0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2814 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3482 punti (-3 punti) - le borse europee apriranno leggermente in calo (-0.1%). Stasera dopo la chiusura della borsa americana il primo degli AGMAF (Microsoft) pubblicherà i suoi risultati trimestrali. Dovremo aspettare fino a lunedì per il prossimo (Google). Forse la correzione inizierà solo settimana prossima.

Commento del 18 luglio

Jerome Powell é ottimista - le borse fanno un saltino di gioia

Ieri il capo della FED Jerome Powell ha testimoniato davanti alla commissione bancaria del Senato. Ha descritto una situazione positiva dell'economia americana che cresce in maniera regolare e crea posti di lavoro. Powell ritiene che questo sviluppo permette un ulteriore moderato aumento dei tassi d'interesse - malgrado ciò la politica monetaria continua ad essere accomodante e sostiene questa fase di espansione economica. Powell non ha detto nulla di nuovo o sorprendente ma questa iniezione di fiducia é bastata a dare una spinta agli indici azionari e permettere all'S&P500 (+0.40% a 2809.55 punti) di superare la barriera dei 2800 punti e la resistenza costituita dal massimo di marzo a 2802 punti. Le borse europee hanno seguito. Nelle ultime due ore di contrattazioni gli indici azionari europei sono saliti e hanno terminato la giornata vicino ai massimi giornalieri e con moderati guadagni. Questo si traduce per l'Eurostoxx50 in un balzo di 8 punti a 3457 punti (+0.24%). Il FTSE MIB italiano (+0.71% a 21977 punti) ha fatto meglio forse perché lunedì era rimasto indietro. Il DAX tedesco (+0.80% a 12661 punti) come lunedì ha approfittato di una situazione particolare per sovraperformare. ThyssenKrupp sta ristrutturando le sue attività sotto le pressioni degli azionisti e l'azione é balzata del +9.12%. La situazione tecnica delle borse europee si sta sviluppando più o meno come previsto vale a dire che gli indici stanno seguendo l'America e dovrebbero a breve esaurire la spinta di rialzo sugli obiettivi (Eurostoxx50 a 3480 punti). Ovviamente ci sono degli aggiustamenti - l'obiettivo del DAX dai 12600 punti torna a 12800 punti a causa degli anomali movimenti di Deutsche Bank e ThyssenKrupp - nella sostanza però non cambia nulla. Notiamo infine il calo del settore bancario - l'indice SX7E é sceso a 110.65 punti (-0.41%) in una giornata di borsa positiva con tassi d'interesse stabili. Immaginatevi cosa succederà quando le premesse saranno negative. A inizio anno questo indice era sui 130 punti. A gennaio era a 143 punti. Il 27 giugno ha toccato un minimo annuale a 107.40 punti. Ora sta distribuendo sui 110 punti.   

L'S&P500 (+0.40% a 2809.55 punti) ha finalmente superato i 2800 punti e sta esaurendo questa spinta di rialzo con una salita in direzione dei 2820-2830 punti. Il motore del rialzo é ancora la tecnologia. Ieri, malgrado l'inciamo di Netflix (-5.24%), Il Nasdaq100 ha toccato un nuovo massimo storico a 7418 punti e ha chiuso a 7403 punti (+0.62%). Anche il Nasdaq Composite ha raggiunto un nuovo record storico.
L'S&P500 ha aperto a 2789 punti ed é regolarmente salito fino alle 16.30 quando ha toccato i 2711 punti. Poi fino a fine giornata é oscillato in laterale tra i 2708 ed i 2714 punti ed ha chiuso a 2709 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4222 su 2723, NH/NL a 449 su 407 e volume relativo a 0.95. I dati sulla partecipazione restano deludenti e sono preoccupanti. La volatilità VIX é scesa a 12.06 punti (-0.77) mentre la CBOE Equity put/call ratio é a 0.65. Sembra che gli speculatori sono cauti e non si fidano di questa accelerazione al rialzo. Questo non ci piace - a livello di sentiment avremmo a questo punto preferito osservare maggiore euforia e invece appare scetticismo. Non sembra che la spinta di rialzo sia finita qui. Il bordo superiore delle Bollinger Bands lievita a 2823 punti. Sapete che questa non é una resistenza ma un buon punto di riferimento per un massimo intermedio nel caso in cui la tendenza del mercato é da neutra a debolmente rialzista. 

Stamattina notiamo la discesa del cambio EUR/USD a 1.1630 e la contemporanea caduta del prezzo dell'oro su un nuovo minimo annuale a 1224 punti. Nessuno a questo punto prevede inflazione mentre molti favoriscono l'America per i propri investimenti. Bisogna ammettere che la politica di Donald Trump, malgrado che sia poco ortodossa e nei toni molto rude, sta avendo effetti positivi sull'economia americana.
Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei sale del +0.5%, Shanghai é in calo del -0.1%. Il future sull'S&P500 é a 2812 punti (+1 punto). L'eurostoxx50 vale ora 3467 punti - le borse europee apriranno con un guadagno di circa il +0.3%. Non vediamo nulla che possa stimolare i venditori e quindi ci aspettiamo che gli indici azionari europei riescano a difendere questo guadagno iniziale fino a stasera. Un incremento é possibile visto che non ci sono resistenza vicine in grado di bloccare il movimento.

Commento del 17 luglio

Gli indici azionari si muovono in pochi punti e chiudono praticamente invariati

Ieri le borse hanno iniziato il periodo estivo e di vacanze con una seduta di pausa. Gli indici azionari europei e americani si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Questa giornata si presta ad ogni tipo di lettura. I rialzisti notano il nuovo massimo storico marginale del Nasdaq100 (-0.24% a 7357 punti) a 7390 punti, i ribassisti ribattono che la maggior parte degli indici, a partire dall'Eurostoxx50 (-0.16% a 3449 punti) fino all'S&P500 (-0.10% a 2798.43 punti) hanno chiuso in negativo. Noi siamo pragmatici e realisti - questa pausa lascia gli indicatori tecnici praticamente invariati - non c'é nulla di nuovo se non conferme. Il rapporto NH/NL a Wall Street é stato di 342 su 506 - un ulteriore netto deterioramento rispetto a venerdì scorso. Di conseguenza riteniamo che ora le borse debbano correggere. Ci sono le premesse per una correzione minore. La correzione dell'S&P500 fino ai 2600 punti e quindi nettamente sotto la MM a 200 giorni (2682 punti) é invece ancora solo un'ipotesi senza un grande supporto da parte degli indicatori tecnici. Dopo mesi di movimento laterale e al termine di un lento ma debole rialzo, sarebbe giunto il momento in America per un test dei minimo annuale (9 febbraio - 2532 punti).  È però improbabile che una semplice fase di prese di beneficio faccia perdere 200 punti all'S&500. Ci vuole un cambiamento sostanziale a livello di fondamentali che al momento non appare. I tassi d'interesse sono stabili - i cambi tra le maggiori monete mondiali (USD, EUR, JPY, GBP) si muovono in un range stretto e limitato. L'estate potrebbe anche trascorrere nella calma con una continuazione dell'oscillazione in laterale delle ultime settimane. La correzione dall'attuale situazione di ipercomperato potrebbe risolversi con un'altra onda discendente fino ai 2700 punti e nulla più.

Sulla seduta di ieri in Europa c'é poco da dire. Le borse la mattina hanno provato a salire, poi sono scese e la sera si sono fermate nella parte centrale del range e senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 é scivolato a 3449 punti (-0.16%) e rappresenta idealmente tutte le borse europee - anche SMI (-0.15% a 8848 punti) e FTSE MIB (-0.32% a 21823 punti) hanno perso qualche punto. In Germania Deutsche Bank ha presentato dei risultati trimestrali decisamente meglio delle stime degli analisti - l'azione é balzata del +7.27% e questo ha permesso al DAX (+0.16% a 12561 punti) di guadagnare qualche punto e all'indice delle banche europee SX7E di lievitare a 111.10 punti (+0.43%). Si é però trattato di un evento isolato in un mercato letargico e apatico. Gli indici azionari sono semplicemente fermi nel range di settimana scorsa.

Anche da Wall Street non sono venuti degli impulsi. L'S&P500 é oscillato in una decina di punti (2793-2803 punti) e ha terminato la giornata a 2798.43 punti (-0.10%). Il Nasdaq100 ha toccato in apertura un nuovo massimo storico a 7390 punti ma poi si é sgonfiato (-0.24% a 7357 punti). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2440 su 4522, NH/NL a 342 su 506 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é salita a 12.83 punti (+0.65) mentre il CBOE Equity put/call ratio é stato di 0.70.
Il livello superiore delle Bollinger Bands sull'S&P500 é ora a 2817 punti - l'aumento é causato da un allargamento della bande.
Ieri dopo la chiusura dei mercati Netflix ha pubblicato dei risultati trimestrali deludenti - l'azione ha perso nel dopo borsa fino al -14%. Questi dati al di sotto delle aspettative non sembrano però influire sulla borsa. Il future sull'S&P500 é a 2795 punti (-1 punto) mentre quello sul Nasdaq100 scivola a 7313 punti (-13 punti).

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei riprende le contrattazioni con un +0.6% - Shanghai é in calo del -1%. Non abbiamo ancora stime riguardanti i mercati azionari europei poiché é troppo presto (07.30). Ci aspettiamo però che l'Eurostoxx50 riapra sui 3442 punti (-7 punti). Prevediamo una ripetizione della seduta di ieri. È meglio godersi la giornata di sole che trascorrere ore davanti agli schermi nella vana attesa di un movimento significativo.

Aggiornamento del 16 luglio

Un fine settimana di sport

La Francia ha vinto i campionati mondiali di calcio in Russia. Novak Djokovic ha trionfato nel torneo di tennis a Wimbledon. Donald Trump, tra il vertice della Nato e l'incontro odierno con Putin a Helsinki, ha trascorso il fine settimana in Scozia giocando a golf.
Sul fronte economico c'é poco da segnalare. I mercati finanziari sono tranquilli mentre le colonne di auto di turisti diretti a sud si allungano. Il Giappone festeggia oggi la giornata del mare - la borsa é chiusa.
In Cina traspare dai dati pubblicati stamattina un rallentamento economico. La borsa di Shanghai reagisce con un -0.8%. Il future sull'S&P500 non si lascia impressionare ed é stabile a 2804 punti (+1 punto). È troppo presto (07.30) per avere delle indicazioni sui mercati europei. È però facile prevedere che gli indici azionari inizieranno la settimana senza sostanziali variazioni.
Più che dai dati economici lo svolgimento della settimana sarà determinato dalla pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese americane. L'impressione avuta finora é che i dati vengono usati per giustificare prese di beneficio. Delle impennate dell'S&P500 in direzione dei 2820-2830 punti devono essere utlizzate per aprire posizioni short utilizzando i limiti indicati nella sezione portafoglio.

Commento del 14-15 luglio

Partecipazione miserabile - questo rialzo é a corto di carburante

Nella settimana appena trascorsa la tecnologia, rappresentata dagli indici Nasdaq Composite e Nasdaq100 (+0.13% a 7375 punti) ha fatto segnare dei nuovi massimi storici. Per definizione un indice che raggiunge nuovi record é in una fase di rialzo confermata. La conseguenza é stata che l'S&P500 (+0.11% a 2801.31 punti) invece che completare la formazione a testa e spalla ribassista con una distribuzione sui 2760 punti é salito sul nostro obiettivo alternativo a 2800 punti. L'ipotesi che da metà luglio deve iniziare una correzione piuttosto forte (obiettivo sui 2600 punti) é ancora valida ma manca di conferme. In pratica non sappiamo se settimana prossima il rialzo deve continuare o se invece dal nulla si verifica un'inversione di tendenza. Gli oscillatori mostrano una situazione di ipercomperato - gli indicatori di sentiment ci dicono che gli investitori sono molto ottimisti (VIX a 12.18 punti, -0.40) e speculativamente orientati al rialzo. I cicli ci dicono che a metà mese potrebbe verificarsi un massimo significativo. Insomma - esistono le premesse per l'inizio di una correzione ma il mercato azionario americano potrebbe anche continuare lentamente a salire come se nulla fosse. La tendenza di fondo della borsa americana é ancora debolmente al rialzo con il 56.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni - il Bullish Percent Index sul NYSE é a 59.87. D'altra parte l'S&P500 é bloccato da settimane tra i 2700 ed i 2800 punti - la MM a 50 giorni é in leggera ascesa a 2734 punti - le Bollinger Bands scorrono praticamento orizzontali e parallele tra i 2690 ed i 2814 punti - la tendenza dell'S&P500 é neutra e il mercato non sembra aver la forza per salire sostanzialmente più in alto. Dov'é il problema? Evidentemente a livello di partecipazione. La performance settimana di S&P500, Nasdaq100 e colleghi é positiva ma questo non appare per niente nel numero di titoli che raggiungono dei nuovi massimi di periodo. Confrontiamo il numero di nuovi massimi e nuovi minimi di una settimana fà con i numeri di questo venerdì. Abbiamo a 30 giorni NH/NL a 807 su 212 contro gli attuali 497 (!) su 331, a 90 giorni 542 su 92 contro 316 su 145 e a 120 giorni 360 su 65 contro 219 su 98 - raramente abbiamo osservato un simile deterioramento a livello di partecipazione in un mercato al rialzo. A questo punto esistono solo due possibilità - o improvvisamente e inaspettatamente il mercato riceve sostegno da settori al momento deboli oppure il mercato deve cadere (e pesantemente) appena i pochi settori forti come la tecnologia (già senza i semiconduttori, SOX -0.40%) per una ragione o per l'altra cominciano a perdere di valore.
La borsa americana é formalmente ancora al rialzo mentre quelle europee sembrano unicamente effettuare un rimbalzo tecnico all'interno di un ribasso di medio termine. Dopo la caduta di mercoledì gli indici azionari europei sono risaliti facendo tornare le performances settimanali di poco in positivo. Il rimbalzo di giovedì e venerdì é stato però deludente. Gli indici hanno recuperato pochi punti con moderati volumi e si sono fatti nettamente distaccare dagli americani. Il settore bancario é debole (SX7E +0.03% a 110.62 punti / performance settimanale del -2.23%) ed é sorprendente che Eurostoxx50 e colleghi siano riusciti a tenersi a galla malgrado questa zavorra. Sembra solo una questione di tempo fino alla prossima spinta di ribasso. I nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica che usiamo per le posizioni tattiche a medio termine restano saldamente short su Eurostoxx50, DAX e FTSE MIB.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.20% a 3454 punti
DAX                         +0.36% a 12540 punti
SMI                          +1.88% a 8861 punti
FTSE MIB                  -0.15% a 21892 punti
S&P500                    +1.50% a 2801.31 punti
Nasdaq100               +2.34% a 7375 punti

Martedì le borse europee hanno toccato i massimi settimanali - in questa occasione hanno praticamente raggiunto i nostri obiettivi (3500 punti di Eurostoxx50 e 12600-12800 punti di DAX). Mercoledì sono precipitate e giovedì e venerdì sono risalite a fatica. Venerdì gli indici hanno aperto al rialzo tentando di copiare il rally della sera prima a New York. Dopo la buona apertura non hanno però fatto ulteriori progressi. La sera hanno chiuso al centro del range giornaliero e con moderati guadagni - sui grafici appaiono nuovamente delle piccole candele praticamente senza corpo e tipiche di un mercato senza stimoli. Solo l'SMI svizzero (+0.49% a 8861 punti) é riuscito a toccare venerdì un nuovo massimo settimanale e mensile. Gli altri indici invece sono tristemente rimasti ben lontani dai massimi di martedì. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3454 punti - ha toccato un massimo a 3466 punti e un minimo a 3447 punti - ha chiuso a 3454 punti (+0.26%). Alle 22.00 valeva 3458 punti. Gli altri indici si sono comportati in maniera simile (DAX +0.38% a 12540 punti, FTSE MIB +0.47% a 21892 punti). Tecnicamente questa giornata non ci ha detto nulla di nuovo. Normalmente un rimbalzo tecnico dura al massimo tre giorni. Al più tardi martedì le borse europee dovrebbero ricominciare a scendere verso nuovi minimi annuali.

Venerdì la borsa americana ha fatto una pausa. Sullo slancio del rialzo di giovedì gli indici sono riusciti a guadagnare ancora qualche punto - si tratta però di briciole. In particolare l'S&P500 (+0.11% a 2801.31 punti - massimo giornaliero a 2804.53 punti) ha superato i 2800 punti ma non si può dire che abbia superato e rotto la resistenza costituita dal massimo del 13 marzo a 2802 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2798 punti e all'inizio é ricaduto a 2791 punti. Poi é salito a verso le 17.10 ha toccato i 2704 punti. In seguito é oscillato in laterale in una manciata di  punti e ha chiuso a 2801 punti. Il Nasdaq100 ha seguito (+0.13% a 7375 punti).
La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3480 su 3411, NH/NL a 497 su 331 e volume relativo a 0.9. Venerdì sono stati resi noti i risultati trimestrali di alcune grandi banche americane. Indipendentemente dai dati le azioni sono state vendute (JPM -0.46%, C -2.20%, WFC -1.20) - come temevamo sembra che questo trimestre i dati verranno presi come scusa per prese di beneficio. Vedremo cosa succederà quando arriveranno i risultati dei colossi della tecnologia e dei social media - si comincia lunedì con Netflix.
La nostra previsione per la borsa americana é invariata - settimana prossima a partire al massimo dai 2820-2830 punti di S&P500 e dai 7450 punti di Nasdaq100 deve iniziare una sostanziale correzione a medio termine. Questa coinvolgerà ovviamente anche le borse europee. Nel portafoglio abbiamo fissato dei limiti per aprire posizioni short.

Commento del 13 luglio

Nuovo massimo storico di Nasdaq Comp e Nasdaq100 - S&P500 sull'obiettivo a 2800 punti - l'Europa boccheggia

Oggi cominciamo dall'America - é Wall Street che sta dettando lo sviluppo dei mercati. Innanzittutto un'osservazione generale. Da mesi l'America sta sovraperformando il resto del mondo - la borsa americana passa da un record al successivo mentre l'Europa fatica a tenere il passo e la Cina precipita. È evidente che le borse mondiali potranno correggere o addirittura iniziare un bear market solo quando si verificherà un cedimento a Wall Street - di questo finora non si intravvede ancora nulla malgrado che a trainare il rialzo ci sono ancora pochi cavalli di razza. Basta guardare le performance 2018 per rendersi conto di cosa stiamo parlando. Ieri il Nasdaq100 (+1.69% a 7366 punti) e il Nasdaq Composite hanno fatto segnare un nuovo massimo storico. La performance 2018 del Nasdaq100 é del +15.16% - quella del Nasdaq Composite del +13.33%. Anche l'S&P500 (+0.87% a 2798.29 punti) quest'anno ha guadagnato terreno - per l'esattezza il +4.66%. L'Europa é ormai distanziata - l'Eurostoxx50 (+0.68% a 12493 punti) da inizio anno ha perso il -1.66% mentre il DAX (+0.61% a 3445 punti) è sceso del -3.29%. Il rialzo delle borse sta diventando molto selettivo. Sta guadagnando chi ha investito in America e anche qui bisognava essere capaci di essere nei settori giusti - in caso contrario si rischiava di essere distanziati dagli indici. Gli AGMAF, le azioni dei 5 colossi della tecnologia, sono responsabili di circa il 50% dei guadagni del mercato azionario americano. Anche ieri sera queste società anno trascinato il mercato con guadagni superiori al +2% - Solo Apple (+1.68%) si é mossa come l'indice Nasdaq100. In Europa si sono in generale persi soldi. Si é salvato chi ha avuto la fortuna di scegliere alcuni mercati favoriti da una situazione politica e economica in miglioramento (Francia - CAC40, Olanda - AEX, Portogallo - PSI20) o ha giocato la tecnologia (TecDAX +11.78%).
Mano a mano le borse stanno cedendo e ormai resta solo l'America ed in America solo un limitato gruppo di azioni a continuare e tenere in vita il Bull market. I nuovi massimi storici di ieri sera ci mostrano però che questo rialzo non é ancora finito.

Eravamo convinti che la caduta di mercoledì a Wall Street fosse solo un normale ritracciamento e non l'inizio dell'attesa correzione. Pensavamo che l'S&P500 potesse scendere al massimo fino a 2760 punti prima di riprendere il rialzo in direzione dei 2800+ punti. Non abbiamo dovuto aspettare i classici tre giorni di consolidamento per vedere confermata questa valutazione. Ieri la borsa americana é ripartita al rialzo e l'S&P500 (+0.87% a 2798.29 punti) ha raggiunto l'obiettivo a 2800 punti. Sapete che non ci aspettiamo un massimo esattamente su questo livello - per logica l'S&P500 deve effettuare una rottura al rialzo prima di poter cambiare direzione - ne riparliamo più tardi.
L'S&P500 ha aperto a 2788 punti. All'inizio é ancora sceso a 2781 punti ma poi ha ricominciato a salire in maniera regolare e a metà seduta ha raggiunto i 2798 punti. Sotto la barriera psicologica dei 2800 punti si é fermato. Fino alla fine della giornata é oscillato in laterale tra i 2793 ed i 2799 punti ed ha chiuso vicino al massimo a 2798 punti. La tecnologia ha trascinato i listini - i nuovi massimi storici di Nasdaq Composite e Nasdaq100 hanno provocato acquisti da stop loss o buy stop che hanno intensificato il rally. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4355 su 2519, NH/NL a 461 su 359 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 12.58 punti (-1.05) - la CBOE Equity put/call ratio é caduta a 0.56. In questi dati notiamo subito un'anomalia - i nuovi massimi sono pochi e non aumentano - i nuovi minimi restano relativamente alti. Questo significa che sono veramente pochi titoli al rialzo - il resto del mercato sta a guardare. Questo scarsa partecipazione insieme all'eccesso di ottimismo degli investitori ci dicono che questa spinta di rialzo deve finire relativamente presto. Il bordo superiore delle Bollinger Bands sull'S&P500 é 2810 punti. A questo punto vale nuovamente la previsione di metà giugno - ci deve essere una marginale rottura al rialzo prima che si possa verificare un'inversione di tendenza. Ci immaginiamo una salita fino ai 2820-2830 punti prima che possa verificarsi un massimo significativo. Gli investitori stanno comperando poiché si aspettano degli ottimi risultati trimestrali da parte delle imprese americane - oggi tra l'altro sono attesi i dati di tra colossi bancari: JP Morgan, Wells Fargo e Citigroup. Probabilmente gli investitori cominceranno a vendere quando ci saranno dati deludenti o quando ottimi risultati verranno utilizzati per prese di beneficio. Nei prossimi giorni bisogna osservare con attenzione come reagisce il mercato ai risultati trimestrali delle imprese che, ricordiamo, riguardano il passato. Le borse invece guardano nel futuro...

In Europa ieri doveva esserci un rimbalzo tecnico. In effetti c'é stata una reazione - l'Eurostoxx50 ha guadagnato il +0.68% a 3445 punti. Questa seduta positiva non sembra però, come in America, una ripresa del rialzo, ma un semplice rimbalzo tecnico prima della ripresa della correzione. Ieri i volumi di titoli trattati erano bassi ed in calo rispetto a mercoledì. Il settore bancario (SX7E -0.04% a 110.59) ha addirittura perso terreno. In generale crediamo che i massimi mensili sono stati toccati martedì e che a medio termine le borse europee debbano scendere. Ieri sera eravamo delusi e perplessi - vi invitiamo per i dettagli a leggere i commenti serali. America ed Europa lanciano segnali contrastanti e non sappiamo ancora come si risolverà questa divergenza. È possibile che il rimbalzo in Europa duri fino all'inizio di settimana prossima in attesa che l'America esaurisca il rialzo. È probabile che anche in futuro le borse europee sottoperformino il mercato azionario americano.

Stamattina le borse asiatiche seguono l'America - il Nikkei balza del +1.90% - Shanghai é in calo del -0.3%. Le tendenze non cambiano - la Cina resta sotto pressione. Il future sull'S&P500 é a 2806 punti (+7 punti). La risposta delle borse europee é ancora una volta tiepida. L'Eurostoxx50 vale ora 3458 punti - gli indici apriranno con guadagni intorno al +0.4%. Si preannuncia una giornata positiva. Spesso di venerdì si completa il trend della settimana. Vedremo se oggi in America scorgiamo dei segni di esaurimento - ci piacerebbe vedere una rottura al rialzo dell'S&P500 sopra i 2800 punti seguita da un reversal e da una chiusura in calo, sui minimi e con volumi in aumento. Dubitiamo però che Wall Street ci farà il regalo di un così chiaro segnale d'inversione di tendenza - malgrado il venerdì 13...

Commento del 12 luglio

L'Europa cade e termina la fase di rialzo - l'America inciampa ma dovrebbe riprendersi e ritentare un attacco agli obiettivi

È sempre difficile prevedere quando un rialzo di corto termine deve finire. Spesso esistono le premesse tecniche ma ci vogliono giorni prima che delle notizie negative invitino i rialzisti a prese di beneficio e i ribassisti ad un affondo. Ieri le borse europee (Eurostoxx50 -1.47% a 3422 punti) sono cadute pesantemente e hanno perso quello che avevano precedentemente guadagnato in una settimana. Peccato - all'obiettivo sull'Eurostoxx50 a 3500 punti mancavano martedì solo 20 punti. Rispetto ai 3500 punti di Eurostoxx50 i 12600 punti di DAX (-1.53% a 12417 punti) come obiettivo del rialzo sembravano troppo pochi - il secondo obiettivo a 12800 punti sembrava invece troppo lontano. Ieri abbiamo avuto la soluzione. Dai 12609 punti di martedì ieri il DAX ha perso 192 punti e ha chiuso sul minimo giornaliero. Molto probabilmente il fatto che l'obiettivo a 12600 punti fosse quello giusto é causuale. Per giorni possono esistere le premesse tecniche per un'inversione di tendenza ma non succede niente e il mercato continua a lievitare fino a quando un evento non provoca un brusco cambiamento d'umore. I rialzisti battono in ritirata e i ribassisti si risvegliano dopo una lunga attesa.
Anche l'Eurostoxx50 e il FTSE MIB (-1.58% a 21708 punti) hanno terminato la giornata sul minimo giornaliero e molto probabilmente devono continuare a scendere. L'attesa correzione sembra essere iniziata ma non siamo sicuri - per ora sappiamo solo che martedì é terminata la fase di rialzo a corto termine su quelli che appaiono come degli importanti massimi intermedi. Non sappiamo ancora se abbiamo a che fare con un problema serio o se ci sarà ancora un tentativo di rimonta. Molto dipende dalla tenuta della borsa americana e dall'S&P500 - ieri alle 14.10 avevamo previsto che la seduta a Wall Street sarebbe stata negativa ma gli indici avrebbero chiuso lontano dai minimi - questo doveva provocare oggi un rimbalzo in Europa. Abbiamo avuto ragione come vedremo in seguito. La forza del rimbalzo odierno ci dirà cosa ci aspetta nei prossimi giorni. Un marginale miglioramento dei massimi di martedì é ancora possibile.
A medio termine il destino del mercato é però segnato. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica e che usiamo per le posizioni a medio termine resta saldamente su sell.

Ieri alle 14.00 non eravamo pessimisti - avevamo dato delle buone probabilità di recupero alla borsa americana e di conseguenza in serata avevamo previsto che le borse europee potevano ancora rimbalzare.
La nostra previsione per la seduta dell'S&P500 era la seguente: "Stamattina alle 03.00 il future é crollato fino a 2766 punti. All'apertura in Europa era sui 2775 punti. Ora sta recuperando e questo costituisce una buona premessa per una seduta negativa ma non un crollo. Crediamo che oggi al massimo l'S&P500 possa scendere fino ai 2764 punti e poi dovrebbe risalire. Secondo l'istogramma é probabile che l'S&P500 si stabilizzi in chiusura sui 2776-2780 punti." L'S&P500 ha terminato la seduta a 2774.02 punti (-0.71%). La previsione per il Nasdaq100 (-0.53% a 7244 punti) é stata addirittura migliore: "Il Nasdaq100 aprirà in calo ma sopra i 7200 punti. Il future é in forte recupero dopo essere caduto fino ai 7205 punti. Le premesse sono per una seduta negativa ma probabilmente il Nasdaq100 riuscirà ad assestarsi sui 7240 punti. Dovrebbe brevemente consolidare prima di tentare nelle prossime sedute un attacco al massimo storico a 7310 punti." Raccomandiamo ai nostri abbonati che si dedicano al trading giornaliero di leggere regolarmente i commenti pomeridiani. La nostra percentuale di successo per quel che riguarda le previsioni per la seduta é alta. Dopo questa breve parentesi pubblicitaria torniamo ad analizzare la seduta di ieri a Wall Street che come avete visto non é andata così male. La borsa é inciampata ma non é caduta e sembra in grado nei prossimi giorni di riprendere il rialzo.
L'S&P500 ha perso 20 punti ma i venditori non hanno dominato - l'indice é sceso a 2774 punti già verso le 18.00 e per il resto della giornata si é limitato ad oscillare in laterale tra i 2770 ed 2780 punti. Ha chiuso a 2774.02 punti (-0.71%), 4 punti sotto il livello d'apertura e 4 punti sopra il minimo giornaliero. La caduta non ha fatto evidenti danni tecnici. Le vendite hanno colpito tutti i settori (tecnologia - Nasdaq100 -0.53% a 7244 punti, PMI - Russell2000 -0.71%) ma solo l'indice dei trasporti (DJT -2.00%) é crollato. Per contro il settore delle utilities ( DJU +0.95%) ha guadagnato terreno. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1987 su 4962, NH/NL a 349 su 368 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita (poco) a 13.63 punti (+0.99) - la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.59 - sembra che gli speculatori al ribasso di martedì abbiano già girato le posizioni.
La borsa americana non sembra aver già iniziato la prevista grande correzione. Il calo di ieri sembra unicamente un ritracciamento e consolidamento che idealmente può far scendere l'S&P500 al massimo fino ai 2760 punti prima di un nuovo tentativo di rialzo in direzione dei 2800 punti. Lo scenario riguardante il comportamento dell'indice sui 2800 punti non cambia.

La seduta negativa di ieri in Europa ed America é stata accompagnata da volumi in leggero aumento ma sotto la media di lungo periodo. Possiamo parlare di volumi moderati. Questo significa che la spinta di ribasso non era possente e molto probabilmente il problema non é grave. Questa impressione viene rafforzata dal comportamento di cambi, tassi d'interesse e metalli preziosi che sono rimasti calmi di fronte alle turbolenze sui mercati azionari.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei sale del +1.12% - Shanghai guadagna al momento il +2.2%. Il future sull'S&P500 é a 2784 punti (+10 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3436 punti (+14 punti) - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.4%. Vedremo se saranno in grado di fare ulteriori progressi e se nel corso della giornata i venditori riprenderanno il sopravvento. Il comportamento degli indici azionari durante l'odierno rimbalzo ci darà delle indicazioni sullo svolgimento della correzione a medio termine.

Commento dell'11 luglio

Un'altra monotona seduta di moderato rialzo - divergenza negativa a livello di partecipazione


Ieri le borse europee hanno ripetuto la seduta di lunedì. Si sono mosse in pochi punti e gli indici hanno terminato la seduta poco sopra i livelli d'apertura, al centro del range giornaliero e con moderati  guadagni (Eurostoxx50 +0.37% a 3473 punti). Sui grafici appaiono delle candele con minimi e massimi ascendenti e questo mostra che formalmente la tendenza a corto termine é ancora al rialzo. Emergono però segnali di stanchezza (FTSE MIB e SMI hanno marciato sul posto) e divergenze come il sensibile calo del settore bancario (SX7E -1.02% a 112.57 punti) che potrebbero a breve bloccare il rialzo e imporre una correzione. Naturalmente le borse europee rimangono dipendenti da quanto succede negli Stati Uniti e questo si vede bene dallo svolgimento delle sedute. In apertura le borse europee si riposizionano secondo la chiusura della borsa americana la sera prima e lo sviluppo dei futures durante la notte. La mattina si muovono poco e tutt'al più proseguono il trend - spesso le oscillazioni sono condizionate dallo sviluppo dei cambi. Poi all'inizio del pomeriggio le borse europee si attaccano al treno di New York. Si muovono brevemente verso le 14.30 quando vengono pubblicati dati congiunturali americani (non si capisce perché l'Europa reagisce ai dati economici americani e non molto a quelli europei...) e poi dalle 15.30 Europa ed America si muovono in parallelo. Spesso alle 17.30 la borsa americana, in concomitanza con la chiusura in Europa, raggiunge un minimo o massimo giornaliero. Secondo la logica di un investitore tutto questo non fà molto senso ma per un trader basato in America questo ritmo giornaliero é logico e sensato.
L'Eurostoxx50 ieri ha toccato un massimo giornaliero a 3480 punti alle 13.25 e ha chiuso a 3473 punti (+0.37%) con un guadagno di 13 punti. Il nostro obiettivo a 3500 punti é vicino. Il DAX (+0.53% a 12609 punti) ha guadagnato altri 66 punti é ha raggiunto il possibile obiettivo a 12600 punti indicato martedì 3 luglio. In teoria qui dovrebbe esserci una prima reazione dei ribassisti - ieri non abbiamo ancora visto nulla. Vi ricordiamo che al massimo con questa spinta di rialzo il DAX potrebbe salire fino a 12800 punti. Considerando che ieri il FTSE MIB italiano (+0.11% a 22057 punti) e l'SMI svizzero (+0.10% a 8768 punti) erano già in stallo é probabile che nelle prossime seduta il rialzo di corto termine finisca. Non é ancora chiaro cosa deve seguire dopo. Pausa, correzione o ribasso? Nei giorni scorsi abbiamo dovuto scartare in America e sull'S&P500 l'ipotesi della testa e spalle ribassista. Questo non significa però ancora che la previsione di una sostanziale correzione a partire da metà mese sia sbagliata. Semplicemente la costellazione grafico e tecnica alla base della correzione potrebbe essere differente. Vediamo a che punto siamo a Wall Street.

Ieri la borsa americana ha ancora guadagnato terreno - a livello di indici la seduta é stata positiva. Nei dati della giornata vediamo però alcune anomalie che a questo punto costituiscono delle pericolose divergenze negative poiché gli indici sono vicini a livelli critici. Ci riferiamo ai 2800 punti di S&P500 (+0.35% a 2793.84 punti, massimo giornaliero a 2795 punti) e al massimo storico del Nasdaq100 (+0.09% a 7282 punti, massimo giornaliero a 7297 punti) a 7310 punti. Tra l'altro ieri l'indice delle PMI (piccole e medie imprese) Russell2000 (-0.53%) é stato respinto verso il basso e ha chiuso in negativo dopo aver equivalso il precedente massimo storico di giugno.
L'S&P500 ha aperto in guadagno ed in gap up a 2790 punti. È salito a 2795 punti di massimo e poi é oscillato per ore in laterale intorno ai 2790 punti. È caduto poco prima delle 20.00 sul minimo a 2786 punti (il gap per 2 punti é rimasto aperto !) e poi é salito fino alla chiusura a 2793.84 punti. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa (!) con A/D a 3326 su 3618, NH/NL a 709 su 196 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é leggermente scesa a 12.64 punti (-0.05) mentre la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.74.
I lettori attenti hanno sicuramente notato due dati anomali. Il rapporto NH/NL é peggiorato rispetto a ieri con un netto calo dei nuovi massimi e una lievitazione dei nuovi minimi - questo significa un evidente deterioramento a livello di partecipazione e l'emergere di una certa pressione di vendita. Il secondo dato "strano" é il p/c ratio a 0.74 - con una seduta di questo tipo ci saremmo aspettati un rapporto intorno a 0.62 - c'é qualcuno che a questo punto comperara puts e specula decisamente al ribasso - vedremo nei prossimi giorni se ha ragione. Tra l'altro ieri nel commento sul Nasdaq100 abbiamo anche noi suggerito una prima operazione short.
Nelle ultime due sedute sul grafico dell'S&P500 sono rimasti aperti dei piccoli gap (4 e 2 punti). Considerando i guadagni giornalieri e i dati tecnici é difficile che questi gap corrispondano ad una accelerazione - potrebbero essere un segno di esaurimento in vicinanza degli obiettivi.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. La guerra commerciale tra Cina e Stati Unti si sta arricchendo di ulteriori dichiarazioni aggressive da parte dei protagonisti. Il Nikkei perde il -1.24%  - Shanghai é in calo del -2.4%. Il future sull'S&P500 cade a 2775 punti (-21 punti) - nell'ultima ora (07.20-08.20) é sceso di altri 4 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3450 punti - le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.7%/-0.8%. Il calo non é importante poiché cancella unicamente i guadagni delle ultime due sedute. Come nel gioco dell'oca torniamo alla chiusura di venerdì scorso. Vedremo però se oggi il calo si intensifica o se invece c'é un immediato recupero.
Oggi c'é il summit della NATO e le dichiarazioni di Donald Trump prima dell'incontro lasciano presagire che le discussioni saranno accese e metteranno in evidenza le spaccature tra gli alleati. Non buono per le borse...

Commento del 10 luglio

L'S&P500 punta ai 2800 punti - l'Eurostoxx50 segue fino ai 3500 punti - e dopo ?

Le borse europee continuano a fare progressi - non entusiasmanti ma costanti. Ieri gli indici azionari hanno aperto al rialzo e sullo slancio sono ancora saliti fin verso le 10.00. Poi sono scesi fino all'inizio del pomeriggio. Dopo l'apertura a Wall Street sono risaliti e hanno chiuso sui livelli d'apertura lasciando dei significativi doji sui grafici. I rialzisti non hanno dominato e durante la giornata compratori e venditori si sono compensati - quello che resta é però un guadagno di circa un +0.4% e un nuovo massimo mensile - il rialzo continua al piccolo trotto seguendo quanto succede in America.
L'Eurostoxx50 (+0.35% a 3460 punti) ha aperto e chiuso sullo stesso livello con un guadagno di 12 punti - durante la giornata i rialzisti non hanno fatto progressi ma sono riusciti a difendere il guadagno iniziale e questo é positivo. Sul grafico appare un'altra candela con minimo e massimo ascendenti. Il rialzo di corto termine continua e per ora non appare nessuna divergenza e nessun ostacolo in grado di fermarlo - questo significa che il nostro obiettivo a 3500 punti verrà raggiunto. Poi vedremo. L'indice delle banche SX7E (+0.51% a 113.73 punti) ha fatto meglio dell'Eurostoxx50 ma la differenza non é significativa. A corto termine obiettivo e resistenza si trovano a 116 punti.
Il DAX (+0.38% a 12543 punti) ha guadagnato 47 punti e questo é il dato saliente della giornata. Per il resto non vediamo motivi per entusiasmarci. Dopo la buona apertura l'indice non ha più fatto progressi e la mancanza di volumi rendono il trend fragile. Ora il DAX é tornato in mezzo alle Bollinger Bands. Sullo slancio può guadagnare ancora al massimo 250 punti - a 12800 punti si troverà contro un muro. Crediamo però che si fermerà prima. Cosa significa prima? I 12600 punti si prestano per una reazione dei ribassisti - l'Eurostoxx50 sembra però avere spazio verso l'alto ancora per un +1% e quindi c'é qualcosa che non collima.
Il segnale d'acquisto del MACD, che appare su parecchi grafici, ci infastidisce ma non costituisce un problema di impossibile soluzione visto che la RSI é già sui 50 punti. Guardate cosa é successo un anno fà... Non é detto che a questo segnale debba seguire una sostenibile fase di rialzo se il movimento non parte da una base di ipervenduto. Semplicemente il segnale può sparire tra qualche giorno senza che l'indice faccia ancora sensibili progressi.
Il FTSE MIB (+0.49% a 22033 punti) ha guadagnato altri 108 punti e ha proseguito il rialzo di corto termine. Tecnicamente il movimento non ci entusiasma - manca di volumi, partecipazione e dinamica. I progressi però sono indiscutibili e fino ai 22500 punti non appaiono all'orizzonte ostacoli insuperabili. 500 punti sono però tanti considerando che sull'Eurostoxx50 manca un +1% all'obiettivo e sul DAX sembra mancare ancora meno. In ogni caso per il momento non c'é ragione per opporsi a questo rialzo che potrebbe ancora sorprendere poiché nessuno sembra crederci. Approfittando della pausa estiva e del fatto che in Europa si preferisce non discutere i problemi interni gli indici azionari europei potrebbero continuare a lievitare nella scia dell'America. Determinante é quindi quello che capita a Wall Street - vediamo cosa é successo ieri sera.

Per il terzo giorno consecutivo la borsa americana é salita e l'S&P500 (+0.88% a 2784.17 punti) ha guadagnato circa il +0.85%. Questa regolarità é sorprendente e sospetta ma probabilmente si tratta solo di un caso visto che il resto del mercato non si é mosso in maniera così uniforme. Ieri per esempio é arrivato il tracollo del DJ Utilities (-3.08%) - é bastato un lieve aumento dei tassi d'interesse per scatenare una correzione su questo indice ipercomperato (venerdì la RSI era a 78 punti) ed in eccesso di rialzo. In contrasto c'é stata la logica e relativa reazione del settore bancario (BKX +2.64%).
L'S&P500 ha superato nettamente e con un gap up i 2760 punti e quindi molto probabilmente lo scenario di una testa e spalla ribassista  con massimo ora sui 2760 punti é sbagliato. Il rialzo di corto termine continua sopra il nostro obiettivo primario. Si attiva di conseguenza il nostro obiettivo secondario a 2800 punti - torniamo in fin dei conti a metà giugno quando ci aspettavamo un massimo significativo sui 2800 punti in occasione della scadenza dei derivati di giugno (punto tornante).
L'S&P500 ha aperto a 2772 punti ed é subito salito a 2776 punti. Il successivo ritracciamento ha fatto scendere l'indice solo a 2768 punti lasciando aperto il gap - sapevamo a questo punto che la seduta sarebbe stata decisamente positiva - sul sito avevamo indicato un target a 2780 punti. In effetti alle 18.00 l'S&P500 era già sui questo livello - poi si é limitato ad oscillare per ore tra i 2777 ed i 2783 punti. Sul finale si é impennato ed ha chiuso sul massimo a 2784 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4566 su 2310, NH/NL a 852 su 172 (pochi miglioramenti !) e volume relativo a 0.75 (sono già tutti in vacanza ?). La volatilità VIX é scesa a 12.69 punti (-0.68) e la CBOE Equity put/call ratio era a 0.53 (bassa ma non sotto il livello d'allarme di 0.50). La strada é ora aperta fino ai 2800+ punti - tecnicamente non c'é ulteriore spazio verso l'alto. Il limite superiore delle Bollinger Bands scorre a 2806 punti.
Ieri nessun indice importante ha fatto segnare un nuovo massimo storico. Il Nasdaq100 é salito a 7276 punti (+0.95%). Il massimo storico del 20 giugno é a 7310 punti.
Il cambio EUR/USD sale a 1.1745 - ha toccato ieri un massimo giornaliero a 1.1790 - questo mostra chiaramente la presenza di una resistenza a 1.18. Non ci aspettiamo una rottura al rialzo ma piuttosto una continuazione del consolidamento a 1.15-1.18.

Stamattina i mercati sono ancora in leggero guadagno ma in evidente perdita di velocità. Il Nikkei ha guadagnato il +0.65% mentre Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 é salito stanotte fino a 2798 punti e ora é tornato a 2789 punti (+2 punti). Le borse europee apriranno praticamente invariate malgrado la buona chiusura ieri sera a Wall Street - l'Eurostoxx50 vale ora 3465 punti (+5 punti).
Approfitteremo della pausa odierna per cercare di capire se la previsione di una correzione a partire da metà luglio é ancora valida. Gli indicatori di lungo e medio termine sono toppish e gli oscillatori preannunciano che la borsa americana raggiungerà un massimo tra mercoledì e giovedì - questo non significa però ancora che dopo si scende a picco...

Aggiornamento del 9 luglio

Calcio e un gruppo di ragazzi bloccati in una grotta

Durante il fine settimana ero assente e non ho avuto nessun contatto con i media - non ho letto i giornali - non sono stato in internet. Stamattina presto mi sono informato su quello che era successo negli ultimi due giorni. Ho velocemente capito che non c'é nulla di importante. Le notizie che vengono riportate sulle prime pagine riguardano i mondiali di calcio in Russia e l'odissea di un gruppo di ragazzi in Thailandia rimasti bloccati in una grotta a causa dell'infiltrazione di acqua. Solo in seguito appare la notizia che il segretario di Stato americano Mike Pompeo torna dalla Corea del Nord a mani vuote - I coreani non hanno l'intenzione di denuclearizzare il Paese senza aver ottenuto in anticipo concessioni da parte degli Stati Uniti. Sembra che ancora una volta Donald Trump ha annunciato un successo politico senza aver nulla in mano.
In mancanza di novità le borse continuano la loro corsa. L'Asia é stamattina presto al rialzo (Nikkei +1.21%, Shanghai +2.4%) e di riflesso il future sull'S&P500 sale a 2772 punti (+9 punti). Il cambio EUR/USD lievita a 1.1760. È ancora presto (07.30) per avere delle indicazioni ufficiali sull'apertura in Europa. Ci aspettiamo però un'apertura dell'Eurostoxx50 sui 3460 punti (+0.4%). 
Vediamo cosa ci riserva questa settimana. In agenda non notiamo nessun appuntamento in grado di sconvolgere i mercati. In linea di massima prevediamo che nelle prossime 5 sedute le borse marcino sul posto. L'alternativa é una salita dell'S&P500 (2759 punti) fino ai 2800 punti e dell'Eurostoxx50 fino ai 3500 punti.

Commento del 7-8 luglio

Le borse non scendono e quindi salgono grazie alle coperture - non andranno lontano, forse sono già arrivate

Quando parliamo di settori analizziamo normalmente quello che é sulla bocca di tutti (tecnologia) o quello che é in grado di trascinare i listini (banche, semiconduttori) - guardiamo settori problematici poiché vittime di cambiamenti strutturali (vendite al dettaglio) o molto discussi poiché di interesse comune (petrolio, energia). Oggi però analizziamo qualcosa di normalmente ignorato poiché noioso e solitamente stabile - utilities o società di pubblica utilità. Negli ultimi 30 giorni le utilities sono solo salite. L'indice UTY é passato dai 610.78 punti (minimo dell'11 di giugno) ai 678.24 punti (+0.77%) di questo venerdì senza pause e senza correzioni. Una performance del +11% con quattro successive settimane di consistenti guadagni e quattro robuste candele settimanali bianche sul grafico. Perché ?  Le ragioni possono essere solo due visto che queste società non crescono e le azioni vengono comperati solo per i loro alti e stabili dividendi. Gli investitori, soprattutto istituzionali, prevedono un rallentamento della crescita economica ed un calo dei tassi d'interesse. Anche il buon rapporto sul mercato del lavoro americano a giugno, pubblicato venerdì alle 14.30, non ha fatto cambiare rotta alle utilities. È quindi probabile che il rally dell'S&P500 (+0.85% a 2759.82 punti) sia solo effimero e sia stato provocato da aspetti tecnici. Il sospetto si irrobustisce quando notiamo che ancora una volta i volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.6) sono stati nettamente sotto la media di lungo periodo. La festa infrasettimanale dell'Indipendenza (mercoledì) ha tenuto lontano dalla borsa molti investitori per quasi tutta la settimana. Sono rimasti traders e speculatori. Molti si aspettavano che i dazi doganali introdotti da Stati Uniti e Cina venerdì nell'ambito della guerra commerciale tra i due Paesi indebolissero la borsa. Questi traders erano short e venerdì sono stati obbligati a coprire quando l'S&P500 ha passato senza sforzo la resistenza intermedia a 2742 punti. L'S&P500 é salito fino a 2764 punti di massimo e ha chiuso sul nostro obiettivo per questa fase di rimbalzo tecnico e distribuzione a 2760 punti.
È possibile che il rialzo di corto termine si fermi qui - questo perché l'obiettivo é stato raggiunto e la formazione a testa e spalle ribassista si sta completando come da manuale. Ora ci vorrebbero una settimana di pausa sotto i 2760 punti e dopo la metà di luglio una rottura sotto i 2700 punti per confermare e completare questa struttura grafica e attivare l'obiettivo a 2600 punti.
Torniamo brevemente ai settori - gli interessati possono osservare i grafici di banche e semiconduttori - senza andare nei dettagli notiamo un deterioramento tecnico e debolezza relativa - le banche sembrano pronte per una rottura al ribasso - i semiconduttori sottoperformano da mesi la tecnologia (Nasdaq100 +1.49% a 7207 punti) e sono senza direzione. Questi due settori sono normalmente dei leaders e mostrano in quale direzione si muove l'economia - il minimo che si possa dire é che non riflettono una crescita economica robusta.
Venerdì la seduta a Wall Street é stata decisamente positiva. C'é stata un'accelerazione al rialzo con un sensibile miglioramento degli indicatori di momentum. Che i 2760 punti di S&P500 possano rappresentare un massimo intermedio é quindi un'ipotesi azzardata ancora senza nessuna conferma. Indicatori come il MACD forniscono segnali d'acquisto - lo scenario più probabile nell'immediato é di conseguenza una continuazione del rialzo. Il potenziale di rialzo é però modesto - le borse, in America ed in Europa, non andranno lontano visto che lo scetticismo delle ultime due settimane di giugno ha già lasciato il posto all'ottimismo.
Restiamo dell'opinione che da metà luglio e da livelli vicini a quelli attuali le borse devono iniziare una correzione o un ribasso.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.50% a 3448 punti
DAX                         +1.55% a 12496 punti
SMI                          +1.02% a 8697 punti
FTSE MIB                  +1.38% a 21925 punti
S&P500                    +1.52% a 2759.82 punti
Nasdaq100               +2.36% a 7207 punti

La settimana appena trascorsa doveva essere nelle nostre previsioni "leggermente positiva". è andata meglio di quanto avevamo preventivato ma alla fine i guadagni sono rimasti nei parametri fissati. Nelle prime due settimane di luglio le borse europee dovevano guadagnare circa un +2% - l'S&P500 doveva salire a 2760 punti - in questa settimana si é già fatto parecchia strada ma questo non é un problema se settimana prossima le borse si fermano. L'unica sorpresa, secondo noi, é stato il balzo degli indici americani nella seduta di venerdì.
L'Europa venerdì é rimasta stranamente passiva. Forse perché aveva già fatto troppo giovedì. O forse perché venerdì lo slancio é stato frenato dalla rivalutazione dell'EUR (EUR/USD a 1.1745 +0.47%). Su questa giornata c'é poco da dire. Le borse europee hanno aperto e chiuso sullo stesso livello, si sono mosse nel range della seduta di giovedì e hanno terminato la giornata con deboli e insignificanti guadagni. Quella di venerdì é stata la migliore chiusura settimanale ma i massimi di giovedì non sono stati migliorati. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3448 punti (+0.22%) - é vicino al nostro obiettivo indicativo a 3463 punti. Alle 22.00 l'indice valeva 3451 punti. Il rally a Wall Street non ha trascinato al rialzo i futures europei.
Annotiamo che i nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica validi per le operazioni a medio termine rimangono short - non é una sorpresa visto che una settimana fà avevamo informato che ci voleva un rialzo di circa il +3% per farli girare.

La seduta a New York é andata veramente bene - é stato il risultato di dati sul mercato del lavoro nel complesso positivi e di uno short covering intensificato dai bassi volumi di titoli trattati. L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 2734 punti. Dall'apertura é costantemente salito fino ai 2761 che sono stati raggiunti verso le 17.45. Poi per ore l'indice é rimasto immobile sui 2760 punti. Sul finale si é impennato a 2764 punti, é ricaduto a 2756 punti e si é fermato a 2759.82 punti (+0.85%). Ancora una volta il Nasdaq100 ha sbalordito tutti (+1.49% a 7207 punti) - non manca molto al massimo storico a 7310 punti del 20 giugno - un nuovo massimo storico settimana prossima invaliderebbe la tesi della forte correzione a partire da metà luglio.
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5150 su 1669 e NH/NL a 807 su 212. La volatilità VIX é crollata a 13.37 punti (-1.60) mentre la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.57. Ritorno l'ottimismo - non é ancora l'euforia.
La tendenza di fondo della borsa americana é debolmente rialzista con il 57.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 58.96.
Settimana prossima le borse idealmente dovrebbero marciare sul posto. Le premesse tecniche sono però per una limitata continuazione del rialzo. Le Bollinger Bands sull'S&P500 scorrono a 2694 - 2806 punti. Se l'S&P500 non si ferma a 2760 punti dovrebbe al massimo salire a 2800 punti.
Ci prepariamo ad aprire posizioni short a medio termine - il potenziale di rialzo sembra quasi esaurito mentre i rischi di ribasso sono concreti e sostanziali. Le borse potrebbero non combinare nulla ancora per settimane (l'Eurostoxx50 e l'S&P500 sono semplicemente sui livelli di febbraio e oscillano in laterale) ma un certo deterioramento delle prospettive economiche e degli indicatori di medio termine ci spingono a scommettere al ribasso. Normalmente i mesi estivi sono difficili per le borse e spesso in autunno c'é una caduta.


Commento del 6 luglio

Borse europee un pò meglio del previsto - la seduta positiva a Wall Street segue la road map

La seduta delle borse europee di giovedì ha ricalcato quella di martedì. La mattina gli indici azionari sono saliti grazie ad alcune buone notizie. Le premesse tecniche erano favorevoli visto che le borse sono in un rimbalzo tecnico all'interno di un periodo di distribuzione. Gli indici azionari hanno raggiunto il massimo giornaliero verso le 14.00 e poi sono gentilmente scivolati verso il basso. A fine giornata sono rimasti dei solidi guadagni e le candele sui grafici sono bianche e consistenti - è stata quindi una buona giornata per i mercati finanziari europei che si sono risollevati scacciando le preoccupazioni riguardanti la guerra commerciale e l'instabilità del governo tedesco di Angela Merkel. In Germania sembra che i partiti della coalizione abbiano trovato un accordo sulla politica d'immigrazione. Per il momento l'amministrazione americana ha rinunciato a imporre dazi punitivi sulle importazioni di automobili - il DAX é decollato (+1.19% a 12464 punti) trascinato ovviamente dal settore auto (Volkswagen +4.05%, Daimler +3.76%, BMW +3.71%). Il problema di questi movimenti é che sono emotivi ed effimeri - basta un tweet di Donald Trump per ribaltare la situazione. Dubbi a parte ieri é stata una buona giornata per l'Europa che oltre alle auto ha ritrovato il settore bancario (SX7E +1.49% a 113.00) malgrado che dal fronte dei tassi d'interesse non vengono stimoli. Questa combinazione suggerisce che il balzo é stato soprattutto provocato dagli speculatori e dai traders e che quindi il rialzo non é sostenibile - godiamoci però il momento che ci permetterà di aprire settimana prossima posizioni short a livelli superiori di quelli preventivati.
L'Eurostoxx50 é salito a 3440 punti (+0.84%) dopo aver toccato un massimo giornaliero a 3459 punti verso le 14.00. Il FTSE MIB si é piazzato tra DAX e Eurostoxx50 con un +1.05% a 21914 punti. Ripetiamo che al momento é impossibile fissare degli obiettivi per questa breve spinta di rialzo visto che non abbiamo in Europa validi punti di riferimento e la forza della spinta dipende da fattori difficilmente misurabili ed emotivi. Avevamo detto che questa settimana sarebbe stata positiva - il resto é imponderabile.
A corto termine gli indici azionari europei possono salire più in alto. Venerdì scorso l'Eurostoxx50 aveva terminato la settimana a 3395 punti - avevamo stimato che il potenziale di rialzo fino a metà luglio era di circa il +2% - significa 3463 punti - manca ancora qualcosa ma non molto.

A Wall Street la seduta dopo la pausa dettata dalla festa dell'indipendenza é stata positiva. I volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.6) sono però bassi - molti operatori sono ancora assenti. L'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero a 2736.61 punti (+0.86%) - é però rimasto sotto la prima resistenza a 2742 punti. La chiusura sul massimo costituisce una buona premessa per una continuazione verso l'alto anche perché sono sempre tecnologia (Nasdaq100 +1.23% a 7101 punti) e PMI (Russell2000 +1.15%) a trascinare i listini.
L'S&P500 ha aperto al rialzo a 2729 punti. Fino alle 17.00 é sceso a 2716 punti e ha chiuso il gap d'apertura. Poi per le 18.00 é risalito a 2733 punti dove é rimasto per ore. Dopo un breve cedimento a 2724 punti e salito fino alla chiusura a 2736.61 punti (+0.86%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4929 su 1903 e NH/NL a 552 su 282. La volatilità VIX é scesa a 14.97 punti (-1.17) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.60 (neutra).
Il movimento di contenuto rialzo continua verso gli obiettivi a 2742-2760 punti di S&P500 secondo le previsioni. Gli indicatori si sviluppano in maniera armonica e non notiamo particolari divergenze.

La settimana dovrebbe terminare con un altra seduta di modesti rialzi. Le borse asiatiche stanno aprendo la pista - il Nikkei ha guadagnato il +1.18%, Shanghai sta salendo del +0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2743 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3455 punti (+15 punti). Crediamo che oggi le borse europee si fermeranno sui livelli d'apertura. Potrebbero anche fare marcia indietro visto che oggi America e Cina introducono nuovi dazi sulle importazioni. Le misure sono conosciute da giorni ma la cacofonia dei media potrebbe spaventare gli investitori retail e suggerire prudenza. Al termine di questa settimana finora positiva potrebbero esserci delle prese di beneficio.

Commento del 5 luglio

Con l'America ferma in occasione della festa dell'indipendenza le borse europee non combinano nulla

Con la borsa americana chiusa in occasione della festa dell'indipendenza ieri le borse europee hanno marciato sul posto. Gli indici si sono mossi poco ed hanno chiuso misti, al centro del range giornaliero e senza sostanziali variazioni. Sui grafico appaiono dei piccoli doji a segnalare equilibrio ed incertezza - o forse in mancanza di stimoli particolari gli investitori europei non avevno semplicemente la voglia e la motivazione per fare qualcosa. La seduta é stata noiosa e contrassegnata da bassi volumi di titoli trattati.
L'Eurostoxx50 (+0.17% a 3412 punti) si é mosso in soli 17 punti e la chiusura con un guadagno di 6 punti sembra casuale. L'Eurostoxx50 si é mosso nel range del giorno precedente. Tecnicamente non c'é nulla di nuovo da segnalare - il superamento dei 3400 punti non é importante ed era stato preventivato. Il guadagno dell'indice é stato causato dal buon comportamento del settore finanziario - l'indice delle banche SX7E ha casualmente sovraperformato e ha guadagnato il +0.65% a 111.34 punti.
Senza gli investitori d'oltre oceano anche il DAX (-0.26% a 12317 punti) non ha combinato nulla. Ha aperto e chiuso sullo stesso livello, si é mosso in soli 66 punti e si é fermato al centro del range giornaliero con una insignificante perdita di 31 punti. Il piccolo doji sul grafico e i bassi volumi segnalano stabilità - o indifferenza.
Martedì (+1.57%) il FTSE MIB (-0.36% a 21686 punti) aveva forse esagerato. Ieri ha approfittato del giorno di festa in America per ritracciare e allinearsi con le altre borse europee. È stata una seduta tranquilla e con scarsi volumi - é sempre così quando gli americani sono in vacanza - gli europei non prendono iniziative. La perdita di 77 punti é di per sé insignificante. È però un'altra conferma che la spinta di rialzo in questo rimbalzo dal supporto sui 21250 punti é modesta. Questa calma sulla borsa italiana é sorprendente. Per il momento in Europa si parla molto di profughi e migranti e poco di finanze e debito pubblico. Presto o tardi i nodi verranno al pettine e la pretesa del nuovo governo italiano di stimolare la crescita economica attraverso un aumento della spesa pubblica solleverà nell'UE un vespaio. Non tanto perché l'Italia non é in grado di sopportare il peso del debito ma piuttosto per il fatto che implicitamente il debito viene garantito dagli altri Paesi dell'UE attraverso il meccanismo del target2. A fine anno la BCE terminerà il QE e i titoli di Stato non potranno più essere manipolati e dovranno sottostare alle leggi del mercato della domanda e dell'offerta. Le banche italiane non possono comperare all'infinito e lo spread é destinato a salire. Prevediamo un autunno turbolento - forse però la discussione potrebbe già partire in estate coinvolgendo in prima istanza le azioni delle banche italiane. Teniamo d'occhio i dati congiunturali italiani - un rallentamento della crescita economica potrebbe essere l'elemento scatenante della crisi.
Al termine di una seduta priva di spunti l'SMI (+0.44% a 8663 punti) ha guadagnato altri 38 punti. La borsa svizzera si é comportata meglio del resto dell'Europa grazie alla buona performance dei titoli farmaceutici (Novartis +2.03%, Roche +0.92%). Strutturalmente é stata una seduta negativa con A/D a 8 su 12. Sul grafico si moltiplicano le candele bianche - é possibile che sullo slancio l'SMI superi i 8700 punti.
In generale non osiamo fissare obiettivi per questo rimbalzo che in America, e di conseguenza anche in Europa, dovrebbe terminare solo settimana prossima. Gli indici potrebbero salirte ancora un paio di punti in percentuale o fermarsi qui - ci sono troppe possibili varianti (resistenze, ritracciamenti secondo Fibonacci. MM che servono come punto di riferimento) - non c'é una soluzione che possa offrire maggiori probabilità di successo.

Ricordiamo che ieri la borsa americana é rimasta chiusa in occasione delle festa nazionale dell'indipendenza.

Stamattina i mercati finanziari sono tranquilli. Le borse asaitiche sono in moderato calo - Il Nikkei scende del -0.78% - Shanghai segue con un -0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2717 punti (+4 punti) - come ieri mattina. L'Eurostoxx50 vale ora 3412 punti - le borse europee apriranno invariate. Anche oggi le borse europee e quella americana sembrano voler marciare sul posto.

Commento del 4 luglio

Rialzisti e ribassisti si passano velocemente il testimone - per saldo non si va lontano

Il buon comportamento della borsa americana e la notizia che la coalizione di governo in Germania é salva ha provocato ieri in Europa una seduta di rialzo. Tecnicamente questa é la logica reazione al fatto che gli indici azionari non riuscivano a scendere più in basso e avevano a corto termine trovato un solido supporto.
L'Eurostoxx50 (+1.01% a 3406 punti) non riusciva a scendere sotto i 3350 punti e doveva quindi risalire e continuare a distribuire. L'Eurostoxx50 é rimbalzato ma non ci sono motivi per entusiasmarsi. L'indice ha aperto a 3382 punti ed é salito sul massimo 3420 punti verso le 14.00. Poi fino alla chiusura é scivolato verso il basso senza reazioni o accelerazioni. Ha terminato la giornata a 3406 punti con un guadagno di 32 punti - probabilmente nelle prossime sedute può ancora guadagnare una ventina di punti. Questa però é solo una stima poiché molto dipende dagli Stati Uniti, dai cambi e dalle notizie del momento. Sappiamo unicamente che l'indice deve distribuire fino a metà mese e poi cadere. Preferiamo non indicare un obiettivo del rimbalzo poiché esistono troppe varianti. Questo vale in generale per le borse europee.
La buona chiusura ieri sera a Wall Street ha permesso al DAX (+0.91% a 12349 punti) di aprire con un balzo di quasi 100 punti. Poi é arrivata la notizia che CDU e CSU hanno trovato un accordo sulla politica d'immigrazione e il ministro degli Interni Seehofer rimane al suo posto. Questo ha dato un'ulteriore spinta al mercato e il DAX é salito nel primo pomeriggio fino ai 12428 punti. A questo punto i compratori si sono ritirati e il DAX é scivolato gentilmente verso il basso fino alla chiusura a 12349 punti. Gli indicatori stanno ruotando e mostrano che l'indice a corto termine potrebbe salire più in alto. Siamo però molto scettici sulla base del comportamento del mercato e della situazione tecnica della borsa americana. Lunedì abbiamo indicato che il DAX poteva risalire a 12400 punti e riteniamo che questa stima sia corretta. Queste oscillazioni sono dettate dalle emozioni ma mancano di partecipazione - sono operazioni di trading di breve durata. Non possiamo escludere che il rimbalzo faccia salire il DAX nei prossimi giorni verso i 12600 punti. Riteniamo però che il DAX e in generale gli indici azionari europei stiano rimbalzando all'interno di un periodo di distribuzione - adesso saliranno poco - dopo scenderanno tanto.
Anche il FTSE MIB (+1.57% a 21764 punti) ha avuto una seduta decisamente positiva. Lunedì non abbiamo dato molto peso alla caduta e ora non pensiamo che questo rialzo abbia molto potenziale malgrado che a corto termine la situazione tecnica si stia sviluppando in maniera positiva. Il FTSE MIB non poteva scendere e quindi ora sta salendo - contemporaneamente la base sui 21250 punti da l'impressione che ora l'indice sia assicurato verso il basso. Non bisogna però farsi illusioni. Il comportamento del mercato suggerisce che ci troviamo in una fase di distribuzione - a corto termine c'é spazio verso l'alto ma questo é modesto - difficile quantificarlo - 22250-22500 punti? Il prossimo movimento significativo dovrebbe però essere al ribasso. 
Riassumendo le borse europee hanno avuto una seduta positiva ma non ci sono ragioni per entusiasmarsi. Si tratta più che altro di un rimbalzo tecnico dovuto al fatto che a corto termine gli indici hanno trovato un solido supporto. Non potendo per ora scendere più in basso é logico che risalgano. Il movimento é più o meno intenso a seconda delle notizie del momento. Ieri la ritrovata stabilità del governo in Germania ha stimolato i compratori ma oggi o domani il vento potrebbe già cambiare. I dati sul sentiment, che cambiano molto rapidamente e radicalmente, mostrano una veloce alternanza tra rialzisti e ribassiti - molto é però pura speculazione o reazioni emozionali - questo non crea tendenza e non porta i mercati lontano. Le borse stanno distribuendo prima di un'altra spinta di ribasso che idealmente deve partire a metà luglio.

Ieri Wall Street si é preparata all'odierna festa dell'indipendenza con delle evidenti prese di beneficio. È stata una seduta anomala con bassi volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.5) - la borsa ha chiuso anticipatamente alle 19.00. Non bisogna dare troppo peso all'esito negativo ma si può ugualmente trarre alcune conclusioni.
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2736 punti e chiuso sul minimo a 2713.22 punti (-0.49%). Come ci aspettavamo dopo la buona apertura ci sono state delle prese di beneficio. Le vendite sono però state superiori alle nostre attese. Specialmente sul Nasdaq100 (-1.17% a 7014 punti) c'é stata una fuga degli investitori retail. Tesla (-7.23%) ha subito un tracollo. La seduta al NYSE é stata però decisamente positiva (A/D a 3990 su 2727) grazie alla tenuta del Russell2000 (+0.32%). Sembra che gli investitori istituzionali sono rimasti fedeli al mercato mentre i piccoli scappavano prima delle vacanze. NH/NL a 439 su 223, VIX a 16.14 punti (+0.54) e CBOE Equity put/call ratio a 0.67 completano i soliti dati che non ci dicono nulla di particolare. L'S&P500 resta attaccato alla MM a 50 giorni (2719 punti) ormai piatta. Oggi la borsa americana é chiusa - di conseguenza il mondo finanziario oggi si ferma sui livelli raggiunti ieri sera alle 22.00 (Eurostoxx50 a 3398 punti).

Stamattina regna la calma. Le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei ha perso il -0.34% - Shanghai scende del -0.7%. Il future sull'S&P500 risale a 2719 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3399 punti. Prevediamo una seduta tranquilla che si dovrebbe concludere senza sostanziali variazioni.

Commento del 3 luglio

Borse europee disturbate da avvenimenti politici - in America la fase di distribuzione prosegue secondo previsioni

Ieri le borse europee, impressionate dalla debole chiusura a Wall Street di venerdì e dalle dispute all'interno della coalizione di governo in Germania, hanno aperto in forte calo e fino alle 09.30 sono scese. Dopo questa iniziale ondata di vendite gli indici azionari hanno però nettamente recuperato. Alla sera sono rimaste delle vistose perdite - nessun indice ha però fatto segnare un nuovo minimo di periodo e in linea di massima gli indici si sono mossi nel range della settimana precedente. Sui grafici sono apparsi dei doji che significano equilibrio ed incertezza. Nell'immediato sembra che le borse europee non vogliano scendere più in basso. La logica conseguenza é che devono risalire e continuare a distribuire.  
L'Eurostoxx50 é sceso fino ad un minimo a 3345 punti, é risalito su un massimo a 3386 punti e ha chiuso a 3372 punti (-0.69%). Nessuno dovrebbe essere sorpreso dalla perdita di 23 punti. Ormai da giorni l'Eurostoxx50 si muove tra i 3350 (3360) ed i 3400 punti e ieri sera l'indice si é fermato ancora in questo range, sul livello d'apertura e lontano dal minimo giornaliero. Pensiamo che questa fase di distribuzione possa durare ancora una decina di sedute ma bisogna restare flessibili. Dopo parecchi tentativi andati a vuoto di bucare il supporto sui 3350 punti i rialzisti dovrebbero momentaneamente ritirarsi e lasciare lo spazio ad un rimbalzo più consistente. D'altra parte se inaspettatamente l'S&P500 buca i 2700 punti con anticipo é probabile che l'Eurostoxx50 ricomincia a scendere prima del dovuto. Il comportamento del DAX (-0.55% a 12238 punti) é stato costruttivo malgrado la perdita di 67 punti. A dispetto delle turbolenze sul fronte politico il DAX é riuscito a recuperare dal minimo a 12132 punti e a chiudere 100 punti più in alto e sopra il livello d'apertura. Nonostante le cattive notizie ci sono dei compratori sui 12150 punti - da questo livello dovrebbe svilupparsi un rimbalzo tecnico di parecchi giorni. Non dovrebbe far risalire il DAX di molto (12400 punti?) ma dare il tempo ai difensori di tirare il fiato. La discesa é avvenuto con volumi in calo e con una divergenza positiva sulla RSI. Restiamo di conseguenza dell'opinione che la performance settimanale del DAX e delle borse europee in generale sarà (leggermente) positiva.
Il FTSE MIB (-0.92% a 21427 punti) ha perso 199 punti ma poteva andare molto peggio. La mattina poco dopo l'apertura il FTSE MIB é sceso fino a 21168 punti di minimo e poi ha recuperato. L'impressione é che l'indice non vuole scendere e sta facendo base sui 21250 punti. Non dovrebbe iniziare una fase di rialzo ma distribuire una decina di sedute sui livelli attuali. La nostra previsione non cambia e finora le sedute che si susseguono non ci indicano nulla di diverso. In fondo ieri il FTSE MIB ha solo perso quello che aveva guadagnato venerdì. L'indice ha aperto e chiuso sullo stesso livello - una situazione di patta.
L'SMI (-0.92% a 8529 punti) ha perso circa la metà del guadagno di venerdì. Tecnicamente questa non é una sorpresa. L'SMI ha semplicemente chiuso il gap di venerdì e con un doji conferma la voglia di stabilità sui livelli attuali. La distribuzione continua secondo i piani.

L'S&P500 doveva difendere il supporto a 2700 punti ed eventualmente continuare il rimbalzo iniziato giovedì scorso. Ieri però le premesse per la giornata erano negative e noi ci eravamo limitati ad auspicare una seduta in pari come variante massima. L'S&P500 ha fatto molto meglio (+0.31% a 2726.71 punti) confermando con una buona prestazione il nostro scenario costruttivo almeno per quel che riguarda la prossima decina di sedute.
L'S&P500 ha aperto a 2699 punti ed é subito salito - dopo aver ulteriormente testato con successo il supporto a 2700 punti sapevamo che la seduta non ci avrebbe riservato sorprese negative - la questione era solamente di quanto sarebbe risalito l'indice. C'é stata una serie di massimi e minimi ascendenti. L'S&P500 ad ondate regolari é salito a 2716 punti, é sceso a 2704 punti, é salito a 2720 punti, é sceso a 2713 punti ed é infine salito a 2726 punti. Ha chiuso sul massimo con un guadagno di 8 punti. Come spesso succede in questo caso il rialzo é stato trascinato dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.81% a 7097 punti) e in particolare dagli AGMAF, tutti con un guadagno superiore a quello dell'indice. La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3436 su 3467, NH/NL a 243 su 914 e volume relativo a 0.7 (la pausa infrasettimanale si fà già sentire!). La volatilità VIX é scesa a 15.60 punti (-0.49) mentre la CBOE Equity put/call ratio a 0.58 é tornata sotto la media di lungo periodo.
L'S&P500 si é mosso secondo le previsioni - fino a metà mese l'S&P500 deve lievitare fino ai 2742-2760 punti prima di ricominciare a correggere.

Stamattina le borse asiatiche sono tranquille e poco mosse. Il Nikkei sale del +0.12% - Shanghai é in calo del -0.13%. Il future sull'S&P500 é a 2730 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3391 punti (+19 punti) - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.6% e pensiamo di ritrovarle stasera su questo livello. Domani la borsa americana é chiusa in occasione della festa dell'indipendenza e probabilmente oggi l'S&P500 e colleghi marceranno sul posto con bassi volumi.

Aggiornamento del 2 luglio

Seehofer (CSU) da le dimissioni dal governo e fa cadere la coalizione - o forse no - debole inizio di settimana

In Germania proseguono le discussioni sulla politica d'immigrazione. Il ministro degli interni Seehofer (CSU), scontento dei risultati conseguiti da Angela Merkel (CDU) nella riunione dei capi di Stato europei di settimana scorsa, annuncia le dimissioni. Poi ci ripensa e rinvia la decisione di tre giorni. La grande coalizione di governo tra CDU, CSU e SPD traballa ed esiste la possibilità che Angela Merkel perda la maggioranza in parlamento e che in Germania si vada ad elezioni anticipate. Stamattina l'EUR é in calo (EUR/USD a 1.1650) e il future sull'S&P500 scende a 2710 punti (-11 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3358 punti (-37 punti). Le borsa europee apriranno deboli - le perdite in apertura supereranno l'1%. In teoria la fase di distribuzione doveva durare ancora una decina di sedute. È però evidente che una serie di notizie negative potrebbe far crollare le borse anticipatamente.
Stamattina le borse asiatiche sono in forte ribasso - il Nikkei ha perso il -2.29% - Shanghai é in calo del -2%. Vedremo nel pomeriggio quale sarà la risposta di Wall Street.
Vi ricordiamo che mercoledì 4 luglio in America si festeggia la festa dell'indipendenza - la borsa é chiusa.

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