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Commento del 19-20 maggio

Il rialzo non é finito

Venerdì l'Eurostoxx50 (-0.51% a 3573 punti) ha toccato un nuovo massimo a 90 giorni a 3596 punti. Il DAX (-0.28% a 13077 punti) lo ha imitato con un massimo a 13133 punti. Gli indici sono in seguito ricaduti ma questo non sembra un key reveral day - l'aumento dei volumi di titoli trattati é solo una conseguenza della scadenza dei derivati di maggio e la perdita finale é troppo contenuta - la caduta dal massimo é inferiore all'1% e gli indici non hanno chiuso sul minimo giornaliero. Non abbiamo nessun segnale d'inversione di tendenza o che gli indici abbiano raggiunto un massimo significativo malgrado la vicinanza dei nostri obiettivi.
Anche in America la seduta di venerdì é stata negativa - l'S&P500 é scivolato a 2712.97 punti (-0.54%). È però stata una seduta tranquilla e senza direzione con l'S&P500 che é oscillato in soli 10 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero e sul livello d'apertura. Notiamo però il nuovo massimo storico dell'indice Russell2000 (+0.08%) e la seduta in pari del DJ Transportation (+0.00%) sul cui grafico appare un evidente canale orizzontale. Il DJT sembra pronto a rompere il canale al rialzo e accelerare sopra i 10800 punti.
Insomma - il rialzo é in perdita di velocità ma scorrendo i grafici vediamo molte costellazioni costruttive e marginali rotture al rialzo. Malgrado tracce di ipercomperto niente lascia presupporre l'imminenza di un'inversione di tendenza. Lo scenario più probabile é che gli indici azionari debbano nei prossimi giorni salire ancora più in alto e l'atteso massimo significativo si verificherà settimana prossima.
Esistono però dei problemi.
In Italia l'instabilità politica e l'incertezza riguardante la formazione del governo ed il suo programma politico ed economico hanno provocato un'impennata dello spread sui titoli di Stato ed una caduta del FTSE MIB (-1.48% a 23449 punti). Nelle prossime sedute la pressione di vendita potrebbe aumentare e la speculazione potrebbe accanirsi. Formalmente il FTSE MIB é in un ribasso di corto termine ed é impossibile stimare attraverso l'analisi tecnica quando e dove questa caduta potrebbe finire.
Il problema italiano ha colpito il settore bancario europeo. L'indice SX7E (-1.72% a 124.41 punti) ha perso nell'ultima settimana il -4.25% (!). Era dai tempi della crisi delle banche del primo trimestre del 2016 che non assistavamo ad un simile crollo. È sorprendente che la debolezza del settore finanziario non sia riuscita a far deragliare il rialzo dell'Eurostoxx50. Sarà interessante osservare come si risolverà questa divergenza. Saranno le banche ad affossare l'Eurostoxx50 e obbligarlo ad una correzione oppure appena l'SX7E si stabilizzerà l'Eurostoxx50 continuerà a salire? Considerando che il SX7E ha supporto a 124 punti la risposta é imminente.
In America la tecnologia ha perso la sua leadership e la forza relativa. Il Nasdaq100 (-0.51% a 6866 punti) sembra formare un'ampia testa e spalle ribassista. A corto termine l'indice sembra aver toccato un massimo intermedio lunedì 14 maggio a 7008 punti (il nostro obiettivo era a 7000 punti) e aver cominciato una correzione. Come a marzo potrebbe però ancora reagire e risalire se come pensiamo l'S&P500 terminerà il rialzo a 2750-2800 punti.
Da ultimo preoccupa il crollo di molte monete di Paesi emergenti. Abbiamo in precedenti commenti segnalato i problemi che coinvolgono Turchia, Argentina e Sud Africa. Ora l'instabilità si sta allargando a tutta l'America latina compreso il Brasile e all'Indonesia. La fuga da questa moneta provoca il rafforzamento dell'USD americano con ovvie potenziali conseguenze destabilizzatrici sui listini azionari. Venerdì il cambio EUR/USD é sceso fino a 1.1750 per infine tornare a 1.1770. Si può discutere se la rivalutazione dell'USD sia una conseguenza di problemi nei Paesi emergenti o dell'aumento dei tassi d'interesse a breve sull'USD. C'é da domandarsi quali conseguenze potrebbero avere queste eccessive oscillazioni dei cambi sulle borse. Al momento ci sono delle crisi in singoli Paesi ma i mercati finanziari nel complesso sembra solidi e stabili.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.19% a 3573 punti              
DAX                         +0.59% a 13077 punti
SMI                          -0.59% a 8940 punti
FTSE MIB                  -2.94% a 23449 punti
S&P500                    -0.54% a 2712.97 punti
Nasdaq100               -1.24% a 6866 punti

Settimana scorsa ci aspettavamo di più dall'America. Mentre in Europa l'Eurostoxx50 ed il DAX si sono involati verso nuovi massimi di periodo confermando la tendenza rialzista, a Wall Street c'é stata una serie di sedute deludenti e senza direzione. All'impennata di lunedì (massimo dell'S&P500 a 2742 punti) non é seguita un'accelerazione ma una serie di giornate di pausa. Anche venerdì non é successo molto. L'S&P500 ha aperto in calo a 2716 punti. È salito su un massimo a 2719 punti alle 16.20 ed é sceso su un minimo a 2709 punti alle 16.40. Poi si é mosso a caso all'interno di questo range e ha chiuso a 2712.97 punti (-0.26%). Il Nasdaq100 (-0.51% a 6866 punti) ha confermato le difficoltà notate nei giorni precedenti con una seduta debole.
La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3225 su 3647, NH/NL a 772 su 508 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é ferma a 13.42 punti (-0.01) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.66.
Settimana scorsa si é parlato molto di petrolio e il settore energy si é comportato bene - bisogna però relativizzare - il prezzo del petrolio (WTI) in una settimana é salito da 70.70 e 71.37 USD/barile. Poco. Ha fatto notizia solo il Brent (78.70) che ha brevemente superato la soglia psicologica degli 80 USD al barile.
Per definizione la tendenza dominante alla borsa americana é debolmente rialzista con il 59.7% dei titoli sopra la SMA a 30 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 57.93.
Venerdì i tassi d'interesse sull'USD sono scesi sensibilmente. È possibile che il lungo ribasso degli USTreasury Bonds, iniziato a settembre dell'anno scorso, sia momentaneamente finito. Questa potrebbe essere la molla per far ripartire settimana prossima l'S&P500 al rialzo.

Riassumendo il rialzo in Europa ed America non é terminato come speravamo settimana scorsa su un massimo significativo. Questo massimo sembra slittare nel tempo. Non vediamo rischi di ribasso malgrado che ci sono delle gravi crisi circoscritte ad alcuni Paesi e monete.

In alcuni paesi europei (Austria, Germania, Norvegia e Svizzera) lunedì é festa (Pentecoste).
Le borse svizzera (SMI) e tedesca (DAX) non trattano.
Il nostro ufficio rimane chiuso - il sito viene aggiornato normalmente.

Commento del 18 maggio

Le borse europee, malgrado l'Italia, escono al rialzo dal consolidamento - in America manca leadership

Ieri le borse europee sono ripartite al rialzo. Dopo cinque giorni di pausa durante i quali i maggiori indici azionari si sono mossi sul posto, ieri c'é stato un consistente balzo verso l'alto. Gli indici hanno terminato la seduta sui massimi giornalieri e nuovi massimi a 90 giorni. Ora ci stiamo avvicinando ai nostri obiettivi mentre cominciano ad esserci situazioni di ipercomperato segnalate dalle RSI giornaliere sui 70 punti. L'Eurostoxx50 é salito a 3592 punti (+0.82%) - manca poco al nostro obiettivo a 3600 punti. Il DAX si é fermato a 13114 punti (+0.91%) - poco lontano dall'obiettivo a 13200. Avevamo previsto che un massimo significativo doveva concretizzarsi nella seconda parte di questa settimana. In teoria per questi due indici si presenta la possibilità di un massimo oggi. L'unico problema é che l'America é in ritardo - l'S&P500 é fermo a 2720.13 punti (-0.09%) e non dovrebbe toccare un massimo prima di settimana prossima. Non sappiamo ancora come risolvere il problema costituito da questo scollamento temporale.

In Europa DAX e Eurostoxx50 stanno seguendo lo scenario originale e stanno terminando la fase di rialzo con un massimo significativo. SMI (+0.16% a 8988 punti) e FTSE MIB (+0.29% a 23802 punti) si trovano in una situazione differente. L'indice svizzero sembra aver già toccato un massimo sui 9000+ punti e aver già cominciato a correggere. Probabilmente si fermerà alcuni giorni sui 9000 punti in attesa che anche gli altri indici abbiano terminato questa fase. La borsa italiana é in balia dei problemi politici relativi alla formazione del nuovo governo. Ieri c'é stata una tregua tra borsa ed investitori. Il FTSE MIB é debolmente rimbalzato e lo spread sui titoli di Stato si é stabilizzato. Il FTSE MIB formalmente sta però correggendo, ieri ha sottoperformato ed é restato sotto i 24000 punti. Lo sviluppo a corto termine é incerto - i movimenti sono dettati dalla speculazione e agli investitori consigliamo di non farsi coinvolgere fino a quando non si delinea una situazione tecnica chiara.
Notiamo che il settore bancario (SX7E +0.04% a 126.59 punti) resta debole. Da una parte é costruttivo che l'Eurostoxx50 riesca a salire malgrado la zavorra delle banche. D'altra parte sappiamo per esperienza che un rialzo non và lontano se non viene sorretto e accompagnato dal settore bancario. Forse é questo il tallone d'Achille del mercato che provocherà l'atteso massimo significativo.

Speravamo che ieri l'S&P50o continuasse a salire sfruttando la spinta di mercoledì. Invece si é nuovamente fermato. L'indice ha aperto a 2720 punti e ha chiuso sullo stesso livello (-0.09% a 2720.12 punti). Durante la giornata si é mosso tra i 2711 ed i 2732 punti - sul grafico appare un doji che mostra equilibrio ed incertezza. Sembra una semplice pausa di consolidamento all'interno di un rialzo intatto e non completo.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3936 su 2959, NH/NL a 908 su 251 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é ferma a 13.43 punti (+0.01) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.57 (bassa ma non in territorio estremo). Ieri la debolezza della tecnologia (Nasdaq100 -0.41% a 6901 punti) é stata compensata dalla forza dell'energia (ETF Energy +1.51%). C'é una rotazione tra settori senza una chiara e costante leadership.
Questa seduta non ci ha detto niente di nuovo. La previsione di un massimo tra i 2750 ed i 2800 punti é ancora valida - il massimo si sposta a settimana prossima.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +0.4% - Shanghai sale del +1.1%. Il future sull'S&P500 é a 2724 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3582 punti (-10 punti). Le borse europee apriranno miste. Il DAX dovrebbe aprire in leggero guadagno.
In molti paesi europei (compresi Svizzera e Germania) lunedì prossimo é festa (Pentecoste). Ci sarà di conseguenza un lungo fine settimana. È probabile che i traders preferiscano chiudere le posizioni e ridurre i rischi. Oggi ci aspettiamo una seduta tranquilla e le borse europee dovrebbero chiudere in pari. Speriamo che l'America riesca a fare progressi - leggete a questo riguardo i commenti delle 14.00.

Commento del 17 maggio

La borsa americana torna a salire e sembra mentenere lo scenario originale

Ieri mattina abbiamo presentato due possibili scenari a corto termine per la borsa americana. O l'attesa correzione era già iniziata oppure l'S&P500 doveva restare sopra i 2700 punti, consolidare e riprendere il rialzo che doveva poi terminare solo settimana prossima tra i 2750 ed i 2800 punti. Nel commento sull'S&P500 del pomeriggio abbiamo fatto una scelta e indicato la nostra opinione: "Ad istinto non crediamo che i 2742 punti di massimo di lunedì sia l'atteso massimo significativo. Crediamo piuttosto che ci debba essere ancora un consolidamento e un'ultima spinta di rialzo. Ci sono forti movimenti sui cambi, sui tassi d'interesse e sui prezzi delle materie prime che stanno influenzando anche il mercato azionario ma non sembra che si stia verificando un'inversione di tendenza."
Ieri l'S&P500 ha reagito positivamente ed é tornato a 2722.46 punti (+0.41%). Non é stata una seduta spettacolare ma il mercato ha mostrato chiaramente l'intenzione a breve di non voler scendere più in basso. L'S&P500 ha aperto in leggero guadagno a 2714 punti. Ha avuto una fase di indecisione e ha toccato alle 17.30 un minimo a 2712 punti. Dopo la chiusura in Europa é partito al rialzo e ha raggiunto a metà giornata un massimo a 2727 punti. Poi non é successo più molto. L'indice é oscillato in laterale, é ricaduto a 2717 punti e sul finale si é issato a 2722 punti. Il Nasdaq100 (+0.60% a 6930 punti) ha seguito lo stesso percorso. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4708 su 2239, NH/NL a 809 su 276 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é scesa a 13.46 punti (-1.17) - sembra che i traders vogliano andare a caccia di un minimo sui 12 punti prima di tentare di far tornare la VIX sopra i 15 punti. La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.50 (!) - vi ricordiamo che ci vogliono un paio di sedute con questo indicatore sui 0.50 per mostrare un eccesso di speculazione al rialzo e la possibile presenza di un massimo significativo sull'S&P500.

Stamattina devo uscire presto a causa di un appuntamento. Per quel che riguarda l'Europa mi limito all'essenziale e invito gli interessati a leggere i commenti di ieri sera. L'Eurostoxx50 per la quarta seduta consecutiva non si é mosso - ha chiuso a 3562 punti (-0.04%) dopo aver trascorso la giornata ad oscillare a caso tra i 3551 ed 3567 punti. Considerando la caduta del FTSE MIB (-2.32% a 23734 punti) e la debolezza del settore bancario (SX7E -2.27% a 126.54 punti) l'indice europeo si é comportato bene e sembra consolidare prima di riprendere il rialzo. La borsa italiana era sotto pressione a causa dei conosciuti problemi politici. Gli investitori diventano nervosi e vendono BTP (spread in forte aumento) e azioni italiane. Le tensioni sui mercati finanziari europei si riflettono sulle azioni delle banche e sull'EUR ma sembrano circoscritti. Il cambio EUR/USD é caduto ieri fino a 1.1763 punti di minimo. Dovrebbe ora provare nuovamente a rimbalzare fino a 1.20+. Stamattina si trova a 1.1825.

Stamattina presto i mercati sono piuttosto tranquilli. Il Nikkei sale del +0.6% - Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2723 punti. Non abbiamo ancora indicazioni riguardanti l'Eurostoxx50 ma stimiamo che ora dovrebbe valere 3572 punti. Le borse europee dovrebbero aprire con modesti guadagni (+0.3%). Sarà interessante osservare il comportamento della borsa italiana in balia degli avvenimenti politici. Ieri il FTSE MIB ha rotto il supporto a 24000 punti e in teoria sta correggendo. La situazione potrebbe però improvvisamente cambiare. Agli investitori consigliamo di stare a guardare ed evitare speculazioni.

Commento del 16 maggio

Secondo il Nasdaq100 la borsa americana ha già toccato l'atteso massimo significativo

La seduta di ieri in Europa é stata insignificante. Inutile perdere tempo ad analizzarla nel dettaglio. Gli indici azionari si sono mossi in pochi punti nel range dei giorni precedenti e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Per l'Eurostoxx50 (-0.04% a 3564 punti) questo ha significato un calo di 1 punto - in quattro sedute l'indice ha perso 5 punti. Il rialzo é bloccato ma formalmente é ancora valido.

La seduta a Wall Street é stata più interessante. Non per il suo svolgimento visto che dopo la debole apertura gli indici si sono limitati ad oscillare in laterale. Le perdite a fine giornata sono però risultate importanti e potrebbero significare che il rialzo é finito in anticipo con il massimo di lunedì dell'S&P500 (-0.68% a 2711.45 punti) a 2742 punti.
Facciamo un passo indietro. Da giorni i tassi d'interesse sull'USD stanno lievitando. L'USTreasury Bonds a 10 anni rende il 3.08% ed é quindi tornato sopra la barriera psicologica del 3%. Quello ad 1 anno rende il 2.31%. Specialmente l'aumento dei tassi d'interesse a breve ha provocato il rafforzamento dell'USD ed il collasso di alcune monete di Paesi fortemente indebitati con l'estero come la Lira turca, Il Peso argentino o il Rand sudafricano. Il cambio EUR/USD é nuovamente sceso a 1.1835 dopo il rimbalzo tecnico a 1.20. La forza dell'USD ha provocato un calo del prezzo dell'oro a 1291 USD/oncia. L'oro é nuovamente caduta sotto la soglia dei 1300 USD ma in EUR (1093 EUR/oncia) rimane incollato ai 1100 EUR. In mezzo a questi ampi movimenti su Bond e cambi si muovono i mercati azionari. Per ora le tensioni hanno unicamente provocato il ritracciamento di ieri della borsa americana.
L'S&P500 ha aperto debole a 2715 punti e per tutta la giornata é oscillato in laterale tra i 2702 ed i 2715 punti. Ha chiuso in mezzo al range a 2711.45 punti (-0.68%). Notiamo che durante la giornata ribassisti e rialzisti si sono equivalsi. L'S&P500 é rimasto sopra la barriera psicologica dei 2700 punti. Gli indici hanno aperto in gap down - questo potrebbe significare l'inizio di una correzione o un ribasso ma ci vogliono dei segnali di vendita per confermare questa impressione. Per ora nessun indicatore é passato su sell e nessun importante supporto é stato rotto. Solo le coincidenze sul Nasdaq100 sono troppe per essere casuali. Lunedì l'indice aveva toccato i 7008 punti di massimo e aveva raggiunto in questa maniera il primo possibile obiettivo del rialzo. Ieri nelle nostre previsioni il Nasdaq100 doveva cadere a 6890 punti e poi rimbalzare una quarantina di punti. Invece l'indice é sceso decisamente più in basso ed solo rimbalzato a 6888 punti (-1.09%). La candela rossa sul grafico abbandonata nel nulla preoccupa poiché questo gap down nel 75% dei casi significa un'inversione di tendenza.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2548 su 4414, NH/NL a 507 su 392 (un evidente spostamento di forze) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 14.63 punti (+1.70) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.62.
Ora esistono solo due possibilità. La correzione é iniziata in anticipo e per l'S&P500 una decina di punti sotto il primo possibile obiettivo. Questo scenario verrebbe confermato nel caso in cui l'S&P500 scendesse nei prossimi giorni sotto i 2675 punti o se ci fossero tre sedute consecutive negative. Oppure il rialzo é ancora valido e in questo caso l'S&P500 dovrebbe restare sopra i 2700 punti, consolidare e poi ricominciare a salire. In questo caso un massimo si verificherebbe solo settimana prossima sui previsti 2750-2800 punti.

Stamattina prevalgono i segni negativi. Le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei ha perso il -0.44%, Shanghai perde il -0.6%. Il future sull'S&P500, che verso le 07.00 era ancora in positivo, scivola a 2708 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3557 punti (-7 punti). Le borse europee sono piuttosto stabili e inizieranno le contrattazioni con un leggero calo del -0.2%.
Alle 11.00 verranno pubblicati gli ultimi dati sull'inflazione in Europa. Alle 14.00 é atteso un discorso di Mario Draghi. Da un paio di giorni i tassi d'interesse sull'EUR stanno aumentando. Vediamo se oggi i venditori riusciranno a fare pressione anche sulle borse europee. Per il momento la giornata si apre all'insegna della stabilità.

Commento del 15 maggio

Il rialzo si é fermato - in teoria manca ancora un'ultimo balzo prima di un massimo significativo

Ieri le borse si sono fermate - come martedì 8 maggio. Settimana scorsa gli indici dopo la pausa sono ancora riusciti a fare un balzo verso l'alto. Anche questa volta ci aspettiamo ancora un paio di giornate positive prima che la spinta di rialzo si esaurisca su un massimo intermedio. L'unico problema é che gli oscillatori segnalano che siamo vicini alla fine di un ciclo - come sapete ci aspettavamo un massimo tra la metà e la fine di questa settimana. Non possiamo escludere la possibilità che il carburante sia già finito malgrado che per il momento non vediamo nessuna divergenza e nessun segnale d'inversione di tendenza. Quella di ieri sembra una normale seduta di consolidamento all'interno di una fase rialzista non ancora completa.

La seduta in Europa é stata noiosa e senza argomenti d'interesse. L'Eurostoxx50 serve da esempio per tutti. L'indice si é mosso in pochi punti - tra i 3553 ed i 3568 punti. Ha chiuso invariato e al centro del range giornaliero a 3565 punti (-0.01%). In genere gli indici hanno semplicemente svolto una seduta nel range del giorno precedente. Solo l'SMI svizzero (+0.08%) ha toccato un nuovo massimo mensile ma non é andato lontano. Il FTSE MIB (+0.26% a 24221 punti) sembra approfittare del fatto che a livello politico si muove qualcosa. L'indice é però bloccato tra i 24000 ed i 24550 punti e una decisione sul trend  a corto termine é pendente. La borsa italiana non si staccherà completamente dal resto dell'Europa - se l'Eurostoxx50 comincia a correggere anche il FTSE MIB subirà la forza di gravità. Di conseguenza anche se il FTSE MIB potesse fare ancora un balzo verso l'alto e raggiungere un nuovo massimo annuale non bisogna aspettarsi che poi il rialzo possa continuare a lungo.

Ieri anche a Wall Street non é successo nulla. L'S&P500 (+0.09% a 2730.16 punti) sullo slancio ha guadagnato ancora 2 punti. Ha però chiuso lontano dal massimo a 2742 punti e sul grafico appare una piccola candela rossa (chiusura sotto il livello d'apertura) dopo una serie di 6 candele bianche consecutive. Graficamente la situazione del Nasdaq100 (+0.17% a 6964 punti) é interessante poché l'indice ha toccato un massimo a 7008 punti e ha così raggiunto il primo possible obiettivo del rialzo di corto termine. Molti analisti parleranno ora di testa e spalle ribassista. È giusto ma ci vuole una discesa sotto i 6600 punti circa (neckline) per attivare questa formazione - questo livello é lontano.
L'S&P500 ha aperto a 2734 punti e all'inizio é salito fino ai 2742 punti. Dopo aver superato il bordo superiore delle BB a 2737 punti, l'indice é ridisceso in due ondate a 2725 punti. È risalito 8 punti, é ricaduto a testare il minimo ed ha infine chiuso a 2730 punti. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3250 su 3761, NH/NL a 813 (ancora in calo!) su 243 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é salita (ups!) a 12.93 punti (+0.28) - la CBOE Equity put/call ratio é nella norma a 0.62.
Riassumendo ieri la borsa americana si é fermata. Gli indici potrebbero aver già raggiunto l'atteso massimo intermedio come suggerisce il comportamento del Nasdaq100. Non abbiamo però ancora nessuna conferma e lo sviluppo più probabile resta quello di una continuazione verso l'alto ancora per 2 o 3 giorni.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha perso il -0.21% - Shanghai sale del +0.1%. Il future sull'S&P500 sta scendendo - é ora a 2721 punti (-9 punti). Ieri il cambio EUR/USD é risalito fino a 1.1996 - stamattina ricade a 1.1920. Il rimbalzo tecnico con obiettivo a 1.20+ potrebbe essere finito. L'Eurostoxx50 vale ora 3553 punti (-12 punti) - le borse europee apriranno in calo (-0.3%). Non crediamo che oggi debbano cadere sensibilmente più in basso. Oggi sono previsti numerosi dati congiunturali dall'Europa. Dovrebbero segnalare un rallentamento della crescita economica. Sarà interessante osservare la reazione dei mercati. In un mercato rialzista gli investitori dovrebbero focalizzarsi sugli aspetti positivi come quello dell'impossibilità da parte della BCE di alzare i tassi d'interesse. Una reazione negativa significherebbe che il vento per le borse sta nuovamente cambiando.

Aggiornamento del 14 maggio

Come reagirà la borsa ad un governo 5 Stelle - Lega?

Di Maio e Salvini hanno annunciato che un accordo per la formazione di un governo 5 Stelle e Lega é imminente. Oggi si dovrebbe conoscere il nome del candidato a dirigere il governo e i due leaders dovrebbero recarsi da Mattarella per avere un incarico ufficiale. Come reagiranno i mercati finanziari ? Secondo noi molto dipenderà dal programma del governo. Se ci sarà una soluzione di continuità con il rispetto dei parametri di deficit e di indebitamento previsti dai trattati il governo populista e anti europeo 5 Stelle - Lega dovrebbe lasciare gli investitori indifferenti. Diversa sarebbe la situazione se il nuovo governo decidesse di aumentare il deficit per rilanciare la crescita economica e se si mettesse in dubbio l'appartenenza all'UE e l'uso dell'EUR. In questo caso é probabile che malgrado gli interventi della BCE lo spread sui titoli di Stato comincerà a salire e la borsa a scendere. Di Maio e Salvini sono furbi - non crediamo che fin dall'inizio rischieranno di mettere in crisi il rapporto con l'UE e l'idillio con i mercati finanziari che vale da inizio anno. I toni saranno concilianti e crediamo che la reazione della borsa sarà cauta ma positiva. Il FTSE MIB dovrebbe continuare a salire insieme alle altre borse europee ed americana. Il problema questa settimana non sarà l'Italia ma il massimo significativo sugli indici azionari americani e probabilmente anche europei che ci aspetta nei prossimi giorni.

La settimana inizia con un'intonazione positiva. Le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +0.47% - Shanghai sale del +0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2738 punti (+9 punti). Il cambio EUR/USD prosegue il rimbalzo in direzione degli 1.20 e si trova a 1.1965. Il quadro che osserviamo stamattina corrisponde alle attese. La conseguenza é che le borse europee apriranno in positivo ma vengono frenate dal recupero dell'EUR. L'Eurostoxx50 vale ora 3569 punti (+4 punti). La seduta odierna dovrebbe essere tranquilla e non dovrebbe riservare sorprese. Le borse europee marceranno sul posto mentre quella americana dovrebbe guadagnare ancora qualche punto.

Commento del 12-13 maggio

Borse in perdita di velocità e partecipazione - manca solo un eccesso di rialzo ed euforia per un massimo significativo

Nella settimana appena trascorsa la borsa americana ha sorpreso in bene. Pensavamo che l'S&P500 (+0.17% a 2727.72 punti) non avesse la forza di superare i 2700+ punti e invece tra mercoledì e giovedì l'S&P500 ha superato tutti gli ostacoli - la MM a 50 giorni a 2677 punti, la barriera a 2700 punti e il massimo di aprile a 2717 punti. L'indice é anche riuscito a spingere verso l'alto il bordo superiore delle Bollinger Bands (ora a 2729 punti) grazie ad alcune marginali sforature. Ci siamo fatti ingannare dalla volatilità VIX (12.65 punti, -0.58). Da febbraio questo indicatore rimaneva sopra i 15 punti e noi pensavamo che anche questa volta, raggiunto questo livello, la VIX sarebbe ricominciata a salire e l'S&P500 a scendere. Invece c'é stata una rottura al ribasso con un evidente tentativo di tornare su quei 10 punti che hanno contraddistinto il 2017 fino quasi alla fine di gennaio 2018. Ora la VIX sta scendendo troppo velocemente e gli investitori passano dall'ottimismo all'euforia. Un minimo sulla VIX sembra vicino ed imminente proprio mentre l'S&P500, secondo gli oscillatori, si avvicina ad un massimo. La prossima evidente resistenza sull'S&P500 é a 2800 punti. Pensiamo però che l'indice fermerà prima la sua corsa. Il rialzo perde di momentum e ha scarsa partecipazione. Venerdì scadono i derivati di maggio. Il Nasdaq100 (-0.16% a 6952 punti) potrebbe toccare un massimo a 7000-7023 punti. La tendenza di fondo della borsa americana é da neutra a debolmente al rialzo (60.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 55.16). Il prezzo del petrolio (WTI 70.70 USD/barile) é in stallo sui 70-72 USD - il sostegno al rialzo del settore energia dovrebbe venire a mancare.
Di conseguenza confermiamo la nostra previsione di massima - l'S&P500 deve toccare un massimo significativo nella seconda parte di settimana prossima tra i 2750 ed i 2800 punti. La stessa sorte dovrebbe toccare alle borse europee - indicativamente l'Eurostoxx50 (-0.12% a 3565 punti) può salire fino ai 3600 punti - per il DAX (-0.17% a 13001 punti) un'obiettivo indicativo si situa sui 13200 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.43% a 3565 punti              
DAX                         +1.42% a 13001 punti
SMI                          +1.01% a 8993 punti
FTSE MIB                  -0.72% a 24159 punti
S&P500                    +2.41% a 2727.72 punti
Nasdaq100               +2.71% a 6952 punti

La seduta di venerdì é stata sia in Europa che in America di scarso interesse. Gli indici si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso al centro del range giornaliero e senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 ha perso 4 punti (-0.12% a 3565 punti) mentre l'S&P500 ne ha guadagnati 4 (+0.17% a 2727.72 punti). La differenza é stata causata probabilmente dal rimbalzo del cambio EUR/USD a 1.1940. Il cambio ha toccato un minimo mercoledì a 1.1838 punti e poi é risalito da una situazione di eccesso di ribasso e di sfiducia. Il cambio a breve deve tornare a 1.20+ e poi vedremo. In linea di massima ci aspettiamo un'altra lunga fase di stasi. Le conseguenze sulle borse europee sono evidenti.

L'S&P500 ha aperto a 2623 punti. È salito sul massimo a 2632 punti ed é poi sceso in due lunghe ondate sul minimo a 2717 punti. Dopo le 20.15 ha recuperato una decina di punti ed ha chiuso a 2727.72 punti (+0.17%). Il Nasdaq100 (-0.16% a 6952) é invece sceso - la società di software per la sicurezza Symantec (-33%) ha annunciato un'inchiesta interna per problemi di bilancio non ben definiti - l'azione é crollata influenzando il settore.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3857 su 3085, NH/NL a 892 (!) su 263 e volume relativo a 0.75. Notiamo il netto calo dei nuovi massimi a 30 giorni (mercoledì e giovedì erano stati più di 1000) e gli scarsi volumi. Sappiamo che un rialzo può continuare malgrado questa debole partecipazione ma bisogna rendersi conto che il movimento é fragile e a rischio di fallimento.
La volatilità VIX é scesa a 12.65 punti (-0.58) mentre la CBOE Equity put/call ratio é bassa a 0.60. Questo rapido passaggio da pessimismo a ottimismo e l'avvicinarsi dell'euforia sono problematici. Il Fear&Greed Index é passato in mese dai 17 ai 62 punti.

Riassumendo i grafici sono costruttivi ed il rialzo iniziato ad aprile non é ancora finito. Si avvicina però un significativo massimo. Non sappiamo esattamente cosa seguirà dopo. Non ci aspettiamo ancora un forte ribasso - per questo i dati macroeconomici sono ancora troppo buoni e la politica monetaria troppo accomodante. Dovrebbe però esserci una correzione abbastanza lunga e profonda da permettere e rendere profittevole l'apertura di posizioni short.

Un capitolo a parte lo merita il FTSE MIB (+0.52% a 24159 punti). A corto termine la borsa italiana é in balia della politica. Tra lunedì e giovedì gli investitori internazionali hanno segnalato di non apprezzare l'ipotesi di elezioni anticipate (vuoto di potere) o di un governo 5stelle - Lega che viene definito populista ed anti europeo. I danni in borsa sono però stati modesti e venerdì il FTSE MIB é rimbalzato. Fino a quando l'indice resta sopra i 24000 punti la tendenza dominante resta al rialzo. Se oltre tutto settimana prossima il FTSE MIB riuscisse a salire sopra i 24550 punti e raggiungere un nuovo massimo storico, avremo la conferma che la politica non é un elemento di disturbo tale da provocare un ribasso. Ovvio però che la borsa italiana non potrà ignorare quanto succederà nel resto dell'Europa. È improbabile che il FTSE MIB possa continuare a salire in solitaria se l'Eurostoxx50 comincia a correggere dai 3600 punti.

Commento dell'11 maggio

L'S&P500 (+0.94% a 2723 punti) rompe al rialzo ma non andrà lontano - massimo settimana prossima tra i 2750 ed i 2800 punti

La seduta ieri in Europa é stata strana ed anomala. In alcuni Paesi come la Germania e la Francia era un giorno di festa (Ascensione) - malgrado ciò le borse erano aperte. Il risultato é stato un pò confuso, misto (DAX +0.62%, CAC40 +0.20, Eurostoxx50 -0.00%, FTSE MIB -0.96%) e disordinato. Con scarsi volumi gli indici si sono mossi a caso. Il risultato più credibile lo ha fornito l'Eurostoxx50 (-0.00% a 3569 punti) che ha chiuso invariato dopo una caduta a metà giornata fino a 3549 punti. Da registrare c'é però anche un nuovo massimo marginale a 90 giorni a 3474 punti. Questo mostra che il rialzo é intatto. Gli indici azionari lottano in parte contro ipercomperato ed eccesso di rialzo. Notiamo però dall'esempio del DAX (+0.62% a 13022 punti) che sono in grado di spingere dolcemente il bordo superiore delle Bollinger Bands verso l'alto. Questo significa che gli eccessi sono in grado di rallentare il rialzo ma non ancora di bloccarlo. Non appare nessuna importante divergenza e nessun segnale d'inversione di tendenza. Non é ancora arrivato il momento di aprire posizioni short.
La borsa italiana si é invece mossa in controtendenza. Evidentemente l'ipotesi di un governo 5 Stelle e Lega non piace. Gli investitori internazionali temono questa combinazione che viene definita populista e anti europea. Il FTSE MIB (-0.96% a 24033 punti) ha perso 232 punti ed é brevemente sceso sotto i 24000 punti - il supporto é stato ripreso in extremis. La decisione sul trend si avvicina e per il momento prevalgono i segnali negativi. Lo spread BTP-Bund si impenna. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo verso le 15.00 e poi ha recuperato - il FTSE MIB invece non é riuscito nel pomeriggio a risalire. È evidente che gli americani stanno vendendo. Non é ancora chiaro se questo abbandono sfocerà in una correzione o se invece é solo un episodio temporaneo. Come abbiamo anticipato il supporto a 24000 punti é decisivo.
Ieri é iniziato l'atteso e dovuto rimbalzo tecnico sul cambio EUR/USD. Mercoledì il cambio ha toccato un minimo annuale a 1.1823. Ieri é risalito fino a 1.1946 e stamattina si trova a 1.1915. Con questo rimbalzo il cambio deve risalire sugli 1.20. Vedremo quali saranno le conseguenze sulle borse europee. La debolezza dell'EUR ha sicuramente favorito e sostenuto il rialzo delle borse europee da inizio aprile fino a mercoledì. Vedremo se questo momentaneo rafforzamento avrà conseguenze sul trend. Pensiamo di si ma non sappiamo quanto. Invece che un calo di Eurostoxx50 e colleghi potrebbe unicamente provocare una sottoperformance dell'Europa nei riguardi dell'America. Nei prossimi giorni le borse europee faranno probabilmente ancora dei progressi - questi rischiano però di essere impercettibili.
Questo significa che indicativamente questo rialzo finirà settimana prossima sui 3600 punti di Eurostoxx50.

In America c'é stata una seconda seduta decisamente positiva. L'S&P500 (+0.94% a 2723.07 punti) é balzato nuovamente di quasi il +1% e ha superato di slancio la fascia di resistenza tra i 2700 (resistenza psicologica), 2717 (massimo del 18.4) e 2720 (limite superiore delle Bollinger Bands) punti. Gli investitori hanno deciso che la MM a 200 giorni é un solido supporto che non necessita ulteriori test. Come pensavamo il mercato sembra solidamente assicurato verso il basso e quindi ora sta andando a vedere quanto spazio esiste verso l'alto. Crediamo che non ce ne sia molto. Restiamo dell'opinione che non é iniziata una sostenibile fase di rialzo a medio termine. Superata la prima fascia di resistenza lo spazio verso l'alto si é aperto fino ai 2800 punti. Ipercomperato e oscillatori mostrano che un massimo dovrebbe essere raggiunto settimana prossima. A livello di sentiment vediamo molto ottimismo ed eccesso di speculazione al rialzo. Riassumendo questi fattori pensiamo che questa spinta di rialzo debba finire tra la metà e la fine di settimana prossima sui 2750-2800 punti di S&P500.
L'S&P500 ha aperto a 2706 punti e all'inizio é sceso a 2704 punti lasciando aperto un piccolo gap di 3 punti. Poi l'indice é salito regolarmente fino alle 19.00 raggiungendo un massimo a 2726 punti. Nelle ultime tre ore di contrattazzioni si é fermato ed ha chiuso a 2723 punti. Il Nasdaq100 (+1.02% a 6963 punti) si é mosso in parallelo. Per questo indice tecnologico alcuni giorni fà avevamo fissato un primo obiettivo sui 7000 punti. Se non si ferma qui può salire a testare il massimo storico a 7186 punti del 13 marzo. Teniamo d'occhio questi due obiettivi e paragoniamoli a quelli sull'SP500 per poter individuare con precisione il massimo di questa spinta di rialzo. Possiamo subito dire che i 7000 punti sul Nasdaq100 sembrano troppo pochi...
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4908 su 2058, NH/NL a 1012 su 269 e volume relativo a 0.8. Notiamo subito la scarsa partecipazione - il numero di nuovi massimi a 30 giorni é uguale a quello di mercoledì (nessun aumento !?) mentre i volumi di titoli trattati sono nettamente sotto la media. La volatilità VIX é scivolata a 13.23 punti (-0.19). Non sappiamo come la VIX può sistemarsi tra i 10 ed i 15 punti. Crediamo semplicemente che non bisogna fissarsi sui 10 punti - rotto il supporto a 15 punti ora la VIX scenderà ancora più in basso senza necessariamente raggiungere i 10 punti - poi risalirà velocemente. La CBOE Equity put/call ratio é a 0.51 - la malsana speculazione al rialzo é evidente.

Stamattina Il Nikkei ha deciso di seguire l'America e fà un balzo del +1.16%. Shanghai invece é in calo del -0.3%. Il future sull'S&P500 é a 2718 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 vale alle 08.30 3568 punti. Le borse europee apriranno invariate. Come pensavamo il rimbalzo dell'EUR sta frenando. Raramente di venerdì c'é una seduta completamente diversa dal resto della settimana. Di conseguenza ci aspettiamo che la seduta odierna si concluda con un modesto guadagno o al massimo in pari.

Commento del 10 maggio

Il problema iraniano fa salire il prezzo del petrolio (WTI 71.14 USD / +2.08 USD) - rally a Wall Street

Ieri le borse europee sono salite - hanno riguadagnato quello che avevano perso martedì e in certi casi qualcosa in più. L'Eurostoxx50 (+0.33% a 3569 punti) ha chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo a 90 giorni - lo spazio verso l'alto é aperto. La prossima resistenza si trova sui 3600 punti. Come pensavamo il calo di martedì é stata una insignificante e normale seduta negativa all'interno di un rialzo. Il DAX (+0.24% a 12943 punti) ha guadagnato 30 punti. È di nuovo sul bordo superiore delle Bollinger Bands e su un massimo a 90 giorni. L'indice da tre sedute marcia sul posto ma il grafico resta costruttivo - il rialzo é intatto e la pausa é servita a eliminare parte dell'eccesso di rialzo. Il FTSE MIB (+0.51% a 24266 punti) ha reagito dopo la pesante caduta di martedì. Il rimbalzo non é però stato convincente e lo spread sui titoli di Stato ha continuato a salire. È possibile che a corto termine il volo del FTSE MIB sia concluso. La situazione si chiarirà nelle prossime una a due sedute e decisivo é il range 24000 - 24550 punti. Una rottura al ribasso sancirebbe l'inizio di una correzione. Un nuovo massimo annuale entro venerdì ci direbbe invece che il trend dominante é ancora al rialzo. Il comportamento dell'indice ci lascia leggermente perplessi - mentre le altre borse europee hanno chiuso la sera sul massimo, il FTSE MIB si é sgonfiato. L'impressione é che la mattina i traders hanno giocato il rimbalzo mentre gli investitori d'oltre oceano nel pomeriggio hanno venduto. Normalmente gli investitori sono più forti e riescono presto o tardi ad imporsi.
Riassumendo il rialzo in Europa é intatto e gli indici sembrano in grado di continuare a salire malgrado ipercomperato ed eccesso di rialzo. Nuovi massimi a 90 giorni su parecchi indici azionari confermano che la tendenza é al rialzo.
Fino a quando l'America e la debolezza dell'EUR aiutano, il rialzo può continuare al piccolo trotto.

Ieri sera a Wall Street c'é stato un mini rally provocato da un'impennata del prezzo del petrolio (WTI 71.14 USD /barile, +2.08 USD). Martedì il prezzo era sceso - le reazioni internazionali alla decisione unilaterale degli Stati Uniti di ritirarsi dall'accordo con l'Iran sul nucleare, in generale negative, hanno però provocato un'altra fiammata sul prezzo dell'oro nero. Il settore energia (ETF Energy +2.04%) ha trascinato il rialzo - tutti i settori hanno però partecipato al movimento.
L'S&P500 ha aperto a 2678 punti e fino alle 18.00 é semplicemente oscillato tra i 2674 ed i 2682 punti chiudendo il gap con mercoledì. Poi l'indice é salito regolarmente fino ad un massimo a 2701 punti. Dopo aver raggiunto questo livello verso le 20.15, il mercato si é fermato e l'S&P500 ha chiuso a 2697.79 punti (+0.97%). Come d'abitudine la tecnologia (Nasdaq100 +1.14% a 6893 punti) ha sovraperformato. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4544 su 2426, NH/NL a 1008 su 374 e volume relativo a 0.95. Avevamo scritto che a corto termine l'S&P500 poteva salire sui 2700 punti - a 2711 punti si trova ora il livello superiore delle Bollinger Bands. C'é però un cambiamento importante a livello di sentiment - forse l'S&P500 cercherà di salire più in alto.
La volatilità VIX é scesa a 13.42 punti (-1.29). Per la prima volta da febbraio la VIX termina una seduta decisamente sotto i 15 punti. Potrebbe continuare a scivolare verso il basso e tornare sui 10 punti - in questo caso l'S&P500 potrebbe aver iniziato una sostenibile fase di rialzo che potrebbe portarlo a ritestare il massimo annuale. Decisive saranno le prossime sedute e il comportamento dell'indice sui 2700-2717 punti (massimo di aprile).

Stamattina prevalgono ancora i segni positivi. Il Nikkei é salito del +0.39% - Shanghai ha guadagnato il +0.51%, Il future sull'S&P500 é a 2701 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale poco prima dell'apertura dei mercati europei 3571 punti (+2 punti). Mentre l'Eurostoxx50 non si muove il DAX dovrebbe iniziare le contrattazioni con un balzo del +0.4%. Oggi dovrebbe ancora esserci una seduta moderatamente positiva.
In Svizzera si festeggia la festa dell'Ascensione. La borsa di Zurigo é chiusa.
Oggi a causa di un assenza non pubblichiamo i commenti sugli indici americani (14.00). I prossimi aggiornamenti riguarderanno la chiusura delle borse europee (19.00).

Commento del 9 maggio

Un grande sbadiglio - Eurostoxx50 -0.18% - S&P500 -0.03%

Ieri sera Donad Trump ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo sul nucleare. La notizia era nell'aria da tempo e ha lasciato i mercati finanziari indifferenti. L'S&P500 ha avuto una veloce caduta ma si é prontamente ripreso ed ha chiuso praticamente invariato a 2671.92 punti (-0.03%). Il prezzo del petrolio, che nelle ultime settimane era lievitato in attesa della decisione del presidente americano é caduto a 69.06 USD/barile (-1.67) - un'altro esempio della regola "compra i rumori e vendi i fatti".
Stranamente ha fatto più scalpore la notizia che in Italia i partiti non sono riusciti a trovare un compromesso e non sono in grado di formare un governo. Per gli italiani e gli addetti ai lavori questa non é di certo una sorpresa. C'é da domandarsi cosa cambierà dopo le elezioni anticipate previste a luglio o settembre ma questo é un altro discorso. I mercati finanziari hanno reagito con un'impennata dello spread sui titoli di Stato e con un tuffo del FTSE MIB a 24142 punti (-1.64%). L'indice era ipercomperato ed aveva raggiunto anche il secondo obiettivo del rialzo a 24500 punti - questa reazione negativa é la logica conseguenza. Finora non c'é nulla da preoccuparsi poiché il FTSE MIB ha chiuso lontano dal minimo giornaliero, toccato la mattina alle 11.20, e sopra i 24000 punti. Per ora questa perdita improvvisa di 400 punti é solo un'incidente di percorso. Diventa un problema se oggi questa seduta si ripete.
L'Eurostoxx50 (-0.18% a 3557 punti) ha perso 7 punti. Il DAX (-0.28% a 12912 punti) ha avuto una seduta in trading range - ha terminato la seduta nella parte superiore del range e sul livello d'apertura. Ogni tanto in qualsiasi rialzo può esserci una seduta negativa e questa non ha nulla di particolare. Le borse europee hanno avuto una seduta in calo - hanno però chiuso lontano dal minimo giornaliero e tecnicamente hanno semplicemente svolto una seduta nel range del giorno precedente. Non c'é nessuna ragione per allarmarsi.
L'unico motivo d'inquietudine sono la debolezza relativa del settore bancario (SX7E -0.53% a 128.36 punti) e l'improvvisa caduta dell'EUR (EUR/USD a 1.1850 - minimo a 1.1838). Ieri non é stato l'USD a rafforzarsi ma l'EUR a perdere terreno. C'é un problema in Europa ? Troppo presto per dirlo - così a prima vista non sembra.
A livello tecnico il cambio EUR/USD a 1.1850 é decisamente ipervenduto - la psicologia é estremamente negativa - con queste premesse un forte ed improvviso rimbalzo tecnico sopra gli 1.20 é imminente.

Gli investitori hanno atteso fino alle 20.00 la decisione di Donald Trump sull'Iran. L'S&P500 ha aperto a 2668 punti ed é oscillato a caso trai 2661 ed i 2676 punti. Dopo l'annuncio l'indice é caduto fino a 2655 punti ma é in seguito tornato a 2671.92 punti (-0.03%). Notiamo unicamente che l'indice ha nuovamente rispettato la resistenza costituita dalla MM a 50 giorni a 2677 punti (in calo). La tecnologia (Nasdaq100 -0.09% a 6815 punti) é rimasta in mezzo al plotone. Al balzo del DJ Tranportation (+0.81%), conseguenza del calo del prezzo del petrolio, si oppone la caduta del DJ utilities (-2.37%). La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3351 su 3394, NH/NL a 722 su 361 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é ferma a 14.71 (-0.04) mentre la CBOE Equity put/call ratio é risalita a 0.61 - rimane però sotto la media di lungo periodo. A livello di sentiment la situazione non cambia - troppo ottimismo e troppa speculazione al rialzo.

Stamattina i mercati sono tranquilli. Il Nikkei ha perso il -0.38% - Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2671 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3562 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno. Prevediamo una ripetizione della seduta di ieri.
Domani in Svizzera si festeggia la festa dell'Ascensione. La borsa di Zurigo é chiusa. Le borse europee saranno invece in generale aperte (con alcune eccezioni - Austria, Scandinavia).

Commento dell'8 maggio

Gli indicatori di sentiment ci dicono che l'S&P500 é già fermo - Europa forte grazie al calo del cambio EUR/USD (1.1910)

La giornata di ieri ha seguito il modello di comportamento che ha contraddistinto le ultime due settimane. Le borse europee si sono rafforzate ignorando l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo. Non siamo in grado di dire quanto questo movimento finirà. Come abbiamo spiegato nell'analisi del fine settimana, visto che l'abituale correlazione con l'America non funziona, non possiamo misurare il potenziale residuo di rialzo. Si potrebbe andare a tentativi usando Fibonacci o guardando dove ci sono delle forte resistenze - le probabilità che questi metodi portino dei risultati affidabili non sono però molto alte. Si può solo continuare a monitorare lo sviluppo della situazione e rilevare quando ci saranno delle divergenze o dei segnali d'inversione di tendenza. Per il momento non c'é nessun grave ostacolo all'orizzonte. Solo la debolezza relativa del settore bancario (SX7E +0.11% a 129.05 punti) sta frenando ma non sembra sufficiente per bloccare la corsa delle borse europee.
L'Eurostoxx50 é salito a 3564 punti (+0.38%) - é solo 14 punti sopra il nostro obiettivo originario a 3550 punti - quello di ieri é però un nuovo massimo a 90 giorni e l'indice é tornato sopra le MM a 200 e 50 giorni - é evidente che il trend di corto termine é al rialzo dal minimo annuale di fine marzo. Il DAX (+1.00% a 12948 punti) da alcuni giorni si comporta meglio delle altre borse europee. Sembra essere una conseguenza della debolezza dell'EUR nei riguardi dell'USD che favorisce l'industria d'esportazione germanica. L'effetto deve sparire se il cambio si stabilizza. Il FTSE MIB (+0.86% a 24544 punti) prosegue la sua corsa malgrado che non si riesca a formare un governo e che probabilmente in estate bisogna tornare a votare - la borsa ignora la crisi politica. Il FTSE MIB ha raggiunto anche l'obiettivo a 24500 punti ed é nuovamente ipercomperato. Vedremo se il consolidamento che deve cominciare a breve sarà una semplice pausa nel rialzo o l'inizio di una correzione. Ieri anche il difensivo SMI svizzero (+0.84% a 8978 punti) si é unito al rialzo europeo.

L'S&P500 ha avuto una giornata movimentata. Rialzisti e ribassisti si sono dati battaglia e alla fine l'S&P500 (+0.35% a 2672.63 punti) ha guadagnato 9 punti solo grazie al vantaggio iniziale. In effetti l'S&P500 ha aperto a 2671 punti e nei primi 30 minuti di contrattazioni é salito a 2681 punti. Qui i traders hanno reagito mostrando di tenere d'occhio e rispettare la MM a 50 giorni a 2679 punti. L'S&P50 é ricaduto a 2671 punti, é risalito una manciata di punti e poi é oscillato per ore tra i 2676 ed i 2680 punti. Dopo le 20.00 l'indice si é impennato fino a 2683 punti ma ancora una volta é stato respinto verso il basso ed é caduto fino a 2664 punti. Sul finale l'S&P500 é tornato a 2672 punti.
La tecnologia (Nasdaq100 +0.78% a 6821 punti) ha nuovamente brillato. Il DJTransportation (-0.08%) é rimasto fermo.
La seduta al NYSE (per comodità parliamo di NYSE ma in effetti i dati radunano tutti i titoli trattati in America incluso Nasdaq, AMEX e OTC) é stata positiva con A/D a 4370 su 2611, NH/NL a 873 su 268 e volume relativo a 0.8 (!). La volatilità VIX é ferma a 14.75 punti (-0.02) mentre la CBOE Equity put/call ratio é ancora bassa a 0.54. Notiamo che la VIX non é scesa malgrado la seduta positiva - i 15 punti sono un livello importante. La P/C ratio mostra ancora speculazione al rialzo. Con questi dati sul sentiment e sulla base del comportamento ieri degli indici (ed i bassi volumi) riteniamo che difficilmente l'S&P500 potrà salire decisamente più in alto. Al massimo con questa spinta risalirà a 2700 punti per poi ricadere.  

Stamattina il cambio EUR/USD accenna un tentativo di rimbalzo (1.1930) - il future sull'S&P500 é fermo a 2671 punti (+1 punto). Come logica conseguenza anche le borse europee sono in stallo. L'Eurostoxx50 vale ora 3562 punti. Gli indici azionari europei apriranno in leggero calo. Oggi ci aspettiamo una chiusura senza sostanziali variazioni.
Per la cronaca le borse asiatiche sono miste - il Nikkei ha guadagnato il +0.24% - Shanghai sta salendo del +0.8%.
Oggi sono previsti due discorsi - verso le 09.00 parla il capo della FED Powell - stasera alle 20.00 per una volta Donald Trump rinuncerà ai Twitter é terrà una conferenza stampa.

Aggiornamento del 7 maggio

Petrolio (WTI) sopra i 70 USD al barile - il settore dell'energia é un leader

Da metà aprile parliamo regolarmente del prezzo del petrolio. Sui 67-68 USD al barile il rialzo sembrava a fine corsa. Avevamo però detto che non si vedevano segnali d'inversione di tendenza. Ora la possibilità che Donald Trump  decida di abbandonare l'accordo con l'Iran sta facendo lievitare ulteriormente il prezzo dell'oro nero. Stamattina il futures esce da una fase di consolidamento e si impenna sopra i 70 USD. Da inizio aprile a Wall Street il settore petrolio e quello dell'energia in generale sono in forte rialzo e stanno sostenendo il mercato. È quindi probabile che nei prossimi giorni l'S&P500 continui a salire in direzione dei 2700 punti. Il rialzo del prezzo del petrolio ha una forte componente speculativa. A medio / lungo termine é destinato a fallire ed inciampare sulla differenza tra domanda e offerta. Nell'immediato é però probabile che il prezzo salga - Donald Trump comunicherà la sua decisione sabato 12 maggio e la tensione sta salendo anche perché l'Amministrazione americana lancia segnali chiari - il deal lascia troppo margine di manovra agli iraniani senza contropartite per i Paesi signatari e gli Stati Uniti in particolare e di conseguenza va cancellato.

Stamattina, petrolio a parte, non notiamo novità di rilievo. Il Nikkei guadagna il +0.12% - Shanghai é in forte rialzo (+1.3%). Il future sull'S&P500 sale a 2672 punti (+9 punti). Le borse europee apriranno al rialzo. L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3560 punti - gli indici azionari europei apriranno con guadagni dell'ordine del +0.3%. Il cambio EUR/USD scivola a 1.1950 e probabilmente sta aiutando i listini europei. Le premesse sono per una seduta positiva anche se sarà molto difficile fare ulteriori progressi dopo la buona apertura.

Commento del 5-6 maggio

Rally a Wall Street senza volumi e partecipazione - il rialzo é destinato a fallire per eccesso di ottimismo

Settimana scorsa le borse europee hanno sfruttato il +1%/+2% di potenziale di rialzo che gli avevamo attribuito nell'analisi di domenica scorsa grazie al rafforzamento dell'USD e la caduta del cambio EUR/USD da 1.2125 a 1.1960 (-1.36%). L'S&P500 ha invece marciato sul posto - fino a giovedì ha testato il supporto a 2600 punti e ha toccato un minimo a 2594 punti. Venerdì il rapporto sul mercato del lavoro americano ad aprile ha provocato un calo dei tassi d'interessi e un rally in borsa. L'S&P500 é risalito a 2663.42 punti (+1.28%) e la performance 2018 é tornata praticamente in pari (-0.38%).
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 46.6% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 51.09. Per il momento non si deliena nessuna nuova tendenza. Verso il basso l'S&P500 é assicurato dalla fascia di supporto a 2550-2600 punti - l'indice ha toccato brevemente un minimo annuale il 9 febbraio 2538 punti - il 2 aprile c'é stato un secondo tuffo fino ai 2553 punti. Tra aprile e maggio ci aspettavamo l'inizio di una sostenibile fase di rialzo - non ci sono però ancora le premesse. Il mercato oscilla sballottato dalla speculazione - i traders passano velocemente dal pessimismo all'ottimismo e le posizioni long o short vengono subito abbandonate dopo delle fiammate di pochi punti in percentuale. I dati sulla partecipazione mostrano chiaramente la mancanza di potere d'acquisto e di pressione di vendita - i volumi sono modesti. Il rally di venerdì a Wall Street dovrebbe avere una breve continuazione ma molto probabilmente non si trasformerà in un sostenibile rialzo.
Siamo invece incerti per quel che riguarda lo sviluppo delle borse europee. Venerdì il FTSE MIB (+1.12% a 24335 punti) ha chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo annuale. Ha raggiunto questo risultato malgrado che il settore bancario europeo (SX7E +0.04% a 128.91 punti / performance settimanale -0.37%) non abbia particolarmente brillato. La borsa italiana si é emancipata dal settore finanziario - questo é un ulteriore segnale di forza. Anche il DAX (+1.02% a 12819 punti) e l'Eurostoxx50 (+0.61% a 3550 punti) hanno subito compensato il calo di giovedì e sono tornati a ridosso dei massimi a 60 giorni e delle resistenze. Facciamo fatica capire le intenzioni delle borse europee. Il rialzo a corto termine é intatto e non vediamo nessun segnale d'inversione di tendenza.
Gli analisti tecnici lavorano normalmente coi grafici e con tre gruppi di indicatori - partecipazione, momentum e sentiment (psicologia). Gli indicatori funzionano bene se esistono abbastanza dati a disposizione riguardanti un grande numero di titoli. In Europa molti di questi dati mancano e gli indici comprendono pochi titoli - é difficile avere informazioni significative da DAX (30 azioni), SMI (30 azioni), il FTSE MIB (40 azioni) o Eurostoxx50 (50 azioni). È ovvio che le analisi basate sull'S&P500 (500 azioni) o su tutti i titoli trattati al NYSE, Amex a Nasdaq (6980) hanno maggiore valenza e danno migliori risultati. In Europa spesso viaggiamo a vista e cerchiamo di individuare massimi o minimi basandoci sulle correlazioni con la borsa americana o su ipercomperato e ipervenduto. Talvolta questo metodo non funzione. In particolare é possibile che ora il rialzo delle borse europee continui lentamente mentre la borsa americana marcia sul posto. L'analisi tecnica ci dice che molto probabilmente l'S&P500 non é all'inizio di una sostenibile fase di rialzo - crediamo che già settimana prossima l'S&P500 debba ricadere e testare pesantemente la fascia di supporto a 2550-2600 punti. Non siamo sicuri che l'Europa seguirà. È possibile che l'Eurostoxx50 e colleghi si fermino semplicemente a consolidare e che poi ricomincino a salire con l'S&500 quando questo ripartirà al rialzo dai 2550-2600 punti. Il cambio EUR/USD é un'incognita. Venerdì é sceso fino a 1.1911 prima di tornare a 1.1960. Secondo noi deve fare una lunga pausa intorno a 1.20. La rotazione verso il basso della MM a 50 giorni e la dinamica rottura del supporto a 1.20 mostrano però che la speculazione si é di nuovo gettata nel mercato delle divise. Non possiamo escludere un accanimento e una caduta fino a 1.16 malgrado che non esistono le premesse fondamentali.
Se il cambio scende le borse europee saliranno malgrado che la borsa americana non si muoverà.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.81% a 3550 punti              
DAX                         +1.90% a 12819 punti
SMI                          +0.69% a 8903 punti
FTSE MIB                  +1.70% a 24335 punti
S&P500                    -0.24% a 2663.42 punti
Nasdaq100               +1.69% a 6769 punti

Venerdì le borse europee hanno terminato la seduta con consistenti guadagni e sui massimi giornalieri. La tendenza a corto termine é al rialzo e per ora non si vede la fine. Il movimento può venir rallentato da ipercomperato e dal bordo superiore delle Bollinger Bands ma non vediamo nessuna importante divergenza e nessun segnale d'inversione di tendenza. L'Eurostoxx50 (3550 punti) venerdì alle 22.00 valeva 3557 punti. È probabile che le borse europee settimana prossima continuino moderatamente a salire.

L'S&P500 americano giovedì é rimbalzato dal supporto. Venerdì ha continuato la salita grazie ai dati sul mercato del lavoro che mostrano come l'economia é in crescita senza spinte inflazionistiche da parte di occupazioni e salari. L'S&P500 ha aperto a 2616 punti é salito costantemente fino alle 20.30 quando ha toccato un massimo a 2670 punti. Sul finale é lentamente calato a 2663.42 punti (+1.28%). Apple (+3.92%) é balzata su un nuovo massimo storico ed ha stimolato il settore tecnologico (Nasdaq100 +1.89% a 6769 punti). Tutti i settori hanno però partecipato al rialzo. Malgrado l'eccesso e la forte speculazione anche il prezzo del petrolio (69.72 USD/barile, +1.29) é ancora riuscito a guadagnare terreno malgrado il nostro scetticismo - ovviamente le azioni del settore energia ne hanno approfittato. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5248 su 1733, NH/NL a 678 su 455 e volume relativo a 0.85. Notate la deludente partecipazione con una debole espansione dei nuovi massimi a 30 giorni ed i volumi in calo e sotto la media di lungo periodo. I problemi maggiori del rally sono però a livello di sentiment. La volatilità VIX é scesa a 14.77 punti (-1.13) mentre la CBOE Equity put/call ratio é risultata bassa a 0.55. Riappare la sindome di eccesso d'ottimismo e di speculazione al rialzo. Il rally é quindi destinato a fallire. Esiste unicamente un piccola probabilità che i tempi stiano cambiando - se la VIX resta sotto i 15 punti e scende nuovamente in direzione dei 10 punti, come l'anno scorso, il rialzo dell'S&P500 potrebbe inaspettatamente continuare.
Noi non ci crediamo. Le Bollinger Bands sull'S&P500 scorrono a 2612-2708 punti. Nell'analisi dei COT notiamo che i Commercials restano short e non cambiano idea. Siamo quindi convinti che l'S&P500 debba ancora una volta tuffarsi nel range 2550-2600 punti. Dopo una lunga oscillazione in laterale non basterà però una breve caduta per avere ipervenduto e panico - ci vorrebbe un mini crash...
Sembra allora che questa fase di indecisione tra i 2600 ed i 2700 punti di S&P500 debba ancora durare al lungo.

Commento del 4 maggio

L'S&P500 testa il supporto a 2600 punti - questa fase non é ancora finita

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa. È la logica conseguenza della situazione tecnica di un rialzo di corto termine troppo esteso che si scontra con le resistenze. Inoltre sono venuti a mancare due sostegni importanti. La borsa americana era in calo - ieri sera l'S&P500 é finalmente sceso sui 2600 punti. Inoltre la caduta del cambio EUR/USD si é fermata - ieri il cambio si é stabilizzato a 1.1985 - ci sono state ancora del vendite che lo hanno fatto ridiscendere a 1.1950 - non c'é però stato un nuovo minimo mensile e poi é seguito un rimbalzo.
L'Eurostoxx50 é sceso a 3529 punti (-0.69%) - é semplicemente tornato nel range 3500-3550 punti e la RSI é caduta 7 punti riallontanandosi dai 70 punti che segnalano ipercomperato. Il DAX (-0.88%) ha svolto una seduta in trading range. È stato respinto verso il basso dal bordo superiore delle Bollinger Bands e ha perso circa la metà dei guadagni di mercoldì. Il FTSE MIB (-0.83% a 24064 punti) é sceso di 201 punti ma é rimasto sopra i 24000 punti.
Questa seduta negativa non significa ancora nulla. Non ha fatto danni al trend - non ci sono segnali di vendita o d'inversione di tendenza. Per ora sembra unicamente che le borse euopee vogliano fare una pausa di consolidamento. Per ricominciare a salire ci vuole però una spinta. Non crediamo che questa possa venire da cambi o tassi d'interesse - resta solo l'America - vediamo cosa é successo a Wall Street.

Finalmente l'S&P500 (-0.23% a 2629.73 punti) ha testato il supporto sui 2600 punti. L'S&P500 ha aperto in gap down a 2622 punti ed é sceso fino ad un minimo a 2594 punti. Ha passato la MM a 200 giorni (2615 punti) e i 2600 punti senza problemi. Solo dopo la classica marginale e falsa rottura al ribasso ha reagito ed é risalito ad ondate. Verso le 19.30 é tornato sui 2633 punti e poi fino alla chiusura é oscillato tra i 2626 ed i 2637 punti. Si é fermato a 2629 punti. A prima vista questo sembra un test riuscito del supporto - l'hammer sul grafico sembra la classica figura d'inversione di tendenza. Non pensiamo però che la storia sia finita qui. A livello di sentiment mancano completamente le premesse per l'inizio d una sostenibile fase di rialzo. Ieri la VIX si é impennata a 18.66 punti ma poi é tornata a 15.90 punti (-0.07) - gli investitori sono troppo ottimisti. Tutti sono convinti che dai 2600 punti si risale - nessuno ha "mollato" la presa e i traders sono rimasti long. Chi dovrebbe comperare ora? Dalle statistiche trapela che adesso sono solo i massicci buy back delle aziende a sostenere i listini. Sappiamo dove vanno a finire i soldi della riforma fiscale voluta da Donald Trump!
La CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.76 - questo mostra un certo nervosismo ma nulla più - é il minimo di reazione considerando che il mercato azionario americano sta testando importanti supporti di lungo periodo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2735 su 4238, NH/NL a 415 su 723 (pochi) e volume relativo a 1.0. Il mercato é sceso sul supporto e ha reagito con volumi nella media e senza un aumento della pressione di vendita. Il test del supporto é stato unicamente un tastare e saggiare il terreno - un vedere quale é la reazione dei rialzisti. La reazione c'é stata ma é solamente bastata per un rimbalzo di 35 punti e per chiudere la giornata con una leggera perdita di 6 punti. Siamo convinti che nei prossimi giorni i ribassisti ci riproveranno - la VIX deve salire parecchio e non solo avere un breve sussulto.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2628 punti (-3 punti). Il rimbalzo di ieri non ha per ora una continuazione. Le borse asiatiche sono in leggero calo (Nikkei -0.16%, Shanghai -0.2%). L'Eurostoxx50 vale ora 3536 punti. Le borse europee devono scontare la reazione positiva della borsa americana e apriranno stamattina con un guadagno di circa il +0.3%. Oggi é l'ultima seduta della settimana e non crediamo che possa succedere molto. Le borse dovrebbero chiudere senza sostanziali variazioni. Solo il rapporto sul mercato del lavoro americano ad aprile che verrà pubblicato alle 14.30 potrebbe creare scompiglio a fornire argomenti per ulteriori vendite.

Commento del 3 maggio

Europa al rialzo, America al ribasso - come spiegare questa divergenza che sembra perdurare?

Ieri Eurostoxx50 (+0.50% a 3553 punti), DAX (+1.51% a 12802 punti) e FTSE MIB (+1.19% a 24265 punti) hanno toccato dei nuovi massimi a 60 giorni - per la borsa italiana questo corrisponde anche al nuovo massimo annuale. La tendenza a corto termine delle borse europee é al rialzo - grafici ed indicatori avevano segnalato (vedi commento dell'ultimo fine settimana) che dopo il consolidamento esisteva ancora un +1/+2% di spazio verso l'alto. Ora però il movimento é decisamente troppo esteso. L'Eurostoxx50 ha raggiunto l'obiettivo massimo a 3550 punti, il DAX si scontra con il bordo superiore delle Bollinger Bands (12806 punti) e il FTSE MIB é nuovamente ipercomperato dopo la classica marginale rottura al rialzo. Segue ora una correzione? Ancora non sembra. Gli indicatori segnalano eccessi ma niente suggerisce che un'inversione di tendenza é imminente.
Sarebbe tutto molto più facile e chiaro se America ed Europa si stessero muovendo in sincronia e se valesse l'abituale correlazione. Invece da circa due settimana c'é una strana divergenza. La performance 2018 dell'S&P500 (-0.72% a 2635.67 punti) é del -1.42% - quella dell'Eurostoxx50 é passata al +1.50%. C'é una differenza del 3% circa. A prima vista questo effetto é stato provocato dai cambi. L'EUR/USD a metà aprile era ancora a 1.24 - ieri é caduto fino a 1.1938 di minimo e torna stamattina a 1.1980. Questi 4 cts sono poco più del 3% - il conto sembra tornare. Se come pensiamo il cambio deve tornare sopra gli 1.20 e stabilizzarsi questa divergenza tra Wall Street e l'Europa deve sparire. Speriamo che sia così perché per il momento non sappiamo bene quale scenario seguire (rialzo europeo o ribasso americano). Le borse europee devono ora scontrarsi con numerosi ostacoli - devono quindi consolidare o correggere ma la tendenza resta fino a prova contraria al rialzo. Invece l'S&P500 si sta avvicinando al decisivo test del supporto sui 2600 punti con investitori ancora piuttosto ottimisti e incuranti del pericolo. Finora avevamo sempre sperato che questo test avvenisse con ipervenduto e panico e che quindi ci sarebbe stato un solido minimo come base per un successivo rialzo di medio termine. Questo scenario corrisponde anche al consenso tra gli analisti tecnici. Come al solito esiste però l'alternativa - sul grafico dell'S&P500 si delinea un grande cuneo discendente con l'apice sul massimo annuale e con base sui 2550 punti. Una rottura al ribasso da questa formazione grafica ha un obiettivo teorico sui 2250 punti.
Il nostro scenario favorito resta però quello originale. L'S&P500 testa nei prossimi giorni con successo il supporto a 2600 punti mentre le borse europee correggono. Poi tutto sale ancora per 3-4 settimane. Il cambio EUR/USD torna nel range 1.20-1.22 e le borse europee sottoperformano cedendo il vantaggio accumulato nelle ultime due settimane. Poi a giugno allacciamo le cinture di sicurezza...

Ieri la borsa americana ha aspettato fino alle 20.00 l'esito della riunione della FED. L'S&P500 ha aperto a 2651 punti ed é oscillato stancamente in laterale tra i 2643 ed i 2653 punti. La Banca Centrale americana ha lasciato i tassi d'interesse invariati e non ha detto nulla di nuovo. L'S&P500 si é brevemente impennato fino a 2660 punti e poi é sceso fino al minimo a 2631 punti. Ha chiuso dopo un breve imbalzo a 2635.67 punti (-0.72%). Il Nasdaq100 (-0.56% a 6644 punti) ha contenuto le perdite grazie al balzo di Apple (+4.42%) dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali. La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3351 su 3516, NH/NL a 608 su 401 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita solo a 15.97 punti (+0.48) - poco considerando come l'S&P500 si avvicina inesorabilmente al supporto a 2600 - 2614 punti (MM a 200 giorni). Avrete forse notato che ieri la VIX é scesa fino a 14.75 punti per poi rimbalzare con energia - il supporto a 15 punti funziona. La CBOE Equity put/call ratio é nella norma a 0.65.
Le Bollinger Bands dell'S&P500 scorrono a 2606-2711 punti e si stanno restringendo - un movimento dinamico si avvicina.

Stamattina la borsa giapponese é chiusa. Shanghai sta guadagnando il +0.4%. Il future sul'S&P500 é  2630 punti (+2 punti). Manca un'ora all'apertura dei mercati europei. L'Eurostoxx50 vale ora 3550 punti - le borse europee sembrano voler ignorare il calo di ieri sera a New York e apriranno praticamente invariate (-0.10%). Notiamo con interesse che il cambio EUR/USD risale a 1.1985 - non vuol dire però ancora molto visto che normalmente le vendite appaiono nel pomeriggio.
In teoria la seduta odierna in Europa ed America dovrebbe essere negativa. In mancanza di notizie importanti le borse potrebbero però decidere di fare semplicemente una pausa.

Commento del 2 maggio

Borse europee chiuse - S&P500 fermo - tecnologia top, DJ Industrial e DJ Transportation flop

Mentre in Europa le borse sono rimaste chiuse in occasione della festa del lavoro, a Wall Street si é operato normalmente. È stata una seduta di pausa e di assestamente in preparazione di due importanti eventi. La pubblicazione, ieri sera dopo la chiusura dei mercati finanziari, dei risultati trimestrali di Apple (+2.32%) e l'odierna seduta della FED. L'S&P500 (+0.25% a 2654.80 punti) ha guadagnato 6 punti. Questo risultato sembra però casuale ed é stato provocato unicamente da una strana impennata nell'ultima ora di contrattazioni. Per la maggior parte della giornata l'indice é rimasto in negativo e ha toccato un minimo a 2625 punti. Il test del supporto a 2600 punti avverrà nei prossimi giorni.
I traders hanno scelto di comperare la tecnologia (Nasdaq100 +1.16% a 6682 punti) e gli AGMAF che hano tutti guadagnato più dell'1%. Considerando quanto osservato nelle scorse settimane questa scelta é sconsiderata. Prima degli earnings le azioni salgono ma dopo abbiamo sempre assistito a prese di beneficio. Ieri sera Apple ha presentato dei solidi risultati e gli investitori hanno apprezzato l'aumento del dividendo e l'annuncio di un ulteriore programma di riacquisto di azioni proprie. Nei dati non vediamo però nulla di entusiasmante - i prodotti di Apple sono maturi e la società fatica a incrementare i volumi di vendita e la cifra d'affari - i margini sono in calo. Probabilmente oggi seguiranno le vendite dopo il balzo delle ultime due sedute.
L'S&P500 ha aperto in gap down ma come spesso succede nelle ultime settimane il gap é stato chiuso già durante la seduta. L'indice é sceso in due ondate a 2625 punti di minimo. Poi é risalito lentamente in pari e sul finale ha ancora guadagnato una decina di punti ed ha chiuso sul massimo a 2654.80 punti. Non bisogna però farsi ingannare da tecnologia e S&P500 - la seduta in generale é stata equilibrata con A/D a 3500 su 3454, NH/NL a 324 su 760 (in sensibile aumento...) e volume relativo a 0.95. Notiamo il calo del DJ Industrial (-0.27%) e del DJ Transportation (-0.34%). A livello di sentiment i segnali sono misti - la volatilità VIX é scesa a 15.49 punti (-0.44) mentre la CBOE Equity put/call ratio era relativamente alta a 0.68.
L'S&P500 si é comodamente assestato al centro delle Bollinger Bands (2607-2711 punti), poco sotto la MM a 50 giorni (2684 punti) ormai piatta e poco sopra la MM a 200 giorni (2613 punti) ancora il lento aumento. La performance 2018 é del -0.70%. Indovinare la prossima sostenibile tendenza non é facile - se finalmente ci fosse un test del supporto sui 2600 punti e se come pensiamo questo si rivelasse solido l'S&P500 non potrebbe poi che salire.
Oggi si riunisce la FED - stasera alle 20.00 dovrebbe comunicare le sue decisioni. Dovrebbe lasciare i tassi d'interesse invariati. Il prossimo aumento di +0.25% é previsto solo a giugno. I commenti di Jerome Powell sulla situazione economica negli Stati Uniti ed sulle eventuali implicazioni sulla politica monetaria potrebbero influenzare i tassi d'interese e di riflesso cambi e borsa.
Il cambio EUR/USD ieri é caduto sul supporto a 1.20. È sceso brevemente sotto questa barriera e ha toccato un minimo a 1.1981. Stamattina é a 1.20. Prevediamo su questo livello un assestamento. Il trend a corto termine é al ribasso ed il momentum é forte - é quindi possibile che i traders cerchino nell'immediato di far scendere il cambio marginalmente più in basso. La tendenza di fondo é però neutra e un minimo intermedio sull'oro suggerisce la presenza (o la vicinanza) di un minimo intermedio anche sul cambio EUR/USD.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2651 punti (-1 punto) - in teoria l'indice perde quasi 4 punti. Il Nikkei ha perso il -0.22% - Shanghai lo sta imitando (-0.2%). Le borse europee sono al rialzo - apriranno con guadagni intorno al +0.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3535 punti (+17 punti). La debolezza dell'EUR si riflette positivamente sulla borsa. Stamattina gli indici potrebbero guadagnare ancora qualche punto ma poi devono sgonfiarsi.

Commento del 1. maggio

S&P500 (2648 punti) - Terzo e decisivo tentativo di rottura sotto la media mobile a 200 giorni (2612 punti)

Ieri le borse europee hanno guadagnato qualche punto. L'Eurostoxx50 ha raggiunto un massimo mensile a 3536 punti (+0.50%). Non si é però trattato di un movimento convincente. Più che altro gli indici si sono mossi per inerzia. I traders hanno visto che i futures americani salivano e che il cambio EUR/USD scendeva (1.2070) - la logica conseguenza era che le borse europee dovevano salire. Nessun indice però ha superato un livello determinante. Il DAX tedesco (+0.25% a 12612 punti) resta bloccato intorno ai 12600 punti - li ha toccati per la prima vota il 17 aprile e da allora non é più riuscito a fare progressi. Il FTSE MIB italiano (+0.22% a 23979 punti) é fermo a ridosso dei 24000 punti e ha perso la forza relativa - non riesce più a sovraperformare il resto dell'Europa. L'SMI (+0.49% a 8889 punti) sta tornando in forma grazie al fatto che il settore farmaceutico sta ritrovando il favore degli investitori - l'indice é però fermo a ridosso della fascia di resistenza a 8900-9000 punti.
In generale le borse europee stanno consolidando. Gli indici azionari sono tornati sopra le MM a 50 giorni che stanno lentamente girando verso l'alto. Il quadro tecnico é costruttivo. La tendenza di fondo é però neutra ed il potenziale di rialzo é modesto. Al momento non sembra prepararsi nessun movimento significativo.

Ieri a Wall Street ci aspettavamo una seduta in pari o positiva. Prima dell'apertura i futures erano in guadagno e non avevamo notato nulla che potesse provocare delle vendite. Ci siamo sbagliati e ce ne siamo accorti velocemente osservando la volatilità VIX. Dai 15.41 punti di venerdì pensavamo che la VIX sarebbe scesa sul supporto a 15 punti prima di ripartire al rialzo. È quello che é successo ma la reazione é avvenuta nello spazio di ore invece che di giorni. Ieri la VIX é scesa in apertura a 15.13 punti mentre l'S&P500 saliva sul massimo giornaliero a 2683 punti. Poi la VIX (15.93 punti, +0.52) ha cominciato salire e l'S&P500 (-0.82% a 2648.05 punti) a scendere...
A questo punto é evidente che ieri sera la borsa americana ha avuto una seduta negativa. Gli indici hanno chiuso sui minimi giornalieri e con vistose perdite distribuite su tutto il listino. Osserviamo con interesse che prima della pubblicazione dei risultati trimestrali le azioni salgono - lo si é visto ancora ieri con Apple (+1.81%) che comunicherà gli utili oggi dopo la chiusura. Dopo ci sono in generale prese di beneficio che durano parecchi giorni malgrado risultati convincenti e sopra le stime degli analisti. È evidente che gli investitori non sono molto ottimisti riguardanti il futuro - usano il momento buono per vendere pensando ovviamente che questa crescita degli utili non é sostenibile.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2677 punti ed é inizialmente salito a 2683 punti. Poi il gap é stato chiuso. L'S&P500 é sceso ma non si é fermato sui 2670-2675 punti, come pensavamo noi, ma é caduto decisamente più in basso. Verso le 20.00 ha raggiunto i 2655 punti, si é fermato fino a poco prima della chiusura e sul finale si é tuffato a 2648 punti. Anche la tecnologia (Nasdaq100 -0.76% a 6605 punti) ha seguito. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2272 su 4712, NH/NL a 603 su 475 e volume relativo a 1.0. A livello di sentiment gli investitori non si sono lasciati molto influenzare da questo calo (VIX a 15.93, CBOE Equity put/call ratio a 0.61).
Nell'immediato i ribassisti hanno preso l'iniziativa e la logica conseguenza é che l'S&P500 deve tornare a testare i 2600 punti. La MM a 200 giorni, che é il punto di riferimento, é a 2612 punti. Anche l'ultimo minimo del 25 aprile é a 2612 punti. Questo sarà il terzo tentativo di rottura - sarà decisivo. Noi pensiamo che in una maniera o nell'altra l'S&P500 ripartirà al rialzo. Lo farà formando base sui 2600 punti oppure dopo una falsa rottura al ribasso con un pò di panico ed ipervenduto.

Oggi le borse cinesi ed europee (con l'eccezione della Gran Bretagna) sono chiuse in occasione della festa del lavoro. Il Nikkei ha guadagnato il +0.18%. Il future sull'S&P500 alle 09.00 é a 2649 punti (+2 punti). Vi invitiamo a leggere i commenti sugli indici americani che pubblichiamo come d'abitudine alle 14.00 per sapere cosa dovrebbe succedere stasera a Wall Street.

Aggiornamento del 30 aprile

Feste e scarsi volumi

Stamattina mancano punti di riferimento. In Giappone e Cina é un giorno di festa - le borse sono chiuse. Vediamo solo che i futures salgono più dell'1% - entro domani però la situazione potrebbe cambiare. Il future sull'S&P500 é a 2680 punti (+8 punti). Questo darà l'impostazione all'apertura in Europa. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con plusvalenze intorno al +0.5%. Non crediamo che faranno ulteriori progressi anche perché domani, 1. maggio, c'é la festa del lavoro. Oggi traders e speculatori cercheranno di non prendere rischi e i volumi saranno modesti.
Sarà interessante vedere come gli indici si comporteranno in vicinanza delle resistenze - le più vicine sono i 12600-12660 punti di DAX ed i 24000 punti di FTSE MIB - i 3550 punti di Eurostoxx50 per oggi sono troppo lontani.

Commento del 28-29 aprile

Senza un esaurimento del ribasso non può esserci rialzo - la speculazione fà oscillare gli indici ma non crea tendenza

Tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio le borse hanno avuto una veloce, brutale e profonda correzione. Dopo questa forte spinta di ribasso esistevano parecchie opzioni. Le borse potevano essere all'inizio di una correzione di medio termine che avrebbe fatto scendere gli indici molto più in basso. Oppure dopo un esaurimento del ribasso con panico e ipervenduto le borse potevano ricominciare a salire e riattaccare i massimi annuali. Invece le borse hanno deciso di fermarsi - ci sono state delle brevi e fugaci spinte di rialzo e di ribasso causate dalla speculazione ma in linea di massima gli indici azionari si stanno muovendo tra il massimo annuale del 23-26 gennaio ed i minimi del 9 febbraio. Le borse europee sono ancora rimbalzate due volte sui minimi toccando dei nuovi minimi annuali marginali. Da febbraio però la tendenza di fondo dei mercati azionari é diventata neutra e per il momento non si delinea nessun cambiamento. Ribadiamo che "la situazione tecnica generale però non cambia. Non vediamo rischio di ribasso e lo sviluppo più probabile a medio termine é una ripresa del rialzo o una lunga distribuzione in laterale sui livelli attuali."
Dopo 9 anni di crescita economica tutti sanno che questo ciclo congiunturale si avvicina alla fine - le Banche Centrali stanno per forza abbandonando la politica monetaria estremamente espansiva e assistiamo ad una normalizzazione dei tassi d'interesse. Questo significa che i tassi d'interesse di mercato subiscono un aggiustamento, salgono e tornano ad essere positivi al saldo dell'inflazione. Questi fattori frenano le borse - non ci sono più ragioni per investire quando si avvicina un deterioramento delle condizioni economiche e monetarie. D'altra parte non c'é ancora bisogno di abbandonare i mercati azionari. L'economia é ancora in crescita, le società presentano dei buoni risultati trimestrali (anche se non bisogna dimenticare che questi dati riguardano il passato) e mancano alternative d'investimento. La conseguenza é che l'S&P500 (+0.11% a 2669.91 punti) non sale più - le probabilità che i 2872 punti del 26 gennaio rappresentino il top del bull market sono in lento e costante aumento. La borsa americana resta oscenamente cara ma nessuno osa abbandonarla. Il party si avvicina alla fine ma tutti continuano a godersi la festa convinti di potersene andare prima che succeda qualcosa di male. Hanno ragione nel senso che al momento sia tecnicamente che da un punto di vista fondamentale non appaiono gravi problemi all'orizzonte. Questo periodo d'incertezza può durare ancora settimane o mesi. Gli investitori giocano ancora alcune carte - preferiscono i settori di crescita come la tecnologia e si sentono più sicuri nel comperare mercati fondamentalmente meno cari e che sembrano rimasti indietro come il FTSE MIB italiano (performance 2018 +9.49%). Da inizio anno però i mercati azionari più importanti marciano sul posto (S&P500 -0.14%, Eurostoxx50 +0.41%) e non sembrano volersi muovere nel prossimo futuro. L'S&P500 (2670 punti) a corto termine potrebbe ricadere sui 2600 punti o continuare a salire fino ai 2720-2750 punti. Difficilmente però l'S&P500 uscirà da questo range senza un evento particolare in grado di destabilizzare il mercato.
Notiamo questa stabilità anche a livello di tassi d'interesse e di cambi. Il reddito dell'US Treasury Bond a 10 anni (2.959%) é tornato sotto il 3%. ed il cambio EUR/USD (1.2125), pur avendo rotto il supporto a 1.22 sembra in grado di difendere il range 1.20-1.25.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.69% a 3518 punti              
DAX                         +0.32% a 12580 punti
SMI                          +0.40% a 8843 punti
FTSE MIB                  +0.41% a 23927 punti
S&P500                    -0.01% a 2669.91 punti
Nasdaq100               -0.17% a 6656 punti

Venerdì il rally di giovedì ha avuto una breve continuazione. La spinta si é però velocemente esaurita e gli indici azionari, sia in Europa che in America, hanno chiuso lontani dal massimo giornaliero e con modesti guadagni.
L'Eurostoxx50 é salito a 3518 punti (+0.36%). Praticamente é oscillato per tutta la settimana intorno ai 3500 punti. Il DAX (+0.64% a 12580 punti) non riesce a superare i 12600 punti malgrado che gli indicatori ci dicono che la strada verso l'alto si é aperta. Il FTSE MIB (-0.47% a 23927 punti) é decisamente bloccato dai 24000 punti. Non riesce più a fare progressi in solitaria - l'ipercomperato viene lentamente riassorbito ma molto probabilmente per continuare a salire la borsa italiana ha bisogno l'aiuto di Eurostoxx50 e colleghi.
In generale le borse europee sembrano avere un 1%/2% di potenziale di rialzo - poi dovrebbero ricadere. Non vediamo le premesse tecniche per un sostenibile rialzo di medio termine.
L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3514 punti.

Venerdì a Wall Street ci aspettavamo una seduta tranquilla con gli indici a muoversi in pochi punti e chiudere senza sostanziali variazioni. In effetti, malgrado che la crescita del PIL americano nel primo trimestre dell'anno (+2.3%) sia stato superiore alle stime degli analisti, l'S&P500 (+0.11% a 2669.91 punti) ha marciato sul posto e anche il rally di giovedì della tecnologia (Nasdaq100 +0.10% a  6656 punti) non ha avuto un seguito.
L'S&P500 ha aperto in guadagno e sul massimo di giovedì a 2675 punti. Questo é stato però il massimo giornaliero. L'indice é caduto ad ondate fino ai 2659 unti, é risalito a metà seduta a 2675 punti e poi é oscillato in laterale tra i 2667 ed i 2675 punti fino alla chiusura a 2670 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3901 su 3017, NH/NL a 603 su 426 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 15.41 punti (-0.83) (vi ricordiamo che esiste un supporto intermedio a 15 punti) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata normale a 0.64. La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 46.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 53.86 punti.
Il prezzo del petrolio (68.10 USD/barile) questa settimana si é fermato sui 68 USD. Nel commento del 14-15 aprile vi avevamo detto che il prezzo (allora a 67.40 USD) aveva toccato un massimo intermedio - in effetti il rialzo si é fermato. Il prezzo del petrolio sembra però consolidare e per il momento non vediamo segnali d'inversione di tendenza.

L'unico indicatore che manda un segnale fuori dal coro viene dai COT. I Commercials sono da settimane decisamente short e continuano ad incrementare la posizione. Normalmente questi investitori nel medio termine sono giusti. Questo significa che secondo loro esistono più rischi di ribasso che potenziale di rialzo.

Martedì prossimo, 1. maggio, molte borse europee sono chiuse. In America invece questa festa non esiste.
I traders europei cercherano di non prendere rischi. I volumi lunedì saranno modesti poiché molti operatori saranno assenti - avranno approfittato dell'occasione per fare il ponte.

Commento del 27 aprile

Short covering rally - Facebook +9.06%

Mercoledì sera la correzione dell'S&P500 (+1.04% a 2666.94 punti) si era fermata a 2612 punti, poco sopra la media mobile a 200 giorni. La maggior parte degli operatori si aspettava finalmente un'accelerazione al ribasso - molti speculatori erano posizionati short. Dal supporto l'S&P500 é rimbalzato e ieri gli ottimi risultati trimestrali di alcuni colossi della tecnologia hanno innescato un short covering rally. Chi era short é stato obbligato ad abbandonare la scommessa, comperare e chiudere la posizione. Sintomatica é la reazione di Facebook (+9.06%). Il leader mondiale dei social media, da settimane sommerso dalle critiche per il mancato rispetto della privacy degli abbonati e per l'uso sconsiderato e vendita dei dati personali, ha presentato un utile trimestrale nettamente superiore alle stime degli analisti. Almeno a livello di redditività Facebook sembra aver superato la crisi senza danni. L'azione é balzata e l'effetto si é esteso a tutto il settore della tecnologia. Gli investitori hanno ricomperato gli AGMAF (Nasdaq100 +2.08% a 6649 punti) e hanno concentrato gli acquisti sulle società che la sera, dopo la chiusura, dovevano comunicare i risultati - Amazon (+3.96%), Microsoft (+2.11%), Intel (+3.25%) - evidentemente queste erano delle scommesse a breve e non degli investimenti.
Avrete intuito che ieri sera a Wall Street c'é stata una buona seduta. Questo rally sembra però unicamente una reazione al fatto che per il momento la borsa americana non é riuscita a scendere più in basso. Non crediamo che ora stia già iniziando l'attesa sostenibile fase di rialzo a medio termine. Crediamo piuttosto che nei prossimi giorni ci debba ancora essere un tentativo di ribasso. La base non é ancora completa.

Restiamo in America - torneremo dopo in Europa.
L'S&P500 ha aperto in positivo ed in gap up a 2649 punti. Da qui é salito ad ondate fino alle 21.00 quando ha toccato un massimo a 2679 punti. Sul finale é ricaduto a 2666.94 punti (+1.04%). La tecnologia ha trascinato il rialzo - per la cronaca notiamo che anche l'indice dei semiconduttori SOX (+2.09%) é rimbalzato ed ha contribuito al rally.
Non tutto é oro quel che luccica - non bisogna lasciarsi abbagliare dai guadagni dei maggiori indici poiché ci sono parecchie zone d'ombra e di debolezza. L'indice dei trasporti DJT ha perso il -0.90%. I dati della giornata sono buoni ma non entusiasmanti - A/D a 4701 su 2252, NH/NL a 581 su 416 e volume relativo a 1.0. Avrete sicuramente notato il deludente e debole aumento dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) - martedì erano 693... A livello di sentiment notiamo l'immediato riaffiorare dell'ottimismo - la volatilità VIX é caduta a 16.24 punti (-1.60) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.61 (sotto la media di lungo periodo a 0.63).

Ovviamente anche le borse europee hanno avuto una seduta positiva - non poteva essere altrimenti viste le premesse. Gli indici azionari hanno aperto in guadagno grazie alla buona tenuta di Wall Stret la sera prima. Sono saliti la mattina prima della riunione della BCE. Mario Draghi e colleghi non hanno deluso le aspettative - la BCE ha lasciato i tassi d'interesse invariati e ha dipinto un quadro positivo dell'economia. Draghi ha mantenuto la possibilità di ulteriori misure di stimolo monetario - il QE potrebbe essere prolungato oltre la scadenza di settembre. I Bonds hanno reagito con un rally, il cambio EUR/USD é caduto a 1.21 e le borse sono lievitate. New York ha fatto il resto.
Considerando tutti questi fattori positivi i guadagni a fine giornata sono modesti - l'Eurostoxx50 é risalito a 3506 punti (+0.58%) mentre il DAX é tornato a 12500 punti (+0.63%). Solo il FTSE MIB (+1.00% a 24039 punti) é nuovamente balzato sul massimo annuale.
Basta rileggere gli ultimi commenti tecnici per comprendere questa reazione.

Stamattina le borse scontano il rally di ieri sera a Wall Street ma nulla più. L'Asia non sembra farsi contagiare dall'ottimismo creato dall'incontro tra i leaders della Corea del Nord e del Sud. Il Nikkei ha guadagnato il +0.58%, Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2670 punti (-4 punti) - in pratica l'S&P500 guadagna ancora 3 punti. Ieri dopo la chiusura Amazon e colleghi hanno in effetti pubblicato utili in forte aumento e la prima reazione é stata positiva. L'entusiasmo sta però già sparendo - il future é salito fino a 2676 punti e poi si é sgonfiato.
L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3515 punti. Le borse europee apriranno con moderati guadagni. Oggi in agenda ci sono parecchi interessanti dati economici. Le borse sembrano però sopratutto trascinate da aspetti tecnici ed emozioni. Nelle prossime ore potrebbero estendere i guadagni. Poi dovrebbero ritornare sui loro passi. Per saldo gli indici dovrebbero oggi chiudere in positivo ma lontani dai massimi giornalieri.

Commento del 26 aprile

Rimbalzo tecnico dell'S&P500 dalla MM a 200 giorni - rotture su EUR/USD e US Treasury Bonds innervosiscono gli investitori

Ieri le borse europee si sono adattate alla caduta della borsa americana di martedì. I cali di settimana scorsa a Wall Street erano stati ignorati dagli europei. Ieri però resistenze e in parte ipercomperato hanno obbligato gli indici azionari europei a retrocedere. A prima vista questa sembra unicamente una normale seduta negativa che non ha fatto danni. Gli indici hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri con perdite tra il -0.70% e il -1.00%. È poco - d'altra parte però un indice come l'Eurostoxx50 (-0.71% a 3485 punti) ha cancellato i guadagni delle precedenti 5 sedute. Questo significa che il rialzo di corto termine, se non é finito, é per lo meno in stallo.   Il DAX (-1.02% a 12422 punti) martedì era stato respinto verso il basso dalla resistenza a 12600 punti. Ieri é caduto fino alla MM a 50 giorni (12302 punti) e al centro delle Bollinger Bands prima di risalire. Sembra che il consolidamento nei prossimi giorni possa svolgersi in questi 300 punti.
L'unico problema é che questi modesti ritracciamenti stanno facendo ruotare verso il basso gli indicatori di momentum. Questo significa che i rialzisti hanno solo alcune sedute di tempo per prendere fiato prima di riprendere l'iniziativa. In caso contrario il consolidamento durerà più a lungo e si trasformerà in una correzione minore. La situazione tecnica generale però non cambia. Non vediamo rischio di ribasso e lo sviluppo più probabile a medio termine é una ripresa del rialzo o una lunga distribuzione in laterale sui livelli attuali.
Ieri anche la borsa italiana é stata obbligata a fare un passo indietro. La resistenza a 24000 punti, l'ipercomperato e una seduta in Europa generalmente in calo hanno costretto il FTSE MIB (-0.97% a 23801 punti) ad una seduta negativa. Potrebbe essere l'inizio di una correzione ma non crediamo. Bisogna osservare le prossime due / tre sedute per saperlo. Il FTSE MIB ha chiuso lontano dal minimo giornaliero e questo é un segnale costruttivo. L'indice potrebbe fermarsi alcuni giorni sui 23700 punti e poi provare a ripartire al rialzo. Se però nelle prossime 5 sedute non riesce a toccare un nuovo massimo annuale é probabile che la correzione debba essere più lunga e profonda. L'ipotesi del doppio massimo sui 24000 punti non ci piace - é troppo ovvia e viene smentita dalle statistiche.

Ieri il cambio EUR/USD é caduto sotto la barriera degli 1.22. È sceso fino a 1.2160 e torna stamattina a 1.2180. Una rottura definitiva del supporto farà cadere il cambio fino agli 1.20. Gli investitori sono irritati - non sanno esattamente cosa significa questa debolezza dell'EUR e quali potrebbero essere le conseguenze. L'analista tecnico ammonisce chi già grida al ribasso. La rottura é marginale e già il 1. marzo scorso il cambio era brevemente sceso a 1.2155 per poi recuperare. La tendenza di fondo del cambio EUR/USD é neutra e non vediamo ragioni per un cambiamento - vedremo se oggi Mario Draghi ci fornirà degli argomenti fondamentali.
Un'altro motivo di nervosismo é la salita del reddito dell'US Treasury Bonds a 10 anni sopra il 3% - ora é a 3.03%. Abbiamo già trattato l'argomento in precedenti commenti. Noi crediamo che sarà ancora la deflazione a dominare negli anni a venire e non pensiamo che i tassi d'interesse debba sostanzialmente salire. D'altra parte ci aspettavamo a breve un'impennata del reddito sopra il 3% per provocare un'ultima ondata di vendite sull'S&P500 che sarebbe sfociata in un solido minimo a medio termine. Sembra che il momento non é ancora venuto. Ieri l'S&P500 ha deciso di fare un debole rimbalzo tecnico - vediamo come é andata.

Ieri le premesse a Wall Street erano per una seduta negativa. Nel pomeriggio i futures erano in netto calo e quattro candele rosse consecutive sul grafico dell'S&P500 unite alla pressione degli oscillatori non lasciavano presagire nalla di buono. Alcuni importanti indici erano però vicini alla media mobile a 200 giorni. Vi avevamo avvisati che da questi supporti poteva esserci una reazione ed é quello che é successo.
L'S&P500 ha aperto a 2633 punti ed é caduto fino al minimo a 2612 punti. La vicinanza della MM a 200 giorni a 2609 punti é stata sufficiente per stimolare i rialzisti. L'indice ha balzi irregolari é tornato a 2633 punti e dopo alcune ore a combinare nulla é salito a 2645 punti di massimo. Da qui é ricaduto una decina di punti e si é infine fermato a 2639.40 punti (+0.18%). Il Nasdaq100 ha chiuso in pari (+0.08% a 6514 punti). L'indice dei semiconduttori SOX (-0.12%) si é salvato sulla MM a 200 giorni. Abbiamo notato una buona reazione solo nel settore dei trasporti (DJT +1.04%).
La seduta al NYSE é stata negativa (!) con A/D a 3013 su 3915, NH/NL a 337 su 613 (solo in leggero aumento...) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scivolata a 17.84 punti (-0.18) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.70.
Quello di ieri sembra essere stato un tipico rimbalzo tecnico con modesti volumi da un ovvio supporto. È molto probabile che a breve ci sia ancora un spinta di ribasso in direzione dei 2600 punti di S&P500.

Oggi l'attenzione degli investitori é puntata sulla BCE che si riunisce per discutere la politica monetaria. I tassi d'interesse resteranno invariati. Mario Draghi dovrebbe però dare una previsione sulla crescita economica europea e fornire indicazioni sulla fine del QE. Oggi si incontrano i leaders della Corea del Nord e del Sud. Segnali di distensione potrebbero fornire impulsi positivi alle borse.
Stamattina il Nikkei giapponese sale del +0.49%. A Shanghai invece c'é un preoccupante cedimento (-2%). Il future sull'S&P500 é dato in pari a 2644 punti - in pratica il valore dell'indice sale di 5 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3490 punti. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.2%. Prevediamo che stamattina le borse si fermeranno in attesa di conoscere l'esito della riunione della BCE. Alle 14.30 Mario Draghi terrà la conferenza stampa. Crediamo che il QE verrà prolungato oltre la scadenza di settembre - la somma destinata agli acquisti mensili verrà però ulteriormente ridotta. Difficile dire se questa basterà a far tornare l'ottimismo tra gli operatori.

Commento del 25 aprile

L'S&P500 cade rispettando obiettivi e tempistica

Ieri le borse europee hanno marciato sul posto. La seduta é stata noiosa e di scarso interesse. La mattina gli indici sono saliti e hanno toccato in genere dei nuovi massimi mensili. Nel pomeriggio però sono caduti, hanno raggiunto un minimo poco dopo le 16.00 e sono rimbalzati sul finale. A fine giornata l'Eurostoxx50 (-0.06% a 3510 punti) ha perso un'inezia: 5 punti. L'indice azionario europeo ha toccato un nuovo massimo mensile a 3523 punti. Ha però chiuso in pari e al centro del range giornaliero. In pratica si é trattato di una seduta senza significati tecnici particolari. Non c'é nessun segnale che suggerisca la fine del rialzo e la presenza di un massimo intermedio - d'altra parte l'Eurostoxx50 fatica a fare ulteriori sostanziali progressi. Neanche il settore bancario (SX7E -0.30% a 131.58 punti) é riuscito a dare impulsi positivi. Il DAX (-0.17% a 12550 punti) ha nuovamente provato a superare i 12600 punti. È salito fino ad un massimo a 12647 punti e poi é stato rispedito verso il basso. Il DAX sembra non riuscire per ora a passare la resistenza a 12600 punti - di conseguenza é probabile che debba ridiscendere e cercare le forze per un altro tentativo. In questo caso dovrebbe tornare sui 12300 punti. Poi vedremo se si ferma semplicemente al centro delle BB e sulla MM a 50 giorni ormai piatta o se trova la motivazione per ritentare un rialzo. Preferiamo la seconda variante sulla base della nostra previsione sull'S&P500. Bisogna però pazientare qualche giorno. Il FTSE MIB (+0.22% a 24035 punti) ha guadagnato terreno. La plusvalenza di 53 punti é modesta ma importante - il FTSE MIB ha superato la barriera dei 24000 punti ed ancora una volta sovraperforma il resto dell'Europa. Ora l'indice di borsa italiano é decisamente ipercomperato ma esperienze del passato ci suggeriscono di non parlare subito di correzione. Spesso questi rialzi in solitaria e contro logica (considerando il caos a livello politico) possono durare più del normale poiché si alimentano con lo scetticismo. Più il FTSE MIB sale ora e più sarà pesante la successiva caduta.
In generale abbiamo l'impressione che l'Europa stia aspettando la fine del ciclo a medio termine della borsa americana. Gli indici devono consolidare ancora qualche giorno in attesa di un minimo significativo a Wall Street.

Ieri la borsa americana ha avuto una seduta decisamente negativa. Malgrado che questo é esattamente quello che ci eravamo aspettati
a livello di previsioni siamo rimasti sorpresi visto che le premesse per la giornata erano positive. Nel primo pomeriggio i futures erano in guadagno di circa un +0.5% grazie ai buoni risultati trimestrali di Google. Dopo la buona apertura però gli indici sono stati travolti da un'ondata di vendite. Sembra che gli investitori approfittino di buoni risultati trimestrali per prese di beneficio. Dopo la buona apertura l'azione di Google (-4.77% e -4.45%) é precipitata travolgendo il settore tecnologico (Nasdaq100 -2.10% a 6509 punti / Amazon -3.81%, Facebook -3.71%). La stessa sorte é toccata a Caterpillar (-6.20%). Sembra che gli speculatori abbandonino i titoli che hanno provocato il rialzo di aprile. È esattamente quello che ci vuole - eliminata la speculazione le borse troverano una solida base. Vedremo poi se da questa base sapranno ritrovare la via del rialzo.
L'S&P500 (-1.34% a 2634.36 punti) ha aperto a 2680 punti ed é salito subito sul massimo giornaliero a 2683 punti. Poi i ribassisti hanno preso il controllo delle operazioni. L'indice é sceso regolarmente fino ad un minimo a 2617 punti. Solo dopo le 20.30 l'S&P500 ha reagito ed é tornato a 2634 punti. Da giorni nelle ultime ore di contrattazioni gli indici azionari americani risalgono. Questo significa che ancora molti operatori comprano sul finale alla ricerca di un minimo - quando queste mani doboli saranno sparite esiste in effetti la possibilità di un solido minimo. Ci vuole una seduta con forti vendite, volumi e chiusura sul minimo per raggiungere questa situazione. Oppure un key reversal day. Vediamo - secondo gli oscillatori questo dovrebbe verificarsi a metà di questa settimana - non dobbiamo aspettare molto. L'obiettivo resta sui 2600 punti di S&P500.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2369 su 4566, NH/NL a 693 su 546 (entrambi in aumento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 18.02 punti (+1.68) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.68.
Manca un pò di ipervenduto ed un pò di panico per un solido minimo. Forse l'S&P500 nelle prossime una a due sedute deve cadere sotto i 2600 punti. Meglio aspettare - non c'é ragione per correre a comperare un mercato che accelera al ribasso con indicatori in deterioramento.

Stamattina prevalgono nuovamente i segnali negativi - il calo dei mercati é però contenuto. Le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei ha perso il -0.28%. Shanghai é in calo del -0.4. Il future sull'S&P500 stamatina presto era a 2628 punto. Ora é risalito a 2631 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3483 punti. Le borse europee accusano il colpo e apriranno con perdite intorno al -0.8%. Vedremo se nel corso della giornata ci saranno ulteriori vendite - questo é possibile negli Stati Uniti. Gli europei preferiranno attendere l'esito della seduta di domani della BCE prima di prendere iniziative.

Un'ultima osservazione rivolta ai nostri lettori più attenti ed esigenti. L'indice dei semiconduttori SOX (-0.82%) ieri ha perso meno del resto del mercato e ha fermato la sua caduta sulla media mobile (MM) a 200 giorni. Questo é un segnale costruttivo - é possibile che la correzione del settore della tecnologia sia vicino alla fine. Teniamo d'occhio il SOX!
Il reddito dell'USTBond decennale ha superato il 3% e ha raggiunto i 3.005%. Il mercato segue alla lettera il copione.

Commento del 24 aprile

Pausa a Wall Street - l'Europa lievita probabilmente a causa del calo dell'EUR

Ieri le borse europee sono scese poco dopo l'apertura - una reazione alla seduta negativa di venerdì scorso in America. Dopo una mezz'ora gli indici azionari sono però risaliti e a metà giornata erano in pari o in leggero guadagno. La sera c'é stata ancora un'impennata come conseguenza dell'indebolimento dell'EUR e di una buona apertura a Wall Street. Le borse europee hanno chiuso con modesti guadagni - l'Eurostoxx50 ha raggiunto un nuovo massimo mensile a 3515 punti (+0.54%) ed il FTSE MIB lo ha seguito (+0.64% a 23982 punti) mostrando l'ormai abituale forza relativa e sovraperformance.
L'Eurostoxx50 ha ignorato la debolezza delle ultime due sedute di settimana scorsa a New York ed é riuscito a guadagnare altri 21 punti. Il rialzo continua e si dimostra più robusto di quanto ci eravamo aspettati. Avevamo previsto che l'Eurostoxx50 poteva salire a 3500-3550 punti ma questa scollatura tra Europa ed America ci sorprende. Forse una conseguenza dell'ormai evidente divergenza a livello di politica monetaria e fiscale? Possibile visto che anche l'EUR sta perdendo terreno. L'Eurostoxx50 ha chiuso sul massimo giornaliero e quindi sembra che nei prossimi giorni l'indice possa salire più in alto. Al momento non c'é nessuna evidente barriera che può fermarlo (ipercomperato o resistenza) prima dei 3550 punti.
Il FTSE MIB ha guadagnato altri 153 punti e ha terminato la seduta sul massimo giornaliero e a ridosso dei 24000 punti. Come a gennaio e in numerose precedenti occasioni é probabile che ci sia una marginale rottura al rialzo sopra l'obiettivo e resistenza a 24000 punti prima che inizi una correzione. È però improbabile che il FTSE MIB possa continuare a salire ignorando resistenze ed ipercomperato (RSI a 72 punti). La correzione che comincerà nelle prossime sedute ci dirà se in seguito esiste ancora potenziale di rialzo e in caso affermativo quanto.
DAX (+0.25% a 12572 punti) e SMI (-0.01% a 8806 punti) da alcune sedute accumulano ritardo rispetto all'Eurostoxx50. Non stanno proseguendo il rialzo di corto termine ma stanno piuttosto imitando l'America e svolgendo una breve correzione. Ieri questi due indici hanno chiuso sul massimo ma non hanno fatto registrare un nuovo record mensile.
Tra Europa ed America esiste uno scollamento nel ciclo. A corto termine le borse europee sono a ridosso di importanti resistenze e sembrano vicine ad un massimo intermedio - in parte gli indici sono ipercomperati.
In America invece ci aspettiamo che questa settimana si verifichi un minimo significativo a medio termine. In seguito, se non c'é ancora una ormai improbabile un'ondata di vendite con panico e ipervenduto, si dovrebbe formare una base per una fase di rialzo a medio termine. È improbabile che America ed Europa si sviluppino in maniera divergente e quindi nei prossimi giorni dobbiamo trovare una soluzione. Al momento la variante più probabile é che l'S&P500 consolidi sui 2600+ punti per una decina di giorni mentre le borse europee svolgono una correzione minore e poi i due mercati ricominciano a salire assieme. La variante é che la scollatura continui favorita da una caduta del cambio EUR/USD (1.2210) - questo é possibile nel caso in cui il cambio rompesse il supporto a 1.22 e cadesse a 1.20.

Ieri sera l'S&P500 (+0.01% a 2670.29 punti) ha marciato sul posto. L'indice ha aperto in guadagno a 2675 punti. È lentamente salito fino a metà seduta a 2682 punti ed é poi con calma sceso fino al minimo a 2658 punti. Sul finale é tornato a 2670.29 punti. Il Nasdaq100 ha perso il -0.28% a 6648 punti - la differenza non é significativa. Qualcosa d'altro però ci preoccupa. Il settore dei semiconduttori (SOX -1.33%) é da metà marzo in una fase di ribasso che ieri ha raggiunto un punto critico. Da tre giorni il settore é in caduta libera e l'indice é sceso sulla media mobile a 200 giorni. Una rottura al ribasso sarebbe segnale di vendita a medio-lungo termine e avrebbe conseguenze negative per tutto il settore tecnologico. Potrebbe esserci una breve ondata di vendite da panico.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2942 su 3978, NH/NL a 562 (in sensibile aumento) su 419 e volume relativo a 0.8 (poco!). La volatilità VIX é scesa a 16.34 punti (-0.54) e la CBOE Equity put/call ratio era a 0.61 (di poco sotto la media). A livello di sentiment non ci sono cambiamenti.
Questa seduta non cambia la nostra previsione. L'S&P500 nei prossimi giorni dovrebbe scendere sui 2650 punti. Se il SOX rompe al ribasso o il reddito dell'USTBonds decennale (2.964%) si impenna decisamente sopra il 3% l'S&P500 potrebbe cadere al massimo fino ai 2600 punti. Poi dovrebbe iniziare una fase di rialzo con o senza formazione di base sui 2600+ punti.

Stamattina scriviamo il commento presto - le borse asiatiche sono ancora aperte. Il Nikkei sta guadagnando il +0.8% - Shanghai mette a segno un +1.8%. Il future sull'S&P500 é a 2679 punti (+8 punti). Le borse europee apriranno al rialzo. Stimiamo che l'Eurostoxx50 aprirà sui 3525 punti (+10 punti). Le premesse sono per una seduta positiva - sarà però difficile fare ulteriori sensibili progressi dopo la buona apertura. Il cambio EUR/USD (1.2210) sembra voler difendere il supporto a 1.22 - significa che oggi deve risalire e frenare le borse europee.

Aggiornamento del 23 aprile

Earnings

Nelle scorse settimana l'attenzione degli investitori si é concentrata su argomenti d'attualità come la crisi siriana, la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, le tensioni tra Russia e Gran Bretagna (e alleati) e lo scontro tra Stati Uniti e Corea del Nord. Questi temi hanno provocato volatilità ma poca tendenza - sono l'economia ed i risultati delle imprese a muovere le borse sul medio e lungo termine.
Questa settimana si dovrebbe ricominciare a considerare i fondamentali. Negli Stati Uniti la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese sta entrando nel vivo. Nei prossimi giorni i colossi della tecnologia presenteranno i loro numeri cominciando oggi con Google. Giovedì si riparlerà di politica monetaria, tassi d'interesse e QE - al termine della seduta della BCE Mario Draghi dovrebbe chiarire la sua posizione - la scadenza di settembre si avvicina.
In linea di massima dovremmo avere una settimana senza grandi variazioni. Nella prima parte dovrebbe esserci un moderato calo seguito da un recupero. Nei prossimi giorni si tratterà di capire se le borse hanno ancora del potenziale di rialzo fino all'estate o se invece si limiteranno ad oscillare in laterale nei range di febbraio-aprile. Al momento non vediamo rischi di ribasso.

Stamattina i mercati finanziari sono stabili e tranquilli. Le borse asiatiche marciano sul posto. Il Nikkei ha perso il -0.29% - Shanghai é in calo del 0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2676 punti (+5 punti). Le borse europee apriranno con un leggero guadagno - l'Eurostoxx50 vale ora 3497 punti (+3 punti). Probabilmente oggi avremo una seduta senza sostanziali variazioni.

Al momento l'attenzione degli analisti é concentrata sul reddito dell'US Treasury Bond decennale che é risalito al 2.97% e sfiora la barriera psicologica del 3%. Questa impennata é provocata da paura d'inflazione e dal timore che il debito statale americano, in forte aumento, non possa più essere rifinanziato a questo prezzo. Siamo convinti che sul lungo termine debbano ancora prevalere le forze deflattive. Non crediamo che siamo all'inizio di un periodo di forti rialzi del prezzo del denaro. Come spiegato nelle previsioni del 2018 si tratta unicamente di riportare i tassi d'interesse ad un livello normale - questo significa che i tassi d'interesse reali devono tornare ad essere positivi e remunerare il risparmio invece che penalizzarlo. Un'impennata a breve dei tassi d'interesse é però possibile e molto probabilmente in questo caso potrebbe esserci un breve tuffo dei mercati azionari. La scusa é buona.

Commento del 21-22 aprile

Minimo intermedio a metà di settimana prossima - successivamente rialzo con potenziale modesto ed incerto

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta tranquilla - si sono mosse in pochi punti e sui grafici risultano delle piccole candele con poco corpo. Degli indici che analizziamo l'Eurostoxx50 (+0.22% a 3494 punti) e il FTSE MIB hanno toccato dei nuovi massimi mensili. DAX (-0.21% a 12540 punti) e SMI (-0.29% a 8807 punti) hanno invece perso terreno e seguono il solco tracciato da Wall Street. Una settimana fà avevamo previsto l'inizio di una correzione. Avevamo basato questa previsione sull'S&P500 i cui oscillatori segnalavano l'imminenza di un massimo intermedio sui 2700 punti. In effetti l'S&P500 (-0.85% a 2670.17 punti) é salito ancora tre giorni e ha toccato un massimo mercoledì a 2717 punti. Il superamento della MM (media mobile) a 50 giorni e della resistenza a 2700 punti ha provocato un breve short covering e una classica falsa rottura al rialzo. Solo giovedì e venerdì sono tornate a prevalere le vendite e l'S&P500 é ricaduto - la performance settimanale é però moderatamente positiva.
Gli analisiti tecnici sono sempre alla ricerca di un trend da utilizzare per posizioni long o short. Esistono però dei periodi durante i quali la borsa semplicemente non va da nessuna parte. Da inizio anno l'Eurostoxx50 é sceso del -0.34% - l'S&P500 ha marciato sul posto con un -0.13%. Nell'immediato l'S&P500 dovrebbe scendere più in basso. Gli oscillatori non si sono ancora "scaricati". La pressione di vendita é però modesta. L'S&P500 dovrebbe toccare un minimo a metà di settimana prossima tra i 2650 ed i 2600 punti (forte supporto). La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 49.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 56.04. A lungo termine il mercato é decisamente toppish. Esiste ancora la possibilità che verso metà anno l'S&P500 salga a testare ed eventualmente migliorare marginalmente il massimo storico del 26 gennaio a 2872 punti. Le probabilità sono però in calo visto che il ribasso di febbraio-aprile non si é concluso con un solido minimo con panico ed ipervenduto. La mancanza di un solido minimo ha lasciato "vivi e vegeti" gli speculatori al ribasso che impediscono ora lo sviluppo di una robusta spinta di rialzo. Il rialzo di corto termine iniziato il 2 aprile dai 2554 punti di S&P500 é debole e fragile. Il mercato si muove con poca partecipazione e pochi volumi e manca di leadership. Da inizio aprile, oltre alla tecnologia, si é mosso molto bene il settore energia grazie ad un'impennata del prezzo del petrolio (WTI USD 68.40/barile). Ora questa spinta si é esaurita - secondo l'analisi tecnica é molto probabile che il prezzo del petrolio abbia toccato un massimo intermedio significativo. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.28% a 3494 punti              
DAX                         +0.79% a 12540 punti
SMI                          +0.36% a 8807 punti
FTSE MIB                  +2.14% a 23829 punti
S&P500                    +0.52% a 2670.17 punti
Nasdaq100               +0.59% a 6667 punti

La borsa americana sta correggendo. Quelle europee invece sembrano unicamente consolidare ad alto livello. Come spiegato nell'introduzione l'Eurostoxx50 é salito tutta la settimana e venerdì ha toccato un massimo mensile a 3505 punti. Il rialzo é in stallo visto che i progressi nelle ultime sedute sono stati minimi. Gli indici però non mostrano l'intenzione di voler correggere malgrado che siano vicino agli obiettivi (Eurostoxx50 a 3500-3550 punti, DAX a 12600 punti e FTSE MIB a 24000 punti). Sinceramente siamo perplessi - dobbiamo osservare come si comporta il mercato all'inizio di settimana prossima per poter decidere se il rialzo ha potenziale e ha abbastanza forza per permettere agli indici, dopo una pausa di consolidamento ed un eventuale ritracciamento, di superare le resistenze. Per ora solo il FTSE MIB (RSI a 70 punti) é ipercomperato. Probabilmente le dichiarazioni di Mario Draghi di venerdì hanno giocato un ruolo importante - secondo il capo della BCE la crescita economica ha raggiunto un picco. Questo fà sognare gli investitori poiché potrebbe significare che la politica monetaria estrememente espansiva potrebbe durare ancora degli anni e il QE non finirà come previsto finora a settembre. Come reazione l'EUR si é indebolito ed il cambio EUR/USD é sceso a 1.2290.
L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3490 punti - l'Europa sembra immune al calo della borsa americana.

Venerdì l'S&P500 ha aperto sul massimo a 2693 punti. È caduto ad ondate fino ai 2669 punti e poi per ore é oscillato in laterale tra i 2668 ed i 2677 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é sceso sul minimo a 2660 punti ed é risalito in chiusura a 2670.17 punti (-0.85%). La reazione della tecnologia (Nasdaq100 -1.58%) é stata più marcata. Questo settore non sovraperforma più il mercato - si muove unicamente con maggiore volatilità. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1931 su 4885, NH/NL a 397 su 393 (sensibile aumento dei nuovi minimi a 30 giorni!) e volume relativo a 1.0 (il calo é accompagnato da un'espansione dei volumi). La volatilità VIX é salita poco a 16.88 punti (+0.92) mentre la CBOE Equity put/call ratio é nella media a 0.65. Tutto lascia presupporre che la spinta di ribasso iniziata giovedì deve continuare ancora qualche giorno. Non dovrebbe però fare danni e non vediamo ragioni per una sostanziale accelerazione al ribasso. I cicli favoriscono un minimo significativo entro venerdì 27 aprile.
Giovedì prossimo si riunisce la BCE e si discuterà la politica monetaria. Mario Draghi lascerà i tassi d'interesse invariati. Potrebbe però segnalare la possibilità che il QE venga prolungato oltre la scadenza di settembre. Questo sarebbe uno stimolo per le borse europee che potrebbero terminare la fase di consolidamento.  

Commento del 20 aprile

Semplice pausa di consolidamento - secondo gli oscillatori ci aspettavamo di più

Ieri le borse europee hanno marciato sul posto. L'S&P500 (-0.57% a 2693.13 punti) invece ha trascorso tutta la seduta in negativo e ha terminato la giornata nuovamente sotto la barriera psicologica dei 2700 punti. L'indice americano ha però chiuso lontano dal minimo giornaliero a 2682 punti ed é rimasto sopra la media mobile (MM) a 50 giorni a 2687 punti. Il numero dei nuovi minimi a 30 giorni non é aumentato in maniera significativa (258) e non sembra apparire pressione di vendita. In generale le borse sembrano semplicemente consolidare prima di riprendere il rialzo. Strano - sulla base degli oscillatori ci aspettavamo una spinta di ribasso abbastanza intensa - vediamo se alla pause di ieri seguono oggi delle vendite più forti specialmente in Europa. Al momento non vediamo nulla di particolare. Non sembra prepararsi un ribasso mentre il rialzo é debole e fragile e non dovrebbe portare lontano.

L'Eurostoxx50 ha aperto a 3492 punti, ha toccato un massimo a 3495 punti ed un minimo a 3478 punti. Ha chiuso a 3486 punti (-0.12%) nella parte inferiore del range e e con una piccola perdita. La spinta di rialzo é per il momento finita ma non sembra esserci un'inversione di tendenza. Un lieve aumento dei tassi d'interesse sull'EUR ha invogliato gli investitori a comperare azioni di banche (SX7E +0.55% a 130.09 punti). Il DAX (-0.19% a 12567 punti) ha seguito l'Eurostoxx50 a ruota. Il FTSE MIB italiano (+0.14% a 23792 punti) ha ancora guadagnato 32 punti. Poco ma abbastanza per mostrare che il rialzo non vuole (ancora) fermarsi e che la borsa italiana gode ancora di forza relativa rispetto al resto dell'Europa. I 24000 punti sono però ormai vicini, la RSI supera i 70 punti ed i nodi politici stanno venendo al pettine. Prepariamoci ad una correzione.

La seduta a New York é stata negativa. Non ha però mostrato nulla di speciale - sembra un semplice passo indietro dopo giorni di progressi. L'S&P500 ha aperto a 2701 punti. Ha perso una manciata di punti ma subito é risalito a 2702 punti. Poi però le vendite hanno prevalso. L'S&P500 é sceso lentamente fino al minimo a 2681.90 punti e nelle ultime due ore di contrattazioni é risalito a 2693.13 punti (-0.57%). Come era logico aspettarsi il calo del Nasdaq100 (-0.85% a 6774 punti) é stato più marcato. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2195 su 4649, NH/NL a 616 (brusco calo!) su 258 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita di poco a 15.96 punti (+0.36) - la CBOE Equity put/call ratio é ritornata neutra a 0.64.
Probabilmente questa fase di consolidamento si risolverà con una semplice correzione minore di alcune sedute - da come si comportarenno  borse nelle prossime giornate potremmo capire se esiste ancora parecchio potenziale di rialzo. A prima vista non sembra.

Stamattina regna nuovamente la calma e la stabilità. Il future sull'S&P500 é a 2691 punti (-2 punti). Il Nikkei ha perso il -0.13% - Shanghai cade del -1.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3483 punti (-3 punti) - le borse europee apriranno praticamente invariate (-0.1%). Durante la giornata ci aspettiamo qualche ulteriore vendita ma la settimana dovrebbe terminare senza sconvolgimenti.

Commento del 19 aprile

Le borse difendono i guadagni acquisiti - consolidamento

Ieri le borse europee ed americana hanno ancora guadagnato qualche punto. È stata una giornata tranquilla durante la quale gli indici si sono mossi poco. Le borse hanno aperto salendo sul massimo giornaliero - poi ci sono state delle sporadiche prese di beneficio e i mercati si sono assestati senza più muoversi di molto. I volumi di titoli trattati restano moderati e sotto le medie di lungo periodo. L'impressione é che le borse stiano semplicemente consolidando prima di una breve correzione minore. Ampiezza e durata di questa correzione ci diranno come potrebbe continuare questo strano rialzo che si svolge con poca partecipazione e convinzione.
L'Eurostoxx50 é salito a 3490 punti (+0.37%) - durante la giornata ha toccato un massimo a 3495 punti che si trova pochi punti dal nostro obiettivo originale a 3500-3550 punti. Il DAX (+0.04% a 12590 punti) é arrivato sul nostro obiettivo a 12600 punti. Ora il limite superiore delle BB sta salendo (12668 punti) mentre la RSI non é ancora in ipercomperato - questo significa che lentamente lo spazio verso l'alto si sta aprendo se gli investitori riuscissero a trovare la motivazione per ulteriori acquisti. Per questo normalmente ci vuole un consolidamento o una correzione minore della durata massima di 3 giorni. Il FTSE MIB (+0.47% a 23759 punti) continua a mostrare forza relativa e sale sistematicamente sovraperformando il resto delle borse europee. L'obiettivo a 24000 punti si avvicina ma salire più in alto sarà molto difficile poiché si presenterà una combinazione di ipercomperato e forte ed evidente resistenza. L'SMI svizzero (+0.13%  8831 punti) segue in coda. Il CHF (EUR/CHF a 1.1970) sta perdendo di valore e per il momento non ci sono spiegazioni plausibili. L'obiettivo 2018 e forte resistenza a 1.20 sono stati raggiunti. Strano che la borsa svizzera, dove ci sono parecchi titoli d'esportazione che approfittano della debolezza del CHF, non si comporta meglio.

In America la seduta é stata leggermente positiva. Sui grafici dei maggiori indici appaiono dei piccoli doji con minimo e massimo ascendenti. Significa che dopo la buona apertura rialzisti e ribassisti si sono equivalsi - gli indici hanno però toccato un nuovo massimo mensile e questo significa che la strada verso l'alto resta aperta.
L'S&P500 (+0.08% a 2708.64 punti) é rimasto tutta la giornata sopra i 2700 punti difendendo il terreno acquisito martedì. L'indice ha aperto a 2712 punti, é sceso sul minimo a 2703 punti ed é salito sul massimo a 2717 punti. Dopo aver fissato il range giornaliero l'S&P500 é semplicemente oscillato per ore tra i 2710 ed i 2716 punti e solo sul finale é ricaduto a 2708 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3943 su 2862, NH/NL a 1143 su 127 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é rimasta stabile a 15.60 punti (+0.35) mentre la CBOE Equity put/call ratio e finalmente bassa a 0.56. Notiamo il buon comportamento della tecnologia (Nasdaq100 +0.25% a 6833 punti) ma sopratutto del DJ Transportation (+1.68%).
Il livello superiore delle BB sull'S&P500 é a 2719 punti. Ieri é stato rispettato. Vediamo adesso un eccesso di ottimismo sia sulla VIX (il supporto a 15 punti viene difeso) che sulle opzioni. È molto probabile che ora l'S&P500 si fermi. Vedremo se corregge ed in caso affermativo come.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. In Asia il Nikkei ha marciato sul posto (+0.20%) mentre a Shanghai la borsa sale quasi dell'1%. Il future sull'S&P500 é a 2711 punti (+2 punti). Le borse europee apriranno con leggeri guadagni - l'Eurostoxx50 vale ora 3494 punti (+4 punti).

Commento del 18 aprile

Il rialzo continua ed accelera sopra i nostri obiettivi - i cicli non funzionano e non sappiamo dove ci sarà il prossimo massimo

Questa settimana le borse dovevano cominciare a correggere in vicinanza delle resistenza. A dire il vero pensavamo che le borse europee dovessero fermarsi più in alto dei livelli raggiunti venerdì - più o meno dove si trovano adesso. L'Eurostoxx50 (+1.07% a 3478 punti) poteva essere bloccato dai 3475 punti anche se il nostro obiettivo si situava a 3500-3550 punti. Il DAX (+1.57% a 12585 punti) poteva al massimo salire a 12600 punti. Ci eravamo però basati sull'S&P500 (+1.07% a 2706.39 punti) per dire che il rialzo doveva finire. L'indice americano doveva fermarsi tra i 2680 ed i 2700 punti e ridiscendere poiché avevamo due cicli negativi a corto e medio termine che si sommavano e indicavano la possibilità di un minimo tra il 20 ed il 27 di aprile. La giornata di ieri ci mostra che questa previsione é sbagliata.
Ieri le borse hanno avuto un'ottima seduta con forti guadagni e chiusure vicino ai massimi giornalieri. Il rialzo continua altre i nostri limiti temporali e oltre i nostri obiettivi e per ora non sappiamo quando potrebbe fermarsi. Notiamo un'irrazionale ottimismo e il ritorno della speculazione sui titoli tecnologici - sappiamo però per esperienza che questo fenomeno non provoca un'immediata fine del rialzo ma piuttosto ha tendenza ad alimentare il trend. Lasciando per un attimo da parte il bordo superiore delle Bollinger Bands a 2721 punti, che può rallentare la salita dell'S&P500, l'indice ha adesso resistenza a 2800 punti. In teoria questo é il prossimo obiettivo grafico.
Che probabilità ci sono che quella di ieri sia stata una falsa rottura al rialzo ed esaurimento? Poche considerando il fatto che ieri l'S&P500 ha trascorso gran parte della giornata sopra i 2700 punti senza ridiscendere sotto questa barriera e osservando la situazione stamattina.

Ieri le borse europee sono salita dall'inizio alla fine della giornata. Hanno terminato la seduta sui massimi giornalieri e nuovi massimi mensili e con sostanziali  guadagni superiori al +1%. Non abbiamo avuto particolari o nuovi segnali d'acquisto ma il fatto che il rialzo abbia accelerato in vicinanza degli obiettivi é una prova di forza. L'accelerazione segnala una volontà di rottura. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3478 punti (+1.07%) - sulla resistanza a 3475 punti. Il DAX (+1.57% a 12585 punti) si é fermato a ridosso dell'obiettivo a 12600 punti e vicino al bordo superiore delle BB a 12616 punti. Il FTSE MIB (+1.37% a 23649 punti) ha seguito la corrente - come sapete obiettivo e resistenza sono solo a 24000 punti. L'SMI (+1.07% a 8820 punti) si é accodato.
Due fattori ci lasciano perplessi. I modesti volumi e la mancata partecipazione del settore bancario (SX7E +0.59% a 128.76 punti). Sono problemi da tenere sott'occhio ma non dei motivi per credere che un'inversione di tendenza sia imminente.

A questo punto l'attenzione degli operatori si é spostata a New York e si é focalizzata sui 2700 punti di S&P500. La borsa americana ha dato una risposta chiara. L'S&P500 ha aperto in gap up a 2694 punti, é sceso a 2692 punti a prendere slancio e poi é salito come nulla fosse fino alle 17.00 e fino ai 2707 punti. Superata la resistenza si é seduto sopra. L'indice é oscillato per parecchie ore tra i 2702 ed i 2708 punti. Solo sul finale si é impennato a 2713 punti ed é ricaduto a 2706.39 punti (+1.07%). Gli investitori sono tornati a comperare tecnologia a piene mani - il Nasdaq100 é balzato del +2.11% a 6816 punti. Come ai tempi d'oro titoli speculativi come Twitter (+11.41%) e Netflix (+9.19%) hanno fatto balzi incredibili ma l'entusiasmo non ha trascurato i classici come Google (+3.49%) o Amazon (+4.32%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5022 su 1849, NH/NL a 1025 su 153 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é caduta sul supporto a 15.25 punti (-1.31) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stranamente alta a 0.68.
Riteniamo pericolosa questa combinazione di eccessivo ottimismo, speculazione e scarsi volumi. Graficamente però il rialzo continua e non siamo in grado di dire dove e quando potrebbe fermarsi.

Stamattina prevalgono nuovamente i segnali positivi per le borse. Il future sull'S&P500 sale a 2710 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3484 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.2%. Non sembra che i venditori vogliamo prendere iniziative e le premesse sono per una seduta moderatamente positiva.
Tra l'altro stamattina anche le borse asiatiche si sono unite al rialzo. Non solo Il Nikkei (+1.41%) ha guadagnato terreno - anche Shanghai (+0.80%) oggi sale.

Commento del 17 aprile

La borsa americana vuol salire più in alto - l'S&P500 testa la MM a 50 giorni - key time

Ieri la seduta in Europa é stata noiosa - gli indici azionari si sono mossi poco ed hanno chiuso al centro del range giornaliero e senza significative variazioni. Ci sono dei giorni al termine dei quali non si sa veramente cosa dire.
L'Eurostoxx50 (-0.20% a 3441 punti) é oscillato tra i 3435 ed i 3455 punti e ha chiuso al centro del range con una trascurabile perdita di 7 punti. Possiamo solo annotare che il massimo di venerdì a 3467 punti non é stato migliorato - l'ipotesi che questo sia un massimo intermedio é ancora valida ma per il resto questa seduta leggermente negativa sembra casuale e senza significato.
Il DAX (-0.41% a 12391 punti) ha perso 51 punti e si é fermato nella parte inferiore del range. Il calo non é importante e tecnicamente la situazione non cambia. DAX e colleghi non hanno reagito al rialzo dei mercati azionari americani e nel pomeriggio sono rimasti fermi o sono scesi. Strano. A prima vista non vediamo ragioni per questo inesplicabile scollamento. Il ciclo delle borse europee sembra spostato di un qualche giorno. A fine marzo hanno raggiunto un minimo alcuni giorni prima di Wall Street. Forse adesso sta succedendo lo stesso con il massimo...
Il FTSE MIB (-0.00%) non si é mosso e la piccola star sul grafico si vede appena. Veramente non c'é nulla da dire se non che il mercato ha fatto una pausa.
L'SMI (-0.57% a 8726 punti) ha perso 49 punti ma circa 40 punti di questo calo sono da imputare allo stacco del dividendo di Nestlé. Senza questo fattore esogeno l'SMI avrebbe marciato sul posto e avrebbe perso solo una manciata di punti. Di conseguenza si tratta di una seduta senza conseguenze e senza importanza.
Riassumendo questa seduta negativa in Europa non ci dice molto. I massimi di venerdì scorso non sono stati migliorati e quindi é possibile che stia iniziando una correzione. I bassi volumi di titoli trattati ci suggeriscono però di non dare peso a questo segnale.

Mentre le borse europee terminavano la giornata con delle leggere perdite l'S&P500 (+0.81% a 2677.84 punti) si é involato. A Wall Street c'é stata una seduta decisamente positiva e molti indici, tra cui l'S&P500, hanno raggiunto dei nuovi massimi mensili. Solo il DJ Transportation (+2.32%) ha però accelerato al rialzo sopra la MM a 50 giorni fornendo un ulteriore segnale d'acquisto. Il resto del mercato si é fermato sotto le resistenze. Il Nasdaq100 (+0.71% a 6675 punti), malgrado il guadagno, non é riuscito a migliorare il massimo di venerdì.
L'S&P500 ha aperto a 2670 punti, é brevemente caduto a 2665 punti di minimo ed é poi regolarmente salito fino a metà giornata sul massimo a 2686 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é scivolato fino ai 2677 punti dove ha chiuso.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4807 su 2071, NH/NL a 715 (sensibile aumento - non male...) su 251 e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é scesa a 16.56 punti (-0.85) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.64.
La borsa sale senza volumi. Gli investitori sono tornati abbastanza velocemente ottimisti. L'S&P500 si é fermato sotto la MM a 50 giorni a 2686 punti e sotto la resistenza a 2700 punti. Questo fragile rialzo deve finire adesso oppure tutti quelli che stanno ad aspettare e sono ancora scettici saranno obbligati a saltare sul treno in corsa. Questo rialzo si decide nelle prossime una a due sedute.
Noi non cambiamo opinione - i cicli puntano verso il basso e questo fragile rialzo senza volumi dovrebbe finire a breve e lasciare spazio ad una ulteriore correzione fino ai 2600 punti o ad un ribasso.

Stamattina sono nuovamente i rialzisti a controllare le operazioni. Il future sull'S&P500 sale a 2693 punti (+12 punti) e le borse europee apriranno con plusvalenze intorno al +0.3%/+0.4% e sui massimi di ieri. L'Eurostoxx50 vale poco prima dell'apertura 3452 punti (+11 punti). Non pensiamo che possano salire decisamente più in alto anche perché vengono frenate dalla forza dell'EUR. È però evidente che per il momento le borse stanno ancora salendo e non sembrano mostrare l'intenzione di cambiare tendenza e correggere.
Tra l'altro dall'Asia non vengono segnali molto incoraggianti. Il Nikkei marcia sul posto (+0.05%) mentre per il secondo giorno consecutivo Shanghai (-1.4%) subisce una sensibile perdita.
Vediamo oggi cosa combina l'S&P500 tra la MM a 50 giorni (2686 punti ) e la resistenza statica a 2700 punti. In questo settore l'indice deve bloccarsi. In caso contrario la nostra previsione di un ribasso fino al 20-27 aprile rischia di essere sbagliata.

Aggiornamento del 16 aprile

Si cerca una soluzione politica al conflitto siriano - ci vorrà qualche giorno per spostare l'attenzione dei mercati altrove

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. La crisi siriana ed i vari scandali che avvolgono la presidenza di Donald Trump non sembrano in grado di dare ulteriori stimoli ai mercati finanziari. Speriamo che lentamente l'attenzione degli investitori torni a focalizzarsi sull'economia e sui risultati delle imprese. Questo dovrebbe riportare una certa razionalità nel comportamento degli investitori che ultimamente agivano troppo sulla base di emozioni.
Il future sull'S&P500 vale 2662 punti (+5 punti). In Asia il Nikkei ha guadagnato il +0.26% - Shanghai é in calo del -1.5%. Le borse europee apriranno in leggero guadagno. L'Eurostoxx50 poco prima delle 09.00 vale 3452 punti (+4 punti). Sembra che oggi le borse vogliano fare una pausa di riflessione.

Commento del 14-15 aprile

Sono un analista, non un oracolo - possibile massimo intermedio a 2680 punti di S&P500

Negli scorsi giorni abbiamo previsto che la spinta di rialzo partita il 26 di marzo in Europa ed il 2 aprile in America dovesse esaurirsi su un massimo intermedio venerdì 13 aprile - come possibili obiettivi abbiamo individuato i 2672-2674 punti o i 2700 punti di S&P500 e i 3475 o 3500 punti di Eurostoxx50. Questa previsione sembra quella di un oracolo - é possibile essere così precisi ed indovinare sia il momento che il livello in cui avviene un'inversione di tendenza? La risposta é ovviamente no. Uno dei principi della nostra metodologia di lavoro é però sempre stato quello di voler dare ai nostri lettori dei chiari punti di riferimento anche al costo di sbagliare. Perché? La risposta é semplice - non servono a nessuno le analisi in cui si dice che il rialzo deve continuare ma se l'S&P500 non supera i 2700 punti (o se il FTSE MIB non supera i 24000 punti) é possibile che inizi un ribasso. È la tipica previsione con la quale molti analisti si vantano di aver sempre ragione. Con questo però non si può fare trading o investire. D'altra parte bisogna essere in chiaro quali sono le regole che stanno alla base delle nostre previsioni. Vediamole sulla base dell'esempio attuale.
Venerdì l'Eurostoxx50 (+0.12% a 3448 punti) ha toccato un massimo a 3467 punti. L'S&P500 (-0.29% a 2656.30 punti) ha aperto sul massimo a 2680 punti ed ha chiuso in negativo. È questo l'atteso massimo intermedio?
Noi abbiamo calcolato che le borse dovevano raggiungere un massimo intorno al 13 aprile. Questa previsione é basata sugli oscillatori di corto termine. A questo scopo noi usiamo degli oscillatori proprietari - chi usa sistemi standard può utilizzare la stocastica. Quando gli oscillatori arrivano in un settore di ipercomperato significa che l'indice é vicino ad un massimo. La spinta può durare ancora una fino a tre sedute in caso di notizie particolarmente positive. Dopo però le prese di beneficio dei trader frenano la spinta. Se il mercato é in una fase di forte rialzo questo si concretizza in un consolidamento ad alto livello - l'indice può semplicemente fermarsi alcune sedute e ritracciare dal massimo un 1%. Adesso che la tendenza di fondo é invece neutra dovrebbe esserci una reazione più marcata. Per logica dovrebbe almeno esserci un test dei 2600 punti. Ci sono però cicli a corto e medio termine. Un ciclo a medio termine mostra la possibilità di un minimo intorno al 20 di aprile - la scadenza può essere essere estesa fino al 27 aprile. Poiché si sommano due cicli negativi crediamo cha la spinta di ribasso che deve partire ora (o é partita venerdì pomeriggio) possa essere una sostanziale spinta di ribasso con obiettivo sui 2500-2550 punti. Vi ricordate sicuramente che nel nostro scenario generale manca un solido minimo a medio termine con ipervenduto a panico. La base sui 2600 punti non ci sembra abbastanza solida per poter generare una fase di rialzo sostenibile a medio termine.
Abbandoniamo il tempo e passiamo agli obiettivi. Guardiamo solo l'S&P500. I 2700 punti sono un'evidente resistenza statica. A 2690 punti si trova la MM a 50 giorni. In genere questa linea non costituisce supporto o resistenza. Quando però, come adesso, comincia a scendere dopo un rialzo di 16 mesi e offuscare come una cappa il grafico, l'effetto é significativo. Infine il rally delle ultime due settimane era debole per quel che riguardava la partecipazione quantitativa e qualitativa e aveva parecchie componenti speculative. Per questa ragione non pensavamo che l'S&P500 sarebbe andato lontano e si sarebbe fermato intorno alla MM a 50 giorni e tra la resistenza intermedia a 2674 punti e la resistenza a 2700 punti.
Ritorniamo ora alla domanda d'apertura - venerdì la borse hanno raggiunto un massimo intermedio e settimana prossima devono ricominciare a scendere? La risposta é si con le dovute limitazioni del caso. Se lunedì Stati Uniti e Russia annunciano di volersi sedere al tavolo delle tratttive e trovare una soluzione politica per la Siria il rialzo ha avrà sicuramente un'estensione di alcuni giorni e l'S&P500 potrebbe balzare fino ai 2780-2800 punti. Lo stesso succederebbe nel caso in cui Cina e Stati Uniti decidessero di abbandonare la guerra commerciale e cercassero di trovare un accordo equo di libero scambio. L'analisi tecnica mostra da che parte tira il vento ma non é in grado di anticipare eventi imprevedibili. Raggiunto un massimo non sappiamo inoltre quale tipo di ribasso dobbiamo poi aspettarci. Consolidamento ad alto livello o forte spinta di ribasso? L'unione di due cicli favorisce l'ipotesi della sostanziale caduta ma sinceramente nelle ultime settimane il mercato si é mostrato molto resistente a una serie di notizie negative. Perché adesso l'S&P500 dovrebbe improvvisamente perdere 100-150 punti e raggiungere un nuovo minimo annuale? Non lo sappiamo. Siamo però convinti che ci sono abbastanza elementi per shortare l'S&P500 tra i 2674 ed i 2700 punti mentre non vediamo ragioni per comperare ora. Aspettiamo un solido minimo e l'esaurimento dei cicli negativi prima di andare long.
Ricordiamoci infine in quale situazione generale ci troviamo. L'anno scorso le borse sono solo salite. Quest'anno non vanno da nessuna parte. La performance 2018 dell'S&P500 é del -0.65% - quella dell'Eurostoxx50 del -1.59%.
Sul lungo termine il mercato é toppish - a febbraio potrebbe essere iniziato un bear market ma non abbiamo ancora conferme.   

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.17% a 3448 punti              
DAX                         +1.64% a 12442 punti
SMI                          +1.21% a 8776 punti
FTSE MIB                  +1.75% a 23330 punti
S&P500                    +1.99% a 2656.30 punti
Nasdaq100               +3.03% a 6628 punti

Escluso il fatto che venerdì gli indici azionari hanno toccato dei nuovi massimi mensili vicini ai nostri obiettivi, la seduta non offre interessanti spunti di analisi. Le borse europee hanno toccato il massimo verso le 15.00 e sono poi scese - hanno salvato modesti guadagni. A Wall Street il massimo si é verificato in apertura di seduta. Gli indici hanno chiuso con modeste perdite e lontani dai minimi giornalieri. Non abbiamo nessun segnale di vendita e nessun tipo di conferma che é stato raggiunto un massimo intermedio significativo. Non c'é stato un reversal - i volumi di titoli trattati sono stati bassi. Le candele sui grafici hanno minimo e massimo ascendenti.
L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3448 punti (+0.12%) tutti gli indici si sono mossi in maniera simile. I guadagni oscillano tra il +0.02% (SMI) e il +0.22% (DAX).

L'S&P500 ha perso 7 punti. Ha toccato un massimo in apertura a 2680 punti e un minimo verso le 21.20 a 2645 punti. Sul finale é rimbalzato a 2656.30 punti (-0.29%). Ovviamente le prese di beneficio hanno fatto scendere il Nasdaq100 un pò di più (-0.42% a 6628 punti, massimo a 6703 punti, MM a 50 giorni a 6730 punti, obiettivo massimo a 6800 punti) ma questa componente negativa viene compensata dalla buona prestazione di DJ Transportation (+0.09%) e DJ Utilities (+0.68%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2594 su 4053, NH/NL a 429 su 274 e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é scesa (?!) a 17.41 punti (-1.08) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.66. Specialmente i bassi volumi ci dicono che gli investitori sono rimasti in attesa dell'esito e delle conseguenze dell'attacco di Stati Uniti Gran Bretagna e Francia in Siria.
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 42.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 52.15.
A livello di tassi d'interesse, prezzi dei metalli preziosi e cambi da settimane regna la calma. Non notiamo nessun movimento significativo che possa influenzare le borse.
Prendiamo nota del fatto che il prezzo del petrolio (WTI 67.39 USD/barile) é salito venerdì su un nuovo massimo annuale. L'aumento dei prezzi dell'energia non sembra però preoccupare gli analisti e non é tema di discussione.
E ora vediamo come inizia la settimana entrante. Non stupitevi se per alcuni giorni l'S&P500 continua ad oscillare sui 2680 punti...
Lunedì la citta di Zurigo ha un giorno di festa particolare per segnare l'inizio della primavera: il Sächsi Lüüte.   
La borsa svizzera é aperta ma i volumi saranno magri. Il nostro sito viene aggiornato regolarmente.

Commento del 13 aprile

Il rialzo di corto termine continua - dovrebbe finire oggi o lunedì su un massimo intermedio

Ieri gli indici azionari americani ed europei hanno guadagnato terreno. Le plusvalenze sono state di circa il +1% e in Europa gli indici hanno raggiunto dei nuovi massimi mensili marginali. Il movimento é ancora caratterizzato da modesti volumi ed un veloce ritorno all'ottimismo. Probabilmente é destinato a smorzarsi sulle prime resistenze che, nel caso in cui la spinta é debole, bastano a fermare il rialzo. Già ieri sera l'SP500 (+0.83% a 3663.99 punti) é stato fermato dalla prima resistenza intermedia a 2672-2674 punti (massimo giornaliero a 2674 punti) e sul finale ha perso 10 punti.

Ieri le borse europee sono oscillate sulla parità fino a metà giornata. Sono decollate nel pomeriggio e si sono fermato unicamente verso le 16.15. Sul finale si sono fermate ed hanno ritracciato. I guadagni sono però stati sufficienti per cancellare le perdite di mercoledì e raggiungere nuovi massimi mensili marginali. L'Eurostoxx50 é salito a 3444 punti (+0.71%) - é ora a contatto con la fascia di resistenza a 3450-3475 punti. Salire più in alto con questa spinta sarà difficile. Il DAX (+0.98% a 12415 punti) é svettato a 12415 punti. Ora ha di fronte una serie di resistenze - una statica sui 12600 punti, il bordo superiore delle BB e la MM a 200 giorni a 12660 punti. Nell'immediato escludiamo che il DAX abbia la forza di sfondare questo muro. Il FTSE MIB (+1.27% a 23304 punti) continua la sua corsa verso i 24000 punti - la via é libera ma basta fare due calcoli e paragonare la situazione con Eurostoxx50 e colleghi per vedere che l'obiettivo é troppo lontano.

A New York c'é stata una seduta simile. L'S&P500 ha aperto in positivo a 2656 punti ed é subito salito. Fino a metà seduta é oscillato sui 2660 punti e poi il rialzo é continuato fino ai 2674 punti di massimo. Su questa resistenza intermedia l'indice si é fermato ed é ricaduto a 2664 punti. Ancora una volta ha fatto meglio la tecnologia (Nasdaq100 +1.11% a 6656 punti) che sembra aver dimenticato i problemi che hanno coinvolto due dei suoi pesi massimi (Facebook e Amazon).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4114 su 2620, NH/NL a 459 su 182 e volume relativo a 0.8 (!). La volatilità VIX é caduta a 18.49 punti (-1.75) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.66.
Gli indicatori sono misti e vicini  posizioni neutre. Non abbiamo nessun segnale particolare. In una situazione del genere bisogna seguire il trend fino a quando non si esaurisce. A corto termine il trend é al rialzo ma é fragile vista ma mancanza di volumi e la mediocre partecipazione. A medio termine il trend é neutro.

Stamattina regna la calma. Il future sull'S&P500 é invariato a 2664 punti. Le borse europee apriranno in pari - l'Eurostoxx50 vale 3445 punti. Anche in Asia le borse sono miste e poco mosse - il Nikkei lievita del +0.54% - Shanghai é in calo del -0.2%. In teoria oggi dovrebbe esserci un'altra e forse ultima seduta positiva con possibili obiettivi a 2674 o 2700 sull'S&P500 e 3475 o 3500 punti sull'Eurostoxx50. Nell'analisi del fine settimana esamineremo la possibilità che sia stato raggiunto un massimo intermedio. In caso affermativo dovrebbe poi seguire una fase negativa fino a circa il 20 aprile. Alla fine di questo ribasso più o meno intenso potrebbe esserci finalmente un solido minimo a medio termine e potrebbe nascere una sostenibile fase di rialzo. Quella attuale ha i piedi d'argilla.

Commento del 12 aprile

Seduta negativa senza apparenti conseguenze

Ieri le borse hanno avuto una seduta negativa con moderate perdite. A dire il vero non abbiamo molto da dire al riguardo. Questa giornata non ha cambiato la situazione tecnica e non abbiamo nessun segnale particolare. Notiamo unicamente i bassi volumi di titoli trattati che ci dice molto sull'umore degli investitori. Tra un flusso costante di notizie contradditorie si fà fatica a trovare una direzione e nel dubbio si resta a guardare. La mancanza di volumi rende però anche il trend vulnerabile. Da un paio di giorni presentiamo sul commento dell'S&P500 uno scenario alternativo al semplice rialzo a corto termine. Questa variante viene al momento favorita dallo sviluppo degli oscillatori che indicano la vicinanza di un massimo (2-3 giorni) intermedio e la possibilità di un minimo di corto e medio termine verso il 20 di aprile. Ne riparleremo nell'analisi del fine settimana.

Ieri l'Eurostoxx50 é sceso a 3419 punti (-0.55%) ed é tornato sulla MM a 200 giorni. La rottura al rialzo di martedì non sembra falsa e non viene negata da questo ritracciamento. Il DAX (-0.83% a 12294 punti) si é comportato alla stessa maniera e la perdita più consistente non ci preoccupa. Il FTSE MIB (-0.69% a 23012 punti) questa volta non é riuscito a fare meglio del resto dell'Europa. L'SMI svizzero (-0.54% a 8708 punti) non riesce ad approfittare della debolezza del CHF (EUR/CHF a 1.1860). La classica moneta rifugio CHF in questo momento non viene comperata. Si vede che gli investitori non danno troppo peso alla crisi siriana. Anche l'oro (1354 USD/oncia) si é mosso appena.

La seduta a Wall Street é stata noiosa. L'S&P500 (-0.55% a 2642.19 punti) é partito male e non é riuscito a recuperare - ha chiuso sul livello d'apertura con una perdita di 14 punti. La tecnologia ha seguito (Nasdaq100 -0.49% a 6583 punti) senza fornire spunti particolari.
L'S&P500 ha aperto a 2642 punti e fino a metà seduta é riuscito a risalire fino ai 2663 punti. È in seguito ricaduto fino ad un minimo a 2641 punti ed ha chiuso poco sopra a 2642 punti. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3175 su 3498, NH/NL a 426 su 241 e volume relativo a 0.75 (!). La volatilità VIX é scivolata a 20.24 punti (-0.23) - la CBOE Equity put/call ratio era nella media a 0.65. A corto termine l'S&P500 dovrebbe entro venerdì tentare di risalire almeno a 2674 punti. Molto però dipende dalle decisioni di Donald Trump e dagli sviluppi sui vari scenari di crisi (Siria, guerra commerciale con la Cina).

Stamattina i mercati sono sorprendentemente tranquilli. Le borse asiatiche si muovono appena - il Nikkei é sceso del -0.12% - Shanghai sale del +0.3%. Il future sull'S&P500 é a 2644 punti (+3 punti). Le borse europee marciano sul posto - l'Eurostoxx50 aprirà invariato sui 3419 punti.

Commento dell'11 aprile

Ora il rialzo é evidente - non sappiamo ancora se tenderà ad accelerare o se si fermerà sui 2700 punti di S&P500

Ieri le borse hanno ancora guadagnato terreno ed ora il rialzo sui grafici é evidente. Per le prima volta le candele sui grafici di Eurostoxx50 (+0.70% a 3438 punti) e DAX (+1.11% a 12397 punti) si trovano sopra la MM a 50 giorni. Per gli analisti tecnici scatta un segnale d'acquisto a medio termine. Per il resto la seduta in Europa é stata poco spettacolare. Gli indici si sono mossi in pochi punti e sui grafici si fatica a scorgere le candele dopo giorni di sedute volatili. Gli indici hanno chiuso sul livelli d'apertura e con consistenti guadagni - le candele sono quindi minuscole ma non possono essere ignorate poiché svettano sfacciatamente sopra il gruppo degli ultimi giorni. I segnali positivi si moltiplicano - anche il FTSE MIB (+0.52% a 23173 punti) ha guadagnato altri 120 punti e ha raggiunto un nuovo massimo a 60 giorni. Malgrado l'empasse politica l'indice lievita nello scetticismo generale e si trova ormai solo poco più di 800 punti dal massimo annuale sui 24000 punti.
Siamo convinti che gli obiettivi indicati negli scorsi giorni per questa spinta di rialzo verranno raggiunti. Non sappiamo però se esiste maggiore potenziale. Al momento manca decisamente partecipazione e quindi temiamo che appenna verrà raggiunta la combinazione di ipercompera e resistenze (statiche o limite superiore delle Bollinger Bands) ci sarà una battuta d'arresto.
Poi bisognerà riesaminare approfonditamente la situazione.

Anche a New York c'é stata una buona seduta. L'S&P500 é salito a 2656.87 punti (+1.67%) e la tecnologia (Nasdaq100 +2.22%) ha ricominciato a trainare i listini. L'S&P500 ha aperto in forte guadagno a 2645 punti ed é riuscito ad incrementarlo durante la giornata. È oscillato tra i 2640 ed i 2660 punti (un range abbastanza compresso) ed ha chiuso nella parte superiore del range a 2656 punti. La resistenza intermedia a 2672-2674 punti non é stata attaccata. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5488 su 1331, NH/NL a 421 su 241 e volume relativo a 0.9. Ci preoccupa la debole partecipazione sia quantitativa che qualitativa - se non cambia qualcosa il rischio é alto che l'S&P500 non abbia la forza per passare sopra i 2700 punti. Questa possibilità é sostenuta dagli indicatori di sentiment. La volatilità VIX é scesa a 20.47 punti (-1.30) e la CBOE Equity put/call ratio é risultata molto bassa a 0.57. Gli investitori stanno tornando fiduciosi troppo velocemente e c'é già troppa speculazione al rialzo da parte di investitori retail.

Stamattina le premesse sono per una seduta negativa. Gli Stati Uniti preparano un attacco militare in Siria e le borse reagiscono male. Il future sull'S&P500 scende a 2644 punti (-11 punti) e l'Eurostoxx50 aprirà sui 3429 punti (-0.3%). Niente di male - non crediamo che le perdite durante la giornata aumenteranno in maniera considerevole. Le borse hanno più volte dimostrato nei giorni scorsi di saper incassare le cattive notizie senza fatica - si concentrano sui fondamentali e sui dati delle imprese che finora rimangono costruttivi. Nessuno parla più di tassi d'interesse (che non salgono) e finora non si vede traccia d'inflazione.

Commento del 10 aprile

Costruttivo consolidamento

Ieri le borse europee si sono mosse poco e hanno guadagnato qualche punto. L'Eurostoxx50 é salito a 3414 punti (+0.20%). A prima vista sembra una seduta senza interesse. L'occhio attento dell'analista tecnico scorge però sui grafici dei dettagli costruttivi e che suggeriscono l'imminenza di un inversione di tendenza e di una spinta di rialzo.
La candela sul grafico dell'Eurostoxx50 si vede appena e il guadagno di 6 punti sembra essere troppo modesto per contare qualcosa. È  però successo qualcosa di importante. L'indice é entrato in contatto con la MM a 50 giorni a 3416 punti e ha provato a superarla. Ieri il tentativo é fallito ma sembra solo una questione di tempo per una rottura al rialzo visto che la MM a 50 giorni sta ancora scendendo. Questo avvenimento dovrebbe segnare la fine della fase di ribasso iniziata a febbraio e segnalare l'inizio di una fase di rialzo. Da inizio febbraio l'Eurostoxx50 e gli indici azionari europei in generale si muovono costantemente sotto la MM a 50 giorni che determina il trend al ribasso - una rottura al rialzo sarebbe un significativo cambiamento con conseguenze positive a medio termine. I 3500-3550 punti indicato giovedì come possibili obiettivi sono ancora indicativi. L'indice potrebbe salire anche più in alto ma adesso é troppo presto per dirlo.
Il DAX (+0.17% a 12261 punti) ha guadagnato 20 punti ed ha terminato la seduta nella parte inferiore del range giornaliero e sotto il livello d'apertura. Tecnicamente non si é trattato di una seduta entusiasmante se non fosse per il fatto che il DAX come l'Eurostoxx50 sta testando dal basso la MM a 50 giorni. Si trova sotto questa media mobile da inizio febbraio e un superamento di questa linea sarebbe la prima conferma che la tendenza di fondo sta cambiando. Le premesse per una rottura al rialzo sono molto buone poiché vediamo su più fronti segnali di forza.
Il FTSE MIB (+0.54% a 23054 punti) ha guadagnato 124 punti. Nulla di spettacolare ma questo balzo é tecnicamente rilevante visto che l'indice ha raggiunto un massimo a 60 giorni e ha nuovamente sovraperformato le altre borse europee. Nel commento di giovedì scorso avevamo anticipato questo movimento. Questo però si é concretizzato malgrado la caduta di venerdì a Wall Street - questo é importante e rappresenta una dimostrazione di forza. La strada fino ai 24000 punti é aperta. 

La seduta a Wall Street ha deluso chi si aspettava una forte reazione dopo il crollo di venerdì. L'S&P500 (+0.33% a 2613.16 punti) ha guadagnato solo 8 punti e si é allontanato di poco dalla zona di supporto sui 2600 punti. Ha però svolto una tranquilla seduta in trading range e ha trascorso tutta la giornata in territorio positivo. Per noi si tratta di una semplice seduta di consolidamento con modesti volumi (volume relativo a 0.9). Non appare pressione di vendita e la caduta sul finale di seduta ci sembra insignificante. In effetti il grafico giornaliero dell'S&P500 assomiglia ad una parabola. L'indice ha aperto a 2617 punti, é lentamente salito fino ai 2653 punti di massimo decelerando mano a mano che si avvicinava all'apice e poi é ricaduto fino a 2610 punti di minimo. Un breve rimbalzo sul finale ha fissato la chiusura dell'indice a 2613 punti. La tecnologia (Nasdaq100 +0.61% a 6472 punti) sembra ritrovare la sua forza relativa grazie alla biotecnologia.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3700 su 2989 e A/D a 249 su 368, La volatilità VIX é stranamente salita a 21.77 punti (+0.28) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61. Sembra che gli investitori istituzionali sono più prudenti mentre i privati tendenzialmente stanno comperando ma é azzardato fare una simile affermazione solo sulla base di un paio di dati. Prendiamo peò nota di queste osservazioni per poter poi giudicare la qualità del rialzo ed il suo potenziale.

Stamattina torna la fiducia sui mercati azionari dopo alcune dichiarazioni d'apertura al libero commercio mondiale da parte dei cinesi. Il future sull'S&P500 balza a 2651 punti (+32 punti) e le borse europee apriranno in netto rialzo - l'Eurostoxx50 vale ora 3440 punti. Non sappiamo se oggi avremo un'altra falsa pertenza o una seduta decisamente positiva. Prepariamoci però, oggi o nei prssimi giorni, ad una accelerazione al rialzo.
Un'ultima osservazione: le borse europee stanno lievitando e stanno annullando la tendenza ribassista malgrado la forza dell'EUR (EUR/USD a 1.2310) - anche questo é un segnale di forza.
Le borse asiatiche stamattina erano positive: Il Nikkei ha guadagnato il +0.64% - Shanghai balza del +1.67%.


Aggiornamento del 9 aprile

Inizio di settimana secondo i piani - le borse aprono in positivo e ignorano il tonfo di venerdì a Wall Street

Stamattina non resta traccia della pessima seduta di venerdì in America. Il future sull'S&P500 rimbalza a 2622 punti (+16 punti) e le borse europee invece che ripartire dai liveli depressi raggiunti venerdì alle 22.00 aprono in positivo. L'Eurostoxx50 inizia le contrattazioni sui 3410 punti (+2 punti). Ci accontentiamo - non prevediamo un rialzo forte e dinamico ma unicamente una reazione al fatto che mancano ulteriori argomenti per vendere. Se le borse non scendono non possono che fermarsi o risalire.
Oggi ci aspettiamo una seduta moderatamente positiva.
Per la cronaca le borse asiatiche hanno guadagnato terreno. Il Nikkei é salito del +0.51% mentre Shanghai lievita del +0.2%.

Commento del 7-8 aprile

L'S&P500 forma base sui 2600 punti - un rialzo é più probabile che un'accelerazione al ribasso

Settimana scorsa le borse hanno avuto uno sviluppo altalenante. Si sono susseguite in maniera caotica fugaci spinte di rialzo e di ribasso. Il risultato a livello di performance é stato discordante e molti investitori saranno ormai confusi. In Europa gli indici azionari più importanti in quattro sedute hanno guadagnato terreno. In America invece le cinque sedute hanno avuto nel complesso un esito negativo. Lasciando brevemente da parte il caos e la volatilià provocati dai vari annunci in relazione alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina c'é un fatto che risalta: l'S&P500 (-2.19% a 2604.47 punti) ha costantemente difeso il supporto sui 2600 punti e la MM (media mobile) a 200 giorni (ora a 2594 punti) - su questo livello sembra formarsi una solida base che dovrebbe per lo meno provocare una fase di rialzo a corto termine fino ai 2700 punti. Il Nasdaq100 (-2.45% a 6433 punti) conferma questa impressione - questa settimana ha fermato la sua caduta sopra la MM a 200 giorni (6286 punti) e a soli 26 punti dal nostro obiettivo a 6300 punti. L'unico indice americano che nell'immediato ci preoccupa é il DJ Transportation (-2.94%) che venerdì ha toccato un nuovo minimo a 30 giorni - é però rimbalzato 110 punti da questo minimo pericolosamente vicino alla MM a 200 giorni. Ci sono quindi delle crepe nel muro ma in linea di massima non sembra che ora debba esserci un'accelerazione al ribasso ma piuttosto una fase di rialzo. Ripetiamo però il nostro avviso - ci sono valide ragioni per non essere speculativamente short ma non ci sono abbastanza argomenti tecnici per andare long. La situazione tecnica a lungo termine si sta deterioramente ed anche quella medio termine non é brillante considerando che tutti gli indici azionari si stanno muovendo sotto le MM a 50 giorni che ormai hanno cambiato direzione e scendono premendo come una cappa minacciosa sul mercato. Settimana scorsa le borse hanno retto malgrado una serie di notizie negative. Ci aspettiamo quindi che settimana prossima parta una fase di rialzo a corto termine una volta che le basi sui 2600 punti di S&P500 e sui 3380 punti di Eurostoxx50 saranno complete.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.23% a 3408 punti              
DAX                         +1.19% a 12241 punti
SMI                          -0.80% a 8671 punti
FTSE MIB                  +2.31% a 22929 punti
S&P500                    -1.38% a 2604.47 punti
Nasdaq100               -2.45% a 6433 punti

Non c'é bisogno di analizzare nel dettaglio la seduta di venerdì in Europa. Gli indici hanno svolto una seduta nel range del giorno precedente e hanno terminato la giornata poco lontani dai livelli d'apertura e con moderate perdite. Si é trattato di una seduta cosiddetta "tronca" perché nel dopo borsa la caduta di Wall Street ha coinvolto anche i futures europei. Non ci sono però danni rilevanti o nuovi segnali tecnici. La situazione rispetto a giovedì é praticamente invariata e sul corto termine é costruttiva malgrado che venerdì avremmo preferito osservare una continuazione del rally di giovedì. Trump ha deciso altrimenti.
L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3408 punti (-0.64%) - per le 22.00 é teoricamente caduto a 3384 punti. Il livello d'apertura di giovedì sui 3380 punti non é stato superato al ribasso é questo é un segnale di forza. L'Eurostoxx50 dovrebbe settimana prossima ripartire al rialzo da questi 3380 punti - al massimo potrebbe ancora cadere fino a 3350 punti per chiudere il gap.
Gli altri indici si sono mossi alla stessa maniera. Il DAX -0.52% a 12241 punti, 12186 punti alle 22.00) segue l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (-0.17% a 22929 punti) mostra forza relativa, l'SMI (-0.82% 8671 punti) é invece più debole.
La caduta dell'indice delle banche SX7E (-1.14% a 126.22 punti) non sembra essere un problema grave.

A Wall Street invece la seduta é stata pessima. L'S&P500 ha perso 58 punti ed é ricaduto a 2604.47 punti (-2.19%). Ha però toccato un minimo a 2586 punti verso le 21.00 e ancora una volta é rimbalzato dopo questa marginale rottura del supporto. Questo supporto sui 2600 punti sembra ormai diventare una solida base. Il Nasdaq100 (-2.45% a 6433 punti) si é comportato in maniera simile.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1394 su 5423, NH/NL a 341 su 533 e volume relativo a 0.9. Il numero dei nuovi minimi a 30 giorni non aumenta e i volumi sono modesti e sotto la media - per questo riteniamo la probabilità di un'accelerazione al ribasso bassa anche se non possiamo escluderla - temporalmente é però troppo tardi (doveva esserci prima d Pasqua).
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra (Bullish Percent Index sul NYSE a 50.15) tendente al negativo (29.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni).
Riassumendo non ci sono ragioni tecniche per correre a comperare. Il quadro generale é negativo ma sul corto termine ci deve essere un rialzo di corto termine che potrebbe anche trasformarsi in una fase di rialzo a medio termine - questa però dovrebbe essere l'ultima fase positiva di un mercato che sul lungo termine sta ruotando verso il basso. Forse siamo già in un bear market anche se i tempi per un'accelerazione al ribasso non sembrano ancora maturi.

Commento del 6 aprile

Short covering rally - adesso ci vuole un consolidamento


Dopo il key reversal day di mercoledì a Wall Street é seguito ieri un rally in Europa provocato soprattuto dalla copertura di posizioni short. Gli indici azionari hanno aperto in gap up e hanno terminato la seduta in vicinanza dei massimi giornalieri con forti guadagni. In genere dopo una seduta del genere c'é una continuazione verso l'alto. Oggi non sarà il caso visto che Donald Trump ha avuto un'altra idea geniale e ha annunciato di voler studiare altri dazi doganali su 100 Mia di USD di merce proveniente dalla Cina. La guerra commerciale é in pieno svolgimento.
L'Eurostoxx50 ha aperto in gap up sui 3380 punti e ha chiuso a 3430 punti (+2.68) - teoricamente questa spinta di rialzo potrebbe far risalire l'Eurostoxx50 fino ai 3500-3550 punti. Ripetiamo che tecnicamente vediamo molte ragioni per chiudere posizioni short ma non abbiamo ancora validi argomenti per consigliare posizioni long. I minimi di aprile sono abbastanza solidi per impedire a corto termine un'ulteriore accelerazione al ribasso ma manca un solido minimo a medio termine caratterizzato da ipervenduto e panico. Non ci sarebbe da stupirsi se ora l'Eurostoxx50 consolidasse e tornasse sui 3365 punti prima di provare a salire più in alto.
Gli altri indici azionari europei hanno avuto lo stesso comportamento dell'Eurostoxx50 compresi gap up e chiusura sul massimo. Anche i guadagni sono simili (DAX +2.90% a 12305 punti / FTSE MIB +2.35% a 22969 punti / SMI +2.21% a 8742 punti).
Con questo rally il ribasso iniziato a febbraio é formalmente terminato.

L'S&P500 ha avuto un'altra seduta positiva ma la spinta sembra già essersi fermata sulla prima resistenza intermedia a 2674 punti. Ieri pomeriggio alle 14.00 avevamo fatto il seguente pronostico per la giornata: "Questa apertura in gap up ci sembra eccessiva.  C'é una resistenza intermedia a 2674 punti che oggi dovrebbe bastare a stoppare il rialzo. È possibile che dopo l'S&P500 si sgonfi e ridiscenda fino ai 2649 per chiudere il gap. In linea di massima però ci aspettiamo che oggi l'S&P500 finisca la giornata con un guadagno di una decina di punti." In effetti l'S&P500 ha toccato un massimo a metà giornata a 2672 punti, é poi sceso fino ad un minimo a 2649 punti ed é risalito in chiusura a 2662.84 punti (+0.69%) guadagnando 18 punti. Anche la tecnologia (Nasdaq100 +0.53% a 6594 punti) ha fatto la sua parte. Sono saliti bene i soliti nomi: Facebook, Netflix, Amazon, Tesla (+6.54%) - questo fatto unito ai modesti volumi (volume relativo a 0.8) ci dice che al momento comperano i piccoli investitori retail - sono in genere i primi che scappano appena gira il vento.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4812 su 1919, NH/NL a 458 su 161. La volatilità VIX é scesa a 18.94 punti (-1.12) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61 - é gia tornato un certo ottimismo. Nelle ultime 9 sedute l'S&P500 si é mosso tra i 2553 ed i 2674 punti - la MM a 200 giorni scorre a 2592 punti. È probabile che ora l'S&P500 debba consolidare qualche giorno tra i 2600 ed i 2670 punti.

Stamattina le affermazioni di Trump spaventano gli investitori e le borse cambiano nuovamente direzione. Il future sull'S&P500 cade a 2635 punti (-26 punti). Il Nikkei scivola del -0.14% - Shanghai perde solo il -0.18%. L'Eurostoxx50 vale ora 2301 punti - le borse europee apriranno deboli - gli indici azionari scenderanno all'inizio del -0.9%. Non crediamo che oggi debbano scendere più in basso. Le borse nei giorni scorsi si sono dimostrate resistenti agli annunci di dazi commerciali da parte di Stati Uniti e Cina che finora rappresentano soprattutto una prova di forza dalle conseguenze incerte.

Commento del 5 aprile

Malgrado notizie negative le borse si rifiutano di scendere - questa indecisione può durare ancora settimane

Lasciando da parte indicatori e grafici spesso é il comportamento dei mercati durante la seduta a mostrare come stanno interagendo le forze e quali stanno prevalendo. Quando le borse recuperano da pesanti perdite e chiudono vicino ai massimi giornalieri malgrado una serie di notizie negative significa che i venditori hanno esaurito le loro munizioni. Questo indica la presenza di un minimo più o meno importante. Può seguire un semplice rialzo di corto termine di alcune sedute o una fase positiva più lunga e duratura. Con quello che abbiamo visto ieri é però diventato molto improbabile che le borse terminino la fase di ribasso con un'accelerazione di tipo esaustivo su nuovi minimi annuali con ipervenduto e panico. A questo punto é meglio abbandonare subito le posizioni short e restare a guardare - l'intonazione di fondo dei mercati é ancora negativa e in mancanza di un solido minimo é probabile che nelle prossime settimane ci sia ancora un importante tentativo di ribasso. In teoria l'S&P500 (+1.16% a 2644.69 punti) deve risalire sopra i 2700 punti prima di confermare una eventuale inversione di tendenza. Sappiamo però per esperienza che é meglio prendere subito una decisione senza aspettare conferme tardive specialmente quando si tratta di chiudere delle posizioni short in guadagno. Il reversal di ieri sull'S&P500 e in generale sugli indici azionari americani non é un segnale abbastanza forte e convincente per indurci a comperare e andare long. Lo scenario più probabile ora é che l'S&P500 oscilli ancora per settimane tra i 2600 ed i 2800 punti prima di, probabilmente, rompere al ribasso. Conviene però affrontare questo periodo senza posizioni speculative aperte piuttosto che subire la pressione nervosa di posizioni che guadagnano e perdono senza un chiaro controllo della situazione.
Per questa ragione chiudiamo oggi tutte le posizioni short a medio termine in portafoglio.

Ieri le borse europee sono precipitate la mattina e hanno recuperato nel pomeriggio. A fine giornata sono rimaste delle modeste perdite e questo ci impedisce di parlare di reversal. Gli hammer sui grafici mostrano però chiaramente che per il momento gli indici non vogliono scendere più in basso. La reazione é stata forte e convincente e nessun indice ha toccato un nuovo minimo annuale malgrado che in alcuni casi (DAX, SMI) mancava pochissimo.
L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3300 punti ed ha chiuso a 3340 punti (-0.20%) con una insignificante perdita di 7 punti. Dal settore bancario non sono venuti spunti particolari (SX7E -0.39% a 124.17 punti). Il DAX é caduto fino a 11792 punti - ha marginalmente rotto la barriera psicologica dei 11800 punti e si é appoggiato sul bordo inferiore delle BB a 11798 punti. Non ha però testato il minimo annuale a 11726 punti ed é ripartito al rialzo - ha terminato la giornata a 11957 punti (-0.37%). Solo l'SMI svizzero (-0.89% a 8553 punti) non si é risollevato di tanto dal minimo giornaliero. Il minimo annuale a 8501 punti non é stato attaccato.
Il FTSE MIB (-0.30%) si é comportato come l'Eurostoxx50 - non abbiamo nulla di nuovo da annotare.

Dopo l'annuncio da parte della Cina di voler imporre dazi doganali su merci provenienti dagli Stati Uniti per 50 Mia di USD i futures sugli indici azionari americani sono inizialmente andati a picco - l'S&P500 ha teoricamente raggiunto i 2560 punti. Pensavamo che questo finalmente potesse provocare un'accelerazione al ribasso e panico ed invece la reazione é stata diametralmente opposta. La borsa americana ha aperto in recupero sui minimi giornalieri e ha chiuso sui massimi con guadagni superiori all'1%. Formalmente questo é un key reversal day che non sottovalutiamo malgrado il carattere speculativo del movimento e i modesti volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.95).  L'S&P500 ha aperto a 2576 punti ed é praticamente salito per tutta la giornata con una lunga pausa sui 2610 punti a metà seduta. Ha toccato un massimo a 2649 punti ed ha chiuso a 2644.69 punti (+1.16%). Il Nasdaq100 (+1.57% a 6560 punti) si é comportato in maniera simile. Notiamo che il minimo é stato a 6326 punti a soli 26 punti dal nostro obiettivo. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5006 su 1764, NH/NL a 306 su 796. La volatilità VIX é scesa a 20.06 punti (-1.04) mentre la CBOE Equity put call ratio é stata nella norma a 0.63. A livello tecnico non é cambiato molto ma ormai é evidente che l'S&P500 non vuole scendere sotto la MM a 200 giorni. Se non scende ha solo due altre possibilità - o si ferma tra i 2580-2660 punti o sale.

Stamattina la reazione delle borse asiatiche é positiva. Il Nikkei balza del +1.70% - Shanghai é chiusa per festività. Il future sull'S&P550 guadagna ancora qualche punto a 2656 punti (+9 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +1%/+1.2% - l'Eurostoxx50 vale ora 3381 punti. Non ci aspettiamo una immediata e sostanziale continuazione del rialzo - é probabile che nel corso della giornata le borse europee perdano parte dei guadagni iniziali. Avremo però una seduta positiva.

Commento del 4 aprile

Borse europee indecise sotto l'influsso di diverse correnti - evidente rimbalzo tecnico a Wall Street

Le borse europee hanno faticato a trovare il livello d'equilibrio tra la compensazione dell'anomalo rimbalzo di giovedì, ultima seduta prima di Pasqua, il crollo di lunedì sera a Wall Street e il rimbalzo della borsa americana nel pomeriggio. Il risultato é che gli indici azionari hanno aperto in calo e sono caduti fino alle 10.30 con perdite che hanno superato l'1%. Dopo timidamente sono tornati i compratori, gli indici si sono stabilizzati, hanno fatto base e nel pomeriggio sono risaliti dopo che il recupero a Wall Street si é concretizzato. Per saldo l'Eurostoxx50 (-0.43% a 3347) ha scelto di chiudere sul livello d'apertura con una modesta perdita di 14 punti. La mattina era sceso fino ad un minimo a 3324 punti. Il buon recupero dal minimo e la modesta perdita ci dicono che non é ancora venuto il momento per l'attesa accelerazione finale ed esaurire la correzione su un solido minimo a medio termine. Ieri ci eravamo aspettati maggiore pressione di vendita e una minusvalenza più consistente - dobbiamo accontentarci. La spinta di ribasso non sembra completa e nei prossimi giorni prevediamo un'ultima spinta verso i 3200-3250 punti. Speriamo di non dover aspettare troppo questo momento e soprattutto che la spinta finale non venga sostituita da un lungo stillicidio senza una fine evidente.
Il DAX tedesco (-0.78% a 12002 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Ha toccato la mattina un minimo a 11913 punti e poi é risalito. Esiste un evidente supporto a 11800 punti dove ora scorre anche il limite inferiore delle Bollinger Bands. Questo supporto deve essere rotto nei prossimi giorni - in caso contrario avremo un'altra onda di rialzo come quella di inizio marzo prima che la correzione possa terminare con una spinta di ribasso ed un nuovo minimo annuale. L'SMI svizzero (-1.26% a 8631 punti) sembra già aver preso questa strada e punta decisamente verso un nuovo minimo annuale sotto i 8600 punti. Questo sostiene la nostra variate preferita - nei prossimi giorni ci deve ancora essere una spinta di ribasso - spesso la borsa svizzera si é mossa con qualche giorno di anticipo rispetto al resto dell'Europa. Il FTSE MIB italiano (+0.44% a 22510 punti) ha terminato la giornata con un sorprendente guadagno. Cosa é successo? La buona performance di alcuni titoli (Fiat +7.32%, Moncler +6.38%, Mediaset +6.43%) ha sicuramente aiutato l'indice. Poi la borsa italiana giovedì scorso era "rimasta indietro" e doveva recuperare. Da ultimo é ormai evidente che la tendenza di fondo del FTSE MIB é neutra - il ribasso che caratterizza i grafici delle borse europee da inizio febbraio in Italia non appare. Il FTSE MIB da mesi non va da nessuna parte e si muove secondo regole proprie intorno ai 22500 punti. Tra i 21500 ed i 24000 punti sembra tutto possibile. A corto termine favoriamo una discesa sulla parte inferiore del canale. Come per il resto dell'Europa una caduta sui 21500 punti nella prossima decina di sedute significherebbbe probabilmente un minimo a medio termine a cui deve seguire una sostenibile fase di rialzo.

Ieri pomeriggio le borse europee sono risalite grazie ai segnali positivi provenienti da Wall Street. Vediamo come é andata.
La seduta é stata positiva e l'S&P500 (+1.26% a 2614.45 punti) é tornato sopra i 2600 punti e sopra la MM a 200 giorni. Molti analisti tecnici parlano già di falsa rottura al ribasso (la caduta di lunedì) e fine della correzione. Noi non sposiamo questa interpretazione. Il balzo di ieri ci sembra un semplice rimbalzo tecnico con modesti volumi (volume relativo a 0.9) e favorito da alcuni aspetti psicologici. Alle 20.30 l'S&P500 era ancora in pari a 2582 punti. Aveva aperto a 2592 punti, era sceso sul minimo a 2575 punti e era risalito a 2605 punti - poi si stava limitando ad oscillare in laterale sulla parte inferiore del range. Alle 20.30 é arrivata la notizia che la Casa Bianca non intendeva prendere misure concrete contro Amazon (+1.46%) che nei giorni precedenti era stata più volte e duramente attaccata su Twitter da Donald Trump. Come per miracolo l'azione ha guadagnato 45 USD (!) e il resto del listino ha seguito. L'S&P500 é balzato di 27 punti (+1%), ha toccato un massimo a 2619 punti e sul finale é ricaduto a 2614 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4920 su 1888, NH/NL a 198 su 701. La volatilità VIX é scesa a 21.10 punti (-2.25) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.65.
Ora il mercato é tornato alla situazione di prima di Pasqua. La MM a 200 giorni (2590 punti) sembra fare supporto all'S&P500 e spingerlo verso l'alto. Manca però una solida base per un movimento di rialzo. I ribassisti rimangono in agguato - la tecnologia (Nasdaq100 +1.06% a 6458 punti) mostra ancora debolezza relativa.
Non abbiamo ragioni concrete per abbandonare la previsione di un'accelerazione al ribasso di tipo esaustivo. È però evidente che ora le borsa faticano a scendere e i rimbalzi si fanno più frequenti e consistenti. Finora però sono ancora solo dei rimbalzi concentrati sopratutto su titoli discussi e speculativi (Tesla +5.96%). Speriamo che nei prossimi giorni i ribassisti prendano decisamente l'iniziativa.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Il Nikkei ha guadagnato il +0.18% - Shanghai sale del +0.2%. Il future sull'S&P500 scende a 2605 punti (-8 punti). Le borse europee fanno una somma di questi segnali positivi e negativi e decidono di aprire praticamente invariate. L'Eurostroxx50 vale ora 3351 punti (+4 punti). Alle 11.00 sono attesi i dati sull'inflazione europea - non ci aspettiamo una reazione delle borse visto che ora si muovono solo sulla base delle emozioni e non seguendo i dati economici. Lo sciopero dei ferrovieri in Francia sta paralizzando il Paese ed é un importante banco di prova per Macron - lascia però indifferente la borsa (CAC40 -0.29%)

Commento del 3 aprile

Inizio di settimana col botto - la caccia ai minimi annuali é aperta

Ci aspettavamo che ieri l'S&P500 eliminasse i guadagni di giovedì scorso, dovuti probabilmente ad un effetto di window dressing, e che durante questa settimana l'indice scendesse sui 2600 punti per preparare la rottura al ribasso. Invece l'attacco dei ribassisti é stato immediato e decisivo. Probabilmente la pausa pasquale é stata usata dagli investitori per rendersi conto della situazione e la reazione é logica e comprensibile. L'S&P500 ha rotto il supporto sui 2600 punti, é precipitato sotto la MM a 200 giorni a 2590 punti ed é precipitato fino ad un minimo a 2553 punti. Sul finale ha recuperato fino a 2581.88 punti (-2.23%) ma la perdita giornaliera é imponente (-59 punti) e il danno tecnico é stato arrecato - la strada verso il basso é aperta.
Come era facile intuire le vendite si sono concentrate sulla tecnologia (Nasdaq100 -2.89% a 6390 punti) e su alcune società da giorni nel mirino delle critiche (Amazon -5.21%, Tesla -5.13%, Netflix -5.10%).  A queste si é aggiunta ieri Intel (-5.10%) dopo la minaccia di Apple di abbandonare i suoi semiconduttori. Gli indici non sono ancora in ipervenduto e non appare ancora panico. Di conseguenza, malgrado che ieri nelle ultime due ore di contrattazioni, ci sia stato un sensibile recupero, é probabile che la discesa debba continuare.
L'S&P500 ha aperto a 2632 punti e all'inizio é ancora salito a 2637 punti. Poi fino a metà seduta é caduto a 2571 punti rompendo di slancio tutti i supporti intermedi. Dopo un rimbalzo fino ai 2586 punti, l'indice verso le 20.00 é caduto sul minimo giornaliero a 2553 punti. Per un'oretta ha formato base e poi é risalito fino ai 2581.88 punti (-2.23%). La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 1093 su 5795, NH/NL a 173 su 1555 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 23.62 punti (+3.65) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.77. Vi ricordiamo che ci aspettiamo un'impennata della VIX fino ai 50 punti circa e una put/call ratio sopra gli 0.80 per alcuni giorni per avere un minimo significativo. La RSI dell'S&P500 é a 36.84 punti - quella del Nasdaq100 é a 36.65 - entrambe devono scendere sotto i 30 punti.
Stamattina le borse asiatiche sono deboli ma non crollano. Il Nikkei ha perso il -0.45%, Shanghai scende dell'1%. Il future sull'S&P500 recupera a 2584 punti (-9 punti). Le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.8%. L'Eurostoxx50 vale ora 3338 punti contro la chiusura del giovedì prima di Pasqua a 3361 punti. Per ora assistiamo ad una discesa controllata.
Sul fronte dei cambi e dei tassi d'interesse non vediamo nessun movimento particolare. Oggi le borse europee dovrebbero avere una seduta negativa ma non un crollo. Probabilmente ci vorranno alcuni giorni prima che ci siano le premesse per l'atteso solido minimo a medio termine.

Aggiornamento del 2 aprile - Lunedì di Pasqua

La fine del trimestre ha provocato un impennata artificiale che deve essere eliminata

La Pasqua é trascorsa nella calma e non ci sono novità di rilievo - per fortuna.
In Asia le borse erano aperte - in generale gli indici azionari hanno perso qualche punto. Il Nikkei é sceso del -0.31% mentre Shanghai ha lasciato il -0.18% sul terreno. Il future sull'S&P500 é stabile da stamattina sui 2635 punti. Ora (11.00) é a 2634 punti (-9 punti). Significa che l'S&P500 vale 2630 punti, 10 punti meno che la chiusura di venerdì scorso. Nel pomeriggio la borsa americana aprirà in calo e questo dovrebbe essere il preludio ad una settimana negativa. Non ci aspettiamo un crollo ma solo un ritorno sui 2600 punti e sulla MM a 200 giorni (2589 punti). Poi vedremo c'é ci saranno le ragioni e la motivazione per una rottura al ribasso.
Abbiamo esaminato le statistiche delle fine del primo trimestre - normalmente nelle ultime due sedute di marzo c'é un impennata che viene poi cancellata all'inizio di aprile - probabilmente le banche d'affari spingono un qualche titolo per migliorare le performance trimestrali in quello che nel piccolo é un window dressing. Spesso però questa spinta non é sostenibile.
Sul fronte di cambi e tassi d'interesse non ci sono movimenti significativi.

Commento del 31 marzo - 1. aprile

Malgrado la settimana positiva prevalgono i segnali tecnici negativi - manca una spinta di ribasso

Lunedì 26 marzo gli indici azionari europei (con l'eccezione del FTSE MIB italiano, +0.36% a 22411 punti) hanno raggiunto dei nuovi minimi annuali. Per il resto della settimana sono risaliti e nel complesso la performance delle ultime quattro sedute prima di Pasqua é positiva. Dal massimo annuale del 23 gennaio appare sui grafici una serie regolare di massimi e minimi discendenti - a metà marzo si sono verificati numerosi dead cross (incrocio dall'alto della MM a 50 giorni sulla MM a 200 giorni) che sono dei segnali di vendita a medio termine - il nostro indicatore proprietario a medio termine basato sulla stocastica é ancora per Eurostoxx50 (+0.91% a 3361 punti) e DAX (+1.31% a 12096 punti) nettamente su sell. L'impressione generale é quindi che le borse europee debbano continuare a correggere e a partire da settimana prossima debba ancora svilupparsi una spinta di ribasso - prima potrebbero esserci alcuni giorni di distribuzione visto che gli investitori hanno bisogno una ragione per ricominciare a vendere.
La borsa americana é in una situazione leggermente diversa - gli indici sono crollati a febbraio e hanno toccato dei minimi annuali il 9 febbraio. Questi minimi sono tutt'ora validi - gli attesi test non si sono ancora verificati. Alla fine di settimana scorsa l'S&P500 é sceso fino a 2585 punti (chiusura a 2588 punti) e si é fermato sulla MM a 200 giorni. Notiamo che la precedente peggior chiusura dell'anno si era verificata l'8 febbraio a 2581 punti. Sembra quindi che su questo livello ci sia per lo meno un supporto intermedio che questa settimana é stato più volte avvicinato ma mai superato. L'S&P500 (+1.38% a 2640.87 punti) sta rimbalzando dalla MM a 200 giorni attualmente a 2589 punti. Settimana prossima, al più tardi dai 2675 punti, dovrebbe ricominciare a scendere e andare finalmente a testare il minimo annuale a 2532 punti. Il rimbalzo potrebbe durare più a lungo e trasformarsi in un periodo di distribuzione di una decina di sedute - in questa fase l'S&P500 potrebbe salire più in alto e andare a ritoccare i 2700 punti. Attenzione però che una distribuzione più lunga implica anche una successiva spinta di ribasso più forte e violenza.
Resta valido il principio che per un solido minimo a medio termine ci vuole ipervenduto e panico. In mancanza di queste due componenti ogni fase di rialzo di corto termine deve essere considerata come un rimbalzo in un ambiente generalmente ostile e negativo - la borsa americana resta oscenamente cara mentre i tassi d'interesse a corto termine (LIBOR) sull'USD sono in aumento e gli investitori restano piuttosto spensierati e non abbandonano il loro ottimismo di fondo (VIX a 19.97 punti, - 2.90).
La tecnologia é in difficoltà - il Nasdaq100 (+1.86% a 6581 punti) mercoledì ha toccato un minimo mensile a 6410 punti prima di rimbalzare. Nell'immediato potrebbe risalire fino ai 6800 punti prima che possa esserci la decisiva spinta di ribasso che farà scendere l'indice a testare il minimo annuale a 6164 punti. Speriamo però che il rimbalzo si fermi prima.
In generale, sui grafici degli indici azionari americani e europei, le MM a 50 giorni stanno ruotando verso il basso e coprono come una cappa minacciosa le candele dei grafici. Questo é un segnale preoccupante perché quando inizia un ribasso la MM a 50 giorni in calo é una resistenza difficile da superare e un'inversione di tendenza diventa un affare complicato. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.10% a 3361 punti              
DAX                         +1.77% a 12096 punti
SMI                          +2.01% a 8741 punti
FTSE MIB                  +0.55% a 22411 punti
S&P500                    +2.06% a 2640.87 punti
Nasdaq100               +1.12% a 6581 punti

Giovedì, ultima giornata di borsa prima della pausa pasquale, ci aspettavamo una seduta di pausa con indici azionari praticamente invariati. Invece é stata una giornata di rialzi come mostrano in namiera esemplare l'Eurostoxx50 (+0.91% a 3361 punti) e l'S&P500 (+1.38% a 2640.87 punti). Questa seduta positiva é stata un pò troppo intensa per inserirsi in maniera ideale nel concetto del rimbalzo tecnico prima dell'ultima spinta di ribasso. Però non possiamo farci niente e in linea di massima la situazione tecnica non é cambiata. Forse questo balzo é solo una conseguenza della fine del semestre - c'é chi ne ha approfittato per migliorare il bilancio prima di dover presentare i risultati. Il cedimento del future sull'S&P500 nel dopo borsa (2637 punti corrispondenti a 2633 punti di indice, -7 punti) é un indizio in questa direzione. In Europa notiamo con piacere che l'SMI svizzero si é mosso in controccorennte e ha perso il -0.17% a 8741 punti - chi ha letto il nostro commento di mercoledì sera conosce la ragione della nostra soddisfazione.

Anche in America la giornata é stata favorevole ai rialzisti. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 2623 punti e all'inizio é ricaduto a 2609 punti. Poi é ripartito al rialzo e alle 17.10 ha raggiunto i 2641 punti. Fino alle 20.0 é oscillato in laterale sotto questo livello - in seguito c'é stata un'impennata fino al massimo a 2659 punti. Sul finale l'S&P500 é tornato a 2641 punti ed ha chiuso. La tecnologia ha recuperato (Nasdaq100 +1.86%) dopo il tonfo di martedì (-3.32%) e mercoledì (-1.06%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5217 su 1577, NH/NL a 336 su 494 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 19.97 punti (-2.90) - la CBOE Equity put/call ratio era nella media a 0.63. La tendenza di fondo della borsa americana é tra il neutra e negativa con il 29.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 51.03.

All'inizio di settimana prossima speriamo che riprenda il ribasso. Non ne siamo però sicuri.
Sapete che a breve ci aspettiamo un'ultima spinta di ribasso che deve provocare, con ipervenduto e panico, un solido minimo a medio termine. Dopo questo minimo prevediamo una fase di rialzo di alcuni mesi che potrebbe sfociare per alcuni indici azionari particolarmente forti su nuovi massimi storici. Non siamo di conseguenza negativi malgrado che consideriamo queste spinte di ribasso e di rialzo che si verificano da inizio 2018 come la fase finale del bull market e il completamento di un top di lungo periodo.
È possibile che l'atteso rialzo a medio termine stia già iniziando e mancherà l'ultima spinta di ribasso. Detto altrimenti l'esaurimento del ribasso c'é stato lunedì scorso in Europa con i nuovi minimi annuali su numerosi indici - in America il test del minimo potrebbe invece venire a mancare ed essere sostituito dalla formazione di una base sulla MM a 200 giorni (S&P500). Questa ipotesi non ci piace ma considerando la buona seduta di giovedì questa possibilità non può essere esclusa a priori. Chi é short e preferisce non correre rischi e prendere i benefici deve comperare all'inizio di settimana prossima e chiudere le posizioni.
Da come inizierà il nuovo trimestre potremmo dire quale delle due varianti é quella giusta. 
Lunedì di Pasqua le borse europee sono chiuse. In America invece Wall Street riapre. Lunedì in mattinata pubblicheremo un breve aggiornamento.
Auguriamo una felice e serena Pasqua.


Commento del 30 marzo

Oggi le borse sono chiuse in occasione del Venerdì Santo. Pubblichiamo l'analisi del fine settimana domani, sabato 31 marzo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.10% a 3361 punti              
DAX                         +1.77% a 12096 punti
SMI                          +2.01% a 8741 punti
FTSE MIB                  +0.55% a 22411 punti
S&P500                    +2.06% a 2640.87 punti
Nasdaq100               +1.12% a 6581 punti

Commento del 29 marzo

Movimenti di assestamento prima di Pasqua - la spinta di ribasso partita a metà marzo non é completa

Ieri le borse europee si sono comportate relativamente bene. Le premesse erano per una seduta decisamente negativa dopo che martedì sera la borsa americana aveva terminato le contrattazioni con pesanti perdite. In effetti gli indici azionari europei hanno aperto in calo e fino a metà mattinata sono scesi in profondo rosso. Non hanno però superato al ribasso i minimi di lunedì (e minimi annuali) e lentamente hanno cominciato a recuperare. In serata hanno ignorato un'apertura a Wall Street senza impulsi e hanno chiuso sui massimi giornalieri. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +0.43% a 3331 punti - non é molto ma é la seconda seduta positiva consecutiva. I rialzisti stanno dando per lo meno dei segnali di vita.
La spinta di ribasso iniziata a metà marzo non sembra completa. Gli indici questa settimana hanno fermato la loro discesa senza cadere in ipervenduto e senza appoggiarsi su nessuno apparente supporto. Non abbiamo nessun segnale di minimo in posizione, nessun segnale d'acquisto e nessun segnale d'inversione di tendenza. Di conseguenza partiamo dal principio che settimana prossima il ribasso deve continuare.
Il DAX tedesco (-0.25% a 11940 punti) ha ancora perso 30 punti - ha però chiuso sulla parte superiore del range giornaliero e dopo 5 candele rosse sul grafico appare una candela bianca - la pressione di vendita é diminuita e i rialzisti riescono a terminare una seduta in vantaggio. Il FTSE MIB (+0.55% a 22331 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 grazie anche al contributo del settore bancario (SX7E +0.47% a 125.15 punti). Sicuramente il calo dell'EUR (EUR/USD a 1.2330) ha contribuito alla ripresa delle borse europee.
Il comportamento dell'SMI svizzero (+1.36% a 8756 punti) lascia il dubbio che questa settimana le borse europee possano aver toccato un minimo significativo. Ieri l'SMI ha mostrato una forte reazione - la seconda in due giorni con un indiscutibile A/D a 20 su 0. Il gap del 22 marzo é stato praticamente chiuso e se oggi l'indice riesce ancora a salire la tendenza di corto termine passa da ribassista a neutra. Spesso la Svizzera ha mostrato la strada al resto dell'Europa cambiando tendenza con alcuni giorni di anticipo. Teniamo d'occhio questo mercato dove la tecnologia dei social media e di internet non gioca nessun ruolo. 

Se l'Europa ha dato segni di vita l'America invece ha terminato la seduta nuovamente in calo e nella parte inferiore del range giornaliero. Notiamo però che l'S&P500 (-0.29% a 2605 punti) per la quarta seduta consecutiva resta sopra la MM a 200 giorni che già il 9 febbraio aveva bloccato la prima spinta di ribasso. Questo supporto ha fermato la caduta dell'indice. Manca però panico e ipervenduto per un solido minimo a medio termine.
L'S&P500 ha aperto a 2611 punti e per tutta la giornata é oscillato a caso e senza tendenza tra i 2593 ed i 2632 punti. Ha chiuso nella parte inferiore del range a 2605 punti. La seduta al NYSE é stata moderatamente negativa con A/D a 3172 su 3577, NH/NL a 202 su 1136 e volume relativo a 1.05. Notiamo che il numero dei nuovi minimi a 30 giorni (NL a 1136) é minore di quello registrato venerdì scorso (1305 punti). La pressione di vendita é in calo - le vendite si concentrano nel settore della tecnologia (Nasdaq100 -1.06% a 6460) e nei titoli conosciuti e a grande capitalizzazione (Amazon -4.38%, Tesla -7.67%, Netflix -4.96%). È evidente che i piccoli investitori retail sono particolarmente attivi ed eccitati mentre il resto del mercato é più calmo e stabile. Non sappiamo in quale direzione avverrà il contagio. Ieri il Nasdaq100 ha toccato un nuovo minimo mensile e normalmente questo indice é leader. Di conseguenza restiamo dell'opinione che settimana prossima la borsa americana debba ancora essere travolta da un ultima ondata di vendite.
La volatilità VIX é salita di poco a 22.87 punti (+0.37) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.68. Sul sentiment non abbiamo nulla di nuovo da segnalare.

Oggi é l'ultima seduta prima della pausa pasquale. Normalmente oggi i volumi sono in calo e i movimenti sono modesti. Le borse dovrebbero terminare la giornata senza cambiamenti significativi. Alle 06.30 il future sull'S&P500 era a 2605 punti. Ora (08.00) é salito a 2609 punti (+ 1 punto) - questo significa per lo meno che all'inizio della seduta in Europa non dovrebbero prevalere le vendite. L'Eurostoxx50 vale ora 3330 punti - le borse europee apriranno in pari.
Per la cronaca il Nikkei stamattina ha guadagnato il +0.10% - Shanghai sta salendo del +0.7%.
Domani, Venerdì Santo, le borse sono chiuse. Lunedì di Pasqua in Europa sarà ancora un giorno di festa. In America invece si ricomincia a trattare. Il nostro prossimo commento tecnico verrà pubblicato sabato 31 marzo.

Commento del 28 marzo

Il rimbalzo dell'S&P500 é durato ancora 4 ore - poi sono riprese le vendite - l'Europa rincorre con un giorno di ritardo

Non ci siamo ancora abituati al ritorno della volatilità. Nel 2017 e fino al massimo storico del 26 gennaio 2018 a 2872 punti l'S&P500 era salito in maniera monotona e regolare. I movimenti giornalieri erano inferiori all'1% e le correzioni si limitavano ad alcuni punti in percentuale distribuiti nell'arco di qualche giorno. Ora la musica é cambiata - giovedì scorso l'S&P500 ha perso il -2.52% - venerdì é seguito un altro tonfo del -2.10%. Lunedì doveva esserci un rimbalzo e in effetti l'indice é balzato del +2.72% chiudendo sul massimo giornaliero a 2658 punti. Normalmente i rimbalzi che iniziano in questa maniera durano al massimo tre giorni. Ieri nel commento pomeridiano sull'S&P500 avevano prudentemente affermato che "la chiusura vicino al massimo implica una continuazione del rialzo almeno per qualche ora". Pensavamo che l'S&P500 avrebbe aperto in guadagno, sarebbe salito ancora qualche punto e poi si sarebbe fermato, avrebbe ritracciato e chiuso in pari. In effetti l'S&P500 é salito fino ai 2674 punti - poi sono riprese le vendite e l'S&P500 é pesantemente caduto 78 punti (!), ha debolmente reagito ed ha chiuso a 2612.62 punti (-1.73%). Chi lunedì aveva comperato tecnologia facendosi attirare dalle valutazioni otticamente interessanti ha fatto un errore - il Nasdaq100 (-3.32%) é precipitato a 6529 punti e ha praticamente cancellato i lauti guadagni di lunedì. Gli investitori sembrano rendersi conto che le valutazioni di alcune società sono stratosferiche e fondamentalmente ingiustificate - esempi sono NVidia (-7.76%), il produttore di carte grafiche usate nei PC che minano le criptovalute, Tesla (-8.22%), il produttore di futuristiche auto elettriche che accumula solo perdite e Twitter (-12.03%) che ha lo stesso modello di business di Facebook con la differenza di non guadagnare un soldo. Ora il trend ribassista ha ripreso il sopravvento e il raggiungimento di un nuovo minimo annuale é solo una questione di tempo.
Facciamo un passo indietro. Ieri le borse europee hanno unicamente seguito, ancora una volta stupidamente e ciecamente, l'America. Lunedì a Wall Street c'era stata un'ottima seduta e ieri gli europei non hanno trovato di meglio che copiare. Le borse europee hanno aperto con consistenti guadagni. Non sono però riuscite a fare ulteriori sostanziali progressi. La sera hanno chiuso con significative plusvalenze ma sotto i valori d'apertura. Le candele sui grafici sono rosse e questo ci ha spinto ieri sera a porre seri dubbi sulla sostenibilità del movimento che sembrava un fugace rimbalzo tecnico. In effetti oggi arriverà il conto.
L'Eurostoxx50 é risalito a 3317 punti (+1.17%) - ha aperto a 3330 punti e ha toccato un massimo a 3336 punti. Il DAX (+1.56% a 11970 punti), il FTSE MIB (+0.90% a 22209 punti) e l'SMI (+1.52% a 8638 punti) si sono comportati in maniera simile. Le borse europee dovrebbero aprire stamattina in calo di circa il -1.2%. Di conseguenza non vale la pena fare lunghe considerazioni tecniche (gli interessati possono leggere i commenti serali) su questa seduta - é evidente che quello di ieri é stato solo un breve rimbalzo all'interno di un trend che resta ribassista.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2663 punti. Fino alle 19.00 é oscillato in laterale in un canale piuttosto ampio (2653-2674 punti). Poi le vendite hanno ripreso il sopravvento e gli indici sono caduti fino a poco prima della chiusura. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1714 su 5096, NH/NL a 288 su 823 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita di poco a 22.50 punti (+1.47) mentre la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.71 - sopra la media ma ancora lontana dagli 0.8.
Mancano due sedute alla fine di questa settimana. Venerdì Santo é una festa che viene osservata in quasi tutto il mondo e le borse sono tutte chiuse. Il Lunedì di Pasqua é invece festa solo in Europa - a Wall Street la borsa é aperta. Gli europei devono affrontare una lunga pausa di 4 giorni. L'America invece salterà solo una seduta. Normalmente prima di una lunga pausa di questo tipo le borse si fermano - i traders evitano di  prendere posizioni speculative e i volumi diminuiscono. In linea di massima pensiamo che l'S&P500 deve fermarsi sui 2600 punti e la continuazione del ribasso dovrebbe essere rimandata a settimana prossima.
Vi ricordiamo che per un soldo minimo ci vuole ipervenduto e panico. Con il rimbalzo di lunedì l'ipervenduto si é allontanato - non si nota ancora nessuna panico - al massimo nervosismo.

Stamattina (08.00) le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei ha perso il -2.11% - Shanghai é in calo del -1%. Il future sull'S&P500 é a 2612 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3283 punti (-34 punti). Dopo la debole apertura le borse dovrebbero stabilizzarsi e fermarsi. Visto che le ultime tre sedute sono state molto movimentate ci sembra strano fare questa previsione - non abbiamo però niente di meglio. Intorno ai 2600 punti l'S&P500 (minimo ieri a 2596 punti) sembra avere un buon supporto intermedio e non pensiamo che verrà rotto prima di Pasqua.

Commento del 27 marzo

Il forte rimbalzo in America cambia i tempi - l'ultima spinta di ribasso é rimandata a dopo Pasqua

Ieri la borsa americana doveva rimbalzare e preparare l'ultimo tuffo - secondo gli oscillatori la fine della correzione doveva verificarsi a metà di questa settimana. Il rimbalzo doveva però avvenire in trading range e con moderati volumi di titoli trattati. Gli indici americani dovevano muoversi nel range di venerdì e chiudere lontani dal massimo giornaliero. Invece il rimbalzo é stato robusto e decisamente più forte di quanto ci aspettavamo - troppo secondo i nostri gusti. L'S&P500 ha chiuso vicino al massimo giornaliero e con un consistente guadagno di 70 punti. Salendo a 2658.55 punti (+2.72% - massimo a 2661 punti) l'indice ha superato di 4 punti il massimo di venerdì. Il short covering non sembra finito e quindi é probabile che sullo slancio l'S&P500 guadagni ancora qualche punto. È improbabile che nella corta settimana prima di Pasqua riesca nuovamente a cambiare direzione e cadere su un nuovo minimo annuale.
Fino a prova contraria il ribasso non é terminato - ci aspettiamo ancora a corto termine una discesa in direzione dei 2500 punti. Questa impostazione é valida fino a quando l'S&P500 resta sotto i 2695 punti. Se inaspettatamente oggi o domani l'S&P500 salisse sopra questa barriera dovremmo rivedere la nostra previsione. Ieri il rimbalzo in America ha coinvolto tutto il listino. Ovviamente la tecnologia é stato il settore favorito (Nasdaq100 +3.78% a 6753 punti) malgrado la crisi di Facebook (+0.42%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5218 su 1625, NH/NL a 242 su 828 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 21.03 punti (-3.84) - la CBOE Equity put/call ratio é tornata a livelli normali (0.63).
L'andamento della seduta a Wall Street spiega il comportamento delle borse europee che si sono limitate a seguire stupidamente e ciecamente l'America. L'S&P500 ha aperto molto bene a 2632 punti ma fino alle 17.20 é sceso su un minimo a 2602 punti. In seguito é salito regolarmente fino alla fine della seduta ma per le borse europee era troppo tardi. Gli investitori hanno visto l'arretramento della borsa americana e hanno pensato che il rimbalzo fosse già finito. Le borse europee, che fino alle 15.40 erano nettamente in positivo hanno cambiato direzione e sono caute pesantemente. L'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo minimo annuale a 3261 punti e ha chiuso a 3278 punti (-0.59%). Gli altri indici si sono comportati in maniera simile. DAX (-0.83% a 11787 punti) e SMI (-0.70% a 8509 punti) hanno fatto segnare un nuovo minimo annuale. Il FTSE MIB (-1.24% a 22011 punti) non ha ancora raggiunto questo record negativo ma la perdita di ieri é stata consistente - la borsa italiana segue.
Formalmente le borse europee sono ancora in una fase di ribasso. Le candele di ieri sui grafici sono rosse e hanno minimo a massimo discendenti. Oggi le borse europee proveranno nuovamente a rimbalzare. Vedremo cosa riusciranno a fare. La forza dell'EUR (EUR/USD a 1.2460) le frena.

Stamattina i mercati sono influenzati dal forte rimbalzo ieri sera a New York. Il future sull'S&P500 sale a 2676 punti (+17 punti) e ovviamente le borse europee cercano di correggere l'errore di ieri. L'Eurostoxx50 vale ora 3332 punti (+54 punti). Le borse europee apriranno con un balzo del +1.6%. Non dovrebbero salire molto più in alto e piuttosto sgonfiarsi nel corso della giornata.
Per la cronaca il Nikkei ha guadagnato il +2.65% - le borse cinesi salgono invece solo di un +1%.

Esiste la possibilità che la correzione delle borse sia terminata con anticipo tra venerdì scorso e lunedì sera. La reazione della borsa americana dal minimo é stata forte e convincente. Non abbiamo però nessuna conferma di questa possibile variante - é un'ipotesi che non possiamo scartare e che dobbiamo tenere in considerazione. Se il rimbalzo supera i tre giorni di durata é probabile che la spinta di ribasso partita a metà marzo sia finita. In questo caso non sappiamo ancora cosa ci aspetta nel prossimo futuro.

Aggiornamento del 26 marzo

C'é una variante negativa - il crash - ha una bassa probabilità

La scorsa settimana le borse mondiali sono cadute pesantemente. La tendenza a corto termine é decisamente al ribasso. Pensiamo che nei prossimi giorni ci debba ancora essere un'accelerazione verso il basso che deve sfociare in panico ed ipervenduto. Questo secondo noi sarà un buon momento per comperare. Bisognerà chiudere in ogni caso le posizioni short a medio termine ed eventualmente aprire posizioni long. Nei prossimi tre mesi potrebbe esserci una consistente fase di rialzo - questa previsione non é né una sorpresa né una novità. Corrisponde allo scenario descritto nelle "previsioni 2018" - finora lo sviluppo dei mercati finanziari segue a grandi linee le nostre aspettative.
C'é però una variante negativa che sabato abbiamo preferito non discutere per non distorgliere l'attenzione dallo scenario principale. Le borse negli scorsi giorni si sono mosse secondo uno schema che nel passato in alcuni casi ha provocato un crash. Pensiamo che le probabilità siano basse - indicativamente un 10%. Basiamo questa stima soprattutto su fattori economici. Non crediamo che una recessione mondiale sia imminente e la politica monetaria delle banche centrali é ancora espansiva ed accomodante. È meglio però essere prudenti ed agire considerando questa eventualità.

Stamattina si delinea un rimbalzo tecnico. L'alto numero di titoli in perdita (declines) nelle sedute di giovedì e venerdì in America ci dicevano che oggi doveva esserci una reazione. Il future sull'S&P500 sta salendo - si trova ora (08.00) a 2616 punti (+18 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3300 punti. Le borse europee apriranno praticamente in pari vale a dire sui livelli della chiusura ufficiale di venerdî scorso. Se come pensiamo si tratta di un rimbalzo gli indici azionari non dovrebbero salire di molto - dovrebbero piuttosto sgonfiarsi nel corso della giornata. I volumi di titoli trattati dovrebbero essere modesti e sotto la media.
Questa é la settimana che precede Pasqua. Venerdì praticamente in tutto il mondo é una giornata di festa e le borse restaranno chiuse. Non sappiamo se questo avrà un influsso sulla previsione di un minimo significativo a metà settimana - ne riparleremo nei prossimi giorni. Vi ricordiamo che anche in Europa siamo passati all'ora estiva. La differenza d'orario con New York é tornata a 6 ore. Wall Street apre alle 15.30 e chiude alle 22.00.

Commento del 24-25 marzo

Un solido minimo a medio termine si avvicina - potrebbe verificarsi a metà di settimana prossima - ci vuole panico e ipervenduto

Venerdì é stata un'altra pessima giornata per le borse mondiali. La mattina c'é stato un tentativo di recupero dopo una debole apertura - nel pomeriggio però c'é stata un'altra massiccia ondata di vendite. L'Eurostoxx50 ha perso per saldo 50 punti e ha chiuso a 3298 punti (-1.50%). Questo é un nuovo minimo annuale. Durante la seduta l'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3279 punti - in serata a Wall Street si é verificato un'ulteriore crollo e alle 22.00 l'Eurostoxx50, sulla base del future, valeva 3268 punti. È evidente che la spinta di ribasso non é ancora finita. Anche il DAX tedesco ha toccato un nuovo minimo annuale a 11818 punti - ha chiuso poco sopra a 11886 punti (-1.77%). La borsa svizzera ha fatto meglio anche se l'SMI (-0.80% a 8569 punti) non ha saputo evitare un nuovo minimo annuale. Solo il FTSE MIB a prima vista si é salvato (-0.49% a 22289 punti) - forse una conseguenza dello sviluppo della situazione politica. Il FTSE MIB é uno dei pochi indici azionari europei che nel 2018 ha ancora una performance positiva (+1.99%). Nei prossimi giorni é però condannato a seguire le altre borse europee almeno nella direzione. La tendenza a corto termine in Europa é chiaramente al ribasso come mostrano i nuovi minimi annuali. Si avvicina una situazione di ipervenduto. Gli indici sono in generale sotto i bordi inferiori delle Bollinger Bands (Eurostoxx50 a 3294 punti, DAX a 11919 punti) che non riescono a fermare la caduta dell'indice visto il forte momentum. Le RSI giornaliere sono sui 34 punti (solo il FTSE MIB é più "forte" con una RSI a 43 punti). A condurre il ballo é però Wall Street. È l'America il fulcro della crisi che provoca il ribasso delle borse. Agli investitori non piace lo scandalo dell'abuso dei dati personali degli utenti che coinvolge molte aziende della tecnologia, Facebook innanzitutto, e temono le conseguenza della guerra commerciale scatenata da Donald Trump. I cinesi venerdì hanno annunciato misure di ritorsione. Secondo l'analisi tecnica però un solido minimo a medio termine é vicino. Come abbiamo già preannunciato in vari commenti durante la settimana crediamo che una combinazione di panico e ipervenduto dovrebbe verificarsi verso la metà di settimana prossima. Questa sarà per lo meno un'occasione per chiudere le posizioni short a medio termine in portafoglio. Potrebbe anche essere un buon momento per aprire posizioni long - crediamo che in seguito ci sarà una fase positiva di alcuni mesi che potrebbe sfociare in America in nuovi massimi storici sui maggiori indici. Per esserne sicuri dobbiamo però prima osservare come termina questa correzione. La decisione per quel che riguarda lo sviluppo delle borse nei prossimi mesi cadrà in America - vediamo a che punto siamo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.90% a 3298 punti              
DAX                         -4.06% a 11886 punti
SMI                          -3.53% a 8569 punti
FTSE MIB                  -2.49% a 22289 punti
S&P500                    -5.95% a 2588.26 punti
Nasdaq100               -7.29% a 6508 punti

Venerdì a Wall Street ci aspettavamo una seduta negativa ma un rallentamento della caduta. Invece c'é stato un altro crollo. Gli indici azionari hanno chiuso sul minimo giornaliero con pesanti perdite che hanno superato il 2%. L'S&P500 (-2.10% a 2588.26 punti) ha rotto definitivamente anche il supporto a 2650 punti e si sta dirigendo verso il minimo annuale a 2532 punti (9. febbraio) per l'atteso test. La borsa americana ha retto fino alle 19.00. L'S&P500 ha aperto salendo sul massimo giornaliero a 2657 punti - ha avuto ampie oscillazioni ma alle 19.00 era ancora a 2646 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni i ribassisti hanno dominato. L'S&P500 é sceso costantemente fino alla chiusura a 2588.26 punti (-2.10%). La perdita di 55 punti é pesante - sul grafico appaiono, come ad inizio febbraio, due lunghe candele rosse. Anche la tecnologia ha ceduto alla pressione di vendita (Nasdaq100 -2.61% a 6508 punti). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1273 su 5530, NH/NL a 184 su 1305 e volume relativo a 1.05. Per il secondo giorno consecutivo i titoli in calo (D come declines) hanno superato i 5000. Spesso dopo due sedute di questo tipo c'é un rimbalzo abbastanza sostanzioso - la seduta di lunedì potrebbe essere positiva. La spinta di ribasso non é però completa. Ci vuole ipervenduto e panico per un solido minimo. La RSI sull'S&P500 é a 29.98 punti - il limite inferiore delle BB é a 2630 punti - l'indice ha sfiorato la MM a 200 giorni a 2585 punti. Nel complesso una situazione di ipervenduto é vicina. Invece non c'é ancora panico - gli investitori sembrano ancora piuttosto rilassati e relativamente fiduciosi. La volatilità VIX é salita solo a 24.87 punti (+1.53) e la CBOE Equity put/call ratio é stata 0.76 (MM a 10g a 0.66). Nel commento di venerdì avevamo indicato quali valori ci aspettiamo nei prossimi giorni.
La tendenza di fiondo della borsa americana é da neutra a negativa con il 24.87% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 52.76.
In una situazione di questo tipo é difficile fissare degli obiettivi di questa spinta di ribasso. Ci sono vari metodi ma nessuno sicuro. Sul grafico dell'S&P500 abbiamo disegnato uno dei metodi più semplici - con questo arriviamo ad un obiettivo indicativo a 2500 punti. Il risultato é coerente - vi ricordiamo che l'obiettivo sul Nasdaq100 é a 6300 punti. Purtroppo solo dopo averlo visto potremmo dire con sicurezza che siamo in presenza di un solido minimo - il sentiment é decisivo.
L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3268 punti. Fino a dove potranno cadere le borse europee? Indicativamente ci aspettiamo un minimo definitivo sui 3200 di Eurostoxx50 intorno a mercoledì. Bisogna considerare però due fattori. Se come pensiamo lunedì c'é un rimbalzo, il minimo potrebbe verificarsi alcuni giorni più tardi. Poiché é l'America a decidere, é probabile il minimo verrà toccato a Wall Stret con borse europee ufficialmente chiuse. Se non operate con futures o altri derivati trattabili fino a tarda sera é probabile che gli indici azionari europei ufficialmente si fermeranno un pò più in alto.
Ricordatevi che nella notte tra sabato e domenica anche in Europa passiamo all'ora estiva. La differenza d'orario tra Europa e New York torna ad essere di 6 ore.

Commento del 23 marzo

I ribassisti ripartono all'attacco - si apre lo spazio verso il basso - test dei minimi annuali

Ci eravamo quasi rassegnati al fatto che per vedere un test dei minimi annuali toccati il 9 febbraio scorso avremmo dovuto attendere il mese di aprile. Marzo stava trascorrendo nella calma relativa con mercati neutri e relativamente stabili. È sempre difficile capire quando un periodo di distribuzione sta finendo. Ci ha pensato Donald Trump con i suoi dazi doganali su 50 Mia di USD di beni importati dalla Cina a destabilizzare i mercati finanziari. Il caso Facebook nei giorni scorsi aveva innevosito gli investitori ed eliminato la tecnologia come settore di sostegno della borsa. Ieri le dighe hanno ceduto.
Le vendite sono cominciate la mattina in Europa e sono continuate la sera in America. Gli indici azionari hanno chiuso sui minimi giornalieri e non bisogna lasciarsi ingannare dal breve rimbalzo osservato ieri sera in Europa dopo le 17.00. A Wall Street gli indici azionari hanno chiuso sui minimi e con pesanti perdite. Tutto lascia supporre che il ribasso deve continuare nei prossimi giorni e che supporti intermedi e limiti inferiori delle Bollinger Bands non basteranno a fermare la caduta. Ci vorrà ipervenduto e panico perché si verifichi un solido minimo - al momento entrambi i fattori sono ancora lontani. Per alcuni indici questo significherà nuovi minimi annuali. Già ieri l'SMI svizzero (-1.66% a 8637 punti) ha avvicinato questo record negativo. L'indice delle banche europee SX7E é crollato a 125.46 punti (-2.27%) - questo é un nuovo minimo annuale - l'SX7E ha rotto l'ultimo supporto a 127.80 punti é ora si apre una voragine verso il basso - non si vedono solidi supporti fino ai 77 punti. Ovviamente con questa spinta di ribasso l'indice non cadrà così in basso - i rischi sono però considerevoli.
L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo giornaliero a 3320 punti ed ha chuso a 3348 punti (-1.55%). Alle 22.00, orario di chiusura dei futures, l'indice valeva 3315 punti. Stamattina aprirà più in basso. Ci sembra inutile adesso discutere la situazione tecnica - lo faremo con calma nell'analisi del fine settimana - il trend a corto termine é evidentemente al ribasso. Vi ricordiamo che il minimo annuale é di 3306 punti e risale al 9 di febbraio.
La situazione del DAX tedesco (-1.70% a 12100 punti)  é simile. Il FTSE MIB (-1.85% a 22397 punti) é più lontano dal minimo annuale visto che le elezioni hanno provocato il 5 marzo una caduta fino ai 21460 punti. Il trend é però uguale per tutti - a corto termine bisogna essere short.
L'S&P500 é crollato a 2643.69 punti (-2.52%). Ha rotto con un gap down il supporto intermedio a 2700 punti ed é caduto direttamente sul prossimo obiettivo a 2650 punti (minimo intermedio a 2647 punti, 2 marzo). Malgrado che l'indice abbia bucato il bordo inferiore delle Bollinger Bands a 2662 punti é probabile che scenda già a breve decisamente più in basso a causa del forte momentum. Le vendite hanno coinvolto tutto il listino in maniera uniforme e anche la tecnologia (Nasdaq100 -2.50% a 6682) ha seguito. Notiamo, come in Europa, il franamento del settore bancario (BKX -4.14%).
L'S&P500 ha aperto in gap down a 2682 punti. Fino alle 19.00 sembrava volersi fermare su questo livello - era oscillato tra i 2663 ed i 2695 punti e si trovava in mezzo al range. Poi i ribassisti hanno tentato un affondo e hanno avuto successo. L'S&P500 é sceso fino ai 2641 punti ed ha chiuso a 2643.69 punti (-2.52%). La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 1169 su 5673, NH/NL a 276 su 724 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita a 23.34 punti (+5.48) - la CBOE Equity put/call ratio é risultata piuttosto alta a 0.74. Questi dati significano paura ma non panico. Ci vorrà un'impennata della VIX sopra i 50 punti e alcuni gioni di P/C ratio sopra lo 0.8 per finire questa spinta di ribasso e avere un solido minimo.
Ora gli indici cadono sotto il limite inferiore delle BB - normalmente questa situazione di relativo ipervenduto di breve termine può sussistere alcuni giorni obbligando le BB ad aprirsi. Poi ci deve essere una reazione sotto forma di un rimbalzo. Non dovrebbe verificarsi subito - avremo tempo di parlarne durante il fine settimana e fissare una road map.
Stamattina il Nikkei ha perso il -4.51%! Shanghai é in calo del -3.4%. Per i rialzisti c'é però un filo di speranza - la giornata potrebbe riservare delle sorprese positive. Il future sull'S&P500 alle 06.30 era a 2624 punti - alle 08.00 era risalito a 2630 punti - ora (08.15) é a 2633 punti (-10 punti). Almeno su questo livello sembrano esserci alcuni coraggiosi compratori. L'Eurostoxx50 vale ora 3301 punti. Le borse europee apriranno con perdite intorno al -1.5%. Eurostoxx50 e DAX si trovano sui minimi annuali - da qui potrebbe esserci un tentativo di rimbalzo. Sapete però cosa significa tecnicamente il termine rimbalzo - é una breve reazione in una fase di ribasso...

Commento del 22 marzo

La FED alza il tasso d'interesse di riferimento al 1.75% (+0.25%) - le borse reagiscono con indifferenza

Ieri le borse europee hanno fatto una pausa in attesa dell'esito della riunione della FED che sarebbe terminata alle 19.00. Gli indici si sono mossi in pochi punti e hanno terminato la giornata praticamente invariati. L'esempio lo ha dato il DAX tedesco (+0.01%) che ha marciato sul posto. L'Eurostoxx50 é invece sceso a 3401 punti (-0.32%) - ha pesato la debolezza del settore bancario (SX7E -0.94% a 128.37 punti). Il calo dell'indice delle banche europee SX7E é l'unico elemento d'interesse per l'analisi tecnica. Vi ricordiamo che il supporto é a 127.80 punti ed é ormai vicino. Il settore finanziario ha un problema - non sembra essere un rialzo dei tassi d'interesse decennali poiché sono praticamente fermi da inizio anno. Da mesi ci aspettiamo che il problema dell'indebitamento degli Stati riemerga. Forse il momento si sta avvicinando.
La borsa italiana (FTSE MIB +0.10% a 22820 punti) é rimasta stabile malgrado il calo delle azioni delle grandi banche - hanno compensato il settore auto e un balzo di ENI (+0.78%). L'SMI (-0.72% a 8783 punti) a corto termine é in una fase di ribasso - l'indice sembra voler scendere verso la fine del mese su un nuovo minimo annuale. Non sappiamo se la borsa svizzera sta indicando la strada al resto dell'Europa il cui trend di base é ancora neutro. Forse l'SMI sta perdendo solo per via della distribuzione dei dividendi e della debolezza di alcuni sui pesi massimi (farmaceutica, Nestlé -1.45%). Spesso nel passato l'SMI si é mosso prima dell'Eurostoxx50 e quindi conviene tenere d'occhio lo sviluppo della situazione. Se l'SMI non ferma la sua caduta sui 8700 punti (e forma una interessante potenziale testa e spalle rialzista) dovrebbe in seguito scendere su un nuovo minimo annuale. Con questa premessa é improbabile che l'Eurostoxx50 e colleghi possano salire - al massimo stanno fermi.

La FED e Jerome Powell non hanno sorpreso e hanno deciso quello che tutti si aspettavano. Il tasso d'interesse di riferimento sull'USD é stato aumentato del +0.25% a 1.75%. Nel 2018 sono previsti due ulteriori aumenti. Nel 2019 le stretta monetaria potrebbe essere più robusta - tutti però sanno che nei prossimi 12 mesi la situazione potrebbe cambiare e quindi é inutile preoccuparsi in anticipo.
Bisogna rendersi conto che un tasso d'interesse al 1.75% dopo 9 anni di crescita economica robusta ed un ulteriore stimolo congiunturale proveniente dalla riforma fiscale significa ancora una politica monetaria molto espansiva.
Gli investitori hanno reagito con un'alzata di spalle all'esito della riunione della FED. L'S&P500 é sceso a 2711.93 punti (-0.18%) ma é rimasto ampiamente sopra il supporto a 2700 punti e sopra il minimo di lunedì a 2694 punti. Ci sarà bisogno un'altra ragione e forse qualche giorno di distribuzione prima che ci sia l'attesa spinta di ribasso in direzione dei 2650 punti.
L'S&P500 ha aperto quasi invariato a 2715 punti. È salito sui 2727 punti ed é rimasto ad oscillare su questo livello fino alle 19.00. Dopo la decisione della FED e la conferenza stampa di Powell c'é stata una certa volatilità - l'indice é balzato fino a 2739 punti di massimo ed é caduto a 2709 punti di minimo. Alla fine si é fermato nella parte inferiore del range giornaliero a 2711.93 punti (-0.18%). Anche la tecnologia ha perso terreno (Nasdaq100 -0.47% a 6853 punti). Non bisogna però farsi troppo impressionaree dal calo di questi due indici guida. La seduta al NYSE é stata in generale positiva con A/D a 3992 su 2729, NH/NL a 459 su 338 e volume relativo a 0.95. Si sono comportati  bene il settore energia (ETF Energy +2.72%) grazie ad un ulteriore balzo del prezzo del petrolio (WTI 65.17 USD/barile) e le piccole e medie imprese (Russell2000 / RUT +0.57%). Questa rotazione tra settori garantisce sul corto termine la stabilità del mercato.
La volatilità VIX é scesa a 17.86 punti (-0.34) - la CBOE Equity put/call ratio é neutra a 0.62. Dal sentiment non arrivano segnali.
A corto termine l'S&P500 sembra stare bene sui 2700 punti. Le Bollinger Bands scorrono orizzontali e regolari a 2676 - 2793 punti. Probabilmente ci vorrà del tempo prima che il mercato decida di muoversi. Lo sviluppo più probabile resta quello della continuazione della correzione. Non ci aspettiamo però un ribasso. Al contrario un test del minimo annuale a 2532 punti di S&P500 sarebbe da considerare a medio termine come un'occasione d'acquisto. Sono passati quasi tre mesi dall'inizio dell'anno e la performance dell'S&P500 é finora del +1.43% - "molto rumore per nulla". 

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha guadagnato il +0.99% - Shanghai é in calo del -0.5%. In Europa invece sembra prevalere lo scetticismo. Alle 06.30 il future sull'S&P500 era a 2721 punti - ora (08.15) é sceso a 2714 punti (-4 punti). Ovviamente le borse europee apriranno in calo - l'Eurostoxx50 vale 3384 punti (-17 punti). Oggi vedremo cosa decide la Bank of England per quel che riguarda la politica monetaria. In generale non sembra esserci nulla in grado di provocare una recessione mondiale e un ribasso delle borse. Gli investitori sono però irritati da una serie di notizie negative e l'entusiasmo di inizio anno é sparito. Nell'incertezza si diventa prudenti e si vende qualcosa per avere contante e margine di manovra - la conseguenza é che la correzione delle borse continua in maniera strisciante e selettiva.

Commento del 21 marzo

Rimbalzo - oggi tocca a Jerome Powell

Ieri si é verificato un rimbalzo delle borse dopo che lunedì sera l'S&P500 ed il Nasdaq100 si erano fermati sui supporti. In mancanza di notizie di rilievo e in attesa dell'esito dell'odierna riunione della FED americana era logico che gli indici azionari avrebbero provato a recuperare parte delle pesanti perdite della prima seduta della settimana.
La reazione in Europa é stata convincente. I maggiori indici hanno recuperato circa la metà delle perdite di martedì. In alcuni casi , come per il FTSE MIB italiano (+0.73% a 22798 punti) il recupero é stato più marcato. L'Eurostoxx50 é risalito a 3412 punti (+0.51%). Stacchiamoci per un attimo dai movimenti giornalieri - notiamo che già alla fine della prima settimana di febbraio l'Eurostoxx50 era su questo livello - é oscillato nel frattempo in circa 150 punti ma per saldo non si é mosso - lo stesso vale per il DAX tedesco (+0.74% a 12307 punti). La tendenza di fondo delle borse europee é neutra con una certa dominanza dei segnali tecnici negativi. In particolare nei giorni scorsi si sono verificati dei dead cross (incrocio dall'alto della MM a 50 giorni sulla MM a 200 giorni = segnale di vendita a medio termine) e le candele sui grafici sono da inizio febbraio sotto la MM a 50 giorni ormai in calo. Gli indicatori sono misti e a corto termine in territorio neutro. Significa che nell'immediato qualsiasi movimento di un 2% intorno ai valori attuali é possibile. Il DAX mostra idealmente questa situazione - si trova a 12307 punti, in mezzo alle Bollinger Bands (12003-12623 punti) stabili e parallele - in questi 600 punti può muoversi liberamente senza che il quadro tecnico cambi sostanzialmente. I volumi di titoli trattati e la dinamica nei movimenti suggeriscono però che tra i ribassisti esiste maggiore forza e convinzione - anche ieri i volumi erano in calo rispetto a lunedì. Di conseguenza crediamo che la rottura avverrà al ribasso. È solo una questione di tempo - la distribuzione potrebbe però durare ancora parecchie sedute se non settimane.

In America il rimbalzo é stato più fiacco. I dubbi sulla tecnologia sono rimasti (Facebook -2.56%, Twitter -10.38%) ma sul resto del listino sono tornati timidamente i compratori. A Wall Street c'é stata una seduta tranquilla e in trading range. L'S&P500 si é mosso a caso in soli 14 punti (2710-2724 punti) e ha chiuso in mezzo al range a 2716.94 punti (+0.15). Il Nasdaq100 ha fatto meglio (+0.31% a 6886) - una logica reazione considerando il tonfo di lunedì. La seduta al NYSE é stata però leggermente negativa con A/D a 3145 su 3580 e NH/NL a 382 su 488. Questa é una conseguenza della debolezza relativa delle piccole e medie imprese - Il Russell2000 (-0.01%) ha marciato sul posto. Dal sentiment sono arrivati segnali di distensione - la volatilità VIX é scesa a 18.20 punti (-0.82) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta alta a 0.68. La maggior parte degli analisti tecnici condividono il risultato delle nostre analisi - prevalgono i segnali negativi e di conseguenza il supporto intermedio a 2700 punti di S&P500 non dovrebbe reggere a lungo. Anche un novizio vede sul grafico il minimo del 2 marzo a 2647 punti e quindi tutti prevedono almeno una caduta su questo supporto intermedio se non una discesa a testare il minimo annuale a  2532 punti. Questo consenso non ci piace e ci rende inquieti. Raramente il mercato si comporta secondo le previsioni della maggior parte dei partecipanti poiché tutti dovrebero già essere posizionati di conseguenza vale a dire short. Cosa potrebbe essere l'alternativa? Forse l'S&P500 resterà nel range 2650-2800 ancora per parecchio tempo. L'economia mondiale cresce ancora a ritmi sostenuti e le politiche monetarie sono ancora per lo più espansive. Gli investitori potrebbero accettare le alte valutazioni della borsa americana ancora per mesi. Le misure protezionistiche degli Stati Uniti non sembrano ancora sufficienti a scatenare una guerra commerciale con conseguenze tali da provocare una recessione.

Oggi la FED termina la sua riunione di due giorni e alle 19.00 comunicherà le sue decisioni. Un aumento dei tassi d'interesse del +0.25% é molto probabile ed é scontato dai mercati. Tutti cercheranno di capire durante la conferenza stampa delle 19.30 se Jerome Powell e colleghi intendono aumentare il prezzo del denaro ad un ritmo più veloce di quanto suggerito finora.
Fino alle 19.00 le borse dovrebbero restare calme - poi vedremo. L'S&P500 dovrebbe marciare sul posto (future attualmente a 2725 punti / +2 punti) mentre le borse europee dovrebbero fermarsi sui livelli d'apertura. Sembra che stamattina intendano nuovamente aprire in leggero guadagno - L'Eurostoxx50 vale ora 3420 punti.

Commento del 20 marzo

Mercati in discesa - alla spinta di ribasso in direzione dei 2700 punti di S&P500 deve seguirne una seconda

La giornata di ieri ha dato una risposta a molti quesiti. Come é possibile che l'S&P500 scenda a 2700 punti e il Nasdaq100 contemporaneamente cada a 2800 punti? - semplice, basta che Facebook crolli del -6.77% e trascini nel vortice gli AGMAF. Cosa faranno le borse europee quando la borsa americana ricomincerà a correggere? - come d'abitudine e attraverso la normale correlazione seguiranno malgrado la forza relativa di settimana scorsa. Ci sarà in America un test dei minimi di febbraio? Probabilmente si ma prima ci sarà un rimbalzo dai 2700 punti di S&P500, poi deve esserci una caduta a 2650 punti e infine una fase di panico - ci sarà bisogno di tempo e non succederà a marzo. 

Ieri le borse europee hanno aperto in calo, sono cadute fino alle 09.40 e poi hanno recuperato fino a metà giornata tornando sui livelli d'apertura. L'iniziale ondata di vendite era un sintomo di malessere che abbiamo sottovalutato. Non pensavamo che la settimana potesse iniziare così male ma probabilmente la scadenza dei derivati di marzo aveva artificialmente sostenuto il mercato e aveva ampliato un rimbalzo che in teoria doveva essere più fiacco. Le borse europee sono poi ricadute pesantemente nel pomeriggio a traino di New York. In una giornata sono spariti i guadagni del rimbalzo che c'era stato tra mercoledì e venerdì di settimana scorsa.
L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3394 punti (-1.24). Su tutti gli indici le perdite sono state di circa l'1% - DAX -1.39% a 12217 punti, SMI - 0.80% a 8811 punti e FTSE MIB -0.98% a 22633 punti. Anche le banche (SX7E -1.05% a 129.10 punti) si sono mosse nella corrente. Non é successo ancora nulla di grave ma l'impressione é che la tendenza di fondo neutra possa passare a breve ribassista. Non crediamo che a marzo gli indici debbano scendere a migliorare i record annuali negativi ma é evidente che i ribassisti sono più forti e tendenzialmente le borse nelle prossime settimane devono scendere. Il deterioramento tecnico si sta facendo evidente con segnali di vendita su MACD, dead cross sulle medie mobili e MM a 50 giorni che stanno girando verso il basso e costituiscono ormai una cappa minacciosa sopra le candele dei grafici.

Non pensavamo che New York avrebbe ceduto prima della riunione della FED di mercoledì ma commenti negativi su Facebook (-6.77%) hanno scatenato le vendite sulla tecnologia (Nasdaq100 -2.21% a 6864 punti) e hanno scaraventato gli indici al ribasso. In una sola seduta sono stati raggiunti gli obiettivi a 2700 punti di S&P500 (-1.42% a 2712.92 punti, minimo a 2694.59 punti) e 6800 punti di Nasdaq100 (minimo a 6806 punti). Dopo le 19.30 gli indici sono rimbalzati e hanno chiuso lontano dai minimi giornalieri e decisamente sopra i supporti. Questo significa che i supporti fanno effetto e devono provocare un rimbalzo tecnico di alcune sedute. Vi ricordiamo che mercoledì sera termina la riunione della FED - questo evento potrebbe scuotere il mercato - potrebbe sia ampliare il rimbalzo che scatenare immediatamente una seconda spinta di ribasso in direzione del prossimo importante supporto a 2650 punti di S&P500.Che cambia però é solo la tempistica ma non il percorso.
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1466 su 5361, NH/NL a 353 su 546 e volume relativo a 1.0. Come notate la seduta non é stata pessima - considerando le perdite sugli indici i danni potevano essere più gravi. Le vendite hanno colpito tutti i settori (DJT -0.35, DJU -0.80%, RUT -0.98%) ma si sono concentrate sulla grossa capitalizzazione e sulla tecnologia - probabilmente hanno venduto sopratutto i piccoli investitori retail. La volatilità VIX é balzata a 19.02 punti (+3.22). La CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.67. Gli investitori sono preoccupati e sulla difensiva ma non c'é quel panico necessario per un solido minimo di medio periodo. Siamo convinti che il calo deve continuare e a medio termine é meglio restare short.

Stamattina continua il rimbalzo iniziato ieri sera verso le 19.30. Il future sull'S&P500 é a 2726 punti (+3 punti) - l'S&P500 vale circa 2721 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3404 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.3%. Molto probabilmente gli investitori preferiranno non prendere ulteriori iniziative prima di saper cosa intendono fare Jerome Powell e colleghi. Fino a domani sera non dovrebbe succedere nulla di importante.
Le borse asiatiche non si sono fatte impressionare dalle turbolenze a New York. Il Nikkei ha perso il -0.47% - Shanghai sale del +0.3%.
Sul fronte dei tassi d'interesse e dei cambi regna la stabilità.

Aggiornamento del 19 marzo

Manca la fantasia per comperare borse molto care

Leggendo i commenti degli operatori si ha l'impressione che stia venendo a mancare l'entusiasmo e l'ottimismo per il futuro. Comincia a farsi strada lo scetticismo nei riguardi della politica economica e commerciale di Donald Trump. In Europa si levano nuovamente le voci degli Euroscettici che ricordano, a giusta ragione, che l'EUR senza un'unione fiscale, é insostenibile.
In borsa vediamo maggiore forza e convinzione nelle fasi di ribasso malgrado che al momento la tendenza di fondo dei mercati resta neutra.
Stamattina prevalgono nuovamente i segnali negativi. Il future sull'S&P500 perde 8 punti a 2748 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3427 punti (-11 punti). Le borse europee apriranno in calo del -0.3%. Non dovrebbero cadere decisamente più in basso ma un recupero é improbabile. Questa settimana l'attenzione degli investitori é puntata sulla FED che sotto la nuova guida di Jerome Powell dovrebbe decidere un aumento dei tassi d'interesse del +0.25%. Sarà importante capire come nel futuro la Banca Centrale americana intende alzare il costo del denaro. I mercati sono pronti a tre aumenti del +0.25% nel 2018. Di più potrebbe provocare una caduta delle borse.

Commento del 17-18 marzo

L'S&P500 punta ad una correzione fino ai 2700 punti - improvvisa e inattesa forza relativa delle borse europee

Settimana scorsa é cambiato qualcosa - le borse europee hanno mostrato forza relativa  - non sappiamo ancora se questo sarà un effetto duraturo e sostenibile o solo un recupero di una precedente sottoperformance. È però sicuro che in questa fase correttiva le borse europee non scenderanno a toccare un nuovo minimo annuale.
Martedì sera le borse europee hanno toccato un minimo intermedio - poi sono seguite tre candele bianche e le performance settimanali sono positive. Sempre martedì gli indici azionari americani hanno toccato un massimo mensile, hanno avuto un reversal e sono scese per il resto della settimana. Sul grafico ci sono cinque candele rosse consecutive e le performance settimanali sono decisamente negative malgrado che venerdì non sia successo nulla di importante. La scadenza dei derivati di marzo é trascorsa nella calma - le borse europee sono salite (Eurostoxx50 +0.72%) mentre quella americana ha marciato sul posto (S&P500 +0.17% a 2752.01 punti).
Una settimana fà le borse europee sembravano aver terminato un rimbalzo e sembravano pronte per ipartire al ribasso. Il rialzo di corto termine della borsa americana invce sembrava poter continuare - ora le parte si sono invertite. E evidente che la situazione é confusa e questo succede relativamente spesso in fasi di indecisione come durante una distribuzione. Il segnale più evidente e affidabile sembra quello proveniente dall'S&P500 - settimana prossima la correzione dovrebbe continuare in direzione dei 2700 punti. Cosa faranno le borse europee nel frattempo? Gli indici si trovano nuovamente sui massimi di marzo e sulle resistenze. Per logica dovrebbero venir respinti verso il basso e seguire l'S&P500. Teniamo però d'occhio i 3450 punti di Eurostoxx50 ed i 12500  punti di DAX. Se inaspettatamente all'inizio di settimana prossima queste resistenze vengono superate dobbiamo cambiare velocemente strategia. Non crediamo che siamo all'inizio di una fase di rialzo ma é possibile che gli indici salgano ancora un +1% (massimi di fine febbraio-inizio marzo) e debbano distribuire più a lungo prima di scendere. A questo punto bisogna aspettare prima di vendere.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.53% a 3438 punti              
DAX                         +0.35% a 12389 punti
SMI                          -0.55% a 8882 punti
FTSE MIB                  +0.49% a 22857 punti
S&P500                    -1.24% a 2752.01 punti
Nasdaq100               -1.14% a 7020 punti

Venerdì é stata una giornata un pò strana dominata dalle scadenze dei derivati di marzo. Le borse europee sono salite - quelle americana ha marciato sul posto almeno per quel che riguarda l'S&P500 (+0.17%) e il Nasdaq100 (-0.16%). In generale però la seduta a Wall Street é stata positiva con A/D a 4218 su 2490, NH/NL a 636 su 377 e volume relativo a 1.5. Molti indici settoriali sono saliti come il DJ Transportation (+0.87%), il DJ Utilities (+1.11%) e il Russell2000 (+0.60%). Venerdì si é ripetuta la situazione tecnica di giovedì. S&P500 e Nasdaq100 hanno difeso i supporti malgrado i tentativi di rottura. A questo punto la seduta di lunedì diventa decisiva. O c'é subito una netta rottura al ribasso con un gap down oppure ci sarà un debole e fiacco rimbalzo di al massimo tre giorni. Cambia il percorso ma non la previsione. La costellazione tecnica favorisce una continuazione della correzione in direzione dei 2700 punti di S&P500. Tra l'altro la tendenza di fondo della borsa americana é ormai neutra con il 50.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 59.19. I movimenti a corto termine diventano a questo punto prevedibili usando oscillatori, BB, e indicatori di sentiment. Venerdì la volatilità VIX é scesa a 15.80 punti (-0.79) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.63 (MM a 10 giorni a 0.59). C'é troppo ottimismo per un minimo e quindi é poco probabile che l'S&P500 ricominci a salire dai 2750 (+/-) punti. Ancora due appunti. Le BB sull'S&P500 scorrono a 2676-2794 punti e sono ormai orizzontali. L'S&P500 può muoversi liberamente in questo range. L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3433 punti. Se durante il fine settimana non succede nulla le borse europee lunedì apriranno in calo.

Commento del 16 marzo

Movimenti di assestamento prima della grande scadenza dei derivati di marzo

Le borse europee hanno avuto una giornata positiva. È una conferma che la pressione di vendita é modesta e che durante questa correzione minore gli indici non scenderanno su dei nuovi minimi annuali. Probabilmente oscilleranno ancora per parecchi giorni se non settimane tra i minimi ed i massimi di marzo. Una sostanziale spinta di ribasso nella seconda metà di marzo sembra ormai poco probabile - la fase di distribuzione sembra durare più a lungo.
L'Eurostoxx50 é risalito a 3414 punti (+0.64%) - l'indice delle banche SX7E (+0.32% a 128.89 punti) continua a sottoperformare ma non mostra l'intenzione di voler attaccare il supporto a 127.80 punti.

L'S&P500 ha avuto una seduta interessante. Formalmente ha perso 2 punti e ha chiuso nella parte inferiore del range giornaliero. È però rimasto sulla MM a 50 giorni (2748 punti) e dopo aver chiuso il gap a 2741 punti é risalito. L'impressione é quindi che dalla base attuale voglia nuovamente rimbalzare e non subito continuare a correggere in direzione dei 2700 punti. L'impressione viene confermata dala Nasdaq100 (-0.14% a 7031 punti) che malgrado tre tentativi e tre candele rosse sul grafico non scende sotto i 7000 punti.

Stamattina presto il future sull'S&P500 era a 2752 punti (-3 punti) Ora (10.30) il future é risalito a 2758 punti (+3 punti) e le borse europee sono nuovamente in positivo. Le borse si sono assestate su livelli significativi prima della scadenza dei derivati. L'Eurostoxx50 é sui 3425 punti e il DAX si appiccica ai 12400 punti. Probabilmente oggi le borse si fermeranno qui. La correzione dovrebbe riprendere settimana prossima ma non aspettatevi nulla di forte e dinamico. Gli investitori non hanno più ragioni per comperare e nell'incertezza vendono qualcosa. È difficile dire quanto potrebbe durare questa fase di distribuzione - é però evidente che il bull market si avvicina alla fine - ci sono più rischi di ribasso che potenziale di rialzo.

Commento del 15 marzo

Un tentativo di rimbalzo é stato respinto - i ribassisti controllano la situazione - moderata correzione

Ieri le borse hanno tentato di reagire. Il rimbalzo é però fallito. Gli indici azionari hanno aperto in positivo e in Europa sono ancora saliti fino alle 14.30, orario di inizio delle contrattazioni a Wall Street. Poi sono tornate le vendite e le chiusure sono risultate sotto i livelli d'apertura. Sui grafici appare in genere un'altra candela candela rossa a confermare quella lunga di martedì. In Europa gli indici hanno chiuso con leggere perdite (Eurostoxx50 -0.19% a 3391 punti) - il DAX ha fatto meglio (+0.14% a 12237 punti) mentre il FTSE MIB é caduto pesantemente (-1.05% a 22452 punti) eliminando il sospetto rimbalzo di 80 punti sul finale di seduta di martedì. Gli indici hanno chiuso vicino ai minimi giornalieri ma non sui minimi e con volumi in calo. L'impressione é quindi che i ribassisti controllano le operazioni ma non dominano. In Europa non siamo ancora in grado di fissare degli obiettivi per questa correzione - crediamo però che le borse europee non sono ancora pronte per un nuovo minimo annuale - probabilmente ci sarà ancora una oscillazione di settimane tra i minimi e i massimi di marzo.
L'unico settore che ci preoccupa e dobbiamo tenere d'occhio é quello delle banche. L'indice SX7E é sceso ieri a 128.48 punti (-1.37%) - supporto é a 127.80 punti. Se il supporto viene rotto la strada verso il basso si apre fino ai 119 punti. Questo significherebbe un potenziale di ribasso del -6.9% - é tanto.
Venerdì scadono i derivati di marzo - é una grande scadenza trimestrale. Spesso c'é una certa volatilità prima della scadenza - serve ad eliminare i traders e obbligarli a chiudere le posizioni. A metà settimana normalmente c'é una stabilizzazione e ritorna la calma. Per questa ragione pensiamo che fino a venerdì non succederà più nulla di importante - i giochi sembrano fatti.

L'S&P500 americano ha perso altri 16 punti a 2749.48 punti (-0.57%). È caduto sul primo supporto intermedio a 2750 punti. La MM a 50 giorni scorre a 2747 punti. Settimana scorsa si era formato un gap tra i 2740 ed i 2751 punti - con il minimo di ieri a 2744 punti questo gap é stato quasi chiuso.
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2777 punti. È sceso ad ondate fino ai 2744 punti dove si é fermato un paio d'ore. È risalito a 2762 punti ed é ricaduto in chiusura a 2748 punti. Abbiamo notato parecchia debolezza nel settore dei trasporti (DJT -1.72%) mentre la tecnologia (Nasdaq100 -0.08%) ha retto bene. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2511 su 4191, NH/NL a 481 su 274 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é lievitata a 17.23 punti (+0.88) - la CBOE Equity put/call ratio é ora sopra la media a 0.69 - l'ottimismo come atteso lascia spazio ad un certo nervosismo. In generale la pressione di vendita é modesta e non aumenta - non ci sono motivi per comperare e sporadiche prese di beneficio fanno scivolare selettivamente gli indici verso il basso. Crediamo che l'S&P500 si fermerà tra i 2740 ed i 2760 punti circa fino alla fine di questa settimana. Poi la correzione dovrebbe continuare in direzione dei 2700 punti. Secondo il grafico il Nasdaq100 dovrebbe correggere fino ai 6800 punti - é circa un -3% ed é troppo se paragonato con l'S&P500. Non sappiamo dove ci sarà una differenza - l'analisi tecnica non é una scienza esatta.

Stamattina le borse riprovano a rimbalzare. Il Nikkei ha guadagnato il +0.12%. Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 é a 2760 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3404 punti (+13 punti). La seduta odierna potrebbe anche essere positiva. In linea di massimo però ci aspettiamo che gli indici chiudano senza sostanziali variazioni.
Stasera volo a Amsterdam - trascorro alcuni giorni in Olanda - torno a Zurigo lunedì sera. È possibile che in questo periodo il sito venga aggiornato in maniera irregolare e unicamente nel caso in cui ci sia qualcosa di significativo da segnalare.

Commento del 14 marzo

Un reversal da inizio ad una correzione minore - non sembra l'inizio di un ribasso

Da giorni prevedevamo l'inizio di una correzione delle borse europee ed americana verso la metà di questa settimana. In effetti la correzione é iniziata ieri dopo che tutti gli indici hanno toccato dei nuovi massimi marginali della spinta di rialzo iniziata a cavallo del venerdì 2 (USA) e del lunedì 5 marzo (Europa). Siamo soddisfatti dell'esito delle nostre analisi - siamo delusi del fatto che i nostri limiti di vendita per il portafoglio sono stati sfiorati ma non abbiamo nessun eseguito. Questa é un'ulteriore dimostrazione del fatto che l'analisi tecnica può fornire delle indicazioni di massima piuttosto precise ma non perfette. L'Eurostoxx50 (-0.94% a 3397 punti) ha toccato un massimo a 3446 punti - il limite di vendita era a 3450 punti. Il DAX (-1.59% a 12221 punti) ha raggiunto i 12455 punti di massimo - é rimasto un 0.4% sotto il limite di vendita a 12500 punti. In America non é andata meglio. Anche i nostri ordini su S&P500 (-0.64% a 2765.31 punti, massimo a 2802 punti, limite a 2810 punti) e Nasdaq100 (-1.19% a 7046 punti, massimo a 7172 punti, limite a 7200 punti) non sono stati eseguiti. Per fortuna restiamo short a medio termine.
Su tutti i mercati si é verificato un reversal. Questo significa che tutte le borse hanno aperto bene, sono salite su un nuovo massimo, hanno cambiato direzione e hanno chiuso con una sensibile perdita e sul minimo giornaliero. La candele sui grafici sono rosse e lunghe - i volumi sono nella media. Questo significa che la correzione é probabilmente iniziata. Avremo una conferma se oggi ci sarà una continuazione verso il basso. Il future scadenza giugno (premio di 5 punti) sull'S&P500 é ora a 2769 punti (-5 punti) - le borse europee apriranno in calo di circa il -0.5%. È probabile che la seduta odierna sarà negativa.
Abbiamo però buone notizie anche per i rialzisti. Al momento non sembra che sia iniziata una fase di sostenibile ribasso ma solo una correzione minore causata dall'ipercomperato. Ieri sono scesi titoli ed azioni che negli ultimi 10 giorni erano saliti troppo e troppo svelto. Le borse non state travolte da un'ondata di vendite indiscriminata ma sono scese sopratutto a causa di prese di beneficio circoscritte. Crediamo di conseguenza che l'S&P500 debba scendere al massimo fino ai 2700 punti e poi riproverà a salire. Forse le borse europee eviteranno dei nuovi minimi annuali. È presto per poter confermare questa previsione - gli indici sono scesi finora solo per alcune ore. Il messaggo é però chiaro - non vediamo ragioni per correre a vendere - la situazione non é paragonabile a quella di inizio febbraio.
Per quel che riguarda la seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere ai commenti serali. Notiamo unicamente che l'inversione di tendenza si é verificata a metà mattina mentre in America il calo é iniziato solo verso le 15.00 orario europeo. Non sembra che la debolezza dell'Europa sia stata provocata dall'America anche se le vendite a Wall Street hanno poi provocato un'accelerazione al ribasso.

In America c'é un certo nervosismo e parecchia incertezza. Le borse hanno reagito in maniera strana e in parte irrazionale alle numerose notizie provenienti dal fronte economico e politico. La lista é lunga - da Trump che vieta l'acquisto dell'americana Qualcomm da parte della Broadcom (Singapore / Cina) ai dati sull'inflazione fino all'esonero di Tillerson da capo della diplomazia americana. È logico che gli investitori non capiscano più in quale direzione intende muoversi l'America.
L'S&P500 ha aperto in positivo a 2795 punti e all'inizio ha ancora trovato la forza per issarsi a 2802 punti. Poi é sceso fino a metà seduta a 2770 punti, é rimbalzato a 2783 punti ed é poi caduto sul minimo a 2758 punti. Sul finale é tornato a 2765.31 punti (-0.64%) - é stata una seduta movimentata durante la quale l'S&P500 si é mosso più volte in un range di 44 punti. Il cedimento del Nasdaq100 (-1.19% a 7046 punti) é stata più marcato con evidenti prese di beneficio sugli AGMAF. Questo é stato compensato dalla forza in altri settori (DJ Transportation +0.48%, DJ Utilities +0.38%) e questa é la ragione che ci induce a credere che questa sia solo una correzione minore. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 2261 su 4482, NH/NL a 1064 su 186 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita di poco a 16.35 punti (+0.57) - la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.57 - gli investitori non si fanno impressionare da questa seduta negativa - questo ottimismo nelle prossime sedute deve sparire.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei ha perso il -0.85% - Shanghai scende del -0.6%. Ora sono le 08.15 e i futures europei ed americani stanno recuperando - quello sull'S&P500 é a 2771 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3887 punti (-10 punti). Le premesse sono per una seduta moderatamente negativa. Sul fronte dei tassi d'interesse e sui cambi regna la calma.
Alle 09.00 parla Mario Draghi. Alle 13.30 sono previsti numerosi dati economici americani riguardanti le vendite al dettaglio e i prezzi alla produzione. Speriamo che oggi Trump stia tranquillo.

Commento del 13 marzo

Dopo una buona apertura le borse fanno marcia indietro - la spinta di rialzo sta diminuendo d'intensità

Ieri gli indici azionari europei ed americani hanno aperto bene e sono subito balzate sul massimo giornaliero. Poi hanno fatto marcia indietro e dopo un ritracciamento sono oscillate senza direzione. Per saldo le borse europee hanno guadagnato qualche punto (Eurostoxx50 +0.26% a 3429 punti). Quella americana ha chiuso mista - l'S&P500 ha perso 3 punti (-0.13% a 2783.02 punti) dopo aver superato in preborsa i 2800 punti - il Nasdaq100 invece é ancora salito su un nuovo record storico a 7156 punti prima di tornare a 7131 punti (+0.42%). La spinta di rialzo sta diminuendo d'intensità e gli indici si stanno fermando - questa é una buona premessa per un'inversione di tendenza e l'inizio di un'altra correzione a corto termine. Ci aspettiamo che questo avvenga tra oggi e domani a livelli leggermente superiori a quelli attuali. La previsione del fine settimana sembra finora corretta e non abbiamo nulla da segnalare.
Nella nostra previsione originale l'Eurostoxx50 doveva salire sui 3400-3425 punti prima di ricominciare a correggere. Negli scorsi giorni abbiamo dovuto alzare questo target a 3450 punti a causa dell'inattesa forza dei listini americani. Ieri l'indice ha toccato un massimo a 3444 punti ed é infine tornato a 3429 punti. Il comportamento dell'indice mostra che effettivamente su questi livelli l'aria é rarefatta. Anche dal settore bancario (SX7E +0.17% a 131.05 punti) non arrivano più stimoli particolari. Gli altri indici europei si comportano in maniera simile. Per esempio il DAX doveva salire fino ai 12400- punti. Ieri abbiamo fissato un limite di vendita per il portafoglio a 12500 punti. L'indice ha toccato un massimo a 12455 punti e ha chiuso a 12418 punti (+0.58%). In generale gli indicatori sono misti e neutrali - le borse potrebbero oscillare in un ampio range di circa il 4% intorno ai valori attuali. La previsione di una correzione viene dall'America. Altri dettagli sui singoli indici li trovate nei commenti serali.

Ieri il future sull'S&P500 é salito fino agli 2805 punti. Durante la seduta però l'indice é riuscito a toccare un massimo a 2797 punti poco dopo l'apertura - poi é stato costretto a ricadere a 2779 punti. Fissati massimo e minimo della giornata l'indice é semplicemente oscillato in laterale ed ha chiuso a 2783.02 punti (-0.13%). Il DJIndustrial (-0.62%) ha fatto peggio - la tecnologia (Nasdaq +0.36%) ha fatto meglio - la divergenza notata settimana scorsa rimane. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4004 su 2710, NH/NL a 1333 su 170 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 15.78 punti (+1.14) - la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.57. L'impressione é che si sta preparando l'attesa correzione - svolgimento e intensita di questa fase negativa ci diranno cosa succederà nelle prossime settimane. Se l'S&P500 resta sopra i 2700 punti dovrebbe tentare in seguito di migliorare il massimo storico - questa é però solo un'idea di manovra - nella prossima decina di giorni avremo il tempo e la possibilità di definire meglio il percorso che seguirà l'indice.
Avrete notato che durante il fine settimana l'America ha introdotto l'ora estiva - le contrattazioni a Wall Street iniziano alle 14.30 e terminano alle 21.00. Anche l'ora di pubblicazione dei dati economici é ovviamente cambiata - gli attesissimi dati sull'inflazione (CPI) saranno comunicati oggi alle 13.30. Un ultimo cambiamento - i sistemi informatici mostrano ora i futures scadenza giugno. Ci adattiamo - il future sull'S&P500 scadenza giugno vale ora 2792 punti (+3 punti) - la differenza con marzo (che scade questo venerdì) e il cash é di circa 5 punti - significa che l'S&P500 vale ora 2787 punti.

Stamattina le borse in Asia sono miste. Il Nikkei é salito del +0.66% - Shanghai é in calo del -0.5%. Le borse europee si orientano all'America. L'Eurostoxx50 vale ora 3436 punti (+7 punti). Gli indici azionari europeei apriranno con guadagni intorno al +0.2% e al centro del range di ieri. Dovrebbero fermarsi su questo livello fino nel pomeriggio in attesa dei dati sull'inflazione americana. Poi vedremo se inizia già l'attesa correzione o se c'é ancora un balzo - ci piacerebbe che si verificasse la seconda variante in maniera da poter riaprire le nostre posizioni short.

Aggiornamento del 12 marzo

Mercati azionari divisi tra i nuovi minimi annuali di lunedì in Europa e i nuovi massimi storici di venerdì in America

Nuovi minimi sono un segnale di ribasso - nuovi massimi sono un segnale di rialzo - é facile comprendere che alla fine della scorsa settimana molti analisti, noi compresi, avessero le idee un pò confuse. Durante il fine settimana abbiamo letto molte opinioni di nostri colleghi. Abbiamo esaminato delle analisi che prevedono una continuazione del rialzo, altre che arrivavano alla conclusione che la correzione di febbraio non é ancora terminata e nel prossimo futuro deve ancora essere una spinta di ribasso - entrambe le tesi venivano sostenute da validi argomenti tecnici. Nel corto termine prevale sicuramente il rialzo americano - non c'é ancora nessun segnale di un massimo intermedio o divergenze talmente forti da poter provocare a breve un'inversione di tendenza. Nasdaq e Nasdaq100 hanno toccato venerdì dei nuovi massimi storici e in mancanza di resistenze possono sullo slancio continuare a salire. L'S&P500 (2786 punti) il 27 febbraio aveva toccato un massimo intermedio a 2789 punti. Un doppio massimo é poco probabile considerando che l'S&P500 ha iniziato questa gamba di rialzo a corto termine da un minimo ascendente a 2647 punti. Il limite superiore delle Bollinger Bands é a 2792 punti - le bande sono praticamente orizzontali - negli ultimi mesi le forature sono sembra state modeste e fugaci. Considerando la posizione degli oscillatori che, come indicato nell'analisi del fine settimana, puntano su un massimo intermedio intorno a mercoledì, é probabile che la spinta di rialzo si esaurisca nelle prossime due-tre sedute sui 2800-2810 punti di S&P500. C'é ancora un mini gap da colmare tra i 2809 ed i 2812 punti che risale ad inizio febbraio.
È molto probabile che le borse europee seguano lo stesso ritmo. Il potenziale di rialzo sembra però limitato e modesto - circa un +1%.
Questo dovrebbe permettere agli indici di salire leggermente sopra i nostri obiettivi.

Stamattina sugli schermi prevale ancora il colore verde. Il future sull'S&P500 sale a 2803 punti (+14 punti). Le borse asiatiche sono al rialzo - il Nikkei ha guadagnato il +1.77% - Shanghai sale del +0.6%. L'Eurostoxx50 vale al momento 3439 punti. Guadagna 29 punti rispetto alla chiusura di venerdì (+0.9%). Le premesse sono per una seduta positiva. Difficilmente le borse europee potranno continuare a salire dopo la buona apertura. Probabilmente guadagnaranno ancora qualche punto - poi si fermeranno e ritracceranno. Stasera prevediamo una chiusura sul livello d'apertura o poco sotto.
Stasera alle 19.00 viene pubblicato il Treasury Budget - questo dato mostra il deficit dello Stato americano - Trump sta aprendo una voragine nei conti dello Stato - il dato dovrebbe riaccendere la discussione sulla sostenibilità del debito, potrebbe far salire i tassi d'interesse e bloccare il rialzo delle borse.
Durante il fine settimana gli Stati Uniti sono passati all'ora estiva. La borsa di New York apre alle 14.30 e chiude alle 21.00 orario europeo.

Commento del 10-11 marzo

Buon compleanno Bull Market - massimo storico del Nasdaq

Il 9 marzo del 2009 l'S&P500 ha toccato un minimo di lungo periodo a 666 punti - da quel giorno é iniziato un rialzo di lungo termine - ora ha festeggiato i 9 anni di durata. Venerdì 9 marzo l'S&P500 ha chiuso a 2786.57 punti (+1.74%). Non manca molto al record storico del 26 gennaio 2018 a 2872 punti. Venerdì la tecnologia ha fatto segnare un nuovo massimo storico. Nasdaq (+1.79%) e Nasdaq100 (+1.93% a 7101 punti) stanno trascinando il rialzo. L'S&P500 invece é ancora sotto il massimo intermedio del 27 febbraio a 2789.15 punti - lo ha quasi eguagliato. Il Dow Jones Industrial (+1.77%) é invece in ritardo - é ancora un -2% sotto il massimo intermedio del 27 febbraio. La situazione é confusa - il Nasdaq sembra aver ripreso il rialzo - l'S&P500 é ancora in bilico mentre sul DJIndustrial predomina ancora la spinta di ribasso di febbraio. Se guardiamo i fondamentali lo sviluppo é paradossale. La correzione di febbraio aveva subìto una prima accelerazione al ribasso il 2 febbraio quando era stato pubblicato il job report di gennaio - in quella occasione dati migliori del previsto avevano infiammato la paura dell'inflazione e l'S&P500 era crollato in una seduta di 60 punti. Venerdì scorso il rapporto sul mercato del lavoro americano a febbraio era migliore delle stime degli analisti - l'economia americana ha creato in un mese 313'00 nuovi posti di lavoro. Nessuno ha parlato di inflazione - gli analisti hanno invece ribadito che la crescita economica é robusta. I tassi d'interesse sono leggermente saliti e la borsa si é involata. Perché questa reazione diametralmente opposta? A febbraio c'erano troppe scommesse short sulla volatilità VIX - la copertura ha provocato un'impennata della VIX e un crollo degli indici azionari. Settimana scorsa invece c'erano ancora troppe posizioni short sugli indici - le ultime sono state evidentemente chiuse venerdì. Gli indici hanno aperto in gap up e sono saliti fino alla chiusura sul massimo giornaliero - un evidente short squeeze. Gli indici azionari europei sono invece rimasti impassibili di fronte al rally a Wall Street. L'Eurostoxx50 ha chiuso con un leggero guadagno a 3420 punti (+0.21%) - alle 22.00 valeva 3426 punti. Il DAX ha terminato la settimana a 12346 punti (-0.07%) - alle 22.00 é salito poco più in alto a 12374 punti.
Ora la situazione tecnica é confusa e ingarbugliata. Le borse europee hanno toccato un minimo annuale lunedì scorso e sembrano aver unicamente svolto un rimbalzo tecnico fino a venerdì che si é spento sugli obiettivi (3400-3425 punti di Eurostoxx50 / 12400- punti di DAX). Lo scenario più probabile resta quello di una seconda spinta di ribasso nella seconda metà di marzo che dovrebbe sfociare su un nuovo minimo annuale. La borsa americana é invece in una forma migliore. I dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio imposti da Trump sembrano ancora una volta stimolare la fantasia degli investitori malgrado che le valutazioni fondamentali delle azioni americane siano oscenamente alte. Sembra per lo meno poco probabile che il Nasdaq100 (7101 punti) possa a corto termine cambiare direzione e ricadere a marzo sui 6200 punti. Di conseguenza  bisogna trovare uno scenario alternativo o una via di mezzo che possa soddisfare i segnali tecnici contrastanti che provengono dai mercati finanziari.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.79% a 3420 punti              
DAX                         +3.63% a 12346 punti
SMI                          +3.52% a 8931 punti
FTSE MIB                  +3.80% a 22745 punti
S&P500                    +3.54% a 2786.57 punti
Nasdaq100               +4.26% a 7101 punti

La chiave di lettura dei mercati azionari é secondo noi il Nasdaq. Se il rialzo della tecnologia é duraturo e sostenibile, il resto bene o male seguirà. Le borse americane e europee sono correlate positivamente - ci possono essere dei periodi di sovra o sotto performance - é però improbabile che ci sia uno sviluppo divergente. Cerchiamo quindi di capire come si muoverà il Nasdaq100 nelle prossime settimane e poi sapremo all'incirca cosa potrebbe succedere con il resto.
Il Nasdaq100 é a corto termine nuovamente ipercomperato. Il limite superiore delle BB é a 7124 punti. L'indice é 900 (!) punti sopra la MM a 200 giorni, 350 punti sopra quella 50 giorni. I leaders (AGMAF) hanno fatto troppa strada in troppo poco tempo. Dal pessimismo di una settimana fà si é passati di nuovo ad un ottimismo che a livello di opzioni sfiora l'euforia. La seduta di venerdì, con l'apertura in gap up e la chiusura sul massimo sembra una forma di esaurimento. Gli oscillatori ci dicono che verso la metà di settimana prossima dovrebbe esserci un massimo intermedio. Di conseguenza pensiamo che nelle prossime sedute deve partire per lo meno una correzione. Ci sembra poco probabile che la correzione possa trasformarsi in un ribasso fino ai 6200 punti. L'indice dovrebbe però tornare almeno sui 6800 punti. A quel punto vedremo se la tecnologia continuerà a condurre e sovraperformare. In caso affermativo la previsione di una forte spinta di ribasso a marzo che deve sfociare in un nuovo minimo annuale é sbagliata.
Con questa premessa é facile fare una previsione per le borse europee. Settimana prossima devono provare a riscendere. Se durante la correzione del Nasdaq100 gli indici azionari europei toccano dei nuovi minimi annuali si apre la strada verso il basso. In caso contrario avremo minimi ascendenti, la correzione di febbraio resterà un episodio isolato senza conseguenze e gli indici torneranno lentamente verso l'alto. Resterà da risolvere il problema delle MM a 50 e 200 giorni in calo che mostrano mercati tendenzialmente ribassisti.

Venerdì ci aspettavamo una seduta di borsa senza sostanziali variazioni degli indici. In Europa é andata così. In America invece la previsione si é rivelata completamente sbagliata a causa del job report delle 14.30. L'S&P500 alle 15.30 ha aperto in gap up a 2753 punti, é brevemente sceso a 2751 punti e poi é partito decisamente al rialzo. L'indice ha superato con un balzo la MM a 50 giorni a 2742 punti e la fascia di resistenza intermedia a 2730-2750 punti - i shortisti sono rimasti in trappola e sono stati obbligati a coprire le posizioni comperando. L'S&P500 é salito in maniera costante e regolare fino alla chiusura a 2786.57 punti (+1.74%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5240 su 1531, NH/NL a 1262 su 200 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 14.64 punti (-1.90). La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.53 - la MM a 10 giorni scende a 0.61. Tutti i settori hanno contribuito e sono saliti più o meno fortemente (DJT +2.62%, RUT +1.60%, DJU +0.36%). L'impressione generale é quella di un short covering rally condotto dalla tecnologia - il rialzo ha partecipazione e volumi mediocri - gli investitori sono tornati troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Un massimo intermedio sembra imminente. L'S&P500 si é fermato a ridosso del massimo intermedio del 27 febbraio a 2789.15 punti. Probabilmente da qui o poco sopra partirà la prossima correzione. È difficile stimare quanti traders sono ancora short e devono coprire e quanti investitori ingenui si faranno invogliare dai nuovi massimi della tecnologia e seguiranno gli ovvi segnali d'acquisto generati dalle rotture al rialzo.
Una settimana fà la tendenza di fondo della borsa americana era da neutra a negativa - ora é da neutra a positiva con il 49.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 57.02. Le borse europee stanno peggio - é facile immaginarsi cosa questo significa...

Commento del 9 marzo

Le borse sono tornate a livelli critici - tra rimbalzo e rialzo

Ieri le borse hanno avuto ancora una giornata di rialzi. La BCE ha lasciati i tassi d'interesse invariati e non ha annunciato nessun cambiamento nel suo programma di acquisto di obbligazioni (QE). Mario Draghi é però riuscito ancora una volta a dare speranza ai mercati finanziari ribadendo che i tassi d'interesse resteranno bassi ancora per un lungo periodo di tempo e che il QE potrebbe essere esteso dopo settembre. Gli analisti prevedono ora che gli acquisti continueranno fino a fine anno - a settembre la somma dovrebbe ridursi dagli attuali 30 Mia di EUR al mese a 10 Mia al mese. Fino alle 14.30 gli indici azionari erano in leggero guadagno. Dopo la conferenza stampa di Mario Draghi le borse sono ripartite al rialzo e hanno terminato la giornata con consistenti guadagni e vicine al massimo giornaliero. Dopo le 15.30 i progressi sono però stati impercettibili - la spinta fornita dalla BCE sembra essere già finita. Finora questa é stata una settimana positiva - d'abitudine la seduta di venerdì riprende il trend delle precedenti sedute. Inoltre ieri gli indici hanno chiuso vicino ai massimi - una continuazione verso l'alto é quindi probabile. Di conseguenza oggi le borse dovrebbero ancora guadagnare terreno. Questo é per noi un problema. I maggiori indici hanno praticamente raggiunto l'obiettivo del rimbalzo - se continuano a salire allo stesso ritmo é possibile che il rialzo di corto termine continui e che non sia solo un rimbalzo. Speriamo che oggi ci sia una seduta di pausa e che gli indici azionari europei e americani stasera chiudano praticamente invariati. In caso contrario il nostro scenario che prevede una forte spinta di ribasso nella seconda parte del mese di marzo potrebbe essere sbagliato.

L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3413 punti (+1.06%) - il massimo giornaliero era a 3419 punti - l'indice é nel nostro obiettivo a 3400-3425 punti. Ora dovrebbe fermarsi. Considerando che sale da quattro sedute é logico che cominciamo ad inquietarci. Negli ultimi giorni i tassi d'interesse e gli spreads sui titoli di Stato sono scesi - questo ha frenato il rimbalzo dei titoli bancari (SX7E +0.42% a 131.20 punti) - é un comportamento un pò stupido e deciso dagli algoritmi ma la borsa funziona così. Nelle ultime sedute i volumi di titoli trattati in borsa erano in calo - questo sostiene l'ipotesi che il rialzo delle ultime quattro sedute é solo un rimbalzo - per definizione un rimbalzo deve essere seguito da un'altra spinta di ribasso - prima di cambiare direzione però il rialzo deve fermarsi.
Le altre borse europee si sono comportate come l'Eurostoxx50. Il DAX é salito a 12355 punti (+0.90%) - secondo noi il rimbalzo doveva fermarsi a ridosso dei 12400 punti (questo é il significato dell'indicazione 12400- punti). Il FTSE MIB é balzato a 22731 punti (+1.15%). Per la borsa italiana non avevamo fissato un obiettivo preciso - avevamo unicamente indicato un potenziale a 22750 punti facendo dipendere questo livello dalla reazione del mercato alla situazione politica. Sfumature a parte anche il FTSE MIB ha raggiunto l'obiettivo.

Anche la borsa americana ha avuto una seduta positiva. L'S&P500 ha aperto a 2732 punti e fino alle 20.00 é scivolato ad ondate fino al minimo a 2722 punti. Poi ha avuto un minirally fino ai 2740 punti, ha ritracciato a 2728 punti e si é fermato a 2738.97 punti (+0.45%). Anche l'S&P500 ha così raggiunto il nostro obiettivo a 2730-2750 punti. La situazione del Nasdaq100 é delicata . Con la chiusura di ieri a 6966 punti (+0.53%) l'indice é ormai poco lontano dal massimo storico a 7023 punti. A fine febbraio l'indice si era fermato a 7000 punti. Un triplo massimo é poco probabile. Speriamo che si verifichi un massimo discendente - per questo il rialzo deve fermarsi qui e adesso. In caso contrario il Nasdaq100 salirà su un nuovo recordo storico e una spinta di ribasso a testare il minimo annuale nella seconda metà di marzo diventa inverosimile e tecnicamente improbabile.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3825 su 2899, NH/NL a 956 su 219 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 16.54 punti (-1.22) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.61. Gli indicatori tecnici si sviluppano come previsto specialmente a livello di sentiment. Non abbiamo però ancora nessun segnale di massimo intermedio e teoricamente il rialzo potrebbe continuare visto che nulla (ipercomperato, BB) lo blocca. Il rimbalzo dal minimo intermedio di venerdì scorso era stato trascinato dal Russell2000 - ieri l'indice si é fermato (-0.16%).

Stamattina le borse sono ferme. Il future sull'S&P500 alle 07.30 era a 2739 punti - ora si trova a 2737 punti (-2 punti). In Asia prevalgono i segni positivi - il Nikkei ha guadagnato il +0.47%, Shanghai sale del +0.4%. Le borse europee apriranno in leggero calo - l'Eurostoxx50 vale ora 3408 punti. Alle 14.30 in America verrà pubblicato il rapporto sul mercato del lavoro a febbraio - questi dati dovrebbero dare l'intonazione ad una seduta che in caso contrario dovrebbe concludersi senza sostanziali variazioni.

Il prezzo del Bitcoin cade stamattina a 8800 USD. L'euforia sulle monete virtuali sta sparendo. Le quotazioni di molte ICO stanno precipitando a zero. Finalmente sta tornando un certo ordine in un mercato che a fine 2017 era impazzito. Ora c'é la lotta per la sopravvivenza - resteranno in vita poche società con progetti di valore. Tutto il resto morirà insieme alla speculazione.

Commento dell'8 marzo

Distribuzione con modesti volumi di titoli trattati - riunione della BCE

Le borse hanno superato senza problemi le dimissioni di Gary Cohn, consigliere economico di Trump. Probabilmente gli investitori hanno ragione - meglio vedere quali sono le conseguenze e chi sarà il successore prima prendere delle decisioni. La guerra commerciale tra gli Stati Uniti ed il resto del mondo é un rischio ma per il momento non c'é ancora nulla di concreto. Trump ha promesso di fare qualcosa ai suoi elettori per proteggere l'America dalle importazioni di acciaio e alluminio dall'estero. Per ragioni politiche é obbligato a prendere dei provvedimenti. In effetti i dazi doganali di Cina, UE e altri Paesi sono più alti di quelli americani. Protezionismo e decisioni unilaterali non sono però una buona soluzione come la storia ci insegna.
Le borse europee hanno avuto una seduta sorprendentemente positiva. Per il terzo giorno consecutivo gli indici azionari hanno guadagnato terreno dopo che lunedì avevano toccato in apertura nuovi minimi annuali. Probabilmente questa é una reazione ad uno scenario estremamente negativo che non si sta concretizzando. In Germania si é trovato un accordo di governo tra CDU e SPD, in Italia le elezioni amministrative hanno creato una situazione di ingovernabilità che al momento non sembra dare fastidio a nessuno, la guerra commerciale con gli Stati Uniti si svolge per ora solo a livello di minacce e i tassi d'interesse sono fermi sui livelli di inizio febbraio. È quindi abbastanza logico che le borse stiano rimbalzando dai minimi con modesti volumi di titoli trattati. Gli indici si avvicinano agli obiettivi (3400-3425 punti di Eurostoxx50, 12400- punti di DAX) e finora seguono in maniera disciplinata la road map - stanno distribuendo in attesa della prossima spinta di ribasso.
L'Eurostoxx50 (+0.58% a 3377 punti) ha aperto vicino al minimo e ha chiuso vicino al massimo. Si é mosso nel range delle due precedenti sedute e per ora non abbiamo niente di nuovo da dire. Anche dal settore bancario (SX7E +0.33% a 130.65 punti) non giungono stimoli particolari. DAX (+1.09% a 12245 punti) e FTSE MIB (+1.22%) hanno fatto meglio. Forse una reazione alla sottoperformance a partire dal minimo intermedio del 9 febbraio. Questi due indici lunedì erano caduti decisamente più in basso - l'Eurostoxx50 invece non é sceso all'inizio di questa settimana su un nuovo minimo annuale. L'SMI svizzero (+0.22% a 8784 punti) é rimasto staccato ma non c'é ragione per preoccuparsi. In parte il ritardo é imputabile allo stacco dei dividendi.
Nelle prossime sedute non si aspettiamo cambiamenti di rilievo. Dopo tre sedute positive gli indici dovrebbero oscillare in laterale in un'alternanza di sedute positive e negative. Oggi si riunisce la BCE per discutere la politica monetaria. L'esito della seduta verrà comunicato alle 13.45. La conferenza stampa di Draghi seguirà alle 14.30. Non ci si aspetta nessun cambiamento a livello di tassi d'interesse o QE. Si cercherà solo di capire se in effetti gli acquisti di obbligazioni finiranno a settembre o se la BCE pianifica di continuare a manipolare i tassi d'interesse all'infinito. Ormai sembra evidente che l'obiettivo d'inflazione al 2%, che non viene mai raggiunto, é solo una scusa per continuare a finanziare i deficit statali e impedire una crisi da debiti.

Ieri mattina la borsa americana sembrava destinata ad una pessima seduta. Invece non é successo nulla. Dall'iniziale crollo i future hanno recuperato, i gap down in apertura di seduta (15.30) sono risultati modesti e gli indici hanno subito recuperato. L'S&P500 ha terminato la giornata praticamente invariato (-0.05% a 2726.80 punti). Il Nasdaq100 come al solito ha fatto meglio (+0.24% a 6929 punti). DJTransportation (-0.26%) e DJUtilities (-0.73%) hanno servito da controbilancia.
La seduta al NYSE é stata debolmente positiva con A/D a 3637 su 3072, NH/NL a 944 su 199 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 17.76 punti (-0.60) - la CBOE Equity put/call ratio é ancora relativamente bassa a 0.58 - gli indicatori di sentiment si sviluppano come previsto con un ritorno dell'ottimismo e della speculazione al rialzo. Gli altri indicatori sono misti, confusi e contraddittori. A seconda dell'impostazione degli analisti si può estrapolare una scenario rialzista o uno ribassista - questo é tipico di un mercato senza una chiara direzione e che, secondo noi, sta distribuendo. Nel'immediato ci sono due livelli da tenere d'occhio: il supporto intermedio a 2700 punti (che ieri ha retto egregiamente) e l'obiettivo a 2730-2750 punti.
L'impressione é che per il momento i rialzisti sono più forti - nei prossimi giorni, sia in Europa che in America, ci aspettiamo una salita degli indici sugli obiettivi e resistenze intermedie.

Stamattina regna nuovamente la calma. Sono le 07.30 - scrivo il commento in anticipo visto che oggi sono assente - non potrò di conseguenza pubblicare i commenti sugli indici americani delle 14.00. In ogni caso oggi non dovrebbe succedere nulla di particolare.
Il future sull'S&P500 é invariato a 2724 punti. Le borse europee dovrebbero aprire con leggeri guadagni (+0.1% / +0.2%) grazie al recupero ieri sera della borsa americana nella seconda parte della seduta. Le borse asiatiche sono moderatamente al rialzo. Il Nikkei guadagna il +0.55% - Shanghai sale del +0.4%. Cambi e tassi d'interesse sono stabili. Oggi ci aspettiamo una giornata di pausa con indici azionari senza sostanziali variazioni. Non crediamo che Mario Draghi abbia in riserva qualcosa in grado di muovere i mercati.

Commento del 7 marzo

Il rimbalzo si sta fermando - le dimissioni di Gary Cohn, consigliere economico di Trump, possono provocare il ribasso

Ieri il rimbalzo iniziato venerdì sera in America ha rallentato. Considerando che le borse europee hanno chiuso sui minimi giornalieri sembra che la spinta si stia già esaurendo. In termini di tempo questo sembra essere prematuro. In termini di punti invece non siamo lontani dagli obiettivi. L'Eurostoxx50 (+0.08% a 3357 punti) ha toccato un massimo a 3390 punti - secondo noi doveva tornare sui 3400-3425 punti. L'S&P500 (+0.26% a 2728.12 punti) ha raggiunto i 2732.08 punti - secondo le nostre previsioni doveva risalire a 2730-2750 punti, fermarsi e poi distribuire. Non intendiamo sprecare troppo tempo per analizzare questa seduta moderatamente positiva - durante la notte é giunta la notizia che Gary Cohn, consigliere economico di Donald Trump, ha dato le dimissioni. Cohn, ex COO di Goldman Sachs, era l'ultimo esperto di economia moderato e di esperienza nel team del Presidente. Era garante di stabilità e sicurezza ed era contro i dazi doganali su acciaio e alluminio. Ora nulla si oppone all'inizio di una guerra commerciale tra l'America e il resto del mondo e questo non piace per niente ai mercati finanziari. Il future sull'S&P500 cade stamattina alle 07.30 a 2687 punti (-36 punti) - stanotte ha toccato un minimo a 2681 punti. È possibile che le dimissioni di Cohn siano il segnale d'inizio dell'attesa possente spinta di ribasso che deve far scendere l'S&P500 a testare il minimo annuale a 2532 punti. Ci sembra inutile parlare ora di continuazione della distribuzione - bisogna prima vedere cosa succede oggi - l'S&P500 ha supporto a 2650 punti. Se oggi l'indice scende sotto questa barriera bisogna allacciare le cinture di sicurezza.

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da dire anche perché le ultime notizie da Washington cambiano le carte in tavola. Gli interessati possono leggere i commenti tecnici sugli indici europei pubblicati ieri sera.
L'S&P500 (+0.26% a 2728.12 punti) ha avuto una giornata positiva ma il momentum che ha caratterizzato le due precedenti sedute é sparito. L'indice ha aperto sul massimo a 2732 punti ed é caduto sul minimo a 2711 punti verso le 17.30. Per il resto della giornata si é mosso tra questi due valori. Nelle ultime due ore si é stabilizzato sulla parte superiore del range e ha chiuso a 2728 punti. Notiamo che l'indice non ha attaccato la MM a 50 giorni a 2738 punti e che i volumi di titoli trattati sono in calo (volume relativo a 0.9). Questo significa che, anche senza le dimissioni di Cohn, la spinta di rialzo si stava esaurendo. Il Nasdaq100, come al solito, ha fatto meglio (+0.46% a 6913 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4686 su 2045 e NH/NL a 820 su 167. La volatilità VIX é scesa a 18.36 punti (-0.37) - la CBOE Equity put/call ratio é rimasta bassa a 0.52.
Questa seduta si inserisce in maniera ideale nel nostro scenario di base - l'S&P500 stava rallentando la sua salita - avrebbe dovuto fermarsi sui 2730-2750 punti - potevano esserci ancora alcune sedute in trading range con la put/call ratio sui 0.50-0.60 punti. Poi il mercato sarebbe stato maturo per un ribasso. Vediamo ora se questa road map subisce un cambiamento.

Mentre stavamo scrivendo le borse si stavano stabilizzando. Sono le 08.15 e il future sull'S&P500 sta recuperando terreno - ora é a 2696 punti (-28 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3338 punti - le borse europee apriranno con perdite stimabili al -0.7%. Forse le dimissioni di Cohn non avranno conseguenze gravi. Sarà importante osservare la reazione di Wall Street. Leggete a questo proposito i commenti delle 14.00 sugli indici azionari americani.
Per la cronaca le borse asiatiche sono al ribasso - il Nikkei ha perso il -0.73% - Shanghai é in calo del -0.6%. Il cambio EUR/USD é salito a 1.2420 - l'USD é debole.

Commento del 6 marzo

Rimbalzo (troppo) veloce - deve imballarsi nelle prossime sedute

Ieri i mercati azionari europei si sono lasciati impressionare negativamente dall'esito delle elezioni politiche italiane e hanno aperto in calo. Noi eravamo piuttosto sorpresi e perplessi visto che sulla base dell'analisi tecnica avevamo previsto che il rimbalzo iniziato venerdì sera in America sarebbe stato ripreso dall'Europa e sarebbe continuato. Oltre tutto non vedavamo nulla di particolarmente preoccupante o di diverso rispetto a quanto previsto dai sondaggi. In ogni caso questa apertura in negativo si é rivelata una partenza falsa e subito le borse sono salite. Nel preborsa l'Eurostoxx50 valeva 3300 punti - ufficialmente l'indice ha aperto a 3309 punti e ha chiuso a 3352 punti (+0.92%) - il massimo giornaliero é stato di 3360 punti. Il DAX tedesco si é mosso in maniera simile - apertura a 11831 punti (nuovo minimo annuale) - massimo a 12110 punti e chiusura a 12090 punti (+1.49%). Sui grafici appaiono delle lunghe candele bianche che costituiscono un reversal giornaliero e la garanzia per una continuazione verso l'alto. Lo spazio sembra però limitato. Domenica abbiamo stimato che l'Eurostoxx50 deve risalire sui 3400-3425 punti e ora manca solo un +1%/+2%. Non abbiamo ancora ragioni concrete per adattare questo target. La borsa italiana ha sottoperformato - il FTSE MIB ha recuperato 360 punti dal minimo comportandosi durante la giornata come il resto dell'Europa - la caduta iniziale era però troppo pesante e l'indice non é riuscito a chiudere in positivo - si é fermato a 21819 punti (-0.42%). Il settore bancario era particolarmente debole e ha pesato come un macigno sull'indice - questo effetto si é riscontrato anche in Europa (SX7E -0.56% a 129.46 punti). L'indice delle banche europee SX7E ha rotto il supporto a 130 punti - se la rottura é valida l'indice deve scendere nelle prossime sedute sul supporto intermedio a 127.80 punti. Considerando il quadro generale questa però sembra una semplice falsa rottura al ribasso.

Il rimbalzo iniziato venerdì in America é proseguito ieri. Non abbiamo molti commenti da fare visto che il mercato si sviluppa come previsto. L'unico problema é che il movimento é un pò troppo veloce e dinamico. L'S&P500 doveva tornare dai 2647 punti (minimo di venerdì) a 2730-2750 punti. Ieri l'S&P500 si é fermato a 2720.94 punti (+1.10%) e ha toccato un massimo a 2728 punti. Ora dovrebbe rallentare e fermarsi. Non siamo però sicuri che questo succeda - sul grafico ci sono due solide candele bianche che mostrano due sedute di forte rialzo con chiusura vicino al massimo giornaliero. Normalmente l'S&P500 dovrebbe continuare a salire ancora qualche giorno e non bloccarsi di colpo - vediamo...
L'S&P500 ha aperto a 2680 punti e inizialmente é sceso (come previsto nel commento del pomeriggio - al momento l'analisi tecnica sull'S&P500 funziona molto bene - anche intraday) a 2675 punti di minimo. Dopo questo calo iniziale é ripreso il rialzo - per le 18.00 l'indice é salito a 2714 punti, é oscillato per ore su questo livello e nell'ultima ora di contrattazioni si é impennato fino a 2728 punti di massimo. Ha chiuso a 2721 punti. Il Nasdaq100 (+1.03% a 6881 punti) lo ha imitato. Un triplo massimo a 7000-7020 punti sembra poco probabile. Ci sarà quindi un massimo discendente o un nuovo massimo storico. Speriamo che non si concretizzi la seconda variante poiché a quel punto una spinta di ribasso fino ad un nuovo minimo annuale sotto i  6164 punti diventa poco probabile.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4879 su 1892, NH/NL a 662 su 229 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 18.73 punti (-0.86) - la CBOE Equity put/call ratio é bassa a 0.55 - i dati sul sentiment suggeriscono che un massimo intermedio é temporalmente vicino - prima ci piacerebbe però vedere ancora un paio di sedute di questo tipo.

Stamattina le borse hanno ancora un'intonazione positiva. Il future sull'S&P500 sale a 2722 punti (+3 punti). Le borse asiatiche sono al rialzo - il Nikkei ha guadagnato il +1.70% - Shanghai sale del +1%. L'Eurostoxx50 vale ora 3376 punti (+24 punti) - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.7%. Stasera dovremmo ritrovare gli indici su questo livello o poco più in alto.

Aggiornamento del 5 marzo

In Italia sarà difficile formare un governo

Le elezioni politiche italiane hanno fornito un risultato ambiguo. Ha vinto la coalizione di centro destra con ca. il 37% dei voti. All'interno del gruppo il partito più forte é la Lega di Salvini (ca. 18.0%) che in teoria dovrebbe ricevere il difficile compito di formare un governo. Il Partito più votato é il Movimento 5 Stelle con ca. il 32.0% dei voti. Il Centrosinistra ha perso - ha ricevuto solo il 23.2% delle preferenze - il DP di Matteo Renzi e dell'ex premier Gentiloni é scivolato al ca. 19.0%. La partecipazione é scesa al 73% contro il 75.2% del 2013 - gli italiani si interessanno sempre meno alla politica. Prima delle elezioni nessun blocco ha annunciato l'intenzione di voler formare una coalizione per governare. I numeri mostrano però chiaramente che saranno necessari dei compromessi. L'Europa non sarà entusiasta dell'esito delle urne - i partiti euroscettici hanno la maggioranza. Vedremo come reagiranno oggi le borse.
In Germania ci sarà una riedizione della grande coalizione tra CDU e SPD - la cancelliera Angela Merkel rimane in sella ma la sua posizione si é indebolita. Anche in questo caso i mercati finanziari non hanno motivi per festeggiare.
Stamattina notiamo le prime reazioni - il cambio EUR/USD scende a 1.2275. Il future sull'S&P500 perde 20 punti e torna a 2670 punti. Le borse europee non rimbalzano - al contrario accusano il colpo. L'Eurostoxx50 vale ora 3303 punti - gli indici azionari europei apriranno con perdite di circa il -0.6% e su un nuovo minimo annuale. Siamo stupiti da questa reazione - l'esito delle elezioni politiche italiane corrisponde ai sondaggi e non dovrebbe essere una sorpresa. Sarà ora importante vedere se ci sarà un rimbalzo o se invece le borse europee saranno travolte dalle vendite. Ad istinto questa reazione negativa ci sembra eccessiva - pensiamo che nel pomeriggio a Wall Street ci sarà un recupero dai livelli attuali (l'S&P500 deve risalire dagli attuali 2670 punti) e quindi non crediamo che le borse europee debbano continuare a scendere.
Per la cronaca riferiamo che le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha perso il -0.67% - Shanghai sta guadagnando il +0.1%. L'Asia non sembra farsi impressionare dai dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio imposti dagli Stati Uniti e dai problemi politici europei.

Commento del 3-4 marzo

L'Europa perde la testa e tocca in anticipo nuovi minimi annuali - l'America segue alla perfezione l'analisi tecnica

Venerdì le borse dovevano scendere almeno la mattina e toccare un minimo intermedio. In effetti le borse europee hanno aperto in negativo, sono rimaste per tutta la giornata sotto pressione, hanno toccato un minimo verso le 17.00 e sono brevemente rimbalzate sul finale. Per saldo le perdite sono risultate pesanti e gli indici hanno in genere toccato dei nuovi minimi annuali. Non pensavamo che questo dovesse avvenire già venerdì visto che l'S&P500 era ancora circa 120 punti sopra il minimo annuale. Abbiamo sottovalutato la debolezza relativa delle borse europee - inoltre una volta che gli indici azionari si sono avvicinati ai supporti forniti dai minimi annuali e li hanno rotti gli investitori hanno ceduto alle emozioni e c'é stata una breve valanga di vendite da panico. Evidentemente c'é chi ha perso la testa e non si é accorto che nel frattempo a Wall Street la borsa stava recuperando terreno. Gli stop loss hanno fatto il resto.
L'Eurostoxx50 é caduto su un nuovo minimo annuale a 3316 punti ed ha chiuso a 3324 punti (-2.19%) - alle 22.00 però l'indice era ritornato a 3351 punti. Il DAX si é comportato alla stessa maniera - nuovo minimo annuale a 11877 punti, chiusura a 11913 punti (-2.27%) e rimbalzo nel dopo borsa fino ai 12002 punti. Chi ha venduto nel pomeriggio se ne pentirà almeno nel corto termine. Nel medio termine invece la correzione non é terminata. In America manca ancora una spinta di ribasso a testare i minimi annuali e in questa occasione le borse europee scenderanno decisamente più in basso dei records negativi raggiunti venerdì.
A Wall Street invece tutto é funzionato alla perfezione. L'S&P500 doveva scendere a testare il supporto a 2650 punti e rimbalzare. La borsa americana non sembra ancora pronta per l'attesa ulteriore e decisiva spinta di ribasso e quindi doveva rimbalzare e continuare a distribuire. L'S&P500 ha toccato un minimo a 2647 punti ed ha chiuso a 2691.25 punti (+0.51%). Pensavamo che la tecnplogia sarebbe stata ancora abbastanza forte da risollevare il mercato - in effetti il Nasdaq100, dopo una falsa rottura sotto i 6700 punti, ha guadagnato il +0.90% ed é tornato a 6811 punti. Settimana prossima il rimbalzo dovrebbe continuare e ci aspettiamo che l'S&P500 torni sui 2730-2750 punti e continui a distribuire. In teoria anche le borse europee dovrebbero recuperare terreno. Bisogna però osservare la reazione alle elezioni politiche italiane e alla conferma delle formazione di un governo di grande coalizione (CDU - SPD / Groko) in Germania prima di  poter dire se l'Europa sovraperformerà o sottoperformerà l'America. Le premesse sono che la debolezza relativa continui e quindi il rimbalzo dell'Eurostoxx50 e colleghi sarà anemico. Per il momento partiamo dall'ipotesi di un rimbalzo fino ai 3400-3425 punti di Eurostoxx50. Le prospettiva a medio termine si sono però deteriorate dopo che la scorsa settimana le borse sono ricadute e il mese di febbraio é terminato con una performance negativa. Nelle prossime settimane gli indici azionari delle maggiori borse europee ed americana devono cadere su un nuovo minimo annuale con panico e un impennata degli indicatori di sentiment. Solo il Nasdaq100 potrebbe salvarsi.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.32% a 3324 punti              
DAX                         -4.57% a 11913 punti
SMI                          -3.57% a 8628 punti
FTSE MIB                  -3.35% a 21912 punti
S&P500                    -2.04% a 2691.25 punti
Nasdaq100               -1.24% a 6811 punti

Venerdì le borse europee durante la seduta ufficiale non hanno dato segnali di reazione. Secondo gli indicatori gli indici sono ipervenduti e si trovano sotto i bordi inferiori delle Bollinger Bands. Di conseguenza un rimbalzo é molto probabile anche perché l'America si é mossa anticipatamente in questa direzione. Se lunedì, come pensiamo, gli indici europei tornano sopra i precedenti minimi del 9 febbraio, é molto probabile che non avremo solo un breve rimbalzo di alcune ore ma un rialzo di corto termine di almeno tre sedute. I massimi dell'inizio della settimana (26-27 febbraio) non verranno però più superati.
L'S&P500ha aperto in calo a 2663 punti e nei primi 15 minuti di contrattazioni é caduto sul minimo a 2647 punti - poi ha recuperato. Alle 17.30, quando ha chiuso l'Europa, era a 2663 punti - strano che Eurostoxx50 e colleghi hanno reagito poco. Poi ha continuato a salire e verso le 18.00 ha raggiunto i 2675 punti. È oscillato su questo livello fino alle 21.30 e infine si é involato fino al massimo a 2696 punti. Ha chiuso a 2691.25 punti (+0.51%) in quello che risulta essere un'altro reversal - questa volta positivo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4675 su 2070, NH/NL a 300 su 657 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 19.59 punti (-2.88) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.71 (MM a 10 giorni a 0.63 e in aumento). I dati sul sentiment rimangono abbastanza buoni e questo ci dice che esaurito il rimbalzo e la fase di distribuzione ci deve ancora essere una possente spinta di ribasso. La tendenza di fondo della borsa americana é da neutra a negativa con il 29.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 53.90 punti.
Da fine gennaio l'analisi tecnica funziona bene e riusciamo nuovamente a prevedere con anticipo e sufficiente precisione le oscillazioni dei mercati specialmente in America. Stiamo ritrovando la fiducia nei nostri mezzi dopo che il lungo rialzo del 2017 aveva praticamente ibernato l'analisi tecnica - qualsiasi segnale non aveva conseguenze in un mercato che sembrava conoscere solo una direzione. Ora invece rialzisti e ribassisti si stanno dando battaglia ad armi praticamente pari e operare in borsa long e short sta ridiventando divertente, interessante e profittevole.

Commento del 2 marzo

Il supporto a 2700 punti era troppo ovvio - oggi dovrebbe verificarsi un minimo intermedio

Ieri gli indici azionari sono nuovamente caduti piuttosto pesantemente. Sia in Europa che in America le borse hanno ceduto e hanno terminato la giornata con sostanziali perdite. Crediamo che questo calo non sia ancora l'inizio della spinta di ribasso che deve portare le borse a marzo su un nuovo minimo annuale - piuttosto questa volatilità e nervosismo fanno parte della fase di distribuzione. Di conseguenza ci aspettiamo che la caduta delle ultime tre sedute finisca oggi e che settimana prossima ci sia ancora un rimbalzo. Questa previsione é sostenuta dalla presenza di supporti intermedi (Eurostoxx50 a 3375 punti, DAX a 12000 punti, S&P500 a 2650 punti) e dal fatto che i tassi d'interesse sono tornati a scendere.

Sui grafici delle borse europee ieri sono apparse lunghe candele rosse - gli indici azionari sono caduti piuttosto pesantemente e hanno chiuso poco sopra i minimi giornalieri. L'Eurostoxx50 é sceso a 3399 punti (-1.16%) - il DAX é crollato a 12191 punti (-1.97%). Non c'é molto da dire - non ci aspettavamo già ieri questa caduta ma considerando la situazione tecnica generale il calo non é una sorpresa.
Nel dopo borsa gli indici sono scesi decisamente più in basso - oggi, ultima giornata della settimana, la discesa deve continuare almeno stamattina. In un ottica a medio termine bisogna restare short - nel corso del mese le borse devono testare i minimi annuali e come abbiamo indicato in precedenti commenti le borse europee devono scendere decisamente più in basso. A corto termine però si possono realizzare i guadagni - traders aggressivi possono oggi comperare sui supporti o poco sotto.

Pensavamo che il supporto intermedio a 2700 punti di S&P500 (-1.33% a 2677.67 punti) avrebbe retto al primo attacco. Ci siamo sbagliati ma questo é un peccato veniale. La previsione di massima é corretta e sapevamo che indovinare le oscillazioni di corto termine in una fase di distribuzione é estremammente difficile. Spesso movimenti di 1%-2% sono legati a fattori emozionali o notizie imprevedibili. Dall'andamento della seduta notiamo che troppi traders erano ancora long con stop loss sui 2700 punti. Il supporto ha retto fino alle 19.00 - poi, una volta rotta la diga, la caduta é stata veloce e definitiva. L'S&P500 ha toccato un minimo a 2659 punti, é rimbalzato una ventina di punti ed é poi oscillato fino alla chiusura a 2677 punti. Il Nasdaq100 (-1.51% a 6750 punti) si é comportato in maniera simile con un minimo giornaliero a 6696 punti. La reazione dai minimi é stata evidente e probabilmente qui la borsa americana cercherà di fare base e nuovamente rimbalzare.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2417 su 4352, NH/NL a 221 su 786 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é salita a 22.47 punti - la CBOE Equity put/call ratio é lievitata a 0.72. Il quadro generale é quello di una normale seduta negativa in un ribasso di corto termine. Non vediamo una particolare pressione di vendita che possa farci prevedere un'accelerazione al ribasso. I tassi d'interesse sono tornati a scendere mentre il cambio EUR/USD é risalito stamattina a 1.2260. Ieri il cambio é sceso su un minimo a 1.2155 ma già in serata era tornato a 1.2210 - il supporto a 1.22 regge ma la tendenza di fondo sta diventando neutra.

Stamattina le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei crolla del -2.71% - Shanghai perde al momento il -0.6%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2679 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3372 punti. Le borse europee apriranno con perdite di circa il -0.8%. Stamattina dopo una debole apertura tenteranno un recupero. Poi dipende cosa decideranno di fare gli americani. Ieri l'S&P500 é sceso fino ai 2659 punti di minimo - é possibile che oggi ci sia un test del supporto a 2650 punti prima di un'altro rimbalzo tecnico di qualche giorno. Ricordiamoci però che un ribasso é caratterizzato da minimi e massimi discendenti - questo significa che l'S&P500 non tornerà più sopra i 2789 punti (massimo di martedì) e che in seguito scenderà sotto i 2532 punti (minimo del 9 febbraio).

Commento del 1. marzo

Maggiori volumi al ribasso

Ieri le borse hanno avuto un'altra giornata negativa. Le perdite sono risultate modeste ma sufficienti per confermare che la spinta di rialzo dal minimo del 9 febbraio é terminata. È iniziata l'attesa fase di distribuzione - questo significa che gli indici azionari devono oscillare in laterale in maniera piuttosto casuale con una serie di sedute positive e negative. Distribuzione significa anche che il prossimo movimento significativo deve essere al ribasso. Le borse stanno seguendo lo scenario che abbiamo presentato già nel commento tecnico del 10-11 febbraio - i minimi annuali del 9 febbraio devono essere ritestati e questo dovrebbe avvenire nel mese di marzo appena iniziato. Per il momento la situazione si sviluppa come previsto specialmente a livello psicologico - oscillatori e indicatori di sentiment ci forniscono segnali affidabili - questo non era il caso nella lunga fase di rialzo tra novembre 2016 e gennaio 2018 - ora l'ipercomperato ha un effetto e questo é un segno evidente che i tempi stanno cambiando.

Ieri le borse europee hanno aperto e chiuso più o meno sullo stesso livello e poco sopra il minimo giornaliero. A fine giornata l'Eurostoxx50 ha perso 19 punti ed é sceso a 3439 punti (-0.55%) - é una perdita modesta ma l'indice si é allontanato sensibilmente dai 3475 punti (chiusura del gap) ed é tristemente tornato sotto le medie mobili a 50 e 200 giorni. Le borse europee hanno cambiato direzione sui nostri obiettivi per il rimbalzo che si situavano a 3450-3560 punti (poi "aggiustati" a 3475 punti) di Eurostoxx50 e 12600 punti di DAX (-0.44% a 12435 punti). Non vediamo una particolare pressione di vendita e quindi non pensiamo che si debba già ora sviluppare l'attesa spinta di ribasso verso nuovi minimi annuali. È però evidente che la tendenza di fondo da neutra sta virando nuovamente sul ribasso. Gli indici stanno ricominciando a cadere dopo un rimbalzo inferiore al 50% della precedente spinta di ribasso, senza che la RSI potesse tornare sopra i 50 punti e con MM a 50 e 200 punti che stanno ruotando verso il basso.
L'SMI svizzero (-0.96% a 8906 punti) é da due giorni particolarmente debole ed é caduto sul supporto intermedio a 8900 punti. Spesso la borsa svizzera, con i suoi titoli difensivi nei settori della farmaceutica ed alimentare, ha mostrato la strada al resto dell'Europa. Se l'SMI rompe al ribasso é un cattivo segno - Eurostoxx50 e colleghi dovrebbero seguire con un certo distacco temporale.
Il cambio EUR/USD é sceso a 1.2190. Il cambio "balla" sul supporto a 1.22. Se il supporto viene definitivamente rotto il cambio scenderà a 1.20. Questo avrà implicazioni sul trend che da rialzista passerà a neutro per la prima volta da maggio dell'anno scorso.

Anche a Wall Street c'é stata una seduta di ribassi. Questo ci ha sorpreso poiché ci aspettavamo una seduta di assestamento e senza sostanziali variazioni. L'S&P500 (-1.11% a 2713.83 punti) resta però ampiamente nel canale 2700 - 2800 punti e quindi questo movimento rientra in quello che era possibile e preventivabile. Una settimana fà l'S&P500 era a 2701 punti - per saldo non si é mosso di molto.
L'S&P500 ha aperto a 2756 punti - nelle prime due ore di contrattazioni é salito a 2760 punti ed é sceso a 2739 punti. Poi si é limitato ad oscillare intorno ai 2757 punti fino alle 20.00. A questo punto i ribassisti hanno preso decisamente l'iniziativa e l'S&P500 é sceso fino alla chiusura a 2713 punti. La tecnologia (Nasdaq100 -0.67% a 6854 punti) si é comportata meglio. Fino a quando questo settore mostra forza relativa é poco probabile che si sviluppi l'attesa seconda spinta di ribasso. Ci sarà da preoccuparsi quando ci sarà una seduta con una perdita del Nasdaq100 decisamente superiore a quella dell'S&P500. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1574 su 5195, NH/NL a 245 su 550 e volume relativo a 1.1. Notiamo che da un mese i volumi durante i ribassi sono decisamente più alti che durante le fasi di rialzo - é evidente da quale parte c'é più forza e partecipazione e in quale direzione si muoverà il mercato una volta che questo periodo di distribuzione terminerà. La volatilità VIX é balzata a 19.85 punti (+1.26) - la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.67.

Stamattina le borse sono ancora indecise. Verso le 07.00 il future sull'S&P500 era a 2708 punti (-6 punti) - ora la situazione si é ribaltata - il future é risalito a 2717 punti (+3 punti). Le borse asiatiche sono miste (Nikkei -1.58% / Shanghai +0.6%). L'Eurostoxx50 vale ora 3426 punti. Le borse europee apriranno in calo (-0.4%) ma meglio di quanto ci si poteva aspettare. Se come pensiamo il cambio EUR/USD difende il supporto a 1.22 ed i tassi d'interesse rimangono stabili é probabile che oggi per saldo le borse si muovano poco e termineranno la giornata senza sostanziali variazioni.

Commento del 28 febbraio

Brillante intervento di Powell al Congresso - chiaro, sicuro, deciso e pragmatico - per questo alle borse non é piaciuto

Ieri il nuovo responsabile della FED Jerome Powell ha testimoniato davanti ad una commissione del Congresso. Secondo noi é stato brillante - abbiamo seguito i suoi ragionamenti e abbiamo capito le sue intenzioni. Dopo anni di frasi sibilline dei suoi predecessori di formazione accademica Greenspan, Bernanke e Yellen, Powell si é espresso in maniera chiara e sicura. Ha detto apertamente come stanno le cose. Alzerà i tassi d'interesse gradualmente - finora la FED prevede quest'anno tre aumenti - lui però da inizio anno constata un irrobustimento della crescita economica - se l'innanzamento del costo del denaro sarà più veloce del previsto non dipende solo da lui ma anche dall'opinione dei suoi colleghi - per il resto ha rimandato tutti alla prossima seduta del FOMC che si terrà tra tre settimane. Powell ha ammesso che la politica fiscale e l'indebitamento dello Stato americano non sono sostenibili. Infine si é rifiutato di rispondere a domande non di sua competenza spiegando in maniera chiara e comprensibile quali sono i compiti e responsabilità della FED e indirettamente cosa invece ricade nell'ambito della politica. Lui deve favorire la crescita economica ed il pieno impiego  ed evitare un surriscaldamento - contemporaneamente deve raggiungere l'obiettivo di un 2% d'inflazione - non può combattere le disuguaglianze di reddito tra la popolazione o decidere cosa faranno le società con gli sgravi fiscali proposti da Trump e dai repubblicani e accettati in votazione dal Congresso.
L'impressione é che Powell intende perseguire il suo mandato senza eccessivi riguardi per i mercati finanziari - i tempi in cui la FED intenzionalmente favoriva il rialzo delle borse con l'obiettivo di creare ricchezza e stimolare i consumi sembrano passati.
Questo discorso chiaro non é piaciuto agli investitori che preferivano le bugie della Yellen e l'ambiguità dei suoi predecessori. Si pensava che qualsiasi cosa succedesse la FED sarebbe corsa in soccorso dei mercati finanziari. Powell invece ha definito distintamente le responsabilità di ognuno, con una chiara divisione di compiti tra Banca Centrale e politica e ha fatto capire che non esiste una soluzione magica per uscire dalla difficile attuale situazione - i tassi d'interesse sono rimasti troppo bassi troppo a lungo e tornare alla normalità sarà sotto certi aspetti doloroso - l'economia americana é però secondo lui sana e robusta e lui é ottimista. Durante la testimonianza di Powell i tassi d'interesse sono cominciati a salire e la borsa a scendere - l'S&P500 ha chiuso sul minimo giornaliero a 2744.28 punti (-1.27%) - nulla di grave - ha perso solo quello che aveva guadagnato lunedì - la reazione delle borse é però sintomatica.

Le borse europee hanno avuto un'altra seduta deludente. Dopo il +1.18% dell'S&P500 lunedì, Eurostoxx50 e colleghi hanno aperto sul massimo giornaliero. Subito però hanno fatto marcia indietro e la mattina tra le 10.00 (DAX) e le 12.00 (Eurostoxx50) hanno toccato i minimi giornalieri. Nel pomeriggio hanno recuperato e chiuso con modeste perdite. Malgrado che in alcuni casi gli indici azionari abbiamo toccato dei nuovi massimi marginali per questa spinta di rialzo, é evidente che le borse europee faticano a salire più in alto e tendenzialmente stannno distribuendo - i 3475 punti di Eurostoxx50 (-0.15% a 3458 punti) ed i 12600 punti di DAX (-0.29% a 12490 punti) sembrano il limite massimo del rimbalzo dal minimo del 9 febbraio. Ora gli indici devono oscillare in laterale.
L'Eurostoxx50 ieri sera alle 22.00 valeva 3442 punti.
Altri dettagli li trovate nei commenti serali dei mercati europei.   

L'S&P500 ha aperto invariato sui 2479 punti e nella prima ora di contrattazioni é lievitato fino ai 2489 punti. Poi, mano a mano che Powell esprimeva le sue opinioni, l'S&P500 ha cambiato direzione e ha cominciato a scendere. Ad ondate é caduto fino a 2744.28 punti (-1.27%) e ha chiuso. Il Nasdaq100 (-1.27% a 6900 punti) lo ha copiato. Più pesanti sono state le perdite del DJ Trasportation (-2.28%) e del DJ Utilities (-1.71%). In generale le vendite hanno colpito tutti i settori ma non abbiamo osservato una particolare pressione. La seduta al NYSE é stata negativa mo non pessima - A/D a 1195 su 5604, NH/NL a 467 su 298 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 18.59 punti (+2.79) - la CBOE Equity put/call ratio é tornata sopra la media a 0.63.
La reazione negativa alle parole di Powell era scontata. È possibile che questa ricaduta sotto i 2750 punti rappresenti la fine del rialzo di corto termine ma non siamo sicuri - gli indicatori sono contraddittori e il nuovo massimo a 2789 punti lascia aperta la strada per i 2800 punti. Vedremo se oggi i ribassisti sfrutteranno il vantaggio della chiusura sul minimo o se invece riappariranno i rialzisti tentando di sfruttare il pull back per ulteriori acquisti. In linea di massima però la nostra previsione non cambia - ci aspettiamo una distribuzione indicativamente tra i 2700 ed i 2800 punti punti di S&P500. Non pensiamo che i tempi siano già maturi per un'altra spinta di ribasso.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei ha perso il -1.38% - Shanghai sta scendendo del -1%. Si vedono anche però indici in territorio positivo. Il future sull'S&P500 stamattina presto era a 2745 punti - ora (08.15) e salito a 2747 punti (-1 punto). Si preannuncia una seduta di assestamento. L'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 3436 punti (ca. -0.6%). Non crediamo che nel corso della giornata la situazione debba peggiorare. Al contrario - una risalita del cambio EUR/USD (1.2230) dovrebbe aiutare i listini europei e le azioni delle banche dovrebbero fare bene grazie ad un leggero aumento dei tassi d'interesse.

Commento del 27 febbraio

L'S&P500 sale verso i 2800 punti - l'Europa resta indietro

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta positiva - niente però in confronto all'America. Il guadagno di +0.76% dell'Eurostoxx50 (3463 punti) impallidisce tra il +1.60% di venerdì ed il +1.18% di ieri sera dell'S&P500 (2779.60 punti). Evidentemente la spinta di rialzo dal minimo del 9 febbraio non é finita e ha ancora del potenziale. Gli indici azionari europei hanno però toccato i nostri obiettivi ieri mattina verso le 09.30 e poi non hanno più combinato nulla - le candele sui grafici sono rosse e mostrano che gli indici hanno chiuso sotto i livelli d'apertura - in linea di massima é stata una giornata senza tendenza durante la quale ha guadagnato chi era long in anticipo e non chi ha comperato all'apertura dei mercati. Noi abbiamo aperto delle posizioni short a 3460 punti di Eurostoxx50 e a 12600 punti di DAX (+0.35% a 12527 punti) - In un ottica a medio termine pensiamo che questa sia la giusta strategia malgrado che a corto termine ci possono ancora essere delle modeste spinte di rialzo in scia a Wall Street. Gli indicatori sono misti e contraddittori e a livello di grafici esiste spazio verso l'alto. È però indiscutibile che l'Europa mostra debolezza relativa e appena il rally in America si fermerà le borse europee rischiano di cadere.
Agli investitori sembrano piacere poco l'Italia (FTSE MIB +0.15% a 22706 punti) e il settore bancario (+0.06% a 134.11 punti). Intuiamo le ragioni e constatiamo la debolezza di questi comparti e la loro sottoperformance nei riguardi del resto dell'Europa. Ormai questa sembra essere una costante che dovrebbe proseguire nell'immediato futuro. Solo chi desidera speculare sul risultato delle elezioni politiche del 4 marzo può essere long FTSE MIB - tecnicamente questo mercato é da evitare.
Ieri sera abbiamo riesaminato i grafici e fatto delle ipotesi per il caso in cui, come sembra, l'S&P500 possa salire a 2800 punti. L'Eurostoxx50 dovrebbe chiudere il gap a 3475 punti - ieri ha toccato un massimo giornaliero a 3470 punti - stamattina (08.00) vale 3471 punti. Il DAX ieri ha toccato i 12600 punti - la MM a 200 giorni a 12739 punti sembra un ostacolo insormontabile.
In linea di massima vale ancora il nostro scenario di base - il rialzo dovrebbe fermarsi, gli indici dovrebbero distribuire in laterale e a marzo ci dovrebbe essere un'altra spinta di ribasso. Basandoci su esempi del passato questo succede nell'80% dei casi. Dobbiamo unicamente rivedere questa previsione (e considerare il restante 20%) se un qualche importante indice riuscisse a raggiungere un nuovo massimo storico. Teniamo d'occhio la tecnologia negli Stati Uniti e l'indice Nasdaq100.

In America c'é stata un'altra seduta di decisi rialzi. L'S&P500 ha aperto in gap up a 2758 punti, é sceso a 2754 punti verso le 16.30 e poi é salito fino a fine giornata - ha toccato un massimo a 2780 punti ed ha chiuso a 2779.60 punti (+1.18%). Ha semplicemente saltato la resistenza a 2750 punti. Si é quindi attivata la variante positiva presentata nell'analisi del fine settimana che prevede un'estensione fino ai 2800 punti. Il Nasdaq100 é balzato a 6989 punti (+1.34%) - il massimo storico del 26 gennaio a 7023 punti si avvicina rapidamente. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4818 su 1985, NH/NL a 485 su 171 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 15.80 punti - la CBOE Equity put/call ratio é di nuovo bassa a 0.59. Gli oscillatori segnalano che il mercato é nuovamente ipercomperato e gli indicatori di sentiment mostrano che torna l'ottimismo. Ieri sera abbiamo osservato una prima divergenza - l'indice DJ Utilities, che reagisce ai tassi d'interesse, ha perso il -0.30%. Abbiamo quindi l'impressione che il rialzo a New York si deve ora esaurire - probabilmente oggi le borse si fermeranno in attesa di sentire cosa ha da dire Jerome Powell nella sua testimonianza davanti al Congresso (16.00).

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha guadagnato il +1.04% - Shanghai cede la momento il -1.1%. Il future sull'S&P500 é a 2778 punti (-6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora (08.30) 3470 punti - aprirà sul massimo di ieri con un guadagno del +0.2% - poco considerando che nel frattempo la borsa americana ha guadagnato ancora un +1%. Come nelle precedenti sedute crediamo che dopo la buona apertura le borse europee si sgonfieranno - dovrebbero tornare in pari e poi aspettare nel pomeriggio la reazione di Wall Street al discorso del capo della FED. A livello di cambi e tassi d'interesse regna la calma.

Aggiornamento del 26 febbraio

Borse care e tecnicamente fragili - possono però ancora salire un +2%

Sabato la Berkshire Hathaway del famoso investitore Warren Buffett ha pubblicato il rapporto annuale. La società, che capitalizza circa 500 Mia di USD, ha 116 Mia di USD in contanti. Buffett si lamenta di non trovare società sulle quali investire. La ragione - le eccessive valutazioni. Secondo lui le aziende a maggiore capitalizzazione sono semplicemente troppo care e i prezzi sono gonfiati dopo anni di riaquisti di azioni proprie da parte delle società stesse. Non possiamo che essere d'accordo.
Nell'analisi del fine settimana abbiamo dimenticato di parlare dei volumi. In generale i volumi di titoli trattati sono stati alti durante la caduta tra la fine di gennaio ed il 9 febbraio e sono diminuiti nel recupero delle ultime due settimane. Venerdì il volume relativo é stato di 0.85 in una giornata durante la quale l'S&P500 ha guadagnato il +1.60%. Questo ci dice che il ribasso ha avuto maggiore partecipazione che il successivo rialzo - é probabile che i venditori riappariranno relativamente presto.
Nell'analisi del fine settimana abbiamo presentato una scenario positivo ed uno negativo. In quello positivo l'S&P500 (2747 punti) può salire ancora fino ai 2800 punti prima di cadere. In quello negativo un massimo intermedio é stato già raggiunto e deve proseguire l'oscillazione in laterale di tipo distributivo prima che a marzo si sviluppi l'attesa seconda spinta di ribasso. La decisione deve verificarsi oggi negli Stati Uniti.
Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +1.22% - Shanghai sta salendo del +1.2%. Il future sull'S&P500 verso le 07.30 era a 2753 punti - ora é scivolato a 2751 punti (+3 punti). Le borse europee apriranno con plusvalenze di circa il +0.5% - l'Eurostoxx50 vale ora 3458 punti. Non crediamo che stamattina possano salire sensibilmente più in alto. Vi invitiamo a leggere i commenti delle 14.00 sugli indici americani nei quali daremo le indicazioni per la seduta odierna a Wall Street - la tendenza della settimana non é ancora chiara.
Martedì alle 16.00 il nuovo capo della FED Jerome Powell testimonierà davanti al Congresso e darà la sua opinione su economia e politica monetaria. Questa é la prima apparizione pubblica di Powell e le sue parole verranno soppesate con attenzione per cercare di conoscere le sue intenzioni. Gli investitori temono un aumento troppo veloce dei tassi d'interesse che potrebbe far deragliare la crescita economica e destabilizzare i mercati finanziari.

Commento del 24-25 febbraio

Gli indici azionari hanno raggiunto i livelli superiori dei canali d'ascillazione - l'America può ancora salire

Venerdì le borse europee hanno avuto un'altra seduta senza una direzione precisa. Gli indici hanno aperto bene, sono ricaduti in negativo fino a metà giornata, sono saliti sul massimo giornaliero verso le 15.00 e poi, visto che l'indizio di sedute a Wall Street era piatto, si sono nuovamente sgonfiate fin verso le 16.20. Sul finale gli investitori hanno nuovamente cambiato idea e gli indici sono tornati sul livello d'apertura e hanno chiuso con moderati guadagni. Sui grafici appaiono delle piccole candele senza corpo che indicano equilibrio ed indecisione. Ci sono però segnali positivi - i massimi della giornata su Eurostoxx50 (+0.28% a 3441 punti) e DAX (+0.18% a 12483 punti) corrispondono anche a dei nuovi massimi marginali per la spinta di rialzo iniziata dai minimi del 9 febbraio. Come pensavamo esiste ancora un certo potenziale di rialzo e gli indici si avvicinano al bordo superiore dei canali d'oscillazione - secondo le nostre stime l'Eurostoxx50 poteva risalire a 3460 punti - il DAX a 12600 punti. La borsa americana ha avuto un'ottima seduta ed é partita decisamente al rialzo nella seconda parte della giornata. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva di conseguenza 3456 punti - il DAX 12543 punti - é quindi probabile che all'inizio di settimana prossima gli obiettivi verranno raggiunti. Gli indicatori non forniscono segnali particolari - ci dicono unicamente che una modesta continuazione del rialzo é possibile specialmente se l'America da il buon esempio. Vediamo a che punto siamo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.41% a 3441 punti              
DAX                         +0.26% a 12483 punti
SMI                          -0.43% a 8948 punti
FTSE MIB                  -0.55% a 22672 punti
S&P500                    +0.55% a 2747.30 punti
Nasdaq100               +1.86% a 6896 punti

Per giorni abbiamo ripetuto che l'S&P500 stava difendendo con successo il supporto intermedio a 2700 punti. Poiché il quadro generale tecnico era costruttivo ci aspettavamo che l'S&P500 salisse verso il nostro target a 2750-2760 punti. Mercoledì e giovedì l'S&P500 si é fermato poco sopra i 2700 punti - venerdì é finalmente partito al rialzo e con un'unica robusta spinta é salito a 2747.30 punti (+1.60%). L'indice é tornato sopra la MM a 50 giorni e la chiusura sul massimo giornaliero ci dice che probabilmente vuole salire ancora più in alto. Farebbe anche senso - per giorni i ribassisti hanno provato senza successo a far scendere l'indice sotto i 2700 punti - ora stanno battendo in ritirata come mostrano bene i dati sul sentiment (VIX a 16.49 punti (-2.23 punti), CBOE Equity put/call ratio a 0.62 con MM a 10 giorni a 0.65). Non crediamo che questo effetto possa sparire in una giornata e quindi ci aspettiamo che l'S&P500 possa salire più in alto. Quanto più in alto ? - é valida la nostra stima a 2760 punti? Non lo sappiamo - secondo il grafico l'S&P500 ha la strada aperta fino ai 2800 punti. È un +2% dalla chiusura di venerdì. Il rialzo viene ancora trascinato dal settore tecnologico. Il Nasdaq100 venerdì é balzato a 6896 punti (+1.99%) - chiudere la posizione short a 6800 punti e riaprirla a 6890 punti si é rivelata finora una buona operazione. Il problema é che se il Nasdaq100 non si ferma sulla resistenza intermedia a 6900 punti salirà sicuramente a testare il massimo storico del 26 gennaio a 7023 punti - mancano 127 punti o il +1.8%. La conclusione é semplice - se lunedì il rialzo continua l'S&P500 salirà fino a ridosso dei 2800 punti mentre il Nasdaq100 raggiungerà un nuovo massimo storico marginale. L'alternativa é che lunedì le borse ripartano al ribasso - la seduta di venerdì ci dice che questo é improbabile - lo scenario generale a medio termine che prevede una distribuzione in laterale e un test dei minimi annuali a marzo suggerisce invece che questa variante non é da sottovalutare e da scartare a priori.
Venerdì la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5354 su 1426, NH/NL a 268 su 249 e volume relativo a 0.85. La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 41.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 56.86.

Se gli indici azionari americani salgono ancora un +2% come reagiranno le borse europee? In generale l'Europa é più debole dell'America. Il rimbalzo dal minimo del 9 gennaio é anemico e manca di forza e partecipazione. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica resta su sell. Settimana scorsa il calo di 1 cts del cambio EUR/USD (1.2305) non ha avuto evidenti benefici. Il settore bancario marcia sul posto (SX7E -0.28% a 134.05 punti, performance settimanale del -0.10%) mentre la BCE dà segni di nervosismo. In Lettonia la terza banca del Paese viene liquidata poiché sull'orlo del fallimento e il Presidente della Banca Centrale é stato arrestato sotto l'accusa di corruzione. Le banche greche sono state invitate a ridurre più velocemente i NPL a bilancio e a rispettare gli impegni presi. I media internazionali osservano con apprensione lo sviluppo della situazione politica italiana nell'imminenza delle elezioni politiche del 4 marzo - anche questa settimana il FTSE MIB (+0.93% a 22672 punti) ha sottoperformato malgrado il balzo di venerdì. Riassumendo non pensiamo che l'Europa potrà recuperare il terreno perso nei riguardi dell'America (performance 2018: S&P500 +2.76%, Eurostoxx50 -1.80%). Molto probabilmente la correlazione positiva continuerà a funzionare e quindi se Wall Street sale l'Europa seguirà a distanza. Sul corto termine il potenziale di rialzo sembra veramente poco - probabilmente il nostro obiettivo a 3450-3460 punti di Eurostoxx50 é troppo basso - in un ottima a medio termine vendere però su questo livello dovrebbe essere una strategia vincente. In Europa manca la tecnologia che é responsabile dei 2/3 del rialzo in America e manca lo stimolo, anche psicologico, dato dalla riforma fiscale.

Commento del 23 febbraio

Borse senza direzione - non riescono a scendere - proveranno a salire ma non andranno lontano

Ieri i maggiori indici azionari hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3432 punti (+0.05%), l'S&P500 ha guadagnato 2 punti e si é fermato a 2703.96 punti (+0.10%). L'oscillazione in laterale continua e lentamente gli indicatori si stanno assestando. Molti analisti sono irritati dal fatto che i segnali sono contraddittori - questo però é normale considerando che sul corto termine le borse non vanno da nessuna parte. Sintomatici sono i movimenti durante la giornata - le borse reagiscono a notizie senza grande valore ma importanti su base emozionale e si copiano l'una con l'altra cercando di anticipare un movimento significativo che non si verifica. Ieri Jean Claude Junker, presidente della Commissione europea, si é intromesso a sproposito nelle elezioni italiane esprimento il timore che non sarà possibile formare un governo operativo. Tralasciando il fatto che probabilmente ha ragione poteva stare zitto - le borsa italiana ha reagito negativamente, é caduta di quasi il -2% e poi ha recuperato - il FTSE MIB ha perso 189 punti (-0.84%) mentre le borse europee in generale hanno marciato sul posto. Questo é un esempio di reazione emozionale sulla base di una notizia praticamente senza importanza.
Ieri per il secondo giorno consecutivo le borse europee hanno trascorso gran parte della giornata in negativo con perdite che hanno sfiorato l'1%. Poi, sorprese dal fatto che a Wall Street l'apertura era stata positiva e che gli indici azionari americani salivano, hanno recuperato. Per DAX (-0.07% a 12461 punti) e SMI (-0.24% a 8967 punti) questo non é bastato per chiudere in positivo ma mancava poco. L'Eurostoxx50 (+0.05% a 3432 punti) invece, che tratta fino alle 17.50, é riuscito ha guadagnare in extremis 2 punti. Mercoledì e giovedì i venditori sono stati attivi ma non sono riusciti a far scendere gli indici. È probabile che adesso stiano tranquilli - ora i rialzisti dovrebbero provare a migliorare i massimi delle scorse sedute. Per logica nei prossimi giorni l'Eurostoxx50 dovrebbe provare a salire a 3450-3460 punti mentre il DAX salirà verso i 12500-12600 punti. Considerando la costellazione tecnica generale dovrebbe però essere solo un movimento verso la parte alta del canale laterale.

L'S&P500 (+0.10% a 2703.96 punti) é salito fino ai 2731 punti e poi é ricaduto. A prima vista questo comportamento é deludente - l'indice é rimasto sotto la MM a 50 giorni e sotto il massimo di mercoledì. Noi però diamo maggior peso agli aspetti positivi. L'S&P500 ancora una volta ha difeso con successo il supporto intermedio a 2700 punti. Ha toccato un minimo a 2698 punti ed é rimbalzato. Due settori critici come il DJ Transportation (+0.55%) e il DJ Utilities (+0.51%) hanno guadagnato terreno e mostrano forza relativa. La stanchezza della tecnologia (Nasdaq100 +0.04% a 6761 punti) non sembra un problema. Di conseguenza restiamo dell'opinione che il prossimo movimento a cortissimo termine (1-3 sedute) deve essere un tentativo di salita dell'S&P500 a 2750 - 2760 punti. Chi ha posizioni di trading short (come per esempio noi nel portafoglio sul Nasdaq100) deve chiuderle e cercare di riaprirle un 2% più in alto.
La seduta ieri al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3115 su 3650, NH/NL a 218 su 316 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 18.72 punti (-1.30) - la CBOE Equity put/call ratio é in territorio neutro a 0.63. L'impressione generale é quella di un mercato che si sta assestando e calmando - dovrebbe restare senza tendenza ancora per parecchie sedute.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +0.62 - Shanghai sale del +0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2725 punti (+14 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3445 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.4%. Dopo due giornate opache é probabile che oggi le borse europee riusciranno a difendere le plusvalenze fino a stasera.

Commento del 22 febbraio

La FED vuole alzare i tassi d'interesse ma é preoccupata dalle eccessive valutazioni e dagli squilibri nei mercati finanziari

Ieri le borse europee hanno trascorso gran parte della giornata in negativo. Solo in serata hanno recuperato e hanno terminato la giornata vicino ai massimi giornalieri. Per la maggior parte degli indici questo ha significato una seduta in trading range e una chiusura con una leggera perdita - questo risultato corrisponde alla nostra previsioni di un'oscillazione in laterale e non necessita di ulteriori estesi commenti oltre a quelli scritti ieri sera. Da un punto di vista tecnico non c'é nulla di nuovo. Come pensavamo le borse non reagiscono ai tardivi segnali d'acquisto forniti da indicatori di momentum come il MACD tarati su tempi troppo lunghi per misurare in maniera tempestiva le veloci e forti oscillazioni delle ultime tre settimane.
L'Eurostoxx50 é sceso a 3430 punti (-0.14%) - il DAX tedesco lo ha imitato (-0.14% a 12470 punti) così come Il FTSE MIB (-0.09% a 22653 punti). L'SMI svizzero (+0.08% a 8989 punti) ha fatto meglio ma la differenza non é rilevante.
In ogni caso le borse europee hanno ricominciato a seguire da vicino l'America. È nuovamente Wall Street, dopo la pausa di lunedì, a condurre il ballo. Ieri la borsa di New York ha aperto bene ed é salita fin verso le 20.15 - poi é caduta e ha chiuso in perdita. Questo significa che l'Eurostoxx50 ieri sera alle 22.00 valeva 3409 punti contro la chiusura ufficiale delle 17.50 a 3430 punti - considerando questo sviluppo non vale la pena di perdere troppo tempo ad analizzare la seduta ufficiale in Europa.

Ieri alle 20.00 é stato pubblicato il protocollo dell'ultima seduta della FED. I responsabili della Banca Centrale americana hanno constatato che la crescita economica é robusta e intendono continuare ad alzare il costo del denaro nel 2018. D'altra parte sono preoccupati delle eccessive valutazioni dei mercati finanziari e osservano con apprensione l'insorgere di squilibri. Sanno di essere in una difficile situazione poiché una politica monetaria più restrittiva potrebbe provocare una caduta delle quotazioni delle azioni.
La borsa ha inizialmente reagito in maniera positiva a queste informazioni. L'S&P500 fino alle 20.00 era oscillato tra i 2725 ed i 2737 punti - dopo le 20.00 si é impennato fino ai 2747 punti. L'euforia é però durata poco. Dopo una ventina di minuti la borsa americana ha cambiato direzione e ha cominciato a scendere - la caduta si é fermata solo alla chiusura sul minimo giornaliero. L'S&P500 ha chiuso a 2701.33 punti (-0.55%) - questa volta anche il Nasdaq100 (-0.30% a 6759 punti) ha perso terreno. C'é stata però una costruttiva reazione del settore dei trasporti (DJ Transportation +0.30%) e in generale la seduta al NYSE é stata equilibrata (A/D a 3137 su 3605, NH/NL a 339 su 252, volume relativo a 1.0). Di conseguenza non pensiamo che sia già iniziata la seconda spinta di ribasso ma che continui la fase di distribuzione tra i 2650 ed i 2750 punti di S&P500.
A livello di sentiment non appare nulla di nuovo o di rilevante. La volatilità VIX é scesa a 20.02 punti (-0.58) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata nuovamente relativamente bassa a 0.58.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo - solo la Cina, che ha riaperto dopo giorni di festa, é in guadagno. Il Nikkei ha perso il -1.18% - Shanghai sale del +2%. Il future sull'S&P500 é a 2693 punti (-6 punti) - l'S&P500 sembra non riuscire a difendere i 2700 punti - ne riparliamo alle 14.00. L'Eurostoxx50 vale ora (08.10) 3405 punti - é sul minimo di ieri. Le borse europee apriranno con perdita intorno al -0.8%. La situazione nel corso della giornata non dovrebbe peggiorare sensibilmente. Il cambio EUR/USD scende a 1.2260 e questo dovrebbe aiutare - i tassi d'interesse sono fermi.

Commento del 21 febbraio

Borse europee in positivo grazie ai cambi - seduta negativa a Wall Street - mercati in laterale

Ieri é stata una giornata diversa dal solito. Le borse non si sono mosse assieme nella stessa direzione ma sono oscillate in maniera apparentemente disordinata. Dopo il calo di lunedì ieri le borse europee (Eurostoxx50 +0.80% a 3435 punti) hanno recuperato terreno complice il cambio EUR/USD che é sceso a 1.2350 - stamattina il rafforzamento dell'USD o l'indebolimento (dipende dal punto di vista) dell'EUR continuano (1.2325). La borsa americana era invece debole - il calo non é avvenuto durante la seduta ufficiale a Wall Street - già la mattina i futures erano in negativo e durante la giornata non sono mai riusciti a recuperare. Il comportamento delle borse non é una sorpresa - il rialzo di corto termine é finito tra venerdì e lunedì e ora é iniziato il periodo di distribuzione in laterale con un'ampia oscillazione. È normale che all'interno di questa oscillazione i movimenti siano piuttosto disordinati. Non crediamo che la seduta negativa di ieri in America (S&P500 -0.58% a 2716.26 punti) rappresenti l'inizio di una spinta di ribasso - é piuttosto la conferma che venerdì scorso l'S&P500 ha toccato un massimo intermedio a 2754 punti - riteniamo possibile che nei prossimi giorni questo massimo venga ancora marginalmente migliorato. Ieri i deludenti risultati trimestrali di Wal Mart (-10.18%) hanno pesato sui maggiori indici e appesantito i settori dei consumi e della vendita al dettaglio. Dovrebbe però trattarsi di un effetto temporaneo visto che la tecnologia (Nasdaq100 +0.13% a 6779 punti) é riuscita a guadagnare terreno malgrado la giornata negativa.

Come detto in apertura di commento le borse europee hanno avuto una giornata positiva. La seduta é stata l'opposto di quella di lunedì - gli indici hanno chiuso vicino al massimo giornaliero e con sostanziali guadagni che hanno compensato le perdite di lunedì. Sui grafici appaiono due candele parallele. L'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo massimo marginale del rimbalzo a 3436 punti - come anticipato ieri sera non pensiamo però che debba andare otre i 3450 (limite superiore del canale d'oscillazione) - 3460 punti (limite di vendita per una posizione short in portafoglio). Il DAX é salito a 12487 punti (+0.83%) - malgrado che la chiusura sul massimo suggerisca la possibilità di una continuazione verso l'alto il potenziale sembra esaurirsi a 12600 punti. Il fatto che l'indicatore MACD sia vicino ad un segnale d'acquisto non ci impressiona - il segnale sembra tardivo e una conseguenza della forte volatilità delle ultime tre settimane. Non dovrebbe rafforzarsi ma piuttosto svanire. L'SMI svizzero (+0.82% a 8981 punti) segue le borse europee - il gap tra i 9000 ed i 9100 punti resta però aperto. Il FTSE MIB italiano ieri é salito del +0.46% a 22673 punti - ha guadagnato meno che l'Eurostoxx50 (+0.80%) - lunedì aveva perso di più (-1.00% contro -0.55%) che l'indice europeo - questa debolezza relativa ci preoccupa - le elezioni politiche sembrano innervosire gli investitori esteri. Non sembra essere un problema di banche - ieri l'SX7E (+0.49% a 134.47 punti) ha frenato ma questo compensa unicamente l'esito della seduta di lunedì durante la quale l'SX7E si era comportato meglio.
È evidente che il cambio EUR/USD influenza la performance delle borse europee. L'EUR debole aiuta gli indici azionari europei - questo effetto non sarà però duraturo - dagli attuali 1.2325 il cambio dovrebbe scendere sul supporto a 1.22 e poi fermarsi.

La seduta a Wall Street é stata negativa. Non solo l'S&P500 é sceso - anche il DJIndustrial (-1.01%) e il DJTransportation (-1.54%) hanno perso terreno - solo la tecnologia si é salvata grazie al robusto contributo dei semiconduttori (SOXX +1.76%). Fino a quando gli investitori restano aggrappati a questi settori é improbabile che si sviluppi una seconda sostanziale spinta di ribasso. In teoria la distribuzione in laterale deve durare alcune settimane - i nostri occhi sono di conseguenza puntati sulla prossima seduta della FED di metà marzo - in quella occasione il nuovo responsabile Jerome Powell dovrà chiarire le sue intenzioni e la sua strategia per alzare i tassi d'interesse e ridurre la somma di bilancio della Banca Centrale.
La seduta di ieri al NYSE é stata negativa con A/D a 1857 su 4957, NH/NL a 301 su 225 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 20.60 punti (+1.14) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.66 (neutra). Non vediamo problemi imminenti - in linea di massimo crediamo che nei prossimi giorni l'S&P500 non dovrebbe scendere sotto i 2700 punti - pensiamo piuttosto che tenterà ancora una volta di salire sui 2750-2760 punti.

Stamattina alle 06.30, quando ho cominciato a lavorare, il future sull'S&P500 era a 2710 punti (-4 punti) - ora sembra che ci sia un cambio di opinione e direzione - il future é salito alle 08.10 a 2718 punti (+4 punti). Forse hanno contribuito le borse asiatiche che stanno chiudendo in positivo - il Nikkei ha guadagnato il +0.32% - le borse cinesi sono ancora chiuse. L'Eurostoxx50 vale ora 3431 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate (-0.1%). Nel corso della giornata gli indici potrebbero ancora salire e superare marginalmente i massimi di ieri.
Stasera alle 20.00 verrà pubblicato il protocollo dell'ultima seduta della FED - gli analisti cercheranno di capire se nel 2018 il costo del denaro verrà aumentato 3 o 4 volte - le borse sono molto sensibili ai tassi d'interesse e ogni accenno alla possibilitâ che la FED possa seguire una politica monetaria più restrittiva del previsto potrebbe mandare gli investitori in fibrillazione.

Commento del 20 febbraio

L'S&P500 ha toccato un massimo intermedio e significativo venerdì - le borse europee l'hanno fatto lunedì

Ieri mattina le borse europee hanno aperto al rialzo - dopo pochi minuti hanno toccato il massimo giornaliero - questo é stato probabilmente il massimo intermedio che corrisponde al massimo raggiunto venerdì sera a Wall Street. Per il resto della giornata gli indici azionari europei sono tendenzialmente scesi con bassi volumi - l'assenza degli americani si é fatta sentire. La chiusura é stata poco sopra i minimi della seduta con moderate perdite. Nulla di grave ma la spinta di rialzo di settimana scorsa si é esaurita. Ora, come preannunciato, dovrebbe iniziare un periodo di distribuzione di settimane con un'ampia oscillazione in laterale. I massimi di ieri possono essere ancora superati marginalmente - il prossimo movimento significativo dovrebbe però essere un test del minimo annuale. In teoria questo dovrebbe avvenire nel mese di marzo - gli ultimi movimenti sono stati però veloci e violenti - é possibile che le normali fasi di pausa, distribuzione e accumulazione vengano a mancare. Inoltre per un'altra spinta di ribasso e un test del minimo annuale ci vuole una ragione almeno apparente. Se questa occasione si presenterà già tra una decina di giorni o solo a marzo inoltrato non lo deciderà l'analisi tecnica.
L'Eurostoxx50 (-0.55% a 3407 punti) in pre borsa é salito fino ai 3442 punti. Ha però aperto la seduta ufficiale in positivo e con un balzo su un massimo a 3436 punti. Poi per il resto della giornata é scivolato verso il basso e la sera ha terminato la seduta vicino al minimo giornaliero e con una perdita di 19 punti. Niente di importante ma probabilmente il rimbalzo dal minimo é terminato e ora l'Eurostoxx50 é destinato ad oscillare in laterale sui 3375-3450 punti per settimane. Lo stesso vale per il DAX tedesco - l'indice ha aperto in positivo ed é balzato subito sul massimo a 12505 punti. Poi i compratori sono spariti e ad ondate regolari il DAX é sceso fino a fine giornata. Ha raggiunto un minimo a 12361 punti ed ha chiuso poco sopra (-0.53% a 12385 punti) con una perdita di 66 punti. Non escludiamo la possibilità che nelle prossime sedute il DAX provi ancora a salire sui 12600 punti. In linea di massima però crediamo che il rimbalzo dal minimo ha esaurito la sua spinta e il suo potenziale e ora il DAX deve oscillare in laterale tra i 12200 ed i 12600 punti. Questi valori sono stime per dare uno scenario di base e di riferimento. Non abbiamo chiari punti di riferimento con cui fissare i limiti di un canale d'oscillazione. Il FTSE MIB (-1.00% a 22568 punti) si trova in una situazione tecnica leggermente diversa poiché ha toccato il minimo annuale solo mercoledì scorso. Come la borsa americana venerdì, il FTSE MIB ha avuto ieri un reversal dopo aver toccato un massimo intermedio in apertura a 22860 punti. Probabilmente anche in Italia il rimbalzo dal minimo ha esaurito il suo potenziale ed é praticamente finito. La fase di distribuzione dovrebbe verificarsi tra i 22000 ed i 22800 punti circa. In genere questa fase dura settimane. Sembra però che queste fasi siano ora compresse e tutto si muova più velocemente del solito.
Ieri in America era un giorno di festa - la borsa é rimasta chiusa - nel pomeriggio però il future sull'S&P500 ha perso una trentina di punti - gli operatori hanno fatto vacanza ma sembra che i computers spinti dagli algoritmi hanno ignorato la giornata festiva. Il future sull'S&P500 la mattina ha raggiunto i 2748 punti - verso le 16.50 ha toccato un minimo a 2720 punti e verso le 17.30, orario di chiusura in Europa, veleggiava sui 2728 punti. Ora (08.10) é a 2731 punti punti.
Il cambio EUR/USD é sceso a 1.2385 - questo dovrebbe aiutare le borse europee.
Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei perde il -0.45% - le borse cinesi sono ancora chiuse. L'Eurostoxx50 vale ora 3410 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni (+0.10%). Probabilmente stamattina non succederà nulla - tutti aspetteranno il ritorno degli americani sui mercati e sarà nuovamente Wall Street a fornire un'orientazione alle borse.

Aggiornamento del 19 febbraio

Quello che ha provocato la correzione di febbraio riapparirà

Gli analisti cercano di spiegare quello che é successo nelle ultime tre settimane. Le borse hanno avuto una forte ed improvvisa correzione e poi hanno recuperato. Si parla di manipolazione della volatilità VIX e dei suoi derivati. Si parla dell'aumento dei tassi d'interesse del US Treasury Bonds decennale che si é avvicinato alla barriera del 3%. Si parla della politica fiscale e del budget della spesa pubblica degli Stati Uniti - Donald Trump e i repubblicani sembrano intenzionati a fare ulteriori debiti. Infine si guarda con forte e giustificata preoccupazione all'enorme massa di debiti accumulati dall'economia mondiale negli ultimi decenni. Nessuno sa con precisione perché le borse sono caduta. Possiamo però assicurarvi che questo fenomeno si ripeterà - una volta che il genio é uscito dalla lampada non é più possibile farlo rientrare - la calma che ha dominato nel 2017 é sparita e dobbiamo prepararci nel futuro a maggiore volatilità ed incertezza. La ragione é semplice - dopo decenni di tassi d'interesse in calo e una politica monetaria estremamente espansiva siamo vicini ad un'inversione di tendenza - questo avrà delle conseguenza poiché cambierà abitudini acquisite in decenni. Le reazioni saranno violente, imprevedibili e inattese anche perché possedere qualsiasi assets potrebbe essere una strategia perdente. Improvvisamente tutti decideranno che é arrivato il momento di vendere e nessuno vorrà più comperare. Consigliamo a tutti di sviluppare una strategia per sopravvivere in un bear market che coinvolgerà non solo le azioni ma anche e soprattuto le obbligazioni. Improvvisamente la liquidità sparirà, i rischi cresceranno e i prezzi in generale scenderanno - nel futuro é più probabile che continuerà ad esserci deflazione.
Crediamo che almeno fino a questa estate non succederà nulla di grave - dopo un test dei minimi annuali a marzo prevediamo che le borse avranno ancora una fase di rialzo a medio termine che sfocerà in un massimo a metà anno. Considerando quanto successo a febbraio possiamo anche sbagliarci. Le alte valutazioni fondamentali, specialmente in America, suggeriscono prudenza.

Oggi i mercati finanziari americani sono chiusi in occasione del Washington's Birthday o President's Day. Come d'abitudine. visto che mancano gli investitori americani, le borse europee si muoveranno poco. Apriranno in positivo e poi si fermeranno. Il future sull'S&P500 é ora a 2745 punti (+10 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3436 punti (+10 punti). In una giornata tranquilla e senza particolari eventi le borse europee stasera dovrebbero chiudere sui livelli d'apertura.
Per inciso in Cina si festeggia ancora il nuovo anno - le borse sono chiuse. Il Nikkei ha guadagnato stamattina il +1.94%.

Commento del 17-18 febbraio

La spinta di rialzo si é esaurita - ora inizia la fase di distribuzione - America più forte di Europa a causa dell'USD ?

Tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio le borse hanno svolto una profonda correzione di due settimane. Venerdì 9 febbraio gli indici azionari hanno toccato il fondo. Nella settimana appena trascorsa c'é stata una forte spinta di rialzo che ha fatto recuperare alle borse parecchio del terreno perduto. Gli indici americani hanno ritracciato circa due terzi della correzione. Gli indici europei hanno recuperato circa un terzo di quanto hanno perso dal massimo. In Europa la caduta é iniziata il 24 gennaio - l'America ha invece ancora toccato nuovi record storici il 26 gennaio e ha iniziato la correzione il 27 gennaio. Evidentemente l'America si comporta meglio che l'Europa - é caduta meno - é rimbalzata meglio. L'Eurostoxx50 da inizio anno perde il -2.17% - la performance 2018 dell'S&P500 é finora del +2.19%. In parte questa differenza si può spiegare con lo sviluppo del cambio EUR/USD. A inizio anno era a 1.2003 - una settimana fà si trovava a 1.2250 - questo venerdì si é fermato a 1.2405 dopo un massimo giornaliero e nuovo massimo annuale marginale a 1.2555. Nella settimana appena trascorso abbiamo però visto chiaramente dallo sviluppo degli indici durante le sedute che gli americani vendevano Europa e comperavano America. L'Eurostoxx50, il DAX e l'SMI sembrano aver svolto un rimbalzo tecnico dal minimo e sembrano pronti per una nuova spinta di ribasso. L'S&P500 e il Nasdaq100 sono invece in un rialzo di corto termine. Abbiamo l'impressione che questo rialzo sia puntualmente finito venerdì - in questo caso resta valido il nostro scenario di base che prevede nelle prossime settimane una fase di distribuzione prima di un test dei minimi annuali nel corso del mese di marzo. Considerando l'evidente debolezza relativa é probabile che le borse europee cadano a marzo decisamente sotto i minimi di febbraio. Crediamo che il cambio EUR/USD abbia avuto un doppio massimo e che la resistenza a 1.25-.12550 debba reggere. Ora dovrebbe verificarsi una correzione di ca. 5 cts - questo dovrebbe un pò aiutare le azioni europee. Non pensiamo però che questa basti a ribaltare la situazione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +3.06% a 3426 punti              
DAX                         +2.85% a 12452 punti
SMI                          +3.51% a 8986 punti
FTSE MIB                  +2.85% a 22797 punti
S&P500                    +4.30% a 2732.22 punti
Nasdaq100               +5.58% a 6770 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta positiva e hanno recuperato un pò di terreno rispetto all'America. Non hanno però pienamente convinto malgrado i consistenti guadagni. Gli indici erano sui massimi già verso le 10.30. Sono poi scivolati verso il basso per ore e solo grazie al recupero a Wall Street dopo una debole apertura hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri e in guadagno. Ancora una volta abbiamo visto che é Wall Street a condurre le danze. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3426 punti (+1.10%) - il massimo giornaliero é stato di 3432 punti - alle 22.00 l'indice valeva 3429 punti - una settimana fà abbiamo fissato un obiettivo per il rimbalzo a 3450-3475 punti - non abbiamo sbagliato di molto e sappiamo il perché. Lo stesso vale per il DAX (+0.86% a 12452 punti), l'SMI (+0.77% a 8986 punti) e il FTSE MIB (+1.34% a 22797 punti). Tra l'altro gli indici europei sono in genere sotto le MM a 50 e 200 giorni - quelli americani sono tornati sopra. Correzione e rimbalzo sono stati veloci e violenti - non ci fidiamo di conseguenze degli indicatori che usiamo normalmente poiché sono tarati per periodi più lunghi. Per esempio il MACD sta girando e dovrebbe fornire a metà di settimana prossima un segnale d'acquisto - tardi e probabilmente troppo tardi visto che secondo noi la fase di rialzo é praticamente terminata.

Venerdì il rialzo é proseguito fino alle 18.40. In quel momento l'S&P500 (+0.04% a 2732.22 punti) ha toccato un probabile massimo intermedio a 2754.42 punti. Crediamo che questo sia un massimo per tre ragioni. Si trova vicino ai nostri obiettivi (2700 punti o MM a 50 giorni a 2725 punti). Si é verificato quando i nostri oscillatori indicavano l'imminenza di un massimo. Durante la seduta si é quasi verificato un reversal - l'indice ha chiuso 22 punti sotto il massimo - il Nasdaq100 (-0.36% a 6770 punti) é salito fino a 6840 punti é poi é ricaduto e ha terminato la seduta con una perdita di 24 punti che piazza una candela rossa sul grafico dopo una serie di 5 candele bianche. Tra l'altro anche il DJ Transportation (-0.51%) ha chiuso in negativo.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4015 su 2728, NH/NL a 367 su 167 e volume relativo a 1.0. Questi dati non ci dicono nulla di particolare. La volatilità VIX si é fermata a 19.46 punti (+0.33). La CBOE Equity put/call ratio é stata piuttosta bassa a 0.52 - la MM a 10 giorni (0.69) sta scendendo da un massimo - questo normalmente succede all'inizio di una fase di assestamento. La tendenza di fondo della borsa americana é neutra - il 42.1% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni - il Bullish Percent sul NYSE é a 54.89.
Riassumendo ci sembra molto probabile che la spinta di rialzo iniziata dal minimo del 9 febbraio sia finita. Non possiamo ancora esserne sicuri visto che il probabile massimo si é verificato solo venerdì verso le 18.40. Lunedì prossimo la borsa americana é chiusa (Washington's Bithday) e quindi é probabile che molti traders abbiano chiuso le posizioni prima del lungo fine settimana - questo giustifica le vendite sul finale con l'obiettivo di incassare i consistenti guadagni settimanali. Conviene aspettare e vedere come inizia la prossima settimana prima di prendere iniziative. In ogni caso la settimana prossima non dovrebbe essere negativa - noi prevediamo l'inizio di una fase di distribuzione e quindi la performance settimanale dovrebbe essere più o meno in pari. Se ci sbagliamo il rialzo avrà un'estensione.
L'Europa seguirà l'America - temiamo però che la debolezza relativa persisterà. Il quadro tecnico delle borse europee a medio e lungo termine si sta deteriorando - il settore bancario (SX7E +0.86% a 134.17 punti) non reagisce più come dovrebbe all'aumento dei tassi l'interesse - l'indice SX7E fatica a staccarsi dal supporto a 130 punti. Raccomandiamo prudenza. Solo i traders possono buttarsi in operazioni long di breve durata. Gli investitori invece devono prendere in considerazione l'eventualità che quest'anno la performance sarà negativa. Temiamo che il massimo annuale sia già stato raggiunto a gennaio. L'estensione temporanea a 3700 punti, che abbiamo prospettato nelle previsioni 2018, potrebbe essere stato il massimo del 23 gennaio a 3687 punti.

Commento del 16 febbraio

L'America decolla come un razzo - l'Europa vola bassa

Ieri é stata un altra giornata positiva per le borse. Il rialzo di corto termine dal minimo di venerdì scorso continua. Tra Europa ed America si sta però aprendo un varco - L'Eurostoxx50 (+0.59% a 3389 punti) ha recuperato circa un terzo delle perdite di febbraio - l'S&P500 (+1.21% a 2731.20 punti) invece é risalito sopra la MM a 50 giorni (2723 punti), ha già superato il nostro obiettivo per questa spinta di rialzo a 2700 punti ed ha compensato più del 50% della caduta di febbraio. La borsa americana é decisamente più tonica dei mercati europei. Forse é una semplice conseguenza della debolezza dell'USD rispetto all'EUR - stamattina il cambio EUR/USD é salito su un nuovo massimo annuale a 1.2555 ed é ora a 1.2540. L'impressione é però che, in questa fase, gli investitori istituzionali comprano America mentre approfittano della fase positiva per vendere Europa. In ogni caso nell'analisi del fine settimana dovremo rivedere i nostri obiettivi. Difficilmente l'Eurostoxx50 raggiungerà i 3450-3475 punti mentre l'S&P500 sembra poter continuare la sua corsa fino ai 2750-2800 punti.

Anche ieri le borse europee hanno faticato. Gli indici azionari hanno aperto bene ma poi si sono fermati per ore - solo in tarda mattinata hanno ricominciato a muoversi al rialzo e hanno toccato un massimo verso le 11.30. Poi però sono tornati i venditori e gli indici sono scesi fino alle 17.00. Solo sul finale sono rimbalzati - questo ha permesso anche al DAX (+0.06%) di chiudere la giornata in positivo. Anche l'SMI svizzero (+0.21% a 8917 punti) e il FTSE MIB italiano (+0.28% a 22495 punti) non hanno combinato molto. Il settore bancario zoppica (+0.35% a 133.03 punti) malgrado che i tassi d'interesse continuano lentamente a lievitare.
Insomma - le borse europee sembrano salire a singhiozzo grazie al fatto che la borsa americana decolla. C'é da domandarsi cosa succederà quando il rialzo a Wall Street si esaurirà. Tecnicamente parlando le borse europee mostrano debolezza relativa e rischiano una pesante caduta quando ci verificherà la prossima spinta di ribasso.

L'S&P500 (+1.21% a 2731.20 punti) ci ha sorpreso in positivo. Pensavamo che rallentasse intorno ai 2700 punti invece ieri sera ha avuto un'altra seduta di forte rialzo ed ha chiuso sul massimo giornaliero con un guadagno di 32 punti. La tecnologia (Nasdaq100 +1.79% a 6795 punti) sta trascinando il movimento al quale partecipano tutti i settori, utilities comprese. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4951 su 1835, NH/NL a 314 su 194 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ferma a 19.13 punti (-0.13) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.61. Sinceramente non sappiamo quando e dove potrebbe esaurirsi questa spinta di rialzo. Gli oscillatori ci dicono che un massimo intermedio é temporalmente vicino. È possibile che il rialzo si fermi oggi sui 2750 punti visto che lunedì la borsa é chiusa.

Stamattina le borse vogliono salire. Il future sull'S&P500 alle 07.30 era a 2737 punti - ora é a 2739 punti (+5 punti). Il Nikkei giapponese ha guadagnato il +1.18% - la borsa cinese é chiusa in occasione dei festeggiamenti per l'inizio dell'anno. L'Eurostoxx50 vale ora 3406 punti - l'indice aprirà con un guadagno di 17 punti (+0.5%) - é poco considerando il balzo dell'S&P500 e il fatto che il massimo di ieri era a 3414 punti. In Europa si profila una seduta in trading range - in America la settimana si chiuderà con un nuovo massimo - nell'immediato l'aria é rarefatta.

Commento del 15 febbraio

L'S&P500 sale malgrado l'aumento dell'inflazione - l'Europa segue ciecamente

Ieri le borse europee hanno aperto in positivo. Subito però si sono fermate e hanno aspettato fino alle 14.30 i dati sull'inflazione americana. Nel primo pomeriggio l'Eurostoxx50 valeva 3362 punti - stava guadagnando 25 punti rispetto alla chiusura di martedì. Poi sono statti resi noti i dati - i prezzi ai consumi in America a gennaio sono saliti più del previsto mentre le vendite al dettaglio sono inaspettatamente scese. Questi dati contrastanti hanno messo le borse in fibrillazione. Gli indici sono inizialmente crollati. L'Eurostoxx50 é caduto in pochi minuti a 3319 punti. Il future si é addirittura immerso fino ai 3309 punti. Poi le borse hanno ricominciato a salire - i tassi d'interesse sembravano indifferenti ai dati economici e gli investitori hanno deciso che il tuffo degli indici azionari costituiva un'occasione d'acquisto - il rialzo di corto termine iniziato venerdì scorso é proseguito. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3369 punti (+0.87%) - probabilmente é stato frenato dal settore bancario (SX7E +0.68 a 132.56 punti). Il DAX ha fatto meglio (+1.17% a 12339 punti) - alle 14.30 c'é stato un momento di panico ed il future é caduto fino ai 12066 punti - questo mostra che gli investitori sono ancora molto nervosi e dei forti vuoti d'aria sono ancora possibili. Il FTSE MIB ha toccato un nuovo minimo annuale a 21907 punti. Poi é risalto fino ai 22433 punti (+1.81%) - probabilmente la falsa rottura al ribasso ha intensificato il successivo short covering - questa ottima performance giornaliera non significa ancora che il FTSE MIB voglia recuperare terreno e ritrovare la sua forza relativa. L'SMI é salito a 8899 punti (+1.67%) - agli investitori sono piaciuti i risultati annuali di Credit Suisse (+3.79%).
Riassumendo le borse europee hanno avuto una seduta positiva che si inserisce in maniera ideale nel rialzo di corto termine iniziato dal minimo di venerdì scorso - gli obiettivi si avvicinano e lentamente il ritmo di salita degli indici deve diminuire - ci aspettiamo nelle prossime una a due sedute gli indici si fermino e comincino a distribuire.

L'Europa ha seguito l'America che resta il mercato che conduce il ballo. Vediamo cosa é successo a Wall Street.
La borsa americana ha reagito come quelle europee. È solo che alle 14.30 si trattavano solo i futures e quindi l'effetto dei dati sull'inflazione sugli indici non si vede. Alle 14.30 il future sull'S&P500 é caduto a 2627 punti. L'indice però alle 15.30 ha aperto sul minimo giornaliero a 2648 punti ed é salito praticamente fino a fine giornata. Ha toccato un massimo a 2702 punti ed ha chiuso a 2698.63 punti (+1.34%). Ora abbiamo i seguenti punti di riferimento: la MM a 50 giorni scorre a 2721 punti - il massimo del rimbalzo di settimana scorsa é stato a 2727 punti - noi ci aspettavamo per ragioni psicologiche che la spinta di rialzo dal minimo di venerdì scorso finisse sui 2700 punti. Ieri però il mercato ha ignorato dei dati sull'inflazione in linea di massima negativi e il Nasdaq100 (+1.85% a 6675 punti) ha superato senza problemi la MM a 50 giorni a 6602 punti. La borsa sembra avere quindi più forza e slancio di quanto ci eravamo inizialmente immaginati. Il nostro scenario a medio termine non cambia - i minimi di febbraio devono essere ritestati, probabilmente in marzo - sembra però che non é ancora venuto il momento di shortare - a corto termine l'S&P500 potrebbe salire ancora un +2% prima di imballarsi.
Ieri la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5115 su 1692, NH/NL a 222 su 284 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 19.26 punti (-5.71) mentre la CBOE Equity put/call ratio é ricaduta a 0.59 - gli investitori ritrovano l'ottimismo e la voglia di speculare al rialzo - si stanno creando le premesse per la prossima spinta di ribasso.

Stamattina le borse asiatiche salgono. Il Nikkei ha guadagnato il +1.40% - Shanghai si accontenta di un +0.5%. Il future sull'S&P500 era alle 07.30 a 2707 punti - ora, alle 08.30, é a 2711 punti (+14 punti). La direzione che prenderanno oggi i mercati é evidente. L'Eurostoxx50 vale ora 3401 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.9%. Considerando che l'S&P500 é su un livello delicato non crediamo che dopo la buona apertura gli indici continueranno a salire. Sembra però che stia tornando l'ottimismo e l'opinione generale é che la caduta di inizio febbraio sia solo stato un incidente senza conseguenze. Vedremo. Pensiamo che un massimo intermedio potrebbe essere raggiunto domani sera.

Commento del 14 febbraio

La seduta negativa in Europa ci sorprende - per fortuna Wall Street rimette tutto a posto

Ieri le borse europee hanno perso un -0.5% nell'ultima mezz'ora di contrattazioni. Il risultato é stata una seduta negativa che ci ha leggermente sorpreso. Pensavamo che il rimbalzo dal minimo di venerdì scorso sarebbe durato più a lungo. L'impressione é che ci siano ancora parecchi investitori con i nervi tesi - appena c'é una nuvola all'orizzonte c'é qualcuno che vende. Forse ci sono ancora troppi traders che speculano long e abbandonano facilmente e velocemente la scommessa temendo ulteriori cedimenti. I tassi d'interesse però non salgono più e il minimo di venerdì scorso é solido. Di conseguenza a corto termine manteniamo lo scenario positivo descritto nell'analisi del fine settimana e nei commenti serali.
L'Eurostoxx50 é caduto a 3341 punti (-0.81%). Ha perso in totale 27 punti - 18 dei quali nell'ultima mezz'ora coi contrattazioni - ha chiuso sul minimo giornaliero ma con modesti volumi. Non ci aspettiamo una continuazione verso il basso ma piuttosto una ripresa del rialzo in direzione dei 3400 punti. Il DAX (-0.70% a 12196 punti) si é comportato in maniera simile - ha perso 60 punti sul finale.
L'unico aspetto che ci preoccupa é la debolezza del settore bancario - l'indice SX7E é sceso a 131.67 punti (-1.30%). Per il secondo giorno consecutivo l'indice ha mostrato debolezza relativa. Potrebbe esserci un problema in grado di contagiare i listini europei. C'é un solido supporto intorno ai 130 punti. Solo se questo supporto venisse attaccato e rotto bisognerebbe cominciare a preoccuparsi. Ovviamente la borsa italiana subisce le conseguenze della debolezza delle banche. Quella di ieri é stata la peggiore chiusura del FTSE MIB dell'anno (-1.35% a 22034 punti). Non abbiamo niente da aggiungere al commento serale: "Con questa perdita di 302 punti e la chiusura sul minimo il grafico del FTSE MIB peggiora e ci fa temere la rottura al ribasso. Strano visto che gli altri indici europei sembrano aver trovato un solido minimo venerdì scorso e ora dovrebbero lentamente risalire. È il secondo giorno che la borsa italiana mostra debolezza relativa. Forse si sta verificando quello che temevamo da tempo. L'incertezza sul fronte politico, la debole crescita economica e l'enorme debito pubblico stanno spaventando gli investitori stranieri che vendono. Conoscete la nostra opinione fondamentale negativa. Consigliamo prudenza ora che anche il quadro tecnico si sta deteriorando."

Per fortuna l'S&P500 (+0.26% a 2662.94 punti) é riuscito ieri sera a ribaltare una situazione di partenza negativa. Pensavamo che la seduta sarebbe finita con una perdita dopo l'impressionante recupero dal minimo di venerdì a 2532 punti. Invece i rialzisti non hanno mollato la presa. Formalmente si é trattato di una seduta in trading range che lascia intatto il rialzo di corto termine - l'S&P500 dovrebbe risalire sui 2700 punti prima di incontrare nuovamente resistenza da parte dei venditori.
L'S&P50 ha aperto in calo a 2645 punti. Subito é caduto sul minimo a 2637 punti ma é velocemente risalito a 2648 punti. Qui ha fatto una pausa di ore per poi balzare a metà seduta sui 2662 punti. In seguito é oscillato su questo livello fino alla chiusura (+0.26% a 2662.94 punti) con un massimo giornaliero a 2668 punti. Ancora una volta gli investitori hanno favorito il settore tecnologico (Nasdaq100 +0.46% a 6553 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4031 su 2694, NH/NL a 123 su 318 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é ferma a 24.97 punti (-0.64) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.73. Come pensavamo sta tornando la calma - il range giornaliero é in diminuzione dopo la forte volatilità di settimana scorsa.

Stamattina il Giappone ha presentato dei dati deludenti sulla crescita economica (PIL +0.5%, stime a +1.0%). La borsa (Nikkei) reagisce con un -0.48%. Le borse asiatiche in generale seguono invece gli Stati Uniti. Shanghai é in guadagno del +0.5%. Il future sull'S&P500 sale a 2668 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3358 punti - le borse europee aprirano con un balzo del +0.5%. Questo non basta a recuperare le perdite di ieri. Sembra che le borse europee perdano terreno rispetto all'America. Oggi dobbiamo studiare questo fenomeno...

Commento del 13 febbraio

Fase di assestamento

Venerdì verso le 19.40 le borse hanno toccato il fondo e hanno raggiunto un solido minimo. La correzione di febbraio é così terminata. Da questo minimo l'S&P500 é rimbalzato un centinaio di punti. Ieri le borse europee hanno recuperato questa fase di rimbalzo e sullo slancio sono salite ancora qualche punto. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +1.27% a 3368 punti. La maggior parte del guadagno si é verificato in apertura e nei primi 40 minuti di contrattazioni. Poi il mercato é semplicemente oscillato in laterale. Dopo il forte rimbalzo dal minimo ora i mercati si stanno assestando. Questo significa che cercheranno un livello di equilibrio tra il massimo ed il minimo annuali. Durante il fine settimana abbiamo descritto lo scenario per le prossime settimane - ieri sera, nei commenti sui vari indici, abbiamo dato delle indicazioni di massima su quelli che potrebbero essere dei livelli di equilibrio per le prossime sedute. I dettagli sono difficili da definire - in una decina di sedute le borse sono passate dall'ipercomperato all'ipervenduto - sono crollate dai massimi annuali o storici ai minimi annuali. Ora gli speculatori e i traders devono aggiustare le posizioni e si muovono in maniera disordinata da posizioni long a short e viceversa - la volatilità deve però diminuire e gli indici azionari assestarsi. Per gli investitori la prossima decina di sedute sarà insignificante - per saldo i cambiamenti saranno modesti.
Le altre borse europee si sono comportate come l'Eurostoxx50. DAX (+1.45% a 12262 punti) e SMI (+1.61% a 8822 punti) hanno fatto meglio. Il FTSE MIB italiano (+0.77% a 22336 punti) invece é rimasto indietro. Forse é un caso - forse é una conseguenza della debole prestazione del settore bancario (SX7E +1.01% a 133.41 punti) - forse la forza relativa mostrata nelle ultime settimane sta sparendo. Dopo solo una seduta fuori dal coro non possiamo ancora dare un giudizio definitivo - teniamo d'occhio lo sviluppo della situazione.

A Wall Street la seduta é stata positiva. A causa di un errore nel nostro calendario pensavamo che ieri fosse una giornata di festa. Invece il Washington Birthday é solo tra una settimana - si scusiamo per l'informazione sbagliata che abbiamo corretto nel corso della giornata. L'S&P500 ha aperto a 2644 punti e nella prima ora é ancora caduto a 2623 punti. Dopo aver chiuso il gap con venerdì é ripartito al rialzo e ad ondate ha raggiunto un massimo a 2672 punti. Solo finale si é sgonfiato ed ha chiuso a 2656.00 punti (+1.39%). Ovviamente la tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 +1.73%) - subito gli investitori sono corsi a comperare i "soliti" settori. La seduta al NYSE é stata molto positiva con A/D a 5058 su 1773, NH/NL a 84 su 392 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é scesa a 25.61 (-3.45) - la CBOE Equity put/call ratio é tornata normale a 0.67. I rimbalzi di settimana scorsa si erano fermati sotto la MM a 50 giorni che scorre ora a 2719 punti. È probabile che gli investitori, che imparano da quello che vedono, cominceranno a vendere prima. Crediamo di conseguenza che l'S&P500 si fermerà nei prossimi giorni sui 2650-2700 punti. A corto termine non ci aspettiamo sostanziali movimenti.

Stamattina torna la calma - l'Eurostoxx50 aprirà sui 3367 punti e quindi praticamente invariato. La spinta di rialzo dal minimo di venerdì si é spenta - il future sull'S&P500 riperde 13 punti a 2642 punti. Le borse asiatiche sono in generale in positivo (Shanghai +1.00) - solo il Nikkei ha perso il -0.75%.

Ieri sera Donald Trump ha reso noto il suo piano da 1500 Mia di USD di investimenti in infrastrutture. Ci sono però alcuni problemi. 1500 Mia non bastano per risanare l'infrastruttura americana dopo decenni di insufficiente manutenzione - secondo le stime di esperti ci vorrebbe il triplo di questa cifra. Inoltre nel progetto di Trump lo Stato Centrale dovrebbe mettere a disposizione solo 200 Mia. Il resto deve venire dai singoli Stati membri e da investitori privati - questo non é realistico. Da ultimo ci si rende conto che Donald Trump é bravo a spendere ma sta creando una voragine nei conti degli Stati Uniti già pesantemente indebitati. Alcune settimana fà i suoi progetti venivano accolti con cieco entusiasmo - ora il vento é cambiato - prevale lo scetticismo e si alzano voci critiche. La luna di miele di Donald Trump con i mercati finanziari é finita - é durata anche troppo a lungo. 
 
Aggiornamento del 12 febbraio

La discussione si sposta sul debito ed i tassi d'interesse

I media hanno discusso durante il fine settimana le ragioni della forte correzione delle borse nel mese di febbraio. Si punta il dito sul fatto che le azioni sono molto care e sull'aumento dei tassi d'interesse. Non é una novità - é solo sorprendente che gli investitori hanno ignorato questi aspetti per mesi mentre nell'euforia gli indici azionari passavano da un record al successivo. Ora ci si rende conto che i repubblicani nei prossimi anni hanno l'intenzione di continuare a fare debiti - contemporaneamente la FED intende alzare i tassi d'interesse di riferimento e diminuire la somma di bilancio lasciando scadere senza rinnovarli trillioni di titoli di Stato. Chi finanzierà nel futuro il debito degli Stati Uniti e a quale prezzo ? Nessuno ha una risposta e l'incertezza pesa sui mercati finanziari facendo lievitare i tassi d'interesse e cadere le borse. È evidente che la spensieratezza é sparita lasciando il posto ad una certa preoccupazione che renderà nei prossimi mesi i mercati decisamente volatili - forse quest'anno non rivedremo più la VIX sotto i 10 punti - accettiamo scommesse.
Stamattina sullo slancio di venerdì il future sull'S&P500 guadagna altri 16 punti a 2635 punti. Ci sembra eccessivo e unicamente una conseguenza del buon comportamento delle borse asiatiche (Nikkei chiuso, Shanghai +1.0%). I tassi d'interesse sono in leggero aumento. Di conseguenza crediamo che dopo la buona apertura (+1.2%) le borse europee ritracceranno e si fermeranno.
Pensavamo che oggi in America fosse un giorno di festa - Washington's Birthday o President Day. Invece il nostro calendario di borsa ci ha dato un'informazione sbagliata - il termine esatto é lunedì 19 febbraio.

Commento del 10-11 febbraio

L'S&P500 crolla sulla MM (media mobile) a 200 giorni e risale - reversal day e fine della correzione ?

Preciso come un orologio svizzero venerdì l'S&P500, dai 2581 punti di giovedì, é nuovamente crollato su un nuovo minimo annuale a 2532 punti. Poi é risorto come una fenice in quello che é evidentemente un key reversal day. L'indice é risalito fino ai 2638 punti ed ha chiuso a 2619.55 punti (+1.49%). La MM a 200 giorni si situa a 2539 punti - questo era l'obiettivo classico di una correzione - l'indice ha effettuato una falsa e marginale rottura al ribasso e in seguito ha mostrato una convincente reazione di 106 punti dal minimo e ha terminato la seduta con un guadagno di 38 punti. Gli alti volumi di titoli trattati (volume relativo a 1.6) confermano che questo non é solamente un rimbalzo tecnico - é molto probabile che questa correzione é finita con un solido e sostenibile minimo - l'S&P500 dal massimo storico del 26 gennaio a 2872 punti ha perso il -11.8%. Per definizione o convenzione una correzione é tale se la caduta supera il -10%.
Per terminare la correzione ci voleva panico - venerdì la volatilità VIX si é impennata fino a 41.06 punti e ha chiuso a 29.06 punti (-4.40). Il massimo di lunedì a 50.30 punti non é stato superato. Siamo però in presenza di valori molto alti e di una divergenza positiva e questo dovrebbe bastare. La CBOE Equity put/call ratio é lievitata a 0.88. Per la prima volta il valore ha superato i 0.80 come ci eravamo augurati.
Infine nel commento di mercoledì 7 febbraio vi avevamo indicato che ci sarebbe stato bisogno che anche le utilities partecipassero ad una seduta positiva in maniera da essere sicuri che anche sul fronte dei tassi d'interesse la situazione si stava distendendo - venerdì le utilities hanno guadagnato il +2.03%.
Non siamo pienamente convinti di questo rimbalzo e della solidità del minimo - la reazione sulla MM a 200 giorni é stata troppo ovvia e il settore dei trasporti non ha partecipato (-0.23%) come dovuto. È però sicuro che sul corto termine l'S&P500 deve risalire e che per un pò i ribassisti staranno tranquilli. È infine evidente che qualcosa é cambiato. Dall'elezione di Donald Trump a novembre del 2016 la borsa americana era salita con una impressionante regolarità passando da un record al successivo. Ora questa serie si é interrotta con una brutale e veloce correzione. Vediamo quali sono le consequenze e qual'é il probababile scenario per le prossime settimane e mesi.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -5.97% a 3326 punti              
DAX                         -5.30% a 12107 punti
SMI                          -5.84% a 8682 punti
FTSE MIB                  -4.46% a 22166 punti
S&P500                    -5.16% a 2619.55 punti
Nasdaq100               -5.14% a 6412 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto un'altra seduta negativa. Non vogliamo però perdere tempo con l'analisi di questa giornata. L'Europa segue l'America e quindi é molto probabile che anche le borse europee abbiamo toccato un minimo significativo e che questa correzione sia terminata. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3326 punti (-1.52%) - nel primo pomeriggio ha toccato un minimo a 3306 punti - nel dopo borsa (sulla base del valore del future) é crollato fino ai 3256 punti e alle 22.00 é risalito a 3350 punti. Vedete che le borse europee hanno raggiunto un minimo insieme all'America e formalmente hanno avuto un reversal.
Il DAX si é comportato alla stessa maniera con un minimo giornaliero verso le 14.00 a 12003 punti, una chiusura ufficiale a 12107 punti (-1.25%), un crollo nel dopo borsa fino ai 11900 punti e un valore alle 22.00 a 12212 punti. 

Ci sono parecchi esempi di correzioni nella fase terminale di un bull market o dopo una lunga fase di rialzo. In genere il comportamento dopo la prima forte correzione é un periodo di volatilità di una decina di giorni fino a tre settimane. È probabile che ora ci sia una fase di assestamento con gli indici ad oscillare tra il massimo ed il minimo della settimana appena trascorsa. Tra circa un mese dovrebbe esserci ancora un test dei minimi di venerdì. L'esito di questo test é incerto - potrebbero esserci dei minimi discendenti (vale a dire che gli indici potrebbero ancora toccare a fine febbraio - metà marzo nuovi minimi annuali) ma poi dovrebbe esserci una fase positiva fino all'inizio dell'estate. Questo é lo scenario tipico di una fase di formazione di base a W. Nelle previsioni 2008 abbiamo dichiarato che la prima correzione superiore al 10% avebbe segnato la fine del bull market iniziato nel 2009 e l'inizio di un bear market. Questa regola é ancora valida in termini generali ma bisogna andare nei dettagli. È molto probabile che il bull market stia finendo - é però possibile che nei prossimi mesi l'S&P500 salga ancora sopra i 2872 punti (record storico del 26 gennaio). Possiamo escludere l'accelerazione finale esponenziale di tipo esaustivo con obiettivo sui 3400 punti. Abbiamo più volte descritto questa variante sostenuta da Grantham e Dalio. La premessa era però una salita continua senza correzioni e il crollo dell'ultima settimana rende questo scenario decisamente improbabile. Non possiamo però a priori escludere che l'S&P500 abbia ancora una fase di rialzo fino ai 3000 punti come ipotizzato nelle previsioni 2018 - molto dipende dalla forza e partecipazione alla fase di rialzo che inizierà settimana prossima.
In generale l'economia mondiale é ancora in crescita. L'ambiente é però surriscaldato e sul fronte dei consumi esistono parecchi segnali di stanchezza. La normalizzazione della politica monetaria da parte delle Banche Centrali provoca un rialzo dei tassi d'interesse che in termini reali devono tornare positivi. Il periodo d'oro iniziato nel 2009 sta finendo e le borse anticiperanno il top dell'economia con un top degli indici azionari. Questo top potrebbe essersi verificato a gennaio di quest'anno per alcune borse forti come America (DJ Industrial, S&P500, Nasdaq), Germania (DAX) o Svizzera (SMI). Forse il top é rimandato all'estate e nuovi massimi storici marginali sono ancora possibili. Il potenziale di rialzo é però modesto mentre i rischi di ribasso, come ha dimostrato il mese di febbraio, sono invece considerevoli.
Riassumendo nell'immediato i mercati azionari hanno trovato un solido minimo. Nelle prossime settimane la borse dovrebbero recuperare e quindi i traders devono tendenzialmente operare long. I minimi di venerdì verranno nelle prossime settimane ritestati. Non crediamo però che sia già iniziata una sostenibile e duratura fase di ribasso malgrado che la tendenza di fondo della borsa americana sia diventata ribassista (19.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percenti Index sul NYSE a 47.90). È probabile che insieme ad una fase di ribasso dei tassi d'interesse dopo l'impennata di gennaio, le borse abbiano ancora una fase positiva fino a metà anno. Gli investitori devono però, in un ottica di lungo termine, cominciare a ridurre la posizioni azionarie. I rimbalzi delle prossime settimane e le fasi positive dei prossimi mesi devono essere utilizzate per vendere. Si deve unicamente comperare nell'ottica di posizioni long della durata di settimane - massimo mesi. Grazie all'analisi tecnica sarà possibile fare delle interessanti operazioni di trading.

Pensavamo che lunedì in America fosse un giorno di festa - Washington's Birthday o President Day. Invece il nostro calendario di borsa ci ha dato un'informazione sbagliata - il termine esatto é lunedì 19 febbraio.
In Europa avremo una seduta positiva. Dopo la buona apertura é però probabile che non succeda più nulla.

Commento del 9 febbraio

L'inevitabile seconda spinta di ribasso é già arrivata - manca il panico

Le fasi si stanno susseguendo a ritmo serrato. Al rimbalzo di martedì e mercoledì ieri é già seguita l'attesa seconda spinta di ribasso. La pausa di distribuzione é mancata ma questo era possibile - ieri mattina, parlando dell'S&P500 avevamo fornito questo orizzonte temporale: "La pausa sotto i 2719 punti (...) dovrebbe durare alcune ore o alcune sedute." In effetti ieri le borse sono rimaste relativamente tranquille fin verso le 15.00. Poi sono tornate le vendite e le borse sono nuovemente crollate. La chiusura ha bloccato la caduta delle borse europee. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3377 punti (-2.24%) con un minimo a 3360 punti - il DAX é sceso fino a 12187 punti e ha terminato la giornata a 12187 punti (-2.62%). Per inciso vi ricordiamo che avevamo dei limiti d'acquisto per chiudere delle vecchie posizioni short a 3360 punti di Eurostoxx50 e a 12200 punti di DAX! Gli altri indici azionari che seguiamo regolarmente hanno seguito disciplinati (FTSE MIB -2.26% a 22466 punti e SMI a 8763 punti -2.36%). Quello di ieri può essere considerato l'atteso test dei minimi di febbraio. In alcuni casi il test é sfociato in un nuovo minimo mensile marginale. Non crediamo che le borse debbano scendere sensibilmente più in basso. La prossima fase dovrebbe essere un rally di sollievo di alcune settimane. Chi vuole può già cominciare a comperare. Nelle prossime sedute é però possibile che ci sia ancora una spinta di ribasso - questo perché in America non abbiamo ancora osservato abbastanza panico per un minimo solido e definitivo. Tecnicamente le borse europee sarebbero abbastanza ipervendute per iniziare già ora un ampio movimento di recupero.

In America si é verificato un altro crollo. L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2681 punti e ha chiuso sul minimo a 2581.00 punti (-3.75%). Non c'é bisogno molto per descrivere l'andamento della seduta - ad ondate irregolari l'indice é sceso per tutta la giornata e i ribassisti hannno tenuto il controllo delle operazioni dall'inizio alla fine. La tecnologia ha subito la stessa fine (Nasdaq100 -4.19% a 6306 punti). I dati della giornata sono interessanti - la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 846 su 6038, NH/NL a 91 su 1476 e volume relativo a 1.5. La volatilità VIX é salita a 33.46 punti (+5.73) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.75. Cosa notate ? Il numero di nuovi minimi a 30 giorni (NL) é stato di soli 1476 contro i 2957 di martedì - la pressione di vendita a livello di partecipazione sta diminuendo. I dati sul sentiment sono ancora relativamente bassi. Martedì la VIX era salita a 50 punti - noi ci aspettavano che la CBOE Equity put/call ratio salisse ancora più in alto - non abbiamo ancora avuto un giorno sopra i 0.8 - minimi significativi degli indici azionari sono normalmente accompagnati da impennate del put/call ratio a 0.90-0.95. Combinando questi fattori sembra che la correzione é praticamente terminata ma ci vorrebbe maggiore panico per un solido minimo definitivo. Forse ci vuole ancora un rimbalzo e una terza spinta di ribasso. In questo momento non lo sappiamo ancora. Nel commento di martedì mattina 6 febbraio abbiamo scritto che l'obiettivo classico di una correzione a medio termine sarebbe la MM a 200 sull'S&P500 che é ora a 2538 punti. Nel rimbalzo l'S&P500 ha rispettato esattamente questi livelli - é possibile che anche la spinta di ribasso segua le stesse regole - mancano solo 43 punti...

Stamattina si comincia con una reazione. Alle 07.30 il future sull'S&P500 era a 2602 punti (+8 punti) - ora, alle 08.20, il future é già a 2609 punti (+15 punti). Significa che l'indice vale 2611 punti - una differenza di +30 punti rispetto alla chiusura di ieri sera. Questo "salva" le borse europee che apriranno in calo ma con perdite contenute. L'Eurostoxx50 vale ora 3359 punti (-18 punti).
Le borse asiatiche sono deboli - il Nikkei ha perso il -2.27%, Shanghai lascia un -4.1% sul terreno. In America i politici litigano ancora sul budget dello Stato - in mancanza di un accordo potrebbe esserci ancora un shut down dell'Amministrazione. Un compromesso all'ultimo minuto sarebbe invece una notizia in grado di far rimbalzare la borsa. Vedremo alle 14.00 come si presenta la situazione prima dell'apertura a Wall Street.

Commento dell'8 febbraio

I minimi di martedì devono essere testati - pausa di distribuzione dopo il rimbalzo tecnico

Ieri il rimbalzo tecnico si é esteso all'Europa sotto forma di una seduta decisamente positiva. Gli indici hanno aperto in positivo, hanno mantenuto i guadagni la mattina e sono ulteriormente saliti nel pomeriggio per chiudere vicini ai massimi giornalieri e con consistenti plusvalenze. Concretamente l'Eurostoxx50 ha terminato la giornata a 3454 punti (+1.76%) - il DAX é salito a 12590 punti (+1.60%). Altri indici più volatili come quello della borsa italiana (FTSE MIB +2.86% a 22986 punti) o quello delle banche europee (SX7E +2.04% a 136.13 punti) hanno fatto meglio. La forte correzione o mini crash iniziato a febbraio ha sconvolto gli indicatori che sono momentaneamente inutilizzabili - bisogna aspettare un assestamento per poter ricominciare a basare le previsioni sugli abituali parametri. Per ora funzionano unicamente gli indicatori di sentiment e l'analisi a onde - solo in America, dove l'analisi tecnica é più usata e seguita, ci sono dei valori di riferimento su cui basarsi per prevedere i prossimi sussulti a corto termine. Uno di questi l'abbiamo citato ieri nel commento pomeridiano (14.00) sull'S&P500: "Nel frattempo l'S&P500 dovrebbe salire fino alla MM a 50 giorni (2718 punti), fermarsi e distribuire." Vediamo cosa é successo a Wall Street.
Il rimbalzo tecnico delle borse é finito puntuale ieri sera in America. L'S&P500 ha aperto in calo di 10 punti a 2685 punti. Nelle prime due ore di contrattazioni é riuscito ancora a salire a 2727 punti. Poi la spinta fornita dal rimbalzo tecnico si é esaurita e l'indice é nuovamente scivolato a 2990 punti. È oscillato per ore in laterale in una trentina di punti e ha chiuso sul minimo a 2681.66 punti (-0.50%). Gli investitori più nervosi (forse i piccoli privati ?) hanno venduto AGMAF - tutti questi titoli erano in netto calo (ca. -2%) e il Nasdaq100 é sceso del -1.26% a 6582 punti. La seduta al NYSE é stata nuovamente negativa con A/D a 3177 su 3643, NH/NL a 114 su 486 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é scesa a 27.73 punti (-2.25) mentre la CBOE Equity put/call ratio é a 0.68.
La MM a 50 giorni dell'S&P500 scorre a 2719 punti - il massimo ieri é stato di 2727 punti - l'S&P500 sembra rispettare questa regola tecnica. È di conseguenza probabile che ora l'S&P500 si debba fermare sotto questo livello e poi ci dovrebbe essere un'altra spinta di ribasso e il test del minimo di febbraio. La pausa sotto i 2719 punti (il valore é indicativo - i mercati sono molto volatili - una foratura di 10-15 punti é possibile) dovrebbe durare alcune ore o alcune sedute. Ci deve essere qualcosa che spaventi nuovamente gli investitori, già con i nervi tesi, e scateni la seconda ondata di  vendite. Teniamo d'occhio i tassi d'interesse e seguiamo i dati economici che potrebbero suggerire inflazione.
Naturalmente gli altri mercati azionari seguiranno l'esempio dell'America. Ieri sera l'S&P500 ha chiuso in perdita e quindi stamattina l'Europa aprirà in calo. Poi ci sarà una pausa.

Le borse asiatiche oggi sono miste. La Cina ha reso noto che il surplus della bilancia commerciale é in forte calo. Lo Yuan si é indebolito e la borsa é in calo (Shanghai -1.5%). Il Nikkei invece guadagno il +1.17%. Il future sull'S&P500 é a 2673 punti (+5 punti).
L'Eurostoxx50 vale ora 3430 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.5%. Oggi prevediamo una seduta molto meno volatile delle precedenti con una chiusura vicina ai valori d'apertura.

Nelle nostre previsioni per il 2018 abbiamo scritto che una correzione dell'S&P500 del -10% dal massimo avrebbe segnato la fine del bull market e l'inizio del bear market. Abbiamo indicato i 2600 punti di S&P500 come un valore critico. Martedì il minimo é stato a 2593 punti. Naturalmente non possiamo prendere una decisione sulla base di una rottura marginale e fugace. Ci vorrebbe per lo meno una chiusura settimanale sotto questo livello. Nell'analisi del fine settimana discuteremo però questa eventualità.

Oggi a causa di un impegno improvviso sono in Ticino e sono occupato durante tutta la giornata.
Non posso pubblicare i commenti delle 14.00 - scusate.

Commento del 7 febbraio

L'America rimbalza - manca ancora una spinta di ribasso con un minimo ascendente - poi la correzione é finita

Ieri gli indici azionari mondiali hanno toccato dei nuovi minimi annuali. Le borse europee hanno ancora chiuso con sostanziali perdite (Eurostoxx50 -2.41% a 3394 punti). A Wall Street invece, dopo le pesanti minusvalenze di lunedì, si é verificato un considerevole rimbalzo tecnico (S&P500 +1.74% a 2695.14 punti). Dopo questa prima reazione é molto probabile che ci sia ancora una spinta di ribasso. I minimi di ieri devono essere testati. Se questo test si conclude con un minimo ascendente la correzione sarà formalmente terminata. Solo i traders e gli analisti tecnici hanno ancora un problema - i futures sono scesi molto più in basso degli indici - non é quindi chiaro dove si trovano esattamente i minimi di riferimento. Facciamo due esempi.
Ieri il DAX (-2.32% a 12392 punti) durante la seduta é sceso fino a 12232 punti - il future si é inabissato fino a 11689 punti! I valori corrispondenti per l'S&P500 sono 2593 punti (minimo durante la seduta) e 2530 punti (minimo per il future). In linea di massima valgono i valori conseguiti durante la seduta a mercati aperti. I future sul Globex hanno talvolta una scarsa liquidità che provoca prezzi completamente distorti.

Ieri é stata una giornata campale con molta volatilità e un alternanza di panico e speranza. Gli indici hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri e questo lascia ben sperare. Significa che i rialzisti cominciano a reagire e ci sono compratori. È però molto probabile che ci sia ancora una spinta di ribasso e molto improbabile che ci sia una ripresa a V. Non crediamo che da qui le borse risaliranno come se nulla fosse. Dopo il terremoto di inizio febbraio ci saranno bisogno di parecchie sedute per riparare i danni - i mercati devono prima calmarsi e fare base.
Le borse europee hanno chiuso un 1% sopra i minimi ma ancora con sensibili perdite che si sono aggirate attorno al -2.4%. Per la cronaca l'indice delle banche SX7E ha perso il -2.51% a 133.41 punti. Il minimo é stato a 132.06 punti e quindi esattamente sull'obiettivo a 132 punti. Magari é solo un caso - questo sembra essere l'unico indice che ha rispettato livelli tecnici nel marasma di ieri. La seduta in Europa si é svolta con un occhio rivolto all'America - sono i mercati americani ad aver condotto il ballo. Vediamo quindi cosa é successo a Wall Street.

L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2593 punti. Subito c'é stato un rally - poco dopo le 16.00 l'indice ha raggiunto i 2676 punti e molti hanno tirato un sospiro di sollievo - sono seguite ore di forti oscillazioni intorno alla chiusura di lunedì (2648 punti) - l'indice é passato più volte dal positivo al negativo e viceversa. Solo verso le 20.30 é ripreso il rialzo - l'S&P500 ha raggiunto un massimo a 2693 punti e ha chiuso poco sotto a 2695.14 punti (+1.74%). Naturalmente tutti si sono buttati sulla tecnologia (Nasdaq100 +2.62% a 6666 punti) e hanno trascurato le utilities (-1.57%). Peccato perché se le utilities salivano (sono titoli ad alto dividendo e dipendenti dai tassi d'interesse) significava che il problema era risolto.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4703 su 2170 e volume relativo a 1.9. I rapporti nuovi massimi su nuovi minimi sono terribile - NH/NL a 65 su 2957. Vi ricordate quando durante il rialzo definivamo valori di NH sui 600-1000 come insufficienti o suboptimali? La volatilià VIX durante la seduta é esplosa su un massimo a 50.30 punti ! A fine giornata é tornata a 29.98 punti (-7.34). Ieri molti prodotti derivati sulla VIX erano sospesi dalle contrattazioni - per questo é anche tornata la calma a Wall Street. La faccenda però non é risolta - ancora molti traders sono intrappolati in posizioni short insostenibili.

Stamattina il future é a 2673 punti (-21 punti). Nelle ultime ore si é mosso tra i 2662 ed i 2697 punti. La volatilità é ancora alta.
Le borse asiatiche sono miste - il Nikkei ha guadagnato il +0.15%, Shanghai sta perdendo il -1.7%. L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3425 punti. Le borse europee apriranno con sensibili guadagni (ca. +1%). Probabilmente aspetteranno indicazioni da Wall Street per sapere quale direzione prendere. Restiamo dell'idea che manca un test dei minimi di ieri - non sappiamo però se già oggi ci deve essere ancora un tuffo prima della fine definitiva della correzione o se questo processo slitta a giovedì o venerdì.

In generale la correzione ha fatto danni. Le performance 2018 dei mercati europei sono negative. L'S&P500 guadagna ancora un +0.81% ma ha perso un -10% dal massimo. È possibile che le borse non riusciranno più a riprendersi e che i massimi di gennaio siano anche i massimi annuali. Discuteremo questa eventualità durante il fine settimana.

Commento del 6 febbraio

Doveva essere una correzione, non un crash - minimo imminente

Ieri si sono rotte le dighe, gli investitori sono stati travolti dal panico e le borse sono decisamente crollate. Non ci aspettavamo questa reazione a catena visto che non erano apparsi nessuno dei sintomi che hanno caratterizzato precedenti crash. Purtroppo ogni situazione é diversa - probabilmente i mesi di "ipercomperato, eccesso di rialzo, illimitata e ingiustificata fiducia da parte degli investitori e la forte speculazione al rialzo" hanno provocato una valanga inarrestabile una volta che il mercato ha cominciato a "mollare". La correzione si é trasformata in un crash e tutti i nostri obiettivi sono stati superati al ribasso.
Ora c'é poco da analizzare. Ieri gli indici azionari di mezzo mondo hanno subito pesanti perdite e hanno chiuso sui minimi giornalieri superando qualsiasi barriera tecnica. Supporti, limiti inferiori delle Bollinger Bands, MM e ipervenduto non hanno bloccato la caduta ed ora é impossibile sapere dove si formerà un minimo intermedio e dove ci sarà una prima sostanziale reazione. L'unica cosa che é certa é che il minimo é imminente - manteniamo questa previsione che abbiamo formulato negli scorsi giorni e che viene sottolineata dagli indicatori di sentiment. Ieri sera la volatilità VIX é esplosa a 37.32 punti (+20.01). Il panico é un'ottima premessa per la  fine del crash. Attenzione però che ci possono essere ancora un paio di giorni di caduta libera.
Per il resto c'é poco da dire. Le borse europee hanno subito sensibili perdite (Eurostoxx50 -1.26% a 3478 punti, DAX -0.76% a 12687 punti) ma la caduta ha accelerato nel dopo borsa quanto le vendite hanno travolta i listini a New York. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3374 punti, il DAX era sceso a 12260 punti - l'apertura stamattina é prevista su questi livelli.

Ieri sera l'S&P500 ha chiuso a 2648.94 punti. Il future é però sceso sotto i 2600 punti. L'S&P500 ha aperto a  2741 punti all'inizio é ancora salito a 2763 punti. Poi lentamente sono ritornati i venditori. L'indice é sceso ed ha accelerato fino ad un minimo a 2638 punti. È rimbalzato a 2700 punti ed é ricaduto in chiusura a 2649 punti, segno evidente che c'é ancora chi é obbligato a vendere. Tutti gli indici hanno seguito - il Nasdaq100 é sceso a 6495 punti (-3.91%) con A/D a 0 su 100. La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 756 su 6209, NH/NL a 71 su 2688 (!!!) e volume relativo a 1.6. La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.73 - ci aspettavamo un valore più alto e questo ci fà temere che ci sono ancora troppi irriducibili traders long. Probabilmente ci deve ancora essere delle sedute negative.

Stamattina i mercati sono molto nervosi e volatili. Le borse asiatiche sono crollate seguendo New York (Nikkei -4.76%, Shanghai -3.2%). Il future sull'S&P500 si é mosso durante la notte tra i 2529 ed i 2634 punti. Ora é a 2594 punti (-13 punti). Le borse europee apriranno con perdite intorno al -3.5% - l'Eurostoxx50 vale ora 3358 punti. Chi ha i nervi saldi può cominciare a comperare qualcosa.
I tassi d'interesse sono in calo - questo ad un certo punto dovrebbe dare sostegno al mercato -  chi vende ancora adesso sono solo gli speculatori che non hanno più i margini per tenere aperte posizioni long. Questo processo continuerà fino a quando la valanga non si arresterà. La MM a 200 giorni sull'S&P500 é a 2533 punti. Questo sarebbe l'obiettivo classico di una correzione a medio termine - é solo che questa correzione ha solo 6 giorni di vita...

Aggiornamento del 5 febbraio

Consolidamento ?

Dopo la caduta delle borse europee ed americana di venerdì era ovvio che stamattina anche gli asiatici avrebbero in buona parte seguito (Nikkei -2.53%, Shanghai +0.73%). Di conseguenza anche i futures americani sono ancora in calo (S&P500 a 2751 punti, -5 punti). I tassi d'interesse sono però fermi e per il resto regna la stabilità. È quindi probabile che stamattina le borse europee fermeranno la caduta e tenteranno un recupero. Gli investitori e sopratutto i traders sono però nervosi e quindi c'é da aspettarsi una seduta volatile. Non é ancora possibile capire se le borse ricominceranno a salire dai livelli attuali o se invece l'S&P500 deve completare all'inizio di questa settimana la correzione cadendo fino ai 2700 punti.
L'Eurostoxx50 vale ora (08.30) 3500 punti. Le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.7%. Gli indici si trovano però sul livello già raggiunto venerdì sera alle 22.00 e quindi la giornata non sembra iniziare in maniera particolarmente negativa. I future si stanno muovendo sensibilmente e questa é una buona premessa per una giornata turbolente.
Stamattina le borse europee, già ipervendute, tenteranno un recupero. Decisivo sarà però l'intervento e l'attitudine degli americani. Leggete a questo riguardo il commento sull'S&P500 delle 14.00 - in quel momento sarà più facile capire come terminerà la giornata e cosa ci riserva la settimana.

Commento del 3-4 febbraio

La correzione si sta sviluppando - c'é già un pò di panico...

Venerdì le borse sono crollate - almeno questa é l'impressione che hanno avuto la maggior aperte degli investitori dopo mesi di rialzo e innumerevoli sedute durante le quali l'S&P500 non aveva mai perso più del -0.6%. Venerdì scorso l'S&P500 aveva chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo storico a 2872.87 punti - questo venerdì l'S&P500 ha terminato la seduta vicino al minimo giornaliero e con una pesante perdita di 60 punti (-2.12% a 2762.13 punti). Nell'arco della settimana l'indice guida americano ha lasciato il -3.85% sul terreno. Era evidente che presto o tardi l'indice doveva correggere - all'inizio della settimana avevamo riconosciuto i sintomi di quello che si stava preparando. Ora si tratta di capire se questa correzione deve continuare e quali conseguenze avrà sulle tendenze a medio termine.
Qui abbiamo un problema di obiettivi. Le borse europee sembrano già aver completato la correzione. L'Eurostoxx50 é sceso a 3523 punti (-1.51%) - il nostro obiettivo era a 3525 punti - alle 22.00 l'indice valeva 3503 punti. Il minimo di gennaio ed ultimo valido supporto visibile sul grafico é a 2469 punti. Il DAX ha terminato ufficialmente la settimana a 12785 punti (-1.68%). Il nostro obiettivo era a 12800 punti - alle 22.00 l'indice valeva 12712 punti. La MM a 200 giorni, tipico obiettivo di riferimento per una correzione a medio termine scorre a 12748 punti - la candela di venerdì sul grafico é completamente al di fuori del limite inferiore delle Bollinger Bands (12942 punti). Le RSI giornaliere di Eurostoxx50 e DAX si avvicinano ai 30 punti. Insomma - la correzione delle borse europee potrebbe finire adesso - lunedì, se la situazione si sviluppa normalmente, ci deve per lo meno essere un rimbalzo tecnico e in seguito un assestamento. L'alternativa é che si verifichi un crash da panico e provocato dalla chiusura obbligata delle massicce posizioni speculative long accumulate negli scorsi mesi. Non conviene comperare un mercato in caduta libera - é però tardi per vendere e prima di farlo é meglio osservare cosa succedere all'inizio della prossima settimana. In fondo minusvalenze del -1.5% / -2.0% in una giornata non sono niente di speciale. È la percezione degli investitori che é distorta dopo mesi di volatilità troppo bassa.
La correzione della borsa americana sembra invece in pieno svolgimento. Chi ha letto regolarmente i nostri commenti e le nostre analisi sa esattamente che gli obiettivi teorici sono più in basso rispetto ai livelli raggiunti venerdì. L'S&P500 ha chiuso a 2762.13 punti (-2.12%) con un minimo a 2759.97 punti. Nel dopo borsa l'indice é ancora sceso a 2755 punti. Il nostro primo obiettivo a 2750 punti é di conseguenza vicino - al secondo a 2700 punti mancano ancora un -2%. Esistono buone probabilità che la correzione sia già praticamente terminata - questo risolverebbe il problema della sfasatura tra America ed Europa. Lo scenario più probabile é però quello di una continuazione della correzione. Vediamo in quale situazione tecnica si trova la borsa americana e quali scenari si presentano.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.36% a 3523 punti              
DAX                         -4.16% a 12785 punti
SMI                          -3.10% a 9220 punti
FTSE MIB                  -2.74% a 23202 punti
S&P500                    -3.85% a 2762.13 punti
Nasdaq100               -3.74% a 6760 punti

Premettiamo che nei dati tecnici della seduta di venerdì a Wall Street non notiamo nulla che suggerisce l'imminenza di un crash. Notiamo invece degli elementi che normalmente si presentano in vicinanza di un minimo intermedio - se come pensiamo la tendenza di fondo della borsa americana resta al rialzo come finora mostrano gli indicatori (49.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 70.58) é probabile che settimana prossima la spinta di ribasso si esaurisce e l'S&P500 risalga.
L'A/D a 779 su 6117 era pessima - é stato venduto praticamernte tutto - questo a corto termine é un segno di panico e esaurimento e normalmente la seduta che segue é positiva con almeno un rimbalzo tecnico. La volatilità VIX é balzata a 17.31 punti (+3.84 punti) - come sapete avevamo previsto che la VIX avrebbe superato i 16 punti - questo segnale di panico potrebbe essere sufficiente per fermare la caduta del mercato. La CBOE Equity put/call ratio doveva salire alcuni giorni sui 0.75-0.80 - venerdì per il primo giorno é balzata a 0.77 - un solo giorno é poco ma potrebbe essere abbastanza.
Venerdì l'S&P500 ha aperto in gap down a 2808 punti. La seduta é stata dominata e controllata dai ribassisti. Ad ondate irregolari l'S&P500 é sceso praticamente tutto il giorno. L'indice ha toccato un minimo a 2760 punti e ha chiuso a 2762.13 punti (-2.12%). La seduta al NYSE é stata molto negativa. Il numero di nuovi minimi a 30 giorni é esploso a 1467 - i nuovi massimi sono scesi a 205. Il netto aumento del volume dei titoli trattati (volume relativo a 1.3) sottolinea la pressione di vendita. Ora i ribassisti hanno il vento in poppa - normalmente dovrebbero cercare di approfittare della situazione e provare di far scendere il mercato più in basso. In questo senso la seduta di lunedì é molto importante. Se come suggeriscono gli indicatori c'é un rimbalzo tecnico il vantaggio psicologico dei ribassisti sparirebbe immediatamente.
Venerdì anche il Nasdaq100 é crollato (-2.05% a 6760 punti). Rotto il supporto a 6800 punti ora l'indice tecnologico dovrebbe scendere sull'obiettivo a 6600 punti - il grafico del Nasdaq100 ci dice che la correzione non é ancora finita. L'indice mostra ancora forza relativa.
Perché le borse sono cadute? Evidentemente esistevano le premesse tecniche - gli indici erano decisamente ipercomperati e gli investitori erano troppo ottimisti. L'elemento scatenante é stato però l'aumento dei tassi d'interesse sia in Europa (Bund decennale a 0.763%) che in America (USTBond decennale a 2.841%). Negli Stati Unti la discussione riguardante i tassi d'interesse é particolarmente intensa. C'é che diceva che se il decennale superava il 2.75% di reddito sarebbe iniziato un rialzo di lungo periodo con conseguenze negativa sulla borsa - c'é invece che sostiene che il livello critico si situa al 3%. Dettagli a parte il veloce rialzo delle ultime settimane del reddito delle obbligazioni ha innervosito gli investitori e scatenato le vendite di realizzo. Noi non crediamo che il prezzo del denaro debba già salire in maniera sensibile. Nei prossimi giorni é però questo il mercato da seguire.

Riassumendo le borse europee, che erano in un trend neutro a medio termine, sembrano aver terminato una correzione che ha portato gli indici dal livello superiore del canale valido da novembre dell'anno scorso a quello inferiore. Esiste un elemento d'incertezza dato dal settore bancario - l'indice SX7E (-1.35% a 138.40 punti) ha perso il supporto a 140 punti e ora in teoria dovrebbe ricadere sui 130-132 punti- forse però stiamo dando un'importanza eccessiva a questi 140 punti che sono stati violati più volte nelle due direzioni. La conseguenza é anche che l'obiettivo della correzione del FTSE MIB (-1.44% a 23202 punti) é poco chiaro.
La borsa americana potrebbe già lunedì tentare di stabilizzarsi e recuperare. Se non ci riesce é probabile che ci debbano essere ancora alcune sedute di ribasso e l'S&P500 debba scendere sui 2700 punti. In questo caso il Nasdaq100 raggiungerà l'obiettivo a 6600 punti. Teniamo d'occhio lo sviluppo dei tassi d'interesse poiché sono questi ad innervosire gli investitori.
Da un punto di vista ciclico settimana prossima dovrebbe verificarsi un minimo.
Lunedì 19 febbraio in America é festa (Washington's Birthday).  

Commento del 2 febbraio

Wall Street sul filo del rasoio - o l'SP500 riprende il rialzo dai 2800+ punti o cade fino a 2700 punti - occhio ai tassi d'interesse

Tra mercoledì e giovedì ci aspettavamo un rimbalzo tecnico delle borse. Questo rimbalzo é stato anemico e si é concentrato in Europa nelle prime ora di contrattazioni e in America in preborsa. Ieri mattina le borse europee hanno ancora accennato una reazione e hanno aperto in positivo. Dai 13189 punti di mercoledì il DAX (-1.41% a 13003 punti) é ancora salito su un massimo a 13301 punti - in questa maniera il nostro obiettivo del rimbalzo a 13300 punti é stato centrato. Questa impennata é però durata poco - il massimo giornaliero é stato toccato alle 09.35 e poi gli indici azionari sono ricaduti. La discesa é stata dolce fino nel primo pomeriggio ed ha accelerato con l'arrivo degli investitori americani. La sera le borse europee hanno chiuso sui minimi giornalieri e con una significativa perdita che costituisce senza dubbio una prematura continuazione della correzione. L'Eurostoxx50 é salito fino ai 3636 punti, ha toccato un minimo a 3567 punti ed ha chiuso a 3577 punti (-0.88%). Una volta rotti i 3600 punti l'obiettivo della correzione si situava sui 3525 punti - il DAX doveva scendere sui 12800 punti. Abbiamo fondati dubbi che questi obiettivi siano corretti. Vediamo due varianti - o le borse toccano già oggi un minimo intermedio e risalgono oppure la correzione deve essere più lunga e profonda. In favore della prima variante c'é il comportamento della borsa americana - ne parliamo dopo. La variante negativa é invece una logica conseguenza della posizione attuale degli indicatori (che lasciano ancora parecchio spazio di manovra verso il basso) e il fatto che alcuni indici sono adesso su degli importanti supporti - per quel che riguarda gli indici che seguiamo da vicino ci riferiamo al settore delle banche (SX7E -0.39% a 140.29 punti) e al FTSE MIB italiano (+0.15% a 23541 punti). Se l'SX7E perde il supporto a 140 punti la tendenza di fondo da rialzista torna neutra e l'indice dovrebbe ricadere sui 130 punti. All'incirca lo stesso vale per il FTSE MIB - se il supporto intermedio a 23500 punti regge l'indice riprende il rialzo dopo un sano consolidamento. In caso contrario cadrà almeno di altri 750 punti. Per inciso siamo negativi da un punto di vista fondamentale per la borsa italiana - sotto questo punto di vista favoriamo la variante negativa.  La debolezza delle borse europee é una conseguenza di una velenosa combinazione di tassi d'interesse in crescita e EUR forte (EUR/USD a 1.25). Abbiamo l'impressione che il cambio EUR/USD non possa superare la fascia 1.25-1.26 mentre il future sul Bund (158.39 -0.19%) dovrebbe fermare la sua caduta sui 158 punti (se il Bund scende significa che il tasso d'interesse di riferimento, quello del prestito della Germania a 10 anni, sale - ora é a 0.726%). Secondo questi parametri le borse europee dovrebbero essere vicine ad un minimo intermedio - tenete però d'occhio EUR e Bund per sapere cosa in effetti succederà in borsa.

La borsa americana ha avuto un'altra seduta interessante malgrado che l'S&P500 (-0.06% a 2821.98 punti), per il secondo giorno consecutivo, abbia terminato la giornata senza sostanziali variazioni. La borsa americana ha fallito il rimbalzo ma d'altra parte sembra non voler scendere decisamente più in basso. Ancora una volta un tentativo di affondo da parte dei ribassisti é stato respinto e gli indici hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri. Temendo la reazione della borsa alla pubblicazione dei risultati trimestrali gli investitori hanno venduto in anticipo - l'esempio più evidente é quello di Amazon (-4.20%). Sembra quasi che la borsa ha anticipato la correzione e sia ora pronta per ripartire al rialzo.
L'S&P500 si é mosso tra i 2812 punti ed i 2836 punti - ha aperto a 2817 punti, ha toccato il minimo verso le 21.40 e ha chiuso a 2821.98 punti (-0.06%). L'effetto di "presa dei benefici anticipatamente" ha fatto cadere il Nasdaq100 a 6901 punti (-0.70%). Entrambi gli indici si sono però fermati sui minimi delle due precedenti sedute dando l'impressione che si sta formando un supporto intermedio - come tutti i supporti possono servire come base per la ripresa del rialzo o scatenare un'ondata di vendite nel caso in cui cadessero. A questo punto siamo veramente nell'incertezza - il mercato sembra sul filo del rasoio - sappiamo unicamente che una decisione é imminente e l'elemento scatenante potrebbe essere il rapporto sul mercato del lavoro previsto oggi alle 14.30. La borsa americana potrebbe ancora una volta evitare una profonda correzione se oggi l'S&P500 resta sopra i 2800 punti (una difesa del supporto a 2812 punti sarebbe ancora meglio) e riprendere il rialzo. Se invece oggi il mercato "molla" ci sarà una profonda correzione.
La seduta al NYSE é stata moderatemente negativa (grazie al recupero del Russell2000 +0.39%!) con A/D a 3181 su 3570, NH/NL a 314 su 902 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é rimasta ferma a 13.47 punti (-0.07) mentre la CBOE Equity put/call ratio é ancora relativamente bassa a 0.59. Oscillatori e indicatori di ipercomperato sono scesi ad un livello tale da teoricamente permettere una ripresa del rialzo. D'altra parte indicatori come il MACD rafforzano il loro segnale di vendita. Riassumendo la borsa americana é sul filo del rasoio. Come in numerose precedenti occasioni nell'ultimo anno il rialzo potrebbe riprendere dopo una lieve correzione che ha solo eliminato gli eccessi più evidenti. Il mercato sembra d'altra parte pronto e maturo per una sostanziale correzione - se però non cade adesso é probabile che i ribassisti scoraggiati battano ancora una volta in ritirata.

Stamattina regna un certo nervosismo. Le borse asiatiche sono miste - il Nikkei perde il -0.69% - Shanghai sale del +0.6%. Le criptodivise stanno accelerando la loro caduta. Il Bitcoin é a 8800 USD - a dicembre 2017 aveva brevemente superato i 20000 USD. Ormai questa non é più una correzione ma un crash - i guru del settore tacciono. Il future sull'S&P500 é a 2816 punti (-7 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3563 punti (ca. -0.4%). Probabilmente stamattina ci saranno ulteriori vendite. Poi vedremo se l'America é in grado di innescare il recupero o se invece i ribassisti prenderanno decisamente il sopravvento.

Commento del 1. febbraio

Debole rimbalzo tecnico

A partire da ieri mattina ci aspettavamo un rimbalzo tecnico dopo le due sedute negative di lunedì e martedì. Teoricamente il rimbalzo tecnico doveva durare da due a tre giorni e far risalire l'S&P500 (+0.05% a 2823.81 punti) al massimo fino ai 2850 punti.
La prima giornata é stata per i rialzisti deludente. Le borse europee hanno aperto in positivo e sono salite ancora fin verso le 09.50 con guadagni che hanno raggiunto il +0.5%. Già però nel corso della mattinata gli indici sono nuovamente scivolati verso il basso. Nel pomeriggio le borse europee sono tornate in pari, dopo l'apertura a Wall Street gli indici azionari sono ricaduti in negativo e solo in chiusura sono tornati praticamente in pari. Per saldo un nulla di fatto. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3606 punti (-0.02%) e il DAX (-0.06% a 13189 punti) lo ha imitato. Il FTSE MIB (+0.11% a 23507 punti) si é comportato leggermente meglio ma la differenza sembra solo casuale. Un'ulteriore aumento dei tassi d'interesse sull'EUR non ha aiutato il settore bancario - l'indice SX7E (-0.17% a 140.70 punti) "balla" ancora sopra il decisivo supporto a 140 punti. Oggi dovrebbe esserci un'ulteriore tentativo di rimbalzo - considerando però il risultato di mercoledì non bisogna avere grandi pretese. L'Eurostoxx50 ieri era arrivato a 3621 punti di massimo - stamattina aprirà a 3624 punti - non pensiamo che andrà sensibilmente più in alto.

L'S&P500 ha terminato la giornata praticamente invariato (+0.05% a 2823.81 punti). Rialzisti e ribassisti si sono però aspramente combattuti come mostrano i volumi in netto aumento (volume relativo a 1.3). La candela di mercoledì sul grafico dell'S&P500 copre completamente quella di martedì - il mercato é oscillato parecchio intorno al livello di equilibrio prima di fermarsi in pari.
L'S&P500 ha aperto in positivo ed é salito subito sul massimo a 2839 punti. Per le 16.00 é ricaduto sui 2824 punti e poi ha lentamente recuperato fino ai 2831 punti. In seguito un affondo dei ribassisti ha fatto cadere l'indice su un nuovo minimo per questa correzione a 2813 punti. Sul finale l'indice si é risollevato e ha chiuso in pari a 2823 punti. Ancora una volta la tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 +0.28% a 6950 punti). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2937 su 3817 (a causa della debolezza del settore delle PMI, Russell2000 -0.49%) e NH/NL a 337 su 732. La volatilità VIX é scesa a 13.54 punti (-1.25) - la CBOE Equity put/call ratio resta sorprendentemente bassa a 0.59.
Oggi ci sarà un'altro tentativo di rimbalzo provocato, come ci aspettavamo, dai buoni risultati trimestrali di alcuni colossi della tecnologia. Il future sull'S&P500 é ora di nuovo a 2834 punti (+8 punti). Dopo il semifallimento di ieri la seduta odierna é decisiva. Se come pensiamo anche oggi il rimbalzo sarà anemico, da venerdì o al più tardi settimana prossima dovrebbe svilupparsi un'altra spinta di ribasso. Considerando gli eccessi accumulati durante il mese di gennaio é probabile che questa sia la volta buona per una sostanziale correzione. L'indicatore MACD sull'S&P500 fornsce un segnale di vendita. Il nostro pacchetto di indicatori che usiamo per il trading é ancora muto.

Stamattina il Nikkei guadagna il +1.6%. Shanghai é invece in calo del -1%. Mentre scrivevamo la situazione di partenza in Europa non é cambiata - L'Eurostoxx50 vale ora 3625 punti e le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.5%. Pensiamo che queste plusvalenze resteranno fino a stasera. Stasera dopo la chiusura a Wall Street sono attesi con trepidazione i risultati trimestrali di Apple, Google e Amazon. Gli analisti temono sorprese negative da parte di Apple - i numeri di Google e Amazon dovrebbero invece essere decisamente positivi. È quindi possibile che il rimbalzo tecnico duri fino a domani pomeriggio. 

Commento del 31 gennaio

Correzione - dai 2824 punti di S&P500 ci deve essere un rimbalzo tecnico prima di un'altra spinta di ribasso. Earning season

Ieri la borsa americana ha avuto una seduta decisamente negativa - la prima dell'anno. L'S&P500 ha aperto in gap down a 2833 punti e ha chiuso a 2822.43 punti (-1.09%) con una sostanziale perdita di 31 punti. Era ovvio che presto o tardi ci sarebbero state delle vendite e delle prese di beneficio - questo non basta a invertire la tendenza di fondo del mercato azionario americanao che resta saldamente al rialzo. Ci sono però due importanti cambiamenti - a livello tecnico i primi sistemi ed indicatori danno dei segnali di vendita - psicologicamente molti investitori sono stati presi in contropiede e l'euforia deve lasciare il posto al timore o il panico prima che il rialzo possa riprendere. Ieri avevamo indicato due possibili obiettivi intermedi - 2000 e 2824 punti di S&P500. Il primo obiettivo é stato raggiunto ed é probabile che dai 2824 punti (più o meno - ieri sera l'S&P500 ha toccato un minimo a 2818 punti) ci sia ora un rimbalzo tecnico di una ventina di punti. Normalmente ci deve essere una spinta iniziale di ribasso di 3 giorni prima che possa esserci un primo rimbalzo - bisogna però essere flessibili e adattarsi agli avvenimenti. Ieri sera Donald Trump ha tenuto l'atteso discorso sullo stato dell'Unione davanti al Congresso. È probabile che il suo programma di investimenti nelle infrastrutture scateni l'entusiamo degli investitori che vedono già miliardi di commesse pubbliche affluire nelle casse delle imprese americane. Inoltre la stagione di pubblicazione dei risultati delle imprese (earning season) sta entrando nel vivo. Oggi prima dell'apertura sono attesi i risultati di Boeing - uno dei titoli industriali che negli ultimi mesi ha sostenuto il volo del DJ Industrial. Dopo la chiusura sono attesi i dati di Microsoft e Facebook. Infine domani saranno gli altri colossi della tecnologia Apple, Google e Amazon a rendere noti i loro utili trimestrali. Il gruppo degli AGMAF dovrebbe permettere al mercato di tentare un recupero. Ci aspettiamo che l'S&P500 risalga verso i 2850 punti. Poi ci deve essere un'altra spinta di ribasso che tolga di mezzo gli speculatori long e rimetta il rialzo nuovamente su solide basi. Per riprendere la tendenza di fondo l'S&P500 dovrebbe in seguito ridiscendere sui 2750 punti. Ci vorrebbe però una correzione più profonda per riassorbire l'ipercomperato e eliminare l'euforia - una discesa sui 2700 sarebbe una migliore soluzione. Prima però vediamo come si sviluppa il rimbalzo tecnico. Intensità e durata di questa reazione ci daranno le informazioni necessarie per stimare la prossima inevitabile spinta di ribasso.
Restiamo in America prima di tornare in Europa - in ogni caso le borse europee seguono solo docilmente mantenendo il trend di base neutro. L'S&P500 ha aperto in gap down a 2833 punti e all'inizio, come lunedì, c'é stato un tentativo di reazione che ha fatto risalire l'S&P500 a 2837 punti. Poi l'indice é caduta verso le 16.10 a 2818 punti - questo é stato il minimo giornaliero - il fatto che nel resto della giornata questo minimo non é più stato attaccato mostra che la pressione di vendita é ancora contenuta. L'S&P500 é risalito a 2834 punti e poi fino a fine giornata é oscillato una decina di punti intorno ai 2830 punti. Ha chiuso a 2823.43 punti (-1.09%). La tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 -0.82% a 6930 punti) - in generale la correzione della borsa americana dovrebbe finire quando anche in questo settore assisteremo ad una svendita. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1349 su 5509, NH/NL a 212 su 841 (!) e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é salita a 14.79 punti (+0.95) - vi ricordiamo che c'é bisogna una salita almeno sui 16 punti per terminare la correzione. La CBOE Equity put/call ratio é ancora bassa a 0.61. È normale che salga all'inizio di una correzione - dovrebbero esserci alcuni giorni sui 0.75-0.80 al termine della correzione.
Riassumendo la borsa americana sta svolgendo una correzione di corto termine all'interno di un trend rialzista. È molto probabile che la correzione debba proseguire - nulla negli indicatori mostra la presenza di un minimo intermedio - al contrario molto suggerisce che la correzione é solo nella sua fase iniziale. Aspetti psicologici (discorso dell'Unione, risultati trimestrali) e tecnici (supporto intermedio a 2824 punti di S&P500) favoriscono ora un rimbalzo tecnico fino a circa 2850 punti di S&P500. Poi dovrebbe esserci una seconda spinta di ribasso più consistente della prima.

Le borse europee stanno seguendo docili Wall Street. Ieri hanno aperto deboli, hanno tentato un recupero in mattinata ma hanno poi ripreso la discesa nel pomeriggio insieme all'America. Hanno chiuso poco sopra i minimi giornalieri con una perdita intorno all'1% - esattamente come avevamo stimato il mattino. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3606 punti (-1.00%). Il supporto intermedio a 3600 punti provocherà ora un rimbalzo tecnico. In seguito però dovrebbe esserci un'altra spinta di ribasso con obiettivo massimo a 3525 punti - non c'é nulla di nuovo visto che avevamo anticipato questo scenario in precedenti commenti. DAX (-0.95% a 13197 punti) e FTSE MIB (-1.35% a 23480 punti) si sono comportati in maniera simile. Per i dettagli del rimbalzo tecnico leggete p.f. i commenti di ieri sera. In questo scenario c'é un comparto che stona - l'indice delle banche SX7E (-1.48% a 140.94 punti) doveva in teoria difendere il supporto a 140 punti prima di riprendere il rialzo. È possibile che i 140 punti servano da base per un rimbalzo tecnico. Se lo scenario di una correzione valido in generale per le borse funziona anche per l'SX7E, l'indice dovrebbe però cadere in seguito sotto i 140 punti.

Notiamo uno sviluppo preoccupante. Il cambio EUR/CHF é sceso a 1.1585. Perché il CHF continua a rafforzarsi? - suona in lontananza un segnale d'allarme che non riusciamo ad interpretare. Il cambio é su un minimo a 60 giorni e ha rotto il supporto intermedio a 1.16 - questo e un segnale negativo e che dobbiamo monitorare con attenzione.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei perde ancora il -0.71% - Shanghai invece é praticamente in pari. Alle 07.00 il future sull'S&P500 era ancora sui 2828 punti - ora (08.40) é lievitato a 2832 punti (+8 punti). Le borse europee apriranno in positivo (ca. +0.3%) - l'Eurostoxx50 vale ora 3617 punti. Secondo le nostre previsioni dovrebbero terminare la giornata con plusvalenze intorno al +0.5%.

Commento del 30 gennaio

Seduta negativa a Wall Street - per ora sembra solo una correzione minore con obiettivo a 2800-2824 punti di S&P500

Dopo settimane di rialzo ieri la borsa americana ha avuto un cedimento - l'S&P500 é sceso a 2853.53 punti (-0.67%). Il calo di 19 punti é moderato ma abbastanza per mettere in subbuglio analisti ed investitori. Naturalmente tutti ora discutono la possibilità che il rialzo sia finito, almeno momentanemente, e che sia iniziata una correzione più o meno importante. Premettiamo che dopo una semplice seduta negativa come quella di ieri nessuno é in grado di dire se c'é stata un'inversione di tendenza - ci sono bisogno ancora un paio di sedute per poter prendere una decisione fondata. La prima impressione però é che non si tratta di qualcosa di grave. I rialzisti possono attendere lo sviluppo della situazione senza troppe preoccupazioni - i ribassisti possono sperare ma non hanno ancora vinto nessuna battaglia. Gli indicatori tecnici non hanno fornito nessun segnale di vendita - neanche il nostro pacchetto di indicatori che usiamo per il trading é passato su sell visto che momentum e partecipazione sono caduti assieme. La RSI giornaliera sull'S&P500 é scesa a 76.89 punti - quella settimanale é scivolata a 85.33 punti. Il mercato resta ipercomperato e probabilmente gli indici devono scendere ancora alcune sedute. Sembra però che ci siano delle semplici prese di beneficio senza un sensibile aumento della pressione di vendita. Questo significa che l'S&P500 dovrebbe scendere fino ai 2824 punti o fino ai 2800 punti fino a mercoledì o poi risalire e tentare di migliorare il record storico. Se l'S&P500 scende sotto i 2800 punti significa invece che il problema é più grave.
Restiamo negli Stati Uniti prima di tornare in Europa. Ieri il mercato ha rispettato le regole tecniche - nel commento del pomeriggio avevamo previsto una discesa dell'S&P500 sui 2855 punti - ha chiuso a 2853.53 punti (-0.67%) - questo significa che l'indice ha avuto una normale e prevedibile seduta negativa e non ha fatto nulla di eccezionale. Non c'é nessuna notizia importante che possa provocare un'inversione di tendenza. L'S&P500 ha aperto in calo a 2864 punti e ha tentato un recupero risalendo fino ai 2870 punti. Poi é ricaduto e a questo punto era chiaro che ci sarebbe stata una seduta in trading range. L'indice é sceso a 2855 punti, si é stabilizzato per alcune ore sopra questo livello, é caduto fino a minimo giornaliero a 2851 punti ed é tornato in chiusura a 2853 punti. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1584 su 5291, NH/NL a 707 su 555 (l'espansione dei nuovi minimi é sensibile e va osservata con attenzione) e volume relativo a 1.0 (nessun aumento dei volumi a segnalare pressione di vendita). Considerando il pessimo rapporto A/D ci saremmo aspettati una perdita dell'S&P500 più consistente. Il Nasdaq100 ha perso solo il -0.49% a 6988 punti. La volatilità VIX si é impennata a 13.84 punti (+2.76) - durante questa correzione minore dovrebbe salire sui 16 punti. La CBOE Equity put/call ratio resta relativamente bassa a 0.57. Come abbiamo anticipato nel commento pomeridiano sul Nasdaq100, gli investitori sembrano aver paura che i risultati trimestrali di Apple (-2.07%), attesi giovedì, possano deludere.

La seduta in Europa é stata opaca e senza spunti d'interesse. Dopo il nuovo record storico di venerdì dell'S&P500 americano le borse europee hanno aperto in positivo e sullo slancio hanno guadagnato ancora qualche punto. Verso le 09.15 gli indici erano però già sui massimi giornalieri - si sono fermati alcune ore a gustarsi il panorama (massimo dell'Eurostoxx50 a 3651 punti) e poi sono ricaduti (minimo dell'Eurostoxx50 a 3636 punti). È evidente che al momento manca potere d'acquisto - la tendenza di fondo dei mercati azionari europei resta neutra. L'Eurostoxx50 é sceso a 3643 punti (-0.12%) - il DAX (-0.12% a 13324 punti) lo ha imitato. Malgrado un aumento dei tassi d'interesse nemmeno il settore bancario si é mosso (SX7E +0.01% a 143.05 punti). Il calo del cambio EUR/USD a 1.2350 (stamattina a 1.2370) non ha aiutato le borse europee.
L'intonazione di fondo dei listini europei é positiva - i grafici sono costruttivi - questo però sembra più che altro una conseguenza del rally in America. Ora che l'America svolgerà per lo meno una correzione minore é probabile che gli indici azionari europei abbandonimo la parte superiore del canale orizzontale valido da novembre dell'anno scorso per scendere sulla parte inferiore. Concretamente l'Eurostoxx50 potrebbe ridiscendere dagli attuali 3643 punti fino al massimo i 3525 punti in alcuni giorni.

Stanotte il future sull'S&P500 é sceso fino a 2831 punti - ora (07.50) é tornato a 2841 punti (-12 punti). I traders si stanno agitando e le premesse sono per una giornata negativa. Non sembra però che ci debba essere un'ondata di vendite con forti perdite sugli indici. Le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei sta perdendo il -1.43%, Shanghai é in negativo del -1.0%. L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3623 punti- le borse europee apriranno con minusvalenze intorno al -0.5%. Durante la giornata ci aspettiamo ancora delle vendite. Non crediamo però che le perdite stasera supereranno l'1%.

Aggiornamento del 29 gennaio

La RSI misura velocità e momentum - valori molto alti sono anormali ma non garantiscono una correzione

Spesso nelle nostre analisi riguardanti la borsa americana parliamo di ipercomperato e di eccesso di rialzo. Ci sono molti indicatori per misurare questi due effetti - quelli che noi citiamo più sovente sono la RSI per l'ipercomperato e la distanza dalle medie mobili per l'eccesso di rialzo. L'ipercomperato ci dice che il mercato sta salendo ad una velocità troppo forte e normalmente insostenibile. Un valore di RSI superiore ai 70 é per definizione una situazione di ipercomperato. L'S&P500 ha guadagnato da inizio anno il +7.45% - é evidente che l'indice non può continuare a salire a questo ritmo anche perché questo bull market é iniziato a marzo del 2009 ed é ormai maturo. Un valore di RSI molto alto é però un indicatore ambivalente - da una parte ci dice che la velocità é alta e insostenibile - d'altra parte ci mostra che la spinta di rialzo é possente e abbiamo a che fare con una situazione particolare e con un mercato in grado di superare tutti gli ostacoli. Al momento può essere pubblicato qualsiasi dato economico e Donald Trump può dire qualsiasi cosa - l'effetto sul mercato é sempre positivo poiché gli investitori ormai sono convinti che l'economia americana e le sue imprese sono sulla strada del'infinita crescita e prosperità. Nessuno é in grado di dire quando terminerà questo periodo d'oro - lo scopriremo solamente quando vedremo un cambiamento in questa costellazione tecnica. Per ora ogni lunedì si ripresenta la medesima situazione di partenza - il future sull'S&P500 (2873 punti, -1 punto) é in leggero calo - questo sembra però il trampolino di lancio per ulteriori guadagni.
Le borse asiatiche sono deboli (Nikkei -0.04%, Shanghai -1%). L'Eurostoxx50 vale ora 3654 punti - sono 7 punti in più della chiusura ufficiale di venerdì e 4 punti in meno del valore raggiunto alle 22.00. Il cambio EUR/USD é fermo a 1.2420 - i tassi d'interesse salgono (l'USTB a 10 anni rende il 2.703%) ma questo non sembra influenzare le borse.
Questa settimana verranno pubblicati numerosi dati economici rilevanti - specialmente per l'Europa. Martedì (mercoledì mattina presto in Europa) Trump terrà l'atteso discorso sullo stato dell'Unione davanti al Congresso. Vediamo se nei prossimi giorni cambia qualcosa.
Alla fine del commento del fine settimana abbiamo consigliato di lasciarsi trascinare dalla corrente del fiume - non bisogna però dimenticare che spesso quando la corrente diventa più forte significa che si é vicini ad una cascata e diventa difficile raggiungere la riva del fiume e mettersi in salvo.

Commento del 27-28 gennaio

La borsa americana se ne frega dell'analisi tecnica, delle eccessive valutazioni e dei parametri fondamentali

Venerdì le borse europee hanno guadagnato terreno e hanno terminato la seduta con moderati profitti - l'Eurostoxx50 é salito a 3647 punti (+0.48%) - nel dopo borsa (22.00) ha raggiunto i 3664 punti. Formalmente la tendenza di medio termine é ancora neutra. L'Eurostoxx50 resta sotto i 3700 punti e il massimo di novembre 2017 a 3708 punti.
La borsa americana si é nuovamente involata. L'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo storico a 2872.87 punti (+1.18%). Tecnicamente questo rialzo ha superato tutti i limiti ed i precedenti record. Mai l'S&P500 aveva terminato una seduta con la RSI giornaliera sopra gli 84 punti - venerdì la RSI ha raggiunto i 86.69 punti. Lo stesso eccesso vale per per la RSI settimanale che é ora a 90.51 punti (!!!). L'indice venerdì ha chiuso sul massimo - il momentum é talmente forte che é praticamente sicuro che settimana prossima l'S&P500 toccherà un nuovo record storico. Le probabilità invece che al termine di settimana prossima avremo un'altra performance positiva sono di circa il 66%.
Non solo gli analisti tecnici osservano attoniti ed impotenti il rally della borsa americana. Anche i fondamentalisti faticano ormai a formulare un modello in grado di giusticare il livello raggiunto dai listini americani. Osserviamo ad esempio il catalogo sottostante che raccoglie parametri tecnici, economici e fondamentali con lo scopo di prevedere quando un mercato azionario é maturo per l'inizio di un bear market. Il modello della società Crescat ha fornito ora il segnale più forte di eccesso che sia mai stato raggiunto nella storia - il segnale é ancora più intenso di quelli registrati ai massimi delle due precedenti bolle speculative del 1999 e del 2007. Questo non significa che il rialzo dell'S&P500 é finito - esiste, come abbiamo più volte segnalato e calcolato in precedenti occasioni, ancora un certo margine di manovra. Prendiamo ad esempio l'indicatore di borsa più lontano dal massimo (S&P500 % of 200 DMA) - vi risparmiamo i dettagli del calcolo - per salire dagli attuali 66% al massimo a 100% l'S&P500 dovrebbe arrampicarsi velocemente fino ai 3460 punti. Ritroviamo il valore già indicato nell'analisi del 6-7 gennaio.
La borsa americana é sicuramente in una fase di euforia - l'accelerazione al rialzo é paragonabile a quella del Bitcoin a dicembre dell'anno scorso. Nelle prossime settimane però il rialzo potrebbe continuare ed addirittura accelerare - nessuno é in grado di prevedere la fine del rally in anticipo - sapremo che il bull market é terminato unicamente quando ci sarà la prima seria correzione.


C'é ancora un'aspetto da considerare nella straordinaria performance di Wall Street. Le azioni americane salgono di valore anche perché l'USD é molto debole. Settimana scorsa il cambio EUR/USD é passato da 1.2223 a 1.2425 - é un incremento del +1.63% che spiega in parte la differenza di performance tra Europa ed America. Un'investitore che calcola in EUR ha guadagnato sull'S&P500 ma ha perso sul cambio - per saldo resta circa un +0.6%...
Cosa potrebbe bloccare il rally delle borsa americana? La lista delle possibili fonti di crisi é lunga. Spesso però é un aumento del costo del denaro e una politica monetaria restrittiva smorzare l'entusiasmo degli investitori e impongono un'inversione di tendenza. Il reddito del prestito decennale dell'US Treasury é salito a 2.66%. Molti analisti hanno affermato negli scorsi mesi che la barriera dei 2.6% era cruciale - non sembra però il caso. Il 3% sembra un livello più critico. Al momento però la politica monetaria americana é ancora espansiva, l'economia é in crescita e la riforma fiscale di Donald Trump ha provocato un palpabile ottimismo. Ad intuito sembra che la corsa dell'S&P500 possa continuare malgrado ipercomperato, eccessi ed investitori troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo.  

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.06% a 3647 punti              
DAX                         -0.70% a 13340 punti
SMI                          +0.06% a 9515 punti
FTSE MIB                  +0.45% a 23857 punti
S&P500                    +2.23% a 2872.87 punti
Nasdaq100               +2.76% a 7023 punti

La giornata di venerdì non ha fornito nuovi argomenti all'analisi tecnica. Le borse europee, trascinate dall'America, hanno avuto una seduta positiva ma sono rimaste distanti dai massimi toccati martedì. Il trend di fondo é neutro con indicatori moderatamente positivi e grafici costruttivi. È evidente che l'Europa non riesce a stare al passo con l'America  - parlando con colleghi del settore finanziario riappaiono costantemente le solite preoccupazioni - Brexit, instabilità politica, indebitamento (col problema della Grecia che si trascina e non viene risolto) e concorrenza fiscale da parte degli Stati Uniti, rendono le prospettive per l'economia europea incerte. Nel dubbio si preferisce puntare sui mercati emergenti e sull'America piuttosto che sulla disunita Europa.

Venerdì l'S&P500 ha guadagnato ancora 33 punti - incredibile. I dati economici pubblicati alle 14.30 (PIL +2.6% al di sotto delle stime generalmente superiori al +3%) non hanno fornito motivi di entusiasmo. In effetti l'S&P500 ha aperto a 2846 punti - in guadagno ma decisamente sotto il massimo storico a 2853 punti. Dall'apertura però i rialzisti hanno preso l'iniziativa e l'indice é salito fino alla chiusura a 2872.87 punti (+1.18%) con una sostanziale pausa sui 2853-2855 punti. La tecnologia come d'abitudine ha sovraperformato (Nasdaq100 +1.54%) - a spingere il settore ci hanno pensato i semiconduttori (SOX +3.26%) dopo che Intel (+10.55%) ha pubblicato un ottimo rapporto trimestrale. Il buon risultato di Intel ha contagiato il concorrente AMD (+4.35%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4345 su 2431, NH/NL a 802 su 599 (questa diminuzione dei nuovi massimi e aumento dei nuovi minimi é una preoccupante e massiccia divergenza negativa) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 11.08 punti (-0.50) mentre la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.49. Le MM a 10 giorni (0.53) e a 20 giorni (0.54) sono a livelli bassissimi e mai visti da anni - la speculazione al rialzo é massiccia.
Riassumendo ci sembra impossibile che il rialzo possa continuare ma lo diciamo da settimane basando sempre sullo stesso pacchetto di indicatori. È evidente che la spinta di rialzo é talmente forte da superare i freni e limiti normalmente imposti dai parametri tecnici. L'intenso momentum impedisce al nostro sistema di trading di fornire un segnale di vendita. Vendere contro una corrente così forte sembra una cattiva idea. Comperare in una simile situazione di eccesso é estremamente rischioso ma potrebbe essere remunerativo.
Fino a quando la borsa americana sale il resto del mondo o starà a guardare o seguirà - un ribasso é improbabile. Si può solo dimenticare fondamentali e tecnica, chiudere gli occhi e lasciarsi trascinare dalla corrente.

Commento del 26 gennaio

Dollaro forte - dollaro debole. Le opinioni divergono e le borse sono confuse

Ieri la cacofonia riguardante il valore dell'USD é diventata insopportabile. Il Ministro delle Finanze americano Steven Mnuchin ha dichiarato di non avere niente contro un USD debole che aiuta l'economia americana. Ha replicato il Ministro al Commercio Wilbur Ross dicendo che l'America combatterà per difendere la sua industria d'esportazione - il protezionismo indebolisce l'USD ma non é questa la politica degli Stati Uniti. Mario Draghi ha tentato di reagire ribadendo la volontà della BCE di seguire una politica monetaria molto espansiva ben oltre la fine del QE prevista a settembre 2018. Il tentativo di Draghi di bloccare il rialzo del cambio EUR/USD é stato un fallimento - il cambio ieri pomeriggio si é involato e ha toccato un massimo a 1.2536. Gli é volato in soccorso durante la notte il presidente Donald Trump con la dichiarazione che grazie alla sua politica economica l'USD diventerà sempre più forte - il cambio ha recuperato e si trova stamattina a 1.2450. Guerra verbale a parte l'USD negli ultimi mesi si é indebolito e il trend del cambio EUR/USD é evidentemente al rialzo. Il nostro obiettivo a 1.26 per il 2018 é già stato praticamente raggiunto.
Ieri si é visto come le borse oscillano a dipendenza dello sviluppo dei tassi d'interesse e dei cambi. L'EUR forte ha provocato un'ulteriore caduta delle borse europee. L'Eurostoxx50 é sceso a 3630 punti (-0.36%) salvando il supporto a 3625 punti. Il DAX é sceso a 13298 punti (-0.87%) - sul minimo giornaliero a 13222 punti l'indice ha sfiorato il nostro obiettivo per un consolidamento a 13200 punti. In controtendenza si sono invece mosse le banche (SX7E +1.20% a 142.88 punti) grazie al rialzo dei tassi d'interesse sull'EUR. Decisamente ieri Mario Draghi non era in forma e non ha convinto nessuno - i mercati finanziari si sono mossi al contrario di quello che avrebbe voluto sulla base delle sue dichiarazioni. Il settore bancario in crescita ha ovviamente aiutato la borsa italiana - il FTSE MIB é rimbalzato a 23719 punti (+0.41%).
Malgrado queste oscillazioni il quadro tecnico delle borse europee non cambia. Da mesi i maggiori indici non vanno da nessuna parte e il rialzo di corto termine della borsa italiana dovrebbe essere alla fine.

Ieri Wall Street ha marciato sul posto. Evidentemente i compratori sono a corto di argomenti e di munizioni. L'S&P500 si é mosso in soli 17 punti - ha aperto sul massimo (2848 punti) e chiuso al centro del range giornaliero e praticamente invariato (+0.06% a 2839.25 punti). I rialzisti controllano ancora la situazione ma non riescono più a fare progressi - non é una sorpresa considerando la massiccia situazione di ipercomperato. Il Nasdaq100 (-0.04% a 6916 punti) é rimasto fermo. Il tentativo di recuperare la perdita di mercoledì é fallito. Da alcuni giorni il DJ Transportation (-1.58%) é debole - nessuno però ne parla e questa divergenza non sembra influenzare l'S&P500. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3137 su 3627, NH/NL a 771 (pochi) su 327 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é lievitata a 11.58 punti (+0.11) mentre la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.56.
In genere nell'ultima seduta della settimana non ci sono sconvolgimenti della situazione - significa che anche oggi la borsa americana dovrebbe stare ferma o guadagnare pochi punti. Oggi alle 14.00 Donald Trump parla al WEF di Davos - sentiamo se ci riserva una sorpresa.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei perde il -0.16% - Shanghai sta salendo del +0.3%. Il future sull'S&P500 é a 2845 punti (+4 punti). Le borse europee apriranno in positivo - l'Eurostoxx50 vale ora 3637 punti (+0.2%). Al momento gli investitori concentrano la loro attenzione sul WEF di Davos soppesando le dichiarazioni dei protagonisti. Stanno ignorando i dati economici - da settimana prossima la musica potrebbe cambiare anche perché non tutti i dati riguardanti l'economia americana sono buoni. Siamo sorpresi che non si parli ancora delle elezioni in Italia - i mercati stanno ignorando ì rischi dell'instabilità politica e l'enorme indebitamento del Paese che finora viene tenuto sotto controllo solo grazie alla compiacenza della BCE. L'Italia non é sola. Anche Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda e Belgio hanno un rapporto debito PIL che supera il 100%. L'Europa finanziariamente é messa male...

Commento del 25 gennaio

La caduta dell'USD provoca movimenti di assestamento
La borsa americana si ferma, quelle europee scendono mentre i prezzi delle materie prime (in USD) salgono

L'USD Index, che misura il valore della moneta americana contro un paniere di monete mondiali, ha rotto ieri il supporto psicologico a 90 punti ed é caduto a 88.73 - significa che nelle ultime 24 ore l'USD ha perso circa il -1.4% ed é caduto su un minimo pluriennale (da fine 2014). Il prossimo supporto é solo a 85 punti. Questo significa che gli investitori hanno fiducia nelle imprese americane (borsa) ma non nello Stato che si sta indebitando (moneta) - Trump sta comperando crescita economica a debito del futuro.
Il terremoto sul mercato delle divise ha provocato delle scosse di assestamento sugli altri mercati finanziari. Le borse europee sono cadute (Eurostoxx50 -0.79% a 3643 punti) proprio quando sembravano voler abbandonare il canale orizzontale valido da novembre dell'anno scorso e riprendere il rialzo di medio termine. Il nuovo massimo storico del DAX (-1.07% a 13414 punti) di martedì si é rivelato una falsa rottura al rialzo. Da due giorni ripetevamo che il rialzo di corto termine delle borse europee non era convincente e ieri finalmente é arrivata la conferma. L'Eurostoxx50 non é riuscito a raggiungere i 3700 punti e superare il massimo del 1 novembre 2017 a 3708 punti. A questo punto é probabile che gli indici azionari europei debbano ridiscendere - non sappiamo se ci deve essere un semplice consolidamento o una correzione più o meno profonda. Abbiamo però definito una semplice regola per prendere una decisione. Se l'Eurostoxx50 resta sopra i 3625 fino a venerdì significa che sta svolgendo un tipico consolidamento di 3 giorni - in seguito dovrebbe esserci un'altro tentativo di salire sopra i 3700 punti. Per un'ulteriore conferma bisogna seguire l'indice delle banche SX7E (-0.26% a 141.92 punti) - questo deve restare sopra i 140 punti e confermare con un test dall'alto la validità della rottura sopra i 140 punti. L'EUR forte é evidentemente un veleno per l'industria d'esportazione europea e di riflesso per la borsa. Vedremo se oggi Mario Draghi riuscirà a stoppare il volo dell'EUR ribadendo la volontà della BCE di perseguire una politica monetaria molto espansiva. Stamattina si riunisce la BCE - le decisioni del comitato verranno comunicate alle 13.45 mentre la conferenza stampa di Mario Draghi seguirà alle 14.30. Le possibilità della BCE di influenzare i cambi sono però modeste visto che il problema é soprattutto la debolezza dell'USD.

Ieri le borse europee hanno chiuso sui minimi giornalieri con perdite abbastanza consistenti. Sui grafici appaiono delle lunghe candele rosse che segnalano la momentanea fine del rialzo. Ora vedremo se c'é semplicemente una pausa o una correzione. Molto dipende dagli Stati Uniti. Leggete i dettagli per i singoli indici azionari nei commenti serali.

La borsa americana ha aperto al rialzo e gli indici si sono involati verso nuovi record storici. Questa volta però i rialzisti sono battuti in ritirata e gli indici hanno perso i guadagni iniziali - la seduta si é chiusa in toni chiaroscuri. L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2852.97 punti - é però ricaduto fino a 2824 punti (-29 punti dal massimo) e ha chiuso praticamente invariato a 2837.54 punti (-0.06%). Le oscillazioni sul Nasdaq100 sono state ancora più violente - dopo un massimo storico a 6992 punti l'indice é caduto a 6880 punti di minimo (-112 punti) e ha chiuso a 6919 punti (-0.63%). Difficile dire se questa battuta d'arresto avrà delle conseguenze. Giovedì 16 gennaio c'era stata una seduta simile - il giorno dopo il rialzo era continuato come se nulla fosse successo. È meglio quindi aspettare e vedere cosa succede nei prossimi due giorni prima di cominciare a filosofare sulle possibilità di correzione - negli indicatori non notiamo nessun significativo cambiamento.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2915 su 3877, NH/NL a 1062 (pochi) su 263 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é lievitata a 11.47 punti (+0.37) - la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.53. Il nostro pacchetto di indicatori che usiamo per il trading ha mancato di un soffio un segnale di vendita. Considerando che l'S&P500 resta massicciamente ipercomperato a corto e medio termine un trader in cerca di avventure potrebbe ora provare uno short con stop a 2842 punti.

Donald Trump sta volando in Svizzera - domani parlerà a Davos al WEF. Vedremo se riuscirà a convincere i partecipanti che "America first" non significa protezionismo. Le prossime ore potrebbero essere cruciali per l'USD.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei ha perso il -1.11% - Shanghai al momento scende del -0.3%. Il future sull'S&P500 é a 2840 punti (-1 punto). Le borse europee apriranno praticamente invariate - L'Eurostoxx50 vale ora 3646 punti (+3 punti). Stamattina ci aspettiamo un lieve rimbalzo - poi i mercati si fermeranno in attesa della BCE.

Commento del 24 gennaio

Nuovi record in Europa ed America - non sappiamo quando questo rialzo si fermerà

Ieri gli indici azionari europei ed americani sono ancora saliti e hanno raggiunti nuovi massimi, storici (DAX, S&P500, Nasdaq) o di periodo (Eurostoxx50, FTSE MIB). Ci sembra ormai inutile fare grandi discussioni riguardanti la qualità del rialzo visto che partecipazione, momentum o sentiment non influenzano la direzione del movimento. Ci sono giornate dove gli indici chiudono sui livelli d'apertura e al centro del range giornaliero (come ieri in Europa) o sedute dove i guadagni sono modesti (come ieri per l'S&P500 / +0.22% a 2839.13 punti) ma questo nella sostanza importa poco. Malgrado gli eccessi e indicatori in posizioni insostenibili le borse continuano a salire e in mancanza di punti di riferimento e di regole funzionanti non siamo in grado di prevedere quando questo rialzo si fermerà. Anche gli esperti più famosi sono ormai perplessi e presentano opinioni diametralmente opposte. Ieri a Davos Ray Dalio, il famoso gestore del più grande fondo hedge al mondo, Bridgewater, ha affermato che la fase finale del rialzo é appena iniziata e che gli investitori non devono tenere cash ma essere completamente investiti. Il premio Nobel Shiller ha invece affermato che una importante correzione potrebbe concretizzarsi in qualsiasi momento e senza ragione apparente.
Si può discutere su previsioni economiche, valutazioni fondamentali e decisioni politiche - é però indiscutibile che le borse sono in generale care e che liquidità ed entusiasmo sono le forze trainanti di questo rally - la storia ci insegna che entrambi possono sparire in pochi giorni.

Ieri le borse europee hanno aperto molto bene, sono salite ancora qualche punto e poi si sono fermate e hanno fatto marcia indietro. La sera hanno chiuso con moderati guadagni e sui livelli d'apertura. Sul taccuino rimangono i nuovi massimi storici del DAX (+0.72% a 13560 punti / massimo a 13596 punti) e il nuovo massimo annuale dell'Eurostoxx50 (+0.19% a 2672 punti, massimo a 3687 punti) e del FTSE MIB (-0.22% a 23836 punti, massimo a 24050 punti). Il settore delle banche ha ritracciato (-0.26% a 141.92 punti) dopo la rottura al rialzo di lunedì - un consolidamento di alcuni giorni sopra i 140 punti é una normale procedura prima della continuazione del rialzo.
Non possiamo ancora dichiarare con convinzione che la tendenza di fondo della borse europee é tornata al rialzo - l'Eurostoxx50 non ha ancora superato il massimo del 1. novembre 2017 a 3708 punti e il DAX si é fermato sul precedente massimo a 13525 punti senza effettuare una chiara rottura ed accelerazione. I dati tecnici stanno però migliorando e i grafici sono costruttivi. C'é solo da domandarsi cosa succederà quando il rally in America si ferma o quando ci si renderà conto che la forza dell'EUR (EUR/USD a 1.2335) é veleno per l'economia d'esportazione europea.

In America i rialzisti hanno ancora il pieno controllo della situazione - ogni minimo ritracciamento viene comperato. Il Dow Jones Industrial (-0.01%) ieri ha fatto una pausa ma ci ha pensato il settore tecnologico (Nasdaq100 +0.83% a 6963 punti) ha trascinare il rialzo e provocare nuovi massimi storici. 
L'S&P500 si é mosso poco (2830-2842 punti) ma ha trascorso quasi tutta la giornata in positivo, ha toccato un nuovo massimo storico a 2842.24 punti e ha chiuso a 2839.13 punti (+0.22%) con un guadagno di 6 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4125 su 2589, NH/NL a 1026 su 243 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ferma a 11.10 punti (+0.07) mentre la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.52. Sul grafico del Nasdaq100 si vede una chiara esponenziale accelerazione al rialzo - il ritmo di salita é chiaramente insostenibile - l'indice potrebbe però solo fermarsi e consolidare - non deve necessariamente correggere. Il nostro pacchetto di indicatori che usiamo per il trading é vicinissimo ad un segnale di vendita - ci vuole però almeno una seduta negativa per ridurre il momentum. Se l'S&P500 continua a salire il sistema resta long.

Il cambio EUR/USD stamattina é salito fino a 1.2335 - l'USD é debole e questo é un aspetto che non viene discusso. La borsa crede nell'economia americana - il mercato delle divise no - é chiaramente intimorito dal deficit della bilancia commerciale e dall'esplosione del debito pubblico. La riforma fiscale é positiva per le imprese ma scava un'altro buco nelle finanze statali. Trump sta finanziando la crescita economica con i debiti. Christine Lagarde, presidente del FMI, ha ammonito che nei periodi di crescita economica bisognerebbe rimettere ordine nelle finanze statali e accumulare riserve per poter affrontare la prossima inevitabile crisi. L'America e molti Paesi europei stanno facendo esattamente il contrario.

Stamattina la musica non cambia. Quando abbiamo cominciato a scrivere questo commento il future sull'S&P500 era a 2838 punti (-1 punto) - ora é a 2842 unti (+3 punti) e le borse europee apriranno praticamente invariate (Eurostoxx50 a 3670 punti). Le borse asiatiche sono miste (Nikkei -0.81%, Shanghai +0.40%).
Da 100 sedute l'S&P500 non ha una seduta con una perdita superiore all'1% - da 96 sedute l'S&P500 non ha una seduta con una perdita superiore al 0.6%. Quando al casinò per 100 volte di seguito viene il rosso e mai il nero si può cominciare a pensare che la roulette é truccata o difettosa...

Commento del 23 gennaio

La farsa del shutdown é già terminata - la borsa americana festeggia con nuovi record storici - rialzo inarrestabile

Anche ieri le borse sono salite. In Europa i guadagni sono stati modesti. Gli indici azionari hanno chiuso la sera poco sopra i livelli d'apertura (Eurostoxx50 +0.44% a 3665 punti). In America invece gli investitori hanno festeggiato l'accordo tra i politici sul budget dello Stato e la veloce fine del shotdown dell'amministrazione pubblica. L'S&P500 (+0.81% a 2832.97 punti) ha guadagnato altri 22 punti e ha terminato la giornata sul massimo e con un nuovo record storico a 2833.03 punti. La spinta di rialzo é talmente forte che la borsa americana continua a salire malgrado l'evidente situazione di ipercomperato ed eccesso di rialzo che supera qualsiasi precedente esempio nella storia della borsa. Non avendo parametri di riferimento possiamo solo seguire attoniti la salita degli indici azionari americani in attesa che cambi qualcosa. Neanche l'incremento dei tassi d'interesse sembra impensierire gli investitori - ieri il reddito del prestito decennale dell'US Treasury si é fissato al 2.64%.

L'Eurostoxx50 (+0.44% a 3665 punti) ha avuto una seduta positiva e si avvicina lentamente al massimo di novembre dell'anno scorso a 3700 punti. Solo il superamento di questa resistenza farebbe passare formalmente la tendenza di medio termine al rialzo. Come ripetiamo da giorni i segnali mandati dagli indicatori sono positivi e i grafici sono costruttivi. Ieri si é aggiunto un altro fattore che attendavamo da tempo. L'indice delle banche SX7E (+1.54% a 142.29 punti), dopo numerosi tentativi, ha superato di slancio e in maniera convincente la resistenza a 140+ punti. Il rialzo del settore bancario può dare un contributo alle borse europee e toglie uno dei freni più importanti che obbligavano da mesi i listini europei ad oscillare in laterale.
Il DAX (+0.22% a 13463 punti) si é comportato in maniera simile. Ha guadagnato 29 punti al termine di una seduta opaca - si avvicina però inesorabilmente al massimo storico a 13525 punti.
Il FTSE MIB ha ancora guadagnato 140 punti ed é ormai vicino all'obiettivo a 24000 punti. La spinta di rialzo é talmente forte che l'obiettivo verrà raggiunto malgrado l'evidente situazione di ipercomperato (RSI a 76.89 punti) e di eccesso (ca. +2300 punti da inizio anno). Non sappiamo quando si esaurirà questa spinta di rialzo - per il momento non c'é ragione per vendere. Difficile dire cosa succederà in seguito visto che i normali cicli sono spariti. Saremo in grado di dirlo unicamente quando vedremo la formazione di un massimo intermedio.

In America gli indici sono saliti mano a mano che dal fronte politico arrivavano segnali distensivi - già nel pomeriggio si era delinaato un accordo sul budget e circolava la voce che il shutdown sarebbe durato ancora poco.
L'S&P500 ha aperto sui 2808 punti ed é salito ad ondate con pause a 2818 e 2826 punti. Sul finale é salito su un nuovo massimo storico
a 2833.03 punti e ha chiuso a 2832.97 punti (+0.81%). Il settore tecnologico (Nasdaq100 +1.05% a 6906 punti) ha nuovamente trascinato il listino. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4365 su 2413, NH/NL a 977 su 226 e volume relativo a 1.0. L'espansione dei nuovi massimi e subottimale e i volumi non accompagnano i nuovi record - queste debolezze a livello di partecipazione non bastano però a far deragliare il rialzo che sembra inarrestabile. La volatilità VIX é scesa a 11.03 punti (-0.24) - la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.56.
Teniamo in considerazione la tesi di un'accelerazione esaustiva presentata nel commento del 6-7 gennaio.

Stamattina sullo schermo domina ancora il verde. Il Nikkei ha guadagnato il +1.3% - Shanghai sale nella stessa maniera. Il future sull'S&P500 é a 2839 punti (+4 punti). Le borse europee devono scontare gli ultimi progressi dele borse americana e asiatiche - l'Eurostoxx50 vale ora 3683 punti (+18 punti) - gli indici apriranno con guadagni intorno al +0.5%. Sembra che anche oggi l'unica domanda da porsi é quanto ampi saranno i guadagni a fine giornata.

Aggiornamento del 22 gennaio

Il Government Shutdown non impressiona gli investitori - borse praticamente invariate

I politici in America non riescono a trovare un accordo sul budget dello Stato. Le attività amministrative subiscono un blocco a causa della mancanza di finanziamento. Questa procedura inizia con la chiusura di attività non assolutamente necessarie come musei, parchi o monumenti. Solo se il blocco continua la chiusura si estende in altri rami dell'amministrazione. Le borse a giusta ragione non sembrano farsi impressionare dal problema che si é presentato già 18 volte nel passato. Normalmente una soluzione viene trovata in pochi giorni e i dipendenti pubblici lasciati a casa ricevono retroatttivamente il loro salario. Il future sull'S&P500 stamattina perde 3 punti a 2808 punti - gli investitori sono cauti ma non reagiscono con un'ondata di vendite. Vedremo come si evolve la situazione nel corso della settimana. Venerdì il presidente Trump dovrebbe venire a Davos in Svizzera come ospite del WEF - se dovesse annullare la sua visita a causa dei conflitti politici a Washington non sentiremo la sua mancanza...
Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei é fermo (-0.02%) mentre Shanghai sta salendo del +0.4%. L'Eurostoxx50 vale ora 3659 punti (+10 punti) - le borse europee devono ancora onorare il nuovo record dell'S&P500 di venerdì scorso e apriranno con guadagni del +0.2% / +0.3%. Il cambio EUR/USD é praticamente invariato a 1.2230.
La settimana inizia in maniera poco spettacolare e all'insegna della stabilità.

Commento del 20-21 gennaio

Potremmo copiare il commento di settimana scorsa...

Da 395 giorni l'S&P500 (+0.44% a 2810.30 punti) sale senza una correzione di almeno un -5% - questo é un altro record storico che si aggiunge ai numerosi eccessi che caratterizzano questo lungo ed esteso bull market. Venerdì la RSI settimanale ha toccato i 88.39 punti - un livello mai visto da quando esiste l'indice S&P500. Ovviamente qualsiasi record é fatto per essere migliorato - trend e momentum favoriscono una continuazione del rialzo della borsa americana. Presto o tardi però un limite invalicabile varrà raggiunto - adesso anche i più ottimisti cominciano ad essere a disagio nel dover giustificare le valutazioni fondamentali raggiunte dalla borsa americana.
Repubblicani e democratici venerdì non hanno raggiunto un accordo sul budget dello Stato - da lunedì parte di conseguenza il shut down - parti dell'amministrazione pubblica smettono di operare non avendo i fondi a disposizione. In teoria questo dovrebbe avere un impatto negativo sulla borsa e dovrebbe essere il catalizzatore per una correzione. Vedremo però se in effetti gli investitori decideranno di vendere azioni - il debito pubblico americano ha superato da mesi i 20'000 Mia di USD e nessuno sembra preoccuparsi. Molti Stati nel mondo risolvono i problemi accumulando debiti da accollare alle generazioni future e vista la disponibilità delle Banche Centrali a finanziare questa pazzia il sistema finanziario sembra funzionare senza intoppi - fino alla prossima inevitabile crisi di fiducia.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.01% a 3649 punti              
DAX                         +1.43% a 13434 punti
SMI                          -0.39% a 9509 punti
FTSE MIB                  +1.36% a 23749 punti
S&P500                    +0.86% a 2810.30 punti
Nasdaq100               +1.12% a 6834 punti

L'analisi tecnica ha poco di nuovo da segnalare rispetto a settimana scorsa - l'S&P500 e gli indici azionari americani in generale non hanno corretto ma hanno continuato la loro scalata verso nuove vette. Come avevamo anticipato, visto che il cambio EUR/USD (1.2223) sta consolidando intorno agli 1.22, le borse europee hanno ripreso a muoversi insieme a quella americana ritrovando l'abituale correlazione. DAX (+1.15% a 13434 punti) e Eurostoxx50 (+0.78% a 3649 punti) hanno rafforzato la loro posizione e sembrano poter uscire al rialzo dal canale valido da novembre-dicembre dell'anno scorso. Abbiamo mano a mano segnalato questo miglioramente nei commenti nel corso della settimana. Non si é però ancora verificata una definitiva rottura al rialzo - formalmente la tendenza di medio termine é ancora neutra. Il nostro indice di riferimento, quello dele banche europee (SX7E +0.35% a 140.13 punti) non ha ancora superato la resistenza a 140+ punti. Vi ricordiamo che a livello di fondamentali fà più senso investire in Europa, dove le valutazioni sono ancora ragionevoli, piuttosto che in America.
Il FTSE MIB (+0.50% a 23749 punti) ha proseguito il rialzo di corto termine e sta cercando di raggiungere i 24000 del 2015. Pensavamo che la gamba di rialzo partita ad inizio anno dovesse esaurirsi intorno ai 23500 punti ma abbiamo sottovalutato l'euforia che ha trascinato i listini americani e di riflesso quelli europei.
In generale i grafici degli indici azionari europei sono costruttivi e dopo un lungo consolidamento sembra riprendere il rialzo. Ci vuole però una chiara rottura delle resistenze (13500 punti di DAX, 3700 punti di Eurostoxx50) per dare via libera.

Nel frattempo la probabilità che in America ci sia una correzione continua ad aumentare. D'altra parte la tendenza di fondo resta saldamente al rialzo (71.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 75.23) e di conseguenza, se ci fosse l'uspicata e prevista correzione dell'S&P500 fino ai 2700 punti, si dovrebbe presentare una occasione d'acquisto a medio termine.
Venerdì l'S&P500 (+0.44% a 2810.30 punti) ha guadagnato altri 12 punti e ha chiuso a ridosso del nuovo massimo storico (2810.33 punti) e massimo giornaliero. Questa forte chiusura, come già scritto una settimana fà, normalmente implica una continuazione verso l'alto. Di conseguenza la probabilità che settimana prossima l'S&P500 tocchi un nuovo record é di circa l'80%.
Venerdì Wall Street ha aperto al rialzo grazie al buon comportamento delle borse europee. Fino alle 20.00 l'S&P500 é oscillato in pochi punti (minimo a 2798 punti). Poi sul finale i rialzisti hanno ancora comperato e l'S&P500 é salito fino ai 2810 punti. Il Nasdaq100 (+0.34% a 6834 punti) si é comporato in maniera simile con un nuovo record storico. DJI e DJT hanno guadagnato terreno ma sono rimasti sotto i massimi di mercoledì. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4907 su 1829, NH/NL a 828 (pochi!) su 299 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é scesa a 11.27 punti, la CBOE Equity put/call ratio era ancora bassa a 0.56. Rispetto a settimana scorsa non c'é nulla di nuovo tranne che l'eccesso di rialzo é ancora più pronunciato. Il nostro sistema di trading non ha ancora fornito un segnale di vendita malgrado che presi singolarmente i tre pacchetti di indicatori (partecipazione, momentum, sentiment) sono su sell. Il momentum rimane troppo forte...

Ora non possiamo che aspettare lunedì e vedere se il shut down dell'Amministrazione americana può essere quell'evento atteso e necessario per provocare una correzione dei mercati azionari.

Commento del 19 gennaio

L'attenzione si sta spostando dall'America all'Europa...

Ieri le borse europee hanno guadagnato terreno. In linea di massima i guadagni sembrano solo una conseguenza del rally a New York. Dopo il rialzo di mercoledì sera in America ieri mattina le borse europee hanno aperto in positivo e sono riuscite a difendere i guadagni fino a sera. Non hanno fatto ulteriori sostanziali progressi ma almeno non si sono sgonfiate come succedeva di solito nelle precedenti sedute. Come abbiamo spiegato nei commenti serali i grafici sono costruttivi malgrado che per Eurostoxx50 (+0.23% a 3621 punti) e DAX (+0.74% a 13281 punti) la tendenza a medio termine rimane neutra. Gli indici però si stanno muovendo verso il livello superiore del canale orizzontale valido da circa due mesi e di conseguenza, almeno per adesso, una rottura al rialzo é più probabile che una al ribasso. Fondamentalmente uno sviluppo del genere farebbe anche senso. La borsa americana é oscenamente cara - a confronto quelle europee sono ancora relativamente a buon mercato. Abbiamo un chiaro punto di riferimento costituito dal settore bancario - fino a quando l'indice delle banche SX7E (-0.29% a 139.64 punti) resta sotto la forte resistenza a 140+ punti le borse europee sono condannate ad oscillare in laterale senza tendenza.
Il FTSE MIB (+0.49% a 23630 punti) ha avuto la migliore chiusura dell'anno. Il FTSE MIB si é però mosso nel range di martedì senza toccare un nuovo massimo annuale - di conseguenza non si può ancora parlare di continuazione del rialzo malgrado che il grafico sia costruttivo e l'indice continua a mostrare forza relativa. Se non ci fosse la borsa americana a pesare come una spada di Damocle con una possibile correzione saremmo convinti che dopo un consolidamento per assorbire l'ipercomperato il FTSE MIB potrebbe salire decisamente più in alto. I 3 massimi del 2015 sui 24000 punti (con massimo assoluto a 24157 punti) sono un logico obiettivo. 
Riassumendo le borse europee stanno tecnicamente facendo progressi malgrado che la tendenza d fondo resti in generale neutra. Il FTSE MIB é in un rialzo di corto termine - questa spinta doveva esaurirsi sui 23500 punti - questo significa che la borsa italiana ora deve fermarsi a consolidare. La borsa americana ieri si é fermata con volumi sopra la media - gli indici sembrano in stallo - uno stallo con velocità in calo sfocia normalmente in una caduta - é possibile che la borsa americana corregga senza trascinare verso il basso l'Europa - sarebbe logico che gli investitori diminuissero il peso degli impegni in America in favore dell'Europa. Vedremo - per ora questa rotazione é solamente accennata e non confermata.

Ieri l'S&P500 (-0.16% a 2798.03 punti) ha marciato sul posto. Il rally di mercoledì non ha avuto una continuazione e malgrado che mancasse unicamente un passo, l'indice non ha toccato un nuovo record storico. Dopo solo una giornata di pausa é impossibile giudicare se l'indice sta consolidando o distribuendo. L'S&P500 si é mosso in soli 13 punti e ha chiuso sul livello d'apertura e al centro del range giornaliero. Per l'analisi tecnica si tratta di una seduta neutra senza una particolare orientazione per oggi.
Quasi tutti gli indici erano leggermente in negativo - solo il Nasdaq100 (+0.02% a 6811 punti) ha chiuso in verde.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2114 su 4617, NH/NL a 594 su 391 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é ancora salita a 12.22 punti (+0.31), mentre la CBOE Equity put/call ratio (0.56) é rimasta bassa e sotto la media. Sembra che gli investitori istituzionali si preparano ad un aumento della volatilità e ad una correzione dell'S&P500 mentre quelli privati restano molto ottimisti e speculativamente esposti al rialzo. Questa valutazione é però semplicistica - la VIX potrebbe salire unicamente a causa della chiusura di posizioni short sui derivati.

Stamattina c'é una novità - il future sull'S&P500 (2794 punti, -2 punti) é in calo. Le borse asiatiche sono in leggero rialzo (Nikkei +0.22%, Shanghai +0.4%). L'Eurostoxx50 vale ora 2616 punti (-5 punti) - le borse europee apriranno con una perdita di circa il -0.2%. Non vediamo ragioni per movimenti significativi (anche i tassi d'interesse e i cambi sono stabili) e quindi pensiamo stasera di ritrovare gli indici azionari sui livelli di stamattina.

Commento del 18 gennaio

One way market ? - lo si diceva anche del Bitcoin...

Il 17 dicembre 2017 il prezzo del Bitcoin aveva superato i 20'000 USD. Ieri, esattamente un mese dopo, é caduto momentaneamente sotto i 10'000 USD. Gli esperti parlano di una "correzione". Matematicamente la correzione é del -50% - adesso ci vuole un guadagno del +100% per tornare a 20'000 USD.
Le Criptocurrency sono pura speculazione - non c'é paragone con il mercato regolato delle azioni. La psicologia é però la stessa. A dicembre erano tutti entusiasti e convinti che il mercato potesse solo salire. Ora c'é chi si lecca le ferite.
A Wall Street abbiamo una situazione simile. I dati sul sentiment sono alle stelle. Il calo di martedì (S&P500 -0.35%) é stato subito preso come occasione d'acquisto. Ieri la borsa americana é ripartita al rialzo e l'S&P500 (+0.94% a 2802.56 punti) per la prima volta nella storia, ha terminato la seduta sopra i 2800 punti. Solo per poco (massimo a 2807.04 punti) non ha toccato un nuovo record storico. La borsa americana sembra conoscere una sola direzione (one way market) mentre le borse europee marciano sul posto (Eurostoxx50 -0.25% a 3612 punti). In un mondo globalizzato e nel quale la crescita economica é ormai coordinata in tutti i Paesi, questa divergenza tra Europa ed America é difficilmente comprensibile. Sinceramente siamo perplessi - non tanto della pausa in Europa ma soprattutto del rally in America. Tutti i nostri indicatori tecnici si trovano in territorio estremo - normalmente a questo punto il mercato dovrebbe almeno fermarsi, potrebbe correggere o essere vicinissimo ad un top di lungo periodo. Invece non succede niente e ogni giorno c'é una ragione per far salire i listini. Ieri Apple (+1.65%) ha annunciato di voler reinpatriare gli utili parcheggiati all'estero (252 Mia di USD) e di voler investire negli Stati Uniti nei prossimi 5 anni 30 Mia di USD in nuovi centri di ricerca. Gli investitori, galvanizzati dalla notizia, hanno comperato tecnologia (Nasdaq100 +1.09% a 6810 punti) e quei titoli che sembrano "rimasti indietro" - l'esempio é Intel (+2.90%) che nello scorso mese era stata scossa della notizia che i suoi microprocessori avevano un problema di sicurezza. Il settore ieri (SOX +2.89%) ha accelerato al rialzo toccando un nuovo netto massimo storico.
Quando finirà questa pazzia? Non lo sappiamo ma l'esempio del Bitcoin deve servire da lezione.

Ieri in America ci aspettavamo un rimbalzo tecnico. La seduta é però andata molto meglio del previsto e non si può parlare di rimbalzo ma si deve affermare che il rialzo ha ripreso di vigore. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 2786 punti. È sceso brevemente fino a 2778 punti ma poi é salito costantemente fino ad un massimo a 2807 punti. Solo sul finale prese di beneficio hanno fatto ridiscendere l'indice a 2802.56 punti (+0.94%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4648 su 2121, NH/NL a 657 su 330 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é stranamente salita a 11.91 punti (+0.25) - la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.48. Ci sembra inutile discutere questi dati (ROC e MFI sono altissimi e a livelli insostenibili) visto che non rileviamo un'influenza sul trend - la debole partecipazione (NH) non sembra rallentare il rialzo.

Sulle borse europee c'é poco da dire. Da mesi gli indici oscillano in laterale senza tendenza e anche ieri non é successo nulla. L'EUrostoxx50 (-0.25% a 3612 punti) sta ritornando sui 3600 punti - il DAX (-0.47% a 13184 punti) rimane attaccato alla MM a 50 giorni ormai piatta. L'indice delle banche SX7E (-0.55% a 139.23 punti) é sttao come previsto respinto dalla resistenza sui 140 punti. L'SMI svizzero (-0.25% a 9440 punti) continua a correggere a causa della debolezza del settore farmaceutico.
Il cambio EUR/USD ha fermato la sua corsa sugli 1.23 e ora consolida intorno agli 1.22.

Stamattina ci ritroviamo con l'abituale situazione di partenza. Le borse asiatiche sono miste (Nikkei -0.48%, Shanghai +0.9%) - il future sull'S&P500 invece guadagna i soliti 2 punti (2896 punti) e non cede di un millimetro. Le borse europee apriranno in guadagno (Eurostoxx50 a 3624 punti, +12 punti) grazie al rally di ieri sera a New York. Probabilmente però non andranno lontano.

Commento del 17 gennaio

Minireversal a Wall Street dopo nuovi massimi storici - potrebbe essere l'inizio di una correzione minore o un top

Ieri le borse, sia in Europa che in America, sono nuovamente ripartite al rialzo. Questa volta però gli indici non sono riusciti a difendere i guadagni iniziali e non hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri. Le borse europee hanno raggiunto il massimo giornaliero verso le 11.30, sono sceso nel primo pomeriggio e sono cadute in serata quando il vento a Wall Street é girato. La borsa americana ha aperto festeggiando nuovi massimi storici su quasi tutti i maggiori indici. L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2807.54 punti. Poi però sono arrivate le vendite e questa volta i ribassisti sono riusciti ad imporsi e hanno provocato un minireversal. L'S&P500 ha perso quasi 40 punti dal massimo ed ha infine chiuso a 2776.42 punti (-0.35%) con volumi di titoli trattati in forte aumento (volume relativo a 1.3). Il reversal é avvenuto senza notizie particolare ad influenzare lo sviluppo del mercato - di conseguenza é significativo - a corto termine la borsa americana ha toccato un massimo rilevante. Era ovvio che presto o tardi ci sarebbe stata una seduta negativa - la borsa non poteva continuare a salire all'infinito. Si tratta ora di capire se questa seduta negativa avrà conseguenze o se il mercato deve solo riassorbire l'ipercomperato prima di ripartire al rialzo. Per inciso la RSI giornaliera dell'S&P500 é scesa a 77.63 punti, quella settimanale a 84.81 punti - il calo é sensibile ma il mercato resta decisamente ipercomperato. Il cambiamento d'umore ieri sul mercato é stato netto - la seduta ha avuto una sviluppo completamente diverso da tutte le sedute precedenti durante il 2018. Di conseguenza pensiamo che non sia solo un incidente di percorso ma qualcosa di più importante. I nostri indicatori non danno nessun segnale di vendita. Di conseguenza pensiamo che lo scenario più probabile é quello di una correzione minore fino a circa 2700 punti di S&P500. Questo calo, che dovrebbe concretizzarsi nella prossima decina di sedute, dovrebbe lasciare la tendenza di fondo al rialzo e costituire a medio termine un'occasione d'acquisto.
Esiste la possibilità che l'S&P500 abbia raggiunto un top a 2807 punti. È un'ipotesi da esaminare con attenzione nei prossimi giorni ma per il momento, dopo solo una seduta moderatamente negativa, non ha ancora il minimo elemento tecnico a supporto e conferma.

Facciamo un passo indietro e torniamo in Europa.  

Ieri mattina le borse europee hanno tentato di imitare l'America. Hanno aperto in positivo e hanno continuato a salire fin verso le 11.30 raggiungendo guadagni superiori all'1%. Poi però il rialzo si é esaurito e gli indici sono nuovamente scivolati verso il basso. L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 3639 punti - il valore più alto degli ultimi 60 giorni. Fino nel primo pomeriggio gli indici hanno difeso consistenti plusvalenze. In serata però, quando si é realizzato il reversal in America, le borse europee sono decisamente scese e in chiusura hanno salvato solo dei guadagni di pochi punti che spariranno definitivamente stamattina all'apertura dei mercati. L'Eurostox50 ha chiuso a 3622 punti (+0.28%), il DAX a 13246 punti (+0.35%). La situazione tecnica non cambia - il trend delle borse europee resta neutro e gli indici restano bloccati nel canale orizzontale che si é formato tra novembre e dicembre dell'anno scorso. Il FTSE MIB ha toccato un massimo annuale a 23697 punti e poi é caduto a 23495 punti (-0.21%) - l'indice ha chiuso sul minimo giornaliero e ha completato un minireversal che ha terminato il rialzo di corto termine. Noi avevamo previsto un massimo intermedio intorno ai 23500 punti. Ora inizia una correzione. Anche l'SMI svizzero sta correggendo (-0.77% a 9464 punti). Spesso la borsa svizzera é alcuni giorni davanti ai colleghi europei - il massimo annuale é stato toccato 5 sedute fà.
Un'ultimo appunto riguarda il settore bancario - avevamo previsto che la forte resistenza a 140 punti avrebbe bloccato il rialzo. Ieri l'indice SX7E é sceso del -0.29% a ... 140 punti.

L'S&P500 ha aperto ieri in forte gap up a 2800 punti. Sulla slancio é ancora salito e ha toccato un nuovo record storico a 2807.54 punti. Anche gli altri maggiori indici (DJ Industrial, DJ Transport, Nasdaq, Nasdaq100, Russell2000) hanno raggiunto nuovi records storici. Poi però sono arrivate le vendite. L'S&P500 é sceso per gran parte della giornata fino ad un minimo a 2768 punti - é rimbalzato a 2780 punti ed é poi ridisceso in chiusura a 2776.42 punti (-0.35%). Il Nasdaq100 (-0.31% a 6737 punti) si é comportato in maniera simile. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2228 su 4591 e NH/NL a 1450 su 354. La volatilità VIX é salito a 11.66 punti (+1.50). La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.49 ! Gli speculatori sono ancora convinti rialzisti.
Pensiamo che é iniziata una correzione minore - questa potrà terminare unicamente quando l'estremo ottimismo sarà sparito e l'ipercomperato verrà riassorbito. Nell'immediato (oggi - forse solo nella prima ora di contrattazioni) dovrebbe esserci un breve rimbalzo tecnico. In seguito la correzione dovrebbe continuare. Non ci aspettiamo crolli - dovrebbe piuttosto esserci un lento scivolare verso il basso - la VIX deve salire sui 16 punti e la CBOE Equity put call ratio deve mostrare valori sugli 0.7-0.8 per alcuni giorni. Prima sarà molto difficile ed improbabile che il rialzo possa riprendere.

Stamattina le borse asiatiche non si fanno impressionare dal calo a Wall Street. Il Nikkei perde il -0.43% mantre Shanghai sta guadagnando il +0.2. Il future sull'S&P500 é a 2783 punti (+1 punto) - rispetto alla chiusura dell'indice é salito però di 7 punti. Malgrado questo formale rimbalzo le borse europee apriranno in calo. L'Eurostoxx50 vale ora 3608 punti (-0.4%). Stamattina ci aspettiamo un tentativo di rimbalzo - stasera però le borse europee dovrebbero chiudere sui livelli d'apertura o più in basso.

Commento del 16 gennaio

Giornata insignificante - il future sull'S&P500 (2797 punti / +9 punti) continua a salire...

Ieri la borsa americana era chiusa in occasione del Martin Luther King Day. In Europa non é successo niente. Gli indici azionari europei hanno aperto invariati, hanno perso qualche punto quando il cambio EUR/USD ha continuato a salire insieme al future sull'S&P500, e poi si sono fermate. Dopo la prma mezz'ora di contrattazioni i giochi erano fatti. Alla sera le borse europee hanno chiuso senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 ha marciato sul posto (-0.02% a 3611 punti) - come settimana scorsa il DAX ha sotto performato (-0.34% a 13200 punti) mentre la borsa italiana é riuscita a guadagnare ancora qualche punto (FTSE MIB +0.49% a 23543 punti). L'analisi tecnica non segnala nulla di nuovo. I maggiori indici sono fermi in un canale orizzontale ormai valido da più di 60 giorni mentre il FTSE MIB, grazie a auto (Fiat +2.14%) e energia (ENI, Enel) é ancora in un rialzo di corto termine. Avevamo previsto che la spinta doveva esaurirsi sui 23500 punti e malgrado lo sforamento di ieri manteniamo questa opinione.
Ieri a Wall Street non si é trattato - il future sull'S&P500 ha però continuato a lievitare - ieri si é mosso intorno ai 2794 punti, stamattina é già salito a 2798 punti (+9 punti). Sembra quindi che oggi l'S&P500 voglia aprire con un altro gap up e su un nuovo massimo storico - incredibile! Se l'S&P500 chiude stasera a 2800 punti raggiungerà il più alto valore di RSI della storia.

Non riusciamo a immaginarci l'uscita da questa situazione di stallo - le borse europee sono ferme - l'S&P500 sale tutti i giorni e l'USD continua a perdere di valore. Questa strana correlazione e movimento non possono durare all'infinito. Vedremo chi cederà per primo. Ieri il cambio EUR/USD é salito a 1.2296 di massimo - secondo noi questa spinta di rialzo doveva terminare sugli 1.23 e sfociare in un consolidamento - ora il cambio é a 1.2270. Se il cambio si stabilizza le borse europee partiranno a caccia dell'S&P500? Possibile - stamattina l'Eurostoxx50 vale 2620 punti - questo significa che le borse europee, che da un punto di vista fondamentale sono decisamente meno care che l'America, stamattina apriranno con guadagni intorno al +0.2%. Ieri l'indice delle banche SX7E (+0.06% a 140.41 punti) si é fermato sull'importante resistenza a 140 punti - pensiamo che bisogna guardare da vicino questa indice per capire se le borse europee possono riprendere il rialzo.
Una cosa é sicura - per ora non appare nessun segnale di vendita e non vediamo rischio di ribasso.

Stamattina in Asia prevale il verde - Il Nikkei ha guadagnato il +0.99% - Shanghai sta salendo del +0.8%. L'agenda economica non offre appuntamenti di particolare interesse. Vedremo se nel pomeriggio la borsa americana confermerà i progressi del future o se finalmente riapparirà ina certa cautela di fronte agli evidenti eccessi fondamentali e tecnici.

Aggiornamento del 15 gennaio

Martin Luther King Day - la debolezza dell'USD provoca movimenti di assestamento

Oggi i mercati finanziari americani restano chiusi in occasione del Martin Luther King Day. Questa festa negli Stati Unti avrà ripercussioni in Europa. Dopo l'apertura le borse andranno in letargo e in mancanza di impulsi da oltre Oceano probabilmente si fermeranno e oscilleranno con modesti volumi. Il cambio EUR/USD é salito stamattina sullo slancio fino a 1.2240 - ora é tornato a 1.2210. La debolezza dell'USD provoca un rialzo dei prezzi delle materie prime - i due effetti si compensano - non bisogna per esempio farsi impressionare dell'impennata del prezzo dell'oro a 1342 USD/oncia - il prezzo in EUR rimane stabile sui 1100 EUR/oncia. Il calo dell'USD aiuta la borsa americana - il future sull'S&P500 sale stamattina a 2792 punti (+3 punti). Invece le borse europee non si muovono - l'Eurostoxx50 aprirà stamattina praticamente invariato a 3612 punti - i listini europei non reagiscono né al nuovo record di venerdì di S&P500 e colleghi né ai guadagni del future stamattina - il tutto viene assorbito dal cambio.
Seguendo lo sviluppo dei cambi probabilmente si potrà capire quando finirà questa gamba di rialzo a Wall Street e potrà esserci una correzione. Per ora non appare nulla di nuovo.
Per la cronaca stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse - il Nikkei ha guadagnato il +0.26% - Shanghai sta perdendo il -0.5%.

Commento del 13-14 gennaio

La borsa americana mostra i più alti valori di RSI dal 1928 - collasso dell'USD

Prima di passare all'analisi tecnica facciamo una considerazione fondamentale. Non avremmo mai immaginato che l'S&P500 americano potesse salire a 2787 punti. L'indice é decisamente sopravvalutato - ultimamente usiamo l'espressione "oscenamente caro". In effetti  il Shiller Price Earnig Ratio é al momento a 33.90 - questo é il 101.8% sopra la media di lungo periodo di 16.8. Secondo questo metodo di valutazione per i prossimi dieci anni la performance media annuale dell'indice dovrebbe essere del -3.5%. Questo non significa che l'S&P500 non può salire più in alto. Nel 1999-2000 questo P/E era salito per mesi sopra i 40 con un massimo a 44.2.
Usando il grafico sottostante guardiamo questa sopravvalutazione fondamentale sotto un'altra prospettiva.


Aggiustato per l'inflazione l'S&P500 sul lungo termine sale annualmente del +1.82%. Questo incremento costituisce una tendenza di lungo termine (linea rossa) intorno alla quale l'S&P500 oscilla secondo i cicli economici e lo sviluppo dei tassi d'interesse. Al momento l'indice é il 121% sopra questa media (il valore sul grafico di 117% é quello di fine 2017 - bisogna aggiungere la performance del +4.2% da inizio anno). Usando massimi e minimi é possibile disegnare un canale (linee nere punteggiate) che limita il movimento. Solo nel 2000 l'S&P500 ha superato il livello attuale di sopravvalutazione - questo conferma che storicamente il mercato azionario americano é molto caro - se si comporta come durante la bolla speculativa di Internet del 1999-2000 può ancora guadagnare un +10/+15%. Bisogna anche rendersi conto che in seguito ci sarà inevitabilmente un bear market di indicativamente un -50%.
Purtroppo psicologicamente nell'analisi tecnica ci lasciamo influenzare da questa indiscutibile analisi fondamentale. Malgrado che da mesi la tendenza di fondo del mercato azionario americano é al rialzo noi fatichiamo ad essere long e temiamo continuamente una correzione e un crollo. Gli indicatori ci dicono che il rialzo deve continuare. Venerdì l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2787.85 punti e ha chiuso a 2786.24 punti (+0.67%). Sulla base del momentum molto forte c'é una probabilità del 76% che settimana prossima l'S&P500 raggiunga un nuovo record - secondo le regole di Fibonacci il prossimo obiettivo é a 2811 punti.
D'altra parte secondo la RSI giornaliera (83.42 punti), settimanale (87.39 punti) e mensile, l'S&P500 é 100 anni che non é così ipercomperato. Solo una volta nella storia la RSI giornaliera é stata più alta. Questo ci da una probabilità di circa l'80% che la seduta di martedì prossimo sarà negativa e che la performance di settimana prossima sarà negativa. A questo punto fare una previsione diventa un rompicapo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.10% a 3612 punti              
DAX                         -0.56% a 13245 punti
SMI                          -0.11% a 9546 punti
FTSE MIB                  +2.93% a 23429 punti
S&P500                    +1.57% a 2786.24 punti
Nasdaq100               +1.58% a 6758 punti

Se la borsa americana continua a guadagnare terreno, quelle europee, con alcune eccezioni, non vanno da nessuna parte. L'Eurostoxx50 da inizio ottobre 2017 oscilla intorno ai 3600 punti. Ad inizio novembre era salito sui 3700 punti. Ad inizio gennaio é ridisceso sui 3500 punti - venerdì ha chiuso a 3612 punti (+0.48%) e al momento non si deliena una chiara tendenza. Gli indicatori sono misti e contradditori. Il trend a medio termine é formalmente neutro e questo vale anche per il DAX tedesco (+0.32% 13245 punti) con un canale di circa 600 punti intorno alla MM a 50 giorni (13136 punti) ormai piatta e all'interno delle Bollinger Bands ormai orizzontali.
Il FTSE MIB italiano costituisce un'eccezione alla quale siamo abituati. Spesso la borsa italiana inizia l'anno con un periodo positivo. Il rialzo dei tassi d'interesse sull'EUR ha dato una spinta al settore bancario italiano ed europeo (SX7E +0.39% a 140.42 punti) - dal minimo di inizio anno e dal supporto fornito dalla MM a 200 giorni il FTSE MIB ha sviluppato un rialzo di corto termine di circa 1800 punti. Ora però é probabile che la spinta si esaurisca e che l'indice si fermi a consolidare. L'SX7E ha forte resistenza a 140 punti con un massimo a 12 mesi a 140.92 punti a maggio del 2017. Ci sembra improbabile che l'indice abbia la forza per salire più in alto.
Le borse europee vengono fermate dalla forza dell'EUR - la debolezza dell'USD invece aiuta la borsa americana. Il cambio EUR/USD é balzato venerdì sopra la resistenza a 1.21 e ha terminato la giornata a 1.2195 (+1.35%). Nel corto termine non dovrebbe salire molto più in alto - il nostro obiettivo 2018 é a 1.26. Restiamo convinti rialzisti sul cambio EUR/USD - nell'immediato però si é esagerato e c'é bisogno una pausa di consolidamento intorno agli 1.22.
Cosa potrebbe obbligare le borse europee a prendere una determinata direzione? Sicuramente EUR, tassi d'interesse e borsa americana giocano un ruolo importante. Se le correlazioni continuano a funzionare le borse europee dovrebbero salire se il rally della borsa americana continua e l'EUR perde di valore. Le borse europee invece correggeranno se in America c'é un cedimento che per il momento non appare all'orizzonte.

In effetti venerdì a Wall Street c'é stata ancora una seduta di rialzo che é sfociata in nuovi massimi storici per la maggior parte degli indici. La spinta di rialzo resta intensa e la partecipazione é nuovamente in aumento. Sinceramente non vediamo cosa potrebbe indurre gli investitori a vendere - non si lasciano impressionare dalle alte valutazioni, dall'ipercomperato e dall'eccesso di rialzo. Mai abbiamo visto una tale costante speculazione al rialzo - raramente la CBOE Equity put/call ratio rimane così bassa (0.50, MM a 10 giorni a 0.56, MM a 20 giorni a 0.56)  per così tanto tempo. La tendenza di fondo del mercato azionario americano resta saldamente rialzista con il 73.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 74.77. Lo scenario più negativo a corto termine che possiamo immaginarci é una correzione fino ai 2700 punti di S&P500. Teoricamente però questa non dovrebbe fare danni al trend di medio termine e dovrebbe costituire un'opportunità d'acquisto.
Sulla giornata di venerdì non abbiamo nulla di particolare da annotare. La seduta é stata nuovamente controllata e dominata dai rialzisti. L'S&P500 ha aperto in gap up a 2769 punti. Per le 17.00 era già salito a 2784 punti - poi é oscillato in laterale per ore e solo sul finale si é impennato fino ai 2787.85 punti (nuovo record storico) e ha chiuso poco sotto a 2786.24 punti (+0.67%). Anche la tecnologia ha fatto la sua parte (Nasdaq100 +0.75% a 6758 punti) malgrado il cedimento di Facebook (-4.47%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4274 su 2478, NH/NL a 1386 su 262 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é lievitata a 10.16 punti (+0.28). 
Nulla sembra poter fermare la corsa di Wall Street - neanche l'aumento dei tassi d'interesse (il reddito del USTBonds decennale é salito a 2.55%) o le sbandate di Donald Trump che ha definito alcuni Paesi del Centro America (El Salvador, Haiti) e dell'Africa dei buchi di merda (shitholes).

Commento del 12 gennaio

Borsa americana monotonamente al rialzo - borse europee generalmente neutre

Ieri fino nel primo pomeriggio le borse europee erano tranquille e praticamente invariate. Poi é stato pubblicato il protocollo dell'ultima seduta della BCE dove si discute la fine del QE. Gli investitori hanno interpretato le dichiarazioni come una possibilità che la politica monetaria della BCE diventi meno accomodante prima del previsto e hanno immediatamente reagito. I tassi d'interesse sono saliti e le azioni delle banche hanno guadagnato terreno (SX7E +0.66% a 139.77 punti /massimo a 140.58 punti). Anche il cambio EUR/USD si é impennato tornando decisamente sopra gli 1.20 (EUR/USD a 1.2040) e questo ha avuto conseguenze negative sull'Eurostoxx50 (-0.40% a 3595 punti) che ha perso quanto ha guadagnato l'EUR con una sfasatura dovuta al settore finanziario. Insomma - ancora una volta la borsa si é mossa secondo la bacchetta della BCE e ballando secondo gli algoritmi. L'Eurostoxx50 é tornato tristemente nel range di dicembre (sotto i 3600-3614 punti) e sembra che debba restarci ancora per parecchio tempo anche perché la azioni delle banche devono ora fermarsi - l'indice SX7E ha cozzato contro la resistenza a 140 punti ed é stato respinto verso il basso. Il DAX (-0.59% a 13202 punti) é precipitato fino ai 13151 punti sotto la pressione del cambio EUR/USD. Poi ha recuperato dal minimo grazie come al solito alla borsa americana. Sul grafico però rimane una candela rossa e la perdita giornaliera mostra chiaramente l'incapacità del DAX di abbandonare il canale di novembre e dicembre dell'anno scorso. Il DAX é bloccato in un canale intorno ai 13100 punti e delimitato dalle BB (12856-13423 punti) - la tendenza a medio termine é neutra e per il momento non si profila nessuna sostenibile tendenza.
Il FTSE MIB aveva testato ad inizio anno il supporto costituito dalla MM a 200 giorni a 21613 punti - ieri ha chiuso a 23305 punti (+0.64%). Come pensavamo il FTSE MIB é ancora riuscito a muoversi in controtendenza e salire. Questo grazie soprattutto ai guadagni delle azioni bancarie. Avevamo descritto questo effetto nei giorni scorsi e previsto che il FTSE MIB poteva salire su un nuovo massimo a 12 mesi grazie alla strana spinta fornita dai tassi d'interesse in aumento e dalla conseguente buona performance delle banche. Ora però questa spinta anomala deve esaurirsi. L'SX7E é arrivato a 139.77 punti (+0.66%) e ha cozzato contro la resistenza a 140 punti (massimo a 140.58 punti). La psicologia degli investitori rischia inoltre di cambiare radicalmente  e velocemente. Finora l'aumento del costo del denaro ha avuto in maniera perversa un effetto positivo. Improvvisamente però ci si renderà contro che un EUR forte e tassi d'interesse in aumento sono veleno per l'economia e le finanze statali. Il rialzo a corto termine del FTSE MIB dovrebbe avere le ore contate. Considerando l'ampiezza della spinta da inizio anno crediamo che un massimo significativo verrà raggiunto oggi sui 23400-23500 punti. L'indice ha guadagnato 1700 punti in 8 sedute - é evidente che questo momentum é insostenibile.
Mentre le borse europee faticano a trovare una tendenza in America il tempo resta costantemente sul bello. Sembra che il martellante messaggio di Trump "Make America great again" sta convincendo gli investitori che le cose non possono che andare meglio. Malgrado valutazioni fondamentali stratosferiche gli indici azionari americani passano da un record storico al successivo senza pause o correzioni intermedie.

A Wall Street c'é stata la solita seduta di rialzo - i maggiori indici hanno toccato nuovi record storici e hanno chiuso sul massimo giornaliero con consistenti guadagni. L'S&P500 si é fermato a 2767.56 punti (+0.70%) - stamattina il future é a 2770 punti. La tecnologia ha seguito (Nasdaq100 +0.69% a 6708 punti) mentre il DJ Transportation ha fatto un salto di gioia (+2.30%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5340 su 1463, NH/NL a 1149 su 270 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ferma a 9.88 punti (+0.06) - la CBOE Equity put/call ratio é bassa a 0.50. Ipercomperato ed eccesso di rialzo non sono in grado di fermare il rally dell'S&P500 che da inizio anno é già salito del +3.51%. Non siamo in grado di fare una previsione riguardante la durata e l'estensione di questa gamba di rialzo. Possiamo solo aspettare e osservare attoniti se cambia qualcosa.

Stamattina i mercati sono fermi. Le borse asiatiche non si sono mosse di molto. Nikkei (-0.29%) e Shanghai (+0.12%) marciano praticamente sul posto. Il future sull'S&P500 é a 2771 punti (+1 punto) - significa che l'S&P500 si prepara ad un'altra seduta da record. Lunedì Wall Street é chiusa in occasione del Martin Luther King Day - In teoria prima del lungo fine settimana i traders cercheranno di limitare i rischi e dovrebbero esserci delle prese di beneficio. L'Eurostoxx50 vale ora 3606 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.3% come conseguenza della buona chiusura ieri sera in America. Nessuno osa più vendere - di conseguenza oggi gli indici azionari o si fermeranno sui livelli d'apertura o guadagneranno ancora qualche punto.
In Germania Angela Merkel fatica a trovare un accordo di governo con la SPD - nessuno sembra però preoccuparsi - con la scusa di voler evitare alla Germania un periodo di instabilità politica é sicuro che le parti troveranno una soluzione che gli permetterà di restare aggrappati al potere ancora per 4 anni.

Commento dell'11 gennaio

I tassi d'interesse salgono e le azioni delle banche seguono - le borse consolidano

Ieri le borse hanno dato segni di stanchezza e i maggiori indici azionari hanno perso qualche punto. Questa seduta negativa non segna però l'inizio di una correzione - gli indici hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri, i volumi sono rimasti nella media e alcuni settori, come quello delle banche (SX7E +2.54% a 138.86 punti) hanno guadagnato terreno. Un temporaneo rialzo dei tassi d'interesse in USD e EUR sta provocando dei movimenti d'assestamento.
L'Eurostoxx50 é tornato a 3609 punti (-0.36%) e ha toccato un minimo giornaliero a 3599 punti. In questa maniera é tornato sul massimo di dicembre e non é riuscito a continuare il rialzo in direzione del massimo di novembre - la forza del settore bancario non é bastata a trascinare l'indice verso l'alto e questa a corto termine é una cattiva notizia per i bulls. In una sana rotazione c'é sempre un settore in grado di prendere il testimone della staffetta e spingere il mercato. In questo caso invece il mercato sembra bloccarsi nel range degli ultimi due mesi del 2017 e negli indicatori non appare abbastanza forza per una continuazione del rialzo. Le prese di beneficio sono state più evidenti sul DAX tedesco (-0.78% a 13281 punti). Invece il FTSE MIB italiano (+0.66% a 23157 punti) ha approfittato del risveglio del settore finanziario ed é salito su un nuovo massimo a 12 mesi. Poiché l'indice delle banche SX7E ha forte resistenza a 140 punti e il rialzo dei tassi d'interesse sembra effimero non crediamo che il FTSE MIB abbia molto potenziale di rialzo a corto termine.
Riassumendo le borse europee hanno avuto una seduta negativa ancora senza conseguenze sul trend. I maggiori indici si sono fermati sui massimi di dicembre e non sembrano in grado di uscire dal canale orrizzontale che vale ormai da mesi. Arrivati sul bordo superiore del canale é probabile che ora scendano nuovamente sul bordo inferiore.

A Wall Street c'é stata la prima seduta negativa dell'anno. I ribassisti hanno provato un timido attacco ma non sono riusciti a raggiungere un risultato significativo. L'S&P500 é caduto dopo 20 minuti di contrattazioni fino ai 2736 punti ma i rialzisti hanno rapidamente ripreso il controllo delle operazioni e sono riusciti a far risalire l'indice fino ai 2752 punti. Un assestamento sul finale ha fissato l'indice in chiusura a 2748.23 punti (-0.11%). Considerando gli eccessi e l'ipercomperato il risultato ottenuto ieri dai venditori é misero. I rialzisti mantengono il controllo della situazione.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2747 su 3946, NH/NL a 616 su 536 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ricaduta a 9.82 punti (-0.26) - la CBOE Equity put/call ratio (0.64) é stata nella media - gli investitori mantengono la calma e la fiducia e non mostrano l'intenzione di voler abbandonare le posizioni long. La partecipazione al rialzo é subottimale con pochi NH e una marcata espansione dei NL. Negli scorsi mesi abbiamo però osservato questo effetto più volte senza conseguenze rilevanti sul trend rialzista. Anche il nostro indicatore per il trading si rifiuta di fornire un segnale di vendita poiché il momentum é ancora troppo forte rispetto alla partecipazione.

Stamattina non appare nulla di nuovo. Il future sull'S&P500 sale a 2752 punti (+2 punti) e compensa praticamente le piccola perdita di ieri. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei perde il -0.39% - Shanghai sta guadagnando il +0.1%. L'Eurostoxx50 vale ora 3612 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno. Le borse sono in stallo ma i venditori non prendono l'iniziativa - sembra che oggi le borse siano destinate ad una sana pausa di consolidamento.

Commento del 10 gennaio

Sull'S&P500 appare un doji - sul Nasdaq100 c'é una candela rossa - la performance é però ancora positiva

Il risultato della seduta di mercoledÌ é simile a quello di martedì - l'Eurostoxx50 é salito del +0.18% a 3622 punti, l'S&P500 ha guadagnato 3 punti a 2751.29 punti (+0.13%) e ha toccato un nuovo record storico a 2759.14 punti. Questo significa che c'é stata un'altra seduta positiva - in effetti però da due giorni i progressi degli indici sono modesti. Il rialzo é in stallo e molti si preparano ad una correzione come ben mostra la volatilità VIX che é lievitata a 10.08 punti (+0.56). La maggior parte degli investitori si aspetta un consolidamento e una discesa dell'S&P500 al massimo fino ai 2700 punti prima della ripresa del rialzo. Per assorbire l'ipercomperato a medio termine (RSI settimanale dell'S&P500 a 85.72 punti) ci vorrebbero però alcune settimane negative e una correzione ben più consistente. La miglior cosa da fare é tenere d'occhio lo sviluppo della situazione e degli indicatori - dopo i primi tre giorni di calo vedremo subito se gli investitori stanno facendo sul serio con le vendite o se stanno unicamente prendendo il fiato prima di ricominciare a comperare.
Per inciso il nostro pacchetto di indicatori che usiamo per il trading é vicinissimo ad un segnale di vendita - singolarmente ogni indicatore é su sell - nel complesso però il sistema é ancora long poiché il momentum é ancora troppo alto.

Le borse europee hanno ancora guadagnato terreno. I massimi di dicembre sono stati superati ma quelli di novembre non ancora e valgono come resistenza a medio termine. Concretamente l'Eurostoxx50 (+0.18% a 3622 punti) ha superato la fascia 3600+ punti ed il massimo di dicembre a 3614 punti - il massimo di novembre si trova però a 3708 punti. Il settore delle banche SX7E (+0.50% a 135.42 punti) sta aiutando le borse europee e ha ancora potenziale verso l'alto - la forte resistenza a 140 punti sembra però invalicabile vista l'indecisione che domina il settore. Il DAX (+0.13% a 13385 punti) ieri ha marciato sul posto - i 13400 punti sembrano in grado di bloccare il rialzo a corto termine e obbligare l'indice ad una correzione. Il limite superiore delle Bollinger bands scorre a 13404 punti e l'indice non sembra aver la forza di spingerlo con decisione verso l'alto. La MM a 50 giorni (13133 punti) é praticamente orizzontale e l'impressione é che il DAX debba nelle prossime settimane continuare a seguirla in un canale di circa 500 punti (+/-250 punti).
Il FTSE MIB (+0.70% a 23005 punti) si trova in una situazione particolare a causa del forte peso del settore finanziario al suo interno - lo abbiamo spiegato ieri nel commento serale. A corto termine la resistenza a 23000-23130 punti bloccherà il rialzo - vedremo se ci sarà una correzione o un semplice consolidamento.

La borsa americana ieri sembrava voler continuare indisturbata la sua corsa. Invece alle 20.00 il carburante é terminato e gli indici si sono sgonfiati. Al termine della giornata i guadagni sono stati modesti - il Russell2000 (2000 azioni di piccole e medie imprese) ha addirittura perso alcuni punti (-0.11%) e questo ha provocato un peggioramento dei dati strutturali - la seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2958 su 3802, NH/NL a 956 su 353 e volume relativo a 1.0.
L'S&P50 ha aperto a 2753 punti, é sceso a 2747 punti e dopo un doppio minimo é salito fino alle 20.00 ed i 2759.14 punti (nuovo record storico). Poi l'indice é sceso 8 punti ed ha chiuso a 2751.29 punti (+0.13%). Anche la tecnologia (Nasdaq100 +0.02%) sembra stanca.
Riassumendo la spinta di rialzo si sta finalmente esaurendo. Ora vedremo se il mercato vuole unicamente fare una pausa di consolidamento con una correzione minore di ca. -2% o se invece si concretizza una correzione più importante.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha perso il -0.22%. Shanghai sale del +0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2748 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3617 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.2%. Non vediamo ragioni per un'ondata di vendite e quindi crediamo che oggi i mercati faranno unicamente una pausa e consolideranno. Questo significa che stasera prevediamo una chiusura degli indici azionari europei con leggere perdite ma nulla più (-0.2% / -0.5%).

Commento del 9 gennaio

Le borse rallentano ma (ancora) non si fermano

Ieri le borse hanno ancora guadagnato terreno - finora non appare nessun segnale concreto di correzione. Le performance giornaliere sono state sia in Europa (Eurostoxx50 +0.24% a 3616 punti) che in America (S&P500 +0.17% a 2747.71 punti) moderatamente positive - i guadagni sono di pochi punti ma considerando l'ipercomperato bisogna meravigliarsi che anche la quinta seduta del 2018 sia terminata con un progresso degli indici azionari.
In Europa le borse hanno aperto euforiche sul massimo giornaliero - in preborsa il DAX (+0.36% a 13367 punti) era salito sopra i 13400 punti - poi l'entusiamo é diminuito e ci sono state delle vendite che hanno fatto cadere gli indici azionari durante la giornata anche leggermente in negativo. Nel tardo pomeriggio c'é stato un recupero e gli indici hanno chiuso al centro del range giornaliero. Malgrado i progressi gli indici non hanno ancora sostanzialmente sorpassato i massimi di dicembre che valgono ancora come resistenza - ci riferiamo ai 3610+ punti di Eurostoxx50, ai 13340 punti di DAX e ai 22840 punti di FTSE MIB (+0.37% a 22845 punti). Il canale d'oscillazione di novembre e dicembre sembra ancora valido anche perché indici come il DAX combattono ancora contro il bordo superiore delle Bollinger Bands (13362 punti) che si allargano solo lentamente.
L'SMI svizzero (-0.16% a 9541 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 9584 punti prima di cedere alla gravità e terminare la giornata in perdita. La candela rossa sul grafico rappresenta formalmente un reversal e dovrebbe significare almeno sul corto termine che c'é un massimo significativo in posizione. Dovrebbe ora esserci almeno una correzione minore di 200 punti circa.
Riassumendo ieri in Europa il rialzo di corto termine é continuato. La spinta sembra diminuire e il momentum é in calo. Per il momento però questo é un semplice rallentamento e non un'inversione di tendenza. Un rialzo deve però rallentare prima che possa iniziare una correzione.

In America gli indici azionari hanno aperto in negativo e sono rimasti debolmente in rosso per circa metà seduta. Poi però sono tornati i compratori e gli indici hanno chiuso a ridosso del massimo giornaliero e con modesti ma significativi guadagni - i maggiori indici hanno raggiunto dei nuovi records storici e riescono a salire malgrado l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo - questo é un segnale di forza da non sottovalutare in un ottica a medio termine.
L'S&P500 ha aperto a 2742 punti ed é sceso sul minimo a 2737 punti. Poi a fasi irregolari é salito fino ai 2748 punti e ha chiuso a 2747.71 punti (+0.17%). Ancora una volta gli investitori hanno favorito la tecnologia (Nasdaq100 +0.3% a 6676 punti) - quasi tutti i settori sono però in guadagno. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3820 su 2952, NH/NL a 997 (in calo) su 347 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX (9.52 punti, +0.30) e la CBOE Equity put/call ratio (0.63) restano bassi.
La RSI sull'S&P500 é a 79.05 punti - il limite superiore delle BB é a 2739 punti - malgrado gli eccessi il rialzo dell'S&P500 continua e finora il nostro sistema di trading non ha ancora fornito un segnale di vendita - il momentum é ancora troppo alto...

Il cambio EUR/USD (1.1960) come previsto ha cozzato contro la resistenza a 1.21 ed é ricaduto. Se nei prossimi giorni resta sopra gli 1.19 circa é probabile che il prossimo tentativo di rialzo abbia successo e il cambio salga sopra gli 1.21. Al momento non si vede una chiara correlazione tra sviluppo delle borse e EUR. La forza della moneta europea, che era stata citata come ragione per la correzione della seconda parte di dicembre, non viene più considerata nei commenti. A posteriori é sempre facile trovare una causa per giustificare un movimento delle borse - se poi questa é la vera ragione agli analisti importa poco...

Stamattina i mercati sono fermi. Il future sull'S&P500 é a 2745 punti (-1 punto). Le borse asiatiche sono in positivo. Il Nikkei, dopo la pausa di ieri, riapre con un +0.55%. Shanghai sale del +0.1%. L'Eurostoxx50 vale ora 3617 punti - le borse europee apriranno invariate. Ieri hanno rallentato - oggi cominceranno a scendere? Stiamo a vedere - dopo 5 sedute di rialzo non osiamo più prevedere una seduta negativa.

Aggiornamento del 8 gennaio

Se la borsa americana non corregge adesso non corregge più

La spinta di rialzo fornita dalla liquidità che tradizionalmente deve essere investita ad inizio anno si deve essere esaurita. Da giorni prevediamo l'inizio di una correzione a partire da oggi, lunedì 8 gennaio.
Per il trading sull'S&P500 utilizziamo un pacchetto di indicatori che dividiamo in tre gruppi - momentum (misurano l'intensità e la velocità della spinta), breath (mostrano la partecipazione) e sentiment (tastano la psicologia degli investitori). Da tempo questi singoli gruppi di indicatori forniscono a turno segnali di vendita - il segnale nel suo complesso é però valido solamente quando viene fornito in contemporanea dai tre gruppi. Il segnale é altamente performante - quando viene dato non sbaglia praticamente mai - il problema é che possono esserci anche dei cambiamenti di tendenza senza un segnale preventivo. L'ultima volta che il sistema ha fornito un segnale di vendita é stato ad aprile 2016. Per fare trading i segnali arrivano troppo raramente - sono però affidabili e la mancanza di segnali di vendita corrisponde allo sviluppo del mercato negli ultimi mesi. Ora il sistema é vicinissimo ad un segnale - deve solo diminuire il momentum e aumentare leggermente la partecipazione - questa costellazione può concretizzarsi con una o due sedute di pausa con A/D positiva e NH sopra i 1000 - vediamo... 

Stamattina per ora non appare nulla di nuovo - il verde prevale ancora sugli schermi. Il future sull'S&P500 é a 2744 punti (+2 punti). Le borse asiatiche sono in positivo - Il Nikkei non tratta mentre Shanghai sale del +0.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3618 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.3%. Gli indici azionari europei testano i massimi di novembre-dicembre - verranno respinti verso il basso da queste ovvie resistenze o svetteranno sopra le Bollinger Bands dando un'altra dimostrazione di forza? Sinceramente non abbiamo idea - le borse sembrano solo voler salire e prevedere correzioni é ormai fuori moda. L'ottimismo é alle stelle.

Commento del 6-7 gennaio

Inizio dell'anno col botto - la tesi di J. Grantham é quella di un'accelerazione esaustiva fino ai 3400-3700 punti di S&P500

Da mesi tentiamo di prevedere una correzione della borsa americana o di trovare il top del bull market iniziato a marzo del 2009. Finora abbiamo costantemente mancato il nostro obiettivo. L'S&P500 (+0.70% a 2743.15 punti ) non correggere e continua a salire - venerdì l'indice ha toccato un nuovo record storico a 2743.43 punti. È evidente che l'analisi tecnica in questa fase del mercato durante la quale le normali fasi, cicli e volatilità sono spariti, non fornisce segnali affidabili. Non ci sembra che questo sia un nostro problema specifico - i nostri colleghi arrivano alle nostre medesime conclusioni e da ormai un anno si limitano ad alzare gli obiettivi una volta che un target é stato raggiunto. È possibile che ci troviamo nella fase finale del bull market che viene ben descritta nello studio del famoso Jeremy Grantham di GMO (link nel titolo). In questo caso la borsa non correggerà più e avrà ancora un'accelerazione finale di tipo esaustivo durante la quale i fondamentali non avranno più nessuna importanza. A dire il vero avevamo anche noi descritto questo scenario nel nostro commento del 21-22 ottobre scorso - in quel momento l'S&P500 valeva 2574 punti e avevamo scritto che l'S&P500 poteva salire ancora per settimane senza interruzione con ulteriori guadagni di +10% fino a +20% - a grandi linee questo corrisponde a obiettivi sui 2800 e 3100 punti. Ci sembra probabile, osservando la lunghezza del bull market, l'assenza di correzioni da circa 13 mesi e l'accelerazione delle ultime settimane, che effettivamente la borsa americana si trova in questa euforica fase di accelerazione. Siamo però praticamente alla fine come suggerisce John Hussmann nel suo tweet del 5 gennaio , siamo da una qualche parte nel mezzo o solo all'inizio come teorizza Grantham? Nessuna ha una risposta valida a questa domanda. Sappiamo però che la borsa americana é già oscenamente cara e continua a salire da mesi senza correggere - questo comportamento anomalo é talmente evidente che già noi avevamo ipotizzato mesi fà l'esistenza di questa fase di esaurimento. Un'altro aspetto da considerare e che il rialzo può continuare ancora per mesi e che la sindrome di ipercomperato, eccesso di rialzo, troppa fiducia da parte degli investitori e smisurata speculazione al rialzo segnalata dagli indicatori non servirà a prevedere in maniera affidabile top e correzioni. Solo quando  il mercato cambierà ritmo sapremo che siamo alla fine. L'analisi tecnica può trovare dei punti tornanti - sono quelle date quando le premesse per un massimo ed un'inversione di tendenza sono ideali - in questo caso bisogna tenere gli occhi aperti - il prossimo appuntamento come sapete é lunedì 8 gennaio. Considerando le statistiche questo momento é importante -  l'S&P500 quest'anno ha già guadagnato il +2.6% - se lunedì non corregge ma continua a salire é probabile che la performance del mese di gennaio sarà positiva - normalmente se a gennaio la borsa americana parte al rialzo, anche la performance annuale é positiva.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.87% a 3607 punti              
DAX                         +3.11% a 13319 punti
SMI                          +1.87% a 9557 punti
FTSE MIB                  +4.16% a 22762 punti
S&P500                    +2.60% a 2743.15 punti
Nasdaq100               +4.02% a 6653 punti

Venerdì c'é stata ancora una seduta positiva sia in Europa che in America. Gli indici hanno chiuso sui massimi giornalieri con sostanziali guadagni. La maggior parte degli indici americani e l'SMI svizzero (+0.50% a 3557 punti) hanno toccato nuovi record storici. Non abbiamo visto nessun accenno di decelerazione e non notiamo divergenze che possano provocare un'inversione di tendenza. Osserviamo gli abituali eccessi di rialzo che però da mesi non bastano a provocare delle correzioni. S&P500 e colleghi non possono ignorare all'infinito questi scompensi - presto o tardi la nostra previsione di una correzione sarà giusta - sarà però una magra consolazione.

Venerdì l'Eurostoxx50 (+1.09% a 3607 punti) é tornato sul bordo superiore del canale orrizzontale che blocca l'indice da metà novembre. Lo stesso vale per il DAX (+1.15% a 13319 punti) e per il FTSE MIB italiano (+1.11% a 22762 punti). La rottura al ribasso di martedì si é rivelato un falso segnale e un'anomalia per noi inspiegabile. Basta osservare il grafico del FTSE MIB per rendersi conto che il mercato non si sviluppa in maniera armonica ma reagisce nervosamente ed eccessivamente agli impulsi. La tendenza a corto termine é al rialzo. La buona chiusura venerdì favorisce una continuazione del movimento - l'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3610 punti. Tutto però dipende da Wall Street ora che dal fronte dei tassi d'interesse (Bund a 161.61, -0.06%, reddito del decennale a 0.441) e dei cambi (EUR/USD a 1.2030 - forte resistenza a 1.2080-1.21) non vengono più impulsi. La spinta fornita dalla liquidità che tradizionalmente deve essere investita ad inizio anno dovrebbe essersi esaurita.

L'S&P500 venerdì ha avuto un'altra seduta di solido rialzo. Ha esordito a 2732 punti ed é velocemente sceso a 2728 per chiudere il gap d'apertura. Poi é salito costantemente fino alla chiusura a 2743.15 punti (+0.70%). L'indice ha guadagnato 19 punti con volumi nella media. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4189 su 2538 e NH/NL a 1020 su 287. Il numero dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) non aumenta (giovedì era a 1087!) - la partecipazione é in diminuzione e questo effetto é causata dalla debolezza relativa del Russell2000 (+0.28%). La tecnologia invece passa da un record al successivo (Nasdaq100 +1.04% a 6653 punti). Gli AGMAF continuano ad attirare gli investitori - le 5 azioni hanno guadagnato venerdì tra il +1.14% al +1.62%. I dati sul sentiment rimangono in territorio estremo (VIX invariata a 9.22, CBOE Equity put/call ratio a 0.58, MM a 10g e a 20g a 0.56).
Il riassunto é presto fatto. Se lunedì non inizia una correzione di almeno un 3% la borsa continuerà a salire ininterrottamente per settimane o mesi verso un top di lungo periodo. Il potenziale di rialzo é sostanziale malgrado che la borsa sia già oscenamente cara
Le borse europee seguiranno a distanza. È probabile che durante l'anno riappaia il problema dell'indebitamento statatale. Fino a quando però la BCE continuerà a manipolare il mercato delle obbligazioni e i tassi d'interesse (il programma di QE dovrebbe scadere a settembre 2018) mancherà al mercato il termometro per rendersi conto che la febbre é ancora alta e il malato europeo non fa progressi.

Commento del 5 gennaio

Spinta di rialzo più forte del previsto - leaders (SMI / Nasdaq100) in stallo

Per il terzo giorno consecutivo le borse hanno guadagnato terreno. Il rally di inizio anno era previsto - rispetta le statistiche e le tradizioni. Il movimento é però più intenso di quanto ci eravamo aspettati specialmente in Europa.
Dopo la seduta negativa di martedì avevamo l'impressione, sulla base degli indicatori di medio termine, che le borse europee stessero unicamente rimbalzando. Invece ieri hanno avuto una seduta talmente buona da rimettere in questione questo scenario ribassista.
L'Eurostoxx50 dal minimo di martedì a 3469 punti doveva risalire sui 3525 punti entro oggi prima di ricominciare a scendere. Ieri ha chiuso a 3568 punti (+1.68%) grazie al forte contributo del settore finanziario (SX7E +2.53% a 134.32 punti). Anche il DAX ha nettamente superato i 13000 punti e si é fermato ieri sera a 13167 punti (+1.46%). Tecnicamente queste reazioni erano possibili - gli indici sono semplicemente tornati al centro delle Bollinger Bands e dei canali d'oscillazione che erano rimasti validi da novembre fino a dicembre 2017. La rottura al ribasso della prima seduta di gennaio sembrava confermare lo scenario negativo - ora invece il nostro indicatore proprietario di stocastica ha fornito un segnale d'acquisto e sinceramente non sappiamo se in effetti anche le borse europee partono al rialzo a caccia di nuovi massimi o se invece si fermeranno qui e settimana prossima ricominceranno a scendere insieme all'America. La reazione della borsa italiana (FTSE MIB +2.77% a 22515 punti) suggerisce che ci troviamo in una fase di acquisti da panico - tutto sale e ieri gli investitori si sono buttati sugli ultimi mercati e titoli che sembrano rimasti indietro. Normalmente questo comportamento si verifica vicino ad un massimo intermedio. Questa ipotesi viene rafforzata dal fatto che la borsa svizzera (SMI +0.32% a 9509 punti), che precedentemente aveva "tirato" il rialzo ed era vicina al massimo storico, ieri si é praticamente fermata.
Riassumendo le borse europee non stanno semplicemente rimbalzando prima di riprendere il ribasso - il balzo di ieri é stato troppo consistente. Dobbiamo però attendere alcuni giorni prima di poter sostituire questo scenario negativo con una nuova previsione a medio termine. Le MM a 50 e 200 giorni si stanno appaiattendo e da metà novembre gli indici azionari europei per saldo marciano sul posto. Oggi dovrebbe esaurirsi l'effetto positivo provocato dalla liquidità che viene investita nelle prima sedute del mese di gennaio e che provoca il tradizionale rally di inizio anno. Gli indici azionari oggi dovrebbero fermarsi - questa é la premessa indispensabile per l'inizio settimana prossima di una correzione.

Secondo la nostra previsione l'S&P500 doveva salire entro oggi al massimo fino ai 2720 punti prima di cominciare a correggere a partire dall'8 di gennaio. Ieri l'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 2729.29 punti. Non ha però terminato questa seduta sul massimo giornaliero come le due precedenti. L'S&P500 ha aperto a 2719 punti ed é salito per le 16.40 su massimo. Poi é ricaduto a 2722 punti ed é oscillato in laterale in una manciata di punti fino alla chiusura a 2723.99 punti (+0.40%). La spinta di rialzo sembra essersi esaurita anche perché é mancato l'apporto dei leaders della tecnologia (Nasdaq100 solo +0.13% a 6584 punti). Insomma - il treno sta rallentando - oggi dovrebbe fermarsi - settimana prossima dovrebbe cambiare direzione.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4323 su 2409, NH/NL a 1187 su 296 e volume relativo a 1.05. L'espansione dei nuovi massimi é relativamente debole - la partecipazione al rialzo é modesta - abbiamo però citato questa debolezza strutturale già decine di volte negli ultimi mesi ma l'S&P500 continua imperterrito a salire. Ieri la RSI giornaliera ha raggiunto i 74.86 punti - il mercato é ovviamente ipercomperarato ma questo non sembra interessare nessuno. Gli indicatori di sentiment (VIX a 9.22 punti, +0.07 / CBOE Equity put/call ratio a 0.50) restano su valori ideali per scatenare una correzione.
Dall'inizio dell'anno l'S&P500 ha già guadagnato il +1.88% malgrado che le azioni siano già nettamente sopravvalutatte ed oscenamente care. Fino a quando può continuare questa pazzia ? - forse ancora a lungo visto che a Natale mia madre di 80+ anni mi ha chiesto cosa é il Bitcoin e se conviene comperarlo. Le obbligazioni della Confederazione svizzera a 10 anni rendono il -0.107%. L'Italia a 2 anni "paga" il -0.205%. La fallita Grecia per un'obbligazione a 2 anni versa un interesse del +1.47%. È ovvio che a queste condizioni la liquidità affluisca ancora sul mercato azionario.

Stamattina le borse asaitiche sono ancora in positivo. Il Nikkei guadagna il +0.96% - Shanghai sale del +0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2726 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3571 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno. Oggi ci aspettiamo una seduta di pausa - eventualmente ci dovrebbero essere le prime prese di beneficio.
Normalmente di venerdì non si concretizza un'inversione di tendenza - la correzione dovrebbe iniziare solo settimana prossima. Non sarebbe però male se stasera le borse europee chiudessero già in negativo.

Commento del 4 gennaio

La tradizionale spinta di inizio anno deve esaurirsi tra oggi e domani - la borsa americana é in ottima forma

Ieri il rialzo di inizio anno é continuato. Per l'Europa questo ha significato una continuazione del rimbalzo di martedì. In America invece il rally é sfociato un ulteriori nuovi massimo storici dei maggiori indici. La spinta non mostra ancora debolezze - ieri gli indici azionari americani hanno chiuso sui massimi giornalieri, con volumi di titoli trattati sopra la media e con consistenti guadagni. È quindi probabile che ci siano ancora una a due sedute positive prima che possa verificarsi una dovuta ed inevitabile correzione.

Le borse europee stanno rimbalzando e risalendo verso i precedenti supporti. Ci riferiamo ai 13000 punti di DAX, ai 3525 punti di Eurostoxx50 e ai 22000 punti di FTSE MIB. La situazione tecnica di Europa e America continua ad essere completamente differente. Mentra l'Europa é in un ribasso di medio termine che dovrebe riprendere settimana prossima, l'America prosegue imperterrita il suo debole ma costante rialzo - da mesi l'S&P500 sale inesorabilmente e costantemente passando da un record al successivo. L'Europa da inizio novembre del 2017 non riesce più a seguire. Non sappiamo perché (la causa non sembra essere solo la forza dell'EUR) ma sarà interessante scoprirlo per sapere se si tratta di un problema che potrebbe coinvolgere l'intera economia mondiale.
Ieri Eurostoxx50 (+0.56% a 3509 punti) e DAX (+0.83% a 12978 punti) hanno avuto una seduta positiva a traino dell'America. Si é però visto sul finale che al primo accenno di pericolo gli investitori scappano. Comportamento e volumi sostengono l'ipotesi del rimbalzo tecnico. La borsa italiana invece resta relativamente debole - ieri il FTSE MIB (+0.27% a 21904 punti) ha faticato anche a causa del settore finanziario che non reagisce.
La borsa svizzera ha riaperto col botto dopo la pausa del 2 gennaio. L'SMI (+1.03% a 9478 punti) é balzato su un nuovo massimo a 12 mesi e dovrebbe raggiungere un nuovo massimo storico (9548 punti) prima di correggere insieme al resto dell'Europa.

La borsa americana invece é ancora trascinata da liquidità ed entusiasmo. Bisogna riconoscere che i dati economici al momento sono molto buoni e malgrado le sfuriate di Donald Trump non si sta scatenando nessun conflitto importante. In questa maniera prevale il trend malgrado che la borsa sia ormai oscenamente cara.
L'S&P500 ha aperto in leggero gap up a 2697 punti ed é salito ad ondate fino poco prima della chiusura su un nuovo massimo storico a 2714.37 punti. Sul finale é sceso 1 punto ed ha chiuso a 2713.06 punti (+0.64%). Ancora una volta é stata la tecnologia (Nasdaq100 +0.99% a 6575 punti) a trascinare il listino - quasi tutti i settori hanno però partecipato al rialzo malgrado che i dati sulla partecipazione non siano entusiasmanti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4260 su 2516, NH/NL a 1019 su 422 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é scesa a 9.15 punti (-0.62) mantre la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.54.
Abbiamo un target a 2720 punti di S&P500 che deve essere raggiunto entro venerdì - mancano 7 punti. Ieri l'S&P500 ne ha guadagnati 17, martedì l'indice era salito di 22 punti. Per logica oggi il rialzo deve decisamente rallentare e devono apparire i primi segnali di distribuzione. La RSI giornaliera é a 72.54 punti - il bordo superiore delle Bollinger Bands é a 2714 punti. Ipercomperato e BB dovrebbero per lo meno rallentare il galoppo dell'S&P500.

Stamattina sale nuovamente tutto. Il Nikkei ha iniziato l'anno con un balzo del +2.95%. Le altre borse asiatiche sono in guadagno (Shanghai +0.6%). Il future sull'S&P500 é a 2713 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3524 punti - il DAX é indicativamente a 13040 punti. In teoria le borse europee dovrebbero oggi fermarsi qui. Se salgono decisamente più in alto la nostra teoria del rimbalzo tecnico potrebbe essere sbagliata.

Commento del 3 gennaio

L'S&P500 sale su un nuovo massimo storico a 2695.89 punti - l'Europa zoppica

Ieri si é ripresentata la situazione che ha caratterizzato le ultime settimane del 2017. Le borse europee hanno aperto in positivo ma subito sono riapparsi i venditori. Gli indici azionari sono caduti fino alle 11.00 facendo sensibili danni. Ad un certo punto le minusvalenze hanno superato il -1%. Ancora una volta é stata la forza dell'America a risollevare le sorti delle borse europee che a fine giornata hanno contenuto le perdite ad un accettabile -0.3% / -0.4%. L'Eurostoxx50 é precipitato fino ai 3469 punti per infine tornare a 3490 punti (-0.36). Il DAX tedesco é caduto al di fuori del limite inferiore delle Bollinger Bands (12855 punti) e ha raggiunto un minimo a 12745 punti - la sera é risalito a 12871 punti (-0.36%). Il FTSE MIB ha addirittura raggiunto il tipico obiettivo di una correzione a medio termine vale a dire la MM a 200 giorni (minimo a 21613 punti) per poi rimbalzare a 21845 punti (-0.04%). Su tutti i grafici appare una candela con minimo a massimo discendente - questo significa che la correzione iniziata a novembre continua e almeno fino ai minimi di ieri esiste spazio verso il basso. D'altra parte la reazione ieri dai minimi é stata convincente e sui grafici appaiono degli hammer che mostrano l'inizio di un rimbalzo tecnico che dovrebbe stabilizzare il mercato per alcuni giorni. Questo ci porta la nostro scenario di base che prevedeva l'inizio di una correzione generalizzata delle borse a partire dall'8 gennaio.

La borsa americana é ripartita baldanzosa al rialzo ignorando la debolezza europea e rispettando statistiche e tradizioni che vedono le prime 2-3 sedute dell'anno positive. Trascinata da un settore tecnologico spumeggiante (Nasdaq100 +1.80% a 6511 punti) la borsa americana ha galoppato verso nuovi record. L'S&P500 ha aperto in positivo a 2684 punti. Dopo una breve discesa a 2682 punti l'indice é salito a 2695 punti per le 16.30. Sul precedente massimo storico l'S&P500 si é fermato praticamente fino alla chiusura oscillando in pochi punti. Sul finale l'indice é salito a 2695.79 punti (+0.83%) con un nuovo massimo storico marginale a 2695.89 punti. In questa maniera si é attivato l'obiettivo a 2720 punti per la fine di questa settimana. È difficile che il rialzo possa durare più a lungo - la spinta fornita dalla liquidità dovrebbe venire a mancare a d'altra parte gli investitori sono talmente ottimisti (VIX a 9.77 punti, -1.27 punti) e speculativamente orientati al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.47) da sfiorare l'incoscienza.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4756 su 2082, NH/NL a 928 su 419 e volume relativo a 0.95. Notiamo debolezza nei settori bancari e delle vendite al dettaglio. Gli investitori sembrano impauriti dal rialzo dai tassi d'interesse ma per ora le reazioni negative sono solo settoriali. Per il resto giocano i soli temi - tecnologia su e dettaglianti giù.

Il cambio EUR/USD ha toccato un massimo a 1.2081 ed é poi tornato a 1.2050. La forza della moneta europea é un'ipoteca per l'economia e indebolisce la borsa. Crediamo però che nel corto termine la resistanza sugli 1.21 sarà in grado di bloccare il movimento ed imporre un consistente consolidamento. Questo dovrebbe ristabilire la correlazione tra borse europee ed americana.

Stamattina le borse asiatiche salgono ma senza entusiasmo. Il Nikkei é ancora chiuso - Shanghai guadagna il +0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2696 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3498 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.2% - poco considerando il comportamento di S&P500 e colleghi. Crediamo però che oggi gli indici azionari europei manterranno questa guadagno fino a fine giornata - cambi e tassi d'interesse si sono fermati e dovrebbero aiutare le borse europee a ritrovare fiducia.

Aggiornamento del 2. gennaio

Secondo le tradizioni il nuovo anno inizia con una nota positiva

La prima seduta dell'anno sembra voler rispettare le tradizioni. Le borse asiatiche sono al rialzo. Mentre in Giappone é ancora giorno di festa e la borsa é chiusa, la Cina festeggia il nuovo anno con un balzo del +1.3%. Il future sull'S&P500 é a 2680 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 2515 punti - le borse europee dovrebbero aprire con guadagni intorno al +0.3%. Ci aspettiamo che gli indici azionari restino sui livelli d'apertura fino a stasera. Sarebbe interessante se succedesse qualcosa di diverso. In particolare se riapparissero i venditori e questo balzo iniziale venisse cancellato nel corso della giornata, significarebbe che le borse stanno effettivamente preparando una sostanziale correzione.
Oggi in Svizzera é giorno di festa (Berchtoldstag). I nostri uffici sono chiusi fino all'8 di gennaio. Il sito viene aggiornato normalmente.

Commento del 30 dicembre - 1. gennaio

All'inizio del 2018 ci sarà una correzione - é possibile che questa correzione corrisponda al top di lungo periodo.

Il 2017, come vedete dalla tabella sottostante, é stato un ottimo anno di borsa che ha superato qualsiasi più rosea aspettativa. L'S&P500 a fine 2016 era a 2238 punti. Noi avevamo ribadito che sui 2200 punti il mercato era sopravvalutato ma che sull'onda dell'entusiasmo provocato dall'elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti poteva ancora esserci un'estensione di un +10%. L'S&P500 a dicembre ha toccato un nuovo massimo storico a 2695 punti e ha terminato l'anno a 2673 punti. Come vedete l'S&P500 é andato meglio del previsto anche se parte della buona performance é da imputare alla perdita di valore della moneta americana. Il cambio EUR/USD a fine 2016 era a 1.0524. Noi eravamo rialzisti e lo siamo rimasti tutto l'anno. All'inizio avevamo un target a 1.12 ma lo abbiamo mano a mano alzato. A fine anno il cambio si é fermato a 1.2003 (+14.05%) - questa rivalutazione della moneta europea e contemporanea svalutazione dell'USD relativizza la performance della borsa americana per un investitore europeo mentre migliora sensibilmente la performance delle borse europee per un investitore americano che ragiona in USD.

Le performance annuali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +6.60% a 3504 punti
SX7E                        +10.88% a 130.48 punti
DAX                         +12.51% a 12917 punti
SMI                          +14.14% a 9381 punti
FTSE MIB                  +13.61% a 21853 punti
S&P500                    +19.42% a 2673.61 punti
Nasdaq100               +31.52% a 6396 punti

Ora la borsa americana secondo noi non é solo sopravvalutata ma ormai oscenamente cara. L'S&P500 ha avuto una performance positiva per tutti i mesi del 2017 - questo nella storia non era mai successo (il mese di marzo nominalmente é negativo ma se si prendono in considerazione i dividendi pagati la performance é positiva). È evidente che ormai nessuno osa più prevedere un massimo e una correzione classica (-10%). La combinazione di ipercomperato, eccesso di rialzo, irrazionale fiducia da parte degli investitori e forte esposizione long da parte degli speculatori non sembra essere in grado di mettere in ginocchio il mercato azionario americano.
Ora però il mercato é ipercomperato anche a medio termine (RSI settimanale a 80.31) e numerosi indicatori di sentiment sono in territorio estremo. Da settimane la speculazione al rialzo é massiccia (CBOE Equity put/call ratio a 0.59, MM a 10g a 0.57, MM a 20 g a 0.58). Prima della fine dell'anno l'S&P500 (-0.52% a 2673.61 punti) ha mostrato un netto cedimento.
Siamo quindi convinti che all'inizio del 2018 ci sarà una correzione con obiettivo ideale a 2600 punti. È possibile che il mercato riesca ancora a lievitare e resistere alla montante pressione di vendita nella prima settimana di gennaio quando viene investita la liquidità affluita sui conti risparmio a fine anno. Al più tardi a partire dall'8 gennaio ci sarà poi un netto cedimento. Le caratteristiche di questa caduta ci diranno se abbiamo a che fare con la solita correzione minore prima della ripresa del rialzo di lungo periodo (60.4% dei titoli sono ancora sopra la SMA a 50 giorni, il Bullish Percent Index sul NYSE é a 71.30) o se invece si sta formando il top di lungo periodo che ipotizziamo da settimane. Nel secondo caso la correzione sarà più profonda e potrebbe far scendere l'S&P500 direttamente fino ai 2500 punti.
Ricordiamoci che qualsiasi bull market muore nell'euforia e quando sembra che l'economia possa solo crescere all'infinito.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.28% a 3504 punti              
DAX                         -1.19% a 12917 punti
SMI                          -0.13% a 9381 punti
FTSE MIB                  -1.60% a 21853 punti
S&P500                    -0.36% a 2673.61 punti
Nasdaq100               -1.06% a 6396 punti

Nell'ultima settimana del 2017 le borse hanno avuto un cedimento. Il calo é stata modesto in America e si é concretizzato solo nell'ultima seduta di venerdì. Le borse europee hanno invece avuto tre sedute consecutive negative e venerdì sono stati fragorosamente rotti i supporti di medio termine. L'Eurostoxx50 (-0.58% a 3504 punti) é caduto sotto i 2625 punti, Il FTSE MIB (-0.52% a 21853 punti) ha rotto al ribasso la barriera dei 22000 punti. Esiste una remota possibilità che queste rotture siano false poiché sono avvenute nelle anomale sedute a cavallo tra Natale e Capodanno e con bassi volumi di titoli trattati. La probabilità é però bassa poiché graficamente la rottura é netta. Di conseguenza bisogna aspettarsi all'inizio dell'anno prossimo una continuaziona verso il basso. Resta valida l'opzione di alcune sedute di pausa con un leggero rimbalzo all'inizio di gennaio e al massimo fino all'8.

Non abbiamo ancora elaborato uno scenario definitivo per il 2018. Il 2017 ha sfidato tutte le regole dell'analisi tecnica. L'economia si é sviluppata meglio del previsto ed il lungo periodo di crescita economica iniziato del 2009 non sembra voler finire. Siamo convinti che la politica monetaria estremamente espansiva delle Banche Centrali sia stato il motore sia della crescita economica, sia dell'esplosione delle borse che evidentemente sono in una bolla speculativa. Fino a quando può durare questo bull market? La FED ha terminato il QE e sta alzando i tassi d'interesse. Nel corso del 2018 anche BCE, BoE, BoJ e BNS dovrebbero cambiare rotta e per lo meno terminare i programmi di acquisti titoli. È quindi molto probabile che il Bull Market sia vicino alla sua fine. Bisogna solo valutare se la morte avverrà prima dell'inevitabile svolta provocata dalle Banche Centrali e se ne sarà una semplice conseguenza.
Il 2017 le borse hanno conosciuto solo una direzione. Nel 2018 siano sicuri che la volatilità aumentarà notevolmente e ci sarà bisogno dell'analisi tecnica per non farsi travolgere dalle inversioni di tendenza.

Commento del 29 dicembre

Window dressing - strani movimenti senza importanza e senza volumi

Ieri ci aspettavamo un'altra seduta di borsa tranquilla e con indici azionari fermi. Invece in Europa nel tardo pomeriggio c'é stata una strana ondata di vendite che ha fatto cadere gli indici sui primi supporti. Probabilmente questi assestamenti sono provocati dalle operazioni di window dressing per fine anno. I portfolio managers comprano i mercati andati bene e vendono quelli andati male (o meno bene) - lo stesso vale per le singole azioni. Questo spiega la lievitazione del cambio EUR/USD (1.1945) e la scivolata dell'Eurostoxx50 (-0.73% a 3524 punti) e delle borse europee in generale. La borsa americana invece rimane a ridosso dei massimi storici (S&P500 +0.18% a 2687.54 punti).
L'Eurostoxx50 verso le 16.15 valeva ancora 3540 punti - questo valore era già stato raggiunto la mattina verso le 09.40 dopo alcune vendite in apertura. Poi in serata l'indice é caduto con pochi volumi, ha toccato un minimo a 3520 punti e ha terminato la giornata a 3524 punti, vicino al supporto a 3525 punti che costituisce il limite inferiore del canale d'oscillazione valido da novembre. Questo calo non é una sorpresa visto che riflette le nostre previsioni. È solo la tempistica che é inattesa visto che fino all'inizio del 2018 ci aspettavamo mercati stabili e tranquilli. Il DAX tedesco (-0.69% a 12979 punti) si é comportato in maniera simile. Ha rotto il primo supporto intermedio a 13000 punti ma resta sopra l'obiettivo e zona di supporto sui 12800-12850 punti (minimo di dicembre, limite inferiore delle Bollinger Bands). Considerando lo sviluppo in generale dei mercati e gli scarsi volumi non crediamo che le borse europee debbano rompere i supporti ed accelerare al ribasso. È più probabile che a corto termine si verifichi un altro rimbalzo tecnico. Solo dopo la prima settimana di gennaio la costellazione tecnica favorisce una continuazione verso il basso - abbiamo parecchi segnali di vendita da indicatori di momentum e dal nostro indicatore proprietario di stocastica. Questo vale anche per il FTSE MIB (-0.36% a 22120 punti) e il conosciuto forte supporto a 22000 punti.

Le vendite europee non hanno avuto conseguenze in America dove la borsa ha avuto un'altra seduta insignificante. L'S&P500 ha guadagnato 5 punti a 2687.54 punti (+0.18%) ma si sta verificando un effetto buffo ed inatteso - il future non si muove (stamattina nuovamete a 2688 punti) mentre cambia unicamente il premio. Come dire che questi lievi cambiamenti sull'indice sono irrilevanti.
L'S&P500 s é mosso in soli 5 punti con scarsi volumi (volume relativo a 0.55). Ha aperto a 2686 punti, é sceso un paio di punti ed é oscillato intorno ai 2684 punti (minimo a 2682 punti) fino alla chiusura. Come mercoledì un'impennata sul finale ha fatto chiudere l'indice sul massimo a 2687.54 punti (+0.18%). Il Nasdaq100 (+0.09% a 6441 punti) ha seguito. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4218 su 2496 e NH/NL a 466 su 279. La volatilità VIX é scesa a 10.18 punti (-0.29) - la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.57. Ci sono troppi speculatori long - aspettiamo sempre che la chiusura di queste posizioni e le relative vendite provochino una correzione minore sull'S&P500 di al massimo 80 punti. In linea di massima prevediamo che questa fase di debolezza si verificherà a partire dall'8 di gennaio.

Stamattina i mercati sono fermi. Il Nikkei ha perso il -0.08% - Shanghai sale del +0.15%. Il future sull'S&P500 é a 2688 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3526 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno - non dovrebbero scendere sotto i supporti e non dovrebbero salire di molto visto che il cambio EUR/USD (1.1950) resta alto. Pensiamo quindi stasera di ritrovare gli indici sui livelli d'apertura.

Questa é l'ultima seduta dell'anno. Auguriamo un felice e prospero 2018.

Commento del 28 dicembre

Di giornate del genere se ne può fare a meno

Ieri si é ricominciato a trattare normalmente dopo la pausa di Natale. È stata però una giornata noiosa che ha lasciato gli indici azionari praticamente invariati. Le borse si sono mosse poco ed i volumi di titoli trattati sono stati circa la metà del normale. In questa maniera vengono rispettate le previsioni - fino a fine anno non dovrebbe succedere nulla di particolare.
L'Eurostoxx50 ha terminato la seduta a 3550 punti (-0.09%) - DAX (-0.02% a 13070 punti) e FTSE MIB (-0.04% a 22201 punti) si sono comportati in maniera simile. Le debolezza del settore bancario (SX7E -0.56% a 131.82 punti) non ha avuto conseguenze.
La forza dell'EUR (EUR/USD a 1.1930) non sembra influenzare le borse europee. Mesi fa si parlava solo dei differenziali dei tassi d'interesse per giustificare le oscillazioni sui cambi - ora sembrano tutti preoccupati per l'aumento dell'indebitamento degli Stati Uniti provocato, tra l'altro, dalla riforma fiscale. Giustificazioni a parte é evidente che la tendenza di fondo resta al rialzo - il nostro target 2018 é a 1.26.
Le borse europee dovrebbero muoversi in laterale ancora fino a fine anno. All'inizio dell'anno prossimo potrebbe esserci una breve impennata. La nostra impressione é però che l'uscita definitiva dal canale d'oscillazione valido da novembre sarà al ribasso. Anche ieri all'inizio della seduta c'é stato un tentativo di rialzo - questo é però stato subito utilizzato per vendite e gli indici sono tornati ai punti di partenza.

Anche l'S&P500 non si é mosso (+0.08% a 2682.62 punti). Alcuni minuti prima della chiusura era a 2679 punti - poi, con un balzo sospetto, ha chiuso in guadagno. L'indice si é mosso in soli 6 punti. Ha aperto a 2681 punti, é salito per le 17.00 a 2685 punti ed é poi lentamente caduto a 2679 punti. Sul finale é tornato a 2682 punti. Anche la tecnologia (Nasdaq100 +0.03% a 6435 punti) non ha fornito impulsi.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3682 su 2977, NH/NL a 509 su 282 e volume relativo a 0.6. La volatilità VIX é lievitata a 10.47 punti (+0.22) mentre la CBOE Equity put/call ratio é ancora bassa a 0.55. Ci domandiamo quando gli speculatori long perderanno la pazienza e venderanno visto che malgrado le buone premesse stagionali l'S&P500 é fermo da 6 sedute.

Anche stamattina é tutto tranquillo. Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei perde il -0.59%, Shanghai sta salendo del +0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2687 punti (+1 punto) - noterete forse che ieri mattina era a 2688 punti... L'Eurostoxx50 vale ora 3548 punti - le borse europee apriranno in leggero calo. Ci aspettiamo (purtroppo) una ripetizione della seduta di ieri.

Commento del 27 dicembre

Apple (-2.54%) muove la tecnologia - per il resto tutto tranquillo

Ieri le borse europee sono rimaste chiuse. A New York invece c'é stata una seduta di durata normale ma con volumi di titoli trattati decisamente sotto la media (volume relativo 0.5). L'unica notizia degna di nota sono le vendite del nuovo iPhone x che nel periodo natalizio sono risultate sotto le aspettative. Questo ha fatto cadere il titolo della Apple (-2.54%) e l'indice tecnologico Nasdaq100 (-0.49% a 6433 punti). Questo calo si é verificato già all'apertura dei mercati. Per il resto della giornata non é più successo nulla e gli indici azionari sono oscillati stancamente in laterale fino alla chiusura. L'S&P500 ha aperto a 2680 punti, si é mosso tra i 2678 ed i 2682 punti ed ha chiuso a 2680.50 punti (-0.11%). Il calo di momentum sta facendo ruotare verso il basso i relativi indicatori - il MACD si appresta a fornire un debole segnale di vendita. Il quadro tecnico generale però non cambia.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3531 su 3141 e NH/NL a 639 su 322. La volatilità VIX é salita a 10.25 punti (+0.35).
Come pensavamo la borsa americana vuole arrivare a fine anno sui livelli attuali. Il Window Dressing dovrebbe far guadagnare all'indice ancora una manciata di punti fino al 31 decembre. Prima della fine dell'anno i Portfolio Managers adattano il portafoglio allo sviluppo annuale del mercato - comprano titoli vincenti e vendono titoli perdenti - in un anno come il 2017 di performance positiva cercano di essere pienamente investiti per dare l'impressione di aver seguito correttamente il mercato. Per questo le borse potrebbero nei prossimi giorni ancora lievitare ed il cambio EUR/USD sale oggi a 1.1880.

Oggi si torna a operare normalmente in tutto il mondo. Stamattina le borse asiatiche sono miste - il Nikkei guadagna il +0.07% - Shanghai perde il -0.9%. Il future sull'S&P500 é a 2688 punti (+1 punto) - in pratica l'S&P500 vale 2685 punti (+4 punti). Le borse europee apriranno in leggero calo - l'Eurostoxx50 vale ora 3551 punti. Come ieri sera in America prevediamo oggi in Europa una seduta tranquilla - gli indici dovrebbero muoversi poco e chiudere praticamente invariati.

Commento del 23-26 dicembre

Fino all'8 gennaio mercati calmi e stabili

La settimana prima di Natale é trascorsa nella calma e le borse si sono mosse poco. La riforma fiscale negli Stati Uniti, fermamente voluta da Donald Trump e dai repubblicani, é stata finalmente approvata dalle due Camere del parlamento e con la firma del Presidente é entrata in vigore. La borsa non ha più reagito poiché aveva già scontato l'evento. Ormai gli investitori istituzionali, in vista della chiusura di fine anno, si sono ritirati dal mercato e restano solo traders e investitori privati a muovere i listini e causare i modesti volumi di titoli trattati. Normalmente questa stasi si protrae fino a fine anno. Di conseguenza nei prossimi giorni non si aspettiamo movimenti sostanziali delle borse e avremo tempo di riflettere su cosa potrebbe succedere nel 2018 - l'ipotesi del top di lungo periodo in America é ancora all'esame. Fino al 31 dicembre avremo  ancora tre sedute di borsa in Europa, quattro negli Stati Uniti. Le prime sedute del nuovo anno di solito sono positive poiché deve essere investita la liquidità affluita sui conti risparmio. Tra feste e settimane raccorciate le operazioni importanti dovrebbero riprendere solo lunedì 8 gennnaio. Se entro questa data non succede nulla di importante a livello politico, é molto probabile che tra una decina di giorni ritroveremo indici azionari invariati o leggermente superiori ai livelli attuali. L'alternativa é che i traders utilizzino le buone premesse tecniche per una correzione e gli scarsi volumi, per tentare un affondo - é capitato l'anno scorso e l'effetto potrebbe ripetersi quest'anno.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.20% a 3553 punti              
DAX                         -0.23% a 13072 punti
SMI                          +0.00% a 9394 punti
FTSE MIB                  +0.52% a 22209 punti
S&P500                    +0.28% a 2683.34 punti
Nasdaq100               -0.02% a 6449 punti

Venerdì prima di Natale non é successo più nulla di importante. Le borse europee hanno aperto in calo del -0.3% e poi si sono fermate. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3553 punti (-0.49%) con il settore bancario particolarmente debole (SX7E -1.06% a 132.56 punti). Il canale laterale é intatto - dallo sviluppo degli indicatori sembra però che l'uscita avverrà al ribasso e quindi all'inizio dell'anno prossimo ci aspettiamo una rottura sotto i 3525 punti. Lo stesso vale per il DAX (-0.28% a 13072 punti) - qui esiste un supporto intermedio a 13000 punti la cui rottura dovrebbe in seguito permettere all'indice di scendere fino ai 12800 punti. Senza la collaborazione da parte degli Stati Uniti é poco probabile che le borse europee scendano più in basso. Determinante per le prime settimane dell'anno prossimo sarà di conseguenza il comportamento di S&P500 e colleghi.
Il FTSE MIB al momento difende l'importante supporto a 22000 punti ma come andiamo ripetendo da settimane la borsa italiana sembra strutturamente e relativamente debole e quindi ci aspettiamo una rottura al ribasso con obiettivi a 21200 (massimo) o 21500 punti (MM a 200 giorni). 
La borsa americana resta sopravvalutata, ipercomperata e con investitori troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Finora però questa sindrome non ha provocato una correzione e quindi il debole rialzo potrebbe anche continuare senza pause. Ormai l'S&P500 e colleghi stanno rompendo tutti i record di durata ed estensione del rialzo e quindi indovinare un massimo é questione di fortuna visto che a libvello tecnico non emerge nulla di nuovo. Speriamo di poterlo velocemente identificare una volta che si sarà verificato.
Venerdì 22 dicembre l'S&P500 si é fermato. L'indice si é mosso in soli 7 punti con moderati volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.7). Tecnicamente si é trattato di una seduta senza importanza. L'indice ha aperto a 2685 punti ed é sceso a 2678 punti per le 17.30. Poi é risalito fino alla chiusura a 2683.34 punti (-0.05). Anche la tecnologia (Nasdaq100 -0.12%) non ha combinato nulla. Solo il DJ Transportation (+0.43%) ha guadagnato decisamente terreno e fatto segnare la miglior chiusura della storia. La seduta al NYSE é stata equilibratat con A/D a 3667 su 3428, NH/NL a 481 su 314 e volume relativo a 0.7. La volatilità VIX resta bassa (9.90 punti, +0.28) insiame alla MM a 10 giorni sulla CBOE Equity put/call ratio (0.57). A livello di sentiment le premesse per una correzione dell'S&P500 rimangono ideali. La tendenza di fondo della borsa americana resta debolmente ma stabilmente al rialzo con il 59.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 70.92.
Fino all'8 gennaio vediamo un potenziale massimo di rialzo a 2710 punti di S&P500 (obiettivo secondo Fibonacci). Una correzione minore dovrebbe invece far ridiscendere l'S&P500 sui 2600 punti. Nelle prossime sedute la borsa rimane in balia degli investitori retail che sono volubili e emozionali - con bassi volumi basterebbe poco a provocare un movimento di un paio di punti in percentuale. La variante più probabile é quella di una rialzo di una trentina di punti nelle prossime 8 sedute. La variante negativa ma meno probabile é quella di una caduta di un'ottantina di punti.

Ieri, lunedì 25 dicembre, giorno di Natale, le borse sono rimaste chiuse. Oggi, martedì 26 dicembre le borse cinesi (senza Hong Kong), giapponese e degli Stati Uniti sono aperte. Il Nikkei stamattina ha perso il -0.2% - Shanghai ha guadagnato il +0.78%. Il future sull'S&P500 é ora (10.30) invariato a 2686 punti. È probabile che nel pomeriggio a Wall Street ci sia una seduta simile a quella del venerdì prima di Natale.

Commento del 22 dicembre

Mercati tranquilli - ignorato dai media riappare lo spettro della Catalogna

Dopo due sedute negative le borse europee non avevano motivi per cadere più in basso e cominciare a rompere i primi supporti intermedi. Di conseguenza ieri sono rimbalzate anche perché la stabilità della borsa americana non offriva alternative. Ora i maggiori indici azionari sono tornati nel canale orizzontale, valido praticamente da metà novembre, e come previsto ci resteranno almeno fino alla fine dell'anno.
L'Eurostoxx50 ha aperto a 3550 punti, é sceso fino ai 3534 punti ed é risalito a 3570 punti (+0.51%). Il limite inferiore del canale e supporto é a 3525 punti. Avevamo eventualmente previsto un test ma non una rottura e lo svolgimento della seduta di ieri ci da ragione. Per il terzo giorno consecutivo i tassi d'interesse sull'EUR sono saliti e questa volta le azioni delle banche hanno reagito secondo la logica vale a dire positivamente (SX7E +0.91% a 133.98 punti).
Il rimbalzo del DAX (+0.31% a 13109 punti) dai 13000 punti (minimo a 13013 punti) é stato fiacco e accompagnato da deboli volumi. Prima di Natale però non ci si poteva aspettare altro.
Il FTSE MIB con il minimo a 21999.89 punti (!) é arrivato esattamente sul supporto a 22000 prima di risalire a 22240 punti (+0.59%).
La tendenza di fondo delle borse europee é ora neutra con alcune sfumature. L'SMI svizzero (+1.18% a 9424 punti) é ancora in un rialzo di corto termine e sembra poter fare meglio del resto dell'Europa grazie all'indebolimento del CHF.
Sul DAX vale ancora il segnale di vendita a medio termine dato dal nostra indicatore proprietario di stocastica - significa che nelle prossime settimane é più probabile un tentativo di ribasso che una ripresa del rialzo verso un nuovo massimo storico.
Fino a fine anno é però probabile che non succeda più nulla di importante.

Ignorata dai media la Catalogna é andata alle urne. Secondo i primi risultati i partiti indipendentisti hanno ottenuto la maggioranza assoluta. Il piano di Rajoy di mettere sotto il giogo la provincia ribelle é fallito e l'UE ha un altro problema che si aggiunge ai tanti che si accumulano in agenda (Brexit, Polonia, profughi, mancanza di un governo in Germania, governo di destra in Austria, ecc.). Siamo sorpresi del fatto che ad ottobre questo tema era onnipresente nei media. Oggi praticamente non se ne parla - molti stamattina saranno sorpresi nell'apprendere che si sono svolte delle elezioni politiche. Strano. Oggi la borsa spagnola potrebbe reagire negativamente - per il resto non ci aspettiamo nell'immediato delle conseguenze.

Ieri l'S&P500 ha avuto una seduta positiva (+0.20% a 2684.57 punti) ma non ha attaccato il massimo storico a 2695 punti. L'indice ha aperto a 2687 punti, é brevemente caduto a 2682 punti per poi salire lentamente fino a 2692 punti. A metà giornata ha ricominciato a scendere e ha chiuso a 2684 punti. Evidentemente il mercato al momento non ha la forza per salire più in alto. Da giorni la CBOE Equity put/call ratio (0.56) é sotto la media di lungo periodo (0.62). Significa che molti traders e speculatori sono long nella speranza che l'S&P500 faccia ancora un balzo grazie all'approvazione della legge fiscale e al periodo stagionale favorevole. Vedremo quando perderanno la pazienza e chiuderanno le posizioni. L'anno scorso questo "vuoto d'aria" si é verificato tra il 28 ed il 30 dicembre.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4085 su 2642, NH/NL a 674 su 338 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 9.62 punti (-0.10). Le premesse tecniche per una correzione minore sussistono e sono ideali.

Oggi é l'ultima seduta prima di Natale e nessuno ha più voglia di borsa. I mercati sono fermi. Il future sull'S&P500 é a 2689 punti (+1 punto). Le borse asiatiche sono praticamente invariate. L'Eurostoxx50 vale ora 3554 punti. Le borse europee aprono in calo del -0.3%. Probabilmente si fermeranno qui fino a stasera.

Auguriamo ai nostri abbonati Buon Natale e buone feste.

Commento del 21 dicembre

Pausa fino a fine anno

Finalmente la riforma fiscale negli Stati Uniti é stata approvata dalle due camere del parlamento e entrerà in vigore. Il polverone si sta posando e l'eccitazione diminuisce. Nelle prossime settimane saremo innondati dalle opinioni degli esperti che ci spiegheranno le conseguenze di questa legge e le probabili ripercussioni sull'economia. Due aspetti sono certi. Le imprese pagheranno meno imposte. Ci sarà un aumento dei guadagni di circa il +12% - questo sembra già ampiamente scontato nella performance annuale dell'S&P500 (+19.7%). Il debito statale aumenterà di circa 1500 Mia di USD. Gli sgravi fiscali concessi a imprese e facoltosi contribuenti verrà pagato dalle generazioni future. È difficile credere che questa voragine verrà colmata grazie alla crescita economica generata dagli sgravi fiscali come pretende Trump. La storia suggerisce che questo effetto non si concretizzerà - per lo meno non in maniera sufficiente e permanente. La reazione delle borse é finora in buona parte comprensibile - premia Wall Street a scapito di altre zone economiche come l'Europa. L'USD si indebolisce - una ovvia reazione visto che gli Stati Uniti accumulano debiti.
Ora però l'effetto psicologico della riforma fiscale é ampiamente scontato dalle borse. Si avvicina la fine dell'anno e gli investitori istituzionali hanno già chiuso i libri e si ritirano dai mercati. È probabile che fino a fine anno non succeda più nulla di importante.

Ieri le borse europee, con una seduta decisamente negativa, hanno confermato che il balzo di lunedì era effettivamente una falsa rottura al rialzo. Ieri le borse hanno aperto invariate e sul massimo giornaliero. Poi sono scese lentamente accelerando sul finale quando si é visto che anche Wall Street non era più in grado di fornire impulsi positivi. L'Eurostoxx50 é sceso a 3552 punti (-0.83%) - i 3600 punti sono ormai lontani mentre si avvicina il supporto a 3525 punti. Pensiamo che l'Eurostoxx50 debba fermarsi in questo canale fino alla fine dell'anno. La pressione di vendita é modesta. Le banche (SX7E -0.61% a 132.77 punti) hanno partecipato al movimento malgrado che i tassi d'interesse siano in netta ascesa da due giorni.
Il DAX é caduto a 13069 punti (-1.11%). L'indice é tristemente tornato sotto i 13200  punti e si dirige ora verso il supporto sui 12800 punti. In linea di massima dovrebbe stabilizzarsi in questi 400 punti fino a fine anno. Le Bollinger Bands sono ancora più strette (12896-13261 punti). Questo é l'unico elemento di incertezza - ci sembra improbabile che il DAX possa ancora restare fermo in un canale di un 3% per parecchio tempo. Il nostro indicatore proprietario di stocastica valido a medio termine rimane su sell.
La discesa del FTSE MIB (-0.74% a 22109 punti) é continuata insieme a quella delle altre borse europee. Nei prossimi giorni il FTSE MIB testerà il supporto a 22000 punti. Una rottura al ribasso é probabile - l'inizio di una sostenibile fase negativa é per il momento uno scenario senza il sostegno di argomenti tecnici. Al massimo possiamo intravvedere una testa e spalle ribassista con obiettivo a 21200 punti. Sicuramente esistono più rischi di ribasso che potenziale di rialzo.
L'SMI (-0.90% a 9314 punti) martedì aveva toccato un massimo annuale a 9468 punti. Il minireversal di martedì ha avuto ieri una conferma. Ora l'SMI sta svolgendo una correzione minore con obiettivo a 9270 punti. L'effetto stagionale favorisce in seguito una stabilizzazione sui 9300 punti fino alla fine dell'anno.

Ieri l'S&P500 ha fatto una seduta di pausa in contrasto con i tweets trionfalistici di Trump. C'é stata un ultimo tentativo di rialzo con un'apertura a 2691 punti. L'indice é però immediatamente caduto di 10 punti e con questo reazione é evidente che negli scorsi giorni l'S&P500 ha raggiunto un massimo intermedio che molto probabilmente non verrà più migliorato nel corso del 2017. L'S&P500 dopo la volatile apertura si é fermato. È caduto fino a 2676 punti poi si é stabilizzato sui 2680 punti. Ha chiuso a 2679.25 punti (-0.08). Più o meno tutti gli indici si sono comportati alla stessa maniera (Nasdaq100 .0.13% a 6472 punti) con l'eccezzione del DJ Transportation (+0.88%) che ha toccato un nuovo massimo storico.
La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3447 su 3284, NH/NL a 553 su 412 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 9.72 punti (-0.31) - la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.56. Normalmente con questa costellazione tecnica e dopo un massimo intermedio il mercato dovrebbe svolgere una correzione. Trend ed effetto stagionale bloccheranno però l'S&P500 sui 2650 punti fino a fine anno.

Stamattina é tutto tranquillo. Il future sull'S&P500 é a 2683 punti (+2 punti). Le borse asiatiche marciano sul posto. Il Nikkei ha perso il -0.13% - Shanghai sale del +0.3%. L'Eurostoxx50 vale ora 3551 punti - le borse europee apriranno invariate. Nelle ultime sue sedute sono scese nel pomeriggio - pensiamo che oggi l'effetto si ripeterà ma con minore intensità.
Il cambio EUR/USD é a 1.1870. Chi per tutto il 2017 ha previsto un rafforzamento dell'USD e un indebolimento dell'EUR, soprattutto a causa dei differenziali dei tassi d'interesse, sarebbe ora che riveda le sue opinioni. La riforma fiscale degli Stati Uniti non contiene nulla in grado di aiutare l'USD. I guadagni delle multinazionali parcheggiati all'estero sono già in USD e non provocheranno nessun effetto quando verranno reimpatriati.

Commento del 20 dicembre

Le borse europee non confermano la rottura al rialzo - S&P500 a corto di carburante

Come sospettavamo ieri le borse europee non hanno confermato la rottura al rialzo di lunedì. In apertura gli indici sono ancora riusciti a guadagnare una manciata di punti - poi si sono fermati e fino nel primo pomeriggio sono rimasti praticamente fermi e in pari. È poi bastato che sui futures americani apparisse il segno negativo per provocare vendite in Europa. Le borse sono scese ed hanno chiuso sui minimi giornalieri, con sensibili perdite a scarsi volumi di titoli trattati.
L'Eurostoxx50 (-0.75% a 3582 punti) ha perso 18 punti - ha terminato la seduta sul minimo e nuovamente sotto i 3600 punti. Come temevamo la rottura al rialzo di lunedì si é rivelata falsa e rimane valido il canale laterale tra i 3525 ed i 3600 punti. Fallito il rialzo é possibile che ora l'Eurostoxx50 torni sul bordo inferiore del canale. In linea di massima però dovrebbe oscillare in laterale fino a fine anno. L'indice delle banche SX7E (+0.08% a 133.58 punti) si é comportato relativamente bene come conseguenza di un aumento dei tassi d'interesse.
Il DAX (-0.72% a 13215 punti) non é tornato immediatamente sotto i 13200 punti ma ci é mancato poco. La spinta rialzista di lunedì é stata compensata e annullata dalla caduta di 96 punti. Il DAX ha chiuso sul minimo giornaliero e quella di lunedì sembra ora una tipica falsa rottura al rialzo.Per esserne sicuri oggi il DAX deve tornare definitivamente sotto i 13200 punti ed eventualmente chiudere il gap di lunedì. In questo caso potrebbe e dovrebbe anche tornare sul supporto a 12800 punti (forse farà un minimo solo sui 12850 punti) prima di rassegnarsi ad oscillare in laterale sui 13000 punti fino a fine anno. Notiamo i bassi volumi di titoli trattati. I movimenti di questi giorni sono provocati da investitori retail - non dovrebbero trasformarsi in tendenza.
Il FTSE MIB (-0.52% a 22275 punti) non ha attaccato la resistenza intermedia a 22500 punti ma é ricaduto come le altre borse europee. Ha terminato la seduta sul minimo giornaliero e ora dovrebbe esserci un ulteriore attacco al supporto a 22200 punti. Temiamo che nei prossimi giorni il FTSE MIB romperà il supporto e cadrà fino ai 21500 punti circa. Questa sarebbe la logica conseguenza di debolezza relativa, indicatori leggermente negativi e posizione dell'indice rispetto all'Eurostoxx50 (che dovrebbe nei prossimi giorni fare una minicorrezione del -2% circa). Non crediamo che stia iniziando una fase di ribasso ma dobbiamo osservare il comportamento del FTSE MIB sui 22000 punti prima di poterlo dire con sicurezza.  

L'S&P500 americano (-0.32% a 2681.47 punti) ha avuto una seduta negativa e questa é la reazione minima all'impennata delle due precedenti sedute. La candela di lunedì sul grafico abbandonata nel nulla era un chiaro segnale di momentaneo esaurimento di trend e quindi é logico che ieri il mercato si sia fermato ed abbia ritracciato. Questa seduta non ha ancora nessun significato tecnico particolare - non siamo in grado di dire se rappresenta l'inizio di una correzione malgrado che le premesse restino favorevoli. Bisogna vedere se oggi c'é una continuazione verso il basso ed in caso affermativo di che tipo e qualità per poter ipotizzare una correzione.
L'S&P500 ha aperto a 2693 punti - in guadagno di 3 punti e ad 1 punto dal massimo storico. Poi però é sceso regolarmente e senza reazione fino ai 2680 punti. Dopo un breve rimbalzo ha chiuso a 2681 punti. La tecnologia ha perso qualche punto in più (Nasdaq100 -0.50%) mentre il DJT (+0.13%) ha raggiunto un nuovo massimo storico. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2156 su 4569, NH/NL a 636 su 495 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 10.03 punti (+0.50) - la CBOE Equity put/call ratio é rimasta bassa a 0.53. Nessuno crede che una correzione sia possibile prima di inizio gennaio dell'anno prossimo. Noi aspettiamo che il polverone sollevato dalla riforma fiscale negli Stati Uniti si posi con l'approvazione nelle due camere del Parlamento. Poi vedremo se il mercato ha in effetti voglia di correggere o se il rialzo continua come al solito. Per ora l'S&P500 sembra unicamente stanco - il momentum é in calo.

Stamattina torna già il sereno. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei é salito del +0.09%, Shanghai é in calo del -0.3%. Il future sull'S&P500 sale di 6 punti a 2690 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3586 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.1%). Dopo il calo di ieri stamattina c'é un tentativo di rimbalzo - crediamo però che le borse si sgonfieranno nel corso della giornata. Mancano argomenti per ulteriori acquisti e gli operatori sono smotivati. Per stasera prevediamo che gli indici torneranno in rosso - le perdite saranno però contenute e i volumi scarsi.

Commento del 19 dicembre

Record e bambini abbandonati

Ieri le borse europee hanno deciso di seguire gli Stati Uniti e sono partite decisamente al rialzo. Hanno aperto con guadagni intorno al +0.5% e subito sono continuate a salire raggiungendo già verso le 10.00 altitudine da crocera. Significa che a quest'ora avevano già accumulato buona parte dei guadagni e per il resto della giornata si sono limitate ad oscillare in laterale. L'Eurostoxx50, dai 3560 punti di venerdì, alle 10.00 si trovava sui 3600 punti. Ha poi chiuso a 3609 punti (+1.37%) dopo aver toccato un massimo a 3613 punti. Formalmente questa é una rottura al rialzo - quella di ieri é la migliore chiusura da metà novembre e l'Eurostoxx50 é rimasto sopra i 3600 punti. La rottura é però ancora marginale e ci vuole una continuazione oggi per poter parlare di ripresa del rialzo con possibile obiettivo sui 3700 punti per la prima settimana di gennaio del 2018. Il settore delle banche (SX7E +1.07% a 133.47 punti) ha partecipato al movimento senza entusiasmo. Il DAX ( +1.59% a 13312 punti) si é comportato in maniera simile. Dopo settimane di paralisi ha avuto una seduta di forte rialzo. L'indice ha aperto in gap up, é salito sopra il bordo superiore delle BB e non é più sceso. Ha chiuso sul massimo giornaliero e con un importante guadagno di 208 punti. Formalmente il DAX ha rotto il canale valido da metà novembre e riprende il rialzo. In questo caso entro fine anno il DAX salirà su un nuovo massimo storico. La rottura deve però ancora essere confermata - i volumi ieri non erano entusiasmanti e l'indice sembra dipendere molto dallo sviluppo della borsa americana.
Quella di ieri potrebbe anche essere una falsa partenza e falsa rottura provocata dagli investitori retail - gli istituzionali sembrano assenti.
Non siamo ancora convinti che le borse europee vogliano abbandonare l'oscillazione in laterale valida in fondo da metà ottobre. Le rottura al rialzo dei maggiori indici sono ancora marginali e dopo una sola seduta veramente positiva non siamo ancora disposti a mutare la nostra strategia. È però evidente che l'impostazione di fondo resta positiva e nell'immediato il rischio di correzioni é basso. Bisogna solo decidere se vale ancora il canale laterale o se in effetti la spinta di rialzo di ieri é sostenibile.
Il FTSE MIB (+1.34% a 22390 punti) ha seguito le altre borse europee ma resta sotto la prima resistanza intermedia a 12500 punti. Teoricamente é ancora invischiato nel range 12200-12500 punti con una leggera prevalenza dello scenario ribassista. Vediamo però cosa succede oggi prima di dare un giudizio definitivo.
Tutti parlano di rally di Natale ed in effetti gli indicatori puntano in questa direzione. Se però l'America si blocca anche l'Europa non andrà lontano. Vediamo cosa é successo ieri sera a Wall Street.

A prima vista non c'é nulla di nuovo. L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2694.97 punti ed ha chiuso poco più in basso a 2690.16 punti (+0.54%). La seduta si é però svolta in una calma surreale - l'S&P500 ha aperto con un netto gap up di 10 punti (2689 punti) e poi si é mosso in soli 5 punti (2690-2695 punti)! Sui grafici di molti indici appaiono delle piccole candele bianche abbandonate nel nulla. Questo può significare accelerazione, esaurimento o premessa per una correzione. Ci sono due candele sulle tre necessarie per la combinazione tecnica chiamata bambino abbandonato (bearish abandoned baby). Se oggi segue un'apertura in gap down e una seduta negativa (candela rossa), il segnale d'inversione di tendenza é completo. Al momento però le probabilità sono scarse. Il future sull'S&P500 é a 2695 punti (+1 punto) e stasera dovrebbe essere approvata definitivamente la riforma fiscale. Senza un colpo di scena é difficile che con queste premesse l'S&P500 oggi cada.
Ma tornamo a ieri sera. Il rialzo ha trascinato tutto il listino con numerosi indici a toccare nuovi massimo storici. Anche il tecnologico Nasdaq100 (+0.73% a 6513 punti) si é involato. Sembra inutile dire che tutti gli indici azionari sono ipercomperati ed in eccesso di rialzo a corto e medio termine. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4848 su 1954, NH/NL a 1026 (meglio) su 279 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é a 9.53 punti (+0.11) mentre la CBOE Equity put/call ratio é sempre bassa a 0.50. Gli investitori sono ancora molto ottimisti e speculativamente posizionati al rialzo.
Non cambia nulla - malgrado le buone premesse per una correzione la borsa americana continua lentamente ed inesorabilmente a salire. Il grafico dell'S&P500 assomiglia a quello dei fondi del famoso truffatore Bernard Madoff.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Il Nikkei ha perso il -0.12% - Shanghai sale del +0.8%. Il future sull'S&P500 é invariato - anche il Bitcoin non si muove (che é tutto dire...). L'Eurostoxx50 vale ora 3608 punti. Le borse europee apriranno in pari. Vediamo se oggi confermano la parziale rottura al rialzo di ieri (ci vuole una seduta in pari o in guadagno) o se invece Eurostoxx50 e DAX ricadono sotto le vecchie resistenze (3600 punti e 13200 punti).
Gli investitori istituzionali hanno già praticamente chiuso i libri e terminato le operazioni prima della fine dell'anno. I mercati sono in balia degli emozionali e irrazionali investitori privati - potrebbero esserci delle sorprese malgrado che la tradizione suggerisce che le borse resteranno positive fino alla fine della prima settimana di gennaio 2018.

Aggiornamento del 18 dicembre

Paura, orgoglio ed avidità

Le previsioni di borsa cercano di portare un aspetto di efficienza e razionalità in un settore che é dominato da molti fattori imperscrutabili e dai sentimenti - per questa ragione spesso le previsioni sono sbagliate. Sono però necessarie poiché é impossibile investire senza avere delle idee su cosa potrebbe succedere nel futuro. Bisogna avere uno scenario di base ed essere pronti ad adattarlo a seconda dello sviluppo della situazione. Le emozioni provocano poi due fonti di errore - sbagliano i mercati, fatti da persone, che non si muovono mai in situazioni di equilibrio ma sono sembra sotto o sopravvalutati. Sbagliano gli investitori e gli analisti poiché malgrado l'evidenza non riescono a cambiare il loro atteggiamento quando il mercato si muove diversamente dalle attese.
Gli investitori hanno paura di perdere e di rischiare - faticano ad ammettere l'errore e cercano costantemente conferme della loro opinione sbagliata mettendo da parte gli argomenti contrari - si buttano in avventure senza senso poiché invidiosi del momentaneo successo di altri e attirati del facile guadagno.
Al momento ci sono due esempi lampanti - la borsa americana é oscenamente cara. L'S&P500 é evidentemente sopravvalutato. Trend, momentum e liquidità favoriscono però nel corto termine ulteriori guadagni. Tutti corrono nella stessa direzione nella paura di perdere qualcosa - nessuno riesce ad analizzare razionalmente le conseguenze della riforma fiscale dei repubblicani. Trump vende aria e sogni - in questa maniera é stato eletto a Presidente. Forse é vero che l'America aveva bisogno una ventata di ottimismo e di fiducia in sé stessa. Presto o tardi però la realtà dei fatti verrà alla luce. Il 2017 é stato l'anno dell'illusione - vedremo se il 2018 sarà l'anno del ritorno alla dura realtà.
Il Bitcoin e le monete virtuali in generale sono un'illusione. Il Bitcoin può assumere qualsiasi valore poiché non ha valore. È un bene con offerta limitata per cui la natura umana ha creato una domanda teoricamente illimitata. Il Bitcoin non é una moneta poiché non serve come usuale mezzo di pagamento e il suo prezzo é troppo volatile. Ci saranno molte persone che diventeranno ricche e molte che invece perdranno tutti i loro risparmi. Alla fine di tutto questo restarà solo una interessante e valida tecnologia - la blockchain. Nel frattempo, come abbiamo già scritto in precedenti occasioni, il Bitcoin può salire a 100'000 USD o ricadere a 100 USD. Chi vuole speculare, con paura orgoglio e avidità, può cimentarsi con il Bitcoin - considerando il disequilibrio tra domanda e offerta é probabile che nel corto termine il prezzo salga ancora. Come tutte le bolle speculative é però destinata a scoppiare. Siate coscienti.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2688 punti (+6 punti) - l'indice vale 2685 punti - questo teoricamente é un nuovo record storico. La settimana che precede Natale inizia con un'intonazione positiva. Le borse asiatiche sono miste (Nikkei +1.63%, Shanghai -0.1%). L'Eurostoxx50 vale ora 3588 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.5%. Pensiamo di ritrovare gli indici stasera sui livelli d'apertura. Notizie riguardanti la riforma fiscale negli Stati Uniti ed il voto finale al Parlamento potrebbero ancora influenzare i mercati. Anticipando un esito positivo le borse sono già salite parecchio - é quindi possibile che nel corso della settimana seguiranno prese di beneficio.

Commento del 16-17 dicembre

Le correlazioni non funzionano più - alcuni indicatori mostrano livelli inusuali

Una settimana fà l'S&P500 era a 2651 punti. Avevamo previsto una correzione minore fino ai 2625 punti. In seguito, poiché spesso la scadenza dei derivati di dicembre corrisponde ad un massimo intermedio, pensavamo che venerdì l'S&P500 potesse tornare sui 2650 punti. Avendo escluso la possibilità di una forte correzione, avevamo detto, come variante positiva, che fino a fine anno l'S&P500 poteva salire su un nuovo massimo storico marginale poco sopra i 2665 punti. La seduta di venerdì ha fatto saltare questo scenario - l'S&P500 é balzato a 2675.81 punti (+0.90%) con un nuovo massimo storico a 2679.63 punti. Ufficialmente la ragione sarebbe che la riforma fiscale di Trump e dei repubblicani é ormai pronta per essere approvata da entrambe le Camere del Parlamento. La notizia non é nulla di nuovo - di conseguenza la reazione positiva é ancora più significativa - é bastato poco in termine di contenuti per far fare al mercato un'altra impennata malgrado ipercomperato ed eccesso di fiducia da parte degli investitori. Questa é una sindome a doppio taglio. Se un indice sale malgrado che é ipercomperato (RSI sopra i 70 punti) significa che la spinta di rialzo é possente. Normalmente se tutti sono molto ottimisti (VIX sotto i 10 punti, Fear&Greed Index, inchieste) e speculativamente orientati al rialzo (CBOE Equity put/call ratio / MM a 10 giorni sotto 0.60) significa che tutti hanno già comperato e dovrebbe mancare ulteriore carburante per salire più in alto - d'altra parte nessuno vende nella convinzione che il mercato può solo salire. Bastano poi, per saldo, pochi nuovi acquirenti obbligati forse a comperare prima della fine dell'anno, a far salire ulteriormente il mercato. In ogni caso venerdì abbiamo avuto un'ulteriore dimostrazione che l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo non bastano a fermare il movimento. Stupiti abbiamo osservato come la borsa americana é riuscita ancora ad avere una seduta decisamente positiva malgrado i record e gli eccessi - il rialzo sembra ancora vivo e vegeto e in piena forma. A questo punto la nostra ipotesi di un top sui 2657 punti comincia a fare acqua da tutte le parti - in un top di lungo periodo non sono 20 punti o l'1% a fare una decisiva differenza - é però il comportamento del mercato a farci venire seri dubbi.
La tendenza di fondo della borsa americana resta saldamente al rialzo - il 55.8% dei titoli si trova sopra la SMA a 50 giorni, il Bulllish Percent Index sul NYSE é a 69.59.
Le borse europee invece dovevano oscillare in laterale fino a fine anno. La tendenza di fondo é neutra. Settimana scorsa le borse europee si sono comportate secondo questa previsione con alcune sfumature. L'SMI svizzero (+0.12% a 9394 punti) ha toccato venerdì un nuovo massimo annuale a 9416 punti - la tendenza a corto termine é al rialzo e nelle prossime settimane l'indice sembra puntare sul miglioramento del massimo storico a 9548 punti che risale a giugno del 2007.
Il FTSE MIB italiano (-0.44% a 22094 punti) sta invece testando l'importante supporto a 22000 punti. A medio e corto termine la tendenza é ancora neutra. I rischi di una rottura al ribasso sono però in notevole aumento.
Non sappiamo bene come si svilupperanno queste divergenze - ci sembra difficile che la borsa americana continui a salire, quelle europee oscillino in laterale ancora per settimane mentre il FTSE MIB amplia la correzione di novembre sotto i 22000 punti. Deve succedere qualcosa di diverso anche perché le borse non possono restare per molto tempo così stabili con volatilità molto basse e Bollinger Bands molto strette.
In generale però fino all'8 di gennaio del 2018 le premesse per una continuazione del rialzo sono buone mentre la probabilità di una forte correzione o di un inversione di tendenza sono deboli.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.80% a 3560 punti              
DAX                         -0.38% a 13103 punti
SMI                          +0.81% a 9394 punti
FTSE MIB                  -2.98% a 22094 punti
S&P500                    +0.92% a 2675.81 punti
Nasdaq100               +1.92% a 6466 punti

Venerdì le borse europee si sono trascinate fino alla scadenza dei derivati di dicembre e fino alla chiusura. Gli indici azionari hanno trascorso buona parte della giornata tra il leggermente negativo e il pari e solo grazie alla spinta fornita da Wall Street hanno poi guadagnato qualche punto sul finale e hanno finalmente chiuso in positivo. Si é però trattato di una pallida prestazione in confronto ai fuochi d'artificio di Wall Street. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3560 punti (+0.12%) appensantito dal settore bancario (SX7E -0.46% a 132.06 punti). Poco importa se alle 22.00 é riuscito nel dopo borsa a issarsi a 3569 punti. Le borse europee si muovono (come previsto) stancamente in laterale e non sembrano voler cambiare ritmo.

L'S&P500 ha aperto a 2565 punti e dopo una lieve caduta a 2563 punti é salito a sbalzi fino a un nuovo massimo storico a 2579.63 punti. Nell'ultima mezz'ora di contrattazioni ha ritracciato fino ai 2672 punti per infine chiudere a 2675.81 punti (+0.90%). Nel dopo borsa l'indice é arrivato a 2680 punti! La tecnologia ha partecipato con entusiasmo a questo rally - il Nasdaq100 ha raggiunto un nuovo record storico a 6466 punti (+1.20%).
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 4666 su 2067, NH/NL a 581 (patetico) su 449 e volume relativo a 1.9 (dovuto alla scadenza dei derivati). La volatilità VIX é caduta a 9.42 punti (-1.07) mentre la CBOE Equity put/call ratio é di 0.57 con la MM a 10 giorni a 0.59. Questi sono dati che mostrano un mercato con scarsa partecipazione e traders speculativamente orientati al rialzo - é quindi un mercato fragile - una correzione potrebbe essere violenta - é solo che il mercato non mostra la minima intenzione di correggere...
La RSI settimanale dell'S&P500 é a 83.43 punti - questo é il valore più alto degli ultimi 20 anni e significa un forte situazione di ipercomperato a medio termine. Per nessuno sembra però suonare un segnale d'allarme.
Notiamo una seconda situazione inusuale o per meglio dire poco coerente con lo sviluppo della borsa. La curva dei rendimenti degli US Tresury Bonds si sta appiattendo - l'USTB a 2 anni rende il 1.84%, quello a 30 anni il 2.68%. Questo significa che il mercato delle obbligazioni prevede un rallentamento economico e niente inflazione.

Settimana prossima andiamo verso Natale. Non crediamo che possa cambiare qualcosa nel trend o nell'ottimismo degli investitori. La borsa americana é oscenamente cara ma evidentemente ci sono ancora molti investitori che credono nel suo potenziale di rialzo. Il window dressing per fine anno obbligherà i portfolio managers ad essere completamente investiti. Normalmente la prima settimana di un nuovo anno é positiva visto che viene investita la liquidità affluita sui conti risparmio.
Conclusione: é difficile e improbabile che prima dell'8 gennaio 2018 le borse cambino direzione.

Commento del 15 dicembre

L'ipotesi del top lanciata ad inizio dicembre con S&P500 a 2657 punti é ancora valida...

Ieri l'S&P500 (-0.41% a 2652.01 punti) ha finalmente avuto una seduta negativa. Non é però questa la ragione che ci invoglia a riprendere l'argomento. In fondo mercoledì l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 2671 punti. È però evidente che da inizio dicembre il cammino dell'S&P500 si é fatto più irrequieto e che nelle ultime 9 sedute, malgrado che si parla sempre di rialzo, l'indice non ha fatto sostanziali progressi. Notiamo inoltre delle divergenze - parecchi indici a dicembre hanno una performance negativa e/o non sono riusciti a migliorare il record storico (Nasdaq, Nasdaq100, Russell2000). Infine ci sono alcuni importanti settori in evidente difficoltà che stanno correggendo o hanno iniziato una fase di ribasso - l'esempio più lampante é quello dei semiconduttori (SOX). Indipendentemente dall'esito delle singole sedute continuiamo a seguire da vicino lo sviluppo generale della situazione. Sicuramente non é un momento buono per comperare azioni.

Ieri le borse europee hanno avuto un'altra seduta negativa. I venditori non hanno dominato ma hanno prevalso. I maggiori indici sono rimasti leggermente in negativo o in pari fino nel pomeriggio inoltrato. Sul finale però c'é stato ancora un cedimento e gli indici hanno chiuso sul minimo giornaliero con moderate perdite. L'Eurostoxx50 ha trascorso gran parte della giornata sui 3570-3580 punti. In chiusura é però caduto a 3556 punti (-0.71%). Le banche hanno contribuito a questo risultato (SX7E -0.91% a 132.67 punti). Ora gli indici sono tornati al centro del range valido da metà novembre e che secondo noi dovrebbe bloccare le borse europee fino a fine anno in un canale laterale. Una conferma ci viene anche dal DAX tedesco (-0.44% a 13068 punti) - le BB scorrono a 12913-13198 punti - nell'ultimo mese l'indice si é mosso tra i 12800 ed i 13200 punti. Sembra che il DAX voglia sistemarsi in questo range relativamente stretto e rimandare eventuali rotture alla prima settimana di gennaio dell'anno prossimo. Gli indicatori sono misti, possibilisti e in generale in posizione neutra. Non é il momento di prendere iniziative.
La situazione del FTSE MIB (-0.93% a 22191 punti) si sta deteriorando. Anche ieri la borsa italiana ha perso terreno e ha mostrato debolezza relativa. Il supporto a 22000 punti si avvicina rapidamente - se oggi il calo non rallenta aumentano le probabilità di una rottura al ribasso. La MM a 50 giorni, finora piatta, sta ora girando verso il basso. Le elezioni politiche sono state fissate per il 4 marzo 2018 - questa notizia ha riacceso i riflettori internazionali sull'Italia e sulla sua situazione economica. Il giudizio degli investitori non sembra positivo.
Invece la borsa svizzera continua a cavarsela relativamente bene. Ieri l'SMI ha perso solo il -0.12% a 9383 punti e durante la giornata ha toccato un nuovo massimo annuale a 9416 punti. La candela sul grafico con minimo e massimo ascendenti assicura che a corto termine la tendenza é ancora al rialzo. 

Torniamo in America. Dopo la decisione di mercoledì sera della FED di aumentare i tassi d'interesse del +0.25% (e prevedere altri 3 aumenti nel 2018) ci sono state delle vendite. Non si può dire se queste sono solo delle prese di beneficio, l'inizio di una correzione minore o qualcosa di più grave. Per il momento si tratta di una seduta negativa isolata e senza conseguenze tecniche. L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2668 punti e ha chiuso sul minimo a 2652 punti. Per saldo ha perso 11 punti. È normale che prima della scadenza odierna dei derivati di dicembre ci siano delle scosse di assestamento. Come sapete noi ci aspettavamo di peggio.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1904 su 4830, NH/NL a 462 su 534 e volume relativo a 1.0. Notiamo l'aumento dei nuovi minimi a 30 giorni che hanno superato il numero dei nuovi massimi - l'S&P500 un mese fà era circa 100 punti più in basso - strutturalmente il mercato é decisamente più debole di quanto mostra l'indice.
La volatilità VIX é lievitata a 10.49 punti (+0.31) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.60 - gli investitori restano ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Ora tutti parlano del rally di Natale. Considerando il trend questa é in effetti la variante più probabile. Guardate però cosa é successo l'anno scorso - dal 9 dicembre al 24 gennaio l'S&P500 é oscillato in laterale e per saldo non si é mosso. Questa é una variate che stiamo prendendo in seria considerazione all'interno del top di lungo periodo.

Oggi scadono i derivati di dicembre. È una grande scadenza trimestrale che implica parecchi aggiustamenti tecnici nei portafogli. Ci saranno forti volumi e alcuni movimenti improvvisi e irrazionali - per saldo però gli indici azionari dovrebbero muoversi poco.

Il future sull'S&P500 è stamattina a 2660 punti (+4 punti). Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.68%, Shanghai -0.8%). L'Eurostoxx50 vale ora 3552 punti. Le borse europee apriranno con una leggera perdita (-0.1%). Se non siete dei traders accaniti oggi é meglio non guardare la borsa - non perderete niente. Io adesso vado a spalare - stanotte ha nevicato e ho circa 30 cm di neve fresca da spostare per uscire e raggiungere il garage. Sta però tornando il sole e si preannuncia una giornata fantastica.

Commento del 14 dicembre

Janet Yellen fà sbadigliare i mercati ed esce di scena

Ieri l'S&P50 ha toccato un nuovo massimo storico a 2671.88 punti. Poi é ridisceso a 2664 punti ed ha atteso la decisione della FED. La banca centrale americana, come previsto, ha alzato i tassi d'interesse del +0.25%. Questo rincaro del prezzo del denaro era ampiamente scontato e la borsa ha reagito con indifferenza. L'S&P500 é risalito a 2671 punti, é ridisceso verso le 22.00 a 2667 punti ed é stranamente caduta negli ultimi minuti di contrattazioni a 2662.85 punti (-0.05%). Come vedete non é successo nulla - l'S&P500 si é mosso in soli 9 punti e ha chiuso invariato. Janet Yellen esce di scena con la borsa americana apparentemente in piena forma. Noi ci aspettavamo un'aumento della volatilità ed una reazione - invece la seduta di ieri é simile alle molte sedute che l'hanno preceduta quest'anno. Cercare negli indicatori dei dettagli che possano suggerire l'imminenza di un sostanziale movimento serve a poco. L'S&P500 sale semplicemente in maniera lenta, regolare e costante.
Anche oggi il mercato é letargico - il future sull'S&P500 é invariato a 2669 punti (+4 punti) - significa che l'indice vale 2667 punti e la caduta ieri sera nell'ultimo minuto di contrattazioni a 2662 punti si rivela un'anomalia. Probabilmente nelle prossime tre settimane non succederà più niente di importante. Nell'euforia, per fine anno tutti vorranno essere investiti e di conseguenza l'S&P500 potrebbe guadagnare ancora qualche punto. L'ipercomperato e l'eccesso di rialzo non sembrano provocare le abituali reazioni negative - abbiamo a che fare con una borsa completamente anestetizzata.
I dati della seduta di ieri non contengono elementi nuovi. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4228 su 2488, NH/NL a 537 su 355 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 10.18 punti (+0.26) senza conseguenze negative sull'S&P500. La CBOE Equity put/call ratio a 0.57 resta sotto la media. Venerdì scadono i derivati di dicembre. Le probabilità che si concretizzi ancora l'atteso "vuoto d'aria" sono scarse.

Facciamo un passo indietro e torniamo in Europa. In generale le borse europee hanno avuto una seduta speculare rispetto a quella di martedì. L'Eurostoxx50 é sceso a 3581 punti (-0.52%) ed é tristemente tornato sotto i 3600 punti riperdendo quanto guadagnato il giorno prima (+0.51%). La nostra ipotesi di un movimento in laterale fino alla fine dell'anno prende corpo.
Per il resto abbiamo avuto due segnali contraddittori. L'SMI svizzero é balzato a 9394 punti (+0.35%) - questo é un nuovo massimo annuale e costituisce la ripresa ufficiale del rialzo dopo due mesi di consolidamento. L'indice sembra voler attaccare il massimo storico a 9473 punti risalente ad agosto del 2015. Questa strana divergenza ci sorprende - la Svizzera sale mentre l'Europa zoppica. Spesso nel passato l'SMI ha mostrato la strada al resto dell'Europa. Vedremo se nei prossimi giorni la divergenza continua o se i mercati azionari di Svizzera ed Europa tornano a muoversi in parallelo.
L'SMI é salito ma il FTSE MIB (-1.44% a 22400 punti) é caduto piuttosto pesamentemente. È una conseguenza dell'annuncio che finalmente l'anno prossimo ci saranno le elezioni. Il FTSE MIB ha chiuso sul minimo rompendo l'importante e vitale supporto intermedio a 22500 punti. Ora torna d'attualità il supporto a 22000 punti che aveva bloccato la correzione di novembre. Teoricamente questo supporto dovrebbe reggere e obbligare il FTSE MIB ad oscillare in laterale tra i 22000 ed i 22800 (eventualmente 23000) punti fino a fine anno. Dopo una seduta negativa provocata da un annuncio di contenuto politico é però prematuro trarre delle conclusioni. Vediamo cosa succede oggi.
Oggi nell'ordine terminano le riunioni di BNS (09.30), BoE (13.00) e BCE (13.45) che hanno lo scopo di discutere e decidere la politica monetaria. Tutte la banche centrali dovrebbero lasciare i tassi d'interesse invariati. I commenti dei responsabili nelle successive conferenze stampa potrebbero però muovere le borse. Mario Draghi parlerà alle 14.30.    

Stamattina le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei ha perso il -0.32%, Shanghai lascia al momento il -0.35% sul terreno. Mentre scrivavamo il future (marzo) dell'S&P500 é salito a 2670 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3574 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Considerando che ieri in America non ci sono state reazioni negative é probabile che stamattina gli indici azionari europei salgano e tornino in pari - agli europei piace copiare gli americani. Poi vedremo se Mario Draghi e colleghi hanno qualcosa di interessante da dire. Noi crediamo che prima di Natale eviteranno accuratamente di sorprendere gli investitori con delle novità. Di conseguenza ci aspettiamo borse immobili e indici azionari stasera praticamente invariati.

Commento del 13 dicembre

Borse caute prima delle riunioni delle banche centrali

Le borse europee sono rimaste tranquille e hanno trascorso buona parte della giornata ferme con guadagni intorno al +0.2%. Solo in serata gli indici hanno ancora guadagnato qualche punto quando l'S&P500 si é involato verso un nuovo record storico - hanno chiuso sui massimi giornalieri con moderate plusvalenze. L'Eurostoxx50 si é fermato sui fatidici 3600 punti (+0.51%). Chiaramente questo é un progresso ma non ancora la riprese del rialzo. È la migliore chiusura delle ultime 3 settimane ma non costituisce ancora un'uscita dal canale laterale che ha catturato l'indice da metà novembre e sembra poter durare fino a fine anno. Anche il DAX (+0.46% a 13183 punti) é salito ma non é riuscito a superare i massimi delle due precedenti sedute né a svettare decisamente sopra le Bollinger Bands. L'SMI svizzero (+0.50% a 9361 punti) ha avuto la migliore chiusura dell'anno senza migliorare però il massimo annuale. Il FTSE MIB é rimasto indietro (+0.16% a 22727 punti) a causa della passività del settore bancario (SX7E +0.32% a 135.07 punti).
In generale la situazione tecnica dele borse europee migliora. Possiamo escludere che possa svilupparsi ancora nelle prossime settimane una sostanziale correzione. Lo scenario più probabile, fino a prova contraria, resta però quello dell'oscillazione in laterale - gli indicatori di medio termine sono tendenzialmente misti e neutri. Vedremo se domani la BCE riuscirà a cambiare qualcosa.

A New York l'S&P500 (+0.15% a 2664.11 punti) é riuscito a toccare un nuovo massimo storico marginale a 2669.72 punti. È però ridisceso nella seconda parte della seduta a 2664 punti "salvando" solo un magro bottino di 4 punti. Questo nuovo record é, come potete facilmente immaginarvi, un'ulteriore conferma che il trend dominante é al rialzo. La seduta di ieri a New York ha però dato risultati misti - il tecnologico Nasdaq100 (-0.16% a 6383 punti) e il largo indice delle piccole e medio imprese Russell2000 (-0.24%) hanno perso terreno. In effetti la seduta al NYSE é stata nel complesso negativa con A/D a 3058 su 3646, NH/NL a 525 su 413 (in aumento) e volume relativo a 1.0. Come conseguenza la volatilità VIX é salita a 9.92 punti (+0.58). Restiamo dell'opinione che ancora questa settimana ci deve essere un "vuoto d'aria" di circa un -1%. Questo dovrebbe abbattere l'ipercomperato e porre le basi per un minirally natalizio che dovrebbe permettere all'S&P500 di ritoccare il massimo storico.
Forse la scusa potrebbe venire dalla riunione odierna della FED. Il FOMC deciderà un aumento dei tassi d'interesse del +0.25%. Il comunicato é atteso stasera alle 20.00. Alle 20.30 seguirà una conferenza stampa durante la quale verranno illustrate la situazione congiunturale e le intenzioni per il futuro. Alzare i tassi d'interesse e contemporaneamente ridurre la somma di bilancio della FED troppo velocemente potrebbe essere una combinazione in grado di spaventare gli investitori e provocare delle vendite.

Stamattina le borse sono tranquille e poco mosse - il future sull'S&P500 é a 2665 punti (-2 punti). In Asia il Nikkei ha perso il -0.52% - in generale però le borse salgono come Shanghai (+0.7%). L'Eurostoxx50 vale ora 3590 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.2%. Pensiamo di ritrovare gli indici stasera sui livelli d'apertura.

Commento del 12 dicembre

Mercati senza idee si aggrappano ai riferimenti tecnici

Ieri le borse si sono mosse poco e a fine giornata i risultati sono misti e contraddittori.
L'Eurostoxx50 é sceso a 3582 punti (-0.26%). La mattina ha ancora provato a salire ed é appena riuscito a mettere la testa sopra i 3600 punti (massimo a 3601 punti). Poi é scivolato verso il basso per tutta la giornata e ha chiuso poco sopra il minimo (3579 punti). L'escursione giornaliera é stata solo di 22 punti. Evidentemente il balzo di venerdì provocato dal rally delle banche (SX7E -0.24% a 134.74 punti) é stato eccessivo e doveva essere riassorbito. Sul DAX (-0.23% a 13123 punti) la reazione tecnica é stata ancora più evidente - l'indice é stato bloccato dal bordo superiore delle Bollinger Bands (13169 punti) ed é stato respinto verso il basso. Normalmente quando basta questa fiacca barriera a fermare un movimento significa che la spinta é debole. Ora sembra che le borse europee debbano rimanere catturate nel range (canale laterale) formatosi da metà novembre. Abbiamo però bisogno ancora alcuni giorni di contrattazioni per esserne sicuri. Solo il FTSE MIB (-0.36% a 22691 punti) si trova in una situazione diversa a causa del forte peso del settore finanziario nell'indice. L'abbiamo spiegato nel commento serale. A corto termine i 22500 punti sono vitali e decisivi - costituiscono la frontiera tra la continuazione del rialzo verso un nuovo massimo entro fine anno e un ritorno nel modus correzione con una ricaduta a 22000 punti. Lo scenario positivo é quello più probabile.
Se l'Europa ha dato segni di debolezza l'America invece ha proseguito imperturbata il rialzo. L'S&P500 (+0.32% a 2659.99 punti) si é mosso in soli 9 punti - ha aperto a 2652 punti, vicino al minimo di 2651 punti, ed é salito fino alla chiusura sul massimo a 2660 punti. È stata una giornata poco spettacolare durante la quale però i ribassisti non hanno mai preso l'iniziativa - sembrano rassegnati.
La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 3616 su 3132, NH/NL a 513 (pochi) su 369 (in aumento...) e volume relativo a 0.9. In generale questa spinta di rialzo partita dai 2600 punti non viene sostenuta dai volumi di titoli trattati che sono in calo. La volatilità VIX é ulteriormente scesa a 9.34 punti (-0.24). Il quadro tecnico é quello di un rialzo in questa fase fragile che ha bisogno di consolidare. Crediamo quindi che sul corto termine l'S&P500 debba scendere sui 2625 punti e non salire su un nuovo massimo storico marginale sopra i 2665 punti.
In mancanza di nuove idee gli investitori sono tornati a giocare secondo le vecchie abitudini - comperare tecnologia (Nasdaq100 +0.78% a 6393 punti).
Notiamo una interessante coincidenza - il prezzo dell'oro intorno ai 1240 USD/oncia sembra aver toccato un minimo intermedio. I tassi d'interesse sull'USD a 2 anni stanno salendo da tre mesi senza che nessuno ne prenda nota o ne parli. Si prepara un cambiamento rispetto al monotono rialzo della borsa americana degli ultimi mesi. Difficile dire però se può succedere qualcosa a breve - ci sono troppi appuntamenti e fattori importanti che stabilizzano il mercato (riunione FED, scadenza derivati di dicembre, rally di natale, chiusura di fine anno) -  probabilmente dovremmo attendere l'inizio del 2018 per sentire un cambiamento della musica.

Stamattina i mercati sono tranquilli - il future sull'S&P500 (marzo) é a 2665 (+1 punto). Le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.22%, Shanghai -1%). L'Eurostoxx50 vale ora 3590 punti - le borse europee devono scontare la buona seduta di ieri a Wall Street apriranno con guadagni intorno al +0.2%. Ci aspettiamo una ripetizione della seduta di ieri - gli indici azionari europei dovrebbero terminare la giornata senza sostanziali variazioni.

Aggiornamento del 11 dicembre

Si parla solo di Bitcoin - in effetti non c'é niente di meglio di cui discutere

Stanotte sono iniziate le contrattazioni del future sul Bitcoin al CBOE. Ovviamente ci sono stati balzi incredibili nei prezzi e numerose interruzioni delle quotazioni - gli speculatori sono ormai concentrati in questo mercato ristretto che fa sognare. Sarà interessante osservare come e quando scoppierà questa prima bolla finanziaria planetaria favorita da internet. Nessuno é in grado di dire quanto vale questa moneta virtuale - in effetti non ha nessun valore intrinseco - il bitcoin é stato creato nel 2008 e 9 anni dopo non serve come diffuso mezzo di pagamento. A cosa serve non lo sa bene nessuno ma tutti lo vogliono.
All'ombra della mania delle monete virtuali i mercati azionari continuano lentamente a salire. Anche stamattina non appare nulla di nuovo. Il future sull'S&P500 é a 2657 punti (+3 punti) - questo valore si riferisce al future scadenza marzo 2018 - é il contratto usato adesso dalla maggior parte dei sistemi informatici poiché il contratto di dicembre (2655 punti, +4 punti) scade venerdì. Basta guardare questo valore di riferimento per sapere che la settimana inizia con un'intonazione positiva. Le borse asiatiche sono al rialzo (Nikkei +0.61%, Shanghai +1.2%). L'Eurostoxx50 vale ora 3602 punti - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.3% circa - si troveranno però sotto il massimo di venerdì (3612 punti) e quindi c'é da aspettarsi una seduta in trading range. Stasera dovremmo ritrovare gli indici azionari europei poco lontani dal livello d'apertura.
Questa é la settimana delle banche centrali che si riuniscono quest'anno per l'ultima volta per decidere la politica monetaria. Mercoledì sarà il turno della FED americana. Giovedì sarà spettacolo con nell'ordine la BNS (Svizzera), la BoE (Inghilterra) e la BCE (Europa). Come d'abitudine i banchieri centrali avranno un'occhio di riguardo per i mercati finanziari ed é improbabile che dicano qualcosa in grado di turbare le borse.

Commento del 9-10 dicembre

S&P500 - Bull market di 3196 giorni (dal 9.3.2009 - il secondo più lungo della storia)
666 giorni senza una correzione del 10% - 529 giorni senza una correzione del 5% - 399 giorni senza una correzione del 3%

Ancora una volta le banche centrali hanno dettato lo sviluppo delle borse. La BCE venerdì ha pubblicato un addendum che ammorbidisce le disposizioni riguardanti i prestiti in sofferenza (NPL) nei bilanci delle banche. Come risultato le borse europee, trascinate dal settore bancario (SX7E +2.33% a 135.07 punti) venerdì sono partite al rialzo. Gli indici hanno aperto in gap up e dopo un'oscillazione in laterale senza una direzione precisa hanno terminato la giornata sul livello d'apertura e con consistenti guadagni (Eurostoxx50 +0.51% a 3591 punti). Questo balzo si somma a quello di lunedì provocato dalla legge fiscale negli Stati Uniti e per saldo la settimana di borsa in Europa é stata decisamente positiva. Solo in alcuni casi (FTSE MIB +1.40% a 22773 punti) sono stati superati i massimi della seconda metà di dicembre. Di conseguenza non si  può ancora dichiarare formalmente la correzione di novembre e dicembre come terminata. Il quadro tecnico generale é però decisamente migliorato e le probabilità che a dicembre si sviluppi ancora una spinta di ribasso sono in notevole diminuzione. Settimana prossima, al termine della riunione di mercoledì 13 dicembre, la FED alzerà i tassi d'interesse ma questa decisione é ampiamente attesa e scontata - fino a mercoledì sera ci sarà malgrado tutto una certa attesa e le borse restaranno ferme. Venerdì 15 dicembre c'é l'ultima grande scadenza trimestrale dei derivati, futures e opzioni. Potrebbe ancora esserci una certa volatilità ma seguendo le abitudini il mercato dovrebbe tentare di salire in anticipo su un massimo intermedio - sicuramente non scenderà su un minimo. Non da ultimo non bisogna dimenticare le statistiche che favoriscono un mese di dicembre positivo.
Riassumendo é poco probabile che a dicembre le borse possano ancora correggere - Lo scenario più probabile, suggerito dagli indicatori tornati a corto termine in territorio neutro, é una stabilizzazione sui livelli attuali - la variante é che l'S&P500 (+0.55% a 2651.50 punti) provi ancora a migliorare marginalmente il massimo storico del 4 dicembre a 2665 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.93% a 3591 punti              
DAX                         +2.27% a 13153 punti
SMI                          +0.48% a 9319 punti
FTSE MIB                  +3.02% a 22773 punti
S&P500                    +0.35% a 2651.50 punti
Nasdaq100               +0.11% a 6344 punti

Venerdì il DAX (+0.83% a 13153 punti) é tornato sopra la MM a 50 giorni - la RSI é neutra a 55.49 punti mentre il nostro indicatore proprietario di stocastica é risalito a 48.02 punti (sopra i 50 punti c'é un segnale d'acquisto a medio termine). Tutto sommato il quadro tecnico é migliorato - con un minimo a 12810 punti (1.12.) la correzione di novembre potrebbe essere terminata poco sopra il primo possibile obiettivo a 12800 punti. Non abbiamo però ancora una conferma - il limite superiore delle BB a 13160 punti potrebbe (e dovrebbe) rispedire l'indice verso il basso e obbligare semplicemente la borsa tedesca ad una oscillazione in laterale sui 13000 punti fino a fine anno.
L'Eurostoxx50 (+1.93% a 3591 punti) ha approfittato del balzo del settore bancario - non avendo passato stabilmente i 3600 punti é però possibile che si fermi nel range 3525-3600 punti.
Riassumendo il quadro tecnico si é rischiarato - le borse europee non hanno però ancora formalmente terminato la correzione di novembre e dicembre con una rottura al rialzo e per ora la variante più probabile a corto termine é un'oscillazione in laterale.

In America abbiamo la solita combinazione di ipercomperato, eccesso di rialzo, smoderato ottimismo e pericolosa speculazione al rialzo che ci accompagna da mesi. Finora questo non é servito a scatenare una correzione come abbiamo indicato nel titolo del commento odierno. Semplicemente questo rialzo continua lentamente ma inesorabilmente e sta migliorando qualsiasi record storico. La tendenza di fondo resta debolmente al rialzo con il 52.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 57.36 punti.
Venerdì la borsa americana ha copiato quella europea - l'S&P500 (+0.55% a 2651.50 punti) ha aperto con un guadagno di 9 punti a 2648 punti. All'inizio é sceso a 2644 punti - un gap di 3 punti con giovedì é rimasto aperto. A metà giornata l'indice é salito sul massimo a 2651 punti e poi é oscillato tra i 2646 ed i 2651 punti fino alla chiusura. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4097 su 2551, NH/NL a 429 su 313 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é ricaduta a 9.58 punti (-0.58). La CBOE Equity put/call ratio é di nuovo bassa a 0.60 - la MM a 10 giorni é a 0.58 - é probabile che ci sia all'inizio di settimana scorsa un breve vuoto d'aria per obbligare gli speculatori long a chiudere le posizioni - ideale sarebbe una caduta fino a circa 2625 punti prima di una risalita sui 2650 punti per venerdì. Il trend rialzista e il fattore stagionale favoriscono un mini rally per Natale - prima però ci dovrebbe essere una breve correzione di un -1% per scuotere il mercato e preparare la scadenza dei derivati di dicembre prevista venerdì 22 dicembre.
Poi gli operatori avranno chiuso i libri e fino a fine anno non succederà più nulla di significativo se non si verificherà un evento inatteso ed importante. I palestinesi di Hamas non sembrano avere i mezzi militari per scatenare un conflitto contro Israele o effettuare un attentato contro gli americani rei di aver accettato il principio che Gerusalemme é la capitale dello Stato d'Israele.

Commento del 8 dicembre

Le borse lievitano senza riprendere il rialzo

Ieri le borse europee (Eurostoxx50 +0.32% a 3573 punti) e americana (S&P500 +0.29% a 2636.98 punti) hanno guadagnato qualche punto con volumi di titoli trattati sotto la media. Gli indici hanno chiuso al centro del range giornaliero senza fornire segnali particolari.
Non sembra che debba riprendere il rialzo - le borse piuttosto mostrano distribuzione. Guardando indicatori e analizzando i dati della giornata abbiamo l'impressione che il prossimo movimento significativo sarà al ribasso.
Attendiamo però il ritorno a Zurigo per fare un esame approfondito della situazione - al momento non sembra che i mercati debbano spiccare il volo e d'altra parte manca pressione di vendita per la previsa continuazione della correzione.
Stamattina il future sull'S&P500 é a 2643 punti (+4 punti) - oggi dovremmo avere una ripetizione della seduta di ieri.

Commento del 7 dicembre

Tutti contenti dello status quo

Dopo l'eccitazione di settimana scorsa e l'aumento delle volatilità sta ora ritornando la calma. I volumi di titoli trattati sono in calo e i movimenti giornalieri degli indici sono in diminuzione. Dopo alcune sedute con balzi superiori all'1% ora i saldi giornalieri sono tornati ad essere di poco lontani dal 0%. Ieri l'Eurostoxx50 é sceso durante la giornata fino ai 3531 punti ma poi ha recuperato e ha terminato la giornata sul livello d'apertura a 3561 punti (-0.25%). Questa seconda seduta negativa non é perô bastata a cancellare i guadagni di lunedì malgrado la debolezza del settore bancario (SX7E -1.16% a 130.25 punti.
L'S&P500 si é mosso in soli 10 punti ed ha chiuso invariato (-0.01% a 2629.27 punti). Ai sensi dell'analisi tecnica é stat una seduta senza importanza che ha unicamente permesso alla tecnologia di rimbalzare (nasdaq100 +0.45% a 6293 punti).
Sul corto termine le borse sono senza tendenza - vediamo se nei prossimi giorni appaiono gli attesi segnali di distribuzione. 

Commento del 6 dicembre

Il reversal di lunedì in America sembra distribuzione

Ieri sulle borse europee ed americana hanno prevalso i segni negativi. Non sembra che la pressione di vendita stia aumentando ma chi si aspettava un'accelerazione al rialzo dopo l'approvazione al Senato americano della riforma della legge fiscale é certamente deluso. L'Eurostoxx50 ha terminato la giornata a 3570 punti (-0.16%) dopo essere sceso a metà giornata fino ad un minimo a 3552 punti. L'indice si é mosso nel range della seduta di lunedì e il settore bancario ha mostrato debolezza relativa (SX7E -0.49% a 131.78 punti). La correzione che in sottofondo determina la tendenza da inizio novembre sembra destinata a continuare. Per il momento però non vediamo eccessivi rischi di ribasso - in ogni caso non superiori agli obiettivi indicati da settimane.
L'S&P500 ha chiuso con una perdita di 10 punti a 2629.57 punti (-0.37%). Questa é la seconda seduta di moderato calo - sul grafico appare un'altra candela rossa a mostrare la prevalenza delle vendite durante la giornata. Sembra quindi che l'S&P500 voglia svolgere una correzione minore il cui obiettivo teorico dovrebbe situarsi sui 2570 punti. Il mercato sembra solamente stanco. Questa pausa sembra essere l'inizio di un perido di distribuizione ma non ne siamo ancora sicuri - ricordiamo che lunedì l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2665 punti e la nostra previsione che questo sia un massimo importante e forse il top del bull market é solo un'ipotesi ancora senza conferma.
Speriamo nei prossimi giorni di avere maggiori indizi. Le borse dovrebbero avere un 'andamento irregolare e solo per saldo dovebbero leggermente scendere specialmente negli Stati Uniti.

Commento del 5 dicembre

L'euforia dura poco - tecnologia nuovamente in difficoltà

L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 2665.19 punti ma poi ha cambiato direzione e ha chiuso in perdita del -0.11% e sul minimo giornaliero a 2639.44 punti. Questo minireversal, con volumi di titoli trattati sopra la media, lascia una marcante candela rossa sul grafico e potrebbe essere importante. Il mercato non accoglie la riforma fiscale con euforia ma con cautela e con una pesante caduta del settore tecnologico (Nasdaq100 -1.17% a 6263 punti). Il Nasdaq100 ha ripreso come previsto la correzione in direzione dei 6200 punti.
Restiamo dell'opinione che la borsa americana ha raggiunto un massimo significativo e che probabilmente sta formando un top di lungo periodo. Consigliamo prudenza malgrado che ieri la risposta delle borse europee (Eurostoxx50 +1.38% a 3576 punti) sia stata a prima vista entusiasta.
Dopo la buona apertura però anche in Europa gli ulteriori progressi sono stati modesti e nessun indice sembra aver terminato la fase correttiva.

Aggiornamento del 4 dicembre

Euforia o ritorno alla realtà ?

Dopo l'approvazione da parte del Senato americano della revisione della legge fiscale bisogna ora osservare come i mercati finanziari reagiscono a questa notizia. Ci sarà ancora una fase di euforico rialzo o gli investitori giudicheranno opportuno analizzare prima le conseguenze e preferiranno sul corto termine realizzare guadagni? Uno studio ha calcolato che la riforma fiscale provocherà un aumento una tantum degli utili delle imprese di circa il +12%. Il dato é però solo in parte rilevante - le forze che fanno muovere la borsa sono liquidità (e di conseguenza la politica monetaria delle Banche Centrali) e la psicologia.
Stamattina il future sull'S&P500 sale a 2659 punti (+15 punti). La prima risposta della borsa é moderatamente positiva. L'S&P500 recupera la perdita di giovedì e si trova nuovamente sul massimo storico. Solo nel pomeriggio però scopriremo come stanno veramente le cose. Le borse asiatiche sono miste - il Nikkei perde il -0.42%, Shanghai é in pari. L'Eurostoxx50 vale ora 3567 punti (+40 punti). Le borse europee apriranno con un balzo di circa il +1.2%. Pensiamo che questa prima risposta positiva andrà scemando nel corso della giornata ma possiamo sbagliarci. L'esito finale della seduta odierna é incerto - stiamo a guardare e stasera tireremo le somme.

Commento del 2-3 dicembre

Top

Venerdì Michael Flynn, ex consulente alla sicurezza della casa Bianca, si é dichiarato colpevole di aver fatto dichiarazioni false all'FBI nell'ambito del Russiagate. Avrebbe avuto dei contatti con la Russia durante la campagna elettorale e il compito gli sarebbe stato assegnato da Jared Kushner, genero di Donald Trump. Questa notizia, resa nota intorno alle 17.00, ha fatto precipitare in mezz'ora l'S&P500 di circa 44 punti - verso le 17.30 l'indice ha toccato un minimo giornaliero a 2605 punti. Il crollo ha ovviamente influenzato e compromesso la chiusura dei mercati europei. In seguito l'S&P500 ha recuperato e ha chiuso a 2642 punti (-0.20%).
Nella notte il Senato ha approvato la revisione della legge fiscale con una maggioranza risicata di 51 voti favorevoli e 49 voti contrari. Questo progetto era fortemente voluto da Donald Trump e dai repubblicani - era invece ferocemente osteggiato dai democratici che hanno votato in maniera compatta contro. Esistono delle differenze tra il progetto presentato alla Camera dei Rappresentanti e la versione approvata dal Senato. Ci deve quindi essere un processo di aggiustamento - é però molto probabile che prima di Natale Donald Trump possa firmare la legge definitiva che entrerà in vigore. Le opinioni riguardante la revisione divergono - non riusciamo a leggere una valutazione ed analisi oggettive specialmente per quel che riguarda le conseguenze sul ceto medio-basso americano. Secondo i repubblicani questa fascia della popolazione verrà sgravata - secondo i democratici invece dovranno pagare di più per ricchi ed imprese. Non é chiaro se questa nuova legge fiscale servirà a stimolare la crescita economica. Limitiamoci quindi a due considerazioni che hanno evidenti implicazioni per i mercati finanziari. Le tasse per le imprese diminuiranno - l'aliquota scenderà dal 35% al 20% - di conseguenza gli utili aumenteranno - difficile dire quanto di questo effetto é già scontato nelle quotazioni attuali - secondo noi molto o tutto considerando che questa ultima spinta di rialzo é iniziata a novembre dell'anno scorso e ormai ci sono stati 12 mesi positivi di seguito senza correzioni intermedie. Nel 2017, ottavo anno di questo bull market, l'S&P500 ha già guadagnato il +17%. Il debito pubblico americano a livello federale ha raggiunto quest'anno i 20'000 miliardi di USD. Nei prossimi 10 anni, questo debito aumenterà di altri 1'500 miliardi a causa del deficit supplementare provocato dalla revisione della legge fiscale . Con queste premesse é difficile che la FED possa alzare di parecchio i tassi d'interesse e presto o tardi la moneta americana potrebbe avere una crisi di sfiducia. Secondo noi questa é una delle ragioni per cui il cambio EUR/USD (1.1890) sale malgrado che il differenziale dei tassi d'interesse giochi in favore della moneta americana.

Riassumiamo. Secondo noi il Russiagate é una tempesta in un bicchier d'acqua. Ha provocato venerdì un vuoto d'aria ma non é qualcosa che può far deragliare la presidenza di Donald Trump o provocare una forte correzione sui mercati azionari.
Abbiamo l'impressione, sulla base di quanto osservato settimana scorsa nel comportamento della borsa e nello sviluppo degli indicatori, che l'effetto della revisione della legge fiscale sia già scontato. Manteniamo l'opinione che il record a 2657 punti dell'S&P500 di giovedì 30 novembre dovrebbe essere un massimo significativo e potrebbe essere il top del bull market iniziato nel lontano 2009.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.50% a 3527 punti              
DAX                         -1.52% a 12861 punti
SMI                          -0.55% a 9274 punti
FTSE MIB                  -1.38% a 22106 punti
S&P500                    +1.53% a 2642.22 punti
Nasdaq100               -1.11% a 6337 punti

Mercoledì e giovedì le borse europee avevano aperto bene ed erano salite la mattina per poi farsi travolgere nel pomeriggio dalle vendite provenienti dall'America. Venerdì i traders hanno mostrato capacità di apprendimento e hanno cambiato strategia. Gli indici sono caduti la mattina - i minimi sono stati toccati intorno alle 11.30. Poi sono risaliti e verso le 16.15 erano in pari o in guadagno. La notizia del possibile coinvolgimento di Donald Trump nel Russiagate ha poi fatto precitare le borse fino alla chiusura. L'Eurostoxx50 ha terminato la seduta a 3527 punti (-1.19%) - alle 22.00 é risalito nel dopo borsa a 3547 punti - per saldo questa perdita di 23 punti  (ca. -0.7%) é realistica. In ogni caso la seduta é stata negativa e la performance settimanale é negativa. La correzione delle borse europee sta continuando come da copione. Venerdì gli indici di riferimento hanno raggiunto i primi significativi supporti e obiettivi (Eurostoxx50 a 3524 punti, DAX a 12810 punti). Poi sono rimbalzati ed ora prevediamo alcuni giorni di distribuzione prima che possa svilupparsi un'altra spinta di ribasso. Pensiamo che ora la correlazione tra America ed Europa tornerà a funzionare dopo la divergenza che si é sviluppata a novembre ed ha avuto il suo apice settimana scorsa. Come e quando la correzione in Europa proseguirà lo deciderà Wall Street.

Dall'introduzione avete capito che la seduta di venerdì a New York é stata movimenta. L'S&P500 ha aperto invariato a 2648 punti e fino alle 17.00 é rimasto su questo livello con un massimo a 2650 punti. Poi In mezz'ora l'S&P500 é precipitato sul minimo a 2605 punti. Digerita la notizia su Flynn la borsa ha recuperato. L'S&P500 ha chiuso a 2642 punti (-0.20%) quando ormai era certo che la revisione della legge fiscale sarebbe stata approvata dal Senato - questo é successo nella notte a borsa chiusa.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2746 su 3973, NH/NL a 545 (in forte calo) su 400 (in netto aumento) e volume relativo a 1.2. La volatilità VIX é salita a 11.43 punti (+0.15) mentre la CBOE Equity puts/calls ratio resta piuttosto bassa a 0.63 (MM a 10 giorni a 0.57). Si può dimostrare che il balzo dell'S&P500 dai 2600 punti é stato provocato dagli investitori retail che operano soprattutto attraverso ETF. È probabile che questa impennata sia un eccesso ed un esaurimento - restiamo della ferma opinione che ora ci vuole un consolidamento. Vedremo come lunedì le borse reagiranno al voto di venerdì notte al Senato. Pensiamo però che non succederà nulla.
Settimana scorsa abbiamo avuto l'incomprensibile crollo del Nasdaq100 (mercoledì) - lo strano aumento della volatilità VIX - l'incredibile rally del settore dei trasporti (DJT +7% in 3 sedute) - la divergenza con l'Europa. Sono tutti segni di eccitamento e irrequitezza. Li osserviamo spesso in vicinanza di massimi significativi.
Mettiamo le cosa in chiaro. La tendenza di fondo della borsa americana é ancora saldamente al rialzo (58.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 70.38) - il mese di dicembre é statisticamente uno dei migliori dell'anno durante il quale la borsa americana sale. L'S&P500 é però oscenamente sopravvalutato e ci sono sintomi di massimo. Teniamo di conseguenza gli occhi aperti e come già suggerito giovedì evitiamo di prendere rischi proprio adesso.

Settimana prossima sono in vacanza - il commento tecnico verrà pubblicato regolarmente - le analisi sui singoli indici potrebbero subire ritardi o non venir pubblicate se la seduta non offrisse elementi d'interesse. Vi ringrazio per la comprensione.

Commento del 1. dicembre

Comportamento del gregge

La riforma del sistema fiscale americano lanciata dai repubblicani ed ora al vaglio del senato sta facendo impazzire gli investitori. È evidente che le imprese americane approfitteranno della diminuzione dell'aliquota fiscale al 20% - ormai se ne parla da circa un anno e questa é anche in parte la ragione del rialzo da novembre dell'anno scorso. Ora però questa idea si sta trasformando in mania collettiva con strane diramazioni e conseguenze per il resto dell'economia e borse mondiali. Con l'impressione di perdere un'occasione gli investitori si sono messi a correre a destra e sinistra senza riflettere. A Wall Street il rialzo ha subìto un'accelerazione e ieri sera l'S&P500 (+0.82% a 2647.58 punti) ha toccato un nuovo incredibile massimo storico a 2657.74 punti. Gli acquisti hanno trascinato tutti gli indici azionari americani verso nuovi record e solo il Nasdaq é rimasto indietro dopo la caduta di mercoledì. Se il rialzo in America ha ancora una sua logica, il calo delle borse europee (Eurostoxx50 -0.56% a 3570 punti) diventa invece un'operazione astrusa e poco comprensibile. Perché gli americani vendono Europa ? Forse stanno solo spostando liquidità dall'Europa all'America - forse ritengono che le imprese europee nel futuro saranno perdenti nei riguardi di quelle americane - o forse pensano che i debiti indeboliranno l'USD e che il rafforzamento dell'EUR bloccherà la ripresa europea. Poco importa. Come suggeriva l'analisi tecnica le borse europee sono deboli e sta riprendendo la correzione di novembre che orami diventa una seconda spinta di ribasso che si svilupperà a dicembre.
In ogni caso bisogna essere coscienti del fatto che questa divergenza non può perdurare e che il rialzo della borsa americana non può continuare. Si può analizzare la riforma fiscale e le sue conseguenze sull'economia e sulle imprese in qualsiasi maniera - questo però non cambia nulla al fatto che la borsa americana é oscenamente cara e sopravvalutata. La riforma fiscale ha inoltre vincenti e perdenti - i soldi dati alle imprese verranno tolti altrove creando un effetto negativo sulla crescita economica per esempio a livello di consumi. L'euforia che travolge le borse é ingiustificata e provocata dall'eccesso di liquidità a basso prezzo. Quando il gregge comincia a correre può anche cambiare improvvisamente direzione come ha ben mostrato il mini crash delle monete digitali o del Nasdaq100 dei giorni scorsi.

Ieri mattina le borse europee sono nuovamente salite. Nel pomeriggio sono nuovamente scese. Mercoledì gli indici avevano ancora salvato un leggero guadagno lasciando aperta la possibilità che volessero nuovamente seguire l'America al rialzo e chiudere il capitolo della correzione di novembre. Invece ieri hanno chiuso in perdita e sui minimi giornalieri mostrando chiaramente l'intenzione di scendere. L'Eurostoxx50 é caduto a 3570 punti (-0.56%) con la partecipazione del settore bancario (SX7E -0.73% a 132.19 punti). Il DAX (-0.29% a 13024 punti) ha seguito. Il FTSE MIB (+0.19% a 22368 punti) ha salvato un guadagno ma si é comportato alla stessa maniera chiudendo la seduta sul minimo giornaliero. Gli indici europei danno chiari segnali di debolezza e ci aspettiamo che nei prossimi giorni i minimi di novembre vengano attaccati e superati al ribasso.

In America invece il rialzo é continuato in maniera sbalorditiva. L'S&P500 ha aperto su un nuovo massimo storico a 2636 punti, é brevemente sceso a 2634 punti a chiudere il gap e poi ha continuato la sua corsa fino a un record a 2657.74 punti. Nella seconda perte della giornata l'indice ha ritracciato e chiuso a 2647.58 punti (+0.82%). In altri settori la corsa é stata ancora più tumultuosa. In tre sedute il DJ Transportation (+1.97%) e salito dai 9600 punti al nuovo massimo storico di ieri a 12347 punti - é un +7% ! Stiamo parlando di indici e non di singole azioni - gli investitori stanno perdendo la testa !
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3828 su 2881, NH/NL a 1085 (in netto calo - perché?) su 282 e volume relativo a 1.5 (wow!). La volatilità VIX é salita a 11.28 punti (+0.58) mentre la CBOE Equity puts/calls/ ratio resta bassa a 0.55. Notiamo molti dati al di fuori della norma e numerose divergenze. Ci sono parecchie piccole scosse che potrebbero preannunciare un terremoto di vaste dimensioni - squillano in sottofondo dei segnali d'allarme - attenzione...
L'S&P500 ieri ha esagerato e la candela sul grafico si trova completamente al di fuori delle Bollinger Bands (2556-2632 punti). Il rialzo può continuare ma in caso di incidente l'assestamente sarà doloroso, veloce e tumultuoso.
Il Nasdaq100 é rimbalzato a 6365 punti (+0.86%) - é molto probabile che la caduta di mercoledì non sia un episodio isolato e che ci debba essere un seguito. Meglio tenere le cinture di sicurezza allacciate.

Ieri sera il voto sulla riforma fiscale é stato posticipato e stamattina. Il future sull'S&P500 scende a 2642 punti (-6 punti). Le borse asiatiche sono miste - il Nikkei guadagna il +0.44% - Shanghai perde il -0.10%. L'Eurostoxx50 vale ora 3572 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni - ci aspettiamo una ripetizione delle due precedenti sedute - la mattina su - il pomeriggio giù e per saldo un'altra seduta negativa.

Vediamo la possibilità che i 2657 punti di S&P500, record toccato ieri, sia il massimo definitivo del bull market iniziato nel 2009.
Se oggi la riforma fiscale viene approvata potrebbe ancora esserci una breve impennata. Sconsigliamo però assolutamente acquisti di azioni americane adesso. Forse ci sbagliamo - in questo momento però i rischi di ribasso sono notevoli ed é quindi meglio essere prudenti.


Commento del 30 novembre

Il mercato é vulnerabile

Ieri fino all'apertura di New York (15.30) sembrava una normale seduta di rialzo. Le borse europee continuavano a salire dopo una buona apertura. Dai 3583 punti di martedì sera l'Eurostoxx50 aveva aperto mercoledì a 3608 punti e fino alle 16.10 era salito su un massimo giornaliero a 3619 punti. Poi improvvisamente c'é stato un mini crash che ha travolto la tecnologia e le monete digitali come il Bitcoin. È stato un terremoto violento ma circoscritto a pochi titoli e pochi settori. Gli AGMAF sono crollati con Facebook (-4.00%) a mostrare le perdite più vistose. Il Nasdaq100 (-1.73% a 6311 punti) ha perso più del 2% ed é sceso fino ad un minimo a 6279 punti prima di stabilizzarsi e debolmente rimbalzare. Il settore dei semiconduttori (SOXX -4.39%) é precipitato. Il resto del mercato azionario é rimasto però a guardare e ci sono stati solo alcuni adattamenti a questo surreale sviluppo della situazione.

Le borse europee si sono sgonfiate. L'Eurostoxx50 é tornato a 3590 punti (+0.18%) malgrado il buon comportamento del settore bancario (SX7E +1.39% a 133.16 punti). Anche il DAX (+0.02% a 13061 punti) e il FTSE MIB (+0.15% a 22325 punti) sono tornati al punto di partenza. L'SMI svizzero ha toccato un nuovo massimo annuale a 9363 punti prima di essere obbligato a tornare a 9304 punti (-0.17%). La situazione tecnica in Europa é ora incerta. Le borse hanno fatto un convincente tentativo di riprendere il rialzo ma sono state respinte verso il basso da un inesplicabile crollo della tecnologia in America. Ieri avevamo definito i 3600 punti di Eurostoxx50 come una frontiera importante e abbiamo visto come é andata. Ora bisogna vedere se la caduta del Nasdaq100 é un sintomo di una malattia contagiosa o se invece si é solo trattato di una scossa di assestamento all'interno di un rialzo intatto. Per ora, considerando il nuovo massimo storico dell'S&P500, bisogna partire dal principio che la seconda variante é quella giusta.

Guardando l'S&P500 (-0.04% a 2626.07 punti) e i dati della seduta sembra che in America non é successo niente di importante. L'S&P500 ha aperto a 2626 punti e nella prima mezz'ora di contrattazioni é salito su un nuovo massimo storico a 2634.89 punti. Poi la caduta della tecnologia ha fatto effetto. Non molto però - a metà seduta l'S&P500 é sceso a 2620 punti di minimo, é rimbalzato una manciata di punti e fino a fine giornata é rimasto sui 2625 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3272 su 3466, NH/NL a 1214 (forte aumento!) su 327 e volume relativo a 1.3. Il numero dei nuovi massimi a 30 giorni cresce grazie ad una marcata rotazione tra settori. L'indice dei trasporti (DJT) ha guadagnato il +3.30% - quello delle banche (BKX) é balzato del +2.69%. Sembra che la borsa americana sta cercando un nuovo equilibrio e nuove forze - gli investitori si spostano dalla tecnologia verso altri settori finanziari e ciclici - forse questa é una conseguenza della riforma fiscale o dei buoni dati sulla crescita economica. La volatilità VIX é salita a 10.70 punti (+0.67) - la CBOE Equity puts/calls ratio é rimasta bassa a 0.52.
Quest'anno la tecnologia ha avuto più volte dei "vuoti d'aria" di alcuni punti in percentuale - é quello che può succedere in caso di ipercomperato ed eccesso di rialzo. Finora tutte queste correzioni minori si sono risolte con la ripresa del rialzo e la salita dell'indice Nasdaq su nuovi massimi storici. Fino a prova contraria dobbiamo partire dal principio che anche questa volta succederà lo stesso. In genere il Nasdaq100 (-1.73% a 6311 punti) é debole alcuni giorni e scende fino alla MM a 50 giorni (ora a 6158 punti). Ieri c'é stato questo crollo iniziale - dopo solo 1 giorno é troppo presto per fare previsioni. Se però il Nasdaq100 risale subito senza testare la MM a 50 giorni é sicuro che il rialzo della borsa americana deve continuare. Se invece continua a scendere bisogna osservare se questa debolezza si diffonde ad altri settori o se invece l'S&P500 semplicemente si ferma e consolida in attesa che il temporale "tecnologico" sia passato.

Stamattina é di nuovo tutto tranquillo. Il future sull'S&P500 é a 2626 punti (+1 punto). Le borse asiatiche sono generalmente in calo - solo il Nikkei guadagna il +0.57% - Shanghai invece perde il -0.6%. L'Eurostoxx50 vale ora 3696 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno  (+0.2%). Vediamo come i mercati assorbono la caduta della tecnologia. Il future sul Nasdaq100 é a 6306 punti - per il momento non rimbalza e non scende a testare i minimi di ieri. Si preannuncia una giornata interessante.

Commento del 29 novembre

Powell e riforma fiscale fanno fare ancora un balzo all'S&P500 (+0.98%) - accelerazione o esaurimento ?

Ieri le borse europee non hanno continuato la discesa iniziata lunedì ma hanno avuto una seduta positiva - non potevano fare altro visti i segnali provenienti da Wall Street. Il rialzo in America continua al galoppo e con queste premesse l'Europa non può correggere. Al massimo si ferma come ha fatto tra lunedì e martedì - in effetti ieri l'Eurostoxx50 (+0.55% a 3583 punti) ha compensato la perdita della prima seduta della settimana. Alle 22.00 l'indice azionario europeo valeva 3602 punti - é quindi evidente che il rialzo a Wall Street sta risucchiando verso l'alto anche l'Europa malgrado che tecnicamente ci sia ancora la correzione di novembre da completare.
Gli indici azionari europei hanno aperto in positivo, hanno ancora avuto una fase di debolezza in mattinata ma poi sono risaliti e si sono fermati per ore con guadagni intorno al +0.3%/+0.4% - sul finale hanno ancora guadagnato qualche punto tentando di imitare il rally dell'S&P500 americano. Il DAX tedesco (+0.46% a 13059 punti) difende il supporto intermedio sui 13000 punti. Il FTSE MIB é salito solo del +0.52% a 22291 punti - ha recuperato solo la metà della perdita di lunedì e questo é un segno di debolezza. Il settore delle banche (SX7E +0.37% a 131.34 punti) ha fatto il suo dovere senza brillare - sarà interessante osservare cosa succede oggi visto che ieri sera le banche americane a New York erano in forte rialzo. L'SMI svizzero (+0.61% a 9320 punti) si é assestato sopra i 9300 punti. Se nei prossimi giorni non scende decisamente sotto i 9300 punti é possibile che riprenda la tendenza rialzista indicata dalla MM a 50 giorni e salga su un nuovo massimo storico a 9550-9600 punti per fine anno.    

Ieri il rialzo dell'S&P500 ha cambiato ritmo. Non c'é stato un cedimento ma un'incredibile accelerazione al rialzo. L'S&P500 é salito su un nuovo netto massimo storico a 2627.69 punti - ha chiuso sul massimo a 2627.04 punti (+0.98%) con un guadagno giornaliero di 25 punti. Da inizio anno l'S&P500 sale restando all'interno delle Bollinger Bands - solo in alcune occasioni era svettato una manciata di punti sopra la banda superiore rientrando immediatamente. Ieri ha chiuso 13 punti sopra il limite superiore (BB a 2562-2614 punti). Questa é una impressionante dimostrazione di forza considerando la durata del rialzo, l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo. Questa impennata può essere esaurimento o accelerazione. In entrambi i casi deve ora esserci un consolidamento. Il balzo é stato provocato da due fattori - le dichiarazioni del prossimo presidente della FED Powell davanti al Congresso e la riforma fiscale che sembra vicina al traguardo. Siamo abbastanza sorpresi di questa reazione. Powell non ha detto nulla di nuovo - ha confermato che a dicembre verranno alzati i tassi d'interesse - intende proseguire sulla linea tracciata e col tempo diminuire la somma di bilancio della FED - ha però dato una buona impressione generale. La riforma fiscale potrebbe essere approvata ancora questa settimana al Senato - prevede sgravi per le imprese e quindi é logico che la borsa reagisce in maniera positiva - i piani però sono conosciuti da mesi e in teoria sono una delle ragioni del rialzo della borsa da novembre dell'anno scorso - non capiamo questa ulteriore ondata di ottimismo.
L'S&P500 ha aperto sul precedente massimo a 2606 punti. Subito ha continuato la sua corsa e a metà seduta era a 2620 punti. Ha avuto una correzione intermedia a 2610 punti e poi ha ripreso il rialzo fino al nuovo record a 2627 punti. Il movimento é stato dinamico (21 punti) e diverso dalle anemiche sedute in cui l'indice si muove in pochi punti. Abbiamo notato anche un importante cambiamento. Gli AGMAF erano improvvisamente deboli - solo Microsoft era in positivo - per questa ragione il Nasdaq100 ha guadagnato solo il +0.26% a 6422 punti. Gli acquisti si sono concentrati nel settore bancario (BKX +2.98%) e finanziario. Sarà interessante osservare se questa é una sana rotazione tra settori o se il calo degli AGMAF é un segnale che a Wall Street sta iniziando un'ondata di prese di beneficio. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4654 su 2039, NH/NL a 822 (maledizione - perché così pochi?) su 284 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 10.03 punti (+0.16) - questa divergenza non ci piace. La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.50 - c'é troppa malsana speculazione al rialzo - le premesse sono ideali per una correzione minore come quella di giugno.

Riassumendo ieri c'é stata un'accelerazione al rialzo e gli indici azionari americani hanno toccato dei nuovi massimi storici - questo conferma che la tendenza resta saldamente al rialzo. Il balzo di ieri deve essere riassorbito. Questo può avvenire con un consolidamento ad alto livello o con una correzione minore. Notizie negative come l'ulteriore test missilistico della Corea del Nord e il fatto che la riforma fiscale scaverà un'ulteriore voragine dei conti dello Stato americano non vengono prese in considerazione. Pensiamo quindi che la variante del consolidamento (S&P500 tra i 2600 ed i 2630 punti per una decina di giorni) sia quella più probabile.

Stamattina il future sull'S&P500 é invariato a 2626 punti - nessuno vuole prendere guadagni e quindi l'Europa seguirà l'America. L'Asia c'entra poco malgrado che Nikkei (+0.57%) e Shanghai (+0.10%) salgano. L'Eurostoxx50 vale ora 3608 punti - le borse europee apriranno con un balzo del +0.7%. Lo sviluppo da qui deciderà la tendenza per le prossime settimane. Se gli indici continuano a salire il trend torna al rialzo. Se invece l'Eurostoxx50 ricade sotto i 3600 punti il capitolo correzione resta aperto.

Commento del 28 novembre

Seduta negativa ma non convincente

Questa settimana doveva iniziare con una seduta negativa - specialmente in America. L'obiettivo é stato raggiunto ma a fatica e in maniera poco convincente. Le borse europee verso le 17.10 erano ancora in pari e sono cadute solo sul finale. L'Eurostoxx50 é sceso a 3564 punti (-0.64%). Ha terminato la giornata sul minimo e con una perdita di 25 punti - si é però mosso nel range delle precedenti 3 sedute senza fornire segnali decisivi di un'imminente rottura al ribasso. Le banche (SX7E -0.78% a 130.85 punti) si sono mosse in cima al plotone ma non hanno tirato la corsa - si sono limitate a fare il loro dovere. Ieri sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3567 punti - forse il calo sul finale é stato solo un'incidente. Vediamo - per confermare la nostra ipotesi e previsione di una continuazione della correzione di novembre oggi deve seguire per lo meno un'altra seduta negativa.
Il DAX (-0.46% a 13000 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 con una piccola ma importante differenza. È rimasto sopra il supporto psicologico dei 13000 punti rafforzato dalla MM a 50 giorni (12988 punti). Non ha rotto al ribasso e potrebbe semplicemente consolidare su questo livello malgrado che l'indicatore MACD sia ancora saldamente su sell e punti verso il basso.
Il FTSE MIB ha avuto una brutta caduta a 22176 punti (-1.07%). Il determinante supporto a 22000 si avvicina velocemente e la borsa italiana potrebbe essere la prima a rompere al ribasso e raggiungere un nuovo minimo mensile. Questo dovrebbe segnalare una continuazione della correzione di tutte le borse europee.
Riassumendo la nostra previsione di un ulteriore calo delle borse europee e di una continuazione della correzione di novembre sembra corretta. Ci vorrebbe però un minimo di collaborazione da parte dell'America.

S&P500 (-0.04% a 2601.42 punti) e Nasdaq100 (-0.05% a 6406 punti) hanno terminato la giornata in rosso. Parlare di seduta negativa é però fuorviante. Entrambi gli indici hanno toccato dei nuovi massimi storici e la perdita finale é piccola, insignificante e casuale. In pratica la borsa americana ha marciato sul posto in quello che sembra un consolidamento prima di continuare il rialzo.
L'S&P500 si é mosso in soli 7 punti. Ha aperto invariato a 2602 punti, é salito su un nuovo massimo storico marginale a 2606.41 punti ed é caduto sul minimo a 2699 punti . Poi si é assestato e fermato fino alla chiusura a 2601 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2405 su 4252, NH/NL a 608 (pochi!) su 228 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é lievitata a 9.87 punti (+0.22). Questa settimana i mercati sono in attesa di sapere se i repubblicani riescono a far passare in Senato la revisione della legge fiscale. Questa favorisce i ricchi e le imprese - non la classe media. Non é sicuro che la borsa accoglierà la notizia con un rally visto che la contropartita sarà un'ulteriore voragine annuale di 1500 Mia nei conti dello Stato.

Stamattina i mercati sono nuovamente fermi. Il future sull'S&P500 é invariato a 2601 punti. Le borse asiatiche sono praticamente ferme (Nikkei +0.03%, Shanghai +0.3%). L'Eurostoxx50 vale ora 3572 punti. Le borse europee apriranno con un debole guadagno di circa il +0.2%. Oggi sono previsti alcuni discorsi di responsabili di Banche Centrali - non crediamo che abbiano qualcosa di nuovo da dire. Ci aspettiamo una giornata noiosa con borse ad oscillare in pochi punti.

Aggiornamento del 27 novembre

La hausse eméne la hausse

"Il rialzo provoca il rialzo" é un vecchio detto di borsa. Ci é tornato in mente domenica leggendo le analisi tecniche di colleghi e osservando il grafico del Bitcoin. I grafici delle borse puntano verso l'alto e il trend al rialzo é evidente - più il movimento dura e più si rafforza e nessuno osa prevederne la fine - psicologicamente si tende a sottovalutare i segnali d'allarme e a non più considerare indicatori che finora non hanno funzionato nel prevedere massimi e inversioni di tendenza. Gli investitori non vendono poiché non ne vedono la ragione. Può succedere qualsiasi cosa che presto o tardi i prezzi delle azioni ricominciano a salire. Oltre tutto se si vende non si sa cosa fare con i soldi che non rendono più nulla. Il contante non é una soluzione ma un problema.
Nel commento del 14-15 ottobre scorso vi avevamo dato la nostra opinione sul Bitcoin. Il prezzo della moneta digitale continua a salire in maniera esponenziale (ca. 9600 USD/btc) . È un fenomeno tipico dei nostri tempi. Il Bitcoin non ha nessun valore intrinseco e non serve a niente - non é un mezzo di pagamento (provate a vivere una giornata normale pagando con bitcoins) e nessuno é in grado di spiegare in maniera razionale questo incredibile rialzo. È solo un effetto di domanda (in continuo aumento grazie all'euforia) e offerta (limitata). In mancanza di punti di riferimento il Bitcoin può salire a qualsiasi prezzo. Si tratta con assoluta certezza di una bolla speculativa - può però durare ancora per parecchio tempo poiché alimentata da liquidità, avidità e una buona dose di fantasia e forza criminale.

Stamattina non appare nulla di nuovo. Le borse riapriranno poco sotto i livelli di venerdì a causa di una certa debolezza della borsa cinese (Shanghai -1%). Per questa ragione le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -0.28%) e il future sull'S&P500 scende a 2599 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 2571 punti (-10 punti) - le borse europee apriranno in perdita del -0.3%. Sapete che noi ci aspettiamo una seduta negativa e quindi crediamo che nel corso della giornata ci saranno ulteriori vendite. Vediamo se succede in effetti qualcosa o se stasera gli indici azionari europei saranno sui livelli di venerdì o decisamente più in basso.

Commento del 25-26 novembre

Nuovo record storico dell'S&P500 - statisticamente settimana prossima deve scendere
Per logica la correzione in Europa deve continuare


Secondo le statistiche nella settimana di Thanksgiving la borsa americana sale. Anche in questa occasione la tradizione é stata rispettata - l'S&P500 in quattro sedute ha guadagnato 24 punti, ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 2604.21 punti e ha terminato la corta seduta di venerdì a 2602.42 punti (+0.21%). Da 12 mesi la borsa americana sale senza correzioni significative e anche questo costituisce un record - il trend é talmente costante e regolare che nessuno osa più metterlo in discussione. Ormai nessuna divergenza o eccesso riesce bloccare il rialzo e il lavoro degli analisti tecnici si limita all'aggiornamento delle statistiche con nuovi record e al tentativo di indovinare dove potrebbe trovarsi un qualche ostacolo in grado di interrompere brevemente questa monotonia. All'entusiasmo del Black Friday dovrebbe seguire il disincanto del Cyber Monday. Venerdi scorso é stata la giornata degli acquisti di Natale soprattuto nei settori tradizionali - lunedì questa festa consumistica continua ma si concentra in Internet. Lunedì vengono pubblicati i dati delle vendite relative al venerdì e al fine settimana. Secondo il principio di "sell on good news" normalmente da lunedì in avanti la borsa scende e dovrebbe esserci una correzione minore favorita dall'eccesso di speculazione al rialzo. Non vediamo però assolutamente nulla che potrebbe suggerire l'imminenza di una sostanziale correzione o di un'inversione di tendenza. Raramente il mese di dicembre é negativo in un'anno di borsa decisamente positivo come il 2017.
La situazione in Europa é diversa. Malgrado che gli indici azionari nelle ultime 5 sedute abbiano guadagnato terreno, il mercato sembra ancora nel mezzo di una correzione non ancora conclusa. Le borse salgono la mattina ma ricadono nel pomeriggio - gli europei favoriscono il rimbalzo tecnico - gli americani tendenzialmente vendono. Il nostro indicatore proprietario di stocastica fornisce ancora un segnale di vendita a medio termine - questo segnale é particolarmente forte sul DAX. Di conseguenza pensiamo che settimana prossima un calo della borsa americana dovrebbe permettere la prevista continuazione della correzione delle borse europee. Il settore delle banche (SX7E +1.00% a 131.88 punti) é rimbalzato per i tipici tre giorni. Di conseguenza già lunedì le borse europee dovrebbero ricominciare a scendere. Gli obiettivi della correzione sono conosciuti e si situano sotto i minimi di novembre - ci riferiamo ai 12800 di DAX (+0.39% a 13059 punti) e ai 3450-3500 punti di Eurostoxx50 (rispettivamente obiettivo grafico e obiettivo matematico).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.98% a 3581 punti              
DAX                         +0.51% a 13059 punti
SMI                          +1.55% a 9325 punti
FTSE MIB                  +1.46% a 22416 punti
S&P500                    +0.91% a 2602.42 punti
Nasdaq100               +1.50% a 6409 punti

Venerdì le borse europee sono salite ma non hanno convinto. Gli indici sono partiti al rialzo e hanno toccato i massimi giornalieri intorno alle 13.15-13.30. Nel pomeriggio però hanno perso buona parte dei guadagni e a fine giornata hanno salvato solo delle modeste plusvalenze. Sui grafici appaiono delle proccupanti candele con ampie escursioni giornalieri ma corpi concentrati alla base. Significa che i venditori riescono ad avere l'ultima parola senza ancora riuscire ad imporsi. L'Eurostoxx50 é salito fino a 3601 punti ed é infine tornato a 3581 punti (+0.26%) - nel dopo borsa é sceso a 3579 punti - poca cosa considerando il nuovo record di S&P500 e colleghi e la forza del settore bancario (SX7E +1.00% a 131.88 punti). Il cambio EUR/USD é inspiegabilmente salito a 1.1932 - la forza dell'EUR (che rispetta il trend e segue le nostre previsioni di massima) blocca sicuramente le borse europee. Il DAX (+0.39% a 13059 punti) é tecnicamente debole - probabilmente una conseguenza dell'incertezza politica che non sparirà in breve tempo. Il FTSE MIB (+0.08% a 22416 punti) venerdì ha mostrato debolezza relativa - la rottura del supporto a 22000 punti dovrebbe avvenire settimana prossima.

Non bisogna dare troppo peso alla seduta di venerdì a Wall Street. Le contrattazioni sono finite tre ore prima del normale e molti operatori erano assenti - questo ha provocato la discesa del volume relativo a 0.4. I dati sono però ugualmente importanti visto che gli indici hanno toccato dei nuovi massimi storici. Questo ha riguardato l'S&P500 ma anche altri indici come il Nasdaq100 (+0.36% a 6409 punti). Gli investitori continuano a comperare le solite azioni (AGMAF) che sembrano inarrestabili malgrado valutazioni fondamentali oscene. Il Black Friday ha fatto balzare l'azione di Amazon di ancora il +2.58% e il patrimonio dell'azionista di maggioranza e CEO Jeff Bezos ha superato i 100 Mia di USD.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3947 su 2616 e NH/NL a 536 su 142. Inutile dire che il numero di nuovi massimi a 30 giorni é striminzito considerando che la borsa é salita su un record storico. La volatilità VIX é scesa a 9.65 punti (-0.23) - le scommesse al ribasso sui derivati della VIX sono mastodontiche - ormai tutti ripetono all'infinito le scommesse che funziona da 12 mesi senza interruzione. In borsa però non esiste una sola direzione ma due - presto o tardi le bolle (azioni e obbligazioni) devono scoppiare e considerando le forze e le somme in gioco lo faranno in maniera esplosiva.
Per ora però la tendenza di fondo della borsa americana resta saldamente moderatamente al rialzo con il 58.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 66.92.
L'impressione generale basata su decenni di esperienza é che le Banche Centrali stanno perdendo il controllo della situazione. Per anni hanno costretto gli investitori ad abbandonare le obbligazioni in favore di investimenti più rischiosi come azioni o immobili. Lo scopo era di rilanciare l'economia attraverso la creazione artificiale di patrimonio e benessere. Questa ricchezza é però affluita nelle tasche di pochi e questo non é servito per stimolare consumi ed investimenti. Ora gli Stati occidentali sono seppelliti da una montagna di debiti che riescono a servire unicamente perché i tassi d'interesse sono artificialmente bassi. La crescita economica e la diminuizione della disoccupazione sono modeste se paragonati allo stimolo monetario e ai deficit statali. Le Banche Centrali non possono tornare alla normalità poiché questo provocherà un crollo delle borse, una recessione e un'esplosione del debito pubblico con molti casi di default. Di conseguenza andremo avanti così (tassi d'interesse reali negativi e QE) fino a quando il sistema non crollerà per conto suo sotto il peso del debito.

Commento del 24 novembre

Senza l'America a mostrare la strada le borse europee si fermano e aspettano

Ieri la borsa americana era chiusa in occasione della festa del ringraziamento (Thanksgiving). Speravamo che gli europei mostrassero un certo spirito di iniziativa ed indipendenza - invece senza i mercati americani le borse europee hanno semplicemente marciato sul posto. L'apertura é stata debole poiché l'Europa ha preso come punto di riferimento la borsa cinese che era caduta pesantemente. Gli indici azionari europei hanno però recuperato nel corso della mattinata e poi si sono fermati. L'Eurostoxx50 (+0.26% a 3572 punti) ha guadagnato 10 punti. Probabilmente questo é il risultato di un calcolo matemativo - mercoledì l'indice era sceso mentre la borsa americana aveva chiuso in pari - ieri c'é stato un certo effetto di compensazione. Le banche (SX7E +0.21% a 130.58 punti) si sono mosse come il resto del listino. In Germania (DAX -0.05% a 13008 punti) pesa probabilmente l'incertezza politica. Gli altri indici come FTSE MIB (+0.37% a 22397 punti) e SMI (+0.26% a 9315 punti) si sono accodati all'Eurostoxx50.
Noi speravamo che ieri continuasse la spinta di ribasso che si era sviluppata nella seconda parte della giornata di mercoledì. Invece le borse hanno leggermente recuperato. Siamo stati un pò ingenui - pensavamo che malgrado Thanksgiving gli europei fossero in grado di ragionare con la loro testa ed imporre una tendenza. Invece si sono fermati ad aspettare - probabilmente sono stati gli americani a vendere mercoledì e senza di loro non é successo più nulla. La seduta di ieri non cambia però la situazione tecnica - lo scenario più probabile in Europa resta quella della continuazione della correzione di novembre.
Oggi sarà probabilmente ancora una giornata insignificante. In America la borsa riapre ma la seduta viene raccorciata di tre ore - le contrattazioni finiscono alle 13.00 (19.00 orario europeo). Con queste premesse é sicuro che i volumi saranno modesti e gli indici si muoveranno di poco. Dopo la festa di famiglia oggi iniziano gli acquisti di Natale con gli sconti offerti durante il Black Friday. Normalmente i commercianti annunciano affari strabilianti e questo fornisce una ventata di ottimismo e spinge al rialzo le azioni delle società di vendite al dettaglio. Di solito la seduta odierna é positiva - attenzione però che la settimana successiva é spesso negativa e contrassegnata da prese di beneficio. Inoltre nei giorni scorsi abbiamo notato parecchia speculazione al rialzo sul mercato delle opzioni - tutti sono long e tutti gli analisti dicono che oggi la borsa americana deve salire - meglio diffidare di quello che é sicuro poiché normalmente é anche già scontato.

Stamattina regna al calma e la stabilità. Il future sull'S&P500 é a 2596 punti (+2 punti) - questo significa che l'S&P500 vale come alla chiusura di mercoledì. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse - il Nikkei guadagna il +0.13% - Shanghai é in calo del -0.1%. L'Eurostoxx50 vale ora 3572 punti. Le borse europee apriranno in pari. Probabilmente oggi non succederà nulla di speciale.

Commento del 23 novembre

Le borse europee hanno ripreso puntuali la correzione - l'America si ferma per Thanksgiving

Ieri il DAX ha aperto in positivo, é salito su un massimo giornaliero a 13192 punti ma poi é ricaduto. La mattina é sceso e in seguito ha recuperato - verso le 14.00 era ancora invariato sui 13170 punti. Nel pomeriggio sono arrivate le vendite. DAX (-1.16% a 13015 punti) e le borse europee sono caduti e hanno chiuso sui minimi giornalieri. Le perdite sono andate dai -0.05% del FTSE MIB (22315 punti) passando dai -0.47% dell'Eurostoxx50 (3562 punti) fino ai 152 punti del DAX. L'indice tedesco ha perso 177 punti dal massimo in quello che può essere considerato un mini reversal. Questa caduta é sorprendente e intrigante poiché é avvenuta mentre la borsa americana era immobile - si inserisce perfettamente nella nostra previsione di una ripresa della correzione di novembre. Non capiamo perché le borse europee mostrano debolezza e scendono mentre l'America passa da un record storico al successivo. Questo comportamento corrisponde però ai segnali lanciati dall'analisi tecnica - forse tra qualche giorno capiremo cosa sta succedendo a livello di fondamentali. Non crediamo che il calo del DAX sia solo una conseguenza dell'incertezza e instabilità politica in Germania. Abbiamo l'impressione che ci sia un altro problema vista l'alta volatilità ed indecisione nel settore dei cambi. Stamattina il cambio EUR/USD risale a 1.1830 mentre il CHF si rafforza.
Sui grafici degli indici azionari europei sono riapparse delle candele rosse - ieri hanno nuovamente predominato le vendite. Unica eccezione di interesse é il rimbalzo del settore bancario (SX7E +0.25% a 130.30 punti) causato soprattutto dalle azioni delle due grandi banche italiane. Vedremo oggi se si tratta di un caso o se il rimbalzo ha potenziale. In linea di massima però il settore finanziario deve partecipare alla correzione delle borse europee - in caso contrario é poco probabile che gli indici scendano sensibilmente sotto i minimi realizzati finora a novembre. Il prossimo livello da tenere d'occhio sono i 12800 punti di DAX - qui si deciderà se avremo solo una correzione minore fino al primo supporto e fino al livello inferiore delle Bollinger Bands o se ci può essere un inattteso ribasso di medio termine. Nel frattempo l'Eurostoxx50 dovrebbe scendere (matematicamente) sui 3500 punti.

Oggi l'America festeggia Thanksgiving. La borsa é chiusa e già ieri gli indici azionari si sono fermati con volumi di titoli trattati in netto calo (volume relativo a 0.8). L'S&P500 si é mosso in soli 6 punti ed ha chiuso praticamente invariato a 2597.08 punti (-0.08%). Il Nasdaq100 (+0.12% a 6386 punti) ha guadagnato invece ancora una manciata di punti e ha toccato un nuovo massimo storico marginale. Dopo l'odierna festa del ringraziamento, che tradizionalmente viene dedicata alla famiglia, venerdì inizieranno gli acquisti di Natale con i conosciuti ribassi del Black Friday. Anticipando buoni risultati ieri gli investitori hanno ancora comperato Amazon (+1.46%). La seduta al NYSE é stata leggermente positiva con A/D a 3650 su 3017 e NH/NL a 664 (pochi) su 169. La volatilità VIX é salita a 9.88 punti (+0.15) - la CBOE Equity puts/calls ratio (0.57) é rimasta sotto i 0.6 - questa combinazione segnala un'eccesso di speculazione che spesso provoca almeno una reazione negativa. Come vedete per l'America non osiamo più utilizzare la parola correzione - il termine ribasso é bandito.
 
Mancando gli investitori americani sarà molto interessante osservare come si comporterà oggi l'Europa. Normalmente le borse dovrebbero fermarsi sui livelli d'apertura. Vediamo...

Stamattina la borsa cinese é molto debole - Shanghai al momento é in calo del -2.3% - il Nikkei non tratta (anche in Giappone é una giornata festiva). Il future sull'S&P500 é a 2593 punti (-1 punto / il future sul Globex tratta sempre malgrado la giornata di festa in America). L'Eurostoxx50 vale ora 3558 punti - le borse europee apriranno in leggero calo.

Commento del 22 novembre

L'S&P500 raggiunge la barriera psicologica dei 2600 punti - nuovo record senza novità per l'analisi tecnica

"Un mondo di pura immaginazione" é il titolo di una presentazione di Grant Williams che ho guardato stamattina alle 06.00 dopo aver constatato che ieri sera l'S&P500 americano (+0.65% a 2599.03 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 2601.19 punti. È necessario di tanto in tanto tornare alla realtà per capire cosa sta succedendo. Le borse non riflettono l'andamento dell'economia ed il valore intrinseco delle imprese. I prezzi delle azioni sono gonfiati artificialmente da anni di politica monetaria espansiva (QE), tassi d'interesse vicino allo 0% e un'espansione del credito mai vista nella storia. Questo rialzo può continuare perché ormai é solamente spinto da liquidità ed entusiasmo e ignora completamente i fondamentali ed i valori reali degli assets finanziari. Gli esempi di Tesla, dell'Argentina o del mercato immobiliare di Vancouver spiegati da Williams nella sua divertente presentazione sono sintomatici. Il problema é che questa fase di finale di formazione di una bolla finanziaria fà anche saltare buona parte dei metodi di analisi tecnica che usiamo normalmente. Gli eccessi di ottimismo segnalati da inchieste, volatilità, puts/calls ratio, Rydex ratios o altro non hanno nessun significato se non confermare l'esuberanza degli investitori. I cicli, statistiche e effetti stagionali vengono annullati da un rialzo che per durata ed estensione sta rompendo qualsiasi record. I normali parametri che segnalano ipercomperato ed eccesso di rialzo funzionano solo parzialmente poiché gli indici tendono a muoversi costantemente sui limiti superiori senza mai effettuare normali correzioni. Abbiamo voglia di mettere da parte i nostri manuali di analisi tecnica e fare come tutti - prevedere una continuazone del rialzo all'infinito poiché questa da anni é la strategia vincente. Se giocate alla roulette e per 50 volte di fila viene il colore rosso, conviene giocare il rosso pur sapendo che teoricamente la probabilità di indovinare é leggermente inferiore al 50% - l'altra possibilità é che la roulette é truccata...

Ieri le borse europee sono salite. Teoricamente questo dovrebbe essere il secondo giorno di un rimbalzo tecnico - in seguito dovrebbe riprendere la correzione di novembre e far scendere gli indici su nuovi minimi mensili. Usiamo il condizionale poiché siamo impressionati dai nuovi massimi storici della borsa americana e disturbati dai volumi di titoli trattati che ieri sono tornati a crescere. Avremmo preferito che restassero sotto la media come lunedì. Stranamente le borse europee sono salite fin verso le 16.00 e poi si sono sgonfiate. Nel frettempo gli indici azionari americani sono continuati a salire come se gli speculatori long avessero unicamente cambiato cavallo. Dopo aver fatto salire Eurostoxx50 (+0.50% a 3579 punti) e colleghi provocando uno short covering, hanno fatto lo stesso gioco con l'S&P500 (+0.65% a 2599.03 punti) e il Nasdaq100 (+1.11% a 6378 punti). Un'altro motivo di preoccupazione in Europa é la costante debolezza del settore bancario (SX7E -0.47% a 129.98 punti) che anche ieri ha perso terreno. Il supporto a 127 punti si avvicina velocemente e se non cambia nulla sarà il settore finanziario a provocare una seconda spinta di ribasso in Europa dopo quella della prima metà di novembre. La seduta odierna é importante. Oggi le borse europee devono fermarsi e chiudere lontano dai massimi - eventualmente in perdita ma non necessariamente. Un'altra seduta di rialzo come le due precedenti metterebbe invece la nostra previsione a rischio. I dettagli li trovate nei commenti serali sui singoli indici.

In America c'é stata un'altra seduta assurda che puzza di manipolazione a distanza di miglia. L'S&P500 ha aperto in gap up a 2590 punti. Quest'apertura e la vicinanza del massimo storico ha provocato un effetto di risucchio e l'S&P500 é salito alle 17.00 a 2600 punti. Poi non é successo più nulla - proprio niente - l'indice si é fermato e per ore é oscillato in soli 3 punti fino alla chiusura a 2599.03 punti (+0.65%). Come al solito sono stati gli AGMAF e di conseguenza la tecnologia ed il Nasdaq100 (+1.11% a 6378 punti) a trascinare il listino. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4691 su 1986, NH/NL a 802 su 199 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 9.73 punti (-0.92). Notiamo l'abituale eccesso di ottimismo e lo scarso aumento dei nuovi massimi a 30 giorni. Non ci aspettiamo però conseguenze negative visto che da mesi appaiono questi problemi senza reazioni sul mercato. Le Bollinger Bands scorrono ora a 2559-2601 punti. Domani é Thanksgiving - molti operatori lasceranno già oggi il posto di lavoro per raggiungere le proprie famiglie - é probabile che oggi il mercato si fermerà con volumi in calo.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2598 punti (+1 punto). Le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.1% / +0.2%) dovendo scontare la buona chiusura ieri sera a New York. Non dovrebbero continuare a salire ma piuttosto ritracciare e chiudere stasera senza sostanziali variazioni.
Le borse asiatiche stamattina hanno seguito la tendenza - il Nikkei ha guadagnato il +0.59% - Shanghai sta salendo del +0.6%.

Commento del 21 novembre

Le borse europee ignorano l'instabilità politica in Germania - Wall Street é ferma

Ieri, dopo l'annuncio che le trattative per formare un governo in Germania tra CDU, CSU, FDP e Verdi erano fallite, le borse europee hanno aperto in calo. Chi però aveva speculato al ribasso sperando in un crollo ha avuto un'amara sorpresa - i mercati finanziari hanno accolto la notizia con calma e pragmatismo. Dopo il calo iniziale c'é stato un'immediato recupero - probabilmente molti avevano già venduto in precedenza visto che il problema si delineava da giorni. Poi c'é stato un effetto di short covering che ha fatto salire gli indici azionari in positivo. A fine giornata l'Eurostoxx50 é risalito a 3561 punti (+0.39%) anche grazie agli impulsi positivi provenienti da Wall Street. Questa seduta sembra però solo un rimbalzo tecnico con modesti volumi. La correzione non sembra terminata e dovrebbe proseguire al più tardi settimana prossima. Sapete che questa settimana l'America giovedì si ferma in occasione della festa del ringraziamento. Normalmente le tre sedute prima di questa festa sono positive o per lo meno neutre e con volumi in calo - già mercoledì pomeriggio molti operatori saranno assenti e la seduta di venerdì sarà accorciata con molti investitori impegnati negli acquisti di Natale lanciati dal Black Friday. Il DAX é risalito a 13058 punti (+0.50%) - il FTSE MIB é ancora una volta rimbalzato dal supporto intermedio a 22000 punti ed ha chiuso a 22189 punti (+0.44%) - la rottura del supporto é solo una questione di tempo. L'SMI (+1.26% a 9299 punti) invece ha avuto una seduta anomala - una sola azione (Roche +5.87%) ha provocato un balzo dell'indice dell'1% - il resto del listino si é mosso come l'Europa. L'SMI é tornato a ridosso del massimo annuale e sulla parte superiore del range 9100-9300 punti. Non dovrebbe però salire sostanzialmente più in alto e ci aspettiamo che la tendenza di medio termine resti praticamente neutra.
Sintomatica per i problemi dei mercati azionari europei é la debolezza relativa del settore bancario - anche ieri l'indice SX7E (-0.21% a 130.59 punti) ha perso terreno. Abbiamo discusso nell'analisi del fine settimana l'importanza del supporto a 127 punti - a questo riguardo non c'é nulla di nuovo.

La seduta a Wall Street é stata noiosa e tecnicamente senza interesse. L'S&P500 (+0.13% a 2582.14 punti) si é mosso in soli 6 punti e ha terminato la giornata con un insignificante guadagno di 3 punti. Secondo l'indicatore MACD, che continua a scivolare verso il basso in posizione di sell, l'indice sta correggendo. In realtà l'S&P500 é a soli 15 punti dal massimo storico e sembra consolidare prima di continuare il lento ma inesorabile rialzo. Tutti si aspettano che tradizioni e statistiche vengano rispettate e che i mesi di novembre e dicembre siano positivi - per il momento non abbiamo nulla di concreto per prevedere il contrario.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4007 su 2673, NH/NL a 582 su 263 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 10.65 punti (-0.78). Il Nasdaq100 é sceso a 6308 punti (-0.09%) - questa debolezza sembra casuale.
A livello di previsioni non c'é niente di nuovo. Pensavamo che la borsa americana si sarebbe fermata in occasione di Thanksgiving mantenendo eventualmente un'intonazione leggermente positiva. La seduta di ieri con volumi in calo sembra confermare questo scenario.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2581 punti (-1 punto). Questo determina già la situazione di partenza. Le borse europee apriranno praticamente invariate e in assenza di impulsi prevediamo una seduta tranquilla e senza sostanziali variazioni.
Per la cronaca il Nikkei ha guadagnato il +0.73% - Shanghai sta salendo del +0.5%.

Aggiornamento del 20 novembre

Angela Merkel non riesce a formare la coalizione Giamaica - il futuro politico della Germania é incerto

Dopo un mese di trattative CDU, CSU, FDP e Verdi hanno annunciato di non essere in grado di accordarsi su un programma di governo - la coalizione tra questi quattro partiti, chiamata Giamaica poiché i colori corrispondono alla bandiera di questo Paese, é fallita. Dopo le elezioni del 24 settembre era stato subito evidente che sarebbe stato difficile formare un governo - la CDU di Angela Merkel aveva perso l'8.5% dei voti scendendo al 33% e la grande coalizione con la SPD non era più possibile visto che era stata rigettata dal voto degli elettori. Ora il futuro politico é incerto. Angela Merkel potrebbe formare un governo di minoranza o la Germania potrebbe andare alle elezioni anticipate. Questo significa anche che per parecchio tempo la leadership tedesca in Europa verrà a mancare.
La reazione delle borse europee sarà negativa. Non crediamo però che ci sarà un crollo visto che la notizia era nell'aria da tempo.


Ritorniamo stamattina brevemente sullo straordinario rialzo della tecnologia negli Stati Uniti. Ormai il Nasdaq100 passa da un record al successivo come ben riassume la tabella sovrastante. Il bull market dura ormai da quasi 11 anni. Quello attuale é il secondo più lungo rialzo superiore al 10% senza una correzione del 10% - é il più lungo rialzo superiore al 5% senza una correzione del 5% - é il terzo più lungo rialzo superiore al 3% senza una correzione del 3%. Soprattutto l'ultimo dato é nell'immediato interessante - il periodo senza correzioni del 3% é da record e tra un paio di giorni verrà superato solo da un simile movimento che si era concretizzato tra novembre 2016 e giugno 2017. Statisticamente una correzione del 3% sembra vicina ed imminente.
Abbiamo letto domenica parecchie analisi di colleghi - molti segnalano un deterioramento del sentiment come ragione per prevedere ancora una spinta di rialzo sopra i 2600 punti di S&P500. Possono anche avere ragione - sono però gli stressi argomenti che non hanno funzionato quando l'eccesso di ottimismo doveva provocare una correzione che non si é mai vista.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei -0.62%, Shanghai +0.3%). Il future sull'S&P500 é a 2570 punti (-6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3535 punti - le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.5%. Probabilmente questa mattina non scenderanno decisamente più in basso. Poi vedremo cosa decideranno di fare gli americani. Statisticamente le sedute che precedono Thanksgiving sono positive.

Commento del 18-19 novembre

Borse e settori deboli faticano a rimbalzare - c'é puzza di bruciato...

All'inizio del mese di novembre le borse europee hanno cominciato a correggere. La seconda settimana (sett. 45) di novembre le borse erano pesantemente cadute e questa sembrava unicamente una correzione di eccessi anche perché nel frattempo Wall Street era rimasta a guardare. Nelle ultime 5 sedute (sett. 46) il calo é continuato fino a mercoledì quando c'é stata un'accelerazione al ribasso di tipo esaustivo. Sui grafici sono apparse delle lunghe candele con un piccolo corpo in cima - dei tipici hammer che garantivano almeno nell'immediato la fine della correzione e l'inizio di un rimbalzo tecnico. Il rimbalzo sembra essere già terminato venerdì verso le 13.00. Nel pomeriggio gli indici azionari europei sono ricominciati a scendere e hanno terminato la seduta con moderate perdite e sui minimi giornalieri. Il rimbalzo é durato solo 2 giorni e ha generato una risalita di quasi un 2% dal minimo - la performance settimanale delle borse europee é nuovamente negativa. A livello di indicatori gli indici a corto termine sono ipervenduti e non dovrebbero scendere decisamente più in basso. Per il DAX tedesco (-0.41% a 12993 punti) avevamo da giorni indicato un obiettivo finale sui 12800 punti. L'Eurostoxx50 (-0.49% a 3547 punti) potrebbe cadere fino ai 3450 punti circa - l'abbiamo anticipato nel commento tecnico del 14 novembre. Indicatori a parte il comportamento dei mercati é preoccupante. Da giorni predominano i venditori e gli indici terminano spesso le sedute sotto i livelli d'apertura - sui grafici si moltiplicano le candele rosse. I rimbalzi sono deboli, anemici e accompagnati da modesti volumi. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica fornisce su base settimanale e quindi a medio termine un segnale di vendita su DAX e Eurostoxx50. L'indice della banche europee SX7E (-0.69% a 130.87 punti) da mesi oscilla in laterale senza partecipare alle fasi di rialzo. Ha toccato un massimo annuale l'8 maggio a 140.92 punti. Da allora si sono susseguiti solo massimi discendenti - c'é un forte supporto a 127 punti. Pensiamo che che questo supporto verrà attaccato abbastanza presto (forse non già settimana prossima a causa di Thanksgiving). Se il supporto viene rotto abbiamo a che fare con un periodo di distribuzione di circa 6 mesi che genera un obiettivo teorico e grafico sui 114-115 punti. Cosa pensate potrebbe succedere alle borse europee se il settore bancario cade del -10% ? La risposta é ovvia. Da giorni notiamo debolezza nel FTSE MIB (-0.51% a 22092 punti) e vi abbiamo avvisati che una rottura del supporto a 22000 punti, che mercoledì ha retto al primo attacco, é solo una questione di tempo.
Riassumendo il quadro tecnico delle borse europee si é decisamente deteriorato nello spazio di un paio di settimane. Il comportamento degli indici mostra debolezza. C'é stata una spinta di ribasso che abbiamo inizialmente definito come correzione minore in un rialzo. Ora il problema sembra più grave. Alla prima spinta di ribasso sembra dover seguire una seconda e lentamente appaiono segnali di vendita a medio termine. A questo punto l'impennata di novembre sembra un esaurimento di trend. L'unica ragione per cui non prevediamo una severa correzione di medio termine o un ribasso (caduta superiore al 10%) é che l'America non sembra ancora matura per una correzione malgrado che le divergenze siano in aumento. Prendiamo nota del fatto che giovedì il Nasdaq100 (-0.39% a 6314 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 6352 punti. L'S&P500 (-0.26% a 2578.85 punti) giovedì ha toccato un massimo a 2590 punti - si trova a meno dell'1% dal massimo storico a 2597 del 7 novembre. La tendenza di fondo della borsa americana resta saldamente al rialzo (il 51.6% dei titoli si trova sopra la SMA a 50 giorni, il Bullish Percent Index sul NYSE é a 65.91). Ci sembra improbabile che l'Europa continui a cadere mentre la borsa americana, che da un punto di vista fondamentale é oscenamente sopravvalutata, prosegue il rialzo. Esiste naturalmente la possibilità che succeda qualcosa che é pendente da tempo ma che finora non si concretizza - qualcosa a cui nessuno più crede - una correzione di S&P500 e Nasdaq100 di almeno un 5% negli ultimi 40 giorni dell'anno. Esploriamo questa ipotesi.   

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.27% a 3547 punti              
DAX                         -1.02% a 12993 punti
SMI                          +0.40% a 9183 punti
FTSE MIB                  -2.07% a 22092 punti
S&P500                    -0.13% a 2578.85 punti
Nasdaq100               +0.09% a 6314 punti

Sinceramente gli argomenti tecnici in favore di una correzione a Wall Street sono scarsi. L'Europa però sta inaspettatamente correggendo dopo che il DAX tedesco ha toccato un massimo storico il 7 novembre a 13525 punti - giovedì ha toccato un minimo a 12847 punti - una perdita di 678 punti (-5.01%) che nelle prossime settimane deve aumentare. Perché lo stesso non può succedere in America?

Venerdì c'é stata come atteso una seduta leggermente negativa sull'S&P500 in concomitanza con la scadenza dei derivati di novembre. L'S&P500 ha aperto in calo a 2580 punti, é oscillato per quasi tutta la giornata tra i 2579 ed i 2583 punti ed é caduto sul finale a 2577 punti. Ha chiuso a 2578.85 punti (-0.26%) con una insignificante perdita di 6 punti. Anche il Nasdaq100 (-0.39% a 6314 punti) é stato vittima di prese di beneficio. Notiamo un'importante e preoccupante divergenza: il DJ Transportation (-1.15%) é nuovamente caduto e il grafico assomiglia a quello delle borse europee - nell'ultimo mese ha perso circa il -6%. Secondo la teoria di Dow DJ Industrial e DJ Transportation devono muoversi a braccetto e confermare l'un con l'altro il trend. Qui il mercato ha un evidente problema. Trasporti in calo sono spesso un segnale di rallentamento economico.
Oltre alla tecnologia c'é un settore che nelle ultime settimane ha aiutato il mercato a salire - é quello dei consumi discrezionali e delle vendite al dettaglio - questo é un evidente rimbalzo di un settore che da inizio anno era uno dei più odiati e venduti della borsa americana. Non vediamo ora più nulla che possa spingere l'S&P500 più in alto. Se sparisse l'euforia che circonda il settore tecnologico la borsa americana dovrebbe finalmente tornare alla realtà. Ci vuole poco per cambiare l'umore degli investitori - settimana scorsa abbiamo però visto che la fiducia nella tecnologia é ancora viva e vegeta.
La seduta di venerdì al NYSE é stata positiva con A/D a 3983 su 2671, NH/NL a 457 (pochi) su 266 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 11.43 punti (-0.33) - la CBOE Equity put/call ratio é nuovamente bassa a 0.56. I dati della giornata sono buoni poiché l'indice delle PMI Russell2000, che comprende 2000 azioni, é salito del +0.40%.
Settimana prossima negli Stati Uniti c'é giovedì 23 novembre l'importante festa del ringraziamento (Thanksgiving). In questa occasione l'America si ferma - giovedì si riuniscono le famiglie e venerdì cominciano gli acquisti di Natale (Black Friday). È poco probabile che tra lunedì e mercoledì succeda qualcosa di importante. L'S&P500 si muoverà al massimo tra i 2557 ed i 2598 punti dove ora scorrono le Bollinger Bands. Avremo nel frattempo tempo per studiare ulteriormente il mercato e vedere se l'ipotesi della correzione prende corpo.

Commento del 17 novembre

Dominano gli aspetti tecnici legati ai derivati - nuovo massimo storico del Nasdaq100

Ieri le borse europee come atteso sono rimbalzate. L'Eurostoxx50 ha terminato la giornata a 3564 punti (+0.54%). La reazione é stata però deludente. Gli indici azionari europei si sono fermati sui livelli d'apertura senza riuscire a fare ulteriori progressi. Questo malgrado le buone premesse fornite dall'ipervenduto di corto termine e dallo stimolo proveniente da Wall Street dove l'S&P500 (+0.82% a 2585.64 punti) si é involato. Si é trattato di un debole rimbalzo tecnico con modesti volumi che sembra costituire la premessa ad una continuazione della correzione settimana prossima. Siamo perplessi poiché queste prospettive piuttosto negative per le borse europee si contrappongono al brillante comportamento dei listini americani e al nuovo massimo storico del Nasdaq100 (+1.29% a 6329 punti, nuovo massimo storico a 6352 punti). Cosa sta succedendo ? Le borse europee negli ultimi 30 giorni sono salite e scese e per saldo non hanno combinato molto - questa é stata una reazione alla dichiarazioni di Mario Draghi del 26 ottobre che hanno provocato un'anomala spinta di rialzo rafforzata dalla chiusura obbligata di posizioni short - quando si é esaurita la spinta le borse sono semplicemente ricadute. All'esagerazione verso l'alto é seguita un'esagerazione verso il basso rafforzata dall'esecuzione di certificati long a barriera (knock out).
Un effetto simile l'abbiamo osservato negli ultimi giorni a Wall Street. Oggi scadono i derivati di novembre. Da una settimana l'S&P500 scivolava verso il basso e questo ha obbligato i possessori di calls a vedere. Ieri l'S&P500 ha aperto in gap up a 2576 punti grazie agli ottimi risultati trimestrali del colosso delle vendite al dettaglio Walmart (+10.90%). I shortisti sono rimasti catturati poiché non sono riusciti a chiudere in guadagno le posizioni aperte nei giorni precedenti. Sono stati obbligati a comperare e a loro si sono uniti i possessori di puts che hanno gettato la spugna. Il risultato é che l'S&P500 dall'apertura é salito costantemente fino ad un massimo a 2590 punti. Poi, una volta svanita la spinta e a completamento di una lunga parabola, l'S&P500 é ridisceso a 2585 punti e ha chiuso con un guadagno di 21 punti (+0.82%) - ora é nuovamente a soli 12 punti dal massimo storico e al centro delle Bollinger Bands (2557-2598 punti), strette e parallele. La tecnologia ha come d'abitudine trascinato il rialzo - il Nasdaq100 ha raggiunto un nuovo record storico. L'America sembra voler riprendere il debole ma costante rialzo che domina da circa 12 mesi. Tecnicamente nulla si oppone ad una salita dell'S&P500 a 2600 punti - la pausa di questa settimana ha permesso di assorbire l'ipercomperato. Europa ed America mandano però segnali contrastanti - nell'analisi del fine settimana cercheremo di capire come potrebbe svilupparsi questa divergenza.

La seduta in Europa à stata positiva ma deludente - ci aspettavamo decisamente di più. Il settore bancario (SX7E +0.17% a 131.78 punti) ha frenato e la borsa italiana (FTSE MIB +0.22% a 22206) sembra improvvisamente in difficoltà. Il rimbalzo del FTSE MIB dal supporto a 22000 punti é stato debole e asfittico. Un'ulteriore tentativo di rottura al ribasso nei prossimi giorni é probabile. Le ultime 10 candele sul grafico sono rosse - questo significa che ogni giorno predominano le vendite anche se l'indice termina la seduta con un guadagno. Consigliamo prudenza - l'impressione é che il FTSE MIB stia preparando una caduta fino ai 21000 punti. Osserviamo come si comporta oggi la borsa italiana e come termina la settimana. Nell'analisi di domenica vedremo se esitono i presupposti per confermare questa previsione negativa. 

Wall Street ha invece mostrato i muscoli e scacciato le nuvole di correzione che si stavano accumulando all'orizzonte. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5164 su 1560, NH/NL a 442 su 302 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ricaduta a 11.76 punti (-1.37). Il CBOE Equity put/call ratio é su un normale 0.64. Il settore dei trasporti é rimbalzato con vigore (DJT +1.61%). Una settimana fà l'S&P500 era a 2584 punti - ieri sera ha chiuso a 2585 punti - possiamo esaminare il mercato da tutte le angolazioni e sviluppare differenti teorie - il risultato é però sempre lo stesso da mesi - l'S&P500 non corregge e inesorabilmente sale con una lentezza ma costanza esasperanti.

Il balzo di ieri a Wall Street ha probabilmente contribuito a chiudere le operazioni relativa alla scadenza odierna dei derivati di novembre. Questo significa che oggi avremo una giornata tranquilla con eventualmente un debole ritracciamento. Il future sull'S&P500 é a 2582 punti (-3 punti). Le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei +0.27%, Shanghai -0.5%). L'Eurostoxx50 vale ora 3566 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni (+0.1%). Alle 09.30 parla Mario Draghi - vedremo se sarà in grado di scuotere i mercati. Anche i responsabili delle Banche Centrali sembrano ormai a corto di argomenti - non sanno come combattere la deflazione da debiti.

Commento del 16 novembre

L'hammer garantisce un rimbalzo in Europa. Wall Street é bloccata.

Ieri le borse europee hanno ancora avuto una mattinata disastrosa. Le vendite si sono succedute fino alle 12.00 intensificate, specialmente sul DAX tedesco, dai derivati. Gli indici azionari sono scesi sugli ultimi supporti e in ipervenduto. Poi finalmente é iniziato l'atteso rimbalzo. All'inizio la reazione dai minimi é stata tiepida. Dopo le 15.45, quando ci si é resi conto che la borsa americana stava recuperando, la risalita si é fatta più forte e convincente. A fine giornata restano delle moderate perdite. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3545 punti (-0.32%) - la forza del settore bancario (SX7E +0.61% a 131.565 punti) ha aiutato a contenere le perdite. Il DAX é tornato a 12976 punti (-0.44%) dopo un minimo a 12847 punti. Il limite inferiore delle Bollinger Bands si trova a 12808 punti - la MM a 50 giorni é a 12881 punti - questo intreccio ha fermato la caduta. Il FTSE MIB (-0.62% a 22158 punti) si é comportato in maniera simile - qui é stato il supporto a 22000 punti a reggere e rispedire il listino verso l'alto. Su tutti i grafici appare una candela significativa - si tratta di un hammer che segnala il raggiungimento di un minimo significativo e un'inversione di tendenza. Da qui si deve sviluppare un rimbalzo tecnico che deve far risalire gli indici nelle prossime sedute di un +1%/+2%.
Il mese di novembre in Europa é stato finora molto movimentato con un'impennata su nuovi massimi, storici o annuali, e una successiva correzione minore di circa il -5%. In America invece non é successo praticamente niente. L'S&P500 negli ultimi 30 giorni si é mosso tra i 2544 ed i 2597 punti - un range di soli 53 punti o il 2%. A novembre il movimento é stato ancora minore - ieri l'S&P500 ha toccato un minimo mensile a 2557 punti ed ha chiuso a 2564.62 punti (-0.55%). Questa staticità é impressionante e sorprendente. La borsa americana é bloccata e non segue i normali cicli. Abbiamo ora una situazione di ipervenduto a corto termine in Europa mentre in America non si é sviluppata l'attesa sana correzione. Ogni volta che i venditori prendono l'iniziativa vengono immediatamente bloccati.
Ora l'Europa deve rimbalzare - come risponderanno gli Stati Uniti? Sinceramente non lo sappiamo poiché malgrado forti oscillazioni in differenti settori l'S&P500 da due mesi non si muove e gli indicatori sono ormai misti e contraddittori.

Dopo l'ulteriore caduta in Europa gli occhi ieri pomeriggio erano puntati su Wall Street e il fatidico supporto intermedio a 2566 punti di S&P500. L'indice ha aperto a 2565 punti ed é caduto nei primi 10 minuti della seduta a 2557 punti. Tutti pensavano che fosse finalmente iniziata una correzione. Invece come al solito l'SP500 ha subito recuperato e si é fermato. Basta - seduta terminata. Dai 2557 punti l'indice é risalito alle 17.20 a 2572 punti. Poi é semplicemente oscillato in laterale tra i 2565 ed i 2570 punti ed ha chiuso a 2564.62 punti (-0.55%). Il Nasdaq100 (-0.56% a 6258 punti) si é comportato in maniera simile con un minimo giornaliero a 6228 punti. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2258 su 4432, NH/NL a 245 su 888 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 13.13 punti (+1.54) senza scatenare un'ondata di acquisti da short covering.
L'S&P500 non sembra voler correggere ma semplicemente muoversi a caso all'interno delle Bollinger Bands a 2555-2598 punti. Nell'immediato il grafico punta verso il basso ma la pressione di vendita é talmente debole che l'indice può risalire in qualsiasi momento.

Stamattina le borse ripartono al rialzo. Hanno cominciato i mercati asiatici (Nikkei +1.46%) e il future sull'S&P500 segue (2573 punti, +8 punti). Le borse europee dovevano in ogni caso continuare il rimbalzo iniziato ieri. L'Eurostoxx50 vale ora 2569 punti - gli indici apriranno con guadagni intorno al +0.8%. L'Eurostoxx50 potrebbe rimbalzare in una o due sedute fino ai 2580-2600 punti. Poi vedremo. Sinceramente il comportamento della borsa americana sta diventando un mistero. Qualcuno interviene ogni volta che i ribassisti prendono l'iniziativa - essere short é ormai diventato un tentativo di suicidio.

Commento del 15 novembre

Mancano i motivi per salire più in alto - per questa ragione la borsa scivola verso il basso

Ieri per le borse mondiali é stata una giornata negativa. Niente di speciale - Eurostoxx50 (-0.51% a 3556 punti) e S&P500 (-0.23% a 2578.87 punti) hanno subito delle perdite moderate e si sono mossi nel range dei giorni precedenti. Il minimo giornaliero dell'Eurostoxx50 é stato a 3546 punti - esattamente lo stesso livello di lunedì - poi c'é stata una reazione di 10 punti. L'S&P500 per la terza volta a novembre si é appoggiato sul supporto intermedio a 2566 punti per poi recuperare e chiudere a ridosso del massimo giornaliero - ha trascorso però tutta la giornata in negativo. L'umore degli investitori é leggermente cambiato - ad inizio novembre erano accecati dall'euforia - ora si rendono conto che le borse sono care e in mancanza di ulteriori stimoli appaiono prese di beneficio. La pressione di vendita é modesta - é però probabile che l'S&P500 non riuscirà a difendere ancora per molto il supporto a 2566 punti e debba di conseguenza svolgere una correzione minore. La tendenza di fondo delle borse resta al rialzo e non sembra a rischio  - c'é solo una correzione di modesta entità.

Ieri le borse europee hanno aperto in positivo e sullo slancio hanno ancora guadagnato qualche punto. Gli investitori hanno tentato di copiare l'America che aveva terminato la seduta di lunedì con dei guadagni. L'ottimismo però é durato poco. Già alle 09.30 gli indici hanno cambiato direzione e dopo le 11.00 sono caduti in negativo. Ovviamente i mercati azionari europei sono ancora in un umore di correzione - la pressione di vendita é modesta - le spinte verso il basso avvvengono con pochi volumi. In mancanza di compratori questo però basta per far scivolare gli indici verso il basso. Le RSI sono adesso sui 35-45 punti - i minimi di lunedì non sono stati superati al ribasso. È quindi probabile che ora ci sia una pausa e forse un rimbalzo tecnico. Poi però pensiamo che gli indici debbano scendere più in basso poiché siamo convinti che l'S&P500 debba cadere sotto il supporto a 2566 punti. Nella seconda fase Europa ed America devono correggere assieme.

A Wall Street c'é stata un'iniziale ondata di vendite. Poi però gli indici hanno recuperato ed hanno chiuso vicino ai massimo giornalieri e con moderate perdite. Questi sono segnali contraddittori. I rialzisti si difendono bene - a fine giornata hanno però prevalso le vendite visto che i maggiori indici hanno perso qualche punto.
L'S&P500 ha trascoso tutta la giornata in negativo. Ha aperto a 2575 punti ed é velocemente caduto sul supporto a 2566 punti. Da qui ha recuperato e dopo un'ora era nuovamente sui 2578 punti. In seguito é successo ben poco. L'indice é oscillato in pochi punti, ha toccato un massimo a 2579 punti ed ha chiuso a 2578.87 punti (-0.23%). Il Nasdaq100 (-0.36% a 6292 punti) si é comportato in maniera simile. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2627 su 4052, NH/NL a 343 su 754 e volume relativo a 1.15. La volatilità VIX é ferma a 11.59 punti (+0.09). A livello tecnico non vediamo sostanziali cambiamenti. Notiamo invece una mutazione nei commenti degli operatori - alcuni giorni fà si parlava solo di rialzo inarrestabile, riforma fiscale e ottimi risultati trimestrali delle imprese. Ora i toni sono più prudenti e riappaiono i problemi tipo Corea del Nord, rallentamento della crescita cinese, inflazione, probabile rialzo dei tassi d'interesse da parte della FED, ecc. La prudenza invoglia le prese di beneficio e di conseguenza ci aspettiamo che questa fase di correzione continui nel prossimo futuro. Gli eccessi di rialzo, segnalati dalla distanza degli indici dalle medie mobili di medio e lungo periodo devono essere riassorbiti.

Osserviamo con interesse che la reazione più marcata é avvenuta a livello di cambi. Gli ultimi dati sull'inflazione americana hanno provocato un indebolimento dell'USD e il cambio EUR/USD é balzato a 1.1790. Il cambio é tornato di prepotenza sopra gli 1.17 annullando la testa e spalla ribassista. La MM a 50 giorni scorre a 1.1785. La tendenza dominante sembra tornare al rialzo prima del previsto. I numerosi ribassisti sul cambio EUR/USD hanno seri motivi per preoccuparsi. Inutile ricordare che un EUR forte é negativo per le borse europee.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo (Nikkei -1.51%, Shanghai -0.8%) e il future sull'S&P500 é sceso a 2570 punti (-8 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3541 punti - questo significa che le borse europee apriranno con perdite di circa il -0.4% e andranno a testare i minimi di lunedì. Stamattina non dovrebbero scendere sostanzialmente più in basso - probabilmente ci sarà un rimbalzo. Poi molto dipende dall'S&P500 e dal supporto a 2566 punti....

Commento del 14 novembre

L'Europa dovrebbe aver terminato la correzione ma é scesa sotto gli obiettivi - altre vendite all'orizzonte?

Nell'analisi di domenica vi avevamo avvisati che la settimana in Europa poteva iniziare con "ancora alcune sedute negative" "poiché la pressione di vendita non si é ancora esaurita". Non ci aspettavamo però la pesante caduta che ha caratterizzato la giornata di lunedì fino alle 15.15. Dai 3593 punti di venerdì l'Eurostoxx50 é precipitato fino a 3546 punti di minimo prima di recuperare e chiudere a 3578 punti (-0.43%). Poiché noi ci aspettavamo che la correzione finisse al massimo sui 3580 punti é evidente che ieri pomeriggio eravamo piuttosto perplessi. Poi l'America ha risollevato le sorti del mercato e rimesso tutto apparentemente a posto. Il DAX si é comportato in maniera simile. È sceso fino a 12960 punti ed é poi risalito a 13074 punti (-0.40%). Il nostro obiettivo si situava a 13000 punti o al massimo a 12800 punti. Il forte rimbalzo dal minimo ci dice che per il momento la discesa é finita. Questa correzione minore é terminata é il rally di fine ottobre provocato da Mario Draghi é stato cancellato. Ora l'Europa si riaggancia a Wall Street e qui nasce un grosso punto di domanda. La borsa americana può proseguire il debole rialzo come ha fatto ieri. Oppure può (e presto o tardi dovrebbe) cominciare anche lei a correggere. In questo caso la correzione minore europea é solo la prima spinta di ribasso all'interno di una correzione più lunga e complessa. Adesso però ci aspettano alcuni giorni di pausa durante i quali potremo capire se il lungo rialzo della borsa americana ha ancora potenziale o se invece S&P500 e colleghi si uniranno a Giappone ed Europa e finalmente assorbiranno parte degli eccessi accumulati negli ultimi mesi,
Per la cronaca il FTSE MIB si é comportato come l'Eurostoxx50. È caduto fino ai 22269 punti ed é risalito in chiusura a 22437 punti (-0.55%). Sembra che l'indice possa assestarsi sulla MM a 50 giorni (22476 punti) senza aver bisogno di raggiungere l'obiettivo ideale della correzione a 22000 punti. Naturalmente però vale lo stesso discorso fatto in generale per le borse europee. Se l'America cede anche il FTSE MIB dovrà scendere decisamente più in basso. Il settore delle banche (SX7E -0.39% a 131.84 punti) si é comportato in maniera neutrale. La borsa svizzera (SMI +0.31% a 22437 punti) ha avuto una seduta positiva e sembra voler seguire la MM a 50 giorni in ascesa. Questo potrebbe essere un buon esempio per l'Europa nelle prossime 2 o 3 sedute.

Le borse europee sono cadute fino alle 15.15 e poi sono risalite. Questo per il semplice fatto che la borsa americana ha cominciato a recuperare poco prima dell'apertura. Era evidente che gli investitori d'oltre oceano ritenevano i livelli raggiunti interessanti per acquisti e sono subito intervenuti. L'S&P500 (+0.10% a 2584.84 punti) ha aperto sul minimo a 2574 punti. Dopo un'ora era già risalito a 2582 punti. Poi la salita si é fatto più lenta ed incerta. L'S&P500 ha toccato un massimo a 2587 punti poco prima della chiusura a 2585 punti. Il Nasdaq100 (+0.11% a 6316 punti) si é comportato alla stessa maniera. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 3091 su 3595, NH/NL a 357 su 744 e volume relativo a 1.05. Notiamo che il numero di nuovi minimi a 30 giorni torna ad aumentare sensibilmente e questo non ci piace. È come avere un paziente che sembra in buona salute ma continua a "fare febbre" - vediamo lo stesso effetto sul Nasdaq (NH/NL a 174 su 404). La volatilità VIX é salita a 11.50 punti (+0.21) - comincia a serpeggiare un certo nervosismo visto che da parecchie sedute il mercato non riesce più a fare sostanziali progressi. Restiamo dell'opinione che se l'S&P500 non riesce a breve ad issarsi sui 2600 punti rischia di cadere sotto i 2566 punti e cominciare a correggere.

Le borse europee hanno eliminato l'ipercomperato - le RSI sono tornate sui 38-48 punti. In America invece questo non é (ancora) successo. Su tutti i mercati azionari rimane un eccesso di rialzo. È possibile che ora ci siano ancora alcuni giorni di pausa. Tradizionalmente le giornate che precedono il giorno del ringraziamento in America (Thankgiving - giovedì 23 novembre) sono positive. Le borse però sembrano stanche e a corto di argomenti. Il rischio di correzione é in aumento mentre non vediamo potenziale di rialzo - i 2600 punti di S&P500 sembrano lontani malgrado che distino solo 15 punti (+0.6%).

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2580 punti (-2 punti). Le borse europee dovono ancora scontare la buona chiusura a Wall Street e proseguiranno di conseguenza il rimbalzo dai minimi di ieri. L'Eurostoxx50 vale ora 3579 punti - le borse europee apriranno con guadagni di +0.1%/+0.3%. Probabilmente entro stasera si assestaranno su questo livello.
Ieri sera sono stato a Zurigo ad una conferenza del governatore della Bank of Japan Kuroda. Ha parlato di politica monetaria e QE. Non sembra eccessivamente preoccupato dell'enorme debito pubblico giapponese e dell'esplosione della somma di bilancio della BoJ. Il suo atteggiamento sembrava di accademico interesse nel vedere come si sarebbe risolto questo pericoloso esperimento monetario che sembra non funzionare visto che da 15 anni l'obiettivo di inflazione non viene raggiunto. Ovviamemente secondo lui non esiste la possibilità che la politica monetaria sia sbagliata - i problemi sono dei fattori esterni tipo il calo del prezzo del petrolio e la situazione economica mondiale. Siamo diretti da un gruppo di apprendisti stregoni....
Stamattina il Nikkei perde il -0.08%. Le borse asiatiche sono in calo (Shanghai -0.5%) dopo che la Cina ha pubblicato una serie di dati economici deludenti.

Aggiornamento del 13 novembre

Gli investitori non considerano i rischi

Durante il fine settimana abbiamo dedicato parecchio tempo allo studio della situazione politica ed economica internazionale. Abbiamo trovato diversi motivi di preoccupazione. Dalla crisi che ruota intorno all'Arabia Saudita al viaggio a vuoto di Donald Trump in Asia. Dalle trattative sulla Brexit che non avanzano alla fragilità del settore bancario europeo. Dai numerosi tentativi di riforme americane (sanità, tasse) che non si concretizzano ai trattati commerciali internazionali che traballano. La lista é lunga e vediamo molti potenziali focolai di crisi che potrebbero mettere in pericolo la crescita economica mondiale. Le borse invece scontano uno scenario ideale con politiche monetarie espansive ancora per parecchi anni e un ciclo economico che non dovrebbe esaurirsi. Non capiamo perché gli investitori restano così ottimisti e continuino a provocare un'espansione delle valutazioni (P/E) - i prezzi delle azioni crescono molto più velocemente che gli utili delle imprese. Considerando che i tassi d'interesse non possono più scendere ma solo salire (presto o tardi) questa attitudine é sorprendente - forse é una conseguenza dell'eccessiva liquidità che obbliga tutti, anche a controvoglia, a partecipare al rialzo. La liquidità può però sparire velocemente poiché le operazioni effettuate a credito e a margine sono ai massimi storici. Bisogna mantenere una sana dose di scetticismo e prudenza malgrado che finora il rialzo in America sembra solido, stabile e interminabile.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2581 punti (+1 punto) - questo é il punto di riferimento per le borse europee che di conseguenza apriranno in guadagno. L'Eurostoxx50 vale ora 3598 punti (+5 punti). Le borse asiatiche sono invece miste. Il Nikkei perde ancora il -1.32% - Shanghai sale del 0.5%. Sembra che oggi le borse europee possano stabilizzarsi e rimbalzare dai supporti. Noi torniamo ad osservare da vicino la situazione in America. Settimana scorsa Europa e Giappone hanno corretto - é possibile che questa "voglia" contagi finalmente anche Wall Street. Teniamo d'occhio l'S&P500 nel range 2566-2600 punti. Probabilmente questa settimana Europa e America torneranno a muoversi in paralllelo e Wall Street dirigerà le danze.

Commento del 11-12 novembre

Il rally di Draghi é stato giustamente cancellato - ora torniamo ad attendere una correzione in America

Giovedì 26 ottobre la BCE aveva comunicato le nuove linee guida per la sua politica monetaria. Mario Draghi aveva deciso di continuare  a stimolare l'economia con dosi massicce di liquidità a basso prezzo e aveva lasciato intendere che queste misure proseguiranno per tutto il 2018 se non oltre. Le borse europee hanno reagito con un rally a questo annuncio. Ci sono state 4 sedute di forte rialzo e poi il movimento si é esaurito su un massimo all'inizio del mese di novembre. L'Eurostoxx50 (-0.52% a 3593 punti) ha toccato un massimo annuale il 1. novembre a 3708 punti - il DAX (-0.42% a 13127 punti) ha avuto alcuni sussulti supplementari e ha toccato un nuovo massimo storico martedì 7 novembre a 13525 punti. Nel frattempo l'S&P500 aveva continuato il rialzo al piccolo trotto. Settimana scorsa c'é stata in Europa una decisa correzione. Il rally di Draghi, che era stato provocato soprattutto da short covering di posizioni speculative, é stato giustamente cancellato. Gli indici azionari europei sono praticamente tornati al punto di partenza del 26 ottobre. C'é ancora una leggera differenza positiva dovuta al fatto che nel frattempo l'S&P500 ha guadagnato qualche punto. In linea di massima però Europa ed America dopo questa breve escursione sono tornate a muoversi a braccetto. Ora la correzione minore in Europa é praticamente terminata sugli obiettivi. L'Eurostoxx50 doveva riscendere sui 3600-3620 punti con una possibile estensione a 3580 punti - venerdì ha chiuso a 3593 punti (-0.52%). Il DAX doveva cadere fino ai 13000-13050 punti - venerdì ha toccato un minimo a 13111 punti e ha terminato la giornata a 13127 punti. Formalmente questa correzione minore é praticamente conclusa. Ora come al gioco dell'oca siamo tornati al punto di partenza. La tendenza di fondo é al rialzo. Se l'America non corrregge, l'Europa settimana prossima deve fermare la sua caduta e in seguito ricominciare gentilmente a salire. Wall Street durante la scorsa settimana non si é fatta impressionare dalle capriole di Giappone ed Europa. L'S&P500 (-0.09% a 2582.30 punti) venerdì non si é mosso e ha terminato la settimana praticamente invariato. Il Nasdaq100 (-0.05% a 6309 punti) é riuscito ad avere ancora una volta una performance settimanale positiva. La borsa americana resta solida e non mostra la minima intenzione di correggere malgrado l'eccesso di rialzo e di fiducia da parte degli investitori. Le divergenze negative che notiamo da settimana non sembrano influenzare il rialzo del mercato azionario americano.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.63% a 3593 punti              
DAX                         -2.61% a 13127 punti
SMI                          -2.02% a 9134 punti
FTSE MIB                  -1.97% a 22560 punti
S&P500                    -0.21% a 2582.30 punti
Nasdaq100               +0.21% a 6309 punti

I nervi degli investitori europei sono ancora tesi - venerdì sono state ancora le vendite a prevalere. Gli indici azionari hanno tentato un paio di volte di rimbalzare durante la giornata ma al primo segni di pericolo sono ricaduti con volumi. La pressione di vendita non si é ancora esaurita e all'inizio di settimana prossima potrebbero esserci ancora alcune sedute leggermente negative. Le perdite venerdì sono state però decisamente inferiori a quelle di giovedì. Questo é anche merito del settore bancario (+0.23% a 132.35 punti) che in questa fase mostra forza relativa.

Chi dopo 4 giorni di ribassi in Europa si aspettava una giornata negativa in America é rimasto deluso. Ancora una volta l'S&P500 (-0.09% a 2582.30 punti) é partito male ma ha recuperato nel corso della giornata e la candela sul grafico é nuovamente bianca - ha questo punto la perdita di 2 punti é insignificante. Lo stesso vale per il Nasdaq100 (-0.05% a 6309 punti). Oltre tutto il problema che abbiamo segnalato per giorni a livello di partecipazione sta sparendo - venerdì il numero di nuovi minimi a 30 giorni é nuovamente diminuito sia al NYSE (529) che al Nasdaq (285). Riassorbito l'ipercomperato (le RSI sono tornate sotto i 70 punti) teoricamente il rialzo può riprendere. La performance settimanale negativa dell'S&P500 (-0.21%) é stata però ampiamente commentata dagli operatori che sono preoccupati dal calo di momentume e dalla caduta degli indici sono le MM di cortissimo termine. È quindi importante che settimana prossima l'S&P500 riesca a rassicurare i suoi sostenitori con una salita a 2600 punti. Se invece cadesse sotto il primo importante supporto intermedio a 2566 punti é probabile che la voglia di correzione contagi anche l'America. A questo punto una caduta almeno fino ai 2500 punti sarebbe inevitabile con ovvie conseguenze per l'Europa. Questo significa, se si verificasse questa variante negativa, che Eurostoxx50 e colleghi rimbalzeranno dai primi supporti ma poi continuaranno a scendere insieme all'America.

Venerdì l'S&P500 si é mosso in soli 8 punti. Ha aperto in calo a 2580 punti e all'inizio é caduto fino ad un minimo a 2575 punti. È però subito risalito e ha trascorso buona parte della giornata ad oscillare a caso intorno ai 2580 punti. Sul finale ha toccato un massimo a 2583 punti ed ha chiuso poco sotto a 2582.30 punti (-0.09%). La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3014 su 3607, NH/NL a 377 su 529 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 11.29 punti (+0.79) - un balzo all'inizio di settimana prossima sopra i 12.5-13 punti potrebbe obbligare i shortisti a coprire e l'S&P500 a correggere.
La tendenza di fondo del mercato azionario americano rimane debolmente al rialzo con il 49.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 66.38. Normalmente i mesi di novembre e dicembre sono in America tra i migliori dell'anno - mai nella storia quando l'S&P500 ha guadagnato bene nei primi 10 mesi dell'anno (2017 +15.3%) c'é stato un calo negli ultimi due mesi. Attenzione però che la borsa fà esattamente quello che nessuno si aspetta - da troppo tempo gli investitori sono troppo ottimisti - ci sono troppe posizioni long e nessuno usa più le care assicurazioni tipo puts. A livello di sentiment le premesse per una correzione sono ideali. Nessuno si sarebbe aspettato un rialzo ininterrotto del +20% dopo l'elezione di Trump - questo però é quanto é avvenuto negli ultimi 12 mesi. Ora nessuno si aspetta un'inversione di tendenza. Nelle inchieste la stragrande maggioranza degli investitori si aspetta nel 2018 ulteriori guadagni. Vedremo... il ciclo economico iniziato nel 2009 é già durato più a lungo del solito.

Commento del 10 novembre

Vuoto d'aria

Ieri le borse hanno avuto un vuoto d'aria. Ha cominciato la mattina presto il Nikkei giapponese con una caduta di 960 punti. Tanti per un indice che vale 22600 punti. Il nervosismo ha contagiato l'Europa. Fino alle 11.00 gli indici azionari europei sono rimasti in pari - poi sono arrivate le vendite che sono proseguite nel pomeriggio e hanno accelerato sul finale. L'Eurostoxx50 é caduto a 3612 punti (-1.16%). Alcuni giorni fà avevamo scritto che doveva esserci una correzione minore fino ai 3600-3620 punti - questo obiettivo é stato raggiunto. Il segnale di vendita era arrivato martedì con il key reversal day sul DAX (-1.49% a 13182 punti). Ieri l'indice tedesco é quello che ha perso di più - la moltitudine di certificati knock out su questo indice ne aumentano la volatilità. I traders si concentrano sui futures sul DAX che sono liquidi ed efficienti. Le vendite sono continuate anche dopo la chiusura ufficiale dei mercati e sono terminate alle 18.45. In quel momento il FDAX ha toccato un minimo a 13112 punti e l'S&P500 si é seduto esattamente sul supporto a 2566 punti che avevamo indicato nel commento del pomeriggio. In serata i mercati si sono risollevati grazie all'America. Stamattina le borse europee apriranno in positivo.
La caduta di ieri non é l'inizio di un ribasso ma una reazione agli eccessi delle scorse settimane. C'é ora una correzione minore e ne abbiamo indicati gli obiettivi nei commenti sui vari indici. Si possono individuare combinando RSI e possibili supporti. La RSI sull'Eurostoxx50 é già scesa a 46.10 punti - la tendenza di fondo é al rialzo e quindi dovrebbe bastare che la RSI tocchi brevemente i 30 punti per  provocare un minimo. La fascia 3600-3620 punti può essere estesa verso il basso fino ai 3580 punti. Tra l'altro ieri il settore bancario (SX7E -0.21% a 132.05 punti) si é comportato relativamente bene. Nel bene e nel male la borsa non può andare lontano senza il settore finanziario. Se le banche non partecipano al calo dell'indice significa che la pressione di vendita in generale é moderata. Abbiamo osservato lo stesso effetto in America. Ci sono state prese di beneficio sui settori forti e sulle azioni in netto guadagno e non ci sono state ulteriori vendite sui settori deboli.
Riassumendo nel corto termine i venditori hanno preso l'iniziativa. È normale dopo un lungo periodo di rialzi che ha provocato evidenti eccessi. Si sta sviluppando una correzione minore che non dovrebbe fare seri danni. Non sappiamo ancora se dopo segue un lungo consolidamento o se invece il rialzo riprenderà sfruttando la stagione favorevole.

Per la borsa americana quella di ieri é stata una normale seduta moderatamente negativa che non ha rovinato il quadro tecnico rialzista. L'S&P500 (-0.38% a 2584.62 punti) si é adagiato sul primo supporto intermedio a 2566 punti e poi é risalito di 18 punti ed ha chiuso sopra il livello d'apertura. La tecnologia (Nasdaq100 -0.53% a 6312 punti) ha perso qualche punto in più ma é normale - l'indice si é comportato come il resto del mercato recuperando 54 punti dal minimo. I venditori si sono potuti esprimere per poco più di tre ore - poi sono riapparsi i compratori e hanno recuperato quasi tutto il terreno perduto.
L'S&P500 ha aperto in calo di 12 punti a 2582 punti - nelle prime due ore di contrattazioni é rimasto stabile e ha recuperato fino ai 2586 punti. Poi c'é stata un'ondata di vendite che ha provocato un minimo a 2566 punti. Da qui l'indice ha recuperato fino alla chiusura a 2584.62 punti (-0.38%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2338 su 4344, NH/NL a 359 su 934 (in calo!) e volume relativo a 1.1. Notiamo il sorprendente calo dei nuovi minimi a 30 giorni. Le prese di beneficio hanno toccato soprattutto titoli con forti guadagni e non quei settori già deboli da tempo. Lo stesso vale sul Nasdaq (NH/NL a 171 su 564). Rimangono settori deboli come quello di trasporti (DJT -1.18%) - anche le divergenze negative a livello di partecipazione non sono sparite. Ieri però non abbiamo visto un aumento della pressione di vendita. Non ci sembra che stia iniziando una correzione e lo scenario più probabile é che settimana prossima l'S&P500 tocchi un nuovo massimo storico sui 2600 punti. D'altra parte il nervosimo e la volatilità stanno aumentando. Questo succede spesso in vicinanza di un top. È meglio essere prudenti.
Un'ultima osservazione riguarda la volatilità VIX - ieri si é impennata fino ai 12.19 punti ma é poi tornata a 10.50 punti (+0.72). Per il momento la pressione dei shortisti tiene la VIX bassa - non sappiamo quale livello deve raggiungere per obbligare i shortisti a coprire e comperare. Esperienze del passato suggeriscono però che ci sono bisogno tre giorni di rialzo sulla VIX per scatenare le coperture.

Stamattina  sembra serpeggiare ancora un certo nervosismo in Europa. Alle 06.45, quando abbiamo cominciato a lavorare, il future sull'S&P500 era sul massimo notturno a 2585 punti (+1 punto) - ora (07.45) é sceso a 2581 punti (-3 punti). Le borse asiatiche sono miste - il Nikkei é in calo del -0.87%, Shanghai guadagna il +0.2%. L'esempio giapponese ci dice che oggi in Europa potrebbero ancora esserci delle vendite. Gli indici potrebbero tornare a testare i minimi di ieri indicati dai futures (DAX 13120 punti, Eurostoxx50 3582 punti). Solo l'America però può decidere se la correzione in Europa sarà più profonda. Per il momento non sembra che a Wall Street ci siano in giro degli orsi. 

Commento del 9 novembre

Long

Ieri le borse europee hanno marciato sul posto (Eurostoxx50 -0.10% a 3655 punti). A Wall Street invece l'S&P500 ha ancora guadagnato 4 punti (+0.14% a 2594.38 punti) e l'unica novità di rilievo sembra la mancanza di un nuovo massimo storico. Ha invece toccato un nuovo record la tecnologia - il Nasdaq100 ha raggiunto i 6347 punti e ha chiuso poco più in basso a 6345 punti (+0.40%) - ormai tutti adorano la tecnologia... Bisogna però differenziare. Continua a diventare più caro un gruppo di azioni amate dal grande pubblico - sono gli AGMAF insieme a qualche altro nome come Netflix, Nvidia, Qualcomm o Tesla. Da settimane però osserviamo una divergenza negativa. Il numero di azioni che toccano nuovi minimi a 30 giorni resta alto e nettamente superiore al numero dei nuovi massimi - questo ci mostra che il rialzo non é sano - i generali avanzano senza i soldati. Ieri sul Nasdaq il rapporto NH/NL era di 168 su 612 - incredibile considerando che nell'ultimo mese il Nasdaq ha guadagnato il +3.06%. Lo stesso effetto lo osserviamo sul più ampio NYSE - NH/NL a 394 su 998 ! Qui però abbiamo una spiegazioni. Parecchi settori sono deboli - abbiamo già parlato del Russell2000 e dei trasporti (DJT -0.42%) che ieri hanno proseguito il loro calo. Ovviamente questa divergenza negativa si può anche risolvere senza danni per il mercato. Gli indici possono consolidare e i settori deboli possono recuperare grazie ad una sana rotazione. In questo caso lentamente i rapporti NH/NL miglioreranno. Bisogna però essere coscenti del fatto che questa fase del rialzo poggia su deboli fondamenta per quel che riguarda la partecipazione. In caso di notizie negative che fossero in grado di scuotere la fiducia degli investitori (VIX a 9.78 punti, -0.11) si dovrebbe finalmente verificare quella correzione di 5%-10% che c'é normalmente tutti gli anni ma manca ormai da 12 mesi.

Finora però non succede nulla. La salita dell'S&P500 é lenta, regolare e inesorabile. La leadership della tecnologia é assodata. Le borse europee seguono più o meno a distanza. Il DAX tedesco (+0.02% a 13382 punti) si mantiene ad altezza di sguardo con gli americani. Gli altri seguono in scia.
Ieri le borse europee sembravano ancora zoppicare sotto il peso del reversal day di martedì. Gli indici hanno chiuso praticamente invariati ma abbiamo visto più volumi e convinzione nelle fasi di mercato negative che in quelle positive. Le borse hanno aperto baldanzose ma nel corso della giornata si sono spente - le candele sui grafici sono nuovamente rosse. Ci dovrebbe essere una correzione minore per assorbire gli eccessi dopo il rally lanciato il 26 ottobre dalle dichiarazioni di Mario Draghi. Potrebbe essere qualcosa di più serio se ci fosse la collaborazione da parte dell'America. Divergenze a parte però il rialzo a Wall Street sembra solido e costante.

L'S&P500 ha svolto una seduta positiva in trading range. L'indice ha aperto a 2587 punti, é brevemente sceso a 2585 punti (minimo di martedì a 2584 punti) e poi é ripartito al rialzo. Ha toccato i 2595 punti di massimo e ha chiuso poco sotto a 2594.38 punti (+0.14%). La seduta al NYSE à stata positiva con A/D a 3535 su 3107, NH/NL a 394 su 998 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX resta molto bassa a 9.78 punti (-0.11). Tutti sono convinti che l'S&P500 deve a breve toccare i 2600 punti.

Stamattina (07.30) le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei sta perdendo il -0.11% (c'é stato un flash crash di 850 punti) - Shanghai segue con un -0.1%. l future sull'S&P500 é a 2588 punti (-3 punti). Le borse europee dovrebbero aprire praticamentre invariate. Ci aspettiamo stamattina mercati relativamente stabili e senza direzione. Nel primo pomeriggio vedremo se in America si profila qualcosa di nuovo e se invece avremo la solita seduta tranquilla e leggermente positiva.

Commento dell'8 novembre

Key reversal day sul DAX ? - l'America non conferma

Ieri mattina nella fase d'apertura il DAX (-0.66% a 13379 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 13525 punti. Dopo la chiusura lunedì sera dell'SP500 americano in guadagno e con un nuovo record evidentemente ci sono stati ancora degli acquisti e delle coperture di short che hanno risucchiato l'indice verso l'alto. Il DAX é però subito ricaduto e la giornata é stata poi dominata dai venditori che hanno tenuto il controllo delle operazioni fino alla chiusura sul minimo e circa 150 punti più in basso. La lunga candela rossa sul grafico e l'aumento dei volumi suggerisce che forse si é verificato un key reversal day. Questo significa che a corto termine il rialzo é finito ed inizia una correzione. Per esserne sicuri bisogna aspettare l'esito della seduta odierna. Questa caduta é però avvenuta senza una ragione particolare e quindi le probabilità sono alte che si é verificata a corto termine un'inversione di tendenza.
Le altre borse europee hanno avuto un comportamento simile a quello del DAX ma il reversal é stato meno pronunciato. L'Eurostoxx50 (-0.64% a 3658 punti) non ha toccato un nuovo massimo prima di cambiare direzione. È però caduto di 39 punti dal massimo giornaliero e sul grafico appare la medesima lunga candela rossa - la prima di questa dimensione da inizio settembre. Sorprendentemente però il settore bancario (SX7E -0.13% a 132.46 punti) ha retto bene. Questo ci fa pensare che il mercato azionario europeo non ha un problema grave. Probabilmente deve solo assorbire gli eccessi e l'Eurostoxx50 deve ridiscendere sui 3600-3620 punti per ritrovare terreno solido. Nel comportamento del FTSE MIB (-0.18% a 22962 punti) non appare nulla di un key reversal day. L'indice si é semplicemente mosso nel range delle precedenti 4 sedute e ha perso solamente 40 punti. Se però le borse europee devono correggere anche la borsa italiana perderà terreno. La MM a 50 giorni (ora a 22403 punti) quest'anno ha fermato tutti i tentativi di seria correzione e probabilmente lo farà anche questa volta.
Riassumendo ieri le borse europee hanno avuto una seduta debole dominata dalle vendite. È probabile che questa seduta segni la fine del rialzo a corto termine. È però prematuro e azzardato, sulla base del reversal osservato sul DAX, prevedere una correzione generale del mercato azionario. In fondo le perdite, dai massimi giornalieri (ca. -1%) e giornaliere (ca. -0.65%) sono state modeste e ridicole a confronto dei consistenti guadagni delle scorse settimane.
Ovviamente per una correzione in Europa ci vuole l'appoggio dell'America - vediamo cosa é successo a Wall Street.

Purtroppo a New York non é successo nulla di nuovo. L'S&P500 ha toccato un nuovo record storico a 2597.02 punti e ha terminato la giornata invariato a 2590.64 punti (-0.02%). Nei dati della giornata appare una certa pressione di vendita (A/D a 2245 su 4451, NH/NL a 506 su 915 (!), volume relativo a 1.0) ma gli indici non vengono influenzati e proseguono indisturbati il rialzo. La tecnologia (Nasdaq100 +0.11% a 6320 punti) resta forte e ricercata e continua a sostenere il listino - anche la caduta del settore bancario (BKX -2.27%) non basta a far deragliare l'S&P500.
Continuiamo ad osservare numerose divergenze negative con il calo di PMI (indice Russell2000, RUT -1.26%) e trasporti (DJT -0.62%) che fanno lievitare il numero di nuovi minimi a 30 giorni  (anche sul Nasdaq, NH/NL a 182 su 533 (!)). Non appare però nessuna correzione all'orizzonte e non abbiamo nessun segnale di vendita. Secondo tutti i parametri (momentum e sentiment) il rialzo é insostenibile. La borsa però non mostra la minima intenzione di voler cambiare direzione.
L'S&P500 ha aperto a 2590 punti, é salito a 2597 punti (massimo storico) e a metà seduta é ricaduto a 2584 punti. Poi l'S&P500 ha recuperato ad ondate irregolari ed ha chiuso sul livello d'apertura a 2590.64 punti (-0.02%). Una seduta neutra sancita dal piccolo doji sul grafico. La volatilità VIX é salita a 9.89 punti (+0.49) ma resta molto bassa.
Se l'America non corregge é probabile che i segnali negativi provenienti ieri dall'Europa siano solo stati un ritracciamento e non l'inizio di una fase negativa. Il rialzo a corto termine potrebbe essere finito in Europa e praticamente esaurito in America - non sembra però delinearsi una sostanziale inversione di tendenza.

Stamattina scriviamo il commento molto presto (07.00) - non abbiamo ancora i dati definitivi delle borse asiatiche. Gli indici sono però finora stabili - Il Nikkei é in calo del -0.1% - Shanghai sale del +0.2. Il future sull'S&P500 é a 2584 punti (-3 punti). Con queste premesse le borse europee dovrebbero aprire in pari o in leggero calo. Vediamo se nel corso della giornata riappaiono i venditori - le premesse sono per una seduta tranquilla con indici senza sostanziali variazioni.

Commento del 7 novembre

Esasperante monotonia

Ieri l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 2593.38 punti e ha terminato la seduta a 2591.13 punti (+0.13%) con un modesto guadagno di 3 punti. Quante volte abbiamo scritto questa frase nelle ultime settimane? Tantissime visto che l'S&P500 sale da novembre dell'anno scorso e il movimento si é fatto stabile e regolare da fine agosto. Questa monotonia é esasperante - ogni giorno analizzando il mercato troviamo costantemente la medesima costellazione e gli indicatori si trovano nella stessa posizione. Ci sono delle rotazioni tra settori. La crisi saudita ha fatto aumentare il prezzo di petrolio e gas naturale e ieri l'ETF Energy ha guadagnato il +2.29%. Per il resto però non cambia nulla.

In Europa c'é stata una seduta di consolidamento. Questo significa che gli indici azionari hanno perso qualche punto con volumi di titoli trattati sotto la media. Gli indici si sono mossi poco e nel range delle due precedenti sedute. Lo scenaro più probabile é che le borse tornino a muoversi al rialzo alla prima occasione.
L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3682 punti (-0.21%). Il settore bancario é ancora in calo (SX7E -0.95% a 132.63 punti) e mostra sempre debolezza relativa. Non riesce però a trascinare i listini verso il basso. Sarà interessante vedere come si risolve questa divergenza. A breve deve cambiare qualcosa poiché é poco probabile che il rialzo in Europa possa continuare in maniera sostenibile senza l'importante settore finanziario. DAX (-0.07% a 13468 punti) e FTSE MIB (-0.05% a 23002 punti) non si sono praticamente mossi.
Il trend resta al rialzo e non abbiamo nessun segnale di vendita né nessun cambiamento negli indicatori che possa suggerire l'inizio imminente di una correzione.

A Wall Street, come anticipato, c'é stata la solita seduta leggermente positiva nella quale hanno brillato energia e, guarda caso, la tecnologia (Nasdaq100 +0.29% a 6313 punti). L'S&P500 si é mosso in soli 7 punti. Ha aperto sul minimo a 2585 punti ed é salito senza scosse fino ai 2593 punti, nuovo record storico. Sul finale é ricaduto a 2591.13 punti (+0.13%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4071 su 2629, NH/NL a 581 su 563 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita a 9.40 punti (+0.26). IL DJ Transportation ha avuto un'altra seduta negativa (-0.24%) e si é appoggiato sulla MM a 50 giorni - l'indice ha perso un 4% dal massimo ma questa divergenza da manuale (Dow Theory) sembra non interessare a nessuno.

Stamattina il future sull'S&P500 guadagna altri 3 punti a 2593 punti - questo mostra già l'intonazione della giornata. Il Nikkei guadagna il +1.80% - Shanghai sta salendo del +0.8%. L'Eurostoxx50 vale ora 3696 punti - le borse europee apriranno con plusvalenze intorno al +0.3% e in mancanza di sorprese dovrebbero mantenerle fino alla chiusura.

Commento del 4-5 novembre
Aggiornamento del 6 novembre

Da un record al successivo - il treno sembra inarrestabile

Venerdì il DAX (+0.28% a 13478 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 13505 punti - l'S&P500 (+0.31% a 2587.84 punti) ha raggiunto un nuovo massimo storico marginale a 2588.42 punti mentre il Nasdaq100 (+0.95% a 6295 punti) é balzato fino ad un record storico di 6297 punti grazie agli ottimi risultati trimestrali di Apple (+2.62%). Questo basta per confermare che la tendenza del mercato resta al rialzo - ormai non abbiamo più argomenti tecnici per prevedere un massimo intermedio o definitivo e l'inizio di una correzione più o meno ampia. Ipercomperato ed eccessi non bastano a fermare il movimento - continuiamo ad osservare valori estremi negli indicatori ma questo non sembra influenzare il rialzo e non ci aiuta a capire cosa potrebbe succedere nelle prossime settimane. Venerdì la volatilità VIX sull'S&P500 é caduta su un nuovo minimo pluriennale a 9.14 punti (-0.79).
Siamo lentamente a corto di temi e quindi abbandoniamo brevemente il settore indicatori per spostarci decisamente nel campo della psicologia di mercato.
Abbiamo contatti con numerosi colleghi con i quali scambiamo le nostre opinioni - questi sono attivi nel settore finanziario come analisti, investitori, consulenti o gestori. Nelle ultime due settimane ci sono stati alcuni cambiamenti nelle loro opinioni che hanno destato la nostra attenzione. Uno dei più ottimisti, da anni completamente investito sui mercati azionari, ci ha detto di aver comiciato a vendere. Non ha una ragione precisa - ha però l'impressione che c'é troppa speculazione ed eccitazione. Secondo lui é giunto il momento di tirare i freni. Ha guadagnato bene e non pensa che questo rialzo possa continuare in questa maniera. D'altra parte abbiamo uno dei più pessimisti che ha gettato la spugna. È anni che é sotto investito poiché é convinto che i debiti schiacceranno presto o tardi l'economia e soffocheranno la crescita. Ogni volta che parlavamo con lui ci presentava una serie di pericoli e rischi che avrebbero provocato a momenti un tracollo delle borse. Ora ammette la sconfitta - non comprende perché le borse continuano a salire ma ha capito che per restare nel business deve nuotare con la corrente. Ci ha confidato di aver riposizionato i portafogli in gestione in maniera neutrale sulla base del profilo d'investimento fissato dai clienti. Elimitati gli hedging, le care assicurazioni tramite puts e le sotto esposizioni ai mercati azionari, ha deciso di aspettare pazientemente che questo bull market finisca - abbiamo notato in lui una certa rassegnazione davanti alla evidente costatazione che questo bull market sta rompendo tutte le regole.
Nel nostro microcosmo abbiamo dei bulls che diventano improvvisamente timorosi e prudenti e dei bears che abbandonano gli short più per obbligo che per convinzione. Il rally del DAX di settimana scorsa aveva almeno un +1% di componente di copertura di shorts - é possibile che questo rialzo si stai esaurendo proprio quando sembra venir confermato dai fondamentali ? Si, é possibile poiché i dati pubblicati questa settimana, da PIL, a disoccupazione fino ai risultati di imprese, sono tutti un'immagine del passato. Cosa ci riserva il futuro?

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.99% a 3690 punti              
DAX                         +1.98% a 13478 punti
SMI                          +1.51% a 9322 punti
FTSE MIB                  +1.54% a 23014 punti
S&P500                    +0.26% a 2587.84 punti
Nasdaq100               +1.32% a 6295 punti

Settimana scorsa le borse sono continuate a salire grazie ad un misto di buone notizie, politiche, economiche e da parte di singole imprese - e naturalmente grazie alla tendenza che favorisce il rialzo.
Venerdì le borse europee hanno guadagnato ancora qualche punto. Per il DAX questo é bastato per un nuovo massimo storico - gli altri indici, come l'Eurostoxx50 (+0.03% a 3690 punti) si sono invece mossi nel range del giorno precedente. Non appare nessun segnale che possa far presagire l'inizio di una correzione malgrado l'abituale sindrome di ipercomperato, eccesso di rialzo e estremo ottimismo da parte degli investitori. Ormai valori di RSI sopra i 70 punti sono diventati l'abitudine sia per i dati giornalieri che settimanali.
Solo il settore delle banche europee (SX7E -1.46% a 133.90 punti) scivola verso il basso e mostra debolezza relativa - per il momento questo non ha conseguenze per tutto il mercato. Questa divergenza si deve però risolvere a breve. Non é possibile che le borse europee salgano mentre le banche scendono - le due correnti si devono riunire e non sappiamo ancora come.

In America i listini si muovono ancora grazie ai risultati trimestrali delle imprese. Giovedì sera Apple ha presentato dati convincenti , l'azione venerdì é balzata del +2.61% su un nuovo massimo storico e il Nasdaq100 ha seguito (+0.95% a 6295 punti). Questo ha permesso anche all'S&P500 di guadagnare altri 8 punti - l'indice ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 2588.42 punti ed ha chiuso poco sotto a 2587.84 punti (+0.31%) - senza questa seduta positiva la performance settimanale sarebbe stata negativa. Ormai l'S&P500 sale con estrema fatica ma sale.
L'indice ha aperto a 2581 punti, é sceso a 2576 punti di minimo ed é poi regolarmente salito fino alla chiusura. La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3246 su 3364, NH/NL a 472 su 635 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é crollata a 9.14 punti (-0.79). A livello di partecipazione il numero di nuovi minimi a 30, 90 e 120 giorni rimane alto - questo mostra che pochi titoli salgono mentre parecchi scendono. Quelli che salgono sono però i pesi massimi tipo gli AGMAF e quindi gli indici azionari per saldo salgono. Non sappiamo quando questa precaria situazione, che permane da settimane, può provocare una fase di debolezza delle borse.
Per definizione la tendenza di fondo rimane saldamente al rialzo con il 58.1% dei titli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 67.32 punti.

Durante il fine settimane ci sono state purtroppo parecchie brutte notizie come quella della sparatoria in una chiesa in Texas che ha provocato 26 morti o quella dell'epurazione nel regime dell'Arabia Saudita. Tra Iran, Yemen e Arabia Saudita spirano venti di guerra. Niente di tutto questo sembra però perturbare le borse. Ritroviamo stamattina i mercati finanziari sul livello di chiusura di venerdì.

Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha guadagnato il +0.11%, Shanghai sale del +0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2580 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3682 punti - le borse europee apriranno in leggero calo. Le notizie che trapelano dal Medio Oriente sono secondo noi preoccupanti - c'é un rischio di conflitto armato. In ogni caso in Arabia Saudita c'é una guerra di potere e considerando le importanti partecipazioni in società americane detenute dai sauditi bisogna fare attenzione. Crediamo che l'incertezza potrebbe provocare delle vendite. Di conseguenza pensiamo che stasera la borse europee chiuderanno sui livelli d'apertura o più in basso. Teniamo d'occhio i beni rifugio tipo CHF, oro o Bund per scoprire segnali di stress sui mercati finanziari.

Commento del 3 novembre

Tutte le carte sono sul tavolo

Questa settimana abbiamo avuto tre sedute di Banche Centrali. I giapponesi (BoJ) e gli americani (FED) hanno lasciato i tassi d'interesse invariati - gli inglesi (BoE) li hanno alzati del +0.25%. La stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle società americane volge alla fine - almeno i nomi più importanti hanno comunicato i loro guadagni. L'ultima é stata ieri sera Apple che ha presentato ancora una volta risultati ottimi. La borsa sembra però avere ormai scontato tutto. Il future sul Nasdaq100 sale di 21 punti ma quello dell'S&P500 é fermo a 2578 punti (+1 punto). Ieri Donad Trump ha nominato il nuovo responsabile dela FED che succederà a Janet Yellen. Si tratta di un insider, Jerome Powell, che dovrebbe assicurare continuità e una politica monetaria morbida. I repubblicani hanno presentato la riforma fiscale. La novità più importante é la riduzione della tassazione per le imprese dal 35% al 20%. Non é sicuro che le Camere approveranno il progetto che dovrebbe scavare un cratere di 1500 Mia di USD all'anno nel budget americano. Quest'anno senza provocare clamore il debito totale ha superato i 20'000 Mia di USD. Un'importante cambiamento nella tassazione delle ipoteche rischia di mettere in crisi il fragile mercato immobiliare. Quanto debito possono permettersi gli americani senza provocare una crisi di fiducia e un collasso della moneta?
Ora per parecchie settimane non dovrebbero esserci novità di rilievo - tutte le carte sono sul tavolo. A dicembre la FED dovrebbe alzare i tassi d'interesse - la misura é tasta preannunciata da parecchio tempo e non influenzerà i mercati. Crediamo che ora macheranno le notizie in grado di alimentare l'entusiasmo degli investitori. Stimiamo che il rialzo debba bloccarsi - vedremo se si delienano prese di beneficio o una correzione. Il caso di Tesla (-6.80%) mostra che il mercato é ancora disposto a punire duramente chi non rispetta le previsioni e soddisfa le attese.

Ieri le borse hanno consolidato sotto i massimi storici o annuali toccati mercoledì. C'é stata una seduta di pausa con, in Europa, volumi in calo - gli indici azionari hanno terminato la giornata praticamente invariati senza fornire argomenti all'analisi tecnica.
L'Eurostoxx50 é scivolato a 3688 punti (-0.23%) assorbendo in minima parte l'eccesso di mercoledì. Considerando che le candele sui grafici sono ancora al di fuori delle Bollinger Bands questo ritracciamento era il minimo che ci si poteva aspettare. Il DAX tedesco (-0.18% a 13440 punti) si é comportato in maniera simile. Il FTSE MIB (+0.24% a 23046 punti) ha avuto una seduta positiva e ha toccato un nuovo massimo annuale. Le banche continuano però a non contribuire al rialzo e quindi abbiamo l'impressione che questo rialzo non ha più molto potenziale. L'indice delle banche europee SX7E (+0.17% a 135.89 punti) é da maggio che non riesce più a fare progressi ed é bloccato sotto la forte resistenza a 140 punti.
La tendenza della borsa svizzera (SMI +0.13% a 9279 punti) é neutra con l'indice bloccato tra la MM a 50 giorni in ascesa e la resistanza a 9300 punti.

L'S&P500 si é mosso tra i 2566 ed i 2581 punti ed ha chiuso sul livello d'apertura e vicino al massimo a 2579.85 punti (+0.02%). In Nasdaq100 ha perso qualche punto a 6236 punti (-0.20%). La seduta al NYSE é stata però positiva con A/D a 3582 su 3078, NH/NL a 478 su 772 (!) e volume relativo a 1.2. La volatilità VIX é scesa a 9.93 punti (-0.27).
L'S&P500 si é fermato con volumi in aumento e con un rapporto NH/NL negativo. L'impressione é che la borsa americana é ad un punto morto. Fare ulteriori progressi sarà difficile. Il livello superiore delle BB, che stanno diventando orizzontali, é a 2584 punti. Non appare però pressione di vendita.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Giappone era chiuso - Shanghai é in calo del -0.4%. Il future sull'S&P500 allle 08.30 é a 2579 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3596 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.2%. La settimana dovrebbe finire con un'intonazione positiva. Ci aspettiamo una seduta tranquilla e pensiamo di ritrovare stasera gli indici azionari europei sui livelli d'apertura.

Commento del 2 novembre

Quando un eccesso é abbastanza forte per provocare una correzione ?

Il rialzo delle borse continua. Ieri l'Eurostoxx50 (+0.64% a 3697 punti) ha toccato un nuovo massimo annuale a 3708 punti, l'S&P500 (+0.16% a 2579.36 punti) ha fatto segnare un nuovo record a 2588.40 punti. Il rialzo sembra infinito ed inarrestabile. Tutti però sappiamo che avrà una fine - nessuno sa però quando e quale sarà il massimo definitivo lo scopriremo solo a posteriori. Sarebbe interessante sapere con anticipo quando le borse potrebbero essere su un massimo. L'analisi tecnica osserva gli eccessi per capire quando il mercato é troppo sbilanciato in una direzione e rischia di prendere la direzione opposta. Il problema é che in un mercato neutro basta poco per provocare un movimento nella direzione opposta - per esempio RSI sopra i 70 punti o sotto i 30 punti o candele sui grafici che toccato i bordi delle Bollinger Bands. Se il trend é forte questo non basta - ci sono indicatori tipo l'ADX che mostrano l'intensità di un trend. In questo caso l'eccesso deve essere più pronunciato prima che il movimento si fermi.
Naturalmente ci sono situazioni particolari che sfuggono a questo sistema - le Bollinger Bands contengono i movimenti giornalieri nel 68.3% dei casi - le Bollinger Bands estese (2) contengono il 95.4% dei movimenti giornalieri. Le Envelopes usano un sistema simile coinvolgendo la volatilità. Vedete però che esiste sempre una piccola percentuale di casi in cui questi sistemi non funzionano o per meglio dire il movimento é più ampio del solito e entra nell'eccezionale. L'analisi tecnica lavora secondo il calcolo delle probabilità e non significa certezza.
Malgrado queste premesse chi ieri sera ha guardato il grafico del DAX (+1.78% a 13465 punti, nuovo massimo storico a 13488 punti) non credeva ai suoi occhi. La candela sul grafico era completamente al di fuori delle BB - e non di poco considerando che il bordo superiore si situa a 13291 punti. Questo significa che il DAX si é decisamente spostato da quello che é il ritmo normale di una (forte) spinta di rialzo. Probabilmente c'é una certa forma di esaurimento. È però difficile dire come deve essere assorbito l'eccesso ed é impossibile dire subito se siamo confrontati con un massimo significativo.
A prescindere da questa evidente accelerazione che ha le premesse per essere un esaurimento momentaneo di trend, é evidente che il rialzo continua e bisogna partire dal principio che nelle prossime settimane gli indici azionari debbano salire più in alto. Non c'é un cambiamento sostanziale nei fondamentali tale da giustificare un'inversione di tendenza. In particolare la politica monetaria delle Banche Centrali resta molto espansiva e i bassi tassi d'interesse obbligano gli investitori a comperare azioni. Ogni giorno siamo confrontati con clienti che hanno obbligazioni in scadenza e ci chiedono cosa fare. In genere i tassi d'interesse offerti al momento dai buoni debitori in EUR, CHF e USD sono insufficienti per soddisfare le attese di performance e molti sono disposti ad accettare considerevoli rischi per avere qualcosa di più.

Le borse europee ieri erano al rialzo - il DAX é stato spumeggiante con accenni di pericolosa euforia. In America invece abbiamo avuto la solita seduta di debole rialzo con nuovi massimi storici marginali.
L'S&P500 si é mosso in soli 13 punti. Ha aperto a 2584 punti, é salito a 2588 punti di massimo ed é sceso a metà seduta sul minimo a 2575 punti. Poi si é fermato, é risalito qualche punto e ha chiuso a 2579.36 punti (+0.16%). Un'altra normale seduta positiva durante la quale i venditori non hanno provato a fare nulla.
La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3103 su 3555, NH/NL a 610 su 627 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é ferma a 10.20 punti (+0.02). Il Nasdaq100 (6248 punti, +0.01%) ha marciato sul posto. Sembra voler assorbire il rally delle ultime tre sedute con una pausa più o meno lunga. È possibile che il DAX, e di riflesso l'Eurostoxx50, si comporti alla stessa maniera.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha guadagnato il +0.53 - Shanghai é in calo del -0.4%. Il future sull'S&P500 é a 2570 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3694 punti. Le borse europee apriranno in leggero calo. Probabilmente oggi si fermeranno e chiuderanno praticamente in pari.
La FED ieri sera ha lasciato i tassi d'interesse invariati e non ha cambiato le prospettive per il futuro. La crescita dell'economia americana viene definita solida.
I risultati trimestrali di Facebook erano buoni ma i commenti del CEO hanno indebolito l'azione. Tesla brucia 16 Mio di USD al mese - perde 2.92 USD per azione e la produzione del nuovo modello 3 é in ritardo. Gli investitori non sembrano troppo preoccupati malgrado che molti analisti non capiscono come la società potrà mai essere profittevole. Stasera arrivano i risultati di Apple.
Oggi dovrebbero essere resi noti i dettagli della riforma fiscale americana. La diminuzione delle imposte alle imprese dovrebbe aiutare la borsa. Questa riforma é però attesa da tempo e in parte é stata scontata dai mercati. Se all'annuncio la reazione fosse negativa significa che il rialzo della borsa americana é per il momento finito.

Commento del 1. novembre

Teniamo d'occhio i settori dei trasporti (DJT) e dei consumi di base (XLP)

Sulla base dei maggiori indici azionari ieri é stata un'altra giornata positiva che conferma la tendenza al rialzo. L'Eurostoxx50 europeo ha toccato un nuovo massimo annuale a 3677 punti ed ha chiuso a 3674 punti (+0.32%). L'S&P500 americano ha guadagnato 2 punti a 2575.26 punti (+0.09%). Malgrado ipercomperato ed eccesso di rialzo, segnalati da RSI sopra i 70 punti, indici lontani dalle medie mobili a 50 e 200 giorni e candele sui grafici al di fuori delle Bollinger Bands, le borse non correggono e questo é un segnale che il trend é forte. L'unico problema é che le borse, specialmente in America, si muovono solo grazie ad un gruppo d titoli molto performanti, concentrati nel settore della tecnologia (Nasdaq100 +0.38% a 6248 punti, nuovo massimo storico) mentre altrove appaiono preoccupanti divergenze o rotture al ribasso. Ieri il settore dei trasporti (DJT -0.45%a 9758 punti) ha rotto il supporto a 9800 punti. Da inizio giugno il settore dei consumi di base (Consumer Staples - XLP) é in calo e l'indice é sceso sotto la MM a 50 giorni. Se l'economia andasse veramente bene sia i consumi che i trasporti dovrebbero crescere. Questi sono però dettagli - il quadro generale resta costruttivo e gli eccessi e le divergenze non sembrano essere in grado di far deragliare il rialzo.

Ieri la borsa di Francoforte era chiusa. Malgrado l'assenza degli investitori tedeschi la giornata é stata normale - solo i volumi erano inferiori alla media. Gli indici azionari europei sono saliti nelle prime due ore di contrattazioni, hanno fatto una lunga pausa e si sono infine impennati sul finale. Dall'America continuano ad arrivare segnali positivi.
Abbiamo poco da annotare. Il calo delle azioni delle banche (SX7E -0.64% a 135.64 punti) ha frenato la borsa italiana (FTSE MIB +0.18% a 22793 punti). Per il resto l'intonazione di fondo resta positiva e gli indici azionari sono pronti a fare ulteriori progressi.

In America la fiducia nel settore tecnologico sembra incrollabile. Dopo il rally di venerdì scorso gli investitori sono convinti che il movimento si debba ripetere ogni volta che una grande società pubblica i risultati trimestrali. Ieri il Nasdaq100 é salito tentando di anticipare questo effetto. Stasera dopo la chiusura dei mercati sono attesi i dati di Facebook (+0.11%) e Tesla (+3.58%). Domani sera é il turno di Apple (+1.39%).
L'S&P500 ha svolto una seduta in trading range. Ha aperto a 2575 punti, é caduto a 2572 punti ed é poi risalito a 2576 punti. Dopo due ore di contrattazioni il mercato si é assopito - l'S&P500 é oscillato tra i 2575 ed i 2578 punti ed ha chiuso a 2575.26 punti (+0.09%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4259 su 2407, NH/NL a 533 su 597 e volume relativo a 1.15. La volatilità VIX é scesa a 10.18 punti (-0.32) - la CBOE Equity puts/calls ratio era a 0.57 - la solita combinazione di eccesso di ottimismo e di speculazione al rialzo che non provoca come spesso succede una reazione negativa ma conferma piuttosto la testardaggine degli investitori.

Stamattina le borse ripartono al rialzo. il future sull'S&P500 é a 2580 punti (+7 punti) e il DAX dovrebbe aprire nuovamente in gap up e su un nuovo massimo storico a 13350 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3700 punti (+26 punti). Il Nikkei ha guadagnato il +1.98% - Shanghai é in pari. Stasera termina la riunione della FED e alle 19.00 verranno comunicate le decisioni di Yellen e colleghi. I tassi d'interesse rimarranno invariati. Vedremo se a parole verrà confermata l'intenzione di alzare il costo del denaro nella prossima seduta di dicembre.

Commento del 31 ottobre

Segnali di stanchezza - c'é un consolidamento ma non una correzione

Ieri le borse si sono fermate. Dopo il rally di giovedì e venerdì scorsi era giunto il momento di tirare il fiato. In Spagna il governo della Catalogna ha ceduto il potere a Madrid senza turbolenze - Puigdemont con alcuni fedelissimi é scappato in Belgio e ha richiesto asilo politico. La borsa (IBEX +2.44%) ha reagito con un balzo di sollievo. Questo ha permesso all'Eurostoxx50 (+0.27% a 3662 punti) di guadagnare ancora qualche punto. L'indice si é però mosso nel range di venerdì e quindi la seduta non costituisce una continuazione del trend - é solo un'importante conferma della rottura al rialzo dal range 3600-3610 punti. Anche il settore bancario (SX7E +0.72% a 136.51 punti) ne ha approfittato e di riflesso la borsa italiana (FTSE MIB +0.39% a 22752 punti). Tutte queste plusvalenze rappresentano però unicamente un'esaurimento della spinta di rialzo di settimana scorsa dovuta ad avvenimenti particolari - per il resto l'impressione é che le borse devono consolidare e cercare nuove forze ed argomenti per salire più in alto. Il DAX durante la giornata ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 13255 punti - ha però in seguito ritracciato ed ha chiuso praticamente invariato a 13339 punti (+0.09%).
In generale le borse europee non correggono malgrado una evidente situazione di ipercomperato e di eccesso di rialzo - questo é un segnale di forza e che il trend é forte - una correzione minore (-3%) é sempre possibile e a questo punto auspicabile. Non sembra però che si prepari una correzione sostanziale (-10%).

La borsa americana ha fatto un passo indietro. L'S&P500 é sceso a 2572.83 punti (-0.32%). Si é però fermato lontano dal minimo giornaliero a 2568 punti e nella seconda parte della seduta non si é praticamente mosso. Il calo sembra quindi unicamente una normale seduta negativa all'interno di un rialzo intatto. La debolezza del settore trasporti (-1.30% a 9802 punti - importante supporto a 9800 punti) é stata compensata dalla solita tecnologia. Il Nasdaq (-0.03%) non si é mosso ma il Nasdaq100 (+0.23% a 6227 punti), grazie a Apple (+2.25%), ha ancora guadagnato qualche punto sullo slancio della possente spinta di venerdì.
L'S&P500 ha aperto a 2575 punti ed é salito a 2580 punti. Da qui é caduto in due ondate fino ai 2568 punti. I venditori non sono riusciti a fare di più e si sono ritirati prima del minimo di venerdì (2566 punti). L'S&P500 é risalito a 2572 punti ed é oscillato su questo livello fino alla chiusura. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2445 su 4243, NH/NL a 405 su 695 e volume relativo 1.1. Notiamo il costante alto livello dei nuovi minimi a 30 giorni (NL) che appare anche nel Nasdaq (NH/NL a 192 su 389). C'é una certa pressione di vendita che non appare a livello di indici poiché l'ottima performance dei pesi massimi oscura tutto il resto. C'é da domandarsi cosa potrebbe succedere se ci fossero improvvisamente delle prese di beneficio sui leaders - Apple comunicherà i suoi risultati trimestrali il giovedì 2 novembre dopo la chiusura dei mercati. La volatilità VIX é salita a 10.50 punti (+0.70) - le scommesse al ribasso sulla VIX sono enormi e possono durare all'infinito. Sappiamo però che il cambiamento di direzione sarà violento e provocherà un movimento sostanziale causato dal short covering.
Per ora l'impressione é che l'S&P500 sta semplicemente consolidando prima di salire su nuovi massimi storici. Supporto é a 2544 punti - solo sotto questo livello comincerebbero a squillare i campanelli d'allarme.

Stamattina la Bank of Japan ha lasciato i tassi d'interesse invariati. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei perde il -0.04% - Shanghai sale del +0.1%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2570 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 2566 punti. Le borse europee apriranno con un leggero guadagno. Oggi in Germania é giorno di festa e la borsa di Francoforte é chiusa. Senza i tedeschi é probabile che l'Eurostoxx50 si muoverà poco e di riflesso le borse europee staranno ferme.

Aggiornamento del 30 ottobre

Cautela

Il Spagna il deposto governatore della Catalogna Puigdemont invita i separatisti alla resistenza pacifica contro il governo spagnolo. La tensione in Spagna resta alta e difficilmente la situazione migliorerà prima delle elezioni anticipate previste a dicembre.
Il Cina é terminato il congresso del partito comunista. La borsa, che miracolosamente era rimasta alta e stabile per tutto il periodo del congresso, perde stamattina il -0.8%. Questa settimana l'attenzione degli investitori si concentrerà nuovamente sulla Banche Centrali. Martedì si riunisce la Bank of Japan, mercoledì é il turno della FED americana e giovedì termina la serie la Bank of England. Non sono attesi cambiamenti nella politica monetaria - gli analisti però soppeseranno nei dettagli le dichiarazioni dei banchieri in cerca di eventuali segnali che si avvicina una politica monetaria necessariamente più restrittiva.
Martedì la borsa di Francoforte é chiusa in occasione della festa della Riformazione.

Settimana scorsa tra giovedì e venerdì le borse hanno subito un'altra accelerazione al rialzo che ha nuovamente provocato una situazione di eccesso. Questo situazione deve essere riassorbita ed é molto probabile che ci debba essere ancora una pausa di consolidamento. Nei prossimi giorni vedremo se le borse hanno voglia di correggere o se invece si limiteranno a fare una pausa a ridosso dei massimi.
Stamattina le borse asiatiche sono miste e per saldo poco mosse. Il Nikkei ha guadagnato il +0.05%. Il future sull'S&P500 scende a 2573 punti (-5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3654 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Considerando l'ipercomperato di corto termine e gli importanti appuntamentio dei prossimi giorni si impone una certa cautela. Prevediamo una seduta tranquilla con borse in leggero calo.

Commento del 28-29 ottobre

Nuovi massimi storici di S&P500, Nasdaq100 e DAX - nuovi massimi annuali di Eurostoxx50 e FTSE MIB
Le banche centrali obbligano gli investitori a comperare azioni e il rialzo assume ormai contorni grotteschi

Le società americane stanno pubblicando gli utili del 3. trimestre 2017- secondo i dati resi noti finora i guadagni (GAAP Earnings) sono cresciuti del 3% rispetto al 3. trimestre del 2014 - nel frattempo l'S&P500 ha guadagnato il +30%.
Il 40% dell'incrememento degli utili per azione e il 30% dell'aumento degli indici azionari americani dal 2009 é da attribuire agli acquisti di azioni proprie da parte delle società.
I bassi tassi d'interesse non aumentano il valore intrinseco delle azioni - sostengono la crescita economica e riducono i costi del capitale per le imprese - sul lungo termine non giustificano però una valutazione costantemente più alta delle azioni. Il P/E (rapporto prezzo/utili per azione) di lungo periodo della borsa americana é del 16.8 - ora siamo al 31.7. I tassi d'interesse reali negativi imposti artificialmente dalle Banche Centrali obbligano gli investitori a comperare azioni sopravvalutate in mancanza di alternative. 
Giovedì sera dopo la chiusura delle contrattazioni a Wall Street, Google (+4.26%/+4.80%), Microsoft (+6.41%) e Amazon (+13.22%) hanno pubblicato dei buoni risultati trimestrali. Venerdì le azioni hanno aperto in gap up, sono balzate su un nuovo massimo storico e assieme agli altri due membri dell'AGMAF (Apple +3.58%, Facebook +4.25%) hanno permesso al Nasdaq100 di guadagnare il +2.91% e chiudere su un nuovo massimo storico a 6213 punti. Evidentemente c'é un effetto di short covering e di panico.

Abbiamo fatto questo considerazioni per mostrare come questo mercato azionario sia manipolato da imprese e Banche Centrali e abbia perso il contatto con la realtà - il rialzo ha ormai assunto contorni grotteschi e parlare di irrazionale esuberanza é ancora una definizione moderata per descrivere quello che sta succedendo. Venerdì il DAX tedesco (+0.64% a 13217 punti) ha raggiunto un nuovo massimo storico - Eurostoxx50 (+0.41% a 3652 punti) e FTSE MIB (-0.62% a 22665 punti) hanno toccato un nuovo massimo annuale. L'S&P500 americano (+0.81% a 2581.07 punti) e il Nasdaq100 (+2.91% a 6213 punti) hanno nuovamente migliorato il massimo storico. Indubbiamente la tendenza dei mercati azionari é al rialzo e malgrado alcuni evidenti segnali di possibile esaurimento di trend (accelerazioni esaustive, gap up da panico, candele sui grafici abbandonate nel nulla e al di fuori del limite superiore delle Bollinger Bands, forti divergenze a livello di rapporti nuovi massimi su nuovi minimi) non si vede la fine di questo lungo bull market. L'S&P500 sale praticamente da un anno senza una correzione intermedia di almeno un 3%. Fare analisi tecniche sembra ormai inutile poiché qualsiasi cosa osserviamo il mercato conosce solo una direzione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.36% a 3652 punti              
DAX                         +1.74% a 13217 punti
SMI                          -0.58% a 9183 punti
FTSE MIB                  +1.42% a 22665 punti
S&P500                    +0.23% a 2581.07 punti
Nasdaq100               +1.71% a 6213 punti

Fino a mercoledì la settimana é trascorsa nella tranquillità - a livello di indici azionari ci sono stati pochi e modesti movimenti. Giovedì la BCE ha comunicato di voler perseguire una politica monetaria estremamente espansiva almeno per tutto il 2018 se non oltre. Gli acquisti di obbligazioni continuano da gennaio al ritmo di 30 Mia. fino a settembre 2018 - il programma potrebbe essere prolungato - gli operatori si aspettavano invece l'annuncio che il QE sarebbe finito. Le borse europee hanno fatto un balzo di gioia (Eurostoxx50 +1.27%). Il rialzo é continuato venerdì anche grazie ai segnali positivi provenienti dall'America. L'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo massimo annuale a 3670 punti ed ha chiuso a 3652 punti (+0.41%). Ci ha pensato la Spagna (IBEX -1.45%) a rovinare la festa. La dichiarazione di Indipendenza della Catalogna e i tassi d'interesse in calo hanno influenzato negativamente il settore bancario (SX7E -1.13% a 135.53 punti) e di riflesso la borsa italiana (FTSE MIB -0.62% a 22665 punti). I nuovi massimi ci dicono però che il rialzo continua e non appaiono segnali concreti che si prepara una correzione. Ci sono evidenti eccessi che devono essere riassorbiti. La candela di venerdì sul grafico del DAX (+0.64% a 13217 punti, gap up) é abbandonata nel nulla e completamente al di fuori delle Bollinger Bands - la RSI giornaliera é a 77.77 punti, quella settimanale a 70.66 punti. Questo da una parte significa che la forza d'acquisto é possente - d'altra parte l'esagerazione invita alle prese di beneficio e il DAX deve trovare un modo di assorbire gli eccessi e ritrovare solida base. In un mercato normale questo significa come minimo un consolidamento sui 13000 punti o come massimo una correzione minore fino ai 12600 punti. Considerando però qual'é la psicologia dominate é possibile che il rialzo continui semplicemente dopo una pausa.
Questo vale per tutte le borse europee quotate in EUR. L'SMI (-0.18% a 9183 punti) in CHF é invece bloccato da mesi in un movimento laterale tra i 9100 ed i 9300 punti. La tendenza é neutra. Questo mostra chiaramente che il rialzo di Eurostoxx50 e colleghi dipende dalla BCE e dalla debolezza dell'EUR e non da una valutazione particolarmente positiva dello sviluppo economico nell'UE.

L'S&P500 venerdì ha toccato un nuovo massimo storico a 2582.98 punti ed ha chiuso poco sotto a 2581.07 punti (+0.81%). Questo balzo é stato causato dalla tecnologia (Nasdaq100 +2.91% a 6213 punti) e in particolare dagli AGMAF. Il resto del mercato é stato a guardare. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4275 su 2337, NH/NL a 584 su 801 (!!!) e volume relativo a 1.4. La volatilità VIX é ricaduta a 9.80 punti (-1.50). Notate il rapporto tra nuovi massimi e nuovi minimi a 30 giorni - mostra un forte disequilibrio e una sensibile espansione dei nuovi minimi - questo vale anche per il Nasdaq (NH/NL a 291 su 415). C'é una sensibile pressione di vendita che al momento viene oscurata dalla performance stellare degli AGMAF. Chi non aveva le azioni "giuste" questa settimana ha perso soldi - la performance settimanale del NYSE é negativa - l'S&P500 fino a giovedì era in calo.
Il Nasdaq100 venerdì ha avuto un'accelerazione di tipo esaustivo - la candela sul grafico mosta un gap up ed una sforatura sopra le Bollinger Bands - la situazione é simile a quella del DAX - in una maniera o nell'altra questo eccesso settimana prossima deve essere riassorbito.

Riassumendo le borse sono molto care e in forte eccesso di rialzo. Da parecchio tempo non ci sono correzioni - il bull market e questa gamba di rialzo in particolare sono ormai da record per quel che riguarda durata ed estensione. È però evidente che la tendenza dominante é al rialzo e che nulla sembra poter indurre gli investitori alla prudenza.
Da tempo esistono premesse ideali per una correzione, anche importante (-10%) che non si realizza - non sappiamo se settimana prossima tornerà una certa razionalità nel mercato (consolidamento, correzione minore del 3%) o se gli investitori, incuranti di qualsiasi segnale di pericolo, continueranno a comperare.
Venerdì sera sul finale i futures sono caduti e il cambio EUR/USD (1.1608) é tornato sopra gli 1.16 dopo un minimo a 1.1575. È probabile che lunedì le borse europee aprano in negativo malgrado che l'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3654 punti (+2 punti). Poi vedremo se ci saranno delle vendite di realizzo o se gli investitori nell'euforia ricominceranno a comperare.

Commento del 27 ottobre

La BCE mantiene inspiegabilmente una politica monetaria estremamente espansiva anche nel 2018
I debitori ridono, i risparmiatori piangono, le borse europee festeggiano

La BCE ha lasciato i tassi d'interesse invariati - questo significa che il costo del denaro resterà praticamente al 0% ancora per un lungo periodo di tempo - almeno fino alla fine del 2018. L'acquisto mensile di obbligazioni, conosciuto come Quantitative Easing, diminuirà a fine anno dagli attuali 60 Mia di EUR al mese a 30 Mia e durerà almeno fino a settembre dell'anno prossimo. Mario Draghi ha detto chiaramente di essere pronto a prolungare questa misura nel caso lo ritenesse necessario. L'economia europea cresce, la disoccupazione diminuisce. Nessuno capisce la necessità di mantenere la politica monetaria così espansiva per così tanto tempo anche perché la FED americana ha già cominciato a fare marcia indietro. Probabilmente la diminuzione da 60 a 30 Mia di EUR é dovuta solo al fatto che la BCE non sa più cosa comperare - mancano sufficienti titoli sul mercato che sta diventando illiquido e inefficiente.
I debitori, imprese e Stati, ridono - il costo del denaro resterà molto basso ancora per molto tempo. I risparmiatori, piegati sotto il peso della repressione finanziaria che li sta derubando, piangono. I redditi reali sono negativi. Ricchezza viene trasferita da chi é stato virtuoso a chi nel passato ha sperperato - banche in primo luogo. Le borse europee (Eurostoxx50 +1.27% a 3637 punti) hanno festeggiato con un balzo di circa il +1.3%. Un movimento considerevole considerando l'ipercomperato ed il fatto che la borsa americana non si é mossa (S&P500 +0.13% a 2560.40 punti). Il cambio EUR/USD é caduto sotto il supporto a 1.17 e si trova stamattina a 1.1635. La tendenza rialzista é terminata. Come temuto la testa e spalla ribassista si é purtroppo attivata con un obiettivo teorico a medio termine a 1.12. La caduta del cambio si é riversata 1:1 sulla borsa - come se l'unica moneta di riferimento fosse l'USD. Secondo gli algoritmi gli indici azionari europei devono salire quanto il cambio scende. Un ragionamento assurdo ma al giorno d'oggi sono i computers e le Banche Centrali a dettare legge - non i fondamentali e gli investitori.
Il DAX tedesco ha raggiunto un nuovo massimo storico a 13133 punti (+1.39%) - stamattina aprirà sui 13200 punti. Il limite superiore delle Bollinger Bands é a 13130 punti - il segnale di vendita del MACD é ancora attivo - siamo senza parole. Nuovi massimi storici sono un segnale inequivocabile che il rialzo continua. Normalmente quando il mercato viene già da una fase di eccesso e sta consolidando con Bollinger Bands in chiusura, l'estensione del rialzo é di breve durata. Come a giugno e luglio ci deve poi essere una lunga fase di pausa con un significativo ritracciamento. Ormai però le borse sembrano nelle mani delle Banche Centrali. Fanno quello che vogliono e le borse sono obbligate a seguire. In mancanza di una logica e di un mercato regolare ed efficiente l'analisi tecnica ha le armi spuntate - gli indicatori, che servono ad interpretare e seguire il comportamento reazionale degli investitori, mandano spesso falsi segnali.
Per la cronaca l'Eurostoxx50 ha chiuso ieri sera a 3637 punti (+1.27%) - ha abbandonato i 3600-3610 punti e dovrebbe ora attaccare il massimo annuale di maggio a 3666 punti. L'SMI svizzero, che in teoria dipende dal CHF, é balzato del +1.27% (9200 punti) dopo aver perso il -1.21% il giorno prima - i due movimenti si compensano e la tendenza del mercato é incerta. Il FTSE MIB é balzato del +1.61% a 22797 punti. Il massimo annuale a 22860 punti di inizio ottobre é a portata di mano. Dovrebbe essere marginalmente migliorato.
La spinta fornita dalla BCE dovrebbe durare ancora uno o due giorni. Finiti i festeggiamenti ci sarà ancora una lunga fase di pausa e consolidamento fino alla prossima seduta di una Banca Centrale. La FED a dicembre dovrebbe alzare i tassi d'interesse.

A New York invece non é successo nulla. Gli americani hanno osservato senza reagire l'eccitazione europea. L'S&P500 ha chiuso a 2560.40 punti (+0.13%) - il Nasdaq100 é scivolato a 6037 punti (-0.28%). Una prova del fatto che il balzo delle borse europee é solo una reazione meccanica ad una manipolazione di mercato effettuata dalla BCE e non ad un cambiamento importante nello sviluppo dell'economia.
L'S&P500 é oscillato a caso tra i 2560 ed i 2567 punti ed ha chiuso sul minimo a 2560.40 punti (+0.13%). La seduta al NYSE é stata leggermente positiva con A/D a 3476 su 3122, NH/NL a 565 su 824 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é ferma a 11.30 punti (+0.07). Il consolidamento continua e la situazione tecnica é invariata.
Considerando che la borsa americana non si muove il volo delle borse europee deve essere di breve durata.
Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha guadagnato il +1.31% - Shanghai sta salendo del +0.2%. Il future sull'S&P500 é ora a 2563 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3652 punti. Il future sul DAX stamattina presto ha toccato un massimo storico a 13221 punti - ora (08.00) é a 13175 punti - significa che oggi in Europa dovrebbe tornare una certa calma ed equilibrio. Non saremmo stupiti se già oggi dopo una forte apertura le borse europee tornassero sui loro passi e chiudessero invariate.
La politica monetaria della BCE é molto pericolosa e a lungo termine ha risvolti estremamente negativi - siamo convinti che questo esperimento monetario finirà male e Mario Draghi verrà considerato uno dei peggiori banchieri centrali della storia - non é però l'unico a decidere ed i politici hanno una forte dose di responsabilità.

Commento del 26 ottobre

I ribassisti tentano un affondo - l'S&P500 inizia una fase di consolidamento

Ieri fino alle 15.30 la giornata era trascorsa senza scossoni. Le borse europee oscillavano in pari senza motivazione ed senza impulsi particolari. L''Eurostoxx50 era fermo intorno ai 3612 punti, il DAX difendeva i 13000 punti. Poi ha aperto la borsa di New York e improvvisamente sono apparsi i venditori. L'S&P500 ha cominciato a scendere in maniera preoccupante e gli indici azionari europei hanno seguito e hanno chiuso sui minimi giornalieri. L'Eurostoxx50 ha perso 19 punti a 3591 punti (-0.53%). La perdita é modesta ma inattesa - sul grafico appare una consistente candela rossa e l'indice raggiunge il minimo mensile. Non c'é ancora nessun nuovo segnale di vendita ma grafico ed indicatori suggeriscono che si prepara una rottura al ribasso. Potrebbe iniziare una correzione minore ma molto dipende adesso dall'esito della riunione della BCE. Alle 13.45 verranno comunicati i tassi d'interesse mentre nella conferenza stampa delle 14.30 Mario Draghi dovrebbe comunicare i dettagli dell'attesa diminuzione del Quantitative Easing (tapering). Gli analisti si aspettano che gli acquisti mensili di obbligazioni scendano a gennaio dell'anno prossimo dagli attuali 60 Mia di EUR a 30 Mia. Questa operazione dovrebbe durare altri 9-12 mesi - la politica monetaria dovrebbe rimanere molto espansiva con tassi d'interesse vicini allo 0% ancora per parecchio tempo. Non pensiamo che con queste premesse la borsa possa iniziare una seria correzione - potrebbe esserci una correzione minore all'interno di una fase di consolidamento.
Ma torniamo alle borse europee. Il DAX ha chiuso a 12953 punti (-0.46%). La RSI é scesa a 63.41 punti mentre il MACD in calo accentua il segnale di vendita. Il limite inferiore delle Bollinger Bands é a 12747 punti e in forte ascesa. A corto termine il rischio di correzione massimo sembra situarsi sui 12600 punti. La tendenza di fondo resta saldamente al rialzo.
Il FTSE MIB é sceso del -0.81% a 22446 punti. In teoria ha svolto una seduta in trading range - ha perso buona parte di quello che aveva guadagnato nella precedente seduta. La borsa italiana segue le borse europee con una maggiore volatilità e dipendenza dal settore bancario (SX7E -0.66% a 135.52 punti). Ieri non ha dato nessun segnale particolare. Se però come sembra le borse in generale devono consolidare e svolgere una correzione minore di un paio di punti in percentuale anche il FTSE MIB seguirà.
La borsa svizzera ha accelerato al ribasso (SMI -1.21% a 9084 punti) e sembra più in avanti nalla fase di correzione. L'indice ieri ha chiuso sulla MM a 50 giorni e la RSI é già scesa a 37.89 punti. Ci aspettiamo una stabilizzazione sui 9000 punti.
Riassumendo i cali di ieri sono preoccupanti ma per il momento non appaiono serie rotture al ribasso e nessun importante supporto é stato rotto. È normale che in una fase di consolidamento il MACD dia un debole segnale di vendita e scenda. Probabilmente questa fase deve durare delle settimane.

Ieri a New York i ribassisti hanno attaccato e hanno provato a far scendere gli indici. Hanno evidentemente testato le forze residue dei rialzisti. Questi ultimi hanno reagito con convinzione e gli indici hanno chiuso ben lontani dai minimi giornaliero. L'S&P500 é caduto fino ai 2544 punti e ha ha chiuso a 2557.15 punti (-0.47%). I rialzisti si sono presi un bello spavento poiché i primi supporti intermedi (2564-2550 punti) sono stati bucati senza fatica. Considerando però che ad inizio mese l'S&P500 era sui 2520 punti il movimento di ieri é insignificante. Ha dato una scossa di adrenalina a traders e analisti ma nell'ambito del lungo e stabile movimento di rialzo questa caduta é trascurabile. Quest'anno abbiamo già vissuto più volte una situazione simile - l'ultima volta a giugno. Dopo una situazione di ipercomperato e di eccesso di rialzo il mercato ha consolidato - il MACD ha dato un debole segnale di vendita ed é scivolato verso il basso per settimane. L'S&P500 é rimasto bloccato per poco più di un mese e ha perso una cinquantina di punti dal massimo. Anche adesso ci aspettiamo qualcosa di simile.
L'S&P500 ha aperto a 2567 punti e fino alle 18.30 é costantemente sceso - dopo un minimo a 2544 punti é risalito a 2557 punti dove si é stabilizzato. È oscillato in laterale per ore ed ha chiuso a 2557.15 punti. Il Nasdaq100 é sceso fino ai 6011 punti (importante supporto a 6000 punti) prima di recuperare e chiudere a 6055 punti (-0.41%). Ieri uno dei beniamini del mercato AMD (-13.47%) é crollato dopo aver presentato risultati trimestrali deludenti. Il settore dei semiconduttori (SOX -1.29%) ne ha subito le conseguenze. Il calo é preoccupante e il settore va messo sotto osservazione - non bisogna però dimenticare che martedì l'indice SOX ha toccato massimo storico.
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1810 su 4840, NH/NL a 384 su 984 (in forte aumento) e volume relativo a 1.2. La volatilità VIX (11.23 punti, +0.07) sorprendentemente é rimasta ferma. Durante la giornata é salita a 13.20 punti ma poi é ricaduta. I shortisti sulla VIX sono potenti e in grado di controllare il mercato.
Riassumendo ieri i ribassisti hanno tentato un affondo ma i rialzisti si sono difesi bene. Il rialzo non ha subito danni ma una battuta d'arresto. La strada verso il basso sembra aprirsi - può esserci una correzione minore fino ai 2500-2520 punti - la MM a 50 giorni scorre a 2503 punti - il limite inferiore delle BB é a 2517 punti.

Stamattina le borse sono nuovamente ferme e poco mosse. Il future sull'S&P500 é invariato a 2558 e questo fornisce l'intonazione alla giornata. Le borse asiatiche hanno ignorato la seduta negativa a New York e salgono. Il Nikkei ha guadagnato il +0.22% - Shanghai mette a segno un +0.3%. L'Eurostoxx50 vale ora 3592 punti. Le borse europee apriranno in pari. Normalmente le borse salgono prima degli annunci della BCE - di conseguenza ci aspettiamo che stamattina Eurostoxx50 e colleghi guadagnino qualche punto. Poi vedremo cosa ha da raccontarci Mario Draghi - cominciamo ad averne abbastanza della favola dell'economia europea che sta bene ma ha ancora bisogno di dosi massicce di droga monetaria per sopravvivere.

Commento del 25 ottobre

Seduta tranquilla con alcuni interessanti movimenti

Dopo un veloce colpo d'occhio sembra che ieri non sia successo nulla di speciale ed importante. L'Eurostoxx50 (+0.05% a 3610 punti) ha marciato sul posto e non si é staccato da quei 3600-3610 punti che lo fermano praticamente da inizio mese. Lo stesso vale per il DAX (+0.08% a 13013 punti) che rimane sui 13000 punti. I tassi d'interesse stanno lievitando sia sull'EUR che sull'USD - questo favorisce i titoli bancari poiché gli algoritmi reagiscono meccanicamente a questo movimento - l'indice delle banche europee SX7E ha guadagnato il +1.31% (135.98 punti) mentre quello delle grandi banche americane BKX é salito del +0.81%. In Europa ne ha ovviamente approfittato la borsa italiana (FTSE MIB +1.12% a 22629 punti). Questo é il primo interessante movimento poiché il FTSE MIB ha negato la testa e spalle ribassista che doveva sfociare in una correzione minore ed é ripartito al rialzo. La MM a 50 giorni si é rivelata un supporto sufficiente per rispedire l'indice verso l'alto. Il massimo annuale a 22860 punti é a portata di mano e sullo salncio dovrebbe essere marginalmente migliorato nei prossimi giorni. Fiat (+5.08%) ha presentato dei risultati trimestrali convincenti e la borsa italiana non sembra dipendere unicamente dalla azioni delle banche per fare progressi. È però poco probabile che il FTSE MIB possa svilupparsi diversamente dall'Eurostoxx50 per parecchie sedute.

Anche l'S&P500 (+0.16% a 2569.13 punti) ha guadagnato solo 4 punti. Ha svolto una seduta in trading range e ha aperto e chiuso sullo stesso livello. Ai sensi dell'analisi tecnica si é trattato di una seduta insignificante. L'S&P500 ha aperto con un balzo a 2570 punti. È velocemente caduto sul minimo a 2558 punti ed é poi lentamente salito fino alle 20.30 sul massimo a 2572 punti. Sul finale é ridisceso a 2469 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3523 su 3044, NH/NL a 533 su 617 (in aumento) e volume relativo a  1.05. La volatilità VIX é ferma a 11.16 punti (+0.09). Il Nasdaq100 (+0.20% a 6080 punti) si é mosso in maniera simile.
Notiamo un movimento importante sul Dow Jones Industrial (+0.72% a 23411 punti). Questo indice da giorni sovraperforma e ieri si é impennato e ha toccato un nuovo massimo storico con volume relativo a 1.4.  Sembra che all'interno della rotazione tra settori ora sia la volta della vecchia industria americana capitanata ieri da Caterpillar (+4.98%) - l'azione ha avuto un evidente esaurimento di trend con un gap in apertura e una consistente candela rossa sul grafico.

Riassumendo le borse rappresentate dall'Eurostoxx50 e dall'S&P500 stanno consolidando. Questa pausa serve a diminuire parte dell'ipercomperato. La tendenza di fondo resta al rialzo e quindi la variante più probabile finora é che le borse ricomincino presto o tardi a salire. La pausa sull'S&P500 potrebbe durare parecchio - il MACD é alto e con un debole segnale di vendita che normalmente obbliga l'indice almeno ad una lunga pausa. Le Bollinger Bands tornano a restringersi. In Europa invece la situazione é più fluida. La pausa di Eurostoxx50 e DAX dura quasi da inizio mese e gli indici sono pronti per un'ulteriore sostanziale movimento. L'esito della seduta di domani della BCE potrebbe fornire i necessari argomenti per scuotere gli investitori dal torpore.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo - i guadagni sono però modesti ed il Nikkei si muove in controtendenza (-0.30%). Il future sull'S&P500 perde 4 punti a 2563 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3607 punti - le borse europee apriranno in leggero calo. Gli investitori sono in attesa delle decisioni della BCE e molto probabilmente anche oggi le borse si muoveranno poco e chiuderanno praticamente invariate. L'alternativa é che alcuni operatori tentino di anticipare le mosse di Mario Draghi e cerchino di posizionarsi in anticipo. Sembra che parecchi traders stiano scommettendo al ribasso sull'EUR speculando che la BCE manterrà una politica monetaria decisamente espansiva. In questo caso le borse europee dovrebbero partire al rialzo ed andare a caccia della borsa americana con nuovi massimi.
Noi siamo prudenti e preferiamo aspettare chiari segnali.

Commento del 24 ottobre

L'S&P500 chiude il gap - non c'é stato un key reversal day

Ieri le borse europee sono oscillate a caso. Hanno provato a salire, hanno provato a scendere e poi si sono fermate al centro del range giornaliero e hanno chiuso praticamente invariate. Notiamo unicamente che non hanno dato seguito al nuovo massimo storico e alla buona seduta di venerdì dell'S&P500 e colleghi. L'Eurostoxx50 (+0.10% a 3608 punti) non riesce ad abbandonare i 3600-3610 punti mentre il DAX (+0.09% a 13003 punti) é bloccato sui 13000 punti. Sui grafici appaiono più spesso delle candele rosse - significa che dopo le buone aperture gli indici fanno marcia indietro e durante la giornata predominano le vendite. È possibile che un giorno o l'altro ci sia una possente spinta di ribasso malgrado che la tendenza di fondo del mercato resta rialsista. Le borse europee sembrano consolidare ed assorbire l'ipercomperato prima di provare a salire più in alto. I rialzisti però non hanno più il vento nelle vele - il momentum é in calo e l'indicatore MACD fornisce deboli segnali di vendita. Questo, ripetiamo, potrebbe dare la possibilità ai ribassisti di tentare un affondo specialmente se ci fosse una notizia decisamente negativa ad invogliare gli investitori a prese di beneficio.
Esiste insomma lo spazio per una correzione minore di un 3%.

L'S&P500 ha toccato ieri in apertura un nuovo massimo storico a 2578.29 punti. Da 242 giorni l'S&P500 sale senza una correzione intermedia di almeno un 3% e questo é un'altro record di durata. La seduta a New York é stata però negativa. Dopo il balzo in apertura a 2578 punti l'indice é sceso praticamente per tutta la giornata ed ha chiuso sul minimo a 2564.98 punti (-0.40%). Questo ha permesso all'S&P500 di chiudere il discusso gap di venerdì ma nulla più. La seduta é stata negativa ma non costituisce un key reversal day - per questo mancano volumi, la perdita non é abbastanza consistente e la partecipazione é stata modesta. È come se il mercato si fosse accorto di aver fatto un passo più lungo della gamba ed avesse fatto un salto indietro per riprendere il ritmo - la RSI é tornata a 69.67 punti e l'inclinazione della salita é tornata quella delle scorse sedute. Venerdì l'indice ha guadagnato 13 punti - ieri ne ha persi 10 - rimane il solito guadagno di 3 punti e un nuovo massimo storico marginale.
Possiamo analizzare questa giornata sotto differenti punti di vista ma non troviamo nulla che suggerisca l'inizio di una correzione.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2038 su 4567, NH/NL a 573 su 596 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é logicamente salita a 11.07 punti (+1.10). La tecnologia era debole - il Nasdaq100 ha perso il -0.67% a 6067 punti. L'importante settore dei semiconduttori (SOX +0.47%) ha però guadagnato terreno compensando questa impressione negativa. Il Nasdaq100 dovrebbe terminare una seduta sotto i 6050 punti per dare un segnale di vendita a corto termine.

Stamattina é nuovamente tutto tranquillo. Le borse asiatiche salgono - Il Nikkei ha guadagnato il +0.50% - Shanghai lievita del +0.1%. Il future sull'S&P500 é a 2565 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3605 punti - le borse europee apriranno con leggere minusvalenze (-0.10%). Probabilmente avremo un'altra seduta come ieri - fino alla riunione di giovedì della BCE é difficile che possa cambiare qualcosa.

Aggiornamento del 23 ottobre

Appuntamento giovedì con la BCE e Mario Draghi

Stamattina é tutto tranquillo. La borsa giapponese (Nikkei +1.14%) sta festeggiando la vittoria del primo ministro Abe nelle elezioni politiche. Per il resto però regna la stabilità e ritroviamo i mercati finanziari sui livelli di chiusura di venerdì. Il future sull'S&P500 é a
2573 punti (invariato).
Questa settimana la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese americane entra nel vivo. Questo fattore é in grado di muovere il prezzo di singole azioni ma non sembra in grado di perturbare i mercati azionari nel loro assieme. È invece importante l'appuntamento di giovedì 26 ottobre con la BCE - Mario Draghi dovrebbe spiegare come intende abbandonare la politica monetaria estremamente espansiva ed annunciare una riduzione degli acquisti mensili di obbligazioni (QE). Fino a giovedì é probabile che gli investitori restaranno in attesa senza prendere iniziative - ci aspettiamo mercati azionari europei tranquilli e stabili.
La crisi spagnola ha subito durante il fine settimana una svolta. Rajoy ha invocato l'articolo 155 della Costituzione ed il Senato dovrebbe approvare venerdì prossimo la prima misura che consiste nel mettere la Catalogna sotto amministrazione controllato. L'attuale governo verrebbe destituto e si prevedono elezioni anticipate tra sei mesi. Questa soluzione é drastica e non da una risposta ai desideri di maggiore indipendenza di buona parte della popolazione della provincia ribelle. È certo che il conflitto continuerà a covare sotto le ceneri visto che gli Indipendentisti sono stati umiliati. Per il momento però l'UE sembra aver ritrovato la sua stabilità e integrità. Passata l'incertezza le borse volteranno pagina.
L'Eurostoxx50 vale ora 3609 punti - le borse europee apriranno con un leggero guadagno. Si preannuncia un'altra seduta tranquilla con le borse a marciare sul posto.

Commento del 21-22 ottobre

Fuochi d'artificio - gran finale con un breakaway gap

I bull markets finiscono nell'euforia e con un'accelerazione finale del rialzo di tipo esaustivo. Dopo questa esplosione, durante la quale i fondamentali non hanno nessuna importanza, si verifica una prima secca correzione di almeno 10% durante la quale tutti restano ottimisti - la maggior parte degli investitori vedono questa correzione come un'ulteriore occasione d'acquisto dopo che per anni comperare i minimi intermedi é sembra stata una tattica vincente. Il rimbalzo però non permette agli indici di raggiungere dei nuovi massimi storici - questa é la fine del rialzo e l'inizio del bear market. Raramente un bull market finisce con una lunga distribuzione.

Non abbiamo ancora rilevato totale euforia - da mesi gli investitori sono ottimisti (VIX a 9.97 punti, Fear&Greed Index a 90 punti) ma c'é ancora uno zoccolo duro di analisti che continuano a prevedere catastrofi e crash imminenti. Gli scettici come noi vedono gli eccessi e prevedono per lo meno correzioni intermedie - questi tentativi, giustificati dalle favorevoli premesse tecniche date dall'ipercomperato (RSI sopra i 70 punti), dall'eccesso di rialzo (distanza dalle MM a 50 e 200 giorni) e dalla scarsa partecipazione (A/D, NH/NL, Summation Index) falliscono miseramente. Da novembre dell'anno scorso l'S&P500 sale praticamente costantemente e senza correzioni intermedie che valga la pena menzionare.
È possibile che ora sia iniziata la fase finale del rialzo. Malgrado gli eccessi l'S&P500 ha aperto venerdì con un gap up e ha terminato la seduta sul massimo giornaliero a 2575.21 punti (+0.51%) - é stato toccato un nuovo massimo storico a 2575.44 punti. Questo gap up può avere solo due significati. O si tratta di un gap da esaurimento e in questo caso avremo la certezza e conferma lunedì poiché l'S&P500 dovrebbe aprire con un gap down lasciando sul grafico la candela di venerdì abbandonata nel nulla. Oppure é un breakaway gap che costituisce il colpo iniziale dell'accelerazione che ci porterà al massimo definitivo e finale di questo lungo bull market iniziato nel 2009.
Attenzione però che quest'ultimo rally sarà corto ma intenso - gli indici potrebbero guadagnare ancora un +10%/+20% in alcune settimane.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.01% a 3605 punti              
DAX                         +0.00% a 12991 punti
SMI                          -0.80% a 9237 punti
FTSE MIB                  -0.30% a 22346 punti
S&P500                    +0.86% a 2575.21 punti
Nasdaq100               +0.27% a 6108 punti

Venerdì per il secondo giorno consecutivo le borse europee non hanno seguito la borsa americana al rialzo. Eurostoxx50 (+0.08% a 3605 punti) e DAX (+0.01% a 12991 punti) hanno chiuso invariati e lontani dai massimi giornalieri raggiunti la mattina dopo una buona apertura. Le performances settimanale sono flat (indici praticamente invariati) e la situazione tecnica non ha subito cambiamenti sostanziali. La pausa ha permesso di assorbire parte dell'ipercomperato ma gli eccessi rimangono. Come abbiamo spiegato nei commenti serali ci preoccupa questa debolezza relativa dell'Europa che sembra avere dei problemi. Non é il settore bancario a zavorrare il mercato - l'indice delle banche SX7E (+1.00% a 133.66 punti) ha guadagnato durante la settimana il +1.17% grazie a tassi d'interesse sull'EUR in aumento. Forse le borse temono le conseguenze del conflitto politico che oppone la Catalogna al governo spagnolo di Madrid. Per il momento non ci sono seri segnali di vendita (quelli forniti dal MACD sono deboli e poco affidabili) e i maggiori indici non sembrano voler correggere. L'Eurostoxx50 é fermo a 3600-3610 punti, Il DAX si é assestato sui 13000 punti. Vediamo però cosa succede settimana prossima - borse che non salgono e sottoperformano possono scendere. Una correzione minore ed intermedia fino al prossimo forte supporto (Eurostoxx50 a 3510-3530 punti, DAX a 12600 punti) é sempre possibile.

New York ha festeggiato nuovi massimi storici. Questa volta gli indici non hanno guadagnato solo un paio di punti. L'S&P500 ha fatto un balzo del +0.51% - il Dow Jones Industrial é salito del +0.71% a 23328 punti. Per inciso le borse europee non hanno reagito e non hanno partecipato neanche a questa "festa" - l'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3506 punti.
L'S&P500 ha aperto in netto gap up a 2569 punti. Ha guadagnato ancora un paio di punti ed é poi sceso sul minimo a 2567 punti. In seguito é salito costantemente fino ai 2575 punti, ha corretto una manciata di punti e si é nuovamente impennato sul finale per chiudere sul massimo a 2575.21 punti (+0.51%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3943 su 2647, NH/NL a 852 su 400 e volume relativo a 1.1. Il Nasdaq100 é salito del +0.27% a 6108 punti - sembra però far fatica poiché ha chiuso lontano dal massimo giornaliero a 6122 punti (candela rossa sul grafico) e da giorni non riesce più a fare sostanziali progressi. Apple (+0.17%) sembra in difficoltà con evidenti divergenze negative sul grafico.
La tendenza di fondo della borsa americana resta saldamente al rialzo con il 70.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percenti Index sul NYSE a 69.32.  L'S&P500 é decisamente sopravvalutato, ipercomperato ed in eccesso di rialzo. Questo però non ferma il movimento e non provoca le abituali correzioni intermedie. È possibile che sia iniziato il gran finale di questo lungo bull market. Lo scopriremo lunedì - teniamo d'occhio il gap tra 2564 ed i 2567 punti.
Al momento non abbiamo nessun segnale concreto che le borse devono scendere in una maniera (correzione) o nell'altra (inversione di tendenza e ribasso).

Commento del 20 ottobre

Due ore di vendite che non fanno danni e non segnalano l'inizio di una correzione

Ieri mattina il conflitto politico che oppone la Catalogna indipendentista al governo spagnolo di Madrid ha subito un'escalazione - Il primo ministro catalano Puigdemont non ha dato una chiara risposta all'ultimatum di Madrid che voleva sapere se la Catalogna aveva dichiarato l'indipendenza e il primo ministro spagnolo Rajoy ha dato inizio alla procedura secondo l'articolo 155 della costituzione per togliere l'autonomia alla Catalogna e destituire di fatto l'attuale governo della regione. È deplorevole che non si possa discutere e risolvere un conflitto politico sedendosi al tavolo delle trattative - sotto questo aspetto Rajoy é responsabile di questa crisi che sta spaccando la Spagna. Ha però il sostegno della costituzione e dell'UE che é terrorizzata da qualsiasi movimento indipendentista che possa indebolire ulteriormente l'Unione già messa sotto prova dal Brexit.
Le borse hanno reagito con un'ondata di vendite che però si é esaurita intorno alla 10.00. A quest'ora il DAX tedesco ha toccato il minimo giornaliero a 12911 punti - una caduta di circa l'1%. L'Eurostoxx50 é sceso a 3592 punti. Scaduto l'ultimatum e dopo i comunicati delle due parti la borsa si é stabilizzata. L'Eurostoxx50 ha faticato a fare base e nel pomeriggio ha ancora toccato un minimo giornaliero a 3586 punti. Poi però, grazie al sostegno proveniente dall'America, gli indici sono risaliti costantemente fino alla chisura. A fine giornata le perdite sono state modeste. Il DAX ha chiuso a 12990 punti (-0.41%) mentre l'Eurostoxx50 ha terminato la giornata a 3602 punti (-0.41%). Basta osservare i grafici e notare i livelli raggiunti dagli indici per costatare che le borse sono semplicemente tornate a venerdì scorso - il calo del mattino non ha fatto danni evidenti e ha il vantaggio di aver eliminato un pò di ipercomperato. I rialzisti hanno respinto senza problemi questo effimero attacco dei ribassisti. Psicologicamente i rialzisti escono rafforzati da questa prova - nulla sembra mettere in difficoltà il debole ma costante trend rialzista. C'é da domandarsi cosa faranno oggi i ribassisti. La variante più probabile é che stiano tranquilli ad incassare la sconfitta di ieri. Potrebbero fare però un altro tentativo - se riuscissero a far terminare la settimana con una performance negativa potrebbero invogliare i rialzisti a fare una pausa e prendere benefici.
Il FTSE MIB (-0.99% a 22133 punti) come le altre borse europee ha avuto una seduta negativa ed é caduto come previsto sotto la neckline e supporto a 22290 punti. Si é attivata la testa e spalle ribassista e il FTSE MIB dovrebbe correggere nelle prossime sedute fino ai 21700 punti. Il calo non ha però fatto danni significativi. Pensiamo quindi che potrebbe esserci un periodo di debolezza ma non ci aspettiamo una forte correzione. Il settore delle banche europee (SX7E -0.76% a 133.89 punti) si é mosso in mezzo al plotone.

Il future sull'S&P500 é sceso la mattina fino a 2542 punti - questo corrispondeva ad un valore dell'indice sui 2544 punti - un'importante caduta di 17 punti rispetto alla chiusura di mercoledì. Non c'é un nesso preciso tra la crisi spagnola e l'economia americana e quindi non c'era una ragione concreta per una seduta negativa a Wall Street. Esisteva però la possibilità che i traders prendessero la scusa per qualche vendita. Nel corso della giornata il future ha però recuperato e si é capito che a New York non sarebbe successo nulla di speciale. In effetti l'S&P500 (+0.03% a 2562.10 punti) ha chiuso invariato e sul massimo giornaliero. La crisi spagnola é apparsa solo nella prima ora di contrattazioni - l'S&P500 ha aperto a 2556 punti, é caduto a 2548 punti di minimo ed é velocemente risalito a 2555 punti. A questo punto é iniziata la solita monotona seduta - l'S&P500 si é mosso in soli 7 punti e dai 2555 punti é salito fino alla chiusura a 2562 punti. Solo il Nasdaq100 (-0.35% a 6092 punti) ha chiuso in negativo ma per altre ragioni (Apple -2.37%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2928 su 3635, NH/NL a 396 su 539 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 10.05 punti (-0.02). Non notiamo sostanziali differenze rispetto alle precedenti sedute di questa settimana. L'aumento dei NL é solo una logica conseguenza del tuffo iniziale - non sembra significare un'insorgere di pressione di vendita.
Nella notte il senato americano ha approvato il budget 2018 spianando la strada alla riforma fiscale proposta da Trump. Il future sull'S&P500 reagisce con un balzo di 7 punti a 2567 punti - l'S&P500 vale circa 2569 punti e questo corrisponde ad un nuovo massimo storico. Sembra quindi che le brevi vendite di ieri causate dalla crisi spagnola siano state solo un insignificante incidente senza conseguenze.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse - il Nikkei ha guadagnato il +0.04% - Shanghai sale del +0.3%. L'Eurostoxx50 vale ora 3615 punti. Vedremo se i ribassiti, ormai smotivati e frustrati, getteranno definitivamente la spugna - in questo caso avremo ulteriori acquisti e un'accelerazione al rialzo su nuovi massimi. Crediamo però che prevarrà la prudenza - molti progetti di Trump non sono mai stati realizzati. Dopo la buona apertura le borse dovrebbero sgonfiarsi - a fine giornata rimarranno probabilmente guadagni sufficienti per compensare le perdite di ieri.

Commento del 19 ottobre

Nuovi massimi storici con limitati progressi

Gli orsi sono morti - almeno per il momento. Leggiamo regolarmente le analisi di parecchi colleghi - c'é sempre da imparare dalle opinioni degli esperti e talvolta emergono argomenti che non avevamo considerato. Nelle ultime settimane i ribassisti sono spariti. Non hanno cambiato idea - hanno unicamente dovuto piegarsi alla realtà di un rialzo che continua monotono e regolare. L'ultimo in linea di tempo é Tim Ord - era short sull'S&P500 dal 30 agosto a 2457 punti - dall'inizio di questa settimana ha girato la posizione (long a 2557 punti) e prevede una limitata continuazione del rialzo sia nel tempo (ancora 6 settimane) che in termine di punti (potenziale del +1.8%). Interessante é che negli indicatori non appare nulla di diverso - é solo l'interpretazione che é cambiata e si é adattata alla situazione e psicologia del mercato. Gli eccessi di rialzo (RSI sui 70-80 punti) significano tra l'altro che un trend é forte ed intenso. L'ottimismo degli investitori (VIX sotto i 10 punti) ha come conseguenza che vengono presi in considerazione solo fattori positivi e si ignorano quelli negativi - mancano i venditori e c'é unicamente una rotazione tra settori senza un deflusso di liquidità.

Anche ieri l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 2564.11 punti e ha chiuso poco più in basso a 2561.26 punti (+0.07%) con un guadagno di 1.9 punti. L'indice si é mosso in soli 5 punti. Un cedimento del settore tecnologico (Nasdaq100 -0.14% a 6114 punti) é stato compensato da un rimbalzo del settore dei trasporti (DJT +0.77%). A livello di grafico ed indicatori non vediamo nulla di nuovo. Rimane l'eccesso di rialzo (RSI a 75.17 punti) e la distanza tra l'indice e la MM a 20 giorni é abissale (155 punti) - l'indice continua però imperterrito a salire. È evidente che gli eccessi non bastano ad invogliare gli investitori alla prudenza e a prendere benefici. Non possiamo che aspettare per vedere se nel prossimo futuro cambia qualcosa.
Ieri la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3717 su 2873, NH/NL a 569 su 404 (un miglioramento dovuto alla rotazione) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 10.07 punti (-0.24), la CBOE Equity put/call ratio era di 0.72 mentre il Fear&Gread Index torna a 82 punti (estrema avidità / cupidigia).
Il possibile obiettivo a 2560 punti é stato raggiunto senza una reazione né qualcosa di particolare nel comportamento del mercato o negli indicatori. Oggi é l'anniversario del crash del 19 ottobre del 1987 - in quella occasione il DJ Industrial Index perse il -22.6% in una seduta - per chi di voi é superstizioso oggi é una giornata dove conviene essere attenti e prudenti.

L'ottimismo ha trascinato anche i listini europei - gli indici azionari hanno fatto un balzo sensibile (+0.4% circa) e hanno abbandonato i livelli di consolidamento. Il DAX, risucchiato verso l'alto dai buy stops e dai derivati a barriera, si é impennato a mezzogiorno fino ad un nuovo massimo storico a 13094 punti. Poi é subito ricaduto di una quarantina di punti e si é fermato in attesa di New York. L'S&P500 ha aperto alle 15.30 sul massimo a 2564 punti ed é poi sceso verso le 17.30 sul minimo a 2559 punti. Per questa ragione le borse europee non sono riuscite a difendere i massimi raggiunti la mattina ma hanno chiuso in mezzo al range giornaliero. Il DAX si é fermato a 13043 punti (+0.37%). Anche l'Eurostoxx50 ha abbandonato i 3600-3610 punti - é salito fino a 3625 punti di massimo e ha chiuso a 3619 punti (+0.33%). L'indice ha toccato un nuovo massimo per questa gamba di rialzo e si riavvicina al massimo annuale di maggio a 3666 punti che ovviamente costituisce resistenza. Anche in Europa c'é stata una rotazione tra settori con il rimbalzo del settore bancario (SX7E +0.75% a 134.91 punti) dopo giorni di costante calo.
Riassumendo il rialzo continua e la miglior dimostrazione sono i nuovi massimi di periodo. L'ipercomperato ed alcuni mercati in difficoltà come quello italiano non sembrano in grado di provocare una sensibile correzione dele borse europee né tanto meno un'inversione di tendenza.
Ieri il FTSE MIB (+0.08% a 22354 punti) ha evitato a fatica la rottura sotto la neckline a 22290 punti. La correzione minore sembra però solo rimandato. La borsa italiano continua a mostrare debolezza relativa. Una correzione di un 600 punti non sarebbe di per sé un problema. Se però si verifica interromperebbe il rialzo a medio termine e molto probabilmente fino a fine anno l'indice non sarà più in grado di riavvicinare i massimi annuali.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha guadagnato il +0.5% - Shanghai é in calo del -0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2559 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3618 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Le premesse sono per un'altra seduta tranquilla - gli indici dovrebbero muoversi poco e chiudere senza sostanziali variazioni.


Commento del 18 ottobre

Catalessi

L'S&P500 ieri ha toccato un nuovo massimo storico a 2559.71 punti. Si é mosso durante la giornata in soli 5 punti (0.2%) e ha chiuso con un guadagno di 1.7 punti a 2559.36 punti (+0.07%). I mercati azionari sono in catalessi - le borse si muovono appena - fanno però costanti e minimi progressi, senza accelerazioni e senza cedimenti come se ormai non esistessero fattori in grado di influenzare il movimento. Siamo sconcertati poiché neanche gli indicatori e gli aspetti tecnici sembrano avere un significato, nel bene o nel male. A qualsiasi segnale non segue una reazione o un cambiamento. Il mercato continua a muoversi come un sonnambulo in una sola direzione - al rialzo.

Il debole rialzo si osserva però soprattuto in America. In Europa gli indici stanno adesso marciando sul posto. L'Eurostoxx50 (+0.04% a 3607 punti) non riesce più a staccarsi dei 3600-3610 punti. Malgrado che ieri le banche (SX7E +0.26% a 133.81 punti) siano debolmente rimbalzate, il mercato azionario europeo é oscillato senza una direzione e per saldo non si é mosso. Anche il DAX (-0.07% a 12995 punti) é bloccato sui 13000 punti. La pausa sembra un consolidamento che permette in parte di assorbire l'ipercomperato - la RSI sull'Eurostoxx50 é scesa a 67.09 punti. Non appaiono segnali d'inversione di tendenza e quindi la variante più probabile é che il trend rialzista continui. Gli indicatori di momentum subiscono però l'effetto di questo blocco - il MACD giornaliero sul DAX ha dato ieri un debole segnale di vendita. Vedremo se oggi ci sono delle conseguenze o se le borse ignoreranno anche questo aspetto tecnico.
Il FTSE MIB (-0.40% a 22337 punti) sembra vaer completato la testa e spalle ribassista. La neckline scorre sui 22290 punti - una rottura di questo supporto dovrebbe provocare una correzione minore fino ai 21700-21750 punti. Con questa correzione sarebbe anche finito il rialzo di medio termine.

Ieri la seduta a New York ha fatto registrare nuovi massimi storici di DJ Industrial, S&P500 e Nasdaq100. Il presidente Trump ha subito inviato un tweet per annunciare che il Dow Jones aveva toccato i 23000 punti - naturalmente per merito suo... Nei dati tecnici della giornata non appare però nulla di questi record. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2470 su 4100, NH/NL a 478 su 425 (un costante deterioramento), volume relativo a 1.0 e volatilità VIX in aumento a 10.31 punti (+0.40). Da giorni il DJ Transportation (-0.33%) perde terreno. Ieri la debolezza del settore finanziario (ETF Financial -0.49%, BKX -0.72%) é stata compensata da un rimbalzo del settore farmaceutico (Drugs +0.81%). Per il resto non abbiamo notato nulla di speciale - la tecnologia continua a guadagnare lentamente terreno (Nasdaq100 +0.13% a 6122 punti). In genere gli ottimi risultati trimestrali delle imprese non provocano ulteriori guadagni e accelerazioni al rialzo ma prese di beneficio - ieri Netflix ha perso il -1.58%.
Restiamo attoniti in attesa che cambi qualcosa in questo monotono rialzo di cui non si vede la fine. Come spiegato ieri nel commento pomeridiano sull'S&P500 un possibile massimo intermedio si situa a 2560 punti di S&P500.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e praticamente immobili. Il Nikkei ha guadagnato il +0.17% - Shanghai sale del +0.2%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2557 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3610 punti - le borse europee devono scontare il buon finale di seduta ieri sera a Wall Street e apriranno stamattina in leggero rialzo (+0.1%). Si preannuncia un'altra seduta noiosa con indici azionari a marciare sul posto.

Commento del 17 ottobre

L'istinto del gregge

L'obbligazione del Tesoro americano con scadenza a 10 anni (US Treasury Bond) rende il 2.30%. L'S&P500 da inizio anno ha guadagnato il +14.2% - Il Nasdaq é salito del +23.1%. Il rialzo delle borse é costante ed uniforme. Con qualche eccezione, come le azioni delle società di vendite al dettaglio, sale praticamente tutto e gli analisti faticano a scovare delle perle nascoste. Questo significa che tutti si muovono in maniera più o meno uniforme nella stessa direzione e nessuno ha una ragione particolare per abbandonare il gregge. I fondi pensione americani hanno obiettivi di reddito medio annuale tra il 6.5% e l'8% - é chiaro che devono puntare sulle azioni visto che le obbligazioni costituiscono un investimento sicuro ma, nell'ottica della performance relativa, perdente. Gli investitori privati si sono abituati a comperare ETF che seguono il mercato. Tutti si muovono assieme e nella stessa direzione - poiché i rischi di correzione sembrano spariti le posizioni a margine sono a livello record - questo significa che molti lavorano con soldi presi a prestito e usano l'effetto leva per aumentare la performance del capitale proprio. Questo moto perpetuo funziona fino a quando non termina - a causa di un incidente o semplicemente poiché finisce il carburante. Nel corto termine il gregge é arrivato al bordo del pascolo dove scorre il filo con la scossa elettrica - ora deve fermarsi - vediamo cosa succede - i cigni neri di Taleb sono in agguato.

Ieri abbiamo avuto la solita seduta leggermente positiva con nuovo massimi marginali. L'Eurostoxx50 (+0.05% a 3606 punti) é rimasto bloccato sui 3600-3610 punti poiché il settore bancario (SX7E -0.15% a 133.46 punti) continua a mostrare debolezza relativa. L'indice é oscillato in soli 13 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero. È stata una giornata dove non é successo niente. Di tanto in tanto abbiamo dato un colpetto al terminal per essere sicuri che funzionasse - i prezzi erano fermi e il quadro sembrava bloccato. Il DAX (+0.09%) non ha fatto molto meglio - quella di ieri é però la migliore chiusura della storia della borsa tedesca con il DAX che per la prima volta si é fermato sopra i 13000 punti. L'indice rimane decisamente ipercomperato (RSI a 79.37 punti) con il MACD giornaliero che si appresta a dare un segnale di vendita. Non osiamo più prevedere correzioni visto che non succede nulla - graficamente però c'é spazio verso il basso almeno fino ai 12600 punti - una caduta del -3%.
Anche il FTSE MIB (+0.07% a 22428 punti) italiano ha marciato sul posto - continua la formazione della testa e spalla ribassista - ora si riconosce la neckline che scorre a 22290 punti.

L'S&P500 (0.18% a 2557.64 punti) ha guadagnato 4 punti e ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 2559.47 punti. Come d'abitudine l'indice si é mosso in soli 7 punti con moderati volumi di titoli trattati. Secondo le Elliott Waves i 2560 punti potrebbero costituire un massimo. Ieri abbiamo notato alcune importanti divergenze. Per il secondo giorno consecutivo il settore dei trasporti (DJT -0.80%) era decisamente debole mentre il rapporto nuovi massimi su nuovi minimi a 30 giorni al NYSE ha subito un netto deterioramento (NH/NL 695 su 420). La volatilità VIX (9.91 punti, +0.30%) comincia a salire - considerando la seduta positiva avrebbe dovuto scendere - spesso i traders si posizionano prima dell'inizio di un movimento. Riassumendo é possibile che il rialzo dell'S&P500 sia a corto termine finito - ora vediamo se il mercato semplicemente consolida o se corregge. Considerando il lungo ed uniformo movimento di rialzo é possibile che ci sia una reazione violenta e sostanziale.
L'S&P500 ha aperto a 2556 punti e velocemente é salito sul nuovo massimo storico a 2559.47 punti. Poi in due ondate é sceso a metà seduta fino a 2552 punti. Nella seconda parte della giornata é lentamente risalito fino a 2557.64 punti (+0.18%). Il mercato é stato trascinato dal settore tecnologico (Nasdaq100 +0.36% a 6114 punti, nuovo massimo storico).
Ieri sera dopo la chiusura Netflix (202.68 USD, +1.60%) ha presentato ottimi risultati trimestrali - nel dopo borsa l'azione é salita a 205.11 USD. Non sembra esserci la solita euforia ma piuttosto una certa stanchezza.

Stamattina i mercati sono semplicemente fermi. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei é salito del +0.47% - Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 é invariato a 2556 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3609 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.1%). Le premesse sono per un'altra seduta tranquilla e senza sostanziali variazioni. L'impressione é che la spinta di rialzo si é esaurita - se inaspetttatamente ci fosse un movimento importante sarebbe probabilmente al ribasso.

Aggiornamento del 16 ottobre

Si continua come al solito...

In Austria l'ÖVP (Partito Popolare Austriaco) del 31enne Sebastian Kurz ha vinto le elezioni politiche con il 31.6% dei voti. Il nuovo Cancelliere dovrebbe formare una coalizione con la FPÖ (26.0%). Nessuno sembra preoccuparsi di questa svolta a destra guidata da un partito che ha raccolto il consenso dell'elettorato grazie ad una campagna basata sul tema del controllo dell'immigrazione.
Tra Madrid e la Catalogna non ci sono trattative riguardanti l'Iindipendenza - l'ultimatum imposto dal governo spagnolo, che scade stamattina alle 10.00, é rimasto finora senza una risposta.
Le tensioni politiche non impensieriscono le borse. Stamattina ritroviamo la solita situazione con mercati stabili e contratti futures in leggero guadagno. Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei guadagna il +0.53%, Shanghai é in calo del -0.3%. Il future sull'S&P500 é a 2554 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3613 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.25% e ampiamente nel range di venerdì.
L'agenda economica non offre appuntamenti di rilevante interesse. Non possiamo che prevedere la solita seduta senza sostanziali variazioni.

Commento del 14-15 ottobre

Tulipani, Internet e .dom, subprime e bitcoin - quando gli investitori perdono il senso della realtà tutto é possibile

Per Richard H. Thaler, economista statunitense alla Chicago University, la teoria economica standard era troppo rigida: troppo perfetta la legge della domanda e dell’offerta, troppo lontana dalla realtà. Proprio a questa sua capacità di tornare a guardare il mondo vero, a osservare le scelte dei singoli nella loro fallacia, irrazionalità e mancanza di autocontrollo Thaler deve la vincita del premio Nobel per le scienze economiche 2017.
L’economia comportamentale, di cui il neo premio Nobel è universalmente riconosciuto come uno dei suoi fondatori, è la branca della scienza che descrive i fenomeni finanziari applicandovi i principi della psicologia, quei “tratti umani che – spiega l’Accademia delle scienze svedese – influenzano sistematicamente le decisioni individuali e gli esiti del mercato”. Secondo le teorie elaborate da Thaler le persone, per esempio, tendono a semplificare le loro decisioni in ambito finanziario, creando ragionamenti isolati, concentrandosi sull’impatto circoscritto di ogni singola decisione invece di valutare quali potrebbero essere gli effetti complessivi. In modo analogo, la maggior parte di noi è portata ad attribuire un valore diverso a un bene a seconda che sia in nostro possesso oppure no: nel primo caso, per via della nostra “naturale avversione alla perdita”, tendiamo a conferirgli un valore più alto, nel secondo più basso. Alla base di tutto c’è il fatto che gli esseri umani sbagliano, e sbagliano in continuazione, così di frequente che è possibile prevedere gli errori e costruire dei modelli di comportamento alternativi a quelli derivati dall’economica classica.

Non sembra un caso che Thaler abbia vinto il Premio Nobel proprio quando sui mercati finanziari si delinea una bolla speculativa di dimensioni storiche provocata da un pericoloso esperimento monetario della Banche Centrali e dal comportamento euforico ed irrazionale degli investitori. Da 8 anni le Banche Centrali innondano di liquidità i mercati finanziari - portando il costo del denaro praticamente a zero hanno eliminato il punto di riferimento di qualsiasi calcolo d'investimento. Attraverso il QE hanno manipolato il mercato delle obbligazioni togliendo ai mercati la percezione del rischio e obbligando gli investitori ad andare alla ricerca di redditi positivi e comperare altri assets più rischiosi come azioni o immobili. Ora il momentum si é trasformato in mania e gli investitori hanno perso il contatto con la realtà. È successo già più volte nel passato - é un effetto legato alla natura umana. Nel 17simo secolo c'era stata la bolla dei tulipani. In tempi più recenti, che ho vissuto in prima persona, abbiamo avuto la bolla di internet e delle società .dom tra i 1997 e l'anno 2000 e la crisi dei subprime tra il 2006 ed il 2007. In tutti questi casi si era pensato che i prezzi potessero salire all'infinito anche quando ormai era chiaro che la situazione era sfuggito al controllo e le valutazioni erano assurde e insostenibili.
L'attuale bolla speculativa ha un simbolo - é il Bitcoin. Quanto vale questa criptovaluta ? Il prezzo dipende unicamente da domanda ed offerta visto che il Bitcoin non ha nessun valore intrinseco o di riferimento. Il Bitcoin é nato nel 2008 e a 9 anni dalla sua nascita serve a ben poco se non a speculare. Con il Bitcoin si possono pagare poche cose - non é una moneta nel senzo comune del termine. Le società che effettuano delle ICO e lanciano nuovi prodotti legati alla tecnologia blockchain raccolgono i capitali sotto forma di criptovalute per sfuggire alla legislazione internazionale. Si affrettano però a cambiare i soldi in USD o in EUR poiché in caso contrario non possono vivere - costi, ricavi e bilanci sono in moneta fiat - gli impiegati vogliono essere pagati con soldi "veri". I Bitcoins sono i tulipani del nostro secolo. Il prezzo può salire a 6'000 USD o 60'000 USD o 600'000 USD - non lo sa nessuno quando finirà questa mania provocata unicamente dall'euforia o dal momentum. Una volta che la bolla scoppierà il Bitcoin continuerà probabilmente ad esistere visto che il concetto e la tecnologia sono validi - anche oggi abbiamo i tulipani ad ornare i nostri giardini o fare bella mostra in un vaso nel salotto di casa. Chi ha cavalcato questa ondata speculativa, in maniera più o meno legale, e riesce a saltare giù prima che si infranga sarà ricco - tutti gli altri si ritroveranno con un pugno di mosche - o con un malloppo di Coins o Tokens senza valore.

Torniamo alle borse tradizionali e all'analisi tecnica. Il rialzo delle borse continua e l'analisi tecnica non riesce a inquadrare lo sviluppo della situazione in un contesto razionale e prevedibile. Secondo l'analisi tecnica e fondamentale questo bull market dovrebbe essere terminato da tempo specialmente in America. Abbiamo le armi spuntate - possiamo unicamente stare a guardare e confermare che la tendenza di fondo e dominante resta debolmente al rialzo. Segnaliamo gli eccessi ed i pericoli - non siamo però in grado di dire quando tutto questo finirà. Sappiamo unicamente che finirà male e che le borse subiranno presto o tardi un crollo. Potrebbe verificarsi un crash o potrebbe esserci un normale bear market di alcuni anni. Nel secondo caso avremo il tempo di reagire. Il primo caso non sembra delinearsi almeno nelle prossime settimane. È però ovvio che la volatilità non può restare così bassa all'infinito. È decisamente improbabile che le borse restino così tranquille fino a fine anno.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.03% a 3604 punti              
DAX                         +0.28% a 12991 punti
SMI                          +0.64% a 9311 punti
FTSE MIB                  +0.09% a 22413 punti
S&P500                    +0.15% a 2553.17 punti
Nasdaq100               +0.46% a 6092 punti

Potete notare dalle performances che si é trattato di una settimana tranquilla. Venerdì il DAX tedesco, l'S&P500 americano e il Nasdaq100 hanno toccato dei nuovi massimi storici. L'SMI ha raggiunto un nuovo massimo annuale. Tutto questo é avvenuto nella calma assoluta ed é questo che ci sorprende e ci lascia perplessi - nessun festeggiamento e nessuna reazione. La situazione tecnica é praticamente la stessa di una settimana fà. C'é solo una rotazione tra settori. In Europa la debolezza del settore bancario (SX7E -0.76% a 133.66 punti, performance settimanale del -2.21%), che abbiamo discusso nell'analisi di sabato scorso, é stata compensata da un rimbalzo della borsa spagnola e portoghese. In America é nuovamente la tecnologia (Nasdaq100 +0.37% a 6092 punti) a trascinare il listino. Inoltre il rialzo del prezzo del petrolio (WTI 51.45 USD/barile) ha sostenuto il settore delle materie prime - questo ha permesso di assorbire il calo del settore dei trasporti (DJT -1.02%) e delle banche (BKX -0.48%).
In generale l'ipercomperato, l'eccesso di rialzo e la spensieratezza degli investitori non bastano a provocare una sana correzione. Malgrado le premesse ideali le borse non scendono e al momento non appare nulla di nuovo che possa suggerire l'imminenza di un'inversione di tendenza.

Sulla seduta in Europa non abbiamo nulla da aggiungere ai commenti serali sui singoli mercati. Gli indici hanno chiuso praticamente invariati (Eurostoxx50 -0.03% a 3604 punti) e al centro del range giornaliero. I nuovi massimi di DAX (+0.07% a 12991 punti, nuovo massimo storico a 13036 punti) e SMI (+0.15% a 9311 punti) confermano che il rialzo continua. Il momentum in calo sta provocando la rotazione dei relativi indicatori tipo il MACD. Non é però sicuro che gli imminenti segnali di vendita provocheranno un calo degli indici. Potremmo anche avere ancora delle settimane come quella appena trascorsa anche se ci sembra improbabile che questa calma irreale continui.

Venerdì a Wall Street c'é stata la solita seduta di modesto rialzo con nuovi massimi storici marginali. L'S&P500 si é mosso in soli 5 (!) punti, ha toccato un nuovo massimo storico a 2557.65 punti a metà giornata ed ha chiuso a 2553.17 punti (+0.09%, +2 punti). Il Nasdaq100 (+0.46% a 6092 punti) ha proseguito la sua corsa e ha compensato l'improvviso calo del settore dei trasporti (DJT -1.02%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3726 su 2869, NH/NL a 789 (costantemente basso) su 325 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 9.61 punti (-0.30). La CBOE Equity puts/calls ratio a 0.65 e il Fear&Greed index a 73 punti mostrano che gli investitori sono ancora ottimisti. La tendenza di fondo del mercato azionario americano resta al rialzo con il 74.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 68.43.
La borsa non sembra voler compensare gli eccessi con una correzione. Di conseguenza - "Fin che la barca va lasciala andare, fin che la barca va, tu non remare, fin che la barca va, stai a guardare. Quando l'amore viene il campanello suonera"...


Commento del 13 ottobre

Nuovi massimi storici di DAX e Nasdaq100 - i mercati azionari però marciano sul posto

Che noia - ieri le borse si sono ancora mosse in pochi punti e gli indici hanno terminato la giornata praticamente invariati. Il DAX tedesco (+0.09% a 12982 punti) é finalmente riuscito a toccato i 13000 punti - verso le 16.15 l'indice é stato brevemente risucchiato verso l'alto, ha superato di due punti questa barriera ed é ricaduto una ventina di punti. Il balzo é stato causato dalla liquidazione di derivati a barriera ed era atteso da giorni. Non significa necessariamente che la borsa tedesca vuole continuare a salire malgrado che un nuovo massimo storico é un segnale inequivocabile che il rialzo continua. Una settimana fà il DAX si trovava a 12968 punti - la matematica é impietosa e mostra che nelle ultime 5 sedute il DAX ha guadagnato 14 punti (+0.1%) malgrado il record di ieri. L'Eurostoxx50 (-0.05% a 3605 punti) - una settimana fà era a 3613 punti. Ieri si é mosso in soli 13 punti e ha chiuso in mezzo al range senza sostanziali variazioni. Le borse europee sono frenate dal settore bancario (SX7E -0.61% a 134.68 punti). Solo l'SMI svizzero (+0.35% a 9297 punti) prosegue la sua corsa imperturbato - i guadagni sono però modesti. Il FTSE MIB (-0.68% a 22398 punti) ha ripreso la correzione minore in direzione dei 22000 punti - l'ipotesi di una testa e spalle ribassista sta prendendo corpo. L'approvazione della nuova legge elettorale riporta l'Italia al centro dell'attenzione internazionale. Ci si rende conto che il Paese non ha risolto i suoi problemi di fondo (crescita economica debole, alto debito pubblico e deficit costante, fragilità del sistema bancario) e che le elezioni potrebbero avere un effetto destabilizzante. I commenti degli operatori ed analisti stanno diventando più cauti - le prese di beneficio aumentano e l'Italia sta perdendo la sua forza relativa rispetto alle altre borse europee. La corsa del FTSE MIB (+16.45% da inizio anno) é per ora finita - vedremo nelle prossime sedute se questa pausa é definitiva.

Anche la borsa americana si é mossa in pochi punti - le sedute sono ormai poco interessanti e monotone. Gli indicatori tecnici si muovono appena ed i segnali sono talmente deboli che non servono per prendere decisioni d'investimento. Il debole trend rialzista continua a dominare.
L'S&P500 (-0.17% a 2550.93 punti) ha perso 4 punti. È oscillato senza una direzione precisa tra i 2548 ed i 2555 punti ed ha chiuso al centro del range. Il Nasdaq100 (-0.18% a 6070 punti) ha toccato un nuovo massimo storico a 6093 punti e poi in manco di carburante é ricaduto una ventina di punti. La seduta al NYSE é stata negativa (A/D a 2982 su 3556 punti, NH/NL a 739 (pochi) su 334 (in aumento)) ma il calo non ha nessun significato particolare - semplicemente la borsa non può salire tutti i giorni. Gli indicatori di sentiment (VIX a 9.91 punti (+0.06), CBOE Equity puts/calls ratio a 0.70, Fear&Greed Index a 77 punti) restano su livelli preoccupanti ma questo eccesso di ottimismo prevale da settimane senza conseguenze negative per la borsa. Ormai sembra essere diventata una costante che conferma la vitalità del bull market piuttosto che un problema che potrebbero farlo deragliare.

Oggi venerdì 13 ottobre i superstiziosi possono speculare su una giornata catastrofica per le borse. I realisti come noi sanno invece che di venerdì normalmente si prosegue e si completa la tendenza della settimana. La giornata odierna dovrebbe quindi chiudersi con borse in leggero rialzo e qualche nuovo massimo annuale o storico.

Al momento non appare niente di nuovo. Le borse asiatiche sono positive - Il Nikkei guadagna il +0.98% - Shangahi sale del +0.2%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2549 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3611 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni (+0.2%). Probabilmente le ritroveremo stasera su questo livello.

Commento del 12 ottobre

Le borse si muovono in un fazzoletto e costantemente verso l'alto - esiste ancora la volatilità ?

Ieri l'Eurostoxx50 é salito a 3607 punti (+0.24%) mentre l'S&P500 ha chiuso su un nuovo massimo storico a 2555.24 punti (+0.18). Durante la giornata di indici sono oscillati in un range di 0.5% ed il guadagno a fine giornata é modesto. Questo comportamento si ripete però da settimane e sta diventando ossessivo. Le borse non reagiscono più a nulla - notizie negative provocano solo una lieve piega verso il basso sui grafici e alleviano momentaneamente la situazione di ipercomperato. In seguito però queste leggere cadute vengono compensate e gli indici continuano monotamente a salire restano distanti dalle MM in lenta ascesa. Invece che correzioni ci sono solo consolidamenti ad alto livello. Alcuni mesi fà gli analistio tecnici osavano ancora prevedere delle correzioni del -10% - in fondo é normale visto che queste fasi negative si verificano tutti gli anni. Ora i più tenerari prevedono cadute del -5% mentre i più realisti si fermano ad un -3%. Le scommesse al ribasso sulla volatilità VIX (9.85 punti, -0.23) sono le più ampie della storia della borsa malgrado che la VIX sia sui minimi storici. È un fatto che la gente si abitua e ripete una scommessa all'infinito se questa é vincente. Essere long S&P500 e short VIX funziona da anni e ha dato risultati particolarmente positivi quest'anno. Perché cambiare strategia ? In effetti anche noi non ne vediamo le ragioni poiché la situazione tecnica non cambia - malgrado ipercomperato, eccesso di rialzo e di ottimismo da parte degli investitori le borse non scendono. Il problema é unicamente che gli utili delle imprese non salgono allo stesso ritmo della borsa - questo significa che le valutazioni sono sempre più ricche e la borsa sempre più cara. Ad un certo momento il gap sarà troppo grande e la diga non potrà più reggere malgrado l'enorme liquidità a basso prezzo messa a disposizione dalle Banche Centrali. Speriamo di accorgerci quando i mercati finanziari saranno su questo punto di rottura.

Abbimo poco da riferire sulla seduta di ieri. Le borse europee sono salite in apertura grazie alla diminuzione della tensione politica in Spagna. Gli indici hanno aperto sui massimi, sono scesi fino alle 14.00 e sono poi risaliti grazie al buon esempio proveniente da New York. Quella che a parole sembra una giornata movimentata é stata in realtà noiosa e con mercati poco volatili. Il DAX tedesco (+0.17% a 12970 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 mentre l'SMI svizzero (-0.02% a 9265 punti) é fermo. La borsa italiana (+0.97% a 22552 punti) é rimbalzata con maggiore vigore dopo che nei giorni precedenti aveva perso più terreno dal massimo annuale - questa reazione é stata favorita dal risveglio del settore bancario.
Gli indici azionari europei restano a ridosso del massimo storico o massimo annuale. Stanno consolidando ad alto livello - la tendenza resta al rialzo. Non sembra che le borse vogliano assorbire l'ipercomperato con una correzione minore - c'é solo una pausa.

L'S&P500 si é mosso in soli 7 punti ed ha chiuso su un nuovo massimo storico marginale (+0.01 punto!) a 2555.24 punti (+0.18%). Quello che a parole sembra un risultato entusiasmante é in verità un guadagno di 4 punti che non é stato accompagnato da alcun festeggiamento. L'S&P500 ha aperto a 2551 punti ed é subito sceso sul minimo giornaliero a 2548 punti. Poi l'indice é salito in maniera più o meno regolare fino alla chiusura sul massimo a 2455 punti. La pubblicazione del protocollo dell'ultima seduta della FED non ha provocato reazioni degne di rilievo. Il Nasdaq100 (+0.29% a 6081 punti) ha contribuito al rialzo senza toccare un nuovo massimo storico. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3730 su 2807, NH/NL a 775 (pochi) su 237 e volume relativo a 1.0. Gli indicatori di sentiment restano su valori estremi: VIX a 9.85 punti (-0.23), CBOE Equity puts/calls ratio a 0.62 e Fear&Greed Index a 83 punti.

Anche stamattina le borse sono tranquille e poco mosse - prevagono i segnali positivi. Il Nikkei guadagna il +0.34% - Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2551 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3611 punti - come ieri a quest'ora. Le borse europee apriranno in leggero guadagno (+0.1%). Oggi parlano parecchi membri delle Banche Centrali compreso Mario Draghi alle 16.30. Le borse ultimamente sembrano immuni alle ciance e quindi ci aspettiamo che stasera le borse chiudano praticamente invariate.

Commento del 11 ottobre

L'S&P500 tocca un nuovo massimo storico marginale a 2555 punti - il rialzo continua

Ieri in Europa le tensioni tra la Catalogna e la Spagna hanno leggermente irritato gli investitori e ci sono state delle sporadiche vendite. L'Eurostoxx50 (-0.32% a 3598 punti) ha perso 11 punti ed é tornato sotto la barriera psicologica dei 3600 punti. L'indice ha però chiuso al centro del range giornaliero e lontano dal minimo a 3590 punti. La pressione di vendita era modesta e questa seduta negativa sembra essere solo un ritracciamento all'interno di un consolidamento necessario per assorbire l'ipercomperato. La RSI giornaliera é scesa a 65.78 punti. Ieri sera il leader dei separatisti catalani Puigdemont ha rinunciato ad annunciare unilateralmente l'Indipendenza e ha aperto al dialogo con Madrid. Di conseguenza stamattina le borse europee torneranno a salire - l'Eurostoxx50 ieri sera alle 22.00 valeva 3612 punti.
In generale non vediamo segnali tecnici che suggeriscano l'imminenza di una sostanziale correzione. Le borse restano ipercomperate ed in eccesso di rialzo - gli indici azionari non hanno però intenzione di scendere - preferiscono oscillare in laterale. Le prese di beneficio ci sono unicamente in singoli settori o Paesi. Il DAX tedesco (-0.21% a 12949 punti) e l'SMI svizzero (+0.08% a 9267 punti) restano molto forti. Il FTSE MIB (-0.63% a 22335 punti) sta invece effettuando una correzione minore in direzione dei 22000 punti trascinato verso il basso dalla debolezza relativa del settore bancario (SX7E -1.08% a 134.71 punti). Queste sacche di debolezza momentanea non sembrano però contagiare il resto dei listini. Sembra piuttosto che nell'incertezza gli investitori decidano di vendere qualcosa e fare cassa - in questo caso scelgono borse che hanno già corso tanto o settori speculativi sui quali regna una certa incertezza.
In ogni caso l'Europa segue l'America - fino a quando l'America non corregge anche in Europa non succederà nulla di grave.

A Wall Street prosegue monotono e incessante il debole (per quel che riguarda il ritmo di salita - non la costanza) rialzo. Ieri, puntuale, l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 2555.23 punti. Come d'abitudine l'indice si é mosso in appena 10 punti e a fine giornata il guadagno é stato di soli 6 punti (+0.23% a 2550.64 punti). È però evidente che la borsa americana sembra conoscere solo una direzione e malgrado gli eccessi non ha l'intenzione di correggere. Anche il Nasdaq100 (+0.08% a 6063 punti) ha toccato un nuovo massimo storico marginale - le due ultime candele sul grafico sono rosse e mostrano che i ribassisti cominciano a fare una certa resistenza. Per saldo però sono ancora i rialzisti ad avere la meglio.
L'S&P500 ha aperto sul massimo di lunedì a 2551 punti. Nei primi minuti della seduta é balzato fino ai 2555 punti. Poi fino a metà giornata é scivolato verso il basso é ha raggiunto il minimo (si fa per dire) giornaliero a 2545 punti. In seguito é lentamente risalito fino alla chisura a 2550 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4315 su 2269, NH/NL a 843 (pochi) su 224 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 10.08 punti (-0.25). La CBOE Equity puts/calls ratio é stata di 0.54 (molto bassa) e il Fear&Gread Index é tornato a 85 punti. Gli investitori restano molto ottimisti e ignorano i rischi. Questa é una situazione che si presenta sembra al termine di una rialzo quando i prezzi delle azioni hanno ormai scontato tutto e l'economia sembra crescere a ritmo sostenuto e inarrestabile. La realtà é che qualsiasi ciclo economico ha una fine e i rialzi di borsa anche - in genere terminano prima che se ne scopra la causa nei dati economici.

Stamattina il future sull'S&P500 é fermo a 2548 punti. Questo significa che anche la giornata odierna non ci riserverà sorprese. Le borse europee rimbalzeranno in apertura (l'Eurostoxx50 vale ora 3610 punti) e poi si fermeranno. Da giorni c'é un mini rally in apertura e poi un lento scivolare verso il basso fino a mezzogiorno. Poi, quando tornano ad operare gli americani, le borse europee recuperano e fanno un balzo finale prima della chiusura. Oggi non dovrebbe essere diverso - Eurostoxx50 e colleghi dovrebbero chiudere sui livelli d'apertura. L'agenda economica non offre appuntamenti di particolare interesse. Alle 20.00 verrà pubblicato il protocollo dell'ultima riunione della FED.
Per inciso le borse asiatiche stamattina sono in leggero rialzo. Il Nikkei guadagna il +0.27% - Shanghai sale del +0.15%.

Stamattina il nostro sito non aggiorna i grafici. È un problema tecnico di cui non conosciamo ancora le cause. Ci scusiamo dell'inconveniente che speriamo di risolvere in mattinata.

Commento del 10 ottobre

Questa pausa sembra finora solo un consolidamento prima della continuazione del rialzo

Ieri mattina l'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo massimo annuale a 3618 punti prima di ritracciare e chiudere a 3610 punti (+0.20%). Non ha fatto sostanziali progressi e sembra fermo poco sopra i 3600 punti raggiunti una settimana fà. Sta facendo una pausa ma non mostra la minima intenzione di correggere. La debolezza del settore bancario (SX7E -0.37% a 136.18 punti) ha fermato il rialzo ma l'influsso negativo sul mercato si é limitato a questo. Anche il DAX (+0.16% a 12976 punti) ha marciato sul posto. Ha nuovamente provato a toccare i fatidici 13000 punti senza riuscirci (massimo a 12996 punti). Per la quarta seduta consecutiva la RSI (80.82 punti) resta sopra gli 80 punti senza che agli investitori venga voglia di prendere dei benefici e imporre all'indice una qualsiasi correzione - questa é una impressionante prova di forza. Al momento c'é poco da dire - il rialzo continua frenato dall'ipercomperato e dall'eccesso di acquisti. Gli indici azionari potrebbero fare ancora una manciata di sedute senza sostanziali variazioni, avere una seduta negativa di un -1% per scaricare le tensioni (con discesa della RSI di una decina di punti) per poi continuare lentamente a salire. Il flusso degli acquisti é costante mentre mancano i venditori. Non vediamo negli indicatori cambiamenti tali da suggerire un'imminente inversione di tendenza. Malgrado le favorevoli premesse non si concretizza nessuna correzione.

A Wall Street c'é stata una seduta negativa. È stata però ben poca cosa. L'S&P500 é sceso a 2544.73 punti (-0.18%) con volumi di titoli trattati in sensibile calo. L'indice si é mosso in soli 10 punti nel range della seduta di giovedì scorso e ha chiuso 3 punti sopra il minimo giornaliero con una insignificante perdita di 4 punti. Questo é bastato per far scendere la RSI a 72.21 punti (-4 punti). Il Nasdaq100 ha toccato un nuovo massimo storico a 6078 punti prima di arretrare e chiudere a 6058 punti (-0.10%) - l'indice ha chiuso il gap d'apertura ma questa é stata l'unica magra consolazione per i traders short.
La seduta al NYSE é stata moderatamente negativa con A/D a 2770 su 3785, NH/NL a 758 su 237 e volume relativo a 0.8 (!). La volatilità VIX é salita a 10.33 punti (+0.68). La CBOE Equity puts/calls ratio era a 0.73. Il Fear&Greed Index é sceso a 84 punti. Gli investitori diventano leggermente più prudenti senza che l'S&P500 corregga - questa é una costellazione tecnica che favorisce la continuazione del rialzo. 

Riassumendo sia in Europa che in America le borse stanno facendo una pausa - questa sembra un sano consolidamento prima della continuazione del rialzo. Non appare nessun segnale di correzione o d'inversione di tendenza. I mercati sembrano in grado e intenzionati ad assorbire gli accessi col tempo e non attraverso prese di beneficio.

Stamattina il future sull'S&P500 guadagna i soliti 2 punti a 2545 punti. Con questo sappiamo già che abbiamo di fronte mercati stabili e senza sostanziali variazioni. Si preannuncia un'altra seduta noiosa e con poca volatilità. Le borse asiatiche sono miste - il Nikkei guadagna il +0.63% - Shanghai é in pari. L'Eurostoxx50 vale ora 3604 punti - le borse europee perderanno in apertura un -0.2% e si rimetteranno in pari con l'America. Forse ci saranno ulteriori vendite per assorbire finalmente parte dell'ipercomperato - sembra però altamente improbabile che le perdite possano superare l'1% - tippiamo su un Eurostoxx50 stasera in chiusura sui 3600 punti.

Aggiornamento del 9 ottobre

Il future sull'S&P500 é a 2547 punti - un'altra settimana si apre con mercati imperturbabili

Anche stamattina non appare nulla di nuovo. Le sedute positive si susseguono con una estenuante regolarità. La mattina riaccendiamo i computers e ritroviamo i futures sul livello di chiusura del giorno prima o poco sopra. Questo determina l'impostazione della giornata. Le borse aprono invariate o con un guadagno di pochi punti, nessuno osa vendere e qualcuno trova sempre una ragione per comperare.

30 anni fà, lunedì 19 ottobre del 1987, il Dow Jones Industrial perdeva 508 punti in una seduta - corrispondono a circa 5100 punti oggi. Il DJI ha avuto un crash del -22.6% - il peggiore della storia. C'erano dei segnali che il mercato doveva correggere - nessuno però si aspettava un crollo del genere che probabilmente é stato intensificato dall'uso dei computers che generavano ordine di vendita automatici. Oggi sarebbero gli algoritmi e l'eccessivo volume di investimenti concentrato negli ETF e provocare la valanga che sembrava inarrestabile. La perdita in una giornata era eccessiva - il giorno dopo la borsa é rimbalzata del +6% - il mercoledì é seguito un +10% e tutti hanno tirato un sospiro di sollievo. Ci sono però voluti circa due anni per recuperare interamente le perdite di quel lunedì nero. In quel momento tutti stavano seguendo la stessa strategia e lavoravano secondo regole simili - riviviamo oggi la medesima situazione con queste sedute positive che si susseguono mentre gli analisti ripetono monotonamente le ragioni per questo rialzo - gli argomenti restano gli stessi sia che l'S&P500 sia a 2000 punti che a 2500 punti.
Cosa farà cambiare idea agli algoritmi e scatenerà un segnale di vendita ? Non lo sappiamo ma nei prossimi giorni, visto che qui non succede nulla e non c'é niente di nuovo da analizzare, esamineremo con calma la situazione del mercato nell'ottobre del 1987 e vedremo se ci sono similitudini con la costellazione attuale.

Stamattina in Giappone é giorno di festa. In Cina si ricomincia a trattare dopo la Golden Week e Shanghai é in guadagno del +0.6%. L'Eurostoxx50 vale ora 3609 punti - le borse europee apriranno in positivo (+0.2% circa). L'agenda economica non offre appuntamenti d'interesse. Probabilmente l'ipercomperato impedirà alle borse di fare sostanziali progressi - le premesse sono per una seduta in pari o leggermente positiva - che sorpresa !

Commento del 7-8 ottobre

Presto o tardi gli indici azionari si devono riallineare con i fondamentali

Venerdì le borse hanno avuto una seduta leggermente negativa. Questo non modifica il messaggio dato da una settimana positiva dove si sono susseguiti nuovi record storici. Tecnicamente il rialzo continua malgrado l'ipercomperato, l'eccesso di acquisti e l'estrema fiducia da parte degli investitori che provoca una sottovalutazione dei rischi (volatilità sui minimi storici) e l'espansione delle posizioni speculative long prese in parte a margine. Per non ripetere alla noia questo argomento affrontiamo oggi un aspetto fondamentale del mercato - quello della sopravvalutazione e delle conseguenze psicologiche sull'analisi tecnica.
Da mesi ripetiamo che la borsa americana é troppo cara. Nel grafico sottostante vengono riportati due dati fondamentali che servono per giudicare la valutazione di un mercato azionario - il CAPE, che é una misurazione del P/E normalizzato sul lungo periodo inventata dal premio Nobel Shiller e il Price to Book che é il rapporto tra il prezzo dell'azione ed il valore di partimonio dell'azione stessa calcolato sulla base del bilancio della società. Più il pallino di una borsa di trova in alto a destra e maggiore é la sopravvalutazione del mercato. Vedete che in posizioni estreme, con notevole distacco, si trovano le borse americana e svizzera. Giovedì l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2552.51 punti - venerdì l'indice ha chiuso a 2549.33 punti (-0.11%). Venerdì l'SMI svizzero (-0.11% a 9252 punti) ha toccato un massimo annuale a 9289 punti - sarebbe stato un nuovo massimo storico se nell'SMI, come per altri indici, fossero contabilizzati anche i dividendi. Il rialzo é iniziato a marzo 2009 e dura ormai più di 8 anni - un periodo superiore alla media.
Il rialzo é quindi lungo e decisamente troppo esteso - le azioni sono molto care. Questa informazione é nelle nostre menti e purtroppo influenza l'esito dell'analisi tecnica. Dovendo valutare tra elementi positivi e negativi, tra segnali che suggeriscono la continuazione del rialzo e quelli che mostrano i pericoli e la presenza di un possibile massimo abbiamo la tendenza inconscia a dare maggior peso agli aspetti negativi rispetto a quelli positivi. Siamo ovviamente alla ricerca della fine di questo bull market e facciamo fatica ad accettare la possibilità che il rally possa continuare ancora per parecchio tempo e in maniera sostanziale.
È uno sano scetticismo che da una parte ci porta a sottovalutare il potenziale di rialzo ma d'altra parte ci salverà dal bear market al momento in cui questo comincerà. Nessun bull market dura all'infinito - purtroppo tutti terminano all'improvviso e con un 'eccesso.
La tabella sottostante ci mostra un'altro problema. Le differenze di valutazione tra i vari mercati possono diminuire nel tempo mantenendo la stessa tendenza. La borsa di New York può continuare a salire mentre quella tedesca o italiana sovraperforma e riduce il distacco. La correlazione tra le borse rimane però positiva specialmente tra Paesi industrializzati, tra Europa ed America. Questo significa che se c'é un ribasso in America anche l'Europa verrà travolta. La storia ci insegna che la diversificazione in questo specifico caso non funziona.    


Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.18% a 3603 punti              
DAX                         +0.99% a 12956 punti
SMI                          +1.03% a 9252 punti
FTSE MIB                  -1.34% a 22392 punti
S&P500                    +1.19% a 2549.33 punti
Nasdaq100               +1.43% a 6064 punti

Durante la settimana il rialzo é continuato con due elementi di disturbo. Le tensioni politiche in Spagna hanno messo sotto pressione la borsa di Madrid (IBEX performance settimanale -1.89%) e hanno provocato un certo contagio sulle borse mediterranee. La notizia più importante proviene però dalla BCE che il 4 ottobre ha rafforzato le lineee guida sui NPL (crediti deteriorati) per le banche. Questa misura, che impone basi patrimoniali più solide e provoca una diminuzione della redditività, ha frenato il settore bancario. L'indice SX7E (-0.23% a 136.79 punti) ha perso durante la settimana il -1.15% e ha contribuito in maniera sostanziale al calo del FTSE MIB (-0.77% a 22392 punti) che é l'unico indice del nostro catalogo che da evidenti segnali di correzione.
Venerdì Eurostoxx50 (-0.28% a 3603 punti) DAX (-0.09% a 12956 punti) e SMI (-0.11% a 9252 punti) hanno toccato nuovi massimi annuali prima di ritracciare e chiudere la sera con leggere perdite. Il rialzo é formalmente intatto e per ora non vediamo nessun segnale di massimo o d'inversione di tendenza. Le premesse per una correzione rimangono però ideali - la sindrome di ipercomperato ed eccesso di rialzo deve presto o tardi sparire.

In America il rialzo é stato bloccato dal job report di settembre. Secondo una statistica l'economia americana ha perso 33'000 posti di lavoro - secondo un'altra la disoccupazione é scesa al 4.2%. Gli economisti hanno dato la colpa agli uragani per i posti di lavora andati persi e la borsa ha deciso di non reagire. L'S&P500 (-0.11% a 2549.33 punti) si é mosso in soli 6 punti - ha trascorso tutta la giornata in territorio negativo e ha chiuso sul massimo giornaliero con una leggera ed insignificante perdita di 3 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2686 su 3897, NH/NL a 762 (pochi e in netto calo) su 189 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 9.65 punti (+0.46) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.70 (MM a 10g a 0.63) ed il Fear&Greed Index é a 92. La tendenza di fondo della borsa americana resta al rialzo con il 72.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 68.16. La RSI giornaliera sull'S&P500 é a 76.06 punti - quella settimanale é a 73.30 punti - il limite superiore delle BB é a 2548 punti. Sfidare questo ipercomperato con una continuazione del rally é molto improbabile.
In America il settore tecnologico (Nasdaq100 +0.12% a 6064 punti) sembra avere ancora potenziale di rialzo dopo la rottura di giovedì sopra i 6000 punti.
In Europa l'indice più esposto ad una correzione sembra il DAX tedesco (12956 punti - RSI a 80.16 punti - tre sedute sopra gli 80 punti). È però possibile che prima di cadere l'indice tenti di toccare i 13000 punti. Se lunedì mattina il DAX raggiunge i 13000 punti i traders possono andare short ad occhi chiusi e colpo sicuro.

Commento del 6 ottobre

Nuovi massimi storici della borsa americana - VIX sul minimo storico a 9.19 punti - questo mercato é semplicemente pazzo

Negli investimenti e nell'analisi tecnica si lavora con il calcolo della probabilità. I principi si basano sulla distribuzione normale e la curva di Gauss. Un movimento ha in genere una certa durata ed estensione. Talvolta questi limiti vengono superati e rialzi o ribassi durano e sono più intensi del normale e raggiungono livelli inattesi. Oggi ci troviamo in una di quelle situazioni che in teoria non dovrebbero mai verificarsi - tipo vincere all'Euromillions o morire colpiti di una meteorite - quasi impossibile. Eppure succede e ne abbiamo la prova davanti agli occhi. L'S&P500 ha raggiunto ieri un nuovo massimo storico a 2552.07 punti (+0.56%). Secondo la teoria sviluppata dal premio Nobel Robert Shiller l'S&P500 é sopravvalutato - il P/E si trova l'86.9% sopra la media di lungo periodo. Nei prossimi 10 anni l'S&P500 dovrebbe avere una performance media del -2.4% ! L'S&P500 a corto, medio e lungo termine é ipercomperato. La RSI giornaliera é a 78.42 punti, quella settimanale é a 73.58 punti - l'indice é 74 punti sopra la MM a 50 giorni, 158 punti sopra quella a 200 giorni. L'ultima correzione risale a gennaio-febbraio del 2016 - da allora l'S&P500 é salito costantemente e da luglio del 2016 non é più sceso sotto la MM a 200 in costante ascesa. Questo bull market é iniziato a marzo del 2009 da 666 punti. Non facciamo un elenco dettagliato degli indicatori che si trovano in territorio estremo ed anomalo - un esempio basta per tutti - ieri la volatilità VIX ha chiuso sul minimo storico a 9.19 punti (-0.44). Sembra che dal mercato azionario sia sparito il rischio. Questa borsa é semplicemente pazza e dominato da una categoria di investitori che ignorano i fondamentali e seguono solo il trend - evviva gli algoritmi!

Ieri le borse europee hanno recuperato le perdite del giorno precedente. L'IBEX spagnolo (+2.51%) é rimbalzato insieme al settore delle banche (SX7E +1.59% a 137.01 punti). Come pensavamo la crisi politica tra Madrid e la Catalogna ha provocato solo un breve ritracciamento di corta durata. Anche il FTSE MIB ha recuperato (+0.49% a 22566 punti) senza però riuscire a colmare le perdite della vigilia. In generale però il rialzo é intatto come mostra la marcia sul posto del leader DAX (-0.02% a 12968 punti) - l'indice della borsa tedesca é a soli 8 punti dal massimo storico di mercoledì. Il trend rimane saldamente al rialzo e malgrado gli eccessi non vediamo assolutamente nessun segnale che un massimo sia imminente.

Come anticipato la borsa americana ha toccato nuovi massimi storici - questo riguarda il Dow Jones Industrial, l'S&P500, Il Nasdaq, il Nasdaq100 ed il Russell2000 - insomma, praticamente tutto. Eppure il rapporto NH/NL a 30 giorni rimane deludente a 1085 su 129 - i volumi di titoli trattati sono sotto la media a 0.95. Gli indici salgono grazie ai derivati - uno sviluppo malsano ma la realtà é che la borsa continua a guadagnare di valore malgrado il nostro scetticismo.
Ancora una volta l'S&P500 si é mosso in soli 8 punti - ha aperto sul minimo e chiuso sul massimo senza mai dare la possibilità ai ribassisti di combinare qualcosa. L'indice ha aperto sul massimo di mercoledì a 2540 punti ed é salito a metà seduta a 2451 punti. Poi é rimasto fermo fino alla chiusura - ha toccato un massimo storico a 2552.51 punti e si é fermato a 2552.07 punti (+0.56%). Questo guadagno é il contributo del settore tecnologico. Il Nasdaq100 ha accelerato sopra i 6000 punti ed ha raggiunto i 6057 punti (+0.97%) - all'interno della rotazione tra settori é giunto ora nuovamente il turno degli AGMAF che ieri hanno tutti guadagnato più dell'1%.
Il sentiment é alle stelle - oltre alla VIX a 9.19 abbiamo anche il Fear&Greed Index a 95 punti. Il CBOE Equity put/call ratio era di 0.69.

La borsa sale malgrado che l'analisi tecnica dice che é praticamente impossibile - ne prendiamo nota. Significa che in questo momento l'analisi tecnica non funziona. Non possiamo che consigliare estrema prudenza. Comperare ora é molto pericoloso ma considerando il trend é probabile che entro fine anno ci sia ancora qualcosa da guadagnare. Molti analisti, basandosi su estensioni secondo Fibonacci o calcoli basati sulle Elliott Wave hanno obiettivi a 2600 punti di S&P500.

Stamattina non c'é nulla di nuovo. Il future sull'S&P500 é a 2549 punti (-1 punto) e difende i guadagni di ieri. Le altre borse devono seguire ed adattarsi. Le borse asiatiche sono in positivo - il Nikkei guadagna il +0.33%. L'Eurostoxx50 vale ora 3614 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno. Il trend settimanale é al rialzo - non vediamo ragioni per un cambiamento nell'ultima giornata. Alle 14.30 é atteso il rapporto sul mercato del lavoro americano a settembre - i dati sono economicamente importanti - le borse sembrano però non interessarsi ai fondamentali. Solo se vogliono correggere prenderanno i dati come scusa.

Commento del 5 ottobre

Cade la borsa spagnola (-2.85%) trascinando con se le banche (-2.15%) - cedimento temporaneo o problema grave ?

Ieri le borse europee si sono divise in due. Il DAX tedesco (+0.53% a 12970 punti) ha continuato la sua corsa e ha raggiunto l'agognato nuovo massimo storico. L'indice é ora a livelli stratosferici in una situazione estrema di ipercomperato e di eccesso di rialzo - la RSI giornaliera é a 82.01 punti mentre la MM a 50 giorni si trova 650 punti più in basso. L'Eurostoxx50 invece ha avuto una giornata negativa e ha perso 9 punti (-0.30% a 3594 punti). La crisi politica in Spagna ha fatto cadere nuovamente la borsa (IBEX -2.85%). Questa volta però la debolezza non é rimasta circoscritta alla penisola iberica ma ha cominciato a coinvolgere altri Paesi e settori. Gli spreads sui titoli di Stato mediterranei sono saliti - i tassi di riferimento in EUR sono scesi grazie ad acquisti di investitori in cerca di sicurezza. Di conseguenza le azioni delle banche europee hanno avuto un netto cedimento (SX7E -2.15% a 134.86 punti) e anche la borsa italiana é inciampata (FTSE MIB -1.44% a 22456 punti). È stata una giornata strana durante la quale a Francoforte si é festeggiato con una chiusura vicino al massimo giornaliero mentre in Italia il FTSE MIB ha terminato la giornata sul minimo e con la maggior parte dei titoli in negativo. Il ritorno di Pirelli in borsa é stato un flop. Ora abbiamo un DAX ancora stabilmente al rialzo e altri indici come il FTSE MIB che sembrano voler correggere. Questo sviluppo in direzioni opposte non può continuare per giorni. Come si risolverà questa divergenza ? Normalmente i problemi politici provocano brevi turbolenze ma non cambiano la tendenza del mercato. Non crediamo che le mire secessioniste della Catalogna sfoceranno effettivamente in una separazione della provincia spagnola dal resto della Spagna o in una guerra civile. Pensiamo che la caduta di ieri sia solo un incidente senza gravi conseguenze. Però non c'é solo il problema spagnolo - l'Europa ribolle e l'UE sta litigando con molti suoi membri. In Germania il buon risultato nelle elezioni parlamentari dell'AdF (partito di estrema destra) fa discutere - Angela Merkel farà fatica a formare un governo stabile. In Austria nelle prossime elezioni si profila una svolta a destra. Bruxelles intende togliere il diritto di voto alla Polonia per i cambiamenti che il governo intende apportare alla Costituzione in contrasto con il diritto europeo e inaccettabili. La Commissione europea litiga con Lussemburgo ed Irlanda colpevoli di aver concesso ribassi fiscali eccessivi e illegali a Amazon (per 250 Mio) e Apple (per 13 Mia) - l'Europa rischia un contenzioso fiscale con gli Stati Uniti. Mario Draghi pretende da gennaio 2018 che le banche abbiano una copertura del 100% per i nuovi crediti inesigibili (NPF) a bilancio. Insomma - la caduta di ieri potrebbe essere il sintomo di mali più profondi e non solo la conseguenza del voto di domenica in Catalogna. Vediamo cosa succede oggi - teniamo d'occhio soprattutto il settore bancario.

In America invece non é cambiato nulla. C'é stata la solita seduta moderatamente positiva con un nuovo massimo storico marginale dell'S&P500 (+0.12% a 2537.74 punti). L'indice si é mosso in soli 8 punti, ha toccato il nuovo massimo storico di 2540.53 punti a metà seduta  e poi é lentamente ritornato a 2537 punti e ha chiuso. Il Nasdaq100 (+0.06% a 5998 punti) é nuovamente rimasto sotto i 6000 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3336 su 3240, NH/NL a 1082 su 150 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX resta bassa a 9.63 punti (+0.12) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.58 e il Fear&Greed Index é a 91 punti. Il mercato resta decisamente ipercomperato ed in eccesso di rialzo con investitori euforici e spensierati ma non si vede niente che potrebbe suggerire l'imminente inizio di una correzione. Nei dati di ieri non appare nulla di nuovo e non sembra che il mercato sia su nuovi massimi storici - nessun segno di festeggiamenti come accelerazioni o aumento dei volumi. Il lento rialzo sembra ormai diventato regola ed abitudine alla quale tutti si sono abituati e che più nessuno mette in discussione.

Stamattina regna la calma e la stabilità. Scriviamo questo commento molto presto e quindi in Asia le borse sono ancora aperte. La tendenza é però evidente. Il Nikkei é fermo (+0.01%) mentre le altre borse sono in leggero calo. Il future sull'S&P500 é a 2535 punti (-1 punto). Le borse europee dovrebbero aprire sui livelli di chiusura di ieri - solo il DAX, che ieri ha esagerato, perderà all'inizio una ventina di punti. Non vediamo niente all'orizzonte che possa muovere i mercati azionari.

Commento del 4 ottobre

Le borse sono stanche e devono fare una pausa - consolidamento o correzione ?

Non si piacciono i commenti che offrono opzioni senza risposta. Di conseguenza diciamo subito che secondo noi ci deve essere una correzione. Il rialzo é veramente troppo esteso. Se però il rialzo delle borse deve continuare a medio termine nei prossimi giorni ci sarà solo un consolidamento con un ritracciamento di al massimo un paio di punti in percentuale. Questa non é la nostra variante favorita ma non siamo né ciechi né stupidi. Da mesi l'S&P500 non corregge e non esiste una ragione perticolare per cui dovrebbe farlo adesso. Se la borsa americana non corregge anche le borse europee non correggeranno se non che l'EUR ricominci a rafforzarsi. Il cambio EUR/USD (1.1770) sembra però volersi assestare nel range 1.17-1.20 e da un punto di vista fondamentale non ci sono motivi per un'ulteriore immediata rivalutazione dell'EUR.

Ieri mattina le borse europee hanno aperto con un guadagno del +0.30% circa e poi si sono fermate. Erano semplicemente stanche e a corto di argomenti. Sui grafici appaiono dei piccoli doji che mostrano pausa ed indecisione. La borsa di Francoforte era chiusa e l'assenza degli investitori tedeschi si é notata. L'Eurostoxx50 é salito a 3605 punti (+0.30%) - é un nuovo massimo per questa gamba di rialzo che si situa ad una sessantina di punti dal massimo annuale di maggio. Sembra difficile che l'indice possa salire sullo slancio su un nuovo massimo annuale visto che gli indicatori sono veramente "tirati". Anche il settore delle banche (SX7E +0.12% a 137.82 punti) sembra a corto di carburante. Il DAX non ha trattato - il FTSE MIB italiano (-0.12% a 22784 punti) ha perso alcuni punti ma la candela sul grafico ha minimo e massimo ascendenti - non abbiamo nessun segnale che suggerisca l'imminente fine del rialzo.
Come sapete normalmente le prime sedute di un nuovo mese e trimestre sono positive. Ne abbiamo avute finora due - al limite potrebbe essercene una terza visto che ieri i tedeschi non hanno lavorato. Il DAX é a soli 50 punti dal massimo storico e potrebbe essere risucchiato verso l'alto dalla credenza che questo record deve essere migliorato. Poi vedremo come le borse intendono assorbire questo eccesso di rialzo.

Ieri in America abbiamo avuto la solita monotona e ripetitiva seduta di modesti rialzi con nuovi massimi storici marginali. L'S&P500 si é mosso in soli 7 punti ed ha chiuso vicino al massimo a 2534.58 punti (+0.22%). Più o meno tutti i settori si sono mossi alla stessa maniera come se il movimento fosse pilotato o deciso a tavolino. Il Nasdaq100 (+0.22% a 5995 punti) ancora una volta non é riscito a superare i 6000 punti. L'S&P500 ha aperto invariato a 2530 punti. Come d'abitudine é sceso all'inizio un paio di punti e poi é salito fino al nuovo massimo storico a 2535.13 punti. Sul finale ha ceduto 1 punto ed ha chiuso. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4024 su 2573, NH/NL a 1407 su 177 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é rimasta ferma a 9.51 (+0.06). Il Fear&Greed Index é salito a 92 punti - 100 é il massimo non si é mai verificato.  

Stamattina ritroviamo la solita situazione di patta. Il Nikkei guadagna il +0.04% - le borse asiatiche sono in leggero rialzo - in Cina i mercati finanziari sono ancora chiusi in occasione della Golden Week. Il future sull'S&P500 é a 2531 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3608 punti - le borse europee apriranno con guadagni dell'ordine del +0.1% - il DAX aprirà forse meglio (+0.3%) visto che ieri non ha trattato. Non c'é nulla di nuovo e quindi non possiamo che prevedere una seduta di pausa con indici azionari che stasera saranno praticamente invariati.

Commento del 3 ottobre

Il rialzo continua - possiamo identificare e segnalare gli eccessi - per trovare un massimo dobbiamo tentare d'indovinare

Ieri, primo giorno di contrattazioni nel nuovo mese, le borse sono nuovamente salite su nuovi livelli record. L'S&P500 ha raggiunto un nuovo massimo storico a 2529.12 punti (+0.39%). In Europa la crisi spagnola ha fatto cadere la borsa (IBEX -1.21%) e ha frenato la corsa dell'Eurostoxx50 (+0.22% a 3602 punti). Il DAX tedesco invece, senza l'influsso negativo di Spagna e banche (SX7E -0.52% a 137.66 punti) é balzato fino ai 12902 punti (+0.58%). Il nostro obiettivo a 12800-12820 punti é stato superato senza sforzo e il massimo annuale di giugno a 12951 punti si avvicina velocemente. I rialzisti dominano la situazione - gli indici balzano la mattina dopo l'apertura e la sera nell'ultima ora di contrattazioni e chiudono sui massimi giornalieri. Quello che succede tra queste due fasi é poco importante - normalmente é una pausa o un ritracciamento con scarsi volumi e senza conseguenze. Negli indicatori appare chiaramente l'eccesso di rialzo e il cieco ottimismo degli investitori - l'analisi tecnica non é però in grado di determinare con sufficiente precisione quando questo movimento potrebbe finire. Possiamo solo fare delle ipotesi indicando possibili obiettivi e resistenze. Finora però le borse hanno continuato la loro cavalcata senza correggere. I nuovi massimi annuali o storici ci dicono che il rialzo é intatto e la tendenza é solida e costante. Gli argomenti in favore di una correzione e un ribasso sono al momento pochi. Vediamoli poiché é presto fatto. Ieri l'indice delle banche europee SX7E ha perso terreno (-0.52% a 137.66 punti) - potrebbe essere un caso ma é meglio esaminare con attenzione qualsiasi segno di debolezza di questo importante settore che spesso nel passato ha determinato le tendenze. In ogni caso l'indice non riesce a passare la forte resistenza a 140 punti - se non sale deve presto o tardi scendere. La RSI é un indicatore di forza relativa e di momentum - quando si trova sopra i 70 punti segnala ipercomperato. Ora molti indici azionari hanno una RSI superiore ai 70 punti. Il leader DAX ha però una RSI stratosferica a 80.15 punti. Questo avviene raramente - circa ogni due anni in una fase di rialzo. Siamo dovuti risalire fino ad 2015 per ritrovare una situazione simile. il 16 marzo il DAX ha chiuso con una RSI a 82.86 punti - nelle successive 8 sedute ha perso circa 600 punti - poi però ha ricominciato a salire e dopo un mese era su un nuovo masssimo. Seguendo esempi del passato ora il DAX deve fermarsi e riassorbire l'eccesso di rialzo.
Anche in America troviamo un comportamento interessante e favorevole ai ribassisti. Il Nasdaq100 proprio non riesce ad accelerare al rialzo e superare i 6000 punti. Ieri si é fermato a 5981 punti (+0.04%) dopo un massimo giornaliero a 6005 punti. L'indice é stato nuovamente respinto verso il basso anche se non si può parlare di decisivo reversal - per questo l'indice avrebbe dovuto chiudere decisamente in negativo - la candela rossa sul grafico ed i volumi in aumento mostrano però che esiste la possibilità di un'inversione di tendenza.
Per il resto abbiamo poco da dire. Gli investitori sono ottimisti e regna la sindrome da irrazionale esuberanza. La volatilità VIX é scesa a 9.45 punti (-0.06), la CBOE Equity put/call ratio é a 0.61 ed il Fear&Greed Index é a 89 punti (mai visto!).  Gli interessati possono andare a vedere le volatilità sui vari indici - raramente abbiamo osservato una simile combinazione di valori così bassi (p.e. VDAX a 11.81 punti).

L'S&P500 ha aperto su un nuovo massimo a 2520 punti ed é salito a fine giornata su un nuovo massimo storico a 2529.12 punti (+0.39%). È evidente che i ribassisti scoraggiati non hanno più nulla da dire. Bisogna ora aspettare che i rialzisti abbiano esaurito le munizioni. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4531 su 2149, NH/NL a 1381 su 203 e volume relativo a 1.0. I dati mostrano un mercato positivo ma non impressionano - nessuno direbbe che la borsa é su un record storico.

Teoricamente le prime 2-3 sedute di un mese e soprattuto di un trimestre sono positive. Ci aspettiamo che oggi gli indici possano guadagnare ancora qualche punto. Poi però dovrebbe esserci una serie di sedute per saldo negative. Vedremo se si tratterà solo di un consolidamento ad alto livello o se potrà iniziare una correzione.

Stamattina la musica non cambia. Le borse asiatiche sono al rialzo ed il Nikkei sta guadagnando il +1.05%. Il future sull'S&P500 é a 2529 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale 2611 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.3%. Non guardiamo più neanche l'agenda economica tanto nessuno osserva più i fondamentali.
Molte banche centrali hanno ancora una politica monetaria molto espansiva con operazioni di QE (Europa, Giappone). La FED ha solo annunciato di voler cambiare politica e diminuire la somma di bilancio - finora però non ha ancora fatto nulla ed il tasso d'interesse di riferimento é al 1.25% - la liquidità continua a scorrere e sta provocando una bolla speculativa di dimensioni mai viste.
Alla speculazione su Internet (1999-2000) e sui subprime (2008-2009) segue ora la truffa delle ICO emesse da società fantasma che si occupano delle criptocurrency come i bitcoins. Con la paura di perdere un'occasione molti investitori sono avidi e ciechi.

Oggi in Germania si festeggia il giorno dell'unità tedesca - la borsa é chiusa - il DAX non tratta.
Il produttore cinese di auto Geely ha annunciato di aver comperato la banca danese Saxo - non vediamo sinergie ma ormai l'economia funziona così. 

Aggiornamento del 2 ottobre

DAX a caccia del massimo storico (12951 punti) - normalmente le prime sedute di un nuovo trimestre sono positive

Durante il fine settimana in Catalogna si é svolto il referendum sull'indipendenza. Malgrado il divieto di Madrid ed il massiccio intervento della polizia i catalani sono andati alle urne e l'89% dei votanti ha approvato la mozione. Se i responsabili non riescono a trovare una soluzione politica e preferiscono il confronto con l'uso della forza la Spagna rischia la guerra civile. I mercati finanziari non sembrano però farsi disturbare da questo problema. Ormai nulla sembra in grado di bloccare il rialzo.
Gli indici azionari sembrano essere risucchiati verso l'alto a caccia di nuovi massimi storici. Nell'analisi del fine settimana abbiamo analizzato il caso del Nasdaq100 americano. In Europa anche il DAX (12828 punti) é vicino al massimo storico di metà giugno a 12951 punti - manca solo un +1%. A inizio mese deve essere investita la liquidità affluita sui conti risparmio - spesso le prime seduta sono positive specialmente quando il trend punta già in questa direzione. Vedremo se l'ipercomperato (RSI a 77.84 punti) riesce a frenare la scalata - finora quest'anno é sempre successo.

Stamattina in Asia parecchie piazze finanziarie sono chiuse per ferie. Le borse aperte sono al rialzo - Il Nikkei ha guadagnato il +0.22%. Il future sull'S&P500 é a 2519 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3597 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno. Le tensioni in Spagna faranno scendere la borsa di Madrid (indicazioni a -1.4%) e freneranno di riflesso l'Eurostoxx50. Il DAX sembra voler aprire con un guadagno del +0.3%. Saremmo estremamente sorpresi se si ripetesse una seduta come quella di venerdì. La variante più probabile per la giornata é che le borse europee si fermino tra il livello d'apertura e la parità.

Commento del 30 settembre - 1. ottobre

Le borse sfruttano lo spazio residuo verso l'alto - ora devono assorbire gli eccessi - come non si sa

Il rialzo delle borse continua. Venerdì l'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico a 2519.44 punti e ha chiuso a 2519.36 punti (+0.37%). Malgrado che il mercato azionario americano sia decisamente sopravvalutato, ipercomperato, in eccesso di rialzo e con investitori troppo fiduciosi ed esposti speculativamente al rialzo non c'é nessuna correzione. In Europa le valutazioni sono meno "tirate" e come avevamo anticipato é logico che gli indici si siano mossi verso l'alto insieme a quelli americani. L'ipercomperato (RSI sopra i 70 punti) e l'eccesso di rialzo (indici lontani dalle MM a 200 e/o 50 giorni) sono delle buone premesse per una correzione ma non una garanzia. Soprattuto quando il trend é stabile e sostenuto da liquidità e da una sana rotazione tra settori può continuare malgrado i freni costituiti dagli eccessi. Il sentiment é un indicatore a due facce. Da una parte il troppo ottimismo implica che tutti gli investitori hanno già comperato e dovrebbero mancare ulteriori acquisti per spingere il mercato più in alto. D'altra parte l'euforia é il motore del momentum - un mercato che continua a salire invoglia tutti a saltare sul carro e scoraggia i pochi temerari che osano opporsi al trend sulla base di giustificati dubbi di tipo fondamentale. Facciamo un esempio. Il Fear&Greed Index, che comprende anche la volatilità VIX (9.51 punti, -0.04) ha toccato venerdì i 85 punti - é un valore molto alto (estrema avidità) che era stato precedentemente raggiunto a dicembre 2016. Cosa era successo in quella occasione? L'S&P500 si era fermato per circa un mese e mezzo, aveva consolidato con un modesto ritracciamento di 40 punti, e poi aveva ricominciato a salire. La tendenza di fondo del mercato americano resta debolmente al rialzo - la tendenza é debole ma stabile - da mesi i dati di riferimento sono praticamente uguali - il 69.1% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 66.86.
Una settimana fà l'affermazione principale nel nostro commento era stata la seguente: "La borsa americana deve correggere. Le borse europee possono continuare a salire. Come si risolverà questa divergenza? Probabilmente alla stessa maniera come nelle ultime settimane. Fino a quando l'S&P500 starà fermo o guadagnerà una manciata di punti le borse europee saliranno ancora - esiste ancora un potenziale di un +1%/+2%. Poi cadrà tutto assieme." L'S&P500 é passato dai 2502 punti ai 2519 punti. Nel corso della settimana, visto che la borsa non voleva correggere, avevamo fissato un obiettivo a 2520 punti. In Europa avevamo due obiettivi di riferimento: i 12800-12820 punti di DAX (+0.98% a 12828 punti) ed i 22800 punti di FTSE MIB (+0.48% a 22696 punti). L'obiettivo sul DAX é stato raggiunto venerdì dopo un'accelerazione evidentemente esaustiva - sembra che agli investitori siano piaciuti i risultati delle elezioni parlamentari tedesche che almeno hanno tolto dal mercato il fattore insicurezza.
Ora ci ritroviamo nella solita situazione tecnica - esistono le premesse per una correzione ma la tendenza delle borse é ancora saldamente al rialzo. Gli obiettivi a corto termine sono stati raggiunti ed il balzo di venerdì ha per lo meno l'aspetto di un temporaneo esaurimento. Ora ci sarà una pausa - le borse devono assorbire gli eccessi. Non sappiamo però se ci sarà un consolidamento, più o meno breve, o una correzione. Come abbiamo spiegato nel commento di venerdì sarà interessante osservare il Nasdaq100 (+0.78% a 5979 punti) - se gli investitori continuaranno a comportarsi alla stessa maniera e saltare da un settore all'altro spingendo i relativi indici su nuovi massimi storici, il Nasdaq100 settimana prossima deve accelerare sopra i 6000 punti. Se invece fallisse ancora una volta la rottura al rialzo sopra questa importante resistenza, é possibile che finalmente la borsa americana corregga trascinando nel vortice le borse europee.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.26% a 3594 punti              
DAX                         +1.88% a 12828 punti
SMI                          +0.23% a 9157 punti
FTSE MIB                  +0.73% a 22696 punti
S&P500                    +0.68% a 2519.36 punti
Nasdaq100               +0.79% a 5979 punti

Venerdì le borse europee sono state risucchiate verso l'alto. Hanno aperto sul minimo giornaliero e chiuso sul massimo - sono lentamente salite per tutta la giornata con un'accelerazione sul finale come se gli ultimi ribassisti avessero gettato la spugna. L'Eurostoxx50 ha raggiunto i 3594 punti (+0.88%). Le RSI sono in generale sopra i 70 punti (Eurostoxx50 a 73.56, DAX a 77.84 punti). Questo eccesso di rialzo deve essere riassorbito. I ribassisti devono però aver pazienza. Ci deve essere per lo meno una distribuzione di un paio di sedute prima che i venditori prendano coraggio. Senza una notizia negativa in grado di destabilizzare il mercato, é improbabile che le borse inizino a scendere lunedì. In generale gli analisti spiegano il rialzo delle borse europee con l'indebolimento dell'EUR. Noi non vediamo nient'altro che un consolidamento intorno agli 1.18 (cambio EUR/USD a 1.1818 dopo un minimo settimanale a 1.1717).

I rialzisti hanno dominato anche la seduta a New York. L'S&P500 ha aperto a 2510 punti e dopo una breve discesa a 2508 punti é salito costantemente fino alle 18.30 e ha raggiunto i 2518 punti. Poi per ore é rimasto fermo. Solo sul finale é salito a 2519 punti ed ha chiuso (+0.37% a 2519.36 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4026 su 2590, NH/NL a 1174 (come giovedì e in netto calo rispetto a mercoledì) su 177 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é a 9.51 punti (-0.04) e la CBOE Equity put/call ratio a 0.59 (MM a 10g a 0.64). Negli indicatori non vediamo nessun sostanziale cambiamento che aumenti o diminuisca le probabilità di una correzione. La tendenza dominate é al rialzo - il potenziale (rischio) di correzione a medio termine é a 2400 punti di S&P500 (-5%).

Commento del 29 settembre

Massimo per la fine del trimestre? Ipotesi con debole base statistica

Il lento rialzo delle borse continua e per gli analisti tecnici c'é poco da fare. Tentiamo di scorgere tra ipercomperato e lievi divergenze un possibile massimo intermedio ma per ora non appare nulla di concreto all'orizzonte. Gli indici salgono lentamente e costantemente con una sana rotazione tra settori. Le rotture al rialzo ed accelerazioni, come quella del Russell2000 (+0.27%) segnalata ieri, non sfociano in consolidameti o ritracciamenti - gli indici continuano semplicemente a salire. Gli investitori, alla disperata ricerca di temi d'investimento, vanno subito alla caccia del prossimo settore che potrebbe comportarsi alla stessa maniera - il miglior candidato al momento é il Nasdaq100 (-0.08% a 5933 punti). Tra accelerazione ed esaurimento finora é sempre l'accelerazione ad avere la meglio.
I tentativi di individuare dei massimi intermedi usando l'ipercomperato e l'eccesso di fiducia da parte degli investitori non portano a risultati concreti - sono però gli unici strumenti che ci restano a disposizione per tentare di anticipare un'inversione di tendenza. L'unica variante é quella di stare a guardare e confermare lo svolgimento di una correzione o un ribasso una volta che gli indici hanno già cominciato a scendere.
Ora gli indici più forti sono decisamente in ipercomperato con RSI sopra i 70 punti (DAX 72.91 punti, RUT 81.41 punti) o candele sui grafici al di fuori del limite superiore delle Bollinger Bands. In America gli investitori tornano ad essere molto ottimisti (VIX a 9.55 punti -0.32) e speculativamente  orientati al rialzo (CBOE Equity put/cal ratio a 0.52). Il Fear&Greed Index é a 79 punti. Sembra che ormai tutti sono saltati sul treno del rialzo - chi può ancora comperare e spingere i mercati più in alto? 
Tentiamo quindi di individuare un massimo intermedio - ieri abbiamo descritto un possibile obiettivo a 2520 punti di S&P500 (+0.12% a 2510.06 punti). Questo obiettivo potrebbe essere raggiunto oggi in occasione della fine del trimestre. Statisticamente questa ipotesi non ha molto fondamento - raramente il mercato é girato a fine mese - spesso all'inizio di un nuovo trimestre le borse salgono spinte dalla liquidità affluita sui conti risparmio che deve essere investita. Vediamo però se oggi cambia qualcosa. Questa serie di sedute poco volatili e leggermente positive sulle quali c'é poco da dire comincia ad annoiare ed irritare.

Ieri le borse europee sono ancora lievitate. I guadagni sono modesti ma significativi visto che i maggiori indici hanno toccato dei nuovi massimi mensili e stanno andando a caccia dei massimi annuali di maggio-giugno.
Il DAX ha chiuso vicino al massimo giornaliero a 12704 punti (+0.37%). La prossima resistenza si trova a 12800-12820 punti e potrebbe essere raggiunta senza consolidamenti o ritracciamenti intermedi malgrado l'evidente situazione di ipercomperato. Le Bollinger Bands lo permettono. L'Eurostoxx50 é salito a 3563 punti (+0.24%). Il FTSE MIB (-0.15% a 22587 punti) per una volta é stato frenato dalla passività del settore bancario (SX7E +0.11% a 137.38 punti) - può succedere e non é motivo d'inquietudine. Il ragionamento degli investitori é molto semplice: in Europa la BCE ha ancora il piede sull'acceleratore della politica monetaria e le valutazioni fondamentali sono inferiori a quelle americane. Non c'é quindi una ragione per impedire anche alle borse europee di andare a caccia di record ora che dal fronte politico, passate le elezioni in Germania, non ci sono segni di instabilità. Il referemdum sulla secessione della Catalogna dalla Spagna e le elezioni italiane sembrano non inquietare nessuno. Fino a quando la politica resta occupata con sé stessa non interferisce nell'economia.

In America la borsa ha guadagnato ancora un pò di terreno. I maggiori indici sono saliti, la tecnologia ha marciato sul posto (Nasdaq100 -0.08% a 5933 punti). L'S&P500 ha aperto invariato a 2506 punti, é sceso a 2503 punti di minimo per poi salire in maniera irregolare fino alle 20.00 su un massimo a 2510.81 punti. Dopo un ritracciamento di 3 punti l'S&P500 é risalito in chiusura a 2510.06 punti (+0.12%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3789 su 2740, NH/NL a 1174 su 274 e volume relativo a 1.0. Questa dell'S&P500 é la migliore chiusura della storia confermata da altri indici come il Russell2000 e il DJ Transportation (+0.46%). Il rialzo continua e per ora possiamo solo tentare d'indovinare dove potrebbe fermarsi. 

Stamattina le borse asiatiche sono leggermente in positivo come Europa e America ieri. Solo il Nikkei perde i -0.14%. Il future sull'S&P500 é a 2506 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3568 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Le premesse sono per una ripetizione della seduta di ieri.
Alle 16.15 parla Mario Draghi. Non pensiamo però che questo possa disturbare l'estasi nella quale si muovono momentaneamente gli investitori.

Commento del 28 settembre

Se malgrado premesse ideali la borsa americana non corregge significa che non correggerà

Ieri é stata una giornata positiva per le borse europee ed americana. L'Eurostoxx50 (+0.53% a 3555 punti) é salito su un nuovo massimo mensile. L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 2511.75 punti ed ha chiuso poco più in basso a 2507.04 punti (+0.41%). I nuovi massimi indicano che il rialzo é intatto e continua malgrado ipercomperato e eccesso di fiducia da parte degli investitori. Evidentemente la spinta monetaria resta abbastanza forte da combattere tutti gli argomenti  negativi provenienti da fondamentali e aspetti tecnici. L'indice delle piccole e medie imprese americane Russell2000 é passato d'un fiato dai 1350 punti di metà agosto al nuovo massimo storico di ieri a 1484 punti (+1.92%) - l'indice é ipercomperato (RSI a 80.63 punti) e la candela sul grafico si trova al di fuori delle ampie Bollinger Bands. Senza ragioni particolari l'indice ha guadagnato un +10% in 26 sedute. È evidente che gli investitori non sanno dove mettere i soldi che circolano in abbondanza. Ed allora comprano le correzioni e poi seguono il trend fino a quando fà senso - poi abbandonano la preda ricominciando il gioco da un'altra parte. Alcuni giorni fà la debolezza di Apple ha provocato un sensibile calo del Nasdaq100. Ancora prima del supporto a 5800 punti sono tornati i compratori. Il ragionamento é semplice. Se la borsa americana sale su nuovi massimo storici lo deve fare anche il Nasdaq100 (+0.96% a 5937 punti, massimo storico a 6012 punti). Dimenticando qualsiasi ragionamento legato ai fondamentali vedrete che questa assurda maniera di prendere decisioni d'investimento e giocare col mercato azionario funzionerà.
Polemiche a parte é evidente che le borse non vogliono correggere gli eccessi e quindi gli indici continuano a salire. I mercati obbligazionari ed i cambi (EUR/USD a 1.1735) hanno reagito ai segnali provenienti dalla FED americana che preannunciano un aumento dei tassi d'interesse a dicembre - le azioni invece no. Solo le azioni della banche si involano (SX7E +2.30% a 137.23 punti, BKX +1.63% e nuovo massimo annuale) sulla base del fatto che con tassi d'interesse più alti dovrebbero migliorare gli spreads e la redditività - il fatto che questo non avviene tra oggi e domani interessa poco agli algoritmi che prendono le decisioni d'investimento.

Eurostoxx50 e DAX (+0.41% a 12657 punti) hanno toccato dei nuovi massimi mensili. Il FTSE MIB italiano (+0.85% a 22622 punti), grazie alle azioni della società finanziarie, ha raggiunto un nuovo massimo annuale ed é a pochi passi dall'obiettivo a 22800 punti. Poiché il rialzo sembra infischiarsene di ipercomperato, eccesso di rialzo e modesta partecipazione é probabile che gli indici a corto termine debbano salire più in alto. L'America non corregge e l'Europa non vede nessuna ragione per farlo visto che i dividenti delle azioni sono superiori ai redditi delle obbligazioni. Ringraziamo Mario Draghi per questa assurda distorsione del costo del denaro che presto o tardi dovrà essere dolorosamente corretta.

L'S&P500 ha esordito forte a 2507 punti. All'inizio é sceso fino ai 2496 punti a chiudere il gap d'apertura. Poi é salito costantemente fino ai 2511.75 punti - nuovo massimo storico. La scusa é stata il piano di revisione fiscale di Donald Trump che casualmente é filtrato ai media ancora prima di arrivare in Parlamento. Sul finale l'S&P500 ha perso una manciata di punti ed ha chiuso a 2507.04 punti (+0.41%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4312 se 2364, NH/NL a 1581 (forte aumento!) su 340 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 9.87 punti (-0.30). Con il balzo di ieri l'S&P500 ha evitato un segnale di vendita da parte del MACD. L'indice non vuole correggere - la tendenza di fondo é al rialzo - a corto termine é possibile che l'S&P500 provi a salire fino ai 2520 punti (BB a 2452-2523 punti in restringimento) prima di doversi nuovamente fermare a consolidare.     

Stamattina il Nikkei guadagna il +0.54 - Shanghai é in calo del -0.1%. Il future sull'S&P500 é invariato a 2504 punti. Le borse europee devono scontare la buona seconda parte di sedute ieri sera a Wall Street e apriranno in positivo. L'Eurostoxx50 vale ora 3561 punti (+6 punti o +0.2% circa). Probabilmente oggi ci sarà una  giornata di pausa visto che difficilmente il cambio EUR/USD (1.1730) scenderà più in basso.

Commento del 27 settembre

Rimbalzo tecnico sulla tecnologia (Apple +1.72%) - buona rotazione tra settori (DJT +0.67% e nuovo massimo storico)

Anche ieri le borse europee hanno marciato sul posto. L'Eurostoxx50 ha terminato la giornata a 3536 punti (-0.04%). Questa pausa permette al mercato di riassordire l'ipercomperato di corto termine - d'altra parte gli indicatori di momentum ruotano (tipo MACD) e si apprestano a fornire un segnale di vendita. Bisogna quindi distinguere tra il sano consolidamento e la correzione. È normale che dopo una rottura al rialzo un indice torni verso il basso a testare la vecchia resistenza e nuovo supporto. Fino a quando questo calo avviene con modesti volumi e senza accelerazioni significa che il rialzo é intatto e deve presto o tardi riprendere. Questo sembra avvenire ora in Europa con l'Eurostoxx50 sopra i 3525 punti ed il DAX intorno ai 12600 punti. Il problema é che il mercato non é ancora riuscito ad assorbire l'ipercomperato come mostrano bene le RSI giornaliere che restano in vicinanza dei 70 punti. Questo significa che la pausa deve continuare o nell'immediato ci devono essere alcune sedute negative per "ripulire l'aria".
Il DAX (+0.08% a 12605 punti) tedesco é oscillato nel range delle precedenti sedute ed ha chiuso praticamente invariato. Quella di ieri é la migliore chiusura del mese di settembre ma la differenza é talmente piccola da essere insignificante. Il FTSE MIB (-0.18% a 22430 punti) ha avuto un'altra seduta negativa. Probabilmente la spinta di rialzo sul corto termine si é esaurita e ora l'indice deve fare una pausa come le altre borse europee. Come sapete riteniamo probabile un ritracciamento fino ai 22000 punti e non cambiamo idea.  La tendenza di fondo é al rialzo e quindi lo sviluppo più probabile in seguito é che l'indice ricominci a salire verso i 22800 punti. Dopo due sedute leggermente negative é però troppo presto per poter confermare questo scenario ideale. Notiamo unicamente l'assenza di pressione di vendita, volumi e accelerazioni - tutto questo suggerisce che il mercato sta semplicemente consolidando.
L'SMI (-0.29% a 9113 punti) é più ballerino. Come sapete nell'indice ci sono solo 20 azioni con 3 a dominare. Basta che una (Nestlé +1.79%) abbia un movimento particolare per falsare l'esito della seduta. La tendenza di fondo resta però visibile. L'SMI si muove in orizzontale intorno alla MM a 50 giorni a 9000 punti - trend di conseguenza neutro.

Ieri a Wall Street abbiamo osservato un rimbalzo da manuale della tecnologia. Dopo la pesante rottura al ribasso di lunedì ieri il Nasdaq100 é risalito fino a 5908 punti di massimo ed ha chiuso a 5881 punti (+0.24%). Il vecchioo supporto intermedio era a 5900 punti - la MM a 50 giorni scorre a 5910 punti. Questi due livelli sono stati testati dal basso ed ora il Nasdaq1000 può ricominciare (senza fretta) a scendere in direzione dei 5800 punti. L'S&P500 invece é rimasto immobile (+0.01% a 2496.84 punti). La debolezza della tecnologia viene compensata dalla forza del settore energia e da altri settori come i trasporti - ieri il DJ Transportation (+0.67%) ha raggiunto un nuovo massimo storico. L'S&P500 ha aperto sui 2500 punti e subito é salito sul massimo a 2503 punti. Per la chiusura in Europa l'indice é caduto sul minimo a 2495 punti. Nella seconda parte della giornata é risalito due volte a 2501 punti mentre sul finale é caduto a 2496.84 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3578 su 2999, NH/NL a 1188 su 274 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX resta bassa a 10.17 punti (-0.04) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.69.
Nell'immediato l'S&P500 ha ancora bisogno di consolidare - gli oscillatori segnalano ancora ipercomperato e questo deve essere riassorbito. Noi speriamo che questo processo avvenga attraverso una correzione in direzione dei 2400 punti. Al momento però i ribassisti non sembrano aver voglia di prendere l'iniziativa.

Anche stamattina non appare nulla di nuovo. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha perso il -0.24% - Shanghai sta guadagnando il +0.15%. Il future sull'S&P500 é a 2497 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3542 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.2%. Entro stasera non ci aspettiamo sostanziali variazioni.

Il cambio EUR/USD é sceso a 1.1780. Il consolidamento a 1.18-1.19 prosegue. La tendenza di fondo rimane rialzista ma potrebbe passare presto a neutra. Ieri per la prima volta da maggio il cambio é sceso sotto la MM a 50 giorni. C'é un forte supporto a 1.17 che dovrebbe reggere. La caduta sotto gli 1.18 però ci inquieta. Il cambiamento nella politica monetaria della FED, annunciato settimana scorsa, potrebbe interrompere definitivamente il rialzo del cambio EUR/USD. Strano che questa evidente reazione dei cambi non si sia verificata anche sui mercati azionari.

Breve commento del 26 settembre

Rottura al ribasso del Nasdaq100 - per il resto tutto tranquillo

Le elezioni in Germania non hanno destabilizzato le borse europee. Gli indici azionari si sono mossi nel range di venerdì scorso ed hanno chiuso praticamente invariati. Le borse sono salite la mattina e solo la debole apertura del settore tecnologico a Wall Street ha riportato le borse in pari. L'Eurostoxx50 ha terminato la giornata a 3537 punti (-0.10%). Il lieve calo di 4 punti é insignificante visto che l'indice é rimasto agevolmente sopra i 3525 punti ed é riuscito a compensare la debolezza del settore bancario (SX7E -1.30% a 134.12 punti).
Il DAX (+0.02% a 12594 punti) si é mosso come l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (-0.63% a 22389 punti) ha per una volta mostrato debolezza relativa. Non vediamo però nessun problema particolare e quindi dobbiamo imputare questa seduta negativa alla casualità. 
In America l'S&P500 é sceso a 2496.66 punti (-0.22%). L'S&P500 é ricaduto sotto la barriera psicologica dei 2500 punti. Questa seduta negativa ha fatto dei leggeri danni ma non ha provocato nessun segnale di vendita. Il primo supporto intermedio a 2490 punti é salvo malgrado il minimo giornaliero a 2488 punti. L'indicatore MACD sta girando ma al momento le due MM non si sono ancora incrociate. C'é stata un'ondata di vendita nel settore tecnologico. Tutti gli AGMAF hanno perso terreno - la caduta di Facebook (-4.5%) é stata particolarmente pesante. Il Nasdaq100 (-1.10% a 5867 punti) ha rotto il primo supporto intermedio a 5900 punti ed é caduto sotto la MM a 50 giorni. La fase di rialzo durata mesi é da considerarsi come terminata. Ora bisogna vedere se segue un semplice consolidamento sui 5800-6000 punti (questo é il range ormai valido da circa 2 mesi) o se invece inizia una correzione più ampia. Esiste una forte fascia di supporto intorno ai 5800 punti - il minimo ieri é stato di 5839 punti - l'indice ha chiuso lontano dal minimo. Nei prossimi giorni deve verificarsi un test del supporto. Per il momento però non sembra che il calo debba accelerare e si debba verificare una rottura al ribasso. La borsa americana é ancora stabile come mostra il rapporto A/D di ieri equilibrato a 3255 su 3362.
La volatilità VIX é salita solo a 10.21 punti (+0.42).

Stamattina i mercati sono nuovamente tranquilli. Il future sull'S&P500 é a 2495 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3534 punti. Le borse europee apriranno in leggero calo ma al momento non sembra che i ribassisti preparino un attacco e debba verificarsi una seduta decisamente negativa.Il vento sta cambiando ma per ora questo sembra solo bloccare il rialzo.
Restiamo però della ferma opinione che nelle prossime settimana le borse debbano scivolare verso il basso e svolgere una correzione minore con obiettivo indicativo a 2400 punti di S&P500.

Aggiornamento del 25 settembre

Angela Merkel avrà vita dura...

In Germania le elezioni politiche hanno fornito un risultato sorprendente. La CDU di Angela Merkel ha vinto ma con una percentale nettamente inferiore del previsto (33%). Il suo precedente alleato di governo, la SPD (socialisti) ha avuto un pessimo risultato (20.5%) e ha già dichiarato di volersi schierare all'opposizione. La FDP (liberali) (10.7%) rientra in parlamento e probabilmente formerà una coalizione di governo con la CDU. Tutti parlano però del successo del partito di estrema destra AfD (12.6%) che ha raccolto molti voti degli scontenti. Questi voti provengono soprattutto dalla CDU e dalla SPD. Rimangono i verdi che con il 8.9% dei voti costituiscono l'ago della bilancia. Probabilmente la Merkel dovrà formare una coalizione con FDP e Verdi per avere i numeri necessari per governare. Per raggiungere questo scopo dovrà fare parecchie concessioni. In parlamento si delinea una forte opposizione a sinistra (SPD, die Linke) e a destra (AfD) che nei prossimi anni animerà il dibattito politico in Germania.
Le borse reagiranno stamattina negativamente. L'Eurostoxx50 vale ora 3530 punti, il DAX 12562 punti. Le borse europee apriranno in calo del -0.4%. Vedremo se nel corso della giornata ci saranno ulteriori vendite o se le borse archivieranno l'esito delle elezioni tedesche con un'alzata di spalle. In teoria non c'é nulla da temere visto che Angela Merkel resta in sella. All'orizzonte riappare però lo spauracchio della destra populista.
Il future sull'S&P500 é a 2497 punti (-2 punti). Il Nikkei guadagna il +0.48% mentre la maggior parte delle borse asiatiche é in calo. Il cambio EUR/USD é a 1.1920 - l'EUR si é lievemente indebolito.
Vediamo se oggi ci sarà finalmente una seduta decisamente negativa - é possibile ma al momento poco probabile.

Commento del 23-24 settembre

Rialzo in America in stallo - nessun segnale d'inversione di tendenza malgrado le premesse ideali

L'obiettivo principale della nostra attività é quello di seguire le tendenza dei mercati finanziari e prevedere, sulla base dell'analisi fondamentale e soprattutto tecnica, quando gli indici azionari si trovano su dei massimi o su dei minimi significativi e stanno cambiando direzione e tendenza. Siamo in difficoltà quando non ci sono delle variazioni importanti negli indicatori da una settimana all'altra e ci troviamo costantemente di fronte alla stessa situazione. Da mesi la tendenza di fondo della borsa americana é debolmente al rialzo. Anche questa settimana possiamo confermare questa impostazione: il 65.3% delle azioni americane é sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 64.34. Una settimana fà eravamo convinti che finalmente dai 2500 punti di S&P500 potesse cominciare una correzione - esistevano tutte le premesse. L'indice é sopravvalutato ed ipercomperato, la partecipazione al rialzo é modesta sia qualitativamente che quantitativamente e gli investitori sono troppo ottimisti e speculativamente esposti al rialzo. Statisticamente i 30 giorni tra metà settembre e metà ottobre sono i peggiori dell'anno. Invece non é successo nulla malgrado il cedimento del settore tecnologico. L'S&P500 ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 2508 punti mercoledì ed é sceso dopo la riunione del FOMC al termine della quale la FED ha annunciato un cambiamento nella politica monetaria che nel futuro diventerà meno espansiva. Il termine sceso é però eccessivo visto che venerdì l'S&P500 ha chiuso a 2502.22 punti (+0.06%) ed il saldo settimanale rimane leggermente positivo di 2 punti.
E adesso? L'S&P500 é in stallo e gli indicatori di momentum stanno girando verso il basso - non hanno però fornito nessun segnale di vendita e nessun supporto é stato rotto. Anche il Nasdaq100 (-0.04% a 5932 punti) malgrado la perdita settimanale del -0.93% e la debolezza relativa non ha ancora rotto neanche il primo supporto intermedio a 5900 punti. Venerdì ha toccato un minimo giornaliero a 5911 punti ma poi é rimbalzato con decisione ed ha terminato la seduta 21 punti più in alto.
Riassumendo la nostra previsione non può che essere uguale a quella di settimana scorsa. Malgrado che notizie negative, punti tornanti e sedute della FED non siamo riuscite a scuotere la borsa americana dal torpore non possiamo che continuare ad aspettare pazientemente l'inizio di una dovuta e necessaria correzione.
Naturalmente, visto che la borsa americana non ha corretto, le borse europee nelle ultime 5 sedute hanno ancora guadagnato terreno. Poco ma in maniera significativa. Ora abbiamo un dilemma. Le borse europee sono in una fase di rialzo e sembrano ancora avere spazio verso l'alto ora che l'Eurostoxx50 (+0.06% a 3541 punti) ha superato la resistenza a 3525 ed é uscito al rialzo dal canale valido da luglio.
La borsa americana deve correggere. Le borse europee possono continuare a salire. Come si risolverà questa divergenza? Probabilmente alla stessa maniera come nelle ultime settimane. Fino a quando l'S&P500 starà fermo o guadagnerà una manciata di punti le borse europee saliranno ancora - esiste ancora un potenziale di un +1%/+2%. Poi cadrà tutto assieme.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.74% a 3541 punti              
DAX                         +0.59% a 12592 punti
SMI                          +1.20% a 9136 punti
FTSE MIB                  +1.36% a 22530 punti
S&P500                    +0.08% a 2502.22 punti
Nasdaq100               -0.93% a 5932 punti

Non abbiamo commenti riguardanti la seduta di venerdì in Europa. In generale gli indici hanno toccato dei nuovi massimi mensili ma hanno chiuso praticamente invariati. Il rialzo continua e possiamo solo attendere per vedere se un qualche indice si blocca su una resistenza e mostra segnali d'inversione di tendenza. Il DAX (-0.06% a 12592 punti) sembra bloccato sui 12600 punti ma non ha voglia di cambiare direzione. L'Eurostoxx50 (+0.06% a 3541 punti) ha confermato la rottura sopra i 3525 punti (malgrado che 16 punti siano pochi...) e ha toccato un nuovo massimo mensile a 3553 punti. Il FTSE MIB (+0.17% a 22530 punti) sembra voler salire tranquillamente e senza consolidare fino all'obiettivo a 22800 punti.

Dopo la seduta negativa di giovedì speravamo che venerdì l'S&P500 avesse un cedimento. Invece ancora una volta non é successo nulla. L'S&P500 si é mosso in 7 punti. È oscillato per tutta la giornata sui 2498 punti (minimo a 2496 punti) e sul finale si é impennato e ha chiuso a ridosso del massimo a 2502.22 punti (+0.06%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4292 su 2280, NH/NL a 972 su 300 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 9.59 punti (-0.08) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.77.
Gli investitori restano molto ottimisti. In una settimana l'S&P500 non ha fatto sostanziali progressi ed ora il momentum é in calo. Le premesse tecniche restano ideali per una correzione - restiamo in attesa e teniamo gli occhi aperti.

Durante il fine settimana ci sono le elezioni politiche in Germania. La CDU di Angela Merkel dovrebbe vincere con il 36% circa dei voti. L'unico aspetto interessante é sapere se la cancelliera Merkel potrà formare un governo di centro destra con FDP (liberali) e forse i verdi o se ci sarà una riedizione della grande coalizione con la SPD. La borsa preferirebbe la prima soluzione.
Probabilmente nelle ultime tre settimane la borsa é lievitata cercando di anticipare questo esito che promette stabilità al Paese e all'EU. Vedremo se lunedì ci sarà un mini rally per festeggiare o se ci saranno prese di beneficio.

Sono Vienna e tornerò a Zurigo solo martedì. È possibile che nei prossimi due giorni aggiornerò il sito in ritardo rispetto al solito e pubblicherò dei commenti sintentici. Mi scuso in anticipo per eventuali inconvenienti.

Commento del 22 settembre

Candela rossa e chiusura vicino al minimo - sta cambiando qualcosa ?

Ieri le borse europee hanno ripreso la loro corsa. Stimolati dal fatto che la riunione della FED non sembra aver provocato interferenze o sostanziali cambiamenti gli investitori hanno nuovamente comperato azioni. In pratica le borse si sono trovate automaticamente su dei nuovi massimi mensili senza nessuno sforzo. Mercoledì sera i futures a New York erano lievitati anche grazie alla collaborazione della forza dell'USD e ieri mattina gli indici hanno aperto già su nuovi massimi. L'Eurostoxx50 (+0.40% a 3539 punti) é finalmente uscito al rialzo dal canale 3400-3525 punti che valeva da inizio luglio. Il DAX (+0.25% a 12600 punti) ha fatto segnare la migliore chiusura mensile. Il FTSE MIB (+0.61% a 22491 punti) é continuato indisturbato a salire e ha raggiunto un nuovo massimo annuale - l'obiettivo a 22800 punti sembra a portata di mano.
A prima vista sembra che il rialzo delle borse possa continuare senza consolidamenti e ritracciamenti. Abbiamo però alcuni fondati dubbi. Il balzo di ieri puzza di manipolazione provocata sui futures e grazie al momentaneo indebolimento dell'EUR. Dopo il balzo iniziale non é successo più nulla e sono subito venuti a mancare ulteriori acquisti. L'Eurostoxx50 mercoledì sera alle 22.00 a New York valeva 3547 punti - il DAX 12639 punti. I massimi giornalieri ieri sono stati rispettivamente a 3546 e 12621 punti. Praticamente da mercoledì sera a ieri sera fino alla chiusura le borse europee sono scese - il mercato non é riuscito a confermare il balzo provocato ad arte sui futures. Riassumendo non siamo convinti che l'Eurostoxx50 abbia fatto una valida rottura al rialzo e il movimento di ieri é basato su deboli basi - mancano acquisti effettivi - si sono mossi solo i prezzi. Preferiamo attendere la chiusura settimanale prima di archiviare la nostra previsione di una correzione minore. In fondo le borse da lunedì sono salite ma i guadagni cumulati sono talmente magri che possono essere spazzati via in alcune ore.

Naturalmente il nostro scetticismo é alimentato anche da quanto abbiamo visto ieri sera a Wall Street. L'S&P500 ha avuto una seduta negativa - ha perso 7 punti ed ha chiuso a 2500.60 punti (-0.30%). La perdita é modesta e insignificante - nessun supporto é stato rotto. Sul grafico appare però una preoccupante candela rossa - significa che per la prima volta da giorni l'indice durante la seduta é sceso e ha terminato la giornata sul minimo giornaliero. La tecnologia (Nasdaq100 -0.65% a 5935 punti) sembra essere il tallone d'Achille del mercato azionari americano dopo aver fatto da locomotiva nel primo semestre dell'anno.
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2507 punti. Non ha attaccato il massimo storico a 2508 punti - é sceso nella prima ora di contrattazioni e ha toccato il minimo a 2499 punti. Poi é risalito fino a metà seduta a 2405 punti per poi tornare lentamente a scendere nella seconda parte della giornata. Ha chiuso poco sopra il minimo a 2500.60 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2598 su 3954, NH/NL a 901 su 277 e volume relativo a 0.95. Nei commenti nessuno lancia l'ipotesi di una correzione - tutti sono dell'idea che si tratti di un normale consolidamento prima della ripresa del rialzo. Questa attitudine appare anche negli indicatori di sentiment - la VIX é scesa (!) a 9.67 punti (-0.11) mentre la CBOE Equity put/call ratio é a 0.66. Ora bisogna fare molta attenzione - troppi stanno speculando al rialzo e nessuno é pronto per una correzione. Se l'S&P500 scende sotto i 2490 punti dovrebbero verificarsi ulteriori vendite causate da stop loss e traders long presi di sorpresa. A questo punto il volo sopra i 2500 punti sarebbe terminato ed inizierebbe la fase correttiva da noi attesa. Vediamo cosa succede oggi. Venerdì scorso l'S&P500 aveva terminato la settimana a 2500 punti - finora il saldo settimanale é in pari...

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei ha perso il -0.21% - Shanghai copia il Giappone ed é al momento in perdita del -0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2495 punti (-6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3534 punti- le borse europee apriranno in leggero calo. La giornata si preannuncia interessante. Vediamo se anche in Europa qualcuno comincia a vendere o se invece il mercato resta fermo o riesce addirittura a fare ulteriori progressi. Da settimane i ribassisti non hanno molte soddisfazioni - forse anche oggi non riusciranno a combinare nulla.

Commento del 21 settembre

La FED frena lentamente - l'USD ed i tassi d'interesse salgono - l'S&P500 resta fermo - per assurdo balzano le borse europee

La Banca Centrale americana ieri sera ha lasciato i tassi d'interesse invariati - i FED Funds, che servono da riferimento, continuano a rendere un 1%-1.25%. Considerando che l'inflazione é attualmente del +1.5% la politica monetaria americana resta espansiva. La FED però da ottobre comincerà a ridurre la somma di bilancio che con gli acquisti del QE é lievitata negli ultimi anni a 4500 Mia di USD. La FED ha previsto quest'anno ancora un aumento dei tassi d'interesse a dicembre e altri 3 nel 2018. Le sue previsioni presentate ieri sera si sono spinte fino al 2020 - nel 2018 e 2019 la crescita economica dovrebbe essere del 2% per scendere a 1.8% nel 2020.
Il linea di massima lo scenario presentato ieri sera da Janet Jellen e colleghi non ha sorpreso e corrisponde alle stime degli analisti. A livello psicologico costituisce però un importante segnale visto che la FED, come prima Banca Centrale al mondo, sta cambiando direzione e pianifica una politica monetaria più restrittiva.
La reazione dei mercati finanziari é stata contenuta. L'USD si é rafforzato ed i tassi d'interesse di mercato sono saliti. La borsa ha ceduto ma ha poi recuperato - l'S&P500 ha toccato un minimo giornaliero a 2496 punti ed ha chiuso con un guadagno di 1 punto a 2508.24 punti (+0.06%). In apertura di seduta ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 2508.85 punti.
Il cambio EUR/USD ha perso 1 cts e stamattina si trova a 1.1880 - per assurdo sono state le borse europee ad approfittare di questo cambiamento. Gli algoritmi hanno reagito al calo del cambio del -1% con un balzo di circa il +0.5% dei futures sugli indici azionari europei. L'Eurostoxx50 (-0.16% a 3525 punti) alle 22.00 valeva 3547 punti, Il DAX (+0.06% a 12569 punti) era teoricamente salito a 12639 punti. Sembra che stamattina le borse europee confermeranno all'apertura dei mercati questi guadagni.

È evidente che ieri le borse non hanno ceduto e non hanno cominciato a correggere - da questo punto di vista siamo delusi. La seduta di ieri, a livello di analisi tecnica, non ci ha detto nulla di nuovo e non necessita di grandi commenti specialmente in Europa. Le borse europee sono rimaste ferme - sono oscillate in pochi punti in attesa della decisione della FED. Bisogna però vedere cosa succede nei prossimi giorni, quando investitori, analisti ed operatori avranno digerito questa nuova situazione, prima di poter affermare con convinzione cosa succederà nelle prossime settimane. La costellazione generale continua a favorire la variante di una correzione minore fino a metà ottobre.

A Wall Street c'é stata la solita estenuante e noiosa seduta leggermente positiva con un nuovo marginalissimo massimo storico dell'S&P500 a 2508.85 punti. L'indice ha aperta salendo subito su questo massimo - poi é sceso un paio di punti ed ha atteso le 20.00 oscillando sopra i 2505 punti. Dopo il comunicato della FED l'S&P500 é sceso stancamente e senza pressione di vendita fino ai 2496 punti di minimo. Infine ha recuperato ed ha chiuso praticamente invariato a 2508.24 punti (+0.06%). Il Nasdaq100 (-0.29% a 5973 punti) ha avuto un cedimento causato dalla debolezza di Apple (-1.68%) - come il resto del mercato ha però chiuso ampiamente sopra il minimo a 5927 punti. La tecnologia non corregge ma il Nasdaq100 non riesca a svettare sopra i 6000 punti. L'uscita da questa situazione di stallo dovrebbe dare la direzione anche al resto del mercato. La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 3541 su 3062, NH/NL a 1190 su 279 e volume relativo a 1.05. la volatilità VIX é scesa a 9.78 punti (-0.40) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.61 - almeno per quel che riguarda il sentiment sussistono ampiamente le premesse per una correzione della borsa.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha guadagnato il +0.20%- Shanghai é al momento in pari. Il future sull'S&P500 é a 2502 punti (-3 punti). Le borse europee apriranno in positivo ma decisamente sotto i valori raggiunti ieri sera alle 22.00 - l'Eurostoxx50 vale ora 3539 punti (tra i 3525 punti della chiusura ufficiale ed i 3547 delle 22.00). Sarà importante osservare le prime ore di contrattazioni. Se l'Eurostoxx50 ricomincia a salire é probabile che il consolidamento non ci sia ed il rialzo continui senza pause al piccolo trotto. Noi però pensiamo che il mercato si fermerà o si sgonfierà tornando lentamente in pari.
Dopo mesi di mercati positivi gli investitori stanno scontando uno scenario ideale e dovrebbero cominciare a chiedersi per quale ragione le azioni, già molto care, dovrebbero aumentare ancora di valore.
Questo fine settimana ci sono le elezioni in Germania - la vittoria di Angela Merkel é sicura - l'unica domanda riguarda la futura composizione del governo. Probabilmente fino a settimana prossima il DAX manterrà un'intonazione positiva.

Commento del 20 settembre

Calma surreale

Ieri sera l'S&P500, dalle 18.00 fino alle 22.00 non si é mosso - é rimasto fermo sui 2506 punti e ha terminato la giornata a 2506.65 punti (+0.11%) a due punti dal massimo storico. Per i traders era una situazione surreale - gli investitori invece probabilmente non se ne sono accorti. Si é trattata della solita seduta leggermente positiva - una delle tante che hanno costellato questo strano 2017 da record. Noi, che aspettiamo da settimanae l'inizio di una correzione che elimini un pò di ipercomperato e riporti gli investitori alla realtà di un mercato che può muoversi in due direzioni, siamo rimasti attoniti a guardare. Per il momento non vediamo niente di nuovo. Neanche la tecnologia riesce più a trascinare i listini - il Nasdaq100 ieri ha guadagnato il +0.17% a 5991 punti. L'indice é però rimasto ancora una volta sotto i 6000 punti. La barriera sembra invalicabile - il Nasdaq100 rimane però appiccicato a questo livello senza dare l'impressione di voler partire nella direzione opposta.
Per l'analisi tecnica la seduta di ieri a Wall Street, tranne che per la passività degli indici, é stata insignificante. L'S&P500 si é mosso in soli 4 (!) punti ed ha guadagnato 3 punti. La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3480 su 3082, NH/NL a 1043 (in calo) su 261 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ferma a 10.18 punti (+0.03) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.67. Il Fear&Greed Index é salito a 81 punti. Stasera alle 20.00 termina la riunione del FOMC, il comitato della FED incaricato di analizzare lo sviluppo dell'economia e decidere la politica monetaria. Oggi il FOMC dovrebbe comunicare la sua strategia per ridurre la somma di bilancio e eliminare lentamente tutti quei titoli di Stato comprati negli ultimi anni nell'ambito del QE. Speriamo che questo evento possa dare una scossa ai mercati e dare inizio alla prevista correzione. Il cambio EUR/USD (1.2010) é nuovamente lievitato sopra gli 1.20, segno evidente che gli investitori si stanno posizionando in vista di una dichiarazione accomodante. 

Abbiamo cominciato il commento odierno dall'America - un chiaro segnale che precedentemente in Europa non é successo nulla di importante. In effetti gli indici azionari si sono mossi poco e nel range delle precedenti giornate e hanno terminato la giornata praticamente invariati. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3531 punti (+0.13%) - da l'impressione di voler lievitare sopra la resistanza a 3425 punti ma 6 punti di differenza sono troppo pochi per poter parlare di rottura al rialzo e sicura continuazione del movimento. Il DAX (+0.02% a 12561 punti) é rimasto fermo. Il FTSE MIB ha ancora una volta mostrato la sua buona forma andando a chiudere sul massimo giornaliero e nuovo massimo annuale a 22425 punti - il guadagno di 60 punti (+0.27%) non é sostanzioso ma il grafico é costruttivo e la tendenza di fondo resta saldamente rialzista. Questo non cambia nulla alla nostra previsione a corto termine di un consolidamento e ritracciamento fino ai 22000 punti.

Oggi c'é poco da dire - approfittiamo dell'occasione per una precisazione. Non siamo negativi per le borse. Siamo unicamente spaventati dalle alte valutazioni e siamo convinti che esista un eccesso di rialzo che deve essere assorbito attraverso una correzione. A corto termine gli indici devono scendere - a medio termine restiamo però costruttivi e non vediamo negli indicatori un rischio di ribasso. Fino a quando le Banche Centrali perseguiranno una politica monetaria espansiva e continueranno a comperare obbligazioni ed azioni é difficile e improbabile che la bolla speculativa scoppi. Per questa ragione é importante analizzare le dichiarazioni della FED di stasera. Si potrebbe cominciare a capire come le Banche Centrali intendano uscire da questo vicolo cieco.

Stamattina regna la calma. Il Nikkei ha chiuso in pari, Shanghai sta salendo del +0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2503 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3525 punti - le borse europee apriranno in leggero calo - dovrebbero oscillare in pochi punti e chiudere stasera praticamente invariate. Poi vedremo se le decisioni