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Commento del 18 settembre

Donald Trump rovina la fase finale del rialzo con ulteriori sanzioni commerciali contro la Cina

Questa doveva essere una settimana di rialzo che doveva culminare venerdì su un massimo significativo. È purtroppo iniziata male. Le borse europee sono vacillate ma si sono salvate con una performance neutra o leggermente negativa (Eurostoxx50 +0.04% a 3346 punti). In America c'é stata invece un'ondata di vendite nel settore tecnologico (Nasdaq100 -1.47% a 7434 punti) che ha provocato una seduta moderatamente negativa (S&P500 -0.56% a 2888.80 punti). Questa seduta negativa non ha fatto danni al trend che resta al rialzo - ha però interrotto la serie di sedute positive che doveva sfociare in un massimo significativo ed in euforia. Per il momento non abbiamo uno scenario diverso o migliore. Pensiamo che dopo il 21 settembre debba iniziare una sostanziale correzione fino a circa la metà di ottobre. Adesso però non sappiamo cosa potrebbe succedere nelle prossime 4 sedute. Ieri sera Donald Trump ha annunciato ulteriori dazi commerciali punitivi su 200 Mia di USD di merci importate dalla Cina. La misura era nell'aria ma gli investitori hanno reagito negativamente - molto probabilmente questa é una reazione all'eccesso di ottimismo che avevamo riscontrato giovedì e venerdì nei dati sul sentiment. Ieri gli indici azionari americani hanno chiuso sui minimi e con volumi in aumento - normalmente questo ha una continuazione verso il basso. Se oggi come sembra le borse non salgono é molto improbabile che l'S&P500 possa poi impennarsi fino ai 2950-2975 punti entro venerdì. L'alternativa potrebbe essere un fallito tentativo di migliorare i massimi storici (2916 punti di S&P500) prima della grande correzione.
L'Eurostoxx50 (+0.04% a 3346) ha chiuso ieri sera praticamente in pari grazie al sostegno del settore bancario (SX7E +1.19% a 108.16 punti). Tecnicamente non c'é nulla di nuovo. A breve l'Eurostoxx50 può salire più in alto ma non di molto (25-30 punti?). A medio termine il quadro complessivo é preoccupante (MM in calo e ondate di ribasso con massimi a minimi discendenti) e un nuovo minimo annuale in autunno sembra inevitabile.
Lo stesso vale per il DAX (-0.23% a 12096 punti). La giornata di ieri ha lasciato una candela bianca sul grafico e ha provocato una perdita di 28 punti con volumi in calo. Mischiando il tutto abbiamo una seduta neutra che non ci dice nulla di nuovo sulle intenzioni del mercato. I modesti volumi di titoli trattati ci dicono che non c'é ancora ragione per preoccuparsi. Lo scenario più probabile a breve é una continuazione del rialzo come suggerisce il segnale d'acquisto del MACD. Il quadro generale con MM a 50 e 200 giorni in calo é però negativo - a medio termine ci aspettiamo una caduta del DAX su un nuovo minimo annuale.
La borsa italiana si é mossa controcorrente (FTSE MIB +1.08% a 21111 punti). Il governo guadagna di credibilità a livello internazionale, lo spread scende e i titoli bancari hanno avuto un rally che ha trascinato il listino e l'indice. La borsa italiana mostra forza relativa ma é difficile dire se il movimento é sostenibile visto che finora gli investitori reagiscono solo in maniera emozionale e non sulla base dei fatti. L'economia italiana boccheggia e finora il governo ha fatto poco per aiutarla. Vedremo. Avevamo previsto un rimbalzo fino ai 21250 punti - per ora non possiamo che mantenere questa previsione visto che non é stata ancora confutata dallo sviluppo del mercato e della situazione tecnica. 

Speravamo che ieri l'S&P500 potesse attaccare il massimo storico a 2916 punti. Invece dopo l'apertura a 2904 punti sono subito arrivate le vendite ad eliminare questa possibilità. L'indice é sceso ad ondate regolari fino al minimo a 2886 punti e solo sul finale é rimbalzato lievemente a 2888.80 punti (-0.56%). A corto termine l'indice é bloccato tra gli 2864 ed i 2916 punti - il massimo discendente di venerdì a 2905 punti da a breve un leggero vantaggio ai ribassisti. Molto più interessante é la situazione tecnica del Nasdaq100 (-1.47% a 7434 punti). Ieri le vendite degli investitori retail hanno travolto Apple (-2.66%) e Amazon (-3.15). Il Nasdaq100 si é adagiato sulla MM a 50 giorni a 7424 punti che come sapete funge da maggio da supporto. Tutti sono convinti che l'indice debba ripartire al rialzo dal settore 7400-7424 punti  - troppi traders sono speculativamente long. Potrebbe ora realizzarsi quello che abbiamo auspicato una settimana fà - una falsa rottura al ribasso per togliere di mezzo gli speculatori e dare via libera all'ultima spinta di rialzo. L'unico problema é che ora sembriamo in ritardo per poter completare il rialzo entro venerdì...
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2555 su 4449, NH/NL a 472 su 741 (di nuovo un rapporto negativo con una netta espansione dei nuovi minimi) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é balzata a 13.68 punti (+1.61) e la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.64 - i dati sul sentiment suggeriscono che si sta verificando una delle tante correzioni intermedie e minori che hanno costellato quest'anno. Questo non ci piace poiché la conseguenza é che dopo ci sarà ancora un'altra debole spinta di rialzo senza un cambiamento nel ritmo e nel trend.

Stamattina presto il future sull'S&P500 era in calo a 2893 punti (-3 punti) - ora il mercato sembra girare - il future sale a 2898 punti (+2 punti). Anche il cambio EUR/USD reagisce con un balzo a 1.1715. L'Eurostoxx50 vale ora 3345 punti. Le borse europee apriranno in pari o in leggero calo. Forse oggi ci sarà una seduta di pausa e consolidamento. Il nostro scenario di un massimo significativo entro venerdì non é ancora da buttare.
La ragione del cambio d'umore é la buona reazione delle borse asiatiche - il Nikkei guadagna il +1.44% e Shanghai segue con un +1.3%.
Oggi alle 10.15 Mario Draghi tiene un discorso. Speriamo che limiti i suoi commenti all'economia e alla politica monetaria senza immischiarsi nella situazione politica dei singoli Paesi dell'UE - non é il suo compito.

Aggiornamento del 17 settembre

Investitori preoccupati dalle conseguenze del conflitto commerciale tra Cina a Stati Uniti.

Gli Stati Uniti sono stati colpiti dall'uragano Florence. In Asia é stato il tifone Mangkhut a seminare morte e distruzione. Non sono però questi i motivi che spingono le borse stamattina al ribasso. Gli investitori sono piuttosto preoccupati dal fatto che Cina e Stati Uniti continuano a litigare e non trovano un accordo commerciale. Oggi Donald Trump dovrebbe annunciare ulteriori dazi punitivi su 200 Mia di merci importate dalla Cina. La risposta del gigante asiatico non dovrebbe tardare.
Le statistiche confermano quello che molti economisti temevano ed avevano previsto. La riforma fiscale statunitense, che favorisce il rimpatrio dei capitali delle imprese depositati all'estero, non sta provocando un aumento degli investimenti ma piuttosto un incremento degli acquisti di azioni proprie. Questa probabilmente é una delle ragioni del rialzo della borsa americana da inizio anno e dell'evidente forza relativa del mercato azionario statunitense. Uno sviluppo malsano.
Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Giappone é in festa (giornata del rispetto per gli anziani) mentre a Shanghai la borsa perde il -1%. Il future sull'S&P500 é a 2906 punti (-5 punti) - da oggi consideriamo il contratto a scadenza dicembre visto che quello di settembre scade venerdì. L'Eurostoxx50 vale ora 3335 punti - le borse europee apriranno in calo di circa il -0.4%. Durante la giornata speriamo in un recupero. Per concretizzare la nostra ipotesi di un massimo significativo delle borse entro venerdì non deve partire adesso una correzione intermedia.

Commento del 15-16 settembre

Massimi storici in America ma per il resto c'é poco da rallegrarsi

Si parla molto di bull market e dei nuovi massimi storici degli indici azionari americani - probabilmente settimana prossima l'S&P500 (+0.03% a 2904.98 punti) raggiungerà un nuovo record e questo evento sarà riportato con ampio clamore dai media. La maggior parte degli investitori però non vedono dei consistenti guadagni nei loro portafogli e sono frustrati. La ragione é semplice - basta guardare la lista degli indici azionari delle maggiori piazze finanziarie mondiali e analizzare la performance da inizio anno (cliccando su Prestazione). Notiamo che solo in America e nel settore tecnologico sono stati realizzati dei lauti guadagni. Per il resto il quadro é deludente. Le borse europee da inizio hanno sono generalmente in calo (Eurostoxx50 -4.48%), il Nikkei giapponese é quasi in pari (+1.48%), la Cina é un disastro (Shanghai -18.91%) e i mercati emergenti boccheggiano. In certi paesi appaiono dei segni positivi come nel caso dell'India ma spesso questi guadagni vengono cancellati da una forte svalutazione della moneta. Per un portafoglio in EUR era difficile guadagnare soldi con una strategia passiva a bilanciata se non si aveva la fortuna di aver effettuato una scelta oculata delle società sulle quali investire. I tassi d'intesse sono bassi e in leggero aumento - questo significa che la performance del comparto obbligazionario é praticamente in pari - il reddito fornito dagli interessi viene cancellato dal calo del valore dell'obbligazione. Il total return del Bund da inizio anno é di circa il +0.4%.
In fondo il concetto di selettività vale anche per gli Stati Uniti. Chi possiede un ETF sull'S&P500 ha avuto nel 2018 in USD una performance del +8.65% - chi però é rimasto investito in singoli titoli doveva possedere i grandi nomi della tecnologia (Nasdaq Composite +16.03%) o una buona selezione di piccole e medie imprese (Russell2000 +12.17%). Chi invece aveva scelto i grossi nomi del DJ Industrial é fermo ad un +5.81% che scende ad un +0.45% per il NYSE Composite. Da mesi i problemi della borsa americana restano quelli della partecipazione e della valutazione fondamentale oscenamente alta. Considerando la lunghezza del ciclo economico e i fondamentali é difficile consigliare ancora adesso di comperare la borsa americana malgrado che la tendenza di fondo resta saldamente al rialzo (47.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 58.34). Cosa si può dunque fare per migliorare la performance del portafoglio negli ultimi 3 mesi e mezzo del 2018? Se non siete disposti a speculare short praticamente niente. Settimana prossima il rialzo di corto termine iniziato nella settimana appena conclusasi deve già terminare. La nostra previsione resta quella di un nuovo massimo storico dell'S&P500 per il 21 settembre sui 2950-2975 punti. Ancora una volta il rally é trascinato dalla tecnologia. Le borse europee seguiranno. I cicli, lo sviluppo degli indicatori e l'aspetto stagionale favoriscono in seguito lo sviluppo di una sostanziale correzione fino a circa metà ottobre. Se volete guadagnare dovete settimana prossima posizionarvi short sui mercati azionari.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.63% a 3344 punti
DAX                         +1.38% a 12124 punti
SMI                          +1.43% a 8970 punti
FTSE MIB                  +2.14% a 20885 punti
S&P500                    +1.16% a 2904.98 punti
Nasdaq100               +1.55% a 7545 punti

La seduta di venerdì ha confermato quanto già osservato e affermato nel corso della settimana. Le borse europee hanno aperto la mattina con un guadagno di circa il +0.4% e sono riuscite a difendere questa plusvalenza fino a sera. DAX (+0.57% a 12124 punti) e Eurostoxx50 hanno fatto registrare la migliore chiusura settimanale - dopo due settimane negative finalmente gli indici sono risaliti. Non importa se si parla di rimbalzo o di rialzo di corto termine - il potenziale é modesto (ca. +2%) e il movimento dovrebbe esaurirsi nel corso di settimana prossima. Formalmente si tratta di un rimbalzo visto che la tendenza di fondo resta al ribasso. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica che usiamo per il trading a medio termine resta saldamente su sell con valori intorno ai 25 punti (sotto i 50 punti é negativo). Il FTSE MIB (+0.19%) é ancora in balia dell'incertezza politica ma i dati economici e l'analisi tecnica parlano chiaro - indice a medio termine à destinato a scendere su un nuovo minimo annuale.
L'SMI svizzero (+0.11% a 8970 punti) é bloccato sotto i 9000 punti che sembra l'obiettivo di questa spinta di rialzo a corto termine. Se settimana prossima il rialzo in Europa continua anche la Svizzera deve seguire. La situazione tecnica con i possibili scenari a corto termine restano quelli descritti nel commento di lunedì.

La seduta a Wall Street é stata deludente. Le premesse erano per un'altra giornata di rialzo ma il mercato si é bloccato forse a causa dei disastri provocati dall'uragano Florence o dall'eventualità di una esclazione nel conflitto commerciale tra USA e Cina.
L'S&P500 si é mosso in soli 13 punti, ha aperto e chiuso sullo stesso livello e praticamente in pari (+0.03% a 2904.98 punti). Il doji sul grafico segnala che il mercato ha fatto una pausa. Una continuazione del rialzo é lo scenario più probabile. Prese di profitto sulla tecnologia (Nasdaq100 -0.21% a 7545 punti) sono state compensate da guadagni sulle PMI (Russell2000 +0.47%). La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3574 su 3400, NH/NL a 585 su 548 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 12.07 punti (-0.30) mentre la CBOE Equity put/call ratio era a 0.58 (MM a 10 giorni a 0.61). Come sapete per un massimo significativo ci vuole un pò di euforia e gli indicatori di sentiment si stanno sviluppando la direzione auspicata.
Venerdì 21 scadono i derivati di settembre - sarà una grande ed importante scadenza trimestrale. Spesso questo corrisponde ad un minimo o un massimo delle borse - in questo caso non può essere che un massimo. Gli oscillatori mostrano che nelle prossime 3-5 sedute i maggiori indici azionari dovrebbero essere nuovamente ipercomperati. La RSI sull'S&P500 é già salita a 64.14 punti. Combinando tutti questi fattori non possiamo che confermare la nostra previsione di un nuovo massimo storico dell'S&P500 entro la fine della settimana prossima sui 2950-2975 punti. La prossima correzione rischia di essere seria - ci immaginiamo una discesa dell'S&P500 fino ai 2750 punti circa - questa però non rappresenterà la fine del bull market.

Commento del 14 settembre

L'S&P500 sale verso un nuovo record storico - massimo definitivo entro il 21 settembre ?

Nel commento di inizio settembre (1-2) avevamo fatto questa previsione che abbiamo mantenuto e seguito fino ad oggi: "... non sappiamo se l'S&P500 può ripartire al rialzo già dai 2900 punti o se deve svolgere una correzione minore fino ai 2870 punti prima di andare a caccia di un nuovo record storico. In fondo questo non é molto importante. Sappiamo però che questo rialzo non é finito e teoricamente l'S&P500 può salire fino a metà settembre fino ai 3000 punti prima che il movimento si esaurisca nell'euforia generale." Dopo due settimane possiamo fare un consuntivo - l'S&P500 ha completato la correzione sui 2870 punti (ha toccato un minimo il 7 settembre a 2864 punti ma non ha mai terminato una seduta sotto i 2870 punti). Ora ha definitivamente ripreso il rialzo - ieri sera ha chiuso a 2904.18 punti (+0.53%). Molto probabilmente deve esaurire la spinta nel corso di settimana prossima - il termine ideale é il 21 settembre, giorno di scadenza dei derivati. Sarà difficile che l'S&P500 possa accelerare fino ai 3000 punti poiché non vediamo emergere una particolare forza d'acquisto - é sempre la tecnologia a trascinare il movimento (Nasdaq100 +0.98% a 7561 punti). Durante le fasi di rialzo quest'anno l'S&P500 ha guadagnato in media un +1.5% in una settimana. Potrebbe quindi salire ancora una sessantina di punti fino ai 2950-2975 punti. Le borse europee sembrano voler seguire a distanza. In linea di massima prevediamo in seguito una profonda correzione fino a metà ottobre - ne riparleremo nell'analisi del fine settimana.

Ieri l'attenzione degli investitori era concentrata sull'esito delle riunioni della Bank of England e della Banca Centrale Europea. Entrambe hanno lasciato i tassi d'interesse invariati. La BCE ha confermato che a fine anno le operazioni di acquisto di titoli di Stato nell'ambito del QE cesseranno e che non prevede aumenti del costo del denaro prima della fine del 2019. Come d'abitudine le borse sono lievitate prima degli annunci e della conferenza stampa di Mario Draghi. Poi si sono sgonfiate. L'Eurostoxx50 dai 3326 punti di mercoledì é salito alle 13.30 fino a 3354 punti - poi é tornato a 3333 punti (+0.21%). Il DAX si é comportato in maniera simile (+0.19% a 12055 punti). Malgrado il buon comportamento del settore bancario europeo (+1.06% a 106.36 punti) la borsa italiana ha perso terreno (FTSE MIB -0.56% a 20846 punti). Mario Draghi durante la conferenza stampa ha criticato il governo italiano colpevole di fare troppe dichiarazioni contraddittorie che hanno fatto danni alla credibilità internazionale. In risposta ad una domanda Draghi ha affermato di aspettare una versione definitiva del budget 2019 prima di poter dire quali potrebbero essere le conseguenze sui tassi d'interesse e sullo spread - concordiamo appieno.
Non sappiamo per quale ragione il cambio EUR/USD é schizzato a 1.1695. La reazione però non ci dispiace. Come sapete noi siamo convinti che l'USD non deve rafforzarsi contro EUR - non crediamo per niente ad una crisi dell'EUR ed una possibile caduta a medio termine del cambio sulla parità. Tecnicamente siamo convinti che il range 1.15-1.18 sarà valido ancora per parecchio tempo. Poiché la crisi di agosto non ha provocato un ribasso del cambio ma solo una fugace caduta a 1.13, é probabile che l'uscita dal trading range avvenga nel futuro al rialzo.

La seduta a New York é stata decisamente positiva e questo é in parte una sorpresa. Non pensavamo che il mercato azionario americano fosse già pronto a partire al rialzo - credevamo che il consolidamento sui 2870 punti di S&P500 dovesse durare ancora fino ad oggi. In fondo però questo non é molto importante.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2900 punti. L'indice é salito dapprima sul massimo giornaliero a 2906.76 punti ed é poi sceso sul minimo a 2896 punti. Il gap é rimasto aperto e questo ha determinato l'esito della seduta. L'S&P500 é oscillato per ore sui 2900 punti e ha chiuso a 2904.18 punti (+0.53%). La presentazione dei nuovi prodotti di Apple (+2.42%) ha convinto consumatori e investitori e ha provocato ulteriori acquisti sulla tecnologia. Per il resto la seduta non ha nulla di impressionante malgrado che l'S&P500 si trova nuovamente a 12 punti dal massimo storico del 29 agosto a 2916 punti.
La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 3970 su 3036, NH/NL a 616 su 577 e volume relativo a 1.0. A livello di sentiment notiamo già un pericoloso ritorno all'eccesso di ottimismo (VIX a 12.37 punti (-0.77), CBOE Equity put/call ratio a 0.50) - speriamo che questo non provochi un'altra correzione intermedia ma sia un passo in direzione di quella attesa euforia che dovrebbe sfociare settimana prossima in un massimo significativo e forse definitivo.

Stamattina ci sono le premesse per una chiusura settimanale positiva. Il Nikkei guadagna il +1.19% - Shanghai sale del +0.1%. Il future sull'S&P500 é a 2907 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 viene quotato in pre borsa a 3345 punti (+12 punti) - le borse europee inizieranno le contrattazioni con guadagni intorno al +0.4%. Dovrebbero riuscire a difendere questa plusvalenza fino a stasera - potrebbero anche incrementarla se l'America collabora.

Commento del 13 settembre

Il rialzo non vuole (ancora) partire


Ieri Europa ed America si sono scambiate i ruoli - l'Europa (Eurostoxx50 +0.45% a 3326 punti) ha tirato la volata - l'America (S&P500 +0.04% a 2888.92 punti) ha frenato. Il risultato finale é lo stesso - il rialzo non riesce a svilupparsi e per saldo le borse nelle ultime 5 sedute hanno marciato sul posto e continuano a consolidare.
A dire il vero il risultato della seduta di mercoledì inganna. Le borse europee hanno trascorso gran parte della giornata senza combinare nulla. Verso le 16.30 i maggiori indici azionari erano ancora in pari. Poi la borsa americana é decollata e come al solito l'Europa, senza riflettere e per istinto, ha seguito. L'S&P500 alle 17.30 ha toccato il massimo giornaliero a 2894 punti - questo ha permesso alle borse europee di chiudere in guadagno e vicino al massimo giornaliero. Non bisogna farsi però ingannare da questa chiusura positiva. L'S&P500 si é nel corso della giornata sgonfiato e di conseguenza stamattina, invece che proseguire il rialzo, le borse europee apriranno in calo. Eurostoxx50 (+0.45% a 3326 punti) e DAX (+0.52% a 12032 punti) negli ultimi giorni hanno eliminato l'ipervenduto, hanno formato base  e danno l'impressione di voler ripartire verso l'alto. La realtà é però che i progressi sono veramente modesti e fatichiamo a trovare un settore "forte" in grado di trascinare un rialzo di corto termine. Ieri il settore delle banche europee (SX7E -0.25% a 105.24 punti) ha perso terreno. Ci troviamo in una situazione ancora senza via d'uscita. Gli indici azionari europei salgono quando scendono i tassi d'interesse (Bund +0.19% a 159.63 punti) - se scendono i tassi d'interesse si indebolisce il settore finanziario. A corto termine le borse europee hanno fatto solida base - il DAX si é stabilizzato sui 12000 punti e potrebbe ancora avere un buco d'aria fino ai 11800 punti. L'Eurostoxx50 si é seduto comodamente sopra i 3300 punti e non dovrebbe più scendere sotto i 3275 punti. Sembra però mancare il carburante per una sostenibile spinta di rialzo. Ci aspettavamo che questa venisse dagli Stati Uniti ma abbiamo l'impressione che bisogna ancora aspettare e avere pazienza.
Un'ultimo appunto concerne il FTSE MIB italiano (+0.52% a 20963 punti) che ieri si é comportato come l'Eurostoxx50. La borsa italiana vive sulle discussioni riguardanti il budget dello Stato, il debito pubblico e lo spread. L'ultima notizia é che i Cinque Stelle pretendono di avere 10 Mia di EUR per finanziare il reddito di cittadinanza - in caso contrario chiedono le dimissioni del ministro delle finanze Tria. Quest'ultimo si é dichiarato favorevole al reddito di cittadinanza ma solo a costo zero - non deve provocare un peggioramento del deficit. È evidente che mantenre le premesse elettorali e tenere il deficit sotto la soglia del 3% sono due obiettivi incompatibili. Vedremo cosa sarà il risultato - da questo dipende nelle prossime settimane la sovra- o sottoperformance del FTSE MIB rispetto alla altre borse europee. A breve il FTSE MIB oscilla intorno ai 20500 punti senza tendenza. A medio termine prevediamo sulla base di grafico e indicatori una rottura al ribasso.

A questo punto bisogna guardare cosa é successo a Wall Street. La piccola star sul grafico dell'S&P500 (+0.04 a 2888.92 punti) ci dice che é stata una giornata equilibrata e senza direzione - non ci siamo però annoiati - rialzisti e ribassisti si sono dati battaglia senza ottenere risultati concreti.
L'S&P500 ha aperto in pari a 2887 punti. Il primo attacco é venuto dai ribassisti che hanno fatto cadere l'indice sul minimo a 2879 punti. La reazione dei rialzisti é stata rabbiosa e per le 17.30 l'indice é salito sul massimo a 2894 punti. A questo punto il confronto si é trasformato in guerra di trincea. L'S&P500 é ricaduto sui 2882 punti e poi si é mosso a caso in laterale e ha chiuso a 2889 punti - poco sopra il livelloo d'apertura. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3884 su 3078, NH/NL a 464 su 716 (non migliora...) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX si é fermata a 13.14 punti (-0.08) mentre i traders scommettono nuovamente al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.55). Sembra che i rialzisti non riescano ad ottenere i risultati sperati - crediamo quindi che a breve i traders long getteranno la spugna provocando ancora una caduta sui 2850-2860 punti. Vediamo - la settimana ha ancora due sedute - le trattative commmerciali tra Stati Uniti e Cina sono ad un punto morto e l'uragano Florence toccherà oggi la costa degli Stati Uniti. Prima però dobbiamo ascoltare cosa hanno da dirci i responsabili di BCE e BoE. Al termine delle sedute odierne verranno comunicate le decisioni (BoE 13.00, BCE 13.45). Le due banche centrali dovrebbero lasciare i tassi d'interesse invariati. La conferenza stampa di Mario Draghi é prevista a partire delle 14.30. Spesso le borse europee la mattina lievitano tentando di anticipare le dichiarazioni solitamente costruttive di Draghi. Crediamo però che oggi non ci sarà molto di positivo e di nuovo da dire e quindi prevediamo che i mercati nel pomeriggio si sgonfieranno.

Stamattina le borse asiatiche salgono - il Nikkei sta guadagnando il +1% - Shanghai segna un +0.4%. Il future sull'S&P500 é a 2886 punti (-2 punti). Le borse europee reagiscono in maniera matematica - l'S&P500 é 8 punti sotto il livello raggiunto ieri sera alle 17.30 e quindi ora l'Eurostoxx50 vale 3320 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). La seduta odierna potrebbe essere volatile ma pensiamo di ritrovare stasera gli indici sui livelli d'apertura.

Commento del 12 settembre

Una giornata di AGMAF (Apple +2.53% / Amazon +2.48%) - il consolidamento continua

La seduta in Europa é stata assolutamente neutra e tecnicamente insignificante. L'Eurostoxx50 (+0.07% a 3311 punti) ha svolto una seduta in trading range e ha terminato la giornata sul livello d'apertura e con un minuscolo guadagno di 2 punti. La mattina le borse europee sono cadute di circa un -1% dopo la pubblicazione alle 11.00 degli indici ZEW tedeschi. La sera c'é stato un recupero inspirato dagli Stati Uniti - questo é un segnale di forza ma non significa ancora che Eurostoxx50 e DAX debbano subito ripartire al rialzo. Crediamo che ci debbano ancora essere alcuni giorni di consolidamento.
Il DAX (-0.13% a 11970 punti) ha toccato un nuovo minimo di periodo a 11865 punti - questo suggerisce che una discesa nei prossimi giorni fino agli 11800 punti é ancora possibile. Il FTSE MIB (-0.32% a 20853 punt) si é mosso nella parte superiore del range di lunedì e ha perso 65 punti - poco rispetto al balzo del giorno precedente (+2.30%). Chi però si aspettava una continuazione del rally é rimasto deluso. La borsa italiana al momento pende dalle labbra dei politici e qualsiasi dichiarazione riguardante la politica economica si riflette nello spread sui titoli di Stato e sulla borsa. Poiché nessuno sa cosa gli salta per il cervello é difficile prevedere i movimenti a breve del mercato che resta dominato dalle emozioni. Da circa un mese il FTSE MIB é sui 20500-21000 punti - la tendenza a corto termine é neutra.

Mentre le borse europee stavano terminando la giornata a malapena in pari la borsa americana poneva le basi per una seduta positiva.
Ieri sono stati nuovamente gli AGMAF a trascinare il rialzo. Vi ricordiamo che questo acronimo riunisce le 5 società della tecnologia con la maggiore capitalizzazione al mondo e che dominano il Nasdaq100 (+0.81% a 7507 punti) e in generale il mercato azionario. Si tratta di Apple, Google, Microsoft, Amazon e Facebook. Quando abbiamo per la prima volta usato questo acronimo questa era anche la classifica per capitalizzazione - nel frattempo Amazon ha guadagnato 2 posti e ha momentaneamente superato i 1000 Mia di USD di valore in borsa. Ieri tutti questi titoli hanno guadagnato più dell'1% - un chiaro segnale che sono stati gli ETF e gli investitori retail a spingere il mercato verso l'alto. Oggi Apple presenta i suoi nuovi modelli di IPhone e tradizionalmente prima di questo evento il prezzo dell'azione sale.
Ieri l'S&P500 ha aperto sul minimo giornaliero a 2867 punti. Il mercato é però subito partito al rialzo e per le 18.10 l'indice ha ribaltato la situazione e ha toccato il massimo a 2892 punti. Poi non é successo più nulla. L'S&P500 é scivolato lentamente verso il basso fino alla chiusura a 2887.89 punti (+0.37%). La seduta al NYSE é stata equilibrata (!) con A/D a 3460 su 3533, NH/NL a 485 (-80!) su 762 (+100!) e volume relativo a 1.0. Il deterioramento del rapporto tra nuovi massimi e nuovi minimi ci dice che strutturalmente il mercato é ancora debole e difficilmente può continuare a salire senza una pausa più lunga sui 2870 punti. Non bastano i pochi leaders della tecnologia per trascinare l'S&P500 su un nuovo massimo storico - almeno non ancora. La volatilità VIX é scesa a 13.82 punti (-0.94) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61 - gli investitori tornano ottimisti troppo velocemente...
Riassumendo la seduta positiva ieri a Wall Street non ci sembra ancora l'inizio dell'attesa fase di rialzo. È stata causata da pochi nomi della tecnologia e non sembra sostenibile. La nostra previsione non cambia - ci aspettiamo ancora alcuni giorni di consolidamento sui 2870 punti.

Stamattina regna al calma e la stabilità. Il future sull'S&P500 é fermo a 2890 punti. L'Eurostoxx50 vale 3318 punti (+7 punti) - le borse europee apriranno come ieri in leggero guadagno. Prima delle riunioni di domani della BCE e della BoE non crediamo che gli investitori prenderanno iniziative. Ci aspettiamo una seduta tranquilla con movimenti limitati - gli indici azionari dovrebbero chiudere stasera senza sostanziali variazioni.
Per la cronaca le borse asiatiche perdono qualche punto - il Nikkei é sceso del -0.3% mentre a Shanghai c'é una minusvalenza del -0.1%.

Commento dell'11 settembre

Consolidamento - nuovo massimo storico del DJ Transportation (+1.82%)

Ieri la seduta doveva essere positiva - venerdì le borse europee erano ancora ipervendute e gli indici azionari americani si trovavano su ovvi supporti. In effetti c'é stato un modesto e poco convincente rimbalzo. Non sembra che sia già iniziata una fase di sostanziale e sostenibile rialzo. L'impressione é piuttosto quella di un consolidamento che deve durare ancora qualche giorno e durante il quale i minimi di settimana scorsa devono essere ritestati. Abbiamo osservato degli interessanti sviluppi come la buona reazione in Europa del settore bancario (SX7E +1.55% a 105.81 punti) e della borsa italiana (FTSE MIB +2.30% a 20918 punti) o la salita in America del settore dei trasporti su un nuovo massimo storico (DJ Transportation +1.82%) - questo tende a sostenere la nostra ipotesi che a corto termine le borse devono salire. Bisogna però avere un pò di pazienza.
L'Eurostoxx50 (+0.48% a 3309 punti) doveva rimbalzare da una situazione di ipervenduto (RSI a 28 punti). Il rimbalzo é riuscito solo in parte visto che ieri sera l'indice ha chiuso lontano dal massimo giornaliero. Ha guadagnato 16 punti con un solido contributo fornito dal settore bancario e dalla borsa italiana e spagnola. Crediamo che ci sia bisogno un consolidamento prima che l'Eurostoxx50 possa salire in maniera sostanziale e sostenibile. Sui 3275-3300 punti conviene però comperare - ci dovrebbero essere alcuni giorni di tempo per farlo.
Anche il DAX (+0.22% a 11986 punti) doveva rimbalzare da una situazione di ipervenduto (RSI a 30 punti). Il rimbalzo é risultato debole e anemico - l'indice ha guadagnato solo 26 punti con modesti volumi di titoli trattati. Probabilmente ci deve essere una fase di consolidamento tra gli 11800 ed i 12100 punti della durata di alcuni giorni prima che il DAX possa risollevarsi in maniera duratura e sostenibile. In ogni caso la reazione di ieri é stata nel complesso deludente e un'altro tuffo nei prossimi giorni é possibile e abbastanza probabile.
In Italia il primo ministro Conte e il ministro dell'economia e delle finanze Tria hanno affermato che il governo nel budget 2019 intende rispettare i limiti d'indebitamento previsti all'interno dell'UE. Questa dichiarazione congiunta ha spedito lo spread in cantina e ha fatto decollare la borsa. Sarà vero? Vedremo ma per il momento il FTSE MIB (+2.30% a 20918 punti) si invola con le banche a tirare il plotone. Una reazione così emozionale é difficilmente quantificabile a livello di analisi tecnica. Settimana scorsa avevamo affermato che per ora il supporto a 20240 punti avrebbe retto. L'obiettivo di un rimbalzo é a 21250 punti. Per il momento ci atteniamo a questi due parametri e non possiamo dire di più.
L'SMI (+0.99% a 8930 punti) ha evidentemente completato la correzione a 8800 punti e ieri é ripartito al rialzo con la leadership della farmaceutica (Novartis +1.52%). La spinta di rialzo si é intensificata grazie all'indebolimento del CHF. Ora il grafico é intrigante. Sembra, sulla base dei minimi e massimi intermedi discendenti e sulla possibilità che la tendenza di fondo sia passata al ribasso, che l'SMI debba risalire in qualche seduta solo fino ai 9000 punti circa per poi ripartire al ribasso. L'incrocio dal basso della MM a 50 giorni sulla MM a 200 giorni costituisce però un segnale d'acquisto a medio termine e deve concretizzarsi oggi. Di conseguenza la variante é che abbiamo avuto una correzione minore ABC e ora l'SMI deve risalire decisamente sopra i 9200 punti. Probabilmente oggi potremo dare una risposta definitiva.
L'S&P500 (+0.19% a 2877.13 punti) ha avuto una seduta tranquilla - si é mosso in soli 11 punti, ha guadagnato 5 punti e la candela sul grafico é rossa. Abbiamo quindi dei segnali contradditori ma nel complesso l'impressione, come atteso, é che l'indice sta consolidando sui 2870 punti prima di riprendere il rialzo. Ieri nel commento delle 13.20 abbiamo scritto: "Dopo 4 sedute negative sarebbe logico che sul supporto a 2870 punti ci sia ora una reazione - non siamo però convinti che questo sia già l'inizio dell'attesa spinta di rialzo a corto termine verso un nuovo massimo storico. Preferiamo l'dea di alcune sedute di consolidamento e in questa fase di formazione di base é possibile che l'S&P500 scenda ancora sotto i 2864 punti - prossimo supporto é a 2850 punti. Chi vuole comperare non deve affrettarsi - chi é short e segue la correzione deve pensare di chiudere sui 2850-2870 punti entro le prossime 2-4 sedute.
Ora il future é a 2885 punti (+11 punti). L'S&P500 sta rimbalzando e aprirà in guadagno e sopra il massimo di venerdì. Si prepara un rally ? Non crediamo. Pensiamo piuttosto che l'S&P500 debba ricadere nel range di venerdì e chiudere sui 2876-2880 punti."
Stamattina non possiamo che confermare questa valutazione e constatare che la previsione per la giornata era corretta.
L'S&P500 ha aperto a 2883 punti e all'inizio é salito sul massimo giornaliero a 2887 punti. Poi é ricaduto di una manciata di punti e per il resto della giornata é oscillato in laterale con un minimo a 2876 punti. Ha chiuso a 2877.13 punti (+0.19%). Il Nasdaq100 (+0.23% a 7447 punti) ha avuto una seduta più volatile e durante la giornata é anche caduto in negativo ma in linea di massima si é comportato in maniera simile. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4085 su 2923, NH/NL a 565 su 644 (netto calo dei NL) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 14.16 punti (-0.72) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata sulla media di lungo periodo a 0.62.
Malgrado che stamattina il future é a 2884 punti (+4 punti) restiamo dell'opinione che il rialzo non riprenderà direttamente ma che ci vogliono ancora alcuni giorni di consolidamento - una fugace discesa sotto i 2864 punti é ancora possibile.

Stamattina il Nikkei balza del +1.26% - Shanghai invece perde il -0.4%. L'Eurostoxx50 vale ora 3318 punti. Le borse europee apriranno nuovamente con guadagni intorno al +0.2%. Ci aspettiamo una ripetizione della seduta di ieri.
Alle 11.00 sono attesi gli indici ZEW sulle prospettive congiunturali in Germania. In un mercato senza energia é probabile che questi numeri possano dare una spinta al mercato.

Aggiornamento del 10 settembre

Inizio di settimana tranquillo - ovvio rimbalzo da ipervenduto (Europa) e supporti (America)

Durante il fine settimana, almeno sul fronte economico, non é successo nulla di importante. È quindi logico che oggi ci debba essere un rimbalzo tecnico. Venerdì le borse europee erano rimaste in ipervenduto e gli indici azionari americani si erano seduti sui supporti (S&P500 -0.22% a 2871.68 punti, supporto a 2864-2870 punti / Nasdaq100 - 0.31% a 7430 punti / supporto a 7400 punti). Dopo quattro sedute negative é statisticamente molto probabile che oggi l'S&P500 termini la giornata con una plusvalenza. La qualità ed l'intensità del rimbalzo odierno ci daranno le informazioni necessarie per sapere cosa ci attende nelle prossime due settimane.
Il future sull'S&P500 é ora a 2878 punti (+3 punti). Sono le 07.40 e non abbiamo ancora indicazioni riguardanti i mercati azionari europei. È però facile prevedere un'apertura con leggeri guadagni. Vedremo se oggi i compratori riprenderanno fiducia o se perderanno l'iniziativa nel corso della giornata. Un'altra seduta di consolidamento non é da escludere e sarebbe una buona variante per costituire una solida base per una successiva fase di rialzo.
Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei sta guadagnando il +0.25% - Shanghai é in calo del -0.8%. Cambi e tassi d'interesse sono stabili.
Questa settimana, giovedì 13 settembre, si riuniscono Bank of England e Banca Centrale Europa per discutere la politica monetaria e decidere eventuali cambiamenti nei tassi d'interesse. Non ci aspettiamo decisioni importanti - l'attenzione degli investitori sarà però concentrata su questi appuntamenti - spesso gli investitori anticipano l'esito di queste riunioni comperando e facendo lievitare le borse.
 
Commento del 8-9 settembre

Ci sono alcuni sviluppi negativi - l'EUR si indebolisce, i tassi d'interesse salgono e i minimi di venerdì sono discendenti

La seduta di venerdì doveva terminare sia in Europa che in America senza sostanziali variazioni dei principali indici azionari. Doveva essere una seduta di pausa e di consolidamento prima della ripresa del rialzo. Se ci limitiamo ad osservare il risultato alla fine della giornata dobbiamo constatare che in effetti gli indici non si sono mossi di molto. Eurostoxx50 (-0.08% a 3293 punti) e DAX (+0.04% a 11959 punti) hanno marciato sul posto. L'S&P500 (-0.22% a 2871.68 punti) ha perso 6 punti ma ha nuovamente chiuso sopra i 2870 punti e lontano dal minimo giornaliero a 2864 punti. Gli indici hanno però toccato dei nuovi minimi di periodo e hanno recuperato solo sul finale di seduta - le candele sui grafici hanno minimi e massimi discendenti e questo é un segno che formalmente la correzione continua - non ci sono ancora segnali tecnici d'inversione di tendenza malgrado l'evidente calo del momentum. Cosa é successo venerdì di particolare? In America é stato pubblicato un report sul mercato del lavoro che mostra una crescita economica robusta (+204'000 nuovi posti di lavoro al di fuori del settore agricolo) e sopratutto un'impennata del rischio d'inflazione - su base annua i salari orari medi sono saliti del +2.9%. I tassi d'interesse sono saliti in America e in Europa (Bund -0.26% a 159.95) e questo ha avuto delle conseguenze negative sulla borsa nei settori sensibili ad un aumento del costo del denaro. Il DJ Utilities é caduto del -1.12%. Il mercato delle divise ha reagito con una caduta del cambio EUR/USD a 1.1553 - sapete che ultimamente c'é una correlazione tra EUR e borse europee che funziona piuttosto bene - questo di conseguenza é un segnale negativo per Eurostoxx50 e colleghi. Un'ultima osservazione riguarda il settore bancario europe - l'indice SX7E venerdì ha toccato un nuovo minimo annuale a 102.89 punti - ha chiuso a 104.20 punti (-1.29%). Spesso la finanza determina la tendenza e un nuovo minimo annuale é un segnale inequivocabile.
In linea di massima la previsione di una ripresa del rialzo é ancora valida anche perché la tendenza di fondo del mercato azionario americano é ancora debolmente al rialzo (46.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 58.64). La seduta di venerdì non ci ha però dato le conferme che speravamo. Non abbiamo osservato divergenze positive, non c'é stata in Europa una reazione convincente all'ipervenduto e malgrado la tenuta formale dei supporti i minimi discendenti mostrano che i ribassisti sono stati ancora in grado di fare lievi progressi. La variante negativa dell'accelerazione al ribasso non può ancora essere esclusa.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.01% a 3293 punti
DAX                         -3.27% a 11959 punti
SMI                          -1.45% a 8843 punti
FTSE MIB                  +0.88% a 20447 punti
S&P500                    -1.03% a 2871.68 punti
Nasdaq100               -2.93% a 7430 punti

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3274 punti verso le 15.50. Vi ricordiamo che il minimo annuale di marzo é a 3261 punti. L'indice ha chiuso 19 punti più in alto a 3293 punti (-0.08%). Una buona reazione ma non un key reversal day visto che alla fine é risultata ancora una perdita di 3 punti. La RSI é a 28 punti - l'indice é ipervenduto. Se non recupera significa che la pressione di vendita é forte e domina. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3290 punti.
L'SMI svizzero ha guadagnato un +0.28% a 8843 punti grazie alla forza del settore farmaceutico - anche l'SMI ha però toccato un minimo discendente a 8796 punti. Il FTSE MIB é sceso a 20447 punti (-0.39%) a causa della ritrovata debolezza del settore bancario - questo malgrado il calo dello spread.

Gli occhi restano puntati su Wall Street - se l'America riprende il rialzo é sicuro che anche in Europa si verificherà l'atteso sostanziale rimbalzo visto che si deve risolvere una situazione di ipervenduto.
L'S&P500 ha avuto una seduta altalenante. A causa dei dati sul mercato del lavoro, pubblicati alle 14.30 e all'aumento dei tassi d'interesse l'S&P500 ha aperto in netto calo a 2866 punti. Per le 17.30 era però risalito a 2883 punti che é risultato il massimo giornaliero. Questo ha permesso il recupero delle borse europee. In seguito ad ondate l'S&P500 é caduto sul minimo a 2864 punti - il minimo di giovedì a 2867 punti é stato  superato al ribasso ma non di molto (3 punti) e non per molto. L'S&P500 é rimbalzato e si é assestato sui 2868 punti. Sul finale é salito a 2876 punti ed é sceso a 2871.68 punti dove ha chiuso (-0.22%). Il Nasdaq100 ha toccato un minimo a 7401 punti (vi ricordiamo che il nostro obiettivo era a 7400 punti) e ha chiuso a 7430 punti (-0.31%). Da maggio tutte le correzioni si sono fermate sopra la MM a 50 giorni  - ora é a 7375 punti e sale di circa 10 punti a seduta.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2492 su 4436, NH/NL a 407 su 760 (si deteriora ma non in maniera drammatica) e volume relativo a 1.0. Gli indici sono ora al centro delle Bollinger Bands e le RSI sono vicine ai 50 punti - gli indicatori sono neutri. A livello di sentiment la VIX é lievitata a 14.88 punti (+0.23) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.77 (MM a 10 giorni a 0.60). Entrambi gli indicatori possono ancora salire - non devono.
Insomma - se la tendenza di fondo resta al rialzo settimana prossima l'S&P500 deve ricominciare a salire. Questo é lo scenario più probabile. La variante é che la tendenza dominante sta cambiando e che questa correzione deve essere più profonda. Non abbiamo nessuna ragione concreta per credere che questo sia il caso - non possiamo però neanche escluderlo. Solo l'effetto stagionale ostile (calo da settembre a metà ottobre) sostiene questa variante negativa.
Ora non ci resta che aspettare e vedere come si presentano i mercati lunedì mattina...

Commento del 7 settembre

Correzione praticamente conclusa - dai minimi di ieri deve svilupparsi un'ultima spinta di rialzo

Ieri le borse europee hanno provato di fermare la caduta e di iniziare un recupero. Il tentativo é fallito verso le 16.00 a causa dell'America e della tecnologia. È successo quello che avevamo previsto da giorni. L'S&P500 (-0.37% a 2878.05 punti) ha raggiunto l'obiettivo ideale della correzione a 2870 punti (minimo giornaliero a 2867.29 punti). Il fatto più sorprendente é che anche il Nasdaq100 (-0.93% a 7453 punti) ha raggiunto l'obiettivo a 7400 punti (minimo giornaliero a 7405 punti) malgrado che, come avevamo indicato ancora ieri mattina, la differenza sembrava incolmabile e i due obiettivi non sembravano coerenti.
Ma torniamo in Europa. Le borse hanno trascorso buona parte della giornata ad oscillare intorno alla parità. L'Eurostoxx50 (-0.59% a 3296 punti) aveva chiuso mercoledì a 3315 punti e fino alle 16.00 non si é staccato di molto da questo livello. Alle 16.00 l'indice é salito sul massimo giornaliero a 3327 punti. Poi c'é stata ancora un'ondata di vendite generata dagli Stati Uniti e l'indice ha chiuso sul minimo giornaliero. Avevamo stimato ieri mattina che il ribasso doveva esaurirsi sui 3300 punti - ora siamo 4 punti più in basso. Da tre giorni le borse europee sono in caduta libera. Il momentum é però in diminuzione e ieri c'é stato un primo tentativo di reazione. È improbabile che gli indici possano cambiare immediatamente direzione. Ci vuole un pò di consolidamento e quindi ci aspettiamo almeno una pausa di una seduta - quella odierna. Gli indici sono ora però decisamente ipervenduti e se come pensiamo il rialzo in America deve riprendere, anche in Europa ci deve ancora essere una sostanziale spinta di rialzo prima del crollo tra metà settembre e metà ottobre su nuovi minimi annuali.
Il DAX é caduto a 11955 punti (-0.59%). L'indice non ha ancora raggiunto l'ultima zona di supporto a 11800 punti ma potrebbe tentare un recupero da questo livello visto che é decisamente ipervenduto - la RSI giornaliera é a 29.65 punti (i 30 punti sono il limite formale per l'ipervenduto) e l'ultima candela sul grafico é completamente sotto il livello inferiore delle Bollinger Bands (12024 punti). In ogni caso, suppporto o non supporto, il ragionamento é semplice - se S&P500 e Eurostoxx50 ricominciano a salire anche il DAX seguirà.
Ieri l'indice delle banche SX7E (-0.96% a 105.56 punti) é tornato a scendere insieme al resto del mercato. L'anomalia provocata dall'Italia é terminata anche se il FTSE MIB (-0.27% a 20527 punti) é ancora riuscito a sovraperformare. Vedremo cosa succederà quando il governo 5 Stelle - Lega presenterà il bilancio di previsione 2019 - o non riusciranno a mantenere le promesse elettoriali (reddito di cittadinanza) o sforeranno il limite del 3% sul rapporto deficit/PIL.
Da ultimo annotiamo che anche l'SMI svizzero (-0.57% a 8818 punti) ha avvicinato l'obiettivo della correzione a 8800 punti. Ci sono molte coincidenze a livello tecnico ed é probabile che tutti questi supporti, nell'insieme, riescano a provocare un'inversione di tendenza delle borse europee a corto termine.
Ieri nel commento sul Nasdaq100 siamo stati prudenti ma chiari - la pessima seduta di mercoledì doveva avere una continuazione verso il basso e l'obiettivo a 7400 punti era evidente. In effetti la borsa americana ha aperto in pari e fino alle 16.00 é ancora salita sul massimo giornaliero. Poi puntuali sono arrivate le vendite nel settore tecnologico e questo ha determinato l'esito finale negativo.
L'S&P500 ha aperto a 2889 punti, é sceso a 2884 punti ed é salito sul massimo a 2892 punti. Poi é caduto a 2869 punti e qui c'é stata una prima reazione determinata dal supporto a 2870 punti. L'indice é risalito a 2876 punti ma in seguito é ricaduto sul minimo a 2867 punti. A questo punto era evidente che i ribassisti non erano in grado di far scendere il mercato più in basso. Nelle ultime due ore di contrattazioni l'S&P500 ha recuperato fino ai 2882 punti ed ha chiuso a 2978.02 punti (-0.37%). Il Nasdaq100 si é comportato in maniera simile con un minimo a 7405 punti ed una chiusura a 7453 punti (-0.93%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2630 su 4393, NH/NL a 485 su 591 (ulteriore deterioramento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 14.65 punti (+0.74) mentre la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.74. A livello di sentiment questo sembra sufficiente per provocare un minimo intermedio sull'S&P500.
Ora non abbiamo ancora nessuna conferma che la correzione é finita a 2870 punti di S&P500 - ci sono indizi ma nessun elemento sicuro. Secondo grafico ed indicatori ci sarebbe spazio verso il basso almeno fino ai 2800 punti. È quindi arrischiato aprire posizioni long. In Europa ed America ci sono però abbastanza motivi per chiudere posizioni short. Oggi ci aspettiamo una seduta di consolidamento con eventualmente un ulteriore test dei supporti. Nell'analisi del fine settimana faremo il punto della situazione.

Stamattina allle 07.00 il future sull'S&P500 era a 2876 punti (-3 punti) - ora il mercato sta girando - alle 08.45 il future é a 2881 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale 3304 punti (+8 punti). La giornata inizia con un tentativo di stabilizzazione. Le borse europee apriranno in guadagno del +0.25%. Non crediamo che già oggi possano ripartire al rialzo. Raramente di venerdì si realizza un'inversione di tendenza. Oggi ci accontentiamo di una seduta in pari o di una chiusura sui livelli d'apertura.

Commento del 6 settembre

Il plotone si sfalda - le conseguenze possono essere negative

Ieri in Europa c'é stata un'altra ondata di vendite. I principali indici azionari sono scesi sui minimi di luglio e agosto e dopo una breve esitazione hanno rotto questi supporti e sono scesi più in basso. Ora Eurostoxx50 (-1.30% a 3315 punti) e DAX (-1.39% a 12040 punti) stanno puntando sui minimi annuali. Non sono lontani. Il minimo dell'Eurostoxx50 risale al 26 marzo ed é a 3261 punti - il DAX ha un ultimo supporto sui 11800 punti mentre il minimo annuale del 26 marzo é a 11726 punti. Manca un -1.5/-2.0%. Nell'immediato gli indici sono ipervenduti e la candela di ieri sui grafici é sotto il bordo inferiore delle Bollinger Bands. Di conseguenza é possibile che ci sia ancora una fase di rialzo fino a circa metà settembre prima che il ribasso di medio termine riprenda il sopravvento e spinga gli indici su dei nuovi minimi annuali. È però solo una questione di tempistica - non di trend come abbiamo preannunciato da tempo.
L'Eurostoxx50 ha chiuso sul minimo giornaliero a 3315 punti (-1.30%). Nell'analisi del fine settimana avevamo previsto che le borse europee sarebbero andate a testare i minimi di luglio e agosto. La caduta é però avvenuta prima del previsto ed in maniera dinamica e fragorosa. Ora l'indice é ipervenduto e l'S&P500 sembra vicino ad un minimo intermedio. Di conseguenza questa settimana l'Eurostoxx50 dovrebbe toccare un minimo intermedio e dovrebbe in seguito risalire. Stimiamo che possa ancora scendere sui 3300 punti e poi deve rimbalzare. I rimbalzi sono però occasioni di vendita su un indice che é destinato in autunno a cadere su un nuovo minimo annuale. Al momento viene solo salvato dal settore bancario (SX7E +0.83% a 106.58 punti) che grazie ad una situazione anomala e temporanea in Italia si muove in controtendenza. Il cambio EUR/USD é risalito 1.1630 - una ragione in più per credere che il minimo di questa spinta di ribasso sull'Eurostoxx50 é vicino ed imminente.
Ieri mattina il DAX (-1.39% a 12040 punti) ha tentato di difendere il supporto a 12100 punti ma il tutto si é risolto in un rimbalzo di un'ora. Poi il DAX é caduto fino 12080 punti aprendo la strada verso il basso. A questo punto il recupero durante la pausa di pranzo non poteva che essere un'altro rimbalzo prima della spinta finale di ribasso che ha fatto cadere il DAX sul minimo a 12035 punti. Da qui il mercato non é si é più risollevato. Ora l'indice é in ipervenduto mentre la borsa americana potrebbe aver concluso la sua correzione. Potrebbe ora esserci una fase di rialzo a corto termine fino a circa metà settembre prima del crollo su un nuovo minimo annuale.
Il FTSE MIB ha chiuso invariato (-0.09%) ma ha avuto una seduta parecchio volatile con alcuni cambiamenti di direzione. Da tre giorni il mercato é diviso in due. Da una parte ci sono le azioni delle banche che salgono grazie all'ipotesi che il governo possa presentare un budget che rispetti i parametri imposti dall'UE. Dall'altra il resto del mercato che ieri ha ricominciato a scendere. Ieri il FTSE MIB ha perso solo 19 punti - una buona prestazione se paragonata al resto dell'Europa. Appena però il bluff sul deficit statale verrà smascherato lo spread tornerà a salire e la borsa crollerà visto che alle normali vendite si aggiungerà la rabbia di chi ha comperato questa settimana e si sentirà tradito e deluso. Se il governo rispetta il suo programma il deficit supererà il 3% del PIL - qualcuno ne uscirà con le ossa rotte - chi crede al programma o chi crede al contenimento del deficit. Restiamo dell'opinione che a medio termine il FTSE MIB cadrà sotto i 20000 punti.
Notate i molti condizionali legati alla possibilità che ora in Europa si sviluppi ancora un sostenibile e sostanziale rimbalzo - il tutto dipende dal comportamento di Wall Street. Vediamo a che punto siamo.

Per il secondo giorno consecutivo l'S&P500 (-0.28% a 2888.60%) ha avuto una seduta negativa con una candela con minimo e massimo discendenti. La perdita é però di soli 8 punti e l'indice ha chiuso al centro del range giornaliero. L'impressione é quindi che stia unicamente avvenendo l'attesa correzione minore con obiettivo a 2870 punti - il minimo ieri é stato a 2877 punti.
Ieri però abbiamo assistito ad uno strano fenomeno. Il mercato si é letteralmente spaccato in due. Da una parte abbiamo avuto DJ Industrial (+0.09%) e DJ Transportation (+0.59%) che hanno guadagnato terreno. Dall'altra abbiamo notato una pesante caduta della tecnologia (Nasdaq100 -1.30% a 7523 punti) con alcuni suoi leaders colpiti da pesanti vendite (Netflix -6.17%, Twitter -6.06%, Microsoft -2.88%, Amazon -2.19%). Di cosa si tratta ? Una normale rotazione tra settori ? Ancora non lo sappiamo ma siamo sempre piuttosto nervosi e sul chi vive quanto vediamo senza una ragione particolare un vuoto d'aria nella tecnologia - abbiamo visto a gennaio / febbraio quale può essere il risultato. 
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2862 su 4137, NH/NL a 488 su 540 (netto deterioramento e segnale d'allarme!) e volume relativo a 1.05 (pressione di vendita in aumento?). La volatilità VIX é salita di poco a 13.91 punti (+0.75) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta nella media a 0.62 - gli investitori sono ancora rilassati e ottimisti malgrado il calo dell'S&P500.
In America la borsa sta svolgendo una correzione minore. L'S&P500 sembra vicino all'obiettivo (mancano 18 punti o un -0.6%) - il Nasdaq100 invece può cadere ancora fino ai 7400 punti (mancano 123 punti o il -1.6%). Non siamo però sicuri che la correzione sarà così indolore e che poi il rialzo riprenderà. Il plotone si sta sfaldando e ci sono importanti defezioni - la partecipazione al rialzo é da tempo mediocre mentre la pressione di vendita é in aumento. Ci dovrebbero essere ancora una o due sedute negative. Poi faremo il punto della situazione.

Stamattina i mercati sono tranquilli ma ancora in leggero calo. Il future sull'S&P500 é a 2885 punti (-3 punti). Le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Nikkei e Shanghai scendono del -0.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3310 punti (-5 punti). Le borse europee inizieranno le contrattazioni con perdite di circa il -0.2%. Poco - il problema é che i principali indici saranno su dei nuovi minimi di periodo e senza supporti fino ai minimi annuali.In teoria ci aspettiamo oggi un reversal e una chiusura in Europa in pari o in positivo. In realtà é sempre difficile indovinare i minimi e le inversioni di tendenza.

Commento del 5 settembre

In Europa prevalgono le vendite - minimi di agosto in vista. L'America é ancora in buona salute

Ieri le borse europee hanno aperto in guadagno. Il balzo iniziale di circa il +0.2% si é però subito rivelato una trappola. Dopo pochi minuti sono arrivate le vendite che sono proseguite fin verso le 14.00. Le perdite non sono state massiccie ma la pressione di vendita é risultata costante. I ribassisti hanno dominato. Dopo le 14.00 c'é stato un rimbalzo ma verso le 15.50 i minimi giornalieri sono stati ritestati. Poi come d'abitudine gli europei si sono orientati all'America. A Wall Street c'é stato un recupero dopo un debole inizio di contrattazioni e Eurostoxx50 e colleghi si sono risollevati. Il recupero é stato spettacolare in Italia. Dai 20376 punti di minimo il FTSE MIB (+1.01% a 20601 punti) é risalito di 200 punti in poco più di un'ora. È bastata la notizia non confermata che Matteo Salvini ritiene necessario mantenere il rapporto deficit/PIL poco sopra il 2% (e decisamente sotto la barriera del 3%) per far cadere lo spread sui titoli di Stato e far decollare le azioni delle banche. Ieri sera il FTSE MIB ha chiuso con un guadagno di 205 punti mentre le borse europee in generale hanno perso un -1%. Appare inverosimile che improvvisamente il nuovo governo si dimostri virtuoso e decida di contenere la spesa pubblica - ci sembra una fake news o per lo meno un mero desiderio considerando il programma di governo. In ogni caso il rimbalzo di lunedì é continuato ieri a sorpresa - abbiamo molti dubbi sul fatto che questo movimento possa proseguire ma per il momento é almeno evidente che il supporto a 20240 punti regge.
Questa seduta positiva in Italia é però da valutare come un'anomalia. Probabilmente questo balzo controcorrente verrà compensato nei prossimi giorni. In Europa sono riapparsi i problemi descritti nell'analisi di domenica. Molte monete di Paesi emergenti sono deboli e questo ha scatenato le vendite in Europa dopo la buona apertura. L'incredibile rimbalzo del settore bancario (SX7E +1.21% a 105.70 punti) é stato provocato dalla situazione in Italia e non é bastato ad impedire una pesante perdita di 36 punti dell'Eurostoxx50 (-1.05% a 3359 punti). L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo giornaliero a 3344 punti - sta ritestando il supporto a 3350 punti. Sapete che avevamo previsto questa caduta ma pensavamo che solo verso la fine di settembre l'indice poteva andare a caccia del minimo annuale. È quindi possibile che ora l'Eurostoxx50 rimbalzi ancora una volta dal supporto. In linea di massima pensiamo che l'S&P500 (-0.17% a 2896.72 punti) sta solo svolgendo una correzione minore fino ai 2870 punti prima di riprendere il rialzo che dovrebbe culminare in un top a metà settembre. È quindi possibile e probabile che l'Eurostoxx50 abbia ancora una spinta di rialzo prima di cadere su un nuovo minimo annuale. Questi però sono solo dei dettagli. La tendenza di fondo delle borse europee é al ribasso.
Anche il DAX tedesco (-1.10% a 12210 punti) ha avuto una cattiva giornata. Dopo l'apertura sul massimo a 12402 punti sono riapparsi i venditori che hanno tenuto il controllo delle operazioni fino a sera. Verso le 15.50 l'indice ha toccato un minimo a 12162 punti. Poi ha fatica é risalito di una cinquantina di punti. Ogni reazione durante la giornata si é però rivelata un rimbalzo tecnico. La correzione ha subito un'accelerazione verso il basso prima del previsto ma la direzione presa dal mercato non é una sorpresa. Ora l'unica domanda é se il supporto a 12100-12120 punti reggerà un terzo attacco provocando un'ulteriore rimbalzo o se invece il DAX sta già puntando verso un nuovo minimo annuale. Pensiamo che ci debba essere ancora una fase intermedia di rialzo fino a metà settembre. Teoricamente quindi il supporto potrebbe reggere - matematicamente però abbiamo seri dubbi. Se l'S&P500 perde ancora un -1% il debole DAX dovrebbe perdere qualcosa in più - con una caduta di 150-200 punti il DAX sarebbe a 12000 punti...

La seduta a New York é stata negativa ma l'S&P500 (-0.17% a 2896.72 punti) ha contenuto le perdite e ha chiuso lontano dal minimo giornaliero a 2885 punti. Per i rialzisti questa é un'ulteriore dimostrazione di forza. I ribassisti invece fanno notare la rottura del supporto intermedio e barriera psicologica a 2900 punti e la candela sul grafico con massimo e minimo discendenti - l'indice sembra per lo meno voler effettuare l'attesa correzione minore in direzione dei 2870 punti.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2896 punti e alle 15.50 é caduto fino a 2886 punti. Poi c'é stato un robusto rimbalzo fino ai 2900 punti che ha condizionato la chiusura in Europa. In seguito hanno nuovamente predominato i venditori. Per le 18.00 l'S&P500 é sceso sul minimo a 2885 punti. Nella seconda parte dela seduta c'é stato un lento recupero fino ai 2897 punti, una scivolata fino ai 2892 punti e un'impennata finale a 2896 punti. Notiamo che l'indice ha trascorso tutta la giornata sotto i 2900 punti. La tecnologia ha perso qualcosa in più (Nasdaq100 -0.42% a 7622 punti) ma abbiamo notato delle accelerazioni al rialzo che "puzzano" di euforia e esaurimento. Ci riferiamo in particolare a Amazon (+1.33%)AMD (+11.48%). Forse la fase di euforia che ci aspettiamo fino a metà settembre si limiterà solo a certi titoli e settori.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2446 su 4639, NH/NL a 667 su 484 (sensibile deterioramento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita di poco a 13.16 punti (+0.30) mentre la CBOE Equity put/cal ratio é rimasta piuttosto bassa a 0.59.
L'impressione é che l'America voglia svolgere una morbida correzione minore - in qualche giorno l'S&P500 dovrebbe scivolare in direzione dei 2870 punti.

Stamattina prevalgono i segni negativi. Le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei perde il -0.44%, Shanghai segue con un -1.2%. Il future sull'S&P500 é a 2892 punti (-6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3352 punti (-7 punti) - il DAX sembra invece voler ricadere a 12165 punti (-40 punti). Teoricamente i supporti sono a 3344-3350 punti di Eurostoxx50 e 12100-12120 punti di DAX - oggi verranno testati e probabilmente gli indici scenderanno più in basso. Ci sarà poi un'accelerazione o un rimbalzo? Preferiamo la variante del rimbalzo - almeno per oggi...

Commento del 4 settembre

Una giornata insignificante con alcuni rimbalzi tecnici

Ieri non é successo nulla di particolare. Gli indici azionari europei si sono mossi in pochi punti ed in maniera casuale. La borsa americana era chiusa in occasione del Labour Day e gli investitori europei, abbandonati a loro stessi, hanno preferito non prendere iniziative. L'Eurostoxx50 (+0.06% a 3395 punti) si é mosso in soli 15 punti e ha chiuso praticamente invariato. Per l'analisi tecnica una seduta insignificante e da dimenticare. Il settore delle banche ha mostrato segni di vita (SX7E +0.27% a 104.44 punti). Probabilmente si é trattato di un rimbalzo tecnico dopo che l'indice venerdì ha toccato un nuovo minimo annuale. Ieri non c'erano ragioni per ulteriori vendite e quindi sono bastati un paio di opportunisti in cerca di titoli otticamente a buon prezzo per far risalire l'indice. La buona giornata delle banche ha avuto ripercussioni in Italia. Anche la borsa italiana ha approfittato della pausa offerta dal Labour Day per un rimbalzo tecnico. Non essendoci un motivo per rompere il supporto fornito dal minimo annuale, testato venerdì, il FTSE MIB (+0.62% a 20395 punti) é risalito con modesti volumi di titoli trattati. Tecnicamente non cambia nulla - la continuazione del ribasso é solo rimandata.
Sul grafico del DAX (-0.14% a 12346 punti) é apparsa una piccola candela bianca malgrado la perdita di 17 punti. Basta guardarla e considerare gli scarsi volumi di titoli trattati per rendersi conto che ieri non é successo nulla di particolare. L'assenza degli investitori americani ha provocato una seduta senza interesse durante la quale il DAX si é mosso in soli 58 punti - l'esito finale leggermente negativo é casuale e si é concretizzato già la mattina all'apertura.
Insomma - la seduta ieri in Europa é stata noiosa e non ci  ha dato nessun nuovo elemento di analisi. Come d'abitudine quando in America la borsa é chiusa gli europei non hanno il coraggio di prendere iniziative autonome e le borse marciano sul posto. Una dimostrazione in più, se ce n'era ancora bisogno, di quanto i mercati finanziari europei dipendono dalle decisioni prese dagli americani. 
Oggi finalmente si torna alla normalità. Stamattina i guadagni del future sull'S&P500 (+7 punti a 2909 punti) stanno dando un'intonazione positiva ai mercati. Il Nikkei ha chiuso quasi in pari (-0.10%) mentre Shanghai fà un balzo del +1.1%. L'Eurostoxx50 vale ora 3400 punti. Le borse europee apriranno con plusvalenze sui +0.1%/+0.2%. Non pensiamo che possano salire molto più in alto poiché nelle notizie non notiamo nulla che possa oggi stimolare la fantasia degli investitori ed indurli a comperare.

Aggiornamento del 3 settembre

Labour Day

Oggi in America la borsa é chiusa in occasione della festa del lavoro. Come spesso succede in questi casi i mercati finanziari fanno una pausa. Mancando le indicazioni fornite normalmente dagli americani gli altri non sanno cosa fare. Il future sull'S&P500 é a 2904 punti - -2 punti rispetto alla chiusura di venerdì e 2 punti sopra la chiusura ufficiale dell'indice di settimana scorsa (2901.59 punti). Le borse asiatiche sono in leggero calo - il Nikkei ha perso il -0.59% - Shanghai lascia al momento un -0.2% sul terreno. L'Eurostoxx50 vale ora 3385 punti - le borse europee apriranno con minusvalenze intorno al -0.2%. Le premesse sono per una seduta leggermente negativa - gli indici azionari scenderanno sotto il minimo di settimana scorsa e proseguiranno la correzione. Non ci aspettiamo però un'ondata di vendite.
La pausa in America ci permette di analizzare con calma il mercato e di riflettere. Vediamo molti aspetti che tendono a confermare il nostro scenario per i prossimi mesi. La borsa americana sembra preparare un'accelerazione di tipo esaustivo verso un massimo significativo. Guardate ad esempio il grafico settimanale di Apple - la società più grande al mondo in termini di capitalizzazione (1111 Mia di USD) e leader del settore tecnologico. L'accelerazione del rialzo da inizio agosto é evidente - il ritmo di apprezzamento é insostenibile - il trend deve giungere alla fine. Lo stesso effetto lo si può osservare sul grafico mensile di Amazon (974 Mia di USD di capitalizzazione in borsa). Tutto questo ci ricorda molto la bolla speculativa di Internet e la fase finale del bull market nel 1999-marzo 2000. È impossibile determinare con precisione quando il mercato raggiungerà il top - i sintomi però ci sono quasi tutti - manca euforia.

Commento del 1-2 settembre

Da inizio anno S&P500 +8.52% / Eurostoxx50 -3.23% - le tendenze divergenti permangono

I mercati finanziari europei presentano dei tipici sintomi di stress. Il future sul Bund (+0.12% a 163.14) si trova ad un punto dal massimo storico - l'obbligazione decennale della Germania rende il 0.33%. Il Franco svizzero si rafforza - quest'anno il cambio EUR/CHF é salito ad aprile fino a 1.20. Da quel momento non ha fatto che scivolare verso il basso - una settimana fà era a 1.1429 - venerdì si é fermato a 1.1241. L'indice delle banche europee SX7E (-0.84% a 104.16 punti) venerdì ha toccato un nuovo minimo annuale a 103.89 punti. Insomma - gli investitori comprano la sicurezza rappresentata dai tipici beni rifugio Bund e CHF - vendono invece il settore maggiormente a rischio in caso di crisi economica e/o di un attacco di tipo speculativo nei riguardi di Paesi fortemente indebitati e non intenzionati a controllare l'espansione della spesa pubblica. Ovviamente nel secondo scenario ci riferiamo particolarmente all'Italia - venerdì il FTSE MIB é caduto a 20269 punti (-1.10%) - ha toccato un minimo giornaliero a 20243 punti - il minimo annuale a 20236 punti non é stato superato per poco. Non possiamo però che ripetere il nostro avvertimento. Un nuovo record negativo é inevitabile - l'obiettivo a corto termine é a 20000 punti - quello a medio termine, che abbiamo già indicato ad inizio agosto, é a 17500-18000 punti.
All'orizzonte si profila in Europa una crisi del debito sovrano. Teniamo d'occhio gli spreads.
Ad un'Europa che lentamente sta scivolando verso il basso si contrappone un'America che si presenta ancora in ottima forma. Ci riferiamo sia all'economia che alla borsa che passa da un record al successivo. Settimana scorsa i maggiori indici azionari hanno raggiunto dei nuovi massimi storici. Mercoledì l'S&P500 (+0.01% a 2901.59 punti) ha toccato un record a 2916.50 punti. Giovedì hanno seguito Nasdaq Composite e Nasdaq100 (+0.15% a 7654 punti) - quest'ultimo indice, che raggruppa le maggiori società tecnologiche ha toccato i 7691 punti - infine venerdì, in una giornata relativamente tranquilla e neutra, l'indice delle piccole e medie imprese Russell2000 (+0.48%) ha fatto segnare un nuovo record storico. All'appello manca solo ancora il DJ Industrial (-0.09% a 25064 punti) il cui massimo storico (26616 punti) risale a gennaio.
La settimana appena trascorsa ha visto riaffiorare una situazione tecnica che abbiamo già più volte descritto quest'anno. La borsa americana si trova in una fase di debole ma costante e solido rialzo. Il 58.5% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni - il Bullish Percent Index sul NYSE é a 60.62. La tecnologia trascina i listini (Nasdaq Composite / performance 2018 +17.47%). Questa tendenza di fondo non sembra in pericolo malgrado che la partecipazione al rialzo é mediocre. La pausa di giovedì e venerdì ha permesso di riassorbire l'ipercomperato di cortissimo termine. Come spiegato nel commento di venerdì scorso non sappiamo se l'S&P500 può ripartire al rialzo già dai 2900 punti o se deve svolgere una correzione minore fino ai 2870 punri prima di andare a caccia di un nuovo record storico. In fondo questo non é molto importante. Sappiamo però che questo rialzo non é finito e teoricamente l'S&P500 può salire fino a metà settembre fino ai 3000 punti prima che il movimento si esaurisca nell'euforia generale. Senza euforia non ci sarà un top definitivo - l'alternativa é una lunga distribuzione ma per ora non sembra che il mercato scelga questa via.
America e Europa non possono divergere completamente. È improbabile che se l'Europa in autunno sprofonda in una crisi la borsa americana possa ignorare il problema e continuare a salire. Come abbiamo accennato nel commento di giovedì ci aspettiamo di conseguenza che nel mese di settembre si profili una nuovo soluzione rispetto alla combinazione attuale di rialzo in America e trend neutro in Europa. Dovendo azzardare un'ipotesi pensiamo che questa situazione possa perdurare ancora un paio di settimane - nel frattempo l'S&P500 dovrebbe salire su un nuovo massimo storico - i 3000 punti sembrano lontani ma non sono un'obiettivo irraggiungibile - in fondo mancano solo 100 punti che a questo punto rappresentano "solo" un +3.4%. In caso di accelerazione finale di tipo esaustivo un movimento del genere in una decina di sedute é possibile. È meglio evitare di shortare un mercato tecnicamente così forte cercando di anticipare un massimo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.07% a 3393 punti
DAX                         -0.25% a 12364 punti
SMI                          -0.88% a 8973 punti
FTSE MIB                  -2.28% a 20269 punti
S&P500                    +0.93% a 2901.59 punti
Nasdaq100               +2.26% a 7654 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta negativa (Eurostoxx50 -1.11% a 3393 punti) mentre l'America ha marciato sul posto (S&P500 +0.01% a 2901.59 punti). Evidentemente gli investitori giudicano che l'Europa viene maggiormente toccata dalla crisi della Lira turca (e in generale delle economie emergenti che soffrono il deflusso di USD causato dal drenaggio effettuato dalla FED) e dalla guerra commerciale scatenata da Donald Trump. Mercoledì gli Stati Uniti hanno comunicato che la crescita del PIL nel secondo trimestre é stata del +4.2%! Venerdì invece l'Europa ha pubblicato un dato sull'inflazione ad agosto (+2% / core +1.0%) che presuppone un rallentamento della crescita economica. I dati sono eloquenti. Tornando la seduta di venerdì la buona apertura a New York ha permesso alle borse europee di recuperare ma non di evitare la chiusura in netta perdita e sui minimi settimanali. Le borse europee stanno nuovamente correggendo e sono in avanti nel ciclo - le RSI sono sui 40-45 punti (FTSE MIB a 33 punti) mentre la RSI giornaliera dell'S&P500 é a 66.34 punti (Nasdaq100 a 70.15 punti).
Mentre le borse europee stanno andando a ritestare i minimi (e supporti) di luglio e agosto la borsa americana migliora i massimi storici. Una rottura al ribasso delle borse europee é solamente una questione di tempo - dipendono però dal comportamento della borsa americana. Concretamente se nelle prossime due settimane l'S&P500 va a caccia di nuovi record é molto probabile che la tendenza generale delle borse europee resti neutra e che i supporti di luglio e agosto di Eurostoxx50 e DAX reggano. La rottura al ribasso dell'indice delle banche SE7E e la vicina rottura del supporto costituito dal minimo annuale sul FTSE MIB mostrano però che il destino dei listini europei a medio termine é segnato.

Venerdì la borsa americana ha avuto una seduta neutra. L'S&P500 non si é mosso, Il Nasdaq100 ha guadagnato 12 punti, il Russell2000 é salito del +0.48%. La risposta americana alla caduta in Europa é stata nuovamente positiva ed é da considerarsi come una dimostrazione di forza.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2897 punti. All'inizio é salito a 2906 punti di massimo ma poi é ricaduto sul minimo a 2891 punti. Da metà giornata l'indice ha recuperato in maniera irregolare e ha chiuso invariato a 2901.59 punti. La seduta al NYSE é stata leggermente positiva con A/D a 3919 su 3059, NH/NL a 558 su 304 (troppi pochi nuovi massimi a 30 giorni!) e volume relativo a 0.95. La partecipazione al rialzo é miserabile ma questo rende solo il movimento fragile e a rischio - non costituisce una divergenza tale da rappresentare un segnale di vendita. La volatilità VIX é scesa a 12.86 punti (-0.67) mentre la CBOE Equity put/call ratio (0.63) é tornata sulla media di lungo periodo. A livello di sentiment c'é ottimismo ma non ancora euforia.
Alle 22.00 il future sull'S&P500 ha chiuso a 2906 punti - l'Eurostoxx50 valeva 3392 punti (invariato). Probabilmente la giornata di lunedì inizierà con indici azionari invariati. Considerando che lunedì la borsa americana é chiusa in occasione del Labour Day la seduta in Europa rischia di essere tranquilla e senza grandi movimenti. Ne riparliamo domani mattina. La debole chiusura di venerdì é però il sintomo di un male più profondo che potrebbe riapparire già all'inizio di settimana prossima. In effetti c'é un particolare che abbiamo dimenticato di citare - i volumi di titoli trattati venerdì in Europa erano in netto aumento. Sembra esserci una certa pressione di vendita che rischia di far cadere le borse europee prima di quanto prevediamo noi. Se in America é ancora meglio evitare i short in Europa é rischioso andare long credendo che i nuovi massimi storici di S&P500 e colleghi costituiscano una rete di sostegno.

Commento del 31 agosto

Lira turca di nuovo a picco - banche europee (SX7E) sul minimo annuale - il resto corregge con l'Italia in prima fila

Ieri é riapparso lo spettro della crisi della Lira turca. Da giorni sotto pressione ieri la Lira turca ha di nuovo sfiorato i minimi annuali del 12-13 agosto e ovviamente le borse hanno reagito negativamente. Le vendite non hanno però travolto i listini ma si sono unicamente concentrate sulle azioni della banche europee (SX7E -1.56% a 105.04 punti - minimo annuale a 104.93 punti il 20 agosto) - l'indice SX7E é ricaduto sul minimo annuale e ha chiuso sul minimo giornaliero. Le borse europee hanno avuto una seduta negativa e l'Eurostoxx50 é sceso a 3431 punti (-0.73%). Non si é però ripetuto il panico di metà agosto - gli indici hanno chiuso lontano dai minimi giornalieri e con moderate perdite. Solo il FTSE MIB (-1.28% a 20495 punti) ha perso decisamente più dell'1% e questo non é di certo una sorpresa. Il settore finanziario domina l'indice e di per sé la borsa italiana é già relativamente debole. È quindi logico che in una giornata del genere la borsa italiana sia stata quella a subire le maggiori perdite - il minimo annuale si riavvicina.
Anche la borsa americana ha avuto una seduta negativa. Considerando però le circostanze e l'evidente ipercomperato l'S&P500 (-0.44% a 2901.13 punti) se l'é cavata egregiamente. Ha perso solo 13 punti e ha chiuso sopra la barriera psicologica dei 2900 punti. Questa buona prestazione conferma che la tendenza resta molto probabilmente al rialzo. Se come sembra l'S&P500 sta semplicemente consolidando doveva scendere fino ai 2900 punti per poi ripartire al rialzo. La seduta di ieri potrebbe essere stata sufficiente per eliminare l'ipercomperato e permettere all'indice di ricominciare a salire. L'alternativa é che il consolidamento deve durare più a lungo. Cambia poco. In questo caso l'S&P500 potrebbe ridiscendere fino a circa 2870 punti (test dall'alto del massimo di gennaio e chiusura del gap di lunedì) prima di ricominciare a salire verso la metà di settimana prossima.

Ieri mattina dopo l'apertura un'ondata di vendite ha travolto le borse europee. Alle 10.50 però la caduta degli indici si é fermata come per incanto, c'é stato un recupero e poi le borse sono semplicemente oscillate in laterale fino alla chiusura. L'Eurostoxx50 é caduto fino ad un minimo a 3423 punti ed ha terminato la giornata a 3431 punti (-0.73%). Evidentemente gli investitori agiscono ora in maniera più oculata e sanno che le conseguenze della crisi turca per l'economia europea sono modeste. I rischi sono concentrati nel sistema bancario ed é quindi comprensibile che le vendite si siano infine accentrate su questo settore. La situazione tecnica di SX7E e FTSE MIB (-1.28% a 20495 punti) e simile. Per entrambi gli indici un nuovo minimo annuale é solo questione di tempo.
Il DAX tedesco é caduto fino ai 12400 punti e ha chiuso a 12494 punti (-0.54%). Il DAX non sembra ancora voler correggere. Crediamo che nei prossimi giorni distribuirà sui 12400-12600 punti. Una salita a breve fino ai 12750-12800 punti é ancora possibile ma molto dipende dagli Stati Uniti. Difficile dire fino a dove salirà il DAX se l'S&P500 si impenna fino ai 2930 punti.

Mercoledì l'S&P500 era salito fino ad un nuovo record storico a 2916 e aveva chiuso in ipercomperato (RSI a 71.79 punti) a 2914 punti. È quindi normale che ieri abbia avuto una seduta negativa. Il quadro generale resta però decisamente costruttivo. Ieri il Nasdaq100 ha toccato un nuovo massimo storico a 7691 punti prima di essere costretto a cedere e tornare a 7642 punti (-0.23%). L'S&P500 (-0.44% a 2901.13 punti) ha perso meno di quanto aveva guadagnato mercoledì e ha chiuso sopra i 2900 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2908 punti e nelle prime ore é oscillato in laterale in pochi punti toccando un massimo a 2912 punti. Per la chiusura in Europa é sceso a 2904 punti ma poi é tornato a veleggiare sui 2912 punti. Solo verso le 20.00 c'é stato un vuoto d'aria che in due ondate ha fatto cadere l'indice a 2895 punti. Sul finale l'S&P500 si é nuovamente issato a 2901 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2312 su 4665, NH/NL a 562 su 293 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é balzata a 13.53 punti (+1.28) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta bassa a 0.58. Siamo convinti che a corto termine ci debba essere ancora una spinta di rialzo in direzione dei 2920-2930 punti - in quella occasione dovrebbe apparire euforia (VIX sotto i 12 punti, p/c ratio sotto i 0.5). A quel punto potrà iniziare un'ampia correzione che potrebbe durare fino a metà ottobre.
La seduta negativa ha avuto il vantaggio di far rientrare l'S&P500 all'interno delle Bollinger Bands (livello superiore a 2910 punti) e di diminuire l'ipercomperato (RSI a 66.26 punti) - il freno causato da questo effetto é stato a breve eliminato.

Stamattina scriviamo il commento molto presto. Il Nikkei tratta ancora - adesso é praticamente in pari (+0.04%). Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 recupera a 2902 punti (+1 punto). Per saldo le borse europee dovrebbero aprire in leggero calo. Ci aspettiamo che l'Eurostoxx50 riprenda le contrattazioni sui 3425 punti - in generale le borse europee perderanno all'inizio un -0.2%. La settimana é stata finora positiva e non crediamo che debba finire male. Ci aspettiamo di conseguenza che le borse europee chiudano oggi praticamente in pari mentre in America l'S&P500 potrebbe guadagnare una manciata di punti. Turchia permettendo...

Commento del 30 agosto

La borsa americana deve consolidare ma il rialzo non é finito - l'Europa é affaticata

Ieri gli indici azionari hanno ancora guadagnato terreno. Europa ed America hanno però mostrato due volti distinti. Eurostoxx50 (+0.25% a 3456 punti) e colleghi hanno faticato. Dopo una buona apertura sono ricaduti in negativo e solo grazie ad un buon inizio di seduta a Wall Street nel pomeriggio hanno recuperato e chiuso in guadagno e vicino al massimo giornaliero. Non hanno però migliorato il massimo di martedì e hanno unicamente recuperato le perdite del giorno precedente senza fare ulteriori progressi.
L'S&P500 (+0.57% a 2914.04 punti) é invece salito decisamente su un nuovo massimo storico con il robusto appoggio da parte del settore tecnologico (Nasdaq100 +1.19% a 7660 punti). Il movimento di rialzo in America é ora troppo esteso (RSI sopra i 70 punti e candele da giorni al di fuori del limite superiore delle Bollinger Bands) e necessita urgentemente di una pausa di consolidamento. L'impressione é però che il rialzo a corto termine non é finito. Manca euforia e/o un'accelerazione per esaurire la spinta. Il fatto però che ieri siano stati i soliti nomi (Apple +1.49%, Amazon +3.38%) a trascinare il rialzo ci dice che sono solo ormai soprattutto i piccoli investitori retail a comperare - la partecipazione é in generale mediocre - a corto termine il rialzo é praticamente finito - confermiamo l'obiettivo a 2920-2930 punti indicato ieri.
L'Eurostoxx50 (+0.25% a 3456 punti) ha aperto in pari a 3448 punti. La mattina é sceso a 3438 punti di minimo e solo nel pomeriggio ha recuperato. Grazie ad un balzo di 18 punti dell'S&P500 su un nuovo massimo storico la sera l'Eurostoxx50 é riuscito a chiudere sul massimo giornaliero e con un modesto guadagno. L'indice ha recuperato la perdita di martedì - una prestazione deludente se paragonata a quella degli Stati Uniti. L'Europa si ferma mentre Wall Street prosegue la sua corsa - é una situazione già vista quest'anno e che é sfociata in una importante correzione. L'indice delle banche SX7E (+0.36% a 106.70 punti) ha fatto il suo dovere e nulla più.
Il cambio EUR/USD é lievitato a 1.1700. Dove sono i guru che prevedevano quest'anno un cambio a 1 e giubilavano quando la crisi turca ha provocato un fugace vuoto d'aria fino a 1.13? Ci piacerebbe sapere ora la loro opinione. La nostra é conosciuta - uscire dal range 1.15-1.18 sarà difficile e a breve impossibile.
Il DAX (+0.27% a 12561 punti) ha guadagnato 34 punti ma ha deluso. Mentre la borsa americana si involava il DAX marciava sul posto - ha chiuso ieri sera sul livello d'apertura. Le borse europee con il DAX in testa continuano a sottoperformare rispetto all'America e la tendenza di fondo é neutra. Appena a Wall Street si profilerà una correzione le borse europee si tufferanno. A breve il DAX può ancora salire fin verso i 12800 punti. L'alternativa é che l'indice si fermi sui 12600 punti e cominci a correggere già da questo livello.
Il FTSE MIB (+0.68% a 20760 punti) ha avuto una buona giornata ma questa prestazione sembra casuale e non basta a compensare la perdita di martedì (-0.85%). 

Di tutt'altro tono é stata la seduta a Wall Street. Chi come noi si aspettava che i 2900 punti di S&P500 fossero un ostacolo che potesse essere superato solo dopo un certo lavoro si é sbagliato. L'S&P500 ha aperto a 2899 punti e dopo una breve esitazione e una discesa a 2898 punti di minimo é ripartito con decisione al rialzo. Per le 17.30 e la chiusura in Europa ha raggiunto i 2915 punti. Poi, come nelle precedenti sedute, si é limitato a oscillare in pochi punti con modesti volumi. Si é mosso tra i 2910 ed i 2916.50 (nuovo record storico) punti e ha chiuso a 2914.04 punti. La RSI giornaliera é a 71.79 punti - il limite superiore delle BB scorre a 2904 punti - l'indice é ipercomperato. Il Nasdaq100 (+1.19% a 7660 punti) si é comportato in maniera simile e ha trascinato i listini con una netta sovraperformance. Ha toccato un nuovo record a 7762 punti - la RSI é a 71.66 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4414 su 2527, NH/NL a 697 su 220 (i nuovi massimi a 30 giorni sono decisamente troppo pochi!) e volume relativo a 0.85 (i volumi di titoli trattati sono deludenti). La volatilità VIX é scesa a 12.25 punti (-0.25). Per il terzo giorno consecutivo la CBOE Equity put/call ratio (0.55) é rimasta sotto i 0.60 ma non é scesa sotto i 0.50 come speravamo. La costellazione tecnica favorisce ora una pausa di consolidamento. Manca però ancora una spinta di esaurimento.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha guadagnato il +0.11% - Shanghai perde il -0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2911 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3448 punti. Da giorni l'Eurostoxx50 balla intorno ai 3450 punti e anche oggi non dovrebbe allontanarsi di molto da questo livello.

Commento del 29 agosto

I 2900 punti bloccano il rialzo dell'S&P500 e dell'Europa - consolidamento o correzione ?

Ieri il rialzo delle borse si é bloccato. Per le borse europee questo ha significato una seduta leggermente negativa dopo nuovi massimi marginali di periodo. In America invece l'S&P500 (+0.03% a 2897.52 punti) ha toccato un nuovo record storico a 2903.77 punti e ha chiuso senza sostanziali variazioni. Non si può ancora dire se le borse stanno solo consolidando prima di continuare il rialzo o se stanno preparando una correzione minore. Gli indicatori non danno nessun segnale di vendita e non mostrano significative divergenze. Possiamo (e dobbiamo) però fare delle ipotesi paragonando la costellazione tecnica attuale con esempi del passato. Considerando gli sbalzi nel momentum, la scarsa partecipazione e la mancanza di euforia a livello di sentiment crediamo che l'S&P500 debba ancora salire 20 - 30 punti prima di essere maturo per una correzione. Non sembra che la borsa americana voglia ripetere il rally di gennaio poiché il Money Flow é irregolare.
Facciamo fatica a conciliare alcuni fattori. Il FTSE MIB (-0.85% a 20620 punti) é pronto per inabissarsi malgrado che a breve sembra ancora in grado di difendere il minimo annuale a 20236 punti. Se la borsa italiana a settembre va a picco significa che in Europa ci sarà una crisi - in questo caso é improbabile che l'Eurostoxx50 possa salire. Se le prospettive a medio termine in Europa sono negative é possibile che il rialzo in America prosegua senza importanti correzioni? Difficile. A questo punto é probabile che a settembre ci sia una correzione più importante che rispettando gli aspetti stagionali duri fino a metà ottobre. Meglio essere prudenti.
Sul grafico dell'Eurostoxx50 (-0.24% a 3447 punti) ieri é apparsa la prima candela rossa da giorni dopo che l'indice ha toccato un nuovo massimo di periodo a 3463 punti. L'Eurostoxx50 ha perso 9 punti. Il rialzo si é fermato perché l'S&P500 si é bloccato a ridosso dei 2900 punti. La perdita é stata causata del calo delle azioni delle banche (SX7E -0.91% a 106.32 punti) e dalla debolezza della borsa italiana (FTSE MIB -0.85%). No comment - i soliti e conosciuti problemi permangono.
Il DAX (-0.09% a 12527 punti) la mattina ha toccato un nuovo massimo di periodo a 12597 punti. Poi si é fermato, é ricaduto e ha chiuso in negativo e sotto il livello d'apertura. Sul grafico appare la prima candela rossa da giorni. Anche il DAX ha cominciato a consolidare a causa del fatto che l'S&P500 si é fermato a ridosso dei 2900 punti. Non si può ancora dire se l'indice farà una semplice pausa nel rialzo e se farà una correzione minore fino ai 12400 punti.
La borsa italiana ha avuto un'altra seduta deludente durante la quale il FTSE MIB (-0.85% a 20620 punti) ha sottoperformato il resto dell'Europa e ha perso 177 punti. La tendenza a medio termine é al ribasso e un nuovo minimo annuale é solo una questione di tempo.
L'unico aspetto positivo é che la spinta di ribasso che farà cadere il FTSE MIB sotto i 20250 punti non sembra imminente.

Ieri l'S&P500 ha nuovamente aperto in gap up a 2902 punti. L'indice é salito fino al nuovo massimo storico a 2903.77 punti ma poi é ricaduto e verso le 18.00 ha toccato il minimo giornaliero a 2893 punti. In seguito si é mosso intorno ai 2898 punti e ha chiuso praticamente invariato a 2897.52 punti. Il Nasdaq100 si é comportato in maniera simile - ha toccato un nuovo record storico a 7588 punti e ha chiuso a 7570 punti (+0.15%). La seduta al NYSE é stata leggermente negativa (strano considerando che il Russell2000 (+0.02%) non si é mosso) con A/D a 3173 su 3771, NH/NL a 604 su 215 (pericoloso deterioramento) e volume relativo a 0.8 (deludente! - i volumi non confermano la rottura al rialzo). La volatilità VIX é salita a 12.50 punti (+0.34) mentre la CBOE Equity put/call ratio (0.53) non é scesa sotto i 0.50 come speravamo. Insomma - il motore del rialzo della borsa americana balzella e perde giri ma riesce ancora a far fare progressi agli indici azionari. Manca ancora quella euforia necessaria per un massimo significativo. Il limite superiore delle BB é a 2895 punti. L'impressione é che ci possono ancora essere alcune sedute di modesti rialzi prima di una correzione. I dettagli verranno decisi dagli avvenimenti. Sarà una notizia negativa a scatenare le vendite.

Stamattina non appare nulla di nuovo. Le borse asiatiche sono miste e poco mosse (Nikkei +0.2%, Shanghai -0.3%). Il future sull'S&P500 sale a 2904 punti (+5 punti). È ancora troppo presto (07.30) per avere indicazioni precise sull'Eurostoxx50. Stimiamo però che l'indice aprirà alle 09.00 sui 3454 punti. Le premesse sono per una seduta in trading range. L'esito finale é incerto. Pensiamo che la seduta possa essere positiva ma difficilmente l'Eurostoxx50 guadagnerà più di un +0.3%.

Commento del 28 agosto

Anche il Nasdaq100 partecipa alla festa - momentum in aumento

Le borse hanno iniziato la settimana con un'altra seduta positiva. In Europa i maggiori indici azionari hanno fatto registrare nuovi massimi di periodo nettamente sopra i nostri obiettivi originali per un rimbalzo. Questo significa che il rialzo a corto termine continua e per il momento non siamo in grado di dire quando e dove si fermerà - dipende dall'America. A Wall Street l'S&P500 (+0.77% a 2896.74 punti) ha toccato un nuovo record storico a 2898.25 punti ed é già arrivato a ridosso del prossimo obiettivo a 2900 punti. Qui c'é una resistenza data dalla linea di trend ascendente (vedi video) - inoltre l'S&P500 si trova ora sopra il limite superiore delle Bollinger Bands a 2887 punti - di conseguenza molti si aspettano che ora il rialzo faccia un'altra pausa e ci sia un consolidamento o una correzione intermedia. Attenzione però che questa correzione non sembra necessaria - ieri il Nasdaq100 (+0.98% a 7559 punti) ha raggiunto un nuovo massimo storico. Almeno fino ai 7600 punti ha via libera. La tecnologia sembra riprendere la leadership e con il sostegno dei semiconduttori (SOX +1.57%) può nuovamente trascinare Wall Street al rialzo. Il momentum sull'S&P500 é in aumento come se improvvisamente stessero affluendo capitali freschi sul mercato azionario. Di conseguenza é molto probabile che l'S&P500 continui la sua corsa e che ci sia almeno un balzo sopra i 2900 punti. A livello di sentiment vediamo strasbordante ottimismo ma manca ancora quell'euforia necessaria per un massimo significativo sull'S&P500 e un'inversione di tendenza. Molti shortisti, che erano convinti che l'oscillazione tra i 2800 ed i 2860 punti sarebbe continuata ancora per settimane, sono in difficoltà e devono coprire - questo potrebbe impedire a breve sensibili correzioni.

L'Eurostoxx50 ha trascoso gran parte della giornata sui 3440 punti. Solo sul finale ha seguito New York ed é ancora salito a 3456 punti (+0.83%). Le analogie tra la situazione attuale e quella di inizio luglio si moltiplicano. L'Eurostoxx50 non mostra segni di stanchezza e "tallona" la borsa americana. Preferiamo ora attendere segnali di un massimo imminente prima di prevedere l'inizio di una correzione. A luglio l'Eurostoxx50 aveva avuto un consolidamento a partire dai 3475 punti prima di continuare a salire - meglio non escludere questa eventualità molto bullish visto che l'indice non é ancora ipercomperato e teoricamente ha spazio verso l'alto. L'indice delle banche SX7E (+0.65% a 107.30 punti) fatica in fondo al plotone ma segue.
Il DAX (+1.16% a 12538 punti) si é comportato in maniera simile e ha dato una dimostrazione di forza. Ha guadagnato 143 punti e ha chiuso ieri sera sul massimo e sopra la MM a 50 giorni. Pensavamo che si fermasse almeno a 12500 punti ed evidentemente ci siamo sbagliati. Ora é meglio stare a guardare prima di tentare di prevedere una correzione. I volumi di titoli trattati sono bassi e in calo ma la tendenza é evidente e non và combattuta malgrado questa divergenza a livello di partecipazione. Da come si mettono le cose il DAX potrebbe salire senza pause fino ai 12800 punti.
Solo la borsa italiana é ancora a corto d'ossigeno. Ieri il FTSE MIB (+0.27% a 20797 punti) ha guadagnato 55 punti ma c'é poco da rallegrarsi. L'indice ha trascorso gran parte della giornata in negativo e solo  la sera, quando ormai tutto era al rialzo é riuscito a riemergere. Ha però ancora una volta mostrato debolezza relativa poiché percentualmente ha perso terreno in relazione all'Eurostoxx50 (+0.83%). Il FTSE MIB é il grande malato d'Europa. Starà a galla fino a quando prosegue il rialzo di corto termine trascinato da Wall Street ma poi si inabisserà. Pensiamo che questo avverrà già nel mese di settembre. Ripetiamo che a breve può rimbalzare fino ai 21250 punti.

A Wall Street il rialzo é continuato sullo slancio fornito dal discorso di Jerome Powell a Jackon Hole. A questo si é aggiunta ieri la notizia che Stati Uniti e Messico sono pronti a siglare un nuovo accordo commerciale. In realtà si tratta di un'altro bluff di Donald Trump poiché le novità di rilievo sono poche. Il vecchio accordo NAFTA che comprende anche il Canada vale ancora e non é ancora stato annullato dal Congresso. Un mercato al rialzo é però sembra incline ad onorare notizie positive e ignorare quelle negative.
L'S&P500 ha così aperto in gap up a 2889 punti, é brevemente sceso a 2887 punti ed é poi salito a 2895 punti verso le 16.30. In seguito, come venerdì, non é più successo nulla. L'indice si é mosso tra i 2891 ed i 2898 punti ed ha chiuso a 2896.74 punti (+0.77%). Il gap é rimasto aperto e sembra accelerazione e non esaurimento. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4410 su 2580, NH/NL a 860 su 177 (migliora ma non é ancora ottimale) e volume relativo a 0.9. I dati sono buoni ma non eccezionali - per questo non pensiamo che si tratti di un'accelerazione di tipo esaustivo. La volatilità VIX é salita a 12.16 punti (+0.17) mentre la CBOE Equity put/call ratio é a 0.53. Attendiamo una p/c ratio sotto i 0.50 per poter annunciare l'imminenza di una correzione (minore).
Riassumendo il rialzo domina e per il momento malgrado gli eccessi non esiste nessuna ragione per tentare di opporsi aprendo posizioni short. Fondamentalmente il mercato azionario americano é oscenamente caro ma fino a quando il circolo virtuoso continua é improbabile si formino le premesse per un ribasso.

Stamattina prevalgono ancora i segnali positivi malgrado che il future sull'S&P500 (2898 punti , +1 punto) mostri rispetto di fronte alla barriera dei 2900 punti. Il Nikkei ha guadagnato il +0.10% - Shanghai al momento é in calo del -0.2%. L'Eurostoxx50 vale ora 3460 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Probabilmente si fermeranno in attesa di capire le intenzioni degli americani.

Aggiornamento del 27 agosto

Jerome Powell a Jackson Hole promette stabilità e rassicura gli investitori

Venerdì sera Jerome Powell ha tenuto il suo atteso discorso a Jackson Hole. Il responsabile della FED ha ripetuto i principi che guidano l'attuale politica monetaria americana - la crescita economica deve essere accompagata da un graduale aumento dei tassi d'interesse e da un lento ritorno alla normalità attraverso una regolare riduzione della somma di bilancio della Banca Centrale. Questa affermazioni non contengono nulla di nuovo ma hanno servito allo scopo di rassicurare gli investitori. In fondo con questa politica monetaria, economia e borsa si sono finora sviluppate in maniera positiva e questo dovrebbe proseguire anche nel futuro. Questa promessa di continuità ha permesso la salita della borsa americana venerdì sera su un nuovo massimo storico e provoca stamattina un ulteriore balzo del future sull'S&P500 a 2882 punti (+6 punti).
Naturalmente anche le borse asiatiche e quelle europee rispondono in maniera positiva. Il Nikkei ha guadagnato il +0.92% - Shanghai sale del +1.7%. L'Eurostoxx50 vale ora 3444 punti (+17 punti, ca. +0.5%) - il DAX veleggia sui 12460 punti. Evidentemente le borse hanno voglia di salire e per ora non siamo in grado di dire quando e dove termineranno la loro corsa. Le prossime evidenti resistenze su Eurostoxx50 e DAX si trovano rispettivamente a 3450 e 12500 punti. Sullo slancio questi obiettivi verranno probabilmente raggiunti stamattina. È difficile che oggi le borse europee possano fare meglio.

Commento del 25-26 agosto

Nuovo record storico dell'S&P500 a 2876.16 punti - rialzo debole ma ancora dominante

Settimana scorsa ci aspettavamo l'inizio di una correzione minore dell'S&P500 dai 2850+ punti. Ci siamo sbagliati - l'S&P500 ha superato i 2850 punti lunedì, ha toccato martedì un nuovo massimo storico a 2873 punti, ha consolidato due giorni sopra i 2850 punti e venerdì ha ricominciato a salire raggiungendo un nuovo record storico a 2876.16 punti - ha chiuso poco sotto a 2874.69 punti (+0.62%). Per fortuna ci eravamo accorti che l'S&P500 non dava segni di debolezza e in assenza di eccessi e divergenze abbiamo subito dichiarato che la pausa era probabilmente un consolidamento, che il rialzo poteva continuare e non c'erano ragioni per aprire posizioni short contro il trend dominante. In effetti la tendenza di fondo della borsa americana resta debolmente ma saldamente al rialzo con il 57.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 59.30. Come sapere un nuovo massimo é sempre una conferma che il trend é al rialzo. Per ora non abbiamo nessun segnale di eccesso che potrebbe indurci a prevedere un'imminente inversione di tendenza. L'S&P500 é 75 punti sopra la MM a 50 giorni e 152 sopra quella a 200 giorni - la RSI giornaliera é a 63.88 punti mentre quella settimanale é a 66.17 punti (sotto i 70 punti che rappresentano l'ipercomperato). Le Bollinger Bands scorrono a 2803 - 2880 punti. La volatilità VIX é scesa a 11.99 punti (-0.42) mentre la CBOE Equity put call ratio ha terminato la giornata di venerdì a 0.57. C'é la solita combinazione di (quasi) ipercomperato, (quasi) eccesso di rialzo e forte ottimismo da parte degli investitori. Nessun indicatore ha però raggiunto livelli d'allarme e l'ottimismo non é ancora euforia. Questo significa che il rialzo può continuare al piccolo trotto in direzione dei 2900 punti anche perché la tecnologia (Nasdaq100 +0.96% a 7485 punti) ha ritrovato abbastanza forza per accompagnare e sostenere il rialzo senza più essere forza trainante.
Ovviamente in questa situazione le borse europee settimana scorsa sono rimbalzate in maniera più estesa del previsto e non hanno (ancora) ricominciato a correggere. La tendenza di fondo in Europa é però neutra e aspettiamo solo un cedimento a Wall Street per poter osservare una ripresa del ribasso.
Riassumendo il rialzo in America non é forte e dinamico ma secondo quanto vediamo finora a livello tecnico può continuare. Non vediamo rischi di ribasso. Se Wall Street sale l'Europa segue a distanza.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.67% a 3427 punti
DAX                         +1.51% a 12394 punti
SMI                          +0.54% a 9051 punti
FTSE MIB                  +1.60% a 20742 punti
S&P500                    +0.86% a 2874.69 punti (nuovo massimo storico a 2876.16 punti)
Nasdaq100               +1.46% a 7485 punti

Venerdì la seduta in Europa si é svolta come preventivato. È stata una copia delle due precedenti sedute con modesti guadagni, candele bianche sui grafici e un nuovo massimo marginale di periodo. L'Eurostoxx50 é salito fino a 3436 punti e ha chiuso a 3427 punti (+0.24%). Il DAX lo ha imitato con un +0.23% a 12394 punti. Solo il FTSE MIB si é comportato meglio (+0.65% a 20742 punti) - questa lieve sovraperformance ha però unicamente permesso alla borsa italiana di avere la stessa performance settimane degli altri indici. Dal settore bancario (SX7E +0.05% a 106.61 punti) non é arrivato nessun sostegno particolare.
Malgrado la buona seduta a New York l'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva solo 3430 punti.

Tra mercoledì e giovedì ci eravamo accorti che l'S&P500 stava solo consolidando e non iniziando a correggere. Malgrado che le premesse per la seduta di venerdì fossero positive non ci aspettavamo che l'S&P500 potesse salire direttamente su un nuovo massimo storico.
L'indice ha aperto a 2865 punti e dopo una breve caduta fino ai 2862 punti é salito per le 18.00 a 2876 punti. Da questo record l'S&P500 non si é più mosso - il resto della seduta é stato surreale. Fino alla chiusura l'S&P500 si é mosso tra i 2871 ed i 2876 punti e ha chiuso a 2874.69 punti con bassi volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.75). Non si può certo dire che Wall Street ha festeggiato in nuovo massimo storico. Malgrado che anche il Nasdaq Composite (+0.86%) e il Russelll2000 (+0.50%)  siano saliti su un nuovo record storico i dati della seduta sono poco impressionanti : A/D a 4836 su 2072, NH/NL a 579 su 195 (martedì il rapporto era migliore!) e volume relativo a 0.75. La partecipazione al rialzo é mediocre ma gli indici continuano a salire e questo é l'importante.
Al momento non abbiamo niente che indichi la presenza o l'imminenza di un massimo significativo. Malgrado che la borsa americana sia decisamente sopravvalutata la liquidità in USD continua ad affliuire verso Wall Street e defluire dalle economie emergenti. La riforma fiscale di Trump favorisce gli acquisti di azioni proprie da parte delle Corporations americane che stanno facendo rientrare negli Stati Uniti gli utili parcheggiati all'estero. Finora in mancanza d'alternative e con dati economici che garantiscono crescita economica ancora almeno fino alla fine del 2019 questo circolo virtuoso sembra inarrestabile.

Commento del 24 agosto

Borse ferme ed indicatori incerti o neutri - solo il FTSE MIB punta verso il basso

Ieri le borse si sono mosse in pochi punti e hanno terminato la giornata con insignificanti variazioni. Gli indici più importanti hanno leggermente perso ma questo sembra casuale e non ha fornito nessun segnale tecnico o spunto di analisi. Nel breve le borse sono semplicemente ferme in attesa di impulsi.
L'Eurostoxx50 (-0.03% a 3419 punti) ha svolto una seduta in trading range. Si é mosso in soli 14 punti e ha chiuso praticamente invariato e 3 punti sopra il minimo. La minuscola candela sul grafico si vede appena. Tecnicamente non c'é nulla di nuovo da dire. L'Eurostoxx50 si é fermato sull'obiettivo (3400-3425 punti) ma non sappiamo ancora se sta accumulando o distribuendo. Dovendo scommettere punteremo sul ribasso ma sappiamo benissimo che per questo c'é bisogno la collaborazione di Wall Street. Le banche (SX7E -0.34% a 106.56 punti) non bastano. Il DAX (-0.16% a 12363 punti) si trova nella stessa situazione. Mercoledì si é mosso poco. Ieri non si é mosso per niente. Tecnicamente non c'é nulla di nuovo. Attendiamo segnali chiari da Wall Street che sembra toppish ma non molla. L'unico indice veramente debole e in un trend ribassista é il FTSE MIB (-0.44% 20608 punti). Ieri ha ripetuto la seduta di mercoledì. Ha perso 91 punti mentre l'Eurostoxx50 non si é mosso. Non possiamo che ripetere quanto già scritto nei giorni precedenti. A breve potrebbe ancora esserci una reazione emozionale e un rimbalzo aiutato dall'ipervenduto come quello di martedì. A medio termine però un nuovo minimo annuale é inevitabile. Vi ricordiamo che nel commento tecnico dell'11-12 agosto abbiamo indicato un obiettivo a medio termine a 17500-18000 punti. Lo spread sui titoli di Stato continua a lievitare insieme ai commenti negativi della stampa internazionale sulla politica economica del governo. Chi ha una montagna di debiti e non ha la facoltà di stampare moneta dovrebbe proccuparsi dell'opinione degli investitori che in una maniera o nell'altra devono essere invogliati a comperare BTP per finanziare il debito statale. Se la domanda non compensa l'offerta il prezzo sale - in questo caso si tratta del tasso d'interesse. L'Italia non può permetterselo.
Anche a New York é successo poco o niente. L'S&P500 (-0.17% a 2856.98 punti) é sceso fino ai 2854 punti - due punti sotto il minimo di mercoledì. Non ha però attaccato il primo supporto a 2850 punti ma ha chiuso 3 punti sopra il minimo. Si é mosso in soli 14 punti con modesti volumi e l'impressione finora é che stia consolidando e preparando un'altra spinta di rialzo.
L'S&P500 ha aperto a 2860 punti, é salito fino ai 2868 punti di massimo e caduto fino ai 2854 punti di minimo - tutto questo per le 17.30. In seguito é oscillato intorno ai 2858 punti e ha chiuso a 2857 punti. La seconda parte della giornata é stata una noia totale con il mercato praticamente immobile. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2317 su 4649, NH/NL a 482 su 224 e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é salita a 12.41 punti (+0.16) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61 (neutro). L'S&P500 si sta comodamente muovendo all'interno delle Bollinger Bands (2802-2875 punti) che salgono leggermente. Ieri il Nasdaq100 (-0.14% a 7413 punti) non ha fornito nessun impulso - é rimasto però sopra i 7400 punti.

Anche oggi le borse europee ed americana non sembrano aver voglia di muoversi. Malgrado i guadagni in Asia (Nikkei +0.82%, Shanghai finora +0.5%) il future sull'S&P500 reagisce con solo un +3 punti a 2861 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3423 punti (+4 punti) - le borse europee apriranno con guadagni del +0.1%/+0.2%. Visto che oggi é venerdì e finora la settimana é stata positiva cercheranno stamattina di salire più in alto - non andranno lontano.
Durante il fine settimana sono assente - il commento tecnico verrà pubblicato domenica in serata.

Commento del 23 agosto

Le borse si fermano in attesa della prossima tendenza - l'America sembra non voler correggere

Ieri abbiamo avuto una seduta interlocutoria. Le borse europee hanno continuato il rimbalzo (Eurostoxx50 +0.25% a 3420 punti) malgrado che sono già riapparse sacche di debolezza (FTSE MIB -0.40% a 20699 punti). Per lo meno sui grafici dei maggiori indici azionari europei appaiono candela bianche (chiusura sopra il livello d'apertura) con massimi ascendenti - questo significa che predominano ancora, ma di poco, gli acquisti. A fine giornata però i progressi sono stati microscopici come mostra in maniera esemplare il DAX tedesco (+0.01% a 12385 punti). In America l'S&P500 (-0.04% a 2861.82 punti) ha marciato sul posto senza fornire segnali particolari. Il Nasdaq100 (+0.37% a 7424 punti) é però tornato sopra i 7400 punti e questo mette un grosso punto di domanda di fianco all'ipotesi della correzione minore trascinata dalla tecnologia. Insomma la seduta di  ieri ha fatto insorgere più dubbi che certezze. Non possiamo escludere la possibilità che il rimbalzo in Europa continui insieme al debole rialzo in America. Speriamo nelle prossime due sedute di avere chiarezza.
L'Eurostoxx50 (+0.25% a 3420 punti) ha guadagnato altri 9 punti ma é rimasto sotto i 3425 punti. La candela bianca sul grafico e il nuovo massimo di periodo a 3429 punti ci dicono però che il rimbalzo non é ancora finito. Vediamo forti analogie tra la situazione attuale e quella di inizio luglio. La differenza sostanziale é la situazione tecnica dell'S&P500 che dovrebbe correggere - questo dovrebbe obbligare anche l'Europa a scendere. Nell'incertezza é però meglio attendere per aprire posizioni short. Non c'é nessun indicatore in posizione estrema che suggerisca l'arrivo di una nuova ondata di vendite. Negli ultimi 12 mesi l'Eurostoxx50 ha perso il -0.49% - in pratica da mesi non sta andando da nessuna parte. Le MM in calo ci dicono però che al momento prevale una leggera tendenza ribassista. Il settore bancario (SX7E +0.14% a 106.92 punti) non ha fornito spunti particolari.
Il DAX (+0.01% a 12385 punti) si é fermato con volumi in aumento. Malgrado la candela bianca sul grafico e il nuovo massimo marginale l'impressione é che il rimbalzo é praticamente concluso. Ora ci sarà una fase di distribuzione prima della prossima spinta di ribasso. Ripetiamo però che é meglio attendere segnali chiari da Wall Street prima di aprire posizioni short.
Abbiamo l'impressione che il rimbalzo del FTSE MIB (-0.40% a 20699 punti) é già finito. Il FTSE MIB é salito ancora la mattina ma dalle 13.30 é solamente sceso con lievi reazioni tecniche. Lo spread torna a salire e il FTSE MIB a sottoperformare. Evidentemente agli investitori non piacciono i programmi del nuovo governo che vuole rilanciare la crescita economica tramite l'aumento del debito. In America funziona - in Italia no perché mancano una forte economia pronta ad investire e una banca centrale indipendente. Non bisogna prendersela se gli investitori internazionali preferiscono abbandonare il mercato azionario e non comperare obbligazioni di Stato a 10 anni che rendono solo il 3.06%. A breve il rimbalzo del FTSE MIB ha ancora un certo potenziale grafico. Forse risale fino ai 21250 punti. A medio termine bisogna prepararsi ad un nuovo minimo annuale. La nostra previsione negativa non cambia - anzi si rafforza in ogni occasione.
L'S&P500 (-0.04% a 2861.82 punti) ha marciato sul posto. Si é mosso in soli 11 punti con modesti volumi di titoli trattati. L'indice ha chiuso leggermente sotto i precedenti massimi di inizio agosto (2862-2863 punti) ma questa rottura non é certamente sufficiente per dichiarare l'inizio di una correzione. Al contrario il ritorno del Nasdaq100 (+0.37% a 7424 punti) sopra i 7400 punti fa momentaneamente sfumare l'ipotesi di una correzione provocata dalla tecnologia. In un mercato senza evidenti debolezze e senza segnali di vendita bisogna partire dal principio che il rialzo può continuare malgrado gli eccessi. Questo ultimi possono essere riassorbiti tramite un semplice consolidamento ad alto livello.
L'S&P500 ha aperto a 2860 punti e all'inizio é sceso a 2856 punti di minimo. Dopo é risalito e ha raggiunto alle 17.40 i 2867 punti di massimo. Poi é semplicemente oscillato nel range e ha chiuso a 2862 punti. La pubblicazione alle 20.00 del protocollo dell'ultima seduta della FED ha provocato una certa volatilità ma nulla più. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3946 su 2988, NH/NL a 518 su 165 (debole partecipazione) e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é scesa a 12.25 punti (-0.61) - la CBOE Equity put/call ratio é ancora bassa (0.60) ma non raggiunge quei valori estremi (0.50) che normalmente segnalano l'imminenza di un'ondata di vendite.
Insomma - chi nella giornata di ieri ha cercato segnali per l'inizio di una correzione minore non ha trovato nulla. Wall Street ha però ignorato le polemiche che circondano il presidente Trump in relazione a due pagamenti per assicurare il silenzio di sue presunte amanti e questo é un segnale di stabilità.

Stamattina regna la calma. Il Nikkei ha guadagnato il +0.25% - Shanghai sta salendo del +0.6%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2861 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3419 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Ci aspettiamo purtroppo una ripetizione della seduta di ieri.
Oggi inizia il simposio della FED del Kansas a Jackson Hole. I responsabili delle politiche monetarie di mezzo mondo si riuniscono per discutere la situazione economica. Vedremo se traspariranno notizie in grado di muovere i mercati. Ne dubitiamo.

Commento del 22 agosto

Nuovi massimi storici marginali di S&P500, DJ Transportation e Russell2000 - ora inizia un'altra correzione minore

Ieri le borse europee hanno avuto un'altra seduta positiva e hanno esteso il rimbalzo. Invece che fermarsi a 3400 punti l'Eurostoxx50 ha scelto la variante di una salita fino ai 3425 punti (massimo giornaliero a 3424 punti) prima di sgonfiarsi e chiudere a 3411 punti (+0.53%). Questa variante non era la nostra favorita ma era la logica conseguenza del fatto che l'S&P500 (+0.21% a 2862.96 punti) é salito a migliorare il massimo storico di gennaio a 2872 punti prima di iniziare l'ulteriore attesa correzione minore. La reazione delle borse europee é stata anche leggermente più forte del previsto poiché abbiamo sottovalutato la forza del rimbalzo del cambio EUR/USD dal minimo di settimana scorsa a 1.13. Nel commento dell'11-12 agosto avevamo previsto un rapido ritorno nel range 1.15-18 ma poi ci eravamo limitati a pronosticare un recupero a 1.15. Invece già ieri il cambio é risalito a 1.16 e si é stabilizzato stamattina a 1.1570. Questa violenta reazione ha provocato un effetto a catena. I tassi d'interessi in Europa sono tornati a salire permettendo un forte rimbalzo dei titoli bancari (SX7E +1.45% a 106.77 punti). Ne ha approfittato la borsa italiana dove il FTSE MIB in ipervenduto é risalito a 20783 punti (+1.53%). Vedete che spesso é difficile determinare obiettivi precisi poiché basta poco ed un logico effetto di correlazione per spostare gli equilibri. Nella sostanza però non cambia nulla. Le borse europee sono solo rimbalzate mentre la borsa americana ha confermato il debole ma tuttora dominante rialzo di fondo con dei nuovi massimi storici.
In linea di massima ci aspettiamo ora una correzione minore dell'S&P500 fino ai 2800 punti. Questo non dovrebbe obbligare le borse europee a scendere su nuovi minimi annuali poiché il rimbalzo degli ultimi giorni é stato più forte di quanto inizialmente previsto. Nei prossimi giorni l'Europa potrebbe recuperare parte del distacco accumulato nelle ultime settimane nei riguardi dell'America. Il risultato é che dovremmo avere ora un periodo di circa un mese di borse senza direzione. Ne riparliamo nell'analisi del fine settimana. Questo scenario dipende dal comportamento dell'USD e qui non abbiamo ancora le idee in chiaro. I 95 punti di USD Index sono un livello importante e non sappiamo ancora se questo supporto reggerà.

Da giorni ci perseguitava la domanda se l'S&P500 avrebbe tentato di migliorare il massimo storico di gennaio a 2872 punti prima di ricominciare a correggere. Ieri abbiamo avuto la risposta. In un colpo l'S&P500 ha superato i precedenti massimi di inizio agosto a 2862 e 2863 punti, ha raggiunto i 2872 punti e sullo slancio é salito fino ad un nuovo massimo storico marginale a 2873.23 punti. Poi, sfiancato, é ricaduto a 2862.96 punti (+0.21%). Questo nuovo record storico é stato confermato da ulteriori massimi storici del Russell2000 (+1.48%) e DJ Transportation (+1.86%). Invece ha nuovamente frenato la tecnologia. Il Nasdaq100 (+0.35% a 7397 punti) é rimasto sotto la resistenza a 7400 punti e probabilmente si appresta a condurre la prossima correzione.
L'S&P500 ha aperto a 2862 punti ed é inizialmente salito a 2868 punti fissando l'esito finale della seduta. Dopo una discesa a 2863 punti (17.20) in concomitanza con la chiusura in Europa l'indice é salito con decisione e ha toccato a metà seduta (19.00) il nuovo record storico a 2873.23 punti. Poi é ricaduto senza più reagire fino ai 2863 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4847 su 2211, NH/NL a 779 su 171 (debole e deludente aumento dei nuovi massimi a 30 giorni) e volume relativo a 0.9 (solo?). La volatilità VIX é salita (!) a 12.86 punti (+0.37) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta bassa a 0.58. La borsa non ha festeggiato questo record che é stato raggiunto con scarsa partecipazione. Il nuovo massimo non ha scatenato ulteriori acquisti - ha invece motivato le prese di beneficio. La tendenza di fondo é debolmente al rialzo - l'S&P500 ha però impiegato 7 mesi per superare di 1 punto il precedente massimo di gennaio. Il bordo superiore delle BB a 2871 punti é stato sufficiente per respingere l'indice verso il basso. Le BB non sono una resistenza ma solo una banda statistica entro la quale si muove un valore con una probabilità più o meno alta in relazione al periodo scelto. Le BB contengono i movimenti dell'S&P500 se questi non sono forti e dinamici - in caso contrario l'S&P500 buca le bande che sono poi costrette a seguire. Nel caso specifico ne deduciamo che l'S&P500 non vuole accelerare al rialzo ma solo apprezzarsi lentamente nel tempo. Ora si é staccato in maniera eccessiva dalle MM a 200 e 50 giorni in fiacca crescita e quindi deve probabilmente ridiscendere.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha guadagnato il +0.58% - Shanghai sta perdendo il -0.6%. Il future sull'S&P500 scende a 2853 punti (-9 punti) - l'indice sembra voler continuare la correzione iniziata ieri dai 2873 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3404 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Non vediamo nulla in grado di giustificare un'ondata di vendite e di conseguenza ci aspettiamo stasera una chiusura sui livelli d'apertura. Il rimbalzo delle borse europee dovrebbe essere finito ma ci vuole un motivo per tornare a vendere. In mancanza di una valida ragione si fermano a distribuire...

Commento del 21 agosto

L'Europa e l'EUR rimbalzano - l'S&P500 é già in perdita di momentum frenato dalla tecnologia

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta positiva. Una reazione logica e quasi necessaria considerando il distacco che si era ormai creato tra Europa e Stati Uniti. Probabilmente si é però solo trattato di un rimbalzo tecnico - le caratteristiche del movimento e i modesti volumi di titoli trattati puntano almeno in questa direzione. Avevamo previsto che l'Eurostoxx50 (+0.61% a 3393 punti) poteva risalire al massimo fino ai 3400 punti. Ieri ha toccato un massimo a 3405 punti e poi é ricaduto una decina di punti ed ha chiuso. I problemi strutturali persistono - la borsa italiana (FTSE MIB +0.27% a 20471 punti) ha ancora mostrato debolezza relativa e l'indice delle banche SX7E (+0.10% a 105.24 punti) arranca in fondo al plotone. Non siamo sicuri che il rimbalzo dell'Eurostoxx50 si fermerà qui perché esiste la possibilità che l'S&P500 (+0.24% a 2857.05 punti) salga ancora a testare il massimo annuale a 2872 punti. In questo caso l'Eurostoxx50 potrebbe tornare sui 3425 punti. In seguito ci aspettiamo però un altro serio attacco al supporto a 3350 punti.
Il cambio EUR/USD lievita stamattina a 1.1530. Il rimbalzo dal minimo annuale a 1.13 doveva far risalire il cambio almeno a 1.15. Se il cambio sale anche l'Eurostoxx50 potrebbe ancora guadagnare qualche punto.
Dopo tre settimane di calo il DAX (+0.99% a 12331 punti) ha iniziato la settimana con un balzo di 120 punti. La reazione é stata favorita da una situazione di eccesso di ribasso e dall'ammorbidirsi della crisi turca. I bassi volumi di titoli trattati incitano però alla prudenza. Fino a dove potrebbe risalire a corto il DAX? Molto dipende dal comportamento dell'S&P500 - esiste la possibilità che l'S&P500 dagli attuali 2858 punti cerchi ancora di migliorare il massimo storico a 2872 punti. In questo caso il DAX potrebbe estendere il rimbalzo fino ai 12500 punti.
La strategia operativa é semplice - chi in Europa é short a medio termine resta short e aspetta - chi ha tentato un long speculativo deve chiudere ora - per tornare short si possono aspettare alcuni giorni per avere chiarezza dall'America.

Come d'abitudine é Wall Street a dettare legge e indicare la strada da seguire. Vediamo come andata la seduta di ieri e se c'é qualcosa di nuovo. L'S&P500 (+0.61% a 2857.05 punti) ha guadagnato ancora 7 punti. L'impressione é però che sia a corto di ossigeno - se dovessimo fare una scommessa punteremo sull'ennesima correzione minore piuttosto che sulla continuazione a corto termine del rialzo e un attacco in direzione dei 2872 punti di massimo storico. In effetti ieri l'S&P500 é salito fino a quasi 2860 punti - si é però fermato prima dei precedenti massimi di agosto (2862-2863 punti) e ampiamente all'interno delle Bollinger Bands (2802-2868 punti). L'indice sembra al momento non avere la forza per salire più in alto. È bloccato dall'indebolimento del settore tecnologico - il Nasdaq100 (-0.08% a 7371 punti) non riesce più a superare i 7400 punti. A fine giugno una situazione grafica simile si era risolta con una accelerazione al rialzo. Questa volta però la partecipazione é debole e molti leaders stanno correggendo. Temiamo quindi che finalmente il Nasdaq100 corregga - il segnale verrà fornito da una rottura del supporto fornito dalla MM a 50 giorni (7285 punti). Non crediamo che la forza del settore dei trasporti (DJT +1.19% - l'indice é ad un passo dal massimo storico) basterà a compensare un cedimento della tecnologia.
L'S&P500 ha aperto con un balzo fino a 2857 punti. Fino alle 17.00 é sceso ad ondate a 2850 punti (nuovo supporto intermedio!). In seguito é lentamente salito fino al massimo a 2859.76 punti per sgonfiarsi sul finale e chiudere a 2857 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4736 su 2297, NH/NL a 673 su 286 (modesto miglioramento) e volume relativo a 0.8 (scarsi volumi). La volatilità VIX é scesa a 12.49 punti (-0.15) - la CBOE Equity put/call ratio é caduta a 0.55.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha guadagnato il +0.19% - Shanghai sta salendo del +1.3%. Il future sull'S&P500 é invariato a 2859 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3390 punti. Le borse europee aprirano praticamente invariate e la forza dell'EUR non sembra aiutarle. Le premesse sono per una seduta di pausa.

Aggiornamento del 20 agosto

Inizio di settimana tranquillo - politiche monetarie al centro dell'attenzione

Il crollo della Lira turca é una conseguenza della politica economica del governo che ha finanziato la crescita con capitali stranieri. Crediti in USD sono stati trasformati in Lire turche e sono serviti per finanziare molti progetti immobiliari e industriali a bassa produttività. Ora che la FED comincia a ridurre la sua somma di bilancio e la liquidità in USD a livello mondiale diminuisce, i capitali defluiscono dapprima dalla periferia per rientrare in investimenti in USD. Chi deve ripagare con Lire turche un debito in USD corre a comperare la moneta americana ed innesca una spirale deflattiva che é culminata settimana scorsa nel crollo. L'unico sistema per bloccare questo movimento e ristabilire la fiducia é alzare i tassi d'interesse di riferimento o chiedere aiuto e nuovi crediti al FMI in maniera da rendere nuovamente attraente la Lira turca o compensare il deflusso di liquidità con capitali freschi - purtroppo Erdogan, per questioni di prestigio e di credibilità politica, non vuole fare né uno né l'altro. Per il momento sono misure simili a stabilizzare il valore della moneta - i tassi a breve (overnight) sulla Lira turca sono raddoppiati ed il Quatar ha messo a disposizione 15 Mia di USD per sostenere il fratello mussulmano. Sul medio termine queste misure sono però inefficaci.
I disequilibri sono stati causati dalla politica economica di Erdogan - il catalizzatore della crisi é però la politica monetaria lentamente restrittiva della FED americana - probabilmente se ne riparlerà questa settimana nell'ambito della riunione a Jackson Hole. Molti analisti sono ora alla ricerca della prossima vittima - parecchi puntano il dito sulla Polonia e lo Sloty.

Stamattina i mercati finanziari sono tranquilli e poco mossi. Non ci sono novità di rilievo.
Le borse asiatiche sono in generale al rialzo con l'eccezione del Giappone (Nikkei -0.31%). Shanghai sale del +0.4%. Il future sull'S&P500 é a 2554 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3381 punti - rispetto alla chiusura di venerdì l'indice guadagna 8 punti (+0.25%). Le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Come descritto nell'analisi del fine settimana a breve l'Eurostoxx50 può salire fino ai 3400 punti. Non pensiamo che ci riesca oggi malgrado l'inizio di giornata positivo. In linea di massima ci aspettiamo che oggi gli indici si muovano poco e terminino la seduta senza sostanziali variazioni.

Commento del 18-19 agosto

Nuvole all'orizzonte per Italia ed Europa - arriva un temporale?

Settimana scorsa gli speculatori si sono nuovamente accaniti contro la Turchia. La Lira turca ha toccato il fondo lunedì 13 agosto ma sembrava che la crisi stesse convolgendo altre monete con un pericoloso effetto di contagio a macchia d'olio su numerosi Paesi emergenti con un forte deficit della bilancia dei pagamenti. Le turbolenze in borsa sono di conseguenza durate tutta la settimana - le borse europee hanno però toccato i minimi settimanali mercoledì 15 agosto quando sono stati anche raggiunti i nostri obiettivo di riferimento per questa correzione (3350 punti di Eurostoxx50 e 12140 punti di DAX). Quando i traders e gli speculatori trovano un tema lo seguono fino in fondo anche se fondamentalmente questo non é giustificato - l'importante é la psicologia e quando regna il panico tutto é possibile e i movimenti sono molto ampi e dinamici - offrono ottime possibilità di trading. Nel commento di settimana scorsa avevamo scritto che "La Lira turca non può perdere il 14% tutti i giorni e quindi un rimbalzo tecnico é imminente - questione di giorni se non di ore." In effetti il cambio EUR/TRY (cambio inverso, se sale la Lira Turca perde di valore!) é schizzato lunedì a 7.34, é ricaduto giovedì a 6.45 per terminare la settimana a 6.92.
Come avevamo facilmente previsto sulla base di precedenti osservazione e seguendo la logica, la crisi turca ha maggiormente coinvolto le borse europee e il settore bancario (SX7E -0.76% a 105.14, nuovo minimo annuale, performance settimanale del -3.90%). Invece l'America, meno toccata dal problema, ha proseguito il suo cammino con solo alcuni tentennamenti. In mezzo alle turbolenze provocate dalla crisi turca appaiono però due importanti sviluppi.
1. La borsa italiana continua ad essere debole e perde vistosamente terreno rispetto all'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (-0.53% a 20415 punti) durante la settimana ha fatto segnare regolarmente dei nuovi minimi annuali. Da maggio lo spread sui titoli di Stato tra BTP e Bund tedesco é salito da circa 125 punti base (1.25%) a 300 punti base (3%). Gli investitori internazionali sono preoccupati della situazione finanziaria dell'Italia. Perché? Ne abbiamo parlato in numerose occasione - il nuovo governo 5 Stelle / Lega ha ripetutamente indicato la sua intenzione di voler stimolare la crescita economica attraverso un aumento delle spesa pubblica. È ovvio che gli investitori internazionali si mostrino preoccupati visto il già forte indebitamento dello Stato italiano. Ora si aggiungono altri due fattori. La BCE ridurrà da settembre i suoi acquisti di titoli di Stato a 15 Mia al mese e a fine anno terminerà definitivamente queste operazioni di QE. Il mercato non sarà più manipolato ma verrà lasciato al libero gioco della domanda e dell'offerta. In questo senso l'aumento dello spread rispecchia unicamente la differenza di qualità del debitore. L'Italia non farà mai default. I tassi d'interesse sono però troppo bassi e non compensano i rischi. Gli speculatori lo sanno e stanno già giocando contro l'Italia facendo lievitare lo spread. Quando la BCE sarà fuori dal gioco il movimento potrebbe autoalimentarsi come é successo con il crollo della Lira turca. Un aumento dei tassi d'interesse avrebbe effetti disastrosi sull'economia, sul debito pubblico e sui bilanci delle banche infarciti di Titoli di Stato e di crediti inesigibili (NPL). La catastrofe costituita dal tragico crollo del ponte Morandi a Genova non ha solo causato delle vittime ma ha anche interrotto una delle più importanti vie di comunicazione sul quale scorrono le merci che affluiscono nel porto di Genova. Il governo non dovrebbe solo accanirsi nel cercare e punire i colpevoli ma dovrebbe al più presto trovare delle soluzioni per ripristinare i collegamenti. Le conseguenze negative sul PIL italiano dovrebbero essere sensibili e i mercati finanziari hanno reagito di conseguenza. Non sta a noi giudicare se questo é sciacallaggio - c'é purtroppo sempre qualcuno che sfrutta le catastrofi per fare affari o cercare di guadagnare capitale politico. La borsa rispecchia però le conseguenze economiche negative del crollo e noi dobbiamo tenerne conto. La tendenza della borsa italiana é al ribasso - l'obiettivo della correzione a 20000 punti si avvicina. Una settimana fà avevamo indicato un obiettivo a medio termine a 17500-18000 punti e nelle ultime 5 sedute il FTSE MIB ha fornito solamente conferme che questo obiettivo é realistico malgrado che a cortissimo termine l'indice é ipervenduto (RSI a 29 punti) e dovrebbe al più tardi dai 20000 punti rimbalzare in maniera sensibile e sostenibile.
2. La tecnologia in America, rappresentata dall'indice Nasdaq100, ha perso la sua leadership. Per la quarta (!) settimana consecutiva l'indice ha sottoperformato l'S&P500. Questa settimana questo efffetto é diventato evidente con l'S&P500 (+0.33% a 2850.13 punti) che ha guadagnato terreno mentre il Nasdaq100 (+0.04% a 7377 punti) é sceso sotto il supporto a 7400 punti. Da anni la tecnologia trascina il rialzo di Wall Street. Questa sua debolezza é un segno che le cose stanno cambiando? Non lo sappiamo ancora. Malgrado la seduta positiva di venerdì non cambiamo però idea. Secondo l'analisi tecnica il potenziale di rialzo a corto termine é modesto se non nullo. L'S&P500 dovrebbe settimana prossima fare un'altra correzione minore e tornare per lo meno a 2800 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.60% a 3373 punti
DAX                         -1.72% a 12210 punti
SMI                          -0.30% a 9003 punti
FTSE MIB                  -3.20% a 20415 punti (nuovo minimo annuale)
S&P500                    +0.59% a 2850.13 punti
Nasdaq100               -0.41% a 7377 punti

La seduta di venerdì é stata probabilmente condizionata dalla scadenza dei derivati di agosto.
Le borse europee hanno provato a scendere con gli indici più importanti che nel pomeriggio hanno ritestato  i minimi di mercoledì - l'Eurostoxx50 (-0.14% a 3374) é ridisceso fino ai 3354 punti, Il DAX (-0.22% a 12210 punti) é ricaduto fino ai 12135 punti. Poi però sono risalite nelle ultime ore di contrattazioni e hanno chiuso com modesti e tecnicamente insignificanti perdite. Solo il FTSE MIB (-0.53% a 20415 punti) ha fatto registrare un nuovo minimo annuale.
La borsa americana ha invece provato a salire e l'S&P500, con nostra sorpresa, é riùscito a superare i 2850 punti ed é salito fino ai 2855 punti di massimo. Sul finale é ricaduto a 2850.13 punti (+0.33) ma ha guadagnato altri 9 punti. Nel commento di venerdì mattina avevamo scritto che dai 2850 punti ci aspettavamo un'altra correzione minore fino ai 2800 punti. In linea di massima questa previsione é ancora valida. Mancano però solo 22 punti al massimo storico del 26 gennaio a 2872 punti. Basterebbe una buona notizia (tipo uno sviluppo positivo nelle trattative commerciali tra Cina e Stati Uniti) per dare la motivazione necessaria ai traders per andare a prendere il massimo storico. Le copertura di short e i buy stop risucchierebbero in questo caso l'indice verso l'alto per un nuovo massimo storico marginale prima che parta la prossima correzione minore.
La seduta di venerdì a Wall Street é stata positiva con A/D a 4674 su 2287, NH/NL a 523 su 398 (scarsa partecipazione) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 12.64 punti (-0.81) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.70. I dati sul sentiment non forniscono indicazioni valide per prevedere i prossimi movimenti dell'indice. Gli investitori restano ottimisti senza euforia.
Le Bollinger Bands sull'S&P500 scorrono a 2799-2866 punti. La tendenza di fondo della borsa americana é ancora debolmente rialzista con il 49.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percenti Index sul NYSE a 57.33. La ROC sull'S&P500 é a 0.34 (quasi neutra). In un mercato senza momentum ed importanti flussi di liquidità é poco probabile che l'S&P500 possa impennarsi sopra il bordo superiore delle BB e proseguire in seguito il rialzo. Di conseguenza pensiamo che settimana prossima dai 2850+ punti l'S&P500 debba scendere con la collaborazione del Nasdaq100 (+0.04% a 7377 punti) che mostra segni di stanchezza.
Cosa faranno nel frattempo le borse europee? Dovrebbero seguire l'America con l'effetto correttivo fornito dal cambio. Dal minimo a 1.13, venerdì sera il cambio EUR/USD é risalito a 1.1440. Avevamo previsto un rimbalzo fino a 1.15 che si sta puntualmente realizzando. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3376 punti. La buona chiusura a Wall Street e il rafforzamento dell'EUR non hanno aiutato molto l'Eurostoxx50. Pensiamo quindi che il rimbalzo potrebbe a breve far salire l'Eurostoxx50 al massimo fino ai 3400 punti. Poi le borse europee dovrebbero scendere insieme all'America. A settembre prevediamo che Eurostoxx50 e DAX cadano fino ai minimi annuali di marzo.
Tra giovedì 23 e sabato 25 agosto c'é l'incontro informale dei governatori delle Banche Centrali a Jackson Hole in America. Di conseguenza settimana prossima si ricomincerà a discutere di politica monetaria e tassi d'interesse. Vedremo se filtreranno informazioni in grado di muovere i mercati. Nel passato alcuni importanti cambiamenti sono stati annunciati nell'ambito di questo simposio.

Commento del 17 agosto

Piccole candele bianche in Europa, candela rossa sul Nasdaq100 - malgrado i guadagni prepariamoci ad ulteriori cali

Ieri le borse hanno avuto una giornata positiva - hanno tentato di dimenticare la crisi della Lira turca che negli ultimi giorni ha terminato la sua caduta ed é riuscita a recuperare un pò di terreno grazie agli sforzi delle autorità politiche e monetarie. Il rimbalzo in Europa non é stato convincente - l'Eurostoxx50 é salito a 3377 punti (+0.55%) e sui grafici appaiono delle piccole candele bianche ma considerando la performance della borsa americana le borse europee arrancano. Mercoledì l'S&P500 aveva perso un -0.76% contro il -1.48% dell'Eurostoxx50 - ieri al +0.55% dell'Eurostoxx50 l'S&P500 ha risposto con un +0.79% e stamattina le borse europee sembrano voler riprendere le contrattazioni praticamente invariate. Le piccole candele bianche sui grafici degli indici europei mostrano che durante la giornata i compratori hanno combinato ben poco - l'impressione é quella di un rimbalzo tecnico inevitabile visto che mercoledì gli indici erano scesi sugli obiettivi e supporti e obbligato considerando la buona reazione di Wall Street. Anche su altri fronti non vediamo segnali di forza. L'indice delle banche SX7E ha recuperato uno striminzito +0.25% a 105.94 punti - normalmente la reazione di questo settore, che attira traders e speculatori a causa della sua alta volatilità, é più forte e convincente. La borsa italiana, chiusa mercoledì per Ferragosto, é precipitata su un nuovo minimo annuale (FTSE MIB -1.83% a 20524 punti). Nelle due sedute l'Eurostoxx50 ha accumulato un -0.9% (-1.48% / +0.55%) - é evidente che la borsa italiana, scossa anche dal tragico crollo del ponte Morandi a Genova, ha sottoperformato e continua a mostrare debolezza relativa. Le azioni della società Atlantia, per molti responsabile della catastrofe, hanno perso il -22.26%.
Il cambio EUR/USD é rimbalzato dal minimo annuale a 1.1300 fino a 1.1380. Ha iniziato la giornata su questo livello e la sera lo abbiamo ritrovato lì. L'EUR in giornata non ha fatto progressi e non ha confermato la validità del rimbalzo delle borse. Insomma - le borse europee hanno recuperato più che altro perché la borsa americana é salita. Per sapere se questo rimbalzo ha potenziale (lo anticipiamo - crediamo di no) guardiamo cosa é successo a Wall Street e giudichiamo se il rialzo della borsa americana può continuare.

Mercoledì l'S&P500 era sceso sul supporto a 2800 punti e aveva cominciato a rimbalzare. Ieri voleva e doveva compensare la perdita di mercoledì (-0.76%). Ci é riuscito mettendo a segno un +0.79% e terminando la seduta a 2840.69 punti. Il catalizzatore del recupero sono stati i buoni risultati trimestrali del colosso delle vendite al dettaglio Wal Mart (+9.33%). Questo titolo ha provocato il balzo del Dow Jones Industrial (+1.5%) e ha aiutato l'S&P500. Notiamo però che il Nasdaq100 (+0.27% a 7374 punti), senza questo effetto, ha combinato poco. Ha ripreso solo 19 punti e la candela sul grafico é rossa a testimoniare una prevalenza delle vendite durante la giornata. L'S&P500 ha chiuso il gap di venerdì scorso salendo sul massimo giornaliero a 2850 punti - non ha però superato questo vecchio supporto intermedio. Il Nasdaq100 é rimasto sotto i 7400 punti, vecchio supporto e ora resistenza.
L'S&P500 ha aperto ha 2836 punti e dopo una breve discesa a 2835 punti di minimo é salito regolarmente fino al massimo a 2850 punti raggiunti verso le 18.15. Poi é semplicemente scivolato verso il basso fino ai 2838 punti per chiudere a 2840.69 punti (+0.79%). Durante la giornata l'indice si é mosso in soli 14 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5201 su 1812, NH/NL a 443 su 384 (deludente espansione dei nuovi massimi dai 304 di mercoledì) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 13.45 punti (-1.19). La CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.60.
Non vediamo una particolare forza d'acquisto - é stata una seduta positiva all'interno di un mercato neutro e senza particolari spunti. L'impressione é che dai 2850 punti l'S&P500 deve ridiscendere - la ragione? - perché dai 2800 punti é salito...

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Il Nikkei ha guadagnato il +0.40% - Shanghai perde il -1.0%. Il future sull'S&P500 é invariato a 2844 punti. L'Eurostoxx50 vale 3379 punti (+2 punti) - le borse europee riprenderanno le contrattazioni senza sostanziali variazioni. Oggi scadono i derivati di agosto - questo potrebbe provocare durante la giornata una certa volatilità. Per saldo pensiamo però che oggi le borse si muoveranno poco.

Commento del 16 agosto

Eurostoxx50 e DAX cadono sugli obiettivi a 3350 e 12140 punti - l'S&P500 mostra ancora forza relativa
Ora deve esserci una reazione ma la correzione non sembra finita


Ieri la correzione delle borse europee é ripresa con slancio dopo il fallito rimbalzo di martedì. Ieri i ribassisti sono tornati all'attacco e hanno fatto cadere l'Eurostoxx50 (-1.48% a 3359 punti) sul nostro obiettivo a 3350 punti (minimo giornaliero a 3349 punti). Ieri sera l'indice ha chiuso poco sopra a 3359 punti con una pesante perdita di 50 punti. L'indice é quasi ipervenduto (RSI a 32 punti) e potrebbe tentare di stabilizzarsi su questo livello. Crediamo però che in seguito scenderà piu in basso perché la correzione in America sembra prendere vigore solo adesso. I rialzisti possono consolarsi con la buona prestazione relativa dell'indice delle banche SX7E (-1.08% a 105.67 punti) - potrebbe però essere solo la conseguenza della chiusura della borsa italiana - quindi é meglio stare a guardare e non basarsi su questa divergenza positiva per tentare un long in controtendenza. I 3350 punti sono un ovvio supporto. Se da qui l'indice non rimbalza con vigore é probabile che ci debba ancora essere un tuffo fino ai 3275-3300 punti. Ieri i volumi di titoli trattati erano in aumento malgrado la giornata di festa in alcuni Paesi europei compresi parte della Svizzera e della Germania. Significa che l'ondata di vendite é stata massiccia - il ribasso gode di buona partecipazione - dei 50 titoli dell'Eurostoxx50 solo 1 ieri ha guadagnato terreno - 46 erano in perdita e 3 in pari, quelli italiani che non hanno trattato (Enel, Eni e Intesa San Paolo). Ricordiamo che Unicredit e Generali erano uscita dall'indice a settembre 2016.
Il DAX (-1.58% a 12163 punti) ha perso 195 punti e ha raggiunto il nostro obiettivo a 12140 punti (minimo a 12120 punti). In teoria l'indice non é ancora ipervenduto e non appare ancora panico (VDAX a a 20.34 punti, +2.27 / il massimo annuale é stato raggiunto a gennaio a 40 punti). Quindi non é sicuro che ieri sia stato toccato un minimo significativo. L'indice sembra voler accelerare al ribasso e pensiamo che ci debba essere ancora un ultima ondata di vendite. Meglio aspettare prima di comperare.
La continuazione della correzione delle borse non é stata una sorpresa poiché l'avevamo ampiamente prevista - la tempistica invece si - non ci aspettavamo che già ieri i ribassisti tentassero un affondo anche perché la Lira turca ha recuperato terreno. La crisi turca sembra però contagiare altre monete di Paesi con un forte deficit della bilancia dei pagamenti come l'Indonesia o l'India. Anche il dollaro di Honk Kong é sotto pressione e le autorità monetarie sono dovute intervenire. L'Argentina ha dovuto alzare i tassi d'interesse sul Peso per difendere la sua moneta da un'eccessiva svalutazione . Avevamo segnalato questo problema nelle nostre previsioni per il 2017 (!) - é sorprendente che ci siano voluti quasi 2 anni prima che questi disequilibri venissero alla superficie. La crisi della Lira turca sta contagiando le monete di altri Paesi - in generale l'USD si sta rafforzando troppo creando gravi problemi in Paesi con debiti in USD. È quindi possibile che la correzione delle borse duri più a lungo di quanto ci si poteva immaginare all'inizio. La correzione non dovrebbe però trasformarsi in ribasso. Sugli obiettivi si possono chiudere le posizioni short. È però troppo presto per andare long.

Il cambio EUR/USD é caduto ieri sera a 1.1330 - ha toccato un minimo giornaliero e nuovo minimo annuale é a 1.13 - l'obiettivo grafico a 1.12 si avvicina velocemente. Sugli 1.12 potrebbe anche concretizzarsi il minimo di questa correzione sull'Eurostoxx50 - ricordatevi la strana correlazione EUR-borse europee che sembra ancora funzionare egregiamente. Stamattina il cambio rimbalza a 1.1395 - questo significa che anche le borse europee oggi rimbalzeranno.

La seduta a New York é stata negativa e il Nasdaq100 (-1.24% a 7354 punti) ha sfondato l'importante supporto a 7400 punti. Ancora una volta però l'S&P500 (-0.76% a 2818.37 punti) ha mostrato di essere più forte dell'Europa. Ha contenuto le perdite, ha chiuso 16 punti sopra il minimo giornaliero e ha difeso in maniera convincente il supporto a 2800 punti. Dobbiamo prendere in considerazione la possibilità che l'S&P500 riprenda il rialzo dai 2800+ e che non completi la correzione con una discesa sull'obiettivo teorico a 2750-2780 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2821 punti e all'inizio é risalito a 2826 punti (minimo di martedì !). Poi per le 17.00 é sceso sul minimo a 2802 punti. Senza attaccare il supporto a 2800 punti é risalito a metà seduta a 2818 punti. Dopo un'ulteriore fase di debolezza (2806 punti) l'indice é tornato in chiusura a 2818.37 punti (-0.76%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1733 su 5117, NH/NL a 304 su 987 (sensibile deterioramento) e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita a 14.64 punti (+1.33) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta ferma a 0.66. Non vediamo sul sentiment  l'abituale costellazione che garantisce la presenza di un solido minimo - la pressione di vendita sembra aumentare. Di conseguenza non crediamo che l'S&P500 possa semplicemente ricominciare a salire da qui. Pensiamo che debba per lo meno consolidare qualche giorno sui 2800+ punti o tentare ancora un affondo in direzione dell'obiettivo.
Notiamo che ieri il DJ Transportation ha chiuso in pari (+0.01%). 

Stamattina prevalgono i segnali positivi. Il future sull'S&P500 é a 2831 punti (+10 punti). La reazione delle borse europee é tiepida. L'Eurostoxx50 vale ora 3367 punti (+8 punti). Gli indici riprenderanno le contrattazioni con guadagni di circa il +0.3%. Probabilmente influenza negativamente l'inerzia dell'Asia (Nikkei +0.04%, Shanghai -0.2%) e il fatto che la Lira turca à nuovamente in leggero calo.
Oggi ci aspettiamo una seduta positiva ma non un rally - probabilmente nei prossimi giorni i minimi di ieri devono essere ritestati ma per esserne sicuri bisogna per lo meno osservare il comportamento dei mercati stamattina.

Commento del 15 agosto

L'America rimbalza (S&P500 +0.64%), l'Europa no (Eurostoxx50 -0.01%) e l'EUR per niente

La Lira turca ieri si é stabilizzata e ha recuperato un 7% su USD. La Banca Centrale turca non ha ufficialmente alzato i tassi d'interesse ma ha agito nelle retrovie in questa direzione e ha aiutato le banche fornendo liquidità in USD e intervenendo sul mercato dei cambi. Le borse europee hanno inizialmente reagito positivamente a questo segnale. L'ottimismo é però durato poco - l'Eurostoxx50 é salito dai 3409 punti di lunedì fino a 3433 punti. Alle 09.15 la breve spinta di rialzo si é esaurita e il rimbalzo si é insabbiato. L'Eurostoxx50 é tornato sui suoi passi e ha chiuso in pari a 3409 punti (-0.01%). Per saldo si é quindi fermato mentre il settore bancario (SX7E -0.60% a 106.82 punti) ha continuato la sua discesa e ha toccato un nuovo minimo annuale. Un tentativo di rimbalzo é fallito e di conseguenza la correzione nei prossimi giorni deve continuare.
Il cambio EUR/USD é risalito fino a 1.1430. Poi la sera é caduto su un nuovo minimo annuale a 1.1340 - non é neanche riuscito a salvare gli 1.14 di lunedì ma ha continuato il ribasso in direzione dell'obiettivo a 1.12. Stamattina é a 1.1325. In teoria l'EUR in calo avrebbe dovuto corrispondere ad un Eurostoxx50 in perdita. Probabilmente la correlazione ricomincerà a funzionare oggi obbligando l'Eurostoxx50 a scendere più in basso. Anche il DAX (+0.00% a 12358 punti) ha fallito il rimbalzo e questo ci mostra che probabilmente la crisi non é ancora risolta. Questa ulteriore chiusura sotto i 12400 punti ci dice che probabilmente la correzione deve continuare secondo i piani. Ieri sera il DAX ha chiuso sul bordo inferiore delle Bollinger Bands. La pausa é servita ad assorbire parte degli eccessi.
Il tragico crollo del ponte Morandi a Genova ha provocato la caduta del valore dell'azione della società responsabile della sua manutenzione (Atlantia -5.39%). Il listino é stato influenzato in maniera negativa ma solo marginalmente. L'ulteriore calo delle azioni delle banche, ancora causato dalla crisi della Lira turca, é stato compensato da un rimbalzo di altri titoli. Il FTSE MIB (-0.30% a 20906 punti) ha fatto segnare ieri sera la peggiore chiusura dell'anno - il minimo di lunedì non é però stato superato al ribasso. Un ulteriore tentativo di rimbalzo é ancora possibile - in linea di massima però la correzione deve continuare secondo i piani.

La borsa americana sembra infischiarsene dei problemi della Turchia e delle minacce provenienti da Ankara. In fondo é giusto così visto che il peso dell'economia turca a livello mondiale é trascurabile. La Turchia é un membro della Nato e occupa una importante posizione geopolitica. La sua bilancia commerciale é però negativa e il suo più importante partner é l'UE. Un boicotto della Turchia non può impensierire gli Stati Uniti e le sue imprese.
L'S&P500 (+0.64% a 2839.96 punti) ha avuto una seduta positiva ma si é mosso nel range di lunedì e non é risalito sopra i 2850 punti rispettivamente non ha chiuso il gap. Formalmente quindi si trova ancora in una fase di correzione.
L'S&P500 ha aperto a 2832 punti e all'inizio é ancora sceso a 2826 punti di minimo. Poi per le 17.00 é risalito a 2840 punti. Dopo si limitato ad oscillare in laterale tra i 2836 ed i 2843 punti fino alla chiusura a 2840 punti. Il Nasdaq100 (+0.62% a 7447 punti) lo ha imitato. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4781 su 2238, NH/NL a 462 su 525 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é scesa a 13.31 punti (-1.47) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.66. Nei dati non notiamo nulla di particolare. Si tratta di una normale seduta positiva con modesti volumi. Dovrebbe trattarsi di un rimbalzo all'interno di una correzione minore che si sta svolgendo con scarsa pressione di vendita e quasi controvoglia.
Oggi é Ferragosto. In parecchie regioni europee si festeggia l'ascesa di Maria in cielo (Francia, Belgio, Austria, Portogallo, Grecia,..). La borsa italiana é chiusa. Nei cantoni svizzeri e nei Länder tedeschi cattolici é un giorno di festa. Vista l'assenza di numerosi investitori i volumi in borsa saranno modesti e i movimenti limitati.
Stamattina le borse asiatiche sono nuovamente in rosso. Il Nikkei perde il -0.8% mentre Shanghai é in calo del -1.5%. Il future sull'S&P500 é a 2836 punti (-4 punti). È ancora presto (07.30) per avere delle indicazioni sull'apertura in Europa. Ci aspettiamo però che la buona chiusura ieri sera a Wall Street venga compensata dai segnali negativi di stamattina - di conseguenza l'Eurostoxx50 dovrebbe aprire senza sostanziali variazioni. Stamattina la Lira turca é stabile - le borse oggi dovrebbero muoversi in pochi punti e marciare sul posto.

Commento del 14 agosto

Il crollo della Lira turca si ferma - la correzione delle borse fa una pausa

Ieri le borse europee ed americana hanno avuto una seduta moderatamente negativa come si conviene ad una correzione minore. Mentre la Lira turca perdeva ancora il -7.8% contro USD, l'Eurostoxx50 é sceso a 3409 punti (-0.48%) e l'S&P500 é scivolato a 2821.93 punti (-0.40%). A trascinare il ribasso sono state le banche (SX7E -1.78% a 107.46 punti) mentre la tecnologia americana (Nasdaq100 -0.10% a 7401 punti) ha praticamente ignorato il problema. Malgrado che siano le emozioni a dominare, il comportamento degli investitori mantiene una certa logica.
In Europa la correzione é continuata trascinata dal settore bancario che é caduto su un minimo annuale. Graficamente questo record negativo apre la strada verso il basso. Il cambio USD/TRY é salito ancora e lentamente le aziende turche indebitate in USD dovrebbero annunciare gravi problemi che andranno dall'insolvenza alla vendita alla disperata di beni per colmare la voragine dei debiti che si sta aprendo. Le banche spagnole, francesi, tedesche e italiane sono particolarmente esposte - al momento le possibili perdite sono difficilmente quantificabili. Nel dubbio gli investitori vendono. Solo se la Turchia alzasse i tassi d'interesse o introducesse dei controlli sui cambi e sull'esportazione dei capitali la TRY (Lira turca) potrebbe recuperare terreno in maniera sostenibile. L'alternativa é una richiesta d'aiuto al FMI - escludiamo però che Erdogan scelga questa alternativa che significherebbe una grave sconfitta politica.
La correzione minore delle borse continua. Sull'Eurostoxx50 (-0.48% a 3409 punti) manteniamo il nostro obiettivo a 3350 punti. In DAX tedesco (-0.53% a 12358 punti) dovrebbe nella prossima decina di sedute scendere a 12140-12200 punti. Il FTSE MIB (-0.58% a 20969 punti) é caduto su un nuovo minimo annuale. Questo significa che la correzione continua e che la strada verso il basso resta aperta. Confermiamo l'obiettivo teorico a 20000 punti (anche se questo sembra troppo basso se paragonato all'obiettivo che abbiamo per l'Eurostoxx50). Il doji sul grafico del FTSE MIB, nel quale traspare del verde (chiusura leggermente sopra il livello d'apertura) potrebbe significare che dal minimo di ieri sta iniziando un rimbalzo tecnico. Questo non deve durare più di tre giorni e non deve far tornare il FTSE MIB sopra i 21250 punti. Lo spreads sui titoli di Stato sale mentre le azioni delle banche sono ancora deboli - il mercato si comporta come nel caso di una crisi finanziaria. Potrebbe intensificarsi anche se i rischi immediati di contagio dalla Turchia sull'Italia ci sembrano scarsi. Teniamo d'occhio (l'odiatissimo) spread.
Avrete notato che gli obiettivi della correzione, appena iniziata, sono solo un -2% sotto i livelli di chiusura di ieri. L'SMI svizzero (-0.29% a 9005 punti) potrebbe già aver terminato la correzione. È evidente che la correzione non dovrebbe fare sensibili danni - il peso dell'economia turca é a livello mondiale trascurabile. La crisi dovrebbe però far riflettere gli investitori ed indurli ad un comportamento più prudente. Nei prossimi mesi ci aspettiamo uno sviluppo delle borse più selettivo e rispettoso dei fondamentali. Nell'immediato ci sono degli eccessi che andrebbero compensati con un rimbalzo tecnico. Sui grafici le ultime candele sono al di fuori del limite inferiore delle Bollinger Bands - visto che la pressione di vendita é modesta é probabile che ora ci sia una pausa in maniera da eliminare questa anomalia che si presenta unicamente nel caso di forte correzione o ribasso.

Anche a Wall  Street la seduta é stata negativa. L'esito sembra però più che altro dovuto all'emulazione o ad un senso di partecipazione ai problemi che affliggono alcuni Paesi emergenti con forti scompensi a livello di bilancia dei pagamenti (oltre alla Turchia abbiamo Brasile, India e Sud Africa per citare solo i più importanti).
L'S&P500 ha aperto in positivo a 2836 punti e all'inizio é ancora salito a 2843 punti di massimo. Poi é caduto fino ad un minimo a 2820 punti. Con questo comportamento ha rispettato le indicazioni fornite dal future - significa che i traders e l'analisi tecnica stanno dominando questa correzione. Nelle ultime ore di contrattazioni l'S&P500 é risalito a 2832 punti ed é ridisceso in chiusura a 2821.93 punti (-0.40%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2081 su 4955, NH/NL a 333 su 770 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 14.78 punti (+1.62) mentre la CBOE Euity put/call ratio é rimasta relativamente bassa a 0.64.
Finora la correzione si sviluppa come previsto e non notiamo anomalie o divergenze. L'obiettivo teorico resta a 2750-2780 punti. Ribadiamo che in seguito, se la correzione segue il nostro scenario, é probabile che l'S&P500 salirà su un nuovo massimo storico sopra i 2872 punti.

Stamattina il cambio della Lira Turca si é stabilizzato e subito le borse reagiscono in maniera positiva. Il future sull'S&P500 é a 2834 punti (+9 punti) - in pratica l'S&P500 sale di 12 punti rispetto alla chiusura di ieri sera. L'Eurostoxx50 vale ora 3425 punti (+16 punti) e recupera in questa maniera le perdite di ieri. Le borse europee apriranno con un guadagno del +0.5% e dovrebbero stamattina salire più in alto con un sospiro di sollievo e grazie ad alcune operazioni di short covering. Nel pomeriggio ci aspettiamo un ritorno sui livelli d'apertura. Il "conto" da pagare relativo al crollo della Lira Turca non é ancora stato scontato interamente dai mercati. Ci aspettiamo che la correzione duri ancora una decina di giorni.

Aggiornamento del 13 agosto

Complotto politico e Lira turca - abbiamo dimenticato il rame

Nell'analisi del fine settimana abbiamo ampiamente parlato della Lira turca e delle conseguenze sui mercati finanziari del crollo di questa moneta. Ci siamo dimenticati di trattare il rame che avevamo citato nel titolo. Il rame é un metallo industriale che viene utilizzato in numerosi settori - dalla costruzione, ai trasporti fino all'elettronica. È un indicatore anticipatore e da inizio giugno ha perso circa il 15% del suo valore. Normalmente questo é un segnale che l'economia mondiale rallenta. Il calo del prezzo é in parte un mistero visto che conflitti e scioperi in numerosi Paesi produttori (p.e. Cile) dovrebbero diminuire l'offerta. La reazione negativa potrebbe essere una conseguenza del conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina, paese che assorbe circa la metà della produzione mondiale di rame. La rivalutazione dell'USD aumenta il prezzo in Yuan e ne diminuisce la domanda. Non bisogna trarre conclusioni affrettate dallo sviluppo del prezzo di alcuni metalli industriali nelle ultime settimane. In ogni caso però il calo del prezzo del rame é un segnale d'allarme da non sottovalutare.
Torniamo alla Turchia. Durante il fine settimana Erdogan non ha fatto nulla per diminuire la tensione sui mercati finanziari e sostenenere il valore della moneta. La Banca Centrale dovrebbe aumentare i tassi d'interesse e la Turchia potrebbe introdurre limitazioni sull'esportazione dei capitali. Erdogan invece attribuisce la colpa per la perdita di valore della Lira ad una congiura internazionale condotta dagli Stati Uniti e non agli squilibri economici. Non parla dell'enorme debito della bilancia dei pagamenti né dall'insicurezza per gli investitori internazionali, che scappano, causata dalla sua politica.
Il risultato é che stamattina la Lira turca perde ancora un -7% contro USD. Il cambio EUR/USD scende a 1.14 mentre il future sull'S&P500 cade a 2828 punti (-8 punti). Le borse europee apriranno in calo - l'Eurostoxx50 vale ora 3406 punti (-0.6%). Pensiamo che dopo una prima ondata di vendite le borse europee si stabilizzeranno e tenteranno un recupero. Dovrebbero stamattina tornare in pari. Poi vedremo quali notizie arriveranno da Ankara ed eventualmente quale sarà la reazione di Washington - gli europei stanno a guardare.
Il comportamento delle borse asiatiche non é importante ma per la cronaca riportiamo un -1.86% del Nikkei e un calo della borsa di Shanghai del -0.5%.

Commento dell'11-12 agosto

La Turchia mette in ginocchio l'Europa e le sue banche - parte l'attesa correzione minore. Attenzione al rame.


Fino a giovedì la settimana é trascorsa nella calma e senza movimenti rilevanti. Le borse europee erano erano più deboli di quelle americane, i tassi d'interesse di riferimento sull'EUR stavano scendendo e il Bund tedesco per contro saliva, L'EUR scivolava verso il supporto a 1.1510 e il CHF continuava a rafforzarsi. C'erano dei sintomi di malessere ma nulla lasciava presagire il terremoto che é seguito. Venerdì é scoppiata la crisi turca che ha travolto le borse europee e le sue banche. L'Eurostoxx50 (-1.94% a 3426 punti) e i suoi colleghi hanno aperto in calo e sono tendenzialmente scesi durante tutta la giornata. I rimbalzi sono stati venduti e i venditori hanno tenuto il controllo delle operazioni fino alla chiusura vicino ai minimi giornalieri. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3413 punti verso le 16.50 e ha terminato la giornata a 3426 punti con una pesante perdita di 68 punti e volumi di titoli trattati in aumento. Naturalmente il settore bancario (SX7E -3.23% a 109.41 punti) ha subito un tracollo poiché si teme che le banche con consistenti esposizioni in Lira turca subiscano forti perdite a causa della svalutazione della moneta e dell'eventuale insolvenza dei debitori. L'indice SX7E non ha però avvicinato il minimo annuale del 27 giugno a 107.40 punti. Invece il FTSE MIB italiano (-2.51% a 21090 punti) é sceso su un nuovo minimo annuale a dimostrazione della sua debolezza relativa. Aspettavamo questo nuovo record negativo da tempo. Esamineremo le conseguenze in seguito. Il DAX tedesco é caduto a 12424 punti (-1.99%) con un minimo giornaliero a 12390 punti. Usiamo questo indice per un'analisi preliminare. La MM a 50 giorni scorre praticamente piatta a 12619 punti - il limite inferiore delle BB é 12443 punti - la RSI é a 41.52 punti (l'indice non é ipervenduto) mentre il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica ha fornito venerdì un segnale di vendita a medio termine. Sui 12400 punti c'é un supporto intermedio risalente a luglio mentre il primo solido supporto é solo sui 12140 punti. La volatilità VDAX é salita a 17.93 punti (+2.70, +17.74%). Durante la forte correzione di gennaio la VDAX era salita a 40 punti. È evidente che i movimenti a corto termine delle borse dipendono dallo sviluppo della crisi turca e in particolare dal valore della moneta (TRY) che solo venerdì ha perso il -14% contro EUR. Teoricamente dai 12400 punti il DAX potrebbe rimbalzare ma la correzione non sembra finita. L'indice dovrebbe per lo meno scendere nella prossima decina di sedute sui 12140-12200 punti prima che la correzione sia completa. Non ci aspettiamo un ribasso (calo superiore al -10%) poiché la borsa americana sembra in grado di incassare il colpo senza danni. L'impressione é però che a medio termine le borse europee debbano scendere decisamente più in basso - il FTSE MIB serve da apripista e la crisi turca é solo l'antipasto.
Il cambio EUR/USD é caduto fino a 1.1388 e ha terminato la settimana a 1.1410. Il supporto a 1.1510 é definitivamente rotto e il prossimo obiettivo al ribasso si situa a 1.12. Al momento l'USD sta uscendo vincitore dalla guerra commerciale e finanziaria scatenata da Donald Trump. I partner commerciali (Cina, Messico e Canada (Nafta), UE) sono sulla difensive a sono costretti a trattare. Gli Stati Uniti però subiscono anche loro dei danni - il prezzo delle merci importate aumenta e il deficit dello Stato sta esplodendo - temiamo che presto o tardi questi disequilibri si rifletteranno in maniera negativa sulla moneta. Malgrado che le tendenze a corto e medio termine siano al ribasso non consigliamo la vendita di EUR in favore di USD. Ci sono troppi acquisti speculativi di USD e il sentiment é eccessivamente ottimista per la moneta americana - uno short covering é vicino. Questo significa che a breve il cambio potrebbe scendere fino a 1.12 ma poi potrebbe tornare rapidamente nel range 1.15-1.18. Ricordiamo che contro la logica economica per ora abbiamo una correlazione positiva tra EUR é borse - EUR debole significa borsa europee in calo. Bisognerà fare attenzione al momento in cui questa regola non funzionerà più.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.71% a 3426 punti
DAX                         -1.52% a 12424 punti
SMI                          -1.38% a 9031 punti
FTSE MIB                  -2.30% a 21090 punti (nuovo minimo annuale)
S&P500                    -0.25% a 2833.28 punti
Nasdaq100               +0.17% a 7404 punti

Prima di passare alle previsioni vediamo come New York ha reagito alla crisi turca e al crollo delle borse europee. Wall Street ha retto
il colpo. Gli indici hanno aperto con una perdita di circa il -0.7% ma poi invece che continuare a scendere sono oscillati in laterale e hanno chiuso sui livelli d'apertura. I ribassisti hanno vinto ma non hanno dominato. L'S&P500 ha esordito in gap down a 2836 punti. Nelle prime ore si é semplicemente mosso in laterale in pochi punti. A metà seduta ha toccato un massimo a 2842 punti e poi é scivolato verso il basso fino ad un minimo a 2825 punti. Infine é rimbalzato fino ai 2837 punti ed ha chiuso a 2833.28 punti (-0.71%). Notiamo due punti negativi - il primo supporto a 2848-2850 punti é stato rotto ed il gap d'apertura é rimasto aperto. D'altra parte il Nasdaq100 (-0.78% a 7408 punti) si é salvato sopra il primo supporto a 7400 punti. Considerando la caduta in Europa ed il crollo della Lira turca, che a breve é ipervenduta, New York si é comportata molto bene. La prima conclusione é che difficilmente l'S&P500 farà qualcosa di più dell'attesa correzione minore di 80-100 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2235 su 4744, NH/NL a 401 su 648 e volume relativo a 0.95. Non appare una particolare pressione di vendita. La volatilità VIX é balzata a 13.16 punti (+1.89) mentre la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.70. Dai dati sul sentiment traspare inquietudine ma nulla più. Questa sembra una scelta giusta. La Turchia non é un problema in grado di far deragliare la crescita economica americana. Il peso dell'economia turca nel contesto mondiale é trascurabile. C'é però un rischio di contagio. Vedremo cosa succede settimana prossima. Non possiamo sapere cosa succederà lunedì e quindi non possiamo prevedere un rimbalzo delle borse anche se esistono chiaramente le premesse tecniche.
Il quadro generale si sta però sviluppando come atteso. C'é una correzione minore delle borse che può far scendere l'S&P500 sui 2750-2780 punti. Il primo solido supporto é a 2800 punti - la MM a 50 giorni scorre a 2784 punti. Le borse europee sono più vulnerabili e dovrebbero scendere più in basso vale a dire perdere in percentuale più che l'S&P500 americano. Attenzione che a breve se l'EUR rimbalza é probabile che ci sia una reazione positiva anche delle borse. Non siamo in grado di fare previsioni più precise - non decide l'analisi tecnica ma il comportamento di Erdogan e delle autorità monetarie turche - la reazione degli investitori sarà soprattutto emozionale e potrebbe non rispettare i parametri tecnici. Concretamente se ci sarà panico il DAX non rimbalzerà dai supporti che abbiamo indicato e non si fermerà all'interno delle Bollinger Bands ma precipiterà in ipervenduto e sotto qualsiasi supporto. Le borse europee lo seguiranno.
La Lira turca non può perdere il 14% tutti i giorni e quindi un rimbalzo tecnico é imminente - questione di giorni se non di ore.
A medio termine le prospettive si stanno deteriorando. Tornando al FTSE MIB un obiettivo grafico di un ribasso a medio termine si situa sui 17500-18000 punti mentre una correzione ha come obiettivo i 20000 punti. La tendenza di fondo della borsa italiana é passata al ribasso mentre formalmente quella di Eurostoxx50, DAX e SMI é ancora neutra. In America invece la tendenza di fondo é ancora di poco debolmente al rialzo - il 49.4% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 59.37.
In generale é meglio ora essere molto prudenti. L'effetto stagionale é negativo fino a metà ottobre e non vediamo ragioni per operare long se non nel caso di forti eccessi di ribasso che potremo segnalare a tempo debito nei nostri commenti tecnici.
Mercoledì 15 agosto la borsa italiana é chiusa in occasione di ferragosto.

Commento del 10 agosto

L'Europa scricchiola - la borsa americana deve correggere


Siamo leggermente irrequieti. Ieri in borsa non é successo niente di speciale - i maggiori indici azionari hanno terminato la giornata praticamente invariati. Da esempio servono l'Eurostoxx50 europeo (+0.02% a 3494 punti) e l'S&P500 americano (-0.14% a 2853.58 punti). Abbiamo però l'impressione che qualcosa stia cambiando in sfavore dei mercati finanziari europei. Giorni fà vi abbiamo segnalato la strana correlazione tra EUR e borse - improvvisamente l'EUR in calo corrispondeva e borse deboli e non viceversa come é normalmente il caso e come suggerisce la logica. Ieri sera il cambio EUR/USD era scivolato a 1.1530. Stamattina é crollato a 1.1460 rompendo fragorosamente il supporto a 1.1508-1.1510 e cadendo su un nuovo minimo annuale. Non siamo ancora in grado di giudicare le conseguenze di questa rottura ma é evidente che questo é un gesto di sfiducia nei riguardi dell'Europa. Restiamo nel campo delle divise. A partire da metà luglio abbiamo notato e segnalato un rafforzamento del CHF - normalmente quando la moneta svizzera, bene rifugio per eccellenza, guadagna di valore malgrado tassi d'interesse negativi, significa che c'é da una qualche parte una situazione di crisi. O per lo meno ci sono investitori che, per ragioni ancora sconosciute, preferiscono la sicurezza del CHF a tutto il resto. Stamattina il cambio EUR/CHF é sceso a 1.1423 - vi ricordiamo che il massimo annuale é a 1.20. Passiamo ai tassi d'interesse. Lasciando da parte l'interminabile discussione sugli spreds sui titoli di Stato notiamo che il future sul Bund (+0.25% a 162.58) continua lentamente a salire - significa che un altro bene rifugio (obbligazioni di Stato tedesche) viene comperato - i tassi d'interesse europei (decennali) scendono invece che salire come dovrebbero se l'economia fosse in forte crescita con rischio di inflazione (come vorrebbe la BCE). Da ultimo ci disturba il comportamento da inizio giugno del FTSE MIB (-0.72% a 21634 punti). L'S&P500 americano é al rialzo e a pochi punti dal massimo storico - la borsa svizzera si é involata (SMI da 8400 a 9200 punti) - Eurostoxx50 e DAX sono saliti - a fatica ma hanno recuperato sensibilmente terreno. Il FTSE MIB invece sobbalza sopra il minimo annuale senza riuscire a fare progressi - il supporto a 21250 punti rimane vicino e la borsa italiana mostra debolezza relativa. Insomma - senza avere conferme abbiamo parecchi indizi che suggeriscono la possibilità che in Europa si prepara una crisi finanziaria con epicentro l'Italia.

Ieri in borsa é stata una giornata noiosa all'insegna della stabilità. Gli indici si sono mossi poco e a casaccio. Hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni. Il DAX tedesco (+0.34% a 12676 punti) ha guadagnato terreno mentre il FTSE MIB (-0.72% a 21634 punti) é caduto trascinato dal settore bancario (SX7E -0.45% a 113.06 punti). Non possiamo però dare peso a questa differenza - in fondo martedì era successo il contrario. A livello tecnico non c'é (ancora) nulla di particolare da segnalare.

Anche la seduta in America é terminata con un nulla di fatto. Solo l'andamento della seduta ci induce a credere che il rialzo é arrivato ad un punto morto e che l'attesa correzione é imminente. L'S&P500 ha toccato un massimo giornaliero a 2862 punti - per il secondo giorno consecutivo non é riuscito a migliorare il massimo di martedì a 2863 punti. Sul finale di seduta l'indice é caduto fino ai 2852 punti e ha chiuso vicino a questo minimo a 2853.58 punti (-0.14%) - questa chiusura é una buona premessa per una continuazione verso il basso - a corto termine il primo supporto si trova a 2848 punti - se l'indice non difende questo suppporto dovrebbe cominciare a correggere.
La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3494 su 3430, NH/NL a 547 su 462 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é salita (!) a 11.27 punti (+0.42) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta neutrale a 0.62. Tutto il listino é rimasto tranquillo - anche la tecnologia (Nasdaq100 -0.03% a 7466 punti) si é mossa nella corrente. I nostri limiti di vendita per il portafoglio (2865 punti di S&P500 e 7500 punti di Nasdaq100) sono stati sfiorati (massimo sul Nasdaq100 a 7498 punti) e purtroppo gli ordini non sono stati eseguiti.

Come preannunciato nell'introduzione il cambio EUR/USD crolla stamattina a 1.1460. Questo ha delle conseguenze. Il future sull'S&P500 scende a 2842 punti (-12 punti) mentre l'Eurostoxx50 vale ora 2469 punti - le borse europee apriranno con perdite indicative del -0.7%. Non é molto ma considerando la pausa estiva e i movimenti modesti delle ultime sedute questa differenza é importante. Vedremo se nel corso della giornata c'é un recupero di borse e EUR o se invece ci saranno finalmente ulteriori vendite.
Per la cronaca il Nikkei ha perso il -1.25% mentre Shanghai é praticamente in pari. La caduta dell'EUR sembra che sia stata causata alla BCE che si é dichiarata ancora preoccupata dalla fragilità delle banche europee e dalla loro esposizione in assets in Lira turca..

Commento del 9 agosto

Nessun segno di cedimento malgrado che non si fanno più progressi

Ieri é stata una giornata veramente noiosa. Gli indici azionari europei ed americani hanno terminata la giornata senza sostanziali variazioni - si sono mosso poco e con modesti volumi. Le borse europee hanno aperto in calo. All'inizio sono scese ma poi é bastato il supporto a 12600 punti sul DAX (-0.12% a 12633 punti) ha provocare una reazione. Gli indici sono risaliti fino a metà giornata e poi sono tornati al punto di partenza. Alla fine gli operatori erano tutti delusi o contenti. Chi si aspettava l'inizio di una correzione non ha visto nulla per poter sostenere questa ipotesi - non é apparsa pressione di vendita, non sono stati rotti dei supporti e gli indicatori non mandano segnali particolari. I rialzisti invece, specialmente in America, possono dire che malgrado l'ipercomperato, il calo di momentum e l'eccesso di ottimismo gli indici non scendono. Sembra quindi che la borsa americana stia semplicemente facendo una pausa di consolidamento prima di tentare di salire più in alto.
L'Eurostoxx50 é scivolato a 3493 punti (-0.31%). Possiamo solo prendere nota del fatto che l'indice rimane saldamente sui 3480-3500 punti e per ora non si delinea nessuna tendenza. Anche il settore bancario (SX7E -0.45% a 113.57 punti) si muove a caso. La borsa italiana, come era facile prevedere, ieri é tornata a muoversi con la corrente (FTSE MIB -0.29% a 21790 punti) - il balzo di martedì era solo una conseguenza della buona performance di Unicredit dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali - non é un segno che la borsa italiana sta per uscire dal pantano dei 21250-22500 punti e sta per iniziare un periodo di forza relativa. L'SMI svizzero (-0.27% a 9176 punti) ha ritracciato dai 9200 punti come logica reazione ad un rally troppo esteso e ad una evidente situazione di ipercomperato.
Malgrado che ieri le borse europee abbiano terminato la giornata in negativo non abbiamo l'impressione che stia iniziando una correzione. La spinta di rialzo in America ha perso di forza e momentum ma non é ancora finita - nel frattempo l'Europa é ferma ed aspetta.  

Anche a Wall Street non é successo nulla di importante. Basta guardare la performance dei maggiori indici (S&P500 -0.03% a 2857.70 punti / Nasdaq100 +0.09% a 7469 punti) per rendersi conto che i listini sono fermi. A Iivello tecnico la situazione é invariata.
L'S&P500 si é mosso in soli 9 punti. Ha aperto a 2856 punti, é sceso a 2853 punti ed é risalito in concomitanza con la chiusura in Europa a 2860 punti. In serata ha ancora raggiunto un massimo a 2862 punti ed ha infine chiuso a 2857.70 punti (-0.03%). La seduta al NYSE é stata debolmente negativa con A/D a 3158 su 3716, NH/NL a 437 su 574 (= deterioramento) e volume relativo a 0.8. La partecipazione al rialzo resta mediocre. La volatilità VIX é scivolata 10.85 punti (-0.08) - la CBOE Equity put/call ratio é nella media a 0.62.
A New York regna la calma assoluta. Questo significa che seguendo il trend dominante gli indici possono ancora salire di poco per giorni - l'S&P500 potrebbe e dovrebbe tentare di migliorare il massimo storico a 2872 punti. Nel frattempo l'ottimismo resterà alto (VIX a 10 / 11 punti) e gli investitori vivono in uno stato di autocompiacimento e di falsa sicurezza. Poi improvvisamente un evento o una notizia negativa provocheranno un vuoto d'aria - tecnicamente si tratterà di una correzione minore di un -4%/-5%. Non possiamo che restare in attesa che le borse si sveglino. A breve c'é pochissimo potenziale di rialzo mentre le probabilità di una sensibile correzione sono alte e in costante aumento - é solo una questione di tempo.

Stamattina le borse asiatiche sono miste - il Nikkei perde il -0.12% - Shanghai sta guadagnando il +1.9%. Il future sull'S&P500 é a 2857 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3494 punti - le borse europee apriranno invariate. L'agenda economica non offre oggi appuntamenti di particolare interesse. Trump non twitta notizie interessanti e anche Elon Musk é tranquillo. Prevediamo un'altra giornata di calma piatta.

Commento dell'8 agosto

Tutti parlano di Tesla (+10.99% a 379 USD) - un esempio tipico di un mercato che vive di hype (montature) ed eccessi

Ieri il CEO e azionista di riferimento Elon Musk ha pubblicato un breve twitter con il quale annuncia l'intenzione di privatizzare Tesla a 420 USD per azione - il finanziamento sarebbe assicurato. Si tratta come sapete di una società che produce auto elettriche e che non ha mai realizzato un utile - capitalizza 56 Mia di USD e nel 2017 ha prodotto circa 100'000 auto. Volkswagen ha venduto nello stesso anno 10.4 Mio di veicoli, ha guadagnato 11.4 Mia. di EUR e vale 72 Mia di EUR. L'azione di Tesla é balzata dell'11% anche perché la notizia ha indotto molti shortisti a coprire la posizione. Non commentiamo ulteriormente il caso - trovate abbastanza informazioni a riguardo nei media. Il caso é però sintomatico - la borsa vive oggi in un mondo irreale nel quale tutto sembra possibile. Anche creare 6 mia di USD di capitale azionario con un tweet che si rivelerà probabilmente un bluff.

Ieri le borse europee hanno guadagnato terreno. Non potevano fare altro visto che la borsa americana saliva da giovedì sera e ieri si stava preparando ad un'altra seduta di rialzo. La prestazione é stata però deludente. Gli indici hanno chiuso in genere lontani dai massimi giornalieri e solo con moderati guadagni. Il DAX (+0.40% a 12648 punti) ha addirittura terminato la giornata sul minimo giornaliero dopo essere salito fino a 12738 punti. Come ci aspettavamo però non é riuscito a difendere il terreno acquisito la mattina ed é ricaduto nel pomeriggio. Tecnicamente ha chiuso il gap di giovedì scorso ma resta bloccato tra i 12600 ed i 12800 punti in attesa che l'S&P500 americano esaurisca la spinta di rialzo. L'Eurostoxx50 (+0.60% a 3504 punti) ha fatto meglio ed é tornato sopra i 3500 punti. Si é però mosso nel range di settimana scorsa senza mostrare una particolare forza. Al momento esiste una strana correlazione positiva tra borsa e EUR - é come se gli investitori passassero da un giorno nel quale danno fiducia all'Europa (come ieri) ad un altro in cui temono una crisi (come giovedì scorso). Per saldo però non sta succedendo nulla di importante e significativo. La tendenza di fondo delle borse europee resta neutra in attesa di una correzione generale delle borse che dovrebbe realizzarsi a breve considerando i dati sul sentiment in America. Ieri il FTSE MIB (+1.27% a 21853 punti) ha guadagna 273 punti. Una buona giornata per la borsa italiana poiché l'indice ha chiuso vicino al massimo giornaliero e non si é sgonfiato nel pomeriggio come le altre borse europee. Forse questa é però solo la conseguenza di una borsa praticamente "in vacanza". Tecnicamente non cambia molto visto che il FTSE MIB é tornato semplicemente al centro del range di settimana scorsa e ha chiuso il gap di giovedì. Al balzo dell'indice ha contribuito Unicredit (+2.88%) che ha presentato un utile trimestrale superiore alle stime degli analisti. Questo effetto oggi non si ripeterà e quindi é probabile che la borsa italiana rientri subito nei ranghi.

La borsa americana continua lentamente a salire. Le plusvalenze giornaliero continuano a diminuire ma finora le sedute terminano in positivo e S&P500 (+0.28% a 2858.45 punti) e colleghi raggiungono nuovi massimi di periodo.
Ieri la seduta é terminata praticamente all'apertura. Dopo il balzo iniziale gli indici sono semplicemente oscillati in pochi punti e hanno chiuso sul livello d'apertura. Il mercato sembra in stallo. Come spiegato negli scorsi giorni si sta preparando un'altra correzione minore. Gli indici potrebbero però salire marginalmente ancora qualche giorno prima della caduta. L'S&P500 é a soli 14 punti dal massimo storico e la tentazione per i traders di migliorare questo record (o almeno di provarci) é grande.
L'S&P500 ha aperto a 2857 punti, é oscillato tra i 2856 ed i 2863 punti e ha chiuso a 2858.45 punti (+0.28%). Il Nasdaq100 (+0.32% a 7462 punti) e il Russell2000 (+0.24%) hanno fatto la loro parte. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4111 su 2863, NH/NL a 572 su 478 e volume relativo a 0.9. La partecipazione resta mediocre, il momentum é in calo. La volatilità VIX é scesa a 10.93 punti (-0.34) e secondo le opzioni tutti sono convinti che la VIX resterà bassa. È quindi probabile che succederà il contrario. Ci prepariamo ad un sensibile aumento della VIX e di conseguenza ad una correzione della borsa americana. 

Stamattina é tutto tranquillo. Il Nikkei ha chiuso in pari (-0.01%) mentre Shanghai é in perdita del -1.2%. Il future sull'S&P500 é a 2858 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3496 punti (-8 punti). Le borse europee apriranno in calo del -0.2%. Dovrebbe esserci una seduta speculare rispetto a ieri. Stamattina ci saranno delle ulteriori vendite ma poi crediamo che ci sarà un recupero e gli indici stasera dovrebbero chiudere sui livelli d'apertura.
Oggi mettiamo dei limiti di vendita per aprire posizioni short per il portafoglio in preparazione di una correzione minore di un centinaio di punti sull'S&P500.

Commento del 7 agosto

L'inerzia può far salire l'S&P500 su un nuovo massimo storico - l'Europa si congeda

Ieri le borse europee sono oscillate in maniera vistosa ma la sera hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni e al centro del range giornaliero. Sembra una seduta senza storia che lascia la situazione tecnica invariata. In pratica si nota che gli indici azionari europei non riescono più a seguire l'America al rialzo. Si sono semplicemente fermati con un EUR piuttosto debole (EUR/USD a 1.1560) e tassi d'interesse di riferimento in calo. Sembra che gli investitori internazionali preferiscano puntare sull'economia americana in forte espansione che sull'Europa ed i suoi problemi di crescita anemica, debito pubblico in aumento e crisi politiche.
L'Eurostoxx50 si é fermato a 3483 punti (+0.03%). Questi 3480 punti stanno ormai diventando una persecuzione. Erano il nostro obiettivo principale del rialzo di corto termine iniziato a giugno. Il problema é che una volta raggiunto l'obiettivo il mercato si é semplicemente fermato. L'Eurostoxx50 ha provato a salire e settimana scorsa ha provato a correggere. Ora si é stabilizzato e l'esito della seduta di lunedì é sintomatico per un mercato ormai bloccato dall'afa estiva. L'indice delle banche SX7E (-0.31% a 113.25 punti) torna a scendere. Da questo settore non ci aspettiamo impulsi positivi - al massimo sorprese negative. Tra i 110 ed i 117 punti l'indice a breve può muoversi liberamente. Anche il DAX (-0.14% a 12598 punti) non é più in grado di fornire impulsi. Ieri ha fatto un pò su e un pò giù - a fine giornata l'indice ha chiuso con una insignificante perdita di 17 punti e al centro del range giornaliero. Il rimbalzo iniziato venerdì sembra già finito. Ora vedremo fino a quando il DAX si fermerà sui 12600 punti e sulla MM a 50 giorni prima di sviluppare una nuova tendenza. Al momento gli indicatori di corto termine sono neutri e vicini all'equilibrio. I bassi volumi suggeriscono di non aspettarsi molto da questa settimana di vacanze estive. Il FTSE MIB (-0.03% a 21580 punti) non recupera la perdita di settimana scorsa malgrado che la borsa americana abbia dato il buon esempio. La borsa italiana é ormai bloccata su questo livello da inizio giugno é ha perso alcune buone occasioni per ripartire al rialzo. È di conseguenza probabile che l'uscita dal range 21250-22500 punti avvenga al ribasso poiché da un punto di vista economico il nuovo governo sta facendo ben poco per raddrizzare la situazione. Se l'economia non cresce almeno come il resto dell'EU e contemporaneamente il debito sale é probabile che presto o tardi ci sia un'ondata di vendite sui titoli di Stato e sulla borsa.

Ieri la borsa americana ha continuato il rialzo di corto termine iniziato giovedì in giornata. L'S&P500 é salito a 2850.40 punti (+0.35%) -
il Nasdaq100 (+0.59% a 7439 punti) e il Russell2000 (+0.65%) hanno trascinato il movimento che si é sviluppato in maniera uniforme. Notiamo nuovi massimi marginali di periodo su tutti i principali indici azionari. Questo significa che, pur mancando di momentum e partecipazione, gli indici sembrano in grado di lievitare ulteriormente. L'S&P500 si trova solo a 22 punti dal massimo storico del 26 gennaio. Se come sembra riesce a superare i 2850 punti é ovvio che tenterà di migliorare questo record malgrado che verrà frenato nella sua corsa dell'eccesso di rialzo e dalle Bollinger Bands che si espandono solo lentamente (2776 - 2851 punti).
L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 2837 punti. Da qui é però subito salito e con un movimento costante ha raggiunto verso le 19.00 il massimo a 2853 punti. Poi é solo oscillato in laterale in una manciata di punti ed ha chiuso a 2850.40 punti (+0.35%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4227 su 2764, NH/NL a 525 su 510 (i dati sono simili a quelli di venerdì - i NH non aumentano) e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é ancora scesa a 11.27 punti (-0.37) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.62 (nella media). Notiamo il balzo di Facebook (+4.45%) - malgrado i deludenti risultati trimestrali e le polemiche che circondano la società gli investitori utilizzano qualsiasi caduta per comperare. Abbiamo notato lo stesso effetto settimana scorsa su Tesla. Questo é tipico per un mercato che non vuole correggere.

Stamattina prevale ancora l'ottimismo. Le borse asiatiche sono al rialzo - il Nikkei ha guadagnato il +0.66% e questa volta anche in Cina (Shanghai +2.3%) si compra. Il future sull'S&P500 é a 2854 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3491 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.3%. Non crediamo che possano andare lontano. Dopo un +0.5% dovrebbero fermarsi ed eventualmente ritracciare.

Aggiornamento del 6 agosto

Il 22 agosto questo diventerà il bull market più lungo della storia (3543 giorni dal 9 marzo del 2009)

Inizia un'altra settimana di caldo torrido e le borse si avvicinano lentamente ad un altro record storico. L'S&P500 avevva toccato un minimo il 9 marzo 2009 a 666 punti. Ora é a 2840 punti e si trova solo 32 punti sotto il massimo storico del 26 gennaio 2018 a 2872 punti. È logico che molti tentano di prebvedere la fine di questo lungo rialzo. Per il momento però gli indici azionari americani continuano lentamente a lievitare e all'rozzonte si intravvede solo una correzione minore. Niente lascia prevedere un ribasso - l'economia americana marcia a pieno ritmo grazie ad una ideale combinazione di denaro a basso prezzo e una politica fiscale estremamente espansiva. Il prezzo da pagare é un stratosferico deficit dello stato ed un aumento costante e irreversibile del deficit pubblico. Presto o tardi questo provocherà un collasso del sistema finanziario ma per il momento la festa può continuare.
Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei marcia sul posto (-0.05%) mentre Shanghai perde il -1.4%. La borsa indiana al contrario sale del +0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2842 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3487 punti - le borse europee apriranno in positivo (+0.2%). Oggi non dovrebbe succedere molto.
L'agenda della settimana non contiene appuntamenti di estremo interesse. Le borse dovrebbero continuare ad oscillare seguendo i twitter di Trump e i nuovi capitoli della guerra commerciale e politica (Iran) che gli Stati Uniti hanno scatenato con mezzo mondo.
Controlliamo da vicino lo sviluppo dei cambi - l'EUR/USD é a 1.1555 e si avvicina al supporto a 1.15...

Commento del 4-5 agosto

Da una qualche parte nel mezzo del nulla

All'inizio della settimana il Nasdaq100 ha rotto il supporto intermedio a 7300 punti ed é sceso fino a 7158 punti. Contemporaneamente l'S&P500 ha testato il supporto a 2800 punti - lunedì é sceso fino ad un minimo a 2798 punti - giovedì i ribassisti ci hanno riprovato e l'indice ha toccato un minimo a 2796 punti. Pensavamo che fosse iniziata una correzione minore trascinata dalla tecnologia. Invece il mercato si é risollevato. Dalla MM a 50 giorni il Nasdaq100 (+0.32% a 7395 punti) ha recuperato ed ha annullato il segnale di vendita. L'S&P500 (+0.46% a 2840.35 punti) é risalito dai 2800 punti, come aveva già fatto a metà luglio, é sta provando a migliorare il massimo mensile a 2848 punti. Il problema é che non sembra esserci spazio verso l'alto. La spinta di rialzo ha poca partecipazione e venerdì é già ripparsa la sindrome di eccesso e di speculazione al rialzo. Di conseguenza é poco probabile che l'S&P500 possa superare sostanzialmente i 2850 punti. Le Bollinger Bands si sono nel frattempo ristrette e scorrono ora a 2775-2846 punti. Venerdì gli indici azionari americani hanno chiuso vicini al massimo giornaliero e settimanale  é quindi probabile che settimana prossima ci sia una breve continuazione verso l'alto. Poco sopra i 2850 punti dovrebbe poi cominciare un altro tentativo di correzione minore. La realtà é che ormai da mesi l'S&P500 fatica a staccarsi dei 2800-2850 punti. Tecnicamente gli indici sono da qualche parte in mezzo al nulla. A deboli segnali di vendita seguono deboli segnali d'acquisto - notizie particolari o sorprese a livello di risultati d'impresa provocano delle brevi fiammate o delle improvvise cadute. Non riesce a svilupparsi una trend e un movimento sostenibile. Formalmente la tendenza di fondo della borsa americana resta debolmente al rialzo con il 50.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index a 59.09. 50 é il valore neutro - vedete che gli indicatori veleggiano di poco sopra l'equilibrio.
L'Eurostoxx50 (+0.38% a 3482 punti) da un mese non si stacca dai 3480-3500 punti - anche in Europa sembra regnare la stabilità. La performance settimanale é stata però negativa e nelle ultime 5 sedute l'Europa ha decisamente sottoperformato l'America. Questa debolezza relativa é preoccupante poiché si é verificata con un EUR debole (EUR/USD a 1.1570). Normalmente é il contrario. Borse e EUR in calo suggeriscono che in Europa sta lentamente emergendo un problema. Non sappiamo di cosa si tratta (congiuntura, guerra commerciale che si sviluppa in maniera sfavorevole all'UE, tassi d'interesse, indebitamento statale, tensioni politiche ?) ma notiamo che gli indici azionari accumulano ritardo rispetto all'America. La tendenza di fondo é neutra per DAX (+0.55% a 12515 punti) e Eurostoxx50 mentre il FTSE MIB (+0.80% a 21586 punti) sussulta sopra i 21250 punti evitando a fatica di cadere su un nuovo minimo annuale.
Non possiamo che ripetere il nostro costante avvertimento - appena la borsa americana comincerà a correggere e probabile che le borse europee cadranno pesantemente su nuovi minimi annuali. Manteniamo le posizioni short in portafoglio.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.19% a 3482 punti
DAX                         -1.90% a 12615 punti
SMI                          -0.17% a 9158 punti
FTSE MIB                  -1.68% a 21568 punti
S&P500                    +0.76% a 2840.35 punti
Nasdaq100               +1.35% a 7395 punti

Venerdì le borse europee sono rimbalzate dopo la caduta di mercoledì e giovedì. Non potevano fare niente d'altro visto che giovedì sera e venerdì la borsa americana é ripartita al rialzo - praticamente si é trascinata dietro l'Europa più per inerzia che per convinzione.
Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3492 punti contro la chiusura ufficiale a 3482 punti (+0.38%).
Anche la seduta a New York é stata positiva ed é stata la logica continuazione della reazione iniziata giovedì. L'S&P500 ha aperto a 2829 punti. All'inizio é ancora sceso in pari a 2827 punti. Poi é salito a 2834 punti ed é ricaduto a 2829 punti. Dopo la chiusura in Europa l'S&P500 é gentilmente salito fino alla chiusura a 2840.35 punti (+0.46%). È stata una seduta tranquilla durante la quale il mercato si é mosso poco (range di 13 punti) e con moderati volumi (volume relativo a 0.9). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3720 su 3293 e NH/NL a 540 su 541 - la partecipazione al rialzo resta suboptimale per non dire mediocre. A livello di sentiment notiamo che é bastato poco per far tornare tutti ottimisti (VIX a 11.64 punti, -0.55) e pronti a speculare al rialzo (CBOE Equity put/call ratio a 0.56). Questo ci dice che per lo meno manca quello sano scetticismo che sta alla base di qualsiasi sano e sostenibile rialzo. Settimana prossima i rialzisti dovrebbero nuovamente ritirarsi ed i ribassisti dovrebbero riprovare a far correggere le borse. Per ora non vediamo rischi di ribasso.
Si possono trascorrere le vacanze senza passare le giornate a controllare cosa succedere in borsa. È probabile che ancora per settimane non succederà nulla di importante malgrado che il restringersi delle Bollinger Bands e la caduta delle volatilità su livelli mediamente bassi ci suggeriscono la possibilità dell'avvicinarsi di sostanziali movimenti.
Teniamo d'occhio il supporto a 1.15 sul cambio EUR/USD (1.1580). Ci aspettiamo che il supporto regga ma in caso di rottura é probabile che anche le borse europee abbiano un forte vuoto d'aria.

Commento del 3 agosto

L'S&P500 (+0.49% a 2827.22 punti) difende il supporto a 2800 punti - correzione a singhiozzo

Ieri finalmente in Europa é apparsa una certa pressione di vendita e gli indici azionari hanno avuto una pessima giornata con una pesante caduta. L'Eurostoxx50 é sceso a 3469 punti (-1.14%). L`S&P500 invece ha aperto sul minimo a 2796 punti e ha chiuso vicino al massimo a 2827.22 punti (+0.49%). È evidente che l'indice non ha ancora voglia di continuare la correzione in direzione dei 2750 punti ed é ancora in grado di difendere agevolmente il supporto intermedio a 2800 punti. Di conseguenza le borse europee dovranno avere ancora pazienza. In Europa però si addensano le nuvole all'orizzonte. Le borse scendono malgrado la debolezza dell'EUR (EUR/USD a 1.1585). Questo significa che lentamente in Europa si sta concretizzando un problema in grado di schiacciare le borse su nuovi minimi annuali. Considerando la perdita del FTSE MIB (-1.73% a 21414 punti) é probabile che sarà l'Italia ad entrare nel mirino della speculazione internazionale.

Commento del 2 agosto

FTSE MIB a corrente alternata (-1.91% dopo un +1.25%) - il resto gira in tondo


Ieri per le borse é stata una giornata insignificante. L'S&P500 (-0.10% a 2813.36 punti) continua a restare sopra il supporto intermedio a 2800 punti. L'Eurostoxx50 (-0.46% a 3509 punti) non si allontana dai 3500 punti.
A corto termine continuiamo decisamente a favorire lo scenario di una correzione minore con una discesa dell'S&P500 sui 2750 punti. Le borse europee dovrebbero gentilmente seguire.
La borsa italiana é particolarmente volatile. Questo é un segno di instabilità che potrebbe sfociare in un movimento significativo. In questo caso lo scenario più probabile é quello di una caduta del FTSE MIB su un nuovo minimo annuale.

Commento del 1. agosto

Dal supporto a 2800 punti l'S&P500 provoca un rimbalzo tecnico generale

Oggi 1. agosto in Svizzera si celebra la festa nazionale.
Ieri le borse sono rimbalzate. L'Eurostoxx50 é risalito a 3525 punti (+0.38%). Con nostra sorpresa le banche (SX7E +1.29% a 116.73 punti) si stanno comportando relativamente bene.
L'S&P500 é tornato a 2816.29 punti (+0.49%). Si é mosso tra i 2808 ed i 2824 punti e ha chiuso nella parte superiore del range. Per il momento, come a metà luglio, il supporto a 2800 punti regge. Ieri il mercato é rimasto in attesa dei risultati trimestrali di Apple e anche la tecnologia si é risollevata (Nasdaq100 +0.54% a 7232 punti).
Secondo oscillatori e indicatori gli indici azionari americani dovrebbero tendenzialmente scivolare verso il basso fino a metà di settimana prossima. Di conseguenza ci aspettiamo nei prossimi giorni una continuazione della correzione minore.
In generale i mercati finanziari sono tranquilli e non sembra che si stia preparando un movimento importante. Questo riguarda non solo le borse ma anche divise e tassi d'interessi.

Commento del 31 luglio

Il Nasdaq100 sta correggendo con obiettivo a 6800 punti - l'S&P500 deve cadere a 2750 punti - e l'Europa ?

Ieri le borse europee hanno aperto e chiuso più o meno sullo stesso livello. Gli indici si sono mossi poco e hanno terminato la giornata con moderate perdite - l'Eurostoxx50 é sceso a 3512 punti (-0.42%). Come pensavamo il rialzo si é fermato per "mancanza di carburante" ma non sembra che stia per iniziare una sostanziale correzione.
La seduta a New York é stata più interessante. Il Nasdaq100 (-1.42%) ha bucato il supporto a 7300 punti é ha fornito un segnale di vendita che deve valere almeno per una correzione minore. Come pensavamo gli investitori si sono lasciati spaventare dai crolli di Facebook e Twitter e hanno venduto la tecnologia - specialmente gli AGMAF. Il resto del mercato é rimasto relativamente stabile e non abbiamo notato un forte aumento della pressione di vendita.
L'S&P500 ha ricominciato a giocare con il supporto a 2800 punti. Ha aperto sul massimo a 2821 punti, é sceso fino a 2798 punti di minimo ed é rimbalzato in chiusura a 2802.60 punti (-0.58%). Probabilmente ci vorranno alcuni tentativi prima che il supporto venga rotto e l'indice possa raggiungere l'obiettivo di questa attesa correzione minore a 2750 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2856 su 4112, NH/NL a 420 a 979 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 14.26 punti (+1.23) mentre la CBOE Equity put/call ratio era a 0.72. 
Insomma - la borsa americana sta svolgendo una correzione minore causata dalla tecnologia evidentemente in eccesso di rialzo. Sembra però soprattutto un problema americano. Le borse europee si stanno lasciando influenzare ma non sembrano voler effettuare una sostanziale correzione. Dovrebbero ritracciare solo di un paio di punti in percentale.
Stasera dopo la chiusura della borsa americana Apple pubblicherà i suoi risultati trimestrali.

Commento del 28-29 luglio

Dopo Facebook crolla anche Twitter (-20.54%) - i social media mettono in ginocchio il Nasdaq100

Settimana scorsa il rialzo delle borse é continuato ma ci sono stati alcuni incidenti - giovedì Facebook (-0.78%) é crollata del -18.96% - venerdì ha seguito Twitter con un -20.54%. In entrambi i casi sono stati dei risultati trimestrali deludenti e un numero di utenti in calo (o inferiore alle stime degli analisti) a provocare una massiccia ondata di vendite. Ci si deve ormai domandare se il successo dei social media é giunto alla fine - queste società non sembrano più in grado di crescere in maniera tale da giustificare le stratosferiche valutazioni. Questo effetto potrebbe estendersi alla tecnologia. Il Nasdaq100 questa settimana é stato l'unico indice azionario del nostro paniere che ha perso terreno (performance settimanale del -0.73%), Non eravamo abituati a questo comportamento - per mesi il Nasdaq aveva trascinato il rialzo della borsa americana. È possibile che ora questa forza trainante venga a mancare. Venerdì il Nasdaq100 (-1.40% a 7296 punti) ha chiuso poco sotto il primo supporto a 9300 punti. Già a partire da mercoledì vi avevamo avvisati che una volta raggiunto l'obiettivo a 7500 punti il Nasdaq100 avrebbe dovuto cominciare a correggere. Avremmo avuto un segnale di vendita solo con una chiusura giornaliera sotto i 7300 punti - 4 punti non sono abbastanza per poter dichiarare che la correzione é cominciata. Mercoledì la borsa americana ha toccato dei nuovi massimi di periodo - il Nasdaq ed il Nasdaq100 hanno fatto registrare dei nuovi massimi storici. Le borse europee invece sono salite fino a venerdì quando hanno raggiunto dei nuovi massimi di periodo. Grazie all'accordo tra Trump e Junker sembra che un inasprimento della guerra commerciale tra Stati Uniti e Europa sia scongiurato e i mercati azionari hanno reagito in maniere entusiasta. Gli indici azionari hanno però unicamente raggiunto e superato di poco i nostri obiettivi. L'Eurostoxx50 (+0.51% a 3527) ha superato i 3480-3500 punti ma venerdì alle 22.00 valeva 3512 punti. Lo stesso vale per il DAX tedesco (+0.40% a 12860 punti) che ha passato i 12800 punti ma é poi tornato alle 22.00 a 12824 punti. In Europa non abbiamo nessun segnale di vendita e nessuna forte divergenza. Il rialzo di corto termine é intatto e potrebbe proseguire. Malgrado il raggiungimento degli obiettivi e l'improvvisa debolezza del settore tecnologico in America non ci sono ancora ragioni per andare short con convinzione. L'esempio dell'SMI svizzero (+0.42% a 9173 punti) é un monito. L'indice doveva fermarsi a 9000 punti. Malgrado l'ipercomperato l'indice ha continuato a salire e le altre borse europee potrebbero comportarsi alla stessa manera e tentare di colmare il divario di performance che le separa dall'America.  

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.96% a 3527 punti
DAX                         +2.38% a 12860 punti
SMI                          +2.02% a 9173 punti
FTSE MIB                  +0.73% a 21955 punti
S&P500                    +0.61% a 2818.82 punti
Nasdaq100               -0.73% a 7296 punti

La seduta di venerdì in Europa non ci ha riservato sorprese e tecnicamente non ci ha detto nulla di nuovo. Gli indici hanno aperto in positivo e la mattina hanno ancora guadagnato qualche punto. Poi si sono fermati e hanno terminato la seduta con modesti guadagni. Alle 22.00, influenzati dalla seduta negativa a New York, sono poi tornati al punto di partenza chiudendo teoricamente la giornata praticamente in pari. L'Eurostoxx50 dai 3509 punti di giovedì é salito fino a 3529 punti e ha chiuso a 3527 punti (+0.51%). Alle 22.00 é poi tornato a 3512 punti.

In America ci aspettavamo una seduta tranquilla e senza sostanziali variazioni. Invece hanno predominato le vendite che questa volta hanno coinvolto tutto il listino. L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2843 punti, é sceso fino a metà giornata a 2808 punti e poi fino alla chiusura é lentamente risalito fino a 2818.82 punti (-0.66%). Il Nasdaq100 ha perso il -1.40% a 7296 punti. Al contrario di giovedì anche il Russell2000 (-1.89%) si é insaccato. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2001 su 4986, NH/NL a 544 su 835 (!) e volume relativo a 1.05. Notiamo che la seduta negativa é accompagnata da volumi e pressione di vendita in aumento.La volatilità VIX é salita a 13.03 punti (+0.89) mentre la CBOE Equity put/call é lievitata a 0.67. Inutile dire che i dati sul sentiment possono salire ancora di parecchio e questo significa che l'S&P500 può scendere di parecchio. Ricordiamo che il nostro obiettivo per l'attesa correzione minore é a 2750 punti. Non vediamo ancora le premesse per un ribasso.
Riassumendo la borsa americana sta svolgendo l'attesa correzione minore. Finora però non abbiamo ancora segnali tecnici di vendita. La correzione minore potrebbe unicamente servire ad assorbire gli eccessi senza invertire la tendenza di fondo che resta debolmente rialzista. Il 50.8% dei titoli della borsa americana si trova ancora sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 59.44.
È poco probabile che le borse europee possano continuare a salire se l'America corregge. Una divergenza come quella verificatasi nella seconda parte della scorsa settimana é eccezionale e irripetibile.

Commento del 27 luglio

Troppo nervosismo - poca tendenza

Ieri Trump, Junker e Draghi hanno dato una forte spinta alle borse europee (Eurostoxx50 +1.18% a 3509 punti). Facebook (-18.96%) ha fermato la borsa americana (Nasdaq100 -1.43% a 7400 punti). Si può trarre una prima conclusione - gli investitori sono nervosi ed indecisi e si lasciano sballottare dagli avvenimenti politici. Seconda conclusione - gli analisti non sanno più fare il loro lavoro e i risultati trimestrali delle società sorprendono e provocano balzi incredibili sui prezzi delle azioni. Ieri non abbiamo avuto solo il crollo di Facebook ma anche il rally di AMD (+14.33%).
Ieri le borse europee sono ripartite al rialzo grazie alla notizia che Trump e Junker hanno trovato un accordo per scongiurare un inasprirsi della guerra commerciale. Gli Stati Uniti rinunciano ad introdurre dazi punitivi sulle importazioni di auto europee e il settore ha festeggiato. I balzi di BMW (+4.42%) VW (+3.96%) e Daimler (+2.71%) hanno fatto decollare il DAX (+1.83% a 12809 punti) e aiutato l'Eurostoxx50 (+1.18% a 3509 punti). Le borse euopee hanno chiuso sul massimo giornaliero e su dei nuovi massimi di periodo. L'Eurostoxx50 ha raggiunto l'obiettivo a 3480-3500 punti - lo stesso vale per il DAX a 12800 punti. La chiusura sul massimo giornaliero e con volumi in aumento ci dice che oggi probabilmente ci sarà una continuazione verso l'alto. Gli indici non sono ipercomperati e potrebbero estendere il rialzo e tentare a medio termine di recuperare il ritardo accumulato con l'America. Sui livelli attuali ci sono delle resistenze - il comportamento degli indici oggi ci dirà se una correzione é ancora possibile e se resta uno scenario valido o se invece il rialzo deve continuare. Formalmente le borse europee sono ancora in una tendenza neutra.
Ci insospettisce il comportamento dell'SMI svizzero che ieri ha nettamente superato l'obiettivo a 9000 punti. L'SMI (+1.33% a 9139 punti) ha seguito con entusiasmo il rally delle borse europee. La resistenza a 9000 punti é stata decisamente rotta con un'impressionante gap up ed un guadagno di 120 punti. Ora l'indice é ipercomperato e a breve dovrebbe ridiscendere sui 9000 punti (ora supporto intermedio) e chiudere il gap. È però possibile che la correzione estiva venga a mancare e che in seguito l'SMI si stabilizzi sui 9000 punti. Il rally dei 8400 punti ai 9100 punti in un mese non é sostenibile. Dei risultati trimestrali positivi e superiori alle previsioni stanno dando dei buoni argomenti agli investitori per comperare. Molti sono stati ingannati dalla caduta del mercato a maggio causata più che altro da timori ingiustificati. Il cambio EUR/CHF é sceso a 1.1582. Perché il CHF si rafforza? Questa é una domanda che ci perseguita da giorni. Normalmente un CHF forte ferma un rialzo della borsa svizzera molto dipendente dalle esportazioni. Inoltre spesso il CHF viene comperato come bene rifugio e quando si teme una crisi nel sistema finanziario europeo. In borsa non vediamo niente che possa suggerire la possibilità di tensioni nell'UE.
Insomma - le borse europee non sono ancora ipercomperate e gli indicatori danno ancora via libera. Un nuovo massimo di periodo é un invito ai compratori e per ora non appaiono segnali d'esaurimento o importanti divergenze. Secondo noi l'Eurostoxx50 ed il DAX non dovrebbero scostarsi di molto dai 3480-3500 punti e dai 12800 punti. Notizie positive possono però a breve estendere il rialzo in un mercato tendenzialmente neutro. Non abbiamo nessun segnale di vendita e nessuna importante divergenza tecnica.
 
Ieri la borsa americana ha avuto una seduta positiva ma S&P500 (-0.30% a 2837.44 punti) e Nasdaq100 (-1.43%) sono scesi. Questa é la conseguenza del crollo di Faceboook (-18.96%). La borsa americana ha però subìto unicamente una battuta d'arresto senza conseguenze tecniche.
L'S&P500 ha aperto in calo a 2838 punti e per tutta la giornata si é mosso a caso tra i 2835 ed i 2845 punti toccati a metà giornata. È stata una seduta in trading range che l'indice ha concluso a 2837.44 punti (-0.30%) con una poco importante perdita di 8 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3927 su 3010, NH/NL a 808 su 492 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é scivolata a 12.12 punti (-0.15) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta a 0.62. Notiamo il miglioramento del rapporto NH/NL causato dalla buona giornata del Russell2000 (+0.60%). Ieri sera dopo la chiusura Amazon ha presentato risultati trimestrali convincenti. La prima reazione nel dopo borsa é stato un balzo del +4% dell'azione. Il future sull'S&P500 é ora a 2844 punti (+1 punto) - l'S&P500 sale teoricamente di 7 punti.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei sta guadagnando il +0.44% - Shanghai é in pari. Al momento (08.00) l'Eurostoxx50 vale 3509 punti - le borse europee apriranno invariate. Per l'analisi tecnica la seduta odierna é importante - gli indici dovrebbero esitare e ritracciare a contatto con le resistenze. Gli investitori invece possono godersi la giornata di bel tempo - non dovrebbe succedere nulla di significativo e probabilmente gli indici azionari europei ad americani termineranno la giornata senza sostanziali variazioni.

Domani parto per una settimana di vacanza. Il 1. agosto é la festa nazionale svizzera. Il sito verrà aggiornato regolarmente ma mi limiterò all'essenziale. Se non ci saranno cambiamenti importanti pubblicherò unicamente dei brevi aggiornamenti.

Commento del 26 luglio

Donald Trump cambia nuovamente idea - estensione del rialzo con acquisti senza senso - esaurimento ?

Ieri sera avevo osservato la fine della seduta in Europa e poi ero uscito rimandando la stesura dei commenti sugli indici azionari europei alla tarda serata. Volevo approfittare del bel tempo e non vedevo l'urgenza di scrivere un'analisi su una seduta negativa ma senza nulla di particolare. L'Eurostoxx50 era sceso a 3468 punti (-0.43%) dopo il nuovo massimo mensile del giorno prima. Evidentemente non c'era la forza e la volontà per proseguire il rialzo. La borsa americana era in pari e non sembrava volersi muovere.
Poco prima delle 22.00 ho riacceso il computer e ho avuto la grande sorpresa di trovare una situazione completamente cambiata. L'S&P500 (+0.91% a 2846.07 punti) stava salendo su un nuovo massimo mensile mentre i futures sugli indici azionari europei seguivano e avevano più che compensato le perdite della giornata. Cosa é successo? Dopo mesi di guerra verbale e dazi punitivi sembra che gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno trovato una soluzione per risolvere il conflitto commerciale. Al termine di un incontro tra Donald Trump e Jean Claude Junker i due leader hanno annunciato un accordo su numerosi punti e l'intenzione di voler eliminare i dazi punitivi e le barriere doganali. Questa notizia ha fatto decollare i mercati finanziari. Poiché la situazione é ancora poco chiara e i due leaders si sono limitati a dichiarazioni di intenti la reazione degli investitori é stata confusa ed in parte senza senso. È stato comperato un pò di tutto e a caso concentrandosi sui soliti settori (Nasdaq100 +1.38% a 7508 punti) e lasciando da parte il resto e la massa (Russell2000 +0.30%). L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3496 punti. Che senso aveva a questo punto commentare ancora una seduta che aveva fatto scendere l'Eurostoxx50 dai 3483 punti di martedì ai 3468 punti? Lasciamo perdere e concentriamoci sugli avvenimenti che hanno mosso i mercati nella tarda serata.

L'S&P500 ha aperto praticamente invariato a 2819 punti e per ore é oscillato in laterale tra i 2819 ed i 2823 punti. A metà giornata ha cominciato a lievitare e verso le 20.30 aveva raggiunto i 2830 punti, massimo di martedì. Dopo la conferenza stampa di Trump e Junker l'S&P500 si é impennato, ha toccato un nuovo massimo di periodo a 2848 punti e ha chiuso a 2846.07 punti (+0.91%). Ma le sorprese non sono finite qui. Dopo la chiusura Facebook ha annunciato risultati trimestrali inferiori alle attese e un numero di utenti in calo - gli investitori delusi hanno venduto in massa e nel dopo borsa il titolo ha perso circa il -20%! Il future sul Nasdaq100, che durante la seduta era salito su un nuovo massimo storico a 7508 punti (+1.38%) ha perso circa il -1.5%.
Ma torniamo alla seduta a Wall Street che é stata logicamente positiva con A/D a 4413 su 2501, NH/NL a 530 su 714 e volume relativo a 1.0. Alt! - sicuramente i lettori attenti hanno notato un importante particolare - il numero di nuovi minimi a 30 giorni é ancora salito - si passa dai 465 di lunedì ai 589 di martedì fino ai 714 (!) di ieri malgrado i nuovi record dei maggiorri indici azionari. C'é pressione di vendita che finora non appare negli indici ma che rischia di metterli presto o tardi in ginocchio. La volatilità VIX é scesa di poco a 12.29 punti (-0.12) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata normale a 0.61. I traders non sembrano farsi ingannare dall'evanescente impennata di ieri sera.
Riassumendo il balzo di ieri sera in America non sembra sostenibile. Difficilmente il rialzo può continuare ma per ora non sappiamo quale potrebbe essere la reazione agli eccessi e (ormai) all'ipercomperato. Bisogna sperare che Donald Trump la finisca di cambiare idea e strategia ogni paio di giorni in maniera che in borsa possa delinearsi una chiara tendenza. A dire il vero una tendenza c'é - é un lento e costante rialzo in America con la leadership della tecnologia. Il problema é che questo rialzo é troppo esteso e a causa di Trump a forte rischio di fallimento. È troppo rischioso andare long mentre non esistono ancora segnali tecnici per giustificare un short. Forse l'accelerazione di ieri é stato un classico esaurimento di  trend. Vediamo - i primi supporti sono a 2800 punti di S&P500 e a 7500 punti di Nasdaq100. Il future sull'S&P500 é ora a 2834 punti (-7 punti). 

Stamattina le borse asiatiche sembrano non credere alle giravolte di Trump. Il Nikkei sta perdendo il -0.14% - Shanghai é in calo del -0.6%. L'Eurostoxx50 vale alle 08.00 3486 punti - sale dalla chiusura ufficiale di ieri a 3468 punti e scende dal valore di ieri alle 22.00 di 3496 punti. Si trova ancora su quei 3480 punti che ci accompagnano da parecchio tempo. Oggi si riunisce la BCE - vediamo se Mario Draghi alle 14.30 avrà qualcosa di interessante da dire. Non pensiamo - ormai ripete da mesi monotonamente gli stessi concetti senza più riuscire a convincere nessuno. Non saremmo sorpresi se oggi le borse reagissero negativamente...

Commento del 25 luglio

Defezioni nelle retrovie

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta di rialzo. Cominciamo però il commento odierno con l'America visto che l'inizio e la fine della seduta europea sono stati condizionati da quanto é successo a Wall Street. Per il resto ci ha pensato la Cina.

L'S&P500 (+0.48% a 2820.40 punti) ha toccato un nuovo massimo a sei mesi a 2830 punti - solo a gennaio-febbraio era stato più in alto. Il Nasdaq Composite (-0.01%) ed in Nasdaq100 (+0.47% a 7406 punti) hanno raggiunto dei nuovi massimi storici. Fino a qui tutto bene - il trend rialzista é intatto e confermato. Dietro la facciata però l'edificio si sta sgretolando - nelle retrovie ci sono parecchie preoccupanti defezioni. Dietro ai leaders ci sono già indici e settori che stanno battendo in ritirata - e non sono abbandoni di poco conto. Il primo crollo riguarda il settore dei trasporti - il DJ Transportation ha perso il -1.53%. Anche le PMI non hanno partecipato ieri alla festa - il Russell2000 é sceso del -1.07%. Perfino nella tecnologia, che resta il settore trainante del mercato, ci sono delle sacche di debolezza. Ieri il Nasdaq Composite ha chiuso con una leggera perdita mentre il settore dei semiconduttori (SOX - 1.09%) é inciampato pesantemente. Questa disfunzione del mercato appare nei numeri della giornata - A/D a 3114 su 3842 (rapporto negativo), NH/NL a 685 su 589 (notate l'aumento sensibile dei nuovi minimi a 30 giorni) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 12.41 punti (-0.21) mentre la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.63 (la VIX si riferisce all'S&P500 - la p/c ratio a tutto il mercato - lo sviluppo divergente é logico).
Insomma - Wall Stret ha vinto ma non ha convinto. L'impressione é che l'S&P500 abbia finalmente esaurito la spinta di rialzo su l'atteso massimo a 2820-2830 punti. Il problema é che non sappiamo ancora cosa ci aspetta nei prossimi giorni e settimane - a breve l'alternativa é tra un'altra correzione minore fino ai 2750 punti o qualcosa di più consistente. A medio - lungo termine é possibile che il massimo storico a 2872 punti del 26 gennaio sia un massimo definitivo. L'S&P500 fa molta fatica a salire (a metà marzo era a 2800 punti) ma non vuole scendere.
Per la cronaca l'S&P500 ha aperto in gap up a 2823 punti. Nella prima ora di contrattazioni é salito sul massimo a 2830 punti. Poi é ridisceso sui 2820 punti ed é oscillato in laterale fino alle 19.00. Poi l'indice é sceso fino ai 2811 punti di minimo per risalire infine a 2820 punti. Sul grafico appare un doji abbastanza lungo (19 punti) che potrebbe significare esaurimento. Se nei prossimi giorni l'S&P500 ricade sotto i 2800 punti inizierà una correzione. Sulla base di quanto successo ieri e delle sviluppo degli indicatori questa é la nostra previsione. 

Ora possiamo tornare all'Europa. La mattina l'Eurostoxx50 e colleghi hanno aperto in positivo stimolati dai buoni risultati trimestrali di Google (+3.89%). Fino alle 10.30 circa non é successo nulla. Poi sono stati pubblicati alcuni dati economici positivi sulla Germania e la Cina ha annunciato un programma di stimoli congiunturali. Le borse sono balzate e l'Eurostoxx50 é salito fino ad un nuovo massimo di periodo a 3494 punti. Poi le borse si sono sgonfiate seguendo dalle 16.30 l'esempio di New York. L'Eurostoxx50 ha abbandonato il nuovo massimo mensile marginale per tornare a 3483 punti (+0.85%). L'ottimo comportamento del settore bancario (SX7E +2.23% a 113.27 punti) non é bastato per far avanzare l'Eurostoxx50 in direzione dei 3500 punti. L'indice europeo rimane incollato al nostro obiettivo a 3480 punti. Siamo stupiti da queste fiammate speculative - basta parlare di miglioramenti congiunturali che subito tutti corrono a comperare azioni di banche per poi abbandonarle al primo segnale di pericolo. Ieri i buoni risultati trimestrali di UBS (+4.32%) hanno sicuramente sostenuto il settore e aiutato l'SMI svizzero (+0.51% a 9005 punti) a raggiungere i 9000 punti. Su questo nuovo massimo di periodo e obiettivo l'SMI deve fermarsi e probabilmente correggere. Il DAX (+1.12% a 12689 punti) ha aperto bene e poi é rimasto tranquillo fin verso le 10.40. Dopo é balzato verso l'alto ed é salito fino a 12755 punti - infine si é sgonfiato. Ha chiuso con un consistente guadagno di 140 punti ma lontano dal massimo giornaliero. Un attacco in direzione dei 12800 punti é ancora possibile ma ci sembra molto improbabile che stia iniziando una nuova spinta di rialzo dopo il consolidamento delle ultime tre sedute. Manteniamo l'obiettivo a 12800 punti - poi ci sarà ancora una fase negativa - consolidamento o correzione: é troppo presto per una previsione fondata. Ci insospettisce il fatto che il rally é stato trascinato da auto e banche - puzza di speculazione e breve o per lo meno di movimento non sostenibile.
Il nostro indicatore proprietario basta sulla stocastica e che usiamo per le posizioni tattiche a medio termine é tornato ieri sera marginalmente long. Questo inabituale flip-flap é la dimostrazione che i mercati sono indecisi...

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei sale del +0.4% - Shanghai sta perdendo il -0.1%. Il future sull'S&P500 scivola a 2817 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3480 punti (-3 punti) - le borse europee apriranno in leggero calo. Ieri i rialzisti hanno fatto progressi ma la sera si sono ritirati. È probabile che oggi saranno prudenti in attesa della riunione della BCE di domani. Alle 10.00 viene pubblicato l'indice Ifo tedesco - ieri un dato simile ha fatto balzare il DAX di 50 punti. Stasera dopo la chiusura a Wall Street saranno resi noti i risultati trimestrali di Facebook.

Commento del 24 luglio

Consolidamento

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa. Gli indici azionari si sono però mossi in pochi punti e hanno aperto e chiuso sullo stesso livello. Sui grafici appaiono dei piccoli doji che significano pausa ed incertezza. Gli indici hanno trascorso la giornata nel range di venerdì e hanno terminato la seduta con leggere perdite. Questa non sembra la continuazione di una correzione che in teoria poteva essere iniziata a metà di settimana scorsa. Sembra un semplice consolidamento.
L'Eurostoxx50 é sceso a 3454 punti (-0.17%) mentre l'indice delle banche SX7E ha guadagnato il +0.63% a 110.80 punti.  Il DAX (-0.10% a 12548 punti) si é mosso in pochi punti e nel range di venerdì. Ha chiuso con una insignificante perdita di 12 punti. Avrebbe dovuto continuare a correggere ed invece é fermo con bassi volumi di titoli trattati. L'impressione é quindi che stia semplicemente consolidando sopra i 12400 punti. In Italia l'uscita di scena di Marchionne ha provocato un'ondata di vendite sulle azioni delle società della galassia Agnelli (Fiat, Ferrari, Exor). Questo ha provocato la caduta del FTSE MIB (-0.87% a 21605 punti) che però, dopo la perdita iniziale, si é comportato come l'Eurostoxx50. Non pensiamo di conseguenza che il calo debba continuare - si é trattato di un incidente di percorso. Come le altre borse europee Il FTSE MIB sembra voler consolidare e non correggere. La permanenza dell'indice sui 21500-22000 punti dovrebbe essere più lunga di quanto inizialmente previsto.
Per i ribassisti la settimana é cominciata con una delusione. Dopo l'apertura in leggero calo non é successo più nulla. Le borse non sembrano all'inizio di una forte correzione malgrado che gli indicatori di medio termine favoriscano per le prossime settimane un calo degli indici azionari su nuovi minimi annuali. L'impressione dopo la seduta di ieri é che potremo goderci le vacanze estive poiché non si profila all'orizzonte nessun sostanziale movimento.

In America un'ulteriore serio tentativo di bucare il supporto a 2800 punti di S&P500 é fallito. L'S&P500 ha aperto a 2800 punti e all'inizio della seduta ci sono stati due tentativi di ribasso con minimi a 2796 e 2795 punti. Alle 16.30 i venditori si sono ritirati. L'S&P500 si é risollevato e a metà giornata é tornato a 2807 punti. Nella seconda parte della seduta l'indice é semplicemente oscillato in laterale tra i 2804 ed i 2808 punti ed ha chiuso a 2806.98 punti (+0.18%). Il Nasdaq100 (+0.29% a 7371 punti) ha fatto leggermente meglio. La seduta al NYSE é stata però negativa con A/D a 3122 su 3817, NH/NL a 574 su 465 (notiamo l'aumento dei NL) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 12.62 punti (-0.24) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata ad essere bassa a 0.55. Insomma - l'S&P500 non vuole scendere sotto i 2800 punti ma appena c'é una seduta positiva gli investitori tornano ad essere troppo ottimisti. La partecipazione al rialzo resta decisamente debole. Di conseguenza é poco probabile che le evanescenti spinte di rialzo possano far salire l'S&P500 di molto. Potrebbe esserci ancora un tentativo di salita in direzione dei 2820-2830 punti ma su questo livello é probabile che anche le forze e la motivazione dei rialzisti verranno a mancare. La correzione non inizia - l'alternativa non sembra però una continuazione del rialzo ma una permanenza più lunga del previsto dell'S&P500 sui 2800 punti.

Ieri sera Google ha presentato ottimi risultati trimestrali. Il future sull'S&P500 é ora a 2817 punti (+5 punti) - l'S&P500 vale circa 2818 punti (+11 punti). Le borse europee non sembrano farsi contagiare dall'euforia - l'Eurostoxx50 vale ora 3470 punti. In apertura gli indici azionari europei saliranno del +0.4%. Poi, come ieri, rischiano di fermarsi e muoversi in pochi punti con scarsi volumi.
Per la cronaca stamattina le borse asiatiche sono in moderato rialzo. Il Nikkei sta guadagnando il +0.47% - Shanghai balza del +1.5%.

Aggiornamento del 23 luglio

Indicatori misti forniscono segnali contraddittori - la soluzione é probabilmente un mercato neutro

Durante il fine settimana abbiamo studiato le analisi di colleghi e concorrenti. Con buoni e validi argomenti tecnici abbiamo letto analisi che prevedono una continuazione del rialzo della borsa americana e altri che prevedono l'inizio di una sostanziale correzione. Lo stesso vale per l'Europa malgrado che per Eurostoxx50 e colleghi le previsioni siano prevalentemente negative. Tutto dipende da quali indicatori vengono usati e a quali si attribuisce il maggior peso. In generale però non ci sono segnali "forti" - molti indicatori si muovono su posizioni neutre e forniscono unicamente marginali segnali d'acquisto o di vendita - prendere posizioni sulla base di questi segnali é spesso arrischiato. Come bisogna comportarsi in una simile situazione d'incertezza? La migliore strategia é l'attesa o la difesa. Bisogna attendere di avere segnali di buona qualità e confermati. Oppure nell'incertezza bisogna scegliere la strategia d'investimento che ci difende da eventuali perdite. Non c'é bisogno di seguire un segnale di vendita con posizioni short - si può anche restare liquidi o assicurare un portafoglio long con un hedging. Lo stesso vale con una segnale d'acquisto incerto. Non bisogna subito comperare ma per lo meno si devono chiudere eventuali posizioni speculative short.
Non da ultimo bisogna considerare la possibilità che quando i segnali tecnici sono deboli e contraddittori vuol dire che il mercato oscilla in laterale senza tendenza e può continuare a farlo anche nel futuro. L'S&P500 e L'Eurostoxx50 si trovano oggi sullo stesso livello del 13-15 marzo scorsi - non saremmo sorpresi se tra due mesi, tra correzioni minori e brevi ed evanescenti spinte di rialzo ci ritrovassimo nuovamente sui 2800 punti di S&P500 e sui 3450 punti di Eurostoxx50.

Stamattina le borse asiatiche sono miste ma per una volta é il Giapppone a scendere (Nikkei -1.38%) e la Cina a salire (Shanghai +0.7%). Il future sull'S&P500 é a 2799 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale alle 08.00 3452 punti - le borse europee apriranno in leggero calo (-0.2%). Le premesse sono per una seduta tranquilla e senza sostanziali variazioni. Stasera dopo la chiusura della borsa americana sono attesi i risultati trimestrali di Google.

Commento del 21-22 luglio

Correzioni minori e rotazione tra settori - manca una sostanziale correzione

A metà giugno avevamo previsto una correzione delle borse. L'S&P500 (-0.09% a 2801.83 punti) in effetti ha toccato un massimo a 2791 punti il 13 giugno ed é sceso fino al 28 giugno a 2692 punti - una correzione minore di quasi 100 punti. Contemporaneamente l'Eurostoxx50 (-0.33% a 3460 punti) ha toccato un massimo il 15 giugno a 3540 punti ed é caduto il 27 giugno su un nuovo minimo annuale a 3340 punti - la perdita di 200 punti é stata più consistente ma ancora inferiore a quel -10% che costituisce per definizione una normale correzione. Poi gli indici azionari sono risaliti. Seguendo cicli ed oscillatori nell'analisi di domenica scorsa abbiamo previsto la vicinanza di un massimo significativo - a questo massimo doveva nuovamente seguire una correzione. Dopo mesi di oscillazione in laterale ci aspettavamo l'inizio di una correzione più importante. Gli obiettivi  del rialzo a corto termine erano a 2820-2830 punti di S&P500, 7450 punti di Nasdaq100 e 3480 punti di Eurostoxx50. L'S&P500 ha toccato un massimo mercoledì a 2816.76 punti, il Nasdaq100 (-0.03% a 7350 punti) ha raggiunto un nuovo massimo storico martedì a 7418 punti mentre l'Eurostoxx50 si é impennato mercoledì fino ai 3487 punti e poi é sceso. Le sedute di giovedì e venerdì sono state in generale negative ma non abbiamo ancora nessuna conferma che stia iniziando una correzione. Al contrario parecchi segnali suggeriscono lo svolgimento di un consolidamento ad alto livello contraddistinto da una sana rotazione tra settori. Per esempio venerdì il settore dei Biotech (-0.03%), pur senza fare progressi, ha toccato un nuovo massimo storico mentre il settore dei trasporti (DJTransportation -0.06%) ha fatto registrare un nuovo massimo mensile. Da giorni esistono i presupposti tecnici e stagionali per l'inizio di una correzione ma le borse non scendono - basta guardare le performances settimanali per rendersi conto che gli indici azionari stanno marciando sul posto. Solo l'SMI svizzero (+0.64% a 8991 punti), per la seconda settimana consecutiva ha guadagnato decisamente terreno e ha sovraperformato grazie alla forza relativa del settore farmaceutico. Temiamo di conseguenza che gli eccessi di rialzo verranno riassorbiti unicamente attraverso un'altra correzione minore di poco conto. La pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese americane prosegue senza conseguenza per la borsa - la maggior parte delle società presenta ottimi risultati e batte le previsioni degli analisti. I dati non vengono utilizzati per giustificare prese di beneficio. Gli investitori americani ignorano la guerrra commerciale scatenata da Donald Trump - solo la borsa cinese é da mesi in una fase di ribasso. Se malgrado tutto questo l'S&P500 non scende non sappiamo cosa potrebbe scatenare una correzione - temiamo quindi che l'S&P50 possa unicamente scendere sui 2750 punti e poi ricominciare a salire e tentare di migliorare il massimo storico del 26 gennaio 2876 punti.
Settimana scorsa abbiamo aperto posizioni short a medio termine su DAX, Eurostoxx50 e SMI. I limiti di vendita su S&P500, Nasdaq100 e FTSE MIB non sono stati raggiunti. Settimana prossima ci aspettiamo ulteriore debolezza. Se però i ribassisti non tentano un deciso affondo e le vendite restano sporadiche chiuderemo le posizioni - probabilmente con modesti guadagni o in pari.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.28% a 3460 punti
DAX                         +0.16% a 12561 punti
SMI                          +1.47% a 8991 punti
FTSE MIB                  -0.45% a 21794 punti
S&P500                    +0.02% a 2801.83 punti
Nasdaq100               -0.35% a 7350 punti

Venerdì le borse hanno avuto una seduta negativa. Non abbiamo avuto però nessuna conferma che stia iniziando una correzione. L'S&P500 (-0.09% a 2801.83 punti) ha ancora una volta difeso strenuamente il supporto intermedio a 2800 punti. L'Eurostoxx50 (-0.33% a 3460 punti) ha chiuso lontano dal minimo giornaliero e con una modesta perdita di 11 punti - la performance settimanale é positiva. Solo il DAX tedesco (-0.98% a 12561 punti) ha avuto un netto cedimento. Questo però é riconducibile al settore auto (Daimler -2.35%, Volkswagen -2.25% e BMW -1.82%) dopo che Donald Trump ha nuovamente minacciato tasse punitive sulle importazioni di auto in America. All'inizio della settimana il DAX era salito parecchio a causa della ragione opposta (sembrava che il rischio di dazi fosse sparito) e la performance settimanale del DAX é positiva. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica venerdì é tornato marginalmente su sell - tatticamente restiamo di conseguenza short malgrado che il segnale é debole e si muove sulla linea neutra.
Il FTSE MIB (-0.41% a 21794 punti / Fiat -2.31%) ha copiato l'Eurostoxx50.

La seduta a New York é stata leggermente negativa - troppo poco per parlare di seduta in calo. L'S&P500 si é mosso in soli 9 punti (!). Ha aperto a 2801 punti ed é salito a 2809 punti per le 17.30. Poi é sceso lentamente e ad ondate fino ai 2800 punti. Dal supporto é risalito una manciata di punti ed ha infine chiuso a 2801.83 punti (-0.09%). Il Nasdaq100 (-0.03% a 7350 punti) si é comportato in maniera simile. La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3165 su 3762, NH/NL a 567 su 322 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é bloccata a 12.86 punti (-0.01) mentre la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.66 (MM a 10 giorni a 0.62) - a livello di sentiment non c'é niente di speciale da segnalare. Questa pausa fa scendere gentilmente gli oscillatori mentre le BB si allargano per inerzia (2684-2840 punti). Se nelle prossime 3-5 sedute l'S&P500 non crolla il capitolo correzione é per questo mese da archiviare. L'S&P500 può ancora per settimane oscillare tra i 2700 ed i 2800 punti. L'obiettivo ideale di una correzione minore é attualmente sui 2750 punti.
La tendenza di fondo della borsa americana resta debolmente al rialzo con il 56.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 60.90.
I movimenti più importanti settimana scorsa si sono verificati sulle divise e sui prezzi delle materie prime - specialmente sui metalli preziosi. Giovedì il cambio EUR/USD é caduto fino a 1.1575 - venerdì é tornato a 1.1720. Il prezzo dell'oro é crollato giovedì su un nuovo minimo annuale a 1211 USD/oncia - poi é risalito a 1232 USD. Sul corto termine l'oro ha toccato un minimo significativo e sta rimbalzando. La tendenza di fondo é però da neutra a ribassista e quindi il rimbalzo non andrà molto lontano (target a 1260-1280 USD/oncia).  La correlazione inversa con l'USD funziona bene e di conseguenza é probabile che il cambio EUR/USD risalga a 1.18. Questi movimenti non sembrano influenzare la borsa.      
Giovedì 26 luglio si riunisce la BCE per discutere la situazione economica e la politica monetaria. Non sono attese novità di rilievo ma Mario Draghi non perderà l'occasione per proseguire la sua guerra psicologica sull'irreversibilità dell'EUR.
Presto tardi in Europa si ricomincerà a discutere di debiti statali e di deficit specialmente se il nuovo governo italiano si ostina ad aumentare la spesa pubblica (salvare il buco nero Alitalia non é una buona idea ed é un cattivo esempio di gestione scriteriata delle finanze pubbliche) - forse però trascorreremo l'estate senza scosse e le tensioni riappariranno solo in autunno.

Commento del 20 luglio

Il supporto a 2800 punti respinge il primo timido tentativo di correzione dell'S&P500


Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa ma non vediamo ancora nessun motivo per preoccuparci. Gli indici azionari sono semplicemente scivolati verso il basso senza sbalzi e con volumi in calo. Fino a prova contraria quella di ieri é solo stata una seduta negativa all'interno di una fase di rialzo. È logico che vicino alle resistenze ci sia una reazione negativa - questo non significa ancora che sia iniziata l'attesa correzione. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica si indebolisce ma sia per l'Eurostoxx50 che per il DAX resta su buy. La seduta di oggi con la chiusura settimanale é decisiva per il trend a medio termine.
L'Eurostoxx50 (-0.39% a 3471 punti) ha perso 14 punti - la metà di quanto ha guadagnato mercoledì. Dopo una buona apertura l'Eurostoxx50 é scivolato verso il basso senza pressione di vendita - questa sembra solo una seduta negativa come conseguenza di una situazione di eccesso. La borsa non può sempre solo salire - quando raggiunge delle resistenze ci sono delle reazioni. Non abbiamo ancora nessun segnale di vendita - potrebbe essere iniziata una correzione ma non abbiamo nessun tipo di conferma.
Il FTSE MIB (-0.40% a 21885 punti) ha perso quanto l'Eurostoxx50 e si é comportato alla stessa maniera. Da un punto di vista tecnico non abbiamo nulla da dire - unicamente la debolezza dei titoli bancari é preoccupante. L'indice delle banche europee SX7E (-0.43% a 110.30 punti) perde come il resto del mercato.
Il DAX (-0.63% a 12686 punti) ha perso 79 punti - di più che l'Eurostoxx50 ma meno di quanto ha guadagnato mercoledì. L'indice é semplicemente scivolato verso il basso senza sbalzi e con volumi in calo. Da alcuni giorni il DAX é più volatile che l'Eurostoxx50 - forse una conseguenza dell'attività dei traders in un mercato estivo con pochi investitori.
Per una volta sono stati più interessanti i movimenti osservati su cambi e tassi d'interesse.Il cambio EUR/USD ha avuto un vuoto d'aria fino a 1.1575 ma poi , grazie ad una dichiarazione di Donald Trump che preferisce un USD più debole, ha recuperato a 1.1650. Il forte supporto a 1.15 non é stato avvicinato e la fase di consolidamento (o distribuzione?) tra gli 1.15 e gli 1.18 prosegue. Le divise stanno diventando parte della guerra commerciale. I cinesi, invece che imporre dazi sulle merci americane stanno semplicemente e alla chetichella svalutando lo Yuan. Il future sul Bund é salito a 163.14 (+0.20%). Questa é la migliore chiusura giornaliera dell'anno! Tassi d'interesse in calo significa che gli investitori non si aspettano inflazione né una forte crescita economica. Il Bund decennale rende il 0.32%. Il reddito reale, ripulito del tasso d'inflazione, é negativo.

Anche a Wall Street c'é stata una seduta negativa. L'S&P500 nella prima mezz'ora di contrattazioni é caduto sul supporto a 2800 punti (per l'esattezza il minimo giornaliero é stato a 2799.77 punti). Il supporto ha retto questo primo timido attacco e l'indice é risalito una decina di punti. Poi fino a fine giornata é oscillato tra i 2804 ed i 2811 punti ed ha chiuso a 2804.49 punti (-0.40%). La tecnologia ha seguito (Nasdaq100 -0.51% a 7352 punti) mentre il settore delle PMI (Russell2000 +0.56%) si é mosso controcorrente. Questo spiega i relativamente buoni dati tecnici della giornata. La seduta al NYSE stata infatti positiva con A/D a 3642 su 3300, NH/NL a 602 su 352 (un modesto miglioramento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 12.87 punti (+0.77) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata neutra a 0.62. Non siamo in grado di dire se questa seduta negativa é l'inizio dell'attesa correzione o semplicemente un normale ritracciamento dopo una rottura al rialzo. Visto che non é stato rotto nessun supporto e non abbiamo nessun segnale di vendita per ora dobbiamo propendere per la seconda variante. Tranne il fatto che l'S&P500 ha perso 11 punti nulla nel comportamento della borsa suggerisce che ieri sia iniziata una sostanziale correzione.

Stamattina le borse asiatiche sono prevalentemente positive. Il Nikkei perde il -0.29% ma Shanghai sta salendo del +1.8%. Il future sull'S&P500 é a 2803 punti (-2 punti). È in calo ma un'ora fà era più basso. Le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.2%. L'Eurostoxx50 vale ora 3466 punti. I mercati finanziari sono tranquilli e nulla lascia presagire forti movimenti. Di conseguenza oggi ci aspettiamo borse calme e pensiamo che stasera gli indici azionari europei ed americani chiuderanno senza forti variazioni.

Commento del 19 luglio

Wall Street, un calo dei tassi d'interesse e un indebolimento dell'EUR aiutano le borse europee. Fino a quando?

Grazie a tre impulsi coordinati (rialzo in America, tassi d'interesse in calo, EUR debole) ieri le borse europee sono ripartite al rialzo e hanno terminato la seduta vicine ai massimi giornalieri e con consistenti plusvalenze. L'Eurostoxx50 (+0.80% a 3485 punti) é salito di 28 punti e ha raggiunto e marginalmente superato l'obiettivo a 3480 punti. Sullo slancio l'indice potrebbe guadagnare ancora qualche punto ma per mantenere la serie di massimi discendenti iniziata a maggio non deve risalire sui 3525 punti ma fermarsi sui 3480-3500 punti prima di cominciare a correggere. Secondo i normali parametri tecnici (RSI) l'indice non é ipercomperato. Confidiamo però nell'America e nella correlazione tra America ed Europa (con una certa sottoperformance da parte dell'Europa) per una prossima inversione di tendenza.
Il DAX (+0.82% a 12766 punti), che nelle prime due sedute della settimana aveva sovraperformato grazie a dei balzi inattesi di azioni di società in situazioni eccezionali, ieri ha semplicemente seguito l'Eurostoxx50. Ha guadagnato altri 104 punti ed é salito in direzione del secondo obiettivo a 12800 punti. Siamo leggermente nervosi ed inquieti. Il rialzo sembra accelerare e rinforzarsi invece che rallentare ed indebolirsi. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica é passato su buy - falsi segnali di breve durata sono possibili ma lo stesso questo non ci piace anche perché il MACD punta decisamente verso l'alto. Ora la fascia di resistenza sui 12800 punti (gap di metà giugno, MM a 50 e 200 giorni, BB) dovrebbe fermare il rialzo. Vedremo se come pensiamo ci sarà un'inversione di tendenza o se avremo un semplice ritracciamento. Molto, ripetiamo, dipende dall'America...
Mentre Eurostoxx50 e colleghi ieri si sono involati verso gli obiettivi, il FTSE MIB (-0.03% a 21972 punti) ha marciato sul posto. La borsa italiana funziona a corrente alternata. Martedì ha esagerato al rialzo - ieri é rimasta al palo - strano. Evidentemente ci sono dei fattori emotivi che hanno un influsso - l'azione del governo 5 Stelle - Lega gioca in questo oscillazioni a breve un ruolo determinante. Basta però dare un'occhiata al grafico per rendersi conto che da inizio giugno il FTSE MIB non va semplicemente da nessuna parte.
Restiamo dell'opinione che l'indice può ancora salire a 22250 prima di cominciare a correggere. La prossima correzione dovrebbe provocare un nuovo minimo annuale ma per questo ci vorrà un minimo di collaborazione da parte dell'America.
Ieri il colosso farmaceutico Novartis (+3.15% / ca. 18% dell'indice SMI) ha pubblicato dei buoni risultati trimestrali - il balzo dell'azione ha causato un guadagno del +0.55% dell'indice SMI (+1.29% a 8938 punti). Basta questo a spiegare la buona prestazione dell'indice e il raggiungimento dell'obiettivo a 8900 punti. Sullo slancio l'SMI sembra in grado di raggiungere i 9000 punti. Se li supera abbiamo un problema poiché verrebbero a mancare i presupporti grafici per l'inizio di una correzione. Se l'SMI passa in una fase di rialzo cosa combineranno le altre borse europee? - spesso la Svizzera ha mostrato la strada... Il cambio EUR/CHF é sceso a 1.1640 - da giorni il CHF é forte - molto, molto strano. Chi compera CHF? Normalmente il CHF viene ricercato solo in momenti di crisi...

Il rialzo delle borse europee dipende ed é strettamente correlato al rialzo della borsa americana. Potete essere sicuri che appena l'America comincerà a correggere anche l'Eurostoxx50 e colleghi ricominceranno a scendere. Vediamo quindi a che punto siamo a Wall Street.
Ieri l'S&P500 (+0.22% a 2815.62 punti) ha guadagnato 6 punti - il Nasdaq100 (-0.18% a 7390 punti) ne ha persi 13. Per saldo la borsa ha marciato sul posto. L'S&P500 ha aperto a 2812 punti. Dopo un'ora di contrattazioni é sceso sul minimo a 2805 punti - a metà seduta ha toccato il massimo a 2816 punti. Poi é semplicemente scivolato a 2812 punti ed é tornato in chiusura a 2815 punti. Notiamo che si é mosso in soli 11 punti e ha raggiunto un nuovo massimo mensile ad una manciata di punti dal nostro obiettivo a 2820-2830 punti. La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 3854 su 3074, NH/NL a 504 su 428 (un lieve peggioramento rispetto a ieri - la partecipazione resta miserabile) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é ferma a 12.10 punti (+0.04) mentre la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.56 - se scende nei prossimi giorni sotto i 0.50 avremo i presupposti a livello di sentiment per l'inizio dell'attesa correzione. Le Bollinger Bands dell'S&P500 scorrono a 2685-2830 punti.
La borsa americana segue il nostro scenario e si sviluppa come previsto - gli indici hanno quasi raggiunto i nostri obiettivi e le premesse per l'inizio della correzione sono praticamente complete.
L'unico problema é che ogni volta che notiamo un cedimento strutturale in grado di far cadere il mercato c'é dopo pochi giorni una reazione. Da giorni stavamo osservando l'indice dei trasporti che stava distribuendo e mostrava debolezza relativa - secondo la Dow Theory industria (DJI) e trasporti (DJT) devono muoversi in parallelo e confermare l'un con l'altro i movimenti. Ieri il DJ Tranportation é balzato del +2.29% eliminando il rischio di una brutta e pericolosa rottura sotto la MM a 200 giorni.

Stamattina i mercati finanziari sono tranquilli. Le borse asiatiche sono in leggero calo. Il Nikkei ha perso il -0.11% - Shanghai scende del -0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2814 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3482 punti (-3 punti) - le borse europee apriranno leggermente in calo (-0.1%). Stasera dopo la chiusura della borsa americana il primo degli AGMAF (Microsoft) pubblicherà i suoi risultati trimestrali. Dovremo aspettare fino a lunedì per il prossimo (Google). Forse la correzione inizierà solo settimana prossima.

Commento del 18 luglio

Jerome Powell é ottimista - le borse fanno un saltino di gioia

Ieri il capo della FED Jerome Powell ha testimoniato davanti alla commissione bancaria del Senato. Ha descritto una situazione positiva dell'economia americana che cresce in maniera regolare e crea posti di lavoro. Powell ritiene che questo sviluppo permette un ulteriore moderato aumento dei tassi d'interesse - malgrado ciò la politica monetaria continua ad essere accomodante e sostiene questa fase di espansione economica. Powell non ha detto nulla di nuovo o sorprendente ma questa iniezione di fiducia é bastata a dare una spinta agli indici azionari e permettere all'S&P500 (+0.40% a 2809.55 punti) di superare la barriera dei 2800 punti e la resistenza costituita dal massimo di marzo a 2802 punti. Le borse europee hanno seguito. Nelle ultime due ore di contrattazioni gli indici azionari europei sono saliti e hanno terminato la giornata vicino ai massimi giornalieri e con moderati guadagni. Questo si traduce per l'Eurostoxx50 in un balzo di 8 punti a 3457 punti (+0.24%). Il FTSE MIB italiano (+0.71% a 21977 punti) ha fatto meglio forse perché lunedì era rimasto indietro. Il DAX tedesco (+0.80% a 12661 punti) come lunedì ha approfittato di una situazione particolare per sovraperformare. ThyssenKrupp sta ristrutturando le sue attività sotto le pressioni degli azionisti e l'azione é balzata del +9.12%. La situazione tecnica delle borse europee si sta sviluppando più o meno come previsto vale a dire che gli indici stanno seguendo l'America e dovrebbero a breve esaurire la spinta di rialzo sugli obiettivi (Eurostoxx50 a 3480 punti). Ovviamente ci sono degli aggiustamenti - l'obiettivo del DAX dai 12600 punti torna a 12800 punti a causa degli anomali movimenti di Deutsche Bank e ThyssenKrupp - nella sostanza però non cambia nulla. Notiamo infine il calo del settore bancario - l'indice SX7E é sceso a 110.65 punti (-0.41%) in una giornata di borsa positiva con tassi d'interesse stabili. Immaginatevi cosa succederà quando le premesse saranno negative. A inizio anno questo indice era sui 130 punti. A gennaio era a 143 punti. Il 27 giugno ha toccato un minimo annuale a 107.40 punti. Ora sta distribuendo sui 110 punti.   

L'S&P500 (+0.40% a 2809.55 punti) ha finalmente superato i 2800 punti e sta esaurendo questa spinta di rialzo con una salita in direzione dei 2820-2830 punti. Il motore del rialzo é ancora la tecnologia. Ieri, malgrado l'inciamo di Netflix (-5.24%), Il Nasdaq100 ha toccato un nuovo massimo storico a 7418 punti e ha chiuso a 7403 punti (+0.62%). Anche il Nasdaq Composite ha raggiunto un nuovo record storico.
L'S&P500 ha aperto a 2789 punti ed é regolarmente salito fino alle 16.30 quando ha toccato i 2711 punti. Poi fino a fine giornata é oscillato in laterale tra i 2708 ed i 2714 punti ed ha chiuso a 2709 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4222 su 2723, NH/NL a 449 su 407 e volume relativo a 0.95. I dati sulla partecipazione restano deludenti e sono preoccupanti. La volatilità VIX é scesa a 12.06 punti (-0.77) mentre la CBOE Equity put/call ratio é a 0.65. Sembra che gli speculatori sono cauti e non si fidano di questa accelerazione al rialzo. Questo non ci piace - a livello di sentiment avremmo a questo punto preferito osservare maggiore euforia e invece appare scetticismo. Non sembra che la spinta di rialzo sia finita qui. Il bordo superiore delle Bollinger Bands lievita a 2823 punti. Sapete che questa non é una resistenza ma un buon punto di riferimento per un massimo intermedio nel caso in cui la tendenza del mercato é da neutra a debolmente rialzista. 

Stamattina notiamo la discesa del cambio EUR/USD a 1.1630 e la contemporanea caduta del prezzo dell'oro su un nuovo minimo annuale a 1224 punti. Nessuno a questo punto prevede inflazione mentre molti favoriscono l'America per i propri investimenti. Bisogna ammettere che la politica di Donald Trump, malgrado che sia poco ortodossa e nei toni molto rude, sta avendo effetti positivi sull'economia americana.
Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei sale del +0.5%, Shanghai é in calo del -0.1%. Il future sull'S&P500 é a 2812 punti (+1 punto). L'eurostoxx50 vale ora 3467 punti - le borse europee apriranno con un guadagno di circa il +0.3%. Non vediamo nulla che possa stimolare i venditori e quindi ci aspettiamo che gli indici azionari europei riescano a difendere questo guadagno iniziale fino a stasera. Un incremento é possibile visto che non ci sono resistenza vicine in grado di bloccare il movimento.

Commento del 17 luglio

Gli indici azionari si muovono in pochi punti e chiudono praticamente invariati

Ieri le borse hanno iniziato il periodo estivo e di vacanze con una seduta di pausa. Gli indici azionari europei e americani si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Questa giornata si presta ad ogni tipo di lettura. I rialzisti notano il nuovo massimo storico marginale del Nasdaq100 (-0.24% a 7357 punti) a 7390 punti, i ribassisti ribattono che la maggior parte degli indici, a partire dall'Eurostoxx50 (-0.16% a 3449 punti) fino all'S&P500 (-0.10% a 2798.43 punti) hanno chiuso in negativo. Noi siamo pragmatici e realisti - questa pausa lascia gli indicatori tecnici praticamente invariati - non c'é nulla di nuovo se non conferme. Il rapporto NH/NL a Wall Street é stato di 342 su 506 - un ulteriore netto deterioramento rispetto a venerdì scorso. Di conseguenza riteniamo che ora le borse debbano correggere. Ci sono le premesse per una correzione minore. La correzione dell'S&P500 fino ai 2600 punti e quindi nettamente sotto la MM a 200 giorni (2682 punti) é invece ancora solo un'ipotesi senza un grande supporto da parte degli indicatori tecnici. Dopo mesi di movimento laterale e al termine di un lento ma debole rialzo, sarebbe giunto il momento in America per un test dei minimo annuale (9 febbraio - 2532 punti).  È però improbabile che una semplice fase di prese di beneficio faccia perdere 200 punti all'S&500. Ci vuole un cambiamento sostanziale a livello di fondamentali che al momento non appare. I tassi d'interesse sono stabili - i cambi tra le maggiori monete mondiali (USD, EUR, JPY, GBP) si muovono in un range stretto e limitato. L'estate potrebbe anche trascorrere nella calma con una continuazione dell'oscillazione in laterale delle ultime settimane. La correzione dall'attuale situazione di ipercomperato potrebbe risolversi con un'altra onda discendente fino ai 2700 punti e nulla più.

Sulla seduta di ieri in Europa c'é poco da dire. Le borse la mattina hanno provato a salire, poi sono scese e la sera si sono fermate nella parte centrale del range e senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 é scivolato a 3449 punti (-0.16%) e rappresenta idealmente tutte le borse europee - anche SMI (-0.15% a 8848 punti) e FTSE MIB (-0.32% a 21823 punti) hanno perso qualche punto. In Germania Deutsche Bank ha presentato dei risultati trimestrali decisamente meglio delle stime degli analisti - l'azione é balzata del +7.27% e questo ha permesso al DAX (+0.16% a 12561 punti) di guadagnare qualche punto e all'indice delle banche europee SX7E di lievitare a 111.10 punti (+0.43%). Si é però trattato di un evento isolato in un mercato letargico e apatico. Gli indici azionari sono semplicemente fermi nel range di settimana scorsa.

Anche da Wall Street non sono venuti degli impulsi. L'S&P500 é oscillato in una decina di punti (2793-2803 punti) e ha terminato la giornata a 2798.43 punti (-0.10%). Il Nasdaq100 ha toccato in apertura un nuovo massimo storico a 7390 punti ma poi si é sgonfiato (-0.24% a 7357 punti). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2440 su 4522, NH/NL a 342 su 506 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é salita a 12.83 punti (+0.65) mentre il CBOE Equity put/call ratio é stato di 0.70.
Il livello superiore delle Bollinger Bands sull'S&P500 é ora a 2817 punti - l'aumento é causato da un allargamento della bande.
Ieri dopo la chiusura dei mercati Netflix ha pubblicato dei risultati trimestrali deludenti - l'azione ha perso nel dopo borsa fino al -14%. Questi dati al di sotto delle aspettative non sembrano però influire sulla borsa. Il future sull'S&P500 é a 2795 punti (-1 punto) mentre quello sul Nasdaq100 scivola a 7313 punti (-13 punti).

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei riprende le contrattazioni con un +0.6% - Shanghai é in calo del -1%. Non abbiamo ancora stime riguardanti i mercati azionari europei poiché é troppo presto (07.30). Ci aspettiamo però che l'Eurostoxx50 riapra sui 3442 punti (-7 punti). Prevediamo una ripetizione della seduta di ieri. È meglio godersi la giornata di sole che trascorrere ore davanti agli schermi nella vana attesa di un movimento significativo.

Aggiornamento del 16 luglio

Un fine settimana di sport

La Francia ha vinto i campionati mondiali di calcio in Russia. Novak Djokovic ha trionfato nel torneo di tennis a Wimbledon. Donald Trump, tra il vertice della Nato e l'incontro odierno con Putin a Helsinki, ha trascorso il fine settimana in Scozia giocando a golf.
Sul fronte economico c'é poco da segnalare. I mercati finanziari sono tranquilli mentre le colonne di auto di turisti diretti a sud si allungano. Il Giappone festeggia oggi la giornata del mare - la borsa é chiusa.
In Cina traspare dai dati pubblicati stamattina un rallentamento economico. La borsa di Shanghai reagisce con un -0.8%. Il future sull'S&P500 non si lascia impressionare ed é stabile a 2804 punti (+1 punto). È troppo presto (07.30) per avere delle indicazioni sui mercati europei. È però facile prevedere che gli indici azionari inizieranno la settimana senza sostanziali variazioni.
Più che dai dati economici lo svolgimento della settimana sarà determinato dalla pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese americane. L'impressione avuta finora é che i dati vengono usati per giustificare prese di beneficio. Delle impennate dell'S&P500 in direzione dei 2820-2830 punti devono essere utlizzate per aprire posizioni short utilizzando i limiti indicati nella sezione portafoglio.

Commento del 14-15 luglio

Partecipazione miserabile - questo rialzo é a corto di carburante

Nella settimana appena trascorsa la tecnologia, rappresentata dagli indici Nasdaq Composite e Nasdaq100 (+0.13% a 7375 punti) ha fatto segnare dei nuovi massimi storici. Per definizione un indice che raggiunge nuovi record é in una fase di rialzo confermata. La conseguenza é stata che l'S&P500 (+0.11% a 2801.31 punti) invece che completare la formazione a testa e spalla ribassista con una distribuzione sui 2760 punti é salito sul nostro obiettivo alternativo a 2800 punti. L'ipotesi che da metà luglio deve iniziare una correzione piuttosto forte (obiettivo sui 2600 punti) é ancora valida ma manca di conferme. In pratica non sappiamo se settimana prossima il rialzo deve continuare o se invece dal nulla si verifica un'inversione di tendenza. Gli oscillatori mostrano una situazione di ipercomperato - gli indicatori di sentiment ci dicono che gli investitori sono molto ottimisti (VIX a 12.18 punti, -0.40) e speculativamente orientati al rialzo. I cicli ci dicono che a metà mese potrebbe verificarsi un massimo significativo. Insomma - esistono le premesse per l'inizio di una correzione ma il mercato azionario americano potrebbe anche continuare lentamente a salire come se nulla fosse. La tendenza di fondo della borsa americana é ancora debolmente al rialzo con il 56.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni - il Bullish Percent Index sul NYSE é a 59.87. D'altra parte l'S&P500 é bloccato da settimane tra i 2700 ed i 2800 punti - la MM a 50 giorni é in leggera ascesa a 2734 punti - le Bollinger Bands scorrono praticamento orizzontali e parallele tra i 2690 ed i 2814 punti - la tendenza dell'S&P500 é neutra e il mercato non sembra aver la forza per salire sostanzialmente più in alto. Dov'é il problema? Evidentemente a livello di partecipazione. La performance settimana di S&P500, Nasdaq100 e colleghi é positiva ma questo non appare per niente nel numero di titoli che raggiungono dei nuovi massimi di periodo. Confrontiamo il numero di nuovi massimi e nuovi minimi di una settimana fà con i numeri di questo venerdì. Abbiamo a 30 giorni NH/NL a 807 su 212 contro gli attuali 497 (!) su 331, a 90 giorni 542 su 92 contro 316 su 145 e a 120 giorni 360 su 65 contro 219 su 98 - raramente abbiamo osservato un simile deterioramento a livello di partecipazione in un mercato al rialzo. A questo punto esistono solo due possibilità - o improvvisamente e inaspettatamente il mercato riceve sostegno da settori al momento deboli oppure il mercato deve cadere (e pesantemente) appena i pochi settori forti come la tecnologia (già senza i semiconduttori, SOX -0.40%) per una ragione o per l'altra cominciano a perdere di valore.
La borsa americana é formalmente ancora al rialzo mentre quelle europee sembrano unicamente effettuare un rimbalzo tecnico all'interno di un ribasso di medio termine. Dopo la caduta di mercoledì gli indici azionari europei sono risaliti facendo tornare le performances settimanali di poco in positivo. Il rimbalzo di giovedì e venerdì é stato però deludente. Gli indici hanno recuperato pochi punti con moderati volumi e si sono fatti nettamente distaccare dagli americani. Il settore bancario é debole (SX7E +0.03% a 110.62 punti / performance settimanale del -2.23%) ed é sorprendente che Eurostoxx50 e colleghi siano riusciti a tenersi a galla malgrado questa zavorra. Sembra solo una questione di tempo fino alla prossima spinta di ribasso. I nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica che usiamo per le posizioni tattiche a medio termine restano saldamente short su Eurostoxx50, DAX e FTSE MIB.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.20% a 3454 punti
DAX                         +0.36% a 12540 punti
SMI                          +1.88% a 8861 punti
FTSE MIB                  -0.15% a 21892 punti
S&P500                    +1.50% a 2801.31 punti
Nasdaq100               +2.34% a 7375 punti

Martedì le borse europee hanno toccato i massimi settimanali - in questa occasione hanno praticamente raggiunto i nostri obiettivi (3500 punti di Eurostoxx50 e 12600-12800 punti di DAX). Mercoledì sono precipitate e giovedì e venerdì sono risalite a fatica. Venerdì gli indici hanno aperto al rialzo tentando di copiare il rally della sera prima a New York. Dopo la buona apertura non hanno però fatto ulteriori progressi. La sera hanno chiuso al centro del range giornaliero e con moderati guadagni - sui grafici appaiono nuovamente delle piccole candele praticamente senza corpo e tipiche di un mercato senza stimoli. Solo l'SMI svizzero (+0.49% a 8861 punti) é riuscito a toccare venerdì un nuovo massimo settimanale e mensile. Gli altri indici invece sono tristemente rimasti ben lontani dai massimi di martedì. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3454 punti - ha toccato un massimo a 3466 punti e un minimo a 3447 punti - ha chiuso a 3454 punti (+0.26%). Alle 22.00 valeva 3458 punti. Gli altri indici si sono comportati in maniera simile (DAX +0.38% a 12540 punti, FTSE MIB +0.47% a 21892 punti). Tecnicamente questa giornata non ci ha detto nulla di nuovo. Normalmente un rimbalzo tecnico dura al massimo tre giorni. Al più tardi martedì le borse europee dovrebbero ricominciare a scendere verso nuovi minimi annuali.

Venerdì la borsa americana ha fatto una pausa. Sullo slancio del rialzo di giovedì gli indici sono riusciti a guadagnare ancora qualche punto - si tratta però di briciole. In particolare l'S&P500 (+0.11% a 2801.31 punti - massimo giornaliero a 2804.53 punti) ha superato i 2800 punti ma non si può dire che abbia superato e rotto la resistenza costituita dal massimo del 13 marzo a 2802 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2798 punti e all'inizio é ricaduto a 2791 punti. Poi é salito a verso le 17.10 ha toccato i 2704 punti. In seguito é oscillato in laterale in una manciata di  punti e ha chiuso a 2801 punti. Il Nasdaq100 ha seguito (+0.13% a 7375 punti).
La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3480 su 3411, NH/NL a 497 su 331 e volume relativo a 0.9. Venerdì sono stati resi noti i risultati trimestrali di alcune grandi banche americane. Indipendentemente dai dati le azioni sono state vendute (JPM -0.46%, C -2.20%, WFC -1.20) - come temevamo sembra che questo trimestre i dati verranno presi come scusa per prese di beneficio. Vedremo cosa succederà quando arriveranno i risultati dei colossi della tecnologia e dei social media - si comincia lunedì con Netflix.
La nostra previsione per la borsa americana é invariata - settimana prossima a partire al massimo dai 2820-2830 punti di S&P500 e dai 7450 punti di Nasdaq100 deve iniziare una sostanziale correzione a medio termine. Questa coinvolgerà ovviamente anche le borse europee. Nel portafoglio abbiamo fissato dei limiti per aprire posizioni short.

Commento del 13 luglio

Nuovo massimo storico di Nasdaq Comp e Nasdaq100 - S&P500 sull'obiettivo a 2800 punti - l'Europa boccheggia

Oggi cominciamo dall'America - é Wall Street che sta dettando lo sviluppo dei mercati. Innanzittutto un'osservazione generale. Da mesi l'America sta sovraperformando il resto del mondo - la borsa americana passa da un record al successivo mentre l'Europa fatica a tenere il passo e la Cina precipita. È evidente che le borse mondiali potranno correggere o addirittura iniziare un bear market solo quando si verificherà un cedimento a Wall Street - di questo finora non si intravvede ancora nulla malgrado che a trainare il rialzo ci sono ancora pochi cavalli di razza. Basta guardare le performance 2018 per rendersi conto di cosa stiamo parlando. Ieri il Nasdaq100 (+1.69% a 7366 punti) e il Nasdaq Composite hanno fatto segnare un nuovo massimo storico. La performance 2018 del Nasdaq100 é del +15.16% - quella del Nasdaq Composite del +13.33%. Anche l'S&P500 (+0.87% a 2798.29 punti) quest'anno ha guadagnato terreno - per l'esattezza il +4.66%. L'Europa é ormai distanziata - l'Eurostoxx50 (+0.68% a 12493 punti) da inizio anno ha perso il -1.66% mentre il DAX (+0.61% a 3445 punti) è sceso del -3.29%. Il rialzo delle borse sta diventando molto selettivo. Sta guadagnando chi ha investito in America e anche qui bisognava essere capaci di essere nei settori giusti - in caso contrario si rischiava di essere distanziati dagli indici. Gli AGMAF, le azioni dei 5 colossi della tecnologia, sono responsabili di circa il 50% dei guadagni del mercato azionario americano. Anche ieri sera queste società anno trascinato il mercato con guadagni superiori al +2% - Solo Apple (+1.68%) si é mossa come l'indice Nasdaq100. In Europa si sono in generale persi soldi. Si é salvato chi ha avuto la fortuna di scegliere alcuni mercati favoriti da una situazione politica e economica in miglioramento (Francia - CAC40, Olanda - AEX, Portogallo - PSI20) o ha giocato la tecnologia (TecDAX +11.78%).
Mano a mano le borse stanno cedendo e ormai resta solo l'America ed in America solo un limitato gruppo di azioni a continuare e tenere in vita il Bull market. I nuovi massimi storici di ieri sera ci mostrano però che questo rialzo non é ancora finito.

Eravamo convinti che la caduta di mercoledì a Wall Street fosse solo un normale ritracciamento e non l'inizio dell'attesa correzione. Pensavamo che l'S&P500 potesse scendere al massimo fino a 2760 punti prima di riprendere il rialzo in direzione dei 2800+ punti. Non abbiamo dovuto aspettare i classici tre giorni di consolidamento per vedere confermata questa valutazione. Ieri la borsa americana é ripartita al rialzo e l'S&P500 (+0.87% a 2798.29 punti) ha raggiunto l'obiettivo a 2800 punti. Sapete che non ci aspettiamo un massimo esattamente su questo livello - per logica l'S&P500 deve effettuare una rottura al rialzo prima di poter cambiare direzione - ne riparliamo più tardi.
L'S&P500 ha aperto a 2788 punti. All'inizio é ancora sceso a 2781 punti ma poi ha ricominciato a salire in maniera regolare e a metà seduta ha raggiunto i 2798 punti. Sotto la barriera psicologica dei 2800 punti si é fermato. Fino alla fine della giornata é oscillato in laterale tra i 2793 ed i 2799 punti ed ha chiuso vicino al massimo a 2798 punti. La tecnologia ha trascinato i listini - i nuovi massimi storici di Nasdaq Composite e Nasdaq100 hanno provocato acquisti da stop loss o buy stop che hanno intensificato il rally. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4355 su 2519, NH/NL a 461 su 359 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 12.58 punti (-1.05) - la CBOE Equity put/call ratio é caduta a 0.56. In questi dati notiamo subito un'anomalia - i nuovi massimi sono pochi e non aumentano - i nuovi minimi restano relativamente alti. Questo significa che sono veramente pochi titoli al rialzo - il resto del mercato sta a guardare. Questo scarsa partecipazione insieme all'eccesso di ottimismo degli investitori ci dicono che questa spinta di rialzo deve finire relativamente presto. Il bordo superiore delle Bollinger Bands sull'S&P500 é 2810 punti. A questo punto vale nuovamente la previsione di metà giugno - ci deve essere una marginale rottura al rialzo prima che si possa verificare un'inversione di tendenza. Ci immaginiamo una salita fino ai 2820-2830 punti prima che possa verificarsi un massimo significativo. Gli investitori stanno comperando poiché si aspettano degli ottimi risultati trimestrali da parte delle imprese americane - oggi tra l'altro sono attesi i dati di tra colossi bancari: JP Morgan, Wells Fargo e Citigroup. Probabilmente gli investitori cominceranno a vendere quando ci saranno dati deludenti o quando ottimi risultati verranno utilizzati per prese di beneficio. Nei prossimi giorni bisogna osservare con attenzione come reagisce il mercato ai risultati trimestrali delle imprese che, ricordiamo, riguardano il passato. Le borse invece guardano nel futuro...

In Europa ieri doveva esserci un rimbalzo tecnico. In effetti c'é stata una reazione - l'Eurostoxx50 ha guadagnato il +0.68% a 3445 punti. Questa seduta positiva non sembra però, come in America, una ripresa del rialzo, ma un semplice rimbalzo tecnico prima della ripresa della correzione. Ieri i volumi di titoli trattati erano bassi ed in calo rispetto a mercoledì. Il settore bancario (SX7E -0.04% a 110.59) ha addirittura perso terreno. In generale crediamo che i massimi mensili sono stati toccati martedì e che a medio termine le borse europee debbano scendere. Ieri sera eravamo delusi e perplessi - vi invitiamo per i dettagli a leggere i commenti serali. America ed Europa lanciano segnali contrastanti e non sappiamo ancora come si risolverà questa divergenza. È possibile che il rimbalzo in Europa duri fino all'inizio di settimana prossima in attesa che l'America esaurisca il rialzo. È probabile che anche in futuro le borse europee sottoperformino il mercato azionario americano.

Stamattina le borse asiatiche seguono l'America - il Nikkei balza del +1.90% - Shanghai é in calo del -0.3%. Le tendenze non cambiano - la Cina resta sotto pressione. Il future sull'S&P500 é a 2806 punti (+7 punti). La risposta delle borse europee é ancora una volta tiepida. L'Eurostoxx50 vale ora 3458 punti - gli indici apriranno con guadagni intorno al +0.4%. Si preannuncia una giornata positiva. Spesso di venerdì si completa il trend della settimana. Vedremo se oggi in America scorgiamo dei segni di esaurimento - ci piacerebbe vedere una rottura al rialzo dell'S&P500 sopra i 2800 punti seguita da un reversal e da una chiusura in calo, sui minimi e con volumi in aumento. Dubitiamo però che Wall Street ci farà il regalo di un così chiaro segnale d'inversione di tendenza - malgrado il venerdì 13...

Commento del 12 luglio

L'Europa cade e termina la fase di rialzo - l'America inciampa ma dovrebbe riprendersi e ritentare un attacco agli obiettivi

È sempre difficile prevedere quando un rialzo di corto termine deve finire. Spesso esistono le premesse tecniche ma ci vogliono giorni prima che delle notizie negative invitino i rialzisti a prese di beneficio e i ribassisti ad un affondo. Ieri le borse europee (Eurostoxx50 -1.47% a 3422 punti) sono cadute pesantemente e hanno perso quello che avevano precedentemente guadagnato in una settimana. Peccato - all'obiettivo sull'Eurostoxx50 a 3500 punti mancavano martedì solo 20 punti. Rispetto ai 3500 punti di Eurostoxx50 i 12600 punti di DAX (-1.53% a 12417 punti) come obiettivo del rialzo sembravano troppo pochi - il secondo obiettivo a 12800 punti sembrava invece troppo lontano. Ieri abbiamo avuto la soluzione. Dai 12609 punti di martedì ieri il DAX ha perso 192 punti e ha chiuso sul minimo giornaliero. Molto probabilmente il fatto che l'obiettivo a 12600 punti fosse quello giusto é causuale. Per giorni possono esistere le premesse tecniche per un'inversione di tendenza ma non succede niente e il mercato continua a lievitare fino a quando un evento non provoca un brusco cambiamento d'umore. I rialzisti battono in ritirata e i ribassisti si risvegliano dopo una lunga attesa.
Anche l'Eurostoxx50 e il FTSE MIB (-1.58% a 21708 punti) hanno terminato la giornata sul minimo giornaliero e molto probabilmente devono continuare a scendere. L'attesa correzione sembra essere iniziata ma non siamo sicuri - per ora sappiamo solo che martedì é terminata la fase di rialzo a corto termine su quelli che appaiono come degli importanti massimi intermedi. Non sappiamo ancora se abbiamo a che fare con un problema serio o se ci sarà ancora un tentativo di rimonta. Molto dipende dalla tenuta della borsa americana e dall'S&P500 - ieri alle 14.10 avevamo previsto che la seduta a Wall Street sarebbe stata negativa ma gli indici avrebbero chiuso lontano dai minimi - questo doveva provocare oggi un rimbalzo in Europa. Abbiamo avuto ragione come vedremo in seguito. La forza del rimbalzo odierno ci dirà cosa ci aspetta nei prossimi giorni. Un marginale miglioramento dei massimi di martedì é ancora possibile.
A medio termine il destino del mercato é però segnato. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica e che usiamo per le posizioni a medio termine resta saldamente su sell.

Ieri alle 14.00 non eravamo pessimisti - avevamo dato delle buone probabilità di recupero alla borsa americana e di conseguenza in serata avevamo previsto che le borse europee potevano ancora rimbalzare.
La nostra previsione per la seduta dell'S&P500 era la seguente: "Stamattina alle 03.00 il future é crollato fino a 2766 punti. All'apertura in Europa era sui 2775 punti. Ora sta recuperando e questo costituisce una buona premessa per una seduta negativa ma non un crollo. Crediamo che oggi al massimo l'S&P500 possa scendere fino ai 2764 punti e poi dovrebbe risalire. Secondo l'istogramma é probabile che l'S&P500 si stabilizzi in chiusura sui 2776-2780 punti." L'S&P500 ha terminato la seduta a 2774.02 punti (-0.71%). La previsione per il Nasdaq100 (-0.53% a 7244 punti) é stata addirittura migliore: "Il Nasdaq100 aprirà in calo ma sopra i 7200 punti. Il future é in forte recupero dopo essere caduto fino ai 7205 punti. Le premesse sono per una seduta negativa ma probabilmente il Nasdaq100 riuscirà ad assestarsi sui 7240 punti. Dovrebbe brevemente consolidare prima di tentare nelle prossime sedute un attacco al massimo storico a 7310 punti." Raccomandiamo ai nostri abbonati che si dedicano al trading giornaliero di leggere regolarmente i commenti pomeridiani. La nostra percentuale di successo per quel che riguarda le previsioni per la seduta é alta. Dopo questa breve parentesi pubblicitaria torniamo ad analizzare la seduta di ieri a Wall Street che come avete visto non é andata così male. La borsa é inciampata ma non é caduta e sembra in grado nei prossimi giorni di riprendere il rialzo.
L'S&P500 ha perso 20 punti ma i venditori non hanno dominato - l'indice é sceso a 2774 punti già verso le 18.00 e per il resto della giornata si é limitato ad oscillare in laterale tra i 2770 ed 2780 punti. Ha chiuso a 2774.02 punti (-0.71%), 4 punti sotto il livello d'apertura e 4 punti sopra il minimo giornaliero. La caduta non ha fatto evidenti danni tecnici. Le vendite hanno colpito tutti i settori (tecnologia - Nasdaq100 -0.53% a 7244 punti, PMI - Russell2000 -0.71%) ma solo l'indice dei trasporti (DJT -2.00%) é crollato. Per contro il settore delle utilities ( DJU +0.95%) ha guadagnato terreno. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1987 su 4962, NH/NL a 349 su 368 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita (poco) a 13.63 punti (+0.99) - la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.59 - sembra che gli speculatori al ribasso di martedì abbiano già girato le posizioni.
La borsa americana non sembra aver già iniziato la prevista grande correzione. Il calo di ieri sembra unicamente un ritracciamento e consolidamento che idealmente può far scendere l'S&P500 al massimo fino ai 2760 punti prima di un nuovo tentativo di rialzo in direzione dei 2800 punti. Lo scenario riguardante il comportamento dell'indice sui 2800 punti non cambia.

La seduta negativa di ieri in Europa ed America é stata accompagnata da volumi in leggero aumento ma sotto la media di lungo periodo. Possiamo parlare di volumi moderati. Questo significa che la spinta di ribasso non era possente e molto probabilmente il problema non é grave. Questa impressione viene rafforzata dal comportamento di cambi, tassi d'interesse e metalli preziosi che sono rimasti calmi di fronte alle turbolenze sui mercati azionari.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei sale del +1.12% - Shanghai guadagna al momento il +2.2%. Il future sull'S&P500 é a 2784 punti (+10 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3436 punti (+14 punti) - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.4%. Vedremo se saranno in grado di fare ulteriori progressi e se nel corso della giornata i venditori riprenderanno il sopravvento. Il comportamento degli indici azionari durante l'odierno rimbalzo ci darà delle indicazioni sullo svolgimento della correzione a medio termine.

Commento dell'11 luglio

Un'altra monotona seduta di moderato rialzo - divergenza negativa a livello di partecipazione


Ieri le borse europee hanno ripetuto la seduta di lunedì. Si sono mosse in pochi punti e gli indici hanno terminato la seduta poco sopra i livelli d'apertura, al centro del range giornaliero e con moderati  guadagni (Eurostoxx50 +0.37% a 3473 punti). Sui grafici appaiono delle candele con minimi e massimi ascendenti e questo mostra che formalmente la tendenza a corto termine é ancora al rialzo. Emergono però segnali di stanchezza (FTSE MIB e SMI hanno marciato sul posto) e divergenze come il sensibile calo del settore bancario (SX7E -1.02% a 112.57 punti) che potrebbero a breve bloccare il rialzo e imporre una correzione. Naturalmente le borse europee rimangono dipendenti da quanto succede negli Stati Uniti e questo si vede bene dallo svolgimento delle sedute. In apertura le borse europee si riposizionano secondo la chiusura della borsa americana la sera prima e lo sviluppo dei futures durante la notte. La mattina si muovono poco e tutt'al più proseguono il trend - spesso le oscillazioni sono condizionate dallo sviluppo dei cambi. Poi all'inizio del pomeriggio le borse europee si attaccano al treno di New York. Si muovono brevemente verso le 14.30 quando vengono pubblicati dati congiunturali americani (non si capisce perché l'Europa reagisce ai dati economici americani e non molto a quelli europei...) e poi dalle 15.30 Europa ed America si muovono in parallelo. Spesso alle 17.30 la borsa americana, in concomitanza con la chiusura in Europa, raggiunge un minimo o massimo giornaliero. Secondo la logica di un investitore tutto questo non fà molto senso ma per un trader basato in America questo ritmo giornaliero é logico e sensato.
L'Eurostoxx50 ieri ha toccato un massimo giornaliero a 3480 punti alle 13.25 e ha chiuso a 3473 punti (+0.37%) con un guadagno di 13 punti. Il nostro obiettivo a 3500 punti é vicino. Il DAX (+0.53% a 12609 punti) ha guadagnato altri 66 punti é ha raggiunto il possibile obiettivo a 12600 punti indicato martedì 3 luglio. In teoria qui dovrebbe esserci una prima reazione dei ribassisti - ieri non abbiamo ancora visto nulla. Vi ricordiamo che al massimo con questa spinta di rialzo il DAX potrebbe salire fino a 12800 punti. Considerando che ieri il FTSE MIB italiano (+0.11% a 22057 punti) e l'SMI svizzero (+0.10% a 8768 punti) erano già in stallo é probabile che nelle prossime seduta il rialzo di corto termine finisca. Non é ancora chiaro cosa deve seguire dopo. Pausa, correzione o ribasso? Nei giorni scorsi abbiamo dovuto scartare in America e sull'S&P500 l'ipotesi della testa e spalle ribassista. Questo non significa però ancora che la previsione di una sostanziale correzione a partire da metà mese sia sbagliata. Semplicemente la costellazione grafico e tecnica alla base della correzione potrebbe essere differente. Vediamo a che punto siamo a Wall Street.

Ieri la borsa americana ha ancora guadagnato terreno - a livello di indici la seduta é stata positiva. Nei dati della giornata vediamo però alcune anomalie che a questo punto costituiscono delle pericolose divergenze negative poiché gli indici sono vicini a livelli critici. Ci riferiamo ai 2800 punti di S&P500 (+0.35% a 2793.84 punti, massimo giornaliero a 2795 punti) e al massimo storico del Nasdaq100 (+0.09% a 7282 punti, massimo giornaliero a 7297 punti) a 7310 punti. Tra l'altro ieri l'indice delle PMI (piccole e medie imprese) Russell2000 (-0.53%) é stato respinto verso il basso e ha chiuso in negativo dopo aver equivalso il precedente massimo storico di giugno.
L'S&P500 ha aperto in guadagno ed in gap up a 2790 punti. È salito a 2795 punti di massimo e poi é oscillato per ore in laterale intorno ai 2790 punti. È caduto poco prima delle 20.00 sul minimo a 2786 punti (il gap per 2 punti é rimasto aperto !) e poi é salito fino alla chiusura a 2793.84 punti. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa (!) con A/D a 3326 su 3618, NH/NL a 709 su 196 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é leggermente scesa a 12.64 punti (-0.05) mentre la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.74.
I lettori attenti hanno sicuramente notato due dati anomali. Il rapporto NH/NL é peggiorato rispetto a ieri con un netto calo dei nuovi massimi e una lievitazione dei nuovi minimi - questo significa un evidente deterioramento a livello di partecipazione e l'emergere di una certa pressione di vendita. Il secondo dato "strano" é il p/c ratio a 0.74 - con una seduta di questo tipo ci saremmo aspettati un rapporto intorno a 0.62 - c'é qualcuno che a questo punto comperara puts e specula decisamente al ribasso - vedremo nei prossimi giorni se ha ragione. Tra l'altro ieri nel commento sul Nasdaq100 abbiamo anche noi suggerito una prima operazione short.
Nelle ultime due sedute sul grafico dell'S&P500 sono rimasti aperti dei piccoli gap (4 e 2 punti). Considerando i guadagni giornalieri e i dati tecnici é difficile che questi gap corrispondano ad una accelerazione - potrebbero essere un segno di esaurimento in vicinanza degli obiettivi.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. La guerra commerciale tra Cina e Stati Unti si sta arricchendo di ulteriori dichiarazioni aggressive da parte dei protagonisti. Il Nikkei perde il -1.24%  - Shanghai é in calo del -2.4%. Il future sull'S&P500 cade a 2775 punti (-21 punti) - nell'ultima ora (07.20-08.20) é sceso di altri 4 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3450 punti - le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.7%/-0.8%. Il calo non é importante poiché cancella unicamente i guadagni delle ultime due sedute. Come nel gioco dell'oca torniamo alla chiusura di venerdì scorso. Vedremo però se oggi il calo si intensifica o se invece c'é un immediato recupero.
Oggi c'é il summit della NATO e le dichiarazioni di Donald Trump prima dell'incontro lasciano presagire che le discussioni saranno accese e metteranno in evidenza le spaccature tra gli alleati. Non buono per le borse...

Commento del 10 luglio

L'S&P500 punta ai 2800 punti - l'Eurostoxx50 segue fino ai 3500 punti - e dopo ?

Le borse europee continuano a fare progressi - non entusiasmanti ma costanti. Ieri gli indici azionari hanno aperto al rialzo e sullo slancio sono ancora saliti fin verso le 10.00. Poi sono scesi fino all'inizio del pomeriggio. Dopo l'apertura a Wall Street sono risaliti e hanno chiuso sui livelli d'apertura lasciando dei significativi doji sui grafici. I rialzisti non hanno dominato e durante la giornata compratori e venditori si sono compensati - quello che resta é però un guadagno di circa un +0.4% e un nuovo massimo mensile - il rialzo continua al piccolo trotto seguendo quanto succede in America.
L'Eurostoxx50 (+0.35% a 3460 punti) ha aperto e chiuso sullo stesso livello con un guadagno di 12 punti - durante la giornata i rialzisti non hanno fatto progressi ma sono riusciti a difendere il guadagno iniziale e questo é positivo. Sul grafico appare un'altra candela con minimo e massimo ascendenti. Il rialzo di corto termine continua e per ora non appare nessuna divergenza e nessun ostacolo in grado di fermarlo - questo significa che il nostro obiettivo a 3500 punti verrà raggiunto. Poi vedremo. L'indice delle banche SX7E (+0.51% a 113.73 punti) ha fatto meglio dell'Eurostoxx50 ma la differenza non é significativa. A corto termine obiettivo e resistenza si trovano a 116 punti.
Il DAX (+0.38% a 12543 punti) ha guadagnato 47 punti e questo é il dato saliente della giornata. Per il resto non vediamo motivi per entusiasmarci. Dopo la buona apertura l'indice non ha più fatto progressi e la mancanza di volumi rendono il trend fragile. Ora il DAX é tornato in mezzo alle Bollinger Bands. Sullo slancio può guadagnare ancora al massimo 250 punti - a 12800 punti si troverà contro un muro. Crediamo però che si fermerà prima. Cosa significa prima? I 12600 punti si prestano per una reazione dei ribassisti - l'Eurostoxx50 sembra però avere spazio verso l'alto ancora per un +1% e quindi c'é qualcosa che non collima.
Il segnale d'acquisto del MACD, che appare su parecchi grafici, ci infastidisce ma non costituisce un problema di impossibile soluzione visto che la RSI é già sui 50 punti. Guardate cosa é successo un anno fà... Non é detto che a questo segnale debba seguire una sostenibile fase di rialzo se il movimento non parte da una base di ipervenduto. Semplicemente il segnale può sparire tra qualche giorno senza che l'indice faccia ancora sensibili progressi.
Il FTSE MIB (+0.49% a 22033 punti) ha guadagnato altri 108 punti e ha proseguito il rialzo di corto termine. Tecnicamente il movimento non ci entusiasma - manca di volumi, partecipazione e dinamica. I progressi però sono indiscutibili e fino ai 22500 punti non appaiono all'orizzonte ostacoli insuperabili. 500 punti sono però tanti considerando che sull'Eurostoxx50 manca un +1% all'obiettivo e sul DAX sembra mancare ancora meno. In ogni caso per il momento non c'é ragione per opporsi a questo rialzo che potrebbe ancora sorprendere poiché nessuno sembra crederci. Approfittando della pausa estiva e del fatto che in Europa si preferisce non discutere i problemi interni gli indici azionari europei potrebbero continuare a lievitare nella scia dell'America. Determinante é quindi quello che capita a Wall Street - vediamo cosa é successo ieri sera.

Per il terzo giorno consecutivo la borsa americana é salita e l'S&P500 (+0.88% a 2784.17 punti) ha guadagnato circa il +0.85%. Questa regolarità é sorprendente e sospetta ma probabilmente si tratta solo di un caso visto che il resto del mercato non si é mosso in maniera così uniforme. Ieri per esempio é arrivato il tracollo del DJ Utilities (-3.08%) - é bastato un lieve aumento dei tassi d'interesse per scatenare una correzione su questo indice ipercomperato (venerdì la RSI era a 78 punti) ed in eccesso di rialzo. In contrasto c'é stata la logica e relativa reazione del settore bancario (BKX +2.64%).
L'S&P500 ha superato nettamente e con un gap up i 2760 punti e quindi molto probabilmente lo scenario di una testa e spalla ribassista  con massimo ora sui 2760 punti é sbagliato. Il rialzo di corto termine continua sopra il nostro obiettivo primario. Si attiva di conseguenza il nostro obiettivo secondario a 2800 punti - torniamo in fin dei conti a metà giugno quando ci aspettavamo un massimo significativo sui 2800 punti in occasione della scadenza dei derivati di giugno (punto tornante).
L'S&P500 ha aperto a 2772 punti ed é subito salito a 2776 punti. Il successivo ritracciamento ha fatto scendere l'indice solo a 2768 punti lasciando aperto il gap - sapevamo a questo punto che la seduta sarebbe stata decisamente positiva - sul sito avevamo indicato un target a 2780 punti. In effetti alle 18.00 l'S&P500 era già sui questo livello - poi si é limitato ad oscillare per ore tra i 2777 ed i 2783 punti. Sul finale si é impennato ed ha chiuso sul massimo a 2784 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4566 su 2310, NH/NL a 852 su 172 (pochi miglioramenti !) e volume relativo a 0.75 (sono già tutti in vacanza ?). La volatilità VIX é scesa a 12.69 punti (-0.68) e la CBOE Equity put/call ratio era a 0.53 (bassa ma non sotto il livello d'allarme di 0.50). La strada é ora aperta fino ai 2800+ punti - tecnicamente non c'é ulteriore spazio verso l'alto. Il limite superiore delle Bollinger Bands scorre a 2806 punti.
Ieri nessun indice importante ha fatto segnare un nuovo massimo storico. Il Nasdaq100 é salito a 7276 punti (+0.95%). Il massimo storico del 20 giugno é a 7310 punti.
Il cambio EUR/USD sale a 1.1745 - ha toccato ieri un massimo giornaliero a 1.1790 - questo mostra chiaramente la presenza di una resistenza a 1.18. Non ci aspettiamo una rottura al rialzo ma piuttosto una continuazione del consolidamento a 1.15-1.18.

Stamattina i mercati sono ancora in leggero guadagno ma in evidente perdita di velocità. Il Nikkei ha guadagnato il +0.65% mentre Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 é salito stanotte fino a 2798 punti e ora é tornato a 2789 punti (+2 punti). Le borse europee apriranno praticamente invariate malgrado la buona chiusura ieri sera a Wall Street - l'Eurostoxx50 vale ora 3465 punti (+5 punti).
Approfitteremo della pausa odierna per cercare di capire se la previsione di una correzione a partire da metà luglio é ancora valida. Gli indicatori di lungo e medio termine sono toppish e gli oscillatori preannunciano che la borsa americana raggiungerà un massimo tra mercoledì e giovedì - questo non significa però ancora che dopo si scende a picco...

Aggiornamento del 9 luglio

Calcio e un gruppo di ragazzi bloccati in una grotta

Durante il fine settimana ero assente e non ho avuto nessun contatto con i media - non ho letto i giornali - non sono stato in internet. Stamattina presto mi sono informato su quello che era successo negli ultimi due giorni. Ho velocemente capito che non c'é nulla di importante. Le notizie che vengono riportate sulle prime pagine riguardano i mondiali di calcio in Russia e l'odissea di un gruppo di ragazzi in Thailandia rimasti bloccati in una grotta a causa dell'infiltrazione di acqua. Solo in seguito appare la notizia che il segretario di Stato americano Mike Pompeo torna dalla Corea del Nord a mani vuote - I coreani non hanno l'intenzione di denuclearizzare il Paese senza aver ottenuto in anticipo concessioni da parte degli Stati Uniti. Sembra che ancora una volta Donald Trump ha annunciato un successo politico senza aver nulla in mano.
In mancanza di novità le borse continuano la loro corsa. L'Asia é stamattina presto al rialzo (Nikkei +1.21%, Shanghai +2.4%) e di riflesso il future sull'S&P500 sale a 2772 punti (+9 punti). Il cambio EUR/USD lievita a 1.1760. È ancora presto (07.30) per avere delle indicazioni ufficiali sull'apertura in Europa. Ci aspettiamo però un'apertura dell'Eurostoxx50 sui 3460 punti (+0.4%). 
Vediamo cosa ci riserva questa settimana. In agenda non notiamo nessun appuntamento in grado di sconvolgere i mercati. In linea di massima prevediamo che nelle prossime 5 sedute le borse marcino sul posto. L'alternativa é una salita dell'S&P500 (2759 punti) fino ai 2800 punti e dell'Eurostoxx50 fino ai 3500 punti.

Commento del 7-8 luglio

Le borse non scendono e quindi salgono grazie alle coperture - non andranno lontano, forse sono già arrivate

Quando parliamo di settori analizziamo normalmente quello che é sulla bocca di tutti (tecnologia) o quello che é in grado di trascinare i listini (banche, semiconduttori) - guardiamo settori problematici poiché vittime di cambiamenti strutturali (vendite al dettaglio) o molto discussi poiché di interesse comune (petrolio, energia). Oggi però analizziamo qualcosa di normalmente ignorato poiché noioso e solitamente stabile - utilities o società di pubblica utilità. Negli ultimi 30 giorni le utilities sono solo salite. L'indice UTY é passato dai 610.78 punti (minimo dell'11 di giugno) ai 678.24 punti (+0.77%) di questo venerdì senza pause e senza correzioni. Una performance del +11% con quattro successive settimane di consistenti guadagni e quattro robuste candele settimanali bianche sul grafico. Perché ?  Le ragioni possono essere solo due visto che queste società non crescono e le azioni vengono comperati solo per i loro alti e stabili dividendi. Gli investitori, soprattutto istituzionali, prevedono un rallentamento della crescita economica ed un calo dei tassi d'interesse. Anche il buon rapporto sul mercato del lavoro americano a giugno, pubblicato venerdì alle 14.30, non ha fatto cambiare rotta alle utilities. È quindi probabile che il rally dell'S&P500 (+0.85% a 2759.82 punti) sia solo effimero e sia stato provocato da aspetti tecnici. Il sospetto si irrobustisce quando notiamo che ancora una volta i volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.6) sono stati nettamente sotto la media di lungo periodo. La festa infrasettimanale dell'Indipendenza (mercoledì) ha tenuto lontano dalla borsa molti investitori per quasi tutta la settimana. Sono rimasti traders e speculatori. Molti si aspettavano che i dazi doganali introdotti da Stati Uniti e Cina venerdì nell'ambito della guerra commerciale tra i due Paesi indebolissero la borsa. Questi traders erano short e venerdì sono stati obbligati a coprire quando l'S&P500 ha passato senza sforzo la resistenza intermedia a 2742 punti. L'S&P500 é salito fino a 2764 punti di massimo e ha chiuso sul nostro obiettivo per questa fase di rimbalzo tecnico e distribuzione a 2760 punti.
È possibile che il rialzo di corto termine si fermi qui - questo perché l'obiettivo é stato raggiunto e la formazione a testa e spalle ribassista si sta completando come da manuale. Ora ci vorrebbero una settimana di pausa sotto i 2760 punti e dopo la metà di luglio una rottura sotto i 2700 punti per confermare e completare questa struttura grafica e attivare l'obiettivo a 2600 punti.
Torniamo brevemente ai settori - gli interessati possono osservare i grafici di banche e semiconduttori - senza andare nei dettagli notiamo un deterioramento tecnico e debolezza relativa - le banche sembrano pronte per una rottura al ribasso - i semiconduttori sottoperformano da mesi la tecnologia (Nasdaq100 +1.49% a 7207 punti) e sono senza direzione. Questi due settori sono normalmente dei leaders e mostrano in quale direzione si muove l'economia - il minimo che si possa dire é che non riflettono una crescita economica robusta.
Venerdì la seduta a Wall Street é stata decisamente positiva. C'é stata un'accelerazione al rialzo con un sensibile miglioramento degli indicatori di momentum. Che i 2760 punti di S&P500 possano rappresentare un massimo intermedio é quindi un'ipotesi azzardata ancora senza nessuna conferma. Indicatori come il MACD forniscono segnali d'acquisto - lo scenario più probabile nell'immediato é di conseguenza una continuazione del rialzo. Il potenziale di rialzo é però modesto - le borse, in America ed in Europa, non andranno lontano visto che lo scetticismo delle ultime due settimane di giugno ha già lasciato il posto all'ottimismo.
Restiamo dell'opinione che da metà luglio e da livelli vicini a quelli attuali le borse devono iniziare una correzione o un ribasso.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.50% a 3448 punti
DAX                         +1.55% a 12496 punti
SMI                          +1.02% a 8697 punti
FTSE MIB                  +1.38% a 21925 punti
S&P500                    +1.52% a 2759.82 punti
Nasdaq100               +2.36% a 7207 punti

La settimana appena trascorsa doveva essere nelle nostre previsioni "leggermente positiva". è andata meglio di quanto avevamo preventivato ma alla fine i guadagni sono rimasti nei parametri fissati. Nelle prime due settimane di luglio le borse europee dovevano guadagnare circa un +2% - l'S&P500 doveva salire a 2760 punti - in questa settimana si é già fatto parecchia strada ma questo non é un problema se settimana prossima le borse si fermano. L'unica sorpresa, secondo noi, é stato il balzo degli indici americani nella seduta di venerdì.
L'Europa venerdì é rimasta stranamente passiva. Forse perché aveva già fatto troppo giovedì. O forse perché venerdì lo slancio é stato frenato dalla rivalutazione dell'EUR (EUR/USD a 1.1745 +0.47%). Su questa giornata c'é poco da dire. Le borse europee hanno aperto e chiuso sullo stesso livello, si sono mosse nel range della seduta di giovedì e hanno terminato la giornata con deboli e insignificanti guadagni. Quella di venerdì é stata la migliore chiusura settimanale ma i massimi di giovedì non sono stati migliorati. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3448 punti (+0.22%) - é vicino al nostro obiettivo indicativo a 3463 punti. Alle 22.00 l'indice valeva 3451 punti. Il rally a Wall Street non ha trascinato al rialzo i futures europei.
Annotiamo che i nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica validi per le operazioni a medio termine rimangono short - non é una sorpresa visto che una settimana fà avevamo informato che ci voleva un rialzo di circa il +3% per farli girare.

La seduta a New York é andata veramente bene - é stato il risultato di dati sul mercato del lavoro nel complesso positivi e di uno short covering intensificato dai bassi volumi di titoli trattati. L'S&P500 ha aperto in leggero calo a 2734 punti. Dall'apertura é costantemente salito fino ai 2761 che sono stati raggiunti verso le 17.45. Poi per ore l'indice é rimasto immobile sui 2760 punti. Sul finale si é impennato a 2764 punti, é ricaduto a 2756 punti e si é fermato a 2759.82 punti (+0.85%). Ancora una volta il Nasdaq100 ha sbalordito tutti (+1.49% a 7207 punti) - non manca molto al massimo storico a 7310 punti del 20 giugno - un nuovo massimo storico settimana prossima invaliderebbe la tesi della forte correzione a partire da metà luglio.
La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5150 su 1669 e NH/NL a 807 su 212. La volatilità VIX é crollata a 13.37 punti (-1.60) mentre la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.57. Ritorno l'ottimismo - non é ancora l'euforia.
La tendenza di fondo della borsa americana é debolmente rialzista con il 57.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 58.96.
Settimana prossima le borse idealmente dovrebbero marciare sul posto. Le premesse tecniche sono però per una limitata continuazione del rialzo. Le Bollinger Bands sull'S&P500 scorrono a 2694 - 2806 punti. Se l'S&P500 non si ferma a 2760 punti dovrebbe al massimo salire a 2800 punti.
Ci prepariamo ad aprire posizioni short a medio termine - il potenziale di rialzo sembra quasi esaurito mentre i rischi di ribasso sono concreti e sostanziali. Le borse potrebbero non combinare nulla ancora per settimane (l'Eurostoxx50 e l'S&P500 sono semplicemente sui livelli di febbraio e oscillano in laterale) ma un certo deterioramento delle prospettive economiche e degli indicatori di medio termine ci spingono a scommettere al ribasso. Normalmente i mesi estivi sono difficili per le borse e spesso in autunno c'é una caduta.


Commento del 6 luglio

Borse europee un pò meglio del previsto - la seduta positiva a Wall Street segue la road map

La seduta delle borse europee di giovedì ha ricalcato quella di martedì. La mattina gli indici azionari sono saliti grazie ad alcune buone notizie. Le premesse tecniche erano favorevoli visto che le borse sono in un rimbalzo tecnico all'interno di un periodo di distribuzione. Gli indici azionari hanno raggiunto il massimo giornaliero verso le 14.00 e poi sono gentilmente scivolati verso il basso. A fine giornata sono rimasti dei solidi guadagni e le candele sui grafici sono bianche e consistenti - è stata quindi una buona giornata per i mercati finanziari europei che si sono risollevati scacciando le preoccupazioni riguardanti la guerra commerciale e l'instabilità del governo tedesco di Angela Merkel. In Germania sembra che i partiti della coalizione abbiano trovato un accordo sulla politica d'immigrazione. Per il momento l'amministrazione americana ha rinunciato a imporre dazi punitivi sulle importazioni di automobili - il DAX é decollato (+1.19% a 12464 punti) trascinato ovviamente dal settore auto (Volkswagen +4.05%, Daimler +3.76%, BMW +3.71%). Il problema di questi movimenti é che sono emotivi ed effimeri - basta un tweet di Donald Trump per ribaltare la situazione. Dubbi a parte ieri é stata una buona giornata per l'Europa che oltre alle auto ha ritrovato il settore bancario (SX7E +1.49% a 113.00) malgrado che dal fronte dei tassi d'interesse non vengono stimoli. Questa combinazione suggerisce che il balzo é stato soprattutto provocato dagli speculatori e dai traders e che quindi il rialzo non é sostenibile - godiamoci però il momento che ci permetterà di aprire settimana prossima posizioni short a livelli superiori di quelli preventivati.
L'Eurostoxx50 é salito a 3440 punti (+0.84%) dopo aver toccato un massimo giornaliero a 3459 punti verso le 14.00. Il FTSE MIB si é piazzato tra DAX e Eurostoxx50 con un +1.05% a 21914 punti. Ripetiamo che al momento é impossibile fissare degli obiettivi per questa breve spinta di rialzo visto che non abbiamo in Europa validi punti di riferimento e la forza della spinta dipende da fattori difficilmente misurabili ed emotivi. Avevamo detto che questa settimana sarebbe stata positiva - il resto é imponderabile.
A corto termine gli indici azionari europei possono salire più in alto. Venerdì scorso l'Eurostoxx50 aveva terminato la settimana a 3395 punti - avevamo stimato che il potenziale di rialzo fino a metà luglio era di circa il +2% - significa 3463 punti - manca ancora qualcosa ma non molto.

A Wall Street la seduta dopo la pausa dettata dalla festa dell'indipendenza é stata positiva. I volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.6) sono però bassi - molti operatori sono ancora assenti. L'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero a 2736.61 punti (+0.86%) - é però rimasto sotto la prima resistenza a 2742 punti. La chiusura sul massimo costituisce una buona premessa per una continuazione verso l'alto anche perché sono sempre tecnologia (Nasdaq100 +1.23% a 7101 punti) e PMI (Russell2000 +1.15%) a trascinare i listini.
L'S&P500 ha aperto al rialzo a 2729 punti. Fino alle 17.00 é sceso a 2716 punti e ha chiuso il gap d'apertura. Poi per le 18.00 é risalito a 2733 punti dove é rimasto per ore. Dopo un breve cedimento a 2724 punti e salito fino alla chiusura a 2736.61 punti (+0.86%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4929 su 1903 e NH/NL a 552 su 282. La volatilità VIX é scesa a 14.97 punti (-1.17) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.60 (neutra).
Il movimento di contenuto rialzo continua verso gli obiettivi a 2742-2760 punti di S&P500 secondo le previsioni. Gli indicatori si sviluppano in maniera armonica e non notiamo particolari divergenze.

La settimana dovrebbe terminare con un altra seduta di modesti rialzi. Le borse asiatiche stanno aprendo la pista - il Nikkei ha guadagnato il +1.18%, Shanghai sta salendo del +0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2743 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3455 punti (+15 punti). Crediamo che oggi le borse europee si fermeranno sui livelli d'apertura. Potrebbero anche fare marcia indietro visto che oggi America e Cina introducono nuovi dazi sulle importazioni. Le misure sono conosciute da giorni ma la cacofonia dei media potrebbe spaventare gli investitori retail e suggerire prudenza. Al termine di questa settimana finora positiva potrebbero esserci delle prese di beneficio.

Commento del 5 luglio

Con l'America ferma in occasione della festa dell'indipendenza le borse europee non combinano nulla

Con la borsa americana chiusa in occasione della festa dell'indipendenza ieri le borse europee hanno marciato sul posto. Gli indici si sono mossi poco ed hanno chiuso misti, al centro del range giornaliero e senza sostanziali variazioni. Sui grafico appaiono dei piccoli doji a segnalare equilibrio ed incertezza - o forse in mancanza di stimoli particolari gli investitori europei non avevno semplicemente la voglia e la motivazione per fare qualcosa. La seduta é stata noiosa e contrassegnata da bassi volumi di titoli trattati.
L'Eurostoxx50 (+0.17% a 3412 punti) si é mosso in soli 17 punti e la chiusura con un guadagno di 6 punti sembra casuale. L'Eurostoxx50 si é mosso nel range del giorno precedente. Tecnicamente non c'é nulla di nuovo da segnalare - il superamento dei 3400 punti non é importante ed era stato preventivato. Il guadagno dell'indice é stato causato dal buon comportamento del settore finanziario - l'indice delle banche SX7E ha casualmente sovraperformato e ha guadagnato il +0.65% a 111.34 punti.
Senza gli investitori d'oltre oceano anche il DAX (-0.26% a 12317 punti) non ha combinato nulla. Ha aperto e chiuso sullo stesso livello, si é mosso in soli 66 punti e si é fermato al centro del range giornaliero con una insignificante perdita di 31 punti. Il piccolo doji sul grafico e i bassi volumi segnalano stabilità - o indifferenza.
Martedì (+1.57%) il FTSE MIB (-0.36% a 21686 punti) aveva forse esagerato. Ieri ha approfittato del giorno di festa in America per ritracciare e allinearsi con le altre borse europee. È stata una seduta tranquilla e con scarsi volumi - é sempre così quando gli americani sono in vacanza - gli europei non prendono iniziative. La perdita di 77 punti é di per sé insignificante. È però un'altra conferma che la spinta di rialzo in questo rimbalzo dal supporto sui 21250 punti é modesta. Questa calma sulla borsa italiana é sorprendente. Per il momento in Europa si parla molto di profughi e migranti e poco di finanze e debito pubblico. Presto o tardi i nodi verranno al pettine e la pretesa del nuovo governo italiano di stimolare la crescita economica attraverso un aumento della spesa pubblica solleverà nell'UE un vespaio. Non tanto perché l'Italia non é in grado di sopportare il peso del debito ma piuttosto per il fatto che implicitamente il debito viene garantito dagli altri Paesi dell'UE attraverso il meccanismo del target2. A fine anno la BCE terminerà il QE e i titoli di Stato non potranno più essere manipolati e dovranno sottostare alle leggi del mercato della domanda e dell'offerta. Le banche italiane non possono comperare all'infinito e lo spread é destinato a salire. Prevediamo un autunno turbolento - forse però la discussione potrebbe già partire in estate coinvolgendo in prima istanza le azioni delle banche italiane. Teniamo d'occhio i dati congiunturali italiani - un rallentamento della crescita economica potrebbe essere l'elemento scatenante della crisi.
Al termine di una seduta priva di spunti l'SMI (+0.44% a 8663 punti) ha guadagnato altri 38 punti. La borsa svizzera si é comportata meglio del resto dell'Europa grazie alla buona performance dei titoli farmaceutici (Novartis +2.03%, Roche +0.92%). Strutturalmente é stata una seduta negativa con A/D a 8 su 12. Sul grafico si moltiplicano le candele bianche - é possibile che sullo slancio l'SMI superi i 8700 punti.
In generale non osiamo fissare obiettivi per questo rimbalzo che in America, e di conseguenza anche in Europa, dovrebbe terminare solo settimana prossima. Gli indici potrebbero salirte ancora un paio di punti in percentuale o fermarsi qui - ci sono troppe possibili varianti (resistenze, ritracciamenti secondo Fibonacci. MM che servono come punto di riferimento) - non c'é una soluzione che possa offrire maggiori probabilità di successo.

Ricordiamo che ieri la borsa americana é rimasta chiusa in occasione delle festa nazionale dell'indipendenza.

Stamattina i mercati finanziari sono tranquilli. Le borse asaitiche sono in moderato calo - Il Nikkei scende del -0.78% - Shanghai segue con un -0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2717 punti (+4 punti) - come ieri mattina. L'Eurostoxx50 vale ora 3412 punti - le borse europee apriranno invariate. Anche oggi le borse europee e quella americana sembrano voler marciare sul posto.

Commento del 4 luglio

Rialzisti e ribassisti si passano velocemente il testimone - per saldo non si va lontano

Il buon comportamento della borsa americana e la notizia che la coalizione di governo in Germania é salva ha provocato ieri in Europa una seduta di rialzo. Tecnicamente questa é la logica reazione al fatto che gli indici azionari non riuscivano a scendere più in basso e avevano a corto termine trovato un solido supporto.
L'Eurostoxx50 (+1.01% a 3406 punti) non riusciva a scendere sotto i 3350 punti e doveva quindi risalire e continuare a distribuire. L'Eurostoxx50 é rimbalzato ma non ci sono motivi per entusiasmarsi. L'indice ha aperto a 3382 punti ed é salito sul massimo 3420 punti verso le 14.00. Poi fino alla chiusura é scivolato verso il basso senza reazioni o accelerazioni. Ha terminato la giornata a 3406 punti con un guadagno di 32 punti - probabilmente nelle prossime sedute può ancora guadagnare una ventina di punti. Questa però é solo una stima poiché molto dipende dagli Stati Uniti, dai cambi e dalle notizie del momento. Sappiamo unicamente che l'indice deve distribuire fino a metà mese e poi cadere. Preferiamo non indicare un obiettivo del rimbalzo poiché esistono troppe varianti. Questo vale in generale per le borse europee.
La buona chiusura ieri sera a Wall Street ha permesso al DAX (+0.91% a 12349 punti) di aprire con un balzo di quasi 100 punti. Poi é arrivata la notizia che CDU e CSU hanno trovato un accordo sulla politica d'immigrazione e il ministro degli Interni Seehofer rimane al suo posto. Questo ha dato un'ulteriore spinta al mercato e il DAX é salito nel primo pomeriggio fino ai 12428 punti. A questo punto i compratori si sono ritirati e il DAX é scivolato gentilmente verso il basso fino alla chiusura a 12349 punti. Gli indicatori stanno ruotando e mostrano che l'indice a corto termine potrebbe salire più in alto. Siamo però molto scettici sulla base del comportamento del mercato e della situazione tecnica della borsa americana. Lunedì abbiamo indicato che il DAX poteva risalire a 12400 punti e riteniamo che questa stima sia corretta. Queste oscillazioni sono dettate dalle emozioni ma mancano di partecipazione - sono operazioni di trading di breve durata. Non possiamo escludere che il rimbalzo faccia salire il DAX nei prossimi giorni verso i 12600 punti. Riteniamo però che il DAX e in generale gli indici azionari europei stiano rimbalzando all'interno di un periodo di distribuzione - adesso saliranno poco - dopo scenderanno tanto.
Anche il FTSE MIB (+1.57% a 21764 punti) ha avuto una seduta decisamente positiva. Lunedì non abbiamo dato molto peso alla caduta e ora non pensiamo che questo rialzo abbia molto potenziale malgrado che a corto termine la situazione tecnica si stia sviluppando in maniera positiva. Il FTSE MIB non poteva scendere e quindi ora sta salendo - contemporaneamente la base sui 21250 punti da l'impressione che ora l'indice sia assicurato verso il basso. Non bisogna però farsi illusioni. Il comportamento del mercato suggerisce che ci troviamo in una fase di distribuzione - a corto termine c'é spazio verso l'alto ma questo é modesto - difficile quantificarlo - 22250-22500 punti? Il prossimo movimento significativo dovrebbe però essere al ribasso. 
Riassumendo le borse europee hanno avuto una seduta positiva ma non ci sono ragioni per entusiasmarsi. Si tratta più che altro di un rimbalzo tecnico dovuto al fatto che a corto termine gli indici hanno trovato un solido supporto. Non potendo per ora scendere più in basso é logico che risalgano. Il movimento é più o meno intenso a seconda delle notizie del momento. Ieri la ritrovata stabilità del governo in Germania ha stimolato i compratori ma oggi o domani il vento potrebbe già cambiare. I dati sul sentiment, che cambiano molto rapidamente e radicalmente, mostrano una veloce alternanza tra rialzisti e ribassiti - molto é però pura speculazione o reazioni emozionali - questo non crea tendenza e non porta i mercati lontano. Le borse stanno distribuendo prima di un'altra spinta di ribasso che idealmente deve partire a metà luglio.

Ieri Wall Street si é preparata all'odierna festa dell'indipendenza con delle evidenti prese di beneficio. È stata una seduta anomala con bassi volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.5) - la borsa ha chiuso anticipatamente alle 19.00. Non bisogna dare troppo peso all'esito negativo ma si può ugualmente trarre alcune conclusioni.
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2736 punti e chiuso sul minimo a 2713.22 punti (-0.49%). Come ci aspettavamo dopo la buona apertura ci sono state delle prese di beneficio. Le vendite sono però state superiori alle nostre attese. Specialmente sul Nasdaq100 (-1.17% a 7014 punti) c'é stata una fuga degli investitori retail. Tesla (-7.23%) ha subito un tracollo. La seduta al NYSE é stata però decisamente positiva (A/D a 3990 su 2727) grazie alla tenuta del Russell2000 (+0.32%). Sembra che gli investitori istituzionali sono rimasti fedeli al mercato mentre i piccoli scappavano prima delle vacanze. NH/NL a 439 su 223, VIX a 16.14 punti (+0.54) e CBOE Equity put/call ratio a 0.67 completano i soliti dati che non ci dicono nulla di particolare. L'S&P500 resta attaccato alla MM a 50 giorni (2719 punti) ormai piatta. Oggi la borsa americana é chiusa - di conseguenza il mondo finanziario oggi si ferma sui livelli raggiunti ieri sera alle 22.00 (Eurostoxx50 a 3398 punti).

Stamattina regna la calma. Le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei ha perso il -0.34% - Shanghai scende del -0.7%. Il future sull'S&P500 risale a 2719 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3399 punti. Prevediamo una seduta tranquilla che si dovrebbe concludere senza sostanziali variazioni.

Commento del 3 luglio

Borse europee disturbate da avvenimenti politici - in America la fase di distribuzione prosegue secondo previsioni

Ieri le borse europee, impressionate dalla debole chiusura a Wall Street di venerdì e dalle dispute all'interno della coalizione di governo in Germania, hanno aperto in forte calo e fino alle 09.30 sono scese. Dopo questa iniziale ondata di vendite gli indici azionari hanno però nettamente recuperato. Alla sera sono rimaste delle vistose perdite - nessun indice ha però fatto segnare un nuovo minimo di periodo e in linea di massima gli indici si sono mossi nel range della settimana precedente. Sui grafici sono apparsi dei doji che significano equilibrio ed incertezza. Nell'immediato sembra che le borse europee non vogliano scendere più in basso. La logica conseguenza é che devono risalire e continuare a distribuire.  
L'Eurostoxx50 é sceso fino ad un minimo a 3345 punti, é risalito su un massimo a 3386 punti e ha chiuso a 3372 punti (-0.69%). Nessuno dovrebbe essere sorpreso dalla perdita di 23 punti. Ormai da giorni l'Eurostoxx50 si muove tra i 3350 (3360) ed i 3400 punti e ieri sera l'indice si é fermato ancora in questo range, sul livello d'apertura e lontano dal minimo giornaliero. Pensiamo che questa fase di distribuzione possa durare ancora una decina di sedute ma bisogna restare flessibili. Dopo parecchi tentativi andati a vuoto di bucare il supporto sui 3350 punti i rialzisti dovrebbero momentaneamente ritirarsi e lasciare lo spazio ad un rimbalzo più consistente. D'altra parte se inaspettatamente l'S&P500 buca i 2700 punti con anticipo é probabile che l'Eurostoxx50 ricomincia a scendere prima del dovuto. Il comportamento del DAX (-0.55% a 12238 punti) é stato costruttivo malgrado la perdita di 67 punti. A dispetto delle turbolenze sul fronte politico il DAX é riuscito a recuperare dal minimo a 12132 punti e a chiudere 100 punti più in alto e sopra il livello d'apertura. Nonostante le cattive notizie ci sono dei compratori sui 12150 punti - da questo livello dovrebbe svilupparsi un rimbalzo tecnico di parecchi giorni. Non dovrebbe far risalire il DAX di molto (12400 punti?) ma dare il tempo ai difensori di tirare il fiato. La discesa é avvenuto con volumi in calo e con una divergenza positiva sulla RSI. Restiamo di conseguenza dell'opinione che la performance settimanale del DAX e delle borse europee in generale sarà (leggermente) positiva.
Il FTSE MIB (-0.92% a 21427 punti) ha perso 199 punti ma poteva andare molto peggio. La mattina poco dopo l'apertura il FTSE MIB é sceso fino a 21168 punti di minimo e poi ha recuperato. L'impressione é che l'indice non vuole scendere e sta facendo base sui 21250 punti. Non dovrebbe iniziare una fase di rialzo ma distribuire una decina di sedute sui livelli attuali. La nostra previsione non cambia e finora le sedute che si susseguono non ci indicano nulla di diverso. In fondo ieri il FTSE MIB ha solo perso quello che aveva guadagnato venerdì. L'indice ha aperto e chiuso sullo stesso livello - una situazione di patta.
L'SMI (-0.92% a 8529 punti) ha perso circa la metà del guadagno di venerdì. Tecnicamente questa non é una sorpresa. L'SMI ha semplicemente chiuso il gap di venerdì e con un doji conferma la voglia di stabilità sui livelli attuali. La distribuzione continua secondo i piani.

L'S&P500 doveva difendere il supporto a 2700 punti ed eventualmente continuare il rimbalzo iniziato giovedì scorso. Ieri però le premesse per la giornata erano negative e noi ci eravamo limitati ad auspicare una seduta in pari come variante massima. L'S&P500 ha fatto molto meglio (+0.31% a 2726.71 punti) confermando con una buona prestazione il nostro scenario costruttivo almeno per quel che riguarda la prossima decina di sedute.
L'S&P500 ha aperto a 2699 punti ed é subito salito - dopo aver ulteriormente testato con successo il supporto a 2700 punti sapevamo che la seduta non ci avrebbe riservato sorprese negative - la questione era solamente di quanto sarebbe risalito l'indice. C'é stata una serie di massimi e minimi ascendenti. L'S&P500 ad ondate regolari é salito a 2716 punti, é sceso a 2704 punti, é salito a 2720 punti, é sceso a 2713 punti ed é infine salito a 2726 punti. Ha chiuso sul massimo con un guadagno di 8 punti. Come spesso succede in questo caso il rialzo é stato trascinato dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.81% a 7097 punti) e in particolare dagli AGMAF, tutti con un guadagno superiore a quello dell'indice. La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3436 su 3467, NH/NL a 243 su 914 e volume relativo a 0.7 (la pausa infrasettimanale si fà già sentire!). La volatilità VIX é scesa a 15.60 punti (-0.49) mentre la CBOE Equity put/call ratio a 0.58 é tornata sotto la media di lungo periodo.
L'S&P500 si é mosso secondo le previsioni - fino a metà mese l'S&P500 deve lievitare fino ai 2742-2760 punti prima di ricominciare a correggere.

Stamattina le borse asiatiche sono tranquille e poco mosse. Il Nikkei sale del +0.12% - Shanghai é in calo del -0.13%. Il future sull'S&P500 é a 2730 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3391 punti (+19 punti) - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.6% e pensiamo di ritrovarle stasera su questo livello. Domani la borsa americana é chiusa in occasione della festa dell'indipendenza e probabilmente oggi l'S&P500 e colleghi marceranno sul posto con bassi volumi.

Aggiornamento del 2 luglio

Seehofer (CSU) da le dimissioni dal governo e fa cadere la coalizione - o forse no - debole inizio di settimana

In Germania proseguono le discussioni sulla politica d'immigrazione. Il ministro degli interni Seehofer (CSU), scontento dei risultati conseguiti da Angela Merkel (CDU) nella riunione dei capi di Stato europei di settimana scorsa, annuncia le dimissioni. Poi ci ripensa e rinvia la decisione di tre giorni. La grande coalizione di governo tra CDU, CSU e SPD traballa ed esiste la possibilità che Angela Merkel perda la maggioranza in parlamento e che in Germania si vada ad elezioni anticipate. Stamattina l'EUR é in calo (EUR/USD a 1.1650) e il future sull'S&P500 scende a 2710 punti (-11 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3358 punti (-37 punti). Le borsa europee apriranno deboli - le perdite in apertura supereranno l'1%. In teoria la fase di distribuzione doveva durare ancora una decina di sedute. È però evidente che una serie di notizie negative potrebbe far crollare le borse anticipatamente.
Stamattina le borse asiatiche sono in forte ribasso - il Nikkei ha perso il -2.29% - Shanghai é in calo del -2%. Vedremo nel pomeriggio quale sarà la risposta di Wall Street.
Vi ricordiamo che mercoledì 4 luglio in America si festeggia la festa dell'indipendenza - la borsa é chiusa.

Commento del 30 giugno - 1. luglio

Quanto durerà la fase di distribuzione dell'S&P500 sopra i 2700 punti - STS per ancora una decina di sedute ?

Settimana scorsa le borse dovevano scendere fino a metà settimana e poi risalire per l'effetto del window dressing di fine mese. L'S&P500 dai 2754 punti di venerdì 22 giugno doveva idealmente scendere fino ai 2742 punti e poi risalire fino al massimo i 2800 punti. La seduta di lunedì é stata però non solo negativa ma pessima - l'S&P500 é caduto fino a 2698 punti di minimo e a questo punto sapevamo che rilevante sarebbe stato il supporto a 2700 punti. Questo supporto é stata più volte testato durante la settimana. L'S&P500 é sceso giovedì fino ai 2692 punti ma é poi nuovamente risalito sopra il supporto e ha ufficialmente iniziato un rimbalzo tecnico. Rispetto al nostro scenario di una settimana fà l'S&P500 é sceso quindi più in basso e ha iniziato a rimbalzare in ritardo con il risultato che molto probabilmente la chiusura semestrale di venerdì (+0.08% a 2718.37 punti) non sarà un massimo intermedio. La definitiva rottura del supporto a 2700 punti e la continuazione della correzione é rimandata. Di quanto ? Possiamo solo fare delle ipotesi basandoci sul grafico e sugli oscillatori. Sul grafio si profila una interessante testa e spalle (STS) ribassista con obiettivo teorico a 2610 punti in caso di rottura della linea di collo (neckline) che scorre sui 2700 punti. Questa formazione grafica sarebbe teoricamente completa tra una decina di sedute vale a dire a metà luglio. Gli oscillatori topperanno probabilmente alcuni giorni prima. Riassumendo la variante più probabile diventa una distribuzione di una decina di sedute con una risalita dell'S&P500 fino ai 2742 punti. Poi la correzione deve riprendere con obiettivo minimo in vicinanza della MM a 200 giorni (2669 punti) e ideale sui 2600 punti. Poiché l'obiettivo della correzione per il Nasdaq100 (+0.13% a 7040 punti) é a 6600 punti, la variante 2600 punti per l'S&P500 é la soluzione più congruente.
Per quel che riguarda la politica d'investimento non cambia nulla - la correzione continuerà - ha solo un ritardo e partirà ufficialmente da livelli inferiori a quelli previsti. Gli obiettivi però non cambiano.
Per le borse europee la situazione é più complessa ma solo per quel che riguarda gli obiettivi a medio termine. Si stanno mischiando emozioni, politica e cambi a complicare il calcolo - é però evidente che la tendenza a medio termine sarà al ribasso.
La guerra commerciale scatenata dagli Stati Uniti fà oscillare ampiamente gli indici sul corto termine nelle due direzioni mentre a medio termine l'influsso é moderatamente negativo - solo la borsa cinese é in un bear market. Settimana scorsa la discussione in Europa sul problema profughi /migranti ha fatto oscillare le borse dei Paesi protagonisti sulla base dei risultati ottenuti nel vertice dell'UE. La borsa italiana ha retto bene mentre quella tedesca ha subito le conseguenze delle difficoltà incontrate da Angela Merkel sia con i partners europei che sul fronte interno.
Restiamo però dell'opinione che le borse europee avranno tendenza a sottoperformare quella americana. Se i maggiori indici azionari americani correggeranno un -4%/-6% é probabile che la caduta dell'Eurostoxx50 e colleghi sarà almeno di un -6%. Ora basta fare un paio di calcoli - vedrete che tutti gli indici azionari del nostro paniere sono destinati a scendere su un nuovo minimo annuale - d'altronde questo é già successo alcuni giorni fà sull'SMI svizzero mentre il FTSE MIB ha sfiorato questo record negativo mercoledì. Gli obiettivi grafici indicati nel commento del 26 giugno dovranno probabilmente essere rivisti al ribasso.
 
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.17% a 3395 punti
DAX                         -2.18% a 12306 punti
SMI                          -0.08% a 8609 punti
FTSE MIB                  -1.20% a 21626 punti
S&P500                    -1.33% a 2718.37 punti
Nasdaq100               -2.18% a 7040 punti

Venerdì le borse europee sono rimbalzate con entusiasmo interpretando positivamente l'esito della riunione dei capi di Stato dell'UE di giovedì. Gli indici hanno però chiuso poco sotto i livelli d'apertura e nella parte inferiore del range giornaliero. Questo significa che dopo il balzo iniziale i rialzisti non hanno combinato nulla. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3395 punti (+0.89%) ed é rimasto nel range 3360-3400 punti che abbiamo indicato nelle nostre analisi per questa fase di distribuzione. Alle 22.00 l'indice valeva 3384 punti - i rialzisti non devono quindi farsi delle grandi illusioni. È solo un rimbalzo senza potenziale.
Il DAX é risalito a 12306 punti (+1.06%) mentre il FTSE MIB é andato a 21626 punti (+0.89%) - non sappiamo esattamente fino a quale livello possono risalire questi indici nella prossima decina di sedute. Basta un'osservazione di Trump su possibile dazi da imporre al settore auto o l'inizio di una discussione sul debito pubblico italiano per provocare deviazioni di 1%/2%. In linea di massima però pensiamo che ci sia solo un 2% di spazio verso l'alto. Questa tregua dovrebbe durare la massimo fino a metà luglio - potrebbe però esserci un crollo prima.
I nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica restano saldamente short. Ci vorrebbe un rally di circa un +3% per farli girare - ci sembra inverosimile.
L'SMI svizzero venerdì ha fatto  un balzo del +1.74% a 8609 punti dopo aver toccato mercoledì un nuovo minimo annuale a 8372 punti. La reazione é stata provocata da un rally del +3.95% del colosso farmaceutico Novartis - la società ha annunciato la separazione della divisione oftalmologia Alcon e gli investitori hanno accolto la notizia con entusiasmo. L'SMI in seguito non dovrebbe però comportarsi diversamente dalle altre borse europee. Può risalire fino ai 8750 punti circa prima di dover riprendere il ribasso.

La seduta a Wall Street ha deluso le aspettative dei rialzisti - noi compresi. Speravamo in un risultato migliore in questa ultima giornata della settimana che doveva rappresentare la seconda seduta di rimbalzo e la chiusura semestrale con un'intonazione positiva. Il guadagno di 2 punti dell'S&P500 (+0.18% a 2718.37 punti) é striminzito e l'indice ha chiuso sul minimo giornaliero con un tonfo di 20 punti nell'ultima ora di contrattazioni. Se però l'indice deve distribuire ancora una decina di sedute tra i 2700 ed i 2742 punti é meglio che non si sia mosso troppo venerdì. Questi 42 punti sembrano troppo pochi ma vedremo cammin facendo se bisogna cambiare qualcosa specialmente verso l'alto visto lo sviluppo delle medie mobili (sono ora più in alto) rispetto alla precedente spalla di maggio.
L'S&P500 ha aperto a 2730 punti, é salito e fino alle 17.00-17.30 si é fermato sui 2743 punti. Poi l'indice é scivolato verso il basso ma senza strappi e in un ambiente molto tranquillo - alle 21.00 l'S&P500 era sui 2738 punti. Poi é caduto di 20 punti e ha chiuso sul minimo a 2718 punti. Il Nasdaq100 (+0.13%) si é comportato alla stessa maniera - seduta di poco positiva e supporto a 7000 punti tenuto a distanza.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4041 su 2802, NH/NL a 333 su 517 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 16.09 punti (-0.76) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.69 - nulla di nuovo da segnalare.
La tendenza di fondo della borsa americana é ora neutra con il 48.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 57.77. Questo sviluppo corrisponde a quell di un mercato che sta entrando in una correzione ma che non sembra rischiare un ribasso. A livello di cambi (EUR/USD a 1.1685) c'é un pò di volatilità ma il range 1.15-1.18 viene mantenuto. I tassi d'interesse sono stabili. Rispetto a settimana scorsa segnaliamo l'impennata del prezzo del petrolio che é passato dai 68.50 USD/barile (WTI) ai 74.14 USD/barile. In una decina di giorni il prezzo é salito di una decina di USD e si trova oggi sul massimo annuale ma questo rialzo non viene ancora commentato e tematizzato - finora ha solo aiutato il settore energia ma non ha influito (negativamente) sulla borsa in generale o sui tassi d'interesse (pericolo d'inflazione).
Mercoledì 4 luglio in America si festeggia la festa dell'indipendenza - la borsa é chiusa. Questa pausa infrasettimanale frenerà l'attività degli speculatori e limiterà i volumi. Non dovrebbe però influenzare in maniera determinante lo sviluppo di una settimana che si preannuncia leggermente positiva.

Commento del 29 giugno

In Europa seduta debole ma in trading range - l'America rimbalza e potrebbe ritardare la prossima fase di ribasso

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa (Eurostoxx50 -0.93% a 3365 punti) che ha cancellato i progressi fatti mercoledì. In linea di massima però gli indici azionari si sono mossi nel range del giorno precedente senza far segnare dei nuovi minimi di periodo. Questa seduta in trading range mantiene valido lo scenario di una pausa e di un limitato rimbalzo prima della continuazione della correzione. La reazione dai supporti ed il rimbalzo tecnico sembrano prendere più tempo del previsto - gli oscillatori sugli indici americani mostrano che un minimo intermedio si é appena verificato - é quindi probabile che il rimbalzo e il periodo di distribuzione si estendano alle prime sedute del mese di luglio. Una caduta definitiva dell'S&P500 (+0.62% a 2716.31 punti) sotto il supporto a 2700 punti non é imminente.
Ieri le borse europee sono salite fin verso le 10.00 - poi sono riapparsi i venditori che hanno dominato fino nel tardo pomeriggio. Dopo le 16.30 c'é stato un recupero ma era troppo tardi. Non ci aspettavamo questa perdita ma in fondo Eurostoxx50 (-0.93% a 3365 punti) e colleghi non hanno fatto nulla di particolare. L'Eurostoxx50 si é mosso nel range del giorno precedente e ha chiuso con una perdita di 32 punti ma ancora tra quei 3360-3400 punti che doveva mantenere in questa fase di pausa e di distribuzione. L'indice delle banche SX7E (+0.13% a 109.55 punti) ha mostrato finalmente una reazione da ipervenduto e dovrebbe permettere al mercato di restare ancora qualche giorno sul livello attuale prima che la correzione possa continuare.
Anche il FTSE MIB (-0.58% a 21432 punti) ha avuto una seduta in trading range. Questa ricaduta di 125 punti é deludente ma in linea di massima non cambia il quadro tecnico. Il FTSE MIB si é mosso nel range del giorno precedente e ha terminato la seduta sul livello d'apertura e al centro del range giornaliero - sul grafico appare un doji che significa indecisione ed equilibrio. Il supporto sui 21250 punti é ancora valido e secondo noi dovrebbe "tenere" ancora alcuni giorni. Il rimbalzo e il periodo di distribuzione dovrebbero durare fino a metà di settimana prossima specialmente se l'Italia uscisse con un successo e rafforzata dalla riunione dell'UE.
Notiamo un'interessante cambiamento a livello strutturale - ieri le azioni delle grandi banche hanno guadagnato terreno e sono state le perdite di alcuni titoli pesanti (Fiat, STM) a far scendere sull'indice. Le banche sembrano all'inizio di un rimbalzo tecnico di cui potrebbe beneficiare anche il FTSE MIB nei prossimi giorni.
Tecnicamente é stata invece una pessima giornata per il DAX (-1.39% a 12177 punti). Ha perso 171 punti ma questo non é il dato più importante. L'indice ha toccato un nuovo minimo mensile a 12104 punti e la candela sul grafico ha minimo e massimo discendenti - questo significa che la correzione continua malgrado l'eccesso di ribasso. Il DAX é l'unico indice che mostra questa caratteristica ed é per definizione relativamente debole - evidentemente la crisi politica del governo di Angela Merkel pesa sul listino. La debolezza del DAX ha una forte componente emotiva. Appena ci sarà una notizia positiva il DAX rimbalzerà con forza dall'ipervenduto - questo potrebbe ritardare la continuazione della discesa dell'indice visto che normalmente un rimbalzo dura alcuni giorni.

A Wall Street c'é stata una seduta positiva che rappresenta l'inizio ufficiale del rimbalzo tecnico. Dopo giorni di scivolare verso il basso e di test dei supporti gli indici hanno mostrato una convincente reazione e sui grafici riappaiono delle consistenti candele bianche. È probabile che questo ritardato rimbalzo duri alcuni giorni facendo slittare la continuazione della correzione e la discesa definitiva dell'S&P500 (+0.62% a 2716.31 punti) sotto i 2700 punti di una decina di giorni - almeno questo é quanto suggericono ora gli oscillatori di corto termine che hanno appena ricominciato a salire.
L'S&P500 ha aperto a 2700 punti e la battaglia intorno a questo importante supporto é durata circa un'ora. I ribassisti hanno ottenuto un primo vantaggio facendo cadere l'S&P500 fino a un minimo a 2692 punti. Poi é giunta la riscossa dei rialzisti. L'indice é risalito una decina di punti, c'é stata ancora una scaramuccia con un'ultima discesa a 2699 punti e da metà giornata l'indice é poi costantemente salito fino ai 2724 punti. Sul finale é tornato a 2716 punti. Al rimbalzo ha contribuito la tecnologia (Nasdaq100 +0.89% a 7031 punti - ritorno immediato sopra i 7000 punti) e le grandi banche (!). La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 3790 su 3028, NH/NL a 256 su 1213 e volume relativo a 0.9. Il netto peggioramento del rapporto nuovi massimi su nuovi minimi mostra il deterioramento della struttura del mercato che avrà ripercussioni negative a medio termine. La volatilità VIX é scesa a 16.85 punti (-1.06) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.65. Nulla di particolare a livello di sentiment - una logica reazione.

In generale notiamo forti oscillazioni in borsa ma stabilità a livello di cambi (EUR/USD a 1.1650) e tassi d'interesse. Questo significa che non bisogna dare eccessivo peso a questi movimenti repentini degli indici azionari che spesso sono solo la conseguenza di eventi politici e reazioni emozionali. L'importante é osservare le tendenze - da metà giugno le borse puntano verso il basso.

Stamattina il future sull'S&P500 sale ancora a 2728 punti (+8 punti). Il Nikkei marcia sul posto (+0.10%) mentre la borsa di Shanghai rimbalza energicamente (+2.1%) grazie ad alcune affermazioni concilianti di Trump sul tema della guerra commerciale. L'Eurostoxx50 vale ora 3405 punti. Le borse europee apriranno con un balzo di circa il +1% - sembra che i leaders dell'UE abbiano raggiunto un vago accordo sulla politica d'immigrazione e subito arriva la risposta positiva dei mercati. Crediamo che questa guadagno possa essere difeso fino a stasera. È però un rimbalzo tecnico all'interno di una fase di ribasso a medio termine - non dimentichiamolo...

Commento del 28 giugno

Pesante test dei supporti

Ieri le borse europee hanno aperto in pari. Nella prima parte della seduta c'é stata un'ondata di vendite. Gli indici sono scesi su nuovi minimi di periodo - l'SMI svizzero ha toccato un nuovo minimo annuale. Poi dalle 11.00 c'é stato un robusto e impressionante recupero - l'Eurostoxx50 é risalito dai 3340 punti di minimo ai 3424 punti di massimo in circa 5 ore. Sul finale gli indici sono ridiscesi influenzati da Wall Street ma per saldo sono rimaste delle consistenti plusvalenze (Eurostoxx50 +0.84% a 3397 punti) che significano una prosecuzione del rimbalzo tecnico di martedì. Era troppo presto per un ribasso e di conseguenza le borse hanno reagito - i venditori hanno subito una sconfitta ma torneranno presto all'attacco. Notiamo un netto deterioramento della situazione tecnica con parecchie rotture settoriali al ribasso - ieri l'indice delle banche SX7E é caduto fino ad un nuovo minimo annuale a 107.40 punti per poi tornare in chiusura a 109.41 punti (-0.44%) - malgrado la reazione la strada verso il basso é aperta. Questa fase di distribuzione deve durare ancora qualche giorno - avevamo previsto un ritorno ed una pausa dell'Eurostoxx50 nel range 3360-3400 punti. Ieri sera alle 22.00, al termine della pessima seduta in America, l'Eurostoxx50 valeva 3377 punti. 
Il DAX (+0.93% a 12348 punti) ha aperto in pari ma subito sono riapparsi i venditori motivati da una serie di notizie negative e di rotture al ribasso (Deutsche Bank). Siamo rimasti tranquilli e fedeli al nostro scenario di una pausa sopra i 12200 punti fino a venerdì con una possibile risalita fino ai 12480 punti. Il mercato ci ha dato ragione. Dalle 11.00 il DAX é risalito con decisione e volumi e malgrado che non sia riuscito a chiudere sul massimo ha finito la giornata con una candela bianca sul grafico e un guadagno di 114 punti. Ora i ribassisti staranno tranquilli qualche giorno - il tempo per raccogliere le idee, curare le ferite e ritrovare le forze. Riappariranno in forze nel mese di luglio.
Il FTSE MIB (+0.65% a 21557 punti) é caduto fino ad un minimo a 21157 punti - il precedente minimo annuale del 29 maggio a 21122 punti é stato avvicinato ma non superato. Dopo il FTSE MIB ha reagito come le altre borse europee e ha chiuso con un guadagno di 138 punti. Non crediamo alla possibilità di un doppio minimo a formare una solida base - basta osservare i grafici di DAX e Eurostoxx50 per rendersi conto che questa costellazione sul grafico del FTSE MIB é probabilmente solo un caso. Non é però un caso che il FTSE MIB sia rimbalzato - l'avevamo previsto e la reazione ha fatto risalire l'indice in quello che deve essere una rimbalzo in una fase di ribasso a medio termine. Restiamo dell'opinione che il FTSE MIB deve ancora distribuire alcuni giorni sul livello attuale. Poi il ribasso riprenderà - ma per ora godiamoci questo rimbalzo che ci darà indicazioni valide per lo svolgimento della prossima fase negativa.
L'SMI (+0.31% a 8504 punti) é inizialmente crollato su un nuovo minimo annuale a 8372 punti. È stata la classica falsa rottura al ribasso. Una volta esauriti gli stop loss l'SMI é risalito e ha chiuso con un guadagno di 26 punti. Sono pochi ma significano che per il momento, come pensavamo, l'SMI non vuole scendere più in basso. La nostra previsione si é rivelata esatta malgrado che il supporto sui 8450-8500 sembrava rotto - forse abbiamo avuto solo fortuna o forse l'analisi tecnica ha fornito delle valide indicazioni. Non dimentichiamoci però che questo é solo un rimbalzo tecnico di breve durata e potenziale. I venditori non sono morti - hanno solo perso in questo primo tentativo di accelerazione al ribasso.

Pensavamo che a New York ci sarebbe stata una seduta tranquilla con indici azionari a marciare sul posto - questo sarebbe stato lo scenario ideale per confermare la fase di distribuzione dopo il rimbalzo di martedì.
Invece le tensioni sul fronte commerciale hanno nuovamente provocato un'ondata di vendite e l'S&P500 (-0.86% a 2699.63 punti) é ancora una volta sceso a testare il forte supporto a 2700 punti. L'indice non é sceso sotto il minimo di lunedì ma ha chiuso sul minimo giornaliero e questo non ci piace. Il mercato sta preparando un'accelerazione al ribasso e una continuazione della correzione. Speriamo che "tenga" fino alla fine di questa settimana e che non cambi il ciclo. Mettiamo però le cosa in chiaro - il problema é temporale e non di direzione. L'S&P500 deve scendere - non siamo sicuri che la rottura sotto i 2700 punti avverrà ad inizio luglio.
L'S&P500 ha aperto a 2730 punti. È salito fino alle 16.40 toccando un massimo a 2746 punti ed é poi sceso fino alla chiusura sul minimo a 2699 punti. Il Nasdaq100 ha perso il -1.39% a 6969 punti - é un minimo mensile. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1518 su 5371, NH/NL a 373 su 899 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 17.91 punti (+1.99) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.67 - sopra la media ma decisamente più bassa di quanto ci si poteva aspettare.
Per le prossime due sedute non sappiamo bene cosa aspettarci - la caduta di ieri ci ha sorpreso per la sua intensità. Normalmente una chiusura sul minimo ha una continuazione verso il basso. L'S&P500 é però sul supporto a 2700 punti che viene rafforzato al momento dal bordo inferiore delle BB a 2703 punti. Secondo le nostre previsioni l'S&P500 doveva stare sopra i 2700 punti fino a venerdì - domenica scorsa avevamo ipotizzato un ritorno a 2800 punti grazie al window dressing - lunedì abbiamo dovuto ridimensionare le nostre aspettative di rimbalzo. Ora sono le 07.30 del mattino ed il future sull'S&P500 é a 2712 punti (+7 punti) - sappiamo che l'S&P500 per ora difende efficacemente il supporto. Non abbiamo ragioni per prevedere un'anticipata rottura al ribasso. 

Sono le 08.30 e la situazione non é cambiata di molto rispetto ad un'ora fà. Il Nikkei é fermo (+0.05%) mentre Shanghai é in calo del -0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2711 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3389 punti - le borse europee apriranno in calo (ca. -0.3%) ma decisamente sopra i valori di ieri sera alle 22.00. Oggi é previsto un incontro dei capi di Stato europei per discutere la questione degli immigranti illegali - sarà molto difficile trovare un accordo. Le spaccature all'interno dell'UE verranno tematizzate e probabilmente questo non aiuterà i mercati finanziari e l'EUR. Temiamo che le borse europee possano scivolare più in basso - non cadranno però sotto i minimi di ieri. Con l'aiuto dell'America potrebbero anche nel pomeriggio recuperare e chiudere in pari.
Oggi devo andare a Basilea - non potrà pubblicare i commenti delle 14.00 sulla borsa americana - sapete in ogni caso cosa bisogna tenere d'occhio - sono i 2700 punti di S&P500.

Commento del 27 giugno

Debole rimbalzo come inizio di una breve distribuzione

Ieri le borse europee hanno aperto al rialzo e sono salite la mattina sul massimo giornaliero. Poi é ricominciato il declino che si é fermato solo verso le 16.50 - molti indici in questa occasione sono marginalmente scesi sotto il minimo di lunedì. Sul finale le borse sono rimbalzate grazie alla buona tenuta di Wall Street. L'Eurostoxx50 (-0.01% a 3368 punti) ha marciato sul posto. Il FTSE MIB (+0.30% a 21419 punti) ha guadagnato 64 punti, il DAX (-0.29% a 12234 punti) ne ha persi 36. Nel complesso non é successo nulla di importante - le borse europee avevano una buona occasione per rimbalzare e tranne la reazione iniziale non sono riuscite a risalire la china. Sui grafici appaiono piccole candele rosse a conferma della debolezza dei mercati azionari europei.
Molto probabilmente ora ci sarà una distribuzione fino a venerdì. Questo significa che le borse europee si muoveranno sui livelli di ieri o poco più in alto - poi a luglio dovrebbero ricominciare a scendere e raggiungere gli obiettivi a medio termine indicati nel commento di ieri mattina. Ieri non abbiamo notato niente in grado di farci cambiare idea - Eurostoxx50 e colleghi non sono scesi più in basso solo perché non c'era una ragione particolare e perché fattori tecnici (supporti intermedi, limite inferiore delle Bollinger Bands) hanno sostenuto il mercato.

A Wall Street abbiamo assistito ad un debole rimbalzo trascinato da alcuni titoli (AGMAF senza Google, GE +7.76%). C'é stata una seduta in trading range con chiusura sul livello d'apertura. Gli indici si sono mossi in pochi punti con volumi in calo - una tipica seduta di consolidamento dopo il tonfo di lunedì. Visto che la borsa é riuscita a difendere il rimbalzo effettuato nel finale di seduta di lunedì, pensiamo che il forte supporto a 2700 punti di S&P500 debba reggere almeno fino alla fine di giugno.
L'S&P500 ha aperto a 2724 punti. Dopo una breve esitazione é sceso sul minimo a 2715 punti. In seguito é salito per ore in maniera regolare fino al massimo a 2732 punti. Dopo una pausa di 2 ore sui 2728-2732 punti l'indice é caduto sul finale a 2723.06 punti (+0.22%). Come d'abitudine sono stati Nasdaq100 (+0.43% a 7068 punti) e Russell2000 (+0.66%) a trascinare i listini. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4111 su 2739, NH/NL a 419 su 564 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 15.92 punti (-1.41) mentre la CBOE Equity put/call ratio e tornata bassa a 0.52 (!). Ribadiamo l'opinione che l'eccesso di speculazione al rialzo, segnalato dalla p/c ratio, deve obbligare l'S&P500 ad un'ampia correzione che idealmente deve svilupparsi nel mese di luglio. Già parecchi indici sono scesi sulla MM a 200  giorni (DJ Industrial, DJ Transportation) o più in basso (Banche - BKX) e l'S&P500 dovrebbe a breve seguire questo cattivo esempio.

Stamattina prevalgono nuovamente i segni negativi anche se le perdite sono minime. Il future sull'S&P500 alle 06.30 era a 2729 punti - ora (07.50) é a 2726 punti (-2 punti). Il Nikkei sta perdendo il -0.3% - Shanghai é in calo del -1%. Non abbiamo ancora indicazioni ufficiali per le borse europee - stimiamo però che l'Eurostoxx50 debba aprire sui 3380 punti perché deve recuperare il guadagno di ieri sera della borsa americana. Speriamo semplicemente che le borse europee riescano a difendere questo guadagno iniziale. In caso contrario avremo una seduta come ieri.

Commento del 26 giugno

La settimana doveva iniziare con un calo moderato - non con un crollo - correzione o ribasso a medio termine

La settimana doveva iniziare con un calo moderato fino a mercoledì e una risalita fino a venerdì. Solo a luglio doveva partire una forte correzione in grado di far scendere l'Eurostoxx50 (-2.10% a 3369 punti) sull'obiettivo a medio termine a 3275 punti e l'S&P500 (-1.37% a 2717.07 punti) almeno sulla MM a 200  giorni a 2663 punti. Sembra che le nuove sanzioni previste da Donald Trump contro la Cina e i problemi che affliggono l'Europa sul fronte politico ed economico hanno accelerato questo movimento. Ieri non abbiamo avuto una normale seduta negativa ma un crollo che ha fatto scendere gli indici azionari sotto importanti supporti (almeno in Europa) e ha scatenato segnali tecnici di vendita a medio termine. Lo scenario per questa settimana non é ancora da buttare - probabilmente nei prossimi giorni ci sarà un recupero o un rimbalzo tecnico specialmente per quegli indici che sono già scesi in ipervenduto o caduti sotto il bordo inferiore delle Bollinger Bands (DAX -2.46% a 12270 punti, limite inferiore delle BB a 12402 punti). A medio termine però le borse devono scendere più in basso. Ieri abbiamo fissato gli obiettivi anche per gli altri indici europei - sono il risultato di una semplice proiezione verso il basso del canale che é stato valido nel mese di giugno - l'ampiezza del canale corrisponde al potenziale di ribasso a partire dalla rottura del supporto.
Giovedì avevamo già scritto in quale direzione si sarebbero sviluppate le borse europee e con quale potenziale di ribasso. Il rimbalzo di venerdì sembrava aver rimandato la caduta all'inizio del mese di luglio. Il crollo di ieri mostra chiaramente che troppi problemi si sono accumulati sul tappeto e la pressione di vendita ha rotto la diga principale costituita dal supporto sull'Eurostoxx50 (-2.10% a 3369 punti) a 3400 punti. L'indice ha chiuso ieri sera sul minimo giornaliero, con una pesante perdita e una chiara e netta rottura del supporto. L'obiettivo a 3275 punti é stato attivato. L'indice delle banche SX7E é caduto del -2.10% a 110.23 punti. Il problema della borsa non sembra essere il settore finanziario. Sono più le tensioni politiche e la guerra commerciale scatenata dagli Stati Uniti a preoccupare gli investitori. Nel commento tecnico di venerdì scorso avevamo però affermato che le banche non avrebbero costituito l'ancora di salvezza dell'Eurostoxx50 e ieri é arrivata puntuale la conferma. Ricordiamo che il minimo annuale é a 109.30 punti. Sotto si apre il baratro.
Venerdì il DAX (-2.46% a 12270 punti) era solamente rimbalzato con poca convinzione. Era quindi logico che presto o tardi doveva ricominciare a scendere. Ieri però ci aspettavamo solo un calo moderato mentre pensavamo che vendite pesanti sarebbero intervenute solo all'inizio di luglio. Ci siamo sbagliati sulla tempistica ma per il resto il crollo era preventivabile. Ieri sera il DAX ha chiuso sul minimo giornaliero e ampiamente sotto il bordo inferiore delle Bollinger Bands. Sembra di essere all'inizio di febbraio. È molto probabile che ora la caduta continui. Il canale tra i 12600 ed i 13200 punti (600 punti) offre come possibile obiettivo i 12000 punti. Sui 12200 punti ci potrebbe essere una prima reazione vista la presenza di un supporto intermedio - qui il DAX sarà anche ipervenduto. Il rimbalzo ci fornirà indicazioni supplementari sulla pressione di vendita.
Avevamo correttamente interpretato il balzo di venerdì del FTSE MIB (-2.44% a 21355 punti) come un semplice rimbalzo tecnico. Era quindi ovvio che presto o tardi il FTSE MIB avrebbe ricominciato a scendere. Non ci aspettavamo però che succedesse già ieri e con questa intensità. Ieri sera il FTSE MIB ha chiuso sul minimo giornaliero e con una pesante perdita. Una continuazione verso il basso é probabile. L'obiettivo di questa spinta si situa a medio termine 19500-20000 punti. È congruente con quello dell'Eurostoxx50.
L'SMI (-1.83% a 8458 punti) ha perso ieri quello che aveva guadagnato venerdì scorso. L'SMI é tornato sulla zona di supporto a 8450-8500 punti e sul minimo annuale. Non possiamo che confermare quanto già scritto venerdì. Il rischio di ribasso é in aumento - una rottura del supporto é probabile. L'obiettivo teorico é a 8000 punti.

Questa volta anche la seduta a Wall Street é stata pessima. L'S&P500 (-1.37% a 2717.07 punti) ha bucato il supporto intermedio a 2742 punti ed é dovuto scendere fino ai 2700 punti (minimo a 2698 punti) prima di reagire e rimbalzare. L'S&P500 e in generale la borsa americana hanno chiuso lontano dal minimo giornaliero e questo significa che nell'immediato la pressione di vendita diminuisce e ci sarà un rimbalzo. La pausa potrebbe durare fino a venerdì ma questa é solo un'ipotesi utile a riportare lo sviluppo del mercato vicino al ritmo che avevamo previsto nell'analisi del fine settimana sulla base degli indicatori e delle abitudini stagionali.
L'S&P500 ha aperto sul supporto a 2742 punti. Subito ha continuato a scendere e questo ha chiarito la situazione e deciso l'esito della seduta. L'indice é sceso fino alle 18.00 a 2704 punti. È risalito a fatica di una quindicina di punti ma poi sono tornati i venditori. Verso le 21.00 l'S&P500 ha brevemente rotto il supporto a 2700 punti (irrobustito dal bordo interiore delle BB a 2700 punti), ha toccato un minimo a 2698 punti ed é infine risalito a 2717.07 punti (-1.37). Le prese di beneficio hanno travolto la tecnologia (Nasdaq100 -2.21% a 7038 punti). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1470 su 5490, NH/NL a 394 su 978 (notiamo il netto cambiamento - il vento ha cambiato direzione!) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 17.33 punti (+3.56). La CBOE Equity put/call ratio é invece aumentata solo a 0.61 (la media di lungo periodo é a 0.62). Malgrado la caduta della borsa gli speculatori restano ottimisti - questa é una buona premessa per una continuazione della correzione a medio termine. Ora ci deve essere un rimbalzo. Pensiamo che il supporto a 2700 punti di S&P500 possa reggere fino al mese di luglio. Poi si scende più in basso...

Stamattina dalle borse asiatiche arrivano segnali costruttivi. Il Nikkei sale del +0.10% - Shanghai contiene le perdite ad un -0.8%. Il future sull'S&P500 é a 2725 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale 3388 punti - le borse europee apriranno con un guadagno del +0.5%. Dovrebbero terminare la giornata in positivo ed iniziare una fase di consolidamento che potrebbe durare tutta la settimana.

Aggiornamento del 25 giugno

Trump vuole ora limitare gli investimenti cinesi in società americane

Erdogan vince le elezioni in Turchia e la Lira turca reagisce con un balzo. In Europa si continua a litigare sugli immigranti - l'Italia ha sollevato un vespaio. La gente sembra stanca di litigi e discussioni e preferisce seguire i mondiali di calcio. Nel frattempo negli Stati Uniti Donald Trump pianifica la prossima mossa nella guerra commerciale con la Cina - intende limitare gli investimenti cinesi in società americane. La Cina reagisce lasciando scivolare verso il basso il valore dello Yuan - svalutare la moneta é un sistema semplice e poco eclatante per controbattere i dazi americani.
Ovviamente questo non lascia indifferenti i mercati finanziari. La prima reazione che salta all'occhio stamattina é il calo di 15 punti del future sull'S&P500 a 2744 punti - teoricamente l'S&P500 vale adesso 2741 punti e si trova sull'importante supporto a 2742 punti. Prevedevamo un inizio di settimana negativo ma la situazione potrebbe essere peggio di quanto pensavamo. Forse non avremo solo una "scivolata" fino a mercoledì ma una correzione più importante. L'analisi tecnica può prevedere la direzione del mercato ma difficilmente può anticipare nel dettaglio il flusso delle informazioni e il suo influsso più o meno forte sui mercati finanziari.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei sta perdendo il -0.70% - Shanghai lo imita con un -0.6%. L'Eurostoxx50 vale ora 3416 punti (-25 punti) - le borse europee apriranno con perdite di circa il -0.7%. Probabilmente stasera ritroveremo gli indici azionari europei sui livelli d'apertura. Decisivo però sarà il comportamento dell'S&P500 sui 2742 punti. Vi invitiamo a leggere il commento su questo indice che pubblicheremo verso le 14.00 con le previsioni per la seduta odierna.

Commento del 23-24 giugno

Debole rimbalzo con modesti volumi - rischio di ribasso in aumento

Il venerdì 15 giugno le borse avrebbero dovuto toccare un massimo significativo ed iniziare a correggere. Nell'analisi dello scorso fine settimana avevamo scritto che non vedevamo nessun segnale in questo senso e che di conseguenza non potevamo consigliare l'apertura di posizioni short. Basavamo questa decisione soprattuto sull'S&P500 e sul Nasdaq100 americani di cui possediamo molti elementi d'analisi - non solo perché da Wall Street provengono molti più dati ma anche perché questi due indici comprendono molte più azioni (rispettivamente 500 e 100) con la conseguenza che gli indicatori strutturali e di momentum sono affidabili. Non si può dire la stessa cosa dell'Eurostoxx50 (50 azioni di differenti Paesi), del DAX (30 azioni) del FTSE MIB (40 azioni) o dell'SMI (20 azioni). Inoltre in America abbiamo dati supplementari su tutto il mercato azionario (6800 titoli) e non solo su una stretta selezione.
È successo qualcosa di strano ed inatteso. Il punto tornante del 15 giugno ha avuto inaspettatamente un forte influsso in Europa - in effetti il 15 giugno Eurostoxx50 (+1.12% a 3441 punti) e colleghi hanno toccato un massimo di periodo e poi hanno corretto - vedete dalle performances settimanali che, malgrado il rimbalzo di venerdì, le borse europee hanno avuto una pessima settimana con perdite che in alcuni casi hanno superato il 3%. In America invece l'effetto é stato moderato - quello che ci ha confuso é stato soprattutto il nuovo massimo storico del Nasdaq100 (-0.28% a 7197 punti) a 7310 punti toccato mercoledì 20 giugno la sera a metà seduta (insieme a Nasdaq Composite e Russell2000). Sapevamo che le borse europee avrebbero sottoperformato e questo é puntualmente avvenuto.
A corto termine ci sono tre effetti tecnici da prendere in considerazione.
- È probabile che fino a fine mese le borse resteranno ad alto livello. I portfolio managers, specialmente in America, hanno interesse ad arrivare alla fine del semestre completamente investiti visto che finora la performance 2018 é ampiamente positiva. Cercheranno di avere buoni titoli in portafolio e di fare "sparire" quelli che si sono comportati male. Questo significa che nessuno settimana prossima avrà interesse di vendere (se non obbligati da un qualche evento particolarmente negativo) e verranno ancora comprati i titoli di moda (AGMAF, FAANG) spingendo il Nasdaq100 ancora più in alto.
- Gli oscillatori mostrano invece che la correzione iniziata settimana scorsa deve continuare ancora per un paio di giorni. Gli indici azionari americani dovrebbero scivolare verso il basso fino a mercoledì prima di risalire. Vi ricordiamo a questo punto che esiste un importante supporto a 2742 punti di S&P500 (+0.19% a 2754.88 punti).
- Gli indicatori di sentiment infine mostrano compiacenza e una strenua speculazione al rialzo. Il CBOE Equity put/call ratio venerdì é stato nuovamente basso a 0.56 con la MM a 10 giorni a 0.55 e quella a 20 giorni a 0.56. Si sta riformando la medesima costellazione che a fine gennaio ha provocato una forte correzione della borsa americana con una caduta superiore al 10% su quello che finora é stato il minimo annuale (S&P500 dai 2872 punti di massimo (26 gennaio) ai 2532 punti di minimo (9 febbraio)).
Facendo uno sforzo di immaginazione e combinando i tre fattori appena elencati prevediamo che all'inizio di settimana prossima le borse scivolaranno ancora verso il basso - l'S&P500 dovrebbe testare i 2742 punti. Poi da metà settimana gli indici azionari potrebbero risalire grazie al window dressing - l'S&P500 potrebbe nuovamente tentare di raggiungere i 2800 punti. Da luglio deve iniziare una importante correzione provocata dagli eccessi di fiducia e di speculazione al rialzo. L'S&P500 dovrebbe per lo meno ricadere sulla MM a 200 giorni che ora scorre a 2663 punti. La correzione potrebbe anche essere più profonda visto che l'effetto stagionale é negativo e vediamo da un punto di vista fondamentale accumularsi parecchie nuvole all'orizzonte - dalla guerra commerciale scatenata dagli Stati Uniti, ai litigi europei su immigrati e budget dell'UE fino ad altri temi finora meno discussi come le conseguenze del rafforzamento dell'USD e la crisi di alcune economie emergenti (Argentina, Turchia e altre).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.93% a 3441 punti (SX7E +0.55%)
DAX                         -3.31% a 12579 punti
SMI                          -0.30% a 8616 punti
FTSE MIB                  -3.78% a 21888 punti
S&P500                    -0.89% a 2754.88 punti
Nasdaq100               -0.80% a 7197 punti

Venerdì le borse sono rimbalzate. In Europa gli indici azionari hanno provato a compensare le pesanti perdite di giovedì. Ci sono riusciti Eurostoxx50 (+1.12% a 3441 punti) e SMI (+1.85% a 8616 punti). Hanno invece faticato il DAX (+0.54% a 12579 punti) e il FTSE MIB italiano (+0.99% a 21888 punti) - una reazione logica visto che la Germania é in difficiltà a causa del rallentamento della crecita economica, dei litigi nel governo di Angela Merkel sul tema dell'immigrazione e della possibilità che l'America introduca dei dazi sulle importazioni d'auto. In Italia é invece ancora la situazione politica a far oscillare lo spread sui titoli di Stato e le quotazioni in borsa. Questo di venerdì sembra un tipico rimbalzo tecnico con volumi di titoli trattati in calo. Settimana prossima gli indici dovrebbero ricominciare a scendere seguendo a distanza l'S&P500 americano. Ci aspettiamo che la debolezza relativa dell'Europa rispetto all'America continui. Venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3429 punti (-12 punti) - sembra ovvio che lunedì le borse europee aprirano deboli.

Venerdì la seduta a New York é stata mista - gli indici sono saliti fino a metà giornata ma sono poi ricaduti. L'S&P500 ha salvato un guadagno di 5 punti - il Nasdaq100 ha perso il -0.28% a 7197 punti.
L'S&P500 ha aperto in positivo a 2762 punti. Dopo una breve impennata é sceso sul minimo a 2752 punti. Poi é salito e a metà giornata ha toccato il massimo a 2764 punti. È scivolato verso il basso fino a pochi minuti dalla chiusura quando si trovava a 2758 punti. Sul finale é caduto a 2754.88 punti (+0.19%). L'indice si é mosso in soli 12 punti e ha chiuso vicino al minimo.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4196 su 2636, NH/NL a 701 su 472 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 13.77 punti (-0.87). La borsa é stata sostenuta da un balzo del prezzo del petrolio WTI a 68.58 USD/barile (+3.04 USD). La tendenza di fondo della borsa americana resta debolmente al rialzo con il 58.4% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 61.61. L'analisi dei COT mostra che i Commercials sono decisamente short - spesso hanno ragione.
Le prospettive a medio termine della borsa americana sono negative. Vediamo poco potenziale di rialzo a corto termine (2800-2830 punti) e parecchio rischio di ribasso nella prima parte del prossimo semestre (almeno 2650 punti di S&P500 con un possibile test del minimo annuale a 2532 punti). Le borse europee sono più deboli e potrebbero scendere decisamente più in basso - pianifichiamo l'apertura di posizioni short.

Il cambio EUR/USD difende con veemenza il supporto a 1.15 - restiamo della ferma opinione che il cambio dovrebbe assestarsi per settimane tra gli 1.15 e gli 1.18. Venerdì si é fermato a 1.1660 dopo il minimo annuale marginale di giovedì a 1.1508.

Il Bitcoin é caduto oggi sotto i 6000 USD - vale ora (domenica 12.50) 5900 USD. La bolla speculativa si sta sgonfiando. La nostra opinione é sempre stata semplice e chiara. La Blockchain é una fantastica tecnologia che rivoluzionerà il mondo. Le criptodivise servono a poco o niente e la maggior parte di loro sparirà nel nulla lasciando milioni di investitori creduloni con pesanti perdite. La maggior parte delle ICO sono delle truffe da evitare assolutamente.
Se qualcuno vuole investire nel settore della Blockchain deve possedere le azioni di una società che sviluppa un progetto interessante con delle possibilità di diventare presto a tardi redditizio. Fare una donazione a queste società sotto forma di ICO é demenziale - almeno nell'ottica dell'investitore e sotto un profilo finanziario. Chi riesce a vendere una ICO ed un qualche cretino che non capisce cosa sta comperando e non si da la pena di leggere il White Paper fà invece un'affare al limite dell'illegalità.

Commento del 22 giugno

L'Europa scricchiola - l'S&P500 incassa una serie di notizie negative con una moderata perdita di 17 punti

Ieri le borse hanno avuto una giornata negativa. In Europa si é iniziato bene e finito male. L'Eurostoxx50 dai 3439 punti di mercoledì é salito verso le 09.20 fino a 3456 punti. Poi é iniziata una discesa che é continuata fino a pochi minuti dalla chiusura. L'indice ha raggiunto un minimo a 3395 punti e ha chiuso a 3403 punti (-1.05%). Formalmente il supporto a 3400 punti é salvo ma traballa. Spesso una chiusura sul minimo giornaliero provoca il giorno successivo una continuazione verso il basso specialmente quando si tratta dell'ultima seduta della settimana. Le probabilità si sono decisamente spostate in favore di una rottura al ribasso. In questo caso dovrebbe a corto termine esserci una spinta, come la precedente, di circa 125 punti - il calcolo é presto fatto - l'Eurostoxx50 deve cadere a 3275 punti e testare il minimo annuale. Se oggi non succede un miracolo e l'Eurostoxx50 rimbalza dal supporto a 3400 punti, si apre la strada verso il basso. L'indice delle banche SX7E (-1.38% a 111.26 punti) si é mosso come il resto del listino (se non peggio) e non riesce a frenare la caduta. Da questo settore non dobbiamo aspettarci un'ancora di salvezza. 
L'unico motivo di speranza proviene dall'EUR. Il cambio EUR/USD é crollato ieri a 1.1509 eguagliando il minimo annuale di fine maggio. La reazione é stata però violenta e decisa e ieri sera il cambio é risalito a 1.16. Forse la borsa tenterà di comportarsi alla stessa maniera. Stamattina il cambio é a 1.1630.
La caduta delle borse europee ha ufficialmente due cause. L'Italia e il settore auto tedesco. In Italia la Lega ha attribuito due posti di responsabilità nelle commissioni delle Camere a due economisti euroscettici, Bagnai e Borghi. Pronta é arrivata la risposta degli investitori che hanno venduto - tutto il listino e non solo le azioni delle banche. Il FTSE MIB ha subìto una pesante perdita (-447 punti) ed é tornato al centro del range di giugno. La chiusura sul minimo giornaliero ci dice che probabilmente oggi ci sarà una continuazione verso il basso. È difficile prevedere con anticipo le mosse del governo e le reazioni degli investitori. È però evidente che esistono più rischi di ribasso che potenziale di rialzo. Il FTSE MIB sale a fatica mentre cade velocemente al primo segnale di pericolo. Notiamo l'impennata dello spreads (242 bps, +11%) - questa é ormai una componente tipica delle situazioni di stress.
In Germania si teme che il settore auto rimanga vittima della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti - ieri Daimler ha avvisato gli azionisti che le conseguenze potrebbero essere pesanti e che si sta già assistendo ad un rallentamento delle vendite. Il DAX (-1.44% a 12511 punti) ha perso di più che la media delle borse europee. Noi mercoledì eravamo rimasti costruttivi ma avevamo espresso parecchi dubbi sulle possibilità di recupero del DAX. Ieri il mercato ha mostrato che il nostro scetticismo era giustificato. Il DAX ha chiuso poco sopra il minimo giornaliero, sotto il supporto a 12600 punti e con una pesante perdita di 183 punti. Le BB si stanno allargando mentre il nostro indicatore proprietario di stocastica intensifica il segnale di vendita. È probabile che oggi, ultima giornata della settimana, il ribasso continui. Non siamo in grado di dire fino a quale livello scenderà il DAX - molto dipende dal comportamento della borsa americana. RSI e MACD mostrano che esiste parecchio spazio verso il basso - almeno fino ai 12200 punti. La borsa americana é però ancora stabile e quindi é possibile che il DAX si fermi qui ancora per qualche giorno. Il future sul Bund si é impennato a 162.05 (+0.45%) - il Bund rimane il nostro asset favorito da tenere in portafoglio come assicurazione contro possibili turbolenza finanziarie.
In generale le borse europee danno segnali preoccupanti - stanno abbandonando la tendenza neutra per iniziare un ribasso di medio termine. Abbiamo i primi sporadici segnali di vendita e le prime significative rotture di supporti. Fino a quando la borsa americana manterrà la tendenza di fondo rialzista é probabile che le borse europee siano in grado di limitare i danni. Agli investitori conviene però posizionarsi piuttosto short ed evitare di essere eccessivamente esposti al rialzo.

La borsa americana ha aperto con l'ipoteca della caduta delle borse europee e di una serie di notizie negative. Il CEO di Intel (-2.38%) ha dovuto dare le dimissioni a causa di una scandalo di natura sessuale. La Corte Suprema americana ha deciso che si possono imporre tasse sulle vendite online - questo colpisce i colossi del settore come Amazon (-1.13%). L'S&P500 ha perso 17 punti ed é sceso a 2749.76 punti (-0.63%). Ancora una volta però il supporto a 2742 punti é rimasto intoccato.
La seduta a Wall Street é stato un combattimento tra rialzisti e ribassisti - questi ultimi hanno vinto ai punti. L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2769 punti. È sceso velocemente a 2749 punti, é risalito a 2759 punti, é ricaduto a 2750 punti e ha recuperato fino a 2758 punti. Sul finale ha avuto ancora un attacco di debolezza fino al minimo a 2744 punti ed é infine balzato a 2749.76 punti. Per una volta il Nasdaq100 (-0.87% a 7217 punti) ha fatto peggio ma questo non sorprende visto che le cattive notizie toccavano soprattuto questo settore e che il Nasdaq100 mercoledì aveva toccato un nuovo massimo storico - questo ha invogliato le prese di beneficio.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1839 su 5031, NH/NL a 635 su 564 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita a 14.64 punti (+1.85) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta relativamente bassa a 0.56. Da questi dati non traspare nulla di particolare.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha perso il -0.65% - Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 é a 2758 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3411 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Resta l'impressione che le borse europee vacillano mentre quella americana continua tranquillamente il suo viaggio. I rialzi o rimbalzi in America corrispondono in Europa a deboli reazioni o sedute in pari. Consigliamo prudenza - ne riparliamo il fine settimana.

Commento del 21 giugno

Nuovi massimi storici del Nasdaq Composite, del Nasdaq100 e del Russell2000

Ieri sera a New York gli indici Nasdaq Composite (+0.45%), Nasdaq100 (+0.73% a 7280 punti) e Russell2000 (+0.80%) hanno fatto segnare dei nuovi massimi storici. Basterebbe questo per concludere questo commento tecnico visto che questo é un chiaro segnale che il rialzo della borsa americana continua. Le borse europee (Eurostoxx50 +0.13%) seguono a distanza ma seguono. Sul punto tornante del 15 giugno c'é stata una correzione minore, forse casuale, che non ha provocato danni ed é servita per assorbire l'ipercomperato e diminuire gli entusiasmi degli investitori americani. Nella situazione tecnica però non é cambiato nulla. Le borse europee sono in un trend neutro con dei sussulti quando ci sono delle turbolenze a livello politico o degli interventi della BCE. La borsa americana resta in un debole ma costante rialzo trascinato dalla tecnologia e dal settore delle piccole e medie imprese. Il potenziale di rialzo dell'S&P500 (+0.17% a 2767.32 punti) é modesto ma dovrebbe bastare per un test e una marginale rottura sopra i 2800 punti. Malgrado che molti analisti pronosticano da tempo un ribasso del mercato azionario americano visto che il bull market dura ormai da 9 anni, a livello tecnico non appare nulla che possa indurci a prevedere l'inizio di un ribasso.   

Ieri le borse europee hanno aperto in netto rialzo ma hanno chiuso sui minimi giornalieri riuscendo a salvare dei piccoli guadagni. Questo comportamento non é entusiasmante poiché lascia trasparire durante la giornata una predominanza delle vendite. Bisogna però accontentarsi di questo risultato positivo che termina una serie di tre sedute negative e una correzione minore che si é spenta puntualmente sui supporti. Ci aspettavamo una reazione positiva di Eurostoxx50 e colleghi. Ieri sera eravamo in parte delusi visto che l'Eurostoxx50 (+0.13% a 3439 punti) ha chiuso sul minimo giornaliero e ha salvato solo un guadagno di 4 punti. Questo debole rimbalzo lascia aperta la possibilità che l'Eurostoxx50 voglia ancora provare a bucare il supporto a 3400 punti. Per fortuna che il settore bancario ha lanciato segnali molto incoraggianti. L'indice SX7E delle banche europee é salito del +0.77% a 112.80 punti malgrado che i tassi d'interesse non si siano mossi. Questo suggerisce che a corto termine l'Eurostoxx50 dovrebbe risalire e assestarsi sui 3500 punti.
Il DAX ha guadagnato 17 punti - ci aspettavamo qualcosa di più anche perché questa debole reazione lascia il DAX in una situazione pericolante. L'indice non ha chiuso il gap di martedì, ha terminato la seduta vicino al minimo ed é rimasto sotto le MM a 50 e 200 giorni. Non cambiamo però la nostra opinione costruttiva sperando che oggi il DAX mostri maggiore forza - ci vuole una candela bianca e un ritorno sopra i 12800 per scacciare i dubbi e la possibilità di una rottura al ribasso sotto i 12600 punti.
Malgrado il buon comportamento del comparto bancario il FTSE MIB (+0.16% a 22120 punti) ha guadagnato solo 36 punti. Ha chiuso sotto il livello d'apertura e poco sopra il minimo giornaliero. In fondo é stata una giornata fiacca malgrado il guadagno finale. Per l'analisi tecnica la situazione é invariata - stimiamo sul corto termine il potenziale massimo di rialzo a 22750 punti. A medio termine l'indice sembra voler seguire la MM a 200 giorni ormai piatta.
Un segnale decisamente positivo é arrivato dalla borsa svizzera. Finalmente ieri c'é stata l'attesa consistente reazione. Gli investitori sono tornati a comperare le azioni delle società farmaceutiche (Roche +2.56%) e l'indice SMI (+1.11% a 8557 punti) é risalito di parecchio e ha sovraperformato il resto dell'Europa. Il doppio gap sul grafico combinato con un doji (bambino abbandonato, bullish) rappresenta sul corto termine un'inversione di tendenza che deve far risalire l'SMI almeno a 8700 se non oltre. La marginale rottura al ribasso di martedì si é rivelata, come avevamo giustamente intuito, falsa.
A corto e medio termine prevediamo un assestamento dell'Eurostoxx50 sui 3500 punti e del DAX sui 12800 punti. Qui passano le MM a 200 giorni ormai piatte. Fino a quando il rialzo in America continua le borse europee seguiranno a distanza e con debolezza relativa.

Come scritto nell'introduzione, ieri numerosi importanti indici azionari americani hanno toccato dei nuovi record storici. Questa é una indiscutibile conferma che il rialzo continua e per il momento non appare nessuna importante divergenza in grado di bloccare questo movimento. L'eccesso di rialzo e di fiducia da parte degli investitori frenano e provocano di tanto  in tanto delle correzioni minori e dei consolidamenti. Dalla caduta della prima decade di febbraio la tendenza di fondo é però al rialzo e l'S&P500 segue docilmente la MM a 200 giorni in ascesa.
Ieri l'S&P500 (+0.17% a 2767.32 punti) ha avuto una seduta relativamente tranquilla. Durante la giornata l'indice si é mosso a caso tra i 2764 ed i 2775 punti e ha terminato la giornata nella parte inferiore del range con un guadagno di 5 punti. Lo show é stato rubato dal settore tecnologico con i soliti AGMAF a dominare la scena. Il cambio generazionale é stato sancito dall'annuncio dell'uscita di General Electric (-0.54%) dal Dow Jones Industrial.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4373 su 2458, NH/NL a 907 su 346 (un netto miglioramento) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 12.79 punti (-0.56) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.56. L'S&P500 sembra pronto per tentare un ulteriore attacco ai 2800 punti. Il bordo superiore delle Bollinger Bands é a 2809 punti - l'indice non é ipercomperato.

Stamattina scriviamo il commento presto (06.15-07.30) e le borse asiatiche sono ancora aperte. Il Nikkei sta guadagnando il +0.9% mentre Shanghai sta perdendo il -0.4%. Il future sull'S&P500 sale però a 2781 punti (+9 punti) e questo darà l'intonazione alla giornata influenzando in maniera determinante l'apertura in Europa. Non abbiamo ancora indicazioni ma stimiamo che l'Eurostoxx50 debba valere ora sui 3456 punti (+10 punti). Dovrebbe ripetersi la seduta di ieri - forse oggi gli investitori europei mostranno più convinzione e difenderanno i guadagni iniziali fino a stasera.

Commento del 20 giugno

Una inusuale combinazione di candele bianche con minimi e massimi discendenti

Ieri mattina le nuove tariffe doganali che gli Stati Uniti vogliono imporre alla merce proveniente dalla Cina ha provocato una iniziale ondata di vendite sulle borse europee. L'apertura é stata molto debole e generalmente in gap down. Le vendite non sono però durate a lungo e si sono fermate prima di arrecare danni con indici sui o sopra i supporti. L'Eurostoxx50 é sceso fino ai 3410 punti e non ha avvicinato il supporto sui 3400 punti - il DAX ha toccato un minimo a 12594 punti e si é così adagiato sul supporto a 12600 punti rafforzato dal bordo inferiore delle Bollinger Bands (12596 punti). Entrambi gli indici dopo le 10.30 hanno cominciato a recuperare e hanno terminato la giornata lontani dai minimi e limitando le perdite. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3435 punti (-0.90%) con un settore bancario (SX7E +0.29% a 111.94 punti) addirittura in guadagno. A corto termine é evidente che gli indici stanno correggendo. Le candele di venerdì e lunedì hanno pero unicamente compensato il mini rally della BCE di giovedì scorso e per saldo solo la caduta di ieri é rilevante. Il DAX ha fatto nuovamente peggio dell'Eurostoxx50 - é sceso a 12678 punti (-1.22%). In Germania l'economia sta rallentando e Angela Merkel ha parecchi problemi politici sia sul fronte interno con il partner di governo CSU sia a livello intermazionale con gli altri Paesi europei e gli Stati Uniti. L'impressione é che si sta sviluppando una correzione minore di scarsa importanza che non dovrebbe influenzare in maniera determinante la tendenza di medio termine che resta neutra. Ieri il nostro indicatore proprietario di stocastica che usiamo per le posizioni a medio termine ha dato un debole segnale di vendita sul DAX mentre é rimasto long sull'Eurostoxx50. Non vediamo però ragioni impellenti per seguire questo segnale visto che il DAX ha difeso con successo il supporto e dall'America continuano a venire segnali costruttivi. Fino a quando l'America non corregge l'Europa può accumulare ritardo ma non iniziare una fase di ribasso.
Il FTSE MIB (-0.07% a 22084 punti) ha marciato sul posto grazie al buon comportamento delle azioni delle banche. Malgrado che per l'analisi tecnica tutto é rimasto come prima questa é stata una incoraggiante dimostrazione di forza relativa.
In Europa sono deboli i settori coinvolti nella guerra commerciale scatenata dagli stati Uniti. Questo non coinvolge il settore finanziario che dipende soprattutto dallo sviluppo dei tassi d'interesse e da tensioni politiche in grado di influenzare gli spreads sui titoli di Stato. Per il momento su questi due fronti c'é una tregua che potrebbe durare ancora settimane visto che l'attenzione di politici ed investitori é altrove.
Preoccupa unicamente l'SMI svizzero che ieri ha toccato un nuovo minimo annuale. L'SMI da inizio anno perde il -9.79% contro il -1.88% dell'Eurostoxx50. L'SMI (-0.66% a 8463 punti) ieri ha avuto una seduta negativa ed é caduto sotto i 8500 punti. Non é però stata una seduta pessima e non siamo ancora disposti a condannare la borsa svizzera ad un ribasso. L'SMI ha chiuso sopra il livello d'apertura e quasi 40 punti sopra il minimo giornaliero. L'indice ha perso molto meno che il DAX tedesco (-1.22%) in una giornata che per le borse europee é stata in ogni caso difficile. L'SMI ha superato al ribasso i precedenti minimi del 21 maggio (8454 punti) e dell'8 di giugno (8456 punti) e ha toccato un nuovo minimo annuale a 8424 punti. La rottura é però marginale e preferiamo aspettare l'esito della seduta di oggi prima di parlare di decisiva e definitiva rottura del supporto. L'A/D a 2 su 18 mostra, a dir la verità, un mercato strutturalmente debole. Se il settore farmaceutico, ipervenduto, non rimbalza, le prospettiva per l'SMI non sono buone. Spesso nel passato l'SMI si é mosso e ha fatto tendenza prima delle altre borse europee - questo é dovuto alla particolare composizione di questo indice dominato nell'ordine da farmaceutica, alimentare e finanza.

In America gli occhi degli analisti tecnici erano puntati sull'importante supporto intermedio a 2742 punti di S&P500. Un superamento al ribasso di questa barriera avrebbe significato l'inizio di una correzione più o meno ampia a Wall Street con ovvie conseguenze per l'Europa. Abbiamo tirato un sospiro di sollievo - il minimo giornaliero é stato di 2743 (!) punti verso le 16.40 - l'indice ha poi chiuso quasi 20 punti più in alto a 2762.59 punti (-0.40%). Ancora una volta la tecnologia (Nasdaq100 -0.32% a 7228 punti) e sopratutto le PMI (Russell2000 +0.06%) hanno sostenuto i listini.
L'S&P500 ha aperto in netto calo a 2750 punti. Dopo un tentativo di chiudere il gap iniziale (l'indice é all'inizio rimbalzato a 2754 punti) c'é stato un tuffo fino a 2743 punti. La reazione é stata decisa e l'S&P500 per le 17.50 é tornato a 2760 punti. Poi é oscillato in laterale per ore, ha toccato un massimo a 2765 punti e ha chiuso poco sotto a 2762 punti. Sul grafico appare una terza candela bianca con minimo e massimo discendente - questo significa che i venditori si sono imposti all'apertura dei mercati ma durante la giornata sono stati i compratori a dominare. Questo relativizza le perdite giornaliere e malgrado che il grafico stia ruotando verso il basso l'impressione é che si stia unicamente sviluppando una correzione minore senza conseguenze per il trend rialzista - sta solo sparendo l'ipercomperato e gli investitori stanno tornando più prudenti - in generale questo é un sano e positivo sviluppo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2673 su 4232, NH/NL a 564 su 619 (notate il deterioramento !) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita a 13.35 punti (+1.04) - la CBOE Equity put/call ratio a 0.59 é risalita vicino alla media di lungo periodo a 0.62 (valore neutro).
Considerando il panico che traspariva nei commenti del mattino la seduta é andata meglio di quanto ci si poteva aspettare. La borsa americana mostra ancora forza e resta in un debole ma costante rialzo di fondo. Il punto tornante del 15 giugno sta provocando una correzione minore ma non un'inversione di tendenza.

Stamattina le borse ricominciano a salire. Il future sull'S&P500 é a 2773 punti (+7 punti). Le borse asiatiche sono in positivo. Il Nikkei guadagna il +1.29%, Shanghai sale del +0.4%. L'Eurostoxx50 vale ora 3460 punti (+25 punti) - le borse europee cancellano le perdite di ieri e dovrebbero essere in grado di difendere questi guadagni iniziali fino a stasera. Oggi alle 15.30 parlano Powell (FED), Kuroda (BoJ) e Draghi (BCE). Vedremo se le Banche Centrali hanno qualcosa di nuovo da dire o se i responsabili si limiteranno a rassicurare gli investitori.

Commento del 19 giugno

Le borse europee annullano l'evanescente rally della BCE di giovedì scorso - a New York ancora niente di nuovo

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta decisamente negativa che ha annullato i guadagni di giovedì scorso provocati dall'esito della riunione della BCE. Eravamo scettici sulla possibilità che quel rally potesse avere una sostenibile continuazione e l'avevamo classificato come evanescente reazione tecnica intensificata dalla scadenza dei derivati di giugno. In effetti sono bastate due sedute per eliminare gli effetti delle dichiarazioni di Mario Draghi e riportare gli indici azionari europei al punto di partenza. Peccato che non abbiamo usato quel balzo per aprire le posizioni short che avevamo pazientemente pianificato. Un conto però é non credere nella prosecuzione del rialzo e un'altro é prevedere una sostanziale correzione o un ribasso.

Le borse europee hanno aperto in calo, sono scese regolarmente fino nel primo pomeriggio, hanno consolidato tra le 14.00 e le 16.30 (quando sono stati toccati i minimi giornalieri) e hanno recuperato qualcosa sul finale grazie al buon comportamento della borsa americana. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3466 punti (-1.09%) con un minimo a 3452 punti. L'indice delle banche SX7E (-0.32% a 111.62 punti) si é comportato relativamente bene - da una parte perché i tassi d'interesse sono rimasti stabili - dall'altra perché le ragioni del calo hanno colpito altri settori. I temi che hanno provocato vendite in borsa sono stati la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e le tensioni tra i partiti che formano la coalizione di governo in Germania - per questa ultima ragione ieri il DAX (-1.36% a 12834 punti) era particolarmente sotto pressione. Il DAX é tornato al centro delle Bollinger Bands e su quei 12800 punti che hanno caratterizzato la prima metà di giugno - praticamente l'indice da inizio mese non va da nessuna parte - giovedì scorso ha provato a salire - ora proverà a scendere sotto i 12600 punti. Notiamo con preoccupazione la caduta dell'SMI svizzero (-1.42% a 8519 punti) che torna sul supporto a 8500 punti. Il settore farmaceutico resta in una fase di ribasso (Novartis -2.49%) e tutto il listino é piuttosto debole. Il grafico dell'SMI é preoccupante ed una rottura al ribasso dal largo canale 85000-9000 punti é molto probabile - in questa maniera l'SMI scenderebbe su un nuovo minimo annuale - spesso la Svizzera ha mostrato la strada al resto dell'Europa.
Ieri la borsa italiana non é stata coinvolta dalle turbolenze e si é comportata relativamente bene - il FTSE MIB ha chiuso a 22099 punti (-0.41%). C'é un forte supporto sui 21250 punti.
In generale le borse europee continuano a mostrare debolezza relativa. Non abbiamo segnali di vendita e quindi non apriamo posizioni short. Non vediamo però potenziale di rialzo e ribadiamo l'opinione che esistono considerevoli rischi di ribasso appena il rialzo in America finirà.

Per il momento la situazione a Wall Street é stabile. Questo é almeno quanto possiamo dire dopo la seduta di ieri che si é conclusa con un nulla di fatto (S&P500 -0.21% a 2773.75 punti, Nasdaq100 -0.06% a 7251 punti). Durante la notte Donald Trump ha annunciato di voler tassare ulteriormente le importazioni dalla Cina e questa volta gli investitori si sono veramente spaventati. Il future sull'S&P500 é ora a 2748 punti (-31 punti) - vi ricordiamo che il decisivo supporto si trova a 2742 punti di S&P500 - sotto questo livello inizierà secondo l'analisi tecnica una correzione.
Ieri l'S&P500 ha aperto debole a 2759 punti. Inizialmente é ancora caduta a 2757 punti ma poi ha recuperato con foga e per le 17.15 era tornato a 2773 punti. Per il resto della giornata é oscillato in laterale in pochi punti. Ha toccato un massimo a 2775 punti e ha chiuso a ridosso di questo massimo a 2773.75 punti (-0.21%). Ancora una volta la tecnologia ha sovraperformato e sorretto il mercato. Solo i semicondutttori (SOX -0.99%) hanno avuto un'altra seduta negativa. L'incapacità di questo importante indice di raggiungere un nuovo massimo storico é motivo di preoccupazione malgrado che la tendenza di fondo resta rialzista.
La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3387 su 3563, NH/NL a 706 su 520 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 12.31 punti (+0.33) mentre la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.54. Gli speculatori restano tenacemente long malgrado che da inizio mese l'S&P500 non abbia più fatto sostanziali progressi, il momentum sia in calo e il grafico stia ruotando verso il basso. C'é il rischio che una forte delusione provochi un'ondata di vendite.

Stamattina lo schermo é dominato dal rosso. Le borse sono in forte calo su tutti i fronti. Il Nikkei perde il -1.7% - pesantissime sono le perdite a Shanghai che al momento cade del -4.5%. La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina sta subendo una impressionante escalazione. Il future sull'S&P500 nell'ultima ora ha continuato a scendere - dai 2755 punti agli attuali 2747 punti (-32 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3428 punti - le borse europee apriranno con perdite tra il -1% ed il -1.2%. Il DAX ha supporto sui 12600 punti, l'Eurostoxx50 sui 3400 punti - questi sono i livelli da monitorare oggi - se questi supporto cadono bisogna allacciare le cinture di sicurezza.

Commento del 16-17 giugno

La scadenza dei derivati di giugno avviene nella calma - nessun segnale che le borse sono su un massimo significativo

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.86% a 3505 punti
DAX                         +1.91% a 13010 punti
SMI                          +1.53% a 8642 punti
FTSE MIB                  +3.91% a 22190 punti
S&P500                    +0.01% a 2779.66 punti
Nasdaq100               +1.44% a 7255 punti

Per le borse europee ed americana é stata una settimana positiva. Venerdì, in occasione della scadenza dei derivati di giugno, la seduta é stata negativa ma non abbiamo rilevato nulla che possa confermare l'ipotesi della presenza di un massimo significativo. L'S&P500 (-0.10% a 2779.66 punti) ha perso 3 punti ma ha chiuso a ridosso del massimo giornaliero e 17 punti sopra il minimo. Lo stesso vale per l'Eurostoxx50 (-0.63% a 3505 punti) che alle 10.00 valeva 3516 punti.
Non abbiamo nessun segnale di vendita e nessuna divergenza abbastanza forte da poter giustificare l'apertura di posizioni short.
Venerdì il rapporto NH/NL sul NYSE é stato di 697 su 554 - il calo dei nuovi massimi e l'aumento dei nuovi minimi a 30 giorni mostra un deterioramento della partecipazione ma al momento questo non basta per suggerire l'apertura di posizioni short contro il trend. La tendenza di fondo della borsa americana resta al rialzo con il 61.6% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 62.26. A livello di sentiment gli investitori restano ottimisti: la volatilità VIX venerdì é scesa a 11.98 punti (-0.14) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61, vicina alla media di lungo periodo. Non rileviamo nessuna euforia come premessa necessaria per una correzione causata da un'eccessiva speculazione al rialzo. Se all'inizio di settimana prossima non ci sono inaspettatamente delle vendite ed una caduta sotto i 2742 punti di S&P500 é possibile che l'S&P500 resti intorno ai 2800 punti fino a fine mese quanto terminerà il primo semestre dell'anno. Senza una ragione particolare é probabile che i portfolio managers manterranno le posizioni e visto che la performances 2018 finora é positiva (S&P500 +3.96%, Eurostoxx50 +0.22%) avranno interesse ad arrivare a fine semestre completamente investiti.
Come potrebbero comportarsi nel prossimo futuro le borse europee? Sicuramente non si muoveranno in maniera opposta agli Stati Uniti ma probabilmente continueranno ad accumulare ritardo e mostrare debolezza relativa. Il settore bancario (SX7E -1.88% a 111.98 punti) resta un sorvegliato speciale. Il calo di questo settore mostra che gli investitori temono una crisi del debito sovrano e normalmente senza la finanza i mercati azionari europei non si muovono. La debolezza delle banche impedirà un rialzo delle borse europee. Settimana scorsa l'Eurostoxx50 (-0.63% a 3505 punti) ha raggiunto il nostro obiettivo a 3500 punti - sopra questo livello non sembra avere potenziale di rialzo. Malgrado che la tendenza di fondo resta da neutra a rialzista non vediamo ragione per comperare.
Venerdì né i nostri indicatori di trading né quelli proprietari basati sulla stocastica (medio termine) hanno dato dei segnali di vendita. Lo scenario più probabile in Europa ed in America per le prossime due settimane é quello di un'oscillazione in laterale sui livelli attuali o poco più in alto. Un'esaurimento del rialzo dell'S&P500 sui 2820-2830 punti é ancora possibile e secondo gli indicatori é pendente.
Non crediamo che ci sarà un rialzo dei tassi d'interesse sia in USD che in EUR - la reazione di settimana scorsa alle decisioni di FED e BCE é stata negativa nel senso che il reddito delle obbligazioni di Stato di prima qualità é sceso. Il cambio EUR/USD (1.1610) dovrebbe restare nel range 1.1510 ed i 1.1850. Un'uscita da questo range significherà che le borse hanno l'intenzione di muoversi in maniera significativa - non é però quello che ci aspettiamo almeno per questo mese. Il sentiment sull'EUR é talmente negativo che una risalita verso gli 1.18+ é più molto probabile che una rottura sotto gli 1.15.
Domani mattina, lunedì 18 giugno, prevediamo che i mercati finanziari si ripresenteranno invariati. Di conseguenza non pubblichiamo un aggiornamento visto che sono ancora a Firenze. Faremo un breve commento unicamente se ci saranno novità di rilievo.

Commento del 15 giugno

La BCE mantiene una politica monetaria espansiva - balzo delle borse europee e tuffo dell'EUR

Ieri l'abituale riunione della Banca Centrale Europea si é conclusa con una parziale sorpresa. La BCE ha lasciato i tassi d'interesse invariati e ha prolungato il QE fino a fine anno. Da settembre la somma dedicata all'acquisto di titoli di Stato verrà ridotta da 30 a 15 Mia di EUR. Come al solito Mario Draghi ha ripetuto che l'EUR é irreversibile e che la BCE farà di tutto per raggiungere i suoi obiettivi di crescita e inflazione. Questo é bastato per dare una frustata alle borse anche se il balzo degli indici azionari sembra più una reazione tecnica di breve durata che qualcosa di più importante e sostenibile. L'Eurostoxx50 é balzato a 3527 punti (+1.37%), ha superato il nostro obiettivo a 3500 punti e ha chiuso vicino al massimo giornaliero. Normalmente la chiusura sul massimo ha il giorno successivo una continuazione. Con questa manipolazione il mercato dovrebbe già essere "ripulito" dai derivati di giugno e oggi non ci aspettiamo più che l'Eurostoxx50 venga risucchiato verso l'alto da questo effetto.
Il cambio EUR/USD é caduto ieri alle 18.00 a 1.1632 (-1.36%) - la correlazione inversa tra borsa e EUR ha funzionato e i due effetti si compensano. Il cambio non dovrebbe scendere decisamente più in basso e l'Eurostoxx50 non dovrebbe salire molto più in alto.
Notiamo un altro effetto interessante. L'indice delle banche SX7E é sceso (!) del -0.21% a 114.13 punti. Tassi d'interesse in calo e la prospettiva che restino su questo livello almeno per ancora un anno pesano sui titoli bancari. Questo effetto dovrebbe persistere.
Il DAX é balzato a 13107 punti (+1.37%). La BCE e Mario Draghi hanno manipolato il mercato secondo i loro desideri e l'imminente scadenza dei derivati di giugno ha aiutato a risucchiare il mercato verso l'alto. La candela di ieri sul grafico del DAX é diversa da tutte quelle che hanno caratterizzato il rialzo da fine marzo - é lunga, bianca e corposa a segnalare un evento che ha scosso il mercato. Non crediamo però che il rialzo possa continuare - quella di ieri é sembrata solo una reazione tecnica e non un cambiamento nelle caratteristiche del trend che resta di base debole. Il DAX potrebbe oggi o lunedì raggiungere il nostro obiettivo iniziale a 13200 punti - il bordo superiore delle BB a 13167 punti (in salita) dovrebbe però fermare questo rialzo che finora era piuttosto di qualità e partecipazione mediocre. Ogni spinta di rialzo nelle scorse settimane era stata con successo contrastata dalle vendite e i progressi giornalieri erano decisamente modesti. Normalmente l'indice terminava la giornata al centro del range giornaliero senza una chiara dominanza degli acquisti. Il future sul Bund é salito a 160.85 (+0.66%) dopo essere ancora sceso sulla MM a 50 giorni che ha servito da supporto - la reazione del Bund é stata modesta se paragonata a quella delle borse - anche per questa ragione pensiamo che ieri abbiamo solo visto il risultato di una sorpresa e non l'inizio di un movimento sostenibile. Il Bund dovrebbe fermarsi sui 161 punti, Durante la "crisi italiana" di fine maggio era salito a 164 - questo a breve non dovrebbe ripetersi. Se il Bund, contro le nostre previsioni, sale decisamente sopra i 161 significa che si prepara un'altra crisi del debito sovrano in Europa. Sarebbe una buona ragione per un ribasso delle borse. Teniamo 'occhio il settore bancario...
Il FTSE MIB (+1.22% a 22486 punti) si é impennato di 270 punti e ha chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo di questo rimbalzo. Non pensiamo che questo rialzo possa continuare - conoscete la nostra previsione di un massimo significativo entro oggi. La seduta di ieri deve aver obbligato gli ultimi short a coprire le posizioni di giugno e ora dovrebbe mancare la benzina. Attenzione però che a livello di indicatori e resistenze esiste ancora spazio verso l'alto. Il FTSE MIB ha superato il massimo della prima decade di giugno e ora la strada é aperta fino al nostro obiettivo a 22750 punti.
Riassumendo ieri le borse europee hanno avuto una buona seduta. Dovrebbe però essere un episodio isolato provocato dalle decisioni della BCE e dalle dichiarazioni di Mario Draghi. L'effetto ieri é stato ampliato dall'imminente scadenza dei derivati di giugno. Non ci aspettiamo una continuazione del rialzo ma piuttosto ci prepariamo ad un massimo significativo che dovrebbe essere seguito da una correzione più o meno ampia.

La borsa americana non si é lasciata sconvolgere dagli eventi europei - ha proseguito il suo lento e costante rialzo con l'abituale contorno di nuovi massimi storici. Anche questa volta i record sono stati raggiunti dalla tecnologia (Nasdaq100 +1.03% a 7279 punti) mentre DJ Industrial (-0.10%) e DJ Transportation (+0.06%) hanno marciato sul posto.
L'S&P500 ha aperto con un balzo di 9 punti a 2784 punti. Prima é salito sul massimo a 2789 punti - poi é sceso sul minimo a 2776 punti. Per le 17.00 aveva fissato il range giornaliero. Dopo é risalito di una manciata di punti e si é limitato ad oscillare in laterale fino alla chiusura a 2782.49 punti (+0.25). Notiamo che per la quarta seduta consecutiva l'S&P500 si é fermato sui 2790 punti!
La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 3780 su 3122, NH/NL a 681 (pochi) su 359 (in sensibile aumento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ricaduta a 12.12 punti (-0.82) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta bassa a 0.50. La MM a 10 giorni di questo indicatore é a 0.54 - questo dovrebbe bastare per provocare a breve una correzione dell'S&P500. Non sappiamo però se avremo una correzione significativa (-10%) o un semplice consolidamento o correzione minore (-3%). Ne discuteremo nell'analisi del fine settimana. Stasera parto per Firenze e torno lunedì sera. Il commento di sabato e domenica apparirà in forma ridotta ma cercherà di dare una risposta ad una domanda che ci perseguita da settimane - oggi le borse toccheranno un massimo significativo e in caso affermativo che tipo di correzione seguirà ?

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Il Nikkei sta salendo del +0.48%, Shanghai sta scendendo del -0.7%. Il future sull'S&P500 é a 2788 punti (-1 punto). È ancora presto (07.50) per avere delle indicazioni sui mercati europei ma ci aspettiamo un'apertura con indici praticamente invariati (+0.1%/+0.2%). Oggi scadono i derivati di giugno. Ci aspettiamo alcuni rapidi movimenti di assestamento ma per saldo gli indici azionari europei dovrebbero marciare sul posto. Nei commenti sugli indici americani delle 14.00 esamineremo la possibilità di un'impennata finale dell'S&P500 sopra i 2800 punti. La resistenza intermedia a 2790 punti ed il massimo di marzo a 2802 punti sembrano però un ostacolo robusto.

Commento del 14 giugno

La FED alza i tassi d'interesse del +0.25% - il target dei FED Funds é ora a 1.75%-2% - borse tranquille

Ieri le borse europee sono rimaste in attesa dell'esito delle riunioni delle banche centrali - si sono mosse a caso nel range di martedì e hanno terminato la seduta senza sostanziali variazioni. Per l'Eurostoxx50 questo ha significato un guadagno di 4 punti che ha fatto salire l'indice a 3479 punti (+0.11%). Il massimo giornaliero é stato di 3488 punti - la barriera magica dei 3500 punti é vicina ma rimane intoccata. A livello di analisi tecnica non c'é nulla di nuovo da dire. La scadenza dei derivati di giugno di venerdì potrebbe corrispondere ad un massimo significativo - al momento vediamo però solo un mercato stanco che non riesce a fare progressi - non abbiamo segnali di vendita o di imminente inversione di tendenza. In un ottica a medio termine ci preoccupa la continua debolezza relativa del settore bancario (SX7E -0.51% a 114.37 punti) - l'indice é rimbalzato dai 110 punti di fine maggio ma poi non é più riuscito a fare progressi - sembra attendere una buona opportunità per un nuovo profondo tuffo verso il basso.
Le medie mobili (MM) a 30, 50 e 200 gioni sull'Eurostoxx50 si sono riunite sui 3500 punti - sembra che questo sia un buon livello di equilibrio e un buon punto di riferimento.
Le altre borse europee si sono comportate più o meno come l'Eurostoxx50 - sono oscillate durante la giornata in pochi punti e l'esito finale della seduta sembra casuale. Il DAX (+0.38% a 12890 punti) e il FTSE MIB (+0.44% a 22216 punti) hanno guadagnato qualche punto, l'SMI (-0.07% a 8634 punti) ne ha persi 6. Probabilmente sono già in corso le operazioni di aggiustamento in relazione alla scadenza dei derivati di giugno. Chi deve chiudere posizioni o effettuare dei report non attende all'ultimo minuto.

La borsa americana ha atteso tranquilla fino alle 20.00 le decisioni della FED. La banca centrale americana ha alzato come atteso e previsto i tassi d'interesse di riferimento sull'USD del +0.25%. Il nuovo target per i FED Funds é a 1.75%-2%. Considerando inflazione e crescita economica questo costo del denaro é ancora basso e la politica monetaria della FED resta espansiva. In effetti la reazione dei mercati finanziari é stata compassata. In borsa ci sono state delle vendite e delle prese di beneficio (S&P500 -0.40% a 2775.63 punti) mentre gli US Treasury Bond sono saliti facendo scendere i tassi d'interesse di mercato. Il cambio EUR/USD é brevemente caduto a 1.1730 ma torna stamattina a 1.1805. Malgrado che la FED abbia dipinto un quadro roseo della situazione economica negli Stati Uniti, che abbia previsto una crescita economica robusta e preventivato ulteriori aumenti dei tassi d'interesse gli investitori sono rimasti tranquilli e hanno mantenuto la rotta. Questo significa che non abbiamo avuto, malgrado la seduta negativa, nessun segnale di vendita e nessuna divergenza che possa indicare una imminente inversione di tendenza. Quella di ieri sembra una normale seduta negativa all'interno di un rialzo intatto. Non c'é stato un key reversal day.
L'S&P500 ha aperto praticamente invariato a 2788 punti e fino alle 20.00 é oscillato tra i 2786 ed i 2791 punti. Dopo l'annuncio della FED l'indice é caduto a 2778 punti ed é poi balzato a 2789 punti (massimo di lunedì e martedì e ora resistenza intermedia). Sul finale delle vendite hanno fatto scendere e chiudere l'indice sul minimo giornaliero a 2775 punti. La tecnologia ha mostrato ancora una volta forza relativa (Nasdaq100 -0.05% a 7205 punti) e questa é una delle ragioni che ci inducono a credere che la perdita di ieri sia insignificante. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2539 su 4340, NH/NL a 774 su 315 e volume relativo. I volumi di titoli trattati sono aumentati ma non in maniera tale da segnalare una particolare importanza di questa seduta. La volatilità VIX é lievitata a 12.94 punti (+0.60%) - la CBOE Equity put/call ratio é stata piuttosto bassa a 0.54. Gli investitori restano ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Riassumendo non rileviamo in questa giornata nulla di particolare. La tendenza della borsa americana resta al rialzo e la nostra previsione di fondo non cambia. Venerdì termina un ciclo ma non sappiamo ancora se dopo segue una correzione che vale la pena seguire con posizioni short. Tra l'altro ieri il Nasdaq100 ha toccato un nuovo massimo storico a 7261 punti prima di ricadere a 7205 punti - questo potrebbe essere un momentaneo esaurimento di trend ma ricordiamo che é meglio evitare di shortare un mercato che fà un nuovo massimo - ci si può provare unicamente se c'é un key reversal day (forte escursione giornaliera, netta perdita alla fine della giornata, alti volumi) - ieri non é stato il caso.

Stamattina alle 06.30 il future sull'S&P500 era a 2779 punti - ora (08.00) é a 2776 punti (-3 punti) - significa che gli europei sono almeno all'inizio della giornata venditori. Vi ricordiamo che oggi si riunisce la BCE. Alle 13.45 verranno comunicate le decisioni di politica monetara prese durante la seduta - i tassi d'interesse resteranno invariati. Durante la conferenza stampa delle 14.30 Mario Draghi dovrà spiegare cosa intende fare con il QE dopo le turbolenze di maggio che hanno coinvolto l'Italia. Noi pensiamo che il QE verrà prolungato oltre la prevista scadenza di settembre. Non é un segnale di estrema fiducia nella crescita economica in Europa e nella stabilità del sistema finanziario europeo. Vedremo come reagiranno i mercati.
L'Eurostoxx50 vale ora 3467 punti (-12 punti) - le borse europee apriranno in calo del -0.3%/-0.5%. Dovrebbero fermarsi qui fino nel pomeriggio. Poi vedremo...
Per la cronaca le borse asiatiche sono in calo dopo che la Bank of Japan ha annunciato un mini tapering - una limitata riduzione degli acquisti mensili di titoli di Stato. Il Nikkei sta perdendo il -0.97%. Shanghai é in calo del -0.4%.

Commento del 13 giugno

Borse ferme in attesa delle Banche Centrali - nuovo massimo storico marginale del Nasdaq100


Ieri gli indici azionari europei ed americani si sono mossi in pochi punti ed hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni.
La differenza di forza tra Stati Uniti ed Europa é stata ancora una volta rispettata. L'S&P500 ha guadagnato 5 punti, ha toccato un nuovo massimo mensile a 2789 punti ed ha chiuso a 2786.85 punti (+0.17%). L'Eurostoxx50 ha perso 4 punti, ha toccato la mattina un massimo a 3497 punti, é sceso nel pomeriggio su un minimo a 3472 punti e ha chiuso poco sopra a 3475 punti (-0.13%). L'euforia provocata dall'incontro tra Donald Trump e Kim Jong-un é duranta unicamente qualche ora - una reazione corretta visto che non é stata raggiunto nessun risultato concreto. L'apertura americana nei riguardi della Corea del Nord é sicuramente un passo positivo - il cammino fino alla pace e alla denuclearizzazione della penisola coreana é ancora lungo e irto di ostacoli.

La seduta di ieri in Europa non fornisce interessanti argomenti all'analisi tecnica. L'Eurostoxx50 ha nuovamente sfiorato l'obiettivo del rialzo a 3500 punti mentre il DAX (-0.00% a 12842 punti) ha toccato un nuovo massimo mensile a 12948 punti poco lontano dall'obiettivo indicativo a 13000 punti. La realtà é però che le borse hanno marciato sul posto. Anche il FTSE MIB (+0.15% a 22119 punti) non ha combinato molto e il rally di lunedì non ha avuto una sostenibile continuazione - sembra ora un semplice rimbalzo tecnico e non l'inizio di una fase di rialzo.
Restiamo dell'opinione che le borse europee possono guadagnare ancora qualche punto nella scia di New York - non sembrano però avere potenziale di rialzo e soprattutto non riescono a sviluppare forza propria. Appena il rialzo in America finirà e ci sarà una correzione l'Europa rischia un tonfo.

Anche la seduta a Wall Street non ci ha riservato sorprese. L'S&P500 (+0.17% a 2786.85 punti) si é nuovamente mosso in una decina di punti - ha confermato il rialzo guadagnando altri 5 punti e avvicinandosi alla barriera dei 2800 punti. Ancora una volta é stata la tecnologia a brillare. Pensavamo che il Nasdaq100 non fosse ancora pronto per il decisivo balzo sopra i 7200 punti. Invece l'indice ha toccato un nuovo massimo storico marginale a 7214 punti e ha chiuso poco più in basso a 7209 punti (+0.57%).
L'S&P500 ha aperto in guadagno a 2787 punti. Nelle prime ore della seduta é oscillato su questo livello. A metà giornata si é issato fino a 2789 punti ma poi é caduto a 2779 punti di minimo. Sul finale é risalito a 2786 punti e ha chiuso sul livello d'apertura lasciando sul grafico un piccolo doji. La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3512 su 3368, NH/NL a 903 su 263 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é rimasta ferma a 12.34 punti (-0.01) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.50. Quest'ultimo dato segnala speculazione al rialzo - come sapete dopo un paio di giorni con p/c ratio sotto i 0.5 c'é spesso un massimo sull'S&P500 - questo é per lo meno quello che ci aspettiamo entro venerdì.
A questo punto é necessario fare una doverosa osservazione. Il rialzo in America é finora solido e costante. La previsione di un massimo venerdì sui 2820-2830 punti di S&P500 é finora un'ipotesi senza conferme. Al momento c'é una promettente combinazione di ipercomperato, eccesso di rialzo, sopravvalutazione fondamentale e ottimismo che costituisce una buona premessa per un'inversione di tendenza. Non abbiamo però ancora nessun segnale di vendita - neanche da quegli indicatori che usiamo per il trading e che provano ad anticipare i punti tornanti. Agli investitori conviene attendere conferme prima di provare ad aprire posizioni contrarie a questo trend.

Stasera conosceremo il risultato della prima importante riunione di una banca centrale della settimana. Alle 20.00 la FED dovrebbe comunicare l'aumento dei tassi d'interesse americani di un +0.25%. La mossa é attesa e scontata. Importante sarà invece capire come intende procedere la FED nel futuro. In questo senso le attese del mercato sembrano discordanti - stamattina i tassi d'interesse di mercato scendono mentre l'USD si rafforza (EUR/USD a 1.1750) - il future sull'S&P500 sale a 2794 punti (+5 punti). Sarebbe interessante e rivelatore se oggi si verificasse un key reversal day sull'S&P500. Questo significa che l'S&P500 dovrebbe impennarsi a 2820 e poi ricadere e chiudere in negativo con volumi in aumento - sembra un esito poco probabile ma sarebbe un segnale chiaro che l'S&P500 ha toccato un massimo significativo. L'atteso massimo non deve verificarsi venerdì in occasione della scadenza dei derivati di giugno ma entro venerdì!

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei sale del +0.36% - Shanghai scende del -0.6%. L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3478 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno. Probabilmente oggi non succederà nulla e gli indici azionari europei si muoveranno appena. Prima della riunione della FED e della BCE (domani) nessuno oserà prendere iniziative.

Commento del 12 giugno

"A fantastic meeting - a lot of progress - top of the line" - straordinario rimbalzo del FTSE MIB (+3.42%)

Stanotte Donald Trump e Kim Jong-un si sono incontrati a Singapore. Secondo i commenti il meeting ha avuto un risultato positivo - i due leaders hanno discusso per ore e sembra che abbiano fatto progressi in direzione di un avvicinamento tra i due Paesi - alla fine é stato firmato un documento di intenti. Nessuno si aspettava risultati concreti da questo primo incontro - i mercati finanziari accolgono con soddisfazione questo esito positivo. Il future sull'S&P500 (settembre) é a 2789 punti (+2 punti) - l'S&P500 vale circa 2791 punti e balza di conseguenza di 9 punti rispetto alla chiusura di ieri sera a New York (+0.11% a 2782.00 punti) - il rialzo continua secondo i piani.

Facciamo un passo indietro. Ieri gli investitori misteriosamente hanno nuovamente cambiato opinione e hanno comperato Italia e banche - un miracolo o una pura manipolazione del mercato effettuata da un manipolo di potenti e decisi traders? Non lo sappiamo e non importa. In fondo la borsa si é comportata come previsto e l'Eurostoxx50 si dirige verso l'obiettivo a 3500 punti. L'unico problema dal nostro punto di vista é che la spinta é stata possente ed ha avuto una chiara leadership - le banche (SX7E +2.83% a 114.99 punti) - ieri sera l'indice ha chiuso sul massimo giornaliero e con un buon guadagno di 33 punti. Normalmente una seduta del genere ha una continuazione e 20 punti fino ai 3500 punti sono relativamente pochi. La ragione principale del buon comportamento dell'Eurostoxx50 é stato un inatteso e straordinario balzo del FTSE MIB italiano (+3.42% a 22086 punti). Sapevamo che le borse europee potevano all'inizio di questa settimana salire in scia a New York. Mai però ci saremmo aspettati una reazione di questo tipo dalla borsa italiana. Non sappiamo per quale miracolo lo spread sui titoli di Stato é crollato a 236 punti (-12%) e le azioni delle aziende italiane si sono involate. Tecnicamente abbiamo ora un fragile doppio minimo sui 21250 punti di FTSE MIB con una divergenza positiva sulla RSI. Considerando che ci aspettiamo ancora alcune giornate di rialzi il FTSE MIB potrebbe ancora salire ma non abbiamo idea fino a dove. Sono le emozioni e le operazioni speculative dei traders a scuotere il mercato e queste sono difficilmente prevedibili anche perché il trend cambia repentinamente e senza ragione apparente. È però sicuro che il rally di ieri deve avere una continuazione. Provvisoriamente riprendiamo come obiettivo quei 22750 punti indicati nel commento del 6 giugno. Vediamo oggi cosa potrebbe significare il gap di ieri in apertura. Potremmo avere una morning star o un bambino abbandonato - entrambi bullish.
Per il resto c'é poco da dire. Il DAX é salito a 12842 punti (+0.60%) e si dirige verso l'obiettivo a 13000 punti. L'SMI svizzero (+1.31% a 8623 punti) ha imitato in piccolo il FTSE MIB. È rimbalzato per forza di cose dal supporto sui 8500 punti grazie alle banche e ad una buona reazione delle azioni delle società farmaceutiche. Dubitiamo che questa reazione possa essere più di un rimbalzo tecnico fino ai 8760-8800 punti ma dopo solo una giornata é difficile dirlo.
Al momento non abbiamo nessuna ragione per cambiare la nostra previsione che vede salire le borse europee ed americana su un massimo significativo entro venerdì.

La seduta a New York é stata positiva ma di attesa. Gli indici sono saliti ma con un certo timore e senza eccessi. L'S&P500 ha aperto in pari a 2780 punti, é rimasto su questo livello fino alla chiusura in Europa ed é poi salito a 2790 punti di massimo. È rimasto ore fermo a ridosso di questo livello e poi sul finale é ricaduto a 2782.00 punti (+0.11%). In fondo si é trattato di una seduta tranquilla che ha visto l'S&P500 muoversi in soli 10 punti. La tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 +0.22% a 7168 punti) ma il leader del mercato é stato il settore dei trasporti (DJT +1.06%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4010 su 2936, NH/NL a 1026 su 280 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é lievitata a 12.35 punti (+0.17) mentre la CBOE Equity put/call ratio era bassa a 0.54. I traders si preparano ad un'impennata della VIX - i piccoli speculatori puntano ancora sul long - nel complesso i dati sul sentiment si sviluppano in maniera soddisfacente. Manca ancora euforia.

Stamattina le borse asiatiche salgono ma senza entusiasmo. Il Nikkei guadagna il +0.4%, Shanghai lievita del +0.8%. L'Eurostoxx50 vale ora 3493 punti (+13 punti). Non crediamo che dopo la buona apertura ci saranno ulteriori sostanziali progressi. Prima delle importanti riunioni di FED (domani) e BCE (giovedì) gli investitori saranno prudenti.

Aggiornamento del 11 giugno

Il G7 termina senza risultati concreti - America first diventa un America contro tutti

Nell'analisi del fine settimana non abbiamo parlato dell'incontro del G7 in Canada. Questa era una scelta e non una mancanza. Non ci aspettavamo da questo meeting nulla in grado di cambiare il corso dei mercati finanziari. In effetti non é scaturito niente di concreto. Si capisce solo che i grandi della terra stanno litigando e che per il momento non esiste accordo su praticamente nessun tema. La politica di Trump di voler prediligere gli interesse degli Stati Uniti é ormai diventata uno scontro con i suoi alleati storici su molti argomenti e soprattutto sul piano commerciale. A questo si aggiunge il problema della volubilità e imprevedibilità del Presidente degli Stati Uniti Trump che reagisce stizzito a qualsiasi opposizione e dichiarazione di disaccordo e cambia idea da un momento all'altro. Non é chiaro se il problema dell'enorme deficit commerciale degli Stati Uniti sia più americano o dei Paesi che esportano in questo Paese. Gli Stati Uniti si indebitano e comprano troppe merci e servizi dall'estero - se Trump vuole ridurre il disavanzo commerciale usando dazi punitivi avranno tutti qualcosa da perdere - la conseguenza sarà sicuramente un rallentamento economico causato da una diminuzione dei consumi americani efffettuati grazie alla leva del debito. Per il momento la situazione é talmente confusa che i mercati finanziari hanno semplicemente deciso, come noi, di ignorarla fino a quando non ci sarà qualcosa di concreto sul tavolo. Nel frattempo Donald Trump é volato a Singapore per incontrare il dittatore nordcoreano Kim Jong-un - un'altro meeting che terminerà con un nulla di fatto e probabilmente con un Donald Trump infuriato e twitterante.

Il fallimento del G7 lascia poche tracce negative sui mercati finanziari. Il future sull'S&P500 a scadenza settembre (da oggi usiamo questo contratto visto che quello di giugno scade venerdì) é a 2779 punti (-3 punti). Il cambio EUR/USD é fermo a 1.18. Le borse asiatiche sono miste - il Nikkei guadagna il +0.5% - Shanghai é in calo del -0.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3450 punti (+3 punti) - le borse europee apriranno praticamente invariate. Questa settimana l'attenzione degli investitori si concentrerà sulle importanti riunioni delle banche centrali americana ed europea. Fino a mercoledì non dovrebbe succedere molto.

Commento del 9-10 giugno

Gli investitori diventano selettivi e mostrano chiare preferenze

È difficile dire qualcosa di nuovo quando i mercati si sviluppano secondo le attese e le previsioni. Da settimane ripetiamo che la tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo e che l'S&P500 (+0.31% a 2778.03 punti) deve salire nel range 2750-2800 per la metà di giugno. Qui dovrebbe verificarsi un massimo significativo e deve seguire per lo meno una correzione se non un ribasso. Questa settimana abbiamo unicamente fatto degli aggiustamenti. L'S&P500 é talmente forte che il massimo potrebbe essere marginalmente sopra i 2800 punti (2820-2830 punti) dopo una rottura sopra la resistenza e massimo di marzo a 2801 punti. Le borse europee sono relativamente deboli e seguono l'America a distanza più per inerzia che per convinzione. Inizialmente a maggio avevamo fissato un obiettivo per l'Eurostoxx50 (-0.36% a 3447 punti) a 3600 punti. Poi, considerando la situazione tecnica di alcuni mercati del sud Europa dopo il vuoto d'aria causato dalla crisi politica in Italia, abbiamo abbassato questo obiettivo a 3500 punti. Non abbiamo ritenuto necessario cambiare opinione malgrado che martedì l'Eurostoxx50 sia salito su un massimo a 3497 punti e giovedì ci sia stata ancora un'impennata fino ai 3490 punti.
Gli investitori stanno diventando selettivi. Noterete confrontando le performances settimanali che non solo l'Europa rimane staccata dall'America ma che anche in Europa ci sono mercati più forti (DAX, AEX, IBEX e PSI (!)) e altri più deboli (FTSE MIB, SMI). È evidente che gli investitori rimangono molto scettici nei riguardi del nuovo governo italiano e hanno continuato a vendere le azioni del FTSE MIB (-1.89% a 21356 punti), specialmente le banche che detengono enormi posizioni di titoli di Stato e di NPL. Per ragioni diverse FTSE MIB e SMI (-0.42% a 8512 punti) hanno sfiorato venerdì un nuovo minimo annuale. La tendenza di fondo di questi due mercati é ora al ribasso dopo che il rimbalzo iniziato la settimana prima si é rivelato una bolla di sapone. La borsa italiana é condizionata dalla sfiducia che circonda il nuovo governo -  la borsa svizzera é vittima della sua struttura fortemente dipendente da una manciata di titoli - il settore farmaceutico soffre e trascina l'SMI verso il basso. Il problema politico italiano é destinato nel futuro a peggiorare se il governo segue, come dovrebbe, il suo programma. La situazione delle aziende farmaceutiche potrebbe invece ribaltarsi velocemente visto che il ribasso sembra eccessivo ed in parte ingiustificato.

Seguiamo a distanza la crisi di alcune economie emergenti. A distanza poiché non siamo coinvolti in queste borse ma con attenzione poiché il problema potrebbe travolgere i mercati finanziari di tutto il mondo se la FED continua ad alzare i tassi d'interesse e ridurre la somma di bilancio. La liquidità In USD verrebbe risucchiata dall'America e dagli USTreasury Bonds e verrebbe a mancare nel resto del mondo. Le banche centrali di Indonesia e India hanno lanciato gridi d'allarme. Settimana scorsa l'Argentina ha ottenuto dal FMI un credito di 50 Mia per sostenere l'economia mentre il Real brasiliano é in caduta libera e trascina nel vortice anche la borsa (Bovespa performance settimanale -5.56%). Il problema dela Turchia é simile (BIST 100 performance settimanale -3.32%).
Le riunioni di settimana prossima della FED americana (mercoledì 13 giugno - comunicato alle 20.00) e della BCE (giovedì 14 giugno - decisione alle 13.45 - conferenza stampa di Draghi alle 14.30) potrebbero essere decisive e determinare quell'inversione di tendenza pronosticata dall'analisi tecnica su base ciclica. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -0.25% a 3447 punti
DAX                         +0.33% a 12744 punti
SMI                          -1.24% a 8512 punti
FTSE MIB                  -3.41% a 21356 punti
S&P500                    +1.62% a 2779.03 punti
Nasdaq100               +0.97% a 7152 punti

La seduta di venerdì in Europa non ha riservato sorprese - solo conferme. L'Eurostoxx50 ha perso 12 punti (-0.36% a 3447 punti) - ha trascorso tutta la giornata in negativo, ha toccato un minimo a 3422 punti verso le 10.15 e poi ha recuparato grazie al buon comportamento della borsa americana. Rimangono i problemi conosciuti - ci riferiamo in particolare alla debolezza del settore bancario (SX7E -1.04% a 11.82 punti, performance settimanale del -1.41%). DAX (-0.35% a 12766 punti) e SMI (-0.42% a 8512 punti) si sono comportati in maniera simile. Il FTSE MIB invece é nuovamente crollato del -1.89% a 21356 punti mentre lo spreads sui titoli di Stato é salito a 268 bsp (+7%) - sul corto termine gli investitori pretendono un maggiore spread dall'Italia che dalla Grecia - assurdo. Purtroppo gli investitori sono sfiduciati e gli speculatori approfittano dell'occasione - sarà difficile per l'Italia uscire da questa spirale negativa visto che non possono intervenire a sostegno dei loro titoli - l'iniziativa é nelle mani della BCE che in parte ha le mani legate dalle regole di equità.
L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3452 punti - é probabile che lunedì le borse europee riprovino a salire ma evidentemente sono appesantite e non c'é potenziale di rialzo.

La seduta a Wall Street é andata decisamente meglio. L'S&P500 ha aperto in calo a 2767 punti ma ha chiuso sul massimo a 2779.03 punti (+0.31%) con un guadagno di 8 punti. Nulle di speciale - una conferma però che il rialzo é solido e costante - questa settimana l'A/D sull'S&P500 é rimasta costantemente positivo e la partecipazione al movimento sta migliorando invece che peggiorare avvicinandosi ad un massimo. Il bordo superiore delle BB é salito a 2775 punti e accompagna il movimento. Il Nasdaq100 si é fermato (-0.03% a 7152) in quello che sembra un sano consolidamento necessario per abbattere l'ipercomperato (la RSI giornaliera é ridiscesa a 66.40 punti) prima della ripresa del rialzo.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3809 su 3069, NH/NL a 780 su 239 e volume relativo 0.9. La volatilità VIX si é stabilizzata a 12.18 punti (+0.05%) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.60 (MM a 10 giorni a 0.57) - dai dati traspare molto ottimismo ma non ancora quella euforia necessaria per un massimo significativo - ci arriveremo settimana prossima!

Commento dell'8 giugno

L'ipercomperato frena la corsa dell'S&P500 (-0.07% a 2770.37 punti)

Ieri le borse europee hanno terminato la seduta senza sostanziali variazioni. Questo risultato é però deludente - considerando le buone premesse gli indici azionari europei avrebbero dovuto salire parecchio e invece hanno ancora una volta mostrato debolezza cedendo terreno alla prima occasione. A corto termine possono ancora salire ma il potenziale di rialzo é modesto e appena l'America comincerà a correggere l'Europa rischia di affogare. Manteniamo il nostro obiettivo indicativo di 3500 punti di Eurostoxx50 (-0.03% a 3459 punti).
L'Eurostoxx50 ha aperto baldanzoso e sullo slancio é salito a 3490 punti. Sulla soglia dei 3500 punti é stato ancora una volta respinto verso il basso e ha chiuso con una leggera perdita. Le borse europee non salgono malgrado i segnali positivi provenienti dall'America. Temiamo il momento in cui il rialzo in America finirà. L'indice delle banche SX7E é salito a 113 punti (+0.49%) - l'indice ha approfittato di un momentaneo rialzo dei tassi d'interesse in Europa. Se abbiamo ragione per quel che riguarda la nostra previsione sul Bund questo effetto positivo deve sparire a breve.
Le altre borse hanno imitato l'Eurostoxx50. Il DAX (-0.15% a 12811 punti) é partito la mattina al rialzo tentando di copiare il buon esempio proveniente da New York. L'indice ha toccato un massimo verso le 09.30 e per il resto della giornata é scivolato verso il basso con una breve reazione positiva sul finale. Alla fine é rimasta una leggera perdita di 19 punti a confermare che manca forza d'acquisto.
Il FTSE MIB (-0.18% a 21767 punti) ha nuovamente perso qualche punto con titoli bancari molto deboli. Da settimane sul grafico del FTSE MIB appaiono quasi solo candele rosse. Prepariamoci ad una discesa su nuovi minimi annuali appena la tregua tra mercati e politica finirà. Lo spread sui titoli di Stato, EUR e beni rifugio come Bund o CHF rimangono i termometri della crisi latente nel sistema finanziario europeo. Il cambio EUR/USD é risalito a 1.1810. Il massimo giornaliero é stato a 1.1840. Il nostro obiettivo del rimbalzo a 1.18 é stato raggiunto. Una continuazione del rimbalzo in direzione degli 1.20+ é possibile ma poco probabile. La tendenza di fondo sta passando al ribasso e quindi questo rimbalzo non dovrebbe superare un ritracciamento del 50% della precedente spinta di ribasso. Se la tendenza invece resta neutra il rimbalzo potrebbe essere del 62% con potenziale massimo a 1.2060.

Da alcuni giorni in America parlavamo di ipercomperato (specialmente sul Nasdaq) e segnalavamo candele sui grafici al di fuori del bordo superiore delle Bollinger Bands. A breve doveva esserci una pausa o una correzione minore per eliminare questi eccessi. In effetti ieri l'S&P500 (-0.07% a 2770.37 punti) si é fermato e il Nasdaq100 (-0.79% a 7152 punti) ha corretto. Questo sano consolidamento non sembra mettere in discussione il rialzo di corto termine - un massimo significativo non dovrebbe verificarsi prima di settimana prossima.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2776 punti ed é ancora salito a 2779 punti. Questa impennata potrebbe essere un esaurimento di trend e quindi é possibile che questo sia un massimo significativo ma non crediamo - almeno non abbiamo nessun segnale o conferma. Annotiamo però questi 2779 punti con un punto di domanda. Poi l'S&P500 é sceso ad ondate fino alle 20.00 sul minimo a 2760 punti ed é risalito in chiusura a 2770 punti. La seduta al NYSE é stata debolmente negativa con A/D a 3300 su 3597, NH/NL a 1103 su 275 (praticamente uguale a mercoledì) e volume relativo a 1.0. A livello di sentiment é cambiato poco - la volatilità VIX é salita a 12.13 punti (+0.49) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.56 (ancora nettamente sotto la media a 0.63).
La RSI sul Nasdaq100, mercoledì a 72.70 punti, é scesa a 66.42 punti. Il bordo superiore delle BB sull'S&P500 é a 2767 punti. L'iperomperato e l'eccesso di rialzo di cortissimo termine stanno sparendo. Tra una o due sedute il rialzo in America potrebbe riprendere e terminare come previsto il 15 giugno.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei ha perso il -0.5% - Shanghai scende del -1.7%. Il future sull'S&P500 é a 2764 punti (-8 punti) - mentre stavamo scrivendo ha perso ancora 4 punti. L'Eurostoxx50 vale ora e 3430 punti. Le borse europee apriranno con un tuffo del -0.8%. Durante la notte il FMI ha concesso un credito all'Argentina di 50 Mia di USD - le economie dei Paesi emergenti con un deficit nella bilancia dei pagamenti e debiti in USD sono in difficoltà a causa della politica monetaria della FED e della forza del USD. Vi ricordiamo i casi della Turchia e gli appelli di India e Indonesia. Queste crisi dei Paesi emergenti stanno innervosendo gli investitori che temono una mancanza di liquidità sui mercati delle obbligazioni. Presto o tardi anche i mercati azionari saranno coinvolti.

Commento del 7 giugno

Nuovi massimi storici (Nasdaq Comp, Nasdaq100, Russell2000) in America - le borse europee seguono a fatica e a distanza

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta positiva. Nulla di particolare - l'Eurostoxx50 ha guadagnato 4 punti ed é salito a 3460 punti (+0.12%) dopo essere sceso nel pomeriggio fino ai 3434 punti di minimo. L'indice ha semplicemente terminato la giornata sul livello d'apertura che era stato dettato dal buon comportamento della borsa americana la sera prima. Oggi avremo lo stesso effetto grazie all'impennta ieri dell'S&P500 a 2772.35 punti (+0.86%). Le borse europee seguono a fatica e a distanza l'America - lo possiamo vedere anche nei dettagli. Ieri i tassi d'interesse su EUR e USD sono saliti. Questo come d'abitudine ha aiutato il settore bancario. Quello europee, ancora ipervenduto, avrebbe dovuto reagire di più - l'indice SX7E (112.45 punti) si é limitato ad un +1.05%. A Wall Street invece l'indice BKX é balzato del +2.07% - una bella differenza.
Tutti gli indici azionari europei si sono mossi in maniera simile. Il DAX é salito a 12830 punti (+0.34%), L'SMI é rimbalzato a 8545 punti (+0.08%) e il FTSE MIB ha recuperato a 21807 punti (+0.26%). A corto termine gli indici azionari europei dovrebbero continuare a salire seguendo l'America. Abbiamo previsto che questa spinta di rialzo si deve esaurire alla fine di settimana prossima - forse la spinta si smorzerà prima poiché in America notiamo già un eccessivo ottimismo. Il nostro obiettivo per l'Eurostoxx50 rimane a 3500 punti malgrado che ieri sera alle 22.00 l'indice valesse già 3478 punti. Tra obiettivi grafici e realtà ci sono sempre delle differenze matematiche. L'obiettivo teorico sul FTSE MIB é a 22750 punti - troppo distante se paragonato ai 3600 punti di Eurostoxx50...

A Wall Street c'é stata un'altra convincente seduta di rialzo che ha permesso a numerosi indici di salire su dei nuovi massimi storici - ci riferiamo in particolare ai settori della tecnologia (Nasdaq Composite +0.67% e Nasdaq100 +0.60% a 7210 punti) e delle piccole e medie imprese (Russell2000 +0.68%). Gli indici hanno chiuso sul massimo giornaliero e con sostanziali guadagni - questa volta anche energia e banche hanno partecipato alla festa.
L'S&P500 é salito a 2772.35 punti (+0.86%) ed é profondamente entrato nel range 2750-2800 punti che costituisce il nostro obiettivo per questa spinta di rialzo. Lentamente il bordo superiore delle Bollinger Bands (2761 punti) comincia a salire e accompagnare il movimento.
L'S&P500 ha aperto a 2754 punti e all'inizio é ridisceso a 2748 punti. Poi fino alle 17.45 é salito fino ai 2761 punti dove é rimasto fin verso le 20.00. Infine c'é stato un primo balzo fino ai 2766 punti, una pausa ed un ultimo balzo fino ai 2772 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4499 su 2467, NH/NL a 1172 (in aumento!) su 259 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 11.64 punti (-0.76) mentre la CBOE Equity put call ratio é rimasta bassa a 0.53. Lentamente l'ottimismo si sta trasformando in euforia ed eccesso di speculazione al rialzo. Ora abbiamo un problema "di lusso" - se il rialzo continua a questo ritmo l'S&P500 non può arrivare a 2800 punti (al massimo) entro venerdì prossimo - o sale più in alto, o il massimo si verifica prima di venerdì o ci sarà ancora una piccola correzione intermedia. Crediamo quasi che l'S&P500 possa salire più in alto e raggiungere un massimo definitivo sui 2820-2830 punti - questo perché le ultime simili spinte di rialzo sono state di circa 150 punti - dall'ultimo minimo intermedio a 2676 punti il calcolo é presto fatto...

Stamattina il Nikkei sta guadagnando quasi il +1% - Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 lievita a 2774 punti (+2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3475 punti - guarda caso più o meno lo stesso livello raggiunto ieri sara alle 22.00. L'Europa si adatta all'America senza mostrare vita propria. Le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.4% - stasera dovremmo ritrovare gli indici sul livello d'apertura.

Commento del 6 giugno

Il comportamento durante la seduta ci mostra che le borse europee sono in difficoltà - America al rialzo come da copione

Ieri le borse europee, grazie alla buona chiusura la sera prima a Wall Street, hanno aperto in positivo e sono salite fin verso le 13.00. Non sono però riuscite a difendere i guadagni - nel pomeriggio gli indici azionari sono ridiscesi ed hanno chiuso sui minimi giornalieri. Non si é trattato di un key reversal day visto che le perdita a fine giornata erano modeste e alcuni indici (DAX, AEX, PSI) sono riusciti a salvare qualche punto di guadagno. È però evidente che le borse europee sono in difficoltà - i venditori riappaiono con regolarità annullando buona parte dei guadagni causati da quegli investitori che provano a replicare il rialzo americano. Evidentemente le condizioni in Europa sono diverse.
Ieri sul grafico dell'Eurostoxx50 (-0.37% a 3456 punti) é apparsa una lunga candela rossa con un piccolo corpo in basso. Questa shooting star in concomitanza con un massimo giornaliero a 3497 punti ispira poca fiducia. Per lo meno l'indice non ha chiuso sul minimo giornaliero e sul livello d'apertura creando un pericoloso gravestone doji. Lasciando da parte le strane definizioni delle candele giapponesi l'Eurostoxx50 ha avuto una seduta negativa che contrasta con il buon comportamento della borsa americana. Sono bastate un paio di dichiarazioni della nuova dirigenza italiana a mettere in subbuglio il settore finanziario (indice delle banche europee SX7E -2.12% a 111.28 punti) e far scendere le borse dopo lo zenit raggiunto intorno alle 13.00. La perdita di 13 punti non é importante. L'Eurostoxx50 però non riesce a salire - se non sale cadrà (pesantemente) appena l'America avrà esaurito la spinta di rialzo. Avremmo voglia di andare short ma temporalmente é ancora troppo presto. Ci aspettiamo alcuni giorni di distribuzione sui 3500 punti.
Il cambio EUR/USD lievita stamattina a 1.1725. L'EUR non cede, continua il rimbalzo in direzione degli 1.18 e questo é positivo - significa che le borse europee per ora dovrebbero reggere almeno fino a metà mese.
Il DAX (+0.13% a 12787 punti) ha chiuso con un guadagno di 16 punti ma quasi 130 punti (1%) sotto il massimo giornaliero. Questo é deludente. Sembra quasi che il rimbalzo dal minimo di giovedì scorso a 12547 punti sia già terminato e che i ribassisti abbiano già ripreso il controllo delle operazioni - probabilmente questa é solo un'impressione visto che ciclicamente é troppo presto per un ribasso. È troppo presto per un short - a corto termine non c'é però molto da aspettarsi da questa anemica spinta di rialzo.
Il future sul Bund é salito a 161.18 (+0.31%) - gli spreads salgono mentre il reddito del Bund scende - un chiaro segnale di tensioni nel sistema finanziario europeo. Naturalmente in un simile contesto a subire le maggiori conseguenze negative é stato ancora una volta il FTSE MIB (-1.18% a 21750 punti). Il nuovo governo italiano ha ribadito in alcune dichiarazioni di voler seguire ed implementare il programma sottoscritto dai due partiti, 5 Stelle e Lega - é giusto e legittimo, ma questo non piace agli investitori. La reazione é stata la solita. Lo spread sui titoli di Stato si é impennato,  il FTSE MIB é caduto dopo una mattinata positiva e le vendite si sono concentrati sui titoli bancari. L'indice ha perso 259 punti e sembra per lo meno voler tornare a testare il minimo annuale. Non crediamo che il ribasso di maggio debba riprendere subito in maniera dinamica ma molto probabilmente la tendenza di fondo del mercato azionario italiano é al ribasso - ci aspetta un'estate di fuoco e consigliamo estrema prudenza.

La borsa americana ha praticamente ignorato i problemi dell'Europa. L'S&P500 (+0.07% a 2748.80 punti) si é mosso poco - ha terminato la giornata con un piccolo ma significativo guadagno di 2 punti - significativo poiché l'indice ha difeso e confermato la rottura al rialzo di lunedì sopra i 2742 punti. Ancora una volta la tecnologia (Nasdaq100 +0.32% a 7166 punti) ha trascinato il plotone. Nel sottofondo anche le PMI (Russell2000 +0.68% - nuovo massimo storico) hanno fatto la loro parte mentre frenano energia (ETF Energy -0.24%) e banche (BKX -0.47%).
L'S&P500 ha aperto a 2747 punti. È salito a 2752 punti di massimo ed é sceso ad ondate fino al minimo 2739 punti. Poi é tornato a 2751 punti ed ha chiuso poco sotto a 2748 punti. Notiamo la chiusura nella parte superiore del range giornaliero - un contrasto rispetto alla chiusura in Europa sui minimi. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4177 su 2719, NH/NL a 999 su 297 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 12.40 punti (-0.34) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.48! Questo ultimo dato sotto il 50% indica che comincia ad esserci eccesso di speculazione al rialzo. Troppo ottimismo - forse questa spinta di rialzo terminerà prima del 15 giugno o forse ci deve ancora essere una correzione intermedia.

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei sta guadagnando il +0.47% mentre Shanghai perde il -0.1%. Il future sull'S&P500 é a 2756 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3468 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.3%. Le premesse sono per una seduta positiva in trading range. Una delusione come ieri é possibile. Teniamo d'occhio gli spreads...

Commento del 5 giugno

Candele rosse in Europa - l'S&P500 (+0.45% a 2746 punti) supera i 2742 punti

La seduta di borsa in Europa é stata positiva ma poco convincente. Gli indici azionari hanno aperto al rialzo e sono subito saliti sui massimi giornalieri. Poi per il resto della giornata sono tendenzialmente scesi e malgrado che in generale abbiano trascorso la giornata in positivo l'impressione é che siano stati i venditori a controllare le operazioni. Viste le premesse ci aspettavamo di più. I volumi di titoli trattati sono risultati modesti. L'impressione resta quella di un rimbalzo tecnico e non dell'inizio di una fase di rialzo con molto potenziale. L'Eurostoxx50 (+0.46% a 3469 punti) ha aperto con un balzo a 3480 punti, Ha toccato un massimo a 3485 punti e poi é scivolato stancamente per ore verso il basso. Dopo un minimo verso le 16.40 a 3464 punti ha chiuso a 3469 punti con un guadagno di 16 punti. L'Eurostoxx50 ha trascorso tutta la giornata in positivo ma i rialzisti non hanno dominato. Gli investitori sono selettivi. Hanno comperato Spagna (IBEX +1.22%) e venduto Italia (FTSE MIB -0.45%) - una chiara decisione politica. L'obiettivo a 3500 punti fissato nell'analisi del fine settimana sembra troppo vicino ma dopo aver osservato questa seduta preferiamo non cambiarlo. Anche le banche (SX7E +0.23% a 113.69 punti) non hanno convinto. Il DAX tedesco (+0.37% a 12770 punti) non ha fatto meglio malgrado che spesso questo indice si orienta all'America. In una giornata tutto sommato positiva per le borse europee il FTSE MIB (-0.45% a 22010 punti) ha perso 100 punti. Sul grafico appare una lunga candela rossa. Evidentemente gli investitori non apprezzano il nuovo governo - il rimbalzo dal minimo di martedì scorso, che doveva far risalire l'indice a 22250 punti, sembra già terminato.
Riassumendo le borse europee ieri hanno vinto ma non hanno convinto. Tecnicamente sembra che abbiano completato un rimbalzo e che ora ci debba essere una spinta di ribasso. Sappiamo che questo scenario non é coerente con quanto mostra l'America. Se S&P500 e colleghi, come sembra, continuano a salire fino a metà mese, é poco probabile che Eurostoxx50 e colleghi rispondano con un tuffo. Quello che vogliamo dire é che i mercati azionari europei sono relativamente deboli con alcuni settori in uno stato preoccupante. Non vediamo ragioni per comperare malgrado che a corto termine dovrebbero riuscire a guadagnare ancora del terreno in scia agli Stati Uniti.

Il cambio EUR/USD é stabile a 1.1690. Si é impennato fino a 1.1744 ma poi é tornato al punto di partenza. Il rimbalzo potrebbe finire qui senza raggiungere gli 1.18. Attenzione poiché vale l'equazione EUR debole e borse europee deboli. Se il cambio non sale probabilmente anche le borse arrancheranno.

In America invece continua a splendere il sole. Non c'é un rialzo possente e dinamico ma ogni giorno il mercato lancia segnali positivi. L'S&P500 (+0.45% a 2746,87 punti) ha superato la resistenza a 2742 punti e ha raggiunto un nuovo massimo a 60 giorni, la tecnologia (Nasdaq100 +0.84% a 7143 punti) continua a tirare il plotone e alla chetichella il Russell2000 (+0.33%) é salito su un nuovo massimo storico.
L'S&P500 ha avuto una seduta straordinariamente tranquilla. Si é mosso unicamente tra i 2740 ed i 2749 punti e ha chiuso in mezzo al range a 2746 punti. Noterete che ha aperto in gap up - non é né ridisceso a chiudere il gap né ha mostrato un'accelerazione al rialzo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4306 su 2660, NH/NL a 967 su 316 e volume relativo a 1.0. I valori sul sentiment si sviluppano come avevamo sperato - forse troppo velocemente. La volatilità VIX é scesa a 12.74 punti (-0.72) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.55. Ora ci verrebbero un paio di sedute di pausa in maniera di non surriscaldare il mercato prima di metà mese. Ieri la borsa americana é salita malgrado il calo del settore energia e dei trasporti (DJT -0.73%) - segno di una sana rotazione.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Le borse asiatiche marciano sul posto. Il Nikkei ha guadagnato il +0.19%. Shanghai sale del +0.4%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2741 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3473 punti (+4 punti). Le borse europee apriranno con leggeri guadagni. Entro stasera non ci aspettiamo molto di più.

Aggiornamento del 4 giugno

Troppo scetticismo e troppi analisti a caccia di problemi

Durante il fine settimana abbiamo come d'abitudine sfogliato la stampa finanziaria e letto le considerazioni di analisti fondamentali e tecnici. Traspare un pessimismo che non appare sui grafici degli indici azionari e negli indicatori tecnici. Molti pensano che una crisi economica e finanziaria si avvicini - si parla di Italia e delle tensioni all'interno dell'UE, della guerra commerciale che gli Stati Uniti stanno lanciando contro mezzo mondo o della debolezza di monete di Paesi emergenti. Tutti questi sono però fatti conosciuti che non sembrano turbare più di quel tanto le borse. La realtà é che l'S&P500 si trova solo 5% sotto il massimo storico di gennaio, il Nasdaq100 é a poco più dell'1% dal record di metà marzo mentre il Russelll2000 settimana scorsa ha toccato un nuovo massimo storico.
In Europa, malgrado che la BCE stia ancora seguendo una politica monetaria estremamente espansiva con tanto di QE, l'Eurostoxx50 (3453 punti) é ancora molto lontano dal massimo storico del 6 marzo 2000 a 5495 punti. Solo il DAX tedesco (12724 punti) é vicino al massimo storico del 23 gennaio 2018 a 13296 punti.
Dettagli a parte notiamo troppo scetticismo e paura malgrado una situazione delle borse tutto sommato positiva. Tecnicamente sono ancora tendenze rialziste a prevalere e non notiamo quelle divergenze che spesso appaiono prima di importanti inversioni di tendenza o ribassi. Normalmente lo scetticismo alimenta i rialzi. È l'euforia che fà morire il bull market - questa non si vede.

Stamattina le borse proseguono sulla via segnata venerdì. Il future sull'S&P500 sale a 2738 punti (+4 punti) e il cambio EUR/USD lievita a 1.1690. L'Eurostoxx50 vale 3474 punti (+21 punti). Le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.6%. Potrebbero nel corso della giornata guadagnare ancora qualche punto. Dovrebbero poi essere bloccate dagli Stati Uniti - senza una ragione particolare l'S&P500 faticherà a passare la resistenza a 2742 punti.
Anche dall'Asia arrivano segnali positivi. Il Nikkei ha guadagnato il +1.37% - Shanghai sale del +0.6%.

Commento del 2-3 giugno

Governo che va e governo che viene - significativa rottura al rialzo del Nasdaq100

Dopo una settimana movimenta finalmente venerdì in Italia é nato il nuovo governo 5 Stelle - Lega guidato dal primo ministro Giuseppe Conte con Luigi Di Maio e Matteo Salvini vicepresidenti. In Spagna invece il governo di Mariano Rajoy é stato sfiduciato e sostituito da un nuovo governo di stampo socialista guidato da Pedro Sanchez. Le borse sembrano aver accolto le decisioni con un sospiro di sollievo. Almeno il periodo di incertezza ed instabilità é terminato. Pensiamo però che questa sia solo una tregua tra mercati finanziari e politica. Se il nuovo governo italiano intende concretizzare il programma politico ed economico che sta alla base dell'alleanza tra 5 Stelle e Lega é probabile che il debito pubblico aumenterà notevolmente insieme alle tensioni con Bruxelles e alle turbolenze sui mercati finanziari. In Spagna i socialisti sono scesi a patti con il movimento di protesta Podemos e con i partiti indipendentisti baschi e catalani per prendere il potere - anche questo non é di certo una garanzia di stabilità e di rapporti distesi con l'UE.
Nelle ultime due settimane le performance settimanali delle borse europee sono state negative - quelle della borsa americana positive. In Europa la correzione a corto termine sembra essere terminata giovedì dopo gli evidenti eccessi di ribasso di FTSE MIB (+1.49% a 22109 punti) e del settore bancario (SX7E +2.81% a 113.43 punti). Le tendenza di fondo sono neutre.
In America invece la tendenza di fondo é ancora debolmente al rialzo con il 63.0% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 59.33 punti. L'S&P500 (+1.08% a 2734.61 punti) si prepara ad abbandonare al rialzo il canale 2700-2742 punti e dovrebbe entro metà mese entrare nel range 2750-2800 punti che costituisce l'obiettivo di questa spinta di rialzo. Il mercato é ancora trascinato dal settore tecnologico. Il Nasdaq100 (+1.67% a 7084 punti) venerdì ha finalmente superato la forte resistenza a 7000 punti e vede ora a portata di mano il massimo storico del 13 marzo a 7186 punti. La rottura al rialzo é evidente, viene ampiamente commentata sui media e si aggiunge al nuovo massimo storico del Russelll2000 (+0.88%) di mercoledì che é stato riavvicinato venerdì. La borsa americana sembra essere in buona forma malgrado che fatica a fare ulteriori progressi. Venerdì sono stati pubblicati i dati sul mercato del lavoro USA a maggio - l'economia ha creato altri 223'000 nuovi posti di lavoro e la disoccupazione é scesa al 3.8% - molto probabilmente la FED nella sua prossima riunione del 13 giugno alzerà nuovamente i tassi d'interesse del +0.25%.
S&P500 e colleghi dovrebbero ancora salire per un paio di settimane - é possibile che questo periodo positivo si estenda fino a fine mese e alla fine del primo semestre - non crediamo che i portfolio managers abbandonimo il mercato prima di questa scadenza. In linea di massima pensiamo che le borse europee dovranno seguire malgrado che quello di venerdì abbia ancora solo l'aspetto del rimbalzo tecnico. È difficile capire quanto a lungo potrà durare la tregua tra politica e finanza in Europa. L'equilibrio é instabile ma non solo sul fronte italiano. È in corso una guerra commerciale tra Stati Uniti da una parte e Cina, Europa, Canada e Messico dall'altra. Il rafforzamento dell'USD sta mettendo in seria difficoltà economie emergenti con un forte disavanzo della bilancia dei pagamenti come Turchia o Argentina. Per ora i sismografi delle crisi si muovono ancora poco. Il cambio EUR/USD ha toccato martedì un minimo significativo a 1.1510 ed é rimbalzato fino a 1.1724 - venerdì si é fermato a 1.1660. Il rimbalzo deve far risalire il cambio a 1.18. Se la tregua dura fino a fine mese il cambio può tornare a 1.20+. Il CHF é relativamente stabile a 1.1523 ma é decisamente più in basso degli 1.20 di aprile - la forza del CHF, il cui prestito decennale della Confederazione rende il -0.06% (!), é un chiaro segnale di crisi.
Gli spreads sui titoli di Stato dei Paesi mediterranei con l'Italia in testa si sono impennati ma sono poi ridiscesi nella seconda parte della settimana. Il prezzo del'oro é stabile (1293 USD) e in EUR non si muove da mesi. Il prezzo del petrolio questa settimana é ancora sceso dai 67.88 USD ai 65.81 USD al barile (WTI).
Riassumendo é probabile nelle prossime due settimane le borse mondiali possano salire. Il rialzo é più stabile in America che in Europa. Decisioni politiche possono influenzare in maniera decisiva questa situazione poiché il sentiment gioca un ruolo essenziale.
È possibile che questo periodo positivo duri fino a fine giugno. Da luglio in avanti non vediamo potenziale di rialzo. Dovrebbe esserci una correzione - per ora un ribasso (calo superiore al -10%) sembra essere poco probabile.
 
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.90% a 3453 punti              
DAX                         -1.65% a 12724 punti
SMI                          -1.60% a 8618 punti
FTSE MIB                  -1.29% a 22109 punti
S&P500                    +0.49% a 2734.62 punti
Nasdaq100               +1.77% a 7084 punti

Venerdì in Europa c'é stata ancora una seduta positiva. Ìl tuffo finale di giovedì era stato provocato dall'imposizione da parte degli Stati Uniti di tariffe doganali su acciaio e alluminio. Questo aveva toccato soprattutto il DAX (+0.95% a 12724 punti) e meno il FTSE MIB (+1.49% a 22109 punti) il cui rimbalzo era già iniziato sul minimo di martedì a 21122 punti. Venerdì invece il rimbalzo ha coinvolto tutti i listini e la reazione é stata particolarmente possente dove c'era una forte situazione di ipervenduto e di eccesso di ribasso come sulle banche (SX7E +2.81% a 113.43 punti) o sull'SMI (+1.91% a 8618 punti). L'Eurostoxx50 é risalito a 3453 punti (+1.38%) dopo il minimo di giovedì a 3391 punti. L'indice ha chiuso lontano dal massimo giornaliero a 3468 punti toccato verso le 15.00. Alle 22.00 l'indice valeva però 3464 punti e quindi é probabile che settimana prossima il rimbalzo continui. Non siamo in grado di dire fino a quale livello risalirà l'indice. In linea di massima ci aspettiamo un ritracciamento del 50% della spinta di ribasso di maggio e quindi stimiamo che l'Eurostoxx50 possa risalire a 3500 punti. Potrebbe però essere una stima per difetto. Molto dipende dalla porzione di credito che gli investitori saranno disposti a concedere al nuovo governo italiano e dallo sviluppo delle trattative commerciali tra UE e Stati Uniti.

Il buon report sul mercato del lavoro USA (venerdì alle 14.30) ha stimolato i listini americani già ben disposti grazie all'Europa. L'S&P500 ha aperto in leggero gap up a 2722 punti o dopo un inizio altalenante é salito fino alle 19.30 su un massimo a 2737 punti. È poi scivolato 8 punti verso il basso ma é tornato in chiusura a 2734.62 punti (+1.08%). Come anticipato la tecnologia ha trasciato il rialzo (Nasdaq100 +1.67% a 77084 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4815 su 2110, NH/NL a 778 su 286 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é crollata a 13.46 punti (-1.97) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata ad essere bassa (0.56). Questo veloce e marcato passaggio all'ottimismo é la ragione per cui non crediamo che esista molto potenziale di rialzo - i 2800 punti di S&P500 come obiettivo sono veramente il massimo che possiamo immaginarci. Il limite superiore delle Bollinger Bands é a 2755 punti e in calo. Per poter salire l'S&P500 deve prima riuscire a spingerlo verso l'alto.
Il trend a corto e medio termine é al rialzo.

Commento del 1. giugno

La guerra commerciale colpisce l'Europa

Donald Trump ha imposto tariffe doganali sulle importazioni negli Stati Uniti per acciaio ed alluminio. Si vocifera che questa misura verrà estesa alle auto. Il rimbalzo di mercoledì é stato soffocato da questa notizia negativa e le borse europee sono nuovamente crollate dopo un buon inizio di seduta. L'Eurostoxx50 (-1.00% a 3406 punti) é caduto su un nuovo minimo mensile e prosegue la correzione. Lunedì abbiamo previsto che un minimo significativo sarebbe stato toccato a 3400 o 3360 punti. Non cambiamo opinione. Gli indici sono ormai in ipervenduto e la notizia era prevista da tempo. Passato il primo effetto psicologico le borse europee dovrebbero recuperare insieme a Wall Street.
L'indice delle banche SX7E ha perso ancora il -1.00% a 110.33 punti (minimo a 109.30 punti !). La nostra posizione short aperta a fine dicembre 2016 a 115 punti é stata chiusa ieri a 110 punti con un guadagno di +4.35% - ad un certo momento, all'inizio di quest'anno, stavamo perdendo più del 24% ! La RSI é a 14 punti - preparatevi ad un possente rimbalzo tecnico appena la BCE apre la bocca e annuncia un probabile prolungamento del QE.
Il DAX (-1.40% a 12604 punti) é caduto su un nuovo minimo mensile e prosegue la correzione. La discesa sarà frenata dal supporto fornito dalla MM a 50 giorni e dal bordo inferiore delle BB (sui 12600 punti). L'indice però non é ipervenduto e ha spazio verso il basso. Potrebbe esserci un pò di panico ed una caduta fino ai 12400 punti prima di una prima consistente reazione. La VDAX (17.69 punti, +0.35) non si muove. Negli ultimi 12 mesi ha toccato un massimo a 40 punti. Attenzione poiché gli investitori sembrano sottovalutare i problemi ed essere ancora troppo ottimisti.   
L'SMI svizzero (-1.42% a 8456 punti) é particolarmente debole. Il previsto test del minimo annuale ha provocato una rottura al ribasso e una caduta su un nuovo minimo a 8454 punti. Ieri sera l'SMI ha chiuso sul minimo giornaliero e con una pesante perdita di 121 punti. La RSI é a 24 punti - l'indice é ipervenduto e un rimbalzo é imminente. Le caratteristiche del rimbalzo ci diranno se la tendenza a medio termine resta neutra o passa al ribasso.
In Italia sembra che 5 Stelle e Lega abbiano trovato un accordo di governo che incontra il consenso di Mattarella - forse a breve ci sarà un nuovo governo. Per ora la borsa italiana prende la notizia bene. Il FTSE MIB (-0.06% a 21784 punti) é andato meglio che il resto dell'Europa e ha chiuso invariato. A livello tecnico non cambia nulla. Oggi il rimbalzo potrebbe continuare ma non sembra avere potenziale. Vediamo - le emozioni dominano e la politica ci ha abituato a sorprese e ribaltoni.

La borsa americana ha avuto una seduta negativa. L'S&P500 (-0.69% a 2705.27 punti) si é però semplicemente mosso nel range di mercoledì e soprattutto ha nuovamente difeso con successo il supporto a 2700 punti. Di conseguenza il quadro tecnico generale non cambia e resta costruttivo. La tecnologia continua a sostenere i listini. Il Nasdaq100 (-0.12% a 6967 punti) resta a ridosso dei 7000 punti e prepara una rottura al rialzo.
L'S&P500 ha aperto a 2715 punti ed é inizialmente sceso a 2708 punti. Dopo una pausa su questo livello c'é stato un recupero fino ai 2720 punti. Poi sono riapparsi i venditori e alle 20.00 é stato raggiunto il minimo a 2700 punti. Questo robusto supporto ha retto, l'indice é rimbalzato fino a 2711 punti ed ha infine chiuso a 2705 punti con una sensibile perdita di 18 punti. Considerando le notizie che fanno prevedere un'escalazione del conflitto commerciale tra America da una parte e UE, Canada e Messico dall'altra, la borsa americana si é comportata bene. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2337 su 4571, NH/NL a 660 su 331 e volume relativo a 1.2. Forti volumi sul minimo a 2700 punti ci indicano che questo supporto é solido. La volatilità VIX é salita a 15.43 punti (+0.49) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.63 - nulla di speciale da segnalare sul fronte del sentiment.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo ma di poco. Il Nikkei ha perso il -0.14% - Shanghai sta perdendo il -0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2714 punti (+9 punti), L'Eurostoxx50 vale alle 08.30 3430 punti (+24 punti). Oggi le borse europee proveranno nuovamente a rimbalzare. La seduta odierna sarà positiva . Probabilmente prima del fine settimana i traders preferiranno non prendere rischi e le chiusure dovrebbero situarsi poco lontano dai livelli d'apertura. Osserveremo con interesse la reazione degli investitori al nuovo governo italiano targato 5 Stelle - Lega. Malgrado lo spostamento di Savona alle Politiche Comunitarie il governo di Giuseppe Conte non differisce di molto da quello che all'inizio della settimana aveva provocato un'ondata di sfiducia da parte dei mercati finanziari.

Commento del 31 maggio

Rimbalzo tecnico da ipervenduto in Europa - in America ritorna tutto come prima

Tra lunedì e martedì le borse europee erano cadute in ipervenduto. L'eccesso di ribasso aveva colpito particolarmente i settori finanziari e la borsa italiana. Anche il cambio EUR/USD aveva subito le conseguenze della crisi politica italiana con una caduta sul minimo annuale a 1.1510. Per contro il future sul Bund tedesco era salita su un nuovo massimo storico contribuendo all'esplosione dello spread sui titoli di Stato italiani. Ieri i mercati finanziari europei hanno approfittato del primo momento di tregua sul fronte politico italiano per un dovuto ed ovvio rimbalzo tecnico. Questo si é rivelato particolarmente intenso su quei mercati dove le esagerazioni al ribasso erano state più marcate vale a dire FTSE MIB (+2.09% a 21797 punti) e EUR (il cambio EUR/USD é risalito a 1.1665). Sugli altri mercati le reazioni sono state meno spettacolari. L'Eurostoxx50 é risalito solo del +0.38% a 3441 punti mentre l'indice delle banche europee ha addirittura avuto ancora una giornata negativa (-0.12% a 112.18 punti) dopo aver toccato un incredibile minimo (considerando che un mese fà l'indice era a 130 punti) a 110.19 punti. Dobbiamo però subito calmare le velleità dei rialzisti. Quello di ieri sembra al momento unicamente un rimbalzo tecnico con modesti volumi e dal potenziale limitato. Potrebbe aver segnato la fine della spinta di ribasso a corto termine ma non dovrebbe durare più di tre sedute. Ieri sera per dare un'idea abbiamo indicato un obiettivo a 22250 punti di FTSE MIB - un'indice che un mese fà era a 24500 punti - il rimbalzo di ieri ha fatto risalire la RSI dai 21.63 punti di martedì a 31.09 punti.
L'Eurostoxx50 (+0.38% a 3441 punti) si é mosso tra i 3408 ed i 3446 punti - il massimo é stato toccato in tarda mattinata - dopo una correzione intermedia c'é voluto un buon inizio di seduta a Wall Street per far risalire un mercato che si stava già sgonfiando. Il DAX (+0.93% a 12783 punti) ha fatto meglio. Ha però svolto semplicemente una seduta nel range di martedì con volumi in calo - la candela sul grafico é tornata nelle Bollinger Bands - una logica reazione e nulla di più.
Stranamente il difensivo SMI /-0.68% a 8578 punti) ha ancora perso terreno - non é stato aiutato dai suoi due settori più rappresentativi, alimentari e farmaceutica.
Un'altra ragione per cui pensiamo che il rimbalzo non ha un gran potenziale é appunto questa mancanza di partecipazione. Sono risaliti i settori ipervenduti e in precedenza particolarmente colpiti dalla crisi italiana. Il resto del mercato era ancore debole.

Martedì l'S&P500 (+1.27% a 2724.01 punti) era caduto sotto i 2700 punti. La nostra opinione era che la borsa americana si era comportata relativamente bene e che al massimo poteva fare una correzione minore prima di riprendere il rialzo. La reazione é stata immediata e la caduta di martedì à risultata essere unicamente un incidente di percorso senza conseguenze. L'S&P500 é subito tornato nel range 2700-2742 punti che é in vigore dal 10 di maggio ed ha ripreso il cammino verso l'obiettivo a 2750-2800 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2705 punti e non é più tornato sotto i 2700 punti. All'inizio é sceso a 2702 punti di minimo ma poi é salito costantemente fino a metà giornata sul massimo a 2728 punti. Nella seconda parte della seduta é semplicemente oscillato tra i 2721 ed i 2728 punti ed ha chiuso a 2724 punti. L'indice é stato sorretto da un rimbalzo del prezzo del petrolio (ETF Energy +3.03%) mentre la tecnologia questa volta é rimasta indietro. Il Nasdaq100 (+0.72% a 6976 punti) fatica ad attaccare la forte resistenza a 7000 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5252 su 1707, NH/NL a 1000 su 241 (notate il netto cambiamento rispetto ai dati di martedì (512 su 489) che avevamo criticato!) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é caduta a 14.94 punti (-2.08) - la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.56. È sorprendente come l'umore degli investitori cambia velocemente e in maniera marcata dopo movimenti di soli 1%-2% dell'indice - questo é un forte segno di incertezza che impedisce sostanziali movimenti. Restiamo dell'opinione che nel corto termine l'S&P500 deve salire nel range 2750-2800 punti - scordatevi però l'idea del rally estivo!

Stamattina il rimbalzo é proseguito in Asia ma sembra fermarsi in Europa. Il Nikkei ha guadagnato il +0.99% - Shanghai sale del +1.4%. Il future sull'S&P500 é a 2721 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3441 punti. Le borse europee apriranno invariate mentre il cambio EUR/USD lievita a 1.1680.
Oggi é Corpus Domini - é una festa cattolica che viene ancora rispettata in alcuni cantoni della Svizzera, in alcuni Länder della Germania e in Austria. A Zurigo é un giorno di lavoro normale. Non dovrebbero esserci conseguenze per le borse - eventualmente i volumi sul DAX e sull'SMI saranno modesti.

Commento del 30 maggio

Borse europee nel caos - l'America vacilla ma regge - indici europei vicini ad un minimo e ad un rimbalzo

Sempre più investitori si rendono conto del pericolo che potrebbe costituire l'Italia per la stabilità del sistema finanziario europeo. I media e i politici invece che calmare le acque e cercare di trovare una soluzione che assicuri stabilità attizzano la controversia. Il risultato é ovvio. Lo spread sui titoli di Stato aumenta, i venditori si accaniscono sul settore bancario e sulla azioni italiane e la caduta degli indici fa scattare gli stop loss ed i limiti di vendita provocando un effetto a valanga. Gli investitori corrono nell'incertezza a comperare beni rifugio come il CHF (cambio EUR/CHF a 1.1468) o il Bund tedesco (future a 163.31 +0.83% e nuovo massimo storico).
Sui mercati azionari europei cominciano ad apparire i primi segni di panico che normalmente segnalano l'imminenza di un minimo intermedio. Gli indici più stabili e forti come il DAX tedesco (-1.53% a 12666 punti) si avvicinano ai supporti forniti dai bordi inferiori delle Bollinger Bands o dalle MM a 50 o 200 giorni (supporti sul DAX a 12550-12600 punti). Il FTSE MIB italiano (-2.65% a 21350 punti) é invece in caduta libera. Seguendo il più tipico dei scenari di crisi ieri la borsa italiana ha avuto un'altra pessima seduta. Lo spread sui titoli di Stato é ancora aumentato e come conseguenza i venditori si sono accaniti sui titoli finanziari che sono crollati. Il FTSE MIB ha aperto in gap down, é caduto fino a 21122 punti ma ha chiuso 230 punti più in alto. Alla fine risulta un'ulteriore pesante perdita di 581 punti. Ieri c'é stato panico puro ed é probabile che un minimo sia imminente - pensavamo che l'indice potesse fermare la caduta sui 22000 punti ma ci siamo sbagliati - abbiamo sottovalutato la spinta di ribasso che ha fatto cadere la RSI a 21.63 punti. Avevamo preannunciato questa possibilità nell'analisi del fine settimana. L'indice é decisamente ipervenduto. Il problema é che il ribasso delle ultime 2 settimane ha fatto notevoli danni tecnici. È improbabile che il FTSE MIB possa semplicemente ripartire al rialzo - la fiducia degli investitori é stata scossa nelle fondamenta e a livello politico non si prevede un rapido ritorno alla stabilità. Il prossimo imminente rimbalzo ci dirà se il FTSE MIB potrà in seguito stabilizzarsi sui 22500 punti o se invece il ribasso deve continuare a medio termine. Solo traders coraggiosi possono ora andare long. Gli investitori stanno a guardare e aspettano per lo meno la presenza di un solido minimo. Malgrado i toni da catastofe dei media la performance 2018 del FTSE MIB  é passata solo ieri in negativo (-2.30%).
L'Eurostoxx50 (-1.56% a 3428 punti) ha perso altri 54 punti. La crisi italiana ci sembra una tempesta in un bicchier d'acqua almeno per quel che riguarda le conseguenze finanziarie e sulla crescita economica. Le borse europee stanno correggendo ed é difficile capire quando potrebbero toccare un minimo. Sono le emozioni a dominare - la paura e l'incertezza stimola le vendite e mette i compratori sulla difensiva. L'Eurostoxx50 é caduto sotto le MM a 50 e 200 giorni ed é lentamente in ipervenduto. L'indice delle banche europee SX7E ha perso il -4.43% a 112.31 punti - ha toccato un minimo a 111.39 punti - c'é supporto a 112 punti. Una perdita giornaliera del genere denota panico.
Un minimo in Europa é imminente. Potrebbero però ancora esserci uno o due giorni di vendite. Poi deve seguire per lo meno un sostanziale rimbalzo come a febbraio. Il rimbalzo sull'Eurostoxx50 potrebbe partire dai 3400 punti o dai 3360 punti.
Il cambio EUR/USD é crollato a 1.1535 - ha toccato un minimo annuale a 1.1510. Non c'é una ragione fondamentale per questa caduta - é solo un problema di fiducia. Il supporto di medio termine a 1.16 é caduto. La tendenza di fondo sta passando al ribasso. Un rimbalzo delle borse deve corrispondere ad una risalita del cambio. Gli 1.20 sembrano ormai lontani anche perché il momentum del ribasso é aumentato invece che diminuire. Non sappiamo esattamente da quale livello partirà un rimbalzo - sappiamo solo che é imminente e dovrebbe far tornare il cambio a 1.18. Tra alcuni giorni la tendenza a medio termine passerà formalmente al ribasso. 

Lunedì la borsa americana era rimasta chiusa in occasione del Memorial Day. Dopo due giorni di crisi profonda in Europa era interessante osservare ieri quale sarebbe stata la risposta degli americani. L'S&P500 (-1.16% a 2689.86 punti) ha avuto una seduta negativa ma le perdite sono contenute. Specialmente la tecnologia (Nasdaq100 -0.49% a 6926 punti) si é comportata relativamente bene. Male invece hanno fatto i titoli bancari (ETF Financial -3.34%) - é logico. Tecnicamente ci disturba la caduta dell'S&P500 sotto il supporto a 2700 punti. L'indice é però rimasto sopra la MM a 50 giorni (2672 punti) ed ha chiuso 13 punti sopra il minimo a 2676 punti. L'impressione é quindi che l'S&P500 stia svolgendo unicamente una correzione minore con obiettivo sui 2635-2650 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2702 punti e fino alle 17.30 ha dato l'impressione di riuscire a difendere il supporto a 2700 punti - é oscillato tra i 2710 ed i 2697 punti. Poi però le vendite hanno preso il sopravvento e a metà seduta l'indice é caduto a 2679 punti. Nella seconda parte delle giornata é successo poco. L'indice é scivolato su un minimo giornaliero a 2676 punti e nell'ultima ora di contrattazioni é risalito a 2689.86 punti. La seduta al NYSE é stata negativa ma non terribile con A/D a 2484 su 4504, NH/NL a 512 su 489 (solo modesti cambiamenti) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX si é impennata a 17.02 punti (+3.80) - la CBOE Equity put/call ratio é rimasta a 0.65 - su valori neutri.
Riassumendo la borsa americana si é fatta influenzare poco dalla caduta delle borse europee. Ha avuto una seduta negativa ma questa sembra solo l'inizio di una correzione minore senza gravi conseguenze. Pensiamo che dopo l'S&P500 possa riprendere il rialzo con obiettivo i 2750-2800 punti.
Il vantaggio della "crisi" é che i tassi d'interesse di riferimento (Bund e USTreasury Bonds) sono in calo. Questo migliora le premesse monetarie e dovrebbe aiutare a sostenere i listini.

Dalle 07.30 il cambio EUR/USD sta salendo (ora, alle 08.20 é a 1.1570) e il future sull'S&P500 é a 2698 punti (+6 punti ma in pratica + 9 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3425 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate. Oggi sembra esserci una stabilizzazione - vedremo se questo é l'inizio dell'atteso rimbalzo tecnico.
Le borse asiatiche stamattina sono deboli - hanno seguito l'esempio di Europa e America. Il Nikkei ha perso il -1.52% / Shanghai é in calo del -1.60%.

Commento del 29 maggio

L'Italia (FTSE MIB - 2.08%) zavorra le borse europee - sullo slancio le vendite potrebbero continuare malgrado l'ipervenduto

Ieri i mercati finanziari europei hanno dato i soliti e conosciuti segnali di stress. Il cambio EUR/USD é caduto su un nuovo minimo annuale a 1.1607, lo spread sui titoli di Stato italiani é balzato a 235 punti (anche grazie alla salita del Bund tedesco, classico bene rifugio, su un nuovo massimo storico), l'indice delle banche europee SX7E é caduto a 117.51 punti (-1.67%) e la borsa italiana si é affossata (FTSE MIB (-2.08% a 21932 punti).
Le elezioni politiche italiane si sono svolte domenica 4 marzo. Lunedì 5 marzo il FTSE MIB aveva terminato la seduta a 21819 punti (-0.42%). In quel momento si sapeva esattamente che sarebbe stato molto difficile formare un governo dopo la vittoria dei 5 Stelle e della Lega. Eppure il FTSE MIB é salito fino all'inizio di maggio e solo da alcuni giorni il mercato é in caduta libera.  Ogni tanto bisogna domandarsi cosa salta nell'anticamera del cervello degli investitori... Questa reazione tardiva può solo essere spiegata con l'indolenza degli investitori che reagiscono solo all'evidenza dei fatti dopo aver ignorato degli indizi evidenti.
Mattarella ha fatto fallire il possibile governo 5 Stelle e Lega e ora la politica italiana é nel caos. Anche gli investitori sembrano presi dal panico. Ci sembra prematuro e sbagliato vendere alla cieca visto che non si sa chi governerà nella prossima legislatura e con quale programma. Ieri il FTSE MIB é caduto fino a 21797 punti e poi ha recuperato. A fine giornata resta però una pesante perdita di 465 punti. Ora il FTSE MIB é ipervenduto (RSI a 26.14 punti) - l'ultima candela sul grafico é al di fuori del bordo inferiore delle Bollinger Bands e sotto le MM a 30, 50 e 200 giorni. L'indice si é fermato sui minimi di fine marzo che teoricamente potrebbero offrire un supporto. La pressione di vendita é forte e gli investitori sono impauriti - lo spread é alle stelle. Ora ci sono due teorie di analisi tecnica. La prima é che la spinta di ribasso é talmente forte che l'ipervenduto non conta - anzi é un segno che i ribassisti dominano e sono in grado di spingere il mercato decisamente più in basso. L'altra possibilità é che da questa situazione di ipervenduto si sviluppi un possente rimbalzo se appena si apre uno spiraglio politico ad una soluzione.
Gli speculatori ed i traders anticiclici comprano - gli investitori aspettano tempi migliori. La performance 2018 é ancora del +0.36% !
Notiamo con interesse e divertimento che i commentatori si scatenano contro la speculazione internazionale - sarebbero gli avvoltoi stranieri a complottare contro l'Italia e affossare i mercati finanziari. Questa discussione é ridicola e superflua. I mercati sono dominati dalla domanda e dall'offerta e quando i tassi d'interesse scendevano grazie agli acquisti e alle manipolazioni della BCE nessuno si lamentava. Ora che il pendolo si muove in una direzione sfavorevole gridano tutti contro l'attacco speculativo dall'estero come se si trattasse di un'ingerenza negli affari e nella politica italiana. È invece una normale reazione di fronte ad uno sviluppo della situazione decisamente negativo.

Ieri la caduta della borsa italiana e del settore finanziario ha zavorrato le borse europee ma non le ha fatte crollare. Il calo dell'Eurostoxx50 (-0.93% a 3482 punti) é stato tutto sommato moderato. L'indice é salito la mattina fino a 3515 punti di massimo ed é caduto nel pomeriggio fino ad un minimo a 3473 punti. Sul finale si é risollevato. In quattro sedute negative l'indice ha però cancellato un mese di progressi. A corto termine l'Eurostoxx50 é al ribasso - a medio termine é ancora al rialzo. Per saldo é difficile capire quali forze prevarranno. La seduta di ieri é stata anomala considerando l'assenza degli investitori americani e i bassi volumi di titoli trattati. Ieri le borse hanno dovuto incassare l'effetto negativo del fallimento del governo 5 Stelle e Lega. Oggi vedremo come si sviluppa la situazione senza questo aspetto emotivo e con tutti gli investitori presenti sul mercato.
In linea di massima pensiamo che il rialzo di Eurostoxx50 e DAX (-0.58% a 12863 punti) possa riprendere nei prossimi giorni dai minimi di ieri. I nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica sono ancora long a medio termine. A corto termine ci sono però alcuni segnali di vendita come quello del MACD. Scoperchiato il vaso di Pandora di una UE finanziariamente insostenibile non é da escludere che la crisi duri ora dei mesi. Le possibilità di intervento della BCE sono scarse - sarà interessante ascoltare i prossimi commenti dei responsabili - oggi sono previsti due discorsi (12.30 e 18.30).

Ieri la borsa americana era chiusa in occasione del Memorial Day. Ieri mattina il future sull'S&P500 era a 2729 punti - stamattina é a 2718 punti (-2 punti rispetto a venerdì). Anche a Wall Street ci sono delle ripercussioni della crisi italiana.
Stamattina le borse asiatiche sono in leggero calo. Il Nikkei ha perso il -0.62% - Shangahi sta lasciando un -0.3% sul terreno. L'Eurostoxx50 vale ora 3472 punti (-10 punti). Gli indici azionari europei apriranno in calo del -0.3% e sui minimi di ieri. Vedremo se nel pomeriggio la borsa americana si lascia coinvolgere o se reagisce. In generale il supporto a 2700 punti di S&P500 é decisivo per lo sviluppo delle borse sul corto e medio termine.
Non solo in Italia ci sono problemi. Uno sciopero generale sta scuotendo il Brasile e pesa sulla borsa (Bovespa -4.49%). Questa crisi si aggiunge alla svalutazione di parecchie monete di Paesi indebitati in USD. Il caso più conosciuto e pericoloso come possibile effetto destabilizzante é quello della Turchia.
Malgrado che sui maggiori indici azionari conviene restare investiti non é il momento per comperare e rischiare eccessive speculazioni al rialzo.

Aggiornamento del 28 maggio

Mattarella supera le sue competenze e blocca il governo 5 Stelle - Lega. Gli investitori per ora staranno a guardare...

Domenica il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha posto il veto a Paolo Savona come ministro delle finanze. Francesco Conte ha rinunciato al mandato di formare il governo. Ora Mattarella ha dato l'incarico a Carlo Cottarelli per tentare di formare un governo di tecnici del Presidente. È improbabile che un governo del genere ottenga la fiducia del Parlamento. L'Italia si dirige verso nuove elezioni. Malgrado l'incertezza politica i mercati reagiranno positivamente allo "scampato pericolo di un governo populista e antieuropeista." Stamattina il cambio EUR/USD rimbalza a 1.1720. Questa reazione positiva sarà di breve durata. Gli investitori staranno in seguito a guardare e aspetteranno lo sviluppo della situazione prima di prendere ulteriori iniziative.

Il prezzo del petrolio é in forte calo. Perde stamattina il -2.5% (WTI a 66.2 USD/barile). Questo avrà un effetto negativo sulle azioni delle società del settore ma gioverà nel complesso ai mercati azionari. Il future sull'S&P500 sale di 10 punti a 2729 punti.
Vi ricordiamo che la borsa americana oggi é chiusa in occasione del Memorial Day.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei guadagna il +0.13% - Shanghai é ferma (-0.03%). L'Eurostoxx50 vale ora (07.45) 3521 punti. Le borse europee apriranno in leggero guadagno. Senza le indicazioni provenenti da Wall Street é probabile che oggi dopo l'apertura gli indici guadagnino ancora qualche punto e poi si fermino.

Commento del 26-27 maggio

Si possono criticare le reazioni dei mercati ma non si possono ignorare

Lo Stato italiano ha un indebitamento totale di circa 2300 miliardi di EUR - corrisponde al 130% del PIL. Il nuovo governo vuole introdurre una flat tax, che ridurrà le entrate, e un reddito di cittadinanza, che aumenterà le uscite. Inoltre é previsto un'annaquamento della riforma delle pensioni - l'età di pensionamento non sarà più alzata a 67 anni a partire dal 2019 e sarà nuovamente possibile andare in pensione anticipatamente a 62 anni. Si stima che queste misure costeranno allo Stato circa 60 Mia all'anno - tanto per un Paese già fortemente indebitato e che evidentemente non intende mantenere il limite del 3% di deficit annuo previsto dai trattati di Maastricht. 5 Stelle e Lega non hanno spiegato come intendono compensare queste maggiori uscite.
Il reddito del BTP decennale é salito nelle ultime settimane al 2.47% - é di 206 punti base (2.06%) superiore al reddito del Bund tedesco decennale - questa differenza é il tanto discusso spread. Corrisponde ad un premio che lo Stato italiano deve pagare per compensare il rischio legato ad un a minore qualità delle sue obbligazioni. Tra febbraio e maggio di quest'anno lo spread oscillava intorno ai 130 punti. L'incremento é eccessivo ? Durante la crisi europea del 2011 lo spread era salito a 500 punti - é evidente che esiste ancora parecchio spazio verso l'alto.
Media, osservatori, analisi e politici italiani criticano la speculazione internazionale per questa reazione dei mercati finanziari - é sbagliato. È logico che gli investitori vendano il titolo di un debitore che mostra l'intenzione di non voler contenere la spesa pubblica e mantenerla in un sano rapporto con le entrate fiscali. Non si parla di surplus o di riduzione del debito totale ma unicamente di una limitazione della crescita del debito. Sinceramente 2.47% é poco - questo tasso d'interesse é stato reso possibile unicamente dal QE della BCE - é evidente che se l'Italia, come quasi tutti gli altri Paesi europei, può rifinanziarsi ad un costo così basso é grazie alla politica monetaria della BCE e alla garanzia implicita dell'UE. La gente ha la memoria corta. Agli inizi degli anni 80, quando c'era ancora la Lira italiana, i BTP rendevano più del 20%... A quei tempi l'inflazione era molto più alta di adesso - l'economia italiana e lo Stato convivevano però con un costo del denaro nettamente superiore a quello attuale.
Dare la colpa a Bruxelles, ai tedeschi o agli speculatori per il comportamento dei mercati finanziari é sbagliato. È una reazione logica e normale - se 5 Stelle e Lega intendono effettivamente concretizzare quanto scritto nel contratto di governo é probabile che lo spread aumentarà ulteriormente e che il FTSE MIB, trascinato dai titoli bancari, debba scendere decisamente più in basso. La comunità internazionale deve accettare le scelte del popolo italiano - sono il risultato di un processo democratico. Gli investitori non sono però obbligati a condividere le scelte politiche e finanziarie del nuovo governo e rifinanziare lo Stato italiano al costo attuale. Non si tratta di ingerenza ma di pura logica d'investimento.
Di ingerenza si deve invece parlare nei riguardi dei molti commenti critici che vengono da Bruxelles o da parecchi politici europei specialmente se fatti pubblicamente attraverso i media. Il tentativo dell'UE e di governi europei di influenzare la formazione del governo italiano o il suo programma minacciando ritorsioni politiche e finanziarie é inaccettabile. Ognuno deve mettere ordine a casa propria prima di intromettersi nelle faccende degli altri e ci sembra che nessun governo europeo ha le carte in regola per criticare l'Italia.

Settimana scorsa le borse europee sono state scosse dalle faccende politiche italiane. Mercoledì 16 maggio il FTSE MIB (-1.54% a 22398 punti) aveva chiuso a 23734 punti. Questo era stato il nostro commento che conteneva un chiaro avvertimento: "Sono trapelati sulla stampa i dettagli di un possibile contratto di governo tra 5 Stelle e Lega. Non é nostro compito commentare il contenuto di questo documento. È però evidente che agli investitori il programma politico ed economico non é piaciuto e hanno venduto la borsa italiana, i BTP e di riflesso banche e EUR. Il FTSE MIB ha rotto il supporto a 24000 punti e sta ora correggendo. A corto termine é in balia della politica e delle emozioni. È quindi impossibile fare delle stime. Se la speculazione internazionale decide di giocare contro l'Italia la caduta potrebbe essere spettacolare e profonda. Agli investitori consigliamo di congedarsi dalla borsa italiana e stare per un pò a guardare. Restare coinvolti in una situazione simile é pura speculazione." Il ribasso é continuato e venerdì il FTSE MIB ha chiuso a 22398 punti (-1.54%). Mercoledì 23 maggio abbiamo così commentato la situazione: "Una volta che ci sarà un governo in carica e le speculazioni saranno terminate dovrebbe esserci un ampio rimbalzo in attesa di vedere come in effetti si muoverà la nuova compagine governativa. È troppo tardi per vendere e troppo presto per comperare. Solo gli speculatori possono provare un long. Quest'anno tutte le rotture sotto la MM a 200 giorni (linea rossa) sono state marginali e di breve durata. Varrebbe in ogni caso la pena di comperare sui 22000-22500 punti anche perché a quel punto l'indice sarà ipervenduto." Manteniamo questa opinione.
Come vedete dalle performance settimanali degli indici azionari la "crisi" italiana ha influenzato negativamente tutte le borse europee. Venerdì si é anche aggiunta la Spagna (IBEX -1.71%) dove il governo del primo ministro Rajoy, travolto da uno scandalo finanziario, rischia di cadere ed aprire un periodo di instabilità politica.
Malgrado le perdite le borse europee sono ancora al rialzo e se la pressione di vendita proveniente da Italia e Spagna sparisse é probabile che i maggiori indici (Eurostoxx50 e DAX) ricominceranno a salire insieme all'America verso i nostri obiettivi (3600 e 13200 punti). Venerdì il DAX (+0.65% a 12938 punti) ha mostrato una buona reazione e l'Eurostoxx50 (-0.18% a 3515 punti) ha contenuto le perdite malgrado la caduta di FTSE MIB, IBEX e settore bancario (SX7E - indice delle banche europee, -1.86% a 119.51 punti / performance settimanale -3.94%).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.66% a 3515 punti              
DAX                         -1.07% a 12938 punti
SMI                          -2.03% a 8759 punti
FTSE MIB                  -4.48% a 22398 punti
S&P500                    +0.31% a 2721.33 punti
Nasdaq100               +1.38% a 6961 punti

Venerdì a Wall Street non é successo nulla di particolare - come atteso c'é stata una seduta tranquilla prima del lungo fine settimana del Memorial Day. L'S&P500 (-0.24% a 2721.33 punti) é rimasto ampiamente nel range 2700-2742 punti. Il mercato é riuscito a compensare una forte caduta del prezzo del petrolio (WTI -2.83 USD a 67.88 USDS/barile) che ha influito sul settore dell'energia (ETF Energy -2.60%). Nel commento del 21-22 aprile avevamo scritto che il petrolio a 68.40 USD era su un massimo e doveva correggere. Ci siamo sbagliati ma non di molto. Invece che le solite tre spinte di rialzo ce ne sono state quattro e il prezzo é salito fino a 72.90 USD. Sono però bastate 4 sedute di correzione per eliminare questo eccesso.
L'S&P500 ha aperto a 2724 punti, é salito a 2727 punti di massimo ed é poi sceso a balzi per ore fino ad un minimo a 2715 punti. Sul finale é rimbalzato ed ha chiuso a 2721 punti. Il range giornaliero é stato di soli 12 punti - l'indice ha chiuso in mezzo al range con bassi volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.75). La debolezza dell'energia é stata compensata dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.16% a 6961 punti. La seduta al NYSE é stata nel complesso negativa con A/D a 3185 su 3688, NH/NL a 542 su 332. La volatilità VIX é salita a 13.22 punti (+0.69) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61 - non abbiamo nessuna situazione di eccesso.
La borsa americana continua a consolidare e lo scenario più probabile rimane quello della continuazione del rialzo con una salita dell'S&P500 nel range 2750-2800 punti. Qui ci aspettiamo un massimo significativo seguito da una correzione. Al momento non vediamo rischi di ribasso (caduta del mercato superiore al -10%).
Per logica le borse europee dovrebbero seguire. La premessa é però una tregua in Italia. Ci deve essere un sostanziale rimbalzo del FTSE MIB dal settore 22000-22500 punti.
Lo spread e i cambi saranno il termometro della crisi. Il cambio EUR/USD é sceso venerdì su un nuovo minimo annuale a 1.1646 ed ha terminato la giornata a 1.1650. Il cambio é ipervenduto e il sentiment é estremamente negative. Esistono le premesse per un rimbalzo fino agli 1.20 ma la reazione tarda a concretizzarsi. Altro sintomo di crisi é la forza del CHF - il cambio EUR/CHF é sceso venerdì a 1.1563 - alcune settimane fà aveva brevemente superato il nostro target 2018 a 1.20.

Lunedì 28 maggio la borsa americana é chiusa in occasione del Memorial Day. Domani mattina pubblichiamo il nostro abituale aggiornamento della situazione. Possiamo però già adesso dire che l'Europa senza l'America non prenderà iniziative. L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3515 punti. Finora (domenica 14.00) non c'é nessuna notizia in grado di destabilizzare i mercati che dovrebbero riaprire lunedì senza sostanziali variazioni.

Commento del 25 maggio

Donald Trump ha annullato il previsto incontro con il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un
Questo ha provocato un tuffo di alcune ore delle borse che lascia segni soprattutto in Europa

La seduta di ieri avrebbe dovuto essere in pari. In Europa i mercati finanziari stavano assorbendo la notizia della formazione in Italia del governo 5 Stelle - Lega mentre in America, in mancanza di stimoli, gli indici avrebbero dovuto muoversi in pochi punti. In effetti fino alle 15.40 é successo poco. La borse europee sono rimbalzate la mattina ma poi si sono lentamente sgonfiate. Nel primo pomeriggio erano in pari o in leggero calo. A Wall Street la seduta era cominciata con indici praticamente fermi. Poi alle 15.40
Donald Trump ha annullato l'incontro con il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un previsto a Singapore il 12 giugno prossimo. C'é stata un'ondata di vendite in borsa e gli indici azionari sono precipitati fino alle 17.00. Poi hanno recuperato ma per l'Europa era troppo tardi per eliminare completamente l'effetto di questa notizia. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3521 punti (-0.57%). Formalmente questa rappresenta una continuazione al ribasso del calo di mercoledì e l'inizio di una correzione. Questa é però evidentemente la conseguenza fugace di una notizia negativa senza impatto durevole sui mercati. Per questa ragione già ieri sera non abbiamo drammatizzato e giudicato che questa sarebbe stata al massimo una correzione minore di due o tre giorni. Oggi le borse europee devono recuperare - già ieri sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3535 punti. Dobbiamo aspettare il fine settimana per capire se le borse europee sono in effetti in difficoltà o se devono ancora salire insieme alla borsa americana. In teoria lo scenario di base é ancora valido. L'S&P500 dovrebbe salire nel range 2750-2800 punti mentre l'Eurostoxx50 e il DAX (-0.94% a 12855 punti) dovrebbero raggiungere i loro obiettivi rispettivamente a 3600 punti e 13200 punti. Non é ancora chiaro quale sarà il giudizio degli investitori, a parte la prima emozionale reazione, sul governo "populista" in Italia. Il FTSE MIB (-0.71% a 22749 punti) sta continuando a correggere ma i segnali forniti dall'analisi tecnica é che questo calo dovrebbe a breve finire ed essere seguito da un ampio rimbalzo. Ci aspettiamo la stessa reazione da parte dell'EUR - il cambio EUR/USD (1.1710) dovrebbe rimbalzare fino ai 1.20+. D'altra parte é evidente che l'analisi tecnica mostra tendenze e probabilità - non può prevedere in anticipo le decisioni a sorpresa di capi di Stato o avvenimenti improvvisi. Bisognerebbe poter eliminare l'affetto a breve di annunci come quelli di ieri dai grafici e dagli indicatori. Purtroppo non é possibile. È il compito di un'interpretazione soggettiva di decidere se dare credito o meno a determinate reazioni.

La seduta a Wall Street é stata leggermente negativa. Gli indici azionari hanno nel corso della giornata compensato quasi completamente le perdite della prima ora e mezza di contrattazioni e hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri. Questo é un segnale positivo.
L'S&P500 ha aperto a 2729 punti e fino alle 15.40 é salito a 2732 punti - il massimo giornaliero. Poi é arrivato l'annuncio di Donald Trump riguardante il meeting con la Corea del Nord e l'S&P500 é caduto fino alle 17.00 su un minimo a 2708 punti. Da questo livello l'indice ha poi costantemente recuperato, é risalito fino a 2730 punti ed ha chiuso a 2727.76 punti (-0.20%). C'é chi ha fatto meglio. Il Nasdaq100 (-0.06% a 6949 punti) e il Russell2000 (+0.04%) hanno chiuso praticamente in pari mentre il DJ Transportation (+1.17%) ha guadagnato terreno grazie ad un calo del prezzo del petrolio (WTI 70.71 USD/barile, -1.13). La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3188 su 3725, NH/NL a 503 (in aumento!) su 315 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é rimasta ferma a 12.53 punti (-0.05) mentre la CBOE Equity put/call ratio risulta nella norma (0.64). 
L'S&P500 é bloccato da 11 sedute nello stretto range 2700-2742 punti. Ieri il mercato ha mostrato forza incassando senza vacillare una notizia negativa. Restiamo dell'opinione che la rottura avverrà al rialzo. Lunedì prossimo la borsa americana é chiusa in occasione della festa del Memorial Day. È poco probabile che già oggi l'S&P500 provi ad accelerare al rialzo sopra i 2742 punti - mancano però solo 14 punti - vediamo alle 14.00 quali saranno le premesse per la seduta odierna.

Le borse asiatiche stamattina sono miste. Il Nikkei é fermo (+0.06%) mentre Shanghai é in calo del -0.6%. Il future sull'S&P500 alle 0730 era a 2735 punti - ora é scivolato a 2732 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3539 punti (+18 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.5% annullando gran parte delle perdite di ieri. Vedremo se dopo questa buona apertura ci saranno ancora dei movimenti importanti. Oggi é venerdì... nel pomeriggio sono previsti discorsi di un membro della BCE, del capo della BoE Carney e del responsabile della FED Powell.

Commento del 24 maggio

Caduta poco preoccupante delle borse europee - Reazione poco convincente dell'S&P500

Ieri la crisi politica italiana (se di crisi si può parlare - più che altro é incertezza) si é estesa a tutte le borse europee. Non solo il FTSE MIB (-1.31% a 22911 punti) é caduto insieme al settore bancario (SX7E -1.49% a 123.44 punti). Anche l'Eurostoxx50 (-1.27% a 3542 punti) ed il DAX tedesco (-1.47% a 12976 punti) hanno avuto una pessima giornata. I mercati finanziari hanno dato i conosciuti segnali di stress. Gli spreads sui titoli di Stato sono aumentati, il Bund (+0.38% a 159.66) - classico bene rifugio in caso di crisi - é balzato su un nuovo massimo annuale mentre l'EUR é caduto su un nuovo minimo annuale contro USD (EUR/USD a 1.1710 / minimo a 1.1685) ed ha ceduto anche contro il Franco Svizzero (EUR/CHF a 1.1638). Insomma gli investitori hanno mostrato la loro inquitudine nei confronti della prospettiva, ormai concreta, di un governo 5 Stelle - Lega in Italia. La volontà degli Italiani, espressa nelle urne, deve essere rispettata. Il governo deve essere giudicato sulla base del suo operato ed é sbagliato fare un processo alle intenzioni. Ai mercati finanziari non piacciono però i salti nel buio e la reazione é comprensibile.
È difficile dire se ieri é iniziata una correzione - lunedì il DAX aveva toccato un massimo a 90 giorni e non basta un giorno di calo per invocare con certezza l'inversione di tendenza. Inoltre ieri sera gli indici azionari europei hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri. Le perdite sono consistenti ma non massicce. I volumi erano in aumento ma restano nella media di lungo periodo - non é stato un giorno da record. Il DAX (12976 punti) ha perso quello che aveva guadagnato nelle precedenti tre sedute ed é tornato sui 13000 punti. L'Eurostoxx50 (3542 punti) si é fermato poco sotto quei 3560 punti dove era rimasto parecchi giorni a metà maggio prima dell'impennata che l'aveva portato a sfiorare i 3600 punti. Gli indicatori che usiamo per il trading non hanno fornito dei segnali di vendita.
Insomma - la seduta di ieri in Europa é stata negativa ma potrebbe trattarsi solo di un incidente di percorso. il 25 aprile scorso abbiamo avuto una giornata simile e poi il rialzo é ripreso. Il vantaggio di questa seduta é che l'ipercomperato di corto termine é sparito. La RSI sul DAX é scesa di colpo dai 70 ai 58 punti. Vediamo cosa succede oggi prima di trarre conclusioni affrettate.

La seduta a Wall Street é stata positiva almeno per quel che riguarda i maggiori indici. La borsa non ha combinato molto fino alle 20.00. Poi la pubblicazione del protocollo dell'ultima seduta della FED ha provocato degli acquisti e ha fatto lievitare il mercato. L'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero a 2733.29 punti (+0.32%). In precedenza aveva aperto in gap down a 2712 punti ed era oscillato in laterale svogliatamente tra i 2710 ed i 2721 punti.
Messi da parte PMI (Russell2000 +0.15%) e energia (ETF Energy -0.01%) gli investitori si sono rivolti di nuovo alla tecnologia (Nasdaq100 +0.87% a 6953) nell'ambito di quella rotazione tra settori che osserviamo da settimane.
I dati delle giornata non sono però convincenti. Strutturalmente la seduta é stata equilibrata con A/D a 3524 su 3414, NH/NL a 422 su 308 e volume relativo a 0.95. Il forte calo dei nuovi massimi a 30 giorni mostra che al rialzo manca una leadership ed una forza trainante. La volatilità VIX é scesa a 12.58 punti (-0.64) - si avvicina a quei 12 punti da noi indicati come condizione per un massimo significativo sull'S&P500. La CBOE Equity put/call ratio é stata invece di 0.65 - un dato insignificante.
L'S&P500 é bloccato tra i 2700 ed i 2742 punti. Questa fase di incertezza può continuare ancora qualche giorno. Una rottura al rialzo é la variante con maggiori probabilità.

La giornata odierna sembra voler seguire la falsariga di ieri. Il cambio EUR/USD (1.1705) non recupera. Il Bund tedesco sale mentre i futures sugli indici azionari europei sono in calo. Malgrado la seduta positiva ieri sera a Wall Street le borse europee apriranno in calo. L'Eurostoxx50 vale ora 3535 punti (-7 punti) - il minimo ieri era a 3528 punti e vale come supporto intermedio. Il future sull'S&P500 é a 2725 punti (-6 punti). Vedremo se oggi le borse europee rimbalzeranno o se invece le vendite continueranno. Il governo "populista" italiano non piace a Bruxelles e i commenti della stampa sono negativi - é possibile che questo argomento venga preso come scusa per una correzione minore circoscritta ai listini europei.
Per la cronaca le borse asiatiche sono miste - il Nikkei ha perso il -1.11% - Shanghai é in calo del -0.4%. India e Taiwan salgono.

Commento del 23 maggio

Lenti e faticosi progressi

Lunedì avevamo avuto un segnale positivo proveniente dagli Stati Uniti con il nuovo massimo storico dell'indice delle piccole e medie imprese Russell2000. Ieri é seguito il nuovo massimo a 90 giorni del DAX tedesco (+0.71% a 13170 punti). Non é molto ma abbastanza per dire che la tendenza di fondo delle borse europee, con alcune eccezioni tipo l'Italia, e americana é ancora al rialzo. Da una decina di giorni prevediamo un'accelerazione al rialzo dell'S&P500 (-0.31% a 2724.44 punti) nel range 2750-2800 punti. Finora non é successo nulla e l'indice resta bloccato tra i 2700 ed i 2742 punti. Anche ieri l'S&P500 ha toccato questa resistenza intermedia - non é riuscito a superarla ed é ricaduto tristemente di una ventina di punti. Bisogna avere pazienza. Dopo il rialzo di gennaio ed il crollo di febbraio il mercato si é semplicemente assestato e fatica a ritrovare forza e trazione. Gli investitori si muovono stancamente da un settore all'altro senza grande convinzione. I volumi di titoli trattati sono da settimane modesti e sotto la media di lungo periodo. Al momento non appare nessun segnale d'inversione di tendenza e nessuna divergenza in grado di provocare un ribasso.
Solo due indici hanno raggiunto i nostri obiettivi. Il DAX ieri a 13204 punti e il Nasdaq100 (-0.17% a 6893 punti) settimana scorsa a 7008 punti. Non sembrano voler correggere ma semplicemente consolidare. Un comportamento logico e comprensibile visto che le altre borse europee a gli altri indici americani sembrano ancora avere potenziale di rialzo.

Ieri le borse europee hanno recuperato la seduta positiva di Wall Street di lunedì. L'Eurostoxx50 é salito a 3587 punti (+0.41%). Lunedì sera valeva teoricamente 3582 punti - ieri mattina ha aperto a 3575 punti ed é salito subito a 3581 punti. Questo significa che ieri in giornata i rialzisti hanno provocato unicamente un guadagno di 5-6 punti - poco. Sul DAX abbiamo già in parte riferito - ha terminato la seduta con un consistente guadagno ma 34 punti sotto il massimo giornaliero. LA RSI é a 70.36 punti - il bordo superiore delle BB é a 13276 punti, al MACD basterebbe una seduta da -1% per dare un segnale di vendita. Il rialzo é stanco e molto esteso ma potrebbe ancora riservarci un'estensione di 100-200 punti in attesa che l'Eurostoxx50 salga a 3600 punti.
Il FTSE MIB é risalito del +0.54% a 23216 punti. Questo é un segnale incoraggiante che però non va sopravvalutato. La tendenza a corto termine é ancora al ribasso. Probabilmente gli investitori hanno smesso di vendere in attesa di vedere la versione definitiva del governo e di studiare i dettagli del piano economico. Se in effetti il nuovo governo vuole rilanciare l'economia attraverso un aumento della spesa pubblica e sgravi fiscali é probabile che lo spread sui titoli di Stato ricomincerà a salire. Un Paese fortemente indebitato che intende fare ulteriori debiti sopra i limiti imposti dal trattato di Maastricht dovrebbe in effetti pagare tassi d'interesse superiori agli attuali. Vedremo come si comporterà la BCE che finora per "salvare" l'EUR ha finanziato attraverso il QE i deficit dei Paesi europei. Se la BCE "collabora" il programma economico del nuovo governo potrebbe essere accettato senza tumulti dai mercati e non provocare un ribasso del FTSE MIB. Ieri c'é stata una tregua tra investitori e politica. Vediamo se questa tregua dura.

La seduta a New York é stata deludente. Ci aspettavamo che finalmente l'S&P500 fosse in grado di superare la resistenza intermedia a 2742 punti e salire sopra i 2750 punti. Invece l'S&P500 ha toccato nella prima ora di contrattazioni un massimo a 2742 punti ma poi é ricaduto. Per ore é oscillato tra i 2735 ed i 2739 punti e dopo le 20.30 é caduto fino a 2722 punti. Ha infine chiuso a 2724.44 punti (-0.31%). È mancata la spinta fornita nei giorni scorsi del settore energia (ETF Energy -1.33%) poiché il prezzo del petrolio é sceso. Invece la tecnologia (Nasdaq100 -0.17%) ha retto bene.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2807 su 4127, NH/NL a 916 su 212 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita di poco a 13.22 punti (+0.14) - la CBOE Equity put/call ratio é relativamente bassa a 0.58.
Le MM a 200 giorni degli indici azionari americani più importanti stanno ancora salendo - quelle a 50 giorni cominciano gentilmente a scendere. È difficile capire se i più frustrati da questa pausa sono i rialzisti o i ribassisti. Chi getterà per primo la spugna? Secondo il trend gli indici dovrebbero ancora salire. Secondo gli oscillatori gli indici sono su un massimo intermedio. Secondo gli indicatori c'é poco potenziale di rialzo a fronte di uno scarso rischio di ribasso. Attendiamo un chiaro segnale o una situazione di evidente eccesso per prendere nuove decisioni d'investimento.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei ha perso il -1.11% - Shanghai sta scendendo del -1.1%. Il future sull'S&P500 é a 2720 punti (-5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3576 punti (-11 punti) - le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.3%.
Le trattative commerciali tra Cina e Stati Uniti sono ad un punto morto dopo che Donald Trump ha annunciato il suo disappunto sui risultati finora conseguiti. Gli investitori sono demotivati e disorientati. I mercati nel breve sono senza direzione. Anche oggi non ci aspettiamo sostanziali variazioni.

Commento del 22 maggio

L'indice Russell2000 (+0.66%) sale su massimo storico e mostra che il rialzo in America é ancora vivo e vegeto

Ieri in numerosi paesi europei tra cui Germania, Francia e Svizzera era un giorno di festa. L'Eurostoxx50 ufficialmente non ha trattato poiché alcune borse europee, tra cui quella tedesca (DAX), erano chiuse in occasione di Pentecoste. Teoricamente ieri sera l'Eurostoxx50 valeva 3582 punti (+9 punti). In generale é stata una giornata positiva.
Non così per la borsa italiana. Il FTSE MIB (-1.52% a 23092 punti) ha aperto male a 23082 punti. La mattina ha recuperato e a metà giornata era quasi in pari. Significa che gli investitori italiani ed europei erano pronti a dare fiducia (o almeno il beneficio del dubbio) al nuovo governo italiano targato 5 Stelle - Lega. Nel pomeriggio però con l'arrivo degli americani sul mercato il FTSE MIB é ricaduto e ha chiuso sul livello d'apertura e nuovamente con una pesante perdita. Ieri in Italia era il giorno dei dividendi - 19 società del FTSE MIB hanno staccato il dividendo e questo ha provocato una caduta dell'indice di circa 400 punti o il -1.7%. Per l'analisi tecnica questo influsso esogeno non influisce molto sulla situazione generale anche se ripulita da questo effetto la seduta é stata positiva.
Il gioco degli speculatori al ribasso é conosciuto. Si vuole obbligare il governo italiano a rispettare le regole imposte da Bruxelles. Per questo si vendono BOT e BTP, lo spreads sui titoli di Stato aumenta a dismisura e la borsa precipita. Nessuno é in grado di dire quando questo gioco al massacro può finire. Per questo già a metà di settimana scorsa avevamo invitato gli investitori alla prudenza. Rotto il supporto a 24000 punti il FTSE MIB é in caduta libera e le barriere tecniche (ipervenduto, Bollinger Bands, supporti) non sono più valide. La candela di ieri sul grafico é quasi completamente al di sotto del limite inferiore delle Bollinger Bands. In teoria un segnale di eccesso di ribasso - in pratica é meglio evitare acquisti durante un ribasso con una dinamica e motivazione di questo tipo. Il ribasso può finire oggi o solo tra alcune settimane. A corto termine il FTSE MIB può cadere fino ai 22000 punti prima di essere obbligato ad eseguire almeno un rimbalzo tecnico.

A Wall Street la settimana é iniziata con una seduta decisamente positiva che ha permesso all'indice delle piccole e medie imprese Russell 2000 (RUT +0.66%) di salire su un nuovo massimo storico. Questo é una chiaro segnale che il rialzo é vivo e vegeto. C'é uno spostamento dei favori degli investitori dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.57% a 6905 punti) ad altri settori come quello dell'energia (Bullish Percent Index Energy a 87.10 !) - questo può essere considerato una sana rotazione tra settori.
L'S&P500 (+0.74% a 2733.01 punti) ha aperto a 2733 punti. È salito a 2739 punti di massimo e sceso a 2725 punti di minimo. Si é poi assestato in questo range e ha chiuso vicino al livello d'apertura a 2733 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4847 su 2169, NH/NL a 1068 a 225 (buona espansione dei nuovi massimi a 30 giorni) e volume relativo a 0.8. Gli indicatori di sentiment si sviluppano come atteso - la VIX é scesa a 13.08 punti (-0.34) mentre la CBOE EQuity put/call ratio é stata nuovamente bassa a 0.54. Gli oscillatori mostrano che un massimo significativo é temporalmente vicino ma non accennano a scendere - significa che la scadenza é rinviata di qualche giorno e l'S&P500 dovrebbe riuscire a salire sull'obiettivo a 2750-2800 punti. Si concretizza il sospetto che contemporaneamente il Nasdaq100 dovrebbe ritestare i 7000 punti senza riuscire a superarli.
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno fatto lievitare il prezzo del petrolio (WTI a 72.35 USD/barile, +0.98%). Al momento questo aumento ha ripercussioni positive in borsa mentre non crea aspettative d'inflazione visto che ieri i Bonds non si sono mossi. Nell'immediato questo aiuterà i listini azionari. Presto o tardi però ci saranno ripercussioni negative. Notiamo con interesse che finora il settore dei trasporti (DJT +1.28) non subisce l'influsso negativo dell'aumento dei prezzi del carburante.

Stamattina i mercati sono molto tranquilli. Le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha perso il -0.15% - Shanghai é in calo del -0.4%. Il future sull'S&P500 é a 2734 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3575 punti - aprirà 2 punti sopra il livello di chiusura di venerdì e 7 punti sotto il valore teorico raggiunto ieri sera. Le borse europee apriranno con un leggero guadagno. In teoria dovrebbero riuscire a guadagnare ancora qualche punto. Temiamo però che la situazione italiana possa avere diramazioni in Europa ed espandersi. Ieri l'indice delle banche SX7E é sceso a 123.43 punti (-0.79%). Le vendite che colpiscono i valori italiani coinvolgono anche l'EUR e i titoli finanziari europei. Potrebbero allargarsi ad altri Paesi e settori.

Aggiornamento del 21 maggio - Pentecoste

Nuovo governo in Italia - le trattative commerciali tra USA e Cina fanno lenti progressi

In Italia sembra che finalmente 5 Stelle e Lega abbiano raggiunto un accordo per formare il governo - il primo ministro devrebbe essere Giuseppe Conte, Matteo Salvini dovrebbe diventare ministro degli Interni mentre Luigi di Maio dovrebbe prendere il ministero del lavoro. Vedremo come gli investitori accoglieranno la notizia. Fino a venerdì scorso la prospettiva di un governo populista aveva provocata un aumento dello spread sui Titoli di Stato e un calo del FTSE MIB. Forse adesso le acque si calmeranno in attesa di vedere in effetti come si comporterà il nuovo governo.
I colloqui commerciali tra Cina e Stati Uniti proseguono senza concreti progressi. Ad un certo momento sembrava che si arrivasse ad una rottura. Ora per lo meno le due parti hanno deciso di prolungare le trattative e questo é costruttivo.

Stamattina prevalgono i segnali positivi. Le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +0.35% - Shanghai sale del +0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2727 punti (+14 punti). Il cambio EUR/USD continua a scivolare verso il basso e tocca un nuovo minimo annuale a 1.1740. L'Eurostoxx50 vale ora 3583 punti (+10 punti). DAX e SMI oggi non trattano. Le altre borse europee apriranno con modesti guadagni. Prevediamo una seduta positiva e senza grandi movimenti. La chiusura dovrebbe situarsi sul livello d'apertura.

Commento del 19-20 maggio

Il rialzo non é finito

Venerdì l'Eurostoxx50 (-0.51% a 3573 punti) ha toccato un nuovo massimo a 90 giorni a 3596 punti. Il DAX (-0.28% a 13077 punti) lo ha imitato con un massimo a 13133 punti. Gli indici sono in seguito ricaduti ma questo non sembra un key reveral day - l'aumento dei volumi di titoli trattati é solo una conseguenza della scadenza dei derivati di maggio e la perdita finale é troppo contenuta - la caduta dal massimo é inferiore all'1% e gli indici non hanno chiuso sul minimo giornaliero. Non abbiamo nessun segnale d'inversione di tendenza o che gli indici abbiano raggiunto un massimo significativo malgrado la vicinanza dei nostri obiettivi.
Anche in America la seduta di venerdì é stata negativa - l'S&P500 é scivolato a 2712.97 punti (-0.54%). È però stata una seduta tranquilla e senza direzione con l'S&P500 che é oscillato in soli 10 punti e ha chiuso al centro del range giornaliero e sul livello d'apertura. Notiamo però il nuovo massimo storico dell'indice Russell2000 (+0.08%) e la seduta in pari del DJ Transportation (+0.00%) sul cui grafico appare un evidente canale orizzontale. Il DJT sembra pronto a rompere il canale al rialzo e accelerare sopra i 10800 punti.
Insomma - il rialzo é in perdita di velocità ma scorrendo i grafici vediamo molte costellazioni costruttive e marginali rotture al rialzo. Malgrado tracce di ipercomperto niente lascia presupporre l'imminenza di un'inversione di tendenza. Lo scenario più probabile é che gli indici azionari debbano nei prossimi giorni salire ancora più in alto e l'atteso massimo significativo si verificherà settimana prossima.
Esistono però dei problemi.
In Italia l'instabilità politica e l'incertezza riguardante la formazione del governo ed il suo programma politico ed economico hanno provocato un'impennata dello spread sui titoli di Stato ed una caduta del FTSE MIB (-1.48% a 23449 punti). Nelle prossime sedute la pressione di vendita potrebbe aumentare e la speculazione potrebbe accanirsi. Formalmente il FTSE MIB é in un ribasso di corto termine ed é impossibile stimare attraverso l'analisi tecnica quando e dove questa caduta potrebbe finire.
Il problema italiano ha colpito il settore bancario europeo. L'indice SX7E (-1.72% a 124.41 punti) ha perso nell'ultima settimana il -4.25% (!). Era dai tempi della crisi delle banche del primo trimestre del 2016 che non assistavamo ad un simile crollo. È sorprendente che la debolezza del settore finanziario non sia riuscita a far deragliare il rialzo dell'Eurostoxx50. Sarà interessante osservare come si risolverà questa divergenza. Saranno le banche ad affossare l'Eurostoxx50 e obbligarlo ad una correzione oppure appena l'SX7E si stabilizzerà l'Eurostoxx50 continuerà a salire? Considerando che il SX7E ha supporto a 124 punti la risposta é imminente.
In America la tecnologia ha perso la sua leadership e la forza relativa. Il Nasdaq100 (-0.51% a 6866 punti) sembra formare un'ampia testa e spalle ribassista. A corto termine l'indice sembra aver toccato un massimo intermedio lunedì 14 maggio a 7008 punti (il nostro obiettivo era a 7000 punti) e aver cominciato una correzione. Come a marzo potrebbe però ancora reagire e risalire se come pensiamo l'S&P500 terminerà il rialzo a 2750-2800 punti.
Da ultimo preoccupa il crollo di molte monete di Paesi emergenti. Abbiamo in precedenti commenti segnalato i problemi che coinvolgono Turchia, Argentina e Sud Africa. Ora l'instabilità si sta allargando a tutta l'America latina compreso il Brasile e all'Indonesia. La fuga da questa moneta provoca il rafforzamento dell'USD americano con ovvie potenziali conseguenze destabilizzatrici sui listini azionari. Venerdì il cambio EUR/USD é sceso fino a 1.1750 per infine tornare a 1.1770. Si può discutere se la rivalutazione dell'USD sia una conseguenza di problemi nei Paesi emergenti o dell'aumento dei tassi d'interesse a breve sull'USD. C'é da domandarsi quali conseguenze potrebbero avere queste eccessive oscillazioni dei cambi sulle borse. Al momento ci sono delle crisi in singoli Paesi ma i mercati finanziari nel complesso sembra solidi e stabili.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.19% a 3573 punti              
DAX                         +0.59% a 13077 punti
SMI                          -0.59% a 8940 punti
FTSE MIB                  -2.94% a 23449 punti
S&P500                    -0.54% a 2712.97 punti
Nasdaq100               -1.24% a 6866 punti

Settimana scorsa ci aspettavamo di più dall'America. Mentre in Europa l'Eurostoxx50 ed il DAX si sono involati verso nuovi massimi di periodo confermando la tendenza rialzista, a Wall Street c'é stata una serie di sedute deludenti e senza direzione. All'impennata di lunedì (massimo dell'S&P500 a 2742 punti) non é seguita un'accelerazione ma una serie di giornate di pausa. Anche venerdì non é successo molto. L'S&P500 ha aperto in calo a 2716 punti. È salito su un massimo a 2719 punti alle 16.20 ed é sceso su un minimo a 2709 punti alle 16.40. Poi si é mosso a caso all'interno di questo range e ha chiuso a 2712.97 punti (-0.26%). Il Nasdaq100 (-0.51% a 6866 punti) ha confermato le difficoltà notate nei giorni precedenti con una seduta debole.
La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3225 su 3647, NH/NL a 772 su 508 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é ferma a 13.42 punti (-0.01) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.66.
Settimana scorsa si é parlato molto di petrolio e il settore energy si é comportato bene - bisogna però relativizzare - il prezzo del petrolio (WTI) in una settimana é salito da 70.70 e 71.37 USD/barile. Poco. Ha fatto notizia solo il Brent (78.70) che ha brevemente superato la soglia psicologica degli 80 USD al barile.
Per definizione la tendenza dominante alla borsa americana é debolmente rialzista con il 59.7% dei titoli sopra la SMA a 30 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 57.93.
Venerdì i tassi d'interesse sull'USD sono scesi sensibilmente. È possibile che il lungo ribasso degli USTreasury Bonds, iniziato a settembre dell'anno scorso, sia momentaneamente finito. Questa potrebbe essere la molla per far ripartire settimana prossima l'S&P500 al rialzo.

Riassumendo il rialzo in Europa ed America non é terminato come speravamo settimana scorsa su un massimo significativo. Questo massimo sembra slittare nel tempo. Non vediamo rischi di ribasso malgrado che ci sono delle gravi crisi circoscritte ad alcuni Paesi e monete.

In alcuni paesi europei (Austria, Francia, Germania, Norvegia e Svizzera) lunedì é festa (Pentecoste).
Le borse svizzera (SMI) e tedesca (DAX) non trattano.
Il nostro ufficio rimane chiuso - il sito viene aggiornato normalmente.

Commento del 18 maggio

Le borse europee, malgrado l'Italia, escono al rialzo dal consolidamento - in America manca leadership

Ieri le borse europee sono ripartite al rialzo. Dopo cinque giorni di pausa durante i quali i maggiori indici azionari si sono mossi sul posto, ieri c'é stato un consistente balzo verso l'alto. Gli indici hanno terminato la seduta sui massimi giornalieri e nuovi massimi a 90 giorni. Ora ci stiamo avvicinando ai nostri obiettivi mentre cominciano ad esserci situazioni di ipercomperato segnalate dalle RSI giornaliere sui 70 punti. L'Eurostoxx50 é salito a 3592 punti (+0.82%) - manca poco al nostro obiettivo a 3600 punti. Il DAX si é fermato a 13114 punti (+0.91%) - poco lontano dall'obiettivo a 13200. Avevamo previsto che un massimo significativo doveva concretizzarsi nella seconda parte di questa settimana. In teoria per questi due indici si presenta la possibilità di un massimo oggi. L'unico problema é che l'America é in ritardo - l'S&P500 é fermo a 2720.13 punti (-0.09%) e non dovrebbe toccare un massimo prima di settimana prossima. Non sappiamo ancora come risolvere il problema costituito da questo scollamento temporale.

In Europa DAX e Eurostoxx50 stanno seguendo lo scenario originale e stanno terminando la fase di rialzo con un massimo significativo. SMI (+0.16% a 8988 punti) e FTSE MIB (+0.29% a 23802 punti) si trovano in una situazione differente. L'indice svizzero sembra aver già toccato un massimo sui 9000+ punti e aver già cominciato a correggere. Probabilmente si fermerà alcuni giorni sui 9000 punti in attesa che anche gli altri indici abbiano terminato questa fase. La borsa italiana é in balia dei problemi politici relativi alla formazione del nuovo governo. Ieri c'é stata una tregua tra borsa ed investitori. Il FTSE MIB é debolmente rimbalzato e lo spread sui titoli di Stato si é stabilizzato. Il FTSE MIB formalmente sta però correggendo, ieri ha sottoperformato ed é restato sotto i 24000 punti. Lo sviluppo a corto termine é incerto - i movimenti sono dettati dalla speculazione e agli investitori consigliamo di non farsi coinvolgere fino a quando non si delinea una situazione tecnica chiara.
Notiamo che il settore bancario (SX7E +0.04% a 126.59 punti) resta debole. Da una parte é costruttivo che l'Eurostoxx50 riesca a salire malgrado la zavorra delle banche. D'altra parte sappiamo per esperienza che un rialzo non và lontano se non viene sorretto e accompagnato dal settore bancario. Forse é questo il tallone d'Achille del mercato che provocherà l'atteso massimo significativo.

Speravamo che ieri l'S&P50o continuasse a salire sfruttando la spinta di mercoledì. Invece si é nuovamente fermato. L'indice ha aperto a 2720 punti e ha chiuso sullo stesso livello (-0.09% a 2720.12 punti). Durante la giornata si é mosso tra i 2711 ed i 2732 punti - sul grafico appare un doji che mostra equilibrio ed incertezza. Sembra una semplice pausa di consolidamento all'interno di un rialzo intatto e non completo.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3936 su 2959, NH/NL a 908 su 251 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é ferma a 13.43 punti (+0.01) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.57 (bassa ma non in territorio estremo). Ieri la debolezza della tecnologia (Nasdaq100 -0.41% a 6901 punti) é stata compensata dalla forza dell'energia (ETF Energy +1.51%). C'é una rotazione tra settori senza una chiara e costante leadership.
Questa seduta non ci ha detto niente di nuovo. La previsione di un massimo tra i 2750 ed i 2800 punti é ancora valida - il massimo si sposta a settimana prossima.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +0.4% - Shanghai sale del +1.1%. Il future sull'S&P500 é a 2724 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3582 punti (-10 punti). Le borse europee apriranno miste. Il DAX dovrebbe aprire in leggero guadagno.
In molti paesi europei (compresi Svizzera e Germania) lunedì prossimo é festa (Pentecoste). Ci sarà di conseguenza un lungo fine settimana. È probabile che i traders preferiscano chiudere le posizioni e ridurre i rischi. Oggi ci aspettiamo una seduta tranquilla e le borse europee dovrebbero chiudere in pari. Speriamo che l'America riesca a fare progressi - leggete a questo riguardo i commenti delle 14.00.

Commento del 17 maggio

La borsa americana torna a salire e sembra mentenere lo scenario originale

Ieri mattina abbiamo presentato due possibili scenari a corto termine per la borsa americana. O l'attesa correzione era già iniziata oppure l'S&P500 doveva restare sopra i 2700 punti, consolidare e riprendere il rialzo che doveva poi terminare solo settimana prossima tra i 2750 ed i 2800 punti. Nel commento sull'S&P500 del pomeriggio abbiamo fatto una scelta e indicato la nostra opinione: "Ad istinto non crediamo che i 2742 punti di massimo di lunedì sia l'atteso massimo significativo. Crediamo piuttosto che ci debba essere ancora un consolidamento e un'ultima spinta di rialzo. Ci sono forti movimenti sui cambi, sui tassi d'interesse e sui prezzi delle materie prime che stanno influenzando anche il mercato azionario ma non sembra che si stia verificando un'inversione di tendenza."
Ieri l'S&P500 ha reagito positivamente ed é tornato a 2722.46 punti (+0.41%). Non é stata una seduta spettacolare ma il mercato ha mostrato chiaramente l'intenzione a breve di non voler scendere più in basso. L'S&P500 ha aperto in leggero guadagno a 2714 punti. Ha avuto una fase di indecisione e ha toccato alle 17.30 un minimo a 2712 punti. Dopo la chiusura in Europa é partito al rialzo e ha raggiunto a metà giornata un massimo a 2727 punti. Poi non é successo più molto. L'indice é oscillato in laterale, é ricaduto a 2717 punti e sul finale si é issato a 2722 punti. Il Nasdaq100 (+0.60% a 6930 punti) ha seguito lo stesso percorso. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4708 su 2239, NH/NL a 809 su 276 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é scesa a 13.46 punti (-1.17) - sembra che i traders vogliano andare a caccia di un minimo sui 12 punti prima di tentare di far tornare la VIX sopra i 15 punti. La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.50 (!) - vi ricordiamo che ci vogliono un paio di sedute con questo indicatore sui 0.50 per mostrare un eccesso di speculazione al rialzo e la possibile presenza di un massimo significativo sull'S&P500.

Stamattina devo uscire presto a causa di un appuntamento. Per quel che riguarda l'Europa mi limito all'essenziale e invito gli interessati a leggere i commenti di ieri sera. L'Eurostoxx50 per la quarta seduta consecutiva non si é mosso - ha chiuso a 3562 punti (-0.04%) dopo aver trascorso la giornata ad oscillare a caso tra i 3551 ed 3567 punti. Considerando la caduta del FTSE MIB (-2.32% a 23734 punti) e la debolezza del settore bancario (SX7E -2.27% a 126.54 punti) l'indice europeo si é comportato bene e sembra consolidare prima di riprendere il rialzo. La borsa italiana era sotto pressione a causa dei conosciuti problemi politici. Gli investitori diventano nervosi e vendono BTP (spread in forte aumento) e azioni italiane. Le tensioni sui mercati finanziari europei si riflettono sulle azioni delle banche e sull'EUR ma sembrano circoscritti. Il cambio EUR/USD é caduto ieri fino a 1.1763 punti di minimo. Dovrebbe ora provare nuovamente a rimbalzare fino a 1.20+. Stamattina si trova a 1.1825.

Stamattina presto i mercati sono piuttosto tranquilli. Il Nikkei sale del +0.6% - Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2723 punti. Non abbiamo ancora indicazioni riguardanti l'Eurostoxx50 ma stimiamo che ora dovrebbe valere 3572 punti. Le borse europee dovrebbero aprire con modesti guadagni (+0.3%). Sarà interessante osservare il comportamento della borsa italiana in balia degli avvenimenti politici. Ieri il FTSE MIB ha rotto il supporto a 24000 punti e in teoria sta correggendo. La situazione potrebbe però improvvisamente cambiare. Agli investitori consigliamo di stare a guardare ed evitare speculazioni.

Commento del 16 maggio

Secondo il Nasdaq100 la borsa americana ha già toccato l'atteso massimo significativo

La seduta di ieri in Europa é stata insignificante. Inutile perdere tempo ad analizzarla nel dettaglio. Gli indici azionari si sono mossi in pochi punti nel range dei giorni precedenti e hanno chiuso senza sostanziali variazioni. Per l'Eurostoxx50 (-0.04% a 3564 punti) questo ha significato un calo di 1 punto - in quattro sedute l'indice ha perso 5 punti. Il rialzo é bloccato ma formalmente é ancora valido.

La seduta a Wall Street é stata più interessante. Non per il suo svolgimento visto che dopo la debole apertura gli indici si sono limitati ad oscillare in laterale. Le perdite a fine giornata sono però risultate importanti e potrebbero significare che il rialzo é finito in anticipo con il massimo di lunedì dell'S&P500 (-0.68% a 2711.45 punti) a 2742 punti.
Facciamo un passo indietro. Da giorni i tassi d'interesse sull'USD stanno lievitando. L'USTreasury Bonds a 10 anni rende il 3.08% ed é quindi tornato sopra la barriera psicologica del 3%. Quello ad 1 anno rende il 2.31%. Specialmente l'aumento dei tassi d'interesse a breve ha provocato il rafforzamento dell'USD ed il collasso di alcune monete di Paesi fortemente indebitati con l'estero come la Lira turca, Il Peso argentino o il Rand sudafricano. Il cambio EUR/USD é nuovamente sceso a 1.1835 dopo il rimbalzo tecnico a 1.20. La forza dell'USD ha provocato un calo del prezzo dell'oro a 1291 USD/oncia. L'oro é nuovamente caduta sotto la soglia dei 1300 USD ma in EUR (1093 EUR/oncia) rimane incollato ai 1100 EUR. In mezzo a questi ampi movimenti su Bond e cambi si muovono i mercati azionari. Per ora le tensioni hanno unicamente provocato il ritracciamento di ieri della borsa americana.
L'S&P500 ha aperto debole a 2715 punti e per tutta la giornata é oscillato in laterale tra i 2702 ed i 2715 punti. Ha chiuso in mezzo al range a 2711.45 punti (-0.68%). Notiamo che durante la giornata ribassisti e rialzisti si sono equivalsi. L'S&P500 é rimasto sopra la barriera psicologica dei 2700 punti. Gli indici hanno aperto in gap down - questo potrebbe significare l'inizio di una correzione o un ribasso ma ci vogliono dei segnali di vendita per confermare questa impressione. Per ora nessun indicatore é passato su sell e nessun importante supporto é stato rotto. Solo le coincidenze sul Nasdaq100 sono troppe per essere casuali. Lunedì l'indice aveva toccato i 7008 punti di massimo e aveva raggiunto in questa maniera il primo possibile obiettivo del rialzo. Ieri nelle nostre previsioni il Nasdaq100 doveva cadere a 6890 punti e poi rimbalzare una quarantina di punti. Invece l'indice é sceso decisamente più in basso ed solo rimbalzato a 6888 punti (-1.09%). La candela rossa sul grafico abbandonata nel nulla preoccupa poiché questo gap down nel 75% dei casi significa un'inversione di tendenza.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2548 su 4414, NH/NL a 507 su 392 (un evidente spostamento di forze) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 14.63 punti (+1.70) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.62.
Ora esistono solo due possibilità. La correzione é iniziata in anticipo e per l'S&P500 una decina di punti sotto il primo possibile obiettivo. Questo scenario verrebbe confermato nel caso in cui l'S&P500 scendesse nei prossimi giorni sotto i 2675 punti o se ci fossero tre sedute consecutive negative. Oppure il rialzo é ancora valido e in questo caso l'S&P500 dovrebbe restare sopra i 2700 punti, consolidare e poi ricominciare a salire. In questo caso un massimo si verificherebbe solo settimana prossima sui previsti 2750-2800 punti.

Stamattina prevalgono i segni negativi. Le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei ha perso il -0.44%, Shanghai perde il -0.6%. Il future sull'S&P500, che verso le 07.00 era ancora in positivo, scivola a 2708 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3557 punti (-7 punti). Le borse europee sono piuttosto stabili e inizieranno le contrattazioni con un leggero calo del -0.2%.
Alle 11.00 verranno pubblicati gli ultimi dati sull'inflazione in Europa. Alle 14.00 é atteso un discorso di Mario Draghi. Da un paio di giorni i tassi d'interesse sull'EUR stanno aumentando. Vediamo se oggi i venditori riusciranno a fare pressione anche sulle borse europee. Per il momento la giornata si apre all'insegna della stabilità.

Commento del 15 maggio

Il rialzo si é fermato - in teoria manca ancora un'ultimo balzo prima di un massimo significativo

Ieri le borse si sono fermate - come martedì 8 maggio. Settimana scorsa gli indici dopo la pausa sono ancora riusciti a fare un balzo verso l'alto. Anche questa volta ci aspettiamo ancora un paio di giornate positive prima che la spinta di rialzo si esaurisca su un massimo intermedio. L'unico problema é che gli oscillatori segnalano che siamo vicini alla fine di un ciclo - come sapete ci aspettavamo un massimo tra la metà e la fine di questa settimana. Non possiamo escludere la possibilità che il carburante sia già finito malgrado che per il momento non vediamo nessuna divergenza e nessun segnale d'inversione di tendenza. Quella di ieri sembra una normale seduta di consolidamento all'interno di una fase rialzista non ancora completa.

La seduta in Europa é stata noiosa e senza argomenti d'interesse. L'Eurostoxx50 serve da esempio per tutti. L'indice si é mosso in pochi punti - tra i 3553 ed i 3568 punti. Ha chiuso invariato e al centro del range giornaliero a 3565 punti (-0.01%). In genere gli indici hanno semplicemente svolto una seduta nel range del giorno precedente. Solo l'SMI svizzero (+0.08%) ha toccato un nuovo massimo mensile ma non é andato lontano. Il FTSE MIB (+0.26% a 24221 punti) sembra approfittare del fatto che a livello politico si muove qualcosa. L'indice é però bloccato tra i 24000 ed i 24550 punti e una decisione sul trend  a corto termine é pendente. La borsa italiana non si staccherà completamente dal resto dell'Europa - se l'Eurostoxx50 comincia a correggere anche il FTSE MIB subirà la forza di gravità. Di conseguenza anche se il FTSE MIB potesse fare ancora un balzo verso l'alto e raggiungere un nuovo massimo annuale non bisogna aspettarsi che poi il rialzo possa continuare a lungo.

Ieri anche a Wall Street non é successo nulla. L'S&P500 (+0.09% a 2730.16 punti) sullo slancio ha guadagnato ancora 2 punti. Ha però chiuso lontano dal massimo a 2742 punti e sul grafico appare una piccola candela rossa (chiusura sotto il livello d'apertura) dopo una serie di 6 candele bianche consecutive. Graficamente la situazione del Nasdaq100 (+0.17% a 6964 punti) é interessante poché l'indice ha toccato un massimo a 7008 punti e ha così raggiunto il primo possible obiettivo del rialzo di corto termine. Molti analisti parleranno ora di testa e spalle ribassista. È giusto ma ci vuole una discesa sotto i 6600 punti circa (neckline) per attivare questa formazione - questo livello é lontano.
L'S&P500 ha aperto a 2734 punti e all'inizio é salito fino ai 2742 punti. Dopo aver superato il bordo superiore delle BB a 2737 punti, l'indice é ridisceso in due ondate a 2725 punti. È risalito 8 punti, é ricaduto a testare il minimo ed ha infine chiuso a 2730 punti. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3250 su 3761, NH/NL a 813 (ancora in calo!) su 243 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é salita (ups!) a 12.93 punti (+0.28) - la CBOE Equity put/call ratio é nella norma a 0.62.
Riassumendo ieri la borsa americana si é fermata. Gli indici potrebbero aver già raggiunto l'atteso massimo intermedio come suggerisce il comportamento del Nasdaq100. Non abbiamo però ancora nessuna conferma e lo sviluppo più probabile resta quello di una continuazione verso l'alto ancora per 2 o 3 giorni.

Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha perso il -0.21% - Shanghai sale del +0.1%. Il future sull'S&P500 sta scendendo - é ora a 2721 punti (-9 punti). Ieri il cambio EUR/USD é risalito fino a 1.1996 - stamattina ricade a 1.1920. Il rimbalzo tecnico con obiettivo a 1.20+ potrebbe essere finito. L'Eurostoxx50 vale ora 3553 punti (-12 punti) - le borse europee apriranno in calo (-0.3%). Non crediamo che oggi debbano cadere sensibilmente più in basso. Oggi sono previsti numerosi dati congiunturali dall'Europa. Dovrebbero segnalare un rallentamento della crescita economica. Sarà interessante osservare la reazione dei mercati. In un mercato rialzista gli investitori dovrebbero focalizzarsi sugli aspetti positivi come quello dell'impossibilità da parte della BCE di alzare i tassi d'interesse. Una reazione negativa significherebbe che il vento per le borse sta nuovamente cambiando.

Aggiornamento del 14 maggio

Come reagirà la borsa ad un governo 5 Stelle - Lega?

Di Maio e Salvini hanno annunciato che un accordo per la formazione di un governo 5 Stelle e Lega é imminente. Oggi si dovrebbe conoscere il nome del candidato a dirigere il governo e i due leaders dovrebbero recarsi da Mattarella per avere un incarico ufficiale. Come reagiranno i mercati finanziari ? Secondo noi molto dipenderà dal programma del governo. Se ci sarà una soluzione di continuità con il rispetto dei parametri di deficit e di indebitamento previsti dai trattati il governo populista e anti europeo 5 Stelle - Lega dovrebbe lasciare gli investitori indifferenti. Diversa sarebbe la situazione se il nuovo governo decidesse di aumentare il deficit per rilanciare la crescita economica e se si mettesse in dubbio l'appartenenza all'UE e l'uso dell'EUR. In questo caso é probabile che malgrado gli interventi della BCE lo spread sui titoli di Stato comincerà a salire e la borsa a scendere. Di Maio e Salvini sono furbi - non crediamo che fin dall'inizio rischieranno di mettere in crisi il rapporto con l'UE e l'idillio con i mercati finanziari che vale da inizio anno. I toni saranno concilianti e crediamo che la reazione della borsa sarà cauta ma positiva. Il FTSE MIB dovrebbe continuare a salire insieme alle altre borse europee ed americana. Il problema questa settimana non sarà l'Italia ma il massimo significativo sugli indici azionari americani e probabilmente anche europei che ci aspetta nei prossimi giorni.

La settimana inizia con un'intonazione positiva. Le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +0.47% - Shanghai sale del +0.5%. Il future sull'S&P500 é a 2738 punti (+9 punti). Il cambio EUR/USD prosegue il rimbalzo in direzione degli 1.20 e si trova a 1.1965. Il quadro che osserviamo stamattina corrisponde alle attese. La conseguenza é che le borse europee apriranno in positivo ma vengono frenate dal recupero dell'EUR. L'Eurostoxx50 vale ora 3569 punti (+4 punti). La seduta odierna dovrebbe essere tranquilla e non dovrebbe riservare sorprese. Le borse europee marceranno sul posto mentre quella americana dovrebbe guadagnare ancora qualche punto.

Commento del 12-13 maggio

Borse in perdita di velocità e partecipazione - manca solo un eccesso di rialzo ed euforia per un massimo significativo

Nella settimana appena trascorsa la borsa americana ha sorpreso in bene. Pensavamo che l'S&P500 (+0.17% a 2727.72 punti) non avesse la forza di superare i 2700+ punti e invece tra mercoledì e giovedì l'S&P500 ha superato tutti gli ostacoli - la MM a 50 giorni a 2677 punti, la barriera a 2700 punti e il massimo di aprile a 2717 punti. L'indice é anche riuscito a spingere verso l'alto il bordo superiore delle Bollinger Bands (ora a 2729 punti) grazie ad alcune marginali sforature. Ci siamo fatti ingannare dalla volatilità VIX (12.65 punti, -0.58). Da febbraio questo indicatore rimaneva sopra i 15 punti e noi pensavamo che anche questa volta, raggiunto questo livello, la VIX sarebbe ricominciata a salire e l'S&P500 a scendere. Invece c'é stata una rottura al ribasso con un evidente tentativo di tornare su quei 10 punti che hanno contraddistinto il 2017 fino quasi alla fine di gennaio 2018. Ora la VIX sta scendendo troppo velocemente e gli investitori passano dall'ottimismo all'euforia. Un minimo sulla VIX sembra vicino ed imminente proprio mentre l'S&P500, secondo gli oscillatori, si avvicina ad un massimo. La prossima evidente resistenza sull'S&P500 é a 2800 punti. Pensiamo però che l'indice fermerà prima la sua corsa. Il rialzo perde di momentum e ha scarsa partecipazione. Venerdì scadono i derivati di maggio. Il Nasdaq100 (-0.16% a 6952 punti) potrebbe toccare un massimo a 7000-7023 punti. La tendenza di fondo della borsa americana é da neutra a debolmente al rialzo (60.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 55.16). Il prezzo del petrolio (WTI 70.70 USD/barile) é in stallo sui 70-72 USD - il sostegno al rialzo del settore energia dovrebbe venire a mancare.
Di conseguenza confermiamo la nostra previsione di massima - l'S&P500 deve toccare un massimo significativo nella seconda parte di settimana prossima tra i 2750 ed i 2800 punti. La stessa sorte dovrebbe toccare alle borse europee - indicativamente l'Eurostoxx50 (-0.12% a 3565 punti) può salire fino ai 3600 punti - per il DAX (-0.17% a 13001 punti) un'obiettivo indicativo si situa sui 13200 punti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.43% a 3565 punti              
DAX                         +1.42% a 13001 punti
SMI                          +1.01% a 8993 punti
FTSE MIB                  -0.72% a 24159 punti
S&P500                    +2.41% a 2727.72 punti
Nasdaq100               +2.71% a 6952 punti

La seduta di venerdì é stata sia in Europa che in America di scarso interesse. Gli indici si sono mossi in pochi punti e hanno chiuso al centro del range giornaliero e senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 ha perso 4 punti (-0.12% a 3565 punti) mentre l'S&P500 ne ha guadagnati 4 (+0.17% a 2727.72 punti). La differenza é stata causata probabilmente dal rimbalzo del cambio EUR/USD a 1.1940. Il cambio ha toccato un minimo mercoledì a 1.1838 punti e poi é risalito da una situazione di eccesso di ribasso e di sfiducia. Il cambio a breve deve tornare a 1.20+ e poi vedremo. In linea di massima ci aspettiamo un'altra lunga fase di stasi. Le conseguenze sulle borse europee sono evidenti.

L'S&P500 ha aperto a 2623 punti. È salito sul massimo a 2632 punti ed é poi sceso in due lunghe ondate sul minimo a 2717 punti. Dopo le 20.15 ha recuperato una decina di punti ed ha chiuso a 2727.72 punti (+0.17%). Il Nasdaq100 (-0.16% a 6952) é invece sceso - la società di software per la sicurezza Symantec (-33%) ha annunciato un'inchiesta interna per problemi di bilancio non ben definiti - l'azione é crollata influenzando il settore.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3857 su 3085, NH/NL a 892 (!) su 263 e volume relativo a 0.75. Notiamo il netto calo dei nuovi massimi a 30 giorni (mercoledì e giovedì erano stati più di 1000) e gli scarsi volumi. Sappiamo che un rialzo può continuare malgrado questa debole partecipazione ma bisogna rendersi conto che il movimento é fragile e a rischio di fallimento.
La volatilità VIX é scesa a 12.65 punti (-0.58) mentre la CBOE Equity put/call ratio é bassa a 0.60. Questo rapido passaggio da pessimismo a ottimismo e l'avvicinarsi dell'euforia sono problematici. Il Fear&Greed Index é passato in mese dai 17 ai 62 punti.

Riassumendo i grafici sono costruttivi ed il rialzo iniziato ad aprile non é ancora finito. Si avvicina però un significativo massimo. Non sappiamo esattamente cosa seguirà dopo. Non ci aspettiamo ancora un forte ribasso - per questo i dati macroeconomici sono ancora troppo buoni e la politica monetaria troppo accomodante. Dovrebbe però esserci una correzione abbastanza lunga e profonda da permettere e rendere profittevole l'apertura di posizioni short.

Un capitolo a parte lo merita il FTSE MIB (+0.52% a 24159 punti). A corto termine la borsa italiana é in balia della politica. Tra lunedì e giovedì gli investitori internazionali hanno segnalato di non apprezzare l'ipotesi di elezioni anticipate (vuoto di potere) o di un governo 5stelle - Lega che viene definito populista ed anti europeo. I danni in borsa sono però stati modesti e venerdì il FTSE MIB é rimbalzato. Fino a quando l'indice resta sopra i 24000 punti la tendenza dominante resta al rialzo. Se oltre tutto settimana prossima il FTSE MIB riuscisse a salire sopra i 24550 punti e raggiungere un nuovo massimo storico, avremo la conferma che la politica non é un elemento di disturbo tale da provocare un ribasso. Ovvio però che la borsa italiana non potrà ignorare quanto succederà nel resto dell'Europa. È improbabile che il FTSE MIB possa continuare a salire in solitaria se l'Eurostoxx50 comincia a correggere dai 3600 punti.

Commento dell'11 maggio

L'S&P500 (+0.94% a 2723 punti) rompe al rialzo ma non andrà lontano - massimo settimana prossima tra i 2750 ed i 2800 punti

La seduta ieri in Europa é stata strana ed anomala. In alcuni Paesi come la Germania e la Francia era un giorno di festa (Ascensione) - malgrado ciò le borse erano aperte. Il risultato é stato un pò confuso, misto (DAX +0.62%, CAC40 +0.20, Eurostoxx50 -0.00%, FTSE MIB -0.96%) e disordinato. Con scarsi volumi gli indici si sono mossi a caso. Il risultato più credibile lo ha fornito l'Eurostoxx50 (-0.00% a 3569 punti) che ha chiuso invariato dopo una caduta a metà giornata fino a 3549 punti. Da registrare c'é però anche un nuovo massimo marginale a 90 giorni a 3474 punti. Questo mostra che il rialzo é intatto. Gli indici azionari lottano in parte contro ipercomperato ed eccesso di rialzo. Notiamo però dall'esempio del DAX (+0.62% a 13022 punti) che sono in grado di spingere dolcemente il bordo superiore delle Bollinger Bands verso l'alto. Questo significa che gli eccessi sono in grado di rallentare il rialzo ma non ancora di bloccarlo. Non appare nessuna importante divergenza e nessun segnale d'inversione di tendenza. Non é ancora arrivato il momento di aprire posizioni short.
La borsa italiana si é invece mossa in controtendenza. Evidentemente l'ipotesi di un governo 5 Stelle e Lega non piace. Gli investitori internazionali temono questa combinazione che viene definita populista e anti europea. Il FTSE MIB (-0.96% a 24033 punti) ha perso 232 punti ed é brevemente sceso sotto i 24000 punti - il supporto é stato ripreso in extremis. La decisione sul trend si avvicina e per il momento prevalgono i segnali negativi. Lo spread BTP-Bund si impenna. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo verso le 15.00 e poi ha recuperato - il FTSE MIB invece non é riuscito nel pomeriggio a risalire. È evidente che gli americani stanno vendendo. Non é ancora chiaro se questo abbandono sfocerà in una correzione o se invece é solo un episodio temporaneo. Come abbiamo anticipato il supporto a 24000 punti é decisivo.
Ieri é iniziato l'atteso e dovuto rimbalzo tecnico sul cambio EUR/USD. Mercoledì il cambio ha toccato un minimo annuale a 1.1823. Ieri é risalito fino a 1.1946 e stamattina si trova a 1.1915. Con questo rimbalzo il cambio deve risalire sugli 1.20. Vedremo quali saranno le conseguenze sulle borse europee. La debolezza dell'EUR ha sicuramente favorito e sostenuto il rialzo delle borse europee da inizio aprile fino a mercoledì. Vedremo se questo momentaneo rafforzamento avrà conseguenze sul trend. Pensiamo di si ma non sappiamo quanto. Invece che un calo di Eurostoxx50 e colleghi potrebbe unicamente provocare una sottoperformance dell'Europa nei riguardi dell'America. Nei prossimi giorni le borse europee faranno probabilmente ancora dei progressi - questi rischiano però di essere impercettibili.
Questo significa che indicativamente questo rialzo finirà settimana prossima sui 3600 punti di Eurostoxx50.

In America c'é stata una seconda seduta decisamente positiva. L'S&P500 (+0.94% a 2723.07 punti) é balzato nuovamente di quasi il +1% e ha superato di slancio la fascia di resistenza tra i 2700 (resistenza psicologica), 2717 (massimo del 18.4) e 2720 (limite superiore delle Bollinger Bands) punti. Gli investitori hanno deciso che la MM a 200 giorni é un solido supporto che non necessita ulteriori test. Come pensavamo il mercato sembra solidamente assicurato verso il basso e quindi ora sta andando a vedere quanto spazio esiste verso l'alto. Crediamo che non ce ne sia molto. Restiamo dell'opinione che non é iniziata una sostenibile fase di rialzo a medio termine. Superata la prima fascia di resistenza lo spazio verso l'alto si é aperto fino ai 2800 punti. Ipercomperato e oscillatori mostrano che un massimo dovrebbe essere raggiunto settimana prossima. A livello di sentiment vediamo molto ottimismo ed eccesso di speculazione al rialzo. Riassumendo questi fattori pensiamo che questa spinta di rialzo debba finire tra la metà e la fine di settimana prossima sui 2750-2800 punti di S&P500.
L'S&P500 ha aperto a 2706 punti e all'inizio é sceso a 2704 punti lasciando aperto un piccolo gap di 3 punti. Poi l'indice é salito regolarmente fino alle 19.00 raggiungendo un massimo a 2726 punti. Nelle ultime tre ore di contrattazzioni si é fermato ed ha chiuso a 2723 punti. Il Nasdaq100 (+1.02% a 6963 punti) si é mosso in parallelo. Per questo indice tecnologico alcuni giorni fà avevamo fissato un primo obiettivo sui 7000 punti. Se non si ferma qui può salire a testare il massimo storico a 7186 punti del 13 marzo. Teniamo d'occhio questi due obiettivi e paragoniamoli a quelli sull'SP500 per poter individuare con precisione il massimo di questa spinta di rialzo. Possiamo subito dire che i 7000 punti sul Nasdaq100 sembrano troppo pochi...
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4908 su 2058, NH/NL a 1012 su 269 e volume relativo a 0.8. Notiamo subito la scarsa partecipazione - il numero di nuovi massimi a 30 giorni é uguale a quello di mercoledì (nessun aumento !?) mentre i volumi di titoli trattati sono nettamente sotto la media. La volatilità VIX é scivolata a 13.23 punti (-0.19). Non sappiamo come la VIX può sistemarsi tra i 10 ed i 15 punti. Crediamo semplicemente che non bisogna fissarsi sui 10 punti - rotto il supporto a 15 punti ora la VIX scenderà ancora più in basso senza necessariamente raggiungere i 10 punti - poi risalirà velocemente. La CBOE Equity put/call ratio é a 0.51 - la malsana speculazione al rialzo é evidente.

Stamattina Il Nikkei ha deciso di seguire l'America e fà un balzo del +1.16%. Shanghai invece é in calo del -0.3%. Il future sull'S&P500 é a 2718 punti (-1 punto). L'Eurostoxx50 vale alle 08.30 3568 punti. Le borse europee apriranno invariate. Come pensavamo il rimbalzo dell'EUR sta frenando. Raramente di venerdì c'é una seduta completamente diversa dal resto della settimana. Di conseguenza ci aspettiamo che la seduta odierna si concluda con un modesto guadagno o al massimo in pari.

Commento del 10 maggio

Il problema iraniano fa salire il prezzo del petrolio (WTI 71.14 USD / +2.08 USD) - rally a Wall Street

Ieri le borse europee sono salite - hanno riguadagnato quello che avevano perso martedì e in certi casi qualcosa in più. L'Eurostoxx50 (+0.33% a 3569 punti) ha chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo a 90 giorni - lo spazio verso l'alto é aperto. La prossima resistenza si trova sui 3600 punti. Come pensavamo il calo di martedì é stata una insignificante e normale seduta negativa all'interno di un rialzo. Il DAX (+0.24% a 12943 punti) ha guadagnato 30 punti. È di nuovo sul bordo superiore delle Bollinger Bands e su un massimo a 90 giorni. L'indice da tre sedute marcia sul posto ma il grafico resta costruttivo - il rialzo é intatto e la pausa é servita a eliminare parte dell'eccesso di rialzo. Il FTSE MIB (+0.51% a 24266 punti) ha reagito dopo la pesante caduta di martedì. Il rimbalzo non é però stato convincente e lo spread sui titoli di Stato ha continuato a salire. È possibile che a corto termine il volo del FTSE MIB sia concluso. La situazione si chiarirà nelle prossime una a due sedute e decisivo é il range 24000 - 24550 punti. Una rottura al ribasso sancirebbe l'inizio di una correzione. Un nuovo massimo annuale entro venerdì ci direbbe invece che il trend dominante é ancora al rialzo. Il comportamento dell'indice ci lascia leggermente perplessi - mentre le altre borse europee hanno chiuso la sera sul massimo, il FTSE MIB si é sgonfiato. L'impressione é che la mattina i traders hanno giocato il rimbalzo mentre gli investitori d'oltre oceano nel pomeriggio hanno venduto. Normalmente gli investitori sono più forti e riescono presto o tardi ad imporsi.
Riassumendo il rialzo in Europa é intatto e gli indici sembrano in grado di continuare a salire malgrado ipercomperato ed eccesso di rialzo. Nuovi massimi a 90 giorni su parecchi indici azionari confermano che la tendenza é al rialzo.
Fino a quando l'America e la debolezza dell'EUR aiutano, il rialzo può continuare al piccolo trotto.

Ieri sera a Wall Street c'é stato un mini rally provocato da un'impennata del prezzo del petrolio (WTI 71.14 USD /barile, +2.08 USD). Martedì il prezzo era sceso - le reazioni internazionali alla decisione unilaterale degli Stati Uniti di ritirarsi dall'accordo con l'Iran sul nucleare, in generale negative, hanno però provocato un'altra fiammata sul prezzo dell'oro nero. Il settore energia (ETF Energy +2.04%) ha trascinato il rialzo - tutti i settori hanno però partecipato al movimento.
L'S&P500 ha aperto a 2678 punti e fino alle 18.00 é semplicemente oscillato tra i 2674 ed i 2682 punti chiudendo il gap con mercoledì. Poi l'indice é salito regolarmente fino ad un massimo a 2701 punti. Dopo aver raggiunto questo livello verso le 20.15, il mercato si é fermato e l'S&P500 ha chiuso a 2697.79 punti (+0.97%). Come d'abitudine la tecnologia (Nasdaq100 +1.14% a 6893 punti) ha sovraperformato. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4544 su 2426, NH/NL a 1008 su 374 e volume relativo a 0.95. Avevamo scritto che a corto termine l'S&P500 poteva salire sui 2700 punti - a 2711 punti si trova ora il livello superiore delle Bollinger Bands. C'é però un cambiamento importante a livello di sentiment - forse l'S&P500 cercherà di salire più in alto.
La volatilità VIX é scesa a 13.42 punti (-1.29). Per la prima volta da febbraio la VIX termina una seduta decisamente sotto i 15 punti. Potrebbe continuare a scivolare verso il basso e tornare sui 10 punti - in questo caso l'S&P500 potrebbe aver iniziato una sostenibile fase di rialzo che potrebbe portarlo a ritestare il massimo annuale. Decisive saranno le prossime sedute e il comportamento dell'indice sui 2700-2717 punti (massimo di aprile).

Stamattina prevalgono ancora i segni positivi. Il Nikkei é salito del +0.39% - Shanghai ha guadagnato il +0.51%, Il future sull'S&P500 é a 2701 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 vale poco prima dell'apertura dei mercati europei 3571 punti (+2 punti). Mentre l'Eurostoxx50 non si muove il DAX dovrebbe iniziare le contrattazioni con un balzo del +0.4%. Oggi dovrebbe ancora esserci una seduta moderatamente positiva.
In Svizzera si festeggia la festa dell'Ascensione. La borsa di Zurigo é chiusa.
Oggi a causa di un assenza non pubblichiamo i commenti sugli indici americani (14.00). I prossimi aggiornamenti riguarderanno la chiusura delle borse europee (19.00).

Commento del 9 maggio

Un grande sbadiglio - Eurostoxx50 -0.18% - S&P500 -0.03%

Ieri sera Donad Trump ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo sul nucleare. La notizia era nell'aria da tempo e ha lasciato i mercati finanziari indifferenti. L'S&P500 ha avuto una veloce caduta ma si é prontamente ripreso ed ha chiuso praticamente invariato a 2671.92 punti (-0.03%). Il prezzo del petrolio, che nelle ultime settimane era lievitato in attesa della decisione del presidente americano é caduto a 69.06 USD/barile (-1.67) - un'altro esempio della regola "compra i rumori e vendi i fatti".
Stranamente ha fatto più scalpore la notizia che in Italia i partiti non sono riusciti a trovare un compromesso e non sono in grado di formare un governo. Per gli italiani e gli addetti ai lavori questa non é di certo una sorpresa. C'é da domandarsi cosa cambierà dopo le elezioni anticipate previste a luglio o settembre ma questo é un altro discorso. I mercati finanziari hanno reagito con un'impennata dello spread sui titoli di Stato e con un tuffo del FTSE MIB a 24142 punti (-1.64%). L'indice era ipercomperato ed aveva raggiunto anche il secondo obiettivo del rialzo a 24500 punti - questa reazione negativa é la logica conseguenza. Finora non c'é nulla da preoccuparsi poiché il FTSE MIB ha chiuso lontano dal minimo giornaliero, toccato la mattina alle 11.20, e sopra i 24000 punti. Per ora questa perdita improvvisa di 400 punti é solo un'incidente di percorso. Diventa un problema se oggi questa seduta si ripete.
L'Eurostoxx50 (-0.18% a 3557 punti) ha perso 7 punti. Il DAX (-0.28% a 12912 punti) ha avuto una seduta in trading range - ha terminato la seduta nella parte superiore del range e sul livello d'apertura. Ogni tanto in qualsiasi rialzo può esserci una seduta negativa e questa non ha nulla di particolare. Le borse europee hanno avuto una seduta in calo - hanno però chiuso lontano dal minimo giornaliero e tecnicamente hanno semplicemente svolto una seduta nel range del giorno precedente. Non c'é nessuna ragione per allarmarsi.
L'unico motivo d'inquietudine sono la debolezza relativa del settore bancario (SX7E -0.53% a 128.36 punti) e l'improvvisa caduta dell'EUR (EUR/USD a 1.1850 - minimo a 1.1838). Ieri non é stato l'USD a rafforzarsi ma l'EUR a perdere terreno. C'é un problema in Europa ? Troppo presto per dirlo - così a prima vista non sembra.
A livello tecnico il cambio EUR/USD a 1.1850 é decisamente ipervenduto - la psicologia é estremamente negativa - con queste premesse un forte ed improvviso rimbalzo tecnico sopra gli 1.20 é imminente.

Gli investitori hanno atteso fino alle 20.00 la decisione di Donald Trump sull'Iran. L'S&P500 ha aperto a 2668 punti ed é oscillato a caso trai 2661 ed i 2676 punti. Dopo l'annuncio l'indice é caduto fino a 2655 punti ma é in seguito tornato a 2671.92 punti (-0.03%). Notiamo unicamente che l'indice ha nuovamente rispettato la resistenza costituita dalla MM a 50 giorni a 2677 punti (in calo). La tecnologia (Nasdaq100 -0.09% a 6815 punti) é rimasta in mezzo al plotone. Al balzo del DJ Tranportation (+0.81%), conseguenza del calo del prezzo del petrolio, si oppone la caduta del DJ utilities (-2.37%). La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3351 su 3394, NH/NL a 722 su 361 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é ferma a 14.71 (-0.04) mentre la CBOE Equity put/call ratio é risalita a 0.61 - rimane però sotto la media di lungo periodo. A livello di sentiment la situazione non cambia - troppo ottimismo e troppa speculazione al rialzo.

Stamattina i mercati sono tranquilli. Il Nikkei ha perso il -0.38% - Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2671 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3562 punti - le borse europee apriranno in leggero guadagno. Prevediamo una ripetizione della seduta di ieri.
Domani in Svizzera si festeggia la festa dell'Ascensione. La borsa di Zurigo é chiusa. Le borse europee saranno invece in generale aperte (con alcune eccezioni - Austria, Scandinavia).

Commento dell'8 maggio

Gli indicatori di sentiment ci dicono che l'S&P500 é già fermo - Europa forte grazie al calo del cambio EUR/USD (1.1910)

La giornata di ieri ha seguito il modello di comportamento che ha contraddistinto le ultime due settimane. Le borse europee si sono rafforzate ignorando l'ipercomperato e l'eccesso di rialzo. Non siamo in grado di dire quanto questo movimento finirà. Come abbiamo spiegato nell'analisi del fine settimana, visto che l'abituale correlazione con l'America non funziona, non possiamo misurare il potenziale residuo di rialzo. Si potrebbe andare a tentativi usando Fibonacci o guardando dove ci sono delle forte resistenze - le probabilità che questi metodi portino dei risultati affidabili non sono però molto alte. Si può solo continuare a monitorare lo sviluppo della situazione e rilevare quando ci saranno delle divergenze o dei segnali d'inversione di tendenza. Per il momento non c'é nessun grave ostacolo all'orizzonte. Solo la debolezza relativa del settore bancario (SX7E +0.11% a 129.05 punti) sta frenando ma non sembra sufficiente per bloccare la corsa delle borse europee.
L'Eurostoxx50 é salito a 3564 punti (+0.38%) - é solo 14 punti sopra il nostro obiettivo originario a 3550 punti - quello di ieri é però un nuovo massimo a 90 giorni e l'indice é tornato sopra le MM a 200 e 50 giorni - é evidente che il trend di corto termine é al rialzo dal minimo annuale di fine marzo. Il DAX (+1.00% a 12948 punti) da alcuni giorni si comporta meglio delle altre borse europee. Sembra essere una conseguenza della debolezza dell'EUR nei riguardi dell'USD che favorisce l'industria d'esportazione germanica. L'effetto deve sparire se il cambio si stabilizza. Il FTSE MIB (+0.86% a 24544 punti) prosegue la sua corsa malgrado che non si riesca a formare un governo e che probabilmente in estate bisogna tornare a votare - la borsa ignora la crisi politica. Il FTSE MIB ha raggiunto anche l'obiettivo a 24500 punti ed é nuovamente ipercomperato. Vedremo se il consolidamento che deve cominciare a breve sarà una semplice pausa nel rialzo o l'inizio di una correzione. Ieri anche il difensivo SMI svizzero (+0.84% a 8978 punti) si é unito al rialzo europeo.

L'S&P500 ha avuto una giornata movimentata. Rialzisti e ribassisti si sono dati battaglia e alla fine l'S&P500 (+0.35% a 2672.63 punti) ha guadagnato 9 punti solo grazie al vantaggio iniziale. In effetti l'S&P500 ha aperto a 2671 punti e nei primi 30 minuti di contrattazioni é salito a 2681 punti. Qui i traders hanno reagito mostrando di tenere d'occhio e rispettare la MM a 50 giorni a 2679 punti. L'S&P50 é ricaduto a 2671 punti, é risalito una manciata di punti e poi é oscillato per ore tra i 2676 ed i 2680 punti. Dopo le 20.00 l'indice si é impennato fino a 2683 punti ma ancora una volta é stato respinto verso il basso ed é caduto fino a 2664 punti. Sul finale l'S&P500 é tornato a 2672 punti.
La tecnologia (Nasdaq100 +0.78% a 6821 punti) ha nuovamente brillato. Il DJTransportation (-0.08%) é rimasto fermo.
La seduta al NYSE (per comodità parliamo di NYSE ma in effetti i dati radunano tutti i titoli trattati in America incluso Nasdaq, AMEX e OTC) é stata positiva con A/D a 4370 su 2611, NH/NL a 873 su 268 e volume relativo a 0.8 (!). La volatilità VIX é ferma a 14.75 punti (-0.02) mentre la CBOE Equity put/call ratio é ancora bassa a 0.54. Notiamo che la VIX non é scesa malgrado la seduta positiva - i 15 punti sono un livello importante. La P/C ratio mostra ancora speculazione al rialzo. Con questi dati sul sentiment e sulla base del comportamento ieri degli indici (ed i bassi volumi) riteniamo che difficilmente l'S&P500 potrà salire decisamente più in alto. Al massimo con questa spinta risalirà a 2700 punti per poi ricadere.  

Stamattina il cambio EUR/USD accenna un tentativo di rimbalzo (1.1930) - il future sull'S&P500 é fermo a 2671 punti (+1 punto). Come logica conseguenza anche le borse europee sono in stallo. L'Eurostoxx50 vale ora 3562 punti. Gli indici azionari europei apriranno in leggero calo. Oggi ci aspettiamo una chiusura senza sostanziali variazioni.
Per la cronaca le borse asiatiche sono miste - il Nikkei ha guadagnato il +0.24% - Shanghai sta salendo del +0.8%.
Oggi sono previsti due discorsi - verso le 09.00 parla il capo della FED Powell - stasera alle 20.00 per una volta Donald Trump rinuncerà ai Twitter é terrà una conferenza stampa.

Aggiornamento del 7 maggio

Petrolio (WTI) sopra i 70 USD al barile - il settore dell'energia é un leader

Da metà aprile parliamo regolarmente del prezzo del petrolio. Sui 67-68 USD al barile il rialzo sembrava a fine corsa. Avevamo però detto che non si vedevano segnali d'inversione di tendenza. Ora la possibilità che Donald Trump  decida di abbandonare l'accordo con l'Iran sta facendo lievitare ulteriormente il prezzo dell'oro nero. Stamattina il futures esce da una fase di consolidamento e si impenna sopra i 70 USD. Da inizio aprile a Wall Street il settore petrolio e quello dell'energia in generale sono in forte rialzo e stanno sostenendo il mercato. È quindi probabile che nei prossimi giorni l'S&P500 continui a salire in direzione dei 2700 punti. Il rialzo del prezzo del petrolio ha una forte componente speculativa. A medio / lungo termine é destinato a fallire ed inciampare sulla differenza tra domanda e offerta. Nell'immediato é però probabile che il prezzo salga - Donald Trump comunicherà la sua decisione sabato 12 maggio e la tensione sta salendo anche perché l'Amministrazione americana lancia segnali chiari - il deal lascia troppo margine di manovra agli iraniani senza contropartite per i Paesi signatari e gli Stati Uniti in particolare e di conseguenza va cancellato.

Stamattina, petrolio a parte, non notiamo novità di rilievo. Il Nikkei guadagna il +0.12% - Shanghai é in forte rialzo (+1.3%). Il future sull'S&P500 sale a 2672 punti (+9 punti). Le borse europee apriranno al rialzo. L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3560 punti - gli indici azionari europei apriranno con guadagni dell'ordine del +0.3%. Il cambio EUR/USD scivola a 1.1950 e probabilmente sta aiutando i listini europei. Le premesse sono per una seduta positiva anche se sarà molto difficile fare ulteriori progressi dopo la buona apertura.

Commento del 5-6 maggio

Rally a Wall Street senza volumi e partecipazione - il rialzo é destinato a fallire per eccesso di ottimismo

Settimana scorsa le borse europee hanno sfruttato il +1%/+2% di potenziale di rialzo che gli avevamo attribuito nell'analisi di domenica scorsa grazie al rafforzamento dell'USD e la caduta del cambio EUR/USD da 1.2125 a 1.1960 (-1.36%). L'S&P500 ha invece marciato sul posto - fino a giovedì ha testato il supporto a 2600 punti e ha toccato un minimo a 2594 punti. Venerdì il rapporto sul mercato del lavoro americano ad aprile ha provocato un calo dei tassi d'interessi e un rally in borsa. L'S&P500 é risalito a 2663.42 punti (+1.28%) e la performance 2018 é tornata praticamente in pari (-0.38%).
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 46.6% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 51.09. Per il momento non si deliena nessuna nuova tendenza. Verso il basso l'S&P500 é assicurato dalla fascia di supporto a 2550-2600 punti - l'indice ha toccato brevemente un minimo annuale il 9 febbraio 2538 punti - il 2 aprile c'é stato un secondo tuffo fino ai 2553 punti. Tra aprile e maggio ci aspettavamo l'inizio di una sostenibile fase di rialzo - non ci sono però ancora le premesse. Il mercato oscilla sballottato dalla speculazione - i traders passano velocemente dal pessimismo all'ottimismo e le posizioni long o short vengono subito abbandonate dopo delle fiammate di pochi punti in percentuale. I dati sulla partecipazione mostrano chiaramente la mancanza di potere d'acquisto e di pressione di vendita - i volumi sono modesti. Il rally di venerdì a Wall Street dovrebbe avere una breve continuazione ma molto probabilmente non si trasformerà in un sostenibile rialzo.
Siamo invece incerti per quel che riguarda lo sviluppo delle borse europee. Venerdì il FTSE MIB (+1.12% a 24335 punti) ha chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo annuale. Ha raggiunto questo risultato malgrado che il settore bancario europeo (SX7E +0.04% a 128.91 punti / performance settimanale -0.37%) non abbia particolarmente brillato. La borsa italiana si é emancipata dal settore finanziario - questo é un ulteriore segnale di forza. Anche il DAX (+1.02% a 12819 punti) e l'Eurostoxx50 (+0.61% a 3550 punti) hanno subito compensato il calo di giovedì e sono tornati a ridosso dei massimi a 60 giorni e delle resistenze. Facciamo fatica capire le intenzioni delle borse europee. Il rialzo a corto termine é intatto e non vediamo nessun segnale d'inversione di tendenza.
Gli analisti tecnici lavorano normalmente coi grafici e con tre gruppi di indicatori - partecipazione, momentum e sentiment (psicologia). Gli indicatori funzionano bene se esistono abbastanza dati a disposizione riguardanti un grande numero di titoli. In Europa molti di questi dati mancano e gli indici comprendono pochi titoli - é difficile avere informazioni significative da DAX (30 azioni), SMI (30 azioni), il FTSE MIB (40 azioni) o Eurostoxx50 (50 azioni). È ovvio che le analisi basate sull'S&P500 (500 azioni) o su tutti i titoli trattati al NYSE, Amex a Nasdaq (6980) hanno maggiore valenza e danno migliori risultati. In Europa spesso viaggiamo a vista e cerchiamo di individuare massimi o minimi basandoci sulle correlazioni con la borsa americana o su ipercomperato e ipervenduto. Talvolta questo metodo non funzione. In particolare é possibile che ora il rialzo delle borse europee continui lentamente mentre la borsa americana marcia sul posto. L'analisi tecnica ci dice che molto probabilmente l'S&P500 non é all'inizio di una sostenibile fase di rialzo - crediamo che già settimana prossima l'S&P500 debba ricadere e testare pesantemente la fascia di supporto a 2550-2600 punti. Non siamo sicuri che l'Europa seguirà. È possibile che l'Eurostoxx50 e colleghi si fermino semplicemente a consolidare e che poi ricomincino a salire con l'S&500 quando questo ripartirà al rialzo dai 2550-2600 punti. Il cambio EUR/USD é un'incognita. Venerdì é sceso fino a 1.1911 prima di tornare a 1.1960. Secondo noi deve fare una lunga pausa intorno a 1.20. La rotazione verso il basso della MM a 50 giorni e la dinamica rottura del supporto a 1.20 mostrano però che la speculazione si é di nuovo gettata nel mercato delle divise. Non possiamo escludere un accanimento e una caduta fino a 1.16 malgrado che non esistono le premesse fondamentali.
Se il cambio scende le borse europee saliranno malgrado che la borsa americana non si muoverà.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.81% a 3550 punti              
DAX                         +1.90% a 12819 punti
SMI                          +0.69% a 8903 punti
FTSE MIB                  +1.70% a 24335 punti
S&P500                    -0.24% a 2663.42 punti
Nasdaq100               +1.69% a 6769 punti

Venerdì le borse europee hanno terminato la seduta con consistenti guadagni e sui massimi giornalieri. La tendenza a corto termine é al rialzo e per ora non si vede la fine. Il movimento può venir rallentato da ipercomperato e dal bordo superiore delle Bollinger Bands ma non vediamo nessuna importante divergenza e nessun segnale d'inversione di tendenza. L'Eurostoxx50 (3550 punti) venerdì alle 22.00 valeva 3557 punti. È probabile che le borse europee settimana prossima continuino moderatamente a salire.

L'S&P500 americano giovedì é rimbalzato dal supporto. Venerdì ha continuato la salita grazie ai dati sul mercato del lavoro che mostrano come l'economia é in crescita senza spinte inflazionistiche da parte di occupazioni e salari. L'S&P500 ha aperto a 2616 punti é salito costantemente fino alle 20.30 quando ha toccato un massimo a 2670 punti. Sul finale é lentamente calato a 2663.42 punti (+1.28%). Apple (+3.92%) é balzata su un nuovo massimo storico ed ha stimolato il settore tecnologico (Nasdaq100 +1.89% a 6769 punti). Tutti i settori hanno però partecipato al rialzo. Malgrado l'eccesso e la forte speculazione anche il prezzo del petrolio (69.72 USD/barile, +1.29) é ancora riuscito a guadagnare terreno malgrado il nostro scetticismo - ovviamente le azioni del settore energia ne hanno approfittato. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5248 su 1733, NH/NL a 678 su 455 e volume relativo a 0.85. Notate la deludente partecipazione con una debole espansione dei nuovi massimi a 30 giorni ed i volumi in calo e sotto la media di lungo periodo. I problemi maggiori del rally sono però a livello di sentiment. La volatilità VIX é scesa a 14.77 punti (-1.13) mentre la CBOE Equity put/call ratio é risultata bassa a 0.55. Riappare la sindome di eccesso d'ottimismo e di speculazione al rialzo. Il rally é quindi destinato a fallire. Esiste unicamente un piccola probabilità che i tempi stiano cambiando - se la VIX resta sotto i 15 punti e scende nuovamente in direzione dei 10 punti, come l'anno scorso, il rialzo dell'S&P500 potrebbe inaspettatamente continuare.
Noi non ci crediamo. Le Bollinger Bands sull'S&P500 scorrono a 2612-2708 punti. Nell'analisi dei COT notiamo che i Commercials restano short e non cambiano idea. Siamo quindi convinti che l'S&P500 debba ancora una volta tuffarsi nel range 2550-2600 punti. Dopo una lunga oscillazione in laterale non basterà però una breve caduta per avere ipervenduto e panico - ci vorrebbe un mini crash...
Sembra allora che questa fase di indecisione tra i 2600 ed i 2700 punti di S&P500 debba ancora durare al lungo.

Commento del 4 maggio

L'S&P500 testa il supporto a 2600 punti - questa fase non é ancora finita

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta negativa. È la logica conseguenza della situazione tecnica di un rialzo di corto termine troppo esteso che si scontra con le resistenze. Inoltre sono venuti a mancare due sostegni importanti. La borsa americana era in calo - ieri sera l'S&P500 é finalmente sceso sui 2600 punti. Inoltre la caduta del cambio EUR/USD si é fermata - ieri il cambio si é stabilizzato a 1.1985 - ci sono state ancora del vendite che lo hanno fatto ridiscendere a 1.1950 - non c'é però stato un nuovo minimo mensile e poi é seguito un rimbalzo.
L'Eurostoxx50 é sceso a 3529 punti (-0.69%) - é semplicemente tornato nel range 3500-3550 punti e la RSI é caduta 7 punti riallontanandosi dai 70 punti che segnalano ipercomperato. Il DAX (-0.88%) ha svolto una seduta in trading range. È stato respinto verso il basso dal bordo superiore delle Bollinger Bands e ha perso circa la metà dei guadagni di mercoldì. Il FTSE MIB (-0.83% a 24064 punti) é sceso di 201 punti ma é rimasto sopra i 24000 punti.
Questa seduta negativa non significa ancora nulla. Non ha fatto danni al trend - non ci sono segnali di vendita o d'inversione di tendenza. Per ora sembra unicamente che le borse euopee vogliano fare una pausa di consolidamento. Per ricominciare a salire ci vuole però una spinta. Non crediamo che questa possa venire da cambi o tassi d'interesse - resta solo l'America - vediamo cosa é successo a Wall Street.

Finalmente l'S&P500 (-0.23% a 2629.73 punti) ha testato il supporto sui 2600 punti. L'S&P500 ha aperto in gap down a 2622 punti ed é sceso fino ad un minimo a 2594 punti. Ha passato la MM a 200 giorni (2615 punti) e i 2600 punti senza problemi. Solo dopo la classica marginale e falsa rottura al ribasso ha reagito ed é risalito ad ondate. Verso le 19.30 é tornato sui 2633 punti e poi fino alla chiusura é oscillato tra i 2626 ed i 2637 punti. Si é fermato a 2629 punti. A prima vista questo sembra un test riuscito del supporto - l'hammer sul grafico sembra la classica figura d'inversione di tendenza. Non pensiamo però che la storia sia finita qui. A livello di sentiment mancano completamente le premesse per l'inizio d una sostenibile fase di rialzo. Ieri la VIX si é impennata a 18.66 punti ma poi é tornata a 15.90 punti (-0.07) - gli investitori sono troppo ottimisti. Tutti sono convinti che dai 2600 punti si risale - nessuno ha "mollato" la presa e i traders sono rimasti long. Chi dovrebbe comperare ora? Dalle statistiche trapela che adesso sono solo i massicci buy back delle aziende a sostenere i listini. Sappiamo dove vanno a finire i soldi della riforma fiscale voluta da Donald Trump!
La CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.76 - questo mostra un certo nervosismo ma nulla più - é il minimo di reazione considerando che il mercato azionario americano sta testando importanti supporti di lungo periodo.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2735 su 4238, NH/NL a 415 su 723 (pochi) e volume relativo a 1.0. Il mercato é sceso sul supporto e ha reagito con volumi nella media e senza un aumento della pressione di vendita. Il test del supporto é stato unicamente un tastare e saggiare il terreno - un vedere quale é la reazione dei rialzisti. La reazione c'é stata ma é solamente bastata per un rimbalzo di 35 punti e per chiudere la giornata con una leggera perdita di 6 punti. Siamo convinti che nei prossimi giorni i ribassisti ci riproveranno - la VIX deve salire parecchio e non solo avere un breve sussulto.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2628 punti (-3 punti). Il rimbalzo di ieri non ha per ora una continuazione. Le borse asiatiche sono in leggero calo (Nikkei -0.16%, Shanghai -0.2%). L'Eurostoxx50 vale ora 3536 punti. Le borse europee devono scontare la reazione positiva della borsa americana e apriranno stamattina con un guadagno di circa il +0.3%. Oggi é l'ultima seduta della settimana e non crediamo che possa succedere molto. Le borse dovrebbero chiudere senza sostanziali variazioni. Solo il rapporto sul mercato del lavoro americano ad aprile che verrà pubblicato alle 14.30 potrebbe creare scompiglio a fornire argomenti per ulteriori vendite.

Commento del 3 maggio

Europa al rialzo, America al ribasso - come spiegare questa divergenza che sembra perdurare?

Ieri Eurostoxx50 (+0.50% a 3553 punti), DAX (+1.51% a 12802 punti) e FTSE MIB (+1.19% a 24265 punti) hanno toccato dei nuovi massimi a 60 giorni - per la borsa italiana questo corrisponde anche al nuovo massimo annuale. La tendenza a corto termine delle borse europee é al rialzo - grafici ed indicatori avevano segnalato (vedi commento dell'ultimo fine settimana) che dopo il consolidamento esisteva ancora un +1/+2% di spazio verso l'alto. Ora però il movimento é decisamente troppo esteso. L'Eurostoxx50 ha raggiunto l'obiettivo massimo a 3550 punti, il DAX si scontra con il bordo superiore delle Bollinger Bands (12806 punti) e il FTSE MIB é nuovamente ipercomperato dopo la classica marginale rottura al rialzo. Segue ora una correzione? Ancora non sembra. Gli indicatori segnalano eccessi ma niente suggerisce che un'inversione di tendenza é imminente.
Sarebbe tutto molto più facile e chiaro se America ed Europa si stessero muovendo in sincronia e se valesse l'abituale correlazione. Invece da circa due settimana c'é una strana divergenza. La performance 2018 dell'S&P500 (-0.72% a 2635.67 punti) é del -1.42% - quella dell'Eurostoxx50 é passata al +1.50%. C'é una differenza del 3% circa. A prima vista questo effetto é stato provocato dai cambi. L'EUR/USD a metà aprile era ancora a 1.24 - ieri é caduto fino a 1.1938 di minimo e torna stamattina a 1.1980. Questi 4 cts sono poco più del 3% - il conto sembra tornare. Se come pensiamo il cambio deve tornare sopra gli 1.20 e stabilizzarsi questa divergenza tra Wall Street e l'Europa deve sparire. Speriamo che sia così perché per il momento non sappiamo bene quale scenario seguire (rialzo europeo o ribasso americano). Le borse europee devono ora scontrarsi con numerosi ostacoli - devono quindi consolidare o correggere ma la tendenza resta fino a prova contraria al rialzo. Invece l'S&P500 si sta avvicinando al decisivo test del supporto sui 2600 punti con investitori ancora piuttosto ottimisti e incuranti del pericolo. Finora avevamo sempre sperato che questo test avvenisse con ipervenduto e panico e che quindi ci sarebbe stato un solido minimo come base per un successivo rialzo di medio termine. Questo scenario corrisponde anche al consenso tra gli analisti tecnici. Come al solito esiste però l'alternativa - sul grafico dell'S&P500 si delinea un grande cuneo discendente con l'apice sul massimo annuale e con base sui 2550 punti. Una rottura al ribasso da questa formazione grafica ha un obiettivo teorico sui 2250 punti.
Il nostro scenario favorito resta però quello originale. L'S&P500 testa nei prossimi giorni con successo il supporto a 2600 punti mentre le borse europee correggono. Poi tutto sale ancora per 3-4 settimane. Il cambio EUR/USD torna nel range 1.20-1.22 e le borse europee sottoperformano cedendo il vantaggio accumulato nelle ultime due settimane. Poi a giugno allacciamo le cinture di sicurezza...

Ieri la borsa americana ha aspettato fino alle 20.00 l'esito della riunione della FED. L'S&P500 ha aperto a 2651 punti ed é oscillato stancamente in laterale tra i 2643 ed i 2653 punti. La Banca Centrale americana ha lasciato i tassi d'interesse invariati e non ha detto nulla di nuovo. L'S&P500 si é brevemente impennato fino a 2660 punti e poi é sceso fino al minimo a 2631 punti. Ha chiuso dopo un breve imbalzo a 2635.67 punti (-0.72%). Il Nasdaq100 (-0.56% a 6644 punti) ha contenuto le perdite grazie al balzo di Apple (+4.42%) dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali. La seduta al NYSE é stata di poco negativa con A/D a 3351 su 3516, NH/NL a 608 su 401 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita solo a 15.97 punti (+0.48) - poco considerando come l'S&P500 si avvicina inesorabilmente al supporto a 2600 - 2614 punti (MM a 200 giorni). Avrete forse notato che ieri la VIX é scesa fino a 14.75 punti per poi rimbalzare con energia - il supporto a 15 punti funziona. La CBOE Equity put/call ratio é nella norma a 0.65.
Le Bollinger Bands dell'S&P500 scorrono a 2606-2711 punti e si stanno restringendo - un movimento dinamico si avvicina.

Stamattina la borsa giapponese é chiusa. Shanghai sta guadagnando il +0.4%. Il future sul'S&P500 é  2630 punti (+2 punti). Manca un'ora all'apertura dei mercati europei. L'Eurostoxx50 vale ora 3550 punti - le borse europee sembrano voler ignorare il calo di ieri sera a New York e apriranno praticamente invariate (-0.10%). Notiamo con interesse che il cambio EUR/USD risale a 1.1985 - non vuol dire però ancora molto visto che normalmente le vendite appaiono nel pomeriggio.
In teoria la seduta odierna in Europa ed America dovrebbe essere negativa. In mancanza di notizie importanti le borse potrebbero però decidere di fare semplicemente una pausa.

Commento del 2 maggio

Borse europee chiuse - S&P500 fermo - tecnologia top, DJ Industrial e DJ Transportation flop

Mentre in Europa le borse sono rimaste chiuse in occasione della festa del lavoro, a Wall Street si é operato normalmente. È stata una seduta di pausa e di assestamente in preparazione di due importanti eventi. La pubblicazione, ieri sera dopo la chiusura dei mercati finanziari, dei risultati trimestrali di Apple (+2.32%) e l'odierna seduta della FED. L'S&P500 (+0.25% a 2654.80 punti) ha guadagnato 6 punti. Questo risultato sembra però casuale ed é stato provocato unicamente da una strana impennata nell'ultima ora di contrattazioni. Per la maggior parte della giornata l'indice é rimasto in negativo e ha toccato un minimo a 2625 punti. Il test del supporto a 2600 punti avverrà nei prossimi giorni.
I traders hanno scelto di comperare la tecnologia (Nasdaq100 +1.16% a 6682 punti) e gli AGMAF che hano tutti guadagnato più dell'1%. Considerando quanto osservato nelle scorse settimane questa scelta é sconsiderata. Prima degli earnings le azioni salgono ma dopo abbiamo sempre assistito a prese di beneficio. Ieri sera Apple ha presentato dei solidi risultati e gli investitori hanno apprezzato l'aumento del dividendo e l'annuncio di un ulteriore programma di riacquisto di azioni proprie. Nei dati non vediamo però nulla di entusiasmante - i prodotti di Apple sono maturi e la società fatica a incrementare i volumi di vendita e la cifra d'affari - i margini sono in calo. Probabilmente oggi seguiranno le vendite dopo il balzo delle ultime due sedute.
L'S&P500 ha aperto in gap down ma come spesso succede nelle ultime settimane il gap é stato chiuso già durante la seduta. L'indice é sceso in due ondate a 2625 punti di minimo. Poi é risalito lentamente in pari e sul finale ha ancora guadagnato una decina di punti ed ha chiuso sul massimo a 2654.80 punti. Non bisogna però farsi ingannare da tecnologia e S&P500 - la seduta in generale é stata equilibrata con A/D a 3500 su 3454, NH/NL a 324 su 760 (in sensibile aumento...) e volume relativo a 0.95. Notiamo il calo del DJ Industrial (-0.27%) e del DJ Transportation (-0.34%). A livello di sentiment i segnali sono misti - la volatilità VIX é scesa a 15.49 punti (-0.44) mentre la CBOE Equity put/call ratio era relativamente alta a 0.68.
L'S&P500 si é comodamente assestato al centro delle Bollinger Bands (2607-2711 punti), poco sotto la MM a 50 giorni (2684 punti) ormai piatta e poco sopra la MM a 200 giorni (2613 punti) ancora il lento aumento. La performance 2018 é del -0.70%. Indovinare la prossima sostenibile tendenza non é facile - se finalmente ci fosse un test del supporto sui 2600 punti e se come pensiamo questo si rivelasse solido l'S&P500 non potrebbe poi che salire.
Oggi si riunisce la FED - stasera alle 20.00 dovrebbe comunicare le sue decisioni. Dovrebbe lasciare i tassi d'interesse invariati. Il prossimo aumento di +0.25% é previsto solo a giugno. I commenti di Jerome Powell sulla situazione economica negli Stati Uniti ed sulle eventuali implicazioni sulla politica monetaria potrebbero influenzare i tassi d'interese e di riflesso cambi e borsa.
Il cambio EUR/USD ieri é caduto sul supporto a 1.20. È sceso brevemente sotto questa barriera e ha toccato un minimo a 1.1981. Stamattina é a 1.20. Prevediamo su questo livello un assestamento. Il trend a corto termine é al ribasso ed il momentum é forte - é quindi possibile che i traders cerchino nell'immediato di far scendere il cambio marginalmente più in basso. La tendenza di fondo é però neutra e un minimo intermedio sull'oro suggerisce la presenza (o la vicinanza) di un minimo intermedio anche sul cambio EUR/USD.

Stamattina il future sull'S&P500 é a 2651 punti (-1 punto) - in teoria l'indice perde quasi 4 punti. Il Nikkei ha perso il -0.22% - Shanghai lo sta imitando (-0.2%). Le borse europee sono al rialzo - apriranno con guadagni intorno al +0.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3535 punti (+17 punti). La debolezza dell'EUR si riflette positivamente sulla borsa. Stamattina gli indici potrebbero guadagnare ancora qualche punto ma poi devono sgonfiarsi.

Commento del 1. maggio

S&P500 (2648 punti) - Terzo e decisivo tentativo di rottura sotto la media mobile a 200 giorni (2612 punti)

Ieri le borse europee hanno guadagnato qualche punto. L'Eurostoxx50 ha raggiunto un massimo mensile a 3536 punti (+0.50%). Non si é però trattato di un movimento convincente. Più che altro gli indici si sono mossi per inerzia. I traders hanno visto che i futures americani salivano e che il cambio EUR/USD scendeva (1.2070) - la logica conseguenza era che le borse europee dovevano salire. Nessun indice però ha superato un livello determinante. Il DAX tedesco (+0.25% a 12612 punti) resta bloccato intorno ai 12600 punti - li ha toccati per la prima vota il 17 aprile e da allora non é più riuscito a fare progressi. Il FTSE MIB italiano (+0.22% a 23979 punti) é fermo a ridosso dei 24000 punti e ha perso la forza relativa - non riesce più a sovraperformare il resto dell'Europa. L'SMI (+0.49% a 8889 punti) sta tornando in forma grazie al fatto che il settore farmaceutico sta ritrovando il favore degli investitori - l'indice é però fermo a ridosso della fascia di resistenza a 8900-9000 punti.
In generale le borse europee stanno consolidando. Gli indici azionari sono tornati sopra le MM a 50 giorni che stanno lentamente girando verso l'alto. Il quadro tecnico é costruttivo. La tendenza di fondo é però neutra ed il potenziale di rialzo é modesto. Al momento non sembra prepararsi nessun movimento significativo.

Ieri a Wall Street ci aspettavamo una seduta in pari o positiva. Prima dell'apertura i futures erano in guadagno e non avevamo notato nulla che potesse provocare delle vendite. Ci siamo sbagliati e ce ne siamo accorti velocemente osservando la volatilità VIX. Dai 15.41 punti di venerdì pensavamo che la VIX sarebbe scesa sul supporto a 15 punti prima di ripartire al rialzo. È quello che é successo ma la reazione é avvenuta nello spazio di ore invece che di giorni. Ieri la VIX é scesa in apertura a 15.13 punti mentre l'S&P500 saliva sul massimo giornaliero a 2683 punti. Poi la VIX (15.93 punti, +0.52) ha cominciato salire e l'S&P500 (-0.82% a 2648.05 punti) a scendere...
A questo punto é evidente che ieri sera la borsa americana ha avuto una seduta negativa. Gli indici hanno chiuso sui minimi giornalieri e con vistose perdite distribuite su tutto il listino. Osserviamo con interesse che prima della pubblicazione dei risultati trimestrali le azioni salgono - lo si é visto ancora ieri con Apple (+1.81%) che comunicherà gli utili oggi dopo la chiusura. Dopo ci sono in generale prese di beneficio che durano parecchi giorni malgrado risultati convincenti e sopra le stime degli analisti. È evidente che gli investitori non sono molto ottimisti riguardanti il futuro - usano il momento buono per vendere pensando ovviamente che questa crescita degli utili non é sostenibile.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2677 punti ed é inizialmente salito a 2683 punti. Poi il gap é stato chiuso. L'S&P500 é sceso ma non si é fermato sui 2670-2675 punti, come pensavamo noi, ma é caduto decisamente più in basso. Verso le 20.00 ha raggiunto i 2655 punti, si é fermato fino a poco prima della chiusura e sul finale si é tuffato a 2648 punti. Anche la tecnologia (Nasdaq100 -0.76% a 6605 punti) ha seguito. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2272 su 4712, NH/NL a 603 su 475 e volume relativo a 1.0. A livello di sentiment gli investitori non si sono lasciati molto influenzare da questo calo (VIX a 15.93, CBOE Equity put/call ratio a 0.61).
Nell'immediato i ribassisti hanno preso l'iniziativa e la logica conseguenza é che l'S&P500 deve tornare a testare i 2600 punti. La MM a 200 giorni, che é il punto di riferimento, é a 2612 punti. Anche l'ultimo minimo del 25 aprile é a 2612 punti. Questo sarà il terzo tentativo di rottura - sarà decisivo. Noi pensiamo che in una maniera o nell'altra l'S&P500 ripartirà al rialzo. Lo farà formando base sui 2600 punti oppure dopo una falsa rottura al ribasso con un pò di panico ed ipervenduto.

Oggi le borse cinesi ed europee (con l'eccezione della Gran Bretagna) sono chiuse in occasione della festa del lavoro. Il Nikkei ha guadagnato il +0.18%. Il future sull'S&P500 alle 09.00 é a 2649 punti (+2 punti). Vi invitiamo a leggere i commenti sugli indici americani che pubblichiamo come d'abitudine alle 14.00 per sapere cosa dovrebbe succedere stasera a Wall Street.

Aggiornamento del 30 aprile

Feste e scarsi volumi

Stamattina mancano punti di riferimento. In Giappone e Cina é un giorno di festa - le borse sono chiuse. Vediamo solo che i futures salgono più dell'1% - entro domani però la situazione potrebbe cambiare. Il future sull'S&P500 é a 2680 punti (+8 punti). Questo darà l'impostazione all'apertura in Europa. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con plusvalenze intorno al +0.5%. Non crediamo che faranno ulteriori progressi anche perché domani, 1. maggio, c'é la festa del lavoro. Oggi traders e speculatori cercheranno di non prendere rischi e i volumi saranno modesti.
Sarà interessante vedere come gli indici si comporteranno in vicinanza delle resistenze - le più vicine sono i 12600-12660 punti di DAX ed i 24000 punti di FTSE MIB - i 3550 punti di Eurostoxx50 per oggi sono troppo lontani.

Commento del 28-29 aprile

Senza un esaurimento del ribasso non può esserci rialzo - la speculazione fà oscillare gli indici ma non crea tendenza

Tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio le borse hanno avuto una veloce, brutale e profonda correzione. Dopo questa forte spinta di ribasso esistevano parecchie opzioni. Le borse potevano essere all'inizio di una correzione di medio termine che avrebbe fatto scendere gli indici molto più in basso. Oppure dopo un esaurimento del ribasso con panico e ipervenduto le borse potevano ricominciare a salire e riattaccare i massimi annuali. Invece le borse hanno deciso di fermarsi - ci sono state delle brevi e fugaci spinte di rialzo e di ribasso causate dalla speculazione ma in linea di massima gli indici azionari si stanno muovendo tra il massimo annuale del 23-26 gennaio ed i minimi del 9 febbraio. Le borse europee sono ancora rimbalzate due volte sui minimi toccando dei nuovi minimi annuali marginali. Da febbraio però la tendenza di fondo dei mercati azionari é diventata neutra e per il momento non si delinea nessun cambiamento. Ribadiamo che "la situazione tecnica generale però non cambia. Non vediamo rischio di ribasso e lo sviluppo più probabile a medio termine é una ripresa del rialzo o una lunga distribuzione in laterale sui livelli attuali."
Dopo 9 anni di crescita economica tutti sanno che questo ciclo congiunturale si avvicina alla fine - le Banche Centrali stanno per forza abbandonando la politica monetaria estremamente espansiva e assistiamo ad una normalizzazione dei tassi d'interesse. Questo significa che i tassi d'interesse di mercato subiscono un aggiustamento, salgono e tornano ad essere positivi al saldo dell'inflazione. Questi fattori frenano le borse - non ci sono più ragioni per investire quando si avvicina un deterioramento delle condizioni economiche e monetarie. D'altra parte non c'é ancora bisogno di abbandonare i mercati azionari. L'economia é ancora in crescita, le società presentano dei buoni risultati trimestrali (anche se non bisogna dimenticare che questi dati riguardano il passato) e mancano alternative d'investimento. La conseguenza é che l'S&P500 (+0.11% a 2669.91 punti) non sale più - le probabilità che i 2872 punti del 26 gennaio rappresentino il top del bull market sono in lento e costante aumento. La borsa americana resta oscenamente cara ma nessuno osa abbandonarla. Il party si avvicina alla fine ma tutti continuano a godersi la festa convinti di potersene andare prima che succeda qualcosa di male. Hanno ragione nel senso che al momento sia tecnicamente che da un punto di vista fondamentale non appaiono gravi problemi all'orizzonte. Questo periodo d'incertezza può durare ancora settimane o mesi. Gli investitori giocano ancora alcune carte - preferiscono i settori di crescita come la tecnologia e si sentono più sicuri nel comperare mercati fondamentalmente meno cari e che sembrano rimasti indietro come il FTSE MIB italiano (performance 2018 +9.49%). Da inizio anno però i mercati azionari più importanti marciano sul posto (S&P500 -0.14%, Eurostoxx50 +0.41%) e non sembrano volersi muovere nel prossimo futuro. L'S&P500 (2670 punti) a corto termine potrebbe ricadere sui 2600 punti o continuare a salire fino ai 2720-2750 punti. Difficilmente però l'S&P500 uscirà da questo range senza un evento particolare in grado di destabilizzare il mercato.
Notiamo questa stabilità anche a livello di tassi d'interesse e di cambi. Il reddito dell'US Treasury Bond a 10 anni (2.959%) é tornato sotto il 3%. ed il cambio EUR/USD (1.2125), pur avendo rotto il supporto a 1.22 sembra in grado di difendere il range 1.20-1.25.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.69% a 3518 punti              
DAX                         +0.32% a 12580 punti
SMI                          +0.40% a 8843 punti
FTSE MIB                  +0.41% a 23927 punti
S&P500                    -0.01% a 2669.91 punti
Nasdaq100               -0.17% a 6656 punti

Venerdì il rally di giovedì ha avuto una breve continuazione. La spinta si é però velocemente esaurita e gli indici azionari, sia in Europa che in America, hanno chiuso lontani dal massimo giornaliero e con modesti guadagni.
L'Eurostoxx50 é salito a 3518 punti (+0.36%). Praticamente é oscillato per tutta la settimana intorno ai 3500 punti. Il DAX (+0.64% a 12580 punti) non riesce a superare i 12600 punti malgrado che gli indicatori ci dicono che la strada verso l'alto si é aperta. Il FTSE MIB (-0.47% a 23927 punti) é decisamente bloccato dai 24000 punti. Non riesce più a fare progressi in solitaria - l'ipercomperato viene lentamente riassorbito ma molto probabilmente per continuare a salire la borsa italiana ha bisogno l'aiuto di Eurostoxx50 e colleghi.
In generale le borse europee sembrano avere un 1%/2% di potenziale di rialzo - poi dovrebbero ricadere. Non vediamo le premesse tecniche per un sostenibile rialzo di medio termine.
L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3514 punti.

Venerdì a Wall Street ci aspettavamo una seduta tranquilla con gli indici a muoversi in pochi punti e chiudere senza sostanziali variazioni. In effetti, malgrado che la crescita del PIL americano nel primo trimestre dell'anno (+2.3%) sia stato superiore alle stime degli analisti, l'S&P500 (+0.11% a 2669.91 punti) ha marciato sul posto e anche il rally di giovedì della tecnologia (Nasdaq100 +0.10% a  6656 punti) non ha avuto un seguito.
L'S&P500 ha aperto in guadagno e sul massimo di giovedì a 2675 punti. Questo é stato però il massimo giornaliero. L'indice é caduto ad ondate fino ai 2659 unti, é risalito a metà seduta a 2675 punti e poi é oscillato in laterale tra i 2667 ed i 2675 punti fino alla chiusura a 2670 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3901 su 3017, NH/NL a 603 su 426 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 15.41 punti (-0.83) (vi ricordiamo che esiste un supporto intermedio a 15 punti) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata normale a 0.64. La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 46.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 53.86 punti.
Il prezzo del petrolio (68.10 USD/barile) questa settimana si é fermato sui 68 USD. Nel commento del 14-15 aprile vi avevamo detto che il prezzo (allora a 67.40 USD) aveva toccato un massimo intermedio - in effetti il rialzo si é fermato. Il prezzo del petrolio sembra però consolidare e per il momento non vediamo segnali d'inversione di tendenza.

L'unico indicatore che manda un segnale fuori dal coro viene dai COT. I Commercials sono da settimane decisamente short e continuano ad incrementare la posizione. Normalmente questi investitori nel medio termine sono giusti. Questo significa che secondo loro esistono più rischi di ribasso che potenziale di rialzo.

Martedì prossimo, 1. maggio, molte borse europee sono chiuse. In America invece questa festa non esiste.
I traders europei cercherano di non prendere rischi. I volumi lunedì saranno modesti poiché molti operatori saranno assenti - avranno approfittato dell'occasione per fare il ponte.

Commento del 27 aprile

Short covering rally - Facebook +9.06%

Mercoledì sera la correzione dell'S&P500 (+1.04% a 2666.94 punti) si era fermata a 2612 punti, poco sopra la media mobile a 200 giorni. La maggior parte degli operatori si aspettava finalmente un'accelerazione al ribasso - molti speculatori erano posizionati short. Dal supporto l'S&P500 é rimbalzato e ieri gli ottimi risultati trimestrali di alcuni colossi della tecnologia hanno innescato un short covering rally. Chi era short é stato obbligato ad abbandonare la scommessa, comperare e chiudere la posizione. Sintomatica é la reazione di Facebook (+9.06%). Il leader mondiale dei social media, da settimane sommerso dalle critiche per il mancato rispetto della privacy degli abbonati e per l'uso sconsiderato e vendita dei dati personali, ha presentato un utile trimestrale nettamente superiore alle stime degli analisti. Almeno a livello di redditività Facebook sembra aver superato la crisi senza danni. L'azione é balzata e l'effetto si é esteso a tutto il settore della tecnologia. Gli investitori hanno ricomperato gli AGMAF (Nasdaq100 +2.08% a 6649 punti) e hanno concentrato gli acquisti sulle società che la sera, dopo la chiusura, dovevano comunicare i risultati - Amazon (+3.96%), Microsoft (+2.11%), Intel (+3.25%) - evidentemente queste erano delle scommesse a breve e non degli investimenti.
Avrete intuito che ieri sera a Wall Street c'é stata una buona seduta. Questo rally sembra però unicamente una reazione al fatto che per il momento la borsa americana non é riuscita a scendere più in basso. Non crediamo che ora stia già iniziando l'attesa sostenibile fase di rialzo a medio termine. Crediamo piuttosto che nei prossimi giorni ci debba ancora essere un tentativo di ribasso. La base non é ancora completa.

Restiamo in America - torneremo dopo in Europa.
L'S&P500 ha aperto in positivo ed in gap up a 2649 punti. Da qui é salito ad ondate fino alle 21.00 quando ha toccato un massimo a 2679 punti. Sul finale é ricaduto a 2666.94 punti (+1.04%). La tecnologia ha trascinato il rialzo - per la cronaca notiamo che anche l'indice dei semiconduttori SOX (+2.09%) é rimbalzato ed ha contribuito al rally.
Non tutto é oro quel che luccica - non bisogna lasciarsi abbagliare dai guadagni dei maggiori indici poiché ci sono parecchie zone d'ombra e di debolezza. L'indice dei trasporti DJT ha perso il -0.90%. I dati della giornata sono buoni ma non entusiasmanti - A/D a 4701 su 2252, NH/NL a 581 su 416 e volume relativo a 1.0. Avrete sicuramente notato il deludente e debole aumento dei nuovi massimi a 30 giorni (NH) - martedì erano 693... A livello di sentiment notiamo l'immediato riaffiorare dell'ottimismo - la volatilità VIX é caduta a 16.24 punti (-1.60) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.61 (sotto la media di lungo periodo a 0.63).

Ovviamente anche le borse europee hanno avuto una seduta positiva - non poteva essere altrimenti viste le premesse. Gli indici azionari hanno aperto in guadagno grazie alla buona tenuta di Wall Stret la sera prima. Sono saliti la mattina prima della riunione della BCE. Mario Draghi e colleghi non hanno deluso le aspettative - la BCE ha lasciato i tassi d'interesse invariati e ha dipinto un quadro positivo dell'economia. Draghi ha mantenuto la possibilità di ulteriori misure di stimolo monetario - il QE potrebbe essere prolungato oltre la scadenza di settembre. I Bonds hanno reagito con un rally, il cambio EUR/USD é caduto a 1.21 e le borse sono lievitate. New York ha fatto il resto.
Considerando tutti questi fattori positivi i guadagni a fine giornata sono modesti - l'Eurostoxx50 é risalito a 3506 punti (+0.58%) mentre il DAX é tornato a 12500 punti (+0.63%). Solo il FTSE MIB (+1.00% a 24039 punti) é nuovamente balzato sul massimo annuale.
Basta rileggere gli ultimi commenti tecnici per comprendere questa reazione.

Stamattina le borse scontano il rally di ieri sera a Wall Street ma nulla più. L'Asia non sembra farsi contagiare dall'ottimismo creato dall'incontro tra i leaders della Corea del Nord e del Sud. Il Nikkei ha guadagnato il +0.58%, Shanghai é in calo del -0.2%. Il future sull'S&P500 é a 2670 punti (-4 punti) - in pratica l'S&P500 guadagna ancora 3 punti. Ieri dopo la chiusura Amazon e colleghi hanno in effetti pubblicato utili in forte aumento e la prima reazione é stata positiva. L'entusiasmo sta però già sparendo - il future é salito fino a 2676 punti e poi si é sgonfiato.
L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3515 punti. Le borse europee apriranno con moderati guadagni. Oggi in agenda ci sono parecchi interessanti dati economici. Le borse sembrano però sopratutto trascinate da aspetti tecnici ed emozioni. Nelle prossime ore potrebbero estendere i guadagni. Poi dovrebbero ritornare sui loro passi. Per saldo gli indici dovrebbero oggi chiudere in positivo ma lontani dai massimi giornalieri.

Commento del 26 aprile

Rimbalzo tecnico dell'S&P500 dalla MM a 200 giorni - rotture su EUR/USD e US Treasury Bonds innervosiscono gli investitori

Ieri le borse europee si sono adattate alla caduta della borsa americana di martedì. I cali di settimana scorsa a Wall Street erano stati ignorati dagli europei. Ieri però resistenze e in parte ipercomperato hanno obbligato gli indici azionari europei a retrocedere. A prima vista questa sembra unicamente una normale seduta negativa che non ha fatto danni. Gli indici hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri con perdite tra il -0.70% e il -1.00%. È poco - d'altra parte però un indice come l'Eurostoxx50 (-0.71% a 3485 punti) ha cancellato i guadagni delle precedenti 5 sedute. Questo significa che il rialzo di corto termine, se non é finito, é per lo meno in stallo.   Il DAX (-1.02% a 12422 punti) martedì era stato respinto verso il basso dalla resistenza a 12600 punti. Ieri é caduto fino alla MM a 50 giorni (12302 punti) e al centro delle Bollinger Bands prima di risalire. Sembra che il consolidamento nei prossimi giorni possa svolgersi in questi 300 punti.
L'unico problema é che questi modesti ritracciamenti stanno facendo ruotare verso il basso gli indicatori di momentum. Questo significa che i rialzisti hanno solo alcune sedute di tempo per prendere fiato prima di riprendere l'iniziativa. In caso contrario il consolidamento durerà più a lungo e si trasformerà in una correzione minore. La situazione tecnica generale però non cambia. Non vediamo rischio di ribasso e lo sviluppo più probabile a medio termine é una ripresa del rialzo o una lunga distribuzione in laterale sui livelli attuali.
Ieri anche la borsa italiana é stata obbligata a fare un passo indietro. La resistenza a 24000 punti, l'ipercomperato e una seduta in Europa generalmente in calo hanno costretto il FTSE MIB (-0.97% a 23801 punti) ad una seduta negativa. Potrebbe essere l'inizio di una correzione ma non crediamo. Bisogna osservare le prossime due / tre sedute per saperlo. Il FTSE MIB ha chiuso lontano dal minimo giornaliero e questo é un segnale costruttivo. L'indice potrebbe fermarsi alcuni giorni sui 23700 punti e poi provare a ripartire al rialzo. Se però nelle prossime 5 sedute non riesce a toccare un nuovo massimo annuale é probabile che la correzione debba essere più lunga e profonda. L'ipotesi del doppio massimo sui 24000 punti non ci piace - é troppo ovvia e viene smentita dalle statistiche.

Ieri il cambio EUR/USD é caduto sotto la barriera degli 1.22. È sceso fino a 1.2160 e torna stamattina a 1.2180. Una rottura definitiva del supporto farà cadere il cambio fino agli 1.20. Gli investitori sono irritati - non sanno esattamente cosa significa questa debolezza dell'EUR e quali potrebbero essere le conseguenze. L'analista tecnico ammonisce chi già grida al ribasso. La rottura é marginale e già il 1. marzo scorso il cambio era brevemente sceso a 1.2155 per poi recuperare. La tendenza di fondo del cambio EUR/USD é neutra e non vediamo ragioni per un cambiamento - vedremo se oggi Mario Draghi ci fornirà degli argomenti fondamentali.
Un'altro motivo di nervosismo é la salita del reddito dell'US Treasury Bonds a 10 anni sopra il 3% - ora é a 3.03%. Abbiamo già trattato l'argomento in precedenti commenti. Noi crediamo che sarà ancora la deflazione a dominare negli anni a venire e non pensiamo che i tassi d'interesse debba sostanzialmente salire. D'altra parte ci aspettavamo a breve un'impennata del reddito sopra il 3% per provocare un'ultima ondata di vendite sull'S&P500 che sarebbe sfociata in un solido minimo a medio termine. Sembra che il momento non é ancora venuto. Ieri l'S&P500 ha deciso di fare un debole rimbalzo tecnico - vediamo come é andata.

Ieri le premesse a Wall Street erano per una seduta negativa. Nel pomeriggio i futures erano in netto calo e quattro candele rosse consecutive sul grafico dell'S&P500 unite alla pressione degli oscillatori non lasciavano presagire nalla di buono. Alcuni importanti indici erano però vicini alla media mobile a 200 giorni. Vi avevamo avvisati che da questi supporti poteva esserci una reazione ed é quello che é successo.
L'S&P500 ha aperto a 2633 punti ed é caduto fino al minimo a 2612 punti. La vicinanza della MM a 200 giorni a 2609 punti é stata sufficiente per stimolare i rialzisti. L'indice ha balzi irregolari é tornato a 2633 punti e dopo alcune ore a combinare nulla é salito a 2645 punti di massimo. Da qui é ricaduto una decina di punti e si é infine fermato a 2639.40 punti (+0.18%). Il Nasdaq100 ha chiuso in pari (+0.08% a 6514 punti). L'indice dei semiconduttori SOX (-0.12%) si é salvato sulla MM a 200 giorni. Abbiamo notato una buona reazione solo nel settore dei trasporti (DJT +1.04%).
La seduta al NYSE é stata negativa (!) con A/D a 3013 su 3915, NH/NL a 337 su 613 (solo in leggero aumento...) e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scivolata a 17.84 punti (-0.18) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.70.
Quello di ieri sembra essere stato un tipico rimbalzo tecnico con modesti volumi da un ovvio supporto. È molto probabile che a breve ci sia ancora un spinta di ribasso in direzione dei 2600 punti di S&P500.

Oggi l'attenzione degli investitori é puntata sulla BCE che si riunisce per discutere la politica monetaria. I tassi d'interesse resteranno invariati. Mario Draghi dovrebbe però dare una previsione sulla crescita economica europea e fornire indicazioni sulla fine del QE. Oggi si incontrano i leaders della Corea del Nord e del Sud. Segnali di distensione potrebbero fornire impulsi positivi alle borse.
Stamattina il Nikkei giapponese sale del +0.49%. A Shanghai invece c'é un preoccupante cedimento (-2%). Il future sull'S&P500 é dato in pari a 2644 punti - in pratica il valore dell'indice sale di 5 punti. L'Eurostoxx50 alle 08.00 vale 3490 punti. Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.2%. Prevediamo che stamattina le borse si fermeranno in attesa di conoscere l'esito della riunione della BCE. Alle 14.30 Mario Draghi terrà la conferenza stampa. Crediamo che il QE verrà prolungato oltre la scadenza di settembre - la somma destinata agli acquisti mensili verrà però ulteriormente ridotta. Difficile dire se questa basterà a far tornare l'ottimismo tra gli operatori.

Commento del 25 aprile

L'S&P500 cade rispettando obiettivi e tempistica

Ieri le borse europee hanno marciato sul posto. La seduta é stata noiosa e di scarso interesse. La mattina gli indici sono saliti e hanno toccato in genere dei nuovi massimi mensili. Nel pomeriggio però sono caduti, hanno raggiunto un minimo poco dopo le 16.00 e sono rimbalzati sul finale. A fine giornata l'Eurostoxx50 (-0.06% a 3510 punti) ha perso un'inezia: 5 punti. L'indice azionario europeo ha toccato un nuovo massimo mensile a 3523 punti. Ha però chiuso in pari e al centro del range giornaliero. In pratica si é trattato di una seduta senza significati tecnici particolari. Non c'é nessun segnale che suggerisca la fine del rialzo e la presenza di un massimo intermedio - d'altra parte l'Eurostoxx50 fatica a fare ulteriori sostanziali progressi. Neanche il settore bancario (SX7E -0.30% a 131.58 punti) é riuscito a dare impulsi positivi. Il DAX (-0.17% a 12550 punti) ha nuovamente provato a superare i 12600 punti. È salito fino ad un massimo a 12647 punti e poi é stato rispedito verso il basso. Il DAX sembra non riuscire per ora a passare la resistenza a 12600 punti - di conseguenza é probabile che debba ridiscendere e cercare le forze per un altro tentativo. In questo caso dovrebbe tornare sui 12300 punti. Poi vedremo se si ferma semplicemente al centro delle BB e sulla MM a 50 giorni ormai piatta o se trova la motivazione per ritentare un rialzo. Preferiamo la seconda variante sulla base della nostra previsione sull'S&P500. Bisogna però pazientare qualche giorno. Il FTSE MIB (+0.22% a 24035 punti) ha guadagnato terreno. La plusvalenza di 53 punti é modesta ma importante - il FTSE MIB ha superato la barriera dei 24000 punti ed ancora una volta sovraperforma il resto dell'Europa. Ora l'indice di borsa italiano é decisamente ipercomperato ma esperienze del passato ci suggeriscono di non parlare subito di correzione. Spesso questi rialzi in solitaria e contro logica (considerando il caos a livello politico) possono durare più del normale poiché si alimentano con lo scetticismo. Più il FTSE MIB sale ora e più sarà pesante la successiva caduta.
In generale abbiamo l'impressione che l'Europa stia aspettando la fine del ciclo a medio termine della borsa americana. Gli indici devono consolidare ancora qualche giorno in attesa di un minimo significativo a Wall Street.

Ieri la borsa americana ha avuto una seduta decisamente negativa. Malgrado che questo é esattamente quello che ci eravamo aspettati
a livello di previsioni siamo rimasti sorpresi visto che le premesse per la giornata erano positive. Nel primo pomeriggio i futures erano in guadagno di circa un +0.5% grazie ai buoni risultati trimestrali di Google. Dopo la buona apertura però gli indici sono stati travolti da un'ondata di vendite. Sembra che gli investitori approfittino di buoni risultati trimestrali per prese di beneficio. Dopo la buona apertura l'azione di Google (-4.77% e -4.45%) é precipitata travolgendo il settore tecnologico (Nasdaq100 -2.10% a 6509 punti / Amazon -3.81%, Facebook -3.71%). La stessa sorte é toccata a Caterpillar (-6.20%). Sembra che gli speculatori abbandonino i titoli che hanno provocato il rialzo di aprile. È esattamente quello che ci vuole - eliminata la speculazione le borse troverano una solida base. Vedremo poi se da questa base sapranno ritrovare la via del rialzo.
L'S&P500 (-1.34% a 2634.36 punti) ha aperto a 2680 punti ed é salito subito sul massimo giornaliero a 2683 punti. Poi i ribassisti hanno preso il controllo delle operazioni. L'indice é sceso regolarmente fino ad un minimo a 2617 punti. Solo dopo le 20.30 l'S&P500 ha reagito ed é tornato a 2634 punti. Da giorni nelle ultime ore di contrattazioni gli indici azionari americani risalgono. Questo significa che ancora molti operatori comprano sul finale alla ricerca di un minimo - quando queste mani doboli saranno sparite esiste in effetti la possibilità di un solido minimo. Ci vuole una seduta con forti vendite, volumi e chiusura sul minimo per raggiungere questa situazione. Oppure un key reversal day. Vediamo - secondo gli oscillatori questo dovrebbe verificarsi a metà di questa settimana - non dobbiamo aspettare molto. L'obiettivo resta sui 2600 punti di S&P500.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2369 su 4566, NH/NL a 693 su 546 (entrambi in aumento) e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 18.02 punti (+1.68) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.68.
Manca un pò di ipervenduto ed un pò di panico per un solido minimo. Forse l'S&P500 nelle prossime una a due sedute deve cadere sotto i 2600 punti. Meglio aspettare - non c'é ragione per correre a comperare un mercato che accelera al ribasso con indicatori in deterioramento.

Stamattina prevalgono nuovamente i segnali negativi - il calo dei mercati é però contenuto. Le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei ha perso il -0.28%. Shanghai é in calo del -0.4. Il future sull'S&P500 stamatina presto era a 2628 punto. Ora é risalito a 2631 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3483 punti. Le borse europee accusano il colpo e apriranno con perdite intorno al -0.8%. Vedremo se nel corso della giornata ci saranno ulteriori vendite - questo é possibile negli Stati Uniti. Gli europei preferiranno attendere l'esito della seduta di domani della BCE prima di prendere iniziative.

Un'ultima osservazione rivolta ai nostri lettori più attenti ed esigenti. L'indice dei semiconduttori SOX (-0.82%) ieri ha perso meno del resto del mercato e ha fermato la sua caduta sulla media mobile (MM) a 200 giorni. Questo é un segnale costruttivo - é possibile che la correzione del settore della tecnologia sia vicino alla fine. Teniamo d'occhio il SOX!
Il reddito dell'USTBond decennale ha superato il 3% e ha raggiunto i 3.005%. Il mercato segue alla lettera il copione.

Commento del 24 aprile

Pausa a Wall Street - l'Europa lievita probabilmente a causa del calo dell'EUR

Ieri le borse europee sono scese poco dopo l'apertura - una reazione alla seduta negativa di venerdì scorso in America. Dopo una mezz'ora gli indici azionari sono però risaliti e a metà giornata erano in pari o in leggero guadagno. La sera c'é stata ancora un'impennata come conseguenza dell'indebolimento dell'EUR e di una buona apertura a Wall Street. Le borse europee hanno chiuso con modesti guadagni - l'Eurostoxx50 ha raggiunto un nuovo massimo mensile a 3515 punti (+0.54%) ed il FTSE MIB lo ha seguito (+0.64% a 23982 punti) mostrando l'ormai abituale forza relativa e sovraperformance.
L'Eurostoxx50 ha ignorato la debolezza delle ultime due sedute di settimana scorsa a New York ed é riuscito a guadagnare altri 21 punti. Il rialzo continua e si dimostra più robusto di quanto ci eravamo aspettati. Avevamo previsto che l'Eurostoxx50 poteva salire a 3500-3550 punti ma questa scollatura tra Europa ed America ci sorprende. Forse una conseguenza dell'ormai evidente divergenza a livello di politica monetaria e fiscale? Possibile visto che anche l'EUR sta perdendo terreno. L'Eurostoxx50 ha chiuso sul massimo giornaliero e quindi sembra che nei prossimi giorni l'indice possa salire più in alto. Al momento non c'é nessuna evidente barriera che può fermarlo (ipercomperato o resistenza) prima dei 3550 punti.
Il FTSE MIB ha guadagnato altri 153 punti e ha terminato la seduta sul massimo giornaliero e a ridosso dei 24000 punti. Come a gennaio e in numerose precedenti occasioni é probabile che ci sia una marginale rottura al rialzo sopra l'obiettivo e resistenza a 24000 punti prima che inizi una correzione. È però improbabile che il FTSE MIB possa continuare a salire ignorando resistenze ed ipercomperato (RSI a 72 punti). La correzione che comincerà nelle prossime sedute ci dirà se in seguito esiste ancora potenziale di rialzo e in caso affermativo quanto.
DAX (+0.25% a 12572 punti) e SMI (-0.01% a 8806 punti) da alcune sedute accumulano ritardo rispetto all'Eurostoxx50. Non stanno proseguendo il rialzo di corto termine ma stanno piuttosto imitando l'America e svolgendo una breve correzione. Ieri questi due indici hanno chiuso sul massimo ma non hanno fatto registrare un nuovo record mensile.
Tra Europa ed America esiste uno scollamento nel ciclo. A corto termine le borse europee sono a ridosso di importanti resistenze e sembrano vicine ad un massimo intermedio - in parte gli indici sono ipercomperati.
In America invece ci aspettiamo che questa settimana si verifichi un minimo significativo a medio termine. In seguito, se non c'é ancora una ormai improbabile un'ondata di vendite con panico e ipervenduto, si dovrebbe formare una base per una fase di rialzo a medio termine. È improbabile che America ed Europa si sviluppino in maniera divergente e quindi nei prossimi giorni dobbiamo trovare una soluzione. Al momento la variante più probabile é che l'S&P500 consolidi sui 2600+ punti per una decina di giorni mentre le borse europee svolgono una correzione minore e poi i due mercati ricominciano a salire assieme. La variante é che la scollatura continui favorita da una caduta del cambio EUR/USD (1.2210) - questo é possibile nel caso in cui il cambio rompesse il supporto a 1.22 e cadesse a 1.20.

Ieri sera l'S&P500 (+0.01% a 2670.29 punti) ha marciato sul posto. L'indice ha aperto in guadagno a 2675 punti. È lentamente salito fino a metà seduta a 2682 punti ed é poi con calma sceso fino al minimo a 2658 punti. Sul finale é tornato a 2670.29 punti. Il Nasdaq100 ha perso il -0.28% a 6648 punti - la differenza non é significativa. Qualcosa d'altro però ci preoccupa. Il settore dei semiconduttori (SOX -1.33%) é da metà marzo in una fase di ribasso che ieri ha raggiunto un punto critico. Da tre giorni il settore é in caduta libera e l'indice é sceso sulla media mobile a 200 giorni. Una rottura al ribasso sarebbe segnale di vendita a medio-lungo termine e avrebbe conseguenze negative per tutto il settore tecnologico. Potrebbe esserci una breve ondata di vendite da panico.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2942 su 3978, NH/NL a 562 (in sensibile aumento) su 419 e volume relativo a 0.8 (poco!). La volatilità VIX é scesa a 16.34 punti (-0.54) e la CBOE Equity put/call ratio era a 0.61 (di poco sotto la media). A livello di sentiment non ci sono cambiamenti.
Questa seduta non cambia la nostra previsione. L'S&P500 nei prossimi giorni dovrebbe scendere sui 2650 punti. Se il SOX rompe al ribasso o il reddito dell'USTBonds decennale (2.964%) si impenna decisamente sopra il 3% l'S&P500 potrebbe cadere al massimo fino ai 2600 punti. Poi dovrebbe iniziare una fase di rialzo con o senza formazione di base sui 2600+ punti.

Stamattina scriviamo il commento presto - le borse asiatiche sono ancora aperte. Il Nikkei sta guadagnando il +0.8% - Shanghai mette a segno un +1.8%. Il future sull'S&P500 é a 2679 punti (+8 punti). Le borse europee apriranno al rialzo. Stimiamo che l'Eurostoxx50 aprirà sui 3525 punti (+10 punti). Le premesse sono per una seduta positiva - sarà però difficile fare ulteriori sensibili progressi dopo la buona apertura. Il cambio EUR/USD (1.2210) sembra voler difendere il supporto a 1.22 - significa che oggi deve risalire e frenare le borse europee.

Aggiornamento del 23 aprile

Earnings

Nelle scorse settimana l'attenzione degli investitori si é concentrata su argomenti d'attualità come la crisi siriana, la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, le tensioni tra Russia e Gran Bretagna (e alleati) e lo scontro tra Stati Uniti e Corea del Nord. Questi temi hanno provocato volatilità ma poca tendenza - sono l'economia ed i risultati delle imprese a muovere le borse sul medio e lungo termine.
Questa settimana si dovrebbe ricominciare a considerare i fondamentali. Negli Stati Uniti la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese sta entrando nel vivo. Nei prossimi giorni i colossi della tecnologia presenteranno i loro numeri cominciando oggi con Google. Giovedì si riparlerà di politica monetaria, tassi d'interesse e QE - al termine della seduta della BCE Mario Draghi dovrebbe chiarire la sua posizione - la scadenza di settembre si avvicina.
In linea di massima dovremmo avere una settimana senza grandi variazioni. Nella prima parte dovrebbe esserci un moderato calo seguito da un recupero. Nei prossimi giorni si tratterà di capire se le borse hanno ancora del potenziale di rialzo fino all'estate o se invece si limiteranno ad oscillare in laterale nei range di febbraio-aprile. Al momento non vediamo rischi di ribasso.

Stamattina i mercati finanziari sono stabili e tranquilli. Le borse asiatiche marciano sul posto. Il Nikkei ha perso il -0.29% - Shanghai é in calo del 0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2676 punti (+5 punti). Le borse europee apriranno con un leggero guadagno - l'Eurostoxx50 vale ora 3497 punti (+3 punti). Probabilmente oggi avremo una seduta senza sostanziali variazioni.

Al momento l'attenzione degli analisti é concentrata sul reddito dell'US Treasury Bond decennale che é risalito al 2.97% e sfiora la barriera psicologica del 3%. Questa impennata é provocata da paura d'inflazione e dal timore che il debito statale americano, in forte aumento, non possa più essere rifinanziato a questo prezzo. Siamo convinti che sul lungo termine debbano ancora prevalere le forze deflattive. Non crediamo che siamo all'inizio di un periodo di forti rialzi del prezzo del denaro. Come spiegato nelle previsioni del 2018 si tratta unicamente di riportare i tassi d'interesse ad un livello normale - questo significa che i tassi d'interesse reali devono tornare ad essere positivi e remunerare il risparmio invece che penalizzarlo. Un'impennata a breve dei tassi d'interesse é però possibile e molto probabilmente in questo caso potrebbe esserci un breve tuffo dei mercati azionari. La scusa é buona.

Commento del 21-22 aprile

Minimo intermedio a metà di settimana prossima - successivamente rialzo con potenziale modesto ed incerto

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta tranquilla - si sono mosse in pochi punti e sui grafici risultano delle piccole candele con poco corpo. Degli indici che analizziamo l'Eurostoxx50 (+0.22% a 3494 punti) e il FTSE MIB hanno toccato dei nuovi massimi mensili. DAX (-0.21% a 12540 punti) e SMI (-0.29% a 8807 punti) hanno invece perso terreno e seguono il solco tracciato da Wall Street. Una settimana fà avevamo previsto l'inizio di una correzione. Avevamo basato questa previsione sull'S&P500 i cui oscillatori segnalavano l'imminenza di un massimo intermedio sui 2700 punti. In effetti l'S&P500 (-0.85% a 2670.17 punti) é salito ancora tre giorni e ha toccato un massimo mercoledì a 2717 punti. Il superamento della MM (media mobile) a 50 giorni e della resistenza a 2700 punti ha provocato un breve short covering e una classica falsa rottura al rialzo. Solo giovedì e venerdì sono tornate a prevalere le vendite e l'S&P500 é ricaduto - la performance settimanale é però moderatamente positiva.
Gli analisiti tecnici sono sempre alla ricerca di un trend da utilizzare per posizioni long o short. Esistono però dei periodi durante i quali la borsa semplicemente non va da nessuna parte. Da inizio anno l'Eurostoxx50 é sceso del -0.34% - l'S&P500 ha marciato sul posto con un -0.13%. Nell'immediato l'S&P500 dovrebbe scendere più in basso. Gli oscillatori non si sono ancora "scaricati". La pressione di vendita é però modesta. L'S&P500 dovrebbe toccare un minimo a metà di settimana prossima tra i 2650 ed i 2600 punti (forte supporto). La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 49.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 56.04. A lungo termine il mercato é decisamente toppish. Esiste ancora la possibilità che verso metà anno l'S&P500 salga a testare ed eventualmente migliorare marginalmente il massimo storico del 26 gennaio a 2872 punti. Le probabilità sono però in calo visto che il ribasso di febbraio-aprile non si é concluso con un solido minimo con panico ed ipervenduto. La mancanza di un solido minimo ha lasciato "vivi e vegeti" gli speculatori al ribasso che impediscono ora lo sviluppo di una robusta spinta di rialzo. Il rialzo di corto termine iniziato il 2 aprile dai 2554 punti di S&P500 é debole e fragile. Il mercato si muove con poca partecipazione e pochi volumi e manca di leadership. Da inizio aprile, oltre alla tecnologia, si é mosso molto bene il settore energia grazie ad un'impennata del prezzo del petrolio (WTI USD 68.40/barile). Ora questa spinta si é esaurita - secondo l'analisi tecnica é molto probabile che il prezzo del petrolio abbia toccato un massimo intermedio significativo. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.28% a 3494 punti              
DAX                         +0.79% a 12540 punti
SMI                          +0.36% a 8807 punti
FTSE MIB                  +2.14% a 23829 punti
S&P500                    +0.52% a 2670.17 punti
Nasdaq100               +0.59% a 6667 punti

La borsa americana sta correggendo. Quelle europee invece sembrano unicamente consolidare ad alto livello. Come spiegato nell'introduzione l'Eurostoxx50 é salito tutta la settimana e venerdì ha toccato un massimo mensile a 3505 punti. Il rialzo é in stallo visto che i progressi nelle ultime sedute sono stati minimi. Gli indici però non mostrano l'intenzione di voler correggere malgrado che siano vicino agli obiettivi (Eurostoxx50 a 3500-3550 punti, DAX a 12600 punti e FTSE MIB a 24000 punti). Sinceramente siamo perplessi - dobbiamo osservare come si comporta il mercato all'inizio di settimana prossima per poter decidere se il rialzo ha potenziale e ha abbastanza forza per permettere agli indici, dopo una pausa di consolidamento ed un eventuale ritracciamento, di superare le resistenze. Per ora solo il FTSE MIB (RSI a 70 punti) é ipercomperato. Probabilmente le dichiarazioni di Mario Draghi di venerdì hanno giocato un ruolo importante - secondo il capo della BCE la crescita economica ha raggiunto un picco. Questo fà sognare gli investitori poiché potrebbe significare che la politica monetaria estrememente espansiva potrebbe durare ancora degli anni e il QE non finirà come previsto finora a settembre. Come reazione l'EUR si é indebolito ed il cambio EUR/USD é sceso a 1.2290.
L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3490 punti - l'Europa sembra immune al calo della borsa americana.

Venerdì l'S&P500 ha aperto sul massimo a 2693 punti. È caduto ad ondate fino ai 2669 punti e poi per ore é oscillato in laterale tra i 2668 ed i 2677 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é sceso sul minimo a 2660 punti ed é risalito in chiusura a 2670.17 punti (-0.85%). La reazione della tecnologia (Nasdaq100 -1.58%) é stata più marcata. Questo settore non sovraperforma più il mercato - si muove unicamente con maggiore volatilità. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1931 su 4885, NH/NL a 397 su 393 (sensibile aumento dei nuovi minimi a 30 giorni!) e volume relativo a 1.0 (il calo é accompagnato da un'espansione dei volumi). La volatilità VIX é salita poco a 16.88 punti (+0.92) mentre la CBOE Equity put/call ratio é nella media a 0.65. Tutto lascia presupporre che la spinta di ribasso iniziata giovedì deve continuare ancora qualche giorno. Non dovrebbe però fare danni e non vediamo ragioni per una sostanziale accelerazione al ribasso. I cicli favoriscono un minimo significativo entro venerdì 27 aprile.
Giovedì prossimo si riunisce la BCE e si discuterà la politica monetaria. Mario Draghi lascerà i tassi d'interesse invariati. Potrebbe però segnalare la possibilità che il QE venga prolungato oltre la scadenza di settembre. Questo sarebbe uno stimolo per le borse europee che potrebbero terminare la fase di consolidamento.  

Commento del 20 aprile

Semplice pausa di consolidamento - secondo gli oscillatori ci aspettavamo di più

Ieri le borse europee hanno marciato sul posto. L'S&P500 (-0.57% a 2693.13 punti) invece ha trascorso tutta la seduta in negativo e ha terminato la giornata nuovamente sotto la barriera psicologica dei 2700 punti. L'indice americano ha però chiuso lontano dal minimo giornaliero a 2682 punti ed é rimasto sopra la media mobile (MM) a 50 giorni a 2687 punti. Il numero dei nuovi minimi a 30 giorni non é aumentato in maniera significativa (258) e non sembra apparire pressione di vendita. In generale le borse sembrano semplicemente consolidare prima di riprendere il rialzo. Strano - sulla base degli oscillatori ci aspettavamo una spinta di ribasso abbastanza intensa - vediamo se alla pause di ieri seguono oggi delle vendite più forti specialmente in Europa. Al momento non vediamo nulla di particolare. Non sembra prepararsi un ribasso mentre il rialzo é debole e fragile e non dovrebbe portare lontano.

L'Eurostoxx50 ha aperto a 3492 punti, ha toccato un massimo a 3495 punti ed un minimo a 3478 punti. Ha chiuso a 3486 punti (-0.12%) nella parte inferiore del range e e con una piccola perdita. La spinta di rialzo é per il momento finita ma non sembra esserci un'inversione di tendenza. Un lieve aumento dei tassi d'interesse sull'EUR ha invogliato gli investitori a comperare azioni di banche (SX7E +0.55% a 130.09 punti). Il DAX (-0.19% a 12567 punti) ha seguito l'Eurostoxx50 a ruota. Il FTSE MIB italiano (+0.14% a 23792 punti) ha ancora guadagnato 32 punti. Poco ma abbastanza per mostrare che il rialzo non vuole (ancora) fermarsi e che la borsa italiana gode ancora di forza relativa rispetto al resto dell'Europa. I 24000 punti sono però ormai vicini, la RSI supera i 70 punti ed i nodi politici stanno venendo al pettine. Prepariamoci ad una correzione.

La seduta a New York é stata negativa. Non ha però mostrato nulla di speciale - sembra un semplice passo indietro dopo giorni di progressi. L'S&P500 ha aperto a 2701 punti. Ha perso una manciata di punti ma subito é risalito a 2702 punti. Poi però le vendite hanno prevalso. L'S&P500 é sceso lentamente fino al minimo a 2681.90 punti e nelle ultime due ore di contrattazioni é risalito a 2693.13 punti (-0.57%). Come era logico aspettarsi il calo del Nasdaq100 (-0.85% a 6774 punti) é stato più marcato. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2195 su 4649, NH/NL a 616 (brusco calo!) su 258 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita di poco a 15.96 punti (+0.36) - la CBOE Equity put/call ratio é ritornata neutra a 0.64.
Probabilmente questa fase di consolidamento si risolverà con una semplice correzione minore di alcune sedute - da come si comportarenno  borse nelle prossime giornate potremmo capire se esiste ancora parecchio potenziale di rialzo. A prima vista non sembra.

Stamattina regna nuovamente la calma e la stabilità. Il future sull'S&P500 é a 2691 punti (-2 punti). Il Nikkei ha perso il -0.13% - Shanghai cade del -1.5%. L'Eurostoxx50 vale ora 3483 punti (-3 punti) - le borse europee apriranno praticamente invariate (-0.1%). Durante la giornata ci aspettiamo qualche ulteriore vendita ma la settimana dovrebbe terminare senza sconvolgimenti.

Commento del 19 aprile

Le borse difendono i guadagni acquisiti - consolidamento

Ieri le borse europee ed americana hanno ancora guadagnato qualche punto. È stata una giornata tranquilla durante la quale gli indici si sono mossi poco. Le borse hanno aperto salendo sul massimo giornaliero - poi ci sono state delle sporadiche prese di beneficio e i mercati si sono assestati senza più muoversi di molto. I volumi di titoli trattati restano moderati e sotto le medie di lungo periodo. L'impressione é che le borse stiano semplicemente consolidando prima di una breve correzione minore. Ampiezza e durata di questa correzione ci diranno come potrebbe continuare questo strano rialzo che si svolge con poca partecipazione e convinzione.
L'Eurostoxx50 é salito a 3490 punti (+0.37%) - durante la giornata ha toccato un massimo a 3495 punti che si trova pochi punti dal nostro obiettivo originale a 3500-3550 punti. Il DAX (+0.04% a 12590 punti) é arrivato sul nostro obiettivo a 12600 punti. Ora il limite superiore delle BB sta salendo (12668 punti) mentre la RSI non é ancora in ipercomperato - questo significa che lentamente lo spazio verso l'alto si sta aprendo se gli investitori riuscissero a trovare la motivazione per ulteriori acquisti. Per questo normalmente ci vuole un consolidamento o una correzione minore della durata massima di 3 giorni. Il FTSE MIB (+0.47% a 23759 punti) continua a mostrare forza relativa e sale sistematicamente sovraperformando il resto delle borse europee. L'obiettivo a 24000 punti si avvicina ma salire più in alto sarà molto difficile poiché si presenterà una combinazione di ipercomperato e forte ed evidente resistenza. L'SMI svizzero (+0.13%  8831 punti) segue in coda. Il CHF (EUR/CHF a 1.1970) sta perdendo di valore e per il momento non ci sono spiegazioni plausibili. L'obiettivo 2018 e forte resistenza a 1.20 sono stati raggiunti. Strano che la borsa svizzera, dove ci sono parecchi titoli d'esportazione che approfittano della debolezza del CHF, non si comporta meglio.

In America la seduta é stata leggermente positiva. Sui grafici dei maggiori indici appaiono dei piccoli doji con minimo e massimo ascendenti. Significa che dopo la buona apertura rialzisti e ribassisti si sono equivalsi - gli indici hanno però toccato un nuovo massimo mensile e questo significa che la strada verso l'alto resta aperta.
L'S&P500 (+0.08% a 2708.64 punti) é rimasto tutta la giornata sopra i 2700 punti difendendo il terreno acquisito martedì. L'indice ha aperto a 2712 punti, é sceso sul minimo a 2703 punti ed é salito sul massimo a 2717 punti. Dopo aver fissato il range giornaliero l'S&P500 é semplicemente oscillato per ore tra i 2710 ed i 2716 punti e solo sul finale é ricaduto a 2708 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3943 su 2862, NH/NL a 1143 su 127 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é rimasta stabile a 15.60 punti (+0.35) mentre la CBOE Equity put/call ratio e finalmente bassa a 0.56. Notiamo il buon comportamento della tecnologia (Nasdaq100 +0.25% a 6833 punti) ma sopratutto del DJ Transportation (+1.68%).
Il livello superiore delle BB sull'S&P500 é a 2719 punti. Ieri é stato rispettato. Vediamo adesso un eccesso di ottimismo sia sulla VIX (il supporto a 15 punti viene difeso) che sulle opzioni. È molto probabile che ora l'S&P500 si fermi. Vedremo se corregge ed in caso affermativo come.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. In Asia il Nikkei ha marciato sul posto (+0.20%) mentre a Shanghai la borsa sale quasi dell'1%. Il future sull'S&P500 é a 2711 punti (+2 punti). Le borse europee apriranno con leggeri guadagni - l'Eurostoxx50 vale ora 3494 punti (+4 punti).

Commento del 18 aprile

Il rialzo continua ed accelera sopra i nostri obiettivi - i cicli non funzionano e non sappiamo dove ci sarà il prossimo massimo

Questa settimana le borse dovevano cominciare a correggere in vicinanza delle resistenza. A dire il vero pensavamo che le borse europee dovessero fermarsi più in alto dei livelli raggiunti venerdì - più o meno dove si trovano adesso. L'Eurostoxx50 (+1.07% a 3478 punti) poteva essere bloccato dai 3475 punti anche se il nostro obiettivo si situava a 3500-3550 punti. Il DAX (+1.57% a 12585 punti) poteva al massimo salire a 12600 punti. Ci eravamo però basati sull'S&P500 (+1.07% a 2706.39 punti) per dire che il rialzo doveva finire. L'indice americano doveva fermarsi tra i 2680 ed i 2700 punti e ridiscendere poiché avevamo due cicli negativi a corto e medio termine che si sommavano e indicavano la possibilità di un minimo tra il 20 ed il 27 di aprile. La giornata di ieri ci mostra che questa previsione é sbagliata.
Ieri le borse hanno avuto un'ottima seduta con forti guadagni e chiusure vicino ai massimi giornalieri. Il rialzo continua altre i nostri limiti temporali e oltre i nostri obiettivi e per ora non sappiamo quando potrebbe fermarsi. Notiamo un'irrazionale ottimismo e il ritorno della speculazione sui titoli tecnologici - sappiamo però per esperienza che questo fenomeno non provoca un'immediata fine del rialzo ma piuttosto ha tendenza ad alimentare il trend. Lasciando per un attimo da parte il bordo superiore delle Bollinger Bands a 2721 punti, che può rallentare la salita dell'S&P500, l'indice ha adesso resistenza a 2800 punti. In teoria questo é il prossimo obiettivo grafico.
Che probabilità ci sono che quella di ieri sia stata una falsa rottura al rialzo ed esaurimento? Poche considerando il fatto che ieri l'S&P500 ha trascorso gran parte della giornata sopra i 2700 punti senza ridiscendere sotto questa barriera e osservando la situazione stamattina.

Ieri le borse europee sono salita dall'inizio alla fine della giornata. Hanno terminato la seduta sui massimi giornalieri e nuovi massimi mensili e con sostanziali  guadagni superiori al +1%. Non abbiamo avuto particolari o nuovi segnali d'acquisto ma il fatto che il rialzo abbia accelerato in vicinanza degli obiettivi é una prova di forza. L'accelerazione segnala una volontà di rottura. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3478 punti (+1.07%) - sulla resistanza a 3475 punti. Il DAX (+1.57% a 12585 punti) si é fermato a ridosso dell'obiettivo a 12600 punti e vicino al bordo superiore delle BB a 12616 punti. Il FTSE MIB (+1.37% a 23649 punti) ha seguito la corrente - come sapete obiettivo e resistenza sono solo a 24000 punti. L'SMI (+1.07% a 8820 punti) si é accodato.
Due fattori ci lasciano perplessi. I modesti volumi e la mancata partecipazione del settore bancario (SX7E +0.59% a 128.76 punti). Sono problemi da tenere sott'occhio ma non dei motivi per credere che un'inversione di tendenza sia imminente.

A questo punto l'attenzione degli operatori si é spostata a New York e si é focalizzata sui 2700 punti di S&P500. La borsa americana ha dato una risposta chiara. L'S&P500 ha aperto in gap up a 2694 punti, é sceso a 2692 punti a prendere slancio e poi é salito come nulla fosse fino alle 17.00 e fino ai 2707 punti. Superata la resistenza si é seduto sopra. L'indice é oscillato per parecchie ore tra i 2702 ed i 2708 punti. Solo sul finale si é impennato a 2713 punti ed é ricaduto a 2706.39 punti (+1.07%). Gli investitori sono tornati a comperare tecnologia a piene mani - il Nasdaq100 é balzato del +2.11% a 6816 punti. Come ai tempi d'oro titoli speculativi come Twitter (+11.41%) e Netflix (+9.19%) hanno fatto balzi incredibili ma l'entusiasmo non ha trascurato i classici come Google (+3.49%) o Amazon (+4.32%).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5022 su 1849, NH/NL a 1025 su 153 e volume relativo a 0.8. La volatilità VIX é caduta sul supporto a 15.25 punti (-1.31) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stranamente alta a 0.68.
Riteniamo pericolosa questa combinazione di eccessivo ottimismo, speculazione e scarsi volumi. Graficamente però il rialzo continua e non siamo in grado di dire dove e quando potrebbe fermarsi.

Stamattina prevalgono nuovamente i segnali positivi per le borse. Il future sull'S&P500 sale a 2710 punti (+3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3484 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.2%. Non sembra che i venditori vogliamo prendere iniziative e le premesse sono per una seduta moderatamente positiva.
Tra l'altro stamattina anche le borse asiatiche si sono unite al rialzo. Non solo Il Nikkei (+1.41%) ha guadagnato terreno - anche Shanghai (+0.80%) oggi sale.

Commento del 17 aprile

La borsa americana vuol salire più in alto - l'S&P500 testa la MM a 50 giorni - key time

Ieri la seduta in Europa é stata noiosa - gli indici azionari si sono mossi poco ed hanno chiuso al centro del range giornaliero e senza significative variazioni. Ci sono dei giorni al termine dei quali non si sa veramente cosa dire.
L'Eurostoxx50 (-0.20% a 3441 punti) é oscillato tra i 3435 ed i 3455 punti e ha chiuso al centro del range con una trascurabile perdita di 7 punti. Possiamo solo annotare che il massimo di venerdì a 3467 punti non é stato migliorato - l'ipotesi che questo sia un massimo intermedio é ancora valida ma per il resto questa seduta leggermente negativa sembra casuale e senza significato.
Il DAX (-0.41% a 12391 punti) ha perso 51 punti e si é fermato nella parte inferiore del range. Il calo non é importante e tecnicamente la situazione non cambia. DAX e colleghi non hanno reagito al rialzo dei mercati azionari americani e nel pomeriggio sono rimasti fermi o sono scesi. Strano. A prima vista non vediamo ragioni per questo inesplicabile scollamento. Il ciclo delle borse europee sembra spostato di un qualche giorno. A fine marzo hanno raggiunto un minimo alcuni giorni prima di Wall Street. Forse adesso sta succedendo lo stesso con il massimo...
Il FTSE MIB (-0.00%) non si é mosso e la piccola star sul grafico si vede appena. Veramente non c'é nulla da dire se non che il mercato ha fatto una pausa.
L'SMI (-0.57% a 8726 punti) ha perso 49 punti ma circa 40 punti di questo calo sono da imputare allo stacco del dividendo di Nestlé. Senza questo fattore esogeno l'SMI avrebbe marciato sul posto e avrebbe perso solo una manciata di punti. Di conseguenza si tratta di una seduta senza conseguenze e senza importanza.
Riassumendo questa seduta negativa in Europa non ci dice molto. I massimi di venerdì scorso non sono stati migliorati e quindi é possibile che stia iniziando una correzione. I bassi volumi di titoli trattati ci suggeriscono però di non dare peso a questo segnale.

Mentre le borse europee terminavano la giornata con delle leggere perdite l'S&P500 (+0.81% a 2677.84 punti) si é involato. A Wall Street c'é stata una seduta decisamente positiva e molti indici, tra cui l'S&P500, hanno raggiunto dei nuovi massimi mensili. Solo il DJ Transportation (+2.32%) ha però accelerato al rialzo sopra la MM a 50 giorni fornendo un ulteriore segnale d'acquisto. Il resto del mercato si é fermato sotto le resistenze. Il Nasdaq100 (+0.71% a 6675 punti), malgrado il guadagno, non é riuscito a migliorare il massimo di venerdì.
L'S&P500 ha aperto a 2670 punti, é brevemente caduto a 2665 punti di minimo ed é poi regolarmente salito fino a metà giornata sul massimo a 2686 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni é scivolato fino ai 2677 punti dove ha chiuso.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4807 su 2071, NH/NL a 715 (sensibile aumento - non male...) su 251 e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é scesa a 16.56 punti (-0.85) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.64.
La borsa sale senza volumi. Gli investitori sono tornati abbastanza velocemente ottimisti. L'S&P500 si é fermato sotto la MM a 50 giorni a 2686 punti e sotto la resistenza a 2700 punti. Questo fragile rialzo deve finire adesso oppure tutti quelli che stanno ad aspettare e sono ancora scettici saranno obbligati a saltare sul treno in corsa. Questo rialzo si decide nelle prossime una a due sedute.
Noi non cambiamo opinione - i cicli puntano verso il basso e questo fragile rialzo senza volumi dovrebbe finire a breve e lasciare spazio ad una ulteriore correzione fino ai 2600 punti o ad un ribasso.

Stamattina sono nuovamente i rialzisti a controllare le operazioni. Il future sull'S&P500 sale a 2693 punti (+12 punti) e le borse europee apriranno con plusvalenze intorno al +0.3%/+0.4% e sui massimi di ieri. L'Eurostoxx50 vale poco prima dell'apertura 3452 punti (+11 punti). Non pensiamo che possano salire decisamente più in alto anche perché vengono frenate dalla forza dell'EUR. È però evidente che per il momento le borse stanno ancora salendo e non sembrano mostrare l'intenzione di cambiare tendenza e correggere.
Tra l'altro dall'Asia non vengono segnali molto incoraggianti. Il Nikkei marcia sul posto (+0.05%) mentre per il secondo giorno consecutivo Shanghai (-1.4%) subisce una sensibile perdita.
Vediamo oggi cosa combina l'S&P500 tra la MM a 50 giorni (2686 punti ) e la resistenza statica a 2700 punti. In questo settore l'indice deve bloccarsi. In caso contrario la nostra previsione di un ribasso fino al 20-27 aprile rischia di essere sbagliata.

Aggiornamento del 16 aprile

Si cerca una soluzione politica al conflitto siriano - ci vorrà qualche giorno per spostare l'attenzione dei mercati altrove

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. La crisi siriana ed i vari scandali che avvolgono la presidenza di Donald Trump non sembrano in grado di dare ulteriori stimoli ai mercati finanziari. Speriamo che lentamente l'attenzione degli investitori torni a focalizzarsi sull'economia e sui risultati delle imprese. Questo dovrebbe riportare una certa razionalità nel comportamento degli investitori che ultimamente agivano troppo sulla base di emozioni.
Il future sull'S&P500 vale 2662 punti (+5 punti). In Asia il Nikkei ha guadagnato il +0.26% - Shanghai é in calo del -1.5%. Le borse europee apriranno in leggero guadagno. L'Eurostoxx50 poco prima delle 09.00 vale 3452 punti (+4 punti). Sembra che oggi le borse vogliano fare una pausa di riflessione.

Commento del 14-15 aprile

Sono un analista, non un oracolo - possibile massimo intermedio a 2680 punti di S&P500

Negli scorsi giorni abbiamo previsto che la spinta di rialzo partita il 26 di marzo in Europa ed il 2 aprile in America dovesse esaurirsi su un massimo intermedio venerdì 13 aprile - come possibili obiettivi abbiamo individuato i 2672-2674 punti o i 2700 punti di S&P500 e i 3475 o 3500 punti di Eurostoxx50. Questa previsione sembra quella di un oracolo - é possibile essere così precisi ed indovinare sia il momento che il livello in cui avviene un'inversione di tendenza? La risposta é ovviamente no. Uno dei principi della nostra metodologia di lavoro é però sempre stato quello di voler dare ai nostri lettori dei chiari punti di riferimento anche al costo di sbagliare. Perché? La risposta é semplice - non servono a nessuno le analisi in cui si dice che il rialzo deve continuare ma se l'S&P500 non supera i 2700 punti (o se il FTSE MIB non supera i 24000 punti) é possibile che inizi un ribasso. È la tipica previsione con la quale molti analisti si vantano di aver sempre ragione. Con questo però non si può fare trading o investire. D'altra parte bisogna essere in chiaro quali sono le regole che stanno alla base delle nostre previsioni. Vediamole sulla base dell'esempio attuale.
Venerdì l'Eurostoxx50 (+0.12% a 3448 punti) ha toccato un massimo a 3467 punti. L'S&P500 (-0.29% a 2656.30 punti) ha aperto sul massimo a 2680 punti ed ha chiuso in negativo. È questo l'atteso massimo intermedio?
Noi abbiamo calcolato che le borse dovevano raggiungere un massimo intorno al 13 aprile. Questa previsione é basata sugli oscillatori di corto termine. A questo scopo noi usiamo degli oscillatori proprietari - chi usa sistemi standard può utilizzare la stocastica. Quando gli oscillatori arrivano in un settore di ipercomperato significa che l'indice é vicino ad un massimo. La spinta può durare ancora una fino a tre sedute in caso di notizie particolarmente positive. Dopo però le prese di beneficio dei trader frenano la spinta. Se il mercato é in una fase di forte rialzo questo si concretizza in un consolidamento ad alto livello - l'indice può semplicemente fermarsi alcune sedute e ritracciare dal massimo un 1%. Adesso che la tendenza di fondo é invece neutra dovrebbe esserci una reazione più marcata. Per logica dovrebbe almeno esserci un test dei 2600 punti. Ci sono però cicli a corto e medio termine. Un ciclo a medio termine mostra la possibilità di un minimo intorno al 20 di aprile - la scadenza può essere essere estesa fino al 27 aprile. Poiché si sommano due cicli negativi crediamo cha la spinta di ribasso che deve partire ora (o é partita venerdì pomeriggio) possa essere una sostanziale spinta di ribasso con obiettivo sui 2500-2550 punti. Vi ricordate sicuramente che nel nostro scenario generale manca un solido minimo a medio termine con ipervenduto a panico. La base sui 2600 punti non ci sembra abbastanza solida per poter generare una fase di rialzo sostenibile a medio termine.
Abbandoniamo il tempo e passiamo agli obiettivi. Guardiamo solo l'S&P500. I 2700 punti sono un'evidente resistenza statica. A 2690 punti si trova la MM a 50 giorni. In genere questa linea non costituisce supporto o resistenza. Quando però, come adesso, comincia a scendere dopo un rialzo di 16 mesi e offuscare come una cappa il grafico, l'effetto é significativo. Infine il rally delle ultime due settimane era debole per quel che riguardava la partecipazione quantitativa e qualitativa e aveva parecchie componenti speculative. Per questa ragione non pensavamo che l'S&P500 sarebbe andato lontano e si sarebbe fermato intorno alla MM a 50 giorni e tra la resistenza intermedia a 2674 punti e la resistenza a 2700 punti.
Ritorniamo ora alla domanda d'apertura - venerdì la borse hanno raggiunto un massimo intermedio e settimana prossima devono ricominciare a scendere? La risposta é si con le dovute limitazioni del caso. Se lunedì Stati Uniti e Russia annunciano di volersi sedere al tavolo delle tratttive e trovare una soluzione politica per la Siria il rialzo ha avrà sicuramente un'estensione di alcuni giorni e l'S&P500 potrebbe balzare fino ai 2780-2800 punti. Lo stesso succederebbe nel caso in cui Cina e Stati Uniti decidessero di abbandonare la guerra commerciale e cercassero di trovare un accordo equo di libero scambio. L'analisi tecnica mostra da che parte tira il vento ma non é in grado di anticipare eventi imprevedibili. Raggiunto un massimo non sappiamo inoltre quale tipo di ribasso dobbiamo poi aspettarci. Consolidamento ad alto livello o forte spinta di ribasso? L'unione di due cicli favorisce l'ipotesi della sostanziale caduta ma sinceramente nelle ultime settimane il mercato si é mostrato molto resistente a una serie di notizie negative. Perché adesso l'S&P500 dovrebbe improvvisamente perdere 100-150 punti e raggiungere un nuovo minimo annuale? Non lo sappiamo. Siamo però convinti che ci sono abbastanza elementi per shortare l'S&P500 tra i 2674 ed i 2700 punti mentre non vediamo ragioni per comperare ora. Aspettiamo un solido minimo e l'esaurimento dei cicli negativi prima di andare long.
Ricordiamoci infine in quale situazione generale ci troviamo. L'anno scorso le borse sono solo salite. Quest'anno non vanno da nessuna parte. La performance 2018 dell'S&P500 é del -0.65% - quella dell'Eurostoxx50 del -1.59%.
Sul lungo termine il mercato é toppish - a febbraio potrebbe essere iniziato un bear market ma non abbiamo ancora conferme.   

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.17% a 3448 punti              
DAX                         +1.64% a 12442 punti
SMI                          +1.21% a 8776 punti
FTSE MIB                  +1.75% a 23330 punti
S&P500                    +1.99% a 2656.30 punti
Nasdaq100               +3.03% a 6628 punti

Escluso il fatto che venerdì gli indici azionari hanno toccato dei nuovi massimi mensili vicini ai nostri obiettivi, la seduta non offre interessanti spunti di analisi. Le borse europee hanno toccato il massimo verso le 15.00 e sono poi scese - hanno salvato modesti guadagni. A Wall Street il massimo si é verificato in apertura di seduta. Gli indici hanno chiuso con modeste perdite e lontani dai minimi giornalieri. Non abbiamo nessun segnale di vendita e nessun tipo di conferma che é stato raggiunto un massimo intermedio significativo. Non c'é stato un reversal - i volumi di titoli trattati sono stati bassi. Le candele sui grafici hanno minimo e massimo ascendenti.
L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3448 punti (+0.12%) tutti gli indici si sono mossi in maniera simile. I guadagni oscillano tra il +0.02% (SMI) e il +0.22% (DAX).

L'S&P500 ha perso 7 punti. Ha toccato un massimo in apertura a 2680 punti e un minimo verso le 21.20 a 2645 punti. Sul finale é rimbalzato a 2656.30 punti (-0.29%). Ovviamente le prese di beneficio hanno fatto scendere il Nasdaq100 un pò di più (-0.42% a 6628 punti, massimo a 6703 punti, MM a 50 giorni a 6730 punti, obiettivo massimo a 6800 punti) ma questa componente negativa viene compensata dalla buona prestazione di DJ Transportation (+0.09%) e DJ Utilities (+0.68%).
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2594 su 4053, NH/NL a 429 su 274 e volume relativo a 0.75. La volatilità VIX é scesa (?!) a 17.41 punti (-1.08) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.66. Specialmente i bassi volumi ci dicono che gli investitori sono rimasti in attesa dell'esito e delle conseguenze dell'attacco di Stati Uniti Gran Bretagna e Francia in Siria.
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 42.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 52.15.
A livello di tassi d'interesse, prezzi dei metalli preziosi e cambi da settimane regna la calma. Non notiamo nessun movimento significativo che possa influenzare le borse.
Prendiamo nota del fatto che il prezzo del petrolio (WTI 67.39 USD/barile) é salito venerdì su un nuovo massimo annuale. L'aumento dei prezzi dell'energia non sembra però preoccupare gli analisti e non é tema di discussione.
E ora vediamo come inizia la settimana entrante. Non stupitevi se per alcuni giorni l'S&P500 continua ad oscillare sui 2680 punti...
Lunedì la citta di Zurigo ha un giorno di festa particolare per segnare l'inizio della primavera: il Sächsi Lüüte.   
La borsa svizzera é aperta ma i volumi saranno magri. Il nostro sito viene aggiornato regolarmente.

Commento del 13 aprile

Il rialzo di corto termine continua - dovrebbe finire oggi o lunedì su un massimo intermedio

Ieri gli indici azionari americani ed europei hanno guadagnato terreno. Le plusvalenze sono state di circa il +1% e in Europa gli indici hanno raggiunto dei nuovi massimi mensili marginali. Il movimento é ancora caratterizzato da modesti volumi ed un veloce ritorno all'ottimismo. Probabilmente é destinato a smorzarsi sulle prime resistenze che, nel caso in cui la spinta é debole, bastano a fermare il rialzo. Già ieri sera l'SP500 (+0.83% a 3663.99 punti) é stato fermato dalla prima resistenza intermedia a 2672-2674 punti (massimo giornaliero a 2674 punti) e sul finale ha perso 10 punti.

Ieri le borse europee sono oscillate sulla parità fino a metà giornata. Sono decollate nel pomeriggio e si sono fermato unicamente verso le 16.15. Sul finale si sono fermate ed hanno ritracciato. I guadagni sono però stati sufficienti per cancellare le perdite di mercoledì e raggiungere nuovi massimi mensili marginali. L'Eurostoxx50 é salito a 3444 punti (+0.71%) - é ora a contatto con la fascia di resistenza a 3450-3475 punti. Salire più in alto con questa spinta sarà difficile. Il DAX (+0.98% a 12415 punti) é svettato a 12415 punti. Ora ha di fronte una serie di resistenze - una statica sui 12600 punti, il bordo superiore delle BB e la MM a 200 giorni a 12660 punti. Nell'immediato escludiamo che il DAX abbia la forza di sfondare questo muro. Il FTSE MIB (+1.27% a 23304 punti) continua la sua corsa verso i 24000 punti - la via é libera ma basta fare due calcoli e paragonare la situazione con Eurostoxx50 e colleghi per vedere che l'obiettivo é troppo lontano.

A New York c'é stata una seduta simile. L'S&P500 ha aperto in positivo a 2656 punti ed é subito salito. Fino a metà seduta é oscillato sui 2660 punti e poi il rialzo é continuato fino ai 2674 punti di massimo. Su questa resistenza intermedia l'indice si é fermato ed é ricaduto a 2664 punti. Ancora una volta ha fatto meglio la tecnologia (Nasdaq100 +1.11% a 6656 punti) che sembra aver dimenticato i problemi che hanno coinvolto due dei suoi pesi massimi (Facebook e Amazon).
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4114 su 2620, NH/NL a 459 su 182 e volume relativo a 0.8 (!). La volatilità VIX é caduta a 18.49 punti (-1.75) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.66.
Gli indicatori sono misti e vicini  posizioni neutre. Non abbiamo nessun segnale particolare. In una situazione del genere bisogna seguire il trend fino a quando non si esaurisce. A corto termine il trend é al rialzo ma é fragile vista ma mancanza di volumi e la mediocre partecipazione. A medio termine il trend é neutro.

Stamattina regna la calma. Il future sull'S&P500 é invariato a 2664 punti. Le borse europee apriranno in pari - l'Eurostoxx50 vale 3445 punti. Anche in Asia le borse sono miste e poco mosse - il Nikkei lievita del +0.54% - Shanghai é in calo del -0.2%. In teoria oggi dovrebbe esserci un'altra e forse ultima seduta positiva con possibili obiettivi a 2674 o 2700 sull'S&P500 e 3475 o 3500 punti sull'Eurostoxx50. Nell'analisi del fine settimana esamineremo la possibilità che sia stato raggiunto un massimo intermedio. In caso affermativo dovrebbe poi seguire una fase negativa fino a circa il 20 aprile. Alla fine di questo ribasso più o meno intenso potrebbe esserci finalmente un solido minimo a medio termine e potrebbe nascere una sostenibile fase di rialzo. Quella attuale ha i piedi d'argilla.

Commento del 12 aprile

Seduta negativa senza apparenti conseguenze

Ieri le borse hanno avuto una seduta negativa con moderate perdite. A dire il vero non abbiamo molto da dire al riguardo. Questa giornata non ha cambiato la situazione tecnica e non abbiamo nessun segnale particolare. Notiamo unicamente i bassi volumi di titoli trattati che ci dice molto sull'umore degli investitori. Tra un flusso costante di notizie contradditorie si fà fatica a trovare una direzione e nel dubbio si resta a guardare. La mancanza di volumi rende però anche il trend vulnerabile. Da un paio di giorni presentiamo sul commento dell'S&P500 uno scenario alternativo al semplice rialzo a corto termine. Questa variante viene al momento favorita dallo sviluppo degli oscillatori che indicano la vicinanza di un massimo (2-3 giorni) intermedio e la possibilità di un minimo di corto e medio termine verso il 20 di aprile. Ne riparleremo nell'analisi del fine settimana.

Ieri l'Eurostoxx50 é sceso a 3419 punti (-0.55%) ed é tornato sulla MM a 200 giorni. La rottura al rialzo di martedì non sembra falsa e non viene negata da questo ritracciamento. Il DAX (-0.83% a 12294 punti) si é comportato alla stessa maniera e la perdita più consistente non ci preoccupa. Il FTSE MIB (-0.69% a 23012 punti) questa volta non é riuscito a fare meglio del resto dell'Europa. L'SMI svizzero (-0.54% a 8708 punti) non riesce ad approfittare della debolezza del CHF (EUR/CHF a 1.1860). La classica moneta rifugio CHF in questo momento non viene comperata. Si vede che gli investitori non danno troppo peso alla crisi siriana. Anche l'oro (1354 USD/oncia) si é mosso appena.

La seduta a Wall Street é stata noiosa. L'S&P500 (-0.55% a 2642.19 punti) é partito male e non é riuscito a recuperare - ha chiuso sul livello d'apertura con una perdita di 14 punti. La tecnologia ha seguito (Nasdaq100 -0.49% a 6583 punti) senza fornire spunti particolari.
L'S&P500 ha aperto a 2642 punti e fino a metà seduta é riuscito a risalire fino ai 2663 punti. È in seguito ricaduto fino ad un minimo a 2641 punti ed ha chiuso poco sopra a 2642 punti. La seduta al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3175 su 3498, NH/NL a 426 su 241 e volume relativo a 0.75 (!). La volatilità VIX é scivolata a 20.24 punti (-0.23) - la CBOE Equity put/call ratio era nella media a 0.65. A corto termine l'S&P500 dovrebbe entro venerdì tentare di risalire almeno a 2674 punti. Molto però dipende dalle decisioni di Donald Trump e dagli sviluppi sui vari scenari di crisi (Siria, guerra commerciale con la Cina).

Stamattina i mercati sono sorprendentemente tranquilli. Le borse asiatiche si muovono appena - il Nikkei é sceso del -0.12% - Shanghai sale del +0.3%. Il future sull'S&P500 é a 2644 punti (+3 punti). Le borse europee marciano sul posto - l'Eurostoxx50 aprirà invariato sui 3419 punti.

Commento dell'11 aprile

Ora il rialzo é evidente - non sappiamo ancora se tenderà ad accelerare o se si fermerà sui 2700 punti di S&P500

Ieri le borse hanno ancora guadagnato terreno ed ora il rialzo sui grafici é evidente. Per le prima volta le candele sui grafici di Eurostoxx50 (+0.70% a 3438 punti) e DAX (+1.11% a 12397 punti) si trovano sopra la MM a 50 giorni. Per gli analisti tecnici scatta un segnale d'acquisto a medio termine. Per il resto la seduta in Europa é stata poco spettacolare. Gli indici si sono mossi in pochi punti e sui grafici si fatica a scorgere le candele dopo giorni di sedute volatili. Gli indici hanno chiuso sul livelli d'apertura e con consistenti guadagni - le candele sono quindi minuscole ma non possono essere ignorate poiché svettano sfacciatamente sopra il gruppo degli ultimi giorni. I segnali positivi si moltiplicano - anche il FTSE MIB (+0.52% a 23173 punti) ha guadagnato altri 120 punti e ha raggiunto un nuovo massimo a 60 giorni. Malgrado l'empasse politica l'indice lievita nello scetticismo generale e si trova ormai solo poco più di 800 punti dal massimo annuale sui 24000 punti.
Siamo convinti che gli obiettivi indicati negli scorsi giorni per questa spinta di rialzo verranno raggiunti. Non sappiamo però se esiste maggiore potenziale. Al momento manca decisamente partecipazione e quindi temiamo che appenna verrà raggiunta la combinazione di ipercompera e resistenze (statiche o limite superiore delle Bollinger Bands) ci sarà una battuta d'arresto.
Poi bisognerà riesaminare approfonditamente la situazione.

Anche a New York c'é stata una buona seduta. L'S&P500 é salito a 2656.87 punti (+1.67%) e la tecnologia (Nasdaq100 +2.22%) ha ricominciato a trainare i listini. L'S&P500 ha aperto in forte guadagno a 2645 punti ed é riuscito ad incrementarlo durante la giornata. È oscillato tra i 2640 ed i 2660 punti (un range abbastanza compresso) ed ha chiuso nella parte superiore del range a 2656 punti. La resistenza intermedia a 2672-2674 punti non é stata attaccata. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5488 su 1331, NH/NL a 421 su 241 e volume relativo a 0.9. Ci preoccupa la debole partecipazione sia quantitativa che qualitativa - se non cambia qualcosa il rischio é alto che l'S&P500 non abbia la forza per passare sopra i 2700 punti. Questa possibilità é sostenuta dagli indicatori di sentiment. La volatilità VIX é scesa a 20.47 punti (-1.30) e la CBOE Equity put/call ratio é risultata molto bassa a 0.57. Gli investitori stanno tornando fiduciosi troppo velocemente e c'é già troppa speculazione al rialzo da parte di investitori retail.

Stamattina le premesse sono per una seduta negativa. Gli Stati Uniti preparano un attacco militare in Siria e le borse reagiscono male. Il future sull'S&P500 scende a 2644 punti (-11 punti) e l'Eurostoxx50 aprirà sui 3429 punti (-0.3%). Niente di male - non crediamo che le perdite durante la giornata aumenteranno in maniera considerevole. Le borse hanno più volte dimostrato nei giorni scorsi di saper incassare le cattive notizie senza fatica - si concentrano sui fondamentali e sui dati delle imprese che finora rimangono costruttivi. Nessuno parla più di tassi d'interesse (che non salgono) e finora non si vede traccia d'inflazione.

Commento del 10 aprile

Costruttivo consolidamento

Ieri le borse europee si sono mosse poco e hanno guadagnato qualche punto. L'Eurostoxx50 é salito a 3414 punti (+0.20%). A prima vista sembra una seduta senza interesse. L'occhio attento dell'analista tecnico scorge però sui grafici dei dettagli costruttivi e che suggeriscono l'imminenza di un inversione di tendenza e di una spinta di rialzo.
La candela sul grafico dell'Eurostoxx50 si vede appena e il guadagno di 6 punti sembra essere troppo modesto per contare qualcosa. È  però successo qualcosa di importante. L'indice é entrato in contatto con la MM a 50 giorni a 3416 punti e ha provato a superarla. Ieri il tentativo é fallito ma sembra solo una questione di tempo per una rottura al rialzo visto che la MM a 50 giorni sta ancora scendendo. Questo avvenimento dovrebbe segnare la fine della fase di ribasso iniziata a febbraio e segnalare l'inizio di una fase di rialzo. Da inizio febbraio l'Eurostoxx50 e gli indici azionari europei in generale si muovono costantemente sotto la MM a 50 giorni che determina il trend al ribasso - una rottura al rialzo sarebbe un significativo cambiamento con conseguenze positive a medio termine. I 3500-3550 punti indicato giovedì come possibili obiettivi sono ancora indicativi. L'indice potrebbe salire anche più in alto ma adesso é troppo presto per dirlo.
Il DAX (+0.17% a 12261 punti) ha guadagnato 20 punti ed ha terminato la seduta nella parte inferiore del range giornaliero e sotto il livello d'apertura. Tecnicamente non si é trattato di una seduta entusiasmante se non fosse per il fatto che il DAX come l'Eurostoxx50 sta testando dal basso la MM a 50 giorni. Si trova sotto questa media mobile da inizio febbraio e un superamento di questa linea sarebbe la prima conferma che la tendenza di fondo sta cambiando. Le premesse per una rottura al rialzo sono molto buone poiché vediamo su più fronti segnali di forza.
Il FTSE MIB (+0.54% a 23054 punti) ha guadagnato 124 punti. Nulla di spettacolare ma questo balzo é tecnicamente rilevante visto che l'indice ha raggiunto un massimo a 60 giorni e ha nuovamente sovraperformato le altre borse europee. Nel commento di giovedì scorso avevamo anticipato questo movimento. Questo però si é concretizzato malgrado la caduta di venerdì a Wall Street - questo é importante e rappresenta una dimostrazione di forza. La strada fino ai 24000 punti é aperta. 

La seduta a Wall Street ha deluso chi si aspettava una forte reazione dopo il crollo di venerdì. L'S&P500 (+0.33% a 2613.16 punti) ha guadagnato solo 8 punti e si é allontanato di poco dalla zona di supporto sui 2600 punti. Ha però svolto una tranquilla seduta in trading range e ha trascorso tutta la giornata in territorio positivo. Per noi si tratta di una semplice seduta di consolidamento con modesti volumi (volume relativo a 0.9). Non appare pressione di vendita e la caduta sul finale di seduta ci sembra insignificante. In effetti il grafico giornaliero dell'S&P500 assomiglia ad una parabola. L'indice ha aperto a 2617 punti, é lentamente salito fino ai 2653 punti di massimo decelerando mano a mano che si avvicinava all'apice e poi é ricaduto fino a 2610 punti di minimo. Un breve rimbalzo sul finale ha fissato la chiusura dell'indice a 2613 punti. La tecnologia (Nasdaq100 +0.61% a 6472 punti) sembra ritrovare la sua forza relativa grazie alla biotecnologia.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3700 su 2989 e A/D a 249 su 368, La volatilità VIX é stranamente salita a 21.77 punti (+0.28) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61. Sembra che gli investitori istituzionali sono più prudenti mentre i privati tendenzialmente stanno comperando ma é azzardato fare una simile affermazione solo sulla base di un paio di dati. Prendiamo peò nota di queste osservazioni per poter poi giudicare la qualità del rialzo ed il suo potenziale.

Stamattina torna la fiducia sui mercati azionari dopo alcune dichiarazioni d'apertura al libero commercio mondiale da parte dei cinesi. Il future sull'S&P500 balza a 2651 punti (+32 punti) e le borse europee apriranno in netto rialzo - l'Eurostoxx50 vale ora 3440 punti. Non sappiamo se oggi avremo un'altra falsa pertenza o una seduta decisamente positiva. Prepariamoci però, oggi o nei prssimi giorni, ad una accelerazione al rialzo.
Un'ultima osservazione: le borse europee stanno lievitando e stanno annullando la tendenza ribassista malgrado la forza dell'EUR (EUR/USD a 1.2310) - anche questo é un segnale di forza.
Le borse asiatiche stamattina erano positive: Il Nikkei ha guadagnato il +0.64% - Shanghai balza del +1.67%.


Aggiornamento del 9 aprile

Inizio di settimana secondo i piani - le borse aprono in positivo e ignorano il tonfo di venerdì a Wall Street

Stamattina non resta traccia della pessima seduta di venerdì in America. Il future sull'S&P500 rimbalza a 2622 punti (+16 punti) e le borse europee invece che ripartire dai liveli depressi raggiunti venerdì alle 22.00 aprono in positivo. L'Eurostoxx50 inizia le contrattazioni sui 3410 punti (+2 punti). Ci accontentiamo - non prevediamo un rialzo forte e dinamico ma unicamente una reazione al fatto che mancano ulteriori argomenti per vendere. Se le borse non scendono non possono che fermarsi o risalire.
Oggi ci aspettiamo una seduta moderatamente positiva.
Per la cronaca le borse asiatiche hanno guadagnato terreno. Il Nikkei é salito del +0.51% mentre Shanghai lievita del +0.2%.

Commento del 7-8 aprile

L'S&P500 forma base sui 2600 punti - un rialzo é più probabile che un'accelerazione al ribasso

Settimana scorsa le borse hanno avuto uno sviluppo altalenante. Si sono susseguite in maniera caotica fugaci spinte di rialzo e di ribasso. Il risultato a livello di performance é stato discordante e molti investitori saranno ormai confusi. In Europa gli indici azionari più importanti in quattro sedute hanno guadagnato terreno. In America invece le cinque sedute hanno avuto nel complesso un esito negativo. Lasciando brevemente da parte il caos e la volatilià provocati dai vari annunci in relazione alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina c'é un fatto che risalta: l'S&P500 (-2.19% a 2604.47 punti) ha costantemente difeso il supporto sui 2600 punti e la MM (media mobile) a 200 giorni (ora a 2594 punti) - su questo livello sembra formarsi una solida base che dovrebbe per lo meno provocare una fase di rialzo a corto termine fino ai 2700 punti. Il Nasdaq100 (-2.45% a 6433 punti) conferma questa impressione - questa settimana ha fermato la sua caduta sopra la MM a 200 giorni (6286 punti) e a soli 26 punti dal nostro obiettivo a 6300 punti. L'unico indice americano che nell'immediato ci preoccupa é il DJ Transportation (-2.94%) che venerdì ha toccato un nuovo minimo a 30 giorni - é però rimbalzato 110 punti da questo minimo pericolosamente vicino alla MM a 200 giorni. Ci sono quindi delle crepe nel muro ma in linea di massima non sembra che ora debba esserci un'accelerazione al ribasso ma piuttosto una fase di rialzo. Ripetiamo però il nostro avviso - ci sono valide ragioni per non essere speculativamente short ma non ci sono abbastanza argomenti tecnici per andare long. La situazione tecnica a lungo termine si sta deterioramente ed anche quella medio termine non é brillante considerando che tutti gli indici azionari si stanno muovendo sotto le MM a 50 giorni che ormai hanno cambiato direzione e scendono premendo come una cappa minacciosa sul mercato. Settimana scorsa le borse hanno retto malgrado una serie di notizie negative. Ci aspettiamo quindi che settimana prossima parta una fase di rialzo a corto termine una volta che le basi sui 2600 punti di S&P500 e sui 3380 punti di Eurostoxx50 saranno complete.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.23% a 3408 punti              
DAX                         +1.19% a 12241 punti
SMI                          -0.80% a 8671 punti
FTSE MIB                  +2.31% a 22929 punti
S&P500                    -1.38% a 2604.47 punti
Nasdaq100               -2.45% a 6433 punti

Non c'é bisogno di analizzare nel dettaglio la seduta di venerdì in Europa. Gli indici hanno svolto una seduta nel range del giorno precedente e hanno terminato la giornata poco lontani dai livelli d'apertura e con moderate perdite. Si é trattato di una seduta cosiddetta "tronca" perché nel dopo borsa la caduta di Wall Street ha coinvolto anche i futures europei. Non ci sono però danni rilevanti o nuovi segnali tecnici. La situazione rispetto a giovedì é praticamente invariata e sul corto termine é costruttiva malgrado che venerdì avremmo preferito osservare una continuazione del rally di giovedì. Trump ha deciso altrimenti.
L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3408 punti (-0.64%) - per le 22.00 é teoricamente caduto a 3384 punti. Il livello d'apertura di giovedì sui 3380 punti non é stato superato al ribasso é questo é un segnale di forza. L'Eurostoxx50 dovrebbe settimana prossima ripartire al rialzo da questi 3380 punti - al massimo potrebbe ancora cadere fino a 3350 punti per chiudere il gap.
Gli altri indici si sono mossi alla stessa maniera. Il DAX -0.52% a 12241 punti, 12186 punti alle 22.00) segue l'Eurostoxx50. Il FTSE MIB (-0.17% a 22929 punti) mostra forza relativa, l'SMI (-0.82% 8671 punti) é invece più debole.
La caduta dell'indice delle banche SX7E (-1.14% a 126.22 punti) non sembra essere un problema grave.

A Wall Street invece la seduta é stata pessima. L'S&P500 ha perso 58 punti ed é ricaduto a 2604.47 punti (-2.19%). Ha però toccato un minimo a 2586 punti verso le 21.00 e ancora una volta é rimbalzato dopo questa marginale rottura del supporto. Questo supporto sui 2600 punti sembra ormai diventare una solida base. Il Nasdaq100 (-2.45% a 6433 punti) si é comportato in maniera simile.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1394 su 5423, NH/NL a 341 su 533 e volume relativo a 0.9. Il numero dei nuovi minimi a 30 giorni non aumenta e i volumi sono modesti e sotto la media - per questo riteniamo la probabilità di un'accelerazione al ribasso bassa anche se non possiamo escluderla - temporalmente é però troppo tardi (doveva esserci prima d Pasqua).
La tendenza di fondo della borsa americana é neutra (Bullish Percent Index sul NYSE a 50.15) tendente al negativo (29.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni).
Riassumendo non ci sono ragioni tecniche per correre a comperare. Il quadro generale é negativo ma sul corto termine ci deve essere un rialzo di corto termine che potrebbe anche trasformarsi in una fase di rialzo a medio termine - questa però dovrebbe essere l'ultima fase positiva di un mercato che sul lungo termine sta ruotando verso il basso. Forse siamo già in un bear market anche se i tempi per un'accelerazione al ribasso non sembrano ancora maturi.

Commento del 6 aprile

Short covering rally - adesso ci vuole un consolidamento


Dopo il key reversal day di mercoledì a Wall Street é seguito ieri un rally in Europa provocato soprattuto dalla copertura di posizioni short. Gli indici azionari hanno aperto in gap up e hanno terminato la seduta in vicinanza dei massimi giornalieri con forti guadagni. In genere dopo una seduta del genere c'é una continuazione verso l'alto. Oggi non sarà il caso visto che Donald Trump ha avuto un'altra idea geniale e ha annunciato di voler studiare altri dazi doganali su 100 Mia di USD di merce proveniente dalla Cina. La guerra commerciale é in pieno svolgimento.
L'Eurostoxx50 ha aperto in gap up sui 3380 punti e ha chiuso a 3430 punti (+2.68) - teoricamente questa spinta di rialzo potrebbe far risalire l'Eurostoxx50 fino ai 3500-3550 punti. Ripetiamo che tecnicamente vediamo molte ragioni per chiudere posizioni short ma non abbiamo ancora validi argomenti per consigliare posizioni long. I minimi di aprile sono abbastanza solidi per impedire a corto termine un'ulteriore accelerazione al ribasso ma manca un solido minimo a medio termine caratterizzato da ipervenduto e panico. Non ci sarebbe da stupirsi se ora l'Eurostoxx50 consolidasse e tornasse sui 3365 punti prima di provare a salire più in alto.
Gli altri indici azionari europei hanno avuto lo stesso comportamento dell'Eurostoxx50 compresi gap up e chiusura sul massimo. Anche i guadagni sono simili (DAX +2.90% a 12305 punti / FTSE MIB +2.35% a 22969 punti / SMI +2.21% a 8742 punti).
Con questo rally il ribasso iniziato a febbraio é formalmente terminato.

L'S&P500 ha avuto un'altra seduta positiva ma la spinta sembra già essersi fermata sulla prima resistenza intermedia a 2674 punti. Ieri pomeriggio alle 14.00 avevamo fatto il seguente pronostico per la giornata: "Questa apertura in gap up ci sembra eccessiva.  C'é una resistenza intermedia a 2674 punti che oggi dovrebbe bastare a stoppare il rialzo. È possibile che dopo l'S&P500 si sgonfi e ridiscenda fino ai 2649 per chiudere il gap. In linea di massima però ci aspettiamo che oggi l'S&P500 finisca la giornata con un guadagno di una decina di punti." In effetti l'S&P500 ha toccato un massimo a metà giornata a 2672 punti, é poi sceso fino ad un minimo a 2649 punti ed é risalito in chiusura a 2662.84 punti (+0.69%) guadagnando 18 punti. Anche la tecnologia (Nasdaq100 +0.53% a 6594 punti) ha fatto la sua parte. Sono saliti bene i soliti nomi: Facebook, Netflix, Amazon, Tesla (+6.54%) - questo fatto unito ai modesti volumi (volume relativo a 0.8) ci dice che al momento comperano i piccoli investitori retail - sono in genere i primi che scappano appena gira il vento.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4812 su 1919, NH/NL a 458 su 161. La volatilità VIX é scesa a 18.94 punti (-1.12) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61 - é gia tornato un certo ottimismo. Nelle ultime 9 sedute l'S&P500 si é mosso tra i 2553 ed i 2674 punti - la MM a 200 giorni scorre a 2592 punti. È probabile che ora l'S&P500 debba consolidare qualche giorno tra i 2600 ed i 2670 punti.

Stamattina le affermazioni di Trump spaventano gli investitori e le borse cambiano nuovamente direzione. Il future sull'S&P500 cade a 2635 punti (-26 punti). Il Nikkei scivola del -0.14% - Shanghai perde solo il -0.18%. L'Eurostoxx50 vale ora 2301 punti - le borse europee apriranno deboli - gli indici azionari scenderanno all'inizio del -0.9%. Non crediamo che oggi debbano scendere più in basso. Le borse nei giorni scorsi si sono dimostrate resistenti agli annunci di dazi commerciali da parte di Stati Uniti e Cina che finora rappresentano soprattutto una prova di forza dalle conseguenze incerte.

Commento del 5 aprile

Malgrado notizie negative le borse si rifiutano di scendere - questa indecisione può durare ancora settimane

Lasciando da parte indicatori e grafici spesso é il comportamento dei mercati durante la seduta a mostrare come stanno interagendo le forze e quali stanno prevalendo. Quando le borse recuperano da pesanti perdite e chiudono vicino ai massimi giornalieri malgrado una serie di notizie negative significa che i venditori hanno esaurito le loro munizioni. Questo indica la presenza di un minimo più o meno importante. Può seguire un semplice rialzo di corto termine di alcune sedute o una fase positiva più lunga e duratura. Con quello che abbiamo visto ieri é però diventato molto improbabile che le borse terminino la fase di ribasso con un'accelerazione di tipo esaustivo su nuovi minimi annuali con ipervenduto e panico. A questo punto é meglio abbandonare subito le posizioni short e restare a guardare - l'intonazione di fondo dei mercati é ancora negativa e in mancanza di un solido minimo é probabile che nelle prossime settimane ci sia ancora un importante tentativo di ribasso. In teoria l'S&P500 (+1.16% a 2644.69 punti) deve risalire sopra i 2700 punti prima di confermare una eventuale inversione di tendenza. Sappiamo però per esperienza che é meglio prendere subito una decisione senza aspettare conferme tardive specialmente quando si tratta di chiudere delle posizioni short in guadagno. Il reversal di ieri sull'S&P500 e in generale sugli indici azionari americani non é un segnale abbastanza forte e convincente per indurci a comperare e andare long. Lo scenario più probabile ora é che l'S&P500 oscilli ancora per settimane tra i 2600 ed i 2800 punti prima di, probabilmente, rompere al ribasso. Conviene però affrontare questo periodo senza posizioni speculative aperte piuttosto che subire la pressione nervosa di posizioni che guadagnano e perdono senza un chiaro controllo della situazione.
Per questa ragione chiudiamo oggi tutte le posizioni short a medio termine in portafoglio.

Ieri le borse europee sono precipitate la mattina e hanno recuperato nel pomeriggio. A fine giornata sono rimaste delle modeste perdite e questo ci impedisce di parlare di reversal. Gli hammer sui grafici mostrano però chiaramente che per il momento gli indici non vogliono scendere più in basso. La reazione é stata forte e convincente e nessun indice ha toccato un nuovo minimo annuale malgrado che in alcuni casi (DAX, SMI) mancava pochissimo.
L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3300 punti ed ha chiuso a 3340 punti (-0.20%) con una insignificante perdita di 7 punti. Dal settore bancario non sono venuti spunti particolari (SX7E -0.39% a 124.17 punti). Il DAX é caduto fino a 11792 punti - ha marginalmente rotto la barriera psicologica dei 11800 punti e si é appoggiato sul bordo inferiore delle BB a 11798 punti. Non ha però testato il minimo annuale a 11726 punti ed é ripartito al rialzo - ha terminato la giornata a 11957 punti (-0.37%). Solo l'SMI svizzero (-0.89% a 8553 punti) non si é risollevato di tanto dal minimo giornaliero. Il minimo annuale a 8501 punti non é stato attaccato.
Il FTSE MIB (-0.30%) si é comportato come l'Eurostoxx50 - non abbiamo nulla di nuovo da annotare.

Dopo l'annuncio da parte della Cina di voler imporre dazi doganali su merci provenienti dagli Stati Uniti per 50 Mia di USD i futures sugli indici azionari americani sono inizialmente andati a picco - l'S&P500 ha teoricamente raggiunto i 2560 punti. Pensavamo che questo finalmente potesse provocare un'accelerazione al ribasso e panico ed invece la reazione é stata diametralmente opposta. La borsa americana ha aperto in recupero sui minimi giornalieri e ha chiuso sui massimi con guadagni superiori all'1%. Formalmente questo é un key reversal day che non sottovalutiamo malgrado il carattere speculativo del movimento e i modesti volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.95).  L'S&P500 ha aperto a 2576 punti ed é praticamente salito per tutta la giornata con una lunga pausa sui 2610 punti a metà seduta. Ha toccato un massimo a 2649 punti ed ha chiuso a 2644.69 punti (+1.16%). Il Nasdaq100 (+1.57% a 6560 punti) si é comportato in maniera simile. Notiamo che il minimo é stato a 6326 punti a soli 26 punti dal nostro obiettivo. La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5006 su 1764, NH/NL a 306 su 796. La volatilità VIX é scesa a 20.06 punti (-1.04) mentre la CBOE Equity put call ratio é stata nella norma a 0.63. A livello tecnico non é cambiato molto ma ormai é evidente che l'S&P500 non vuole scendere sotto la MM a 200 giorni. Se non scende ha solo due altre possibilità - o si ferma tra i 2580-2660 punti o sale.

Stamattina la reazione delle borse asiatiche é positiva. Il Nikkei balza del +1.70% - Shanghai é chiusa per festività. Il future sull'S&P550 guadagna ancora qualche punto a 2656 punti (+9 punti). Le borse europee apriranno con guadagni di circa il +1%/+1.2% - l'Eurostoxx50 vale ora 3381 punti. Non ci aspettiamo una immediata e sostanziale continuazione del rialzo - é probabile che nel corso della giornata le borse europee perdano parte dei guadagni iniziali. Avremo però una seduta positiva.

Commento del 4 aprile

Borse europee indecise sotto l'influsso di diverse correnti - evidente rimbalzo tecnico a Wall Street

Le borse europee hanno faticato a trovare il livello d'equilibrio tra la compensazione dell'anomalo rimbalzo di giovedì, ultima seduta prima di Pasqua, il crollo di lunedì sera a Wall Street e il rimbalzo della borsa americana nel pomeriggio. Il risultato é che gli indici azionari hanno aperto in calo e sono caduti fino alle 10.30 con perdite che hanno superato l'1%. Dopo timidamente sono tornati i compratori, gli indici si sono stabilizzati, hanno fatto base e nel pomeriggio sono risaliti dopo che il recupero a Wall Street si é concretizzato. Per saldo l'Eurostoxx50 (-0.43% a 3347) ha scelto di chiudere sul livello d'apertura con una modesta perdita di 14 punti. La mattina era sceso fino ad un minimo a 3324 punti. Il buon recupero dal minimo e la modesta perdita ci dicono che non é ancora venuto il momento per l'attesa accelerazione finale ed esaurire la correzione su un solido minimo a medio termine. Ieri ci eravamo aspettati maggiore pressione di vendita e una minusvalenza più consistente - dobbiamo accontentarci. La spinta di ribasso non sembra completa e nei prossimi giorni prevediamo un'ultima spinta verso i 3200-3250 punti. Speriamo di non dover aspettare troppo questo momento e soprattutto che la spinta finale non venga sostituita da un lungo stillicidio senza una fine evidente.
Il DAX tedesco (-0.78% a 12002 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Ha toccato la mattina un minimo a 11913 punti e poi é risalito. Esiste un evidente supporto a 11800 punti dove ora scorre anche il limite inferiore delle Bollinger Bands. Questo supporto deve essere rotto nei prossimi giorni - in caso contrario avremo un'altra onda di rialzo come quella di inizio marzo prima che la correzione possa terminare con una spinta di ribasso ed un nuovo minimo annuale. L'SMI svizzero (-1.26% a 8631 punti) sembra già aver preso questa strada e punta decisamente verso un nuovo minimo annuale sotto i 8600 punti. Questo sostiene la nostra variate preferita - nei prossimi giorni ci deve ancora essere una spinta di ribasso - spesso la borsa svizzera si é mossa con qualche giorno di anticipo rispetto al resto dell'Europa. Il FTSE MIB italiano (+0.44% a 22510 punti) ha terminato la giornata con un sorprendente guadagno. Cosa é successo? La buona performance di alcuni titoli (Fiat +7.32%, Moncler +6.38%, Mediaset +6.43%) ha sicuramente aiutato l'indice. Poi la borsa italiana giovedì scorso era "rimasta indietro" e doveva recuperare. Da ultimo é ormai evidente che la tendenza di fondo del FTSE MIB é neutra - il ribasso che caratterizza i grafici delle borse europee da inizio febbraio in Italia non appare. Il FTSE MIB da mesi non va da nessuna parte e si muove secondo regole proprie intorno ai 22500 punti. Tra i 21500 ed i 24000 punti sembra tutto possibile. A corto termine favoriamo una discesa sulla parte inferiore del canale. Come per il resto dell'Europa una caduta sui 21500 punti nella prossima decina di sedute significherebbbe probabilmente un minimo a medio termine a cui deve seguire una sostenibile fase di rialzo.

Ieri pomeriggio le borse europee sono risalite grazie ai segnali positivi provenienti da Wall Street. Vediamo come é andata.
La seduta é stata positiva e l'S&P500 (+1.26% a 2614.45 punti) é tornato sopra i 2600 punti e sopra la MM a 200 giorni. Molti analisti tecnici parlano già di falsa rottura al ribasso (la caduta di lunedì) e fine della correzione. Noi non sposiamo questa interpretazione. Il balzo di ieri ci sembra un semplice rimbalzo tecnico con modesti volumi (volume relativo a 0.9) e favorito da alcuni aspetti psicologici. Alle 20.30 l'S&P500 era ancora in pari a 2582 punti. Aveva aperto a 2592 punti, era sceso sul minimo a 2575 punti e era risalito a 2605 punti - poi si stava limitando ad oscillare in laterale sulla parte inferiore del range. Alle 20.30 é arrivata la notizia che la Casa Bianca non intendeva prendere misure concrete contro Amazon (+1.46%) che nei giorni precedenti era stata più volte e duramente attaccata su Twitter da Donald Trump. Come per miracolo l'azione ha guadagnato 45 USD (!) e il resto del listino ha seguito. L'S&P500 é balzato di 27 punti (+1%), ha toccato un massimo a 2619 punti e sul finale é ricaduto a 2614 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4920 su 1888, NH/NL a 198 su 701. La volatilità VIX é scesa a 21.10 punti (-2.25) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.65.
Ora il mercato é tornato alla situazione di prima di Pasqua. La MM a 200 giorni (2590 punti) sembra fare supporto all'S&P500 e spingerlo verso l'alto. Manca però una solida base per un movimento di rialzo. I ribassisti rimangono in agguato - la tecnologia (Nasdaq100 +1.06% a 6458 punti) mostra ancora debolezza relativa.
Non abbiamo ragioni concrete per abbandonare la previsione di un'accelerazione al ribasso di tipo esaustivo. È però evidente che ora le borsa faticano a scendere e i rimbalzi si fanno più frequenti e consistenti. Finora però sono ancora solo dei rimbalzi concentrati sopratutto su titoli discussi e speculativi (Tesla +5.96%). Speriamo che nei prossimi giorni i ribassisti prendano decisamente l'iniziativa.

Stamattina i mercati sono tranquilli e poco mossi. Il Nikkei ha guadagnato il +0.18% - Shanghai sale del +0.2%. Il future sull'S&P500 scende a 2605 punti (-8 punti). Le borse europee fanno una somma di questi segnali positivi e negativi e decidono di aprire praticamente invariate. L'Eurostroxx50 vale ora 3351 punti (+4 punti). Alle 11.00 sono attesi i dati sull'inflazione europea - non ci aspettiamo una reazione delle borse visto che ora si muovono solo sulla base delle emozioni e non seguendo i dati economici. Lo sciopero dei ferrovieri in Francia sta paralizzando il Paese ed é un importante banco di prova per Macron - lascia però indifferente la borsa (CAC40 -0.29%)

Commento del 3 aprile

Inizio di settimana col botto - la caccia ai minimi annuali é aperta

Ci aspettavamo che ieri l'S&P500 eliminasse i guadagni di giovedì scorso, dovuti probabilmente ad un effetto di window dressing, e che durante questa settimana l'indice scendesse sui 2600 punti per preparare la rottura al ribasso. Invece l'attacco dei ribassisti é stato immediato e decisivo. Probabilmente la pausa pasquale é stata usata dagli investitori per rendersi conto della situazione e la reazione é logica e comprensibile. L'S&P500 ha rotto il supporto sui 2600 punti, é precipitato sotto la MM a 200 giorni a 2590 punti ed é precipitato fino ad un minimo a 2553 punti. Sul finale ha recuperato fino a 2581.88 punti (-2.23%) ma la perdita giornaliera é imponente (-59 punti) e il danno tecnico é stato arrecato - la strada verso il basso é aperta.
Come era facile intuire le vendite si sono concentrate sulla tecnologia (Nasdaq100 -2.89% a 6390 punti) e su alcune società da giorni nel mirino delle critiche (Amazon -5.21%, Tesla -5.13%, Netflix -5.10%).  A queste si é aggiunta ieri Intel (-5.10%) dopo la minaccia di Apple di abbandonare i suoi semiconduttori. Gli indici non sono ancora in ipervenduto e non appare ancora panico. Di conseguenza, malgrado che ieri nelle ultime due ore di contrattazioni, ci sia stato un sensibile recupero, é probabile che la discesa debba continuare.
L'S&P500 ha aperto a 2632 punti e all'inizio é ancora salito a 2637 punti. Poi fino a metà seduta é caduto a 2571 punti rompendo di slancio tutti i supporti intermedi. Dopo un rimbalzo fino ai 2586 punti, l'indice verso le 20.00 é caduto sul minimo giornaliero a 2553 punti. Per un'oretta ha formato base e poi é risalito fino ai 2581.88 punti (-2.23%). La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 1093 su 5795, NH/NL a 173 su 1555 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita a 23.62 punti (+3.65) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.77. Vi ricordiamo che ci aspettiamo un'impennata della VIX fino ai 50 punti circa e una put/call ratio sopra gli 0.80 per alcuni giorni per avere un minimo significativo. La RSI dell'S&P500 é a 36.84 punti - quella del Nasdaq100 é a 36.65 - entrambe devono scendere sotto i 30 punti.
Stamattina le borse asiatiche sono deboli ma non crollano. Il Nikkei ha perso il -0.45%, Shanghai scende dell'1%. Il future sull'S&P500 recupera a 2584 punti (-9 punti). Le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.8%. L'Eurostoxx50 vale ora 3338 punti contro la chiusura del giovedì prima di Pasqua a 3361 punti. Per ora assistiamo ad una discesa controllata.
Sul fronte dei cambi e dei tassi d'interesse non vediamo nessun movimento particolare. Oggi le borse europee dovrebbero avere una seduta negativa ma non un crollo. Probabilmente ci vorranno alcuni giorni prima che ci siano le premesse per l'atteso solido minimo a medio termine.

Aggiornamento del 2 aprile - Lunedì di Pasqua

La fine del trimestre ha provocato un impennata artificiale che deve essere eliminata

La Pasqua é trascorsa nella calma e non ci sono novità di rilievo - per fortuna.
In Asia le borse erano aperte - in generale gli indici azionari hanno perso qualche punto. Il Nikkei é sceso del -0.31% mentre Shanghai ha lasciato il -0.18% sul terreno. Il future sull'S&P500 é stabile da stamattina sui 2635 punti. Ora (11.00) é a 2634 punti (-9 punti). Significa che l'S&P500 vale 2630 punti, 10 punti meno che la chiusura di venerdì scorso. Nel pomeriggio la borsa americana aprirà in calo e questo dovrebbe essere il preludio ad una settimana negativa. Non ci aspettiamo un crollo ma solo un ritorno sui 2600 punti e sulla MM a 200 giorni (2589 punti). Poi vedremo c'é ci saranno le ragioni e la motivazione per una rottura al ribasso.
Abbiamo esaminato le statistiche delle fine del primo trimestre - normalmente nelle ultime due sedute di marzo c'é un impennata che viene poi cancellata all'inizio di aprile - probabilmente le banche d'affari spingono un qualche titolo per migliorare le performance trimestrali in quello che nel piccolo é un window dressing. Spesso però questa spinta non é sostenibile.
Sul fronte di cambi e tassi d'interesse non ci sono movimenti significativi.

Commento del 31 marzo - 1. aprile

Malgrado la settimana positiva prevalgono i segnali tecnici negativi - manca una spinta di ribasso

Lunedì 26 marzo gli indici azionari europei (con l'eccezione del FTSE MIB italiano, +0.36% a 22411 punti) hanno raggiunto dei nuovi minimi annuali. Per il resto della settimana sono risaliti e nel complesso la performance delle ultime quattro sedute prima di Pasqua é positiva. Dal massimo annuale del 23 gennaio appare sui grafici una serie regolare di massimi e minimi discendenti - a metà marzo si sono verificati numerosi dead cross (incrocio dall'alto della MM a 50 giorni sulla MM a 200 giorni) che sono dei segnali di vendita a medio termine - il nostro indicatore proprietario a medio termine basato sulla stocastica é ancora per Eurostoxx50 (+0.91% a 3361 punti) e DAX (+1.31% a 12096 punti) nettamente su sell. L'impressione generale é quindi che le borse europee debbano continuare a correggere e a partire da settimana prossima debba ancora svilupparsi una spinta di ribasso - prima potrebbero esserci alcuni giorni di distribuzione visto che gli investitori hanno bisogno una ragione per ricominciare a vendere.
La borsa americana é in una situazione leggermente diversa - gli indici sono crollati a febbraio e hanno toccato dei minimi annuali il 9 febbraio. Questi minimi sono tutt'ora validi - gli attesi test non si sono ancora verificati. Alla fine di settimana scorsa l'S&P500 é sceso fino a 2585 punti (chiusura a 2588 punti) e si é fermato sulla MM a 200 giorni. Notiamo che la precedente peggior chiusura dell'anno si era verificata l'8 febbraio a 2581 punti. Sembra quindi che su questo livello ci sia per lo meno un supporto intermedio che questa settimana é stato più volte avvicinato ma mai superato. L'S&P500 (+1.38% a 2640.87 punti) sta rimbalzando dalla MM a 200 giorni attualmente a 2589 punti. Settimana prossima, al più tardi dai 2675 punti, dovrebbe ricominciare a scendere e andare finalmente a testare il minimo annuale a 2532 punti. Il rimbalzo potrebbe durare più a lungo e trasformarsi in un periodo di distribuzione di una decina di sedute - in questa fase l'S&P500 potrebbe salire più in alto e andare a ritoccare i 2700 punti. Attenzione però che una distribuzione più lunga implica anche una successiva spinta di ribasso più forte e violenza.
Resta valido il principio che per un solido minimo a medio termine ci vuole ipervenduto e panico. In mancanza di queste due componenti ogni fase di rialzo di corto termine deve essere considerata come un rimbalzo in un ambiente generalmente ostile e negativo - la borsa americana resta oscenamente cara mentre i tassi d'interesse a corto termine (LIBOR) sull'USD sono in aumento e gli investitori restano piuttosto spensierati e non abbandonano il loro ottimismo di fondo (VIX a 19.97 punti, - 2.90).
La tecnologia é in difficoltà - il Nasdaq100 (+1.86% a 6581 punti) mercoledì ha toccato un minimo mensile a 6410 punti prima di rimbalzare. Nell'immediato potrebbe risalire fino ai 6800 punti prima che possa esserci la decisiva spinta di ribasso che farà scendere l'indice a testare il minimo annuale a 6164 punti. Speriamo però che il rimbalzo si fermi prima.
In generale, sui grafici degli indici azionari americani e europei, le MM a 50 giorni stanno ruotando verso il basso e coprono come una cappa minacciosa le candele dei grafici. Questo é un segnale preoccupante perché quando inizia un ribasso la MM a 50 giorni in calo é una resistenza difficile da superare e un'inversione di tendenza diventa un affare complicato. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.10% a 3361 punti              
DAX                         +1.77% a 12096 punti
SMI                          +2.01% a 8741 punti
FTSE MIB                  +0.55% a 22411 punti
S&P500                    +2.06% a 2640.87 punti
Nasdaq100               +1.12% a 6581 punti

Giovedì, ultima giornata di borsa prima della pausa pasquale, ci aspettavamo una seduta di pausa con indici azionari praticamente invariati. Invece é stata una giornata di rialzi come mostrano in namiera esemplare l'Eurostoxx50 (+0.91% a 3361 punti) e l'S&P500 (+1.38% a 2640.87 punti). Questa seduta positiva é stata un pò troppo intensa per inserirsi in maniera ideale nel concetto del rimbalzo tecnico prima dell'ultima spinta di ribasso. Però non possiamo farci niente e in linea di massima la situazione tecnica non é cambiata. Forse questo balzo é solo una conseguenza della fine del semestre - c'é chi ne ha approfittato per migliorare il bilancio prima di dover presentare i risultati. Il cedimento del future sull'S&P500 nel dopo borsa (2637 punti corrispondenti a 2633 punti di indice, -7 punti) é un indizio in questa direzione. In Europa notiamo con piacere che l'SMI svizzero si é mosso in controccorennte e ha perso il -0.17% a 8741 punti - chi ha letto il nostro commento di mercoledì sera conosce la ragione della nostra soddisfazione.

Anche in America la giornata é stata favorevole ai rialzisti. L'S&P500 ha aperto in guadagno a 2623 punti e all'inizio é ricaduto a 2609 punti. Poi é ripartito al rialzo e alle 17.10 ha raggiunto i 2641 punti. Fino alle 20.0 é oscillato in laterale sotto questo livello - in seguito c'é stata un'impennata fino al massimo a 2659 punti. Sul finale l'S&P500 é tornato a 2641 punti ed ha chiuso. La tecnologia ha recuperato (Nasdaq100 +1.86%) dopo il tonfo di martedì (-3.32%) e mercoledì (-1.06%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5217 su 1577, NH/NL a 336 su 494 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 19.97 punti (-2.90) - la CBOE Equity put/call ratio era nella media a 0.63. La tendenza di fondo della borsa americana é tra il neutra e negativa con il 29.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 51.03.

All'inizio di settimana prossima speriamo che riprenda il ribasso. Non ne siamo però sicuri.
Sapete che a breve ci aspettiamo un'ultima spinta di ribasso che deve provocare, con ipervenduto e panico, un solido minimo a medio termine. Dopo questo minimo prevediamo una fase di rialzo di alcuni mesi che potrebbe sfociare per alcuni indici azionari particolarmente forti su nuovi massimi storici. Non siamo di conseguenza negativi malgrado che consideriamo queste spinte di ribasso e di rialzo che si verificano da inizio 2018 come la fase finale del bull market e il completamento di un top di lungo periodo.
È possibile che l'atteso rialzo a medio termine stia già iniziando e mancherà l'ultima spinta di ribasso. Detto altrimenti l'esaurimento del ribasso c'é stato lunedì scorso in Europa con i nuovi minimi annuali su numerosi indici - in America il test del minimo potrebbe invece venire a mancare ed essere sostituito dalla formazione di una base sulla MM a 200 giorni (S&P500). Questa ipotesi non ci piace ma considerando la buona seduta di giovedì questa possibilità non può essere esclusa a priori. Chi é short e preferisce non correre rischi e prendere i benefici deve comperare all'inizio di settimana prossima e chiudere le posizioni.
Da come inizierà il nuovo trimestre potremmo dire quale delle due varianti é quella giusta. 
Lunedì di Pasqua le borse europee sono chiuse. In America invece Wall Street riapre. Lunedì in mattinata pubblicheremo un breve aggiornamento.
Auguriamo una felice e serena Pasqua.


Commento del 30 marzo

Oggi le borse sono chiuse in occasione del Venerdì Santo. Pubblichiamo l'analisi del fine settimana domani, sabato 31 marzo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.10% a 3361 punti              
DAX                         +1.77% a 12096 punti
SMI                          +2.01% a 8741 punti
FTSE MIB                  +0.55% a 22411 punti
S&P500                    +2.06% a 2640.87 punti
Nasdaq100               +1.12% a 6581 punti

Commento del 29 marzo

Movimenti di assestamento prima di Pasqua - la spinta di ribasso partita a metà marzo non é completa

Ieri le borse europee si sono comportate relativamente bene. Le premesse erano per una seduta decisamente negativa dopo che martedì sera la borsa americana aveva terminato le contrattazioni con pesanti perdite. In effetti gli indici azionari europei hanno aperto in calo e fino a metà mattinata sono scesi in profondo rosso. Non hanno però superato al ribasso i minimi di lunedì (e minimi annuali) e lentamente hanno cominciato a recuperare. In serata hanno ignorato un'apertura a Wall Street senza impulsi e hanno chiuso sui massimi giornalieri. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +0.43% a 3331 punti - non é molto ma é la seconda seduta positiva consecutiva. I rialzisti stanno dando per lo meno dei segnali di vita.
La spinta di ribasso iniziata a metà marzo non sembra completa. Gli indici questa settimana hanno fermato la loro discesa senza cadere in ipervenduto e senza appoggiarsi su nessuno apparente supporto. Non abbiamo nessun segnale di minimo in posizione, nessun segnale d'acquisto e nessun segnale d'inversione di tendenza. Di conseguenza partiamo dal principio che settimana prossima il ribasso deve continuare.
Il DAX tedesco (-0.25% a 11940 punti) ha ancora perso 30 punti - ha però chiuso sulla parte superiore del range giornaliero e dopo 5 candele rosse sul grafico appare una candela bianca - la pressione di vendita é diminuita e i rialzisti riescono a terminare una seduta in vantaggio. Il FTSE MIB (+0.55% a 22331 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50 grazie anche al contributo del settore bancario (SX7E +0.47% a 125.15 punti). Sicuramente il calo dell'EUR (EUR/USD a 1.2330) ha contribuito alla ripresa delle borse europee.
Il comportamento dell'SMI svizzero (+1.36% a 8756 punti) lascia il dubbio che questa settimana le borse europee possano aver toccato un minimo significativo. Ieri l'SMI ha mostrato una forte reazione - la seconda in due giorni con un indiscutibile A/D a 20 su 0. Il gap del 22 marzo é stato praticamente chiuso e se oggi l'indice riesce ancora a salire la tendenza di corto termine passa da ribassista a neutra. Spesso la Svizzera ha mostrato la strada al resto dell'Europa cambiando tendenza con alcuni giorni di anticipo. Teniamo d'occhio questo mercato dove la tecnologia dei social media e di internet non gioca nessun ruolo. 

Se l'Europa ha dato segni di vita l'America invece ha terminato la seduta nuovamente in calo e nella parte inferiore del range giornaliero. Notiamo però che l'S&P500 (-0.29% a 2605 punti) per la quarta seduta consecutiva resta sopra la MM a 200 giorni che già il 9 febbraio aveva bloccato la prima spinta di ribasso. Questo supporto ha fermato la caduta dell'indice. Manca però panico e ipervenduto per un solido minimo a medio termine.
L'S&P500 ha aperto a 2611 punti e per tutta la giornata é oscillato a caso e senza tendenza tra i 2593 ed i 2632 punti. Ha chiuso nella parte inferiore del range a 2605 punti. La seduta al NYSE é stata moderatamente negativa con A/D a 3172 su 3577, NH/NL a 202 su 1136 e volume relativo a 1.05. Notiamo che il numero dei nuovi minimi a 30 giorni (NL a 1136) é minore di quello registrato venerdì scorso (1305 punti). La pressione di vendita é in calo - le vendite si concentrano nel settore della tecnologia (Nasdaq100 -1.06% a 6460) e nei titoli conosciuti e a grande capitalizzazione (Amazon -4.38%, Tesla -7.67%, Netflix -4.96%). È evidente che i piccoli investitori retail sono particolarmente attivi ed eccitati mentre il resto del mercato é più calmo e stabile. Non sappiamo in quale direzione avverrà il contagio. Ieri il Nasdaq100 ha toccato un nuovo minimo mensile e normalmente questo indice é leader. Di conseguenza restiamo dell'opinione che settimana prossima la borsa americana debba ancora essere travolta da un ultima ondata di vendite.
La volatilità VIX é salita di poco a 22.87 punti (+0.37) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.68. Sul sentiment non abbiamo nulla di nuovo da segnalare.

Oggi é l'ultima seduta prima della pausa pasquale. Normalmente oggi i volumi sono in calo e i movimenti sono modesti. Le borse dovrebbero terminare la giornata senza cambiamenti significativi. Alle 06.30 il future sull'S&P500 era a 2605 punti. Ora (08.00) é salito a 2609 punti (+ 1 punto) - questo significa per lo meno che all'inizio della seduta in Europa non dovrebbero prevalere le vendite. L'Eurostoxx50 vale ora 3330 punti - le borse europee apriranno in pari.
Per la cronaca il Nikkei stamattina ha guadagnato il +0.10% - Shanghai sta salendo del +0.7%.
Domani, Venerdì Santo, le borse sono chiuse. Lunedì di Pasqua in Europa sarà ancora un giorno di festa. In America invece si ricomincia a trattare. Il nostro prossimo commento tecnico verrà pubblicato sabato 31 marzo.

Commento del 28 marzo

Il rimbalzo dell'S&P500 é durato ancora 4 ore - poi sono riprese le vendite - l'Europa rincorre con un giorno di ritardo

Non ci siamo ancora abituati al ritorno della volatilità. Nel 2017 e fino al massimo storico del 26 gennaio 2018 a 2872 punti l'S&P500 era salito in maniera monotona e regolare. I movimenti giornalieri erano inferiori all'1% e le correzioni si limitavano ad alcuni punti in percentuale distribuiti nell'arco di qualche giorno. Ora la musica é cambiata - giovedì scorso l'S&P500 ha perso il -2.52% - venerdì é seguito un altro tonfo del -2.10%. Lunedì doveva esserci un rimbalzo e in effetti l'indice é balzato del +2.72% chiudendo sul massimo giornaliero a 2658 punti. Normalmente i rimbalzi che iniziano in questa maniera durano al massimo tre giorni. Ieri nel commento pomeridiano sull'S&P500 avevano prudentemente affermato che "la chiusura vicino al massimo implica una continuazione del rialzo almeno per qualche ora". Pensavamo che l'S&P500 avrebbe aperto in guadagno, sarebbe salito ancora qualche punto e poi si sarebbe fermato, avrebbe ritracciato e chiuso in pari. In effetti l'S&P500 é salito fino ai 2674 punti - poi sono riprese le vendite e l'S&P500 é pesantemente caduto 78 punti (!), ha debolmente reagito ed ha chiuso a 2612.62 punti (-1.73%). Chi lunedì aveva comperato tecnologia facendosi attirare dalle valutazioni otticamente interessanti ha fatto un errore - il Nasdaq100 (-3.32%) é precipitato a 6529 punti e ha praticamente cancellato i lauti guadagni di lunedì. Gli investitori sembrano rendersi conto che le valutazioni di alcune società sono stratosferiche e fondamentalmente ingiustificate - esempi sono NVidia (-7.76%), il produttore di carte grafiche usate nei PC che minano le criptovalute, Tesla (-8.22%), il produttore di futuristiche auto elettriche che accumula solo perdite e Twitter (-12.03%) che ha lo stesso modello di business di Facebook con la differenza di non guadagnare un soldo. Ora il trend ribassista ha ripreso il sopravvento e il raggiungimento di un nuovo minimo annuale é solo una questione di tempo.
Facciamo un passo indietro. Ieri le borse europee hanno unicamente seguito, ancora una volta stupidamente e ciecamente, l'America. Lunedì a Wall Street c'era stata un'ottima seduta e ieri gli europei non hanno trovato di meglio che copiare. Le borse europee hanno aperto con consistenti guadagni. Non sono però riuscite a fare ulteriori sostanziali progressi. La sera hanno chiuso con significative plusvalenze ma sotto i valori d'apertura. Le candele sui grafici sono rosse e questo ci ha spinto ieri sera a porre seri dubbi sulla sostenibilità del movimento che sembrava un fugace rimbalzo tecnico. In effetti oggi arriverà il conto.
L'Eurostoxx50 é risalito a 3317 punti (+1.17%) - ha aperto a 3330 punti e ha toccato un massimo a 3336 punti. Il DAX (+1.56% a 11970 punti), il FTSE MIB (+0.90% a 22209 punti) e l'SMI (+1.52% a 8638 punti) si sono comportati in maniera simile. Le borse europee dovrebbero aprire stamattina in calo di circa il -1.2%. Di conseguenza non vale la pena fare lunghe considerazioni tecniche (gli interessati possono leggere i commenti serali) su questa seduta - é evidente che quello di ieri é stato solo un breve rimbalzo all'interno di un trend che resta ribassista.
L'S&P500 ha aperto in gap up a 2663 punti. Fino alle 19.00 é oscillato in laterale in un canale piuttosto ampio (2653-2674 punti). Poi le vendite hanno ripreso il sopravvento e gli indici sono caduti fino a poco prima della chiusura. La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1714 su 5096, NH/NL a 288 su 823 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita di poco a 22.50 punti (+1.47) mentre la CBOE Equity put/call ratio é balzata a 0.71 - sopra la media ma ancora lontana dagli 0.8.
Mancano due sedute alla fine di questa settimana. Venerdì Santo é una festa che viene osservata in quasi tutto il mondo e le borse sono tutte chiuse. Il Lunedì di Pasqua é invece festa solo in Europa - a Wall Street la borsa é aperta. Gli europei devono affrontare una lunga pausa di 4 giorni. L'America invece salterà solo una seduta. Normalmente prima di una lunga pausa di questo tipo le borse si fermano - i traders evitano di  prendere posizioni speculative e i volumi diminuiscono. In linea di massima pensiamo che l'S&P500 deve fermarsi sui 2600 punti e la continuazione del ribasso dovrebbe essere rimandata a settimana prossima.
Vi ricordiamo che per un soldo minimo ci vuole ipervenduto e panico. Con il rimbalzo di lunedì l'ipervenduto si é allontanato - non si nota ancora nessuna panico - al massimo nervosismo.

Stamattina (08.00) le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei ha perso il -2.11% - Shanghai é in calo del -1%. Il future sull'S&P500 é a 2612 punti (-3 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3283 punti (-34 punti). Dopo la debole apertura le borse dovrebbero stabilizzarsi e fermarsi. Visto che le ultime tre sedute sono state molto movimentate ci sembra strano fare questa previsione - non abbiamo però niente di meglio. Intorno ai 2600 punti l'S&P500 (minimo ieri a 2596 punti) sembra avere un buon supporto intermedio e non pensiamo che verrà rotto prima di Pasqua.

Commento del 27 marzo

Il forte rimbalzo in America cambia i tempi - l'ultima spinta di ribasso é rimandata a dopo Pasqua

Ieri la borsa americana doveva rimbalzare e preparare l'ultimo tuffo - secondo gli oscillatori la fine della correzione doveva verificarsi a metà di questa settimana. Il rimbalzo doveva però avvenire in trading range e con moderati volumi di titoli trattati. Gli indici americani dovevano muoversi nel range di venerdì e chiudere lontani dal massimo giornaliero. Invece il rimbalzo é stato robusto e decisamente più forte di quanto ci aspettavamo - troppo secondo i nostri gusti. L'S&P500 ha chiuso vicino al massimo giornaliero e con un consistente guadagno di 70 punti. Salendo a 2658.55 punti (+2.72% - massimo a 2661 punti) l'indice ha superato di 4 punti il massimo di venerdì. Il short covering non sembra finito e quindi é probabile che sullo slancio l'S&P500 guadagni ancora qualche punto. È improbabile che nella corta settimana prima di Pasqua riesca nuovamente a cambiare direzione e cadere su un nuovo minimo annuale.
Fino a prova contraria il ribasso non é terminato - ci aspettiamo ancora a corto termine una discesa in direzione dei 2500 punti. Questa impostazione é valida fino a quando l'S&P500 resta sotto i 2695 punti. Se inaspettatamente oggi o domani l'S&P500 salisse sopra questa barriera dovremmo rivedere la nostra previsione. Ieri il rimbalzo in America ha coinvolto tutto il listino. Ovviamente la tecnologia é stato il settore favorito (Nasdaq100 +3.78% a 6753 punti) malgrado la crisi di Facebook (+0.42%). La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 5218 su 1625, NH/NL a 242 su 828 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é caduta a 21.03 punti (-3.84) - la CBOE Equity put/call ratio é tornata a livelli normali (0.63).
L'andamento della seduta a Wall Street spiega il comportamento delle borse europee che si sono limitate a seguire stupidamente e ciecamente l'America. L'S&P500 ha aperto molto bene a 2632 punti ma fino alle 17.20 é sceso su un minimo a 2602 punti. In seguito é salito regolarmente fino alla fine della seduta ma per le borse europee era troppo tardi. Gli investitori hanno visto l'arretramento della borsa americana e hanno pensato che il rimbalzo fosse già finito. Le borse europee, che fino alle 15.40 erano nettamente in positivo hanno cambiato direzione e sono caute pesantemente. L'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo minimo annuale a 3261 punti e ha chiuso a 3278 punti (-0.59%). Gli altri indici si sono comportati in maniera simile. DAX (-0.83% a 11787 punti) e SMI (-0.70% a 8509 punti) hanno fatto segnare un nuovo minimo annuale. Il FTSE MIB (-1.24% a 22011 punti) non ha ancora raggiunto questo record negativo ma la perdita di ieri é stata consistente - la borsa italiana segue.
Formalmente le borse europee sono ancora in una fase di ribasso. Le candele di ieri sui grafici sono rosse e hanno minimo a massimo discendenti. Oggi le borse europee proveranno nuovamente a rimbalzare. Vedremo cosa riusciranno a fare. La forza dell'EUR (EUR/USD a 1.2460) le frena.

Stamattina i mercati sono influenzati dal forte rimbalzo ieri sera a New York. Il future sull'S&P500 sale a 2676 punti (+17 punti) e ovviamente le borse europee cercano di correggere l'errore di ieri. L'Eurostoxx50 vale ora 3332 punti (+54 punti). Le borse europee apriranno con un balzo del +1.6%. Non dovrebbero salire molto più in alto e piuttosto sgonfiarsi nel corso della giornata.
Per la cronaca il Nikkei ha guadagnato il +2.65% - le borse cinesi salgono invece solo di un +1%.

Esiste la possibilità che la correzione delle borse sia terminata con anticipo tra venerdì scorso e lunedì sera. La reazione della borsa americana dal minimo é stata forte e convincente. Non abbiamo però nessuna conferma di questa possibile variante - é un'ipotesi che non possiamo scartare e che dobbiamo tenere in considerazione. Se il rimbalzo supera i tre giorni di durata é probabile che la spinta di ribasso partita a metà marzo sia finita. In questo caso non sappiamo ancora cosa ci aspetta nel prossimo futuro.

Aggiornamento del 26 marzo

C'é una variante negativa - il crash - ha una bassa probabilità

La scorsa settimana le borse mondiali sono cadute pesantemente. La tendenza a corto termine é decisamente al ribasso. Pensiamo che nei prossimi giorni ci debba ancora essere un'accelerazione verso il basso che deve sfociare in panico ed ipervenduto. Questo secondo noi sarà un buon momento per comperare. Bisognerà chiudere in ogni caso le posizioni short a medio termine ed eventualmente aprire posizioni long. Nei prossimi tre mesi potrebbe esserci una consistente fase di rialzo - questa previsione non é né una sorpresa né una novità. Corrisponde allo scenario descritto nelle "previsioni 2018" - finora lo sviluppo dei mercati finanziari segue a grandi linee le nostre aspettative.
C'é però una variante negativa che sabato abbiamo preferito non discutere per non distorgliere l'attenzione dallo scenario principale. Le borse negli scorsi giorni si sono mosse secondo uno schema che nel passato in alcuni casi ha provocato un crash. Pensiamo che le probabilità siano basse - indicativamente un 10%. Basiamo questa stima soprattutto su fattori economici. Non crediamo che una recessione mondiale sia imminente e la politica monetaria delle banche centrali é ancora espansiva ed accomodante. È meglio però essere prudenti ed agire considerando questa eventualità.

Stamattina si delinea un rimbalzo tecnico. L'alto numero di titoli in perdita (declines) nelle sedute di giovedì e venerdì in America ci dicevano che oggi doveva esserci una reazione. Il future sull'S&P500 sta salendo - si trova ora (08.00) a 2616 punti (+18 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3300 punti. Le borse europee apriranno praticamente in pari vale a dire sui livelli della chiusura ufficiale di venerdî scorso. Se come pensiamo si tratta di un rimbalzo gli indici azionari non dovrebbero salire di molto - dovrebbero piuttosto sgonfiarsi nel corso della giornata. I volumi di titoli trattati dovrebbero essere modesti e sotto la media.
Questa é la settimana che precede Pasqua. Venerdì praticamente in tutto il mondo é una giornata di festa e le borse restaranno chiuse. Non sappiamo se questo avrà un influsso sulla previsione di un minimo significativo a metà settimana - ne riparleremo nei prossimi giorni. Vi ricordiamo che anche in Europa siamo passati all'ora estiva. La differenza d'orario con New York é tornata a 6 ore. Wall Street apre alle 15.30 e chiude alle 22.00.

Commento del 24-25 marzo

Un solido minimo a medio termine si avvicina - potrebbe verificarsi a metà di settimana prossima - ci vuole panico e ipervenduto

Venerdì é stata un'altra pessima giornata per le borse mondiali. La mattina c'é stato un tentativo di recupero dopo una debole apertura - nel pomeriggio però c'é stata un'altra massiccia ondata di vendite. L'Eurostoxx50 ha perso per saldo 50 punti e ha chiuso a 3298 punti (-1.50%). Questo é un nuovo minimo annuale. Durante la seduta l'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 3279 punti - in serata a Wall Street si é verificato un'ulteriore crollo e alle 22.00 l'Eurostoxx50, sulla base del future, valeva 3268 punti. È evidente che la spinta di ribasso non é ancora finita. Anche il DAX tedesco ha toccato un nuovo minimo annuale a 11818 punti - ha chiuso poco sopra a 11886 punti (-1.77%). La borsa svizzera ha fatto meglio anche se l'SMI (-0.80% a 8569 punti) non ha saputo evitare un nuovo minimo annuale. Solo il FTSE MIB a prima vista si é salvato (-0.49% a 22289 punti) - forse una conseguenza dello sviluppo della situazione politica. Il FTSE MIB é uno dei pochi indici azionari europei che nel 2018 ha ancora una performance positiva (+1.99%). Nei prossimi giorni é però condannato a seguire le altre borse europee almeno nella direzione. La tendenza a corto termine in Europa é chiaramente al ribasso come mostrano i nuovi minimi annuali. Si avvicina una situazione di ipervenduto. Gli indici sono in generale sotto i bordi inferiori delle Bollinger Bands (Eurostoxx50 a 3294 punti, DAX a 11919 punti) che non riescono a fermare la caduta dell'indice visto il forte momentum. Le RSI giornaliere sono sui 34 punti (solo il FTSE MIB é più "forte" con una RSI a 43 punti). A condurre il ballo é però Wall Street. È l'America il fulcro della crisi che provoca il ribasso delle borse. Agli investitori non piace lo scandalo dell'abuso dei dati personali degli utenti che coinvolge molte aziende della tecnologia, Facebook innanzitutto, e temono le conseguenza della guerra commerciale scatenata da Donald Trump. I cinesi venerdì hanno annunciato misure di ritorsione. Secondo l'analisi tecnica però un solido minimo a medio termine é vicino. Come abbiamo già preannunciato in vari commenti durante la settimana crediamo che una combinazione di panico e ipervenduto dovrebbe verificarsi verso la metà di settimana prossima. Questa sarà per lo meno un'occasione per chiudere le posizioni short a medio termine in portafoglio. Potrebbe anche essere un buon momento per aprire posizioni long - crediamo che in seguito ci sarà una fase positiva di alcuni mesi che potrebbe sfociare in America in nuovi massimi storici sui maggiori indici. Per esserne sicuri dobbiamo però prima osservare come termina questa correzione. La decisione per quel che riguarda lo sviluppo delle borse nei prossimi mesi cadrà in America - vediamo a che punto siamo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.90% a 3298 punti              
DAX                         -4.06% a 11886 punti
SMI                          -3.53% a 8569 punti
FTSE MIB                  -2.49% a 22289 punti
S&P500                    -5.95% a 2588.26 punti
Nasdaq100               -7.29% a 6508 punti

Venerdì a Wall Street ci aspettavamo una seduta negativa ma un rallentamento della caduta. Invece c'é stato un altro crollo. Gli indici azionari hanno chiuso sul minimo giornaliero con pesanti perdite che hanno superato il 2%. L'S&P500 (-2.10% a 2588.26 punti) ha rotto definitivamente anche il supporto a 2650 punti e si sta dirigendo verso il minimo annuale a 2532 punti (9. febbraio) per l'atteso test. La borsa americana ha retto fino alle 19.00. L'S&P500 ha aperto salendo sul massimo giornaliero a 2657 punti - ha avuto ampie oscillazioni ma alle 19.00 era ancora a 2646 punti. Nelle ultime due ore di contrattazioni i ribassisti hanno dominato. L'S&P500 é sceso costantemente fino alla chiusura a 2588.26 punti (-2.10%). La perdita di 55 punti é pesante - sul grafico appaiono, come ad inizio febbraio, due lunghe candele rosse. Anche la tecnologia ha ceduto alla pressione di vendita (Nasdaq100 -2.61% a 6508 punti). La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1273 su 5530, NH/NL a 184 su 1305 e volume relativo a 1.05. Per il secondo giorno consecutivo i titoli in calo (D come declines) hanno superato i 5000. Spesso dopo due sedute di questo tipo c'é un rimbalzo abbastanza sostanzioso - la seduta di lunedì potrebbe essere positiva. La spinta di ribasso non é però completa. Ci vuole ipervenduto e panico per un solido minimo. La RSI sull'S&P500 é a 29.98 punti - il limite inferiore delle BB é a 2630 punti - l'indice ha sfiorato la MM a 200 giorni a 2585 punti. Nel complesso una situazione di ipervenduto é vicina. Invece non c'é ancora panico - gli investitori sembrano ancora piuttosto rilassati e relativamente fiduciosi. La volatilità VIX é salita solo a 24.87 punti (+1.53) e la CBOE Equity put/call ratio é stata 0.76 (MM a 10g a 0.66). Nel commento di venerdì avevamo indicato quali valori ci aspettiamo nei prossimi giorni.
La tendenza di fiondo della borsa americana é da neutra a negativa con il 24.87% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 52.76.
In una situazione di questo tipo é difficile fissare degli obiettivi di questa spinta di ribasso. Ci sono vari metodi ma nessuno sicuro. Sul grafico dell'S&P500 abbiamo disegnato uno dei metodi più semplici - con questo arriviamo ad un obiettivo indicativo a 2500 punti. Il risultato é coerente - vi ricordiamo che l'obiettivo sul Nasdaq100 é a 6300 punti. Purtroppo solo dopo averlo visto potremmo dire con sicurezza che siamo in presenza di un solido minimo - il sentiment é decisivo.
L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3268 punti. Fino a dove potranno cadere le borse europee? Indicativamente ci aspettiamo un minimo definitivo sui 3200 di Eurostoxx50 intorno a mercoledì. Bisogna considerare però due fattori. Se come pensiamo lunedì c'é un rimbalzo, il minimo potrebbe verificarsi alcuni giorni più tardi. Poiché é l'America a decidere, é probabile il minimo verrà toccato a Wall Stret con borse europee ufficialmente chiuse. Se non operate con futures o altri derivati trattabili fino a tarda sera é probabile che gli indici azionari europei ufficialmente si fermeranno un pò più in alto.
Ricordatevi che nella notte tra sabato e domenica anche in Europa passiamo all'ora estiva. La differenza d'orario tra Europa e New York torna ad essere di 6 ore.

Commento del 23 marzo

I ribassisti ripartono all'attacco - si apre lo spazio verso il basso - test dei minimi annuali

Ci eravamo quasi rassegnati al fatto che per vedere un test dei minimi annuali toccati il 9 febbraio scorso avremmo dovuto attendere il mese di aprile. Marzo stava trascorrendo nella calma relativa con mercati neutri e relativamente stabili. È sempre difficile capire quando un periodo di distribuzione sta finendo. Ci ha pensato Donald Trump con i suoi dazi doganali su 50 Mia di USD di beni importati dalla Cina a destabilizzare i mercati finanziari. Il caso Facebook nei giorni scorsi aveva innevosito gli investitori ed eliminato la tecnologia come settore di sostegno della borsa. Ieri le dighe hanno ceduto.
Le vendite sono cominciate la mattina in Europa e sono continuate la sera in America. Gli indici azionari hanno chiuso sui minimi giornalieri e non bisogna lasciarsi ingannare dal breve rimbalzo osservato ieri sera in Europa dopo le 17.00. A Wall Street gli indici azionari hanno chiuso sui minimi e con pesanti perdite. Tutto lascia supporre che il ribasso deve continuare nei prossimi giorni e che supporti intermedi e limiti inferiori delle Bollinger Bands non basteranno a fermare la caduta. Ci vorrà ipervenduto e panico perché si verifichi un solido minimo - al momento entrambi i fattori sono ancora lontani. Per alcuni indici questo significherà nuovi minimi annuali. Già ieri l'SMI svizzero (-1.66% a 8637 punti) ha avvicinato questo record negativo. L'indice delle banche europee SX7E é crollato a 125.46 punti (-2.27%) - questo é un nuovo minimo annuale - l'SX7E ha rotto l'ultimo supporto a 127.80 punti é ora si apre una voragine verso il basso - non si vedono solidi supporti fino ai 77 punti. Ovviamente con questa spinta di ribasso l'indice non cadrà così in basso - i rischi sono però considerevoli.
L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo giornaliero a 3320 punti ed ha chuso a 3348 punti (-1.55%). Alle 22.00, orario di chiusura dei futures, l'indice valeva 3315 punti. Stamattina aprirà più in basso. Ci sembra inutile adesso discutere la situazione tecnica - lo faremo con calma nell'analisi del fine settimana - il trend a corto termine é evidentemente al ribasso. Vi ricordiamo che il minimo annuale é di 3306 punti e risale al 9 di febbraio.
La situazione del DAX tedesco (-1.70% a 12100 punti)  é simile. Il FTSE MIB (-1.85% a 22397 punti) é più lontano dal minimo annuale visto che le elezioni hanno provocato il 5 marzo una caduta fino ai 21460 punti. Il trend é però uguale per tutti - a corto termine bisogna essere short.
L'S&P500 é crollato a 2643.69 punti (-2.52%). Ha rotto con un gap down il supporto intermedio a 2700 punti ed é caduto direttamente sul prossimo obiettivo a 2650 punti (minimo intermedio a 2647 punti, 2 marzo). Malgrado che l'indice abbia bucato il bordo inferiore delle Bollinger Bands a 2662 punti é probabile che scenda già a breve decisamente più in basso a causa del forte momentum. Le vendite hanno coinvolto tutto il listino in maniera uniforme e anche la tecnologia (Nasdaq100 -2.50% a 6682) ha seguito. Notiamo, come in Europa, il franamento del settore bancario (BKX -4.14%).
L'S&P500 ha aperto in gap down a 2682 punti. Fino alle 19.00 sembrava volersi fermare su questo livello - era oscillato tra i 2663 ed i 2695 punti e si trovava in mezzo al range. Poi i ribassisti hanno tentato un affondo e hanno avuto successo. L'S&P500 é sceso fino ai 2641 punti ed ha chiuso a 2643.69 punti (-2.52%). La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 1169 su 5673, NH/NL a 276 su 724 e volume relativo a 1.05. La volatilità VIX é salita a 23.34 punti (+5.48) - la CBOE Equity put/call ratio é risultata piuttosto alta a 0.74. Questi dati significano paura ma non panico. Ci vorrà un'impennata della VIX sopra i 50 punti e alcuni gioni di P/C ratio sopra lo 0.8 per finire questa spinta di ribasso e avere un solido minimo.
Ora gli indici cadono sotto il limite inferiore delle BB - normalmente questa situazione di relativo ipervenduto di breve termine può sussistere alcuni giorni obbligando le BB ad aprirsi. Poi ci deve essere una reazione sotto forma di un rimbalzo. Non dovrebbe verificarsi subito - avremo tempo di parlarne durante il fine settimana e fissare una road map.
Stamattina il Nikkei ha perso il -4.51%! Shanghai é in calo del -3.4%. Per i rialzisti c'é però un filo di speranza - la giornata potrebbe riservare delle sorprese positive. Il future sull'S&P500 alle 06.30 era a 2624 punti - alle 08.00 era risalito a 2630 punti - ora (08.15) é a 2633 punti (-10 punti). Almeno su questo livello sembrano esserci alcuni coraggiosi compratori. L'Eurostoxx50 vale ora 3301 punti. Le borse europee apriranno con perdite intorno al -1.5%. Eurostoxx50 e DAX si trovano sui minimi annuali - da qui potrebbe esserci un tentativo di rimbalzo. Sapete però cosa significa tecnicamente il termine rimbalzo - é una breve reazione in una fase di ribasso...

Commento del 22 marzo

La FED alza il tasso d'interesse di riferimento al 1.75% (+0.25%) - le borse reagiscono con indifferenza

Ieri le borse europee hanno fatto una pausa in attesa dell'esito della riunione della FED che sarebbe terminata alle 19.00. Gli indici si sono mossi in pochi punti e hanno terminato la giornata praticamente invariati. L'esempio lo ha dato il DAX tedesco (+0.01%) che ha marciato sul posto. L'Eurostoxx50 é invece sceso a 3401 punti (-0.32%) - ha pesato la debolezza del settore bancario (SX7E -0.94% a 128.37 punti). Il calo dell'indice delle banche europee SX7E é l'unico elemento d'interesse per l'analisi tecnica. Vi ricordiamo che il supporto é a 127.80 punti ed é ormai vicino. Il settore finanziario ha un problema - non sembra essere un rialzo dei tassi d'interesse decennali poiché sono praticamente fermi da inizio anno. Da mesi ci aspettiamo che il problema dell'indebitamento degli Stati riemerga. Forse il momento si sta avvicinando.
La borsa italiana (FTSE MIB +0.10% a 22820 punti) é rimasta stabile malgrado il calo delle azioni delle grandi banche - hanno compensato il settore auto e un balzo di ENI (+0.78%). L'SMI (-0.72% a 8783 punti) a corto termine é in una fase di ribasso - l'indice sembra voler scendere verso la fine del mese su un nuovo minimo annuale. Non sappiamo se la borsa svizzera sta indicando la strada al resto dell'Europa il cui trend di base é ancora neutro. Forse l'SMI sta perdendo solo per via della distribuzione dei dividendi e della debolezza di alcuni sui pesi massimi (farmaceutica, Nestlé -1.45%). Spesso nel passato l'SMI si é mosso prima dell'Eurostoxx50 e quindi conviene tenere d'occhio lo sviluppo della situazione. Se l'SMI non ferma la sua caduta sui 8700 punti (e forma una interessante potenziale testa e spalle rialzista) dovrebbe in seguito scendere su un nuovo minimo annuale. Con questa premessa é improbabile che l'Eurostoxx50 e colleghi possano salire - al massimo stanno fermi.

La FED e Jerome Powell non hanno sorpreso e hanno deciso quello che tutti si aspettavano. Il tasso d'interesse di riferimento sull'USD é stato aumentato del +0.25% a 1.75%. Nel 2018 sono previsti due ulteriori aumenti. Nel 2019 le stretta monetaria potrebbe essere più robusta - tutti però sanno che nei prossimi 12 mesi la situazione potrebbe cambiare e quindi é inutile preoccuparsi in anticipo.
Bisogna rendersi conto che un tasso d'interesse al 1.75% dopo 9 anni di crescita economica robusta ed un ulteriore stimolo congiunturale proveniente dalla riforma fiscale significa ancora una politica monetaria molto espansiva.
Gli investitori hanno reagito con un'alzata di spalle all'esito della riunione della FED. L'S&P500 é sceso a 2711.93 punti (-0.18%) ma é rimasto ampiamente sopra il supporto a 2700 punti e sopra il minimo di lunedì a 2694 punti. Ci sarà bisogno un'altra ragione e forse qualche giorno di distribuzione prima che ci sia l'attesa spinta di ribasso in direzione dei 2650 punti.
L'S&P500 ha aperto quasi invariato a 2715 punti. È salito sui 2727 punti ed é rimasto ad oscillare su questo livello fino alle 19.00. Dopo la decisione della FED e la conferenza stampa di Powell c'é stata una certa volatilità - l'indice é balzato fino a 2739 punti di massimo ed é caduto a 2709 punti di minimo. Alla fine si é fermato nella parte inferiore del range giornaliero a 2711.93 punti (-0.18%). Anche la tecnologia ha perso terreno (Nasdaq100 -0.47% a 6853 punti). Non bisogna però farsi troppo impressionaree dal calo di questi due indici guida. La seduta al NYSE é stata in generale positiva con A/D a 3992 su 2729, NH/NL a 459 su 338 e volume relativo a 0.95. Si sono comportati  bene il settore energia (ETF Energy +2.72%) grazie ad un ulteriore balzo del prezzo del petrolio (WTI 65.17 USD/barile) e le piccole e medie imprese (Russell2000 / RUT +0.57%). Questa rotazione tra settori garantisce sul corto termine la stabilità del mercato.
La volatilità VIX é scesa a 17.86 punti (-0.34) - la CBOE Equity put/call ratio é neutra a 0.62. Dal sentiment non arrivano segnali.
A corto termine l'S&P500 sembra stare bene sui 2700 punti. Le Bollinger Bands scorrono orizzontali e regolari a 2676 - 2793 punti. Probabilmente ci vorrà del tempo prima che il mercato decida di muoversi. Lo sviluppo più probabile resta quello della continuazione della correzione. Non ci aspettiamo però un ribasso. Al contrario un test del minimo annuale a 2532 punti di S&P500 sarebbe da considerare a medio termine come un'occasione d'acquisto. Sono passati quasi tre mesi dall'inizio dell'anno e la performance dell'S&P500 é finora del +1.43% - "molto rumore per nulla". 

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha guadagnato il +0.99% - Shanghai é in calo del -0.5%. In Europa invece sembra prevalere lo scetticismo. Alle 06.30 il future sull'S&P500 era a 2721 punti - ora (08.15) é sceso a 2714 punti (-4 punti). Ovviamente le borse europee apriranno in calo - l'Eurostoxx50 vale 3384 punti (-17 punti). Oggi vedremo cosa decide la Bank of England per quel che riguarda la politica monetaria. In generale non sembra esserci nulla in grado di provocare una recessione mondiale e un ribasso delle borse. Gli investitori sono però irritati da una serie di notizie negative e l'entusiasmo di inizio anno é sparito. Nell'incertezza si diventa prudenti e si vende qualcosa per avere contante e margine di manovra - la conseguenza é che la correzione delle borse continua in maniera strisciante e selettiva.

Commento del 21 marzo

Rimbalzo - oggi tocca a Jerome Powell

Ieri si é verificato un rimbalzo delle borse dopo che lunedì sera l'S&P500 ed il Nasdaq100 si erano fermati sui supporti. In mancanza di notizie di rilievo e in attesa dell'esito dell'odierna riunione della FED americana era logico che gli indici azionari avrebbero provato a recuperare parte delle pesanti perdite della prima seduta della settimana.
La reazione in Europa é stata convincente. I maggiori indici hanno recuperato circa la metà delle perdite di martedì. In alcuni casi , come per il FTSE MIB italiano (+0.73% a 22798 punti) il recupero é stato più marcato. L'Eurostoxx50 é risalito a 3412 punti (+0.51%). Stacchiamoci per un attimo dai movimenti giornalieri - notiamo che già alla fine della prima settimana di febbraio l'Eurostoxx50 era su questo livello - é oscillato nel frattempo in circa 150 punti ma per saldo non si é mosso - lo stesso vale per il DAX tedesco (+0.74% a 12307 punti). La tendenza di fondo delle borse europee é neutra con una certa dominanza dei segnali tecnici negativi. In particolare nei giorni scorsi si sono verificati dei dead cross (incrocio dall'alto della MM a 50 giorni sulla MM a 200 giorni = segnale di vendita a medio termine) e le candele sui grafici sono da inizio febbraio sotto la MM a 50 giorni ormai in calo. Gli indicatori sono misti e a corto termine in territorio neutro. Significa che nell'immediato qualsiasi movimento di un 2% intorno ai valori attuali é possibile. Il DAX mostra idealmente questa situazione - si trova a 12307 punti, in mezzo alle Bollinger Bands (12003-12623 punti) stabili e parallele - in questi 600 punti può muoversi liberamente senza che il quadro tecnico cambi sostanzialmente. I volumi di titoli trattati e la dinamica nei movimenti suggeriscono però che tra i ribassisti esiste maggiore forza e convinzione - anche ieri i volumi erano in calo rispetto a lunedì. Di conseguenza crediamo che la rottura avverrà al ribasso. È solo una questione di tempo - la distribuzione potrebbe però durare ancora parecchie sedute se non settimane.

In America il rimbalzo é stato più fiacco. I dubbi sulla tecnologia sono rimasti (Facebook -2.56%, Twitter -10.38%) ma sul resto del listino sono tornati timidamente i compratori. A Wall Street c'é stata una seduta tranquilla e in trading range. L'S&P500 si é mosso a caso in soli 14 punti (2710-2724 punti) e ha chiuso in mezzo al range a 2716.94 punti (+0.15). Il Nasdaq100 ha fatto meglio (+0.31% a 6886) - una logica reazione considerando il tonfo di lunedì. La seduta al NYSE é stata però leggermente negativa con A/D a 3145 su 3580 e NH/NL a 382 su 488. Questa é una conseguenza della debolezza relativa delle piccole e medie imprese - Il Russell2000 (-0.01%) ha marciato sul posto. Dal sentiment sono arrivati segnali di distensione - la volatilità VIX é scesa a 18.20 punti (-0.82) mentre la CBOE Equity put/call ratio é rimasta alta a 0.68. La maggior parte degli analisti tecnici condividono il risultato delle nostre analisi - prevalgono i segnali negativi e di conseguenza il supporto intermedio a 2700 punti di S&P500 non dovrebbe reggere a lungo. Anche un novizio vede sul grafico il minimo del 2 marzo a 2647 punti e quindi tutti prevedono almeno una caduta su questo supporto intermedio se non una discesa a testare il minimo annuale a  2532 punti. Questo consenso non ci piace e ci rende inquieti. Raramente il mercato si comporta secondo le previsioni della maggior parte dei partecipanti poiché tutti dovrebero già essere posizionati di conseguenza vale a dire short. Cosa potrebbe essere l'alternativa? Forse l'S&P500 resterà nel range 2650-2800 ancora per parecchio tempo. L'economia mondiale cresce ancora a ritmi sostenuti e le politiche monetarie sono ancora per lo più espansive. Gli investitori potrebbero accettare le alte valutazioni della borsa americana ancora per mesi. Le misure protezionistiche degli Stati Uniti non sembrano ancora sufficienti a scatenare una guerra commerciale con conseguenze tali da provocare una recessione.

Oggi la FED termina la sua riunione di due giorni e alle 19.00 comunicherà le sue decisioni. Un aumento dei tassi d'interesse del +0.25% é molto probabile ed é scontato dai mercati. Tutti cercheranno di capire durante la conferenza stampa delle 19.30 se Jerome Powell e colleghi intendono aumentare il prezzo del denaro ad un ritmo più veloce di quanto suggerito finora.
Fino alle 19.00 le borse dovrebbero restare calme - poi vedremo. L'S&P500 dovrebbe marciare sul posto (future attualmente a 2725 punti / +2 punti) mentre le borse europee dovrebbero fermarsi sui livelli d'apertura. Sembra che stamattina intendano nuovamente aprire in leggero guadagno - L'Eurostoxx50 vale ora 3420 punti.

Commento del 20 marzo

Mercati in discesa - alla spinta di ribasso in direzione dei 2700 punti di S&P500 deve seguirne una seconda

La giornata di ieri ha dato una risposta a molti quesiti. Come é possibile che l'S&P500 scenda a 2700 punti e il Nasdaq100 contemporaneamente cada a 2800 punti? - semplice, basta che Facebook crolli del -6.77% e trascini nel vortice gli AGMAF. Cosa faranno le borse europee quando la borsa americana ricomincerà a correggere? - come d'abitudine e attraverso la normale correlazione seguiranno malgrado la forza relativa di settimana scorsa. Ci sarà in America un test dei minimi di febbraio? Probabilmente si ma prima ci sarà un rimbalzo dai 2700 punti di S&P500, poi deve esserci una caduta a 2650 punti e infine una fase di panico - ci sarà bisogno di tempo e non succederà a marzo. 

Ieri le borse europee hanno aperto in calo, sono cadute fino alle 09.40 e poi hanno recuperato fino a metà giornata tornando sui livelli d'apertura. L'iniziale ondata di vendite era un sintomo di malessere che abbiamo sottovalutato. Non pensavamo che la settimana potesse iniziare così male ma probabilmente la scadenza dei derivati di marzo aveva artificialmente sostenuto il mercato e aveva ampliato un rimbalzo che in teoria doveva essere più fiacco. Le borse europee sono poi ricadute pesantemente nel pomeriggio a traino di New York. In una giornata sono spariti i guadagni del rimbalzo che c'era stato tra mercoledì e venerdì di settimana scorsa.
L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3394 punti (-1.24). Su tutti gli indici le perdite sono state di circa l'1% - DAX -1.39% a 12217 punti, SMI - 0.80% a 8811 punti e FTSE MIB -0.98% a 22633 punti. Anche le banche (SX7E -1.05% a 129.10 punti) si sono mosse nella corrente. Non é successo ancora nulla di grave ma l'impressione é che la tendenza di fondo neutra possa passare a breve ribassista. Non crediamo che a marzo gli indici debbano scendere a migliorare i record annuali negativi ma é evidente che i ribassisti sono più forti e tendenzialmente le borse nelle prossime settimane devono scendere. Il deterioramento tecnico si sta facendo evidente con segnali di vendita su MACD, dead cross sulle medie mobili e MM a 50 giorni che stanno girando verso il basso e costituiscono ormai una cappa minacciosa sopra le candele dei grafici.

Non pensavamo che New York avrebbe ceduto prima della riunione della FED di mercoledì ma commenti negativi su Facebook (-6.77%) hanno scatenato le vendite sulla tecnologia (Nasdaq100 -2.21% a 6864 punti) e hanno scaraventato gli indici al ribasso. In una sola seduta sono stati raggiunti gli obiettivi a 2700 punti di S&P500 (-1.42% a 2712.92 punti, minimo a 2694.59 punti) e 6800 punti di Nasdaq100 (minimo a 6806 punti). Dopo le 19.30 gli indici sono rimbalzati e hanno chiuso lontano dai minimi giornalieri e decisamente sopra i supporti. Questo significa che i supporti fanno effetto e devono provocare un rimbalzo tecnico di alcune sedute. Vi ricordiamo che mercoledì sera termina la riunione della FED - questo evento potrebbe scuotere il mercato - potrebbe sia ampliare il rimbalzo che scatenare immediatamente una seconda spinta di ribasso in direzione del prossimo importante supporto a 2650 punti di S&P500.Che cambia però é solo la tempistica ma non il percorso.
La seduta al NYSE é stata decisamente negativa con A/D a 1466 su 5361, NH/NL a 353 su 546 e volume relativo a 1.0. Come notate la seduta non é stata pessima - considerando le perdite sugli indici i danni potevano essere più gravi. Le vendite hanno colpito tutti i settori (DJT -0.35, DJU -0.80%, RUT -0.98%) ma si sono concentrate sulla grossa capitalizzazione e sulla tecnologia - probabilmente hanno venduto sopratutto i piccoli investitori retail. La volatilità VIX é balzata a 19.02 punti (+3.22). La CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.67. Gli investitori sono preoccupati e sulla difensiva ma non c'é quel panico necessario per un solido minimo di medio periodo. Siamo convinti che il calo deve continuare e a medio termine é meglio restare short.

Stamattina continua il rimbalzo iniziato ieri sera verso le 19.30. Il future sull'S&P500 é a 2726 punti (+3 punti) - l'S&P500 vale circa 2721 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3404 punti - le borse europee apriranno con guadagni di circa il +0.3%. Molto probabilmente gli investitori preferiranno non prendere ulteriori iniziative prima di saper cosa intendono fare Jerome Powell e colleghi. Fino a domani sera non dovrebbe succedere nulla di importante.
Le borse asiatiche non si sono fatte impressionare dalle turbolenze a New York. Il Nikkei ha perso il -0.47% - Shanghai sale del +0.3%.
Sul fronte dei tassi d'interesse e dei cambi regna la stabilità.

Aggiornamento del 19 marzo

Manca la fantasia per comperare borse molto care

Leggendo i commenti degli operatori si ha l'impressione che stia venendo a mancare l'entusiasmo e l'ottimismo per il futuro. Comincia a farsi strada lo scetticismo nei riguardi della politica economica e commerciale di Donald Trump. In Europa si levano nuovamente le voci degli Euroscettici che ricordano, a giusta ragione, che l'EUR senza un'unione fiscale, é insostenibile.
In borsa vediamo maggiore forza e convinzione nelle fasi di ribasso malgrado che al momento la tendenza di fondo dei mercati resta neutra.
Stamattina prevalgono nuovamente i segnali negativi. Il future sull'S&P500 perde 8 punti a 2748 punti. L'Eurostoxx50 vale ora 3427 punti (-11 punti). Le borse europee apriranno in calo del -0.3%. Non dovrebbero cadere decisamente più in basso ma un recupero é improbabile. Questa settimana l'attenzione degli investitori é puntata sulla FED che sotto la nuova guida di Jerome Powell dovrebbe decidere un aumento dei tassi d'interesse del +0.25%. Sarà importante capire come nel futuro la Banca Centrale americana intende alzare il costo del denaro. I mercati sono pronti a tre aumenti del +0.25% nel 2018. Di più potrebbe provocare una caduta delle borse.

Commento del 17-18 marzo

L'S&P500 punta ad una correzione fino ai 2700 punti - improvvisa e inattesa forza relativa delle borse europee

Settimana scorsa é cambiato qualcosa - le borse europee hanno mostrato forza relativa  - non sappiamo ancora se questo sarà un effetto duraturo e sostenibile o solo un recupero di una precedente sottoperformance. È però sicuro che in questa fase correttiva le borse europee non scenderanno a toccare un nuovo minimo annuale.
Martedì sera le borse europee hanno toccato un minimo intermedio - poi sono seguite tre candele bianche e le performance settimanali sono positive. Sempre martedì gli indici azionari americani hanno toccato un massimo mensile, hanno avuto un reversal e sono scese per il resto della settimana. Sul grafico ci sono cinque candele rosse consecutive e le performance settimanali sono decisamente negative malgrado che venerdì non sia successo nulla di importante. La scadenza dei derivati di marzo é trascorsa nella calma - le borse europee sono salite (Eurostoxx50 +0.72%) mentre quella americana ha marciato sul posto (S&P500 +0.17% a 2752.01 punti).
Una settimana fà le borse europee sembravano aver terminato un rimbalzo e sembravano pronte per ipartire al ribasso. Il rialzo di corto termine della borsa americana invce sembrava poter continuare - ora le parte si sono invertite. E evidente che la situazione é confusa e questo succede relativamente spesso in fasi di indecisione come durante una distribuzione. Il segnale più evidente e affidabile sembra quello proveniente dall'S&P500 - settimana prossima la correzione dovrebbe continuare in direzione dei 2700 punti. Cosa faranno le borse europee nel frattempo? Gli indici si trovano nuovamente sui massimi di marzo e sulle resistenze. Per logica dovrebbero venir respinti verso il basso e seguire l'S&P500. Teniamo però d'occhio i 3450 punti di Eurostoxx50 ed i 12500  punti di DAX. Se inaspettatamente all'inizio di settimana prossima queste resistenze vengono superate dobbiamo cambiare velocemente strategia. Non crediamo che siamo all'inizio di una fase di rialzo ma é possibile che gli indici salgano ancora un +1% (massimi di fine febbraio-inizio marzo) e debbano distribuire più a lungo prima di scendere. A questo punto bisogna aspettare prima di vendere.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.53% a 3438 punti              
DAX                         +0.35% a 12389 punti
SMI                          -0.55% a 8882 punti
FTSE MIB                  +0.49% a 22857 punti
S&P500                    -1.24% a 2752.01 punti
Nasdaq100               -1.14% a 7020 punti

Venerdì é stata una giornata un pò strana dominata dalle scadenze dei derivati di marzo. Le borse europee sono salite - quelle americana ha marciato sul posto almeno per quel che riguarda l'S&P500 (+0.17%) e il Nasdaq100 (-0.16%). In generale però la seduta a Wall Street é stata positiva con A/D a 4218 su 2490, NH/NL a 636 su 377 e volume relativo a 1.5. Molti indici settoriali sono saliti come il DJ Transportation (+0.87%), il DJ Utilities (+1.11%) e il Russell2000 (+0.60%). Venerdì si é ripetuta la situazione tecnica di giovedì. S&P500 e Nasdaq100 hanno difeso i supporti malgrado i tentativi di rottura. A questo punto la seduta di lunedì diventa decisiva. O c'é subito una netta rottura al ribasso con un gap down oppure ci sarà un debole e fiacco rimbalzo di al massimo tre giorni. Cambia il percorso ma non la previsione. La costellazione tecnica favorisce una continuazione della correzione in direzione dei 2700 punti di S&P500. Tra l'altro la tendenza di fondo della borsa americana é ormai neutra con il 50.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 59.19. I movimenti a corto termine diventano a questo punto prevedibili usando oscillatori, BB, e indicatori di sentiment. Venerdì la volatilità VIX é scesa a 15.80 punti (-0.79) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.63 (MM a 10 giorni a 0.59). C'é troppo ottimismo per un minimo e quindi é poco probabile che l'S&P500 ricominci a salire dai 2750 (+/-) punti. Ancora due appunti. Le BB sull'S&P500 scorrono a 2676-2794 punti e sono ormai orizzontali. L'S&P500 può muoversi liberamente in questo range. L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3433 punti. Se durante il fine settimana non succede nulla le borse europee lunedì apriranno in calo.

Commento del 16 marzo

Movimenti di assestamento prima della grande scadenza dei derivati di marzo

Le borse europee hanno avuto una giornata positiva. È una conferma che la pressione di vendita é modesta e che durante questa correzione minore gli indici non scenderanno su dei nuovi minimi annuali. Probabilmente oscilleranno ancora per parecchi giorni se non settimane tra i minimi ed i massimi di marzo. Una sostanziale spinta di ribasso nella seconda metà di marzo sembra ormai poco probabile - la fase di distribuzione sembra durare più a lungo.
L'Eurostoxx50 é risalito a 3414 punti (+0.64%) - l'indice delle banche SX7E (+0.32% a 128.89 punti) continua a sottoperformare ma non mostra l'intenzione di voler attaccare il supporto a 127.80 punti.

L'S&P500 ha avuto una seduta interessante. Formalmente ha perso 2 punti e ha chiuso nella parte inferiore del range giornaliero. È però rimasto sulla MM a 50 giorni (2748 punti) e dopo aver chiuso il gap a 2741 punti é risalito. L'impressione é quindi che dalla base attuale voglia nuovamente rimbalzare e non subito continuare a correggere in direzione dei 2700 punti. L'impressione viene confermata dala Nasdaq100 (-0.14% a 7031 punti) che malgrado tre tentativi e tre candele rosse sul grafico non scende sotto i 7000 punti.

Stamattina presto il future sull'S&P500 era a 2752 punti (-3 punti) Ora (10.30) il future é risalito a 2758 punti (+3 punti) e le borse europee sono nuovamente in positivo. Le borse si sono assestate su livelli significativi prima della scadenza dei derivati. L'Eurostoxx50 é sui 3425 punti e il DAX si appiccica ai 12400 punti. Probabilmente oggi le borse si fermeranno qui. La correzione dovrebbe riprendere settimana prossima ma non aspettatevi nulla di forte e dinamico. Gli investitori non hanno più ragioni per comperare e nell'incertezza vendono qualcosa. È difficile dire quanto potrebbe durare questa fase di distribuzione - é però evidente che il bull market si avvicina alla fine - ci sono più rischi di ribasso che potenziale di rialzo.

Commento del 15 marzo

Un tentativo di rimbalzo é stato respinto - i ribassisti controllano la situazione - moderata correzione

Ieri le borse hanno tentato di reagire. Il rimbalzo é però fallito. Gli indici azionari hanno aperto in positivo e in Europa sono ancora saliti fino alle 14.30, orario di inizio delle contrattazioni a Wall Street. Poi sono tornate le vendite e le chiusure sono risultate sotto i livelli d'apertura. Sui grafici appare in genere un'altra candela candela rossa a confermare quella lunga di martedì. In Europa gli indici hanno chiuso con leggere perdite (Eurostoxx50 -0.19% a 3391 punti) - il DAX ha fatto meglio (+0.14% a 12237 punti) mentre il FTSE MIB é caduto pesantemente (-1.05% a 22452 punti) eliminando il sospetto rimbalzo di 80 punti sul finale di seduta di martedì. Gli indici hanno chiuso vicino ai minimi giornalieri ma non sui minimi e con volumi in calo. L'impressione é quindi che i ribassisti controllano le operazioni ma non dominano. In Europa non siamo ancora in grado di fissare degli obiettivi per questa correzione - crediamo però che le borse europee non sono ancora pronte per un nuovo minimo annuale - probabilmente ci sarà ancora una oscillazione di settimane tra i minimi e i massimi di marzo.
L'unico settore che ci preoccupa e dobbiamo tenere d'occhio é quello delle banche. L'indice SX7E é sceso ieri a 128.48 punti (-1.37%) - supporto é a 127.80 punti. Se il supporto viene rotto la strada verso il basso si apre fino ai 119 punti. Questo significherebbe un potenziale di ribasso del -6.9% - é tanto.
Venerdì scadono i derivati di marzo - é una grande scadenza trimestrale. Spesso c'é una certa volatilità prima della scadenza - serve ad eliminare i traders e obbligarli a chiudere le posizioni. A metà settimana normalmente c'é una stabilizzazione e ritorna la calma. Per questa ragione pensiamo che fino a venerdì non succederà più nulla di importante - i giochi sembrano fatti.

L'S&P500 americano ha perso altri 16 punti a 2749.48 punti (-0.57%). È caduto sul primo supporto intermedio a 2750 punti. La MM a 50 giorni scorre a 2747 punti. Settimana scorsa si era formato un gap tra i 2740 ed i 2751 punti - con il minimo di ieri a 2744 punti questo gap é stato quasi chiuso.
L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2777 punti. È sceso ad ondate fino ai 2744 punti dove si é fermato un paio d'ore. È risalito a 2762 punti ed é ricaduto in chiusura a 2748 punti. Abbiamo notato parecchia debolezza nel settore dei trasporti (DJT -1.72%) mentre la tecnologia (Nasdaq100 -0.08%) ha retto bene. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2511 su 4191, NH/NL a 481 su 274 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é lievitata a 17.23 punti (+0.88) - la CBOE Equity put/call ratio é ora sopra la media a 0.69 - l'ottimismo come atteso lascia spazio ad un certo nervosismo. In generale la pressione di vendita é modesta e non aumenta - non ci sono motivi per comperare e sporadiche prese di beneficio fanno scivolare selettivamente gli indici verso il basso. Crediamo che l'S&P500 si fermerà tra i 2740 ed i 2760 punti circa fino alla fine di questa settimana. Poi la correzione dovrebbe continuare in direzione dei 2700 punti. Secondo il grafico il Nasdaq100 dovrebbe correggere fino ai 6800 punti - é circa un -3% ed é troppo se paragonato con l'S&P500. Non sappiamo dove ci sarà una differenza - l'analisi tecnica non é una scienza esatta.

Stamattina le borse riprovano a rimbalzare. Il Nikkei ha guadagnato il +0.12%. Shanghai é in pari. Il future sull'S&P500 é a 2760 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3404 punti (+13 punti). La seduta odierna potrebbe anche essere positiva. In linea di massimo però ci aspettiamo che gli indici chiudano senza sostanziali variazioni.
Stasera volo a Amsterdam - trascorro alcuni giorni in Olanda - torno a Zurigo lunedì sera. È possibile che in questo periodo il sito venga aggiornato in maniera irregolare e unicamente nel caso in cui ci sia qualcosa di significativo da segnalare.

Commento del 14 marzo

Un reversal da inizio ad una correzione minore - non sembra l'inizio di un ribasso

Da giorni prevedevamo l'inizio di una correzione delle borse europee ed americana verso la metà di questa settimana. In effetti la correzione é iniziata ieri dopo che tutti gli indici hanno toccato dei nuovi massimi marginali della spinta di rialzo iniziata a cavallo del venerdì 2 (USA) e del lunedì 5 marzo (Europa). Siamo soddisfatti dell'esito delle nostre analisi - siamo delusi del fatto che i nostri limiti di vendita per il portafoglio sono stati sfiorati ma non abbiamo nessun eseguito. Questa é un'ulteriore dimostrazione del fatto che l'analisi tecnica può fornire delle indicazioni di massima piuttosto precise ma non perfette. L'Eurostoxx50 (-0.94% a 3397 punti) ha toccato un massimo a 3446 punti - il limite di vendita era a 3450 punti. Il DAX (-1.59% a 12221 punti) ha raggiunto i 12455 punti di massimo - é rimasto un 0.4% sotto il limite di vendita a 12500 punti. In America non é andata meglio. Anche i nostri ordini su S&P500 (-0.64% a 2765.31 punti, massimo a 2802 punti, limite a 2810 punti) e Nasdaq100 (-1.19% a 7046 punti, massimo a 7172 punti, limite a 7200 punti) non sono stati eseguiti. Per fortuna restiamo short a medio termine.
Su tutti i mercati si é verificato un reversal. Questo significa che tutte le borse hanno aperto bene, sono salite su un nuovo massimo, hanno cambiato direzione e hanno chiuso con una sensibile perdita e sul minimo giornaliero. La candele sui grafici sono rosse e lunghe - i volumi sono nella media. Questo significa che la correzione é probabilmente iniziata. Avremo una conferma se oggi ci sarà una continuazione verso il basso. Il future scadenza giugno (premio di 5 punti) sull'S&P500 é ora a 2769 punti (-5 punti) - le borse europee apriranno in calo di circa il -0.5%. È probabile che la seduta odierna sarà negativa.
Abbiamo però buone notizie anche per i rialzisti. Al momento non sembra che sia iniziata una fase di sostenibile ribasso ma solo una correzione minore causata dall'ipercomperato. Ieri sono scesi titoli ed azioni che negli ultimi 10 giorni erano saliti troppo e troppo svelto. Le borse non state travolte da un'ondata di vendite indiscriminata ma sono scese sopratutto a causa di prese di beneficio circoscritte. Crediamo di conseguenza che l'S&P500 debba scendere al massimo fino ai 2700 punti e poi riproverà a salire. Forse le borse europee eviteranno dei nuovi minimi annuali. È presto per poter confermare questa previsione - gli indici sono scesi finora solo per alcune ore. Il messaggo é però chiaro - non vediamo ragioni per correre a vendere - la situazione non é paragonabile a quella di inizio febbraio.
Per quel che riguarda la seduta in Europa abbiamo poco da aggiungere ai commenti serali. Notiamo unicamente che l'inversione di tendenza si é verificata a metà mattina mentre in America il calo é iniziato solo verso le 15.00 orario europeo. Non sembra che la debolezza dell'Europa sia stata provocata dall'America anche se le vendite a Wall Street hanno poi provocato un'accelerazione al ribasso.

In America c'é un certo nervosismo e parecchia incertezza. Le borse hanno reagito in maniera strana e in parte irrazionale alle numerose notizie provenienti dal fronte economico e politico. La lista é lunga - da Trump che vieta l'acquisto dell'americana Qualcomm da parte della Broadcom (Singapore / Cina) ai dati sull'inflazione fino all'esonero di Tillerson da capo della diplomazia americana. È logico che gli investitori non capiscano più in quale direzione intende muoversi l'America.
L'S&P500 ha aperto in positivo a 2795 punti e all'inizio ha ancora trovato la forza per issarsi a 2802 punti. Poi é sceso fino a metà seduta a 2770 punti, é rimbalzato a 2783 punti ed é poi caduto sul minimo a 2758 punti. Sul finale é tornato a 2765.31 punti (-0.64%) - é stata una seduta movimentata durante la quale l'S&P500 si é mosso più volte in un range di 44 punti. Il cedimento del Nasdaq100 (-1.19% a 7046 punti) é stata più marcato con evidenti prese di beneficio sugli AGMAF. Questo é stato compensato dalla forza in altri settori (DJ Transportation +0.48%, DJ Utilities +0.38%) e questa é la ragione che ci induce a credere che questa sia solo una correzione minore. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 2261 su 4482, NH/NL a 1064 su 186 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salita di poco a 16.35 punti (+0.57) - la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.57 - gli investitori non si fanno impressionare da questa seduta negativa - questo ottimismo nelle prossime sedute deve sparire.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei ha perso il -0.85% - Shanghai scende del -0.6%. Ora sono le 08.15 e i futures europei ed americani stanno recuperando - quello sull'S&P500 é a 2771 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3887 punti (-10 punti). Le premesse sono per una seduta moderatamente negativa. Sul fronte dei tassi d'interesse e sui cambi regna la calma.
Alle 09.00 parla Mario Draghi. Alle 13.30 sono previsti numerosi dati economici americani riguardanti le vendite al dettaglio e i prezzi alla produzione. Speriamo che oggi Trump stia tranquillo.

Commento del 13 marzo

Dopo una buona apertura le borse fanno marcia indietro - la spinta di rialzo sta diminuendo d'intensità

Ieri gli indici azionari europei ed americani hanno aperto bene e sono subito balzate sul massimo giornaliero. Poi hanno fatto marcia indietro e dopo un ritracciamento sono oscillate senza direzione. Per saldo le borse europee hanno guadagnato qualche punto (Eurostoxx50 +0.26% a 3429 punti). Quella americana ha chiuso mista - l'S&P500 ha perso 3 punti (-0.13% a 2783.02 punti) dopo aver superato in preborsa i 2800 punti - il Nasdaq100 invece é ancora salito su un nuovo record storico a 7156 punti prima di tornare a 7131 punti (+0.42%). La spinta di rialzo sta diminuendo d'intensità e gli indici si stanno fermando - questa é una buona premessa per un'inversione di tendenza e l'inizio di un'altra correzione a corto termine. Ci aspettiamo che questo avvenga tra oggi e domani a livelli leggermente superiori a quelli attuali. La previsione del fine settimana sembra finora corretta e non abbiamo nulla da segnalare.
Nella nostra previsione originale l'Eurostoxx50 doveva salire sui 3400-3425 punti prima di ricominciare a correggere. Negli scorsi giorni abbiamo dovuto alzare questo target a 3450 punti a causa dell'inattesa forza dei listini americani. Ieri l'indice ha toccato un massimo a 3444 punti ed é infine tornato a 3429 punti. Il comportamento dell'indice mostra che effettivamente su questi livelli l'aria é rarefatta. Anche dal settore bancario (SX7E +0.17% a 131.05 punti) non arrivano più stimoli particolari. Gli altri indici europei si comportano in maniera simile. Per esempio il DAX doveva salire fino ai 12400- punti. Ieri abbiamo fissato un limite di vendita per il portafoglio a 12500 punti. L'indice ha toccato un massimo a 12455 punti e ha chiuso a 12418 punti (+0.58%). In generale gli indicatori sono misti e neutrali - le borse potrebbero oscillare in un ampio range di circa il 4% intorno ai valori attuali. La previsione di una correzione viene dall'America. Altri dettagli sui singoli indici li trovate nei commenti serali.

Ieri il future sull'S&P500 é salito fino agli 2805 punti. Durante la seduta però l'indice é riuscito a toccare un massimo a 2797 punti poco dopo l'apertura - poi é stato costretto a ricadere a 2779 punti. Fissati massimo e minimo della giornata l'indice é semplicemente oscillato in laterale ed ha chiuso a 2783.02 punti (-0.13%). Il DJIndustrial (-0.62%) ha fatto peggio - la tecnologia (Nasdaq +0.36%) ha fatto meglio - la divergenza notata settimana scorsa rimane. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4004 su 2710, NH/NL a 1333 su 170 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 15.78 punti (+1.14) - la CBOE Equity put/call ratio resta bassa a 0.57. L'impressione é che si sta preparando l'attesa correzione - svolgimento e intensita di questa fase negativa ci diranno cosa succederà nelle prossime settimane. Se l'S&P500 resta sopra i 2700 punti dovrebbe tentare in seguito di migliorare il massimo storico - questa é però solo un'idea di manovra - nella prossima decina di giorni avremo il tempo e la possibilità di definire meglio il percorso che seguirà l'indice.
Avrete notato che durante il fine settimana l'America ha introdotto l'ora estiva - le contrattazioni a Wall Street iniziano alle 14.30 e terminano alle 21.00. Anche l'ora di pubblicazione dei dati economici é ovviamente cambiata - gli attesissimi dati sull'inflazione (CPI) saranno comunicati oggi alle 13.30. Un ultimo cambiamento - i sistemi informatici mostrano ora i futures scadenza giugno. Ci adattiamo - il future sull'S&P500 scadenza giugno vale ora 2792 punti (+3 punti) - la differenza con marzo (che scade questo venerdì) e il cash é di circa 5 punti - significa che l'S&P500 vale ora 2787 punti.

Stamattina le borse in Asia sono miste. Il Nikkei é salito del +0.66% - Shanghai é in calo del -0.5%. Le borse europee si orientano all'America. L'Eurostoxx50 vale ora 3436 punti (+7 punti). Gli indici azionari europeei apriranno con guadagni intorno al +0.2% e al centro del range di ieri. Dovrebbero fermarsi su questo livello fino nel pomeriggio in attesa dei dati sull'inflazione americana. Poi vedremo se inizia già l'attesa correzione o se c'é ancora un balzo - ci piacerebbe che si verificasse la seconda variante in maniera da poter riaprire le nostre posizioni short.

Aggiornamento del 12 marzo

Mercati azionari divisi tra i nuovi minimi annuali di lunedì in Europa e i nuovi massimi storici di venerdì in America

Nuovi minimi sono un segnale di ribasso - nuovi massimi sono un segnale di rialzo - é facile comprendere che alla fine della scorsa settimana molti analisti, noi compresi, avessero le idee un pò confuse. Durante il fine settimana abbiamo letto molte opinioni di nostri colleghi. Abbiamo esaminato delle analisi che prevedono una continuazione del rialzo, altre che arrivavano alla conclusione che la correzione di febbraio non é ancora terminata e nel prossimo futuro deve ancora essere una spinta di ribasso - entrambe le tesi venivano sostenute da validi argomenti tecnici. Nel corto termine prevale sicuramente il rialzo americano - non c'é ancora nessun segnale di un massimo intermedio o divergenze talmente forti da poter provocare a breve un'inversione di tendenza. Nasdaq e Nasdaq100 hanno toccato venerdì dei nuovi massimi storici e in mancanza di resistenze possono sullo slancio continuare a salire. L'S&P500 (2786 punti) il 27 febbraio aveva toccato un massimo intermedio a 2789 punti. Un doppio massimo é poco probabile considerando che l'S&P500 ha iniziato questa gamba di rialzo a corto termine da un minimo ascendente a 2647 punti. Il limite superiore delle Bollinger Bands é a 2792 punti - le bande sono praticamente orizzontali - negli ultimi mesi le forature sono sembra state modeste e fugaci. Considerando la posizione degli oscillatori che, come indicato nell'analisi del fine settimana, puntano su un massimo intermedio intorno a mercoledì, é probabile che la spinta di rialzo si esaurisca nelle prossime due-tre sedute sui 2800-2810 punti di S&P500. C'é ancora un mini gap da colmare tra i 2809 ed i 2812 punti che risale ad inizio febbraio.
È molto probabile che le borse europee seguano lo stesso ritmo. Il potenziale di rialzo sembra però limitato e modesto - circa un +1%.
Questo dovrebbe permettere agli indici di salire leggermente sopra i nostri obiettivi.

Stamattina sugli schermi prevale ancora il colore verde. Il future sull'S&P500 sale a 2803 punti (+14 punti). Le borse asiatiche sono al rialzo - il Nikkei ha guadagnato il +1.77% - Shanghai sale del +0.6%. L'Eurostoxx50 vale al momento 3439 punti. Guadagna 29 punti rispetto alla chiusura di venerdì (+0.9%). Le premesse sono per una seduta positiva. Difficilmente le borse europee potranno continuare a salire dopo la buona apertura. Probabilmente guadagnaranno ancora qualche punto - poi si fermeranno e ritracceranno. Stasera prevediamo una chiusura sul livello d'apertura o poco sotto.
Stasera alle 19.00 viene pubblicato il Treasury Budget - questo dato mostra il deficit dello Stato americano - Trump sta aprendo una voragine nei conti dello Stato - il dato dovrebbe riaccendere la discussione sulla sostenibilità del debito, potrebbe far salire i tassi d'interesse e bloccare il rialzo delle borse.
Durante il fine settimana gli Stati Uniti sono passati all'ora estiva. La borsa di New York apre alle 14.30 e chiude alle 21.00 orario europeo.

Commento del 10-11 marzo

Buon compleanno Bull Market - massimo storico del Nasdaq

Il 9 marzo del 2009 l'S&P500 ha toccato un minimo di lungo periodo a 666 punti - da quel giorno é iniziato un rialzo di lungo termine - ora ha festeggiato i 9 anni di durata. Venerdì 9 marzo l'S&P500 ha chiuso a 2786.57 punti (+1.74%). Non manca molto al record storico del 26 gennaio 2018 a 2872 punti. Venerdì la tecnologia ha fatto segnare un nuovo massimo storico. Nasdaq (+1.79%) e Nasdaq100 (+1.93% a 7101 punti) stanno trascinando il rialzo. L'S&P500 invece é ancora sotto il massimo intermedio del 27 febbraio a 2789.15 punti - lo ha quasi eguagliato. Il Dow Jones Industrial (+1.77%) é invece in ritardo - é ancora un -2% sotto il massimo intermedio del 27 febbraio. La situazione é confusa - il Nasdaq sembra aver ripreso il rialzo - l'S&P500 é ancora in bilico mentre sul DJIndustrial predomina ancora la spinta di ribasso di febbraio. Se guardiamo i fondamentali lo sviluppo é paradossale. La correzione di febbraio aveva subìto una prima accelerazione al ribasso il 2 febbraio quando era stato pubblicato il job report di gennaio - in quella occasione dati migliori del previsto avevano infiammato la paura dell'inflazione e l'S&P500 era crollato in una seduta di 60 punti. Venerdì scorso il rapporto sul mercato del lavoro americano a febbraio era migliore delle stime degli analisti - l'economia americana ha creato in un mese 313'00 nuovi posti di lavoro. Nessuno ha parlato di inflazione - gli analisti hanno invece ribadito che la crescita economica é robusta. I tassi d'interesse sono leggermente saliti e la borsa si é involata. Perché questa reazione diametralmente opposta? A febbraio c'erano troppe scommesse short sulla volatilità VIX - la copertura ha provocato un'impennata della VIX e un crollo degli indici azionari. Settimana scorsa invece c'erano ancora troppe posizioni short sugli indici - le ultime sono state evidentemente chiuse venerdì. Gli indici hanno aperto in gap up e sono saliti fino alla chiusura sul massimo giornaliero - un evidente short squeeze. Gli indici azionari europei sono invece rimasti impassibili di fronte al rally a Wall Street. L'Eurostoxx50 ha chiuso con un leggero guadagno a 3420 punti (+0.21%) - alle 22.00 valeva 3426 punti. Il DAX ha terminato la settimana a 12346 punti (-0.07%) - alle 22.00 é salito poco più in alto a 12374 punti.
Ora la situazione tecnica é confusa e ingarbugliata. Le borse europee hanno toccato un minimo annuale lunedì scorso e sembrano aver unicamente svolto un rimbalzo tecnico fino a venerdì che si é spento sugli obiettivi (3400-3425 punti di Eurostoxx50 / 12400- punti di DAX). Lo scenario più probabile resta quello di una seconda spinta di ribasso nella seconda metà di marzo che dovrebbe sfociare su un nuovo minimo annuale. La borsa americana é invece in una forma migliore. I dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio imposti da Trump sembrano ancora una volta stimolare la fantasia degli investitori malgrado che le valutazioni fondamentali delle azioni americane siano oscenamente alte. Sembra per lo meno poco probabile che il Nasdaq100 (7101 punti) possa a corto termine cambiare direzione e ricadere a marzo sui 6200 punti. Di conseguenza  bisogna trovare uno scenario alternativo o una via di mezzo che possa soddisfare i segnali tecnici contrastanti che provengono dai mercati finanziari.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.79% a 3420 punti              
DAX                         +3.63% a 12346 punti
SMI                          +3.52% a 8931 punti
FTSE MIB                  +3.80% a 22745 punti
S&P500                    +3.54% a 2786.57 punti
Nasdaq100               +4.26% a 7101 punti

La chiave di lettura dei mercati azionari é secondo noi il Nasdaq. Se il rialzo della tecnologia é duraturo e sostenibile, il resto bene o male seguirà. Le borse americane e europee sono correlate positivamente - ci possono essere dei periodi di sovra o sotto performance - é però improbabile che ci sia uno sviluppo divergente. Cerchiamo quindi di capire come si muoverà il Nasdaq100 nelle prossime settimane e poi sapremo all'incirca cosa potrebbe succedere con il resto.
Il Nasdaq100 é a corto termine nuovamente ipercomperato. Il limite superiore delle BB é a 7124 punti. L'indice é 900 (!) punti sopra la MM a 200 giorni, 350 punti sopra quella 50 giorni. I leaders (AGMAF) hanno fatto troppa strada in troppo poco tempo. Dal pessimismo di una settimana fà si é passati di nuovo ad un ottimismo che a livello di opzioni sfiora l'euforia. La seduta di venerdì, con l'apertura in gap up e la chiusura sul massimo sembra una forma di esaurimento. Gli oscillatori ci dicono che verso la metà di settimana prossima dovrebbe esserci un massimo intermedio. Di conseguenza pensiamo che nelle prossime sedute deve partire per lo meno una correzione. Ci sembra poco probabile che la correzione possa trasformarsi in un ribasso fino ai 6200 punti. L'indice dovrebbe però tornare almeno sui 6800 punti. A quel punto vedremo se la tecnologia continuerà a condurre e sovraperformare. In caso affermativo la previsione di una forte spinta di ribasso a marzo che deve sfociare in un nuovo minimo annuale é sbagliata.
Con questa premessa é facile fare una previsione per le borse europee. Settimana prossima devono provare a riscendere. Se durante la correzione del Nasdaq100 gli indici azionari europei toccano dei nuovi minimi annuali si apre la strada verso il basso. In caso contrario avremo minimi ascendenti, la correzione di febbraio resterà un episodio isolato senza conseguenze e gli indici torneranno lentamente verso l'alto. Resterà da risolvere il problema delle MM a 50 e 200 giorni in calo che mostrano mercati tendenzialmente ribassisti.

Venerdì ci aspettavamo una seduta di borsa senza sostanziali variazioni degli indici. In Europa é andata così. In America invece la previsione si é rivelata completamente sbagliata a causa del job report delle 14.30. L'S&P500 alle 15.30 ha aperto in gap up a 2753 punti, é brevemente sceso a 2751 punti e poi é partito decisamente al rialzo. L'indice ha superato con un balzo la MM a 50 giorni a 2742 punti e la fascia di resistenza intermedia a 2730-2750 punti - i shortisti sono rimasti in trappola e sono stati obbligati a coprire le posizioni comperando. L'S&P500 é salito in maniera costante e regolare fino alla chiusura a 2786.57 punti (+1.74%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5240 su 1531, NH/NL a 1262 su 200 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 14.64 punti (-1.90). La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.53 - la MM a 10 giorni scende a 0.61. Tutti i settori hanno contribuito e sono saliti più o meno fortemente (DJT +2.62%, RUT +1.60%, DJU +0.36%). L'impressione generale é quella di un short covering rally condotto dalla tecnologia - il rialzo ha partecipazione e volumi mediocri - gli investitori sono tornati troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. Un massimo intermedio sembra imminente. L'S&P500 si é fermato a ridosso del massimo intermedio del 27 febbraio a 2789.15 punti. Probabilmente da qui o poco sopra partirà la prossima correzione. È difficile stimare quanti traders sono ancora short e devono coprire e quanti investitori ingenui si faranno invogliare dai nuovi massimi della tecnologia e seguiranno gli ovvi segnali d'acquisto generati dalle rotture al rialzo.
Una settimana fà la tendenza di fondo della borsa americana era da neutra a negativa - ora é da neutra a positiva con il 49.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 57.02. Le borse europee stanno peggio - é facile immaginarsi cosa questo significa...

Commento del 9 marzo

Le borse sono tornate a livelli critici - tra rimbalzo e rialzo

Ieri le borse hanno avuto ancora una giornata di rialzi. La BCE ha lasciati i tassi d'interesse invariati e non ha annunciato nessun cambiamento nel suo programma di acquisto di obbligazioni (QE). Mario Draghi é però riuscito ancora una volta a dare speranza ai mercati finanziari ribadendo che i tassi d'interesse resteranno bassi ancora per un lungo periodo di tempo e che il QE potrebbe essere esteso dopo settembre. Gli analisti prevedono ora che gli acquisti continueranno fino a fine anno - a settembre la somma dovrebbe ridursi dagli attuali 30 Mia di EUR al mese a 10 Mia al mese. Fino alle 14.30 gli indici azionari erano in leggero guadagno. Dopo la conferenza stampa di Mario Draghi le borse sono ripartite al rialzo e hanno terminato la giornata con consistenti guadagni e vicine al massimo giornaliero. Dopo le 15.30 i progressi sono però stati impercettibili - la spinta fornita dalla BCE sembra essere già finita. Finora questa é stata una settimana positiva - d'abitudine la seduta di venerdì riprende il trend delle precedenti sedute. Inoltre ieri gli indici hanno chiuso vicino ai massimi - una continuazione verso l'alto é quindi probabile. Di conseguenza oggi le borse dovrebbero ancora guadagnare terreno. Questo é per noi un problema. I maggiori indici hanno praticamente raggiunto l'obiettivo del rimbalzo - se continuano a salire allo stesso ritmo é possibile che il rialzo di corto termine continui e che non sia solo un rimbalzo. Speriamo che oggi ci sia una seduta di pausa e che gli indici azionari europei e americani stasera chiudano praticamente invariati. In caso contrario il nostro scenario che prevede una forte spinta di ribasso nella seconda parte del mese di marzo potrebbe essere sbagliato.

L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3413 punti (+1.06%) - il massimo giornaliero era a 3419 punti - l'indice é nel nostro obiettivo a 3400-3425 punti. Ora dovrebbe fermarsi. Considerando che sale da quattro sedute é logico che cominciamo ad inquietarci. Negli ultimi giorni i tassi d'interesse e gli spreads sui titoli di Stato sono scesi - questo ha frenato il rimbalzo dei titoli bancari (SX7E +0.42% a 131.20 punti) - é un comportamento un pò stupido e deciso dagli algoritmi ma la borsa funziona così. Nelle ultime sedute i volumi di titoli trattati in borsa erano in calo - questo sostiene l'ipotesi che il rialzo delle ultime quattro sedute é solo un rimbalzo - per definizione un rimbalzo deve essere seguito da un'altra spinta di ribasso - prima di cambiare direzione però il rialzo deve fermarsi.
Le altre borse europee si sono comportate come l'Eurostoxx50. Il DAX é salito a 12355 punti (+0.90%) - secondo noi il rimbalzo doveva fermarsi a ridosso dei 12400 punti (questo é il significato dell'indicazione 12400- punti). Il FTSE MIB é balzato a 22731 punti (+1.15%). Per la borsa italiana non avevamo fissato un obiettivo preciso - avevamo unicamente indicato un potenziale a 22750 punti facendo dipendere questo livello dalla reazione del mercato alla situazione politica. Sfumature a parte anche il FTSE MIB ha raggiunto l'obiettivo.

Anche la borsa americana ha avuto una seduta positiva. L'S&P500 ha aperto a 2732 punti e fino alle 20.00 é scivolato ad ondate fino al minimo a 2722 punti. Poi ha avuto un minirally fino ai 2740 punti, ha ritracciato a 2728 punti e si é fermato a 2738.97 punti (+0.45%). Anche l'S&P500 ha così raggiunto il nostro obiettivo a 2730-2750 punti. La situazione del Nasdaq100 é delicata . Con la chiusura di ieri a 6966 punti (+0.53%) l'indice é ormai poco lontano dal massimo storico a 7023 punti. A fine febbraio l'indice si era fermato a 7000 punti. Un triplo massimo é poco probabile. Speriamo che si verifichi un massimo discendente - per questo il rialzo deve fermarsi qui e adesso. In caso contrario il Nasdaq100 salirà su un nuovo recordo storico e una spinta di ribasso a testare il minimo annuale nella seconda metà di marzo diventa inverosimile e tecnicamente improbabile.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3825 su 2899, NH/NL a 956 su 219 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 16.54 punti (-1.22) - la CBOE Equity put/call ratio era a 0.61. Gli indicatori tecnici si sviluppano come previsto specialmente a livello di sentiment. Non abbiamo però ancora nessun segnale di massimo intermedio e teoricamente il rialzo potrebbe continuare visto che nulla (ipercomperato, BB) lo blocca. Il rimbalzo dal minimo intermedio di venerdì scorso era stato trascinato dal Russell2000 - ieri l'indice si é fermato (-0.16%).

Stamattina le borse sono ferme. Il future sull'S&P500 alle 07.30 era a 2739 punti - ora si trova a 2737 punti (-2 punti). In Asia prevalgono i segni positivi - il Nikkei ha guadagnato il +0.47%, Shanghai sale del +0.4%. Le borse europee apriranno in leggero calo - l'Eurostoxx50 vale ora 3408 punti. Alle 14.30 in America verrà pubblicato il rapporto sul mercato del lavoro a febbraio - questi dati dovrebbero dare l'intonazione ad una seduta che in caso contrario dovrebbe concludersi senza sostanziali variazioni.

Il prezzo del Bitcoin cade stamattina a 8800 USD. L'euforia sulle monete virtuali sta sparendo. Le quotazioni di molte ICO stanno precipitando a zero. Finalmente sta tornando un certo ordine in un mercato che a fine 2017 era impazzito. Ora c'é la lotta per la sopravvivenza - resteranno in vita poche società con progetti di valore. Tutto il resto morirà insieme alla speculazione.

Commento dell'8 marzo

Distribuzione con modesti volumi di titoli trattati - riunione della BCE

Le borse hanno superato senza problemi le dimissioni di Gary Cohn, consigliere economico di Trump. Probabilmente gli investitori hanno ragione - meglio vedere quali sono le conseguenze e chi sarà il successore prima prendere delle decisioni. La guerra commerciale tra gli Stati Uniti ed il resto del mondo é un rischio ma per il momento non c'é ancora nulla di concreto. Trump ha promesso di fare qualcosa ai suoi elettori per proteggere l'America dalle importazioni di acciaio e alluminio dall'estero. Per ragioni politiche é obbligato a prendere dei provvedimenti. In effetti i dazi doganali di Cina, UE e altri Paesi sono più alti di quelli americani. Protezionismo e decisioni unilaterali non sono però una buona soluzione come la storia ci insegna.
Le borse europee hanno avuto una seduta sorprendentemente positiva. Per il terzo giorno consecutivo gli indici azionari hanno guadagnato terreno dopo che lunedì avevano toccato in apertura nuovi minimi annuali. Probabilmente questa é una reazione ad uno scenario estremamente negativo che non si sta concretizzando. In Germania si é trovato un accordo di governo tra CDU e SPD, in Italia le elezioni amministrative hanno creato una situazione di ingovernabilità che al momento non sembra dare fastidio a nessuno, la guerra commerciale con gli Stati Uniti si svolge per ora solo a livello di minacce e i tassi d'interesse sono fermi sui livelli di inizio febbraio. È quindi abbastanza logico che le borse stiano rimbalzando dai minimi con modesti volumi di titoli trattati. Gli indici si avvicinano agli obiettivi (3400-3425 punti di Eurostoxx50, 12400- punti di DAX) e finora seguono in maniera disciplinata la road map - stanno distribuendo in attesa della prossima spinta di ribasso.
L'Eurostoxx50 (+0.58% a 3377 punti) ha aperto vicino al minimo e ha chiuso vicino al massimo. Si é mosso nel range delle due precedenti sedute e per ora non abbiamo niente di nuovo da dire. Anche dal settore bancario (SX7E +0.33% a 130.65 punti) non giungono stimoli particolari. DAX (+1.09% a 12245 punti) e FTSE MIB (+1.22%) hanno fatto meglio. Forse una reazione alla sottoperformance a partire dal minimo intermedio del 9 febbraio. Questi due indici lunedì erano caduti decisamente più in basso - l'Eurostoxx50 invece non é sceso all'inizio di questa settimana su un nuovo minimo annuale. L'SMI svizzero (+0.22% a 8784 punti) é rimasto staccato ma non c'é ragione per preoccuparsi. In parte il ritardo é imputabile allo stacco dei dividendi.
Nelle prossime sedute non si aspettiamo cambiamenti di rilievo. Dopo tre sedute positive gli indici dovrebbero oscillare in laterale in un'alternanza di sedute positive e negative. Oggi si riunisce la BCE per discutere la politica monetaria. L'esito della seduta verrà comunicato alle 13.45. La conferenza stampa di Draghi seguirà alle 14.30. Non ci si aspetta nessun cambiamento a livello di tassi d'interesse o QE. Si cercherà solo di capire se in effetti gli acquisti di obbligazioni finiranno a settembre o se la BCE pianifica di continuare a manipolare i tassi d'interesse all'infinito. Ormai sembra evidente che l'obiettivo d'inflazione al 2%, che non viene mai raggiunto, é solo una scusa per continuare a finanziare i deficit statali e impedire una crisi da debiti.

Ieri mattina la borsa americana sembrava destinata ad una pessima seduta. Invece non é successo nulla. Dall'iniziale crollo i future hanno recuperato, i gap down in apertura di seduta (15.30) sono risultati modesti e gli indici hanno subito recuperato. L'S&P500 ha terminato la giornata praticamente invariato (-0.05% a 2726.80 punti). Il Nasdaq100 come al solito ha fatto meglio (+0.24% a 6929 punti). DJTransportation (-0.26%) e DJUtilities (-0.73%) hanno servito da controbilancia.
La seduta al NYSE é stata debolmente positiva con A/D a 3637 su 3072, NH/NL a 944 su 199 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 17.76 punti (-0.60) - la CBOE Equity put/call ratio é ancora relativamente bassa a 0.58 - gli indicatori di sentiment si sviluppano come previsto con un ritorno dell'ottimismo e della speculazione al rialzo. Gli altri indicatori sono misti, confusi e contraddittori. A seconda dell'impostazione degli analisti si può estrapolare una scenario rialzista o uno ribassista - questo é tipico di un mercato senza una chiara direzione e che, secondo noi, sta distribuendo. Nel'immediato ci sono due livelli da tenere d'occhio: il supporto intermedio a 2700 punti (che ieri ha retto egregiamente) e l'obiettivo a 2730-2750 punti.
L'impressione é che per il momento i rialzisti sono più forti - nei prossimi giorni, sia in Europa che in America, ci aspettiamo una salita degli indici sugli obiettivi e resistenze intermedie.

Stamattina regna nuovamente la calma. Sono le 07.30 - scrivo il commento in anticipo visto che oggi sono assente - non potrò di conseguenza pubblicare i commenti sugli indici americani delle 14.00. In ogni caso oggi non dovrebbe succedere nulla di particolare.
Il future sull'S&P500 é invariato a 2724 punti. Le borse europee dovrebbero aprire con leggeri guadagni (+0.1% / +0.2%) grazie al recupero ieri sera della borsa americana nella seconda parte della seduta. Le borse asiatiche sono moderatamente al rialzo. Il Nikkei guadagna il +0.55% - Shanghai sale del +0.4%. Cambi e tassi d'interesse sono stabili. Oggi ci aspettiamo una giornata di pausa con indici azionari senza sostanziali variazioni. Non crediamo che Mario Draghi abbia in riserva qualcosa in grado di muovere i mercati.

Commento del 7 marzo

Il rimbalzo si sta fermando - le dimissioni di Gary Cohn, consigliere economico di Trump, possono provocare il ribasso

Ieri il rimbalzo iniziato venerdì sera in America ha rallentato. Considerando che le borse europee hanno chiuso sui minimi giornalieri sembra che la spinta si stia già esaurendo. In termini di tempo questo sembra essere prematuro. In termini di punti invece non siamo lontani dagli obiettivi. L'Eurostoxx50 (+0.08% a 3357 punti) ha toccato un massimo a 3390 punti - secondo noi doveva tornare sui 3400-3425 punti. L'S&P500 (+0.26% a 2728.12 punti) ha raggiunto i 2732.08 punti - secondo le nostre previsioni doveva risalire a 2730-2750 punti, fermarsi e poi distribuire. Non intendiamo sprecare troppo tempo per analizzare questa seduta moderatamente positiva - durante la notte é giunta la notizia che Gary Cohn, consigliere economico di Donald Trump, ha dato le dimissioni. Cohn, ex COO di Goldman Sachs, era l'ultimo esperto di economia moderato e di esperienza nel team del Presidente. Era garante di stabilità e sicurezza ed era contro i dazi doganali su acciaio e alluminio. Ora nulla si oppone all'inizio di una guerra commerciale tra l'America e il resto del mondo e questo non piace per niente ai mercati finanziari. Il future sull'S&P500 cade stamattina alle 07.30 a 2687 punti (-36 punti) - stanotte ha toccato un minimo a 2681 punti. È possibile che le dimissioni di Cohn siano il segnale d'inizio dell'attesa possente spinta di ribasso che deve far scendere l'S&P500 a testare il minimo annuale a 2532 punti. Ci sembra inutile parlare ora di continuazione della distribuzione - bisogna prima vedere cosa succede oggi - l'S&P500 ha supporto a 2650 punti. Se oggi l'indice scende sotto questa barriera bisogna allacciare le cinture di sicurezza.

Sulla seduta in Europa abbiamo poco da dire anche perché le ultime notizie da Washington cambiano le carte in tavola. Gli interessati possono leggere i commenti tecnici sugli indici europei pubblicati ieri sera.
L'S&P500 (+0.26% a 2728.12 punti) ha avuto una giornata positiva ma il momentum che ha caratterizzato le due precedenti sedute é sparito. L'indice ha aperto sul massimo a 2732 punti ed é caduto sul minimo a 2711 punti verso le 17.30. Per il resto della giornata si é mosso tra questi due valori. Nelle ultime due ore si é stabilizzato sulla parte superiore del range e ha chiuso a 2728 punti. Notiamo che l'indice non ha attaccato la MM a 50 giorni a 2738 punti e che i volumi di titoli trattati sono in calo (volume relativo a 0.9). Questo significa che, anche senza le dimissioni di Cohn, la spinta di rialzo si stava esaurendo. Il Nasdaq100, come al solito, ha fatto meglio (+0.46% a 6913 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4686 su 2045 e NH/NL a 820 su 167. La volatilità VIX é scesa a 18.36 punti (-0.37) - la CBOE Equity put/call ratio é rimasta bassa a 0.52.
Questa seduta si inserisce in maniera ideale nel nostro scenario di base - l'S&P500 stava rallentando la sua salita - avrebbe dovuto fermarsi sui 2730-2750 punti - potevano esserci ancora alcune sedute in trading range con la put/call ratio sui 0.50-0.60 punti. Poi il mercato sarebbe stato maturo per un ribasso. Vediamo ora se questa road map subisce un cambiamento.

Mentre stavamo scrivendo le borse si stavano stabilizzando. Sono le 08.15 e il future sull'S&P500 sta recuperando terreno - ora é a 2696 punti (-28 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3338 punti - le borse europee apriranno con perdite stimabili al -0.7%. Forse le dimissioni di Cohn non avranno conseguenze gravi. Sarà importante osservare la reazione di Wall Street. Leggete a questo proposito i commenti delle 14.00 sugli indici azionari americani.
Per la cronaca le borse asiatiche sono al ribasso - il Nikkei ha perso il -0.73% - Shanghai é in calo del -0.6%. Il cambio EUR/USD é salito a 1.2420 - l'USD é debole.

Commento del 6 marzo

Rimbalzo (troppo) veloce - deve imballarsi nelle prossime sedute

Ieri i mercati azionari europei si sono lasciati impressionare negativamente dall'esito delle elezioni politiche italiane e hanno aperto in calo. Noi eravamo piuttosto sorpresi e perplessi visto che sulla base dell'analisi tecnica avevamo previsto che il rimbalzo iniziato venerdì sera in America sarebbe stato ripreso dall'Europa e sarebbe continuato. Oltre tutto non vedavamo nulla di particolarmente preoccupante o di diverso rispetto a quanto previsto dai sondaggi. In ogni caso questa apertura in negativo si é rivelata una partenza falsa e subito le borse sono salite. Nel preborsa l'Eurostoxx50 valeva 3300 punti - ufficialmente l'indice ha aperto a 3309 punti e ha chiuso a 3352 punti (+0.92%) - il massimo giornaliero é stato di 3360 punti. Il DAX tedesco si é mosso in maniera simile - apertura a 11831 punti (nuovo minimo annuale) - massimo a 12110 punti e chiusura a 12090 punti (+1.49%). Sui grafici appaiono delle lunghe candele bianche che costituiscono un reversal giornaliero e la garanzia per una continuazione verso l'alto. Lo spazio sembra però limitato. Domenica abbiamo stimato che l'Eurostoxx50 deve risalire sui 3400-3425 punti e ora manca solo un +1%/+2%. Non abbiamo ancora ragioni concrete per adattare questo target. La borsa italiana ha sottoperformato - il FTSE MIB ha recuperato 360 punti dal minimo comportandosi durante la giornata come il resto dell'Europa - la caduta iniziale era però troppo pesante e l'indice non é riuscito a chiudere in positivo - si é fermato a 21819 punti (-0.42%). Il settore bancario era particolarmente debole e ha pesato come un macigno sull'indice - questo effetto si é riscontrato anche in Europa (SX7E -0.56% a 129.46 punti). L'indice delle banche europee SX7E ha rotto il supporto a 130 punti - se la rottura é valida l'indice deve scendere nelle prossime sedute sul supporto intermedio a 127.80 punti. Considerando il quadro generale questa però sembra una semplice falsa rottura al ribasso.

Il rimbalzo iniziato venerdì in America é proseguito ieri. Non abbiamo molti commenti da fare visto che il mercato si sviluppa come previsto. L'unico problema é che il movimento é un pò troppo veloce e dinamico. L'S&P500 doveva tornare dai 2647 punti (minimo di venerdì) a 2730-2750 punti. Ieri l'S&P500 si é fermato a 2720.94 punti (+1.10%) e ha toccato un massimo a 2728 punti. Ora dovrebbe rallentare e fermarsi. Non siamo però sicuri che questo succeda - sul grafico ci sono due solide candele bianche che mostrano due sedute di forte rialzo con chiusura vicino al massimo giornaliero. Normalmente l'S&P500 dovrebbe continuare a salire ancora qualche giorno e non bloccarsi di colpo - vediamo...
L'S&P500 ha aperto a 2680 punti e inizialmente é sceso (come previsto nel commento del pomeriggio - al momento l'analisi tecnica sull'S&P500 funziona molto bene - anche intraday) a 2675 punti di minimo. Dopo questo calo iniziale é ripreso il rialzo - per le 18.00 l'indice é salito a 2714 punti, é oscillato per ore su questo livello e nell'ultima ora di contrattazioni si é impennato fino a 2728 punti di massimo. Ha chiuso a 2721 punti. Il Nasdaq100 (+1.03% a 6881 punti) lo ha imitato. Un triplo massimo a 7000-7020 punti sembra poco probabile. Ci sarà quindi un massimo discendente o un nuovo massimo storico. Speriamo che non si concretizzi la seconda variante poiché a quel punto una spinta di ribasso fino ad un nuovo minimo annuale sotto i  6164 punti diventa poco probabile.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4879 su 1892, NH/NL a 662 su 229 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 18.73 punti (-0.86) - la CBOE Equity put/call ratio é bassa a 0.55 - i dati sul sentiment suggeriscono che un massimo intermedio é temporalmente vicino - prima ci piacerebbe però vedere ancora un paio di sedute di questo tipo.

Stamattina le borse hanno ancora un'intonazione positiva. Il future sull'S&P500 sale a 2722 punti (+3 punti). Le borse asiatiche sono al rialzo - il Nikkei ha guadagnato il +1.70% - Shanghai sale del +1%. L'Eurostoxx50 vale ora 3376 punti (+24 punti) - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.7%. Stasera dovremmo ritrovare gli indici su questo livello o poco più in alto.

Aggiornamento del 5 marzo

In Italia sarà difficile formare un governo

Le elezioni politiche italiane hanno fornito un risultato ambiguo. Ha vinto la coalizione di centro destra con ca. il 37% dei voti. All'interno del gruppo il partito più forte é la Lega di Salvini (ca. 18.0%) che in teoria dovrebbe ricevere il difficile compito di formare un governo. Il Partito più votato é il Movimento 5 Stelle con ca. il 32.0% dei voti. Il Centrosinistra ha perso - ha ricevuto solo il 23.2% delle preferenze - il DP di Matteo Renzi e dell'ex premier Gentiloni é scivolato al ca. 19.0%. La partecipazione é scesa al 73% contro il 75.2% del 2013 - gli italiani si interessanno sempre meno alla politica. Prima delle elezioni nessun blocco ha annunciato l'intenzione di voler formare una coalizione per governare. I numeri mostrano però chiaramente che saranno necessari dei compromessi. L'Europa non sarà entusiasta dell'esito delle urne - i partiti euroscettici hanno la maggioranza. Vedremo come reagiranno oggi le borse.
In Germania ci sarà una riedizione della grande coalizione tra CDU e SPD - la cancelliera Angela Merkel rimane in sella ma la sua posizione si é indebolita. Anche in questo caso i mercati finanziari non hanno motivi per festeggiare.
Stamattina notiamo le prime reazioni - il cambio EUR/USD scende a 1.2275. Il future sull'S&P500 perde 20 punti e torna a 2670 punti. Le borse europee non rimbalzano - al contrario accusano il colpo. L'Eurostoxx50 vale ora 3303 punti - gli indici azionari europei apriranno con perdite di circa il -0.6% e su un nuovo minimo annuale. Siamo stupiti da questa reazione - l'esito delle elezioni politiche italiane corrisponde ai sondaggi e non dovrebbe essere una sorpresa. Sarà ora importante vedere se ci sarà un rimbalzo o se invece le borse europee saranno travolte dalle vendite. Ad istinto questa reazione negativa ci sembra eccessiva - pensiamo che nel pomeriggio a Wall Street ci sarà un recupero dai livelli attuali (l'S&P500 deve risalire dagli attuali 2670 punti) e quindi non crediamo che le borse europee debbano continuare a scendere.
Per la cronaca riferiamo che le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei ha perso il -0.67% - Shanghai sta guadagnando il +0.1%. L'Asia non sembra farsi impressionare dai dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio imposti dagli Stati Uniti e dai problemi politici europei.

Commento del 3-4 marzo

L'Europa perde la testa e tocca in anticipo nuovi minimi annuali - l'America segue alla perfezione l'analisi tecnica

Venerdì le borse dovevano scendere almeno la mattina e toccare un minimo intermedio. In effetti le borse europee hanno aperto in negativo, sono rimaste per tutta la giornata sotto pressione, hanno toccato un minimo verso le 17.00 e sono brevemente rimbalzate sul finale. Per saldo le perdite sono risultate pesanti e gli indici hanno in genere toccato dei nuovi minimi annuali. Non pensavamo che questo dovesse avvenire già venerdì visto che l'S&P500 era ancora circa 120 punti sopra il minimo annuale. Abbiamo sottovalutato la debolezza relativa delle borse europee - inoltre una volta che gli indici azionari si sono avvicinati ai supporti forniti dai minimi annuali e li hanno rotti gli investitori hanno ceduto alle emozioni e c'é stata una breve valanga di vendite da panico. Evidentemente c'é chi ha perso la testa e non si é accorto che nel frattempo a Wall Street la borsa stava recuperando terreno. Gli stop loss hanno fatto il resto.
L'Eurostoxx50 é caduto su un nuovo minimo annuale a 3316 punti ed ha chiuso a 3324 punti (-2.19%) - alle 22.00 però l'indice era ritornato a 3351 punti. Il DAX si é comportato alla stessa maniera - nuovo minimo annuale a 11877 punti, chiusura a 11913 punti (-2.27%) e rimbalzo nel dopo borsa fino ai 12002 punti. Chi ha venduto nel pomeriggio se ne pentirà almeno nel corto termine. Nel medio termine invece la correzione non é terminata. In America manca ancora una spinta di ribasso a testare i minimi annuali e in questa occasione le borse europee scenderanno decisamente più in basso dei records negativi raggiunti venerdì.
A Wall Street invece tutto é funzionato alla perfezione. L'S&P500 doveva scendere a testare il supporto a 2650 punti e rimbalzare. La borsa americana non sembra ancora pronta per l'attesa ulteriore e decisiva spinta di ribasso e quindi doveva rimbalzare e continuare a distribuire. L'S&P500 ha toccato un minimo a 2647 punti ed ha chiuso a 2691.25 punti (+0.51%). Pensavamo che la tecnplogia sarebbe stata ancora abbastanza forte da risollevare il mercato - in effetti il Nasdaq100, dopo una falsa rottura sotto i 6700 punti, ha guadagnato il +0.90% ed é tornato a 6811 punti. Settimana prossima il rimbalzo dovrebbe continuare e ci aspettiamo che l'S&P500 torni sui 2730-2750 punti e continui a distribuire. In teoria anche le borse europee dovrebbero recuperare terreno. Bisogna però osservare la reazione alle elezioni politiche italiane e alla conferma delle formazione di un governo di grande coalizione (CDU - SPD / Groko) in Germania prima di  poter dire se l'Europa sovraperformerà o sottoperformerà l'America. Le premesse sono che la debolezza relativa continui e quindi il rimbalzo dell'Eurostoxx50 e colleghi sarà anemico. Per il momento partiamo dall'ipotesi di un rimbalzo fino ai 3400-3425 punti di Eurostoxx50. Le prospettiva a medio termine si sono però deteriorate dopo che la scorsa settimana le borse sono ricadute e il mese di febbraio é terminato con una performance negativa. Nelle prossime settimane gli indici azionari delle maggiori borse europee ed americana devono cadere su un nuovo minimo annuale con panico e un impennata degli indicatori di sentiment. Solo il Nasdaq100 potrebbe salvarsi.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.32% a 3324 punti              
DAX                         -4.57% a 11913 punti
SMI                          -3.57% a 8628 punti
FTSE MIB                  -3.35% a 21912 punti
S&P500                    -2.04% a 2691.25 punti
Nasdaq100               -1.24% a 6811 punti

Venerdì le borse europee durante la seduta ufficiale non hanno dato segnali di reazione. Secondo gli indicatori gli indici sono ipervenduti e si trovano sotto i bordi inferiori delle Bollinger Bands. Di conseguenza un rimbalzo é molto probabile anche perché l'America si é mossa anticipatamente in questa direzione. Se lunedì, come pensiamo, gli indici europei tornano sopra i precedenti minimi del 9 febbraio, é molto probabile che non avremo solo un breve rimbalzo di alcune ore ma un rialzo di corto termine di almeno tre sedute. I massimi dell'inizio della settimana (26-27 febbraio) non verranno però più superati.
L'S&P500ha aperto in calo a 2663 punti e nei primi 15 minuti di contrattazioni é caduto sul minimo a 2647 punti - poi ha recuperato. Alle 17.30, quando ha chiuso l'Europa, era a 2663 punti - strano che Eurostoxx50 e colleghi hanno reagito poco. Poi ha continuato a salire e verso le 18.00 ha raggiunto i 2675 punti. È oscillato su questo livello fino alle 21.30 e infine si é involato fino al massimo a 2696 punti. Ha chiuso a 2691.25 punti (+0.51%) in quello che risulta essere un'altro reversal - questa volta positivo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4675 su 2070, NH/NL a 300 su 657 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 19.59 punti (-2.88) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.71 (MM a 10 giorni a 0.63 e in aumento). I dati sul sentiment rimangono abbastanza buoni e questo ci dice che esaurito il rimbalzo e la fase di distribuzione ci deve ancora essere una possente spinta di ribasso. La tendenza di fondo della borsa americana é da neutra a negativa con il 29.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 53.90 punti.
Da fine gennaio l'analisi tecnica funziona bene e riusciamo nuovamente a prevedere con anticipo e sufficiente precisione le oscillazioni dei mercati specialmente in America. Stiamo ritrovando la fiducia nei nostri mezzi dopo che il lungo rialzo del 2017 aveva praticamente ibernato l'analisi tecnica - qualsiasi segnale non aveva conseguenze in un mercato che sembrava conoscere solo una direzione. Ora invece rialzisti e ribassisti si stanno dando battaglia ad armi praticamente pari e operare in borsa long e short sta ridiventando divertente, interessante e profittevole.

Commento del 2 marzo

Il supporto a 2700 punti era troppo ovvio - oggi dovrebbe verificarsi un minimo intermedio

Ieri gli indici azionari sono nuovamente caduti piuttosto pesantemente. Sia in Europa che in America le borse hanno ceduto e hanno terminato la giornata con sostanziali perdite. Crediamo che questo calo non sia ancora l'inizio della spinta di ribasso che deve portare le borse a marzo su un nuovo minimo annuale - piuttosto questa volatilità e nervosismo fanno parte della fase di distribuzione. Di conseguenza ci aspettiamo che la caduta delle ultime tre sedute finisca oggi e che settimana prossima ci sia ancora un rimbalzo. Questa previsione é sostenuta dalla presenza di supporti intermedi (Eurostoxx50 a 3375 punti, DAX a 12000 punti, S&P500 a 2650 punti) e dal fatto che i tassi d'interesse sono tornati a scendere.

Sui grafici delle borse europee ieri sono apparse lunghe candele rosse - gli indici azionari sono caduti piuttosto pesantemente e hanno chiuso poco sopra i minimi giornalieri. L'Eurostoxx50 é sceso a 3399 punti (-1.16%) - il DAX é crollato a 12191 punti (-1.97%). Non c'é molto da dire - non ci aspettavamo già ieri questa caduta ma considerando la situazione tecnica generale il calo non é una sorpresa.
Nel dopo borsa gli indici sono scesi decisamente più in basso - oggi, ultima giornata della settimana, la discesa deve continuare almeno stamattina. In un ottica a medio termine bisogna restare short - nel corso del mese le borse devono testare i minimi annuali e come abbiamo indicato in precedenti commenti le borse europee devono scendere decisamente più in basso. A corto termine però si possono realizzare i guadagni - traders aggressivi possono oggi comperare sui supporti o poco sotto.

Pensavamo che il supporto intermedio a 2700 punti di S&P500 (-1.33% a 2677.67 punti) avrebbe retto al primo attacco. Ci siamo sbagliati ma questo é un peccato veniale. La previsione di massima é corretta e sapevamo che indovinare le oscillazioni di corto termine in una fase di distribuzione é estremammente difficile. Spesso movimenti di 1%-2% sono legati a fattori emozionali o notizie imprevedibili. Dall'andamento della seduta notiamo che troppi traders erano ancora long con stop loss sui 2700 punti. Il supporto ha retto fino alle 19.00 - poi, una volta rotta la diga, la caduta é stata veloce e definitiva. L'S&P500 ha toccato un minimo a 2659 punti, é rimbalzato una ventina di punti ed é poi oscillato fino alla chiusura a 2677 punti. Il Nasdaq100 (-1.51% a 6750 punti) si é comportato in maniera simile con un minimo giornaliero a 6696 punti. La reazione dai minimi é stata evidente e probabilmente qui la borsa americana cercherà di fare base e nuovamente rimbalzare.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2417 su 4352, NH/NL a 221 su 786 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é salita a 22.47 punti - la CBOE Equity put/call ratio é lievitata a 0.72. Il quadro generale é quello di una normale seduta negativa in un ribasso di corto termine. Non vediamo una particolare pressione di vendita che possa farci prevedere un'accelerazione al ribasso. I tassi d'interesse sono tornati a scendere mentre il cambio EUR/USD é risalito stamattina a 1.2260. Ieri il cambio é sceso su un minimo a 1.2155 ma già in serata era tornato a 1.2210 - il supporto a 1.22 regge ma la tendenza di fondo sta diventando neutra.

Stamattina le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei crolla del -2.71% - Shanghai perde al momento il -0.6%. Il future sull'S&P500 é fermo a 2679 punti (+1 punto). L'Eurostoxx50 vale ora 3372 punti. Le borse europee apriranno con perdite di circa il -0.8%. Stamattina dopo una debole apertura tenteranno un recupero. Poi dipende cosa decideranno di fare gli americani. Ieri l'S&P500 é sceso fino ai 2659 punti di minimo - é possibile che oggi ci sia un test del supporto a 2650 punti prima di un'altro rimbalzo tecnico di qualche giorno. Ricordiamoci però che un ribasso é caratterizzato da minimi e massimi discendenti - questo significa che l'S&P500 non tornerà più sopra i 2789 punti (massimo di martedì) e che in seguito scenderà sotto i 2532 punti (minimo del 9 febbraio).

Commento del 1. marzo

Maggiori volumi al ribasso

Ieri le borse hanno avuto un'altra giornata negativa. Le perdite sono risultate modeste ma sufficienti per confermare che la spinta di rialzo dal minimo del 9 febbraio é terminata. È iniziata l'attesa fase di distribuzione - questo significa che gli indici azionari devono oscillare in laterale in maniera piuttosto casuale con una serie di sedute positive e negative. Distribuzione significa anche che il prossimo movimento significativo deve essere al ribasso. Le borse stanno seguendo lo scenario che abbiamo presentato già nel commento tecnico del 10-11 febbraio - i minimi annuali del 9 febbraio devono essere ritestati e questo dovrebbe avvenire nel mese di marzo appena iniziato. Per il momento la situazione si sviluppa come previsto specialmente a livello psicologico - oscillatori e indicatori di sentiment ci forniscono segnali affidabili - questo non era il caso nella lunga fase di rialzo tra novembre 2016 e gennaio 2018 - ora l'ipercomperato ha un effetto e questo é un segno evidente che i tempi stanno cambiando.

Ieri le borse europee hanno aperto e chiuso più o meno sullo stesso livello e poco sopra il minimo giornaliero. A fine giornata l'Eurostoxx50 ha perso 19 punti ed é sceso a 3439 punti (-0.55%) - é una perdita modesta ma l'indice si é allontanato sensibilmente dai 3475 punti (chiusura del gap) ed é tristemente tornato sotto le medie mobili a 50 e 200 giorni. Le borse europee hanno cambiato direzione sui nostri obiettivi per il rimbalzo che si situavano a 3450-3560 punti (poi "aggiustati" a 3475 punti) di Eurostoxx50 e 12600 punti di DAX (-0.44% a 12435 punti). Non vediamo una particolare pressione di vendita e quindi non pensiamo che si debba già ora sviluppare l'attesa spinta di ribasso verso nuovi minimi annuali. È però evidente che la tendenza di fondo da neutra sta virando nuovamente sul ribasso. Gli indici stanno ricominciando a cadere dopo un rimbalzo inferiore al 50% della precedente spinta di ribasso, senza che la RSI potesse tornare sopra i 50 punti e con MM a 50 e 200 punti che stanno ruotando verso il basso.
L'SMI svizzero (-0.96% a 8906 punti) é da due giorni particolarmente debole ed é caduto sul supporto intermedio a 8900 punti. Spesso la borsa svizzera, con i suoi titoli difensivi nei settori della farmaceutica ed alimentare, ha mostrato la strada al resto dell'Europa. Se l'SMI rompe al ribasso é un cattivo segno - Eurostoxx50 e colleghi dovrebbero seguire con un certo distacco temporale.
Il cambio EUR/USD é sceso a 1.2190. Il cambio "balla" sul supporto a 1.22. Se il supporto viene definitivamente rotto il cambio scenderà a 1.20. Questo avrà implicazioni sul trend che da rialzista passerà a neutro per la prima volta da maggio dell'anno scorso.

Anche a Wall Street c'é stata una seduta di ribassi. Questo ci ha sorpreso poiché ci aspettavamo una seduta di assestamento e senza sostanziali variazioni. L'S&P500 (-1.11% a 2713.83 punti) resta però ampiamente nel canale 2700 - 2800 punti e quindi questo movimento rientra in quello che era possibile e preventivabile. Una settimana fà l'S&P500 era a 2701 punti - per saldo non si é mosso di molto.
L'S&P500 ha aperto a 2756 punti - nelle prime due ore di contrattazioni é salito a 2760 punti ed é sceso a 2739 punti. Poi si é limitato ad oscillare intorno ai 2757 punti fino alle 20.00. A questo punto i ribassisti hanno preso decisamente l'iniziativa e l'S&P500 é sceso fino alla chiusura a 2713 punti. La tecnologia (Nasdaq100 -0.67% a 6854 punti) si é comportata meglio. Fino a quando questo settore mostra forza relativa é poco probabile che si sviluppi l'attesa seconda spinta di ribasso. Ci sarà da preoccuparsi quando ci sarà una seduta con una perdita del Nasdaq100 decisamente superiore a quella dell'S&P500. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1574 su 5195, NH/NL a 245 su 550 e volume relativo a 1.1. Notiamo che da un mese i volumi durante i ribassi sono decisamente più alti che durante le fasi di rialzo - é evidente da quale parte c'é più forza e partecipazione e in quale direzione si muoverà il mercato una volta che questo periodo di distribuzione terminerà. La volatilità VIX é balzata a 19.85 punti (+1.26) - la CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.67.

Stamattina le borse sono ancora indecise. Verso le 07.00 il future sull'S&P500 era a 2708 punti (-6 punti) - ora la situazione si é ribaltata - il future é risalito a 2717 punti (+3 punti). Le borse asiatiche sono miste (Nikkei -1.58% / Shanghai +0.6%). L'Eurostoxx50 vale ora 3426 punti. Le borse europee apriranno in calo (-0.4%) ma meglio di quanto ci si poteva aspettare. Se come pensiamo il cambio EUR/USD difende il supporto a 1.22 ed i tassi d'interesse rimangono stabili é probabile che oggi per saldo le borse si muovano poco e termineranno la giornata senza sostanziali variazioni.

Commento del 28 febbraio

Brillante intervento di Powell al Congresso - chiaro, sicuro, deciso e pragmatico - per questo alle borse non é piaciuto

Ieri il nuovo responsabile della FED Jerome Powell ha testimoniato davanti ad una commissione del Congresso. Secondo noi é stato brillante - abbiamo seguito i suoi ragionamenti e abbiamo capito le sue intenzioni. Dopo anni di frasi sibilline dei suoi predecessori di formazione accademica Greenspan, Bernanke e Yellen, Powell si é espresso in maniera chiara e sicura. Ha detto apertamente come stanno le cose. Alzerà i tassi d'interesse gradualmente - finora la FED prevede quest'anno tre aumenti - lui però da inizio anno constata un irrobustimento della crescita economica - se l'innanzamento del costo del denaro sarà più veloce del previsto non dipende solo da lui ma anche dall'opinione dei suoi colleghi - per il resto ha rimandato tutti alla prossima seduta del FOMC che si terrà tra tre settimane. Powell ha ammesso che la politica fiscale e l'indebitamento dello Stato americano non sono sostenibili. Infine si é rifiutato di rispondere a domande non di sua competenza spiegando in maniera chiara e comprensibile quali sono i compiti e responsabilità della FED e indirettamente cosa invece ricade nell'ambito della politica. Lui deve favorire la crescita economica ed il pieno impiego  ed evitare un surriscaldamento - contemporaneamente deve raggiungere l'obiettivo di un 2% d'inflazione - non può combattere le disuguaglianze di reddito tra la popolazione o decidere cosa faranno le società con gli sgravi fiscali proposti da Trump e dai repubblicani e accettati in votazione dal Congresso.
L'impressione é che Powell intende perseguire il suo mandato senza eccessivi riguardi per i mercati finanziari - i tempi in cui la FED intenzionalmente favoriva il rialzo delle borse con l'obiettivo di creare ricchezza e stimolare i consumi sembrano passati.
Questo discorso chiaro non é piaciuto agli investitori che preferivano le bugie della Yellen e l'ambiguità dei suoi predecessori. Si pensava che qualsiasi cosa succedesse la FED sarebbe corsa in soccorso dei mercati finanziari. Powell invece ha definito distintamente le responsabilità di ognuno, con una chiara divisione di compiti tra Banca Centrale e politica e ha fatto capire che non esiste una soluzione magica per uscire dalla difficile attuale situazione - i tassi d'interesse sono rimasti troppo bassi troppo a lungo e tornare alla normalità sarà sotto certi aspetti doloroso - l'economia americana é però secondo lui sana e robusta e lui é ottimista. Durante la testimonianza di Powell i tassi d'interesse sono cominciati a salire e la borsa a scendere - l'S&P500 ha chiuso sul minimo giornaliero a 2744.28 punti (-1.27%) - nulla di grave - ha perso solo quello che aveva guadagnato lunedì - la reazione delle borse é però sintomatica.

Le borse europee hanno avuto un'altra seduta deludente. Dopo il +1.18% dell'S&P500 lunedì, Eurostoxx50 e colleghi hanno aperto sul massimo giornaliero. Subito però hanno fatto marcia indietro e la mattina tra le 10.00 (DAX) e le 12.00 (Eurostoxx50) hanno toccato i minimi giornalieri. Nel pomeriggio hanno recuperato e chiuso con modeste perdite. Malgrado che in alcuni casi gli indici azionari abbiamo toccato dei nuovi massimi marginali per questa spinta di rialzo, é evidente che le borse europee faticano a salire più in alto e tendenzialmente stannno distribuendo - i 3475 punti di Eurostoxx50 (-0.15% a 3458 punti) ed i 12600 punti di DAX (-0.29% a 12490 punti) sembrano il limite massimo del rimbalzo dal minimo del 9 febbraio. Ora gli indici devono oscillare in laterale.
L'Eurostoxx50 ieri sera alle 22.00 valeva 3442 punti.
Altri dettagli li trovate nei commenti serali dei mercati europei.   

L'S&P500 ha aperto invariato sui 2479 punti e nella prima ora di contrattazioni é lievitato fino ai 2489 punti. Poi, mano a mano che Powell esprimeva le sue opinioni, l'S&P500 ha cambiato direzione e ha cominciato a scendere. Ad ondate é caduto fino a 2744.28 punti (-1.27%) e ha chiuso. Il Nasdaq100 (-1.27% a 6900 punti) lo ha copiato. Più pesanti sono state le perdite del DJ Trasportation (-2.28%) e del DJ Utilities (-1.71%). In generale le vendite hanno colpito tutti i settori ma non abbiamo osservato una particolare pressione. La seduta al NYSE é stata negativa mo non pessima - A/D a 1195 su 5604, NH/NL a 467 su 298 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é balzata a 18.59 punti (+2.79) - la CBOE Equity put/call ratio é tornata sopra la media a 0.63.
La reazione negativa alle parole di Powell era scontata. È possibile che questa ricaduta sotto i 2750 punti rappresenti la fine del rialzo di corto termine ma non siamo sicuri - gli indicatori sono contraddittori e il nuovo massimo a 2789 punti lascia aperta la strada per i 2800 punti. Vedremo se oggi i ribassisti sfrutteranno il vantaggio della chiusura sul minimo o se invece riappariranno i rialzisti tentando di sfruttare il pull back per ulteriori acquisti. In linea di massima però la nostra previsione non cambia - ci aspettiamo una distribuzione indicativamente tra i 2700 ed i 2800 punti punti di S&P500. Non pensiamo che i tempi siano già maturi per un'altra spinta di ribasso.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei ha perso il -1.38% - Shanghai sta scendendo del -1%. Si vedono anche però indici in territorio positivo. Il future sull'S&P500 stamattina presto era a 2745 punti - ora (08.15) e salito a 2747 punti (-1 punto). Si preannuncia una seduta di assestamento. L'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 3436 punti (ca. -0.6%). Non crediamo che nel corso della giornata la situazione debba peggiorare. Al contrario - una risalita del cambio EUR/USD (1.2230) dovrebbe aiutare i listini europei e le azioni delle banche dovrebbero fare bene grazie ad un leggero aumento dei tassi d'interesse.

Commento del 27 febbraio

L'S&P500 sale verso i 2800 punti - l'Europa resta indietro

Ieri le borse europee hanno avuto una seduta positiva - niente però in confronto all'America. Il guadagno di +0.76% dell'Eurostoxx50 (3463 punti) impallidisce tra il +1.60% di venerdì ed il +1.18% di ieri sera dell'S&P500 (2779.60 punti). Evidentemente la spinta di rialzo dal minimo del 9 febbraio non é finita e ha ancora del potenziale. Gli indici azionari europei hanno però toccato i nostri obiettivi ieri mattina verso le 09.30 e poi non hanno più combinato nulla - le candele sui grafici sono rosse e mostrano che gli indici hanno chiuso sotto i livelli d'apertura - in linea di massima é stata una giornata senza tendenza durante la quale ha guadagnato chi era long in anticipo e non chi ha comperato all'apertura dei mercati. Noi abbiamo aperto delle posizioni short a 3460 punti di Eurostoxx50 e a 12600 punti di DAX (+0.35% a 12527 punti) - In un ottica a medio termine pensiamo che questa sia la giusta strategia malgrado che a corto termine ci possono ancora essere delle modeste spinte di rialzo in scia a Wall Street. Gli indicatori sono misti e contraddittori e a livello di grafici esiste spazio verso l'alto. È però indiscutibile che l'Europa mostra debolezza relativa e appena il rally in America si fermerà le borse europee rischiano di cadere.
Agli investitori sembrano piacere poco l'Italia (FTSE MIB +0.15% a 22706 punti) e il settore bancario (+0.06% a 134.11 punti). Intuiamo le ragioni e constatiamo la debolezza di questi comparti e la loro sottoperformance nei riguardi del resto dell'Europa. Ormai questa sembra essere una costante che dovrebbe proseguire nell'immediato futuro. Solo chi desidera speculare sul risultato delle elezioni politiche del 4 marzo può essere long FTSE MIB - tecnicamente questo mercato é da evitare.
Ieri sera abbiamo riesaminato i grafici e fatto delle ipotesi per il caso in cui, come sembra, l'S&P500 possa salire a 2800 punti. L'Eurostoxx50 dovrebbe chiudere il gap a 3475 punti - ieri ha toccato un massimo giornaliero a 3470 punti - stamattina (08.00) vale 3471 punti. Il DAX ieri ha toccato i 12600 punti - la MM a 200 giorni a 12739 punti sembra un ostacolo insormontabile.
In linea di massima vale ancora il nostro scenario di base - il rialzo dovrebbe fermarsi, gli indici dovrebbero distribuire in laterale e a marzo ci dovrebbe essere un'altra spinta di ribasso. Basandoci su esempi del passato questo succede nell'80% dei casi. Dobbiamo unicamente rivedere questa previsione (e considerare il restante 20%) se un qualche importante indice riuscisse a raggiungere un nuovo massimo storico. Teniamo d'occhio la tecnologia negli Stati Uniti e l'indice Nasdaq100.

In America c'é stata un'altra seduta di decisi rialzi. L'S&P500 ha aperto in gap up a 2758 punti, é sceso a 2754 punti verso le 16.30 e poi é salito fino a fine giornata - ha toccato un massimo a 2780 punti ed ha chiuso a 2779.60 punti (+1.18%). Ha semplicemente saltato la resistenza a 2750 punti. Si é quindi attivata la variante positiva presentata nell'analisi del fine settimana che prevede un'estensione fino ai 2800 punti. Il Nasdaq100 é balzato a 6989 punti (+1.34%) - il massimo storico del 26 gennaio a 7023 punti si avvicina rapidamente. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4818 su 1985, NH/NL a 485 su 171 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 15.80 punti - la CBOE Equity put/call ratio é di nuovo bassa a 0.59. Gli oscillatori segnalano che il mercato é nuovamente ipercomperato e gli indicatori di sentiment mostrano che torna l'ottimismo. Ieri sera abbiamo osservato una prima divergenza - l'indice DJ Utilities, che reagisce ai tassi d'interesse, ha perso il -0.30%. Abbiamo quindi l'impressione che il rialzo a New York si deve ora esaurire - probabilmente oggi le borse si fermeranno in attesa di sentire cosa ha da dire Jerome Powell nella sua testimonianza davanti al Congresso (16.00).

Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei ha guadagnato il +1.04% - Shanghai cede la momento il -1.1%. Il future sull'S&P500 é a 2778 punti (-6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora (08.30) 3470 punti - aprirà sul massimo di ieri con un guadagno del +0.2% - poco considerando che nel frattempo la borsa americana ha guadagnato ancora un +1%. Come nelle precedenti sedute crediamo che dopo la buona apertura le borse europee si sgonfieranno - dovrebbero tornare in pari e poi aspettare nel pomeriggio la reazione di Wall Street al discorso del capo della FED. A livello di cambi e tassi d'interesse regna la calma.

Aggiornamento del 26 febbraio

Borse care e tecnicamente fragili - possono però ancora salire un +2%

Sabato la Berkshire Hathaway del famoso investitore Warren Buffett ha pubblicato il rapporto annuale. La società, che capitalizza circa 500 Mia di USD, ha 116 Mia di USD in contanti. Buffett si lamenta di non trovare società sulle quali investire. La ragione - le eccessive valutazioni. Secondo lui le aziende a maggiore capitalizzazione sono semplicemente troppo care e i prezzi sono gonfiati dopo anni di riaquisti di azioni proprie da parte delle società stesse. Non possiamo che essere d'accordo.
Nell'analisi del fine settimana abbiamo dimenticato di parlare dei volumi. In generale i volumi di titoli trattati sono stati alti durante la caduta tra la fine di gennaio ed il 9 febbraio e sono diminuiti nel recupero delle ultime due settimane. Venerdì il volume relativo é stato di 0.85 in una giornata durante la quale l'S&P500 ha guadagnato il +1.60%. Questo ci dice che il ribasso ha avuto maggiore partecipazione che il successivo rialzo - é probabile che i venditori riappariranno relativamente presto.
Nell'analisi del fine settimana abbiamo presentato una scenario positivo ed uno negativo. In quello positivo l'S&P500 (2747 punti) può salire ancora fino ai 2800 punti prima di cadere. In quello negativo un massimo intermedio é stato già raggiunto e deve proseguire l'oscillazione in laterale di tipo distributivo prima che a marzo si sviluppi l'attesa seconda spinta di ribasso. La decisione deve verificarsi oggi negli Stati Uniti.
Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +1.22% - Shanghai sta salendo del +1.2%. Il future sull'S&P500 verso le 07.30 era a 2753 punti - ora é scivolato a 2751 punti (+3 punti). Le borse europee apriranno con plusvalenze di circa il +0.5% - l'Eurostoxx50 vale ora 3458 punti. Non crediamo che stamattina possano salire sensibilmente più in alto. Vi invitiamo a leggere i commenti delle 14.00 sugli indici americani nei quali daremo le indicazioni per la seduta odierna a Wall Street - la tendenza della settimana non é ancora chiara.
Martedì alle 16.00 il nuovo capo della FED Jerome Powell testimonierà davanti al Congresso e darà la sua opinione su economia e politica monetaria. Questa é la prima apparizione pubblica di Powell e le sue parole verranno soppesate con attenzione per cercare di conoscere le sue intenzioni. Gli investitori temono un aumento troppo veloce dei tassi d'interesse che potrebbe far deragliare la crescita economica e destabilizzare i mercati finanziari.

Commento del 24-25 febbraio

Gli indici azionari hanno raggiunto i livelli superiori dei canali d'ascillazione - l'America può ancora salire

Venerdì le borse europee hanno avuto un'altra seduta senza una direzione precisa. Gli indici hanno aperto bene, sono ricaduti in negativo fino a metà giornata, sono saliti sul massimo giornaliero verso le 15.00 e poi, visto che l'indizio di sedute a Wall Street era piatto, si sono nuovamente sgonfiate fin verso le 16.20. Sul finale gli investitori hanno nuovamente cambiato idea e gli indici sono tornati sul livello d'apertura e hanno chiuso con moderati guadagni. Sui grafici appaiono delle piccole candele senza corpo che indicano equilibrio ed indecisione. Ci sono però segnali positivi - i massimi della giornata su Eurostoxx50 (+0.28% a 3441 punti) e DAX (+0.18% a 12483 punti) corrispondono anche a dei nuovi massimi marginali per la spinta di rialzo iniziata dai minimi del 9 febbraio. Come pensavamo esiste ancora un certo potenziale di rialzo e gli indici si avvicinano al bordo superiore dei canali d'oscillazione - secondo le nostre stime l'Eurostoxx50 poteva risalire a 3460 punti - il DAX a 12600 punti. La borsa americana ha avuto un'ottima seduta ed é partita decisamente al rialzo nella seconda parte della giornata. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva di conseguenza 3456 punti - il DAX 12543 punti - é quindi probabile che all'inizio di settimana prossima gli obiettivi verranno raggiunti. Gli indicatori non forniscono segnali particolari - ci dicono unicamente che una modesta continuazione del rialzo é possibile specialmente se l'America da il buon esempio. Vediamo a che punto siamo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.41% a 3441 punti              
DAX                         +0.26% a 12483 punti
SMI                          -0.43% a 8948 punti
FTSE MIB                  -0.55% a 22672 punti
S&P500                    +0.55% a 2747.30 punti
Nasdaq100               +1.86% a 6896 punti

Per giorni abbiamo ripetuto che l'S&P500 stava difendendo con successo il supporto intermedio a 2700 punti. Poiché il quadro generale tecnico era costruttivo ci aspettavamo che l'S&P500 salisse verso il nostro target a 2750-2760 punti. Mercoledì e giovedì l'S&P500 si é fermato poco sopra i 2700 punti - venerdì é finalmente partito al rialzo e con un'unica robusta spinta é salito a 2747.30 punti (+1.60%). L'indice é tornato sopra la MM a 50 giorni e la chiusura sul massimo giornaliero ci dice che probabilmente vuole salire ancora più in alto. Farebbe anche senso - per giorni i ribassisti hanno provato senza successo a far scendere l'indice sotto i 2700 punti - ora stanno battendo in ritirata come mostrano bene i dati sul sentiment (VIX a 16.49 punti (-2.23 punti), CBOE Equity put/call ratio a 0.62 con MM a 10 giorni a 0.65). Non crediamo che questo effetto possa sparire in una giornata e quindi ci aspettiamo che l'S&P500 possa salire più in alto. Quanto più in alto ? - é valida la nostra stima a 2760 punti? Non lo sappiamo - secondo il grafico l'S&P500 ha la strada aperta fino ai 2800 punti. È un +2% dalla chiusura di venerdì. Il rialzo viene ancora trascinato dal settore tecnologico. Il Nasdaq100 venerdì é balzato a 6896 punti (+1.99%) - chiudere la posizione short a 6800 punti e riaprirla a 6890 punti si é rivelata finora una buona operazione. Il problema é che se il Nasdaq100 non si ferma sulla resistenza intermedia a 6900 punti salirà sicuramente a testare il massimo storico del 26 gennaio a 7023 punti - mancano 127 punti o il +1.8%. La conclusione é semplice - se lunedì il rialzo continua l'S&P500 salirà fino a ridosso dei 2800 punti mentre il Nasdaq100 raggiungerà un nuovo massimo storico marginale. L'alternativa é che lunedì le borse ripartano al ribasso - la seduta di venerdì ci dice che questo é improbabile - lo scenario generale a medio termine che prevede una distribuzione in laterale e un test dei minimi annuali a marzo suggerisce invece che questa variante non é da sottovalutare e da scartare a priori.
Venerdì la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5354 su 1426, NH/NL a 268 su 249 e volume relativo a 0.85. La tendenza di fondo della borsa americana é neutra con il 41.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 56.86.

Se gli indici azionari americani salgono ancora un +2% come reagiranno le borse europee? In generale l'Europa é più debole dell'America. Il rimbalzo dal minimo del 9 gennaio é anemico e manca di forza e partecipazione. Il nostro indicatore proprietario basato sulla stocastica resta su sell. Settimana scorsa il calo di 1 cts del cambio EUR/USD (1.2305) non ha avuto evidenti benefici. Il settore bancario marcia sul posto (SX7E -0.28% a 134.05 punti, performance settimanale del -0.10%) mentre la BCE dà segni di nervosismo. In Lettonia la terza banca del Paese viene liquidata poiché sull'orlo del fallimento e il Presidente della Banca Centrale é stato arrestato sotto l'accusa di corruzione. Le banche greche sono state invitate a ridurre più velocemente i NPL a bilancio e a rispettare gli impegni presi. I media internazionali osservano con apprensione lo sviluppo della situazione politica italiana nell'imminenza delle elezioni politiche del 4 marzo - anche questa settimana il FTSE MIB (+0.93% a 22672 punti) ha sottoperformato malgrado il balzo di venerdì. Riassumendo non pensiamo che l'Europa potrà recuperare il terreno perso nei riguardi dell'America (performance 2018: S&P500 +2.76%, Eurostoxx50 -1.80%). Molto probabilmente la correlazione positiva continuerà a funzionare e quindi se Wall Street sale l'Europa seguirà a distanza. Sul corto termine il potenziale di rialzo sembra veramente poco - probabilmente il nostro obiettivo a 3450-3460 punti di Eurostoxx50 é troppo basso - in un ottima a medio termine vendere però su questo livello dovrebbe essere una strategia vincente. In Europa manca la tecnologia che é responsabile dei 2/3 del rialzo in America e manca lo stimolo, anche psicologico, dato dalla riforma fiscale.

Commento del 23 febbraio

Borse senza direzione - non riescono a scendere - proveranno a salire ma non andranno lontano

Ieri i maggiori indici azionari hanno terminato la giornata senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3432 punti (+0.05%), l'S&P500 ha guadagnato 2 punti e si é fermato a 2703.96 punti (+0.10%). L'oscillazione in laterale continua e lentamente gli indicatori si stanno assestando. Molti analisti sono irritati dal fatto che i segnali sono contraddittori - questo però é normale considerando che sul corto termine le borse non vanno da nessuna parte. Sintomatici sono i movimenti durante la giornata - le borse reagiscono a notizie senza grande valore ma importanti su base emozionale e si copiano l'una con l'altra cercando di anticipare un movimento significativo che non si verifica. Ieri Jean Claude Junker, presidente della Commissione europea, si é intromesso a sproposito nelle elezioni italiane esprimento il timore che non sarà possibile formare un governo operativo. Tralasciando il fatto che probabilmente ha ragione poteva stare zitto - le borsa italiana ha reagito negativamente, é caduta di quasi il -2% e poi ha recuperato - il FTSE MIB ha perso 189 punti (-0.84%) mentre le borse europee in generale hanno marciato sul posto. Questo é un esempio di reazione emozionale sulla base di una notizia praticamente senza importanza.
Ieri per il secondo giorno consecutivo le borse europee hanno trascorso gran parte della giornata in negativo con perdite che hanno sfiorato l'1%. Poi, sorprese dal fatto che a Wall Street l'apertura era stata positiva e che gli indici azionari americani salivano, hanno recuperato. Per DAX (-0.07% a 12461 punti) e SMI (-0.24% a 8967 punti) questo non é bastato per chiudere in positivo ma mancava poco. L'Eurostoxx50 (+0.05% a 3432 punti) invece, che tratta fino alle 17.50, é riuscito ha guadagnare in extremis 2 punti. Mercoledì e giovedì i venditori sono stati attivi ma non sono riusciti a far scendere gli indici. È probabile che adesso stiano tranquilli - ora i rialzisti dovrebbero provare a migliorare i massimi delle scorse sedute. Per logica nei prossimi giorni l'Eurostoxx50 dovrebbe provare a salire a 3450-3460 punti mentre il DAX salirà verso i 12500-12600 punti. Considerando la costellazione tecnica generale dovrebbe però essere solo un movimento verso la parte alta del canale laterale.

L'S&P500 (+0.10% a 2703.96 punti) é salito fino ai 2731 punti e poi é ricaduto. A prima vista questo comportamento é deludente - l'indice é rimasto sotto la MM a 50 giorni e sotto il massimo di mercoledì. Noi però diamo maggior peso agli aspetti positivi. L'S&P500 ancora una volta ha difeso con successo il supporto intermedio a 2700 punti. Ha toccato un minimo a 2698 punti ed é rimbalzato. Due settori critici come il DJ Transportation (+0.55%) e il DJ Utilities (+0.51%) hanno guadagnato terreno e mostrano forza relativa. La stanchezza della tecnologia (Nasdaq100 +0.04% a 6761 punti) non sembra un problema. Di conseguenza restiamo dell'opinione che il prossimo movimento a cortissimo termine (1-3 sedute) deve essere un tentativo di salita dell'S&P500 a 2750 - 2760 punti. Chi ha posizioni di trading short (come per esempio noi nel portafoglio sul Nasdaq100) deve chiuderle e cercare di riaprirle un 2% più in alto.
La seduta ieri al NYSE é stata leggermente negativa con A/D a 3115 su 3650, NH/NL a 218 su 316 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa a 18.72 punti (-1.30) - la CBOE Equity put/call ratio é in territorio neutro a 0.63. L'impressione generale é quella di un mercato che si sta assestando e calmando - dovrebbe restare senza tendenza ancora per parecchie sedute.

Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei ha guadagnato il +0.62 - Shanghai sale del +0.6%. Il future sull'S&P500 é a 2725 punti (+14 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3445 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.4%. Dopo due giornate opache é probabile che oggi le borse europee riusciranno a difendere le plusvalenze fino a stasera.

Commento del 22 febbraio

La FED vuole alzare i tassi d'interesse ma é preoccupata dalle eccessive valutazioni e dagli squilibri nei mercati finanziari

Ieri le borse europee hanno trascorso gran parte della giornata in negativo. Solo in serata hanno recuperato e hanno terminato la giornata vicino ai massimi giornalieri. Per la maggior parte degli indici questo ha significato una seduta in trading range e una chiusura con una leggera perdita - questo risultato corrisponde alla nostra previsioni di un'oscillazione in laterale e non necessita di ulteriori estesi commenti oltre a quelli scritti ieri sera. Da un punto di vista tecnico non c'é nulla di nuovo. Come pensavamo le borse non reagiscono ai tardivi segnali d'acquisto forniti da indicatori di momentum come il MACD tarati su tempi troppo lunghi per misurare in maniera tempestiva le veloci e forti oscillazioni delle ultime tre settimane.
L'Eurostoxx50 é sceso a 3430 punti (-0.14%) - il DAX tedesco lo ha imitato (-0.14% a 12470 punti) così come Il FTSE MIB (-0.09% a 22653 punti). L'SMI svizzero (+0.08% a 8989 punti) ha fatto meglio ma la differenza non é rilevante.
In ogni caso le borse europee hanno ricominciato a seguire da vicino l'America. È nuovamente Wall Street, dopo la pausa di lunedì, a condurre il ballo. Ieri la borsa di New York ha aperto bene ed é salita fin verso le 20.15 - poi é caduta e ha chiuso in perdita. Questo significa che l'Eurostoxx50 ieri sera alle 22.00 valeva 3409 punti contro la chiusura ufficiale delle 17.50 a 3430 punti - considerando questo sviluppo non vale la pena di perdere troppo tempo ad analizzare la seduta ufficiale in Europa.

Ieri alle 20.00 é stato pubblicato il protocollo dell'ultima seduta della FED. I responsabili della Banca Centrale americana hanno constatato che la crescita economica é robusta e intendono continuare ad alzare il costo del denaro nel 2018. D'altra parte sono preoccupati delle eccessive valutazioni dei mercati finanziari e osservano con apprensione l'insorgere di squilibri. Sanno di essere in una difficile situazione poiché una politica monetaria più restrittiva potrebbe provocare una caduta delle quotazioni delle azioni.
La borsa ha inizialmente reagito in maniera positiva a queste informazioni. L'S&P500 fino alle 20.00 era oscillato tra i 2725 ed i 2737 punti - dopo le 20.00 si é impennato fino ai 2747 punti. L'euforia é però durata poco. Dopo una ventina di minuti la borsa americana ha cambiato direzione e ha cominciato a scendere - la caduta si é fermata solo alla chiusura sul minimo giornaliero. L'S&P500 ha chiuso a 2701.33 punti (-0.55%) - questa volta anche il Nasdaq100 (-0.30% a 6759 punti) ha perso terreno. C'é stata però una costruttiva reazione del settore dei trasporti (DJ Transportation +0.30%) e in generale la seduta al NYSE é stata equilibrata (A/D a 3137 su 3605, NH/NL a 339 su 252, volume relativo a 1.0). Di conseguenza non pensiamo che sia già iniziata la seconda spinta di ribasso ma che continui la fase di distribuzione tra i 2650 ed i 2750 punti di S&P500.
A livello di sentiment non appare nulla di nuovo o di rilevante. La volatilità VIX é scesa a 20.02 punti (-0.58) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata nuovamente relativamente bassa a 0.58.

Stamattina le borse asiatiche sono in calo - solo la Cina, che ha riaperto dopo giorni di festa, é in guadagno. Il Nikkei ha perso il -1.18% - Shanghai sale del +2%. Il future sull'S&P500 é a 2693 punti (-6 punti) - l'S&P500 sembra non riuscire a difendere i 2700 punti - ne riparliamo alle 14.00. L'Eurostoxx50 vale ora (08.10) 3405 punti - é sul minimo di ieri. Le borse europee apriranno con perdita intorno al -0.8%. La situazione nel corso della giornata non dovrebbe peggiorare sensibilmente. Il cambio EUR/USD scende a 1.2260 e questo dovrebbe aiutare - i tassi d'interesse sono fermi.

Commento del 21 febbraio

Borse europee in positivo grazie ai cambi - seduta negativa a Wall Street - mercati in laterale

Ieri é stata una giornata diversa dal solito. Le borse non si sono mosse assieme nella stessa direzione ma sono oscillate in maniera apparentemente disordinata. Dopo il calo di lunedì ieri le borse europee (Eurostoxx50 +0.80% a 3435 punti) hanno recuperato terreno complice il cambio EUR/USD che é sceso a 1.2350 - stamattina il rafforzamento dell'USD o l'indebolimento (dipende dal punto di vista) dell'EUR continuano (1.2325). La borsa americana era invece debole - il calo non é avvenuto durante la seduta ufficiale a Wall Street - già la mattina i futures erano in negativo e durante la giornata non sono mai riusciti a recuperare. Il comportamento delle borse non é una sorpresa - il rialzo di corto termine é finito tra venerdì e lunedì e ora é iniziato il periodo di distribuzione in laterale con un'ampia oscillazione. È normale che all'interno di questa oscillazione i movimenti siano piuttosto disordinati. Non crediamo che la seduta negativa di ieri in America (S&P500 -0.58% a 2716.26 punti) rappresenti l'inizio di una spinta di ribasso - é piuttosto la conferma che venerdì scorso l'S&P500 ha toccato un massimo intermedio a 2754 punti - riteniamo possibile che nei prossimi giorni questo massimo venga ancora marginalmente migliorato. Ieri i deludenti risultati trimestrali di Wal Mart (-10.18%) hanno pesato sui maggiori indici e appesantito i settori dei consumi e della vendita al dettaglio. Dovrebbe però trattarsi di un effetto temporaneo visto che la tecnologia (Nasdaq100 +0.13% a 6779 punti) é riuscita a guadagnare terreno malgrado la giornata negativa.

Come detto in apertura di commento le borse europee hanno avuto una giornata positiva. La seduta é stata l'opposto di quella di lunedì - gli indici hanno chiuso vicino al massimo giornaliero e con sostanziali guadagni che hanno compensato le perdite di lunedì. Sui grafici appaiono due candele parallele. L'Eurostoxx50 ha toccato un nuovo massimo marginale del rimbalzo a 3436 punti - come anticipato ieri sera non pensiamo però che debba andare otre i 3450 (limite superiore del canale d'oscillazione) - 3460 punti (limite di vendita per una posizione short in portafoglio). Il DAX é salito a 12487 punti (+0.83%) - malgrado che la chiusura sul massimo suggerisca la possibilità di una continuazione verso l'alto il potenziale sembra esaurirsi a 12600 punti. Il fatto che l'indicatore MACD sia vicino ad un segnale d'acquisto non ci impressiona - il segnale sembra tardivo e una conseguenza della forte volatilità delle ultime tre settimane. Non dovrebbe rafforzarsi ma piuttosto svanire. L'SMI svizzero (+0.82% a 8981 punti) segue le borse europee - il gap tra i 9000 ed i 9100 punti resta però aperto. Il FTSE MIB italiano ieri é salito del +0.46% a 22673 punti - ha guadagnato meno che l'Eurostoxx50 (+0.80%) - lunedì aveva perso di più (-1.00% contro -0.55%) che l'indice europeo - questa debolezza relativa ci preoccupa - le elezioni politiche sembrano innervosire gli investitori esteri. Non sembra essere un problema di banche - ieri l'SX7E (+0.49% a 134.47 punti) ha frenato ma questo compensa unicamente l'esito della seduta di lunedì durante la quale l'SX7E si era comportato meglio.
È evidente che il cambio EUR/USD influenza la performance delle borse europee. L'EUR debole aiuta gli indici azionari europei - questo effetto non sarà però duraturo - dagli attuali 1.2325 il cambio dovrebbe scendere sul supporto a 1.22 e poi fermarsi.

La seduta a Wall Street é stata negativa. Non solo l'S&P500 é sceso - anche il DJIndustrial (-1.01%) e il DJTransportation (-1.54%) hanno perso terreno - solo la tecnologia si é salvata grazie al robusto contributo dei semiconduttori (SOXX +1.76%). Fino a quando gli investitori restano aggrappati a questi settori é improbabile che si sviluppi una seconda sostanziale spinta di ribasso. In teoria la distribuzione in laterale deve durare alcune settimane - i nostri occhi sono di conseguenza puntati sulla prossima seduta della FED di metà marzo - in quella occasione il nuovo responsabile Jerome Powell dovrà chiarire le sue intenzioni e la sua strategia per alzare i tassi d'interesse e ridurre la somma di bilancio della Banca Centrale.
La seduta di ieri al NYSE é stata negativa con A/D a 1857 su 4957, NH/NL a 301 su 225 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita a 20.60 punti (+1.14) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.66 (neutra). Non vediamo problemi imminenti - in linea di massimo crediamo che nei prossimi giorni l'S&P500 non dovrebbe scendere sotto i 2700 punti - pensiamo piuttosto che tenterà ancora una volta di salire sui 2750-2760 punti.

Stamattina alle 06.30, quando ho cominciato a lavorare, il future sull'S&P500 era a 2710 punti (-4 punti) - ora sembra che ci sia un cambio di opinione e direzione - il future é salito alle 08.10 a 2718 punti (+4 punti). Forse hanno contribuito le borse asiatiche che stanno chiudendo in positivo - il Nikkei ha guadagnato il +0.32% - le borse cinesi sono ancora chiuse. L'Eurostoxx50 vale ora 3431 punti - le borse europee apriranno praticamente invariate (-0.1%). Nel corso della giornata gli indici potrebbero ancora salire e superare marginalmente i massimi di ieri.
Stasera alle 20.00 verrà pubblicato il protocollo dell'ultima seduta della FED - gli analisti cercheranno di capire se nel 2018 il costo del denaro verrà aumentato 3 o 4 volte - le borse sono molto sensibili ai tassi d'interesse e ogni accenno alla possibilitâ che la FED possa seguire una politica monetaria più restrittiva del previsto potrebbe mandare gli investitori in fibrillazione.

Commento del 20 febbraio

L'S&P500 ha toccato un massimo intermedio e significativo venerdì - le borse europee l'hanno fatto lunedì

Ieri mattina le borse europee hanno aperto al rialzo - dopo pochi minuti hanno toccato il massimo giornaliero - questo é stato probabilmente il massimo intermedio che corrisponde al massimo raggiunto venerdì sera a Wall Street. Per il resto della giornata gli indici azionari europei sono tendenzialmente scesi con bassi volumi - l'assenza degli americani si é fatta sentire. La chiusura é stata poco sopra i minimi della seduta con moderate perdite. Nulla di grave ma la spinta di rialzo di settimana scorsa si é esaurita. Ora, come preannunciato, dovrebbe iniziare un periodo di distribuzione di settimane con un'ampia oscillazione in laterale. I massimi di ieri possono essere ancora superati marginalmente - il prossimo movimento significativo dovrebbe però essere un test del minimo annuale. In teoria questo dovrebbe avvenire nel mese di marzo - gli ultimi movimenti sono stati però veloci e violenti - é possibile che le normali fasi di pausa, distribuzione e accumulazione vengano a mancare. Inoltre per un'altra spinta di ribasso e un test del minimo annuale ci vuole una ragione almeno apparente. Se questa occasione si presenterà già tra una decina di giorni o solo a marzo inoltrato non lo deciderà l'analisi tecnica.
L'Eurostoxx50 (-0.55% a 3407 punti) in pre borsa é salito fino ai 3442 punti. Ha però aperto la seduta ufficiale in positivo e con un balzo su un massimo a 3436 punti. Poi per il resto della giornata é scivolato verso il basso e la sera ha terminato la seduta vicino al minimo giornaliero e con una perdita di 19 punti. Niente di importante ma probabilmente il rimbalzo dal minimo é terminato e ora l'Eurostoxx50 é destinato ad oscillare in laterale sui 3375-3450 punti per settimane. Lo stesso vale per il DAX tedesco - l'indice ha aperto in positivo ed é balzato subito sul massimo a 12505 punti. Poi i compratori sono spariti e ad ondate regolari il DAX é sceso fino a fine giornata. Ha raggiunto un minimo a 12361 punti ed ha chiuso poco sopra (-0.53% a 12385 punti) con una perdita di 66 punti. Non escludiamo la possibilità che nelle prossime sedute il DAX provi ancora a salire sui 12600 punti. In linea di massima però crediamo che il rimbalzo dal minimo ha esaurito la sua spinta e il suo potenziale e ora il DAX deve oscillare in laterale tra i 12200 ed i 12600 punti. Questi valori sono stime per dare uno scenario di base e di riferimento. Non abbiamo chiari punti di riferimento con cui fissare i limiti di un canale d'oscillazione. Il FTSE MIB (-1.00% a 22568 punti) si trova in una situazione tecnica leggermente diversa poiché ha toccato il minimo annuale solo mercoledì scorso. Come la borsa americana venerdì, il FTSE MIB ha avuto ieri un reversal dopo aver toccato un massimo intermedio in apertura a 22860 punti. Probabilmente anche in Italia il rimbalzo dal minimo ha esaurito il suo potenziale ed é praticamente finito. La fase di distribuzione dovrebbe verificarsi tra i 22000 ed i 22800 punti circa. In genere questa fase dura settimane. Sembra però che queste fasi siano ora compresse e tutto si muova più velocemente del solito.
Ieri in America era un giorno di festa - la borsa é rimasta chiusa - nel pomeriggio però il future sull'S&P500 ha perso una trentina di punti - gli operatori hanno fatto vacanza ma sembra che i computers spinti dagli algoritmi hanno ignorato la giornata festiva. Il future sull'S&P500 la mattina ha raggiunto i 2748 punti - verso le 16.50 ha toccato un minimo a 2720 punti e verso le 17.30, orario di chiusura in Europa, veleggiava sui 2728 punti. Ora (08.10) é a 2731 punti punti.
Il cambio EUR/USD é sceso a 1.2385 - questo dovrebbe aiutare le borse europee.
Stamattina le borse asiatiche sono miste e poco mosse. Il Nikkei perde il -0.45% - le borse cinesi sono ancora chiuse. L'Eurostoxx50 vale ora 3410 punti - le borse europee apriranno con leggeri guadagni (+0.10%). Probabilmente stamattina non succederà nulla - tutti aspetteranno il ritorno degli americani sui mercati e sarà nuovamente Wall Street a fornire un'orientazione alle borse.

Aggiornamento del 19 febbraio

Quello che ha provocato la correzione di febbraio riapparirà

Gli analisti cercano di spiegare quello che é successo nelle ultime tre settimane. Le borse hanno avuto una forte ed improvvisa correzione e poi hanno recuperato. Si parla di manipolazione della volatilità VIX e dei suoi derivati. Si parla dell'aumento dei tassi d'interesse del US Treasury Bonds decennale che si é avvicinato alla barriera del 3%. Si parla della politica fiscale e del budget della spesa pubblica degli Stati Uniti - Donald Trump e i repubblicani sembrano intenzionati a fare ulteriori debiti. Infine si guarda con forte e giustificata preoccupazione all'enorme massa di debiti accumulati dall'economia mondiale negli ultimi decenni. Nessuno sa con precisione perché le borse sono caduta. Possiamo però assicurarvi che questo fenomeno si ripeterà - una volta che il genio é uscito dalla lampada non é più possibile farlo rientrare - la calma che ha dominato nel 2017 é sparita e dobbiamo prepararci nel futuro a maggiore volatilità ed incertezza. La ragione é semplice - dopo decenni di tassi d'interesse in calo e una politica monetaria estremamente espansiva siamo vicini ad un'inversione di tendenza - questo avrà delle conseguenza poiché cambierà abitudini acquisite in decenni. Le reazioni saranno violente, imprevedibili e inattese anche perché possedere qualsiasi assets potrebbe essere una strategia perdente. Improvvisamente tutti decideranno che é arrivato il momento di vendere e nessuno vorrà più comperare. Consigliamo a tutti di sviluppare una strategia per sopravvivere in un bear market che coinvolgerà non solo le azioni ma anche e soprattuto le obbligazioni. Improvvisamente la liquidità sparirà, i rischi cresceranno e i prezzi in generale scenderanno - nel futuro é più probabile che continuerà ad esserci deflazione.
Crediamo che almeno fino a questa estate non succederà nulla di grave - dopo un test dei minimi annuali a marzo prevediamo che le borse avranno ancora una fase di rialzo a medio termine che sfocerà in un massimo a metà anno. Considerando quanto successo a febbraio possiamo anche sbagliarci. Le alte valutazioni fondamentali, specialmente in America, suggeriscono prudenza.

Oggi i mercati finanziari americani sono chiusi in occasione del Washington's Birthday o President's Day. Come d'abitudine. visto che mancano gli investitori americani, le borse europee si muoveranno poco. Apriranno in positivo e poi si fermeranno. Il future sull'S&P500 é ora a 2745 punti (+10 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3436 punti (+10 punti). In una giornata tranquilla e senza particolari eventi le borse europee stasera dovrebbero chiudere sui livelli d'apertura.
Per inciso in Cina si festeggia ancora il nuovo anno - le borse sono chiuse. Il Nikkei ha guadagnato stamattina il +1.94%.

Commento del 17-18 febbraio

La spinta di rialzo si é esaurita - ora inizia la fase di distribuzione - America più forte di Europa a causa dell'USD ?

Tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio le borse hanno svolto una profonda correzione di due settimane. Venerdì 9 febbraio gli indici azionari hanno toccato il fondo. Nella settimana appena trascorsa c'é stata una forte spinta di rialzo che ha fatto recuperare alle borse parecchio del terreno perduto. Gli indici americani hanno ritracciato circa due terzi della correzione. Gli indici europei hanno recuperato circa un terzo di quanto hanno perso dal massimo. In Europa la caduta é iniziata il 24 gennaio - l'America ha invece ancora toccato nuovi record storici il 26 gennaio e ha iniziato la correzione il 27 gennaio. Evidentemente l'America si comporta meglio che l'Europa - é caduta meno - é rimbalzata meglio. L'Eurostoxx50 da inizio anno perde il -2.17% - la performance 2018 dell'S&P500 é finora del +2.19%. In parte questa differenza si può spiegare con lo sviluppo del cambio EUR/USD. A inizio anno era a 1.2003 - una settimana fà si trovava a 1.2250 - questo venerdì si é fermato a 1.2405 dopo un massimo giornaliero e nuovo massimo annuale marginale a 1.2555. Nella settimana appena trascorso abbiamo però visto chiaramente dallo sviluppo degli indici durante le sedute che gli americani vendevano Europa e comperavano America. L'Eurostoxx50, il DAX e l'SMI sembrano aver svolto un rimbalzo tecnico dal minimo e sembrano pronti per una nuova spinta di ribasso. L'S&P500 e il Nasdaq100 sono invece in un rialzo di corto termine. Abbiamo l'impressione che questo rialzo sia puntualmente finito venerdì - in questo caso resta valido il nostro scenario di base che prevede nelle prossime settimane una fase di distribuzione prima di un test dei minimi annuali nel corso del mese di marzo. Considerando l'evidente debolezza relativa é probabile che le borse europee cadano a marzo decisamente sotto i minimi di febbraio. Crediamo che il cambio EUR/USD abbia avuto un doppio massimo e che la resistenza a 1.25-.12550 debba reggere. Ora dovrebbe verificarsi una correzione di ca. 5 cts - questo dovrebbe un pò aiutare le azioni europee. Non pensiamo però che questa basti a ribaltare la situazione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +3.06% a 3426 punti              
DAX                         +2.85% a 12452 punti
SMI                          +3.51% a 8986 punti
FTSE MIB                  +2.85% a 22797 punti
S&P500                    +4.30% a 2732.22 punti
Nasdaq100               +5.58% a 6770 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto una seduta positiva e hanno recuperato un pò di terreno rispetto all'America. Non hanno però pienamente convinto malgrado i consistenti guadagni. Gli indici erano sui massimi già verso le 10.30. Sono poi scivolati verso il basso per ore e solo grazie al recupero a Wall Street dopo una debole apertura hanno chiuso vicino ai massimi giornalieri e in guadagno. Ancora una volta abbiamo visto che é Wall Street a condurre le danze. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3426 punti (+1.10%) - il massimo giornaliero é stato di 3432 punti - alle 22.00 l'indice valeva 3429 punti - una settimana fà abbiamo fissato un obiettivo per il rimbalzo a 3450-3475 punti - non abbiamo sbagliato di molto e sappiamo il perché. Lo stesso vale per il DAX (+0.86% a 12452 punti), l'SMI (+0.77% a 8986 punti) e il FTSE MIB (+1.34% a 22797 punti). Tra l'altro gli indici europei sono in genere sotto le MM a 50 e 200 giorni - quelli americani sono tornati sopra. Correzione e rimbalzo sono stati veloci e violenti - non ci fidiamo di conseguenze degli indicatori che usiamo normalmente poiché sono tarati per periodi più lunghi. Per esempio il MACD sta girando e dovrebbe fornire a metà di settimana prossima un segnale d'acquisto - tardi e probabilmente troppo tardi visto che secondo noi la fase di rialzo é praticamente terminata.

Venerdì il rialzo é proseguito fino alle 18.40. In quel momento l'S&P500 (+0.04% a 2732.22 punti) ha toccato un probabile massimo intermedio a 2754.42 punti. Crediamo che questo sia un massimo per tre ragioni. Si trova vicino ai nostri obiettivi (2700 punti o MM a 50 giorni a 2725 punti). Si é verificato quando i nostri oscillatori indicavano l'imminenza di un massimo. Durante la seduta si é quasi verificato un reversal - l'indice ha chiuso 22 punti sotto il massimo - il Nasdaq100 (-0.36% a 6770 punti) é salito fino a 6840 punti é poi é ricaduto e ha terminato la seduta con una perdita di 24 punti che piazza una candela rossa sul grafico dopo una serie di 5 candele bianche. Tra l'altro anche il DJ Transportation (-0.51%) ha chiuso in negativo.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4015 su 2728, NH/NL a 367 su 167 e volume relativo a 1.0. Questi dati non ci dicono nulla di particolare. La volatilità VIX si é fermata a 19.46 punti (+0.33). La CBOE Equity put/call ratio é stata piuttosta bassa a 0.52 - la MM a 10 giorni (0.69) sta scendendo da un massimo - questo normalmente succede all'inizio di una fase di assestamento. La tendenza di fondo della borsa americana é neutra - il 42.1% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni - il Bullish Percent sul NYSE é a 54.89.
Riassumendo ci sembra molto probabile che la spinta di rialzo iniziata dal minimo del 9 febbraio sia finita. Non possiamo ancora esserne sicuri visto che il probabile massimo si é verificato solo venerdì verso le 18.40. Lunedì prossimo la borsa americana é chiusa (Washington's Bithday) e quindi é probabile che molti traders abbiano chiuso le posizioni prima del lungo fine settimana - questo giustifica le vendite sul finale con l'obiettivo di incassare i consistenti guadagni settimanali. Conviene aspettare e vedere come inizia la prossima settimana prima di prendere iniziative. In ogni caso la settimana prossima non dovrebbe essere negativa - noi prevediamo l'inizio di una fase di distribuzione e quindi la performance settimanale dovrebbe essere più o meno in pari. Se ci sbagliamo il rialzo avrà un'estensione.
L'Europa seguirà l'America - temiamo però che la debolezza relativa persisterà. Il quadro tecnico delle borse europee a medio e lungo termine si sta deteriorando - il settore bancario (SX7E +0.86% a 134.17 punti) non reagisce più come dovrebbe all'aumento dei tassi l'interesse - l'indice SX7E fatica a staccarsi dal supporto a 130 punti. Raccomandiamo prudenza. Solo i traders possono buttarsi in operazioni long di breve durata. Gli investitori invece devono prendere in considerazione l'eventualità che quest'anno la performance sarà negativa. Temiamo che il massimo annuale sia già stato raggiunto a gennaio. L'estensione temporanea a 3700 punti, che abbiamo prospettato nelle previsioni 2018, potrebbe essere stato il massimo del 23 gennaio a 3687 punti.

Commento del 16 febbraio

L'America decolla come un razzo - l'Europa vola bassa

Ieri é stata un altra giornata positiva per le borse. Il rialzo di corto termine dal minimo di venerdì scorso continua. Tra Europa ed America si sta però aprendo un varco - L'Eurostoxx50 (+0.59% a 3389 punti) ha recuperato circa un terzo delle perdite di febbraio - l'S&P500 (+1.21% a 2731.20 punti) invece é risalito sopra la MM a 50 giorni (2723 punti), ha già superato il nostro obiettivo per questa spinta di rialzo a 2700 punti ed ha compensato più del 50% della caduta di febbraio. La borsa americana é decisamente più tonica dei mercati europei. Forse é una semplice conseguenza della debolezza dell'USD rispetto all'EUR - stamattina il cambio EUR/USD é salito su un nuovo massimo annuale a 1.2555 ed é ora a 1.2540. L'impressione é però che, in questa fase, gli investitori istituzionali comprano America mentre approfittano della fase positiva per vendere Europa. In ogni caso nell'analisi del fine settimana dovremo rivedere i nostri obiettivi. Difficilmente l'Eurostoxx50 raggiungerà i 3450-3475 punti mentre l'S&P500 sembra poter continuare la sua corsa fino ai 2750-2800 punti.

Anche ieri le borse europee hanno faticato. Gli indici azionari hanno aperto bene ma poi si sono fermati per ore - solo in tarda mattinata hanno ricominciato a muoversi al rialzo e hanno toccato un massimo verso le 11.30. Poi però sono tornati i venditori e gli indici sono scesi fino alle 17.00. Solo sul finale sono rimbalzati - questo ha permesso anche al DAX (+0.06%) di chiudere la giornata in positivo. Anche l'SMI svizzero (+0.21% a 8917 punti) e il FTSE MIB italiano (+0.28% a 22495 punti) non hanno combinato molto. Il settore bancario zoppica (+0.35% a 133.03 punti) malgrado che i tassi d'interesse continuano lentamente a lievitare.
Insomma - le borse europee sembrano salire a singhiozzo grazie al fatto che la borsa americana decolla. C'é da domandarsi cosa succederà quando il rialzo a Wall Street si esaurirà. Tecnicamente parlando le borse europee mostrano debolezza relativa e rischiano una pesante caduta quando ci verificherà la prossima spinta di ribasso.

L'S&P500 (+1.21% a 2731.20 punti) ci ha sorpreso in positivo. Pensavamo che rallentasse intorno ai 2700 punti invece ieri sera ha avuto un'altra seduta di forte rialzo ed ha chiuso sul massimo giornaliero con un guadagno di 32 punti. La tecnologia (Nasdaq100 +1.79% a 6795 punti) sta trascinando il movimento al quale partecipano tutti i settori, utilities comprese. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4951 su 1835, NH/NL a 314 su 194 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ferma a 19.13 punti (-0.13) mentre la CBOE Equity put/call ratio é tornata a 0.61. Sinceramente non sappiamo quando e dove potrebbe esaurirsi questa spinta di rialzo. Gli oscillatori ci dicono che un massimo intermedio é temporalmente vicino. È possibile che il rialzo si fermi oggi sui 2750 punti visto che lunedì la borsa é chiusa.

Stamattina le borse vogliono salire. Il future sull'S&P500 alle 07.30 era a 2737 punti - ora é a 2739 punti (+5 punti). Il Nikkei giapponese ha guadagnato il +1.18% - la borsa cinese é chiusa in occasione dei festeggiamenti per l'inizio dell'anno. L'Eurostoxx50 vale ora 3406 punti - l'indice aprirà con un guadagno di 17 punti (+0.5%) - é poco considerando il balzo dell'S&P500 e il fatto che il massimo di ieri era a 3414 punti. In Europa si profila una seduta in trading range - in America la settimana si chiuderà con un nuovo massimo - nell'immediato l'aria é rarefatta.

Commento del 15 febbraio

L'S&P500 sale malgrado l'aumento dell'inflazione - l'Europa segue ciecamente

Ieri le borse europee hanno aperto in positivo. Subito però si sono fermate e hanno aspettato fino alle 14.30 i dati sull'inflazione americana. Nel primo pomeriggio l'Eurostoxx50 valeva 3362 punti - stava guadagnando 25 punti rispetto alla chiusura di martedì. Poi sono statti resi noti i dati - i prezzi ai consumi in America a gennaio sono saliti più del previsto mentre le vendite al dettaglio sono inaspettatamente scese. Questi dati contrastanti hanno messo le borse in fibrillazione. Gli indici sono inizialmente crollati. L'Eurostoxx50 é caduto in pochi minuti a 3319 punti. Il future si é addirittura immerso fino ai 3309 punti. Poi le borse hanno ricominciato a salire - i tassi d'interesse sembravano indifferenti ai dati economici e gli investitori hanno deciso che il tuffo degli indici azionari costituiva un'occasione d'acquisto - il rialzo di corto termine iniziato venerdì scorso é proseguito. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3369 punti (+0.87%) - probabilmente é stato frenato dal settore bancario (SX7E +0.68 a 132.56 punti). Il DAX ha fatto meglio (+1.17% a 12339 punti) - alle 14.30 c'é stato un momento di panico ed il future é caduto fino ai 12066 punti - questo mostra che gli investitori sono ancora molto nervosi e dei forti vuoti d'aria sono ancora possibili. Il FTSE MIB ha toccato un nuovo minimo annuale a 21907 punti. Poi é risalto fino ai 22433 punti (+1.81%) - probabilmente la falsa rottura al ribasso ha intensificato il successivo short covering - questa ottima performance giornaliera non significa ancora che il FTSE MIB voglia recuperare terreno e ritrovare la sua forza relativa. L'SMI é salito a 8899 punti (+1.67%) - agli investitori sono piaciuti i risultati annuali di Credit Suisse (+3.79%).
Riassumendo le borse europee hanno avuto una seduta positiva che si inserisce in maniera ideale nel rialzo di corto termine iniziato dal minimo di venerdì scorso - gli obiettivi si avvicinano e lentamente il ritmo di salita degli indici deve diminuire - ci aspettiamo nelle prossime una a due sedute gli indici si fermino e comincino a distribuire.

L'Europa ha seguito l'America che resta il mercato che conduce il ballo. Vediamo cosa é successo a Wall Street.
La borsa americana ha reagito come quelle europee. È solo che alle 14.30 si trattavano solo i futures e quindi l'effetto dei dati sull'inflazione sugli indici non si vede. Alle 14.30 il future sull'S&P500 é caduto a 2627 punti. L'indice però alle 15.30 ha aperto sul minimo giornaliero a 2648 punti ed é salito praticamente fino a fine giornata. Ha toccato un massimo a 2702 punti ed ha chiuso a 2698.63 punti (+1.34%). Ora abbiamo i seguenti punti di riferimento: la MM a 50 giorni scorre a 2721 punti - il massimo del rimbalzo di settimana scorsa é stato a 2727 punti - noi ci aspettavamo per ragioni psicologiche che la spinta di rialzo dal minimo di venerdì scorso finisse sui 2700 punti. Ieri però il mercato ha ignorato dei dati sull'inflazione in linea di massima negativi e il Nasdaq100 (+1.85% a 6675 punti) ha superato senza problemi la MM a 50 giorni a 6602 punti. La borsa sembra avere quindi più forza e slancio di quanto ci eravamo inizialmente immaginati. Il nostro scenario a medio termine non cambia - i minimi di febbraio devono essere ritestati, probabilmente in marzo - sembra però che non é ancora venuto il momento di shortare - a corto termine l'S&P500 potrebbe salire ancora un +2% prima di imballarsi.
Ieri la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5115 su 1692, NH/NL a 222 su 284 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 19.26 punti (-5.71) mentre la CBOE Equity put/call ratio é ricaduta a 0.59 - gli investitori ritrovano l'ottimismo e la voglia di speculare al rialzo - si stanno creando le premesse per la prossima spinta di ribasso.

Stamattina le borse asiatiche salgono. Il Nikkei ha guadagnato il +1.40% - Shanghai si accontenta di un +0.5%. Il future sull'S&P500 era alle 07.30 a 2707 punti - ora, alle 08.30, é a 2711 punti (+14 punti). La direzione che prenderanno oggi i mercati é evidente. L'Eurostoxx50 vale ora 3401 punti - le borse europee apriranno con guadagni intorno al +0.9%. Considerando che l'S&P500 é su un livello delicato non crediamo che dopo la buona apertura gli indici continueranno a salire. Sembra però che stia tornando l'ottimismo e l'opinione generale é che la caduta di inizio febbraio sia solo stato un incidente senza conseguenze. Vedremo. Pensiamo che un massimo intermedio potrebbe essere raggiunto domani sera.

Commento del 14 febbraio

La seduta negativa in Europa ci sorprende - per fortuna Wall Street rimette tutto a posto

Ieri le borse europee hanno perso un -0.5% nell'ultima mezz'ora di contrattazioni. Il risultato é stata una seduta negativa che ci ha leggermente sorpreso. Pensavamo che il rimbalzo dal minimo di venerdì scorso sarebbe durato più a lungo. L'impressione é che ci siano ancora parecchi investitori con i nervi tesi - appena c'é una nuvola all'orizzonte c'é qualcuno che vende. Forse ci sono ancora troppi traders che speculano long e abbandonano facilmente e velocemente la scommessa temendo ulteriori cedimenti. I tassi d'interesse però non salgono più e il minimo di venerdì scorso é solido. Di conseguenza a corto termine manteniamo lo scenario positivo descritto nell'analisi del fine settimana e nei commenti serali.
L'Eurostoxx50 é caduto a 3341 punti (-0.81%). Ha perso in totale 27 punti - 18 dei quali nell'ultima mezz'ora coi contrattazioni - ha chiuso sul minimo giornaliero ma con modesti volumi. Non ci aspettiamo una continuazione verso il basso ma piuttosto una ripresa del rialzo in direzione dei 3400 punti. Il DAX (-0.70% a 12196 punti) si é comportato in maniera simile - ha perso 60 punti sul finale.
L'unico aspetto che ci preoccupa é la debolezza del settore bancario - l'indice SX7E é sceso a 131.67 punti (-1.30%). Per il secondo giorno consecutivo l'indice ha mostrato debolezza relativa. Potrebbe esserci un problema in grado di contagiare i listini europei. C'é un solido supporto intorno ai 130 punti. Solo se questo supporto venisse attaccato e rotto bisognerebbe cominciare a preoccuparsi. Ovviamente la borsa italiana subisce le conseguenze della debolezza delle banche. Quella di ieri é stata la peggiore chiusura del FTSE MIB dell'anno (-1.35% a 22034 punti). Non abbiamo niente da aggiungere al commento serale: "Con questa perdita di 302 punti e la chiusura sul minimo il grafico del FTSE MIB peggiora e ci fa temere la rottura al ribasso. Strano visto che gli altri indici europei sembrano aver trovato un solido minimo venerdì scorso e ora dovrebbero lentamente risalire. È il secondo giorno che la borsa italiana mostra debolezza relativa. Forse si sta verificando quello che temevamo da tempo. L'incertezza sul fronte politico, la debole crescita economica e l'enorme debito pubblico stanno spaventando gli investitori stranieri che vendono. Conoscete la nostra opinione fondamentale negativa. Consigliamo prudenza ora che anche il quadro tecnico si sta deteriorando."

Per fortuna l'S&P500 (+0.26% a 2662.94 punti) é riuscito ieri sera a ribaltare una situazione di partenza negativa. Pensavamo che la seduta sarebbe finita con una perdita dopo l'impressionante recupero dal minimo di venerdì a 2532 punti. Invece i rialzisti non hanno mollato la presa. Formalmente si é trattato di una seduta in trading range che lascia intatto il rialzo di corto termine - l'S&P500 dovrebbe risalire sui 2700 punti prima di incontrare nuovamente resistenza da parte dei venditori.
L'S&P50 ha aperto in calo a 2645 punti. Subito é caduto sul minimo a 2637 punti ma é velocemente risalito a 2648 punti. Qui ha fatto una pausa di ore per poi balzare a metà seduta sui 2662 punti. In seguito é oscillato su questo livello fino alla chiusura (+0.26% a 2662.94 punti) con un massimo giornaliero a 2668 punti. Ancora una volta gli investitori hanno favorito il settore tecnologico (Nasdaq100 +0.46% a 6553 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4031 su 2694, NH/NL a 123 su 318 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é ferma a 24.97 punti (-0.64) - la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.73. Come pensavamo sta tornando la calma - il range giornaliero é in diminuzione dopo la forte volatilità di settimana scorsa.

Stamattina il Giappone ha presentato dei dati deludenti sulla crescita economica (PIL +0.5%, stime a +1.0%). La borsa (Nikkei) reagisce con un -0.48%. Le borse asiatiche in generale seguono invece gli Stati Uniti. Shanghai é in guadagno del +0.5%. Il future sull'S&P500 sale a 2668 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 vale ora 3358 punti - le borse europee aprirano con un balzo del +0.5%. Questo non basta a recuperare le perdite di ieri. Sembra che le borse europee perdano terreno rispetto all'America. Oggi dobbiamo studiare questo fenomeno...

Commento del 13 febbraio

Fase di assestamento

Venerdì verso le 19.40 le borse hanno toccato il fondo e hanno raggiunto un solido minimo. La correzione di febbraio é così terminata. Da questo minimo l'S&P500 é rimbalzato un centinaio di punti. Ieri le borse europee hanno recuperato questa fase di rimbalzo e sullo slancio sono salite ancora qualche punto. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +1.27% a 3368 punti. La maggior parte del guadagno si é verificato in apertura e nei primi 40 minuti di contrattazioni. Poi il mercato é semplicemente oscillato in laterale. Dopo il forte rimbalzo dal minimo ora i mercati si stanno assestando. Questo significa che cercheranno un livello di equilibrio tra il massimo ed il minimo annuali. Durante il fine settimana abbiamo descritto lo scenario per le prossime settimane - ieri sera, nei commenti sui vari indici, abbiamo dato delle indicazioni di massima su quelli che potrebbero essere dei livelli di equilibrio per le prossime sedute. I dettagli sono difficili da definire - in una decina di sedute le borse sono passate dall'ipercomperato all'ipervenduto - sono crollate dai massimi annuali o storici ai minimi annuali. Ora gli speculatori e i traders devono aggiustare le posizioni e si muovono in maniera disordinata da posizioni long a short e viceversa - la volatilità deve però diminuire e gli indici azionari assestarsi. Per gli investitori la prossima decina di sedute sarà insignificante - per saldo i cambiamenti saranno modesti.
Le altre borse europee si sono comportate come l'Eurostoxx50. DAX (+1.45% a 12262 punti) e SMI (+1.61% a 8822 punti) hanno fatto meglio. Il FTSE MIB italiano (+0.77% a 22336 punti) invece é rimasto indietro. Forse é un caso - forse é una conseguenza della debole prestazione del settore bancario (SX7E +1.01% a 133.41 punti) - forse la forza relativa mostrata nelle ultime settimane sta sparendo. Dopo solo una seduta fuori dal coro non possiamo ancora dare un giudizio definitivo - teniamo d'occhio lo sviluppo della situazione.

A Wall Street la seduta é stata positiva. A causa di un errore nel nostro calendario pensavamo che ieri fosse una giornata di festa. Invece il Washington Birthday é solo tra una settimana - si scusiamo per l'informazione sbagliata che abbiamo corretto nel corso della giornata. L'S&P500 ha aperto a 2644 punti e nella prima ora é ancora caduto a 2623 punti. Dopo aver chiuso il gap con venerdì é ripartito al rialzo e ad ondate ha raggiunto un massimo a 2672 punti. Solo finale si é sgonfiato ed ha chiuso a 2656.00 punti (+1.39%). Ovviamente la tecnologia ha fatto meglio (Nasdaq100 +1.73%) - subito gli investitori sono corsi a comperare i "soliti" settori. La seduta al NYSE é stata molto positiva con A/D a 5058 su 1773, NH/NL a 84 su 392 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é scesa a 25.61 (-3.45) - la CBOE Equity put/call ratio é tornata normale a 0.67. I rimbalzi di settimana scorsa si erano fermati sotto la MM a 50 giorni che scorre ora a 2719 punti. È probabile che gli investitori, che imparano da quello che vedono, cominceranno a vendere prima. Crediamo di conseguenza che l'S&P500 si fermerà nei prossimi giorni sui 2650-2700 punti. A corto termine non ci aspettiamo sostanziali movimenti.

Stamattina torna la calma - l'Eurostoxx50 aprirà sui 3367 punti e quindi praticamente invariato. La spinta di rialzo dal minimo di venerdì si é spenta - il future sull'S&P500 riperde 13 punti a 2642 punti. Le borse asiatiche sono in generale in positivo (Shanghai +1.00) - solo il Nikkei ha perso il -0.75%.

Ieri sera Donald Trump ha reso noto il suo piano da 1500 Mia di USD di investimenti in infrastrutture. Ci sono però alcuni problemi. 1500 Mia non bastano per risanare l'infrastruttura americana dopo decenni di insufficiente manutenzione - secondo le stime di esperti ci vorrebbe il triplo di questa cifra. Inoltre nel progetto di Trump lo Stato Centrale dovrebbe mettere a disposizione solo 200 Mia. Il resto deve venire dai singoli Stati membri e da investitori privati - questo non é realistico. Da ultimo ci si rende conto che Donald Trump é bravo a spendere ma sta creando una voragine nei conti degli Stati Uniti già pesantemente indebitati. Alcune settimana fà i suoi progetti venivano accolti con cieco entusiasmo - ora il vento é cambiato - prevale lo scetticismo e si alzano voci critiche. La luna di miele di Donald Trump con i mercati finanziari é finita - é durata anche troppo a lungo. 
 
Aggiornamento del 12 febbraio

La discussione si sposta sul debito ed i tassi d'interesse

I media hanno discusso durante il fine settimana le ragioni della forte correzione delle borse nel mese di febbraio. Si punta il dito sul fatto che le azioni sono molto care e sull'aumento dei tassi d'interesse. Non é una novità - é solo sorprendente che gli investitori hanno ignorato questi aspetti per mesi mentre nell'euforia gli indici azionari passavano da un record al successivo. Ora ci si rende conto che i repubblicani nei prossimi anni hanno l'intenzione di continuare a fare debiti - contemporaneamente la FED intende alzare i tassi d'interesse di riferimento e diminuire la somma di bilancio lasciando scadere senza rinnovarli trillioni di titoli di Stato. Chi finanzierà nel futuro il debito degli Stati Uniti e a quale prezzo ? Nessuno ha una risposta e l'incertezza pesa sui mercati finanziari facendo lievitare i tassi d'interesse e cadere le borse. È evidente che la spensieratezza é sparita lasciando il posto ad una certa preoccupazione che renderà nei prossimi mesi i mercati decisamente volatili - forse quest'anno non rivedremo più la VIX sotto i 10 punti - accettiamo scommesse.
Stamattina sullo slancio di venerdì il future sull'S&P500 guadagna altri 16 punti a 2635 punti. Ci sembra eccessivo e unicamente una conseguenza del buon comportamento delle borse asiatiche (Nikkei chiuso, Shanghai +1.0%). I tassi d'interesse sono in leggero aumento. Di conseguenza crediamo che dopo la buona apertura (+1.2%) le borse europee ritracceranno e si fermeranno.
Pensavamo che oggi in America fosse un giorno di festa - Washington's Birthday o President Day. Invece il nostro calendario di borsa ci ha dato un'informazione sbagliata - il termine esatto é lunedì 19 febbraio.

Commento del 10-11 febbraio

L'S&P500 crolla sulla MM (media mobile) a 200 giorni e risale - reversal day e fine della correzione ?

Preciso come un orologio svizzero venerdì l'S&P500, dai 2581 punti di giovedì, é nuovamente crollato su un nuovo minimo annuale a 2532 punti. Poi é risorto come una fenice in quello che é evidentemente un key reversal day. L'indice é risalito fino ai 2638 punti ed ha chiuso a 2619.55 punti (+1.49%). La MM a 200 giorni si situa a 2539 punti - questo era l'obiettivo classico di una correzione - l'indice ha effettuato una falsa e marginale rottura al ribasso e in seguito ha mostrato una convincente reazione di 106 punti dal minimo e ha terminato la seduta con un guadagno di 38 punti. Gli alti volumi di titoli trattati (volume relativo a 1.6) confermano che questo non é solamente un rimbalzo tecnico - é molto probabile che questa correzione é finita con un solido e sostenibile minimo - l'S&P500 dal massimo storico del 26 gennaio a 2872 punti ha perso il -11.8%. Per definizione o convenzione una correzione é tale se la caduta supera il -10%.
Per terminare la correzione ci voleva panico - venerdì la volatilità VIX si é impennata fino a 41.06 punti e ha chiuso a 29.06 punti (-4.40). Il massimo di lunedì a 50.30 punti non é stato superato. Siamo però in presenza di valori molto alti e di una divergenza positiva e questo dovrebbe bastare. La CBOE Equity put/call ratio é lievitata a 0.88. Per la prima volta il valore ha superato i 0.80 come ci eravamo augurati.
Infine nel commento di mercoledì 7 febbraio vi avevamo indicato che ci sarebbe stato bisogno che anche le utilities partecipassero ad una seduta positiva in maniera da essere sicuri che anche sul fronte dei tassi d'interesse la situazione si stava distendendo - venerdì le utilities hanno guadagnato il +2.03%.
Non siamo pienamente convinti di questo rimbalzo e della solidità del minimo - la reazione sulla MM a 200 giorni é stata troppo ovvia e il settore dei trasporti non ha partecipato (-0.23%) come dovuto. È però sicuro che sul corto termine l'S&P500 deve risalire e che per un pò i ribassisti staranno tranquilli. È infine evidente che qualcosa é cambiato. Dall'elezione di Donald Trump a novembre del 2016 la borsa americana era salita con una impressionante regolarità passando da un record al successivo. Ora questa serie si é interrotta con una brutale e veloce correzione. Vediamo quali sono le consequenze e qual'é il probababile scenario per le prossime settimane e mesi.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -5.97% a 3326 punti              
DAX                         -5.30% a 12107 punti
SMI                          -5.84% a 8682 punti
FTSE MIB                  -4.46% a 22166 punti
S&P500                    -5.16% a 2619.55 punti
Nasdaq100               -5.14% a 6412 punti

Venerdì le borse europee hanno avuto un'altra seduta negativa. Non vogliamo però perdere tempo con l'analisi di questa giornata. L'Europa segue l'America e quindi é molto probabile che anche le borse europee abbiamo toccato un minimo significativo e che questa correzione sia terminata. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 3326 punti (-1.52%) - nel primo pomeriggio ha toccato un minimo a 3306 punti - nel dopo borsa (sulla base del valore del future) é crollato fino ai 3256 punti e alle 22.00 é risalito a 3350 punti. Vedete che le borse europee hanno raggiunto un minimo insieme all'America e formalmente hanno avuto un reversal.
Il DAX si é comportato alla stessa maniera con un minimo giornaliero verso le 14.00 a 12003 punti, una chiusura ufficiale a 12107 punti (-1.25%), un crollo nel dopo borsa fino ai 11900 punti e un valore alle 22.00 a 12212 punti. 

Ci sono parecchi esempi di correzioni nella fase terminale di un bull market o dopo una lunga fase di rialzo. In genere il comportamento dopo la prima forte correzione é un periodo di volatilità di una decina di giorni fino a tre settimane. È probabile che ora ci sia una fase di assestamento con gli indici ad oscillare tra il massimo ed il minimo della settimana appena trascorsa. Tra circa un mese dovrebbe esserci ancora un test dei minimi di venerdì. L'esito di questo test é incerto - potrebbero esserci dei minimi discendenti (vale a dire che gli indici potrebbero ancora toccare a fine febbraio - metà marzo nuovi minimi annuali) ma poi dovrebbe esserci una fase positiva fino all'inizio dell'estate. Questo é lo scenario tipico di una fase di formazione di base a W. Nelle previsioni 2008 abbiamo dichiarato che la prima correzione superiore al 10% avebbe segnato la fine del bull market iniziato nel 2009 e l'inizio di un bear market. Questa regola é ancora valida in termini generali ma bisogna andare nei dettagli. È molto probabile che il bull market stia finendo - é però possibile che nei prossimi mesi l'S&P500 salga ancora sopra i 2872 punti (record storico del 26 gennaio). Possiamo escludere l'accelerazione finale esponenziale di tipo esaustivo con obiettivo sui 3400 punti. Abbiamo più volte descritto questa variante sostenuta da Grantham e Dalio. La premessa era però una salita continua senza correzioni e il crollo dell'ultima settimana rende questo scenario decisamente improbabile. Non possiamo però a priori escludere che l'S&P500 abbia ancora una fase di rialzo fino ai 3000 punti come ipotizzato nelle previsioni 2018 - molto dipende dalla forza e partecipazione alla fase di rialzo che inizierà settimana prossima.
In generale l'economia mondiale é ancora in crescita. L'ambiente é però surriscaldato e sul fronte dei consumi esistono parecchi segnali di stanchezza. La normalizzazione della politica monetaria da parte delle Banche Centrali provoca un rialzo dei tassi d'interesse che in termini reali devono tornare positivi. Il periodo d'oro iniziato nel 2009 sta finendo e le borse anticiperanno il top dell'economia con un top degli indici azionari. Questo top potrebbe essersi verificato a gennaio di quest'anno per alcune borse forti come America (DJ Industrial, S&P500, Nasdaq), Germania (DAX) o Svizzera (SMI). Forse il top é rimandato all'estate e nuovi massimi storici marginali sono ancora possibili. Il potenziale di rialzo é però modesto mentre i rischi di ribasso, come ha dimostrato il mese di febbraio, sono invece considerevoli.
Riassumendo nell'immediato i mercati azionari hanno trovato un solido minimo. Nelle prossime settimane la borse dovrebbero recuperare e quindi i traders devono tendenzialmente operare long. I minimi di venerdì verranno nelle prossime settimane ritestati. Non crediamo però che sia già iniziata una sostenibile e duratura fase di ribasso malgrado che la tendenza di fondo della borsa americana sia diventata ribassista (19.1% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percenti Index sul NYSE a 47.90). È probabile che insieme ad una fase di ribasso dei tassi d'interesse dopo l'impennata di gennaio, le borse abbiano ancora una fase positiva fino a metà anno. Gli investitori devono però, in un ottica di lungo termine, cominciare a ridurre la posizioni azionarie. I rimbalzi delle prossime settimane e le fasi positive dei prossimi mesi devono essere utilizzate per vendere. Si deve unicamente comperare nell'ottica di posizioni long della durata di settimane - massimo mesi. Grazie all'analisi tecnica sarà possibile fare delle interessanti operazioni di trading.

Pensavamo che lunedì in America fosse un giorno di festa - Washington's Birthday o President Day. Invece il nostro calendario di borsa ci ha dato un'informazione sbagliata - il termine esatto é lunedì 19 febbraio.
In Europa avremo una seduta positiva. Dopo la buona apertura é però probabile che non succeda più nulla.

Commento del 9 febbraio

L'inevitabile seconda spinta di ribasso é già arrivata - manca il panico

Le fasi si stanno susseguendo a ritmo serrato. Al rimbalzo di martedì e mercoledì ieri é già seguita l'attesa seconda spinta di ribasso. La pausa di distribuzione é mancata ma questo era possibile - ieri mattina, parlando dell'S&P500 avevamo fornito questo orizzonte temporale: "La pausa sotto i 2719 punti (...) dovrebbe durare alcune ore o alcune sedute." In effetti ieri le borse sono rimaste relativamente tranquille fin verso le 15.00. Poi sono tornate le vendite e le borse sono nuovemente crollate. La chiusura ha bloccato la caduta delle borse europee. L'Eurostoxx50 si é fermato a 3377 punti (-2.24%) con un minimo a 3360 punti - il DAX é sceso fino a 12187 punti e ha terminato la giornata a 12187 punti (-2.62%). Per inciso vi ricordiamo che avevamo dei limiti d'acquisto per chiudere delle vecchie posizioni short a 3360 punti di Eurostoxx50 e a 12200 punti di DAX! Gli altri indici azionari che seguiamo regolarmente hanno seguito disciplinati (FTSE MIB -2.26% a 22466 punti e SMI a 8763 punti -2.36%). Quello di ieri può essere considerato l'atteso test dei minimi di febbraio. In alcuni casi il test é sfociato in un nuovo minimo mensile marginale. Non crediamo che le borse debbano scendere sensibilmente più in basso. La prossima fase dovrebbe essere un rally di sollievo di alcune settimane. Chi vuole può già cominciare a comperare. Nelle prossime sedute é però possibile che ci sia ancora una spinta di ribasso - questo perché in America non abbiamo ancora osservato abbastanza panico per un minimo solido e definitivo. Tecnicamente le borse europee sarebbero abbastanza ipervendute per iniziare già ora un ampio movimento di recupero.

In America si é verificato un altro crollo. L'S&P500 ha aperto sul massimo a 2681 punti e ha chiuso sul minimo a 2581.00 punti (-3.75%). Non c'é bisogno molto per descrivere l'andamento della seduta - ad ondate irregolari l'indice é sceso per tutta la giornata e i ribassisti hannno tenuto il controllo delle operazioni dall'inizio alla fine. La tecnologia ha subito la stessa fine (Nasdaq100 -4.19% a 6306 punti). I dati della giornata sono interessanti - la seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 846 su 6038, NH/NL a 91 su 1476 e volume relativo a 1.5. La volatilità VIX é salita a 33.46 punti (+5.73) e la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.75. Cosa notate ? Il numero di nuovi minimi a 30 giorni (NL) é stato di soli 1476 contro i 2957 di martedì - la pressione di vendita a livello di partecipazione sta diminuendo. I dati sul sentiment sono ancora relativamente bassi. Martedì la VIX era salita a 50 punti - noi ci aspettavano che la CBOE Equity put/call ratio salisse ancora più in alto - non abbiamo ancora avuto un giorno sopra i 0.8 - minimi significativi degli indici azionari sono normalmente accompagnati da impennate del put/call ratio a 0.90-0.95. Combinando questi fattori sembra che la correzione é praticamente terminata ma ci vorrebbe maggiore panico per un solido minimo definitivo. Forse ci vuole ancora un rimbalzo e una terza spinta di ribasso. In questo momento non lo sappiamo ancora. Nel commento di martedì mattina 6 febbraio abbiamo scritto che l'obiettivo classico di una correzione a medio termine sarebbe la MM a 200 sull'S&P500 che é ora a 2538 punti. Nel rimbalzo l'S&P500 ha rispettato esattamente questi livelli - é possibile che anche la spinta di ribasso segua le stesse regole - mancano solo 43 punti...

Stamattina si comincia con una reazione. Alle 07.30 il future sull'S&P500 era a 2602 punti (+8 punti) - ora, alle 08.20, il future é già a 2609 punti (+15 punti). Significa che l'indice vale 2611 punti - una differenza di +30 punti rispetto alla chiusura di ieri sera. Questo "salva" le borse europee che apriranno in calo ma con perdite contenute. L'Eurostoxx50 vale ora 3359 punti (-18 punti).
Le borse asiatiche sono deboli - il Nikkei ha perso il -2.27%, Shanghai lascia un -4.1% sul terreno. In America i politici litigano ancora sul budget dello Stato - in mancanza di un accordo potrebbe esserci ancora un shut down dell'Amministrazione. Un compromesso all'ultimo minuto sarebbe invece una notizia in grado di far rimbalzare la borsa. Vedremo alle 14.00 come si presenta la situazione prima dell'apertura a Wall Street.

Commento dell'8 febbraio

I minimi di martedì devono essere testati - pausa di distribuzione dopo il rimbalzo tecnico

Ieri il rimbalzo tecnico si é esteso all'Europa sotto forma di una seduta decisamente positiva. Gli indici hanno aperto in positivo, hanno mantenuto i guadagni la mattina e sono ulteriormente saliti nel pomeriggio per chiudere vicini ai massimi giornalieri e con consistenti plusvalenze. Concretamente l'Eurostoxx50 ha terminato la giornata a 3454 punti (+1.76%) - il DAX é salito a 12590 punti (+1.60%). Altri indici più volatili come quello della borsa italiana (FTSE MIB +2.86% a 22986 punti) o quello delle banche europee (SX7E +2.04% a 136.13 punti) hanno fatto meglio. La forte correzione o mini crash iniziato a febbraio ha sconvolto gli indicatori che sono momentaneamente inutilizzabili - bisogna aspettare un assestamento per poter ricominciare a basare le previsioni sugli abituali parametri. Per ora funzionano unicamente gli indicatori di sentiment e l'analisi a onde - solo in America, dove l'analisi tecnica é più usata e seguita, ci sono dei valori di riferimento su cui basarsi per prevedere i prossimi sussulti a corto termine. Uno di questi l'abbiamo citato ieri nel commento pomeridiano (14.00) sull'S&P500: "Nel frattempo l'S&P500 dovrebbe salire fino alla MM a 50 giorni (2718 punti), fermarsi e distribuire." Vediamo cosa é successo a Wall Street.
Il rimbalzo tecnico delle borse é finito puntuale ieri sera in America. L'S&P500 ha aperto in calo di 10 punti a 2685 punti. Nelle prime due ore di contrattazioni é riuscito ancora a salire a 2727 punti. Poi la spinta fornita dal rimbalzo tecnico si é esaurita e l'indice é nuovamente scivolato a 2990 punti. È oscillato per ore in laterale in una trentina di punti e ha chiuso sul minimo a 2681.66 punti (-0.50%). Gli investitori più nervosi (forse i piccoli privati ?) hanno venduto AGMAF - tutti questi titoli erano in netto calo (ca. -2%) e il Nasdaq100 é sceso del -1.26% a 6582 punti. La seduta al NYSE é stata nuovamente negativa con A/D a 3177 su 3643, NH/NL a 114 su 486 e volume relativo a 1.3. La volatilità VIX é scesa a 27.73 punti (-2.25) mentre la CBOE Equity put/call ratio é a 0.68.
La MM a 50 giorni dell'S&P500 scorre a 2719 punti - il massimo ieri é stato di 2727 punti - l'S&P500 sembra rispettare questa regola tecnica. È di conseguenza probabile che ora l'S&P500 si debba fermare sotto questo livello e poi ci dovrebbe essere un'altra spinta di ribasso e il test del minimo di febbraio. La pausa sotto i 2719 punti (il valore é indicativo - i mercati sono molto volatili - una foratura di 10-15 punti é possibile) dovrebbe durare alcune ore o alcune sedute. Ci deve essere qualcosa che spaventi nuovamente gli investitori, già con i nervi tesi, e scateni la seconda ondata di  vendite. Teniamo d'occhio i tassi d'interesse e seguiamo i dati economici che potrebbero suggerire inflazione.
Naturalmente gli altri mercati azionari seguiranno l'esempio dell'America. Ieri sera l'S&P500 ha chiuso in perdita e quindi stamattina l'Europa aprirà in calo. Poi ci sarà una pausa.

Le borse asiatiche oggi sono miste. La Cina ha reso noto che il surplus della bilancia commerciale é in forte calo. Lo Yuan si é indebolito e la borsa é in calo (Shanghai -1.5%). Il Nikkei invece guadagno il +1.17%. Il future sull'S&P500 é a 2673 punti (+5 punti).
L'Eurostoxx50 vale ora 3430 punti - le borse europee apriranno in calo del -0.5%. Oggi prevediamo una seduta molto meno volatile delle precedenti con una chiusura vicina ai valori d'apertura.

Nelle nostre previsioni per il 2018 abbiamo scritto che una correzione dell'S&P500 del -10% dal massimo avrebbe segnato la fine del bull market e l'inizio del bear market. Abbiamo indicato i 2600 punti di S&P500 come un valore critico. Martedì il minimo é stato a 2593 punti. Naturalmente non possiamo prendere una decisione sulla base di una rottura marginale e fugace. Ci vorrebbe per lo meno una chiusura settimanale sotto questo livello. Nell'analisi del fine settimana discuteremo però questa eventualità.

Oggi a causa di un impegno improvviso sono in Ticino e sono occupato durante tutta la giornata.
Non posso pubblicare i commenti delle 14.00 - scusate.

Commento del 7 febbraio

L'America rimbalza - manca ancora una spinta di ribasso con un minimo ascendente - poi la correzione é finita

Ieri gli indici azionari mondiali hanno toccato dei nuovi minimi annuali. Le borse europee hanno ancora chiuso con sostanziali perdite (Eurostoxx50 -2.41% a 3394 punti). A Wall Street invece, dopo le pesanti minusvalenze di lunedì, si é verificato un considerevole rimbalzo tecnico (S&P500 +1.74% a 2695.14 punti). Dopo questa prima reazione é molto probabile che ci sia ancora una spinta di ribasso. I minimi di ieri devono essere testati. Se questo test si conclude con un minimo ascendente la correzione sarà formalmente terminata. Solo i traders e gli analisti tecnici hanno ancora un problema - i futures sono scesi molto più in basso degli indici - non é quindi chiaro dove si trovano esattamente i minimi di riferimento. Facciamo due esempi.
Ieri il DAX (-2.32% a 12392 punti) durante la seduta é sceso fino a 12232 punti - il future si é inabissato fino a 11689 punti! I valori corrispondenti per l'S&P500 sono 2593 punti (minimo durante la seduta) e 2530 punti (minimo per il future). In linea di massima valgono i valori conseguiti durante la seduta a mercati aperti. I future sul Globex hanno talvolta una scarsa liquidità che provoca prezzi completamente distorti.

Ieri é stata una giornata campale con molta volatilità e un alternanza di panico e speranza. Gli indici hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri e questo lascia ben sperare. Significa che i rialzisti cominciano a reagire e ci sono compratori. È però molto probabile che ci sia ancora una spinta di ribasso e molto improbabile che ci sia una ripresa a V. Non crediamo che da qui le borse risaliranno come se nulla fosse. Dopo il terremoto di inizio febbraio ci saranno bisogno di parecchie sedute per riparare i danni - i mercati devono prima calmarsi e fare base.
Le borse europee hanno chiuso un 1% sopra i minimi ma ancora con sensibili perdite che si sono aggirate attorno al -2.4%. Per la cronaca l'indice delle banche SX7E ha perso il -2.51% a 133.41 punti. Il minimo é stato a 132.06 punti e quindi esattamente sull'obiettivo a 132 punti. Magari é solo un caso - questo sembra essere l'unico indice che ha rispettato livelli tecnici nel marasma di ieri. La seduta in Europa si é svolta con un occhio rivolto all'America - sono i mercati americani ad aver condotto il ballo. Vediamo quindi cosa é successo a Wall Street.

L'S&P500 ha aperto sul minimo a 2593 punti. Subito c'é stato un rally - poco dopo le 16.00 l'indice ha raggiunto i 2676 punti e molti hanno tirato un sospiro di sollievo - sono seguite ore di forti oscillazioni intorno alla chiusura di lunedì (2648 punti) - l'indice é passato più volte dal positivo al negativo e viceversa. Solo verso le 20.30 é ripreso il rialzo - l'S&P500 ha raggiunto un massimo a 2693 punti e ha chiuso poco sotto a 2695.14 punti (+1.74%). Naturalmente tutti si sono buttati sulla tecnologia (Nasdaq100 +2.62% a 6666 punti) e hanno trascurato le utilities (-1.57%). Peccato perché se le utilities salivano (sono titoli ad alto dividendo e dipendenti dai tassi d'interesse) significava che il problema era risolto.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4703 su 2170 e volume relativo a 1.9. I rapporti nuovi massimi su nuovi minimi sono terribile - NH/NL a 65 su 2957. Vi ricordate quando durante il rialzo definivamo valori di NH sui 600-1000 come insufficienti o suboptimali? La volatilià VIX durante la seduta é esplosa su un massimo a 50.30 punti ! A fine giornata é tornata a 29.98 punti (-7.34). Ieri molti prodotti derivati sulla VIX erano sospesi dalle contrattazioni - per questo é anche tornata la calma a Wall Street. La faccenda però non é risolta - ancora molti traders sono intrappolati in posizioni short insostenibili.

Stamattina il future é a 2673 punti (-21 punti). Nelle ultime ore si é mosso tra i 2662 ed i 2697 punti. La volatilità é ancora alta.
Le borse asiatiche sono miste - il Nikkei ha guadagnato il +0.15%, Shanghai sta perdendo il -1.7%. L'Eurostoxx50 vale ora (08.00) 3425 punti. Le borse europee apriranno con sensibili guadagni (ca. +1%). Probabilmente aspetteranno indicazioni da Wall Street per sapere quale direzione prendere. Restiamo dell'idea che manca un test dei minimi di ieri - non sappiamo però se già oggi ci deve essere ancora un tuffo prima della fine definitiva della correzione o se questo processo slitta a giovedì o venerdì.

In generale la correzione ha fatto danni. Le performance 2018 dei mercati europei sono negative. L'S&P500 guadagna ancora un +0.81% ma ha perso un -10% dal massimo. È possibile che le borse non riusciranno più a riprendersi e che i massimi di gennaio siano anche i massimi annuali. Discuteremo questa eventualità durante il fine settimana.

Commento del 6 febbraio

Doveva essere una correzione, non un crash - minimo imminente

Ieri si sono rotte le dighe, gli investitori sono stati travolti dal panico e le borse sono decisamente crollate. Non ci aspettavamo questa reazione a catena visto che non erano apparsi nessuno dei sintomi che hanno caratterizzato precedenti crash. Purtroppo ogni situazione é diversa - probabilmente i mesi di "ipercomperato, eccesso di rialzo, illimitata e ingiustificata fiducia da parte degli investitori e la forte speculazione al rialzo" hanno provocato una valanga inarrestabile una volta che il mercato ha cominciato a "mollare". La correzione si é trasformata in un crash e tutti i nostri obiettivi sono stati superati al ribasso.
Ora c'é poco da analizzare. Ieri gli indici azionari di mezzo mondo hanno subito pesanti perdite e hanno chiuso sui minimi giornalieri superando qualsiasi barriera tecnica. Supporti, limiti inferiori delle Bollinger Bands, MM e ipervenduto non hanno bloccato la caduta ed ora é impossibile sapere dove si formerà un minimo intermedio e dove ci sarà una prima sostanziale reazione. L'unica cosa che é certa é che il minimo é imminente - manteniamo questa previsione che abbiamo formulato negli scorsi giorni e che viene sottolineata dagli indicatori di sentiment. Ieri sera la volatilità VIX é esplosa a 37.32 punti (+20.01). Il panico é un'ottima premessa per la  fine del crash. Attenzione però che ci possono essere ancora un paio di giorni di caduta libera.
Per il resto c'é poco da dire. Le borse europee hanno subito sensibili perdite (Eurostoxx50 -1.26% a 3478 punti, DAX -0.76% a 12687 punti) ma la caduta ha accelerato nel dopo borsa quanto le vendite hanno travolta i listini a New York. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3374 punti, il DAX era sceso a 12260 punti - l'apertura stamattina é prevista su questi livelli.

Ieri sera l'S&P500 ha chiuso a 2648.94 punti. Il future é però sceso sotto i 2600 punti. L'S&P500 ha aperto a  2741 punti all'inizio é ancora salito a 2763 punti. Poi lentamente sono ritornati i venditori. L'indice é sceso ed ha accelerato fino ad un minimo a 2638 punti. È rimbalzato a 2700 punti ed é ricaduto in chiusura a 2649 punti, segno evidente che c'é ancora chi é obbligato a vendere. Tutti gli indici hanno seguito - il Nasdaq100 é sceso a 6495 punti (-3.91%) con A/D a 0 su 100. La seduta al NYSE é stata pessima con A/D a 756 su 6209, NH/NL a 71 su 2688 (!!!) e volume relativo a 1.6. La CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.73 - ci aspettavamo un valore più alto e questo ci fà temere che ci sono ancora troppi irriducibili traders long. Probabilmente ci deve ancora essere delle sedute negative.

Stamattina i mercati sono molto nervosi e volatili. Le borse asiatiche sono crollate seguendo New York (Nikkei -4.76%, Shanghai -3.2%). Il future sull'S&P500 si é mosso durante la notte tra i 2529 ed i 2634 punti. Ora é a 2594 punti (-13 punti). Le borse europee apriranno con perdite intorno al -3.5% - l'Eurostoxx50 vale ora 3358 punti. Chi ha i nervi saldi può cominciare a comperare qualcosa.
I tassi d'interesse sono in calo - questo ad un certo punto dovrebbe dare sostegno al mercato -  chi vende ancora adesso sono solo gli speculatori che non hanno più i margini per tenere aperte posizioni long. Questo processo continuerà fino a quando la valanga non si arresterà. La MM a 200 giorni sull'S&P500 é a 2533 punti. Questo sarebbe l'obiettivo classico di una correzione a medio termine - é solo che questa correzione ha solo 6 giorni di vita...

Aggiornamento del 5 febbraio

Consolidamento ?

Dopo la caduta delle borse europee ed americana di venerdì era ovvio che stamattina anche gli asiatici avrebbero in buona parte seguito (Nikkei -2.53%, Shanghai +0.73%). Di conseguenza anche i futures americani sono ancora in calo (S&P500 a 2751 punti, -5 punti). I tassi d'interesse sono però fermi e per il resto regna la stabilità. È quindi probabile che stamattina le borse europee fermeranno la caduta e tenteranno un recupero. Gli investitori e sopratutto i traders sono però nervosi e quindi c'é da aspettarsi una seduta volatile. Non é ancora possibile capire se le borse ricominceranno a salire dai livelli attuali o se invece l'S&P500 deve completare all'inizio di questa settimana la correzione cadendo fino ai 2700 punti.
L'Eurostoxx50 vale ora (08.30) 3500 punti. Le borse europee apriranno con perdite intorno al -0.7%. Gli indici si trovano però sul livello già raggiunto venerdì sera alle 22.00 e quindi la giornata non sembra iniziare in maniera particolarmente negativa. I future si stanno muovendo sensibilmente e questa é una buona premessa per una giornata turbolente.
Stamattina le borse europee, già ipervendute, tenteranno un recupero. Decisivo sarà però l'intervento e l'attitudine degli americani. Leggete a questo riguardo il commento sull'S&P500 delle 14.00 - in quel momento sarà più facile capire come terminerà la giornata e cosa ci riserva la settimana.

Commento del 3-4 febbraio

La correzione si sta sviluppando - c'é già un pò di panico...

Venerdì le borse sono crollate - almeno questa é l'impressione che hanno avuto la maggior aperte degli investitori dopo mesi di rialzo e innumerevoli sedute durante le quali l'S&P500 non aveva mai perso più del -0.6%. Venerdì scorso l'S&P500 aveva chiuso sul massimo giornaliero e nuovo massimo storico a 2872.87 punti - questo venerdì l'S&P500 ha terminato la seduta vicino al minimo giornaliero e con una pesante perdita di 60 punti (-2.12% a 2762.13 punti). Nell'arco della settimana l'indice guida americano ha lasciato il -3.85% sul terreno. Era evidente che presto o tardi l'indice doveva correggere - all'inizio della settimana avevamo riconosciuto i sintomi di quello che si stava preparando. Ora si tratta di capire se questa correzione deve continuare e quali conseguenze avrà sulle tendenze a medio termine.
Qui abbiamo un problema di obiettivi. Le borse europee sembrano già aver completato la correzione. L'Eurostoxx50 é sceso a 3523 punti (-1.51%) - il nostro obiettivo era a 3525 punti - alle 22.00 l'indice valeva 3503 punti. Il minimo di gennaio ed ultimo valido supporto visibile sul grafico é a 2469 punti. Il DAX ha terminato ufficialmente la settimana a 12785 punti (-1.68%). Il nostro obiettivo era a 12800 punti - alle 22.00 l'indice valeva 12712 punti. La MM a 200 giorni, tipico obiettivo di riferimento per una correzione a medio termine scorre a 12748 punti - la candela di venerdì sul grafico é completamente al di fuori del limite inferiore delle Bollinger Bands (12942 punti). Le RSI giornaliere di Eurostoxx50 e DAX si avvicinano ai 30 punti. Insomma - la correzione delle borse europee potrebbe finire adesso - lunedì, se la situazione si sviluppa normalmente, ci deve per lo meno essere un rimbalzo tecnico e in seguito un assestamento. L'alternativa é che si verifichi un crash da panico e provocato dalla chiusura obbligata delle massicce posizioni speculative long accumulate negli scorsi mesi. Non conviene comperare un mercato in caduta libera - é però tardi per vendere e prima di farlo é meglio osservare cosa succedere all'inizio della prossima settimana. In fondo minusvalenze del -1.5% / -2.0% in una giornata non sono niente di speciale. È la percezione degli investitori che é distorta dopo mesi di volatilità troppo bassa.
La correzione della borsa americana sembra invece in pieno svolgimento. Chi ha letto regolarmente i nostri commenti e le nostre analisi sa esattamente che gli obiettivi teorici sono più in basso rispetto ai livelli raggiunti venerdì. L'S&P500 ha chiuso a 2762.13 punti (-2.12%) con un minimo a 2759.97 punti. Nel dopo borsa l'indice é ancora sceso a 2755 punti. Il nostro primo obiettivo a 2750 punti é di conseguenza vicino - al secondo a 2700 punti mancano ancora un -2%. Esistono buone probabilità che la correzione sia già praticamente terminata - questo risolverebbe il problema della sfasatura tra America ed Europa. Lo scenario più probabile é però quello di una continuazione della correzione. Vediamo in quale situazione tecnica si trova la borsa americana e quali scenari si presentano.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.36% a 3523 punti              
DAX                         -4.16% a 12785 punti
SMI                          -3.10% a 9220 punti
FTSE MIB                  -2.74% a 23202 punti
S&P500                    -3.85% a 2762.13 punti
Nasdaq100               -3.74% a 6760 punti

Premettiamo che nei dati tecnici della seduta di venerdì a Wall Street non notiamo nulla che suggerisce l'imminenza di un crash. Notiamo invece degli elementi che normalmente si presentano in vicinanza di un minimo intermedio - se come pensiamo la tendenza di fondo della borsa americana resta al rialzo come finora mostrano gli indicatori (49.5% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni, Bullish Percent Index sul NYSE a 70.58) é probabile che settimana prossima la spinta di ribasso si esaurisce e l'S&P500 risalga.
L'A/D a 779 su 6117 era pessima - é stato venduto praticamernte tutto - questo a corto termine é un segno di panico e esaurimento e normalmente la seduta che segue é positiva con almeno un rimbalzo tecnico. La volatilità VIX é balzata a 17.31 punti (+3.84 punti) - come sapete avevamo previsto che la VIX avrebbe superato i 16 punti - questo segnale di panico potrebbe essere sufficiente per fermare la caduta del mercato. La CBOE Equity put/call ratio doveva salire alcuni giorni sui 0.75-0.80 - venerdì per il primo giorno é balzata a 0.77 - un solo giorno é poco ma potrebbe essere abbastanza.
Venerdì l'S&P500 ha aperto in gap down a 2808 punti. La seduta é stata dominata e controllata dai ribassisti. Ad ondate irregolari l'S&P500 é sceso praticamente tutto il giorno. L'indice ha toccato un minimo a 2760 punti e ha chiuso a 2762.13 punti (-2.12%). La seduta al NYSE é stata molto negativa. Il numero di nuovi minimi a 30 giorni é esploso a 1467 - i nuovi massimi sono scesi a 205. Il netto aumento del volume dei titoli trattati (volume relativo a 1.3) sottolinea la pressione di vendita. Ora i ribassisti hanno il vento in poppa - normalmente dovrebbero cercare di approfittare della situazione e provare di far scendere il mercato più in basso. In questo senso la seduta di lunedì é molto importante. Se come suggeriscono gli indicatori c'é un rimbalzo tecnico il vantaggio psicologico dei ribassisti sparirebbe immediatamente.
Venerdì anche il Nasdaq100 é crollato (-2.05% a 6760 punti). Rotto il supporto a 6800 punti ora l'indice tecnologico dovrebbe scendere sull'obiettivo a 6600 punti - il grafico del Nasdaq100 ci dice che la correzione non é ancora finita. L'indice mostra ancora forza relativa.
Perché le borse sono cadute? Evidentemente esistevano le premesse tecniche - gli indici erano decisamente ipercomperati e gli investitori erano troppo ottimisti. L'elemento scatenante é stato però l'aumento dei tassi d'interesse sia in Europa (Bund decennale a 0.763%) che in America (USTBond decennale a 2.841%). Negli Stati Unti la discussione riguardante i tassi d'interesse é particolarmente intensa. C'é che diceva che se il decennale superava il 2.75% di reddito sarebbe iniziato un rialzo di lungo periodo con conseguenze negativa sulla borsa - c'é invece che sostiene che il livello critico si situa al 3%. Dettagli a parte il veloce rialzo delle ultime settimane del reddito delle obbligazioni ha innervosito gli investitori e scatenato le vendite di realizzo. Noi non crediamo che il prezzo del denaro debba già salire in maniera sensibile. Nei prossimi giorni é però questo il mercato da seguire.

Riassumendo le borse europee, che erano in un trend neutro a medio termine, sembrano aver terminato una correzione che ha portato gli indici dal livello superiore del canale valido da novembre dell'anno scorso a quello inferiore. Esiste un elemento d'incertezza dato dal settore bancario - l'indice SX7E (-1.35% a 138.40 punti) ha perso il supporto a 140 punti e ora in teoria dovrebbe ricadere sui 130-132 punti- forse però stiamo dando un'importanza eccessiva a questi 140 punti che sono stati violati più volte nelle due direzioni. La conseguenza é anche che l'obiettivo della correzione del FTSE MIB (-1.44% a 23202 punti) é poco chiaro.
La borsa americana potrebbe già lunedì tentare di stabilizzarsi e recuperare. Se non ci riesce é probabile che ci debbano essere ancora alcune sedute di ribasso e l'S&P500 debba scendere sui 2700 punti. In questo caso il Nasdaq100 raggiungerà l'obiettivo a 6600 punti. Teniamo d'occhio lo sviluppo dei tassi d'interesse poiché sono questi ad innervosire gli investitori.
Da un punto di vista ciclico settimana prossima dovrebbe verificarsi un minimo.
Lunedì 19 febbraio in America é festa (Washington's Birthday).  

Commento del 2 febbraio

Wall Street sul filo del rasoio - o l'SP500 riprende il rialzo dai 2800+ punti o cade fino a 2700 punti - occhio ai tassi d'interesse

Tra mercoledì e giovedì ci aspettavamo un rimbalzo tecnico delle borse. Questo rimbalzo é stato anemico e si é concentrato in Europa nelle prime ora di contrattazioni e in America in preborsa. Ieri mattina le borse europee hanno ancora accennato una reazione e hanno aperto in positivo. Dai 13189 punti di mercoledì il DAX (-1.41% a 13003 punti) é ancora salito su un massimo a 13301 punti - in questa maniera il nostro obiettivo del rimbalzo a 13300 punti é stato centrato. Questa impennata é però durata poco - il massimo giornaliero é stato toccato alle 09.35 e poi gli indici azionari sono ricaduti. La discesa é stata dolce fino nel primo pomeriggio ed ha accelerato con l'arrivo degli investitori americani. La sera le borse europee hanno chiuso sui minimi giornalieri e con una significativa perdita che costituisce senza dubbio una prematura continuazione della correzione. L'Eurostoxx50 é salito fino ai 3636 punti, ha toccato un minimo a 3567 punti ed ha chiuso a 3577 punti (-0.88%). Una volta rotti i 3600 punti l'obiettivo della correzione si situava sui 3525 punti - il DAX doveva scendere sui 12800 punti. Abbiamo fondati dubbi che questi obiettivi siano corretti. Vediamo due varianti - o le borse toccano già oggi un minimo intermedio e risalgono oppure la correzione deve essere più lunga e profonda. In favore della prima variante c'é il comportamento della borsa americana - ne parliamo dopo. La variante negativa é invece una logica conseguenza della posizione attuale degli indicatori (che lasciano ancora parecchio spazio di manovra verso il basso) e il fatto che alcuni indici sono adesso su degli importanti supporti - per quel che riguarda gli indici che seguiamo da vicino ci riferiamo al settore delle banche (SX7E -0.39% a 140.29 punti) e al FTSE MIB italiano (+0.15% a 23541 punti). Se l'SX7E perde il supporto a 140 punti la tendenza di fondo da rialzista torna neutra e l'indice dovrebbe ricadere sui 130 punti. All'incirca lo stesso vale per il FTSE MIB - se il supporto intermedio a 23500 punti regge l'indice riprende il rialzo dopo un sano consolidamento. In caso contrario cadrà almeno di altri 750 punti. Per inciso siamo negativi da un punto di vista fondamentale per la borsa italiana - sotto questo punto di vista favoriamo la variante negativa.  La debolezza delle borse europee é una conseguenza di una vel