In questa rubrica Vi indichiamo la nostra opinione sul cambio EUR/USD e sull'oro.
Divise e materie prime hanno importanti influssi sui mercati azionari ed esistono chiare correlazioni tra lo sviluppo dei prezzi di queste due categorie d'investimento e quello dei mercati azionari. Nell'ambito delle nostre analisi interdisciplinari siamo quindi obbligati ad avere un'opinione in questo ambito pur non essendo specializzati nelle previsioni su divise e materie prime. L'interesse dei nostri lettori e clienti si concentra sul cambio EUR/USD e sull'oro - di conseguenza pubblichiamo queste due charts con una nostra analisi. Vi preghiamo, se non consigliato espressamente, di non utilizzare le nostre opinioni per speculazioni su divise e metalli preziosi. Per questi mercati valgono regole diverse che per i mercati azionari che rimangono il nostro tema favorito e sul quale riteniamo di avere le migliori conoscenze.

EUR/USD

16.11.2018, 07.30: Il cambio EUR/USD é stamattina a 1.1350.
Nella prima decade di giugno la tendenza a medio termine é passata al ribasso.
Per fine 2018 prevediamo un cambio sugli 1.18.

I movimenti delle divise sono determinati dagli interventi e dalle politiche delle Banche Centrali. I fondamentali economici giocano un ruolo secondario. Fare delle previsioni usando i deficit delle bilance commerciali o dei pagamenti o le differenze del potere d'acquisto non porta a risultati tangibili. Politiche monetarie molto espansive mantengono i tassi d'interesse artificialmente bassi e tendono a svalutare la moneta.

Il cambio EUR/USD ha toccato un massimo a 1.3993 a maggio 2014. Da quel momento la tendenza dominante é stata al ribasso fino a marzo 2015 con un minimo a 1.0462. Fino a dicembre 2016 il cambio é oscillato per quasi due anni tra gli 1.05 e gli 1.15 - ha consolidato e formato un'ampia base - le medie mobili hanno completato la discesa e sono passate in orizzontale. A fine 2016 alcuni eventi hanno causato ancora una fase di debolezza e originato un minimo definitivo. A novembre l'elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti ha provocato una spinta di ribasso fino a 1.0520. Il 14 dicembre la FED ha alzato i tassi d'interesse sull'USD e previsto altri 3 aumenti nel 2017 - il cambio é momentaneamente caduto a 1.0352. Solo a fine dicembre il cambio é tornato sopra gli 1.0520 terminando il ribasso. Il cambio ha iniziato il 2016 a 1.0860 e lo ha chiuso a 1.0520. Per saldo l'EUR ha perso il -3.1% su USD.
Il 15 marzo 2017 la FED ha nuovamente alzato i tassi d'interesse (+0.25%). L'USD si é indebolito invece che rafforzarsi e questo significa che la tendenza di fondo era cambiata.
Il 25 aprile il candidato moderato ed europeista Macron ha vinto il primo turno delle elezioni francesi. Il cambio é balzato fino a 1.0911 e in seguito sullo slancio é salito fino a 1.1022. Sul grafico si delinea un canale ascendente. Dopo un breve consolidamento si é verificata una rottura al rialzo. Il 27 maggio, grazie ad alcune dichiarazioni di Mario Draghi sullo stato dell'economia europea, il cambio é salito su un nuovo massimo annuale a 1.1350 - il rialzo é continuato e l'obiettivo intermedio a 1.14 é stato raggiunto a giugno. Dopo un consolidamento intorno a 1.14 il rialzo é proseguito - a fine luglio é stata superata la soglia degli 1.18.
Ad inizio agosto c'é stata un'accelerazione al rialzo di tipo esaustivo - a 1.1909 il cambio ha raggiunto un significativo massimo intermedio. Dopo una pausa di consolidamento con un ritracciamento in area 1.16 il rialzo é ripreso - prossimi obiettivi: 1.20 (barriera psicologica) - 1.24 (resistenza). Il 29 agosto il cambio si é impennato fino a 1.2070 - a corto termine il rialzo si é esaurito su un massimo intermedio. Il 26 ottobre la BCE ha annunciato di voler mantenere una politica monetaria estremamente espansiva anche nel 2018. L'EUR ha perso subito di valore e ha rotto il supporto a 1.17.

A corto termine si é però formato un supporto intermedio a 1.16 che ha bloccato il cambio per settimane tra gli 1.16 e gli 1.21. Nel 2018 questo range si é spostato a 1.19-1.21. Ad inizio gennaio avevano avvisato che "la rottura dovrebbe avvenire al rialzo". A metà gennaio il cambio ha accelerato al rialzo e ha raggiunto in un primo tempo gli 1.23 e dopo una pausa di una decina di giorni gli 1.25. Tra gli 1.22 e gli 1.26 c'é stata un'altra lunga pausa che a posteriori si é rivelata una distribuzione. La situazione politica italiana ha poi provocato un'inversione di tendenza. Tra il 25 ed il 26 di aprile il cambio ha rotto il supporto a 1.22. Il 1. maggio il cambio é sceso sotto gli 1.20 e ha raggiunto il 29 maggio un minimo intermedio a 1.1510. A maggio pensavamo che dagli 1.16 (minimi di novembre 2017) dovesse iniziare un rimbalzo fino a 1.20. Il supporto a 1.16 é stato invece bucato il 29 maggio grazie ad un momentum molto forte. Il rimbalzo é poi partito dal minimo intermedio a 1.1510 - come previsto ha fatto tornare il cambio a 1.18. L'esito della riunione della BCE del 14 giugno ha provocato un tonfo del cambio a 1.1560 - ci doveva essere un lungo consolidamento tra gli 1.15 e gli 1.18. Questa previsione era stata confermata dal doppio minimo a 1.1508 di metà giugno.
Il supporto a 1.1510 ha retto fino al 10 agosto quando si é verificata una rottura al ribasso. Il cambio é caduto il 15 agosto a 1.1300 come conseguenza della crisi della Lira turca. A breve doveva esserci un rimbalzo fino a 1.15 - mercoledì 22 agosto il cambio é già risalito a 1.1620. Per fine agosto ha recuperato fino a 1.1730.
Il cambio é tornato stabilmente nel trading range 1.15-1.18 fino ad ottobre. Il conflitto tra Italia e UE riguardante il budget dello stato e la debole crescita economica in Europa hanno provocato una rottura del supporto e il cambio deve tornare a testare i 1.13. L'esito é incerto - crediamo che da 1.13 il cambio debba risalire ma non siamo sicuri. A inizio novembre avevamo previsto che "Se risale "solo" a 1.15 é probabile che un successivo tentativo di ribasso provocherà una rottura del supporto". La rottura si é verificata il 12 novembre - le conseguenze sono ancora incerte.
A metà giugno la tendenza di medio termine é passata formalmente al ribasso.
L'US Dollar Index é oggi a 96.94.

Oro

Nel 2011 l'oro ha toccato un doppio massimo con un prezzo di 1912 USD il 23 di agosto 2011 ed uno di 1920 USD (nuovo massimo storico) il 26 di settembre 2011. Da qui si é sviluppata una prima correzione che é terminata lunedì 26 settembre a 1532 USD/oncia. C'é stata ancora una fase di rialzo che é sfociata ad ottobre 2012 in un massimo discendente a 1796 USD/oncia. In seguito c'é stata una definitiva inversione di tendenza - il ribasso é durato fino a giugno 2013 con un minimo a 1179 USD/oncia. Ad agosto l'oro é tornato sopra i 1400 USD/oncia. Questo rialzo si é però dimostrato effimero - a dicembre 2013, con un minimo a 1182 USD/oncia é stato testato con successo il minimo annuale a 1179 USD. Da questo solido doppio minimo é iniziata una fase neutra. L'oro ha continuato a scivolare verso il basso e ha raggiungiunto ad intervalli regolari nuovi minimi pluriennali - l'ultimo risale a dicembre 2015 a 1046 USD/oncia. Il ribasso é terminato su questo minimo. Nel 2016 c'é stato un rally fino a 1375 USD seguito da una caduta fino a 1122 USD. Infine l'oro si é stabilizzato sui 1250-1300 USD/oncia in una tendenza neutra.

16.11.2018, 07.30: Stamattina l'oro é a 1215 USD/oncia.

Sul medio termine i 1250-1300 USD/oncia sono un valido punto di riferimento intorno al quale l'oro avrà tendenza ad oscillare.
A metà aprile 2017 il prezzo dell'oro é salito a 1285 USD oncia - Abbiamo commentato: "é ipercomperato ma dovrebbe salire sui 1300 USD prima di essere obbligato a fare marcia indietro". Ha toccato un massimo a 1295 USD ed é ricaduto. L'8 maggio l'oro ha raggiunto i 1220 USD - questo doveva essere un minimo intermedio al quale doveva seguire una spinta di rialzo a 1300-1350 USD. Questa spinta é finita il 6 giugno a 1296 USD.
A inizio luglio l'oro é tornato sui 1210 USD - qui abbiamo previsto un minimo intermedio. È seguito un'altro rimbalzo di ca. 100 USD - un massimo intermedio si é probabilmente verificato il 29 agosto a 1326 USD. Il conflitto con la Corea del Nord ha provocato un'estensione fino a 1357 USD. Da una situazione di ipercomperato doveva esserci una spinta di ribasso di circa 100 USD. Un minimo intermedio si doveva situare sui 1250 USD. Il prezzo é sceso fino ai 1260 USD ed é poi ripartito verso l'alto.
A metà dicembre (11 e 12) l'oro ha toccato un minimo intermedio sui 1240 USD/oncia. È poi risalito e il 25 gennaio 2018 ha toccato un massimo intermedio a 1366 USD/oncia. Per mesi il prezzo dell'oro é oscillato senza tendenza sui 1300-1350 USD/oncia.
All'inizio di luglio l'oro é sceso a 1237 USD - dopo un rimbalzo c'é stata un'altra spinta di ribasso - finora questa ha provocato un nuovo minimo annuale a 1160 USD/oncia. Ha settembre abbiamo previsto che "la divergenza positiva sulla RSI ci dice che si avvicina un importante minimo a medio termine. L'oro può risalire a 1230-1250 USD/oncia." L'oro é risalito ad ottobre a 1243 USD. Adesso deve consolidare sui 1200 USD - la tendenza di medio termine sta però diventando rialzista.

La tendenza di base e di lungo termine é neutra. Al momento l'oro, in mancanza di inflazione e di gravi problemi nel sistema finanziario, é un investimento poco interessante. Il prezzo dell'oro sale quando l'USD si indebolisce e viceversa. 

Goldkurs in Euro EUR, 1 Jahr

Questo é il grafico del prezzo dell'oro espresso in EUR per oncia. Noterete confrontando i due grafici che le oscillazione del prezzo in USD dipendono molto e sono inversamente correlate con il valore dell'USD.
I movimenti del prezzo dell'oro in Euro sono meno drammatici. A fine settembre 2012 l'oro ha toccato un nuovo massimo storico a 1381 EUR/oncia. È poi iniziato un ribasso che é terminato a gennaio 2014 quando é stato toccato un minimo a 868 EUR/oncia.
A medio termine la tendenza é neutra. L'oro oscilla semplicemente sui 1100 EUR/oncia.

16.11.2018 07.30: 1071 EUR/oncia