In questa rubrica pubblicheremo ad intervalli irregolari degli studi speciali su dei mercati finanziari diversi da quelli analizzati normalmente.
Lo scopo é di soddisfare richieste di clienti o di presentarvi delle proposte d'investimento interessanti per operazioni sul medio termine.
Febbraio 2012 - Gas naturale
All'inizio del 2012 abbiamo avuto la cattiva idea di cominciare a studiare il mercato del gas naturale cercando di farci un'opinione e tentare di fare delle previsioni sullo sviluppo del prezzo.
Le ragioni del nostro interesse sono molteplici. Da una parte il gas naturale é uno delle poche fonti di energia, materie prime e assets finanziario che da anni non fà che perdere di valore. Da un massimo storico a metà del 2008 fino a febbraio di quest'anno il prezzo é sceso di circa l'80%. Considerando il bisogno mondiale di energia in continua ascesa ed il rialzo delle quotazioni del petrolio, il calo del prezzo del gas naturale sembra a priva vista costituire una buona occasione d'investimento. Inoltre c'é un ETF long a leva 2 quotato alla borsa di Milano (LNGA - Leveraged Natural Gas ETF) che per lungo tempo é stato consigliato da parecchi blog italiani. Persone che possiedono questo ETF ed hanno pesanti perdite ci hanno contattato per avere un consiglio.
La prima cosa che abbiamo dovuto constatare é che non esiste un prezzo ed un mercato per il gas naturale ma ce ne sono una moltitudine a seconda di qualità e provenienza. Il gas naturale europeo é generalmente 8 volte più caro di quello americano. Normalmente però si guarda il prezzo di riferimento del gas naturale nel Nord America - il Henry Hub Natural Gas - che viene espresso in USD per MMBTU (millions of British Thermal Units). In America esiste un'agenzia indipendente (EIA - US Energy Information Administration) che fornisce tutte le possibili informazioni riguardanti il mercato del gas naturale ed é una fonte primaria di studio.
Chi segue il prezzo del gas naturale si riferisce in genere al grafico sottostante che riporta lo sviluppo del future a prossima scadenza.

Nell'introduzione abbiamo parlato di cattiva idea. Quando ci avviciniamo ad un nuovo mercato non ci limitiamo a studiare i grafici ma vogliamo anche conoscere i fondamentali. Ci siamo trovati di fronte ad un cumulo enorme di informazioni, per la maggior parte non adatte ai nostri scopi, superflue e trattate in maniera superficiale e senza una chiara sistematica.
Il prezzo del gas naturale dovrebbe in linea di principio essere influenzato da domanda ed offerta. Il gas naturale ha però delle caratteristiche che lo rendono un bene particolare. Per essere trasportato ci sono bisogno pipelines. Non é possibile spostarlo facilmente da un luogo all'altro compensando le differenze di prezzo. La tecnica di liquefazione (LNG liquified natural gas), che rendo possibile il trasporto su nave, é ancora in sviluppo e non permette l'esistenza di un mercato omogeneo a livello mondiale. Il gas naturale ha prezzi molto diversi tra un continente ed un'altro. In Europa é mediamente 8 volte più caro che in America. Gli americani hanno un'eccesso di produzione e stanno pensando di cominciare ad esportare usando impianti di LNG. Nel futuro i prezzi a livello mondiali dovrebbero quindi avvicinarsi ma resteranno ugualmente forti differenze geografiche. Le pipelines implicano contratti di fornitura a prezzi fissi. Il prezzo del gas naturale é poco elastico.
Restiamo quindi negli Stati Uniti poiché questo é il prezzo del gas naturale che ci interessa e sul quale possiamo investire. La domanda non é flessibile poiché il consumo dipende dagli impianti. Se il prezzo scende l'americano non può decidere da un giorno all'altro di scaldare la casa con il gas invece che con il gasolio o far funzionare l'auto con il gas invece che con la benzina. Nel tempo esiste un'effetto di sostituzione per la semplice ragione che il contenuto calorico del gas naturale é, ai prezzi attuali, 50 volte superiore a quello del petrolio. A corto termine però la domanda dipende principalmente dalla meteorologia. Un'inverno freddo aumenta la domanda. Abbiamo quindi studiato i bollettini meteorologici senza trovare un nesso chiaro e diretto tra rigore degli inverni, consumi di gas e prezzo.
Un tampone tra domanda ed offerta é costituito dalla scorte. Anche in questo caso ci sono statistiche fiume ed esperti che settimanalmente analizzano i dati sulle scorte. Dopo ore di studi non abbiamo trovato un valido nesso tra scorte e prezzo.
Ancora più complicata diventa la situazione a livello di offerta. Negli anni scorsi in America é stata sviluppata la tecnica di estrazione del gas naturale da roccie sedimentarie tramite fratturazione idraulica. Questa tecnica innovativa ha profondamente trasformato il mercato creando un'eccesso d'offerta e tramutando l'America in un potenziale Paese esportatore. La prima importante e semplice conclusione é quindi che il prezzo del gas naturale é correttamente sceso poiché c'é una forte produzione ed un'eccesso d'offerta. Anche in questo campo gli studi sono molteplici e sfiorano talvolta il ridicolo. È giusto osservare lo sviluppo delle pipelines e monitorare i progetti più importanti - questi a medio e lungo termine possono avere un'impatto sull'offerta. Ogni settimana però vengono acribicamente analizzati i dati sul numero delle trivelle attive, divise tra trivelle orizzontali, verticali e direzionali. Regolarmente esperti tentano sulla base di questi numeri di fare previsioni sullo sviluppo del prezzo del gas naturale sbagliando spesso e volentieri.
Noi pensiamo che il problema é molto semplice - ci sono troppi fattori in grado di influenzare i fondamentali del prezzo del gas ed un'analisi separata non porta risultati soddisfacenti. Uno studio che coinvolga tutti i parametri é troppo complesso e riservato a specialisti. Dubitiamo inoltre che valide previsioni siano possibili. Al massimo si possono identificare delle tendenze di massima.
In mezzo a questa valanga di dati ne abbiamo ritenuto uno che ci sembra molto significativo. Sulla base di parecchi studi il prezzo di produzione del gas naturale dell'Henry Hub si aggira sui 2.30 USD. Consideriamo questo valore un buon supporto a medio termine. È possibile che società decidano di vendere sotto il costo di produzione a copertura dei costi fissi e quindi il prezzo può per brevi periodi scendere sotto i 2.30 USD. Riprenderemo questo tema nel capitolo dedicato all'analisi tecnica.
Il gas naturale é una materia prima che viene trattata in borsa. Il prezzo non dipende quindi solo da domanda ed offerta fisica ma anche dalla speculazione finanziaria. Esistono futures e derivati che vengono scambiati giornalmente e molte operazioni avvengono indipendentemente dai valori fondamentali. Ci sono alcuni grandi players, con a capo la Morgan Stanley, in grado di muovere (e manipolare) il mercato. Molte variazioni nei prezzi sono unicamente la conseguenza di speculazione e chi investe in questo mercato deve rendersi conto di agire contro attori forti e potenti ed in grado di rendere lo sviluppo del prezzo del gas naturale un gioco incomprensibile.
Arrivati a questo punto la nostra prima conclusione é che questo mercato é per noi da un punto di vista fondamentale troppo complicato ed imprevedibile. Vediamo come si mettono le cose usando l'analisi tecnica.
Il prezzo del gas naturale é in una tendenza ribassista a medio e lungo termine. A corto termine l'accelerazione al ribasso avvenuta a gennaio 2011 e sfociata in un minimo sui 2.25 USD (cash) é significativo. Questo minimo corrisponde al costo di produzione stimato ed é logico che su questo livello ci sia un forte supporto. A corto termine tra i 2.30 ed i 2.50 USD si sta formando una buona base per un rialzo in controtendenza fino ai 3 USD. Dopo, probabilmente nei mesi estivi, dovrebbe esserci un'ulteriore test del minimo con un possibile nuovo minimo marginale. Considerando il supporto fondamentale fornito dal prezzo di produzione sui 2.30 USD, ci immaginiamo un minimo definitivo sui 2.00-2.10 USD.
In seguito é probabile la formazione di una larga base come premessa di un rialzo a lungo termine. Il mondo ha bisogno di energia ed il gas naturale é troppo a buon prezzo rispetto a prodotti simili e concorrenziali. L'effetto di sostituzione e distribuzione avrà però bisogno di parecchio tempo. La risalita del prezzo dai livelli attuali potrebbe impiegare anni ed un'investimento effettuato ora nel gas naturale potrebbe aver bisogno di parecchio tempo prima di diventare veramente profittevole.
L'ultimo aspetto da affrontare é come investire nel gas naturale. Non potete comperare gas naturale al prezzo spot e semplicemente aspettare. Il sistema più semplice é comperare un future e continuamente prolungarlo mano a mano che viene a scadenza. Il problema é che il mercato del gas naturale é sempre in contango - vale a dire che i prezzi dei contratti a termine sono superiori al prezzo in contanti. Per fare un'esempio il prezzo attuale a marzo 2012 é a 2.55, ad aprile é a 2.69, a marzo 2013 é a 3.66. In questa maniera per tenere il gas naturale un'anno si perde più di 1 USD solo di costi. Questo é importante saperlo poiché tutti i prodotti finanziari (ETF, certificati) sono in una maniera o nell'altra legati a questo effetto negativo.
Facciamo l'esempio del famoso ETF LNGA. Di tanto in tanto il LNGA reagisce in maniera strana. Questo strumento non segue esattamente il prezzo del gas naturale poiché é un derivato di un'indice sintetico. Qui c'é una spiegazione - purtroppo in inglese.
http://www.ipathetn.com/static/pdf/gaz-fact-sheet.pdf
LNGA é un derivato long a leva 2 del Dow Jones-AIG Natural Gas Total Return Index. Questo indice ha come base il prezzo del gas naturale dell'Henry Hub. L'indice é un'ottimizzazione tra vari futures - l'ottimizzazione la
decide però il trader dell'indice e visto che é vittima del contango e deve seguire delle
regole fisse facendosi regolarmente fregare dalla concorrenza perde per strada
parecchia performance. Attenzione allora - uno pensa di comperare gas naturale e guarda il prezzo indicato sul grafico soprastante ma in realtà
compra un derivato di un'indice sintetico che si muove su differenti
prezzi di gas naturale.
Riassumendo il mercato del gas naturale é molto complesso. Le previsioni sono difficili e non bisogna lasciarsi invogliare dal prezzo otticamente molto basso. Consigliamo agli interessati un'investimento tra i 2.00 USD ed i 2.50 USD. Questo può avvenire ora in un'ottica a corto termine prevedendo un rimbalzo verso i 3 USD. Oppure si può operare sul lungo termine preparandosi però ad attendere parecchio tempo e subire molte frustrazioni prima di ottenere un buon guadagno.
Buona fortuna - noi personalmente rinunciamo a qualsiasi investimento in questo mercato che non riusciamo a capire bene ed i cui fondamentali sono troppo complessi. Solo dopo la formazione di una solida base sui 2.00-2.50 USD e dopo aver aggiornato i fondamentali, saremo pronti a rivedere la nostra opinione e considerare un'investimento in questa interessante fonte energetica.
BEM / 16 febbraio 2012